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106 tweet da Mad Men: ... la parola ai persuasori occulti

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L’uomo più influente del mondo, secondo il sondaggio promosso da Salon.com, un prestigioso sito americano, non è Barack Obama e nemmeno papa Francesco (né tantomeno Berlusconi), ma è addirittura un personaggio fittizio: il mitico Don Draper, protagonista del serial TV Mad Men, vincitore di 15 Emmy Awards (di cui tre per la Miglior sceneggiatura per una serie TV drammatica, per tre anni consecutivi) e tre Golden Globes come Miglior serie drammatica, oltre a innumerevoli altri premi assegnati ad attori e attrici.

Draper & Co. hanno imposto un nuovo concetto di eleganza e di glamour, mostrando però anche i punti deboli di una generazione (quella dei baby boomers) che ha indubbiamente dato un enorme impulso alla crescita dei consumi della civiltà occidentale, ma che aveva molto da imparare su temi ai quali oggi la società è assai più sensibile, come il rispetto per le donne e le minoranze etniche, il salutismo o l’ecologia.


Come si sarebbero espressi Don, Roger, Joan, Peggy, Pete se avessero potuto comunicare col cellulare? Se Twitter fosse stato inventato cinquant’anni fa, probabilmente alla Sterling Cooper Draper Pryce ne sarebbero andati matti, perché i “cinguettii” di 140 caratteri sono lapidari e caustici come uno slogan pubblicitario e possono essere, anche, estremamente seducenti.

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