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Dire il controvertibile. Una riflessione su verità e realtà del molteplice

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Summary

Questo contributo concerne temi della filosofia prima e speculativa. Analizza lo sfuggente nesso tra essere e nulla e intende mostrare il carattere solo doxastico e non epistemico del divenire e delle relative forme. Tematicamente legato al precedente Dire l’incontrovertibile. Intorno all’analisi filosofica di Gennaro Sasso (2007), il presente lavoro ne riprende la tesi della coincidenza semantica di «essere e nulla» e della coestensività logica della loro opposizione all’accadimento del linguaggio doxastico-speculativo. Tenta quindi di svolgerne ulteriori conseguenze. Il saggio individua nell’aporetica della «contraddizione» e nella sua parentela ontologica con la dinamica della «contrarietà reale» il crocevia per proporre una lettura aperta della molteplicità e della vita del pensiero. L’accadimento discorsivo della vita è quindi analizzato a riscontro dell’aporetica russelliana delle classi. Tale mossa è funzionale sia per intendere le caratteristiche delle finzioni concettuali attraverso cui patisce e agisce, nella sfera doxastica, la mente simbolica e intersoggettiva, sia per comprendere la natura delle finzioni e delle astrazioni giuridiche attraverso cui è de-costituibile l’accadimento del mondo politico e l’inafferrabile momento istituente della sovranità. Lo è, di seguito, per proporre un'interpretazione della realtà quotidiana e della connessa esperienza di vita in termini di «segnicità» e di «virtualità» reticolari. La lettura dei mondi di vita in termini di «rete» e di virtualità consente infine di tentare una decifrazione filosofica dei fenomeni della globalizzazione e della «virtualizzazione» delle realtà sociali attraverso internet.

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