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Il Natura dell’Anima

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Summary

Oggi si sente spesso parlare di psicologia, ovvero lo studio del comportamento umano. Ma che cosa sappiamo veramente sulla natura della psiche, da cui la parola psicologia deriva?
Il dizionario definisce la psiche come l’anima, la mente o lo spirito umano. Ciò implica che l’Uomo non è soltanto un corpo fisico, che la totalità dell’Essere Umano include qualcos’altro, oltre a ciò che possiamo percepire con i cinque sensi. Questo ci introduce alla straordinaria prospettiva che l’Uomo possegga un’unità di energia della quale il corpo fisico, con i suoi cinque sensi, non è che una parte.
Carl Jung, il grande psichiatra svizzero che introdusse i concetti di inconscio collettivo, degli archetipi e dei complessi, definì sinteticamente la psiche come “la totalità di tutti i processi psichici (attività o funzioni che avvengono fuori dalla sfera della scienza e della conoscenza fisica), sia consci, sia inconsci”. Egli era convinto che la psiche sia un sistema che si auto-regola, più o meno nello stesso modo in cui il corpo fisico cerca continuamente di mantenere un equilibrio tra qualità opposte, in un continuo sforzo di crescita. Jung chiamò questo processo “individuazione”: il raggiungimento dell’auto-attualizzazione attraverso il processo di integrazione dell’inconscio con la parte cosciente. Egli suddivise la psiche in tre componenti principali: l’ego (la mente conscia), l’inconscio personale (i ricordi, inclusi quelli rimossi) e l’inconscio collettivo (una sorta di eredità psicologica che contiene la totalità della conoscenza e delle esperienze che sono condivise dagli esseri umani come specie).
Nell’ambito della Metafisica, potremmo dire che la psiche dell’Uomo include la Personalità (che si compone del corpo eterico-fisico, del corpo emotivo e di quello mentale), l’Anima (una struttura a sua volta composta da tre parti: Atma, Buddhi e Manas), e un’estensione del concetto Junghiano di inconscio collettivo comprendente un Superconscio collettivo, che chiama in campo archetipi più esoterici, come i Sette Raggi, e altri fattori come il karma e la reincarnazione. La psicologia ordinaria, persino quella di Jung, non considera nessuno di questi elementi, e non è quindi in grado di rispondere ad alcuna domanda sulla vita oltre la morte o sulle leggi cosmiche, essendo limitata dai “dogmi”, dal contesto dei tempi in cui è stata sviluppata; non si addentra in un’esplorazione totale delle regioni più profonde della psiche, che costituiscono l’ambito di esplorazione della Saggezza Perenne. È opportuno notare, tuttavia, che Jung stesso fu una persona dalla forte inclinazione esoterica, ma mantenne sempre i suoi interessi esoterici separati dal suo lavoro nella medicina ortodossa.

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