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La rottura dell'anima

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Summary

Se, per ipotesi, dopo la morte, adempiendo il comandamento divino che vuole la crescita e la moltiplicazione di tutto ciò che vive, la nostra anima si potesse scindere in più parti per originare le anime dei nascituri, pur continuando a conservare nello stesso tempo la propria identità, in un processo simile a quello eucaristico del pane spezzato, sarebbe possibile immaginare che essa percorra contemporaneamente, al di là della vita, diversi cammini, secondo le proprie responsabilità ed esigenze evolutive: una parte di essa potrebbe posizionarsi in un contesto di beatitudine, un’altra in uno di sofferenze, un’altra ancora, come suggeriscono le religioni orientali, potrebbe fare nuove esperienze nella nostra dimensione.
È, questo, uno solo dei nove scenari possibili, conseguenziali all’ipotesi della Rottura dell’anima, dipinti fantasiosamente dal protagonista, nella sua passeggiata nella fantareligione. Uno scenario in cui la visione escatologica occidentale, rivista secondo la sua personale interpretazione della giustizia divina, s’incontra con quella orientale, alla quale si è sempre contrapposta.
Ma il protagonista non è uno studioso di religioni, o un teologo, per cui la sua passeggiata in questo campo è leggera e rilassata, perché egli indugia, ogni tanto, a guardare il panorama del paesaggio circostante, facendo proprie riflessioni soprattutto sul cristianesimo, cogliendone sia l’originaria bellezza, sia il disordine in esso introdotto dall’uomo; e anche perché ogni tanto si ferma: ora volge indietro lo sguardo a considerare il cammino percorso, ora in avanti, per immaginare quello che deve ancora percorrere.
Non ha certezze, né sul punto di partenza, né su quello d’arrivo, e la fede non è proprio il suo forte. Non gli rimane, pertanto, che formulare ipotesi…

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