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La memoria incompiuta del visibile

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È come guardare su un mondo fuori dal tempo, da ogni contesto, che riesce allo stesso tempo ad indicarci un significato, un’idea, un pensiero che riesce a toccarci profondamente, come se lo riconoscessimo come già “nostro” eppure ancora sconosciuto a noi stessi, fino a quel momento.
È la piacevole sensazione di una comprensione che non richiede spiegazioni – “Ha il mistero dell’attesa, / quella umana, quella vera.” – eppure nella sua perfetta presentazione ci soddisfa a pieno come se racchiudesse un’infinità di sensi.

Rita Traini (1952) è nata e vive a Fermo, dove lavora come Pedagogista/Pedagogista clinica presso il Centro di Riabilitazione “Maria Montessori”; già psicomotricista nello stesso centro e insegnante di scuola primaria nella provincia di Ascoli Piceno, è anche Formatrice per corsi di aggiornamento in merito alle problematiche dei Disturbi dell’Apprendimento e della Pedagogia speciale. È anche Docente di Pedagogia speciale, Filosofia dell’educazione, Epistemologia pedagogica presso la Scuola per educatore professionale della regione Marche e Docente di Pedagogia presso il Corso biennale di specializzazione polivalente per insegnanti di sostegno di Montelparo. È autrice di articoli sulla psicomotricità e dei volumi Un progetto per Apprendere e Prova e Riprova (tre volumi per la scuola dell’infanzia). È curatrice della pubblicazione Scuola e Professione: guida ad una scelta USL n. 21 Fermo e autrice del testo Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Studio di un caso complesso: ipotesi interpretativa e metodologica. Al tentativo di esprimere il rappresentabile in forma visiva corrisponde il taglio descrittivo delle poesie intese a cogliere la memoria incompiuta del visibile.

 

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