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Keith Jarrett - Improvvisazioni dall'anima

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Summary

Alessandro Balossino tratteggia la storia di uno dei pianisti più geniali della recente storia della musica: Keith Jarrett, Un viaggio all’inteno della sua opera ma anche degli aspetti umani che hanno travagliato la sua vita materiale e spirituale, dai momenti terribili della malattia all'interesse per le illuminanti teorie filosofiche di Georges Ivanovic Gurdjieff, dalle intuizioni sul palco alla turbolenza nei rapporti con gli altri. E poi la musica, la sua ricerca dell’improvvisazione pura. Keith sale sul palco non sapendo ancora cosa suonare. Si concentra mentre in sala non vola una mosca, rendendo a volte l’attesa persino imbarazzante. Poi, come per miracolo, si china sulla tastiera, le mani si avvicinano ai tasti, li sfiorano e finalmente arriva la prima nota. A volte l’attacco è faticoso, Jarrett non riesce a trovare il seme giusto e gli riesce difficile uscire dalla situazione in cui si è cacciato. Poi accade quello che nessuno pensa sia possibile, arriva un’altra nota; quella giusta. Keith compone all’istante, senza partitura, senza rete, suona quello che la mente gli suggerisce. Lo sforzo è sovraumano, si contorce, ondeggia, si alza dallo sgabello, batte i piedi sul legno del palco, si agita, cerca di accompagnare le note con il corpo, canticchia la melodia un attimo prima di eseguirla con le mani, ansima. Il più delle volte la musica è meravigliosa, si sentono Chopin, il blues, il jazz, la poesia, un ritmo ostinato, una melodia indiana, così come accadde durante il suo famoso concerto di Colonia: The Koln Concert, il disco più venduto nella storia del jazz.


 

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