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IL SUONO La prima semplice spiegazione che bisogna distinguere un suono da un rumore.

. Quello che noi avvertiamo come SUONO, una variazione, rispetto ad un valore costante, di questo suono nella pressione dellaria. Se questa variazione viene ripetuta ciclicamente un certo numero di volte in un intervallo di tempo, percepiamo un suono. Con gli intervalli di tempo si definiscono quelle che tutti chiamiamo, NOTE MUSICALI (un LA 440 intervalli di tempo).

Per propagarsi, un suono ha bisogno di un mezzo che lo trasporti, ad esempio laria, in quanto le sue particelle, trasmettono fra di loro la vibrazione generata dalla sorgente e la propagano nello spazio. Qualsiasi mezzo, solido, liquido o gassoso, in grado di trasportare il suono, che influisce in base alla sua densit, alla velocit dello stesso. Il suono pi semplice la sinusoide. LE ARMONICHE La sinusoide, forma donda pura, solo una parte che compone il suono, per valutarlo completamente bisogna approfondire cosa sono le armoniche. Per fare un esempio semplice, prendiamo in considerazione la corda di una chitarra che viene pizzicata, in questo caso un LA a 440 hz. Il suono certamente pi bello di una semplice sinusoide, pi corposo, la cassa armonica della chitarra stessa, le vibrazioni del legno stesso, lambiente circostante che ne aumenta la sonorit con il suo reverbero, tantissimi sono i fattori che colorano e arricchiscono un suono, ma entriamo nello specifico. La prima armonica generata con il pizzico della corda : LARMONICA FONDAMENTALE, che a 440hz, successivamente e insieme vengono generati tutti i multipli di quella frequenza, ma con ampiezza e dimenzione sempre minori. Seconda Armonica 880 hz Terza Armonica 1320 hz

La prima armonica fondamentale quella che percepiamo meglio, quella pi forte, poi la seconda armonica, che doppia, si sovrappone. In nozioni musicali si tratta quindi di unottava a 880hz ed essendo la stessa nota il suono pi caldo e corposo. La terza armonica per non pi un LA, quindi aggiunge nuove caratteristiche che danno al suono quella magia che una povera sinusoide da sola non pu fare. Le armoniche importanti sono tantissime, crescono in modo esponenziale ma diminuiscono di ampiezza, solo una decina sono decisive per la costruzione del suono. Da qui si entra in un argomento molto importante per i tecnici del suono e musicisti, che da sempre discutono sulle qualit delle apparecchiature valvolari oppure a transistor. Gli apparecchi a valvola, microfoni, compressori, amplificatori, enfatizzano la seconda armonica, quindi contribuiscono a rendere il suono pi caldo e pastoso. Gli apparecchi a transistor invece enfatizzano la terza armonica. Qui il dibattito potrebbe essere infinito, e i sostenitori delluna o laltra parte non finirebbero mai di discutere. Io personalmente faccio sempre lesempio del pittore e la tavolozza di colori: per fare un bel quadro servono tutti i colori e tutti i pennelli, si usano secondo lopera darte che si vuole creare. IL COMPRESSORE: Il compressore il processore al quale nessun fonico pu rinunciare, soprattutto adesso, che la destinazione del nostro master finale dovr subire i limiti di dinamica degli mp3, oppure dei pi incrfedibili settaggi di equalizzazione e mastering delle radio e delle televisioni, oppure delle pi svariate trasformazioni nei codec video dei cd rom o dei filmati per Internet. Insomma, se il nostro master potr essere ascoltato da un normalissimo lettore cd a 16 bit, in un imbianto hi fi discretosar per un puro miracolo, ormai siamo nellera del podcasting, che a mio avviso vuol direche ognuno ormai fa quello che gli pare! Il compressore lavora sulla dinamica di ingresso, ne riduce lampiezza se esubera da una soglia prestabilita, per poi restituire gli stessi decibel in uscita di quanto lo abbiamo abbassato. Facendo cos guadagnamo in potenza. A volte meglio un mix non curatissimo, ma che pompa forte, leffetto psico-acustico che risulta comunque sempre apprezzato. E un uso che in questi anno ha penalizzato i il lavoro sui piani sonori come si usavano una volta, sopratttto nel pop i pianissimo e i fortissimo non esistono quasi pi, ma cambiata anche la musica in questi anni, le canzoni sono pi corte, devono sparare forte in radio e pi nessuno fa partire un ritornello oltre i 50 secondi. SOGLIA: Il compressore ha vari settaggi di regolazione, il primo importante la soglia :THRESHOLD. Il valore si misura in db ed il punto in cui il compressore inizia a funzionare.

RATIO: Il secondo settaggio la RATIO, cio il rapporto entro il quale lampiezza viene ridotta, ma solo sopra la soglia, il segnale in basso rimane inalterato. I vari set di ratio sono 1:1 - 2:1 - 3:1 - 4:1 e cos via. Analizziamoli: 1:1 non succede niente, il segnale entra e esce intatto. 2:1 Sopra la soglia stabilita il segnale viene dimezzato, cio se il suono supera di 20db la soglia (Threshold) diminuir di 10db e cosi via 3:1 - 4:1 saranno rapporti di compressione sempre pi incisivi fino ad i livelli estremi oltre i 10:1 in cui il compressore si trasforma in un LIMITER, praticamente fa un muro quasi insuperabile. ATTACCO: Laltro settaggio importante il TEMPO DI ATTACCO. Il compressore entra in funzione pi o meno velocemente, e lunit di misura di regolazione in millisecondi. Questo settaggio fondamentale nella musica, facciamo alcuni esempi, mentre registriamo un basso elettrico, un tempo di attacco veloce taglier il pizzicato del polpastrello, un tempo lento invece far passare il pizzicato e fermer lintensit del basso successivamente. Nel funky nel rock si utilizzar un attacco lento, nel pop invece un attacco veloce per amalgamare meglio il basso sulla cassa della batteria. Un altro esempio simile sul rullante, un attacco lento valorizzer il suono della bacchetta che sbatte sul bordo, un attacco rapido schiaccier il rullante con un effetto di pompaggio forte. Questo tipo di compressione con una soglia 3:1 e un Plate Reverb magari Lexicon renderanno

il rullante uno sparo meraviglioso.

RILASCIO: Laltro 2 set sono: il TEMPO DI RILASCIO ( Release time), importantissimo perch la soglia in cui il compressore scende a zero, e il TEMPO DI TENUTA (Hold time) il tempo in cui il compressore in azione. Insieme formano una coppia formidabile poich con i loro settaggi si riesce a volte a trasformare un suono o a salvare una registrazione sbagliata. Facciamo lesempio del solito basso elettrico. Nelle ballad spesso si suona le note lunghe, il tempo di tenuta deve essere lungo e deve durare a volte un intera battuta di 4/4 per poi scendere subito e dare la possibilit di suonare la nota successiva. Il risultato sar un bel basso perfettamente stabile e amalgamato con il brano. Oppure immaginamo un rullante vero in un ambiente naturale, un bel reverbero vero di un secondo e mezzo. Con un tempo di tenuta lungo, il reverbero viene messo in secondo piano, con un tempo di tenuta corto il reverber sar pi potente del rullante stesso. Nel pop spesso si schiacciano molto i rulanti con un attacco veloce, e veloce anche il tempo di tenuta, per lasciare tutta la magia dellambiente vero in cui stato registrato che scoppia fuori. Famose sono le batterie degli U2 con gli ambienti in primo piano, in cui si sente benissimo il microfonaggio multiplo che riprende stereofonicamente oltre ad i pezzi della batteria, anche lambiente circostante. SOFT e HARD KNEE: La traduzione in italiano e buffa: GINOCCHIO DURO e GINOCCHIO MORBIDO, per rende lidea bene. Sono 2 tipologie di compressore, in quasi tutti gli apparecchi si pu scegliere il primo o il secondo metodo, secondo lintervento che si vuole avere. COMPRESSORE MULTIBANDA: Questo tipo di compressore usatissimo nel mastering, dove necessario intervenire solo su alcune frequenze, oppure si deve usare tempi di attacco e rilascio diversi in base alle frequenze.

A volte luso altamente creativo, un compressore multibanda pu diventare un de-esser, o un de-pop, cio pu essere settato lintervento solo sulle frequenze dai 5000-7000hz per limitare le sibilanti, oppure da 80 a 150hz per correggere una registrazione con troppe P (esplosive) in evidenza. Si pu usare per correggere una chitarra con troppi cigolii e sfregamenti alle corde, oppure nel master finale per limitare solo alcune bande di frequenza sbagliate durante il mix e ottenere pi dinamica. negli anni passati in SALA TRANSFER per la realizzazione della lacca master per il vinile, si usava molto gli equalizzatori a terzi di ottava per fare veri e propri tagli, togliendo a volte anche moltissime armoniche. Oggi si usa molto di pi i compressori multibanda, che correggono senza togliere quasi niente, anzi rinforzano moltissimo la dinamica generale. I compressori hardware sono a volte estremamente costosi e fabbricati solo da marchi prestigiosi, oggi molti plug-ins per software audio sono una valida alternativa. Il plug-in L3 della Waves sul missaggio finale a volte un vero miracolo.

GLI EQUALIZZATORI Le frequenze che lorecchio umano riesce a sentire sono tra 20hz e i 20.000hz. Quando un suono, trasformato in segnale elettrico da un microfono, entra in un mixer, viene elaborato dai circuiti di equalizzazione che modificano le sue frequenze. Lequalizzatore quel circuito che consente di aumentare o diminuire una certa frequenza, senza modificare le atre, ed assolutamente necessario sia durante la ripresa microfonica (per correggere carenze del microfono a volte non perfettamente idoneo) o durante il missaggio, quando si passano ore ed ore sul mixer per completare il progetto finale. Gli equalizzatori possono essere di diversi tipi: PARAMETRICI che si dividono in: COMPLETAMENTE PARAMETRICI Questo equalizzatore presente nei migliori mixer professionali, e pu modificare completamente la campana di equalizzazione, cio LA FREQUENZA, IL GUADAGNO, IL FATTORE DI MERITO o CAMPANA (Q).

I mixer di fascia alta come hanno 4 bande di equalizzatore parametrico, bassi,mediobassi,medio alti, alti.

Molti altri mixer come Neve o il modello G di SSL raffigurato in basso, hanno solamente (solamente si fa per dire) i controlli completi di campana nei medio bassi e nei medio alti, mentre sulle basse e alte frequenze ci sono solo i controlli di guadagno e frequenza. Si tratta dei due marchi pi prestigiosi del mondo, e non ci si deve preoccupare di questa carenza, poich lestensione dei controlli centrali estremamente potente.

Poi ci sono i SEMIPARAMETRICI di fascia pi bassa, che hanno 4 bande di intervento, ma la CAMPANA nei controlli centrali fissa, e nelle alte e nelle basse ci sono degli SHELVING detti anche equalizzatori a scaffale, che hanno solo il guadagno e una frequenza di taglio fissa. Le frequenze fisse variano da mixer a mixer. I migliori hanno: nelle basse un interruttore che la varia da 60 a 100hz, e nelle alte un interruttore che varia da 8000 a 12000hz. In mixer pi economici hanno proprio i tagli fissi, in genere 80hz in basso e 10000hz in alto.

Poi nei mixer meno costosi vengono inseriti solo gli EQUALIZZATORI DI PICCO, dove i valori di frequenza e la campana sono fissi. E possibile cambiare solo il guadagno, e le frequenze in genere vengono divise in bassi, medi, alti.

EQUALIZZATORE GRAFICO Quello grafico un tipo di equalizzatore composto da una serie di equalizzatori a campana. La larghezza della campana varia secondo il produttore e il tipo di uso si deve fare. Questo tipo di equalizzatori si dividono in 3 tipi: ad 1 ottava ( 1o bande) a 1/2 ottava (20 bande) ad 1/3 di ottava (31 bande) Il primo un tempo si trovava spesso negli impianti hi-fi, il secondo era rivolto ad i musicisti, ancora oggi si trova in alcuni ampli per basso, il terzo tipo era molto in uso nelle sale di registrazione.

Luso tipico dellequalizzatore a terzi di ottava nelle regie degli studi professionali, era di inserirlo tra il mixer e lamplificatore delle casse, per correggere tramite lequalizzazione gli eventuali problemi acustici della regia stessa. Oggi fortunatamente si preferisce correggere i problemi delle onde stazionarie e di riflessioni eccessive correggendo fisicamente la regia, con trappole, RPG, tagli degli angoli ecc ecc, e non fare pi tagli drastici con lequalizzatore che a volte peggioravano la situazione. Gli equalizzatori possono essere costruiti in 2 modi: PASSIVI o ATTIVI. Nel caso di mixer molto economici, la scelta di non usare una reale alimentazione porta ad un risparmio economico molto alto, e si usa in tutti quei mixerini da pochi euro per il piano bar, per piccole diffusioni audio nei locali, per tutti i casi dove non serve una qualit eccelsa. Non avendo lalimentazione questi equalizzatori non possono realmente dare un guadagno di EQ, e praticamente quando al massimo in genere solo FLAT cio non viene toccato, mentre reale sar lattenuazione. Lunico problema che a causa dei componenti passivi il segnale di ingresso sar lievemente pi basso, ma per questo tipo di uso va benissimo. Gli equalizzatori invece che utilizzano componenti attivi, cio alimentati, usano componenti a transistor, ed effettivamente questi producono un reale guadagno del segnale, donando la potenza necesaria, ma in questo caso molto importante la qualit dei componenti elettronici montati. Questo tipo di circuiteria pu generare rumore e distorsioni, ecco il motivo della scelta , negli

studi di registrazione, dei prestigiosi marchi Neve, SSL, GML, API, Focusrite ecc, perch la componentistica di qualit altissima permette di effettuare tagli di frequenza estremi senza danneggiare il suono, senza rumori indesiderati e distorsioni, soprattutto nei guadagni molto forti. Altro discorso invece per gli equalizzatori software i cosiddetti plug in, che sulla carta perfetti, addirittura in grado di simulare con i calcoli versioni valvolari o a transistor, ma che proprio per la complessit di questi calcoli, tutti da fare in tempo reale, spesso devono rinunciare a qualcosa eliminandolo.

I plug ins, gli equalizzatori, i compressori ecc ecc, devono appoggiarsi per il calcolo al processore del computer, che nello stesso momento deve fare anche altre cose, e se non ce la fa o lo fa in ritardo generando latenza (un problema terribile ad esempio per un compressore che ha i tempi di attacco e rilascio) oppure eliminando drasticamente milioni di calcoli che eliminano anche armoniche e parti importantissime del suono. Il discorso dovrebbe essere diverso per il sistema TDM di Pro Tools, dove processori presenti nelle schede audio dedicate, sostituiscolo il lavoro del computer, ed infatti la qualit Digidesign estremamente superiore, ma i calcoli sono comunque tantissimi e secondo meripeto secondo me dovra passare ancora molto tempo prima di smettere di usare hardware analogico.

I FILTRI Il filtro si utilizza per ripulire, cio per togliere alcune frequenze del nostro segnale audio, e si dividono in vari tipi, ma gli essenziali sono il FILTRO PASSA ALTO e il FILTRO PASSA BASSO. I filtri di questo tipo, sono generalmente realizzati allinterno del canale di equalizzazione con circuteria passiva, e sono utilissimi. Immaginiamo il canale dove abbiamo registrato la voce, dove oltre a questa abbiamo registrato tutti i rumori di palco, i bassi inutili dei passi, della cassa della batteria, dei rimbombi del basso, tutte frequenze che non servono a niente perch le frequenze principali che ci interessano vanno dai 4000 a 8000hz. Con un filtro passa alto potremo togliere tutto in un attimo, senza danneggiare il suono del nostro cantante.

Il contrario scontato, immaginiamo di aver registrato un contrabbasso durante una session jazz, dove tutti i musicisti sono insieme nella stessa stanza. Dentro al contrabbasso purtroppo avremo i piatti della batteria, il pianoforte in lontananza, insomma tutte cose che non ci servono, con un filtro passa basso aiuteremo tantissimo il nostro mix.

Per fare questo non sono necessari costosissimi componenti elettronici, ecco perch basta una circuteria passiva. MICROFONI Il Microfono il primo anello della catena di trasformazione del suono in energia elettrica, infatti il suono nome specifico : TRASDUTTORE, cio quello strumento che converte le variazioni di pressione dellaria in variazioni di tensioni elettriche. Moltissime sono le tecnologie con cui vengono costruiti i microfoni, ed ognuna permette di avere diverse caratteristiche che possono essere sfruttate secondo le necessit del caso. I microfoni possono avere diverse ampiezze direzionali, cio possono essere pi precisi nel puntamento oppure pi larghi cio pi panoramici, possono avere per anche diverse sensibilit, che contribuiscono a caratterizzare il timbro ed a variare lampiezza della banda. I microfoni possono essere , dinamici, a condensatore, a valvola, a nastro, piezoelettrici ecc non esiste il microfono migliore, ma il miglior microfono per quella circostanza. E il gioco di chi urla di pi, il rialzo del volume e il ribasso della qualit. Lultimo paradosso della musica che raggiunto il massimo della tecnologia adesso sprofonda al minimo della resa. Perch per poter essere dappertutto, cellulari-ipod-computer, la musica ha venduto lanima al digitale. Gli MP3 non pesano che un decimo dei cd, ma questa dieta drastica comporta la rinuncia a moltissime sfumature che facevano la gioia di tutti gli appassionati di HI-FI, ad un taglio netto alle ARMONICHE pi belle (per i pi tecnici cliccare qui per maggiori info). Dal rullante suonato con le spazzole al timpano roboante di un orchestra, dal triangolo delicato allaccordo pi potente di un chitarrista rockadesso suonano tutti allo stesso modo. Per mascherare tutta la perdita, la maggior parte dei tecnici del suono (chi non ha peccato scagli la prima pietra) ha cominciato a fare iniezioni di decibel nelle registrazioni dei brani, un doping goffo ma potente, capace di distruggere ogni sfumatura. Compressori e ULTRAMAXIMIZER usati a palla per un suono forte poderoso e costantema giusto? Il Risultato? Lappiattimento sonoro totale, senza variet timbrica come un tempo, decibel che scoppiano fuori dagli auricolari, il LOUDNESS, cio il volume percepito superiore come leffetto di pienezza sonora ma se tutto urla cos forte, che differenza c? A cosa serve il volume alto senon c pi il volume basso? Sembra un concetto filosofico ma proprio cos. Anche le radio hanno forti COMPRESSORI nelle loro messe in onda, per cui se rimaneva qualche dinamica adesso proprio sparita, oltretutto causando veri e propri stravolgimenti sonori, soprattutto nei brani di qualche hanno fa, mixati con un concetto diverso. Gli MP3 riducono il peso di un file audio anche del 90% se si vuole, comprimendolo, ovvero eliminando quelle frequenze particolarmente alte o particolarmente basse, e facendo sparire spesso le parti pi

importanti di una canzone. Questo processo di semplificazione, gonfia le onde sonore centrali a scapito di quelle estreme, e riduce la gamma dinamica, ovvero quella tavolozza complessiva di sonorit (dal pianissimo al fortissimo) che esiste in natura. Lanalogia della tavolozza dei colori, ci d la possibilit di fare un esempio con la fotografia digitale, oppure la digitalizzazione video, un esempio forse un po troppo semplificato ma giusto per rendere meglio lidea. Pensate ad una foto analogica, fatta con la pellicola, bella definita, con i suoi pregi e difetti ma con tutti i colori e le sfumature acquisite al 100%. Bene, facciamo la stessa foto con una macchina fotografica digitale e archiviamo il file (chiaramente compresso) magari ad una definizione non altissima; verificheremo un appiattimento delle sfumature, dove cerano dei grigi avremo una macchia nera, dove cera un prato con tanti fili derba avremo un ammasso verde non diverso da un tappeto di plastica dell IKEA. Ma analizziamo adesso gli algoritmi di compressione dalla prospettiva video (qualsiasi algoritmo, tanto pi o meno fanno la stessa cosa), cio digitalizziamo un filmato di 30 secondi e cerchiamo di capire cosa succede. Immaginiamo un prato, un orizzonte con le montagne, un cielo, il sole, alcune nuvole, e nel prato un cagnolino corre verso di noi. Lagoritmo calcoler la parte di video (i pixel) dove si muove il cagnolino, e il resto, praticamente fermo, lo tratter come se fosse un fermo immagine. Questo far risparmiare un sacco di memoria, ma siamo sicuri che limmagine (cagnolino a parte) era ferma? Il sole in 30 secondi non sar certo tramontato, ma le nuvole forse un po si sono mosse, il cielo forse ha cambiato lievemente colore, nel prato forse cera un albero con le foglie mosse al vento, ma che nel mpeg sembrano ferme, lerba e i fiorellini del prato si sono leggermente mossi con il vento ma il nostro algoritmo risparmiatore ha pietrificato tutto, cagnolino a parte, e noi non ce ne siamo accorti perch siamo concentrati solo sulla simpatica bestiola. E nella musica? Vi rendete contro quali stravolgimenti possono esserci? Certo in un brano hip-hop non si setir molto, ma nel jazz, nella classica a volte non si riconoscono pi i brani, spariscono intere sfumature, a volte non si distingue un violoncello da un contrabbasso. Ormai un sistema cos diffuso, che molti addetti ai lavori adeguano addirittura gli arrangiamenti, concentrando le parti pi importanti solo nella parte centrale dellimmagine sonora. E un cambio di marcia..epocale! Il risultato avere suono dappertutto..niente pi definito, un po come avere..rumore dappertutto ela guerra del loudness. Non si tratta di volume quindi, ma di volume percepito, per svettare nei passaggi radio, nelle compilation, o competere con il rumore del motorino che passa quando si ascolta da un ipod. La loudness ha una unit di misura, la famosa RMS e la sua evoluzione spiega meglio, per il nostro scopo, di qualsiasi manuale di fisica. Negli anni 80 la media di un brano rock era di -18db RMS. Negli anni 90 la prima cura ricostituente la porta a -12db RMS. Ma nel 2000 che a tutti i tecnici del suono scivola fortemente lo slide master del mixer.. cio a meno di -10db, IN TUTTI I GENERI, senza preoccuparsi minimamente del risultato artistico. Nel rock o nel rap si arriva anche a -5db RMS, praticamente i led del mixer neanche si muovono pi.. parte il brano e vanno al massimo per scendere solo alla fine. Consideriamo per che se a ZERO (0db RMS) siamo al punto dove oltre il quale il suono si distorce, beh.. proprio il limite del livello di guardia! Tutti i fonici e produttori (me compreso ahim) sanno benissimo che facendo cos la cassa di confonde con il basso, che facendo cos il basso si impasta con la linea di accordi.. una ..frittata di suoni ma che ci vogliamo fare? Se non ti adegui fai brutta figura.. perch se gli altri continuano a pompare i brani, se non lo fai sfiguri e passi per uno che non sa mixare, o che il pezzo non tira.. Ma ATTENZIONE!! E vero che il cervello pone un attenzione particolare ai rumori forti, perci i suoni compressi allinizio sembrano pi eccitanti, ma un trucco che dura poco. Perch leccitazione deriva dalla variazione di ritmo, timbro, tonalit e loudness, ma..tenere costante ache uno solo di questi parametri stanca incredibilmente il cervello che, dopo alcuni minuti, spinge incosciamente a passare ad un altro brano. Una sorta di zapping

musicale..terribile vero? Ci si annoia subito non a caso le ONDE SONORE si chiamano cos, perch sono un insieme di picchi e valli, e devono avere un andamento sinusoidale

mentre oggi, questa versione VITAMINIZZATA mette insieme dei mattoncini come quelli del LEGO (i famosi giocattoli della nostra infanzia). Che monotonia e fa danni anche nei dischi del passato, perch anche nelle versioni ri-masterizzate dei dischi pi importanti viene applicata questa filosofia. Dai Pink Floyd ai Led Zeppelin i nuovi master non sono apprezzati dai puristi, forse per questo che sta tornando tanto di moda il vinile e ..chissenefrega allora dei graffi se torna la magia dei vecchi tempi! Gli impulsi elettrici, la luce ed i suoni arrivano a noi sotto forma di onde la cui rappresentazione grafica varia al continuo variare di parametri, (come la lunghezza dellonda stessa), sensibili al mezzo attraverso il quale le stesse si propagano; si veda per esempio linfluenza che pu avere latmosfera pi o meno rarefatta e la sua temperatura in relazione allonda sonora che la pu attraversare. Schematicamente, il procedimento della digitalizzazione avviene con la scomposizione di suddette onde nelle fasi dello spezzettamento e del campionamento. Si supponga ora di dover digitalizzare un suono costituito da una singola onda di tipo sinusoidale.Londa, e nellipotesi in oggetto quella sonora, caratterizzata da una velocit e da certa durata che sono rappresentate dalla sua lunghezza sullasse delle X nellunit di misura degli Hertz. Lo spezzettamento che avviene in questa direzione basato sulla frequenza di misurazione che generalmente di 44.100 Khz adatta a ricostruire la posizione nel tempo di tutte le onde udibili dallorecchio umano il quale, sensibile ad un range di frequenze comprese tra i 20 Hz e i 20 Khz. Per determinare lampiezza del segnale londa viene misurata con la sua divisione sullasse delle Y nellunit dei Bits, si consideri che con una scansione operata a 16 bit si ottengono allincirca 65.000 divisioni dellonda. (fig. sotto)

Come per la frequenza utile precisare che maggiore il numero delle divisioni maggiore sar la precisione della ricostruzione.Dallo spezzettamento, risultante, una serie di punti, (nella figura sopra a,b,c), ai quali viene attribuito un valore che viene successivamente impiegato per la ricostruzione approssimata, per mezzo di un algoritmo, dei segmenti a-b, b-c, c-d, d-e etc. Nella fase successiva del campionamento viene eseguita la misurazione dellarea dei minuscoli trapezi ottenuti per mezzo di un calcolo integrale, questo non prescinde tuttavia da una inevitabile approssimazione che comporta la generazione di un errore alla base di una imprecisione del campionamento stesso. La conversione in altri termini da segnale tempocontinuo, ampiezza-continua ad un flusso di dati binari ad n bit introduce un errore intrinseco irreversibile che viene detto quantizzazione (). Si consideri che il contenuto digitalizzato per essere riprodotto nuovamente avr bisogno di una nuova ulteriore conversione. La necessaria ricomposizione dellonda perci, aggiunger inevitabilmente altre imprecisioni a quelle precedentemente generate che potranno essere si limitate, ma non eliminate. Si rappresentano ora graficamente le differenze tra il segnale analogico naturale nel riquadro a sinistra e lo stesso segnale digitalizzato nel riquadro a destra.