You are on page 1of 5

Nuova nota 23 tutto ha una mente. ma avere una mente non identico a avere coscienza.

. Ma se il pensiero non coscienza, cosa significa pensare? Inoltre, se tutto in qu alche modo animato, in cosa consiste, se c, una specificit dellessere umano? mente: la mente umana parte dellintelletto infinito della natura. Perci, quando diciamo c he la mente umana percepisce questo o quello, non diciamo altro se non che la Na tura, non in quanto infinita, ma in quanto si esplica mediante la natura della m ente umana, ossia in quanto costituisce lessenza della mente umana, ha questa o q uella idea; e quando diciamo che la Natura ha questa o quella idea non soltanto in quanto costituisce la natura della mente umana, ma in quanto ha, insieme allid ea della mente umana, anche lidea di unaltra cosa, allora diciamo che la mente uma na percepisce la cosa in parte, ossia inadeguatamente. ci porta a definire il pensiero in termini strettamente oggettivi: non esistono d iversi soggetti pensanti, ma la Natura stessa che pensa e ogni pensiero pensiero della Natura. Poich il pensare non si rapporta come un vettore che da una certa interiorit muova verso oggetti esterni, ma lespressione immediata sotto il suo att ributo di una realt comunque gi data sotto un altro, il pensiero non si definisce nemmeno in termini di intenzionalit. Infine, ladeguatezza di ogni idea non sta tanto nella sua capacit rappresentativa , quanto nella sua autosufficienza epistemica. Unidea adeguata tale perch contiene in s tutto ci che necessario esuffic iente a spiegare il suo ideato e ci che ne consegue, Tale quadro si applica naturalmente alla mente stessa, la quale idea corporis. le idee non si distinguono tra loro per realt formale, ossia inquanto idee, cio in quanto modi del pensiero, ma si distinguono in ragion e dei loroideati. Lidea della mente umana trova quindi la sua umanit, cio la sua cara tteristicaspecifica, nel tipo di corpo di cui idea. emergere in primo piano della corporeit, che diventa addiritturalelemento individu ante la specificit di una mente, il corpo a definire le possibilit epistemiche della mente il corpo umano un individuo complesso, vale a dire unentit composta di molteplici altri individui, tuttidotati di una ce rta autonomia relativa, ma pure tutti coordinati in modo da coesistereinsieme e produrre insieme certi effetti. Ci che tiene insieme il corpo non sono per le suecomponenti, numericamente individuate, quanto piuttos to la struttura della lorointerazione, o, come dice esplicitamente il testo: la forma dellindividuo-uomo. Questa forma si definisce ormai in termini strettamente meccanicistici come

rapporto preciso con cui le parti si comunicano il loro moto e la loro quiete lessenza dellindividuo non data dalle parti in s considerate, ma da un certo rapporto entro certe parti Tale aspetto serve per solo a giustificare la permanenza del corpo umano e la sua capacit di resistere alle azioni dellambiente circostante. Tanto pi un corpo comples so, tante pi sono le sue parti e tanto pi grande il rapporto di scambio edipendenz a con lambiente esterno. La complessit infatti una forma di interazione cheSpinoza pensa sotto il nome di affezione. Un corpo umano capace di essere affetto inmoltissimi modi e a sua volta di indur re affezioni nei corpi esterni in altrettanti modi anzi: per conservarsi, il corpo umano ha bisogno di moltissimi altri corpi dai qu ali vienecontinuamente quasi rigenerato Una simile complessit fisica si ripercuote immediatamente a livello epistemologic o:lidea che costituisce lessere formale della mente umana non semplice ma compostad a moltissime idee (E2P15). Non solo, ma dato che il corpo umano in rapporto dicon tinuo interscambio con gli altri corpi esterni, e quindi costantemente affetto d a essie capace di indurre in loro affezioni, il corpo costantemente modificato i n rapporto aglialtri corpi, che quindi la mente umana percepisce in molteplici m odi. Ma in che modo la mente conosce il corpo? Abbiamo appena visto che il corpo umano, in quanto individuo complesso , una forma . Dunque, la mente anzitutto idea di questa forma. Ma poich da essa segue soltant o qualcosa come la funzione che le parti devono realizzare e al limite quali car atteristiche minime devono soddisfare, di certo la mente,concependo questa sola forma non potr conoscere anche la natura di ogni sua parte e dunque conoscer inadeguatam ente ogni componente del suo corpo. Piuttosto sono le affezioni stesse che rendo no la mente capace di conoscere il suo ideato: La mente umana non conosce lo stesso corpo umano n sa che esiste, se non mediante le idee delle affezioni dalle quali il corpo affetto. la mente umana, infatti, la stessa idea o conoscenza delcorpo umano (E2P13); que sta idea (E2P9) in Dio in quanto considerato affettoda unaltra idea di cosa singo lare. Ora, poich (Post4) il corpo umano ha bisogno dimoltissimi corpi dai quali d i continuo quasi rigenerato, e lordine e la connessionedelle idee sono gli stessi (2P7) che lordine e la connessione delle cause, questa ideasar dunque in Dio in q uanto considerato affetto dalle idee di moltissime cosesingolari. Dio dunque ha lidea del corpo umano, ossia conosce il corpo umano inquanto affetto da moltissim e altre idee e non in quanto costituisce la natura dellamente umana; cio (E2P11C) la mente umana non conosce il corpo umano. Ma leidee delle affezioni del corpo sono in Dio in quanto costituisce la natura della menteumana, ossia la mente uma na percepisce le stesse affezioni (E2P12) e,conseguentemente, (E2P16) lo stesso corpo umano, e lo percepisce come esistente inatto (E2P17). Solo cos, dunque, la mente umana percepisce lo stesso corpo umano. lidea di una cosa singola in Dio, ha come causa Dio non inquanto infinito ma in quanto affetto da unaltra cosa singola, cio riformulando u na delleproposizioni fondamentali della prima parte: E1P28. Poich dallinfinito seg ue linfinito,da Dio come infinito possono seguire solo modi infiniti. Dunque una

cosa singola finita,deve seguire da Dio non come infinito ma come infinitamente articolato in una catenainfinita di cause e cose finite. Nel contesto di cui sti amo trattando, ci viene ampliatodalla natura stessa del corpo umano: data la sua complessit, tale corpo dipende cio causalmente connesso con una miriade di altri co rpi. Poich il corpo umano dipendeda tutti questi, Dio potr averne idea solo concep endoli tutti insieme e non limitandosi aconcepire la sola idea del corpo umano. Dunque, in primo luogo, la mente non di per s idea adeguata del corpo. Tuttavia, i corpi da cui il corpo umano dipende lo affettano, e nellamisura in cui si danno queste affezioni, nel corpo umano si d almeno traccia di tutti icorp i da cui affetto. Pertanto, nella misura in cui la mente percepisce queste affez ioni,ha in s lidea di tutti i rapporti da cui il corpo dipende ed quindi sufficien te aconcepire in modo completo il corpo umano allinterno della rete di interrelaz ioni in cuiesso esiste. Solo in quanto la mente percepisce le affezioni del corpo, percepisce anche le cause da cuiil corpo mantenuto esistente, ossia percepisce il corpo non in isolamento ma neltessuto relazionale allinterno del quale esso pu esistere in atto. Dunque, s olo nellamisura in cui la mente percepisce le affezioni del corpo ha in s tutto ci che necessarioa individuare il corpo come modo finito, cio come individuo causato da altri individui, equindi pu realizzare lautonomia epistemica necessaria a porsi come idea adeguata delcorpo[13]. Nuova nota 21 l Pensiero e lEstensione sono due attributi della sostanza, gli unici che noi c oncepiamo, anche se essa essendo infinita ne ha di infiniti. Un attributo infini to, cio non limitato da un altro attributo: un corpo non limita un pensiero e vic eversa. I modi sono invece delle modificazioni di un attributo, e sono finiti: u n corpo un modo dellestensione, e un corpo ne limita un altro. I modi si posson o chiamare anche affezioni della sostanza. ...secondo lEtica, ci che azione nellanima anche necessariamente azione nel corp o, ci che passione nel corpo anche necessariamente passione nellanima. Nessuna e minenza di una serie sullaltra. Che cosa intende dire, dunque, Spinoza quando c i invita a prendere il corpo come modello? Si tratta di mostrare che il corpo va oltre la conoscenza che se ne ha, e che nondimeno il pensiero oltrepassa la cos cienza che se ne ha. () Si cerca di acquisire una conoscenza delle potenze del co rpo per scoprire parallelamente le capacit della mente che sfuggono alla coscienz a, per poter comparare le potenze. In breve, il corpo, secondo Spinoza, non impl ica nessuna svalorizzazione della coscienza in rapporto allestensione, ma, cosa assai pi importante, una svalorizzazione della coscienza in rapporto al pensiero , una scoperta dellinconscio, e di uninconscio del pensiero, non meno profondo che lignoto del corpo. Il fatto che la coscienza naturalmente il luogo di uni llusione. La sua natura tale che essa raccoglie degli effetti, ignorando le caus e. Ogni corpo in stato di quiete o moto e ha una determinata velocit. I corpi si com pongono in individui quando hanno un rapporto reciproco preciso e costante di mo to o quiete. Un individuo questo rapporto caratteristico tra le infinite parti c he lo compongono. Un corpo umano un insieme di individui (ogni sua parte a sua v olta contraddistinta da un rapporto caratteristico). I corpi si scontrano incess antemente tra di essi, e incontrano rapporti che si compongono o si decompongono . Mangio un cibo buono, il mio rapporto riaffermato e potenziato; assumo un vele

no, il rapporto caratteristico del mio corpo viene decomposto, la mia individual it minacciata, al limite distrutta. E questa una prima visione, puramente fisica, della natura. Individui senza posa affetti da altri individui, da cui vengono d ecomposti o con i quali formano individui maggiormente potenti. Se imparo a nuota re o a ballare, bisogna che i miei movimenti e le mie pause, le mie velocit e le mie lentezze assumano un ritmo comune a quello del mare o del partner, secondo u n adeguamento pi o meno durevole (Deleuze, Spinoza e le tre etiche). Altri esempi: u n uomo e una musica, unape e un orchidea. Spinoza usa il vocabolo occursus per indicare lincontro casuale. Siamo nellambito del primo genere di conoscenza, d egli affetti passivi, in cui sperimentiamo ciecamente aumenti e diminuzioni di p otenza sento il calore del sole sulla pelle, provo gioia, sto bene oppure c trop pa luce, mi espongo troppo, mi brucio, provo dolore (tristezza). La conoscenza i mmaginativa, casuale, inadeguata; conosco le cose solo in quanto effetti, indire ttamente, conosco le tracce che imprimono su di me. Questo non toglie nulla alla verit delle gioie e delle tristezze che provo, ma rimango passivo, come un bambi no; ma ancora, ha un enorme valore questa sperimentazione. ffezioni o di venire affetto che definisce perci un corpo nella sua individualit.. .. i corpi e le anime non sono, per Spinoza, n sostanze n soggetti, ma modi.. Tutt avia, accontentarsi di pensarli teoricamente non basta.... Concretamente... molt e cose cambiano. Allora si comincia a definire un animale, o un uomo, non pi seco ndo la sua forma, i suoi organi o le sue funzioni, n come soggetto: si comincia a definirlo per gli affetti di cui capace. Capacit di affetti, con una soglia mass imale e una minimale... Un cavallo da tiro pi simile al bue di un cavallo da corsa . Conoscete uomini-vegetale? Io s. Ad esempio, dato un certo animale, a che cosa t ale animale indifferente nel mondo immenso, a che cosa reagisce positivamente o negativamente, quali sono i suoi alimenti, quali i suoi veleni, che cosa prende dal suo mondo? Ogni melodia ha i suoi contrappunti: la pianta e la pioggia, il ragno e la mosca. In nessun caso dunque un animale, una cosa, separabile dai su oi rapporti con il mondo: linteriore solo un esteriore selezionato, lesteriore un interiore proiettato: la velocit o la lentezza dei metabolismi, delle percezi oni, azioni e reazioni si concatenano per costruire quellindividuo nel mondo. Tratter dunque della natura e delle forze degli Affetti e del potere della Mente s u di essi, con lo stesso Metodo con cui nelle parti precedenti ho trattato di Di o e della Mente, e considerer le azioni e i desideri umani come se si trattasse d i linee, di superfici, di corpi Affetto e idea Un corpo affetto in molti modi, incessantemente. Di conseguenza lo anche la ment e. La Mente umana atta a percepire moltissime cose, e tanto pi atta quanto pi il su o Corpo pu essere disposto in moltissimi modi (Prop. XIV, parte seconda, Etica, qu i a p. 38). Laffectus non un modo del pensiero rappresentativo: gioia, tristezz a, paura, amore non rappresentano niente. Bens sono aumenti o diminuzioni di pote nza. Lidea invece un modo rappresentativo del pensiero. Che rapporto c tra idee e affetti? lidea e laffetto, pur essendo modi del pensiero, differiscono per natura e sono irriducibili luno allaltro. E il loro rapporto che implica che l dove c un af fetto, si debba necessariamente presupporre lesistenza di unidea, per quanto c onfusa essa sia Idee inadeguate La mente lidea del corpo; essa sar quindi composta da una molteplicit di idee di affezioni del corpo. La conoscenza non che laffermazione di idee nella mente (l e idee si autoaffermano, perch la conoscenza non loperazione di un soggetto). Ma le sole idee che abbiamo nelle condizioni naturali della nostra percezione sono le idee che rappresentano ci che capita al nostro corpo, leffetto di un altro co rpo sul nostro, vale a dire una mescolanza dei due corpi: tali idee sono necessa

riamente inadeguate (Deleuze, lezione introduttiva). Queste idee sono tracce, seg ni, effetti: non esprimono lessenza del corpo esterno, ma indicano la presenza d i tale corpo e il suo effetto su di noi. Il loro ordine sar fortuito, cos come si f orma la memoria, contingente e dettato dallabitudine: le nozioni che former con idee inadeguate saranno delle finzioni, esprimeranno soltanto la mia storia, il rapporto caratteristico del mio corpo, anche se allapparenza potranno essere an che idee di specie, universali (ldea che mi formo di cane, di pianta, di be ne, ecc...). (Prop. XVII e seguenti, seconda parte, qui a p. 39). Avere idee in adeguate significa essere passivi, essere ridotti nella propria potenza. idee adeguate Cos invece unidea adeguata? Lidea adeguata non rappresenta con verit qualche cos a, non rappresenta lordine e la connessione delle cose se non in quanto svilupp a nellattributo pensiero lordine autonomo della propria forma e le connessioni automatiche della propria materia.... Lidea inadeguata come una conseguenza se nza le proprie premesse (Deleuze, Spinoza: Filosofia Pratica). Avere idee adeguat e accedere al livello della necessit, della concatenzione necessaria: la nostra p otenza attiva, pu finalmente affermare questo ordine. Ricordiamo che le idee sono sempre connesse agli affetti (sentimenti, aumenti e diminuzioni di potenza). Le idee sono causa di affetti, dunque esisteranno cause adeguate e inadeguate. Un punto fondmaentale che: dato che lidea adeguata si esplica attraverso la nostra potenza di comprendere, non abbiamo unidea adeguata senza essere noi stessi cau sa adeguata dei sentimenti che ne seguiranno, e che, dunque, sono attivi (Def. 2 , seconda parte, qui a p. 28). Al contrario , in quanto abbiamo delle idee inade guate, siamo causa inadeguata dei nostri sentimenti, che sono delle passioni.(SFP ) diventare attivi, significa diventare liberi, non pi agiti dalle passioni, ma agenti, cause dei nostri affetti. Le passioni, di cui nella terza parte Spinoza traccia una topografia, districandosi tra le illimitate sfumature date dalla com posizione tra i due affetti fondamentali, gioia e tristezza, esistono fintanto c he un uomo esiste. Luomo, la sua essenza singolare o potenza, esiste nella dura ta, cio nellestensione delle infinite parti in cui si effettua il suo rapporto c aratteristico: sar perci sempre passivo (Prop. II, parte quarta: In quanto siamo un a parte della Natura che non pu essere concepita per s senza le altre, noi siamo p assivi).