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ROMANTICISMO

SIMBOLISMO ITALIANO (DIVISIONISTI)

La stagione romantica si configura per dei tratti essenziali che connotano, pi in generale, tutta la corrente del romanticismo: Rapporto uomo-natura: la natura viene letta in chiave romantica come l'espressione del divino in terra, l'immanenza dell'assoluto nel mondo sensibile, di cui l'uomo non che una caduca manifestazione. La natura con la sua bellezza fa scaturire nell'uomo sentimenti contrastanti in grado di terrorizzarlo quanto di rasserenarlo. Il catastrofismo, in particolare, suscita nell'animo umano un senso di inquietudine misto a orrore, ma l dove l'uomo riesca a cogliere in tutto ci una qualsivoglia forma di bellezza, si realizza il concetto di sublime. Ritorno al passato medievale: si traduce in un vero e proprio tuffo nella fede, con opere che esprimono il bisogno di riconciliare l'uomo con Dio, un rapporto che possibile ricucire in virt di una ritrovata spiritualit. Si riprende il concetto di vanitas, cos com'era percepito dal Masaccio e da altri artisti del primo Rinascimento, ossia l'ineluttabilit della morte. Aspirazione all'assoluto e all'infinito: l'idea che lo spirito assoluto sia il modo con cui diviene la realt un'istanza propria dell'idealismo e traccia un filo comune a tutti i caratteri dell'arte romantica. L'uomo una tappa necessaria dello spirito che se ne serve per perfezionarsi: l'essere umano vive in funzione di un infinito processo di automiglioramento dello spirito che immane alla realt, una perenne tensione verso la perfezione (titanismo). Senso di libert e nazione: il nazionalismo cos come veniva interpretato agli inizi dell'Ottocento ha poco a che fare con la sua degenerazione di fine secolo. Alla base dell'idea di nazione stava il principio di autodeterminazione dei popoli, per cui una comunit di individui unita nei costumi, tradizioni e religione definiva la nazione. La pittura romantica fu in alcuni casi particolarmente legata a fatti di cronaca recente in cui erano riportati questo tipo di episodi.

Il simbolismo interess anche lItalia, dove fu studiato soprattutto dai Pittori Divisionisti. I pittori francesi, pur avendo dato i natali al movimento simbolista codificandone i principi attraverso un Manifesto nel 1886, procedettero nel solco dellimpressionismo, continuando a dipingere paesaggi e vedute naturaliste. I pittori italiani invece se ne staccarono interpretando la nuova corrente di pensiero come rifugio nella dimensione del sogno, dellemozione e dellintuizione dove si nascondevano gli aspetti pi profondi dellesistenza. Il Simbolismo fu una stagione breve dellarte italiana che dur appena sedici anni, a cavallo di due secoli, tra lesposizione milanese del 1891 e la Biennale veneziana del 1907 che ne segn il punto pi alto e la conclusione.

SECESSIONE

REALISMO

Durante tutto l'Ottocento alcuni artisti francesi si erano ribellati alle direttive obsolete dell'Accademia, finch nel 1890 la Socit Nationale des Beaux-Arts venne rinnovata, accettando punti di vista molto pi liberali. Sono artisticamente molto pi importanti i fenomeni di rottura nei confronti delle organizzazioni artistiche ufficiali che distinsero il resto dell'Europa ed in particolare i Paesi Tedeschi alla fine del 1800, e cio la Secessione viennese, la Secessione di Monaco e la Secessione di Berlino. I primi ad abbandonare la corporazione degli artisti accademici furono i pittori di Monaco che fin dal 1892 si impegnarono in una revisione degli stili classici e nella ricerca di nuovi modi di espressione. Ne seguirono l'esempio i gruppi di Vienna nel 1897 e di Berlino nel 1893. Di questi tre gruppi, i viennesi erano gli artisti pi dotati, per cui la loro separazione rimane la secessione per antonomasia. Fu l'affermazione di una nuova concezione dell'arte: l'artista non deve render conto a nessuno, ma l'unico a valutare le proprie creazioni. Secondo questa mentalit, l'arte figurativa e l'architettura prima di tutte accett forme totalmente nuove.

Il Realismo tentava di cogliere la realt sociale; si voleva rappresentare una realt cruda e nuda con meno allegorie e pi attenzione verso i dati di fatto. Esso si fa pi acceso negli anni successivi alla rivoluzione del 1848, che aveva risvegliato aneliti democratici in tutta Europa, arriva ai suoi massimi nel periodo del Secondo Impero, caratterizzato da un forte sviluppo economico e tecnologico della borghesia e dalla conseguente mentalit imprenditoriale. in questo periodo che inizia anche a definirsi l'Impressionismo. Il Realismo, inteso come tendenza programmatica trova la sua esplicita affermazione nel 1856, anno in cui il pittore Courbet definisce i suoi ideali artistici in un opuscolo scritto in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi: "Ho voluto essere capace di rappresentare i costumi, le idee, l'aspetto della mia epoca secondo il mio modo di vedere, fare dell'arte viva, questo il mio scopo.". Courbet rester per sempre il pi grande pittore realista. La poetica realista traduceva in pittura il dilatarsi dell'interesse degli storici verso i problemi della societ moderna.

IMPRESSIONISMO

Fondamentali per la nascita dell'Impressionismo furono le esperienze del Romanticismo e del Realismo, che avevano rotto con la tradizione, introducendo importanti novit: la negazione dell'importanza del soggetto, che portava sullo stesso piano il genere storico, quello religioso e quello profano; la riscoperta della pittura di paesaggio; il mito dell'artista ribelle alle convenzioni; l'interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno; la prevalenza della soggettivit dell'artista, delle sue emozioni che non vanno nascoste e camuffate, rapidi colpi di spatola, creando un alternarsi di superfici uniformi e irregolari, divenne il punto di partenza per le ricerche successive degli impressionisti. Un altro importante riferimento, difficilmente inquadrabile, fu Camille Corot, chiamato, affettuosamente, dai suoi discepoli pre Corot (pap Corot), con i suoi paesaggi freschi e semplici, lontani dalle convenzioni. Nuovi stimoli vennero anche dall'Esposizione universale di Parigi del 1867, dove trov sfogo l'interesse per l'arte esotica, in particolare quella giapponese. Hokusai e la scuola Ukiyo-e rappresentavano scene di vita quotidiana molto vicine al realismo che andava diffondendosi in Francia e in Europa. Si deve per ricordare che, nonostante l'allontanamento dalla tradizione, restava il punto fermo della copia delle opere dei grandi del passato, custodite al Louvre. Infine, importanti novit vennero dalle scoperte delle scienze, come la macchina fotografica e le Leggi sull'accostamento dei colori di Eugne Chevreul: queste furono alla base della teoria impressionista sul colore, che suggeriva di accostare i colori senza mescolarli, in modo tale da ottenere non superfici uniformi ma "vibranti" e vive.

SIMBOLISMO

Il Simbolismo una corrente artistica che si afferm in Francia a partire dal 1885 circa, come reazione al Realismo e allImpressionismo . Larte, in questo movimento, era concepita come espressione concreta e analogica dellIdea, momento di incontro e di fusione di elementi della percezione sensoriale e elementi spirituali. La pittura che ne derivava era estremamente raffinata, ricca di simbologie mitologiche - religiose, e si proponeva di esplorare quelle suggestive regioni della coscienza umana allaffascinante confine tra realt e sogno che fino ad allora erano rimaste sempre escluse da qualsiasi indagine artistica. Il termine Simbolista venne da critici e dagli artisti stessi che volevano distingueresi dagli Impressionisti, non solo nello stile pittorico, ma nel contenuto e nei temi delle loro opere. Provenienti dall'esperienza Impressionista, Moreau e De Chavannes, inserirono nei loro dipinti elementi e temi che diventeranno caratteristici della pittura simbolista, in particolare, il ricorso alla mitologia e alle storie bibliche, descritte come visioni di un sogno in cui le immagini e i contenuti hanno un aspetto o possono essere interpretati come simboli.