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Vd.

anche Sentenza 5849/12

Tribunale Ordinario di Roma Sezione Lavoro Ricorso ex artt. 414 e segg. c.p.c. Per il Prof. ________, nato a ________ il ________, residente in ________, Via ________ n. ________, c.f. ________, ed

elettivamente domiciliato in ________, via ________ n. ________, presso lo studio dell'Avv. Francesca Maccioni, cod. fisc. ________, che lo rappresenta e difende giusta procura in calce al presente ricorso Contro L'I.N.P.S. (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede legale in ________, Via ________________________ n. ________; l'I.N.P.S. (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) RomaAurelio, in persona del legale rappresentante pro-tempore, in ________, Via ________ n. ________; FATTO 1) Il Prof. ________ gode di trattamento di quiescenza a carico della Fondazione E.N.P.A.M., a decorrere dal 2 gennaio 1997, data del compimento dei suoi sessantacinque anni di et (cfr. doc. 1); 2) Dopo il collocamento in quiescenza, il Prof. ________ ha incominciato a dedicarsi ad attivit consistente in consulenze di
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carattere medico-scientifico a societ organizzatrici di convegni e relazioni, Centro Italiano Congressi CIC e Centro Italiano Congressi Sud, CICS (cfr. docc. 2, 3, 4 e 5 attestazioni di attivit e statuti sociali) e pertanto, ha necessariamente mantenuto la propria iscrizione all'Albo dei Medici (cfr. doc. 6); 3) Nell'organizzare questa sua nuova attivit, il Prof. ________ aveva confidato, ai fini degli obblighi retributivi collegati allattivit lavorativa, nelle regole dettate dal proprio ordinamento previdenziale di appartenenza, ossia la Fondazione E.N.P.A.M., Cassa previdenziale riservata ai Medici ed agli Odontoiatri. 4) All'epoca, infatti, il Regolamento del Fondo di Previdenza Generale, art. 8 (cfr. doc. 7), prevedeva per i medici che avessero compiuto il sessantacinquesimo anno di et, come il Prof. ________, l'esonero dal pagamento dei contributi previdenziali, salva la facolt dell'iscritto di optare, entro il 31 dicembre dell'anno precedente al compimento del 65anno di et, per la prosecuzione della contribuzione volontaria. 5) Sicch, all'epoca in cui il ricorrente cominci ad esercitare l'attivit professionale sopra descritta, potendo a questa dedicarsi proprio in quanto medico professionista iscritto all'Albo dei medici, la normativa vigente consentiva l'esonero dalla contribuzione. 6) Tuttavia, in data 07.12.2010, a distanza di circa 12 o 13 anni dall'inizio della descritta attivit professionale, il Prof. ________, del tutto inaspettatamente, stato raggiunto da comunicazione I.N.P.S.

Roma Aurelio, recante la data del 22.11.2010 (cfr. doc. 8), a tenore della quale, essendo risultata l'avvenuta percezione da parte dell'interessato di un reddito da lavoro autonomo per l'anno 2005, lo stesso professore sarebbe stato iscritto d'ufficio alla gestione separata I.N.P.S. di cui all'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, con decorrenza 1 gennaio 2005. 7) Con tale comunicazione, l'Istituto previdenziale aveva invitato il ricorrente a versare l'importo complessivo di 8.522,94 a titolo di contribuzione obbligatoria previdenziale per l'anno 2005 e di relative sanzioni calcolate ai sensi dell'art. 116, comma 8, lettera b) della legge n. 388/2000. 8) Poich la richiesta cos formulata dall'I.N.P.S. conteneva anche l'avvertimento che avverso la stessa era proponibile apposito ricorso al Comitato Amministratore del Fondo Gestione Separata, e, atteso che il Prof. ________ ha ritenuto, come ritiene tuttora, assolutamente illegittima la pretesa dell'I.N.P.S., il ricorrente con due raccomandate a.r., la n. 13972054523-3 e la 1397205 4525-5 ricevute in data 11 febbraio 2011 sia dall'I.N.P.S. di Roma-Aurelio che dall'I.N.P.S. nella sede di Via ________ (cfr. doc. 9), ha chiesto al Comitato Amministratore del Fondo Gestione Separata dell'I.N.P.S. quanto segue: 1) di provvedere ad annullare l'effettuata iscrizione d'ufficio presso la Gestione Separata I.N.P.S. del Prof. ________ , in quanto quest'ultimo da ritenere per le ragioni esposte, esente da obblighi contributivi e di disporre, conseguentemente, l'immediata

cancellazione del medesimo dalla predetta gestione per l'anno 2005 e per quelli successivi, nonch 2) di annullare, sempre

consequenzialmente alla cancellazione dalla gestione Separata del Prof. ________, l'invito rivolto a quest'ultimo a versare l'importo di 8.552,94 a titolo di contributi previdenziali e relative sanzioni per il ritardo, in quanto assolutamente non dovuti . 9) Successivamente, sempre il ricorrente, in assenza di alcuna comunicazione ed ancora non spirato il termine di giorni novanta di cui agli artt. 23 e 46 della legge n. 88/1989, decorrente dalla notifica del ricorso all'I.N.P.S., per poter adire il Tribunale, provvedeva ad inviare, sempre al Comitato Amministratore del Fondo Gestione Separata, una memoria integrativa segnalando, a sostegno della bont delle tesi esposte nel reclamo a detto Comitato, l'intervenuta emissione della Sentenza n. 32/2011 da parte della Sezione Lavoro del Tribunale Civile di Aosta, Giudice dott. Gramola, sentenza n. 42/2011, su fattispecie analoga alla presente (cfr. doc. 10 ). 10) In particolare, con il ricorso amministrativo, lodierno ricorrente, aveva lamentato la mancata considerazione nel suo caso dell'art. 4.1 del Decreto Ministeriale n. 282 del 2 maggio 1996 - il Regolamento recante la disciplina dell'assetto organizzativo e funzionale della gestione del rapporto assicurativo di cui all'art. 2, comma 32, della legge 8 agosto 1995, n. 335 - che attribuiva a coloro che per la durata di un quinquennio, rispettivamente dalla data del 30 giugno 1996 per i pensionati o iscritti ad altre forme pensionistiche e

dal 1 aprile 1996 per coloro che non risultassero iscritti alle predette forme, la facolt di non iscriversi se gi sessantacinquenni e quella di iscriversi e poi cancellarsi se il requisito anagrafico dei 65 anni fosse stato raggiunto nell'arco di un quinquennio da quelle date. 11) Inoltre, con la memoria integrativa, il Prof. ________ faceva altres presente che la citata Sentenza del Tribunale di Aosta (cfr. doc.11), aveva dichiarato l'illegittimit della pretesa I.N.P.S. di vedersi corrispondere da un lavoratore autonomo, ultrasessantacinquenne e pensionato a carico EPPI (Cassa di previdenza per i periti industriali) i contributi previdenziali attinenti la sua attivit, quando, invece, il proprio Istituto di appartenenza prevedeva l'esonero dalla

contribuzione 12) Ad oggi tuttavia, non vi stato alcun riscontro da parte dell'I.N.P.S., se non una mera comunicazione interlocutoria che invitava il ricorrente, da quel momento in poi, a rivolgersi all'I.N.P.S., di Piazza ________ (cfr. doc. 12), in ordine agli eventuali esiti del ricorso proposto avverso l'invito al pagamento dei contributi previdenziali asseritamente dovuti per l'anno 2005 (cfr. doc. 8). Avuto riguardo allo svolgimento dei fatti cos come sopra riportati il Prof. ________ si vede costretto, suo malgrado, a rivolgersi a Codesto Ill.mo Tribunale al fine di ottenere l'accertamento dell'illegittimit della pretesa dell'I.N.P.S., con riguardo all'avvenuta sua iscrizione d'ufficio presso la Gestione Separata, non solo per lannualit che si asserisce esser dovuta, ma anche al fine di ottenere

laccertamento negativo della debenza dellobbligo contributivo, in favore dellI.N.P.S., per quelle annualit successive a quella di cui stato richiesto il pagamento, per i seguenti motivi di diritto. DIRITTO 1) Violazione e falsa applicazione dell'art. 2, commi 25 e 26 della legge n. 335/1995. Errata interpretazione del combinato disposto di cui all'art. 8 del Regolamento del Fondo Generale di Previdenza della Fondazione E.N.P.A.M. e dell'art. 2, commi 25 e 26 della legge n. 335/1995. La pretesa dell'I.N.P.S. nei confronti del Prof. ________, trarrebbe il suo fondamento dall'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995 che aveva stabilito che A decorrere dal 1 gennaio 1996, sono tenuti all'iscrizione presso un'apposita Gestione separata presso l'I.N.P.S., e finalizzata all'estensione dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidit, la vecchiaia e i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorch non esclusiva, attivit di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell'art. 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.... nonch i titolari di rapporti di collaborazione continuata e continuativa....... Il tenore letterale della norma, come anche i successivi interventi normativi, escludono, in via generale, tra i destinatari della stessa, proprio i professionisti iscritti ad appositi albi nonch ad apposita casse di gestione della previdenza obbligatoria, istituite con

legge dello Stato. Ed invero, lo scopo che il Legislatore si era prefissato con la legge 335/1995, nell'ambito di una armonizzazione dei diversi regimi previdenziali, pubblico e privato, era quello di istituire una copertura previdenziale obbligatoria, per tutti quei lavoratori che svolgessero una attivit autonoma e per i quali non esisteva un regime previdenziale di competenza. La norma, si riferisce a varie categorie di lavoratori autonomi quali, amministratori, sindaci revisori di societ, associazioni o altri enti; quali, ancora, coloro che svolgono attivit di collaborazione coordinata e continuativa, come anche i lavoratori a progetto assunti con la tipologia contrattuale prevista e regolamentata dalla legge Biagi. Esaminando il precedente comma 25, leggiamo inoltre che il governo della Repubblica delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, norme volte ad assicurare, a decorrere dal 1 gennaio 1996, la tutela di soggetti che svolgono attivit autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, il cui esercizio subordinato all'iscrizione ad appositi albi od elenchi, in conformit ai seguenti principi e criteri direttivi: a) previsione,...della costituzione di forme autonome di previdenza obbligatoria, con riferimento al modello delineato dal decreto legislativo 30 giugno 1994,n. 509 e successive modificazioni o

integrazioni; b) definizione del regime previdenziale in analogia a quelli degli enti per i liberi professionisti di cui al predetto decreto legislativo, sentito l'Ordine o l'Albo, con determinazione del sistema di calcolo delle prestazioni secondo il sistema contributivo, ovvero,l'inclusione, previa delibera dei competenti enti,in forme di previdenza gi esistenti per categorie similari; c) previsione,comunque, di meccanismi di finanziamento idonei a garantire l'equilibrio gestionale, anche con la partecipazione dei soggetti che si avvalgono delle predette attivit; d) assicurazione dei soggetti appartenenti a categorie per i quali non sia possibili procedere ai sensi della lettera a) alla gestione di cui ai commi 26 e seguenti.. L'indicazione pi esauriente e possiamo dire pacifica in ordine al fatto che i liberi professionisti, obbligatoriamente iscritti ad un albo di appartenenza e conseguentemente iscritti ad una Cassa di gestione del regime previdenziale, come l'odierno ricorrente, non fossero ricompresi nell'ambito dei destinatari dell'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, proviene dallo stesso legislatore, il quale, con il decreto legislativo n. 103 /1996 si occupa dei liberi professionisti non aventi, a differenza ad esempio dei medici, degli avvocati e dei dottori commercialisti, una cassa previdenziale di riferimento. Con il decreto legislativo n.103/1996 il legislatore, infatti, ha invitato gli enti esponenziali di livello nazionale degli enti abilitati alla

tenuta degli albi di queste categorie di professionisti, possiamo dire, privi di Cassa previdenziale obbligatoria di appartenenza, di provvedere a deliberare alternativamente: la partecipazione all'ente pluricategoriale, o la costituzione di un ente di categoria, o l'inclusione della categoria professionale per la quale essi erano stati istituiti, in una delle forme di previdenza obbligatoria gi esistente per altra categoria professionale similare, oppure, infine l'inclusione della categoria di previdenza obbligatoria di cui all'art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335. Se ne ricava che la normativa illustrata nel suo complesso ha voluto che ogni categoria professionale godesse di un sistema di tutela previdenziale ed assicurativa e ha previsto in capo agli Ordini professionali o agli Albi, l'obbligo di predisporre l'istituzione di appositi enti sul modello di quello delineato dalla legge n.509/94, con possibilit di ricorrere alla Gestione Separata solo in ultima analisi e residualmente, in caso di impossibilit di istituire apposita cassa gestionale di previdenza. Conseguentemente e per quel che qui interessa, evidente che innanzitutto, i liberi professionisti necessariamente iscritti ad un Albo e gi dotati di apposita cassa professionale di previdenza, come l'odierno ricorrente, erano e sono esclusi dalla Gestione Separata I.N.P.S., potendo ricorrere a tale ultima gestione solo i liberi professionisti per i quali non sia stato possibile trovare una diversa e autonoma forma di previdenza obbligatoria.

Ci detto, possiamo ritenere che la creazione della Gestione separata I.N.P.S. ha avuto la funzione di raccogliere tutte quelle categorie di lavoratori privi di tutela previdenziale obbligatoria, esclusi i liberi professionisti con assicurazione previdenziale obbligatoria presso apposita Cassa o Ente, come medici, avvocati e commercialisti, e con possibilit di includere solo quei liberi professionisti privi di un regime previdenziale istituzionale. Una volta raggiunta questa certezza, occorre esaminare la possibilit che l'I.N.P.S. possa assoggettare a contribuzione

previdenziale, ora per allora, i liberi professionisti come i medici, i quali, una volta collocati in quiescenza e divenuti titolari di pensione a carico della Cassa Previdenziale, avessero deciso di continuare a svolgere la professione o attivit attratta comunque in quelle per le quali sia necessario mantenere liscrizione allAlbo, e ci allindomani dellentrata in vigore della legge n. 335/1995. La risposta a nostro sommesso avviso non pu che essere negativa. Ed invero. Una volta accertato che il libero professionista, necessariamente iscritto ad Albo, soggiace ad un regime previdenziale gestito da apposito Ente dotato dallo stesso Stato di potest normativa e di autonomia contabile, gestionale e finanziaria, non vi nessun veicolo giuridico che consenta di attrarre questultimo sotto limperio della normativa generale sullAssicurazione Generale Obbligatoria-

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Gestione Separata. Con riferimento al caso di specie, infatti, il Prof. ________, divenuto nel 1996 titolare di trattamento di quiescenza a carico della Fondazione E.N.P.A.M., aveva il diritto, secondo il Regolamento Generale della Fondazione, di essere esonerato dalla contribuzione previdenziale, salva la facolt di richiedere, entro il 31 dicembre dellanno precedente al compimento del sessantacinquesimo anno di et, la contribuzione volontaria. Lart. 8 del Regolamento vigente ratione temporis, che si allega (cfr. doc. 7), cos prevedeva, regolamentando quindi lobbligo contributivo con riferimento alleventuale proseguimento dellattivit anche dopo il pensionamento. Se cos era la normativa, ci si chiede quale motivo avrebbe dovuto spingere il Prof. ________ ad iscriversi alla Gestione Separata I.N.P.S., in disparte poi, come meglio si argomenter nel successivo paragrafo, che lo stesso era anche ormai ultrasessantacinquenne e pertanto, sarebbe comunque rientrato nellambito della normativa transitoria che consentiva ai soggetti con tale requisito anagrafico nellarco dl quinquennio fino al 2001, di non iscriversi, comunque, alla Gestione separata. Non vi , quindi, con riferimento allepoca dei fatti, nemmeno la possibilit di ravvisare una incompatibilit tra il sistema previdenziale generale e quello specifico per i medici. Ed invero, a seguito dellentrata in vigore del decreto legislativo

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n. 504/1994 coevo alla legge 335/1995, gli enti deputati alla tutela previdenziale obbligatoria in favore di soggetti che svolgono attivit autonoma libero-professionale, come appunto l'E.N.P.A.M. furono trasformati in enti o fondazione con personalit giuridica di diritto privato e dotati di significativa autonomia regolamentare. Proprio l'aspetto dell'autonomia normativa stato affrontato di recente dalla Corte di Cassazione, la quale, ha avuto occasione di affermare che dall'impianto normativo dettato dal decreto legislativo n. 509/94 ..risulta una sostanziale delegificazione affidata dalla legge all'autonomia degli enti previdenziali privatizzati, entro i limiti ad essa imposti per la disciplina del rapporto contributivo (cfr. Corte di Cassazione, sezione Lavoro, decisione n. 24202/2009). La breve disamina illustrata in ordine all'autonomia normativa degli enti previdenziali privatizzati, si resa necessaria per significare che il Regolamento Generale della Fondazione E.N.P.A.M., contiene regole cogenti sia per l'iscritto che per la Fondazione stessa, con la conseguenza che non possibile rivendicare da parte dell'I.N.P.S. la pretesa del pagamento dei contributi da parte di chi, pensionato a carico della Fondazione E.N.P.A.M, abbia gi usufruito nel tempo e del tutto legittimamente dei diritti e delle facolt previste dalle fonti regolamentari E.N.P.A.M., quali l'esonero dalla contribuzione

obbligatoria in caso di prosecuzione dell'attivit dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di et. Ed invero la manovra che l'I.N.P.S. sta ponendo in essere, che

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come si evince da alcune notizie pubblicate sia su giornali che su siti Internet, non riguarda solo l'odierno ricorrente, ma diverse migliaia di liberi professionisti, rappresenta una vera e propria forzatura del sistema, in quanto si fonda su alcuni articoli di legge, in particolare art. 2, comma 26 della legge 335/1995, la cui immediata applicabilit ai liberi professionisti esclusa dal tenore del comma precedente, dal quale si evince invece, che il sistema delineato proprio dalla legge 335/1995 si fondava e si fonda tuttora sulla base della differente tipizzazione degli enti gestori della previdenza obbligatoria: da un lato I.N.P.S. Gestione Autonoma per lavoratori autonomi, come quelli con contratto di collaborazione a progetto o di collaborazione occasionale e continuativa, dallaltro gli Enti privatizzati o Fondazioni gi esistenti o da costituire per i liberi professionisti iscritti ad apposito albo. Pertanto, la pretesa dell'I.N.P.S. si pone in assoluto contrasto non solo con la stessa legge 335/95, ma anche con altre disposizioni legislative successive, come lo stesso decreto n. 103/1996. Giova a questo punto citare la recente sentenza del Tribunale di Aosta, unico precedente finora disponibile. Il Tribunale di Aosta, chiamato a decidere su questione analoga alla presente, riguardante lavoratore autonomo iscritto all'EPPI, il cui regolamento, analogamente a quello della Fondazione E.N.P.A.M., prevedeva l'esonero per i pensionati che avessero compiuto i sessantacinque anni di et di versare i contributi previdenziali, dopo un riepilogo della normativa di cui alla legge 335/1995 ha cos

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concluso: Se la Cassa autonoma cui iscritto il . non ritiene di dover richiedere, non essendo ci necessario ai fini dell'equilibrio gestionale, contributi ai propri iscritti ultrasessantacinquenni che continuino ad esercitare la libera professione, non si vede come l'I.N.P.S. possa intromettersi, iscrivendo il percettore di reddito alla gestione separata e richiedendo la contribuzione che la di lui cassa autonoma non richiede. Si infatti visto che l'iscrizione alla gestione separata avviene solo quando non possibile la costituzione di una cassa autonoma, e non anche quando questa ritenga, per proprie scelte, di non esigere contribuzioni (considerando anche che la scelta di non esigere le contribuzioni ha, in questo caso, un ambito ristrettissimo e limitato solo con riguardo a quei lavoratori liberi professionisti che avevano gi regolarmente contribuito per tutta la loro carriera lavorativa fino al raggiungimento dei sessantacinque anni N.d.R.) Nonostante quanto, pur brillantemente affermato dal legale dell.I.N.P.S., (prosegue la sentenza del Tribunale di Aosta) non esiste un principio generale per il quale tutti i redditi devono essere sottoposti a contribuzione, ma piuttosto un principio per il quale tutti devono avere una tutela previdenziale, sicch coloro che non ne sono altrimenti provvisti vengono iscritti alla residuale categoria della gestione separata. E' vero, dunque, che sussiste uno stretto collegamento tra la mera percezione di un reddito e l'iscrizione alla gestione

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separata....ma sulla base del presupposto di soggetti che non siano iscritti a gestioni autonome, perch questi, sulla base del gi visto disposto dell'art. 2, comma 25 lettera a) e d) l. 335/95 non possono essere iscritti alla gestione separata essendo per loro prevista tutela a cura della loro cassa autonoma, che gestisce i modi di contribuzione, nel rispetto dei principi di equilibrio gestionale, come meglio ritiene. (cfr. Tribunale di Aosta, sez. Lavoro, sentenza n. 32/2011, doc. 11) 2) Violazione del principio dell'affidamento nella certezza dei rapporti giuridici . In sequenza logica rispetto a quanto in ultimo dedotto nel paragrafo che precede, si ritiene che anche qualora la pretesa dell'I.N.P.S. abbia un fondamento giuridico, quest'ultimo sarebbe comunque inefficace e sarebbe costretto a cedere il passo innanzi al superiore principio della certezza dei rapporti giuridici ormai assurto oltre che a livello di principio fondamentale della Comunit Europea anche al livello di principio costituzionale, e come tale incluso nell'art. 3 della Costituzione, che impone sempre il crisma della

ragionevolezza nelle scelte legislative, regolamentari e anche amministrative, giusta anche il disposto dell'art. 97 della Costituzione che tutela il buon andamento dell'azione amministrativa. Nel caso di specie, come anche in molti altri che si presenteranno, il ricorrente ha potuto ritenere in base ad una buona fede di carattere oggettivo di non essere tenuto ad alcun versamento contributivo previdenziale in favore dell'I.N.P.S.

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Infatti, molti liberi professionisti come medici e ingegneri, ma anche gli stessi avvocati, una volta collocati in pensione e raggiunto il requisito anagrafico del sessantacinquesimo anno di et, come potevano anche solo sospettare che da quel momento in poi sarebbero stati tenuti a contribuire, in costanza di prosecuzione di lavoro autonomo professionale, all'I.N.P.S. quando, la Cassa di appartenenza li esonerava dal contributo previdenziale, lasciando loro la facolt di proseguire la contribuzione solo volontariamente. Si tratta di una situazione normativa che ingenerava un vero e proprio affidamento sulla correttezza del proprio operato, affidamento consolidatosi nel tempo se solo si pensa che l'I.N.P.S. giustifica la propria pretesa sulla base di una legge entrata in vigore ormai pi di quindici anni fa, e che esige una tutela del cittadino lavoratore pensionato, soprattutto per quel che riguarda le vicende pregresse. La lesione del principio dell'affidamento in tale caso assume contorni di rilevante gravit atteso che stata proprio la normativa nel suo complesso ad indurre in errore, sempre che errore ci sia stato, il ricorrente come tanti altri individui nella sua stessa posizione. Sicch in ogni caso e comunque, anche sotto tale ultimo profilo la pretesa dell'I.N.P.S. si presenta assolutamente illegittima in quanto in stridente contrasto con il principio della certezza e della sicurezza dei rapporti giuridici. A tal proposito giova citare il passo di una sentenza della Corte di Giustizia del 10 settembre 2009, pronunciata nella causa 201/08 in

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cui si afferma il seguente principio di civilt giuridica: ..secondo la costante giurisprudenza della Corte, il principio della certezza del diritto, il cui corollario il principio della tutela del legittimo affidamento, richiede, da un lato, che le norme giuridiche sia chiare e precise e dall'altro, che la loro applicazione sia prevedibile per coloro che vi sono sottoposti. Si riscontra, inoltre, nella presente fattispecie anche una lesione dei cosiddetti diritti quesiti, posto che l'operato dell'I.N.P.S. viene ad incidere su posizione gi maturatesi diversi anni fa e consolidatesi poi nel tempo grazie anche ad un sistema normativo che deponeva, come depone tuttora, tra l'altro, per l'effettiva sussistenza di quegli stessi diritti che oggi, dopo quasi 16 anni dall'entrata in vigore della legge 335/1995, l'I.N.P.S. vorrebbe pregiudicare. 3) Violazione del Decreto Ministeriale n. 282 del 2 maggio 1996, Regolamento recante la disciplina dell'assetto

organizzativo e funzionale della gestione e del rapporto assicurativo di cui all'art.2, comma 32, della legge 8 agosto 1995, n. 335. In ogni caso e comunque, anche a prescindere da quanto dedotto nei precedenti paragrafi del presente ricorso, sempre ammesso e non concesso che si rinvenga un qualche fondamento giuridico che consenta di ricollegare l'attivit libero professionale svolta dal ricorrente alla Gestione Separata, riteniamo che il Prof. ________ nulla deve all'I.N.P.S. per il titolo preteso da questo Istituto, anche in

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ragione di altra normativa emanata proprio all'indomani dell'entrata in vigore della legge 335/1995. Si tratta del gi citato Decreto Ministeriale n. 282 del 2 maggio 1996, il cui art. 4.1 cos stabiliva: Per la durata di un quinquennio a decorrere, rispettivamente dal 30 giugno 1996 per coloro che risultano gi pensionati o iscritti ad altre forme pensionistiche e dal 1 aprile 1996 per coloro che non risultino iscritti alle predette forme, i soggetti che svolgono le attivit lavorative di cui all'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995: a) in possesso alla medesima data del requisito del sessantacinquesimo anno di et, hanno facolt di iscriversi alla gestione di cui al presente decreto; b) al conseguimento nel corso del predetto quinquennio, del sessantacinquesimo anno di et, possono richiedere la cancellazione dalla gestione.... Orbene, il Prof. ________ ha cominciato a dedicarsi all'attivit di consulenza medico-scientifica, che in epoca lavorativa aveva coltivato solo in modo sporadico e per la quale l'I.N.P.S. ha rilevato la produzione di redditi con riferimento all'anno 2005, dopo il pensionamento a carico della Fondazione E.N.P.A.M., intorno al 1997. Il medesimo Professore, essendo nato il 2 gennaio 1932, ha compiuto il 65 anno di et, il 2 gennaio 1997. Sicch, stante il chiaro disposto normativo appena enunciato, egli aveva solo la facolt e non l'obbligo di iscriversi alla Gestione Separata. Pertanto, il Prof. ________ non si mai iscritto alla gestione

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separata, in quanto lobbligo di non iscriversi era pi che consentito dal sistema normativo delineato dalla normativa transitoria citata, n pu sostenersi che lobbligo in questione sia potuto sorgere successivamente, una volta trascorso il quinquennio 1996/2001. Ed invero, nessuna normativa, n di rango regolamentare, n legislativo mai intervenuta fino ad ora, al fine di abrogare esplicitamente o implicitamente, la regolamentazione transitoria enunciata. Non solo, la Circolare I.N.P.S. n. 104/2001 afferma che la limitata efficacia temporale delle disposizioni in argomento non coinvolge le facolt tempestivamente esercitate dai soggetti in possesso dei previsti requisiti, gli ultrasessantacinquenni che, durante il quinquennio si sono avvalsi della facolt di non iscriversi alla Gestione (come il Prof. ________ N.d.R.), non sono tenuti a farlo una volta scaduto il suddetto periodo, poich rimane valida a tutti gli effetti lopzione a suo tempo esercitata.. E il Prof. ________ aveva esercitato lopzione di non iscriversi per facta concludentia, anche perch, il proprio ordinamento previdenziale di appartenenza, come gi chiaramente dedotto nei paragrafi precedenti, gli consentiva di proseguire lattivit con esonero dal versamento dei relativi obblighi contributivi. Conseguentemente, si pu serenamente concludere che

lI.N.P.S. vanta una pretesa che non ha alcuna consistenza n giuridica n di fatto, e pertanto la stessa dovr essere senzaltro disconosciuta.

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Per tutto quanto sopra esposto e ritenuto, il Prof. ________, come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato ricorre allIll.mo Tribunale, affinch fissata ludienza ex art. 415 del cod. proc. civ., voglia accogliere le seguenti conclusioni: conclusioni Piaccia alla S.V.Ill.ma, respinta e disattesa ogni diversa contraria istanza, eccezione e difesa: - nel merito, in ragione di quanto espresso ai paragrafi 1) e 2) del presente ricorso, previa declaratoria della nullit delliscrizione di ufficio del Prof. ________ alla Gestione Separata dellI.N.P.S. di cui allart. 2, comma 26 della legge 335/1995, accertare e dichiarare lillegittimit della pretesa dellI.N.P.S. al pagamento dei contributi previdenziali per lanno 2005, quantificati nella somma di 8.522,94 comprensiva anche di sanzione, e di ogni altra richiesta fondata sul medesimo titolo anche per gli anni successivi; - in ogni caso, sempre nel merito: in ragione di quanto esposto al paragrafo 3) del presente ricorso e previa declaratoria della nullit dellavvenuta iscrizione di ufficio del Prof. ________ presso la gestione separata di cui allart. 2, comma 26 della legge 335/1995, accertare e dichiarare lillegittimit della pretesa dellI.N.P.S. al pagamento dei contributi previdenziali per lanno 2005, quantificati nella somma di 8.522,94, comprensiva anche di sanzione, e di ogni altra richiesta fondata sul medesimo titolo anche per gli anni
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successivi; Con vittoria di spese, diritti ed onorari del presente giudizio, nonch delle spese generali, da determinarsi nella misura 12,50%, a norma dellart.15 della vigente tariffa forense approvata con decreto ministeriale n. 127 dell8 aprile 2004, del contributo soggettivo del 4% dovuto alla Cassa Nazionale di Previdenza Avvocati e dellimposta del 20% sul valore aggiunto. Si offrono in produzione i seguenti documenti in copia: 1) cpia stralcio dichiarazione redditi per l'anno 1997 dal quale si evince che il ricorrente pensionato della Fondazione E.N.P.A.M.; 2) attestazione attivit di consulenza medica presso Societ CIC (Centro Italiano Congressi); 3) attestazione attivit consulenza medica presso Societ CICR (Centro Italiano Congressi Sud); 4) statuto sociale CIC; 5) statuto sociale CICR; 6) tesserino iscrizione Albo dei Medici; 7) Regolamento del Fondo Generale di Previdenza E.N.P.A.M. scaricato dal sito internet della Fondazione E.N.P.A.M.; 8) lettera INPS con comunicazione di avvenuta iscrizione d'ufficio del Prof. ________ alla Gestione Separata INPS con richiesta versamento dei contributi per l'anno 2005; 9) ricorso al Comitato Amministratore del Fondo Gestione separata con allegate cartoline di ritorno; 10) memoria integrativa con allegate ricevute di ritorno; 11) copia uso studio della sentenza del Tribunale di Aosta n. 32/2011; 12) comunicazione INPS Piazza ________. Avv. Francesca Maccioni

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Procura speciale Il Prof. ________, delega a rappresentarlo e difenderlo nel presente ricorso, ed in ogni fase e grado del successivo giudizio, lAvv. Francesca Maccioni, conferendole tutti i poteri e facolt di legge, ivi compresi quelli di conciliare, rinunciare, transigere, chiamare in causa, incassare somme e rilasciare quietanze, nonch quella di farsi sostituire. Fornisce, altres, il consenso al trattamento dei dati personali, ai sensi del D.to Leg.vo n. 196/03 e successive modifiche, e dichiara di aver ricevuto linformativa prevista dalla medesima norma. Elegge domicilio presso lo studio dellAvv. Francesca Maccioni in ________, Via ________ n. ________. Dichiara, ai sensi dellart. 4, comma 3, D.to Leg.vo del 4 marzo 2010, n. 28, di essere stato adeguatamente informato della possibilit di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 dello stesso decreto. Prof. ________

per autentica Avv. Francesca Maccioni

Vd. anche Sentenza 5849/12

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