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Albert Einstein: una risposta su pensiero e linguaggio

6 giugno 2014
Pubblicato da antonio sparzani
di Antonio Sparzani
http://www.nazioneindiana.com/2014/06/06/albert-einstein-una-risposta-su-
pensiero-e-linguaggio/
Il 1945 non era anno, direte voi, da stare a sfogliar verze, eppure fu
proprio lanno in cui Jacques Salomon Hadamard (Versailles 1865 Paris 1963,
rifugiatosi negli USA durante la seconda guerra mondiale) pubblic dopo una
lunga e assai prolifica carriera di matematico, autore di molti notevoli
risultati nellanalisi moderna e ormai illustre accademico e membro del Collge
de France un libro dal titolo accattivante: An essay on the psychology of
invention in the mathematical field (Princeton Univ. Press, trad. it. e cura di
B. Sassoli, La psicologia dellinvenzione in campo matematico, Raffaello
Cortina, Milano 1993) nel quale si interrogava, con dovizia di esempi di
situazioni e di illustri ricercatori, sui meccanismi psicologici che presiedono
alla scoperta e al progresso nella costruzione di nuove scoperte matematiche.
Il testo conteneva varie domande introspettive personali alle quali
lautore chiedeva di rispondere al pubblico dei lettori interessati. Le domande
vertevano sul ruolo svolto dal linguaggio o pi in generale da segni e immagini
nel processo mentale che portava a nuove acquisizioni. Mentre il libro stava
andando in bozze, giunse a Hadamard una lettera di Einstein nella quale lo
scienziato tedesco dava risposte ad alcuni quesiti. Come annunciato qui, ecco a
voi il testo della lettera, che Hadamard riesce a inserire in appendice al suo
testo, cos come appare nella traduzione italiana; tenete conto che:
le risposte che Einstein numera (A), (B) e (C) corrispondono alla domanda
Sarebbe utile per la ricerca psicologica sapere di quali immagini interne o
mentali, di quale genere di parole interne, facciano uso i matematici e se
queste siano motorie, auditive, visive, miste, a seconda dellargomento
studiato.
La risposta (D) si riferisce alla domanda posta da Hadamard sul tipo di
immagini che accompagnano la vita quotidiana, piuttosto che su quelle che si
presentano durante la ricerca.
La risposta (E) si riferisce alla domanda: In particolare nel pensiero
impegnato nella ricerca, le immagini mentali o le parole interne si presentano
alla coscienza piena o alla coscienza marginale?.
La stessa domanda viene rivolta per quanto riguarda i ragionamenti che
queste immagini o parole simbolizzano.
Caro collega,
con ci che segue tento di rispondere concisamente alle vostre
domande, per quanto ne sono capace. Queste risposte non mi soddisfano, e mi
sottoporr volentieri a ulteriori questioni se credete che possa essere di
qualche utilit per linteressantissimo e difficile compito che avete
intrapreso.
(A) Non mi sembra che le parole o il linguaggio, scritto o parlato,
abbiano alcun ruolo nel meccanismo del mio pensiero. Le entit psichiche che
sembrano servire da elementi del pensiero sono piuttosto alcuni segni e
immagini pi o meno chiare che possono essere riprodotti e combinati
volontariamente. Ovviamente, sussiste una relazione di un qualche tipo tra
questi elementi e i
concetti logici pertinenti. anche chiaro come alla base del gioco
piuttosto vago di tali elementi si trovi il desiderio di arrivare infine a
concetti logicamente connessi tra di loro. Ma da un punto di vista psicologico,
questo gioco combinatorio sembra essere il tratto caratteristico del pensiero
produttivo prima che ci sia alcuna connessione con la costruzione logica in
parole o in altri segni che si possano comunicare ad altri. (B) Gli elementi
sopra menzionati sono, nel mio caso, di tipo visivo, e a volte muscolare.
Bisogna cercare laboriosamente le parole convenzionali e gli altri segni solo
in uno stadio secondario, dopo che il gi citato gioco di associazioni si sia
stabilizzato a sufficienza e possa essere riprodotto a volont. (C) In accordo
con quanto detto, il gioco con questi elementi indirizzato al fine di essere
analogo a certe connessioni logiche che si stanno ricercando. (D) Visive e
motorie. Nello stadio in cui intervengono le parole esse sono, nel mio caso,
puramente auditive, ma interferiscono solo in uno stadio secondario, come gi
detto. (E) Mi sembra che quanto chiamate coscienza piena sia un caso limite
che non pu mai essere realizzato. Mi sembra un fatto connesso con quella che
viene detta ristrettezza della coscienza [Enge des Bewusstseins].
Nota: Max Wertheimer ha tentato di svolgere delle ricerche sulla
distinzione tra la mera associazione o combinazione di elementi riproducibili e
la comprensione [organisches Begreifen]: non sono in grado di giudicare quanto
la sua analisi psicologica colga il punto essenziale.2
Suo
Albert Einstein
come si vede chiaramente, per Einstein il pensiero viene molto prima del
linguaggio, nel quale egli doveva sempre faticosamente tradurre. Sappiamo del
resto dalle memorie della sorella Maja che apprese la lingua materna tardi, a
tre anni det, e che da adulto non aveva alcuna facilit con le lingue.
Vale la pena di aggiungere anche che Hadamard si serve di un questionario
pubblicato negli anni 1902 e 1904 in Francia, sulla rivista Lenseignement
mathmatique (vol. IV e vol. VI), chiamato premire enqute de la CIEM
[Commission internationale de lenseignement mathmatique], allo scopo di
rinnovare linsegnamento nelle scuole francesi, nel quadro di una grande
riforma dellistruzione in Francia, da allora nota come la riforma del 1902.