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IL NAZI0NALS0CIALISN0 - FEBERIC0 FEBERICI CAPIT0L0 2

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ANTISEMITISMO



Il moto, che giungeva al potere il 30 gennaio 1933, era il frutto di un
complesso sviluppo, risultato del confluire di due fattori di diversa
tradizione: un capo ed una situazione storica. La situazione storica era
caratterizzala dal disagio spirituale degli anni dal 1919 al 1933, di cui
abbiamo ritracciato alcune linee principali. Questo aveva costituita
l'atmosfera nella quale il moto era sorto e s'era sviluppato, atmosfera donde
esso pero trasse momenti assai diversi, a volte positivamente a volte
negativamente. In apparenza si costitu solo in antitesi a quel mondo ed a
quell'ambiente, purtuttavia prese dall'avversario anche momenti positivi: per
esempio, dal marxismo lo stile della lotta. Costretto a combattere contro un
nemico deciso a tutto, abbandon gli scrupoli importuni. Al contrario, se il
disagio di quegli anni nasceva da un disaccordo tra la realt attuale e gli
elementi preesistenti, vivi ancora come ideali e rimpianti, esso si costru,
antiteticamente alla realt attuale, richiamandosi a tali valori morali. Questi
erano stati momenti costitutivi del patrimonio spirituale di assai ampi strati
sociali della Germania dell'anteguerra e ne avevano fondata la forza; ma,
proprio in quanto valori diffusamente ed ufficialmente riconosciuti, avevano
talvolta corso il pericolo di decadere nella vuota retorica delle virt
classificate, etichettate con nomi solenni, che la minuta monotonia del viver
quotidiano logora e svuota. La guerra per aveva ridato a molte di queste
parole un contenuto vivo, altre aveva rifatte con un senso nuovo. V'era
oltracci, in tale disagio spirituale, un altro momento caratteristico, assai
complesso, che, generato dalla disfatta, si manifestava in parte come un senso
di avvilimento ed in parte come l'impossibilit sentimentale di rendersi
ragione di un fato, il quale pareva ai pi immeritato da un paese, che aveva
saputo, per anni, combattere su tutti i suoi confini, contro forze soverchianti,
senza venir definitivamente sconfitto. L'inaccettabilit di questo fato
provocava il semplicismo popolare a cercar, come sempre anche nelle
situazioni pi complesse, al di l dell'evidente stato di fatto e della
spiegazione pi ovvia, una causa, un colpevole nascosto.
L'apporto del capo fu innanzi tutto una chiara visione della situazione
politica del momento, ch'egli seppe intuire e delimitare, esprimendo il male
di cui il suo popolo soffriva. Seppe, in secondo luogo, individuar le forze
ancor sane, che avrebbero potuto servire a vincerlo; ed in terzo luogo, seppe
galvanizzare queste forze, eccitandole e tendendole nella reazione, e ci in un
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duplice modo, ridando al popolo, con una fede nazionale, fiducia in s stesso
e foggiando, in virt di questa fede stessa, un obbiettivo ben definito e
delimitato, in cui fu sua abilit concentrare e riassumere tutti i momenti
negativi, che gli pareva necessario superare.
Questa acuta intuizione politica assicur al moto la straordinaria vitalit, la
quale, tra gli ostacoli e gli errori inevitabili, dopo che s'ebbe chiaramente visto
come il colpo di stato fosse un mezzo essenzialmente inadatto al popolo
tedesco, permise, ad un partito, che nel 1919 contava sette membri,
d'impadronirsi, nel 1933, legalmente del potere, essendosi fatto Partito
nazionale. L'esatta diagnosi del male, che aveva compreso come la crisi fosse
essenzialmente una crisi di regime o, come recentemente uno storico di
questi anni si espresse: Una crisi dello Stato costituzionale borghese, che non
aveva saputo, dal 1848 in poi, se non sovrapporsi e viver accanto allo Stato
militare tipicamente prussiano, senza, per altro, riuscire ad averne ragione
aiut ad individuare le forze a cui si poteva far ricorso in una simile
situazione storica, trattandosi di un popolo che aveva cos tipicamente reagito
contro lo sviluppo politico liberale del secolo XIX. Ma (e questo
caratteristico) il Nazionalsocialismo non and a cercare tali forze in caste
chiuse, delle quali avrebbero potuto sembrare l'appannaggio, sebbene fece
appello a queste forze nella forma media, quasi borghese, sia pur al tempo
stesso anche guerriera, grazie alle nuove vicende che il popolo tedesco aveva
vissuto. Questo permise al moto di trovare il suo humus in profondi filoni,
largamente estesi, ampliamente diramati, profondamente radicati nella
tradizione ed in larghi strati sociali, Il trionfo del moto equivale al trionfo di
quest'ethos medio, che negli anni di guerra s'era fatto proprio di pi vasti
gruppi, su valori diversi o diversamente formulati, pi specificamente propri
di altri aggruppamenti sociali, sia pi elevati, sia pi diseredati: affermazione,
che trova la sua riprova nella guerra dichiarata dal Nazionalsocialismo, da un
lato agli intellettuali ed a quella che oggi si chiama la reazione, e
dall'altro al socialismo ed al marxismo.
Al Nazionalsocialismo riusc di stimolare queste forze latenti e disorientate,
facendo ricorso ad una corrente di pensiero, che, gi da lungo tempo presente,
ma fino allora non usata su cos larga scala, si rivel, quando ci se ne seppe
servire con convinzione ed abilit, ricca di risorse insospettate, quasi quei
lunghi anni di assuefazione e di convivenza le avessero permesso di
accumulare una ricca provvista di energie intimamente commisurate ed
adatte al pubblico su cui ora si voleva agire. Alludiamo al razzismo, come
convinzione positiva, e all'antisemitismo, come corrispettivo negativo e
mezzo strategico di primissimo ordine.
Per comprendere dunque il Nazionalsocialismo nella sua essenza e nel suo
trionfo, assolutamente necessario vederlo come momento storico, che si
innesta nella tradizione spirituale del popolo tedesco; che nasce dalla sua
storia attuale e s'appoggia su elementi, che la tradizione gli trasmette; di
questi si vale, si nutre, si feconda elementi, a volte generali, a volte
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particolari, i quali ultimi (ci vogliamo riferire al razzismo ed
all'antisemitismo) erano stati, fino allora, patrimonio di teorici astratti o di
politicanti incerti e non avevano saputo, intempestivamente proclamati,
assicurarsi successo alcuno.
Ma il moto nazionalsocialista , come dicemmo, il risultato del confluire di
forze assai diverse: la situazione e la tradizione di un popolo, e l'apporto di
un capo, che, pur nato in paese di lingua tedesca, s' sviluppato in ambiente
storico dififerentissimo, quale era quello dell'Impero austriaco, se paragonato
al germanico d'anteguerra. Converr dunque, quando si voglia rendersi
conto degli elementi tradizionali, che collaborarono al costituirsi del
patrimonio spirituale del Nazionalsocialismo e dei suoi aspetti peculiari,
tener conto anche di questo mondo, sceverando cos quello che al moto il
capo confer, traendolo dalla propria tradizione, e quello ch'egli accolse
dall'ambiente sul quale era chiamato ad agire.
*
A giustificazione della ricerca che stiamo intraprendendo occorre tener
presente l'affermazione di Hitler: Vienna fu e rimase per me la scuola pi
severa, se anche la pi essenziale della mia vita. Un tempo v'ero venuto
giovane inesperto, ora la lasciavo uomo fatto, taciturno e severo. In lei trovai
in generale i fondamenti di un'intuizione del mondo ed in particolare un
modo di osservazione politica, che poi non mi fu mestieri se non di
correggere nei particolari, ma che non abbandonai pi. Solo oggi posso
apprezzare il vero valore di quegli anni di noviziato. L'affermazione
preziosa, tanto pi che Hitler stesso ci dice quali siano stati gli uomini i quali
furono, in quegli anni di noviziato, i suoi maestri: Georg von Schoenerer e
Karl Lueger; l'uno il teorico, l'altro lo stratega politico. Rappresentanti di due
concezioni differenti e nemiche: l'uno del nazionalismo antisemitico, l'altro
del partito cristiano-sociale.
Lo Schoenerer, quando venne eletto deputato nel 1873, fece parte del gruppo
progressista e solo pi tardi, verso la fine del decennio 1870-1880, dopo che si
fu accostato alle corporazioni studentesche, tra le quali era vivo lo spirito
nazionalista, per influsso di queste, si convert al pangermanesimo e divenne
lesponente del moto nazionalista. Quello che in Austria si intendeva per
nazionalismo, risaliva al significato antico della parola nazione. Come
questa serviva e serve a designare un'unit naturale, una comunit che trova
il suo legame nella comunanza del sangue, nazionalismo voleva dire qui:
difesa estrema degli interessi di un'unit etnica, e, nel caso specifico, della
minoranza tedesca, in quella lotta di stirpi che costituiva uno dei pi gravi
problemi della duplice monarchia, e non gi, come fu ed il caso per altri
nazionalismi, difesa ed incremento di un popolo, in quanto unit, pi od oltre
che etnica, essenzialmente storica e culturale. Nazionalismo ha qui
eminentemente il significato di difesa di una razza. Tale senso la parola
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nazionalismo ha conservato e ripreso, contro il concetto storico-idealistico,
nel Nazionalsocialismo.
Oltre che di questo punto di vista tedesco-nazionale, lo Schoenerer s'era fatto
campione di una politica industriale e borghese, che lo mise in urto col
partito liberale. Fu su questo terreno economico che nacque il suo
antisemitismo. Del resto tale stata quasi sempre l'origine di esso nella sua
storia, dalla met del secolo XIX in poi. Le giustificazioni teoriche sono
costruzioni posteriori, intese a fondare logicamente un'avversione
sentimentale od una ribellione sociale, provocata da una crisi economica, di
cui la massa cerca il responsabile nello speculatore o nel banchiere, il quale, il
pi delle volte, un israelita od appartiene al gruppo in cui l'elemento
ebraico prevale. Semiti erano i rappresentanti della stampa liberale, che lo
Schoenerer combatteva; semitiche, nella loro maggioranza, le potenze
economiche, che fiancheggiavano il liberalismo. I suoi nemici si
identificarono cos per lui con gli ebrei, e questi dovettero sembrargli causa
del male che egli voleva sradicare. Il suo antisemitismo fu dunque, al suo
inizio, puramente pratico, senza giustificazione teorica. All'identificazione
dell'antisemitismo con la lotta di razza, dei semiti con un popolo, con una
nazione diversa, che s'oppone alla nazione tedesca e che, nell'interesse di
questa, conviene combattere, lo Schoenerer non giunse se non attraverso
l'influsso di gruppi studenteschi nazionalisti, ed a torto lo si considera il
fondatore dell'antisemitismo razzista, mentre invece non ne fu che il
diffusore.
Al nascere dell'antisemitismo razzista in Austria, per lo meno nel campo
politico, contribu certo quella lotta tra le varie Stirpi, che costituiva uno dei
pi gravi problemi della duplice monarchia (la quale incapace a risolverlo,
era destinata a soggiacervi), in quanto questa lotta orientava tutti i pensieri
nel senso della razza. E tanto pi dovette contribuire a farlo prima accogliere
e poi appassionatamente difendere da un uomo politico come lo Schoenerer,
il fatto, ch'egli appartenesse a quella minoranza tedesca, ch'ora si vedeva
minacciata in Parlamento, e che doveva, pi tardi, sentirsi definitivamente
condannata, quando la casa d'Absburgo avesse iniziata, come di fatto fece,
una politica a favore dell'elemento ceco. Questo collegamento chiaramente
adombrato dallo Schoenerer in un suo discorso: Secondo il punto di vista
dei liberali, si pu notoriamente, in quanto tedeschi, essere anticechi, ma per
nulla al mondo antisemiti. Dal significato pi sopra definito della parola
nazionalismo nei paesi di lingua tedesca in generale e dall'interpretazione
razzistica del problema ebraico, deriv il fatto, che l'idea antisemitica si sia
saldata intimamente all'idea nazionalista, cos da fare, nella maggioranza dei
casi, della lotta contro l'ebreo, uno dei punti principali del programma
nazionalista. Lo Schoenerer che cos formulava in un discorso il suo punto
di vista: Il nostro antisemitismo non si dirige contro la religione, ma contro
le particolarit della razza ebraica, che non son state modificate n
dall'oppressione precedente, n dalla libert odierna

l'introdusse
ufficialmente nel suo programma elettorale nel 1885. Importa qui notare
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come il razzismo politico, fin dal suo primo apparire, si sia affermato
antistoricamente: razza un elemento costante, che si manifesta nella storia,
ma che la storia non condiziona n modifica.
Se tale era la giustificazione teorica del movimento che lo Schoenerer
capeggiava, praticamente si proponeva egli di realizzare la difesa
dell'elemento germanico contro l'insidia ebraica, escludendo l'influenza
semitica dalla stampa, dalla politica, dalla vita finanziaria della Nazione.
Nella prima l'elemento giudaico rappresentava per lui la corruzione; nella
seconda l'anarchia, il socialismo, il liberalismo; nella terza linternazionalismo

e l'accaparramento, da parte della speculazione, della propriet terriera, con
conseguente rovina della classe dei contadini. A questo fine egli si fece
propugnatore d'una riforma giuridica, la quale sottoponesse la nazione
ebraica ad un diritto speciale. A tale aspetto, diremo cos, difensivo del
partito nazionalista antisemita, corrispondeva, in quanto grande tedesco,
l'altro: lo Schoenerer era partigiano di una politica indirizzata verso la
Germania e, come ideali, gli stavano davanti l'Imperatore di Germania ed il
suo Cancelliere di ferro, mentre nel campo economico voleva un'economia
liberale e nazionale.
Il moto dello Schoenerer ebbe poco seguito. Egli non era tempra di politico e
fu tanto dottrinario da importargli pi la proclamazione teorica di un'idea,
che il conseguimento di un successo positivo. Il suo compito consistette
essenzialmente nel propagare in pi larghi strati sociali idee, in parte, non
nuove. Ed il suo nuovo partito, senz'esser riuscito ad acquistarsi gran numero
di aderenti, quasi si disperse, quando lo Schoenerer stesso, condannato per
motivi politici, dovette, per qualche tempo, ritirarsi nell'ombra.
Ma l'antisemitismo aveva in Austria, oltre al partito nazionalista ed allo
Schoenerer, un altro difensore nel Dr. Karl Lueger, capo del partito cristiano-
sociale. Quello dell'antisemitismo, era lunico punto che univa i due partiti;
ma li univa negativamente, che, se l'antisemitismo dello Schoenerer era
razzista (ed in questo consisteva la sua novit, politicamente parlando),
quello del Lueger era, in quanto espressione di un partito cristiano,
confessionale. Quello che il Lueger voleva, era salvare la monarchia austriaca
attraverso Vienna. Le sue idee teoriche non ci interessano qui. Egli fu maestro
del giovane Hitler, ignoto operaio nella massa della capitale, sotto un altro
punto di vista: in quanto organizzatore. Il Lueger era uno stratega politico,
aveva il genio dell'organizzazione e, come tale, ebbe fortuna.
L'insuccesso dello Schoenerer, che aveva veduto il problema nella sua
essenza, ed il successo del moto del Lueger, che pur non aveva una chiara
visione di esso, proposero al giovane Hitler il problema della loro sorte; e le
conclusioni, a cui egli venne, furono le seguenti: Schoenerer aveva ragione
nel modo di porre il problema antisemitico, aveva giustamente visto trattarsi
qui di una intuizione del mondo, ma non aveva capito, che rappresentante
di una simile persuasione quasi religiosa pu essere sempre solo l'ampia
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massa di un popolo. Cosicch il suo moto rimase borghese, eletto,
correttamente radicale; e lo Schoenerer (antiparlamentare in quanto il
Parlamento con la sua maggioranza antitedesca costituiva l'organo di
repressione di questa minoranza) commise l'errore di combattere il
Parlamento nel Parlamento stesso, e non con l'appoggio d'un'ampia massa. Il
partito dello Schoenerer era nazionalista, ma non sufficientemente sociale,
e, per di pi, segu la pericolosa tattica di entrare in lotta con la confessione
cattolica. Il Lueger invece, buon stratega, s'era proposta una meta
squisitamente politica e, s'anche i fini ultimi nei quali sperava non si
realizzarono, riusc meravigliosamente in tutto ci cui pose mano. Guidato da
questa concretezza politica (alla quale faceva difetto la chiarezza teorica dello
Schoenerer) il Lueger affront la questione sociale, fond il suo moto sulle
classi che vedevan posta in pericolo la loro stessa esistenza, ossia sulla classe
media minacciata di rovina.
Quelli che Hitler portava con s dalla sua esperienza politica austriaca,
quando, poco prima dello scoppio della guerra, lasciava l'Austria per
l'Impero di Germania, erano pochi, ma ben definiti principi. Egli era
decisamente, e con profonda convinzione, nazionalista (persuasione ch'egli
per sua confessione derivava gi dall'insegnamento paterno) ed a
questo nazionalismo aveva accoppiato l'antisemitismo razzista dello
Schoenerer. Era, inoltre, persuaso, che il razzismo, sia nel suo aspetto positivo
sia in quello negativo, costituisce un'intuizione del mondo di carattere quasi
religioso. Dalla situazione poi, che alla minoranza tedesca era fatta nel
Parlamento austriaco, aveva dedotto la sua avversione per il regime
parlamentare, che doveva inoltre apparirgli invenzione contraria allo spirito
ed alla tradizione della razza tedesca, cui era propria la vera democrazia,
ossia quella del popolo guidato dal capo liberamente eletto. Dal punto di
vista dell'azione poli lira, gli era apparsa chiara la necessit di un'acuta e
concreta visione delle possibilit politiche e della conseguente scelta dei
mezzi adatti a raggiungere questi ben definiti intenti: e, innanzi tutto, la
necessit di affidare l'intuizione del mondo, in quanto forma quasi
religiosa, ad ampi strati sociali. Portava con se, infine, una visione ben netta
del pericolo, che, per un moto politico, pu costituire il problema religioso.
Quasi tutti i momenti secondari della lolla antisemitica condotta dallo
Schoenerer, quali noi li abbiamo pi sopra elencati, fino all'introduzione di
un diritto speciale, son diventati, nella Germania nazionalsocialista, realt.
*
Il paese in cui Hitler doveva rappresentare una parte tanto importante, aveva
avuto anch'esso un ampio moto antisemitico, che, con diverse vicende, non
era mai riuscito a trionfare, senza per altro, spegnersi totalmente.
L'antisemitismo, nella sua forma prima e tradizionale, la confessionale, era
stato, nel secolo XVIII, combattuto in nome della tolleranza religiosa da
quell'illuminismo, che, venuto dalla Francia, era andato propagandosi verso
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la Germania. Il Lessing fu il primo, nella sua commedia giovanile Gli ebrei, a
porre sulla scena un ebreo dabbene ed in bocca a questo le parole:
Quando un giudeo inganna, sette volte su nove, vi stato, probabilmente,
costretto da un cristiano. Dubito assai, che molti cristiani possano vantarsi
d'un corretto procedere verso un giudeo... Se i rapporti tra due popoli
debbono essere retti da fedelt ed onore, debbono entrambi parimenti
contribuirvi. Com' per possibile, quando, per l'uno, affar di fede e quasi
azione meritoria perseguitar l'altro? Nathan il saggio e gli altri ebrei
dabbene, saranno tutti rappresentanti di questo punto di vista
dell'uguaglianza astratta (anch'essa illuministicamente antistorica) e della
tolleranza religiosa, che a poco a poco porter in Germania all'uguaglianza
tra ebrei e tedeschi: processo di equipara mento, che, iniziatosi con l'editto di
tolleranza di Giuseppe II (1782), si coron, nel nord della Germania, con la
legge del luglio 1869, la quale liberava i semiti da ogni legame di diritto
particolare, ponendoli accanto e parificandoli, si pu dire intera mente, alla
popolazione tedesca.
La loro attivit, le loro attitudini e i caratteri, che al mondo ebraico aveva
impresso una storia millenaria di persecuzioni e di divieti, non dovevan
tardare a suscitare una reazione.
Oltre alla letteratura di ampia diffusione, dell'interpretazione razzista
dell'antisemitismo, si palesava anche l'altro punto di vista, che la razza
semitica costituisce, per la sua natura stessa, un elemento, non solo diverso,
ma essenzialmente dannoso al popolo tedesco. Interpretazione che qui si
giustifica ancora in forma relativamente storica, con lo spirito di vendetta da
cui sarebbe dominato quel popolo fino ad ora oppresso, ma che sar destinata
a ben altra fortuna nella teoria razzista del Nazionalsocialismo. Dalla storia e
dalle qualit specifiche del popolo ebraico nascono quelli che, per il Marr,
costituiscono i pericoli cui il semita espone il popolo tedesco: innanzitutto di
corruzione della pubblica morale, attraverso una stampa senza scrupoli, tutta
in sua balia, la quale bandisce ogni idealit dalla vita sociale; inoltre, di
sfruttamento economico del popolo tedesco per opera di una minoranza
ebraica, che tenta cos, invertendo le parti, di ridurre il popolo germano in
soggezione. Finalmente s'inizia gi qui l'identificazione dello spirito ebraico
con i partiti democratici e liberali, che si riveler di tanto momento nella lotta
politica pi recente.
Un terzo tempo nella storia dell'antisemitismo rappresentato da quello che
vorremmo chiamare il momento storico. Gi il Goethe nel Wilhelm Meister
aveva fondato storicamente l'antisemitismo, affermando, che non
accogliamo gli ebrei tra noi, perch come potremmo accordar loro di
partecipare alla pi alta cultura, di cui essi disconoscono l'origine e la
provenienza?. Origine e provenienza che il Goethe vedeva nel substrato
cristiano della cultura occidentale. Questo straniarsi dal mondo nel quale
vivono ed alla vita del quale pretendono di partecipare, facendosi popolo nel
popolo, civilt nella civilt, Stato nello Stato qualunque sia la ragione che
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pu aver determinata quest'attitudine del popolo ebreo ci che giustifica
l'antisemitismo di Enrico von Treitschke. In un momento come quello che
segu alla proclamazione dell'Impero tedesco, in cui tutte le forze eran tese
all'unificazione nazionale, parve al Treitschke quasi delitto di alto tradimento
quest'attitudine degli ebrei, che tali eran e volevan rimanere; cosicch, nel
1879 scrisse nei Preussische Jahrbcher un famoso articolo, che suscit eco
lunghissima di polemiche, nel quale esclama: Gli ebrei sono la nostra
sventura. Ch'era per un'accusa pronunciata da uno storico e giustificata
storicamente, assai pi della difesa, che un altro grandissimo storico, il
Mommsen, intraprese della razza ebraica contro il Treitschke. Quest'ultimo
distingueva tra ebrei orientali ed occidentali, che il diverso sviluppo storico
aveva fatti pi o meno atti ad assimilarsi la cultura tedesca, e formulava la
sua richiesta: Essi debbono diventare tedeschi, sentirsi semplicemente e
veramente tedeschi, senza pregiudizio alla loro fede ed ai loro sacri ricordi,
che, per tutti noi, sono oggetto di riverenza. Era quindi un punto di vista
assai pi conforme allo spirito storico, che non quello del Mommsen, il quale,
avendo pronunciato una volta il giudizio, che gli ebrei sono un elemento di
decomposizione nazionale, si dibatteva ora tra la necessit di non
contradirsi ed il desiderio di difendere i giudei dalle accuse del Treitschke; il
che lo port ad affermare, che bens vero che il popolo ebraico e un
elemento di decomposizione nazionale, ma che esso tuttavia, nella
formazione della nazione tedesca, non pu avere che una funzione benefica,
in quanto serve a quella dissoluzione delle differenze regionali, la quale non
pu riuscire che a vantaggio dell'unit. Difesa, che pel riconoscimento di un
carattere costante nella razza e, per di pi, di un carattere tanto negativo, vien
oggi assai pi citala dell'accusa troppo storica del Treitschke.
Questo terzo punto di vista per, se anche serv ad agitare le acque torbide
del moto antisemitico con la polemica che sollev, polemica che, grazie ai
nomi delle persone che vi parteciparono, suscit grande eco, non ebbe
ripercussione politica. Non cos pu dirsi dei primi due, quello confessionale
e quello razzista. L'uno e l'altro formarono lo sfondo di movimenti politici
antisemitici, i quali si combatterono con varia fortuna dal 1873 in poi,
portando anche nel campo politico al trionfo dell'antisemitismo razzista su
quello confessionale.
In un primo periodo l'antisemitismo non si costituisce in partito: esso arma
usata contro lera nazionalistico-liberale del Principe di Bismarck. Per questo
gruppo ultraconservatore e clericale, che non mancava di aderenti anche nei
circoli di Corte ed aveva le simpatie del Centrum cattolico, combattere
Bismarck e combattere i giudei era la stessa cosa: Fino a quando il Principe
Bismarck rimarr ldolo onnipossente, la Nazione tedesca sar sacrificata
all'Impero, l'Impero al Cancelliere, ed il Cancelliere cosa dei giudei.
Ma, come partito, l'antisemitismo comparve solo nel 1878 con i cristiano
sociali dello Stcker. Era questo ancora lantisemitismo tradizionale,
poggiante sul punto di vista confessionale. Orientato in senso sociale e
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cristiano, il partito intendeva lottare contro la socialdemocrazia atea, e,
nella persuasione, che in uno Stato cristiano, l'unico solido fondamento di
una politica nazionale possa essere quello cristiano, riteneva che atei e giudei
fossero inetti a fare una politica nazionale. Tuttavia lo Stcker, che era
predicatore di Corte, volendosi difendere dall'accusa d'intolleranza religiosa
e non potendo ammettere, lui cristiano, un odio di razza, sosteneva che il
giudaismo costituiva un pericolo per il popolo tedesco causa il suo
comportamento stesso. Era dunque la qualit del giudeo, in quanto tale,
che lo Stcker voleva combattere; ma in questo suo intento, rifiutando egli,
per tema della taccia d'intolleranza, di dichiararsi apertamente per
l'antisemitismo confessionale, e non potendo ammettere quello razzista, non
seppe definire e delimitare esattamente i suoi intenti: che non disse mai
chiaramente, se tali propriet siano cosa che al giudeo deriva dalla religione o
dalla razza e s'egli se ne possa, quindi, liberare con il battesimo o meno.
I cristiano-sociali, in quanto partito, non erano destinati a grande successo.
Gi nel 1879 il Marr aveva fondata una Lega antisemita basata sul concetto
razzista, e mentre l'Henrici con il suo Soziale Reichspartei univa progressismo
ed antisemitismo, Liebermann von Sonnenberg fondava il Deutsche
Volksverein, estremamente antisemita in senso razzista e conservatore. I punti
di vista del Liebermann sono oltremodo interessanti per noi. In lui si trovano
gi quasi tutti i momenti che riprender lantisemitismo nazionalsocialista, ed,
uniti all'antisemitismo, molti ideali politici che questo realizzer. Il suo
programma conteneva parecchie richieste di ordine sociale e l'affermazione
che le virt tedesche: fede e fedelt, sarebbero state distrutte dall'influsso
giudaico, che conveniva quindi allontanare. A realizzare tali intenti
propugnava una forma antiparlamentare. Il Parlamento era per lui la fonte di
ogni male, che occorreva ridurre all'impotenza per via costituzionale,
mediante una dittatura dell'imperatore, il quale instaurasse una
rappresentanza veramente tedesca e popolare. Ed ecco anche un altro
antisemita, nelle elezioni del 1888, il Frster, predicare, che ci che occorre
alla lotta politica non un programma politico, bens un capo, il quale goda
d'incondizionata fiducia.
Ed pure interessante vedere come, proprio in queste elezioni, gli antisemiti
conservatori si separino e prendano posizione contro i tedesco-conservatori, e
come pure si delinei nettamente l'opposizione dei primi verso la
socialdemocrazia, e come, malgrado ci, tale opposizione si restringa ad
alcuni punti: le idee democratiche e la rivoluzione sociale, mentre invece, in
rapporto al problema sociale, essi siano essenzialmente d'accordo, che
entrambi s'attengono al socialismo, combattono il predominio illimitato del
capitale, propugnano l'elevazione della classe produttrice.
Nel congresso antisemitico del 1889, in cui furono rappresentate tutte le
correnti antisemitiche da duecentocinquanta delegati, mandatari di cento
citt, venne discusso ed accolto un programma, nel quale, tra l'altro,
accentuato il principio dello Stato forte, basantesi sull'esercito, coordinato a
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quello che oggi si potrebbe chiamare, con parola nostra, Stato corporativo: il
Berufsstndestaat. Dal punto di vista antisemitico si voleva la soppressione
dell'emancipazione, l'esclusione degli ebrei da ogni impiego pubblico, dalle
cattedre e dall'esercito, dal diritto di voto attivo e passivo.
Non qui nostro compito il fare la storia dei partiti politici e delle loro
fortune. Essi, il pi delle volte, si persero in un vano schiamazzo politico, in
accuse senza fondamento, ma certo servirono a preparare, agitando
nell'opinione pubblica pensieri affini, il terreno alle riforme nazionalsocialiste.
Senza pretendere di ricondurre il nuovo all'antico quel nuovo che era sia
nel momento storico, sia nel programma politico pi concretamente pensato e
che, come tale, permise al nuovo moto di conseguire una vittoria, che i
precursori non poterono neppur lontanamente sperare pur certo del pi
grande interesse vedere, come i partiti politici antisemitici, che sono andati
succedendosi in Germania dal 1878 in poi, abbiano superato il punto di vista
confessionale, abbiano accoppialo quello razzista con lantiparlamentarismo
ed il principio dittatoriale, invocando lo Stato forte, la potenza militare e la
rappresentanza corporativa; si sian proposti un programma sociale, abbiano
dichiarato guerra alla socialdemocrazia e si siano staccati, dopo un vano
tentativo di collaborazione, dai nazionalisti conservatori; e come abbiano
accumulato sulle spalle dell'ebreo tutti i capi d'accusa, per i quali si faceva il
processo allo stato presente della societ. Il germano, ideale di ogni virt,
corrotto e calpestato da questo simbolo di tutti i mali, era gi quasi un luogo
comune di quella letteratura e di quei discorsi politici, e poco vi aggiunse la
pubblicistica e l'oratoria politica posteriore. L'ebreo era diventato un simbolo,
uno schema, un bersaglio. Il terreno per la lotta politica, secondo lo stile con
cui Hitler la condurr, era gi pronto.
Lo spirito antisemitico s'anche l'agitazione politica, grazie al favore che gli
ebrei godettero alla Corte di Guglielmo II ed agli eccessi a cui l'antisemitismo
politico s'era abbandonato, discreditandosi, s'assop lo spirito antisemitico
rimase vivo in Germania, alimentato da tutti i partiti nazionalisti, dalla Lega
pangermanista e dall'immigrazione degli israeliti russi e polacchi, che dal
1881 al 1908, per esempio, si trasferirono in Germania in numero di 40.000;
popolazione, in cui i caratteri specifici, dovuti ad un livello inferiore di civilt
e di cultura (l'analfabetismo raggiungeva tra essi il 52 per cento), rendevano
pi stridente il contrasto con la popolazione tedesca. Il senso di difesa si
andava in questa sempre maggiormente sviluppando, fino a trovar nel
Sombart, per esempio, un precursore di quello che potremo chiamare la
scienza razzista. giusto, egli si chiede, die gli ebrei siano ammessi alle
cattedre universitarie od meglio che ne vengano esclusi, o che, per lo meno,
ne venga limitato l'afflusso? Che ci convenga, nell'interesse della scienza
ufficialmente riconosciuta, pu essere deplorevole, ma pu, quando si tratti
di coprire le cattedre universitarie, la discussione dipendere solo
dall'interesse scientifico, o anche solo prevalentemente da esso? O pi
esattamente: uno stato di fatto possibile e sopportabile, che, in Germania,
tutte le cattedre universitarie vengano ricoperte da ebrei, battezzati o no non
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fa differenza? Che, essendo i giudei, in media, tanto pi abili ed arrivisti di
noi, questa potrebbe esser facilmente la conseguenza di un'assoluta libert
concessa agli ebrei di accedere alle cattedre universitarie... Forse la
limitazione si risolve a danno dell'universit pi che degli ebrei... Tuttavia
proprio meglio cos.
Durante la guerra l'antisemitismo non fece che accrescersi. Agli ebrei ed alla
stampa liberale, che era nelle loro mani, si faceva risalire la propaganda
antitedesca, che veniva condotta nei paesi dell'Intesa e neutri, e si accusava la
stampa tedesca di origine semitica, liberale e democratica, di fornire a quella
le sue armi. La Koelnische Volkszeitung, nel febbraio 1916, denunciava due
giornali, notoriamente cosa degli ebrei, per disfattismo: Intorno al Berliner
Tageblatt ed alla Frankfrter Zeitung si accentrano oggi in Germania quei
gruppi piccoli, ma attivi... che sono contro le annessioni ed espansioni della
Germania... Sono essi che non vogliono l'inasprimento della guerra
sottomarina... Sono quegli elementi per i quali la guerra, alla fin fine, una
questione di denaro e di capitale. Sono quelle persone, superintellettuali, che
dan retta ad ogni parola che venga dall'estero; che, prima della guerra, hanno,
per decenni e con gioia, sciorinati i panni sporchi del popolo tedesco davanti
a questo estero. In breve sono i gruppi di pacifisti, di ribassisti, di disfattisti,
degli amici dell'Inghilterra, degli americaneggianti.
Nel dopoguerra la nuova altissima percentuale degli immigrati; l'autorit
politica, sia durante la rivoluzione sia dopo, caduta prevalentemente nelle
mani degli ebrei; l'alta banca e la speculazione in grande stile, alla quale si
faceva risalire la pi gran parte dei mali di cui il popolo soffriva, rimaste
feudo dei magnati della finanza di origine semitica concorsero a fomentare
ancor pi questi odi.
Data questa sua crescente diffusione, l'antisemitismo veniva sempre pi
costituendo uno stato di fatto, una situazione, che avrebbe facilmente e
fruttuosamente potuto venir utilizzata come arma politica. Conveniva per
saper dare all'antisemitismo, che era fin allora stato prevalentemente
l'espressione di uno stato sentimentale di risentimento o d'astratta
convinzione teorica di gruppi isolati, una base positiva. Lantisemitismo in s
non pu essere che negativo. Non si combatte mai solo anti, ma sempre
pr. Quando gli si fosse dato questo sfondo, questo solido substrato, da cui
il popolo tedesco avesse potuto trarre nuova forza e rigenerarsi in una nuova
fede, l'antisemitismo sarebbe stato l pronto a costituire un'arma d'offesa, e
lebreo a servir da bersaglio, che la campagna, pi che cinquantennale, da
noi riassunta nelle sue linee principali, se anche aveva ottenuto solo un
successo mediocre, tuttavia aveva saputo assuefar l'opinione pubblica a
considerare come evidenti certi aggruppamenti di concetti, che, a primo
acchito, avrebbero potuto suscitar una naturale reazione. Nel caso concreto
poi, l'antisemitismo tradizionale aveva reso al Nazionalsocialismo anche un
altro servizio positivo, in quanto aveva accoppiato al momento antisemita,
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quasi tutti quei punti che dovevano costituire le mete verso cui tender il
movimento nazionalsocialista.
Questo spostamento dell'antisemitismo da positivo a negativo, questo suo
trasformarsi da richiesta, da programma, in arma politica, sar fatto
compiuto quando il rinnovamento, che il partito nazionalsocialista ha in vista,
trover la sua espressione nel razzismo formulato come un nuovo mito. La
codificazione del nuovo credo nei due libri di Hitler e Rosenberg; tuttavia
negli anni di preparazione, quando lantisemitismo era in piena ascesa ed il
nuovo eredo ribolliva in gestazione, un'ampia letteratura port il suo
contributo al sorgere ed al formularsi dei nuovi pensieri o delle nuove
interpretazioni. Ed caratteristico un libretto, che sta per cos dire sullo
spartiacque tra i due mondi, Secessio judaica, dove il razzismo, come mito
gi, nella sua essenza, formulato, ed in cui il problema giudaico-germanico
guardato come il problema di due popoli eletti: l'uno del passalo e l'altro
dell'avvenire, dei quali il primo destinato a scomparire, perch venuto
meno alla sua missione storica. Gli ebrei eran il popolo eletto, in quanto da
essi doveva nascere Cristo. Essi hanno generato Cristo, ma hanno ucciso
l'uomo per il quale erano stati creati. Cos il popolo ebraico, venuto meno
alla sua ragione d'essere, malato essenzialmente, malato nel suo destino.
Ogni pensiero che esso genera sostanzialmente malato. Nessun giudeo pu
sottrarsi a questo fato. Ci non ha nulla a che fare con le sue intenzioni, che
son successive e superficiali. Un ebreo pu anche amare appassionatamente
la Germania ed esporre per essa la vita et tamen judacus est. Ci sono giudei
di carattere dolcissimo, che vorrebbero alleviare l'indigenza sociale, che si
dibattono nella politica, animati dalle migliori intenzioni per il popolo
tedesco et tamen judaei sunt. Pi forte di ci che essi vogliono nell'ambito
della loro personalit isolata, ci che il peso storico della loro razza
pretende da loro, volenti o nolenti... I giudei hanno dato pi uomini, di
quello che non credano gli antisemiti di stampo antico, per la difesa della
Germania; furono pi valorosi di quello che si crede e meritano la Croce di
ferro: ma non lecito che un ebreo diventi ufficiale. Ci sono ebrei giusti
quanto Salomone, ma non pu darsi che un giudeo diventi un giudice
tedesco. L'amore di un giudeo per una donna tedesca pu essere inviolabile,
ma il loro matrimonio contrario alla legge del sangue tedesco. Chi sposa
un'ebrea tradisce il Reich.
Qui siam davanti alle porte del mito. L'antisemitismo ora passato nel regno
della fede. Quello che regge i destini di questi due popoli, l'uno di fronte
all'altro, e un fato che va al di l di essi. L'antisemitismo ora pronto per farsi
arma di guerra, e la guerra per diventare guerra santa.