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AIA, Cementifici e impatti ambientali

luned 28 giugno 2010 di Erasmo Venosi

Le AIA di competenza delle regioni ammontano a


circa 7500!
Cementifici, inceneritori, discariche e altre attivit devono possedere
lAIA. I cementifici consistono in impianti che generano un
considerevole impatto sullambiente. Il combustibile utilizzato
rappresentato da carbone, coke, olio combustibile, lignite, gas e rifiuti
come gli oli esausti, i solventi organici, le pitture, le vernici, CDR, le
plastiche, le resine non clorurate, i pneumatici, le farine animali
(rapporto Cembureau).
In Italia, ci sono 64 cementifici e 29 centri di macinazione (Europa :
252 cementifici e 68 centri di macinazione). I tipi di processi utilizzati
sono per l85% a via secca e la rimanenza a via semisecca e
semiumida. Il Veneto al primo posto in Italia, con sei impianti a ciclo
completo e 5 di sola macinazione. Lindustria del cemento a elevati
consumi energetici. La parte pi importante del processo per quanto
riguarda le emissioni la cottura: la farina cruda viene messa nel
forno
rotante
e
sottoposta
a
essiccazione,preriscaldamento,calcinazione e sinterizzazione per
produrre il clinker . Le emissioni di maggior rilievo riguardano gli
ossidi di azoto, il biossido di zolfo e le polveri. Labbattimento delle
polveri perseguito da almeno cinquanta anni, quello del SO2
(biossido di zolfo) una questione specifica di ogni singolo impianto,
inoltre labbattimento dei NOx (ossidi di azoto come monossido,
protossido) rappresenta un grande problema.
Le polveri aerodisperse rappresentano lincidenza fondamentale, e
sono da considerare connesse al processo, poich sia le materie
prime, movimentate e sottoposte a fasi di frantumazione e
macinazione, sia il cemento prodotto si presentano prevalentemente
sotto forma di polveri fini e finissime. Altri inquinanti da considerare:
CO (monossido di carbonio), COV (composti organici volatili) ,
HF (acido fluoridrico), HCl (acido cloridrico), IPA (idrocarburi
policiclici aromatici), metalli come mercurio e cadmio (Hg, Cd).
Leventuale immissione di sostanze organiche contenenti cloro pu
causare la formazione di diossine e furani (PCDD e PCDF: i fattori di
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emissione per i cementifici variano tra un minimo di 0,001


microgrammi per tonnellata di cemento prodotto a uno medio di 0,15)
allinterno o a valle del preriscaldatore. Le risultanze analitiche
indicano che i forni di cottura clinker rispettano la concentrazione
limite (10.000 miliardesimi di grammo di tossicit equivalente per un
metro cubo normalizzato di gas).
Da segnalare, inoltre, lemissione di composti ammoniacali derivante dalla
qualit delle materie prime utilizzate. Altre potenziali fonti inquinanti sono date
dai rifiuti, dai rumori e dagli odori.
Molti cementifici hanno abbattuto le emissioni attraverso luso di moderni
sistemi gravimetrici di alimentazione dei combustibili solidi, linstallazione di
raffreddatori ottimizzati, e di sistemi esperti per la gestione dellenergia
elettrica. Il problema che, per, nessun legislatore degli ultimi 20 anni ha
risolto, risiede nella normativa!

Gli impatti dipendono dalle quantit dinquinanti emessi in un arco


temporale, soprattutto se si pensa a inquinanti persistenti (metalli,
diossine). In sostanza per valutare limpatto si deve moltiplicare la
concentrazione dellinquinante per la portata. Un cementificio pu
anche superare abbondantemente i 130.000 metri cubi/ora di
gas per forno. Comodo affermare che si rispettano le concentrazioni,
omettendo di considerare la quantit dinquinanti scaricati. Il
confronto con un inceneritore pu rendere meglio lidea. Il limite
dellinceneritore di Brescia per SOx pari a 150 mg/mc, per quello
di Bolzano 50 mentre per il cementificio di Monselice 600
mg/mc; riguardo ai NOx:200 per linceneritore di Brescia, 70 per
Bolzano e 1800 il cementificio; per le Polveri: a Brescia 10 mg/mc e
il cementificio Monselice 30.
Calcolando i flussi di massa, cio moltiplicando la concentrazione per
la portata, possiamo pesare le differenze dellinquinamento
prodotto. Le portate di un cementificio sono molto pi elevate di
quelle di un inceneritore, con un conseguente superiore inquinamento.
I cementifici hanno notevoli criticit ambientali, poich caratterizzati
da imponenti flussi di massa, e non a caso sono classificati come
industrie insalubri di prima classe.
Lulteriore, estrema importanza dellAIA risiede in due importantissime
questioni, che sembrerebbero formali tecnicismi, ma che costituiscono elementi
centrali per la riduzione dellinquinamento: i cosiddetti transitori e il piano di
monitoraggio e controllo.

I transitori sono momenti anomali di funzionamento come ad esempio una


cattiva combustione evidenziata dallaumento della concentrazione di
monossido di carbonio, oppure il momento dellavvio e della fermata
dellimpianto. Non casualmente, nelle autorizzazioni alle emissioni si legge la
prescrizione: Lazienda dovr comunicare al Comune il calendario delle
fermate programmate dei forni e informare lo stesso dei motivi delle fermate
non programmate e della durata prevista, al fine di permettere agli uffici
comunali di avvisare adeguatamente la popolazione. Una cattiva combustione,
per eccesso di concentrazione di monossido di carbonio, significa pertanto
temperature nettamente inferiori ai mitici 1400 C, che sono onore e vanto
dei cementifici. In tali momenti anomali (transitori) non esistono limiti per le
emissioni che invece valgono per il normale funzionamento. NellAIA, invece,
tra le prescrizioni sinseriscono i limiti per le emissioni fuggitive, i
malfunzionamenti e larresto dellimpianto (comma 7 art 7 dlgs 59/2005).

Il Piano di Monitoraggio e Controllo costituisce la verifica della


conformit di un impianto a un paradigma normativo predeterminato.
La pianificazione dellazione di controllo consente la verifica della
conformit ai valori che caratterizzano la prestazione ambientale
dellimpianto, e alle condizioni che saranno stabilite nellAIA. La
definizione dello scopo del monitoraggio, la definizione dellintensit e
della frequenza del monitoraggio, correlata al rischio ambientale, e
lottimizzazione della scelta dei parametri consentono di controllare
limpatto ambientale dellattivit produttiva, comportano lattenzione a
tutta la catena di produzione dei dati e la codifica delle azioni di
reporting. Il registro INES (Inventario Nazionale delle Emissioni
Inquinanti e loro Sorgenti creato a seguito adempimento art 15
direttiva IPPC) consente o meglio dovrebbe consentire laccesso ai
cittadini alle informazioni e al procedimento autorizzatorio.I dati di
INES vanno convalidati da ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca
Ambientale) . I dati dellultimo anno non sono stati possibile averli
considerato che Ispra non ha convalidato ancora i dati del nuovo
registro E-PTR (European Pollution Release and Transfer Register, a
causa dellevidente azione di smobilitazione in cui versa lIstituto.
Il Piano di Risanamento e Tutela dellAria e quello delle Acque (competenza
regionale) tengono conto delle caratteristiche complessive della Regione
(regime dei venti, inversione termica, concentrazione del manifatturiero, aree
da tutelare, inquinamento complessivo etc), delle prescrizioni del Sindaco
(comma 11 art 5 Dlgs 59/2005) e dellAIA, che ha anche la finalit di
differenziare i limiti rispetto allinquinamento del territorio, e alla voglia della
Regione di produrrequalit urbana.
Connessa al problema cementificio , inoltre, la regolamentazione delle attivit
di cava, dalle quali ogni anno si estraggono tra inerti, sabbia e ghiaia, circa 142
milioni di metri cubi. I primi posti spettano a Puglia, Lombardia e Lazio che
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estraggono la met del totale. Le Regioni ricavano poco pi di 55 milioni di


euro dai canoni di concessione, il che sorprendentemente ridicolo rispetto ai
poco meno due miliardi di euro affluiti nelle tasche dei cavatori dalla vendita.

Un caso eclatante quello della Puglia da dove si estraggono circa 25


milioni di tonnellate, con introiti per i cavatori di oltre 300 milioni di
euro e nulla versato al territorio! Siamo convinti delle ragioni
dellambientalismo, a dispetto delle sue numerosi vestali, e della
possibilit di coniugare le ragioni della tutela dei beni ambientali con
uno sviluppo economico rispettoso delle vocazioni dei territori.
http://www.agoramagazine.it/agora/AIA-Cementifici-e-impatti

ITALCEMENTI AZIENDA INSALUBRE Testo unico delle leggi sanitarie decreto


27 luglio 1934, n. 1265
Articolo 216 Le manifatture o fabbriche che producono vapori,
gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro
modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un
elenco diviso in due classi. La prima classe comprende quelle
che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane
dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele
per la incolumit del vicinato. Questo elenco, compilato dal
consiglio superiore di sanit, approvato dal Ministro per
l'interno , sentito il Ministro per le corporazioni , e serve di
norma per l'esecuzione delle presenti disposizioni. Le stesse
norme stabilite per la formazione dell'elenco sono seguite per
iscrivervi ogni altra fabbrica o manifattura che posteriormente
sia riconosciuta insalubre. Una industria o manifattura la quale
sia inscritta nella prima classe, pu essere
permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita
provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele,
il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura
compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima
darne avviso per iscritto al podest , il quale, quando lo ritenga
necessario nell'interesse della salute pubblica, pu vietarne
l'attivazione o subordinarla a determinate cautele. Il
contravventore punito con la sanzione amministrativa da lire
40.000 a lire 400.000 . Ministro della sanit. Ministro del
lavoro e previdenza sociale. Ora, Sindaco. La sanzione
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originaria dell'ammenda stata depenalizzata dall'art. 32, l. 24


novembre 1981, n. 689. L'importo della sanzione stato cos
elevato dall'art. 114, primo comma, della citata l. 24 novembre
1981, n. 689.
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE
http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/2010/08/azienda-insalubre-italcementinel.html