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Vitolo, capitolo XIV

1. La crisi dellordinamento ecclesiastico:


a. prima manifestazione dellesigenza di rinnovamento della societ in ambito religioso;
b. crisi delle istituzioni politiche ed ecclesiastiche nel X secolo:
i. ingerenza dei laici nelle nomine
ii. basso livello culturale e allentamento del rigore morale;
iii. cura pastorale trascurata;
iv. sottrazione dei beni ecclesiastici;
c. simonia: vendita dei benefici ecclesiastici;
d. concubinato:
i. problema delleredit;
ii. influsso della Chiesa greca;
e. importanza preponderante del problema religioso:
i. clero come primo ordine della societ;
ii. percezione della gravit delle manchevolezze del clero;
iii. assorbimento delle energie intellettuali da parte del clero.
2. Cluny e la riforma dei monasteri:
a. necessit di nuove forme di vita monastica;
b. Cluny:
i. fondazione da parte di Guglielmo duca dAquitania e Bernone (910);
ii. formula organizzativa centralistica: dipendenza di tutti i monasteri dallabate di
Cluny;
iii. resistenza ai condizionamenti esterni: diretta dipendenza dal papato ed esenzione
dalla giurisdizione vescovile;
iv. abolizione del lavoro manuale;
v. solennit delle funzioni liturgiche;
vi. studio e attivit letteraria: agiografia;
vii. diffusione del monachesimo cluniacense in Italia.
3. Leremitismo e i nuovi ordini religiosi:
a. eremitismo:
i. separazione totale dalla societ;
ii. nuove esigenze religiose e diffusione delleremitismo;
iii. rifiuto della grandiosit cluniacense;
b. nuovi ordini religiosi di tipo eremitico:
i. camaldolesi (inizi del secolo XI);
ii. vallombrosani (fondazione da parte di Giovanni Gualberto nellXI secolo);
iii. fondazione di eremi sullAppennino da parte di Pier Damiani;
iv. certosini (fine dellXI secolo);
v. cistercensi (fine del secolo XI):
1. religiosit intima e solitudine;
2. recupero della regola benedettina: povert e lavoro manuale;
3. sottomissione ai vescovi;
4. autonomia dei singoli monasteri e capitolo generale annuale;
5. Bernardo di Chiaravalle ( 1153);
6. accumulo di ricchezza: abbandono del lavoro manuale per le incombenze
gestionali.
4. Il movimento canonicale e i fermenti religiosi nel mondo dei laici:
a. impegno degli imperatori per la riforma ecclesiastica: Ludovico il Pio e la vita comune dei
canonici;
b. crisi della vita in comune;
c. le canoniche regolari:
i. secoli X-XI;
ii. buone tradizioni culturali;

iii. sviluppo di una maggiore attenzione per gli aspetti religiosi e pastorali delle dignit
ecclesiastiche;
iv. vita comune come rimedio contro il concubinato;
v. diffusione della vita comune anche al di fuori delle cattedrali;
vi. ispirazione alla regola di santAgostino;
d. la pataria milanese:
i. diffusione nel laicato delle esigenze di riforma;
ii. esperienze di vita vicina allinsegnamento evangelico tra i laici;
iii. predicazione contro i chierici concubinari del diacono Arialdo (1057);
iv. scomunica ai patarini (straccioni) da parte del vescovo Guido da Velate;
v. simpatia del vescovo di Lucca, Anselmo da Baggio (futuro Alessandro II) e
diffusione dei movimenti popolari in Toscana.
5. La riforma imperiale:
a. interesse degli imperatori per il corretto funzionamento dellordinamento ecclesiastico:
i. ruolo dei vescovi nellamministrazione imperiale;
ii. prestigio morale e intellettuale dei chierici;
iii. istituzione papale;
b. Enrico III (1039-56):
i. moralizzazione dellepiscopato;
ii. vescovi mondanizzati: funzionari non fedeli e scandalo del popolo;
iii. collaborazione di Pier Damiani;
iv. concilio di Sutri (1046): deposizione di tre papi ed elezione di Clemente II;
c. Pier Damiani:
i. libertas Ecclesiae e collaborazione paritetica tra i poteri;
ii. necessit di eliminare le ingerenze dei laici per riformare la Chiesa;
d. Leone IX (1049-54):
i. collaborazione di prelati riformatori (Pier Damiani, Silvacandida, Ugo di Cluny,
Ildebrando di Soana, Anselmo da Baggio);
ii. condanna della simonia e del concubinato;
iii. concilio di Reims (1049): affermazione del primato papale;
iv. sconfitta a Civitate da parte dei Normanni (1053);
v. autonomia dalle direttive imperiali;
vi. ostilit dei vescovi non riformatori e allontanamento dai fautori di una totale
separazione dal potere politico;
vii. scisma dOriente (1054).
6. Il papato alla guida del movimento riformatore:
a. i riformatori tra comune istanza morale e diversa valutazione dei termini del problema:
i. rigoristi (Umberto di Silvacandida):
1. assoluta indipendenza della Chiesa dal potere politico;
2. condanna della simonia;
3. annullamento degli atti dei chierici indegni e loro deposizione;
ii. moderati (Pier Damiani):
1. validit dei sacramenti;
2. sconvolgimento derivante dallannullamento degli atti dei preti indegni;
3. necessit dellunione tra regno e sacerdozio, premessa la ridefinizione delle
rispettive competenze;
b. Niccol II (1058-61):
i. intesa con i Normanni: accordo di Melfi (1059);
ii. concilio del Laterano:
1. emanazione della bolla In nomine Domini: convalidazione dellelezione di
Niccol e assegnazione del compito di designare il papa ai soli cardinali
vescovi;
2. condanna della simonia, dellinvestitura laica e del concubinato;
iii. deposizione dei vescovi simoniaci e mantenimento dei loro atti.
7. Lo scontro tra Gregorio VII ed Enrico IV:
a. uscita di minorit di Enrico IV (1056-1106);

b. Gregorio VII (1073-85):


i. al secolo Ildebrando di Soana, monaco riformatore;
ii. concezione altissima della dignit papale e forte personalit;
iii. rivendicazione decisa del primato romano;
iv. allontanamento dei vescovi non riformatori o contrari alla netta affermazione del
primato papale;
v. Dictatus papae (1075): la giurisdizione del papa si applica anche allambito
temporale (possibilit di deporre limperatore);
vi. idea della monarchia universale teocratica.
c. linizio della lotta per le investiture:
i. condanna della simonia, dellinvestitura laica e del concubinato;
ii. fine della rivolta dei feudatari tedeschi contro Enrico IV;
iii. la dieta di Worms (1076), convocata da Enrico IV, scomunica e depone Gregorio
VII;
iv. Gregorio VII scomunica a sua volta i vescovi presenti alla dieta e limperatore;
v. Enrico IV ottiene il perdono papale a Canossa (1077);
d. la prosecuzione del conflitto:
i. rinnovo della scomunica contro Enrico IV (1080);
ii. limperatore convoca due nuovi concili, depone Gregorio VII e fa eleggere
Clemente III;
iii. Enrico IV scende in Italia e sconfigge lesercito di Matilde di Canossa;
iv. presa di Roma da parte delle truppe imperiali (1084);
v. i Normanni del Guiscardo liberano Roma e portano il papa a Salerno (1085);
e. perdita della funzione religiosa dellimpero e acquisizione generale della coscienza della
diversit tra clero e laicato.
8. Urbano II (1088-99) e la ripresa delliniziativa papale:
a. monaco cluniacense;
b. ricerca di un collegamento con lepiscopato:
i. rafforzamento dellautorit vescovile nelle diocesi;
ii. regolamentazione dellesenzione monastica;
iii. fondazione di canoniche regolari;
iv. riconoscimento di Urbano II e abbandono di Clemente III da parte di molti vescovi
di area imperiale;
c. regolamentazione dei rapporti con i Normanni e dellinfluenza della Chiesa greca nellItalia
meridionale,
d. concilio di Piacenza (1095): tentativo di riconciliazione con la Chiesa greca;
e. concilio di Clermont-Ferrand (1095): inizio delle crociate?
9. Pasquale II (1099-1118) e lutopia di una Chiesa povera:
a. ritorno al rigorismo gregoriano;
b. concilio del Laterano (1102): contro le investiture laiche;
c. accordo di Sutri (1111) con Enrico V (1106-25): rinuncia di vescovi e abati ai poteri e ai beni
pubblici;
d. reazioni negative e annullamento dellaccordo (1112);
e. scomunica di Enrico V (1116).
10. Il concordato di Worms:
a. stanchezza per il protrarsi delle ostilit;
b. rafforzamento della posizione dei fautori di un compromesso;
c. mantenimento delle deleghe di poteri pubblici agli ecclesiastici;
d. il concordato di Worms (1122):
i. Callisto II (1119-24) ed Enrico V;
ii. successo formale della Chiesa: non ingerenza del potere politico nelle nomine;
iii. elezione dei vescovi da parte del clero e del popolo diocesano (ma in effetti dal
capitolo cattedrale, e poi dal papa), ed elezione degli abati da parte della comunit
dei monaci;
iv. successivo intervento imperiale per linvestitura;

v. Germania: limperatore o un suo rappresentate pu assistere allelezione e


intervenire in caso di dissenso; linvestitura precede la consacrazione;
vi. Italia e Borgogna: linvestitura segue la consacrazione;
e. ampi margini di manovra al potere politico, soprattutto in Germania:
i. diritto di negare linvestitura alleletto;
ii. possibilit di influenzare lelezione, presenziandovi.
11. Levoluzione del papato in senso monarchico:
a. ratifica del concordato di Worms al concilio ecumenico lateranense (1123);
b. collocazione del papato al vertice della societ cristiana;
c. frammentazione del potere politico imperiale;
d. consolidamento della Chiesa:
i. condanna del concubinato e della simonia;
ii. fine delle ingerenze dei laici nelle nomine;
iii. avocazione delle elezioni vescovili a Roma sempre pi frequente;
iv. potenziamento dellapparato burocratico;
v. riscossione di tasse: censi degli Stati vassalli, oboli di san Pietro (Polonia,
Ungheria), censi dei monasteri, offerte dei vescovi;
vi. istituto della legazione papale, prima temporanea poi permanente, presso sovrani o
enti ecclesiastici (consacrazione e deposizione dei vescovi, convocazione di concili
provinciali);
e. organizzazione centralistica della Chiesa come modello per tutta la politica europea:
supremazia papale in ambito religioso e politico;
f. il Decretum Gratiani (1140 ca.):
i. apporto della cultura giuridica bolognese del XII secolo;
ii. sistemazione dei canoni conciliari e pontifici;
iii. soluzione di alcune contraddizioni tra canoni successivi;
iv. opera di grande successo, anche se non ufficiale.