You are on page 1of 150

Raccolta esami a.a. 2002/3/4/5/6/7/8 Mat.

3 (Forme Quadratiche e Geometria Proiettiva)

temi M3M

Sono raccolti gli esami dei corsi di Matematica 3 del Corso di Laurea Triennale in Matematica dellUniversit`a
di Padova negli anni accademici della riforma secondo il D.M. 509/1999. I contenuti dei corsi riguardavano
lalgebra quadratica e la geometria proiettiva.
Docenti di quei corsi sono stati: Valentino Cristante, Maurizio Candilera, Maurizio Cailotto, Alessandra
Bertapelle.

Copyright. Tutti i diritti di questo testo sono riservati agli autori (incluse le eventuali edizioni precedenti). Non ne `e consentito alcun uso a scopi commerciali. Sono consentite la riproduzione e la circolazione
in formato cartaceo o su supporto elettronico portatile ad esclusivo uso scientifico, didattico o documentario,
purche il documento non venga alterato in alcun modo, ed in particolare mantenga le corrette indicazioni di
data e fonte originale e la presente nota di copyright.
marzo 2009

Universit`
a di Padova

Dip.Matem.P. & A.

prima prova parziale Mat Tre - 21 maggio 2002


Esercizio 1.
(1) Siano r ed s due rette sghembe in P3 (K), e sia P un punto di P3 (K) non appartenente ne ad r ne ad

s. Dimostrare che esiste una unica retta h passante per P ed incidente sia r che s.
(2) Se r = P1 P2 , s = Q1 Q2 ove


1
1
1
1
3
1
0
0
P1 = , P2 = , Q1 = , Q2 =
,
2
0
1
1
2
2
1
1
e P = (1, 1, 1, 1)t , verificare che r ed s sono sghembe, che P non appartiene a nessuna delle due rette, e
trovare equazioni cartesiane per la retta h del punto (1).
(3) Dualizzare lasserzione del punto (1).
Soluzione.
(1) Poiche P non appartiene ad r, esiste un unico piano = P r contenente P ed r; e necessariamente la
retta h cercata deve appartenere a (deve passare per P e per un punto di r). Analogamente, poiche
P non appartiene ad s, esiste un unico piano = P s contenente P ed s; e necessariamente la retta h
cercata deve anche appartenere a . Ora abbiamo 6= , altrimenti r ed s sarebbero complanari, contro
lipotesi che siano sghembe. Allora una facile applicazione della formula di Grassmann assicura che la
dimensione di h = `e 1; quindi si tratta di una retta, unicamente definita dalle condizioni poste.
Certamente poi h contiene P (poiche P appartiene sia a che a ), ed interseca sia r che s essendo
complanare con entrambe le rette (su due piani diversi!).
(2) Le rette r ed s sono sghembe se e solo se i quattro punti P1 , P2 , Q1 , Q2 generano una variet`a lineare di
dimensione 3, cio`e se e solo se i quattro vettori rappresentanti sono linearmente indipendenti, ovvero se
e solo se la matrice

1 1 1 1
3 1 0 0
A=

2 0 1 1
2 2 1 1
ha rango 4; ci`
o `e vero, poiche det(A) = 8 6= 0.
Il punto P non appartiene ad r se e solo se i punti tre punti P, P1 , P2 generano una variet`a lineare di
dimensione 2 (un piano), ovvero se e solo se la matrice

1 1 1
1 3 1

1 2 0
1 2 2
ha rango 3; ci`
o `e vero, poiche le prime tre righe danno una sottomatrice quadrata di determinante non
nullo.
Analogamente Il punto P non appartiene ad s se e solo se i punti tre punti P, Q1 , Q2 generano una
variet`a lineare di dimensione 2 (un piano), ovvero se e solo se la matrice

1 1 1
1 0 0

1 1 1
1 1 1
ha rango 3; ci`
o `e vero, poiche le ultime tre righe danno una sottomatrice quadrata di determinante non
nullo.
Come spiegato nel punto (1), la retta h si ottiene intersecando i due piani = P r = P P1 P2 e
= P s = P Q1 Q2 , di equazioni rispettivamente

X0 1 1 1
X0 1 1 1
X 1 3 1
X 1 0 0
det 1
e
det 1
=0
=0
X2 1 2 0
X2 1 1 1
X3 1 2 2
X3 1 1 1
1

prima prova parziale Mat Tre - 21 maggio 2002


da cui si ottiene (quasi) subito:

X0 X1 X2 + X3 = 0
X0 X2 = 0


ovvero

X1 X3 = 0
X0 X2 = 0 .

(3) Lenunciato duale `e il seguente: siano r ed s due rette sghembe in in P3 (K), e sia un piano di P3 (K)

non contenente ne r ne s. Dimostrare che esiste una unica retta h contenuta in ed incidente sia r che
s (osserviamo solo che nozione duale di due rette sghembe (intersezione vuota) sarebbe due rette che
generano lo spazio, ma sono due nozioni equivalenti in P3 (K); come pure due rette si incontrano in

un punto e la duale due rette sono complanari).


Da notare che questo enunciato `e molto pi`
u facile da dimostrare: la retta h `e unicamente definita dai
due punti di intersezione del piano con le due rette r ed s.
(4) Lenunciato in P4 (K) diventa falso, come si pu`o osservare facilmente dal fatto che lenunciato duale

diventa falso: una retta ed un piano che non si appartengono non hanno necessariamente un punto in
comune, come `e invece necessario per lesistenza di h (vedi punto (3)).
Daltra parte possiamo dare un controesempio diretto: sia r = he1 , e2 i, s = he3 , e4 i e P = he5 i (usiamo
la base canonica di K 5 ); siamo evidentemente nelle ipotesi dellenunciato (1), ma non vi `e alcuna retta
passante per P , r ed s (dovrebbe passare per 3 punti indipendenti).

Esercizio 2. Sia data la proiettivit`


a della retta

2
A=
5
(1)
(2)
(3)
(4)

P1 (R) che nel riferimento canonico ha matrice




1
.
2

Dimostrare che si tratta di una involuzione.


Dimostrare che possiede due punti uniti P1 e P2 e trovarne le coordinate nel riferimento canonico.
Determinare il quarto armonico dopo i punti P1 , P2 e Q = (1, 2)t .
Che cosa cambierebbe se invece di R si usasse un corpo K di caratteristica 2?

Soluzione.
(1) Una involuzione `e una proiettivit`
a non identica di quadrato lidentit`a; dunque basta verificare che A2
`e un multiplo della matrice identica. Il facile calcolo d`a A2 = 9I2 . Daltra parte sappiamo che una

proiettivit`
a non identica della retta `e involuzione se e solo se la traccia di una qualunque applicazione
lineare sovrastante `e nulla; ci`
o `e evidente per la matrice A.
(2) Trattandosi di una involuzione, A possiede due autovalori distinti, uno opposto dellaltro, e dunque
due autovettori indipendenti che corrispondono a due punti uniti distinti di . Il polinomio caratteristico
di A `e X 2 + det(A) = X 2 9; dunque gli autovalori di A sono 3, e i punti uniti P1 e P2 di sono gli
autospazi di A:
 


1
1
ker(A 3I2 ) = h
i
e
ker(A + 3I2 ) = h
i.
1
5

(3) Poiche `e involuzione, abbiamo (P1 P2 Q (Q)) = 1; dunque il quarto armonico cercato `e



 
 
2 1
1
0
0
(Q) = h
i=h
i=h
i.
5 2
2
9
1
Nel riferimento scelto si tratta del punto allinfinito, quando si disomogenezzi rispetto e X0 ; questo `e
giusto, poiche Q `e il punto di mezzo tra P1 e P2 (la (semi)somma dei due).
(4) Rimane certo vero che si tratta di una involuzione (punto (1)); daltra parte in caratteristica 2 una
proiettivit`
a della retta `e involutiva se e solo se `e parabolica; dunque troveremmo un solo autovalore
(3 = 1 = 1 = 3) e un solo autovettore ((1, 1) = (1, 5)), dunque un unico punto unito (questo per
il punto (2)). Il punto (3) pertanto non ha pi`
u senso: per calcolare il quartarmonico bisogna avere 3
punti distinti (in ogni caso, notare che siccome 1 = 1 in caratteristica 2, si ha che il quarto armonico
dopo tre punti distinti `e necessariamente il terzo punto: la nozione di armonia non `e pi`
u interessante!).
2

seconda prova parziale Mat Tre - 7 giugno 2002


Esercizio 1.
Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione

X02 + X12 + X22 2( + )X0 X1 2X0 X2 + X1 X2 = 0
(1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente.
(2) Trovare il ciclo base del fascio, cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano
tutte le coniche del fascio.
Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0.
(3) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio; in particolare scrivere esplicitamente tutte le parabole
del fascio e dire se ogni conica del fascio si pu`o scrivere come combinazione di parabole.
(4) Descrivere il luogo dei punti del piano dato dai centri delle coniche a centro del fascio.
Soluzione. La matrice del fascio di conice `e


A(, ) =

/2 .

/2

(1) Per trovare le coniche degeneri, studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(, ):

2
det A(, ) = +
2
ed otteniamo due coniche degeneri:
(a) per = 0, poniamo = 1 e si ha la conica X1 (X2 2X0 ) = 0;
(b) per 2 + = 0, poniamo = 2, = 1 e si ha la conica (X0 + X1 X2 )2 = 0;
Poiche vi sono solo due coniche degeneri, ed una delle due `e una retta doppia, ne concludiamo che si
tratta di un fascio bitangente: tutte le coniche del fascio saranno tangenti in due fissati punti alle rette
di equazioni X1 = 0 e X2 2X0 = 0.
(2) Come gi`
a detto il fascio `e bitangente, dunque il ciclo base sar`a del tipo 2P + 2Q ove P e Q sono i due
punti che si ottengono intersecando per esempio le coniche degeneri; si trovano i sistemi
(
(
X1 = 0
X2 2X0 = 0
e
X0 + X1 X2 = 0
X0 + X1 X2 = 0
da cui i punti P = (1, 0, 1) e Q = (1, 1, 2).
(3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto, basta considerare la loro intersezione
con X0 = 0, e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A (, ): la conica `e
(

ellisse
parabola
iperbole

a seconda che

det A (, ) = 2

2
T0.
4

Dunque le parabole si ottengono per 2 2 /4 = 0, i.e. per = /2. Per = /2 sappiamo, dal
primo punto, trattarsi di una conica degenere (la doppia retta); per = /2 troviamo una parabola
non degenere di equazione (poniamo = 2, = 1)
X02 + X12 + X22 6X0 X1 2X0 X2 + 2X1 X2 = 0 .
Siccome nel fascio abbiamo solo una parabola non degenere, non possiamo scrivere tutte le coniche
del fascio come combinazioni di parabole non degeneri: si tratta di descrivere una retta nello spazio
proiettivo di dimensione 5 delle coniche, e per descrivere una retta servono due punti distinti.
2
Le ellissi del fascio si ottengono per 2 4 > 0, ovvero per || > ||/2.
Le iperboli del fascio si ottengono per 2

2
4

< 0, ovvero per || < ||/2.


3

seconda prova parziale Mat Tre - 7 giugno 2002


(4) Il centro C di una conica a centro `e il polo delliperpiano allinfinito, che ha equazione X0 = 0, ovvero
coordinate (1, 0, 0); dunque le coordinate x di C soddisfano allequazione
xt A(, ) = (1, 0, 0)

xt = (1, 0, 0)A(, )1

ovvero

(a meno di proporzionalit`
a); per calcolare il centro basta dunque calcolare la prima riga della matrice
inversa di A(, ), usando i complementi algebrici:



/2

= ( + )( )
x
=
det
=

/2

4
2
2





x1 = det
= 2 +
= ( + )
/2

2
2




x2 = det
=

+ 2 = ( + )( )

/2
2
2
2
da cui (per ipotesi det A(, ) = ( + /2)2 6= 0) abbiamo la retta di equazioni parametriche

x0 = 2
x1 =

x2 =
e di equazione cartesiana 2x0 x1 x2 = 0. Conclusione: i centri dele coniche a centro del fascio
descrivono i punti della retta appena identificata, eccetto i tre punti corrispondenti alle coniche degeneri
((1, 0, 2) per la coppia di rette, (2, 1, 3) per la retta doppia) e alla parabola (il punto allinfinito (0, 1, 1)).
Pi`
u geometricamente, si poteva calcolare i centro applicando il principio di reciprocit`a, ed intersecando
le rette polari di due punti distinti della retta allinfinito. Scegliendo i due punti fondamentali, si arrivava
agli stessi calcoli.
Esercizio 2. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione

Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 2X12 + X22 + X0 X1 + X0 X2 + 2X1 X2 + 2X2 X3


nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q
la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettiva
mente Q
, specificando qual`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale
contenuta in Q
.
(3) Si classifichi Q
come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0.
(4) Trovare per quali valori di il piano X1 = X0 taglia su Q
una conica degenere.
Soluzione.
(1) La matrice della forma in questione `e
0
1/2

A=
1/2
0

1/2
2
1
0

1/2
1
1
1

0
0

1
0

Prima soluzione: strategia astuta. Osservando la matrice, vediamo che il primo e lultimo vettore della
base data sono isotropi tra loro ortogonali per la forma bilineare; dunque la forma bilineare possiede
sottospazi isotropi di dimensione 2, per esempio quello generato da questi due vettori. Poiche `e non
degenere (un facile sviluppo mostra det(A) = 1/4 6= 0), la dimensione massima dei sottospazi isotropi `e
4

seconda prova parziale Mat Tre - 7 giugno 2002


esattamente 2: questo ci permette di concludere che si tratta di una forma di segnatura (2, 2), e quello
prima evidenziato era un sottospazio isotropo massimale (uno dei tanti).
Seconda soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel
modo seguente (parto da X2 perche `e pi`
u facile):
X0
X2
Q(X) = (X2 +
+ X1 + X3 )2 0 + X12 X32 X0 X3 2X1 X3
2
4

2
X0
= Z02
+ X3 + X12 2X1 X3
2
= Z02 Z12 + (X1 X3 )2 X32
= Z02 Z12 + Z22 Z32
ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da

X0

+ X1 + X2 + X3
Z0 =

X0
+ X3
Z1 =
2

Z2 = X1 X3

Z3 = X3
Ne concludiamo che la forma ha rango 4, dunque non `e degenere, e segnatura (2, 2). Un sottospazio
isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni
Z0 = Z1 e Z2 = Z3 , e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X1 +X2 = 0
e X1 = 2X3 nelle coordinate originali (ho scritto questo svolgimento solo perche non avevo mai usato a
lezione le trasformazioni di coordinate per trovare dei sottospazi isotropi).
Terza soluzione: strategia dellingegnere. Senza indugio, si applica il metodo: si passa subito a torturare
(induttivamente) la matrice per farle confessare una base ortogonale; si guadagna un sacco di conti da
fare (legge del contrappasso).
(2) Siccome la forma bilineare era non degenere, la quadrica in questione `e non degenere, e il suo vertice `e
vuoto (il vuoto proiettivo). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica
rigata di P3 (R); per esempio la retta congiungente i punti di coordinate (1, 0, 0, 0) e (0, 0, 0, 1) nel

riferimento iniziale `e contenuta nella quadrica.
(3) Sappiamo gi`
a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide); si tratta dunque di
decidere se `e un paraboloide o un iperboloide; per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata
su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta dun paraboloide, essendo tangente al piano allinfinito), oppure
no (e allora si tratta dun iperboloide). Abbiamo

2 1 0
det 1 1 1 = 2 6= 0
0 1 0
e dunque si tratta di un iperboloide (iperbolico).
(4) Sostituendo X1 = X0 nella Q(X) = 0, troviamo lequazione
(2 + 1)X02 + X22 + (1 + )X0 X2 + X2 X3 = 0
di una conica nel piano dato, in cui possiamo usare le coordinate proiettive (X0 , X2 , X3 ). Si tratta
dunque di vedere quando si annulla il determinante della matrice

0
(2 + 1) 1+
2
1+
Q =
1
1
2
0
1
0
e un facile sviluppo d`
a det Q = (2 + 1). Quindi ivalori cercati sono = 0 e = 1/2.
5

primo appello Mat Tre - 10 giugno 2002


Esercizio 1.
Sia data la proiettivit`
a del piano P2 (R) in se che, usando coordinate nel riferimento canonico, si scrive

X0
3X0 X2
X1 = X0 + 4X1 + X2
X0 + 3X2
X2
(1) Scrivere la matrice di nel riferimento dato.
(2) Trovare i punti uniti e le rette unite per , e determinare le relazioni dappartenenza reciproche.
(3) Dimostrare che, per ogni retta unita r, che non sia di punti uniti, vi sono due punti uniti P e Qr di cui
uno `e indipendente dalla retta r. Per ogni punto R r, calcolare il birapporto (P Qr R (R)).
(4) Sia ora r la retta di equazione X0 = 0. Dare equazioni cartesiane per la retta s = (r), e per la retta t
tale che (t) = r.
Svolgimento.
(1) La matrice `e

3
A= 1
1

0 1
4 1
0 3

poiche si controlla subito che (X) = AX, ove X = (X0 , X1 , X2 ).


(2) Per vedere le sottovariet`
a unite, studiamo gli autovalori di A:

x3
0
1
det(xI3 A) = det 1
x4
1 = (x 4)((x 3)2 1) = (x 2)(x 4)2
1
0
x3

e dunque trovo gli autovalori 2 (di moltepicit`a 1) e 4 (di molteplicit`a 2). Studio subito lautospazio di 2,
che avr`a necessariamente dimensione 1, e dunque identifica un punto fisso P ; si trova P = h(1, 1, 1)i.
Lautospazio relativo a 4 si trova studiando la matrice 4I3 A, che si vede subito avere rango 1, dunque
lautospazio ha dimensione 2, generato per esempio da Q1 = h(1, 0, 1)i e Q2 = h(0, 1, 0)i; dunque si
tratta di due punti del piano proiettivo, uniti relativamente allo stesso autovalore, e allora tutta la retta
a che li congiunge (di equazione X0 + X2 = 0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). La
proiettivit`
a in questione `e dunque una omologia generale di asse a: il punto fisso P , che non appartiene
ad a, `e centro dun fascio di rette unite, ognuna delle quali interseca a in un punto. Questo termina la
discussione su punti e rette unite e loro appartenenze reciproche.
(3) Sia r una retta unita distinta dallasse di omologia; allora r contiene P (le rette unite diverse dallasse
sono solo quelle del fascio di centro P , come gi`a detto), e interseca a in un punto Qr che `e un punto
unito (perche appartiene allasse); non vi sono altri punti uniti appartenenti ad r, altrimenti la retta
stessa sarebbe di punti uniti. La proiettivit`a indotta sulla retta r ha punti uniti P (di autovalore 2) e
Qr (di autovalore 4), dunque il birapporto richiesto `e il rapporto 2/4 = 1/2.
(4) Data una retta di coordinate pl
uckeriane a = (a0 , a1 , a2 ), la sua immagine tramite ha coordinate
pl
uckeriane aA1 ; questo ci permette subito di trovare t poiche basta calcolare (1, 0, 0)A = (3, 0, 1), e
dunque dedurre lequazione cartesiana 3X0 X2 = 0.
Per calcolare s, piuttosto che calcolare (la prima riga di) A1 , possiamo congiungere limmagine tramite
di due qualsiasi punti di r; possiamo usare (0, 1, 0) che `e punto fisso (appartiene allasse) e (0, 0, 1) la
cui immagine `e (1, 1, 3); si trova la retta di equazione 3X0 + X2 = 0.
Esercizio 2.
Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione
2X02 ( + )X12 + ( )X22 2X0 X1 2X0 X2 = 0
(1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente.
6

primo appello Mat Tre - 10 giugno 2002


(2) Trovare il ciclo base del fascio, cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano
tutte le coniche del fascio.
Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0.
(3) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio; in particolare scrivere esplicitamente tutte le parabole
del fascio e dire se ogni conica del fascio si pu`o scrivere come combinazione di parabole.
(4) Descrivere il luogo dei punti del piano dato dai centri delle coniche a centro del fascio.
Soluzione. La matrice del fascio di coniche `e

2
A(, ) =


0 .
0

(1) Per trovare le coniche degeneri, studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(, ):
det A(, ) = 23
ed otteniamo una sola conica degenere, in corrispondenza del valore = 0, poniamo = 1, di equazione
(2X0 + X1 X2 )(X1 + X2 ) = 0. Poiche vi `e solo una conica degenere, ed essa si spezza in una coppia
di rette distinte, ne concludiamo che si tratta di un fascio osculatore.
(2) Come gi`
a detto il fascio `e osculatore, dunque il ciclo base sar`a del tipo 3P + Q ove P e Q sono i due
punti che si ottengono intersecando per esempio la conica degenere con una qualsiasi altra conica del
fascio, per esempio quella di equazione 2X02 X12 X22 = 0 (ottenuta con = 0 e = 1); si trovano i
sistemi
(
(
2X0 + X1 X2 = 0
X1 + X2 = 0
e
2
2
2
2X02 X12 X22 = 0
2X0 X1 X2 = 0
da cui i punti P = (1, 1, 1) (con molteplicit`a 3) e Q = (1, 1, 1).
(3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto, basta considerare la loro intersezione
con X0 = 0, e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A (, ): la conica `e
(
ellisse
parabola
a seconda che
det A (, ) = 2 + 2 T 0 .
iperbole
Dunque le parabole si ottengono per 2 2 = 0, i.e. per = . Si tratta di due parabole non
degeneri, le cui equazioni si possono scrivere ponendo = 1 e = 1. Troviamo:
X02 X12 X0 X1 X0 X2 = 0

X02 X12 + X0 X1 + X0 X2 = 0

i cui punti sulla retta allinfinito sono (0, 0, 1) e (0, 1, 0). Siccome nel fascio abbiamo due parabole non
degeneri, possiamo scrivere ogni conica del fascio come combinazione di esse.
Le ellissi del fascio si ottengono per 2 2 < 0, ovvero per || < ||.
Le iperboli del fascio si ottengono per 2 2 > 0, ovvero per || > ||.
(4) Il centro C di una conica a centro `e il polo delliperpiano allinfinito, che ha equazione X0 = 0, ovvero
coordinate (1, 0, 0); dunque le coordinate x di C soddisfano allequazione
xt A(, ) = (1, 0, 0)

ovvero

xt = (1, 0, 0)A(, )1

(a meno di proporzionalit`
a); per calcolare il centro basta dunque calcolare la prima riga della matrice
inversa di A(, ), usando i complementi algebrici:



x
=
det
= ( + )( )




x1 = det
= ( )
0




x2 = det
= ( + )
0
7

primo appello Mat Tre - 10 giugno 2002


da cui, osservando che x1 x2 = 2 x0 e 22 = x1 x2 , otteniamo lequazione quadratica 2x1 x2 =
x0 (x1 x2 ). Conclusione: i centri delle coniche a centro del fascio descrivono i punti della conica
irriducibile appena identificata, eccetto i tre punti corrispondenti alla conica degenere (il punto triplo
del ciclo base) e alle due parabole (i due punti sulla retta allinfinito).
Esercizio 3. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X02 + 2X12 + 2X0 X1 2X0 X3 2X1 X2 2X1 X3 + 2X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente Q, specificando qual`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale
contenuta in Q.
(3) Si classifichi Q come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0.
(4) Trovare per quali valori di il piano X1 = X0 taglia su Q una conica degenere.
Soluzione.
(1) La matrice della forma in questione `e

1
1
0 1
2 1 1
1
A=

0 1 0
1
1 1 1
0

Prima soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel
modo seguente:
Q(X) = (X0 + X1 X3 )2 + X12 X32 2X1 X2 + 2X2 X3
= Z02 + (X1 X2 )2 X22 X32 + 2X2 X3
= Z02 + Z12 (X2 X3 )2
= Z02 + Z12 Z22
ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da

Z0 = X0 + X1 X3

Z1 = X1 X2

Z2 = X2 X3

Z3 = X3
Ne concludiamo che la forma ha rango 3 (perche abbiamo trovato solo tre quadrati: nel riferimento
nuovo, la matrice `e diagonale con 1, 1, 1, 0 sulla diagonale), dunque `e degenere, e di segnatura (2, 1).
Un sottospazio isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo
le due equazioni Z0 = Z2 e Z1 = 0, e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di
equazioni X0 + X1 X2 = 0 e X1 = X2 nelle coordinate originali (ho scritto questo svolgimento
perche non avevo mai usato a lezione le trasformazioni di coordinate per trovare dei sottospazi isotropi).
Lortogonale della forma `e data dalle equazioni Z0 = Z1 = Z2 = 0, che sostituendo e risolvendo d`a lo
spazio generato dal vettore (0, 1, 1, 1) nel riferimento iniziale.
Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. Prima di tutto osserviamo se la forma
`e non degenere: una facile riduzione di Gauss mostra che la matrice ha rango 3, dunque la forma `e
degenere, e il nucleo della forma bilineare `e dato dal sottospazio generato da (0, 1, 1, 1). Sia allora
v4 = (0, 1, 1, 1)t , e cerchiamo una base ortogonale di un complementare W , che possiamo scegliere come
il sottospazio di equazione X3 = 0, per esempio. Allora:
8

primo appello Mat Tre - 10 giugno 2002


(i) scelgo un vettore non isotropo in W , diciamo v1 = (1, 0, 0, 0)t , e noto che Q(v1 ) = 1;
(ii) scelgo un vettore non isotropo in W che sia nellortogonale di v1 , dunque soggetto a X3 = 0 e
X0 + X1 X3 = 0; per esempio v2 = (1, 1, 0, 0) e noto che Q(v2 ) = 1;
(iii) scelgo un vettore (non isotropo) in W che sia nellortogonale di hv1 , v2 i, dunque soggetto a X3 = 0,
X0 + X1 X3 = 0 e X1 X2 = 0; per esempio v3 = (1, 1, 1, 0) e noto che Q(v2 ) = 1.
Ne concludo che la forma in questione ha segnatura (2, 1) (nella base data da v1 , v2 , v3 , v4 la matrice
diventa diagonale con 1, 1, 1, 0 nella diagonale) quindi i sottospazi isotropi massimali hanno dimensione
2, e uno `e per esempio quello generato da v4 e v1 v3 .
(2) Siccome la forma bilineare era degenere, la quadrica in questione `e degenere, e il suo vertice `e il punto di
coordinate proiettive (0, 1, 1, 1). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di un cono di
P3 (R) contenente infiniti punti reali; per esempio la retta congiungente il vertice (0, 1, 1, 1) e un qualsiasi
punto della quadrica (per esempio (2, 0, 0, 1)) `e contenuta nella quadrica.
(3) Siccome il vertice `e un punto delliperpiano allinfinito, allora nello spazio affine dato la quadrica si presenta come un cilindro; considerando lintersezione con il piano X1 = 0 (scelto perche faccio sparire molti
termini), si vede facilmente che viene indotta una iperbole; dunque Q `e un cilindro a base iperbolica, e
sul piano allinfinito taglia una coppia di rette distinte.
(4) Sostituendo X1 = X0 nella Q(X) = 0, troviamo lequazione
(22 + + 1)X02 X0 X2 2( + 1)X0 X3 + 2X2 X3 = 0
di una conica nel piano dato, in cui possiamo usare le coordinate proiettive (X0 , X2 , X3 ). Si tratta
dunque di vedere quando si annulla il determinante della matrice

22 + + 1 /2 1
Q =
/2
0
1
1
1
0
e un facile sviluppo d`
a det Q = 2 1. Quindi non esistono valori di con la propriet`a cercata
(daltra parte la quadrica `e un cilindro con lasse in direzione (0, 1, 1, 1): per tagliare coniche degeneri
bisogna che il piano contenga quella direzione).

secondo appello Mat Tre - 25 giugno 2002


Esercizio 1. Siano dati i seguenti punti del piano P2 (R)

2
P1 = h 2 i,
2


1
P2 = h 3 i,
1

1
P3 = h 1 i,
1


1
P4 = h 1 i.
1

(1) Dimostrare che esiste una unica proiettivit`a del piano P2 (R) in se che manda ordinatamente i punti
fondamentali del riferimento canonico nei punti dati. Scrivere la matrice di nel riferimento canonico.
(2) Trovare i punti uniti e le rette unite per , e determinare le relazioni dappartenenza reciproche.
(3) Per ogni coppia P e Q di punti uniti distinti, e per ogni punto R appartenente alla retta generata da P
e Q, calcolare il birapporto (P Q R (R)).
(4) Calcolare immagine ed antimmagine tramite della retta di equazione X0 = 0.
Svolgimento.
(1) Osserviamo subito che i punti P1 , P2 , P3 sono indipendenti (basta vedere il determinante della matrice
che li ha come colonne), e che il punto P4 si scrive come 21 P1 + P2 P3 ; siccome i tre coefficienti sono
tutti e tre non nulli, ne concludiamo che i quattro punti dati formano un riferimento proiettivo del
piano, e dunque esiste unica la proiettivit`a richiesta (dati due riferimenti proiettivi, esiste una unica
proiettivit`
a che manda ordinatamente uno nellaltro). La matrice `e

1
A = 1
1

1 1
3 1
1 1

(2) Per vedere le sottovariet`


a unite, studiamo gli autovalori di A:

x1
1
1
det(xI3 A) = det 1
x3
1 = (x 1)(x 2)2
1
1
x1
e dunque trovo gli autovalori 1 (di moltepicit`a 1) e 2 (di molteplicit`a 2). Studio subito lautospazio di 1,
che avr`
a necessariamente dimensione 1, e dunque identifica un punto fisso Q0 ; si trova Q0 = h(1, 1, 1)i
(che daltra parte era evidente dalla definizione essere un punto fisso). Lautospazio relativo a 2 si trova
studiando la matrice 2I3 A, che si vede subito avere rango 1, dunque lautospazio ha dimensione
2, generato per esempio da Q1 = h(1, 1, 0)i e Q2 = h(1, 0, 1)i; dunque si tratta di due punti del
piano proiettivo, uniti relativamente allo stesso autovalore, e allora tutta la retta a che li congiunge (di
equazione X0 X1 + X2 = 0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). La proiettivit`a in
questione `e dunque una omologia generale di asse a: il punto fisso P , che non appartiene ad a, `e centro
dun fascio di rette unite, ognuna delle quali interseca a in un punto. Questo termina la discussione su
punti e rette unite e loro appartenenze reciproche.
(3) Abbiamo essenzialmente tre casi possibili; il pi`
u facile `e quando P e Q appartengono entrambi allasse
a ed in tal caso risulta (P Q R (R)) = (P Q R R) = 1; altrimenti pu`o essere che P o Q coincidano
con il centro di omologia (e laltro punto unito devessere allora nellasse): si avr`a rispettivamente
(P Q R (R)) = (Q0 Q R (R)) = 1/2 e (P Q R (R)) = (P Q0 R (R)) = 2 (rapporti degli autovalori).
(4) Data una retta di coordinate pl
uckeriane a = (a0 , a1 , a2 ), la sua immagine tramite ha coordinate
pl
uckeriane aA1 ; questo ci permette subito di trovare lantimmagine richiesta, poiche basta calcolare
(1, 0, 0)A = (1, 1, 1), e dunque dedurre lequazione cartesiana X0 + X1 X2 = 0.
Per calcolare invece limmagine richiesta possiamo congiungere limmagine tramite di due qualsiasi
punti della retta X0 = 0; per costruzione conosciamo le immagini di (0, 1, 0) (che `e (1, 3, 1)) e di (0, 0, 1)
(che `e (1, 1, 1)). Si trova la retta di equazione 2X0 X1 + X2 = 0.
Esercizio 2. Si consideri nel piano P2 (R) il fascio delle coniche che sono tangenti nel punto di coordinate
(1, 0, 1) alla retta di equazione X0 + 2X1 X2 = 0, e nel punto di coordinate (1, 1, 0) alla retta di equazione
X0 X1 + 2X2 = 0.
10

secondo appello Mat Tre - 25 giugno 2002


(1) Scrivere esplicitamente tutte le coniche degeneri del fascio e dare lequazione generale del fascio.
Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0, dotato della usuale metrica
euclidea.
(2) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio.
(3) Mostrare che nel fascio esiste una unica parabola non degenere e se ne scriva esplicitamente lequazione;
si determinino asse e vertice della parabola; infine, usando il metodo degli invarianti ortogonali, si
determini lequazione canonica della parabola.
(4) Mostrare che nel fascio esiste un unico cerchio, e se ne scriva esplicitamente lequazione; si determinino
centro e raggio.
Soluzione.
(1) Si tratta di una fascio di coniche bitangenti; dunque vi sono solo due coniche degeneri, una `e data dalla
unione delle due rette tangenti, laltra `e data dalla retta congiungente i due punti di tangenza (di
equazione X0 X1 2X2 = 0) contata due volte. Quindi lequazione generale del fascio `e
(X0 X1 2X2 )2 + (X0 + 2X1 X2 )(X0 X1 + 2X2 ) = 0
e la matrice del fascio di coniche `e

A(, ) = 2+
2
2+
2

2+
2

2
2+5
2

2+
2
2+5
2

(2) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto, basta considerare la loro intersezione
con X0 = 0, e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A (, ): la conica `e
(

ellisse
parabola
iperbole

9
det A (, ) = (4 + ) T 0 .
4

a seconda che

Dunque le parabole si ottengono per = 0 (ma allora `e una conica degenere) e per = 4 (e si tratta
dellunica parabola irriducibile). Ora possiamo supporre 6= 0, e porre = 4. Allora le ellissi del fascio
si ottengono per > 1 e le iperboli del fascio si ottengono per < 1 ( = 4 e = 1 corrisponde
alla parabola non degenere).
(3) Abbiamo gi`
a visto che nel fascio esiste una sola parabola non degenere, in corrispondenza dei valori
= 1 e = 4 dei parametri; lequazione della parabola `e quindi

1 1
1
X0
(X0 , X1 , X2 ) 1 3 3 X1 = X02 3X12 3X22 + 2X0 X1 + 2X0 X2 + 6X1 X2 = 0 .
1 3 3
X2
Il punto allinfinito della parabola (intersezione con X0 = 0) si vede subito essere (0, 1, 1), ma questo d`a
solo la direzione dellasse della parabola. Per calcolare veramente lasse usiamo la polarit`a rispetto alla
parabola: lasse contiene il punto allinfinito e il vertice; dunque `e la retta polare del punto dato dalla
intersezione delle rette polari del punto allinfinito (che `e la retta allinfinito stessa, poiche la parabola
vi `e tangente) e del vertice (che `e la retta tangente nel vertice, per definizione ortognale allasse): quindi
lasse `e la retta polare del punto (0, 1, 1) (direzione ortogonale allasse). Quindi la sua equazione `e

1 1
1
X0
(0, 1, 1) 1 3 3 X1 = 0
1 3 3
X2

ovvero

X1 X2 = 0 .

Il vertice si trova intersecando lasse con la parabola, e si ottiene il punto (1, 1/4, 1/4).
11

secondo appello Mat Tre - 25 giugno 2002


Per prevedere lequazione canonica usiamo il metodo degli invarianti ortogonali: sappiamo che esiste
una trasformazione di coordinate ortonormale P tale che

!
0 0 p
1 0 0
t
P BP = a 0 1 0
con P = x
e P 0t = P 01 ,
P0
p 0 0
y
ove B `e la matrice della parabola; uguagliando traccia della sottomatrice allinfinito e determinante
(sono gli invarianti ortogonali per la parabola) abbiamo a = trB = 6e ap2 = det B = 12, da cui
ricaviamo p2 = 2. Dunque lequazione canonica della parabola `e X 2 + 2 2Y = 0, ove abbiamo posto
X = X1 /X0 e Y = X2 /X0 .
(4) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici dellinfinito; imponendo il passaggio per il punto
(0, 1, i), vediamo subito che deve essere nullo il termine che moltiplica X1 X2 , ovvero 2 + 5 = 0, e
possiamo pigliare = 5 e = 2. Otteniamo la conica di equazione

3 6 6
X0
(X0 , X1 , X2 ) 6 1
0 X1 = 3X02 + X12 + X22 12X0 X1 12X0 X2 = 0 .
6 0
1
X2
In termini di coordiante affini X = X1 /X0 e Y = X2 /X0 si riscrive subito come
(X 6)2 + (Y 6)2 = 69
da cui si vede che il centro `e il punto (1, 6, 6), e il raggio `e

69.

Esercizio 3. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione


Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X02 X12 X22 X32 2X0 X3 2X1 X2 2X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente Q, specificando qual`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale
contenuta in Q.
(3) Classificare Q come quadrica affine dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0.
(4) Si consideri ora il punto P di coordinate (1, 0, 1, 0). Si dimostri che P appartiene a Q, si calcoli
lequazione del piano tangente a Q in P , e si determini lintersezione Q .
Soluzione.
(1) La matrice della forma in questione `e

1
0
0 1
0 1 1 1
A=

0 1 1 0
1 1 0 1

Prima soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel
modo seguente:
Q(X) = (X0 X3 )2 X12 X22 2X32 2X1 X2 2X1 X3
= Z02 (X1 + X2 + X3 )2 X32 + 2X2 X3
= Z02 Z12 (X3 X2 )2 + X22
= Z02 Z12 + Z22 Z32
12

secondo appello Mat Tre - 25 giugno 2002


ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da

Z0 = X0 X3

Z = X + X + X
1
1
2
3
Z2 = X2

Z3 = X3 X2
Ne concludiamo che la forma ha rango 4, dunque non `e degenere, e segnatura (2, 2). Un sottospazio
isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni
Z0 = Z1 e Z2 = Z3 , e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X0 X1
X2 2X3 = 0 e 2X2 X3 = 0 nelle coordinate originali.
Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. Prima di tutto osserviamo se la forma `e
non degenere: una facile riduzione di Gauss mostra che la matrice ha rango 4, dunque la forma `e non
degenere. Cerchiamo allora una base ortogonale del nostro spazio:
(i) scelgo un vettore non isotropo, diciamo v1 = (1, 0, 0, 0)t , e noto che Q(v1 ) = 1;
(ii) scelgo un vettore non isotropo che sia nellortogonale di v1 , dunque soggetto a X0 X3 = 0; per
esempio v2 = (0, 0, 1, 0) e noto che Q(v2 ) = 1;
(iii) scelgo un vettore (non isotropo) che sia nellortogonale di hv1 , v2 i, dunque soggetto a X0 X3 = 0
e X1 + X2 = 0; per esempio v3 = (1, 0, 0, 1) e noto che Q(v3 ) = 2;
(iv) scelgo un vettore (necessariamente non isotropo) che sia nellortogonale di hv1 , v2 , v3 i, dunque
soggetto a X0 X3 = 0, X1 + X2 = 0 e X1 + 2X3 = 0; per esempio v4 = (1, 2, 2, 1) e noto
che Q(v4 ) = 2.
Ne concludo che la forma in questione ha segnatura (2, 2) (nella base data da v1 , v2 , v3 , v4 la matrice diventa diagonale con 1, 1, 2, 2 nella diagonale) quindi i sottospazi isotropi massimali hanno dimensione
2, e uno `e per esempio quello generato da v1 + v2 e v3 + v4 .
(2) Siccome la forma bilineare era non degenere, la quadrica in questione `e non degenere, e il suo vertice `e
vuoto (il vuoto proiettivo). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica
rigata di P3 (R); dai risultati del punto (1) si ricava subito una retta contenuta in Q.
(3) Sappiamo gi`
a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide); si tratta dunque di
decidere se `e un paraboloide o un iperboloide; per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata
su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta dun paraboloide, essendo tangente al piano allinfinito), oppure
no (e allora si tratta dun iperboloide). Abbiamo

1 1
det 1 1
1 0

1
0 = 1 6= 0
1

e dunque si tratta di un iperboloide (iperbolico).


(4) Si verifica immediatamente che il punto P = (1, 0, 1, 0) soddisfa alla equazione della quadrica; il piano
tangente si scrive dunque

X0
1
0
0 1
0 1 1 1 X1
(1, 0, 1, 0)
=0

X2
0 1 1 0
X3
1 1 0 1

ovvero

X0 X1 X2 X3 = 0 .

Sappiamo gi`
a, poiche si tratta di una quadrica rigata, che lintersezione di e Q sar`a formata da due
rette contenute in Q. Mettendo a sistema le equazioni di e Q e sostituendo X0 = X1 + X2 + X3
nellequazione di Q si trova lequazione quadratica X3 (X1 X3 ) = 0; dunque le due rette sono


X0 X1 X2 = 0
X3 = 0

13

X0 2X1 X2 = 0
X1 X3 = 0 .

terzo appello Mat Tre - 18 luglio 2002


Esercizio 1. Siano dati i seguenti punti del piano P2 (R)

3
3
1
P1 = h 1 i,
P2 = h 1 i,
P3 = h 1 i,
1
3
0

2
P4 = h 0 i.
1

(1) Dimostrare che esiste una unica proiettivit`a del piano P2 (R) in se che manda ordinatamente i punti
fondamentali del riferimento canonico nei punti dati. Scrivere la matrice di nel riferimento canonico.
(2) Trovare i punti uniti e le rette unite per , e determinare le relazioni dappartenenza reciproche.
(3) Per ogni coppia P e Q di punti uniti distinti, e per ogni punto R appartenente alla retta generata da P
e Q, calcolare il birapporto (P Q R (R)).
(4) Per ognuno dei punti uniti trovati, si dimostri che la proiettivit`a induce una proiettivit`a del fascio di
rette di centro quel punto in se; scegliendo opportuni riferimenti proiettivi su tali fasci, si scrivano le
matrici di tali proiettivit`
a.
Svolgimento.
(1) Osserviamo subito che i punti P1 , P2 , P3 sono indipendenti (basta vedere il determinante della matrice
che li ha come colonne), e che il punto P4 si scrive come 14 P1 + 14 P2 + 12 P3 ; siccome i tre coefficienti
sono tutti e tre non nulli, ne concludiamo che i quattro punti dati formano un riferimento proiettivo del
piano, e dunque esiste unica la proiettivit`a richiesta (dati due riferimenti proiettivi, esiste una unica
proiettivit`
a che manda ordinatamente uno nellaltro). La matrice `e

3
3
2
A= 1
1 2
1 3 0
(ricordiamo che `e definita a meno di moltiplicazione per scalari non nulli, dunque ne approfitto per
eliminare i denominatori).
(2) Per vedere le sottovariet`
a unite, studiamo gli autovalori di A:

x3
3
2
det(xI3 A) = det 1
x 1 2 = (x 4)(x + 2)(x 2)
1
3
x
e dunque trovo gli autovalori 4, 2 e 2 tutti di molteplicit`a uno. Possiamo dunque dire che la proiettivit`a
possiede tre punti uniti distinti e indipendenti, e di conseguenza tre rette unite (ognuna delle quali
congiunge due dei punti uniti e non contiene il terzo): questo determina tutta la struttura dei sottospazi
uniti. I punti uniti si trovano studiando gli autospazi dei tre autovalori: per lautovalore 4 si trova Q1 =
h(1, 1, 1)i, per lautovalore 2 si trova Q2 = h(1, 1, 1)i, per lautovalore 2 si trova Q3 = h(1, 1, 1)i.
(3) Abbiamo cinque casi possibili, che essenzialmente si riducono a tre:
(Q1 Q2 R (R))
(Q1 Q3 R (R))
(Q2 Q3 R (R))

= 2 = 1/(Q2 Q1 R (R))
= 2 = 1/(Q3 Q1 R (R))
= 1 = (Q3 Q2 R (R))

(abbiamo semplicemente calcolato i rapporti degli autovalori; notiamo che la proiettivit`a induce una
involuzione con due punti uniti sulla retta congiungente Q2 e Q3 ).
(4) Per ognuno dei punti uniti Qi , siano rj ed rk le rette unite che lo contengono (dunque Qi = rj rk ); allora
il fascio di rette di centro Qi ha quelle due rette unite sotto la proiettivit`a . Di conseguenza ogni retta
di quel fascio, sia rj + rk , viene trasformata da nella retta (r) = (rj ) + (rk ) = aj rj + ak rk
(ove gli ai sono i tre autovalori per i = 1, 2, 3), che `e unaltra retta dello stesso fascio. Scegliendo come
riferimenti nei tre fasci le rette unite, le proiettivit`a indotte hanno matrici diagonali aventi in diagonale
gli autovettori corrispondenti alle rette unite; quindi






1 0
2 0
2 0
,
,
,
0 1
0 1
0 1
14

terzo appello Mat Tre - 18 luglio 2002


rispettivamente per Q1 (riferimento nel fascio: r2 , r3 ), Q2 (riferimento nel fascio: r1 , r3 ), Q3 (riferimento
nel fascio: r1 , r2 ).
Esercizio 2. Si consideri nel piano P2 (R) il fascio delle coniche che sono tangenti nel punto di coordinate
(1, 1, 1) alla retta di equazione 2X0 +X1 +X2 = 0, e passanti per i punti di coordinate (1, 0, 1) e (1, 1, 1).
(1) Scrivere esplicitamente tutte le coniche degeneri del fascio e dare lequazione generale del fascio.
(2) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio nel piano affine complementare della retta di equazione
X0 = 0.
(3) Determinare se nel fascio esistano cerchi del piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0
dotato della usuale metrica euclidea.
(4) Classificare affinemente tutte le coniche del fascio nel piano affine complementare della retta di equazione
2X0 + X1 + X2 = 0.
Soluzione.
(1) Si tratta di una fascio di coniche tangenti; dunque vi sono solo due coniche degeneri, una `e data dalla
unione della retta tangente con la retta congiungente gli altri due punti (di equazione X0 2X1 X2 =
0); laltra `e data dalla unione delle rette congiungenti il punto di tangenza con gli altri due punti
(equazioni sono X0 + 2X1 X2 = 0 e X0 + X2 = 0). Quindi lequazione generale del fascio `e
(2X0 + X1 + X2 )(X0 2X1 X2 ) + (X0 + 2X1 X2 )(X0 + X2 ) = 0
e la matrice del fascio di coniche `e

2 +

A(, ) = 3+2
2
/2

3+2
2

2
3+2
2

/2
3+2
2

(2) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto, basta considerare la loro intersezione
con X0 = 0, e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A (, ): la conica `e
(

ellisse
parabola
iperbole

1
det A (, ) = ( 2 5 + 2 ) T 0 .
4

a seconda che

Siccome per = 0 abbiamo una conica degenere, possiamo supporre = 2, e allora dobbiamo studiare
il segno di (1
10 + 2 ) al variare di . Si trova facilmente che abbiamo due parabole non degeneri
per i valori 5 2 6, ellissi per i valori compresi i due dati, ed iperboli per i valori esterni.
(3) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici dellinfinito; imponendo il passaggio per il punto
(0, 1, i), vediamo subito che deve essere nullo il termine che moltiplica X1 X2 , ovvero 3 + 2 = 0, e
che devono essere uguali i coefficienti dei termini quadratici X12 e X22 , ovvero 2 = + . Dunque unica
possibilit`
a `e = = 0, e nel fascio non vi sono cerchi.
(4) Questultimo punto `e facile: per costruzione tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta data;
quindi nello spazio affine complementare esse si presentano tutte come parabole (a parte eventualmente
le due degeneri).
Esercizio 3. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X02 X12 X0 X3 X1 X2 X1 X3 X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente Q, specificando qual`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale
contenuta in Q.
15

terzo appello Mat Tre - 18 luglio 2002


(3) Classificare Q come quadrica affine dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0.
(4) Si consideri ora il piano di equazione X0 X1 X2 X3 = 0. Si dimostri che `e tangente a Q, e si
determini il punto di tangenza.
Soluzione.
(1) La matrice della forma in questione `e

1
0
0
1/2
1
1/2 1/2
0
A=

0
1/2
0
1/2
1/2 1/2 1/2
0

Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel modo seguente:


Q(X) = (X0 X3 /2)2 X12 X32 /4 X1 X2 X1 X3 X2 X3
= Z02 (X1 + X2 /2 + X3 /2)2 + X22 /4 3X2 X3 /4
= Z02 Z12 + (X2 /2 3X3 /4)2 9X32 /16
= Z02 Z12 + Z22 Z32
ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da

Z0 = X0 X3 /2

Z = X + X /2 + X /2
1
1
2
3

Z
=
X
/2

3X
/4
2
2
3

Z3 = 3X3 /4
Ne concludiamo che la forma ha rango 4, dunque non `e degenere, e segnatura (2, 2). Un sottospazio
isotropo massimale (dunque di dimensione 2) si pu`o trovare nelle coordinate Z scrivendo le due equazioni
Z0 = Z1 e Z2 = Z3 , e dunque sostituendo troviamo che si tratta del sottospazio di equazioni X0 X1
X2 /2 X3 = 0 e 2X2 3X3 = 0 nelle coordinate originali.
(2) Siccome la forma bilineare era non degenere, la quadrica in questione `e non degenere, e il suo vertice `e
vuoto (il vuoto proiettivo). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica
rigata di P3 (R); dai risultati del punto (1) si ricava subito una retta contenuta in Q.
(3) Sappiamo gi`
a che la quadrica contiene rette (e dunque non pu`o essere un ellissoide); si tratta dunque di
decidere se `e un paraboloide o un iperboloide; per questo basta vedere se la matrice della conica tagliata
su X0 = 0 `e degenere (allora si tratta dun paraboloide, essendo tangente al piano allinfinito), oppure
no (e allora si tratta dun iperboloide). Abbiamo

2 1 1
det 1 0 1 = 0
1 1 0
e dunque si tratta di un paraboloide (iperbolico).
(4) Studiamo lintersezione della quadrica con il piano dato; il piano risulta tangente se la conica intersezione
`e degenere (in questo caso necessariamente lunione di due rette, visto che si tratta di una quadrica
rigata, e il punto di intersezione sar`
a allora dato dalla intersezione delle due rette). Sostituendo X0 =
X1 + X2 + X3 nellequazione di Q si trova lequazione quadratica X2 (X1 + X2 ) = 0; dunque Q `e
dato dalle due rette


X0 X1 X3 = 0
X0 X3 = 0
e
X2 = 0
X1 + X2 = 0 .
Abbiamo dunque visto che il piano `e tangente, e il punto di tangenza, che come si `e detto si calcola
intersecando le due rette, `e (1, 0, 0, 1).
Alternativamente si poteva procedere nel modo seguente: calcolare il polo P del piano rispetto alla
polarit`a indotta da Q, e poi verificare che il punto trovato appartiene al piano stesso (polo e polare si
appartengono se e solo se il piano polare `e tangente alla quadrica, e in quel caso il polo `e il punto di
tangenza). Per calcolare P si risolve il sistema P t A = (1, 1, 1, 1)t , che d`a subito P = (1, 0, 0, 1)t .
16

quarto appello Mat Tre - 10 settembre 2002


Esercizio 1.
Sia data la proiettivit`
a del piano P2 (R) in se che, usando coordinate nel riferimento canonico, si scrive

X0
X0 + X1 X2
X1 = X0 + 3X1 X2
X2
2X2
(1)
(2)
(3)
(4)

Scrivere la matrice di nel riferimento dato.


Trovare i punti uniti e le rette unite per , e determinare le relazioni dappartenenza reciproche.
Discutere se esistano, o meno, rette unite su cui induca una involuzione.
Sia ora r la retta di equazione X0 = 0. Dare equazioni cartesiane per la retta s = (r), e per la retta
t tale che (t) = r. In generale, per una retta r di coordinate pl
uckeriane u, determinare le coordinate
pl
uckeriane della retta immagine tramite .

Svolgimento.
(1) La matrice `e

1
A = 1
0

1 1
3 1
0 2

poiche si controlla subito che (X) = AX, ove X = (X0 , X1 , X2 ).


(2) Per vedere le sottovariet`
a unite, studiamo gli autovalori di A:

x1
1
1
det(xI3 A) = det 1
x3
1 = (x 2)((x 1)(x 3) + 1) = (x 2)3
0
0
x2

e dunque trovo lunico autovalore 2 (di moltepicit`a 3). Cerco subito lautospazio di 2, studiando la
matrice 2I3 A, che si vede subito avere rango 1; dunque lautospazio ha dimensione 2, generato
per esempio da Q1 = h(0, 1, 1)i e Q2 = h(1, 0, 1)i; si tratta di due punti del piano proiettivo, uniti
relativamente allo stesso autovalore, e allora tutta la retta a che li congiunge (di equazione X0 X1 +X2 =
0) `e fatta di punti uniti (in particolare `e una retta unita). La proiettivit`a in questione `e dunque una
omologia speciale di asse a: lasse a contiene un punto (fisso) P , che `e centro dun fascio di rette unite.
Per trovare P possiamo per esempio intersecare due qualsiasi rette unite, le cui coordinate pl
uckeriane
si ottengono come autovettori della matrice trasposta: troviamo che si tratta del punto P di coordinate
h(1, 1, 0)i Questo termina la discussione su punti e rette unite e loro appartenenze reciproche.
(3) Sia r una retta unita; allora r `e una retta del fascio per P : se `e lasse di omologia allora induce la
proiettivit`
a identica, che per definizione non `e una involuzione; altrimenti la proiettivit`a indotta su r
ha un unico punto unito (esattamente P ), e dunque non pu`o essere una involuzione (le involuzioni sulla
retta proiettiva reale devono avere o due o nessun punto unito: non esistono involuzioni paraboliche).
(4) Data una retta di coordinate pl
uckeriane u = (u0 , u1 , u2 ), la sua immagine tramite ha coordinate
pl
uckeriane uA1 ; il facile calcolo della matrice inversa di A d`a per la retta immagine (r) le coordinate
pl
uckeriane (3u0 + u1 , u0 + u1 , u0 + u1 + 2u2 ) (a mano di un fattore di proporzionalit`a).
Per calcolare s, ora basta sostituire u = (1, 0, 0) e otteniamo coordinate pl
uckeriane (3, 1, 1), e dunque
equazione 3X0 X1 + X2 = 0.
Per calcolare t basta calcolare le coordinate pl
uckeriane (1 0 0)A = (1 1 1), dunque equazione X0 +
X1 X2 = 0.
Esercizio 2.
Sia dato in P2 (R) il fascio di coniche di equazione
( + )X02 + 2X22 2( + )X0 X2 + ( )X1 X2 = 0
(1) Trovare tutte le coniche degeneri del fascio e scriverle esplicitamente.
17

quarto appello Mat Tre - 10 settembre 2002


(2) Trovare il ciclo base del fascio, cio`e tutti i punti del piano (con relative molteplicit`a) per cui passano
tutte le coniche del fascio.
(3) Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X0 = 0. Classificare affinemente
tutte le coniche del fascio.
(4) Si consideri ora il piano affine complementare della retta di equazione X1 = 0. Classificare affinemente
tutte le coniche del fascio.
Soluzione. La matrice del fascio di coniche `e

+
A(, ) =
0
( + )

0
( + )
0
( )/2 .
( )/2
2

(1) Per trovare le coniche degeneri, studio per quali valori dei parametri si annulla il determinante di A(, ):
1
det A(, ) = ( )2 ( + )
4
ed otteniamo due coniche degeneri, in corrispondenza dei valori = = 1 e = = 1; le equazioni
sono rispettivamente (X0 X2 )2 = 0 e X2 (X1 + X2 ) = 0. Poiche si tratta du una retta doppia e di una
coppia di rette, ne concludiamo che si tratta di un fascio bitangente.
(2) Come gi`
a detto il fascio `e bitangente, dunque il ciclo base sar`a del tipo 2P + 2Q ove P e Q sono i due
punti che si ottengono intersecando le coniche degeneri; si trovano i sistemi
(
(
X0 X2 = 0
X0 X2 = 0
e
X2 = 0
X1 X2 = 0
da cui i punti P = (0, 1, 0) e Q = (1, 1, 1) (entrambi con molteplicit`a 2) .
(3) Per classificare affinemente le coniche del fascio come richiesto, basta considerare la loro intersezione
con X0 = 0, e per questo `e sufficiente controllare il determinante di A (, ): la conica `e
(

ellisse
parabola
iperbole

a seconda che

1
det A (, ) = ( )2 T 0 .
4

Dunque nel fascio vi sono solo iperboli, eccettuati i casi degeneri (il valore = darebbe una parabola,
ma `e degenere).
(4) In questo caso bisogna considerare lintersezione dele coniche del fascio con X1 = 0, e per questo `e
sufficiente controllare il determinante della matrice B(, ) che si ottiene cancellando riga e colonna
centrali di A(, ): la conica `e
(

ellisse
parabola
iperbole

a seconda che

det B(, ) = 2 2 T 0 .

Dunque le parabole del fascio sono degeneri; le iperboli del fascio si ottengono per 2 2 < 0, ovvero
per || < ||; le ellissi del fascio si ottengono per 2 2 > 0, ovvero per || > ||.
Esercizio 3. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 11X12 + X22 + X32 + 2X0 X1 2X1 X2 6X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
18

quarto appello Mat Tre - 10 settembre 2002


(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente Q, specificando qual`e il suo vertice ed esibendo una sottovariet`a lineare di dimensione massimale
contenuta in Q.
(3) Si classifichi Q come quadrica affine dello spazio affine complementare di X0 = 0, eventualmente specificandone il centro.
(4) Determinare se qualcuno dei piano coordinati `e tangente a Q, ed eventualmente calcolare il punto di
tangenza.
Soluzione.
(1) La matrice della forma in questione `e

0 1
0
0
1 11 1 3
A=

0 1 1
0
0 3 0
1

Prima soluzione: strategia dei quadrati. Si possono completare i quadrati della forma quadratica nel
modo seguente:
Q(X) = (X2 X1 )2 + 10X12 + X32 + 2X0 X1 6X1 X3
= Z22 + (X3 3X1 )2 + X12 + 2X0 X1
= Z22 + Z32 + (X1 + X0 )2 X02
= Z02 + Z12 + Z22 + Z32
ove abbiamo usato la trasformazione di coordinate data da

Z0 = X0

Z = X + X
1
1
0

Z2 = X2 X1

Z3 = X3 3X1
Ne concludiamo che la forma ha rango 4, dunque non `e degenere, e segnatura (3, 1). Un sottospazio
isotropo massimale (dunque di dimensione 1) si pu`o vedere immediatamente dalla matrice, poiche il
primo vettore della base canonica `e isotropo.
Seconda soluzione: strategia di ricerca di una base ortogonale. Diciamo solo che unocchiata alla matrice
mostra che gli ultimi due vettori della base canonica sono tra loro ortogonali, quindi in soli due passi si
potrebbe ricavare una base ortogonale.
(2) Siccome la forma bilineare era non degenere, la quadrica in questione `e non degenere, e il suo vertice `e
vuoto (il vuoto proiettivo). Dalla forma canonica prima trovata si vede che si tratta di una quadrica
non rigata di P3 (R) avente punti reali (per esempio appunto quello di coordinate (1, 0, 0, 0)).
(3) Osservando che la trasformazione che abbiamo usato nel punto (1) `e una trasformazione affine (tiene
fisso il piano allinfinito) possiamo subito dedurre che la quadrica in questione `e un ellissoide con centro
nellorigine per le coordinate Z, e dunque di centro (1, 1, 1, 3) nelle coordinate originali.
Alternativamente, sappiamo gi`
a che la quadrica non `e rigata, e dovremmo controllare la conica che si
ottiene intersecando Q con il piano allinfinito (Q sar`a un ellissoide, un iperboloide o un paraboloide a
seconda che la conica disegnata sullinfinito sia non degenere senza punti reali, non degenere con punti
reali, oppure degenere); si trova facilmente che Q `e un ellissoide, e si calcola il centro risolvendo il
sistema che si ottiene imponendo che sia il polo del piano di coordinate pl
uckeriane (1, 0, 0, 0).
(4) Del piano X0 = 0 abbiamo gi`
a detto: non `e tangente alla quadrica Q, e anzi lintersezione (reale) con
essa `e vuota.
Per gli altri piani coordinati, sostituiamo nellequazione della quadrica, e vediamo se la conica intersezine
`e degenere o no. Per X1 = 0 troviamo X22 + X32 = 0, dunque una conica degenere: il piano `e tangente, e
il punto di tangenza `e (1, 0, 0, 0). Per X2 = 0 troviamo 11X12 + X32 + 2X0 X1 6X1 X3 = 0; e per X3 = 0
troviamo 11X12 + X22 + 2X0 X1 2X1 X2 ; calcolando i determinante delle matrici associate vediamo che
si tratta di coniche non degeneri; quindi nessuno dei due piani `e tangente a Q.
19

prima prova parziale Mat Tre - 20 maggio 2004


Esercizio 1. Sia lultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con 6 se
il risultato `e nullo. Sono dati i seguenti quattro punti del piano proiettivo P2 (R):

0
1
0
1
P1 = 1 Q1 = 2 5 P2 = 1 Q2 = 0 .
1
0
2
+5
(1) Si trovino le equazioni delle rette r1 = P1 Q1 e r2 = P2 Q2 , e le coordinate del punto P = r1 r2 .
(2) Trovare il quarto armonico M1 su r1 dopo P1 , Q1 , P e il quarto armonico M2 su r2 dopo P2 , Q2 , P ;
scrivere lequazione della retta h = M1 M2 .
` vero che le rette p = P1 P2 , q = Q1 Q2 e h appartengono ad un fascio? Per ogni retta s passante
(3) E
per P (tranne una: quale?), si dimostri che h s `e il quarto armonico dopo p s, q s, P .
(4) Dualizzare lesercizio: date quattro rette p1 , q1 , p2 , q2 in posizione generale del piano proiettivo reale,
siano ...
Risultati.
(1) La retta r1 ha equazione (2 5)X
 0 X1 X2 = 0, la retta r2 ha equazione ( + 5)X0 2X1 + X2 = 0
1

e il punto P ha coordinate
.
5
 1 
(2) Siccome P = (5 )P1 + Q1 , abbiamo che M1 = (5 )P1 Q1 = 3+10 ; da P = P1 Q1 , abbiamo
5
 0 

che M1 = P2 + Q2 =
; lequazione di h `e pertanto 2(2 + 5)(5 )X0 + ( 5)X1 X2 = 0.
5

(3) S`, p, q e h appartengono ad un fascio, perche la proiettivit`a di r1 su r2 che manda ordinatamente i


punti P, P1 , Q1 in P, P2 , Q2 `e una proiezione (lintersezione P `e fissata) e manda M1 in M2 (perche
conserva i birapporti). Il punto di intersezione delle tre rette, sia C, `e il centro della proiezione detta.
Ora, nel fascio di rette di centro C le rette p, q, h, C P formano una quaterna armonica, e dunque per
ogni retta s passante per P , i punti di intersezione p s, q s, h s, P formano una quaterna armonica
(perche lapplicazione di C in s che manda ogni retta nel punto di intersezione con s `e una proiettivit`a
e dunque conserva i birapporti). Questo non vale per la retta P C.
(4) Possiamo riassumere lesercizio cos`: dati quattro punti P1 , Q1 , P2 , Q2 in posizione generale nel piano
proiettivo, siano r1 = P1 Q1 , r2 = P2 Q2 e P = r1 r2 . Allora la retta h passante per i quarti
armonici M1 (su r1 dopo P1 , Q1 , P ) e M2 (su r2 dopo P2 , Q2 , P ) appartiene al fascio di rette di asse
C = p q (cio`e `e concorrente con p = P1 P2 e q = Q1 Q2 ); essa `e la quarta armonica del fascio
dopo p, q, P C, e su ogni retta s passante per P diversa da P C, la quaterna p s, q s, h s, P `e
armonica.
Enunciato duale: date quattro rette p1 , q1 , p2 , q2 in posizione generale del piano proiettivo reale, siano
R1 = p1 q1 , R2 = p2 q2 e p = R1 R2 . Allora il punto H intersezione delle quarte armoniche m1
(in R1 dopo p1 , q1 , p) e m2 (in R2 dopo p2 , q2 , p) appartiene alla retta c = P Q (cio`e `e allineato con
P = p1 p2 e Q = q1 q2 ); esso `e il quarto armonico su c dopo P, Q, p c, e per ogni punto S di p
diverso da p c, la quaterna di rette P S, Q S, H S, p `e armonica.
N.B. I punti tre e quattro si potevano risolvere ricorrendo alla nozione di quadrangolo/quadrilatero piano
completo.
Esercizio 2. Sia la penultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con
6 se il risultato `e nullo. Sia data la proiettivit`a dello spazio P3 (R) che nel riferimento canonico ha matrice

0
0
0
2 2 4
A=
.
4 0 3 4
2 0 2 3
` vero che `e involuzione e/o omologia?
(1) Trovare punti, rette e piani uniti di . E
(2) Siano P0 e P1 due punti uniti distinti di , e sia P P0 P1 . Determinare il valore del birapporto
(P0 P1 P (P )) al variare dei tre punti scelti.
20

prima prova parziale Mat Tre - 20 maggio 2004


` vero che induce una
(3) Sia P punto non unito per ; `e vero che P (P ) `e retta unita per ? E

proiettivit`
a P (P ) (ove P `e la stella dei sottospazi contenenti P )?
Risultati.
N.B. In realt`
a la priettivit`
a non dipende da : perche?
(1) Si vede facilmente che la matrice A ha polinomio caratteristico (X )2 (X + )2 , e che gli autospazi
hanno entrambi dimensione 2; dunque si tratta di una matrice diagonalizzabile, con due autospazi
complementari di dimensione 2 ciascuno, relativi ad autovalori opposti; da questo si deduce subito che
`e involuzione, ma non omologia (non c`e un piano di punti uniti). I punti uniti sono tutti e soli quelli
di due rette (sghembe tra loro, corrispondenti agli autospazi), i piani uniti sono tutti e soli quelli dei
fasci di asse le due rette di punti uniti, e su ciascuno di essi induce una omologia involutoria (dunque
generale, cio`e non speciale) . Le rette unite, a parte quelle di punti uniti, sono quelle dei fasci del centro
di omologia su ciascuno dei piani uniti: si ottengono congiungendo un punto di una delle rette di punti
uniti con un punto dellaltra; su ciascuna di tali rette induce una involuzione.
(2) Trascuriamo i casi degeneri in cui P sia P0 o P1 . Se P0 e P1 appartengono ad una delle rette di punti
uniti abbiamo (P ) = P e allora il birapporto vale 1; se invece non succede, allora il birapporto vale
1, poiche sulla retta P0 P1 viene indotta una involuzione.
(3) Vero: per il punto P passa una (unica) retta che interseca le rette di punti uniti (sghembe tra loro);
quindi quella retta `e unita e contiene (P ); oppure: visto che `e involuzione, abbiamo che, detto
Q = (P ), risulta (Q) = P e dunque (r) = (P Q) = (P ) (Q) = Q P = r.
Vero: si tratta della composizione di tre proiettivit`a; scelto un piano unito non contenente P , consideriamo P (P ) ove la prima funzione manda s in s (sezione di P con ), la
seconda `e , la terza manda s0 in s0 (P ) (proiezione di da centro (P )). Si tratta di tre proiettivit`a e la composizione manda s in (s); infatti per ogni retta s P , sia s = P S con S si ha
(s)(P ) = (S)(P ) = (S P ) = (s). Se P = hvi, allora una applicazione lineare sovrastante
: P (P ) `e lapplicazione indotta f : R4 /hvi R4 hf (v)i dalla sovrastante f : R4 R4 di (si

identifichi P con P(R4 /hvi) e (P ) con P(R4 /hf (v)i)...).




Esercizio 3. Sia la terzultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con
` data su R4 la forma bilineare g che ha matrice
5 se il risultato `e 0 o 1. E

1
0
0

1
1
0
0

G=
.
0 1 2 2 + 2

2 2 1
nella base canonica.
(1) Classificare la forma bilineare, trovandone rango, segnatura e una base ortogonale. Che dimensione
hanno i sottospazi isotropi massimali? Qual `e la massima dimensione di un sottospazio in cui la forma
sia definita positiva?
(2) Dire se in R4 dotato della forma g vi sono piani iperbolici, ed eventualmente trovarli tutti.

(3) Dire se `e possibile trovare una base di R4 fatta di vettori isotropi per g; in caso affermativo, evidenziarne

una e scrivere la matrice di g in quella base.


Risultati.
(1) Si vede facilmente che la forma ha rango 4 (non degenere), segnatura (3, 1) e che una base ortogonale
pu`o essere data da v1 , v2 , v3 , v4 con v1 = e1 , v2 = e2 e per opportuni v3 , v4 R4 (v3 he1 , e2 i

e v4 he1 , e2 , v3 i ), scelti in modo che la matrice della forma sia diagonale con termini diagonali
1, 1, 1, 1 nellordine. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1, sono infiniti e si trovano tutti
con generatori del tipo 1 v1 + 2 v2 + 3 v3 + v4 ove 12 + 22 + 32 = 1. La forma `e definita positiva su
sottospazi di dimensione massima 3.
(2) S`, vi sono infiniti piani iperbolici, e si possono ottenere tutti usando come generatori due vettori v e
u ove v hv1 , v2 , v3 i e u `e qualsiasi vettore con forma negativa, cio`e con g(u, u) < 0 (si osservi che
linsieme {u R4 : g(u, u) < 0} dei vettori di forma negativa non `e un sottospazio vettoriale, come pure

non lo `e linsieme dei vettori di forma positiva).


21

prima prova parziale Mat Tre - 20 maggio 2004


(3) S`, poiche la forma non `e definita, possiamo trovare una base di vettori isotropi, per esempio la base
formata dai vettori
v1 + v4 , v2 + v4 , v3 + v4 e v1 v4 , rispetto alla quale la matrice della forma diventa


0
1
1
2

1
0
1
1

1
1
0
1

2
1
1
0

22

seconda prova parziale Mat Tre - 17 giugno 2004


Esercizio 1. Sia lultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con 6 se
` dato il fascio di coniche di P2 (R) di equazione
il risultato `e nullo. E
2 X02 + ( )X12 + ( )X22 X0 X1 X0 X2 + X1 X2
(a) Scrivere la matrice del fascio; determinare le coniche degeneri e il ciclo base.
(b) Classificare affinemente le coniche del fascio nei piani affini complementari dei tre assi del riferimento
canonico.
(c) Sul piano affine complementare di X0 = 0, con lusuale struttura euclidea, dire se esistono nel fascio
cerchi e iperboli equilatere.
Risultati.
(a) La matrice del fascio `e

2
/2
/2

/2
( )
/2

/2
/2
( )

e il suo determinante `e 4 (2 3)( )2 (si ottiene facilmente sottraendo la seconda colonna alla
terza, e raccogliendo un fattore). Quindi vi sono due coniche degeneri nel fascio che si ottengono per
= = 2 (e risulta (X0 X1 )(X0 X2 ) coppia di rette reali), e per = 3, = 2 (e risulta
(X0 X1 X2 )(2X0 X1 X2 ), altra coppia di rette reali).



Intersecando le due coniche degeneri si trova il ciclo base che `e formato dai tre punti 0 , 0 ,

(questultimo `e punto doppio, e le coniche del fascio sono tutte tangenti in tale punto alla retta di
equazione 2X0 X1 X2 ).
(b) Nel piano affine complementare di X0 6= 0 si ha che le coniche sono iperboli, parabole o ellissi a seconda
che il determinante ( )2 2 /4 = ( /2)( 3/2) sia negativo, nullo o positivo; lunica parabola
non degenere si ottiene per = 2.
Nel piano affine complementare di X1 6= 0 la classificazione dipende dal determinante 2 ( )
2 2 /4 = 2 (/2)2 che `e sempre negativo (dunque identifica iperboli) tranne per = 2 (parabola).
Nel piano affine complementare di X2 6= 0 la classificazione
`e identica al caso precedente.
 

(c) I cerchi sono le coniche passanti per i punti ciclici

0
1
i
2

del piano proiettivo; questo capita se = 0, e

allora possiamo
usare = 1 e otteniamo la conica X + Y 2 X Y = 0 che `e un cerchio con centro

/2
in /2 e raggio la radice di 2 /2.
Le iperboli equilatere si ottengono imponendo che i punti di intersezione con la retta impropria X0 = 0
siano direzioni tra loro ortogonali; si ottiene sono per = , ma in questo caso di tratta di una conica
degenere del fascio (unione di due rette tra loro ortogonali).
Esercizio 2. Sia la penultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5. Nel piano
euclideo `e data la conica di equazione
X 2 + Y 2 2XY 6X 2(3 2)Y + 3 2 4 + 2 = 0
Si dica se si tratta di una conica non degenere e se ne determinino il tipo, una equazione canonica, la
trasformazione ortogonale di coordinate opportuna, gli eventuali assi, asintoti, centro, vertice. Si tracci
infine un disegno indicativo della curva.
Risultati. La matrice della conica `e
2
3 4 + 2 3
A=
3
1
3 + 2
1

3 + 2
1
1

e il suo determinante `e 4(3 1)2 , quindi non `e mai degenere, poiche `e intero. Poiche il determinante
di A (sottomatrice ottenuta eliminando la prima riga e la prima colonna, ovvero intersecando con la retta
23

seconda prova parziale Mat Tre - 17 giugno 2004


X0 = 0) `e nullo, si tratta di una parabola
non degenere, e la sua equazione canonica sar`a 2Y 02 = pX 02 ove

2
p2 = (trA )3 / det A, dunque p = |31| .
0
 0 

Il punto improprio della parabola `e P = 1 , la direzione ortogonale `e P


= 1 , e quindi lasse
1

a della parabola ha equazione di coordinate pl


uckeriane (0, 1, 1)A = (2, 2, 2), ovvero
X Y = 1.

+1
. Il fuoco si trova
Intersecando a con la conica otteniamo le coordinate del vertice V che risulta 14 3



sullasse a a distanza 2p
= |31|
dal vertice, ed `e V + 14 31
31 = 1 , visto che la sua polare (direttrice
2 2
della parabola) non interseca la parabola stessa in punti reali.
Il riferimento canonico avr`
a lorigine in V e come assi la tangente in V alla parabola e lasse a della
parabola. Quindi la trasformazione di coordinate richiesta ha matrice

1
0
0

2
2
+1
.
4
2
2
3
2
2

4
2
2
Le seguenti figure si riferiscono a = 2:
F
F
V
V

Esercizio 3. Sia 0 la terzultimacifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 se `e maggiore di


6, sostituita con 5 se `e nulla; sia = 0 . Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le rette r ed
s di equazioni cartesiane


X 2Y + Z = 0
X 3Y Z = 6
r:
ed
s:
.
2X Y + 2Z = 0
2X Y 2Z = 2
(a) Scrivere le equazioni cartesiane dellinsieme, Q, formato dai punti P dello spazio la cui distanza da r `e
il doppio della distanza da s.
(b) Si verifichi che Q `e un iperboloide non degenere e lo si classifichi, determinando centro, assi, cono
asintotico e matrice canonica.
(c) Si determinino, se esistono, dei piani che tagliano su Q delle circonferenze e, in caso affermativo si
determini il luogo formato dai centri di tali circonferenze.
` vero che ci sono circonferenze su Q che hanno il centro nel centro della quadrica? In caso affermativo
(d) E
si dica quante sono e si determini il loro raggio.
Risultati.
0
 1 
 0 

(a) La retta r `e data da 0 + h 0 i e la retta s da 2 + h 0 i. Quindi la condizione richiesta `e

1
0
 0
X
data, ponendo P = Y , da
Z

X
Y
Z

1
0

k = 4k

X
Y +2
Z


0
1


cio`e k

Y
X+Z
Y

k = 4k

Y +2
X+Z+2
(Y +2)

k2

che restituisce lequazione


(4 2 )X 2 + 3(1 + 2 )Y 2 + (4 2 1)Z 2 10XZ + 16(1 + 2 )Y + 16(1 + 2 ) = 0
24

seconda prova parziale Mat Tre - 17 giugno 2004


e quindi indica la quadrica di matrice
16(1 + 2 )
0

A=
8(1 + 2 )
0

8(1 + 2 )
0
0
5

3(1 + 2 )
0
2
0
4 1

0
4 2
0
5

il cui determinante `e 64(1 + 2 )4 .


(b) La quadrica Q `e dunque non degenere, e il determinante di A (sottomatrice di intersezione con il piano
improprio) vale 12(1 + 2 )3 : possiamo quindi concludere che la quadrica non `e un paraboloide (non
essendo tangente al piano improprio). Poiche la matrice A ha evidentemente un autovalore positivo
(e determinante negativo), possiamo anche dedurre che la forma quadratica da essa determinata `e non
definita, e quindi Q devessere un iperboloide. Per classificarlo basta quindi vedere se `e a punti ellittici
o iperbolici, e per questo basta vedere la segnatura della forma quadratica determinata da A. Poiche
det A era positivo, possiamo concludere che la segnatura `e (2, 2) e dunque liperboloide `e iperbolico.
2
2
2
Calcoli di routine mostrano che gli
 autovalori
   di A sono dati da 3(1 + ), 4(1 + ), (1 + ) con
autovettori rispettivamente

0
1
0

1
0

0
1

(ortogonali tra loro e che danno le direzioni degli assi per

il riferimento in cui la quadrica si diagonalizza).


Il centro della quadrica si trova calcolando il polo 
della retta
 impropria, ovvero calcolando la prima riga
0
della matrice inversa di A, e risulta il punto C = 8/3 .
0

Il cono asintotico `e il cono tangente dal centro C, e ha quindi equazione (C t AX)2 (C t AC)(X t AX) = 0.
2
t
2
2
Tenendo conto che C t A = ( 16
3 (1 + ), 0, 0, 0) otteniamo lequazione 3X AX + 16(1 + )X0 = 0.
Lequazione canonica di Q nel riferimento con origine nel centro e avente come assi i tre assi della
9
3
quadrica `e 43 X 02 + 16
Y 02 16
Z 02 = 1 ove i tre coefficienti sono i tre autovalori di A divisi per il fattore
= det A/ det A = 16
(1
+
2 ). La matrice del cambiamento di coordinate `e
3
1
0

8
3
0

0
0

1 2
1+

2
1+

1
0
0

1+ 2

1
1+ 2

(c) Intersecando nel piano X0 = 0 la quadrica Q


con lassoluto euclideo di equazione X 2 +Y 2 +Z 2 = 0 otteni!
0

amo i punti ciclici (cio`e dellassoluto) per cui passa la quadrica; essi sono i quattro punti
0

5(1+ 2 )
1+2
 0  0
+2
, 01
0
12
0
i

+2

5(1+ 2 )
12

!
, che sono a coppie coniugate e determinano le due rette reali improprie generate da


0
2
0
1+2

 0
e
, 01 . Quindi i piani che intersecano Q in cerchi sono quelli contenenti i
0
 +2   0 
 2   0 
0
0
punti ciclici di Q, e dunque sono i fasci impropri di piani di giaciture h
, 1 ieh
, 1 i.
12

1+2

Poiche i piani che intersecano cerchi sono quelli di due fasci impropri, e i centri dei cerchi sono i poli
della retta impropria (di quei piani), il luogo descritto dai centri sar`a dato dalle due rette polari rispetto
a Q delle due rette improprie assi dei due fasci di piani. Si tratta delle rette date dalle intersezioni del
piano di coordinate pl
uckeriane (8, 0, 3, 0) con i piani di coordinate pl
uckeriane
(0, 3 + 12 2 8, 0, 4 3 2 + 12 1) e

(0, 3 + 8 2 8, 0, 8 3 2 + 8 1)

rispettivamente.
(d) Vi sono due piani tra quelli trovati che passano per il centro della quadrica, e dunque i cerchi richiesti
sono due; il loro raggio si pu`
o trovare trovando un qualsiasi punto dei cerchi in questione. Poiche la
retta X = Z = 0 passa per il centro e sta nella giacitura di entrambi i piani, basta intersecarla con
25

seconda prova parziale Mat Tre - 17 giugno 2004


la quadrica per trovare due punti diametralmente opposti sui cerchi in questione
 0  (ed
 0in effetti la loro
2
intersezione): risolvendo lequazione 3Y + 16Y + 16 = 0 si trovano i punti 4 e 4/3 il cui punto
0

medio `e giustamente il centro C della quadrica (e dei cerchi), e da cui possiamo determinare il raggio
che `e 4/3.

26

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004


` data la proiettivit`
Esercizio 1. E
a di P3 (R) di matrice
2
0
1 1
A=
1 3
1 3

0 0
2 1

0 1
2 3

nel riferimento canonico.


(1) Determinare i sottospazi uniti per e le reciproche relazioni di appartenenza.
(2) Vi sono sottospazi uniti su cui induce una involuzione?
(3) Determinare immagine ed antimmagine tramite del piano di equazione X0 + X1 + X2 + X3 = 0.
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice A sono 2 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 + e1 + e2 e e0 e3 ),
2 (di molteplicit`
a 1 e autospazio generato da e1 e2 + e3 ) e 4 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato
da e1 + e2 e3 ). Dunque abbiamo una retta di punti uniti (r = P0 P1 ove P0 = he0 + e1 + e2 i e
P1 = he0 e3 i) e due punti uniti distinti P2 = he1 e2 + e3 i e P3 = he1 + e2 e3 i non appartenenti alla
retta r. Sono uniti i piani del fascio di asse la retta s = P2 P3 (associati allautovalore 2) e i due piani
= r P2 (autovalore 4) e = r P3 (autovalore 2). Le rette unite sono r, s, e le rette dei fasci di
centro P2 nel piano e di centro P3 nel piano .
(2) La proiettivit`
a induce una involuzione sul piano (ed `e una omologia involutoria di asse r e centro P2 )
e su ogni retta unita del fascio di centro P2 di tale piano; infatti r e P2 sono associati ad autovalori
opposti.
(3) () ha coordinate pl
uckeriane (5, 1, 8, 5) mentre 1 () ha coordinate pl
uckeriane (1, 1, 4, 1).
Esercizio 2. Nel piano euclideo, sia C una conica a centro e siano C il suo centro, r un diametro e P ,
P 0 due punti distinti di r che si corrispondono nellinvoluzione indotta su r dalla conica.
(a) Indicati con R un punto di intersezione tra r ed il supporto di C e con R il punto improprio di r, si
dimostri che (R , C, R, P )(R , C, R, P 0 ) = 1.
0
(b) Si deduca dal punto precedente chekR Ck2 = kP
 Ck kP Ck.
a
a
(c) Nel caso in cui r : Y = 0 e P =
, P0 =
(a > 0), si determini la famiglia dei cerchi,C , aventi
0
0
0
il centro su r e tali che P e P si corrispondano nellinvoluzione indotta da C su r.
` vero o falso che tutti i cerchi del punto precedente appartengono ad uno stesso fascio di coniche? In
(d) E
caso affermativo determinare i punti base e le coniche degeneri del fascio.
Soluzione.
(a) Indicata con : r r linvoluzione indotta su r dalla conica C , si ha (R ) = C e (R) = R. Poiche
le proiettivit`
a conservano i birapporti, si ha
(R , C, R, P ) = ((R ), (C), (R), (P )) = (C, R , R, P 0 ) =

1
(R , C, R, P 0 )

che dimostra quanto richiesto.


(b) Fissiamo un riferimento sulla retta r, mettendo lorigine in C e fissando un vettore di lunghezza unitaria.
Indichiamo con p, p0 , r le coordinate dei punti P , P 0 ed R rispetto a tale riferimento. In tal caso, si ha
(R , C, R, P ) = (, 0, r, p) =

p
r

e, analogamente,

(R , C, R, P 0 ) = (, 0, r, p0 ) =

p0
.
r

Dalla relazione al punto precedente, si deduce che pp0 = r2 e, ricordando che le coordinate su r sono
riferite adun vettore
unitario, si conclude che kR Ck2 = kP Ck kP 0 Ck.

x0
(c) Sia C =
un punto della retta. Per quanto visto nel punto precedente, C `e il centro di una
0
circonferenza di raggio r, appartenente alla famiglia se, e solo se, r2 = (x0 a)(x0 + a) = x20 a2 .
27

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004


Dunque un cerchio (reale) di centro C esiste se, e solo se, |x0 | a e, in tal caso, ha raggio
Dunque, al variare di x0 , si ha la famiglia di cerchi di equazioni (X x0 )2 + Y 2 = x20 a2 .
(d) Le matrici dei cerchi del punto precedente sono
2

a
x0 0
x0
1
0
0
0
1

p
x20 a2 .

al variare di x0 , e quindi fan tutte parte del fascio di matrice generica


2

a 0
A(,) = 0 .
0
0
Le coniche degeneri si hanno quando det A(,) = (a2 2 2 ) = 0. Quindi si tratta di tre coniche
distinte, ovvero le due coppie di rette isotrope (X1 + aX0 )2 + X22 , (X1 aX0 )2 + X22 , e le due rette reali
X0 X1 . Dunque, i punti base del fascio sono

0
0
1
1
i punti ciclici 1 , 1 e 0 , 0
i
i
ia
ia
Ci`o conclude la discussione.
Esercizio 3. Nel piano euclideo si considerino le coniche (degeneri) di equazioni
C1 : (X Y )2 = 4

C2 : (X + Y )2 = 9.

(a) Si determinino (nel piano proiettivo) i vertici P, Q, R, S ed i punti diagonali A, B, C del quadrangolo
piano completo avente come lati le quattro rette del supporto di C1 e C2 .
(b) Si determini (se esiste) un cerchio C nel fascio determinato da C1 e C2 e si verifichi se il triangolo di
vertici A, B, C `e autopolare rispetto a C . Si ricorda che un triangolo si dice autopolare se ciascuno dei
vertici `e il polo del lato opposto.
` vero o falso che il triangolo A, B, C `e autopolare per ogni conica del fascio fascio determinato da C1
(c) E
e C2 ?
Soluzione.
(a) I quattro lati del quadrangolo sono le rette
l1 : X Y = 2,

m1 : X Y = 2,

e quindi i quattro vertici del quadrangolo sono


1
5
l1 l2 = P = 21 , m1 l2 = Q = 25 ,
2

ed


m1 m2 = R =

m2 : X + Y = 3.

l2 : X + Y = 3,

52
12


,

l1 m2 = S =

12
52


.

I punti diagonali sono le intersezioni dei lati opposti e delle due diagonali principali e quindi sono i punti
di coordinate omogenee

1
0
0
A = 0, B = 1, C = 1 .
0
1
1
(b) I quattro vertici del quadrangolo
sono i punti base del fascio determinato da C1 e C2 e quindi il cerchio

C ha equzione X 2 + Y 2 = 226 . La verifica che il triangolo di vertici A, B e C `e autopolare `e immediata.


` vero e lo si pu`
(c) E
o verificare direttamente usando la matrice della generica conica del fascio. ...Lo si
poteva dedurre dalle propriet`
a del quadrangolo piano completo?
28

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2004


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X02 + X12 6X0 X1 X0 X2 + 2X0 X3 + X1 X2 X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando qual`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0, determinandone centro e cono asintotico.
Risultati.
(1) La matrice `e
1
3

1/2
1

3 1/2
1
1
1/2
0

1/2
0
1/2
0 1/2
0

e si vede subito che la forma `e non definita (ammette vettori isotropi). Trovando una base ortogonale,
oppure completando i quadrati, oppure osservando che gli ultimi due vettori della base canonica formano
un piano iperbolico e lo spazio a loro ortogonale (per la forma data) pure, si conclude che la forma ha
segnatura (2, 2) (e dunque rango 4). I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2.
(2) La quadrica Q `e una quadrica rigata, non degenere e quindi il vertice `e vuoto (il vuoto proiettivo);
dalla soluzione del punto precedente `e facile ricavare le schiere di rette in Q. Per esempio tramite il
completamento dei quadrati
1
1
Q(X) = (X1 3X0 + X2 )2 ( X2 2X0 + X3 )2 + (X3 X0 )2 5X02
2
2
si ottiene laforma canonica Z0 Z1 =
Z2 Z3 , con Z0 = X1 + X2 + X3 5X0 , Z1 = X1 X3 X0 ,
Z2 = X3 + ( 5 1)X0 , Z3 = X3 + ( 5 + 1)X0 da cui le schiere di rette si scrivono subito come



Z0 = Z2
(X1 + X2 + X3 5X0 ) = (X
3 + ( 5 1)X0 )
cio`e
Z1 = Z3
(X1 X3 X0 ) = (X3 + ( 5 + 1)X0 )
e

Z0 = Z3
Z1 = Z2


cio`e

(X1 + X2 + X3 5X0 ) = (X
3 + ( 5 + 1)X0 )
(X1 X3 X0 ) = (X3 + ( 5 1)X0 )

al variare di , non entrambi nulli. Se si era trovata una base ortogonale v0 , v1 , v2 , v3 in cui la matrice
di Q fosse diagonale con termini 1, 1, 1, 1, allora le schiere di rette si trovano facilmente considerando
le basi v0 v1 e v2 v3 di due piani iperbolici ortogonali:
h(v0 + v1 ) + (v2 + v3 ), (v0 v1 ) + (v2 v3 )i
e
h(v0 + v1 ) + (v2 v3 ), (v0 v1 ) + (v2 + v3 )i
al variare di , non entrambi nulli.
(3) La classificazione affine, sapendo gi`
a che si tratta di quadrica di tipo iperbolico, si ottiene osservando
se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide
rispettivamente). Siccome la matrice A ha determinante non nullo, si tratta di un iperboloide iperbolico. Questo si poteva dedurre anche dal completamento dei quadrati, visto che la forma si diagonalizza
senza alterare lequazione X0 = 0 del piano improprio. Il centro `e il punto di coordinate affini (2, 2, 1)t
e il cono asintotico ha equazione Q(X) + 5X02 = 0.
Errata. Per un errore di stampa, nei fogli del compito Q(X) cominciava con 7X02 ; in tal caso, la
segnatura di Q(X) risulta (3, 1) e la quadrica associata risulta un iperboloide ellittico, quindi non contenente
rette. Lesercizio risulta decisamente pi`
u facile.
29

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2004


2
1
0
1

Esercizio 1. Nello spazio proiettivo reale si considerino il punto P =

ed il piano : X0 2X1 +

X2 X3 = 0 e sia : P(R4 ) P(R4 ) lapplicazione definita da (X) = (P X) , per ogni punto X 6= P .


(a) Si mostri che `e unapplicazione proiettiva esibendo la matrice di una sua soprastante.
(b) Dati i tre punti
 
 
 
1
0
1
0

A=

B=

0
1
0
1

C=

0
1
1
0

si determinino le coordinate dei punti A0 = (A), B 0 = (B), C 0 = (C) e si verifichi che non sono
allineati.
(c) Posto
Q1 = (B 0 C 0 ) (B C),

Q2 = (A0 C 0 ) (A C),

Q3 = (A0 B 0 ) (A B),

si dica se i tre punti Q1 , Q2 , Q3 sono allineati e, in caso affermativo, si scrivano le equazioni cartesiane
della retta passante per quei punti.
Svolgimento.
 x0 
(a) Sia X = xx12 un punto di P(R4 ). Il generico punto X + P appartiene al piano se, e solo se,
x3

= (x0 2x1 + x2 x3 ) e quindi


 x0 
(X) =

x1
x2
x3

+ (x0 2x1 + x2 x3 )

1
0
1

0 4x1 +2x2 2x3


x0 x1 +x2 x3
x2
x0 2x1 +x2

 3x

2
=

e quindi `e unapplicazione proiettiva che ha come soprastante lapplicazione lineare di matrice


 3 4 2 2 
1 1
A = 10 1
.
0 1 0
1 2 1 0

(b) Applicando la matrice A si determinano le immagini dei tre punti, ovvero


5
3
 2 
0
0
0
2
1
0
A = 1 , B = 0 , C = 1
.
2

I tre punti non sono allineati, come si verifica facilmente calcolando i minori di ordine tre estratti dalle
tre colonne di coordinate.
(c) I triangoli ABC ed A0 B 0 C 0 sono prospettivi e quindi, per il teorema di Desargues, i tre punti Q1 , Q2 ,
Q3 sono allineati e la retta s, passante per quei punti `e lintersezione tra il piano ed il piano per A, B
e C, ovvero
n
x0 2x1 + x2 x3 = 0
s:
x0 + x1 x2 x3 = 0 .
` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) di matrice

4 2 6 2
3 1 0 3
A=

0
0
4
0
3 1 6
1

nel riferimento canonico.


(1) Determinare i sottospazi uniti per e le reciproche relazioni di appartenenza.
(2) Vi sono sottospazi uniti su cui induce una involuzione?
(3) Si determini limmagine tramite dei piani coordinati del riferimento canonico.
Risultati.
30

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2004


(1) Gli autovalori della matrice A sono 2 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato da e1 e3 ), 2 (di
molteplicit`
a 1 e autospazio generato da e0 e3 ), 4 (di molteplicit`a 1 e autospazio generato da e0 e2 e3 ),
e 4 (di molteplicit`
a 1 e autospazio generato da 2e0 + e1 e3 ). Dunque abbiamo quattro punti uniti
distinti corrispondenti ai quattro autovettori. Sono uniti i quattro piani che si ottengono unendo tre
punti uniti (due a due distinti). Le rette unite sono sei, e si ottengono unendo due punti uniti distinti,
ovvero intersecando due piani uniti distinti.
(2) La proiettivit`
a induce una involuzione su due rette, quelle generate da punti uniti associati ad autovalori
opposti.
(3) Si tratta dei piani passanti per i punti immagine di tre punti fondamentali del riferimento canonico; le
coordinate di tali punti sono le colonne della matrice A.

Esercizio 3. Nel piano euclideo si determini, se esiste, una conica C , passante per il punto P = 33 ,


tangente alla retta r : 10x 5y + 3 = 0 nel punto Q = 6/5
ed avente come asse la retta s : x y = 0.
9/5
In caso positivo, si classifichi la conica C , determinando se `e degenere, qual `e il suo tipo, unequazione
canonica e lopportuna trasformazione di coordinate, gli eventuali assi, asintoti, centro, fuochi. Se ne tracci
infine un disegno approssimativo.
Svolgimento. La conica C appartiene al fascio delle coniche tangenti ad r nel punto Q e tangenti alla
retta r0 : x + y 6 = 0, ortogonale alla retta s, nel punto P (infatti P s e la tangente in un vertice `e
ortogonale allasse), ovvero al fascio di equazioni
(x + y 6)(10x 5y + 3) + (8x 7y 3)2 = 0
La matrice del fascio `e dunque data da

5748
2

18 + 9

A(, ) =

5748
2
33+42
2

10 + 64
5112
2

33+42
2
5112
2

5 + 49
La retta s `e lasse di C se, e solo 
se, ilpolo della retta s `e la direzione ortogonale a s, ovvero il punto improprio
di coordinate omogenee P =

0
1
1

. Imponendo allora che (0, 1, 1)A(, ) = (0, 1, 1) otteniamo che

= e la conica cercata ha equazione


C : 6x2 + 6y 2 13xy + x + y + 3 = 0.

1
1
La matrice della conica `e A = 1 12 13 da cui risulta che si tratta di una iperbole non degenere (det A =
1 13 12


25 `e negativo), con centro nel punto di coordinate affini 11 , assi passanti per il centro e di direzioni 11 e



1
3
2
e proporzionale
1 , asintoti passanti per il centro e direzioni 2 e 3 . Lequazione canonica della conica `
a x02 + 25y 02 = c, poiche 1 e 25 sono gli autovalori di A , e c = det(A)/ det(A ) = 8. Quindi si
02
tratta della equazione 18 x02 25
e
8 y  = 1. La trasformazione di coordinate per ottenere la forma canonica `
1 0
0

data dalla matrice 1 2/2 2/2 . I fuochi si trovano sullasse s (contenente il vertice P ) a distanza 45 13
1 2/2
2/2

dal centro, e dunque sono i punti di coordinate x = y = 1 52 26. Un disegno approssimativo `e il seguente:
6

F1

F2

31

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2004


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 3X02 + 2X12 + 2X22 + 4X32 + 6X0 X1 2X0 X2 + 4X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando qual`e il suo vertice.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0, determinandone centro e cono asintotico.
(4) Determinare equazione canonica e assi di Q come quadrica dello spazio euclideo usuale.
Risultati.
(1) La matrice `e

3 3 1 0
3 2 0 0
A=
.
1 0 2 2
0 0 2 4

Trovando una base ortogonale (conviene forse partire da e1 ed e3 , oppure e0 ed e3 che sono gi`a ortogonali),
oppure completando i quadrati, si conclude che la forma ha segnatura (3, 1) (e dunque rango 4). I
sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1.
(2) La quadrica Q `e una quadrica con punti ellittici, non rigata, non degenere e quindi il vertice `e vuoto (il
vuoto proiettivo).
(3) La classificazione affine, sapendo gi`
a che si tratta di quadrica di tipo ellittico, si ottiene osservando se il
piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o meno rispettivamente),
ed eventualmente se ha punti reali o meno sul piano improprio (per distinguere iperboloidi ed ellissoidi).
Siccome la matrice di A ha determinante non nullo, non si tratta di un paraboloide. Osservando che
A `e matrice di una forma quadratica definita positiva, ne concludiamo che si tratta di un ellissoide.
Questo si poteva dedurre anche dal completamento dei quadrati
5
3
Q(X) = (2X3 + X2 )2 + (X2 X0 )2 + 2(X1 + X0 )2 X02
2
2
visto che la forma si diagonalizza

senza alterare lequazione X0 = 0 del piano improprio. Il centro `e il
3/2
1
punto di coordinate affini
. e il cono asintotico ha equazione Q(X) + 25 X02 = 0.
1/2
1  0 

(4) Gli autovalori di A sono 2, 3 + 5 e 3 5, e gli autovettori corrispondenti sono 0 , 1 5


0
2


0
e 1+ 5 (gli assi sono le rette per il centro ed aventi queste tre direzioni). Lequazione canonica `e
2

proporzionale a (3 + 5)X 02 + 2Y 02 + (3 5)Z 02 = c, ove c = det(A)/ det(A ) = 20/8 = 5/2.

32

terzo appello Mat Tre - 9 settembre 2004


Esercizio 1. Nel piano proiettivo reale si considerino i punti
1
1
1
P1 = 2 ,
P2 = 0 ,
P3 = 1 ,
3

P4 =

1
3
4

e le rette
r1 : 2X0 5X1 + 3X2 = 0,

r2 : X1 X2 = 0,

r3 : X0 3X1 + 2X2 = 0,

r4 : 3X0 7X1 + 4X2 = 0.

(a) Verificare che i punti P1 , P2 , P3 , P4 appartengono ad una stessa retta r. Determinare lequazione di r e
calcolare il birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ).
(b) Verificare che le rette r1 , r2 , r3 , r4 appartengono ad uno stesso fascio di centro P . Determinare le
coordinate di P e calcolare il birapporto (r1 , r2 , r3 , r4 ).
(c) Si dica se esiste una proiettivit`
a della retta r in s`e che mandi Pi 7 ri r, per i = 1, . . . , 4.
(d) Si dica se esiste una conica del piano proiettivo tale che la retta ri sia la polare del punto Pi , per
i = 1, . . . , 4.
Svolgimento.
(a) I quattro punti appartengono tutti alla retta r : X
 10 + X1 X2 = 0 e (P1 , P2 , P3 , P4 ) = 3.
(b) Le quattro rette passano tutte per il punto P = 1 e (r1 , r2 , r3 , r4 ) = 3.
1

(c) La retta r non passa per P e quindi le intersezioni ri r, per i = 1, . . . , 4, sono quattro punti (a due a due)
distinti, Q1 , Q2 , Q3 , Q4 . Quindi le terne P1 , P2 , P3 e Q1 , Q2 , Q3 sono riferimenti sulla retta proiettiva r
e perci`o esiste una proiettivit`
a, : r r, che manda ordinatamente Pi su Qi , per i = 1, 2, 3. Poiche le
proiettivit`
a conservano i birapporti, deve aversi (Q1 , Q2 , Q3 , (P4 )) = (P1 , P2 , P3 , P4 ) = 3. Daltra
parte, avendosi (Q1 , Q2 , Q3 , Q4 ) = (r1 , r2 , r3 , r4 ) = 3 ed essendo Q1 , Q2 , Q3 un riferimento su r, si
conclude che (P4 ) = Q4 .
(d) Se esistesse una conica con le propriet`a richieste, la proiettivit`a , descritta al punto (c), dovrebbe essere
uninvoluzione (perche?). Con
 un calcolo diretto si verifica che (P3 ) = Q3 = r r3 = P4 , ma, daltra
parte, (P4 ) = r r4 =
esistere.

3
7
10

6= P3 e quindi non `e uninvoluzione. Dunque una tale conica non pu`o

` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) di matrice

3
0
5
0
0 3 0 1
A=

1 0 3 0
0
5
0
3
nel riferimento canonico.
` vero che `e omologia
(1) Determinare i sottospazi uniti per e le reciproche relazioni di appartenenza. E
e/o involuzione?
(2) Vi sono piani uniti su cui induce una omologia?
(3) Si determini immagine e controimmagine tramite del piano di equazione X0 + X1 = 0.
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice A sono 2 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 e2 e e1 e3 ), e
2 (di molteplicit`
a 2 e autospazio generato da 5e0 e2 e e1 5e3 ). Dunque abbiamo due rette (sghembe
tra loro) di punti uniti. Sono uniti i piani dei fasci di asse le rette di punti uniti. Le rette unite sono, a
parte quelle di punti uniti, quelle che si ottengono congiungendo due punti, ciascuno appartenente ad
una delle rette di punti uniti (su ogni piano unito vi `e un fascio di rette unite non di punti uniti).
La proiettivit`
a non `e una omologia, poiche non ha un piano di punti uniti; `e invece una involuzione,
poiche `e diagonalizzabile con due autovalori uno opposto dellaltro; in alternativa, abbiamo visto che vi
sono due spazi complementari di punti uniti relativi ad autovalori opposti.
(2) La proiettivit`
a induce una omologia (involutoria, non speciale) su ogni piano unito.
(3) Siccome 2 `e lidentit`
a, immagine e controimmagine coincidono, e il piano controimmagine ha coordinate
pl
uckeriane date da ( 1 1 0 0 ) A = ( 3 3 5 1 ), ovvero equazione 3X0 3X1 + 5X2 X3 = 0.

33

terzo appello Mat Tre - 9 settembre 2004


Esercizio 3. Si consideri nel piano proiettivo reale il fascio delle coniche tangenti in P =
1
r : X0 X1 + X2 = 0 e in Q = 0 alla retta s : X0 + X1 X2 = 0.

1
1
0

alla retta

(1) Scrivere le coniche degeneri e lequazione generale del fascio.


(2) Si classifichino affinemente nel piano complementare di X0 = 0 tutte le coniche non degeneri del fascio;
` vero
si dica in particolare se esistono parabole, e se esistono cerchi (per lusuale metrica euclidea). E
che tutte le coniche a centro del fascio sono concentriche?
(3) Determinare, se esistono, rette tali che nel piano affine complementare tutte le coniche non degeneri del
fascio siano classificate come iperboli (rispettivamente ellissi).
Svolgimento.
(1) Le due coniche degeneri del fascio sono lunione di r ed s, equazione (X0 X1 + X2 )(X0 + X1 X2 ) = 0
e la retta P Q contata due volte, equazione (X0 + X1 + X2 )2 = 0. La matrice del fascio `e dunque
data da

A(, ) =
+ + .

+ +
(2) Nel piano affine X0 6= 0 le coniche del fascio sono ellissi, parabole o iperboli a seconda che il determinante
( + )2 ( + )2 sia maggiore, uguale o minore di zero; ci`o succede a seconda che sia positivo,
nullo o negativo. In particolare le uniche parabole si ottengono per i valori dei parametri che danno le
coniche degeneri del fascio.
Affinche si abbiano dei cerchi devessere + = 0, e quindi per = = 1; si ottiene la conica di
equazione affine X 2 + Y 2 X Y = 0, ovvero (X 1/2)2 + (Y 1/2)2 = 1/2, che `e un cerchio di centro

il punto C = 1/2
.
1/2
Per vedere se tutte le coniche a centro del fascio hanno lo stesso centro, basta controllare se C `e polo
della retta X0 = 0 indipendentemente dai parametri e (a parte le degeneri, sono tutte coniche a
centro). Si vede subito che ( 1 1/2 1/2 ) A(, ) = ( 0 0 ), e quindi la risposta `e s`.
(3) La retta P Q `e tale che ogni conica non degenere del fascio la interseca in due punti distinti (P
e Q appunto); quindi nel piano affine complementare tutte le coniche non degeneri sono classificate
come iperboli. Questo `e vero per altre rette: per esempio tutte quelle per P diverse da r (nel piano
complementare di r tutte le coniche non degeneri sono viste come parabole).
Non esistono invece rette tali che nel piano affine a loro complementare le coniche del fascio siano
classificate tutte come ellissi: infatti basta notare che per ogni punto del piano proiettivo passa almeno
una conica del fascio.

34

terzo appello Mat Tre - 9 settembre 2004


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 3X02 4X12 + X22 + X32 4X0 X3 + 2X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; esistono sottospazi isotropi
per Q che siano complementari?
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando eventualmente le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0. Quali
sono le rette di questo spazio affine non tangenti a Q e che intersecano Q in un solo punto?
Risultati.
(1) La matrice `e

3
0 0 2
0 4 0 0
A=
.
0
0 1 1
2 0 1 1

Trovando una base ortogonale (conviene


notare e1 e2 ed e3 , sono gi`a ortogonali e quindi basta com
2
0
pletare questi vettori con v = 3 per avere una base ortogonale, e calcolare v t Av = 12), oppure
3

completando i quadrati, si conclude che la forma ha segnatura


(2, 2) (e dunque rango 4).I sottospazi

isotropi massimali hanno dimensione 2. Posto v0 = e0 / 3, v1 = e1 /2, v2 = e2 , v3 = v/2 3 possiamo


evidenziare due sottospazi isotropi complementari usando per esempio hv0 +v1 , v2 +v3 i e hv0 v1 , v2 v3 i
(sono rette di Q appartenenti alla stessa schiera; invece hv0 + v1 , v2 + v3 i e hv0 + v2 , v1 + v3 i sono rette
di Q appartenenti a schiere diverse).
(2) La quadrica Q `e una quadrica con punti iperbolici, rigata, non degenere. Per trovare le schiere di rette
contenute in Q usiamo il riferimento con punti fondamentali hvi i prima trovati; allora le due schiere
sono date da
h(v0 + v1 ) + (v2 + v3 ), (v0 v1 ) (v2 v3 )i

h(v0 + v1 ) + (v2 v3 ), (v0 v1 ) (v2 + v3 )i

al variare dei parametri e non entrambi nulli.


(3) La classificazione affine, sapendo gi`
a che si tratta di quadrica di tipo iperbolico, si ottiene osservando
se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide
rispettivamente). Siccome la matrice di A ha determinante nullo, si tratta di un paraboloide. Questo
si poteva dedurre anche dal completamento parziale dei quadrati
Q(X) = (X3 + X2 2X0 )2 X12 X0 (X0 2X2 ) .
Le rette dello spazio affine X0 6= 0 che non siano tangenti a Q e che abbiano un unico punto di intersezione
sono quelle che intersecano Q nei suoi punti impropri. Poiche lintersezione di Q con X0 = 0 `e data dalle
due rette 2X1 + X2 + X3 = 0 = X0 , le rette richieste sono tutte quelle che giacciono su piani paralleli
ai due piani 2X + Y + Z = 0 e che non siano contenute in Q. Per ogni punto P Q vi sono due piani,
contenenti le due rette per P delle schiere di Q, tali che le rette per P su quei piani intersecano Q solo
in P (e in punto allinfinito) tranne le due rette contenute in Q.

35

quarto appello Mat Tre - 20 settembre 2004


Esercizio 1. Nel piano proiettivo reale si considerino i punti
P1 =

1
2
1

P2 =

0
1
1

P3 =

1
1
0

P4 =

2
1
1

e le rette
r1 : X0 + X2 = 0,

r2 : X0 X1 = 0,

r3 : 2X0 + X1 + 3X2 = 0,

r4 : X0 + X1 + 2X2 = 0.

(a) Verificare che i punti P1 , P2 , P3 , P4 appartengono ad una stessa retta r. Determinare lequazione di r e
calcolare il birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ).
(b) Verificare che le rette r1 , r2 , r3 , r4 appartengono ad uno stesso fascio di centro P . Determinare le
coordinate di P e calcolare il birapporto (r1 , r2 , r3 , r4 ).
(c) Si dica se esiste una proiettivit`
a della retta r in se che mandi Pi 7 ri r, per i = 1, . . . , 4.
(d) Si dica se esiste una conica del piano proiettivo tale che la retta ri sia la polare del punto Pi , per
i = 1, . . . , 4 ed, in caso affermativo, determinare una tale conica.
Svolgimento.
(a) I quattro punti appartengono tutti alla retta r : X
 01+X1 + X2 = 0 e (P1 , P2 , P3 , P4 ) = 2/3.
(b) Le quattro rette passano tutte per il punto P = 1 e (r1 , r2 , r3 , r4 ) = 2/3.
1

(c) La retta r non passa per P e quindi le intersezioni ri r, per i = 1, . . . , 4, sono quattro punti (a
due, a due) distinti, Q1 , Q2 , Q3 , Q4 . Quindi le terne P1 , P2 , P3 e Q1 , Q2 , Q3 sono riferimenti sulla retta
proiettiva r e perci`
o esiste una proiettivit`a, : r r, che manda ordinatamente Pi su Qi , per i = 1, 2, 3.
Poiche le proiettivit`
a conservano i birapporti, deve aversi (Q1 , Q2 , Q3 , (P4 )) = (P1 , P2 , P3 , P4 ) = 2/3.
Daltra parte, avendosi (Q1 , Q2 , Q3 , Q4 ) = (r1 , r2 , r3 , r4 ) = 2/3 ed essendo Q1 , Q2 , Q3 un riferimento
su r, si conclude che (P4 ) = Q4 .
(d) La proiettivit`
a , descritta al punto (c), `e uninvoluzione perche (P3 ) = Q3 = r r3 = P4 e (P4 ) =
r r4 = P3 e quindi esiste una coppia di punti involutoria per .
In tal caso esiste un fascio di coniche soddisfacente alla condizione posta, ovvero il fascio
 di coniche

2+ 3

bitangenti alle rette passanti per P nei punti fissi dellinvoluzione su r, che sono R1 = 23 e
1
 
1 1 1
2 3
R2 = 2+ 3 . Le coniche degeneri del fascio sono la retta r contata due volte, di matrice 1 1 1 , e
1 1 1
1
 1 1 0 
lunione delle rette P R1 e P R2 , di matrice 1 2 3 . Si tratta quindi del fascio di matrice generica
0 3 3
1 1 1
 1 1 0 
1 1 1 + 1 2 3 al variare dei parametri omogenei (, ).
1 1 1
0 3 3


a b c
In alternativa possiamo imporre direttamente alla generica matrice simmetrica S = b d e di sodc e f

P1t S

disfare alle condizione poste di polarit`a: che


sia proporzionale a ( 1 0 1 ) d`a le due equazioni
n
b c = b + d
a 2b + c = c 2e + f
t
, e che P2 S sia proporzionale a ( 1 1 0 ) d`a le due equazioni
.
ef =0
b 2d + e = 0
Si ottiene un sistema di quattro equazioni in sei incognite, di facile soluzione; usando per esempio
f = 0,b =2 e f= 1,b = 1 si ottengono due soluzioni indipendenti. Si tratta del fascio di matrice
4 2 3
1 1 1
generica 2 1 0 + 1 1 1 , al variare dei parametri omogenei (, ).
3 0 0

1 1 1

36

quarto appello Mat Tre - 20 settembre 2004


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) di matrice

9
0
6 0
0 4 0 5
A=

6 0 3 0
0 1 0 2

nel riferimento canonico.


` vero che `e omologia
(1) Determinare i sottospazi uniti per e le reciproche relazioni di appartenenza. E
e/o involuzione?
(2) Vi sono piani uniti su cui induce una omologia e/o una involuzione?
` vero che i
(3) Si determini immagine e controimmagine tramite del piano di equazione X0 + X3 = 0. E
tre piani stanno in un fascio?
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice A sono 3 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da e0 e2 ), 3 (di
molteplicit`
a 1 e autospazio generato da 5e1 + e3 ), e 1 (di molteplicit`a 2 e autospazio generato da
e1 + e3 ). Dunque abbiamo tre punti uniti P, Q, R corrispondenti ai tre autovettori. Vi sono le tre rette
unite ottenute congiungendo i punti uniti a due a due, e vi `e una ulteriore retta unita s, contenente P ,
che si ottiene come nucleo di (A 3)2 , generato da e0 ed e2 . Vi sono per dualit`a tre piani uniti: quello
che unisce i tre punti uniti, e i due che si ottengono congiungendo la retta unita s con ciascuno dei punti
uniti che non gli appartiene (Q e R).
La proiettivit`
a non `e una omologia, poiche non ha un piano di punti uniti; ne una involuzione (non ha
solo due autovalori opposti, in ogni caso non `e diagonalizzabile).
(2) Sui piani uniti non viene indotta nessuna omologia (non vi sono rette di punti uniti), ne alcuna involuzione (su due ha autovalori non opposti, sul terzo non `e diagonalizzabile).
Sulle rette unite: in P Q `e indotta una omologia involutoria, in P R e Q R sono indotte omologie
(non involutorie, non speciali), in s `e indotta una omologia speciale (quindi non involutoria).
(3) Il piano controimmagine ha coordinate pl
uckeriane date da ( 1 0 0 1 ) A = ( 9 1 6 2 ), ovvero equazione
9X0 X1 + 6X2 + 2X3 = 0.
Il piano immagine ha coordinate pl
uckeriane che si trovano risolvendo il sistema ( a b c d ) A = ( 1 0 0 1 ),
che a meno di proporzionalit`
a ha come soluzione ( 1 1 2 4 ), e quindi il piano richiesto ha equazione
X0 + X1 + 2X2 4X3 = 0.

37

quarto appello Mat Tre - 20 settembre 2004


` dato nel piano proiettivo reale il fascio di coniche di equazione
Esercizio 3. E
4X02 + ( + 2)X12 (4 4)X0 X1 4X0 X2 2X1 X2 = 0
(1) Determinare le coniche degeneri e i punti base del fascio.
Si consideri ora il piano complementare di X0 = 0 con lusuale metrica euclidea;
(2) Classificare affinemente tutte le coniche non degeneri del fascio.
(3) Si dimostri che i centri delle coniche a centro del fascio giacciono tutti su una retta, e se ne trovino le
` vero che questa retta `e asse per tutte le coniche a centro del fascio?
equazioni. E
Svolgimento.

(1) La matrice del fascio `e data da A(, ) =

4
2+2 2
2+2 +2
2

il cui determinante `e 162 (si

osservi che il fattore 2 `e evidente dalle ultime riga e colonna per multilinearit`a). Si ottengono due
coniche degeneri: per = 0 (la retta doppia (2X0 X1 )2 = 0) e per = 0 (la coppia di rette
(2X0 + X1 )(X1 X2 ) = 0). Intersecando
 le rette
  si trovano due punti base (entrambi di molteplicit`a

due: si tratta di un fascio bitangente):

0
0
1

1
2
2

(2) Nel piano affine X0 6= 0 le coniche del fascio sono ellissi, parabole o iperboli a seconda che il determinante
2 sia maggiore, uguale o minore di zero; dunque si tratta sempre di iperboli, esclusi i casi degeneri
(daltra parte era chiaro, poiche un punto del ciclo base `e improprio).
(3) Le coordinate dei centri delle coniche a centro si ottengono tramite la prima riga! della matrice inversa
 
2
2
22
di A(, ) (si tratta dei poli della retta impropria), e risultano essere
=
. Si
42
4+22
 1  0
tratta chiaramente di punti della retta 2 0 di equazione 2X0 + X1 = 0.
2

Questa retta `e un asintoto per tutte


 0 le iperboli del fascio,
 0 e quindi non `e asse per nessuna di esse. Daltra
parte il suo punto allinfinito `e 0 , di ortogonale 1 la cui polare ha coordinate pl
uckeriane date
1
0
2
dalla seconda riga di A(, ), che non `e mai (multipla di) 1 qualunque siano i valori dei parametri.
0

38

quarto appello Mat Tre - 20 settembre 2004


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 4X12 + X22 + X32 2X0 X2 + 2X1 X2 4X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; esistono sottospazi isotropi
per Q che siano complementari?
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando eventualmente il vertice e le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0. Si
classifichino
affinemente le coniche che si ottengono intersecando Q con i piani del fascio di asse la retta
n
Y =0
s:
.
Z=0
Risultati.


(1) La matrice `e A =

0
0
1
0

0
4
1
2

1
1
1
0

0
2
0
1

. Si osserva subito che il determinante `e zero, e quindi la forma

degenere; il rango `e 3 poiche 


le prime
tre righe e colonne danno un minore non nullo. Si ottiene una

1
base ortogonale usando v0 = 10 (generatore del nucleo), v2 = e2 , v3 = e3 e v1 he2 , e3 i (ma non
 21 
del nucleo), per esempio v1 = 01 , e si trova Q(v1 ) = 1. Quindi la forma ha segnatura (2, 1).
0

I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2, ma contengono tutti il nucleo, quindi non possono
esisterne di complementari.
(2) La quadrica Q `e un cono con vertice V = hv0 i, che proietta la conica non degenere C del piano X1 = 0
di equazione X22 + X32 2X0 X2 = 0. Le rette contenute in Q sono le rette della stella di V che passano
per i punti di C.
(3) La quadrica `e un cono con vertice proprio (quindi non un cilindro); non `e di rotazione (gli autovalori
della sottomatrice A sono distinti).
Dobbiamo studiare le intersezioni dei piani del tipo Y + Z con la quadrica Q e classificare affinemente
le coniche trovate; se 6= 0, sostituendo Y = Z troviamo la conica che nelle coordinate
X, Z (non


sono ortogonali in generale, ma qui vogliamo solo una classificazione affine) ha matrice

0
0

0
4
2
2 1+ 2

Osservando il determinante 4(1 + 2 ) ( 2)2 = (3 4) abbiamo che le coniche tagliate sono


iperboli per 0 < < 4/3, ellissi per valori < 0 o > 4/3, parabola per = 4/3 e degenere per = 0.

39

prima prova parziale Mat Tre - 19 maggio 2005


Esercizio 1. Si considerino nel piano di Gauss i quattro punti
P1 =

0
0

P2 =

1
0

1
1

P3 =

0
1

P4 =

(a) Si determinino le equazioni cartesiane delle rette r2 = P1 P2 , r3 = P1 P3 , r4 = P1 P4 , e della


retta r1 , tangente in P1 alla circonferenza passante per i quattro punti dati() . Si calcoli il birapporto
(r1 , r2 , r3 , r4 ).
(b) Il piano di Gauss `e una retta affine su C e la si consideri immersa, nel modo consueto (punto improprio
di equazione x0 = 0) in P1 (C). Si calcoli il birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ) e lo si confronti con il birapporto
` vero che i quattro punti dati, opportunamente riordinati, formano
calcolato nel punto precedente. E
una quaterna armonica? In caso affermativo indicare le due coppie che si separano armonicamente.
` vero che
(c) Siano Q1 , Q2 , Q3 , Q4 i quattro vertici consecutivi di un quadrato nel piano di Gauss. E
(Q1 , Q2 , Q3 , Q4 ) = (P1 , P2 , P3 , P4 )?
Risultati.
(a) I quattro punti sono i vertici consecutivi di un quadrato e quindi il centro della circonferenza circoscritta
`e il punto di intersezione delle diagonali. Le rette cercate sono
r2 : y = 0,

r3 : x y = 0,

r4 : x = 0

ed

r1 : x + y = 0.

Le quattro rette passano tutte per lorigine, P1 , e quindi ha senso calcolare il birapporto tra le coordinate
pl
uckeriane, che `e
       
0
1
1

(r1 , r2 , r3 , r4 ) =

0
0
1

0
1
1

0
1
0

= 2.

(b) Nellusuale corrispondenza tra punti del piano di Gauss e numeri complessi, si ha P1 = 0, P2 = 1,
P3 = 1 + i, P4 = i. Si ha quindi
(P1 , P2 , P3 , P4 ) =

1
0

1
1

1
1+i

1
i



= 2,

ed il birapporto coincide con quanto calcolato nel punto precedente. Ricordando come si modifica il
birapporto cambiando lordine dei punti, si ha (P1 , P3 , P2 , P4 ) = 1 2 = 1 e quindi le coppie di vertici
non consecutivi (ovvero quelli che stanno sulla stessa diagonale del quadrato) si separano armonicamente.
(c) Sempre ricordando come si modifica il birapporto cambiando lordine dei punti, si ha
(P1 , P4 , P3 , P2 ) =

2
=2
21

(P2 , P3 , P4 , P1 ) =

2
=2
21

e quindi il birapporto tra quattro vertici consecutivi del quadrato dato non cambia ne se si cambia
lordine con cui si prendono i vertici, ne se si cambia il punto iniziale. Dunque, dati i quattro vertici
consecutivi di un quadrato, Q1 , Q2 , Q3 , Q4 , nel piano di Gauss, si ha (Q1 , Q2 , Q3 , Q4 ) = (P1 , P2 , P3 , P4 )
se esiste una proiettivit`
a di P1 (C) che mandi ordinatamente P1 , P2 , P3 , P4 su quattro vertici consecutivi

del quadrato Q1 Q2 Q3 Q4 . Associando al punto z del piano di Gauss le coordinate omogenee z1 ,

osserviamo che, tra le proiettivit`
a, vi sono le traslazioni del piano di Gauss, di matrice a1 10 con a


 
numero complesso; le rotazioni, di matrice 10 e0i , e le dilatazioni, di matrice 10 0 , con e numeri
` chiaro che componendo opportunamente trasformazioni di questo tipo si possono mandare
reali. E
ordinatamente i punti P1 , P2 , P3 , P4 su quattro vertici consecutivi del quadrato Q1 Q2 Q3 Q4 .

()

Si ricorda che la retta tangente in un punto P di una circonferenza di centro C `e perpendicolare al


raggio CP .
40

prima prova parziale Mat Tre - 19 maggio 2005


Esercizio 2. Sia lultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con 3 se
il risultato `e nullo. Sia data la proiettivit`a dello spazio P3 (R) che nel riferimento canonico ha matrice

1 2 1 1

1
1
1
A=
.
0
0

0
2+1
2
1 +1
(1) Trovare punti, rette e piani uniti di . Su quali elementi uniti induce involuzioni e/o omologie?
(2) Siano Q0 e Q1 due punti uniti distinti di , e sia Q Q0 Q1 . Determinare il valore del birapporto
(Q0 Q1 Q (Q)) al variare dei tre punti scelti.
(3) Sia P punto non unito per ; `e vero che P appartiene ad un (unico?) piano unito per ?
Risultati.
(1) Si vede facilmente che la matrice A ha polinomio caratteristico (X )3 (X + ), e che gli autospazi
hanno dimensione
2 e 1; dunque si tratta di una matrice non diagonalizzabile, con
 rispettivamente

forma di Jordan

0
0
0

0
0

0 0
1 0
0
0

, con due autospazi relativi ad autovalori opposti. Detti P0 , P1 , P2 , P3 , U

un riferimento in cui lapplicazione abbia matrice di Jordan, da questo si deduce subito che induce
una involuzione sul piano P0 P1 P3 generato dai due autospazi e anzi vi induce una omologia (c`e
una retta di punti uniti) involutoria. Sul piano P0 P1 P2 corrispondente allautospazio generalizzato
dellautovalore di molteplicit`
a tre viene indotta una omologia speciale di asse la retta di punti uniti
P0 P1 e di centro C = P1 .
I punti uniti sono tutti e soli quelli della retta di punti uniti P0 P1 e un punto ad essa esterno D = P3 .
I piani uniti sono tutti e soli quelli del fascio di asse la retta D C (e su ciascuno di essi, tranne
P0 P1 P3 , induce una proiettivit`a che non `e ne involutoria ne omologica), e il piano P0 P1 P2
(su cui `e indotta una omologia speciale).
Le rette unite (compresa quella di punti uniti) sono quelle dei fasci dei centri di omologia su ciascuno
dei piani uniti P0 P1 P3 (centro P3 ) e P0 P1 P2 (centro P1 ). Sulle prime vengono indotte da delle
omologie involutorie (quindi non speciali), sulle ultime (a parte la retta di punti uniti) delle omologie
speciali.
(2) Trascuriamo i casi degeneri in cui Q sia Q0 o Q1 . Se Q0 e Q1 appartengono alla retta di punti uniti
abbiamo (Q) = Q e allora il birapporto vale 1; se invece non succede, allora il birapporto vale 1,
poiche sulla retta Q0 Q1 viene indotta una involuzione.
(3) Se P appartiene alla retta D C, allora appartiene ad infiniti piani uniti (tutti quelli del fascio di asse
D C); se appartiene al piano P0 P1 P2 allora appartiene ad esattamente due piani uniti (P0 P1 P2
stesso e al piano P D C); altrimenti P appartiene ad un unico piano unito che `e P D C.

41

prima prova parziale Mat Tre - 19 maggio 2005


Esercizio 3. Sia la penultima cifra del proprio numero di matricola, diminuita di 5 e sostituito con
` data su R4 la forma quadratica
5 se il risultato `e 0. E

Q(X1 , X2 , X3 , X4 ) = X12 2X1 X2 2X2 X3 + 4X3 X4 .


(1) Scrivere la matrice G in base canonica della forma bilineare g associata a Q. Classificare la forma
bilineare g, trovandone rango, segnatura e una base ortogonale.
(2) Che dimensione hanno i sottospazi isotropi massimali? Dire se in R4 dotato della forma g vi sono piani

iperbolici. Se U `e un sottospazio isotropo massimale e V un piano iperbolico (sottospazi di R4 con la

forma g), che dimensione pu`


o avere lintersezione U V ?
4
(3) Dire se `e possibile trovare una base di R fatta di vettori isotropi per g; in caso affermativo, evidenziarne

una e scrivere la matrice di g in quella base.


Risultati.
(1) Risulta G =

1 0 0
0 0
0 0 2
0 0 2 0

!
. Si vede facilmente che la forma ha rango 4 (non degenere). Una base
!

ortogonale pu`
o essere data dalle colonne della matrice

1
0
0
0

2
1 1
2
0 2
0 0

ottenuta cercando una base or-

togonale v1 , v2 , v3 , v4 in modo che hvi : i ji = hei : i ji per j = 1, 2, 3, 4. La matrice di g in tale


!
1 0
0
0
base risulta essere

0 2 0
0
0 0 2
0
0 0
0 4 2

e quindi la segnatura `e (2, 2).

Agli stessi risultati si arrivava con un completamento dei quadrati:


Q(X) = X12 2X1 X2 2X2 X3 + 4X3 X4
= (X1 X2 )2 2 X22 2X2 X3 + 4X3 X4
= (X1 X2 )2 (X2 + X3 )2 + X32 + 4X3 X4
= (X1 X2 )2 (X2 + X3 )2 + (X3 + 2X4 )2 4X42
Y 
Y2
Y3
Y4

0 0
0 1 0
0 0 1 2
0 0 0 2

1

e il cambiamento di coordinate

X 
1

X2
X3
X4

. Una base ortogonale si trova usando le

colonne della matrice inversa di quella del cambiamento di coordinate.


(2) I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2, e per esempio possiamo considerare U = he2 , e4 i
(direttamente dalla matrice G), oppure U 0 = hv1 + v2 , 2v3 + v4 i o anche U 00 = h2v1 + v4 , v2 + v3 i
(usando la base ortogonale trovata).
Si trovano anche piani iperbolici, per esempio V = he1 , e2 i (direttamente dalla matrice G), oppure
V 0 = hv1 , v2 i e V 00 = hv3 , v4 i che sono anche ortogonali tra loro.
La dimensione richiesta pu`o essere 0 (per esempio per U 00 V 0 ) oppure 1 (per esempio per U V ); non
pu`o essere 2, altrimenti la forma sarebbe nulla su un piano iperbolico (dove non `e nemmeno degenere).
(3) S`, poiche la forma non `e definita, possiamo trovare una base di vettori isotropi, per esempio la base
1
e2 , e2 , e3 , e4 (sfruttando il fatto che gi`a tre vettori della base canonformata dai vettori e1 2
ica sono isotropi,! abbiamo solo cambiato il primo) nella quale la matrice di g risulta essere G0 =
0

1/2
0

1/2 0
0
0

0 2
0
2
0

, oppure trovando basi isotrope per i piani iperbolici V 0 e V 00 , poiche risulta R4 =

0 a 0 0
V 0 V 00 ; in questo caso la matrice di g risulter`a essere del tipo G00 = a0 00 00 0b con ab 6= 0.
0 0 b 0

42

seconda prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2005


Esercizio 1. Nel piano proiettivo reale, si consideri il quadrangolo R1 , S1 , R2 , S2 in figura, e si ricordi
che (A, B, C, D) = 1.
R1
G2
S2

F1
E
S1

F2
G1

R2

(a) Si mostri che (A, E, S1 , S2 ) = 1 = (E, B, R1 , R2 ).


(b) Si mostri analogamente che (S2 , R1 , G2 , D) = 1 = (S1 , R2 , G1 , D) e che (S2 , R2 , C, F2 ) = 1 =
(S1 , R1 , C, F1 ).
(c) Sia C una conica passante per i punti R1 , S1 , R2 , S2 ; si mostri che il triangolo CDE `e autopolare per C
(ovvero che ogni vertice `e il polo del lato opposto).
` vero che esiste un riferimento proiettivo rispetto a cui tutte le coniche del fascio avente come punti
(d) E
base R1 , S1 , R2 , S2 , hanno matrice diagonale? In caso affermativo, indicare i punti fondamentali ed il
punto unit`
a.
Svolgimento.
(a) Indicata con R1 la proiezione di centro R1 tra la retta A B e la retta A E, si ha R1 (A) = A,
R1 (B) = E, R1 (C) = S1 , R1 (D) = S2 ; la proiezione R1 conserva i birapporti e quindi si ha
(A, E, S1 , S2 ) = (A, B, C, D) = 1. Analogamente, considerando la proiezione S1 : A B E B, di
centro S1 , si ha 1 = (A, B, C, D) = (E, B, R1 , R2 ).
(b) Considerando la proiezione di centro E tra le rette A B ed R1 S2 , si ha 1 = (A, B, C, D) =
(S2 , R1 , G2 , D). Analogamente, la proiezione di centro E tra le rette A B ed S1 R2 , ci d`a 1 =
(A, B, C, D) = (S1 , R2 , G1 , D). Di nuovo la proiezione di centro E tra le rette A B ed S2 R2 , ci d`a
1 = (A, B, C, D) = (S2 , R2 , C, F2 ); ed infine la proiezione di centro E tra le rette A B ed S1 R1 , ci
d`a 1 = (A, B, C, D) = (S1 , R1 , C, F1 ).
(c) Consideriamo la retta R1 R2 , passante per E. La polare di E rispetto a C , taglia su R1 R2 il quarto
armonico dopo i punti R1 , R2 ed E; ovvero il punto B. Analogamente, la polare di E rispetto a C ,
taglia su S1 S2 il quarto armonico dopo i punti S1 , S2 ed E; ovvero il punto A. Dunque, la polare di
E `e la retta A B = C D. Allo stesso modo, considerando le due rette S1 R2 ed R1 S2 , si conclude
che la polare di D `e la retta G1 G2 = C E. Infine, considerando le due rette S1 R1 ed R2 S2 , si
conclude che la polare di C `e la retta F1 F2 = D E e quindi il triangolo CDE `e autopolare.
(d) Il ragionamento fatto nel punto precedente vale per ogni conica (non degenere) del fascio avente R1 ,
S1 , R2 , S2 come punti base, e quindi il triangolo CDE `e autopolare per tutte le coniche del fascio; ci`o
significa che, in un qualsiasi riferimento che abbia C, D, E come punti fondamentali (il punto unit`a pu`o
essere scelto ad arbitrio, purche non appartenente ai lati del triangolo CDE) tutte le coniche del fascio
hanno matrice diagonale.

43

seconda prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2005


` dato il seguente
Esercizio 2. Sia a lultima cifra del proprio numero di matricola aumentata di 1. E
fascio di coniche del piano proiettivo reale:
( + )X02 + ( )X12 + ( + )X22 2( + )X0 X2 a( )X1 X2 .
(a)
(b)
(c)
(d)

Trovare le coniche degeneri e i punti base del fascio. Esistono rette tangenti a tutte le coniche del fascio?
Classificare affinemente le coniche del fascio nel piano A complementare alla retta di equazione X0 = 0.
Se nel fascio esistono cerchi per lusuale struttura euclidea di A, determinarne centro e raggio.
Descrivere il sottoinsieme di A dato dai centri delle coniche a centro del fascio.
Risultati.

(a) La matrice del fascio `e

2(+)
0
2(+)
0
2() a()
2(+) a() 2(+)

e il suo determinante risulta 2a2 ( + )( )2 .

Quindi le coniche degeneri sono due: per = otteniamo (X0 X2 )2 , e per = otteniamo
X1 (X1 aX2 ).
1 1
Vi sono quindi due punti base, 0 e a , entrambi di molteplicit`a 2.
1
1
Si
quindi di un fascio bitangente,
e tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 in
 1tratta

1
0
e alla retta X1 aX2 in a .
1
1


2() a()
(b) Le coniche si classificano come ellissi, parabole o iperboli a seconda che il determinante di a()
2(+)
sia positivo, nullo o negativo. Il determinante vale ( )((4 a2 ) + (4 + a2 )), e quindi abbiamo
parabole per = (degenere) e (4 a2 ) + (4 + a2 ) = 0, ellissi per valori dei parametri che rendono
concordi i due fattori, iperboli per gli altri valori (tra questi valori c`e la seconda conica degenere del
fascio). I risultati possono essere riassunti nel seguente diagramma del piano (, ):
parabola
parabola degenere
ellissi

iperboli

iperbole degenere
(c) Nel fascio non esistono cerchi, come si pu`o verificare imponendo le condizioni a11 = a22 e a12 = 0, cio`e
= + e = 0. Daltra parte un fascio bitangente contiene cerchi se e solo se i due punti di
bitangenza sono equidistanti dal punto di intersezione delle tangenti.
(d) I centri essendo i poli della retta impropria, le loro coordinate
sono date dalla prima
rigadella matrice in-


versa del fascio; si tratta quindi dei punti di coordinate

4()(+)a2 ()2
2a()(+)
4()(+)

ovvero

4(+)a2 ()
2a(+)
4(+)

da cui si vede che sono tutti punti della retta di equazione 2X1 = aX2 (ma due punti della retta corrispondono a centri delle coniche degeneri).

44

seconda prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2005


` data la quadrica dello spazio
Esercizio 3. Sia b la penultima cifra del proprio numero di matricola. E
proiettivo reale standard di equazione
X02 bX12 + bX0 X1 + X0 X2 + bX1 X2 X1 X3 = 0 .
(a) Classificare proiettivamente la quadrica
(b) Determinare le eventuali rette in essa contenute.
(c) Nello spazio A complementare di X0 = 0, dotato della struttura euclidea usuale, classificare la quadrica
e determinare gli eventuali cerchi in essa contenuti.
(d) Determinare, se esistono, tutti i piani di A tali che la quadrica disegna su una iperbole equilatera
(cio`e con asintoti ortogonali).
Risultati.

2

(a) Dalla matrice della quadrica A =

b 1 0
b 2b b 1
1 b 0 0
0 1 0 0


si osserva subito che la quadrica `e non degenere (il

determinante `e 1) e contiene rette (per esempio he2 , e3 i). Dunque si tratta di quadrica non degenere a
punti iperbolici, cio`e rigata.
(b) Per determinare le due schiere di rette, ci riconduciamo alla forma canonica Z0 Z2 Z1 Z3 osservando
che la quadrica si scrive nella forma
X02 + bX0 X1 + X0 X2 bX12 + bX1 X2 X1 X3 = X0 (X0 + bX1 + X2 ) X1 (bX1 bX2 + X3 ) .
Quindi ponendo Z0 = X0 , Z1 = X1 , Z2 = X0 + bX1 + X2 e Z3 = bX1 bX2 + X3 abbiamo la forma
voluta e le schiere di rette si scrivono come


X0 = X1
Z0 = Z1
cio`e
(X0 + bX1 + X2 ) = (bX1 bX2 + X3 )
Z2 = Z3
e


Z0 = Z2
X0 = (bX1 bX2 + X3 )
.
cio`e
Z2 = Z1
(X0 + bX1 + X2 ) = X1
 2b b 1 
b 0 0
`e nullo, la quadrica `e tangente alliperpiano
(c) Poiche il determinante della matrice A0 =
1 0 0

improprio, ed `e quindi un paraboloide


 iperbolico;dunque non contiene cerchi. La sua equazione canonica
ha matrice della forma P t AP =

0
0
0
1

0
0

0
0

1
0
0
0

, e possiamo determinare , , usando gli invarianti

ortogonali di A. Infatti e sono autovalori non nulli di A0 , e det A = 2 ()(). Il polinomio


caratteristico di A0 `e X(X 2 + 2bX (b2 + 1)), ilprodotto degli autovalori `e (b2 + 1), det A = 1 e si
ricava = b12 +1 . Infine gli autovalori sono b 2b2 + 1, da cui si ricavano e (positivo e negativo
rispettivamente).
(d) Vi sono almeno due strategie possibili, e per semplicit`a trascuriamo di distinguere i casi di iperboli
equilatere degeneri (coppie di rette complanari ortogonali).
Prima strategia: nelliperpiano improprio la quadrica
  taglia le due rette di equazioni X0 = 0 = X1
0

0
e X0 = 0 = 2bX1 bX2 + X3 . Per ogni punto bu
della prima retta vi `e solo un punto dellaltra
v
 0 
(risulta essere (u+v)/2
) tale che le due direzioni siano ortogonali, e tutti i piani contenenti questi due
v
bu

punti (cio`e paralleli tra loro e che intersecano la retta congiungente nelliperpiano improprio)
tagliano

 la
quadrica in iperboli equilatere. Quindi i piani cercati hanno equazioni della forma det

X1 0 (u+v)/2
X2 bu
v
X3 v
bu

wX0 al variare dei parametri u, v, w, i primi due non entrambi nulli e v + w 6= 0 (perche?).
Seconda strategia: un piano `e determinato dalle sue coordinate pl
uckeriane (0 , 1 , 2 , 3 ), e la sua
!
 0 
0
2 +b3
0
intersezione con la quadrica nelliperpiano improprio `e data dai due punti
e
.
1 +2b3
3
2

b(1 +22 )

Queste sono le direzioni degli asintoti della iperbole tagliata sulla quadrica dal piano; essi sono ortoganali
se e solo se il prodotto scalare si annulla, ovvero se e solo se 2b22 + 2b32 b1 2 1 3 = 0. Questo
identifica i piani richiesti come quelli le cui coordinate pl
uckeriane appartengono al supporto del cono
quadratico descritto da questequazione nello spazio proiettivo duale.
45

primo appello Mat Tre - 21 giugno 2005


Esercizio 1.
(a) Siano C una conica non degenere nel piano proiettivo e P un punto non appartenente al supporto di
C . Indicate con A1 ed A2 le intersezioni tra C e la polare di P e dati due punti B1 , B2 del supporto di
C , distinti dai precedenti, si ponga
a1 = P A1 ,

a2 = P A2 ,

b 1 = P B1 ,

Si verifichi che (A1 , A2 , B1 , B2)2 


= (a1 , a2, b1, b2 ).
(Sugg. Si pu`
o supporre P =

1
0
0

, A1 =

0
1
0

, A2 =

0
0
1

b2 = P B2 .

e C : X02 X1 X2 [perche?].)

(b) Nel piano euclideo si consideri una circonferenza (non degenere) C , e siano I1 , I2 i punti ciclici, C il
centro, e B1 , B2 punti reali distinti di C . Sia P un qualsiasi punto della circonferenza, distinto dai
precedenti, e si ponga
j1 = C I1 , j2 = C I2 , b1 = C B1 , b2 = C B2 ;
j10 = P I1 , j20 = P I2 , b01 = P B1 , b02 = P B2 .
Si verifichi che (j1 , j2 , b1 , b2 ) = (j10 , j20 , b01 , b02 )2 , qualunque sia P .
(c) Ricordiamo che, dati i punti ciclici I1 , I2 e tre punti distinti Y , R, S del piano euclideo, posto
i1 = Y I1 ,

i2 = Y I2 ,

r = Y R,

s = Y S,

si ha (i1 , i2 , r, s) = e2i , ove `e langolo tra le rette r ed s. Si concluda che, in una circonferenza,
langolo alla circonferenza `e la met`
a dellangolo al centro.
Svolgimento.
(a) I tre punti P, A1 , A2 non sono allineati e quindi possono essere presi come punti base di un riferimento
e si

pu`o scegliere il punto unit`
a di modo che la matrice di C , nella base associata al riferimento, sia

 1 
x
Due punti di C , distinti dai precedenti, avranno coordinate omogenee B1 =
e B2 =
1
x

2 0 0
0 0 1 .
0 
1 0
1
y
. Le

y 1

rette hanno quindi coordinate pl


uckeriane
a1 = P A1 = (0, 0, 1),

a2 = P A2 = (0, 1, 0),

b1 = P B1 = (0, x1 , x),

b2 = P B2 = (0, y 1 , y);

ed il birapporto `e quindi (a1 , a2 , b1 , b2 ) = (y/x)2 .


Il birapporto tra i quattro punti della conica `e il birapporto tra le rette
C (A1 ) = (0, 0, 1),

A1 A2 = (1, 0, 0),

A1 B1 = (1, 0, x),

A1 B2 = (1, 0, y);

ovvero (A1 , A2 , B1 , B2 ) = (C (A1 ), A1 A2 , A1 B1 , A1 B2 ) = y/x.


(b) Nel piano euclideo, i punti ciclici sono lintersezione tra la circonferenza e la polare del centro C.
Dunque, per quanto visto al punto precedente, si ha (I1 , I2 , B1 , B2 )2 = (j1 , j2 , b1 , b2 ). Ricordando che
il birapporto tra quattro punti di una conica `e uguale al birapporto tra le quattro rette di un fascio
P passanti per i quattro punti ed avente il centro in un qualunque punto P , nel supporto di C , si
conclude che (I1 , I2 , B1 , B2 ) = (j10 , j20 , b01 , b02 ). Confrontando le due uguaglianze trovate si ottiene il
risultato richiesto.
(c) Nelle notazioni del punto precedente, fissato larco di estremi B1 e B2 , e detto langolo alla circonferenza, si ha (j10 , j20 , b01 , b02 ) = e2i . Per quanto visto, langolo al centro `e (j1 , j2 , b1 , b2 ) = (j10 , j20 , b01 , b02 )2 =
e4i ed `e quindi il doppio dellangolo al centro.

46

primo appello Mat Tre - 21 giugno 2005


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice

0
3 3 3
0
3 3
3
A=

3 3 0 3
3 3 3 0

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie su qualcuno degli elementi uniti?
(2) E
(3) Esistono dei piani tali che nello spazio affine complementare induce una affinit`a? Si tratta di
simmetrie? Eventualmente trovarne assi e direzioni.
Risultati.
(1) La matrice, moltiplicata per 1/3, ha polinomio caratteristico (X + 1)2 (X 1)2 e due autospazi complementari di dimensione 2 ciascuno. Proiettivamente, vi sono due rette di punti uniti (determinate dai
due autospazi), sono uniti tutti e soli i piani dei due fasci di assi le rette di punti uniti, e sono unite
tutte e sole le rette che uniscono due punti uniti.
(2) La proiettivit`
a `e una involuzione ma non una omologia. Induce delle omologie involutorie (dunque non
speciali) su tutti gli elementi uniti che non siano tutto lo spazio.
(3) La proiettivit`
a induce una affinit`
a nei complementari di tutti i piani uniti; siccome poi si tratta di una
affinit`a di quadrato identico (perche `e involuzione) abbiamo sempre delle simmetrie. Ognuno dei piani
uniti contiene una delle rette di punti uniti: per lo spazio affine complementare questa retta identifica
la giacitura della direzione di simmetria. Lasse di simmetria `e dato dallaltra retta di punti uniti.
Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti
 1 
e tangenti alla retta 2X0 + X1 + X2 = 0 nel suo punto 1 .

1
1
2

1
2
1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Con lusuale struttura euclidea, si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli
eventuali cerchi del fascio.
Risultati.
(1) Detti A, B, C
i tre punti
degeneri
del fascio sono (A B) t
 12
 nellordine, e t la tangente in C, le
 2coniche

1 1
1
1
(di matrice 1 2 2 ) e (A C) (B C) (di matrice 1 12 13 ).
1 2 2
1 13 12
 12 1 1   2 1 1 
(2) Escludendo una delle coniche degeneri, la matrice del fascio `e A(t) = t 1 2 2 + 1 12 13 e il
1 2 2
1 13 12


2t+13
2
2
determinante di A0 (t) = 2t12
vale
(2t
+
12)

(2t

13)
=
25(4t

1).
Da
questo
si deduce
2t+13 2t12
che le coniche sono iperboli per t < 1/4, ellissi per t > 1/4 e che c`e una parabola non degenere per
t = 1/4.
I centri descrivono la retta X1 = X2 , tolti i punti corrispondenti alla parabola (punto improprio) e alle
due coniche degeneri (C = (A C) (B C) e il punto medio tra C e il punto dintersezione con t,
perche?).


(3) La parabola non degenere prima trovata ha matrice

ha parametro p = 10 2.

4 1
1
1 10 10
1 10 10

Nel fascio vi `e una circonferenza per 2t = 13; la matrice `e


nel punto 3/10
e raggio 13 2/10.
3/10

47

da cui si ricava che lequazione canonica

 32

3 3
3 10 0
3 0 10

da cui si ricava che ha centro

primo appello Mat Tre - 21 giugno 2005


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = X12 + 2X22 + X32 + 4X0 X3 + 2X1 X2 2X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando qual`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato
della usuale metrica euclidea, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
Risultati.
(1) La matrice `e A =

0

0 0
0 1 1
0 1 2
2 0 1

2
0
1
1


e si vede subito che la forma `e non definita (ammette vettori isotropi).

Siccome il determinante di A `e 4, la forma `e non degenere e la segnatura (3, 1) oppure (1, 3). Osservando
la forma indotta sul sottospazio generato dai vettori secondo e quarto della base canonica, si deduce
che la segnatura `e (3, 1). I sottospazi isotropi massimali hanno quindi dimensione 1, e il sottospazio
generato dal primo vettore della base canonica ne `e un esemplare.
(2) La quadrica Q `e una quadrica non degenere a punti ellittici, e dunque non contiene rette reali. Il suo
vertice `e il vuoto (proiettivo).
(3) La classificazione affine, sapendo gi`
a che si tratta di quadrica di tipo ellittico, si ottiene osservando se
il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica (che sar`a allora un paraboloide o un iperboloide
rispettivamente). Siccome la matrice A0 ha determinante nullo, sitratta di un
 paraboloide ellittico. La
forma canonica di un paraboloide ellittico `e data dalla matrice

0
0
0
1

0
0

0
0

1
0
0
0

a meno di una costante

. I parametri si possono determinare osservando che e sono gli autovalori non nulli di A0 (1 e
2
3 rispettivamente)

e vale 4/3 (opposto di det(A) diviso per il prodotto dei due autovalori). Quindi
= 3/2 e = 3 3/2.
Per determinare i piani che tagliano cerchi sul paraboloide (ci aspettiamo due fasci di piani, visto che
il paraboloide non `e di rotazione), cerchiamo le intersezioni sul piano improprio (X0 = 0) dellassoluto
euclideo (X12 + X22 + X32 = 0) con la nostra quadrica. Sottraendo a questa lassoluto, si trova una
equazione X2 (X2 + 2X1 2X3 ) = 0 (`e la conica degenere, che si spezza in due rette reali, del fascio di
coniche sul piano improprio generato dallassoluto euclideo e dallintersezione col paraboloide). Quindi
i piani cercati hanno equazioni proiettive X2 = mX0 e X2 + 2X1 2X3 = nX0 al variare dei parametri
reali m, n.

48

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2005





1
3
2
Esercizio 1. Sono dati i seguenti punti P1 = 2
, P2 = 1
(R)
3 , P3 = 7 del piano affine reale A

1
che sar`a identificato alla retta affine complessa A (C) (quali sono le loro coordinate in quanto punti di

questultima?).
(1) Mostrare che i tre punti sono allineati come punti di P2 (R) (tramite lusuale immersione A2 (R) P2 (R))



e determinarne il quarto armonico sulla retta su cui giacciono.
1
(2) Determinare il quarto armonico dei tre punti dati in quanto punti di P (C) (tramite lusuale immersione

A1 (C) P1 (C) e confrontarlo con il punto trovato precedentemente.

1
2
` vero in generale che dati tre punti allineati di A (R)
(3) E
= A (C), il loro quarto armonico in quanto punti


di P2 (R) corrisponde al loro quarto armonico in quanto punti di P1 (C)?


Svolgimento. Le coordinate in quanto punti di A1 (C) sono rispettivamente 1 2i, 1 + 3i, 3 7i ove

i `e lunit`a immaginaria (una radice quadrata di 1).
     
1

(1) Pensando P1 , P2 , P3 come punti di P2 (R), abbiamo 2 1 1 = 3 da cui si vede che si tratta

 2
  13   7

1
3
1
di tre punti allineati, e il quartarmonico P4 risulta 2
+ 1 = 1 , cio`e il punto di coordinate
2
1
3

1/3
2
di
A
(R
).
1/3


 
 

1
1
1
(2) Pensando P1 , P2 , P3 come punti di P1 (C), abbiamo 2 12i
1+3i
= 37i
(si tratta di tre punti


 



1
1
1
3
0
= 1i
,
allineati, visto che P (C) `e una retta!) e il quartarmonico P4 risulta 2 12i + 1+3i

1
cio`e il punto di coordinate 1/3 i/3 di A (C), cio`e esattamente il corrispondente del punto P4 nella

identificazione canonica di A2 (R)
= R2 con A1 (C)
= C.

(3) Non necessariamente; se abbiamo tre punti di A2 (R) tali che P3 = 21 P1 + 12 P2 (somma baricentrica,

significa che P3 `e punto medio tra P1 e P2 ), allora il quartarmonico P4 in P2 (R) `e il punto improprio

della retta P1 P2 , mentre il quartarmonico P40 in P1 (C) `e il punto improprio (lunico) della retta P1 (C).


Escluso questo caso, ovvero
iduequartarmonici
siano punti
P4 =
 quando

 
 affini, alloranecessariamente
 
P40 , poiche risulta che 1

1
x1
y1

+ 2

1
x2
y2

1
x3
y3

se e solo se 1

1
x1 +iy1

+ 2

1
x2 +iy2

1
x3 +iy3

da cui segue luguaglianza dei quartarmonici.

7
5
5
5
5 3 5 5
` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice A =
nel
0
0
2
0
5 5 5 3
riferimento canonico.
(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie su qualcuno degli elementi uniti?
(2) E
(3) Per ogni punto Q unito per , si descriva la proiettivit`a indotta da sulla stella Q dei sottospazi di
P3 (R) passanti per Q, per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento.

Risultati.
(1) Il polinomio caratteristico di A `e (X 2)3 (X +3), la matrice risulta diagonalizzabile, ovvero lautospazio
di 2 ha dimensione 3, mentre ovviamente lautospazio di 3 ha dimensione 1. Pertanto si tratta di
omologia non speciale con asse (piano di punti uniti) lautospazio di 2, centro P lautospazio di 3.
Gli elementi uniti sono tutti e soli gli elementi del sottospazio (rette e punti contenuti in , oltre a
stesso) e gli elementi della stella di P (rette e piani contenenti P , oltre a P stesso).
(2) Come detto, `e omologia ma non involuzione poiche 2/3 6= 1 (rapporto degli autovalori). Inoltre
induce delle omologie non speciali e non involutorie su tutti gli elementi uniti.
(3) Se il punto unito `e P (centro di omologia) allora la proiettivit`a indotta su Q `e lidentit`a, che ha matrice
scalare non nulla in qualsiasi riferimento si scelga. Se invece il punto unito Q appartiene a (asse di
omologia), allora conviene scegliere come riferimento in Q due rette distinte di per Q, e la retta QP ;
comunque si scelga
elemento unit`a per il riferimento, la matrice della proiettivit`a indotta sar`a
 un quarto

un multiplo di

2 0 0
0 2 0
0 0 3

, poiche gli elementi scelti del riferimento sono uniti (con autovalori di rapporto

2/3).

49

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2005


Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale di espressione
A(, ) = ( + )X02 + ( )X12 + ( + )X22 2X0 X1 2( + )X0 X2 2X1 X2 .
(1) Dimostrare che esiste una unica conica degenere nel fascio, e determinare punti e tangenti comuni a
tutte le coniche del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Con lusuale struttura euclidea, si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli
eventuali cerchi del fascio.
Risultati.
(1) Poiche il determinante di A(, ) `e (+)3 , lunica conica degenere del fascio si ottiene per = = 1
e risulta spezzata inuna coppia
 di
 rette X1 (X0 + X1 X2 ). Si tratta quindi di un fascio osculatore con
1

due punti base, 0 triplo e 2 semplice, e una tangente comune a tutte le coniche del fascio, che `e
1
1
la polare comune nel punto triplo, dunque la retta di equazione X1 = 0.

2
(2) Poiche il determinante
di A0 (, ) `e 2

2 , abbiamo due parabole non degeneri per = 2, ellissi


per || > 2|| ed iperboli per || < 2|| (tra cui quella degenere). I centri delle coniche a centro
descrivono una iberbole.


(3) Si ottiene un cerchio per = 0, ha centro in 11 e raggio 1. Le parabole si ottengono per = 2,

= 1 e i loro parametri hanno quadrati uguali a (2 2)3 /(1 2)3 .


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 4X02 + X12 + X22 X32 2X0 X2 + 2X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q. Se una retta interseca il supporto della quadrica in due punti distinti, cosa si pu`o dire dellintersezione
della retta polare con il supporto (reale) della quadrica?
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della
usuale metrica euclidea, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
Risultati.


(1) La matrice `e A =

4
0
1
0

0
1
0
1

1
0
1
0

0
1
0
1

e si vede subito che la forma `e non definita (segni positivi e negativi

sulla diagonale). Siccome il determinante di A `e 6, la forma `e non degenere e la segnatura (3, 1) oppure
(1, 3). I sottospazi isotropi massimali hanno quindi dimensione 1, e il sottospazio generato
 da e0 + 2e3
0
ne `e un esemplare. Osservando la sequenza dei segni di det A = 4, det A0 = 8, det 10 1
e 1, si
vede che la segnatura effettivamente `e (3, 1) (dal teorema di Jacobi).
(2) La quadrica Q `e una quadrica non degenere a punti ellittici, e dunque non contiene rette reali. Se
una retta la interseca in due punti reali del supporto, allora la retta polare `e intersezione dei due piani
tangenti in quei due punti, ed essa ha intersezione vuota con il supporto (reale) della quadrica, in quanto
gli unici punti reali della quadrica nei piani tangenti sono i punti di tangenza.
(3) La classificazione affine si ottiene osservando se il piano improprio `e tangente o meno alla quadrica. Siccome la matrice A0 ha determinante non nullo,
 si trattadi un iperboloide ellittico. La forma canonica di
un iperboloide ellittico `e data dalla matrice

1
0
0
0

0
a
0
0

0
0
b
0

0
0
0
c

a meno di una costante = det A/ det A0 =

0
1/3. I parametri

si possono determinare osservando che a, b e c sono gli autovalori di A , rispettivamente 2, 1, 2. Il riferimento in cui lequazione
si ottiene usando il centro
 diviene
  quella
 canonica

 0 
1
0
1+ 2
0
C = 1/4 come origine e le rette di direzioni
, 1 ,
come assi.
0
0

1+ 2

Per determinare i piani che tagliano cerchi sulliperboloide (ci aspettiamo due fasci di piani, visto che
non `e di rotazione), cerchiamo le intersezioni sul piano improprio con lassoluto euclideo. Si trova
50

secondo appello Mat Tre - 5 luglio 2005


una equazione X3 (X3 X1 ) = 0 e quindi i piani cercati hanno equazioni proiettive X3 = mX0 e
X3 X1 = nX0 al variare dei parametri reali m, n.

51

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005






Esercizio 1. Sono dati i seguenti punti P1 = 10 , P2 = 01 , P3 = 23 , P4 = 00 del piano affine reale
A2 (R) che sar`
a identificato alla retta affine complessa A1 (C) (quali sono le loro coordinate in quanto punti
di questultima?).
(1) Si determini il birapporto dei quattro punti in quanto punti di P1 (C) (tramite lusuale immersione
A1 (C) P1 (C)).
(2) Si determini il fascio delle coniche di P2 (R) contenenti i quattro punti, e per ciascuna di tali coniche
si calcoli il birapporto dei quattro punti in quanto punti di quella conica. Esiste una conica per cui il
birapporto coincide con quello calcolato in (1)?
` vero in generale che dati quattro punti distinti di A2 (R)
(3) E
= A1 (C), esiste ununica conica del piano
proiettivo reale contenente quei punti e tale che il birapporto dei quattro punti sulla conica sia uguale
al loro birapporto in quanto punti di P1 (C)? Eventualmente, sotto quali condizioni ci`o `e vero?
Svolgimento. Le coordinate in quanto punti di A1 (C) sono rispettivamente
 
 1,1i, 2 + 3i, 0.
1
(1) I quattro punti hanno coordinate proiettive complesse date da 11 , 1i , 2+3i
, 0 rispettivamente. Nor


1
1
1
malizziamo i primi tre tramite la condizione 0 1 + 1 i = 2+3i , sistema che risolto (per esempio
tramite la regola di
d`
a i coefficienti 0 = 2i e 1 = 1 2i. Esprimendo il quarto punto tramite
 Cramer)

2+i
x0 0 11 + x1 1 1i = 10 troviamo (per esempio ancora tramite la regola di Cramer) che x0 = 2i(1+3i)
1
e x1 = 1+3i
. Il birapporto `e quindi x0 /x1 = 12 + i.
0i
1
In alternativa si poteva calcolare (1 i 2+3i 0) = 2+3i1
2+3ii 01 = 2 (1 + 2i).
(2) Siccome il birapporto dei quattro punti in quanto punti di una conica del piano proiettivo reale sar`a
necessariamente un numero reale, possiamo gi`a rispondere no alla domanda posta. Il fascio richiesto
`e generato per esempio dalle due coniche degeneri X1 (3X0 3X1 + X2 ) (rette per P2 , P4 e P1 , P3 ) e
(X0 + X1 + X2 )(3X1 2X2 ) (rette per P1 , P2 e P3 , P4 ). Quindi la prima riga della matrice del fascio,
che rappresenta anche le coordinate pl
uckeriane della tangente in P4 `e data da (0 3(+) 2) al variare
di , in R non entrambi nulli. Ora, il birapporto richiesto `e quello delle tre rette per lorigine e i punti
P1 , P2 , P3 con la tangente nellorigine appena trovata. Poiche le coordinate pl
uckeriane delle prime tre

rette sono (0 0 1), (0 1 0) e (0 3 2), abbiamo che il birapporto vale +


al variare di , in R non
entrambi nulli.
(3) Come sopra detto, in generale la risposta `e no. In primo luogo perche se tre dei quattro punti sono
allineati, allora le coniche del fascio sono tutte degeneri, e non `e definito il birapporto in quanto punti
di una conica degenere. In secondo luogo, se i punti sono a tre a tre non allineati, affinche esista una
conica per cui il birapporto sia quello in quanto punti della retta proiettiva complessa, una condizione
necessaria `e che tale birapporto risulti reale, e tale condizione `e anche sufficiente, come si capisce subito
dal fatto che al variare della conica nel fascio definito dai quattro punti il birapporto assume tutti i
possibili valori reali.

52

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice

3
0 1 0
0 3 0 1
A=

1 0 1 0
0 1 0 1

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Per ogni punto Q unito per , si descriva la proiettivit`a indotta da sulla stella Q dei sottospazi di
P3 (R) passanti per Q, per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento.
Risultati.
(1) Gli autovalori della matrice sono 2 entrambi di molteplicit`a due e nullit`a 1. La forma di Jordan ha
quindi due blocchi dordine due non diagonali; vi sono due punti uniti corrispondenti agli autovalori, e
per dualit`
a due piani uniti; le rette unite sono tre: quella che unisce i due punti uniti (ed `e lintersezione
dei due piani uniti) e quelle corrispondenti agli autospazi generalizzati.
(2) La proiettivit`
a non `e ne omologia (non ha un piano di punti uniti) ne una involuzione (non `e diagonalizzabile). Sulla retta congiungente i due punti uniti viene indotta una omologia involutoria; sulle altre
due rette vengono indotte delle omologie speciali.
(3) Per esempio, considerando il punto unito corrispondente allautovalore 2 della matrice data, possiamo
scegliere nella sua stella di rette il riferimento formato dalle due rette unite per qual punto, e una
ulteriore retta (distinta dalle precedenti e) passante per un punto della terza
 retta unita; in tal caso la
matrice della proiettivit`
a indotta si pu`o presentare nella forma
 2 0 0 
punto unito si potr`
a trovare una matrice del tipo 0 2 1 .
0 0 2

53

2 0 0
0 2 1
0 0 2

. Analogamente per laltro

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005


Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale di espressione
A(, ) = X02 + X12 + X22 + ( + )X0 X1 + ( + )X0 X2 + 2X1 X2 .
(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e punti e tangenti comuni a tutte le coniche del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Con lusuale struttura euclidea, si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli
eventuali cerchi del fascio.
Risultati.
(1) Poiche il determinante della matrice del fascio `e 4(+)()2 , le coniche degeneri si ottengono
per = = 1 (ed `e una retta doppia, (X0 + X1 + X2 )2 ) e per = = 1 (ed `e una coppia di
rette (X0 + X1 X2 )(X
1 + X2 )). Intersecandole otteniamo i punti base del fascio, entrambi di
 0  X
molteplicit`
a due,

1
1
0

1
0
1

. Trattandosi dun fascio bitangente, le tangenti comuni sono le polari

dei punti base, e sono le rette che formano la seconda conica degenere.
(2) Le coniche sono iperboli, parabole o ellissi a seconda che 2 2 sia positivo, negativo o nullo, cio`e a
seconda che || sia maggiore, uguale o minore di ||. In particolare leparabole
 sono solo degeneri. Tutte
le coniche a centro del fascio hanno lo stesso centro, che `e il punto

1
1/2
1/2

; infatti la prima riga della

matrice inversa della matrice del fascio non dipende a meno di multipli dai parametri.
(3) Come gi`
a detto, le parabole sono solo degeneri; lunico cerchio si ottiene per = 0 e la sua equazione `e
(X + 1/2)2 + (Y + 1/2)2 = 1/2.

54

terzo appello Mat Tre - 20 settembre 2005


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 5X02 + X22 X32 + 2X0 X1 + 4X0 X2 + 2X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q. Si dia una descrizione geometrica di tutti i sottospazi isotropi massimali per Q.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato della
usuale metrica euclidea, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
Risultati.
(1) La matrice `e

5

1 2 0
1 0 0 1
2 0 1 0
0 1 0 1


Il determinante della matrice `e nullo, e quindi la forma `e degenere. Comple-

tando i quadrati, oppure trovando una base ortogonale si vede che la segnatura `e (2, 1) e dunque il rango
`e 3. I sottospazi isotropi
massimali hanno quindi dimensione 2 e si ottengono usando un generatore del
 
1

nucleo, per esempio 1


2 , con un qualsiasi vettore isotropo indipendente (non appartenente al nucleo,
1  
0
0
1
per esempio 0 oppure 01 ).
0

(2) La quadrica `e un cono irriducibile con vertice formato da un punto. I sottospazi isotropi massimali corrispondono alle rette contenute nel cono, e si ottengono dalla congiunzione del vertice con un qualunque
punto della conica non degenere che si ottiene intersecando il cono con un piano complementare al
vertice (per esempio X0 = 0).
(3) Si tratta di un cono con vertice affine. Non `e di rotazione (gli autovalori della conica intersezione con
X0 = 0 sono tutti semplici), e quindi contiene due famiglie di cerchi. Per trovarle, consideriamo il fascio
di coniche sul piano X0 = 0generato daX22 X32 + 2X1 X3 e dallassoluto euclideo X12 + X22 + X32 . La
matrice del fascio essendo

0 + 0
0
2
2

abbiamo che le coniche degeneri sono determinate dai valori

dei parametri
per cui (+)( ) = 0. Lunica che si spezza in due rette reali corrisponde a
2 = (1 5); infatti troviamo in tal caso la conica

5)X12 + (1 5)X32 + 4X1 X3 + (3 5)X22 =


2
q
q

=
1 + 5X1 1 + 5X3 + (3 5)X22 =
q
 q

q
q
q
q

=
3 5X2 + 1 + 5X1 1 + 5X3
3 5X2 1 + 5X1 + 1 + 5X3

(1

da cui si deduce che le due famiglie di piani cercati sono quelle dei fasci impropri determinati dalle
due
improprie
identificate. Per chi ricordasse qualcosa sui radicali doppi, si pu`o scrivere che
p rette

2
3 5 = 2 (1 + 5).

55

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2006


Esercizio 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

2 3 3 1
1 5 2 1
A=

1 2 1 1
1 3 3 4

nel riferimento canonico.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) Si determinino tutti i piani tali che f induca unaffinit`a priva di punti uniti nello spazio affine formato
dai punti che non appartengono a .
Risultati.
(a,b) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 3)4 ed il polinomio minimo `e (x + 3)2 . Scelta la
base v1 = 3e1 2e2 + 2e3 3e4 , v2 = e2 , v3 = e1 + e2 e3 + e4 , v4 = e4 , la matrice di una soprastante
di f rispetto a tale base () `e

3 1
0
0
0
0 3 0
J =

0
0 3 1
0
0
0 3
Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv1 , v3 i che `e anche lasse di un fascio
di piani uniti. Su ognuno dei piani uniti, f induce unomologia speciale, perche sono uniti tutti e soli i
punti della retta r che `e lasse di omologia e deve quindi contenere il centro, non essendovi altri punti
uniti. Su un tale piano sono unite tutte le rette del fascio passante per il centro dellomologia. Un
generico piano unito `e quindi (a,b) = hv1 , v3 , av2 + bv4 i ed il centro dellomologia `e P(a,b) = hav1 + bv3 i.
Infatti, una generica retta di (a,b) , passante per tale punto `e s = hav1 + bv3 , xv1 + yv3 + z(av2 + bv4 )i e
la sua immagine tramite f `e la retta h3(av1 + bv3 ), 3(xv1 + yv3 + z(av2 + bv4 )) + z(av1 + bv3 )i = s.
Su ogni retta unita, s, distinta dalla retta r, `e indotta da f unomologia speciale che ha come unico
punto unito s r.
(c) Perche f induca unaffinit`
a nel complementare di , deve essere un piano unito, ovvero uno dei piani
del fascio di asse r e qualsiasi piano del fascio soddisfa alle condizioni poste, perche gli unici punti uniti
di f appartengono alla retta r e quindi sono al di fuori dello spazio affine.

()

La conoscenza del polinomio caratteristico e del polinomio minimo garantiscono dellesistenza di una
tale base e la sua determinazione non `e necessaria nel seguito, a meno che non si vogliano esplicitare le
coordinate o le equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica.
56

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2006






1
1
3
Esercizio 2. Si considerino i punti P1 = 2
, P2 = 1/2
, P3 = 11 , P4 = 3
della retta proiettiva
1
reale standard P (R).

(1) Determinare se esiste una proiettivit`a di P1 (R) in s`e che manda ordinatamente i punti Q1 = 01 ,



1
nei punti P1 , P2 , P3 , P4 , ed eventualmente scriverne la matrice nel
Q2 = 10 , Q3 = 11 , Q4 = 1
riferimento canonico.
(2) Vi sono punti uniti (reali) per la proiettivit`a ? Eventualmente trovarli.
(3) Esistono coppie P, Q di punti di P1 (R) tali che la quaterna (P Q (P ) (Q)) sia armonica?
Risultati.
(1) Il facile conto dei birapporti mostra che (P1 P2 P3 P4 ) = 1 = (Q1 Q2 Q3 Q4 ), e quindi lunica
proiettivit`
a che manda Q1 , Q2 , Q3 in P1 , P2 , P3 (si tratta di due riferimenti) manda Q4 in P4 e la risposta
alla
domanda
`e affermativa. La matrice si ottiene normalizzando P1 , P2 , P3 , e si trova (proporzionale a)


2 1
.
1 2
(2) Trattandosi di una matrice reale simmetrica, si tratta di una matrice diagonalizzabile, e quindi vi sono
due punti uniti distinti; daltra parte `e chiaro per costruzione che P3 e P4 sono entrambi punti uniti.
(3) Di solito, per ogni punto
P , esiste una coppia
di punti Qche soddisfano alla condizione richiesta. Infatti,


2b
se P = 01 e Q = 1b , allora P = 1
e
Q
= 1+2b
e la condizione di armonia porta allequazione
2

2
b b 3 = 0, che visibilmente ammette soluzioni reali. Se invece P = a1 `e un punto affine, allora la
condizione di armonia diventa 2a2 b2 5a2 5b2 + 6ab + 2 = 0, cio`e (2a2 5)b2 + 6ab 5a2 + 2 = 0, che
ammette soluzioni reali in b per qualsiasi valore (reale) di a.

57

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2006


Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti
 1 
e tangenti alla retta 2X0 + X1 + X2 = 0 nel suo punto 1 .

1
1
0

1
0
1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Con lusuale struttura euclidea, si determinino le equazioni canoniche delle eventuali parabole e degli
eventuali cerchi del fascio.
Risultati.
(1) Le coniche degeneri sono
(2X0 + X1 + X2 )(X0 + X1 + X2 ) = 2X02 + X12 + X22 + X0 X1 + X0 X2 + 2X1 X2
e
X
X0
X1

1 1 X0 1 1
1 1 X1 0 1
0 1
X2 1 1

= (X0 +X1 2X2 )(X0 +2X1 X2 ) = X02 +2X12 +2X22 X0 X1 X0 X2 5X1 X2

e dunque lequazione generale del fascio ha matrice

+ 2
25
2

2
25
2

+ 2

(2) Si tratta di

ellissi
parabole

iperboli

a.s.c.



+ 2 25 >
2
25
=0

+ 2 <
2

a.s.c.

, 2 /2 concordi
= 0 oppure 2 /2 = 0

, 2 /2 discordi

I centri delle coniche a centro del fascio descrivono la retta X1 = X2 (tranne lorigine affine e il punto
improprio: corrispondenti ad una conica degenere e alla parabola non degenere del fascio).
(3) Per = 0 si ottiene una parabola
degenere; per = 1 e = 4 si ottiene una parabola non degenere la
cui equazione canonica `e 2Y = 6 2X 2 .
Per 2 5 = 0, diciamo
= 5 e = 2, otteniamo lunica circonferenza del fascio, avente centro nel
1/6
punto 1/6
e raggio 56 2.

58

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2006


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 4X12 + X22 + 4X32 2X0 X2 4X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q, specificando qual`e il suo vertice e determinando eventualmente le rette in essa contenute.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio euclideo complementare del piano di equazione X0 = 0, dotato
della usuale metrica, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
Risultati.
(1) La matrice `e

0
0 1 0
4
0 2
0

1 0
1
0
0 2 0
4

e completando i quadrati della forma Q (prima X1 e poi X2 ) si ottiene lespressione


(2X1 X3 )2 + (X2 X0 )2 + 3X32 X02
da cui si vede che il rango `e 4 e la segnatura (3, 1). I sottospazi isotropi massimali hanno chiaramente
dimensione 1, e quello generato dal primo vettore della base canonica ne `e un esempio.
(2) Si tratta di una quadrica a punti reali ellittici; in particolare non `e rigata (non contiene rette reali). Il
vertice `e vuoto, essendo la forma non degenere.
(3) Dal completamento dei quadrati (fatto senza modificare 
liperpiano
improprio) possiamo dire che la

0

quadrica `e un ellissoide a punti reali con centro nel punto 1 . Gli assi hanno come direzioni i vettori
0
0 1  1 
0
1 ,
0 ,
(autovettori della restrizione della matrice a X0 = 0), e lequazione canonica `e
0

X 2 + 2Y 2 + 6Z 2 = 1 (nellopportuno riferimento).
Per trovare i piani che intersecano la quadrica in circonferenze bisogna intersecare la quadrica stessa con
il piano improprio X0 = 0 e lassoluto euclideo X12 + X22 + X32 = 0; ne risulta lequazione 3X12 + 3X32 +
4X1 X3 = 0 da cui si vede
che i piani cercatisono quelli dei fasci di asse le rette improprie determinate

3+ 57
dai due piani X1 + 6 X3 = 0 e X1 + 36 57 X3 = 0.

59

prima prova parziale Mat Tre - 9 maggio 2006


Esercizio 1. Sia lunico intero tra 1 e 5 congruo modulo 5 allultima cifra del proprio numero di
` data la proiettivit`a di P3 (R) in s`e di matrice
matricola. E

0
A=
1
0

1
0
7 0
1

1
0

1
0

1
7

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Per ogni coppia P, Q di punti uniti per , e per ogni punto R P Q, si determini il birapporto
(P Q R (R)).
(4) Per ogni retta r unita per , si descriva la proiettivit`a indotta da sul fascio r dei sottospazi di P3 (R)
contenenti r, per esempio specificandone la matrice in un opportuno riferimento.
Risultati.
(1) La matrice ha due autovalori distinti e non nulli ( e 7), ciascuno di molteplicit`a 2 e nullit`a 1: la sua
forma di Jordan possiede dunque un blocco dordine 2 per ciascun autovalore. Vi sono quindi due soli
punti uniti P e Q relativi ad autovalori distinti e non opposti; tre rette unite (P Q e r, s corrispondenti
agli autospazi generalizzati dei due autovalori; inoltre P r, Q s se P ed r sono associati allo stesso
autovalore); due piani uniti (sono P s, Q r, associati rispettivamente agli autovalori di P e Q).
(2) La proiettivit`
a non `e involuzione (dovrebbe essere diagonalizzabile con due autovalori uno opposto
dellaltro), ne omologia (non ha un piano di punti uniti). In nessun elemento unito indice delle involuzioni, mentre nelle rette unite r ed s induce due omologie speciali e sulla retta P Q induce un
omologia non speciale.

(3) Vi sono solo due punti uniti, e i valori del birapporto possono essere 7
oppure 7
a seconda dellordine
con cui si prendono.
(4) Vi sono solo tre rette unite; il fascio per P Q possiede due piani uniti, e quindi in un opportuno

0
riferimento la matrice della proiettivit`a indotta sul fascio `e diagonale, proporzionale a 0 7
(basta
scegliere i due piani uniti come primi due punti del riferimento); i fasci per r ed s possiedono ciascuno
un solo pianounito,
 e in un opportuno riferimento la matrice della proiettivit`a indotta sul fascio `e pro 1
porzionale a 0 (con 6= 0) (basta quasi prendere il piano unito come primo punto del riferimento).
 1

0
Pi`
u precisamente: se v1 , v2 , v3 , v4 `e una base jordanizzante per A, con J =
, allora la
7 1
0

proiettvit`
a su (P Q) = P(R4 /hv1 , v3 i) (nota che P Q = P(hv1 , v3 i)) `e sovrastante della applicazione
lineare di R4 /hv2 , v4 i in s`e indotta da A; usando come base di questo spazio le classi dei vettori v2 , v4 si
vede subito che la matrice associata `e quella detta.
Daltra parte abbiamo r = P(hv1 , v2 i), quindi r = P(R4 /hv1 , v2 i), e la proiettivit`a indotta su r ha
4
come sovrastante lapplicazione
 linearedi R /hv1 , v2 i in s`e indotta da A; nella base data dalle classi
7 1
di v3 , v4 la matrice `e quindi
e la matrice della proiettivit`a ristretta a
0 7 . Per inciso, questa `
s = P(hv3 , v4 i), e questo `e giusto in quanto essendo r ed s complementari, la proiezione di centro r `e
una proiettivit`
a che identifica s con r , con inversa la sezione di asse s (da r a s).
01 1  0 
0
7
0
P.S. Una possibile base di Jordan `e data da 01
6/7
1/49 .
0
0

60

prima prova parziale Mat Tre - 9 maggio 2006


Esercizio 2. Dati 4 numeri complessi, a due a due distinti, z1 , z2 , z3 , z4 , indichiamo con (z1 z2 z3 z4 ) il
loro birapporto quali punti di A1 (C) P1 (C).
(a) Si verifichi che, dato z C, si ha (z1 z2 z3 z4 ) = (z1 z z2 z z3 z z4 z) e (z1 z2 z3 z4 ) =
(z1 /z z2 /z z3 /z z4 /z) se z 6= 0.
(b) Si mostri che esistono due numeri complessi, 1 e 2 , tali che (z1 z2 z3 z4 ) = (0 1 1 2 ) e che il
quadrilatero di vertici z1 , z2 , z3 , z4 `e simile al quello di vertici 0, 1, 1 , 2 .
(c) Si verifichi
 che la parte immaginaria del birapporto (0 1 1 2 ) `e nulla se e solo se il determinante della
matrice

1
0
1
<1 =1 |1 |2
<2 =2 |2 |2

`e nullo.

(d) Si dimostri che i quattro numeri complessi stanno in uno stesso cerchio o in una stessa retta se e solo se
(z1 z2 z3 z4
) R. [sugg.: siusi che z1 , z2 , z3 , z4 stanno in uno stesso cerchio o in una stessa retta se e
solo se

1
det 11
1

<z1
<z2
<z3
<z4

=z1
=z2
=z3
=z4

|z1 |2
|z2 |2
|z3 |2
|z4 |2

= 0 (perche?).]

Risultati.
(a) Le due formule seguono dal fatto che i birapporti sono invarianti per proiettivit`a, e dal fatto che
traslazioni (di vettore z) e omotetie (di rapporto 1/z) sono affinit`a e dunque (particolari) proietz4 z2
1
e invariante sostituendo
tivit`a. In alternativa si vede immediatamente che (z1 z2 z3 z4 ) = zz33 z
z2 z4 z1 `
zi con zi z (risp. zi /z).
(b) Segue dal punto precedente osservando che
(z1 z2 z3 z4 ) = (0 z2 z1 z3 z1 z4 z1 ) = (0 1

z3 z1 z4 z1
)
z2 z1 z 2 z 1

z4 z1
1
(prima traslazione di z1 , poi omotetia di rapporto 1/(z2 z1 )) usando quindi 1 = zz32 z
z1 e 2 = z2 z1 .
Che i due quadrilateri siano simili (cio`e si ottengono uno dallaltro tramite isometrie del piano e
dilatazioni) `e chiaro dal fatto che uno si ottiene dallaltro tramite traslazione seguita da una rotodilatazione (moltiplicare per un numero complesso significa ruotare dellargomento e moltiplicare per
il modulo).
(c) Si ottiene dal calcolo diretto: detti 1 = 1 + i1 e 2 = 2 + i2 risulta che

(0 1 1 2 ) =

1
2 1
1
1
1
1

=
1 ( 1 1)(2 1) 2 =
(|1 |2 1 )(|2 |2 2 )
2
2
2
1 1
2
|1 1| |2 |
|1 1| |2 |2

da cui si deduce
=(0 1 1 2 ) =


1
1 
2
2

(|
|

(|
|

)
.
2
1
1
1
2
2
|1 1|2 |2 |2

Daltra parte abbiamo



det

1 0
1
1 1 |1 |2
2 2 |2 |2

= 1 (|2 |2 2 ) 2 (|1 |2 1 )

(sviluppo sulla seconda colonna, per esempio); per confronto delle due espressioni si ottiene subito il
risultato richiesto.
(d) [Rette e circonferenze hanno equazioni del tipo azz + Bz + Bz + c = 0 con a, c R e B C, poiche con
a = 0 otteniamo le rette, mentre le circoferenze si ottengono come |z C|2 = r2 , ovvero (z C)(z C) =
r2 con C C. Ora, quattro numeri complessi stanno su una retta o una circonferenza se e solo se
esistono a, B, c come sopra tale che i punti soddisfino allequazione sopra scritta; la matrice scritta ha
chiaramente come soluzione tali c, 2B, a (se essi esistono) dunque la condizione `e equivalente a che la
matrice dei coefficienti scritti abbia determinante zero. Si noti che se i punti sono a due a due distinti,
la matrice del suggerimento ha necessariamente rango almeno tre. ]
Ora, abbiamo che z1 , z2 , z3 , z4 stanno in una retta o un cerchio
se e solo se 0, 1, 1 , 2 stanno in!una retta o un cerchio (per similitudine, punto secondo),
se e solo se det

1 0
0
0
1 1
0
1
1 <1 =1 |1 |2
1 <2 =2 |2 |2

= 0 (per il suggerimento),
61

prima prova parziale Mat Tre - 9 maggio 2006


se e solo se =(0 1 1 2 ) = 0 (per il punto terzo),
se e solo se =(z1 z2 z3 z4 ) = 0 (i birapporti sono uguali per il punto secondo),
cio`e se e solo se il birapporto (z1 z2 z3 z4 ) `e reale.

62

seconda prova parziale Mat Tre - 26 maggio 2006


Esercizio 1. Sia (risp. ) lunico intero tra 1 e 3 congruo modulo 3 allultima (risp. penultima) cifra
` data la forma quadratica su R4 di espressione
del proprio numero di matricola. E
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 2X12 + X22 + 2X0 X1 2X0 X2 + 2X0 X3 2X1 X2 2X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice della forma bilineare simmetrica B associata a Q; si tratta di una forma degenere?
(2) Classificare B determinandone rango e segnatura.
(3) Determinare la dimensione dei sottospazi isotropi massimali per B, e descrivere tutti tali sottospazi; `e
vero che la loro unione insiemistica `e un sottospazio?
(4) Determinare, se esiste, una base di R4 fatta di vettori isotropi per B, e scrivere la matrice di B in tale
base.
Risultati.
(1) La matrice richiesta `e


2 1
1 1
0
0
0

!
; poiche il determinante `e zero, la forma `e degenere e una facile
!

riduzione di Gauss della matrice permette di determinarne il nucleo, generato da

, e il rango, 3

(questo si vede anche dal minore non nullo dato dalle ultime tre righe e colonne).
(2) Per determinare la segnatura possiamo completare i quadrati, per esempio
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = (X2 X0 X1 )2 + (X1 X3 )2 (X0 X3 )2 ,
0 0
oppure cercare una base ortogonale di un complementare del nucleo, per esempio la base 01 , 11 ,
0
0
0

, del sottospazio X0 = 0 (generato dagli ultimi tre vettori della base canonica), di forma rispetti1

vamente 1, 1 e 2 .
In ogni caso si conclude che la forma B ha (rango 3 e) segnatura (2, 1).
(3) La dimensione dei sottospazi isotropi massimali `e 2 (dimensione del nucleo pi`
u il minimo della segnatura),
!
e certamente contengono il generatore del nucleo; quindi sono tutti e soli i piani del tipo h

, vi,

dove v `e un vettore isotropo non del nucleo, cio`e un vettore non del nucleo le cui coordinate
! siano
Y 

1 0 0 0
X0
0
1 1 0
Y1
X1
soluzione di Q(X) = 0. Esplicitamente, se usiamo le coordinate date da Y2 =
0 1 0
X2
Y3

0 0

X3

2
2
2
si tratta dei vettori che soddisfano allequazione
! Y1 + Y2 Y3 = 0 che non siano del nucleo; dunque
1
0

sono i sottospazi del tipo h 00 ,


2 2 i.
0

` chiaramente falso che lunione insiemistica sia un sottospazio, poiche lo spazio da essa generato `e tutto
E
R4 .
(4) Poiche la forma non `e definita, si possono trovare basi di vettori isotropi; chiamando v0 un generatore del
0
0
 0 
1
0
1
nucleo, e v1 = 1 , v2 = 1 , v3 =
la base ortogonale prima trovata, normalizzata, possiamo
1
0

1/

usare come base isotropa


0 = v0 , u
 0 0i 0vettori
 u
1 = v1 + v3 , u2 = v1 v3 , u3 = v2 + v3 , nel qual caso la
0
0 0 0 0
0
0
2
2
0
0
1
1
matrice di B diventa 0 2 0 2 = 2 0 1 0 1 , cio`e Q(Z0 , Z1 , Z2 , Z3 ) = 4(Z1 Z2 + Z1 Z3 + Z2 Z3 ).
0 2 2 0

0 1 1 0

63

seconda prova parziale Mat Tre - 26 maggio 2006


Esercizio 2. Sia V uno spazio vettoriale di dimensione 4 sul corpo C e sia V = {v1 , . . . , v4 } una sua
base. Si consideri la forma hermitiana h : V V C definita da h(v1 , v1 ) = 0, h(v1 , v2 ) = i, h(v1 , v3 ) = 0,
h(v1 , v4 ) = 1 + i, h(v2 , v2 ) = 1, h(v2 , v3 ) = i, h(v2 , v4 ) = 0, h(v3 , v3 ) = 0, h(v3 , v4 ) = 1 i, h(v4 , v4 ) = 1.
(a) Si scriva la matrice di h e si verifichi se `e non degenere.

(b) Si determini la segnatura di h ed una base ortogonale del sottospazio hv2 , v4 i .

`
(c) Sia : V V la proiezione ortogonale sul sottospazio W = hv2 , v4 i . Si scriva la matrice V,V (). E
vero che `e una trasformazione autoaggiunta?
(d) Si determini, se esiste, una base ortogonale W = {w1 , . . . , w4 } di V fatta di autovettori di , tale che
h(wi , wi ) = 1 per i = 1, . . . , 4.
Soluzione.
(a) La matrice richiesta `e

0
i
0
1+i
1
i
0
i
H=
,
0
i
0
1i
1i 0 1+i
1

e det H = 4. Quindi h `e non-degenere.


(b) La segnatura di h `e (2, 2), perche il sottospazio hv1 , v3 i `e un sottospazio isotropo di dimensione 2. Le

coordinate dei vettori di hv2 , v4 i sono le soluzioni del sistema lineare omogeneo


ix1 + x2 + ix3 = 0
.
(1 i)x1 + (1 + i)x3 + x4 = 0

Una di queste corrisponde al vettore u1 = iv2 + v3 (1 + i)v4 ,e si ha h(u1 , u1 ) = 3. Un vettore che,

unito a u1 dia una base ortogonale di hv2 , v4 i `e una soluzione del sistema lineare omogeneo
( ix + x + ix = 0
1
2
3
(1 i)x1 + (1 + i)x3 + x4 = 0 ;
(1 + 2i)x1 3x3 = 0
e quindi possiamo prendere u2 = 3v1 + (2 + 2i)v2 + (1 + 2i)v3 2v4 , e si ha h(u2 , u2 ) = 12. Osserviamo
infine che i vettori u1 , u2 , u3 = v2 , u4 = v4 sono una base ortogonale di V e si conferma lindice di inerzia
calcolato in precedenza.
(c) Si tratta di proiettare su W parallelamente a W . Dunque, dato un generico vettore v = z1 v1 + z2 v2 +
z3 v3 + z4 v4 V , si ha (v) = au1 + bu2 , ove a e b sono determinati dalla condizione v (v) W =
1
hv2 , v4 i. Si trova quindi a = z3 1+2i
e
3 z1 e b = 3 z1 e la matrice `
1
i
V,V () =
0
1 + i

0
0
0
i
0
1
0 1 i

0
0
.
0
0

Lapplicazione `e autoaggiunta. Infatti, per ogni vettore v V = W W , si ha v = v1 + v2 , ove


v1 = (v), v2 = v (v). Quindi, dati v, w V , si ha
h((v), w) = h(v1 , w1 + w2 ) = h(v1 , w1 ) = h(v1 + v2 , w1 ) = h(v, (w)),
perche h(v1 , w2 ) = 0 = h(v2 , w1 )
(d) Essendo una proiezione ( 2 = ) lapplicazione ha gli autovalori 0 ed 1 ed `e diagonalizzabile, avendo come

spazi di autovettori W = hv2 , v4 i , relativo allautovalore 1, e W = hv2 , v4 i, relativo allautovalore


0. Dunque una base ortogonale di autovettori con le propriet`a richieste esiste e basta prendere w1 =
1
1 u1 , w2 =
u , w3 = v2 , w4 = v4 .
3
2 3 2
64

terza prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2006


` dato il fascio di coniche di P2 (R) di equazione
Esercizio 1. E
4X02 + (3 + )X12 ( + )X22 2(5 + 2)X0 X1 + 4( + )X0 X2
(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, punti e tangenti comuni alle coniche del fascio.
(2) Nellusuale piano euclideo complementare di X0 = 0, si determinino gli eventuali cerchi (con centro e
raggio), e le eventuali parabole (con vertice e asse) del fascio.
(3) Classificare affinemente le coniche del fascio nel piano complementare di X0 = 0, e descrivere il luogo
dei centri delle coniche a centro del fascio.
(4) Determinare, se esistono, i punti P del piano che abbiano la stessa retta polare per tutte le coniche (non
degeneri) del fascio (sugg.: basta imporlo per due coniche...).
(5) Fissati un punto P e una retta r, `e vero che esiste sempre una conica del fascio per cui r `e polare di P ?
Risultati. 
4
(1) La matrice `e 52

52 2+2
3+
0
2+2
0

; il cui determinante `e 2 (+), a cui corrispondono le due coniche

degeneri (X1 + X2 4X0 )(X1 X2 ) = 0 (per = 0) e (X


 11  X0 )(X1 2X0 ) = 0 (per = = 1).
Si tratta quindi dun fascio di coniche tangenti nel punto 2 alla retta X1 2X0 = 0 e passanti per i
2
1 1
punti 1 e 1 .
1

(2) Vi `e un cerchio per 2 + = 0, e si tratta di X 2 + Y 2 2X 4Y + 4 = 0, ovvero (X 1)2 (Y 2)2 = 1,


che quindi ha centro in 12 e raggio 1.
Vi `e una sola parabola non degenere, per 3 + = 0, ha equazione Y 2 + X 4Y + 2 = 0, ovvero
(Y 2)2 = (X 2), e quindi ha vertice in 22 e asse parallelo allascissa.
(3) Si tratta di ellissi o iperboli a seconda che i fattori 3 + e
segno concorde o discorde.
 abbiano

Il luogo dei centri `e descritto parametricamente da ( + )

3+
5+2
2(3+)

e quindi descrive quasi tutti i

punti della retta di equazione X2 = 2X0 (quali no?).


(4) Un tale punto `e gi`
a noto, ed `e il punto di tangenza del fascio
 a(la
 polare `e la tangente comune a tutte le
coniche del fascio). In generale, si tratta di cercare i punti b tali che la riga
c


(a, b, c)

4
52 2+2
52 3+
0
2+2
0


= (4a 5b + 2c, 5a + 3b, 2a c) + (2b + 2c, 2a + b, 2a c)



4a3b 3a+2b 0
sia indipendente (a meno di un multiplo) da e , e quindi la matrice 2b+2c
abbia
2a+b 2ac
rango 1 (la prima riga `e stata semplificata per differenza). Questo infine d`a un sistema di tre equazioni
quadratiche (annullamento dei minori dordine 2) che fornisce
  c = b = 2a (quindi il punto di tangenza
comune), oppure a = b = 0 (quindi il punto improprio

0
0
1

, la cui retta polare `e la retta dei centri; si

tratta di una caso speciale: perche? e cosa succede in generale per un fascio tangente?).
(5) No, `e falso: imporre che una fissata retta sia polare dun fissato punto d`a due condizioni lineari indipendenti, e quindi in generale saranno incompatibili con le quattro condizioni che definiscono il fascio. Per
essere pi`
u precisi: per un fissato punto P , le rette che compaiono come polari di P per qualche conica
del fascio hanno coordinate pluckeriane dipendenti linearmente dai parametri e del fascio, e quindi
sono rette di un fissato fascio (dipendente da P ); per tutte le altre rette del piano, chiedere che siano
polari di P `e incompatibile con il fascio di coniche dato. Addirittura, per i due punti trovati in (4), solo
una retta `e possibile come polare.

65

terza prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2006


Esercizio 2. Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le rette di equazioni



xz =0
2x + 1 = 0
2z 1 = 0
p:
,
q:
,
r:
.
2x y = 0
2x + y = 0
y + 2z = 0
(a) Si verifichi che le tre rette sono a due a due sghembe e si scriva lequazione della quadrica, Q, che si
appoggia sulle tre rette.
(b) Si classifichi la quadrica Q e se ne determinino centro o vertice, assi ed equazione canonica.
(c) Se Q `e una quadrica a centro, si scriva lequazione del cono asintotico. Se Q `e un paraboloide, si scriva
lequazione del piano tangente a Q nel vertice.
(d) Si determinino i piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q e le equazioni del luogo formato dai centri
di tali cerchi.
Soluzione.
(a) Le rette sono a due a due sghembe
ei sistemi
si ottengono
 1 0perch
 1 0che

 0 0 hanno
 la matrice completa di
1 0
1 0
2 1
2
1
0
0
2
1
0
0
0
1
2
0
rango 4. Infatti sono le matrici 2 0 0 1 ,
,
. Supponiamo, come di
0 0 2 1
2 0 0 1
2 1

0 0

0 1

2 1 0 0

consueto, lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo prendendo


 2  il piano
 0  x0 = 0 come piano
1
improprio e consideriamo il generico punto della retta q, Q(a,b) = a 2 + b 00 . La quadrica cercata
0

`e il luogo dei punti, X, appartenenti alle rette (p Q(a,b) ) (r Q(a,b) ) e sono quindi le soluzioni dei
sistemi

a(2x1 x2 + 4x3 ) + b(2x1 x2 ) = 0
,
a(x0 + x2 + 4x3 ) + b(x0 x2 ) = 0
al variare dei parametri omogenei (a, b). Ci`o significa che per tali punti il sistema precedente ha soluzioni
non banali nelle incognite a e b e quindi che, per tali punti, il determinante della matrice dei coefficienti
si annulla. Dunque, i punti di Q sono le soluzioni dellequazione
(x0 + x2 )(2x1 + x2 4x3 ) (2x1 x2 )(x0 + x2 + 4x3 ) = 0,
ovvero Q : 2x0 x1 2x0 x3 + x22 4x1 x3 = 0. 
0 1 0 1
1 0 0 2
(b) La matrice di Q `e quindi A =
, e si ha det A = 4, e det A0 = 4. Dunque, Q `e un
0 0 1 0
1 2 0 0

iperboloide iperbolico, visto


 che
 ci sono punti reali sul piano improprio. Il centro di Q `e il punto di
2
1
coordinate omogenee C = 0 . Il polinomio caratteristico di A0 `e p() = ( 1)(2 4) e quindi vi
1
D 1 E D 0 E D 1 E
0
0
1
sono gli autovalori 2, 1, 2, a cui corrispondono i sottospazi di autovettori
,
e
.
1

Lequazione canonica di Q `e quindi 2X 2 + Y 2 2Z 2 = 1.


(c) Il cono asintotico `e il cono tangente a Q uscente dal centro della quadrica ovvero la quadrica degenere
di equazione
(tCAX)2 (tCAC)(tXAX) = 4x20 + 8x0 x1 8x0 x3 + 4x22 16x1 x3 = 0.
(d) Consideriamo le intersezioni della quadrica con lassoluto, ovvero le soluzioni del sistema
(x = 0
0

QH :

Sono i quattro punti P =

0
2
3
2i 2+ 3
1

!
, P =

x21 + x22 + x23 = 0 .


x22 4x1 x3 = 0
!
0
2
3

, Q=
2i

2+ 3
1

0
32
2i 2 3
1

!
=
, Q

0
32
2i

2 3
1

!
,

e quindi le famiglie di piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q sono i due fasci di piani paralleli di
ovvero
giacitura P P e Q Q,

k : x + (2 + 3)z = k
e
h : x + (2 3)z = h
66

terza prova parziale Mat Tre - 16 giugno 2006


al variare di h e k in R. I luoghi dei centri sono le polari delle due giaciture indicate sopra, ovvero le
due rette



3)z
=
3
+
3
2x
+
2(2
+
c :
e
c : 2x + 2(2 3)z = 3 3 .
y=0
y=0
Fine della discussione.

67

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2006


Esercizio 1. Nel piano proiettivo siano dati quattro punti P0 , P1 , P2 , U , a tre a tre non allineati (sugg.:
si usino coordinate nel riferimento dato da questi punti).
(a) Si verifichi che i seguenti punti non sono allineati:
U0 = (P0 U ) (P1 P2 ),

U1 = (P1 U ) (P0 P2 ),

U2 = (P2 U ) (P1 P0 ).

(b) Si verifichi che i seguenti punti sono allineati:


V0 = (U1 U2 ) (P1 P2 ),

V1 = (U0 U2 ) (P0 P2 ),

V2 = (U1 U0 ) (P1 P0 ).

` vero che (P1 , P2 , U0 , V0 ) = (P0 , P2 , U1 , V1 ) = (P1 , P0 , U2 , V2 ) = 1?


E
` vero che il triangolo U0 , U1 , U2 `e autopolare per ogni conica (non degenere) del fascio di punti base
(c) E
P0 , P1 , P2 , U ?
` vero che il riferimento nel piano proiettivo duale corrispondente alle rette P1 P2 , P0 P2 , P0 P1 ,
(d) E
V1 V2 `e associato alla base duale della base associata al riferimento P0 , P1 , P2 , U ?.
Risultati.
(a) I quattro punti P0 , P1 , P2 , U sono un riferimento
sulpiano
possiamo
supporre che le
1
 proiettivo
 0 e quindi 

0
1
loro coordinate omogenee siano P0 = 0 , P1 = 1 , P2 = 0 , U = 1 .
1
 0 0
 1 0
 1 1
Con calcoli diretti, si ottiene U0 = 1 , U1 = 0 , U2 = 1 , che non sono allineati.
1
0 


1 0 
1
1
(b) Con calcoli diretti, si ottiene V0 = 1 , V1 = 0 , V2 = 1 , che sono allineati e danno il
1

valore cercato del birapporto.


(c) Il fascio di coniche di punti base P0 , P1 , P2 , U contiene le coniche degeneri (P0 P1 )(P2 U ) e (P1
P2 )(P0 U ) e quindi ha equazioni x2 (x0 x1 ) + x0 (x1 x2 ) = 0 al variare dei parametri omogenei
(, ). La matrice della generica conica del fascio `e quindi


0

0
A(,) =

e si verifica con un calcolo diretto che il triangolo U0 , U1 , U2 `e autopolare.


(d) La retta per V0 , V1 e V2 ha equazione x0 + x1 + x2 = 0 e quindi il riferimento associato alle rette date
`e associato alla base (1, 0, 0), (0, 1, 0), (0, 0, 1) dello spazio duale .
P.S. Gli stessi risultati si potevano ottenere con ragionamenti sintetici sul disegno che riportiamo qui sotto.
P2

U1
U

U0
V2

P0

U2

P1

V0

V1
Ad esempio, i tre punti V0 , V1 , V2 sono allineati perche i due triangoli P0 , P1 , P2 ed U0 , U1 , U2 sono
prospettivi e quindi omologici. Il fatto che certi punti formino quaterne armoniche si pu`o dedurre dalle
propriet`a dei quadrangoli piani completi, etc...

68

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2006


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di

2 0 0
0 2 0
A=
1 1 2
0 1 0

matrice

1
0

1
2

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per . Vi sono due elementi uniti complementari?
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Determinare immagine e antimmagine tramite dei quattro piani coordinati del riferimento canonico.
Risultati.
(1) La matrice ha (due) autovalori 2, entrambi di molteplicit`a 2 e nullit`a 1. Dunque vi sono due punti
uniti, due piani uniti e tre rette unite (quella che unisce i due punti uniti, ed `e anche intersezione dei due
piani uniti, e le due associate agli autospazi generalizzati; queste due sono ovviamente complementari).
(2) La proiettivit`
a non `e ne involuzione, ne omologia, ma induce una omologia involutoria nella retta con
due punti uniti, e omologie speciali sulle altre due rette unite.
(3) I quattro piani antimmagine hanno coordinate pluckeriane date dalle righe della matrice A, mentre i
quattro piani immagine hanno coordinate pluckeriane date dalle righe della matrice A1 .
1
Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche del piano proiettivo reale passanti per i punti A = 1 e
1
 1 
 1 
1
.
B = 1 e tangenti alla retta r : 2X0 X1 + X2 = 0 nel suo punto C =
1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Determinare, se esistono, i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del
fascio.
(4) Esiste un riferimento proiettivo in cui tutte le coniche del fascio si diagonalizzano? Che forma assume
la matrice del fascio in un riferimento avente come punti fondamentali C, D = r (A B) e il quarto
armonico E su A B dopo A, B, D?
Risultati.
 4 1 3   1 0 1 
(1) Le due coniche degeneri hanno matrici (proporzionali a) 1 2 3 e 0 1 1 e dunque lequazione
3 3 4
1 1 0


4+

3+

2 3
del fascio `e data dalla matrice
.
3+ 3
4
(2) Si tratta di coniche a centro per 6= (5 2 6) (per questi valorisono due parabolenon degeneri),
e sono ellissi o iperboli a seconda che i segni dei termini (5 2 6) siano concordi o discordi. I
2
2
centri si distribuiscono sulla conica di equazione X02 +
 5X1 4X2 6X0 X1 4X1 X2 = 0. Infatti si


3+
tratta dei punti che soddisfano al sistema ( X0 X1 X2 ) 2 3 = 00 , ovvero per cui il sistema
3
4

 


X0 2X1 +3X2 X1 X2
0
= 0 , ha soluzioni non nulle nei parametri , .
3X0 +3X1 4X2 X0 X1
(3) Imponendoche il punto di coordinate a,b, c abbia polare indipendente dai parametri , , troviamo che
a2b+3c 3a+3b4c
la matrice 4a+b3c
deve avere rango 1. Con una riduzione per colonne si trova
a+c
bc
ab


 1 
4a+b3c a2b+3c 8a+4b4c da cui si ricava che 2a + b c = 0 e a = b (dunque il punto
1
che era
a+c
bc
0
1
1
punto di tangenza comune), oppure 5a b = 0 (dunque il punto 5 , che `e il punto di intersezione della
3
tangente comune con laltra retta della sua conica tangente: la polare `e passa per il punto di tangenza
e per il quarto armonico sullaltra retta, dopo i due punti di passaggio per tutte le quadriche e il punto
trovato). La condizione a + c = 0 = b c ritorna di nuovo il secondo punto.
(4) No, bisognerebbe avere un triangolo autopolare, il che `e escluso dal punto precedente. Tenendo conto
che C, D, E hanno come polari rispettivamente r, C E ed una retta passante per D, oppure scrivendo
69

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2006



le coniche degeneri nel nuovo riferimento, si ottiene una matrice del tipo
scelta del punto unit`
a).

70

0 0
0 0
0


(con la opportuna

primo appello Mat Tre - 22 giugno 2006


Esercizio 4. Sia V uno spazio vettoriale reale e V = {v0 , v1 , v2 , v3 } una sua base. Si consideri la forma
quadratica
q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = x20 2x0 x2 + 2x1 x2 + 6x22 + x23 .
(a) Determinare il rango e la segnatura di q e la dimensione dei sottospazi isotropi massimali di V .
(b) Classificare la quadrica, Q, determinata da q in P(V ) e negli spazi affini che si ottengono togliendo a
P(V ) rispettivamente il piano 0 : x0 = 0 ed il piano : x0 x1 + x2 = 0.
(c) Studiare la quadrica Q nello spazio euclideo complementare al piano 0 e con lassoluto

x0 = 0
H :
.
x21 + x22 + x23 = 0
Si determinino, in particolare, centro o vertice, assi, equazione canonica di Q. Dire quali tra gli assi
intersecano Q in punti di coordinate reali.
(d) Si trovino le eventuali giaciture di cerchi sul supporto di Q ed il luogo dei loro centri.
Risultati.
(a) La forma quadratica q ha matrice

1 0 1 0
0 0 1 0
A=

1 1 6 0
0 0 0 1
e det A = 1. Quindi si tratta di una forma quadratica non degenere (rango 4), con segnatura (3, 1) o
(1, 3). Poiche i vettori v2 e v3 sono ortogonali e q assume valore positivo su entrambi, la segnatura deve
essere necessariamente (3, 1). I sottospazi isotropi massimali hanno perci`o dimensione 1.
(b) La quadrica Q `e quindi non-degenere ed a punti ellittici. Nei rispettivi piani affini, dobbiamo studiare
lintersezione tra Q ed il piano allinfinito. Si ha quindi un iperboloide in P(V ) r 0 . In P(V ) r
dobbiamo vedere quale conica sia data dallintersezione tra Q e . Considerando il sistema tra le due
equazioni


x20 2x0 x2 + 2x1 x2 + 6x22 + x23 = 0
x20 + 8x22 + x23 = 0
Q :
ovvero
x0 x1 + x2 = 0
x1 = x0 + x2

si vede che si tratta di una conica senza punti reali e quindi `e un ellissoide nello spazio affine P(V ) r .
0
(c) Come abbiamo gi`
a visto, sitratta
 di un iperboloide ellittico e det A = det A = 1. Il centro `e il punto di
1

coordinate omogenee C = 10 . Gli autovalori di A0 sono le radici del polinomio caratteristico, ovvero
0

10)(x3+
p(x) = (x1)(x3


10), e ledirezioni
degli assi sono gli autovalori corrispondenti ovvero
i sottospazi v1 + (3 + 10)v2 , v1 + (3 10)v2 , hv3 i. Gli assi sono quindi le rette di equazioni affini




x1=0
x
+
(3

10)y
=
1
h1 :
h2 :
h3 : x + (3 + 10)y = 1 .
y=0
z=0
z=0
Lasse h3 ha come direzione lo spazio di autovettori corrispondente allunico
autovalore negativo
e quindi

interseca il supporto di Q in due punti reali. Lequazione canonica `e ( 103)X 2 Y 2 ( 10+3)Z 2 = 1.


(d) Per trovare i cerchi dobbiamo trovare le rette reali contenute nel piano improprio che contengono le
intersezioni tra Q e lassoluto.
(x = 0
0
Q H : 2x1 x2 + 6x22 + x23 = 0
x21 + x22 + x23 = 0
ovvero le due rette

x0 = 0
x1 (1 + 6)x2 = 0

x0 = 0

.
x1 (1 6)x2 = 0

I centri sono contenuti nelle rette polari di queste due rette, ovvero le rette di equazioni affini



x + (1 + 6)y = 1
x + (1 6)y = 1 .
z=0
z=0
Fine della discussione.
71

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006




Esercizio 1. Nel piano euclideo si considerino i fasci di rette di centri R = 01 ed S = 10 , rispettivamente.
(a) Si verifichi che le rette r0 : x = 0, r1 : y = 1, ru : x y + 1 = 0 sono un riferimento nel fascio R e si
scrivano le coordinate omogenee della retta r : 3x + y 1 = 0 in questo riferimento. Si verifichi che le
rette s0 : y = x 1, s1 : y = 1 x, su : y = 0 sono un riferimento nel fascio S e si scrivano le coordinate
omogenee della retta s : x + 3y 1 = 0 in questo riferimento.
(b) Nei riferimenti dati al punto precedente si scriva la matrice della proiettivit`a f : R S che manda
ogni retta di R nella retta ortogonale passante per S.
(c) Si scrivano le equazioni cartesiane del luogo C = { r f (r) | r R } e si classifichi questo sottoinsieme
dello spazio euclideo.
Risultati.
(a) Le tre rette, r0 , r1 , ru , sono a due a due distinte e quindi formano un riferimento nel fascio R a cui
`e associata la base formata dai due vettori v0 = (0, 1, 0), v1 = (1, 0, 1) dello spazio vettoriale duale di
uckeriane (1, 3, 1) h3v0 + v1 i e quindi le sue coordinate omogenee
R3 . La
 retta
 r ha coordinate pl
3
sono 1 .
Le tre rette, s0 , s1 , su , sono a due a due distinte e quindi formano un riferimento nel fascio S a cui `e
associata la base formata dai due vettori w0 = (1, 1, 1), w1 = (1, 1, 1) dello spazio vettoriale duale di
R3 . La retta
s ha coordinate pl
uckeriane (1, 1, 3) hw0 + 2w1 i e quindi le sue coordinate omogenee

sono 12 .
(b) Si ha
f ( hv0 i) = hw0 + w1 i ,
f ( hv1 i) = hw0 w1 i ,
f ( hv0 + v1 i) = hw1 i .

Dunque, la matrice di una soprastante `e 11 1
1 .
(c) La generica retta x + (1 y) = 0 del fascio R ha come immagine la retta y + (x 1) = 0 del fascio
S . I punti di C sono quindi le soluzioni del sistema lineare


x + (1 y) = 0
y + (x 1) = 0

al variare dei parametri omogenei (, ). Quando i punti appartengono a C il sistema omogeneo ha


soluzioni non banali nelle incognite e . Quindi i punti di C sono determinati
dallequazione x(x
1) y(1 y) = 0. Si tratta quindi del cerchio di centro (1/2, 1/2) e raggio 1/ 2.

72

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice

2 0 0 1
0 3 0 0
A=

0 1 3 1
1 0 0 4

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Determinare immagine e antimmagine tramite dei quattro piani coordinati del riferimento canonico.
Risultati.
(1) La matrice ha autovalori
a 3 e nullit`a 2) e 3 (molteplicit`a e nullit`a 1), e quindi la matrice
 3 (molteplicit`

3

di Jordan associata `e

3 1
3

Se P0 , P1 , P2 , P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante, sono


punti uniti P0 e tutti quelli della retta P1 P2 ; sono piani uniti P1 P2 P3 e tutti quelli del fascio
di asse la retta P0 P2 ; sono rette unite P1 P2 (retta di punti uniti), le rette di centro P2 nel piano
P1 P2 P3 (vi `e indotta una omologia speciale di centro P2 e asse P1 P2 ), e le rette di centro P0 nel
piano P0 P1 P2 (vi `e indotta una omologia involutoria di centro P0 e asse P1 P2 ).
(2) La proiettivit`
a non `e ne omologia, ne involuzione, ma induce una omologia speciale nel piano P1 P2 P3 ,
e una omologia involutoria nel piano P0 P1 P2 . Sulle rette unite di centro P2 sono indotte omologie
speciali, su quelle di centro P0 sono indotte delle omologie involutorie.
(3) Le antimmagini si ottengono dalle righe della matrice A, e sono 1 (0 ) : 2X0 + X3 = 0, 1 (1 ) = 1 ,
1 (2 ) : X1 3X2 + X3 = 0, 1 (3 ) : X0 4X3 = 0. Le immagini si possono calcolare usando le
righe della
limmagine di tre punti:
 matrice
  inversa
  diA, oppure
  guardando
   
(0 ) =

0
3
1
0

0
0
3
0

1
0
1
4

0
1
0
0

0
0
1
0

1
0
0
4

: 4X0 X3 = 0,

(1 ) =
1 ,2   0   1 
(2 ) = 00 31 01 : X0 + 3X1 9X2 + 2X3 = 0 (calcolando
 21  0 0  04   2   0   0 
0
= 00 10 01 X0 + 2X3 = 0.
(3 ) : 00 31 3
1

73

X
X0
X1
X2
3

2
0
0
1

0
3
1
0

1
0
1
4

= 0),

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006


Esercizio 3. Si
il fascio di coniche del piano proiettivo reale tangenti alla retta r : X0 +X1 = 0
 consideri

1
1
nel suo punto A = 1 , e tangenti alla retta s : 2X0 X1 + X2 = 0 nel suo punto B = 1 .
1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Determinare, se esistono, i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del
fascio.
(4) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del
fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A, B e r s?
Risultati.
4 1 1 0 0 0
(1) Le due coniche degeneri hanno matrici (proporzionali a) 1 2 1 e 0 1 1 e dunque lequazione del
1 1 0
0 1 1


4

2+
+
fascio `e data dalla matrice
.

(2) Si tratta di coniche a centro per 6= 0, 4 (per questi valori sono due parabole, la prima degenere), e
sono ellissi o iperboli a seconda che i segni dei termini e + 4 siano concordi o discordi. I centri si
distribuiscono sulla retta di equazione 3X1 X2 = 0.
(3) Imponendoche il punto di coordinate
a, b, c abbia polare indipendente dai parametri , , troviamo che

4a+b+c
a2b+c
a+b
la matrice
deve avere rango 1. Si ricava che 4a + b + c = 0 e a 2b + c = a + b
0
b+c
b+c
 1 
(dunque il punto 1 che `e il punto r s di intersezione delle tangenti comuni, con polare A B),
3

oppure b + c = 0 (dunque i punti della retta A B, le cui polari passano per il punto r s e per il loro
quarto armonico su A B dopo A e B per tutte le coniche del fascio).
(4) Si, per avere un triangolo autopolare (ogni vertice polare del lato opposto), basta scegliere r s, un
punto C su A B distinto da A e B, e come terzo punto lintersezione della polare c di C con A B (si
tratta di scegliere due punti su A B che separino armonicamente A e B, cosicche la polare di ciascuno
dei due passi per laltro).
Tenendo conto che A, B, r s hanno come polari rispettivamente r, s e A  B, oppure scrivendo le
coniche degeneri nel nuovo riferimento, si ottiene una matrice del tipo

0 0
0 0
0

. Si noti la somiglianza

con la matrice standard di una parabola: A, B, r s formano un triangolo in cui ogni lato `e polare di
un vertice, ma solo per un vertice si tratta del lato opposto.

74

secondo appello Mat Tre - 4 luglio 2006


Esercizio 4. Sia V uno spazio vettoriale reale e V = {v0 , v1 , v2 , v3 } una sua base. Si consideri la forma
quadratica
q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = 4x0 x1 + 2x0 x2 + 2x0 x3 x21 + 2x1 x3 + 2x22 + x23 .
` vero
(a) Determinare il rango e la segnatura di q e la dimensione dei sottospazi isotropi massimali di V . E
che esiste una base di V fatta da vettori isotropi?
(b) Classificare la quadrica, Q, determinata da q in P(V ) e negli spazi affini che si ottengono togliendo a
P(V ) rispettivamente il piano 2 : x2 = 0 ed il piano : 2x1 + x2 + x3 = 0.
(c) Studiare la quadrica Q nello spazio euclideo complementare al piano 0 : x0 = 0 e con assoluto

x0 = 0
.
H :
x21 + x22 + x23 = 0
Si determinino, in particolare, centro o vertice, equazioni degli assi, ed equazione canonica di Q. Dire
quali tra gli assi intersecano Q in punti di coordinate reali.
(d) Si trovino eventuali schiere di rette sul supporto di Q. Si caratterizzino i piani che tagliano parabole
sul supporto di Q.
Risultati.

0

(a) La forma quadratica q ha matrice A =

2 1 1
2 1 0 1
1 0 2 0
1 1 0 1


e det A = 4. Quindi si tratta di una forma quadratica

non degenere (rango 4), con segnatura (2, 2), perche il vettore v0 `e chiaramente isotropo e quindi q non
pu`o essere definita. I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 2. Poiche q `e non degenere e non
definita esiste una base di vettori isotropi.
(b) La quadrica Q `e quindi non-degenere ed a punti iperbolici. Nei rispettivi piani affini, dobbiamo studiare
lintersezione tra Q ed il piano allinfinito. Si ha un iperboloide in P(V ) r 2 ed un paraboloide in
P(V ) r .
(c) Si tratta di un 
iperboloide
iperbolico e det A = 4, det A0 = 4. Il centro `e il punto di coordinate

2

1
. Gli autovalori di A0 sono le radici del polinomio caratteristico, p(x) = (x
omogenee C = 1
3

2)(x + 2),
ele direzioni degli

2)(x
assi sono gli autovettori corrispondenti ovvero i sottospazi hv2 i,
( 2 1)v1 + v3 , ( 2 + 1)v1 v3 . Gli assi sono quindi le rette di equazioni affini
(
(

( 2 + 1)x z = 12 + 2
( 2 1)x + z = 12 2
x = 1/2
h1 :
h2 :
h
:
.
3
z = 3/2
y = 12
y = 12

Gli assi h1 ed h3 hanno come direzione i due spazi di autovettori corrispondenti agli autovalori dello
stesso segno
e quindi
intersecano entrambi il supporto di Q in due punti reali. Lequazione canonica `e

2X 2 + 2Y 2 2Z 2 = 1.
(d) Completando i quadrati si ricava

1
1
q(x0 v0 + x1 v1 + x2 v2 + x3 v3 ) = (x0 + x1 + x3 )2 + ( 2x2 + x0 )2 ( 2x1 x0 )2 x20 =
2
2
= (2x0 + x1 + x3 )(x1 + x3 ) + 2(x1 + x2 )(x0 x1 + x2 ).
Dunque le due schiere di rette si possono scrivere come



(2x0 + x1 + x
(2x0 + x1 + x
3 ) 2(x1 + x2 ) = 0
3 ) 2(x0 x1 + x2 ) = 0
r(,) :
s(,) :
.
(x1 + x3 ) + 2(x0 x1 + x2 ) = 0
(x1 + x3 ) + 2(x1 + x2 ) = 0
I piani che tagliano parabole sul supporto di Q devono intersecare il piano improprio in una retta
tangente alla conica Q 0 . Indicate con a = (a0 , a1 , a2 , a3 ) le coordinate pl
uckeriane di un tale piano e
1
con a0 = (a1 , a2 , a3 ) la componente omogenea di grado 1 dellequazione
affine,
deve aversi a0 A0 ta0 = 0

0
(infatti, vogliamo caratterizzare gli a per cui esiste un punto P = P 0 che appartenga al piano aX = 0,
dunque a0 P 0 = 0, e tale che la polare di P 0 per la conica indotta A0 su 0 sia proprio a0 , dunque
a0 = tP 0 A0 ; eliminando P 0 dalle due condizioni si trova il risultato voluto). Si tratta quindi di un cono
quadrico (di rango 3) nello spazio proiettivo duale; si osservi che il vertice di questo cono ha le coordinate
pl
uckeriane del piano improprio, e che le rette contenute in questo cono corrispondono a fasci di piani
paralleli che tagliano parabole su Q con un fissato punto improprio.
75

terzo appello Mat Tre - 19 settembre 2006


Esercizio 1. Nel piano proiettivo
le due rette di equazione r : X1 = 0 e s : X1 = X2 e
 x0  si considerino
 x2 
0
x
lapplicazione : r s data da x = x0 .
2

(1) Si verifichi che `e proiettivit`


a specificandone una matrice dopo aver scelto dei riferimenti proiettivi su
r e su s.
` vero che `e una proiezione (da r a s di centro un punto)? E composizione di due proiezioni?
(2) E
(3) Determinare la conica C che ammette come insieme delle tangenti quello formato dalle rette P (P )
` vero che r ed s sono tangenti a C (eventualmente in che punti?)?
al variare di P in r. E
(4) Viceversa: `e vero che date una conica non degenere e due rette tangenti r ed s, lapplicazione di r in s
che manda P nella intersezione della tangente (diversa da r) a C per P con s d`a una proiettivit`a?
Risultati.
1 0 1
1 0 1
(1) Scegliendo come riferimenti i punti 0 , 0 , 0 su r e 0 , 1 , 1 su s, si vede subito che
0
1
1
0
1
1

la matrice di `e 01 10 . Dunque `e una proiettivit`a, poiche `e invertibile: che fosse una trasformazione
proiettiva era evidente dalla espressione lineare nelle coordinate.
(2) Non `e una proiezione, perche se cos` fosse risulterebbe (r s) = r s, che `e falso. Daltra parte, essendo
r ed s distinte, ogni proiettivit`
a tra di loro `e composizione di al pi`
u due proiezioni (da rette a rette di
centro punti), come conseguenza del teorema dellasse di collineazione.
(3) Una retta ` di coordinate pl
uckeriane
`e tangente
 (l0 , l1 , l2 ) 
  alla
 conica cercata se e solo se esistono z
e y non entrambi nulli tali che ` =

z
0
y

z
0
y

z
0
y

y
z
z

. Dunque se e solo se esistono z e y

z y

non entrambi nulli tali che il sistema (l0 , l1 , l2 ) y0 zz = (0, 0) abbia soluzioni, ovvero che il sistema

 

z
l 0 l2
= 00 abbia soluzioni non nulle in z, y. Questo `e equivalente allannullamento del
y
l1 +l2 l0


l2
0
determinante di l1 l+l
, dunque a l02 l22 l1 l2 = 0. Quindi la conica duale di quella cercata ha
2 l0
2 0 0 
matrice 0 0 1 , e di conseguenza la matrice della conica richiesta nel riferimento dato `e proporzionale
0 1 2
1 0 0 
allinversa, cio`e per esempio 0 4 2 .
0 2 0

Chiaramente sia r che s per costruzione sono tangenti alla conica descritta, e per
 trovare
 0  i punti di
0
tangenza basta usare la polarit`
a (per esempio sulla conica duale): sono i punti 0 e 1 .
1

Provando a disegnare alcune delle rette P (P ) della costruzione proposta nel piano affine usuale, si
riconosce subito il profilo duniperbole approssimata dalle tangenti: `e un tipico disegno da bambini.
` vero, perche si tratta della costruzione duale della proiettivit`a (indotta dalla conica) tra fasci di rette
(4) E
di due punti di una conica non degenere.

76

terzo appello Mat Tre - 19 settembre 2006


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice
5
0
A=
3
0

0
3
0
1

3 0
0 1

1 0
0 1

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Determinare immagine e antimmagine tramite delle sei rette coordinate del riferimento canonico (sono
le rette Xi = 0 = Xj per 0 i < j 3).
Risultati.
(1) La matrice ha autovalori 2 (molteplicit`
a 1), e quindi la

a 2 e nullit`a 1) e 2 (molteplicit`a 2 e nullit`
matrice di Jordan associata `e

2 1
2

2 1
2

Se P0 , P1 , P2 , P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante, sono


punti uniti P0 e P2 ; sono piani uniti P0 P1 P2 e P0 P2 P3 ; sono rette unite P0 P2 , P0 P1 e
P2 P3 .
(2) La proiettivit`
a non `e ne omologia, ne involuzione, ma induce omologie speciali nelle rette P0 P1 e
P2 P3 , e una omologia involutoria nella retta P0 P2 .
(3) Ogni tale retta si scrive come congiungente dei punti di coordinate ek ed el , o come intersezione dei
piani di coordinate pl
uckeriane eti ed etj dove {i, j, k, l} = {0, 1, 2, 3}. La sua immagine `e la congiungente
del punti Aek ed Ael (sono le colonne di A) , mentre la sua antimmagine `e lintersezione dei due piani
di coordinate pl
uckeriane eti A ed etj A (sono le righe di A).

77

terzo appello Mat Tre - 19 settembre 2006


Esercizio 3. Si consideri il fascio di conichedel
 piano proiettivo reale osculatrici
 1  alla conica C di
1
2
2
2
equazione 4X0 4X1 X2 = 0 nel suo punto A = 1 , e passanti per il punto B = 0 .
0

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Determinare, se esistono, i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche del
fascio.
(4) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del
fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A, B e lintersezione delle tangenti a C in A e
B?
Risultati.
 4 4 1 
(1) Lunica conica degenere del fascio si spezza in AB e la tangente in A a C; quindi ha matrice 4 4 1 .
1 1 0


4+4
4

4 4+4
.
Dunque lequazione del fascio `e data dalla matrice

(2) Si tratta di iperboli, parabole o ellissi a seconda che il prodotto dei termini 2(1 2) e 2(1+ 2)
sia positivo, nullo
 o negativo.
x0
Un punto xx1 `e centro di una conica del fascio se e solo se esistono , non entrambi nulli tali
2


 
4

1 4x0 +4x1 +x2


che ( x0 x1 x2 ) 4+4
= ( 0 0 ), ovvero se e solo se il sistema 4x
= 00

x2
x0 +x1

ammette
soluzioni

 non nulle in , . Quindi si tratta dei punti per cui0 si2 annulla
 il determinante di
2
4x1 4x2 x2
ovvero dei punti della conica irriducibile di matrice 2 4 2 (a parte un punto).
x2
x0 x1
2 2

(3) Imponendoche il punto di coordinate


che
 a, b, c abbia polare indipendente dai
 parametri , , troviamo

4a
a4b
c
4a
4a4b
c
la matrice 4a4bc 4a+4b+c a+b deve avere rango 1, o lo stesso per 4a4bc 0 a+b . Si ricava
1
che a + b = 0 e c = 0 (dunque lunico punto 1 che `e il punto di osculamento).
0

(4) No, dal punto precedente si ricava che non esistono triangoli
comuni alle coniche del fascio.
 0 0autopolari

0
Nel riferimento proposto, la conica degenere ha matrice 0 0 1 , mentre la conica irriducibile data ha
0 1 0

0 1 0
0 0

matrice 1 0 0 (questione di polari), quindi il fascio si scrive


.
0

0 0 1

78

terzo appello Mat Tre - 19 settembre 2006


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 4X02 + X12 + X22 + 2X0 X1 + 4X0 X2 2X0 X3 2X2 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q. Descrivere le eventuali rette contenute in Q.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato
della usuale metrica euclidea, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
(4) Sempre nel complementare di X0 = 0, caratterizzare quali piani sezionano ellissi, iperboli e parabole su
Q.
Risultati.
(1) La forma quadratica Q ha matrice A =

4
1
2
1

1
1
0
0

2
0
1
1

1
0
1
0


e det A = 0. Si tratta di una forma quadratica

degenere (rango 3), con segnatura (2, 1).I sottospazi


isotropi massimali hanno dimensione 2, contengono

il nucleo della forma che `e generato da

1
1
1
1

, e un esempio ne `e il sottospazio contenente (il nucleo e)

il quarto vettore della base canonica (che `e isotropo).



(2) La quadrica Q `e un cono quadrico, con vertice nel punto

1
1
1
1


e avente punti reali diversi dal vertice;

le rette in essa contenute sono quelle che uniscono il vertice con un qualsiasi altro punto della quadrica.
(3) Come detto, si tratta di un cono quadrico con vertice affine, dunque non cilindrico. I cerchi si ottengono
tramite lintersezione con lassoluto euclideo sul piano improprio; si trova facilmente che i piani dei fasci
X3 = e X3 + 2X2 = tagliano circonferenze su Q.
(4) Trattandosi di un cono, si possono ottenere le classiche sezioni coniche: dunque coniche di tutti e tre
i tipi. Trascurando i casi degeneri, dato un piano di coordinate pl
uckeriane (a0 , a1 , a2 , a3 ), esso taglia
ellissi, parabole o iperboli a seconda che lintersezione del piano con la conica indotta da Q sul piano
improprio abbia nessuno, uno o due punti reali. Un facile conto dice che questo `e equivalente al fatto
che a21 2a2 1 sia negativo, nullo o positivo. La nullit`a di questa espressione descrive un cono quadrico
dello spazio duale: sono i piani che tagliano parabole (eventualmente degeneri) si Q. I piani per cui
lespressione `e positiva tagliano iperboli (eventualmente degeneri), gli altri tagliano ellissi (oppure il
vertice del cono).

79

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2007


Esercizio 1.
Nel piano proiettivo, si considerino i quattro punti
P =

1
0
2

Q=

0
1
2

1

R=

0
1

S=

0
1
1

(a) Si determinino il punto A = (P Q) (R S) ed il punto C P Q tale che (P, Q, A, C) = 1.


(b) Si scriva la matrice dellomologia, f , di asse R S e centro C, che manda P su Q.
(c) Si scriva la matrice dellomologia, g, di asse P Q e centro A, che manda R su S.
Risultati. (a) Le due rette hanno equazioni cartesiane
P Q : 2x0 + 2x1 x2 = 0,

R S : x0 + x1 x2 = 0.

 1  1 0
1 0 1
Dunque il punto di intersezione `e A = 1 = 0 1 e quindi C = 0 + 1 = 1 .
2
4
0
2
2
2
D 1 E D 1   0 E
1
0 , 1
(b) I sottospazi
e
sono spazi di autovettori per le soprastanti di f , sia V la base costituita
4

da questi tre vettori. Inoltre, dalla relazione (P, f (P ), A, C) = (P, Q, A, C) = 1, si ricava che f 2 (P ) = 1
e quindi che f `e uninvoluzione e quindi i due autovalori delle soprastanti di f devono avere segno opposto.
Detta una soprastante di f , si ha quindi
V,V () =

1

0 0
0 1 0
0 0 1

V,E (1) =

1

1 0
1 0 1
4 1 1

da cui si conclude che


E,E () = V,E (1)V,V ()E,V (1) =

E,V (1) =

 2

1 1
1 2 1
4 4 3

1
2

 1
3
1

1 1
1 1
3 1

(c) Con calcoli analoghi si determina la matrice di una soprastante, , dellomologia speciale g, ad esempio
E,E () =

 1
2
0

2 1
3 1
0 1

Infatti, scegliendo come base W i rappresentanti scritti dei tre punti P, A, R, e tenendo conto che i primi
due sono fissi, e per il terzo si ha (R) = S = R A (evidente abuso di linguaggio), risulta
W,W () =

1

0 0
0 1 1
0 0 1

W,E (1) =

1

e ci`o conclude la discussione.

80

1 1
0 1 0
2 0 1

E,W (1) =

 1

1 1
0 1 0
2 2 1

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2007


` data la proiettivit`
Esercizio 2. E
a di P3 (R) in s`e di matrice
5
3
A=
1
2

0 1 1
3 2 1

0 2 0
0 1 2

nel riferimento canonico.


(1) Si determinino tutti gli elementi uniti per .
` vero che `e involuzione e/o omologia? Induce delle omologie e/o delle involuzioni su qualcuno degli
(2) E
elementi uniti?
(3) Determinare lantimmagine tramite della quadrica di P3 (R) avente matrice identica nel riferimento
canonico.
Risultati.


3

(1) La matrice ha unico autovalore 3 (molteplicit`a 4 e nullit`a 2) e la matrice di Jordan associata `e

3 1
3 1
3

Se P0 , P1 , P2 , P3 sono i punti fondamentali di un riferimento (associato ad una base) jordanizzante, sono


punti uniti tutti quelli della retta per P0 e P1 ; sono piani uniti tutti quelli del fascio di asse P1 P2 ;
sono rette unite tutte quelle del fascio per P1 nel piano P0 P1 P2 .
(2) La proiettivit`
a non `e ne omologia, ne involuzione, ma induce omologie speciali su tutte le rette unite, e
nel piano P0 P1 P2 .
1
(3) Sia Q la quadrica di matrice identica nel riferimento
 canonico;
 allora abbiamo che (Q) `e la quadrica
che nel riferimento canonico ha matrice (At )A =

81

39
9
11
4

9
9
6
1

11
6
10
1

4
1
1
6

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2007


Esercizio 3. Si consideri il fascio di coniche delpiano
 proiettivo reale iperosculatrici alla conica C di
0
2
2
equazione X1 2X0 X1 X2 = 0 nel suo punto P = 1 .
1

(1) Determinare le coniche degeneri del fascio, e scrivere lequazione generale del fascio.
(2) Nel piano affine complementare della retta X0 = 0, classificare le coniche del fascio; determinare il luogo
descritto dai centri delle coniche a centro del fascio.
(3) Determinare, se esistono, tutti i punti del piano che hanno la stessa polare rispetto a tutte le coniche
del fascio.
(4) Esistono riferimenti che diagonalizzano tutte le coniche del fascio? Che forma assume la matrice del
fascio in un riferimento avente come punti fondamentali A, B e P dove A (diverso da P ) appartiene alla
polare di P rispetto a C, e B `e laltro punto di interzezione di C con la polare rispetto ad A?
Risultati.
(1) Lunica conica degenere del fascio `e la tangente in P a C (contata
due volte); 
quindi ha matrice

 1 1 1 

1 1 1 . Dunque lequazione del fascio `


e data dalla matrice + .
1 1 1

(2) Si tratta di iperboli, poiche sono tutte tangenti a una retta propria in un punto improprio (hanno tutte
un asintoto in comune?).
1
Sono tutte concentriche, con il centro nel punto 1 .
0

(3) Imponendo che il punto


 di coordinate a, b, c abbia polare indipendente dai parametri , , troviamo tutti
i punti del tipo

bc
b
c

(in particolare si ritrovano sia il punto di iperosculamento, sia il centro comune

del fascio).
(4) No, dal punto precedente si ricava che nonesistono triangoli
autopolari comuni alle coniche del fascio.

2 0
0
Nel riferimento proposto il fascio si scrive 0 .
0

82

quarto appello Mat Tre - 9 gennaio 2007


Esercizio 4. Sia data la forma quadratica su R4 di espressione
Q(X0 , X1 , X2 , X3 ) = 2X12 + X22 + 2X32 2X0 X1 + 2X0 X3 + 4X1 X3
nella base canonica.
(1) Scrivere la matrice di Q e classificare la forma bilineare simmetrica associata; in particolare si trovi un
sottospazio isotropo massimale.
(2) Sia Q la quadrica di P3 (R) di equazione Q(X) = 0 nel riferimento canonico; classificare proiettivamente
Q. Descrivere le eventuali rette contenute in Q.
(3) Classificare Q come quadrica dello spazio affine complementare del piano di equazione X0 = 0 dotato
della usuale metrica euclidea, determinando eventualmente i cerchi in essa contenuti.
(4) Sempre nel complementare di X0 = 0, caratterizzare quali piani tagliano parabole su Q.
Risultati.
(1) La forma quadratica Q ha matrice A =

0
1
0
1

1
2
0
2

0
0
1
0

1
2
0
2


e det A 6= 0. Si tratta di una forma quadratica

non degenere (rango 4), con segnatura (3, 1). I sottospazi isotropi massimali hanno dimensione 1, per
esempio quello generato dal primo vettore della base canonica (che `e isotropo).
(2) La quadrica Q `e una quadrica a punti ellittici, quindi non contiene rette reali.
(3) Si tratta di un paraboloide ellittico; i cerchi si ottengono tramite lintersezione con
lassoluto euclideo
sul piano improprio; si trova facilmente che i piani dei fasci X0 + (X1 (2 3)X3 ) = 0 tagliano
circonferenze su Q.
(4) Trattandosi di un paraboloide ellittico, i piani che tagliano parabole sono tutti e soli quelli paralleli
allasse, cio`e quelli della stella di centro il punto improprio del paraboloide.

83

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 18 maggio 2007 Compito A

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

4
0
2
2
4
0
2
0
A=

5 0 3 5
0 2 0
0

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) Per ogni coppia di punti uniti, P 6= Q, si determini il birapporto (P , Q, X, f (X)) per ogni punto X della
retta P Q.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 1)(x 2)3 e si ha

2
0
2
2
2
0
2
0
A 21 =

5 0 5 5
0 2 0 2

6 4 6 10
0
0
0
0
(A 21)2 =
.
15 10 15
25
0
0
0
0

Il rango di A 21 `e uguale a 2 e quindi, il polinomio minimo `e (x + 1)(x 2)2 . Scelta la base v0 = e0 e2 ,


v1 = 4e0 6e1 10e2 + 6e3 , v2 = 2e0 3e1 , v4 = 2e0 5e2 , la matrice di una soprastante di f rispetto a
tale base() `e

2 0 0 0
0 2 1 0
J =

0 0 2 0
0 0 0 1
Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv0 , v1 i ed un ulteriore punto unito,
P3 = hv3 i, esterno alla retta r. I piani uniti, oltre al piano = hv0 , v1 , v2 i, sono tutti quelli del fascio
di asse s = hv1 , v3 i (retta unita). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano ed i piani del
fascio di asse s (ovvero le rette del piano passanti per P1 = hv1 i; tra queste c`e r) e tutte le rette che
congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c`e s).
(b) Il piano ed il piano = hv0 , v1 , v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti, r. Dunque, su
entrambo i piani resta indotta da f unomologia di asse r. Nel primo caso `e unomologia speciale, di centro
P1 ; nel secondo, unomologia nonspeciale, di centro P3 .
Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia, essendovi almeno un punto unito. Si tratta di
unomologia speciale sulle rette del piano per P1 che ne `e lasse (ed `e lidentit`a sulla retta r); mentre
si ha unomologia nonspeciale (due punti uniti, asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti
della retta r.
(c) Presi due punti distinti, P e Q, della retta di punti uniti, r, si ha (P , Q, X, f (X))) = (P , Q, X, X) = 1,
per ogni punto X r. Se prendiamo P3 = hv3 i ed un punto qualsiasi, Q = hvi della retta r, per ogni
punto, X = hav3 + bvi della retta P3 Q, si ha f (X) = hav3 + 2bvi e quindi (P3 , Q, X, f (X)) = 1/2
e (Q, P3 , X, f (X)) = 2.

()

La conoscenza del polinomio caratteristicoe della dimensione dello spazio degli autovettori, garantiscono dellesistenza di

una tale base e la sua determinazione non `


e necessaria nel seguito, a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le
equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica.

84

Matematica 3 Compitino del 18 maggio 2007 Compito A

85

ESERCIZIO 2. Si consideri la forma quadratica reale


q(x1 , x2 , x3 , x4 ) = 2x1 x2 2x1 x3 + 4x1 x4 4x2 x3 + 2x3 x4 .
(a) Si scriva la matrice, rispetto alla base canonica E = {e1 , . . . , e4 }, dellapplicazione bilineare simmetrica
g : R4 R4 R tale che g(v, v) = q(v), per ogni v R4 . Si dica se g `e non degenere e si determini
leventuale nucleo.
(b) Si determini, se esiste una base ortogonale, W = {w1 , . . . , w4 }, tale che
hw1 , w2 i = he1 , e2 i ,

hw1 , w2 , w3 i = he1 , e2 , e3 i .

Si determini la segnatura di g, la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale.
(c) Dato H = he1 , e2 i, si determini H , si dica se R4 = H H e si determini, se esiste, unisometria
: H H .
Svolgimento. (a) La matrice cercata `e

0
1 1 2
0 2 0
1
G=
.
1 2 0 1
2
0
1 0

Si ha det G = 25; quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale.


(b) Posto
w1 = e1 + e2 ,

w2 = e1 e2 ,

w4 = 10e1 3e2 + 5e3 + 4e4 ,

w3 = 2e1 + e2 + e3 ,

si ottiene una base ortogonale (g(wi , wj ) = 0 se i 6= j) con


g(w1 , w1 ) = 2,

g(w2 , w2 ) = 2,

g(w3 , w3 ) = 4,

g(w4 , w4 ) = 100.

Dunque, sgng = (2, 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2; ad esempio U = he2 , e4 i `e un tale
spazio.
(c) H = hu1 , u2 i, con u1 = 2e1 + e2 + e3 ed u2 = 2e2 + e4 , come si ottiene da un calcolo diretto. Si ha
g(u1 , u1 ) = 4, g(u1 , u2 ) = 5 e g(u2 , u2 ) = 0. Presi i vettori t1 = u1 + 52 u2 , t2 = 15 u2 , si ha
g(t1 , t1 ) = 0 = g(e1 , e1 ),

g(t1 , t2 ) = 1 = g(e1 , e2 ),

g(t2 , t2 ) = 0 = g(e2 , e2 );

quindi, lapplicazione lineare : H H , definita da (e1 ) = t1 e (e2 ) = t2 `e lisometria cercata.

ESERCIZIO 3. Si consideri il piano affine, A2 (R),


nel piano proiettivo.
 usuale

 immerso
 nel modo
7
1
3
(a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 0 , P2 = 1 , P3 = 3 , si verifichi che appartengono ad
una stessa retta, r, e si determini lequazione omogenea del completamento di r in P2 (R). Si calcoli il
birapporto (P1 , P2 , P3 , P ), ove P `e il punto improprio della retta r.
`
(b) Sia s una qualsiasi retta, distinta da r, passante per P2 , e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. E
vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 Q si incontrano in un punto, C, del piano
affine? Sia X un punto di s tale che X P2 = 2(Q P2 ). Posto P4 = (C X) r in P2 (R), si calcoli
(P1 , P2 , P3 , P4 ).
(c) Si considerino le rette r1 = C P1 , r2 = C P2 , r3 = C P3 , r4 = C P4 , e si calcoli (r4 , r3 , r1 , r2 ).
Svolgimento. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee
1
1
P1 = 1 ,
P2 = 3 ,
0

1
P3 =

7
3

86

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

0
ed appartengono alla retta di equazione r : x0 x1 + 2x2 = 0. Il punto improprio di r `e P =

2
1

e si ha

(P1 , P2 , P3 , P ) = (0, 1, 3, ) = 3/2.


(b) La retta P3 Q non pu`
o essere parallela ad s (perche?) e quindi interseca la la parallela ad s passante
per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene ne ad r, ne ad s. Si consideri la proiezione di
centro C, : r s. Si ha (P2 ) = P2 , (P3 ) = Q, (P4 ) = X, e (P1 ) = Q , ove Q `e il punto improprio
della retta s. Allora si ha
(P1 , P2 , P3 , P4 ) = (Q , P2 , Q, X) = (, 0, 1, 2) = 2.
(c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a, quindi (r4 , r3 , r1 , r2 ) =
(P4 , P3 , P1 , P2 ). Ai quattro argomenti del birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ) = x `e stata applicata la permutazione
(1324), ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (14)(12)(13). Ricordando leffetto
dei singoli scambi sul birapporto (cf. Proposizione VI.4.3 delle dispense), si conclude che (P4 , P3 , P1 , P2 ) =
1

1 x1
x = x.

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 18 maggio 2007 Compito B

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

5 2 8 2
0 4 0 1
A=

2 1 3 1
0 3 0
0

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) Per ogni coppia di punti uniti, P 6= Q, si determini il birapporto (P , Q, X, f (X)) per ogni punto X della
retta P Q.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x 3)(x 1)3 e si ha

4 2 8 2
0 3 0 1
A 11 =

2 1 4 1
0 3 0 1

0
0

(A 11)2 =
0
0

0
6
0
6

0 0
0 2
.
0 0
0 2

Il rango di A11 `e uguale a 2 e quindi, il polinomio minimo `e (x3)(x1)2 . Scelta la base v0 = e0 +e1 +3e3 ,
v1 = 4e0 + 2e2 , v2 = e0 , v4 = e1 + e3 , la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base() `e
1
0
J =
0
0

0
1
0
0

0
1
1
0

0
0

0
3

Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv0 , v1 i ed un ulteriore punto unito,
P3 = hv3 i, esterno alla retta r. I piani uniti, oltre al piano = hv0 , v1 , v2 i, sono tutti quelli del fascio
di asse s = hv1 , v3 i (retta unita). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano ed i piani del
fascio di asse s (ovvero le rette del piano passanti per P1 = hv1 i; tra queste c`e r) e tutte le rette che
congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c`e s).
(b) Il piano ed il piano = hv0 , v1 , v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti, r. Dunque, su
entrambo i piani resta indotta da f unomologia di asse r. Nel primo caso `e unomologia speciale, di centro
P1 ; nel secondo, unomologia nonspeciale, di centro P3 .
Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia, essendovi almeno un punto unito. Si tratta di
unomologia speciale sulle rette del piano per P1 che ne `e lasse (ed `e lidentit`a sulla retta r); mentre
si ha unomologia nonspeciale (due punti uniti, asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti
della retta r.
(c) Presi due punti distinti, P e Q, della retta di punti uniti, r, si ha (P , Q, X, f (X))) = (P , Q, X, X) = 1,
per ogni punto X r. Se prendiamo P3 = hv3 i ed un punto qualsiasi, Q = hvi della retta r, per ogni
punto, X = hav3 + bvi della retta P3 Q, si ha f (X) = h3av3 + bvi e quindi (P3 , Q, X, f (X)) = 3 e
(Q, P3 , X, f (X)) = 1/3.

()

La conoscenza del polinomio caratteristico e della dimensione dello spazio degli autovettori, garantiscono dellesistenza di

una tale base e la sua determinazione non `


e necessaria nel seguito, a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le
equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica.

87

88

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

ESERCIZIO 2. Si consideri la forma quadratica reale


q(x1 , x2 , x3 , x4 ) = x1 x2 + x1 x3 + x2 x3 + 2x2 x4 x3 x4 .
(a) Si scriva la matrice, rispetto alla base canonica E = {e1 , . . . , e4 }, dellapplicazione bilineare simmetrica
g : R4 R4 R tale che g(v, w) = q(v + w) q(v) q(w), per ogni v, w R4 . Si dica se g `e non
degenere e si determini leventuale nucleo.
(b) Si determini, se esiste una base ortogonale, W = {w1 , . . . , w4 }, tale che
hw1 , w2 i = he1 , e2 i ,

hw1 , w2 , w3 i = he1 , e2 , e3 i .

Si determini la segnatura di g, la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale.
(c) Dato H = he1 , e3 i, si determini H , si dica se R4 = H H e si determini, se esiste, unisometria
: H H .
Svolgimento. (a) La matrice cercata `e

0 1 1
0
1
2
1 0
G=
.
1
1
0 1
0
2 1 0

Si ha det G = 1; quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale.


(b) Posto
w1 = e1 + e2 ,

w2 = e1 e2 ,

w4 = 3e1 e2 e3 + 2e4 ,

w3 = e1 + e2 + e3 ,

si ottiene una base ortogonale (g(wi , wj ) = 0 se i 6= j) con


g(w1 , w1 ) = 2,

g(w2 , w2 ) = 2,

g(w3 , w3 ) = 2,

g(w4 , w4 ) = 2.

Dunque, sgng = (2, 2) ed ogni sottospazio isotropo massimale ha dimensione 2; ad esempio U = he1 , e4 i `e
un tale spazio.
(c) H = hu1 , u2 i, con u1 = e1 + e4 ed u2 = e2 + e3 + e4 , come si ottiene da un calcolo diretto. Si ha
g(u1 , u1 ) = 0, g(u1 , u2 ) = 1 e g(u2 , u2 ) = 4. Presi i vettori t1 = u1 , t2 = 2u1 + u2 , si ha
g(t1 , t1 ) = 0 = g(e1 , e1 ),

g(t1 , t2 ) = 1 = g(e1 , e3 ),

g(t2 , t2 ) = 0 = g(e3 , e3 );

quindi, lapplicazione lineare : H H , definita da (e1 ) = t1 e (e2 ) = t2 `e lisometria cercata.

ESERCIZIO 3. Si consideri il piano affine, A2 (R),


nel piano proiettivo.
 immerso
 nel modo
 usuale

1
3
7
(a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 1 , P2 = 2 , P3 = 4 , si verifichi che appartengono ad
una stessa retta, r, e si determini lequazione omogenea del completamento di r in P2 (R). Si calcoli il
birapporto (P1 , P2 , P3 , P ), ove P `e il punto improprio della retta r.
`
(b) Sia s una qualsiasi retta, distinta da r, passante per P2 , e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. E
vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 Q si incontrano in un punto, C, del piano
affine? Sia X un punto di s tale che X P2 = 2(Q P2 ). Posto P4 = (C X) r in P2 (R), si calcoli
(P1 , P2 , P3 , P4 ).
(c) Si considerino le rette r1 = C P1 , r2 = C P2 , r3 = C P3 , r4 = C P4 , e si calcoli (r2 , r4 , r1 , r3 ).
Svolgimento. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee
1
P1 =

1
1

1
,

P2 =

3
2

1
,

P3 =

7
4

89

Matematica 3 Compitino del 18 maggio 2007 Compito B

0
ed appartengono alla retta di equazione r : x0 + x1 2x2 = 0. Il punto improprio di r `e P =

2
1

e si ha

(P1 , P2 , P3 , P ) = (0, 1, 3, ) = 3/2.


(b) La retta P3 Q non pu`
o essere parallela ad s (perche?) e quindi interseca la la parallela ad s passante
per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene ne ad r, ne ad s. Si consideri la proiezione di
centro C, : r s. Si ha (P2 ) = P2 , (P3 ) = Q, (P4 ) = X, e (P1 ) = Q , ove Q `e il punto improprio
della retta s. Allora si ha
(P1 , P2 , P3 , P4 ) = (Q , P2 , Q, X) = (, 0, 1, 2) = 2.
(c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a, quindi (r2 , r4 , r1 , r3 ) =
(P2 , P4 , P1 , P3 ). Ai quattro argomenti del birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ) = x `e stata applicata la permutazione
(1342), ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (12)(14)(13). Ricordando leffetto dei
singoli scambi sul birapporto (cf. Proposizione VI.4.3 delle dispense), si conclude che (P2 , P4 , P1 , P3 ) = 1 x.


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 18 maggio 2007 Compito C

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1
1
3
1
0
0
2
0
A=

3 1 5 1
0
2
0
0

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce uninvoluzione.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x 2)(x + 2)3 e si ha

3
1
3
1
2
0
2
0
A + 21 =

3 1 3 1
0
2
0
2

0 4
0 8

(A + 21)2 =
0 4
0 8

0 4
0 8
.
0 4
0 8

Il rango di A 21 `e uguale a 2 e quindi, il polinomio minimo `e (x + 1)(x 2)2 . Scelta la base v0 = e1 e3 ,


v1 = 3e0 3e2 , v2 = e0 , v4 = e0 + 2e1 e2 + 2e3 , la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base() `e

2 0
0 0
0 2 1 0
J =

0
0 2 0
0
0
0 2

Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv0 , v1 i ed un ulteriore punto unito,
P3 = hv3 i, esterno alla retta r. I piani uniti, oltre al piano = hv0 , v1 , v2 i, sono tutti quelli del fascio
di asse s = hv1 , v3 i (retta unita). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano ed i piani del
fascio di asse s (ovvero le rette del piano passanti per P1 = hv1 i; tra queste c`e r) e tutte le rette che
congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c`e s).
(b) Il piano ed il piano = hv0 , v1 , v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti, r. Dunque, su
entrambo i piani resta indotta da f unomologia di asse r. Nel primo caso `e unomologia speciale, di centro
P1 ; nel secondo, unomologia nonspeciale, di centro P3 .
Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia, essendovi almeno un punto unito. Si tratta di
unomologia speciale sulle rette del piano per P1 che ne `e lasse (ed `e lidentit`a sulla retta r); mentre
si ha unomologia nonspeciale (due punti uniti, asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti
della retta r.
(c) Sul piano resta indotta unomologia involutoria, cos` come resta indotta uninvoluzione su ogni retta
unita passante per P3 .

ESERCIZIO 2. Si consideri la forma quadratica reale
q(x1 , x2 , x3 , x4 ) = 4x1 x2 + 2x1 x3 2x1 x4 + 4x2 x3 + 4x3 x4 .
()

La conoscenza del polinomio caratteristico e della dimensione dello spazio degli autovettori, garantiscono dellesistenza di
una tale base e la sua determinazione non `
e necessaria nel seguito, a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le
equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica.

90

91

Matematica 3 Compitino del 18 maggio 2007 Compito C

(a) Si scriva la matrice, rispetto alla base canonica E = {e1 , . . . , e4 }, dellapplicazione bilineare simmetrica
g : R4 R4 R tale che g(v, v) = q(v), per ogni v R4 . Si dica se g `e non degenere e si determini
leventuale nucleo.
(b) Si determini, se esiste una base ortogonale, W = {w1 , . . . , w4 }, tale che
hw1 , w2 i = he1 , e2 i ,

hw1 , w2 , w3 i = he1 , e2 , e3 i .

Si determini la segnatura di g, la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale.
(c) Dato H = he3 , e4 i, si determini H , si dica se R4 = H H e si determini, se esiste, unisometria
: H H .
Svolgimento. (a) La matrice cercata `e
0
2
G=
1
1

2 1 1
0 2 0
.
2 0 2
0 2 0

Si ha det G = 36; quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale.


(b) Posto
w1 = e1 + e2 ,

w2 = e1 e2 ,

w3 = 2e1 + e2 2e3 ,

w4 = 6e1 + e2 6e3 4e4 ,

si ottiene una base ortogonale (g(wi , wj ) = 0 se i 6= j) con


g(w1 , w1 ) = 4,

g(w2 , w2 ) = 4,

g(w3 , w3 ) = 8,

g(w4 , w4 ) = 72.

Dunque, sgng = (2, 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2; ad esempio U = he2 , e4 i `e un tale
spazio.
(c) H = hu1 , u2 i, con u1 = 2e1 e2 + e3 ed u2 = e2 e4 , come si ottiene da un calcolo diretto. Si ha
g(u1 , u1 ) = 8, g(u1 , u2 ) = 6 e g(u2 , u2 ) = 0. Presi i vettori t1 = u1 + 23 u2 , t2 = 13 u2 , si ha
g(t1 , t1 ) = 0 = g(e3 , e3 ),

g(t1 , t2 ) = 2 = g(e3 , e4 ),

g(t2 , t2 ) = 0 = g(e4 , e4 );

quindi, lapplicazione lineare : H H , definita da (e3 ) = t1 e (e4 ) = t2 `e lisometria cercata.

ESERCIZIO 3. Si consideri il piano affine, A2 (R),


nel piano proiettivo.
 immerso
 nel modo
 usuale

0
2
6
(a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 1 , P2 = 2 , P3 = 4 , si verifichi che appartengono ad
una stessa retta, r, e si determini lequazione omogenea del completamento di r in P2 (R). Si calcoli il
birapporto (P1 , P2 , P3 , P ), ove P `e il punto improprio della retta r.
`
(b) Sia s una qualsiasi retta, distinta da r, passante per P2 , e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. E
vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 Q si incontrano in un punto, C, del piano
affine? Sia X un punto di s tale che X P2 = 3(Q P2 ). Posto P4 = (C X) r in P2 (R), si calcoli
(P1 , P2 , P3 , P4 ).
(c) Si considerino le rette r1 = C P1 , r2 = C P2 , r3 = C P3 , r4 = C P4 , e si calcoli (r3 , r4 , r2 , r1 ).
Svolgimento. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee
1
1
P1 = 0 ,
P2 = 2 ,
1

1
P3 =

6
4

0
ed appartengono alla retta di equazione r : 2x0 + x1 2x2 = 0. Il punto improprio di r `e P =
(P1 , P2 , P3 , P ) = (0, 1, 3, ) = 3/2.

2
1

e si ha

92

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

(b) La retta P3 Q non pu`


o essere parallela ad s (perche?) e quindi interseca la la parallela ad s passante
per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene ne ad r, ne ad s. Si consideri la proiezione di
centro C, : r s. Si ha (P2 ) = P2 , (P3 ) = Q, (P4 ) = X, e (P1 ) = Q , ove Q `e il punto improprio
della retta s. Allora si ha
(P1 , P2 , P3 , P4 ) = (Q , P2 , Q, X) = (, 0, 1, 3) = 3.
(c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a, quindi (r3 , r4 , r2 , r1 ) =
(P3 , P4 , P2 , P1 ). Ai quattro argomenti del birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ) = x `e stata applicata la permutazione
(1423), ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (13)(12)(14). Ricordando leffetto dei
singoli scambi sul birapporto (cf. Proposizione VI.4.3 delle dispense), si conclude che (P4 , P3 , P1 , P2 ) = x1 .


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 18 maggio 2007 Compito D

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice


5
1
0
0
A=
2 1
0
1

2 2
0 9

1 2
0 0

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce uninvoluzione.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 3)(x 3)3 e si ha

0 1 0
3
0 18 0 54
(A 31)2 =
.
0 1 0 3
0 6 0 18

2
1
2
2
9
0 3 0
A 31 =

2 1 2 2
0
1
0 3

Il rango di A31 `e uguale a 2 e quindi, il polinomio minimo `e (x+3)(x3)2 . Scelta la base v0 = 6e1 5e2 +2e3 ,
v1 = 2e0 2e2 , v2 = e0 , v3 = e0 + 18e1 + e2 6e3 , la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base()
`e

3 0 0 0
0 3 1 0
J =

0 0 3 0
0 0 0 3
Da cui si vede facilmente che vi `e una retta di punti uniti r = hv0 , v1 i ed un ulteriore punto unito,
P3 = hv3 i, esterno alla retta r. I piani uniti, oltre al piano = hv0 , v1 , v2 i, sono tutti quelli del fascio
di asse s = hv1 , v3 i (retta unita). Sono poi unite tutte le rette intersezione tra il piano ed i piani del
fascio di asse s (ovvero le rette del piano passanti per P1 = hv1 i; tra queste c`e r) e tutte le rette che
congiungono il punto P3 con un punto della retta r (tra queste c`e s).
(b) Il piano ed il piano = hv0 , v1 , v3 i sono uniti e contengono la retta di punti uniti, r. Dunque, su
entrambo i piani resta indotta da f unomologia di asse r. Nel primo caso `e unomologia speciale, di centro
P1 ; nel secondo, unomologia nonspeciale, di centro P3 .
Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia, essendovi almeno un punto unito. Si tratta di
unomologia speciale sulle rette del piano per P1 che ne `e lasse (ed `e lidentit`a sulla retta r); mentre
si ha unomologia nonspeciale (due punti uniti, asse e centro) sulle rette che congiungono P3 con i punti
della retta r.
(c) Sul piano resta indotta unomologia involutoria, cos` come resta indotta uninvoluzione su ogni retta
unita passante per P3 .

ESERCIZIO 2. Si consideri la forma quadratica reale
q(x1 , x2 , x3 , x4 ) = 6x1 x2 + 2x1 x3 + x22 + 4x2 x4 x23 + 2x3 x4 .
()

La conoscenza del polinomio caratteristicoe della dimensione dello spazio degli autovettori, garantiscono dellesistenza di

una tale base e la sua determinazione non `


e necessaria nel seguito, a meno che non si vogliano esplicitare le coordinate o le
equazioni degli elementi uniti rispetto alla base canonica.

93

94

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

(a) Si scriva la matrice, rispetto alla base canonica E = {e1 , . . . , e4 }, dellapplicazione bilineare simmetrica
g : R4 R4 R tale che g(v, w) = q(v + w) q(v) q(w), per ogni v, w R4 . Si dica se g `e non
degenere e si determini leventuale nucleo.
(b) Si determini, se esiste una base ortogonale, W = {w1 , . . . , w4 }, tale che
hw1 , w2 i = he1 , e2 i ,

hw1 , w2 , w3 i = he1 , e2 , e3 i .

Si determini la segnatura di g, la massima dimensione di un sottospazio isotropo e si esibisca un sottospazio isotropo massimale.
(c) Dato H = he1 , e3 i, si determini H , si dica se R4 = H H e si determini, se esiste, unisometria
: H H .
Svolgimento. (a) La matrice cercata `e
0
6
G=
2
0

6 2
2 0
0 2
4 2

0
4
.
2
0

Si ha det G = 16; quindi g `e non degenere ed il suo nucleo `e banale.


(b) Posto
w1 = e2 , w2 = e1 3e2 , w3 = e1 3e2 + 9e3 , w4 = 5e1 + e2 3e3 8e4 ,
si ottiene una base ortogonale (g(wi , wj ) = 0 se i 6= j) con
g(w1 , w1 ) = 2,

g(w2 , w2 ) = 18,

g(w3 , w3 ) = 144,

g(w4 , w4 ) = 16.

Dunque, sgng = (2, 2) ed uno spazio isotropo massimale ha dimensione 2; ad esempio U = he1 , e4 i `e un tale
spazio.
(c) H = hu1 , u2 i, con u1 = e1 e4 ed u2 = 3e1 e2 + 3e3 , come si
ottiene da un calcolo diretto. Si ha
1
g(u1 , u1 ) = 0, g(u1 , u2 ) = 2 e g(u2 , u2 ) = 16. Presi i vettori t1 = 2 2u1 , t2 = 2
u , si ha
2 2
g(t1 , t1 ) = 0 = g(e1 , e1 ),

g(t1 , t2 ) = 2 = g(e1 , e3 ),

g(t2 , t2 ) = 2 = g(e3 , e3 );

quindi, lapplicazione lineare : H H , definita da (e1 ) = t1 e (e3 ) = t2 `e lisometria cercata.

ESERCIZIO 3. Si consideri il piano affine, A2 (R),


 immerso
 nel
 modo usuale
 nel piano proiettivo.
3
(a) Dati i tre punti di coordinate affini P1 = 01 , P2 = 1
,
P
=
, si verifichi che appartengono
3
3
7
ad una stessa retta, r, e si determini lequazione omogenea del completamento di r in P2 (R). Si calcoli
il birapporto (P1 , P2 , P3 , P ), ove P `e il punto improprio della retta r.
`
(b) Sia s una qualsiasi retta, distinta da r, passante per P2 , e si fissi un punto (proprio) Q 6= P2 su s. E
vero che la parallela ad s passante per P1 e la retta P3 Q si incontrano in un punto, C, del piano
affine? Sia X un punto di s tale che X P2 = 3(Q P2 ). Posto P4 = (C X) r in P2 (R), si calcoli
(P1 , P2 , P3 , P4 ).
(c) Si considerino le rette r1 = C P1 , r2 = C P2 , r3 = C P3 , r4 = C P4 , e si calcoli (r2 , r3 , r4 , r1 ).
Svolgimento. (a) I tre punti hanno coordinate omogenee
1
P1 =

0
1


,

P2 =

1
1
3


,

P3 =

1
3
7


ed appartengono alla retta di equazione r : x0 2x1 x2 = 0. Il punto improprio di r `e P =
ha (P1 , P2 , P3 , P ) = (0, 1, 3, ) = 3/2.

0
1
2


e si

Matematica 3 Compitino del 18 maggio 2007 Compito D

95

(b) La retta P3 Q non pu`


o essere parallela ad s (perche?) e quindi interseca la la parallela ad s passante
per P1 in un punto C del piano affine che non appartiene ne ad r, ne ad s. Si consideri la proiezione di
centro C, : r s. Si ha (P2 ) = P2 , (P3 ) = Q, (P4 ) = X, e (P1 ) = Q , ove Q `e il punto improprio
della retta s. Allora si ha
(P1 , P2 , P3 , P4 ) = (Q , P2 , Q, X) = (, 0, 1, 3) = 3.
(c) La sezione delle rette del fascio di centro C con la retta r `e una proiettivit`a, quindi (r2 , r3 , r4 , r1 ) =
(P2 , P3 , P4 , P1 ). Ai quattro argomenti del birapporto (P1 , P2 , P3 , P4 ) = x `e stata applicata la permutazione
(1432), ovvero la composizione (da destra verso sinistra) degli scambi (12)(13)(14). Ricordando leffetto
dei singoli scambi sul birapporto (cf. Proposizione VI.4.3 delle dispense), si conclude che (P2 , P3 , P4 , P1 ) =
x
1 x1

x = x1 .

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 15 giugno 2007 Compito A
ESERCIZIO 1. Si consideri la conica di equazione omogenea
C : 10X0 X1 + 20X0 X2 + 3X12 8X1 X2 3X22 = 0
nel riferimento canonico di P2 (R).
(a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 +2X2 =
0. Trovare il polo della retta impropria.
(b) Si classifichi la conica nel piano euclideo, ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto
prodotto scalare. In particolare si determinino il centro o il vertice, gli assi e gli eventuali asintoti,
lequazione canonica, la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. Si tracci un disegno indicativo
di C .
(c) Si determinino i punti di intersezione, P1 e P2 , tra la conica e la retta r : X1 X2 = 0. Si determinino
i punti di intersezione, Q1 e Q2 , tra la conica e la retta s : X0 X1 = 0. Si determinino (se esistono)
due punti, Y1 ed Y2 , del supporto di C tali che (P1 , P2 , Y1 , Y2 ) = 1 = (Q1 , Q2 , Y1 , Y2 ).
Svolgimento. (a) La conica ha matrice

0
5
10
A= 5
3 4
10 4 3
con det A = 625 e quindi si tratta di una conica non degenere.
1
Lintersezione tra la conica e la retta `e costituita dal punto P =

0
0

con molteplicit`a 2. Si tratta

quindi di una parabola e P `e il polo della retta X1 + 2X2 = 0.


(b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A, si
ha
det A0 = 
25 e quindi C `e uniperbole in questo piano affine. I due punti impropri di C sono A =
 
0
3
1

eB=

0
1
3

, che rappresentano due direzioni ortogonali. Si tratta quindi di uniperbole equilatera.

Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e


il centro di C , ovvero
a : 3X2 X1 5X0 = 0,

b : X2 + 3X1 5X0 = 0,
1
C= 1 .

F1

La matrice A0 ha i due autovalori 5, e gli spazidi autovettori



0

2
corrispondenti sono i due punti impropri P =
e P
=
1
0
1
det A0
1 . Si ha
det A = 25 e quindi gli assi sono le rette

C
O
F2

h1 : X2 2X1 = 0 [asse focale],


Lequazione canonica di C `e
cambiamento di coordinate `e

h2 : 2X2 + X1 5X0 = 0.
X2
5

Y2
5

= 1, in un opportuno riferimento ortonormale, e la matrice di

1
0
0
X = 1 1/5 2/ 5 .
2 2/ 5 1/ 5
96

97

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito A

I fuochi sono sullasse focale, a distanza

10 dal centro, sono quindi i punti F1,2 =


1
8
(c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = 30 .
30

0


675
6+75
La retta s interseca C nei due punti Q1 = 6+ 75 e Q2 = 6 75 .

1
1 2
22 2


.

13

13

Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano
armonicamente se, e solo se, sono due rette coniugate,
  ovvero luna contiene il polo dellaltra.
Le rette r ed s si intersecano nel punto T =

1
1
1

(che non appartiene al supporto di C ) e quindi la sua

polare t : 15X0 + 4X1 + 3X2 = 0, taglia su C i due punti cercati.

ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni


C(,) : 8X02 6X0 X1 8X0 X2 + X12 + (3 + )X1 X2 + 2X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X1 = 0.
(b) Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta
X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o iperboli
equilatere appartenenti al fascio.
(c) Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio.
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

16
= 6
8

6
8
2
3 +
3 +
4

det A = 162 .

Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio, ovvero


C(0,1) : X1 X2 = 0,

C(1,0) : (4X0 X1 2X2 )(2X0 X1 X2 ) = 0.

I punti base del fascio sono


1
P =

0
2

1
(molteplicit`a 2),

Q=

2
0

1
,

R=

4
0

Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 nel punto P . Dunque, nel piano
affine che si ottiene mandando allinfinito la retta x1 = 0, si ha un fascio di parabole.

(b) Nel piano affine che si ottiene


 togliendo la retta X0 = 0, il tipo di conica
2 3+
`e determinato dal segno del det 3+ 4
= 82 (3 + )2 . Si ha 82



(3+)2 = (2 23) (2 2+3)+ e quindi la situazione `e descritta
nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (, )
per cui si ottengono iperboli, mentre la zona bianca, rappresenta i valori per
cui si ottengono ellissi. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole
del fascio, mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le
coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri).
Imponendo il passaggio di C(,) per uno dei punti ciclici, si verifica che
non ci sono cerchi nel fascio.

(2 23)

(2 2+3)+

98

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dellequazione canonica opposti tra loro, si
osserva che tali coniche si hanno per valori di (, ) per cui la sottomatrice A0(,) abbia autovalori opposti e
quindi traccia nulla. Si ha trA0(,) = 6 e quindi lunica iperbole equilatera `e la conica degenere, prodotto
dei due assi coordinati.
(c) Al variare
di (, ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la
 x0 
soluzione, x1 , del sistema
x2

(3 + )X2 + 2X1 6X0 = 0
.
4X2 + (3 + )X1 8X0 = 0
Dunque, per tali valori il sistema


(3x2 + 2x1 6x0 ) + x2 = 0


(4x2 + 3x1 8x0 ) + x1 = 0

ha soluzioni non banali nelle incognite (, ). Deve quindi aversi



det

3x2 + 2x1 6x0


4x2 + 3x1 8x0

x2
x1

= 2x21 6x0 x1 4x22 + 8x0 x2 = 0

che ci da lequazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio.

ESERCIZIO 3. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : 2X02 + 2X0 X2 + 4X0 X3 4X1 X3 + X22 X32 = 0.
(a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. Posta la
consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q, a seconda
che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si determinino le eventuali rette contenute
nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
` vero che questi piani tagliano cerchi
(c) Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. E
` vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato
anche sul cono V ? E
da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice
2 0
0
0
A=
1
0
2 2

1 2
0 2

1 0
0 1

det A = 12.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali, ad esempio
t
0
(0, 1, 0, 0)).
! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. Il centro `e il punto
C=

1
1
1
0

Il polinomio caratteristico det(A0 13 ) = ( 1)(2 + 4) e quindi gli autovalori sono 1,

17+1
2 , che determinano le direzioni degli assi, ovvero
P1 =

0!
0
,
1
0

P2 =

!
0

1+ 17
,
0
4

P3 =

!
0

1 17
.
0
4

171
,
2

99

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito A

Gli assi hanno quindi equazioni affini



h1 :

x1=0
,
z=0


h2 :

y+1=0

,
4x + (1 + 17)z 4 = 0

h3 :

y+1=0

.
4x + (1 17)z 4 = 0

Y 2 17+1
Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale.
Infine, lequazione canonica `e 31 X 2 + 171
6
6
(b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea
V : (3X0 )2 (3)(2X02 + 2X0 X2 + 4X0 X3 4X1 X3 + X22 X32 ) = 0.
Lequazione omogenea di Q si pu`
o scrivere nella forma()
Q : 4(X0 X1 )2 3X02 + (X0 X2 )2 (2X0 2X1 X3 )2 = 0
Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono



a (2 3)X0 2X1 + b(X0 + 2X1 X2 + X3 ) = 0
r(a,b) :


b (2 + 3)X0 2X1 + a(3X0 2X1 X2 X3 ) = 0



c (2 3)X0 2X1 + d(3X0 2X1 X2 X3 ) = 0
s(c,d) :
.


d (2 + 3)X0 2X1 + c(X0 + 2X1 X2 + X3 ) = 0
Se un piano contiene una di queste rette, la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Dunque, essendo
Q un iperboloide, nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
Q H : X12 + X22 + X32 = 0

4X1 X3 X22 + X32 = 0


ovvero i quattro punti impropri
0

H1 =

2+

74 2
1

!
,

1 =
H

!
0
2+
2
,
i 74 2
1

H2 =

7+4 2
1

2 =
H

!
0
2
2
.
i 7+4 2
1

1 ed H2 H

Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi
le rette H1 H
2 . Si han
quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : x + (2 2)z = t e s : x + (2 + 2)z = s, al
variare di s e t in R. Poiche V `e il cono asintotico, ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due
quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio. Dunque
i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio. Infine, osserviamo che non ci sono sfere
nel fascio di quadriche perche in nessun caso lintersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con
lassoluto.


()

O con il completamento dei quadrati, o considerando la matrice P =

definiscono una base ortogonale rispetto allapplicazione bilineare di matrice A

0 00

1 1 0 0
1 0 1 0

!
e la sua inversa. Le colonne di P

0 2 0 1
(tP AP `
e una

matrice diagonale).

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 15 giugno 2007 Compito B
ESERCIZIO 1. Si consideri la conica di equazione omogenea
C : 10X0 X2 20X0 X1 3X12 + 8X1 X2 + 3X22 = 0
nel riferimento canonico di P2 (R).
(a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 X2 = 0.
Trovare il polo della retta impropria.
(b) Si classifichi la conica nel piano euclideo, ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto
prodotto scalare. In particolare si determinino il centro o il vertice, gli assi e gli eventuali asintoti,
lequazione canonica, la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. Si tracci un disegno indicativo
di C .
(c) Si determinino i punti di intersezione, P1 e P2 , tra la conica e la retta r : X1 + X2 = 0. Si determinino
i punti di intersezione, Q1 e Q2 , tra la conica e la retta s : X0 X2 = 0. Si determinino (se esistono)
due punti, Y1 ed Y2 , del supporto di C tali che (P1 , P2 , Y1 , Y2 ) = 1 = (Q1 , Q2 , Y1 , Y2 ).
Svolgimento. (a) La conica ha matrice

0
10
A = 10 3
5
4

5
4
3

con det A = 625 e quindi si tratta di una conica non degenere.


1
Lintersezione tra la conica e la retta `e costituita dai punti P =
3
una iperbole e il polo della retta X1 X2 = 0 `e il punto 1 .

0
0


eQ=

1
10
10


. Si tratta quindi di

(b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A, si
ha
det A0 = 
25 e quindi C `e uniperbole in questo piano affine. I due punti impropri di C sono A =
 
0
3
1

eB=

0
1
3

, che rappresentano due direzioni ortogonali. Si tratta quindi di uniperbole equilatera.

Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e


il centro di C , ovvero
a : 3X2 X1 5X0 = 0, b : X2 + 3X1 + 5X0 = 0,
 1 
C = 2 .

F2

La matrice A0 ha i due autovalori 5, e gli spazi 


di autovettori

0

corrispondenti sono i due punti impropri P = 1 e P


=
2
 0 
A0
1
2
. Si ha det
det A = 25 e quindi gli assi sono le rette

O
F1

h1 : 2X2 + X1 = 0 [asse focale],


Lequazione canonica di C `e
cambiamento di coordinate `e

h2 : X2 2X1 5X0 = 0.
X2
5

Y2
5

= 1, in un opportuno riferimento ortonormale, e la matrice di

1
0
0
X = 2 2/ 5 1/5 .
1 1/ 5 2/ 5
100

101

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito B

I fuochi sono sullasse focale, a distanza

10 dal centro, sono quindi i punti F1,2 =


1
 8 
(c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = 30 .
30 


0
6+ 75
6 75
La retta s interseca C nei due punti Q1 =
e
Q
=
.
13
13
2

6 75

1
22
2
1 2


.

6+ 75

Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano
armonicamente se, e solo se, sono due rette coniugate,
ovvero luna contiene il polo dellaltra.
 
Le rette r ed s si intersecano nel punto T =

1
1
1

(che non appartiene al supporto di C ) e quindi la

sua polare t : 15X0 3X1 + 4X2 = 0, taglia su C i due punti cercati.

ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni


C(,) : 8X02 + 8X0 X1 6X0 X2 + 2X12 (3 + )X1 X2 + X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X2 = 0.
(b) Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta
X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o iperboli
equilatere appartenenti al fascio.
(c) Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio.
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

8
6
4
3
3
2

16
= 8
6

det A = 162 .

Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio, ovvero


C(0,1) : X1 X2 = 0,

C(1,0) : (4X0 + 2X1 X2 )(2X0 + X1 X2 ) = 0.

I punti base del fascio sono



P =

1
2
0

1
(molteplicit`a 2),

Q=

0
2

1
,

R=

0
4

Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X2 = 0 nel punto P . Dunque, nel piano
affine che si ottiene mandando allinfinito la retta x2 = 0, si ha un fascio di parabole.

(b) Nel piano affine che si ottiene


 togliendo laretta X0 = 0, il tipo di conica `e
4
3
determinato dal segno del det 3 2
= 82 (3+)2 . Si ha 82



(3+)2 = (2 23) (2 2+3)+ e quindi la situazione `e descritta
nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (, )
per cui si ottengono iperboli, mentre la zona bianca, rappresenta i valori per
cui si ottengono ellissi. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole
del fascio, mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le
coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri).
Imponendo il passaggio di C(,) per uno dei punti ciclici, si verifica che
non ci sono cerchi nel fascio.

(2 23)

(2 2+3)+

102

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dellequazione canonica opposti tra loro, si
osserva che tali coniche si hanno per valori di (, ) per cui la sottomatrice A0(,) abbia autovalori opposti e
quindi traccia nulla. Si ha trA0(,) = 6 e quindi lunica iperbole equilatera `e la conica degenere, prodotto
dei due assi coordinati.
(c) Al variare
di (, ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la
 x0 
soluzione, x1 , del sistema
x2

(3 + )X2 4X1 8X0 = 0
.
2X2 (3 + )X1 6X0 = 0
Dunque, per tali valori il sistema


(3x2 4x1 8x0 ) + x2 = 0


(2x2 3x1 6x0 ) x1 = 0

ha soluzioni non banali nelle incognite (, ). Deve quindi aversi



det

3x2 4x1 8x0


2x2 3x1 6x0

x2
x1

= 4x21 + 8x0 x1 2x22 + 6sx0 x2 = 0

che ci d`a lequazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio.

ESERCIZIO 3. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : 2X02 + 2X0 X1 4X0 X3 + 4X2 X3 X12 + X32 = 0.
(a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. Posta la
consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q, a seconda
che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si determinino le eventuali rette contenute
nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
` vero che questi piani tagliano cerchi
(c) Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. E
` vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato
anche sul cono V ? E
da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice
2
1
1 1
A=
0
0
2 0

0 2
0 0

0 2
2 1

det A = 12.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali, ad esempio
t
0
(0, 0, 1, 0)).
! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. Il centro `e il punto
C=

1
1
1
0

Il polinomio caratteristico det(A0 13 ) = ( + 1)(2 4) e quindi gli autovalori sono 1,

1+ 17
, che determinano le direzioni degli assi, ovvero
2
P1 =

0!
1
,
0
0

P2 =

!
0
0

,
17+1
4

P3 =

!
0
0

.
171
4

1 17
,
2

103

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito B

Gli assi hanno quindi equazioni affini



h1 :

y1=0
,
z=0


h2 :

x1=0

,
4y + ( 17 + 1)z 4 = 0


h3 :

x1=0

.
4y ( 17 1)z 4 = 0

Y 2 17+1
Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale.
Infine, lequazione canonica `e 13 X 2 + 171
6
6
(b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea
V : (3X0 )2 (3)(2X02 + 2X0 X1 4X0 X3 + 4X2 X3 X12 + X32 ) = 0.
Lequazione omogenea di Q si pu`
o scrivere nella forma
Q : 4(X0 X2 )2 3X02 + (X0 X1 )2 (2X0 2X2 X3 )2 = 0
Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono



a (2 3)X0 2X2 + b(X0 X1 + 2X2 + X3 ) = 0
r(a,b) :


b (2 + 3)X0 2X2 + a(3X0 X1 2X2 X3 ) = 0



c (2 3)X0 2X2 + d(3X0 X1 2X2 X3 ) = 0
s(c,d) :
.


d (2 + 3)X0 2X2 + c(X0 X1 + 2X2 + X3 ) = 0
Se un piano contiene una di queste rette, la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Dunque, essendo
Q un iperboloide, nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
Q H : X12 + X22 + X32 = 0

4X2 X3 X12 + X32 = 0


ovvero i quattro punti impropri

H1 =

0 !
7+4
2
,
2+ 2
1

1 =
H

0 !
i 7+4
2
,
2+ 2
1

H2 =

0 !
74
2
,
2 2
1

2 =
H

0 !
i 74
2
.
2 2
1

1 ed H2 H

Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi
le rette H1 H
2 . Si han
quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : y + (2 2)z = t e s : y + (2 + 2)z = s, al
variare di s e t in R. Poiche V `e il cono asintotico, ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due
quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio. Dunque
i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio. Infine, osserviamo che non ci sono sfere
nel fascio si quadriche perche in nessun caso lintersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con
lassoluto.


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 15 giugno 2007 Compito C
ESERCIZIO 1. Si consideri la conica di equazione omogenea
C : 20X0 X1 + 10X0 X2 + 3X12 + 8X1 X2 3X22 = 0
nel riferimento canonico di P2 (R).
(a) Si classifichi la conica nel piano affine che si ottiene togliendo la retta di equazioni omogenee X1 +2X2 =
0. Trovare il polo della retta impropria.
(b) Si classifichi la conica nel piano euclideo, ottenuto togliendo la retta X0 = 0 ed utilizzando il consueto
prodotto scalare. In particolare si determinino il centro o il vertice, gli assi e gli eventuali asintoti,
lequazione canonica, la matrice di cambiamento di coordinate ed i fuochi. Si tracci un disegno indicativo
di C .
(c) Si determinino i punti di intersezione, P1 e P2 , tra la conica e la retta r : X1 X2 = 0. Si determinino
i punti di intersezione, Q1 e Q2 , tra la conica e la retta s : X0 + X2 = 0. Si determinino (se esistono)
due punti, Y1 ed Y2 , del supporto di C tali che (P1 , P2 , Y1 , Y2 ) = 1 = (Q1 , Q2 , Y1 , Y2 ).
Svolgimento. (a) La conica ha matrice

0
A = 10
5

10 5
3
4
4 3

con det A = 625 e quindi si tratta di una conica non degenere.


1
Lintersezione tra la conica e la retta `e costituita dai punti P =
 4 
3
di una iperbole e il polo della retta X1 + 2X2 = 0 `e il punto
.

0
0


eQ=

7
60
30


. Si tratta quindi

(b) Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene cancellando la prima riga e la prima colonna di A, si
0
ha det

 A = 25
 e quindi C `e uniperbole in questo piano affine. I due punti impropri di C sono A =
0
3
1

eB=

0
1
3

, che rappresentano due direzioni ortogonali. Si tratta quindi di uniperbole equilatera.

Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e


il centro di C , ovvero
a : 3X2 + X1 + 5X0 = 0, b : X2 3X1 5X0 = 0,
 1 
C = 2 .

La matrice A0 ha i due autovalori 5, e gli spazi 


di autovettori

0

corrispondenti sono i due punti impropri P = 2 e P


=
1
 0 
A0
1
1
. Si ha det
det A = 25 e quindi gli assi sono le rette

F1

C
F2
C

h1 : 2X2 X1 = 0 [asse focale],


Lequazione canonica di C `e
cambiamento di coordinate `e

h2 : X2 + 2X1 + 5X0 = 0.
X2
5

Y2
5

= 1, in un opportuno riferimento ortonormale, e la matrice di

1
0
0
X = 2 2/5 1/ 5 .
1 1/ 5 2/ 5
104

105

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito C

I fuochi sono sullasse focale, a distanza

10 dal centro, sono quindi i punti F1,2 =


1
 8 
(c) La retta r interseca C nei due punti P1 = 0 e P2 = 30 .
30 


0
6+ 75
6 75
La retta s interseca C nei due punti Q1 =
e
Q
=
.
13
13
2

6 75

1
22 2
1 2


.

6+ 75

Ricordiamo che due rette (non tangenti) tagliano sulla conica due coppie di punti che si separano
armonicamente se, e solo se, sono due rette coniugate,
ovvero luna contiene il polo dellaltra.
 
Le rette r ed s si intersecano nel punto T =

1
1
1

(che non appartiene al supporto di C ) e quindi la

sua polare t : 15X0 3X1 4X2 = 0, taglia su C i due punti cercati.

ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni


C(,) : 8X02 + 8X0 X1 + 6X0 X2 + 2X12 + (3 + )X1 X2 + X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X2 = 0.
(b) Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta
X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o iperboli
equilatere appartenenti al fascio.
(c) Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del fascio.
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

16
= 8
6

8
6
4
3 +
3 +
2

det A = 162 .

Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio, ovvero


C(0,1) : X1 X2 = 0,

C(1,0) : (4X0 + 2X1 + X2 )(2X0 + X1 + X2 ) = 0.

I punti base del fascio sono


 1 
P = 2 (molteplicit`a 2),
0


Q=

1
0
2


,

R=

1
0
4


.

Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X2 = 0 nel punto P . Dunque, nel piano
affine che si ottiene mandando allinfinito la retta X2 = 0, si ha un fascio di parabole.

(b) Nel piano affine che si ottiene


 togliendo la retta X0 = 0, il tipo di conica
4 3+
`e determinato dal segno del det 3+ 2
= 82 (3 + )2 . Si ha 82



(3+)2 = (2 23) (2 2+3)+ e quindi la situazione `e descritta
nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (, )
per cui si ottengono iperboli, mentre la zona bianca, rappresenta i valori per
cui si ottengono ellissi. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole
del fascio, mentre le coniche degeneri coincidono con gli assi coordinati (le
coppie di rette reali possono essere pensate come iperboli degeneri).
Imponendo il passaggio di C(,) per uno dei punti ciclici, si verifica che
non ci sono cerchi nel fascio.

(2 23)

(2 2+3)+

106

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dellequazione canonica opposti tra loro, si
osserva che tali coniche si hanno per valori di (, ) per cui la sottomatrice A0(,) abbia autovalori opposti e
quindi traccia nulla. Si ha trA0(,) = 6 e quindi lunica iperbole equilatera `e la conica degenere, prodotto
dei due assi coordinati.
(c) Al variare
di (, ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta impropria `e la
 x0 
soluzione, x1 , del sistema
x2

(3 + )X2 + 4X1 + 8X0 = 0
.
2X2 + (3 + )X1 + 6X0 = 0
Dunque, per tali valori il sistema


(3x2 + 4x1 + 8x0 ) + x2 = 0


(2x2 + 3x1 + 6x0 ) + x1 = 0

ha soluzioni non banali nelle incognite (, ). Deve quindi aversi



det

3x2 + 4x1 + 8x0


2x2 + 3x1 + 6x0

x2
x1

= 4x21 4x22 6x0 x2 + 8x0 x1 = 0

che ci d`a lequazione di una conica contenente i centri delle coniche (a centro) del fascio.

ESERCIZIO 3. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : 2X02 + 2X0 X1 + 4X0 X3 + 4X2 X3 X12 + X32 = 0.
(a) Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0. Posta la
consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q, a seconda
che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si determinino le eventuali rette contenute
nel supporto di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
` vero che questi piani tagliano cerchi
(c) Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. E
`
anche sul cono V ? E vero che questi piani tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio determinato
da Q ed V ? Ci sono sfere in questo fascio?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice
2 1
1 1
A=
0 0
2 0

0 2
0 0

0 2
2 1

det A = 12.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali, ad esempio
t
0
(0, 0, 1, 0)).
! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. Il centro `e il punto
C=

1
1
1
0

Il polinomio caratteristico det(A0 13 ) = ( + 1)(2 4) e quindi gli autovalori sono 1,

1+ 17
, che determinano le direzioni degli assi, ovvero
2
P1 =

0!
1
,
0
0

P2 =

!
0
0

4,
17+1
0

P3 =

!
0
0

.
171
4

1 17
,
2

107

Matematica 3 Compitino del 15 giugno 2007 Compito C

Gli assi hanno quindi equazioni affini



h1 :

y+1=0
,
z=0


h2 :

x1=0

,
4y + ( 17 + 1)z + 4 = 0


h3 :

x1=0

.
4y ( 17 1)z + 4 = 0

Y 2 17+1
Z 2 = 1 in un opportuno riferimento ortonormale.
Infine, lequazione canonica `e 13 X 2 + 171
6
6
(b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea
V : (3X0 )2 (3)(2X02 + 2X0 X1 + 4X0 X3 + 4X2 X3 X12 + X32 ) = 0.
Lequazione omogenea di Q si pu`
o scrivere nella forma
Q : 4(X0 X2 )2 3X02 + (X0 X1 )2 (2X0 2X2 + X3 )2 = 0
Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono



a (2 3)X0 2X2 + b(X0 X1 + 2X2 X3 ) = 0
r(a,b) :


b (2 + 3)X0 2X2 + a(3X0 X1 2X2 + X3 ) = 0



c (2 3)X0 2X2 + d(3X0 X1 2X2 + X3 ) = 0
s(c,d) :
.


d (2 + 3)X0 2X2 + c(X0 X1 + 2X2 X3 ) = 0
Se un piano contiene una di queste rette, la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Dunque, essendo
Q un iperboloide, nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
Q H : X12 + X22 + X32 = 0

4X2 X3 + X12 X32 = 0


ovvero i quattro punti impropri

H1 =

0 !
7+4
2
,
2+ 2
1

1 =
H

0 !
i 7+4
2
,
2+ 2
1

H2 =

0 !
74
2
,
2 2
1

2 =
H

0 !
i 74
2
.
2 2
1

1 ed H2 H

Le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla quadrica sono quindi
le rette H1 H
2 . Si han
quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : y (2 2)z = t e s : y (2 + 2)z = s, al
variare di s e t in R. Poiche V `e il cono asintotico, ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le due
quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio e ci`o vale per ogni quadrica del fascio. Dunque
i piani in questione tagliano cerchi su tutte le quadriche del fascio. Infine, osserviamo che non ci sono sfere
nel fascio si quadriche perche in nessun caso lintersezione tra la quadrica ed il piano improprio coincide con
lassoluto.


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 19 giugno 2007

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1 1 2 1
0 4
0 7
A=

2 1 5
1
0 4
0 1

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
` vero che per ogni punto, P , di P3 (R) che non sia unito, passa una ed una sola retta unita? In caso
(c) E
affermativo, si scrivano le equazioni cartesiane della retta unita passante per P = he2 e3 i.
ESERCIZIO 2. Si consideri il piano proiettivo P2 (R).
1
1
1
0
0
(a) Dati i tre punti, di coordinate omogenee P1 =
, P2 =
, P3 = 0 , si verifichi che apparten3

gono ad una stessa retta, r, e formano un sistema di riferimento proiettivo su tale retta. Si determini
una base dello spazio vettoriale
di 
r, associata
dato. Si faccia lo stesso per la
 sostegno


al riferimento

1

retta, s, determinata da Q1 = 3 , Q2 = 0 , Q3 = 1 .
1
 X 3  X  0
0
2
` vero che si tratta di una proiettivit`a : r s? In caso
0
7 3X0 . E
(b) Si consideri lapplicazione
X2

3X0

affermativo si scriva la matrice di nelle basi determinate nel punto precedente. Si dica se `e una
prospettivit`
a e si determini leventuale asse di collineazione.
` vero che tutte queste rette sono
(c) Si considerino le rette P (P ), al variare di P tra i punti di r. E
tangenti ad una conica? In caso affermativo si trovi la matrice della conica in questione e si dica di
quale conica si tratta.
ESERCIZIO 3. Nel piano proiettivo reale, si considerino i punti e le rette

P1 =

1
1
2

1
,

P2 =

1
2

r1 : X1 2X2 = 0,

r2 : X1 + 2X2 = 0.

(a) Si determinino tutte le coniche non degeneri tali che r1 sia la polare di P1 ed r2 sia la polare di P2 . Si
mostri che fan tutte parte di un fascio di coniche.
(b) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio.
(c) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Ponendo su
questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o parabole appartenenti al fascio.
Si determinino lequazione canonica, lasse, il fuoco e la direttrice per le parabole del fascio
ESERCIZIO 4. In R4 , si consideri la forma quadratica
8
6
7
48
7
q(X) = 2X02 + X0 X1 + 4X0 X2 X0 X3 + X12 X1 X3 2X22 X32 .
5
5
25
25
25
(a) Si determinino rango e segnatura di q(X), evidenziando leventuale nucleo. Si determini la massima
dimensione dei sottospazi isotropi .

(b) Si classifichi la quadrica, Q : q(X) = 0, nello spazio proiettivo P(R4 ), nello spazio affine complementare
al piano X0 = 0 e nello spazio euclideo. In particolare, si determinino il polo del piano improprio, gli
assi e lequazione canonica di Q.
(c) I vertici di Q sono i punti reali di intersezione tra la quadrica ed i suoi assi. Si determinino i punti, X
di P3 (R), tali che il cono tangente a Q uscente da X contenga i vertici. Si descriva un tale cono nello
spazio affine.

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 3 luglio 2007

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

5
0
7
7
3
0 1 0
A=

3 0 5 3
0
1
0
1

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia. Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce
uninvoluzione.
` vero che s contiene necessariamente un punto unito? Si risponda alla
(c) Sia s una retta unita per f . E
stessa domanda per una generica proiettivit`a di P3 (R).
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x 2)2 (x + 2)2 e si ha

3
0
7
7
3
0 3 0
A21 =

3 0 7 3
0
1
0 1

12 7 28 7
12
0
12
0
(A21)2 =

12 3 28
3
0
4
0
4

7
0
A+21 =
3
0

0 7
7
1 0
3

0 3 3
1 0
3

con rk (A 21) = 3 e rk(A 21)2 = 2 = rk (A + 21). Dunque il polinomio minimo `e (x 2)2 (x + 2) e, scelta
la base v0 = e0 e2 , v1 = e0 + 3e1 e3 , v2 = 7e0 3e2 , v4 = e1 + e3 , la matrice di una soprastante di f
rispetto a tale base `e

2 0 0 0
0 2 0 0
J =

0
0 2 1
0
0 0 2
da cui si vede facilmente che vi `e la retta di punti uniti r = hv0 , v1 i ed un altro punto unito, P2 = hv2 i. I
piani uniti sono quelli del fascio di asse s = hv2 , v3 i ed il piano = hv0 , v1 , v2 i. Oltre alla retta di punti
uniti, r, ed allasse del fascio di piani uniti, s, sono unite le rette che si ottengono congiungendo il punto P2
con un qualsiasi punto X di r (e coincidono con le rette che si ottengono intersecando con i piani del fascio
di asse s).
(b) f induce unomologia non speciale, di asse r, sul piano . Il centro `e il punto P2 e si tratta di
uninvoluzione. Su tutti gli altri piani uniti non resta indotta ne unomologia, ne uninvoluzione. Sulla
retta r, f induce lidentit`
a, sulla retta s unomologia speciale di asse e centro in P2 , mentre Su ogni altra
retta unita, `e indotta da f unomologia non speciale, involutoria, di asse e centro i due punti uniti, P2 ed
X r.
(c) Per quanto visto, tutte le rette unite per f contengono almeno un punto unito. Laffermazione `e falsa
per una generica proiettivit`
a di P3 (R) perche potrebbe esserci una retta unita generata da due autovettori
(complessi) relativi a due autovalori complessi coniugati, come accade per la retta he2 , e3 i, per la proiettivit`a
di matrice

1 0 0 0
0 1 0 0
B=

0 0 0 1
0 0 1 0
rispetto alla base canonica.


110

111

MATEMATICA 3 prova scritta del 3 luglio 2007

ESERCIZIO 2. Si consideri la proiettivit`a f : P2 (R) P2 (R), di matrice

0 1
1 2
0 3

2
A= 1
4

rispetto al riferimento canonico.


(a) Si determinino un punto unito, P , appartenente alla retta r : X0 2X1 = 0 e lequazione cartesiana
della retta r0 = f (r).
(b) Si consideri la restrizione f|r : r r0 . Si verifichi che f|r `e una prospettivit`a e si determini il centro di
proiezione, C.
(c) Sia : P2 (R) P2 (R) lomologia di centro C ed asse P C che manda un punto Y0 6= P di r in f (Y0 ).
Si mostri che = 1 f `e unomologia e se ne determini lasse.

` vero che ogni


(d) Dai punti precedenti si concluda che f = `e composizione di due omologie. E
2
2
proiettivit`
a g : P (R) P (R) `e composizione di al pi`
u due omologie?
 2 
 1 
0
Svolgimento. (a) pol caratteristico (X 1)(X + 1)(X 2) Punti uniti P = 1 , Q = 7 , R = 1 .
2
4
0
0
P r e T = 0 r. Quindi r0 = P f (T ) : 7X0 4X1 + 5X2 = 0.
1
2
(b) f|r `e prospettivit`
a perche P = rf (r) `e un punto unito. Preso S = 1 si ha C = (T f (T ))(Sf (S)) :
0

 1 
2X0 + X1 = 0
, ovvero C = 2 .
4X0 8X1 + 5X2 = 0
4
(c) Dato un qualunque punto X di r, si ha che (X) `e il punto (C X) r0 , perche X appartiene ad
r = X0 P e quindi (X) appartiene ad f (X0 ) P = r0 . Ovvero (X) = f (X), visto che f|r `e la proiezione
su r0 , di centro C. Si conclude che = 1 f `e unomologia di asse r.

ESERCIZIO 3. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 2( )X0 X1 2X0 X2 + 2( + )X12 2X1 X2 + X22 = 0.
(a) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio.
(b) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X0 = 0. Ponendo
su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali iperboli equilatere appartenenti al
fascio e se ne scrivano il centro e gli assi.
(c) Si determinino eventuali cerchi o parabole appartenenti al fascio. Si determinino lequazione canonica,
lasse, il fuoco e la direttrice per le parabole del fascio.
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

0
=

2( + )

det A(,) = ( + )2 .

Vi sono quindi due coniche degeneri nel fascio, ovvero


C(1,0) : X1 (X1 X0 ) = 0,

C(1,1) : (2X0 X2 )(2X1 X2 ) = 0,

1
ed i punti base sono P =

1
2

1
, con molteplicit`a 2, Q =

tangente a tutte le coniche del fascio nel punto P .

0
2

1
ed R =

0
0

. La retta r : X1 X0 = 0 `e

112

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

(b) det A0(,) = (2 + ). Si hanno ellissi per valori di (, ) appartenenti


alla regione evidenziata in grigio, ed iperboli nella regione in bianco. Le
coniche degeneri corrispondono allasse = 0 ed alla retta tratteggiata. La
retta 2 + = 0 indica lunica parabola non degenere del fascio.
Si ha uniperbole equilatera quando trA0(,) = 0, ovvero per 2+3 = 0.

0 5 2
` qundi la conica di matrice A(3,2) = 5 2
E
2 , il cui centro `e il
2
2 2
4

punto C = 3 e gli assi sono le rette h1 : (4x 3) ( 2 + 1)(4y 7) = 0


7

(asse focale) ed h2 : ( 2 + 1)(4x 3) + (4y 7) = 0.


(c) La parabola (non-degenere) del fascio `e la conica C(1,2) , di matrice

+=0

2+=0

A(3,2)

0 3 2
= 3 2 2
2
2 2

0
con det A(3,2) = 2 ed autovalori di A0(3,2) , 0 e 4. La direzione dellasse `e il punto P = 1 e lasse `e
1
 0 

1
la polare del punto P =
, ovvero la retta di equazione affine 4x 4y + 5 = 0. Il vertice `e il punto
1
8
 16 
2
15
V =
e lequazione canonica `e 2Y 4 2X = 0. Il fuoco `e il punto F = 7 e la direttrice `e la sua
17

35

polare, ovvero la retta 4x + 4y 13.

ESERCIZIO 4. Nello spazio euclideo tridimensionale si considerino le due rette



r:

x1=0
xy =0


e

s:

y+z =0
.
2z 1 = 0

(a) Si determini lequazione del luogo, Q, dei punti X dello spazio, la cui distanza da r `e il doppio della
distanza da s e si verifichi che si tratta di una quadrica.
(b) Considerando lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo nel modo consueto (piano improprio
: X0 = 0), si classifichi Q nello spazio proiettivo, nello spazio affine e nello spazio euclideo. In
particolare, si determinino il polo del piano improprio, gli assi e lequazione canonica di Q.
(c) Si determinino rette e cerchi contenuti nel supporto di tale quadrica. Esistono piani che tagliano su Q
delle coniche senza punti reali?
1
0
Svolgimento. (a) La retta r passa per P = 1 ed `e parallela al vettore v = 0 . La retta s passa per
0
 0 
1
x 1
Q = 1/2 ed `e parallela al vettore w = 0 . Un generico punto X = y appartiene a Q se, e solo se,
1/2

d(X, r) =

k(X P ) vk
k(X Q) wk
=2
= 2d(X, s)
kvk
kwk

ovvero

r
p

(x

1)2

+ (y

1)2

=2

1
1
(y + )2 + (z )2 .
2
2

Elevando al quadrato ambo i membri, si ottiene la quadrica di equazione affine


Q : x2 3y 2 4z 2 2x 6y + 4z = 0.

113

MATEMATICA 3 prova scritta del 3 luglio 2007

(b) La quadrica ha matrice

0 1 3 2
0
0
1 1
A=

3 0 3 0
2
0
0 4

con det A = 36 e det A0 = 12. Si tratta quindi di una quadrica non degenere che ha!punti reali e quindi ha
1
punti iperbolici. Nello spazio affine `e un iperboloide iperbolico, di centro C =


h1 :

y+1=0
2z 1 = 0


h2 :

x1=0
2z 1 = 0


h3 :

1
1
1/2

ed assi le rette

x1=0
.
y+1=0

Lequazione canonica `e X 2 + 34 Y 2 13 Z 2 = 1, in un opportuno riferimento ortonormale.


(c) Lequazione omogeneizzata di Q si scrive nella forma



Q : (X1 X0 )2 3(X2 +X0 )2 (2X3 X0 )2 +X02 = X1 (1 3)X0 + 3X2 X1 (1+ 3)X0 3X2 2X3 (2X3 2X0 ) = 0.
Si deducono nel modo consueto le equazioni delle schiere di rette contenute in Q. Lintersezione tra Q e
lassoluto H `e data dalle soluzioni del sistema

X0 = 0
Q H : X12 + X22 + X32 = 0 .

2
X1 3X22 4X32 = 0
Il fascio di coniche su , determinato da Q e dallassoluto H contiene la conica degenere reale
4X12 X32 = 0 e quindi le due famiglie di piani che tagliano cerchi sulla quadrica Q sono
h : 2X1 X3 hX0 = 0,

k : 2X1 + X3 kX0 = 0.

Infine, poiche la forma quadratica che definisce Q ha segnatura (2, 2), resta indotta sul sostegno di ogni
piano (sottospazio vettoriale di dimensione 3) una forma quadratica non definita, ovvero una conica a punti
reali.


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 17 settembre 2007

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1
0
3 0
1 1 1 5
A=

3 0
7 0
1 5 1 9

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino lequazione cartesiana dellasse e le coordinate omogenee del centro dellomologia nel riferimento
canonico.
(c) Sia P un punto appartenente ad una retta unita, r, e sia f (P ) 6= P . Determinare i punti Q r tali che
(P , Q, f (P ), f (Q)) = 1. Si determinino tali punti (se esistono) quando P = h3e0 e1 + 3e2 + e3 i.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1A) = (x4)4 ed (A4)2 6= 0 = (A4)3 . Dunque
il polinomio minimo `e (x 4)3 e, scelta la base v0 = e0 + e2 , v1 = 10e1 10e3 , v2 = 3e0 + e1 3e2 e3 ,
v4 = e0 , la matrice di una soprastante di f rispetto a tale base `e
4
0
J =
0
0

0
4
0
0

0
1
4
0

0
0

1
4

Da cui si vede facilmente che vi `e la retta di punti uniti r = hv0 , v1 i. I piani uniti sono tutti quelli del
fascio di asse s = hv1 , v2 i. Sul piano = hv0 , v1 , v2 i resta indotta unomologia speciale, di asse r; quindi
vi `e un fascio di rette unite, di centro P1 = hv1 i.
(b) La proiettivit`
a f induce unomologia speciale, di asse r, sul piano e su tutte le rette di tale piano,
passanti per il centro dellomologia. Nel caso del piano
, lasse `e la retta r, di equazioni omogenee r :

0!
X0 X2 = 0
, mentre il centro `e il punto P1 = 10 , che `e anche centro ed asse delle omologie indotte
X1 X3 = 0
1
sulle rette.
(c) Un punto appartenente ad una retta unita e non unito `e del tipo P = hw1 i, con w1 = a0 v0 +a1 v1 +a2 v2
ed a2 6= 0. Un generico
punto della retta
unita contnente
P `e Q = hw0 i, con w0 = w1 + tv1 (t R r {0}).

Allora f (P ) = 4w1 + at2 (w0 w1 ) ed f (Q) = 4w0 + at2 (w0 w1 ) . Con un facile calcolo si ottiene
(P , Q, f (P ), f (Q)) =

a22
.
a22

16t2

Quindi i quattro punti sono una quaterna armonica se, e solo se, t = 2a22 . Lasciamo al lettore di completare
il calcolo quando w1 = v2 .


114

115

MATEMATICA 3 prova scritta del 17 settembre 2007

ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale si considerino i punti


1
0
1
P1 = 1 ,
P2 = 1 ,
P3 = 2 ,
0


P4 =

1
0
1


.

(a) Detta t la retta che contiene i quattro punti, sia : t t linvoluzione che ha P3 e P4 come punti uniti
e manda P1 su P2 . Si scriva una matrice di nel riferimento di t che ha P1 , P2 come punti base e P3
come punto unit`
a.
1
0

(b) Siano P e Q i fasci di rette di centri P = 2 e Q = 3 , rispettivamente. Si indichi con : P Q


0

lapplicazione che manda la retta r di P sulla retta s = (r t) Q. Si verifichi che si tratta di una
proiettivit`
a e si determini limmagine della generica retta r del fascio P .
(c) Si verifichi che linsieme S = { r (r) | r P } `e il supporto di una conica e se ne scriva lequazione
nel riferimento dato. Si classifichi dal punto di vista affine tale conica, prendendo la retta t come retta
impropria e si trovi leventuale centro.
Svolgimento. (a) I punti base del riferimento vengono scambiati tra loro dallinvoluzione,
il punto
 1mentre
  0 
1
unit`a `e un punto unito. Quindi in una base associata al riferimento dato, ad esempio
, 1
, una
0
1
 
matrice di `e uguale a 01 10 .
(b) Una genericaretta, 
r, del fascio P ha coordinate pl
uckeriane (2a, a, b) 
ed 
interseca
laretta t nel punto

R, di coordinate

ab
2ab
a

. Ad r corrisponde quindi la retta s = Q (R) =

0
3
2

ab
2ab
a

, ovvero la retta

di coordinate pl
uckeriane (a + b, 2a, 3a). Si tratta quindi di una proiettivit`a tra i due fasci di rette.
(c) Linsieme S `e formato dalle soluzioni del sistema omogeneo

2aX0 aX1 + bX2 = 0
(a + b)X0 2aX1 + 3aX2 = 0
 x0 
al variare dei parametri a e b. Dunque, sostituendo le coordinate di un generico punto x1 di S, lo stesso
x2

sistema ha soluzioni non banali nelle incognite a e b. Trattandosi di un sistema omogeneo, ci`o significa che
deve annullarsi il determinante della matrice dei coefficienti, ovvero deve aversi


2x0 x1
x2
det x0 2x
= 2x20 x0 x1 x0 x2 + 2x1 x2 3x22 = 0.
+3x
x
1
2
0
Questa `e lequazione della conica cercata. La conica `e non degenere ed interseca la retta t nei punti uniti P3
e P4 di . Si tratta quindi di due punti reali distinti e quindi
  la conica `e uniperbole non-degenere. Il centro
della conica `e il polo della retta t, ovvero il punto P0 =

1
5
2

 
 
1
ESERCIZIO 3. Nel piano euclideo, si considerino i punti P1 = 1
e
P
=
.
2
0
0
(a) Si determinino il punto P3 del semipiano superiore tale che il triangolo P1 P2 P3 sia equilatero ed il
baricentro G di tale triangolo. Si scriva la matrice della generica conica del fascio che ha i punti P1 , P2 ,
P3 , G come punti base.
(b) Si classifichino le coniche del
 nel piano affine. Si classifichi nel piano euclideo la conica del fascio
 fascio
1
passante per il punto Q = 3 e la si disegni.
(c) Si determini lequazione della curva contenente i centri delle coniche non degeneri del fascio. Che dire
del fascio di coniche e del luogo dei centri se P10 P20 P30 `e un qualsiasi triangolo e G0 il suo baricentro?
 
 0 
0
Svolgimento. (a) Si ha P3 = 3 e G = 1 . Dunque, due coniche degeneri del fascio sono le due coppie
3
di rette

(P1 P2 )(P3 G) : xy = 0,
e
(P1 P3 )(P2 G) : (y x 3 3)(y + x3 13 ) = 0.

116

ALESSANDRA BERTAPELLE e MAURIZIO CANDILERA

Quindi la generica conica del fascio ha matrice

A(,) = 0
2

2
) e quindi vi sono tre coniche degeneri nel fascio. Per ogni valore dei parametri
(b) det A(,) = (
3

omogenei (, ) si ottiene det A0(,) = 2 ( 3 )2 < 0 e quindi tutte le coniche del fascio sono iperboli.
La condizione di passaggio per il punto Q determina
la conica, C , di matrice

0
2 3
2 3
= 0
4
1

A = A(23,3)

4
1 .

2 3

Si hadet A = 6 3, det A0 = 13 ed il centro ha coordi


4/13
nate 83/13 . Gli autovalori di A0 sono 13, a cui cor

0
1
rispondono le due direzioni degli assi
. Quindi

2 3 13

si tratta di uniperbole
equilatera di equazione canonica

63
2
2
X Y = 13 13 ed avente come assi le rette

13)(x

4
13 )

h2 : (2 3 + 13)(x

4
13 )

h1 : (2 3

+ (y

8 3
13 )

=0

+ (y

8 3
13 )

= 0.

F1

P3

P4

F2

che `e l asse focale, ed


O

P1

P2

(c) Quando la conica `e non degenere, il centro `e la soluzione del sistema


(

x + ( 3 )y = 0
( 3

)x y =

(
ovvero

(x +
( x3

y )
3

y = 0

y+

2 )
3

x = 0

Quando (x, y) sono le coordinate del centro il sistema ha soluzioni non banali nelle incognite (, ) e quindi
il suo determinante deve annullarsi, per cui i centri delle coniche del fascio stanno nella conica di equazione
det

x + y3
x

y + 23
3

y
x

!
= x2 + (y

1 )2
3

1
3

=0

ovvero la circonferenza di centro G e tangente ai tre lati del triangolo.


Dato un triangolo qualsiasi, esiste unaffinit`a del piano che porta ordinatamente i tre punti P1 , P2 , P3
nei vertici del triangolo P10 P20 P30 e le affinit`a rispettano le coordinate baricentriche, ovvero G, viene mandato
nel baricentro G0 . Dunque si ha ancora un fascio di iperboli ed il luogo dei centri `e unellisse che interseca
la retta impropria nei due punti (complessi coniugati) immagine dei punti ciclici nellaffinit`a data.


117

MATEMATICA 3 prova scritta del 17 settembre 2007

1
ESERCIZIO 4. Nello spazio euclideo tridimensionale, si considerino il punto P = 1 e la retta r :
0

xy+z =0
.
yz =0
(a)
Si determinino le equazioni cartesiane del luogo, Q, formato dai punti, X, dello spazio tali che d(X, r) =
3d(X, P ).
(b) Si classifichi la quadrica Q nello spazio euclideo. In particolare, si determinino il polo del piano improprio, gli assi e lequazione canonica di Q.
(c) Si determinino eventuali rette o cerchi giacenti su Q. Si determinino in particolare i punti in cui il piano
tangente a Q `e parallelo ai piani che tagliano cerchi su Q.
0
0
x
Svolgimento. (a) La retta r passa per lorigine, O = 0 ed `e parallela al vettore v = 1 . Sia X = y
0

un generico punto dello spazio. Si ha quindi


d(X, r) =

k(X O) vk
= d(X, P )
kvk

ovvero Q : (y 2z)2 + 2x2 = 6[(x 1)2 + (y 1)2 + z 2 ].

(b) Si tratta quindi della quadrica di matrice

12 6 6 0
0 0
6 4
A=
,
6 0
5 1
0
0
1 5

con det A = 24 33 e det A0 = 25 3 ed `e perci`o uh ellissoide


a punti!+
reali. Gli
di A0 sono 4, con
* 0!
* autovalori
0 !+
0
1
0
0

molteplicit`a 2 e 6, a cui corrispondono le direzioni

0
1
1

0
1
1

(lo spazio euclideo `e




immerso nel modo consueto nello spazio proiettivo). Il centro ha coordinate affini C =

h1 :

y = 41
,
z = 54


h2 :

x = 32
,
y z = 32


h3 :

3/2
1/4
5/4


, gli assi sono

x = 32
,
y+z =1

e lequazione canonica di Q `e 89 X 2 + 89 Y 2 + 43 Z 2 = 1.
(c) Q `e un ellissoide di rotazione e quindi non ci sono rette sul supporto e vi `e una sola famoglia di cerchi,
tagliata dai piani perpendicolari allasse relativo allautovalore di molteplicit`a 1, ovvero i piani t : y z = t.
I punti di tangenza di questa famiglia di piani (gli ombelichi !
di Q) vengono perci`o a coincidere con i vertici
relativi allasse h3 . Si ottengono cos` i punti V1,2 =

3
2

21
3
3 21
3
6

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 18 dicembre 2007

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1 4 4
4
0 2 0 1
A=

1 2 5 2
0
1
0 4

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si determinino lequazione cartesiana dellasse e le coordinate omogenee del centro dellomologia nel riferimento
canonico.
` vero che `e unita ogni retta dello spazio
(c) Si determini, se esiste, una retta unita passante per he0 i. E
` vero che una retta che contenga due punti uniti ha tutti i punti
che contenga almeno un punto unito? E
uniti?
ESERCIZIO 2. In P3 (R) si considerino le rette

r:

x0 = 0
x1 x3 = 0

ed

s:

x2 = 0
.
x1 + x3 = 0

(a) Si verifichi che r ed s sono sghembe e che i punti

R0 =

0!
2
,
0
2

R1 =

0!
0
,
1
0

Ru =

0!
1
1
1

ed S0 =

1!
0
,
0
0

0 !
3
,
0
3

S1 =

sono dei riferimenti sulle due rette. Si calcoli (R0 , R1 , Ru , P ), ove P =

Su =

2 !
2
0
2

0 !
3
.
2
3

(b) Si scriva la matrice nei riferimenti dati della proiettivit`a f : r s tale che

f (R0 ) =

1 !
1
,
0
1

f (R1 ) =

4 !
2
,
0
2

f (Ru ) =

3 !
2
.
0
2

` vero che f `e la proiezione da un punto? In caso affermativo si determini un tale punto.


E
`
(c) Si determini lequazione del luogo dei punti appartenenti alle rette P f (P ), al variare di P in r. E
vero che f `e la proiezione da una retta? In caso affermativo si determini una tale retta.
ESERCIZIO 3. Nel piano proiettivo reale, si considerino i punti e le rette

P1 =

2
1
3

2
,

P2 =

1
3

r1 : X1 + 3X2 = 0,

r2 : X1 3X2 = 0.

(a) Si determinino tutte le coniche non degeneri tali che r1 sia la polare di P1 ed r2 sia la polare di P2 . Si
mostri che fan tutte parte di un fascio di coniche.
(b) Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le coniche
del fascio.

(c) Si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta r1 . Si determini, se
esiste, una retta, r, tale che le coniche del fascio diventino iperboli concentriche nel piano P2 (R) r r. Si
determinino i punti ciclici affinche tutte le iperboli siano equilatere?
0
ESERCIZIO 4. Nello spazio euclideo tridimensionale, si considerino il punto P = 1 e la retta r :
1

xy+z =0
.
xy =0
(a)
Si determinino le equazioni cartesiane del luogo, Q, formato dai punti, X, dello spazio tali che d(X, r) =
3d(X, P ).
(b) Si classifichi la quadrica Q nello spazio euclideo. In particolare, si determinino il polo del piano improprio, gli assi e lequazione canonica di Q.
(c) Si determinino eventuali rette o cerchi giacenti su Q. Si determinino in particolare i punti in cui il piano
tangente a Q `e parallelo ai piani che tagliano cerchi su Q.

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 7 maggio 2008 Compito A

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice


3
0
A=
1
0

2 1 0
5 0 3

2 1
0
3 0 1

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [6 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro
dellomologia.
!
(c) [4 punti] Dato il punto P0 =

1
2
2
1

sia Pn = f n (P0 ), per ogni intero n 1. Si mostri che la successione

converge ad un punto X di P3 (R). Come varia il limite, X, al variare di P0 ?


Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x 2)4 e si ha
1
0
A 21 =
1
0

2 1 0
3 0 3

2 1 0
3 0 3

0
0
2
(A 21) =
0
0

6
0
6
0

0 6
0 0

0 6
0 0

(A 21)3 = 0.

Il polinomio minimo `e quindi (x 2)2 . Scelta la base v0 = e1 + 2e2 + e3 , v1 = 6e0 6e2 , v2 = 3e1 3e3 ,
v3 = e3 , la matrice di una soprastante di f , rispetto a tale base, `e
2
0
J =
0
0

0
2
0
0

0
1
2
0

0
0

1
2

da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti, r = hv0 , v1 i ed i piani uniti sono tutti e soli quelli del
fascio di asse s = hv1 , v2 i (retta unita). La determinazione delle ulteriori rette unite `e posta alla fine della
risposta successiva.
(b) Il piano = hv0 , v1 , v2 i `e unito e contiene la retta di punti uniti, r. Dunque, su resta indotta da
f unomologia speciale, di asse r e di centro Q1 = hv1 i. Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia
speciale di asse (e centro) il punto Q1 , Fa eccezione la retta r su cui viene indotta lidentit`a.
Dunque, sono unite tutte (e sole) le rette del piano passanti per P1 . Per convincersi che non ci sono
altre rette unite, si pu`
o ragionare cos`: Una retta unita deve contenere almeno un punto unito (perche?),
ovvero un punto della retta r, e, se non coincide con r, individua insieme ad essa un piano unito, ovvero un
piano del fascio di asse s. Dunque ogni retta unita `e contenuta nel piano r s = .
(c) Dato un generico punto P = hx0 v0 + + x3 v3 i, si ha

 

n
f n (P ) = 2n (x0 v0 + + x3 v3 ) + 2n1 n(x2 v1 + x3 v2 ) + 2n2
x3 v1 =
2
*
+
2
2
2n


=
n (x0 v0 + + x3 v3 ) + n (x2 v1 + x3 v2 ) + x3 v1 .
2

Dunque, al crescere di n, se x3 6= 0, il punto tende a Q1 = hv1 i. Lo stesso accade anche se x3 = 0,


ma x2 6= 0 (perche?). Se, invece x3 = x2 = 0, allora P `e un punto unito per f e quindi la successione `e
120

Matematica 3 Compitino del 7 maggio 2008 Compito A

121

costantemente uguale a P . Il punto P0 non appartiene alla retta di punti uniti, r = he1 + 2e2 + e3 , e0 + e2 i,
e quindi il limite cercato `e Q1 = hv1 i.

ESERCIZIO 2. Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti
P0 =

1!
0
,
2
0

P1 =

3 !
1
,
1
1

U=

1 !
1
.
5
1

(a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta, r, che contiene i tre punti e si determini
un punto X di r tale che (P1 , P0 , U , X) = 1/2. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 , P1 , U } della
proiettivit`
a, f : r r, !
che lascia fissi P0 e P1 e manda U su X.
(b) [4 punti] Sia P2 =

0
1
1
1

e si determini unomologia, g, del piano = P0 P1 P2 che coincida con f

sui punti di r e lasci unito il punto P2 . Fissato un punto unit`a, U 0 , appartenente a P2 U , si scriva la
matrice di g nel riferimento {P0 , P1 , P2 , U 0 }. Dati i punti P0 , P1 , P2 , U ed un punto Y di , `e possibile
costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono
i punti non costruibili)
!
!
0
0
0
1

(c) [4 punti] Si considerino i punti P =

e Q =

1
0
2
6

e si dica se esiste unomologia di P3 (R) che

coincida con g su e mandi P su Q. In caso affermativo, si determinino, centro, asse dellomologia; in


caso negativo, si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R).
(d) [4 punti] Data unomologia, , su un iperpiano U di Pn (R) (n 3), di asse H e centro C e dati due
punti P e Q non appartenenti ad U , `e vero che si estende ad unomologia di Pn (R) che manda P su
Q se, e solo se, P , Q e C sono allineati?
Svolgimento. (a) La retta r = P0 P1 ha equazioni cartesiane

r:

X1 X3 = 0
.
2X0 7X1 X2 = 0

Una base associata al riferimento {P0 , P1 , U } `e costituita dai vettori v0 = 2e0 4e2 e v1 = 3e0 + e1 e2 + e3
ed il punto X = hx0 v0 + x1 v1 i `e determinato dalla condizione xx01 = 12 . Quindi si ha X = h2v0 + v1 i =


1 !
2 0
1
. La matrice cercata (a meno di moltiplicazione per una costante non nulla) `e A =
.
9
0 1
1

(b) f `e unomologia non-speciale della retta r ed ognuno dei due punti uniti pu`o essere preso indifferentemente
come centro o asse. Per estenderla ad unomologia del piano , possiamo prendere P0 come centro e la retta
P1 P2 come asse. Lomologia `e completamente determinata perche sappiamo anche che U 7 X. Sia
{v0 , v1 , v2 } una base associata al riferimento {P0 , P1 , P2 , U 0 }, ed osserviamo che, indipendentemente dalla
scelta del punto unit`
a, U 0
/ {P2 , U }, il vettore v2 `e un autovettore relativo allo stesso
autovalore
di v1 e quindi
2 0 0
la matrice cercata `e (a meno di moltiplicazione per una costante non nulla) B0 = 0 1 0 . Se, invece, si
0 0 1

2 0 0
prendeva P1 come centro e la retta P0 P2 come asse, si otteneva lomologia di matrice B1 = 0 1 0 .
0 0 2
Dati i punti P0 , P1 , P2 , U , possiamo tracciare lasse di omologia ed abbiamo in evidenza il centro.
Quindi possiamo costruire con la riga limmagine di qualsiasi punto se riusciamo a costruire limmagine, X,
del punto U . Osserviamo che (P1 , P0 , U , X) = 1/2 (P0 , U , P1 , X) = 1; quindi il punto X `e costruibile
con la sola riga, in quanto `e il quarto armonico dopo P0 , U e P1 .
(c) I punti P e Q sono allineati con P0 , quindi se questo era il centro di g, possiamo estendere lomologia
prendendo lo stesso centro e prendendo come asse il piano P1 P2 T , ove T = (P U ) (Q X). Il punto T

122

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

esiste, perche le due rette giacciono nel piano P0 U P . Inoltre, il piano P1 P2 T non dipende dalla scelta
della coppia di punti corrispondenti U, X di . Infatti, presa un altra coppia, V, Z, i triangoli U V P e XZQ
sono prospettivi in P0 e quindi sono omologici (Teorema di Desargues), per cui, posto T 0 = (P V ) (Q Z),
si ha P1 P2 T = P1 P2 T 0 perche la retta T T 0 contiene il punto (U V ) (X Z), che `e un punto
di P1 P2 .
Se, invece, era stato scelto P1 come centro di g, possiamo supporre P = hv3 i e Q = hv0 + v3 i, per
cui nella base {v0 , v1 , v2 , v3 }, le proiettivit`a che estendono g hanno matrici del tipo
2
0

0
0

0
1
0
0

0
0
2
0

c
0

0
c

al variare di c tra le costanti non nulle.


(d) Siano dati unomologia, , su un iperpiano U di Pn (R) (n 3), di asse H e centro C e due punti P e
Q non appartenenti ad U . Se si estende ad unomologia di Pn (R), il suo centro deve essere sempre C ed `e
vero che coppie di punti corrispondenti in un omologia sono allineate con il centro; per cui `e necessario che
P , Q e C siano allineati. Daltra parte, per quanto visto sopra, presa una coppia X 6= (X) di punti di U e
preso come asse liperpiano H T , ove T = (P X) (Q (X)), si ha unomologia che estende e la cui
definizione `e indipendente dalla scelta di X, come si `e visto nel punto precedente.


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 7 maggio 2008 Compito B

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

3 1 2 1
0 3 0 4
A=

2 1 1 1
0 4 0 5

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [6 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro
! dellomologia.
(c) [4 punti] Dato il punto P0 =

1
2
2
1

sia Pn = f n (P0 ), per ogni intero n 1. Si mostri che la successione

converge ad un punto P di P3 (R). Come varia il limite, P , al variare di P0 ?


ESERCIZIO 2. Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti
P0 =

2!
1
,
0
0

P1 =

0 !
2
,
1
1

U=

4 !
0
.
1
1

(a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta, r, che contiene i tre punti e si determini
un punto X di r tale che (P1 , P0 , U , X) = 2. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 , P1 , U } della
proiettivit`
a, f : r r, che
! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X.
(b) [4 punti] Sia P2 =

2
1
1
1

e si determini unomologia, g, del piano = P0 P1 P2 che coincida con f

sui punti di r e lasci unito il punto P2 . Fissato un punto unit`a, U 0 , appartenente a P2 U , si scriva la
matrice di g nel riferimento {P0 , P1 , P2 , U 0 }. Dati i punti P0 , P1 , P2 , U ed un punto Y di , `e possibile
costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono
i punti non costruibili)
!
!
(c) [4 punti] Si considerino i punti P =

0
0
1
0

eQ=

2
1
6
0

e si dica se esiste unomologia di P3 (R) che

coincida con g su e mandi P su Q. In caso affermativo, si determinino, centro, asse dellomologia; in


caso negativo, si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R).
(d) [4 punti] Data unomologia, , su un iperpiano U di Pn (R) (n 3), di asse H e centro C e dati due
punti P e Q non appartenenti ad U , `e vero che si estende ad unomologia di Pn (R) che manda P su
Q se, e solo se, P , Q e C sono allineati?

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 7 maggio 2008 Compito C

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1 1
1 1
1
0 3
0
A=

1 1 3 1
0
3
0 5

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [6 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro
! dellomologia.
(c) [4 punti] Dato il punto P0 =

1
2
2
1

sia Pn = f n (P0 ), per ogni intero n 1. Si mostri che la successione

converge ad un punto P di P3 (R). Come varia il limite, P , al variare di P0 ?


ESERCIZIO 2. Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti
P0 =

1 !
0
,
0
1

P1 =

4!
1
,
2
4

U=

6!
1
.
2
2

(a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta, r, che contiene i tre punti e si determini
un punto X di r tale che (P1 , P0 , U , X) = 1/2. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 , P1 , U } della
proiettivit`
a, f : r r, che
! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X.
(b) [4 punti] Sia P2 =

1
1
2
1

e si determini unomologia, g, del piano = P0 P1 P2 che coincida con f

sui punti di r e lasci unito il punto P2 . Fissato un punto unit`a, U 0 , appartenente a P2 U , si scriva la
matrice di g nel riferimento {P0 , P1 , P2 , U 0 }. Dati i punti P0 , P1 , P2 , U ed un punto Y di , `e possibile
costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono
i punti non costruibili)
!
!
(c) [4 punti] Si considerino i punti P =

0
1
1
0

eQ=

1
6
6
1

e si dica se esiste unomologia di P3 (R) che

coincida con g su e mandi P su Q. In caso affermativo, si determinino, centro, asse dellomologia; in


caso negativo, si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R).
(d) [4 punti] Data unomologia, , su un iperpiano U di Pn (R) (n 3), di asse H e centro C e dati due
punti P e Q non appartenenti ad U , `e vero che si estende ad unomologia di Pn (R) che manda P su
Q se, e solo se, P , Q e C sono allineati?

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 7 maggio 2008 Compito D

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice


1 1
5
0
A=
2 1
0 4

2 0
0 4

3 0
0 3

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [6 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [4 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro
! dellomologia.
(c) [4 punti] Dato il punto P0 =

1
2
2
1

sia Pn = f n (P0 ), per ogni intero n 1. Si mostri che la successione

converge ad un punto P di P3 (R). Come varia il limite, P , al variare di P0 ?


ESERCIZIO 2. Nello spazio proiettivo reale si considerino i punti
P0 =

1 !
2
,
2
0

P1 =

2 !
2
,
2
1

U=

0 !
6
.
6
1

(a) [4 punti] Si determinino equazioni cartesiane per la retta, r, che contiene i tre punti e si determini
un punto X di r tale che (P1 , P0 , U , X) = 2. Si scriva la matrice nel riferimento {P0 , P1 , U } della
proiettivit`
a, f : r r, che
! lascia fissi P0 e P1 e manda U su X.
(b) [4 punti] Sia P2 =

1
0
0
1

e si determini unomologia, g, del piano = P0 P1 P2 che coincida con f

sui punti di r e lasci unito il punto P2 . Fissato un punto unit`a, U 0 , appartenente a P2 U , si scriva la
matrice di g nel riferimento {P0 , P1 , P2 , U 0 }. Dati i punti P0 , P1 , P2 , U ed un punto Y di , `e possibile
costruire graficamente il punto g(Y ) usando la sola riga? (Delineare la costruzione o spiegare quali sono
i punti non costruibili)
0 !
1 !
(c) [4 punti] Si considerino i punti P =

0
1
1

eQ=

2
4
6

e si dica se esiste unomologia di P3 (R) che

coincida con g su e mandi P su Q. In caso affermativo, si determinino, centro, asse dellomologia; in


caso negativo, si dica in quanti modi g si estende ad una proiettivit`a di P3 (R).
(d) [4 punti] Data unomologia, , su un iperpiano U di Pn (R) (n 3), di asse H e centro C e dati due
punti P e Q non appartenenti ad U , `e vero che si estende ad unomologia di Pn (R) che manda P su
Q se, e solo se, P , Q e C sono allineati?

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova di accertamento del 16 giugno 2008 Compito A

 
 
1
ESERCIZIO 1. Nel piano euclideo si considerino i punti P = 12 e Q = 1 e le rette r : 2x y = 0
ed s : x + y = 0.
(a) [4 punti] Si determini lequazione delliperbole equilatera, C , tangente ad r in P ed a s in Q.
(b) [4 punti] Si determinino asintoti centro ed assi di C e se ne scriva lequazione canonica. Si tracci un
disegno approssimativo della curva.
Svolgimento. (a) C appartiene al fascio di coniche bitangenti alle rette r ed s nei punti P e Q. Lequazione
della generica conica del fascio `e quindi C(,) : (2x y)(x + y) + (x 1)2 = 0, e la conica `e uniperbole
equilatera se, e solo se, gli autovalori della sottomatrice A0 sono opposti; ovvero se, e solo se, (2+) = 0.
La conica cercata ha equazione affine C : x2 + xy y 2 + 2x 1 = 0.
(b) Supponiamo lo spazio euclideo immerso nello spazio proiettivo nel modo consueto ed utilizziamo coordinate omogenee. La conica ha matrice

2
A= 2
0

2 0
2 1
1 2

con det A = 18 e quindi si tratta di una conica non degenere. Indicata con A0 la sottomatrice che si ottiene
0
cancellando la prima riga e la prima colonna
di
= 5 e si conferma il fatto che C `e uniperbole.

 A, si hadet A 
I due punti impropri di C sono A =

0
51
2

eB=

0
5+1
2

, che rappresentano due direzioni ortogonali.

Le polari di A e B sono gli asintoti e la loro intersezione `e il centro di C , ovvero

a : ( 5 5)X2 + 2 5X1 + (2 5 2)X0 = 0,

b : ( 5 + 5)X2 + 2 5X1 + (2 5 + 2)X0 = 0

La matrice A0 ha i due autovalori 5, e gli spazi 


di autovet
0

Lequazione canonica di C `e
coordinati.

5 5
2
18 (X


.

5+2

4
2
h1 : ( 5 2)(x + ) (y + ) = 0 [asse focale],
5
5

4
2
h2 : ( 5 + 2)(x + ) + (y + ) = 0.
5
5

5
4
2

e
tori corrispondenti sono i due punti impropri P = 1
52
 0 
5
A0

P
= 1 . Si ha det
det A = 18 e quindi gli assi sono le rette


C=

Y 2 ) = 1, nel riferimento ortonormale che ha gli assi come assi




ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni


C(,) : 2X0 X1 6X0 X2 + X12 + X1 X2 + 2X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [4 punti] Si determinino i punti base e le coniche degeneri del fascio. Al variare di (, ), si classifichino
le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 + X2 = 0.
126

127

Matematica 3 Compitino del 16 giugno 2008 Compito A

(b) [4 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o
iperboli equilatere appartenenti al fascio.
(c) [4 punti] Si scriva lequazione di una curva contenente i poli della retta X1 + X2 = 0 rispetto a tutte le
coniche (non degeneri) del fascio.
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

0
2 6
A(,) = 2 2

e
6

det A(,) = 16( + 3).

Dunque vi sono tre coniche degeneri distinte nel fascio, ovvero


C(0,1) : X2 (X1 +2X2 6X0 ) = 0,

C(1,0) : X1 (X1 2X0 ) = 0

C(3,1) : (X1 X2 )(3X1 +2X2 6X0 ) = 0.

I punti base del fascio sono


1
P =

0
0

1
,

Q=

2
0

1
,

R=

0
3

1
,

S=

2
2

Si conclude che tutte le coniche del fascio passano per il punto P , appartenente alla retta X1 + X2 = 0.
Dunque, nel piano affine che si ottiene mandando allinfinito la retta x1 + X2 = 0, si ha un fascio di iperboli,
con leccezione di una parabola, costituita dalla conica tangente in P alla retta data (trovarla!).

(b) Nel piano affine che si ottiene


la retta X0 = 0, il tipo di conica `e
 togliendo

2
determinato dal segno del det 4 = (8). La situazione `e descritta
nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i valori (, )
=0
per cui si ottengono ellissi, mentre la zona bianca, rappresenta i valori per cui

si ottengono iperboli. Le linee tratteggiate corrispondono alle due parabole


del fascio, una delle quali `e degenere. Le altre coniche degeneri coincidono
con gli assi coordinati (le coppie di rette reali non parallele possono essere
8
pensate come iperboli degeneri).
Imponendo il passaggio di C(,) per uno dei punti ciclici, si verifica che
non ci sono cerchi nel fascio.
Ricordando che le iperboli equilatere hanno i coefficienti dellequazione canonica opposti tra loro, si
osserva che tali coniche si hanno per valori di (, ) per cui la sottomatrice A0(,) abbia autovalori opposti
e quindi traccia nulla. Si ha trA0(,) = 2 + 4 e quindi vi `e ununica iperbole equilatera (non degenere)nel
fascio ed `e la conica C(2,1) .
(c) Al variare di 
(, ) (per valori corrispondenti a coniche non degeneri) il polo della retta X1 + X2 = 0 `e
la soluzione,

x0
x1
x2

, del sistema


2X1 + 6X2 = 0
.
(2X0 + 2X1 + X2 ) (6X0 + )X1 + 4X2 ) = 0

Dunque, per tali valori il sistema




x1 + 3x2 = 0
(2x0 + 2x1 ) + (6x0 x1 3x2 ) = 0

ha soluzioni non banali nelle incognite (, ). Deve quindi aversi




x1
3x2
det
= 6x0 x1 6x0 x2 x21 9x1 x2 = 0
2x1 2x0 6x0 x1 3x2

128

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

che ci da lequazione di una conica contenente i poli della retta data rispetto alle coniche (non degeneri) del
fascio.

ESERCIZIO 3. In P3 (R), si consideri la quadrica
Q : 4X0 X2 + X12 4X1 X3 X22 = 0.
(a) [4 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) [4 punti] Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q,
a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si determinino le eventuali rette
contenute nel supporto
di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.

X1 X2 = 0
e si determinino i punti P1 e P2 di intersezione tra t ed il supporto di
(c) [4 punti] Sia t :
X2 + X3 = 0
Q. Indicate con r1 ed s1 le rette sulla quadrica passanti per P1 e con r2 ed s2 quelle passanti per P2 ,
siano P3 = r1 s2 e P4 = r2 s1 . Determinare le equazioni cartesiane della retta u = P3 P4 e dire che
relazioni ha con t.
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice

0 0
2
0
0 2
0 1
A=

2 0 1 0
0 2 0
0

det A = 16.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali, ad esempio
t
0
(1, 0, 0, 0)).
! Si ha det A = 4 e quindi nel piano affine `e un iperboloide iperbolico. Il centro `e il punto
C=

1
0
2
0

Il polinomio caratteristico det(A0 13 ) = ( + 1)(2 4) e quindi gli autovalori sono 1,

1+ 17
, che determinano le direzioni degli assi, ovvero
2
!
!
0
0
0!
P1 =

0
1
0

P2 =

1+ 17
0
4

Gli assi hanno quindi equazioni affini




x=0
y2=0

h1 :
,
h2 :
,
z=0
4x + (1 + 17)z = 0

P3 =

1 17
0
4


h3 :

1 17
,
2

y2=0

.
4x + (1 17)z = 0

Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha le rette,


Y 2 17+1
Infine, lequazione canonica `e 41 X 2 + 171
8
8
h1 , h2 , h3 , come assi coordinati.
(b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea
V : (4X0 )2 4(4X0 X2 + X12 4X1 X3 X22 ) = 0.
Lequazione omogenea di Q si pu`
o scrivere nella forma
Q : (4X0 X2 )X2 + X1 (X1 4X3 ) = 0
Dunque le due schiere di rette sulla quadrica sono


b 4X0 X2 aX1 = 0

r(a,b) :
aX2 + b X1 4X3 = 0



d 4X0 X2 c X1 4X3 = 0
s(c,d) :
.
cX2 + dX1 = 0

Se un piano contiene una di queste rette, la sua intersezione con Q `e una conica degenere. Dunque, essendo
Q un iperboloide, nessuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.
1!
1 !
(c) Si ha P1 =

0
0
0

e P2 =

1
1
1
P1

. La retta u `e la polare di t = P1 P2 (perche?) e quindi `e lintersezione

dei piani polari dei due punti,


e P2 . Le equazioni cartesiane son quindi
t

P1 AX = 0
X2 = 0
u: t
,
ovvero
P2 AX = 0
2X0 3X1 + 3X2 + 2X3 = 0
!
!
1
5
ed i due punti sono P3 =

0
0
1

, P4 =

4
0
1

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 16 giugno 2008 Compito B
 
 
ESERCIZIO 1. Nel piano euclideo si considerino i punti P = 12 e Q = 2
e le rette r : 2x y = 0
2
ed s : x + y = 0.
(a) [4 punti] Si determini lequazione delliperbole equilatera, C , tangente ad r in P ed a s in Q.
(b) [4 punti] Si determinino asintoti centro ed assi di C e se ne scriva lequazione canonica. Si tracci un
disegno approssimativo della curva.
ESERCIZIO 2. Nel piano proiettivo reale, si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 3X0 X1 X0 X2 + X12 + 2( + )X1 X2 2X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [4 punti] Si determinino i punti base e le coniche degeneri del fascio. Al variare di (, ), si classifichino
le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la retta X1 + X2 = 0.
(b) [4 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino eventuali cerchi o
iperboli equilatere appartenenti al fascio.
(c) [4 punti] Si scriva lequazione di una curva contenente i poli della retta X1 + X2 = 0 rispetto a tutte le
coniche (non degeneri) del fascio.
ESERCIZIO 3. In P3 (R), si consideri la quadrica
Q : 2X0 X2 2X0 X3 + X12 + 4X1 X3 2X22 + 4X32 = 0.
(a) [4 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) [4 punti] Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q,
a seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si determinino le eventuali rette
contenute nel supporto
di Q e si dica se qualcuna di queste rette `e contenuta nel piano improprio.

X1 = 0
(c) [4 punti] Sia t :
e si determinino i punti P1 e P2 di intersezione tra t ed il supporto di Q.
X3 = 0
Indicate con r1 ed s1 le rette delle due schiere sulla quadrica passanti per P1 e con r2 ed s2 quelle
passanti per P2 , siano P3 = r1 s2 e P4 = r2 s1 . Determinare le equazioni cartesiane della retta
u = P3 P4 e dire che relazioni ha con t.

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 18 giugno 2008 Compito A

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

6 1 4 2
0
0 2 0
A=

4 1 2 2
0 0
0 2

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e
si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia. Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f
induce uninvoluzione.
(c) [3 punti] Dato un punto Q P3 (R) sia Qn = f n (Q), per ogni intero n 1. Si discuta il limite della
successione di punti, al variare del punto Q.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 2)2 (x 2)2 e si ha
8
0
A + 21 =
4
0

1 4
0 0
1 0
0 0

2
0

2
0

4 1 4 2
0
0 4 0
A 21 =

4 1 4 2
0 0
0 4

0 4 0 8
0 16 0 0
(A 21)2 =
.
0 4 0 8
0 0 0 16

Il polinomio minimo `e quindi (x 2)2 (x + 2). Scelta la base v0 = e0 4e1 + e2 , v1 = e0 + e2 2e3 ,


v2 = 4e0 + 4e2 , v3 = e1 , la matrice di una soprastante di f , rispetto a tale base, `e
2 0
0 2
J =
0
0
0
0

0
0
2
0

0
0

1
2

da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti, r = hv0 , v1 i ed il punto unito P2 = hv2 i. I piani uniti
sono quelli del fascio di asse s = hv2 , v3 i ed il piano = hv0 , v1 , v2 i. Le rette unite, distinte da r ed s,
si ottengono unendo P2 = hv2 i con i punti della retta r. Le stesse rette si ottengono anche intersecando i
piani del fascio di asse s con il piano .
(b) Il piano = hv0 , v1 , v2 i `e unito e contiene la retta di punti uniti, r. Dunque, su resta indotta da f
unomologia non-speciale, di asse r e centro P2 . Su ogni retta unita, `e indotta da f unomologia non speciale
di asse P2 e centro il punto di intersezione con la retta di punti uniti. Fanno eccezione la retta r su cui viene
indotta lidentit`
a e la retta s su cui viene indotta unomologia speciale di centro ed asse P2 .
Tutte le omologie indotte su piani e rette, ad eccezione di r ed s, sono involutorie perche diagonalizzabili
e con gli autovalori opposti tra loro.
(c) Dato un generico punto Q = hx0 v0 + + x3 v3 i, si ha


f n (Q) = (2)n (x0 v0 + x1 v1 ) + 2n (x2 v2 + x3 v3 ) + 2n1 nx3 v2 =


2
n2
= (1) (x0 v0 + x1 v1 ) + (x2 v2 + x3 v3 ) + x3 v2 .
n
n
Dunque, al crescere di n, se x3 6= 0, il punto tende a P2 = hv2 i. Se, invece x3 = 0, allora o Q `e un punto unito
(x2 = 0 = x3 o Q = P2 ) e quindi la successione `e costantemente uguale a Q, oppure il punto Q non `e unito ed i
termini della successione oscillano tra Q = hx2 v2 + (x0 v0 + x1 v1 )i e Q1 = f (Q) = hx2 v2 (x0 v0 + x1 v1 )i.

130

131

MATEMATICA 3 prova scritta del 18 giugno 2008 Compito A

ESERCIZIO 2. In P2 (R) si considerino i punti



P1 =

1
2
1

1
,

P2 =

0
1


,

P3 =

1
2
1


,

P4 =

1
0
3


.
1

(a) [3 punti] Si determinino le equazioni cartesiane delle rette, r, passanti per P0 =

0
0

, tali che P1 , P2 ,

P3 , P4 siano i vertici di un parallelogramma nel piano affine P2 (R) r r.


(b) [3 punti] Si fissi una delle possibili rette, r, del punto precedente e si determinino due punti (complessi
coniugati) C e C tali che il quadrilatero P1 P2 P3 P4 sia un quadrato per la metrica euclidea sul piano
affine P2 (R) r r che ha C e C come punti ciclici.
` vero o falso che il fascio di coniche di punti base P1 P2 P3 P4 `e formato da coniche concentriche
(c) [3 punti] E
nel piano affine P2 (R) r r? In caso affermativo, qual`e il centro comune alle coniche non degeneri del
fascio?.
Svolgimento. (a) I quattro punti sono i vertici di un quadrangolo piano completo e le coppie di lati opposti
si incontrano nei tre punti diagonali del quadrangolo che diventa un parallelogramma se, e solo se, i lati
opposti sono a due a due paralleli, ovvero se prendiamo come retta impropria una retta che contenga due
punti diagonali (lato diagonale del quadrangolo). I punti diagonali sono
1
D1 = (P1 P2 )(P3 P4 ) =

4
1

1
,

D2 = (P1 P3 )(P2 P4 ) =

0
0


,

D3 = (P1 P4 )(P2 P3 ) =

1
4
5


,

e quindi solo due lati diagonali passano per P0 , ovvero


r = D1 D2 : X1 4X2 = 0

ed

s = D2 D3 : 5X1 + 4X2 = 0.

(b) Per fissare le idee, scegliamo come retta impropria la retta s, lasciando al lettore lo svolgimento dei calcoli
nellaltro caso. Un quadrangolo `e un quadrato se i lati che congiungono vertici consecutivi sono a due a due
ortogonali cos` come i rimanenti due lati che congiungono i vertici opposti. Le direzioni dei lati consecutivi
 
5

sono i due punti diagonali su s, mentre le intersezioni dei rimanenti lati con s sono i punti Q1 = 4 e
5
 3 
4
Q2 =
. Nel riferimento che ha come punti base D3 , D2 e come punto unit`a Q1 , indicata con x la
5

relativa coordinata affine, si ha x(D2 ) = , x(D3 ) = 0, x(Q


1. I punti ciclici, C e C,
1 ) = 1,
 x(Q2 ) =
 14i
1+4i
4
4
devono quindi avere coordinate affini i e i, quindi si ha C =
eC=
.
5

(c) Il triangolo di vertici D1 , D2 , D3 `e autopolare per ogni conica del fascio (perche?) e tutte le coniche non
degeneri del fascio sono a centro, che quindi coincide con il punto D1 .

ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 36X02 2X0 X1 24X0 X2 + ( )X12 + 4X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta X1 2X0 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la
retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino asse, vertice, equazione
canonica e fuoco per le le eventuali parabole, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [3 punti] Si determini, se esiste, una retta, r, tale che le coniche non degeneri del fascio siano tutte
iperboli aventi lo stesso centro in P2 (R) r r.

132

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

36

12
=

0
12
0
4

det A = 162 .

Dunque vi sono due coniche degeneri distinte nel fascio, ovvero


C(0,1) : X12 2X0 X1 = 0,

C(1,0) : (6X0 2X2 )2 X12 = 0.

I punti base del fascio sono


1
P =

0
3

1
(molteplicit`a 2),

Q=

2
2

1
,

R=

2
4

Si conclude che tutte le coniche del fascio sono tangenti alla retta X1 = 0 nel punto P . Nel piano affine che
si ottiene mandando allinfinito la retta X1 2X0 = 0, vi sono due punti base allinfinito, Q ed R, e quindi
si ha un fascio di iperboli.
(b) Nel piano affine che si ottiene
 la retta X0 = 0, il tipo di conica
 togliendo
0
`e determinato dal segno di det
= 4( ). Quindi la situazione
0 4
`e descritta nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i
valori (, ) per cui si ottengono ellissi, mentre la zona bianca, rappresenta i
valori per cui si ottengono iperboli. Le linee tratteggiate corrispondono alle
due parabole del fascio, delle quali una `e degenere ( = 0). La parabola non
degenere `e C(1,1) : 36X02 4X0 X1 24X0 X2 + 4X22 = 0. ovvero X0 X1 =
(3X0 X2 )2 . Dunque ha asse h : 3X0 X
2 =0, vertice in P , equazione
canonica 2Y = 2X 2 e fuoco nel punto F =

4
1
12

=0

=0

.
0

(c) La retta r : 3X0 X2 = 0 `e la polare di R =

0
1

per tutte le coniche non degeneri del fascio e contiene

` questa la retta cercata.


il punto P . Quindi ogni conica del fascio interseca r in due punti reali. E

ESERCIZIO 4. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : 2X0 X2 + 3X12 4X1 X3 X22 + 3X32 = 0.
(a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
(b) [3 punti] Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q, a
seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si dica quali tra gli assi intersecano
` vero che gli assi di Q formano un sistema ortonormale che porta in
il supporto di Q in punti reali. E
forma diagonale anche lequazione del cono V ?
` vero che questi piani tagliano
(c) [3 punti] Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. E
cerchi anche sul cono V ? In tal caso, i cerchi su Q ed i cerchi su V han gli stessi centri?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice

0 0
1
0
0 2
0 3
A=

1 0 1 0
0 2 0
3

det A = 5 = det A0 .

MATEMATICA 3 prova scritta del 18 giugno 2008 Compito A

133

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti ellittici (dato che vi sono dei punti reali, ad esempio
t
(1, 0, 0, 0)). la restrizione al !
piano improprio non `e definita, quindi nel piano affine `e un iperboloide ellittico.
Il centro `e il punto C =

1
0
1
0

Il polinomio caratteristico det(A0 13 ) = ( + 1)( 1)( 5) e quindi gli autovalori sono 1, 1, 5,


che determinano le direzioni degli assi, ovvero
P1 =

0!
0
,
1
0

P2 =

0!
1
,
0
1

P3 =

0 !
1
.
0
1

Gli assi hanno quindi equazioni affini



h1 :

x=0
,
z=0


h2 :

y1=0
,
xz =0


h3 :

y1=0
.
x+z =0

Infine, lequazione canonica `e X 2 Y 2 5Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica
come assi coordinati.
(b) Il cono asintotico (cono tangente uscente dal centro) ha equazione omogenea
V : (X0 )2 (2X0 X2 + 3X12 4X1 X3 X22 + 3X32 ) = 0.
1!
0
0
0

Lasse h1 interseca la quadrica nei punti

1!
0
2
0

mentre gli altri due assi la intersecano in punti non

reali. I tre assi sono tali anche per il cono asintotico (perche?) che ha equazione canonica X 2 Y 2 5Z 2 = 0
in quel sistema di coordinate (spiegare il perche!).
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
.
Q H : X12 + X22 + X32 = 0

2
2
2
3X1 4X1 X3 X2 + 3X3 = 0
Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica


X0 = 0
(X1 X3 )2 X22 = 0

che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani che tagliano cerchi sulla
quadrica. Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : x + y z = t e s : x y z = s,
al variare di s e t in R. Poiche V `e il cono asintotico, ovvero il cono tangente nei punti impropri di Q le
due quadriche hanno la stessa intersezione col piano improprio; dunque i piani in questione tagliano cerchi
anche sul cono ed i luoghi dei centri sono le stesse due rette per il centro di Q (perche? Scrivere lequazione
delle due rette!).


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 18 giugno 2008 Compito B

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

3 0 1 1
0 3 0 1
A=

5 0 3 5
0 1 0
1

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e
si determinino in ogni caso asse e centro dellomologia. Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f
induce uninvoluzione.
(c) [3 punti] Dato un punto Q P3 (R) sia Qn = f n (Q), per ogni intero n 1. Si discuta il limite della
successione di punti, al variare del punto Q.
ESERCIZIO 2. In P2 (R) si considerino i punti
 1 
1
P1 = 1 ,
P2 = 1 ,
0

1
P3 =

3
0


,

P4 =

1
1
2


.
1

(a) [3 punti] Si determinino le equazioni cartesiane delle rette, r, passanti per P0 =

0
0

, tali che P1 , P2 ,

P3 , P4 siano i vertici di un parallelogramma nel piano affine P2 (R) r r.


(b) [3 punti] Si fissi una delle possibili rette, r, del punto precedente e si determinino due punti (complessi
coniugati) C e C tali che il quadrilatero P1 P2 P3 P4 sia un quadrato per la metrica euclidea sul piano
affine P2 (R) r r che ha C e C come punti ciclici.
` vero o falso che il fascio di coniche di punti base P1 P2 P3 P4 `e formato da coniche concentriche
(c) [3 punti] E
nel piano affine P2 (R) r r? In caso affermativo, qual`e il centro comune alle coniche non degeneri del
fascio?.
ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 3X02 + 2( 3)X0 X1 2X0 X2 + ( + 4)X12 + 2(2 )X1 X2 + X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta X1 2X0 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo la
retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino asse, vertice, equazione
canonica e fuoco per le le eventuali parabole, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [3 punti] Si determini, se esiste, una retta, r, tale che le coniche non degeneri del fascio siano tutte
iperboli aventi lo stesso centro in P2 (R) r r.
ESERCIZIO 4. In P3 (R), si consideri la quadrica
Q : 2X0 X2 + X12 4X1 X2 2X1 X3 + 4X22 + 4X2 X3 + 2X32 = 0.
(a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.

(b) [3 punti] Si determini lequazione del cono, V , tangente a Q ed uscente dal centro o dal vertice di Q, a
seconda che si tratti di una quadrica a centro o di un paraboloide. Si dica quali tra gli assi intersecano
` vero che gli assi di Q formano un sistema ortonormale che porta in
il supporto di Q in punti reali. E
forma diagonale anche lequazione del cono V ?
` vero che questi piani tagliano
(c) [3 punti] Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. E
cerchi anche sul cono V ? In tal caso, i cerchi su Q ed i cerchi su V han gli stessi centri?

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 3 luglio 2008 Compito A

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

3 0
0
0
1
1 3 0
A=

1
2 3 1
0
0
0 3

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) [3 punti] In P3 (R) si considerino gli elementi P , r e , di equazioni cartesiane

: X0 = 0,

r:

X0 = 0
,
X1 = 0

X0 = 0
P : X1 = 0 .

X2 = 0

Si determinino le matrici di tutte le proiettivit`a di P3 (R) che hanno P , r e come elementi uniti. Si
caratterizzino quelle che li hanno come unici elementi uniti.
Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 3)4 e si ha
0
1
A + 31 =
1
0

0 0 0
0 0 1
,
2 0 1
0 0 0

0
0
2
(A + 31) =
2
0

0 0 0
0 0 0

0 0 2
0 0 0

(A 21)3 = 0.

Il polinomio minimo `e quindi (x + 3)3 . Scelta la base v0 = e0 + e3 , v1 = 2e2 , v2 = e1 e2 , v3 = e3 , la matrice


di una soprastante di f , rispetto a tale base, `e

3 0
0
0
0
0 3 1
J =

0
0 3 1
0
0
0 3

da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti, r = hv0 , v1 i ed un fascio di piani uniti, di asse la retta
s = hv1 , v2 i. Sul piano = hv0 , v1 , v2 i, resta indotta unomologia (necessariamente) speciale, di asse
r e centro nel punto P1 = hv1 i. Quindi sono unite tutte le rette del piano , passanti per P1 , ovvero
r(a,b) = hv1 , av0 + bv2 i()
(b) Non vi sono piani, diversi da , su cui resti indotta unomologia. Su tutte le rette unite resta indotta
unomologia speciale di centro ed asse nel punto P1 = hv1 i.
(c) Le proiettivit`
a cercate hanno matrici del tipo
a00
a10

a20
a30

()

0
a11
a21
a31

0
0
a22
a32

0
0

0
a33

Le rette r ed s descritte sopra sono, rispettivamente, le rette r(1,0) ed r(0,1) di questo fascio.

136

137

MATEMATICA 3 prova scritta del 3 luglio 2008 Compito A

con a00 a11 a22 a33 6= 0 e determinate a meno di un fattore di proporzionalit`a (sono quindi i punti di un P9 (R)
che stanno nel complementare dellunione di 4 iperpiani). Tra queste, quelle che hanno P , r e come unici
elementi uniti, soddisfano alle ulteriori condizioni: a00 = a11 = a22 = a33 ed a10 a21 a32 6= 0 (perche?).

ESERCIZIO 2. Su una retta proiettiva (reale), si consideri il riferimento {P , P0 , P1 } e, per ogni numero
razionale, x, si indichi con Px il punto di coordinata affine x nel riferimento dato, ovvero lunico punto tale
che (P , P0 , P1 , Px ) = x.
(a) [3 punti] Si mostri che, per ogni numero naturale, n, si ha
(P , Pn , Pn1 , Pn+1 ) = 1,

(P0 , P1/n , P1/(n1) , P1/(n+1) ) = 1;

ove si `e usata la convenzione 1/0 = , per n = 1. Si concluda che ogni punto Px , al variare di x in Q,
`e costruibile con la sola riga a partire dai punti del riferimento.
(b) [3 punti] Siano date nel piano affine due rette parallele, r ed s, ed una coppia di punti distinti, P0 e P1 ,
su r. Si descriva un procedimento che utilizzi solo la riga per dividere in tre parti uguali il segmento
P0 P1 .
(c) [3 punti] Perche non si pu`
o usare il procedimento duale sui fasci di rette per dividere un angolo in tre
parti uguali?
Svolgimento. (a) Sia n > 1 e si osservi che si ha
(P , Pn , Pn1 , Pn+1 ) = (, n, n 1, n + 1) = 1
(P0 , P1/n , P1/(n1) , P1/(n+1) ) = (0, 1/n, 1/(n 1), 1/(n + 1)) = 1.
ove luguaglianza nella seconda riga si poteva dedurre da quella
della prima, ricordando che la trasformazione x 7 x1 si estende
ad una proiettivit`
a della retta. Si verifica facilmente che le
uguaglianze restano vere anche nel caso in cui n = 1.
Poiche il quarto armonico dopo tre punti dati `e costruibile
con la sola riga, usando ricorsivamente quella costruzione e le
relazioni stabilite sopra, `e possibile costruire ogni punto del tipo
Pm/n con m 0 < n. Ad esempio, si pu`o costruire dapprima
Pm e poi determinare Pm/n costruendo il punto di coordinata
affine 1/n nel riferimento {P , P0 , Pm }. Infine, per costruire Px
con 0 > x Q, `e sufficiente osservare che (P , P0 , Px , Px ) =
(, 0, x, x) = 1 per ogni x Q.

1
3

1
2

2
3

(b) Avere le due rette parallele equivale ad avere in evidenza


il punto improprio (P ) della retta r e quindi si possono usare i procedimenti descritti in precedenza per determinare i
punti di coordinate affini 1/3 e 2/3 nel riferimento {P , P0 , P1 }
su r. Un esempio di applicazione dei procedimenti del punto
precedente si pu`
o vedere nel disegno qui a fianco, ove si sono
usate le relazioni (0, 1, , 1/2) = 1, (0, 1/2, 1, 1/3) = 1 e
(1/3, 1, , 2/3) = 1.
(c) Non `e possibile perche la misura dellangolo non `e una coordinata affine in un fascio di rette del piano
(che relazioni ci sono?).

ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 2X0 X1 + 4X0 X2 + X12 + 2X1 X2 2X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).

138

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta X2 2X1 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino asse, vertice ed
equazione canonica per le eventuali parabole, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [3 punti] Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del
fascio. Che relazioni ha tale curva con i punti base del fascio?
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

A(,)

0 2

=
2 2

det A = 23 .

Dunque vi `e una sola conica degenere nel fascio, ovvero C(0,1) : X1 (X1 + 2X2 ) = 0. Tutte le coniche
passano per lorigine e sono tangenti alla retta r : X1 + 2X2 = 0 in quel punto. Le coniche C(1,0) :
X0 X1 + 2X0 X2 X22 = 0 e C(0,1) si intersecano nei punti base del fascio, che sono
1
P =

0
0

1
(molteplicit`a 3),

Q=

0
2

Nel piano affine che si ottiene mandando allinfinito la retta X2 2X1 = 0, il fascio ha un punto base
allinfinito, P , e quindi le coniche non degeneri sono tutte iperboli ed uno degli asintoti coincide con la retta
r.

(b) Nel piano affine che si ottiene


la retta X0 = 0, il tipo di conica
 togliendo


`e determinato dal segno di det 2 = (2 + ). Quindi la situazione


`e descritta nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i
valori (, ) per cui si ottengono ellissi, mentre la zona bianca, rappresenta
i valori per cui si ottengono iperboli. Le linee tratteggiate corrispondono
alle due parabole del fascio. Una parabola non degenere `e C(1,0) : X0 X1 +
2X0 X2 X22 = 0, ovverox =(y 1)2 1 in coordinate affini. Dunque ha
asse h : y = 1, vertice in

1
1
1

2+=0

=0

, equazione canonica 2Y = 2X 2 .

Laltra parabola
C(1,2) : 2X0 X1 4X0 X2 +2X12 +4X1 X2 +2X22 = 0. Ha asse h : 3X0 +4X1 +4X2 =
 16`e

0, vertice in V = 15 , equazione canonica 2Y = 4 2X 2 .


3
 x0 
(c) I centri sono i punti propri x1 che sono soluzioni di uno (almeno) dei sistemi lineari
x2

X0 + X1 + X2 = 0
,
2X0 + X1 2X2 = 0

al variare dei parametri omogenei (, ). Dunque, per tali valori delle Xi , il sistema lineare omogeneo


x0 + (x1 + x2 ) = 0
,
(2x0 2x2 ) + x1 = 0

ha soluzioni non banali, per cui deve aversi x0 x1 (x1 + x2 )(2x0 2x2 ) = 0 che `e lequazione di una
conica contenente i centri delle coniche del fascio. Anche questa conica `e tangente in P alla retta r, ma non
appartiene al fascio.


139

MATEMATICA 3 prova scritta del 3 luglio 2008 Compito A

ESERCIZIO 4. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : X02 6X0 X3 + X12 + 4X1 X3 2X22 + X32 = 0.
(a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
` vero che esiste unaffinit`a
(b) [3 punti] Si determinino le equazioni di rette contenute nel supporto di Q. E
3
`
che trasforma Q in un ellissoide? E vero che esiste una proiettivit`a di P (R) che trasforma Q in un
ellissoide?
(c) [3 punti] Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. Si determini il luogo formato dai
centri dei cerchi tagliati su Q. Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione
delle due giaciture che tagliano cerchi su Q?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice

1 0 0 3
2
0 1 0
A=

0 0 2 0
3 2 0
1

det A = 12,

det A0 = 6.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti iperbolici (dato che vi sono dei punti reali) e la
sua restrizione al piano improprio `e non !
definita e non degenere, quindi nello spazio affine `e un iperboloide
iperbolico. Il centro `e il punto C =

1
2
0
1

Il polinomio caratteristico di A0 `e det(A0 13 ) = ( + 2)( + 1)( 3) e quindi gli autovalori sono 2,


1, 3, che determinano le direzioni degli assi, ovvero
0 !
0!
0!
P1 =

0
1
0

P2 =

1
0
1

P3 =

Gli assi hanno quindi equazioni affini




(x 2) + (z + 1) = 0
y=0
h1 :
,
h2 :
,
(x 2) (z + 1) = 0
(x 2) + (z + 1) = 0

1
0
1


h3 :

y=0
.
(x 2) (z + 1) = 0

Infine, lequazione canonica `e X 2 + 21 Y 2 32 Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica
come assi coordinati.
(b) Con il completamento dei quadrati lequazione di Q si pu`o scrivere nella forma
6X32 (X0 + 3X3 )2 + (X1 + 2X3 )2 2X22 = 0.
Con il cambiamento di coordinate

Y0 = X0 + (3 + 6)X3 , Y1 = X0 (3 6)X3 ,

Y2 = X1

2X2 + 2X3 ,

Y3 = X1 +

2X2 + 2X3 ,

lequazione prende la forma Y0 Y1 + Y2 Y3 = 0, da cui si deducono con procedimenti standard le equazioni


delle due schiere di rette su Q.
Non possono esistere proiettivit`
a (reali) che trasformino Q in un ellissoide perche la quadrica data ha
punti iperbolici (sgn(2, 2)) e nessuna proiettivit`a reale pu`o trasformarla in una quadrica a punti ellittici.
Tanto meno possono esistere delle affinit`
a.
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
.
Q H : X12 + X22 + X32 = 0

2
2
2
X1 + 4X1 X3 2X2 + X3 = 0

140

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica




X0 = 0
2(X1 + X3 )2 X22 = 0

che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani
che tagliano
cerchi
sullaquadrica.Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : 2x + y + 2z = t e
s : 2x y + 2z = s, al variare di s e t in R. I luoghi dei centri sono due rette per il centro di Q contenute
nel piano polare del punto di intersezione tra le due giaciture (perche? Scrivere lequazione delle due rette!).


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 3 luglio 2008 Compito B

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice


3
2
A=
2
0

0 0 0
3 0 2

1 3 2
0 0 3

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [3 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
(c) [3 punti] In P3 (R) si considerino gli elementi P , r e , di equazioni cartesiane

: X3 = 0,

r:

X2 = 0
,
X3 = 0

X1 = 0
P : X2 = 0 .

X3 = 0

Si determinino le matrici di tutte le proiettivit`a di P3 (R) che hanno P , r e come elementi uniti. Si
caratterizzino quelle che li hanno come unici elementi uniti.
ESERCIZIO 2. Su una retta proiettiva (reale), si consideri il riferimento {P , P0 , P1 } e, per ogni numero
razionale, x, si indichi con Px il punto di coordinata affine x nel riferimento dato, ovvero lunico punto tale
che (P , P0 , P1 , Px ) = x.
(a) [3 punti] Si mostri che, per ogni numero naturale, n, si ha
(P , Pn , Pn1 , Pn+1 ) = 1,

(P0 , P1/n , P1/(n1) , P1/(n+1) ) = 1;

ove si `e usata la convenzione 1/0 = , per n = 1. Si concluda che ogni punto Px , al variare di x in Q,
`e costruibile con la sola riga a partire dai punti del riferimento.
(b) [3 punti] Siano date nel piano affine due rette parallele, r ed s, ed una coppia di punti distinti, P0 e P1 ,
su r. Si descriva un procedimento che utilizzi solo la riga per dividere in tre parti uguali il segmento
P0 P1 .
(c) [3 punti] Perche non si pu`
o usare il procedimento duale sui fasci di rette per dividere un angolo in tre
parti uguali?
ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 2X0 X1 + 2X0 X2 + 2X12 + 2X1 X2 X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta X2 2X0 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determinino asse, vertice ed
equazione canonica per le eventuali parabole, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [3 punti] Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del
fascio. Che relazioni ha tale curva con i punti base del fascio?

ESERCIZIO 4. In P3 (R), si consideri la quadrica


Q : 2X0 X2 6X0 X3 + 2X12 + 2X1 X3 X22 + 2X32 = 0.
(a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
` vero che esiste unaffinit`a
(b) [3 punti] Si determinino le equazioni di rette contenute nel supporto di Q. E
3
`
che trasforma Q in un ellissoide? E vero che esiste una proiettivit`a di P (R) che trasforma Q in un
ellissoide?
(c) [3 punti] Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. Si determini il luogo formato dai
centri dei cerchi tagliati su Q. Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione
delle due giaciture che tagliano cerchi su Q?

Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 23 settembre 2008

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

2 1 4
3
9
0 5 0
A=

4 1 6 3
0 1 0
1

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [2 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce unomologia (speciale o non-speciale) e si
determinino in ogni caso asse e centro dellomologia.
` vero che per ogni punto unito passano infinite rette unite? E
` vero che per ogni punto non
(c) [3 punti] E
unito passa
! ununica retta unita? Si determinino le equazioni cartesiane delle rette unite passanti per
P =

1
1
1
1

Svolgimento. (a) Il polinomio caratteristico di A `e det(x1 A) = (x + 2)4 e si ha

4 1 4
3
9
0 3 0
A + 21 =
,
4 1 4 3
0 1 0
3

(A + 21)2 = 0.

Il polinomio minimo `e quindi (x + 2)2 . Scelta la base v0 = 4e0 4e2 , v1 = e0 , v2 = e0 3e1 + e2 e3 ,


v3 = e1 , la matrice di una soprastante di f , rispetto a tale base, `e

2 1
0
0
0
0 2 0
J =

0
0 2 1
0
0
0 2

da cui si vede che vi `e una retta di punti uniti, r = hv0 , v2 i ed un fascio di piani uniti, di asse la retta r.
Su ogni piano (a,b) = hv0 , v2 , av1 + bv3 i del fascio di ase r, resta indotta unomologia (necessariamente)
speciale, di asse r e centro nel punto P(a,b) = hav0 + bv2 i. Quindi in ciascuno dei piani uniti, (a,b) , sono
unite tutte le rette passanti per P(a,b) .
(b) Abbiamo gi`
a visto nel punto precedente quanto riguarda i piani uniti. Su ogni retta unita, diversa da r,
resta indotta unomologia speciale di asse e centro nel punto di intersezione con r. Sulla retta r resta indotta
lidentit`a.
(c) Alla prima domanda abbiamo gi`
a risposto sopra. Ogni punto non unito, X, sta in uno solo dei piani del
fascio di asse r ed `e quindi contenuto in ununica retta unita. Lasciamo al lettore i calcoli nel caso proposto.

ESERCIZIO 2. Nel piano euclideo si consideri un triangolo equilatero, ABC, inscritto in una circonferenza,
C , di centro K.
(a) [3 punti] Si mostri che esiste ununica parabola, P, passante per A, B e K, ed avente asse perpendicolare
al segmento AK.
(b) [3 punti] Si mostri che vi `e una sola conica degenere reale nel fascio generato da C e P.
143

144

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

(c) [3 punti] Il fascio contiene altri cerchi diversi da C ? Vi sono cerchi nel fascio di coniche passanti per A,
B, C e K?
Svolgimento. (a) Non `e restrittivo supporre che la circonferenza circoscritta ad ABC abbia
 
 raggio unitario
0
0
e inoltre, possiamo scegliere un riferimento ortonormale in cui C : x2 + y 2 = 1, A =
, K =
e
1
0
 
23
B=
. Allora lasse della parabola P `e parallelo allasse orizzontale e, imponendo le condizioni di
12

passaggio per A, B e K, si ottiene lequazione P : 3x 2 3(y y 2 ) = 0. Ci`o risponde completamente alla


prima domanda.
(b) Per determinare le coniche degeneri, cerchiamo i quattro punti di intersezione tra C e P; due dei quali
ci sono gi`a noti (A e B). Consideriamo quindi il sistema di quarto grado
 2
x + y2 = 1

.
3x 2 3(y y 2 ) = 0
Sostituendo nella prima equazione lespressione di x in funzione di y ricavata dalla seconda equazione e
tenendo conto dei due punti di intersezione A e B, si ottiene il sistema
(
x = 23 (y y 2 )
,
(y 1)(2y + 1)(2y 2 3y + 3) = 0
che ha come soluzioni, oltre ai due punti detti, due punti di coordinate complesse coniugate. Dunque, vi `e
ununica coppia di rette reali passante per questi quattro punti.
(c) Se vi fosse unaltro cerchio, tutte le coniche del fascio sarebbero cerchi, ma cos` non `e. Il fascio di coniche
passanti per A, B, C e K `e costituito solo da iperboli equilatere (perche?).

ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : 15X02 + 12X0 X1 (8 6)X0 X2 3X12 2X1 X2 + ( 2)X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta X0 + X1 X2 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determini lequazione canonica
delle eventuali iperboli equilatere, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [3 punti] Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del
fascio. Che relazioni ha tale curva con le coniche degeneri del fascio?
Svolgimento. (a) La generica conica del fascio ha matrice

15
6 3 4
A(,) = 6
3

3 4
2

det A = 27(2 + ).

Dunque vi sono tre coniche degeneri nel fascio, ovvero


C(0,1) : X2 (3X0 X2 ) = 0,
C(1,0) : (3X0 + 3X1 X2 )(5X0 X1 X2 ) = 0,
C(1,2) : (15X0 3X1 5X2 )(X0 + X1 X2 ) = 0.
Tutte le coniche passano per i quattro punti base
 1 
1
P1 = 1 ,
P2 = 5 ,
0

1
P3 =

0
3

1
,

P4 =

2
3

145

MATEMATICA 3 prova scritta del 23 settembre 2008

La retta X0 + X1 X2 = 0 contiene due punti base del fascio e quindi, nel piano affine che si ottiene mandandola allinfinito, il fascio `e costituito tutto da iperboli con gli asintoti paralleli alle direzioni corrispondenti
ai due punti base impropri.
(b) Nel piano affine che si ottiene
togliendo

 la retta X0 = 0, il tipo di conica `e
3
determinato dal segno di det 2 = 2(32). Quindi la situazione
`e descritta nel diagramma a fianco, ove la zona ombreggiata rappresenta i
valori (, ) per cui si ottengono ellissi, mentre la zona bianca, rappresenta i
valori per cui si ottengono iperboli. Le linee tratteggiate corrispondono alle
due parabole del fascio, una delle quali `e degenere. Liperbole equilatera `e

=0

C(1,1) : 15X02 + 12X0 X1 14X0 X2 3X12 2X1 X2 + 3X22 = 0.

23=0

27 10
100 .

di equazione canonica X 2 Y 2 =

 x0 
(c) I centri sono i punti propri

x1
x2

che sono soluzioni di uno (almeno) dei sistemi lineari

6X0 3X1 X2 = 0
,
(4 + 3)X0 X1 + ( 2)X2 = 0

al variare dei parametri omogenei (, ). Dunque, per tali valori delle Xi , il sistema lineare omogeneo


(6x0 3x1 x2 ) = 0
,
(4x0 x1 + x2 ) + (3x0 2x2 ) = 0

ha soluzioni non banali, per cui deve aversi (6x0 3x1 x2 )(3x0 2x2 ) = 0 che `e lequazione di una conica
degenere contenente i centri delle coniche del fascio. Questa conica contiene i tre vertici delle coniche degeneri
del fascio (perche?).

ESERCIZIO 4. In P3 (R), si consideri la quadrica
Q : X02 4X0 X2 + 2X12 + 4X1 X3 X22 + 5X32 = 0.
(a) [3 punti] Si classifichi la quadrica in P3 (R) e nello spazio affine che si ottiene togliendo il piano X0 = 0.
Posta la consueta metrica euclidea, si determinino lequazione canonica e gli assi di Q.
` vero che esiste unaffinit`
` vero che esiste una proiet(b) [2 punti] E
a che trasforma Q in un paraboloide? E
3
tivit`a di P (R) che trasforma Q in un ellissoide?
(c) [3 punti] Si determinino, se esistono, i piani che tagliano cerchi su Q. Si determini il luogo formato dai
centri dei cerchi tagliati su Q. Che relazione ha questo luogo con il punto (improprio) di intersezione
delle due giaciture che tagliano cerchi su Q?
Svolgimento. (a) La quadrica ha matrice
1
0
A=
2
0

0 2 0
2 0 2

0 1 0
2 0 5

det A = 30,

det A0 = 6.

Si tratta quindi di una quadrica non degenere, a punti ellittici e la sua restrizione al piano improprio `e non
1 !
definita e non degenere, quindi nello spazio affine `e un iperboloide ellittico. Il centro `e il punto C =

0
2
0

146

MAURIZIO CANDILERA e FRANCESCO ESPOSITO

Il polinomio caratteristico di A0 `e det(A0 13 ) = ( + 1)( 1)( 6) e quindi gli autovalori sono 1,


1, 6, che determinano le direzioni degli assi, ovvero
P1 =

0!
0
,
1
0

P2 =

0 !
2
,
0
1

0!
1
.
0
2

P3 =

Gli assi hanno quindi equazioni affini



h1 :

x=0
,
z=0


h2 :

y = 2
,
x + 2z = 0


h3 :

y = 2
.
2x z = 0

Infine, lequazione canonica `e 51 X 2 15 Y 2 65 Z 2 = 1 nel riferimento ortonormale che ha gli assi della quadrica
come assi coordinati.
(b) Non possono esistere affinit`
a (reali) che trasformino Q in un paraboloide perche una tale applicazione
induce una proiettivit`
a nel piano allinfinito che non pu`o quindi trasformare una conica non degenere in una
degenere.
Per trovare delle proiettivit`
a che trasformino Q in un ellissoide, basta trovare delle proiettivit`a che
mandano allinfinito un piano che intersechi Q solo in punti non reali, ad esempio il piano X2 = 0.
(c) Le intersezioni tra Q e lassoluto sono le soluzioni del sistema

X0 = 0
Q H : X12 + X22 + X32 = 0
.

2
2
2
2X1 + 4X1 X3 X2 + 5X3 = 0
Il fascio di coniche determinato da Q ed H sul piano improprio contiene la conica


X0 = 0
(X1 + 2X3 )2 2X22 = 0

che si spezza nel prodotto di due rette reali che danno quindi le giaciture dei piani chetagliano cerchi
sulla quadrica.
Si han quindi i due fasci di piani (paralleli) di equazioni affini t : x + 2y + 2z = t e

s : x 2y + 2z = s, al variare di s e t in R. I luoghi dei centri sono due rette per il centro di Q contenute
nel piano polare del punto di intersezione tra le due giaciture (perche? Scrivere lequazione delle due rette!).


Esame di Matematica 3 (laurea in Matematica)


prova scritta del 11 dicembre 2008

ESERCIZIO 1. Si consideri la proiettivit`a, f : P3 (R) P3 (R), di matrice

1 0 2 1
1
0 2 0
A=

2 0
5 1
0 1 0 4

nel riferimento canonico {e0 , . . . , e3 }.


(a) [3 punti] Si determinino punti, rette e piani uniti rispetto ad f .
(b) [2 punti] Si determinino i sottospazi proiettivi su cui f induce uninvoluzione e si determinino in ogni
caso gli elementi uniti.
` vero che f induce uninvoluzione nel fascio di piani di
(c) [3 punti] Siano P e Q due punti uniti per f . E
asse P Q?
ESERCIZIO 2. Si considerino in P3 (R) i tre piani di equazioni omogenee
1 : X0 X1 + X2 = 0,

2 : X2 X3 = 0,

3 : X0 X1 X2 + 2X3 = 0.

(a) [3 punti] Si verifichi che appartengono ad uno stesso fascio di piani e si scriva una rappresentazione
parametrica dellasse.
(b) [2 punti] Si determini un piano, 4 , che sia il quarto armonico dopo 1 , 2 , 3 .
(c) [3 punti]Si consideri linvoluzione sul fascio di asse r che lascia uniti 1 e 2 e manda 3 su 4 . Si scriva
la matrice di una proiettivit`
a f : P3 (R) P3 (R) che induca linvoluzione data sul fascio. Quante sono
le proiettivit`
a soddisfacenti a questa condizione? Come determinarle tutte?
ESERCIZIO 3. In P2 (R), si consideri il fascio di coniche di equazioni
C(,) : (4 + )X02 + 4X0 X2 ( + )X12 2X1 X2 + ( )X22 = 0
al variare dei parametri omogenei (, ).
(a) [3 punti] Si determinino i punti base, le coniche degeneri del fascio ed eventuali rette tangenti a tutte le
coniche del fascio. Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene
togliendo la retta 2X0 + X1 X2 = 0.
(b) [3 punti] Al variare di (, ), si classifichino le coniche del fascio nel piano affine che si ottiene togliendo
la retta X0 = 0. Ponendo su questo piano lusuale metrica euclidea, si determini lequazione canonica
delle eventuali iperboli equilatere, non degeneri, appartenenti al fascio.
(c) [2 punti] Si scriva lequazione di una curva, se esiste, contenente i centri di tutte le coniche a centro del
fascio.
ESERCIZIO 4. Nello spazio euclideo, si considerino le tre rette



x+yz =0
x+y+z =0
x 3y + z + 1 = 0
r:
s:
t:
.
2x 2y 1 = 0
2x 2y + 1 = 0
x 3y z 1 = 0
(a) [2 punti] Si verifichi che le rette sono, a due a due, sghembe.
(b) [3 punti] Si determini lequazione di una quadrica, Q, contenente le tre rette nel supporto.
(c) [3 punti] Considerando lo spazio euclideo immerso nel modo consueto nello spazio proiettivo, si classifichi
Q dal punto vista proiettivo, affine e metrico.