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RENZO PROVINCIALI : FUTURISMO E ANARCHIA

Posted on March 12, 2009 by qualsivoglia


RENZO
PROVINCIALI: NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA
Renzo Provinciali (Parma, 14 mar.1895-Roma, 2 ott.1981).
Anarchico e futurista, avvocato. Pi volte incriminato; per ventanni
(1912-1934) seguito dalla polizia. A quattordici
anni, partecipa alla costituzione del Fascio anticlericale F.Ferrer.
Nel 1914 (Parma), pubblica Alceste De Ambris nel suo disastro morale.
Requisitoria. Nel 1911 (29 mar.) scrive a Palazzeschi, per invitare Marinetti
a parlare al popolo presso la Camera del lavoro.
Organizza una manifestazione futurista a Parma, seguita dallinteressamento
di Marinetti col Manifesto futurista ai cittadini di Parma
dell11 mag.1911. A giugno, Marinetti, su invito di T.Masotti, tiene
presso la C.d.L. di Parma il discorso Bellezza e necessit
della violenza .Provinciali crea un circolo futurista a Parma,
nel triennio 11-13, tramite il Circolo libertario di
Studi Sociali. E il periodo dellespulsione di Provinciali
dalluniversit. Sempre a Parma fonda La Barricata
(1 mag.12-4 / 19 gen.13), e La Sferza (22 nov.1913,
a.I, n.1). Col primo numero de La Barricata (1 mag. 1912),
pubblica la prima parte del manifesto Anarchia e Futurismo
che oggi ripubblichiamo (le altre tre, rispettivamente sui nn. 2 [15-31
mag.12]; 3 [10-17 nov.12] e suppl. a n.3[stessa data]). La
testata predisposta da Carr, giunge solo al secondo numero. Pubblica
i versi futuristi Per-Dinamite-Voli-Vita mea (1912). Dall8
mar. al 21 giu.13, coll. a La Barricata di Bologna.
Sub un processo per una serie di articoli antimilitaristi su Rompete
le File. Il 30 nov. 1913 il suo ritratto (di Silieri-su La
Folla) illustra un articolo su un altro processo per oltraggio a
mezzo stampa. Nel biennio 1914-15, collabora fittamente a LAvvenire
Anarchico di Pisa. Nonostante lallontanamento dalle scuole,
diviene avvocato e poi docente universitario a Parma e Roma (qui diviene
vice rettore).
Per qualche notizia in pi, si veda: U.Sereni, Sindacalisti,
futuristi, anarchici e dannunziani nelle origini del Partito Comunista
a Parma, in, Comunisti a Parma, (Parma 1986).
Alberto Ciampi

RENZO PROVINCIALI
FUTURISMO
E ANARCHIA
I
Camille Mouclair, il chiaro pubblicista francese, pubblicava tempo fa
ne la depche de Toulose un accurato studio
sul Futurismo, in rapporto al giudizio e la critica del pubblico e a gli
attuali avvenimenti guerreschi.
E sono invero notevoli i criteri pronunciati dal Mouclair in questo suo
lungo articolo, denso di pensiero e vario di forma, ma incompleto e manchevole,
poich egli ha appena sfiorato il punto, dir cos,
scabroso del Futurismo, cio il punto di contatto con lideale
anarchico.

Dice il Mouclair:il Futurismo sta costituendosi, trasformandosi,


in un vero partito, poich va annettendosi delle idee politiche
e sociali. Ci infatti indiscutibilmente vero,
ma non meno vero che il Futurismo non ha mai avuto una perfetta
apoliticit, che non si mai ristretto in sole manifestazioni
artistiche, ma, uscendo dal confusionismo Marinettiano, ha assunto spesse
volte varie tinte politiche a seconda de gli avvenimenti e de gli uomini
che questi stessi avvenimenti promuovevano.
Quando Marinetti pubblic il suo manifesto, che fu poi quello del
Futurismo, sul Figaro di Parigi, il 29 febbraio 1909,
egli certamente non aveva ci preveduto, dimodoch il manifesto
futurista non fu che la vibrata, violenta, nuovissima espressione di giudizii
estetici e artistici di un poeta giovane e delirante
come dice il Mouclair, di un grande poeta, aggiungo io.
Ma lora presente, lora critica del Futurismo, e due anni di
esperienza consigliano, impongono al Futurismo di tracciarsi una netta
e sicura linea di condotta in fatto di politica. Cos tutte le
incertezze, tutti i dubbi, tutte le personcine pseudo-futuristiche saranno
eliminate e un pi grande Futurismo sorger da questa purificazione.
Ma, e qui sta il busilli, su quale ideale politico potr
ispirarsi al nuovo Futurismo? Gi nel manifesto del futurismo,
Marinetti esaltava ad un tempo: la guerra, sola igiene del mondo,
il patriottismo, il militarismo, il gesto distruttore dei libertari, le
belle idee per cui si lotta e si muore.
Stridenti illogicit queste, dal punto di vista pratico e politico,
ma ugualmente esaltabili per un artista che ignora cosa sia la logica
e non bada che a lestetica. E questo estetismo artistico pu,
poteva essere compatito allora anche dal futurista anarchico, non ora
che da taluni futuristi queste esaltazioni estetiche sono state considerate
e valutate come esaltazioni pratiche e reali.
Perci io credo, anzi sono sicuro, che occorra una spiegazione
tra le due interpretazioni non diverse, ma opposte che sono state accomunate
da loscura ed infelice esposizione dun concetto artistico.
E possibile che ancora i futuristi anarchici, i sovversivi anche
in generale, possano ancora dividere la responsabilit de le esaltazioni
tripoline di Marinetti e di De-Maria ? No, certamente. Perci in
questa sua ora critica il futurismo deve dichiararsi, deve definirsi lealmente
e nettamente, deve passare il suo Rubicone.
II
Esaminato questo punto ritorniamo alla nostra domanda.
Con quale ideale dovr completarsi il Futurismo? Amo rispondere
con unaltra domanda: E possibile che un uomo coerente possa
contemporaneamente propugnare la pi grande e generale rivoluzione
nel campo de le arti, volere in questo terreno lanarchia pi
completa ed estesa ed essere un perfetto conservatore ne la vita? O non
mai, sarebbe un contro senso! E possibile che lanarchia e
la rivoluzione non camminino di pari passo sia ne larte che ne la
vita?
Com possibile immaginare unarte borghese in una societ
anarchica, e un arte futurista in una societ borghese? Convenite
che ci ben assurdo. Perci il Futurismo non potr
essere compreso e accettato se non quando nel mondo si sar diffusa
lanarchia, e cos pure lanarchia sar sempre
insuperabilmente ostacolata da le arti e da la coltura arcaiche e fatte
di pregiudizi e di convenzionalismi.
E infatti i nazionalisti e i monarchici compresero a tutta prima che il
futurismo era in stridente contrasto con le loro idee, e per questo lo
avversarono sempre e anche oggi, malgrado le bollenti ed affascinanti
dimostrazioni Marinettiane, tendenti a guadagnare, ad addescare ammiratori

per se, e gregari per il suo futurismo tutti questi messeri sono rimasti
ben freddi, ben indifferenti lasciando sbraitare il Marinetti a suo comodo
senza degnarlo di una misera adesione o di un tanto cercato applauso.
Difatti, come mai un monarchico, un borghese qualunque, freddo e cinico
a quanto sia libert, socialismo, anarchia, ribellione, potr
ispirarsi ad esaltare, le grandi folle polifoniche agitate dal lavoro
e da la rivolta?
E qual la scuola che pi si affini al futurismo,
che abbia anche essa un programma di violenza e di azione, di ribellione
e dorgoglio? Lanarchia senza dubbio. Ed solo questo
ideale che potr dare al Futurismo ci che gli manca, che
potr infondergli nuova vita, che potr purgarlo da gli
elementi eterogenei che lo distraggono dal suo vero cammino e che ne trasfigurano
le dimostrazioni, le manifestazioni pi vitali.
Questa la sola via che dovr seguire il futurismo, per
necessit storica, o altrimenti, seguendo la via per cui s
incamminato, troppo tardi saccorger che quella via lo porta,
inevitabilmente a labisso.
III
Ma io vorrei chiarire unaltro punto interessantissimo di questo
mio parallelo tra lAnarchia e il Futurismo: la partecipazione de
gli anarchici a le idee futuriste.
Ma, in primis, perch gli anarchici si sono cos
poco interessati de le aspirazioni futuristiche?
Le ragioni, invero, non sono n nuove, n molte: gli anarchici
non se ne interessarono mai, sia perch troppo assorti ne la lotta
politica ed economica, sia perch non ne furono punto invogliati
vedendo come le manifestazioni futuriste fossero malamente ispirate, anzi
travisate da uomini che di futuristi non avevano che il nome e lambizione.
E sono pienamente giustificati.
Piuttosto biasimevoli furono i ripetuti attacchi che, a i tempi de la
fondazione, furono mossi al Futurismo da i nostri giornali (il Libertario,
la Rivolta ecc.) che vedendo questa atmosfera ammorbante fattasi
attorno al Futurismo, sferzarono aspramente, senza curarsi di indagare
accuratamente quanto in questo vi era di bello e di buono.
Pi coscienziosi invece furono gli articoli de la Demolizione di
Nizza, che seppe dare del Futurismo un equanime e illuminato giudizio.
Ma, tornando a largomento, io voglio rivolgere a i compagni che
mi leggono il reciproco de la domanda anteriore:
E possibile che coerentemente, si possa muovere una guerra mortale
a ogni sorta di autorit politica, civile, religiosa e militare,
a quanto sia convenzionalismo, pregiudizio, sfruttamento e ingiustizia,
quando si voglia incoraggiare unarte ed un passato che non sono
che lesaltazione, lapoteosi di quanto si vuole distruggere
ne la vita?
E possibile che gli anarchici lascino ne larte quanto vogliono
distruggere nella vita, possibile che lascino a turbare, a deturpare
un nuovo mondo risorto, una nuova, libera e purificata, unarte antica
puzzolente e forcaiola?
Sarebbe un anacronismo ridicolo e ingiustificato!
E possibile, infine, che gli anarchici non siano futuristi? O, non
mai! io credo, io spero!
Gli anarchici, sono sempre stati profondamente futuristi, e comprenderanno
limpellente bisogno di penetrare ne lideale Futurista, nel
vero Futurismo, Futurismo libero da le dittature e da le ambizioni e cos
gli anarchici saranno ancora pi perfetti, pi coscienti
de le rivendicazioni politiche e artistiche.
IV

Dunque futuristi-anarchici e anarchici-futuristi, due ideali,


due classi di persone che si completeranno a vicenda.
Come tante volte gli anarchici insorsero in difesa di giovani sfruttati,
di ingegni disconosciuti, apprendano a combattere, a fianco de la politica,
la battaglia quotidiana contro la teocrazia letteraria, contro lo sfruttamento
editoriale, altrettanto ignominioso quanto quello capitalista.
Cos si otterr una grande vittoria, una vittoria gloriosa:
laver segnato al proprio programma, a la propria bandiera una nuova
battaglia, un nuovo sacrificio, una rivendicazione in pi.
O, dovrei ben esser superbo, se queste mie povere note potessero davvero
persuadere i compagni a la verit, al bisogno di quanto io esposi,
di quanto io incitai.
Compagni dItalia, compagni di tutto il mondo, comprendiamo la nostra
missione! Gettiamo lideale Futurista nel rogo torrido e proteiforme
de la fiamma del nostro ideale e da questa vampa, da questo lavacro purificatore,
lasciando tutte le scorie, tutte le vergogne, tutte le ignominie esca
vittorioso e trionfante, come un grande Titano de lErebo, il vero,
il grande, il solo Futurismo!
Renzo Provinciali

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