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APPUNTI DEL CORSO

1.

LA LIBERA PROFESSIONE

1.1.

Forme tradizionali di svolgimento dellattivit

Tradizionalmente lesercizio della libera professione in Italia stato disciplinato da normative a carattere
protezionistico, mediante listituzione di elenchi ed albi ad accesso riservato esclusivamente a soggetti
muniti di particolari requisiti, costituiti, in specie, dal possesso di un titolo di studio universitario unitamente
al superamento dellesame di Stato.
Tale impostazione trova il suo fondamento nella funzione che, generalmente, stata attribuita alle
professioni come attivit svolte nellinteresse della societ, ovvero destinate essenzialmente a soddisfare
esigenze di carattere sociale nel perseguimento del miglioramento delle condizioni di vita dei consociati.
Anche alla luce delle disposizioni che regolamentano lesercizio della libera professione, in particolare si
rinvia a quanto disposto dagli artt. 2229 e seguenti del Codice civile, appare chiaro che il legislatore ha
inteso tutelare espressamente le professioni c.d. protette disciplinate specificamente, per le quali sia stato
previsto un sistema di accesso riservato, unitamente alla presenza di organi di vigilanza, dotati di poteri
sanzionatori, ovvero gli ordini. La particolare attenzione che il legislatore dedica alle professioni protette non
deve, per, trarre in inganno linterprete chiamato ad applicare la norma in quanto va chiarito che i disposti
codicistici trovano applicazione anche per altre professioni che, sebbene escluse dal novero di quelle
protette, in quanto non ricomprese in albi o non disciplinate da specifiche disposizioni di legge,
corrispondano, nella sostanza, alla definizione fornita al riguardo dal codice o, in ogni caso, abbiano quale
oggetto la prestazione di opera intellettuale (di cui infra).
Recentemente sono state introdotte modifiche a siffatta disciplina di matrice protezionistica per lo pi
derivanti dalla normativa comunitaria che, intollerante a meccanismi distorsivi del mercato, quale, tra gli
altri, la restrizione dellaccesso a determinate attivit, ha fornito il necessario impulso ad una revisione del
sistema delle libere professioni. Il principale elemento innovativo introdotto nel sistema riguarda una visione
pi ampia delle libere professioni, che costituiscono oggi un pi esteso settore rispetto a quello
regolamentato e riconducibile agli Ordini Professionali. La riforma trae spunto dalla modifica del mercato,
oggi decisamente pi variegato e polverizzato in varie e specifiche competenze non sempre ricomprensibili
allinterno delle attivit esercitate dai professionisti protetti. Inoltre, non si pu trascurare il fatto che il
legislatore non sia in grado di contemplare tutte le attivit che possano essere svolte da un professionista
intellettuale al fine di determinare esattamente a quale area di competenza debba essere ascritto e pertanto a
quale ordine professionale fare riferimento per il controllo e la disciplina.
Accanto alle disposizioni di legge vi sono poi altre normative, bench di natura volontaria, che contemplano
le attivit professionali e ne definiscono il contenuto e le modalit di esercizio. Tra le tante, merita un breve
cenno la norma UNI 107711 che stabilisce i requisiti che il professionista, chiamato a svolgere unattivit di
consulenza di stampo manageriale, deve possedere.
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UNI 10771:2003: Consulenza di direzione Definizioni, classificazione requisiti e offerta del servizio

Alla luce di tale normativa tecnica, che resta comunque di carattere volontario, in quanto alla sua
applicazione, appare chiaro che risulterebbe certamente riduttivo annoverare nel campo delle libere
professioni solo quelle che trovano un riconoscimento formale ed ufficiale negli Ordini professionali istituiti
con legge.
Pertanto, risultano applicabili le disposizioni del codice civile in materia di prestazione di opera intellettuale
a tutte le attivit svolte da soggetti che forniscono servizi di tale natura, a prescindere dalla esistenza di
eventuali associazioni di appartenenza, anche previste da disposizioni normative vincolanti.

Lo svolgimento dellattivit professionale pu avvenire in diverse forme, in particolare in forma individuale


oppure in forma associata, quale studio associato, societ di persone o societ di capitali.
Lesercizio in forma individuale della libera professione rappresenta la principale modalit di svolgimento
delle attivit professionali con riguardo soprattutto al particolare tipo di rapporto, tra committente e
professionista, che si caratterizza per il c.d. intuitus personae. Va infatti rammentato che, considerato il
contributo soggettivo del professionista quale elemento essenziale del contratto, il committente sceglie il
professionista per le qualit personali di questultimo.
Nonostante il rapporto tra committente e professionista trovi la sua massima espressione nellipotesi di
esercizio della professione in forma individuale, si reso necessario, in conseguenza degli avvenuti
mutamenti e delle evoluzioni del mercato, adottare forme associative di svolgimento delle attivit
professionali.
Principalmente i professionisti svolgono attivit mediante studio associato, ovvero mediante forme
associative tipizzate dalla legge, che comportano la creazione di un organismo, da parte di due o pi
professionisti, rappresentativo di tutti i soggetti che ne facciano parte. Considerata leccezionalit
dellesercizio della professione in forma associata, atteso che, come test indicato, laspetto individuale
costituisce un elemento essenziale di un contratto tra libero professionista e committente, va precisato che
tale fenomeno trova una propria disciplina allinterno della Legge 23 novembre 1939, n. 1815 (in Gazz.
Uff., 16 dicembre, n. 291) Disciplina giuridica degli studi di consulenza e di assistenza.2
Va, al riguardo, rammentato che tutte le attivit di liberi professionisti appartenenti a categorie protette,
ovvero tutelate mediante la costituzione di Ordini e relativi Albi, sono sempre state definite e regolamentate
attraverso atti normativi del legislatore nazionale al fine di dare certezza alle posizioni di tali soggetti,
nonch di tutelare i potenziali clienti. Certamente appare pi garantista, per ambo le parti contrattuali (cliente
e professionista), una disciplina di inquadramento di alcune professioni che definisca in modo specifico quali
i limiti, i doveri ed i diritti relativi a tale attivit e quali i soggetti che siano legittimati a svolgere determinate
prestazioni. Ovviamente, a seguito della recente evoluzione delle professioni, pi che altro riconducibile a
mutamenti ed esigenze di carattere economico e non normativo, tale impostazione (ovvero di previsioni
normative inerenti le libere professioni) stata parzialmente mitigata in quanto, per le attivit non comprese
nellambito di libere professioni protette, il legislatore si limita prevedere disposizioni che riguardano le
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Al riguardo non si pu trascurare la recente abrogazione della suddetta legge attraverso il DL200/2008 che ha disposto
labrogazione di circa 29000 atti normativi, a fini di semplificazione.
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esclusioni e non a stabilire in modo diretto il settore specifico ma prevalentemente a definirne il campo
applicativo in modo negativo (cosa il professionista non iscritto ad un albo ma che, ugualmente, presta
attivit di natura intellettuale non pu fare!)E opportuno osservare che, anche se il legislatore ha previsto
espresse disposizioni in ordine allo svolgimento dellattivit professionale in forma associata attraverso
lapposita legge del 1939, va evidenziato che tale disciplina non pu prescindere dalle disposizioni generali
e, pertanto, deve essere letta in combinato con quanto previsto dal Codice civile in materia di associazioni
c.d. senza personalit giuridica agli articoli 363, 374 e 385.
Tali disposizioni prevedono le forme di costituzione e di amministrazione delle associazioni, le modalit di
gestione del fondo comune e stabiliscono regole di riferimento per quanto concerne le obbligazioni assunte
dallassociazione e la relativa responsabilit per ladempimento.
In linea generale la forma associativa, che rappresenta ancora una modalit molto diffusa per lesercizio della
professione, costituisce un centro di aggregazione, differente ed autonomo rispetto a tutti gli elementi che lo
compongono e centro indipendente di imputazione giuridica.
Lelemento caratterizzante segnatamente la pluralit di soggetti appartenenti al medesimo settore ovvero al
medesimo Ordine, la sussistenza della responsabilit autonoma dello Studio associato per le obbligazioni
dallo stesso assunte unitamente alla persistente responsabilit individuale e personale dei singoli
professionisti associati.
Nonostante la costituzione di uno studio associato consenta di privilegiare la gestione in forma pluralistica
dellattivit, la rilevanza dellaspetto individuale nelle libere professioni si rinviene nuovamente allinterno
della stessa legge del 1939 che, testualmente, cos dispone: Le persone che, munite dei necessari titoli di
abilitazione professionale, ovvero autorizzate all'esercizio di specifiche attivit in forza di particolari
disposizioni di legge, si associano per l'esercizio delle professioni o delle altre attivit per cui sono abilitate o
autorizzate, debbono usare, nella denominazione del loro ufficio e nei rapporti coi terzi, esclusivamente la
dizione di "studio tecnico, legale, commerciale, contabile, amministrativo o tributario", seguito dal nome e
cognome, coi titoli professionali, dei singoli associati.
Lo Studio associato, nonostante costituisca autonomo centro di imputazione di rapporti di giuridici e di
responsabilit, come un ente completamente indipendente, detta tale autonomia non per nulla perfetta, in
quanto rispondono, per le obbligazioni assunte dallo Studio associato, tutti i soggetti che allo stesso
appartengono.Al proposito va osservato che la legge del 1939 prevede il divieto di svolgimento di attivit
professionale in forma diversa da quella associata od individuale, escludendo, pertanto, la possibilit di
costituire societ aventi quale oggetto lo svolgimento di libere professioni. ( vietato costituire, esercire o
dirigere, sotto qualsiasi forma diversa da quella di studio associato, societ, istituti, uffici, agenzie od enti, i
quali abbiano lo scopo di dare, anche gratuitamente, ai propri consociati od ai terzi, prestazioni di assistenza
o consulenza in materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria)Solo
recentemente, dapprima attraverso delle prassi, avvalorate da pronunce giurisprudenziali e successivamente
3

Art. 36 codice civile: ordinamento ed amministrazione delle associazioni non riconosciute


Art 37 codice civile: Fondo comune
5
Art 38 codice civile: Obbligazioni
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anche attraverso il necessario intervento del legislatore, ha trovato pieno riconoscimento la organizzazione
del lavoro professionale in forma societaria.
In osservanza di detto divieto, infatti, i professionisti per lungo tempo hanno esercitato la professione solo
nella forma individuale o in studi associati ma, attesa la crescente necessit, derivante dalla evoluzione delle
dinamiche del mondo economico, di esercitare sotto forme pi complesse la libera professione, si diffuso il
ricorso alla costituzione di societ aventi ad oggetto attivit di natura professionale.
Inizialmente, bench illegittime alla luce delle disposizioni di legge citate, tali societ venivano comunque
registrate presso le Camere di Commercio, deputate alla tenuta dei registri delle imprese ma,
successivamente, a seguito di una sempre maggiore crescita di tale fenomeno, il legislatore, dapprima
limitandosi al settore dei pubblici appalti, mediante la legge 109/94 e in seguito, estendendo la riforma a tutte
le professioni, con la legge 266/97 (in Gazz. Uff., 11 agosto, n. 186). - Interventi urgenti per l'economia, ha
provveduto a rimuovere definitivamente il divieto di svolgimento di attivit professionale in forme diverse
da quella individuale ed associata superando pertanto limpostazione tradizionale, ormai desueta.
1.2

Le societ

La societ, definita dal codice civile come un contratto con il quale due o pi soggetti conferiscono beni o
servizi destinati allo svolgimento di attivit unattivit comune allo scopo di dividerne gli utili, pu assumere
diverse forme, definite dagli stessi soci, individuate sulla base di quelle disciplinate dalla legge. Non
esistono, infatti, nel panorama nazionale, forme societarie diverse da quelle espressamente regolamentate
dalla legge.
La distinzione fondamentale in materia attiene alla maggiore o minore rilevanza che i soci intendono dare
allaspetto individuale dei soggetti o al capitale; per tale ragione si distingue tra societ di persone e societ
di capitali.
Come emerge dal tenore letterale, la societ di persone attribuisce preminente rilevanza alle persone dei soci
che compongono lorganismo associativo e trova esistenza giuridica attraverso tre forme disciplinate dalla
legge: societ semplice, societ in nome collettivo e societ per accomandita semplice.
Tali forme, bench abbiano elementi comuni, quali la confusione tra il patrimonio dei soci e quello sociale,
che comporta la responsabilit di tutti i soci con il loro patrimonio personale per le obbligazioni assunte dalla
societ unitamente alla responsabilit della societ stessa con il proprio patrimonio ed il c.d. beneficium
excussionis, che consente al socio di rifiutare il pagamento dei debiti della societ indicando per al creditore
i beni sociali su cui soddisfarsi, si differenziano per alcuni specifici aspetti.
In ordine alla societ semplice, si evidenzia che la stessa pu essere costituita in qualunque forma, ovvero
non occorre un atto specifico affinch addivenga ad esistenza, purch sia inequivocabile la volont dei soci
di dare origine ad una societ. Lamministrazione della societ spetta a tutti i soci: ciascuno pu compiere
atti in nome e per conto della societ e la pu rappresentare di fronte ai terzi, stipulando, pertanto,
validamente tutti i contratti. Vige in materia il divieto del c.d. patto leonino, da intendersi come
quellaccordo tra soci destinato ad escludere uno o pi soci dalla ripartizione degli utili della societ.

Per quanto concerne le obbligazioni assunte dalla societ, tutti i soci rispondono personalmente e
solidalmente con il proprio patrimonio (salvo patto contrario conosciuto da terzi), fermo comunque restando
il beneficium excussionis ed i nuovi soci rispondono anche per i debiti pregressi. Per quanto concerne gli
eventuali debiti personali del socio, il creditore pu ottenere la liquidazione della quota sociale del proprio
debitore al fine di soddisfare le proprie pretese.
Diversamente la societ in nome collettivo (S.n.c.), nonostante conservi, come la societ semplice, la
responsabilita solidale ed illimitata di tutti i soci, necessaria per la sua costituzione un apposito atto
costitutivo, redatto e concluso davanti ad un Notaio, successivamente depositato presso la Camera di
Commercio competente per territorio che provvede alla iscrizione della societ nel registro delle imprese.
Inoltre, mentre nella societ semplice lamministrazione spetta a tutti i soci, la societ in nome collettivo
identifica il socio amministratore ma, qualora altri soci, diversi dallamministratore, agiscano in nome e per
conto della societ si consolida la presunzione che gli stessi abbiano la rappresentanza della societ; ne
deriva che gli atti posti in essere ed i contratti conclusi da tali soci esplicano efficacia nei confronti della
societ.
Sussiste, poi a carico dei singoli soci, fatto salvo eventuale patto contrario, del tutto legittimo in ragione del
fatto che si tratta di norma derogabile, il divieto di concorrenza da parte dei soci rispetto alle attivit svolte
dalla S.n.c.
In ordine ai debiti della societ del tutto operante il beneficio di preventiva escussione del patrimonio
sociale da parte dei creditori, come per la societ semplice, mentre, per quanto riguarda i debiti personali dei
singoli soci, il creditore del socio non potr ottenere la liquidazione della quota del proprio debitore.
In relazione alla societ in accomandita semplice (S.a.s.) che, quale schema di riferimento, ha la S.n.c. (in
particolare per quanto concerne lobbligo di istituzione della societ mediante atto costitutivo depositato in
Camera di Commercio), la distinzione pi evidente e rilevante riguarda la presenza di due tipologie di soci:
soci accomandatari e soci accomandanti.
La differenza risiede nella diversa responsabilit attribuita alle due figure di soci: mentre il socio
accomandatario per ci stesso amministratore della societ e risponde personalmente, con il proprio
patrimonio personale, dei debiti assunti dalla societ, il socio accomandante risponde nei limiti della quota
societaria posseduta ed il suo patrimonio personale resta del tutto estraneo alle vicende della societ, fatta
eccezione per lipotesi in cui un socio accomandante si comporti come un amministratore della societ. In
tale caso, infatti, esso verr assoggettato alla stessa disciplina prevista per i soci accomandatari.
Considerato che le societ, attesa la loro natura di organismi diversi dalle persone fisiche, non sono soggette
ad estinzione naturale e potrebbero, in ipotesi, avere durata illimitata, il legislatore ha definito alcuni casi
tassativi di scioglimento (che corrisponde allestinzione) delle societ, comuni a tutte le societ di persone:
decorso del termine;
conseguimento oggetto sociale;
volont di tutti i soci;
mancanza della pluralit dei soci;

altre cause previste dal contratto sociale.


Tutte le cause di scioglimento della societ indicate, fatta eccezione per lintervenuta mancanza della
pluralit dei soci, sono dipendenti da determinazioni preventive dei soci: per quanto concerne il termine di
durata della societ cos come loggetto sociale, si tratta di elementi individuati al momento della
costituzione della societ dai soggetti soci cos come la volont unanime dei soci e le altre cause di
scioglimento previste dai soci consentono lestinzione della societ. Si tratta quindi di circostanze stabilite
dalla libera volont dei soci, in osservanza dei principi generali del diritto, che decidono delle sorti sociali.
Esiste, poi, oltre alle ipotesi di integrale e completo scioglimento della societ, la possibilit della estinzione
del rapporto sociale limitatamente ad un solo socio. I casi definiti dal codice civile sono segnatamente:
morte del socio
recesso del socio
esclusione del socio deliberata a maggioranza
esclusione di diritto (socio dichiarato fallito oppure liquidazione della sua quota a favore di suo creditore)
Va, in ogni caso, precisato, che il novero delle cause di scioglimento del rapporto sociale per un solo socio,
cos come quelle per lo scioglimento della societ, pu essere ampliato da parte dei soci mediante la
previsione nellatto costitutivo ovvero mediante unapposita delibera sociale.
Con riferimento alle societ di capitali, appare intuitivo che lelemento predominante rappresentato da
fattori economici; infatti, mentre nelle societ di persone assurgono a nucleo della societ i soci (o
singolarmente oppure in funzione della tipologia di posizione rivestita, come ad esempio nella S.a.s.), nelle
societ di capitali le vicende dei singoli soci sono inidonee a produrre qualsivoglia effetto pregiudizievole o
favorevole nei confronti della societ in quanto il capitale sociale il solo elemento rilevante.
Elementi caratterizzanti e comuni a tutte le societ di capitali sono essenzialmente:
1.Irrilevanza delle (vicende) persone fisiche;
2.Perfetta autonomia patrimoniale della societ;
3.Assoggettamento a particolari adempimenti amministrativi.
In relazione a quanto indicato al punto 1, va precisato che tutto ci che attiene alle vicende delle persone
fisiche/soci delle societ di capitali non sortiscono alcun effetto sulla societ in quanto essa ha una propria
esistenza autonoma ed indipendente, indifferente ai singoli soci.
Logico ed immediato corollario di tale aspetto rappresentato dalla perfetta autonomia patrimoniale della
societ che risponde dei propri debiti con le proprie risorse (costituite essenzialmente dal capitale sociale),
senza che il singolo socio possa essere chiamato a rispondere in merito, se non nei limiti della quota
detenuta.
Ai fini della costituzione delle societ di capitali sono, inoltre, necessari adempimenti di carattere
amministrativo, analoghi a quelli previsti per le societ di persone, quali la S.n.c., unitamente al versamento
del capitale sociale: si tratta, in specie, della redazione dellatto costitutivo e dello statuto a mezzo di Notaio
e del loro deposito presso la Camera di Commercio competente per territorio.

Va evidenziato che la funzione svolta dalla Camera di Commercio inerente la tenuta del registro non
riguarda solo la registrazione dellavvenuta costituzione di una nuova societ ma anche altre vicende
(trasferimenti di quote, bilancio sociale, cancellazione, liquidazione etc) che possono incidere sulla societ.
Le suddette registrazioni sono state istituite a fini di tutela del mercato, in quanto alcune modifiche
riguardanti la societ sono destinate (o possono comunque) produrre effetto su altri soggetti, terzi rispetto
alla societ, i quali, attraverso la tenuta dei registri di natura pubblica presso la Camera di Commercio sono
resi edotti di tali vicende.
Le societ di capitali, come anche le societ di persone, non sono destinate ad estinzione naturale ma,
affinch tale effetto si verifichi necessario un atto umano, quale lindividuazione di alcune cause idonee a
produrre lo scioglimento della societ.
Il legislatore definisce le ipotesi che danno luogo a scioglimento della societ, consentendo, comunque, alla
volont dei soci, di individuarne di ulteriori e diverse, purch lecite. Le cause di scioglimento sono le
seguenti:
1.Decorso del termine
2.Conseguimento oggetto sociale o impossibilit a conseguirlo
3.Impossibilit di funzionamento dellassemblea
4.Riduzione del capitale sotto al minimo legale
5.Deliberazione dellassemblea
6.Altre cause previste dallatto costitutivo.
Non si pu fare a meno di osservare che, fatta eccezione per il mancato funzionamento dellassemblea dei
soci e la riduzione del capitale, le cause di scioglimento rappresentano un elemento comune tra societ di
capitali e societ di persone, come emerge chiaramente dallelenco sopra riportato.
Peraltro, a seguito dello scioglimento, mentre per le societ di persone la societ non esiste pi, la societ di
capitali apre una fase c.d. di liquidazione, destinata alla definizione di tutti i rapporti pendenti della societ,
ovvero finalizzata a saldare debiti e recuperare i crediti sociali, che si conclude con il deposito del bilancio
presso la Camera di Commercio e, in caso di mancata presentazione di reclami o osservazioni entro 90 giorni
dal deposito, si conclude con la cancellazione della societ dal registro delle imprese. Solo a decorrere da tale
momento la societ non trova pi esistenza nellordinamento.
Analogamente a quanto gi illustrato per le societ di persone, anche per le societ di capitale il legislatore
stabilisce delle tipologie specifiche che, sebbene possano poi essere regolamentate in alcuni aspetti
dettagliati dalle volont dei soci, costituiscono il riferimento fondamentale ed unico. In particolare:
a)

Societ a responsabilit limitata (S.r.l.);

b)

Societ per azioni (S.p.A.)

c)

Societ in accomandita per azioni (S.a.a.)

La S.r.l. un tipo di societ che prevede la suddivisione del capitale sociale, che deve essere versato dai soci
nella misura minima di 10.000,00 euro, in quote appartenenti a ciascun socio in funzione del conferimento
versato. Il capitale rappresenta lelemento principale in quanto costituisce la garanzia per ladempimento

delle obbligazioni assunte dalla societ senza che possano essere chiamati, in via sussidiaria o residuale, i
singoli soci che restano responsabili solo in rapporto alle quote detenute.
A differenza delle societ di persone, ove il socio, anche qualora possa recedere, difficilmente, salvo
approvazione specifica da parte di tutti i soci restanti, potr trasferire ad altri la propria posizione allinterno
della societ, attesa la rilevanza assunta dagli individui in tali forme associative, nel caso della S.r.l. le quote
sono liberamente trasferibili da parte di ciascun socio cos come possono costituire oggetto di pegno a favore
del creditore del singolo socio.
Per quanto concerne lamministrazione della societ, essa affidata ad un socio o ad un soggetto esterno in
qualit di amministratore oppure ad un Consiglio di Amministrazione i cui poteri sono preventivamente
definiti allinterno dellatto costitutivo. Le S.p.A. si caratterizzano, invece, per la suddivisione del capitale in
azioni aventi tutte medesimo valore unitario. Esse consentono ai soggetti che ne sono in possesso di divenire
soci della societ, in proporzione al valore delle azioni detenute, ovvero al valore di capitale sociale, che non
pu mai essere inferiore ad euro 120.000,00, che tali elementi rappresentano ed attribuiscono a ciascun
azionista potere di voto.
La struttura gestionale ed amministrativa della S.p.A. notevolmente pi complessa rispetto a quella della
S.r.l., in quanto prevede oltre allamministratore o al C.d.A., quale organo deputato alla gestione della societ
e lassemblea dei soci che stabilisce le linee guida dellattivit sociale, approva i bilanci e adotta altre
decisioni di natura essenziale alla vita ed allandamento delle attivit, anche un collegio di esperti da
nominare quali sindaci volti ad accertare la regolare gestione della societ.
In ordine alla S.a.a., che costituisce comunque una forma societaria di marginale applicazione, unico
elemento che merita di essere evidenziato riguarda il fatto che le partecipazioni sociali sono rappresentate da
azioni e, analogamente alla S.a.s., sussiste la distinzione tra soci accomandatari ed accomandanti con
identiche conseguenze a quelle gi indicate per quel tipo di societ di persone.

1.3

I requisiti per lo svolgimento della libera professione

Nel solco della tradizionale impostazione normativa, che prevedeva necessariamente liscrizione ad un albo
per lesercizio di una libera professione, al fine di svolgere legittimamente lattivit di ingegnere necessaria
la preventiva iscrizione allOrdine Ingegneri competente nel territorio provinciale ove si intende svolgere la
propria attivit.
Il soggetto che intende ottenere liscrizione deve essere, oltrech esente da condanne penali, munito del titolo
abilitativo costituito dal titolo di studio conseguito, triennale o quinquennale, unitamente al superamento del
prescritto esame di Stato previsto per lesercizio della professione, ai sensi di quanto disposto dalla legge
1395/1923 che espressamente cos prevede: Il titolo d'ingegnere e quello di architetto spettano
esclusivamente a coloro che hanno conseguito i relativi diplomi dagli Istituti di istruzione superiore
autorizzati per legge a conferirli.
In particolare la domanda di iscrizione nell'albo deve essere presentata alla presidenza dell'ordine, redatta in
carta

da

bollo

munita

dei

seguenti

documenti:

a)

certificato

di

nascita;

b) certificato di cittadinanza italiana o il certificato dello Stato avente trattamento di reciprocit con l'Italia;
c)

certificato

di

residenza;

d) certificato generale del casellario giudiziale di data non anteriore di tre mesi alla presentazione della
domanda;
e)

certificato

di

aver

conseguita

l'approvazione

nell'esame

di

Stato,;

f) dichiarazione di non essere iscritto n di aver domandata l'iscrizione in altro albo d'ingegnere o di
architetto.
Lalbo si articola in settori e sezioni, in funzione del titolo di studio conseguito relativo ad uno specifico
ambito tecnico (settore) e della durata del percorso di studi (sezione).
Per quanto riguarda la suddivisione in settori, essi sono 3:
1. Ingegneria civile ed ambientale
2. Industriale
3. DellinformazioneIn ordine, invece, alla suddivisione in sezioni, riguardanti la durata del percorso di
studi essi sono stati introdotti a seguito della riforma dellordinamento degli studi universitari, mediante il
dpr 328/2001 e sono, ovviamente, solo due:
1. sezione A: laurea di II livello
2. Sezione B: laurea di I livello
In funzione del tipo di iscrizione il soggetto potr svolgere esclusivamente gli incarichi rientranti nellambito
di appartenenza, con espressa esclusione per gli altri, fatta eccezione per il caso di iscrizione trasversale e
multipla relativa a diversi settori.
Infatti, comunque consentita liscrizione in altri settori, diversi da quello di origine, purch sussistano i
seguenti presupposti:
1. iscrizione gi conseguita in altro settore
2. superamento esame specifico del settore per il quale si richiede la successiva iscrizione
Nel caso in cui il soggetto non rispettasse i limiti prescritti dal proprio ambito, ovvero accettasse un incarico
comportante lo svolgimento di attivit che gli sarebbero precluse in ragione di iscrizione presso un diverso
settore o diversa sezione, oltre a sanzioni di natura disciplinare (di cui infra), sarebbe assoggettabile a
procedimento per abuso di esercizio della professione, nonch, sul piano civilistico, al mancato pagamento
per le prestazioni eventualmente effettuate in violazione dei principi generali sulle libere professioni.
Infatti va ricordato che lesercizio della professione in mancanza del prescritto titolo abilitativo comporta la
responsabilit penale per abusivo esercizio della professione, punibile ai sensi del codice penale.

1.4

LOrdine degli Ingegneri

La legge ha istituito degli organismi a presidio delle libere professioni, i c.d. Ordini Professionali, organizzati
su base provinciale con referenti unitari a livello nazionale.

Lordine degli Ingegneri e degli Architetti trova la propria disciplina nella legge 1395/1923 e nel Regio
decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (in Gazz. Uff., 15 febbraio, n. 37). - Approvazione del regolamento per le
professioni d'ingegnere e di architetto.
Le funzioni specificamente attribuite allOrdine riguardano la tenuta dei registri degli iscritti, la indicazione
di criteri guida di comportamento agli iscritti e lirrogazione di sanzioni in caso di violazione di norme
attinenti lo svolgimento dellattivit professionale.
In particolare Consiglio dell'Ordine, eletto dai singoli membri, esercita le seguenti attribuzioni:
1) procede alla formazione e all'annuale revisione e pubblicazione dell'albo, dandone comunicazione
all'autorit

giudiziaria

alle

pubbliche

Amministrazioni;

2) stabilisce il contributo annuo dovuto dagli inscritti per sopperire alle spese di funzionamento dell'Ordine;
amministra i proventi e provvede alle spese, compilando il bilancio preventivo e il conto consuntivo annuale;
3) da, a richiesta, parere sulle controversie professionali e sulla liquidazione di onorari e spese;
4) vigila alla tutela dell'esercizio professionale, e alla conservazione del decoro dell'Ordine, reprimendo gli
abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell'esercizio della professione.In ordine
allattivit di cui al punto n. 1, lOrdine provvede a deliberare lammissione della domanda e quindi a
confermare liscrizione nellalbo da parte dei candidati che ne facciano richiesta. Nel caso di rigetto della
domanda il candidato pu ottenere, presentando apposito ricorso, una revisione della decisione adottata dal
Consiglio dellOrdine.
In caso di mancato accoglimento delle istanze presentate, il candidato potr presentare ricorso avverso la
decisione cos adottata dal Consiglio in via inizialmente diretta dinanzi al Consiglio dellOrdine stesso e solo
successivamente, in caso di rigetto di suddetto ricorso, sar possibile presentare nuovo ricorso in appello
dinanzi alla Commissione Centrale di Roma e in Corte di Cassazione quale ultimo rimedio.
In ordine a quanto stabilito al punto 2, il Consiglio dellOrdine provvede a stabilire il quantum dovuto
allOrdine da parte degli iscritti ai fini del mantenimento della struttura stessa e, per quanto riguarda il punto
3, va precisato che il Consiglio svolge attivit di gestione delle controversie che dovessero insorgere tra
professionisti della medesima categoria cos come tra i professionisti iscritti e loro clienti.
Per quanto concerne le funzioni di cui al punto 4, va evidenziato il ruolo disciplinare e sanzionatorio svolto
dal Consiglio dellOrdine che verifica la corretta applicazione delle norme a presidio dellattivit
professionale specifica, cos come il rispetto delle c.d. norme deontologiche, ovvero quel complesso di
norme etiche contenute nel codice deontologico dei professionisti che costituisce un riferimento per la loro
condotta. I poteri disciplinari dellOrdine assumono rilievo nel caso di condotte che si renda necessario
reprimere, quali ad esempio quelle vessatorie nei confronti dei clienti oppure possono essere utilizzati
dallOrdine quale strumento complementare a fattispecie gi punibili come reato come, ad esempio, il reato
di esercizio abusivo della professione.
In specie il procedimento disciplinare, regolamentato dalla legge professionale, prevede le seguenti fasi:
1. Audizione incolpato;
2. Citazione incolpato;
3. Discussione ;
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4. Deliberazione del consiglioLe pene che il Consiglio pu irrogare a seguito del procedimento
disciplinare sono:
1) l'avvertimento;
2) la censura;
3) la sospensione dall'esercizio della professione per un tempo non maggiore di sei mesi;
4) la cancellazione dall'albo.
L'avvertimento consiste nel dimostrare al colpevole le mancanze commesse e nell'esortarlo a non ricadervi.
Esso

dato
con
lettera
del
presidente
per
delega
del
consiglio.
La censura una dichiarazione formale delle mancanze commesse e del biasimo incorso.
La censura, la sospensione e la cancellazione dall'albo sono notificate al colpevole per mezzo di ufficiale
giudiziario.
Va comunque precisato che, in alcuni limitati casi, il Consiglio pu disporre pene dufficio, ovvero senza
avere esperito il procedimento disciplinare: nel caso di condanna alla reclusione o alla detenzione, il
consiglio, a seconda delle circostanze, pu eseguire la cancellazione dall'albo o pronunciare la sospensione;
quest'ultima ha sempre luogo ove sia stato rilasciato mandato di cattura e fino alla sua revoca.
Qualora si tratti di condanna che impedirebbe liscrizione nell'albo sempre ordinata la cancellazione
dall'albo.
In caso di cancellazione a seguito di giudizio disciplinare possibile la reiscrizione se sussistono le seguenti
condizioni:
a) nel caso di cancellazione per reclusione, quando abbia ottenuta la riabilitazione giusta le norme del codice
di
procedura
penale;
b) negli altri casi, quando siano decorsi due anni dalla cancellazione dall'albo.
La domanda deve essere corredata dalle prove giustificative ed, ove non sia accolta, l'interessato pu
ricorrere
Le deliberazioni del Consiglio in materia disciplinare possono essere impugnate dall'incolpato innanzi
all'assemblea
generale
nel
termine
di
giorni
quindici
dall'avvenuta
notificazione.
Possono inoltre essere impugnate innanzi alla stessa assemblea generale dal procuratore della Repubblica nel
termine di giorni dieci dalla comunicazione ufficiale che gliene fatta dal segretario del consiglio dell'ordine
entro
cinque
giorni.
Contro le deliberazioni dell'assemblea generale dato ricorso alla commissione centrale sia all'interessato
che al procuratore della Repubblica.
1.5

Esercizio abusivo della professione

Il libero professionista che esercita unattivit in mancanza delliscrizione allAlbo, richiesta per lo
svolgimento di tale professione, ricade nellipotesi di esercizio abusivo di professione.
Tale reato, volto evidentemente a preservare le libere professioni da indebite intromissioni ed esercizi non
autorizzati di attivit poste sotto il controllo dei singoli ordini professionali, prevede due specifiche ipotesi: il
caso di reato semplice o concorso nel reato.
Per la prima ipotesi, il soggetto risponde della propria condotta a titolo di abusivo esercizio della professione
in quanto ha assunto un incarico che non avrebbe potuto assumere in assenza di iscrizione ovvero ha
millantato la propria posizione di libero professionista, pur non possedendo tale qualifica.
Nel secondo caso, invece, si profila il concorso nel reato suddetto qualora un soggetto, anche iscritto allalbo,
abbia agevolato e favorito il compimento del reato da parte di altro soggetto. Infatti, la legge punisce non
solo il soggetto che materialmente pone in essere la condotta prevista come reato ma anche coloro che,
attraverso le proprie attivit, hanno fatto in modo che il reato arrivasse a compimento; pertanto, anche nella
ipotesi in cui un soggetto libero professionista, ad esempio un ingegnere, provveda sempre a sottoscrivere
progetti redatti da un geometra, ma a questultimo preclusi ed attribuiti, in via esclusiva, alla sola

11

competenza dellingegnere, risponder a titolo di concorso nel reato di esercizio abusivo della professione
del geometra.
Oltre alla punibilit in sede penale dello svolgimento di attivit senza la debita iscrizione, che comunque
rappresenta la conseguenza pi grave di tale condotta, previsto sia il procedimento disciplinare
(ovviamente solo per coloro che hanno concorso atteso che il procedimento disciplinare pu essere disposto
solo nei confronti di un soggetto iscritto, ovvero per gli ingegneri nei confronti del soggetto che iscritto alla
sezione B esegua compiti spettanti solo agli iscritti nella sezione A) cos come, in sede civile, previsto il
mancato pagamento del committente per le prestazioni eseguite.

2. PROFILI CIVILISTICI
2.1

La diligenza

Oggetto principale dellattivit del libero professionista costituito dalla opera intellettuale che si
caratterizza per lassenza di elementi di carattere materiale e che, peraltro, non trova neppure una definizione
positiva allinterno dellordinamento; il compito, infatti, di individuare espressamente se la prestazione sia di
opera, cos come disciplinata dallart. 2222 codice civile, ovvero di opera intellettuale, ai sensi di quanto
disposto dallart. 2230 codice civile, assume natura interpretativa, soprattutto in relazione alla evoluzione che
il tipo di attivit in esame ha subito recentemente.
Infatti, mentre nel caso delle libere professioni esercitate nellambito governato dagli Ordini professionali
appare di immediata evidenza che la prestazione professionale non potr avere altra natura che quella
intellettuale, mentre, nella diversa ipotesi in cui sia svolta al di fuori di tali strutture organizzative unattivit
che presenti profili di natura intellettuale, sar necessario individuare di volta in volta se la fattispecie possa
essere ricondotta nellalveo delle professioni intellettuali o del contratto di opera.
Considerato quanto detto, appare evidente che lesercizio della professione di ingegnere, ovvero la
prestazione di servizi inerenti le conoscenze di un tecnico ingegnere, sia o meno iscritto al pertinente Ordine,
avr natura di prestazione di opera intellettuale.
Si rende necessario evidenziare in proposito che lobbligo assunto dal professionista di fornire la propria
prestazione pu presentare duplice natura e, in funzione di tale distinzione, possono sorgere differenti tipi di
responsabilit. Si tratta, in specie, di obbligo di risultato o obbligazione di mezzi.
Mentre nel primo caso identificato un obiettivo specifico che il professionista deve raggiungere, nella
obbligazione di mezzi risulta sufficiente la prestazione di un servizio qualificato e competente, con
riferimento al bagaglio culturale generale che il professionista di un determinato settore dovrebbe possedere.
Le obbligazioni di risultato comportano il sorgere della responsabilit per inadempimento contrattuale nel
caso di mancato raggiungimento dellobiettivo definito; nel caso di obbligazione di mezzi, invece, la
posizione del professionista appare pi tutelata in quanto si rende necessario fornire prova della mancata
applicazione di tutte le norme che presiedono allattivit ovvero della mancata diligenza.
Al riguardo va rammentato che la diligenza rappresenta un parametro di riferimento per tutte le attivit
umane considerate sotto il profilo giuridico: infatti, la base di partenza costituita dalla c.d. diligenza quam

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pater familias che altro non che la diligenza delluomo medio, considerato in uno specifico contesto
(comprensivo di tutte le conoscenze di quel momento storico, della impostazione culturale e sociale e degli
usi ed abitudini di un determinato ambiente), cos definita dalla dottrina (Manuale di diritto privato
Torrente Schlesingher ed Giuffre) il debitore, ovvero colui che ha assunto lobbligo di fare qualcosa nei
confronti di altro soggetto (creditore), deve curare con lattenzione, la prudenza e la perizia delluomo
medio sia i preparativi delladempimento sia la conformit del risultato da procurare al creditore. Per
quanto concerne i liberi professionisti la diligenza si definisce qualificata in quanto costituita dal bagaglio
di tutte le conoscenze che tale soggetto, ritenuto particolarmente competente, deve possedere ed applicare
nello svolgimento delle proprie prestazioni. Si tratta di un criterio che consente di misurare il corretto
adempimento o meno da parte del soggetto obbligato. Rappresenta quindi il parametro di riferimento sia per
il debitore che per linterprete cui demandato il compito di verificare se ladempimento sia avvenuto o
meno. Inoltre un criterio assolutamente oggettivo, scevro da qualunque valutazione in ordine allaspetto
soggettivo, applicabile senza alcuna considerazione delle condizioni soggettive dellindividuo, che non pu
dimostrare lassenza di sua responsabilit in caso di inadempimento invocando il fatto di avere provveduto a
fare tutto ci che lui stesso riteneva corretto e necessario ai fini delladempimento ma sar, invece,
necessario che dimostri di avere adottato ed applicato le conoscenze alle quali luomo medio, posto in quella
determinata situazione, avrebbe fatto ricorso.
Elemento discriminante tra la diligenza comune e la diligenza del professionista il contenuto
dellobbligazione assunta che, per la sua specificit, richiede una particolare competenza cui associato un
grado di diligenza superiore rispetto a quella comune.Concorrono a formare la diligenza specifica richiesta al
professionista altri criteri di misura: prudenza e perizia.
Questultima rappresentata dalle cognizioni tecniche che il professionista dovrebbe necessariamente
possedere ed applicare per lo svolgimento della sua attivit.
La mancanza di perizia pu verificarsi anche senza coscienza e volont ovvero nella ipotesi in cui il
professionista sia convinto, erroneamente, della corretta applicazione delle regole tecniche.
indipendente dalle conoscenze specialistiche e riguarda la valutazione che il professionista deve fare del
caso concreto. A seguito di tale valutazione il professionista deve adottare tutte le cautele, considerando i
rischi che possono derivare.
La mancanza di diligenza da parte del professionista d luogo a responsabilit professionale che si traduce in
obbligo del risarcimento del danno.
Infatti mentre la regola generale in materia civilistica prevede che il debitore che non esegue esattamente la
prestazione dovuta tenuto al risarcimento del danno se non prova che linadempimento o ritardo stato
determinato da impossibilit della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, per il libero
professionista sufficiente (in linea generale), fatto salvo in ogni caso la forza maggiore e il caso fortuito,
che abbia agito secondo la diligenza dovuta per andare esente da qualsivoglia responsabilit.
In realt tale principio risulta mitigato dal fatto che, attualmente, la maggior parte delle attivit dei liberi
professionisti, figure tecniche (ingegneri, architetti), sono ascrivibili ad obbligazioni di risultato e non di

13

mezzi; in tali ipotesi, il professionista si obbliga a fornire un vero e proprio risultato al committente, si
impegna a raggiungere un determinato obiettivo; pertanto la responsabilit non viene esclusa mediante la
dimostrazione dellimpiego della diligenza richiesta in quanto, in assenza del risultato pattuito quale
obiettivo del contratto concluso, si applica anche al professionista la regola generale di cui sopra applicabile
indistintamente a tutti i tipi di debitori.
Il legislatore introduce, a favore del professionista, un correttivo, utilizzabile per escludere la responsabilit
del professionista anche nel caso di obbligo di risultato, rappresentato dalla possibilit di invocare le
conoscenze tecniche e la complessit tecnica del problema posto al suo esame: si tratta della disposizione di
cui allart. 2236 codice civile che prevede che Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di
speciale difficolt, il prestatore dopera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o colpa grave
In tale caso il professionista, pertanto, andr esente da responsabilit, fatti salvi i casi di dolo o colpa grave.
Soffermandoci brevemente su queste due ultime categorie di imputazione della responsabilit per danni va
precisato che, in ambito civilistico, il soggetto che si obbligato risponde per colpa lieve, per colpa grave e
per dolo: ci significa che, anche il professionista, nel caso in cui non si versi nellipotesi di particolare
complessit tecnica del problema che chiamato a risolvere, risponde per danni sia per colpa lieve che grave
(consistenti in particolare nella violazione del criterio della diligenza in modo pi o meno grave), nonch per
dolo.
Il concetto di dolo, comune a tutte le discipline giuridiche (civile, penale ed amministrativo), corrisponde ad
un atteggiamento interiore intenzionale ovvero alla volont del soggetto di porre in essere una determinata
condotta fonte poi di danno. La colpa, invece, costituita dalla violazione delle norme di comune
conoscenza e latteggiamento si pu manifestare sia attraverso linconsapevolezza o ignoranza della
esistenza di tali norme cos come nella conoscenza di tali norme e nelle loro violazione consapevole con la
prefigurazione del possibile verificarsi del danno unitamente allaccettazione del rischio. Per il professionista
la colpa lieve si manifesta attraverso la violazione di regole particolari attinenti il settore di attivit ma che
rappresentano comunque un aspetto marginale mentre la colpa grave costituita essenzialmente dallassenza
del livello minimo di cultura e di esperienza indispensabile. Concorre, poi, a formare la colpa grave lerrore
inescusabile derivante dalla mancata applicazione delle cognizioni generali e fondamentali attinenti alla
professione, ovvero nel difetto di quel minimo di abilit, perizia tecnica e diligenza, che non devono mai
mancare in chi esercita la professione.
Si rende opportuno evidenziare che il sorgere della responsabilit apparentemente automatico ma, in realt,
il committente che intendesse ottenere il risarcimento dei danni causati dal professionista per mancato
adempimento a quanto contrattualmente pattuito, deve dimostrare:
1.Inadempimento
2.Danno sofferto
3.Nesso causale tra danno e condotta del professionistaNel caso in cui mancasse la dimostrazione di uno
degli elementi suddetti, il professionista, bench effettivamente inadempiente, andrebbe esente da
responsabilit.

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2.2

Lincarico

Lavvio delle prestazioni professionali avviene a mezzo di incarico conferito da un soggetto (committente,
pubblico o privato) che richiede una prestazione di opera intellettuale.
Come gi illustrato il tipo di prestazione richiesta pu comportare il sorgere di unobbligazione di mezzi o di
risultato, anche se, per le attivit specifiche dellingegnere, la maggior parte delle obbligazione sono oggi da
ascrivere a questultima tipologia.
La prestazione, considerato il rapporto fiduciario che intercorre tra committente e professionista, deve essere
individuale da parte del professionista o comunque caratterizzata dalla costante presenza del soggetto
incaricato. La regola generale vorrebbe infatti che la prestazione fosse eseguita personalmente anche se
consentito avvalersi di collaboratori
Per quanto riguarda i collaboratori, quindi, il professionista assumendo su di s la responsabilit per le
attivit condotte tenuto allobbligo di vigilanza, sia per evitare di incorrere in inadempimento contrattuale,
con conseguente impossibilit di ricevere il compenso, che in concorso nel reato dellesercizio abusivo della
professione, ferma comunque restando la possibilit di rivalsa, in caso di danni, del professionista nei
confronti del collaboratore, purch la condotta di questultimo sia caratterizzata da colpa grave o dolo.
Lincarico pu essere conferito in qualsiasi forma, anche verbale, considerato che vige il principio di libert
per le parti in questambito, sia per la forma del contratto che per il contenuto, nei limiti della liceit
delloggetto e della possibilit di ottenerlo. Naturalmente appare evidente che la forma scritta rappresenta
una forma di maggiore cautela per entrambe le parti.
Assumono particolare rilevanza il tipo di committenti, in quanto, in ragione della qualifica, saranno
applicabili diverse norme specifiche. In particolare si usa distinguere tra committente consumatore ed altri
soggetti (o meglio professionisti, imprenditori e Pubblica Amministrazione).
Il soggetto consumatore, che rappresenta una categoria di contraenti protetta, una persona fisica che agisce
per scopi estranei allattivit imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
La materia dei contratti con i consumatori presenta profili delicati in ordine soprattutto a determinate norme
che devono essere prese in considerazione per evitare eventuali vizi ed invalidit dei contratti conclusi.
Laspetto pi rilevante concerne le c.d. clausole vessatorie ovvero condizioni che determinano a carico del
consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Il codice del
consumo prevede una serie (esemplificativa, che pu quindi essere estesa per analogia ad altre condizioni
simili e non contemplate destinate a prevedere una posizione di privilegio a favore del professionista) di
clausole tipo da considerarsi vessatorie. (si vedano le ppt relative allart. 33 del Codice del consumo)
La vessatoriet di tali clausole solamente presunta; ci significa che da parte del professionista possibile
fornire prova che tali clausole non sono per nulla vessatorie e che sono state oggetto di specifica trattativa e
negoziazione con il contraente consumatore. Qualora il professionista non fosse comunque in grado di
fornire tale prova, le clausole saranno eliminate dal contratto che resta valido per la restante parte non
interessata dalle clausole.

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In ogni caso, anche nella ipotesi di conclusione di un contratto con un soggetto diverso dal consumatore,
obbligatoria lapprovazione scritta delle seguenti clausole:

Clausole che stabiliscono limitazioni alla responsabilit;

Clausole che stabiliscono la facolt di recedere o di sospendere lesecuzione del contratto;

Clausole che sanciscono decadenze ovvero termini idonei a produrre lestinzione di un diritto;

Clausole che limitano la possibilit di stipulare contratti con i terzi;

Clausole che dispongono la tacita proroga del contratto;

Clausole compromissorie ovvero che stabiliscono una procedura particolare per la decisione delle
controversie che eventualmente dovessero insorgere tra le parti;

Clausole che derogano alla competenza dellautorit giudiziaria (c.d. foro competente).

Infine si rende necessaria una precisazione in ordine alla distinzione tra committente e beneficiario. Pu,
infatti, accadere che il soggetto che commissiona lattivit al professionista non sia il diretto interessato
alloperato del professionista ma leffettivo beneficiario sia un soggetto terzo rispetto alle parti. In tal caso il
professionista non ha alcuna azione nei confronti delleffettivo beneficiario ma solo nei confronti del proprio
committente.

2.3

Responsabilit contrattuale ed extracontrattuale

La responsabilit del professionista si pu manifestare in due forme: contrattuale ed extracontrattuale.


La fonte della responsabilit contrattuale da rinvenire, ovviamente, nel contratto che , inteso in senso
generale, un accordo tra due o pi parti destinato a dare origine, modificare od estinguere un rapporto avente
effetti giuridici.
In tale ipotesi, sempre mantenendo ferma la distinzione tra obbligo di risultato e obbligazione di mezzi, il
professionista tenuto al rispetto ed allapplicazione di tutte le conoscenze e le norme poste a riferimento
della propria attivit, ovvero tenuto ad applicare la diligenza qualificata che gli viene richiesta.
In caso contrario, sussiste il rischio concreto di incorrere in responsabilit nei confronti del soggetto che gli
ha commissionato la prestazione, con conseguente obbligo di risarcimento degli eventuali danni sofferti dal
committente.
La responsabilit extracontrattuale sorge, invece, in relazione a qualunque fatto doloso o colposo che cagioni
ad altri un danno ingiusto, senza che sussista tra il danneggiante ed il danneggiato alcun tipo di rapporto. Nel
danno di natura extracontrattuale non vi sono legami tra i soggetti coinvolti (danneggiante e danneggiato) ma
il diritto del danneggiato al risarcimento sorge per il solo effetto della condotta del danneggiante che sia stata
posta in essere dolosamente (intenzionalmente) o colposamente (senza seguire le regole della ordinaria
diligenza)
In tal caso, il professionista che abbia erroneamente svolto la propria prestazione (anche nella ipotesi in cui il
committente non abbia richiesto alcun danno in relazione al contratto) e da ci sia derivato un danno ad un
soggetto terzo estraneo al rapporto contrattuale intercorso, tenuto al risarcimento.

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Le due tipologie di responsabilit possono concorrere tra loro poich ad un medesimo fatto possono essere
ricondotti sia diritti derivanti da un contratto lesi dalla condotta illecita del danneggiante sia diritti del
soggetto offeso che appartengono allo stesso in via assoluta e risultano pregiudicati dal fatto doloso o
colposo posto in essere.
Va, inoltre, specificato che mentre il diritto al risarcimento del danno contrattuale pu essere azionato per 10
anni, per il risarcimento del danno extracontrattuale necessario agire entro 5 anni dal verificarsi del fatto.
I danni, in senso giuridico, si differenziano in due categorie: patrimoniali e non patrimoniali.
I danni patrimoniali sono rappresentati dagli aspetti economici, ovvero da danni che sono suscettibili di
essere valutati in termini economici; in particolare il risarcimento del danno patrimoniale comprende il
risarcimento (questo sia in sede contrattuale che extracontrattuale) della perdita subita (danno emergente) ed
del mancato guadagno (lucro cessante).
I danni non patrimoniali attengono invece ad aspetti che non sono suscettibili di immediata valutazione
economica, quali in particolare il danno alla persona intesa in senso ampio (salute fisica e mentale), definito
in linea generale come danno biologico (e danno morale). Il danno biologico per lungo tempo identificato
con il danno alla capacit reddituale stato successivamente ampliato a seguito di evoluzioni
giurisprudenziali che hanno ampliato il novero dei danni risarcibili qualificabili come danno biologico: (ad
esempio)
-Danno alla vita di relazione
-Danno estetico
La valutazione del danno biologico avviene sulla base della fondamentale distinzione tra:Inabilit
permanente: lesione permanente del bene salute
2. Inabilit temporanea: lesione temporanea che non comporta menomazioni permanenti ma appare
limitata nel tempo.
Allinterno poi della categoria di inabilit permanente si distinguono poi le lesioni permanenti di grave entit
e le c.d. micropermanenti che comportano una menomazione pari al max. al 9% di invalidit.
Dato che il legislatore ha ritenuto di lieve entit tali ultime lesioni esse sono oggetto di normativa aggiornata
annualmente che prevede le modalit di calcolo della invalidit.Allinterno della categoria del danno non
patrimoniale assume poi autonoma rilevanza, attribuita dalla giurisprudenza, il danno morale che consiste
nellingiusto turbamento dello stato danimo del soggetto leso ed risarcibile solamente se deriva da fatto
costituente reato.
Non necessario un procedimento penale volto allaccertamento del reato ma sufficiente che ricorrano gli
elementi del reato che vengono valutati dal giudice civile al solo fine dellopportunit di risarcire o meno il
danno morale.
La liquidazione del danno morale strettamente connessa a quella del danno biologico che costituisce il
riferimento per il calcolo del danno morale solitamente risarcito per un importo che va da 1/3 alla met del
risarcimento liquidato per il danno biologico.

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Ci che differenzia il danno patrimoniale da quello non patrimoniale, sotto un aspetto sostanziale, riguarda
principalmente il momento della determinazione del valore (liquidazione) del danno: infatti il danno
patrimoniale liquidato in via immediata mentre il danno non patrimoniale necessita di un ulteriore
passaggio ovvero la quantificazione del danno biologico avviene sulla base di valutazioni tecniche
(essenzialmente mediche) associate a tabelle di riferimento che stabiliscono per et dellindividuo e
percentuale di inabilit relativa al soggetto danneggiato (assoluta), stabilita dalla perizia, il valore da
corrispondere a titolo di risarcimento.

2.4

Le assicurazioniNellambito dellattivit professionale rivestono un ruolo di notevole rilevanza le

assicurazioni responsabilit civile verso terzi, destinate a risarcire gli eventuali danni derivanti dallo
svolgimento della professione, siano essi di natura extracontrattuale che contrattuale.
Il contratto assicurativo il contratto con il quale lassicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a
rivalere lassicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro.
I requisiti per la valida conclusione di un contratto assicurativo sono:
1.Contratto stipulato con lassicuratore (ovvero impresa autorizzata allesercizio delle assicurazioni private)
2.Contratto in forma scritta (sia il contratto che le successive modifiche mediante appendici)
3.Pagamento del premio.
Il contratto assicurativo, cos definito, si caratterizza per la sua aleatoriet in quanto volto alla copertura di
un rischio ovvero ad un evento attinente la vita umana ma il suo verificarsi incerto. Resta comunque ferma
la responsabilit dellassicuratore per il pagamento del sinistro nei limiti del massimale pattuito
contrattualmente, Il contratto di assicurazione prevede un massimale che rappresenta il valore oltre il quale
lassicuratore risulta esonerato dalla copertura del rischio. In caso di sinistro che supera il massimale coperto
dalla polizza di assicurazione risponde per la parte eccedente lassicurato stesso.
Va evidenziato che lobbligo dellassicurato non consiste esclusivamente nel pagamento del premio e dei
successivi premi alle scadenze pattuite ma necessaria una sorta di collaborazione, ovvero devono essere
fornite alla Compagnia assicurativa tutte le informazioni necessarie per la valutazione del rischio onde
evitare, sia il mancato pagamento del sinistro che eventuali invalidit del contratto.
Al riguardo si rammenta la possibilit di annullamento e la facolt di recesso consentite allassicuratore in
casi specificamente disciplinati dal codice civile.
In specie le dichiarazioni inesatte e le reticenze del contraente, relative a circostanze tali che lassicuratore
non avrebbe dato il suo consenso se avesse conosciuto il vero stato delle cose, sono causa di annullamento
del contratto quando il contraente ha agito con dolo o colpa grave.
Solamente lassicuratore ha in tal caso la possibilit di annullare la polizza purch lo faccia entro tre mesi dal
momento in cui ha scoperto le reticenze o le inesattezze comunicate dal contraente.
Nel caso in cui il contraente abbia fornito informazioni inesatte o abbia mantenuto un comportamento
reticente senza dolo o colpa grave, lassicuratore non pu annullare il contratto ma solamente recedere dal
contratto.

18

Il recesso fa venire meno il contratto di assicurazione dal momento in cui esercitato; resta pertanto fermo e
salvo tutto ci che avvenuto prima del recesso.
Lannullamento travolge il contratto ed i suoi effetti fin dalla sua stipula in quanto assume efficacia
retroattiva (se ad esempio stato pagato un sinistro, lassicuratore ha diritto alla restituzione di quanto
indebitamente pagato in quanto il contratto non poteva produrre i suoi effetti, fatto salvo il termine di tre
mesi che lassicuratore deve rispettare).
Per quanto concerne lassicurazione RCT (responsabilit civile verso terzi) essa costituita dal contratto tra
professionista ed assicuratore e ha quale oggetto la copertura di rischi correlati allo svolgimento della
professione. La polizza volta quindi a risarcire i danni sofferti dai terzi derivanti dallattivit professionale.
Nell'assicurazione della responsabilit civile l'assicuratore obbligato a tenere indenne l'assicurato di quanto
questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell'assicurazione, deve pagare a un terzo, in
dipendenza della responsabilit dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi.
Il fatto che costituisce fonte di danno per il terzo deve essersi verificato nel periodo di copertura
dellassicurazione. Pertanto nel caso di sospensione della garanzia assicurativa in relazione al mancato
pagamento del premio assicurativo per quel periodo comporta lesclusione dellobbligo dellassicuratore di
pagare il risarcimento del danno, dando luogo pertanto alla reviviscenza dellobbligo dellautore del danno
(professionista) di corrispondere i danni.
La copertura assicurativa, in mancanza di patto contrario tra le parti, volta a tenere indenne lassicurato
anche per fatti cagionati con colpa grave o gravissima.
Lassicuratore e lassicurato potrebbero anche decidere, in deroga a quanto previsto dal codice civile, di
delimitare ulteriormente lobbligo dellassicuratore nel senso di escludere la copertura per fatti colposi (per
colpa grave o gravissima)
Al riguardo va sottolineata la derogabilit della disciplina prevista per i contratti assicurativi, ovvero la
possibilit per le parti di determinare obblighi o diritti a carico di ciascuna in modo diverso rispetto a quanto
previsto dal codice civile che si limita a dettare una minima disciplina destinata ad essere poi eventuale
oggetto di negoziazione.
Le Compagnie assicurative sono, comunque, solite predisporre tipi o pacchetti assicurativi destinati a
categorie di soggetti in ragione del tipo di rischio che la specifica attivit coperta dal contratto pu
comportare.
Tipi di rischi frequentemente coperti per la professione ingegneristica:
1.Danni corporali
2.Danni materiali
3.Perdite patrimoniali
4.Errato trattamento dati
5.Mancata rispondenza
6.Mancata applicazione di norme speciali relative alla progettazione in zone sismiche.

19

Considerato che la libera professione, oltre che in forma individuale, pu essere svolta anche in forma
associata (associazione o societ che sia), le coperture assicurative possono essere contratte o dai singoli
soggetti che esercitano la propria attivit individualmente o allinterno della struttura associativa cos come
possibile la conclusione del contratto assicurativo da parte dellorganismo. In tali casi copertura assicurativa
prestata a favore della persona giuridica volta a tenere indenne per i medesimi danni anche i singoli
soggetti appartenenti a tale realt.
In ragione della derogabilit della disciplina, come gi detto, comunque lecito anche il patto contrario
(ovvero lassicurazione copre solo lo studio associato e non il singolo professionista).
Una clausola molto ricorrente allinterno dei contratti assicurativi riguarda la c.d. franchigia ovvero la quota
fissa di danno sempre a carico dellassicurato, per qualsiasi sinistro che si dovesse verificare. Tale
condizione, non prevista dal codice civile, costituisce un accordo tra le parti destinato a imporre sempre una
parte di responsabilit allassicurato. In linea generale la polizza copre le richieste di danno relative a
condotte colpose poste in essere prima del momento di stipula della polizza stessa, purch le richieste di
risarcimento siano presentate allassicurato nel corso di validit della polizza.

3.

PROFILI PENALISTICI

3.1

Linee generali

Il diritto penale rappresenta un ramo del diritto pubblico (inteso come la parte del diritto governata
direttamente dallo Stato estranea a regolamentazioni privatistiche come il diritto civile) che disciplina i fatti
illeciti per la cui commissione la legge prevede lirrogazione di pene.
I comportamenti che il legislatore punisce come antigiuridici da un punto di vista penale devono essere lesivi
(o potenzialmente lesivi) di beni di elevato livello sociale quali i beni tutelati dalla costituzione.
Lelemento fondamentale che compone il diritto penale il reato che il Comportamento umano che ha
manifestazione esteriore ed lesivo di beni giuridici di elevato rango (costituzionale) e causalmente e
psicologicamente riconducibile al soggetto che lo ha posto in essere.
I presupposti perch si possa identificare un comportamento come reato sono specificamente
1.Comportamento umano (nullum crimen sine actione)
2.Lesione del bene protetto (nullum crimen sine iniuria)
3.Colpa dellautore (nullum crimen sine culpa)
La Carta Costituzionale, suprema legge nazionale, fonte di rango superiore rispetto ad altri atti normativi, ha
fissato alcuni parametri di riferimento per la legittimit della legge penale:
Principio di legalit: nessuno pu essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto dalla legge
come reato art. 1 codice penale
Principio di tassativit: il legislatore deve redigere le norme penali in modo chiaro e non equivoco affinch
sia determinato in modo specifico il comportamento che integra la fattispecie di reato
Principio di irretroattivit: la legge penale pu prevedere solo per il futuro.

20

In questo caso la legge circoscritta al tempo in cui in vigore pertanto condotte divenute reato
(perch successivamente previste dalla legge come tali) che al momento della loro commissione non
costituivano illecito non potranno essere punite secondo la nuova legge intervenuta perch al momento del
fatto non erano reato
Ipotesi eccezionali di retroattivit della legge penaleAbolitio criminis: quando un fatto cessa di essere reato
a seguito di una legge abrogativa
Modificazione di norme penali: se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono
diverse si applica quella le cui disposizioni sono pi favorevoli al reo, salvo sentenza irrevocabile
intervenuta.
Pronuncia di incostituzionalit.
Esiste una distinzione fondamentale tra reati, in funzione della loro gravit stabilita dal legislatore con
riferimento al bene giuridico tutelato ed alla sua rilevanza.
I reati si distinguono infatti in delitti, pi gravi e volti a tutelare beni particolarmente rilevanti e
contravvenzioni.
Per i delitti le pene principali sono lergastolo, la reclusione e la multa, mentre per contravvenzioni le pene
principali sono larresto e lammenda.
Affinch si verifichi un reato comunque necessaria una forma di offesa al bene tutelato che pu concretarsi
o in lesione o in semplice messa in pericolo del bene tutelato dalla norma penale.
1.Lesione: danno effettivo al bene tutelato (furto: i beni appartenenti ad un soggetto sono asportati dal
patrimonio) - reato di danno
2.Messa in pericolo: danno potenziale al bene tutelato (tentativo di furto: il danno non si verifica
effettivamente perch il patrimonio resta integro) - reato di pericolo.
I reati si distinguono ulteriormente in funzione del soggetto autore:
Reati comuni: possono essere compiuti da chiunque
Reati propri: possono essere compiuti solamente da soggetti in possesso di particolari qualifiche naturali o
giuridiche.
Responsabilit penale solo personale ed individuale
Il diritto penale volto a punire le persone fisiche che sono le sole che possono porre in essere condotte
illecite volte a danneggiare o porre in pericolo i beni tutelati dalle norme penali.
Recentemente con il decreto legislativo n. 231/2001 stata introdotta la responsabilit penale delle persone
giuridiche (societ) che volta a sanzionare alcuni comportamenti che hanno un disvalore sociale rilevante.
Si tratta comunque di ipotesi residuali e ancora di marginale applicazione.
Elemento oggettivo
Elemento soggettivo
a) Laspetto oggettivo riguarda laspetto materiale del reato ovvero del fatto ed attiene esclusivamente alle
circostanze dellevento verificatosi, senza alcuna valutazione o riferimento circa lo stato psicologico
dellautore del reato

21

Elemento oggettivo fondamentale rappresentato dalla condotta umana che si manifesta attraverso azioni od
omissioni. Per azione si intende qualsiasi movimento umano ma considerato in senso ampio ovvero
comprensivo di tutte le capacit espressive umane tra le quali va annoverata la parola, gli spostamenti del
corpo e la mimica facciale.
Per omissione si intende il comportamento del soggetto che avrebbe dovuto compiere unazione e non lha
fatto. Lelemento oggettivo che scaturisce dalla condotta levento e levento il risultato che deriva
dallazione o dallomissione svolta da un soggetto umano.
Va precisato che in alcune ipotesi di reato non c evento in quanto punita solamente la condotta come tale
a prescindere dal verificarsi di un evento (a.e.: evasione: in tale caso non c laggressione ad un particolare
bene ma solamente la condotta posta in essere dallautore). In questi casi si parla di reati di pura condotta.
Peraltro, si rende opportuno precisare che condotta ed evento devono essere legati tra loro da nesso di
causalit, in base al principio per cui nessuno pu essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato
se levento dannoso o pericoloso da cui dipende lesistenza del reato non conseguenza della sua azione od
omissione.
In alcuni casi, bench il soggetto ponga in essere una condotta penalmente rilevante, astrattamente
riconducibile ad una fattispecie di reato, non prevista la sanzione ovvero la punibilit in quanto sussistono
cause di giustificazione.
1.Consenso dellavente diritto
2.Adempimento di un dovere
3.Esercizio di un diritto
4.Legittima difesa
5.Uso legittimo di armi per i P.U.
6.Stato di necessit
b) elemento soggettivo del reato
Coscienza e volont dellazione da parte dellautore che nel momento di commissione del reato era
determinato ad ottenere il risultato configurato come fattispecie di reato.
Affinch si configuri un reato la condotta posta in essere deve essere un impulso cosciente della volont.
La volontariet va per intesa sia come volontariet reale (intenzione di realizzare il reato) sia come
volontariet potenziale (intenzione di porre in essere la condotta senza per la prefigurazione o la volont di
commettere reato)
Rappresenta lelemento caratterizzante di una condotta penalmente rilevante, in quanto il legislatore attuale,
diversamente da altre impostazioni penalistiche del passato che privilegiavano (o comunque contemplavano
numerose ipotesi di) responsabilit oggettiva (condotta umana nesso causale evento = punibilit), ha
preferito connotare il reato di un elemento soggettivo ovvero di un grado di partecipazione emotiva al reato
da parte dellautore della condotta trasgressiva.
In ragione di ci, si pu, in generale, affermare che il criterio di imputazione per un reato costituito dal
dolo

22

In linea generale il delitto doloso quando levento dannoso o pericoloso dallagente preveduto e voluto
come conseguenza della sua azione o omissione.
Il dolo si configura quando il soggetto intenzionalmente pone in essere la condotta disciplinata dalle norme
penali e considerata come reato.
Il dolo deve comunque essere tenuto distinto dal movente che rappresentato dalla ragione interiore che
induce il soggetto a compiere il reato.
Non assume alcun rilievo il fatto che lautore del reato non fosse a conoscenza dellantigiuridicit penale
della sua condotta in quanto vige in materia il principio ignorantia legis non excusat.
Il dolo deve caratterizzare la condotta dellautore del reato per tutto il tempo in cui sono posti in essere gli
atti idonei ad integrare la fattispecie di reato.
c) la colpaAssenza di volont dellevento da parte del soggetto autore.
Il delitto colposo quando levento, anche se preveduto, non voluto dallagente e si verifica a causa di
negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
Le norme sociali costituiscono il riferimento per evitare condotte colpose. Alcuni concetti devono essere
ricondotti nellalveo delle norme sociali e in particolare:
imperizia: attivit che richiedono cognizioni tecniche.
Imprudenza: violazione di regola di condotta di carattere cautelare
negligenza: violazione di regola di condotta che richiede unattivit positiva
Colpa generica: fa riferimento al caso in cui il fatto di reato poteva essere prevedibile ed evitabile. In caso
contrario non sussiste colpa
Colpa specifica: questa fa riferimento al caso di violazione di norme o regole poste dallautorit. E
sufficiente la loro violazione perch si configuri colpa

3.1

Responsabilit penale

La responsabilit penale , diversamente da quella civilistica, personale ovvero solo il soggetto o i soggetti
che hanno posto in essere la condotta disciplinata come reato saranno punibili, purch sussistano tutti gli
elementi necessari (soggettivo, oggettivo e nesso di causalit).
Per quanto concerne lesercizio della professione, il riflesso pratico ed immediato della responsabilit
personale in ambito penale la imputabilit del soggetto che materialmente ha realizzato le attivit anche se
queste erano state originariamente demandate ad uno Studio associato.
Infatti, bench mitigato dalla nuova disciplina prevista per la responsabilit penale delle persone giuridiche,
resta fermo il principio che stabilisce la responsabilit del singolo individuo.
Pertanto, nel caso in cui una prestazione professionale abbia dato luogo a responsabilit penale, a prescindere
dal fatto che la stessa sia stata svolta allinterno di un organismo associativo (sia esso studio associato o
societ), il soggetto cui possa essere attribuita lattivit in via principale potr essere imputato per il reato
ipotizzabile nelle circostanze venutesi di fatto a creare in conseguenza dellattivit professionale effettuata.

23

Parallelamente al diritto civile, ove i parametri soggettivi rappresentano comunque degli elementi rilevanti,
anche al fine di escludere la responsabilit (si rammenti il caso di problemi di particolare complessit tecnico
ove se sussiste colpa lieve non sussiste la responsabilit per inadempimento), anche il diritto penale
contempla tali elementi attribuendo loro, per, una differente valenza. Infatti, mentre in sede civile, la colpa
(lieve) potrebbe costituire utile elemento a discolpa del professionista, in sede di procedimento penale la
colpa, sebbene lieve, non consente di esimere da qualunque responsabilit e coinvolgimento il professionista
bens rappresenta esclusivamente un parametro per la gradazione della pena inflitta dal giudice.
3.3

Il danno

Peraltro va specificato che in caso di reato che comporti un danno esso pu essere quantificato secondo gli
stessi schemi e parametri mutuati dal diritto civile. Pertanto potr trattarsi di danno patrimoniale o non
patrimoniale analogamente a quanto gi indicato in precedenza.
In tali casi la vittima del reato, ovvero il soggetto che, a causa del reato, ha patito un danno alla propria sfera
patrimoniale oppure alla propria salute psico-fisica, pu richiedere il risarcimento.
La facolt di richiedere il risarcimento del danno pu essere esercitata dalla vittima del reato sia in sede
civile che in sede di giudizio penale.
In questultimo caso sar necessaria la partecipazione al processo penale, interamente governato dallo Stato
attraverso i Procuratori della Repubblica, mediante la c.d. costituzione di parte civile.
In tale sede il soggetto potr fare valere le proprie pretese risarcitorie che trovino la propria fonte
direttamente nel reato.
Diversamente, il danneggiato pu agire in via civile autonomamente ed indipendentemente dal giudizio
penale e dagli esiti che questo possa eventualmente avere. Infatti, i due giudizi sono del tutto autonomi ed
indifferenti luno allaltro. Pertanto, potrebbe in ipotesi accadere che, in assenza di responsabilit penale,
ovvero a seguito dellaccertamento negativo del giudice sulla responsabilit per reato attribuita ad un
professionista, questultimo si trovi obbligato al risarcimento del danno in sede civile a favore del
danneggiato cos come potrebbe accadere lopposto.
In ogni caso, sia che il danno sia liquidato a favore del danneggiato in sede civile che in sede penale, il
professionista assistito da una polizza assicurativa per i danni derivanti a terzi trover comunque copertura,
purch non si tratti di reato commesso con dolo.

3.4

Reati ricorrenti

Fattispecie di reato che possono verificarsi in relazione allesercizio della professione riguardano
principalmente beni giuridici quali la vita dellindividuo e la sua integrit fisica e il bene salute pubblica.
Omicidio, Disastro ambientale Danno alla salute pubblica.
Naturalmente possono anche verificarsi altre fattispecie ma che assumono minore rilevanza atteso sia il
grado di offesa arrecato al bene sia proprio allo specifico bene tutelato.
Per quanto riguarda il danno alla salute pubblica esso riguarda fattispecie di reato ascrivibili sia ai reati di
pericolo e reati di danno che si possono configurare sia per colpa che per dolo.

24

La salute pubblica consiste in un bene giuridico tutelato penalmente per la sua particolare importanza e
corrisponde a condizioni generali di benessere della societ e dei suoi componenti.
Va intesa come bene della sicurezza della vita e dellintegrit fisica, riferita non ad una o pi persone
specifiche, ma alla collettivit nel suo insieme come bene di tutti e di ciascuno.
Nelle fattispecie di reato volte alla protezione della salute pubblica ovvero destinate a colpire condotte
ritenute lesive della salute pubblica non si deve sempre necessariamente verificare il danno o levento lesivo
del bene giuridico tutelato ma la condotta pu manifestarsi anche solo in una dimensione potenzialmente
lesiva.
Apparentemente le fattispecie predisposte sia dal codice che dalle leggi speciali a tutela della salute pubblica
presentano elementi comuni ad altri reati in quanto a condotte punibili fatto salvo loggetto protetto dalla
norma ovvero il bene giuridico tutelato.
A.e.: il reato di contraffazione della acque destinate al consumo umano potrebbe essere assimilato al reato di
tentato omicidio, in quanto potrebbe essere messa in pericolo la vita di ciascun individuo che utilizza le
acque per nel caso specifico, dato che il pericolo riguarda una collettivit (grande o piccola che sia) il bene
giuridico tutelato non pi la vita dei singoli soggetti ma la pubblica salute.
La tutela della salute pubblica viene generalmente predisposta mediante la previsione dei reati in forma
fraudolenta ovvero dolosa.
Sono poi comunque previste anche le fattispecie colpose in quanto il bene giuridico tutelato dotato di una
certa rilevanza ed appare corretto al legislatore la punizione anche di un comportamento non intenzionale.
Delitti di comune pericolo mediante violenza:
1.Strage
2.Incendio
3.Inondazione, frana o valanga
4.Disastro ferroviario
5.Attentati alla sicurezza dei trasporti
6.Attentati alla sicurezza degli impianti di energia elettrica e gas
7.Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro
Delitti di comune pericolo mediante frode:
1.Epidemia
2.Avvelenamento di acque e sostanze alimentari
3.Adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari
4.Adulterazione o contraffazione di altre cose in danno della pubblica salute
Le fattispecie disciplinate dal legislatore come colpose:
1.Delitti colposi di danno
2.Delitti colposi di pericolo
3.Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro
4.Delitti colposi contro la salute pubblica.

25

4.

PROPRIETA INTELLETTUALE4.1

Profili generaliLa disciplina predisposta in merito

alla propriet intellettuale volta alla protezione delle creazioni dellintelletto umano. In particolare si fa
riferimento alle invenzioni intese come opera di ingegno di carattere creativo che appartiene:
1.Alle scienze
2.Alla letteratura
3.Alla musica
4.Alle arti figurative
5.Allarchitettura
6.Al teatro
7.Alla cinematografia
Qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Va evidenziato che in linea generale i diritti sulla invenzione si acquisiscono al momento della sua creazione.
Essi, che sono esclusivamente attribuiti almeno originariamente (fatto salvo quanto si vedr per il rapporto di
lavoro subordinato) allautore, sono:
pubblicazione dellopera
sfruttamento economico dellopera
riconoscimento della paternita
Lautore pu liberamente cedere i diritti di sfruttamento economico e di pubblicazione dellopera a terzi
fermo restando il riconoscimento della paternit dellopera.
Nellipotesi in cui i diritti siano stati ceduti e lopera abbia subito, a causa di interventi degli aventi causa:
1.Deformazioni
2.Mutilazione
3.Ogni altra modificazione che possa recare pregiudizio allonore dellautore o alla sua reputazione
Lautore pu opporsi allesecuzione di tali modifiche.
Lautore di progetti di lavori di ingegneria ha, oltre i diritti indicati precedentemente, anche:
1.diritto di riproduzione dei piani e disegni
2.diritto ad equo compenso da coloro che eseguono il progetto tecnico senza il suo consenso.
lautore dispone del diritto di sfruttamento economico come ritiene pi opportuno e in caso di cessione per
atto tra vivi deve sussistere la prova scritta del trasferimento: tramite contratto tra due o pi parti avente ad
oggetto nel caso di specie i diritti di sfruttamento economico di unopera o atto unilaterale dellautore
mediante dichiarazione del solo autore diretta al trasferimento dei diritti di sfruttamento economico
dellopera.
Lautore pu ottenere il ritiro dellopera dal commercio, se ricorrono gravi motivi morali, garantendo un
congruo indennizzo a coloro che sulla invenzione hanno acquisito diritti.Le invenzioni del libero
professionista, siano esse meramente creative oppure industriali, sono regolamentate, a livello generale, dalla

26

disciplina precedente che consente quindi sia il riconoscimento della paternit dellopera nonch lo
sfruttamento economico liberamente cedibile.
Esiste una disciplina specifica e differenziata per le opere dellingegno create da un soggetto legato da un
rapporto di lavoro subordinato, purch le invenzioni siano sorte nello svolgimento delle prestazioni
lavorative.
Il lavoratore subordinato ha sempre diritto, in ogni caso, ad essere riconosciuto autore dellopera a
prescindere dal fatto che disponga o meno di diritti di sfruttamento economico.
Se oggetto del contratto di lavoro lattivit inventiva e la stessa retribuita i diritti di sfruttamento
economico dellopera creata dal lavoratore subordinato nello svolgimento delle sue mansioni spettano al
datore di lavoro
Se oggetto del contratto di lavoro lattivit inventiva e la stessa non retribuita i diritti di sfruttamento
economico dellopera creata dal lavoratore subordinato nello svolgimento delle sue mansioni spettano al
datore di lavoro ed allinventore spetta un equo premio in relazione alla importanza dellinvenzione
Nel caso in cui lattivit inventiva non costituisca oggetto del rapporto di lavoro subordinato il datore di
lavoro ha diritto di prelazione per luso esclusivo dellinvenzione con correlativo versamento di un canone al
lavoratore subordinato, previa detrazione delle somme corrispondenti agli aiuti che linventore ha ricevuto
dal datore di lavoro per pervenire allinvenzione.
4.2

Brevetti

La disciplina che regolamenta i brevetti volta alla protezione di opere di ingegno con particolari
caratteristiche. E importante infatti precisare il seguente distinguo
- opere dellingegno protette dal diritto dautore: sono tutelate opere creative che non sono idonee ad
applicazioni industriali
- opere dellingegno protette da brevetto sono tutelate opere atte a trovare applicazione industriale.
Il brevetto pu essere demandato in varie forme: internazionale
europeo
nazionale
Considerato che il brevetto caratterizzato dalla temporalit e dalla territorialit occorre ricordare che ha una
durata limitata, ovvero 20 anni dal momento del rilascio del brevetto ed esplica la sua efficacia solo entro i
confini degli Stati per i quali stata presentata la domanda. Per quanto riguarda il brevetto internazionale i
riferimenti sono costituiti dalla CONVENZIONE DI UNIONE DI PARIGI DEL 1883 e dal PATENT
COOPERATION TREATY di Washington del 1970.
I fondamentali principi stabiliti dalla Convenzione sono:
1.ASSIMILAZIONE: stessi diritti riconosciuti al cittadino del singolo stato nazionale per ciascuno dei
cittadini dei paesi membri dellunione;
2.PRIORITA: effetto retroattivo del deposito della domanda di brevetto valido per tutti i paesi unionisti
purch la richiesta di deposito in altro paese avvenga entro i 12 mesi dalla prima domanda

27

Lobiettivo del trattato di Washington, che si applica congiuntamente alla Convenzione di Parigi quello di
realizzare un unico atto di deposito a valenza plurima ovvero il deposito della domanda di brevetto che abbia
validit in tutti gli Stati che il soggetto indica nella domanda con effetto dalla data di deposito.
Il procedimento prevede il deposito della domanda di brevetto internazionale in uno stato contraente del
Cooperation treaty con la specifica richiesta di brevetto internazionale ed indicazione dei Paesi di efficacia
del brevetto, tra quelli aderenti al trattato. Gli effetti di protezione per linvenzione registrata con brevetto
internazionale decorrono retroattivamente dalla data del deposito della domanda.
Il brevetto europeo disciplinato dalla CONVENZIONE DI MONACO del 1973 cui aderisconoAustria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Rep. Ellenica, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo,
Paesi Bassi, Portogallo, Princ. Di Monaco, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera.
A differenza del brevetto internazionale, che costituisce un unico brevetto che riceve uguale protezione in
ciascuno Stato ove esso sia stato esteso, il brevetto europeo si presenta come un fascio di brevetti nazionali
ricondotti ad unit dalla unica domanda depositata. Da ci deriva che il brevetto, in funzione dello Stato
europeo nel quale si intende ottenere protezione e tutela trover diversi e differenti strumenti in base
allordinamento nazionale specifico, considerato che non si tratta di un brevetto unico ma di tanti brevetti
quanti sono gli Stati UE indicati allatto del deposito della domanda quali territori ove si intenda ottenere la
protezione brevettuale. I requisiti per la brevettabilit di uninvenzione, ai fini dellottenimento del brevetto
europeo, sono:
riconducibilit ad unattivita inventiva
novit
idoneit ad applicazioni industriali
Sono invece escluse:
1.Le scoperte e le teorie scientifiche
2.Creazioni estetiche
3.Piani, principi e metodi per lattivit intellettuale;
4.Presentazioni di informazioni.
5. Programmi per elaboratore (tutelati dalla legge sul diritto dautore)
Il deposito della domanda di brevetto europeo deve avvenire:
presso lUfficio europeo brevetti: Monaco di Baviera oppure presso lUfficio brevetti nazionale di ciascuno
Stato membro della Convenzione
A seguito dellesito positivo dellesame condotto dalla divisione ricerche il brevetto viene pubblicato per
nove mesi al fine di consentire le eventuali opposizioni al rilascio del brevetto. In assenza di opposizione o a
seguito del giudizio di opposizione che ha accertato la validita della domanda di brevetto viene rilasciato al
richiedente il brevetto.
La materia, a livello nazionale, prima disciplinata dal R.D. 1127/1939 trova attualmente la sua
regolamentazione nel D.L.GS 30/2005: CODICE DELLA PROPRIETA INDUSTRIALE.

28

Il brevetto italiano prevede quale requisiti per la brevettabilit che le invenzioni siano nuove, lecite che
implichino unattivit inventiva e siano atte ad avere unapplicazione industriale.
NOVITA: una invenzione considerata nuova se non compresa nello stato della tecnica.
Lo stato della tecnica costituito da tutto ci che reso accessibile al pubblico prima del deposito della
domanda di brevetto.
Manca il requisito della novit qualora ci sia stata divulgazione o rivelazione: in tal caso linvenzione non
tutelabile mediante brevetto in quanto risulta mancante del requisito della novit. La divulgazione avviene
pienamente quando linvenzione posta a conoscenza (almeno potenziale) di un numero indefinito di
soggetti che siano posti in grado di apprenderne gli elementi essenziali e caratteristici in modo da potere
riprodurre linvenzione.
ORIGINALITA: linvenzione originale nel caso in cui per una persona esperta del ramo essa non risulta in
modo evidente dallo stato della tecnica.
Linvenzione deve costituire il prodotto di un salto inventivo che consente il distacco dal passato e non
costituisce meramente progresso tecnologico raggiungibile mediante semplice deduzione di quanto gi noto
alla tecnica.
INDUSTRIALITA: linvenzione deve essere idonea ad unapplicazione industriale. Tale circostanza si
verifica quando loggetto del brevetto pu essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria,
compresa quella agricola.
Il requisito della industrialit dellinvenzione risulta pienamente integrato solo se, mediante lesame dei
disegni e della descrizione delloggetto contenuti nella domanda di brevetto (o nel brevetto pubblicato), il
tecnico di un industria del settore di pertinenza del brevetto sia in grado di realizzare linvenzioneNon
rilevano circa il requisito della industrialit le valutazioni dellopportunit e della convenienza economica
della realizzazione su scala industriale dellinvenzione brevettanda.
Il titolare di un brevetto acquisisce tutti i diritti di sfruttamento economico in relazione alla invenzione
brevettata, che sono comunque liberamente cedibili sia parzialmente che integralmente e gode della
presunzione, in caso di violazione dei suoi diritti (ovvero di utilizzo non autorizzato del metodo, del
procedimento o del prodotto brevettato contraffazione), del fatto che la condotta posta in essere dal terzo
sia effettivamente lesiva delle sue posizioni. In tal caso spetter al presunto contraffattore fornire la prova del
fatto che il prodotto realizzato o il metodo posto in essere non sono riconducibili alla invenzione brevettata
ovvero che essi erano gi noti allutilizzatore prima della brevettazione.
Nel caso di violazione dei diritti del titolare di un brevetto lordinamento nazionale, oltre ai normali
strumenti processuali (richiesta risarcimento danni in specie), pu ricorrere a misure cautelari appositamente
previste.
Si tratta della descrizione, della inibitoria e del sequestro.
Tali provvedimenti, per loro natura temporanei in quanto destinati a fronteggiare una situazione urgente in
cui si renda necessario un intervento tempestivo, possono essere richiesti dal titolare del brevetto, o da chi ne

29

abbia legittimamente assunto luso (tramite un contratto di licenza duso del brevetto stipulato con il titolare
del brevetto stesso), allautorit giudiziaria competente per territorio.
La descrizione consiste nella richiesta rivolta al Giudice di disporre con ordine motivato una visita
dellUfficiale Giudiziario presso i magazzini etc dove si trovano i prodotti che si ritengano contraffazioni al
fine di fornirne la descrizione completa ed integrale. Tale strumento rappresenta un mezzo per lacquisizione
di una prova utile ai fini di un successivo giudizio prima che le evidenze probatorie possano scomparire o
prima che possa verificarsi un danno irreparabile per il titolare del brevetto.
Linibitoria consiste in un ordine dato dallAutorit giudiziaria al contraffattore affinch questi non produca
pi il prodotto in contraffazione e non lo metta in commercio. Il Giudice pu prevedere unitamente a tale
provvedimento anche il versamento di una sanzione per ogni giorno di ritardo nellesecuzione del
provvedimento o per ogni ulteriore violazione che il contraffattore dovesse commettere in danno al titolare
del brevetto.
Il sequestro invece destinato a bloccare tutti i prodotti prima che vengano messi in commercio ovunque essi
si trovino.
Unitamente allinibitoria ed al sequestro pu essere disposto lordine di ritiro dal mercato cos come del
richiamo dei prodotti contraffatti.
Tutti i rimedi cautelari suddetti devono essere eseguiti entro 60 giorni dalla emissione del provvedimento del
giudice a pena di decadenza ed il conseguente giudizio di merito deve essere iniziato sempre entro i 30
giorni. Infatti, dato che la fase cautelare non comporta alcuna attivit istruttoria e, pertanto il Giudice non
posto in grado di conoscere il merito (pertanto potrebbero in ipotesi verificarsi abusi da parte del titolare del
brevetto in danno a soggetti legittimati a produrre secondo un determinato metodo che si presume pero sino
a prova contraria applicato in violazione del brevetto registrato), il legislatore ha previsto lobbligo di avvio
di una procedura giudiziaria successiva destinata a verificare ed accertare se effettivamente la contraffazione
sia avvenuta o meno.
4.3

Diritti dautore

Il diritto dautore disciplinato a livello nazionale dalla legge 633/41 e successive modifiche. Essa stabilisce
che il titolo originario di acquisto del diritto dautore sorge al momento della creazione dellopera, come
avviene anche nel caso delle invenzioni brevettabili che per trovano piena tutela solo nel caso in cui sia
registrato un brevetto. Pertanto, mentre la protezione per le invenzioni industriali consiste nella
brevettazione, che rappresenta il mezzo privilegiato per la tutela di tali opere, nel caso delle opere di carattere
creativo protette dalla legge del 1941 i mezzi di tutela non sono predeterminati o comunque incanalati in una
specifica procedura come per i brevetti, bens si ricorre ai tradizionali strumenti di protezione previsti dalla
procedura civile.
Per quanto concerne il diritto dautore esso pu avere natura individuale o plurisoggettiva. Infatti nel caso di
unico autore spetteranno a lui tutti i diritti di paternit, morali e quelli di sfruttamento economico in via
esclusiva, mentre nel caso di pi autori (co-autori) necessario fare un distinguo. Infatti, qualora lapporto di
ciascun autore non sia scindibile dallopera senza mutilarla, spetta a ciascuno degli autori il medesimo diritto

30

sullopera spettante a tutti gli altri; nel caso invece in cui lapporto possa assumere una propria indipendenza
rispetto allopera senza compromettere questultima, lautore avr diritti esclusivi solo su quella parte.
Va comunque precisato che si tratta di disciplina derogabile dalle parti: lautore di unopera collettiva
potrebbe, in ipotesi, cedere tutti i propri diritti (tranne quello della paternit e quelli morali) ad altri o alla
collettivit in modo che lopera venga gestita come cosa comune attraverso unassemblea con voto a
maggioranza.
I principali diritti attribuiti allautore dellopera consistono nella pubblicazione, sfruttamento economico e
paternit, che costituisce un diritto imprescrittibile ed irrinunciabile.
Contrariamente ai diritti derivanti dal brevetto che durano 20 anni, in ragione della rapida obsolescenza cui
sono soggette le invenzioni tecnologiche, il diritto dautore dura per tutta la vita dellautore e fino a 70 anni
dopo la sua morte.
Analogamente a quanto previsto per i brevetti, anche per il diritto dautore possibile ricorrere agli stessi
rimedi in sede cautelare, fermo restando lobbligo di intraprendere unazione legale entro il termine di 30 gg
a pena di decadenza della misura cautelare concessa.

5. RAPPORTI DEL PROFESSIONISTA CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


Frequentemente accade che il libero professionista, soprattutto il tecnico, presti la propria attivit a favore
della Pubblica Amministrazione (PA) rivestendo in particolare la figura, oltre che di progettista, di direttore
dei lavori, di responsabile della sicurezza e di collaudatore delle opere.
Trascurando le responsabilit associate allattivit di progettazione che sono da identificare principalmente
con quelle civilistiche, vanno evidenziate quelle derivanti dallo svolgimento delle altre tipologie di attivit.
Innanzitutto va specificato che il tipo di rapporto che si instaura tra professionista e PA, differenziato in
funzione delle specifiche mansioni richieste al prestatore dopera, esattamente analogo a quello che
intercorre tra committente privato e professionista in forza di un contratto stipulato dalle parti.
In particolare, per quanto riguarda il direttore lavori, questultimo svolge una prestazione di carattere
esecutivo, in quanto il compito principale consiste nel verificare ed accertare la corrispondenza di quanto
eseguito sia al progetto sia alle prescrizioni normative e tecniche in materia.
Inoltre, il direttore lavori si pone come una sorta di alter ego della PA, che si avvale delloperato di tale
soggetto a fini ispettivi: tale professionista, infatti, in sostituzione della PA, provvede ad accertare elementi
che, in realt, dovrebbero essere oggetto di indagine diretta da parte della PA stessa.
Questo fa s che il direttore lavori sia assoggettato ad un duplice ordine di responsabilit:
1) responsabilit individuale
2) responsabilit solidale
In linea generale, fatte salve ipotesi eccezionali dolose, le responsabilit sopra indicate si concretizzano
attraverso condotte di carattere omissivo, quali:
Omissione di sopralluoghi idonei ad accertare lo stato dei luoghi prima dellavvio dei lavori di esecuzione
Omissione dei controlli dei materiali

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Omissione dei controlli circa la corretta esecuzione dei lavori.


Per quanto concerne la responsabilit solidale del direttore lavori, ovvero la contemporanea e paritaria
responsabilit di tale soggetto unitamente a quella dellappaltatore (ovvero di colui il quale materialmente
esegue lopera commissionata dalla PA), essa ricorre al verificarsi di un evento dannoso, derivante dalla
mancata conformit dellopera alle specifiche richieste e si sostanzia, in particolare, nella omissione della
dovuta vigilanza da parte del direttore lavori.
Ulteriore figura che ricorre sempre in caso di opere appaltate dalla PA quella del responsabile sicurezza. I
compiti assegnati al responsabile della sicurezza riguardano la tutela della salute e della sicurezza dei
lavoratori nellambito di cantieri mobili.
In particolare, i compiti del responsabile sicurezza, oltre che di vigilanza circa il rispetto delle normative in
materia di sicurezza da parte delle imprese che eseguono le opere commissionate dalla PA, riguardano anche
valutazioni circa lopportunit di allontanare tali imprese per mancato rispetto delle normative suddette.
Infatti, va precisato che il responsabile sicurezza deve:
a)

verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese

esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di
coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
b)

verificare l'idoneit del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di

dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'art.12, assicurandone la coerenza con quest'ultimo,
e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento in relazione all'evoluzione dei lavori e alle eventuali
modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in
cantiere, nonch verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di
sicurezza";
c) organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento
delle attivit nonch la loro reciproca informazione;
d) verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il
coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in
cantiere;
e) segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai
lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli artt. 7, 8 e 9, e alle prescrizioni del
piano di cui all'art.12 e proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori
autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei
lavori non adotti nessun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il
coordinatore per l'esecuzione provvede a dare comunicazione dell'inadempienza alla azienda unit sanitaria
locale territorialmente competente e alla direzione provinciale del lavoro;
f) sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla
verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate".

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considerate quindi le specifiche funzioni svolte da tale soggetto, appare evidente che, anche in questo caso, la
maggior parte delle responsabilit sar determinata da condotte omissive, di mancata diligenza nello
svolgimento dellattivit di vigilanza.
per quanto concerne, infine, il collaudatore va evidenziato che loggetto dellattivit consiste, come per le
precedenti figure, in una verifica tecnica consistente nella verifica e certificazione della corretta esecuzione
dei lavori e della compiuta realizzazione dellopera secondo le disposizioni tecniche definite, oltre che in una
verifica contabile consistente, in specie, nellaccertamento della regolarit contabile e dei compensi
spettanti allappaltatore.
Infine, loperato del collaudatore si conclude con la definizione del collaudo che pu determinare due tipi di
esito: positivo o negativo.
In caso di accertamento positivo, sia tecnico che contabile, il collaudatore rilascia il certificato di collaudo
nel quale riporta tutte le informazioni e le valutazioni da lui eseguite al fine di riconoscere lopera come
correttamente eseguita mentre, in caso di esito negativo, il collaudatore si rivolge al direttore lavori ed
allimpresa esecutrice richiedendo le eventuali modifiche necessarie allopera per la conformita al progetto
o la eventuale revisione dei costi e dei compensi.
Comune a tutte le figure sopra indicate la potenziale responsabilit per danno erariale, derivante dalla
mancata applicazione delle regole di diligenza richieste ai professionisti per gli incarichi loro affidati.
Tale responsabilit, avente medesima finalit di quella espressamente contrattuale di matrice civilistica,
ovvero quella che si riscontra nei rapporti tra soggetti privati e professionisti, si sostituisce a quella
ordinariamente prevista per i contratti privatistici e richiede alcuni specifici elementi affinch possa essere
invocata dalla PA, a propria tutela.
Infatti devono sussistere: Rapporto con la PA, Danno erariale, Elemento psicologico e Nesso di causalitIl
rapporto con la PA sussiste ogni volta che sia instaurato un rapporto contrattuale, ovvero sia commissionato
al professionista un incarico, unopera.
Per quanto riguarda il danno erariale esso coincide con il danno patito dalla PA stessa, in dipendenza
dellinadempimento da parte del soggetto professionista, E il danno economico subito dalla PA che ha
dovuto quindi provvedere al pagamento di danni patiti da terzi o al pagamento di somme destinate a riparare
alla situazione creatasi in relazione ad uno specifico appalto pubblico.
Elemento psicologico e nesso di causalit sono i medesimi elementi gi individuati per le ipotesi di
responsabilit penale e civile, anche se va precisato, per quanto concerne il primo fattore, che deve sussistere
una condotta intenzionale del soggetto o, comunque, caratterizzata da colpa grave, non essendo sufficiente la
colpa lieve.
Tale responsabilit, per, si differenzia rispetto a quella civilistica per lautorit giudiziaria cui sottoporre la
questione oltre che per la tempistica.
Infatti, i giudizi per danno erariale non sono decisi dinanzi al giudice ordinario ma sono definiti dalla Corte
dei Conti secondo un procedimento diverso rispetto a quello dettato in materia contrattuale, quando si tratti
di controversie tra privati.

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Inoltre, diversamente da quanto accade nella materia contrattuale privatistica, il termine concesso alla PA per
lazione per danno erariale nei confronti di un professionista che si sia reso inadempiente alle obbligazioni
assunte pari a 5 anni, ovvero pi breve rispetto a quello concesso alle parti private nei loro rapporti.
Conclusivamente, va evidenziato che, nonostante le obbligazioni assunte dai professionisti nellambito di un
rapporto contrattuale con la PA debbano essere informate ai medesimi parametri dettati in ambito civilistico
(diligenza, inadempimento in caso di mancato raggiungimento del risultato o in caso di ritardo), esse
assumono un inquadramento differente rispetto al diritto privato in quanto assoggettate al giudizio di
unautorit giudiziaria specifica, diversa da quella ordinaria e subordinate a tempistiche di azione diverse
rispetto alle fattispecie di responsabilit contrattuale tra privati.

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