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LE GARANZIE COSTITUZIONALI

Nel nostro ordinamento sono presenti alcune garanzie minime, di per s inderogabili, le quali si
riflettono in modo diretto sulla disciplina del processo e sullorganizzazione giudiziaria.
In termini elementari una garanzia esprime la differenza tra:
- un diritto meramente riconosciuto o attribuito in astratto dalle norme
- un diritto realmente protetto o attuabile in concreto, al di la delle sue possibili violazioni
Quindi, nella prospettiva costituzionale:
- sono garanzie in senso formale o statico tutti quei profili strutturali (rigidit delle norme,
riserve di legge) che assicurano ai principi affermati stabilit e certezza nei confronti di tutti
i poteri dello Stato
- sono garanzie in senso attuativo o dinamico quegli strumenti (fra i quali controllo di
legittimit costituzionale delle leggi) che assicurano condizioni effettive di godimento ai
diritti fondamentali attribuiti o riconosciuti dalla Costituzione
Linsieme coordinato delle garanzie costituzionali (metro di legittimit di qualsiasi norma
processuale) da solo in grado di enucleare concetti base del tutto autonomi, dai quali partire per
descrivere il processo.
Garanzie individuali:
- la possibilit di agire in giudizio accordata a tutti (cittadini e stranieri) in condizioni
paritarie e si correla con la tutela di una posizione giuridica sostanziale (diritto soggettivo o
interesse legittimo) (art. 3 e art. 24.1)
- la tutela giurisdizionale sempre garantita dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o
amministrativa, anche nei confronti degli atti della p.a. (art. 113)
- la difesa un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento giurisdizionale (art.
24.2)
- ai non abbienti devono essere opportunamente assicurati i mezzi per agire e difendersi
davanti a qualsiasi giurisdizione (art. 3.2, art. 24.3)
- chiunque agisca o si difenda in giudizio deve poter fare costante affidamento su di un
giudice naturale precostituito per legge (art. 25.1)
Garanzie strutturali:
- la giustizia amministrata in nome del popolo ed i giudici sono soggetti soltanto alla legge
(art. 101)
- la funzione giurisdizionale viene esercitata dai magistrati ordinari, i quali sono istituiti e
disciplinati in base alle norme sullordinamento giudiziario (art. 102.1)
- vietata listituzione di giudici straordinari o speciali (art. 102)
- alla giurisdizione assegnato il fine di attuare o realizzare la tutela delle posizioni soggettive
sostanziali (diritti soggettivi e interessi legittimi) (art. 103.1 e art. 113)
- sono costituzionalmente garantite lindipendenza e lautonomia della magistratura (artt. 104
e 108), ferme restando le competenze ministeriali per lorganizzazione ed il funzionamento
dei servizi attinenti alla giustizia (art. 110)
- lindipendenza dei giudici e del pubblico ministero presso le giurisdizioni speciali, nonch
quella degli estranei che partecipano allamministrazione della giustizia, sono del pari
assicurate dalla legge (art. 108.2)
- la giurisdizione di esercita mediante il giusto processo regolato dalla legge (art. 111.1)
- ogni tipo di processo si svolge nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parit, dinanzi
ad un giudice terzo ed imparziale; e la legge ne assicura la ragionevole durata (art. 111.2)
- ogni provvedimento giurisdizionale deve essere motivato (art. 111.6)
- sempre ammesso il ricorso in Cassazione per violazione di legge, nei confronti delle
sentenze o dei provvedimenti sulla libert personale, nonch, per i soli motivi inerenti alla

giurisdizione, nei confronti delle decisioni dei massimi organi di giustizia amministrativa
(artt. 111.7 e 111.8)
Siffatte garanzie concorrono a realizzare non gi un generico diritto al processo, bens un diritto al
giusto processo: la nostra Costituzione configura un processo che si qualifica come giusto o equo.
Quindi esse operano in una duplice direzione, assicurando:
- da un lato, la correttezza e leffettivit degli strumenti processuali disponibili nel corso del
giudizio
- dallaltro, leffettivit e ladeguatezza delle forme di tutela ottenibili al termine di quel
giudizio
Poich per quello delineato dalla Costituzione un modello minimo, i suoi contenuti non devono
essere considerati come esaustivi; si tratta cio di un modello aperto alle forme di variabile
integrazione, razionalizzazione o specificazione, che il legislatore ordinario sempre libero di
attuare, ricorrendo anche a principi processuali pur privi di un diretto riscontro nel modello minimo
costituzionale.
Azione e diritto costituzionale alleffettivit della tutela
Art. 24.1: Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi
effettivit soggettiva: le parole tutti possono comportano leguaglianza di condizioni per il
godimento dei vantaggi attribuiti dalla giustizia. Non si tratta di un diritto di libert, ma
significa che a tutti devono essere assicurate concrete possibilit di accesso alle corti di
giustizia, senza discriminazioni soggettive (rimozione non solo astratta ma che concreta del
rischio di un esercizio discriminato del potere di azione)
effettivit tecnica: il potere di agire in giudizio corrisponde ad una pluralit di poteri, di
iniziative e di facolt, che vanno ben oltre il compimento del mero atto introduttivo del
processo ed esprimono linsieme delle attivit di parte, da ritenersi indispensabili per ottenere
la tutela effettiva del diritto o dellinteresse leso.
effettivit qualitativa: non si ha solo un diritto ad un giusto processo, ma la garanzia
comporta anche un diritto ad una effettiva tutela; garantito cio il fine dellazione, la tutela
della posizione sostanziale. Ci implica:
- la possibilit seria ed effettiva di ottenere dal giudice un provvedimento di tutela il quale sia
consono alla natura delle situazioni soggettive tutelabili e sia omogeneo con esse,
soddisfacendo pienamente il bisogno di tutela di chi ha agito
- lelasticit e la differenziabilit delle forme di tutela, in rapporto alle caratteristiche variabili
dei diritti o degli interessi azionati.
- la rilevanza garantistica di qualsiasi forma ammissibile di tutela giurisdizionale (di
condanna, di accertamento, cautelare) purch omogenea con la situazione tutelabile e
adeguata a tal punto da accordarle il massimo possibile di protezione concreta
effettivit oggettiva: la tutela riferibile a qualsiasi diritto o interesse che lordinamento
reputi comunque meritevole di protezione giurisdizionale
Difesa e contraddittorio
Nellottica della Costituzione lagire e il difendersi in giudizio si configurano come attivit
contrapposte e omologhe, protette in modo eguale
Art. 24.2: La difesa un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento
Questo articolo si riferisce al principio del contraddittorio nellaccezione (e nei limiti) dellart. 101
del c.p.c. oppure ha un contenuto garantistico pi ampio?

Art. 101: Il giudice, salvo che la legge disponga altrimenti, non pu statuire sopra alcuna
domanda, se la parte contro la quale e' proposta non e' stata regolarmente citata e non e'
comparsa Esso si occupa solo del contraddittorio iniziale (necessit che alla controparte sia
assicurata, con una tempestiva e valida forma di vocativo in ius, la mera possibilit di costituirsi e di
difendersi in giudizio, per far valere, se lo vuole, le proprie ragioni) e non pu fornire risposte ad
interrogativi di maggiore respiro che coinvolgono lesistenza di un diverso tipo di contraddittorio,
non pi circoscritto al momento iniziale del giudizio, ma dinamicamente esteso alle attivit che si
debbano compiere in modo effettivo nel corso del procedimento.
Una nuova prospettiva, formatasi nellarco di un cinquantennio, ha permesso di considerare la
difesa come un diritto e come una garanzia di contenuto effettivo: dalla mera inviolabilit di un
contraddittorio statico o formale, nel momento costitutivo iniziale del giudizio, si passa allesigenza
di consacrare forme adeguate di compartecipazione o di collaborazione dinamica delle parti nel
corso dellintero processo, in modo che sia sempre loro accordata una possibilit effettiva di
influire, con le proprie attivit di difesa, sulla formazione del convincimento del giudice e quindi
sulliter formativo della decisione giurisdizionale.
Differenza tra garanzia dellazione e garanzia della difesa
La garanzia dellazione vista nel rapporto finalistico con la possibilit di ottenere effetti esterni al
processo, con una tutela giurisdizionale adeguata alle variabili caratteristiche sostanziali delle
situazioni soggettive da proteggere;
il risultato cui mirano gli articoli 24.2 e 11.2 di tipo puramente modale/procedurale ed rivolto
allinterno del processo, convertendosi nella necessit che il contraddittorio e la difesa nel corso del
procedimento siano qualitativamente idonei ad assicurare a tutte le parti unequivalente possibilit
di incidere in condizioni paritarie sulla formazione della decisione giurisdizionale.
Per assicurare il contraddittorio e la difesa deve quindi sussistere una effettivit minima, i cui
contenuti sono:
- eguaglianza delle parti non solo in senso formale (riguardo ai c.d. punti di partenza) ma
anche sostanziale
- ladeguatezza funzionale delle possibilit di difesa tecnica mediante lassistenza di un
difensore professionalmente qualificato
- ladeguatezza qualitativa delle possibilit di farsi udire dal giudice, in condizioni di parit,
con lesercizio di idonei poteri, capaci di incidere sulla decisione del giudice
Ruolo del giudice
Art. 183.4: Nell'udienza di trattazione ovvero in quella eventualmente fissata ai sensi del terzo
comma, il giudice richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le
questioni rilevabili dufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione.
Quando nel corso del procedimento il giudice rileva in concreto una determinata questione decisiva,
che in astratto non sia proponibile dalle parti ma sia rilevabile dufficio, egli nel rilevarla appunto,
deve anche indicarla alle parti, s da segnalarla alla loro attenzione e sottoporla al loro vaglio
dialettico, prima di pronunciarsi si di essa: una preventiva trattazione costituzionalmente
necessaria. Grava quindi sul giudice un dovere costituzionale di osservanza diretta del
contraddittorio.
Accesso alle corti e tutela dei non abbienti
Art. 24.3: Sono assicurati ai non abbienti con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi
davanti ad ogni giurisdizione

Per evitare che i non abbienti non abbiano accesso alla giustizia per motivi economici, si interviene
esternamente al processo, realizzando un adeguato patrocinio giudiziale (ed anche stragiudiziale)
dei non abbienti, con oneri a carico dello Stato: questo lo scopo dellart. 24.3.
Ma leffettivit dellaccesso dipende dal grado di efficienza di quei mezzi di protezione processuale
(appositi istituti) che lordinamento assicura in concreto ai non abbienti; nel nostro ordinamento
la disciplina quella del regio decreto 3282/1923.
Il patrocinio gratuito dei poveri era un ufficio onorifico ed obbligatorio per le classi forensi; la
difesa gratuita era strettamente limitata agli interventi giudiziali di patrocinio e di difesa, escludendo
qualsiasi forma di supporto tecnico (consulenze) e ogni possibilit di assistenza stragiudiziale ante
causam; le modalit di ammissione al beneficio erano formali e complesse.
Il legislatore ordinario intervenuto in alcuni settori introducendo nuovi principi, fra i quali:
- semplicit delle procedure di ammissione
- garanzia di retribuzione per il difensore e per gli eventuali consulenti tecnici, in forza di
anticipazioni erariali che si recuperano dalla controparte soccombente
La disciplina oggi in vigore per ogni tipo di processo contenuta negli artt. 74-136 del d.p.r.
115/2002; in base allart. 76 pu essere ammesso al beneficio chi abbia un reddito imponibile non
superiore a 9.296,22
Indipendenza e autonomia della magistratura
Nel chiarire quale autorit giurisdizionale sia legittimata a sollevare questioni di legittimit, la
giurisprudenza ha posto laccento su un duplice criterio di classificazione:
- in senso soggettivo, la giurisdizione si attribuisce in base alla provenienza formale dellatto
decisorio, ovvero secondo lappartenenza della funzione ad un magistrato e ad un organo
giurisdizionale, disciplinati come tali dalle leggi sullordinamento giudiziario
- in senso oggettivo, la giurisdizione di identifica con lattribuzione di funzioni giudicanti in
senso sostanziale, presupponendo lesercizio della potest del ius dicere, diretta
allapplicazione obbiettiva della legge
Garanzia di indipendenza: opera a livello costituzionale, come limite nei confronti di qualsiasi
interferenza esterna, proveniente dagli organi del potere legislativo o di quello esecutivo ed
amministrativo
Garanzia di terziet: intende assicurare dallinterno e in termini organici lindipendenza del giudice
nei confronti delle parti in lite
Garanzia di imparzialit: intende proteggere la serenit. Lequilibrio, il distacco e lindipendenza di
giudizio del singolo giudice nei confronti delle parti o delloggetto del processo, imponendogli al
momento della decisione, lassenza o la rimozione di qualsiasi pregiudizio personale, s che
lesercizio della funzione giurisdizionale sia realmente disinteressato e lo stesso giudice mantenga
una effettiva equidistanza dalle diverse posizioni assunte da ciascuno dei litiganti nel contraddittorio
processuale.
Profili che caratterizzano lo status e i poteri del magistrato nella prospettiva costituzionale:
1) generale principio per cui la funzione giurisdizionale conferita a giudici ordinari istituiti per
legge, con competenze prefissate in astratto e riferibili a priori ad un numero potenzialmente
indeterminato di controversie
Tale principio rafforzato:

2)
3)

4)

5)

6)

- dal divieto di istituzione di giudici straordinari, creati a posteriori ed investiti di competenze


ad hoc per decidere determinate categorie di controversie gia insorte o per accertare fatti gia
accaduti nel momento della loro investitura (art. 101.1)
- divieto di istituzione di nuovi giudici speciali, cui siano attribuite, sia pur in astratto e a priori,
competenze limitate a certi gruppi o tipi di controversie; possono solo costituirsi sezioni
specializzate per determinate materie (art. 102.2). Tuttavia leggi successive e orientamenti
giurisprudenziali hanno riaffermato il riconoscimento di molteplici giurisdizioni speciali
bipartizione fra giurisdizione ordinaria con competenze generale (art. 102.1) e giurisdizione
ordinaria con competenza speciale (giustizia amministrativa e contabile, giurisdizione militare,
giurisdizione costituzionale) (artt. 103, 125.2, 134)
diritto di ogni individuo a non essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge (art.
25.1); essa una garanzia soggettiva che si configura come riscontro complementare delle
garanzie oggettive ed istituzionali dellimparzialit, dellobbiettivit, della certezza e
dellordinariet del giudice
indipendenza esterna dei giudici e della magistratura: essa si configura come una garanzia
strutturale, nelle tradizioni dello stato di diritto; in particolare:
- essa si traduce nel principio di legalit, che sottopone i giudici soltanto alla legge (101.2),
assicurandone lindipendenza, la sovranit e linsindacabilit esterna, al riparo da indebite
ingerenze di altri poteri
- essa opera in modo diretto nei confronti della sola magistratura ordinaria (art. 104.1), mentre
per i giudici delle giurisdizioni speciali, per il p.m. e per gli estranei che ne facciano parte
entra in gioco in modo indiretto la pi ampia garanzia della riserva di legge (art. 108.2)
- essa comporta listituzione di un organo di vertice, il CSM, cui sono demandati lautonomia
e lautogoverno della magistratura, intesa quale ordine indipendente ed autonomo
- il reclutamento dei magistrati avviene mediante concorso pubblico, ma fatta salva la
possibilit che le leggi sullordinamento giudiziario prevedano la nomina, anche elettiva, di
magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite al giudice singolo, e la chiamata
eccezionale, per meriti insigni, di professori universitari o di avvocati, allufficio di
consigliere di cassazione (art, 106 commi 1, 2, 3)
Indipendenza interna: ne sono aspetti essenziali
- linamovibilit dei magistrati (art. 107.1)
- la competenza esclusiva dellorgano di autogoverno per i provvedimenti di dispensa e di
sospensione dal servizio, per le tramutazioni di sede, per le assegnazioni di funzioni, per le
azioni disciplinari (art. 107 comma 1 e 2
- le limitazioni ex lege delle ipotesi di responsabilit civile e le cautele previste nel
promovimento dei relativi giudizi verso lo Stato, nonch nei giudizi di rivalsa, promossi da
questultimo nei confronti del magistrato responsabile (art. 28)
- linesistenza di vincoli di subordinazione gerarchica e la distinzione dei magistrati soltanto
per diversit di funzioni (art. 107.3)
- le garanzia endoprocessuali di imparzialit, che si correlano alla figura del iudex suspectus
(incompatibile) ed al principio nemo iudex in causa propria, postulando la presenza di
appositi meccanismi di astensione e di ricusazione
il requisito dellidoneit, inteso come preparazione tecnico-professionale del magistrato nonch
come sua capacit di retto esercizio delle funzioni giurisdizionali

Garanzie strutturali del giudizio e obbligo di motivazione


Il principio di pubblicit, riferito alle udienze giudiziarie, da sempre un cardine di giustizia e di
legalit procedurale, assicurando una garanzia di trasparenza e di controllabilit esterna, da parte del
popolo, nel cui nome i giudici esercitano la funzione giurisdizionale.

Esso non centra con quelle forme di garanzia che riguardano loralit in senso tecnico (cio la
trattazione orale della causa dinanzi al giudice, in udienza anche non pubblica), n con la c.d.
pubblicit cui di riferisce lart. 120 c.p.c. per designare la divulgazione della decisione di merito a
fini riparatori o risarcitori.
Tuttavia nel processo civile le pi recenti tradizioni legislative hanno optato per una pubblicit e
una oralit puramente facoltative nella stessa fase di discussione della causa.
Non esiste nella Costituzione una formale consacrazione del principio di pubblicit, perch esso
deriva dal fondamento della funzione giurisdizionale sulla sovranit popolare; quindi la
generalizzata pubblicit dei dibattimenti giudiziari, quale espressione primaria di civilt,
comunque ritenuta implicita nellinsieme dei principi costituzionali che disciplinano lesercizio
della giurisdizione, subendo eccezioni limitate, razionalmente giustificabili, in alcuni procedimenti.
Per quanto riguarda lobbligo di motivazione di provvedimenti giurisdizionali, esso sancito
nellart. 111.6: Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati
La garanzia del ricorso in Cassazione
Nella nostra Costituzione (al di fuori del cenno contenuto, per la giustizia amministrativa, nellart.
125.2) non sembra esistere alcuna esplicita garanzia che assicuri al cittadino il diritto ad un doppio
grado di giurisdizione; esiste invece la garanzia di un grado di giudizio di mera legittimit.
Art. 111.7: Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciati dagli
organi giurisdizionali ordinari o speciali, sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione
di legge. Si pu derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di
guerra
Art 111.8: Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in
Cassazione ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione
La norma ha subito una vasta estensione applicativa: si ritiene infatti che la garanzia del ricorso in
cassazione abbia per comune denominatore una nozione sostanziale di sentenza, la quale prescinde
dalla forma esteriore dei singoli provvedimenti; diventa cosi ricorribile qualsiasi provvedimento
giurisdizionale, pur adottato in forme diverse (ex. ordinanza o decreto), il quale possa considerarsi
sostanzialmente decisorio e , in quanto definitivo, non sia soggetto ad altri rimedi ordinari di
impugnazione , che ne consentano il riesame.
La tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione
Art. 103.1: Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione
per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari
materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi
Art. 108.2: La legge assicura lindipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico
ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano allamministrazione della giustizia
Quindi le garanzie di indipendenza e di autonomia dei giudici amministrativi, per quanto vengano
consacrate in linea di principio, sono coperte da riserve di legge, essendo devolute allintervento del
legislatore ordinario.
Art. 113:

I. Contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei
diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o
amministrativa.
II. Tale tutela giurisdizionale non pu essere esclusa o limitata a particolari mezzi di
impugnazione o per determinate categorie di atti.
III. La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica
amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.
La vigente disciplina del processo amministrativo tende a garantire:
- lincondizionata azione giurisdizionale del cittadino per la tutela, anche risarcitoria, degli
interessi legittimi, nonch per la protezione giudiziaria degli interessi collettivi o diffusi
- lottenibilit di una gamma completa di forme di tutela effettiva al termine del giudizio (di
tipo dichiarativo, costitutivo, condannatorio ed ingiuntivo)
- la sollecita ottenibilit dei necessari rimedi urgenti di tutela anticipatoria, cautelare ed
interinale
- le ragionevole celerit dei giudizi
- la presenza di un efficace sistema probatorio che adegui il contraddittorio delle parti e la
tipologia dei propri mezzi di prova alle linee direttive del modello processuale ordinario
Quindi sul piano delleffettivit, le differenze procedimentali tendono ad affievolirsi ed i poteri del
giudice amministrativo vengono ad assimilarsi sempre pi a quelli del giudice ordinario,
uniformandosi meglio ai canoni del processo giusto, fissati dalle norme costituzionali (art. 111
comma 1 e 2)
Garanzie internazionali e diritti fondamentali
La convenzione Europea del 1950 per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert
fondamentali negli articoli 5 e 6 inserisce le guarentigie del giusto processo; tali garanzie in caso di
violazione, sono tutelabili mediante azione giurisdizionale diretta, dinanzi agli organi di giustizia
internazionale di Starsburgo (Commissione europea e Corte europea dei diritti delluomo).
Il legislatore italiano riconosce, in alternativa allo strumento di tutela internazionale, la possibilit di
ottenere una tutela giurisdizionale interna del diritto ad un processo di durata ragionevole; in base
allart. 2 Diritto all'equa riparazione della legge Pinto (legge 89/2001):
1. Chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali, ratificata
ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine
ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto ad una equa
riparazione.
2. Nell'accertare la violazione il giudice considera la complessit del caso e, in relazione alla
stessa, il comportamento delle parti e del giudice del procedimento, nonch quello di ogni
altra autorit chiamata a concorrervi o a comunque contribuire alla sua definizione.
3. Il giudice determina la riparazione a norma dell'articolo 2056 del codice civile, osservando
le disposizioni seguenti:
a) rileva solamente il danno riferibile al periodo eccedente il termine ragionevole di cui
al comma 1;
b) il danno non patrimoniale riparato, oltre che con il pagamento di una somma di
denaro, anche attraverso adeguate forme di pubblicit della dichiarazione
dell'avvenuta violazione.

Il giusto processo come sintesi di pi garanzie fondamentali


Art. 111:
I.
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
II. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parit, davanti a
giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
III. Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel pi breve
tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dellaccusa elevata a suo
carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la
facolt, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono
dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e linterrogatorio di persone a sua
difesa nelle stesse condizioni dellaccusa e lacquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo
favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel
processo.
IV. Il processo penale regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova.
La colpevolezza dellimputato non pu essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi,
per libera scelta, si sempre volontariamente sottratto allinterrogatorio da parte
dellimputato o del suo difensore.
V. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per
consenso dellimputato o per accertata impossibilit di natura oggettiva o per effetto di
provata condotta illecita.
VI. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
VII. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libert personale, pronunciati dagli organi
giurisdizionali ordinari o speciali, sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di
legge. Si pu derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di
guerra.
VIII. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione
ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.