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Appunti del corso di:

Economia applicata all'ingegneria


Prof. T. De Luca
AA 2009/2010

Indice generale
Microeconomia..............................................0
Capital Budgeting........................................71
Analisi dei costi..........................................113

Indice delle lezioni e degli argomenti


Parte 1 - Microeconomia
Marted 6/10/2009................................................................................................................................................................1
Teoria della domanda
Il mercato
Le forze competitive agenti sul mercato
Panoramica sulle forme di mercato
Il vincolo di bilancio
Come varia la retta di bilancio (tasse, sussidi, razionamenti)
Esempi di costruzione del vincolo di bilancio
Esercizio d'esame del 6/2/2009
Svolgimento di alcune domande presenti sul libro di testo
Marted 13/10/2009............................................................................................................................................................14
Teoria delle preferenze
Funzione utilit
Curva di indifferenza
Scelte ottime
MRS (Marginal Rate of Substitution), tasso marginale di sostituzione
Scelta di frontiera
Domanda individuale
Domanda di mercato (o domanda aggregata)
Esempio di costruzione della domanda aggregata
Marted 27/10/2009............................................................................................................................................................22
Elasticit della domanda rispetto al prezzo
Esempi di curve di domanda
Impatto dell'elasticit sui ricavi
Teoria dell'offerta
Equilibrio di mercato
Funzione di produzione
Rendimenti di scala
Esercizi: curva di domanda, funzione di produzione
Luned 2/11/2009................................................................................................................................................................32
Massimizzazione del profitto
Produttivit marginale
Costo marginale di produzione
Funzione di costo minimo
Lungo periodo e breve periodo
Marted 3/11/2009...............................................................................................................................................................36
Relazione tra STC e LTC
Curva di costo medio di lungo periodo (LAC) e curva di costo marginale di lungo periodo (LMC), costruzione
Esempio di calcolo del costo totale e del costo medio
Esercizi d'esame
Esercizi d'esame svolti.....................................................................................................................................................43

Indice delle lezioni e degli argomenti


Parte 2 Valutazione dei progetti di investimento
Marted 10/11/2009.............................................................................................................................................................73
Valutazione dei progetti di investimento
Flussi di cassa
VAN (Valore Attuale Netto)
Costo di ammortamento
Luned 30/11/2009..............................................................................................................................................................78
Esercizio: confronto di due progetti col VAN
Capitalizzazione e decapitalizzazione semplice/composta
Inflazione
Relazione tra tasso di sconto e inflazione
Marted 1/12/2009..............................................................................................................................................................81
Altri metodi di valutazione dei progetti di investimento
TIR
Tempo di recupero
Obbligazioni
Esempio
Gioved 10/12/2009............................................................................................................................................................84
Valore attuale di una rendita costante (obbligazione irredimibile)
Valore Attuale di una rendita costante percepita per un numero finito di intervalli temporali

71

Tasso Annuo Equivalente (TAE)


Esercizi dagli esami passati

72

Indice delle lezioni e degli argomenti


Parte 3 Analisi dei costi
Luned 14/12/2009............................................................................................................................................................115
La natura della contabilit direzionale
Scopo e utilizzo delle informazioni contabili
Misurazione
Controllo
Scelta fra alternative
Configurazione di costo pieno
Driver di allocazione
Marted 15/12/2009...........................................................................................................................................................118
Classificazione dei costi in funzione del loro comportamento
Costi variabili
Costi fissi
Costi fissi impegnati
Costi fissi discrezionali
Costi semivariabili
Diagrammi costo-volume attivit
Intervallo di rilevanza
Costi a gradino
Luned 11/1/2010..............................................................................................................................................................122

Definizione e valorizzazione del costo pieno


Oggetti di costo

Luned 18/1/2010.............................................................................................................................................................124

Life Cycle Costing


Target costing
Processi produttivi
Sistemi di calcolo dei costi
Il sistema di costi per commessa (job costing)
Il sistema di calcolo per processo (process costing)
Unit di produzione equivalente
I costi di manodopera diretta

Marted 19/1/2010............................................................................................................................................................128

L'allocazione dei costi indiretti


Centri di costo
Coefficiente e base di allocazione

Luned 25/1/2010.............................................................................................................................................................131

Activity Based Costing


Costi standard
Diagramma di flusso dei costi (diagrammi a T)
Sistemi a costi variabili

Domande d'esame svolte

Prima stesura........................................................................................................................139
Seconda stesura....................................................................................................................155
Schemi riassuntivi di alcuni argomenti........................................................................................168

113

114

Analisi dei costi Domande d'esame


svolte
Prima stesura

01. Si descrivano compiutamente le fasi di determinazione dei costi di un


prodotto attraverso la metodologia ABC.
Le fasi di determinazione dei costi in ABC sono 7:
1. identificazione delle attivita'
o e' la fase piu' complessa, perche' occorre decidere che livello di dettaglio
serve per l'ABC. Troppe attivita' potrebbero essere difficili da tenere sotto
controllo, quindi la spesa non varrebbe l'impresa: l'ABC, storicamente,
fallisce nella sua applicazione proprio a partire da questo punto. Si puo' in
parte ovviare costruendo una gerarchia di attivita': la scelta e' un
compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione.
2. rilevazione del costo delle attivita'
o per ciascuna attivit si misura il costo delle risorse consumate, che viene
accumulato negli ACP (Activity Cost Pool, contenitori contabili)
3. individuazione delle basi di allocazione (activity driver)
o l'activity driver e' l'unita' di misura che indica come vada misurato il costo
sostenuto dall'attivita'. Questa scelta e' un compromesso tra accuratezza
e costo della rilevazione.
4. calcolo dei coefficienti di allocazione (activity rate)
o si misura prima la capacita' pratica (possibilita' di produrre beni, in unita' di
volume) di una attivita'. La capacita' pratica e' inferiore alla capacita'
teorica (di solito viene sottratta una percentuale dalla capacita' teorica, es.
il 20% in meno).
o si divide poi il costo dell'attivita' (rilevato in fase 2), per la capacita' pratica
e si ottiene il costo dell'unita' elementare di attivita'
5. assegnazione di costi indiretti ai prodotti
o L'attivita' richiesta per i prodotti ...
02. Cosa si intende per costi diretti di produzione e costi variabili? Sono
sinomini? Perch?
Costi diretti di produzione: tutti i costi che possono essere univocamente imputabili alla
produzione (creazione di un prodotto o fornitura di un servizio).
Costi variabili: costi che variano a seconda del volume di produzione o di vendite, a
seconda se l'azienda si occupi di uno o entrambi gli aspetti.
Non sono sinonimi: Il motivo per cui non sono sinonimi e' perche' i costi diretti sono
univocamente attribuibile ad ogni unita' di produzione.
il costo diretto di produzione e' variabile con il volume, ma e' univocamente attribuibile
ad ogni elemento prodotto (esempio: se produco jeans, ogni jeans ha un costo diretto di
produzione per la stoffa con cui l'ho prodotto)
Il costo variabile invece e' variabile secondo il livello di produzione o vendita, ma non e'
direttamente attribuibile all'oggetto della produzione (esempio: corrente elettrica per lo
stabilimento, serve per produrre i jeans ma anche per tenere attivi gli uffici).
03. Quali sono le categorie di costi diretti nellambito dei costi pieni di
produzione?
Sono divisi in: costi di manodopera diretta, costi generali di produzione, che assieme al
precedente fanno i costi di trasformazione, e costi di materiali diretti.
139

I costi diretti sono manodopera diretta e materiali diretti, i costi generali di produzione
sono costi indiretti (es. energia elettrica, riscaldamento, pulizia, sicurezza,
manutenzione ecc.).
04. Che cosa si intende per unit di produzione equivalente ed in quale sistema
di determinazione dei costi viene utilizzato?
L'unita' di produzione equivalente e' un artificio che serve a valutare i costi di ogni unita'
di produzione nel Process Based Costing.
Viene utilizzata perche' alla fine di ogni periodo contabile la produzione in serie porta ad
avere prodotti finiti e semilavorati; questi ultimi devono essere correttamente valutati nel
bilancio. Gli viene quindi attribuito un fattore di completamento e il costo ad essi
associato e' contabilizzato in base a questo fattore.
05. Si fornisca la definizione di costo pieno di prodotto.
Il costo pieno di un prodotto e' la somma dei costi diretti e una quota equa dei costi
indiretti. Piu' in dettaglio:
Costi di manodopera diretta + Costi di generali di produzione = costi di trasformazione;
Costi di materiali diretti + Costi di trasformazione = costo pieno di produzione (costo
inventariabile)
Costo pieno di produzione + Costi di vendita + Costi Generali Amministrativi = Costo
Pieno.
E' utile per
- determinare del prezzo del prodotto
- valutare contabilmente le rimanenze di magazzino.
- fare l'analisi di redditivita'
- sapere quanto e' costato un bene
- calcolare prezzi regolamentati
06. Si illustri la modalit di rilevazione dei costi in un sistema di determinazione
dei costi per commessa.
Si divide in due fasi:
1. assegnazione di una scheda di commessa, contenente vari dati: data di inizio, codice
cliente, codice commessa, ecc. che segue la produzione dall'inizio alla fine.
2. sulla scheda vengono riportati i costi pieni associati alla commessa, man mano che
questi vengono sostenuti. La divisione del tempo e' dipendente dall'azienda.
Per la fase 2, i costi pieni vengono assegnati e divisi per attivita' svolte in base alle
commesse precedenti.
In genere la commessa produce due tipi di costo: manodopera diretta e costi generali di
produzione, che costituiscono una ulteriore divisione.
07. In cosa consiste il problema del sovvenzionamento (o sussidio) incrociato del
reddito e perch viene risolto dalla determinazione dei costi di tipo ABC?
Il sovvenzionamento incrociato del reddito consiste nella allocazione di costi indiretti
usando un unico parametro, tipicamente influenzato dai volumi di produzione, su
diverse linee di produzione con grandi differenze di volume, in genere associate a
diverse complessita'.
I prodotti che hanno piu' volume si vedono allocare una gran parte dei costi indiretti, con
lo stesso livello di quello che viene attribuito ai prodotti con meno volume: in questo
modo appare che i prodotti a volume inferiore abbiano un costo pieno inferiore, perche' i
costi indiretti sono sottostimati. Quindi il loro prezzo puo' essere inferiore, ovvero si
sovvenziona la produzione di unita' a piu' basso volume.
Contabilmente, il risultato e' lo stesso: allocazione dei costi indiretti. Dal punto di vista
decisionale, la cosa puo' indurre a imprecisioni elevate - allocando a un prodotto con
bassi volumi un costo piu' basso di quello che gli dovrebbe essere imputato.

140

Il problema viene risolto dalla determinazione ABC perche' in questo caso non si
assegnano i costi ai prodotti, ma alle attivita'. Le attivita' sono poi assegnate ai prodotti,
quindi se un prodotto ha una linea di produzione piu' complessa (con piu' attivita') il
costo indiretto viene allocato secondo le attivita' svolte effettivamente per produrre il
bene.
08. Si illustrino le due fasi nelle quali si articola il processo di allocazione dei
costi indiretti ai prodotti.
Fase 1: allocazione sui diversi centri di costo.
I centri di costo a disposizione sono di tre tipi:
centri di costo di produzione, centri di costo di supporto (o servizio), centri di costo di
struttura.
I centri di costo di produzione sono quelli direttamente coinvolti nella produzione.
I centri di costo di supporto sono quelli necessari alla produzione ma non
necessariamente coinvolti in essa (es. magazzino).
I centri di costo di struttura sono quelli legati alla struttura aziendale, da cui non si puo'
prescindere (es. Amministratore Delegato).
Dopo questa allocazione iniziale, i costi che fanno riferimento a centri di costo non di
produzione (quindi di supporto o di struttura) vengono ridistribuiti sui centri di costo di
produzione.
Fase 2: distribuzione dei costi di produzione sui prodotti.
In base a fattori di allocazione predeterminati, i costi associati ai centri di costo di
produzione vengono ulteriormente suddivisi tra i diversi prodotti.
I fattori (o coefficienti) di allocazione sono determinati usando una base di allocazione,
ovvero una misura (scelta arbitrariamente dall'azienda) del livello di attivita' necessario
alla produzione.
09. Si descriva la modalit di rilevazione del costo della manodopera diretta in un
sistema di determinazione dei costi per commessa.
Si prendono tutti i costi associati ai dipendenti direttamente coinvolti nella produzione:
- RAL (Retribuzione Annua Lorda)
- tasse che l'azienda paga per il dipendente
- altri oneri
Questi costi vengono sommati e divisi per le ore di lavoro nel periodo contabile di
riferimento, ottenendo il costo orario della manodopera.
Il costo orario va moltiplicato per le ore impiegate nella produzione della commessa.
Il risultato e' il costo orario della manodopera diretta per una certa commessa.
Se si e' interessati al costo orario delle diverse attivita' necessarie per la produzione
della commessa, le ore da valutare vanno divise per le attivita' svolte.
10. Che cosa si intende per base di allocazione e quali sono le principali categorie
di basi di allocazione che possono essere individuate?
La base di allocazione e' una misura del livello di attivita' necessario alla produzione.
Le categorie principali in cui si divide sono:
- in base alla manodopera diretta (ore)
- in base alla dimensione dell'organico (numero persone)
- in base ai materiali diretti (quantita')
- in base allo spazio (spazio utilizzato)
- in base al numero di transazioni
- in base al codice prodotto.
11. Quali sono le principali differenze tra lABC ed i sistemi tradizionali di
accounting?

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I sistemi tradizionali (a costo pieno, a costo variabile, ecc.) si basano sull'asserzione


che i prodotti generano costi consumando risorse.
L'ABC invece si basa sull'asserzione che i prodotti richiedono attivit, e queste attivit
consumano risorse comuni e generano costi.
L'ABC puo' essere utilizzato insieme agli altri sistemi di accounting, perche' riguarda
principalmente la valutazione e l'allocazione dei costi indiretti.
L'ABC richiede un maggiore livello di dettaglio (quindi molti piu' contenitori contabili, gli
Activity Cost Pool) ed e' progettato per una determinazione piu' precisa dei costi
indiretti, evitando il problema del sovvenzionamento incrociato.
Il sovvenzionamento incrociato non sempre si puo' risolvere con i sistemi tradizionali: se
il problema nasce su due linee di produzione diverse si puo' ridurre aumentando i centri
di costo, ma se riguarda una singola linea di produzione flessibile (es. per lotti di diversa
dimensione) i sistemi tradizionali falliscono.
12. Si fornisca una definizione di centro di costo di produzione e centro di costo
di servizio
Il centro di costo e' un oggetto di costo per il quale si accumulano costi di una o piu'
attivita' correlate.
Un oggetto di costo e' un'entita' per la quale si accumulano i costi.
Un centro di costo di produzione e' relativo a tutte quelle attivita' necessarie per la
produzione (manodopera, materie prime, ecc.)
Un centro di costo di servizio e' relativo a tutte quelle attivita' di supporto alla produzione
(manutenzione, pulizia, sicurezza, ecc.)
13. Si illustrino le principali differenze tra un sistema di determinazione dei costi
per commessa e per prodotto.
La determinazione di costi per commessa traccia i costi dall'inizio alla fine della
produzione di un numero limitato di beni visti tutti assieme (lotto), indipendentemente
dal periodo contabile. Il costo unitario e' specifico dei beni, o calcolato come media dei
costi dei beni del lotto.
La determinazione di costi per prodotto, o per processo, traccia i costi in un periodo
contabile per la produzione dei beni senza tener conto delle quantita' (supposte
elevate). Puo' comprendere delle materie prime, dei semilavorati e delle giacenze di
magazzino che all'inizio o alla fine di un periodo contabile non sono state usate. ma
vanno contabilizzate. Il costo unitario e' un costo medio di prodotto.
In genere il sistema di determinazione per processo richiede meno rilevazioni di quello
per commessa, proprio perch fa riferimento a valori medi.
14. I costi diretti di produzione sono necessariamente variabili?
No, i costi diretti non sono necessariamente variabili. Alcuni sono attruibuibili
direttamente alla produzione e non variare in maniera continua nell'intervallo di
rilevanza seguendo il volume.
Ad esempio, la manodopera diretta puo' essere un costo fisso: un operaio ha uno
stipendio determinato.
15. Si illustri un esempio di costo a gradino.
Il costo a gradino e' un costo che nel diagramma costo/volume e' costante in un
intervallo di volumi all'interno dell'intervallo di rilevanza.
Presenta discontinuita' ai suoi estremi.
Esempio:
- acquisto di macchinari (fino a certi livelli di produzione, e' un costo a gradino)
- affitto di mezzi di trasporto (che li usi o meno, e quanto li usi, il costo e generalmente
lo stesso)

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16. Qual lutilizzo del concetto di costo pieno di un oggetto di costo?


Il costo pieno e' il totale dei costi diretti attribuibili ad un oggetto di costo e di una quota
equa dei costi indiretti.
Il costo pieno si usa per:
- determinare il prezzo del prodotto
- contabilizzare le rimanenze di magazzino.
- Analisi di redditivita'
- sapere quanto e' costato un bene
- calcolo di prezzi regolamentati
17. Che cosa si intende per oggetto di costo? Fornire degli esempi
L'oggetto di costo e' una entita' sulla quale posso caricare dei costi.
La definizione e' generica: comprende sia cio' che viene prodotto dall'azienda sia le
attivita' o le persone impiegate nella produzione o anche solo di supporto. Nel caso
raggruppi pi attivit correlate si parla pi precisamente di centro di costo.
Esempi:
- operai
- materie prime
- pulizia
- manutenzione
- sicurezza
- legali
18. Che cosa si definisce come costo diretto di produzione?
Costi diretti di produzione sono costi direttamente e univocamente attribuibili alla
produzione di un bene o fornitura di un servizio.
Sono composti da: manodopera diretta, materiali diretti.
19. Si descrivano compiutamente le fasi del processo di Activity Based Costing e
si spieghi quali siano i vantaggi/svantaggi di questa metodologia rispetto ad altre.
Le fasi dell'ABC sono 5:
1. individuazione delle attivit: la fase pi delicata,perche' le attivit possono
essere molte e occorre individuare quelle che mi permettono un buon
compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione. La bont del
compromesso a discrezione del management. Produce ACP (Activiy Cost
Pool) che sono aggregati di attivit.
2. determinazione dei costi delle attivit in termini di risorse comuni consumate.
Viene effettuata una misura su periodi precedenti per ottenere un valore medio
consistente.
3. determinazione delle basi di allocazione delle attivit - le unita' di misura secondo
cui valutare le attivit. Anche questa scelta va fatta con un criterio discrezionale
per ottenere un buon compromesso tra accuratezza e costo. Produce ACD
(Activity Cost Driver)
4. determinazione dei coefficienti di allocazione delle attivita' - quanto occorre della
base di allocazione per la produzione di un bene. Si calcola anche il costo di una
quantit elementare di attivit. Produce ACR (Activity Cost Rate)
5. allocazione dei costi delle attivit ai prodotti: si calcola moltiplicando il costo
elementare di attivit per la quantit di attivit usata per produrre il bene.
Gli svantaggi sono:
a. un maggior numero di "contenitori" contabili, considerando tutte le attivita', e quindi
un tempo (e costo) maggiore da dedicare all'analisi dei costi

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b. un forte lavoro iniziale per la determinazione delle attivita' e soprattutto della loro
organizzazione: troppe attivita' potrebbero rendere l'analisi troppo lenta o minuziosa,
quindi non applicabile.
I vantaggi sono:
a. si evita il sovvenzionamento incrociato tra linee (o sulla stessa linea) di prodotto.
b. una maggiore coerenza dei costi indiretti, che dipendendo dalle attivita' sono meno
sensibili alle variazioni temporanee dei tradizionali centri di costo.
c. la possibilita' di usare l'ABC insieme ad altre metodi di accounting, limitandolo ai soli
costi indiretti
d. la possibilita' di eliminare o ridurre le spese per singole attivita' che non portino
vantaggi.
20. Si illustri il concetto di Life cycle costing, evidenziandone lutilit nellambito
dellanalisi dei costi di servizi innovativi.
Il Life Cycle Costing e' un processo di determinazione dei costi che misura il costo di un
prodotto per l'intero ciclo di vita, dalla progettazione (il prodotto ancora non esiste)
all'abbandono.
Differisce dagli altri sistemi di determinazione dei costi in quanto comprende anche le
quote di ricerca e sviluppo e dismissione di apparecchi, sedi, persone, ecc.
Viene utilizzato per analizzare i costi di servizi innovativi proprio perche' permette di
avere un'idea piu' completa della redditivita' del prodotto dall'inizio alla fine.
21. Si descrivano i concetti di costi impegnati, discrezionali e semivariabili e si
illustri un possibile processo di stima della relazione costo-volume
I costi impegnati sono costi diretti fissi, legati alla capacita' produttiva: non possono
essere modificati senza modificare la capacita' produttiva. Sono generalmente viscosi e
non reversibili.
I costi discrezionali sono costi diretti fissi, non legati alla capacita' produttiva. Si
chiamano discrezionali proprio perche' sono a discrezione del management e sono
modificabili anche pesantemente all'interno di un periodo contabile, senza influenzare la
capacita' produttiva. Tipicamente sono decisi in fase di pianificazione.
I costi semivariabili sono costi diretti di cui una componente e' fissa e l'altra e' variabile.
Crescono meno rapidamente di un costo variabile, ma non possono scendere sotto la
soglia fissa di cui sono composti.
Un possibile processo di stima della relazione costo/volume prevede l'uso della
regressione lineare per approssimare con una retta i costi associati ai vari volumi di
produzione. Fornisce direttamente il totale dei costi fissi e del costo variabile unitario, al
variare del volume di produzione.
Consente di valutare piu' precisamente le tendenze del rapporto costo/volume rispetto
ad una valutazione soggettiva di dati riferiti al passato.
22. Si descrivano le principali caratteristiche dei sistemi tradizionali di
determinazione dei costi ed i loro limiti
I sistemi tradizionali di determinazione dei costi lavorano associando i costi ai prodotti,
anche quelli indiretti.
Sistemi a costi pieni: valutano i costi completi della produzione, distribuendo i costi
indiretti su ciascuna unita' di prodotto
Sistemi a costi standard: valutano i costi inizialmente facendo riferimento alla capacita'
pratica, cioe' di solito alla capacita' teorica massima degli impianti meno una
percentuale che tiene conto di guasti, interruzioni, aggiornamenti ecc. Alla fine di ogni
periodo contabile si verificano gli scostamenti da questa capacita' standard con i conti di
varianza:
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1. varianza di costo dei materiali diretti


2. varianza di impiego dei materiali diretti
3. varianza di costo della manodopera diretta
4. varianza dei costi generali di produzione
Sono vantaggiosi perche' tengono sotto controllo dei costi di cui si pu fare una
valutazione preventiva con pochi oggetti contabili.
Inoltre valutano meglio le rimanenze rispetto ai costi pieni, perch le rimanenze
vengono inserite nei costi del venduto e considerati quindi tutti uguali; nei sistemi a costi
pieni, alle rimanenze vengono allocati i costi indiretti quindi il costo delle rimanenze pu
variare anche se i prodotti sono uguali a quelli venduti.
Sistemi a costi variabili: spostano i costi generali di produzione (quelli che si possono
reputare fissi) dai costi di produzione ai costi di periodo. In questo modo i costi di
produzione sono completamente dipendenti dai volumi, e il costo del singolo bene e'
valutato piu' correttamente.
Life Cycle Costing: considera tra i costi anche quelli di progettazione, setup e
dismissione, utile soprattutto con prodotti innovativi in cui la fase prima della produzione
potrebbe essere molto costosa.
Target Costing: si determina il costo (usando uno dei sistemi di cui sopra) e si verifica
se il prezzo e' compatibile con il mercato. Utile per le autorita' di controllo di alcuni
mercati non liberi (es. energia), o per aziende private che vogliano valutare la
produzione di un bene in un mercato competitivo. Il costo obiettivo e' di fatto il costo
pieno, a cui va aggiunta la percentuale di profitto che ci si aspetta di poter applicare.
I sistemi a costi pieni sono validi se le linee di produzione hanno tutte complessit
paragonabile. Se non e' cosi', occorre progettare bene gli oggetti di costo, altrimenti si
produce un appiattimento dei costi indiretti, che per le diverse linee risulteranno simili. In
questo modo, la produzione di un bene ad alto volume e bassa complessita' farebbe
apparire meno costosa la produzione di un bene a minor volume e complessita'
(sovvenzionamento incrociato).
I sistemi a costo standard permettono una semplificazione dei calcoli senza rinunciare a
un certo livello di dettaglio, ma partono da una valutazione della capacita' (teorica e poi
pratica) che deve essere il pi possibile accurata.
I sistemi a costi variabili valutano correttamente i costi di produzione, ma concentrano i
costi indiretti come costi di periodo. Semplificano il lavoro, ma non si puo' valutare il
costo pieno di un singolo bene.
Tutti questi sistemi forniscono determinazioni tanto piu' soddisfacenti quanto piu' i costi
indiretti sono bassi rispetto ai costi diretti. L'ABC (Activity Based Costing) invece
determina i costi delle singole attivita', da cui poi dipende la produzione e con questi
calcola il costo dei beni. Evita quindi il problema della valutazione corretta dei costi
indiretti, perche' e' implicita, e quello del sovvenzionamento incrociato. Il contro e' una
maggiore complessita' e una cura molto elevata nella scelta delle attivita'.
23. Si presentino le fasi nelle quali si sviluppa il processo di assegnazione dei
costi attraverso lABC.
Il processo di assegnazione dei costi nell'ABC e' composto di 5 fasi:
1. determinazione delle attivita' necessarie per produrre un bene. Le attivita'
possono essere molte e devono essere scelte con cura per evitare che il calcolo
dei costi sia troppo oneroso, ma siano abbastanza per poter effettuare la
distribuzione dei costi indiretti in maniera piu' possibile corretta.
2. determinazione del costo delle attivita':
3. scelta di una base di allocazione per le attivita', ovvero di una unita' di misura del
lavoro effettuato per produrre un bene con l'attivita'

145

4. determinazione di un fattore di allocazione per le attivita', ovvero quanta attivita'


e' necessaria (misurata con la base di allocazione) per produrre un bene
5. calcolo dei costi del bene
24. Si illustrino i concetti di costi variabili e costi fissi e, nellambito dei costi fissi,
si illustrino in particolare i costi impegnati e quelli discrezionali.
I costi fissi e i costi variabili sono entrambi costi diretti di produzione, valutati all'interno
di un intervallo di rilevanza di volumi.
I costi variabili sono proporzionali al volume di produzione
I costi fissi sono costanti rispetto al volume di produzione, nell'intervallo di rilevanza.
I costi fissi possono essere divisi in impegnati o discrezionali.
I costi impegnati sono collegati direttamente alla produzione: modificarli influenza la
capacita' produttiva. Sono generalmente viscosi e non reversibili.
I costi discrezionali non sono collegati direttamente alla produzione: si possono
modificare piu' volte in un periodo contabile, e sono a discrezione del management.
25. Si rappresenti graficamente un possibile diagramma di una funzione di costo
a gradino

26. In cosa consiste il sistema di determinazione dei costi a costi standard e quali
elementi compongono la scheda di costi standard?
Il sistema di determinazione dei costi standard prevede una valutazione iniziale della
capacita' degli impianti, per sapere quanti beni possono essere prodotti in un periodo in
linea teorica. La capacita' teorica viene poi convertita in capacita' pratica, di solito
sottraendo una percentuale (es. 20%) che tiene conto di guasti, interruzioni
temporanee, chiusure per ferie, ecc.
Si procede poi come nella determinazione dei costi pieni, valutando per le linee di
prodotto i seguenti parametri unitari
- costo della manodopera diretta
- impiego della manodopera diretta
- costo dei materiali diretti
- costi generali di produzione
Questi parametri generano i conti di varianza, ovvero la valutazione effettuata a fine
periodo di quanta differenza c'e' stata tra il costo standard dei parametri e quello
effettivamente sostenuto per la produzione.
La scheda dei costi standard composta di due parti:
distinta base, in cui vengono presentati i materiali (quantit usata, prezzo unitario,
prezzo totale)
146

operazioni di trasformazione (ciclo di lavorazione), in cui vengono presentate le


operazioni da effettuare sui materiali (tempo impiegato, costo unitario, costo totale) e i
costi indiretti allocati.
27. Si illustrino gli elementi di costo del prodotto, che ne determinano il costo
pieno.
Il costo pieno di un prodotto e' composto dalle seguenti parti:
Costo manodopera diretta
Costi generali di produzione
Costo materiali diretti
Costo di vendita
Costo generali amministrativi
Il costo di manodopera e generale di produzione viene denominato Costo di
Trasformazione.
Il costo di trasformazione e dei materiali diretti viene denominato Costo Pieno di
Produzione
Il costo pieno di produzione, insieme con il costo di vendita e i costi generali
amministrativi diventa il costo pieno.
28. Qual la principale differenza tra un sistema a costi variabili ed un sistema a
costi pieni?
Nella determinazione dei costi pieni abbiamo 5 fattori di costo:
1. costo manodopera diretta
2. costi generali di produzione
3. costi dei materiali diretti
4. costi di vendita
5. costi generali e amministrativi.
I costi 4 e 5 sono i costi di periodo, perche' sono costi indiretti valutati nel periodo
contabile, mentre i costi 1,2,3 sono indicati come costi pieni di produzione.
Nei costi generali di produzione si identificano le componenti fisse e si spostano, dai
costi pieni di produzione ai costi di periodo. In pratica nei costi pieni di produzione si
lasciano solo componenti variabili, quindi diventano costi proporzionali al volume
prodotto.
Il vantaggio e' che in questo modo non c'e' ambiguita': i costi di produzione sono tutti
variabili, si spende per quanto si produce. Si semplificano poi i calcoli, perche' i costi
fissi sono tutti di periodo.
Lo svantaggio e' che di fatto i costi indiretti fissi possono ancora provocare il problema
del sovvenzionamento incrociato, se non si progettano bene (sempre che sia possibile
farlo) i centri di costo.
29. In quale sistema di costi devono essere utilizzati i cosiddetti conti di
varianza e cosa misurano?
I conti di varianza sono utilizzati nel sistema a costi standard, e misurano la differenza
tra i valori standard e quelli effettivi di:
- costo di manodopera diretta
- impiego di manodopera diretta
- costo dei materiali diretti
- costi generali di produzione.
30. Quali sono i principali impieghi delle informazioni di costo pieno di un
prodotto?
I principali impieghi sono:
- determinare il prezzo del prodotto
- contabilizzare le giacenze di magazzino.
147

- Analisi di redditivita'
- sapere quanto e' costato un bene
- calcolo di prezzi regolamentati
31. Si illustri brevemente i principi fondamentali caratterizzanti lActivity Based
Costing e, in particolare, perch pu permettere di risolvere il problema di
sovvenzionamento incrociato di reddito.
Il principio fondamentale dell'ABC e' che la produzione e' composta di attivita' diverse,
ognuna delle quali consuma risorse comuni che generano costi.
Questo e' opposto ai sistemi tradizionali, per i quali i beni prodotti hanno un costo in se'.
La scomposizione in attivita' non e' necessaria finche' la produzione dipende soprattutto
dalla manodopera diretta (bassa complessita') e quando i volumi sono alti. E' un
problema quando i costi generali invece pesano di piu', perche' la quota dei costi
indiretti incide molto di piu' su ogni bene prodotto. Ad esempio se si producono beni con
linee di diversa complessita' e volume, ci potrebbe essere un sovvenzionamento
incrociato: i costi indiretti vengono appiattiti (le due linee avranno costi indiretti allocati
allo stesso modo) e il maggior volume di un bene permette di considerare "meno
costoso" un altro, sovvenzionandone la produzione.
L'ABC evita il problema perche' non assegna i costi ai prodotti, ma alle attivita' che
servono a produrli. In questo modo se una produzione e' complessa, cioe' richiede
molte attivita' diverse, i costi verranno assegnati ai beni in base alle attivit svolte per
produrli.
32. Si definisca brevemente il concetto di costo pieno di un prodotto e le
categorie di costo diretto e indiretto che lo compongono. Si illustri, infine, la
composizione del costo pieno di un prodotto in termini dei suoi elementi
costitutivi.
Il costo pieno di un prodotto e' la somma dei costi diretti ed indiretti necessari alla sua
produzione.
E' composto da:
Costi di manodopera diretta
Costi generali di produzione
Costi di materiali diretti
Costi di vendita
Costi generali e amministrativi
I costi generali di produzione e la manodopera diretta sono definiti Costi di
Trasformazione.
I costi di trasformazione, insieme ai costi dei materiali diretti, sono il Costo Pieno di
Produzione.
I costi di vendita e i costi generali e amministrativi sono i Costi di Periodo.
I costi di manodopera e di materiali sono costi diretti variabili, perche' sono proporzionali
alla produzione.
I costi generali di produzione sono costi indiretti, tipicamente fissi: derivano da attivita' o
funzioni di servizio, quindi non direttamente coinvolte nella produzione (es. logistica).
I costi generali amministrativi sono costi indiretti, tipicamente fissi: derivano da funzioni
aziendali che non producono ricavi (sicurezza, amministrazione, ecc.)
I costi di vendita sono generalmente indiretti, a meno che non vengano contabilizzati
con voci relative a prodotti specifici, e sono generalmente variabili o semivariabili (es.
stipendio di un impiegato dell'ufficio vendite + provvigione)

148

33. Si illustri il concetto di costi variabili, fissi e viscosi. Si illustri, inoltre, il ruolo
della regressione lineare nella stima delle relazioni costo-volume
I costi variabili sono costi diretti che variano proporzionalmente al volume di produzione
o di vendita.
I costi fissi sono costi diretti o indiretti che non variano con il volume di produzione in un
intervallo di rilevanza.
I costi viscosi sono costi che oppongono resistenza alla loro variazione: se sono inclusi
nella contabilita', tendono ad esservi lasciati anche in caso di riduzione o interruzione
temporanee della produzione, perch l'impegno di ridurli e poi aumentarli viene
considerato maggiore.
Tendenzialmente i costi fissi sono costi viscosi, almeno all'interno di un periodo
contabile.
La regressione lineare analizza i dati storici dei costi approssimandoli con delle rette,
previa eliminazione dei valori atipici. Si utilizza per stimare la tendenza del rapporto
costo/volume. Se non ci sono sufficienti dati storici disponibili, la regressione lineare
non puo' essere applicata: deve essere sostituita da altri metodi come una valutazione
soggettiva.
34. Si descrivano, per un sistema a costo standard, gli elementi di cui si compone
la scheda di costo di un prodotto, nonch i conti di varianza necessari spiegando
la loro utilit.
La scheda di costo si compone di:
Distinta base, che riguarda i materiali (costo unitario, quantit utilizzata, costo totale)
Ciclo di lavorazione, che riguarda le operazioni effettuate sui materiali (tempo unitario
per operazione, costo unitario pieno del tempo, costo totale)
Costi generali di produzione (costi allocati)
I conti di varianza verificano la differenza rispetto ai valori standard, ovvero
programmati, di:
- costo della manodopera
- impiego della manodopera
- costo dei materiali
- costi generali di produzione
35. Si illustrino brevemente le caratteristiche e gli ambiti di applicazione dei
sistemi di process costing e job costing.
Il Process Costing e' un metodo di analisi dei costi che fa riferimento a un intero
processo di produzione, indipendentemente dal numero di unita' prodotte. Viene
utilizzato per la produzione in serie di una o piu' linee di prodotto, o per quantita' non
numerabili (es. produzione di liquidi).
Il Job Costing analizza invece la produzione di un numero prefissato di unita': viene
usato nella produzione per commessa di lotti o elementi singoli.
Nel Process Costing la produzione e' continua, quindi si considerano i costi senza un
inizio e una fine di produzione, almeno all'interno di un periodo contabile. Questo
implica che all'interno di un periodo contabile possono essere presenti anche dei
semilavorati (pezzi non ancora completati) e delle rimanenze o giacenze di magazzino,
ovvero pezzi completati ma non ancora venduti. Il costo unitario dei prodotti e' una
media.
Nel Job Costing le unita' prodotte sono in numero limitato (lotti), e i costi sono relativi
anche all'inizio e alla fine della produzione di tutti i pezzi, indipendentemente dal
periodo contabile. Non si includono semilavorati o giacenze di magazzino. Il prezzo
unitario e' specifico del bene prodotto, o e' una media all'interno del lotto.
36. Si definisca il concetto di centro di costo in un sistema di accounting. Si
illustrino, inoltre, le tipologie di centri di costo cui si fa riferimento nelle fasi di
149

allocazione dei costi indiretti dei sistemi di determinazione del costo di un


prodotto.
Il centro di costo e' una serie di attivita' correlate su cui possono essere caricati dei
costi: il centro di costo e' quindi anche un oggetto di costo.
L'utilita' del centro di costo e' dividere i costi in modo tale da poter dividere e gestire
efficacemente le attivita' di una azienda.
Nella allocazione dei costi indiretti i centri di costo a cui si fa riferimento sono
categorizzabili come:
centri di costo di struttura: relativi alla struttura aziendale (esistono in quanto
esiste l'azienda)
centri di costo di servizio: forniscono un servizio ad altre parti dell'azienda, non
direttamente collegato alla produzione ma a suo supporto
centri di costo di produzione: collegati direttamente alla produzione (senza, non
si potrebbe produrre).
Nella prima fase di allocazione, i costi indiretti vengono associati alle attivita' non di
produzione, ai centri di costo di servizio o di struttura e a quelli di produzione.
Successivamente i costi vengono ridistribuiti, in modo che tutti i centri di costo di
produzione ne abbiano una parte equa.
Nella seconda fase di allocazione, si allocano i costi dai centri alle linee di prodotto.
37. Si definisca il concetto di costo pieno del prodotto in funzione dei suoi
elementi costitutivi. Quali sono le finalit della misurazione del costo pieno di un
prodotto?
Il costo pieno di un prodotto e' la somma di tutti i componenti di costo del prodotto
stesso, diretti e indiretti.
Il costo pieno serve a:
- indicare il prezzo del prodotto
- contabilizzare le rimanenze di magazzino.
- fare analisi di redditivita'
- sapere quanto e' costato un bene
- calcolare prezzi regolamentati
I componenti costitutivi del costo pieno sono:
Manodopera diretta
Costi generali di produzione
Materiali diretti
Costi di vendita
Costi generali amministrativi
Manodopera diretta + costi generali di produzione = costi di trasformazione
costi di trasformazione + materiali diretti = costi pieni di produzione
costi di vendita + costi generali amministrativi = costi di periodo
costi pieni di produzione + costi di periodo = costi pieni
38. Si illustrino le principali differenze tra i sistemi di determinazione dei costi a
costo pieno ed a costo variabile.
I sistemi di determinazione a costo pieno hanno 5 componenti basilari per calcolare il
costo pieno:
1. costo di manodopera diretta
2. costo generale di produzione
3. costo dei materiali diretti
150

4. costo di vendita
5. costi generali e amministrativi
I costi 1,2,3 sono detti costi pieni di produzione
I costi 4,5 sono costi di periodo
Nei costi pieni di produzione, i costi generali vengono scissi in variabili e fissi. La parte
fissa viene inglobata nei costi di periodo. Questo consente di avere dei costi pieni di
produzione completamente variabili, quindi proporzionali alla produzione;
39. Si definisca schematicamente il concetto di costo pieno di prodotto.
Il costo pieno di un bene e' la somma di tutti i costi, diretti ed indiretti, necessari a
produrre quel bene.
E' necessario per la determinazione del prezzo del bene e per la contabilizzazione delle
giacenze di magazzino, per l'analisi di redditivita', per sapere quanto e' costato un bene
e per il calcolo di prezzi regolamentati
E' composto da
costi di trasformazione (=costi di manodopera diretta + costi generali di produzione)
costi pieni di produzione (=costi di trasformazione + costi dei materiali diretti)
costi di vendita
costi generali amministrativi
40. Si illustri un esempio di costo a gradino.
Un costo a gradino e' definito in base a un intervallo di rilevanza.
E' un costo discontinuo, che passa da 0 a x ad un certo momento e mantiene il livello x
per un certo intervallo di volume di produzione.
E' possibile avere piu' "gradini", diversi in estensione del volume e in altezza del costo.
Esempi:
acquisto di un macchinario di produzione (il costo e' lo stesso sia che sia inutilizzato, sia
che produca al massimo) Se si acquista un secondo macchinario, pi potente,
probabilmente il costo sar maggiore rispetto al primo macchinario (tendenzialmente
meno del doppio, quindi l'altezza del gradino pi basso del doppio) e produrr
probabilmente pi del doppio del volume, quindi il gradino sar pi largo.
affitto di un veicolo per il trasporto (il costo di affitto e' in genere sempre lo stesso, non
importa quanto si trasporta)
41. Qual lutilizzo del concetto di costo pieno di un oggetto di costo?
Il costo pieno di un oggetto di costo e' la somma di tutti i costi attribuiti e allocati
all'oggetto stesso.
Il suo utilizzo e', per beni o servizi:
- la determinazione del prezzo
- la contabilizzazione delle rimanenze.
- l'analisi di redditivita'
- sapere quanto e' costato un bene
- calcolo di prezzi regolamentati
42. Che cosa si intende per oggetto di costo? Fornire degli esempi.
L'oggetto di costo e' una entita' a cui e' possibile attribuire dei costi.
Puo' essere legata direttamente alla produzione o meno.
Nel caso identifichi un gruppo di attivita' correlate, si parla piu' precisamente di Centro di
Costo.
Esempi:
Amministratore delegato
Centro di costo di manutenzione
151

Centro di costo servizi


Linea di produzione 1
ecc.
43. Si descrivano compiutamente le fasi del processo di Activity Based Costing e
si spieghi quali siano i vantaggi/svantaggi di questa metodologia rispetto ad altre.
Le fasi del processo ABC sono le seguenti:
1. definizione delle attivit
44. Si presentino le fasi nelle quali si sviluppa il processo di assegnazione dei
costi attraverso lABC.
L'assegnazione dei costi tramite ABC e' divisa in un numero di fasi che a seconda del
testo varia da 5 a 7:
1. identificazione delle attivita' e aggregazione in Activity Cost Pool.
2. determinazione del costo delle attivita'
3. determinazione della base di allocazione delle attivit (Activity Cost Driver)
4. determinazione del coefficiente di allocazione delle attivit (Activity Rate), cio del
costo delle attivit (in unit di misura, quindi ACD) per produrre un bene
5. allocazione dei costi indiretti alle attivit
45*. Si descriva il concetto di target costing
Il target costing e' un sistema di analisi dei prezzi che parte dal prezzo e da questo
determina il costo, al contrario degli altri sistemi di analisi.
La determinazione dei costi e' simile a quella degli altri sistemi: il target costing in
particolare comprende l'intero ciclo di vita del prodotto, come il life cycle costing. La
differenza e' che si parte dall'ipotesi di avere un prezzo fissato, a cui va tolto il profitto e
una quota equa di costi indiretti. Questo determina il target cost, ovvero il massimo
costo sopportabile per poter intraprendere la produzione.
E' applicato per valutare meglio attivita' in cui i costi di progettazione e inizializzazione
(setup) sono piu' elevati di quelli previsti per la produzione. Negli altri metodi di analisi si
interviene su costi successivi alla progettazione, quindi migliorabili, ma che potrebbero
essere inferiori al costo totale sostenuto durante l'intero ciclo di vita del progetto.
Viene usato per progetti particolarmente innovativi, e per verificare il prezzo "giusto" in
regimi non perfettamente concorrenziali (quindi monopolio od oligopolio, es. mercato
dell'energia).
46*. Com' strutturata un'azienda tipica? Indicare le funzioni principali in cui
organizzata.
L'azienda tipica divisa in funzione, ovvero in settori o processi gerarchicamente organizzati.
Dall'alto:

152

Consiglio di amministrazione
Amministratore Delegato
Unit Staff (personale, legale, segreteria, R&D): non generano direttamente dei
ricavi
Unit di linea (produzione, commerciale, logistica): prendono parte pi
direttamente alla produzione. Generano direttamente dei ricavi

Gli obiettivi delle unit di linea non sempre convergono: il commerciale tende a vendere di pi a
costo di abbassare il prezzo, quindi costringendo ad abbassare i costi di produzione: la
produzione tende a produrre al meglio, quindi il costo di produzione non pu scendere pi di
tanto.
Il compito dell'AD prendere decisioni per massimizzare il valore dell'azienda secondo le
indicazioni del Consiglio di amministrazione (planning). Le decisioni coinvolgono decidere
quanto investire nelle diverse funzioni dell'azienda (budgeting). Le unit di staff e di linea
decidono l'implementazione dei piani.
47*. Nella struttura aziendale cos' l'unit di staff? Fai degli esempi.
Le unit di staff sono funzioni aziendale a supporto delle unit di linea. Non producono
direttamente ricavi. Esempi:
Legale, Personale, Segreteria, Ricerca & Sviluppo, ecc.
48*. Cosa sono le unit di linea all'interno della struttura di un'azienda e quali
sono i loro obiettivi?
Le unit di linea sono funzioni direttamente coinvolte nel processo di produzione. Hanno
obiettivi specifici, e a volte contrastanti (es. la funzione commerciale potrebbe avere obiettivi
diversi dalle unit di produzione). Sono le uniche funzioni che producono direttamente ricavi.
49*. Cosa si intende per "costi di periodo"? La definizione del tutto indipendente dal
sistema di costo?
I costi di periodo sono costi indiretti che vengono valutati alla fine di ogni periodo contabile.
Comprendono sicuramente i costi di vendita e i costi generali e amministrativi.
La definizione non indipendente dal sistema di costo: nei sistemi a costi variabili, i costi fissi
generali di produzione vengono considerati costi di periodo, mentre nei sistemi a costi pieni i
costi generali di produzione fissi e variabili sono considerati costi di prodotto.
50*. Relativamente ai sistemi a costo variabile e a costo pieno, come si comportano i sistemi
in relazione al rapporto produzione/vendite e perch?
I sistemi a costi variabili valutano meglio la situazione quando la produzione inferiore alle
vendite, ovvero quando si vendono anche giacenze di magazzino dei periodi precedenti, mentre
quando si vende meno di quanto si produce i sistemi a costi pieni sono pi affidabili.
Questi comportamenti sono dovuti al fatto che nei sistemi a costi variabili si spende
proporzionalmente a quanto si produce, tutto il resto considerato costo di periodo. In questo
modo, i costi delle giacenze di magazzino non sono allocati come costi indiretti sul venduto.
51*. A cosa servono i cosiddetti "diagrammi a T"?
I diagrammi a T (o diagrammi di flusso dei costi) sono utilizzati per indicare i movimenti delle
risorse in un sistema contabile momento per momento. Le"T" indicano i movimenti di risorse, le
frecce come questi movimenti siano collegati. Consentono di tenere sotto controllo, nei sistemi a

153

costi standard, le varianze dei conti principali (quantit di materiali, impiego di materiali,
manodopera, costi generali di produzione).

154

Analisi dei costi Domande d'esame


svolte
Seconda stesura

1.Si descrivano compiutamente le fasi di determinazione dei costi di un


prodotto attraverso la metodologia ABC.
La determinazione dei costi di un prodotto attraverso l'ABC consiste innanzitutto
nell'analizzare il processo produttivo per identificare le attivit necessarie alla
produzione di un bene/servizio. Questa analisi pu essere molto complicata, e lunga
(quindi costosa), ed bene focalizzare l'attenzione sulle attivit pi rilevanti. Ogni
attivit pu essere considerata come un vero e proprio centro di costo. Una volta
trovate queste attivit si determina per ciascuna di esse una opportuna base di
allocazione. La natura delle basi di allocazione estremamente varia, data la natura
varia delle attivit che coinvolgono la produzione. Una volta trovate queste basi si
determina un coefficiente di allocazione per allocare i costi generali di produzione (che
vengono dedotti dal bilancio, e sono un'informazione tutt'altro che atomica, anzi molto
aggregata) ai prodotti finiti. Alla fine di questa procedura abbiamo allocato i costi indiretti
ai singoli prodotti, e assieme ai costi diretti (manodopera diretta e materiali diretti) si
trova il costo pieno del prodotto.
2.Cosa si intende per costi diretti di produzione e costi variabili? Sono
sinomini? Perch?
I costi diretti di produzione sono tutti i costi direttamente e inequivocabilmente attribuibili
alla produzione di un bene (manodopera diretta e materiali diretti). I costi variabili invece
sono costi che variano, per l'appunto, in base ad una qualche misura del livello di
produzione, o in base alle vendite, o in base ad altro. Le due cose non coincidono: i
costi variabili variano col volume di produzione (ad esempio), ma non detto che siano
inequivocabilmente attribuibili ad un prodotto (basti pensare all'energia, un costo che
varia s in base alla produzione, ma anche in base ad altro, come ad esempio la
propensione degli impiegati al risparmio energetico)
3.Quali sono le categorie di costi diretti nellambito dei costi pieni di
produzione?
Nell'ambito del costo pieno di produzione i costi diretti sono i soli costi di manodopera
diretta e di materiali diretti.
4.Che cosa si intende per unit di produzione equivalente ed in quale
sistema di determinazione dei costi viene utilizzato?
L'unit di produzione equivalente un artificio utilizzato per la valorizzazione a fini di
bilancio delle rimanenze di semilavorati. Tipicamente (soprattutto in un sistema di
produzione in serie) quello che succede, quando si chiude la finestra temporale, che
si hanno dei prodotti finiti e dei semilavorati. Questi ultimi non possono essere
contabilizzati come le unit completate, poich non si ancora sostenuta la totalit del
155

loro costo pieno (e neanche sappiamo con esattezza quale frazione del costo pieno
stata sostenuta). Si ipotizza quindi che le unit incomplete siano state completate a
met (o ad altra percentuale stimata), e che siano esattamente la met delle unit
complete. Dopodich si assegna un valore unitario alle unit complete, un valore di 0,5
alle unit incomplete e la somma d il numero di unit di produzione equivalenti.
5.Si fornisca la definizione di costo pieno di prodotto.
Il costo pieno di un prodotto dato dalla somma dei costi diretti, che sono quelli
direttamente ed inequivocabilmente attribuibili ad esso (tipicamente materie prime e
manodopera diretta) e di una quota equa dei costi indiretti, che non lo sono. La quota
dei costi indiretti da allocare al prodotto viene calcolata trovando una base di
allocazione (cio una unit di misura del volume di produzione) e in base a questa si
calcola in qualche modo un coefficiente (il coefficiente di allocazione) che consente di
allocare i costi indiretti al prodotto.
6.Si illustri la modalit di rilevazione dei costi in un sistema di determinazione
dei costi per commessa.
In un sistema di costi per commessa si crea una scheda (la scheda di commessa) che
segue il prodotto (o il lotto di prodotti) dall'inizio alla fine della produzione. In questa
scheda, oltre ai dati della commessa, si prende nota, per ogni lavoro effettuato in un
determinato arco temporale, del costo di questi lavori. Questo costo tipicamente viene
calcolato partendo da un costo orario (calcolato in base a dati consuntivi) e
moltiplicandolo per le ore di manodopera che sono state necessarie per quel lavoro.
7.In cosa consiste il problema del sovvenzionamento (o sussidio) incrociato
del reddito e perch viene risolto dalla determinazione dei costi di tipo ABC?
Il sussidio incrociato del reddito un problema che si verifica quando il sistema di
produzione prevede diverse linee di prodotto con diversi gradi di complessit . In questa
situazione i costi generali di produzione (che sono costi indiretti) assorbono una quota
pi consistente (rispetto ai costi diretti: MOD e materiali diretti) del costo pieno del
prodotto. Se un bene viene prodotto in quantit minori ha di solito un costo pi alto
(producendo poco come se si ammortizzasse di meno i costi di attrezzaggio dei
macchinari, ad esempio) di un bene prodotto in quantit maggiori (per gli stessi motivi,
anche se duali). Un sistema tradizionale di allocazione dei costi indiretti tenderebbe ad
appiattire la differenza di costi tra i due, maggiorando il costo del bene prodotto in
quantit maggiori ed abbassando il prezzo dell'altro. L'acquisto del bene a costo
maggiorato sovvenziona l'acquisto dell'altro, ed per questo che prende il nome di
"sovvenzionamento incrociato". Il sistema ABC risolve questo problema utilizzando
molte pi basi di allocazione per i costi indiretti, derivanti dal fatto che come contenitori
contabili non si scelgono i centri di costo di produzione, ma le attivit connesse alla
realizzazione dei prodotti.
8.Si illustrino le due fasi nelle quali si articola il processo di allocazione dei
costi indiretti ai prodotti.
156

Durante la prima fase si allocano i costi indiretti di produzione (manodopera indiretta,


energia, riscaldamento....) ai centri di costo di servizio (come la manutenzione ad
esempio), per poi riallocarli ai centri di costo di produzione, terminando la prima fase.
All'inizio della seconda fare si pu fare qualche correzione, riversando parte dei costi
allocati ai centri di costo di servizio nei servizi generali (ad esempio, la manutenzione
lavora per pi stabilimenti, non per uno solo, quindi parte dei costi di manutenzione
rientra nei costi generali). Questa riallocazione pu anche non avvenire, e a questo
punto i costi, dai centri di costo di servizio vengono allocati ai centri di costo di
produzione, e da qui alle linee di prodotto (secondo opportune basi e conseguenti
coefficienti di allocazione).
9.Si descriva la modalit di rilevazione del costo della manodopera diretta in
un sistema di determinazione dei costi per commessa.
Il costo della manodopera diretta, che tipicamente un costo orario, viene calcolato
partendo dalla retribuzione annua lorda (RAL) e da tutti gli oneri per l'azienda relativi al
dipendente. Questa somma va divisa per le ore di manodopera totali svolte dal
dipendente nel periodo, e il costo della manodopera diretta per la commessa viene
calcolato moltiplicando il costo orario cos ottenuto per le ore di lavoro impiegate in un
particolare lavoro della commessa.
10.Che cosa si intende per base di allocazione e quali sono le principali
categorie di basi di allocazione che possono essere individuate?
La base di allocazione una unit di misura del volume di produzione di un'azienda,
che serve a calcolare il coefficiente di allocazione per allocare i costi indiretti ai prodotti.
Le basi di allocazione pi comunemente usate sono:

Manodopera diretta
Materiali diretti
Spazi impiegati
Dimensione dell'organico

11.Quali sono le principali differenze tra lABC ed i sistemi tradizionali di


accounting
L'ABC un sistema pi dettagliato dei sistemi tradizionali, e prevede di allocare i costi
indiretti basandosi sulle attivit necessarie alla produzione, non sulla produzione stessa
(come fanno i sistemi tradizionali quando si basano sulla manodopera, ad esempio). I
sistemi tradizionali si basano sul fatto che i "prodotti generano costi indiretti", l'ABC si
basa sull'asserzione che i prodotti richiedono attivit, il cui svolgimento consuma risorse
comuni, e quindi generano costi indiretti. L'ABC anche un metodo decisamente pi
laborioso dei sistemi tradizionali, ma porta a risultati migliori, eliminando tra l'altro il
problema del sovvenzionamento incrociato di reddito.
12.Si fornisca una definizione di centro di costo di produzione e centro di
costo di servizio
157

Un centro di costo di servizio un contenitore contabile che racchiude tutti quei costi
indiretti che vengono sostenuti per il semplice fatto che si produce, mentre il centro di
costo di servizio un contenitore contabile relativo a tutte quelle attivit che fungono da
supporto alla produzione (ad esempio la manutenzione degli stabilimenti, nonch la
pulizia ed il riscaldamento degli stessi).
13.Si illustrino le principali differenze tra un sistema di determinazione dei
costi per commessa e per prodotto.
Un sistema di determinazione dei costi per commessa un sistema applicabile in
sistemi di produzione che lavorano sul singolo pezzo o su lotti. In questo sistema viene
compilata una scheda la scheda di commessa, in cui si prende nota di tutte le attivit
che sono state compiute per la produzione col relativo costo. La scheda di commessa
segue il prodotto (o il lotto) dall'inizio alla fine della produzione.
I sistemi di determinazione dei costi per prodotto si applicano nei processi produttivi in
serie, in cui vengono prodotte tante unit identiche dello stesso prodotto e non si pu
distinguere il primo prodotto dal milionesimo. Il costo unitario un costo medio, ottenuto
dividendo il costo totale per le unit prodotte.
14.I costi diretti di produzione sono necesariamente variabili?
No, i costi diretti di produzione non sono necessariamente variabili:un costo variabile ,
per definizione, un costo che varia in base al volume di produzione o in base al volume
di vendite o in base ad altro. Esistono costi diretti di produzione che non sono variabili,
o che hanno un andamento a gradino (cio rimangono costanti per determinati livelli di
produzione)
15.Si illustri un esempio di costo a gradino.
Un esempio di costo a gradino pu essere l'affitto di un automezzo per il trasporto di
persone, il suo costo rimane costante per un intervallo, poi sale, rimane costante per un
altro e cos via. Un altro esempio pu essere l'acquisto dei macchinari:se ne andr ad
acquistare uno nuovo non appena sar necessario aumentare la produzione ed i
macchinari esistenti sono gi al massimo della loro produzione, anche se lo si usa per
produrre un solo pezzo il prezzo lo si paga per intero.
16.Qual lutilizzo del concetto di costo pieno di un oggetto di costo?
Il costo pieno di un oggetto di costo viene utilizzato per:

Determinare il prezzo del prodotto


Valorizzare le rimanenze di magazzino
Analisi di redditivit di un progetto

17.Che cosa si intende per oggetto di costo? Fornire degli esempi


158

Un oggetto di costo una entit coinvolta direttamente o indirettamente nella


produzione per la quale si accumulano costi. Un oggetto di costo pu essere un
prodotto finito nella sua interezza, ma non solo, anche tutto ci che non "prodotto"
un oggetto di costo: manutenzione, agenti, legali, energia, ecc.
18.Che cosa si definisce come costo diretto di produzione?
Un costo diretto di produzione un costo direttamente ed univocamente attribuibile alla
produzione di un bene, come materia prima e manodopera diretta.
19.Si descrivano compiutamente le fasi del processo di Activity Based Costing
e si spieghi quali siano i vantaggi/svantaggi di questa metodologia rispetto ad
altre.
Il sistema ABC prevede 5 fasi:
Identificazione delle attivit: una fase cruciale per tutto il resto del lavoro, ed
anche molto complicata: identificare tutte le attivit che prendono parte alla
produzione gi di per s non facile, e oltretutto queste attivit possono essere
molte, e di conseguenza l'analisi di tutte le attivit pu risultare molto costosa,
ragion per cui vanno scelte solo quelle pi rilevanti (secondo un criterio
comunque soggettivo)
2. Rilevazione del costo della attivit: consiste nella misurazione del costo di tutte le
risorse consumate dallo svolgimento di un'attivit
3. Individuazione di una base di allocazione per ogni attivit: per una stessa attivit
possono essere trovate pi basi, e la scelta di una anzich di un'altra riflette una
scelta soggettiva di compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione, cos
come avviene per la fase 1
4. Calcolo dei coefficienti di allocazione: questa fase prevede una misurazione della
capacit pratica (volume) di un'attivit, con conseguente calcolo del costo di
un'unit elementare di attivit, dividendo il costo totale dell'attivit per quel
coefficiente
1.

5.

Assegnazione dei costi indiretti ai prodotti: questa fase prevede


semplicemente la moltiplicazione del costo dell'attivit calcolato nella fase 4
per l'attivit richiesta dal prodotto.

Uno svantaggio di questo metodo, come evidente, che molto laborioso, e quindi
potenzialmente molto costoso, ed a volte pu non essere necessario tutto questo
lavoro. Tra i suoi punti di forza ci sono sicuramente l'eliminazione del problema del
sovvenzionamento incrociato di reddito (fondamentale in mercati concorrenziali), la
coerenza dell'allocazione dei costi indiretti (attivit meno voluminose si vedono
assegnare meno costi, come giusto che sia), la possibilit di essere utilizzato insieme
ai metodi tradizionali.
20.Si illustri il concetto di Life cycle costing, evidenziandone lutilit
nellambito dellanalisi dei costi di servizi innovativi.

159

Il Life Cycle Costing (LCC) un sistema di determinazione dei costi che misura il costo
di un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione alla
dismissione/abbandono. E' molto utile nell'analisi dei costi dei servizi innovativi, poich
se un servizio innovativo sicuramente i costi di progettazione, ricerca e sviluppo
saranno molto elevati, e quindi non trascurabili, soprattutto per verificare l'effettiva
redditivit di un prodotto/servizio.
21.Si descrivano i concetti di costi impegnati, discrezionali e semivariabili e si
illustri un possibile processo di stima della relazione costo-volume
I costi impegnati e i costi discrezionali sono due tipologie di costi fissi: dei primi fanno
parte tutti quei costi la cui modifica influisce direttamente sulla produzione (il costo dei
materiali ad esempio, se se ne acquistano di pi/meno la produzione
aumenta/diminuisce), dei secondi invece fanno parte tutti quei costi che non sono
direttamente connessi alla produzione, e sono stabiliti dal management in fase di
pianificazione. Dal punto di vista della reversibilit i costi impegnati sono poco reversibili
(una volta che ho acquistato un macchinario me lo tengo, anche se non lo uso), al
contrario dei costi discrezionali (posso sempre decidere di investire meno in pubblicit,
che un tipico costo discrezionale). I costi semivariabili invece sono costi che
comprendono una quota di costi fissi ed una quota di costi variabili (in relazione al
volume di produzione, ad esempio). Tipicamente variano meno rapidamente dei costi
variabili.
Per una stima della relazione costo volume possiamo andare a prendere i dati
consuntivi e riportare in un piano costo-volume i costi che sono stati sostenuti in
passato per produrre una certa quantit di prodotto. Dopo aver eliminato valori atipici
(troppo lontani dagli altri, che sicuramente sono stati causati da situazioni straordinarie
e difficilmente ripetibili) si pu fare uso della regressione lineare (o di altri metodi
statistici) per approssimare tutti i punti riportati con una retta, che descrive una relazione
costo-volume pi o meno affidabile.
22.Si descrivano le principali caratteristiche dei sistemi tradizionali di
determinazione dei costi ed i loro limiti
I sistemi tradizionali di determinazione dei costi di basano sull'asserzione che "i prodotti
generano costi". Quest'asserzione pu essere valida quando materiali diretti e MOD
assorbono una quota maggiore del costo pieno, ma in situazioni in cui abbiamo diverse
linee di produzione di varia complessit sono i costi generali a farla da padroni, e dire
semplicemente che i prodotti generano costi porta a scegliere come base di allocazione
i materiali diretti e la MOD, scelta che si rivela errata (non a fini di bilancio, ma per fini
propri della contabilit direzionale) quando le diverse linee di prodotto richiedono volumi
diversi della stessa attivit, portando al problema noto come "sovvenzionamento
incrociato di reddito"
23.Si presentino le fasi nelle quali si sviluppa il processo di assegnazione dei
costi attraverso lABC.
Il sistema ABC prevede 5 fasi:
160

1.

2.
3.

4.
5.

Individuazione delle attivit. Le attivit sono molteplici, e vanno scelte solo quelle
pi rilevanti in base ad un criterio soggettivo di compromesso tra accuratezza e
costo dell'analisi.
Rilevazione del costo delle attivit. Consiste nella misurazione di tutte le risorse
consumate dallo svolgimento di un'attivit.
Individuazione di una base di allocazione per l'attivit. Anche qui, si possono
trovare molte basi di allocazione, e la scelta va effettuata in base a requisiti di
accuratezza e costo, come per la fase 1
Calcolo dei coefficienti di allocazione per le attivit e calcolo del costo di un'unit
elementare dell'attivit
Allocazione dei costi indiretti ai prodotti, moltiplicando la quantit di attivit
richiesta per il costo calcolato nella fase 4

24.Si illustrino i concetti di costi variabili e costi fissi e, nellambito dei costi
fissi, si illustrino in particolare i costi impegnati e quelli discrezionali.
I costi variabili sono costi che variano in base al volume produttivo, al volume di vendite
o ad altri volumi (che sono comunque una misura del livello di attivit dell'azienda). I
costi fissi invece sono dei costi che non variano o, pi precisamente, non variano
all'interno di un intervallo di rilevanza (cio un intervallo di produzione). Sono dei costi
che hanno quindi un andamento a gradino, e si distinguono in costi fissi impegnati e
discrezionali. I primi sono quei costi il cui livello influenza direttamente la produzione
(come l'affitto o l'acquisto dei macchinari), sono poco reversibili e tipicamente viscosi. I
secondi invece sono tutti quei costi fissi che non riguardano direttamente la produzione,
e vengono decisi e rinnovati dal management in orizzonti temporali brevi. Sono
altamente reversibili e la loro variazione non influenza pi di tanto la produzione (un
esempio lampante la pubblicit: anche se si spende poco in pubblicit la produzione
rimane la stessa, salvo situazioni particolari).
25.Si rappresenti graficamente un possibile diagramma di una funzione di costo a
gradino

161

26.In cosa consiste il sistema di determinazione dei costi a costi standard e


quali elementi compongono la scheda di costi standard?
Il sistema di determinazione dei costi a costi standard consiste nella determinazione dei
costi basandosi su quelli che sono i livelli dei costi in situazioni ottimali (normali) di
produzione. La scheda dei costi standard formata da due parti: la distinta base e il
ciclo di lavorazione. La prima una sorta di "ricetta": contiene tutto ci che necessario
alla produzione: materiali, componenti quantit, prezzo standard e costo standard
(ottenuto moltiplicando la quantit per il costo standard). L'altro elemento della scheda
il ciclo di lavorazione, che comprende tutte le lavorazioni necessarie alla produzione, la
durata standard e un coefficiente standard (cio un prezzo). Moltiplicando la durata per
il coefficiente si trova il costo standard della lavorazione.
27.Si illustrino gli elementi di costo del prodotto, che ne determinano il costo
pieno.
Tra gli elementi di costo del prodotto abbiamo:

Costi di manodopera diretta


Costi generali di produzione

Questi due insieme vanno a formare i costi di trasformazione

Costi generali dei materiali diretti

Assieme ai costi di trasformazione formano il costo pieno di produzione

costi di vendita
costi generali e amministrativi

Insieme al costo pieno di produzione formano il costo pieno del prodotto.


28.Qual la principale differenza tra un sistema a costi variabili ed un sistema
a costi pieni?
In un sistema a costi variabili valorizzano le rimanenze al solo costo variabile di
produzione. La differenza fondamentale sta nel fatto che nei sistemi a costo pieno i
costi generali fissi di produzione rientrano tra i costi di prodotto, mentre nei sistemi a
costi variabili i costi generali fissi di produzione rientrano tra i costi di periodo. A fini di
bilancio il risultato lo stesso, ma il bilancio non l'obiettivo della contabilit
direzionale. I costi di periodo sono quei costi periodicamente rinnovati dal management,
e inserire tra questi i costi generali fissi di produzione permette di rivedere le decisioni
sulla produzione col divenire della stessa. E' per questo che i sistemi a costi variabili
hanno prestazioni migliori, dal punto di vista del reddito, quando il volume delle vendite
supera il volume di produzione
162

29.In quale sistema di costi devono essere utilizzati i cosiddetti conti di


varianza e cosa misurano?
I conti di varianza vanno usati nei sistemi di determinazione a costi standard. Misurano
gli scostamenti (in positivo o in negativo) dai costi standard, che sono i costi previsti per
una data attivit.
30.Quali sono i principali impieghi delle informazioni di costo pieno di un
prodotto?
Le informazioni di costo pieno di un prodotto si usano principalmente per:
Stabilire il prezzo del prodotto
Valorizzare le rimanenze di magazzino
Valutare la redditivit del prodotto

31.Si illustri brevemente i principi fondamentali caratterizzanti lActivity Based


Costing e, in particolare, perch pu permettere di risolvere il problema di
sovvenzionamento incrociato di reddito.
Il sistema ABC, al contrario dei sistemi tradizionali, non focalizza l'attenzione sui
prodotti, ma sulle attivit che sono richieste per la produzione. In questo modo si risolve
il problema del sovvenzionamento incrociato di reddito, poich prodotti che richiedono
pi attivit si vedono allocare una quantit maggiore dei costi indiretti, e quelli che
richiedono meno attivit vengono caricati di una quota minore dei suddetti costi, come
tra l'altro giusto che sia.
32.Si definisca brevemente il concetto di costo pieno di un prodotto e le
categorie di costo diretto e indiretto che lo compongono. Si illustri, infine, la
composizione del costo pieno di un prodotto in termini dei suoi elementi
costitutivi.
Il costo pieno di un prodotto dato dalla somma dei costi diretti (quelli direttamente e
inequivocabilmente attribuibili al progetto) e di una quota parte dei costi indiretti (quelli
che non lo sono). In particolare abbiamo:
Costi di manodopera diretta

Costi generali di produzione

Insieme formano il costo di trasformazione

Costo dei materiali diretti

Insieme al costo di trasformazione forma il costo pieno di produzione.


163

Costi di vendita

Costi generali e amministrativi

Insieme al costo pieno di produzione formano il costo pieno del prodotto.

33.Si illustri il concetto di costi variabili, fissi e viscosi. Si illusrti, inoltre, il


ruolo della regeressione lineare nella stima delle relazioni costo-volume
I costi variabili sono tutti quei costi che variano in funzione di un dato livello di attivit,
che pu essere il volume di produzione, il volume delle vendite o altro. I costi fissi
invece sono quei costi che rimangono fissi, seppur all'interno di un intervallo di volume
(l'intervallo di rilevanza), e nel complesso hanno un andamento a gradino. I costi viscosi
sono costi che si oppongono alla loro variazione, e se inseriti nel bilancio tendono a
rimanerci per diverso tempo anche in caso di interruzione della produzione.
Nella stima delle relazioni costo volume la regressione lineare permette di approssimare
un insieme di punti "sparsi" in un piano costo-volume con una retta, permettendo di fare
stime pi precise sulla tendenza dei costi al variare del volume. Questa tecnica non pu
essere applicata in assenza di sufficienti dati storici sui valori del costo in funzione del
volume.
34.Si descrivano, per un sistema a costo standard, gli elementi di cui si
compone la scheda di costo di un prodotto, nonch i conti di varianza
necessari spiegando la loro utilit.
La scheda di costo standard si compone di due parti:

distinta base: una sorta di ricetta, contiene la lista dei materiali e dei
componenti necessari alla produzione, nonch la quantit, il costo di un'unit
elementare e il costo standard, ottenuto moltiplicando il costo dell'unit
elementare per la quantit
ciclo di lavorazione: contiene le lavorazioni necessarie alla produzione, assieme
a durata, prezzo standard della stessa (detto anche coefficiente standard) e
costo standard, ottenuto moltiplicando il coefficiente standard per la durata della
lavorazione.

La parola "standard" sta ad indicare il fatto che i costi che si prendono in considerazione
sono quelli che si hanno per livelli ottimali (o normali) di produzione. In seguito a
determinati eventi il costo di produzione potrebbe registrare degli scostamenti, in
positivo o in negativo, rispetto al valore standard. Questi scostamenti vengono misurati
grazie ai conti di varianza, che non sono altro che le differenze tra i valori standard del
costo e i valori effettivi registrati.
35.Si illustrino brevemente le caratteristiche e gli ambiti di applicazione dei
sistemi di process costing e job costing.
164

I sistemi di determinazione dei costi per processo (process costing) si applicano nei
processi produttivi in serie, in cui vengono prodotte tante unit identiche dello stesso
prodotto e non si pu distinguere il primo prodotto dal milionesimo. Il costo unitario
un costo medio, ottenuto dividendo il costo totale per le unit prodotte.
I sistemi per commessa invece si applicano a processi produttivi per singolo pezzo o
per lotti, e i costi vengono rilevati con la scheda di commessa, che segue il singolo
pezzo o il lotto dall'inizio alla fine della produzione. In questa scheda si segnano i
costi relativi alle lavorazioni effettuate. Il costo unitario che viene riportato un costo
pieno.
36.Si definisca il concetto di centro di costo in un sistema di accounting. Si
illustrino, inoltre, le tipologie di centri di costo cui si fa riferimento nelle fasi di
allocazione dei costi indiretti dei sistemi di determinazione del costo di un
prodotto.
Un centro di costo un contenitore contabile che contiene i costi di una serie di attivit
tra loro correlate. Queste attivit sono degli oggetti di costo, quindi un centro di costo
pu essere visto come un particolare oggetto di costo. Nella fase di allocazione dei costi
indiretti si fa riferimento a 3 tipologie di centri di costo:

centri di costo di produzione: sono relativi a tutte quelle attivit il cui svolgimento
necessario alla produzione (come la manodopera)
centri di costo di servizio: sono relativi a tutti quelle attivit che fungono da
supporto alla produzione (riscaldamento, pulizia e manutenzione degli
stabilimenti ad esempio)
centri di costo di struttura: sono centri di costo relativi alla struttura aziendale, a
quelle funzioni cio che non producono direttamente ricavi, ma solo costi.

37.Si definisca il concetto di costo pieno del prodotto in funzione dei suoi
elementi costitutivi. Quali sono le finalit della misurazione del costo pieno di un
prodotto?
Il costo pieno di un prodotto dato dalla somma dei costi diretti, che sono tutti quei costi
direttamente ed univocamente attribuibili al prodotto, e da una quota equa dei costi
indiretti, che non lo sono. La misurazione del costo pieno serve a:

determinare il prezzo di un prodotto


valorizzare le rimanenze di magazzino

38.Si illustrino le principali differenze tra i sistemi di determinazione dei costi a


costo pieno ed a costo variabile.
Nei sistemi a costo variabile le rimanenze di magazzino sono valorizzate al solo costo
variabile, non come accade nei sistemi a costo pieno. La differenza fondamentale tra i
due sistemi sta nel fatto che i costi generali fissi di produzione sono trattati come costi di
prodotto nei sistemi a costo pieno, e come costi di periodo nei sistemi a costo variabile.
I costi generali fissi nei sistemi a costo variabile non sono allocati ai singoli prodotti, e
quindi non necessitano di basi di allocazione.

165

39.Si definisca schematicamente il concetto di costo pieno di prodotto.


Il costo pieno di un prodotto dato dalla somma dei costi diretti attribuiti al prodotto pi
una quota equa dei costi indiretti. Viene utilizzato nella determinazione del prezzo del
prodotto finale e per valorizzare le rimanenze di magazzino. All'interno del costo pieno
rientrano i costi generali di trasformazione (MOD + costi generali di produzione), i costi
pieni di produzione (costi di trasformazione + materiali diretti), i costi di vendita e i costi
generali amministrativi.

40.Si illustri un esempio di costo a gradino.


Un tipico esempio di costo a gradino dato dall'affitto/acquisto di macchinari o di
automezzi per il trasporto di persone: un macchinario lo si paga a prezzo pieno sia
se si trasporta una sola persona, sia se si trasporta il numero massimo di persone, e
una volta superato questo numero, se necessario, va acquistato un altro automezzo.
Stesso discorso per i macchinari.
41.Qual lutilizzo del concetto di costo pieno di un oggetto di costo?
Il costo pieno di un oggetto di costo si usa per
determinare il prezzo

valorizzare le rimanenze di magazzino

Se l'oggetto di costo un prodotto finito


42.Che cosa si intende per oggetto di costo? Fornire degli esempi.
Un oggetto di costo una entit a cui si attribuiscono dei costi. Un oggetto di costo pu
essere qualunque cosa collegata direttamente o meno alla produzione: si va dagli
stipendi della dirigenza fino al prodotto finito passando per le materie prime e la
manodopera.
43.Si descrivano compiutamente le fasi del processo di Activity Based Costing
e si spieghi quali siano i vantaggi/svantaggi di questa metodologia rispetto ad
altre.
Il processo ABC si svolge tipicamente in 5 fasi (eventualmente suddivisibili in altre
sotto-fasi):
1.
2.
3.
166

Identificazione delle attivit


Rilevazione del costo di ciascuna attivit
Individuazione di una base di allocazione per ciascuna attivit

Calcolo dei coefficienti di allocazione e del costo di una unit elementare


dell'attivit
5. Allocazione dei costi indiretti ai prodotti, moltiplicando i costi delle attivit calcolati
alla fase 4 per la quantit di ciascun attivit richiesta dal prodotto
4.

Questo processo permette un'allocazione dei costi indiretti molto precisa, poich
commisurata alle attivit richieste da ciascun prodotto. Di contro per questa
metodologia molto laboriosa, e la fase 1 pu risultare molto costosa: in un'azienda
medio-grande le attivit coinvolte nella produzione sono molteplici, ed un'analisi troppo
approfondita pu risultare troppo onerosa. Gli altri metodi sono pi "diretti" (e meno
onerosi), ma portano ad allocazioni meno precise e ad errori di valutazione (il problema
del sovvenzionamento incrociato di reddito ne una conseguenza) evitabili con l'ABC.
44.Si presentino le fasi nelle quali si sviluppa il processo di assegnazione dei
costi attraverso lABC.
1.

2.
3.

4.
5.

167

Identificazione delle attivit: la prima e fondamentale fase. In un'azienda


medio-grande le attivit individuabili sono molteplici, e un'attivit troppo
approfondita pu risultare troppo laboriosa e quindi onerosa. La scelta tra quali
attivit tenere in considerazione va fatta in base ad un criterio soggettivo di
compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione.
Rilevazione del costo di ciascuna attivit: bisogna tenere conto di tutte le risorse
richieste dallo svolgimento di un'attivit e del loro costo
Individuazione di una base di allocazione per ciascuna attivit: anche qui le basi
possibili possono essere tante, e la scelta va operata con gli stessi criteri adottati
nella fase 1 per l'individuazione delle attivit
Calcolo dei coefficienti di allocazione per ciascuna attivit e calcolo del costo di
un'unit elementare di attivit
Allocazione dei costi indiretti ai prodotti: si moltiplica il costo elementare calcolato
al punto 4 per la quantit di ciascuna attivit richiesta da ciascun prodotto.

Costi
Diretti
Variabil
i

Indirett
i
SemiVariabili

Fissi
Impegnati

Categorizzazione dei costi

Discrezionali

Sistemi di
Determinazione dei
Costi
Per Commessa

A Lotti

Per Processo

A Pezzo
/
Progetto

Di Serie

Sistemi di
Produzione

Il costo pieno serve a:


1. determinare il prezzo del prodotto
2. contabilizzare le rimanenze

Prima fase dell'allocazione di costi indiretti

Seconda fase dell'allocazione di costi indiretti

Target Costing
E' il contrario dei sistemi di analisi finora introdotti: si parte dal prezzo e si
cerca di determinare i costi che ci permettano di fare quel prezzo per il
bene. In generale si fissa una percentuale di profitto e si vede se si puo'
ottenere questa partendo dal prezzo di mercato
Usato in mercati concorrenziali dalle aziende, perche' dato il prezzo di
mercato devono vedere se possono entrare o rimanere in mercato con
variazioni di volume o processi di produzione
Usato dalle autorita' di garanzia per determinare i prezzi di beni calmierati o
se ci sono attivita' aziendali non lecite (es. vendita sottocosto) che possono
alterare il mercato
Usato a lungo termine (come intervallo temporale), considerando l'intero
ciclo di vita del prodotto.
Benchmarking: determinazione del prezzo obiettivo.
Costo tollerabile: il minimo costo necessario per la produzione
Costo tendenziale: in genere maggiore del tollerabile
Analisi funzionale: applicata per ridurre i costi
ROS: Return on Sales