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Appunti La newsletter del Consorzio Camerale per il credito e la finanza Novembre 2015

Club Acceleratori.
Investire con chi
progetta il futuro
A cura del Team di SiamoSoci
Essere parte di un cambiamento, di una
crescita, un obiettivo condiviso da un
numero sempre maggiore di persone. Se
la sharing economy ha introdotto molti
nuovi strumenti per coniugare mobilit e
rispetto
dellambiente
o
qualit
alimentare ed economica locale, oggi
possibile
ripensare
gli
investimenti
coniugando innovazione e valore.
Il 21 settembre scorso SiamoSoci ha
presentato al pubblico Club Acceleratori,
nato per coinvolgere i privati intorno agli
asset di alcuni tra i pi prestigiosi
incubatori e acceleratori dimpresa
italiani.
Questo Club Deal, il terzo in ordine di
tempo lanciato da SiamoSoci, punta ad
aggregare
stakeholder
a
favore
dellecosistema
delle
startup,
massimizzando le risorse attraverso un
portafoglio diversificato, composto dalle
nuove imprese innovative pi promettenti
del nostro Paese.
Come nasce un Club Deal
Con la crescita dellecosistema, costituito
da startup, investitori e acceleratori,
SiamoSoci ha studiato lo strumento dei
Club Deal, formalmente delle Spa non
quotate, di cui i privati possono diventare
soci.
I Club a loro volta acquisiscono
partecipazioni di alcune startup che hanno
dimostrato di poter stare sul mercato con
risultati tangibili o che hanno avuto un utile
percorso di accelerazione.

La
partecipazione
diretta
degli
acceleratori, sia privati che di derivazione
universitaria, nel Club testimonia la piena
condivisione degli obiettivi generali di
crescita. Tuttavia il Club non stato
progettato solo in base alle performance
dei singoli acceleratori: tra i fattori
considerati appare il Full Time Equivalent FTE, quel parametro che indica il rapporto
ore/lavoro di una persona nello svolgere
una determinata attivit. Questo perch
la cultura imprenditoriale che SiamoSoci
promuove a partire dal 2011, attraverso la
messa in rete di aziende innovative,
business angels, investitori istituzionali,
acceleratori e incubatori, si nutre
soprattutto
di
talento
e
fiducia,
caratteristiche che devono segnare la
crescita del Paese.

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Appunti La newsletter del Consorzio Camerale per il credito e la finanza Novembre 2015

PMI innovative: chiarimento relativo alla


certificazione del bilancio in sede di
iscrizione alla sezione speciale
La Direzione generale della Concorrenza
del Ministero dello Sviluppo Economico ha
emanato una circolare con la quale si
fornisce una risposta ai numerosi quesiti
pervenuti da parte di imprese ed
associazioni di categoria, tendenti a
conoscere se lobbligo di certificazione del
bilancio, sancito dallart. 4, comma 1, lett.
b), del D.L. n. 3 del 2015, debba essere
coevo allapprovazione del bilancio stesso.
Positano

Finora SiamoSoci ha lanciato Club Italia


Investimenti 2, Club Digitale e Cryto Club,
che da Marzo 2013 ad oggi hanno
investito un totale di 10 milioni di euro su 70
startup. Strutturato per una durata
complessiva di 7 anni e con un obiettivo di
raccolta di 5 milioni di euro, a Club
Acceleratori
si
accede
con
un
investimento minimo di 25mila euro.
Questo Club il frutto del continuo
confronto
con
tutti
gli
attori
dell'ecosistema
delle
startup
e
rappresenta oggi il modo pi rapido per
far crescere quei centri deccellenza, gli
acceleratori appunto, e i loro team di
startup.
Ora il momento di prendere parte al
cambiamento.
Per saperne di pi sul Club Acceleratori
accedi al link:
http://bit.ly/club_acceleratori

Per le societ che non sono tenute di


regola allobbligo di certificazione del
bilancio si ammette che in sede di iscrizione
in sezione speciale possano depositare una
certificazione
del
proprio
bilancio
successiva
allapprovazione
del
medesimo,
purch
ovviamente
precedente la domanda di iscrizione.
Resta fermo che, a regime, e cio dal
primo esercizio successivo alla iscrizione
nella sezione speciale, la PMI innovativa
tenuta ad adempiere alla certificazione
del
bilancio
contemporaneamente
allapprovazione del medesimo.

Fondo Centrale di garanzia: ampliamento


delloperativit a favore di imprese con
rating pi bassi
Nel corso di una riunione a porte chiuse
che si svolta al Ministero dello Sviluppo
Economico,

stata
annunciata
unimminente riforma del Fondo Centrale
di garanzia che ne amplier loperativit
anche nei confronti di aziende con merito
di credito pi basso.
La finalit quella di trasformare il Fondo in
uno strumento pi moderno ed efficace
dotandolo di un modello per il calcolo del
rating che permetta di modulare la
copertura in base alla rischiosit dei
soggetti che fanno richiesta della garanzia.

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