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LE VACCINAZIONI
La vaccinazione uno dei 3 interventi di sanit di pubblica che hanno
drammaticamente migliorato la vita delluomo: acqua potabile (togli le
gastroenteriti), gli antibiotici (oggi quasi nessuno muore per malattie infettive)
e le vaccinazioni.
Il vaccino un preparato contenente materiale costituito
da proteine complesse a DNA eterologhe, cio estranee, provenienti
da microrganismi o parti di essi, opportunamente trattato per non perdere le
propriet antigeniche, e finalizzato ad essere utilizzato nel conferimento
di immunit attiva al soggetto cui viene somministrato. L'immunit deriva dalla
stimolazione, nel soggetto ricevente, alla produzione di anticorpi neutralizzanti
il microrganismo stesso. La maggior parte dei vaccini funziona inducendo
una risposta umorale.
La vaccinazione consiste nella somministrazione di un vaccino sia a
scopo profilattico (vaccinoprofilassi) che a scopo terapeutico (vaccinoterapia).
La vaccinoprofilassi un tipo di vaccinazione effettuata per creare uno stato
immunitario nei confronti di una o pi malattie, attivando le componenti del
sistema immunitario a rispondere meglio ad uno specifico agente patogeno.
La vaccinoterapia , invece, un tipo di vaccinazione effettuata a
scopo terapeutico contro una malattia, quando questa gi in atto, con lo
scopo di potenziare gli anticorpi presenti nell'organismo.
La vaccinazione ha debellato malattie con cui luomo ha sempre dovuto
combattere, come ad esempio:

Antico Egitto: paralisi da poliomielite

Peste descritta da Tucidide, ad Atene nel 430 a.C.

Peste di Napoli 1656, considerata come un castigo divino, dove nel


quadro viene raffigurata la madonna come protezione

Peste di Milano descritta da Manzoni

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Vaiolo nel 1800 ma anche prima

Luomo non era in grado di combattere queste malattie, la microbiologia non


esisteva o era ai primi passi. Dal vaiolo il medico inglese Edward Jenner
introdusse il primo vaccino. Osserv che alcune persone che avevano contratto
il vaiolo bovino (che non era dannoso per luomo) rimanevano immuni dal
vaiolo di tipo umano. Da questo ha avuto lidea che prelevando del liquido dalle
escare del vaiolo bovino e scarificando un soggetto (bambino), se questo poi
viene esposto al vaiolo umano, il bambino sar protetto. Dopo un mese
dalliniezione il soggetto risultava immunizzato. Questo naturalmente un
esperimento di altri tempi, oggi non sarebbe etico. La maggior parte dei
soggetti hanno tratto beneficio da questa procedura.
Combattendo il vaiolo o in generale malattie importanti, ne compaiono altre
che inizialmente erano coperte da queste malattie, come ad esempio la
poliomielite. Nessuno era poi in grado di determinare la causa della malattia,
batterio o tossina che sia. Dal 1930 abbiamo tutta una serie di vaccini che
vanno a costituire la SCHEDA VACCINALE ITALIANA:

Tutti i 500.000 bambini nati in Italia ogni anno possono fare questi vaccini.
Allinizio cera la divisione tra obbligatori e facoltativi che creava un po di

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confusione, perch i genitori si chiedevano il motivo per cui dovevano fare i


vaccini facoltativi. Questa era una divisione storica basata su motivi di bilancio.
Tutte le vaccinazioni nel calendario vaccinale sono caldamente consigliate.

DTPa: difterite, tetano, pertosse (acellulare)


Questo un vaccino trivalente, quello della pertosse acellulare perch
costituito da proteine purificate. Viene somministrato con un ciclo vaccinale di
3 dosi per una questione anticorpale:
o 1 dose al 3 mese saranno immunizzati il 20%
o 2 dose al 5-6 mese saranno immunizzati il 50%
o 3 dose al 12 mese troveremo il 90% che ha avuto una risposta
anticorpale

ANTI-TETANICA: si somministra lanatossina (ovvero la tossina


detossificata). Il tetano una malattia causata dal Clostridium tetani
(gram positivo, anaerobio, sporigeno) che penetra nellorganismo
attraverso una ferita e porta a manifestazioni sistemiche attraverso
unesotossina. ospite abituale delle vie digerenti degli erbivori (in
particolare dei cavalli) e le spore, eliminate con gli escrementi nel suolo,
nelle acque e nel pulviscolo atmosferico, penetrano nellorganismo
attraverso soluzioni di continuo della cute o delle mucose (es. puntura
con una spina). Il bacillo rimane localizzato nel sito di ingresso, ma la sua
tossina raggiunge il SNC attraverso i cilindrassi e, nelle placche motorie,
induce una paralisi spastica anche mortale. Uno dei segni tipici del tetano
il trisma (contrattura dei masseteri) che spesso il primo sintomo,
seguito poi da disfagia, contratture dolorose che dalle estremit si
estendono verso il centro con muscoli rigidi come il legno. Si ha
atteggiamento in iperestensione (opistotono), espressione facciale
caratteristica (riso sardonico: sopracciglia verso lalto, labbro superiore
premuto contro i denti e angoli labiali tirati verso il basso) fino alle crisi
respiratorie. Gli spasmi sono accompagnati da sudorazione profusa,
tachicardia ed ipertensione; possono durare settimane. La diagnosi

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facile nella fase conclamata ma difficile nelle fasi iniziali. La terapia si


basa sullassistenza in reparti specialistici, la cura della ferita, la terapia
farmacologica (metronidazolo), la neutralizzazione della tossina con Ig
specifiche (5000 UI i.m.) e luso delle benzodiazepine per ridurre gli
spasmi. Ancora oggi nel mondo muoiono migliaia di bambini per tetano
neonatale da taglio del cordone ombelicale con coltelli non
adeguatamente puliti.
Allinizio in Italia era stata inserita per alcune categorie: sportivi,
contadini, militari; solamente pi tardi stata estesa a tutti. La diversa
strategia iniziale spiega i dati epidemiologici del tetano in Italia. I casi
non si sono azzerati, ogni anno vengono registrati un centinaio di casi di
tetano in persone di sesso femminile che fanno giardinaggio.
Fortunatamente il tetano che si manifesta non grave. Quello neonatale,
che pi grave, con c pi grazie alle vaccinazioni, solo nei paesi in via
di sviluppo una malattia rilevante (es: tagliano i cordoni ombelicali con
una forbice arrugginita). Il motivo per cui i casi non si sono azzerati non
solo perch non si ripetuto il vaccino, ma soprattutto perch le persone
che contraggono il tetano sono persone con et superiore ai 65 anni di
sesso femminile, perch il vaccino a loro non veniva somministrato.
Infatti, le donne a quel tempo non praticavano attivit sportiva e non
facevano lavori, si riteneva che non facessero lavori a rischio (come
lavorare in campagna).

ANTI-DIFTERICA: il concetto simile al tetano, e si somministra la


tossina prodotta dal battere. La difterite una malattia acuta causata dal
Corynebacterium diphtheriae (gram positivo, asporigeno) che produce
una tossina molto potente che causa in loco necrosi tissutale (faringe,
laringe) e, passando in circolo, lesioni degenerativo-necrotiche in vari
tessuti (miocardio, SNC, rene). Il quadro esordisce tipicamente con
langina difterica con intenso essudato bianco-grigiastro disposto a
formare pseudo-membrane che si staccano con difficolt, si estendono
oltre i confini tonsillari invadendo pilastri, ugola e parete posteriore del
faringe; sempre presente febbre, dolore, adenopatia importante che
conferisce il collo taurino e alito fetido. Lesordio con laringite difterica

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pi raro (mentre frequente lestensione dal faringe); prevalgono cos


disfonia, tosse abbaiante (croup) e dispnea inspiratoria. Le manifestazioni
sistemiche colpiscono il cuore con miocardite (febbre, ipotensione,
aritmia, scompenso cardiaco) ed il SN con paralisi precoci (che colpiscono
il IX n.c. con paralisi del palato molle) o paralisi tardive (dopo 2-3
settimane con paralisi di tipo flaccido tipicamente dei nervi oculomotori).
La terapia consiste in benzil-penicillina per 7 giorni ed eventualmente
lanti-tossina specifica.
Le vaccinazioni hanno eliminato la difterite in Italia e in altri paesi.
Quando venuta meno la copertura vaccinale sono insorti nuovi casi.
Questo si dimostrato nei paesi ex URSS: diminuita la copertura ci sono
state epidemie di 197.000 casi con 17.000 morti. Recentemente c stato
un caso di difterite in Spagna, il bambino stato trattato con siero antidifterico che difficilmente riuscite a trovare (contattando OMS e ONU lo
hanno ricevuto tramite lambasciatore russo della Spagna). A giugno c
stato anche un caso di morte (in Italia) perch ormai il medico non pi
in grado di riconoscere queste malattie per poter formulare una diagnosi.

ANTI-PERTOSSE: si utilizza un vaccino acellulare fatto di frazioni


purificate di batterio. La pertosse una malattia causata dal battere
gram-negativo Bordetella pertussis, che predilige let infantile scolare
ma pu colpire anche i neonati e gli anziani; il contagio per contatto
diretto da un soggetto affetto. La patologia causata dal rilascio locale di
tossine da parte del battere. Dopo un periodo di incubazione di 7-14
giorni si hanno tre fasi della durata di 2 settimane ciascuno:

1. Periodo catarrale: quadro di flogosi delle alte vie aeree ed il


periodo di massima contagiosit. Gi presente la tosse se ben
indagata, con insorgenza notturna e resistente ai sedativi.

2. Periodo parossistico: tipico, con accessi di tosse spasmodici che


inizialmente sono catarrali, ma diventano presto stizzosi, secchi e a
colpi ravvicinati (questo fondamentale nella DD perch nelle
affezioni aspecifiche la tosse da secca diventa catarrale, non il
contrario). Laccesso costituito da 5-10 colpi di tosse in
espirazione accompagnati da protrusione della lingua, congestione

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del volto e seguiti da una inspirazione violenta a glottide chiusa che


provoca il caratteristico urlo, a cui segue lemissione di muco denso
e talvolta con vomito alimentare. Nel lattante questo urlo pu
sostituirsi con crisi di apnea e cianosi, lasciando il paziente
prostrato ma anche con rischio di emorragie cerebrali da
ipertensione endocranica da accesso di tosse. Nelle forme lievi gli
episodi avvengono 4-5 volte al giorno, ma in quelle gravi anche 4050 volte con facies pertussoide (volto tumido, edema palpebrale,
emorragie congiuntivali). Negli intervalli tra i parossismi il paziente
sta bene e non ha febbre.

3. Periodo di risoluzione: riduzione dei parossismi e ricomparsa della


tosse catarrale
Il farmaco di scelta leritromicina (50mg/Kg/die) ed il paziente va isolato
per 7 giorni se fa terapia, 3 settimane se non effettuata alcuna terapia.
La pertosse ha un andamento a picchi dal punto di vista epidemiologico
perch verosimilmente non abbiamo una copertura vaccinale utile e
significativa (che del 95%). Se noi abbiamo una copertura del 70%,
abbiamo un 30% scoperto, i soggetti non coperti si accumulano e quando
questa massa incontra il patogeno abbiamo questi picchi di epidemia. La
pertosse gravissima in et pediatrica perch se la si contrae nel primo
anno di vita si pu morire nel 50% dei casi. chiamata in gergo
toscanina perch abbiamo tosse parossistica continua, escrezioni e
vomito, pu risolversi oppure i bambini possono andare in rianimazione
pediatrica.
Prima esisteva il vaccino cellulare, poi stato messo a disposizione
quello acellulare. Nel cellulare cera la Bordetella pertussis
omogeneizzata, era un vaccino grezzo e aveva dato dei problemi perch
la vaccinazione causava spesso febbre. Non stata una vaccinazione ben
accetta, anche i medici e pediatri avevano avuto un po di paura per la
febbre e le convulsioni. Per questo c stata inizialmente un
abbassamento, poi un rialzo attorno al 1974. Soprattutto in Inghilterra,
laumento del 75 dovuto al fatto che due bambini che avevano
ricevuto il vaccino avevano sviluppato unencefalite e al vaccino stata

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attribuita la causa. Perci c stata una diminuzione della


somministrazione del vaccino, quindi un successivo aumento dei morti di
pertosse. Questo ha incentivato a produrre un vaccino pi sicuro: il
vaccino anti-pertosse acellulare. Questo stato introdotto insieme al
vaccino combinato difterite-tetano e pertosse. Il vaccino acellulare
stato inserito nel 94 e ha permesso un aumento della somministrazione
dei vaccini; di conseguenza i casi di pertosse sono diminuiti.
Oggi si assistito a una diminuzione della copertura vaccinale della
pertosse e si manifestata di nuovo:
o Bambino febbraio 2016:

Ricoverato per distress respiratorio


Rifiuto vaccinazione da parte della madre. I genitori di solito
hanno un habitus tipico, sono vegani

La madre rifiuta il latte vaccino e alimenta il figlio con latte di


capra. Sono comportamenti alimentari che non hanno una

razionalizzazione e si ripercuotono sui neonati.


Trattato con farmaci omeopatici per flogosi del tratto
respiratorio. Fa sempre parte dellhabitus tipico di chi rifiuta

le vaccinazioni.
Il bambino viene ricoverato per una polipnea (86 atti
respiratori/minuto), saturazione di O2 98 % a 10 L/min di O2, rantoli
crepitanti e fischi diffusi. RX: addensamenti diffusi parenchimali.
Nonostante il trattamento la saturazione peggiora (93%), la
frequenza respiratoria aumenta (90 ar/min). Trasferimento in
rianimazione, qui risulta aver contratto linfezione da Bordetella

pertussis. Questo bambino ha rischiato la vita ma si salvato.


Marzo 2016 bambina di 4-5 mesi:

Ricoverata per respiro affannoso e febbre


Rifiuto dei genitori ai vaccini
Assume latte di riso per sospetta intolleranza alle proteine
del latte vaccino. Neanche una diagnosi di intolleranza. Il
latte di riso che assumeva non conteneva una concentrazione
proteica adeguata, questo latte era comprato al

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supermercato. Il bambino arrivava con uno stato anasarcatico


importante.
Anche qui sono stati trovati anticorpi anti-pertosse e le stato
somministrato un trattamento topico.

IPV: inactivated polio-virus, vaccino contro la poliomielite


Prima del 1990 esisteva solo OPV (virus attenuato) cio il vaccino orale di
Albert Sabin, dopo stato introdotto IPV che il vaccino di Jonas Salk (virus
inattivato). Quello di Sabin fu introdotto nel 64 e controll la poliomielite. Il
passaggio allIPV dovuto alle complicanze, in alcuni soggetti si sviluppava la
VAPP (poliomielite paralitica associata al vaccino) perch cera il passaggio dal
virus attenuato al virus selvaggio (1:1.500.000 caso/dosi). Gli unici casi di polio
erano dati dal vaccino, ma gi OPV era riuscita a contenere linfezione.
Il virus polio un enterovirus della famiglia dei picornavirus (piccoli virus a RNA
senza capside) che colpisce solo gli umani ed il modo pi comune la
diffusione diretta o indiretta oro-fecale nel periodo estate-autunno; dopo
linfezione il virus viene eliminato con le feci per anche 4 mesi. Dopo linfezione
delle cellule epiteliali delle prime vie aeree e dellapparato gastro-intestinale si
ha una diffusione ai linfonodi ragionali (es. placche di Peyer, le tonsille, i
linfonodi mesenterici) e al 3 giorno una fase viremica a tutto lorganismo e
lorgano bersaglio diverso a seconda del ceppo, ma in particolar modo al
SNC. Ma se nel lattante il virus polio determina pi uninfezione inapparente,
nel ragazzo e nelladolescente che evolve pi facilmente in polio paralitica.
Questa forma paralitica legata alla distruzione dei motoneuroni delle corna
anteriori del midollo o nel tronco, mentre i neuroni sensitivi sono risparmiati
(ovvero si avr paralisi flaccida costantemente asimmetrica soprattutto degli
arti inferiori con atrofia muscolare e se viene colpito il bulbo ci sar
insufficienza respiratoria con ipossia ed ipercapnia). Tipicamente linfezione
primaria induce una forte risposta IgM dopo 7-10 giorni (utile alla diagnosi) che
dopo 2 settimane diventa una risposta IgG ed IgA persistente per tutta la vita;
la diagnosi differenziale si fa con la sindrome di Guillain-Barr, il botulismo e la
paralisi familiare periodica. La chiave di volta nella diagnosi la ricerca del

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virus polio nelle feci, mentre non esiste alcuna terapia se non lisolamento del
paziente e la riduzione dellattivit fisica.

HBV: vaccinazione contro lepatite di tipo B


Viene somministrata in cicli: 3 mese, 5 mese e 11-12 mese. Viene per
data anche alla nascita perch quando un bambino nasce da una donna HBsAg
+ la vaccinazione deve farla subito assieme alla somministrazione di
immunoglobuline specifiche per il virus; cos si combatte il rischio del bambino
di diventare un portatore cronico del virus (rischio del 80-90% senza questa
procedura). La maggior parte di noi adulti riesce a eliminare il virus.
LHBV una malattia cronica con possibilit di trasmissione verticale nel
periodo neonatale. Di solito la trasmissione avviene, a tutte le et, per contatto
tra un liquido biologico infetto e cute/mucose del soggetto non infetto; tipiche
vie sono il contatto con un oggetto infetto (basta ricordare le dizioni ittero da
siringa) o lattivit sessuale nelle sue diverse forme, considerando anche che il
virus HBV sopravvive fino 1 mese fuori dallorganismo. Il contagio neonatale
avviene solo nel 5-10% dei casi in utero e la grande maggioranza durante il
passaggio nel canale del parto, mentre lallattamento non sembra essere un
fattore di rischio; comunque importante dire come lHBV neonatale ha un
tasso di cronicizzazione del 90% e oltre! Per questo motivo se la madre non
sieropositiva si segue la scheda vaccinale, ma se la madre sieropositiva per
HBV si fa subito (entro 24 ore) il vaccino (che avrebbe un effetto terapeutico di
evitare la localizzazione epatica del virus) e le Ig specifiche anti-HBsAg.
stata inserita nel 1991 per tutti i nuovi nati e subito nato un movimento
opposto che diceva che la vaccinazione non serviva ed era stata introdotta per
far comodo alle cause farmaceutiche. Questo non vero perch lItalia stata
la prima e subito dopo questa decisione vaccinale stata presa da USA e molti
altri stati. Prima del 91 la vaccinazione era solo riservata alle persone a rischio
di contatto con sangue infetto (dentisti, medici e personale sanitario). La
motivazione dovuta al fatto che negli anni 80-90 si poteva ottenere il
vaccino solo da sieri purificati. La disponibilit di somministrarlo a tutti data
dallavanzare della tecnologia: prendendo il gene che codifica per HBsAg e

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inserendolo nel DNA del fungo, questo produceva la proteina. Questa strategia
stata fortemente positiva perch prima linfezione per HBV era fortemente
endemica.
La strategia vaccinale utilizzata dallItalia fu intelligente. Nel 1991 ci fu
lintroduzione del vaccino a tutti i nuovi nati e per le persone al compimento
del 12 anno di et. Sono stati vaccinati cos tutti i bambini nati
precedentemente.
Linfezione un tempo veniva contratta soprattutto con emoderivati o chi faceva
uso di droghe con siringhe (drugs addicts). Attualmente i derivati del sangue
sono molto screenati e lassunzione di droghe andata diminuendosi. La causa
principale sono i rapporti non protetti, per grazie al vaccino lincidenza si
ridotta drasticamente.

MPR: morbillo-parotite-rosolia (vaccino composto da virus attenuati)


Viene fatto a 13-15 mesi di vita e viene fatta una seconda somministrazione
(impropriamente detta richiamo) a 5-6 anni. Non si somministra al 3 mese
perch il bambino nei primi mesi di vita ha gli anticorpi materni IgG che
passano la placenta nelle ultime 4 settimane di gravidanza, ma questi anticorpi
vengono eliminati entro lanno di et; perci, se si somministra il vaccino
prima, risulter meno immunogeno perch gli anticorpi lo bloccheranno. In
alcune condizioni di epidemia si pu anticipare la vaccinazione al 6 mese,
lunica avvertenza che deve essere ripetuta la vaccinazione al 12 mese
perch quella precedente non risulta pi efficacie.

ANTI-MORBILLO: si utilizza virus vivo attenuato, per cui questo vaccino


non pu essere fatto nella donna gravida. importante sapere che il
morbillo, estremamente grave, oggi non scomparso: solo in Piemonte
nel 2008 sono stati registrati 8000 casi e quasi tutti soggetti giovaniadulti della fascia 16-24 anni che fanno vita di comunit. La copertura del
vaccino buonissima, > 90%.
Ci sono, a differenza dell'andamento della poliomielite, del tetano o della
difterite, dei picchi dovuti al fatto che la copertura vaccinale era piuttosto
bassa e, quindi, si creavano delle sacche di soggetti non vaccinati che,

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quando venivano in contatto con il virus del morbillo, sviluppavano la


malattia.
Il morbillo, contrariamente a quanto generalmente si pensa, una
malattia grave: 1/1000 casi che contraggono il morbillo come infezione
naturale sviluppano una encefalite grave.
Perch c'erano questi picchi? Fino a circa il 2000 la copertura vaccinale
era molto scarsa e si raggiungeva in tutta l'Italia come valore medio un
50%, percentuale estremamente bassa. Pi marcata la mancata adesione
al vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) nelle regioni del Sud Italia.
E lo stesso dicasi per la rosolia perch morbillo-parotite-rosolia sono
vaccini che vanno di pari passo. La rosolia congenita un'infezione che si
contrae dalla madre e se la si contrae nei primi 3 mesi di vita vi
un'elevata probabilit che il bambino nasca con la triade della rosolia (di
Gregg): cardiopatie, sordit e cecit o cataratta.
Proprio per questa bassa copertura vaccinale, la quale abbiamo detto
essere in parte dovuta a quella distinzione fra vaccinazioni facoltative e
obbligatorie, nel 2000 c' stata una epidemia molto importante in
Campania, Calabria, Lazio, Basilicata con circa 40.000 soggetti che hanno
contratto il morbillo: 4 sono morti, altri bambini sono stati ricoverati e
alcuni hanno avuto unencefalite. Da allora anche attraverso le deroghe
ministeriali si cercato di fare qualcosa di pi per potere informare la
popolazione, ma anche i medici, sull'utilit delle vaccinazioni contro il
morbillo. Infatti, se nel 2000 la copertura vaccinale era del 60-70%, dopo
una serie di attivit formative ora si raggiunta una copertura non
ottimale, ma comunque buona, tanto da evitare le epidemie viste
precedentemente.
In questi ultimi anni c' stata di nuovo una diminuzione della copertura
vaccinale contro morbillo-parotite-rosolia. Una delle cause che ha portato
a questa diminuzione quanto stato diffuso dai media, cio che ci sia
unassociazione fra questo vaccino e la comparsa dell'autismo. Io penso
che questo sia un punto da tenere ben presente perch dovete essere in
grado di controbattere di fronte a chi sostiene un ipotesi di questo tipo
che assolutamente falsa.

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Questo il lavoro da cui partita l'idea dell'associazione autismo-vaccino


MPR. stato pubblicato su Lancet, una rivista prestigiosa. Qui sono stati
studiati 13 soggetti bambini con problemi gastrointestinali e si visto che
nella met di questi bambini era stato riferito dalla mamma che dopo la
vaccinazione questi avevano presentato la comparsa di sintomi
compatibili con l'autismo. Sulla base di questa osservazione stata fatta
una serie di ipotesi, tra le quali si detto che nei soggetti che hanno
ricevuto la vaccinazione c' stato un peggioramento delle condizioni
gastrointestinali che ha favorito l'assorbimento di alcune sostanze
alimentari che hanno provocato poi la sintomatologia legata all'autismo.
Unipotesi stravagante da tanti punti di vista, ma valutata da esperti e
poi pubblicata nel 1998. Dopo un po di tempo dalla pubblicazione di
questo lavoro c' stata una riduzione significativa del vaccino MPR, in
Inghilterra soprattutto, con ovviamente la comparsa di complicanze
legate all'infezione naturale: encefaliti e quant'altro. L'OMS ha attivato
una serie di studi epidemiologici, almeno 19, che non hanno
assolutamente trovato nessuna correlazione fra vaccinazione e comparsa
di sintomi di autismo. Si allora costituita una commissione la quale
andata a convocare gli autori di questo primo lavoro e si andato a
vedere i registri di questo studio. Attraverso anche l'aiuto di un
giornalista ci si accorti che quelli che gli autori avevano riportato erano
dati falsificati che non corrispondevano alla realt. Quasi tutti gli autori
dell'articolo, salvo l'autore principale che era Andrew Wakefield, hanno
ritratto tutto e sono stati espulsi dall'equivalente dell'Ordine dei Medici di
Londra. Penso che sia l'unico o uno dei pochi lavori ritirati. su questa
falsit che si basa la diceria dell'associazione tra autismo e vaccino MPR.
Voi queste cose le dovete sapere, dovete impostare un ragionamento
sulla base di dati di fatto. Molto spesso chi sostiene queste idee sono
delle persone che non conoscono assolutamente nulla di medicina e si
affidano a determinate informazioni che vengono diffuse su Internet o dai
media.
La diminuzione di questa copertura vaccinale avvenuta anche in Italia.
Ed ecco alcuni casi clinici riscontrati a Brescia:

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o Maschio di 5aa, viene ricoverato per esantema e febbre. Dopo


qualche giorno dal ricovero inizia a presentare sopore, agitazione,
confusione e compaiono le convulsioni. Diagnosi: encefalite da
morbillo. La frequenza di 1/1000 e nel 10% dei casi fatale, nel
30% dei casi residuano delle complicanze neurologiche: epilessia,
ipoacusia, disturbi motori che andranno in qualche modo ad
influenzare la qualit di vita futura dei soggetti.
o Bambino nato alla 37esima settimana di et gestazionale da parto
cesareo. Peso: 2 kg, che basso peso. Altezza: 36cm (la normale
dovrebbe essere > 39 cm). Gi avere un bambino con basso peso e
bassa altezza ci fa pensare a una crescita scarsa in utero e una
delle cause pi frequenti, oltre alle malattie cromosomiche e
genetiche, sono le infezioni congenite. Il bambino risulta avere IgM
positive per rosolia (un valore di 14 U.I. /mL). Si esegue
unecografia cerebrale e si nota che presenta alterazioni cerebrali
compatibili con rosolia congenita. All'ecografia cardiaca ha
alterazioni cardiache compatibili con rosolia congenita. Questo sar
un bambino destinato a condurre una qualit di vita assolutamente
sfavorevole.

ANTI-PAROTITE: si fa con virus ucciso. La parotite era molto frequente


in passato e comportava pochi rischi per il bambino, ma gravi rischi per il
soggetto giovane-adulto ed un buon motivo per essere vaccinati.

ANTI-ROSOLIA: grave se fatta in epoca adolescenziale e soprattutto


durante la gravidanza per lalto rischio di teratogenesi nel prodotto del
concepimento. Il vaccino fatto di virus vivo attenuato, che non pu
essere somministrato alla gestante (minimo rischio) e quindi tutte le
donne che vogliono intraprendere una gravidanza dovrebbero controllare
il loro titolo anticorpale nei confronti della rosolia.

Hib: anti-Hemophilus influenzae tipo B

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stato uno dei vaccini pi importanti perch una delle cause principali di sepsi
e di meningiti in et pediatrica. Lincidenza di casi di sepsi con questo vaccino
drammaticamente calata.
Questo battere gram-negativo deve il suo nome allessere stato considerato
erroneamente lagente eziologico dellinfluenza ed un germe che colonizza
solo gli umani. Pu dare otite (coinvolto nel 30% dei casi), polmonite (sia lobare
che broncopolmonite ed coinvolto nel 2-4% dei casi, soprattutto tra 4 mesi 4
anni), epiglottidite acuta o meningite, anche se non tutte le forme sono
invasive. In queste forme pi aggressive la terapia con cefrtiaxone (Rocefin,
100mg/Kg/die e.v.); come profilassi nei bambini se c stato un caso di
meningite pu essere valida la rifampicina (Rifadin sciroppo 2%, 20mg/Kg/die 1
volta al giorno per 4 giorni).

PCV: Anti-pneumococco
Lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae) un gram-positivo del quale
sono stati descritti pi di 90 sierotipi, ed un abituale abitante delle vie aeree
soprattutto nei mesi invernali, quando se cercati sono presenti nella met della
popolazione. La maggior incidenza di infezioni pneumococciche si ha nei
bambini tra 6 mesi e 4 anni, con quadri di polmonite (per lo pi lobare) nei
soggetti con una riduzione delle difese in seguito ad eventi stressanti (come
uninfezione virale), tipica dei lobi inferiori o del lobo medio di destra, ma anche
con quadri di batteriemia occulta (febbre elevata del lattante senza segni di
localizzazione e senza quadro di sepsi), meningite purulenta acuta e di otite
acuta (circa 1/3 dei casi). Il vaccino precedentemente non era attivo sotto i 2
anni di vita perch in quellet difficilmente si produce immunit nei confronti
dei polisaccaridi, mentre oggi stato coniugato con la tossina difterica (come
carrier) ed attivo fin dai 2 mesi di vita. Attualmente copre 7 sierotipi su 23,
ma ne uscir uno a breve che ne copre 13 su 23 (il 90% dei casi).
Lo Streptococcus pneumoniae la causa pi frequente di infezioni gravi nei
bambini negli USA. Le infezioni che temiamo di pi sono le sepsi, le meningiti,
le infezioni di tipo invasivo. Sono i bambini ad essere particolarmente
suscettibili alle infezioni invasive da pneumococco: l'incidenza delle forme

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invasive decisamente pi alta nei soggetti nei primi 5 anni rispetto alle altre
et. Sono quindi queste et che devono essere protette da queste infezioni
invasive sostenute dallo pneumococco. Oltre alle forme invasive, lo
pneumococco provoca altre patologie, quali la polmonite nel 20% dei casi,
l'otite media acuta che un'infezione lieve ed la causa pi frequente di visita
pediatrica, e la sinusite. Entro i 12 mesi d'et il 62% dei bambini hanno avuto
un episodio di otite media acuta ed la causa pi frequente di prescrizione
antibiotica. Pertanto, la vaccinazione potrebbe essere utile nel prevenire queste
infezioni "minori" rispetto alle forme invasive.
In questi ultimi tempi si assistito alla comparsa di resistenze da parte dello
Streptococcus pneumoniae nei confronti degli antibiotici. Questa resistenza
significativamente aumentata soprattutto negli USA, arrivando al 48% di casi di
resistenza degli streptococchi alla penicillina. Queste resistenze non sono state
osservate in Italia, per un altro elemento che ha indotto varie associazioni
sanitarie a propugnare la vaccinazione contro lo pneumococco.
Essendo che abbastanza difficile pensare di vaccinare il soggetto contro tutti i
91 sierotipi, si cercato di identificare quei sierotipi responsabili dell'80-90%
delle infezioni invasive: negli USA l80% delle infezioni gravi nei bambini di et
< 6 anni causato da 7 sierotipi (14, 6B, 19F, 18C, 23F, 4 e 9V); gli stessi
sierotipi sono responsabili del 50% delle infezioni nei bambini di et > 6 anni.
Si cos costituito un vaccino che contiene non tutti i 90 sierotipi ma quei 7, e
pi recentemente 13, sierotipi responsabili dell80-90% delle infezioni gravi.
Per la vaccinazione contro lo pneumococco ha trovato una certa difficolt ad
essere efficace nei bambini perch lo pneumococco (e lo stesso discorso vale
per il meningococco) un patogeno capsulato e questa capsula esterna
costituita da una sequenza ripetitiva di zuccheri. La risposta immunitaria contro
una struttura polisaccaridica una risposta anticorpale molto scadente e poco
efficace. In breve: quando nellorganismo penetra un antigene che produce
delle proteine entrano in gioco le APC, che sono cellule dendritiche, macrofagi,
linfociti B. Queste captano le proteine e le spezzettano, esprimendole sulla
superficie assieme agli antigeni HLA di superficie e poi presentano l'antigene al
linfocita B che viene attivato e produce gli Ab diretti contro quell'antigene

P a g . | 16

processato ed espresso dall'APC. Ci non avviene per gli antigeni glucidici.


Questi non vengono captati dalle APC, per cui non vengono espressi sulla
cellula. Una risposta anticorpale contro gli antigeni polisaccaridici molto
scarsa e non efficace poich non ha memoria immunologica nel tempo.
Pertanto, i primi vaccini prodotti contro gli antigeni polisaccaridici dello
pneumococco erano vaccini che non erano efficaci in et pediatrica. Potevano
essere utilizzati, in maniera comunque non efficace, in soggetti adulti oltre i 10
anni di et. I primi antigeni preparati erano nel vaccino "Pneumo 23", che era
un primo vaccino prodotto nel 1991 contro lo pneumococco che conteneva gli
antigeni polisaccaridici di 23 sierotipi differenti di pneumococco. Nei bambini
per non poteva essere efficace. Veniva dato solamente ad adulti che
andavano in zone ad elevato rischio di infezioni invasive. Era chiamato plain
vaccine.
Come stato possibile superaro questo gap? Se coniughiamo un antigene
polisaccaridico ad un antigene proteico, come il tossoide tetanico o l'antigene
delle Neisseria meningitidis, allora l'antigene proteico viene riconosciuto dal
linfocita T e l'antigene polisaccaridico dal linfocita B. Per indurre una risposta
anticorpale c' l'intervento di un linfocita T o di una cellula dendritica e questo
fa s che la risposta anticorpale sia una risposta efficace e di lunga durata.
Quindi, questo tipo di vaccini possono essere utilizzati in bambini piccoli; sono
detti vaccini coniugati. I vaccini combinati sono invece, per esempio, quello
MPR perch la combinazione di 3 ceppi diversi.
Partendo da questo trucco immunologico sono stati prodotti dei vaccini contro
lo pneumococco: il Prevenar 7 e pi recentemente il Prevenar 13, che sono
antigeni polisaccaridici di 7 o 13 sierotipi differenti che sono stati coniugati alla
proteina della Neisseria meningitidis. Sulla base di questo ci si chiesto: "Se le
infezioni invasive da pneumococco sono delle infezioni importanti in et
pediatrica e abbiamo un vaccino efficace allora potremmo estendere la
vaccinazione a tutti i soggetti neonati?"
Per decidere di estenderlo a tutti dobbiamo fare una valutazione
costo/beneficio anche dal punto di vista economico. Dobbiamo andare a vedere
il numero di infezioni invasive che sono sostenute da patogeni capsulati e

P a g . | 17

vedere se il numero giustifica in qualche modo la vaccinazione di tutti i neonati.


Se noi andiamo a vedere l'epidemiologia delle meningiti batteriche in Italia
vediamo che ogni anno pi o meno abbiamo 1000-1200 casi di meningite. Se
noi andiamo a vedere i patogeni responsabili di questi casi vediamo che nel
30% (circa 400 casi) sono dovuti a Streptococcus pneumoniae, nel 30% dei casi
a Neisseria meningitidis e poi la restante parte da cause inferiori (non pi
Haemophilus influenzae perch oramai i bambini sono vaccinati). Pertanto, di
fronte ad un'epidemiologia di questo tipo ci si chiede se il caso di vaccinare
tutti i soggetti. Il Ministero della Sanit ha raccomandato la vaccinazione dei
soggetti nelle categorie a rischio, con una vaccinazione che coperta dal SSN:

Tutti i bambini affetti da patologie croniche che si espongono maggiormente a


infezioni invasive da Streptococcus pneumoniae possono essere vaccinati con
copertura del SSN. Se gli altri bambini, non in questa categoria, vogliono essere
vaccinati possono farlo ma la vaccinazione deve essere pagata dai genitori. In
alcuni casi ci sono delle convenzioni con le varie ASL. In alcune regioni stato
inserito nei programmi di vaccinazione anche la copertura vaccinale contro lo
pneumococco. Esiste quindi una differenza a livello nazionale fra le strategie
vaccinali applicate nelle varie regioni. In ogni caso, se una mamma vi chiede se
deve vaccinare suo figlio la vostra risposta "certo, visto che efficacie e
sicuro ma pu, se non entra nelle categorie, essere non pagato dal SSN.". In
Lombardia coperto dal SSN.

P a g . | 18

MenC: Anti-meningococco.
Anche questo un patogeno capsulato ed una "brutta bestia". Se d
uninfezione invasiva solitamente un infezione particolarmente grave. Anche
qui dobbiamo scegliere una strategia vaccinale sulla base dei dati
epidemiologici. I meningococchi patogeni per l'uomo sono A, B, C, Y, W135, che
hanno per una distribuzione nelle varie nazioni diversa. Se noi andiamo nelle
zone subsahariane (Burkina Faso, Sierra Leone, Nigeria, ecc) queste sono zone
altamente endemiche, dove la meningite miete moltissime vittime;
principalmente qui prevale il meningococco di tipo A. In Italia i meningococchi
maggiormente responsabili di meningiti o infezioni sistemiche sono il B e il C.
Il primo vaccino coniugato prodotto contro il meningococco, che era disponibile
fino a qualche anno fa, era contro il meningococco C. Anche qui i primi vaccini
prodotti erano vaccini non coniugati ed erano chiamati plain, gli Ag
polisaccaridici non erano coniugati. Questi vaccini erano contro il gruppo A, C e
uno tetravalente (A, C, Y, W135). Successivamente, una volta possibile
coniugare gli antigeni polisaccaridici ai proteici, stato possibile produrre dei
vaccini coniugati contro il meningococco di tipo C e il tetravalente (sempre
contro A, C, W135 e Y). Se uno dovesse decidere di andare in zone
subsahariane sa che ci sono questi vaccini molto efficaci.
In questi ultimi tempi c' stato, in riferimento a come si distribuivano le
meningiti da meningococco, un aumento della forma invasiva data da
meningococco di gruppo B rispetto al C. Come spesso succede, quando il
vaccino riduce le infezioni da parte del patogeno per il quale stato costruito
emergono gli altri patogeni per il quale il vaccino non attualmente
disponibile. Ci sono stati vari tentativi di produrre il vaccino contro il
meningococco di gruppo B. La difficolt legata al fatto che quelle proteine
purificate e gli antigeni polisaccaridici purificati che erano stati utilizzati per
produrre questo vaccino davano delle cross-reattivit contro strutture cerebrali
dell'uomo. Quindi, in vari studi sperimentali condotti in modelli murini si visto
che non erano vaccini che potevano essere utilizzati nell'uomo. Questo
problema stato superato da un gruppo italiano capitanato dal Dott. Rappuoli
di Siena che stato capace di produrre, utilizzando dei meccanismi di DNA

P a g . | 19

ricombinante, un vaccino che costituito dalle proteine del meningococco di


tipo B le quali inducono una risposta anticorpale dove gli Ab non reagiscono
contro gli antigeni tissutali umani. Questo nuovo vaccino reso disponibile circa
1 anno e mezzo fa quello che viene detto Bexsero. Ora disponiamo quindi
anche di vaccini protettivi contro il meningococco di tipo B.
Per quanto riguarda le strategie vaccinali anche per il meningococco di tipo B
valgono le stesse cose dette per lo pneumococco. Il meningococco
responsabile del 30% di tutti gli episodi registrati di forme invasive da patogeni
capsulati, tra i 300 ai 400 casi all'anno che in realt sono sottostimati. Anche
qui il Ministero della Sanit ha optato per una scelta vaccinale limitata a
categorie a rischio, facilmente suscettibili a infezioni da meningococco. In
modo particolare richiamo la vostra attenzione sugli affetti da anemia
falciforme, emoglobinopatie, drepanocitosi, talassemie. Le talassemie hanno un
rischio 400 volte superiore alla popolazione generale di avere delle infezioni
invasive da parte di patogeni capsulati come pneumococco e meningococco.
Sono particolarmente suggerite le vaccinazioni a queste persone ma anche a
tutte quelle elencate:

Si tratta di un gram negativo a chicco di caff, il cui habitat il naso-faringe


degli umani poich non esistono altri vettori, e la trasmissione avviene

P a g . | 20

attraverso goccioline di Pflugge. Le fasce det pi colpite sono i bambini < 4


anni e i giovani adulti tra 18 e 25 anni.
Il 40-50% dei soggetti che sviluppano meningococcemia ha una forma di sepsi
senza meningite, che porta allo shock settico e colpisce prevalentemente
bambini al di sotto del primo anno di vita, ma non solo; non si tratta per di
unaggressione diretta del microrganismo ma dalla liberazione di
unendotossina che agisce sullendotelio ed responsabile di coagulazione
intravascolare disseminata (CID). In questo caso si hanno lesioni cutanee a
diffusione centripeta con componente emorragica, febbre, tachicardia,
tachipnea ed ipotensione. Questo quadro pu essere cos grave da portare a
sindrome di Waterhouse-Friderichsen con apoplessia surrenalica.
Esistono poi invece le meningiti da meningococco, che si distingue dalle altre
forme batteriche per avere meno segni focali e pi raramente convulsioni. La
sintomatologia comunque comune, con cefalea, rigidit nucale e segni di
irritazione meningea, sofferenza a piegare gli arti (segno di Brudzinsky),
tensione della fontanella nel lattante e astenia; bisogna sempre fare la puntura
lombare per cercare il battere, i leucociti nel liquor, la proteinorrachia e
lipoglicorrachia.
Le complicanze neurologiche sono quelle delle altre forme: epilessia, sordit,
paralisi dei nervi cranici, idrocefalo e trombosi dei seni venosi della dura.
La terapia con cefalosporine di III generazione come ceftriaxone (Rocefin
100mg/Kg/die) e corticosteroidi per prevenire lo shock (desametasone), mentre
luso delleparina nella CID controverso.

Lo scopo della vaccinazione prevenire delle malattie invasive importanti.


CASO CLINICO: bambino di 6 mesi arrivato al PS pediatrico per febbre, con i
sintomi di accompagnamento che rispecchiano le forme classiche di influenza
(astenia, mal di gola, disidratazione, tosse leggera). Tutti sintomi che mimano
una condizione influenzale. Il medico che visita questo bambino fa diagnosi di
sindrome influenzale e lo manda a casa con una terapia antipiretica. Il giorno
dopo il bambino viene riportato in pronto soccorso perch presenta lesioni

P a g . | 21

petecchiali che vi permettono subito di fare diagnosi di infezione da


meningococco. Qui poteva essere una meningite, una sepsi da meningococco o
una forma molto grave che mimava la sindrome di Waterhouse- Friderichsen.
Questa forma ha un andamento talmente veloce da portare a una necrosi delle
estremit delle mani e dei piedi. Sono forme imprevedibili e l'unico modo per
prevenirle la vaccinazione. La forma invasiva da meningococco ha una
mortalit molto elevata (10-14%) e ci sono delle sequele nell'11-20% dei casi
come ipoacusia neurosensoriale, convulsioni, ritardo mentale e amputazione
degli arti.

Influenza
L'altra vaccinazione che inserita nel calendario vaccinale la vaccinazione
contro l'influenza. L'influenza una pandemia che avviene solitamente verso la
fine dell'anno in corso e l'inizio del successivo, ma soprattutto raggiunge il suo
picco massimo attorno a Gennaio, Febbraio, Marzo dell'anno successivo al suo
inizio. La cosa che ci interessa quando dobbiamo decidere se e chi vaccinare
contro l'influenza raccogliere dei dati che ci indirizzano verso una strategia
piuttosto che verso un'altra. Osserviamo che l'et maggiormente colpita
quella infantile perch probabilmente, non avendo mai incontrato il virus
influenzale, i bambini non ne sono coperti. L'altra categoria sono le persone
anziane, che possono particolarmente soffrire delle conseguenze delle
influenze perch essendo colpiti da altri tipi di patologie croniche queste ultime
vengono maggiormente accentuate dalla sindrome influenzale.
Questo il motivo per cui il Ministero della Sanit ha deciso di fissare come
obiettivo primario della vaccinazione contro l'influenza la copertura vaccinale di
almeno il 75% dei soggetti di et superiore ai 64 anni. Siamo molto lontani da
questa percentuale e non si riesce a capire quali siano le ragioni. Inoltre,

P a g . | 22

questa vaccinazione deve essere estesa a tutti i soggetti in qualsiasi et,


pediatrica o adulta, che sono affetti dalle patologie croniche:

In Italia la vaccinazione contro l'influenza non si esegue su tutti i neonati


rispetto a quello visto precedentemente, ma si esegue solamente per delle
categorie particolarmente a rischio:

Soggetti > 64 anni

Soggetti di qualsiasi et affetti da patologie croniche come talassemia,


emoglobinopatie, tumori, diabete, cardiopatie congenite, malattie
congenite o acquisite che comportano un difetto del sistema
immunitario, fibrosi cistica, malattie da malassorbimento intestinale
(Crohn, RCU).

Tutti i bambini con diabete dovrebbero essere vaccinati contro l'influenza.


Infatti, molti bambini con diabete non vaccinati se vanno incontro ad influenza
sviluppano una ricaduta del proprio diabete e magari vengono ricoverati in
pediatria per una chetoacidosi diabetica, che un complicanza molto seria del
diabete. La vaccinazione poi si estende a:

Bambini oltre i 6 mesi di et e adolescenti che sono sottoposti a terapia


continuativa con acido acetilsalicilico (aspirina). Questo perch i soggetti
che assumono acido acetilsalicilico e contraggono un'infezione virale
vanno incontro ad una complicanza molto seria che la sindrome

P a g . | 23

epatorenale che pu portare a morte. Questi soggetti possono


banalmente assumere l'aspirina, per esempio per la sindrome di
Kawasaki o connettivopatie.

Gestanti nel 2 o 3 trimestre di gravidanza durante la stagione


influenzale dovrebbero essere vaccinate perch possono andare incontro
a complicanze.

Soggetti che svolgono attivit lavorative di interesse collettivo o che


possono trasmettere l'influenza a persone ad elevato rischio di
complicanze. Fra questa categoria siete inseriti anche voi come medici e
tutto il personale infermieristico. strano che sia proprio questo
personale che d un cattivo esempio nella vaccinazione anti-influenzale
perch molti medici ed operatori non vengono vaccinati contro
l'influenza. Ricordiamo che non ci sono effetti collaterali del vaccino
antinfluenzale, salvo un piccolo rossore o un piccolo dolore nel sito di
somministrazione.

La vaccinazione contro l'influenza ha subito un andamento generale come le


altre vaccinazioni: se nel 2004-2005 si erano raggiunte percentuali abbastanza
elevate, in questi ultimi tempi c' stata una riduzione. Secondo la Societ
Italiana di Igiene la copertura vaccinale media contro l'influenza calata in
Italia di almeno il 15% negli ultimi anni. Uno studio condotto in Liguria su circa
1.560.000 abitanti indica che per ogni punto percentuale di riduzione della
copertura vaccinale si verificano 160 casi di influenza in pi negli ultra 65enni.
Questo calo nella popolazione Italiana comporta in generale 90.000 casi di
influenza in pi ogni anno e dal punto di vista economico un caso di influenza
sopra i 65aa costa mediamente 1200 e rappresenta un grave danno per la
societ. Uno studio condotto dall'universit di Tor Vergata ha dimostrato che
vaccinando le persone tra i 50 aa e i 64 aa si spenderebbero 76 milioni di euro,
ma se ne risparmierebbero 746 milioni di euro in cure e in diagnosi.
Immaginate poi quante giornate di lavoro vengono perse e quanti giorni
perdono i genitori per accudire i bambini ammalati e assisterli in ospedale.
Quindi, ricapitolando, tutti i soggetti, parlo di bambini in modo particolare, con
patologie croniche dovrebbero essere vaccinati contro l'influenza.

P a g . | 24

Alcuni esempi di casi clinici:


o Paziente di 1 anno affetto da mucolipidosi che viene ricoverato per
distress respiratorio e viene trovato il virus dell'influenza. Eravamo nel
periodo influenzale. Per il peggioramento delle condizioni cliniche viene
trasferito in rianimazione pediatrica e nonostante il trattamento con
ventilazione non invasiva e ossigenoterapia le condizioni cliniche del pz
sono peggiorate fino alla morte. I soggetti con malattie croniche sono
fortemente a rischio di avere conseguenze importanti anche partendo da
una semplice infezione virale come l'influenza.
o Paziente di 16 mesi affetta da epilessia con grave ritardo psicomotorio
ricoverata per una broncopolmonite bilaterale. Viene isolato il virus
dell'influenza B. C' un addensamento parenchimale in sede
retrocardiaca a sinistra con interessamento del campo polmonare
inferiore ipsilaterale. Ha avuto una completa risoluzione ma stata
ricoverata. Se fosse stata vaccinata probabilmente non avrebbe avuto
nessun bisogno di essere ricoverata.
o Paziente di 3 aa e 2 mesi affetto da encefalopatia mitocondriale di Leigh,
portatrice di tracheostomia proprio per la difficolt a respirare di questi
bambini. ricoverata per sindrome influenzale ed isolato il virus
dell'influenza. presente un disomogeneo addensamento parenchimale.
Se avesse fatto la vaccinazione non avrebbe avuto bisogno del ricovero.
o Paziente di 3 aa e 1 mese affetto da sindrome di Down: necessita di
essere vaccinato con tutte le vaccinazioni viste precedentemente e
anche contro l'influenza. Ha un difetto cardiaco al quale normalmente la
sindrome di Down si associa ed stato ricoverato per difficolt
respiratoria isolando il virus dell'influenza. Anche qui il quadro polmonare
presenta una interstiziopatia con chiazzette di consolidamento tipico
delle infezioni virali.

Queste nella slide sottostante sono le caratteristiche del vaccino, quando si


somministrano e le varie dosi. Solitamente se uno non mai stato vaccinato fa
2 dosi alla distanza di 1 mese. Se uno gi stato vaccinato precedentemente

P a g . | 25

sufficiente una dose. Tutti i vaccini attualmente disponibili sono vaccini "split"
cio costituti da proteine purificate.

Varicella
HPV: Anti-papilloma virus.

Il PCV, MenC e Influenza sono al momento attuale delle vaccinazioni che non
sono raccomandate in tutte le regioni. Sulla base di dati epidemiologici lo stato
ha lasciato alle singole regioni la scelta dei vaccini, che in base al loro bilancio
economico consentono o no la somministrazione a tutti i nuovi nati. Nelle
categorie a rischio vengono sempre somministrati anche i vaccini facoltativi.
Nel caso fossero solo consigliabili la spesa del vaccino a carico del paziente.

MOTIVI DEL CALO DELLA COPERTURA VACCINALE

P a g . | 26

Oggi c una grande pressione da parte delle regioni nella somministrazione


delle vaccinazioni perch la copertura vaccinale, soprattutto di alcune tipologie
di vaccino, sta calando di oltre il 5%. Un calo del 5% molto importante perch
per avere una copertura vaccinale efficacie dovrebbe essere coperta la
popolazione per il 95%. Nel caso del morbillo-parotite-rosolia la copertura si sta
abbassando significativamente. Questa diminuzione causata da informazioni
sbagliate:

Correlazione con lautismo: MPRa che causa autismo una bufala


scientifica ed una informazione che passa attraverso la rete

Diffidenza verso le case farmaceutiche: perch le vaccinazioni sono un


profit per queste aziende. naturale che ci guadagnino perch non sono
delle associazioni di beneficenza. La cosa che chiediamo alle case
farmaceutiche la sicurezza nei prodotti e non dei prodotti gratuiti.
Questa solo una strumentalizzazione.

Sono state ritirate delle partite per precauzione: questo successo per il
vaccino dellinfluenza qualche anno fa, tutto si risolto senza nessun
problema. I ritiri di alcune partite sono eventi di tipo precauzionale.

Effetti collaterali dei conservanti: in modo particolare ha suscitato molto


scalpore il thimerosal, un derivato del mercurio, che serve come
preservante del vaccino per impedire la crescita di batteri. Si era detto
che questa sostanza, contenuta nel vaccino in concentrazioni molto
basse, potesse essere la causa di alcune manifestazioni neurologiche che
comparivano successivamente. Era a sostegno di questa ipotesi il fatto
che in questi vaccini era contenuta questa sostanza: pertanto la
somministrazione di tanti vaccini differenti poteva comportare la
somministrazione di una dose di mercurio che poteva creare dei
problemi. Premetto una cosa: la dose di mercurio che ciascuno di noi
inala o assume attraverso gli alimenti decisamente superiore a quella
contenuta nel vaccino, ma questo lo dico tra parentesi .Chi si occupa di
salute pubblica deve tenere in considerazione queste osservazioni che
possono venire fatte e deve dimostrare che il mercurio non

P a g . | 27

responsabile di questi eventuali effetti collaterali. Pertanto l'OMS e la


American Academy of Pediatrics ha raccomandato a tutte le case
farmaceutiche la produzione di vaccini che non contengano pi come
conservante il thimerosal. Adesso tutti i vaccini disponibili in commercio
non lo contengono tanto per togliere quella paura. In ogni caso l'OMS ha
condotto una serie di studi e valutazioni in questi ultimi anni che hanno
dimostrato la sicurezza dei vaccini contenenti thimerosal per quanto
riguarda alcuni effetti neurocitotossici e se questi dati, ottenuti alla
distanza di 15 anni da quando sono state obbligate le cause
farmaceutiche a non utilizzare il mercurio come preservante, fossero gi
stati disponibili all'inizio nel 1999 le raccomandazioni a togliere il
mercurio non avrebbero avuto ragione di esistere perch non vi era
nessun effetto collaterale dimostrato. Per la verit il mercurio trovabile
in alcune formulazioni di vaccino che sono multidose, usate per
campagne di vaccinazione estese dove una boccettina serve per
numerose vaccinazioni. Il vaccino che per ora utilizziamo contro
parotite-morbillo-rosolia monodose.
Oppure l'altra fobia: nel 2009 durante il periodo influenzale c'era il
problema che all'interno di questi vaccini ci fosse lo squalene, una
sostanza che funge da adiuvante: miscelata con il vaccino e serve per
operare un lento rilascio del vaccino stesso in modo tale da produrre una
memoria immunologica pi prolungata nel tempo. Quindi, lo squalene,
forse per il nome stesso, era associato a effetti collaterali importanti. In
effetti questa paura ha ridotto significativamente l'accettabilit delle
vaccinazioni da parte delle persone, ma lo squalene deve semplicemente
il suo nome al fatto che l'80% di olio di fegato di squalo costituito da
questa sostanza. un olio presente anche nelle piante ed un
componente delle nostre membrane cellulari. Non una sostanza
estranea. Se avesse dovuto provocare effetti collaterali noi dovremmo
vivere giorno per giorno con gli effetti collaterali dati dallo squalene
presente nelle nostre cellule. un precursore del colesterolo, presente
nelle LDL ed presente nelle secrezioni delle ghiandole sebacee: un
componente naturale nell'uomo. Da dove derivava quindi questa paura?

P a g . | 28

Anche qui vedete che quando le persone vanno a fondo in alcune


informazioni che vengono diffuse irrazionalmente ci si accorge che la
base su cui si fondano queste paure poco solida. Il tutto deriva della
Sindrome della Guerra del Golfo. Si tratta di una sindrome che provavano
i soldati americani che avevano fatto la guerra in Iraq. Quando
rientravano in patria soffrivano di fatica cronica, fibromialgia, cefalea,
disturbi comportamentali, vertigini e perdita dell'equilibrio. Cosa c'entra
lo squalene? Durante la operazione Desert Storm il 60% dei soldati
americani furono vaccinati contro l'antrace e nel 2002 era stato
pubblicato un lavoro che metteva in relazione lo squalene con la
sindrome della Guerra del Golfo perch erano stati ritrovati nel siero di
diversi soldati degli anticorpi contro lo squalene. Quindi, se nel vaccino
contro l'antrace c'era lo squalene e questi soggetti avevano sviluppato
Ab contro lo squalene allora poteva essere che quei sintomi erano legati
alla formazione di questi anticorpi. Ma la cosa veramente impressionante
che nel vaccino contro l'antrace non c'era lo squalene. Quindi, era
stato fatto un montaggio partendo da una base inesistente che per ha
creato una serie di paure che si sono ripercosse nell'accettabilit della
vaccinazione da parte della popolazione.

Scarsa consapevolezza dellimportanza della vaccinazione anche da


parte della classe medica: questo lo vediamo soprattutto per il vaccino
influenzale che somministrabile ad alcune categorie a rischio, come
per esempio i medici. La percentuale di medici ospedalieri vaccinati
contro linfluenza del 40% al massimo ( inaccettabile secondo il
professore). Quando una madre chiede se vaccinare suo figlio contro
MPR la risposta non deve essere: no signora non una malattia
pericolosa. Questo significa che non si conosce che una complicanza del
morbillo lencefalite e altre. Oppure: deve contrarre linfezione naturale
perch il bambino rafforza le sue difese. Questo come sottoporre il
bambino al rischio di una complicanza particolarmente grave.

P a g . | 29

Uso indiscriminato dei social network da parte di persone, movimenti


non competenti. Le informazioni che troviamo on-line da un punto di
vista scientifico sono folli.

Eccessivo numero di somministrazioni

Quello che influenza la non somministrazione delle vaccinazioni il venir meno


della memoria storica di tutte quelle malattie passate e di tutte le procedure
che subivano i pazienti.
Noi dobbiamo parlare con i numeri, quindi partendo dal 64 con lintroduzione
del OPV il numero di casi sceso drasticamente e non ci sono pi stati casi di
poliomielite in Italia o solo alcuni dovuti a persone provenienti dallestero. In
Albania (nel 98\99) c stata una epidemia con 150 casi di infezione e 3 morti
e hanno dovuto fare una vaccinazione di massa. Non detto, quindi, che
siccome la malattia non c la vaccinazione va sospesa perch per il poliovirus
non ancora il tempo, il virus circola ancora. Per il vaiolo invece stata
sospesa.