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LALTRA

MUSICA

R.LEYDI

Gli altri: selvaggi, primitivi, diversi, plebe, popolino, marginali, cittadini extra-
comunitari. Etnomusicologia, antropologia, storia, demologia, folklore. Accuse a
Carpitella e Pratella di ignoranza filologica del testo. Studio a tavolino e sul
campo. La supremazia del testo scritto.

VECCHIE E NUOVE STRADE DELLETNOMUSICOLOGIA
Rivoluzioni fra Ottocento e Novecento, la velocit, lelettricit, la psicanalisi.
Divorzio dellarte dal pubblico e lascoltatore non addestrato. Sdegno della
musicologia per una nuova musica che non musica.
Musikwissenschaft. Pionieri: Jean De Lery, padre Mersenne e padre Amyot,
padre Martini. Tutto materiale esotico. Ignorato il mondo popolare europeo.
Tavola N del Dctionnaire di Rousseau. Lavoro di trascrizione nel XIX secolo,
romantica e poi positivista. Lavoro folklorico scavalcato: Kiesewetter, Baker,
John Ellis, Stumpf.
Pionieri tedeschi: Hornbostel, Stumpf, Sachs, Otto Abraham. Matrice musi-
cologica conservatrice e innovazione tecnologica. Stumpf sostiene luso del
fonografo. 1905 Phonogramm-Archiv di Berlino, quasi distrutto dalla IIGM.
Museum fur Volkerkunde.
Esibizioni etniche nei circhi Hagenbeck, forma lidea di primitivo.
Prima spedizione sul campo di Hornbostel, ma non ne studi il materiale. Il lavo-
ro si fa a tavolino.
Guido Aedler: divisione della musicologia fra storica e sistematica. Sistema-
tica: analisi, estetica, pedagogia, comparazione. Impostazione scientifica del-
la disciplina, comparazione sul modello delle scienze naturali. Lo strato dalla
geologia, che caratterizza unepoca storica, con opere emblematiche. Legittima
la non storicit delle musiche altre. Evoluzionismo e contraddizione.
Modello della scuola tedesca, poi trapiantato negli USA. Interesse per ci che
fuori dallEuropa e dalloccidente, creando una frattura con i folkoristi. Luso
del fonografo come discriminante. Prima gli etnologi e gli altri creavano le
proprie fonti, con un forte lavoro di ricomposizione. Evans-Pritchard pubbli-
cherebbe le ricerche integrali. Problema non risolto con i sistemi di registra-
zione. Il lavoro darchivio si avvicina a quello storico. Luso del fonografo non
salva altri come Vikar, Grainger, Constantin Brailoiu, interesse forte per il
popolare europeo e per la definizione del campo di studio. Realt folklorica
come cascame del colto, una degradazione. Per Brailoiu una restrizione ille-
cita del campo di ricerca. AI margini anche altri come Cecil Sharp e Julien Tier-
sot, o gli italiani Giulio Fara e Alberto Favara. Intervento dei dilettanti negli
studi folklorici, con pubblicazioni senza riferimenti e logiche.
Commistione fra ricerca di musica popolare e uso esecutivo, soprattutto bas-
so. Juilen Tiersot, rapporto fra i vari lati della questione, determinante per mu-
sica francese popolare. Lavora per il ministero a una storia della canzone
popolare. Ne fissa perlopi le linee melodiche. Niente canto polivocale nelle
Alpi francesi occidentali, non possibile. Ethnograohie musicale, proposta dal
1900. Ricerca filologica fra gli scrittori romantici.
Oscurato in Inghilterra Percy Aldridge Grainger, australiano americano.
Usa il fonografo, anche in studio. Trascrizioni accurate. Interpretazione del
modalismo popolare. Anche compositore interessante, influenzato da Grieg.

Interesse per suono e rumore, utopia della free music. Composizione su me-
lodie registrate. Con strumenti poco convenzionali. Poi si unisce a Cecile Sharp,
Williams, Hammond e altri. Dischi sul Lincolnshire. Lansia dellarcaico, ci
che non deriva da un presunto modello classico, quello greco, solo una de-
gradazione.
XVIII secolo, in GB interesse per la poesia popolare, MacPherson, Addison.
Dal falso nasce il forte interesse romantico per questa poesia. Herder, con lo
Sturm und Drang, passa al piano ideologico, il genio della nazione, espressione
genuina della canzone. Herder, Goethe e Burger, Lessing, raccolta di canzoni
popolari. Bramhs conosce questa raccolTa e la Zuccalmaglio. Arrangia alcune
canzoni. Entra in contatto con il circolo renano, di Leutzenkirchen e
dAlquen, e si schiera dalla loro parte nella polemica con Erk, sulla falsificazio-
ne, da maggiore a minore, notazione approssimativa. Polemica fra il puro
popolare e il popolare cos com. Sono proprio i canti in minore a interessare
Brahms, che rifiuta il canto popolare moderno, urbano.
Sachs e Hornbostel vanno in America nel 1933. Fusione con lAmerica Socie-
ty for Comparative Musicology, dissoluzione. Influenza di Franz Boas negli
USA, approccio antropologico. Fewkes e il fonografo dal 1890. Sviluppo
scienze umane, limiti del comparativismo.
Alan P. Merriam (Anthropology of music, 1964), concezione antropologica del-
la musicologia. 1960 problema della redinifizione del campo e del metodo.
Nettl e Schneider, ancora solo fuori dalleuropa. Kolinski mette in dubbio il
limite geografico. Osservare la cultura materiale, decorativa, tecnica degli
strumenti, il significato, i testi, la categorizzazione dei canti, lo status e la
formazione del musicista, le funzioni della musica. Etnomusicologia come
unica musicologia. Herzog come tramite da Berlino, a Budapest con Bartok,
in USA studia con Boas.
Dualismo antropologia/musicologia fra The Anthropology of Music (Mer-
riam) VS The Ethnomusicologist (Mantle Hood). Hood si offre alla partecipa-
zione musicale diretta, apprendendo la musica altra, ma non si piega verso il
popolare.
La discriminazione di Alan Lomax, ricerca in Europa, soprattutto in Italia. La-
vora prima con il padre. Registra anche Jelly Roll Morton e Woodie Guthrie. Si
dedica alla musica etnica e popolare, con un progetto di classificazione con il
Cantometrics. Rapporto fra folkloristi ed etnomusicologia.
1947 Internation Folk Music Council a Londra. 1955 nasce la Society of Eth-
nomusicology. In crisi la prima istituzione. La SEM sostenuta dagli USA. Di-
battito vivissimo nella SEM. dilettantismo nellIFMC. Pubblicazioni senza
preoccupazioni scientifiche, anche con lappoggio dellUNESCO. 1964 diventa
direttore Zoltan Kodaly, svolta, cambia in ICTM, Traditional, non pi Folk.
Associazione internazionale, che fa da ponte anche durante gli anni della guer-
ra fredda. Negli USA la parte etnomusicologica di stampo antropologico ha
la meglio. Gi Kunst nel 1950 cambia il nome del libro da Musicologica a Eth-
no-musicology. Crisi della disciplina, allargamento del campo di ricerca e in-
terdisciplinariet. Poco interesse iniziale per jazz, etnodanza e popular mu-
sic, dalla rivista della SEM, Ethnomusicology.
Etnomusicologia: studio del mondo musicale rimasto escluso dalla ricerca
rispetto alla musica darte occidentale.

IL MUSICOLOGO RADDOPPIATO
1959 Congresso a Colonia, Brailoiu, ancora etnomusicologia al margine. Musi-
ca vs non musica, uomini vs non uomoni.
Lo strapotere del documento scritto, base della separazione fra storia ed et-
nologia. Memoria orale strabiliante nelle culture tradizionali, non lontane. La
memoria degli strumentisti popolari (non dei cantanti), per ruolo specializza-
to, apprendimento, genealogia dei maestri, il ruolo del musicista nella cultura
popolare e il mito, simile al divo. Memoria fatta di realt e mito. Esempio del
violinista di Creta, Papadakis, sul repertorio fino al XVIII secolo, anche i nomi
dei brani spesso corretti. Necessaria conoscenza della mentalit popolare.
Assenza di vero pregiudizio nei pionieri illuministi. Sogno universalistico.
Syntagma Musicum di Praetorius, il Gabinetto Armonico di Bonanni, nessuna
discriminazione alle origini dellorganologia. Rousseau profetizza le spedizione
antropologiche. La Tavola N del Dictionnaire. Accosta ad americani e cinesi, an-
che il montanaro svizzero i gondolieri. Parla dei gondolieri veneziani che can-
tano le ottave del Tasso e delle ottave alla fiorentina.
Attrazione dellesotico per la disciplina. Anche Charles Burney in Italia, nel
1770 con un concerto di musica popolare in strada, portato in casa (per or-
zaiolo), fa osservazioni prettamente musicali. Interesse anche per suonatori
dalla Calabria e per la musica del tarantismo. Tutto per escluso dalla Gene-
ral History.
Interesse di Padre Martini per la musica liturgica orientale, ricercando una
qualsiasi attestazione di ascolto, riconosce loralit di quella musica sulla carta.
Lavoro completamente a tavolino. Non pu cogliere il valore della musica
popolare di cui partecipe, rispetto a Burey.
La musicologia moderna apertamente negativa rispetto alle musiche al-
tre. Evoluzionismo, idea di progresso. Modello francese della ricerca delle
fonti e delle prove come appoggio al ragionamento, rispetto alla glossa del
modello italiano. In Germania continua opposizione al pensiero Inglese e Fran-
cese. Un progresso armonico della storia che per sembra interrompersi nel
900 con musiche non omogenee al segno del tempo, eliminando dalla storia
alcuni musicisti. Terreno fertile nel marxismo, redenzione attraverso
levoluzione. Rivalutazione di musicisti dimenticati, solo se considerati pre-
corritori del progresso tecnico. Si impone la supremazia della musica occi-
dentale, anche nellottica della musicologia comparativa. Esclusione di von
Helmoltz o Ellis, perch mettono in crisi luniformit costruita. Ellis dimo-
stra linesistenza di un sistema musicale naturale e introduce la misurazione
in cents per la misurazione degli intervalli.
Influenza della musicologia tedesca nella restrizione del campo,
nellesclusione dei fenomeni altri, vicini. La Musica resta solo quella ufficiale.
In Italia: Musicologia in ritardo. Refrattariet dovuta al positivismo italiano.
Interesse italiano per la musica popolare regionale, continuo. Oscar Chilesotti
e la Rivista musicale italiana, con la rubrica Folklore musicale, con importan-
ti contributi, come Ella Adaiewsky, con eccellenti trascrizioni. Contributi di Fara
(sulla Sardegna) e Ferrero (sui negri americani).
Andr Shaeffner, Tiersot, etnografia musicale, termine usato da Amintore
Galli nel 1898 in una pubblicazione misteriosa, rivelatosi un poster, con un
mappa recante illustrazioni e indicazioni musicali di ogni livello e origine. Il Cau-
caso sostituto con il Paradiso Terrestre. La pessima musica dei Lapponi.

Gli effetti dellidealismo crociano sulla musicologia italiana. La musica


allinterno del concetto astratto di arte. La rivista Rassegna Musicale di
Guido Maria Gatti. Marginalismo e stanchezza culturale. Letnomusicologia
(dopo Fara e Favara), perde ogni contatto con la musicologia e anche con il
folklore. Dal 21 al 69 esclusa dalle pubblicazioni musicali quasi completa-
mente anche dai convegni sulle tradizioni popolari. Avvicinamento forzato
verso lantropologia, salvandosi dal romanticismo del folklore di quel periodo,
indirizzato anche dal fascismo. Insofferenza dei demologi rispetto ai musico-
logi, che ignorerebbero la filologia del testo. Difese di Carpitella.
I musicologi pensano che per parlare di musica popolare non sia necessaria una
preparazione dedicata. Esempio dellintervento di Massimo Mila su Bartok.
Tutto ci basandosi sul senso comune, ritenuto sufficiente. La difesa degli et-
nomusicologi evidenzia la diversit della musica popolare, incentivando pe-
r cos lidea di astoricit di questa realt.
1973 Roma, primo convegno di studi etnomusicologici in Italia, taglio di-
chiaratamente interdisciplinare, dalla demologia alla filogia romanza, alla mu-
sicologia ufficiale. Demologia e antropologia culturale spesso rinnegano questa
disciplina come un po invadente. La realt silenziosa descritta dalla demolo-
gia su La ricerca folklorica. Esclusione delletnomusicologia fra le scienze an-
tropologiche delle guide alluniversit.
Crisi della musicologia sullOpera, das Werk, gi giustiziata dalla musica con-
temporanea. Proprio per le implicazione antropologiche perse nel tempo.
Crisi profonda della storiografia, che non si risolve accostandola alla storia so-
ciale. Crisi dovuta alla sensorialit totale, alla sincronismo non pi descrivibile
con una descrizione bidimensionale.
Frammentazione dellarte e della musica dagli anni 60. Letnomusicolgia an-
tropologica mostra come sia possibile contestualizzare levento nel persen-
te e anche storicizzarlo.

MUSICA COLTA E MUSICA POPOLARE
Meno netta la distinzione con musica popular, jazz, musica leggera, perch
realt urbane. Ambiguit dello stesso termine popolare.
Musica colta: musica delle egemonie sociali e culturali europee dal Medioevo
a oggi, legata ambiguamente allo scritto. Egemonia della scrittura nella rico-
struzione storiografica. Falsa autonomia dello scritto rispetto alle pratiche
musicali. Esasperazione della scrittura e influenza sul processo creativo, fino
alle partiture dei contemporanei, con suoni insuonabili. Esclusione delle fon-
ti orali e delle interpretazioni orali di fonti scritte.
Nino Pirrotta, consapevolezza della musicologia per la parte orale che una
partitura non esprime, mai. Vediamo la partitura della Traviata o del Misere-
re di Allegri, che con la perdita della consuetudine orale dellesecuzione perde
di valore e significato. Forte valenza orale della partitura medievale, lo scritto
come traccia. Questo vale anche per la pratica musicale popolare, come nel
jazz. Ricomposizione su strutture precise, non improvvisazione. La partitura
imprecisa non solo quella delle trascrizioni etnomusicologiche, ma di tutte.
Treitel: paradigma moderno e paradigma medioevale.
Passaggi dalla musica popolare a quella colta, dunque che diventa scritta.
Massimo Toriano che trascrive brani napoletani. Coincidenza della narrazione

del Combattimento di Tancredi e Clorinda nella versione di Monteverdi, con


quelle dei cantastorie popolari.
Non esiste una musica integralmente colta o popolare. Difficolt di delineare
con precisione il concetto stesso di popolo, che con influenza marxista, ha un
accezione economico-sociale. De Jacourt nellEncyclopedie, fornisce una defi-
nizione aperta, lunica accettabile. Si fa rientrare nella categoria di popolare
tutto ci che non colto, imperialismo culturale. Sistemi compositivi auto-
nomi della cultura orale. Composizioni eminentemente orali ormai ricono-
sciute solo come scritte, come lOdissea. La composizione per sviluppi modu-
lari, non riconosciuta dalla musicologia ufficiale. Il mondo popolare non pi
delimitabile al mondo agro-pastorale.
Meccanismo di proposta singola/risposta collettiva che modifica il repertorio,
osservato da Bruno Pianta. Professionisti che inseriscono cose nuove nel
pubblico popolare, assunte dalla moda dellegemonia o adeguando materiale a
nuovi gusti comunque popolari. I Cantastorie sono un esempio perfetto di figura
di mediazione fra i due mondi. De Antiquis e Callegari.
Il caso dei fogli volanti, scritti da autori popolari, prodotti industrialmente,
venduti dai cantastorie che insegnano i testi cantando agli spettatori. Rispetto
ai fogli conservati pochi canti. Perch rientrati tramite i librai in un circuito
urbano, senza lesemplificazione musicale. I cantastorie, in base alla metrica,
su alcuni moduli, cantavano su arie conosciute, altri indicavano la melodia da
usare.
La stampa crea un vero solco fra popolare e colto. La cultura egemone si pu
espandere tantissimo. Probabilmente in passato i fogli raggiungevano anche le
campagne, anche attraverso mediatori semicolti, come novit da fuori. Continuo
processo di trasformazione del repertorio. Glauco Sanga e Italo Sordi stu-
diano i problemi della lingua nei testi folkorici lombardi.
Storia subalterna, in continuo contatto con legemonia. Innovazione inter-
pretata in coerenza con il passato. Stesso livello di complessit e storicit.
Non rappresentabile con il modello razionalizzato della storia delle ege-
monie, per questo appare disgregata. Sono possibili altri modi di rappresenta-
zione
della
storia.
Ridisegno del rapporto uomo-passato, perdita dei confini fra i generei musica-
li, ingordigia del consumismo, ma non solo, fenomeno profondo.
Letnomusicologia ha il dovere di osservare il presente, non solo inseguire
il passato, tenendo conto il movimento caotico del mondo contemporaneo.
La musica popolare non immobile e non ha scelto lisolamento, non venera
il passato. Van Gennep, mondo popolare non come sopravvivenza di
unantichit mitica. In ogni manifestazione folklorica c almeno un uomo per cui
questa ha qualche utilit, altrimenti si spegne. Lantistoricismo totale per da
superare. Sono intellegibili a volte chiaramente le tracce di un passato, anche
filologicamente. Problemi diversi dalla musica colta, necessario approccio di-
verso dalla musicologia classica ottocentesca.
Confronto sincronico fra LE storie della musica, studio delle interazioni fra i
due repertori. Ritrovare nella musica popolare contemporanea musiche ri-
portate da fonti scritte antiche. Il lavoro di Pratella sulla Girometta, attestata
anche in fonti come Zarlino 1558. Derivata dalluso popolare pi o meno di-
rettamente in varie versioni. Canzone urbana o contadina? Popolare ora o
popolare anche prima? Utilizzata per i concerti di campane, dove attestata

maggiormente in passato. Melodia abbastanza stabile, caso quasi unico. Sanga


ipotizza che il testo si riferisca ad un ambulante, IL girometta, trasformato in
nome femminile in ambito colto perch non capito.
Nino Pirrotta ipotizza che i numerosi madrigali che procedono per quinte pa-
rallele, villotte alla napoletana, non siano uno sberleffo tecnico, ma un tenta-
tivo di scrivere la tecnica dei canti popolari, una funzione espressiva in-
somma.
Quanto di ci che attribuiamo ad unantichit popolare effettivamente risalente
ad un epoca arcaica? Ansia di ricondurre la cultura popolare allarcaico,
allantico. Animo conservativo e genuinit del popolo sono miti difficili da
sfatare nel senso comune. Esempio: il pifferaio Ernesto Sala spiega che la mon-
ferrina ballo antico, in realt stata inseriva nelle quattro provincie solo di
recente.
Nella musica colta la trasmissione delle innovazioni rapida, tale da rende-
re accettabile la periodizzazione stilistica della storia della musica dellEuropa.
Nella realt popolare, diverse aree hanno un diverso grado di apertura con la
novit. Il mondo folklorico associa la conservativit allisolamento culturale
e geografico e allignoranza. In realt una forte conservazione riscontra-
bile al contrario in luoghi fortemente segnati dal contatto con il resto del
mondo. Come il nostro arco alpino, dove le novit sono riportate ad un modello
coerente. Conservazione e isolamento non sono complementari. Esempio del
Canavese, ex contadini-operai di Ivrea, conservazione della vecchia unione
sociale proprio nel canto. La crisi del mondo contemporaneo ha comunque
portato mediamente ad una dissoluzione del mondo tradizionale.
Canto liturgico e paraliturgico, territorio di confine, dunque trascurato. Con-
siderate come devianti da parte della Chiesa, dunque dalla cultura ufficiale.
Accettate solo con motivazioni pastorali in particolari situazioni, ma non inco-
raggiate. Un repertorio che conserva il testo latino ma si connota come popola-
re sotto laspetto musicale e funzionale. Tagliati fuori dagli studi sulla reli-
giosit popolare, perch apparentemente non devianti e perch contraddittori
rispetto allidea comune di musica folklorica. La Chiesa come luogo dincontro
scontro e intreccio fra i livelli culturali. Istituzione universale che si deve adat-
tare ad una cultura multiforme. Determinante in questo repertorio lapporto
delle Confraternite. Atteggiamento di confine, come il repertorio, fra folklore e
professionalit.
I Conservatori formavano gli orfani o ciechi, ecc, alla professione di musici-
sta. Un ruolo che gli poteva permettere di vivere. Non tutti entravano nel circolo
colto, alcuni, molti, rientrano nel loro mondo come musicisti popolari di
musica popolare, senza alcuno svilimento professionale. Questi diventano
necessariamente mediatori di cultura musicale alta nel mondo popolare.
Uno dei violinisti osservati a Napoli da Burney, gli annota la melodia e
larmonia. Il violino passa nelluso popolare in et barocca e mantiene un
ruolo alto allinterno di quel mondo. Modernizza il repertorio degli altri
strumenti. Gerarchicamente superiore. 1661 gli orbi di Palermo sotto i Ge-
suiti, inimmaginabile per altri strumenti.
Dal XVIII secolo i due mondi musicali si distanziano maggiormente, anche
per effetto della musica nei teatri, inaccessibili ai subalterni.

ESOTICO O PRIMITIVO?
Esotismo, populismo, primitivismo. Carpitella, I primitivi e la musica contem-
poranea. Ha senso il confine fra periodo di esotismo e primitivimo?
Listz e Bartok: ungheresi, patria, uno in Turchia, per laltro sono animali.
Scale esatoniche di Debussy, modalismo di Messiaen e Dvorak. Superficiale e
decorativo nel passato lesotismo? Poi partecipazione organica nel 900 con
il primitivsmo? Relazione profonda? Certo nuova consapevolezza dellaltro, al-
meno superficiale. Esperienza coloniale e postcoloniale. Nuovo rapporto fra
leuropa borghese e gli altri. Anche lesotismo pu essere un aspetto solenne.
Il sogno rinnovato del mito del buon selvaggio. Nasce nel frattempo lo stato
democratico borghese e il mito del progresso scientifico. Cambia il ruolo del
musicista professionista. Lutopia della citt ideale, riflessa in Parigi. Sogno di
paradisi di pace, lontani dalle guerre europee. Il selvaggio americano e il civi-
le cinese, incontrati, pongono problemi. Contrasto con le Sacre Scritture, tan-
to da negare lumanit di questi popoli. Gli annali dellImpero sconvolgono la
cronologia biblica.
Esotismo: dal XVII secolo nellarte, turchi, corsari, negretti. Dal vicino Oriente
allImpero Celeste. I giardini di Versailles specchio della razionalit occidenta-
le. Negozi di cineserie. Frivolerie che testimoniano anche i sentimenti
dellepoca. Montaigne: uno chiama barbaro quello che non nei suoi costu-
mi. Pregiudizi ancora radicati, razzismo e scienza. Nuovo modo di raffigurare il
selvaggio.
La spedizione di Napoleone in Egitto d sostanza allesotismo. Il mito della
lontnanza. Lidillio esotico illuminista cessa di esistere. In Egitto la Societ des
observateurs de lhomme di Jauffret e de Tracy. Con il colonialismo cambia il
rapporto con gli altri. Con Theophile Gautier nasce lesotismo estetico.
Limmaginario si mescola, nella cultura simbolista. Separazione della scienza,
che nel frattempo scopre la somiglianza con il primitivo.
Morgan e Tylor. Ancora forte eurocentrismo. Si arresta alle soglie del 900? Per
gli impressionisti limmaginario esotico sempre confuso e per la reverie
(debussy).
1867 Esposizione Universale di Parigi e le altre esposizioni coloniali. Esoti-
smo anche nellarchitettura, contatto solo superficiale, non funzionale.
Lesotico una suggestione mediata per locchio europeo. Scarsit di fonti
dispirazione per la musica, soprattutto autentiche. Manca lo stimolo. Perch
la musica avrebbe dovuto cambiare radicalmente il suo linguaggio solo per esse-
re giudicata pi profondamente partecipe con gli altri?
Difficolt dellassumere le musiche altre dentro il sistema tonale che si va
consolidando. Beethoven, quartetto n.15, ne rispetta la struttura modale, ri-
schiando molto. Brahms con il Volkslieder Deutsch 49, riporta limpianto mo-
dale in una struttura prettamente tonale, perdendo cos per molto del pezzo, in
una forma ibrida con pi toniche. Vale per tutti i volkslieder.
Lesotismo musicale emerge soprattutto nelle forme sceniche. Moltissimi
libretti su sfondo esotico, soprattutto in Francia, solo artificio stilistico, non
mutamenti di linguaggio.
La Cina pone un problema alla storia della musica basta sullevoluzione.
Amyot sosteneva fosse pi antica anche di quella egizia e greca. Dati diffi-
cilmente confutabili.

Crisi dei vecchi valori. Larte sembra assumere pi profondamente


limmagine delle civilt lontane. Suggestioni che alimentano un discorso musi-
cale in cui il meccanismo tonale ormai saturo. Nuova valutazione dei valori
espressivi, arriva anche alla ricomposizione del linguaggio nelle avanguar-
die. Larte anticipa etnologi e storici. Lansia del primitivo ha davvero lo
sguardo rivolto verso gli altri? Forse pi psicologico. Il primitivo come cate-
goria dello spirito, come umanit essenziale. Il primitivismo del 900, rispetto
allesotismo del 700, forse propone solo nuovi miti.
Libretto di Tiersot sullEsposizione universale di Parigi del 1889. Evento
che ebbe molta influenza per il primitivismo. Terreno di incontri. Camille
Saint Saens inorridisce allascolto della musica cinese che apprezzava sulla
carta come suggestione compositiva. Tiersot descrive lesposizione in ogni gior-
no, arrichisce con trascrizioni di frammenti. Molte contraffazioni, lorchestra
russa fatta da francesi, orchestre zigane che riarrangiano il Guglielmo Tell, gi
in Francia da molto. Descritto un concorso di musica pittoresca, novit rivolu-
zionaria, veri suonatori popolari. Italia rappresentata da orchestra di chi-
tarre e mandolini napoletana.
Lo shock delle danze giavanesi. Larmonia non pi vendibile come invenzione
europea, sviluppo autonomo, forse in Oceania e Africa addirittura anteceden-
te. Falsi di Cleo de Merode e Mata Hari, falsa principessa orientale.
Pioneristico lavoro etnomusicologico di Tiersot che trascrive quello che pu
con ottime capacit musicali. Ricerca non sul campo, ma diretta.
Libretto del figlio di Gautiers, con le musiche bizzarre dellesposizione del
1900, armonizzate per voce e pianoforte e con i testi tradotti.
Etnomusicologi che proteggono le musiche altre dal contatto con la musica
occidentale, ideologia conservatrice. Gerarchia anche fra le musiche altre, in
India degne solo quelle darte, abbandonate le forme popolari.
Irreversibile processo di omologazione alloccidente. Studio dei modi di
utilizzo del bagaglio europeo nelle musiche altre. I gesuiti suonavno il clavi-
cembalo per limperatore cinese gi nel XVII secolo. Descrizione del viaggio
di 4 giapponesi convertiti nel mondo musicale europeo nel 1584-1586, orga-
nizzato da gesuiti. Conoscono i maggiori compositori del tempo e apprendo-
no. Uno di loro, al ritorno, suona il clavicembalo per limperatore.