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Antonin Artaud

STANOTTE, OV VEROSIA
NELLA NOTTE FRA IL 16 E
IL 17 OTTOBRE 1946...

Traduzione di Ena Marchi

Adelphiana
www.adelphiana.it
1 giugno 2004
Stanotte, ovverosia nella notte fra il 16 e il 17 otto-
bre 1946, accaduto un fatto al quale, nel caso in
cui ne fosse venuta al corrente, lopinione pubblica
non avrebbe attribuito la bench minima impor-
tanza, e che nei giornali $gurerebbe tuttal pi nel-
le brevi di cronaca o nella rubrica dei necrologi.
Questo fatto riguarda, nellambito di ci che o-
biettivo, patente, veri$cabile, la morte improvvisa
di qualche rabbino, di qualche armeno, di qualche
giovane, di qualche ragazza e anche di qualche spi-
rito.
I giornali di stamattina riferiscono di massacri in
India, di battaglie fra ind e musulmani. Ma sem-
brava passato il tempo dei massacri di armeni per
mano dei turchi. E invece tornato. Solo che non
dai turchi sono stati massacrati gli armeni. E che io
quando sono morti non ero lontano da loro. Li ho
visti dibattersi, come suol dirsi, fra gli atroci tormen-
ti dellagonia.
E ora so per quale motivo gli armeni sono stati per
secoli massacrati dai turchi.

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Perch viviamo su una terra bovina, in mezzo a gen-
te i cui occhi sono pieni della cispa pi tartufesca.
E allinfuori dei pochi, pochissimi amici che cono-
sco e che frequento, a chiunque parlando con me si
lamenti della pace, o della guerra, o della morte, o
della vita ho voglia di dire:
Di che ti lamenti, specie di ignobile bestione, sof$o
acquoso di ingordigia, tu mangi, bevi, urini, puzzi,
pensi, cammini, parli come uno sporco zoticone
buzzurro, una bestia di troppo nella vita,
n pi n meno che un intruso delle cose, una sor-
ta di superfluo delle cose.
Perch vivi, a che servi. A che serve questa umanit.
Tutti quelli che so essere miei amici sono soltanto,
a guardarli bene, zimbelli degli altri, miseri zim-
belli dellaltro. Ma di chi|
Di colui che non sarebbe mai dovuto nascere.
Questo mondo di guerra e di mercato nero, di si$-
lide, di [ ], questo mondo lastricato solo di intru-
si che non apportano niente, non producono nien-
te, e attorno a noi sentiamo ripetere sino allo s$ni-
mento le stesse sordide cose.
E la domenica davanti ai cinema, sotto la pioggia e le
intemperie, ci sono $le che lasciano sgomenti,
ma ce ne sono di assai pi oscene, di assai pi igno-
bili, di assai pi nascoste davanti alla porta delle co-
scienze di noi tutti,
noi chi| io e i miei leali amici.
Chi sono|
Gli amici di una vita, i lettori comprovati delle mie
opere, quelli che leggono nella vita e non in spirito.
E che centra lArmenia con tutto questo.

3
Centra che la guerra e il mercato nero sono sol-
tanto insolenti e ipocrite facciate, e che quelli che
ne vivono e ne soffrono si lamentano solo per tar-
tuferia.
La verit che questo mondo falso, e quelli che ci
vivono ne hanno in tasca un altro che serve loro a
portare questo qui e a non soffrire a causa di esso.
Voglio dire che questa umanit ha unaltra esisten-
za sul piano dei golem, dei lemuri, delle succhia-
sangue, dei vampiri,
insomma, sul piano degli spiriti maligni, e che vive
unicamente di spirito maligno.
E lo sa.
Ma si guarderebbe bene dal dirlo, che il piano su
cui ci sprigioniamo in spirito il suo rifugio di tut-
te le notti.
E anche qualcosa di pi.
Sprofondamenti di mari non sono ricreati.

hritier antonin artaud