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Matematica Finanziaria

(6cfu)

(Appunti - N.E. D’Ortona)

D'Ortona - Matematica Finanziaria - 1


Unisannio
Titolo della lezione

Prestiti divisi
Indice
1. Titoli obbligazionari
2. Titoli a capitalizzazione integrale
3. Titoli a cedola fissa
4. Ammortamento di prestiti divisi
5. Problemi probabilistici connessi ai prestiti divisi
in obbligazioni con estrazione a sorte
Titolo della lezione

Titoli obbligazionari
Composizione del mercato dei capitali
Ad ogni epoca di osservazione, il mercato dei capitali può è descritto dall’insieme delle
operazioni finanziarie (contratti) in vigore. In relazione alle caratteristiche dei diversi strumenti di
scambio finanziario, si può individuare la seguente segmentazione del mercato dei capitali:

Mercato dei Capitali

Mercato Creditizio
(Depositi e Prestiti) Mercato Mobiliare

Mercato Mercato Finanziario Mercato dei


Monetario In senso stretto Cambi

Mercato Mercato Mercato dei


Azionario Obbligazionario Derivati

Vogliamo analizzare alcuni strumenti del mercato dei titoli obbligazionari.


Prestiti obbligazionari

Quando un soggetto (Stato, Azienda, Ente) necessita di finanziamenti di importi elevati, si ricorre al
frazionamento del prestito in un certo numero di quote. Il prestito diviso si definisce prestito
obbligazionario e ciascuna quota costituisce un titolo di credito detto obbligazione.

A. Prenditore

B. Prestatore di fondi (insieme di più prestatori di fondi: banche, compagnie di assicurazione)

C. Ente emittente (intermediario finanziario che emette il prestito obbligazionario, surrogando la


posizione (di debitore) del prenditore di fondi.

Definizione. L’obbligazione è un titolo fiduciario (di solito al portatore) che stabilisce un rapporto tra il
prestatore di fondi (detentore dell’obbligazione) e l’Ente emittente, che diventa il debitore, surrogando
la posizione del prenditore di fondi.
Classificazione e caratteristiche

I principali elementi dei titoli obbligazionari sono:

 Valore nominale o valore facciale (F).


 Tale valore è ‘’stampato’’ sul titolo ed è spesso l’ammontare monetario che viene restituito
al possessore del titolo al momento della scadenza.
 E’ la somma di riferimento per il calcolo degli interessi (cedole).
 In generale non rappresenta la quotazione dell’obbligazione.
 Normalmente i prezzi delle obbligazioni sono quotati in funzione di un valore facciale pari a
100.

 Valore (o prezzo) di emissione (P0)


 E’ l’importo al quale un’obbligazione viene pagata all’emissione (sul mercato primario),
ossia è l’importo che il sottoscrittore paga.
 Il prezzo di emissione può o no coincidere con il valore nominale.
 Se P0 = F si parlerà di emissione (o acquisto) alla pari.
 Se P0 < F si parlerà di emissione sotto pari e la differenza (F - P0) viene detta Premio di
Emissione.
 Se P0 > F si parlerà di emissione sopra la pari e la differenza (P0 – F) viene detta
Sovrapprezzo di Emissione.
 Valore di rimborso (o capitale di rimborso) (S).

 Rappresenta la somma che viene rimborsata al possessore dell’obbligazione alla sua


scadenza. Tale valore coincide spesso con il valore facciale F, ma può risultare diverso.
 Se S = F si parlerà di rimborso alla pari.
 Se S < F si parlerà di rimborso sotto la pari e la differenza (F – S) è detta Sconto.
 Se S > F si parlerà di rimborso sopra la pari e la differenza (S – F) è detta Premio.

 Tasso cedolare (tasso tecnico, tasso obbligazione, tasso nominale)

 E’ il tasso utilizzato per determinare gli interessi da pagarsi sul capitale (valore nominale, F,
del titolo).
 Se gli interessi sono distribuiti annualmente allora si tratta di un tasso annuo effettivo.
 Se gli interessi sono distribuiti in m periodi nel corso dell’anno, allora si tratta di un tasso
nominale convertibile m volte, ossia:

j ( m)  m  i 1
m
 Cedole (o Coupon)

 E’ quella parte del titolo che rappresenta l’interesse da pagarsi sul capitale, a scadenze
periodiche, e proporzionali al valore nominale del titolo in ragione del tasso tecnico.
 Ad esempio, se il tasso cedolare è j(2), allora l’obbligazione paga due cedole semestrali di
importi:
j (2) j (2)
 F, F
2 2
 Il giorno di pagamento delle cedole viene detto giorno di godimento.

 Rateo (o dietimo) di interesse

 E’ la parte di interessi maturati dall’ultimo godimento di cedola.


 Il rateo è la parte di interessi non ancora esigibili ma da considerarsi in caso di
negoziazione del titolo ad un’epoca diversa da una delle scadenze delle cedole.
 Rateo di interesse (continuazione)

j (m) j ( m) t  t m 1
F Rateo  F 
m m t m  t m 1
Rateo

tm-1 t tm

Esempio. j(2) = 11%, F = 100, tm-1 = 30/06, tm = 30/12, t = 7/09. (Ipotesi: anno commerciale).

11% 67
Rateo  100   2,047€
2 180
 Corso di acquisto (Quotazione)

 E’ il prezzo Pt al quale il titolo viene negoziato successivamente alla sua emissione (nel mercato
secondario, di solito Borsa Valori, MTS).
 Se un titolo è negoziato ad un epoca non coincidente con la scadenza della data di distacco
della cedola, ossia in t (tm-1 < t < tm), il corso si distingue in:

 Corso secco: prezzo che avrebbe il titolo valutato al tempo dell’ultimo distacco di cedola, ossia in
tm-1.
 Corso tel-quel: prezzo del titolo in t, ossia il corso secco aumentato del rateo (interessi maturati
nell’intervallo (tm-1, t):

Pt (tq )  Pt ( s )  R(tm1, t )

 Se il titolo è soggetto a tassazione in base ad un tasso g, occorre considerare:

j ( m) t  t m 1
R(t m 1 , t )  F   (1  g )
m t m  t m 1
 Generalmente la negoziazione avviene a corso tel-quel.
 Per evitare che il prezzo del titolo sia influenzato dalla maggiore o minore prossimità al giorno di
godimento, le quotazioni vengono fatte al corso secco.
Tipologie di rischio
I titoli obbligazionari vengono solitamente assimilati ad investimenti «a reddito fisso», in quanto sono
investimenti in cui il rendimento a scadenza è fissato al tempo iniziale. Si trascurano così una serie di
rischi che possono alterare il rendimento finanziario conseguente al possesso del titolo.

 Rischio di insolvenza o di credito:


 riguarda la possibilità che le cedole o il capitale non vangano pagati;

 Rischio di tasso di cambio:


 per i prestiti in valuta estera non è a priori nota la consistenza dei flussi di cassa;

 Rischio di prezzo:
 riguarda le obbligazioni rivendute prima della scadenza;

 Rischio di reinvestimento delle cedole:


 è indotto dalla volatilità dei tassi di impiego nel tempo;

 Rischio di inflazione:
 connesso alla perdita di potere di acquisto non controbilanciata dal reddito realizzato;

 Rischio di liquidità:
 per mancanza di incontro tra domanda e offerta (prezzo denaro / prezzo lettera) in caso di
vendita prima della scadenza;

 Rischio di rimborso anticipato:


 se il regolamento del prestito prevede che l’emittente possa rimborsare il prestito prima della
scadenza;
Classificazione dei titoli obbligazionari
Riguardo al soggetto emittente possiamo distinguere fra:

 Titoli di Stato: titoli di debito emessi dallo Stato per finanziare la spesa pubblica,
 Obbligazioni societarie: titoli di debito emessi dalle società per azioni,
 Obbligazioni emesse da organismi sovranazionali.

Nell’ambito dei titoli di Stato, si hanno:

 BOT: titoli a capitalizzazione integrale, senza cedole; scadenze: 3, 6, 12 mesi

 CTZ: titoli a capitalizzazione integrale, senza cedole; scadenze: 2 anni

 BTP: titoli a cedola fissa (semestrale o annuale); scadenze: 3, 5, 7, 10, 30 anni

 CCT: titoli a cedola variabile (semestrale, annuale) indicizzata al rendimento dei BOT (6m);
scadenze: 3, 4, 5, 6, 7, 10 anni
All’interno dei prestiti obbligazionari possiamo distinguere le seguenti categorie di titoli:

 Obbligazioni senza cedola (zero-coupon, discount bond): investimento con reddito incorporato
nel valore di rimborso;

 Obbligazioni a cedola fissa (straight bonds): l’emittente corrisponde cedole periodiche valutate a
tasso tecnico prefissato e in cui il valore di rimborso e la scadenza sono prefissati;

 Obbligazioni indicizzate (Floating Rates Notes, FRN): titoli che corrispondono una cedola
variabile, funzione del valore di un indicatore specifico;

 Obbligazioni convertibili (convertible bonds): titoli convertibili in azioni (di solito della società
emittente) a un tasso prefissato e in un periodo prefissato.
Titolo della lezione

Titoli a capitalizzazione integrale


Definizioni e valutazioni
Si consideri un titolo di puro sconto emesso al tempo t = 0, di valore nominale F e valore di rimborso S,
scadente all’epoca t = s.
Siano:
t : l’epoca di acquisto del titolo, (0  t  s)
s : epoca di scadenza
Pt: il prezzo pagato P0 Pt S
F: il valore nominale
S: il valore di rimborso; 0 t s

Definizione. Tasso effettivo di rendimento periodale (tasso spot, tasso a-pronti):

S  Pt
i (t , s ) 
Pt

Definizione. Tasso a-pronti annuale equivalente, in c.c. (anno commerciale), al tasso i(t,s):

360
S  s t
i ' t , s     1
 Pt 
Esempio
Si consideri:
- Titolo a capitalizzazione integrale, semestrale
- Epoca di acquisto: t = 0
- Epoca di scadenza: s = 180gg (~6 mesi) 94,3 100
- Valore di rimborso: F = 100
- Prezzo di acquisto: P0 = 94,3 0 180 giorni

 Tasso effettivo di rendimento per l’intervallo (semestrale) di impiego (0,180):

100  94,3
i (0,180)   6,04%
94,3
 Tasso a-pronti annuale equivalente, in c.c. (anno commerciale), al tasso i’(0,180):
360
 100 
i ' 0,180   
180
  1  12,45% (rendimento programmato)
 94,3 
Osservazione. Il tasso a-pronti rappresenta il rendimento effettivamente realizzato, espresso su
base annuale, se il titolo non viene rivenduto prima della sua scadenza.

che è diverso da quello programmato (12,45%)


Esempio (continuazione): rischio di prezzo e rischio di tasso
Se il titolo è venduto dopo 120gg al prezzo W(120gg,100) = 96,5 il rendimento effettivo espresso su
base annuale risulta:
360
 96,5 
i ' 0,120   
120
  1  7,16% che è diverso da quello programmato (12,45%)
 94,3 

rischio di prezzo: il titolo è stato venduto ad un prezzo inferiore a quello valutato in t=0

94,3 96,5 100

0 120 180 giorni

Infatti, al momento dell’acquisto, in t = 0, il prezzo del titolo atteso dopo 120gg, risultava:

P120  100  1  i (0,180)   100  1  0,1245 


60
  0 ,16
360  98,89  96,50

poiché la quotazione del titolo in t = 120gg e minore di quella prevista in t=0,


significa che i tassi di rendimento in t=120gg sono aumentati.

In particolare, il tasso a pronti in vigore in t=120gg per un titolo di puro sconto con scadenza dopo
60gg è maggiore del 12,45% e, tenuto conto della quotazione del titolo a 96,5, risulta:

365
 100 
i120,180   
60
  1  23,83%
 96,5 
Rischio di prezzo e rischio di tasso
In sintesi, considerando l’operazione finanziaria riportata nel diagramma seguente:

P0 Pt S

0 t s
se i tassi di interesse, nell’intervallo (0,s), non cambieranno, in t = 0, si può scrivere:
( s t )
P0  S  1  i ' (0, s )   S  1  i ' (0, t )   1  i ' (t , s ) 
s t
  
360 360 360

( s t ) ( s t )
Pt  S  1  i ' (t , s )   S  1  i ' (0, s ) 
 
e risulterà: 360 360

Se invece i tassi di interesse cambiano, può accadere che: i (t , s )  i ' (t , s )


'*

 
( s t ) ( s t )
 S  1  i' (t , s)
 
e di conseguenza: Pt  S  1  i (t , s)
* '* 360 360  Pt
In tal caso, il rendimento effettivo, su base unitaria, nell’intervallo di impiego (0,t) risulta:
360 360
P *
t P  t
i '*(0, t )   t   1   t   1  i ' (0, t )
 P0   P0 
 
ovvero: i '* (0, t ) i ' (0, t ) Pt * Pt (rischio di tasso)
 
Titolo della lezione

Titoli a cedola fissa


Definizioni e valutazione
Consideriamo una obbligazione caratterizzata dal seguente flusso di cassa:
x | t : C , C ,...,C  S  | 1,2,...,n
F : valore nominale
S=F : il valore di rimborso -P C C ... C+F
C= j(1)F : l’importo costante della cedola annuale
0 1 2 ... n
j(1) = i : il tasso cedolare annuale
P0 : il prezzo di emissione

Ipotesi: se in tutto l’intervallo [0,n] il livello dei tassi è costante e pari a i* (tasso di valutazione di
mercato), la quotazione del titolo, in t = 0, risulta:


P0  C  an |i*  F  1  i * 
n

 F  j (1)  an |i*  v n   F (Si veda dispensa «criteri di
scelta degli investimenti -
calcolo del TIR)

a seconda che i * j (1)

La quotazione è definita:

alla pari: P0 = F i* = j(1)


sotto la pari: P0 < F i* > j(1)
sopra la pari: P0 > F i* < j(1)
Esempio
Calcolo del valore attuale complessivo (prezzo) di un titolo a cedola fissa 10%, triennale, cedola
semestrale; tasso di rendimento effettivo annuo (tasso di valutazione) 8%.

Fattore Flusso
Tempo Flusso sconto attualizz.
(a) (b) ( c) (d) = (b) x ( c)
0,5 5 0,962 4,81
1 5 0,926 4,63
1,5 5 0,891 4,45
2 5 0,857 4,29
2,5 5 0,825 4,12
3 105 0,794 83,35
Totale 105,66

Osservazione. Poiché il tasso di valutazione (8%) è minore del tasso cedolare (10%), il valore
attuale complessivo (prezzo) del titolo è maggiore del suo valore di parità (100).
Calcolo del Tir di un titolo a «cedola fissa».
Caso: 1° Emissione e rimborso alla pari

Sia P0 = F e calcoliamo il tasso i* (Tir)


 F  C  an |i*  F  1  i * 
n
0

 
 F 1  (1  i * )  n 
C
i *
 
 1  (1  i * )  n  0

 C
 * n
  F  *   1  (1  i )  0 
 i 

i *  0, soluzione non interessan te


C
F  *
0
i
C
i*   j (1)
F

Osservazione: il Tir definisce un indice di redditività in cui il reddito è «staccato».:


Caso: 2° Emissione alla pari e rimborso diverso dalla pari

Sia P0 = F e S ≠ F, calcoliamo il tasso i* (Tir)


 F  C  an |i*  S  1  i *   0
n

F  C  an |i*  S  1  i * 
n

F
1
CS

1  i* 
n

an |i* an |i*
F   n |i*  C  S   n |i*
F  (i *   n |i* )  C  S   n |i*
C SF
i*     n |i*
F F
Risulta :
C
i *  a seconda che S  F .
F
Andamento del prezzo del titolo al variare della durata (n)
Consideriamo due titoli obbligazionari a cedola fissa, il primo con durata n anni e il secondo con
durata n+1 anni. Sia i* il tasso di valutazione, i prezzi dei due titoli risultano:

P0  P(n)  Cv  Cv 2  ...  Cv n  F  v n
P0'  P(n  1)  Cv  Cv 2  ...  Cv n  Cv n 1  F  v n 1
da cui
P0'  P0  C  v n 1  F  v n 1  F  v n
 P0  F  v n (v  1)  C  v n 1
i*
 P0  F  v n
 C  v n 1
1 i *

 P0  F  v n 1  i *  C  v n 1
 P0  v n 1  (C  F  i * ) Inoltre :

 P0  v n 1  F  ( j (1)  i * )  
P()  lim P(n)  lim C  an |i*  F  1  i *
n   n  

n
 F  ji(1)
*

Se : risulta :
i *  j (1) allora P0'  P0  F se j (1)  i *

i *  j (1) allora P0'  P0 P() :  F se j (1)  i *
i *  j (1) allora P0'  P0  F se j (1)  i *

P0(n) j (1)
F , se j (1)  i
i

F F , se j (1)  i

j (1)
F , se j (1)  i
i
0 n

Osservazione. L’asintoto orizzontale del prezzo del titolo obbligazionario rappresenta il prezzo
“soglia” di negoziazione, il cui livello dipende dalla relazione tra tasso cedolare e tasso interno di
rendimento del titolo.
Titolo della lezione

Ammortamento dei prestiti divisi


Schemi di rimborso di un prestito diviso in obbligazioni
Presentiamo alcuni schemi di rimborso di un prestito diviso in obbligazioni.

Consideriamo un prestito obbligazionario emesso e rimborsato alla pari. Siano:

F : valore nominale di una obbligazione


N : il numero delle obbligazioni emesse
A = N x F : l’importo del prestito
S=F : il valore di rimborso di ciascuna obbligazione
j(m) : il tasso cedolare annuo nominale convertibile m-volte nell’anno
C= j(m) x F : l’interesse annuo su ciascuna obbligazione, corrisposta ogni m-esimo di anno, posticip.
P0 = F : il prezzo di emissione
n : la durata del prestito

Ipotesi di rimborso:
 Rimborso globale e pagamento degli interessi a scadenza
 Rimborso globale a scadenza e pagamento periodico degli interessi
 Prestiti irredimibili
 Ammortamento graduale
 Ammortamento graduale uniforme (quote capitali costanti)
 Ammortamento a rata costante
Rimborso globale e pagamento degli interessi a scadenza.

L’Ente Emittente, all’atto dell’emissione incassa la somma A = N x F e paga a scadenza l’unica rata
globale:

Rn  Cn  I n
Cn  A  N  F
 j ( m) 
m n

I n  A  1    1
 m  

Osservazioni:
 Tale schema è applicato nell’ammortamento dei prestiti obbligazionari di puro sconto (zero coupon
bond).
 Non c’è rischio di rimborso anticipato.
Rimborso globale con pagamento periodico degli interessi.
L’Ente Emittente, all’atto dell’emissione incassa la somma A = N x F, paga periodicamente (ogni m-
esimo di anno, posticipatamente) le quote interessi sull’intera somma A, e rimborsa in unica soluzione
a scadenza il capitale mutuato A:

t R Q.C. Q.I. Dr De

1 j (m) j (m)
1 A - A A -
m m m

2 j (m) j (m)
1 A - A A -
m m m
… … … … … …

m j (m)
n A
j ( m)
A A
m m A m 0 A

Osservazioni:
 Tale schema è applicato nell’ammortamento dei prestiti obbligazionari a cedola fissa.
 Non c’è rischio di rimborso anticipato.
Esempio.

Dati
F= 1.000
N= 100.000
A= 100.000.000
j(2) 10%
n= 5

Piano di Ammortamento dell'Emittente


Anni Rate Q.Interessi Q.Capitali Dr De
0 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
0,5 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
1 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
1,5 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
2 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
2,5 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
3 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
3,5 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
4 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
4,5 5.000.000 5.000.000 0 100.000.000 0
5 105.000.000 5.000.000 100.000.000 0 100.000.000
Prestiti irredimibili
 L’Ente Emittente, all’atto dell’emissione incassa la somma A = N x F, e paga periodicamente le
quote interessi sull’intera somma mutuata A.
 Lo schema non comporta il rischio di estinzione anticipata dell’obbligazione:

t R Q.C. Q.I. Dr De

1 j (m) j (m)
1 A - A A -
m m m

2 j (m) j (m)
1 A - A A -
m m m
… … … … … …
Rimborso graduale
Se il prestito è rimborsabile gradualmente in n-anni, mediante un procedimento di estrazione,
indichiamo con:

N h (h  1,2,...,n), il numero delle obbligazioni che saranno rimborsate nell’anno h-esimo

Nh(e) (h  1,2,..., n), il numero totale delle obbligazioni estinte alla fine h-esimo anno

Nh(v) (h  1,2,..., n), il numero totale delle obbligazioni viventi alla fine dell’h-esimo anno

In questo caso si hanno le seguenti evidenti relazioni e formule:

 Condizione di chiusura del piano:


n

N
h 1
h N

 Numero delle obbligazioni estinte dopo l’h-esima:


h
N (e)
h   Nt
t 1

 Numero delle obbligazioni viventi dopo l’h-esima estrazione:


n
N (v)
h NN (e)
h  N
t  h 1
t
 Quota interessi (complessiva) alla fine dell’anno h (h=1, 2, …, n):

I h  Nh(v)1  ( F  j (m))

dove: F x j(m) è l’interesse annuo su ciascuna obbligazione, interesse corrisposto in cedole


periodiche di importo (F x j(m)) / m

 Quota capitale alla fine dell’anno h (h=1, 2, …, n):

Ch  N h  F

 Rata alla fine dell’anno h (h=1, 2, …, n):


Rh  Ch  I h
 Debito Estinto alla fine dell’anno h (h=1, 2, …, n)

Eh  Nh(e)  F

 Debito Residuo alla fine dell’anno h (h=1, 2, …, n):

Dh  Nh(v)  F
Osservazione: Noto il numero di obbligazioni rimborsate alla fine di ogni anno, dal punto di vista
dell’Emittente, l’ammortamento di un prestito diviso si sviluppa in modo simile a quello
dell’ammortamento di un prestito indiviso.

 Esamineremo due schemi di ammortamento graduale: uniforme e a rata costante.


Ammortamento graduale uniforme (quote capitali costanti)
L’Ente Emittente, all’atto dell’emissione incassa la somma A = N x F, paga periodicamente quote
capitali costanti e quote interessi (una volta l’anno, posticipatamente) sul debito residuo.
Lo schema prevede l’estinzione anticipata di un prefissato numero costante di obbligazioni ogni anno:

t Nt Nt(v) Nt(e)
R Q.C. Q.I.

0 - N - -
n
n
N N N
(n  1) 
N
1
N F n  (i  F )
1 n n n n n

N N N
N (n  2)  2 N
F (n  1)   (i  F )
2 n n n n n
… … … …

N N N
1 (n  1) 
N N
F 2  (i  F )
n-1 n n n n n

N N
n 0 n
N N
F 1  (i  F )
n n n n
Esempio.

Dati
F= 1.000
N= 10.000
A= 10.000.000
j(1) = i 10%
n= 5

Piano di Ammortamento dell'Emittente


Anni Nt Nv Ne Rate Q.Interessi Q.Capitali
0 0 10.000
1 2.000 8.000 2.000 3.000.000 1.000.000 2.000.000
2 2.000 6.000 4.000 2.800.000 800.000 2.000.000
3 2.000 4.000 6.000 2.600.000 600.000 2.000.000
4 2.000 2.000 8.000 2.400.000 400.000 2.000.000
5 2.000 - 10.000 2.200.000 200.000 2.000.000
Ammortamento graduale a rata costante
L’Ente Emittente, all’atto dell’emissione incassa la somma A = N x F, paga periodicamente rate
costanti.
Lo schema prevede l’estinzione anticipata di un prefissato numero di obbligazioni ogni anno.
Dal regolamento del prestito, noti N, n, F, i, si ricava la rata costante:

R  ( N  F )   n|i|
E le quote capitali «teoriche», crescenti in progressione geometrica:

C1  ( N  F )   n|i|
C2  C1  (1  i )
C3  C1  (1  i ) 2
...
Cn  C1  (1  i ) n 1

Osservazione.
 Le quote capitali teoriche devono essere arrotondate e rettificate se non rimborsano, anno per
anno, un numero intero di obbligazioni.
 Esaminiamo il calcolo delle quote capitali «pratiche» con il metodo della gestione dei residui.
Metodo della gestione dei residui
Dal regolamento del prestito, noti N, n, F, i, e ricavata la rata costante:

R  ( N  F )   n|i|

Alla fine del primo anno, calcoliamo:

I1  ( N  F )  i
C1  R  I1
C1
N1  numero «teorico» di obbligazioni da rimborsare
F
N1( p )  [ N1 ] numero «pratico» di obbligazioni da rimborsare
C1( p )  ( N1( p )  F )
R1( p )  C1( p )  I1 Rata «pratica» del prestito alla fine del primo anno

Se N1  N1( p )

si ha un residuo r1  R  R1( p )

che fa parte del debito residuo alla fine della prima scadenza.
Alla fine del secondo anno, calcoliamo la rata comprensiva del montate del residuo del primo anno :

R2  R  r1  (1  i)

E procediamo in modo analogo a quanto fatto nel primo anno:

I 2  (i  F )  ( N  N1( p ) )
C2  R2  I 2
C2
N2  numero «teorico» di obbligazioni da rimborsare
F
N 2( p )  [N2 ] numero «pratico» di obbligazioni da rimborsare
C2( p )  ( N 2( p )  F )
R2( p )  C2( p )  I 2 Rata «pratica» del prestito alla fine del primo anno

Se N 2  N 2( p )

si ha un residuo r2  R2  R2
( p)

Il cui montane dovrà essere sommato alla rata teorica R, per ottenere la rata del terzo anno.
Si procede così in modo analogo fino alla scadenza.
La procedura da luogo ad una successione di rate pratiche, all’incirca dello stesso importo:
Rt  R  rt 1  (1  i ), t  1,2,...,n; r0  0
Esempio.

Dati
F= 1.000
N= 10.000
A= 10.000.000
j(1) = i 10%
n= 5
R= 2.637.974,81

Piano di Ammortamento dell'Emittente


Anni N(t) Np(t) Nv(t) Rp(t) Cp(t) I(t) R(t) C(t) r(t) r(t)(1+i)
0 10.000
1 1.637,97 1.638 8.362 2.638.000,00 1.638.000,00 1.000.000,00 2.637.974,81 1.637.974,81 - 25,19 0
2 1.801,75 1.802 6.560 2.638.200,00 1.802.000,00 836.200,00 2.637.947,10 1.801.747,10 - 252,90 - 27,71
3 1.981,70 1.982 4.578 2.638.000,00 1.982.000,00 656.000,00 2.637.696,61 1.981.696,61 - 303,39 - 278,19
4 2.179,84 2.180 2.398 2.637.800,00 2.180.000,00 457.800,00 2.637.641,08 2.179.841,08 - 158,92 - 333,72
5 2.398,00 2.398 - 2.637.800,00 2.398.000,00 239.800,00 2.637.800,00 2.398.000,00 - 0,00 - 174,81
10.000 10.000.000,00
Titolo della lezione

Problemi probabilistici connessi ai


prestiti divisi in obbligazioni con
estrazione a sorte
Problemi probabilistici connessi ai prestiti divisi in obbligazioni con estrazione a sorte.
Per il detentore di un titolo obbligazionario (identificato mediante un numero seriale) si ingenera una
incertezza relativa all’epoca in cui il titolo verrà rimborsato.
Tale incertezza può essere dominata mediante gli strumenti del calcolo delle probabilità.

Ad ogni epoca dello scadenzario del piano di ammortamento è possibile valutare le seguenti
probabilità:

 la probabilità, all’epoca t, di permanenza in circolazione del titolo fino all’epoca t+h:


N t(vh)
h pt  , (t  0,1,...,n  1; h  0,1,...,n  t )
N t( v )

Osservazione: le probabilità di permanenza in circolazione variano al variare dell’epoca di calcolo (t).


Esempio di calcolo:

Probabilità di permanenza in
circolazione valutate all'epoca t
h N(h) Nv(h) t=0 t=1 t=2 t=3 t=4
0 10.000 1,00
1 2.000 8.000 0,80 1,00
2 2.000 6.000 0,60 0,75 1,00
3 2.000 4.000 0,40 0,50 0,67 1,00
4 2.000 2.000 0,20 0,25 0,33 0,50 1,00
5 2.000 - - - - - -
 la probabilità, misurata all’epoca t, che un titolo, non estratto fino all’epoca t+h-1, sia estratto
(probabilità di sorteggio) all’epoca t+h

Nt h
h 1 / 1 qt  (v)
, (t  0,1,...,n  1; h  1,2,...,n  t )
Nt
Probabilità annuali di estrazione
valutate all'epoca t
h N(h) Nv(h) t=0 t=1 t=2 t=3 t=4
0 10.000
1 2.000 8.000 0,20
2 2.000 6.000 0,20 0,25
3 2.000 4.000 0,20 0,25 0,33
4 2.000 2.000 0,20 0,25 0,33 0,50
5 2.000 - 0,20 0,25 0,33 0,50 1,00

La probabilità, misurata all’epoca t = 0, che un titolo venga estratto entro n = 5 anni, vale:

/5 q0  /1 q0 1/1 q0  2 /1 q0  3 /1 q0  4 /1 q0  0,2  0,2  0,2  0,2  0,2  1


Durata di vita e vita media di una obbligazione.

Nel caso di prestiti obbligazionari con ammortamento progressivo (graduale) ed estrazione a sorte
delle obbligazioni rimborsate ad ogni scadenza, non è noto, al momento dell’acquisto, il numero di
anni di permanenza in circolazione della generica obbligazione.

La durata residua di vita (permanenza in circolazione) è una variabile aleatoria. All’emissione, la


distribuzione di probabilità della durata residua di vita, risulta:
~ 1, 2, ... n
T0  
 /1 q0 , 1/1 q0 , ... n 1/ 1 q0

Si definisce vita media residua di una obbligazione all’emissione, la media della durata residua di vita
valutata all’emissione:
n
~
e0  E[T0 ]   hh 1/1 q0
h 1

Nel caso del prestito esemplificato nella pagina precedente, si ha:


n
~
e0  E[T0 ]   hh 1/1 q0 Probabilità annuali di estrazione
h 1 valutate all'epoca t
 1/1 q0  21/1 q0  32 /1 q0  43 /1 q0  54 /1 q0 h N(h) Nv(h) t=0 t=1 t=2 t=3 t=4
0 10.000
3 1 2.000 8.000 0,20
2 2.000 6.000 0,20 0,25
3 2.000 4.000 0,20 0,25 0,33
4 2.000 2.000 0,20 0,25 0,33 0,50
5 2.000 - 0,20 0,25 0,33 0,50 1,00
Vita media valutata in t: 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00
Valutazione di una obbligazione (a cedole costanti).

Nel caso di prestiti obbligazionari con ammortamento progressivo (graduale) ed estrazione a sorte
delle obbligazioni rimborsate ad ogni scadenza, il valore, la nuda proprietà e l’usufrutto sono variabili
aleatorie, le cui determinazioni dipendono dall’epoca di rimborso.

Consideriamo un prestito obbligazionario rimborsato alla pari. Siano:

F : valore nominale di una obbligazione


N : il numero delle obbligazioni emesse
A=NxF : l’importo del prestito
S=F : il valore di rimborso di ciascuna obbligazione
j(1) = i : il tasso cedolare annuo
C= i x F : l’interesse annuo su ciascuna obbligazione
n : la durata del prestito
i* : il tasso di valutazione da utilizzare nel fattore di attualizzazione v
 All’emissione, per il possessore dell’obbligazione, l’usufrutto rappresenta una variabile aleatoria
con distribuzione:

 (i  F )  v, (i  F )  v  (i  F )  v 2 , ... (i  F )  v  (i  F )  v 2  ...  (i  F )  v n
u~0  
 /1 q0 , 1 / 1 q0 ,
... n 1/1 q0
E l’usufrutto atteso, all’emissione, risulta:
U
u0  E[u~0 ]  (0v )
N0
dove U0 è l’usufrutto globale del prestito all’epoca t = 0 (valutato attraverso il piano di ammortamento
globale del prestito).

Esempio. Sia N = 10.000, F = 1000, n = 5, j(1) = i = 10%, i* = 8%. (Ammortamento uniforme).


Calcolo dell'usufrutto atteso
h vh i x F x vh ∑h [i x F x vh] h-1/1q0 ∑h [i x F x vh] x h-1/1q0
0 1,00
1 0,93 92,59 92,59 0,20 18,52
2 0,86 85,73 178,33 0,20 35,67
3 0,79 79,38 257,71 0,20 51,54
4 0,74 73,50 331,21 0,20 66,24
5 0,68 68,06 399,27 0,20 79,85
Usufrutto atteso: 251,82
 All’emissione, per il possessore dell’obbligazione, la nuda proprietà rappresenta una variabile
aleatoria con distribuzione:

 F  v, F  v 2 , ..., F  v n
n~0  
 /1 q0 , 1 / 1 q0 ,
... n 1/1 q0

E la nuda proprietà attesa, all’emissione, risulta:


NP
n0  E[n~0 ]  ( v0)
N0

dove NP0 è la nuda proprietà globale del prestito all’epoca t = 0 (valutata attraverso il piano di
ammortamento globale del prestito).

Esempio. Sia N = 10.000, F = 1000, n = 5, j(1) = i = 10%, i* = 8%. (Ammortamento uniforme).


 All’emissione, per l’acquirente dell’obbligazione, il valore dell’obbligazione rappresenta una
variabile aleatoria con distribuzione:
 (i  F )  v  F  v, (i  F )  v  (i  F )  v 2  F  v 2 , ..., (i  F )  v  (i  F )  v 2  ...  (i  F )  v n  F  v n
v~0  
 /1 q0 , 1/ 1 q0 ,
..., n 1/1 q0
 u~0  n~0

E il valore atteso, all’emissione, risulta:

U  NP
v0  E[v~0 ]  u0  n0  0 ( v ) 0
N0

Esempio. Sia N = 10.000, F = 1000, n = 5, j(1) = i = 10%, i* = 8%. (Ammortamento uniforme).


Calcolo del valore atteso
h vh i x F x vh ∑h [i x F x vh] F x vh h-1/1q0 {F x vh+∑h [i x F x vh]} x h-1/1q0
0 1,00
1 0,93 92,59 92,59 925,93 0,20 203,70
2 0,86 85,73 178,33 857,34 0,20 207,13
3 0,79 79,38 257,71 793,83 0,20 210,31
4 0,74 73,50 331,21 735,03 0,20 213,25
5 0,68 68,06 399,27 680,58 0,20 215,97
Valore atteso dell'obbligazione: 1.050,36