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CAPITOLO II

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Sulla corretta esecuzione di tutte le opere di BEETHOVEN per il Pianoforte Solo

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1. BEETHOVEN iniziò la sua carriera con le composizioni per il pianoforte, di cui il migliore
lavoro (3 Trios Op:1) apparve nell’anno 1795 circa.

I suoi lavori a pianoforte superano alla lunga tutti quelli scritti precedentemente per questo
strumento, che fino ad oggi restano ineguagliati, e la loro completa collezione forma un
tesoro di capolavori di tutti i tempi - indipendentemente dalle altre composizioni per
l’orchestra, per la voce e per vari altri strumenti.

2. Ma la concezione mentale che la loro esecuzione richiede, oltre a dover superare le non
poche difficoltà tecniche, può essere raggiunta con uno studio accurato. Seppure un
musicista esperto riuscisse ad imparare un pezzo singolo fino ad un certo livello di
perfezione, con l’assistenza di un consigliere intelligente, resterebbe tuttavia uno
sconosciuto di fronte a quello spirito e a quel senso particolare, - a quella piacevole libertà e
profondo sentimento per le bellezze che restano nascoste nella grande quantità delle
composizioni di Beethoven che quindi, in un certo senso, formano la chiave di ogni lavoro.

Ma non è per nessuna ragione sufficiente che soltanto il suonatore sente le bellezze di
un pezzo: - egli deve essere anche in grado di riprodurle con le dita e comunicare queste
bellezze ai suoi ascoltatori. Dunque molti ammiratori di Beethoven sono frequentemente
sorpresi e addolorati se questi lavori non sempre producono quegli effetti che si trovano in
essi; e poi gradualmente lo attribuiscono al gusto vizioso ed ad altre cause; senza riflettere
che coloro che parlano con altri dovrebbero esprimersi in modo comprensibile, significativo
e meritevole.

3. Qui di seguito forniamo, in primo luogo, un elenco delle opere di Beethoven al pianoforte,
per quanto sia necessario per il nostro scopo.

1.
2.
3. ecc
P. 31

Inoltre, questi sono un gran numero di Variazioni su temi noti, scritti in stile facile; di
Preludi; minuetti e altre danze ecc., tutti dei quali di minore importanza.

Quindi ci sono 29 grandi Solo-Sonatas, 24 Sonate, ecc. con accompagnamento, 8


composizioni per concerto con Orchestra e 31 composizioni minori - 92 opere in tutto -
l’intero delle quali dovrebbero essere imparate il più perfettamente possibile; senza valutare
le opere vocali, le Sonatine e le altre composizioni occasionali.

4. Le opere di Beethoven, ad eccezione di poche piccolezze, sono state scritte per i pianisti
bravi e ben istruiti; cioè per colore che, attraverso lo studio di molti altri lavori validi, hanno
già acquisito tutto ciò che si riferisce alla facilità meccanica e alla buona esecuzione in
generale. Colui che desidererebbe inizialmente imparare uno stile puro e bello nel suonare le
composizioni di Beethoven commetterebbe un doppio errore: in primo luogo, si
impadronirebbe di queste splendide opere d’arte per uno scopo comune; e in secondo luogo,
per nessuna ragione otterrebbe adeguatamente il suo scopo; poiché Beethoven (soprattutto
nei suoi ultimi giorni) prestò poca attenzione alla convenienza di suonare, alla diteggiatura
regolare e cose simili.

Data la genericità dei suoi lavori per giovani allievi, poiché non solo richiamano
forza mentale ma anche fisica, è davvero di pochissimo uso o beneficio vedere dei ragazzini
(o cosiddetti prodigi) che si tormentano con essi. Nessuno vorrebbe sentire un ragazzo
declamare Shakespeare. - Siamo dell’opinione che coloro che vorrebbero studiare le sue
opere, dovrebbero possedere talento ed essere arrivati a quell’età matura in cui il giudizio e
il sentimento iniziano a svilupparsi; un’età in cui dovrebbero aver acquisito quel grado di
facilità risultante da una buona scuola e dallo studio delle migliori opere di Clementi,
Mozart, Dussek, Cramer, Hummel, e persino di compositori moderni.

5. Il carattere generale delle opere di Beethoven è fervente, grande, energico, nobile e pieno di
sentimento; spesso anche arguto e sportivo, a volte persino eccentrico, ma sempre
intellettuale; e seppure a volte cupo, però mai elegante in modo effeminato o sentimentale in
modo lamentoso. Ciascuno dei suoi pezzi esprime un’idea o progetto particolare e ben
sostenuto a cui, anche nel più piccolo abbellimento, egli resta vero. La melodia pervade il
pensiero musicale in ogni sua parte; tutti i passaggi e figure rapidi sono impiegati solo come
mezzo, mai come fine; e se (in particolare nei suoi primi lavori) molti passaggi trovati
richiedono il cosiddetto stile brillante nell’esecuzione, ciò non va mai reso come elemento
principale. Solo chi vorrebbe mostrare la sua agile digitazione vi perderebbe completamente
il senso intellettuale ed estetico e dimostrerebbe che non ha compreso queste opere.
6. Per quanto riguarda la bravura si richiede una grande certezza e forza nell’esecuzione di
salti, corse veloci e passaggi complicati, questa è sicuramente una continua richiesta nelle
sue opere e Beethoven si classificherà sempre come uno dei compositori più difficili.

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7. Abbiamo già suggerito, nel terzo volume di questa scuola, che i lavori di ciascun
compositore celebre devono essere suonati in modo particolare e distinto. Quelli di
Beethoven forse più di chiunque altro. Le sue composizioni devono essere eseguite in modo
diverso da quelle di Mozart, Clementi, Hummel &c; ma non è facile esprimere in parole,
laddove vi è questa differenza. Ogni musicista acquisirà gradualmente una corretta nozione
di questo argomento dopo un accurato studio dei suoi lavori. Beethoven stesso, ai suoi
tempi, era uno dei più grandi pianisti e insuperabile nel suonare in legato, nell’Adagio, nei
fughe, ed in particolare nelle sue improvvisazioni; di modo che le difficoltà che lui stesso ha
inventato sono poi diventate di grande stupore, come quelle del Liszt, Thalberg ed altri di
questi tempi. Comunque, la sua esecuzione dipendeva dalla continua variazione del suo
ordine mentale e anche se fosse possibile descrivere con esattezza il suo stile di esecuzione,
non ci servirebbe sempre da modello; e persino la concezione mentale acquisisce un valore
diverso attraverso il gusto alterato del tempo e deve occasionalmente essere espresso con
mezzi diversi da quelli richiesti all’epoca.

8. Prima di trattare le composizioni di Beethoven singolarmente, è necessario stabilire una


regola generale. Nell’esecuzione delle sue opere (e in generale in tutti gli autori classici), il
musicista per nessuna ragione deve permettersi di alterare le composizioni, né fare alcuna
aggiunta o abbreviazione. In quei pezzi al pianoforte, che sono stati scritti per gli strumenti a
5 ottavi del passato, anche il tentativo di impiegare il sei ottavi per mezzo di aggiunte, è
sempre sfavorevole; e tutti gli abbellimenti, turni, tremolii e altro, che l’autore stesso non ha
indicato, appaiono propriamente superflui, seppure possano essere piacevoli in sé.

9. E’ molto vantaggioso studiare il Solo Sonatas di Beethoven nello stesso ordine in cui appare
nel corso della sua epoca (dal 1975 al 1826 circa). Così in questo modo seguiamo lo
sviluppo del suo genio e impariamo accuratamente a riconoscere e a distinguere i tre periodi
dei suoi lavori; così, fino al suo 28° lavoro (1803 circa), in parte, ha aderito allo stile di
Mozart e Haydn; da allora e comunque fino al suo 90° lavoro (dal1803 al 1815) egli ha
pienamente esposto la sua vera peculiarità e da quel momento fino alla sua morte (nel 1827)
ha nuovamente preso una nuova direzione, non meno grandioso, sebbene differisce
materialmente dai due precedenti.

10. Sonata N°1 (Op:2 n°1)


Il carattere di questo primo movimento è fervente e appassionato, energico e vario e
senza nessuno di quei passaggi brillanti che generalmente separano le principali idee le une
dalle altre. Il tempo è vivace, ma non troppo veloce, alla breve.

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Poiché presupponiamo che ogni studente possegga uno dei metronomi di Malzl del
tipo a battito forte e lo utilizzi nel modo indicato nel 3° volume di questa scuola, noi
crediamo che si dimostrerà accettabile ai pianisti se facciamo sempre riferimento al tempo
che Beethoven stesso ha eseguito nelle sue opere. (Nel fare ciò abbiamo usato il metronomo
Vienna).

Dalla 4° frase di questo movimento inizia un leggero ritardando e crescendo che


incrementa fino alla pausa. Dalle frasi 41 a 44 della prima parte sono anche eseguite con un
ritardando crescente e il tempo è inizialmente ripreso con decisione nella seconda metà della
45° frase.

Le 22 frasi successive alla 20° della seconda parte devono essere eseguite con forza e
vivacità costantemente aumentate, estremamente legate e il basso con particolare
espressione.

Ora segue il tranquillo e leggero Adagio che è pieno di sentimento e di una bellissima
melodia e va suonato sempre cantabile in un tempo lento ma non trascinante. Qui, sono
particolarmente efficaci un tocco raffinato, un perfetto legato ed una severa conservazione
del tempo. Nel seguente passaggio,

(Frase 37)

le biscrome con la mano destra devono essere suonate con grande delicatezza ed in modo
piuttosto indipendente dalle sextoles di basso.

3° movimento

Arguto e vivace; affinché l’Allegretto non vada qui inteso con un tempo tranquillo e
ordinario. Il trio va suonato dolcemente e legato.

Nella seconda parte di questo trio, la 9° e le tre frasi seguenti devono essere eseguite con la
digitazione di seguito indicata:-
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4° movimento

Emozionato in un modo impetuoso, quasi drammatico, con la descrizione di un


evento grave. Nella prima parte, dalla frase 22, entrambe le mani iniziano a suonare in modo
estremamente legato. Dalla frase 35 alla 39 in crescendo e la mano destra molto cantabile.

Le prime 50 frasi della seconda parte, con espressione tenera e patetica ma non
trascinante. Dalla 51° frase, con originale vivacità.

11. Sonata n.2

1° movimento

Brioso e vivace, energico e risoluto e i passaggi più tranquilli con molto sentimento. Un
passaggio in ottava (frase 84 ecc.) è così difficile che per le mani piccole consigliamo il
seguente modo per eseguirlo:

Nella seconda parte, questo passaggio in un modo simile:

Cosi dividendo il passaggio tra entrambe le mani, diventa più conveniente e certo senza
alterare minimamente la composizione. Nella 11° frase della seconda parte, mentre la mano
sinistra si tiene al di sopra della destra, il pedale deve essere utilizzato senza cambiare
l’armonia. Allo stesso modo, dove capita lo stesso passaggio successivamente. Il passaggio
dalla 60° frase, nella seconda parte, deve essere eseguito bene, poiché l’appoggiatura forma
una parte fondamentale.
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Largo appassionato

2° movimento

Il carattere religioso di questo movimento va intensificato/aumentato dal rigido legato


delle corde e da un ingrossamento/aumento simil-corale dell’armonia, mentre la parte
inferiore va eseguita dolcemente e più staccato possibile. - Il tutto con tempo rigido, ma con
conclusione ritardatando.

Nel seguente passaggio ogni parte va ben distinta

dalle altre e l’acuto G, nella mano destra, va eseguita con una leggera enfasi.

Allegretto

3° movimento

Questo movimento è uno di quegli Scherzos che va eseguito in modo molto Vivace o
meglio Allegro. Il Trio (in A minore) deve essere suonato con sentimento ma anche in modo
vivace.

Grazioso

4° movimento

Questa Rondo, che va suonata in modo moderatamente Allegro, richiede


un’espressione tenera e sentita, ed una leggerezza elegante nei passaggi.
L’accompagnamento nella mano sinistra (dalla 27° frase) deve essere così marcato che le
note più basse dello stesso potrebbero formare un tipo di contro-tema alla melodia nella
parte superiore.
Il soggetto intermedio (in A minore) deve essere suonato con grande energia e il più
staccato possibile in entrambe le mani fino al ritorno del pianissimo dove deve essere molto
legato.

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Il passaggio nella conclusione deve essere suonato come segue:

e non facendo incrociare sopra la mano sinistra, come si potrebbe immaginare dalla modalità
della notazione.

Le ultime 8 frasi al momento della chiusura devono essere eseguite gradualmente


sempre più piano ed in modo piuttosto ritardando.

12. Sonata n. 3

Allegro con brio

1° movimento

Questa Sonata animata contiene molto che reclama la più brillante esecuzione e
bravura da parte del pianista.

Il primo movimento va eseguito con fuoco ed energia. - I passaggi melodiosi dalla


27° alla 48° frase devono essere suonati con grande espressione; che vanno prodotti più con
il tocco che con l’impiego del rallentando.

Nel passaggio che inizia la 7° frase della seconda parte in aggiunta alla forza
generale del tono, il pollice della mano destra deve essere impiegato in modo
particolarmente marcato e energico.

Nella transazione in A bemolle (alla fine - prima della cadenza) il pedale deve essere
usato in modo armonioso. La cadenza della frase stessa va suonata Presto come anche la
volata cromatica che, dopo il (SHAKE) trillo, porta di nuovo al tema.

2° movimento

In questo Adagio si vede già la sua direzione romantica con la quale Beethoven,
nell’ultimo periodo, ha creato una specie di composizione che ha portato la musica
strumentale ad una tale tonalità/timbro di raffinatezza che assomigliava persino alla poesia e
alla pittura. In tali opere non sentiamo più la pura espressione di sentimenti, ma vediamo
immagini raffinate - sentiamo la narrazione delle circostanze. Ma tuttavia, come musica, la
composizione resta bellissima e senza costrizioni e quegli effetti sono sempre inclusi nei
limiti della forma regolare e dello sviluppo conseguente.

L’inizio di questo Adagio deve essere suonato con grande sentimento, ma


rigorosamente in tempo, altrimenti l’ascoltatore non riesce a comprendere il corso della
melodia nelle pause. Nella seguente parte Minore, la melodia è eseguita con la mano sinistra

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e deve essere quindi il più legato e espressivo possibile. Nelle note basse, il pedale può
essere impiegato per un momento, ogni volta prima di incrociare le mani. La mano destra
accompagna con un chiaro legato e con una leggera enfasi sulla nota più alta.

3° movimento

La seguente deve essere suonata in crescendo fino ad un forte. Lo staccato, leggero e breve.
Il Trio con lo stesso tempo veloce. La mano destra leggera e molto libera ma legato. La
mano sinistra pesante e le minime sempre in crescendo quando salgono e in diminuendo
quando scendono.

4° movimento

Il movimento veloce e allegro. Il soggetto intermedio (in F)

va suonato legatissimo e cantabile e la melodia nella parte superiore va portata avanti bene.
La mano sinistra poi allo stesso modo. - Nel seguente passaggio:
le note marcate sf si devono eseguire velocemente e con vigore. Il tutto con emozione serena
ma fortemente espressiva ed estremamente vivace.

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13 Sonata N. 4

Molto Allegro e con brio.

1° movimento

Questa Sonata, scritta in stile molto veemente, va suonata in modo simile ed in particolare il
primo movimento con fuoco ed energia affinché possa produrre anche l’effetto di un pezzo
molto brillante. Le crome devono essere molto legate e rese significative con il tempo molto
rapido e con un crescendo e diminuendo adatti. I passaggi in semicrome, con grande bravura
e scioltezza.

Il soggetto intermedio con espressione intensa, ma per

nessuna ragione trascinante.

Largo con grande espressione

Il carattere elevato e profondo di questo Largo deve essere espresso da tutti i mezzi di
un’esecuzione di sentimento. Il tema comunque deve essere suonato in tempo ristretto,
altrimenti sarebbe incomprensibile per l’ascoltatore a cause delle molte pause.

Il soggetto intermedio (in A bemolle) deve essere eseguito in modo cantabile e con grande
espressione con la mano destra e con la sinistra leggermente staccato ma con significato.

Le ultime 4 frasi rigidamente in tempo.

3° movimento
Teneramente giocoso e vivace. Il Trio legato e armonioso. La prima nota nella 3^ frase
molto alta e con il pedale che potrebbe poi continuare ad essere utilizzato per due frasi.
Similmente, ovunque capita lo stesso passaggio.

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Poco Allegretto e grazioso

4° movimento

Il tema incantevole con intenso sentimento ma non ritardando, tranne nell’ultima frase
prima della pausa.

L’impetuoso soggetto intermedio (in C minore) contiene un passaggio con la mano destra
che può essere suonato soltanto con la seguente digitazione.

il basso, nelle prime 5 frasi, formando una specie di contro-melodia, deve essere suonato in
modo molto pesante e legatissimo. All’ottava B nell’ultima frase, il pedale deve essere
impiegato accuratamente e poi tenuto giù per 2 frasi e mezzo. In questa inaspettata
modulazione è possibile anche usare il pedale del cambio (una corda). La fine del Rondo
molto leggermente, gradualmente più dolce e morendo/dissolvendosi delicatamente. Le
ultime quattro frasi con il pedale.
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14.

Sonata N.5

Molto Allegro e con brio

1° movimento

In un tempo veloce e ardente. Uno spirito serio deve qui dominare i sentimenti. Il passaggio
tranquillo (dalla 32^ frase) va suonato molto legato, le 4 parti cantabile e poi la contro
melodia con il basso con molta espressione. Il carattere del tutto in modo deciso e con forza.

2° movimento

Con il più intenso dei sentimenti che può essere prodotto sullo strumento con un bellissimo
tocco e legato rigidamente. Le note piccole (nella 17^ frase ed altrove) molto veloce e forte.
L’abbellimento nella 18^ frase estremamente leggero e delicato senza interruzione. Le
ultime 22 frasi con il pedale di sordina; le note sincopate leggermente marcate. Alla fine,
mormorando gentilmente, con entrambi i pedali. Che il tutto sia l’espressione del sentimento
più profondo e tenerezza che nessuno può negare.

3° movimento

Finale

Questo Finale è scritto nell’insieme con quello spirito romanzesco tanto peculiare a
Beethoven. Questa caratteristica potrebbe essere espressa particolarmente nel soggetto
intermedio (dalla 17^ frase) con un ritardo di spirito di note singole, però, nell’insieme
dobbiamo tuttavia restare fedeli al tempo rapido.

Tuttavia il carattere del pezzo è per nessuna ragione serena e quindi la sportività
dell’esecutore non deve essere mai sfigurato né sminuito.

L’esecuzione di spirito può essere solo ottenuto dalla sottomissione magistrale di tutte le
difficoltà meccaniche. Altrimenti, apparirebbe solo come una caricatura incomprensibile e
ridicola.
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Sonata N.6

1° movimento

Il carattere di questo movimento è calmo e semplice e l’esecuzione deve quindi essere


naturalmente gaia e vivace. La fine della prima parte, come la seconda, vivace e allegro.

2° movimento

Questo Scherzo al contrario, è fervido ma non eccitante e deve essere suonato in modo
moderatamente veloce. Il soggetto intermedio (in D bemolle) piuttosto tranquillo e molto
dolce.

3° movimento

Questo movimento produce un effetto brillante in un tempo veloce quando il tema è


chiaramente messo in evidenza ogni qualvolta occorre. Il crescendo deve incrementare con
forza fino alla 14^ frase, dopo la quale le seguenti 8 frasi devono essere suonate molto forti e
le rimanenti 10 frasi di nuovo dolcemente, le crome nella mano sinistra sono molto staccate
allo stesso tempo. Le prime 34 frasi della seconda parte, molto forte. Il seguente staccato (in
D maggiore) dolce, ma poi crescendo fino al tema variato, dove il fortissimo continua per 38
frasi.

16. Sonata N.7

1° movimento

Questa Sonata è grande e significativa e il tempo del primo movimento veloce e con forza.
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Le prime quattro note del tema sono trasmesse per tutto il pezzo e devono quindi rendersi
distinguibili in tutti le modalità dell’esecuzione. Va osservato che, nel seguente passaggio,

la piccola nota è una lunga appoggiatura e deve quindi essere suonato come una croma.

Il carattere del tutto è deciso e vigoroso con un’esecuzione brillante.

2° movimento

Questo Adagio è uno dei più grandiosi di Beethoven ma anche più malinconici e va suonato
con la più premurosa espressione.

Nell’esecuzione dei pezzi di questo tipo non è sufficiente che ci disponiamo nella giusta
disposizione; le mani e le dita devono addossarsi sui tasti con un peso differente e più
pesante di quanto sia necessario nelle composizioni vivaci o teneramente espressivi, per
produrre quel significativo tipo di tono che potrebbe animare puntualmente il lento corso di
un Adagio serio.

In questo Largo l’effetto deve essere anche incrementato da un ritardando ben diretto e
accelerando. Dunque, per esempio, la seconda metà della 23^ frase dovrebbe essere suonata
un po’ più velocemente come nella seconda metà della 27^ e tutta la 28^ frase. Un simile
incremento di vivacità e vigore dalla 71^ alla 75^ frase, fino a quando, nella 76^ frase, si
adagia nuovamente nella precedente tranquillità.

3° movimento

Vivace ma con sentimento e le parti che accompagnano ben espresse, e allo stesso tempo
melodiose. Il Trio leggero e gaio.

4° movimento

Spiritoso, come la Finale della 5^ Sonata; ma più serena e capricciosa. Nelle ultime 8 frasi il
tema del basso deve essere eseguito bene.
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Sonata N.8

1° movimento

L'introduzione è eseguita così lentamente e pateticamente che potremmo solo indicare i


battiti del metronomo in semicrome. Le corde tutte molto ponderose e l'accompagnamento
della mano sinistra nella 5^ e fino alla 8^ frase molto legato. La corsa cromatica alla fine,
molto veloce e leggero fino alla pausa.

Il seguente Allegro estremamente impetuoso e incitato, per mezzo del quale questa
composizione assume un carattere brillante, in stile sinfonica. Il soggetto intermedio (in E
bemolle minore) leggermente staccato e con espressione lamentoso, ma non ritardando,
tranne nelle ultime tre frasi, prima dell'inizio del movimento della croma. In queste note
bianche più basse e più alte, ben marcate e sostenute, e successivamente molto staccato e
crescendo. Nelle ultime 8 frasi della prima parte, ogni frase con il pedale.

Nella seconda parte dell'Allegro, il passaggio dalla 31^ frase deve essere eccessivamente
leggero e chiaramente mormorante. La corsa discendente al tema, molto scorrevole.

2° movimento

Vediamo dalla digitazione che l'accompagnamento interno va suonato con la mano destra,
senza eccezione. Il tutto legato, e la melodia messa in evidenza con chiarezza.

La successiva ripetizione del tema di quattro parti, molto armonioso, legatissimo e un po' più
forte. Al ritorno del tema, nella seconda parte, le terzine molto chiare, come segue:

Il tutto non trascinante né

esteso/prolungato.

3° movimento

Molto vivace e con espressione patetica ma non impetuoso. Il soggetto intermedio (in
A bemolle) dolce, legato e comprensibile. La conclusione ardente. Questa Sonata è più
facile da studiare di quelle precedenti ed è sempre stata altamente stimata.
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18.

Sonata N.9

1° movimento

Questo movimento è carattere nobile e sereno e deve essere eseguito con vivacità, ma
piacevole. Il soggetto intermedio (dalla 23^ frase) in modo espressivo, ma non trascinante
altrimenti apparirebbe piuttosto docile. La seguente melodia (dalla 49^ frase) molto
teneramente e armoniosamente. In questo movimento le idee alternate in maniera pittoresca
e poetica e formano un quadro piccolo ma ricco.

2° movimento

Il carattere di questo Scherzo è un tipo di spirito triste e deve quindi essere suonato in modo
serio ma vivace ma in nessun modo spiritoso o capriccioso.

Il Trio (in C) al contrario è dolce e tranquillo e richiede una modalità corrispondente di


esecuzione.

3° movimento

Molto gaio e vivace ma con una certa facilità giocosa. Il soggetto intermedio (in G) molto
brillante ed energico, le note più alte con la mano destra molto ben marcata.
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N.19

Sonata N.10

1° movimento

Una delle composizioni più amabili e piacevoli. Deve essere suonato tutto con delicatezza e
tenero sentimento, seppure con vivacità. Le ultime 16 frasi della prima parte in particolare
deve essere eseguito legato e cantabile, e il basso, come anche la parte interna, con grande
espressione. I passaggi più forti della seconda parte, comunque, con fuoco e spirito. La fine,
come nella prima parte.

2° movimento

Poiché la misura è alla breve, il tempo dovrebbe essere tollerabilmente e vivacemente


Allegretto. Lo staccato molto breve; le note sostenute, al contrario, con espressione che
devono anche essere percettibili nella variazione negli stessi passaggi. L'ultima variazione
tollerabilmente vivace.

3° movimento

Molto spiritoso e serenamente gaio e quindi da suonare in modo vivace e scorrevole.

N.20

Sonata N.11

1° movimento

Da suonare con energia e decisione. Sebbene animato eppure non propriamente brillante. Il
soggetto intermedio (dalla 29^ frase) con espressione in incremento, molto legato, ma non
ristretto. La conclusione con energia. La seconda parte allo stesso modo; ma dalla 37^ frase
piuttosto tranquillo e il basso con espressione mentre la mano destra suona in arpeggio,
legato e in tempo stretto. Prima dell'entrata del tema, diverse frasi piuttosto rallentando.
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Tutti gli ottavi divisi devono essere eseguiti in modo uguale e legato, come:

e non così

2° movimento

La melodia estremamente cantabile e il basso anche molto legato. Il tempo fermo e deciso,
poiché l'espressione deve essere prodotto piuttosto con il solo tocco. Nella seconda parte
l'alternante doppia melodia chiaramente marcato e il basso legatissimo.

Il carattere del tutto – dolce, mite e tranquillo.

3° movimento

Nessuno Scherzo, ma un genuino Minuetto, seppure più vivacemente. L'inizio molto


piacevole e calmante.

La digitazione per un passaggio con la mano destra: Il Trio con energia


per tutto il pezzo.

Nel seguente passaggio della seconda parte le note segnate molto


enfatiche. In modo simile successivamente. Il basso molto distinto ma severamente legato. Il
Trio potrebbe anche essere più vivace del Minuetto.

4° movimento

Dello stesso carattere come il Finale della 4^ Sonata (in E bemolle, Op:7) solo piuttosto
vivace. Melodioso e con più sentimento e tenerezza. L'intero tema molto legato e la A
bemolle nelle frasi 12 e 13 con enfasi. I passaggi (dalla 32^ frase) brillante e vivace. I
passaggi minori dopo la ripetizione del tema, molto eccitato e appassionato. Il passaggio
concludente della mano sinistra, vivacemente. Le ultime 6 frasi nuovamente tranquille.
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21.

Sonata N.12, andante con variazioni

1° movimento

Nell'esecuzione di questo tema, l'intera arte del legato, sostenuto e armonioso, e del tocco
raffinato, deve essere premessa, per poter mostrare appropriatamente il nobile, e quasi
religioso carattere dello stesso. Inoltre, non bisogna renderlo trascinato da un uso troppo
frequente del ritardando.

La prima variazione con lo stesso tempo e la stessa tranquillità; sebbene, nella seconda parte con
energia e piuttosto animata. Il crescendo e il diminuendo devono essere studiati attentamente nelle
salite e discese della melodia.

La seconda variazione un pò più vivace, entrambe le mani molto leggere, ma ugualmente staccato.
Poichè il tema risiede nel basso, quella parte deve essere messa maggiormante in risalto. Nelle
ultime 8 frasi il crescendo deve aumentare a forte, ma le ultime 4 frasi devono di nuovo essere
leggermente staccato e molto leggere.

La terza variazione nello stesso tempo del tema. La mano destra molto tenuto, la sinistra staccato, e
il crescendo , così come sf fortemente marcati.

La quarta variazione vivace, come la seconda, ma anche molto tenera, quasi giocosa, e per tutta la
durata la mano sinistra il più staccato possibile.

La quinta variazione di nuovo nel tempo del tema, molto legato, e inoltre la melodia (suonata col
pollice) messa in risalto nella maniera spiegata nel capitolo precedente nel trattare le composizioni
moderne. Le ultime 15 frasi senza sordino ( cioè con il pedale, come spiegato nella parte
riguardante la Sonata).

2° movimento

Veloce, gaio e marcato in modo brillante, il passaggio basso della seconda parte, chiaro e brillante.

Il Trio estremamente legato e armonioso, la melodia superiore con espressione. Da suonare con lo
stesso tempo rapido de Lo Scherzo.

3° movimento

In quanto marcia funebre per la morte di un eroe, questo movimento deve essere eseguito con
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una certa solennità, espressa non solo dalla lentezza del tempo, ma anche da una pesante pressione
delle corde nel più stretto tenuto, con il quale la pienezza dello stesso è riprodotta in ogni grado di
piano e forte. La percussione nel basso, nella 23esima frase, deve essere specialmente resa con
potenza e mantenuta il più possibile. Nel Trio, il senza sordino (pedale) indicata dall'autore è
impiegato così:

Come nella seconda parte. Vediamo che Beethoven, ai suoi tempi, impiegava gli effetti del pedale in
molti modi diversi.

Questo Final è nello stile uniforme e in perpetuo movimento, come molte delle Sonata di Cramer, il
cui soggiorno a Vienna ha spinto Beethoven alla composizione di quest'opera. Deve essere resa
interessante da un'uniformità di tocco, e da una delicata ombreggiatura del movimento ascendente e
discendente, senza allontanarsi dal suo carattere con una performance troppo sentimentale, o da una
brillante bravura nel suonare.

Le due crome nel basso, nella sesta frase, deve essere marcata da un certo grado di
enfasi. Allo stesso modo, ovunque occorrano sia con perfetta che imperfetta cadenza, come nelle
12esima 20esima 28esima30esima32esima e 34esima frase ecc. Nelle opere di Beethoven spesso
troviamo che fondi la struttura dei suoi pezzi su singloe e apparentemente inutili note nella
performance, come era abituato a fare, dovremo attribuire al tutto la vera unità e il giusto colore.

22.

Sonata n13

1° movimento
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E' indicata la misura alta breve, il tutto deve essere suonato in tempo andante modrato. Il pedale
prescritto deve essere re-impiegato ad ogni nota nel basso; e tutto va suonato legatissimo. Nella
quinta frase comincia la reale melodia, nella parte superiore, che va eseguita con maggiore enfsi. La
semicroma va colpita dopo l'ultima nota della tripletta; ma, osserviamola bene, l'intera tripletta
d'accompagnamento deve procedere in modo strettamente legato e con perfetta uguaglianza. Nella
15esima frase la C è naturale con particolare enfasi. Le frasi da 32 a 35 sono caratterizzate da
crescendo e anche accelerando fino a forte, che nelle frasi da 36 a 39 di nuovo diminuisce. In questo
forte, il pedale del cambio è trascurato, mentre altrove Beethoven era abituato ad impiegarlo lungo
tutta la durata del pezzo. Questo movimentoè altamente poetico, perciò perfettamente comprensibile
a tutti. È una scena notturna, nella quale la voce dello spirito del lamento si sente da lontano.

2° movimento

Questo Scherzo è certamente vivace, ma richiede di essere eseguito più gradevolmente che con
gaiezza. Lo spirito umoristico contrasterebbe troppo con il primo movimento. Nel Trio, la pima nota
bassa deve essere colpita con forza, come l'A piatto deve risuonare nell'intera parte.

3° movimento

Il tutto è estremamente impetuoso, con un tocco potente, chiaro e brillante. I due accodi pieni
segnati con ff deve essere sempre usato il pedale. Le crome nel basso, molto staccato. La 13esima
frase ritardando. La melodia, dalla 21esima frase, molto espressiva, ma non prolungata; il basso allo
stesso tempo leggero, ma legato. La 50esima e 52esima frase sensibilmente ritardando e molto
staccato. La 55esima e 56esima frase sempre ritardando e leggere, usando il pedale ad ogni metà
della frase.

La seconda parte precisamente simile. Il passaggio conclusivo il più alto possibile e con il pedale
per tutta la durata di ogni accordo.

Questa Sonata, che è una delle più appassionate di beethoven, è anche estremamente gradita al
suonatore, non troppo difficile da imparare, e il cui carattere è così chiaramente espresso che nessun
pianista può equivocarlo se possiede il giusto vigore e la dovuta scioltezza.
Pag. 50

23.

Sonata n14

Questa sonata è ancora più Fantasia che la precedente, e tutti i movimenti formano un unico pezzo
collegato. Noi perciò diamo diversi tempi, nello stesso ordine.

Questa sonata, così piena di idee, è una delle più interessanti, anche se non la più facile. Il primo
movimento è tranquillo, non trascinato, ma con espressione. La melodia, dalla nona frase, deve
essere ben sostenuta, mentre gli accordi accompagnano pp e stacccato.il secondo mivimento è
veloce e brillante. Il terzo movimento ( uno Scherzo di carattere molto animato) è eseguito quasi
con impeto. Le tre semiminime in ogni frase sono legato, ma in modo che la terza appaia sempre in
qualche modo separata (staccato). Il Trio molto staccato e leggermente giocoso. Sulla ripetizione
del tema-Scherzo il basso è suonato estremamente staccato (martellato), mentre la mano destra
sincopa legato, come all'inizio. Il quinto e ultimo movimento è molto animato, brillante e con
bravura. Il successivo tema fugato è fortemente marcato. Il tempo veloce deve essere strettamente
mantenuto per tutta la durata. La conclusione è molto veloce.

24.

Sonata N.15

1° movimento
pag. 51

Tutto è molto legato, anche il basso. Sebbene con un tempo vivace, il carattere di questo movimento
è comunque tranquillo è gentilmente fervente. Il passaggio armonioso, dalla 77esima frase è molto
legato, e le note della melodia ben aspresse da un adeguato crescendo.

2° movimento

La mano destra è molto legato e contabile. Il basso è breve, leggero, e molto staccato. Il soggetto
medio (in D) con tenera delicatezza, più che in stile di marcia, e perciò in tempo ristretto. La
successiva variazione del tema con la mano destra, e poi dopo anche con la sinistra, molto legato ed
espressivo, ma non trascinato. Questo andante, che lo stesso Beethoven era molto compiaciuto di
suonare, è come una narrazione semplice, una ballata d'altri tempi, e così va interpretato.

3° movimento

Vivace e molto umoristico. Le due crome, nella quarta frase ecc, brillantemente suonate senza
essere collegate alla seguente semiminima. Nel Trio, il basso è legato e uguale. Nella mano destra,
ogni Fè segnata acutamente.

4° movimento

Un vivace pastorale, sportivo e gradevole. Il basso molto legato e le parti della frse ben definite. La
mano destra è leggera e delicata. Gli arpeggi, dalla 17esima frase sono ugulai e legato, in modo che
le ultime due note di basso possano sempre cadere esattamente con le prime due della mano destra.
Nel passaggio fugato, nella seconda parte, la pp e il crescendo: fino a ff devono applicarsi
accuratamente. La conclusione è molto veloce e brillante, con bravura.
Pag. 52

25.

Sonata n16

1° movimento

L'accordo del basso deve seguire la semiminima legata in modo veloce e deciso: e allo stesso modo
in tutti i casi simili. È necessaria una stretta osservanza del tempo vivace, con poche eccezioni, per
l'intero pezzo. Il soggetto medio (in B maggiore) deve essere eseguito con delicatezza e leggerezza,
ma in modo definito. In seguito, con energia nella mano sinistra. La melodia conclusiva della prima
parte è leggera, e accentata accuratamente. La seconda parte vivace e brillante. Prima di tornare al
soggetto principale il pedale deve essere impiegato vantaggiosamente, all'incrocio delle mani. Il
carattere del pezzo è energetico, umoristico e spiritoso.

2° movimento

Questo movimento non deve essere suonato trascinandolo, a causa della sua durata e lo stile del
grazioso romantico o del notturno, che è inconfondibile, deve rivelarsi da una esecuzione tenera ed
elegante e da un certo grado di vivacità che serve ad animare il tutto.le frasi da 16 a 21 in
particolare, non devono essere prolungato. Questo si apllica anche allo sviluppo della seconda parte,
consistente in accordi staccati. Alla ripetizione del tema, lo staccato del passo deve essere suonato
molto delicatamente, quasi come l'accompagnamento di una Chitarra.

3° movimento

Poichè l'Allegretto è tutto alla breve, il tutto va suonato in modo molto veloce (Allegro molto). Il
tema bello, espressivo ed estremamente melodioso, va suonato il più cantabile possibile,
Pag. 53

e l'armonia in quattro parti va resa con tocco fermo e sostenuto. La nona frase con particolare
enfasi, e poi dolce, durante il legato, le ottave discendenti nel basso, il più leggere possibile e in
tempo. Il proseguo è brillante e a volte moderatamente con bravura. I passaggi del basso devono
essere ben eseguiti con il seguente fraseggio

la nota più bassa è sempre marcata. Il soggetto intermedio fugato è potente per tutta l'esecuzione e
l'accompagnamento al riapparire del tema, con grande bravura, cioè:

la conclusione è molto umorisica, piuttosto eccentrica e può solo essere portata in unisono con il
tutto da un'esecuzione molto fiera e ben diretta. Il passaggio recitato non deve essere prolungato.

26.

Sonata n17

1° movimento

L'arpeggio del primo accordo è lento e il conteggio per iniziare è con la battuta della sua nota più
alta. La pausa è lunga e il pedale tenuto abbassato fino all'inizio dell'Allegro. L'Allegro è vivace ma
schietto. Dalla 21esima frase il pedale è fino al piano, e in modo simile ad ogni forte di questo
passaggio, fino alla 41esima frase. Da quì, leggero e vivace, ma malinconico. Gli accordi, dalla
frase 55 molto alti ed eroici. Il passaggio basso, dalla 69esima frase, legato, all'inizio piano, ma poi
sempre più crescendo fino a forte (frase 75), che comincia a diminuire dalla frase 83 fino alla 86.
l'arpeggio nella seconda parte, lento, come sopra. Il successivo allegro è molto impetuoso, con il
peale ad ogni forte. Alla ripetizione del tema (largo) il pedale è abbassato durante la parte recitativa,
che deve suonare come un lamento in lontananza. Tutto il resto è come nella prima parte. Le ultime
10 frasi con il pedale, e il basso come un tuono distante, e rallentando. Questa Sonata è perfetta.
L'unità di idea e e carattere tragico, la forma artistica, non disturbata da alcun episodio, e la natura
romantica e pittoresca del tutto, non mancheranno mai di produrre l'effetto maggiore, quando il
piacere dell'esecutore è pari alla facilità d'esecuzione.

2° movimento

L'Adagio è ugualmente elevato. Deve essere eseguito strettamente nel tempo e non trascinato.
Pag.54

La figura nel basso (vedi figura) va suonata pianissimo e con la


più assoluta leggerezza e rapidità, ma molto chiaramente, mentre la mano destra esegue la melodia
in tre parti con la maggior espressività. Il crescendo deve essere ben osservato. La melodia centrale,
dalla 31esima frase, è calma e semplice, non prolungata. I passaggi nella mano sinistra, dall
51esima frase, leggeri e morbidi, in modo che il tema risulti legato. Nella 55 frase, crescendo fino a
forte, e accelerando, poi la 58esima frase, piano e rallentando. Dobbiamo conoscere bene molte
delle opere di Beethoven, per poter eseguire questa profonda e molto melodiosa composizione
appropriatamente. Inoltre il pedale deve assistere per sostenere le armonie, nei momenti adatti.

3° movimento

La mano destra leggermente staccata, la sinistra più legato possibile. Le sei semicrome distribuite
tra le due mani devo seguirsi con la maggiore equità, in modo da imitare il galoppo di un cavallo.
Questo movimento continua per tutto il pezzo e può essere ricreato solo da una esatta osservanza
dei piano, forte, crescendo e diminuendo, e anche dall'uso del pedale nei passaggi armoniosi.

Le scosse passanti sono suonate così (vedi figura pag 54): perchè la nota bassa deve fuoriscire in
modo brillante dopo le due note piccole.

Il continuo movimento appassionato conferisce a questo Finale un fascino e un'unità di sentimento,


che chiude appropriatamente l'intera Sonata. Ma richiede molta pratica, soprattutto nella seconda
parte, per poterla suonare con quella magistrale leggerezza e sicurezza, necessaria a produrre
l'effetto desiderato.
Pag55

27.

Sonata n18

1° movimento

Questa sonata è più espressiva che pittoresca, e differisce interamente dal carattere elegiaco e
romantico della precedente per la sua serenità intellettuale. L'apertura somiglia a una domanda (la
cui risposta troviamo nella 7ima frase) e deve, per questo, avere un certo senso di indeterminatezza,
sia nel tempo che nell'espressione; dopo la pausa, e particolarmente nella 16esima frase e seguenti,
passa a uno stile di esibizione deciso e poi i battiti del metronomo vanno osservati. Nel complesso
questo movimento va suonato in maniera brillante e vivace.

Nel seguente passaggio, nella seconda parte (vedi figura pag 55)

le note della mano sinistra alle quali si applica v, devono essere ben marcate e non staccate. La
seguente corsa, molto leggera e veloce, ma in tempo stretto.

2° movimento

Il fascino particolare di questo movimento è particolarmente nello staccatodelle semicrome, che


vanno staccate in maniera breve e decisa, con il più delicato tocco e la più perfetta equità di tempo,
mentre la mano destra esegue o la bella melodia, o le figure staccate corrispondenti. Il tempo
vivacedeve essere severamente preservato (eccetto dove espressamente indicato) e nella 43esima
frase ecc. Le semibiscrome vanno suonate con chiarezza e delicatezza, con la mano tenuta leggera.
L'umorismo nella performance non deve eccedere quì i limiti della grazia. La conclusione
pianissimo, ma non ritardando.

3° movimento

Questo minuetto va suonato con quella delicatezza amorosa e gentile grazia che caratterizza questa
danza. Il tempo è tranquillo, come nella reale danza del minuetto.
Pag 56

3° movimento

Questo rondo, di carattere pastorale, è interamente calcolato per l'uso del pedale, che è quì
chiaramente espresso. Finchè continua il pianissimo, va usato ilpedale del cambio. Sebbene l'inizio
deve eseere tranquillo, all'entrata del ff e al seguente passaggio della tripletta, la vivacità va
aumentata, ma comunque cede il posto alla precedente tranquillità nelle ricorrenza del tema. Il
soggetto intermedio (in Cminore) è molto energico, vivace e brillante. I seguenti passaggi leggeri di
nuovo come il tema, e con un'esatta osservanza del pedale di risonanza e del cambio.

Il pianissimo finale (vedi figura pag 57) va suonato con la maggior rapidità possibile, impiegando il
pedale dove l'arminia permette.

Il seguente passaggio (vedi figura) va suonato scorrendo le dita lungo i tasti, nel modo descritto nel
terzo volume di questa scuola, e anche nel capitolo precedente trattando l'esecuzione del lavoro di
Liszt. Ma le persone con le mani piccole, per le quali l'esecuzione di questo pezzo è impraticabile,
va suonato come segue: (vedi figura)

per la grande rapidità del tempo, non suona leggero nemmeno suonato in questo modo. Il seguente
passaggio scosso va suonato il più piano possibile, impiegando il pedale armoniosamente e
mettendo in risalto il tema superiore con chiarezza. La conclusione in maniera rumorosa e animata e
con rapidità costantemente in aumento.
Pag. 58

29.

Sonata n20

1° movimento

questo movimento differisce totalmente dalla solita forma della sonata, è in certa maniera antiquato,
ma comunque scritto in stile originale e con spirito. Il carattere abbastanza schietto va espresso da
un'esibizione solida, e decisamente energica.

2° movimento

Questo finale interessante corre ininterrottemente con movimento uguale e ininterrottoe forma un
pezzo tollerabilmente difficile e brillante che si distingue per le modulazioni di spirito e l'effetto
crescente costante, e può servire come un eccellente studio per pianisto molto bravi.

30.

Sonata 21

1° mov.

lo stesso Beethoven la considera una grande sonata, fino al periodo in cui ha composto la sua op:
106, e sicuramente ancora oggi è vista come il più completo sviluppo di idea potente e colossale.

Gli stessi poteri fisici e mentali che il pianista ha impiegato per sviluppare l'esecuzione della
maggioranza delle sonate precedentemente menzionate devono essere quì distinti in diversi gradi ,
per rendere il giusto effetto e spiegare le bellezz della nobile figura musicale. Il pianista deve anche
avere a sua disposizione i mezzi della caratteristica espressione e la più brillante facilità.
Pag. 59

L'osservanza del tempo esatto è, con poche espresse eccezioni, una condizione essenziale; e in tutti i
passaggi energici concordanti, la co-operazione del pedale non va dimenticata. Dopo l'estesa
preparazione del tema intermedio, in piano A, quest'ultimo va suonato in modo che le ottave della
mano destra, che formano la melodia (dalla frase 35) possano apparire legato e cantabile, come se
suonate da due mani, cioè:

mentre il basso accompagna dolce e legato.

La corsa discendente con la mano destra, che segue dopo, è interessante solo per la sua stranezza, e
richiede solamente un aperformance di perfettamente equa, nel tempo. Il seguente passaggio va
suonato in modo energico, vivace e chiaro. Lo sviluppo della seconda parte è simile. . Al ritorno del
soggetto principale, la C ripetuta con frequenza nel basso va sempre colpita con un dito (meglio se
col pollice), perchè cambiare dito avrebbe un effetto meno eccellente. Tutto il resto come nella
prima parte. I passaggi conclusivi il più brillanti possibili e più impetuosamente allegro verso la
fine. Il rallentando (sempre con il pedale) gentilmente trattenuto.

2° mov.

Il tema molto piano e legato, il tempo rigido e deciso, e le note più veloci segnate in modo
intelligente. La prima variazione nello stesso ritmo sostenuto del tema, ma con più tono. La mano
destra deve chiudere ogni accordoe ogni nota nel momento estto in cui entra il basso, che dopo,
comunque, è suonato perfettamente legato. Il crescendo e il forte vanno ben osservate.

La seconda variazione pp e con il pedale del cambio, molto legato, cantabile e con molta
espressione. La terza variazione senza il pedale, animata e con costante crescita di potenza, e per
gradi un pò più vivace, finchè non ricade nel tema. Il carattere di questo movimento è grande ed
elevato. È connesso al finale.

3° mov.

L'apertura tagliente e penetrante. Il tema prima comincia con la 20esima frase, e la reale melodia
(suonata con la sinistra) nella 28esima frase, e infatti quest'ultimo rimarchevole modo con con gli
stessi due suoni, con i quali finisce il primo movimento.
Pag. 60

Forse Beethoven ( che era lieto di rappresentare scene naturali) immaginava le onde del mare in una
notte tempestosa, mentre un pianto di disperazione si sente in lontananza, una tale immagine può
sempre fornire al pianistal'idea adatta per eseguire la performance di questa grande immagine
musicale. È certo che, in molte delle più fini opere , Beethoven fu ispirato da visioni simili e
immagini, ottenute dalla lettura o create dalla sua fervente immaginazione, e dalle quali dobbiamo
ricavare la chiave di lettura delle sue composizioni e delle esecuzioni.

Il presente Finale non va suonato troppo velocemente. I passaggi vanno eseguiti con distinta equità
e leggerezza, solo leggermente legato, e raramente con impeto. Il movimento e la potenza prima
aumentano con continuità sulla ripetizione della seconda parte e verso la conclusione, e il presto
accelera la sonata dove troviamo tutta la potenza che può essere espressa dal pianoforte impiegando
tutti i suoi mezzi.

31.

Sonata n22

1° movimento

questa sonata che fu scritta diversi anni dopo la precedente, si distingue per il suo stile e lo spirito. Il
primo movimento è calmo, spontaneo, tenero e innocente, e va suonato con espressione cantabile. I
passaggi non vanno eseguiti ne in modo brillante ne eccitato, poichè l'effetto qui risiede nella
bellezza del tono e nell'equità del tocco. Le triplette del soggetto medio(dalla 24esima frase
dell'Allegretto) vanno suonate con particolare leggerezza e delicatezza.

2° movimento
Pag. 61

Questo finale è piuttosto difficile, perchè a volte fastidioso. Il carattere è umoristico, allegro e
faceto. I piccoli gruppi di semicrome vanno suonati veloci, quasi come appoggiature: (vedi figura
pag 61) il tempo è molto vivace e di conseguenza il tutto è brillante; in modo che il tocco e lo stile
siano regolati di conseguenza. Il tutto produce un effetto originale e interessante quando suonato
con precisione e spirito.

32.

Sonata N.23

l'introduzione è con grande sentimento, molto legato e cantabile. Le ultime tre frasi ritardando.
l'allegro(alla breve) molto vivace, e le tre note che sono già apparse nel tema, nella parte superiore
dell'adagio, e su cui si costruisce l'intero movimento, sono sempre espresse con precisione. Il
passaggio piuttosto difficile (frase 16 e 17) leggero, sicuro e veloce. Il seguente passaggio, alla fine
della seconda parte (vedi figura pag 61) con il pedale del cambio e il più leggero possibile, ma non
trascinato.

Il titolo di questo movimento—l'addio--suggerisce che il tutto descriva uno spirito profondamente


colpito, e va espresso in modo vivace e vivido.

L'andante con espressione e profondo dispiacere. Gli abbellimenti sono leggeri e teneri. Il finale è
estremamente vivace, brillante e quasi titalmente allegro. In questo tempo non è facile, e si può
classificare come un pezzo di bravura. Inoltre, questa sonata, quando suonata appropriatamente,
può, e in realtà deve, interessare anche quelli che sono volenterosi di godersela come pura musica,
senza ruguardo per il titolo.
Pag.62

Sonata n 24

con vivacità, sentimento ed espressione.

Questa rimarchevole bella Sonata ottiene il suo pieno effetto con il tempo rapido e non trattenuto,
dalla brillante, ma leggera performance dei passaggi; dalla corretta osservanza dell'espressività e dal
cantabile delle melodie, così come dal segnare tutte le note che vengono dal tema. Il seguente
passaggio: (vedi figura pag 62)

va suonato nel tempo, con leggerezza, e particolare distinzione.

Sono quì richiesti la più assoluta dolcezza e sentimento, che possono essere riprodotti da un tocco
delicato, in fine cantabile, e una esecuzione leggera delle note più veloci. Poichè il tema si ripete
con frequenza, il suonatore deve ogni volta preoccuparsi di riprodurlo con una diversa gradazione di
tono, ma sempre con delicatezza. Il tempo non va trascinato, e in alcuni passaggi energicibla
vivacità va aumentata. Dalla 48esima frase comincia un particolare , lento trillo, nella parte
intermedia, il quale va suonato molto più piano, che nelle note superiori e inferiori.

La conclusione è notevole, poichè le ultime otto note scompaiono, strettamente nel tempo, ma
pianissimo e inaspettatamente, e così si conclude il pezzo.

34.

Sonata 25
Pag.63

l'importanza di questa composizione, che rende tutti gli abbellimenti superflui, è meglio mostrata da
un'esecuzione sostenuta e molto tenue, ma ricca di tono, e da una performance tranquilla basata
sull'effetto totale. Non va suonata trascinandola, nè deformata da un tempo ondeggiante.

Molto vivace, veemente ed energetico. Il trio, al contrario, estremamentetenue, e anche più


tranquillo.

L'adagio è molto legato e con un intenso sentimento; sempre con il pedale del cambio, e spesso
anche con il pedale di risonanza. L'allegro è veloce e risoluto. Nella seconda parte il tema è fugato.
Poichè si parlerà delle fighe in un capitolo successivo, ci dobbiamo riferire ad esso per tutte quelle
di questa specie, che sono quasi sempre le stesse.

35. sonata n26

all'epoca in cui Beethoven l'ha scritta, la sua più grande sonata, ha prestato poca attenzione alle
particolarità della composizione per pianoforte, ma ha impiegato poco sforzo a riprodurre gli effetti
che aveva in mente. Da quì in poi i suoi ultimi lavori di pianoforte sono i più difficili, poichè spesso
va impiegato un non comune modo di diteggiatura, di posizione del tocco, e poichè le difficoltà
vanno portate a termine in modo netto, libero e naturale, rispetto ad altre composizioni. Di
conseguenza, coloro che intendono studiare questi ultimi lavori, devono essere già esperti delle
precedenti composizioni di questo grande maestro, poichè questa sonata è frutto di precedenti
germogli.
Pag.65

Per far abituare l'orecchio alla divisione del tempo in questo passaggio, dobbiamo prima far pratica
con la mano destra nel seguente modo. (vedi figura pag 65)

In questo modo l'orecchio impara in che tempo la mano sinistra deve colpire le ottave. Inoltre, dove
queste figure, crescendo e diminuendo, aumentano fino a ff e prestissimo, la divisione della frase
rimane esattamente la stessa. A questa introduzione segue il finale, una grande fuga di tre parti
libere, nel seguente modo (vedi figura pag 65)

Quì di nuovo facciamo riferimento all'ultimo capitolo di questo lavoro, sulla sonata delle fughe, e
affermiamo solo che il presente finale è uno dei pezzi per pianoforte più difficile, e può essere
meglio studiato prima praticandolo lentamente e in piccole parti, riga per riga, e pagina per pagina.

L'esecutore scoprirà da se che va suonato in modo molto vivace ed energico, con l'osservanza di
tutti i segni d'espressione, così come la maggiore sicurezza e bravura nei passaggi, se conosce
propriamente il brano e soprattutto se ha precedentemente ben studiatomolte delle fughe di
Bach,Handel ecc...

36.

Sonata n27

questo interessante movimento è più simile a una Fantasia che a una Sonata. Il vivace si alterna
frequentemente con l'Adagio. Il tutto ha un carattere molto nobile, calmo ma sognante. I passaggi
veloci dell'Adagio vanno suonati molto leggeri e sognanti, e il vivace è solo efficace se reso molto
legato e cantabile.
Pag. 66

Estremamente veloce e appassionato, ma di carattere malinconico.

Il tema e la prima Variazione con espressione, e molto legato. La seconda Variazione piuttosto
animata e con morbidezza. La terza veloce e brillante. La quarta tranquilla e legato. La quinta
schietta, marcata e le quattro parti ben distinte. La sesta tranquilla ma brillante. L'intero movimento
è nello stile di Handel e Seb. Bach.

37.

Sonata n28

Un pezzo molto amabile e pieno di sentimento. I passaggi tranquilli vanno suonati molto cantabile e
con espressività. I gorgheggi estremamente leggeri, e sicuramente brillanti.

Nella 12esima frase il diteggio è come segue: (vedi figura pag 66) il pollice segna le sue note
brevemente, ma senza disturbare l'equità del tutto. Nella seconda parte, il movimento delle
semicrome nel basso, molto legato ed espressivo, mentre la mano destra esegue il tema cantabile.

Molto veloce, energico e umoristico, ma schietto. Il Trio (in Dbemolle) morbido e fluente, e reso
pienamente armonico con il pedale.
Pag. 67

Molto dolente, e la parte Recitativa eseguita in modo drammatico e ben diretto.

Un'altra fuga, che è portata ad una brillante conclusione impetuosa da un movimento costantemente
incrementato.

38.

Sonata n29

Questo primo movimento dell'ultima Sonata di Beethoven è tra i suoi più grandi, e va suonato con
tutta la potenza, bravura ed emozione appassionata, che il carattere tragico, così come la difficoltà
dei passaggi, richiedono.

Il bel tema, toccante e semplice è molto cantabile e legatissimo. Le Variazioni con calore
costantemente crescente. Quelle conclusive sono estremamente difficili, e richiedono tutta la
perseveranza del pianista per poterlo eseguire pienamente.
Pag. 68

39. quì si chiude la serie delle grandi solo-Sonata di Beethoven, che da solo basterebbe a
rendere il suo nome immortale. Ci siamo sforzati di dare indicazioni il più precise possibili
sul tempo giusto, così come sulle note di accompagnamento, per facilitare lo studio e
l'esecuzione dello stesso per tutti i pianisti considerevolmente avanzati.

Beethoven scrisse tutte le sue opere a Vienna, dove rper comprendere isiedeva. È quindi naturale
che quì, in particolare, la mentalità per comprendere ed eseguire adeguatamente andrebbe
preservata, per tradizione; e l'esperienza ha dato prova che questo è il caso. Perchè, in altri luoghi,
quanto spesso sia il tempo che il carattere di queste composizioni potrebbero non essere state
sbagliate! E questo è ancora di più da temere per il futuro.

40. prima di procede ai lavori con accompagnamenti, parleremo quì delle compisizioni minori,
tra le quali se ne trovano molte eccellenti.

SONATINAS

di queste ce ne sono 5; tre delle quali scritte in giovinezza; due ne 1802 circa; una per due suonatori
(prima del 1800); e la Sonata in G nel 1810 circa. L'ultima è la più importante. Tutte sono utili per
pianisti meno abili.

FANTASIE, RONDO ECC.

1. Fantasia

Questa fantasia molto spiritosa presenta un'idea fedele del modo in cui egli era solito improvvisare,
quando non si limitava allo sviluppo di un tema particolare, ma si affidava al suo genio per la
costante invenzione di nuovi soggetti. I passaggi tranquilli vanno suonati con molto sentimento, e
quelli animati molto veloci e brillanti. Le variazioni conclusive con più umorismo e la maggioranza
molto marcate.

2. andante favori

una delle composizioni più amabili e brillanti. Il passaggio di ottave, nella seconda parte, va suonato
molto vivacemente e con bravura. Tutto il resto con delicatezza e sentimento tenero, nel movimento
del Minuetto.
Pag. 69

3. Rondo

questo bel Rondo va suonato con la più assoluta delicatezza. Anche il vivace soggetto intermedio, in
E,(6/8 misura) Che richiede una velocità tollerabile.

4. Rondo

più breve, ma di carattere standard simile ai due precedenti, anche se più vivace.

5. Polacca

va suonata in modo brillante, vivace e delicato.

6. Bagatelle

sette pezzi brevi, ma spiritosi e accettabili, l'esecuzione dei quali è rimarchevole.

7. Bagatelle

più breve e più semplice, ma non meno interessante.

8. Grand Marches

in gran stile e particolarmente bella.


Pag. 70

41. VARIAZIONI

La maggioranza di queste è stata composta su arie conosciute, che erano popolari a quei tempi.
Cominciamo, comunque, con quelle scritte su temi originali.

n.1

in quest'opera distinta, ogni variazione è in un'altra chave e specie di tempo, e di carattere


totalmente diverso. L'indicazione metronomica del tempo è data dall'edizione menzionata sopra.
Queste variazioni richiedono uno stile flessuoso, raffinato e sentimentale, e il carattere di ognuna è
così decisamente marcato che il pianista non può sbagliarlo, se prende il tempo giusto.

n.2 Variazioni

queste grandi variazioni sono scritte su un tema di un suo balletto di Prometeo, e cominciano il tema
nel basso, che cambia tre volte, sempre salendo, ed è poi seguito dal tema reale. Le quindici
variazioni abbastanza difficili e brillanti , vanno suonate nel modo migliore, con bravura, e il finale
fugato richiede tutta la virtuosità del pianista. Il tempo è moderato all'inizio, ma dopo cambia più o
meno a seconda del carattere delle variazioni.

n.3 Variazioni

queste variazioni, in ininterrotta successione, formano una caratteristica figura musicale in stile
schietto e brillante, fino ad arrivare a bravura, e appartengono ai suoi lavori più energici e geniali,
che sono molto istruttivi e graditi a tutti i bravi pianisti. Nella 31esima e 32esima variazione il
crescendo che conduce a ff va attentamente osservato e aiutato con tutti i mezzi dell'esecuzione, in
particolare il pedale. Poichè il tema è breve, quest'opera è anche adatta ad un'esecuzione pubblica.
Pag. 71

n.4 animata e di umorismo vivace.

n.5 piacevole e facile da eseguire.

42. VARIAZIONI SU ARIE CONOSCIUTE

di queste c'è un gran numero, ma parleremo solo delle più importanti

n.1 variazioni su "Vieni Amore" di Righini

queste variazioni che Beethoven ha portato a Vienna da giovane (1792) provano quale grande
esecutore fosse e quale direzione originale e geniale avesse già preso la sua mente, sia nel trattare il
tema che nell'invenzione delle melodie e dei brillanti passaggi che troviamo quì. Anche oggi nessun
pianista sarebbe capace di eseguirle adeguatamente, senza considerevole pratica.

n.2 Variazioni sull'aria del balletto di Das Waldmadchen

queste hanno tutte le proprietà delle precedenti messe insieme con uno sviluppo più perfetto,
specialmente del finale interessante, in un tempo vivace 6/8.
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n.3 variazioni sull'aria di falstaff di Salieri

queste vanno suonate con foga e vivacità, e non sono meno notevoli per l'originalità delle melodie e
dei passaggi, che per lo sviluppo umoristico del finale a l'austriaca.

n.4. variazioni sull'aria "opferfest" di Winter

il tema consiste di così tanti periodi diversi da essere degno di ammirazione per l'arte, unità e
varietà combinate in ogni variazione.

n.5 variazioni sull'aria "Soliman" di Sussmayer

in queste variazioni è evidente lo schietto e caratteristico uso di un tema vivace e molto semplice.

n.6 variazioni su "quant'è più bella", dall'opera di molinara

la solida semplicità di queste variazioni può ancora servire da modello.


Pag. 73

n.7 variazioni sull'aria di Weigl, dal balletto "le nozze disturbate"

lo stesso, ma più brillante.

n.8 variazione su "Mich brannt'ein heisses Fieber" dal Riccardo cuor di leone di Gretry

questo tema è stato variato anche da Mozart ed è molto interessante comparare le due opere tra loro,
tenendo presente la giovinezza di beethoven quando la sua fu scritta.

n.9 variazione sul Waltzer di Diabelli

Poichè Beethoven ha iniziato la lunga serie delle sue opere con Variazioni, ha terminato anche con
Variazioni; perchè il presente lavoro è la sua ultima composizione per pianoforte e sicuramente
anche una delle più grandiose. Quest'opera era una sorta di sfida, poichè una variazione sullo stesso
tema era stata ordinata a tutti i compositori e dilettanti del tempo, e pubblicata in una collezione
particolare; e solo coloro che hanno avuto il piacere di ascoltarlo improvvisare,

e hanno potuto perciò osservare cosa era capace di produrre anche da semplici note, possono
sentirsi un pò meravigliati dal capolavoro di Beethoven. L'esecuzione di queste variazioni è molto
difficile, ed eguaglia la Sonata op:106. La prima variazione è estremamente energica e piena. La
seconda leggermente staccato e più vivace. La terza cantabile e tranquilla. La quarta
particolarmente chiara all'inizio di ogni parte. La quinta molto veloce e decisa. La sesta grandiosa e
brillante. La settima energica e vivace. L'ottava morbida , tranquilla, legato e leggera. La nona
fortemente marcata e umoristica. La decima estremamente leggera e luida, presto.
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l'11esima tranquilla e significativa. La 12esima giocosa ma legato. La 13esima veloce e in tempo


rigido. La 14esima pesante e molto lenta. La 15esima molto veloce e giocosa. La 16esima e
17esima brillanti e con bravura. La 18esima tranquillamente legato. La 19esima molto vivace e ben
marcata. La 20esima lenta, misteriosa molto piano e legato, ma con intensa espressione. La 21esima
rapida e umoristica. La 22esima veloce energica e con vivacità. La 23esima energica e
brillantemente marcata. La 24esima lenta e molto legato. La 25esima vivace e giocosa. La 26esima
leggera e morbida. La 27esima vivace e brillante. La 28esima vivace e marcata energicamente. La
29esima lenta e malinconica. La 30esima in modo simile. La 31esima molto lenta, con abbellimenti
molto espressivi e delicati. La 32esima(fugata) molto veloce e ben marcata. La 33esima nell'antico
tempo del minuetto ma con tenera espressione.

Beethoven scrisse queste variazioni in allegra successione. Ma gli sprazzi di genio spesso diventano
legge per i posteri.