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IL TENENTE KIJE

Nel 1933 uscì in URSS il film “Luogotenente Kijé”(Liutenant Kije). La trama si basava su un fatto
che si suppone avvenuto durante il regno dello Zar Nicola I.
Durante una pubblica cerimonia, il monarca aveva sbagliato a pronunciare il nome di un ufficiale
degno di menzione per un'impresa militare. Piuttosto che contraddire il loro sovrano, nel banchetto
susseguente i cortigiani letteralmente inventarono quest'ufficiale, appunto il luogotenente Kijé, e
cominciarono a creargli intorno delle magnifiche storie in cui egli era protagonista. Man mano che
le notizie di queste imprese circolavano e s'ingrandivano, Kijé si trasformò in un vero e proprio
mito. Un bel giorno lo Zar, pieno d'ammirazione, espresse il desiderio di incontrare di persona
questo eroico luogotenente. A questo punto divenne indispensabile, per i cortigiani, far morire il
loro Kijé sul campo di battaglia prima dell'incontro con lo Zar.
Prokofiev ha condotto la prima esecuzione della suite a Parigi il 21 dicembre 1934. Il brano è stato
eseguito per la prima volta in America il 14 ottobre 1937, quando Serge Koussevitsky condusse la
Boston Symphony Orchestra; questa performance costituì la base della prima registrazione
commerciale del lavoro, distribuita poi nell'anno successivo. Nel periodo in cui Prokofiev è stato
negli Stati Uniti, fu molto richiesto dai produttori di film, ma sebbene fosse lusingato e attratto dalle
sue offerte, non ha mai composto una colonna sonora per Hollywood. La suite tratta dalle musiche
per il film ha rapidamente riscosso successo, in particolare negli Stati Uniti; Il coreografo Michel
Fokine ha usato la musica nel suo balletto Soldato Russo, eseguito alla a Boston il 23 gennaio 1942.
Venne anche ideata una versione in forma di balletto de Il tenente Kijé per la compagnia di ballo
Bolshoi di Mosca nel 1963, da Alexander Lapauri e Olga Tarasova.
La suite Kijé prevede come organico: una baritono (opzionale); ottavino; due flauti; due oboe; due
clarinetti; due fagotti; Sassofono tenore; Quattro corni; una cornetta; due trombe; tre tromboni;
Tuba; Tamburo basso; tamburo rullante; triangolo; Piatti; tamburello; Campane a slitta; celesta;
pianoforte; arpa; Archi.
Il Primo movimento della suite, La nascita di Kijé (allegro) inizia con una fanfara eseguita da fiati
fuori dal palcoscenico. Flauto e tamburo militare introducono poi un tema di marcia che rappresenta
la nascita di questo personaggio inventato dal nulla il quale è già ufficiale sin dalla nascita.
Segue una Romanza (andante) originariamente per baritono, che in versione orchestrale presenta
due ottimi a solo per contrabbasso e sassofono tenore.
Le nozze di Kijé (allegro fastoso) offrono una vivace melodia affidata agli ottoni, che sfocia
direttamente nell'altrettanto vivace quarto movimento, Troika (moderato). Troika era
originariamente un canto da taverna per baritono, ma poi fu orchestrato per tutti gli strumenti,
compresi gli "effetti speciali" dei campanelli da slitta, per dare appunto l'idea di una slitta da neve
trainata da cavalli.
La cornetta fuori palcoscenico introduce il movimento finale, Il funerale di Kijé (andante assai).
Marcia funebre, questo movimento è una sorta di riassunto della vita dell'eroe (fatto che si
concretizza con richiami ai movimenti precedenti). La suite venne eseguita per la prima volta in
quello stesso anno a Mosca e da allora divenne popolarissima. Proprio in questo movimento
Prokofiev affida alla tuba un piccolo assolo.
Questo solo coincide con il secondo cambio di tonalità presente nel movimento, la tuba riprende il
tema esposto nelle battute precedenti dal corno.
.Una delle migliori registrazioni presenti di questo solo è quella della Chicago Simphony diretta da
Fritz Reiner, il solo è eseguito da Arnold Jacobs il più grande didatta di tuba e strumenti ad ottone.
Un'altra ottima registrazione è sempre della Chicago Symphony diretta dal Maestro Claudio
Abbado.
Con le note finali della cornetta, Kijé viene dolcemente calato nella fossa, con grande sollievo dei
cortigiani.
ALEXANDER NEVSKY
Il film Alexander Nevsky del 1938 diretto da Sergej Ėjzenštejn, il film si basa su vicende storiche
del 1200 e venne ideato per fini di propaganda antinazista in chiave epica. In quel periodo in Russia
era in corso un' operazione restauratrice sia in sede politica sia nel campo delle arti, con la
liquidazione di ogni tipo di avanguardia pericolosa per il regime e con l’ introduzione di canoni del
realismo socialista. La finalità principale del film era mettere in buona luce gli ideali di Stalin, per
fare ciò c’ era bisogno di supporti storico-culturali. Di qui anche nel cinema il richiamo alla
tradizione russa e ai valori nazionali. In questo lavoro il regista pone Alexander Nevsky, il
protagonista, come figura centrale e unica appunto per rimarcare i principi totalitari di Stalin. La
colonna sonora di questa pellicola viene affidata a Sergei Prokofiev, questa si compone di 21
sezioni, Prokof'ev si occupò attivamente non solo della composizione, ma anche della fase di
registrazione. Fece numerosi esperimenti posizionando il microfono a distanze diverse per ottenere
il suono desiderato. I corni, ad esempio, usati per rappresentare i Cavalieri Teutonici furono fatti
suonare vicini ai microfoni per produrre un suono crepitante e distorto. Le parti degli ottoni e del
coro furono registrate in studi diversi e successivamente mixate insieme. Prokofiev utilizzò diverse
sezioni dell'orchestra, così come diversi stili compositivi, al fine di evocare negli ascoltatori le
immagini che desiderava. Ad esempio, i Cavalieri Teutonici che rappresentavano il nemico sono
affidati agli ottoni pesanti, che eseguono note dissonanti con un ritmo marziale. Al contrario,
l'esercito russo, che rappresenta il bene e con cui il pubblico deve identificarsi, viene evocato con
un materiale più popolareggiante e armonioso. La combinazione di intensità espressiva delle
immagini e la forte carica suggestiva trasmessa dalla musica mette in risalto il carattere epico e
patriottico del film producendo allo stesso tempo un forte impatto emotivo sullo spettatore.
Prokofiev un anno dopo decide di riadattare le musiche sottoforma di una ‘Cantata’ per
mezzosoprano, coro e orchestra basata appunto sui temi utilizzati per la colonna sonora del film,
con lo scopo di restituire alla musica quella ricchezza sonora che nelle precarie condizioni di
registrazione nel film non veniva messa in risalto. La ‘Cantata Alexander Nevskij’ è quindi
diventata il testo musicale che successivamente accompagna la proiezione del film per essere poi
integrato in via definitiva nella stessa pellicola utilizzata sia nella comune distribuzione che per le
edizioni video e DVD in commercio. Il confronto tra la Cantata e la versione originale per le scene
risolve in un paragone complesso e affascinante che ci fa capire come la musica originale fosse
comunque più rispondente alla sceneggiatura del film, anche se non raggiunge la compiutezza
strutturale di una composizione da concerto. Particolarmente coinvolgente è la battaglia sul lago
ghiacciato dove la musica riesce a creare un’attonita atmosfera carica di pathos che evoca visioni
apocalittiche che lasciano successivamente il posto all’avvincente ritmo dello scherzo che descrive
il combattimento e richiama i grandi accordi della 5. sinfonia e del balletto Romeo e Giulietta.
Proprio in questa sezione la tuba svolge un ruolo importante non solo di sostegno per tutta l’
orchestra ma anche con alcuni piccoli frammenti in assolo. Le registrazioni più importanti sono
quelle della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin diretta da Frank Strobel, Chicago Symphony
Orchestra diretta da Franz Ritman dove il tubista è sempre il sopracitato Arnold Jacobs.
IVAN IL TERRIBILE
Dopo il grande successo ottenuto con Alexander Nevsky, Eisenstein si rivolge nuovamente a
Prokofiev per la realizzazione della colonna sonora del suo nuovo film “Ivan il Terribile”. Purtroppo
di quelle musiche Prokofiev non riuscì a creare una suites da concerto o un adattamento funzionale per
una rappresentazione autonoma. La prima rappresentazione sotto forma di concerto avvenne nel 1961,
quando Abram Stasevich fece una rielaborazione delle musiche sotto forma di oratorio. Per rappresentare
in maniera esaustiva la complessa trama del film d'origine, Stasevich creò dalla partitura originaria ventisei
quadri, collegandoli tra loro con parti affidate ad una voce recitante, cui spettava il compito di narrare i
cambi di scena, i testi destinati alla voce vennero scritti dallo stesso Eisenstein. Il gigantesco lavoro che ne
derivò, pur complessivamente apprezzabile, risulta non sempre di scorrevole lettura, appesantito anche
dagli interventi del recitante e dal inserimento di altro materiale musicale derivante dalla tradizione che era
di interesse musicale inferiore. Fu così che nel 1990 il musicologo inglese Christopher Palmer curò una
riedizione del lavoro di Prokofiev, più agile e priva del commento della voce recitante. I tredici pezzi in cui è
articolata questa versione da concerto sono stati scelti ed organizzati con criteri evidentemente meno
esaustivi riguardo alla trama del film di provenienza, ma rispettandone struttura e successione temporale.
L’ orchestra, il coro e le voci a cui è stata affidata la prima incisione di questa nuova versione è la stessa che
realizzò la prima esecuzione assoluta, avvenuta a Londra il 28 febbraio 1991: Linda Finnie è il contralto,
Nikita Storojev il basso-baritono; Philharmonia Chorus e Philharmonia Orchestra dirette da Neeme Järvi.

Riguardo alla tuba Prokofiev usa due tube per questo tipo di musica, cosa molto innovativa che sarà ripresa
anni più tardi da Bernard Hermann per il film Ultimatum Alla Terra. Prokofiev affida alle due tube un assolo
nella traccia numero dodici: “The Storming Kazan”, scritto in fa minore e tempo 6/4; le due tube all’ inizio
della traccia introducono il tema, la seconda tuba scandisce il tempo e definisce gli accordi con le
semiminime mentre la prima tuba esegue il tema principale che viene ripreso nelle battute seguenti dai
corni e dai clarinetti.