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Paul Gauguin nacque a Parigi il 1848 e scomparve nel 1903 ad Hiva Oa, isole Marchesi.

L'arte contemporanea Inizi la sua parabola artistica nel 1883 abbandonando la sua redditizia attivit di uomo d'affari. Gli antefatti di questa scelta furono gli incoraggiamenti dell'amico Schuffenecker e dalla protezione del tutore G. Arosa, al quale Gauguin deve la conoscenza dell'arte contemporanea, l'accettazione di un suo paesaggio al Salon del 1876, e soprattutto l'amicizia con C. Pissarro, che gli diede la possibilit di conoscere gli impressionisti. I grandi viaggi Importante per la formazione dell'artista furono i numerosi soggiorni in Bretagna, a Pont - Aven e a Le Pouldu, dove con E. Bernard approfond e formul i principi del cloisonnisme e del sintetismo; l'amicizia con Vincent van Gogh; le esperienze di ceramista accanto a E. Chaplet; il viaggio ai Tropici nel 1887 con l'amico C. Laval e quello a Papeete e a Mataieu dal 1891 al 1893; gli incontri con i letterati simbolisti al caff Voltaire; le mostre al caff Volpini nel 1889, all'Hotel Druot nel 1891 e presso P. Durand Ruel nel 1893. Il colore e le sensazioni Sono di questo periodo opere quali "La lotta di Giacobbe con l'angelo, "Il Cristo verde, "La bella Angle". In seguito trasform il colore in assolutezze astratte, la cui intensit di suggestione ha il potere di evocare simboli e di suscitare sensazioni di mondi lontani e misteriosi ad esempio nelle opere "Ta Matete", "Donne tahitiane sulla spiaggia", "La ragazza con il fiore", "Marahi Metua No Tehamana" appartenenti alla collezione di Stephen C. Clark di New York. Tahiti Nel 1895 lasci la Francia per sempre; fino al 1901 rimase a Tahiti stabilendosi fino alla morte, a Dominica, attuale Hiva Oa, nelle isole Marchesi. A questo periodo appartengono i capolavori "Navenave Mahana", "Donde veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?", "Il cavallo bianco", "Fanciulle tahitiane con fiori di mango" e "Racconti barbari". La fama internazionale: agli inizi del secolo aveva ormai raggiunto una fama internazionale e la sue opere costituite maggiormente da paesaggi, bagnanti e nature morte rilevano un grande interesse per il colore che serve a costruire le masse volumetriche ad esempio "La montagna SteVictoire" nel Kunsthaus di Zurigo e "Le grandi bagnanti II" nella National Gallery di Londra. Gi nella retrospettiva allestita al Salon del 1907 Czanne assumeva il ruolo di precursore e la lezione rivoluzionaria della sua pittura doveva costituire uno dei maggiori avvenimenti nella storia della pittura della seconda met dell'Ottocento. Aha oe feii? (Come, sei gelosa?) un dipinto di Paul Gauguin del 1892 Realizzato da Gauguin nel periodo polinesiano, l'artista rappresentata la realt che lo circonda rielaborandola da un fatto a cui realmente aveva realmente assistito. Sulla sabbia rosa, nei pressi dell'acqua i cui riverberi e scintilli sono interpretati come chiazze di colore grigio, ocra, arancio e nero, due fanciulle si riposano. Le due fanciulle, una distesa in pieno sole e l'altra seduta sulla sabbia, quasi completamente in ombra, sviluppano un contrasto compositivo immediato. Questo visibile nelle loro teste, che sono sui due estremi di una stessa direzione, e nei loro corpi, che sono fusi in un'unica matassa compatta per met scura e per met chiara. Al perizoma rosso della ragazza sdraiata corrisponde poi, dal lato opposto, la veste rossa con i fiori poggiata a terra di fianco alla fanciulla seduta con in testa una ghirlanda, che un chiaro richiamo alle dee greche. I volti e i corpi bruni sprigionano poi una forte carica erotica mentre la natura circostante trattata sinteticamente e attraverso una percezione antinaturalistica della realt. La bellezza delle due donne non vera ma vocativa (di uno stato d'animo). Gauguin infatti, interviene sul colore per dargli una valenza soggettiva. Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? un dipinto del 1897 di Paul Gauguin ad olio su tela (141 x 376 cm). Oggi l'opera conservata al Museum of Fine Arts di Boston.

Storia [modifica] L'opera, che pone i massimi quesiti esistenziali dell'uomo, fu dipinta dall'artista a Tahiti in un momento assai delicato della sua vita: prima di un tentativo non riuscito di un suicidio (L'artista era malato, aveva seri problemi al cuore e sifilitico, era in lotta con le autorit locali ed isolato sia fisicamente che artisticamente). Ad aggravare le cose, giunse a Gauguin la notizia della morte della figlia prediletta Aline, avvenuta pochi mesi prima. Il dolore per la perdita spinse l'artista a creare un'opera di grandi dimensioni (la pi grande del suo opus) che fosse una riflessione sull'esistenza, un testamento spirituale e quindi una summa di tutte le sue ricerche cromatiche e formali degli ultimi otto anni. Gauguin descrisse per la prima volta il quadro come un acquerello in una lettera spedita all'amico Daniel de Monfreid; dopo alcuni schizzi preparatori, il pittore vi lavor notte e giorno per circa un mese, imponendosi un ritmo di lavoro frenetico che fin col prostrarlo; fu cos che, ritenendosi incapace di finire il dipinto, Gauguin tent di suicidarsi ingerendo dell'arsenico, ma la dose troppo forte e presa di getto, determin un forte vomito che annull l'effetto del veleno. Il dipinto fu poi arrotolato e spedito a Parigi al mercante d'arte Ambroise Vollard, che cos stipul un contratto redditizio col pittore, assicurandosi l'esclusiva della sua opera. Descrizione e stile [modifica] Concepita come il fregio di un tempio (numerosissimi sono i richiami alle figure del Partenone, ai tempi di Giava e alla cultura maori), d l'idea di un affresco, poich presenta i bordi rovinati. Nei bordi inserisce il titolo dell'opera(a sinistra)la firma e la data (a destra), altro elemento tipico dell'arte bizantina. L'opera va letta da destra a sinistra (appunto all'orientale) come un ciclo vitale disposto ad arco: non a caso, all'estrema destra raffigurato un neonato, che gi dal momento della nascita lasciato nell'indifferenza di chi lo circonda. Al centro un giovane (l'unico personaggio maschile) sta cogliendo un frutto e pu essere interprepato in 2 modi: 1.Come richiamo al peccato originale 2.Come simbolo della giovent che coglie la parte migliore dell'esistenza. Alle spalle del ragazzo, una figura con il gomito in alto contribuisce a definire la struttura triangolare della prima met, al cui vertice sono messe in risalto le figure rosse sullo sfondo, emblematiche e con l'aria di chi ordisce trame nell'ombra: esse sono simbolo dei tormenti e delle domande che giacciono nel profondo di ogni animo, che per altro danno il titolo al quadro. La stessa struttura si ritrova nella seconda met del dipinto, speculare rispetto all'uomo centrale. Al vertice troviamo stavolta la divinit, anch'essa col suo significato simbolico: l'inutilit e la falsit della bugia religiosa, magra consolazione e senso provvisorio di una vita in realt vana. All'estrema sinistra troviamo una vecchia raggomitolata su di s (identica ad una mummia peruviana vista in giovent) in attesa della morte, trasfigurata in un urlo quasi munchiano dinnanzi alla vacuit di senso dell'esistenza (piuttosto che per la paura della morte, dall'artista abbracciata almeno nelle intenzioni dopo la conclusione dell'opera). Infine, uno strano uccello bianco con una lucertola tra le gambe, simbolo della vanit delle parole, chiude la lettura del dipinto. Lo sfondo rappresenta la vegetazione in maniera sintetica: i rami si trasformano in arabeschi (decorazione doppia); i colori sono antinaturalistici: infatti gli alberi sono blu. Le due figure di giovani accovacciate su entrambi i lati e l'idolo blu della dea Hina sul fondo compaiono in molte opere dello stesso periodo. Il Cristo giallo un dipinto del pittore francese Paul Gauguin, un olio su tela realizzato nel 1889. conservato all'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo. In quest'opera Gauguin applica la tecnica del cloisonnisme, consistente nel contornare con un marcato segno nero cose e persone e nel riempire lo spazio cos definito con il colore. La linea in questo caso sostitutiva dei valori spaziali di cui le tele di Paul Gauguin sono quasi del tutto prive. C' quindi il recupero della bidimensionalit della pittura che pu anche fare a meno di ogni illusionismo prospettico. Ai piedi sono presenti tre donne bretoni che indossano costumi appartenenti al loro paese. In lontananza sono presenti degli alberi e altri oggetti con colori non appartenenti al reale. Per quest'opera, il pittore fu ispirato dal crocifisso ligneo dipinto di giallo situato nella cappella di Trmalo, poco distante da Pont-Aven; ma il volto di Cristo, invece, un suo autoritratto appena sfumato (Gauguin, ritenendosi fuori della societ a causa della "verit" delle sue opere, ma anche perch assai pervaso di misticismo, si identificava spesso in lui). Il pittore sar particolarmente affezionato a quest'opera: non volle venderla mai, e addirittura si autoritrasse poco tempo dopo, usandola come sfondo. ___________________________________________________________________________________________________________________

Seurat Georges, pittore francese (Parigi 1859-1891). Nato da famiglia piccolo-borghese, nel 1878 entr alla Scuola di belle arti di Parigi; le prime tele sono influenzate specialmente da J.-F. Millet nella strutturazione del paesaggio sviluppato secondo direttive orizzontali. Molto presto si interess alle scoperte ottiche di E. Chevreul, restando affascinato dal fatto che il colore regolato da leggi precise e scientificamente deducibili come la musica. L'amicizia con Signac, iniziata nel 1884, dopo che gi Seurat aveva esposto al Salon des Indpendants la sua prima opera importante, La baignade (Bagnanti, Londra, National Gallery), costitu il nodo fondamentale per la formazione del neoimpressionismo, di cui Seurat fu l'esponente pi importante e pi significativo. Una domenica pomeriggio nell'isola della Grande Jatte, nota pi comunemente come La Grande Jatte (1884-1886, Chicago, Art Institute) riassume i risultati delle ricerche di questi anni sul contrasto simultaneo del colore, steso a colpi di pennello leggeri come puntini e sulla struttura del quadro sorretta da un'impalcatura astratta, in cui figure rigide, schematizzate si situano come entit spaziali. Il linguaggio di Seurat venne cos precisandosi nel suo valore di superamento dell'impressionismo, sostituendo alla provvisoriet della sensazione impressionista un ordine inalterabile. Le successive opere come Les poseuses (Le modelle) [versione definitiva a Merion Pennsylvania, Barnes Foundation], preparate sempre da numerosi studi e bozzetti al modo di un maestro antico, mostrano un approfondimento rigoroso della sua ricerca dello stile. Negli ultimi anni trasfer il suo interesse soprattutto sui valori lineari cercando un sistema logico-scientifico per far concordare le linee del quadro verso l'armonia, come avveniva per i colori: il ricorso alle teorie scientifiche di C. Henry sul valore espressivo e psicologico della linea condizion le ultime tele: La parade (1887-1888, New York, Collezione Stephen C. Clark), Le chahut (18891890, Otterlo, Rijksmuseum Krller-Mller) e Il circo (1890-1891, Parigi, Museo d'Orsay), nelle quali, sia pure in maniera molto personale, Seurat si pone fra gli iniziatori dell'arabesco dell'art nouveau. LA GRANDE JATTE Seurat inizi a dipingere nel giorno dellAscensione del 1884. Lartista giunse alla redazione finale, preceduta da una lunga serie di disegni e studi, nel maggio 1885, ma il risultato non deve averlo poi tanto soddisfatto se ritocc la tela nel 1886. Esposta per la prima volta allultima mostra degli Impressionisti nel 1886, lopera partecip poi al Salon des Indpandants. Dalla collezione privata della famiglia Seurat pass nel 1900 alla pittrice impressionista Lucie Cousturier. Nel 1924 la Galleria Vildrac la vendette ai Bartlett di Chicago che poi la donarono allArt Institute di Chicago. UNA DOMENICA POMERIGGIO ALLISOLA DELLA GRANDE JATTE questo il titolo completo di questa grande opera, senzaltro la pi famosa di Seurat, ed considerata come un grande affresco degli usi della societ borghese parigina di fine secolo che, come voleva la moda, la domenica pomeriggio si recava a passeggio presso la piccola isola sulla Senna. Attraverso la lunga fase di realizzazione, Seurat riusc progressivamente a superare la tecnica impressionista, a favore della totale applicazione della sua visione della luce e dei colori. A stimolare lartista erano stati alcuni studi teorici sullargomento: la ricerca di Charles Blanc, che partendo dal cromatismo di Delacroix era giunto ad affermare che il colore si forma non nella tavolozza bens nellocchio dellosservatore; lopera del chimico Chevreul, che aveva scoperto il contrasto simultaneo dei colori, cio un colore primario ottIene il massimo di intensit se si avvicina ad un colore complementare; infine il libro dellamericano Rood, CHROMATICS. ___________________________________________________________________________________________________________________ Paul Cezanne ad Aix-en-Provence 1839 cresce negli agi di un ambiente borghese, in seno a una famiglia la cui situazione economica avrebbe permesso al futuro artista di non nutrire preoccupazioni per l'avvenire, consentendogli inoltre di non dover dipendere sul piano economico dalla vendita dei quadri. Paul fece i primi studi nella citt natale e nel '52 entr in collegio dove si diplom brillantemente nel '58. L conobbe Emile Zola, che curiosamente aveva in disegno voti migliori dei suoi . Nel 1858 Zola part per Parigi lasciando l'amico solo e proprio da quel momento Cezanne si dedicher completamente all'arte. Alla fine del '61 la svolta decisiva: il padre, Louis Auguste Cezanne, da sempre contrario alla carriera artistica del figlio, cedette, accordando a Paul il permesso di trasferirsi a Parigi e assegnandogli perfino un modesto mensile. A Parigi Cezanne visit il Louvre e la mostra del Salon; Zola, che gli faceva da guida, lo fece iscrivere all'Academie Suisse, frequentata dai giovani pittori in cerca di compagni e di modelli. L Paul incontr Manet, Monet e Pissarro che lo incoraggiarono a perseverare nella sua vocazione. Ma Cezanne non era contento del proprio lavoro, dovette cos ammettere al padre il proprio insuccesso: torn ad Aix e accett di impiegarsi nella banca paterna. Ma ben presto torn a Parigi dove al Salon des Refuss del '63 fu tra i pochi ad apprezzare Colazione sull'erba di Manet. In quel periodo,partecip alle riunioni del Caf Guerbois, dove i giovani pittori si ritrovavano attorno alla figura carismatica di Manet. Nel 1869 incontr Hortense Fiquet, rilegatrice di libri e modella, soggetto preferito in diverse opere, che che gli dar un figlio e solo nel 1886 diverr sua moglie. Rifiutato diverse volte al Salon, nel 1874 espose nella prima mostra del gruppo impressionista tenutasi a Parigi nello studio del fotografo Nadar. Esporr ancora alla Terza Mostra degli impressionisti nel 1877 e questa sar l'ultima volta che lo vediamo insieme al gruppo impressionista. Infatti l'artista non fu mai pienamente convinto del modo in cui la realt era rappresentata nei dipinti impressionisti. Sentiva il bisogno di isolarsi per poter condurre in maniera autonoma la sua ricerca, quel lungo e faticoso cammino lo avrebbe condotto a risultati rivoluzionari. Nel 1882 un suo ritratto viene accolto al Salon ufficiale. Nel 1886 avvenne la rottura con Zola a causa del "pittore fallito" descritto nel romanzo "L'oeuvre" nel quale Cezanne ritrovava molte affinit con se stesso. Nel 1895 Vollard gli organizz la prima grande personale nella Galleria Rue Lafitte a Parigi. Nel 1906, mentre stava dipingendo all'aperto presso Aix, fu sorpreso da un forte temporale che gli caus un malore e di l a qualche giorno morir, il 22 ottobre 1906 a 67 anni Les joueurs de cartes [I giocatori di carte] Czanne aveva certamente avuto occasione di vedere al museo d'Aix-en-Provence, la sua citt natale, I giocatori di carte, un'opera attribuita ai fratelli Le Nain. Negli anni novanta del XIX secolo, l'artista tratta a pi riprese questo tema di ispirazione caravaggesca e conferisce alla partita un carattere estremamente austero. All' ingegnoso intreccio di gesti e di sguardi, Czanne sostituisce le figure massicce e la concentrazione silenziosa dei personaggi. La bottiglia sulla quale si riflette la luce, costituisce l'asse centrale della composizione. Essa separa lo spazio in due zone simmetriche, il che accentua la posizione contrapposta dei giocatori. Costoro sarebbero dei contadini che il pittore era solito osservare nella tenuta paterna al Jas de Bouffan, nei pressi di Aix. L'uomo che fuma la pipa stato identificato nella persona di "compare Alexandre", giardiniere del luogo. Delle cinque tele che il pittore dedica a questo tema, questa una delle pi spoglie. In quest'opera, tutto contribuisce a conferire un aspetto decisamente monumentale alla composizione, favorendo cos un cromatismo dalle sontuose armonie. La presenza ricorrente di giocatori di carte nelle opere che Czanne realizz negli ultimi anni della sua vita ha dato luogo ad un'interessante interpretazione: la partita che oppone due giocatori non starebbe forse a significare la lotta che l'artista dovette combattere contro suo padre per giungere al riconoscimento della sua pittura rappresentata questo caso dalla "carta da gioco" ?

___________________________________________________________________________________________________________________ Pierre Auguste Renoir (1841 - 1919) uno dei promotori dell'Impressionismo francese ed lui che insieme a Pissarro e Monet diffonde la lezione della nuova tecnica, del nuovo modo di vedere la pittura e di eseguirla fuori all'aria aperta. Le sue figure sono sfrangiate in un unico,

costante e fluido ritmo luminoso. L'Impressionismo, considerato dalla critica ufficiale del periodo, come impresa folle e, proprio per questo motivo dura pochi anni. Insieme a Monet, suo compagno di avventura, condivide tutte le conseguenze del movimento impressionista, fatte di grandi entusiasmi, umiliazioni, ma anche di vera gloria. Nonostante il suo temperamento non troppo vicino a quello di Monet, lavora fianco a fianco con lui nelle numerose, lunghe ed entusiasmanti sedute per la pittura en plein-air. Per un certo periodo lavorano sempre molto vicini, riportando sulle tele gli stessi soggetti, le stesse emozioni e gli stessi attimi catturati nelle varie ore della giornata con un penetrante linguaggio espressivo che ha dellincredibile. Si scambiano opinioni, suggerimenti, emozioni e, talvolta, anche qualche pennellata, influenzandosi a vicenda. In quei momenti di piccolo relax, con i due artisti un poco scostati dai rispettivi cavalletti, sarebbe stato molto difficile attribuire la paternit di quelle opere. Non soltanto qualcosa di puramente tecnico diversifica le opere di Renoir da quelle di Monet, ma anche di emozionale : le gradazioni cromatiche del primo sono pi ricche e il suo controllo emotivo raggiunge la completa libert. I paesaggi sono carichi di raggianti emozioni capaci di colpire la parte pi profonda dellanimo umano. Le pennellate hanno il potere di rendere bello, elegante e soprattutto vivo, anche un soggetto privo di tutto questo. Il suo animo talmente sensibile da esaltarsi al massimo davanti a qualsiasi soggetto: il volto tenero di una bambina, lanimazione festosa di un paesaggio, la calma di un fiume, una semplice composizione floreale, i boulevard di Parigi ecc. Qualsiasi soggetto egli riproduca sulla tela risulta elegante, brioso, con colori luminosi e, soprattutto sprigiona energia emozionale: lopera diventa un canto lirico la cui armonia colpisce non soltanto locchio dellosservatore, ma anche il suo sentimento. Nei paesaggi, che sono vivi per conto proprio, non manca mai la scena di vita umana, riportata sotto qualsiasi aspetto, dove si respira un'aria di autenticit non inquinata da preconcetti o scelte di stile dettati da regole fisse. Il suo stato emozionale, che varia attimo per attimo, viene riportato sulla tela con tocchi decisi, senza tanti ragionamenti e nessun ripensamento. Renoir disdegna la pittura in studio ed ascolta il proprio bisogno di andare a dipingere allaria aperta, dove sente entrare direttamente nel profondo del suo animo l'essenza stessa della vita. Il suo dipingere un continuo scambio di emozioni tra la natura, il suo animo sensibile e la tela, e il suo canto lirico diventa sempre pi incisivo, facendo nascere ad ogni pennellata una nuova e gradevole sensazione. Bal au moulin de la Galette [Ballo del moulin de la Galette. Montmartre] Quest'opera senza dubbio la pi importante di quelle realizzate da Renoir intorno alla met degli anni settanta del XIX secolo e fu esposta alla mostra del gruppo impressionista del 1877. Bench il pittore scelga di raffigurare alcuni suoi amici, egli cerca soprattutto di riprodurre su tela la stessa atmosfera travolgente e gioiosa di questo locale della collina di Montmartre. Lo studio della folla in movimento in una luce sia naturale che artificiale affrontato facendo ricorso a pennellate decise e vivaci. L'impressione di una sorta di dissolvimento delle forme fu una delle cause delle reazioni negative da parte dei critici dell'epoca. Questo quadro, in virt del suo soggetto profondamente ancorato nella vita parigina dell'epoca, del suo stile innovativo ma anche del suo formato imponente, segno dell'ambizioso progetto di Renoir, uno dei capolavori degli albori dell'impressionismo. La Grenouillre un olio su tela di cm 66 x 81, realizzato nel 1869 dal pittore francese Pierre-Auguste Renoir. conservato al Nationalmuseum[1] di Stoccolma. La Grenouillre era uno dei pi celebri ritrovi della borghesia parigina, sulle rive della Senna. Renoir usa, come nel suo stile, colori vivaci e squillanti che donano al dipinto un'atmosfera allegra e festosa. Le pennellate sono minute e veloci, e definiscono le figure umane distinguendole dallo sfondo ma, allo stesso tempo, fondendole con esso. L'acqua, soggetto molto studiato dagli Impressionisti, resa attraverso diverse gradazioni di colore conferendole cos un aspetto dinamico e vivace. Renoir, fedele all'orientamento impressionista, non dipinge nessun ombra nera poich non lo considera un colore; i toni pi scuri non sono quindi formati dall'aggiunta di nero nel colore puro, bens creando una diversa gradazione quest'ultimo. Renoir decide di dipingere questo soggetto insieme all'amico Monet, e ne derivano due dipinti differenti per molti aspetti: la tela di Monet, mostra la ricerca da parte del suo autore di cogliere gli effetti luminosi attravero i colori. La leggera increspatura dell'acqua resa infatti dall'azzurro, dal rosa, dall'ocra e dal bianco. Le figure che invece, a differenza di quanto mostra Renoir, non interessano in questo caso a Monet, sono rappresentate come pure e semplici masse grezze di colore. Renoir al contrario cura ogni minimo dettaglio per definire la forma e la corretta dimensione delle figure, rabbuiando la scena e dando meno importanza al colore rispetto a Monet, definendo in modo meno marcato le increspature del fiume. ___________________________________________________________________________________________________________________

Edgar Degas (1834-1917) tra tutti i pittori impressionisti quello che conserva la maggiore originalit e distanza dagli altri. I suoi quadri non propongono mai immagini di evanescente luminosit ma rimangono ancorati ad una solidit formale assente negl Nel 1862 realizz il suo primo quadro che lo rese famoso: La famiglia Bellelli. In esso raffigura la famiglia della sorella sposata ad un fiorentino di nome Bellelli. Nel quadro compaiono il marito, la moglie e due figlie. Linedito taglio compositivo, insieme ad una precisa introspezione psicologica dei personaggi, ne fanno unopera di un realismo e di una modernit che addirittura anticipa alcune delle successive conquiste di Edouard Manet. Negli anni successivi inizi ad uscire dal suo ambiente borghese per frequentare il Caf Guerbois dove strinse amicizia con Manet e gli altri pittori che avrebbero formato il gruppo degli impressionisti. Fu tra i fondatori del gruppo e fu proprio egli ad organizzare la mostra presso il fotografo Nadar. E partecip a tutte le otto successive mostre impressioniste, tranne quella del 1882. Le sue differenze con gli altri impressionisti sono legate soprattutto alla costruzione disegnata e prospettica dei suoi quadri. Le forme non si dissolvono e non si confondono con la luce. Sono invece rese plastiche con la luce tonale e non con il chiaroscuro, e in questo segue la tecnica impressionista. Ci che contraddistingue i suoi quadri sono sempre dei tagli prospettici molto arditi. Per questi scorci si molto parlato dellinfluenza delle stampe giapponesi, anche se appare evidente che i suoi quadri hanno una inquadratura tipicamente fotografica. Tra i suoi soggetti preferiti ci sono le ballerine, (che costituiscono un tema del tutto personale), e le

scene di teatro. Anche in questo, Degas coincide con limpressionismo: la scelta poetica di dar immagine alla vita urbana, con i suoi riti e i suoi miti, a volte borghesi, a volte bohemine.
L'assenzio (L'absinthe o Dans un caf) un dipinto ad olio su tela di cm 92 x 68 realizzato tra il 1875 ed il 1876 dal pittore francese Edgar Degas. conservato al Museo d'Orsay di Parigi. La tela, che era originariamente intitolata In un caff, fu esposta alla seconda mostra degli impressionisti (1876). Descrizione: La scena raffigurata si svolge nel Caf de la Nouvelle Athnes, in Place Pigalle a Parigi. I soggetti dipinti sono l'attrice Ellen Andre e l'incisore Marcellin Desboutin, inebetiti dal consumo di assenzio, un distillato ad alta gradazione alcolica a base di Artemisia Absinthium oltre che altre sostanze vegetali, soprattutto anice verde, molto diffuso tra la popolazione europea del tempo, poi proibito in molti paesi. Degas mette in evidenzia l'intorpidimento della coppia, consumata dall'effetto del distillato e ne sottolinea l'isolamento e l'emarginazione spostando i soggetti quasi in disparte sulla superficie pittorica, che risulta per met vuota. Pur essendo seduti vicino, i personaggi sembrano lontanissimi fra loro con lo sguardo perso nel vuoto, quasi che Degas volesse rappresentare una coppia di estranei. Rappresentano due solitudini che non si incontrano, nemmeno con lo sguardo. Anche l'atmosfera d un senso di oppressione, di pesantezza. Proprio come in Classe di danza la prospettiva ha ancora un valore predominante, in questo caso sottolineata dal tavolo e dalla inquadratura tipica dello stile di Degas. Gli abiti dei personaggi ci danno l'idea del loro ceto sociale: la donna non certo una borghese (si pensa che possa essere una prostituta), mentre l'uomo il tipico clochard ovvero uomini che apparivano come dei barboni ma in realt erano artisti che non esponevano pi i loro quadri, bens dipingevano solo spinti da un'urgenza creativa. Degas assegna al quadro un titolo insolito proprio per mettere in evidenza gli effetti collaterali della bevanda. La sua intenzione di ritrarre anche gli aspetti pi problematici e tristi della Belle Epoque.