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IL SISTEMA NERVOSO Tutte le attivit del nostro organismo, volontarie o involontarie, sono controllate dal sistema nervoso, il quale

permette di ricevere dall'ambiente e dall'interno del'organismo stesso, una serie di informazioni di varia natura, in base alle quali gli poi possibile elaborare e promuovere risposte adeguate. Una parte, il sistema nervoso somatico, controlla l'attivit volontaria; un'altra parte, il sistema nervoso autonom, controlla (insieme al sistema endocrino) l'attivit degli organi interni. Da un punto di vista anatomico, il sistema nervoso viene suddiviso in due parti: SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC), costituito dallencefalo e, nei vertebrati, dal midollo spinale; SISTEMA NERVOSO PERIFERICO (SNP), formato essenzialmente dalle vie di comunicazione (i nervi) che portano i messaggi verso linterno e verso lesterno del sistema nervoso centrale; il sistema periferico possiede anche i gangli, che raggruppano i corpi cellulari dei neuroni. NEURONI E FIBRE NERVOSE Il sistema nervoso costituito dai neuroni, cellule specializzate capaci di generare e trasmettere impulsi nervosi costituite da un corpo cellulare (che contiene il nucleo e gli organuli) e da lunghi sottili prolungamenti, chiamati fibre nervose. I prolungamenti brevi e molto ramificati sono detti dendriti ed hanno il compito di ricevere impulsi nervosi provenienti da altri neuroni, mentre l'unico prolungamento lungo detto neurite o assone e porta gli impulsi nervosi generati dal neurone verso altre cellule. La maggior parte degli assoni sono rivestiti dalla guaina mielinica, che fa s che la velocit di conduzione degli impulsi nervosi sia molto pi elevata ed ha origine dall'avvolgimento in vari strati della membrana cellulare di particolari cellule, le cellule di Schwann, le quali assicurano la nutrizione dei neuroni. Un prolungamento con guaina mielinica costituisce una fibra nervosa; pi fibre nervose, circondate da una guaina di tessuto connettivo, costituiscono un nervo. Un neurone in genere vive per tutta la vita di un organismo; esso per il tipo cellulare che resiste meno a lungo alla mancanza di ossigeno ed allla mancanza di sostanze nutritive (es.: glucosio). Il sistema nervoso svolge tre funzioni strettamente interconnesse: lacquisizione sensoriale, lintegrazione e lo stimolo motorio. Alle tre principali funzioni del sistema nervoso, corrispondono i tre tipi funzionali di neuroni: i neuroni sensoriali: trasportano le informazioni dai recettori sensoriali verso il sistema nervoso centrale; gli interneuroni: integrano i dati forniti dai neuroni sensoriali e poi trasmettono segnali appropriati ad altri interneuroni o neuroni motori; i neuroni motori: trasmettono i messaggi provenienti dal sistema centrale alle celluleeffettrici. COME AGISCE IL SISTEMA NERVOSO IN GENERALE Il sistema nervoso riceve delle informazioni in base alle quali elabora delle risposte. Le strutture in grado di raccogliere informazioni sotto forma di stimoli di varia natura, sono genericamente chiamate recettori. L'informazione ricevuta deve essere poi condotta a centri di coordinamento e integrazione, e ci avviene attraverso fibre nervose. Gli organi di coordinamento, che elaborano una risposta o un comanfo in base agli stimoli ricevuti, sono i centri nervosi localizzati nel cervello e nel midollo spinale, cio nel SNC. Anche risposte e comandi viaggiano attraverso fibre nervose. Infine, gli effettori attuano le risposte o eseguono i comandi. Essi sono i muscoli e le ghiandole. Lungo le fibre nervose corre l'impulso nervoso, che trasmette le sensazioni dalla periferia al SNC e gli ordini dal SNC alla periferia. Le fibre nervose che portano l'impulso dai recettori sensoriali periferici ai centri nervosi sono dette fibre afferenti; le fibre che portano gli impulsi dai centri nervosi agli effettori, cio ai muscoli e alle ghiandole, sono dette fibre efferenti.

L'IMPULSO NERVOSO L'impulso nervoso una debole corrente elettrica che si propaga rapidamente lungo le fibre nervose, fino alle loro estremit, collegate per mezzo di sinapsi con altre cellule nervose. Le cellule nervose reagiscono a diversi stimoli (elettrici, chimici, ecc.) modificando il flusso di ioni attraverso la membrana cellulare. Questo flusso di ioni genera l'impulso nervoso. GENERAZIONE E TRASMSSIONE DEGLI IMPULSI NERVOSI Le cellule nervose sono cellule eccitabili, cio capaci di rispondere a particolari stimoli generando degli impulsi nervosi, che vengono poi trasmessi a distanza. Nei liquidi corporei, all'interno e all'esterno delle cellule, molte sostanze sono disciolte sotto forma di ioni, particelle dotate di carica elettrica positiva (cationi) o negativa (anioni). In condizioni di riposo, all'interno della cellula le particelle negative sono presenti in concentrazione maggiore rispetto all'esterno; per cui, tra l'interno e l'esterno della cellula si ha una differenza di cariche elettriche (differenza di potenziale) detta potenziale di membrana, caratterizzata da una negativit all'interno rispetto all'esterno di -90 mV. Tra gli ioni positivi nel liquido intracellulare prevale il potassio (K+); in quello extracellulare il sodio (Na+). La differenza tra esterno e interno, per quanto riguarda il K+ e il Na+, dipende dalla permeabilit della membrana e dalla presenza, sempre sulla membrana, di una pompa, la pompa sodio-potassio, che espelle continuamente sodio e contemporaneamente immette potassio nella cellula. Senza tale pompa il sodio tenderebbe ad entrare mentre il potassio tenderebbe ad uscire dalla membrana. Stimoli di vario tipo (elettrici, chimici, ecc.), purch di una certa intensit, possono "eccitare" la membrana delle cellule nervose, modificando la loro permeabilit agli ioni Na+ e K+ e generando di conseguenza una variazione di potenziale elettrico delle membrana, che prende il nome di potenziale d'azione. La membrana i queste cellule ha dunque la capacit di attivarsi, di modificare la sua permeabilit al sodio e poi al potassio. Si ha prima un brusco aumento della permeabilit al sodio, che determina un brusco flusso di ioni Na+ dall'esterno (dove la concentrazione maggiore) verso l'interno e, di conseguenza, un passaggio di cariche positive verso l'interno, che riduce il potenziale di membrana (negativo), fino ad annullarlo (depolarizzazione) e, addirittura, a invertirlo (l'interno diventa quindi positivo rispetto all'esterno e il potenziale di membrana raggiunge un valore di +30 mV. Altrettanto rapidamente il flusso di Na+ verso l'interno cessa, mentra aumenta la permeabilit della membrana al K+ e si realizza un flusso di ioni K+ in senso inverso all'Na+, cio dall'interno (dove pi concentrato) verso l'esterno. Il flusso di cariche elettriche positive (K +) verso l'esterno riporta la negativit all'interno della cellula (ripolarizzazione). In seguito la pompa sodio-potassio riporta all'esterno gli ioni sodio entrati in eccesso durante la depolarizzazione e fa rientrare gli ioni K+ usciti nella ripolarizzazione, ripristinando in tal modo la situazione di riposo. Quando un punto della membrana della cellula nervosa si depolarizzato, dando origine a un potenziale d'azione, si crea un circuito di corrente locale che propaga la depolarizzazione lungo la membrana. La propagazione del potenziale d'azione lungo le fibre nervose costituisce l'impulso nervoso. La propagazione degli impulsi avviene con due modalit diverse: nelle fibre amieliniche si creano dei circuiti di corrente che attraversano la membrana "punto per punto". La depolarizzazione si propaga cos, lentamente, lungo la fibra nervosa. Nelle fibre meliniche, invece, la membrana cellulare rivestita esternamente da una spessa guaina, la guaina mielinica, che funge da isolante, impedendo il passaggio della corrente tra l'interno e l'esterno. Per, a intervalli regolari, la guaina mielinica presenta delle strozzature, i nodi di Ranvier, a livello dei quali manca il rivestimento isolante: il circuito di corrente, nelle fibre mieliniche, si ha solo tra un nodo di Ranvier e l'altro e la propagazione degli impulsi avviene, in questo caso, a salti (conduzione saltatoria), da un nodo di Ranvier all'altro, molto pi velocemente rispetto alle fibre amieliniche. LA SINAPSI E I NEUROTRASMETTITORI Le cellule nervose comunicano tra loro per mezzo di impulsi nervosi: l'impulso nervoso percorre la fibra nervosa del neurone che l'ha generato e raggiunge un altro neurone che viene stimolato

dall'impulso nervoso. L'estremit della fibra nervosa non direttamente a contatto con il neurone a cui collegato, ma fra l'assone di uno e il dendrite o il corpo cellulare del seguente esiste sempre un piccolissimo spazio, la fessura sinaptica. Quando l'impulso raggiunge l'estremit della fibra nervosa , qui sono presenti delle vescicole dalle quali si libera una sostanza chimica, il neurotrasmettitore, che, per esocitorsi, raggiunge il neurone collegato e genera in quest'ultimo un nuovo impulso nervoso interagendo con dei recettori. Essi sono siti di riconoscimento altamente specifici per i neurotrasmettitori. Pertanto i neuroni possono essere influenzati da certi neurotrasmettitori e non da altri. Subito dopo l'interazione con il recettore, il neurotrasmettitore viene reso inattivo mediante degradazione enzimatica, oppure viene captato dalla terminazione presinaptica per essere eventualmente riutilizzato. Di recente si scoperto che il numero dei diversi neurotrasmettitori possa essere di qualche centinaia. Contemporaneamente allo studio dei neurotrasmettitori sono andate via via aumentando le conoscenze sull'azione delle sostanze psicoattive (cio che provocano modificazioni delle attivit psichiche) le quali agiscono sul SNC; esse comprendono sostanze utilizzate a scopo terapeutico (ad esempio farmaci antidolorifici) e quelle definite comunemente droghe. Esse provocano i loro effetti interferendo in modo selettivo con la trasmissione sinaptica, e cio influendo a vari livelli sull'azione di un neurotrasmettitore: certe sostanze ne modificano la liberazione a livello delle terminazioni nervose, altre inibiscono gli enzimi coinvolti a livello delle terminazioni nervose, altre inibiscono gli enzimi coinvolti nella sua sintesi o nella sua degradazione; altre ancora possono interagire con i recettori del neurotrasmettitore, effetto cje pu essere di potenziamento o di inibizione della sua azione. Un neurone pu ricevere informazioni da centinaia di altri neuroni attraverso migliaia di terminazioni sinaptiche. I neurotrasmettitori che aprono i canali del sodio possono generare potenziali dazione nella cellula postsinapica: tali neurotrasmettittori e le sinapsi in cui essi sono liberati, sono chiamati eccitatori. Viceversa, molti neurotrasmettitori aprono i canali di membrana di altri ioni che fanno diminuire nella cellula postsinaptica la tendenza a generare i potenziali dazione: tali neurotrasmettitori e le loro sinapsi sono detti inibitori. La membrana di un neurone pu ricevere contemporaneamente sia segnali eccitatori sia segnali inibitori. Nella cellula postsinaptica si genera o meno il potenziale d'azione a seconda della somma fra segnali eccitatori e segnali inibitori ricevuti. Esempi di molecole che svolgono il ruolo di neurotrasmettitore nelle sinapsi chimiche sono l'acetilcolina, le ammine biogene, gli amminoacidi e i peptidi, e l'ossido di azoto. IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE Il SNC costituito da una massa di cellule e fibre nervose, del peso di circa 1300/1400 g. Esso comprende l'encefalo, contenuto nella scatola cranica, e il midollo spinale, contenuto nel canale vertebrale. L'encefalo, costituito da tre parti principali: il cervello, il cervelletto e il tronco encefalico. L'encefalo avvolto da tre membrane, le meningi, tra le quali si trova un liquido, detto liquido cefalo-rachidiano e liquido cerebro-spinale che, insieme alle meningi, attutisce eventuali sollecitazioni meccaniche a cui viene sottoposto l'encefalo. Quest'ultimo presenta una serie di cavit interne in comunicazione fra loro dette ventricoli cerebrali, che si continuano verso il basso nel canale dell'ependima, esteso lungo tutto il midollo spinale. Il cervello costituito dal diencefalo che comprende a sua volta i talami a cui collegata l'ipofisi, e dal telencefalo, costituito dai due emisferi cerebrali, separati da una profonda fessura, ma, collegati dalle strutture interemisferiche, tra cui il corpo calloso. La parte superficiale degli emisferi, detta corteccia cerebrale, percorsa da numerosi solchi irregolari e profondi, le circonvoluzioni cerebrali, che ne aumentano l'estensione. Il cervello, in particolare il telencefalo, rappresenta la parte maggiormente sviluppata dell'encefalo. Il cervello un sofisticato centro di integrazione, che gioca il ruolo primario nelle funzioni della memoria, dell'apprendimento, del linguaggio e delle emozioni; formula risposte comportamentali complesse. Il talamo il centro di arrivo dei dati sensoriali diretti al cervello e anche il centro di trasmissione delle risposte motorie in partena dal cervello; smista i dati. L'ipotalamo invece funziona da centro della regolazione omeostatica; controlla l'ipofisi; funge da orologio biologioco. La corteccia cerebrale costituita da strati di cellule nervose che formano la

sostanza o "materia" grigia, costituita in prevalenza da corpi cellulari e prolungamenti privi di mielina. Al di sotto della corteccia cerebrale le fibre nervose rivestite da guaina mielinica si raccolgono a formare grossi fasci di sostanza bianca. La presenza di profondi solchi nella corteccia cerebrale ci permette di suddividere ogni emisfero in varie parte dette lobi: lobo frontale, sede dell'area motoria, il lobo parietale, sede dell'area per la sensibilit generale e gustativa, il lobo temporale, sede dell'area per la percezione uditiva ed il lobo occipitale, sede dell'area per la percezione visiva. La corteccia cerebrale la sede dei processi psichici pi elevati: essa, infatti, ci consente di prendere coscienza delle diverse sensazioni, di analizzarle e confrontarle con altre precedentemente acquisite, di memorizzarle e di riutilizzarle, in seguito, per nuovi confronti o per la formulazione di concetti, idee, pensieri. Ci consente, inoltre, l'elaborazione, la preparazione e l'esecuzione degli atti volontari. Tutte queste funzioni richiedono l'intervento coordinato di tutte le aree corticali e dei centri sottocorticali. I due emisferi. L'emisfero cerebrale di destra controlla la met sinistra del corpo, mentre l'emisfero cerebrale di sinistra controlla la met destra. Tra le aree cerebrali conosciute, vanno ricordate le aree del linguaggio, che controllano l'espressione verbale e la comprensione del linguaggio. Queste aree sono situate solo su uno dei due emisferi, in genere il sinistro. In alcuni soggetti mancini le aree del linguaggio sono invece nell'emisfero destro. L'emisfero che controlla il linguaggio molto spesso quello che controlla la mano con cui scriviamo e viene perci detto emisfero dominante. L'emisfero non dominante sembra importante per il talento musicale e artistico, mentre quello dominante sembra pi coinvolto nell'elaborazione del pensiero razionale. L'elaborazione delle emozioni coinvolge invece, un'altra parte del cervello, situata in profondit: il sistema limbico. Il tronco encefalico situato nella profondit degli emisferi cerebrali e davanti al cervelletto; collega il cervello e il cervelletto col midollo spinale ed attraversato da fibre nervose ascendenti dirette a cervello e cervelletto e fibre nervose discendenti dirette al midollo spinale. Nel tronco cerebrale molte di queste fibre si incrociano, per cui la parte destra del cervello controlla la parte sinistra del corpo e viceversa. Esso trasmette gli impulsi da e per altri centri cerebrali; contribuisce al mantenimento dell'omeostasi; coordina i movimenti del corpo. Il tronco encefalico si divide in midollo allungato, che controlla la respirazione, la circolazione, l'ingestione e la digestione; ponte, che controlla la respirazione e mesencefalo, che riceve e integra le sensazioni uditive; coordina i riflessi visivi; manda impulsi sensoriali ai centri superiori dell'encefalo. Il cervelletto situato sotto al cervello e dietro al tronco cerebrale. Ha una struttura simile a quella del cervello, con sostanza grigia in superficie (corteccia cerebellare). costituito da due emisferi, separati, per mezzo di solchi, da una parte centrale detta verme cerebellare. Il cervelletto, anch'esso suddiviso in tre lobi, coordina i movimenti del corpo, contribuendo alla regolazione del tono muscolare e al mantenimento dell'equilibrio e svolge un ruolo primario nell'apprendimento e nella memoria delle risposte motorie. Il midollo spinale, al contrario del cervello, costituito da sostanza bianca all'esterno, disposta a formare lunghi cordoni, e sostanza grigia all'interno. Nella sostanza grigia si distinguono le corna anteriori, costituite da neuroni motori, collegati ai muscoli attraverso le loro fibre nervose, e le corna posteriori, costituite da neuroni sensitivi. Il midollo spinale collega il cervello con gli organi periferici, dando origine alle fibre nervose che costituiscono i nervi spinali. Essendo contenuto nella colonna vertebrale, i traumi sulla colonna possono danneggiare seriamente il midollo, provocando paralisi e perdita di sensibilit tanto pi gravi quanto pi profonda la lesione del midollo spinale. Esso anche centro di integrazione per alcune attivit. IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO Il sistema nervoso periferico costituito dai nervi, che collegano il sistema nervoso centrale alla periferia dell'organismo. I grossi nervi, che partono dall'encefalo e dal midollo spinale, sono costituiti da un insieme di fascetti di fibre nervose, circondati da tessutto connettivo. Il sistema nervoso periferico comprende: 12 paia di nervi cranici, che partono dalla faccia inferiore dell'encefalo e vanno a innervare

il capo e gli organi del tronco; 31 paia di nervi spinali, che partono dal midollo, escono attraverso gli spazi compresi tra due vertebre successive e vanno a innervare ciascuno una parte del corp. I nervi possono essere: sensitivi se sono costituiti solo da fibre sensitive, in cui l'impulso nervoso si trasmette in direzione del SNC; motori se sono costituiti solo da fibre motorie, in cui l'impulso si trasmette invece dal SNC alla periferia; misti, se sono costituiti fa fibre di entrambi i tipi. Le fibre che costituiscono questi nervi originano da cellule nervose situate nel midollo spinale o nel tronco cerebrale, oppure da cellule nervose situate al di fuori del sistema nervoso centrale, riunite a formare i gangli. Il sistema nervoso periferico dei vertebrati pu essere suddiviso in due componenti funzionalmente diverse: il sistema nervoso somatico e il sistema nervoso autonomo. Il sistema nervoso somatico trasporta i segnali da e verso i muscoli scheletrici, principalmente in risposta a stimoli esterni. Viene detto volontario perch gran parte delle sue azioni sotto il controllo della volont. Il sistema nervoso autonomo regola lambiente interno, controllando la muscolatura liscia, il miocardio e gli organi dei sistemi digerente, cardiovascolare, escretore ed endocrino. Questo controllo generalmente di tipo involontario. I centri del sistema nervoso autonomo (o neurovegetativo), che controllano la vita vegetativa (che consiste nella semplice sopravvivenza garantita dal funzionamento degli organi interni che controllano le funzioni vitali), sono situati nel tronco cerebrale o in altre parti del SNC (ipotalamo in particolare). Il sistema nervoso autonomo si divide in tre sistemi: sistema simpatico (o ortosimpatico): tende a preparare il corpo alle attivit che consumano energia (attivit, combattere, fuggire); sistema parasimpatico: induce nellorganismo le attivit legate allacquisizione e alla conservazione dellenergia (riposo, digestione). presente inoltre il sistema enterico, che controlla le attivit intestinali. RECETTORI E RIFLESSI I recettori sono strutture pi o meno complesse che hanno il compito di trasformare varie forme di energia in impulsi nervosi, che vengono poi trasmessi lungo le fibre nervose. Qualsiasi mutamento ambientale consiste in una variazione di energia e i recettori specifici per quella forma di energia colgono queste variazioni e le traducono in impulsi nervosi i quali vengono poi inviati al SNC, che elabora una risposta per adeguarsi alle mutate condizioni ambientali. La risposta pu essere volontaria, se le informazioni hanno raggiunto la corteccia cerebrale e sono divenute sensazioni coscienti, oppure pu essere automatica e involontaria, se nella sua esecuzione non coinvolta la corteccia. Il riflesso dunque una risposta involontaria a uno stimolo. Il pi semplice riflesso il riflesso rotuleo: un colpo di martello sul tendine del muscolo quadricipite, sotto la rotula, provoca la contrazione di quel muscolo e il sollevamento della gamba. Poich i riflessi coinvolgono il SNC ma non la coscienza, provare i riflessi a unn soggetto incosciente pu aiutare a capire se il suo SNC funziona ancora correttamente oppure gravemente danneggiato. APPROFONDIMENTO L'EPILESSIA L'epilessia una sindrome caratterizzata dalla ripetizione di crisi epilettiche dovute all'iperattivit di alcune cellule nervose cerebrali, ossia i neuroni. Tali crisi comprendono un'insieme di manifestazioni caratterizzate da brevi episodi di perdita di conoscenza (assenze) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, pi o meno accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo. Gli attacchi epilettici muscolari possono essere distinti in MIOCLONICI, spasmi di lieve entit; TONICI, contrazioni pi intense; TONICI/CLONICI, violenti spasmi muscolari seguiti dal rilassamento della stessa muscolatura. L'alternanza di questi

due stati responsabile delle tipiche scosse muscolari ritmiche ('convulsioni') associate alla crisi epilettica. L'epilessia causata dall'abnorme alterazione dell'attivit elettrica di alcuni neuroni, generalmente localizzati a livello della corteccia cerebrale. Si definiscono FOCI EPILETTOGENI i punti in cui originano gli attacchi epilettici; in tale sede si concentra la popolazione neuronale con attivit anomala. Questi foci possono rimanere silenti per periodi prolungati dal momento che i neuroni sani che li circondano tendono ad inibirne o neutralizzarne le scariche elettriche anomale. Quando l'attivit di questi neuroni viene sopraffatta e la cosiddetta "soglia di convulsivit" superata, insorgono i sintomi tipici della malattia. Da notare che tale soglia varia da individuo ad individuo ed particolarmente bassa negli epilettici. In letteratura sono stati descritti oltre 150 tipi di epilessia, classificabili in parziali e generalizzati. EPILESSIE PARZIALI: il focus epilettogeno interessa soltanto un emisfero cerebrale. Possono essere ulteriormente classificate in semplici o complesse. Nel primo caso si caratterizzano per attacchi leggeri, che non si traducono mai in perdite di conoscenza; al contrario, le epilessie complesse comportano manifestazioni pi severe, sempre accompagnate da perdita di conoscenza (generalmente di breve durata - pochi secondi -) e da contrazioni muscolari pi intense. EPILESSIE GENERALIZZATE: i neuroni che causano gli attacchi interessano entrambi gli emisferi. Si accompagnano quasi sempre a perdita di conoscenza (assenza) associata a manifestazioni contrattili e spasmi di tipo mioclonico/tonico e tonico/clonico. Si definisce stato epilettico il succedersi di manifestazioni epilettiche in modo frequente e duraturo (vari episodi si possono notare anche nell'arco di alcune ore). In questo caso ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza medica che va trattata il prima possibile, onde evitare la morte del soggetto per insufficienza respiratoria. CAUSE. Molte e diverse sono le cause in grado di determinare l'insorgenza di manifestazioni epilettiche; vediamo le principali: ALTERAZIONI CONGENITE (generalmente originano durante lo sviluppo del sistema nervoso centrale; possono quindi instaurarsi gi durante lo sviluppo del feto, anche a causa dell'abuso di alcol e droghe durante la gravidanza); TRAUMI CRANICI: causano una forma epilettica immediata; particolarmente pericolosi sono quelli ostetrici, dovuti all'applicazione del forcipe o alle eccessive compressioni subite dal cranio fetale durante i parti particolarmente prolungati. ASCESSO O TUMORE CEREBRALE ANOSSIA ALLA NASCITA: difficolt respiratorie durante il travaglio ISCHEMIA DEI VASI CEREBRALI - ridotto apporto di sangue, quindi di ossigeno, al cervello EMORRAGIE CEREBRALI ALTERAZIONI INDOTTE DA MALATTIE INFETTIVE: soprattutto quelle che interessano la prima infanzia, specie quando decorrono con una certa gravit (patologie esantematiche: morbillo, varicella, rosolia). Meno dell'un percento della popolazione va incontro ad epilessia durante l'arco della vita, mentre nello stesso periodo di tempo episodi isolati, privi di significato patologico, arrivano ad interessare il 5% circa della popolazione. Nella maggioranza dei casi l'epilessia causata da una sofferenza organica del cervello, ad eccezione di una discreta percentuale di casi idiopatici, di cui peraltro ancora si discute, che pu guarire spontaneamente durante l'et dello sviluppo (quando l'epilessia di tipo semplice). DIAGNOSI DI EPILESSIA: si avvale di diversi esami strumentali, primo tra tutti l'elettroencefalogramma (EEG) con cui si registra l'attivit elettrica del cervello; in circa la met dei casi questi segnali risultano mutati anche in assenza dei sintomi. Altri esami, come la TAC o la risonanza magnetica, hanno lo scopo di indagare la presenza di eventuali lesioni cerebrali. Fondamentale anche l'analisi della storia clinica del paziente che, considerato il frequente stato di incoscienza associato all'episodio epilettico, dovrebbe avvalersi del contributo di osservatori esterni a lui vicini.

CURA. Per la cura dell'epilessia i medici hanno a disposizione numerosi farmaci che agiscono con diversi meccanismi di azione: AUMENTANO IL SEGNALE DEL GABA (un neurotrasmettitore inibitorio), facilitando l'apertura degli ioni cloro a livello encefalico RIDUCONO L'ATTIVIT DEI CANALI SODIO E DEI CANALI CALCIO RIDUCONO IL SEGNALE DEGLI AMINOACIDI ECCITATORI (glutammato ed acido glutammico) Inibendo i segnali elettrici neuronali, e con essi l'attivit eccitatoria dei foci epilettogeni, questi medicinali consentono un netto miglioramento delle manifestazioni epilettiche e permettono al paziente di condurre una vita normale. La terapia dev'essere tuttavia personalizzata e protratta per lunghi periodi di tempo, spesso per tutta la vita. Chi soffre di epilessia dovrebbe moderare il consumo di alcol, mantenersi ben idratato, seguire una dieta equilibrata e non esagerare con l'attivit fisica, soprattutto nei mesi estivi durante i quali fondamentale il reintegro dei liquidi e dei sali persi con la sudorazione. E' inoltre importante controllare lo stress sia fisico che psichico ed assicurarsi il giusto riposo notturno. Solo in determinati casi (che vanno accuratamente selezionati) si pu asportare, con un intervento chirurgico, la zona del cervello da cui prende inizio la crisi epilettica. Questo tipo di intervento, che nel 70-90% dei casi porta a guarigione completa, indicato in presenza di epilessia resistente alla terapia farmacologica, in cui sia stata ben documentata l'origine dei focolai epilettogeni e l'assenza di deficit neurologici gravi in seguito alla loro rimozione.