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U'

(.

,'

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIAL ]M ENTE INTORNO


AI

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, GRADI DELLA GERARCHIA SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII E PI CELEBRI PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E CITTA DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE AI CONCILII , ALLE FESTE PIO SOLENNI, VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, CARDINALIZIE E SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, AI RITI, ALLE CEREMONIE MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, EC. ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC EC.

NON CHE ALLA CORTE

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI
S. S.

\ OL.

I.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


BI

C CC

L.

SUA ALTEZZA REALE

FRANCESCO
ARCIDUCA
D'

IV

PRINCIPE REALE DI UNGHERIA E BOEMIA

AUSTRIA

DUCA

DI

MODENA REGGIO MIRANDOLA


MASSA E CARRARA

LA TIPOGRAFIA EMILIANA VENETA

QUESTA EDIZIONE
UMILMENTE
D.

D.

D.

j^->

/r

if-'"&

LA

TIPOGRAFIA EMILIANA
A CHI

LEGGER

l^on

presunzione di
gli

farsi

maestro

al

colto

pubblico, o

vanit di
aiu-

occupar posto fra

autori,

muovono Gaetano Moroivi, primo

tante di camera di
zione.
assai

Sua

Santit, a dare in luce questa sua


e riverente affetto
lo

Compilafecero

Sentimento

di

patria,

di suddito, gli

caro sino dalla et verde


si

studio di quanto alla Chiesa cattolica

romana
litale

appartiene, ed ogni maniera di libro erudito intorno la ca-

del cattolico

mondo.
profitto

Per mettere a
fece annotatore, sunti, giornali

letture di

tanta

importanza,

il

Moroni

si

formando nel periodo


storici,

di oltre

a venti anni repertori,


ei

pratici, e di

ccremonie. Quindi

divideali in

disparati articoli, che

ammontarono a parecchie

migliaia ; al qual lavo-

ro

aggiunse dappoi notizie

ed aneddoti, che nella posizione sua pot


opere

m
re.

gran copia raccogliere, e da molte moderne


Fatto CI, quanto per
il

ancora
si

ritrar-

lui

si

le

potuto accuratamente,

avvide
notizie

che

lavoro avrebbe presentato


,

materie di un quadro

di

ecclesiastiche

e della

influenza che in diciotto secoli ebbe la

Romana
il

Chiesa

sul resto del

mondo.

per

gli

parve bene ridurre

tutto degli

a foggia di Dizionario, col solo desiderio di rivolgere a


studiosi
il

comodo

liiitto

delle sue letture,


si

ed osservazioni.
il

Con

questo intendimento

determin

Moroni

di

render pubbli-

co per le stampe quanto avea per suo piivato uso raccolto, intitolan-

do

la

sua Compilazione:

Dizionario di Erudizione
nostri giorni, ec.
ec.

Storico-Ecclesia-

slica,

da
il

s.

Pietro

sino ai

ec.
l'

Se
si

dotto non avr in

mal grado

di fermarvi

occhio sopra,

non

dorr per avventura di richiamare alla


poi fosse

memoria

cose a lui note.

fili

meno addentro

nella erudizione, goder

V animo

di tro-

var all'uopo raccolte in una sola opera, estesa per ordine alfabetico,
ci

che in molte e molte dovrebbe investigare a grande


serie cronologica dei

fatica.

La

Papi proceder in
e proseguita

questo

Dizionario
nelle
P^ite

con
dei

quella dal Burio


Pontefici.

adottata,

dal

Novaes

Si conservata la

denominazione latina delle diocesi abbreOltracci vuoisi avvertire, che per distinquelle che han-

viata giusta

r uso

di

Roma.

guere tra

le

citt patriarcali, arcivescovili e vescovili,

no anche
cessato di

di

presente

il

rispettivo

diocesano
le

da

quelle
colle

che

hanno
con
in

averlo,

l'autore

ha

indicato

prime

parole

residenza, alla qual


parlibus.
stica
tali
,

distinzione
alle
citt

tien dietro

un' altra dei vescovati


relazione

Quanto

che

hanno
si

con la
,

ecclesia-

storia, si

riportano quelle dove

celebrarono concilii

e le capi-

non omesse

in gi'an parte le famiglie


di
s.

donde venne

alla

Santa Sedegli

de qualche successore
scrittori
ti,

Pietro. Nello sceghere le biografie


si

ecclesiastici

il

compilatore

attenuto al catalogo del Ber-

facendo menzione anche dei pi

distinti

a lui posteriori.

, ,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

ABA

ABA
dell'In-

A, E piccola contrada -BA.


ghilterra,

che

ai nostri

giorni chiamasi Sirmene.

considerevole

nella storia
i

ABBADESSA.

Cos appellasi

la

massimamente perch nell'anno


vi
si

convoc un concilio. Questo


dal

riconosciuto
sotto
il

Labb

tomo

nome di Concilium abanense, o apud Hambom. Non da tacere come ad esso fosse presente il re Etelredo, e come da ben sette

prima dignit in una comunit di religiose o canoni chesse ( F. Canon iciiesse). Vi sono abbadesse in quegli Ordini di monache, a' quali, ne' monaci, presiedono abbati ; gli Ordini mendicanti non hanno che priore o guardiane^ e pi generalmente supcriore. La istituzione delle abba-

statuti

vi

si

formassero intorno

la

ecclesiastica disciplina.

desse posteriore a quella degli abbati,


dall'

ABACO
di

(s.)

F.

s.

Maris.

riconosce
i

ABASGIA.

Provincia della diocesi

Tracia, soggetta al patriarcato di

anno Sg gorio Magno,


monisteri
si

ai
il

il suo principio tempi di s. Grequale volle che i

Costantinopoli.

La

sua

geografica

governassero

regolar-

posizione

ce la presenta dal

Ponto

mente, avessero una clausura rigorosa, in

Eusino dilungantesi verso levante, dove ha foce il fiume Vardano. I


popoli, che le

uno

alla

le leggi, colle

appartengono,

si

di-

tora.
la

quali

maggior parte di quelsi governano tut affidata


del

Alle abbadesse

cono Abearsi, o Abbassi. Sottoposta un tempo all' imperio de' Lazi, non ebbe ad accogliere il vangelo di Cristo prima del sesto secolo tempo in cui regnava l' imperator Giustiniano. Dopo quest' epoca divenne sede di un vescovo, il quale
fiss

direzione generale

moniste-

La elezione loro devesi fare dalle monache per voti segreti, e ad eleggere basta esser monaca professa, o da
ro.

la

sua

dimora a Sebastopoli

in qualche luogo questa ultima condizione non richiesta. In molte religioni, prevale per la elezione il maggior numero dei voti ;

coro

2
tra
le

ABB
cassinensi per
si

ABB
esigono
le

no

della settimana. Altre volle que-

due
sero

terze parti.
i

Che

se in bilico stes-

sta benedizione consisteva in

una

o-

pu 1' Ordinario concedere un tempo per aver la maggioranza; non ottenutala, passa egli stesvoti,

razione recitata ai cancelli


degli abbati,

appressul

so facevasi dai vescovi a similitudine

imponendo
eletta,
lei

le

mani

so a scegliere colei,

che giudica la

pi idonea. Natali illegittimi, vedovanza, penitenza pubblica sostenuta, due sorelle nel medesimo convento,
cecit, sordit,

capo alla monaca lumi e grazie per


nel porgere
il

pregando
si

dal Signore, e

libro delle regole, le

accordava
reggere
il

od

altre somiglianti

pieno e libero potere di monistero temporalmente


il

infermit sono motivi di esclusione

e spiritualmente.

dal supremo governo abbaziale. Fatta la pubblicazione della scelta, se le

Quanto ai diritti delle abbadesse, variarono col volgere dei tempi, e col
cambiamento
il

monache

manifestassci'O

non aver

es-

degli

statuti

Tutta-

se eletta l'abbadessa pubblicata,

tor-

via in generale teneano le abbadesse

nano ad udirsi le monache da persona non sospetta, e, conosciuta la


verit,
la

governo del convento^ amministravano i beni della comunit, ed esercitavano


i

elezione

che ne risulta

diritti

civili

o feudali

diviene canonica.

annessi alla carica, ed alcune avea-

Varia fu

la disciplina della

Chiel'olii-

sa intorno alla et richiesta per


ci di abbadessa.

no da
i-e

giurisdizione sopra altri conventi


esse visitati per

mezzo

de'vicarii,

Leone

prescrive

di consenso coli' Ordinario, cui

pucon-

fjuarant' anni, Gregorio I sessanta

spettava l'approvare, o no,

il

Iimocenzo IV trenta;
te
il

ma

finalmen-

sacro concilio di Trento esige

nella eletta quarant'anni compiuti

ed
re-

otto di professione nel


njstero
fortn.).

medesimo moe.

{Sess.

XX F,
tra le

7.

De

Ove poi
si

monache
tali

di es-

so
ni,

non

trovassero

condizioaltro

fessore da esse nominato. Esenti erano alcune eziandio da ogni altra subordinazione, tranne da quella della Santa Sede, alla quale immediatamente erano soggette. Bench esenti, non potevano per scegliersi confessori, n darne alle religiose
loro, senza l'approvazione dell'Ordi-

dcvesi prenderne

una da

Orchne.
possibili;

Che
fosse

se malagevole,
il

o im-

trovarla dell'et di
il

ne

quarant'anni, permette

detto conil

ciho, che la eletta abbia

trigesimo

n esercitare una giurisdiziofosse veramente spirituale. canonico permette alle Il diritto alibadesse di alcuni Ordini 1' instinario,

che

anno compiutOj ed
Iczione nulla.

il

quarto di pro-

tuire bencficii, parrocchie e cappellanie, e conferir queste e quelli di pro-

fessione. Violate tali condizioni, la e-

gli

Tra due monaanni dell'et debdella pro-

prio talento a chi l'Ordinario abbia

che concorrenti,

dichiarato idoneo per la cura delle

bono prevalere sopra quelli fessione. Se l'abbadessa

anime.
dagli
ci

Potevano

anche sospendere

di quelle

ullicii

e benefcii loro que'chieri;

cui sia prescritta la benedizione, de-

ve riceverla entro l'anno, sotto pena di perdere il diritto della elezione. A


dillcrenza della beneilizione dill'abba-

ima

che ad esse erano sottoposti ma tal pena n(n avea punto forza di
1'

censura, e quelli che


gredita
larit.

avessero trasla

deve (rsi in (h festivo, quella dcU'abbadessa pu farsi in ogni giorIc, iw.

Non
,

non incorrevano
sospendere,
1'

irrego-

in poter delle abbainterdire,


il

desse

il

AB l
lis[x;iisare

ABB
le

3
il

dalla
:

osservanza
il

pro-

hani
denzio
e.

IV,
a

n.

87.
,

prie religiose
in

se

l'anno, ci

avviene

Janua
tenuto
:

ed de
nel

p.

Gaut.

Visit.

II

virili tlellc

eonnuissioni avute dal

7.

NoncUmeno
leggesi

concilio
al

or-

prelato.
pitoli

Quando

benedicono, o nei ca-

leanesc,

nel

5ii,

can.

esortano le
al

ci

monache soggette, modo di una madre, che


le

XIX
tale

Abhates, pr humiliin
et si

religionis,

benedice ed esorta

proprie
,

figlie.

testate consistant,

episcoponwi pquid extra

Che se. al dire di Martene ascoltavano un di i peccati delle monache suddite, non era quella una confessione sagramentale, ma un semplice
atto pubblico di umiliazione,

regulani fecerint,
glio le abbadesse,

rigaiUar. Gli abbati, e


ligione slicno sotto
scovi, e se facessero

ah episcops corquindi meper umilt di reil

poter dei ve-

somi-

qualche cosa fuori


corretti dai ve-

gliante alla denuncia della colpa che

della

regola, siano

sogliono

fai'c

ea])puccini,

trappisti

scovi stessi.

Bench le abnon abbiano facolt di dare dis|ense o far commutazione ai voti


ed
altre strette religioni.

ladesse

delle

monache soggette, spettando

ci

Celebre fra tutte fu in Francia la abbadessa delle benedettine di Fontevrault, o Fontevraud, ordine fondato nel i6io. Essa aveva non sola-

possono per renderli nulli, perch questo appartiene alla potest dominativa. Alcune abbadesse tenevano il governo per un solo triennio, altre a vita. Dovendo prestare il giuramento di fedelt al patrono del feudo del
alla spirituale giurisdizione;

mente
giose
,

la

siq)eriorit

sopra

le

reli-

anche sopra i religiosi dipendenti dalla sua abbazia. Anche nell'ordine del Salvatore fondato da santa Brigida, ed approvato nel iSyo

ma

da Urbano Y, non meno


che, che
all'
i

le

monasoggetti

religiosi

furono

monastero, era
l'uscire

lecito alle

abbadesse
il

abbadessa del medesimo ordine.

di convento;

ma, compiuto
ritor-

Prima
Francia

della

rivoluzione,

re di

queir atto, era loro ingiunto

no

al

monastero medesimo immedia-

tamente.
anello

La

croce abbaziale, lo

ed il bacalo ( Pedi ) sono insegne comuni alle abbadesse, e con queste adornano pur anche gli stemSecondo Ducange, alle mi gentilizii. monache benedettine ed altre canonichesse conveniva
il

nominavano quasi tutte le abbadesse, non in virti del Concordato, che di esse non parla, ma in vigore d'indulti accordati dai Papi a Francesco I e ad Eurico II. ABBADIE Jacopo, celebre teologo protestante. Nac(jiie in
diato a Pay-Laurens, a

Nay

nel
stuetl

Bearn l'anno 1657. Dopo avere

titolo di

Dom-

Saumur

nae o Doinnae, titolo conceduto pur anche alle Clarisse, bench d'istituto pi povero ed abietto. In generale per tutte le monache furono Avva-

a Sedan, ove prese

il

grado

di dot-

tore in teologia, fu fatto ministro della chiesa rifrmata-fi'ancese di Berli-

no. Viaggi
ni nell'

pel

corso
in

di

tre an-

matndomnae,e

doiniiiae le abbadesse.

Olanda ed
rec in

Quelle abbadesse che avevano


esercitare la

una

1688

si

Germania. Nel Irlanda, e l ebbe il

giurisdizione cpiasi vescovile potevano

parte spirituale, inter-

detta loro dal sesso, col


vicario,

mezzo del
Card. Pelr.
7.

decanato fU Killalow. Indi, ritornato a Londra nel 1690, fu addetto alla chiesa di Savoia come ministro; ritiratosi

come pensano

il

presso Sainte-Mary-bonne,
i

ivi ter-

in

Coiiuncnt.

ad

Conslit.

Ur-

min

suoi giorni a' 2 5 di settembre

4
del
i^li
i

ABB
1727. procacciarono
stessi.

ABB
cui se

Eccellenti qualit morali

ne celebra
11

la

gloriosa ricor-

molti
e

amici
nei

lia

danza.

grandi

Era versato

nelle Lin-

ABBATE.
ima abbazia.
.

superiore o capo di

gue ,

nella

ScrittLU'a

Padri

a ci accoppiava vma toccante eloquenza. Scrisse molte opere, tra le


quali
i

L Nome
Il

e differenza degli abbati.

suoi

Traltad della

s'cril del-

la religione cristiana^ e della divinit di G. C. ottennero


l'

nome abbate
rttj
i

si

fa derivare dalla
I

approva-

parola ebrea Caldei ed

che significa /?fl'r?/'e.


aggiunsero

zione dei cattolici insieme e dei protestanti.

Sirii vi

la lette-

st'opera da vero filosofo

Nella prima parte di quee teologo


gli
i

combatte
conda, ed
altre

atei,

deisti

nella se-

sociniani nella terza.

Le

opere di Abbadie meno conosciute sono I. Caratteri del cri2. // stiano e del cristianesimo.
trionfo

ra a, e composero aba, mentre i Greci ed i Latini, aggiungendo la lettera s, formarono abas, eh' quanto a dire padre perch , giusta il concilio VI di Parigi, se veramente gli abbati sono padri spirituali, se ve,

55

ramente da

loro sono generati

(si

della

ProvK'idenza e

della

"
Si

gliuoli spirituali, a tutto diritto

Religione nelV apertura dei


gilli

sette si-

conviene loro

il

nome

di

padri

".

Riflessioni

fatta dal Figliuolo di Dio. 3. sopra la presenza reale

S. Antonio,

primo

inslitulore della vifi


il

ta
il

comune
primo a

dei monaci,
cui fosse dato

eziandio

del corpo di G. C. nell' Eucaristia. 4. Sermoni, Discorsi, Panegirici.


5.

nome

di

abbate nel senso di superiore. Nel

Difesa della nazione Britannica


dell' Avk'so

contro r autoi'e
tante

impordella

ai

rifuggiti.

6.

Storia

grande cospirazione d' Inghilterra. Abbadie, profondo pensatore, componeva talvolta le sue opere nella
mente, e
le

chiam cos soltandi un cenobio cretto in abbazia; ma non fiuono rari in antico i titoli di maggiori ,
secolo to
il

si

superiore

di prelati, di presidenti, di priori,


di archimandriti dati agli abbati, co-

veniva scrivendo di

ma-

me

si

vede

p. e. nelle
s.

regole di san
I

no

dava alle stampe. Ecco il perch, morto lui, non si pot condurre a fine l'opera: Nuova maniera di provare V immortalit dell' anima.
in

mano

che

le

Pacomio

e di

Benedetto.

fon-

datori degli ordini posteriori

all'

XI

secolo diedero ai siqieriori dei


pri!

pro-

monasteri

il

nome

di

guardiaecc.

ni, priori,

rettori,

ini/astri,

ABBANO
i"e

(s.),

figlio

di

Cormac
monastematerno,

Quelli
titolo

di Leinster, educalo nel

di

hanno conservato il abbate , dal diiitto moche


distinti
in

ro,

che fond Ibar suo

zio

derno

vengono

abbati

sulla costa

meridionale di Leinster,

secolari ed in abbati rcgolai-i.


Gli abbati secolari, cio quelli che

chiamato Beckerin o Beg-erin, cio


piccola Irlanda, seguit le

orme
I

del-

hanno
lo di

benefcii ecclesiastici col tito-

lo zio, e convert molti idolalri.

monasteri di Kill-abbain e
noidhe, l'uno
al

di

due MagharTallio

abbazie, anticamente regolari


si

e poscia secoUuizzale,
([uallro
specie,
i.

dividono in

al settentrione, e

Quelli che

mezzogiorno di Leinster, liuono IJjndali da lui. Mor nel sesto secolo,


giorno 27 di ottobre,

non
ci

solo giiu'isdizione
,

sopra

hanno mona-

soggetti

ma

usano
,

ezianilio del-

il

giorno

in

le

insegne pontificali

e sono quasi

ALU
altretlanli vescovi;
2. quelli che, corio,

ABB

munque abbiano la
non

dignit abbaziale,

per essere soggetti immediatamente alla Santa Sede: altri non csenti, cio soggetti

hanno per giurisdizione vescovile, n godono delle episcopali distinzioni; 3. quelli che aveano un posto distinto in una soppressa adunanza o corporazione, e che per prei'Ogati%a di onore passarono con simile precedenza in altre adunanze o capitoli ; 4- quelli che, avendo soltanto l'al^bazia in
in titolo, usai'
llito,

all'Ordinario.

La

esenzione dei primi nacque da due

motivi

primieramente perch, mettalvolta le

tendo

mano

badie loro
lontani

a vaste intraprese
dair Ordinario,
ritare
gli
:

in paesi

conobbe dover meabbati di esse una indisi

pendenza
pi

secondariamente, per la
i

commenda

non

uniformit a cui sono chiamati


soggetti
s

cor-

non possono n Taepiscopali, tratdi


s.

all'abbate;

unilrmit

le
i

insegne

che

di

leggieri

non

si

sarebbe ota' vaii

tine per
ria e di

commendatori

Ma-

tenuta nella dipendenza


dinarii dilfcrenli.

Oi'-

s.

Salvatore, per la conces-

Da
fatto

ci fu
lultf)

sione di
tifex,

data
e

Urbano yU,RomanusPonil 18 novembre 1628.

Alessandi'oIII ad esentar
dine,

mosso un or-

come avea
concilio

hniocenzo III

Gli abbati regolari, che sono veri


prelati,

nel gran

di

Laterano per
e dei

come
si

tali

l'iconcsciuti nei

quei di Cistello, ed Onorio III a pr


delle religioni

saeri canoni,
si.

dividono in tre clas-

de' Predicatori

I.

Quelli che

feriori

pendenza loro del monastero,

hanno sotto non solamente

la di-

minori. Tuttavolta la detta esenzio-

gl'inil

ne degli abbati non era che passiva^ cio libera bens dalla giurisdizione dell' Oidinario,

ma

anche

pi'oprio tex'ritorio, sul

quale eserci-

non per por-

tano giurisdizione vescovile spirituale e talvolta temporale. Tah sono

tante la giiu'isdizione tjuasi vescovile


a'

nel

clero

e nel
colla

popolo soggetto
esclusione

gU abbati
ta di
s.

Cassinensi, cpielli

ima

vol-

monasteri

intera

Maria Tremitana d' Isola della Congregazione Lateraicnse, ed


altri

dell'

Ordinario.

Ad

ottenere la esen-

parecchi.

zione attiva, era necessario o

Quelli che solo

ro pri%ilegio apostolico, od

un chiauna consuperioi'e

comandano

ai regolari loro sottoposti.


gli

suetudine non interrotta

A
to,

questa classe appartengono


cpielli di s.
il

ab-

bati Lateranensi,

Benedetprivilegio
il

ad ogni memoria cos da far presumere il privilegio conceduto dal Pontefice.

ed

altri,

che godono

dei pontillcaU.

3.

Quelli che

Dopo
gli

tali

distinzioni generali pctutti


i

sono di
diti,

nome o
pei'ch

di titolo senza sud-

abbati di

paesi giova cousifiu'o-

sia

monastero , sia ti'o monastero fossero che venisse dato ad menda il monastero
sti

abbandonassero il che da imo ad altrasferiti,

noscere

cpielle

particolai'mente
Ivi

tate nella

Francia.

pure

sia

no

divisi gli

abbati

in

regolari

e
gli

altri

in

com-

secolari, ricevendo
altri

s gli

uni che

ultimi

alcuni

si

loro. Di quecliiamavauo in

ulteriori subordinate divisioni.

Gli abbati regolari dividevansi in


i In abbati capi d'ordine o di congregazione, in abbati particolari, ed in abbati di comando. I })rimi erano i superiori genera; .

pardbus. Havvi un'altra distinzione generale


sopita gli aljbati di tutti
tri
si
i

due specie

paesi.

Al-

dicono abbati escuti ,


dalla dipendenza

ovvero

sciolti

deUOrdJua-

li

dell'ordine o della congregazione;

6
i

AU15
secondi abbati titolari o
,

ABB
commensuperioprovvista loro. Ordonu. de Blois, art.
9.

datari i

che

non avevano abbazia


i

La Combe, Abbs commendai.


Tutti
i

subordinata;
ri
ti

terzi

certi

claustrali distinti dai veri


titolari.

abba-

paesi dell'impero occiden-

2.

]n

abbati

generali, ca-

tale,

oltre gli abbati ecclesiastici se-

in locali, in perpetui ed in triennali.


I

colari,

ebbero
gli

ancora
abbati

abbati
cui

laici.

generali erano pari ai


si

Essi erano

conti (abbalaici,
i

pi d'ordincj

chiamavano

anche

comites)

cio

nobiU

re

padri

abbati, ed a^'evano molte ab-

bazie sotto la loro dipendenza.


tro dice^ asi

Per al-

dando in connncmda vano altres il diritto


entrate.
I

le

abbazie da-

di goderne le

anche padre abbate l'abbate di una casa, che ne avesse affigliata un' altra ; questo presso Cistercieusi dicevasi abbate della casa maggiore. E di qua veniva la grande autorit dei capi d'ordine sopra
i

re dicevano essere costretti


di stato,

a ci fare dalla necessit

ed
so

il

primo ad introdurre
fu Carlo Martello.
11

tale

abu-

si

peggior

monasteri

alligliati.

Gli abbati lo-

si era, che, dandosi a que' conti abbati le abbazie in conunenda, pretendevano cos farsi

male in questo

cali erano lo stesso che abbati particolari

non

aventi
:

abbazia inlriocoiso della lor


ci

re siJjordinata

perpetui dm-ava no
il

anche reggitori dei monaci. Ond' il conciUo Cloveshovense cominci a farne querela nel 74?} ed in
che
seguito
si

in carica per tutto


vita,

dovette ordinare che, oltre

triennali

non

diuavano,

l'abbate laico, un abbate

monaco

fos-

sccondoch manifsto dal ro, che soli tre anni.

nome

lo-

se preposto al monastero, detto

vi-

ce-abbate o delegato. Siccome avven-

Dalle distinzioni pegli abbati regolari passiamo a quelle usate in


cia pegli abbati secolari,che

Franlo

per

pi

ne per dei duchi e de' conti che, sebbene ricevessero i ducati e le contee a vita dai principi, piu'e, rotta
la

erano connnendatarii
stici secolai-i,

cio ecclesia-

soggezione verso
il

principi stessi,

godenti parte delle ren-

resero ereditario
i

diritto loro; cos

dite di un'abbazia con alcuni onori,

conti

abbati resero egualmente e-

ma

senza giiuisdizione sopra


quelli

reli-

rcditarie quelle abbazie, che dovca-

giosi, eccettuati

che godessero

di qualche indulto pontifcio. Costituiti essi in

dignit ecclesiastica, quai


veri
titolari
,

godere durante la vita. I cadi Carlo Magno spesso ri^ provano siffatte invasioni. NorKlimC'
sol

no

pitolari

prelati

prendevano

no
te,

si

tlilfusero

questi abusi talmen-

possesso delle chiese abl)aziali a guisa delle altre chiese, le quali dopo
la
(

che nel secolo XII se ne trovafra gli oriiMitali.

no tracce anche
jioco alla volta

Un

morte chiamavansi vacanti viduatae ) ed ove al monastero


loro
,
i

fossero annessi territorio e giurisilizione,


p()])oli
li

per dopo l'Xl secolo riusc allo zelo, con cui si pose opera alla riforma dello stato monastico,
di
togliei'e
l'

riconoscevano per
Il

abuso del
Gli

conli'iire

bagli

superiori legittimi.

Papa poteva
; i

die ai
alili
ri
,

laici.

abbati conti, e

dispensarli dal sacerdozio

non

dis-

abbati laici divennero pi ra-

pensati piivavansi dei benefcii, e do-

((uantmxpie

monasleii di re-

vevano

dove non avessero ottenuta la promozione al presbiterato entro due anni dopo la
restituii-ne
i

liiitli,

gio patronato dovessero contribuire,


ncille

guerre de' sovrani loro, uonn11

ni

e denaro.

caj)ltano,

che

Jiello

ABB
militari fazioni rappresentava

ABB
quanto
stabilite
alle

7
alle rcg)le

bate,

un abcliiamavasi Vabhale del campo.


gli

forme, oltre
le elezioni
gli

per

in generale,

Simili a questo furono


litari (abba-milites)
,

abbati mi'

che lisguardano
leggibili.

elettori e gii ei.

sebbene diverorigine.

Gli elettori dovevano

es-

sa

ne

sia

stata

la

Erano

sere dell'Ordine,

o del monistero nel


l'

persone date alla milizia, e costituite a protettrici dei mouisteri. Col

quale sceglievasi
2.

abbate, per emis-

sione di voti o tacita

od espressa
il

tempo cangiarono
nionisteri

la

protezione in
i

per dar voto che


1'

dovea

religioso

dispoglia mento, invadendo

beni dei

essere insignito degli ordini sacri,

ed i monisteri medesimi, Ebbevi ancora stagione in cui il titolo di abbate fu assunto dai secolari,
insieme
coli'

meno
dovea

gli

statuti particolari del-

l'Ordine non lo dispensassero; 3.


elettore

non

abito

ecclesiastico,

che

n essere colpito da scomunica, n da vcrun' altra specie


di censura

pure suol chiamarsi di abbate, visandolo qualunque individuo insignito di alcun ordine minore e di tonsura. Papa Benedetto XIII, ai 11 gennaio 1725, con suo editto rinnov ci che da Urbano Vili erasi pubblicato ai 16 di novembre 1624, espressamente proibendolo, sotto pena
di venticinque scudi d'oro, della car-

sere
so.

od irregolarit; non esimpubere, n laico, o conveiGli eleggibili poi dovevano esI


.

sere

religiosi

giunti

all'

et ca2.

nonica dei venticinque anni;


fatta

aver
era

una

esplicita

o tacita professi

sione in quell'Ordine, in cui

abbate a meno die in mancanza di alcuno degno o caper eleggere


l'
,

cere e di altre
tutti
i

secolari

pene arbitrarie, a che avessero vestito

pace

non

ad

altro

monistero

al

modo

di abbate,

ecclesiastico,

o a quello di portandone il collare.

della stessa

uopo ricorrere sempre per regola; 3. dovevano esfosse


d'
,

sere preti;

4- di natali legittimi:
i

sul

Ma

siccome

tal

comando

fu ricevu-

quale ultimo conto per

Papi acdei
dill-

to con

sommo

dispiacere da

una con-

cordavano
renti
i

ai
il

superiori

siderabile parte di R.oma, che vi era

Ordini

potere di dispensale

compresa, cio dai medici, dagli avvocati, dai procuratori, dai curiali e

religiosi loro dal difetto di nascila

affinch fossero promossi alle dignit


regolari
casi
;

da

altri

per la maggior parte am-

5.

doveano

esser fuori dei

mogliati; COSI ne termin l'osservan-

za colla vita del Pontefice.


Il titolo

che rendono alcuno irregolare, infame, od indegno. Per una deci-

di abbate
ai

si

d impropriasacerdoti

sione di
i

Papa Urbano Vili (1626),


penitenza dal san-

mente anche
secolari.

semplici

religiosi posti in

Diedesi

persino ad

alcune

to Ufficio n'erano incapaci

anche do-

donne che

ricevettero dei conventi

in dote o in pensione vedovile.

po soddisfatta la penitenza. Per chi, avendo abbandonato per leggerezza


il

proprio abito

di

religione

fosse
l'asso-

II.

Elezione degli abbati.

rientrato nel suo stato,

dopo

luzione ne ricuperava

diritti e

certo che, adunandosi


in

primi
i

teva essere eletto abbate.

po-

6. L' ab-

monaci
elezione

comunit,
diritto

sceglievano

bate di un

monistero

proprii superiori: n a quella libera


il

essere eletto in

un

altro,

non poteva quando il

canonico pretese di

por mai

restriiioiii.

Ne pose

bens

nuovo non fosse indipcn<lei(le dal primo ; trasfeiito che vi fosse , nctu

8
stero lasciato

AIB
cui
;

ABB
finalmente
l'
i

liteneva pi alcun diritto sul moni7. ele-

le abbazie capi d' Ordine, ([nelle triennali,

non erano eccettuale che


altre

zione dovea
slunii
i

coseguire secondo ed regolamenti di ciascliedun Ordine, ed anche di ciascun moni stero.

ed alcune
privilegi

l'art. 3. dell'

dipendentemente dalOrdonn. de BloiSj o da


autentici.

assai

In Francia la elezione degli abbati


solFerse molti

cambiamenti. Sembra

dai capitolari di Carlo


I.

Magno

(lib.

Tutto ci che i canoni prescrivono nel resto per la elezione; degli abbati o superiori dei religiosi, doveva essere osservato anche in Francia,

e.

81.) che queir imperatore r a-

se

si
il

eccettui

la

professione taivi sco-

vesse restituita ai monaci;


tale restituzione
i

ma

dopo

cita

ed

caso d'inquisizione,

grandi del regno


delle

nosciuto,

non che

la

dispensa

dai

divennero
abbazie,
sero eglino

padroni
sia
stessi, sia

principali

difetto di nascita, se
i

non

in

quanto

che se ne impadronische fossero loro

privilegi

Papali fossero

nei limiti

dell' uso.

Oltre di che conveniva osdell'Ordine giusta;

date dai re in ricompensa. Tali abusi


cessarono sotto
ta
, i

servare

gli statuti

re della terza schiat-

mente
ro, se

autorizzati

violati

che

fosse-

in cui sino al
i

tempo

del

Con-

ne faceva appellazione come

cordato

monaci

elessero liberamen-

di abuso.

prevenire questo abuso,


del
le

te gli abbati

loro colla placitazione

successiva del re.


del

In vigore

poscia

mandavasi un commissario alle adimanze formate per


zioni.
.

re
ele-

Concordato seguito tra Leone


I
(tit.

X
ad

e Fi'ancesco

3.

De

regia

pnvlat. nomili.
in

De
nei

III.

nioiiasleriis),

approvazione degli Abbati.

quei monisteri

quali osser-

Gli abbati eletti devono far con-

vavasi la forma del

Quia propler

fermare

la

loro
il

elezione
diritto

entro tre

de

elect.,

ed usavasi chiederne la conelettivi,

mesi. Secondo

ferma, la elezione degli abbati, priori


conventuali e veramente
era
proibita ai monisteri e priorati conventuali. ]\Ia succedendone la vacanza,
il

abbati non esenti

comune, gli doveano esser con(e.

fermati dal vescovo cui erano

diatamente soggetti
2.
.

immeAbbas 8. q.
17.

Ecce.
in
e.

e.
i.

Monasteria

Pa-

re proponeva al

Papa un

re-

norm.

De

sappi,

neglig.

ligioso del

medesimo Ordine, avente


vabol-

prcclat.).

Gli abbati esenti doveano

venti tre anni incominciati nel perio-

essere confermati dal


getti

Papa
alla

se sog-

do
le

di sei mesi dal giorno della


il

immediatamente
,

Santa Se-

canza, ed
di

Papa

gli

da^a
il

le

de

altrimenti dai loro superiori ge-

provvisione.

Se

re

avesse

nominato uno che

fsse

stato

mi-

nore dei ventitre anni , od altrimenti incapace, il medesimo ne no-

minava un
giorno del
cistoro
Iella

altro nei

tre

mesi

dal

rifiuto, fatto in

pieno con-

e notificato

al

sollecitatore

secondo 1' uso. Pio IV nella costituzione Sanctissimus ( 1 564) pi'escrive non dover alcun abbate, prelato, od altra dignit monastica mescolarsi nell'amministrazione spirituale e temporale delle cariche, se non sia stato confermato
nerali e provinciali dalla Santa Sede, ed abbia ricevute le bolle della conferma. Posteriormente parecchi

nomina. In caso diverso, il Pa|)a poteva nominare egli stesso. Questa la famosa legge, che aboh in Francia la elezione degli abbati, da

pa

privilegi,

Ordini ottennero dal l*ache li esentavano dalla

ABB
giurisdizione dell'Ortlinaiio, e
loro potere di far

ABB
davano

promozioni a cai

riche eminenti, e creai'c


cali,

prelati lo-

In Germania, in cui sino dal 1 123 si era terminata la controversia delle investitm'c ecclesiastiche (fedi), che
per pi di 5o anni aveva diviso l'impero e la Chiesa, venne stabilito tra
gati di
i

cio quei

prelati

autorit

assoluta.

Da

che avessero ci ne viene,

le-

che

maggior parte degli abbati ricevono la conferma da questi id lila

Papa

Calisto II, e quelli del-

l'imperatore Enrico

che

questi

come i generali, la ricevono dal Papa quando non ne fossero dispensati per un privilegio
mi, e questi,
,

potesse dare solamente le investiture


collo scettro,

non

gi quelle

che doanel-

affatto particolare.

veano dai'si col bacolo e lo. Ci venne ratificato nel


cilio
te,

coli'

In Francia generalmente

ritiensi,

generale,

il

primo

d'
si

conOccidenriconcili

IX

non ostante

la costituzione di

Papa

in cui l'imperatore

Pio IV, che appartenga al vescovo il diritto di dar la conferma agli aljbati secondo il decreto del concilio di Basilea e della prammatica. Tuttavia,
avendosi riguardo agli usi
l'cnti

C(illa

Chiesa, e
eleggere
restitu

riconobbe
al

apparteil

nere perpetuamente
ritto di
i

Papa
Cliiesa

dialo-

vescovi e
alla

gli

bati

tutto

de' diffe-

quello
Calisto

eh' era
II

stato

occupato.
all'

Ma

ordini,

bati che

anche col vi sono al> ricevono la conferma dal


,

vescovo
rale

diocesano
ordine

altri

dal

gene-

ed altri dal Papa da cui dipendono immediatamendell'


te.

imperatore che le elezioni dei vescovi e degli abbati della Germania si potessero fare senza simonia alla presenza di lui, e che gli eletti potesconcedette
sero
ricevere

Gli abbati

triennali erano eccet-

da

esso collo scettro

conferma ( D' Hricom't, e. de Vclect. de la postai, n, 4i e 43). Benedetto XIV nel 174^, confermando con precetto di sospensione, Quod sancta Sardicensis, la
tuati
tale

da

o con altro segno esterno le Regalie, cio i feudi ed altri simili beni dagli
imperatori assegnati alla Chiesa.

IV. Benedizione degli abbati.

bolla

di

Sisto

V
i

nella

quale

si

prescrive a tutti
si

vescovi di portarcolla

ad

Liniina

Apostolorumj
sancta,
de' 2 3

costituzione

Ad

no-

vembre, estese un tal obbligo anche a tutti gli abbati, e prelati aventi giiu-isdizione quasi vescovile. V. LiMINA ApOSTOLORUM.

Quanto
gia,
le

agli abbati di

nomina

re-

bolle di provvisione del

Pa-

pa tengono vece di conferma, n essi hanno d'uopo procedere alla esecuzione delle bolle per mezzo dell' ofllciale di ci incaricato. Nondimeno, di
conformit
3.
all' Extra v. Injiinctce, tit. de elecL, non jX)tevano gli abbati assumere il comando, se non

Gli abbati eletti e confermati dovevano ricevere la benedizione dal proprio vescovo, uso autenticato da Innocenzo III. Non pertanto alcuni abbati privilegiati venivano benedetti da un altro prelato. Tambmno dice, che gli abbati dell'ordine Vallombrosano potevano farsi benedire da qualunque prelato; ed aggiugne che Giovanni abbate di Cistcllo ottenne dal

Papa
le

di poter benedire gli abbati e

abbadesse
IO.).

del

proprio

ordine

(Tamburino,
2. q.

De jurisdict.

abb. disp.

Nel pontificato di Cle-

mente XI volevano alcuni vescovi particolarmente della Germania


,

avessero ricevute le bolle.

quello

di

Augusta, che

gli

abbati

VOL.

I.

IO

ABB
la
licnetliil

ABB
bens obbligato a
dagli anziani
;

Benedettini nel ricevere

prender consiglio

zione abbazialc prestassero

giurail

ma poteva non seguirlo.


suo governo monarchidalle regole. In
si

mento

di fedelt e di soggezione:

Ci rendeva
co,

il

che negavano gli abbati, non ad altro gim'amento volendo essere astretti, che a quello prescritto dal Rituale

non moderato che


e le

seguito la sua autorit


lita,

indebo-

pi

recenti

congregazioni

Romano. Portata

la

causa

alla

sa-

seguirono

cra Congregazione dei vescovi, questa decise a favore degli abbati, ed il

me

un governo assai confoi"a quello dei mendicanti, divetriennali gli

nendo
finch
ti.

abbati loro, afassolu-

8 maggio 1708 ne conferm la sentenza mediante il contenuto della costituzione Emanavit, eh'

Papa

agli

non potessero rendersi


diverse

nel

tomo

del Bollarlo

Romano.

forme di governo per non impedirono che nei diritti spirituali dell' abbate non fosse
Tali
quello
i

Trascm^ando alcuni abbati regolali


di ricevere la benedizione dal vesco-

di scomunicai'e e

dispensare
delle

religiosi

secondo
altri

lo

spirito

vo nella cui diocesi esistevano


prii monasteri,
il
il

pro-

regole, di assolverli dalle ceusm-e o

Sommo

Pontefice

concedere ad
riservare
i

un

tal potere, di

Benedetto XIII,

6 maggio ij'S,
Coni-

casi

solamente espressi nel-

col disposto della costituzione

la bolla di

miss nohis l'iportata nel


tro

tomo XI,

Clemente VII, data il 26 maggio 1593, e di benedire le supdella

parte II del BoUaiio, ortUn che en-

pellettili

chiesa e
i

l'

altare

del

ad un anno dalla loro elezione dovessero gli abbati domandare ai vescovi diocesani, od al metropolitano, la benedizione abbaziale, quando non r avessero gi ricevuta governando altra abbazia. Nondimeno, co-

monastero, non gi
ci

calici,

n tutto

che

l'ichiede l'unzione,

senza per-

Secondo il concilio di Trento ed il diritto comune, poteva anche dare la tonsura ed i quattro ordini minori ai regolai"! a
missione del Papa.
lui soggetti

mimque

la

consuetudine assegni un
di questa,
il

(non mai
chiei'ici

a' regolai"!

non

anno pel ricevimento


prescrivono
i

non
rigo-

sudditi,

regolari,

bench

canoni
Il

tempo

roso per ottenerla.

Pontilicalc

Ro-

muniti di dimissorie dei loro supcl'iori), sempre per che fosse in possesso di

mano
dina

nel

e.
,

De

henedict.
il

Ahh. ordella

mia
,

giurisdizione quasi epi-

che

stabilito
si

tempo

scopale

ovvero che ne avesse

benechzione, questa

faccia in giorfestivo.

privilegio dalla

no
all'

di

domenica, od altro
benedizione non
g'

La

essenziale

imprime ver un caessa non si ripete; cotalch dove un abbate sia promosso o traslocalo ad altra aljbazia, non rceve nuova bcnetUzione.
abbate, n
rattere.

Nondimeno

Da Santa Sede. ci nasce che gli abbati, o prelati secolari, anche nidliiis dicecesis, non possono conceder dimissorie, n conferire ordini minori, e mollo meno il suddiaconato, o dai"e il sacramento
della Confermazione.

un

Anche
alcune

quest'uleccezio-

timo divieto
ni.

ebbe

Sappiamo,

tra gli altii esempi, a-

V. Potere degli
la regola di

abbati.

ver

Benedc-tto

XI 11
s.

accordala
in

nel

i-'.^G

aliabbale d. Leandro Poivia

Secondo
al

s.

Bencdcllo,

de'

Cassinesi di
successori
a" [>ra]>iii

Paolo
la

uno
di

<ii

avea l'abbate, quanto allo spirituale ed


temporale, ogni soita
di potere.

suoi
ferire

la

facolt

con-

Era

sudditi

cresima, e

AB
gli ordini minori ed aver Benedetto

ABB
propini monaci;
nel
1

it

ai

ri

conventuali

eletti

dal

capitolo,
eletti

XIY

744? ^ol
accorda-

ma

quei

soli

che

avesse

di

disposto della costituzione

Suprema,
,

propria autorit.

che
to

si

trova

nel Bollarlo

egual

privilegio agli
dell" Assunta di

abbati del

monastero
nella

Rempten,
tanto

Rapporto al temporale, 1' abbate pu contrattare, vendere, comperare, affittare, cambiare, non per alienare ed ipotecare
i

pro\nncia

di

Magonza,

beni del

mo-

nel loro monastero cpianto nella chiesa di

nastero, n rinunciare ai suoi privilegi

san Lorenzo

da

esso

dipenai

ed

ai suoi benefcii,

n disporrisparmii
sia

dente, purch fosse conferita


diti

sudgli

re a
fatti

proprio talento
fino a che
cogli
altri

dei

della giurisdizione loro.

Per

la

mensa

co-

abbati
fu
flitto

del monastero
di

di

Rempten
stesso

mune

religiosi,

perocch

pi
nel

dallo

Be-

non n' padrone,


.

ma

dispensatore.

nedetto

1748. Egli diede loro facolt di consacrare la chieprivilegio sa del }>roprio monastero raro, sebbene non nuovo, siccome il
:

XIV,

VI. DiriIti, prerogative e privilegi


degli abbati.

Pontefice stesso prese a dimostrare, in

r.

Gli

abbati

si

collocano dai

una
pten

lettera,

Ex

tiiis,

scritta

a quel-

l'abbate nell'occasione che in


pubblicossi

Rem-

un

libro intitolato

immediatamente dopo i loro assegiato vescovi, posto pur cpialora non intervenisne' concilii
canonisti
,

Triumphus
nel quale
si

Iriplex

Campidiinensis,

sero capitolaiinente
cattediali.

canonici delle
i

spacciava la concessione

Del pari che

vescovi

fatta a quell'abbate

come

grazia sin-

golare ed inaudita.

Non

era dato
avesse

all'

vere dalla scomunica


gioso che
siastico

abbate di assolun suo reli-

hanno il nome di prelati, ed essendo stimati gli sposi della propria chiesa, la rendono vedova colla morte loro.
2.

secolare,

im ecclesenza un privilebattuto

della scovi

Pareccl abbati, per privilegio Santa Sede, hanno come i veil


,

gio,

scritto.
si

o costume legittimamente preSenza il consenso dei religiovoce non

diritto di portar

guanti, a-

nello
Io

mitra

sandali

ed

il

baco-

aventi

poteva ricevere
dal monaste-

novizii, farli professare e pi'ovvedere


a' benefcii

dipendenti

ro; n,

qualora non avesse ima pie-

o bastone pastorale. Prima di Giovanni XIII, dice Francesco Pagi nella rita di questo Papa al tomo II, non si trova che sia stato conceduto agli abbati l'uso
ti

na giurisdizione episcopale ed un temtorio nulliua dcecess immediatamente soggetto alla Sede Apostolica,

degU oraament.

pontificali

ma

il

Mabillon, in Prx-

fact.

p. I. sceculi

VI. Benedici,
toni.

nemmeno
gli

col consenso del

mo-

V.

ex

Spie. Dacheriani

V.
ve-

nastero,

concorso,

era conceduto di aprir esaminare e nominai'e a

osserva che nel

970 Teodorico
abbate di
s.

scovo di Metz ottenne da Giovanni

benefcii parrocchiali,
glie

come

si

racco(

XIII a favore
cenzo di

dell'

Vin-

dal

concilio
e.

di

Trento

Sess.

ffLiella citt

l'uso della dal-

XXIV,
dis

costituzione di
.

\?,.Dereform), e daUa Pio V, In conferenOltracci non avrebheneficiis

matica e de' sandali. Sappiamo ancora che s. Leone IX nel 1049


accord lo stesso privilegio all'abbate

be potuto deporre

ad

niitum

prio-

del monastero di

s.

Remigio

di

12

ABB
io5o a Monabbati
in
dell' anello
;

ABB
in Sassonia, sua vita durante,
1

lleims, e passando nel

uso

te Cassino, lo concedette agli

ed
vi

il

suo successore Ail

di

quel proto-monastc'o
vescovili

mio ad
princi-

driano
ca.

IV

aggiunse

permesso

altre insegne

nelle

dell'uso de' sandali, e della dalmati-

pali festivit della

Chiesa.

Alessan-

V. Anello degli Abbati.


3.

nell'anno 1067, conced l'uso della mitra agli abbati di s. A-

dro

II,

L' uso

della
(

mitra

e del ba)

stone

pastorale

V.

Bagolo
,

non
sol-

gostino di Cantoiijcry in Inghilterra, e della santissima Trinit della Ca-

accordato

agli abbati
;

che nelle

proprie chiese
te

siccome in esse

va in Napoli; il che altres venne accordato da Papa Urbano II agli


abbati di

tanto possono benedire solennemen-

Monte Cassino e
distinzioni

di Clu-

gny

in Francia,
cpielle

contro

reclamando indarno s. Bernardo


dicevano segni di
(/^.
I,

dopo la messa, dopo vcspcri e dopo il mattutino. Apposite permissioni della Santa Sede dictlei'o nondimeno ad alcuni abbati il privilei

nell'epist.
l'epist.

XLII,

e Pietro di Bloisnelli

gio di portar la mitra e la croce, e


di benedire in
altri

XC, che
Liturgie,

soverchia ambizione

Bona, Re-

anche in altre cliiese, tempi, e nelle processioni


chiese
loro:

rum
lib. I
).

lib.

cap.

XXIV

Hiori del l'ccinto delle

IMai'tene,

De
poi,

antiq. Ecelesiae rilibus,


see.
il

privilegio che tra gli altri concedette

Mabillon,

riferisce

che

VI. Bened. p. I primo abbate


II nel

Urbano

III all'abbate della chie-

sa Lateranense a

Roma

{e.

jdbbates,

cui

siasi

da Alessandro

1047

accordata la mitra, sia stato Egelsino

Per senza una peculiar permissione del Papa non


de
privilcgiisj
tit. 7.).

abbate di un monastero presso Cantorbery. Siccome presentemente vi sono varie sorta di mitra (/^. Mitra), cos non tutti gli abbati possono servirsi

potrebbero gli abbati dar la benedizione in presenza di qualche vesco-

vo od altro
senza

prelato

supcriore,

uno
darla

special privilegio potrebal

delle

medesime, essendo

essi

bero

modo

dei

vescovi

riputati pi o
siu'a

meno

in dignit a

mi-

tanto nelle loro chiese, che fuori. Ci viene loro vietato da


la

che abbiano la mitra pii o meno Contro il distintivo della mitra gravi lamenti mossero i vescovi, stiricca.

un decreto del24 agosto 1609. Babbosa, De jur. eccl. n. 4^


sacra Congregazione,
4.

mando e invasi i
ad
essi
.sinodi.

privilegi loro, e tolta

e seg.

ogni distinzione ne'concilii e nei

Vi sono
i

degli

abbati regolari

Quindi Clemente IV ordin

ai

quali

Papi hamo accordato di


abiti distintivi dei vesco-

che i soli abbati esenti portassero mitre ricamate in oro, e bianche i

portare
vi,

gli
il

come

rocchetto e la mantellel la,

non

esenti,

dovendo

essere riservate

ai vescovi le mitre ingioiellale

cerchiate

d' oro

e d'

ed acargento ( V.

conservando sempre il colore del loro ordine. In Francia i vescovi disapjii'ovaiono negli
clatarii

abbati

coninienil

la costituzione

XVII

di

Papa
in

Cle-

quei

distintivi,

ed

clero ra-

mente IV). Tuttavolta


in Ispagna v'ebbero
ritto di

Italia

ed
nei

abbati

col di-

usar la mitra

preziosa

un regolamento in proposito; ma non ebbe esecuzione, e tutti gli abbati comdunato nel

1645

fece

concilii e nei sinodi,

anche in pre-

mendatarii indistintamente portarono


il

senza dei vescovi. Anastasio

IV

noi

rocchetto.
5.

Ji53

concesse all'abbate di Corvvei

Senza

un

privih-gio

speciale

ABB
tlacchino,

i3
le

usar non possono n avere una callodra colgli aljbati del bal-

gi.

Tra

gli

altri,

potevano dare
ricliiedono
la

bcjiedizioni

clic

sala

locata ed eretta in vicinanza ali altare:


il

cra unzione,
mitra.

portare

intanto

che

non

loro permesso
fste

che nelle tre o

cp.iattro

nelle

quali ofllciano solennemente.

Presentemente, riguardo
si

ai diritti,

prerogative e distintivi degli abbati,

deve

ossci'\'are

sovra tutto

il

de-

creto della sacra Congregazione dei


Riti

7. Tra i Papi assai ve ne furono che appartennero agli ordini Benedettini ed ai canonici Latcranensi, ed altri molti che furono abbati. I Benedettini ne annoverano trenta, altrettanti i Lateranensi; per non si

di

approvato da Alessandro VII il 27 settembre iGTp, e la costituzione Commissi di Benedetto XIII. 6. Gli abbati di Monte Cassino,

saprebbe precisare
uxi

il

numero
i

degli

e degli
fuggiti

altri,

giacch

Benedetdei Goti

tini

neir invasione

appartenendo a r[uel monastero donde tutti gli ordini monastici riconoscono la loro origine, fin dal 5io, si

da Monte Cassino ripararono presso onde coabitancanonici regolari i do insieme e hmgamente quei due ordini, contano i medesimi Pontefi:

chiamavano abbati degli abbati. Cn anche titolo volevasi arrogare Ponzio nobile fi-anccse de' conti Martal
giolesi,
il

ci

fra

religiosi loro.

Nel numero degli

abbati assunti al Pontificato meritano


III, del 1 145, ed Urbano V del 1 3 2, i quali non ostante che non fossero cardinali, furono esaltati al Papato. Fra gli antipapi

menzione Eugenio
1

monaco ed abbate
in quel

di Clugny,

quale abbagliato dal sostencx'e la

prima dignit
nastero,
i

famoso

mo-

cui ministri dell'altare per

se

ne contano

tre

che furono abbati,

indulto pontifcio nelle domeniche e


nei giorni solenni
si comunicano d'amendue le specie,

sotinti-

Filippo nel 768, Silvestro IV o Maignulfo nel 1102, e Calisto III nel

to

il

rito

Ponzio abbate degli abbati, titolo che gli fu negato. Divenuto poscia insoffribile al monastero per la sua superbia e pel despotismo, dopo due anni fu costretto a rinunziare al governo del monastero ( an. \ 111), anzi cacciato a forza, fu inoltre dal Pontefice Onorio II scomutolossi

1167. 8. Anticamente
te

tutti gli

abbati re-

golari delle venti abbazie privilegiadi

Roma

assistevano

al

Sommo

Pontefice quando celebrava pontificalmente. Gli abbati mitrati, che ora


assistono
alle

cappelle

pontifcie

pontifcaU [V.
vi si

Cappelle Pontificie),
fascia,

recano

vestiti di sottana,

nicato e deposto

da

tutte le dignit.

mantelletta, mozzetta del colore del

N volendo
come
il

sottoporsi, chiuso in
i

una

loro ordine, ci'oce ed anello, e quan-

fortezza, fin
ci

suoi giorni nel


il

assicm-a
il

26, Mabillon, contro


1 1

do devono assumere
gri
si

paramenti saamitto, pi-

vestono di
di
seta
tela
i

cotta,

cjuale

p.

ab. Bacchini pretende


in concetto
di santit,

viale

che

morisse

mitra di
sto

con galloni d'oro, e bianca prendono po:

e che in un antico martirologio benedettino si leggesse il suo nome


col titolo di santo: martirologio pe-

dopo

vescovi

sono preceduti
s.

dal prelato commendatore di


rito,

Spi-

che usa

le

insegne abbaziali,

della cui fede il Pagi dubita grandemente. Gli abbati di quest' ordine godevano speciali privilc-

e nel recarsi al trono pontificio per ricevere le candele , le ceneri , le

palme,

gli

Jgnus Dei j o

prestare

, ,

i4
ino Pontefice.
f).

AB?,
il

ABB
piede al

obbedienza, bacinuo

Somri,

ABBAZIA,
o
le

cio

r aggregato dei

religiosi e dell'abbate,
il

monaste-

Siccome im Papa,

quale al

possidenze governate dall'ab-

momento
vo,

della elezione fosse vesco-

bate, ovvero dall'abbadessa. In Inghil-

non

costretto a spogliarsi del


;

terra

ci

vescovato

cos

imo che

dall' essere

giurisdizione episcopale, e
tedrali,

avea ventiquattro alibazie con nove cat-

abbate

fosse

promosso a vescovo pu

come abbiamo

dal

Warthon

conservare anche K abbazia. Stefano IX, detto X, fatto Pontefice nel io57,

nella sua
li

Anglia sacra, nelle quachiunque de' rispettivi monaci fosse


vescovo di
quella

sebbene

ratificasse

in

Monte

Cassi-

stalo eletto abbate, era lo stesso che


fosse stato eletto

no
di

la elezione di

Desiderio de' Conti


cadi

Marsi in abbate di quell' insigne


di cui

badia.

Anche
di

proto-monastero, ritenne quella


rica

tavano

Germania se ne concelebri. La prima e pi


in
di

era insignito prima

celebre abbazia era quella

FiJlegato

essere esaltato al soglio,

come

testi-

da
lo

eretta

da

san Bonifacio

fica Leone Ostiense nel libro II capo q8 della Cronaca Cassinense. Lo stesso Desiderio elevato al Papato nel 1086 col nome di Vittore III, non volle che si creasse nuovo ab-

744 ^ ^'^ Car]Magno aumentata. L'abbate era il primate degli abbati dell' impero
cancelliere
re,

Pontifcio, nell'anno

perpetuo
d'

dell"

imperato-

principe del sagro


,

Romano
la

im-

bate di IVIonte Cassino perch visse

pero

sovrano
,

un

piccolo stato

governo deli' abbazia. il Finalmente Pio VI, Brasclii eletto nel 1775 conserv r abbazia di Subiaco da lui innanzi governata.
ritenendo
,

fra r Assia

la

Franconia e
).

Tudile

ringia
stinte

V. Fulda

Celebri e

prerogative

ebbero
di

pure

possenti abJDazie

del proto-monaste-

ro
.

di
s.

IMonte Cassino,
Dionisio,
di
s.

Clugny
nella

VII. Deposizione degli abbati.


abbati

di

Gallo

Svizzera, di
soggetti immediataSanta Sede non possono esser deposti che dal Papa. Quelli non esenti possono esserlo dal ve-

Gli

terra

di

Westmeinster in InghilNonantola di Melk di


, ,

mente

alla

Chiaravalle, di Cistello, della Certosa,


di Farfa, di Grottaferrata, di Subiaco,

della

santissima

Trinit

della

scovo, e gli abbati regolari dai loro

va, della santissima Trinit di

CaBrondio-

superiori maggiori o dai


toli generali.

loro capi-

dolo, di Corwei, di Casaure, di Metz,


di

Lo

stesso

avveniva per

Murano,
di

di

Casamare

nella

le

abbadesse. Per ci che spetta ai

cesi

eroli.
,

Ora

di queste, par-

motivi della deposizione degli abbati,

te
se,
ti \'i

esistono

e parte

sono soppresai

ve

ne sono

due principalmente

e-

come

si

potr

vedere

rispet-

spressi

nel Diritto, cio pertinacia al

loro articoli.

Le

venti abbazie pri-

concubinato pubblico, e dissipazione.


Gii.REP.T,
Inslit. erclea.

vilegiate di S. Cesai'eo,

Roma
s.

erano
dell'

le

seguenti

p.

368.
Valdesi,
i

Gregorio

al

Clivo di
s.

AP>BATI. Specie
rpiali

di

Scauro,
Alessio,
zio,
s.
s.

s. s.

Mai'ia
Prisca,
s.

Aventino,
s.

sul

declinare del secolo


1

XIV

Saba,

PancraMaivcj,

aveano infestato Italia, dandosi in preda ad ogni maniera di brutalit.

Silvestro
in

in

Campo
s.

Maria
il

Campidoglio,
s.

Biagio

Per buona ventura questa

setta

pi'csso
Sfata

palazzo di

non ebbe lunga durata.

in Subin-ra,

Traiano, s. ALorenzo in Pane

. ,

AliB
(

ABB
in

,5
rese
colte

Perna,

s.

Tommaso

Formls,

s.

Chi

di

fatti

ha
t:lii

lan-

Biagio della Pagnotta, santissima Trinit degli Scozzesi, s. Valentino, s.

de sterminate? sontuose ? Chi


ce

eresse lbbriehe
uscire
in
alla
lu-

f'

Maria

in Castello aureo,

s,

I\Iaria in

opere

somme
I

ogni

genere
quelli

Pallai'a, s.

tevere, e

s.

Cosimo e Damiano in TrasMaria in JVIonastero.


le

di scienza ?
le
;

monasteri in generain
pai'ticolare
,

ma

pi

In Francia tutte

abbazie d' uo-

regolati
i

dagli abbati
,

Cassinensi

mini tanto titolari come in commenda erano di nomina del re, eccettuate quelle che appartenevano ai capi d' ordine (K. Abbate), come Clugny, Premontile, Grammont, le Val-des-Ecoliers, s. Antonio nel\iennese, Cistello colle quattro abbazie di-

Benedettini

ecc.

siccome quelli,

uilcio

dei (piali era rendere gentile

appmito in ogni guisa l' lunanit Quindi a qual pr que' lamenti ? Qual danno la societ ne risentiva ? Che anzi, a qual punto saremmo di
presente nella
naci utilissini
civilt,
?

senza que'
,

mosolo

pendenti,
il

le

quali avevano conservato

Lo

pensi chi

diritto di elezione.
le

Un

egual diiitto

osservando qualche disordine

isolato,

ebbero

cinque abbazie dette di Clies.

non

lo

mette in rapporto con

tut-

zal-Benoit nel Berry e quella di

Ge-

ta la progressione dei beni, e con-

noveffa di Parigi per la l'itbrma introdottavi dal cardinal de la E.ochcfoucault ultimo abbate commendatario.

templa
gli

un

istante,

])crch
l'

ti-oppo
la

costerebbe fatica
serie

esaminare
f^.

infinita

dei passati
relazioni,

tempi in

In questo regno furono celebri


bazie Rochelle,
Castres,
le

le

ab-

tutte le

menome

Mo-

Lucon Alcth, Vabres, Tulle, Condon e Pamiers,


di pi

nasteri,

ABBONE, o ALBONE (s.)


del monastero
di

abbate

quali pel concorso


,

fami,

Flem'y,

venerato

glie

ben

accolte da'

monaci

colla
a'

eziandio

qual martire, nacque verDedicatosi


tutte le

fabbrica di molte case intorno


nasteri, ci'cbbero talmente,

moil-

so la fine del secolo X.

che giun-

con
le

ardore allo
si

studio di

sero
lustri

ad

essere rinomate citt

ed

scienze, di

rendette celebre nelle scuo-

sedi vescovili,

come pu

ve-

Parigi e di Reims,

dir

il

dersi agli ai'ticoli che le riguardano.

vero

per,
la

crebbe in
la

estimazione
del

Le immense
le

ricchezze godute dal-

maggiormente per
per
dottrina.

sua virt, che


sostenne

abbazie furono cagione di molti la-

Eletto abbate

menti per parte degli economisti del secolo trascoi'so. Si credeva perduto

monastero

sopraccennato,
i

con forte animo

diritti

del proprio dei ve-

che non era in mano de' laici ; ma l'effetto ha provata la falsit di que' sistemi. Uomini che, abbandoci

Ordine contro
scovi di

le pretensioni

quel tempo.
indirizz

Accusato per
verso
i

ci di alcime violenze

suoi

nando
zioni
sciolti

gli

agi paterni, cercavano neldelle badie le consola;

persecutori
ai

im' apologia

la solitudine

della pregliiera e dello studio

famiglia, di

com'erano da ogni vincolo di altro approfittare non potevano se non di quanto necessaramcnlc
richiesto
alla

re Ugo e Roberto, in cui difende se medesimo e i privilegi dei monaci. Qualche tempo dopo intitol
agli
stessi

re

una

raccolta

di

canoni sui doveri de' principi e dei


sudditi, Roberto lo trascelse perch trattasse col Papa cose importantissime alla Francia, e ne rimase

esistenza.
rifluire

Tutto
sulla

il

di

pi andava a

societ.

5 ,

i6
ili

ABB
vero conlento. Moderatore
conoscere al di
pacillcatore

ABB
della
si li

un

tribunale, e decidono

dul^bii
delle

interna disciplina del monastero,


f'

sulle

formule e
sui

sulle

clausole

fuori altres co:

bolle,

decreti in esse aggiunti, e


degli

me
i

de' prossimi

anzi

sul

pagamento
dice
il

emolumenti, co-

mentre
suoi
fitto

componeva un
domestici e
i

dissidio tra
tra-

me
tio

Cardinal de Luca, Rcla-

Guasconi,
di

con lancia

da uno

questi

Carice Romance, Disc. Cancelleria.

XLIV.

/^.

ultimi, cess di vivere nel 1004.

La

sua

festa s ne' martirologi

di

Fran-

mani

Pel disposto della costituzione RoPontificis, emanata nel 161.


nel collegio
degli Aj)i

cia, s in ([uello de'

Benedettini se-

da Paolo V,

i3 di novcmljre. Molte opere di s. Abbone perirono; abbiamo di lui Raccolta di lettere pub-

gnata

ai

brcviatori di parco maggiore,

sette

pi anziani godono
lumenti,
prelati

maggiori emoi

ed hanno

privilegi dei

blicata

nel

1687 ad una

col

Ce-

l'cferendarii

di

amendue

le

dex canonum vet. e 1' apologiaj un Compendio delle vite dei Papi stampato in Magonza nel 1602; di pi
la %ita di
tcrra,
s.

segnature.

Essi avevano per

lo in-

nanzi anche la parte di pane e vi-

no

del palazzo Apostolico.

loro be-

Edemondo
scritti

re d' bigliilgli

ed

altri

contro

er-

rori ]iopolari de' suoi tempi.

vacano in ciu'ia (vacant in curia), bench muoiano fuori di Roma , come dall' Extravag. Commwi.
nefici i

ABBREVIATORI ni parco maggiore K MiivoRE (Collegio Prelatizio). Gli Ahbreviatori formano un


collegio
prelatizio,

cap.

ex

debito. 4-

Gli Ahbreviatori
re,

di

parco minodi pai'co


lettere

avc^'ano pochissime incombenze,


fpielli

cos

si

deno-

e solo coadiuvavano Apostoliche.


Il

minano

dallo scrivere che

facevano

maggiore nell'estensione delle

con parole abbreviate gli estratti delle suppliche, e per extensian le minute delle lettere apostoliche.
Si divid'nano in Ahbreviatori di

collegio degli Abbreviatori era

un tempo composto di settantaduc persone. Le principali erano dodici

parco maggiore
re,

e di

parco mino-

di

parco

maggiore,

ventidue
altri,

dal luogo cos detto della can,

di parco minoi'c; tutti gli

di

celleria

iscrivere,
lircviatori

do^c si radunavano per chiamato Parco. Gli Abdi parco maggiore sono in
furono
costituiti

minor dignit, venivano deputati alla prima revisione delle lettere che si
spedivano in cancelleria, e che doveano essere sottoscritte necessariamente da uno de' dodici Abbreviatola
,

numero
in
II,
1

di dodici, e

collegio dal

Sommo

Pontefice Pio
eletto

Piccolomini,

sancse,

nel

siccome

avverte
lib.

il

Corrado
Vili.

4'>8, e rinnovati
i/l'/i,

da Sisto IV, della


coli'
JN"

Prax.

dispens.

2.

cap.

Rovere, del
Bolla

autorit della
reggente
il

Le minute

delle bolle fatte dal irre-

XVI, Divina.
,

lato di parco maggiore, a cui s|)et-

primo ministro
lolica

della cancelleria Ajio-

che,

come luogotenente

del

tano per turno, si passano ad altio A librevialore, perch le riveda, e, riviste, si


la

Cardinale vice-cancelliere, distribuisce


le

consegnano

allo scrillore del-

suppliche per turno agli Ablirevia-

bolla.

tori di

parco maggiore per


delle

la conijii-

Gli Abbreviatori
l'altro

dell"

uno
al

e del-

Inzionc

mimile

relali^
gli

amente

parco erano famigliari e com,

necessarie.

Formano

Abbreviato-

mensali

cio

assi>leiili

pianz

ABB
del Papa, nobili, e conti palatini potevano in altri tempi creare dottori con privilegi di universit, di:

ABB
tificali,

17

quando

Cardinali assumo-

no

paramenti,
ilella

vece

gli Abbreviatori, in cappa, indossano sul roc-

chiarar

nobili

tre

persone, creare

chetto la cotta.

f^.

Statuti e re-

cavalieri dello speron d'oro,


ti

altri

privilegi

concessi

con moldal Ponl


'i

gole del collegio degli Abbreviatori

di minor residenza,

Roma 1752,

tefice

Leone X, Medici,

nel

3,

in virti

della costituzione Stimmi.

Della istituzione,
pini,

numero ed
il

ufllzio

degli Abbreviatori scrissero

Ciam-

De
il

Abhrevialoribus de Parco
Cohelli, in cot. Casd. cap.

ed il Ciampini citato. De Abbreviai, de Parco majori, sive Assistcnt. S. R. E. Vice- Cancellano in litterartim Apostolicarum expeditionibus ecc.. Disse rtatio Ilistorica, Romae
1669,
et

majorij

XXI Ij
ment.
fizii,

Van-Espen, De Juribus Ecclesios unii', pars I, tit. XXIII, ed altri rammentati dal Riganti, Com-

breviatoris

Compendiaria nolitia Abde Curia, ih. i6q6.

Questo rispettabile collegio, che vanta tanti uomini celebri e Cardinali,


fi'a
i

ad

Reg.

Cancellar. Degli ufgli

quali Lodovico Podocataro

che esercitano

Abbreviatori
il

del

nelle funzioni Papali, tratta


cellieri

Can-

fiorini,

ne' suoi Possessi, Pontijcali

e Cappelle.

che comper per 5oo da bolognini settantadue l'uno, il posto di Abbreviatoi-e di parco minore, si pregia pure che a lui api5oo,
partenessero diversi Pontefici, fra
quali Paolo V, ed
i

Fra i vacabili, che formavano r appannaggio del Cardinale vice-cauccUiere di santa Chiesa,

Urbano VIII.

che rasse-

gnava

di piena podest,

prima che

tori di

Oggid il collegio degli Abbreviaparco maggiore deve assiste-

Innocenzo XI, nel 1679, li abolisse, si contavano quindici Abbreviatori del parco minore, e sei del parco maggiore. V. Vacabili. Benedetto XIV, Lamherlini, bolognese, nell'anno
i

re al solenne pontificale, che annual-

tro

mente si fa nella chiesa di s, PieMontorio in onore dei santi aIl

postoli Pietro e Paolo.


collegio degli Abbreviatori

di

740, primo del suo


settembre, in for-

parco
ste.

minore
si

per

pi

pontificato, a' 2 3

Gli Abbreviatori di

non esiparco mag-

za della costituzione so
il

Maximo,

pres-

giore

riuniscono tuttora nelle sacancelleria Apostolica, e riri-

tomo

del suo Bollano, conce-

le della

dette agli Abbreviatori l'uso del cor-

siedono neir antico parco. Sono


dotti al

done paonazzo nel cappello anche dopo aver lasciato l' uffzio. Gli Abbreviatori usano r abito prelatizio
cio calze, sottana, fascia e mantelletta

numero
le bolle

di

undici,

quali

rivedono ancora col mezzo del loro


sostituto

Apostoliche, e le
del Cardinal Riganti, Comm.

sottoscrivono in
vice-cancelliere.

nome
P^.

paonazza,

rocchetto

nelle funzioni ecclesiastiche.

cappa Nelle Cape

alla regola di Cancelleria,

tomo IV.
Ol-

pelle Papali (Vedi)

han luogo do-

pag.

169.
di curia. di parco

po

votanti di segnatura, e ne' pon-

ABBREVIATORI
tre gli Abbreviatori

tificali

porgono con i votanti stessi i paramenti sacri al Sommo Pontefice. Per in tutte le fmzioni, che si fanno dal Papa, come la processione del Corpus Domini, e poni

mag-

giore e minore, nella Dateria Apostolica


esiste

un

la spedizione di

apposito officio per alcune bolle, com-

VOL.

I.

posto dal Cardinal pro-datario, dal 3

i8

ABD
di Curia, da
scrittore se-

ABE
Yar, che corrisponde al nostro maggio. Ai 16 del mese stesdi

jnelato Abbreviatore

del

mese

un

sostituto,

e da

uno

greto.

La

estensione delle bolle per

so se

ne celebra

la

memoria.
suffiaga-

\ia di curia, spetta di diritto a

monin

ABDERA

[Abderitan.). Vescovato

signor Abbreviatore di Curia, o per


esso al suo sostituto. L' Abbreviato-

partibus nella

Tracia,

re di Curia

per

non

appartiene,

n ha luogo
maggiore.

nel collegio di

parco

neo della metropoli di Filippi, E molto antica la fondazione di questa citt, che venne altres detta Clazomene. Fu patria di celebri filosofi,

Le
queir

bolle,
officio,

che si spediscono da sono quelle che trattae


sulle

no

sulle

leggi

costituzioni

pontificie,

iiizzazioni
terie di

Canoed altre mamota proprio del Sommo

come
de

quelle delle

Autore acombattimento degli apostoli. Vantasi di aver veduto G, C, medesimo, tU


di Babilonia. storia

ABDIA

pocrifo

di

una

del

santi,

essere stato testimonio di alcune a-

Pontefice,

come

la bolla

sulla pro-

sta

mulgazione deir Anno santo. Quer Abbreviafore nella mattina , dell'Ascensione in cui per la pri-

accompagnato in Persia gli apostoli s. Giuda e s. Simone, e di essere stato


zioni degli apostoli, di aver

ordinato da
Babilonia.
zioni

essi

primo vescovo
storia

di

Le
sua

frequenti

contraddi-

ma

volta

si

pubblica, vestito in asuol legge-

della

manifestano
questo
alri-

bito prelatizio e cappa,

Abdia per un aperto impostore,

re nella sala regia


postolico, presente

il

cro Collegio,

e la

palazzo APapa, il saCorte pontificia.


del

ABDICAZIONE
nome
cuno
s'

Sotto
e

intende

l'

atto,

per cui

fa

una semplice

pura

Si spediscono eziandio nel predetto


oljcio
ti
i

le

bolle per cose risguardan-

nuncia alla sua carica. E per essa differisce dalla Rassegna, la quale si
fa

nipoti del Papa,

od

altri

co-

in favore di

un
o

terzo.

sa

che
si

viene

accordata

in via di
bolle di tal

ABDJESUS,
(s,)

HEBEDJESUS
nella Caldea,

specialissima grazia.
surta

Le

vescovo di

(^iascar

stendono dallo scrittore a ci deputato, che si chiama Scrittore segreto, e

nominato nel menologio


a'

dei Greci

16 maggio,
il

sub

il

martirio in

dopo

il

solito sigillo
si

Persia sotto

re Isdegerdo.

della Cancelleria

apostolica,

sot-

ABDONE
venne a
seguitava
sottoposti
ti,

(s.)

persiano, martire,
s.

toscrivono dall' Abbreviatore di Culia,

Roma
i

con

Scneno suo
vi

quindi dai
e segretario

Cardinali pro-datade' brevi,

concittadino, mentre Decio


fedeli,

per-

rio,

si

re-

nel iSo.

Furono

gistrano nella Segretaria.


dinal

P^. il Carde Petra, Covimentaria ad Apostolicas constitutiones tomo I


,

ambidue a vari tormened in mezzo a quelli lasciarono da generosi la vita. Fa di essi menzione l'antico calendario di Liberio, v son ricordali eziandio in molli martirologi.

pag. 6. n. 5,
articoli

Venetiis
e

793, e

gli

Anni santi,
(s.),

Dateria

ai'o-

stolu:a.

La

festa loro

si

riporta al

AbDAS

vescovo di Cascar

3o

luglio.

ncila Caldea, visse nel secolo

IV

ai

ABECEDARII.
sej-o

Eretici che disce-

tempi del re Sapoi-e

li,

e nel GQ>." an-

dagli

anabattisti.
])er

Pretendevano
u
scrivere

no G.

del regno di lui

C.

Fu

mor martire ili ucciso in un \cnerd, i5

costoro che

saKarsi tosse d uopo


leggere,

non

sa]>cr

ne

ABE
aii7

ABE
le

19
il

iK'iipiir

conoscere
;

ture dell alfabeto


il

prime letda ci ne venne


in Aie-

glielnif)

di

Chanipeux,

pi profon-

do
di

dialettico del

loro

nome. Ve n'ebbe molti


di
ili

ai'cidiacono di

Paiigi, indi

suo tempo, prima vescovo

magna. L' error


dal
principio

costoro nasceva
,

Chlons. Era Guglielmo sosteni-

Lutero

che ogni

tore della scuola de' nominali e dei


realisti, la

privato giudice del vero senso dellii

quale metteva in dubbio


la

Scrittm'a senza ricorrere al magi-

niente

meno che

realt degli

u-

stero della Chiesa e dei Padri. Stoik,

niversali;

ma
si

il

singolare ingegno di

discepolo di Lutero, aggiugneva, che

Abelartlo

fece siffattamente distinegli

Iddio
(lei

quegli

stesso

che illumina
delle

guere, che, piantata

pure una
controver-

vero senso

ogni

fedele particolo studio

scuola, a cui concorrevano sino a tre-

larmente; quindi, che


lettere distraeva dall'

mila
sie

discepoli
il

sostenea

udirne

la voce,

e per conseguenza chi attendeva ad


esse lettele trovavasi

in grave peri-

maestro medesimo. Fra i pi celebri discepoli di Abelardo furono il Pontefice Celestino li, Piecontro
tro

colo

della salute.

Lombardo

vescovo

di

Parigi

ArELA,() ABILA. Citt vescovile


della tliocesi di Crerusalcmme.

Sem-

Berengario vescovo di Poitiers, e lo stesso s. Bernardo.

medesima Abila di latiinea, di cui fa menzione il dottore santo Girolamo. E fama che sia stata presa da Antioco.
bra
({uella

Nel porgere
za in generale,
di
logica, di

le

sue istruzioni Abe-

lardo faceva prima l'elogio della scienposcia

dava

lezioni
,

metafisica, di fsica
,

di

AIjELAPiDO Pietro, religioso dell'

ordine di san Benedetto,


altri,

e,

secon-

do
nel

canonico regolare. Nacque


P^lfiis, piccolo

matematica, di astronomia di morale, finalmente di teologia. Leggeva ai proprii allievi alcuni sunti di
tutti
gli

1079 a

borgo

tre

antichi filosofi greci e lati-

leghe distante da Nantes nella Brettagna, del quale Berengario suo pa-

ni

ammonendoli
in

non seguitarne
,

alcuno
alla

particolare

attenendosi

dre era signoie. Ninna cura rispar-

verit

soltanto,

o,

meglio, a
ulin-

miarono

onde coltivarlo ne' buoni studii. L'amore che ci pose in essi gli f' ben presto
i

suoi genitori,

Dio sorgente di ogni verit. Da timo spiegava le sante Scrittui-e,


li

torno alla interpretazione delle quaei'a

al)bandonare
a cui
si

il

mestiere

delle armi,

salito

era in sulle prime dedicato;

Per
e

tal

in fama di maniera divenne


l'

eccellenza.
il

maestro

onde, ceduto ai fratelli il diritto di primogenitura ed i beni paterni, si mise a studiare l'eloquenza, la Iliosofa,
le

dei maestri,

oracolo della filosofia,

moda. il dottore di Se non che l'aura di tanto pubblico


i

la

giurisprudenza, la teologia,
ebraica
,

favore guastava nel suo cuore

ger-

lingue

greca
gli

e latina.

mi pi
zione,
ler
la

felici.

La

vanit, la presim-

Tutto

in breve

tempo
si

divenne

gelosia Io
i

portavano a vo-

famigliare, bench

applicasse prinscolastica.

supeiare
i

proprii maestri,
suoi
colleglli

ad

in-

cipalmente
fessori della

alla
il

flosolla

viluppare
spvite,

nelle di-

Reso esausto

saper de' dotti pro-

ed a procacciarsi

in ogni gui-

Brettagna, pass a cercelebri professo!

care altii maestri nella vmiversil di


Parigi.

un numeroso seguito di scolaresca. Con tali germi di vanit cosa

Fra

pii

me

di essa conta vasi mcissimauieult'

Cu-

puri si possono accompagnare costumi? La sensualit collcgatas


i

,,

20
in lui al falso
f' s

ABE
amore
della
gloria
zioni,

ABE
Temperate alcun poco
n
stette guari
le

sue ale le-

che Abelardo lutto ad un tratto perdesse la stima acquistatasi cogli


sforzi
dell'

marezze, Abelardo l'icominci

ad aver

an-

ingegno. Eloisa, nipote di

cora numerosa schiera di discepoli.

Filiberto canonico della cattedrale di


Parigi, giovane di diciassette anni e
di

Se non che, quando mai che l' caper delle passioni si arresti all' oilo del precipizio?

mediocre

bellezza,

ma

di

te sapere, fo quella

per cui

eminenil suo

Lo

spirito di va-

nit

dominante in

lui,

l'agitazione

cuore guastossi. Si propose adunque di lei perch lo ricevesse allo zio


qual dozzinante in sua casa offerendosi, oltre allo sborso della pensione,
di perfezionare in quella fanciulla la

del suo cuore, lo trassero a

comporre
alla
,

un Trattato
t,

della fede e della Trinid'

per servire
.

introduzione
sottili

teologia

In termini cos
s

con paragoni
qiiel

sensibili

era ordito
suoi apoconfessai'e

educazione, desiderio ardentissimo di


Filiberto.

lavoro, che qual

eretico e caI

Ma

ben presto

il

mae-

po-setta venne accusato.


logisti

stro e la discepola a tutto altro at-

medesimi dovettero
,

che allo studio. Ognuno ne ebbe sentore, solo Filiberto s'avvide troppo tardi dei clandestini amori ; ma come gli ebbe scoperti, cacci di casa il maestro, ed Eloisa costretta a
tesero
5

la

stranezza di questa opera, per la


al concilio che tener doveva in Soissons ed a cui dovea

quale citato
si

presiedere
strina
,

Conone vescovo
nunzio del

di Pale-

allora
,

Papa

in

seguirlo nella Brettagna, partor co-

Francia

non oppose Abelardo


che
si

\e-

un figliuolo chiamato Astrolabio. Abelardo ottenne piire di sposarla;


l

riina difficolt a comparirvi,


to di correggere gli errori

risolufos-

ma

il

fece

segretamente
tornata

alla

j^re-

sero trovati negli

scritti

suoi.

Per,
nel

senza di Filiberto e di

altri

amici.

dopo

essersi

a lungo

discusso

Ci niillameno

nella pro-

concilio se sarebbe ascoltato Abelar-

pria casa, Eloisa negava a tutti con

giuramento d' essere maritata. Filiberto, che si stimava oltraggiato da quelle asserzioni, non cessava di maltrattarla; onde Abelardo, involandogliela un'alti'a volta, mandolla ad
Argenteuil presso Parigi in un
stero di zitelle,
stata allevata.
leligioso,

rimanderebbe l'affare ad numeroso convennesi che il libro fosse condannato ed arso senza nuovo esame, ed Abelardo rinchiuso per sempre in altro monastero. Abelardo medesimo neldo, o se
si

mi

concilio pi

monaora

r ultima
sti'etto

sessione del
il

concilio fu

a-

dove

nell' infanzia

ad abbruciare

proprio libro,

prese

essa abito

siccome fanno le pensionarle in alcune case, ma non per il


velo. Filiberto

ed indi ti'adottonellabbazia dis. Medardo di Soissons (anno i 122), vi fu


rinchiuso. Non vi stette per altro lun-

ed i suoi parenti credendo che Abelardo per isb razzarsi


sa,

di Eloisa r avesse fatta religioentrarono nella camera ov' egli

dormiva, e
ta sua,

lo mutilarono spietalamcnle. Abelardo, per nascondere l'on-

gamente, giacch il nunzio pontificio ne lo trasse fiiori e rimandollo a san Dionigi Nuove contro\ersie avute con que' monaci .sulla storia di saii Dionigi com[)osta da lliluino, e la
.

and a

larsi religioso nell'ab-

censura fatta alla condotta loro, il resero ad essi odioso per modo che
dovette abbandonare quell'abbazia e
fuggir di notte a

bazia di san Dionigi, e persuase Eloisa a {)rendcre


il

velo

ad

Ai'g<'nleuil.

Provens, ove M)g-

,,

ABE
gioin alcun tempo sotto la protezione di Tebaldo conte di Sciamin

ABE
ogni opera
:

che andava
s.

jiulibli-

auido
ne
s
SI

errori che, scoperti

da Gu-

pagna, ritirandosi poscia in ima solitudine nei dintorni di


la

glielmo abbate di

Thierry, questi

Nogcnt Senna presso Troyes. Ivi


,

sul-

mand
a
s.

l'esti'atto

e la confutazione

col-

a Geoffi-ido

vescovo di Chartres,
di
Cliian' el)be

r assenso
rio sotto

del

vescovo

Ottone, fab-

Bernardo abbate
scrisse

bric di canne e stoppie

un

orato-

ra valle. Quest' lUtimo,


contezza,

come

r invocazione della santis-

fraternamente

ad

sima Trinit, e vi pass cpialche tempo in compagnia di un chierico. I 6uoi scolari, che sempre l' avevano amatOj si raccolsero intorno a
lui,

Alielardo, acciocch correggesse quei

Abelardo ne parve commosso; ma, cangiata disposizione, persistette nelle sue massime e port lagnanlibri.

e lo sovvennero

dei loro

beni

e dell'opera loro, aflnch

riducesse

r oratorio in una chiesa di pietra, che intitol al Paracielo consolatore, quasi


lit

ze all' arcivescovo di Sens contro r abbate di Chiaravalle, jiorch screditava la sua dottrina. Indi invoc

sopra

suoi

libri

le

decisioni

del

monumento
di

della tranquil-

concilio di Sens, al quale anzi bra-

succeduta alle agitazioni della sua

mava
do

che intervenisse

s.

Bernar-

vita.

La fama
il

Abelardo

eccit nella

sua patria
I

desiderio di possederlo.
in Brettagna

i i4o ). Il santo nega( anno va dapprima di recarvisi, dicendo

monaci di s. Gilda diocesi di Vannes, lo


bate,
il

elessero

ad al>
pi

che

egli

accett tanto

che queir alfare riguaixlava i vescoPer, siccome Abelardo trionfava di tale rifiuto, e lo riguardava im
vi.

volontieri in
trarsi alle

quanto che voleva sotpersecuzioni che temeva


il

timore di
tro
voci
il
s.

s.

Bernardo
accusato,
vi
si

di esporsi con-

suo
le

vinto

da
di

tali

nella Francia. Lasciato quindi

Pa-

Bernardo
false

port, e pro-

racielo

ad Eloisa ed

alle religiose di

dusse

proposizioni

Abel'

Argenteuil, prese a dirigere l'abbazia

lardo, denunziandolo di negare con

a correggere i disavea trovati nella disciplina di que' monaci. Ma i monaci di s. Gilda non erano migliori di quelli di s. Dionigi. E se per opera di quelli di s. Dionigi paventava coli imaginazione le persecuzioni, da questi di s. Gilda vide propriadi
s.

Gilda, ed
,

Ario
lagio

la

Trinit,

con Nestorio
della

In-

ordini

che

carnazione, e di annientare con Pela


il

necessit

grazia,

di

vantar

sapere

in ogni cosa

e la

comprensione degl' incomprensibili misteri Passando dagli errori del.

mente attentare
sassini appostati

ai suoi gioini,

che as-

mente alla condotta della vita, s. Bernardo il rappresentava per un monaco senza regola, un superiore
la

cercaron d'ucciderlo,
le

senza vigilanza,
stumi,

un abbate

senza co-

ed

altri gli

avvelenarono
il

vivande

e fin anco

vino usato nella messa.


di l, ignoto

Laonde fuggendo anche


ove
si

un mostro, un nuovo Erode. Frattanto appena Abelardo conobbe non essere le cose del concilio disposte
a suo favore, prese
la

Convien per diie che non fosse lunge dal Paracielo poich spesso \\ si recava a visitar Ericoverasse.
loisa,

strada di Pio-

per appellarsi al Papa. Quell'appellazione obblig il concilio di

ma

le

sue

vergini.

Quella vo-

Sens a condannare

le

proposizioni

glia d'innovazioni

per altro, che lo


a

soltanto estratte dai libri di Abelardo, e salvar la persona per


rispetto

dominava,

il

men

nuovi errori

22

A15E
si

ABE
era appclato.

ni Pontefice a cui

lioma, nel passare Abelardo con l'ietro L K'ener abile, il quale lo trattenne e diede opera a rappaltmnarlo con s. Bernardo. Quindi desistet-

Movendo

verso

Eit satis in tumulo, Petrus hic jaeet Abailardus

per

C!ni:;ny incontrossi

Cui

soli patuil scibile

quicquid

crai.

Per non fu quella


cazione della
spoglia

la

sola traslo-

te egli
alla

dall'appcUarc, e

si

sottomise
li,

condama d'Innocenzo
della
(t.

coir autorit
stante.

costituzione
II
la

che Te-

Abelardo ed cosa singolare, che quegli il quale non avca trovato riposo neldi
la

vita, noi dovesse

avere dopo la

Jpostolo

del

Bollano

Romano), conferm
concilio

sentenza del
i

ed ordin che

libri di

A-

quindi , unite a quelle di Eloisa, recate furono a Parigi nel 1800, e deposte nel muossa

morte.

Le sue

belardo fossero bruciati, ne fosse posto in prigione 1' autore , ed interdetto


gli

seo dei
si

monumenti
in

ma

nel

817

trasportarono

appartata cella
in-

venisse

ogni ulteriore in-

del cimitero di

Monamy.

segnamento.

Pu
s.

dirsi

che giudizio solido,

Lo
derni

zelo di

Bernardo

spiegato

in quella occasione accusossi dai

mofiglia
ri-

come mia persecuzione

gegno vivo e penetrante avesse Abelardo, e che grande filosofo, dialettico sottile ed eccellente teologo
egli

della invidia;

ma
del

la posteriore

fosse.

Nondimeno
,

oltre
la

la

va-

conciliazione

santo

Abelardo, e l'amicizia,
la

abbate con che gli ebbe

nit coiwatuiale a lui

passione
agli er-'

per Aristotele,
rori

il

conduceva
tra

sempre professata dappoi, mostiano


purit
dell' intenzione.

tanto giustamente riprovati nel


le

suo dogma. Sosteneva

altre

Giunto Abelardo per la riconciliazione con s. Bernai'do a (juella pace, clic le passioni gli aveano rapila, pens di terminare i suoi gioi'ni nel ritiro di Clugny, dove, protestando contro
e
i

proposizioni, dover esser la fede go-

vernala dalla luce naturale; non esser


ci

Ges

Cristo venuto per liberar-

dalla schiavili del


inspirarci
stessi,
s

demonio

ma
s-

per
noi
re
la

un' attenzione

sopra

propiii errox'i, ot-

colle

sue istruzioni,
s

tenne dal Pontefice l'assoluzione dei


lidli,
si

coi suoi

esempi e
avere
i

col

suo amoe
dalantichi

rese modello dei cenobiti.

suggellalo dalla passione

Di qua, perch indebolito nel corpo


dalle
austerit,

morte;

filosofi

dai (hgiuni
afflizioni,

forse

creduto nel Messia per la predizio-

anco dalle passate


viato

fu in-

ne delle
rare

sibille;

non doversi
salvezza
,

dispealtre

a rcs[)irare
di

un' aria

migliore
vici-

dilla

loro

ctl

nel

priorato

san

Marcello
,

somiglianti assurdit.
le

La

raccolta deli.

dove no a Chlons sulla Saona mor con edificazione il (fi ventcsimopriino dell'aprile
di

sue opere
le

contiene:

Quattro
li-attati

lettere,
clic

quali sono

anzi
lettera

114^.,

in

eia
fu
il

lettere.

La

terza

parti-

sessantalre
ivi

ainii.
,

Dapprima

colarmente

contiene lutto

ci

che
vervita

anche

seppellito

ma

Pietro

pu
gini

dirsi

sopra l'origine delle


alla
egli

venerabile ne conced
e scrisse in onore

le ceneri

ad

consagrate a Dio ed

Eloisa per trasportarle al Paracielo,


dop]iio epilafio.
vit,
rili'i

monastica. Nella quarta


ivgola

inculo

di Abelardo mi Per amoie di brela fine leUMUimo:

ad Eloisa
diversi

]>el

d una governo dclSette


let-

labba/.ia
tele

del Paracleto. .

privali.

3.

Lettera

ADE
ad nn amico, die contiene
ria
la

ABI
stoil

23
11-

re Alessandro II vi ci'csse vina


I

ed alla quaappose dotle Andrea Du- Gliene tissime note. 4- -apologia o confessione di fede. 5. Esposizione deldelle sue sventure,
l'

niversit.
citt coi

Ialini

chiamano questa
bcrdonia, Ahergli

nomi

di

clonium o ^4 berdona, e

scozzesi

orazione dominicale. 6. Esposizios.

con quello di Aberdeen. Essa divisa in due citt, e nell'antica avea sede

ne del simbolo di
sposta alle
sposizione
stoli.

Atanasio. 7. Ridi Eloisa. 8.

un vescovo
s.
.

soggetto

all'

ar-

domande
del
si

Eli-

civescovo di
della

Andrea.
Citt
vescovile

simbolo

degli
di lui

apo-

ABERNETH
Scozia
de' popoli pitti.

Oltre a ci

ha

un

meridionale, capitale

bro contro le eresie, cinqvie libri di commentarii sopra l'epistola ai l'omani, trentadue sermoni per le feste dell'anno diretti ad Eloisa ed alle vergini
del Paracielo, tre libri dell'introduzio-

E posta

sul

Tay pres-

so l'imboccatura dell' Earne. A' nostri

giorni per
s.

mezzo rovinata. Nel


Palladio vi
stabil

secolo quinto
il

ne
nel

alla teologia.

Pietro

Lombardo

primo vescovado di Scozia, che poscia nel secolo nono fu trasferito


a
s.

comporre

le

sue Sentenze avea

Andrea.
Citt vescovile sotto
d' Antiochia.
Il
il

questi ultimi continuamente sott'oc-

ABIA.
triarcato
fa

pa-

Abelardo formano un volume in 4-" che fu stampato a Parigi, nel 161 6, con le nochio. Tutte le opere di
te
di

Wading
e

menzione
s.

di

Adamo
i

Franceci fu-

sco-Giovanni di Monterene dell'Ordine di

Andrea Du-Chne.

Le vere

Francesco,
Citt

quali

Abelardo e di Eloisa, ben diverse da quelle che alcuni romanlettere di


zieri

rono vescovi ambedue.

ABIA
nea
li.

vescovile suffragadi

pubblicarono, sono piene di gran,

al

patriarca

Costantinopoche Bonitrasfer

di concetti
ligione.

e sentono molto la re-

Wading ne
IX,
nel

fa fede,

fazio

iSgc),

ad

ABELIANI
tici
,

ABELOITL
si

Ere-

de' quali

non

ha molta co-

noscenza. Costoro, nominandosi in tal


guisa da Abele, di cui pretendeva-

no imitar no esser
le

la continenza,

insegnavacontrarre

occupare la sede di questa citt il vescovo latino Vitale dell'Ordine di s. Francesco, che prima reggeva la chiesa di Mela. Conrado, nominalo dal Papa Giovanni XXIII, ottenne
questo vescovato dopo la morte di
Vitale.

bens

lecito

il

nozze,

ma

non
dei

cos

dar opera
:

alla

generazion
esser quindi
la

figliuoli

per

ABIDA.
cesi

Citt vescovile della dio-

non

privi di credi, a-

di Antiocliia.

Tra

suoi vescovi

dottavano
convicini.

prole

dei

poveri cirvissero per

conta
alla

Eusebio,

il

quale sottoscrisse

Questi

eretici

lettera

sinodale della sua proall'

alcuni anni

non molto lungi da

Ip-

vincia diretta

pona neir Africa. S. Agostino afferma, che non si durava fatica per ricondurli
alla

suir assassinio di

s.

imperatore Leone, Protero di Ales-

sandria e pel concilio di Calcedonia.

professione

dei

veri

ABIDO

{Ahiden.).
fliocesi

Vescovato
d'

in

dogmi

della Chiesa Cattolica.

partibus della

Asia nella
posta rini-

ABERDON.
'Scozia nella

Citt

marittima di
,

provincia di Ellesponto.

provincia di Mari
1 1

se-

petto a Leto del Chersoneso Tracio, nel passo pi stretto del canale ove

de

di

im

vescovo, che nel

trasfer

da

INluttlac.

Nel

00 vi i48o

sorgono

castelli

noti col

nome

di

9,4

ABI

ABI
alla

Dardanelli.

(s.)

soggetta

metro-

al

pari che tra

Cofti

ammessa

poli di Cizico.

dagli Abissini

con

altre pratiche giu-

ABIDO
l'

F.

s.

Ipparco.
della

ABISSINI o ETIOPI. Popoli


Abissiiiia.

Riconoscono
(/'.

questi

daiche somiglianti , quali sarebbero r astenersi dal sangue e dalla carne degli animali soffocati ec. Ma
queste pratiche, lungi dal costituire

spirituale primazia nel patriarca di

Alessandria

Abissini a).

Mancail

no perci

del potere di eleggersi

una cerimonia religiosa, provengono da una connivenza ai Maomettani


dai quali
gli

proprio vescovo;
via

debbono
il

atten-

Abissini

furono op-

derlo dal patriarca,


Abissini

quale ne in-

pressi.

uno a suo grado. Quindi gli seguirono sempre la fede


e divennero giacobi-

Abulselah
scriveva

autore egiziano
fa
,

che

4oo anni
li

dice che gli


i

di Alessandria
ti,

Etiopi invece di confessar


ai

peccati

ovvero monofsiti od eutichiani (/^. Monofsiti), dappoich quesono impossessati del patriarcato di Alessandria. Gli Abissini non hanno adunque altri errori, che quelli dei
sti si

sacerdoti,

confessavano innanzi

ad un incensiere fumante, con che si credevano assolti. Per Michele metropolitano in Damiata giustillca
quel costume, nel suo trattato sulla
necessit della confessione,

credono tutto ci che crede la Chiesa Romana circa i misteri. Rigettano per il concilio di Calcedonia [V. Alessandria, ed il concilio di Calcedonia) e
giacobiti,

nel resto

come
,

ini

trodotto in Etiopia soltanto sotto


patriarchi Giovanni
e

Maria
,

non

gi come regola generale che a norma della chiesa di Alessandria

la

riconoscere, che

Leone, n vogliono una sola natura in G. C, quantunque non credano che


lettera di
s.

prescrive

sempre

la

pratica

della

confessione fatta o ai sacerdoti o al

metropolitano medesimo. Questo secondo, ove


gli

natura divina e la umana sieno confuse nella sua persona. Hanno


la

che grave colpa,


littori,
il

venga accusata qualsi alza, d un'aspra


percuotere colle verche
si

come i cattolici, n deve credere che non abbiano la Confermazione, e l' Estrema Unzione, siccome scriveva Ludolf (///^^
sette saci'amenti
si

riprensione al penitente, e, chiamati


i

fa

ghe. Allora tutti quelli

tro-

Aethiop.

lib.

HI.

e.

5).

La

Confer-

vano in chiesa implorano grazia pel peccatore, che dal metropolitano


viene assoluto.
Il

mazione si d anzi in Etiopia immediatamente dopo il Battesimo. Credono gli Abissini la presenza reale di G. C. nel sacramento, la transustanziazione ; approvano la invocazione dei santi, il culto delle x'cliquie, e le orazioni pei morti
;

matrimonio,

sacramento an-

fimuo

uso della croce e dell' acqua benedetta, e si comunicano sotto le due specie. Al sacramento della Eucaristia

che appresso gli Abissini, vien celebrato con le seguenti cerimonie descritte dall' Alvarez (Diss. XIII, unita ai i'iaggi del P. Loto, p. 335.). Gli sposi si recano alle porte della chiesa, ove sta apparecchiata una
spezie di letto.
li

L'abuna

(patriarca)

fa sedere, e, fatta processione col-

danno

il

nome

di

Amen,
la

paro-

la croce e coli' incensiere


essi,

intorno ad

la
la

formuespressa dal sacerdote nel porgere


particola.

che pronunziano dopo

la sacra

La

circoncisione

mette loro la mano sulla testa dicendo, che siccome indi a poi divenivano una carne sola, aver non

AP.T
ilorofino
i;he

2)
strumenti

un

sol

cnoro

ed una

si

.sostenersi. I loro

mu-

sola volont:

indi,

fatto
la

un oppormessa, cui
fine ri-

sicali

sono

certi tamburelli,

tuno sermone, eelelra


assistono gli sposi
,

elic

ne!

gono sospesi al no con ambe


si

che tencollo e che batto-

le

mani
rpiali
,

Sono

es-

cevoiio la benedizione nuziale.


Il

portati dai

principali e
i

dai pi

divorzio

in

uso

anche tra
ancora basi rende
,

gravi ecclesiastici,

loro: r infedclti, la sterilit, o ffua-

mi bastone
contro

in

mano

pur hanno che battono

lunque
facile
il

lieve

contrasto

stano a produrlo. Tuttavia

rappacificamento

merc
alla
facile
s

accompagnando ogni movimento del corpo. Cominciano la loro musica


terra,
percu.ssione con certo

piccolo esborso di

denaro dato

battendo
poi
,

il

piede, e
rpie'

facendo risuoloro istrumen-

parte
se

olTesa.

Non
litigi

per
i

nar dolcemente
ti
,

nasce

da

tra

maritati,
il

si

riscaldano a poco
,

a po-

poich
gio

allora

permette
,

passag-

co

li

ad

altre nozze

ed

sposa pi facilmente
.separata

un etiope una femmina


per
ti-

batter

abbandonano si mettono a le mani a.ssai fortemente


ballare,

saltare,

urlare;

infine
,

dal

primo marito

non osservano pi

misin-a

tolo di adulterio,

che per motivo di


in
si

contenzione.
1'^

posa nei loro canti, dicendo aver coordinato Davidde di celebrar le .s


lodi del

pure permessa
di

Etiopia

la
i

Signore nel salmo in cui di-

poligamia, e molto
jxitriarchi

adoperano
per

ce

Juhilnte

Deo

ecc.
y).

Loto, Relaz.
'/'j-jS.

Alessandria

to-

istor. dell'

Ahissinia

glier questo abuso,


I

ma

inutilmente.

La

chiesa degli Abissini gover-

sacerdoti, tra gli Al)issini, possono

nata da un metropolitano chiamalo


Ahitna, cio padre
no'ftro.

essere ammogliati, a patto per che

Egli
s
:

non
vien

prendano moglie prima

di

aver otte-

nuti gli ordini sacri, a simiglianza dei


greci cattolici e scismatici.

ha alcun vescovo sotto di nominato e consecrato dal


ca di Alessandria,,
il

patriarte-

Ma

il

trimonio di
i-eligio.sa

un

religioso

e di

mauna

quale per

ner quella
gezione
politano

chiesa
le

crilegio.
foi, t.

riguardato come un saE.ENAUDOT, Perpetuile de la


lib.

non
sia

maggior sogd mi'i un metroin

nativo

del
,

paese.

Quan-

IV.

le.

12.
,

tunque
pi

forastiero

d' ordina-

Vi hanno pi
monasteri,
polo.

ecclesiastici

no sommamente

ignorante, pure 'ha

e pii

chiese presso gli

tanta autorit in s che spesse volte pot conservare il seggio reale a chi toccava di ragione, escluden-

Abissini, che presso

verun altro po-

Le
di

chiese

principalmente so-

no molte
salmi

e vicinissime. Cantano i Davidde fedelmente tra-

done

gli

usurpatori

( f^.

JosefFo

A-

budain, ossia Barbeto, Historia Jafazione e

dotti nella loro lingua,


tutti gli altri

come
i

lo

sono

Ubri della Scrittura.

Am-

mettono come canonici

libri dalla

Chiesa dichiarati apocrifi. Ciascun monastero ha due chiese, una pegli uomini, l'altra per le donne. In quella
degli

uomini si canta in coro e stando sempre ritti in piedi perci v'hanno molte comf)dit per appoggiar;

cohitarum seu Coptorum, colla prele note di Gian Enrico a Suldem, pinncipahnente dal capo 4sino al 1 8 ). I re fecero ogni sforzo per aver vescovi Abissini, ma il patriarca di Alessandria temendo che si moltiplicassero in Etiopia, non volle accordar mai altri che r Abnna. L'Abima gode i frutti

VOL.

I.

b6
tli

ABI
molti e vasti terreni in quel paeDI
s.

ABI
Stefano dei Mori
esistente in
;^liiavi
,

se,

ed i suoi aflttuali sono esenti da ogni maniera di tributo, n ad altri paove


tutti

sono

Roma. ABISSINIA o ETIOPIA. Vasta


contrada posta
dell'

al

lembo

orientale
volte

gano che a lui no alcune terre,

solo,

se

si

eccettui-

Africa settentrionale altre

ch'egli
lui

possed nel
si

regno di Tigre. Per

fa

anche

una questua di tela e di sale, che gU produce ima gran somma. Non
riconosce altro superiore
rituale
dria,
se
:

nello spi-

che

il

patriarca di Alessan-

ed egli solo pu dare dispenche alcuni patriarchi per avarizia ed ignoranza fecero grande
di

abuso.

il

chiamata Etiopia, o meglio Aelhiopia sub Aegypto, per distinguerla dall'Etiopia interiore, che tutte comprendeva le parti incognite dell'Africa e dell'Asia, alle quali si dato lo stesso nome generico, alto pi a dimostrare le popolazioni di negro colore che una nazione particolare. Sebbene le rivoluzioni abbiano grandemente raccorciati
i

Il

Romas

sia

Hugue-

limiti

dell'

antica
;

Abissi-

mos
si

primo ordine
a' nostri

ecclesiastico

nia,

un tempo

estesissimi

pure essa

equivalente

arcipreti.

Non

conoscono in Abissinla le messe private. Vi sono dei canonici e dei monaci. I primi possono essere ami

ancora s grande da imputarsi il pi considerabile stato dell' Africa


tutta.

Occupa mi' ampia


i

e coltivata

regione, che

monti intersecano per

mogliati, e spesso

canonicati pasi

ogni verso, ed confinata al settentrione dal Sennaai', all'oriente dalla costa del

sano

ai

loro figliuoli;

secondi vi,

vono
lor

celibi,
il

fanno de' voti


vitto col

si

pro-

mar

l'osso, al
,

curano

travaglio delle

dai monti della luna

mezzogiorno che la divi,

mani

riputazione.
affari

tenuti in grande impiegano sovente in della maggior importanza ( V.

e sono
S'

dono dal paese

de' Jallas

ed

all'

o-

riente dal Rordofan, dal

paese dei

Chilons, e dagU interposti deserti.

Ludolf, Loho Telles Hist. d'Ethiop.;

Tre sono
l'Abissinia.
tale, tale,

le
i.

Thevcnot, t. i. in fol. Nouv. hist. d' Ahyss. tratta da Ludolf in fol. Parigi i684; la Croze Christiaiiisme d'Ethiop'e, opera molto meno stimata del Christianisme des Indcs).

Il

grandi divisioni delTigre o lato orien-r

2. 3.

VAmhara
le
.

pai'te

occiden-

Provincie

meridionali di

Choa ed Efato
zione
di
dell'
,

Vi

una
la

tradi-

Abissinia

che

regina

Il

clero e

principi di

A-

bissinia

sono continuamente

involti

in dispute teologiche:

mania
,

eredi-

Saba la quale si port in Gerusalemme ad ammirare la sapienza di Salomone, avesse il dominio


del paese.
tica
I

taria e radicata presso di essi

da m
si

Ma

all'esame della

cri-

huigo corso

di

secoli

come

po-

siffatta

tradizione

non
i

regge.

tr convincersene scorrendo la storia


di quella regione.

due

tratti

caratteristici

del viag-

gio di quella regina


leggi seri t-

sono
Il

molti

Gli Abissini
te,

non hanno
;

cannnelli e

gli

tutto

regolato dal
ci

costume
rende
assai

animale

di

cammello Arabia, non mai matuaromi.


inegua-

dalla tradizione

che

ratosi in Abissinia, attesa la

la giustizia pronta,

efllcace

ed
,

glianza del suolo. E, dato che

una
pos

rispettata

F.

Ale-ssaivdria

Padegli

regina di Abissinia
vole

ne
,

aves.se

triarcato,
Abissini
-

e per
,

l'Ospizio

seduto buon numero


il

non era age-

Copti

Etiopi, Ciuesa

tragittarlo pel golfo Arabico,

ABI
avuto anco riguardo alla imperizia della navigazione tli quel tempo.

ABI

27

L'abbondanza poi degli aromi portati in Gerusalemme, si spiega pi


fcilmente se
si

mento della potenza degli etiopi ( aii. 320 ) che sulla riva orientale del mar rosso, ed in ima parte dell' Arabia estesero
i

loro confi ni. Per, regola-

riguardi piuttosto

la

ta la chiesa di Alessandria per o])e-

regina di Saba,
vernasse
lice,

come quella che gomia parte dell' Arabia Fe-

gli

che pur chiamavasi Saba, dove aromi si trovano in quantit. Questo regno quello che avea commer-

V. DioscoRo ) dai quanto a dire dai Monofisiti, Giacobiti pur furono patriarchi d'Abissinia nominali da quelli di Alessandria, ed il monofsismo
ra di Dioscoro
Giacobiti,
(

eh'

cio colla Giudea,

siccome appare dai


resiste

prevalse nella popolazione (an. 4^<j)-

santi libri.
alla
sini,

Egualmente non
la tradizione

Circa l'aimo

53o e 54o
gli

di

G. C.
venir

critica

degli abis-

cominciarono
alle

abissini
;

che

la regina

di

Saba, tornata
alla

prese
nel
,

coi persiani

ma dopo
rin-

da Gerusalemme, desse
figlio
,

luce

un

lunghe prove furono (Inalmentc


calzati

appellato Menilec, ceppo del-

secolo

VII
gran

alla
[)arle

culla
del-

la stirpe tuttavia regnante.

natia

divenendo

importante storia dell' Abissinia si conobbe per caso. Cosmo Indicopleute monaco egizio, vene,

Una

l'Abissinia soggetta alla Persia.


giioto

i-

quanto durasse quel dominio

persiano in Abissinia ;

ma
i

v' e ra-

rato neir Abissinia, fu dal

re Eles-

gione di

credere che sia

stato

di-

baan incaricato di copiare due inscrizioni di una colonnetta di mar-

strutto dai

Mussulmani,

quali por-

mo

bianco nel porto di Adula. Altra


ricorda
la

tavano l'Alcorano colla loro lingua e colla loro scrittura nelle pii barbal'e

di quelle iscrizioni

con-

e pi lontane contrade dell'Afri-

quista d'Asia di
altra fa

Tolomeo Evei'gete, menzione di nuove conquidell' Abissinia,

ca.

Tuttavolta

la

sua

naturale
dal

cofla-

stituzione salv r Abissinia

ste neir interno

e ne

gello ottomano, per cui ancora con-

cita le Provincie coi

nomi presso a

serva la

pro[)ria

religione,

sebbene

poco d'oggid, li fatto principale per della storia di Abissinia si la


introduzione del
nel secolo
to
bil

cristianesimo fatta
invia-

IV da Fruinenzio
sede

da
la

s.

Atanasio. Frumenzio sta-

sua

ad Axurn metroai

dominanti sulla sede di Alessandria. Del resto fino al secolo Xlll, epoca nella quale Marco Polo visit l' Oriente, noi non abbiamo precise notizie suU' Abissinia, u altro ci d la cronaca

commista ag

eiTori

poli del Tigri

conosciuta anche

di questo paese se

non

romani ( V. Axum ). Da indi a poi anche la Corte abbracci la cattolica

suoi imperatori,

il

qual

il nome dei nome confer-

mato

viene da

Marco Polo. Sappiastate note


agli
al-

religione

patriarchi

succe-

mo
la

soltanto

essere

Frumenzio continuarono a risiedere ad Axum e la chiesa di


duti a
,

abissini le spedizioni

de' crociati

terra santa,

ed essere andata
folla

oes-

Alessandria, che
sione
dell'

bram

la

conver-

gni
si

anno un' immensa

di

Etiopia, continu

a no-

minare il patriarca dell' Etiopia F'. Alessandria ) L' epoca del(


,

a raggiungerli. Ma la nobilt avendo quei pellegrinaggi in dispreci

gio,

fu inviato in

l'

introduzione
l'

del

cristianesimo in

duto

potere

un vescovo che camussulmani dei


,
.

Etiopia fu pur

epoca del consolida'

venne

circonciso

Tale circostanza

28
cagion
bissini
terribil

ABI
guerra
fra
gli

ABI
afine

ed
i

mauri
sovrani

verso

la

notizie, che quindi ne sono provenute sul suolo Abissi-

Le vantaggiose

del secolo XllI, della quale aj)pi-ofittarouo


dell'

nio, destarono
si

negli arditi portoghe-

Abissinia

la

prima idea
meridionale

di esplorare

l'

A-

per

f'aie

molte conquiste. In conse-

fi'ica

e diedero

luogo
agli

guenza di esse gli abissini si resero allora pi noti in Euiopa, e pi


strinsero le loro relazioni in questa
])arte del

alle

scoperte successive, schiusero la

via delle Indie, e procurarono

europei

una conoscenza pi
all'

positi-

mondo.

va

intorno

Abissinia

primi

Nel i44^ l'imperatore Zara Jacob invi ambasciatori al concilio

agenti dei portoghesi, approdati nel-

di

Firenze e scrisse

lettere ai

r Abissinia ravvisarono nel Negus o impera tor dell' Abi.ssinia un gran


sacerdote
e
lo

Gerusalemme. Passando per Roma quegli ambasciatori furono amorevolmente accolti da Papa Eugenio IV; a porte chiuse, fu
suoi preti di loro mostrata nella basilica Vaticana
la

qualificarono

per

Prete Gianni,

dando
,

cosi

origine

costante su quel

conto a tante ro-

mantiche relazioni
tire tutte
le

che

iiiun' altra

base aver potevano, se non dal sen-

insigne reliquia del

volto santo,

mattine esclamarsi daldi


(

e nella

Lateranense
v'

le

sante

teste

la

gente alla porta


hoi indica

quel sovrain lingua

de'principi degli Apostoli,


5>t'

Di

qucsulle

no Ret o Jan
arabica

che

ambasceria
leggono

memoria

porte della
si
i

basilica Vaticana,
versi:

dove

Ut Grceci Armeni Aethiopes


aspicc, ut ipsani,

Rendimi giustizia^ o mio re ), onde da quelle parole si f)rin Prete Janni o Prete Gianni. \ Prete Gianni risiedente allora nella

hic

Roinanani amplcxa

est

gens Ja-

cohina Jideni. Sunt hivc Eugenii monumenta illuslria Quarti Excelsi hcec animi sunt monu-

provincia di Choa, accolse silittamente que' portoghesi da indurre V itighi, o regina madre, ad inviare
alla

corte del Portogallo

una

specie

che produsse grande sensazione in Europa. Indi


di

ambasciatore

il

menta

il

re di Portogallo

mand

nell'Abis-

sui.
s.

sinia

Nella biblioteca di

Michele di
asserilet-

una straordinuria legazione e qualche anno dopo divemie ausiliare

Murano

di

Venezia
si

alcuni

di

queir imperatore
di
vicino.

alline
rei

scono, che

conservassero due

di

ripulsare gli attacchi

un

tere di quell'imperatore,

una ad Eu-

gole

mussulmano

Di

fatti

genio IV, del 1442, 1 altra all'imperatore di Costantino|>oli Costantino Paleologo del

portoghesi giunsero a liberare


bissinia
lo

l'A-

144^?

"^^

"^"^

piecipitoso

da quel nemico. Ma lo zeche mostr il loi'o


della Chiesa,
il

catalogo
iiell'auno

dei

codici
di

manoscritti

di

aipo a ricondurre l'imperatore nel

san Michele

Murano stampato
in

grembo
f'

ftice

cadere
gli
tlci

1779

Venezia,

opeia

in disgrazia di quel

monarca, e

del padre abbate Mittarelli,

non

se

perdere

la

conlidcnza perfino

ne
1

fa

ia,

alcuna njcn/.ione. y. ZaccaExcurs. Lilcr.j .Mont-faucon No-

suoi
})i

coni|)atri()li

che

licusarono di
Il

oltre obbedirlo.

Papa ed

il

va colleclio Palrunij Parigi 1707; iraucesco Alvarez, Ilistor. Abyssin.

re di
.Mni;i

J'ortogallo spedirono in At>isil

j)alriarca

Ciuvanni Nugnez

ABI
faneto
pali'iarca
ei
i

ABI
Melchior
.

29
il

thie

vescovi

quella Congregazione

nome
far

di

(laniegro

ed
si

Andrea

leiiii

Oviedo 11 a Joa, ed Oviedo

Collegio

Urbano

e per

meglio

prosperare la religione

nell' Etio|)ia,

asso iieirAbissinia con qualche yesiiiita,

chiamava a
ti,

Roma

etiopi

intelligen-

ma

l'

imperatore imped loro

acciocch in questo collegio fos-

le

predicazioni.

sero nel rimanente istruiti, alfine di

1578 Gregorio XIII conIi)rl il gesuita Andrea dOsiedo j>alriarca di Abissinia aceioccli mantenesse in mezzo a C(jntinui |)ericoli della vita quasi un migliaio d'aniiXellanno

venir poscia destinati al servigio


la

ilel-

Chiesa in quel dominio.

Malgrado per
guari ad abiurare

le

sante

di quel Pontelice, Socino


la

premure non and


ed

religione, pervassalli,

me

di

fresco

guadagnate
alla

alla

Sede
secolo

ch minacciato dai suoi

Apostolica;

ma

line del

intimidito dallesenipio dellaltro im-

Wl
rali,

divenula rAbissinia sempre pi


dai

inaccessibile a cagione delle conipiisle liitte

peratore Zoa Za-l)aura, fu costretto a permettere gli antichi errori


ai

Turchi

sui

suoi litto-

suoi sudditi e mostrare

in

prila

alcuni ecclesiastici poterono pe-

vato

come
le

violenta per lui

tiesse

netrarvi
s"

isolatamente soltanto. Cos


1

introduzione delle novit

religiose
stes-

introdusse nel

5i)9 sotto le vesti

contro
so
al

quali

si

dichiarava lo

un fagyf o monaco mussulmano, il monaco cattolico Melciiior de


di

so suo figlio Fucilodaz. Questi, asce-

trono del
in

padre
tlai

nel

iGSa,
stati
il

Sylva, che rimase nel paese sino al1

mand

bando

suoi

arrivo del

p.

Francesco

l'aez nel
ta-

patriarca Alendez, e coi missionarii la


fede, pel ristabilimento

i(3o3. Questi

dotato di maggior

della quale
gli

lento degli altri, continu

ad

istrui-

non furono
d'

bastanti tutti

sfrzi

re

gio\ani abissini
corte,

e portoghesi,
si

Innocenzo

X,

Painfili,

ne quelli

e quando nel seguente anno


resse
alla

di-

della Congregazione di

Propaganda

mentre regi\ava Zu-Denghel, colmato venne di onori, con grande invidia dei monaci abissini giacobiti. In poco tempo
Paez, che
tire

ne

avea

appresa
tpiale

la

lingua

numerosi missionarii col spediti, anzi questi con un glorioso martirio coronarono in breve tempo la loro missione. Papa Innocenzo XII, Pigiiatelli, nel 1691
quelli dei tanto

(jrheez e l'amari na, riusc


il

di

con\erassai

assegn al collegio

di

Propaganda

monarca,

il

pag

un fondo
le

di cinquantamila scudi per

la manifestazione del suo mutamento, dacch i sudditi ribellati e le truppe mal fide il misero a morte. Soci no gli successe, e presso di lui fu il

cara

il PonClemente XI, Albani, d'Urbino invi nuovi missionarii nell' India,

missioni dell tio[)ia, ed

tefice

nella China, nella Persia, nell'Etiopia,

Paez pi fortunato nel liunire


sinia alla

l'vVbis-

nell'Egitto e nel

Mogol, come
Lajileau
nel

Chiesa Tvomana.
la

La Geo-

l'acconta

monsignor

grada deve a Paez


celebrate.

prima scoperta
in juel-

libro II della vita di quel Pontefice.


i

delle sorgenti del Nilo cotanto dipoi

Ma

tutto fu inutile.

La

lotta fra

Mor nel 1622

sovrani, che

cui veniva instituita la Congregazione di Propaganda. Ur-

l'anno in

la

avevano abbracciati! romana comunione, ed i sudtlili,

bano
lilcio,

VI II

Ponnell'anno appresso dava a


salito al

soglio

che persistevano nell' eresia di Eutiche, da' loro maggiori trasmessa, non dur meno di i4 anni, n cesso su
i

So
non dopo
che
die'

ABI
la

ABI
il

partenza dei Gesuiti,

luogo alla prevalenza negli

errori

dogmatici.

Nondimeno,

nel

nivano espulsi vari missionarii eterodossi. Corse bens egli grave pericolo di rimaner compreso nella
loro proscrizione,
zi

1704
zo del

ricev Clemente XI, per


p.

mezGiuseppe da Gerusalemre
d'

me, una

lettera del

Etiopia

colla quale significava al

Santo Pa-

ma tratto innaned a numerosa assemblea di sacerdoti nazionali abissini, per gran merc del Signore vide conal re
vertirsi in

dre la sua propensione ad unirsi alla Chiesa Romana. A ci il Papa rispose con

suo vantaggio

il

fosco nem-

un Breve,
esecuzione
gli
il

esoi-tandolo a
il

metter
tri

in

proposito

bo ond'era minacciato. Gli fi dapprima chiesto chi si fosse, ed egli rispose cattolico, romano e sacer-

ncli' atto

che

missionarii

i'imandava con alsuddetto religioso

e parecchi doni.
ratore, ricord

Morto qucU' impelet-

E perch venite in Abis sinia, soggiunsero? Per istruirmi nella lingua amarina ed etiopica
dote.

Clemente XI, con

per visitare

tera

de'

5 marzo

1712

al

suc-

i miei fratelli ed ado perarmi alla salvezza delle loro a5>

cessore di lui chiamato Giusto, r impegno del suo predecessore, e


lo
rii,

nime.

Chi sono questi che voi

nominate fratelli?
5j
>5 '5

cristiani tut-

esort a proteggere

missionagli

ti

dell'Etiopia, e voi principalmen-

che con preziosi doni


in
,

manE-

te,

dava
tiopia

imo
all'
s.

all'

arcivescovo di

te investiti.
ce, la
le, s.

che della dignit sacerdotale sieAdorate voi la crosantissima Vergine,

ed
il

l'ordine di
liutossi

abbate generale delAntonio. N punto riil il

"

Giorgio?

s.

Miche-

Io

non adoro che

re dal permettere l'intera

libert di predicare

vangelo nel
vanitelo fe-

suo reame: che anzi

" Dio, ma venei'o la croce perch santificata dal contatto del Reden tore, che vi mori e la bagn col suo sangue, onoro la divina Ma drc con culto particolare, ed in3'

E una nuova missione inviata dalla Propaganda nel 1750, composta di tre francescani, i pp. Nemedio, Martin, e Boellesmen penetr sino a Gondar, sotto l'imperatore Yasons II, e giunse ad acquistar grandissima riputace col portentosi progressi.
zione e molta
corte.
si

voco

la

intercessione degli Angeli

" e dei Santi.

hanno in G. C.

Quante Due,
?

nascite vi

l'ima e-

terna del Padre , temporale 1' al tra da Maria santissima. Bene, sia5' 35

influenza

in

quella

mo

paghi

voi
'.

Ma

da quel
difllcili

momento
spedizioni
nel

pi

senza timore

potete

rimanere
si

Equi ebbe fine


sciol-

resero

le

a
vi

rinterrogat<)rio e l'adunanza
se,

quelle parti.

Soltanto

1769

manittistando sentimenti di benepel


mis-

penetr

il

viaggiatore Brucc, e do-

volenza e di propensione
sionario. Questi
,

po

di lui sino al

primo viaggio
18 io,

di

festeggiato

poscia dai

Salt nel iSo"), ed alla sua seconda

dal

re,

e ospitalmente

accolto

missione, nel
altro

1809 e

niuu

primarii della citt, ebbe ad avvedersi procedere


dall'

europeo avca potuto entrarvi. Finalmente nel i838 pot un missionario latino inviato
dalla

ignoranza
gli

ed

incuria del clero, tutti

errori dai

sacra

quali miseramente contaminata la

Congregazione di Propaganda giugnere sul fine di marzo in Etio[>ia

credenza degli

abissini.

In una con-

ferenza religiosa tenuta con quel missionario convennero di


tatti,

nel

momento che da Adua

ve-

che

lo

.A ?. I

Spirilo Santo procede dal


rial

Padre

ABI A Gregorio XVI

3r

Figlio, (jhe in Gesi Cristo vi lia

una
la

sola persona con

due nature

sii " Pontefice Massimo della Chiesa.


S. Gabriele in
*!

Vicario di GcCristo, successore di s. Pietro e

e che la
ga,

cattedra

di san IMetro

Adua

del Tigre

ove alberprima del mondo e donde si parte la verit. Die-

in Etiopia,
->

i838.
averci
,

Noi

ci

congratuliamo con Sua


d'

premesse in un' altra adunanza soggiinise il missionario PerJ5 che noi siete ad essa cattedra uni" ti? Noi lo siamo, risposero, critro tali

> Santit
'

mandato
ed

un

prete

romano
sue

che

abbia sapu-

>>
-;

to colle
farci

parole

esempio

rientrare nell'amore col ca-

55

spettiamo
virttx.

'

Perch adunque non


Roma un
,

Santi cattolici, e le loro

do-

mandate a

vescovo

" p della Chiesa. Sia persuasa Sua Santit , che noi guarderemo 5' con occhio di predilezione il suo

"

Non

vi

r uso

spetta

" sandria l'inviarlo.

ad Alcs-

inviato, ed
-'

altri
ci

pure che
vogliano

lo so-

Alessandria

miglino

istruire

per ella unita con Roma, che voi conoscete per sola sede della
5>

verit?

"
?
s> jj
5j

lessandria l'accomodarsi con

ma.

Potr
la

Ebbene, tocca ad ARoio

" de' nostri doveri verso il nostro " padre e pastore. Le bugie che ci contarono g' invidiosi della catte dra di
'

s.

Pietro sono obbligate a

diniqne frattan,

-'

tacersi alle
le

buone ragioni ed
ci

al-

to scrivere a

R.oma

chiedere al
lontani ?

5'

Papa

benedizione apostolica per


suoi
figliuoli
;

w voi

tutti

Si

certamente

ditegli

anzi

che rispetteremo nel suo braccio

mostra Sapeto 5 Giuseppe, e non possiamo non con' fessale, che la Chiesa Piomana la Cliiesa del Cristo. E con questa fede che noi baciamo il santo
opei'e,

che

-'

che ci benedice , il braccio di san Pietro , anzi quello di Ges


Si attendono in

" piede, e genuflessi


-'5

domandiamo

la

Cristo.

Adua

altri

mis-

sionarii cattolici e giova sperare che

Iddio ne benedica tiche, facendo che


bertosi.

le apostoliche fa-

Papale benedizione ". Quanto ad altre particolarit dell' Abissinia , gli obelischi di Axum ecc. , gli avvenimenti descritdalle cronache abissinie, e conti
servati dagli scrittori

lieto

inco-

greci e latini

minciamento corrispondano

frutti u-

e dagli storici mussulmani delle Indie,

non che
templi

il

carattere

impresso

Nel mese di febbraio iSSg si presentarono in Pioma al Pontefice Gregorio


no, e

sulle figure dei basso-rilievi


ti
i

adornanSalcette,

sotterranei

di

XVI un
uno
gli

irlandese con due a-

di

Elefantina
gli

e di

bissini,

sacerdote, l'altro diaco-

che

abissini

Elora provano odierni sono ben


i

mniliarono una lettera d'aldi

lontani dall' eguagliare


la navigazione.

loro

anti-

cuni sacerdoti

Abissinia, scritta

chi nella politica, nella guerra, nel-

nella loro lingua, in


la
to,

pergamena,

col-

La

feudale anarchia,
stato, debbesi at-

traduzione di d. Giuseppe Sapcprete della Congregazione della


apostolico in

che regna in quello


tribuire
bissini
all'

indolenza

cui gli

a-

missione, missionario
Etiopia, colla data di
glio

Adua 28

lu-

i838, che riportiamo qui ap-

sono dati in preda, e nulli li rende nel commercio, nell' industria e nelle lettere. L'imperator dell' Abissinia

presso tradotta a conforto de' buoni.

padrone assoluto

della vita

32
e
delle

AH!
sostanze
de' suoi

A
sudditi.
(k-l-

r,

r!on<;ecrato viene dal p;ilriav(^a


l\\Jjissinia

in

una

chiese
le

dell' inijiero,

maggiori ed in mezzo aldelle

/'. Atiti de lomani Pontefici. Vesti, Viacoi, Villeggi atup.f, dei Pontefici e Cappelle Papali.

Abiti de' Patriarchi e de' Feacovi.

acclamazioni universali.
di

Una

del-

Patriarchi e Vescovi.
Abiti
x\biti

le rendite considerabili

quel sos.

de' Religiosi.

P^.

gli

arti-

vrano l'ordine cavalleresco di


Antonio, ordine,

coU di ciascun ordine


delle
,

religioso.

che vuoisi comperare a caro prezzo, e che in parin parte militate ecclesiastico
,

Arciconfralernite

e
ri-

Confraternite

che assumono

spettivi confrati.

V. Arciconfrater.

re.

La

lingua

dell'

Abissinia di

nite e Confraternite.

due

sorta.

La prima

e la pi anti-

ABITO
clesiastico

degli ecclesiastici

Nei

ca quella di Teez, cosi detta perch si parlava nel regno di quel no-

quattro primi secoli l'abito

dell' ec-

non
laici,

dilferiva

punto

da

me. E un dialetto dell'arabo e fu la prima che si cominciasse a scrivere in quella regione, onde che in essa
.sono
scritti

quello dei

ed

sacri ministri

per ben tre secoli nelle loro funzioni non portavano abiti nella forma dilferenti dai

tutti

libri

sacri e pro-

comuni.
ss.

S.

Girolamo
il

il

fani dell'Etiopia. L'altra quella di

primo

de'

Padri,

quale faccia

ywhari.

J^

molto

difficile

a scriversi
usati nel-

ed ha

sette

caratteri
.

non

parola degli abiti usati dai ministri dell'altare pel servizio divino. La
differenza per di
cotesti

TEtiopia.

Copti, Etiopia, Pke-

consisteva
soltanto

TE Gianni.

non

gi

nella

forma,

ma

ABITI DIVERSE
de Cardinali. V. \ esti Cardinalizie, Udienze concesse dai Pontefici, e Cappelle Pontificie.
Abiti
Ar.tTi di Cavalieri,
lilari

nella ricchezza e decenza.

Pochi

anni

dopo

la

pace

della

Chiesa, fu proibito agli ecclc-siastici di vestire alla foggia dei laici. Non
si

di ordini

vii-

pu per
ai

altro asserire
il

con
Il
il

cer-

ed

equestri.

gli articoli

o-

tezza qual fosse

colore prescritto
ministri.

gni ordine rispettivo.


AiiiTi dei dignilarii Palatini,

dapprima
dei della

sacri

Babru-

ronio opina che questo fosse

militari

ed

altri

individui
gli

no od
di

il

violaceo.

Corte Romana.
li

V.

articoli

che

L'abito clericale,

che
di

il

concilio

riguardano
Abiti
dei
li

e Cueictjlaeii o fa-

Trento

comanda
ed a
quelli

portare ai
fre-

miliari PONTIFICII.
Capitoli.
;

l)eneficiati

che .sono
la
i

V. \ articoe
quelli
le

giati

degli ordini .sacri,

veste

lo
le

che

riguarda
chiese,

del-

talare.

Lo

stesso decretarono

Ro-

i-ispeltive

per

parti-

colari prerogative, distinzioni

ed
gli

in-

segne.

AniTi delle JMonaehe.


ticoli
risjx'flivi

ar-

quelli

che appar-

tengono
nache, e

agli

Ordini

religiosi di

moe
le
.

pie istituzioni

di donne.

mani Pontefici ed i conci Hi, che furono celebrati dopo quell'ciioca. Secondo l'asserzione del dottissimo Papa Benedetto XIV, questo abito divenne proprio dei chierici dopo il laici lascia3oo epoca in cui rono le vesti lunghe per assumere
1

Abiti di Prelati.

V. Prelati
,

le

corte.

CoLLEGii
diverse

Prelatizii
particolari

sccoudo

ABIURA.

Solenne

detestazione
di

den()ininazi(ni

delle eresie colla prnlcNla

credere

ABI
ditte
le

ABL
cattolica
fe-

33
I

verit

della

alla Cattolica

Chiesa.

sacerdoti se-

de o coi giuraincito di restare inai sempre ad essa fedele. I teologi ed canonisti distinguono quattro sorde hacta di abiure, vale a dire
i
:

colari,
i'/,

quali fanno l'abiura de le.


dall' escH-dall'

non vengono impediti


n
i

citare tutti gli ordini,

amle

ministrare
confessioni
stabilito

.sacramenti
de' fedeli.

od udire
cosi

resi formali,

de

i'ehcmcnti,

de

levi

Non
i

fu

de violenta suspicione haeresis. L'al> iura de formali viene comandata agli apostati ed agli eretici conosciuti per notoriamente: quella de velietali menti si fa da coloro, che diedero agli altri forte motivo di sospettare della lor fde; a quella de levi sono
obbligali
tutti
i

per coloro che abiurano de


regolari,
i

vehementi. All' incontro

quali fanno l'abiura anche de levi,

sono
cii

inabili a tutti

gradi ed
Gli

oflll-

della

loro

religione.

abiu-

ranti de vehementi, se abbracciano

realmente ancora

la eresia, e

ne

sie-

fedeli,

che

diededi

no

convinti,

si

ritengono
i

come
si

re-

ro soltanto
sia
:

leggeri sospetti

ere-

cidivi.

Anche coloro

quali abiuraeresia

r abiura de violenta suspicione haeresis finalmente deve farsi da chi venne in sospetto di eresia per aver detto o fatto cose inducenti il giudice a ritenerlo per eretico. Alr abiura sono tenuti tutti gli eretici
,

l'ono

formalmente un'

con-

siderano
facciano
favori,

come

recidivi, se

avvenga
eretici,

che dieno accoglienza ad


,

ad essi regali o prestino purch non possano addur-

re la scusa di averlo fatto per altri

se
:

vogliono

riconciliarsi

colla

motivi.

Cliiesa

pratica la quale fu

mai semi

ABLEGATI
stolici.
quelli,

Pontificii ed Apospediti

pre in

vigore. Leggesi nella storia


,

Gli Ablegati pontificii sono dai Pale

ecclesiastica
li

che agli
il

eretici

quanel-

che vengono
i.

usavano una

forma

viziosa
si

pi

a recare

ai

sovrani

fascie

l'amministrare
feriva questo
iui'a

battesimo,

conl'ab-

preziose da loro benedette pei neoeredi del regno ( F. , Fascib benedette); 2. ai novelH sovrani ed ai valorosi capitani, conimendevoh per la difesa della Religionati piinclpi
ne,
il

sacramento dopo
errori.

de' loro
i

Altri

eretici

presso

quali

non era

cramento

della

in uso il saConfermazione, dola eresia, si

po aver abiurata
unti
ne^li
ca,-

ricon-

donativo delle onorifiche in-

ciliavano colla Chiesa,


col sacro

venivano

segne, dello stocco, e berrettone benedetti

occhi, nelle

Crisma nella fronte, mani, nella hoc-

[Fedi);

3.

la

berretta car-

dinalizia ai novelli Cardinali, creati


assenti dal luogo

nelle orecchie.

ove ha sua

resi-

Le ahure de forniali, devehementi,

denza
Gli
quelli

il

Pontefice.

F.

Berretta

de violenta suspicione si fanno in pubblico con molte ceremonie; quella de


privatamente nelle mani del vescovo, o dell' inquisitore. Vi sono
levi

Cardinaiizia.
Ablegati apostolici sono poi

che vengono inviati

dai

Pon-

tefici r. ai

novelli Cardinali per ispe,

alcune leggi risguardanti quelli che

cial

distinzione

col cappello rosso


2.

abiurano
l'articolo

e noi le

riferiremo nel-

Cai'dinalizio
la

[Fedi);

seguente.

rosa d'oro benedetta

a presentare dai Papi

ABIURANTI. Nome
loro che

dato a codi

detestano
,

le eresie

cui

sono

infetti
VOI..
I.

e tornano in

grembo

ed inviata in dono a chiese illustri, a monarchi , e benemeriti personaggi. F. Rosa benedetta.

34
Tanto
gli

ABL
Ablegati pontificii che
sogliono scegliere dal
dei

ABL
fatto dal sacerdote

dopo

la

comvmio-

gli apostolici si

ne, affine di purificare

il

calice e le

numero
non
di

segreti e di

monsignori camerieri onore che se l'individuo questo grado e non ap:

proprie dita.
la

Due sono
fa col solo

le abluzioni;

prima

si

vino che

si

versa nel calice subito dopo la cola seconda consiste nelr uso del vino e dell'acqua versati sopra le dita del sacerdote per purificarle. Della prima fa menzione Innocenzo III nel cap. Ex parte, de celebrai, miss. , colle seguenti parole: Semper sacerdos vinuni profundere debet, postquani totani ac-

partiene alla prelatura, viene dicliia-

munione,

rato tale per


tolo di

l'

abito paonazzo, e

ti-

Monsignore inerente alla medesima qualifica. Vi sono degli esempi che gli Ablegati f.uono anche
secolari

nobih, particolarmente sotto

Benedetto XIV. Abbiamo dal maestro di ceremonie Burcardo, anno 1 498, che papa Alessandro VI man-

ceperit
nisi

Eucharistice

il

cappello cardinalizio al Cardi-

cum

eodeni die aliani


celebrare
,

sacramentum missam
ne
,

nal Giorgio d'Amboise arcivescovo di

debuerit
vimini

si

forte
cele.

duca del valentinese, Cesare Borgia, suo figlio. Nel 1727 Benedetto XIII spedi il marchese del Bufalo della Valle Ablegato a Firenze, colla Rosa d' oro per la gran-duchessa Violante. A questi che

Rouen,

col

mezzo

del

perfusionis

accperet ,

brationeni

aliam

impediret
si
il

Da

questa

decretale

che dopo la te anche nei tempi


la

ben comunione

deduce,
sacerdo-

antichi

beveva

non

era insignito di carattere eccle,

prima abluzione. S. Tommaso (p. 3. g. 83. a. 5 ad deciniuni)


di
ci

siastico

fu

concesso nella funzione

rende
et

ragione

dicendo

d'indossare l'abito prelatizio. Sotto

J^inuni ratione suce huniiditatis


ahlutio,

est
sii-

Benedetto XIV, essendosi nel 1755 annegato nel porto di Genova l'Ablegato monsignoi'e Scotti, che recava la berretta rossa in Ispagna al Cardinal Cordova, quel Pontefice vi
fece supplire
il

ideo

suniilur post

sceptionem

hujus
os
,

abluenduni
zione
si

sacramenti ne aliquae

ad
reli-

quiae remaneant

La prima

ablu-

cavalier Marcolini di

Fano. Clemente XIII nel 1770 mand in Lisbona Ablegato a portar la


beiTetta al Cardinal Carvaial,
il

com-

deve fare col solo vino ; e gli astemii che lo abborrono non possono valersi dell' acqua in sua vece, se non per dispensa pontificia. RigLiardo alla seconda abluzione, r Angelico
(

Cesare Lambcrtini nipote di Benedetto XIV; e nel 1778 dopo aver creato Cardinale il nund.

mendatore

loc.

cit. )

non

fa

zio di Portogallo Conti,


pontificii

eman due
de' quali
il

brevi

con uno

dichiar cameriere segreto

p.

Mar-

co Antonio Conti, fratello del porporato, che dimorava presso di esso,

bench
targli
la

fosse
gli

religioso
die' facolt

somasco

coir altro

di presen-

bei-retta

Cardinalizia.

veruna memoria dell' acqua, n dice che si bevesse dal sacerdote. 11 Durando ( lib. IV, e. 55 ) espressamente insegna che si gettava in un luogo mondo oggid per maggiore riverenza al sagramento, e ad evitare il pericolo che non resti qualche frammento dellOstia attaccato alle dita, o qualche goccia del Sangue aderente alla coppa del calice, si beve dal
;

ABLUZIONE. Voce
significa l'uso del

hturgica che

sacerdote

la
s.

seconda

abluzione.
all'

Il

vino e dell'acqua

Pontefice

Pio

scrisse

airi-

ABL
vescovo di Tarragona
zioni

ABO
che
le

^
l, e.

35
12, n. 3),

ablu-

sacrificio Missce (lib.


inferisce

dovevano assumere dalia si medesima parte del calice dalla quale


si

che a molto
usarsi

gione
dai
sero. Il

dovea

tal

maggior raceremonia

era

preso

il

Sangue.
la

sacerdoti

Oltrech a indicare

predetta cesi-

prima che celebrasMartene tratta eruditamente


materia
qffc. lib. I.

remonia,

la

voce abluzione vale a

su

cp.iesta

nell'

opera
in
ai't.

De
1

gnificare l'uso che faceasi

un tempo
quelli

antiquis

ecclesice

ritibus

divin.
2.

del vino e dell'

acqua da

che

celebrand.

cap. 4-

ricevuto avevano la santissima


caristia.

Eusi

La seconda
fa

abluzione
detta
etc. e
1'

delle dita

dal sacerdote nella messa do-

Sotto
tendesi

il

nome

di abluzione inla

po

eh' egli

ha
si

orazione Vel'of-

non solamente

purifica-

ni sanctificator
ferta.
l'

benedetta

zione del calice o della bocca


la

dopo

Allora
e
si

comunione, deve pi'aticare


si

ma
il

il

rito

ancora che
sagri

altare

parte dal mezzo delreca al lato dell' eil

sacerdote di lavari

pistola,

dove

ministro

gli
il

versa

le dita

prima d'indossare
la
1'

l'acqua intanto ch'ei recita

salmo
de-

paramenti per
la

messa, e durante
offerta.

Lavabo

inter innocentes etc. col Glo-

messa, dopo

La prima

ria Patri, che nelle messe dei


funti e dalla

abluzione venne
sa

istituita nella chie-

ad esempio

della

ceremonia pre-

ne fino

al

Domenica di PassioSabba to santo si omette


Di questa
s.

scritta dal Signoi'e nell'


e.

XXX.

per cui

Esodo [Exod. Aronne e i suoi

in segno di tristezza.

se-

conda abluzione parla


la sua

Cirillo nel-

prima di accostarsi all' altare, doveano lavarsi le mani e i piedi A tal viopo era situata una magnifica vasca nel tabernacolo. Per un tal rito non pratica la chiesa come
figU,

Catechesi; dal
rito

che
83.

il

fino dai

che si vede primi secoli

della Chiesa.
a.

5.

S. Tommaso ( p. 3. q. ad priniwn) adduce due

ragioni

di

un

tal

rito;

la

prima

per

osservare

un ceremoniale

del-

di queste spetta alla pulitezza, l'al-

l'antica legge,

ma

per una riveren-

tra al morale. Ti tei mano [Exposit.

za al divin sagrifizio, e per


tar al sacerdote

rammen-

niyst.missae,c.
sul proposito
il

XXXIV.)
di

finalmente

la purezza dell' a-

aggiugne che, sebbene


vestirsi

tarsi agli altari.

nima, senza cui delitto il presenQuesto costume antichissimo nella Chiesa. S. Giovanni Crisostomo ne fa menzione in un' omelia al popolo d'Antiochia

sacerdote prima

degU

abiti sagri siasi

lavate le mani, nul-

laostante deve fare anche la secon-

da abluzione per indicare la somma innocenza onde lo si vuole fornito.

[Hom.

20. n. 7)^ /Ve aucleas illods


allrectare,

mnnibus sacravi victmani

Nella messa solenne


si

anticamente

etiamsi mille necessitatibus premaris.

Paolino vescovo di Tiro, presso Eusebio (lib. X. e. 1 4-)) narra di aver edificato e consecrato

usavano due abluzioni ; la prima dopo l'offertorio, l'altra dopo la inLiturgia di queste due abluzioni
si

censazione dell'altare. Nella presente

un tempio

nell'

an-

non

due pile perch i fedeli si lavassero prima di entrarvi a far orazione e ad assi-

no 3

4? e di avervi stabilite

conserva che
si

la seconda.

Intorno
il

a ci
t.

occupa distesamente
174.
Citt

Vert,

IV. pag.

stere

ai

santi misteri.

Da

ci Be-

ABO.
le

nedetto

XIV,

nella

sua

opera

De

della Finlandia,

marittima vescoviora posseduta

36
dalla

ABR
Russia. Avvi

ABR
diaute lui
,

una Uuiversit

santificata.

Il

nome

di

fondata nel 1640 dalla regina Crivescovado instituito nel Il stina dal sommo Pontefice Adria I 58
.

eremita
ri

pio

Icggesi

ne' calenda-

greci,
a'

latini

e cofti. Egli ricor-

dato
te

i5 di marzo.
(s.),

no
di

IV

era

un tempo

sufliaganeo

ABRAMO
di

fondatore e abbanell'Alvergaa,

Upsal; ma fino dal secolo decimoquinto segu la riforma luterana-episcopale.

un monastero
Lasci
il

nacque
frate.

nell'alta Siria in riva all'

Eu-

la

patria

con animo

ABRAAMO
tire

(s.)

vescovo e marla

d'imitare
prio

gran patriarca del pro-

di

Arbella, nota oggid col no-

me

di Irbilj

suggell

fede

col

nome; ma, tenuto cinque anni dai barbari in prigione, non pot
compiere il santissimo divisamento. Riavuta la libert, fond il monastero di cui, com' detto, fu anco abbate, e dove condusse in grau numero discepoli
zione.
alla

proprio sangue l'aiXQO di Cristo 348, quinto della persecuzione di Sapore.

La

sua festa riportata

al d

di

febbraio.

ABRAMIANI.

Eretici del
nel
l'

prinin di

evangelica

perfe-

cipio del secolo nono,

tempo
impero

cui Niceforo governava

Oriente,

Carlo

Magno

quello di
gii

Occidente. Costoro rinnovarono


eri'ori

Secondo s. Gregorio di Tours, fu eziandio taumaturgo. Mor verso l'anno ^'ji. Egli nominato sotto il 1 5 di giugno nel martirologio ro-

de' Paulianisti.
(s.)

mano.
nato a

ABRA.MO
Ghidana
in

eremita,

ABRAMO

(s.),

solitario, poi

apo-

Mesopotamia, vicino alla citt di Edessa verso l'anno 36o. Egli per pura obbedienza ai suol genitori, illustri in lignaggio ed in piet, abbracci il matrimonio. Nel giorno stesso delle nozze per, avutone consentimento dalla sposa, corse a vivere in cupa solitudine, dove le austerit della penitenza erano le sue pi care delizie, e dove ei visse cinquant' anni in odore di
siugolar santit.

stolo infaticabile applicato

massimaidolatria

mente a sterminare

la

quindi vescovo di Carres nella


villaggio del

Me-

sopotamia, predic l'Evangelio in un

monte Libano, dove si dando pruove di cuore libralissimo, onde si cattiv l'animo di molti, prima suoi mortali
ferm
tre anni

nemici.
si

Quando

dalla solitudine lo

chiam

al vescovato, la elevatez-

za del posto

non nocque punto

al

Di Abramo
il

si

gio-

metodo
austera.

della sua vita penitente ed

grandemente

dessa per convertire

vescovo di Ea G. C. i pariti'o-

Mor a Costantinopoli
di

l'an-

no

di

Cristo ^11, e ottenne le ve-

gani di

una borgata popolatissima.


santo la
invincibile

nerazioni

Teodosio

il

Giovane,

Vinse
sia

il

che ne custod rispettosamente una


veste, e la

di

quegl' idolatri, e
si

dopo quatmor
di
attor-

indossava alcuni d a meIl

tro anni che

condusse fia loro


Ivi
folla

moria
sta

di lui.

giorno della sua

fe-

torn alla sua


niato

cella.

segnato al

da immensa

popolo

ABRAMO
roBE.

i4 febbraio. (s.), martire. F. SaCitt

accorso a riceverne la estrema benedizione.


ria,

Una
al

sua nipote,

Ma-

ABRITO.
diocesi di
riore,

vescovile

della

della quale
lui

diremo a luogo, fu
peccato e restituita
nie-

Tracia, nella Mesia infealla

da
nlla

tolta

un tempo suHiaganea
di

me-

via

della rettitudine, anzi,

tropoli

Traianopoli.

J^

AC A
ACrvOSTOLA.
la diocesi
la

ACC
diocesi di Marcioniti, che

Citl vescovile del-

37 impudenfalsi

d'Asia nella provincia della

temente
mi, sejjpe
in

sagiifieavano ai
egli

nulde.
si

Frigia

Salutare.

Jerocle

la

contenere la greggia
inviolabile
alla

chiam Demauraclin.

devozione

ACACIANI.
Acacie.
fsse
rii,
si

Eretici, discej)oli
s'

di

Degnissima di laude e di storia

Quantunque
dottrina
di

ignori

qual
setta-

la generosa confessione di questo

la

questi

pu dedurla nondimeno dai


,

sentimenti del loro capo


fessava l'arianismo.

che provesco-

impavido prelato davanti a Marziano ministro del persecutore, il quale ne ammir la saviezza e costanza
per
gli

Era

egli

modo
f'

che
il

lo sciolse dai ceppi,

vo

di

Cesarea;

uomo

invero distin-

libero

professare la cristiana

to pei taUuiti,
tere.

ma
si

di nessun carat-

religione.

jXon eerto se Acazio sogreci


lo

Purch
i

trattasse

della

sua

pravvivesse molto ad essa confessio-

gloria,

principii del dovei-e e del

ne gloriosa.
tutti gli

gli

egiziani e
ai

giusto
re.

rimanevano oppressi

nel cuoei

orientali

onorano

3i
tro-

Sotto l'imperatore Costanzo

fu

di maiYo;

ma

il

suo
di

nome non

ariano deciso; nel regno di Gioviano f' ritorno alla Chiesa Cattolica,
e sotto Valente di

vasi nel martirologio

ACCADEMIE
tichi filosofia

Roma

romano. e Ponti-

nuovo

all'

ariani-

smo. Molte indegne azioni da lui commesse lo fecero meritevole dell' abhominazione di tutti i tempi. Aveva ordinato a vescovo di Gerusa-

lemme
si

s.

Cirillo,

e poi lo

depose

che gli anappellavano sella, ovvero scuola. Siccome Platone apri la sua scuola fuori delle porte di Atene, in mi luogo ombreggiato dalle piante, il quale dal suo possessore

ficie. \J Accademia ci

era intromesso nel partito dell'andel Pontefice Liberio.


concilio
,

tipapa Felice, ed aveva influito per


l'esilio

Ecadenie, Ecadcnio, o Acadenio fu detto Ecadeinia e poscia Accadeviiaj cos


la

Depoe
di
la

ad imitazione

della scuo-

sto

nel

di

Seleucia

Lampsaco

mori senza consolare


(s.),

Platonica j non solo si chiam Accademia quell'adunanza d'uomi-

Chiesa del suo ravvedimento.

Luxeul, poi vescovo di JVoyon, venne dalla


di

ACiiRIO

monaco

o letterati, o filosofi, od artiche insieme adoperano per T utilit e incremento o delle lettere
ni,
sti,

oscurit

del

cliiostro

elevato

allo

e delle scienze, o delle arti,

ma

il

splendore di quel posto verso l'an-

luogo pure, dove

si

adunano, fu col

no 621. Ebbe grandi soccorsi


lo zelo

dal-

medesimo
rone
sua
die'

di sant'

Amando
Sotto

il

quale
ve-

nome significato. Cicenome di Accademia alla


villa

non era a quel tempo


scovo regionario.

se
l'

non

celebre

presso

Pozzuoli,

egida di

Dagoberto l'e, pot sovra il popolo molto autorevolmente. Mori nel 63q. Se ne celebra la festa ai 27 di novembre.

ove clilettavasi conversare con dotti amici sopra diversi argomenti filosofici, e dove compose le famigerate Questioni accademiclie. 11 Tira"
boschi definisce l'Accademia per queld' uomini eruditi, stretti con certe leggi, a cui volontariamente obbediscono e che, radunandosi insieme, or si fanno a dila

ACAZIO

(s.)
,

vescovo di Antio-

societ

soprannominato Agatangelo, ossia buon angelo, visse al tempo della persecuzione di Decio 1' anno 200. Riboccando la sua
chia neir Asia

fra loro

sputare di qualche erudita quistione,

38

ACG
alle

ACC
colleglli

ora producono e insieme sottometto-

no
dii

censure de' loro


dell'

qual-

sumesse un nome letterario, per dimostrare una specie di uguaglianza


fra gli accademici, assunse quello di

che saggio
loro.
Il

ingegno e degli stuMenocliio (tomo I, pag.

Davide.

Per

l'

esempio di

Carlo

142) fa rimontare la origine dell'Accademia, fino ai tempi di Salomone, dal quale vuoisi fondato lo studio di Gerusalemme, e dice esservi
state

Magno non

fu propriamente imitato

che nel secolo XIII da qualche Accademia d' Italia. Sulla mutazione
de'

nomi accademici, veggasi Steph.


t.

nella

Palestina delle Accadestudii

Borgia,
ladii
tice

II.

Anedoct. in Blosii Palobedien-

mie ovvero
ne avea
cio
citt

universali.

Uno
si

Orat. de prcestatione

la citt di

Cariai Seplier,

Rhodioruin Leoni X.

delle

lettere,

come

ha
se

Alenino,

monaco
di

inglese,

membro

dal libro di Giosu al cap.

XV, ed

dell'Accademia di Carlo Magno, preil

uno ve
vi

n' era in altro luogo detto Abela, dove pubblicamente pare che

nome
s.

Fiacco Albino.

Celestino V, famoso per la

professassero le scienze;

il

che

si

solenne rinunzia del pontificato seguita ai

pu credere dal lib. II de' Re al cap. 20 Sermo dicebatar in veteri proverbio Qui interrogante inter:

i3 dicembre del
l'

i'294,

si

attribuisce

istituzione di un'
,

Acca-

rogent in

A bela:

et sic perficiehant.

Pare quindi che


le
li.

chi avea difficolt

ricorresse ai dottori di Abela, e che

demia ecclesiastica appellata Accademia dei consigli della Chiesa. Per altro il Conringio opina, che quantunque in Italia prima che altrove
si

loro risposte

si

stimassero oraco-

mettesse in viso questo


si

nome

di

la

se

Finalmente in Theman, citt delIdumea, stimano alcuni che vi fosun pubblico insegnamento nelle

Accademia, non

cominciasse ad

usarlo propriamente che nel secolo

scienze

umane

e divine. Tuttavolta

n quelle Accademie, n le instituite dopo la morte di Carlo Magno avvenuta in Acquisgrana nell' 8 4, sono le Accademie di cui qui intendiamo far parola. Esse propriamente erano scuole pubbliche, le rpiali
1

chiamansi comunemente Universit. Se ne usurparono bens il nome


i

le Universit, cpianto perfino luoghi di esercizii cavallereschi e le scuole pel maneggio dei cavalli, co-

tanto

ed ecco come in tale proposiCourtin si esprime nella sua Enciclopedia intorno le Accademie istituite durante questo secolo in Italia: Al rinascimento delle lettere, l'I talia si coperse di accademie che " propagarono il gusto della bella antichit, e produssero una gene rale emulazione. In nessun paese le accademie furono tanto utili: n mai avvenne, come allora, che " s'impadronirono, per cos dire, di tutto un popolo, onde comunica;

XV

to

il

me

pubblico

anche qualsivoglia trattenimento o privato di musica di


,

re

intelletti,

una nuova attivit a tutti gli n pare mai che si ad-

giuochi e talvolta di danze, ecc.

Carlo INIagno,
in
Italia,

dopo
la

la

sua discesa

disfare

operasse con tanto ardore a sod1' immenso bisogno d' i-

spetta

gloria di

aver

struzione prodotto dal loro csem pio, dai loro lavori e dallo splcn-

pel

primo

instituite

nel

suo reale

palazzo e scuole e
nel senso
prescrisse

la piima Accademia, moderno. Egli, il <[uale che ogni accademico as-

dor di quelle loro solennit, per cui vere feste dello spirito pote>i
!>

vano chiamarsi

'.

Roma

fu

una

ACC
<ldle prime
11

ACC
l'

3^
Accademie, cosi

citt

a darne

esempio.

numero

delle attuali

Cardinal Bessarione di Trebison-

me

quella

che sopra ogni altra


all'

da, elevato alia porpora

da Eugenio

dedicata
antichit,

amena
alle

letteratura, alle

IV nel 1439, e compagno dell' imperator Giovanni VII Paleologo al


Concilio

alle

lingue

classiche

c[ualche
lche.

volta

questioni flloso-

Generale di Firenze,

per-

sonaggio celebre per piet, prudenza


,

allabilit

e generosit, circa
in propria casa
e.
i

il

i44o adunava
gisofilo,

pi
il

chiari ingegni, quali ei'ano p.

l'Ar-

Questa prima Accademia letper sofferse alcune vicende sotto Paolo II, il quale quantunque proteggesse grandemente i letterati, come aderma Gaspai'e Veroteraria

Teodoro Gaza, Gemisso,


Carlo
,

nese nel libro


pure,
piassero
in
le

III

De
ai

gestis

Poggio e Flavio Biondo segretarii d' Eugenio IV, Lascaris, Lorenzo Valla, l'AndroniFilelfo
,

amando che
i

Paidi li lumi si accopsoffrire

costumi,

non potea

Roma

co,

Bartolommeo Platina, il Campano il Domizio e varii alti'i uomini sommi, aflne di disputare in,

un'Accademia, nella quapervertendosi la pura religione


s'

coi pessimi costumi,

insegnasse esil

ser

lecito

ad ognuno
e
nel
si

goder
il
,

di

torno alla letteratm-a greca e latina. Perfino la famiglia di quel dotto Cax'dinale era composta di uo-

ogni piacere,

rigettasse

no-

me
di

ricevuto

battesimo

affm

mini
la

colti

nelle

lingue

pei'iti

in

ogni genere di letteratura, cosicch

prendere quello degli etnici. A tali scandali aggiugnendosi ancora r accusa data a quegli accademici

sua

casa potea

dirsi

una vera

di

voler attentare contro


egli,
,

la

vi-

continua

Accademia.

F. Bessarioil

ta

del Pontefice,

comincianfece incar-

ne Cardinale. Contemporaneamente
re Alfonso

do

da

Callimaco

ne

Panormiil

ta istituiva in Napoli nella corte del

cerare quanti pi pot, e ne sottomise alcimi alla tortura. Il Platina


per, soggetto

d'

Aragona, detto

ad egual
difesa
;

sorte, prese

Magnifico, in un col Faccio e col quella rispettabile societ Valla


,

per

tutti

la

dimostr
il

non

essere illecito a' cristiani


gli
fa,

trattare

che, presieduta dipoi da Gioviano Fontano, si rese chiara col nome di Accademia del Pontano. Ma n il Bessarione, n il Pontano intitolarono Accademie le loro adunanze. Le prime a cos cliiamarsi furono
la

argomenti pi alti della filosoil versare sovra Platone lodato


s.

sommamente da
scambiare
il

Agostino,

e lo
ri-

pi'oprio

nome

per

verenza a quelli degli antichi maeLaonde, sia che stri in sapienza


.

Platonica
:

mana
ze da

Firenze e quella piantata per


di
de'
,

la

Ro-

tali

ragioni avessero mitigato l'anidel Pontefice, sia che recandosi

le scien-

mo
egli

Cosimo
lettere

per

le

Medici cp.iesta per T archeologia

personalmente per ben due vola


visitare

te

quegl'
di s,
la

da Pomponio Leto, e nella quale forono ascritti specialmente Filippo Buonaccorsi ( conosciuto sotto il
istituita

mosso dentro
perdono, che

infelici, comamasse pi il

punizione; certo
rese a tutti la

che

dopo un anno

nome

di

Gallico esperiente) e BarPlatina.


ri-

libert e gli onori di che gli


.spogliati.

aveva

tolommeo

La Romana pu veramente
guai'darsi qual

Assolti

gli

modello del maggior

l'Accademia Romana,

accademici che

anche
per
le

,,

4o
a
vita

AC e
citavano
rudizione
novella, e

ACC
jxiesie,

vicende loro era stata soppressa, sorse

ragionavano

di

e-

Pomponio

Leto,

si

rici'eavano

piacevol-

amministratore dei moniunenti delfu il primo a raccogliere nella sua casa prossima
la classica antichit,
al

mente.

Ma

r infausto avvenimento

del saccheggio di

Roma

seguito l'an-

no i52 7
te

nel Pontificato di

Clemen-

Quirinale

antichi

marmi; onde

VII, Medici, fu fatale anche alla


la

a lui si debbono, dopo l'instituzione della prima accademia letteraria, e la prima Accail primo Museo demia archeologica in Europa. Federico III imperatore, con diploma del i4^2, concesse alla Romana Accademia grandi privilegi per la bclr opera eh' essa prestava specialmente
si

Romana Accademia,
guito, e verso
il
i

(juale in se-

joo, quasi affat-

nel correggere
scrittori,
si

e pubblicare

a mancare. Ben poco doma non diu' lungamente. Tuttavolta Clemente XI, fiorito nel 1700, secondando lo zelo del dotto prelato Giovanni Ciampini, la fece rivivere, dandole a protettole il Cardinal Gabrielli, ed a presito venne

po

risorse,

classici

nel conservare
;

monumenti
oltie zioni

antichi
la

stampando
le
,

in-

per

prima volta

inscri-

dente il proprio nipote Albani, divenuto poi Cardinale. Questi, mecenate delle belle arti e dei cultori
loro,
la

antiche di
i

Roma
,

descrivenil

fabbric
(

done
latino
t,

nol)iIi

avanzi

tornando

Albani
di

idioma alla prima in Roma,


suoi

pristina

puri-

ficato

il museo, e la \'ilF. Ville ). Nel PontiBenedetto XIV l'v^ccade-

e poi col

meztut-

mia

di

letteratm-a

d' archeologia

zo

dei

corrispondenti in

ta r Italia,
]ii.

ed al di l delle AlForse era sotto la vista della


che Pomponio Leto per-

Romana riprese nuova vita. Assunto egli al sommo Pontificato, al titolo di Romana Accademia di storia e
di

lingua latina coltivata da questa Ac-

archeologia

aggiunse

quello di

cademia,
suase
il

pontifcia, le diede

nuove
i

leggi,
i

ne

ri-

popolo
natale

Romano
di

a celebraIvi

dusse a

soli

quattordici
protettori

membri

re cristianamente nella chiesa d'


raceli
il

Roma.

Avm

nomin a suoi
pidoglio,

principi Co-

lonna, e le die' sede stabile in

Camal

accademico recitava analogo discorso,

dove

si

univa una volta


lo

tenendosi poscia lauto banchetto


(

mese
ce.

assistendovi

stesso

Pontefi-

in Campidoglio

V. Musei
di

Iscri-

Colla morte per di


si

lui l'Acca-

zioni

Progred
nel

felicemente l'Acletteratura

demia
secolo
f'

estinse.
il

Nei primordii del


si

cademia Romana
di

e
di

XIX

governo francese

archeologia
II,

Pontificato

Giulio

nipote di Sisto IV, elevato

a ristorarla, collocandola prima nel palazzo Corsini, indi, per decreto di Napoleone, in Campidoglio, ove

al triregno nel

i5o3, e viemmaggior-

mento
che
gli

sotto (fucilo aureo di

Leone X,
:

l'avca posta Benedeito

Xl\.
all'

5 3 anzi sotto questo secondo mecenate l'Accademia sali alla pi alta nominanza.
succedette nel
1
r

Pio VII
a

restituito

gloriosamente
archeo-

Roma

nel 18 i4 diede

logica
il

Accademia un assegno sopra


il

pili

scelti

ingegni italiani,
di

raduproteg-

pubblico erario, ed
la

celebre Cafinch
189.3,

nati o in casa
gitoi'c

qualche o
in

nova
visse.
la

provvide

di

fondi
nel

delle

scienze,

([ualchc

L'one XII, creato

ameno

giardino, o sulle sponde; del

eccettu dalle altre nella celebre

Tevere, alT

ombra

dei

boschetti

j-e-

cnsiilu/ione (^itnd divina sapicnlia

A ce
e^rnfaiulola
ilalla

A ce
allo
;

\i
dei
i-itralti

soggoziono
tlegli stiulii

tomoleca capitolina
gl' italiani

de-

sucre
]*i()

congrogazioiii

insigni
.

in

ogni classici

Vili, che alla morte di


le

Canova

erudizione

sta!>ili%'a

rendite dal valentissi-

mo scultore
distinzioni
cos
;

contribuite in vita, medi-

lava pur di nobilitarla con

somme

aduna solennemente ogni anno in comune con V altrainsigne Pontificia Accademia delle bcll(* arti di s. Luca, e celebra, con
Si

ma

il

suo

pontifcjilo

solenne ex)nvito e analogo discorso,


il

breve non
i

gli

permise di recaeffetto.

giorno della fondazione di


il

Roma,
vita

re

bei pensieri

ad

eh'
reIl

di aprile.

Gregorio XVI felicemente gnante comp la promessa del


antecessore

secolo

XVI, che ha dato

suo

all'Accademia
di archeologia,

Romana

di

storia e

dando sede
e

all'

Accade-

mia
dole
la

neir Universit,

conceden-

ancora nella stamperia delreverenda Camera apostolica la

gi'atuita

stampa
e
d(>gli

delle carte accadealti


,

dava vita eziandio a sempre nuove Accademie, assumendo ciascuna di esse particolari denominazioni ed insegne, e gli accademisingoci un nome sempre nuovo ,
lare
e stilano.
\'

miclie
sette
la

de' quali gi

'Talora

questi cliiiil

preziosi

tomi in foglio videro


luce.

mavasi

Agghiaccialo, Y Ansioso,

L'Accademia ha per protettore il Cardinal Camerlengo pr tempore di s. Romana Chiesa, diretta da vm presidente
pidihlica
triennale, che

Difeso, Y Incruscalo, V Infarinalo e

r Infiammato, quegli il Propagginato, il Pasciuto, il Rifiorito, ecc. N le stesse donne erano in quel secola
escluse dalle Accademie,

come
fra
i

le

altre cariche

come
si

quelle

viene

scelto

socii

ordinarii.

che assai di que' giorni

dedicava-

Pi'esen temente sono trenta questi socii

no

ai begli studii.

ed al numero di dieci possono giugnere i soprannumerarii, oltre quaranta corrispondenti in tutordinarii, ta


1

oltre la detta

Quindi in Roma, Romana Accademia di


forono
celebri
in

Pomponio
iuoli

Leto,
I'

quel secolo,

Accademia de vignada
Uberto
Strozzi

Europa
i

e trenta socii d'onore.

piantata

Sovrani ed
classe

Cardinali formano ima


Il

a parte.
dell"
il

segretario

ed

il

conservatore
petui
:

archivio sono per-

tesoriere,
iri

non meno che


,

gentiluomo mantovano, alla quale intervenendo i piti chiai'i uomini di fpiel tempo, dalle cose villereccie prendeano comunemente sopran-

cinque

sono triennali. L' Accademia premia con medaglia d' oro , ad ogni biennio la
suoi cen,

nomi

loro, dicendosi,
il

a cagione d'
il

e-

sempio,
sto ecc.

cotogno, Yagreslo,
successe
dal

mo-

Indi

quella della

migliore dissertazione

sopra vm ar-

Firth

istituita

Sanese,

Claudio

gomento di archeologia, ammettendo al concorso tutti i letterati d'Europa,

meno

suoi socii ordinarii ed

Tolommei, famigliare di Pier Luigi Farnese duca di Parma. In mezzo ad alcune ridicole pratiche, quegli

onorarii, e pubblicando

ogni anno

accademici
il

impresero
di Vitruvio

a dilucisull' ar-

uno o pi volumi

de' suoi atti. R.i-

dare
feste

testo

sponde e giudica le questioni di archeologia, che le vengono sottoposte, anche da letterati ed Accademie estere, ed a lei si appartiene il dar voto per la collocazione nella ProVOL.
I.

chitettura, e

come facevano grandi


all'

nel

carnovale
cos
lui

elezione del

re

loro,

ne aveano in ricom-

pensa da la quale

vma
lo

tutti

presentavano

lauta cena, neldi

4^
i|ualche

ACC
ridicolo donativo
,

ACC
Giambattista Dati pur fiorentino, eletto

accompagnalo da alcun poetico componimento, lcn [)rcslo anche qiicU' Accademia della J' irli fu disciolta, e venne sostituita da quella dello Sdegno , fondata dal medesimo Tolommei l'anno i^^i, nel Pontificato di Paolo III. Per a piii gravi studii era destinata l'Accademia eretta nel iSSq ai tempi di Pio IV da s. Carlo Bor-

Cardinale

nel

1608.

La

Aldobrandini parenti di quel Cardinale, accordata all'Accademia degli Ordinati, ed i


canti,
le

protezione dagli

sinfonie
assai

che

la

gnavano,
le

frccpienti

accomparendevano
tanto

sue

tornate.

Nondimeno,

lomeo

nella
il

propria
fiore

casa,

che
in-

accoglieva

degli

eletti

gegni, la cui principale applicazione


sulla morale filosofia. JMa 562, nel quale mor il conte Federigo Borromeo, fratello del santo , si volse l'Accademia a trattare di cose sacre, e dal luogo ( il Vaticano ) e dall' ora in cui teneva le sue adunanze prese il nome di

versava

dopo

il

Noni Faticane. Anche


gni
to

in questa o-

accademico prendeva im nome finto, e s. Carlo volle esser chiamail

Bench dopo la morte primo fautore le si dessero nuove norme, esse non bastarono a salvarla da un notabile deperimento. Nel 1750 venne data alla luce in Augusta ima nuova edizione delle Omelie di s. Carlo, e dei
Caos.
del suo
suoi discorsi, ove sono compresi i sermoni delle Noctes Vaticanx })rcciiduli dal ConviKHum nocLiuni i-alicananiin, del Cardinal Agostino Valerio vescovo di

meteora disparve Gareggiava cogli Ordinati l'Accademia degli Umoristi, fondata da Paolo Mancini patrizio romano, che fu capitano delle guardie nel movimento fatto da Clemente Vili per occupare Ferrara. Toinato a Roma il Mancini e condotta in moglie Vittoria Capozzi 5 nelle allegrezze nuziali cominciarono alcuni amici di Paolo a rappresentare commedie ed a recitare poesie. Il plauso con cui venivano accolti tali componimenti f' dare agli autori il nome di Begli Umori, e quindi cpielio di Umoristi da essi assunto, subito che si unirono in coi-po accademico. La sala stessa, in cui tenca quel corpo le proprie adunanze, pareva invitare tutti a concorrervi. Intorno ad essa aggiravasi una vaga ringhiera dalla
splendore quasi

quale le principesse e le dame romane godevano star spettatrici. In felice stato mantennesi quell'Accade-

mia

sino al 1670, fretpientandola


INIarini,
il

il

jiocta

Pallavicino,

Cardinale Sforza Giambattista Guarini,

Vei'ona.

Altre Accademie lloinanepur furono piantate nel medesimo secolo

XVI,

quella cio degl' Intrepidi, in-

il i56o, quella degli Animosi, nel 1^76, e quella degli Illiiininati , a cui diede piinei|.io nel

stituita circa

ed Alessandro Tassoni. Dopo il iG^o venne a poco a poco siffatta unente languendo che si estinse del tutto; e tornarono a vuoto gli sforzi di Clemente XI, che, ficendo ])ar,

te di

quel corpo, nel


di

417

sludia-

vasi

rianimarla, noniinamlovi a

i5<:)8

la

marchesa

Al(l(ii)raiidiiii

I-

presidente
anzi
la

Alessandro

Alhani.
ilelle

Che
adu-

sabella Pallavicini, rinomata nei fasti

medesima

sala

delle lettere

e finalmente falciin

la
li(j

degli

Ordinali, raccolta da (iiufiorentino

nanze fii venduta nel 1738 al ciotto Cardinal di l'Ieury, e poi serv,

Strozzi

casa

di

com'

al picscule,

[>er

1'

Accademia

ACC
(li

ACC
I7')9
si
i

43

pittiua.

Sino

all'anno

membri,

ma
:

in profomlit di stien-

eia

conservata in (jucsta sala


del Tassoni, consistente in

l'ar-

za elettissimi

ma

una

mini soltanto
appartenervi.

che a tal maniera d'uodato era l' onore di

.sega,

masso.
so,

che incominciava a segare un Aveva a lato un piccolo vase


si No?f falta non manca V acqua), e

Un

Galileo,

un Fabio

con queste parole:

Colonna, un Francesco Stelluti ebbero seggio tra essi. Avca procacciato i)ioltre l'Accademia
dersi

EL

UMOR

di esten-

pi basso l'arma del Tassoni, edalla


parte
superiore, in

campo
ali

azzun-o,
,

un' a(juila

nera ad

spiegate
ritto

neir inferiore

un
le

tasso

sidle

con im ramo a Napoli , e lo si mise anche sotto la presidenza di G. B. Porta; il ramo per venne tostamente reciso, dando ombra al

zampe.

Governo quella
ti-a

istituzione considera.

Ninna
cader del

XVI

Accademie che al ed al principio del


istituite

ta quale

unione sospetta
in via

Le
a
della

tor-

nate
schera

de' Lincei tenevansi


,

Roma
ma-

XVII

secolo

furono

pote-

nel palazzo Cesi


d'

va uguagliarsi a quella dei Lincei


fondata nel
ta

oro

il

principe provvespese
fatto

i6o3

in sua casa dal

principe Federico Cesi di Acquaspar-

mia

deva a tutte le ed aveva


,

dell'Accadepiantai-c

un

coniando egli 1 8 anni di et, unitamente a Gio. Eckio olandese, e cosi denominata perch gli accademici presero a simbolo una lince aflne di spiegar 1' acutezza, con cui tendeano a svelare i misteri della natura,
e ad investigare nell'antica filosofa
di Aristotele.

giardino botanico per uso degli ac-

cademici,
teca.

to tU storia natiu-ale

come anche un gabineted una bil^ho-

Finch visse il benemerito fondal'Accademia de' Lncei prosper grandemente e produsse valenti
tore,
scrittori

Quest' Accademia
la

di storia naturale;

ma

do-

pu considerarsi
tutte le

primogenita di altre che avessero por isconaturali,

po

morte di lui (anno i63o) sarebbe anche mancato cpicUo splenla


,

po

le scienze

anteriore a

(pielle di

Parigi, di
,

Irobtu'go

di

e dell' istituto

Londra, di PieEerlino , del Cimento di Bologna. Si vede nel

principio della sua storia scritta dal

dore a Roma se il commendator Cassiano dal Pozzo non l'avesse raccolta nel suo palazzo, dove si sostenne fino al i65i, per la protezione del Cardinal Barberini, nipote d'Ur-

Bianchi,

una medaglia, da una paril

te rappresentante

busto del prind'

cipe

Cesi

e nel rovescio

ce posta
civica
tuLs.

nel
l'

mezzo
iscrizione

una linuna corona

bano Vili che n'era membro. Da queir epoca non prosper pi fino al 1740, quando il dottissimo Pontefice

Benedetto

XIV, Lamhertini,
di

la

Lynceis insliGli accademici portavano un ail

con

dandole il nome mia dei nuovi Lincei, e


ristor,

Accadevolle che

nello d'orOj

cui castone contene-

prendesse a subbietto
la

la

storia del-

va uno smeraldo, nel quale erano


incisi

natiu'a e la
se prosegui

fisica
all'

sperimentale.
di
la

una

lince,

il

nome

del fonda11

Ma

ombra

quel

tore e quello dell'Accademia.

j)rin-

mecenate, venne
te di lui,

meno dopo

morcaIl

cipc Cesi voleva dar anche agli ac-

finch sm'se a ristabilirla


il

cademici un vestimento particolare, ed erigere il loro istituto quasi in


ordine di cavalleria. Pochi n'erano

nel

7C)5

vivente

professore
Scarpellini.

valiere d.

Feliciano

Pontefice

Leone XII compreso

dalla

44
utilit di

Aee
quell'Accademia, latradusi
Unibro-Fuccioli, ove
assai pi felice
scito
il

ACC
ancora sarebbe riuPontificato di Alessandro
torbidi, che
le altre

se dal collegio

VII

stava, e le assegn

ima parte

del

per

le scienze, se avesse

avuto tempi
gli

palazzo senatoi'iale nel Campidoglio. Ivi dii-etta dal suddetto professore


Scarpellini,

meno
ro fra

non

permise-

cose di aprire in Ro-

che n'

il

presidente

ma

un' Accademia o collegio di uoi

perpetuo, i-accoglie ora in se perso-

mini
li

pi

illustri

d'

Eiuopa
di

nell'ec-

che coltivano le scienze naturali, ed ha pure un gabinetto di macchine fisiche, opere la


naggi
illustri

clesiastica erudizione,

mantenera
vantag.-

agiatamente,
co'

acci potessero imstudii

piegarsi

loro

maggior parte del detto professore. Sopra la torre vicina, gi eretta da Bonifazio IX, si anche ormai alzato

gio della Chiesa Cattolica,


col promoverli
gnit.

e di

ri-

compensarli poscia delle loro fatiche,

a ragguaidevoli

di-

un

osservatorio astronomico con-

dotto dal profossore Scarpellini me-

desimo, al quale

il

munifico proteg-

duca Alessandro Torlouia fece dono ultimamente di due pei'tettissimi Riflettorii. V. Scargitore degli studii
pellini,
rii,
Il

Passando sotto silenzio molte altre Accademie Romane fiorite contenq)oraneamente o poco dopo quella dei
Lincei, quali sono quelle dei Partenii,

dei iMalinconici, degl'Intricati, dogli

Mctaorit di alcuni Ri/ltUoSalviucci,


i83ti.

Uniformi, dei Delfici, dei Fanta.stici,


dei Negletti, degli Assetati, dogi Lir

Roma,

fascicolo

LV

del giornale

aril

fecoidi, con altie molte nel

Quadrio
era
il

cadico del luglio


prospetto
dell'
cei^
lieri

1823,

riporta

annoverate, scopo delle

cjuali

re^

delle

memorie aneddote

citare versi di pessimo gusto e di disor

raccolte

Accademia Romana dei Lnda Francesco Cancele stampale a parte in

nore piuttosto che

di

vantaggio

all' i-

taliana letteratiu'a, degna invece di

Roma

menzione T Arcadia fondata

in

Ro-

nel

1823 dal

Salviucci

coi catalo-

ma

alla

fine

del secolo

ghi de' Lincei, notizie delle loro Lettere,


le

quella che prese

come appunto a muover

X\ il,

unitamente

alla spiegazione del-

guerra

al

falso

letterario gusto per

cento quindici arcane cifre data dal


conte

l'illuvie stessa

delle italiane AccadeItalia.

chiarissimo e dottissimo

Do-

mie

diffuso in
jjoich

menico Moi'osini gi podest di Veneziaj che sovra ogni altro ebbe la


chiave per iscoprirne
Nello stesso
cial
il

significato.

diciamo qui dX Arcadia, torner bene rammentarne i principii. La figlia del gran Gusta-

secolo

XVII ad

o-

vo

Adolfo

11

re

di Svezia,

Maria
di ec-

Bore delle Accademie, meritano spe-

Cristina,

principessa
doli,
,

fiuita

menzione

Pontefici, Gregorio

cellenUssime
dici

che parlava unla

XV,
che

Liulovisi,

che con gran piaalle

lingue
la

massimamente
ti'ono,

cere assisteva
nel

occulto

tornate

greca,

latina,

l'ebraica e l'aco-

palazzo

Vaticano
il
;

ed

in

rabica, appena salita al

quello del Qniiinale

faceva fare da

nobbe
a

la

vanit della
gli

setta luterasi

uomini
dovisi
A'^ll,

scienziati

Cardinal

Luil

na, ed, abiurati

errori,

rec

suo

nipote

ed

Alessandro
attesta

Roma
di

nel

primo anno del Pondel Cristianesimo

C/i/g/j sai lese

come

tificato

Alessandro Vii, stabilencjq)itale

Minatori nel tomo Vili della Storia della Lclk't atura. Die" egli, che

do

nella

e nel palazzo Riario. oia Corsini, la

ACC
sii.T

ACC
grandi uomini

.^5

resuleiiza.

i)iii

beo con
lia,

tale

titolo

di\einie celebre

jiiubirono di essere amjnessi al servigio della

in tutte le colonie

Arcadi

dt;!!'

Ita-

Pallade di Svezia,

nome
si

che

la

regina

col suo sapere

ed anche in tutta l'Europa. Nel 1726 l'Arcadia pass dall'A-

procacciato. Tale unione di dotti a

ventino sul Gianicolo pel dono fattole

poco a
jnel

poco

die'

campo a formare

palazzo di quella regina un'Ac-

cademia, che ai 24 gennaio del iGjG itane la prima solenne adunanza,


^irefiggendosj sovra tutto di versare

una stanza dal re di Portogallo V. Primo a consecrare quel luogo fu Gio. Mario Ciesciinbeni medesimo con gran festa e gran codi

(Giovanni

pia di pi'ose e di ap[)lauditi poetici

intorno
lo

la filosofa

morale. In seguigli

congiungendo tra tiattenimenti anche

studiosi suoi

componimenti ( V. la Lettera intorno ai luoghi delle arcadiche adunanze,

la

poesia,

da

Roma

1753; Crescimbeni, g/o-

parecchi accademici coltivata, com-

cki olimpici in lode di Giovanni f^


re di Portogallo, ivi 1726;

pose il primo abbozzo della celebre Accademia d'Arcadia istituita dopo la morte di quella regina, accaduta nel

De Rossi

Vite degli ylrcadi

illustri).

Da

quel
l'

momento

l'Arcadia, alla quale

ausi

i68g.
I

tore della presente Compilazione

gi nel

690

quei medesimi che


tlella re-

erano

ascritti

all'Accademia

gina di Svezia, della quale era presi-

dente Gio. Mario Cresciuibeni, mace-

cominciarono ad unirsi in lina nuova Accademia, che si l'accolse primieramente nei giardini Farlatese,

nesiani,

indi all'Aventino

nel

giar-

dino Ginnasi, dai quali luoghi camdi Bosco pestri assunse il nome Parrasio, e di Arcadia, anche pel

onora di appartenere, col nome di Eliojilo Eleo, per la gentilezza del benemerito custode monsignor Laureani non venne mai meno, continuando anzi a dar sempre utili sempi agli studii d' Italia. Serbe mdosi ferma alla purit che costituisce il suo elemento, mut e muter bens l'Arcacha le forme secondo
,

il

variare dei tem|)i

ma

se nacc|ue

componimenti pastorali accademici, che non abbandonarono mai il eostiune d'im[)orsi nomi greci, conformi alle idee loro pastorali. La loro prima adunanza accademica si tenne il giorno 5 dell'ottobre 1690 sul monte Giagenere
dei
preferiti da' suoi

movendo guerra colo XVII, Scipr


genere
di

alle pazzie d^;! se-

garantirsi

da ogni
distrug-

corruzione, che

gesse le basi della finezza, della solidit e dell'ordine sulle

quali vuol

ognora innalzarsi
liana.

la letteratura itaprincipii,
il

Con
,

tali

Bosc/i
i-

Parrasio
cittadini
sitOj

monumento

insigne d'

nicolo nei
s.

girrdini

del convento di

taliana coltura, frequentatissimo

da

Pietro in IMontoxio.

Repubblica-

e forestieri per amenit di e simmetrica dis-

no divenne il governa della societ loro n avendo per capo che un


:

per variet
di

posizione
scolpitevi
,

piante,

per memorie

custode, Crescimbeni
uo, sotto
rio. Il
il

ne fu

il

pri-

nome

di Alfcsibtio

Ca-

quale bendnper un'olimpiade

a tanti arcadi illustri ; ma dove colpa le note vicende deJ tempo, non si poteano da oltre a
trent'
te
;

(per
in

un quadriennio) dovesse durare


pure d'olimpiade in morte \enne fino alla
custode.

anni tenere
le

tale dignit;

per

le ordinarie sedugenerose cure del massi-

olimpiade

mo

ictnpre confermato

AUcsi-

Pastore Gregorio XV I, lii soiltuosamente riedificato e lahbfilftyi

46
Il

AC e
dcsideratissimo aprimento ne
di
se-

ACC
stituzione Militanlis (an.
si

1711), che

gni con istraortlinaria

pompa e granogni

legge nel tono


gli statuti

X del

Bollario, ap-

de commovimento
di

ordine
an-

prov
data

dell'Accademia fonPietro Zanotti sotto


quali dal

persone,

il

giorno

4 settembre
colle

ivi

da

("rian

1834. IMonsignor Laureani


tiche formnle della

gli auspicii

dei Piiformalori dello stato


i

romana eloquen-

libero di quella citt,

nome

za, tra gli evviva de' circostanti ragguardevoli per dottrina, e nobilt e cariche, ne fece la solenne inprincipe

del Pontefice vollero che fosse chia-

mata Accademia Clementina. Indi, non volendo che per le arti si abbandonassero
dii,

augurazione: indi Agostino

il

pastore arcade
lesse

le scienze

ed
a'

sacri stu-

Ghigi

una

nell'anno

1715,

12

giugno,
ri-

sua prosa intorno la storia di esso Bosco, e i vantaggi recati alle buone lettere dall'Arcadia. A codesta
lettura tennero dietro
de' socii d' intorno
tificato
i

mediante
portata

la costituzione

Superni,

nel
le

tomo XI

del Bollario,
dell' istitu-

conferm
Bologna.

costituzioni

alcune poesie
fasti

to delle scienze nella stessa citt di

del

Pon-

questo
7

un

l'

Accade,

Gregorio XVI. Ora, ci conforta la speranza, che il Bosco respirando nuove aure di vita, porger ombra ospitale a chi cerca quel gusto che non muore giamdi

mia
1

dcgl' Inquieti
1 i
i

gi fondata
j

ai

1 dicembre

dal conte
INIarsigli,

LoI

dovico Ferdinando
rale dell'imperatore

gene-

Leopoldo
il il

poi della Santa Sede,


1

quale nel
detto

mai, e schiva
sco Parrasio,
zurri,

momentanei

splen-

2 avea pure arricchito


di

dori delle false letterature.


nicolo, rifallo sui disegni

F. Boalle falde del Giadell'

istituto
tici,

molti strumenti

matemafornita

d'ima

copiosa libreria

Azal-

di preziosi manoscritti in varie lin-

Roma,

pel Salviucci, 1839.

gue
fico

orientali,

non che

di

E
tra

ci basti dell' Arcadia,


ci f'

che
il

museo

di scelte statue di

un magnimaral
.

Accademia
il

rimirare

Som-

mo

Pontefice Clemente XI, Albani,

mo, oltre un mantenimento

capitale dei

bastante

professori

Per-

lU'binate,

quale co)ioscendo quanto


che negli anni
pii

sia giovevole,
si si

teneri

applichi la giovent alle belle arti,

ch venisse poi maggior lustro a queir istituto gi posto sotto gli auspicii di s. Tommaso d'Aquino, di
s.

diede a proteggere la pittura^


l'

la

scultura e

architettura, c;hc allora

de \

Carlo Borromeo, di s. Cattcrina igris detta di Bologna, volle il

andavano
que,
il

trascurate.

Fu

egli

adunnel

detto Clemente
turi precidenti

XI

che

tutti

fu-

quale nel
col

1701

inslitui

fossero notarli della

Campidoglio 1' Accademia

fondo di mille scudi

Santa ^oXg
sidenti

se chierici,

cavalieri

di queste arti, la quale

dello speron d'oro, se


,

laici.

Quei prein

tanto vantaggio ha recalo al pubblico quanti sono i meritati enconiii,

per

legge

dell'istituto,

uno
1

col

segretario

esser

debbono

che

continuamente

si

procaccia

perpetui, e venir eletti

dal senato.
storia naJii-

riscuote dalle altre nazioni.


IS a
strette le

professori sono di astronomia, di

Ptoma soltanto
provvide cure

furono
dell'

ri-

fisica

sperimentale
;

e di

XI

Cle-

turale

gli

accademici poi degl'

mente
yli

anche Bologna esperimento


dc-

quieli, imiti,

comesi

disse, ali istituto,


i."

lo zelo di lui pel coltivamento


utili sludii,

sono di quattro
dinarii in

classi:

gli
,

Orcio

([unndo egli rolla co-

numero

di

dodici

ACC
due per ciascuna delle sei materie, fisica, matematica, anatomia, spargirica, medicina e storia naturale Nuinevdni, die montano a venti2.
;
'

ACC
della
])il)Iioteca

47
eal-

acquistata dagli
Impeiiali.
il

redi del Cardinal

D'

lom

in poi,

non iscem mai

provelei,

sperancnto di essa. Cardinali,


scovi,

quattro, cio quattro per ciascuna delle

prelati usciti dal seno di

suddette

sei

materie;

3.'

dodici

Alunni.

Dopo

tali instituzioui di

Bo-

logna, stava molto a cuore di quel

Gerarchia ecclesiastica; nel 17^9 diede al Soe glio Pontificio Clemente Xlil

formarono

decoro

alla

Pontefice
piersi

ur' altra

cura da com-

nel
Il

1823

Leone XII.
Pontefice
l'

iu Roma, ed era 1 erezioue dell'Accademia dei nobili ecclesiastici.

regnante

Gregorio

XVI,

seguendo
.

eseu)pio de' suoi

Yai'ii ecclesiastici
ti

insieme raccol-

oltre aver onoralo di sua presenza f Accademia, ne propredecessoi'i

alla fine del secolo

XV II, nel

pa-

move

gl'individui alla
si

Romana

Pre-

monte Giordano, aveano data la prima idea di quest'Accademia. Aumentata poscia dal
lazzo Gabrieli a

latura, secondoch

distinguono per

ingegno e dottrina. All'Accademia dei nobili ecclesiastici

Cardinal Imperiali, pass al palazzo Gottofredi in piazza Venezia, detto

de/nia

va giunta natuj'almentel'^rrrzdi teologia deW Universit


la origine.

anche dei Pizzardoni, per cui da quei palazzo pri'sc anche il nome d'Accailemia dei Pizzardoni. Ma Clemente XI, che voleva ridurla a piti regolari
discipline,
il

Romana. Eccone
l(?

Rall'aeliorcii-

Cosimo

Gii'olann,
il

nobile

tiuo i-inunciando
la

canojiicato delsi

sua metropolitana,

trasfei

f'

acquistare

nel

Roma
jxM'iali

dove

il

C/irdiual

Renato

Ini-

J706
colla
la

palazzo Severoli sulla piazza

lo volle

aiutante

di studio,

della Mirierva,

ed

ivi la

tradusse, e

limamoratosi della novella sua patria,


istitu

spesa

di

sessantamila

scudi

egli

nel

169J,

esseuilcj

provvide d' una ricca biblioteca. Da quel momento i Papi ebbero sempre ])articolar cura di uu istituto,

Pontefice Innocenzo

XI Ij

nella pro-

dove

nobili

giovani

si

addottrinas-

sero nelle scienze ecclesiastiche, pri-

prelatma ed \eggansi le notizie storiche delle Accadecon una relazione mie d' Eiu'opa
di

ma

entrare

nella

aver cariche

governative,

cW Accademia nobile ecclesiastica di Roma, estesa da monpii

diffusa

che mosda una disputa periodica in maNel 1707 si un terie teologiche. alla riferita Accademia ecclesiastica, ed ivi prese miglior ordine, finch Clemente XI nel 1 7 1 8 l' approv formalmente con uu breve Apostolico, e le diede ferma stanza Il Sapienza nell' universit della Crirolami s benemerito nell' instipria casa un'Accademia,
se
.

signor Paolino JMastai Ferretti con


correzioni ed agisfiuntc,

luirla, lo fu di pi nel ])rovvederla di

Roma

Ad
ignoto

onta di
il

tutte queste

1792. cm-e
co-

diversi

statuti
,

e nel lasciarle dieci-

perch

siasi rattiepidito
il

tanto in quell'Accademia

fervore,

affinch coi fratti loro mila scudi si premiassero gli accademici pii valorosi. Agli statuti, che il Cartli-

da dover nel 1776


\I,

il

Pontefice Pio
assegnarle

B raschi,

di

Cesena,

nale Ferrari, domenicano, rivide, e lo stesso Clemente XI a[>prov colla bolla Inscrutabili

diecimila scudi acciocch rimettesse


la sconcertata

emanata

il

gior-

economia

e dotarla

no

23 aprile 17 18, aggiunse quel

48
Ponloficp clic
i

ACG
membri cWJcrarh''
si

ACC
poi'zione del progresso

che

in

essi

min

preferissero nei concorsi delle

avesse osservalo nelle scienze e nei

pan'oechie, die tre Cardinali ne fossero prolettori ed

buoni costumi: pruleste pur


cate in
stri

repli-

un prelato

il

se-

gretario, che avesse stanza per le sue

un concistoro a' giorni nodalla sacra memoria di Leone


esaltai-e
al

funzioni nella Sapienza di

Roma,

XII, neir

cardinalato

il
il

che i suoi lettori di teologia fossero i censori. Papa Benedetto XIII, Orsini, considerando, che alcuni di questi ac-

regnante

l\intefce.

Ed

aifinch

mezzo se ne agevolasse, nel mese di dicembre istitu quattro Accademie in Campidoglio, la prima che si occupasse
della

per la loro povert non potevano continuare negli uffizii, in virt della bolla In excelso, pubcademici
blicata ai

storia
:

romana

e di

l^gge nel

6 maggio 1726, come si tomo XII del Bollano,


Cardinali
protettori
,

ordin

a"

che

a venti sacerdoti
essa ascritti,
si

secolari poveri,

ad

profana antichit la seconda, in casa dei PP. dell'oratorio di s. Filippo Neri, per lo studio della sagra storia ed erudizione ecclesiastica la tcrza^ nel collegio di Pi'opaganda per quello de Conciliij la quarta,
:

dessero dalla
sei

Came-

di Liturgia nella casa dei pii operai alla


tefice,

ra apostolica per

anni cinquanta

Madonna
nel luned

dei monti.

Il

Ponte-

scudi all'anno coll'ulterior diritto di

di ogni settima-

promozione

alla

cura delle anime ed


nei collegi
di

na, se

non

fosse stato impedito,

R2\'\ uffizii ecclesiastici

Propaganda.

Il

Pontefice Clemente

XIV, Ganganclli, che mcntr'era Cardinale ne fu protettore, nel primo an-

no

del suo Pontificato (ai

21 aprile

1769), conferm a quest'Accademia


lutti
i

privilegi concessi dai suoi pre-

neva avanti a s nel palazzo Quirinale per turno ima di queste Accademie uio dei loro membri l'ccitava sempre qualche dissertazione intorno la rispettiva materia. Tal era il genio di Benedetto XIV fin dai suoi primi anni, quando in E^oma
:

decessori

Clemente XI e Benedetto
,

fece

fiorire

Congressi sulla storia


e

XIII. Stabil inoltre, che ogni anno

ecclesiastica,

quando

in

mezzo

uno degli accademici il quale per un intero triennio fx*equentati avesse


maggiormerile gli esercizii teologici, ed avi sse date prove maggiori del suo sarfW;^, venisse da' censori de\l'Acca^K-ftiia,

ancora
se
di

alle

occupazioni
e

pastorali,

zelante vescovo presiedeva alle Chie-

Ancona

vantaggio sarebbe
la

Bologna. Gran venuto alla rei

pubblica letteraria se
tefice recitati dai

discorsi

al-

con

voli

segreti,

pre-

presenza di quel dottissimo Pon-

scelto, e

.sagro palazzo, e quindi

proposto al p. Maestro del ottener po-

primi soggetti che


del
Cristia-

ornavano
nesimo,
zo
si

la

capitale

tesse la laurea dal collegio teologico.

fossero pubblicati col

mez-

Appena il Sommo Pontefice Benedetto XIV, Lambcrlini, nel 174


fu assunto al trono Pontifcio,, eruditissimo letterato com'era, con
di
la

stampa. 11 Novaes particolarmente compiange questa mancanza, tanto pili in quanto che adella

mo-

assai

patetici

esort

prelati del-

sua

corte ad

una

seria applica-

vea co' proprii occhi veduti i punti di scelta erudizione, che nelle memorie periodiche si erano sviluppati.

zione allo studio, protestando di non

Devcsi perci buon grado


Colti,
il

al
ci

sig.

fjronnioverne

ali:uiio,

se ikju a

pro-

Bartolommcfi

q(.ile

die'

ACC
postumi del chiarissimo suo zio Gaetano Cenni col Disseriazioni sopra i'arii titolo
ventickie discorsi
:

ACC
mano
,

49
che il primo Ottaviano AuUltore
,

gi

delubro

imperatore romano
gusto dedic
lio

a Mai'te

pei

punti interessanti
siastica
,

la
,

storia

eccle_,

vendicare la morte di suo zio Gal-

pontifcia

canonica

ro-

mana, in Pistoia, tipografia Bracali, J778 e 1799. Veniamo alla insigne e Pontificia
y4ecaileniia di
s.

Cesare e che sino dai primi tempi del cristianesimo si cangia,

to

ili

chiesa parrocchiale.
s.

La

chie-

sa di

Martina prese

il

titolo alpittori,

Luca,

la

quale

lui

lora del santo

avvocato dei

molto antico
pio. Si

il

suo onorevole princi-

e la vera parrocchiale fu divisa


s.

ha

raccoglie

da antiche memorie
luii-

JXicol in

Carcere e
Alberti,

s.

Lorenzolo.

come
si

ai

tempi di Sisto IV, an. i47"^5


che dal Pontefice
in

f.

Romano

Trattato della

dessero nuovi statuti a qucU'

nobilt della pittura, ecc.; Origine e

versit delle arti,

progresso dell' Accademia di Dise-

Gregorio
{an.

XI
p.

sedente

Avignone
Pvoni.
,

gno

1.371),

con bolla riportata nel


II

tomo IH,
vea avuta

del Boll.

a-

ec. in Roma, Pavia i6o4 ; Ordini e statuti dell' Accademia di Disegno, de' pittori , ec. in Ro,

una

piccola
s.

chiesa sul-

ma
s.

sotto

il

titolo

patrocinio

di

Maria Maggiore. Venne quindi assoggettata con tali nuovi statuti quell'universit ad
l'Esquilino, appresso

Luca, Palestrina 1716; Trattaio dell Accademia di s. Luca Roma 1754; Piazza, Trattalo delle
,

alcuni consoli

fu posta sotto la

protezione
in
to!
l'

del

senato romano.

Ma
pitalarti

Accaac/nie Romane j Romana privi. Adgregationis pr Academia s. Lucci',

que' primi
i

e scultori

tempi oltre ai avevano accesso


,

ecc.,

Roma

1753.
di di
s. s.

Stabilita cos la confraternita dei


pittori

Accademia
nobili.

stessa

anche

le

nella
il

chiesa

meno

Laonde venne in animo al celebre Girolamo Muziano di fondare sotto gli auspicii di Papa
Gregorio XIII un'Accademia, a cui
fossero ascritti soltanto
fessori
i

sotto

patrocinio
essa

Martina Luca, accase

quist

in

seguito

varie

contigue alla chiesa medesima, ed ai


i/\

novembre 1598, sedendo


s.
,

sulla

migliori pro-

cattedra di

Pietro Clemente Vili,

delle arti liberali. E di buona voglia quel Pontefice accoglieva il felii^e pensiero del Muziano: anzi con

ordinazione del 1577 istituiva l'Accademia. Ma per morte sopravve-

nuta
fice

e del Muziano non ebbe effetto

e
l'

del Ponte-

Aldobrandini fiorentino, si api la nuova Accademia del disegno, e ne venne creato a primo principe cio presidente, il cavalier Federico Zuccari scultore, pittore ed architetto, che tanto s'era adoperato per la sua
,

Accademia

novella istituzione.

che nel i588, sotto Sisto V, per opera e per consiglio del pittore Federico Zuccari. Volendo Sisto V ampliare il sito della sua villa Montalto ( fedi ), fe'getstessa

L'Accademia
tiene

di

s.

Luca
dal

si

mancolle

ancora

essenzialmente
detto
siensi
,

stesse leggi

stabilite
,

fonin-

datore Zuccari
delle

sebbene

trodotte alcune modificazioni

opera

tare a terra la chiesa

di

san

suir Esquilino gi addetta alla

Luca comla

pagnia

dei
s.
I.

pittori

ci

sostitu

mutate circostanze. Promuove arti onora il merito di coloro che si distinguono coli' amquindi le
,

chiesa di

Martina nel Foro Ro-

metterli al proprio corpo, e veglia

VOL.

7o
alla

AC('
conservazione dei piihhiiri

A
mobelle arti

ce
aprile

dello stato pontificio, con


c)

numcnti. Essa sotto ia immediata protezione del Card. Camerlengo, e

chirografi dei

i8o4, trasalla

port

l'Accademia
di

.stessa

fab-

un presidente e di accademici (Ilmciito cdi onore. I prisi

compone

di

brica delle Convertite al Corso, gi

convento
l)ruciasse,

mi sono

dodici per ciascliediina delle


piltiua, scultura

monache prima che si ed indi riedificato da montm


terzo di esso fu

tre classi di

ed ar-

signor Verospi;

chitettura, e venti possono essere esteri.

usato a tale oggetto.

Vi sono poi dodici


i

altri

accademici

di merito, tra

pittori di

paesaggio

e fra

gl'incisori

ed intagliatori in
il

pietre dure.

Indefinito

numero membri

Quel Pontefice protesse quest' Accademia per modo che sino dal 1802 con chirografo del primo ottobre aveale destinata l'annua som-

dei secondi, cio di quelli di onore.

ma

di diecimila scudi

per l'acqui-

Un

consiglio di ventiquattro
gli alfari dell

sto di

monumenli

artistici.

regola

Accademia uni-

tamente al presidente ch' annuale, ed al segretario ch' perpetuo, e che


scegliesi tra
st
i

principali letterati.
dirige

Quescuo-

Accademia

anche

la

dell'Accademia, che Il principe Pio VI, nel I79'>, avea dichiarato Conte Palatino, per quel tempo che esercitava l'uficio, da Pio VII, nel 18065 fu insignito del grado di cavaliere, istituendo per
tutti
i

la di pillura e di scidtura, denomi-

predi

nata del nudo


to

eretta

da Benedetnel

sidenti di essa un'apposita croce

XIV, Lamherlini,
poveri,
in

1754

pei

decorazione, che descrivesi


colo

all' arti-

giovani

un'ampia camela co-

Cavamerf,

Ordine de" Presidi


s.

ra nel Campidoglio, e da lui dota-

denti dell'

A evade mia
di

Luca.
soltanil

annui ( T^. stituzione Inter citrn.<!, data


ta di ti'ccento scudi

Poscia l'Accademia
to
col

chiam

ai

17
del

nome

Presidente

suo

marzo 17
titio

i4, presso

il

tomo IV

Bollario dello stesso Pontefice: Consti-

qua ad exerceiidos erudiendos-

que picturae, atque scuipturae Tyrones, G yninasum puhiicum , seu Acadeinia exigilur Rom.-e 1754),

primo rappresentante. Le Accademie di s. Luca e del nudo, trasferite nell' ampio colGermanico presso la chiesa legio di s. Apollinare, non ebbero ferma stanza, finch non fi nono stabilmente locate nell'edifizio della

]V

ci solo

fece quel Pontefice,

che

colloc inoltre nella

scuola medesi-

ma

del

nudo una
da
lui

bella galleria di

pitturi;

a caro prezzo acquistate. Seguit questa scuola a tenersi ogni giorno in Campidoglio
in

Sapienza, da Leone XII, il quale assoggettando le Accademie letterarie alla Congregazione degli studii colla bolla (Jiiod di\'ina

Sapientia, eccettu
s.

quelle di

Archeologia e di
del

Luca,
la

una

stanza,

sotto la galleria
la

dei

lasciandole, com'erano, sotto

pro-

quadri; ma, riconosciuta

situazione
nell' in-

tezione

Cardinal

camerlengo.

troppo incomoda
verno,
del
il

massime

Clemente

XI,

Sommo

Pontefice Pio VII,

eletto nell'anno

Albani, d'Urbino, 1702, avea sommal'

Chiaramonti, secondando il progetto principe d-!!' Accademia, cava-

mente beneficato

Accademia

di

s.

lier

Andrea

Vici, e del

possagiiesc

Luca, e ad istanza di Carlo Maratta ci stallili ancora un fondo di mille


scudi.

scultore cavaliere Antonio


ispettore generale
ilelle

Canova,
e

anlieliili

Ma

pr

degli

artisti

avvenne

, ,

A ce
ancora, che
di

ACC
nel Poulificato

5i
col-

morendo

nalzasse

il

sovrano suo stemma

Benedetto

XIV

l'

a rolli tetto Carlo

la iscrizione Insigne, e Pontifcia

Balestra, con testamento, lasci tutta


la

sua eredit a/ine


fruttiferi
,

clic,

ridotta in

cademia Romana di s. n alla galleria accademica, per vanti,

AcLuca. Do-

capitali
il

detratto ne fosse

taggio dell' istruzione delle belle ar-

valsente
di
s.

del

suo

deposito

nella

Luca, e tutto il resto venisse impiegato in tante medaglie d' oro, da distribuirsi in Campidochiesa
glio ai

tuna

cio la ForGuido Reni e la inanit di (jiiercino. Conferm da ultimo con socelebri quadri
,
:

due

di

giovani pi meritevoli nelle

lenne atto il privilegio accademico, gi conceduto dalla santa memoria di Pio

belle arti.

Anche

il

Canova

contri-

VI

sulla privativa delle perizie giudi

bu all'emulazione di questi accademici, assegnandovi la dote di quattrocento annui scudi, onde premiar-

diziarie in fatto

belle arti colla

po-

nendolo

in

armonia

vigente

legislazione.

ne

gli artisti. Il

prclodato Leone

XH

\J artistica congregazione dei Virtuosi

alle tre cattedre di pittura,

scultule al-

al Pantlicon,

cos

chiamala

ra ed architettura, aggiunse
tre
sette di
,

geometria, prospettiva,
,

perch composta solamente di persone esercenti arti liberali, come so-

ottica

anatomia

storia, mitologia

no
tetti

pittori,

gli scultori
il

e gli archi-

costume.
Il

altri,

cui scopo sia quello


lielle,

l'egnante

Pontefice

Gregorio

(h

animare

le arti

fu

imma-

XVI,

intentissimo sempre a
,

promuolasciato

ginala dal celebre dipintore Raffaele

vere le belle arti


te

non ha

Sanzio da Urbino, ed eretta nel

occasione di mostrare benignamen-

1543
mici,
i

da

varii

suol scolari
il

anche

alla Pontifcia

Accademia
I'

quali scelsero a capo


segreto

ed apiom-

Romana
pristin

di

san Luca

alta

sua
ri-

batore delle bolle apostoUehe, familiare


alla

protezione e benevolenza.

Egli

scudiere

assistente

con autorit sovrana, i concorsi dementino e Balestra, denominati Capitolini, i fjuali da varii anni erano rimasti sospesi con singolare rincrescimento dell' Accademia. Volle poi che si completasse il numero dei profes,

dapprima

mensa del Pontefice Paolo HI, Farnese, don Desiderio di Adiutorio


canonico della collegiata di
ria
s.

Ma-

ad Martyres
quella

detta del Pantheon.


di

sori cattedratici
l'

che mancavano

al-

istruzione delle belle arti

nell'Ac-

s. Maria ad adunque tale congl-egazione sotto il titolo di san Giuseppe di Terra Santa, da una cappella da essi edificata dove

In

chiesa

Martyres

ricoverossi

cademia, e che si dessero coadiutori esercenti con futura successione a


quei professori, che o per l'et, o per le abituali malattie meritava-

sepolto Ptaflaello d' Urbino. Chi fosascritto a quella congregazione dovea cantar tutte le feste l' uffizio se

della B. V., visitar

fratelli

infermi,

no un onorato
decoi'osamente
distinguesse
ri
il

riposo.

Concedette
civile

e
al

quando morissero accompagnarli


sepolcro,
,

un

abito
dei

che

dispensar

limosine ai

corpo

professo-

poveri

dotar fanciulle con venticin-

accademici di merito. con particolare rescritto,

Permise che sulla porta della residenza accademica a s. Luca presso il Foro Romano s' iu-

que scudi e col vestimento, ch'esser dovea di panno bianco, e celebrar eae-f
quie e anniversarii a pr dei fratelli defunti. Tra i primi suoi fondatori

Si
ricordansi
i

A ce
nomi pi ragguardevoli
:

ACC
so,

diedero

essi

principio alle ricerdel

nella storia delle arti


tori

p.

e.

pit-

che sotto
lengato
tazioni
,

la

direzione

Camerdepudella
di
,

Domenico Beccaflimi, Giacomo

alla

presenza

delle

Girolamo da SermoneTodi e Pierino del ta, Lucio da Vaga, gli scultori Gio. Mangone e e gli arRaflaello da Monte Lupo
del Conte,
,

della

Confiaternita

commissione generale consultiva


antichit e belle arti
,

dell'

accaded' ar-

mia
le

di

s.

Luca e
Il

di quella

chitetti

Giacomo Melegliino

favo-

cheologia.

giorno

24 settembre

da Paolo MI, Antonio s. GalMario Labacco, Bartolino e Baronino. Sino dalla prima istituzione
rito
lo,

ossa del celebre dipintore furono

rinvenute intere e conservatissime nel luogo stesso ove Raiello volle esser
sepolto. Esposte al publ)lico per
ot-

della
s.

congregazione
esposizione
del

nella

festa

di

Giuseppe facevano quei Virtuosi


delle

to giorni, furono poscia rinchiuse in


di marmo donata dal prelodato Pontefice, in cambio della qualegno che le acsi perita cassa di

annua
nel

opere loro
(

urna

poi'tico

Pantheon

V.

Roma incominciando dal 1716). Alla classe poi de' Virtuosi d' onore appartengono i gloriosi nomi de' Pontefici Paolo III , Pio IV, Paolo V, Gregorio XV, ed Alessandro Vili ; de' Cardinali Ferdinando Medici , poi gran duca di Toscana, Enrico Gaetani , Scipione Gonzaga, A Scanio Colonna, Cinzio Aldobrandini , e di molti vescovi,
Diarii di
prelati e personaggi d' altissima
ri-

Maggiori onori gli parano ancora da que' dotti


coglieva.

si

pre-

eh' eb-

bero in ciu'a il loro discoprimento. N l'amore delle arti, che accende la Confraternita del Pantheon, si ri-

mase a l'ichiamare
alle

l'

ammirazione
:

spoglie

di

Raflaello

che

il

reggente

perpetuo cavalier Giusep-

nomanza. V. Piazza, Opere Pie di Roma, p. 5 17, Roma 1679.

pe Fabris scultore, ed il segretario perpetuo cavalier Gaspare Scivi architetto, con altri professori accademici, vollero ristabilire gli antichi

La corporazione
la

dei

/ irtuosi del

sistemi della

congregazione, e
i

Pantheon strettamente collcgata con


religione
cattolica,

mettere
i

in vigore

bimestrali,

ed

perch sogvarie
,

biennali concorsi di pittura, scul-

getta

a
la

quelle fasi a cui fu sotto-

tura ed architettura su' soggetti sagri,

posta
sioni

Chiesa

nelle

inva-

da

eseguirsi da

artisti

cattolici

dei suoi

dominii

dovette aso-

di tutte le nazioni.
il

Di che avutone

stenersi talvolta dalle

mentovate
i

lenni esposizioni, e star contenta di

mantenere in fessori, che in


a

fiore soltanto

pro-

permesso dal lodato Pontefice Gregorio XVI rinnovarono gli statuti ed aprirono i concorsi, ai quagli

epoche nel suo catalogo segnava. Ilenduta per


tutte
le

li

artisti

sputano
merito
si

la

in gran copia si dipalma. Ai Virtuosi di

Roma

la

traiKjuillit,

nel Ponti-

concedette altres dalla so-

ficato del

regnante
,

gorio

Wl

Pontefice Giearti

nn;cenate delle

e
si

padre amorevole
glie del

de' suoi sudditi,

vollero ricercare nel

i833 le spoSanzio ed onorarne la tomtutti

ba che da
tenutone

era trascurala. Otil

vrana clemenza un aliito di distinzione, che prima non avevano, composto di calzoni neri, stivali a mezza gamba, sottovesti to turchino bleucow ricami d'oro, spada co i elsa dorata, cravatta bianca, cappello appuntato,

que'

Virtuosi

peiines-

adorno

di

piuma

nera,

il

tutto

ACG
come
nesso
zione.

ACG
coni^rci^asto11

il

riportato dal Figurino anallo

poi de' Virtuosi d'onorx' illiniitaU).

Statuto della

compilatore di
classe

([ucst'

opera nel-

Feu

CoinpcmUo di

la siuldetta

annoverato.

na

riflessioni

per la invenzione
i

del sepolcro di Raffaello Sanzio, Ro-

professori
1'

Oltre all'istituzione dei concorsi, Virtuosi di merito si


obbligo di non trattare mai

ma
lo
,

i833; Biondi, Canzone sul i833;


Odcscalclii
delle
,

ri-

danno

trovamento del corpo


ritrovamento
di Raffaello,
le

di RaffnelStoria
del

argomenti scandalosi nell' arte ohe professano, di coadiuvare i vecchi


artisti

spoglie

mortali
le
il

caduti in miseria, di far pro-

Roma

i833; Giornasi

getti

acconci per abbellire e procac-

Tiberino, nel quale

leggono

ciare
I

rinomanza a Roma.
l'appreseiitanti odierni

circostanze, che

accompagnarono

sono lo
Fabris

ritrovamento.

scultore

cavalier

Criuseppe
il

Ai suddetti concorsi bimestrali

reggente perpetuo,
lier Fili]>po

pittore cava-

premio una medaglia d'argento del


peso di oncie cinque, avente al diritto il ritratto di Raffaello , pi

Agricola reggente trien-

nale, e l'architetto cav.

Gaspare Servi
foglio artistico

segretario perpetuo

direttore e le-

due copie dell'opera premiata, quando sia prodotta alla luce. A pici biennali, detti anche Gregoriani, ixX nome dell augusto Gerarca sotto cui nacque una tale istituzione, concessa una medaglia d oro del valore
di

dattore insieme
insigne

del

Tiberino. Veggasi lo Statuto


artistica

della

congregazione dei
i(S3()j

Virtuosi al PantJieon, anno


la

quale oltre
il

le

artistiche insegne,

Visa

venticinque

il

zecchini,

al

cui

diritto

busto di

Papa Grego-

motto Florent i\ domo DoV. Chiesa di s. Maria al Martyres.


mini.

rio

XVI;
Si

pi due copie dell'opera

L'Accademia
lica,

di Religif me Cattoprinci[alni(!iile

premiata, allorch venisse alla luce.

per

le

cure

di

aduna la congregazione nel Pantheon nella cappella della detta chiesa di s. Maria ad Martyres, una
v(jlta

per ogni
artisti

mese, e quivi pure


addetti
alla

la galleria ove veggonsi le opere


<legli

monsignor Fortunato Zamboni, fu fondata in Roma nel 1801 da una societ d' uomini chiari per ingegno e per dottrina, al fine di pro^ muovere lo studio della Religione
Cattolica, e di

professoi'i
i

combattere colle arscienze gli

congregazione,
biblioteca

loro ritiatti ed

una

mi

delle

lettere e delle
i

artistico-letteraria.

Gom-

errori

ed

fatali

progressi di

una
nuodalle

pongono

la

congregazione (Virtuosi
Virtuoresidenti e corrispon-

sedicente filosofa, promulgata dalla


libert
vi

residenti, corrispondenti , e
si d' onore.
I

della stampa,
presi

merc

sofismi

dalla fisica,

denti sono professori artisti, o pitto-

scoperte dei viaggiatori, e dalla storia.


Il

o scultori, o architetti; quei di onore sono o mecenati delle arti, o


ri,

Pontefice Pio VII d'immor-

dotti nella repui)blica letteraria, tutti


figh della religione cattolica. Il

memoria l' approv nell' anno stesso, con un breve apostolici, astale

nume-

ro dei residenti di quarantacinque,


cio quindici pittori, altrettanti scultori

non meno

d'architetti.
il

onorifico, diretto a monsignor Coppola arcivescovo di Mira, primo presidente della medesima, e nel
sai

sanzionarne
poter tenere

gli statuti le

concesse di

corrispondenti sono trenta ;

numero

le

annuali

radunanze

54
nell'aula

A ce
della Sapienza.

ACC
Essa ha

mento su
iTo
:

sempre lodevolmente corrisposto al suo nobile scopo d illuminare gl'iugannati e di smascherare


natori con una serie
g'

ingan-

materia in ogni anvenne da essi scrupolosamente osservata. I soU dotti possono essere ascritti tra i sotal

cosa che Ihiora

non

interrotta

cii

di dotte e convincenti dissertazioni,

di quest'accademia, che tiene le sue adunanze ad ogni quindici giorni,

molte delle quali vennero divulgate colle stampe, e fanno desiderare la


pul:bhcazione
delle
i

dalle ore ventidue alle ore ven-

tiquattro, e sei volte all'anno


l'

dal-

rimanenti.

Si

ora

ima

di

notte,

alle

tre.

La

accolgono in essa

migliori ingegni

Santit di Nostro Signore

Papa Gre-

per dottrina nelle scienze sacre, naturali e nelle lettere.

gorio
di

XVI

tale

si degn onorare l'albo Accademia coli illustre e

Uno
antichi

Ellenici e
i

scisma letterario sopra gli alcune insolenze

glorioso

suo
il

nome
si

Il

Diario
il

di

Roma, ed

foglio artistico

li-

letterarie contro

Romani, spacciate
,

berino, che pure

stampa in Roatti

dal maceratese Boccanera

accade-

ma

riportano

gli
.

dell'

Acca-

mico, abbattute poscia trionfalmente con una prosa dall' altro accademico Giacomo Ferretti, fecero sor-

demia Tiberina. T
Poeti.

Agricoltura e

gere nell'anno 1 8 1 2 un' altra Accademia, la Tiherina. Fondatori ne


l'ab. d. Gaetano Celli, l'avvoDomenico Chiodi, lab. d. Antonio Coppi, il lodato Giacomo Ferretti,

furono

L' Accademia Latina nell' anno i8i4fii istituita in Roma dalla unione di molti letterati, fra' quali sono a ricordarsi a cagione d' onore
il

cato

reverendiss.

d.

Piccadori dei
,

chierici regolari

minori

T avvocato

Leopoldo Fidanza, Vincenzo Libert, Teresa Martini, Pietro Mazzocchi, Enrico Nalli, l' avvocato Luigi Pieromaldi, Giuseppe Piroli, Gaspare
Randanini,
vorelli,
il

Cruadagni,
liciano

il

professore cavalier F-

Scalpellini,

mons.
uditore

Emmadi

nuele Muzzarelli,

Rota,
e

mons.
delle

Domenico Testa
Lettere
latine

segretario
,

conte Alessandro Sa-

pontificie

Luigi Schenardi, dott. Pie-

poi di quelle dei Brevi ai principi,


il

tro Sterbini, Vinceizo Ubaldi, Giu-

seppe \

nanze
vicina

prime aduebbero luogo in una casa


illetti.

Le

loro

dottor Federico Petrilli, ed il barone Camillo Trasmondo. Lo sco-

po

di

questi

accademici
il

fu quello

alla

venerabile chiesa

di

s.

di serbare intatto

bello della lin-

Maria
tuzione

in Via.
fli

Lo scopo
la

della

isti-

gua antica

del

Lazio,

di

pro-

esercitare
in verso

giovent

nello scrivere

e in prosa.
sino

muoverne r amore. Tre presidenti in fino ad ora ella si ebbe pri;

Dalla sua
gid

fondazione

ad og-

mo
ni,

fu

il

detto cavaliere Scarpelli-

mantennesi in fiore costantemente, non essendosene interrotte le tornate se non per le vicende politiche'del
gli

i83i.

Noi

riunirsi,

accademici
alla

Tiberini

aggiunselettera-

ro
ria

prima
gli

istituzione

anche

agrarii

studii,
il

si

fecero legge di convenienza


tare e .sviluppare

trat-

un gualche argo-

monsignor Muzzarelli prelodato, Guadagni. Molti furono e sono presentemente membri ascritti a tale interessantissima Accademia. Per primo devcsi ricordare il regnante Pontefice Gregorio XVF amatore e protettore d' ogni utile istituzione ; quindi molti Cardinail custode generale dell' Arcadia li ,
e l'avvocato
i

ACC
inon.'?.

ACC
il

55
che
insieme
al

r.aln-ich;
p.

Lnuirani,
I>allisl;i

reve-

vina,

ebbero
della

leggi

rendissimo
preposi to
golari

Oio.

Rosani,

racconto

divisione

letteraria

generale
scuole

dei Cliieriei repio,

avvenuta
nel

tra gli

Arcadi e terminala

(l(;lle

ed

il il

poeta
eava-

17 i4) sono riportate da Fran9,35.

(iiacoiiio Ferretti,
iier

noneli

cesco Cancellieri nel suo Mercato a pag. I9.S,


i-?.r),

Oaspare Servi.

Vegga usi

inoltre

IJannovi a

Roma
s.

altre Aecadcjinie,
Ihiiont' drilli

f^c'^cs et [nstitutioncs
riitv

/cadcma; Qui-

come sono

qm-lle

tlcll'

ecclesiastici di

Paolo, fonrlata nel

Roma?, 171 r. L'insegna de\, V/tccadcmia Qnirina era il motto

1790, approvata da Pio VF, a' 17 maggio '797, e regolata da Pio VII col hreve Ex quo de 3o agosto 1822;
della Filarmoiica, istituita anni addietro, per
sercizio

QuiRiNORUM

Roma Remo

ed

CoETUs , la lupa di due gemelli Romolo e


citt.

fondatori della

formare

allievi abili all'e-

dei

due generi
;

di

musica

vocale ed isirumentale

della Filo-

L'abbate RidoHl, nel i73'?,, nel palazzo Riario alla Lungara radiui l'Accademia de Nevosi gi delta de^' Imperfetti, poscia de^^' Infecondi
V.
pag.

dram ina tica Romana,


cente, e piuttosto

isti

tu/ione redi

Gazzetta

Letteraria,
la

scuola

recitae.

900; De

tomo HI, Lande, Voya^e de


,

zione italiana;
fessori
la

de
di

JlJacstri

Prosotto

V Italie
VhZTi,

Pomerada

di musica
di

di
s.

Roma,

runileges, notte

r/v'z/rrt',

/id iiifcecundoRoma>, i73.'>;

invocazione

Cecilia.

La

Opere

pie, tratt. Xll;

Pompe

prima

queste Accademie

ha un
la ((uar-

Cardinale per protettore, e


ta oltre all' essere sotto

la protezio-

ne di un Cardinale, lia un prelato per primicerio con quattro guardiani


pei

funebri celebrate dagli /tccadena'ei Infecondi per Klena Lucrezia Cornnra Piscopia Accademica , della V Inalterabile, Padova, Cd>G.
1

Finalmente faremo aleinia mcir/Ione delle seguenti Accadetnie


zioni
di

pogli

organisti,

pei

cantanti,

na-

maestri,

pcgl' istromentisti.

estere, esistenti in

Roma.

Sul declinare
nell'arciginnasio

del

secolo

XVIII
di

romano

eravi l'Ac-

re Luigi

Accademia di Francia. Devesi al XIV // Grande l'erezione


questo stabilimento pe' nazionali che attendono allo studio ,
Egli
la

cademia de" Quirini versante sulla storia delle donne illustri romane,
e della

fiancesi

quale
59/j.

parla

il

Diario R^ofra
si

delle Relle Arti.


i6():')

fond nel

mano
ti

N.

dell'anno 1780. Staninsorte


di
essi

sotto

il

Poiitilicato di Alessan-

alcvnie dilFerenze

gli

dro VII, e

fu, nel i7'?.5, collocata nel

Ai'cadi,

ima parte

divise

si

pose, nel 1719., sotto


Odescalclii

la

prote-

palazzo detto ancora dell'Accademia di Francia al corso, rimpetto al palazzo Doria


,

zione del duca


villa

in

mia

che

il

re Luigi

XV

ac-

fuori della

porta

del

popolo.

quist dal duca di JNivers.


vasi

Compone-

Dopo
la
spicii

la morte del duca pass quelnuova Arcadia sotto gli au-

a quell'epoca d' un direttore, e palazzo permu-

di dodici pensionati. Ne'primordii del

del Cardinale Corsini (che divenne Papa col nome di Clemente XII), ed ai 4 gennaro 7 4, fu aperta nel suo palazzo a piazza Navona. Raccolti membri

corrente secolo fu

il

poi

tato colla corte di Toscana, per quello detto di Villa M(dici al monte lancio.
si

Attualmente
sei

il

Direttore cambiaessi

ogni

anni
i

e ventiipiattro fran-

sotto la direzione di

Vincenzo Gra-

cesi

sono

pensionati, potendo

, ,

rjG

AC e
la pittura,
la

ACC
scultura,

apprendere
la musica.

co

le

quali
la

l'architettura,

T incisione, ed anco

dulare
lezioni
le
.

voce
,

11 Direttore accademico di merito, e consigliere deli Accademia di s. Luca, ed in sua man-

terpunzione
del
Si

nel monorma della inquando cantavansi le

consistevano

vangelo
i.

delle

pisto-

contano di queste

formule
allor

canza
la di

l'Accademia di Francia deve


s.

fino

a sette:

ininiutahile ,

essere diretta dal Presidente di quel-

Luca

a tenore della connel

1676 fra le due Accademie. Ogni anno nel mese


venzione
stabilita

di aprile evvi

l'

esposizione pubblica
de' pensionati,
i

de' lavori

artistici

una parola non avea nel tuono alcini cangiamento 2. media, quando si cantava d" una terza pi basso; 3. grave, quando il canto era di una terza pi grave 4- (teida, e si usava cantando
la finale d'
;

che

quali

in

no

nel

un al Direttore risiedomedesimo palazzo dell'AccaCarlo


III,

alcune sillabe

d' innanzi

1'

ultima di

demia.
yjccadcinia di Napoli.
il

era

quale dall'anno 1785 fino al 1759 concep la sovrano di Napoli


,

una terza pi grave, e l'ultima del medesimo tuono di prima 5. moderala, quando le sillabe avanti la ultima si cantavano d' una seconda
;

pi acute, e
cedente
alle
;

1'

ultima del tuono pre-

utilissima

idea di fondare nella ca-

6.

interrogaK'a,

quando

pitale

del

mondo
Si

cattolico

questa

ricetto a sono convenevolmente mantenuti pel corso di parecchi anni. A diriger questi alunni

Accademia.

d quivi
vi

.sei

i^iovani,

che

ultime sillabe di una interrogazione si dava una seconda pi acuta ; 7. simile, e succedeva inflet-

tendo a gradi

le

ultime sillabe verla

so la quarta, con

quale

dovea

nelle

loro

studiose

applicazioni

ar-

terminare la sillaba

finale.

V. Can-

d'ordinario stabilito
tista

vm qualche

to ECCLESIASTICO.

di

lore.

non comune ingegno e vaDue de sei giovani debbono


due a quello
di

ACCESSO. Modo
del Papa.
allora

di

votare dei

Cardinali in Conclave nella elezione

essere applicati allo studio della pit-

Questo ha luogo soltanto


nello Scrutinio
elezione,
f^.

tura
e

della

scultina

quando
la

non

gli

altri all' architettura.

Alla prii

conchiusa

Elezione
acquiottenere
si

mavera
loro

ogni

anno espongono

DEI Pontefici.

lavori nel

regio palazzo Farsta

ACCESSO.
un
chierico

Diritto,
di

che

nese, quantunque l'Accademia risie-

poter

da

in quello della

Allo
dette

stesso

scopo
di
le

Farnesina. delle soprad-

un

beneficio futuro.

Questo

ac-

corda talvolta dal


t

Sommo

Pontefice

Accademie,
pensionati

vi

hanno
,

in

Ro-

a coloro cui manchi qualche qualipersonale momentanea,


il

ma
gli

diverse
arti

nazioni
porto-

come

sa-

per apprendere
austriaci
i
, i

come sono
i

rebbe, ad esempio,
tale

difetto di et.

In

piemontesi,
, i

circostanza

il

Papa commette

ghesi,

piussiani
i

russi, gli spa-

ad ima terza persona, chiamata Custodi nos, l'incarico di amministrare


il

gnuoli ed
sorvegliati
i

toscani, alcimi dei quali

da un Direttore, hanno
ri.spettivi

beneficio, finch l'altro sia giunto

loro studii ne' palazzi de'

all'

et prescritta
diritto
si
il

dai

sacri

canoni.
conci-

ambasciatori.

Questo
Erci.EsiASTfcr.
del

abol

dal

ACCENTI
che

Auli-

lio

di

Trento,

quale
la

per diede
lcoll
di

formule

canto

ccclesiasli-

ai

Sommi

Poiilefici

,,

A
scegliere
vi
i

ce
dodici anni.
in caso di grave
si

ACC
Nel

57
la

coadiutori agli arcivesco,

171^, dimessa
di

ed

ai

vescovi

diaconia, pass al vescovato


slia

O-

necessit, e

dopoch

conol)bo suf-

e Vellelvi.

Fu

ascritto alle pri-

iicientemente lo stato della causa.

ACCI.
Colpa
spira,

Citt dell'isola di Corsica.


si

marie congregazioni di Roma; ed in due conclavi riport molti voti


pel Pontificato, che ricus costante-

l'alia insalubre, che vi

re-

essa

deserta al

presente

mente.

Pieno di

meriti

mori in

mentre un giorno

contava molti abitanti. Ai tempi di s. Gregorio era sede di un vescovo ma dopo un' irruzione dei Goti, questa fu sop;

Roma
e fu
renze.

nel 17 19 in et di 89 anni, sepolto nella Certosa di Fi-

ACCIAIOLI

A.vr.ELo,

Cardinale.

pressa.
sa, nel

Sotto Innocenzo
1

II

fu rimesil

133, col patto che

vesco-

Angelo Acciaioli d^ illustre ed antica prosapia, nacque in Firenze. Fornito di eccellente dottrina, di spec-

vo dipendesse dalla metropoli di Genova assegnandogli per cattedra,

chiata prudenza
grit di
al

di

somma

inte-

le

la

chiesa di

s.

Pietro de

Acho

di

vita, fu

sommamente

caro

Genova. Pio IV ha poi trasferito la sede a Mariana, piccola citt di quella diocesi, ove il vescovo fu meglio alloggiato. Oggid per la sola
Aiaccio sede vescovile di tutta la
isola di

re di Napoli.

gorio

XI

al

nel regno di

Promosso da Grevescovato di RapoUa Napoli, poi da Urba-

no VI

Corsica.

nell'anno i38r, fu creato , Cardinale prete del titolo di s. Lorenzo in Damaso, e nel i383 venne

ACCIAIOLI
glia di Firenze
a'

Filippo,

Cardinale.
fami-

Filippo Acciaioli,

dell' illustre

promosso alla chiesa di Firenze; quindi da Bonifacio IX fu fatto canceinere


della S. R. C.
basilica
,

, nacque in Roma 12 marzo 1700. Venne destinato nunzio presso la corte di Portogal-

poscia arciprete della

finalmente vescovo di Osfia e Velletri. Sotto Bonifacio


cili

Vaticana, e

lo,

e nel 17^9 a' 24 settembre, da Clemente XIII fu decorato della sacra poipora col titolo di s. Maria
degli

IX

sostenne con decoro

djfii-

legazioni

neir Umbria
Nella

Dalma-

zia,

Schiavonia,

Croazia, Valachia

Angeli.

Mori

nella

citt

di

Bulgaria.
l'e

minorit di Lafli

Ancona, di cui era vescovo, l'anno 1766 a' 4 di luglio, contando l'et
di Q>& anni.

dislao

di Napoli,

nominato suo

tutore, e poscia governatore del re-

gno.

Pacific gli Orsini ribellati al


e compose un'opera a Urbano VI contro l'anti-

ACCIAIOLI
Nicol
di

Nicol, Cardinale.
nobile
;

Pontefice,

Acciaioli,

fiorentino

favore di

nacque l'anno i63o


Innocenzo

nel Pontificato

papa Clemente VII.

Lo
i

scopo di mezzi per

fu chierico di

came-

quest'opera di trovare
solava la Chiesa.

ra; poi sotto Alessandro VII,

com"fli"

estinguere lo scisma, che allora de-

missario delle armi, e nel 1637


tore
di

camera. Clemente IX, nel 1669 a' 29 novembre, lo cre Cardinale diacono de' ss. Cosimo e Damiano. Venne cpedito legato in Ferrara, dove colle sue virti
si

ebbe
la

Da Innocenzo VII commissione di riformare disciplina dei monaci di s. Paolo


la

fuori delle

mura

di

Roma.

Nell'an-

no 1407 mori in Pisa, e


alla

fu sepolto

cattiv

Certosa.

l'animo dei ferraresi per modo che fu confermato in quel ministero por
VOL.
I.

Pi parficolari nofixic intorno a


questo Cardinale
si

raccolgono dal

58

ACC
Vili.
lih. I,

ACC
pa, a Basilio e Costantino imperatori, ad Eudossia Augusta, ai patriarchi
scovi.

Mazzuchelli nella Storia degli scriUori (l'Italia, dal Tiraboschi Storia letteraria,
t.
i

dal

Garim-

ed a tutto

il

senato de' ve-

berli nelle Fite di alcuni Cardinali.

ACCIAPACIO
Sorrento. Circa
rio
il

(d') Nicol, Car-

dinale. Nicol Acciapacio

nacque in i4o8 da Gi-ego,

Trento dopo r ultima sessione il Cardinale a ci deputato, rispondendo tutti


nel concilio di
gli
(

Anche

XII fu ]>roniOSSo al vescovato nel da questa chiesa di Tropea i436, sotto Eugenio IV, pass all'arcivescovato di Capua, e nel con;

altri, intuon Conc. Trid. sess.

le

Acclamazioni
).

XXV

eoncilii
fre-

provinciali

non usarono tanto

quentemente le Acclamazioni; tuttavia ne troviamo ricordanza ne' pi


antichi,

cilio

fiorentino, ai i8 dicembre del 1439, fu creato Cardinale prete del

come

nel

Romano
del

dell'
(

853
an-

nel

Toletano

titolo

di

s.

Marcello.

Venne

incari-

Harduini ,
il

collect.

633 595);
,

Collect.
cos

cato dal Pontefice di gravi e gelose

cora nei pi recenti


concilio
di

celebrati

dopo

incombenze,
applauso.

alle quali soddisfece esiliato

con

Trento

Fu

in
di

grazia di
cui
l'

quello di
[Collect.
in

Alfonso re di Napoli,
le gli confisc
le

Ac-

Cambray Hardubd,
di

dell'anno
collect.

come in i586
2 181),

ciapacio era capitale nemico. Questo

rendite della sua


benefcii

chiesa

di
il

altri

per aver
di

Bordeaux nel 1624 {Collect. Hard., col. 141)5 ^^ i^^ altri. Nei eoncilii provinciali, dopo
quello
le

favorito

duca Renato
,

Angi,
poi
gli

Acclamazioni
il

lutti

vescovi

si

avversai'io di Alfonso

ma
fin

danno

bacio di pace, a significare

furono
toi'n a

restituite.

Morto Eugenio
di vivere

Roma, dove

l'intima loro carit, e l'unione de1^. Bacio di pace. gli animi.

nel 14473 e fu sepolto nella basilica

Riguardo

ai

sinodi

diocesani

il

Vaticana.

ACCLAMAZIONI.
grezza
e
di

Voti di

alle-

ceremoniale de' vescovi vorrebbe che le Acclamazioni si omettessero. In


synodis dioecesanis magis decerci, ut Acclaniationes et oscula pacis
oniittercntur
(

prosperit

innalzati ai
il

Pontefici
.sesso

quando prendono
s

pos-

della

cattedra Apostolica, .ac-

cap. 3

in fin.

).

clamazioni
nel
fine

dicono ancora
eoncilii
si

voti

tavia

il

Gavanto

nella

sua

Tutopera
spie-

di ringraziamento e di felicit,

dei

Dio, che si termine l'oggetto dell'adunanza, e alla Chiesa ed al popolo s'implo-

onde d lode a degnato condur a buon

Pratica del concilio diocesano ,

gando quelle parole del ceremoniale, ammette le Acclamazioni: Acclamationes fiunt , salteni in prima

rano copiose benedizioni dal Cielo. eoncilii eciunenici troviamo che frequentele i\cclamazioni furono
Nei

synodo , ut aliquando Jant : et cceremonalc non eas prohihet , sed


parcius addheri censet in dicecesanis .synodis ( Prax. synod. dioeces.

mente

praticate.

V ha memoria che
vi

nel concilio di Calcedonia


fatte nella

furon

prima azione,
sesta.

nella quar-

27 ). rende manifesto come nel cei'emonialc non si proibiscano, n

par. II. sess. III. n.

Da ci

si

ta e nella

Nel

concilio

Coofesi

stantinopolitano

IV
i

sulla fine di

gni azione, con Acclamazioni


cero
felici

auguri

ad Adriano Pa-

comandino le Acclamazioni. Dunque sar libero al vescovo il praticare la ccrcmonia o l'ometterla secondo la consuetudine della diocesi.
si

A ce
Per
la

ACC
le

59
nella gerar-

fjual cosa
si

troviamo che
del

caristia.
cliia
il

Aveano

cpiindi

A(cluina/ioni

fecero

nel concilio

posto dei suddiaconi, prima che


ultimi
fossero
instituiti,

1671, cont>regato da Giulio Cardinale Spinoeli

diocesano

Svitri,

questi

Gli Accoliti presentemente non fan-

la,

in quello

di

Farfa, del

iGSi,

no pi
po.
11

tutte le funzioni di

un temloro
i

tenuto da Carlo Cardinale Barberini,

pontificale assegna
il

sol-

in quello

di

monte

Fiilino rac-

tanto
lieii,

carico

di portare
i

candcil

colto

dal vescovo Bonaventura,

ed

accendere

cei*ei,

preparare
ecc.

in molti altri.

vino e r acqua pel


s'

sacrificio,

Per Acclamazione
che r unanime voto
spresso

intende an-

Eranvi nella Chiesa


sorta cU Accoliti
:

Romana

tre

del

popolo

e-

quei che servivaappel-

ad una tempo venivano


i

voce,
eletti
i

onde

un

no
lati

il

Papa

nel suo palazzo,


gli

vescovi ed

Palatini j

Stazionarli che
;

magistrati.
la

In

tal

modo avvenne
s.

servivano

in Chiesa
i

Regionaviiy

anche

elezione di

Ambrogio

in

che
citt.

aiutavano
nelle

diaconi nelle loro


parti
della

arcivescovo di

Milana
dato dai grefersi

funzioni

diverse

ACCOLITI. Nome
ci

a coloro

che

mostrarono

Divenuto Pontefice nel


Icssanch-o VII,

mamente
luzioni.

La Chiesa

invariabili nelle loro riso-

una

fra

le

i655 Aprime sue


il

Cattolica ren-

cure fu la riforma delle Cappelle e


della corte. Estinse egli allora
col-

dette sacro questo

nome

attribuen-

dolo a que^ giovani chierici che aspirano al sacei'dozio, ed hanno luo-

legio dei suddiaconi e degli Accoliti

serventi

il

sommo

Pontefice; e a'

26

go
chi

dopo
faiuio

suddiaconi.
della

pix

anti-

ottobre del prefato anno colla costituzione Niiper, registrata


al

monumenti

Chiesa greca
:

tomo

non

Chiesa
lito

menzione di Accoliti la latina per ne conta fino

VI
ro
i

del Bollarlo

Romano,

sostitu lo-

dal terzo secolo.

dodici votanti di Segnatura di

La

voce .^cco(

giustizia,
rii.

che sono prelati l'cferenda-

deriva dal greco aclylhos

che

Questi pertanto, siccome Accoliti

accompagna seguendo). Ed
ufllzio degli Accoliti

in elltto,

accompagnae suddiaconi
:

apostolici, siedono in Cappella al penultimo gradino del ti'ono, e nelle

re e servire

diaconi

funzioni del
rocchetto.

Papa vestono
capo,
:

cotta sul
il

nel ministero

dell' altai'e

accendono e portano i cipalmente quando il diacono canta il vangelo ; apparecchiano le ampolle dell acqua e del vino per la
celebrazione della messa, suppliscono

onde essi lumi prin-

Hanno un

quale
il

detto loro decano

cp.iesti

porta
i

turibolo, e ne'Vesperi incensa


dinali e gli altri del coro;
sostituito
dall'

Car-

venendo

anziano maggiore del

collegio

medesimo.
questi soli gli uffizii degli

anco al suddiacono nella messa


lenne, senza per indossare
nipolo.
cipali

so-

N son

Anticamente
le

il

ma-

Accoliti votanti del supi'emo

tribu-

le loro prin-

nale di Segnatura. Nei pontificali sos-

funzioni erano portai'e le let-

tere

che

Chiese solcano scriversi


affari
i

tengono i sette candelieri che rappresentano quelli dell'Apocalisse, o i


sette

a vicenda per
le

d'

importanza,
benedetti
di col'

doni dello Spinto Santo, assistenessi al canto del Vangelo in mentre due soU ritnangono

dilogie
si

cio

pani
a

do con
latino,
al

che

mandavano
,

segno

munione

ed anche recavano

Eii-

canto di quello in lingua greca.

, ,

6o
Tanto
in

ACC
sagrestia al letto dei

ACC
padi

rameiUi, quanto sul trono presenta-

no
essi

al

Papa
le

gli

abiti

sacri.

Uno

Quale ne fosse il motivo chiaramente non apparisce. 11 Mazzuchelli (toni. I del suo Museo,
so processo.

ampolline, un altro raccoglie r anello, i guanti e lo zucchet-

porta

pag. 2-25) quasi indovinando scrive,

to del Pontefice in

un tondino

d'ar-

gento. Alla

elevazione

poi portano

otto torcie accese, tutte

ornate nel

che fu per avventm-a la sua mala amministrazione di Fano e della Marca. Per non sembra che la sua colpa fosse di solo peculato

modo

stesso

che
gli

le

candele de' sette

come
tal

si

giudica dai pi, perch in

candelieri.

Nelle

processioni

hanno

caso,

secondo anche
,

la
si

osserva-

luogo dopo

abbreviatori, e pri-

zione del Giovio


trattato

non

sarebbe

ma
\'0t.
1

dei cherici di

Camera

V. Fati-

di decapitarlo.

Alcuni vo-

neUus de

Fatinellis,

de Referendar.
Coli.

gliono che

S'gnaturce j'usdlice
;

Ronue

Medici,

il Cardinale IppoUto de consanguineo di Clemente

696

Piazza, del Collegio de'Refer.

ec.

cap.

XXY;

Gregorius, de Litur-

VII, con cui ebbe gravi controversie, a punto per la legazione della

gia Roni. Pont. t. Il, Dissert. de Hierarchia S. R. E. de Acolythis;


Novaes, tomo
I

Marca,
dopo
colla

fosse

dell'Accolti.

Fu

autore della prigionia


sciolto dai ceppi
,

pag. 78,

t.

pag.

di essersi

confessato reo

ma
cin-

i57 in Nota). V. Ordini saghi. Cappelle pontificie. Votanti di segnatura. ACCOLTI Benedetto, Cardinale. Benedetto Accolti nacque in Firenze.

ammenda

gravissima di

quantanovemila scudi d'oro,


e

somma
il

rapportata dal Ciacconio,dair01doino

da

altri

ancora. Usc di carcere

d ultimo di ottobre, anno medesimo,

Fu

di

raro talento e di

s\

stupenda

eloquenza, che venne acclamato qual

Cicerone de' suoi tempi. Regnando Leone X, sosteime per qualche tempo r uffizio di abbreviatore apostolico

giovando non poco a liberamelo i buoni officii del cardinale Ercole Gonzaga , e quelli di Carlo V imperatore
simo.

cui l'Accolti era

accettis-

Oltrech a Carlo

V fu

caro

ebbe 1' amministrazione della chiesa di Cadice da dove Adriano VI lo trasfer al governo della chiesa di Cremona. Clemente VII
:

indi

a parecchi altri principi e monarchi , onorato da varii autori, e chia-

mato

dall'

Ariosto

massimamente

lo cre suo

segretario

e al d

maggio 1^27
titolo di
s.

lo fece Cardinale del

Eusebio. Tre anni dopo

che
si

vest la

volle

porpora cardinalizia lo amministratore delle chiese

decoro del sacro Collegio. Mor dove nacque, nel i549, ed ebbe tomba nella chiesa di s. Lorenzo. Compose alcune opere latine, impresse a Venezia r anno 1 553 , non che alcune
poesie, che furono inserite nella rac-

di Policastro e
di
s.

Bovino

coli'

abbazia

colta

Quinque
del

illustriuui

Poelarum.
dei di-

Bartolommeo nel bosco di Ferrara. Fu nel i532 Legato nella Marca di Ancona, dove fece fabbricare una fortezza. Ma rpiesta legazione fu per r Accolti causa di dolorose sventure. Pacjlo III
prilc
a'

Compose
ritti

altres

un Trattato
sul

Papa

ACCOLTI
di

regno di Napoli. Pietro, Cardinale. Pieil

tro Accolti, conosciuto sotto

nome

Cardinale

d yJncona,

naccpie nel

i5 a-

iSBIt lo fece chiudere in Ca-

stelsantangelo, e sottoporre a rigoro-

1455 a Firenze. Divenne uditore di Rota sotto Alessandro VI; Giulio II lo cre vescovo d'Ancona, da t:ui

A ce
successivamente pass?) ad altre chiese
;

A CE
ACEFALI.
spiega
il
1

Eretici, che, siccome

e nella promozioie del

ai

significato della greca voce,

IO marzo, lo decor della porpora col titolo di s. Eusebio. Esercit in

non voleano riconoscere capo veruno.

La

storia ecclesiastica ricorda vai.

Roma

uffizio

di Cardinale vicario,

rie sette di Acefali:

quei che non

pontificio arrolato contro i Francesi. Leone X, in una lettera a Francesco I re di Francia , esalta i meriti di questo porporato. Il Cardinale Sadolelo scrisse di lui, che il Pontefice
e di legato
Intere nell'esercito

vollero aderire a Giovanni patriarca di

Antiochia, n a
nella

s.

Cirillo di

Alessandria

condanna

di Nestorio
;

emanata
ere-

nel concilio
tici

di Efeso

2. certi

del quinto secolo, che seguitarogli

no

errori di

Pieti'O

Mongo
finto
di

ve-

e tutta Italia pendevano dai suoi consigli.

scovo di Alessandria, e poi l'abban-

Egli compil nel

i5i9

la Bol-

donarono perch avea


3.
i

sot-

la contro

Essendo vescovo di Sabina, mori in Roma nel i532


Lutero.

toscrivere al concilio di Calcedonia; partigiani di


si

fti

sepolto nella chiesa di

s.

Ma-

Antiochia, onde

Severo vescovo di chiamavano an-

ria del

popolo.

autore di alcuni

trattati storici.

che Severiani. Furono chiamati Acefali anche tutti coloro che negava-

ACCORAMBONI
dinale. Giuseppe

Giuseppe, CarAccoramboni nato


vui castello del-

no obbedienza
vescovi che
si

ai

rispettivi prelati,

sottraevano

alla giu-

da poveri genitori in
la

risdizione de' loro


tutti
i

diocesi

di

Spoleti l'anno
,

1672,

capitoli e monisteri
agli

metropoHtani , e che negaOrdinarii.


religioso di

]>ass

in

Roma

dove

la

profonda

vano suggezione

sua perizia nelle facolt


quist

legali gli ac-

ACEMETE.

Ordine

un

credito straordinario pres-

Monache. Vennero
quindi
la

esse istituite

so la Curia.

Innocenzo XIll
i

gli die-

imitazione degli Acemeti, ed


Chiesa. Dal
s.

ad hanno

de luogo
lica

tra

canonici della Basi-

perpetua salmodia nella

Vaticana colla carica di sottodatario. Benedetto XIlI lo dichiar

compendio

della vita di

Saleberga, raccolta da
di

un mano-

suo uditore,
di
te
s.

e,

conferitagli l'abbazia

Ilario di Galliata, lo cre pre-

Cardinale col titolo di s. Maria della Traspontina, e vescovo d' Imola


.

Compiegue, sembra che la santa dopo aver fatto costruire un amplissimo monistero, ne diviscritto

desse le religiose in molti cori, afn-

Arricchita
il

questa

cattedrale

ristaurato

seminario,

i-inunzi al

vescovato per attendere alle

molte

congregazioni cui era ascritto in Ro-

ch venisse continuata la celebrazione delle divine laudi, sia di giorno che di notte. Secondo la opinione di alcuni, cpieste religiose usarono veste
di color verde, fregiata di
rossa,

ma. Dimesso il primo ne da Benedetto XIV

titolo, otten-

una croce

1743 il vescovado di Frascati. Mori in Roma nel 1747 i" et di 75 anni, e


fa sepolto nella chiesa di
s.

nel

con

al di

sopra mantello d'al-

tro colore e velo nero sul capo, come

Ignazio.

ACCURA.
cesi dei
li

Citt vescovile della diola

Maroniti sotto

metropodi

di Tiro. Giorgio,

suo vescovo, nel


fede

Catalogo degli il Bonanni, Ordini religiosi. Acemete si potrebbero ancora nominare certe case religiose, in cui vi per istituto l' adorazione perpetua del ss. Sacramenriporta
to,
f^.

1673
contro

fece
gli

una

professione

Adorazione

Monache

dell')

errori di Calvino.

e Adoratrici.

62

ACE
ACEMETI
vitta

ACE
fermezza di a a
steso
lui,

o Vigilanti. Ordine sereligioso. Fiorirono nei pimi coli della Chiesa , e furono cosi chiamali, non gi perch mai dormissei'o,

lo

f'

spirare

in

mezzo

orribile

supplizio.

Lo
da
stilit-

volle

terra,

squartato

trenta

uomini,

quindici

per parte,

ma

perch erano

divisi

in

legatene le

membra con
con

eorde

tre classi, ciascmia delle quali

dovea

rate a piena forza, menti-e


tori Io

due

successivamente,

senza interruzione,

battevano

istriscie

di

occupare
to
il

il

coro, e salmeggiare tan-

cuoio.

Ad una
s.

gioi'no,

quanto

la notte.

Gli

torturati

con Acepsima furono Giuseppe prete e s. Aitiil

Acenieti
vita,

menavano esemplarissima
essi

laa diacono. Tutti e tre soiferirono

e la Chiesa novera tra

molti

martirio

nell'anno
della

di

Cristo

38o,
I

santi.

La

loro istituzione, secondo Niattribuita a certo san

settantesimo del regno di Sapore, e

ceforo, viene

quarantesimo
loro

persecuzione.

Marcello, vescovo di

Apamea; ma Bol-

lando, ai i5gennaro, l'ascrive piuttosto al suo successore Alessandro ab-

nomi son ricordati nel martirologio romano ai 22, di aprile. Il Butler ne riporta la festa al d\ 4 marzo.
1

bate {F^edi), che


dice
il

fior

nel 4^0?

come

ACERENZA
runtiiirn
et

MATERA
).

{AcheSici-

Bonanni nella sua opera Orben presto


si

Materanen
,

Arcivesco-

dini religiosi. Dall'oriente, ov' el^bero


principio,

vati uniti
lie.

nel regno delle


citt

due
di

propagarono

Acerenza

del regno delle

anche nell'occidente e pi che altrove nella Francia. Si legge in s. Gregorio Turonense, e in parecclii altri scrittori, che Sigismondo re di Borgogna
pentitosi della
di

due

Sicilie nella

provincia

Ba,

silicata

a piedi

degli

Apennini

si

un luogo elevato sulr A pennino, donde si scopre 1' uno e


appella cos da
l'altro mare. Sarebbe dillicile il determinare r epoca della sua fondazione, giacch grandi incertezze v'hanno su

comandata
figlio, si

uccisione
ritir nel

Gianserico suo
s.

monistero di
re alla

Mam-izio, e per da^

Chiosa
di

una perenne
Accmeti.

testi-

tale proposito negli scrittori. Si sa sola-

monianza

vero dolore,

stabili qui-

mente,
sione

ch'ei'a

famosa e per

la esten-

vi l'ordine degli

V ebbe
ti

e pel

mimer

degli idiitanti.

di questi religiosi in

mol-

Per
dei
il

la

luoghi

ma
s\

poich,
pia,

esercitandosi

Romani

sua posizione, sino dai tempi era inoltre considerata


Goti se ne impadell'

in pratica

non attendevano
,

principal baluardo della Puglia e


I

intanto

al

lavoro

furono
si

creduti

della Lucania.

Messaliani. Alcuni di loro

mostra-

dronirono nella decadenza


pero,

imfece

rono aderenti a Nestorio, e vennero perci condannati da Papa Giovanni II. Ora non si ha di questo ordine veruna comunit.

ed

il

prefetto

Mona ne

la sua sede

piincipale.

Narsete, ge-

nerale delle truppe dell'imperatore


Giustiniano, la rimise sotto l'impese non che, smantellata dai ln; damenti al tempo de' Longobardi da Gromoldo figlio di Areclii duca di Benevento, fu da lui pure rifal> bricata aggiugnendovi una chiesa, ini pretorio ed un j^alazzo. Oggid non che mediocrissima eill: conia appena (piallromila abitanti, bench

ACEPSIMA
nito
in Assiria,

(s.), fiori

vescovo di

Odi

ro

verso l'anno

38o. Quantunque

ottuagenario,

complessione per vigorosa, fu tra le ultime vittime della persecuzione


di

Sapore le di Peisia.

Adar-

s.'ipore,

primo governatore

delle prodalla in-

vincic di oriente, attizzato

ACE
(Ha

ACIl
ducato e di
l'arcivescovo
in di

63
1'^

s'abbia

titolo

di

ora in amministrazione perpetua delSalerno.


situata

nietJ'opoli.

La

tradi/ioiie del ])aosc


religione; Cristiana

vorrebbe che la
siasi

un

terreno infelice,
Il

appi delle
di que-

in essa stabilita ai tempi dei^li

montagne.
sta citt
,

primo vescovo
cui
fior
ci

o prima del 3oo, 1 ililtici di questa chiesa ricordano sedici vescovi seduti prima di s. Giusto
apostoli,

di

sia

pervenuta
i
1

notizia

non

prima del

36.

La

cattedrale dedicata all'Aimun-

Vedi) pel corso di duecento anni. Durante alcuni anni Acercnza fu che avea sottomessa ad Otranto abbracciato il rito gieco sotto Po(
,

ziazione della B. V., ed collegiata.

Ilannovi
stei'i

in

d'ambo

Acerno quattro monisessi, due conservai

torii,

confraternite,

monte

di piet

lienlo

patriarca

di

Costantinopoli.

e seminario.

IVicol li la eresse in arcivescovato,

ACERRA
(Acerrarum

e S.
et s.

AGATA

de'goti.

ed Alessandro
fraganei
i

li

le

diede per suf-

vescovi d'Anglona, Gra-

vina,

Potenza,

Tricarico, Venosa

Agathcv Gothoruni). Vescovati uniti nel regno delle due Sicilie. Acerra , antica citt con
,

con una diocesi molto estesa; Innocenzo III, crealo nel 1198, le uni in peipetuo il vescovato di IMatera, a condizione che 1' aicivescovo negli alti pubblici si nominerebbe vescovo delle due citt. Eugenio IV, del 143 1, volle restituire a Matera il suo vescovo, ma ci non ebbe effetto,

residenza

vescovile, detta

corrotta'

mente la Cerra,
gli

vuoisi fondata da-

etruschi, nella Tei-ra di Lavoro.


di

Al tempo

Augusto divenne coloe,

nia romana,
pale.

a detta di Tito Livio,


la incendi. Ristorata

Ri innalzata al grado di citt munici-

Annibale
della
di

a spese

repubblica

romana.

che per alcuni anni. Si ritoituttora

Buono duca

Napoli rovinolla. Per

air unione
l'

risiedendo

arcivescovo

La

cattedrale di

mantenuta a Matera. Acerenza, una delle

opera de'suoi abitanti risorse di nuovo, e fu retta

da

particolari signori,
di conica.

portando
il

il

nome

pi antiche e delle pi belle d' Italia, altres una delle pi ricche.

Aceria, della quale non conosciamo primo banditore evangelico, for-

E
gi

dedicata

s.

Cano
il

martire,

suo

vescovo;

capitolo
tre
il

ha

venti

canonici,
il

con
cinque

dignit,
jieniten-

oggid un vescovato, la cui sede sufTraganea dell'aicivescovo di Napoli, mentre quella unita di s. Agata
lo di Benevento. I-a cattedrale

ma

l'arcidiacono,
ziere
:

teologo,

inoltre

mansionarii

dedicata
il

all'

Assunzione della B. V.

partecipanti.

Avvi eziandio un conecc.

capitolo componesi di tre dignit,


delle quali l'arciprete,
sei

vento di religiosi, alcune confraternite,

prima

ospedale

La

tassa

della

quindici canonici e
oltre altri cherici.

con ebdomadarii,

mensa alla camera apostolica di 4oo fiorini. L' arciA cscovo di nomina regia per un indulto di Clemente VII. Il Sommo Pontefice Urbano VI, Prignani, napoletano,
del 1878, era stato vescovo di Ace-

vescovo in
cerra

La residenza del ambedue le citt A:

ha un convento

di religiosi,

confraternite, seminario, ospedale e monte di piet. La mensa tassata

238

fiorini

per
di

ambedue le diocesi.
Citt dell'antico

renza.

T\ Matera.
Piccola citt del regno
nel

ACHELOO.
piro,

E-

ACERNO.
di Napoli

sede

un vescovo

suffragar

principato

citeriore,

neo

alla

metropoli di

Lepanto.

,,

64
tale,

AGII

ACI

posta nella diocesi dell' lUiria oriene


riceve
il

ACHONRY
citt
dell'

{Acaden.).
nella

Piccola

il

nome

dal

fiume

Irlanda

provincia

Acheloo,

quale divido l'Acarnauia

di

dall' Etolia.

vile.

Connaught, con residenza vescoSino ai tempi del re Enrico


asceso
al

ACHEOLO (s.), martire, il quale ebbe a compagno s. Acio. Congetturasi che questi due santi abbiano
sofferto
il

IV,

trono

nel

i^gg,

formava un regno indipendente. E la terza gran divisione dell' isola cou


cinque contee.
scovile

martirio in
Il

Amiens verso

Fu

eretta in sede ve-

l'anno 290.

martirologio attribuito
,

da

s.

Patrizio apostolo dell' Ir-

s.

Girolamo
di
si

e tutti quelli della


li

landa spedito in quel regno dal Som-

chiesa gallicana

ricordano al priloro per


a'

mo Pontefice
lib. II, all'

mo
non

maggio;
celebra

la festa

Celestino I romano, secondoch avvisa Mariano Scoto, nel

in

Amiens che
(il p.

anno 432
Vita di
s.

di Cristo

V.

del detto mese.

Ceratini

Patrizio^ Bo-

ACHERY
ca
d'
)

ACHERI

Lu-

logna i686).

Non

vero,

come ab-

nacque nel i6og, ed ebbe a patria s. Quintino in Piccardia. Profess la regola di s. Mauro, e ne
illustr la

biamo

congregazione colla
alla

sua

Nouveaii Diclionnaire Universel de Geographie redige et viis eii ordre par F. D. Aynes stampato a Lione nel i8o4, che
dal

vita tutta consecrata

piet ed

Achonry
vato.

cessasse

dall'essere

vesco-

Molte opere, che sarebbero forse condannate all'obblio, videro la luce merc le sue cure. Tra
allo studio.

La

sede

vescovile
i

ha
dallo

semscis-'

pre
sa

esistito:

solo

beni della men-

furono

depauperati
della

primo luogo lo Spicilegio , eh' una raccolta di scritti di varii autori compresa in tredici voi. in 4-"; poi la Lettera attribuita a s. Bainaba le Opere dell' arcivescovo Lanfranco j quelle di Giliberto abbate di Nogent , la Regola de' soliqueste tiene
il
, ,

ma

d' Inghilterra.

Questa residenza
metropoli
di

sufU-aganea

Tuam; ha
s.

la cattedrale dedicata

Conrah, che fu vescovo di Achonry vex'so l'anno 53o. Evvi il capitolo con arcidiacono e tredici
canonici. Venti sono le parrocchie

tarii

un Catalogo

delle opere antii

e quindici

vicarii.

cattolici

a-

che de' Padri. Raccolse inoltre

mo-

scendono a pi
greco,
il

di

160,000.
,

numenti
cati

uecessarii agli atti dei santi

ACINDINO Gregorio
quale
fiori

monaco

dell'Ordine Benedettino, che pubbli-

nel secolo

XIV

furono dal Mabillon. Mori in s. Germano dei Prati a Parigi nel 1685,

Costantinopoli. Avendoci a que'tempi certo


tri

dopo

il

settantesimo sesto anno di eia.


(s.),

ACHILLEO
do
a compagno

martire, da

Do-

miziano imperatore cacciato in bannella piccola isola Ponzia,


dell'esilio
s.

ebbe Nereo, e

Gregorio Palamas, ed almonaci del monte Athos, i quali sosteneano di vedere, mentre oravano, una luce, simile a quella del Taborre, Acindino si uni al dotto monaco Barlaamo e ne rinfacci
l'errore vivamente.
lo
I

vien perci con questo ricordato.

suoi oppositori

fama che

fossero decapitati

ambedue

in Tcrraeina,

regnando l'raiano.
si

La

loro lsta
in

celebrava solennissisecolo; essasi

ma

Roma nel sesto

accusarono di credere quella luce creata e finita: l'imperatore Giovanni Cantacuzeno Icnne le pare il sinodo di Costanli di questi
,

riporta al giorno 12 di maggio.

tinopoli

coudauu

il

sentimento e

la

A co
persona di Acindino. Egli, costretto ad occullaisi, compose diverse opere in
trina.

ACQ
dot-

&5

ferendo miscerent, Inni quod Christns Doniinns ita fecissc credatur.

favore

della

proscritta
fatto

Gretset ne

ha

stampaopcra-

re

il

trattato

De

Essentia

et

Sebbene per nella Chiesa siavi sempre stata una tal costumanza, dietro r esempio di G. C, non da inferirsi

ed in Ialino, Jngolstad, 1616 in 4" Trovasi nella Grecia ortodossa d' Allaccio lui poema, eli' egli composto aveva contro
tione

Del,

in

greco

che r infusione

dell'
si

acqua

sia

Palamas,
opere.

cou frammenti
(s.)

di

altie

AGIO
diocesi
di

y. Achilleo.
Citt vescovile della
nella Fiigia

ACMOMA.
Asia
ziana.

dee riguardarlo come di essenza del sacramento, operandosi la transustanziazione egualmentenel caso che l'infusione sia omessa. Cos'i insegnano concordemente i teologi. Quantunrpie Ges Cristo non abbia comandata la mescolanza
dell'

di precetto divino,

ne

Paca-

acqua

col vino, sarebbe pe-

ACON
vescovato
di Tiro.

Aconen.
in

).

Citt di Siria,

partibiis 3

suffvaganeo

un grave peccato pel sacerdote il tralasciarla, non obbedendo egli alla Chiesa, che cos comanr

F. AcRr.
Cardinale. Questi fa
titolo

ACONZIO,
prete
sciola

Cardinale del
(cio dei santi

di FaNereo ed Adi
s.

chilleo).

Vivea nel Pontificato


I,

da di fare. Il concilio generale VI, di Costantinopoli III, celebrato nel 680, condann gli armeni che consecravano il puro vino [F. Ducange in Costantin. Christiana, 1. III).

Gelasio

che
49--''

lo

innalz

quel
MESSA,

La

grado nel

ACQUA
E
de
il

NFL VINO PER

LA.

sacra congregazione di Propaganda, nel i635, trattando della unione degli armeni alla Chiesa
Cattolica,

quella di cui poche gocce infon-

essendosi

agitata

la

quila

sacerdote nel calice prima di


il

stione

se

potevano
del

continuare

olferire

vino gi versato.

La

Chie-

consccrazione
loro la proib
ci'eto,

vino

senz'acqua,

sa Cattolica osserv
tica di

mescolare

l'

nel santo sagrilJzio


ci

sempre la praacqua col vino della messa. Di


fino

con un formale de:

e ci per molte ragioni. Ecle

cone
"

parole

Primieramente
sia

abbiamo chiare memorie


suoi

perch, sebbene questa unione del-

dai

tempi antichissimi.
l'

Gesi

r acqua col vino non


del

di

nesol-

esempio nella cena pasquale, mentre istitu l' adorabile sagramento. Una tal verit appogCristo ne die'
giala sulla tradizione la pii costante

" cessila

'

sacramento,

ma

tanto di precetto ecclesiastico, dal


il

quale

Papa pu
poich
l'

dispensare;
si

tuttavia,

acqua

me-

Fia gli altri testimonii, che ne abbiamo, il concilio di Firenze nel decreto pegli armeni soggiugne: .... juxla SancLoruni Palrwn lestinionia, ereditar ipswn Dominuin in vino aqua pennixto hoc sacramcntum insti tnisse. Il concilio di Trento lo conferma, dicendo I\Ionels. Synndns prceceptiini esse ab Ecclesia saccrdolihits nt aquani vino in Calice ofdei Padri.
:

scola al vino da consecrarsi per " tradizione apostolica, e poich si


'
-

crede,

secondo

la

testimonianza

dei Padri, che G. C. lo abbia fatto anch' Egli,

" re in alcun
'

non devesi tolleramodo, n permettere


rito
2.

agli

armeni quel
senz'acqua;

di

sagrital

'

ficaie

perch

'

'

armeni, o raccbiude l'eresia del IVfonolisismo, ovvero di


rito degli

VOL.

I.

66
'

ACQ
questa

ACQ
nonizzazionedi quattro santi sotto Cle-

'
!'

rende assai sospetto. Iiiiperocch Niceforo (lib. XVIII, e. 53) dice chiaramente, che gli armesi

mente XI. Ora per si benedice 1 acqua prima di versarla, dicendo l'orazione
:

ni consacrano

il

solo vino per diesservi

Deii.i,

qui hitmaniv suhstantice


popolo,

ctc.

'

mostrare in Ges Cristo

Qnest' acqua vien benedetta pertli


significa
il il

una sola natura; 3. perch il s. " concilio di Firenze nella Istruzione " agli armeni, colla parola dccerni-

quale non andi

dando

alfatto esente

peccato, ab-

bisogna della benedizione. Cos Durando. Nelle messe poi dei defonti,

" mtis, comanda agli armeni uniti

-'

che pel sagrihzio versino nel vino alcune gocce di acqua; 4- P'^^'"
gli

r acqua non

si

benedice perch in
il

queste l'acqua significa


nel purgatorio,
il

popolo ch'
vici-

armeni sempre domanda-' rono alla Sede Apostolica di es" sere dispensati da tal pratica, e " nondimeno loro fu sempre risposto
" che con negativa: che, Benedetto IX,

quale gi

no

alla

gloria, e

non soggetto

alla

Chiesa militante. Puossi addurre altra


ragione, cio, che, significando essa
il

popolo circostante, siccome a que-

Gregorio VII {in siiis cp. 1. 7), " Eugenio III, Alessandro III, Gio" vanni XXII, Eugenio IV, raccol" to il fiorentino concilio, Calisto '' HI, e finalmente Paolo V nelle let" tere apostoliche a Melchisedecco pa
-'

sto

della
si

non si d la benedizione in fine messa de' morti, cos nemmeno


in
tali

benedice
lo

messe
Cos

l'

acqua
Rubi:

che
il

rappresenta.
(

insegna

Gavanto
Nella

in
tit.

Conimcnt.
7
).

ad

miss. p. 2.

triarca, detto

//

Cattolico, espressadi permetterlo;

"

mente ricusarono
5.
il

medesimo infonde
ce
;

finalmente perch Lutero approlodato rito, ed


i

messa privata il sacerdote nel calil' acqua nella messa solenne poi il sud, ,

\o
5

calvinisti l'osagli

diacono

pulito

il

calice
1'

col puri-

" servano nella loro cena; e se

'>

armeni si permettesse tal rito nel regno di Polonia, i calvinisti, che


sono pochi, aver
calunnierebla

ampolla delal sacerdote dicendo Bcl' acqua iedicile , rci'ercnde pater. Benedetficatorio

mostra

l non

ta questa dal celebrante,

il

medesi-

bero
'

Chiesa Romana, tacciancangiato

mo

suddiacono

ne

infonde

poche

dola
e
di

di

sentenza
essi

gocce.

"
j>

essere

convenuta con

Abbiamo

detto che V acqua infiisa

[Congreg. de propag. fide, 3o jan. G35)". Con tal definizione concorI

nel vino significa

da
111

il

cap.

24
2

del concilio di Cartagine


Siricio

il popolo. Ci s])iega san Cipriano {Epist. ad Ca'cil.) T idcmus in acjua populitni inlel-

radunato da
I,

Papa, e

lgi

....

Quando

auteni

in

calice

cau.
dist.

De

consecralioiie,

aqua
his
ci,

l'ino

viiscetur^

Christo

popuplehs
et

2.

adiinafnr,
in
cptcn

et credentiuni

Negli

antichi tempi
1

il

sacerdote

credidit,

copulatur
et

infondeva

acqua nel
Ci
si

calice in

monel-

coijungitur.

Qucv copulatio
ut

con-

do

di croce.

pu vedere

junctio aquiv et vini sic niiscetur in


calice

l'Ordine

Romano

appresso Iltorpio,

e nel terzo

do

Ordine Romano, secondocumenti, che porta Giugli

non

possit

Domila, ab

inviceni
idest

commixtio illa separa ri.


plebeni
in

Unde Ecclesiam,

stiniano Chiapj)oni nella dissertazio-

ne slanqiata dopo

atti

della ca-

Kcch'sia constitufam, fideliter in en, (fuod credidit, pcrscverailem nulla

ACQ
rcs separare poterit

ACQ
a
Christo.

67

gi-eca,

che non fu mai condannata,

danno ancora
gazioni.

altre

mistiche

spie1'

e che
re.

non

devesi

ncppur condannavino nel sangue di

Alcmii
acqvia
dell'

vogliono
col

che
in

u-

Colle pai'ole della consecrazione


il
i

nione
il

dell'

vino significhi
cui
la

convertendosi

mistero
unita

Incarnazione

si

ipostaticamente

Divina

Ges Cristo due quesiti L


,
:

teologi
se le

promuovono

poche gocce di
nel

colla

umana
Deus,

natura. Tale interpi'e-

acqua, che
vino,
si

il

sacerdote infonde nel

tazione tratta dall'orazione di sopra


citata
(ini

convertano

sangue di
si

huinancc, ecc.

per quella scolanza il sangue e l' acqua che insieme uscirono dal lato di G. C. Questa opinione fondata sulle pagliono
altri signifcai'si

Vome-

Cristo; IL se, convertendosi,

con-

verta prima in vino e poi in san-

gue, o

si

converta immediatamente

nel sangue di Cristo. Nel secolo duo-

decimo fu promosso
bio in Francia
,

il

primo dubCristo

role
et
et
gli

De

lalere Christ exvit sangiiis


et Filii,

e negli Annali del


all^

aqua. In nomine Palris,


Spiritns Sanati.

Card. Baronio
I

anno di

Amen,
i

parole che

Ambrosiani e

Certosini dicono
cjid

188 registrata una lunga Icttei-a di Gaufrido monaco di s. Bemai'do


al

invece della orcizionc Deus,

hurito

Cai'dinale vescovo di

Albano, in
dei

mance, ecc. Presso i greci differente


no, secondo
le liturgie

cui
il

espone
I

varii

sentimenti

teologi.
la

detti

Annali non hanno


Cardinal
vescovo

d' infondere l'acqua nella messa. Egli-

risposta

del

dei

ss.

Basilio e
l'ac-

di

Crisostomo, due volte infondono

Albano; ma il Baronio cos l'acSed nihil aliud rescribere cenna


:

qua
ti

nel calice.

La prima
si

volta avan-

potuisse certuni est ,

quam

qiiod cre-

la

messa, quando

apparecchiano
le

didit ,

et

sopra una mensa a parte


sarie pel sagrifzio
il
:

cose neces-

Romana

sempcr Sancta, Ecclesia, nimirum aquani


custodivit

il

sacerdote punge
:

pane con una lancetta, dicendo Unus militwn lancea latua ejus aperuit, statimene exivitsanguiset aqua, ed intanto il diacono infonde t'acqua
fredda.

simul et vimini transnbstantiari in sangidnem Christi. Innocenzo III Cum Marthcc, de celebr. ( nel cap. missar. ) riferisce due opinioni: una,
che essendo uscito dal lato di Cristo sangue ed accp^ia, il vino si converta nel sangue, e 1' acqua nell'acqua, che scatur dal costato. L'altra opinione ,
si

La seconda
al

Aolta poi, alloril

ch, fatta la consecrazione,

diacono
benedi-

domanda

sacerdote
;

che

ca r accjua riscaldata nedice colle parole


:

questi la be-

che l'acqua

la

quale
,

Benedictus ferver sanctorum j'ugiter moie et semet


il

trova nel calice, resti com'

at-

torniata dagli accidenti,


specie del \ino.
q.

sia
(

dalle
p.
3.

per,

in

scecula

sccculorum,
.

A-

L' Angelico

men j

diacono risponde

Fervor

75.

a.

8
s

parla della detta secone dice

Jdei plenus Spirita Sanato. Amen : ed intanto versa nel calice consecrato

da opinione,
sistere
;

non poter

sus-

qualche gocciola dell'acqua calda. Non a dire che codesto rito d' infondere oltre alla fredda 1 acqua calda,

perch dopo la consecrazione non v' nel sagramento che il Corpo ed il Sangue; s perch se

dopo

la consecrazione restasse l'acqua


,

ora

non abbia pi
il

luogo

dimo-

nel calice

allora tuttoci eh' nel


si

strandolo anzi

Cardinal Bona co-

Calice
latria;.

non

adorerebbe adoratione

me una

vigente disciplina della chiesa

Della conversione dell'acqua

68

ACQ
non
que-

ACQ
cazione dell'acqua
,

nell'acqua che usc dai costato,

eh'
Il

il

popolo.

d'uopo far paiola, cssoudo


sta piuttosto

Eccone

le

parole:

luia opinione teologica; quindi


tenersi la

una pia nieditazioue, che da sentenza che anche da Innella suddetta Decretale

nocenzo

III

\ien considerata
convertirsi nel

come

la

pi pronel calice

te volte si milia al sacerdote ", cosicch in ogni messa umiliandosi il popolo di nuovo ei vien benedetto ndl' acqua.

popolo tanbenedice, quante si u-

babile, cio l'acqua posta

Quando
tificalmente

il

vescovo
alla
,

Sangue

di

G. C.
si

assiste ponmessa solenne di

santi padri Giustino,

Ireneo, Cipria-

un
non

sacerdote

tocca a lui benedire


nel calice
,

no, parlando dell'acqua che

deve
C.

l'acqua da infondersi
al sacerdote
,

porre nel

calice,

dicono che G.
si

convert nel sangue ci che

conl'ac-

teneva nel calice; quindi anche

perch egli il primario pastore di quel popolo cui posto a presiedere dal supremo
pastore
il

qua che Egli


guardo poi gue
si

vi

al

aveva infusa. Risecondo dubbio , se

Pontefice

Romano.
Pontefi-

Nella messa del


ce,
giusta
il

Sommo
il

questa conversione dell'acqua in san-

decimoquinto

Oidine
ab-

immediatamente, oppure si converta prima in vino e poi vi chsputa fra i teoloin sangue gi scolastici. Alcuni, che vogliono pro^are convertirsi l' acqua prima in vino e poi in sangue, si appoggiano al rito dei pp. Domenicani e di altri religiosi, che prima d' incominciar la messa, pongono l' acqua nel calice. Dicono che ci si fa per dar maggior tempo all'acqua di converfaccia
,

Romano, appresso

p. Mabilloii

biamo, che il sagrista prepara il casagralice con tre ostie , una pel mento, e le altre due per la pregustazione; pone indi il vino nel
calice
:

ta r acqua,

dopo essere ne versa

stata benedettre gocce

col

cucchiaio nel calice stesso.

Nella Cappella Pontificia l'acqua

vien benedetta dal Papa, richiedendosi colla


sancle.

formula Benedicite, Pater


celebra
pontificalsi

tirsi

invino;

ma cotal
q.

argomento non
2

Quando
il

r di alcima sussistenza. luvenin (Dissert.

mente

Papa,

la benedizione

do-

de Sacram.

De Eachar.

manda

dal sagrista.
il

riflette a questo proposito: . " ) Ooininicaiorutn praxini noti nili co physicoruii princpio qitod advcrsa-

Nella messa dei presantificati,

rii

stippoiumtj scd nonnullis

Litnr-

gits, f/iiibus

pnvscribilur,

ul.

idloluni,

rpiod in sacrifcio dchct afferri, ante

ipsummet
S

sacrificiuni prceparetur.

ancora il ])erch l'acqua dell'ampolla, che m^lla pri-

domanda

acqua non si beNel codice nedice dal Pontefice 4737 presso il Gattico [Acta Cacreni. p. 34 ) si legge che nel venerd santo Diaconus Card, affert Ponlifici calicem cuni puro vino et suhdiaconus ampullani ciuii aqna , qnani Papa vino conitnisccat
venerd santo,
l'
.

ma delle tre
tale

messe

il

giorno

di-l s.

Na-

ut rcpnvscntct

<piod

islo

die cnia-

viene benedetta prima d' infonsi

derla nel calice,


le

toi'ni

a benedi-

naverunt sacramenta Ecclesia', videlcet sanguis et atpia de Carpare


Clirsti.

nelle altre

due messe. Tale dubp.

bio sciolto da nions. Sanici li (T.

ACQUAPENDENTE
tlcn).

quapcn-

IX. Lettere

ecclcs.

29), f()ndansignili-

Citt dello
d'

Stalo Pontificio nel

dosi sul jiiistero,

cio sulla

territorio

Orvieto, con lesideuza

ACQ
fli

ACQ
sato

69
soggiac-

un

vescovo.

Acquapendente ha

secolo Acquapcnilente

nome
li

dalla sua posizione sul jxmkUo

una montagna silvestre, donde cadono, ollercndo bellissimo punto di vista, le acque d' un piccolo torrente. Fece gi parte dei domini! della limitrofe Toscana: insieme a Preceno ed
Lorenzo, fu data in vicariato al padre di Francesco Sforza che ]ter
a
s.

que a rovinoso terremoto; essa fu patria di Girolamo Fabrici medico rinomato del secolo XVI, e abit in essa tjualche
t(jre

tempo

lo

scrit-

Gregorio Leti milanese che dieluce


olti'e

de

alla

a cento volumi di
,

opere piene di menzogne


tezze, e d' inezie.

d' inesat-

molto tempo

la possed pacilcamentc
figliuoli
:

ACQUARI ANI.
ossi

Eretici.

Ebbero
Cipriano.

insieme ai suoi

possessione

origine nel secolo terzo, e contro di

confermata da Eugenio IV nel 144^

impugn

la

penna

s.

coU'annuo censo di fiorini novecento. Francesco la rese al detto Pontefice, che la incorpor allo stato Oiviepalazzo degli Sforza in tano 11 Acquapendente rimase alla famiglia sino al 1616, in cui il duca Alessandro lo cedette alla comiuiitper
.

Costoro non offrivano che l' acqua neir incruento sacrificio, e con cpiesta sola

ACQUA SANTA
.
I.

pretendevano di consacrare. o Benedetta.

Sua

orgine.

fabbricarvi

od adattarvi

vm nuovo
ne

Alcuni
<leir

convento di Francescani osservanti, eh' quello di oggid. Ai medesimi reanni dopo fu ceduta ligiosi alcuni
ancora dal duca Mario
Alessandro, la vicina
li,

stolici,

fanno montare la origiacqua santa ai tempi apoe si appoggiano alla autori,

t di santo Agostino

il

quale nel
te-

figlio di

suo libro
ce

IV contro
;

Donatisti di-

chiesa di san

apertamente

quoti universa

Giovanni, che per concessione di Paolo IV, del i555, ei-a juspatronato degli
li

net Ecclesia, nec Conciliis iiistiuduni,

sed seniper retentuni


ctoritate apostolica
sinic

est, noiuiisi

auessa

Sforzeschi in riconoscenza de' qua:

tradituni reetisl'uso

beneficii la comunit d' Ac(juapendente accord una generale fi-anchigia a tutte le robe di essa e dei suoi vassalli. Il Papa Innocenzo X,

ereditar

Che

di

non pu mettersi in dubbio, se pongasi mente col Martenc ( in llb. De ant.


nella Chiesa
sia

antichissimo,

Pa ni/li, romano
volla
in
citt e la

nel

1649

dichia-

Kccles. disciplina in div.


e.

off. celeb.

eresse in vescovato

luogo di Castro, che fece distrug-

12), che oltre la benedizione dell'acqua pel Battesimo , e

IX,

n.

ed unire alla sovranit della Santa Sede [f^. Costituzione In supremo j I 3 settembre 1 649 che si legge nel tomo VI del IJollario Rogere
,

per

la

consecrazione

delle

chiese

usata fin da' primi secoli, troviamo

testimonianze della virt di essa ac-

qua
(

a|)presso

s.

Epifanio
citati

ed

altri

mano

).

La

l'endita

di

questo vefiorini:

parecchi scrittori
in tract.

dal Gretsero
).

scovato di mille scudi, e la tassa

de Beaediclionibus
.
II.

camerale di cento trentatre


la

cattedrale

ha due

dignit

con

Suoi
si

effetti.

ottanta scudi di i-endita e nove canonici.

La

citt

conta quattromila
(juat-

Poich Dio
re

compiacque operaquest'acqua
molli
cristiani

abitanti e tutta la diocesi altri

mezzo
la

di
si

trumila, in

quattro terre. Nel pas-

prodigi,

usa da'

ad

, .

70
ottenere
sette

ACQ
principali effetti
la
:

ACQ
i

benedirsi,

il

sacei'dote

che dovr

a a
ni
3.

conseguire

guarigione
liberarsi
,

delle
2.
il-

celebrar la messa, vestito di camice e stola, dica primieramente

malattie

d'animo e
o

di corpo;
dalle

Adil

preservarsi

jutorium

nostrum,

ed
titolo

eseguisca

lusioni, dalle insidie

dalle tentazio;

rito prescritto nel

Orda ad

del

demonio

e de' suoi ministri

faciendam aquam
la benedizione
,

henedictani. Nelsale

a calmare
4ai
P^^''

le agitazioni dello

spi-

rito;

disporsi
;

alla pregili e5,

benedetto si mescola all'acqua per dinotare, foril

ra ed
fa

sacramenti
6.

ad imsi

se in senso allegorico, l'unione delle

petrai-e fecondit alla terra su cui

due nature iu G.

C. e forse in
il

r aspersione

scacciare

la

senso tropologico, perch siccome


sale

peste, dissipare
7.

il

tuono e

le procelle;

simbolo

della

prudenza

a togliere i peccati veniali, non ex opere operato , come i saci'amenti

Taccpia della purit, cos la Chiesa


fa tale la

mistui'a, per chiedere

a Dio
la

ma ex
merito,

opere operands, a
eccitando
Io

modo
ed

di
il

semplicit

della

colomba e

spirito

cuore

ad una certa divozione

at-

prudenza del serpente a pr di coloro, che con fiducia usassero dell'acqua benedetta.

tuale, la quale virtualmente rinchiu-

Non

appartiene

de
li,

la contrizione dei

peccati venia-

oppure, siccome dichiarano alcuteologi,

li

ottenendo delle grazie atalla

che al sacerdote col permesso del parroco il benedire l'acqua ed il della sale, secondo 1' uso comune
Chiesa.

tuali

che eccitano

contrizione

necessaria per la remissione dei pecca-

L' acqua battesimale, cosi appellata

F. Syh'esler in summ. alla parola ^qua bcned. Catechismo de


ti

veniali.

perch inserviente
si

alla

ammi-

nistrazione del

battesimo,

quella

IMontpellier, pag.
chis/n.

658

in 4-
1 1

Cate3.

ad

ovdinand. pag.
K'urie

che
ste.

benedice
di

vigilie
Il

Pasqua
di

solennemente nelle e della Pentecotal sorta

modo

preparare

III.

Sue

denominazioni.

di

acqua nei

detti

giorni appresso

ciascuna chiesa parrocchiale

pu

ri-

Havvi quattro specie di acqua benedetta; i.^ la conmnej 2." la battesimale j


pifanica.
3.' la

levarsi

di leggeri dov'

parola del

episcopalej ^.^ la

e-

La comune acqua fredda pura e naturale benedetta. Eccettuate


le feste di

sacramento del Battesimo [Fedi). Torner gradita ai nostri lettori r annotazione della costmnanza, la quale in vigore appresso la Cappella Pontificia.

La

funzione del be-

Pasqua

e di Pentecoste, la

nedire quest' acqua cominciata iu


privato da monsignor sagrista della

benedizione di quest' acqua si fa ordinariamente ogni domenica dal sacerdote destinato a celebrare la messa
solenne. Viene pirscritto di benedirla

Cappella

medesima; ha luogo

di

ad ogni
cile

otto giorni, per evilarne la faIl

corruzione.

modo di (ar

tale

ho
in

nedizione gi indicato dal Rituale

buon' ora, aflnch i parrochi possano aspergere con essa durante il giorno della benedizione le case dei loro pari'occhiani ed anche i cibi uova da loro, particolarmente le
mangiarsi
nella

-Romano,
giorno
il

il

quale

comanda che

pasquale solennit,
tut-

di iu

sale

domenica apparecchialo sacrestia, e rac<pia da

uova che un tempo erano per


ta la precedente

quaresima proibite.

ACQ
IJ

AGO
dal
aflne

7'

acqua episcopale Im nome


il

ministro di essa, che

vescovo, e

entrandovi possano prepararsi a meglio pregare per la


i

che

fedeli

che ne fa uso nella dedicazione delle chiese e degli altari, o nella ri-

pui'ificazione de' loro peccati.


sti si

Da (jueal

reca alle proprie case per asper.sia

prime ( f^. DediCAzioxE DELLE CiiiEsE, cc. ), La benedizione di tal' acqua tutta proconciliazione delle

geisi
car.si
,

al

levarsi

come
si

cdvalle

prima

di

dar principio
solfra

preghiere e quando

f[ual-

pria del vescovo.

greci,

come

pie-

parano il crisma con olio e balsamo dove introducono fino a treiitasei odori, cosi benedicendo quevino ost' ac({iia ci mescolano un
Icnle

che tentazione, o avvenga alcun temporale. Si aspergono eoH'acqua benedetta


quali
si
,

quei

luoghi
la

eziandio

nei

teme
e
si

malignit

del de,

monio
teri.

usa pegli
,

ammalati

appellato
vite,

J ciKintha

vale a

pe' morti, ne' sepolcri

e nei cimi-

dire fiore di

raccolto dalle lam-

brusche.

retti

Questi tre ullitni usi sono diad ottenere da Dio, che in rialle

L' acqua
pellazione
tlal

epifanica

riceve
si

apbe-

guardo
fatte

preghiere della Chiesa


si

giorno in cui

sopra quest'acqua

degni

pLi-

nedice, eh" della Epifania di nostro Signore. Appresso


i

rificare

ed alleviare

le

anime

dei

latini,

ben-

fedeh purganti.

ch non da
Il

tutti

la

vediamo befesta.

nedetta anco nella vigilia della


rito della

benedizione di tal'acqua

per s stesso un'addizione irregolare al Rituale


greci e

Quanto al modo di dispensare l'acqua benedetta, non pu negarsi, che quello per aspersione non sia il pila convenevole ed il pi conforme alla antichit,

Romano

desunta dai
Chiesa, ove

tollerata dalla
le

non meno che

ed alluso della Chiesa, alla decenza delle ceconcerne

siano tolte

quattro aggiunte che


proibisce. E.s-

rimonie, tanto in ci che


per coloro che la ricevono.
soltanto ricevono
i

Papa Benedetto XIV


se

l'onore dovuto al ministro, quanto


Il

sono

i.

portarsi

da un

fanciullo

perch
dell' a-

in processione la croce in

mezzo a
e sud-

principi l'acqua

due

sacri ministri,

diacono

benedetta colla presentazione


spersorio
(

diacono, ciocch disdice alla gravit


de' sacri riti; i. benedirsi
la
il

Fedi).

sale

con

formula:

Lu creatura
3.

salis in

ro

nomine

sanctce

Trinitatis efjciatur
l'esorci-

Sopra r acqua benedetta scrisseil Marsigli Colonna, Hydrogiologia, sive de aqua henedicta, Ro-

salutare sacramentumj

niae,
il

i566-i588,

Venetiis
:

i6o3;

smo, onde
glionsi
le

in

senso
di

materiale vos.

parole

Paolo misit
l'

Card. Turreci'emata De efficacia aqucs henedictcc contea Petruin Angeliciini in

sticamente proferite, cio:


struni sale conditnm;
4-

cor veinvoca-

Bohetniaj

^'j',

s.

a., li-

stampato a
cellencias de
cia,
1

Roma

nel

zione dei

ss. Giuseppe, Teodoro ed Orsola nelle litanie cantate in tale

i52g; F. Cristoforo tagua benedita, Valen589.

i5i^ e nel Morino, Ex-

benedizione.

ACQASPARTA.
.

IV.

Uso dell'acqua benedetta.


ordinano por
1'

tolo di
cio,

Borgo con tiDucato nello Stato Pontificon un nella diocesi di Todi


,

Suolsi d'

acqua

forte

sopra
in

un' eminenza.
Actjuasparta
la

Assai

benedetta all'ingresso delle chiese.

illustre

romana

VI
tainijj;lia

A
Cesi
(

co
la diocesi di

ACQ
ACQUASPARTA
Cardinale. Mattco

Fedi) dtrivantc dai

(d") IMvtteo,
fece francescano

Acquasparta, e die vuoisi provenuta da Ceso lglio di Jerneno


duchi di
re de' Greci,
i

d' Accpiasparta delsi

Todi

cui discendenti
il

non
di re

essendo ancor giovanetto. Divenuto


lettore del sacro palazzo, fu, nel
i

conservando pi che

nome

l'"]

furono scacciati dal regno, portando seco alciuii parenti della prima nobilt.

ministro generale dell'Ordine di san

Francesco. Nicol IV, nel 1288, la


vigilia

nome
zi.

Giunti in Italia, diedero il di Magna Grecia agli Abruz-

di Pentecoste,
titolo
1

creollo predi
s.
1

te

Cardinale del

Lorenvescovo

Passati dipoi a lloma, abitai'ono

zo in

Damaso,

e nel
il

29

la

contrada chiamata Suburra e otle

Portuense, ritenendo
la
le,

governo delRieti,

tennero
f)r)9

prime dignit, dando nel


il

religione fino al capitolo genera-

oltre
al

Pontellce Silvestro
Collegio
i

II

che

si
il

convoc in

cui in-

anche

sacro

cinque

tervenne
facio

Cardinali, Paolo Emilio nel iSiy; Pier Donato Federico nel 1 54 [ nel iSyo, Bartolonuneo nel i59(), Ael e Pier Donato nel 1641.
,

medesimo Pontefice BoniVili, che lo sped legato Apo'


col titolo di governatore,
le citt di

slolico nello stato Veneto, e nella R.o-

magna,poi
aflin di

ridurre

Cesena, di

1476

afflitta

Roma da
il
,

orribile

Forl, di

Faenza
il

d'Imola aU'ul>

pestilenza, pass

Pontefice Sisto

bidienza della Chiesa

Romana. Egli
preso
la

Rovere a ricoverarsi ad Acquasparta insieme a sei Car,

IV

della

propose

premio
che
i

delle Indulgenze

per

quelli

avessero

dinali.

Tra

celebri rampolli della


la

croce contro

persecutori del
i

Ro-

famiglia Cesi, sort

culla

da Ac-

mano
r

Pontefice. Nel

36o

si

trasfe-

che diquasparta quel Federico cemmo fondatore dell'illustre rojna-

in P'irenze col carattere di lega-

to

laiere per acchetare le fazioni

na Accademia dei Lincei nel i6o3 /^, Accademie). Scopo di quel( 1' Accademia essendo le scienze fisiche e naturali,
tutti
i

de' Bianchi

e Neri.

spetto
l'altra

di

favorire

pi

Venuto in so1' una che


di frode rialle

parte, trov tal durezza nei

sapienti di

Bianchi, che per

tema

Europa convenivano ad Acquasparta per discutere intorno alle scienze,

cus

di sottomettersi

determi-

nazioni

del Cardinale Legato.

Es-

che formavano

1'

oggetto de' propri!

sendogli stata minacciata la

morte

studii e di quelli dell'

Accademia dei
Sussistono annel

da alcuni

sediziosi,

sdegnato, fulmila

Lincei da esso nella sola et di dieciotto anni


istituita.

n contro Firenze
scomunica ed
to
in

sentenza di
.

interdetto
si

Ritorna-

cora

ad

Acquasparta

palazzo
molti
di

Roma,
INlor

applic allo studio

Cesi le celle da quei


ni abitate in
illustri

sommi uomibusti di

commentando
tura.

alcuni libri della Scrit-

uno

ai

in

Roma
vicino

nel

i3o2, e

personaggi.

Sulle

pareti

fu sepolto nella chiesa di santa


ria in Araceli
glio.

Ma-

quelle celle trovasi

un immenso nu,

al

Campidoche
giudi-

mero

di

e civili dal

massime religiose duca riccolte.

morali
altri

ACQUATICI.
coeteiiio a Dio.

Eretici,

Ebbe Acquasparta
due
Carilinali:

inoltre

cavano l'acqua csseie

mi

principio

BcntiTcnga de' Ben'd'

livcnghi

Rlatlco

Ac(juasparta.

ACQUAVIVA.
nella

Citt dell"
e,

liali.i

IJt.x

TivENGUi, e l'articolo seguente.

provincia di Uari,

scconilo

ACQ
alcuni,
vescovile.
essa

ACQ
non
clic

7I
Filipjx)

Oggid
le

vi

tolommeo
dichiar
regni
di
,

all' Isola.

lo

Im
cui

di

che

rovine, pio'iso

ministro

e protettore
la
egli

dei

esiste un grosso borgo una collegiata con arciprete,


le
si

ha
li-

Spagna presso
qual
oflizio
il

ni

qua-

Sede
si

nel

Santa molto
(ito-

commettono

tutti

gli

ad'uri

distinse.

Dimesso

primo

tigiosi.

lo,

pass a quello di santa Cecilia,


cui
.

ACQUAVIVA.
de,

Citt,

come

si

cre-

la

Basilica

ristor

magnifica-

un tempo
monte

vescovile,

posta nella

mente
bina

Nel

1724 da

Benedetto
di
,

Toscana, neh' antica Flaminia, sotto


il

XIII trasferito al
,

vescovato

Sa-

Soratte

tra

Ariniano

e
le

per ispeciale indulto


titolo

rilen-

Citt-Castellana.

Se
il

ne

veggono

ne a
di
di
s.

di

commenda
e

la

chiesa
in et
in

rovine

presso

luogo detto FonCitt creduta venel

s.

Cecilia.

Mor nel 172,5


fu

tana d' Acquavwa.

sessanta
Cecilia.

anni,

sepolto

ACQUAVIVA.
scovile,

eh' era

situata

Saunio
giorni
il

ACQUAVIVA
vescovati di

Gian- Vincenzo,

o nella Campania.
turno
tra

A' nostri

Cardinale. Gian-Vincenzo Acquavi-

lU sempli(;e borgo sopra

V^ol-

va ottenne da Paolo III nel


i

1537

Venafro ed il monastero di san Vincenzo nella provincia di Capua. Gli scrittori non convengono tra loro nell' asserire se
,

Melfi e Rapolla chie-

se unite.

Ebbe

quindi

la

prefettuia

del forte di Castelsantangelo, e fu nel


ai 3 1 1 542, Cardinale del

maggio,
titolo

creato prete
nel i,556

([uesta

citt

e le due, di cui sopra,

de' ss. Silvesti-o

sieno state episcopali. Egli certo per


altro,

e Martino ai monti.

Mor
di

sede di una di queste stata occupata dai vescovi Paolino o

che

la

dopo
lato.

cpiattordici

anni

cardina-

Paolo
cilio

il

quale
Ilario
tre

intervenne

al

consot-

ACQUAVIVA G\vi.\o, Cardinale.


Giulio Acquaviva nacque in Najjoli

tenutosi in

Roma
:

nel

4^5
,

to

il

Papa

Benigno

che fu
in

da nobilissima famigHa l'anno


cato da
al
s.

i54f.

presente a

concilii

celebrati

Neil' et di soli venti anni fu incai'i-

Romanci 487, 479 e


il

'^"^5 Bonifazio,

Pio
la

della

Nunziatiu-a

cpialc assistette al concilio di

Roma

re cattolico Filippo II per indurlo

nel
fice

5o3

celebrato dal

Sommo PonteCar-

a preservare
stica

immunit
la

ecclesia-

Simmaco.
Francesco,

dagli

attentati

dei ministri di

ACQUAVIVA
dinale.

Milano. Compiuta
dal
gio.
s.

Nunziatura con

Francesco Acquaviva nacque in Napoli dalla prosapia dei duchi


di Atri

soddisfazione del Pontefice, fu creato

r anno

^^^.
lo

Sotto

InnoFerra-

medesimo nel 1^70, ai 17 magCardinale diacono del titolo di


.

cenzo
ra.

XI

fu

vice-legato di

Calisto

Alessandro Vili

destin in-

quello di

s.

Dipoi gli fu Teodoro. Pio

conferito

V
i

lo volle

Malta ; Innocenzo XII lo volle suo maestro di Camera, e in seguito lo decor della Nunziatura al re cattolico Carlo II ed anche a Filippo V. Clemente XI per compensarne le singolari benemerenze, nel 1706, ai 17 maggio, lo assunse al
quisitore a

presente alla sua morte, e dalle sue

labbra desider ascoltare


Signore.
di
soli

pii

sug-

geiimenti, onde spirare nel bacio del

Nel

ventotto

i574 contando l'et anni, comp la sua


,

carriera lasciando gran desiderio di


s alla

Chiesa

che

nella

piet e

Cardinalato
VOI..
I.

col titolo

di

san Bar-

dottrina di lui attendevasi

un nuovo

74
lume.

ACQ
Ebbe
il

ACQ
incarico
pi
diflicilissimo

sepolcro nella Basili-

per quei lem-

ca Lateranensc.

in cui la

agitazioni della
insolenti gli

Fran-

ACQUA VIVA
chi d'Atri
1

Ottavio

JuivioRE,

cia

rendevano
citt di

Ugonotti
Ri-

Cardinale. Ottavio AcquaA'iva dei dunacque in Napoli l'anno

nel delfinato, nel contado vcnosino e


nella

Avignone

[^^edi).

608.

Fu

fatto

cameriere segreto di

dusse Enrico
sa Cattolica.
benefizi i

IV

dall'eresia alla Chie-

Urbano Vili,
governatore

di poi

ponente della
di

congregazione del Buongoverno, indi


di Jesi
,

Ancona

di Orvieto, citt,

che valorosamente
di

Coronalo di gloria pei che sparse, fece ritorno a Roma, dove fu accollo dal Pc)ntefice come in trionfo. Dimessa la sua diaconia, pass al titolo di
s.

difese contro le armi del duca Panna. In appresso da Innocenzo

Prassede.

Leone XI

nel

i6o5
piet.

lo cre arcive-

fu eletto

segretario della congregaaccp^ie,

scovo di Napoli, cliiesa che resse con

zione delle

votante della se-

sommo

zelo

Libralissimo

gnatura

di giustizia, e presidente della

coi poveri,

diccsi
la

che

impiegasse a
di

provincia del patrimonio e dello stato di Castro.

loro sollievo

somma

novans.

La
e

soavit dei costula

tamila scudi. Fabbric due conventi

mi,

la giustizia
,

candidezza di
,

ai

religiosi

Osservanti di
del suo

Fran-

animo

ond' era
l'

fregiato

cos

gli

cesco. Arricch la sua cattedrale,

ame

meritarono
Io cre

affezione del Pontefice


1

pli le

rendite

capitolo,

Innocenzo, che nel


air Isola.

654,

^i

"^

marzo,

fabbric anche una sontuosa villa in


Frascati. Nella terribile
carestia del

Cardinale di

s. Bartolommeo Per alcuni mesi occupossi


;

nella legazione di Viterbo

in seguito

venne destinato alla legazione della Romagna, che a merc di lui Aenne liberata dal gran numero degli assassini, da cui era infestata. Dal titolo
di
s. s.

1607 soccorse con mirabili esempi la sua pitta. Dot con venti mila scudi il monte della Piet di Napoli. Fattosi caro ad ognuno e modello
di tutte le viriti, spir nella sua diocesi

l'anno

161

2, e fu sepolto nella

Bartolommeo pass a quello


,

di

cattedrale di Napoli.

Cecilia

ed

in progresso

venne

ascritto alle principali congregazioni

di

Roma.

Fini di vivere in

Roma

l'anno 1674, e fu sepolto neila sua chiesa. P^. Gualdo Priorato nella

scena degli uomini

illustri.

CardiPapiniano Acquaviva, secondo Paolo Tarsia, venne assunto al cardinalato dal Pontefice Adriano I nell'anno 77'2. Le memorie di lui ne lo dipingono come un eroe per ogni
nale.

ACQUAVIVA Papiniano,

ACQAVIVA
Cardinale.

Ottavio Seniore,
l'an-

riguardo incomparabile.

Ottavio Acquaviva nacalla corte

que in NapoU di nobil famiglia

no i56o. Condottosi
tificia,

pon-

Pasquale, CardiPasquale Acquaviva di Aragona nacque a Napoli di nobilissima


nale.

ACQUAVIVA

Sisto

gli

confer la vicele-

casa
di

gazione della provincia del patrimonio.

Gregorio

XIV

lo

cre prefetto
i5c)i,
a'

nel 1710- Ebbe la presidenza Urbino. Clemente XIV dopo averlo serbato in petto Cardinale
il

del sacro palazzo, e nel

di cpiindicesioio

di

marzo
della

i77'>

maiyo, diacono Cardinale di s. Giorgio in Velabro e legato della provincia di Camjiagna. Clemente Vili
affid

Io

pubbhc
colla

fregiato

porpora
stachio.

diaconia di
gli

romana santo Euin

Chiuse

oa:hi

Roma

lui la

legazion di Avignone,

nel d

ventinovc fcbbiaio

i'r88.

ACQ
ACQUAVIVA
nale.
t
Il

ACQ
Cjrdicitall'

75
lodato

Stefano,

elevazione

del

Ponted.

Tarsia nella storia della

fice.

Conversano dice di Stefano ^Vcquaviva, che fu onorato della sacra porpora da Bonifacio V, e che
di

ACQUE
Roma.
dica

ED

ACQUEDOTTI
aquccdiictus,

La

parola Acquedotto,
latino

dein-

rivante dal

questo Pontefice clon a

lui
,

la

sua

un canale

costrutto di pietre

stima

per

le

alte

virt

end' era

o mattoni per condurre,

anche

at-

fregiato.

traverso di superficie ineguale,

una

Trojano, CardiTrojano Acquaviva dei duchi d'Atri nacque in JVapoli nel i6c)4Clemente XI l'anno 1 7 1 2 lo sped in Ispagna, perch recasse al Cardinale
nale.

ACQUAVIVA

quantit d'acqua con regolare pendio.

Talvolta quel canale corre sot;

terra

talvolta

s'

innalza

sopra uno
si

o pi ordini di archi. Quindi


stinguono
renti

di-

gU Acquedotti
in sotterranei.

in

appa-

di

Arrias

la

berretta
,

cardinalizia.

ed

Gli Accjue-

Ritornato in Italia

il
,

Pontefice lo
e poco

dotti erano sconosciuti ai greci. I ro-

annover fra
nel
1

prelati

dopo

lo spedi vice-legato in Bologna, cui

72

presiedette

egli

solo per

mancanza del Cardinal Legato. Innocenzo XIII lo trasfer al governo di Ancona e Benedetto XIII lo cre suo maestro di Camera, indi arci,

mani, contenti da prima dell'acqua coli' ingrandimento della loro citt, immaginai'ono nell' anno di Roma 44 ^ tli condurvi l'acqua delle sorgenti per mezzo di Acquedotti, che a poco a poco si sono'
del Tevere,
moltiplicati

non

solo,

ma

vennero
semplici^

vescovo di Larissa, poi suo maggior-

anche maravigliosamente
videro

costruiti. Si

domo.

Il senno e la destrezza, che dimostr egli nei sostenuti incarichi, gli meritarono la sacra porpora.

quindi
triplici,

acquedotti

doppi e
chi r

perch composti di
d' ar-

uno, di due o di tre ordini

Clemente XII, nel concistoro del

pri-

uno

all'

altro sovrapposto. Cos

mo

ottobre
di
s.

1732,

gliela

confer col

uno
rie

titolo

Cecilia.

Filippo
re

di

Spagna, e Carlo
Sicilie,

III

delle

due

per

suoi meriti presso di

loro, lo crearono ministro plenipotenziario


S.

Acquedotto portava a vatre acque diverse, cio superiormente la Giulia, nel mezzo la Tepula e la Marcia al di sotto [V. Alberto Cassio, Corso delle Acque
stesso

altezze

dei

due regni
1'

presso

la

antiche, portate

da

lontane contrae delle

Sede. Ottenne a favore dell'In-

de fuori e dentro di Roma, sopra


quattordici acquedotti,

fante di

Spagna
che
fu

arcivescovato di

mo-

Toledo
l'

amministrato dal-

arcivescovo di Larissa fino alla deet dell' Infante.

derne ed in essa nascenti, colla illustrazione di molte antichit della


stessa
ivi,

bita

Nel i73g
all'

il

citt,

Roma

Giannini

Pontefice lo promosse

arcivesco-

\ado di Montereale, che resse per soli nove ainii. Consumato da lunghissima malattia , nella quale Benedetto

santa Silvia madre del Pontefice s. Gregorio I colf illustrazione de' beni
istoriche della
vita d
,

1739; morie

Puccinelli

i747-

^^c-

XIV

per singoiar distinzione lo


fine l'anno

visit,

ebbe

1^4-7: ^

f"^*

sepolto nella

chiesa

del suo

titolo,

che aveva ornato di un


portico
.

magnifico
influito

Egli

avca

molto

Lazio ornati di Acqueportavano a Roma le acque Marcia, Claudia, e le due Aniene , Roma pel RotoU i'j55). Procopio, De hello gothoruin Hbro I,
e castelli nel
dotti,

che

76
tlicc,

ACQ
die
di
gli

ACQ
Romani
e-

Acquedotti
altezza,

glia e

mezzo sopra
fatto

gli archi. 4-

7e-

rano

tanta

da potervi
nel coi'volte e

pulo

entrare

so del canale.
agli

un uomo a cavallo Quanto alle


,

condurre dai censori Gneo Servilip Cepione e da Lucio Cassio


neir anno

Longino
e di

628

di

Roma
Ipseo,

erano in alcuni Acquedotti alti 109 palmi, come as sicura Frontino. P. Vittore ne noarchi
questi
ni ina venti. Rutilio nel libro
I

nel consolato di

Marco IMuzio

Marco Fulvio

Fiacco. L' ac(jua

di quell'accpiedotto fu tolta

ad undici

dice.

miglia sulla via latina

5. 11

Muizio

Quid

loqiiav aellierio

pendentes

fornice Rivos,

Quo

vix imhrifcras tolleret Iris


potiits dices

per essere costruito dal pretore Quinto Marzio, che poscia da Agiippa si pre-< se a ricostruire; 6. 1' Anicne vecchio,
l'acqua del quale fu condotta da Marzio

aquas

Hoc

crevisse in side-

Curio Dentato e da Lucio Padall'

ra montes: Tale GyganUeum Grcecia laudai


opus.

pirio censon, l'anno di

Piima che
ti

il

corso de' tempi e la

Roma 4^^) Aniene detto volgarmente Teverone, venti miglia sopra Tivoh; 7. h' Appio j 8. L' Alderivandosi
seatinoj 9. L' acc/ua nica che ora
f^

fleiezza dei barbari avesseio guasta-

ergine, l'u-

che in Raina fece costruire la munificenza de^ g' imperatori, scrivono alcuni che
e tagliati
i

condotti

diciannove fossero
i

gli

Acquedotti,

ma

migliori storici

atrxnano, che al

tempo di Nerone ( salito al trono ueir anno 54 di Cristo ) fossero solamente nove:
( il il

rimanga, fu condottii da Marco Agrippa nell'anno 735 di Roma. Quest' acqua non tanto la la sola che ancor esista, ma pur la sola che pura si consei'vi, onde le venne il nome di Vergine. La sua
sorgente
nella

tenuta

di

Salone,

I.

ed

il

maggiore
Frontino,

non lunge
la dedic

dalla via Prenestina, otto


citt.

come

scrive

citato

miglia lontano dalla

Agrippa
in ap-

mentovato dal Pansa, nella sua Libreria vaticana ) era quello


nierw.
dell'

ad Augiuito
di

e perci le po-

A'

se

il

nome
dicesi

Augusta;

ma

nuovo

fatto costx'uire dall'

im-

presso

chiamossi

acqua

T'ergine

peratore Claudio, che prese l'acfjua


dal Teverone per la via di Subiaco,

Oggi

luogo in cui
citt,

quarantadue miglia lunge da Roma, e fu fatto rifai'e da Frontino per ordine di Nerva; 2. di Claudio, cominciato da Caio Caligola e compiuto da Claudio suo successore che derivava dai due fonti Ceruleo e Ciuvio lungo la via Sublacense; 3. di Giu^ Ho condotto da Marco Agiippa nel secondo consolato di Augusto, cio nel 731 di Roma, e si disse Giulio dal ncTme lcl suo autore. Scorjcva tra la poita s. Lorenzo ed i trofei di IVIario, e conduceva l'acijua da Frascati, dodici miglia da Ro-

volgarmente Trevi dal sboccava detto trivio, o perch Nicol V lidonandola alla
allorch era perduta, la fece uscire

da una fonte con tre sbocchi. Dopo Nicol V, Sisto IV ne fece riparare
scia
i condotti, opera, che fu pocompiuta sotto Pio IV, l'anno i5G8. Alla cura di quest'acqua at-

tesero in pai'ticolar

modo
fecero

Papi, e
e Reneedificare
il

sopra tutto Clemente XII


detto

XIV,
al

quali

inoltre la

famosa fontana che d


(juarliere di

nome

Trevi.

\J ac-

qua Vergine dopo


so
il

avei" traversala la

tenuta di Bocca Leone, gimita pres-

ma

sulla

via

Ialina

per

sette

mi-

ponte Nonienlano , va a sea^nda

ACQ
dc;l

ACQ
Dm
ri alla

77
fi-

Jeclivio
la
villa

del

monte che sovra111, e, tra-

l'uso di vendersi l'acqua

sta

di Giulio

no a Sisto

che,

non cedendo per

versata la villa Pinciaua dei Borghese,

nulla nella elevatezza de' suoi pensie-

entra in

Roma,
il

presso

il

iuiro
tli-

magnificenza degli antichi Roimperatori,

torto,

trapassa

colle

Pincio e
i

mani
detto

cominci

l'

anzi-

videsi in tre separati condotti,


li

qiia^

acqueclollo d

forniscono acqua a cini[uanta inr

tiine

pubbliche e ad

altre inniune-

coir opera dell' Fontana, siccome

acqua Felice architetto Domenico


egli dice nella bolla

rcvoli private.

Queste acque in varie epoche confluirono


tutte
al

169 Suprema, data ai 22 febbraio 1590. In questa d ragione perch


volle,

castello

di

porta

die
nella

([uest'

acqua

si

chiamaslui

vennero cjuinci unite, e ([uindi separate, restaurandone g' imperatori pi volle gli Acquedotti,
maggiore,

ma

se Felice, cio dal

nome da

a,

vuto

religione

conventuale

come
del

riportasi

nel tom.

parte
si

come pu

rilevarsi dalla variet del-

Bollano Romano, dove


d'

dico,

le costruzioni in tutti

quei

tratti,

che

che pens quel Pontefice con questo

solcano per ogni verso l'Agro romano.

condotto
colli,

introdurre

1'

acqua nei

Ora queste acque sono


uso in parte
Sisto

del tut-

e nei luoghi pi eminenti di

to perdute, e degli antiolii Acquedotti

Roma,
ficolt

niente atterrilo o dalla dif-

fece

allor-

dell'opera

ch condusse in
lice.

Roma t acqua

Fe-

della spesa.

dalla

gravezza

Indagate pertanto dal-

l'architetto le colline intorno a

Ro-

Prima che quel magnanimo Pontefice desse

ma,
alle

fu giudicato molto eonfacevolc


vaste

opera a

aidita intrapresa,

idee di Sisto

un'

am^

a cagione dei guasti recati agli


dotti dai

Acquesi

pia sorgente lontana

ben venti mia Palestrina,


,

tempi e dai barbari,

ven-

glia dalla citt e vicino

deva in

Roma

l'acqua del

Tevere,

presso ad

un

antico

castello

chia-

o quella cavata dai pozzi o fontane particolari, come si fa anche adesso


(IclV

mato ^g^ro Colonna, one


tolta l'acqua

gi

aveva

giio

acqua Acetosa, portandola in per le case coi somari, dopo


stata ripiu'gata.

avella attinta dalle cisterne, ove l'ac-

Appio Claudio conducendola ai luoghi pi Roma, ove formando un perdeva nel Teverone. La
Sisto

censore,
bassi di

lago

si

compr

qua del Tevere era


L'ospedale di
tori
s.

col prezzo di

venticincpie-

Gio. in Latera-

mila

scudi d'oro combinandosi in-

no ebbe origine appunto dai vendid'acqua per Roma, e si esponeva ogni anno nella festa del santo Precursore una pianeta, nella quale vi era un emblema allusivo. Anche sino
adesso
si

cento e pi oncie

sieme varie sorgenti, sino a setteed unendo specialmente lo sgorgo dell' acqua Marcia,
,

celebratissima dagli antichi per la sua


salubrit.

Volle

egli

andarvi persoil

portava l'acqua dai muli con


bariletti

nalmente, affine di benedire


cipio di

prin-

due o
le

tre

per

parte,

per

quest' opera, che

cordonate del

palazzo

Vaticano,

dicevano sarebbe

romani compita a temi


,

acquarolo pontificio. Non altrimenti interviene al Quirinale per l'acdall'

po

dai

loro

nipoti
soli tre

ma

che
l

essi

videro dopo
terminata*

anni, nel l'TSS,


ac-

fpia

di

Trevi, per

dispensarla alla

Fu

aduncpie condotta
canali
all'

a"etlenza

e cucina Pontificia,

cd

ai

qua per
in

lo spazio di tredici miglia

primarii ministri palatini.

sotten'anei

uso

dei

78

ACQ
tuile
vi

ACQ
comprese
custodia
e
delle
la

Cesari, e per sette miglia sul dorso

congregazione
stiade,
dei

d'archi eguali in altezza agi' impeindi facendola entrare in Roriali


:

per
sei

la

delle

ponti,

acque composta di
cui
s'

ma
l

presso l'anfiteatro Castrense, di

Cardinali a

appartenesse

segue

l'

andamento

delle

mura

per porta maggiore e per quella di Lorenzo, ed internatasi nella citt, passa sopra un arco a tre fornici
s.

eretto

dallo

stesso

Papa

e divisa e

in

due rami va ad alimentare venfontane

tisette

pubbliche

molte

nuove strade e dilatare le vecchie , fabbricare nuovi ponti e ristorare i gi fatti sopia le acque principalmente e sopra quella da lui chiamata Felice. Ora da dire alcuna cosa delY Acqua Paola, la pii abbondanl'aprire
te di tutte,

private.

In questa
entrata

opera

Sisto

che acquist un

tal

no-

spese trecentomila scudi d'oro, traendoli

dalla

tutta propria e

me perch introdotta in Roma dal Sommo Pontefice Paolo V Bov'


,

particolare del

Romano
egli

Pontefice
nella

ghesi,

romano, creato nel i6o5, mi-

Questo
porta di

volle

esprimere
tali

rabile per virt e grandezza d'ani-

iscrizione posta sull'arco vicino alla


s.

Lorenzo con

parole

mo. Osservando quel Pontefice, che tutta la contrada di Trastevere molto penuriava d'acqua, con sovrano

Suo
altre

suniptu extruxit, la quale (colle

a questa fonte
il

spettanti

si

coraggio fece radunare sopra


Sabl)atino
nell'

il

lago

vede appresso
giunte al

Yittarelli, nelle ag-

agro

di Bracciano

Ciacconio tom.
beneficii

IV
,

itcv

dell'Anguillara, e Vicarello gran co-

Pontificum. In segno di gratitudine,

pia d'acqua, cio sopra mille oncie,

a questi ed
lo

altri

il

popo-

e con
corso

immensa spesa
negli

la

fece con-

romano eresse a Sisto V in Campidoglio una statua colla seguente


iscrizione,

durre, per
,

trentacinque
acf|uedotti

miglia
dell'

di

antica

role intesse

che sotto brevit di paa s gran Pontefice il

acqua Alseatina,
ristorati

fatti gi da Traiano, da Leone XII nel 1828, ed

meritato amplissimo elogio:

ora rinnovati e rifabbricati. In quella


il

V PONT MAX OB QVIETEM PVBLICAM COMPRESSA SICARIORVM EXVLVMQVE IICENTIA RESTITVTAM ANNONA INOPIAM SVBLEVATAM VRBEM AEDIFICIIS VHS AQV^DVCTIS ILLVSTRATAM
SIXTO
.

parte di

Roma
s.

poi

che

dicesi

monte

di

Pieti'o

Montono,

l^ao-

lo

fece

alzare da' celebri

archi-

tetti

Fontana e Madcrno mi nobidalle

lissimo Frontespizio, con cinque lai-

ghissime l)ocche,
distribuita
1

quali viene
sola-

acqua Paola, non


tre

S. P.

Q.R
i

mente da lui

alle

magnifiche fontane

solo

si

content di costruire
,

ma
per

erette presso il Vaticano ancora a gran parte di Roma,

detti ac(juedolti

ma

pel manteni-

mento di essi Sisto V assegn l'annua rendita di settecento scudi, dal


fmtto di novantauu luoghi di monti detti Religione da essere amministrati dalla congregazione delle acque.
Fi'a
le

ove condotta in canali di piombo ponte SixtOj e ponte (juattro

capi

arriva

fino

al

Campidoglio.

Paolo
gnifica

V
IV

termin nel
(

1620

mat.

impresa
del

F.

la Costituzioil

ne

CCIV Jn

sede, presso

V
f^.

quindici congregazioni car-

part.

Bollano Romano),

dinalizie

da

lui

confermate ed

isti-

A^GUILLARA.

, ,

ACQ
Queste per non sono le sole acque di Roma. Altre molte se ne annoverano, alcune meno salubn
glioni

ACQ
(anno i83o), come
il

79
si

vede
il

dalla graziosa fonte eretta presso

porto Leonino, dirimpetto


iSalviati. 3.

palazzo

ma
rali,

tutte

buone e

potabili, ed al-

La vena

dis.

Damaso, che
la ori-

cune impregnate eziandio di minee di profcue sostanze.

sgorga dal Vaticano. Antica


gine di

Fra

le

quest'acqua
s.

rinvenuta
1'

dal

piime sono tenute per acque pi leggere quelle di s. Felice a' Cappuccini vecchi, alle falde del Quirinale, e l'altra del
al

Pontefice
circa
tre

Damaso

anno 867,

quarti di miglio fuori di

Grillo in faccia

Foro di Nerva. In quanto alle acque minerali e mediche, famose sono la Santa, fuori di Porta s. Gio\'anni, e V Acetosa presso il Tevere
fuori

della

porta Flaminia,

e cosi
acidulo.

chiamata
fessore

dal

suo

sapore

Di queste acque il valente prode Matlheis parl opportunamente da ai'cheologo e da medico sua erudita Dissertazione in una
siJle acrpie minerali usate dagli antichi

Prudenzio nei menzione di cpiest' acqua , da nel Innocenzo 1649 diramata ad uso pubblico, conduccndonc una porzione nel cortile del Vaticano dotto delle Logge e di s. Damaso per la fonte ivi esistente. Di presente questa acqua mossa dall'acqua Paola viene dispensata nel palazzo Vaticano fino alla
porta
suoi

Cavalleggeri.
sacri

inni

fece

estrema e pi alta parte di esso


4.

h'

acqua Piaj

di questa parla

il

Cancellieri nella sua Sagrestia vatica-

romani

( Veggasi Guida dell'ac-

na. Essa prima chiamavasi Barbe-

qua santa

Jiori di porta s. Giovanni in Laterano, E.onia per Giacomo Mascardi 1688. Luigi Lami
critico
-

rina
di

o delle

Api ,
ivi

dallo

stemma
dal

Urbano VIII

scolpito

Bernini, per esprimerne la dolcezza.


5. L' acqua Innocenziana, che sgorga dal detto Gianicolo e clic tale si denomina per essere stata trova,

Notizie

storielle dell'
ivi

acqua

santa

di

Roma,

stampate nel

1777. Giovanni Tipaldo, Metodo di analizzare le acque minerali, praticamente dimostrato nell'acqua acetosa di Roma, \ stampata nel

ta e fatta

allacciare

nel Pontifica-

to d' Innocenzo XI.

Anche
fontane,

altrove

si

veggono

delle

1782. Lorenzo Massimini, Trattato critico-medico dell'acqua acetosa al ponte Molle, Roma 1771). A cjueste salutifere acque deve aggiugnersi Quella detta di s. Giorgio in VeI
.

sono poche, e scarse d'acqua, n gettano, che quando si vuole per via di macchina: V. A. Nibby, Analisi storico-topografico - antiquaria
della

ma

lbro,

presso

la

cloaca

Massima

1887

carta de^ dintorni di Roma , Giuseppe Melchiorri, Guida,

per

la
s.

quale
Pietro,

a vedersi Federico
istoriche del
s.

da

Memorie

sacro tempio e Diaconia di


gio in J^elabroj 2.

Gior-

metodica di Roma, i836,i quali parlano delle diverse acque di Roma, e dintorni, non che degli acquedotti;

La Lancisiana

Luca Poetus, De

restitutione

Ductus

s.

Spirito proveniente dal Giani-

colo

inonsignor

chiamata dal celebre Maria Lancisi archiatro di Clemente XI, che primo
e
cosi

aquce Virginis, in ejus libro de ponderibus, et mensuris. Venetiis i573.

Gio.

Augustinus Steuchi, Oralio de aqua Virgine, in urbem revocanda, Lugduni, apud


Chiffletii,

la rinvenne.

Riallacciata
di

fu

poscia

Gryphium

nel Pontificato

Pio Vili, Casti-

Aqua

t647- Job. Virgo, fons Romce

8o

ACQ
k
le

ACR
ripi'esero. Ritolta

celeberrimus, et prisca Religione sa-

per dal generale

cer opus adilitatis,


vetere

M. Agripp?R, Ex annulari gemma, Antiierpiac


Thes.

Mailleljois, fu affatto smantellala. Nel-

guerre del

665

et in Groevii

Antonio Ginlianelli, que di Civitavecchia , e di Trevi, Iloma pel Monaldi 1701.

IV 1779; Esame dell' ac-

cesi presso

di essa

1794 ottennero i franuna celebre vit;

toria. Il

vescovato suo era prima suf-

fraganeo di Milano

ma

il
1

Sommo
1

Pontefice Alessandro III nel

80

col-

ACQUEA.
liliria

Citt

vescovile della

la rendita di seicento scudi lo

un ad

orientale nella provincia del,

Alessandria da lui eretta in sede vescovile nel

la

Dacia mediterranea suffraganea alla metropoli di Sardica. Il vesco-

sere

1 178. Poscia pass ad esvescovato suffraganeo dell'ar-

ne

vo Vitale appose la sua sottoscrizioad una lettera inviata dal concilio

civescovo di Torino.
ufGziata
dignitarii,

La

cattedrale

da parecchi canonici, e
oltre

di

Sardica

alle chiese.

l'arcidiacono, ch'

ACQUI AQUI [Aquen


Pedemontanx ).
Citt del

provincicc

Piemonte

con residenza di un vescovo. Questa


piccola citt degli Stati Sardi, fondata

dai Ligm'i Stazielli Alpini, ricca di

pm-e curato. Acqui patria dello storico Giorgio Merula, molto nota pe'suoi bagni di acque termali solforate, che anche si bevono utilmente. Per essa citt passava una
delle vie Emilie, cio

monumenti che ne provano

l'anti-

quella strada,

co splendore, capitale della pi'ovincia di tal nome. Si crede che i


discepoli dell'apostolo
vi
ti

che Venne

ristabilita

da Marco Ei

milio Scauro dopo aver sottomessi


Liguri, e che continuata

san Barnaba
la

in seguito

abbiano posti

primi fondamentradizione

sino a Rimini, fu riunita alla via Fla-

del cristianesimo, e
il

minia. Nel

museo

Trivulzi di Mila-

del paese porta che

primo vesco-

vo

di questa citt sia stato

sessantacinque

missionarii

uno dei da Papa


Chia-

no conservasi vma moneta coniata da Odone vescovo d'Acqui.

ACRI
tichissima
ria
,

(S.

GIOVANNI
vescovile

D'), andella

Silvestro stabiliti nei dintorni.

mavasi Zajoriiio, o Zalerino quel

primo vescovo,
si

e la

nuova
il

cattedrale

gloria di possederne

corpo. Nei

tempi cambi Acqui spesso di prima anche nel temporale ai proprii vescovi, indi ai Marchesi d' Ivrea, a quelli di Monferrato, ai duchi di Urbino, ai re di Napoli, ed alla repubblica di Gebassi
signori, soggiacendo
tei'c

Sipure Acco , Ace, Aera j Accon , Achsapli o Tole maide ( Ploleniais , Colonia Claudia ). Giuseppe istorico dice che dopo aver appartenuto a Dario figlio di Seleuco cadde in potere di
citt

chiamata

Antioco Epifane.
gli

Alessandro re de-

ebrei la cedette

Tolomeo
il

re

di Egitto,

che

le

diede

suo no-

nova, ]iervc!iendo finalmente in podei duchi di Savoia. Nei condel Monferrato,

me.
stette

Conquistata
alle forze

dai persiani, resi-

egizie, e

divenne coposcia sotto

flitti

da

cui dipen-

lonia
il

romana passando

deva.
civili.

Acqui

soffri

accanite
essa

guerre
s

dominio dei mori.


la

questi ultimi

N meno
fi{

sofferse

nel

fu tolta dai crociali nel


essi

iio4:

ma

174') in cui

presa dagli Spagnuoli

perdettero nel
ripresa

187, essendo

sotto ilrcFilip])o

Ve

nel seguente
il

stata
il

dal

famoso Saladino,
di

anno, in cui

Piemontesi sotto
III re di

re

flagello delle
il

crociale,

Carlo Emanucllo

Sardegna

ccvelle

nome

da cui riAcco in luogo

ACR
d

ACR
vi

8i
per
la resi-

Tolemaicle.

cristiani

ricn-

rese Acri

ultimamente

ti-arono

quaranta
s

anni

dopo,

me-

stenza fatta alla spedizione francaste


in Egitto (aimo
di
sir

diante soccorsi a loro condotti dal-

799)

col presidio

da Filippo Augusto re di Francia, e s da Riccardo re d'Inghilterra. La fortuna abbandonando


l'Europa,
i

crociati,
citt

furono

ridotti

a dividersi

Sidney Smidi, obbUgando r armata francese a levare l' assetlio. Delle sue anticliit niun olb'o vestigio serba, die le rovine del castello

la

di Acri,

la

sola conquista di quelle con-

di

Ferro, cos dilaniato pa'-

che

loro

rimanesse
dell'

ch
v

la

parte di esso vicina al niarc


jialazzo prima, e
ai

trade. Acri divisa quindi tra dician-

era coperta di lamine di ferro. Serqviel castello

nove
santi

potenze
tutte
il

Europa

profes-

di

cristianesimo, assunse
autorit. Nel
1

poscia di spedale
plarii.

cavalieri tem-

una indipendente

187

Saladino prese Acri,

ma

cristiani la

In Acri fu

istituito

da ima com-

ricuperarono nella guerra del 1 1 9 1 Da cpiest'anno per un secolo ciascuna


delle potenze cristiane

pagnia

di

uffiziali

tedeschi di Bre-

ma

Lubecca

l'ordine militare teu1

ne possedette

tonico,

ordine che nel


dal

92 venne
Pontefice
i

una parte; per


rono in Acri

cui nel

i25o

si

trova-

confermato
riti

Sommo
dell'

Enrico re di Gerusalemme e di Cipro, il re di Napoli


riuniti

Celestino III perch soccori-esse

fe-

g'

infermi

armata dei
l'e-

e SiciUa,
conte
il

il

principe di Antiochia,

il

crocesignati, e preci-samente per


sercito,

di

Jaffa e quello di Tripoh, di

principe
il

Galilea,

e quello di

il Legato duca di Atene, i generali delle armate d' Inghilterra, di Pisa, di Firenze, di Genova, di Venezia, i gran maestri di s. Gio. di Gerusalemme, del Tempio, dell'ordine Teutonico e di s. Lazzaro. Vi .si vedevano allora molte chiese ed ospizii, dei quali non rimane ora alcuna traccia. Ma in mezzo a tante diversit d' interessi provenute dal-

Taranto^

re d'Armenia,

che assediava Acri sotto la direzione di Federico duca di Svevia. Chiamati i cavalieri Teutonici
dal duca Corrado, in soccorso contro gl'idolatri della Prussia, promise
di

del Papa,

il

dar loro ci che avessero coni

quistato sopra

nemici, cosicch in

poco tempo

si

resero signori di tut-

ta la Prussia,

ove

il

gran maestro,
coli' or-

nella perdita di Acri pass


dine, stabilendolo

xVntonio
stris

a Mariemburg. f^. Chroiucon equeMattei,

ordinis teuthonci nel

tomo

la

variet

delle nazioni che la

l'e-

veteris

Acri analect. Hagae Coniitum


la

golavano.

Acri

cadde nel 1291 in


i

1738.

mano
desi

dei saraceni,

quali pretendistrutti

Dopo
1

mentovata presa di Geda'

che ramente

ne abbiano
gli

inte-

rusalemme operata

turchi

nel

cdifzii.

Rimase lungo

187, la citt di Acri serv di rifu-

tempo
ch

in quello stato di rovina, fin-

gio ai re, ed ai patriarchi latini di

XVII, conquistata con tutta la Siria da Takhr-Eddin principe dei drusi, fu da lui ricostruita. Se non che rendutisi padronel
secolo
ni
di essa gli ottomani, la fecero capoluogo di un pascialato che por-

Gerusalemme fino al 1291, nel cpial anno cadde essa in potere degl'infedeli, ed i cristiani furono banditi da tutta la Soria, ci che produsse la morte al zelante Pontefice Nicol IV, afflitto per tanta calamit. Tolemaide

ta

il

medesimo nome.

Celebre

si

Acri

fu

in
I i

origine

un

8
semplice

ACR
vescovato
sufiragaiieo
di

ACR
Anche Jacopo de Vilr o Vitriaco
di Parigi, canonico di Oignies,

Tiro nella diocesi di Antiochia,


in seguito fu innalzata
di

ma
alla

LeAl-

alla dignit

gato d'Innocenzo III contro


bigesi
,

gli

metropoli,

fu

attribuita

e
,

poi

de' eletto

Crocesignati in

il

di Gerusalemme. Clero fu primo de* vescovi greci di Tolemaide di Fenicia nella Siria , e ne

diocesi

Palestina

fu

a vescovo

di

questa

citt.

Esiste

una

tradizione

che la beata Vergine di Yillebrou-

occupava la sede sul declinare del secondo secolo. Suoi successori furono Enea, che assistette al conNectabo Nicea nel 32 5 cilio di
;

que d'Oignies nel Brabante


vesse predetto
il

gli

a-

\escovado.

Questi

dopo
di

l'assedio di

Damiata, merit

che
co

fi-i

al

primo

concilio

generale
1; Antiooffusc

di Costantinopoli

nel

38

valente
la

predicatore clie

a patriarca di che non annuiva il Papa, piacendo meglio a lui di valersene ad utilit della Chiesa uniessere
richiesto
al

Gerusalemme,

per altro

sua gloria, unendosi ad a Severiano di


;

versale. Trascorso qualche

Acacio di Berea ed

questo fatto,

il

tempo da de Vitr, condottosi


la chiesa

Cabala, contro

s.

Gio. Grisostomo
al

a Roma, rassegn

di Acri

EUadio che
concilio di

intervenne

primo

ad Onorio
nare

III, ottenendo di ritor-

Efeso, e si dichiar a favore de' Nestoriani ; Paolo che fu ad im concilio di Antiochia; Giovanni che
sottosci'isse

fra' suoi

canonici di

Oignies.
il

Se

non che Gregorio IX

cre
ci-

Cardinale.
tata dal

La

Storia

Orientale

la

lettera
i

sinodale,

che
Crio-

Epifanio di Tiro ed
la

vescovi del-

Martene nel tomo III dei suoi aneddoti una tra le molte
opere di
lui.

prima Fenicia
patriarca
di

scrissero

vanni

Costantinopoli
i

Pegli altri vescovi latini di Acri

contro Severo di Antiochia e


aderenti fu ad
;

suoi

Giorgio che
concilio di

assistette al

cpiinto concilio generale;

un

Giuseppe che Gerusalemme,

e Neofto che n' era vescovo nel secolo XVIII.

a Rodrigo Alvaro religioso domenicano, preconizzato nel giugno i3q7 dal Pontefice Bonifacio IX. V. r Oriens chrislianus, t. HI. ACRIDA chiamata altres cryfino

dus, Achris, Prehellis, oggid Orride, o Adiride


,

primo de' vescovi latini di Acri o Tolemaide della Fenicia, fu Gio11

dai

tm'chi

Giu-

standil, pare a molti la stessa che

vanni, cui scrisse

il

Papa Innocendietro
assistetil

Lycnide e
per
tiene

la

zo

II

nel

33.

Gli tenne

dal

maggior
la

prima Giustinianea numero si riseconda.


di

Rogo, o Ruggiero,

quale

per

Giustinianea

te all'assemblea di Acri

per

la

guer-

citt

vescovile

Macedonia e

ra Santa nel ii47j ci^indi si annovera Federico, il quale trovossi


coir armata
de' crociati,

metropoli della Bulgaria, sul declivio di un monte detto Pierrus , vicina al lago Lycnide
scorre
ali"

nel

ii')^.

Guglielmo arcidiacono cedette a Federico liei


ri

di Tiro, suci

entrar

dell'

donde il Drino A litania [V.

i63, e

mo-

171 o 1 172, ritornando in Occidente, dove era


1

in Adrianopoli nel

Baudr, Dici. tom. I). Proco}>io assicura , (-he la prima Giustinianea fu fabbricata dall' imperatore Giustiniano
I

stato

mandato dal

re

Almanco, con
Cesarea
,

presso la citt Tauresia,

Ernesio arcivescovo

di

dov'egli

nacque,

che

lo

stesso

domandar

soccorsi per la l'alcstina.

Giustiniano

riedific

anche

Ulpia-

ACT
no, altra
di
lui

ADA
zio

83

citt,

onde Giustino
natali,
e

sappiamo
soltanto
le

di preciso.

Ne
,

fa

menzione

sort

suoi

intito-

il

Cornaro

nell'

landola
i

Giustinianea
,

seconda.

Ma

chiese

di Venezia

opera Delove in vma

Bulgari

nazione selvaggia e bar-

bolla di
to nel
I

Adriano IV Pontefice, crea-

bara, usciti dalla Sarmazia asiatica


alla fine del secolo VII, conquistan-

1 54, data al monistero di san Zaccaria, tra i Cardinali soscrit-

do

la

Mesia inferiore ed una par,

ti,

si

legge

il

seguente:
presb.

te della superiore

insieme

e l'altra Dacia j alla ad una parte delia Dalmazia


cui

una Macedonia e
all'
,

E^o Actaldus
s.

card.

tic.

Priscce.

di-

ACTOiNE.
ding scrive
,

Citt vescovile. Il

W^a-

strussero la Giustinianea prima, per


i

metropolitani

diritti
,

di

essa

passarono

ad Acrida

ovvero alla
Bulgari ave-

Giustinianea seconda.

che questa diocesi era sulFraganea all' arcivescovo di Lepanto, e ne fa menzione di due vescovi soltanto , Teodorico ed Ermanno
eletto
ai

vano
tutte

distrutta la religione in quasi

tempi del concilio di Covescovile della dio-

contrade; ma nel IX secolo avendola essi abbracciata , il


quelle

stanza.

AD ADA. Citt
dia.

domand a Papa Adriano II un diacono della Chiesa Romana


re loro

cesi dell'Asia, nella

provincia di Pisi-

nominato Marino, per vescovo della nazione. Ma quel Papa, avendo stabilito Marino a legato della Santa Sede appresso il concilio generale Vili, ne invi invece
tro appellato
Silvestro.
Il

un

al-

Strabene chiamasi Abadala. ADALBERTO (s.), vescovo di Praga, martire, nacque circa l'anno 956, ed ebbe al sacro fonte il nome di Woytiech, che in lingua schiavona significa soccorso dell' armata.

Da

re mallo scac-

Votato da' genitori


l'

al servigio del-

contento di
ci e

quest'ultimo,

altare

fu

ordinato

sacerdote
,

da

ne

richiese

uno
di

al

patriarca
rito.

di

Costantinopoli

greco
le

Dietmaro vescovo di Praga e ne fu consecrato dal anco il successore


,

Costui non ebbe mai ferma residenza in


Bulgaria, esercitando

vescovo di Magonza

il

29

giu-

sue

gno 983. Accolto da ogni

classe di

ftmzioni or in ima, ora in altra citt.

gli

Finalmente pose sede ad Acrida, e furono assegnate per sufFraganee

persone lietamente, gli esempii chiarissimi e le diuturne cure di lui

avrebbero condotta

al cristianesimo
;

quattordici chiese, sette delle quali


col titolo di metropoli.
di Acrida

buona parte

de' suoi diocesani


le

ma

Un
'*^

vescovo
concilio

neir879

^^'^

ne riuscirono tanto vane strie, che Adalberto due e


te

indu-

tre vol-

di Costantinopoli
zio
to.

ragunato da Fomedesimo pel suo ristabilimenOra Acrida serve di titolo in

rinunzi

al

vescovato.

E
il

due e
santo

tre volte eziandio ritornava

partibus ad

un arcivescovo, ed attualmente n' decorato monsignor Luigi Cardelli, canonico della Basilica

a reggere la diocesi per comando di Papa Giovanni XV, e poi di Gregorio V. Negl' intervalli del suo al-

lontanamento
Bonifazio

dalla
il

diocesi

vest
s.

Vaticana, del collegio de' vescovi


Pontificio.

r abito appresso
,

monistero di
il

assistenti al Soglio

ACTALDO,
sca;

Cardinale. Actaldo fu
lui

vangelo nella Ungheria,, fu priore del monistepredic


ro medesimo, ed ultimamente fecesi apostolo della Polonia, della Prussia,

Cardinal prete del titolo di santa Pri-

ma

intorno la vita di

nulla

84
zione ottenne
felicissimo.

ADA
devano
pi
clie

ADA
ristabifiti

e di Danzica, dove la sua predicaalti'ove esito

nello
,

stato

della

In mezzo
fatiche

a
,

lodevoli

vantaggiose
del

ci

rimase

vittima

furore

dcgl' infedeli

consumando gloriosamente il marIn tirio nel di 23 aprile 997. questo giorno medesimo se ne ricorda
la
festa.

Adaprima del [)eccato perci slimavano dover imitarne la nudit. Abbominavano il matrimonio ma per altio si macchiavano colle piti orrende laidezze e quantunque il
primitiva innocenza
coni' era
;

mo

loro

ADALBERTO
fioriva

(s.),

primo

arci-

vescovo di JMagdeburgo in Sassonia, decimo. 1 suoi genitori lo inviarono al monistero di s. Massimiano di Treveri, perch
nel
secolo

in opposizione alla insegnavano, che se alcuno di essi fosse caduto in sensuale peccato verrebbe espulso dalla loro unione come i primi genitori dal
fosse

dogma

castit,

paradiso terrestre per aver mangiato dti frutto

educato alla piet ed alla dottrina. In queste tanto egli approfitt, che ben presto il suo nome divenne celebre. Nel 962 fu eletto e consecrato vescovo dei rugi o russi a JMagonza. Il santo pastore nulla lasci intentato per istruire
vi fosse
,

che paradiso
pio
,

essi

vietato. Il loro temliguardavano come il

terrestre,

consisteva in
,

un

osculo

sotterraneo

che

poteasi

riguardare

come centro dell' empiet. Carpocrate fu quegli die dietro ali

l'assurdo sistema dei suoi principii

pose

fondamenti
veniva
ogni

alla

setta

degli

russi nella verit della fede


i

ma

Adamiti. Egl' insegnava che l'anima

lutti

suoi

sforzi

riuscirono vani.
risoluzione

umana
e

riguardata
azione

da Dio

Per

la

qual cosa prese


in

come una porzione


quindi
unita al corpo
gio e
il

della divinit,
dell'

di ritornare

Alemagna.

A
I

quel

anima
il

tempo l'imperatore Ottone

avea

come

atti

che

sag-

conseguito dal Sommo Pontefice Giovanni XII, che la citt di Magde-

cristiano

doveva tenere per

movimenti
ra,

indilfereuti di loro natu-

burgo

Dovendosi questa provvedere di un arcivescovo il nostro santo venne


fosse eretta in metropoli.
,

e che in niun
alla dignit

modo

pregiudi-

cavano

dell'uomo. Ter-

tulliano alllirina che

negavano

1'

U-

innalzato a tale dignit, per consen-

uit di Dio, e falsamente confidando


nella

timento di
i

tutti.

Adalberto adorando

divina Provvidenza,

ripudiaI

disegni imperscrutabili della Prov-

vano

la necessit della preghiera.

videnza, sottomise le spalle a questo peso; e confidando mai sempre nella grazia di quel Dio, che lo avea chiamato, disimpegn con apostolico

venivano da questi impudentissimi uomini quai fanatici risguardati. Secondo il parere di Clemente Alessandrino, possedevano dei
martiri
libri

zelo a tutti
stero.

i doveri del suo miniFinalmente dopo tredici anni di episcopato compi il corso dei
,

secreti

di

Zoroastro.

Questa setta ripullul nel secolo XII per opera di un certo Tandc-

suoi giorni nell'anno 981, inentr'era

mo
initi

ossia Tanchelino.

nuovi Ailasa-

occupato nella

visita della

sua diocesi.
la cui setta

negavano

la ilistinzione dei

ADAIMlTl.
ebbe vita sul
lu'csero

Eretici,
finire

cerdoti dai laici, e

chiamavano sanpose solle<jue>la

del
s.

secolo se-

te azioni l'adulterio e la fornicazione.

condo. Costoro, giusta

Epilniu,
si

Lo

zelo

ili

s.

Norberto
a

un

tal

nome, perch

cre-

citamente un argine

cor-

ADA
rente, che

ADD
di

85
che
il

nel

ben presto an-estossi. Ma secolo XIV, con altro nome,


Turltif)ini

questi
di

empi

pensa

lo-

me
del

Picardo

sia

una corruzione

cio di
Icllij

e di

powri fra-

ricomparvero gli Adamiti. 80che i' uomo giunto ad una certa et diviene esente da ogni legge. Oltre all' andare spogliati, commettevano anch' essi orribili brutalit. Carlo V ne fece abbruciare moltissimi. Picardo sul piint:ipio del secolo rinnov gli errori dt'gli Adamiti ; piibblicavasi per lui nuovo Adamo mandato da Dio a rislciievano

nome Jeg^liards, o Bigghards. ADAiNA {Adaicn). Citt arcive,

scovile in parlihiis, senza sulfraganei,

nella Cilicia

appartenente

al

pa-

triarcato antiocheno.

ADANA.
si
il

Citt di

Armenia, ove
;

celebrarono due concilii

dei quali

primo nel i3i6


per
Sisa.

sulla
il

riunione,
concilio

XV

l'altro

confermare
(s.),

di

ADAUTO
lice.

martire. F.

s.

Fe-

stabilire la

legge della natura, e

si

lece seguire

rante e corrotta.
rctici

che si mia, e che dal suo nome furon detti Picardi. Deausobre compose tuia

da una plebaglia ignoFu capo degli es[)arscro per la Boe-

ma non
dizione.

lunga dissertazione per giustificaili, pot rendere verosimile la industre difesa, malgrado la sua eru-

(d') Ferdinando, CardiFerdinando d'Adda, patrizio milanese, nacque nel iG49. l*ercorsi gli studii con sommo onore, d;d collegio degli avvocati in Milano fu eletto uditore della Ruota Romana. Escluso di poi da (juella carica, Innocenzo XI lo risarc col pronnioe lo verlo ad un' insigne abbazia
nale.
,

ADDA

Prima

di lui,

Basnage avea
i

fatti

speth

in

Ispagna, a

recar

la

ber-

imitili sforzi

per giustilicare
coi
valdesi.

picardi,

retta cardinalizia al IMillini


zio

gi nun-

che confuse

Alcuni a-

in Rladrid.

Consegrato
presso

arcive-

nabattisti nell'

aumentare

il

Olanda tentarono di numero degli Adaniiti

scovo Amasene, ebbe la nunziatura


d' Inghilterra

Giacomo

li.

ma

l'urono dissipati

dalla vigilanza

Per

le

sventure di quel regno rifug-

del governo. Questa scita el)be dei


partigiani

gitosi in

Roma, Alessandro
premio

Vili, nel

Polonia ed anche in Inghilterra si univano la notte, e pretendesi che una delle principali
in
:

iGqo

in

del suo zelo, e dei

pericoli incontrati per la dilatazione

della fede cattolica

lo

cre, ai
s.

massime

della lor setta fosse conte:

febbraro, prete Cardinale di

Cle-

nuta nel verso Jura, pcijura^ secrctum prodcre


noli.

mente

legato

ed

amministratore

della chiesa di Ferrara; indi legato

in Bologna, prefetto della congregazione dei Riti e protettore dell'Or-

Picardo comandava a' suoi discepoli di accomunarsi liberamente con le femmine, e di andar nudi per le strade e per le pubbliche piazze, altrimenti, insegnava, non avrebbero potuto guardare una persona di sesso
diverso
de' sensi,

dine camaldolese. Dimesso


titolo,

il

priuK
gli

Clemente XI, nel


il

i'j\.5,

confer

vescovato di Albano. Mor


fu sepolto nella chiesa

nei
di
s.

1719,6

Carlo al corso.

La congrega-

senza sentire

la

libellionc
esenti

sarebbero

stati

zione di Propaganda, per suo teslamento, venne istituita erede universale dei suoi beni,
al

dalle

corporali

affezioni.

Mosemio,
la

che ascendevano

che diligentemente studi

storia

valore di centomila scudi.

86
ghilterra, dove

ADE
ADDEBOURN.
si

ADE
stico

Luogo dell' Intenne un concilio


imperatrice,
fi-

a Corbia nel fiore degli anni.


alla

Bench l'amore
te lo
te.

solitudine

lo

nell'anno yo.T.

avesse fatto libero di ritirarsi a


(s),

Mon-

ADELAIDE
glia di

Cassino, la

fama

delle virt sue

Rodolfo li re di Borgogna, moglie a Lotario re d' Italia nacque verso l'anno gSi. Vedovata, ebbe a sofferire indegni trattamenti,
,

richiam a Corbia, dove fu abbaFece di lui s gran conto l'im-

perator Carlo Magno, che lo strinse

e perdere
ciata

l'

imperio, donde fu scacII

da Ottone

suo

figlio.

Le

monistero e a il Adelaido si giudicava fuori del suo centro ; non abvivere in corte.

ad abbandonare

sue lagrime la fecero richiamare da Ottone, il quale si mostr poi docile

bagliato

mai

dalle

mondane grannascosa nel


,

dezze, condusse la vita

alla
gli

madre, e inclinato a

rifor-

suo

Signor
se

mare
no.

abusi introdotti nel goversconftto egli dai

come
que

Ges Cristo vivendo non vivesse. AH' insorgere


Simbolo, Adclardo fu in-

Se non che,

alcune difficolt per l'aggiunta Filiofatta al

greci nella Calabria, e

morto poco

dopo a Roma, Adelaide fu forzata ad assumere il peso della reggenza.

Papa Leone III dallo stesso Carlo Magno. Sempre eguale s nella
viato a

Le

cure instancabili
della

della pubblica

prospera,
la corte

nell'avversa fortuna, nel-

amministrazione non impedirono punto gli


esercizii

piet

della

rigorosa

sua

mortificazione.

Dolce

e severa, secondo che domandavano le circostanze, temperavasi a modo


tutti a virt. Pose ad opera ogni studio per la conversione degl' infedeli. Viaggiando per la

da condurre

Borgogna

al

fine

di riconciliare
,

il

nipote Rodolfo re co' sudditi

mor

quanto nel chiostro, non potea per darsi pace ove non fosse ritornato al suo monistero di Corbia. Ne ottenne hcenza l'anno 8^3. Giuntovi , non trascur veruno studio per condurre i fratelli alla perfezione con l'esempio e con le parole. Stavagli a cuore sommamente la sacra Ictteratm-a, e si contano fra i suoi discepoli un s. Pascasio Radberto
,

a Seltz nell'Alsazia, l'anno 999. Il suo nome non si legge nel martirologio

un

s.

Anscario.
tacciato

Limosiniere
di

con
lit.

tutti, fu

prodiga-

romano,

ma
la

trovasi in parecIl

chi calendari di
ler

Alemagna.
festa

Butsedici

Fabbric parecchi ospitali e fond nuovo monistero in Sassonia.


Affinch non venisse
fratelli

ne riporta dicembre.

ai

mai meno
e
la

nei

suoi

l'

esattezza

piet

ADELAIDE
badessa
,

(s.),
il

vergine ed ab-

monistero di Bellich sul Reno fondato da Megendosio conte di (nieldria, suo padre.

govern

Quivi
s.

ella

introdusse la
IMor'i

regola di

Benedetto.

badessa di No-

compose il suo libro degli Slattiti, di cui rimangono pochi frammenti nello Spicilegio del p. Luca d' Achery, toni. IV. Mor nel secondo giorno dell'anno 827 in et di settantatre anni. Dio ne fece conoscere la santit

stra

Donna

di Colonia l'anno
la

ioi5.

per

molti

prodigi.

Il

suo

Si celebra

Bellich,

con ottava altrimenti ViHch, a' d


sua
festa

cinque febbraio.

mai stato posto nel martirologio romano, bench egli sia il patrono principale di mi gran

nome non

A DELARDO
bia
ili

(s),

abbate

di

Cor-

numero

di chiese, e

venga onorato

in

Picardia, prese l'abito

mona-

Francia, ne' Paesi Bassi e in molte

ADE
citt

ADE
Il

7
poi
del

sulle rive del


la

Reno.
al

Butlei-

alla

milizia,

ordmo

padre

ne riporta
di

lsta

di

sccontlo

gennaio.

ADELBERTO
a

.s.

originario

dalla famiglia reale di Norlmnbria,

date le spalle al secolo,

si

consacr

Dio

solo.

lui

convert'i

gran

parte della Frisia e della Olanda, e

mor ad Egmond l'anno


<{uel torno.
Il

'j^o, o in

Martirologio

Romano
di

lo

l'icorda

ai

^5

di giugno.
,

ADELBOLDO
trecht,
la

vescovo

U-

ebbe origine da una nobile


del
secolo decimo.
il

famiglia del vescovato di Liegi verso

met

Fino

da' suoi teneri anni diede


alla

clericale

niilizia,
i

ed in

nome un mocui

nastero cominci

suoi studii,

continu
to ei
si

in

Liegi e

Reims. Tan-

madre, divenuto posseditore grande fortuna, vend ogni cosa e diede il prezzo ai povcii. Da Loudun pellegrin a scalzo piede fino a Roma; entr jioscia nel monastero de la Chaise-Dieu, dove umilt, mortificazione ed obbedienza firuno i bei fiori della sua vita. Malgrado suo fatto sacerdote, crebbe in santit e oper altres dei poitcnti, onde Costanza moglie di Alfonso VI re di Castiglia e di Leone lo trasse ne' suoi stati perch ne togliesse la infedelt de' mori, e vi riformasse la monastica disciplina. Mor a Burgos verso l' anno I 100 nel monastero, eh' ei fond con un ospitale a spese della regina, e
e della
di

distinse nelle scienze divine

di

cui fu

il

primo abbate.
nel giorno

ono-

ed

umane, che la fama del svio nome si propag in modo da essere riputato uno de' pi dotti personaggi
del

rato a Burgos

3o gen-

naio col titolo di protettore.

ADELFO
sia
al

( s. ),

vescovo di IMetz,
del
quinto.

suo tempo.
fli

Enrico

II

vivea alla fine del quarto secolo, o

re di

Germania, che
lo

poscia im-

cominciamenlo
fuori

peratoi'c,

cre suo cancelliere, ed


quest' onore
l'

JNon abbiamo di
sta
s.

lui notizie

da que-

in seguito innalzollo alla dignit di

in

eh' ei fu successor di
le

vescovo.
si

Insignito

di

Rufo, e che

sue reliquie furo-

adoper con tutto

impegno on-

de ristaurare i luoghi santi, ed erigerne dalle fondamenta; e molto s'impegn eziandio per difendere i beni della sua chiesa. Resse la sede episcopale per diciannove anni, e nel 1027 termin i suoi giorni.
Egli
scrisse

no esposte alla venerazion dei fedeli da Roberto di Baviera vescovo di


Strasburgo. Gli antichi cataloghi dei
vescovi
di
il

Metz

si

accordano po-

nendo

29

di

giorno della sua morte ai agosto, non si sa di qual

anno, giorno eh' pur quello della


sua traslazione ed al quale ricordasi
la

la

vita

di

s.

Enrico,

quella di santa ^'alburga,

ed altre
un' ope-

sua

festa.
(s.),

opere

di

piet
:

come pure
Il

ADELIPsO
nella
diocesi

abbate
,

di Celles

ra intitolata

De

vallone inveniendi

di

Liegi

nacque iu
la patria,

crassiludnem sphcvrcc.
chiaro ed elegante,

suo
di

stile

Aquitania.

Abbandonata

pregi

difficili

ripar alla badia di Solignac,

poi

a rinvenirsi negli scrittori

quel
della

a quella
di

di

tempo.

Semoy.
alla

Cougnon Chiamato
di

sulla

riviera
solitu-

dalla

ADELELMO
Chaise-Dieu,

(s.),

monaco
s.
,

dine

chiesa

Mastricht,

fu

poi abbate di
in

Giona-

consecrato

sacerdote;

ma

egli fer-

vanni

di

Burgos

Ispagna

cque a

Loudun

nel Poitou.

Datosi

riviera

ben presto sua stanza verso la di Lesch dove alquanti altri

88
gli
si

ADE
collegarono. Fabbrc
il

ADE
moi

stolato di

s.

Maialale.

Il

P. Mabil-

nastero di Cellcs, in cui


suoi discepoli, e
ficati

ragun
si

lou attribuisce a questo autore alcuni

dopo

di averli edi-

versi acrostici,

die anche riporta

con pieclare

\irti,

addorvei'si

nelle sue opere.

ment
lebra

nel Signore placidamente

ADEODATO
che
cliiamaS
,

so l'anno 690.
il

La sua
1 1

festa

ce-

(s.). Questo santo, anche Die o Diei o


_,

giorno

di ottobre, e la

Dodat
tali

o Dieudonn

Deodatus
i

domenica fra l'ottava della nativit di M. V.; anticamente per la si


celebrava
a'

Tlieodatus o Tcudates, trasse

na-

3 di fejjbraio.

da una cospicua famiglia della Francia occidentale che allora ap,

ADELIVIANO, sacerdote della chiesa di Liegi, fu latto vescovo di Eresse verso

pellavasi Neustria,

e fioriva nel se-

colo VII. Fino dalla pi verde et

1048. Di lui abbiamo famosa scritta all' eretico Berengario, onde indurlo ad abbandonare Terrore che andava empiamente spargendo, circa il mistero
il

mostr desiderio di abbracciare lo


stato ecclesiastico
,

una

lettera

le

rare virt

ond'era adorno, davano a divedere esservi chiamato dal Signore. Dopo aver dato pro^e di sua vocazione,

dell'Eucaristia.

Mori verso
)

il

1061.

ADELMO
bmn
in

(s.

vescovo di Sher-

Inghilterra,

nacque tra

venne insignito della dignit sacerdotale, ed in appresso essendo morto il vescovo di Nevers, fu destinato ad
occujiare quella sede.

Sassoni occidentali,

stretto

parente

Appena

si

vide
si

del re Ina, e fu educato

a Cantor-

affidato questo importante uffizio,

bery sotto s. Adriano. Preso l'abito nel monastero di Malmesbm-y, fu poi abbate del monastero, a cui pervenne molto lustro e decoro dalla
venerazione,
clic

diede ad edificare

il

suo gi'cgge colle


fer-

parole e cogli esempii, e colle pi


le

vorose preghiere ne impetrava da Dio

tutti

lui

profes-

pi copiose benedizioni. Dopo due anni dalla sua elezione al Acscovato,


intervenne al secondo concilio tU Sens,

savano. Accoppi
alla piet, e

Adelmo

le lettere

dopo trent'anni ch'era


condusse nel formidaSi

che

si

celebr nel 657.

Ma

conoscen-

abbate, posto sulla episcopal sede di

do che
erano

tutte le sue sollecitudini

nou
suoi
ri-

Shei'burn,
bile

si

sufficienti

a preservare
dignit
e

ministero da degno successore

diocesani dai pericoli del

mondo,

degli apostoli.

narrano miracoli

nunzi alla
nei

sua

rilirossi

operati

da

lui

morte. Mor

a'

25

prima e dopo la del maggio 709

monti

di Vosges. In appresso co-

strusse alcune celle a


diocesi di

Roman

nella

mentre stava facendo la visita alla sua diocesi, dopo cinque anni di
episcojiato.
a'

La

sua

festa

si

celebra

Toul; tjuindi portossi nelr Alsazia, ed entr nel monastero dei religiosi di Abressennes; dei quali

25

di inaggio.

assunse

anche
si

il

governo.

Dopo

ADEMAll
uno

EMARO

di

Cha-

qualche tempo

nascose in una ca-

banois, monaco, vivea nel io3o.


lo undccimo, e scrisse

Fu

de' pii famosi storici del seco-

le rive del JMeurthe,

verna di una valle rimotis^ima sulove condusse vita Quivi fabbric una

una cronaca

assai niortilcata. cella

dal ])rincipio della monarchia francese fino 1


IO?.;).
tirigli

Ci lasci inoltre

un

Calalo^o

abbati di Lino^cs,
pei- isUdnlirc

ed una cappella sotto il nome di s. Martino. In seguilo aviido ottenuta in dono da (Ihildcrico li re

ed

Dii

Le ilei a

V apo-

di Austrasia

una

>alle,

i.h'egU chia-

ADE
m
di

ADE
un gran
propose
s.

89
essendo
in

Galilea, vi fabbric?)

istessa

due messe,

uso

monistero sopra una mata Jointurcs. Quivi


a'

collina chiaegli

per lo avanti di cclebrai-ne una sola, dopo il decreto di Alessandro I


(f-^edi).

suoi religiosi la regola di


alla

Coso-

Non
,

per

altro

nuova
in u-

lombano,

quale in appresso
s.

questa legge

poich trovasi

stitu cpiella di

Benedetto.

INIa tro-

vandosi incapace di attendere al lavoro delle mani per la sua et avanzata, ritirossi alla propria cella presso la cappella
di

tenendo

il

governo

san IMarlino, ridel monistero.


nel

na lettera a Dioscoro Alessandrino [Epsl. II, al. 81, cap. 2.) scritta da Leone I, Papa XLVII , aver egli permesso il celebrarne due a cagione dell'aumento nel numero
de' fedeli,
tutti in
i

quali capir

non potevano
chiesa. Vuoisi
la leg-

Termin

di

vivere

giugno dell'anno 679 spoglia mortale ebbe la tomba nella chiesa del monistero di Jointures, da dove, nel ioo3, fu trasportata in luogo pii onorevole, per opera di Beatrice duchessa di Lorena. Questo luogo divenne poscia cos celebre, che vi fu fabbricata una citt, la quale dal santo ricevette il nome di s. Die. II monistero venne cangiato in un capitolo di canonici, nella chiesa dei quali
si

19 o 684- La sua

giorno

una medesima

a questo Pontefice attribuita


ge,

che proib
il

al figliuolo

del padri-

no na

menare in moglie quella donche suo padre avea tenuta al Battesimo ; onde insorse il grado di
,

affinitx

spirituale
si

come ancora da

alcuni

tiene

permesso che ne di pubblico mal fare potessero dar testimonio contro ai simoniaci ; ma tali decreti sono da ci'edersi male

per fermo aver egli g' infami , e le don-

con-

apposti

questo Pontefice,

es-

senano

le

reliquie del santo.


I
(s.).

ADEODATO

Papa LXX,

romano, figlio di Stefano suddiacono. Vogliono alcuni con Baronio {Annal. eccl. ad an. 6i4) n. i.) che fosse
anch' egli suddiacono, e che
il

sendoch si ricavino da una epistola , che i critici pi accingati stimano falsamente a lui attribuiMor santo Adeodato il nota.

pri-

no giorno del novembre 6i8, avendo governata la Chiesa per anni


tre e giorni venti.
d'

mo
do

ei

venisse assunto

da questo graci negato

Amava

il

suo clero
distin-

al Pontificato;

ma

dall'eruditissimo abbate Cenni, nel

un ardentissimo amore, e guevasi per cos consumata

virt

suo ConcUwn Laleranense Stephani III, illustrato, in Prcrfat. n. 8. pag.

che visitando i malati di lebbra, infermit troppo allora serpeggiante


per
lute.

Pagi

16, ove sostiene contro i due che in questo tempo erano


esclusi dal Pontificato
,

Roma, con un
II

sol
la

bacio ad

un

di que' miseri

ridonava
lui

primiera sa-

ancora
diaconi

sud-

corpo di
II

giace sepolto

non ostante
( il

l'autorit di

nel Vaticano.

Liberato Diacono
var. cap. 22),

Liberato, in Bre-

ADEODATO

[a

Deo

datus).

quale afferma che


era staPontifialla

prima
to
cia

di questo Pontefice

Silverio

sublimato
egli

Papa LXXIX, romano, fu figlio a Gioviniano. Si fece monaco benedettino di s. Erasmo di Roma nel Monte

dignit dall' ordine di suddiaco-

Celio

poscia fu creato prete

no.

Eletto

Pontefice, a' d
si

Cardinale. Quindi fu innalzato alla


dignit Pontifcia,
aprile
il

ottobre 61 5, prescrisse che brassero ogni siorno nella

cele-

giorno ventidue

chiesa

672.

Fu

il

primo che
ia

inco-

, ,

90
minci
le

ADE
sue
lettere
et
:

ADI
me
no
che
la
i

mula

Sahitcm
.

con la forapostolicam hcottennero


del
i

(V inipanatori.

Tali appunto

so

luterani

quali asseriscono
trovasi

ntdciionem
veneziani

Da

lui

dopo

la
il

consecrazione

la

confliima
il

diritto
(

realmente

perpetuo di eleggersi
tro Giustiniani
I,
,

doge

Pielil.

corpo di G. C. nelEucaristia , ma unitamente alla

Rer.

Penctar.

sostanza del pane, eh' essi

non

cre-

pag. 6).

Ratific
s.

similmente
il

al

monistero di

Martino

privile-

gio da Crotperto vescovo di Tours in

dono assolutamente distrutta. Il modo, onde spiegano questa presenza, appellasi impanazione. G' impaaatori

prima accordato, e che consisteva ci , che il vescovo di Tours nella cui diocesi v' ha il detto moniin

sono

divisi

nell'
il

opinione

altri

sostengono essere
nel

pane
;

altri

corpo di G. C. intorno al pane; altri


il

stero,

non

altro avesse diritto sopra di

sopra

altri

finalmente sotto

pane.

da quello infuori di conferire a e dar que' monaci gli ordini sacri loro il crisma da s fatto. Della verit di questo privilegio viene in dubbio Launoio (par. 3. cap. 20. pag. 465, tom. III. par. 2.), ma Cointe [Annal. eccles. Francar, ad an. 674. e Mabillon [De re di. 33. 99) plom. lib. I. cap. 3. . 9.) lo stimano legittimo, come prima dimostrato lo aveva Rodolfo Monsniere
esso,
,

Si potrebbe

ne

il

chiamare impanazioparere di alcuni giacobiti, che


la

ammettendo

real

})resenza

del

corpo di G. C. neir Eucaristia, suppongono una unione ipostatica tra il Verbo di Dio il pane ed il vino. Questa m)inione gi intesa al tempo di Berengario si ripet da Osiandro, uno dei principali lutera, ,

ni.

Rossuet

la

confat validamente.

{^De juribus eccles.

s.

Martini Turon.).

Mori Adeodato a' 26 giugno 676 dopo aver governato la Chiesa per quattro anni, due mesi e cinque giorni.
Il

ADIAFORISTI o ADIAFORITI, indijjerenli. Nome dato nel secolo adeXVI ai luterani moderati
,

renti a Melantone, che sottoscrissero

a\V Interini pubbUcato

da Carlo V,
inlerimisti.

bibliotecario Anastasio

lo

di-

nella dieta di Augusta. Questi settarii

pinge

siccome Pontefice

di

dolce

furon chiamati

ancora

tempera, affabile, liberale, e molto largo in provvedere alle bisogna dei


poveri.

ADI MAR^I Alamanno,


Alamanno Adimari,
i

Cardinale.

fiorentino,

ebbe
cano-

sepolto in

s.

Pietro.
ti-

natali nel i3G2.

Fu prima

ADEODATO,

Cardinale, del

nico, indi pairoco nella sua patria, po1 400, ne venne eletto vescovo da Bonifacio IX. Non avendo potuto

tolo presliiterale di santa Prisca. Gli

scia, nel

eruditi credono che vivesse sotto

il

Pontificato di

s. Gregorio 1, eletto nel 590. Si ha memoria di ({uesto Car-

conseguire
cesi,

il

possesso di quella dio-

dinale

in

una lapide

esistente
di
s.

nel

chiostro del monistero


fuori delle

Paolo

mura

di

Roma.
Eretici,

venne trasferito, nel i4"ij ^"^ chiesa di Taranto, e poi alla primaziale di Pisa. Giovanni XXIll lo sped nunzio in Francia, donde ritornato
lo cre prete con gloria Cardinale di s. Eusebio, nell' anno i4i I5 a' 6 giugno. Nello stesso tem,

ADESSENARII.
mettono
la

che am-

presenza reale di G. C.

neir Eucaristia,

ma

in

un

senso conIl

trario alla fede ortodossa.

nome
Coil

po
di

il

Pontefice
nelle

lo

invest

della leprivilegio

loro derivasi dal Ialino adesse.


storo
si

ga/ione

Gallie
la festa

col di
n.

conoscono piuttosto sotto

no-

concedere

Gmsep^n^

ADI
a tutte le citt e provincio soi^gcttc
alla
la

ADO
la

)(

sua intercessione;

fra

gli

altri,

sua legazione. Pass quindi nelaftlne di

Spagna,

restituire

quel

regno all'unit della Chiesa Romana, da cui si era diviso obbedendo all'antipapa Benedetto XIH. Martino

da lui benedetta risanava g' infrmi. Spir nel bacio del Signore l'anno 1076.
che l'acqua

ADINOLFO,
monaco,
Maria
cenzo
di
li

Cardinale. Adinoli
11

nel

25 abbate
da porpora,
di

di

s.

lo

fece

arciprete

della

basilica

Farfa,
la

ricev

Innoe

Vaticana, e lo incaric nuovamente del viaggio in Aragona per ridurre

sacra
la

da

Celestino II

legazione

Ger-

l'antipapa
taccato
voli

Pietro

saggi consigli.

di Luna a pi Nel suo ritorno, at-

mania presso Corrado. S' ignora il tempo preciso della elezione di questo

dal contagio, mori in Til'anno 1422, ed ebbe sepolcro


chiesa
di
s.

Cardinale.

ADIURAZIONE.
a dire

Parola non profatto


in

nella

Maria Nuova
scrisse

di
la

pria della lingua italiana, che vale

Roma.

Salvino

Salvini

un comandamento
di

vita dell'Adi mari.

ADIMARO,
Fulda,
di

Cardinale. Adimaro,
del monistero di

monaco ed abbate

nazione tedesco, fu nel


e

946

Dio al demonio, aflinch esca dal corpo ossesso, oppure manifesti qualche cosa segreta. Cosi sono chiamate le foi-mule degli esorcismi, che
principiano
:

nome

creato da Agapito II Cardinale prete


della S. R. C.
,

Adj'uro te, spiritus


P^.

ini-

si

rese chiaro ed

accetto per la sua dottrina e piet. Colto dalla pestilenza, mori nel Q^G,
e fu sepolto
nistero.
scrisse,

nel

coro del suo

Adamo

canonico di

moBrema

che Adimaro persuase Ot-

tone

il

Grande ad

assoggettare gli

Esorcismo. ADIUTORE (s.), solitario a Vernon sulla Senna, abbracci di buon' ora il mestiere delle armi e crociatosi con la nobilt fiancese die' non dubbie pruove di alto valore. Schiavo de' saraceni tutto solecc.
,

rnunde

sciavi al

suo dominio, ed al giogo


Cardinale. Adimaro,
d'illustre

fri

anzich rinnegare a Gesi Cristo.


si

soave dell'evangelio.

Restituitagli finalmente la libertj


f'

ADIMARO,
nato in Capua

religioso

nell'
i

abbazia di
suoi beni
si
,

Tiron,

prosapia,

cui

don

tutti

a con-

era sul principio segretario del principe di quella citt, indi, lasciato ai

dizione
cella

che

gli

fabbricasse

ima

poveri
fece

il

suo ricco patrimonio


di

si

non.

con oratorio presso a VerQuivi pass il resto de' suoi


il

monaco

Montecassino.

Di-

di negli esercizii della vita eremiti-

candor dei costumi, venne spedito in Sardegna come abbate di un nuovo monistero. Assalito dai corsari, e derubato di ogni effetto prezioso, che seco portava, mentre restitu vasi al suo convento, fu chiamato a Roma. Gli si confer il carattere di abbate di s. Lorenzo fuori delle mura, poi da Alessandro II, nel 1061, fu eletto Carstinguendosi pel
dinal

ca, e mori

3o
il
,

aprile
di

ii3r. Celui

leberrimo
diocesi
di

culto

nelle

Rouen

d'Evreux
s.

di

Chartres.

La

festa di

Adiutore

riportata al di 3o di aprile.

ADONE
linois,

(s.),

arcivescovo di Vien-

na, nel Delfinato, nacque nel Galverso


e e

l'anno 800,

antica

ricchissima

famiglia.

da una Ab,

borrevole
il

schivo de' piaceri


,

che

prete
si

di

s.

Prassede.

Molti

mondo

esibivagli

vest

l'

abito

miracoli

raccontano

operali per

nell'abbazia di Ferrire^, dove sort

, ,

92
la

ADO
sua
educazione.

ADO
che,
nel 1807, da suor Maria Maddalena dell' Incarnazione. Precipua mira di queste mona-

Marciiardo abbate di Proni lo domand ancor giovanetto a maestro di sacre lettere a' suoi religiosi. Questi si propose Adone unicamente di fare veri
servi di Dio. S.

fondato

che dedicarsi
ss.

all'

adorazione

del

Saci-amento

dell' altare s di gior-

vo

di

Lione
s.

chia di
della

Remigio arcivescocommise la parrocllomano presso Vienna


gli

no, esposto alla pubblica venerazione,

come di notte, chiuso nel tabernacolo, nonch a cantarne le lodi; e ci


in risarcimento delle offese, che dagli

cui

diocesi fu
Il

eletto

arcive-

scovOj
g'

r anno 860.
il

Papa Nicol

empi vengono continuamente


a questo mistero di amore.

fatte

invi

pallio.

Non poterono
umani
di

mai nulla in esso lui gli rispetti quando trattavasi


:

La
sidii

pia istitutrice di f[uest Ordine


s.
,

sra-

nata a Porto di
di

Stefano nei pre-

dicare

vizii

e di

staljilire le virti,

adoper sempre e con


co' sovrani
,

tutti

fino

la evangelica

ed aposto-

lica libert:

di che veniva al santo

arcivescovo

sempre maggiore stima

Toscana divenne abbadessa del terz' Ordine di s. Francesco nel monistero d' Ischia. Animata dal sentimento della pi pura divozione verso Gesi sacramentato,

venerazione.

La lunga sua
,

vita

concep

la

religiosa

idea
,

di

fu consumata nell'adempiere ai doveri


di

istituire
il

religione

quelU

del
pii

ss.

onde una congregazione Sacramento ricevesse un cidto

vescovato.
concilii

Raccolse in Vienna

per mantenere pura la fede

ed

costumi.
delle

Non
e

dimentic

lo

studio

lettei-e

specialmente

della storia tanto profana che ecclesiastica;

che

anzi

autore

i.

di

una Cronaca di Storia universale 1. di un grande e di un piccolo Martirologio j il primo de' quali contiene
ristretti

a' 2 giugno 1807, due religiose del suo monistero 5 Maria Anna delle piaghe di G. C. e Maria Gioseffa de' ss. cuori di Gesi e Maria, di alcune giovani e del confessore, venne in Roma ed alloggi nel monistero

perpetuo. Perci,
unitasi a

di

s.

Lucia in

Selce.

Con

istraor-

dinarie elemosine, che le venne fatto di raccogliere


,

delle

vite dei santi.


egli
lista
;

acquist la chiesa
ss.

degno di osservazione che fu il primo ad inserire nella


delle
feste

ed

il

locale
alle

de'

Gioachimo ed
;

Anna
terza

quattro fontane

e,

nella

quella
gli

di

tutti

santi
s.

che prefer
stinse la

antichi atti di

Dio-

nigio alle favole d'ilduino; che di-

domenica di settembre del medesimo anno, die' principio alla sua istituzione sotto gli auspicii di Maria
Vergine, dei cui dolori in quel giorno celebravasi la festa. Il Cardinal
vicario con autorit

Maddalena
,

dalla peccatrice

del vangelo

si

accord

co' greci

appellando Dormizione l'Assunzione

ordinaria, nel
a'

V. al cielo. ]Mori il d 16 dicembre 875. Nella chiesa di Vienna, che ha seni pie onorata la memoria
di JM.
di
lui
,

seguente anno
io,

808,

2 di febbra-

egli

ricordato in
il

questo martiro-

giorno
logio

nel quale anche


fu

ne appro\ le costituzioni, che vennero in pioci-sso di tempo confermate anche dal Pontefice Pio \ l, ai 22 luglio 1818. Queste co>lituzioni

romano

ADORATIUCI
vi.v

cenno di s. Adone. PERPEiUE del di-

dopo una riforma titta tlalla fondatrice medesima, rivedute dall' cniiucutissJnio

Sacra.mi.mo. Instituto di niona-

Cardinal

Zurla

al-

ADO
loia Vicario del Papa, uscirono in
luce diu'aute
il

ADO
coda imperiale,
quale, dalla parte dinanzi, avvi
al-

93
uu stemma
in

sid lato destro dei

Pontificalo di Leo-

ne XII di

s.

m. Tuttavia, per
la

cuore di lana rossa con lo


del

cune circostanze,

regola

subito

SS.

Sacramento

ricamato

non fu posta iu vigore. Inlantu era morta la fondatrice, u perci isceniatosi


istituto,
il

bianco. Sopra di (|uesto mantello por-

tano uu velo nero, che dal capo discende a ricuoprirne tutta


la persona.

lrvoie nelle figlie del suo

meritarono che in progresso la genuina regola della pia suor M. jMaddalena venisse appi ovata con
tutta la solennit.

y. Adorazione del Monache.

ss.

Sacramento,

Questa legola
la

jier-

lzionata, vide

nuovamente

luce

sotto gli auspicii del Pontefice Gre-

ADORAZIONE. Voce, che vale massimamente ad indicare l' interno ed esterno culto di latria dovuto air Ente Supremo. Con essa
voglionsi esprimere
di
ti

gorio

XVI

gloriosamente regnante

altres

gli

alti

con somma esattezza adempiuta dalla comunit delle Adoratrici. E tal comunit divenne poi cos numerosa, che, rendendosi di troppo angusto il monistero de' ss. Gioachimo ed Anna, il lodato Pontefice benignamente concesse a quell' isti-

ed oggi

ossequio

che

vengono renduNelle

a persona ragguardevole.
innuinerabili

sacre pagine
di

esempli
risconaffib-

una
:

tale

Adorazione
perci

si

trano
biarle

conviene

un
si

significato diverso, seconriferisce

do che
gli

a Dio, ovvero asi


il

tuto la chiesa e
di
s.

l'

ampio monistero
al Quirinale.

uomini. Se poi

applica a

Ma-

Maria INIaddaleua

ria Vergine, indica


clulia, cio
ti
i

cullo d' per-

]\ solo in

Roma
;

delle

Adoratrici

crebbe la societ in Napoli se ne

superiore a quello di tut-

santi,

come dovuto
grazia
;

alla

pi su-

fond un altro monistero, con qualche variazione pa nella regola; e non mollo, che la superioia delle Adoratrici di Roma si dovuta recare anche in Torino per aprir\ene un terzo, che viene provveduto
di rendite dallo stesso religiosissimo

blime

in

ed

in

gloria tra

tutte le creature
feriscasi
fica
il

se finalmente ribeali, signi-

ai

comprensori
doni

culto di dulia, tributato loro


e sovrannatu-

pegli eccellenti
rali

onde vennero
auguste

distinti

da Dio.

ADORAZIONE deilaCkoce. Una


delle pi
uosti'a

re Carlo Alberto.

La

pia

dama mare

chesa di Barolo concorre anch' essa


pel

religion santissima

ceremonie della che ha ,

maggiore accrescimento

per

la prosperit del santo istituto.

in uia tonaca di

L' abito delle Adoiatrici consiste lana bianca con


di lana

luogo solennemente nel venerd santo. Eccone in breve la descrizione, secondo il rito della Chiesa Romana.
Finite le oi'azioni, che
il

si

fanno dopo
il

scapolare

rosso,
sta

sul

quale

canto della Passione,


la

celebrante

alla sinistra del petto

ricamata

depone

pianeta

ed

avvicinatosi

in bianco la
colla SS.

forma

dell'

Ostensorio

al lato dell' epistola, ivi, sulla

parie

Ostia.

Una

fascia di lana

posteriore dell' angolo, gi dei gradini dell' altare


la croce
,

rossa pende dal lato destro, iu cui

riceve dal diacono


suU' altare
,

veggonsi
di

gli

emblemi

della passione

gi preparata
al

G. C. ricamati paiinienti in bianco. Oltre a ci portano un gran mantello di luna bianca con lunga

e colla faccia rivolta

popolo, la

scuopre alquanto nella sommit, in-

tonando solo r

auliliia

Ecce lignuni

94
Crucis.

ADO
Da
alla

ADO
ci sono

Questa vien proseguita dai cantori sino al venite adoremus, al jual versetto tutti si prostrano, a riserva del celebrante. Di poi il sacerdote
si

abbastanza convinti di

eri'ore

quanti

danno senso diverso


espressione,

surriferita

calunriti

niando
PIEDI.

per

tal

modo

sagri

avanza

alla

parte antelato

della Chiesa

Romana. V. Bacio
i

dei

riore dell' altare, dal


dell' epistola
:

medesimo

SOVRANI.

UBBIDIENZA DI ADO-

scuopre il braccio destro della croce, e, alzando un po'


di
pii la

RAZIONE, che rendono

Cardinah

al

voce, ripiglia
i

Ecce lignum

Crucis, seguendo

cantori, e ado-

rando
sta
si

tutti al venite adoremus. Quemedesima ceremonia finalmente fa, quando il sacerdote nel mezdell' altare

zo

scuopre tutta intera la


il

croce.
egli

Ci

fatto,

celebrante porta

del SS. Sacramento, Monache. Ordine religioso, che avea per istituzione l' adorare perpetuamente il SS. Sacramento. La regina di Francia Anna d'Austria, madre di Luigi XIV, fu quella, che concep la prima il progetto di dare

Sommo Pontefice. ADORAZIONE

solo la croce dinanzi all'altare


x'vi

un

culto continuato

al

SS. Sa-

nel luogo preparato, e genuflesso

la

cramento. Elesse perci da un monistero dell'


la

posa. Poscia, essendosi levate le scar\)e,

Ordine

di

s.

Benedetto,

procede all'Adorazione di essa, facendo a qualche distanza tre genuflessioni


i

Madre Caterina de
SS.

Bar, chiamata
allora

del

Sacramento,

abba-

prima
il

di baciarla.

Indi
essi,

dessa del monistero della SS. Concezione di Rambevilliers, nella Lorena, diocesi di Tours, e nel
la regola
1

ministri dell'altare,
clero

dopo

popolo a due a due vanno ad adorare la croce, facendo egualmente le genuflessioni.


il

654 col-

dello stesso

s.

Benedetto
re, e

die' principio

a questo

pio istituto,

Durante l'adorazione, no
ed
in

si

canta-

approvato dal beneplacito del

coro

g'

Improperii.
tal

V.

il

dell'arcivescovo di Parigi, e poi, nel

Messale nella rubrica di


il

giorno,

Gavanto per
consulti
il

la

spiegazione

Papa Alessandro VII

delle ceremonie.
Si

1664, dal Cardinal Ghigi nipote di e suo Legato a latere in Francia. Nel 1 668 fu di nuo-

maggiore

schiari-

mento
ra

Cancellieri nella sua

Ope-

iqSo. che si rende al PAPA. Quando parliamo di cotale Adorazione intendiamo di accordarci perfettamente con la idea presentatane dal venerabile Cardinale BelSecret, pag.

De

ADORAZIONE

vo confermato dal Cardinal di A audome, finch il Pontefice Innocenzo XI, nel 1676, corrobor il tutto colr approvazione apostohca, e ClemenXI, nel 1705, ne sanc le costituQuindi ad istanza della pia l'cgina di Polonia, vedova del valoroso Giovanni III, questo Pontefice chiam a Roma alcune monache di Frante
zioni.
cia,

larmino,

il

quale, nella celebra tissi ma

opera
cap.
1

De
8

Sunvn.

Pontif.

lib.

Ili

et scq., la definisce

siccome

stianesimo

fondando nella capitale del Criun moni>.lero di questa


Nelle regole veniva prela

atto di profondo rispetto e venera-

istituzione.
scritta

zione

praticato

inverso

il

Sommo
Ges
Cri-

con voto
del

continua Adora-

Pontefice, eh' Vicario di


sto
:

atto

in cui

non havvi alcun

che di comune col culto che prestasi debitamente a' santi del cielo.

Sacramento. Perci le religiose tanto nel giorno, che nella notte, succedendosi a vicenda, in ginocchioni oravano innanzi 1' altare
zione

SS.

ADO
in cui
si

ADO
SS. Eucaristia;
za,

95
|>erfetta.

conservaya

la

con vita

comune
della

Fra
a'

ed perci che avanti al ]etto, per portavano l' immagine del SS. Sacramento, e vestivano con l'adistintivo,

le costituzioni

fondatrice, ap-

provate dal vescovo Paolucci,

bito nero eguale alle benedettine.

/^'.

maggio 1697, si prescrive, che quando le monache sieno giunte ad un

Bonanni, Catalogo degli Ordini Religiosi, \m'c II, e l'articolo AdoratriCI PERPETUE DEL SS. SACRAMENTO.
Il

numero

suHlciente, la priora

le

dis-

Sommo

Pontefice Pio

VI

apdi

ponga all' Adorazione del SS. Sacramento per quello .spazio di tempo che essa creder e quando esso
;

pi'ov

r Ordine delle
sacerdote

monache
fin

calla pubjjlica adorazione, abbia luo-

san Norberto, fondato,


dal

dal 1767,
nella

go

il

canto delle sue

lodi.

pio

svizzero Giusep-

ADORBIGAAE.

Citt

vescovile,

pe

Hely
di

con

un

monistero

e metropolitana della diocesi di Caldea, che credesi essere l'antica


dia,

diocesi

Coir,

dove

le

novelle

Me-

monache s'impiegavano per


le istituto

principa-

nella perpetua

Adorazioal-

ne del SS. Sacramento, cantando

o almeno una delle sue parti. Tauride ne fu un tempo la metropoli, e fu ritenuto che fosse la stessa

teraativamente col coro, s di giorno che di notte, in lingua nativa, le


continue lodi del Sacramentato Gesi^j.

Ecbatana capitale de' medi. Le

Dopo che

questo pio istituto


la

si

era disteso per


di

Germania, fu an-

sono Bardaa, Ardebel, Maraga, Salmasa, Argide, Asnocha, Chalata, Schaharzul, che sono sottomesse ai ne.stoaltre citt di questa provincia

cora introdotto in
s.

Roma

nella chiosa

Matteo in ]Merulana,dove per le circostanze de' tempi poco si conserv. Vi chi dice, che vi aveano molte sorta di religiose; le quali praticavano l'A-

e Salmagrado metropolitano. Vi erano ancora de' vescoriani


;

in seguito

Bardaa
al

sa furono

elevate

vi

giacobiti.

ADOTTATO
noverato
dal
s.

Rufo, Cardinale.
Cardinali promossi

dorazione perpetua del SS. Sacramento, di maniera cVi' esse si succedevano


giorno e notte. Le religiose
razione perpetua del
stabilite a Marsiglia

Adottato, di patria romano, vien anfra


i

AdoSS. Sacramento
dell'

Pontefice
la

vernava
fuse

Leone II, che goChiesa nel 682. Intorno


si

nello scorso se-

la vita di

lui

desiderano pi dif-

Antonio Le Quien dell'Ordine de' predicatori, erano celebri fra le altre, come anche le monache del Corpus Domini in IMacerapi antica. Furono ta, d'istituzione
colo dal
p.
istituite verso il i683 da Giade Bossi A'eneziana, la quale recatasi in Macerata con alcune nipoti, compar con un abito monastico, e da quel momento furono det-

memorie.
Eretici, che, seguenle

ADOZIANI.
do
le

orme

di Nestorio, dividevano
in

persone

gavano
lo

esser Egli

Ges Cristo, e necome uomo figliuo-

queste
cinta

naturale di Dio, predicandolo semplicemente adotU\'o. Codesta setta ebbe fatale cominciamento mentre imperava Carlo Magno , ver.so

l'anno 778, e ricevette


di

esca
il

da

te monaclietle.

La

regola
del

che asse-

Felice vescovo

Urgel

quale

gn

ircir

erezione
terz'

monistero fu

quella del

tenza di
si

s.

Ordine della peniDomenico, e che tuttora

professa nella sua stietta osservan-

da Elipando arcivescovo Toledo intorno la figliazione di Ges Cristo, rispose che questi come Dio veramente e pro[)riami'/iconsultato
di

96
naturalmente

ADR
da
lui

ADR
ma come
sol-

le Figlio dell'Eterno Padre,

generato:

Arabia Petrea, sufTraganea della metropoli di Bostra.


vile

in partihun nell'

uomo, o

figliuolo

di JMaria,

ADRIA [Adrien.). Qucst' antichissi-

tanto Figlio adottivo di Dio.


tal decisione

Or

avendo sottoscritto Elipando, Adriano I Sommo Pontefice con una lettera dommatica indiritta ai vescovi della Spagna, ne condann solennemente l'errore; che fu numeroso poi proscritto nel 7945
'^'"^

ma citt, che comtmic proprio nome al mare Adriatico, si crede fondail

ta dai pelasgi,

quali furono cacciati

dagli etruschi, che in Adria stabili-

rono una possente colonia e presero a nobilitarla. Il suo porto rinomatissimo allora era capace
di conte-

concilio in Francoforte,

nel

sinodo di Forl, e nell'anno


concilio
fice

79^ dal 800 dal

nere

un'armata navale, ed anche

nei secoli posteriori alla

romana

re-

romano tenuto sotto il PonteLeone III. Cosiffatto errore confus. Paolino paed Alenino. In Chiesa e i Padri si

venne presidiato dall'imperatore Yitellio a salvezza del vepubblica,

tarono felicemente e
triarca di Aquileia,

neto

littorale.

Adria, detta dai

ro-

vano per e la adoperarono ad umiliare la caparbiet ostinata dei due vescovi Elipando e Felice che ambedue lasciarono prima dell'errore la vita ADRA o ABDARA. Citt vescovile della Spagna nel regno di Gra: !

Traspadana, e riconosciuta Etrusca, da essi fu dichiarata municipio di prima classe, durando in tale stato fino al decadimento dell'impero. Declinato questo

mani

per

le

rivo-

luzioni d' Italia, assai perdette della

sua
coli

grandezza.
posteriori,

Finalmente nei
straripando a
coprire
i

se-

il

Po

nata. Pietro vescovo di

pose la
guito
citt
la

Abdara apsua sottoscrizione al primo


in
Siviglia.

r Adige
boschi,
si

sino

gli

antichi
della

dilatarono

limiti
il

concilio tenuto

In

se-

terra ferma,

e ritirandosi

mare,
citt

sede

vescovile

di

cpiesta

divenne Adria a poco a poco


terrestre,

venne

ADRA

ad Almeria. [Adren.), Adraon, ovvero


trasferita

come lo di presente. In ogni tempo Adria pot vandi


s

Adraton. Citt vescovile in partibiis, neir Arabia Petrea, sulfraganea della metropoli di Bostra. Di questa chiesa si fa cenno nella VI sessione del conciho di Calccdonia. Fu detta eziandio Caatrum. ADRAINIITTO {Adramytlen.), Adramile, ed anche LaudramiUc. Citt vescovile in partihiix nella Troade, sufTraganea di Efeso. La sua origine rimonta ad epoca rimota. Ai
nostri

tare

onorevole

condizione

Nel 43o dell' era volgare, soggetta agi' imperatori d' Oriente, reggevasi popolarmente, eleggendosi im governatore proprio.
presa
JNel

089
di

fu

com-

neir esarcato

Ravenna, e

poscia fu unita alla Chiesa. Neil'


il

822

Adria stava nei suoi vescovi protetti sempre dalla Santa Sede e dall'imperatore.
di

temporale dominio

Assai ella era forte allora,


di

se

pot

giorni

assai

piccola

citt,

frequente misurarsi

colla

veneta

chiamata dai turchi Endromc e da altri Sandemtri


k\yKt\^S>0[Adrascn.),Adrnsso.Cil\l\
vescovile in parlihux nella Siria, suf-

potenza. Abbattuta dalla forza


giore,
si

magdomili-

colleg cogli Estensi

natori

di

Ferrara
Nel

per

investitura

Pontifcia.

i3o9

Adria era

fraganea della metropoli di Soleucia.

bera, e sebbene sostenesse nel


secolo la sua lihorl,

XIV

ADV^KTO {Adrnlen.).

Citt vesco-

pure

dovette

ADR
ancora riparare sotto
degli
la

ADR
protezione
senso di

97

Estensi.

Risorta appena sntU)

canonica dei vescovi in Adria; pure a cagione dell' aria umida, col con-

quel governo,

and incontro a nuo-

ve calamit; perocch guerreggiando veneziani contro Ercole I duca di i

Ferrara Adria assediata da ossi con armata navale e terrestre dojio


,

Papa Giovanni X, nel 9'2o, cominciarono essi a ritirarsi a Rovigo dove hanno un comodo paNella selazzo ed un seminario rie de' suoi canonici, vanta due Car,
.

un'ostinata
fu devastata.
sotto
il

l'esistenza

Due

(anno 1482) anni dur Adria


,

dinali,
scovi.

un arcivescovo

tre

ve-

veneto governo
il

il

quale

Presentemente col mezzo di pie largizioni si sta rinnovando nella

conchiuso
la

trattato

di

Bagnolo,
.

maniera pi magnifica
le

la

cattedra-

duca Estense Sopraggiunta per la lega di Cambray, conchiusa fra il sovrano Pontefice Giulio II della Rovere, MasLodosimiliano I re dei Romani
rendette al
,

di

Adria.
Citt vescovile della

ADRIANA.
diocesi d' Asia
fiUa.

nella seconda

Pamdel-

ADRIANA.
l'

Citt vescovile
la

XII nando V
vico

re
re
,

di
di

Francia,

Ferdii

Ellesponto, sotto

metropoli di
vescovile della
alla

Spagna
si

contro

Cizico: dicesi altres Hadraii.

duca Estense e si diede spontaneamente alla repubblica veneta, il che venne


veneziani
,

Adria

stacc dal

ADRIANI.
Bitinia
di
,

Citt

suffraganea

metropoli
discepoli

Nicomedia,

confermato nella pace generale celebrata a Bologna nel i.'i^c) fra il Pontefice Clemente VII Medici e r imperatore Carlo V, nel Dogado di Andrea Gritti, Ottenne Adria in
,

ADRIANISTI.
di Adi'iano
tori

Eretici,

Amstedio, uno dei nova-

del secolo

XVI.

Costui,

prima

nella

Zelanda
il

poi nell' Inghilterra,

insegn che non era necessario conferire

quel

momento

grandiosi
li

privilegii

battesimo

ai
si

fanciulli

ap-

dalla repubblica, e

mantenne per

pena nati;

ma

che

potrebbe pro-

molto tempo. La sede vescovile di Adria gi suffraganea di Raven fra le na ed ora di Venezia
, ,

crastinare, ad imitazione dei primi

pi cospicue, contandosi nella serie vescovi quattro santi e dei suoi


cinque Cardinali
vi
si
.

tempi della Chiesa; che G. C. avea fondata la Chiesa solo per alcune circostanze ecc. A questi ed altri ei rori, aggiungeva tutti quelli degli
anabattisti.

Il

Cristianesimo

diffuse
e,

dai primi tempi della

Teodoreto pone costoro


scepoli della setta di

fra

di-

Chiesa,
il

secondo s. Doroteo prete, suo primario vescovo fu s. Epa-

Simon IMago,
fa

ma
s.

niun altro scrittore ne

menzione.
di

frodito,
stoli.

uno

de' discepoli degli

apo-

ADRIANO
Andrea
nono

(s.),

vescovo

Gallionisto
si

di certo, che

per il primo sappia aver gover

in Iscozia e martire.
,

Fu

es-

posto al furore dei danesi


secolo

che nel

nata questa chiasa. Assist al concilio


liti

Lateranense
sotto
il

contro

monotenel
di

Papa Martino

S.

Bellino martire, vescovo


,

649. Pa-

massimamente discesero sulla costiera, e dopo aver manomesso non poche provincie, trucidarono
lui
i

pi degli

abitatori.
solo
di
di

dova
ve

il

sue relicpiie
soffr

patrono della citt. Le riposano a Rovigo do-

era
la

li uscito

non

evita-

re

loro

barbarie,

ma
al

con-

per la fede. VOL. I.

La

residenza

vertirne in gran

numero
i3

cristia-

98
scorreria

ADR
verit,

ADR
e tosto
al

nesimo. Se non che in ima nuova


fa vittima della

furono
;

condotti
il

<li-

crudelt

nanzi
tili

governatore

quale,

fat-

loro neir 874. Se ne celebra la festa a' quattro di

marzo.
colse la

ADRIANO
del martirio in

(s.),

palma

Roma

nel terzo se-

colo della Chiesa, sotto l'imperatore

Valeriano.

ADRIANO
discepolo di
2>redic la
s.

Messageta (s.). Era Landoaldo, e nel 66^


nei

prima straziare con unghie di condann alle fiere. Due li giorni dopo, Adriano fu esposto ad un leone e poi con la spada trapassato. Questo fi l' ultimo cristiano che soll'eri a Cesarea, dove la persecuzione avea durato sette
ferro,
,

anni, sotto tre governatori di seguito

fede

Paesi-bassi

in

cio Flaviano, Ui'bano e Firmiliano.

qualit di missionario.

Mentre an-

La

sua gloriosa memoria


(s.),

ripor-

dava a raccogliere
il

l'

elemosine, che

tata al d quinto di marzo.

re Cliilderico II mandava al suo maestro, fu assalito da alcuni assassini, e privato di vita. La Chiesa gli
tire,

ADRIANO
e Paolo
nel secolo
di
riascita.
il

abbate di Nerida
ss.

presso Napoli, poscia de'

Pietro
fioriva

presso Cantorbery,
settimo,
Il

attribuisce

l'

onore di

marai
1

ed era africano
Vitaliano

e ne celebra la

memoria

Pontefice

marzo.

che
pere

conoscea fornito di gran sanelle

ADRIANO (s.), martire di Nicomedia, uffiziale nelle armate di Massimiano Galerio, perseguit pur esso
i

divine

scritture e nella

scienza della piet, lo avea scelto a

successore

di

s.

Deusdedit, arcivereli-

cristiani;

ma

la intrepidezza e

scovo di Cantorberj^ L' umile


gioso
fece

la in%'incibile

costanza

di

questi lo

conoscere

al

Papa che

commossero
Cristo.

al vivo, sicch'egli

abiur
di

tornereblie molto in vantaggio della


chiesa lo scegliere in suo luogo san

la idolatria, e

divenne
solTerire

coiifessoi'e

Ebbe a

pertanto orrice-

ribili supplizii,

e a

Nicomedia

vette la palma del martirio, verso l'anno 3o6, nell'ultima persecuzio-

ne generale. Egli
tro di

nominato

ai quat-

marzo nel martirologio a s. Girolamo attribuito, e nel romano.

Teodoro, che vi fu poi consecrato. IMolto si adoper s. Adriano per la conversion degl'inglesi; e Dio benedi le sue fatiche per modo che furono assai copiosi frutti che ei ne raccolse. Aiut anche per qualche tempo s. Teodoro nel regime
i

La

festa per n' notata agli 8 di settembre, giorno della traslazione

della sua chiesa;

ma

poi fu obbli-

delle sue reliquie a

Roma,
che

ov'

una

gato a ricevere l'abbazia di s. Pietro e Paolo in Cantorbery, dove

chiesa molto antica


il

ne

porta

nome.

(s.), martire in PaNel settimo anno della persecuzione di Diocleziano, venne da


lestina.

ADRIANO

l'anno 710 a' 9 di gennaio, spir santamente nella beata pace del giusto. Il suo nome trovasi nei calendarii d' Inghilterra, e la sua festa n'
11

riportata al

d'i

Mangano a Cesarea con


to suo

EuIdoIo sanessi

monaco

Gioscclino, citato

9 gennaio. da Gudi

compagno.

Fu ad

do-

glielmo di Malmcsbury, alTcrma che


il

mandato

alla porta della citt

qual

Signore glorific

la

tomba

que-

fosse l'oggetto del loro viaggio, co-

sto santo

con molti miracoli.


I,

me

stieri.

usava fare con tutti i foicPalesarono intrepidamente la

ADRIANO
manOj
figlio

di

Papa XCVIII, roTeodoro della no-

ADR
biljisima famiglia
Ti.vo

99
istitu

Colonna

(^'.

Mar-

Questo
il

medesimo Pontefice

V). Fatto Cardinale diacono da Papa Stefano HI suo antecessore, fu assunto al Pontificato a' nove febbraio 772. Il vago aspetto della sua persona non andava disgiunto da un merito molto grande. Come pri-

far

orazione nella messa pel re

di

Francia, e un tal costume ven-

ne abbracciato in appresso dai regni cattolici.

Tre
in

volte Adi-iano eb-

be a ricevere
lo

Roma
di

il

re Car-

Magno;
dell'

la

prima

nel

778

al

ma
leva

fu Pontefice, attenendosi grandeall'

tempo

assedio

Pavia, por-

mente

antica disciplina, che vola vita


ai
l'ei,

salva
il

affine di

dar loro richiam


togliendo

tempo

di far penitenza,

Roma

alcuni magnati,
altri

altri

all'esilio,

alla
ri-

tandovisi a celebrare la Pasqua; la seconda nel 781 ; la terza nel 787 quando veime in Italia per fiaccar arroganza d' Arigiso duca di i-e Benevento, che erasi ribellato, lu

carcere
flettono

onde apparisce, siccome

r Anastasio e Pietro de Marca, che fino da questo tempo i


incominciassero ad esercila

Carlo era donnnii della Chiesa, che accrebbe, donandola


tutte

queste spedizioni
i

accorso a proteggere

Pontefici
tare in

del territorio di Sabina, nonch dei

Roma

piena amministrase

ducati

di Spoleto e

di Benevento,
l'au-

zione delle cose

civili,

pm* qual.

che

gim mantenere, ponendo


documento
s.

che
ti

volta

non ne veniano impedidelle

tentico

sull'

altare

della

dal

furore

rivolte

Spes-

confessione di

Pietro.
a' vene-

so

travagliato

questo santo

da Desiderio re de' bardi, ebbe finalmente ricorso alle armi di Carlo IMagno allora che minaccioso tentava la rovina di Roma ; e Carlo dopo un assedio di sei mesi fece prigione in Pavia quel re nell'anno 778; lo mand in Frantefice
,

PonLongo-

Concesse questo Pontefice


ziani
citt
,

il

primo vescovo per la loro qual ebbe la prima sede il


Castellana
.

neir isola

Ottenuta

la

pace della Chiesa orientale per lo zelo di Costantino VI e d' Irene


sua madre, affine di megho soidarla contro gl'iconomachi, o persecutori

cia nel fece di

con

monistero di Cerbio, e dislui il regno de' Longobar-

delie
il

immagini

sacre,

fece

ce-

lebrare

concilio generale

VII

gi

in Italia, che avea durato

2o5

cominciato l'anno 786 in


tinopoli, e trasferito nel
cea,
i

Costan-

anni,

da che in

essa

entrarono nel

56S. Nell'anno medesimo 778 la Sede ricevette da Carlo Magno r alto dominio del ducato di Benevento, ch'essa sempre esercit fin d' allora con quel diritto e poi con nuovo titolo di permuta, stabilita nel io52 fia s. Leone IX ed
S.
,

coir intervento di
il

787 in Ni35o vescovi,


al
(jui

quali stabilirono

culto delle sa-

ci"e

immaginij
della

ed

aggiunsero
:

simbolo

fede le pai'ole

ex Patre Flioque procedit. Adriano accolse in Roma l'anno 793,


con paterna tenerezza, Olfa re dei Mercioii, che pentito del barbaro inganno, onde aveva ucciso Etclberto re degli Anglo-Orientali, volle correggere il proprio fallo con opere di piet e di crisfiaua devozione, confermando il suo regno ti"i-

Arrigo
re

III,

nella quale rimase pu-

compreso il ducato di Napoli. L'anno 781, poich il Sommo Pontefice

tenne al battesimo Pipino


di Carlo

fi-

glio
<l

Italia,

imse re come pur Lodovico fralo

Magno,
,

tello

al

primo

re

d'

Aquilauia.

butario alla Sede Apostolica, e con

.,

loo
l'eale

ADR
munificenza
della

ADR
le
s.

accrescendo
pei

Marco da Gregorio IV, venne


qi

as-

rendite
inglesi,

scuola
Spirito

pellegrini

sunto al Papato in

gi ottua-

poi
di

convertita
s.

nel
ai

spedale

famoso tempi di

genaria, sebbene contro

sua voglia,

III. L'anno 794 condann Adriano, nel concilio ce-

Papa Innocenzo

avendolo ricusato per ben due volte. Consecrato nel d\ quattordici dicembre 867 diedesi a seguitare le orme
dell'ottimo suo antecessore Nicol
1 ;

lebrato in Francfort,

Felice

vesco-

vo

di

Urgel,

ed Elipando arcive-

scovo di Toledo, che non ammettevano il culto delle sante immagini, predicavano che Ges Cristo in

ed per ci che i suoi nemici il chiamavano per celia Ncolaitano.

Dal generoso disprezzo in cui tenea queste ingiurie, argomentarono alcuni


eh' ei

quanto

uomo non

fosse

figlio

pro-

non
gli

fosse

lontano
Nicol;

dal

prio naturale di Dio,


dinasse che

ma
il

solamen-

rescindere

atti

di

ma

te adottivo. Dicesi ch'egli


si

primo

or-

s'ingannarono a partito, poich bat-

sigillassero

quindi in-

tendo
di bel

le

orme
6.

di quello,
il

comunic
gi con-

nanzi
sovi

le bolle
il

Pontificie

con appe-

nuovo

Cardinale Anastasio
Marcello,

piombo;

ma
gli

intorno a ci
eruditi.

del titolo di

non convengono
in Trastevere
in

Fece erigere nella piazza di santa Maria


la fontana,

ristorata

appresso

sotto

varii

Pontefici

dannato da Leone IV ( Vedi). Cos\ adoper Adriano, perch, quantunque Anastasio dopo la prima condanna , merc la somma bont di
Nicol,
della
fosse stato accolto nel seno

Questo Papa
nasse
s.

gliasi eccettuato
pii

il primo ( se voPio VI ) che goverlungamente la chiesa, dopo

fu

Chiesa

tuttavolta dimentico

IMetro,

cio

ventitr

anni,

die-

ingratamente del beneficio del perdono avea depredato il patriarchio,


,

ci

mesi e giorni

dieeisette.

Fu

chia-

involate le sinodali scritture, e

com-

ro in virt ed in erudizione, e munifico a tale , che solamente nella


vaticana basilica spendette

messo

258o

lib-

bre d'oro, e 900 d'argento in quella di san Paolo: ed oltre a i 100 lib-

maggiori delitti. La sentenza della scomunica di lui fu decretata in un concilio da Adriano radimato in Roma l' anno 868. Lo
altri

stesso Pontefice, caldo

come

era di
al-

bre d'oro nel ristoramento delle mura di Roma, ed una incredibil som-

apostolico zelo,

scomunic in un
in

tro concilio

tenuto

Roma

l'

ar-

ma

nel ristabilire alcune altre basilicitt

rogante Fozio, che per la terza volta

che e chiese della


le quali santa

medesima, tra
in

venne fulminato dagli anatemi della


Chiesa
fine di
:

Cosmedin detta scuola greca. Mori questo grande Pontefice il di 25 dicembre


Maria
795. Carlo
distici,

e per cagione di lui, e af-

comporre

le

diill'renze
il

d'Ocon-

riente, f celebrare neir8t9


cilio

Fu

sepolto

nel

Vaticano, e
alla sua

generale

Vili in

Costantino-

Magno

sovrappose
di

poli,

tomba un
jerdita

epitafio

diciannove
la

piangendone amaramente

109 vescovi .sottocondanna di Fozio colla penna intinta nel Sangue di Ges
nel quale
scrissero la

come

di
II,

ADRIANO
figlio

un padre. Papa CIX, romano,


che
fii

di Talaro,

poscia ve-

(Baronie ad an. 8G9 n. 89. Veggasi la i'Ua di Inodoro pag. 16). Nel medesimo concilio si ordin col
Cristo.

scovo, parente di Stefano

IV

e di

can. 27, che

monaci

e fiali

latti

Sergio

l,

fatto

prete Cardinale di

vescovi, portar dovessero visibihuciile

, , ,

,,

ADR
r abito
del

ADR
(

lor
coi

loro ordine
lib.

Mabillon
an.
fin

Ln
da

misericoi-dia

poverelli

fii

Annal. Ord. Bened.

36 ad

indivisibile

compagna
,

della sua vita

365
il

..41- J^<^gg- Natal. Ales. Histor.

fanciullo

e talora .accadde

Eccles. sec.

IX.

et

X.

Diss. 4- -22),

che Dio

illustrasse la di lui j)iet col

che pure si prescrisse nel concilio Lateranense in tempo d'Innocenzo H. Adriano comand in appresso a
la

niolti])licare

Lotario, cui lev


flittagli

scomunica

in-

dal suo antecessore, che in


alla

miracolosamente il danaro, ch'egli ogni giorno distribuiva a gran numero d' indigenti. Fu sepolto nel Vaticano. jVDRIAIVO III, Papa CXII, che
si chiamasse Agapito ( Sigonio regno Ilal. lib. 5, ad an. 884, pug-

adempimento
cacciata
la

fatta

promessa

alcuni stimano, senza fondata ragione,

concubina Waldrada riconducesse la sua legittima moglie Tietberga , e le rendesse gli onori

De

223; Ciacconio, e Oldoini,

in addii.

F. Urbano li. Papa CLXYI ) Ordin inoltre a Carlo Calvo, minacciandolo di scomunica, che restituisse r usiu-pato regno all' imperacui tore Lodovico II suo fratello apparteneva per eredit. Coron Alfredo I , sesto re degl' inglesi ( Poreali.
(
,

adeuTndem).ll.g\i era di patria romano, figlio di Benedetto della contrada

Via

lata.
il

Fu

innalzato alla Sede


istanze a lui
d'

Pon-

tificia

primo marzo 884facesse


il

Per quante
r imperatore

Oriente

Basilio

Macedone,
operato
mettesse
de' fedeli,

airuich annullasse ogni

lidoro

Virgilio

pag.

),

HisL Angl. lib. 5 Permise ai Moravi l' udivini

riguardo a Fozio
di

e lo

ri-

sare la lingua slava, per essi volgare,


negli
ullizii

nuovo alla comunione non avvenne mai che si

nella

messa

inducesse
virti

a compiacerlo.

Le
il

belle
ze-

concessione che conferm


gessero

Papa Gio-

di questo Pontefice,

suo

vanni Vili, a patto che prima legil

lo

pel

bene della Chiesa, e

la in-

vangelo in lingua latina,

vitta costanza dell'animo presagiva-

e poi nella slava.


tiva in

ci

acconsen-

no
le

di molti vantaggi, e

mettevano
ove
la inlo avesse

anche il Pontefice Innocenzo IV, quantuncjue s. Gregorio VII avesse negato questo privilegio a Uladislao re di Boemia perch usava cogli scomunicati. Dopo che questo s. Pontefice resse la Chiesa per quattr'anni, mesi undici e giorni dodici , mori nel mese di noseguito

pi

dolci speranze,

vida morte

rapito

non

mentre passava in Francia col inperch vitato da Carlo // Grosso


,

colla sua autorit decidesse sopra al-

vembi-e 872. Intorno al giorno della sua morte non havvi memoria certa
di alcuno antico scrittore;
,

cune private sue pretensioni. La morte ne avvenne a s. Cesario presso Modena, il di 8 luglio 885, e fu sepolto in Nonantola cinque miglia
lontano di
l.

Govern

la Cliiesa

un
si

ma

seb-

solo anno, mesi quattro


ni.

ed otto gior-

bene ci sia pur vero d' altronde che trovandosi alcuni cataloghi dei romani Pontefici, i quali gli ascrivono il Pontificato per ([uel tempo
precisamente da noi segnato, verrebbe a cadere la sua morte nel giorno 26 novembre, che anche i

Alla vita di questo Pontefice

aggiugne presso alcuni storici una importantissima nota, che noi credia-

mo opi^ortuna

cosa di qui trascrivere

Alle richieste degli italiani, che

si

trovavano poco contenti del go" verno dei re forestieri e da essi


>'

moderni

tutti

gli

assegnano.

lontani,

Adriano

pubblic

due

I02
->

ADR
f'a-

ADR
innalzato alla Sede Pontificia. Segnal
egli
il

cdebri decreti, il primo in vorc della liberti dei romani, >y ordinaudo che il Pontefice dello
''

suo zelo contro

Ai'naldo quei

di

Brescia, che introdottosi novella-

potesse essere consecrato senza la

mente

in

Roma, avea
Alcuni tra

sollevati

presenza del

re,

basciatoi'i; e il re del reame d'Italia, prescri>^ vendo, che morto senza succes sione il re Carlo il Grosso, il '>

o de' suoi amsecondo in favo-

cittadini.

questi
il

insulta-

rono e ferirono a morte

Cardinale

Gherardo

sulla via sacra,

ed

il

Ponall'

tefice allora sottopose tutta

Roma
lo

interdetto, finch

non

fosse punito

un
ad-

regno d'Italia fosse dato per

l'av-

tale attentato, castigo

che per
erasi

venire ad un principe italiano " col titolo di re. Del primo de" Greto fecero menzione Martino

dietro
ritato.
a'

qviesta citt

non
i

mai mei

Cessarono

divini uffizii fino

23

marzo

ii

55, quando
Clero

sena-

Polono (ad an. 884), Tolomeo di Lucca [Hist. Eccl. lib. i6, cap. 2 3), Mabillon (in Ord. Rem.
5
-'

tori,

per istanza del


di

tutto e

del popolo, giurarono al Papa, che

caccerebbero
Brescia ed
i

Roma

Arnaldo
lui,

di

" cap.

17,

pag.
n.

ii4),
2).

e Pagi (ad
l'altro

seguaci di

in caso
di-

au. 884,

L'uno e
apocrifo,

che

si

mostrassero ulteriormente

->

stimano

alcuni

del

sobbedienti a

Sua

Santit.

}} primo principalmente dubita EM ckart [Rer. Frane. Tom. II, pag. " 683). Veggasi perci il eh. Sassi (m }>
.

aimot.

ad Sigonium de Regno
II,

Ital.

35 1) ". ADRIANO IV, Papa CLXXVI. Chiamavasi in prima Nicol Brenkp.

Tom.

L' anno 1 55 avviavasi Federico Barbarossa alla volta di Roma per esservi coronato imperatore; ma udendo il Papa eh' ei veniva con numeroso esercito pii alla maniera di nemico, che di liverente alla San-

qjeare
in

o Breschepeatre

che

suona

to

rompitore di aste. Napovera e bassa condizione in Langleyac, piccolo castello nelitaliano


di
la
t'

contea

di

Hertfort presso
Ingliilterra,

sanin

Alleano in

pass

Francia per
ri

ivi studiare.

Fu

da prin-

cipio al servizio de' canonici regoladel inonistero di s. Rufo presso ad Avignone, indi religioso e finalmente generale di quest' Oi'dine. Fat-

Sede , mand a lui da Viterbo, ove dimorava, tre Cardinali eoi capitoli, che doveano con esso trattiu'c, quali trovatolo a s. Quirico, accoli sero la solenne promessa ond' egli giurava difendere e conservare illesi i diritti de Romani Pontefici. Poscia Federico continu il suo viaggio per Roma, ed Adriano, il quale a cagione del compreso timore erasi rita

coverato in Civita-Castella-na, di l
USCI,

ed incontratolo a Sutri, neg


il
il

to vescovo Cardinale
1

di Alleano nel

lui

Ixicio

di pace, se prinia giugli

146 da Eugenio
in

III,

fu inviato dal-

sta

costume non

prestava

lo stesso Pontefice

Legato Apostoli-

co
gia,

Danimarca, Svezia e Norveove ebbe il merito di conlrma-

r uffizio di staffiere. Questi, .sebbene avesse baciato i piedi al Sommo Pontefice, ricusava in sulle prime di
com[>iere una
tal

re nella lde cattolica (juella in allora

cosliunaiiza;
il

ma
git)r-

barbara naziom;. EKitto Pontefice suo malgrado, per unanimi voti, venne consecralo il giorno ({ninlo

dispulatasi la cosa pei- tutto


110

seguente, fu
i

astretto

dal

giudi-

zio di tutti

principi dell'Impero
ossc<juic), e

dicembre

54-

1'^

questi

il

solo inglese

rendergli

il

consueto

man-

ADR
lata
la

ADR
di

i3

sua truppa, col consif^lio del

ad occupare la Basilica VaLeonina, sicuri amhedue trasferironsi a Roma^, dove in ([uella Basilica il S. Padre gli pose in fronte la corona imperiale, il dicjotto giugno del ii55. Affinch non s'ignori quanto a
l*apa,

ticana e la citt

Francia con Carlo di Valois suo fratello a Clemente V, nel 1 3o5 mentre entrava coronato nella citt di

Lion (Rinaldi all'an. i3o5 n. i3); Giovanni duca di Normandia e futuro erede del reame di Francia u Clemente VI per la citt di Avignone, l'an. 1342 (Rinaldi all'an. i342

torto Federico negasse di prestare al

Papa r usato uflzio di slancre, stimiamo non inopportuno il documentare, esser questo un atto di riverenza, che resero

num. 7), Carlo IV imperatore ad Urbano V, nel 1 368 ( Burio loc.


cit.

pag. 236, Rinaldi all'an.

368.

prima

di

lui

il

re Pipino a Stelano li in Francia,


nel

753

(Mui'atori Annali d' Ital.

tom. IV, pag. 2 an. 7^)3), LodoviII Augusto a Nicol I (Burio nolit. Rom. Pont. pag. i3o) e per
co
tre
(

num. 8), Cario 111 re di Sicilia, col manto reale, ad Urbano VI, nel 383 (Rinaldi all' an. 383 n. 3.) ; Sigismondo re de' Romani a Martino V, nel i4i8 (Monstrelct t. I.
1 1

cap.

192) e poi dopoch da lui


peratore, l'anno

ad Eugenio

IV,
al-

fu incoronato im-

volte ad Adriano II, nell" 857 Muratori annali (f Ital. tom. V.


I

i433 (Rinaldi

l'anno
re de'

1433

n.

])art.

an.

858);

Romani ad Urbano II nel 1095 ( Baronio


an. 1095), Calabria e Puglia
all'

Corrado re dei in Cremona, e Muratori Guglielmo duca di


a
i

Romani

14); Federico III a Nicol V, nel i452


2),

(Rinaldi all'an. i^5i n.

e final-

mente Carlo V imperatore a Clemente VII in Bologna, nel i53o


(Agostino Stcuchio
ratore.
lib.

Calisto II in

Adv. Luther,

Troia
all'an.

di Napoli, nel

120 (Baronio
Lotario im-

pag. 45), l'ultimo incoronato impe-

ii2onum.

9), e

peratore ad Innocenzo II, nel ii3i (Bai'onio all'anno ii3i mnn. 7).

Dopo
I

lui.

Federico

imperatore nel

162, Lodovico VII re di Francia, nel II 63, e Arrigo III re d'In-

L'anno medesimo 1 1 55 Adriano scomunic Guglielmo figliuolo di Roggiero re di Sicilia, perch reo di molte ostilit nel regno di Napoli. Dichiaratagli poi la guerra, fu stretto
il

1177, tutti e tre ad Alessanch'o III (Baronio all'an. 1 162 n. 12 all'an. i i63 n. i, all'an. 1 177.
ghilterra,

nel

Papa

d'assedio in Benevento,
se

da
n
n
se

dove non usci


Guglielmo,
i

non concedendo a
ri 56,
il

l'anno
alla

che

69), Ottone IV imperatore ad Innocenzo III, allorch da lui fu


n.

Siciliani

avessero pi

diritto di

appellazione

Santa

Sede,

incoronato, nell'anno

1209

(Palazzi

questa vi potesse

mandar Legati

Gesta Pont. Rom. tom. II p. 724), Carlo II re di Napoli, e Andrea re di Ungheria a Celestino V, precedendolo ambedue alle redini del giumento cavalcato dal Santo Pontefice , allorch entr in Aquila per
esservi coronato,

o dai suoi successori non patto che fu delfossero richiesti l' inlxitto cassato da Innocenzo III,

prima da

lui

essendoch
per
forza
e

estorto

fosse

dal

Papa

Tanno 1294 (Gia1.

como Cardinal Gaetani


lib.

2.

e.

4-

con non lieve timore. Poich Adriano ebbe ornato Guglielmo del titolo di re delle due Siimci cilie, irritatosi a causa di
1

3 cap.

i).

Poi. Filippo

il

Bello re

perator Federico, ebbero

origine le

io4
fatali

ADR
dissensioni di esso col

ADR
Papa, e
al-

prema sede
rispose
,

della Chiesa. Questi gli

lo scisma che afflisse la Chiesa per


dieciotto anni, o ventuno,
tri vofrliono.

esser

quella

apparecchiata

come

Concesse ancora ad Enil

rico II re d'Inghilterra

potere di

che la godrebbe per poco tempo. Ricordevole di una tal predizione, Adriano leggcsi che abper
lui,

ma

occupar l'Ibernia senza per recare


pregiudizio alla S. Sede. Adriano
fu
il

bia detto a quelli che seco lui con-

gratulavansi

Piacesse

Dio,

primo che soggiornasse colla sua

curia in Orvieto. Cinse di muraglie


e di torri Radicofani, e

comper

da'

che voi foste venuti a rallegrar vi con un Cardinale sano, e non " con un Papa moribondo ". E
cos\
egli

Conti

il

ducato di Castro con molal

avvenne

di fatto.

Come
fi'a

pass

te possessioni intorno

lago di

s.

a Viterbo,

afline di

comporre
la Chie-

Cristina.

Mor
1 1

settembre
sette

primo il dopo un governo 5g,


in Anagni,

alcune discordie insorte


la bolla

sa e Ridolfo re de' romani, e sospese


di

di anni quattro, otto mesi e ventigiorni.

Gregorio
elezione

X
il

intorno al

L' esemplare

contegno

conclave

ed

de' Pontefici,

della sua vita


to

non andava disgiunda un sottile intendimento ; era fermo dell'animo, tardo ad acal

mor
e fu

in quella citt

giorno die1

ciotto di agosto dell'anno stesso

276,

sepolto

nella

chiesa dei
il

cendersi, facile

perdono,
il

ma

la

nori.
(in
sti

Cos riporta
2.

MiPapebrochio
del

virt che pi in lui risplendeva era


al certo la beneficenza e

Propyleo par.
ci

pag. 5%). Que-

totale di-

presenta

la figura

mausi

sinteresse

co' suoi.

11

quarto giorno

soleo,

a
lo

lui eretto, nel cui

mezzo

della sua

morte fu portato a
il

Roma
sepol-

vede

scudo gentilizio della fami-

e sepolto nel Vaticano presso

glia Fieschi,

onde dimostrasi l'abba-

cro di Eugenio
ferito alla

III, nella

navata detta

glio di quelli, che dicono essere stato

Veroniana, di dove nel 1607 fu trasnavata destra, trovato es-

sendosi ancora incorrotto, e adorno


tuttavia degli ari'edi Pontificali.

Vili il primo ad usare armi della propria famiglia. (V. Clemente IV). Govern la ChieBonifacio
delle

sa soli giorni trentanove.

V, PapaCXCIII, Genovese de' conti di Lavagna. Chiamavasi prima Ottobono Fieschi; era
arcidiacono delle chiese di Cantorbery,
di

ADRIANO

ADRIANO VI, Papa CCXXVIIT,


chiamato

prima

Adriano Florcn-

zio figlio di Florenzio artigiano, nac-

que
di

Reims e

di

Parma, canonico

del-

a' d 2 marzo 14^9 in Utrecht Olanda, e non gi in Sanzano

la cattedrale

di Piacenza, creato dia-

nella diocesi di Brescia,

come
il

sen-

cono Cardinale di s. Adriano , nel 1753, poi Legato in Inghilterra da Clemente IV, nel 1263, indi in Tspagna e Germania. Fu assunto al Pontificato a' dieci luglio 1276. La dignit Pontificia era gi stata a lui predetta da s. Filippo Benizio, servita, quando, avvenuta la morte di Clemente IV, Adriano, allora Cardinale, ebbe l'incombenza dal sacro
Collegio di offerire al santo
la

za fondata ragione asserisce

capdella

puccino
di Sal
niversit
legio

Mattia
i586).

BeUintani.

{Storia

Fu

decorato

laurea in Lovanio,
fin

e in quella

Ucol-

d'allora fond

un

che

intitolavasi

dal suo no-

me, e in appresso si chiam Pontificio. Notasi da qualcimo, aver Adriano lasciato scritto
(

in

^^"f-

de confrmalione):
ftierunt
harelici.

pliircs
all'

Pontifccf!
appostagli

su-

ISla

ADR
egregiamente risponde Lodovico Vincenzo Goti (toni. I vetw
taccia
cccles.
fpie'

ADR
abbattere l'empiet luterana,
i.

lo'J
clie di

giorni inquietava la Chiesa. Ai

cap.

ii.

n.

6.),

che
se le

romani

di

tal

sentenza fu Adriano mentre

fatta elezione,

per non grachva una sifperch temevano che

era teologo di Lovanio ; quindi^ dopo Pontefice furono ristampate

sue opere, senza che fossero cassate

o trasferire tria per la


;

Adriano dovesse restar nella Spagna, la S. Sede in sua pacjual

cosa

Cardinali

non perci a dirsi, eh' egh come Papa confermasse una siffatta proposizione. Quante volte non
queste parole,

nell'uscire del conclave


ferir

ebbero a soFdalla plebe non poche ingiurie.


.

ristampano delle opere, senzach ne sia consapevole 1' autore, o che ne abbia dato l'ultima mano? Adriano in seguito ebbe la curazia di Lovanio, poi fu decano di quella cattedrale, e perci anche vicecancellicre della universit. Massimiliano lo chian a maestro di Carlo V suo nipote, e lo invi quindi ambasciatore a Ferdinando re di Spagna,
si

annal. cccles. ) Adria{ Spondano no era allora in \ittoria nella Biscaglia, quando gli venne il decreto di sua elezione il nono giorno di febbraio, dopo trenta giorni eh' eia fatta. Egli prima di assentirvi adoper maturo consiglio e determinatosi ad accettare il giorno ot, ,

to

luglio

parfi alla volta di

Roma

per via di

mare con gran

nviniero

che
lo

lo

nomin vescovo

di Tortosa

in quel regno. Asceso al trono Car-

quattromila avendo in Ispagna Bernardino Pimentel qual vicario gedi Prelati e cortigiani, e
soldati, lasciato

V, questi commisegli

le

cose tutte

nerale, col titolo di nmizio Apostolico.

della sua monai'chia, ed essendo gi


stato fatto Cardinale de'
ss.

Gio. e

le accuse,

Paolo da Leone

per inchiesta di
della
ei

Massimiliano, lo lasci inciuisitor generale e governatore

Spagna
dovette

per tutto quel tempo, eh'


possesso di Carlo
Il

passare in Germania, onde prendere


di queU'

impero

col

nome

V.

trati in

giorno 27 dicembre i52i, enconclave 1 Cardinali in nudi

mero

tientanove,

successore al defunto

per dare un Leone X Adria;

Giunto a Roma , per far tacere male apposte dai maligni, e che tendevano ad infamare la vSanta Sede, Adriano chiam presso di s due uomini, che trascelse fra i pi il stimati per bont e zelante prudenza, cio Giampietro Caraffa arcivescovo di Chieti, e santo Gaetano da Tiene. Diedcsi poi a tult'uomo a correggere gli abusi intorno alle indulgenze, argomento che avea originate le prime faville dell' incendio

luterano
in

e perci

volle esser

no, per opera principalmente de' Cardinali Giulio de'Medici e Gaetani, non

parcliissimo nelle indulgenze che e-

rano
I.

vantaggio

della

Dateria

opponendosi che

il

Cardinale Fran-

(Pallavicini Hist.
lib.

Cono.

Trid. par.

ciotto Orsini, a' di

venne
te

eletto

9 gennaio i52 2, quantunque assensacri elettori, nel-

IL
il

cap. 6. n. 9., Panvinio,


Ptinaldi,
Il

presso

all'anno

iSaS.

e straniero.

num. 117)-

giorno primo settem-

l'csaltare

Adriano al Papato, pi che altro, ebbero in considerazione il gran favore eh' egli godeva nella Corte cesai'ea, dal che ripromettevansi che potesse molto giovare ad
VOL.
I.

bre, seguente alla sua incoronazione, Adriano rivoc tutti g' indulti duti
da" Cardinali
,

che di ci restarono

malcontenti

ad otto

soli

ridusse

refereudarii, che allora erano trenta,

i4

io6

A])U
lo di
cesi

ADR
Ferrava. Dalla lega
i

per Isminuire il dispeiidio alla Camera. Quello per che i)i stava a cuore a questo Pontefice era senza

col fran-

separ
unirsi

veneziani, che persuase

dubbio
terani.

di estinguere l'ei-esia de' lu-

Ad

ottener

questo,

poich

ebbe spedito molli brevi


cristiani
ilo
il

ai principi

per esorlarli alla pace, manvescovo di FaJjriano Francesco Cberegato in qualit di suo nunzio
dieta di
di

con Carlo V, con Ferdie col duca di Milano contro ai medesimi. Questa unione la pubblic solennemente in s. Maria Maggiore ai cinque di agosto, acciocch n lo stato ecclesiastico, n alcun altro d'Italia venisse assalito

ad

nando

d' Austria

alla

deliber

decreti di

Norimberga, in cui si ad esecuzione i Carlo V e di Leone X


pori'e

dai francesi.

Adriano, sebbene impegnato nelle


cure dello
cerdozio.
stato,

non poneva per

al-

contro Lutero.

tro in dimenticanza quella

del Sa-

A mezzo del medesimo Cheregato, Adriano invi un paterno breve a Federico duca di Sassonia ( Const. 4,
Baiar. Roni.
edit.
)

A' 3i maggio i52 3, domenica, in quell'anno, della ss. Trinit,

innalz all'onor degli

altari

s.

toni.

pag.

G'^.c)

prim.

Beimone abbate e preposto Bollariense nella diocesi d'IIildesheim, poscia

nel quale, do])o che a lui


la piet de' suoi

ramfinal-

mentava

antenati,

vescovo di Meisscn nella Bassa


Pontefice

lo persuadeva

ad abbandonar

Sassonia, apostolo degli slavi, e forte

mente Lutero, e stringersi di bel nuovo al seno dell' antica madre la Chiesa. Guidato dallo stesso zelo spedi in America religiosi di s. Francesco, acciocch

difenditore del
A'^II,

s.

Gre-

gorio
cui
ti

contro Enrico lY, per la


gli

scomunica

tocc sofTerire mol-

travagli. Nella istessa solennit ca-

ammaestrassero quei
agli

nonizz pure

barbari negli augusti misteri di nostra


fede.
,

Concedette
e

ordini

s. Antonino arcivescovo di Firenze. Accord ai re di Spagna il diritto, che Leone avea con-

mendicanti
quello
de'
religiosi,

pi

specialmente a
,

ceduto
ta e

a' quelli di

Francia, della
re
la

scel-

minori osservanti
destinali,
all'

che

nomina
negli

de' vescovi, e stabil perstessi

a ci

da quello
la

petua
litari

facolt di

in fuori che spetta

ordine di vegiu-

essere gran-maestri de' tre Ordini midi


s.

scovo, potessero
risdizione

esercitare
in quei

Giacomo,

di

Calatrava,

vescovile

luoghi

di

Alcantara

(Natal

Alessandro

delle Indie,

ove non ancora fondati


o se
vi

fossero vescovati;

erano, in

quei luoghi ove per lo spazio di due


diete
.scovi,

non
n
i

si

potevano trovare
tit.

ve-

loro vicarii. Verricelli

De

Misson. p.
JN'ell'anno

pag- 22

I.

i523 Adriano cacci da Sigismondo Malatesta con quella tru[)pa che avea seco condotto dalla Spagna; restitu a Francesco Maria della Rovere il ducato
Rimini
di Urbino, in giunta agli
di,
altri lu-

p. 37 num. Adriano si adoperava con gran frza per impedire luneLutero, cadde masti progressi di lato, e cedendo alla violenza de' dolori di l'cni, o come allora fu detto, a quella del veleno, moi ai 1 4 di settembre i52 3 dopo che avea governata la Chiesa per un sol anno,

Hist. Eccl.
4).

Tom. VIII

Mentre

otto mesi e giorni

sei.

Fu

sepolto nel

de' quali

Leone X,

da ad Alfonso d'Lste quelera


stato spogliato

Vaticano fra i due IVntefci Pio II e Pio HI, ove gli fu attaccata la ingiusta e detestabile iscrizione. Hicjncet impiis
iiitcr

Pios, che crcdesi nefanda

ADR
satira di
<li

ADR
Valcriano, O
allo
gli

107
Inter-

Ci.

Piciio

santa

Maria
al

in

Tra>teveie.

altri

6UO
,

compagni, veiuluti
e

venne

concilio

romano

celebrato

interesse

come notano
,

bcriltoii
altri.

Sannazaro, Bcrni Di l fi-i trasferito

molti santa

da Giovanni XII nell'anno .)C\. ADRIANO Cardinale. Adiiano


prete Cardinale del titolo di
s.

il

suo corpo ad
in

Lolui,

im

bel

monumento

Ma-

renzo in Lucina.

Abbiamo
al

di

ria dell' /Vni/na,

disegnato da Baldas-

che fu presente
to
ni

concilio raduna-

sare Peruzzi, e fabbricalo per inlie-

in

Roma

dal Pontefice Giovan-

ra cura del Cardinal Guglielmo


Pontefice.
Il

En-

XII neir anno 964.

clienvoert, unica creatura di questo


le, cia

ADRIANOPOL.
e
d'

Citt
della

vescovi-

metropolitana

provindi

Cardinal Pallavicini [Hist. Cono.


lib.
il

Emimonte
il

nella

diocesi

Trid.

2 cap. 9
;

intese

dipin-

Tracia. Trasse

gere

carattere di Adriano col di-

Augusto,
di
le

che

la

nome da Adriano ricostru. Le sedi

che fu ottimo sacerdote e mediocre Pontefice; ma Giovanni Launoio, quantunque scrittore


re soltanto

e Trabizia sono suffi-aganee. Amurat vi stabili la sua corte nel i363.

Agatopoli,

Sozopoli

moidacissimo contro i Papi, maravigliosamente afferm a lui convenire


il

ADRIANOPOL.
dai latini, mentre
i

Cos chiamata
turchi la dico-

titolo di ottimo,

nell'uno in(

sieme e neir altro

ministero
epist.
lib.

toni.

no Androu: essa aveva un arcivescovo di rito latino sotto il patriarca


di

par.

I, lib.

IV

II

pag.

Costantinopoh.

562).

La

costanza dell'animo di lui

ADRIANOPOL.
della provincia
cesi

Citt

vescovile
nella dio-

nel ripiu'gare

da molti

vizii

la

cit-

Onoriade

ci.

cagion dei nemiTale fu il piacere da alcuni provato per la morte di lui, che ornarono la stessa notte di fiondi festive la porta della casa del suo medico Giovanni Antracino ponendovi sopi'a
t e la corte, gli
la

di

Ponto,

siifraganea a Clau-

diopoli.

ADRIANOPOL.
cesi

Citt vescovile

della provincia di Pisidia, nella diod' Asia,

sotto

la

metropoli di
si

Antiochia. Di questa citt


zione

fa

mened in

iscrizione

Liberatori Patrice S.

negU

atti dei

concilii,

P. Q. R. (Giovio Fit. Hadr. VI). ADRIANO, Cardinale. Adriano

molte notizie
le

ecclesiastiche.

ADRIANOTERA.
dell'Ellesponto,

Citt vescovidiocesi

romano, creato cardinale da Stefano III. V. Adriano I Papa. ADRIANO, Cardinale. Adriano

d'Asia,

sotto la metropoli di Cizico.

E
ed

ri-

cordata nelle notizie greche,


alcuni atti dei concilii.

in

romano

arciprete Cardinale di san

Marco. V. Adriano II Papa. ADRIANO, Cardinale. Adriano, prete Cardinale del titolo di s. Lorenzo
intervenne
al

ADRICOMIO,
prese sovente
il

Cristiano

che

nome

di Chrisiianus

Crucius, nacque a Delft in Olanda nel

concilio

cele-

i4

di febbraio

brato in

Giovanni Vili. Era Cardinale anche al tempo di Clarino l, che fu Pontefice nell'anno 882. ADRIANO, Cardinale. Adriano
creato

Roma da

stato ecclesiastico

cerdote

il

i533. Abbracci lo fu ordinato sagiorno ?. marzo i56i,


,

ed ebbe
di santa
le

la dii-ezione delle religiose

Baibara fino a tanto che


.

guerre di religione lo costrinsero


Si lili-

fu

Cardinale

del

titolo

di

a starsene lungi dalla patria

io8
l
ve
(jiiindi
.T

ADU
Malincs,
poi

AEL
a

Ma-

alla fede,

strichtj

fini la

e finalmente a Colonia, domortale carriera il d\ 20


1

vo

ed abbia avuto il suo vescoimperciocch sappiamo che s. Ail

tanasio invi Frumenzio a predicare

del giugno

585. Abbiamo di lui: Jesii Chrisd ex qaatuov evaiiFilli


contexta, in seguito
f'

vangelo nell'Etiopia. Oltredich nella storia degl' indiani e de' bramini


si

gellstis breviler

fa

menzione

di

un
l'

certo

Mos
le

della quale
so
la

stampare un discor-

vescovo di Adula, che

autore ebbe per


re-

De

Christiana Beatitudine.

Dopo

a compagno ne' viaggi


scrivere la storia.

morte

di lui vide la luce im' al-

gioni di que' popoli, de' quali volea

tra sua opei'a adorna di carte geograllclie, intitolata Tfieatruni Ter-

AELREDO

(s.),

abbate di Rieval,

na

Sanctcv, impressa in
volle

foglio

per
e
il

cinefile

tra

l'

anno i5go
Citt

1682.

ADRIMITANA.
della

vescovile

o Ridai, nella provincia di Yorck. Chiaro per nobilt della nascita, che sorfi l'anno i 109, nelle contrade settentrionali dell'Inghilterra, e per virt
nobilissime e grandi pi illustre, fu

Mesia.

Non

ciliare se que-

sta citt sia la stessa

che Adriano-

governatore

del palazzo

di

Davide
al fasto

tera

secondo Baudrand , fu fatta innalzare dall' imperatore xVdriano. Per corruzione fu chiama:

essa,

re di Scozia, e serb in

mezzo

della corte intcrissimi costumi.

Con-

tuttoci dilungossi egli oltrech con

la Adi'ana o lo
il

Achyrac nell'Ellesponed esarcato d'Asia, come dice


il

r animo
coli del

anche col

corpo da' peril'institu-

mondo, e abbracci

Comanville,
a'

quale

aggiunge

to dei Cistcrciensi. Quivi, attese

sem-

che

nostri giorni

villaggio

un semplice dell' Anatolia chiamato Enavverte,


d'

pre a perfezione maggiore. Raccolto


e assorto in Dio, a

una

riservatezza di

drenos, soggetto ai turchi. Carlo da


s.

parlare straordinaria, accoppiava

ima

Paolo ne
cita

ha parlato anche
che

che Cedreno Adrianotera, e

soavit piacevole ed edificante. Eletto

chiamato Patrizio, il quale appose la sua sottoscrizione alla prima ed alla se-

un

vescovo,

abbate del monastero di Revesby nella contea di Lincoln , fu l' anno appresso obbligato a governare la badia di Rieval. Gli si offersero
eziandio parecchi vescovati
volle
;

dicesima azione del concilio di Cal.

ma non
nel-

cedonia, dale
all'

nonch

alla

lettera sino-

giammai
1 1

accettarli.

Mor

della

provincia Cizica inviata

l'anno

66.

Il

Sommo

Pontefice Be-

imperatore Leone. Avvi un' alcitt chiamata Adraniaticuin sul fiume Caico, ma essa appartiene
tra
alla diocesi di Efeso.

nedetto

XIV

la virt del

nota come Dio coron suo servo col dono della

profezia, e
11

ADRUMETO.
Bizacena, dove
conciliij
il

Citt

dell'Africa

con quello dei miracoli. generale tenuto a Citeaux nel 1 25o lo ascrisse al nuncro
ca[)itolo

nella Libia, capitale della provincia


si

de' santi dell'ordine, seciMidoch di-

celebrarono due
34-7^
l'altro

ce Enri([ucz, e l'autore
al

ile Ile

aggiunte

primo nel

Martirologio cistcrciense.
celebrasse ai
della

Lo

stes-

nel 397.

Amendue

trattarono sulla

so capitolo ordin che la sua festa


si
1

ecclesiastica disciplina.

3 di gennaro, giorin (|uesto

ADULA.
chiamalo

Citt capitale del paese

no

sua

morte, e

Zoila. Si

pu

asserire

con

giorno

(;lla
:

notala nel Mciiologio


nel

ibiidamcnto, che dessa

siasi

convertila

di Ciloaux

nuovo Martirologio

AFR
per la marzo.
si

AFR
ai

109

Irova

citata

di

martirio di sua figlia insieme colle


tre
sei-A'e

di

lei,

AERIANI.

Eretici del secolo IV,

avea fatto portar via

perch di notte ne il corpo e lo a-

che ejbcro a capo Aerio Armenia. Si avvicinavano


ni nel

prete di
agli aria;

veva deposto nel sepolcro de' maggiori a due miglia da Augusta. Accadde il
loro

dogma

della Trinit

nega-

martirio

a'

di

di

agosto,
la

vano
esser
il

la superiorit dell'

ordine epipei moi-ti


le

scopale sul presbiterale; sostenevano


inutile
il

quantimque se ne celebri due giorni pi presto.

festa

pregare

AFRAATE
fiori
le

(s. ), anacoreta,

che

digiunare,

l'osservare

feste;

nel quarto secolo, educato fra


superstizioni
il
,

riguardavano
ebraica
il

come

superstizione
la
i

pagane

celebrare

Pasqua, e
fedeli

dalla

puerizia

vero Dio,

conobbe ed ap-

chiamavano Antifjuarii
servatori
delle

os-

preso l'unico
solo, corse

modo

di servire a lui

ceremonie

delle

tradizioni ecclesiastiche. Questi errori


si

tamia
tossi

si

ad Edessa nella Mesoporinchiuse in una celletta


della citt; indi por,

le

furono combattuti dagli ortodosegualmente che dagli ariani. Dalopere tli santo Agostino rilevasi
gli

oltre le

mura

nella Siria

ove entr in

al-

tra celletta presso

a' suoi temnumerosi nella l'amllia. Saicciati costoro da ogni chiesa, traducevano fra' boschi e so-

come
pi

Acriani fossero,
,

massimamente

litudini l'aminga la vita.

ad Antiochia. Quivi egli si esercit in ogni maniera di virt, e di mortificazione. Quantimque molti si portassero a visitarlo, onde valersi de' suoi consigli, non mai permise di essere corrotto
dalla superbia, anzi rassodossi vieppii

AFNEO. Citt vescovile della prima Augustamnica. Il solo vescovo,


di cui abbiasi contezza, Jerace,
il

quale sottoscrisse
cilio

agli atti

del con-

di Efeso, cui fu presente.

Doa

po venti
quello

anni

intervenne

pure

nella umilt. Facea del suo corpo aspro governo, n gli concedeva che vm tozzo di pane a cui aggiunse l' uso di poche erbe nella estrema vecchiezza. Il suo letto con,

di Calcedonia, ove present di fede


la

sisteva

in

una

stuoia

distesa

sul

una forma
volle

apporre

ambigua, n pi sua soscrizione ad


che
fior\

altre formule.

AFRA

(s. ),

martire,

donna dapprima di perduti costumi all' amor puro di Dio convertita dal santo vescovo Narciso, con tre sue serv^e Degna, Eunomia ed Eutropia. Durante la [)crsecuzionc accesa da Diocleziano
verso l'anno 3o4,
,
,

sostenne

il

martirio di

esser
lei

bru-

ed avea l'abito gi'ossolano anzi che no. Se non che vedendo i danni cagionati dall' arianismo cui V imperatore Valente protegge^"a, abbandon la solitudine per correre in sovvenimento dei cattolici perseguitati Non os Valente procedere contro di Afraate, quantuucpie da lui si fosse udito rimproverare di fronanzi ne fu edificato dalla sante tit della vita e dai miracoli, che
suolo,
.

ciata viva.

AJjbiamo di
le

acutissi-

gii

acquistarono sugli

me

risposte contro

seduzioni di

alto potere.

umani cuori Morto Valente e raped


ivi

Gajo , nome
presentata
ricadere
Ilaria,
,

del

giudice a cui fu

pacificata la Cliiesa, Afraate ritorn


alla
la

che sperava di farla


antiche
dissolutezze.

sua
vita
,

cella,

])ianiente fin
pii

nelle

che

sino

alla

tarda
le

madre

di Afra, partecip del

et

volle

condurre

esercitando

no
penitenze del
ta.

AFK
pi
insigne

AFR
anacore-

ma non

le

divulgarono

agli stranieri,

Egli nominato addi

29 gen-

naio nel sinaxario dei greci e nei calendari delle altre cinese d' oriente.
Il

n ora resta che la memoria di una circumnavigazione di certi viaggiatori fenici

impresa dal Cartaginese


colonie sulle co-

martirologio

l'oinano

ne

fa

Annone per fondar


ste orientali.

memoria add 7 d' aprile. AFRICA. La terza delle cinqne parti del mondo, che si stende sotto
la linea equatoriale

L' orlo settentrionale dell' Africa,


solo conosciuto dagli antichi, racchiu-

a pi di trenta

de

1'

Egitto
,

colla Nid)ia e coli'


la

A-

gradi di latitudine dall'una e dall'altra parte, ed a pi di

bissinia

nonch

Barberia e
l

l'in-

i5oo leghe

terna
limite

Cirenaica.

Al di

di

quel
secolo

in lungo
Jini
il

ed in largo, ha per con-

non ardivano spinger


antichi
:

lo sguar-

all'Oriente la Guinea^ l'Arabia,

do

gli
il

soltanto nel

mar

rosso ed
il

il

mare

delle Indie,

XV

traffico eccit g' industri poril

al

mezzod
il il

capo di Buona Spedi

toghesi a superare

capo Bodaior,
prosegui a co-

ranza ed
cidente
pia ali

mar
mare
il

Etiopia, all'ocin fine

e discoverte le isole prossime a quel-

Atlantico,

r arida
steggiare

spiaggia,
il

si

al settentrione

Mediterraneo. Dop-

Europa

nella estensione, pe-

r r Africa inferiore a tutte le altre parti del mondo per la coltura. Sotto la forma d' una piramide essa
ollQ-e

l'aspetto di

una penisola,

la

pi grande che nel nostro globo sia


circondata
dal

lembo occidentale dell'Africa, che comprende la Senegambia e la Guinea venuta in triste fama pel commercio de' negri. Vide nel i486 l'intrepido navigatore Bartolommeo Diaz al sud dell' equatore r esti'ema punta Africana, che
col

mare, n da altro

nome

di Africa

mei'idionale in-

unita al resto del continente, se

non

dall' istmo di Suez alla sua estremit N. E., fra il mar rosso ed il IMediterraiieo. Credesi che il nome d' Africa, senza dubbio d' indole nativa, sia per la prima volta stato introdotto in Eiu'opa dai Promani, i

chiude lo stabilimento Inglese del capo di Buona Speranza e le regioni degli Ottentotti e de' Cafri.

La
sempre

Religione attraverso ad ogni

pericolo, coi suoi


le

lumi

benefci, segu

quali

diedero tale appellazione

ad
a

ima

delle loro africane provincie,

quella cio che


t di

comprendeva

la cit-

Cartagine. In
,

seguito questo
di-

nuovo appena bandito vangelo nella Giudea, che aveil va r apostolo s. Simeone sparsa la fede anche nelle contrade dell' Africa antica, e con s incredibile cescoperte di ogni

popolo.

Non

era

nome

assegnato
si

ad un breve
il

lerit essa si diffuse e

solidamente

stretto,

estese

a tutto

vasto con-

vi

si

radicata, che nel


concilii

200

tro-

che dai greci e dai romani era conosciuto col nome di Libia ed anco di Etiopia. Gli ebrei, i quali non altro avevano veduto che l' Etinente,

composti di molti vescovi non solo nell'Africa propria;

viamo

ma
cipi!
dell'

ben anco
ortodossi

nella

Numidia
194
s.

e nelchiesa

la Mauritania.

sostegno dei prinla

gitto,

nominano
libri.

ffuclla

sola parte

nel

nei sacri

Forse

cananei di

Africa avea

dato alla cattedra


Vittore I

Tiro e

Sidone,

loro fratelli di Cartagine,

ugualmente che i avranno

di

s.

Pietro l'africano

{J^. s.

avuto maggiori notizie sull'Africa;

Vittore); n vha chiesa, che abbia dati tanti martiri a G. C, e

AFR
tanti
trina.

AFR
le inoltre

MI
l'eresia di

nomini

illustri

per la loro dotdi

condann
seconda

Ase

Gran numero

vescovati

rio

La

quistione
il

fu

conteneva questa parte del mondo, fino dai primi secoli, come si vede
dagli atti dei concilii raccolti

dovessero sottostare a tutto


della disciplina coloro, che

rigore

domanesser ca-

da

s.

davano
duti

la penitenza

dopo
il

Cipriano nel 240. Tutti

cpie'

vescovi

nell'idolatria.

Cosillatta

qui-

non avevano durante


coli

tre

primi se-

altra

metropoli che Cartagine.


la

Per una eccezione, tutta particolare dell' Africa,

dignit

mc^trosede,

politana

ma

non era annessa alla all'anzianit n eli 'episcopato


11

della

de Lapsis o de' Caduti. Cinque concilii dal 25 1 al 257 ebbero luogo a ragione di es.sa e s. Cipriano, che reggeva in epici tempo la chiesa di Oriente, vedendo gli abusi di una
stione conosciuta sotto
titolo
,

o seniore dei vescovi , senza riguardo alla chiesa che reggeva, era metropolita. Se non
provincia.

decano,

eccessiva indulgenza, vi pose riparo

con un moderato rigore. L'ambizioso Novato ( T edi ) lo accus di


severit a Cartagine e d'indulgenza a

che ben presto conohbesi l' inconveniente di si (latte primazie ambuvescovi anlanti, che obbligavano
i

Roma. Una momentanea

freddezza

ziani

ad andare ora da ima parte


dall' altra,

provenne tra le due sedi africana e romana; ma ben presto la concordia si


e ristabilita.
le

ed ora
d'

allorch

aveasi

Davano occasione
s. s.

a quelCipria-

uopo

di
si

presso

un primate. Perci in apammisero i vescovi delle


civili

freddezze le dispute tra


il

no ed
tenute
psis j
stione

Sommo

Pontefice

Stefano
quise
si

metropoli
giiidizio

alla

partecipazione

non

solo sul

conto de Lala terza

della dignit primaziale, senza predei diritti

ma
de

anche per

del vescovo an-

rehaptzandis, cio

tico di

Cartagine.

dovessero ribattezzare coloro che a-

Diverse gravi quistioni agitarono la

vevano
eretici.

rice\'Uto

il

battesimo dagli

Chiesa Aincana nel terzo e quarto secolo, delle quali

Suscitata venne quella qui-

to le principali;

accenneremo soltanPrima: se la Pasqua dovesse celebrarsi nel decimoquarto giorno della luna di marzo, come usavano le chiese di Oriente, e in particolare quella di Efeso, di Smirne ed altre ; o nella domenica, che tenea
dietro a quel d,

stione
s.

da A grippino antecessore
S.

fli

Cipriano nel vescovato di CartaCipriano la sostenne insieafricani


ai vescoA'i

gine.

me
(s.

ed

orientali

Cipr. Epist. 71
et
i

e73;s.

Donai, cap. 2
gravi furono

1 2). Ma ben pi danni cagionati alla

7\ug. cont.

come praticavano

chiesa africana dai donatisti (

Vedi
11,

le chiese di Occidente.

La

lite

erasi

che desolarono

l'

Africa

per pi di
in

agitata
di

prima fra Policarpo vescovo Smirne e Papa Vittoi'e I, e si


tra
s.

un

secolo,

cominciando dal 3

cui ebbe origine quello scisma con-

rinnov

Cartagine,

ed

il

Cipriano vescovo di Pontefice s. Coi'-

dannato nel 3 1 3
altro Pontefice
ciliano nel 3
1 1

da

s.

Melchiade,

africano. Eletto

Ce-

nelio, creato nel

i5o.

Fu
e

combatla

tuta con molto calore,


il

decise

a vescovo della chiesa di Cartagine, faziosi gli sostii

concilio di Arles nel


il

314,

pi

tuirono invece Maggiorino.

Unendo

solennemente

primo

concilio ge-

poscia la eresia allo scisma, sosten-

nerale di Nicea, fatto celebrare da

nero

essi

la

nullit

de' sacramenti

Papa

s.

Silvestro I nel

32 5,

il

qua-

dati fliori

della Chiesa,

cio fuori

112
della loro setta

AFR
,

AFR
e la chiesa
tre concilia-

il

ribattezzamento

degli eretici, la chiesa cattolica circoscritta nella societ loro,

rimasero ap^jena Cartagine, Ippona, e Cirta nella Numidia perocch i vandali fecero seguire i)i Africa l'a,

cattolica prostituita.

Con

boli sostennero le assurde loro opinio-

rianismo. Morto Genserico nel 476, e successogli Unnerico, cominci questi

ni

conciliaboli che condannati venne-

a non pi incrudelire
dell'

contro

la

ed in Arles nel Si 4- Divisi in parecchie sette, ebbero nomi diirerenti, ma per tutto apporro in
nel 3
1

Roma

3,

chiesa

Africa

prendendo per

norma
no

la

difesa della fede prestata

dai gloriosi suoi antecessori Marciae Leone.

tarono inquietudini e scissure. Per

meno

sebbene non meno turbolenti, furono i ]yelagiam (Fedi) per opera dell' inglese Pelagio che cominci ad insegnare i suoi errori in
feroci,
,

Unnerico successe Gondebaldo che mor pure nell'Africa fanno 49^? dopo il quale essendo montato sul
trono Trasimondo, fratello di lui, nel 00 4 i vandali rinnovarono contro i
cattolici le vessazioni

Ad

Roma

nel

4oo

e,

passato in Africa

con Celestino, il pi famoso de'suoi discepoli, venne condannato dal Papa Zosimo. Cinque concili! furono
tenuti

tempo
zio
esilio.

si

che da qualche erano rallentate, e s. Fulgen,

sopra
altri
l'

le

false

sue
poi

dottrine

dal

/{.li

al 44*5concilii

Due

divennero
sul-

celebri per

affare

di

Apiario
(

altri vescovi fu mandato in Papa santo Simmaco, la cui carit non era punto inferiore alla generosa sua costanza di animo con denaro riscatt 2 25 schiavi di-

con

le Appellazioni

(Fedi).

V.

ScheiI
:

strale Ecclesia; y'Jfricance

dissert.

cap.

VII

Dissertalio de Appellationibus
clesia;

Marcantonio Cappelli Ec-

Jfricana3
Parisiis

ad Romanam
,

se-

moranti nella Liguria , in Milano ed in altre provincie , insieme con molti vescovi africani esuli nella Sardegna per ordine di Trasimondo re dei vandali Fece inol.

dem.
Il

1622).

tre pervenir loro ogni

anno denaro,
amorevole
dei vandali
degli africasi
s.

conte Bonifacio
l'

comandante

le

necessarie vestimenta, consolan-

nell'Africa per

imperatore Onorio,
im-

doli

eziandio

con

una
re

affine di preservarla dalla irruzione

lettera nelle loro afflizioni.

dei barbari

che dilaniavano

l'

Fatto
Ilderico,

nel

5^3
la

perio d'Occidente,
trice Placidia,

vedendosi trat-

la condizione

tato con ingratitudine dall'impera-

ni miglior,

pace

l'istabih,

nell'anno
i

4^7

chia-

vescovati rifiorirono,
s.

Bonifacio e
la

m
ni
,

nell'Africa

vandali, e gli ala-

Fulgenzio
e

onorarono
la

chiesa

ed assegn loro molte provincie. Ritornato il conte in grazia di Pla-

africana
]\el

dignit

episcopale.

cidia,

non pot indurre


dall' Africa

vandali
loro
re

trono,

53o Gilimero ma nel 533


per
ordine
I,

fu
il

assunto

al

valoroso Be-

partire

col

lisario,

dell'

imperator
e

Ippona, Cartagine, ed altre citt molto soffersero. I Tandali fondarono una nuova monarchia sugli avanzi della romana
grandezza, dando un colpo mortale
alla chiesa

Genserico;

ed

(iiustiniano
far la

pass
ai

in

guerra
del re,

vandali

port intera
tello

vittoria.

per ne riGilimero fraAfrica


se

atterrito,

Caitagine, e Belisario

abbandon ne impaDalla

ai-icana colla feroce loro

dron
era

95 anni dopo che da Genserico


presa
ai

[)ersecuzionc.

Di tante chiese fiorenti

stata

romani.

AFR
forza di altra battaglia Gilimcro fu

AFR
Teodoro vescovo
di

m3
Pharan
pel pri-

a fuggire iu Numitlia, e altro suo fratello, vi rimase ucciso. Cos ebbe termine il dominio Vandalico nell' Africa. La sua chiesa torn a prosperare, a cecostretto

mo
Ciro

Zanzone,

furono insegnati verso il 620. vescovo di Phace , poscia di

Alessandria, e Sergio e Pirro di Costantinopoli, abbracciarono lo stesso

sentimento, e l'imperatore Eraclio


favor pubblicando

li

lebrar

concilii,

tra
si

quali

quello

del 534, in cui


dei

tratt la ricupera
usiu-pati

ne

intitolata

una dichiarazioEctesi, od esposizione


stabiliva
l'

beni

ecclesiastici

dai

della fede, che

unit di

vandali.
Neil'

volont iu Ges Cristo.

anno 546
ai

l'

iniperator Giueditto, in cui

Questa esposizione, composta da


Sergio
patriarca
di

stiniano I pubblic

un

Costantinopoli

comandava
nare
i

vescovi

di

condan-

nome

dell'imperatore, fu condan-

tre capitoli (/^.

Tre

capitoli),

nata dal Papa Giovanni


vescovi
dell' Africa.
I

IV

e dai

controversia che turb la pace della Chiesa

tre

primati
e

me
nel
tica.

diffusamente

per pi di cento anni, cotratta il Petavio


della teologia

della JVumidia,
di

Bicena

della Mauritania Bizacena scrissero


I

tomo IV

domma-

Papa Teodoro
pur fecero
col patriarca
sia.
i

una

lettera sinoil che Cartagine

Resist a quella

condanna Papa

dica lamentandosi dell' Ectesi,


vescovi di

Vigilio, come

pur fecero molti vescovi. Laonde l'imperatore chiam VigiUo a


Costantinopoli, e giuntovi nel 54^, in

un'assemblea di 70 vescovi condann i tre capitoli , protestando non intendere


concilio

con ci

di

pregiudicare

il

Credeva egli di aver soddisfatto alle due parti colla condanna dei cio ai greci tre capitoli, ed ai latini coli' averli
Calcedonese.
proscritti salvo
il

Paolo infetto di erenumerosi fanatici seguaci di Maometto, conquistarono progressivamente molti regni , ed AbdaUa, fratello di Ottomano, invase r Africa nel 647. Nulla giovando gli sforzi di Patrizio Giovanni per liberarla , sogFrattanto

giacque
ni,

essa

interamente
il

al giogo

concilio Calcedo-

mussulmano verso

69'). Gli

osma-

nese
to
il

ben presto e tutcontrario, vedendo, che l'intero


s'accorse
si

ma

Occidente

scagliava contro di
del concilio
di

lui,

come

violator
I

Cal-

divulgando l'Alcorano colla scimitarra alla mano, incominciarono fieramente a perseguitare i fedeli, e terminarono nel 709 col bandire la
religione di

cedonia.

vescovi afiicani

adunati
reli-

G. C.

dall' illustre

chie-

in concilio,

con quel calore con cui


le quistioui

sa Africana.

Vi sono

tuttavia delle

solevano
giose,

trattare

chiese cattoliche in alcune provincie.

non

solo sostennero la causa


;

dei tre capitoli


di

ma

ebbero

l'

ardire

Di queste si parler articoli. V. AuissiNiA,


GiTTO
ecc.

nei

rispettivi
,

Algeri
di

E-

scomunicare Papa Vigilio perch allorquando il dissentiva , anche concilio generale V, volgarmente
detto

La

scoperta

del

Capo
di

Buona
e le

Speranza
prodigiose

fatta dai portoghesi,

quinto Sinodo
le
liti

decise solen-

conquiste

Alfonso

nemente
sistettero

contro di loro. Re-

re di Portogallo nell' Africa, diede-

incorruttibili

per altro agli errori degli [Vedi) ed a ([uelli dei

ro motivo
nea.

alle
al

missioni

inviate al
alla
i

Madagascar,

Congo ed

Gui-

monoteliti (luulij nel 64<>, che da

Ma

le

relazioni, che

mis.sio-

ii4
narii

AFR
hanno
cogli europei

AFR
rcndeniloli
il

ni

dopo, per

la

conferma
Il

dell'ec-

sospetti

agli africani;

ed

timore,,

clesiastica

disciplina.
,

quinto nelIl

che invade questi ultimi <li vedere, per la diffusione del cristianesimo, tolto r infame mercato dei negri

l'anno ^o

per
colla

la

riconciliazione
sesto

dei donatisti

Chiesa.
I

nel 40^5 sotto


stesso

Innocenzo
Il

per lo

imped finora
?ifullostante
i

lo

stabilimento della

motivo.

settimo nel 4^*45

cattolica religione in quelle contrade.


,

nel quale reggeva la Chiesa lo stesso


si decret una deputazione all'imperatore Onorio con-

pericoli

non hanno
dar forse
,

Pontefice, in cui

mai
e la

atterriti

quei zelanti missionarii,

loro

perseveranza

tro

donatisti.
si

modo a
cili

ridurre quei popoli

d' alfa-

in cui

preg Onorio

L'ottavo nel 4^^ a liberare


donatisti,
i

tronde troppo mutabili, e trojipo

dal castigo quei

quali
Il

a rinunziar ad una religione e ad abbracciarne un'altra. Mosemio, che


in ogni occasione ha tentato di de-

ritornassero in seno alla Chiesa.

nono
di

sotto

lo

stesso Pontefice nel

primere

le

fatiche

ed
all'

il

profitto

de' missionarii cattolici, fu costretto

a render con cui i


cappuccini
adoperati.

giustizia

eroico

zelo

gesuiti
si

ed altri religiosi sono a qiiest' uopo

AFRICA.
ed
il

Sotto tal

nome

vuoisi

intendere vma provincia particolare,

grande dipartimento
che

dell'

A-

407, in cui s'implor la protezione Onorio contro i paesani ed i donatisti. Il decimo parimenti sotto Innocenzo I, nel 4o^j ^ questo fine medesimo. L'undecimo ed il duodecimo sotto lo stesso Pontefice. In questo ultimo pregavasi Onorio a rivocare l'editto, con cui avea permesso ai donatisti di scegliere quella religione, che meglio loro aggra,

frica,

un tempo comprendeva:

diva.

11

decimoterzo
il

fli

celebrato nel

r Africa propriamente detta, la Bi7acena, la Numidia, la Mauritania


Mauritania di Cesarea, e la Tripolitana Parecchi concilii ivi si tennero, e son di proposito redi
Stitifi, la
.

4 18,

sotto

Sommo

Pontefice Zo-

simo, contro Pelagio e Celestio suo


discepolo.
Il

decimoquarto

si

tenne

nel
alla

4^-6,

intorno

alle appellazioni

gistrati nelle storie ecclesiastiche.

Di

vincia
ti

Sede Apostolica. In questa prosi celebrarono eziandio mol-

questi citeremo soltanto


li.

principa-

concilii nel

6^6 contro

mono-

11
il

primo

si

celebr nel sSy, sotdi Stefano


I

teliti.
(s.), vescovo di CoGuascogna nel VI secolo molto celebre a Cominges a Castps, a Nimes, a Lione ed altrove. Dicono che divenisse famoso specialmente pel dono de' miracoli, di cui abbondantemente lo

to

Pontificato

do-

AFRICANO
in
,

po

la

persecuzione, onde riordinare


Il

minges

la disciplina ecclesiastica.

secondo
Basilio

nell'anno

appresso,

contro

vo

vescovo di Leone e INIarziale vescodi Asturia, ambedue colpevoli


di avere ricevuto a prezzo d'oro certificati
i

dagli ulliciali dell' imperatore,

avea
gio.

favorito

il

Signore.
d

La

festa

quali laccano testimonio di avere

di lui riportata al

primo mag-

rinunciato in particolare

a G. C.
in

e che

non doveansi
religione.
I

incjuietare

AFRODISIA.
la

Citt vescovile del-

fatto di

11

sotto Anastasio
l ecclesiabliche.

terzo nel 899, per le iininuni(juarlo ilue an-

diocesi di Tracia nella provincia


alla metio[(>li

dcH'Einopa, soggetta
di Eraclea. Teofronio,

Il

che sottusciis-

, ,

AGA
dcWn sua provincia spedita a Leone iniperatore intorno alla morte di s. Brotero di Alessanso alla
lettera

AGA
greco
sotto
quelli

di Pistis,
(s.).

Elpis

ed Agape. V. Sofia

dria, fu

uno

de' suoi vescovi.

AFRODiSIADE,
litana

delta altrimenti

Niiioe Megalopoli, citt metropodella


diocesi

di
Il

Asia

nella
di

vivea con ed Irene, a Tessalonicii. Trovarono moilo ondo togliere ai persecutori della Chiesa parecchi volumi dei sacri libri, che
(s.),

AGAPE

martire,

due

sorelle,

Chionia

jjrovincia di
llodi.<iade le

Caria.

nome

A-

queglino sotto pena di morte proi-

venne dal nefando culto ivi alla dea Venere tributato, or imperatori cristiani la chiamarono invece Stauropoli in onore della croce di G. C. Dicesi, che s. Giovanni Evangelista vi spargesse il lume del vangelo, come quegli chefJm-

bivano a
presso

cliicchessia

di tenere op-

di s.

Scoperte l'anno 3o4,

furono abbruciate vive. Ebbe Aga-

le

pi'ime chiese dell'Asia.

Rodovi

pe a martiri compagne, oltrech le due sorelle, santo Agatone, e Ire donne Casia, Filippa ed Eutichia, le quali sono in unione ad essa ricordate e contemporaneamente onorate sotto
il

piano,

Rodociano con
il

altri

giorno 3 di aprile.
Cos\ chiamavansi nei
della

sostenne sotto Diocleziano

martirio.

AGAPETE.
primi
ta

AFRODlTOrOLI.
le;

Citt vescovi-

tempi

Chiesa

alcune
vi-

della provincia dell'Arcadia, sotto

vergini, le quali

il

patriarca di Alessandria.

Tre

era-

in

comune,

conducevano la e si addicevano

al

no no

in Egitto le citt, che portava({uesto

servigio di ecclesiastici per sola carit.

nome. In seguito

fu chia-

Quindi ne venne, ch'ebbero anil

mala
j)oli

Atsa.
Eretici,
discc-

che

nome

di Sorelle adottive.

IVIa

AFTARDOCITI.
comparvero
nevano, che
corruttibile
,

di Giuliano di Alicarnasso, che

siccome queste societ col progresso del tempo degenerarono, cosi furono
abolite dal concilio Latcrancse tenutosi

nel
il

secolo VI. Sostecorpo di G. C. inera anche impassibile

nel

3c) sotto

il

Pontificalo

tli

non avea potuto

soggiacere alla

Innocenzo HI. Questa parola significa inoltre persone che si amano ;


e
si

morte.

diede

in seguito

ad un ramo
i

AGABO

(s.).

greci

avvisano

di

gnostici,

che

spargeano

loro

che questi fosse profeta ed uno dei settanta discepoh di G. C. Predisse, che una fame straordinaria avi-ebbe molestato
il

errori sul declinare del secolo quar-

mondo

tutto

come avvenne
dio imperatore.
gli

di
I

fatto

sotto Clau-

Girolamo questa specomposta principalmente di donne, le quali insegnavano nulla esservi d' impuro per
to.

Secondo
di

s.

cie

setta

era

greci dicono ch'e-

le coscienze

pure, e

s.

Agostino asco-

sia

stato

martirizzato

in

Anagli

sicura,

che

queste

avcano per
il

tiochia e

di

ne celebrano la festa marzo; i latini ai 9 di


Carit'.

stume

di giurare e spergiurare, piut-

feb-

tosto che manifestare


la loro setta.

secreto del-

braio.

A(rAPA o
le

Sorella delvergini
ta

AGAPI.
rit.

Questa

parola

deriva-

sante

Fede

e Speranza
s.

dal greco significa

amore
i

e capasti

e martiri, figlie di

Sofia.

Queste
sotto
i

Fu

usata per dinotare

eiano celebri

in

occidente

nomi

di

Fides, Spes, Carit, ed in

o banchetti fatti ne' cemeterii, nelle catacombe, e poi nelle chiese dai

ii6
primitivi

AGA
cristiani

AGA
portavano a manSignore , Dominicam Coenam scambievolmenma pensante non si attendevano do a loro soli, se ricchi, disdegnavano
perch qualora
giare
la
si

la
tra

concordia,
i

mantenere l'unione e l'amore

onde

cena

del
,

membri

stabilire

del medesimo corpo, almeno a pie degli al-

tari quella fratellevole concordia,

che non pu trovarsi nella societ per le troppo di\'erse condizioni che la

quasi di comunicare co' loro


poveri.
I

fratelli

disordini avvenuti e la con,

compongono. Da Agapi o conviti


lo

principio
si

queste

venienza
sero

facevano senza

che a cibarsi

cristiani

non
,

aves-

di

cosa alcuna prifui-ono

scandalo e senza disordine, e s. Paone parla nella sua prima epistola ai coi'inti; ma siccome quei
banchetti per timore delle persecuzioni
cos'i
s'

ma
i

della santa

comunione

motivi per cui la Chiesa fino da' primi secoh prescrisse , che tutti
si

accostassero

digiuni

al

sacro

al-

imbandivano
i

di

nascosto,

tare.

presero
i

gentili

motivo di ca,

Vi erano pi
si

sorte di

Agapi
i

.'

lunniare

primi credenti

asseren-

le Natalizie, nelle quali

cristiani

do che
e
si

trucidavano un bambino cibavano delle sue carni, dan-

dosi poscia
pitudini.
Il

ad ogni maniera

di tur-

univano presso i sepolci-i dei martii'i, e con dimostrazioni di ossequio rendevano onore a questi invitti

popolo credulo si rendeva persuaso a si fatte calunnie. Oltre s. Giustino martire nella sua Atenagora nella prima Apologia Legazione in difesa de' cristiani. Teo,

eroi della Chiesa.

Col progresil

so del

tempo s'introdusse

costu-

me

di celebrar questi

conviti

con

filo

antiocheno nel

lieo,

Taziano
ne

i\e\['

lib. II ad AutoOrazione contro i

danze; e ci rilevasi da alcuni versi di s. Gregorio Nazianzeno. S. Bacon forza contro un silio declam tal uso, cicche pur fece san Gaudenzio;
2.''

gentili,

Tertulliano
_,

nel

suo Apola
falsi-

le

Connubiali,

le

quali

si

logetico

mostrarono

Plinio stesso confuta queste pes.

praticavano in occasione de' matrimonii ; 3.' le Funerarie fatte per la

Questi dopo sime prevenzioni satte informazioni ne rese conto


,

e-

Traiano, ed assicuroUo essere stato nelle Agapi tutto innocenza e frugalit.

morte dei pi stretti parenti. Queste si davano a'poveri nelle chiese o nei luoghi ad esse vicini , colla certa
persuasione, che la pratica di cpieste

opere pie avrebbe recato


alle

sollie-

L'imperatore Giustiniano, bench nemico dichiarato de' cristiani, confess che la carit che questi usa-

vo

anime

de' trapassati. P^. IMu-

ratori {Dissert.

de Agapis), dov' padegli antichi cri-

rola
stiani

dei

sepolcri

vano verso

poveri, le loro Agapi, la

e delle cene loro. Poich pei

cura de' loro .sacerdoti vei'so i miserabili erano i veri motivi per cui molli

n anche

sogliono evitare l'abuso,

pi santi costumi a poco a

abbracciavano la religione cristiana. Vogliono alcuni che le Agapi


,

si

unissero

all'

incruento sacrifcio, e

poco entr il disordine anche nelle Agapi ond' che la Chiesa attemperando le proprie discipline alle
:

che soventi
celebrassero

fiate
,

prima
si

di

questo

si

circostanze, proib
sacri

que' conviti ne'

come

pratic
,

nell'

templi,

col

tempo
i

li

tolse

ultima
1'

cena.

Apostolo

Dicono inolile che rampognasse i coriiili

dal cristianesimo. Tutti


dii del

santi pa-

IH

IV

secolo

si

sono ado-

AG A
perati per togliere
le

AGA
ubl>riaclicz7.e

Ica
te.

determin

di abolirle

interamen-

ed

bagordi

compagni
nella

di

(incile

cene tanto

sante

loro istitu-

Per nella III parte degli atti del primo concilio provinciale di Milano,
celebrato sotto s. Carlo Eorromco vediamo che nel X\I .secolo .s'imbandivano le mense ne' recinti delle chiese si nel giorno del Corpo del
,

zione primitiva. S. Agostino^ essen-

do ancora
sti'ava

prete,

mentre amminid' Ip-

la

divina parola invece del

vescovo Valerio nella chiesa

pona, con tutta la forza della sua eloquenza e con tutto il fervore apostolico dimostr l' enormit della

Signore, e
coste,

in quello della

Pente-

pessima usanza, e cerc di estirparla dall'Africa. Egli area sempre dinancon cui s. Ambrogio si adoperava a reprimere gli abusi , che s' erano inti'odotti a ca2

non meno che in altre solennit. Pertanto fu comandato ai vescovi, che senza torre il pio costume
delle limosine,
ti.

abolissero

banchet-

agli occhi

lo zelo

Ancora per ne rimane qual-

che vestigio in molte chiese. p. e. nel giorno di Pasqua


buisce
a' fedeli

A
si

Roiien
distriil

gione

delle

stilano.

Agapi nella cliiesa di probabile che appunto ad


s.

nel mezzo, o verso

basso della navata delle chiese, l'Aga-

istanza di
il

Agostino
chierici

si

convocasse

pa che

consiste in

conci Ho

di
a'

Cartagine,

dove
ai ai

fu

no
le

in

una

tazza,

una cialda, e del vicostume praticato

prescritto

vescovi
conviti

in quelle chiese anticamente in tutte

tanto
nelle

di

non
(

accostarsi
se

grandi
s.

chiese

non qualora non

vita di

feste, siccome si ha dalla Ansberto vescovo di Rouen.

avessero
di

modo

di ristorarsi), rpianto

Egli faceva, dicesi in quella vita,

im

dover allontanarne i popoli. Pi condiscendente parve due secoli dopo il Pontefice s. Gregorio I Magno verso g' inglesi, i quali aveano test abbracciato il vangelo, perocch voleva, com' egli disse a Melilo abbate col trasferitosi, che gaudii esteriori servissero di scala agi' interni. Quindi piuttostoch abolirli concedeva, che nei giorni natalizii de martiri e nel giorno
i

"

Agapa

al

popolo nella

.sua

chiesa

dopo
>

la

comunione
i

de' d solenni,

e serviva egli .stesso a tavola, parti-

colarmente

poveri " (De

MoK'on

Voyagc
lia

lih(rgi(fue pag.

4^

i)*

^^^ ^''^"

finalmente alcuni vescovi sogliono


ai

dare un convito

poveri dopo la

della dedicazione delle chiese


struissero delle

si

codi

capanne con rami

alberi e
conviti

si

celebrassero
denti'o,

de' l'eligiosi
i

lavanda dei piedi e degli altari Si possono consultare intorno alle Agapi Wolf Troppaneger {Dis' sertalio de epidis veteruvi Clirisdanornm. Wittembergae 17 io); Carmeli ( Dell' uso di far convid so-

non

ma presso
in

templi.

pra

sepolcri

pag.
(

89.

) ;

Can;

Su questo argomento a Genrado Enrico Airero


tatione

consultarsi

cellieri

tomo

III

De

secretariis)
;

Disser-

Morcelli [africa Chrisdand)


bassutii [Dissertado

Jo.

Ca-

de Dadsissa veterum Gersta


,

manorum, che
Jenens. p.
ziane.

in ^ct. Soc. Lat.

de Agapis in ojus Nodta Eccl. Lugduni 1680, et in


tom.
I

IV

e nel

VI

opuscolo

Disciplina popidi Dei. Fleury) ;

della raccolta dell' Iscrizioni Stroz-

Cabr. Albaspinaci {^Dissertado de Agapis veterani in ejus Misf. sacr.) ;


Phil. Jo.

Nondimeno
durava
le
l'

.sino

al

secolo

XV

Tilemanni, [Dissertado de
in Epist.

uso in alcun luogo di quelil

Agapis post ejus Commcnt.


Judit;)
;

Agapi, finch

concilio di Basi-

Cour. Sani.

Schurzileischii

ii8
tUj et in cjiis

AG A
gapamm
cul-

AGA
fede
Pliilos. n.

(Dissertato de veteri

Dsp. Phiiol.

Papa s. Sisto e s. Felicissimo. Il nome di questo santo in molti


il

87); Lodovico A. Muratori [Disquistio de gapis suhlatis in cjus Aned.

martirologi

si

unisce a quelli de' suoi


il

compagni nel martirio. Verso


il

480

Grcecis in cui tratta de' sepolcri degli


antichi cristiani e delle cene);
Justi

Sommo
s.

Pontefice

Felice III fece

fabbricare

una
s.

chiesa

Henningi Bolimeri ^Dissertato de Coitioiiibus Christianorum adcapienduvi chum, in ejus Dlss. Juris Eccles. antiq.); Jo. Goltfr. Mcjerlini

questo

martire,

in onore di poca distanza


ro-

da
'

quella di

Lorenzo.
(s.),

AGAPITO

Papa LIX,
della

{Dis-

mano

era arcidiacono

Chiesa

scrtato de Agaps velcrum Christianorum); Menocliio toni. ii.p. 275, Da' conviti sagri die anticamente si usavano da cristiani nelle chiese ^ detti Agape.

Romana,

e poscia venne creato prete

ss. Giovanni e Paolo, e non gi de' santi Apostoli , come

Cardinale de'

pretendono alcuni , essendoch questa chiesa venne eretta da Giovanche fior dopo Agapito. Suo padre chiamavasi Gordiano, ed era esso pure prete Cardinale de' santi Giovanni e Paolo in Pammachio. Le sue esimie virt gli meritarono
ni III, al supremo Pondopo Giovanni li, nell'anno 535. Riprov gli atti gi invo-

AGAPIO

(s.),

martire di Palesti-

na nell'anno 3 06. L'imperatore Massimiano Daia, che infieriva crudelmente contro i seguaci di Ges
Cristo,

comand che Agapa


alle
fiei'e

fosse

ove venne dilaniato da un orso, e gettato in mare. Il martirologio romano fa menzione di questo santo nel giorno 20 novembre, e ne assegna la festa a' 19 agosto in uno a quella di s. Timoteo e s. Teesposto
in Cesarea,
cla.

di essere assunto
tificato

cati

del concilio,
il

in

cui Bonifacio

erasi eletto

successore nel Ponti-

Anche
di
s.

greci celebrano

la

fe-

sta

Agapa
(s.),

in questo giorno

medesimo.

AGAPITO
che
il

martire.

Vuoisi
verso

ei

sostenesse

il

martirio

273, sotto Aureliano. Il certo , che questo santo in et assai giovanile fu da' pagani preso ed a crudelissime tortine sottoposto in Preneste,
Palestrina, ventiquattro mida Roma. Celebre nei Sacramentari di Gelasio e di s. Gregorio IMagno, come pure nel Martirologio
glia
il noGirolamo, Agapito ricordato il giorno 18 agosto. Y. l'articolo Palestrina.

ficato, e rivoc la scomunica fulminata dal medesimo Bonifacio contro r antipapa Dioscoro. Nel 53G portossi in Costantinopoli, onde indm-re l' imperator Giustiniano a richiamare l'esercito, che avea spedito in Sicilia sotto la condotta di BeIndi scomunic e depose lisario Antimo, vescovo di Trebisouda, che
.

tiche,

occultamente seguiva l'eresia di Eued avea occupata la sede


col (vore di

oggid

di Costantinopoli

ilora

moglie

dell'

iinpcratore

TeoGiu-

stiniano.

Quest' ultimo volea obbli-

gare
nicar

il

di

Beda
di

e in quello che porta

Sonmio Pontefice a comucon Antimo, ma quegli con


costanza
rilutossi.

me

s.

invitta

interrog
ricusangli

nondimeno questo
senza

eretico alla pre-

dell' ini[)eralore,

ma

AGAPITO
cono, e
slesso,
soffr

(s.),
il

martire.

Era

dia-

do

egli

di

rispondere a quanto

martirio nel giorno

chiedeva intorno alle due nature in


Cristo, l'imperatore

in cui diedero la vita per la

conobbe

la (io-

AG A
Antimo, e convenne con A(!(? (li ga}>ito nella deposizione del medesimo. In appresso, mentre il Pontefice
si

AGA
pito

f)

celebr
in cui
.

in
fii

Roma un
confermata

altr(i

concilio,

(jucsta

apparecdiiava

fai-e

ri-

fu colto da grave , che lo trasse alla tomba in Costantinopoli nell'anno 536. La sua spoglia mortale fu trasportata

torno in Italia

malattia,

scomunica Chiam a Roma Ottone I re di Germania, per cacciare d' Italia Berengario che maltrattava gli ecclesiastici, e forzatamente deruba vali del denaro; e mand a s. Brunone, arcivescovo di Colonia,
il

pallio,

a
to
s.

Roma
delle

ove venne
s.

sejiolla

nella
peri-

col particolare diritto di usarne

Basilica di

Pietro.

Era

cos'i

pre che a
vita
s.
1 1

Gregorio
l'aso

di

ecclesiastiche, che d i titoli onorifici catlolco, tromba dell' evan-

regole
gli

semRotgeso in Brunon. cap. 28 ap. Suriuin


lui

piacesse

die
ti,

Oct.).

Mor certo dopo


la

ven('jiG

e forse ai ventolto d'Agosto

gi'l'o

e banditore della giustzia.


p.

Il

avendo governala

Chiesa con som-

olcbre

Sangallo

fu

di
,

questo
e

ma

innocenza,

con

sommo

zelo

l^ontefice magnifico
luhita

elogio

non
vi

della pace nella cristiana repubblica,

di asserire,
il

che non

fu

quale in s breve spazio di tempo abbia operato cose tanto utili a vantaggio della Chiesa.
]*apa
,

per anni dieci e tre mesi allo incirca. Fu sepolto in s. Gio Laterano.

AGAPITO
romano
se di
,

II,

Papa CXXXIII,
me-

AGAPITO Rustico, Cardinale, ovvero Rustico Agapito, arcidiacono della S. R. C, V. Agapito I papa.
AGAPITO,
Pontefice
supposto.

fu eletto Pontefice nel

giugno 94^3 di'G o tre giorni dalla morte del suo antecessore. Aveavi a quel tempo grande controversia in Francia intorno alla prelatura della chiesa di Reims, alla quale contemporaneamente pretendevano Artoldo, che ne avea ricevuto il pallio da Giovanni XI, ed Ugone figlio
(li

Chi fra gli storici fa di lui menzione onorevole, chi di lui non d neppure un cenno, e chi in fine lo dice sognato pontefice da Sigiberlo, il (juale poselo nel suo Cronico all'anno 888. Noi abbiamo gran fonda-

mento, per

attenerci

alla

decisiosic-

ne degli ultimi; tanto pi che

Ei'iberto conte di

arcivescovo
in

della

Reims medesima

eletto

come a Marino
tificato

succedette nel ponIII,


il

chiesa

Adriano
il

cjualc vuoisi

et di cinque anni e confermato

che portasse
.

nome
a

di Agapito,

dal Pontefice Giovanni


affine di

X. Agapito

inverisimile che l'errore derivi

non da

condurre a termine questo il regno di Lodovico, in pericolo per le ribalderie di Ugone Principe di molto potere, mand in Francia suo legato Marino, vescovo Polimarziense, il quale nell'anno 94^ tenne un c(jncilio in Ingelheim, luogo della Gerscisma, e di ristabilire

ci,

giudicandosi

])unto
I.

Agapito

successor di

Marino
il

verr ad Agapito
supposto.

Onde si connome di papa

AGARENIANI.
chiamati alcuni
colo settimo
lo

Cristiani apostafi.

Sotto questa denominazione vengono


cristiani, che. nel seil

abbandonarono
vessilli
il

vange-

mania
rpiale
sa,

nella diocesi di Colonia, nel

per arruolarsi ai
Ss.

di

Maoche

ridonato Artoldo alla sua chiedi


lui rivale,

netto.
la

Impugnavano
Trinit,

mistero del-

scomunic Ugoiie

e
il

sostenevano,
figlio,
Il

ed

Ugone Principe ribelle Lodovico. L' amio seguente

al

re

Dio non avea

poich non
di

Aga-

avea presa moglie.

nomo

Aga-

I20
rciiiani
ci
fii

A(tA
loro imposto

AGA
come
di

segua-

bazia.

Unitamente ad Acerra forma


eh'

della religione degli arabi, discen-

im vescovato,
ra).

sulfraganeo alla

denti

da Ismaele,
( s. )

figlio

Agar.

metropolitana di Napoli. [F. Acer-

AGATA
Le
citt
si

vergine e martire.
e

di

Palermo

Catania in

Sicilia

aver dato

contendono l' onore di natali a questa santa, i


nell'anno

che

fior

25 1.

Solferse

il

Fra i suoi vescovi meritano menzione i due seguenti. Fehce Peretti di Montalto, eletto da Papa s. Pio V a' 1 7 novembre 1 566, che a' 29 gennaro 1567 ne prese
speciale
possesso, e poi fu creato Cardinale
;

martirio in Catania, allorch Decio perseguitava la Chiesa. Consecratasi

Dio
fecero

nella

et

pi
castit

fiorente,
gli
,

trionf

valorosa di tutti
alla sua

assalti,

1572 pass alla sede di Fermo, e nel i585 fu eletto Papa col nome di Sisto
dignit
nel

in

questa

che

Quin-

V; nome
dido elogio
fu

equivalente al pi splen-

ziano

na al no con inaudita crudelt ebbe a patire la costante eroina,


la

uomo consolare e Afrodisia, donsommo dissoluta. Aspro gover({uale vi-

[V. Sisto V). L'altro Alfonso Maria Liguori napolita-

no, fondatore nel 1782 della Congregazione del SS. Redentore, pro-

sitata
la

da s. Pietro nel carcere, a cui condann Quinziano, ne fu con-

mosso da Clemente XIII seovil dignit di s. Agata


il

alla

ve-

m
i|

dei

Goti

fortata e sanata.

La

prodigiosa gua-

14 giugno

1762. Accett Alespresso del

rigione attizz la

rabbia del tiran-

fonso per
il

comando
fatiche

Papa
logo-

no.

Ond'ei la fece voltolare crudelmente su de' rottami di vasi misti ad

governo
dalle

di questa chiesa;

ma

ro
nel

per

le

applaudite

infocati carboni; poi rimisela in pri-

sue opere, depose ai pie' di Pio

\T
Si-

gione, dove Agata,

raccomandando

1775

la

rinunzia, che
nel
de'

venne
del
il

a Dio lo
scritto nel

spirito,
11

vol in seno a Lui

accettata.

Blor

bacio

beatamente.

suo nome, che fu in-

gnore

a Nocera

Pagani

canone della messa, trovasi nel calendario di Cartagine dell'anno 53o, ed in tutti i martirologi s de' greci che de' latini. Se ne
celebra la festa
braio.
il

primo agosto 1787. Nel 18 16 Pio VII lo dichiar beato nella Basilica
il regnante Pontefice Gregorio XVI a' 26 maggio 1889 solennemente lo canonizz. V. Alfonso (s.) DE liguori.

Vaticana, in cui

d quinto di feb-

AGATA
di
si

(s.)

DEI

Goti

(s.

Jgathce

AGATONE
tenelle.

(s.),

monaco

di fon-

Gotionim). Citt vesco\ile nel regno

V. Vandregesilo
(s.),

(s).

Napoli nella Terra di Lavoro, che pretende fondata dai primi con-

AGATONE
figliuolo
di

Papa

LXXXI
In-

Pannonio Amoiie.
patria
fra di lui

donde pure si crede le sia venuto il nome. 11 Sommo Pontefice Giovanni XI li romano,
quistatori settentrionali;

torno

alla

disputano
gli

grandemente
11

loro

eruditi.

Ciacconio lo vuol nato nella ValSieuliana di Abruzzo.

nel concilio celebrato in

Roma

nel

le

Girolamo

969, dichiar sede arcivescovile la chiesa di Benevento, e ad essa as-

Marafoti,

Tommaso
lo^^

Elia
in

tli

Amato

Aceto e il p. fanno di Reggio


fosse
lo

primo dei quali quello di s. Agata de' Goti. Oltre la (cattedrale vi hanno in essoggett dieci vescovati,
jiel

Calabria;

ma
;

eh' ei

Sici-

liano

e nato in

Palermo
tale
,

asseii-

seono pi

scrittori

il

dimoslia-

sa sette chiese parrocchiali ed iin'ab-

no

in

giunta ad

altri

d.

Girolamo

AGV
Morso, Barone
ta
s.

AGD
Ci; 1

IO,

di

Favarella {J'i-

s^alhons Papa?

vis et

Patroni.

Panormi Panormi 640)


di
-

il

ammaestrassero quel clero nel cauto romano. Mori a' dicci gennaio deIG82, nella et di 107 anni, aven-

rliiarissimo

Michele Scavo,
cattedrale

canoni-

do
tese,

regnato

tre

anni,
.

sci

mesi
,

co
(

della

Paleiino

(juattordici

giorni

Manieroso

cor-

Dsierlaziouc

Storico

Daa^maiica

hberale guadagnossi la stima e


copia dei
il

della patria, santit e dottrina del


Pontejicc
in 4, e

l'atrezione di ognun(j, e la

Jgatone.VAevmo lyor riprodotta nel tom. XVIII


s. ,

suoi
titolo

miracoli
di

gli

procacciarono

Taumaturgo.

Fu

sepolto

Disserl. ccclesiasticlie

raccolte dal

in

s.

Pietro, e la di lui gloriosa


il

megior-

Zaccaria.

Dissert.

IF,
che

pag.

i33,

Roma 1796
Scorso

8), e Gianfrancesco
,

moria festeggiasi dalla Chiesa no decimo di gennaio.

Gesuita

senza

nome

pulblic la Pita

s.

Agathonis. Pa-

(s.), sorella di san Papilio martire. L' invitto coraggio,

AGATOMCA
il

normi ap. Mortarelli 1640. Fu monaco benedettino nel monastero di s. Ermete di Palermo, in cui vest
1'

onde

fratel

suo sofferiva

tor-

menti, le serv di sprone a gettaivsi in quel medesimo fuoco dov' egli


era condannato ad ardere vivo. Per

abito nel 592, dojio esser

vissuto

al secolo

vent'anni ammogliato; indi

fu creato prete cardinale, e finalmente

venne innalzato al soglio Pontificio ai ventisette di giugno 678, contando il centesimoterzo anno di sua et. Condannati nell'anno appresso i monoteliti in un sinodo celebrato in Ro-

modo vm solo rogo accolse due fratelli, e la stessa gloria contemporaneamente ne premi la eroisiffatto

ca

f()rtezza.

AGATOPOLI.
nopoli
l'
,

Citt vescovile di

Tracia sotto l'arcivescovado di Adriaoggi chiamata Gotopoli.


\i

ma

al

quale intervennero
eletti
i

1^5 ve-

unica
di

sede

suiB'aganea

di (juella
ai

scovi,

ed

legati

da mandarsi

dioc(!S.

Presentemente serve
titolo

ve-

in Costantinopoli al concilio generale, del quale avea

scovi

in partibus.

gi

tato coli imperator Costantino

nato,
tere,

mand
a

il

prima tratPogoPapa con due letin


del suddetto imperatore e agli

AGAUNO.
sul

Monistero
nel

borgo

Rodano,
per

basso Vallese.
concilii

celebre

due

tenutivi

una sua,
fratelli,

l'altra

nel 5^.3 e nell'888.

concilio

quell'

AGDE,
una

citt

vescovile.

Dessa

augusti

nelle quali sponevasi

delle pi antiche citt

fondate

la vera e sana dottrina de' cattolici

dai marsigliesi

nel paese dei volsci

contro
ni

eresia
di

de' monoteliti

che

tectosagi, che oggi chiamasi l'Alta

pel corso

pi
la

che quaranta anchiesa


il

Linguadoca.
costa del

collocata quasi sulla

inquietava

orientale.
sesto con-

mar Mediterraneo
Era

presso
suCfra-

L' anno 680 fu celebrato


cilio

allo sbocco dell' Herault.

ecumenico nel segretario della


s.

basilica di

Sofia, coli' intervento di

28 > padri, e in questo furono condannati r Ectesi di Eraclio, il Tipo di Costante ed i monoteliti, contro
,

ganea alla metropoli di Tolosa e Narbona. Una tradizione di quella chiesa riferisce che il vangelo vi
fosse col

predicato
I

verso

la

metft

del secolo quinto.


sta citt

vescovi di queprivilegi,

de' quali

fu definito esservi

due vopoi

aveano molti
che
dalla

fra

lont

in

Ges
in
I.

Cristo.

Mand

cui quello di

non poter

essei'e sco-

de' cantori

Inghilterra

acciocch

municati

VOL.

Santa iG

Sede

i'i

A
aveano
il

G
titolo

AGE
di

inoltro
Neil'

conti.

te

alla

sagra lega formata per im-

anno 5oG in questa citt si tenne un concilio, al quale intervennero ottanta vescovi e
jMitati

pedire

ad Enrico IV

di

.salire

ai

trono
il

come

quegli che professava

dieci

de-

calvinismo;

ma

alurandosi

da
la

delle

diverse

provincie delfecero
disci-

lui

r errore
Risale al

nel

1^191,
citt.

torn

ed in questo si canoni sulla quarantasette


la

Gallia,

quiete in questa

IV

secolo la fondazione
S.

plina.

Questa
dal

.sede vescovile fu

sop-

della sua sede vescovile.

Febadio
s.

pressa

concordalo

dell'

anno
Fran-

(chiamato nella Guascogna


vi fu creato vescovo.

Fiari

1801.

Questi famoso
iii;l

AGEN
cia nella

(Jgcnucn.),

citt di

per

lo

fervido zelo
elei

difendere la
,

Guicnna con residenza di un vescovo, chiamata anche ^gium, Nilriohiguin.

consustanz.ialit

A erbo

zelo

il

quale fu anche
Ilario
(s.).

effetto

dell;-,

stretta

Questa cospicua

amicizia che passava tra


t'

lui

.san-

citt notata nell'antica notizia delle Gallie

di

Poitiers.

f'edi

Feba-

come seconda dopo Bor-

dio
Il

deaux
gi
,

Fu

capitale

dei

nitiohri-

vescovato di Agen suffraganeo

che

possiamo ragionevolmente
suoi fondatori.

del la rei vescovato di

Bordeaux. Molla

riconoscere quali
situata in

E
fe-

to bella n' la cattedrale intitolata a


s.

un paese gradevole

Stefano,
s.

al

paro che
suo

basilica

race sulla riva destra della Garon-

di
Il
s.

Caprais

primo
lo

vescovo.

na a
sotto
citt

trenta leghe

da Bordeaux ed
Pass
degli

palazzo del prefetto,


,

spedale,

a centocinquanta da Parigi.
il

dominio romano, e divenne


nel

pretoriana

tempo
goti,
i

Giacomo il ponte ed i bagni .sulla Garonna sono altri oggetti osservabili in Agen, comimque gene5

imperatori.
dei
ti,

Fu

il

teatro delle guerre


i

l'almente sia

male

edificata

Il

suo

romani contro
e

visigo-

cii'condario conta
in

e gli ostrogoti. In seguito

venne

nove cantoni che complesso contengono oltre oltan-

saccheggiata
gli

quasi

distrutta da,

tamiia abitanti.

unni
,

dai

saraceni
,

dagli ula-

A GERICO

(s.),

vescovo

di

Ver-

ni

passando ora sotto i re di Francia ora sotre d' Inghilterra sotto i duto
, i

e dai borgognoni

dun, ragguardevole per la carit verso i poveri, per la conoscenza della


Scrittura, pei-

l'ammaestramento dei

chi di Aquitania, sotto


losa.

conti di

To-

popoli e pel zelo dell'onore di Dio,

Gli avanzi dei pubblici bagni

e delle vaste arene tuttavia esistenti

nacque nella sopraindicata citt verso l'anno M7. Dopo di aver passati
sei lustri in mezzo al mondo, adempiendo per sempre anche ali

attestano essere stata

im tempo
il

citt

considerabilissima.
siste in essa

che

Una catacomba cporta nome di Troii


le san-

lora con fedelt

precetti

del

vanle

des Mai-fyrs, e che ricoida


guinarie
persecuzioni quivi
primitivi
dell'

gelo, fu innalzato alla sede di cpiella

sofferte

diocesi,

dove

f'

risplendere

da

tanti

cristiani.
il

Ag<Mi,
titolo

capitale

agcnese, ebbe

di contea, la quale

da Carlo

fu

riunita alla Francia;


di la

religione del

ma Je guerre secolo XVI assai

desolarono.

Nel i588 prese par-

un vci'O e santo pastore. Da Fortunato di Poitiers e da s. Gregorio di Tom-s gli si profondono cncomii larghissimi. Mor nell'anno THH doj)o tienloll' anni di episcopato il giorno piimo dicemvirt

proprie di

A Gir
lire,
(i'bla.

AGI
ne celebra
la

123
1'

f^ioi'ui)

in

cui

se

Consolatore, cattolico di tutta

A(iEllIO Bertrando ddlit Torre,

Ararmeni annovera quello di Aghtamar, che dimenia, fra


essere
i

tre cattolici

Cardinale. Bertrando At^erio, o

ce

stato

creduto
fino

come

tale

Ani^erio della Torre, di nobile laniiij;Iia,

dagli

stessi

armeni

dai tempi

nacque
ut'll'

in Canibolico diocesi di

dell'imperatore Eraclio, che floiiva nel

Cliaoi-s

AquitauJa, dove profesdi


s.

610.
verso

/'

l'articolo

Armenia.
parigino, visse
settimo.
il

la regola

jrovinciale.

Benedetto e fu Chiaro per la sua facone


pcjscia
Il

AGILBEIITO
la

(s.),

met del secolo


l'

dia e dottrina, fu delegat(j iiujuisilore


in

L' Irlanda e

Inghilterra furono

Francia
si

nunzio
e
lo

teatro del suo zelo

apostolico, pre-

Apostolico in Italia.
zelo

valf)re

onde

resse, gli

meritarono la
Pontefice
gli

dicando egli la ina e la penitenza. Per quattordici anni resse la chiesa


de' sassoni
fatto

riconoscenza

del

sommo

occidentali,
di

e poscia fu

Giovanni XXII, che


a'

confer nel

i3ic) l'arcivescovato di Salerno, ed,

20 dicembre i320,
la

la sacra pors.

ove mor L'autore del maitirologio di Francia compose un uOizio per


Parigi,

vescovo
1.

nel

68

(M)ra col titolo presbiterale di


tino, l'er

Mar-

deposizione del ministro

la festa di Agilberto, che non ottenne r approvazione, e la chiesa di

generale

dell'

ordine serafico, fu sur-

Parigi

ne' suoi

ufficii

non

ne

fa

rogato in suo luogo coiroflcio di amministratore di quella religione.


piet
di

corn memorazione.

La
fu

AGILO
bais,
figlio

(s.),

questo

Cardinale

non

di

primo abbate di ReAgnoaldo, uno dei

minore a' suoi talenti ; egli professava una singoiar devozione alla B. V. Essendo vescovo Toscolano, mori in Avignone l'anno i33o, e fu sepolto in fpiella citt. Scrisse molte
opere,

primi signori della corte di Childeberto II re di Austrasia e di Borgogna. Per consiglio di san Co-

lombano

fu consecrato

dai genitori

che

sono

ripoitate

dal

p.

da Salamanca, nella Bihlioteca Francescana, e cos pure dal


Giovanili
Baluzio.

a Dio nel monastero di Luxen, dove alla piet e alle lettere crebbe mirabilmente; indi predic agl'infedeli

AGHADON.
AGHTAINIAR.
mezzo
di

F.

Kerry ed A,

GHAnoiv, vescovato in Irlanda.


Isola

con felicisshno riuscimento. Dopo aver adempiuto a questo carico penetrando infin nella Baviera, fu eletto a primo abbate nel monastero di Rebais, fondatovi da sant'Au-

posta

in

im

gran lago chiamato

doeno. Agilo ne
so

f'

osservare
e vi

le re-

Varasjuracan. L'arcivescovo di questa isola gi da cinque secoli riguar-

gole perfettamente,
il

mor verin

65o

a'

3o

di agosto,

et

dato come scismatico dal cattolico di Eschmeazin e dagli armeni. Ei dicesi


patriarca contro
il

di circa sessantasei

anni.

nomia-

nato nel

martirologio
festa al

benedettino.

decreto degli ar-

La sua
gosto.

giorno 3o di
Eretici

meni.
ni

certo per, che molti anl'

prima che
il
i

arcivescovo Zaccaria
s.

AGIJNIANI
anche
giani.

chiamati

ti'asportasse

braccio di

Giorgio
si

in quest'isola,

vescovi di essa

chia-

mavano callolici. Si detto XII nel i34i,

sa che Bene-

scrivendo

Questo nome vien dal greco alpha privativo, e gin donna Pretendevano essi che il matrimonio non fosse d' istituzione
.

124
divina
;

AGrN
quindi
si

AGN
dal

astenevano

giorno Solenne della coronazione di

prender moglie. Cominciarono Tanno 694 > *"^ 110" ^ troppo certo donde avessero origine.

Giovanni.
la

INIancano

relazioni

pii

estese intorno a quest' ordine.


storia degli

Nel-

ordini

militari pulil'

AGIOMTI.
VII, astinenti
,

Eretici

del

secolo

blicata in

Amsterdam

anno

699
abi-

che pretendevano di
perfezione pii dap-

nulla

si

riferisce
i

della sua origine

aver toccata
presso
cos

la

nulla se

caNaheri usassero

im

degli

altri

uomini.
la

poco profonde le appena limane di essi


per
gi
la

Misero radici, che

to particolare.

La

figura del cavaliere

memoria
seguaci,

per di un soldato in armi cinto di fascia e di picciola clamide, che


dalle spalle
gli

scarsezza nel

de' loro

pende.

La

collana

proscritti

concilio di
,

Gan-

gres

nella

encratiti,

Pailagonia cogh altri manichei e inontanisti.

Specie di camla quale torna Voce greca al medesimo che ferro santo o sacro. Di questo strumento fanno uso
jana.
,

AGIOSIDERO.

r Agnello che sostiene picciola banderuola. Sopra l' Agnello v' vma medaglia con l' ellgie del Salvatore ed il motto Deus troteporta
:

CTOR N0STER,

AGNELLO PASQUALE.
ma
no
,

Vitti-

che gh
in

ebi'ei

pei"

divino co-

dominio dei campane. Esso che una lamina di altro non lunga seferro larga quattro dita dici, appesa con una fune. Peicossa da mi martello pure di ferro, sparge il suo romore lontano, V. Campane. AGLIBERTO (s.). F. AgoarDO (s.).
i

cristiani

soggetti

al

mando doveano immolare


memoria
della

ogni andi

turclii

in luogo delle
,

catti\il

adempivano essi nella seguente maniera. Il decimo giorno del primo mese di primavera, detto Nisan , ciascuna lmiglia sceglieva un Agnello di un anno, senza macEgitto.
ci

chia, e conservavalo fino al giorno

quattordicesimo

dello

stesso

mese.
del

AGNAZZO.
Puglia.
la

Citt vescovile nella


citt

In questo
scannato,
sole,

d, verso la
e,

sera, veniva

Agnazzo antica

del-

dopo

il

tramonto

Puglia nella provincia di Peucezia j di cui fanno menzione molti geografi. Ai tempi di Guiscardo fu
rovinata
nostri
,

nel

oSg

e la sede ve-

scovile fu trasferita a INIonopoli.

Ai
il

giorni
di

conosciuta

sotto

nome

camente

Torre d' Agnazzo, ed antichiamavasi Egnalia. V.


DI

Del sangue tingevano la porta della casa. L' Agnello doveva essere mangiato tutto intero, quindi, per legge, i commensali non potevano essere meno di dieci come neppme pi di venti Se avanzava qualche pai-te di esso, conveniva abbruciarla assieme con le
arrostito.
,
.

IMONOPOLI.

ossa.

Non

era

permesso

di

man-

AGNELLO
lana,
eh' era

DIO,

ordine eqiie-

giarlo seduti, per


fretta,

simboleggiare la

slre. Sembra che ricevesse il titolo da un Agnello pendente da una coll'

ch'ebbero nel partir dall'Egit-

to;

ma

doveano

slare in piedi,

con

insegna propria
detto
il

dell'

Ordine. Giovanni,

Buono,

ed il bastone in mano. All'Agnello Pasquale era comandato di

lombi

cinti

re di Svezia, confer questa insegna

e collana ad alcuni della corte, on-

gresti,

aggiugnere pane azimo e lattughe aqual segno delle aOlizioni solerte in Egitto. Cos obliligava
il

de premiare
cadile nel
1

il

loro merito.
a' dieci

Ci ac-

precello

5G4

di luglio,

di

mangiare l'Agnello

Pasfjuali-,

che

AGN
veniva dannato a morte cliiunquc non
l'avesse

125

prezioso capo sul patibolo, correuilo


alla morte con la ilarit ed allegrezza di ima sposa, che si ^ede giunta presso al suo talamo. La festa di santa Agnese notala in tutti i martirologi di Oriente e

adempiuto

(^\lln.

XIX. i3.)

incontro

Questo Agnello una delle ])ii luvero Agnello minose iigiue del
Cristo Gesi
la
,

nostra salute

che fu immolato per e del cui sangue


,

aspersi gli uomini, restano salvi dalla scliiaviti ilei peccato.

di

Occidente,

ma
il

in diversi giorni.

Si celebra per
sette giorni

di 2
se

gennaio, e
fa

AGNENSI
Cardinale.

o AGITESI Astorgio, Questo patrizio napoli-

ne conda connnemorazionc.

dopo

ima

se-

tano nacque nel i3()i. Lomo di prudenza, destrezza e dottrina fornito, veime impiegato in molte nunziature e nel governo della IMarca, del ducato di Spoleti, di Uologna e della provincia dil Patrimonio. Creato vescovo di IMileto, sotto Martino

AGNESE
dell'ortline di

( s. )

d'Assisi, vergine,

s.

Cliiara,
1

nacque iu

196. Attirata dagU esempi di questa gran santa,

Assisi

circa r

anno

sua
seco

sorella,
lei

la

segu, j)er

dividere

le

austerczze di

una
s.

vita

penitente sotto la scorta di


cesco.

Fran-

V, pass

alla chiesa di Ravello,

Strappata da dodici de' suoi


e quasi semisal-

indi a Melfi,

iinalmente in Andel suo zelo fu ce-

parenti a ^iva forza


spenta, con

cona.

La lama

memorabil prodigio

lebrata specialmente nella missione,

ch'ebbe contro
ticelli.

gli

eretici delti

Eugenio IV

lo

Frapiomosse al;

vata, pot ritornare alla cara solitudine. S. Francesco le diede l' abito della sua religione, e scelse

un

l'arcivescovato di Benevento, poscia a


vicecancelliere della S. R. C.

nuovo
tiguo

asilo

per

le

due
di
s.

sorelle con-

e iinal-

alla

chiesa

Damiano

mente Nicol V,
titolo

pei rari suoi meriti,

nel i44^j lo innalz alla porpora col


di
s.

luogo che divenne culla dell'ordine delle Clarisse. Del qual ordine, fondatosi a Firenze

Eusebio. Mori in

Roma,

nuovo monastero,
affidato
il

nel
di

i45'ij e fu sepolto nel chiosli'o

ad Agnese ne fu
no.
bile

gover-

santa Maria sopra Minerva.

Fu
per

in ogni
le

tempo commendasue
austerit

AGNESE
tii'e,

(s. ),
floi

vergine
verso

mar-

durissime

la

quale

l'anno di

e penitenze.
Assisi,

Mor l'anno i253


edificato

in

Cristo 3o5. Secondo santi Agostino

dopo che ebbe


illustri

con

ed Ambrogio non avea che tredici quando mori poco dopo il cominciamento della persecuzione di Diocleziano riportando contro a
anni
, ,

l'opera e con le parole molte gio-

vani d'
operati

famiglie raccolte nel

monastero

di

Firenze.

miracoli

alla

sua

tomba indussero
permettei'e, ch'el-

svariati assalti

luminosi

trionfi.

Le
Ro-

Papa Pio YI a
la

ricchezze e l'avvenenza trassero molti


delle pi cospicue

fosse

con

pubbhco culto onodi Gesi, venerabile re-

famiglie

di

rata.

ma

a domandarla in isposa. Irremovibile nel suo proposito di sei'barsi


all'

AGNESE
ligiosa

unico
videsi

sposo Gesi Ciisto

Agnese
e derise
i

con

imperturbata

fronte dinanzi a' giudici del tiranno,

domenicana, nata a Pui nel Velai li 17 novembre del iGo3. Fino ai vent'anni fu modello di cristiana perfezione in mezzo al secolo.

con immutabil franchezza


supplizii
.

Temperata a misericordia
rissima verso
i

singola-

minacciali

Lasci

il

poveri,

specialmente

126
iiit'ernii
,

AGN
si
ili

AGX
a
le

collcg

qiialtro da(jiuili

fatto iu

migelle

Langeac,

dise-

dine di

onor suo per uso dell'ors. Domenico, ed inser il suo

gnavano

di fondare

iin

monistcro

nome

dell'Ordine di san Domenico nella loro citt. Dai pi vili e dispregevoli,

nel Martirologio Romano. La sua festa ri[)ortala al vigesimo-

primo giorno

di

aprile.

pass

a'

pi gravi
undici

ed imporci nel pe,

AGNESE
nastico
,

(di sant'), ordine

mo-

tanti idlzii

dcUOrdine, e

riodo di
(juali
tli

soli

anni

dopo

si

parti dal
a'

mondo

in odore

santit

Luigi XlV,

il

19 dell'ottobre 1634. Cardinale di Noailles


altii

arcivescovo di Parigi, e
dinali francesi scrissero a

CarCle-

Papa

mente XI per la sua canonizzazione. Papa Pio \ II in un suo decreto 19 marzo 1808 approv l' eroismo
delle virt di questa
ligiosa.

denominato da uiia chiesa di s. Agnese in Dort nell Olanda fabbincata nel i49i- ^ i<^iiio a questa, \alburga nobile matrona di Norvegia, dot un monistero colle sue facolt, ed in esso con alcune fanciulle d'illustre famiglia si consagr al Signore. Vivevano sotto la
cosi

regola di

s.

Agostino

ed
11

alteiide-

vano
to era

agli

ufiici

divini.

loro abi-

domenicana

re-

una tonaca

e pazienza bian-

ca
(s.)
,

di lana.

Intorno al collo porta-

AGINESE
nella

di

Montepulciano
e badessa

Toscana

vergine

Posta da' suoi non per anco bilustre fra le religiose Succhine, applic
l'animo ad emularne
gli

vano un collare di sottilissima tela di lino con molte crespe, ed il capo sempxe coperto con velo nenj. Tra le altre regole, avevano la perreligiose.

esempli, e

divenne essa medesima modello di specchiate virt.Di quindici anni mandata nel convento delle domenicane

petua clausura e gli altri voti delle Quest'ordine per altro pii

non

esiste.

AGNOALDO

(s.),

vcsajvo

di

a Proccno nella contea di Orvieto, ne fu poco stante eletta badessa da


Nicol

IV

Pontefice.

La fama

della

santa condotta di Agnese inspir ai


suoi compatriota desiderio di aver-

Laon, discepolo di san Colombano, e compagno dell'esilio di lui, fu inviato 'a santa Fara [lali) sua sorella, che domandava a santo Eustazio alcuni religiosi per istabilirne

onde edificarono un mouistero a Montepulciano in luogo


la vicina
:

dov' era
lutezza.

dianzi

una casa

di disso-

Aggiunsero lo scopo a cui miravano; perch ella preso possesso di quel monistero, vi stanzi colle

una comunit a Eboriac, oggi Faremoutier, dov' ella era badessa. Adoperossi Agnoaldo con s. VVall)erto a comporre diligentemente nel nuoAltro di lui

religiose

di san

Domenico

del

vo monistero la l'egolare disciplina. non sappiamo, se non che fu vescovo di Laon, che assistette al concilio

quale

seguiva la regola.

Fu

decodella

di
i

Reims
titoli

nel &^), e
della fonda-

rata del
jirofezia.

dono

de' miracoli e

che sottoscrisse
ri

Liuighe infermit sopporcon perfetta rassegnazionCj fecero peivenire Agnese alla cima della santit. Non oltrepassava il quarantesimo anno di et, quando moliva in patria n' di 20 aprile iSiy. (demente Vili approv un officio
tate

zione della badia di Solignac.


di

MoGli

apoplessia
della

verso

il

G33.

autori
i>a

Gallia
la

Christiana nO'

mettono
onoralo
di

sua morte nel 640.

ai

6
o

di settembre.

AGNOETI
seguaci

AGNOITI.

Ercli.l
,

Tcinistio

diacono

che

A
visse nel

r, ,\

AGN
Costoro nela

127
quecui

secolo

sesto.

jresente e futuro.
sti
iii,

Discacciato
degli

<'avao

a
(li

Ges
certe

Cristo
verit
,

cosnispec-ial-

dalla
si

comunione

ennoniiasetta,

/Jone

e
l'

fece

iiimte
Je

del

quando

sia

iniivcrsa-

chiam
Socrate,

capo di una Eunomisfroniani.

Secondo

i^iiidizio.

La

parola Aguoili na[ignorante), de-

Sozomcuo
essi

Niccfcro alte-

sce dal greco

agnon

rarono

rivato

da agnoin (ignorare). Eulogio,


essi,

patriarca di Alessandria, che scrisse

contro di

ascrive questo errore

formula evangelica del battesimo, amministrandolo solo in nome della morte di G. C. AGNUS DEI DI CERA benedetla
ti.

ad alcuni solitari, che abitavano vicino a Gerusalemme. A fiancheggiare


le
ti

Varie
alla

sono

le

opinioni
agnelli

intorfatti

no

origine

degli

proprie asserzioni valcvansi di moltesti del

di cera,

benedetti con alcune cere-

nitovo testamento, e pars.

monie dal
Pasqua
la

Sommo

Pontefice nel sanell'

ticolarmente di
j'

IMai'co (XIII, 32.)


sulla

bato santo, e da

lui

ottava di

Nessun

uomo

terra

sa

n
;

distribuiti in

dono.

Alcuni

il giorno, n non lo sanno


>'

l'ora
gli

del giudizio

fanno rimontare
il

al secolo

IV

sot-

angeli in ciclo,
solo
il

to Costantino
i

grande, cio solfo

non

il

Figlio,

ma

Padre.

Queste parole per certo non devo)io


te,

essere

interpretate letteralmen-

siccome

asseriscono

santi

Ba-

Melchiade e s. Silvecon pi probabilit, al secolo in cui dicesi che il Sommo Pontefice Zosimo, Greco, di (CePontefici
s.

stro;

altri,

silio ed Agostino. Volle G. C. reprimer con queste la indiscreta cu-

sarea, eletto ai

19 agosto del 4'7>


parrocchie
il

concedendo
colt
di

alle

la

fa-

riosit

dei

suoi

discepoli,

facendo

intendere ad un tempo, che non era opportuno di manifestare un SI grande segreto. La risposta di lui si deve interpretare come quella di un padre, che risj)(iiide a suo figlio, troppo curioso: io non
loro

Cereo Pasquale (ci eh' era permesso prina soltanto alle maggiori basiliche), abbia pur dato origine a quegli Agnus Dei, o
usare
agnelli benedetti di varie forme, cio
ovali, ed stella, rotondi, anche a forma d' agnelli, coli' im]iressio)Te dell'immagine del precursore Giovanni Battista, coli' agnello

quadri, a

so nulla.
eretici
il

Ohbicttavano ancora
testo di
s.

gli
5?.),

Luca

(II,

ove

dicesi,

che G. C. cresceva in
grazia, aed agli uomini ; "

e la bandiera, in vino

alle

parole

et, in

sapienza ed in

/fgnus Dei qui


di.

tollis

peccata mun-

vanti Dio

ma
E-

un
se

tal

ai-gomento cade sull'istante,


alle

Ma il vero si , dice il Pagi, che l'uso di benedirli e distribuirli

riflettiamo
s.

parole
(T.

deli'

monta

alle

primizie
solca

della Chie-

vangelista
Io

Giovanni
fin

14.),

che

sa

nascente,

farsi

nel sa-

nascere pieno di grazia e di verit, " e


dal

annvmzia

suo

bato

santo,
il

spezzandosi

perocch in quel d cei'co pasquale dell'anrisorto

perci di scienza e di sapienza. Quelle

no inianzi, simbolo del


tore,

Reden-

parole quindi risguardano

la so-

la esteriore

apparenza.

Lo

stesso

no-

Divino agnello, se ne dispensavano alcune particelle al popolo


per

me

di

Agnoiti ebbero alcvmi eretisecolo IV, discepoli di Teo-

fame profumazioni
i

nelle

loro

ci del

case e

frone di

Cappadocia, che
scienza di

si

oppo-

ne

campagne, affine di scacciardemonii e preservarle dalle

neva

alla

Dio

sul passato,

tempeste.

A Roma

l'arcidiacono

128

AGN
cU cera

AG\
P. Gattico (Ada selecla cccreI^ monialia, p. i57 ); pel secolo
so
il

benediceva ca'ta quantit umettata d' olio e vi scolpiva l' impronta della figiu-a di un agnello per distribuirla al popolo. 11 Sirmondo (t. I, pag. io43) ed il Baronio (agli anni 58 e Bg?.) avvisano

XV

Paris

de

Grassis

iiell'

O/vZ/ne

Ro-

mano, appresso Marlene [De antiq. Eccles. rit. tomo TU) e Agostino Patrizi

nel lihro Sacrar.


cap.

Ccerem.

lib.

che
e

la bencdi'/ione degli

Agnus Dei
alla

II,

VI.
gli

facevasi

a
si

Roma

nel sabato santo,

Oltre

accennati

autori scris-

poi

distribuivano

messa
la

sero di questo

argomento Agostino
(

nella

Domenica
,

in Albis

dopo

Cardinal Valerio

De

henedictionc

comunione. Dur sino al IX secolo che in progresso di tale funzione tempo vari, siccome diremo, comunque il Berti voglia che invece di aver avuta la fine, abbiano gli agnelli avuta r origine in quel secolo. Veggasi il Suarez sopra cpiesto argomento, e il Bonardo Discorso in:

Agnoruni Dei

opuscolo che
fu

con

note eruditissime
sto

da monsignor
Cardinalis

Stefano Borgia pubblicato con quetitolo


:

Augustni

Kalerii opusculum de henedictione

Agnorum Dei

illustratum

Roma;

1775. Tfp. de Propaganda fide. Onofrio Panvinio ; Giuseppe Maria

torno alla origine degli

Agnus Dei,

Suarez [De Baptism. Pascli,


gine ac
nensis
rio
I.
ritti

et ori-

Roma

1586, iSgi, i624;Ba!dassari: Degli Agnus Dei Pontificii, Venezia 1 7 1 4" 1 6; Paolo Fatica Reggiano Origine ed antichit degli Agnus
:

consecrandi Agnos Dei, liher ex Onuphrii Panvinii Vero-

commcntariis cuni
31.

corolla-

Suaresii et
henedictione

Augustini

Dei, Reggio

Intorno

all'

1664. uso antico

f
degli

alerii

de

Agnorum
;

A-

gnus Dei scrissero pel secolo IX Amalario Fortunato (de Eccl. Offc. lib. T, cap. XVIII), appresso Ittoi'pio(Z>e Cathol. Eccl. div. qff.);Unvtene

Romac 16)6); Stefano Niccolini [Delle virti degli Agnus Dei) Giovanni Molano [Oratio de Agnis Dei) Andrea Fusio [Poema de Agno Dei); Bonardo [Discorso intorno
Dei.
;

(De

antiq. Ecclesia: ritibus

to-

l'

antichit, origine e

modo
1

di fare,
i

mo

III); pel secolo

X
s.

il

citato It-

benedire, battezzare e distribuire

torpio, pag.

52

pel secolo
di

XII Be-

sacri

Agnus Dei. Roma


(

586

nedetto

canonico

Pietro nel-

Roma,
naud
d(^]lc

Accolti i5oi); Teofilo Ray-

l'Ordine
tro

Romano

XT, appresso ]Ma-

Agnus cereus

Pontificis henetoni.

billon (liffsei ital.


MalIio

tomo

II),

Pie-

dictione

consccratus) nel

XII

pure canonico di s. Pietro neir Ordine Romano XII, dietro il citato Mabillon pag. iGH289. ; pel secolo XIII, Durando [Rational. Divin.

sue opere, e Antonio Baldas(

sari

1 Pontificii Agnus Dei dilu-

cidati,

Roma

1701).

Ne hanno

trat-

tato ancora, Battista

ma

di passaggio,

Gio.

Off.
il

lib.

pel secolo
ni
,

XIV

VI, cap. 79); Cardinal Gaeta-

Casali

[De

veteribus sacris

Chris lia no rum

ritihus,
(

Rom.T 64?)
1

ncir Ordine

Romano XIV,

ap-

Cesare Rusponi

De

Basilica

et
1

pa;

presso

Mabillon al luogo citato, p. 375, e Amelio [De Ccerem. S. R. E.),


il

triarchio Latcranensi,

Romre

()<>7)

appresso

predetto ]Mabillon pag.


pel secolo

JacoboGretsero [De Benedictionilms); Francesco Pagi ( Brci'iariuni R.R.


P.P.
ca?

408, 5o8

XV

il

codi-

Ioni, l

in

ce \ aticano,

numero

.\j^'^>,

apprcs-

i7':^9);

e r

vita s. Zosinii Luimmorlale Pontefice


,

AGrxN
^enedetto

AGN
servoriim Dei
Saiict.
toni.
gli

129
nions. Ste-

XIV {De
.

Agnus Dei, f erudito

heatifcadone et canon.

fano Borgia, poi Cardinale, in un suo

IV, pag-i, cap.

\ Pars li,

cap.

XXI).

commentario ce ne d alcune
gazioni, che noi riportiamo.

spie-

Per riguardo all'origiue degli yJgniis

Dei
t.

veggasi e

XXXI
an.

voiix

loro virt,

Journal des Savans Les Memoires de Tre1722. Per rispetto alle V. Act. erudii. Lipsia;
IV.

Suppleni.

t.

La cura d'imprimere le immagini degli y4gnus Dei apparteneva un tempo al sagrista pontificio: ma
Clemente
rentino,

Agnus Dei, dice il Borsono di cera vergine e si vogliono di tal materia per dinotare l'umana natura di Cristo, assunta nel purissimo ventre di Maria Santissima senza alcuna macchia di colpa. Hanno la figura imQuesti
,

gia

pressa di
salute

un

agnello,

come simbolo
vunano
s'

Vili,

Aldobrandini,
questa
privativa

fio-

di quell'Agnello immacolato, che per


la

diede

ai

del genere e

si

sa-

monaci
nella

cistcrciensi

della congrega-

grifc sulla croce,


nell'

immergono
que-

zione Fiilliense in
chiesa
di

Roma,

residente

acqua benedetta,

essendo

santa Pudeiiziana,

sto

un elemento,

del quale servissi

privativa confermata loro

diato

dalfimmeLeone XI, Medici, eletto nel i6o5, e poi da Paolo V, Borghesi romano, ai 28 marzo 1608,
successore
,

Dio

nell' antica e nuova legge per operare molti prodigi. Vi si mescola il balsamo per significare il buon

odore di

Cristo,

di
s

cui

redenti
Il cri-

colf autorit

della
si

sua

costituzione

debbono spargere

stessi.
,

tomo V, parte III del Bollario Romano. In questi Agnus Dei non si vide per molto tempo impressa altra immagine fuorch f agnello
riporta nel
colla croce;
si

XC\1I, che

sma, che vi s' infonde adombra la carit. Tutto questo pur definito nella formula della benedizione degli

Agnus

Dei, impressa

per ordinel

ne di Benedetto
1752,

decimoquai'to

ma

negli

ultimi secoli
essi

cominci
della

l'effigie
gli

a stampare in Beata Vergine,

La
si

benedizione degli

Agnus Dei

de-

Apostoli cogli altri santi o beati

a cui
detto

ciaschedun Pontefice avea par-

ticolare divozione,

BeneDei beatificat. eie, parte XI, capo XXI) il cpiale fece imprimervi la immagine della
attesta

come

XIV

[De

seri'oruni

b.

Imilda sua parente. Clemente XI,


a' santi

oltre
vi

della
i

Chiesa

latina,

nel primo anno del suo Pontificato, e specialmente nel mercordl , gioved e venerd della settimana di Pasqua ripetendone poi la ceremonia ad ogni settennio. La medesima ha luogo altres in ogni Giubileo dell' anno santo. In tale occasione si distribuiscono gli Agnus Dei ai pellefa

da

ciascun

Papa

fece effigiare

santi pi

insigni
il

grini che

concoiTono a Roma.
al

della greca, ci che


tefice

Pio VI, il strare il suo amore verso


tali,

Ponquale per dimofece


gli

pur

Asceso
appresso
ciensi,

soglio

Pontificio

nel

i83i Gregorio XVI,


nel

fece nell'anno

orien-

oltre lo
le

stemma
iscrizioni

Pontificio,

aggiunse
gl'eco,

in

carattere

colf

anno
al

del Pontificato in

cui

li

avea benedetti.
mistico significato de-

monistero dei cistcr1823 avea praticato Leone XII, una privata benedizione degli Agnus Dei, colf assistenza di quei monaci, che ne sono

come

nel

Quanto

fabbricatori

e della sua

Camera

'7

. ,

i3o
secreta.

AGN
Ma XVI
passato
il

AGi\
settennio,

Gre-

fusi

neir acqua
in

benedetta
estratti

e dipoi

gorio

volle celeljrarne la fun-

di

mano
di

mano
,

con cucdagli

zione solennemente, colle solite cere-

chiai
stessi

argento

portati

monie e riti. Quanto

camerieri segreti

e di

onore

al

rito

della

ridetta

in
e

tavole

benedizione, siccome cp.iel medesimo che usavasi anticamente, n

coperte
si

appositamente preparate di candide tovaglie, affin-

ch

asciugassero.

Mentre

il

Sommo
dagli

dopo

il

secolo

XVI
;

fu
cosi

notabili variazioni

un' idea
iiie

basti

riferire

a per averne le ceremosoggetto


fat-

Pontefice coi Cardinali diaconi poneva


nella
altri

conca

gli

Agnus Dei;
,

quattro Cardinali, cio Pacca,

praticate nella benedizione

ta

dal

regnante

Sommo

Pontefice.

Nel giorno a ci destinato la Sansua si port nella sala Clementina nella sua residenza del Vaticano, ove si tiene il Concistoro pubblico, e
tit

Decano del sagro Collegio Galeffi Decano vescovi suburbicari Fesch primo prete e Fransoni del medesimo ordine presbiterale, veniva eseguito altrettanto in altre due
sotto
,

conche. Frattanto

cantori Palatini

vestita

con sottana,

fascia, rocchetto,

stola e mozzetta, fece orazione avanti


l'altare in

cantarono l' inno Ad regias Agni dapes, ed Exaudiat nos omnipotens


et

essa eretto; e deposta la


l'
,

niisericors
la

Dominus
funzione
1'
,

al
il

termine.
Pontefice
,

stola e la mozzetta, ricevette

acqua
e l'a-

Compiuta
disse
il

dalle

mani

del

maggiordomo
,

Dominus vobiscum
compart
all'
;

\'

Orespo-

sciugamani dal maestro di Camera. il camice il Indi preso 1' amitto cingolo , la stola bianca e la mitra,
,

mus

Apostolica benealtare,
si

dizione. Portatosi
gli dei

paramenti
si

indi

dopo bresue caas-

ascese al trono

ed

assistito dai

Car-

ve orazione

ritir

nelle

dinali Diaconi Rivarola e

de Simoil

mere.

Il

sagro Collegio,
alla

buon nume-

ne,

si

lev la mitra. Detto


1'

Dorni-

ro di prelati e
sisterono

distinti foi'estieri

ius vohiscuin, recit

Oremus Pater
l'

Omnipotens, bened
flise

in

forma

di croce

acqua e inil balsamo


,

veneranda funzione Alla mattina del sabbato in aicappella Sistina


,

bis nella

ed
ta

il

crisma. Poscia discesa dal so-

canto

dell'

Agnus Dei,
della
, i

dopo dopo

il

la

quest'acqua benedetd' argento ne la divise in alcune conche preparate per i quattro Cardinali, che dovevano far nel medesimo tempo
glio, prese di
,

comunione
Cardinal
sunsero
i

Messa cantata dal


Cardinali asdi

e con

cucchiaio

Patrizi

paramenti sagri

color

bianco del rispettivo ordine, il che pure fecero gli arcivescovi, i vescovi,
gli

egual
Irono,

funzione.
e
:

Risah
verso

ii

rivolto

gli

Papa in A^nus
Je-

abbati mitrati
:

vaticani

indi

ed i penitenzieri monsignor Silvestri upreceduto

Dei, disse

Doniinus vobiscum, Ore,

mus Deus omnium,


su Christe

ed incens gli Agnus Dei, picndendo indi la mitra. Io zinale e la Lavaspirilus,


rola.
I

O alme

Domine

ditore di rota, parato di tonicella, co-

me suddiacono A[)ostolico,
rii,
si

dalla Pontificia Croce e dai cerofera-

port alla cappella Paolina a


gli

prendere
volte

Agnus Dei

benedetti, e
tre

camerieri

segreti portarono

ritornalo alla Sistina cant per


:

nella

conca, posta

avanti al l^apa,
de'
in-

gli Agnus Dei, che coli' aiuto due Curdiuali diaconi vennero

Pater Sanate, isti sunt Agni novelli, fuii animnciave rulli vobis

Alkluja

modo

vencrunt

ad fon-

AGN
tcsj

AGxN
lleluja
si
.

i3t
o di ven-

repled sunt caricale j


la

qualsivoglia altro

colore,

Dopo
al

suddetta

formula
il

rec
Il

dere

gli

Agnus Dei
confermata
1

benedetti.

Tale

trono

sostenendo
Pontefice
gli

bacile.

pha

fu

da Clemente
cir-

Sommo
stribuire

incominci a di-

XI

nel

6.

Agnus

Dei
,

beneiletti,

Gli

Agnus Dei

in qualche

ed

uniti

in

pacchetti

coperti

di

costanza vengono regalati dai Pontefici

bambagia bianca,
cia paonazza.

e legati

con

fettuc-

ai principi stessi.

Dopo
il

aver

l'icevuto

dai (Cardinali

bacio della mano, del


stessi

gU altri il latto V, che inviando


sciatori

di

Abbiamo tra Papa Urbano


Oriente,

a Giovanni Paleo-

ginocchio e degli

Agnus Dei,
I

logo, imperatore di

ambacolla

ne pose loro nella mitra.


chi,
gli
il

patriar-

onde ridurlo all'unione


gli

arcivescovi e vescovi bacia-

Chiesa Cattolica,
tre
versi,

mand
i

in

dono
e-

rono
posti

ginocchio e

gli

Agnus

Dei,

Agnus Dei, unendovi


le

seguenti
Dei.

egualmente nella mitra, in cui pure r ebbero gli abbati mitrati,

composti da Andrea Frari,


virt degli

sprimenti

Agnus

dopo
indi
i

il

bacio di quelli e del piede


s.

Balsamus

et

munda

cera

rum

Chri-

penitenzieri di

Pietro

con

pianete bianche, facendo altrettanto,


li

riceverono nelle berrette.


tutti

Final-

mente

quelli che

hanno luogo
con
e le
si

unda Conjciunt Agnum, quod munus do libi magnum. Fonte velut natum per myslica sansniatis
clificatiun,

in cappella,

ed

nobili forestieri,

quella gradazione che


ricevere
le

pratica nel
ceneri

Fulgura desursum
inalignum

depellit, et

omne
san-

candele,
il
li

le

palme
e
gli

baciando

piede al Papa
i-icevettero

Peccatum frangil, ceu


guis, et angli.

Christi

Agnus Dei,

an-

ch' essi dal Pontefice.

V. Cappella
sempre
i

Prccgnans servalur, simul


liberatur.

et

partus

PONTIFICIA del sabato in albis.


Special

cura

visarono
agli

Munera
Portalus

fert dignis, virlulem deslruit

Papi riguardo
l'anno
I

Agnus Dei. Abnel-

ignis.

biamo che Nicol V, Pontefice

munde de

fluclibus eripit

447j con Bolla dei 7 dicembre i4^5 impose pene gi'avissime contro Giovanni Urioch, e Dionisio de Molinis,

undce.

Le
no

stesse

ammirabili virt
tentalio

furo-

gi espi'esse in cpiesti altri versi.

che fingevano bolle


II,

d'

indulgen-

Pellitur hoc signo


atri,

dcemonis
abilffue

ze,

e le immagini degli

Agnus Dei.

Paolo

in virt della Bolla:

Immo-

Et pietas animo
tepor.

surgit,

derala, de' 21

marzo 1470, impose


che formasse-

gravi pene a coloro,

Hoc

ro e vendessero Agnus Dei di cera benedetti. Gregorio XIII con sua


costituzione dei

aconita fugai, subilceque pericula mortis.


et

Hoc

ab

insidiis

virulice,

tutus

24 maggio 1572,
,

eris.

con altra de' 25 maggio, Omni, presso il tom. IV del Bollano come
riporta
il

Fulmina ne feriant,ne
Iccdant,

sceva tonitrua

Baldassari,

Pontif.
sotto

Agnus
di

Ne mala
habe.

tempestas obruat, istmi

Dei dilucid.,

proib

pena

'comunica, che ninno ardisse di di-

Undarum
et

discrimen idem propulsai,

pingere, miniare, coprir d'oro e di

ignis.

32

AGN
noceat
vis

AGN
inimica
calice

Ullaquc ne
valet.

una

particella,

si

cantassero

|l
'

nella

Hocfacilem partimi tribuentej puerpera fcetiim Incohimem, mundo proferel atque


Deo. Unde, rogas, uni tani

messa per tre volte le parole di s. Giovanni Battista Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, aggiugnendo iniserere nohis. Questo si conferma coli' autorit di s. Bonaventura

magna

polen-

(De

exposit. Missce cap. 4)>

ta signo? Ex Agni meritis, haud aliunde


Jluit.

che dice: Sequitur Agnus Dei, quod Sergius Papa instituit. Allorch il
sacerdote ripete quel versetto, tenen-

Anche il Pontefice Sisto V, Pereti586 invi alcuni Agnus Dei ti, nel a Pasquale Cicogna doge di Veneaccompagnandoli con un Breve dove ne fa testimonianza di tutte le indicate loro virt. Le prove di queste si potranno raccorre dal libro intitolato Miracoli operati dall'onnipotenza divina per mezzo degli Agnus Dei Papali, benedetti dalla S. 31. d' Innocenzo XI, raccolti dal Fodottore Girolamo Bertondelli ligno 1691 ; come ancora dalla vita di s. Pio V, scritta da Giannantonio Gabuzi libro VI, cap. I. E qui da notare che, sebbene nelle diverse vite del venerando Urbano V, raccolte dal Muratori ( Scriptorwn rerum Italicarurn, tom. IIIj parte II), non si faccia menzione del dono degli Agnus Dei da quel Papa mandati all'imperator dell'Oriente, che
zia,
:

do

la

mano sinistra poggiata sul corpocon


la destra
il

rale,

si

percuote altretla

tante volte

petto, per indicare

compunzione del suo cuore. Veggasi

gii I)

Anastasio bibliotecario (F'ito ScrValfredo Strabone {De rebus ;


caT^.

Eccl.

XX.\l

in Biblioth.

Pon(li-

tificuni

tom.

XV)

Bona

citato
il

bro

II,

capo XVI). Dopo

se-

colo, attese le

grandi avversit, che

soprastavano alla Chiesa,

come

dice

Papa Innocenzo

III

(De

Mysterio

Missx, lib. VI, cap. VI), fu ordinato, che in luogo del terzo miserere nobis, si dicesse dona nobis

pacem ,
togli i

cio

Agnello di

Dio, che

peccati del mondo,

dona a
pai

noi la pace.
in cui assiste

Per
il

la

basilica

triarcale Lateranense, salvo

giorni

Sommo

Pontefice,

rest col rito ordinato

n aggiunse

il

da Sergio I, dona nobis pacem,

abiurato lo scisma

l'iuni

la

chiesa

greca alla latina, ne fanno tuttavia

perch essa rappresenta la Chiesa celeste, ove la pace perfetta e


perpetua.
all'

memoria
mance
il

il

libro,

Ecclesice,

lib.

Cxremoniale RoI, pag. 65 ed

Nella

messa pei

defunti

presso

Codice Vaticano N." 47^^ ^P" il mentovato P. Gattico Acta

C(rrenio?iialia selecta, p.

blicato in

Roma
DEI.

nel

AGNUS

1 58, publySS. Versetto, che il

Dei qui tollis peccata mundi il sacerdote non si percuote il petto, n dice iniserere nobis, ma invece aggiugnc nelle due piime volte dona eis requiem, e nella terza dona eis requiem sempiternam ,
Ap,nus

sacerdote ripete per tre volte nella

per indicare che

il

sacerdote pi

si

messa prima di recitare le orazioni avanti la comunione. Il Pontefice


s.

ricorda dei defunti che di s stesso.

Questa
di
s.

la interpretazione di

Ugone

Sergio

di Antiochia,

fu

quegli

qhe ordin nel 697 circa, che spezzata


la

HI, e. 87. Nel venerd Santo nella messa dei


Vittore,
lib.

De Missa
non
si

sagra

Ostia

e postane nel

Presantificati

dice

1'

Agnus

AGO
Dei, perch non
si

AGO
pace, e sabbato santo
la

i33
,

trattato

del
di

sacerdozio

l'

apologia
,

pure nel si omette per alluclere al silenzio delle donne


(juando
fcepolcro
.lo.

pei

figli

Luigi

//
,

bro

sulla
i

Salmodia
quattro

Buono un lied un altro

andarono
di

cogli
.

aromi

al

Ges Cristo Veggasi Yeimanni Dissertatio de Agnus


.

libri di Amalario. ed a Saintonge Agobardo venerato siccome santo.

contro

Lione

Dei peccata mundi tallente Altdorph i66i et Jo. Philip. Heinii, Dissertatio de Agno Christi iinagine. Halae Magd. 1729.

AGONIA
da agon
cui
si
(

voce greca derivante , combattimento ) e signi,

fica gli ultimi

istanti

della

vita in

AGOARDO
predicazioni

(s.),
s.

con\ertito

alla

fede in unione a

Agliberto dalle

dei beati Eoaldo ed con lui pure messo a morte perch aveva atterrato un tempio sacro alla idolatiia. Dicono

Aitino,

fu

con la morte. Per tal nome s' intendono anche le preghiere, che la Chiesa accostuma di fare sia pubblicamente che privatamente al letto del moribondo. Alcuni critici della religione cattolotta
lica

non hanno mancato

di calun-

i:he

ci

avvenisse

intorno
di

1'

anno
nei

niare ancor questa piissima pratica,

4oo.

Son

nominati

ambedue
giugno,

nominandola crudelt perch


sente
fine.
all'

fa pre-

martirulogi al d\
la loro festa

24

ma

uomo
tal

il

suo

vicinissimo
il

dello
tutta

stesso
la

non si celebra che a' 25 mese a Creteil e in


di Parigi.

Sarebbe cosa umiliante

con-

futare

una

riflessione, la

quale

diocesi

AGOBARDO,
la diocesi
dell'

arcivescovo di Lio-

ben dimostra lo spavento, che hanno costoro di quel terribile istante.


Il

nej nacque nella Gallia Belgica neldi Trevers verso la fine


secolo.

giusto

che

muore

confida

nel

suo Dio, ed aspetta da Lui un eter-

Vili
di

scovo

Lione

Consecrato arciveper in appresso


,

no

riposo.

Le

preghiere, che sente


,

recitarsi intorno al letto


lui di

sono per
triste

aver preso parte nella ribellione dei venne defigli di Luigi il Buono
,

consolazione e conforto. Guarvita mortale qual ed esulta vedendosi

da
ne.
lo

la

mi-

posto nel concilio di Thionville

ma

scria,

al termi-

poscia, riaccpiistata la grazia di Luigi

La

virt

parla
lo

al

suo cuore

pel suo pentimento, fu rimesso nella

accende,

sede e mori in Saintonge

nell'

840.

tutto

anima, lo rapisce in quel Bene che anelante


per
bearsi
il

A
sto

Papirio

delle

Masson siamo debitori opere che ci rimangono di queScrisse


egli

sospira

Lui.
sta
la

Si presenti

prelato.

contro

il

commovente
risposta
alle

eternamente di filosofo a quescena ed avr


,

nestoriano Felice d' Urgel, contro


ebrei, che
stiani,

gli

sue obbiezioni.
Eretici.

comperavano

gli schiavi cri-

AGONICLITI.
va, da

Questa pa-

contro l'opinione del popolo,


a' fattucchieri le le

rola greca formata dall'

privati-

che attribuiva
peste,
i

tem-

gony

(ginocchio), e dal verbo

tuoni,

grandini ed altro.
scritti

clino (piegare, incurvare).

E un

no-

Abbiamo ancora degli il duello, un trattato ed immagini, un libro


scorso sulla fede,
il

contro
pitture

sulle

sulle dispen-

sazioni dei beni ecclesiastici,

un
,

di-

ad alcuni eretici del secolo Vili , che avevano per massima di non pregar mai ginocchioni, ma sempre prostrati.
dato

me

Confronto del

AGONISTICI.
cosi dai donatisti,

Eretici, appellati

governo ecclesiastico e politico

un

che

li

spedivano

, ,

i34
per
le citt e

AGO
campagne, onde ispardottrina. Erano chiama,

AGO
delle religiose Agostiniane degli ulti-

gcre la loro
ti

mi secoli,
stito,

essere stato nero

il

loro ve-

anche Circiiitori CirconcelUoni, Calropid , Coropid , e con altri nomi. Inaudite sono le barbarie di costoro, e le violenze usate a dan-

con candido rocchetto, ed un


tutto fregiato di croci rosse,

panno

che a guisa di manto pendeva loro dal capo. Il santo nel paragrafo

no dei cattolici. Il braccio secolare dov usar la forza, onde non mettessero a rivolta intere popolazioni.

VI

delle

sue regole
la

non autentica
vostro abito

minimamente
cone

sia
le

loro opinione. Ec-Il

parole:

AGOxMZZANTI.
ta. V^.

Arciconfraterni-

Arcicoivfraternite.

AGOSTINI
nale.

Stefano
Agostini

Cardi-

Stefano

da Forl

nacque nel i6i3. Studi in Bologna, e chiamato in Roma, per opera del Card. Paolucci suo zio fu destinato Uditore generale della legazione
di

n vi studiate di piacere o comparire per le vesti, " ma per i costumi. Le coperture del capo non sieno si sottili, che " possano trasparire le reticelle non
ordinario,
:

" vogliate avere i capelli in parte " alcuna scoperti, afline che non " rimangano per negligenza
>'

visibili,

Bologna.
segreto,

Restituitosi a

o pure composti con arte .

Roma, da Alessandro VII


cameriere

fu fatto e

AGOSTINIANE Eremitane. Ordine


dal
di religiose, che

elemosiniere

prendono

il

nome
s.

canonico di s. Pietro. Clemente lo cre vescovo di Eraclea e


gretario
dei memoriali.

IX
se-

magno gostino. Le
costrette

dottore della Cliiesa


vergini unite in

A-

comunit

Innocenzo
di

da quel Santo

e da' suoi discepoli,

XI

lo

promosse

all'

onore

suo

Datario elevandolo poscia nel 1 68 r il di primo settembre, al Cardinalato col


titolo

a spatriare nella persecuzione vandalicaj probabile si sieno rifugiate in Europa dove oppresse
,

presbiterale di

s.

Gio-

vanni a Porla latina. Diciotto mesi dopo l'Agostini mor, ed ebbe la

tomba in s. Maria della A alliccila con una prolissa onorevole iscrizione. AGOSTINIANE Antiche, cio le
prime vergini raccolte nel rpiarto secolo dal santo dottore

tempi non si videro tornate in fiore prima che Alessandro Papa IV, nel i256, provAcdendo a riunire in un solo corpo le disperdalle vicende dei
se

congregazioni

degli

Agostiniani,

non

assoggettasse pure esse vergini

ad
A-

viniforme disciplina. Allora acquista-

Agostino.

Egli

rono queste monache


gosliniane eremitahe,

il

nome

di

che instituiva
ciet

in
(

Tagastc ima so-

in Ispagna

di

solitari

V. Agostino
in

),

e in Italia, in Francia e nella Ger-

raccoglieva
d'

eziandio

un

ospizio

mania poterono

avere, ed ebbero di
si

Ippona, sotto la direzione di Per-

molti conventi. Di qua venne che


distinguessero in varie classi.

petua sua sorella, un certo numero di vergini, che si consecravano


a Dio, traducendo la vita nel silenzio e nel ritiramento. tera del

Molti

dispareri
al

insorsero

in

ri-

guardo
sia,

loro abito,

ma comunque
una

Abbiamo una

let-

esso consta generalmente di

medesimo santo
^i"^,

scritta alla

sorella nel

regola, che doveasi

dove inchiude la da quelle monain

nera con velo di color simile sovra il capo, cui ne sottopongono un altro bianco. In alcuni inonistcri
veste

che seguire. Vi chi pretende, volendo riconoscere


esse
il

per usavano
polare nero.

veste

bianca

e sca-

ceppo

AGO
AGOSTINIANE
nache
stabilite

AGO
Scalze
.

i3^
Fedei-ico Bar-

Mo-

nero.

Giulia

figlia di

cura della ovvero di Cararriibias Orsola in Toledo. s.


i-eligiosa

Spagna per madre Maria di Ges,


nella

barossa ne fu
11

monaca

di

La

piissima

la prima abbadcssa. doge Sebastiano Ziani dot muA monistero, e ne fu instituito iuspaliono diritto eh' ebbero anche i
:

a promuovei'e la fonda/ione delle Agostiniane Scalze, scrisse al re Filippo II, che rimise l' affare al p. Pietro de

suoi successori.

Quando

trattavasi di eleggere la

Roxas

e al p.

Lodovico di Leone provinciali della Castiglia. Nel capitolo di Toledo, essendo generale di tutto l'Or-

abbadessa in questo monistero, il doge ci entrava dopo la benedizi<jne della medesima; egli le metteva in
dito

due
l'

anelli

coniata

in uno immagine di
si

dei quali era


s.

Marco.
attraverso

dine Gregorio Llporense, venne de-

Un
la

ordine

benefico

terminata

la

istituzione

del

nuovo
fu sta-

procella dei

tempi, onde vennenegli stati

Ordine;
bilito

qtiindi l'anno i58c)

ro tanti danni alle corporazioni religiose,


si

in

IMadrid

il

primo

moniin

conservato

stero

delle

Agostiniane Scalze^

Prudenza del Grillo nobile macon buon numero di altre donne attirate dal suo esempio, fu la prima a professare sotto la direzione dei pp. Scalzi di santo Agostino. Quest' Ordine crebbe nella Spagna e si stabili anche nel Portogallo. Nel i663 Luisa moglie di Giovanni IV re di Portogallo fond presso Lisbona un monistei'o di Agostiniane Scalze. Queste ucui

trona,

America. Quivi esse religiose instruiscono la povera gioventi, soccorrono g' infelici, curano gli infermi. L' aspetto di tanti vantaggi prodotti da un motivo soprannaturale pili presto che dalle vili ricompense terrene, pare che animi altri
uniti dell'

esempio di cos lo molto tempo che le Agostiniane furono ristabilite in varii luoghi d' Italia; ed a
luoghi a seguire
1'

devole istituzione.

Non

Parigi nel

1817

lifioiirono sotto

il

sano
stivi

pei

giorni

feriali

tonaca
e pei

e
fe-

scapolare

bianco
.

grosso,

nome Dame.

di

Congiegalion

de

notre

nero Vestono mantello nero talai'e.

altres

lungo
il

AGOSTINIANE
Penitenti.

Convertite

Sopra

ca-

po tengono un panno di lino bianco, che pende loro sino agli occhi. Sopra di questo un altro panno,
che
timo
si

Monache introdotte in Roma da Papa Leone X, il quale iieir anno Sao ne istitu il monii

stero presso

s.

Silvestro

in

Capite,

stende quasi
spalle.

sei
i

palmi dievoti co-

dov^ era un'antica chiesa parocchiale

le

Oltre

tre

dedicata

a
I

s.

Lucia dal Pontefi-

muni, emettono quello di non venire a colloquio cogli esterni, eziandio se parenti.

ce
te

Onorio
secondo

(626).

Furono
di
s.

inslitui-

la regola

Agostino,
s.

poste sotto la protezione di

Ma-

delle vergiTTi. Religiose dell' Ordine di s. Agostino, e ch'ebbero monistero inVeneia dove furono istituite da Alessandi'O III mentr'egli era quivi rifuggito,

AGOSTINIANE

ria IMaddalena penitente, e assogget-

tate alla direzione della Confrateniita


di Carit,

dando

loro

il

medesimo

Pontefice Leone la detta chiesa, e assegnando tutti i beni delle meretrici

nel 1177. ludossavano abito bianco e sovrapponeansi al capo vm velo

di

Roma

stato.

che morissero ah inteAppresso venne riedificata la

i36

AGO
s.

A
Maria MadPenitenti

Cr

O
del
levz

chiesa ed intitolata a

con disciplina severissima


ordine di

dalena. Clemente Vili assegn loro

e con
6.

la regola

cinquanta scudi

al

mese, ampliando

Agostino. Si moltiplicarono queste

eziandio la concessione di

Essendo

stato nel

ro distrutto
del

Leone X. 1617 il monisteda un incendio, a medi

di assai, e di
s.

fmono

appellate

Monache
anco
del
si-

Maria Maddalena, ed
seguaci

Sacclieltes.

rito della generosit

Cardinale l^ietro

lisorse.

Paolo \ e Aldobrandini Rinnovatasi per tale svenfrancese

AGOSTINIANI,
stema
di
s.

tura nel declinare del secolo XVIII,


e
il

Sono questi gli scolastici cattolici, che hanno disputato e difeso il sistema di s. AAgostino.
gostino
efficace.

giunta la invasione

tu

sulla

grazia

sufficiente

ed
si

monistero destinato ad altro uso,

Si dividono in rigidi, e ri-

ed ora
chiesa.

non ne

esiste

neppm-e

la

lassati

o mitigati.
i

Un

egual

nome

Anche il Pontefice Pio IV,


certo col santo Cardinal

di con-

Borromeo,

suo nipote, eresse nel i55c) un monistero per


le donne di mal affare. Questo fu aperto nel i563 presso

usm'parono seguaci di Baio, Giansenio, Quesnello ed altri, pretendendo che le loro dottrine sieno estratte da s. Agostino, mentre il santo
dottore mai
le

insegn,
se al

anzi le asi

vrebbe

odiate

suo tempo

la

chiesa di
il

s.

Chiara, dandogli dal

fossero fatte sentire.

suo

nome
1628

di
si

sto nel

Casa Pia. Da quetrasferirono le mo-

AGOSTINIANI.
niani pure fiu'ono
ci,

Eretici.
detti

Agostiereti-

certi

nache a quello delle Convertite alla Lungara. Del quale ultimo monistero ventisette suore di s. Maria Maddalena acquistando, con indulto di

poco nominati, del secolo


di

XVI,
di

discepoli

un sagranientario
la

nome
suno
radiso,

Agostino, che insegnava, nes-

conseguire
se
I

gloria
l'

dl pa-

Ui'bano Vili, una casa della famiglia Cesi presso la chiesa di san
la
ri-

non

dopo
di

universale
di

giudizio.

concili!

Lione e

Iacopo, riunendola a questa,

Firenze condannarono
re nei greci scismatici, di l'inunciarvi
la
i

questo erroquali fir.sero


sottoscrissero

dussero a

monistero.

quivi

l'ac-

colte le altre che stavano

in santa

quando

Chiara, vennero generosamente aiutate dal

simulata unione colla Chiesa Cat-

medesimo

Urbano Vili,
alla

tolica

Romana.
o

dall'

avvocato concistoriale IppoDesse, oltrech


s.

AGOSTINIANI,
Agostino, ordine
controversia fra

Eremiti

di

lito

]Merenda.
s.

religioso.

gran
11

regola di
ta

osservanza

Agostino della pi stretsi sottopongono ad


,

gli scrittori circa l'ori-

gine di

quest' ordine venerabile.

altre particolari costituzioni.

Usano

in ai'gomento

di penitenza veste e mantello di color nero, hanno pa-

maggior numero con\iene essere esso stato istituito da s. Agostino nell'e-

remo
verso

vicino

Tagaste in Africa,
di

coprono il capo con velo nero, cui aggiungono un secondo quando parlano cogli stranieri; coi quali non fu sempre loro
zienza

bianca,

si

l'anno
egli

nava

in

388 una
pii

Cristo.

Aduquali,

casa,
solitari!

presso la
i

chiesa, alcuni

fatto
Il

lecito
p.

di venire

colloquio.

condotti dal suo esempio, distribuivano ai poveri ogni loro sostanza

institu

Angelo Proust, nel 1789 in Francia le /agostiniane

usavano semplice e dimesso vestito, raccoghevano fanciulli per istruirli

AGO
e catecumeni per disporli al battesimo. Diverse chiese imitarono l' istituzione
di
(juella

AGO
cominci, pendendo
la

,37
vittoria

ora

dall'uno ora dall'altro lato.

Comun,

societ

ma

tre

que

sia

di
s.

tali

differenze

egli

anni

dopo

Valerio
ministero

chiamalo Agostino da vescovo d Ippona, onde lo


,

certo che

Agostino, divenuto ve-

scovo,
clero.
lici

visse

aiutasse nell'esercizio del suo f^rave

Non

in comunit col suo certo per se quei chici

abbandon i pii solitarii Pur guari non istette a rinnovare una simile istituzione in Ippona medesima, riunendo in una
di Tagaste.

facessero

voti di religione.

Il

Tomniassini sostenne contro molti


altri

l'affermativa, senza
il

che
il

clero

regolare

d'

ammettere Ippona sia

casa dei

chierici,
ali

allineile

vivessero

unicamente

adempimento

dei lo-

no della mentato
merosi

ro doveri, e cooperassero nel goverchiesa. Molto s' era auil

congregazione dei padri Large e Peiinot hanno portata pi alto la loro pretensione sopra 1' antichit

principio della
regolari.

monaci

numei'o di
conventi
si

essi

e nu-

della loro origine, pretendendo che

filiali

per

tutte le
di-

derivasse dai tempi apostolici

od

al-

Provincie dell'Africa

andavano
i

meno

dai primi tempi della Chiesa.

ramando. Per, sopravvenuti


dali, tutto fu distrutto.

van-

La

posteriore

lacuna rimasta quindi da quel

moluo-

mento
gli

sino alla vera clifiusione de-

L'ultimo di questi autori fu confutato dal padre Nicol Desnos suo confratello, il quale accorda bens che prima di s. Agostino avessero s. Atanasio
e
il s.

eremiti Agostiniani, diede

Eusebio
che
il

di

Vercelli

go a grandi dispule nel secolo XV fra i canonici legolari e gli eremitani di


s.

obbligato

loro clero a vivei'e in

comunit;

ma
i

vescovo d' Ip-

Agostino, pretendendo
nel
s.

se-

pona fu

il

primo ad introdurre nel


tre
voti di Religione.

condi che nei tre anni dal santo dottore


passati
s.

suo ospizio
distruzioni

ritiro

di

Tagaste

Tuttavolta, in conseguenza di quelle

con
altri

Alipio e

Evodio ed alcuni
sua
casa fosse
il

vandaliche
secolo

niente

pi

loro

amici, la

innanzi

al

XI

puossi

un vero mouistero, ed
riore.
jio
il

egli

supe-

assegnare la vera
miti y\gostiniani.

regola degli cre-

canonici regolari sostenevacontrai'io,

affermando aver
eremiti
dell'Africa

Agostino dati solamente alcuni precetti

perch

gli

circa quel tempo adunque che molti eremili, prendendo il nome dal santo dottore, seguhono la legola da esso proposta

Fu

maggior perfezione. La disputa and s innanzi, che il Ponvivessero in


tefice
j

nella sua lettera

109 (211

dell'edi-

Sisto IV,
,

della

Rovere, uel

zione de' Benedettini ), e che pur serve di norma ai frati di quest'ordine.

impose silenzio sotto pena di scomunica non solo alle due parti, ma anche a coloro che ne aves-

47 2

Intorno
vitam,

al

12 16 Onorio III,

coir autorit della costituzione Rcli-

giosani

presso

il

tomo

III,

.sei'o

voluto scrivere
,

in favore.

Indi

parte

del BoUario, approv l'Or,

nocenzo Vili, Cibo


Sisto

successore

dine
s.

i4^4 permise viva voce prima ai romiti di gostino, e poco tempo dopo
nel

IV,

colla
s.

istituito da de' pi'edicatoj-i Domenico, canonico regolare, nel

Aca-

a'

1207, colla regola di s. Agostino, e con alcmie costituzioni dei premostratensi; e circa la

nonici regolari,
.sero

il

difendersi se fosri-

met

del secolo

assaliti.

La

guerra |>ertanto

XIII

dato

il

VOT..

1.

Cardinale 18

Riccardo

i38

AGO
IV
gione

AGO
pre dispTitavano
dell'abito
cogli
altri

Annibaldesclii della INIolara da Imio-

per ra-

per primo jnotettore dell ordine dei romiti di s. Agostino, venC0117.0

della

calzatura.

Papa Gregorio IX aveva procurato


accomodar
per
colla nera
tali

da (|uesto ]\ipa riuniti ad mi sol corpo e ad un sol capo lutti che senza regola n quei religiosi abito vivevano nella Toscana. Tre
j)ero
,

vertenze,
agli

concedendo
la

distinzione

eremiti

co-

erano al suo tempo


stiniani
sLino,
ili

le

diverse condi

gregazioni distinte col


:

la

la

AgoAgoseconda del beato Giovan-

nome
di

prima detta

s.

con maniche larghe, cinta da una coreggia con fbbia di osso e cappuccio lungo tutto di che saia ed inoltre un bastone a loro richiesta fu proibito da Alessandro IV. IN ascendo per in
, ,

e la terza di Brinino, monistero situato a Brittino, luogo deserto presso Fano. Alessandro 1 V, eletto nel 1 2 54 seguit r orme del suo predecessole Innocenzo IV in vantaggio decio
del
gli

Buono y

progresso di tempo
in Portogallo

forti

dissensioni
s.

tra gli Eremiti di


i

Agostiniani

per

mezzo

del
fe-

domenicani sul loro abito. Clemente Vili, Aldohrandini, Fiorentino, nel i6o3 ordin ai domenicani la tonaca bianca con cappa nera, ed agli Agostiniani il conAgostino ed
trario tutto nero, tranne in casa, do-

predetto Cardinale Annibaldesclii

ce tenere nel r256 un capitolo generale in Firenze, ove si t'ormarono


varie leggi,
ai
religiosi,
si
si

ve

stabil Y abito negro ad una medesima rele


,

avrebbero potuto usare r abito bianco, siccome presentemente usano portando il solo nero
al disotto

tutto

fuori di casa.

gola

sottoposero
di

imdici

con-

Dal
questo

pontefice

Gregorio

nel

gregazioni

eremiti

che seguiva;

concilio generale

XIV

celebrato da
sos-

no
e

le

discipline

del santo dottore

Papa

in

Lione nel 1274,


colla
il

venne nominato per primo priore generale Lanfranco Settalano Milanese.


in

peso
di
s.

venne

l'Ordine degli Eremiti


Costituzione

Agostino
appresso

Divise

egli

tosto

l'ordine

XXII I

quattro

provincie, Italia,
e

Ger-

Lahhe tomo XI dei Concila, e nell' Arduino al to-

mania, Francia
diante
il

Spagna;

e,

me-

mo VII; ma dal Pontefice


Savelli, nel

contenuto della Bolla Licet Ecclesia;, 9 aprile 12 56, Alessandro IV conferm ogni cosa. Ecco

1285

gli

Onorio IV, venne tolta la

sospensione

e nel capitolo generale

tenuto in Firenze nel

1287 esami-

veramente
rigine
di

la

pi certa epoca
dogli

dell' o-

nate furono

quest'ordine. Tuttavia la

congregazione
niani,

eremiti Ag(jsti-

mente mentre

le

ed approvate solennecostituzioni dell' Ordine,


pi

tre anni

cliiamati Guglielmiti,

perch

llatisbona
ratificate.

dopo in quello di fermamente l'urono


il

fondati in Malavalle, nella Toscana,


territorio di Siena, dall' eremita

Gu-

IVell'anno

iSip

Pontefice Gio-

glielmo di Bourges, gentiluomo francese, canonizzato da Innocenzo III


nel

vanni

XXII

residente in Avignone,

per r amore

che portava

a questo
tre uf-

1202, non volle accedere all'u-

Ortline, a cui era stato ascritto, asse-

nione, e prosegu a governarsi sepa-

gn ad esso perpetuamente
llzii

ratamente.
eremiti di

Eranvi ancora fra s. Agostino alcuni col


i

gli
ti-

della corte Pontificia, cio, sagri-

sta

bibliotecario
gli

confessore

di-1

tolo di fratelli minori,

(piali

>em-

Papa; per

Agosliniain, favorili

, ,

A
pur anco di sonimi
tre uffizi
tla

GO
Agostiniane,

AGO
come
si

139
ha dalla Bolla

Eugenio IV, m\ i4'?m privilegi, non ebbero ((uei che fino al Pontefice Sisto
nel
tic.

IV,
gli

il
(li

quale,
tutti

i^'J'2,

li

spo-

, dei i (> agosto che fu approvato dal suo successore, Gregorio XIII, Buoncompa1

Etsi Mcndicantium
5if
I ,

il

dimeno

in

seguito

Riebbero nonda Alessandro

gni, bolognese, nell'anno i58o. Pri-

n)a delle riforme introdotte da


tero,
il

Lu-

VI, nel 14973 cf^iello di sagrisla del palazzo apostolico, posto che porta
al

presente unita
titolare.

la

dignit di ve-

quale apparteneva ad esso Ordine, contavansi duemila conventi e trentamila frati Agostiniani. N questo

Nel i585 accadde per qualche innovazione intorno agli Agostiniani. 11 generale loro, che uscovo

ninner
capitolo

diminu
tenuto

tosto

perch
nel

nel

in

Roma,

na volta era
Al ridotto a
dosi

perpetuo, da Sisto

tempo

limitato, doven-

1620, davano votocin([uecento deputati dai diversi conventi. PrincipaH case dell Ordine erano quella di Roma
e quella di Parigi, dove gli Agosti-

eleggere di sei in sei anni. Ci

Aldohrandini, nel 1592, e Paolo V, Bortuttavia nel pongliesi, nel i6o5; tificato di Benedetto XIV, celebrandosi nel 174^ i'i Bologna un caconformava Clemente
Vili,
pitolo generale, in virti della costi-

niani

si

erano
il

stabiliti sin

dando anzi
da.
di

nome ad una

dal 1259, contra-

Celebre era pure il convento Briinu in Moravia. Sul finire del

secolo scorso contavano


Provincie,
Indie,

quarantadue
delle

non compresa quella


francese
fu

tuzione
riportata
rio, fu

pontificia

Inter
I

maximas
s.

ed alcune congregazioni.
rivoluzione

nel

tomo
ai

del suo Bolla-

La
fatale,

per

conceduto

romiti di

A-

come agli

altri, cos

a quest'Or-

gostino la facolt di eleggere anco-

dine religioso. Sparvero dalla Francia


,

ra

il

priore generale perpetuo; che

si

diradarono in Germania ed
,

poi Pio VI,


vita,

B raschi,

nel

1788
di

la-

in Ispagna

e le ultime vicende gli

sciava ai frati la

libert

fare

espulsero dal Portogallo e dalla Spa-

o per determinato tempo. riforma ricevettero gli Agostiiiani da s. Pio V, tutto inteso al buon regolamento e decoro degli Ordini religiosi. Primieramente con una costituzione amplissima

gna

stessa.

Ora

nell'Italia,

nellimpca-

Una

ro Austriaco ed

altrove conservano

parecchi conventi.
gli

Appartengono

Agostiniani

una cattedra

di sa-

gra Scrittura
na, ed

nell' luiiversit

Roma-

un posto

di consultore nella

Dani ad
1

iiheres,
le

data

ai

29

luglio

566, esent
gabella
,

religioni

mendicanti
della

dalla

dall' alloggio

soldatesca

lon

meno che da qua;

Congregazione Cardinalizia dei Futi. Qucst' Ordine ebbe vm numero grandissimo di personaggi, che ne accrebbero lo splendoj'e; ed oltre molti

lunque pubblica gravezza


un'altra
del

indi con

santi e vescovi,

vanta Pontefici e

che
del

leggesi

primo ottobre 1367, tomo IV parte II lel


,

Cardinali.

Tra

santi debbonsi

annoverare
s.

s.

BoUario

mise
i i

tra

gli

Ordini
,

Tommaso da
condo,
vello,
i

Villanova,

Nicola da

mendicanti, dopo
francescani
eremiti di
s.

domenicani
carmelitani,

Tolentino, san Giovanni da san Fabeati

ed

gli

Giovanni Bono mandell

Agostino, bench pos:

tovano, Agostino Termcnse, detto No-

sedessero beni considerabili


gio che estese anche sulle

privile-

Antonio Turriani, detto

monache

Aquila, Antonio della Mandola, An-

i4o

AGO
forma
la

AGO
nel

drea di Moiilcrcale, Fili|)po da Piacenza, Gregorio da Celli di Rimini. sono i Pontefici che appartennero a quest'ordine, cio s. Gelasio I, creato nell'anno 49^5 ^ Clemente VII nel i523, che profess la regola di s. Agostino nell' ordine di Malta o Gerosolimitano. Undici poi sono i Cardinali dati da quest'Ordine
alla
1

Chiesa Urbano
nel

i38j, mentre governava VI e precisamend' Illiceto


nell' Iil

Due

te

convento
i

talia,

onde

seguaci presero

no-

me

d' Illiceti.

rono altre nominazioni in Napoli, Roma,


bardia
, , ,

Dietro a quella seguiriforme sotto varie de-

Lom-

Genova Sicilia Spagna e Sassonia ecc. Tra queste v' quella


Variano i sentimenti degli
lei.

santa

Romana
sia
d'

Chiesa, cio nel


fi'ancese.

degli Scalzi.

099 Gallo o

Gualone

autori sulla origine di

Alcuni giu-

che fu

discepolo

Ivone di Char-

tres: nel

dagot
nel
1

i3i2, Guglielmo di Maned Egidio Colonna romano; 3o2, B. Bonaventm-a Badoario,

detto di Peraga, padovano; nel

1 460, Alessandro Oliva di Sassoferrato; nel 1

stamente asseriscono aver il Pontefice Sisto lY, della Rovere, nell'anno 1 474 approvato quell'Ordine instituito da Battista Poggio, genovese, e poscia riformato da Giovanni Rocco di Pavia
e da Gregorio di Ci-emona, e confer-

Viterbo nel i555, Girolamo Seripando napoletano; nel i56i, Gregorio Petrocchini della Maxxa; nel 1695, Enrico Noris veronese ; nel lySy, Gaspare
1

Egidio

Canisio di

mato, nel 1599, da Clemente Vili, Aldobrandini. Altri invece sostengono esserne stato fondatore prima Tommaso di Gesti, e poi il p. Luigi di

Leon

in Castiglia,

l'anno

5^38,

Molina ed Oviedo, spaglinolo, ed il vivente Cardinale Patrizio da Silva,


poi'toghese. Patriarca di Lisbona.

nel Pontificato

di Sisto

V,

Peretli.

Vedremo per
ni, degli Scalzi,

in seguito queste esse-

re state diramazioni,

ma non

origi-

La

regola degli Agostiniani romiti

fu adottata
religiose,

da molte congregazioni monache, ordini militari, ospitalieri ed equestri come si pu


,

che riuscirono la pi benemerita delle nominate riforme


Agostiniane. Dilatatasi in Italia,
Sicilia,

in
,

in Austria
in

in

Boemia

in

vedere
sulla
tal

a' rispettivi

articoli.
s.

Sulla cintura

di

Agostino

confraternita

intitolata

ad un

nome

parleremo

nell' articolo

ebbe a protettori Clemente VIII e Paolo V, fra i Papi, ed Enrico IV il grande e Luigi XIII suo figlio, fra i re

Germania ed

Francia,

Cintura.

di Francia.

Quest' ultimo, dopo la

AGOSTINIANI Scalzi. Ordine religioso. Una delle riforme a cui


and soggetta
canonici
la

presa della Roccella, eresse agli Scalzi

in Parigi con regia magnificenza


intitolato

congregazione dei
di
s.

un sontuoso convento
tre

Nogli

regolari

Agostino.

Dame

des Vicloires. Anche neldell'impero austriaco,


il

Diminuendosi
s.

lo spirito della

prima

la capitale

fondazione, nell'Ordine romitano di


la

Agostiniani Scalzi occupano

con-

Agostino, alcuni religiosi zelando regola e l' esatto adempimento


confratelli all'osservanza,

vento

e la
si
,

chiesa

di
le

s.

Agostino,
cuori degli

dove
corte

celebrano

funzioni della
i

delle prescritte discipline, richiama-

dove riposano
e

rono

ed altre prescrizioni aggiunsero ancora pi severe, per vincere la rilassai

individui imperiali della casa d' Austria,

leo eretto
le

dove si ammira il mausoda Canova per accoglieic

tezza introdotta.

Principi (juesla

ri-

ceneri dell' arciduchessa Cristina.

A C, O
Il

A
miti
Sotdzi
col di

r,
s.

O
Agostino
di
in

p.

Filippo Bonanni della Coiii(li

Por-

njgnia

Ges, nel Catalogo degli

togallo

titolo

Congregazione
sei

Ordini

religiosi, dico

che quattro so-

della

Concezione, governata da un
e la rese partecipe

no

le

congregazioni di qnest^Ordine,

vicario generale eletto di sei in


ainii,

tutte soggette al generale della reli-

de' privi-

gione ereraitana di s. Agostino, bench ciascuna sia governata da un proprio vicario generale. La prima nacque in Ispagna circa l'anno i533, nel Pontificato di Clemente VII, dopo che otto padri Agostiniani, insigni per virt e dottrina, risolverono di an-

legi
zi

della congregazione degli Scals.

di

alla
le
il

seconda,

Agostino in Italia. In quanto uguale alle altre nel-

generali discipline, voleva nel


re di Francia Luigi

1707
r-

XIV

che

cevesse

alcuni

iitiovi

regolamenti,

cosa che

dare nel regno del Messico, per ivi apportare la luce del vangelo, onde scalzati vestirono un abito di

panno grosso

e se

lo

strinsero

ai

il Pontefice Clemente W, Albani , dovette con apostolico breve disapprovare come illegittima, eccitando 2^hittosto quel monarca a convenire col nunzio Pontificio in-

lombi come a guisa di cilicio. Cresciuta quindi nel Messico la famiglia degli Scalzi
si

torno

presi
gli

regolamenti.

Tutti
zi
ti

Agostiniani cremiti Scal-

trasfer in Ispa-

gna

ove coir aiuto del re Filippo , II fond molte case, stabilendovisi affatto nel i585. A ci pongano mente coloro che vorrebbono gli Scalzi instituiti nel i588. L'anno

vestono di panno nero, con cindi pelle parimenti nera, usan-

do neir inverno un breve mantello, e portando i capelli in forma di


corona.

La

congregazione d'

Italia

si

distingue

dalle altre

per

la

forma

ma

di Spagna a Roeremitano di s. Agostino Andrea Diaz uomo cospicuo per santit e zelo religioso, il cpiale per desiderio di vita pi rigorosa, con

poi

i594 venne
p.
,

il

del cappuccio non tondo, ma piramidale, essendoch di tal forma co-

minci ad usarlo
p.

il

suo

istitutore

Diaz,

come

quegli, che tale l'a-

vea veduto

in un'antichissima

im-

indulto

di

Papa

l'anno

i5iC)9, istitu

Clemente Vili, lOrdine dei pp.


colla

Agostiniani Scalzi,

facolt

di

ammettere altri novizii. Paolo V conferm quella congregazione (che divenne la seconda dopo 1' altra di Spagna) con Bolla del 1620, e le
aggiunse
poscia

magine di s. Agostino, mostratagli da monsignor Agostino Fivizano sagrista di Clemente VIII. L' ordine Agostiniano scalzo non ebbe alcun
Cardinale
vescovi
,

vescovi
resero

novera ed
Il

bene

arci-

altri

individui

che
nel

si

chiari per santit di

molti

privilegi

ampliali

vita e

dottrina.

Cardinale Serra
Gior-

da Urbano Vili, Barberini, fiorentino, e da Clemente X. Le altre due congi*egazioni sono, r una in Portogallo, 1' altra in Francia. In quanto alla prima Clemente X, altieri, romano, nell' anno santo 1675 agli 8 febbraio, mediante le costituzioni Aliaf! ed Ex injunclo, da lui stesso emanate, approv la fondazione di dieci conventi degli ere-

i5ii introdusse questi rehgiosi


s.

nella sua chiesa titolare di

gio in Velabro

ora per non hanno

in

Pvoma che la chiesa di Ges e Maria al Corso, sontuosamente ordalla

nata
gnetti,

romana

famiglia

Bolo-

in cui vi sono
ss.

dicati ai

due altari deNicol da Tolentino e

Tommaso da Villano va, Agostiniani. La storia di cpest'Ordinc fu scritta,

142
fi"a

AGO
gli
altri,

AGO
di san

dal
p.

p.

Andrea

Nicol e dal
salva,

Cliovanni de Gris-

giovane Agostino insozzato lungamente dagli eiTori de' Manichei , al cui


partito
si

nella sua

Cronaca. V.
DI
S.

Ago-

STIAIAXt
STINO.

EREMITI
(s.)

AGO-

tesimo anno della et

attenne fin presso al trenfino a quel ,

tempo
Aurelio naci3 novembre
tedra

cio, nel

quale occup la catlettere

AGOSTINO
que
in
Africa,
il

di
la

umane

in Tagaste, citt della Nusiiidia

Ebbe
to
la

somma

ventura

a JMilano. che san-

giorno

Ambrogio,
citt
,

arcivescovo di quel-

354. Sort dalla culla un' anima grande, viva penetrazione, portentosa memoria, equit naturale e som-

mo

amore

alla

verit,

alle

cpiali

doti accoppiava

una

soavit di
gli

magua-

niere e di portamento, che

dagnarono appo tutti fortissimo affetto. Il padre di lui, Patrizio, era idolatra e d' indole violenta ; la madre, IVIonica, in opposto, cristiana di

paternamente lo accolse e s soavemente il tratt da cattivarsene il cuore. Cominci Agostino ad ascoltarne i sermoni col solo intendimento dapprima di vedere se la eloquenza del santo vescovo rispondeva alla fama che di lui si era sparsa, ond' egli pesava le parole pii presto che le verit enunciate.
g'

Ma

le

persuasive
le

parole
verit

nome
dolci

e di e

fatti.

Gli

esempii e

le

insinuai'ono
:

eziandio

frequenti

ammonizioni
dell'

di

stesse

Agostino conobbe a poco a


la

questa santa non valsero a ritrarre

poco

insussistenza

degli

errori

Agostino dalla via


in

errore nella

ne' quali era travolto.

quale condusse egli la giovent, et

padre ne coltiv le eccellenti disposizioni dello ingegno, facendogli apprendere le scienze. Incui
il

Diede le spalle pertanto alla setta de' Manichei e risolv di starsene fra' catecumeni fino a che la verit gli balenasse pi chiaramente. Lesse a que,

tanto la pia Monica lo istruiva nei


misteri della santissima

sto fine molti libri de' filosofi platonici;

Religione
scuole

ma

la lettura

che comp

l'ope-

Agostino

divenne

catecumeno
le

ra della
delle

Mentre
Tagaste
lattia
,

frequentava
colto

ili

sua conversione fu quella epistole di s. Paolo. Ci av-

da pericolosa mail
il

domand
che,

battesimo
pericolo,

se

non
nato

cessato

gliene

fu dilferita l'amministrazione.
e
ripigliati
gli

Risa-

venne contando egli trentadue anni, dopoch l'animo suo era stato ondeggiante in mille incertezze, da cui uomo ilfu tratto da Simpliciano
,

molto
lingue

iimanzi

in

and quello ilelle due


studi,

iuminatissimo nelle vie del Signore. Ricevette il battesimo dalle mani dello
stesso

greca

latina

applicossi
le
fi-

arcivescovo
di agosto

Ambroin

quindi alla elorpienza, a tutte


losofiche discipline
sc
,

gio

nel

mese
Volle

o settem-

nelle quali riu-

bre 386.
Africa
;

tosto

ritornare

tempo dotto a meraviglia. Secondoch il figlio vantaggiava nelle scienze, la buona madre
in

breve

mentre viaggiava per col, Monica, allora consolala madre, mor ad Ostia. Adenqiuti verso lei
e
i

pregava
s

il

Signore perch
nella
il

altre-

convenevoli

ullzii pietosi

prosegu

profittasse

piet

nelle

il

virti

del cristiano;

Signore pei non

si

suo cammino, e giunto in Africa, ritir in campagna con certo nudi

volle

subito

vide la

ed inlanto madre con estremo dolore il


csaudiiia,

mero

amici,

che

al

par di

lui

s'erano consccrati

al servizio divino.

AGO
dimor sciolto da ogni
Ivi

AGO
adiutore,
e
l'ottenne.
,

143
Agostino
vi

egli

tre anni all' incirca,


affetto

a cosa

mon-

ripugn molto

si

arrendette se
la

dana, vivendo solo al suo Signore colla


pratica del digiuno, della pregliiera,

non
lont

pel timore di rcsistei'c alla vodi

Dio, ]ierocch e
istanze

gran

opere di virtii. Occupato in diurna e notturna meditazione della


e delle
<livina

carit

onde \

alcrio csortavalo, e le
,

caldissime

onde

il il

popolo
vesco-

legge,

facevasene

agli altri

lo sipplicava di

accettare

ed a voce e in iscritto, e gi pensava di tradurre in questo ritiramento, ch'ai chiama monistemaestro


ro,

vato
tanti

furono

per

Agostino altretdella

contrassegni

volont di
di-

Dio. Oltrcdich, com'egli stesso


ce
,

tutta la vita, contenlo di tenere

il

Signore

lo

r ultimo
gnore. Se
pili

luogo

nella

casa

del Sivolle

maniere
lui,

stimolato

aveva in molte ad assimierc il


ordinazione di

non che Iddio non


i

carico pastorale.
scrive
s.

La

avanti lasciar oziosi

gran do-

Paolino, fu argomento

ni, de' quali avea riempiuto cpiesto vaso di elezione e di santit; dispose

di piena letizia

e pei popoli effusione di


sericordie.
il

per tutta la Chiesa, ampie miil

adunque

eh' ei

fosse

innalzato

al

Sentiva
doveri

grande

uomo

grado sacerdotale da Valerio vescovo d'Ippona, quantiuique ei noi consentisse sulle prime e con profuse
lagrime
dalla

peso di una diocesi, e ne ademi


;

piva tutti

predicava con

applicazione luaggiore, con maggior


zelo di allora

sagra

ordinazione

si

quando era semplice


questa funzione
col
colla memedesimo
,

rifuggisse.

Fatto sacerdote, sperava


poter

prete

continu

Agostino di
tuttavia
il

nella

almeno starsene cara solitudine dove


;

fino alla

morte

sempre
,

desima
fervore
.

assiduit

suo Dio parlavagli al cuore, e lo

Dai

moltissimi sei'moni

nuovo consiglio di Provvidenza per lo fece chiamare da A'alerio perch aninebriava di supernali dolcezze

che

pervennero sino a noi, appapredicava forse ogni risce, eh' ei giorno e due volte ancora per giorno.
Stabili in propria casa

nimciasse ai popoli
ta.

la
il

parola di visanto fond


,

un movero

In questo mezzo

nistero

di

cherici

si

esib

ad Ippona un monistero
di

o societ

persone che
senza
(

viveano in
nulla
di

comupro-

modello di un buon vescovo combattendo con petto fortissimo per


vent' anni
lagiani;
iii
,

ne
piio

posseder

continui

non
i

solo

pe-

/^.

Agostiniani); fu presente

ma

eziandio
della

semipelagiadi

ad un concilio generale ivi tenuto liei 393 dove eccitato dai vescovi
,

nemici
,

grazia

Cristo

opponendo gagliardia
alle
,

Ges non

raccolti

a
la
si

intorno
stolico,

pronunciare un discorso fede e il simbolo apo-

minore
dei

eresie

agli
i

scismi

donatisti

sollevando

poveri

f'

ammirare grandemendella delle

abbondantemente, facendo
recchi,

lorire la

te

pel
lo

nerbo
la

eloquenza

ecclesiastica disciplina in concilii pa-

per

valore

dimostrazioni.

Laonde
ve
,

fama di s\ svegliato ingegno ovunque spandendosi in bretemette


il

vescovo ^alerio che

mediante le azioni e gli scritti. Ei venne riguardato sempre come uno dei pi sublimi ed illuminati dottori che Iddio abbia donato alla
sua
stri

qualche chiesa ne lo privasse di quel prezioso tesoro e a prevenir


forse
:

Cliiesa.

Sommi

Pontclci,

concilii

e tutte le persone pi illuiscicnza e santit


n'

tanto danno,

il

domand

a suo co-

in

ebbero

zi4

AGO
cclebi-ai'e lan-

AGO
gobardi
acquist
il

sempre ad ammirai-e e
lo
le

da

quelli

a caiislo

eroiche

virt,

quanto
le

la

ce-

sinio prezzo

sagrosanto corpo,
regno,
di

leste dottrina.

In

fatti

sue opere

condusse solennemente a Pavia, capitale

sone una

ricchissima
tLille

ed inesausta
i

del

suo

e lo
s.

f' col-

miniera di
contro
della
le

le

verit cristiane

locare nella

chiesa

Pietro in

eresie, contro

coiruttori

Ccelo Aureo.
transl. corp.

morale e contro ogni profana

s.

V. Oldrado, cpist. De Aug. Romae, i586.


il

novit. Iddio togliendo Agostino dal


lezzo della corruzione, lo riemp del

Fino all'anno iBgS ignoravasi


sito preciso del

sagro deposito.
;

Lo

si

suo spirito e lo rendette potente a


difendcre e spiegare
religioue,
])ii
i

trov finalmente

ma

insorse al tem-

dogmi
il

della
i

a penetrare

ed esporre
i

reconditi misteri,

senso vero

delle Sci'itture,

ad

istruire

fcdeh

di ogni grado e condizione ne' doveri

del

loro

stato.

Egli

insomma

p stesso disparere di parecchi intorno la realt delle ossa, che diedero argomento a lunga e diiUcile controversia. Benedetto XIII pei commise al vescovo di Pavia rigorosa disamina sul fatto; dopo la quale,
riconosciuta
la

risplend

come un

sole per ispan-

verit,

con

la bolla

dere luce di verit


lit
si

fuoco di ca:

Ad

siimm, de'

28 settembre 1728,

in

tutta la Chiesa

in lui solo

trova per mirabile


negli

modo
altri

riunito

impose assoluto silenzio ai controversisti, approvando la decisione del


vescovo che dichiar esser quello, e non altro^ il corpo di santo Agostino. Intorno
al
il

ci eh' sparso

padri e
la

dottori

le

sue opere fm-ono sempre

la delizia di coloro

che desiderano

ritrovamento di

es-

vera sapienza e
della dottrina

la perfetta scienza

so
silio

scrissero

Fontanini

Disqui-

della Chiesa Cattolidi cui


egli

de corpore
del corpo

VA

Romana,

orga-

E^omae, 1727, e
lit

sancii Auguslini Ragioni per V ideas.

no e lingua. Un tanto uomo consumalo dalle fatiche pi presto che dalla et dopo il settantesimo sesto anno di vita, quarantesimo di
travagli

di

Agostino, Ro-

1728); il Sassi [Epist. Apolog. pr s. Aug. corpore,Wc^\o\i\ni l'irta).


II

ma

celebre
:

IMuratori

poi

scrisse

in

nel
ai

ministero

spir

piaf^o.

opposilo

Motii'i per credere tullavia

cidamente

28

dell'agosto

ascoso
iel
1

non
il

discoperto

in Pa\'ia
s.

Kon
avea

fece testamento,

perch niente

6c)5

sacro corpo di
1

Agodel

che

lasciare

Raccomandava

slino

Trento

7 3o.

Il
si
s.

nome

sempre che si conservasse accm'atamente la biblioteca da lui formata per la propria chiesa.

gran dottore
P.Iarlirologio

Agostino
detto
di

legge nel

Giiolamu,
eh' del
lui

e in quello

di Cartagine,

Le venerande
riposarono
in

ossa

di

Agostino
a tanto
dei

sesto secolo.

La
28

festa

di

e so-

Ippona fino

lenne

a' di

agosto,

che
dali,

la fatiile persecuzione

van-

Ora

chiamati gi in Africa dal conte Bonifacio, sul fmire del secolo,

fcamente

a dire alcuna cosa bibliograintorno le celebratissime

opere che, siccome accennavamo di


sopra, guadagnarono al santo

indusse
farle

vescovi africani a traspordi

lama

si

Sardegna, ov' cssi ripararono. Se non ch(; invasa da' Saraceni (secolo \ 111) la Sardegna medesima, Lnilprando re de' Lunall'isola

luminosa. Metodo uguale ci proponiamo di seguire in progresso ove


ci

accada

descrivere

le

gesta

dei

principali

padri della Chiesa.

AGO
strato.

AGO
Non
sia

145
eerto

Elenco delle opere di

s.

agostino.

sto

inno

che queantico, poich veniva re

men

TOMO
Il

citato nel sesto secolo,


I.

come
lo

si

pro-

va col capitolo secondo


opere
del
la
si

della rego-

primo tomo
dell'

delle

di

s.

Benedetto,
dunrpie

per

che non
col

santo dottore,

edizione dei be-

pu

attribuirlo,

p.

nedettini (Parigi
dici

1679- 1700,
foglio),

unle

volumi

in

contiene

Alessandro (sec. 4? c- 6, i. 12), a Sisebuto monaco benedettino.


In un antico salterio, chea Carlomagno present Pajia Adriano e che vien custodito nella biblioteca inq)criale, leggesi
il
:

seguenti opere scritte nella sua giovinezza.


1.

1 I

due

libri delle Ritrattazioni. libri

2.

tredici

delle sue

Con-

titolo

seguente in fronte
.s.

fessioni.

a
tre
libri

(jucst'

inno
s.

Hytnnus qncm

ylin-

3.

contio

gli

Accadelo

bi'osius et

Aiigustiiius iivicem con-

mici,
4.

anno 386.
Il

libro

della vita

beata

stesso anno.
5.
I

due

libri

dell'ordine, lo stes-

Lo stesso titolo dinana questo inno nelle opere di Alenino. Alcuni manoscrilii lo attribuiscono a s. Ambrogio solo, e quediderunt.
zi

so anno.
6.
I
s.

sto

parere

seguito da
in reg.
s.

Smaragdo
,

Solilorfui,

cos cbiamati per-

Coininent.

Bened.)
toni.

da
col.

ch

Agostino
in

vi

ragiona

con

tighelli
38.).

[Ilal. sacrae,

9
in
e.

stesso; furono scritti nel

387, e
al

so-

V.

Ga vanto, Comment.
sect.

Ru19;

no

divisi

due

libri.

bricas Bveviar.

5, n.

Trovasi

neir appendice
s.

sesto delle opere di

tomo Agostino un
quale apo-

Gaetano
in

Maria Merati,

Comment.
in

Brev.

Menard, Nat.
s.

Rituvi

altro libro di Soliloqui,


crifo

il

unctionis Regis

come pure

tazioni.

il libro delle MediQueste due opere sono mo-

cramentar,
ment. in

Francor. post SaGregor. Martene, Coms.

Regulam

Benedicli,
1.

e.

derne,

e tratte

dai

veri

Soliloqui,

Mabillon, Anecdot.

\, et

Diss. de
I,

e dalle Confessioni
re,
re,

del santo dottos.

Azymo
e.

Muratori, Anecdot. tom.

dagli scritti di
ec.
Il

Ugo di medesimo vuoisi


s.

Vitto-

6
8.

et Prcef.
etc,

ad

Hist.

Landa l-

dire del

phi senioris,
za
l'

Manuale, eh' una


sieri di
s.

i-accolta di

penec.

Della quantit ossia grandez-

Agostino, di

Anselmo,

dell'

anima, circa

il

principio del-

7.

Il

libro dell' Immortalit del-

anno 388.
9.

pure dell'anno 387, un l' anima, supplemento ai Solilocpii, che il nostro santo compose a Milano non
guari dopo
il

Sei libri della Musica,

termi-

nati nel
10.
Il

389.

hbro
lo
fra

del Maestro,
stesso
s.

comeh'

suo battesimo.
nel secolo nono,

posto

circa

tempo,

Alcuni

scrittori,

un dialogo
figlio

Agostino e suo
del

hanno attribuito l' inno Te Deuni a s. Ambrogio ed a s. Agostino, e


pretendono
in occasione

Adeodato.
I

11.
trio
,

tre

libri

Libero arbi-

che
del

sia

stato

composto
del scla

cominciati

nel

388
della
il

e termi-

battesimo
santi,

nati nel
12.
1
i

395.

iando di
opinione

cpiesti

ma

loro

due

libri

Genesi
389.
dcl-

spoglia

di

prove,
ebbei'u

come
dimo-

contra
i3.

Manichei, circa

Menard

e Tillemont
I.

due hbri

dei

Costumi
19

voi,

i46
la Chiesa

AGO
Catlolica e de' maniclu'i,
ossia

AGO
modi
I

di

dire,

sui

sette
l'

primi
1

l'anno 388.
i4Il

libri della Scrittura, circa

anno 4

9-

libro della
l'

Vera

religione,

5.

sette

libri

delle

Quistioni

scritlo circa

anno Sgo.
ai

sul Pentateuco,
6.

i5.
i6.
i

La
Il

Ptegola

servi di Dio.

libro della

Grammatica;
;

anno 4i9' Le Note sopra Giobbe r anno 4oo.


7.

circa

Principii della Dialettica


; i

le

dieci
;

Lo

Specchio, tratto dalla Scrit-

Categorie
il

Principii della rettorica

tura, circa l'anno 4'2 7-

Frammento
;

chierici

la

della Regola data ai seconda Regola ; il libro

L' appendice della


del

prima parte
i.

tomo

III

contiene;

tre libri
2. l'o-

della Vita eremitica, sono opere


gli

che

delle Maraviglie della Scrittura;

vennero falsamente attribuite.

puscolo delle Benedizioni del patriarca

Giacobbe

3.

delle

Quistioni

TOMO

II.

dell'antico, e del
4.

Esso contiene le lettere del santo dottore, che sono in numero di


dugensettanta, disposte dietro l'ordi-

le

nuovo testamento; un Commentario suU'xlpocalisse ; quali opere non sono del nostro

santo dottore.

ne cronologico. Ve ne ha un buon numero, che sono veri trattati. L' appendice al tomo II contieI sedici lettere di s. Agostino ne a Bonifacio, e di Bonifacio a s.
: .

Trovansi nella seconda parte dell' appendice dello stesso tomo 1. I quattro libi'i della Concor:

dia dei vangelisti, circa


2.
I

due

libri

del

1' anno 1^00. Sermone sul


il

ai
|||

monte (Matt. V, VI, VII),


le l'inchiude
cetti

qua-

Agostino,
crife;

le

quali

tutte

sono

2.

La

lettera di

apoPelagio a

la

perfezione dei preil

che

formano
1'

vero
Il

spirito

Demetriade; 3. Si debbono parimenti riguardax'e come supposte le


lettere di
s.

del

cristianesimo.

Quest' opera
3c)3.

scritta circa

anno

secondo

Cirillo di

Gerusalemme

libro

una spiegazione dell'orazione


libri
,

a sant' Agostino, e di questo a quello sulle lodi


altres

dominicale.
3.

di

s.

Girolamo, come
santo

la disputa del

vescovo

sugli

d'

Ippoua con Pascenzio.

l'anno 4^0 Queste sono risposte ad alcune difficolt che gli erano state proposte
circa
s.

due I EvangeU

delle

Quistioni

TOMO
E
della

in.
parti,

sopra
4. di cui
la

Matteo e sopra
s.

s.

Il

libro delle diciassette

Luca. Quiciot-

diviso in

due

stioni sopra
ti

Matteo. Parecchi
quest'opera

prima

contiene:

i.

quattro

lilni

dubitano
Agostino.
5.
I
s.

se

sia

di

Dottrina cristiana, cominciali circa l'anno Sgy, e terminati l'an-

s.

cenvenliquattro

Trattati so-

no ^16.
2.
Il

pra
libro, imperfetto,

Giovanni.

Sono omelie che


al

della

Ge-

il

santo predicava

popolo circa
sull'epistola

nesi spiegata

secondo

la lettera, l'an-

r ainio 4'66.
I

no 393.
3. I

dieci

Trattati

dodici libri

sulla Genesi spie-

di

s.

Giovanni, circa

lo stesso

anno.
circa

gata

secondo la lettera, cominciati r anno 4oij e terminati 1' anno 4i5.


4.
I

7.

La
lelf

spiegazione di

alcuni luo-

ghi

Epistola ai romani,

sette

libri

delle

Allocuzioni

launu

3)4-

, ,

AGO
8.
Il

AGO
Spiegazione
2.
I

147
di

principio della

due

libri

diverse Do-

dell'Epistola ai romani, circa lo stes-

mande a
3.
11

Simpliciano.
libro delle

so anno.

La lunghezza

e la
s.

lillc(j!l;'i

otto

Domande

dell'impresa impedirono
di

Agostino

a Dulcizio, r anno
4.
Il

4^2 o 4^^Credenza delle

terminar
9.

cpiest' opera. dell' epistola

libro della

La

vSpiegazione

cose che
5.
Il

non

si

veggono, l'anno 3()q.


della

ai

Galati, circa lo stesso anno.

libro

Fede,

del

Simbolo, l'anno SgS.

TOMO
Contiene
le

IV.
sopra
^

6.

Il

libro della

Fede

delle

Opere, l'anno 4 '3.


spiegazioni
i

7.
sia
il

L' Enchiiidion
libro della

a Lorenzo
,

salmi in forma di discorso, le quali

Fede

della Spe-

furono terminate

1'

anno 4
V.
di

'

ranza e della Carit,

circa l'anno

421.

TOMO
Racchiude
gostino
1.
i
, i

8.

Il

libro

del

Combattimento

cristiano, circa

l'anno 396.

Sermoni
in

sant'

A:

g.
g'

Il

libro della
,

divisi

cincpie

classi

ignoranti
I

circa

Maniera d' istruire l' anno 4oo.


della

Sermoni
e

sopra diversi
del

luoghi

o.

Il

libro

Continenza
del
'

dell' antico

nuovo testamen2.

circa r

anno 395.
Il

to in

numero

di ccntottantatre;

11.

libro

del

ottantotto

Sermoni

del

tempo

che

trimonio, circa r anno


12.
Il

Bene 4^

ma-

sono sopra le grandi feste dell' anno; 3. sessantanove Sei'moni dei santi , o sia sopra le feste dei sansopra diti ; 4- ventitre Sermoni
versi
ni,

libro

della

santa Virgi-

nit, circa lo stesso anno.


1

3.

Dell' utilit della

Vedovanza,
adulteri

circa

soggetti
si

5.

trentuno Sermo-

l'anno 4''4i4Dei Matrimonii

che
I

dubita sieno di sant' Agosi

circa r
1

anno 4
Il

'

9-

stino.

5.
l'

libro

della

Menzogna
la

sermoni che

suppongono

di

circa
16.

anno 3 9 5.
Il

Agostino , e sono contenuti nell' appendice sono in numero di tres.


,

libro contro

Menzogna

cendiciassette
classi.

Essi

, e divisi in quattro portano gli stessi titoli

a Consenzio, circa l' anno /^io. Dell'Opera de' monaci, circa 1 7. r anno 4oo.
18.
Il
,

dei
s.

precedenti.

Si
,

attribuiscono

libro

delle Predizioni dei


gli

Cesario di Arles
,

sant'

Ambro-

demoni
1

circa

anni

406

'

'

a s. Massimo , ecc. alcuni sermoni ch'erano stati creduti di s. Agogio


stino.

9.

Il

libro della
'

Cura

pei morti,

circa r

anno 4^
Il

20.

libro

della Pazienza, circa

TOMO VL
Sono comprese
le

l'anno ^iS.
21.

Del Simbolo
Il

ai

in

questo

tomo

22.
23.

Tre Sermoni sopra


discorso

Catecumeni. il Simbolo.

tore,

opere dogmatiche del santo dotsopra diversi punti di morale,

della Disciplina

cristiana.

e di disciplina.
I.

24.

Il

Sermone
catecumeni
s.

del

nuovo cansi

Le

ottantatre

Domande,

l'an-

tico

ai

che

dubita

no 388.

essere di

Agostino.

]48
2.5.
I

AGO
Discorsi della (juarta Feria
i3.

AGO
La
Il

Scala del
il

paradiso, che

non

si

credono autentici.
dire
il

di
dei

Guigo

Certosino.
della

26. Vuoisi

medesimo

i4-

libro

Conoscenza

Discorsi sul diluvio,

e sulla perse-

della vera fede, che

ha ^qy autore

cuzione dei Barbari.


27. Il discorso digiuno. 28. Il discorso
dell' Utilit del

Autun. hbro della Vita cristiana, opera di lui inglese chiamalo Fadi i5.
Il

Onorio

della

Rovina

di

stidio.

Homa.
Trovasi
sesto
,

16.
nell'

Il

libio

dell'

Esortazione,
,

un
Il

appendice del tomo gran ninner di opere


di
s.

ossia degl' insegnamenti salutari

di

cui l'autore Paolino patriarca di

che
1
.

si

suppongono
libro
delle

Agostino.

Aquileia.
17.
Il

ventuna Senten-

libro

dei

Dodici

abusi
di

ze o Quistioni.
2.
Il

del secolo, citato da


delle sessantacinque
leans.

Giona

Ordelvizii

libro

Quistioni.
3.
li'o.

i8. Il Trattato dei sette doni

Il

libro
di
s.

della

Fede a

s.

Pie-

lo Spirito

Santo

e dei sette
s.

Il

Fvilgenz.io.

che

di

Ugo

di

Vittore.

Esso
edizio-

4.
l'

libro

dello Spirito, e del-

non

fu

inserito

nella
s.

nuova

cliero,

Anima che si crede essere di Almonaco di Chiaravalle. Queuna raccolta


Il

ne delle Opere di
ig.
Il

Agostino.

libro

del Condjattiinento
i

sta

di passi di diversi

de'
tini

vizii,

e delle virt, cui

benedetsul

padri della Chiesa.


5.

attribuiscono

ad Ambrogio Auts.

libro dell'Amicizia, che

pert,

monaco
Il

di

Benedetto

un compendio

del

trattato di Ael-

Volturno presso Benevento.


20.
la

redo abate di Rieval in Inghilterra, sopra la stessa matei'ia. 6. Il libro della Sostanza dell' a-

libro

della Sobriet e del-

Castit.

21.

Il

libro della vera, e della

more , che si mente ad Ugo


7.
Il

attribuisce
di
s.

comunedi

falsa Penitenza.

Vittore.

22.

Il

libro dell' Anticristo, attri-

libro

dell'Amor
essere

Dio,
del

buito ad Alenino.

che
8.

sembra
I

parimenti
di

28.
s.

Il

Salterio

cui

si

dice che

monaco

Alclicro.

Agostino abbia composto per sua


24.

Soliloqui
,

cui

abbiamo

madre.

parlalo altrove

come

altres delle

La

spiegazione

del

canto
cattivo
s.

Meditazioni, e del Manuale.


g.
Il
,

Magnificat non
s.

che

un
di

li]>ro

della Contrizione del

estiatto di quella di
tore.

Ugo

Vit-

cuore
10.

tratto

in

gran parie da

Anselmo.

25.
Specchio, che

Il

libro dell'Assunzione della


()j)e-

Lo

sembra

es-

Vei'gine Maria, che mostra un

sere di
11.
tratto
e

Alenino.

ra del duodecimo secolo.


del jxiccalore,
di Cluni,

Lo
da
Il

Specchio
s.

2G.

Il
,

libro
il

defila

Visita

degli

Odone, abate sopi'allutlo da Ugo di s.


12.

infermi
tico.

quale non molto andiscorsi


i

Vittore.

libro delle

Ire Abitazioni;

27.
laziojie

due
da
s.

della Conso-

cio del legno di Dio, del


e dell' inlL-nio.

mondo,

dei morti,

(piali

sono

for-

se Ijatli

Giovaiuii Grisoslomo.

AGO
28.
(Iella
Il

AGO
,

149
scritta nel

Trattato

della Kettiliiilinc
tratto
s.

operati in quest' isola dalle reliquie


del protomartire.

condotta
Arles.
11

cattolica

in

Essa fu

f^ran

parte dai sermoni di

Cesa-

418, e non
tentica.

si

dubita che non


libri
si

sia

au-

rio di

2q.
lo,

Discorso sopra

il

simbos.

5.

due

dei

miracoli di

che una serie di passi di llulino, di s. Gregorio, di s. Cesario, ec.

vStefanOj

che

attribuiscono

ad

Evodio, vescovo di Uzala.

Seguono parecchi altri trattati poca attenzione perch nulla hanno di considerabile.
che meritano

TOMO
Rinchiude
gli

Vili.

scritti

polemici del

TOMO
t

VII.

santo dottore.
1.

11

Trattato dell'eresie, indirizsanto vi parla di ottantot-

Contiene i venlidue libri della Citdi Dio, opera incominciata 1' anil

zato aQuodvulldeus, diacono di Cartagine.


Il

no 4i 3 e compiuta

4^6.

to eresie,

Trovansi nell'appendice al settimo tomo gli atti che risguardano


la scoperta delle reliquie di
s.

Cristo infno
manoscritti,
delle eresie

che erano state da Gesi a' suoi d. Vi sono dei


in

cui questo catalogo

Ste-

comprende eziandio quelle

fano.
1.

dei Timoteani, dei Nestoriani, e de-

La

lettera

di

Avito
,

prete
di

gli

Eutichiani.

Ma

questa aggiunta
e
si

spagnuolo, a

Balcone
,

vescoAO

non
2.

di sant' Agostino,

attri-

Braga nel Portogallo


le

risguardante

buisce a Gennadio.
Il

reliquie del santo martire. Avito

Trattato contro

talvolta
l'

Giudei.
:

aggiunse

a questa lettera una traduzione latina della relazione che

Quest' opera

intitolata

Discorso

sopra
la

Incarnazione

del

Luciano avea
di
2.

scritto

sulla scoperta

Signore. S. Agostino vi prova, con


s.

questo tasoro.

Paolo,
3.

riprovazione dei GiuGentili.

La

Relazione

della

scoperta

dei, e la vocazione dei

corpo di s. Stefano fatta da Luciano. Era questi prete di Gerusalemme e pan'oco di un luogo chiamato Cafargamahi, in cui i"iposavano le reliquie del santo martire. Non si pu quindi rivocare in dubbio r autenticit di questa reladel
zione.
3.

Dell' utilit

della

Fede

nel

391.
4.
Il

libro delle

due Anime,

lo

stesso anno. 5.

Gli

Atti

contro

Foi'tunato

Manicheo, l'anno 392.


6.
Il

libro

contro Adimanzio,

r anno 394.

La

Lettera di Anastasio

il

bi^

7.

Il

libro contro l'Epistola del

bliotecario

a Landuleo,
gli

vescovo di
istoria
s.

Capua, in cui avea tradotto


Stefano da

fa

sapere eh' egh


latino
l'

in

della traslazione delle reliquie di

fondamento, circa l'anno 397. 8. Le Dispute contro Fausto Manicheo, 1' anno 4o4degli Atti con I due libri 9.
Felice Manicheo, l'anno 4'^410.
Il

Gerusalemme a
di

Costanti-

nopoli. Quest' o])era supposta.


4-

libro della natura del Bei

Lettera
di

Severo
a

vescovo
tutta
la

ne contro

Manichei.
di

dell'isola

Minorica,
i

M.

Il

libro contro la lettera

Chiesa, sopra

miracoli che furono

Secondino Manicheo, circa lamio ^o5.

i5o
12.
I

AGO
due
libri

AGO
l'Avveri

contro

donatisti,

circa la fine dell'

anno

sario della legge e dei profeti, l'an-

393.
2.
I

no 4^0.
i3.
nisti I
libri
gli

tre libri contro


l'

la

lettera

contro

Priscillial'

di

Parmeniano, circa
3.
I
i

anno 4oo.
Battesimo
lo stesso

Origenisti, circa

anno

sette

libri

del
circa

4i5.
i4Il

contro
libro

Donatisti,

contro

il

discorso

tempo.
4.
I

degli Ariani, circa l'anno

i5.

La

Conferenza

4i^con Massi-

tre

libri

contro

Petiliano,

circa r

anno 4oocattolici

mino, vescovo ariano, e i tre libri contro lo stesso eretico furono scritti

5. L' Epistola ai
i

contro

donatisti, ossia

il

trattato dell' Uni-

l'anno 4^8.
i6.
I

t della chiesa, l'anno

quindici libri

della Trini-

6.

quattro

libri
,

4^2. contro

il

Dodi

furono cominciati l' anno 4ot> e terminati l'anno ^i6. Le opere apocrife contenute nelt

natista

Cresconio

grammatico

professione, l'anno 4^6.


Il libro dell'Unit del bat7. tesimo contro Petiliano e Costanti-

r appendice
contro
le

sono cinque

i.

il

trattato
il

eresie; 2.

li-

no,

il

quale pare essere stato

scritto

bro
dei,

del
i

simbolo,

contro
gli

i
;

Giu3.
il

circa r
8.

anno ^11.

Pagani e
della

Ariani

11

Compendio
i

della
1'

confe-

libro

disputa della Chiesa, e

renza

contro

donatisti,

anno

della sinagoga,

che di
'1

tin giure-

4i2.
9.
Il

consulto

4-

libro

della

Fede,
nei

libro ai Donatisti
di

contro

Manichei,
sulla
;

attribuito
;

conferenza

Cartagine
al
,

dopo la 1' anno


della
alla

mss. ad Evodio di Uzala

5.

l'Avrice-

4i3.
10.

vertimento
vere
i

maniera
6.
il

di

Discorso
di

popolo
l'ecitato

Manichei
contro

libro della

chiesa

Cesarea

Trinit

Feliciano
7.

che di
Quistioni

jresenza
setta di
1

di Emerito, vescovo della

Vigilio di

Tapso;
8,
i

Le

Donato.
Discorso intorno

della Trinit e della Genesi, tratte

1.

da Alenino;
tratti

carnazione del
cipii di

due libri dell'InVerbo a Janiiario,

dalla versione latina dei Prin-

avvenuto con tista, r anno 4 ' 3, 418.


era
12.
zio,
I

Emerito, o

che donasecondo altri


a
ci

Origene da Rufino ; 9. il libro della Trinit, e dell' Unit di Dio; IO. il libro dell'Essenza della
Divinit
;

due

libri
1'

contro Gauden^\^7.o.

donatista,

anno

Trovasi

nell'
il

11.

il

dialogo

dell'
;

Unit
1

tomo
il

appendice di questo libro contro Fulgenzio


Di1'

e della Trinit,
libro dei

ad

Ottato
di

2.

il

donatista, che supposto. 2.

Dogmi

ecclesiastici

che

si

versi

monumenti
de' donatisti

risgnardanti
,

i-

sa essere di

Gennadio

Marsiglia.

storia

che

contri-

TOMO
Vi
r-o
si

IX.
le

buiscono assai alla intelligenza delle opere che sant' Agostino ha scritto
contro
(juesti
eretici.

contengono
i

opere

po-

lemiche contro
l'ordine:
I.

TOMO
Vi sono compresi
1
.

X.
:

donatisti di cui ec-

II

Salmo abbecedario

coiilro

tre

libri

dei

Meriti e

del-

AGO
la Reniissinne

AGO
ossia del
/{i-.

dei pecco li
fanciulli,

Battesimo dei
2.
11

l'anno

TOMO
Viene
la

XI.
in

libro

dello Spirito,

e della
descritta
di
s.

Lettera, l'anno 4' 3.


3.
Il

questo

tomo

libro della
/{.S.

Natura, e della
della

Grazia, l'anno
4.
Il

con una tavola generale delle sue opere, ed


vita

Agostino,

libro della Perfezione

una

delle materie contenute in

(;ia-

giustizia, circa
5.
Il

l'anno /[i5.
degli Atti di Pelagio,

.scheduna.

La

vita
di

non

che

una

tra-

libro

duzione

latina

quella che

Tille-

circa l'anno 4'76.


I

due
/^S.

libri della

Grazia di G.
scritti

C.

del

peccato

originale,

r anno
7.
I

due

libri

del

matrimonio,
al

e delle concupiscenze,
lerio,

conte Va-

l'anno 4'98. I quattro libri


quattro
sei
/^''^.

mont avea scritto in francese, ma che non era ancora stata stampata. La pi esatta e perftta edizione che abbiamo delle opere di s. Agostino cerlamente quella dei benedettini. Essa , come dicemmo, in \I volumi in foglio, di cui i due ]Mmi
furono stampati a Parigi nel 1679, e l'ultimo nel 1700. Fu incominma questo religiociata da Delfau
;

dell'

Anima

della sua origine, circa l'anno ^10.


q.
I
i

libri

a
1'

Bonifacio

contro
10.

Pelagiani, circa
I

anno 4^0.

libri

contro Giuliano

verso
11.

il

poco dopo nella bassa Brettagna, per aver pul)l)licalo V Abbate Commendatario, opera nelso fu esiliato
la

Il

libro

della Grazia, e del

quale esprimevasi assai dui^amendiverse circostanze dell' in-

libero Arbitrio, l'anno


il.
Il

4^6 o 4^7*
e

te sopra

libro della Correzione,


lo

stituzione delle

Commende. Blampinel
di

della grazia,
i3.
I
,

stesso anno.

no
perse-

gli

succedette
alla
critica

suo

lavoro.

libri

della Predestinazione

de' santi

e del

Dono

della

veranza.
i4-

Coustant la separazione delle opere che sono veramente di sant' Agostino da quelDevesi
le

L'Opera
il

imperfetta
/^iS.

contro

che

gli

Giuliano, circa

del santo fu

erano attribuite. La vita tradotta da Vaillant,


le

Le opere

attribuitegli

contenute

da de Prische.

neir appendice di questo decimo to-

Furono ristampate
tosto

opere

di

mo
1
.

sono

questo dottore ad Anversa, o piutsia


1'

r Hypomnesticon, o
sei
libri.

Hy-

ad Amsterdam
Si trova nel

nel

1700, edil'

ponosticon in
2.

zione parimenti in undici volumi in


foglio.

Della Predestinazione, e della

decimo

analisi

Grazia, libro che sembra essere piuttosto di


3.
11

del libio

della
di

Correzione,

e
,

della
cui

qualche Scniipelagiano.
libro della Predestinazione
s.

Grazia,

Antonio

Arnaud

di Dio,

che sarebbe indegno di

A-

gostino.
4. Risposta alle obbiezioni di

Vin-

mons. de Harlai, arcivescovo di Panell'ediziorigi, a\ea fatto togliere ne di Parigi. Giovanni Le Clero vi aggiunse, nel 1703, un duodecimo
tomo, sotto
il

cenzio, le quali sono di

s.

Prospero.
del

titolo

di

Appendix

Vengono
importanti
pelagianismo.

poscia

parecchie opere
l'

concernenti

istoria

Aiigustiniana , in cui raccolse molte opere straniere, e inser le sue osservazioni sopra sant' Agostino, libere-

l'i^a

AGO
(

AGO
Auffistimim
santo
dottoro
prefaziogiosi
,

poni

Jo.

Clerici

In
Il

che

armati

della sola croce

aniniadversioncs.
vi

rallegravansi nella speranza di con-

assai maltrattato.
del

La

quistare
sto.

nuovi popoli
la

Ges

Cri-

mostra mi orgoglio insopportabile, secondo Ondi-

ne

Le

Clcrc

Sebljcne
il

infernale

malizia a

mezzo
ad

viaggio contrapponesse loro

no,

\).

990, e
Crt%'e,

gli

autori degli

Ada
t.

forti ostacoli,

Eudt. Lips. an.

lyoS,
i;

p.

289.

essi

lettere

pure Gregorio inviava che infondevano pi


Agostino tocc l'In-

Vedi XII;

t.

Ceillier.

XI

forte coraggio.

du Pin,

ecc.

L' edizione

ghilterra

de' benedettini fu ristampata dall'Albrizzi a Venezia dal 1729-173 5, In questa edizione vi hanno pi che nella parigina due lettere inedite.
Il

fece noto
fine

r anno 59G e tosto ad Etelberto re di Reut il della sua partenza da Roma


circa

verso col.
bisogni
si

Provvide

il

principe ai

de' missionarii

volendo
di

che

p.

Berti

per dice, ch'ella


alla parigina
dell' Albrizzi.

rimanessero

nell' isola

Thanet
;

non

da paragonarsi
le

jnalgrado
di Berti,

cure

VeAvig.

de Rebus
e.

gestis

s.

ac

76, p. 217. Essa fu tuttavia ristampata a Venezia,


scrpts ejus,

dove approd il loro vascello e poco stante egli medesimo venne ad Agostino. I religiosi che, unitamente agi' interpreti, ascendevano fino a' quaranta , mossero in,

con maggior cura ed et. in 4? ^ a Bassano nel i'^97 in 18 t. in 4- La qual edizione nell' ultimo tomo va jncca oltre le altre di 24 sermoni tratti da Michele Denis da un codinel
I

76

contro al
duti dalla

re

in processione

prece-

sattezza in

20

croce,

e pregando.
la

An-

nunziarono

ad Etelberto

parola
facesse
il

di vita; egli ascoltatih attentamente,

ordin che ninna molestia


loro
,

si

anzi

f'

libero a tutti

pre-

ce viennese.

dicare ai sudditi suoi. Al suono di


;I

Nel
|)ane,

1819,
custode
dieci

dotto

p.

Frangidi

quelle

zelantissime
il

voci molti ricegli

della

biblioteca

vettero
lo stesso

battesimo, e fra
re:

altri

JVIontc Cassino, diede in luce a

Ro-

onde segui
il

la

conver-

ma

altri

santo
sperare

dottore,
degli

sermoni inediti del facendone tuttavia


altri.

sione di moltitudine

senza numero.

fu questo
:

solo conforto di

Adei

Ora

si

sta

fa-

gostino

Etelberto, quasi
,

uno

cendo un' edizione

in Venezia delle opere di s. Agostino dal valente tipografo G. Antonelli.

suoi cooperatori

studiavasi di estenil

dere quanto era da se


struggeva

Gcsi Cristo, aboliva gl'idoli,


i

regno cU ne di-

romano, apoprimo vescovo di Cantorbery, fu in\'iato col da Papa Gregorio Magno, il quale prima di essere eletto alla Sede di Pietro disegnava di movere a quel( s. )
,

AGOSTINO

templi, savie leggi prov-

stolo d' Inghilterra, e

vedeva, e chiese e monasteri fabbricava. In questo mezzo Agostino, con-

le

parti

per
il

seminarvi
Pontefice

il

vangelo.
sceglieva

manteneva siccome Giegorio, del quale abbiamo non poche lodarne lettei'e scritte quando a
secrato vescovo,

innanzi

corrispondenza con

Quando come
il

lo

10 zelo,

quando a impedirne

la

va-

pi acconcio a tanto scopo, Agostino era priore del monislero


di
s.

nagloria pc' miracoli ch'egli operava.


11

santo

Papa mand
sui

il

[)allio

ad
il

Andrea

di

Roma. Ebbe
missione

comreli-

Agostino dandogli ficolt di ordinare*


doilici

pagni nella sua

altri

vescovi,

(juali

avesse

AGO
diritto di metropolitano. JMontrc
ci

AGO
bencfcii

i53

del loro

Signore.

Per

la

per

(|iicsto diritto

visitava le diocesi
stiif^gi-

qual cosa,
la
la,

affidatagli

dai superiori

soggette, niente al suo zelo

dispensazione della

divina paro-

va
di

se

non
si

che, ad onta dc'prodi^ii


valse

ne assunse
si

cui

per

autenlictire la
i

eav'o, e

buon grado l' indiede ad esercitare con


di

cristiana dottrina, rimasero

bretoni

apostolico
sinio

zelo
.

questo

imporlantisdi

specialmente ostinati nelle loro superstiziose

officio

Ne contento
fiutazione

ci,
al-

costumanze.

Per

la

quale

adoperossi
cuni

alla

di

caparbiet ruppe Agostino ajvpo di


essi

monisteri
in

del

con profetica minaccia

di distru-

parecchie citt della


di

Ordine in Dalmazia. Quinsuo


,

zione e di morte, verificatasi dopo


eh' egli
la festa

portossi

Italia

in

appres-

non era pi. Se ne celebra al di 26 di maggio, giorno


morte,
nel

so percorse la Bosnia,

forza ai
forto

oppose con manichei, ed ebbe il consi

avvenuta V. Inghilterra.
di sua

6o4do-

di

convertire

molti

eretici.

Recatosi
(s.),

per

la

seconda

volta

in

AGOSTINO
menicano
citt
,

DI
i

Gazothes
latali

ebbe

in

della Dalmazia, verso la


I

Tra met
di-

Ungheria, umili la prepotenza dei pagani, che moveano guerra alla


Cattolica Religione.

Da

questo regno

del secolo XIII.

suoi genitori

pass a
detto

Roma
,

invitatovi

da Bene-

scendevano dall' antica casa dei Dragovitz, ed erano commendabili e per la nobilt del lignaggio, e per la loro piet. Quindi si diedero ogni cura di educare il loro figliuolo, il quale dava di s le pi belle speranze.

XI

il

quale lo consecr ve-

scovo di Zagabria nella Croazia.


aperse largo
del clero
al

La
Il

tristissima situazione della sua diocesi

campo
qual

al

suo

zelo.

santo cominci allora dalla riforma


,

uopo radunava
Cosi pure
colle

non appena si avvide della vanit del mondo, che risolvette di


Questi
consecrarsi
di

ogni anno
corresse

un

sinodo, e faceva a pie-

di la visita della diocesi.


i

interamente

al

servizio

costumi del popolo

Dio. Entr

pertanto nell'Ordine

sue istruzioni, co'suoi esempii, e coi


miracoli,
le

dei predicatori nel

1277, e ben preNel


i2S()

onde Dio

volle

sto vi fece rapidi progressi nella via

sue parole.

Ad

onta di
di

confermare s im-

della
lu

cristiana perlzione.

portanti occupazioni, egli sapea tro-

mandato a
il

Parigi, affinch jrodegli studi i


,

vare
in

s(i;uisse

corso

nei

tempo di ritirarsi quando in un convento


che
,

quando
al

del proprio

(juali molto vantaggi. Quivi non diminu punto il suo fervore per r acquisto delle virt, e soprat-

Ordine,
palazzo
dell'

sorgca

vicino
all'

suo

per

dedicarsi

esercizio

orazione.

La fama

di

queste

tutto della umilia, del raccoglimen-

importanti azioni pervenne


chie del
te

alle orec-

to

della preghiera, del ritiro


di

del

Sommo
quale

Pontefice Clemennel
1

disprezzo

s stesso
si

e delle cose

il

3oB

lo

invi

mondane. Egli
meditava
co'

tcnca mai sempre


il

nel regno di Ungheria col Cardinale

dinanzi agli occhi

suo Dio e ne
affetti

pi teneri

l'imtutfer-

stabilisse

Gentile di Montefiori, perch vi rila pace , inducendo quei

menso amore. A questa scuola to sentissi avvampare della pi


ti

popoli a riconoscere

Carlo

Roberto

per
sta

legittimo

loro

sovrano.
felice

Dopo
que3
i

vida carit, e del desiderio che tutgli

aver condotto a termine


legazione
,

uomini
I.

eorrisptjiulessero

ai

assistette,

nel

VCL.

20

i54
al

AGO
generale di \icnna.
In
dosi in ogni
il

AGO
manicia
ci
,

concilio

di

utile

disci-

appresso
vile

Papa Giovanni XXll,


di
gli

plina
facile

ond'
ne'

fornito
riusc
diritti
,

coni' era di

nel i3i7, lo trasfer alla sede vescodi


si

ingegno
storia,

a meraviglia
nella
eccle-

ove
del
la

Nocera nel regno diede a diradicale


dai
saraceni.

Napoli,
aviaizi

valente
siastica

due

nelle

lingue, e nella

maomettismo introdotto
diocesi

in quel-

letteratura sacra e profana.

La

fa-

Agostino,

dopo aver governato con


fin

ma, che spandcvasi chiarissima e giusta de' suoi talenti, non tard molto
a pervenire alle di: che Carlo
tanto

somma

saggezza la sua chiesa,

di

orecchie de' gran-

vivere nel giorno 3 agosto del iSaS,

imperatore prese

ed ebbe la tomba nel convento di san Domenico, da lui stesso cretto.

interesse per lui,


III

da chiedere

Papa Paolo

Dio
il

glorific

il

suo sepolcro
;

co'

pi

ditore

di Rota.

che lo facesse uNel qual posto di

strepitosi

miracoli

locch

indusse

altissimo

onoi'e

Sommo

Pontefice Giovanni

XXII

indubbie
in

pruove di
videsi

guadagnando con merito nuova


spedito

ad ascriverlo nel catalogo dei santi, ed a permetterne la festa con uffizio proprio ai 3 di agosto.

estimazione,

mmzio

Inghilterra da Giulio III


l'

Sommo

Indi per

Pontefice,

anno

554

nominato

mi decreto
ne dei
fu

della sacra Congregazio-

poscia vescovo di Alifa nella Terra


di

Riti,

zione di Clemente
esteso

che ottenne l'approvaXI , il suo culto


tutta
la

provincia ec-

clesiastica di
alle diocesi

Benevento,

di Spalatro e

come anche di Tra

Lavoro da Paolo IV, e dal medesimo deputato a Ferdinando I imperatore nel iSSj. Qui non si fermarono i progressi di Agostino nella via degli onori che gli aggiudicarono
riti
si
i

nella Dalmazia,

di Zagabria nella ed in tutti i conventi dei domenicani. La citt di Nocera lo Acnera come imo dei principali

potenti.

Ai

sopra
II

rife-

Croazia,

aggiunse anco Filippo


,

di

Spagna

che nel
egli

558 nominoUo a
al concilio

vescovo di Lerida. In cotal dignit


costituito
assistette
1

protettori

della diocesi.

AGOSTINO,
v' la sola

Cardinale. Agostino
in

Cardinale dei Santiquattro.

memoria

Di lui mia Bolla di

Pascolale

dal Mabillon
tini
,

nel 1099, riportata negU annali benedetnella qnale si trova con altri
II, eletto

passando gli ultimi dodici anni dell' avanzata sua vita nel reggimento del vescovato di Tarragona a cui fu promosso nel 1574. In mezzo a tant'auge Adi

Trento nel

562

gostino

mantenne sempre

la ingeni-

Cardinali sottoscritto.

Antonio, arcivescoTarragona, lodato a ciclo dai grandi uomini Paolo Manuzio, Lorenzo Pignorio Grutero Panvi-

AGOSTINO
di

vo

ne distingueva 1' anima dolcissima, vivendo con singoiar temperanza e modestia, che inspiravano a tutti la maggiore veneta affabilit che razione. Co' poverelli poi us carit
s

nio
uio,

Turnebo IMenochio BaroBona e molti altri di varie na, ,

lai-ga
i

da mettere a pegno
fin

talvol-

ta

vasi sacri per soccorrei'li e

da

zioni

nacque

il

5.5

febbraio
,

vendere

anco i propiii
il

libri, ch'era-

i5i6 manca
ze

in Saragozza.
,

Alcal
,

Sala-

no per
le

lui

pi prezioso

tesoi'o.

Tra
:

Bologna
le

Padova
dov'
ei

Firen])ass
i

sue opere fatte di pubblico diritto


distinto

furono

citt

hanno
1
.

luogo

le

seguenti

varii studii della gioAnczza coltivau-

Trcs anlKfutv collcclioncs

iL'cre-

AGO
Uilinnt curi notis

AGR
Bologna
,

i5T
e di
).

A. ugusl. od una

di
(

Padova
Agrien.

Firenze.

a Gres^ovio \HI, raccomanda la loltii63 in ra, stampata a Parigi, 1 6 o e


lettera dedicatoria
di cui l^ossevino
1

AGRIA
residenza
di

Citt

con
nel-

un arcivescovo
(

r Ungheria
sta

Erlau

).

Essa

po-

fol.

2.

Consttuliones provinciales et

in

una

valle deliziosa

suH' E-

synodales larraconensium. Uh. qninqiie, Tarragona, i58o in 4- ; 3. Canoncs pocnLentiales , cani notis , ivi i582, Venezia 1584} Parigi ifi4i
in
4-"
>

gcr,
ti,

che la divide in due pared capoluogo del comitato di Heves; ha un liceo, un seminario,
osservatorio,

un
tri

un ginnasio ed

al-

4-

Epitome

j'iiris

pontificii

stabilimenti d' istruzione.

Fu

e-

i'clcris

in tres partes divisa,

Roma

retta e cinta di
l'c

mura

nel io io dal

i6i

e
;

1614, Parigi 1641 lom. 2


5.

in fol.

De

quihusdani vcteribus
collecto-

canonum
logi

ecclesiasticoruni

ribus jiidiciiim ac censura j 6. Dia-

Xf^, sive libri duo de emendaGratiaid , Tarragona i58G, Parigi 1672 in 8.", con note di
tione

tjuale vi fond pureche nel 180 3 fu eretto in arcivescovato, avente per suffraganee le chiese di Szattmar, Rosnaviem, Caschau e Zips. Quantunque
Stefiuio,
il il

vescovato,

piccola, graziosa questa citt.

La

cattedrale,

il

palazzo
gli

dell' arcivescocdifizii

Stetano
/4nt.

Baluzio

7.

Bibliotheccc

vo e soprattutto
un'altura

dell' u-

Aug.
8.

libroruvi mss. grcvce et

niversit sono bellissimi.

Veduti da

latine
4.
;

index,

Tarragona

i586

in

danno

alla citt stessa

un

Epistola

ad

Hieron.

de

Ccesar-Augustance comuiunis patrice


episcopis alque conciliis j
in can.
c).

importante aspetto. Dietro alla citt scorgonsi ancora gli avanzi dell'antico castello fortificato. Sulle

Notce

due

ri-

L XXII ah Hadr. Papa I

promulgatos adversus falsos accusatores et oppressores episcoponan et Pontificumj io. De Ponti/ice maxima , patriarchis et primalibus Roma 1617 in fol. 11. De perfeclo jiirisconsidto et episcopo, Pa, ;

sono acque termali, i cui bagni, chiamati Episcopali, sono i pi rinomati.


ve dell'Eger
vi

sofferse nelle guerre SolimanoII, nel 1 522, vi pose l'assedio con settantamila uomini ma la guarnigione, composta di

Erlau molto
i

contro

tiu-chi.

12. Brei'iarium, 1607 in 4horce et ordinarium Ecclesice Ilerdenrigi


j

sisj
cij
1

i3. Instittitiones jiiris canoni4- iSloria dei concilii greci e latini.

duemila e poco piti persone insieme alle donne, fece tali prodigi di valore 5 da obbligare i turchi a ritirarsi. Dipoi Maometto III la prese nel
sole

AGOSTINO
la

d'

Arcoli,
il
,

agosti-

iSqG,

ma

vi

perdette sessantamila
ela

niano, fioriva verso

laurea in teologia
si

i385. Ebbe e molta glo-

mussulmani. Nel 1687 ^^ valoroso sercito dell' imperator Leopoldo I


riacquist,
ni
,

ria

procacci nel ministero della

dopo un blocco

di tre an-

predicazione. Di lui esistono le opere seguenti


:

nel quale diecimila

uomini moI

Commentarinni

in

rirono di fame e di malattie.

tuichi

quatuor libros sententiarunij 2. Super evangelia dominicaliaj 3. Super Genesim qucedam moralia j 4Lectiones in universam Scripturamj
5.

nuovamente
finch
nazione.

occuparono nel 1715 ritorn all' austriaca domila

Nel

1800 una
di

terza parte

dell' aljitato

essa

rest consunta

Super

libros

ethicorum Aristo-

dalle

telisj

manoscritte, nelle biblioteche di

fiamme. L'attuale arcivescovo monsignor Giovanni Ladislao Pyr-

,, ,

i56
ker
di

AGR
Fclso

AGR
gi
il

Er
il

nientissimo
finale con-

dall'

Astura irrigato. Tenue essenil

patriarca di Venezia,
cep ed esegu

do

declivio di

tali

fiumi,
i

palu-

grande disegno di edificarvi, in gran parte a proprie spese, un tempio vastissimo e sontuosissimo, dove sfoggi il suo amore

dosi,

limacciosi divengono
essi.

luoghi

bagnati da
del

La
la

posizione bassa

suolo

rende

spiaggia

sog-

getta agli

ammassi

d' alga

spintavi

per

le

arti

belle

collocandovi

dai

venti

occidentali

ed australi

statue e [)itture di

mani maestre.
di cui fa

AGKIA.

Citt,

menzio-

che accumulandosi imputridisce. Dall'umido tepore dei luoghi paludosi


invitata
vi

ne Gregorio II nella sua lettera a


Pietro arcivescovo di Creta. Fu riunita alia sede episcopale di Cidonia
neir isola medesima,
il

una moltitudine

d' insetti

accorre, e colle spoglie

e coi ca-

daveri accresce la putrefazione dell'

cui vescovo

acqua
e

stagnante.

La
l'

prossimit
cli-

suffraganeo all'arcivescovo di Candia. AGRICOLA (s.), martire. V. Vi-

del

mare cagiona
,

incostanza nel
aria,

ma

impregnata
dei gas e

spirante

tale

(s.).
(s.),

dall' ostro,

AGRICOLA
4q7-

vescovo di Ch-

sviluppantisi
re
,

miasmi nocivi da queste paludose terprostrazione


di forze

lons sulla Saona^ nacque circa l'anno

produce

Gregorio di Tours, arse di zelo per lo addottrinamento della greggia e pel


s.

Da quanto abbiamo da

torpore, ebetudine, e febbri intermittenti

decoro delle chiese.

Mori

liei

58o
nomi-

in et di ottantatre anni.

E
di

nato
logio

ai

17 di

marzo

nel martiro-

romano

e la chiesa
1

Ch-

che spesso hanno un carattere maligno o nervoso. ben vero che in tale condizione non erano alle epoche prime romane. Molte citt, pi antiche di Roma, vi sorgevano e le ponevano a vantaggiosa
nio,

lons ne fa pure la festa ai

7 marzo.

cultura.

Lamento,
,

Lavi-

AGRICOLTURA
nale
to
il

e suo

Tribu-

Ardea,

Gabio

e CoUazia nella

IN

Roma.

Kon

a dire sul-

parte

lo stato dell' Agiicoltura di quasi tut-

dominio

ecclesiastico,
sa,

ch,

come ognuno

essa fu

dappoisem-

latina ; Ficulea Fidene e Crustamerio nella sabina ; Veio e Cei'i sorgevano nella parte etrusca. Ma sottomesse queste citt, scema-

pre fiorentissima, specialmente nelle campagne del Ferrarese, del Bolognese, della
che,
s

tane la popolazione,
tei'e

estesosi

il

po-

di

Roma

alla

massima parte

Romagna

e delle

Mar-

del
il

a cagione della natura dei

suoli, e
tefici.

s pcgl'impulsi dati dai PonCi che diede occasione a qualche lamento, che, per quanto saremo ad esporre , si deve riputare

mondo, crebbero le dovizie ed Nel tempo stesso l' Agro romano e il territorio di quelle citlusso.

t furono convertiti in dehziose


le

vil-

poco abitate
;

e poco assai coltiall' ef-

vate
fetto

locch

mal opponeasi
del clima.

irragionevole,

egli

piuttosto

la

naturale
priva di
si

Roma
a
eil
,

parte di Agricoltura, che spetta


cos detto

al

perci

territorio utilmenri-

sta

Agro romano. r Agro romano mi'


di

te coltivato,
assai

vide costretta

vadal
ctru-

correre
l'Africa.

pei
Si

viveri all'Egitto
stabil

ali

estensione

terreno
ai

che
colli

r impero

ed

lido del
sclii,

mare giunge
latini,

grandi
famiglie

fissati
,

in

Roma
la

colle

loro

sabini,

e che dall' Alo-

accresceano

diserzione

ne

dal Tevere,

dal

Numicio

di questi luoghi,

che restarono sog-

G RA
getti

AGR
Asceso
al
scesei'o

,^7
il

successivo deperimento fin-

soglio Pontificio nel 1.471

ch orde di
solare

barbari
e

a de-

Sisto IV,

vedendo che

poco vantag-

l'Italia,

Roma,
la

capitale
cui tenIl

gio dell'Agro deiivava dalla negletta


coltivazione, lasci facolt a
di

dell'impero,

era

meta

deano

gli

avidi

conquistatori.
,

chiunque seminare nella terza parte delle


stesso

saccheggio fatto dai baibaii

il

mal

tenute dell' Agro


tro la

anche congiusta
la

governo dei greci, le ostilit praticate al governo Pontifcio nei primi tempi del suo stabilimento; le incursioni
dei
saraceii
,

volont dei padroni, che do-

veano essere

compensati
periti.

dei re di Napoli

le

discoi'die cogl' imperatori

d'Occiden-

Queste disposizioni furono confermate da Giulio li. Sorgeva intanto il bel secolo di

stima fattane dai

te; le fazioni dei Colonnesi e degli

Leone X,

il

quale segna
secoli

il

principio

Orsini

dei

Galera ; la Avignone, dal i3o5 scisma d'Occidente,


1

Tuscolo e di residenza dei Papi in


conti
di
al
1

dell'ejioca dello splendore

che dur pei

Romano, XVI e XVII.

877, e lo

Le
va

Provincie
la

dal

1878
si

al

ricuperavano e crescepopolazione di Roma; ma la resi

4 7
1

ecco
l'

le

cause da cui

deve
che

ripetere

aspetto di diserzione

present l'Agro romano.

Queste

cause

stesse

riducendo
proprie

Roma ad
risorse,

appagarsi

delle

ne risvegliarono l' amore alDivenuti i Papi sol' agricoltura. vrani temporali vi misero ogni loro pensiero, convinti che il deperi-

occupavano grande Pontefice. Prevalse l' uso di mantenere una quantit, forse eccedente, di vacche rosse, e diminuirono le seminagioni. Clemente VII, immediato successore
ligione, le lettere e le arti

r animo di

quel

di

Leone X, tent
le

di rimettere in

vigore
di

costituzioni di Sisto
II.

IV

Giulio

Stabil

la

corrispondei fon,

mento dell'Agro dipendesse dalla diserzione. Sino dalla met del secolo
Vili circa vedesi
eriger
il

sione
di

da

farsi ai propiietari

seminati

arbitrariamente

cio,

Pontefice Zaccaria

della quinta parte

del prodotto

per
otto

tre villaggi,
I

ed

altri
il

quattro
fine del

tenute nel raggio di otto miglia da

alzarne Adriano

verso
secoli
altri

Roma, della settima per quelle fra

secolo

stesso.

Nei
i

successivi
castelli

e sedici miglia, e della decima per


quelle in distanza maggiore. Proib

scorgiamo
accorvi
i

edificati

ad

coloni e

pastori.

Ma

anni-

pure

che

il

numero

delle

vacche

chilate tutte le previdenze dei


tefici

Pondi

rosse passasse le cento e venticinque

dalla

barbarie
i

dei

secoli

per ciaschedun proprietario nel raggio di dieci miglia

mezzo, e diroccati
coltori costi'etti
si

castelli, gli agri-

videro a litirarsi
gli effetti fatali

da Roma. Permise l'esportazione del grano, quanil

in

Roma onde fuggire

do

suo

prezzo

dell'aria.

sorse
ti

di

Abbandonala l'Agi-icoltura, col tempo la classe dei mercancampagna che con lavoranti e

dieciotto giulii al rubbio.

non eccedesse Pure si mile di lui

sero

ad attraversare

prov-

videnze, r invasione dei napoletani


1 526, il saccheggio del Borbone nel 1527, e l'inondazione del Tevere nel i53o. L'Agricoltura langu e r esportazione di grano dalle

pastori avventizi! di lontane regioni

nel

misero e mettono a pr l'Agro romano, ma non col vantaggio che

darebbero

molti e
i

fissi

abitatori.

Ed

ecco

Pontefici

dar tutto

il

terre

Romane
in

dest
si

forti

timoj-i.

pensiero a incoraggiare l'Agricoltura.

Roma

seguito

vide

oppressa

i58
la

AGR
sotto Sisto

AGR
V
nel
i')^'>,

carestL-

r Agro

romano sessantamila
a

scudi

sotto Gregorio

XIV

nel i^^Qi, sotto


in al-

senza inteiesse ed
stretto di
al

quelli del di-

Clemente Vili nel 1092, ed

Roma

cinquantaciuquemila
al

tre occasioni nei secoli posteriori.


vista dei mali che di quando quando minacciavano Roma non jotea non forzare i principi e i dotti a cercarvi un rimedio. E quindi il Doni indirizzava ad Urbano \ ni im libro sul modo di restituire la salubrit dell' Agro romano. Proponeva egli per tal effetto di

La

due per cento. Nel 1775 ascese

soglio

Pio

in

VI, quel Pontefice che si mise alla magnanima injpresa d'asciugare le


paludi pontine. Ei diede particolare
attenzione alla cultura

dell'Agro e
nel
vi

ne

ordin

il

catasto, e

1783
si

dispose che

in ogni

anno

se-

minassero ventitremila
di

rubbi

circa

ristabilirvi la popolazione,

e forma-

grano
il

Alla

pubblicazione

del

va eziandio
eli e si

il

modello

dei castelli

catasto

prelato Cacherano di Rriil

sarebbero dovuti costruire [De ivsdiaenda saluhritate Agri romani. Novum thesaur. anliq. rom. T. I).

cherasio, piemontese, avanz

pro-

getto di popolare la parte settentrio-

nale dell'Agro collo stabilirvi da principio mille e novecento famiglie divise

Ma

il

di lui progetto

non ebbe esecu-

zione.

Un
,

particolare, Giambattista

in venti tribi, coU'aggiungervi in se-

Sacchetti

tent di metter in pratiidea.

guito ventisei trili per


luite.

le altre

te-

ca
so

una

tal

Colloc egli prescolonia


di
villani

Ostia

una

grande asciugamento delle paludi, cui allora da quel Pontefice


il

Ma

chiamati
felici

dalla Toscana,

ma

pochi

attendeasi, e le insorgenze politiche

essendo, ed in

un

sito

dei pi intutti in

dell'Agro romano,
1'

tempo morirono per

poco aria malsana.

per cui nel 1796,6 1797 perdette le Legazioni, distolsero la mente di Pio

VI

dall' eseguire

il

progetto, e lo co-

Negli anni posteriori ad

Urbano

stiinsero a mettere in vendita, fra le


altre,

Vili i Pontefici non cessarono di prendere sempre nuove misure alla insorgenza di nuovi bisogni. Innocenzo

alcune tenute dell'Agro romano. Tent bene Pio VII, nel 1801,
ripopolare
tali

di

quelle

tenute

ma

XI, creato nel 1676, tutto adoprossi per mantenere in Roma l' abbondanza. Fiss il prezzo del frumento ; ma aggravati da tal misura i mercanti di campagna, perch non poteano mantenere quel prezzo, stante
le

sforzi

furono
,

inutili.

Sopragdivenne

giunta
citt
se.

r invasione

Roma

provinciale dell' impero franceIl

corpo municipale che allora


invi
le

dirigeva la pubblica beneficenza, nel


i8o()

alcuni

mendici
dell'

la-

spese onerose, lasciarono inculto


si

l'Agro, di cui

seminava appena la V. Zauli, Ad nxtit. Faveulicv, rub. XLI, lib. IV, num.
decima paite.
2f)
I
.

Agro. Nessun vantaggio sort da tale disposizione. Ritornata Romanci 181 4 al

vorar

campagne

dominio
il

Constant.

Ad

slat.

Urbis

Adnot. LX, num. 16. 21. Continuando gli stessi bisogni, nel principio del suo Pontificato Renelelto

Pontificio, nel i8i5 e 181 ti medesimo Sommo Pontefice Pio VII institu una congregazione economica da cui vennero proposte
,

alcune provvidenze tendenti ad ordinare


la

\lll dispose, oltre alcune altre

publtlica economia, e fuci


le

|)rovviden/.e agrarie,

die ad ogni ancoltivatori

rono incominciate per


ve opciazioni.

lelati-

no

si

prestassero

ai

del-

AGR
Frattanto
sotto
si

AGR
1829,
le

'>9

present?) nel

Pio VHI, una societ di spestranieri che assunsero di coltivare l'Agro romano collo stabiculatori
lirvi

controversie dei sudditi loro. Lunadoro, Rclaz. della Corte di Roma.

Ora quel
altre

tril)unale

esiste
la

norme.

Secondo

con Raccolta

la {)opolazione

eccedente nelle

delle leggi e disposizioid di pu>hlica

altre

proviucie

Pontifcie.

Ma

ol-

ti'ech l'interesse straniero

non era
onerose
giusta-

interesse dello stato,

tanto

amminislrazione saggiamente emanate dal regnante Pontefice, il giudice de' mercenari, addetto al menzionato
le

erano

le

condizioni da essi apposte

tribunale capitolino, tratta

al contratto,

che

fu

perci

cause di
,

Roma

e dell'Agro
dell'

roma-

mente Dal
vedere
al

rigettato.
fin
le

qui esposto potr

ognuno
Pontefici

somme

cure dei

importo di duecento scudi, concernenti le mercedi campestri, le caparre, le anticipazioni o prestanze


lavori di
coltori
,

no

non

maggiori

miglioramento dell'Agro e l'estrinche si opposero sempre ad ottenere un tal fine. Per pronuioverc in generale l'Agricoltura, un Tribunale esisteva da gran tempo in Roma, intitolato appunto dell' gricollura. Era composto di
seche circostanze

per

causa di
gli

campagna
quanto tra

tanto tra
i

agri-

loro dipendenti.

Le
dal
il

altre attribuzioni

sono esercitate
[f^edi),

Tribunale
le
1

deU Annona
1 "2

quale tra

prese provvidenze ringli

nov nel

ordini
dell'

ai

proro-

quattro consoli, che dal Danieli {Ree.

prietari delle

tenute

Agro
i

Prax. Roin. dir., pag. 70) sono paragonati agli anticlii edili cereali. Ve-

mano,

di notificare

cio

cambia-

menti nelle propriet dover indicare


lasciati
i

avvenuti nel

nivano

a due a due eletti ogni ti'imestre ed erano destinati alle cause appartenenti ad animali, a
essi
,

corso dell'anno, ed ai conduttori di


terreni coltivati

incolti

V.

la detta Raccolta.

pascoli
di

simil

fatta

campagne e ad altre non che a perso,

Oltrech un tribunale di Agricoltura,

havvi
,

in

Roma
si

ne impiegate

in

lavori campestri.

Tiberina

la

quale

l' accademia occupa con


,

Un
voto
soli,

abile procuratore veniva creato

amore

degli sludii agrarii

si

fa

assessore
si

di

quel
lui

tribunale al cui
i

debito di produrre ogni anno qual-

confermavano
era deputato

detti con-

e se da

appellar volevano

che saggio dei suoi giudizii su tale argomento V. Accademie.

le pai-ti

un

altro

com-

AGRIFOGLIO
niore),

Guglielmo

se-

petente giudice.

Cardinale. Guglielmo Agrifo-

Un procmatore fiscale

ed im nota-

glio nato

a Fonte, diocesi di Limo-

ro erano addetti eziandio allo stesso


tribunale, che avea sede in

ges, profess uell'Ordine benedettino,

doglio in
nel

Campiun edifizio fatto costruire, lySo, da Papa Clemente XII.


giudici secolari

di cui, secondo alcuni, fu priore nel convento di Villabate. Chiamato alla corte dell'arcivescovo di Roano, es-

Altri

esercitava-

no non pertanto
cola in riguardo
soggette,
feudi,
li.
i

giurisdizione agrialle
i

col

sendo questi assunto al Pontificato, nome di Clemente VI, venne


lui

persone loro

da
la

promosso

alla chiesa di

Sa-

ed erano
principi

baroni ne' loro


di

ragozza;

ma

allora
.

ne' loro principa-

conseciazione

non ne ricevi35o a 7 Nel


1
r

Si servivano essi
le

un uditore

per ascoltare

istanze e coinpoi re

decembre dallo mente VI fu decorato


18

stesso
(L'Ila

Clesacri^

i6o

AGR
<\\ s.

AGU
nomin suo esecutore testamentario. Eletto Urbano VI, nel iSyS, comla

poi'pora col titolo

Maria in Trastevere; quindi Urbano V, nel i3()8,


al

lo trasfer

vescovato di

Sabina.

prudenza ed il senno dell' Agrifo;j;lio ben lo dimostr l'ottimo fine della tutela del regno di Sicilia, a lui affidata per la morte
Oliai fosse la del re Lodovico,
gliuoli.
Il

mise all'Agrifoglio l'estensione delBolla con cui veniva comandato


titoli.

ai Cardinali di ristorare le chiese dei

loro

Se non che

illanguiditisi

in lui quei principii che lo faceva-

defunto

senza

fi-

no desiderato

alla utilit della

Chiedie al

.dotto
di

Balsio per
tale tutela.

ne-

sa, e sedotto dall'

ambizione,

si

ga
sare

la

verit

L' Adi
di
fis-

partito dell' antipapa

Clemente VII di

grifoglio
i

ebbe l'incombenza
locch
giusta
le

Ginevra, quindi a quello di Benedetto XIII,

confini del territorio


, ,

Be-

pur antipapa; sostenendoli


,
.

nevento

conven-

ancora, sebbene inutilmente


so alcuni principi di

pres-

zioni stipulate col re Carlo

V, doInno-

Europa
la

Nel
se-

veva eseguirsi
cenzo
di
s'

dalla Chiesa.

i4oi

firn

miserabilmente

vita oegli

VI gli diede ancora F incarico formare il processo dei delitti, che imputavano a Barnab Visconti di

stinato nello scisma.

Ebbe

poltura nella chiesa

del collegio di

san Marziale, dove

avea fondata e
s.

Milano.
lezione

Da Urbano V,

alla cui

e-

dotata la cappella di
Il

Stefano.

aveva molto contribuito il Cardinale Guglielmo, venne destinato giudice delle controversie, che vi erano tra il vescovo di Urgel e il conte di Foix in riguardo alla valle Andorra. Il Cardinale assalito dal contagio, nel iSGg in Viterbo venne rapito alle comuni speranze ed
utilit.

Martenc

ci

riporta alcune letal

tere scritte dall' Agrifoglio

re di

Francia nel

i3q5.
,

AGRIPPININI
Agrippa vescovo
quale
stati

discepoli

di
,

di

Cartagine
quelli eh'

il

ribattezzava

erano

battezzati dagli eretici.

AGROPOLI.
regno di Napoli.
lis,

Citt vescovile del

sepolto
s.

in

Limogcs

nella

Agropoli

Acroposu cui

Basilica di

Mai-ziale.

che d

il
,

nome

al golfo

AGRIFOGLIO
niore), Cardinale.
foglio naccpxe a
di
s.

Guglielmo
,

(ju-

fabbricata

Guglielmo Agridiocesi Supery Limoges, l'anno iSSg. Le insisua giovcnti dei

greci

sembra fondata dai soltanto dopo lo stabilimento


Il

della religione cristiana.


s.

Pontefice

Gregorio

del

590

scrisse

ad uno
,

gni qualit delia

de'suoi vescovi, chiamato Felice

la

terminarono Urbano V, nel 367, ai 1 ^ maggio, a crearlo Cardinale del


titolo di
s.

XLII

lettera del libro secondo.

Stefano in Moutecelio, seb-

AGUCCHIO, o AGUCCI Girolamo, Cardinale. Nipote questi del


Cardinale Filippo Sega,
fu valentissimo in destcrit e accortezza, e parve nato per condurre in portantissimi
alfari.

bene di soli 28 anni. JVsi era ingannato il Pontefice, che una santa ed esemplare condotta accompagnata da
singolare destrezza nel

maneggio di
lui

Con vera
ci
si

utilit di-lla

importanti negozi

fecero

mol-

Sede Apostolica
te

adoper nien-

to contento di quella elezione.

Due

meno

di trent'anni, e fra le altre

anni dopo fu fatto Camerlengo della

sue dignit ebbe quella di datore di santo


Spirito.

commen-

S.

R. C.
gli

nel

iSyo (riegoBrigida
,

Da

<[uesto

rio
le

XI

die la cura di esaminare


di
s.

rivelazioni

lo

onore pass ad essere insignito della porpora cardinalizia col titolo di

AGU
s.

AGU
della

iGi

Pietro in Vincoli. Se non che po-

lamanca, poscia censore e segretario


del

co
te

pot
lo

godere

1'

Agucchio

supremo

consiglio dell' incjuisi,

conferitagli dignit;
rap'i alla

immatura morterra 1' anno i6o5,

zione di S])agna

quindi presidente

generale
nello

della

sua
tra

congregazione
Scrisse
le

non contando egli ancora il cinquantesimo primo d'et. Intervenne Agucchio al conclave in cui venne
esaltato
al

stesso

regno.
,

alcune

dottissime

opere

quali

me-

ritano singolare menzione la

Cola-

soglio Pontificio

Leone

zione dei concila di tutta la

XI, Medici, fiorentino, e mor nello stesso giorno in cui spir niicl Pontefice.

gna ,
in

e la Difesa della

SpaSanta Sede,

Ha tomba

monumento

e-

rettogli

con

ritratto

da Giambattista suo fratello, ed iscrizione onorevole

cui giudiziosamente confuta le censurate proposizioni del clero di Francia. Innocenzo XI consideiando
i

meriti dell'Aguirre
delle

e la profonda

alla sua

memoria

nella

chiesa del

dottrina

sue

opere
lo

ai

due

titolo sopraindicato.

settembre

del

1686

ascrisse al
s.

AGUILLAR
le.

Alfonso, Cardina-

sacro Collegio col titolo di

Maria

Alfonso
fu

Aguillar de' marchesi

di Priego, nato nella

no i653,
dova.
la

Spagna l' anprima canonico di Coracquistarono


e
dello
affid
il

sopra Minerva, colmandolo di elogi in pieno concistoro. Venne ascritto a varie congregazioni
al
s.
,

tra le altre

I suoi talenti gli

Uflicio, al Concilio, e all'Indice.

stima di tutto

clero

Consumato
che avvenne
polto
nella

dalle fatiche

incontr

stesso principe,

che

gli

impor-

con esimia rassegnazione la morte


l'anno
chiesa
e gli

tantissimi carichi. Ricusati


ricchi vescovati, nel

umilmente

1699di
s.

Fu

se-

1697, ad istanza del re cattolico fu da Innocenzo XII a' 22 luglio creato prete Cardinale della S. R. C, e poscia di-

Giacomo
posta
so-

degli spagnuoli

fu

pra

la

lapide
lui

una

iscrizione

com-

posta da
ristico

medesimo, in cui spira


il

venne inquisitore supremo di tutta la Spagna. L'anno 1699 insorta in

quell'umilt, ch'era
pregio.

suo caratte-

Madrid una
egli

lcrrii)ile

sollevazione,
le.

A GUZZONI Francesco, CardinaFrancesco Aguzzoni nacque in Ur-

con

la

sua industria e vigilan-

za riusc ad estinguerla intieramente.

Fu

nel
si

da immatura morte medesimo anno 1 699 mentre


rapito
,

disponeva a recarsi in

Roma

col

carattere di regio ambasciatore.


sto

Que-

XIV. Urbano IV nel 1 38o lo promosse alla chiesa di Faenza e nel 1 384 a quella di Benevento. Poco dopo fu trasfedi Bordeaux rito all' arcivescovato
bino circa la met del secolo
nella
colla dignit di Aquitania nmizio Apostolico in Ispagna ed in Guascogna per ridurre qviella pro,

Cardinale non ebbe n cappello

rosso,

titolo,

per non

essersi con-

dotto a

Roma.
Giuseppe,
in

AGUIRRE SAENZ
nacque
1'

vincia

all'obbedienza

del

legittimo

Cardinale. Giuseppe Aguiri'e Saenz

Pontefice,
di

anno

1629

Logrono,

citt della

Spagna. Fece

la professio-

re

come pure nei dominii Castiglia e di Leone per assolveil re Enrico e Caterina sua mocensura incorsa per
essersi

ne nell'Ordine benedettino, dove ra})idamente


ze, fu

glie dalla

avanzandosi nelle sciendi

nominato prima professore


voi.
I.

matrimonio senza dispensa dal terzo grado di consanguiuit.


uniti in

sacra Scrittura nell'universit di Sa-

Fornita la nunziatura^ fece ritorno


2
1

i62
alla

AIA
sua chiesa, e nel
i4o.^ ai
l'i

AIA
palazzo.

Divenne

in

seguito capo-

giugno venne creato da Innocenzo y II prete Cardinale assente del titolo


dei Santiquattro.

luogo
sofferse

di
il

un

baliatico.

Nel
e
fu

r528
poscia

saccheggio

Dopo

la elezione di

pi volte occupata dagli

spagnuoli
provindi citt;

Gregorio XII si portt) in Savona con riguardevole comitiva di teologi, affm di ridurlo alla rinunzia spontanea del pontificato, e spegnere cos quello scisma che lacerava la chiesa. Tollerate indarno grandi pene e fa-

dopo
cie,

la

perdita delle
il

sette

avvenuta sotto
nel
1

re Filippo II.
titolo

Nel 1557 acquist


indi

il

57

per

la

fondazione

della repubblica delle provincie-miite

fu la residenza ordinaria del suo


,

TAguzzoni fu il primo dei Cardinali ad abbandonare Gregorio, quindi un decreto il quale eman
tiche,

capo chiamato lo Statolder venne il centro del governo


stati

e didegli

generali,

dei

ministri

e degli

che
pei'

lo spogliava della

porpora e
;

lo

privava
runo.
I

della

sua

chiesa

decreto
ve-

che non ottenne mai


l'

effetto

esteri ambasciatori, gareggiando sempre colle primarie citt di Em-opa. Fu conchiusa nel 1668 in Aia
la formidabile quadruplice alleanza per porre un freno al bellicoso re di Francia Luigi XIV, ed ivi nel 1697 si combinata la pace di Riswick cos\ denominata dall'ameno

Cardinali congregati a Pisa

Aguzzoni ai re di Francia e d' Inghilterra, perch con la loro autorit costringessero Gregorio XII alla promessa rinunzia Tor.

mandarono

nato

dalla sua

legazione nel
;

i4i2

castello

ove

si

stipulata, fia l'O-

spir in odore di santit

ed ebbe

landa

Carlo

II re di

Spagna, Luigi

sepoltura in S.

M. nuova

di

Roma.

XIV
re

re di Francia, Guglielmo e
1'

IH

AIIWAZ
provincia
cesi di

Citt gi vescovile della

d' Inghilterra
I
;

imperatore
qual Innopose in
la

Gondisapore nella dioI sirii la chiamavano Huz, ed era capitale del paese di Susa o del Chuzistan. A' nostri giorni distrutta dalle fondamenta. AIA o HAGA, citt grande capoluogo dell'Olanda meridionale una volta residenza dei conti di Olanda, per cui le venne il nome fiammingo di ^S Gravenliaag, che in latino equivale ad Haga Coinilis. In essa risiede
di

Leopoldo
pace
cenzo
so
il

ad ottenere
Pigna tclli
,

Caldea.

zelante
,

Pontefice

XII

opera ogni
i
.

sua

sollecitudine

pres-

principali

gabinetti

di

Eupri-

ropa

Nel
si

1795, epoca della


,

ma
rato

invasione francese

lo statolde-

convertito nella
;

repub-

blica

batava
il

ma
di

nel

1807 pro,

clamato

regno

perdette la reale
trasportata

residenza

Olanda, l'Aia che fu

la corte.

Da una

piccola casa di cac-

ad Amsterdam. Riunita

cia in

di

un bosco vicino, ove i conti Olanda di sovente venivano a

per nel

francese, divenne l'Aia

18 io l'Olanda all'impero il capoluogo

ebbe origine questa citt, quale non pu contare per epoca del suo primo splendore se non
riposarsi,
la

del dipartimento delle Bocche della

Mosa.
tuito
il

Finalmente nel 18 14 instiregno de' Paesi Bassi, questa


con Brusselles
la

l'anno

19.48

in

cui

Gugliemo

citt altern

residen-

conte di Olanda fu eletto ed inco-

za della reale famiglia e l'annuale a-

ronato imperatore.
egli

Traslrendovisi
innalreale

dunanza
si

degli stati generali. Separato-

tempo in tempo (tice. zare nel i25o un magnifico


di

per

il

Belgio dall' Olanda

l'Aia

torn a divenire permanente resideu-

AIA
za sovrana, e continu
capitale di fatto del

AIB
ad essere
la

iGS
si

scuole cristiane.

Aiaccio non
l'

dee

reame Olandese.

confondere con

antica

Urciiiunij

di in ogni genere di scienze

L'Aia patria di molti uomini graned arti,

situata nel Golfo di Sagone.

ed residenza dell incaricato d'affari della Santa Sede, che pure rivestito
della qualifica di vice-supei'iore delle

Aiaccio fu patria del Cardinale Giuseppe Fesch, arcivescovo di Lione, nato il d 3 gennaio 1763, fratello

di

madama

Letizia

madre
egli

di

missioni d'Olanda,

f^.

Paesi Bassi,
Citt

Napoleone Bonaparte, nato


in Aiaccio addi

pure

ed Olanda.

i5 agosto 1769.

AA.CCIO (Adjacen.). residenza di un vescovo


di Corsica.

con

AIASSO.
un
licia
il

Citt vescovile che ora

nell' isola

villaggio assai infelice della Ci-

Questa

citt

e porto di

e del
in

vescovato armeno sotto


Sis.

mare
l'

sulla costa

occidentale del-

patriarca di

Ne troviamo

fatta

isola.

Fu

anche chiamata Aiazzo,


Il

Aiiicio,

Adiacwn.

vescovo, suffia-

ganeo
colo,

di Aix, fu istituito nel

VI

se-

e Aiaccio ora l'unico vescodell'isola. Si

vato
cio

crede che
il

greci la
di Aiac-

una lettera che il Sommo Pontefice Clemente VI, residente nel 1 in Avignone 347 scrisse ad Andrea Dandolo doge di Venezia, condolendosi perch il sultano di Bamenzione
,

fondassero, dandole
dalla
citt di

nome

bilonia avesse presa Aiasso.

Aiasso nell'isola di Lesbo. Sotto Gregorio VII fu colla Corsica soggetta al Pontificio dominio.

AIBERTO (s. ), solitario, nacque l'anno 1060 nel villaggio di Espain, diocesi di Tournay. AH' udire un
cantico sopra
le

La

chiesa cattedrale
edifizio

il

pi

austerit dell' ere,

magnifico

che
altre

la

decori.
si-

Questa
tuata
la
si

citt

era
verso

volte

un

settentrione

sua
gli

pi al fondo delbaia, onde ancora veggonterzo

di

lega

il

deliber di rimita s. Teobaldo nunziare interamente al mondo. Apprese da un solitario del monistero di Crespino le vie della perfezione e dopo di aver dimorato secolui

avanzi

della

vecchia
castello

citt

con

le

vestigia di

un
nel
le

e di

emulandone, e dir meglio, sorpassandone le virt , vesti l' abito nel


monistero di Crespino. Corsi quivi venticincp.ie anni fra le astinenze e le macerazioni pi rigorose, ottenne

una

chiesa.
il

Ma

secolo

XV,

verso
cevoli,

1435 per
si

esalazioni no-

rifabbric

ove ora

esiste.

Nel declinare dello stesso


Corsica con Aiaccio pass

secolo la
a' francesi,

da Lamberto suo abbate


ta.

il

consen-

so di riabbracciare la eremitica vi-

e di poi

genovesi

scacciatili, resta-

La fama
:

gli

rono padroni dell' isola. Nel secolo XVII venne sensibilmente accresciuta la sua popolazione da una
colonia
la

tutte parti, le quali

di no i consigli cardo vescovo di

gente da u domandavache mosso BurCambrai, a ordiattir

di

Mainotti,
dei

fuggita

dalla

narlo sacerdote

fattagli
la

fabbricare
celletta,

barbarie

turchi.

Dopo

una cappella dentro


gli

sua

met del secolo scorso essa pass e dura sotto la dominazione francese. La Diocesi ha sessantasei cure,
duecentosei sussidiarie, novantaquattro vicariati,

diede alcune
dei

facolt

per l'am-

ministrazione

sacramenti della

Penitenza e della Eucaristia, facolt che dai Sommi Pontefici Pasquale II,
e

una comunit

di

sorelle
,

Innocenzo II,

gli
1'

furono

confer4*>
"t'I

diversi

stabilimenti monacali

mate. Mori circa

anpo

1 1

104-

AIG
7
di

AIG
in cui
di

aprile

giorno

l'

ordine

benedettino.
e

Essendo

uo-

nominato nei martirologi


cia

Fran-

mo
te di

saggio

pio fu eletto da Inisola di Lerino.

e cos pure in quelli dei Paesi

nocenzo IV suo cappellano e abbas.

Bassi.

Onorato nelf
I

o ALCARIO, o ACARDO (s.), abbate di Jumieges i Anscario ed cui genitori piissimi Erniina, fondarono la badia di Quin-

AICADRO,

d'Angi re di Sicilia cos n' ebbe stima, che nel suo viaggio a Napoli lo volle seco a compagno
Carlo
e consigliere.
tosi

Urbano IV

assicuradel-

cay. Poich dispieg chiaramente

il

delle riguardevoli

qualit

disegno di consecrarsi a Dio


sto dai

fli

po-

l'Aiglerio, lo destin

abbate di IMondi

medesimi

sotto la direzione
il

tecassino.

La

disciplina

quel

di

s.

Filiberto che popol

nuovo

monistero di fervidi religiosi tradotti da Jumieges dalla quale badia Filiberto era fuggito per iscamparc alla tirannia di Ebroino. Dal suo
,

monistero da cpialche tempo dissipata, per r opera di Bernardo subito


si

regol
II,

scacci
di

le

milizie di

fu Aicadro institutore elevato al grado di abbate di Quincay, poscia di Jumieges che racchiudeva allora da novecento religiosi. Tra questi seppe Aicadro mantenere l'amore alla

Corrado e di ]Manfredi, che da 36 anni occupavano l'abbazia, ne richiam i monaci esiliati,


Federico
ricuper
le terre

castelli
il

che

le

appartenevano e rimise

cenobio in

possesso delle sue rendite.

Fond un
e lo

ampio spedale
t'

in

s.

Germano,

perfezione
doli

allo
1'

studio

preceden-

provvide con ricca dote.


anni
stero.

Dopo

ven-

sempre con

esempio della pi
IMor nell'

severa

castigatezza.

anno

687, dopo i salutevoli ammonimenti che in placida soavit di paradiso

di governo in quel moniClemente IV, che assunse il Pontificato nel i265, in premio di s distinti meriti, lo cre prete Car-

lasciava

a'

molti

suoi

fratelli.

dinale, e poi lo sped legato


tere,

In-

Contava 63 anni. La sua festa si celebra a' i5 settembre. AlCnSTADT. J^. EicnsTADT. AIDANO (s.), vescovo di Ferns in Irlanda, nacque nella Connacia. Dopo aver tradotta la vita molto

in

Francia contro
Colla

gli albigesi,

fpiindi in Coslaitinopoli

contio

gli

scismatici.

sua prudenza obI

blig

il

re Carlo

ritirar

le

sue

tempo
il

nel

paese

di

Galles ap,

truppe che avevano occupato i cavicini stelli al suo monistero di Montecassino. Scrisse alcune opere
fra
le

presso

abbate David e aver fondato gran numero di chiesanto


monisteri, fu consecrato ve11

quali
s.

una Sposizione

della

regola di

Benedetto e lo Speechio

se e di

dei monaci. Fornito di esimie virt,

scovo di Ferns.
lebre tra
i

suo

nome

ce-

santamente

mor

nell'

anno

282
di

santi

Irlandesi.

Sembra

che se ne facesse la festa nel duodecimo secolo nel paese di Galles. Era anco onoralo in Isvezia. La

e fu sepolto in Montecassino. (s. ), arcivescovo

AIGULFO

Rourges. Egli a gran pena

si

pot

memoria
gennaio.

di lui

si

celebra

il

d 3i

rimuovere dalla solitudine a cui da' primi anni si consacr, ond essere

elevato

al

posto arcivescovile

AIGLERIO
nale.

Reunardo,

Cardi-

di

Rourges, l'anno 811.


la

inferire

Bernardo Aiglrrio, nato in Provenza, nel secolo W\\, profess

che

sua vita fosse nel vero santissima, bastano le lodi profuse a

AIG
lui
(la

AIR
di Orleans.

i65
Aimcri-

Tcodulfo vescovo

AIMERICO,

Cardinale.

AssistcUe al concilio di Tliiom illc, dove fu condannato Ebonc di Reims, che os degradare Lodovico // Buono suo legittimo sovrano. Mor a' 11 maggio 84o. Egli onorato
nello stesso

co, di nobile famiglia, nato ia Castra

provincia di Borgogna, prima canonico regolare Lateranensc,


sto II,

da

Cali-

che

fu Pontefice

venne creato Cardinale


S.

iiig, diacono di
nel
della S.

giorno.
(s.),

M. Nuova e

cancelliere

AIGULFO
delto
alla Blois.

abbate di Lrins
s.

volgarmente
luce
nel

Ayou, venne
nella
citt

63o,
ascrisse

di

Chiamato da Dio
si

alla

vita

monaci di s. Benedetto nel convento di Henry, Per comando del suo abbate trasport in Francia le reliquie di s. Benedetto e di s. Scolastica, dopo
monastica,
ai

averle sottratte alle rovine di


te

Cassino. Quindi Clotario III,


la

Moname

R. C. Fu amicissimo di s. Rernardo, che gli dedic il suo libro De diligendo Dc.o Innocenzo II lo costitu, con altri Cardinali, esaminatore della causa del monaco Rainaldo Carmelitano, che favoriva lo scisma di Anacleto II, antipapa. Contro di lui Aimerico fortemente sostenne la legittimit d' Innocenzo, cui fu sempre devoto. Mor nel 1 1 48
: .

dopo 28 anni

di cardinalato,

mirando
carico
di

singolare

prudenza
l

AIMOINO
decimo.

monaco benedettino
una
cinque
storia
libri
,

santit di lui, gli affid

importante
la
I

di Flcui'y, vivea sul finire del secolo

mettere

la

riforma e
Lrins.

Compose
divisa

di
i

pace
ligiosi

neir abbazia

di

re-

Francia

in

a questa
assumere

appartenenti
lo

tratti

dalie virt

di Aigulfo,
il

pregaro-

no do

di

carattere di loro
ribelli
lui

abljate.

Ma

due monaci
contro
in
gli

aven-

suscitato

di

un par-

tito,

fu rinchiuso

un' orrida prirecisa la lingli" occhi.

due ultimi de' quali furono terminati da alti'a penna dopo la sua morte. E autore eziandio della Vita di s. Ahhone, abbate di quel monistero, come pure di due libri Demiracoli di s. BcnedeUo , di un ser-

gione,

ove
e
gli

venne

mone sopra

questo

Santo

della
reli-

gua
rati,

ftu'ono cavati

Storia della traslazione delle

Indi fu dato in
i

mano ad
tra
la

alcuni pi-

quie di lui in Fi-ancia, e di alcuni

quali condottolo nell'isola di


situata
gli

poemi.

Amathis
la

Corsica

e
eia

AIR.E (Aturen.).
con
residenza

Citt della
di

Fran-

mozzarono barbaramente la testa. Questo martirio avvenne verso r anno 675, e vi colser la palma anche altri trentatre
religiosi

Sardegna,

un

vescovo,

Aturum,

di

Lrins,

la

cui

festa

si

Viciis JuUi, Aire nel dipartimento delle Lande, cos denominata dall' Adour che la bagna, Fino dal quinto secolo dell' era cristiana
II

assegna nel martirologio romano ai

fu

cosfituita

sede

vescovile.

3 di
santi

settembre.
si

corpi

di

questi

conservano,

secondo alcuni,

suo vescovo suffi'aganeo di Auch, la cui diocesi comprende il


dipartimento delle Lande situato sul

nel monistero
tivi

di Lrins, trasportadell'

per cura

e secondo

altri,

abbate Rigomir ; che meglio la peni

sano, esistono appresso


ni del priorato

benedettidi

pendo di un monte. Chiamossi anche V^icus Julii come monumento della vittoria ivi ottenuta da Giulio
Cesare.
I

della

citt

Pro-

Goti

l'

abitarono in seguito
;

vcnza nella Brie.

a cagione del suo suolo liirace

ed

3,,

i66
Alarico
loro
re

AIS
che
fior
"*''

AIU
intorno
stabil la vi costriu
ti

di

Montaeuto neirAlvcrnia,
fornito

uoe

l'anno di Cristo 4^4? sua residenza; la orn, e un castello del quale si


tuttora
gli

mo
di

di

singolare talento

veggono
disfatta

molta dottrina, siccome ne fan fede le opere da lui scritte Men.

avanzi.

Dopo

la

de' Goti fu posseduta

dai

francesi

e Lodovico I conte di Fiandra la rifabbric verso il 63o; ma poi dai duchi d' Aquitania, e dai Normaani, fu saccheggiata pi volte ed in parte
aijbi-iiciata.

Tero vanne, da Innocenzo VI, a' 17 settembre i363, venne creato prete Cardinale asdi

tre era

vescovo

sente del

titolo

di

s.

Martino. Uri

bano
invi

dipoi
alla

neir anno

368)

lo lo

trasfer

chiesa
nelle

Toscolana,
provi ncie

In seguito

molto

soffer-

legato
e

del-

se

nelle guerre di religione del sescia-

colo XVI, ond' che per tante gure essa molto decaduta.

La
dicata

chiesa cattedrale d'Aire dealla santissima

Patrimonio, e lo nomin esaminatore nella causa di Casimiro re di Polonia, che abbandonata avendo la propria moglie,
del
si

l'Umbria,

Vergine madignit del

era unito

ad una ebrea. La pesua destrezza


della piti
in
lui
gli

dre di Dio.
capitolo

Le prime

rizia dell' Aisselini, e la

sono due arcidiaconi e vi la diocesi si contano dieci canonici comprende 1 1 1 cure parrocchiaH
:

nel maneggiare
alta

alFari
si

importanza, ben
difficili

parecchie

conobbe controversie da

la al

parrocchia della cattedrale spetta


capitolo.

condotte ad

un

felicissimo fine.

Ula

niversahnente compianto,

comp

Trovasi nella diocesi di Aire il borgo di s. Severo altre volte celebre per un' abbazia di benedettini che diede il nome al luogo. Chia-

sua vita in Avignone l'anno 1378. Alcuni confondono malamente il

Cardinale Egidio Aisselini con Egidio Bellaniera vescovo


e del
di Lavaur Puy, onde conviene correg,

masi capo di Guascogna il Mont de IMarsan che d il titolo ad un


arcidiacono
,

gere r errore de' sammartani


collocai

che
di

e la piccola antichissis.

ono

Egidio
DI

nella

serie

ma

citt

di

Qultteria illustrata

quei vescovi.

dal martirio di questa vergine.

La
TA.

AIUTANTI
del
di

sua chiesa concattedrale con quella d'Aire, siccome arricchita di molte


leliquie, vien frequentata
la,

Carica od ufficio

CAMERA DEL Padella camera


)

Sommo
camera
servigi
(

Pontefice. Gli Aiutanti

da gran

fol-

Cubicularii

del

Papa,
sua

che

vi

concorre da tutte o

le parti.

pei

che

prestano

alla

ed anche ARIS. Castello a tre leghe da Auxerre in Borgogna. Nell'anno 1020 o nel 102 vi si celebr un concilio, a cui intervennero Roberto re di Francia,
Gozelino arcivescovo di Baurges, e
Le;)teric
j

AIRIAC

AIRY

persona nel segreto delle sue camere, appartengono alla famiglia nobile Pontificia, ed alla riguardevole classe dei cubicularii, prefetto dequali il prelato maestro
di

augusta

camera. Gli Aiutanti vestono cogli

arcivescovo di Sens.

me
Car-

altri

cubicularii, cio sotta-

AISCELK\
dinal Ugo.

AYSCELTN,

na

talare, fascia,

collare e

mantelneri
,

y. BiLLOMo Ugo.
E:;iDi(),

lone paonazzi
])ortano
il

con bottoni
tal

e
.

AISSELIN!
Aissclini l'jgidio
altri

Cardinale..

cappello

ecclesiastico

Anschni,

detto da
dei

Neil" estate

un

abito di seta,

Gu..;hclnio Aisscliuo

cju-

di

panno

nell'

inverno.

In

cap-

AIU
nella o nello finizioni

AIU
portano sopra
segreti,
il

.(ly

la sottana paonazza, la cappa ed il cappuccio di saia rossa, foderali di

padre maestro del sagro palazzo, il maestro di casa di esso,

due

chierici

segreti,

ed

quattro
di (juclli

seta

del

medesimo

colore.

di

cappa nell'inverno ha il pelli bianche di armellino. V. Bonanni, Gerarchia ecclesiastica

Questa cappuccio

Aiutanti di camera,
di allora,
ter

numero

concedendo ad
,

essi
1'

di po-

inquartarc nello
fecero
di

stemma
in
lui

arma
oltre

Pontifcia

dichiarandoli
i

pag.

4?^

fig.

i3/|.

dell'edizione di
ci

come
suoi

predecessori,

Roma

del 1720, nella quale

raple

famigliari,

continui

comconti

presenta l'Aiutante di camera con

mensali (cio assistenti alla mensa),


notari della Scl\c
del sagro palazzo

medesime

vesti,

meno

alcune piccole
alla veste,

Apostolica,

diirerenze. In

quanto poi

ed aula

Latera-

colla quale assistono alle ca])pelle, essa

affatto eguale a quella de' camerieri


segreti.
to,

nense, cavalieri dello speron d'oro, nobili di Roma, Avignone, Bolo-

Riguardo
gli

alle

forme

dell'abi-

che usano

Aiutanti

non

cos

facil

cosa lo stabilirne l'origine,


affatto
i

man-

gna, Ferrara, Benevento, e di tutte le citt soggette alla Santa Sede. f^. Famiglia Pontificia.

candone

documenti.

Anticamente
cameriere

l'

emolumento

di

Sino al termine del Pontificato di Pio VII, che mor nel 1823, gli Aiutanti di camera, quando era-

segreto,

che equivale al

di mille scudi annui.

ciambellano delle corti secolari, era Quello poi dogli


era
di

no

fuori di servizio e per citt ve-

Aiutanti di camera

cinquee

.stivano

r abito
era

neio a guisa degli

cento annui scudi, oltre


le

le regalie,

ecclesiastici,
tilizio

e nel loro
il

stemma genclasse dei

propino, non gi lemancie, le quali


percepire, siccome appar-

vi

cappello da prelato,
alla

non possono

siccome appartenenti

tenenti alla famiglia nobile palatina.

l'

Mantelloni {Fedi). Pio VI fino dalanno primo del suo Pontificato, 1775, avca emanato un breve: SS.
Pii proi'idciitia diconcessio privilcs^io-

Da
lico
si

molti ruoli del palazzo apostorileva altres

che

gli

Aiutanti

Domini Nostri
vina Papi

VI

camera avevano individualmente quindici scudi al mese, mentre venticinque erano assegnati ad ogni cadi

rum pr

nonnullis suis familiaribiis,

meriere

segi'cto,

oltre le pensioni al-

Romae 1775 ex Typographia Reverenda! Camera; Apostolica;. Con


esso

lora godute, e la parte detta di palazzo consistente in pane, vino,

man-

breve confermava
intimi
,

tutti

pri-

tenimento di
ra,

cavalli,

domestici, ce-

vilegi! soliti

concedersi dai Papi ai


familiari
,

ed

altre

cose,
agli

che

il

palazzo

loro

cio

ai

se:

forniva, tanto

Aiutanti di ca-

guenti

nominati

maggiordomo,
sagrista,
tarii

espressamente maestro di camera,


i

mera, che a molti familiari, attesa


la tenuit degli

onorari loro. In se-

elemosiniere,

due segree
delle
i

guito,

tolte tutte le altre cose ai ca-

dei brevi ai principi,


il

merieri

segreti,
si

come ad ogni

fami-

lettere latine,

sotto datario,

ca-

merieri
siastici,

segreti
il

partecipanti
segreto,
i

eccle-

accrebbe loro l'onorario, stabilendosi a scudi cinquanta


liare palatino,

medico

came-

mensili,

quanti pur se

ne assegna-

rieri

segreti partecipanti di

cappa,
re

compresi
il

il

spada e foriere maggioi

ed

cavallerizzo,

cappellani

primo degli Aiutanti di cantera mentre soli 4 " ebbero gli altri. E siccome il primo Aiulanal

rono

iGo
te

AIU
camera
cos

AIU
morte del PonCardinali.

di

alla

Non hanno

responsabili l

tefice

viene considerato secondo del


in sede vacante

nella cajipella segreta


alla

ma

assistono

nuovo,
di

ha

scu-

messa del Papa, e

talvolta an^

ed eletto il novello secondo col godimento di quell'abitazione decente ne' due palazzi apostolici Vaticano e Quirinale, che pure avea prima
mensili,
il

4o

che la servono.
Il

Pontefice

dichiara

primo Aiutante

di

camera

e colia
gli

onori,

medesima partecipazione deemolumenti e privilegi del

anche custode generale delle vesti usuali e domestiche del Papa, poich delle vesti sacre custode il vescovo sagrista, e come tale partecipa della distribuzione della cera
nella festa della Purificazione, delle

primo.
Nei ruoli di computisteria del sacro palazzo, particolarmente nel Pontificato

Palme,
ss.

di altre

medaglie
della

d'

argento
dei

nella ricorrenza

festivit

di

Sisto

PereUi

del

Apostoli Pietro e Paolo con altra

i585, di Paolo V, Borghesi, del i6o5, di Urbano Vili, Darbeniii, del 1625, e di altri, trovasi che gli Aiutanti di camera del Papa erano posti immediatamente dopo i camerieri
iniiros

propina nella creazione dei Cardinali. Nel Pontificato di Pio Vili, ed


in quello di Gregorio

XVI
offizi

glorio-

samente regnante
tante riun
agli

il

primo

Aiuquello

altri

segreti,

indi
i

seguivano

di spenditore segreto coll'onorario di

Cappellani segreti,

camerieri exlra-

scudi
tri

3o

mensili, oltre

ad
gli

alcuni al-

ed

Bussolanti.

nei ruoli di

Se non che Pio VI e di Pio VII,


posteriori

emolumenti. Essendo un tempo

Aiutanti

negli

altri

essendo

di

camera
,

in
la

numero

di sei

od an-

cappellani

segreti

riportati
gli

dopo

che otto
di
telli,

istruzione pei maestri

camerieri segreti, cos\

Aiutanti di

camera

scritta
tal

da mons. Pigna-

camera erano posti dopo questi, ma tuttavia sempre prima dei cappeldei camerieri extralani comuni
,

che in

posto servi Pio VI,

prescrive, che

guardia,
stretto a

debbano essere di almeno due per giorno.


il

viuros e de' bussolanti.

La

precedeni

Presentemente che

numero

ri-

za degli aiutanti di camera sopra


ruoli antichi citati, sar

due

soli

tutti e

due de-

cappellani segreti, che riscontrasi nei


forse progli

dotta dall'essersi considerati


tanti

Aiu-

come

addetti

al

servigio del

vono esser pronti ogni di pel servizio di Sua Santit. Il primo di questi non deve mai partire dalla stanza vicina a quella dove d udienza il
Pontefice, e l'altro intanto che quegli

Pontefice

qual monarca soltanto non per siccome capo della Chiementre descrivendosi ne' ruoli sa
,

impedito, o esce di casa,

de-

ve

disimpegnare lo

stesso
al

servizio.

quelli addetti al servizio ecclesiastico

Spetta
tante
il

comunemente
servile
il

primo Aiui

del Papa,

capjcllani segreti n'erano

Pontefice mentre

anteposti agli Aiutanti.

Questi

uUi-

a tavola, giacch ordinariamente

mi sono pure sotto chierici (J celi), rna per tal onore non godono emolumenti. Bens ricevono alcune
tlaglie

Romani
ad

]*onlefici
i

non anunctlono
ullizi
il

esercitare

loro

co])pieie,

me-

e lo scalco segreto,

se

non
il

in

po-

d'argento alla ricorrenza della Pietro e Paolo, calze di sc)iclla

che circostanze.

Quando
le

ncH' anti-

festa de' ss.


la

camera

segreta,

non cvvi

cameriere
persone,

nera e propine

cicazione dei

segreto per

introdurre

AIU
la
1"

AIU
deve sempre

ifif)

iiialliiia

e la sera,

camera, cio dal primo gradino del


secondo piano dell'altare Papale, corrispondente
ficio.

Aiutante di camera passare al Papa l'ambasciata di que' personaggi, cio Cardinali, prelati

al

terzo del soglio Ponti-

ed

altri,

oh' egli

riceve

per

la

via

segreta

e particolarmente.

Quando
circa

poi sodi

l' Aiutante da due votanti di segnatura (e un tempo da quattro), quali accoliti apostolici,

Accompagnato

no aperte

le
,

consuete
cio

udienze

si

reca dinanzi al Papa.

votanti ac-

Sua

Santit

due ore

coliti

tengono alzata
il

la veste Pontifi-

avanti mezzod fino ad un' ora po-

cia

acciocch dall'Aiutante vengano

meridiana per la via pubblica il maestro di camera introduce chi n' ammesso , compresi quelli che hanno 1' udienza regolare ; ed in
,

levate le scarpe,

che fatto, l'Aiu-

tante di

camera

si

ritira

del trono, e stando in

due votanti
scarpe
piviale
,

tiene
il

da una parte mezzo ai detti sotto la cappa le


Pontefice
, ,

assenza di detto

prelato

supplisce
segreti
di set-

finch

senza
sia

uno

dei

quattro

camerieri

e
la

senza mitra

si
il

reca ad

partecipanti, cio quello

che

adorare

Croce.

Come
gli

Papa

timana,

il

quale nella sera sta esclu-

tornato al soglio, l'Aiutante di ca-

sivamente neir anticamera del maestro di camera affin di passare l'ambasciata per quelli che devono avere

mera inginocchioni

rimette

le

scarpe, e quindi torna al suo posto.

Nei Pontificali di Pasqua, di


tro

s.

Pie-

r udienza. In tutte le altre ore qui non accennate, e quando il Pontefice dispensa dal servigio il cameriere
plisce

e Natale, oltre quelli della co-

ronazione e delle canonizzazioni, pri-

ma

della

messa un ceremoniere va

segreto

dall'anticamera,
1'

supdi

costantemente

Aiutante

a prendere il primo Aiutante di camera dal secondo gradino dell'altare Papale, in abito rosso e cappuccio, che qual sude r uditore di rota diacono apostolico vestito con to,

camera per servire chi viene dienza. V. Udienza.


Nelle
ficie
gli

all'u-

funzioni

cappelle Ponti-

Aiutanti di camera

hanno

luogo dopo i cappellani segreti e comuni. Nelle processioni poi van-

no dopo
allor che
tificio

bussolanti, e cos anche


si

e deve cantare l' epistola ; ed accompagnati da due viazzien, entrambi si portano al detto trono ove r Aiutante di camera leva
nicella
,
,

portano

al

trono Poncandela
,

le

scarpe
i

al

Pontefice,
,

e
il

assiste

per ricevere la
la

le

a calzare
uditore

sandali

che
al

prelato

ceneri,

palma
e
nel

e gli

Agnus Dei
santo al-

di

rota

pone
di

Papa, e
calzette di

benedetti,

venerd

che sono

una

sorta

l'adorazione della Croce, nella quale cerimonia fanno un' offerta.


In questa funzione,
tante
il

primo Aiule
si

quegli

che

deve levare

scarpe al Pontefice

prima

eh' ci

conduca ad adorare la Croce, e rimettergliele dopoch ritornossene al soglio. Per adempiere a tal uffizio, dopo che il celebrante ha scoperto il legno
della Croce,

rosse o bianche secon iscarpe pi nobili dello stesso colore, e croci ricamate 1' Aiutan( V. Sandali ). Dopo ci te di camera pone sovra un bacile d' argento le scarpe levate le ricuopre con un velo di seta, e le
seta ricamate,

condo

la festa,

depone
spoglia

sulla

rimetterle al
(

Papa
il

credenza Pontifcia per nel luogo ove si

un cercnioniere va a
suo posto l'Aiutante di

1^.

prendere

al

al libro I;

Giorgi,

Ceremonialc romano De Liturgia Fw-

,,

lyo

AIU
Pontifcum
Ili
,

AIU
e

manonim

Sarnelli,

carrozze

e
,

il

treno chiamato semi-

Dei femorali

dell'antico Pontefice

pubblico
seco

Delle lettere ecclesianel tom. stiche, p. 69 e Dell'uso dei femorali, toni. VII, p. 687). Quando poi il

in cui il Papa conduce due Cardinali. In questo costume gli Aiutanti di camera del Papa vanno nella car-

Sommo

Pontefice in istola

moz-

zetta visita le chiese, e va a dare in esse la benedizione col SS. Sacramento,

rozza nobile del Cardinale di maggiore dignit, il quale va in quella del Pontefice, e prendono i primi
posti
altri
,

o con torcia accompagna

la

pro-

che non debbono cedere ad

cessione nell'ottava del Corpus Domita nelle basiliche patriarcali di s.

sebbene

a])ito
_,

Giovanni e di

s.

Pietro, e

quando

in

nero
loro

ecclesiastici s per paonazzo in confronto del s in riguardo anche della


, , ,

questa ultima basilica interviene alle processioni per l'esposizione del SS. Sacramento, gli Aiutanti di camera

prelati

intervengono col solito abito di sottana, fascia e mantellone paonazzo, ed in mancanza de' camerieri di onore sostengono le aste del baldacchino.

come vediamo nei maggiordomo e maestro di camera, i quali non ostante che talvolta non sieno nemmeno cliierici,
qualifica

tengono sempre la mano diritta e precedono l'elemosiniere, il sagrista ed ogni altro costituito in dignit
,

Ugualmente

vestiti

assistono

episcopale.
di

Il

posto

degli

Aiutanti

anche

alle consagrazioni dei vescovi

fatte dal

Papa. Colle stesse vesti, al due camerieri segreti, gli Aiutanti di camera accompagnano il Pontefice quando va per la citt

camera del Pontefice, era precisamente nella cavalcata dopo i


,

modo

dei

camerieri

extra

inuros ,

ed erano
in abito

seguiti dalla nobilt

romana
,

di corte.
il

Dopo

il

Pontefice, veniva
in
indi

visitando monisteri, sovrani


il

od

altro,

che pure

si

pratica nelle esequie

maestro di camera due camerieri segreti,


co,
il

mezzo a il mediAiu-

dal sacro Collegio celebrate al

Papa

caudatario, e due

altri

defunto, nella basilica vaticana dentro la cappella del coro, ove pren-

tanti di

camera

dei

primi.

medesime vesti Gli Aiutanti di camera


colle
si

dono luogo
te presso
il

colla

Camera

segreta

del Papa, anche nelle cavalcate con


cui
i

di abito paonazzo, di cui fanno par-

Pontefici
alle
s.

recavano
dell'
,

solen-

Pontefice, cio in banchi

nemente
ziata
,

cappelle

AnnunNase-

a cornu
gli

Evangelii.

Dopo morte

poi

di

Filippo Neri
s.

della

Aiutanti di camera vengono es-

tivit,

e di
il
,

Carlo, sia che precesia

posti neir esequie col loro abito.

dessero
guissero

Pontefice,

che lo
in

che con pomposa cavalcata prendevano


Nei solenni Possessi
(

p^edi

andavano pm'e

cappa

e cappuccio rosso, con le pelli bian-

Sommi

Pontefici nella basilica


,

la-

teranense

gli

Aiutanti

di

camera

che neir inverno, Ora che in dette cappelle si usa il trono semipubblico, gli Aiutanti di

cavalcavano,
e cappuccio
se d'

di cappa rossa, adornato d' ermellini inverno e di mostra di seta


vestili
,

camera pren-

dono luogo

nella carrozza del Car-

dinale di maggiore dignit dei due,

cremisi

se

di

estate.
al

Dur quel
da
Pio

costume fino VII proso ai

possesso

che vanno in quella del Papa. Nei treni per le gite nei luoghi

9.4

novembie iSoi,

sulnubani e nei viaggi,

il

posto agli

sostilucudosi poscia alle cavalcale le

Aiutanti di camera assegnato nella

AIX
terza

AIX
,

i-i
Sestio

carrozza

detta frullone

coi

o da ci che Cajo
console
quaitieri

Calvinio
fissati
i

monsignori caudatario e cruci fero.

romano,
d'

avendo

Quando

poi

i!

Papa

si

reca in

inverno in questa

citt

carrozza per la citt , e fuori delle porte con frullone di seguito, l'Aiutante
di

dopo
tro
i

la

battaglia

guadagnata conf'

Salii,

centoventiquattro anni aCristo,

camera con due camerieri


il

vanti

Gesi

alzare

un
.

segreti,

uno scopatore secreto ed


,

de-

muro
Presso

attorno

della
citt
i

sua

piazza

cano, prendono luogo in detto frullo-

questa

Mario

disfece

ne a quattro cavalli al quale susseguono otto dragoni Finalmente gli Aiutanti di camera, come facienli parte della camera segreta, e del,

per
fu

la

prima volta
dai

teutoni.

Aix
dai

successivamente
e
dai

rovinata
pari

borgognoni,
ceni

visigoti^

dai saradi

noiinanni,

al

la famiglia nobile Pontificia,

intei*-

tutte le altre citt

della Provenza.

vengono
la

alle

comunioni
si

varie ricorrenze festive

che per fanno nel,

cappella Papale ed alle esequie de 'palatini. V. Esequie,

antiche scritture delle provincic Francia, la qualificano metropoli della seconda provincia narboncse.
di
Il

Le

suo

capitolo

componesi

di di di

Passato
di

il

Pontefice a miglior vita,

gli aiutanti di

camera sono obbligati


al tristissimo uffizio di

un prevosto, di un arcidiacono, un decano, di un sagrestano, e


tredici

adempiere
il

canonici,

che presentemente

scuoprire

volto del definito, allor-

sono ridotti
la

a undici.

Comprende

quando
scere

il

Cardinale camerlengo

si

diocesi diecinove parrocchie, cin-

reca nelle stanze Papali

ricono,

formalmente il cadavere per annunziarne la morie. V. Cadaveri

de' Pai'i.
,

A-IX ( Aquen. ) citt di Francia con residenza di un arcivescovo. Aix ( Aqiice Sexticc ) gi capitale della Provenza posta in ima pianura a piedi di molte deliziose colline. Essa sino dal terzo secolo dell'era cristiana divenne sede d' un arcivescovo, la cui dio,

que comunit religiose di femmied un collegio di Milionarii. Prima i monisteri degli uomini ascendevano a venti, a dodici quelli di donne, ed a cinque le cappelle di
ne,
penitenti.

L'arcivescovo che avea la


degli
stati

presidenza

del

paese,
calcola-

godeva

la

rendita di trentadue mia

la lire, e la tassa

Roma

si

va a due mila quattrocento


Pi-etendesi che

fiorini.

Costantino impeal

ratore abbia fatta costruire l'antica


cattedrale di
tore.

cesi

comprende
del

il

dipartimento delle
il

Aix dedicata
pi

Salvaorna-

Bocche ha
di
il

Rodano, eccettuato

cir-

Uno
il

de' suoi

belli

condario

di Marsiglia. 11 prelato,

che

menti
in
di

battisterio,

che consiste

titolo di arcivescovo

Ambrun,
i

di Arles e o Enbrun, ha per suf-

una cupola di marmo bianco, forma ottangolare sostenuta da

fraganei

vescovi di IMarsiglia e di

otto colonne antiche di diaspro e di

Frejus, di Digne, di
cio in Corsica
te Pontefice
ai

Gap

e di Aiacil

granito di

un

solo pezzo.

Vi erano

nel

quali

regnan-

coro
za,

sepolcri dei conti di

Proven-

se quello

di

Gregorio XVI aggiunAlgeri [l'aedi). 11 no-

stati
,

rovesciati nella rivoluzione

francese

ed
II.

cravi

in altra chiesa

me

Aquce Sexlia' le proviene dalle acque fredde e calde che vi si trovano in grande abbondanza,
latino di

quello del marchese d'Argens, eretto

da Federico
le

Celebre

il

campanil'oro-

della cattedrale,

come pure

172
logio
.

AIX
V.
Cancellieri
,

ALA
Campane
de
nel
i

agS

ai

padri domenicani
,

campanili ed orologi, Roma 1806, e P. Jos. de Haitze, Les Curiositcs le plus remarquables de la ville d' AiXy

facendovi
begli

riedificare la chiesa

che

pu riguardarsi come uno

dei pi

Aix 1769J F- C. Aix cominci ad acquistare qualche importanza, quando i possenti conti di Provenza vi andarono ad abitare e sopra tutto dopo Alparticolare fonso I re d' Aragona
,

ornamenti del secolo XIII. L'ordine di architettura lo stesso che quello delle chiese d' Italia di quel tempo. 11 suo tesoro, prezioso e

degno della venerazione dei fedeli, una prova della liberalit di Car-

protettore della poesia e poeta egli


stesso.

Ei

v' attir

celebri
il

narradi
il

Non havvi che una sola parrocchia e n' curato un religioso del convenlo II e de' suoi successori.

nella citt

tori

e poeti, noti sotto

nome

to sopraccitato,

il

quale riceve la po-

trovatori.

Quella corte
civilt.

divenne

test dall'arcivescovo d'Aix,

ed

eserci-

centro della galanteria,


to e della

dello spiri-

ta le sue funzioni nella chiesa del suo

XII

v' istitu

Nel 1 5o i Luigi un parlamento.


la

Ordine.

nerale di

V. il p. Papon, Storia gProvenza, tom. I, e la

Alcuni moderni credono portata


missione evangelica in Aix,
secolo,

ma

sen-

Gallia cristiana, tom. I p. 299. Molti importanti concilii si tennero in Aix.


Il

za prove, avanti la fine del pi'imo

primo
,

nel

1 1

so-

pretendendo che avvenisse per opera dei discepoli del Salvatore. Certo debbesi riguardare s. Massi-

pra
il

la disciplina

del quale

tratta

mino per fondatore


Aix.

della chiesa d

Martene nel tomo IV; il secondo i374, versante egualmente sopra la disciplina; il terzo nel 1409,
nel

Fu
s.

probabilmente

suo

suc-

riunito dalle

tre provincie

di Aix,

cessore

Sidonio, o Chilidonio, quel


del

Arles ed Enibrun affine di eleggere


deputati pel concilio di Pisa
to
nel
1
;

cieco nato che, secondo la popolare

il

quar1

tradizione
to

paese

dicesi guari-

4 6
1

il

quinto nel

585
si

da Ges Cristo. Lazzaro per altro, che fu vescovo


quinto secolo, e che fece conoscere pel suo zelo nello
gli
artifzii

sopra

la riforma
il

dei costumi, che

di tutti fu

pi interessante,

come

al principiar del
si

rileva dal
sesto nel

tomo

XV

di

scuoprire

di

Celestino
il

tato

della

16 12 contro il podest ecclesiastica


Richer.
s.

Labb, e il libro o tratdi

discepolo

di

Pelagio,

primo

Edmondo

pastore, che si sappia di certo aver governata la chiesa d' Aix; n ci


toglie,
s.

ALA
litare
1

DI

Michele, Ordine mi,

di

Portogallo
la

istituito
I

nel

che non debbasi riguardare

da Alfonso-Enrico

a ren-

Massimino
reliquie

per suo

fondatore.
,

der perenne
toria
glia

memoria
il
,

della vit-

come pure quelle di molti altri, si mostrano a s. INIassimino d'Aix. Il modei detti santi

Le

riportata sopra

re di Sivi-

ed

saraceni

per intercessioMichele.
I

ne

dell'

arcangelo

s.

mem-

che porta il nome del santo seguiva da gran tempo la regola di


nistero,
s.

bri di quest' ordine furono chiamati


cavalieri dell'Ala di
s.

Michele, per-

Benedetto, ed era soggetto alla giudi


((nello

ch

la

loro insegna

era fi^egiata di

risdizione
di
lia

di san Vittore
li

un'ala.

La

veste che usavano eia tesall' in-

Marsiglia. Carlo
e

re

di

vSici-

suta in colore purpureo con

conte

di

Provenza,

io

dic-

torno alcuni raggi licaumli iu oro.

, .

ALA
Nel
loro
vessillo,

ALA
una
parte

170
Pietro in Psal-

da

dote la Badia di

s.

s. Michele nell'atto demonio, e dall'altra la croce dell' ordine in forma di spada colle parole: Quis ut deus?

era l'eflgie

di

mode
iiesi.

dell'Acque morte, la cui ren-

di vincere

il

dita consisteva in diciottomila lire tor-

Francesco di Saux. fu il primo vescovo consecrato colfobbligo di procurare la conversione degli abitanti. Nel Pontificato di Clemente XIII,

Questi cavalieri
gola
l'

osservavano la ree seguivano

di

s.

Benedetto,

istituto

dei

cistcrciensi.
le

voto di prendere
fini

Faccano armi in difesa


di pro-

mentre regnava
cia Luigi

sul trono di
il

Fran-

XV,

parlamento, estradei gesuiti alcu-

della Cattolica Religione, e dei condel regno,


le

endo dalla morale


ne
proposizioni
,

come pure
i

che

per

autorit

teggere
st'

vedove ed

pupilli.

Que-

propria

sentenzi perniciose, venne

ordine stato

aliolilo.

in appoggio dei furori parlamentari

ALABARDA.
la

Citt vescovile nel-

monsignor Dubuisson vescovo


lais,

di

A-

Caria mediterranea.

Molti geo-

uno

dei pochi superstiti

grafi parlano di essa.


la

Dipende dal-

sitori della bolla

Un igeililn.s.

oppoIl Parichia-

metropoli di Afi-odisia. ALAIS [Alcsia, Alcsium). Citt ve-

pa gli scrisse amorosamente, mandolo al sentiero della


della pace e dell' unit,
inutile.

verit

scovile in Francia, nella Lingiiadoca.

ma

tutto fu nella

Alais molto bene edificata ai piedi


delle

Dubuisson

persistette

ad una l'imota antichit. Cesare nei suoi commentarii la denomina Alesia. Soggiacque alcun
e sale

Ce venne

sua disobbedieuza alla Chiesa, e nella

tempo
ciati
i

alle invasioni dei barbari, cac-

sua avversione alle deliberazioni deldel clero di Francia l' Assemblea Questa avea dichiarato che la bolla

quali

(anno 5o7) da Clodoebbe titolo di stato appartenne es,

ima legge
i

irrefragabile

della

veo
sa

re di Francia

Chiesa in materia di
tutti

dottrina, cui

contea. In tale

dapprima alla casa Petet, de' visconti di Narbona che poi furono
,

conti di Melguil.

Fu

indi posseduta
di

dai discendenti di Carlo


figlio

Yalois,

naturale di Carlo IX,

morto
il

nel

574

da

questi

pass alla

dovevano sottomettersi sotto pena di peccato mortale. Mor egli appellando metropoalla costituzione Il suo litano, l'arcivescovo di Narbona, gli neg i suffragi siccome a vescovo morto nello scisma e nell' eresia. Il
fedeli

e pres^r obbedienza

casa di Loi'ena. Segu Alais


testantismo nelle guerre
st per
te.

proe re-

popolo di Alais
si
s.

dacch

il

vescovo

civili

era allontanato dalla cattedra di


Pietro
,

Sottomessa nel
la
il

qualche tempo indipenden1629 da Luigi


rivocazione
dell' edit-

non

lo riguard pi

che

con

XIII, dopo

to di Nantes,

Pontefice Innocenzo
si

ed il suo capitolo, dopo la di lui morte, ne sospese a divinis altro ch'era il confessore, ed alcun
ori'ore,

XII

Pignatell,

adoper con tutto

stato la causa della sua prevaricazioIl vescovato fu soppresso col concordato dell'anno 1801.

l'apostolico zelo perch interamente

ne.

professasse

il

cattolicismo
coli'

.Ai

16

maggio

694,

autorit della cosi

ALALA.

Citt vescovile nella dioce-

stituzione

Anitnarum zelus, che si legge nel tomo IX del Bollano V istitu im vescovato, che fece suffiaganeo
di Naiboua, dandogli per

di Antiochia, nella

seconda Fenicia,

suffraganea alla metropoli di Damasco-

ALANO

dell'Isola.

Ornamento

cospicuo della universit di Parigi,

74

ALA
intorno la

ALA
del secolo

fiorilo

met

rector seu medicus

animarwn j
et

20.

XIJ. Valente a meraviglia nella teologia, come nelle filosofiche e poeti-

Summa

virtutum

vilioruni

Vi

che
ritto

discipline,

si

merit a buon di-

sono alcune lettere ms. attribuite a questo autore, ma provato che

r appellazione di iinh'ersale. Alcuni sostengono che due fossero in quel tempo gli Alani, e confondono l'uno coir altro. Oudin per dimostra
il

non
gli

lo sono finalmente dicesi ch'eabbia scritto anche sul Penta;

teuco,

sui

Profeti, sugli Evangelisti


s.

sulle epistole di

Paolo, e suU' A-

contrario in

una

dissertaziol'

poca lis se.


le

ne, e dice che


stituto di
s.

Alano abbracci Bernardo, che dopo


eletto

i-

al-

cuni
levato

anni
alla

fu

primo abbate
venne
vescovo
sol-

Guglielmo CardinaGuglielmo Alano nacque nei 1 53 1 a Lancastro citt d' Inghil,


.

ALANO

di Rivoir, o Rivoui-, che

terra.

Cresciuto
si

nell'

innocenza dei
studio delfelice
s

dignit

di

di

costumi,
le

dedic

allo

Auxerre, cui rinunzi


chi anni,

dopo parec-

sacre

scienze con

suc-

che ritorn a Cliiaravalle,

cesso,

che in breve
nell'

e che finalmente termin la sua car-

lettore

ne fu pubblico universit di Douvay.

i2o3. Ecco le opere di questo autore 1. Cantici canticorum ad land. B.


:

riera mortale a Citeaux nel

In seguito,
nicato in
nella

gli fu conferito un canoCambray, di poi mi altro chiesa di York, del quale

V.

71/.,

elucidatio elegantissima

2.

rest spogliato pel suo zelo nel sos-

Su/nnia de arte prccdicatoria j 3. Serniones IX, de diversis materiis j 4. Libri sententiarum et dictorum meinorahiliwnj 5. De sex aliis Cherubini j 6. PcemVe/iiit!/e,ms., nella bis. Vittore ; 7 Opus (juadripartitum de fide catholica cantra

tenere la fede contio le pretensioni

Costretto a prender la fiiga per sottrarsi alla morte, and a Lovanio. Quivi si diede seriamente allo studio per im-

della regina Elisabetta.

blioteca di

pedire

i
;

rapidi

avanzamenti
libri

del-

la eresia
i

scrisse alcuni

contro

valdenses, albigenses et alias huj'us

temporis

hcvreticos,

ms.

8. Lib.

de

protestanti inglesi e fond in Douvay im seminario a favore dei gioesiliati

planclu nalnrce j 9, AnticlaudianuSj .sive de officio viri in omnibus virtutibus per/ceti, lib. IX; io. Rhythmi duoj 1 Doctrinale minus, sive liher parabolarumj 12. Lib. V. De
.

vani

dall' Inghilterra

per

mo-

tivo di

religione.
si

Caduto

in grave

malattia,

ricondusse alla patria;

ma

cei'cato

a morte dalla regina, che

ci seppe,
nelle

arte seu arliculis catholicx fdeij i3.

Vita

s.

Bernardi,
sive

i^.

un somma-

dov nuovamente ritii'arsi Fiandre dove produsse una dotta apologia per animare i catto,

modis, ms. i5. deviaaxiomatibus theologice ms. 16. Proplietia Amb. Merlini angli etc. ima cum septem libris explanationum in camdcni proplierio detto (iHOt

lici

perseguitali.
(

Eritreo
.

nella sua

ximis

Pinacoteca

p.

n.

racconta

mentre stava per essere fatto prigione, il messo di Elisabetta rest


che
cieco sul fatto, sicch l'Alano pot
fe-

tiam,

cxccllentissimi

sui

temporis

licemente sottrarsi. Condottosi quindi a Tleims,

oraloris, polyhistoris et iheologi

A-

dal Cardinale di Loredi quella

lani de insulis j

j8.
j
1

Dieta de lapi-

na otteniE un canonicato
chiesa.
Coli' aiuto di
s.

de philosophico
sulla penitenza
,

g.

una operetta
Cor-

Pio
gli

e di

ms. intitolala

Filippo li,

nel

l'Jrtj,

riusc in

ALA
seguito di erigere Ire seminari,
de' quali per
egli stesso
ni.
11

ALA
uno
gnare ad essolui la badia
coftsiderando ci
:

7 i

Alano

duecento

giovani, cui

come
il

voluto dalla

presied perquattordici an-

Provvidenza, accettavala.
le bolle pontificie,

Ne

ottenne

cielo benedisse visibilmente le


difese,

regio diploma,

sue fatiche, e lo
prodigio,
dalle

non senza
che
i

e fece dipoi professione della regola


di
s.

insidie
gli

suoi

Agostino, a cui l'obbligava


Pontefice.
de' suoi

il

nemici del continuo vita. Gregorio alla


eretto in

tramavano .XIII, avendo


l'

Sommo
ne,

In essa professiopensieri fu ren-

primo

Roma un

collegio pegl' inisti-

dersi santo.
agli

Perloch
e

glesi, volle

che Alano ne fosse

studii, e

data provato in essi

mano
il

suo

avrebbe decorato della sacra porpora, se con raro esempio


tutore, e lo
di umilt egli

valore in Parigi,

nella Soibona,

non

l'

avesse costan-

temente ricusata. Per Sisto V, a' 7 agosto i587, lo costrinse ad accettarne


di
s.
1^

univa a quelli la pratica della piet, e della pi aspra mortificazione. Dopo quattr' anni che pass di questa
l'

onore, e
ai

gli

confer

il

titolo

Martino

monti.

Lo

stesso

Pontefice lo deput alla correzione della Bibbia da lui poscia pubblicata.

guisa nella capitale, reduce alabbazia e trovatala nel materiale e nel formale decaduta, non a dire quanto indefessamente Alano si oc-

cupasse a redintegrarne
rovinati
dalla

gli

edifizii

Gregorio
la

XIV

lo elesse biblio-

torbida

eresia, e

tecario della Vaticana, e nel


gli

i^qo

ristorarne la quasi

morta

disciplina.

confer

chiesa
in

di

Malines.
di san-

Fattosi esempio

di

umilt,

di po-

Mori a
tit

Roma

odore
e

vert, di obbedienza, pronunzi voto


di cercare
la

l'anno

i594,

fu

sepolto
Il

mai sempre

in ogni cosa

nella chiesa

del collegio inglese.

maggior

gloria di Dio. i\ acconi

Cardinal Alano fu di eccellente ingegno e di esimia piet. Umile coi grandi, affabile e liberale coi poveri, veniva amato da tutti i buoni.

tentavasi egli dello instituire


ligiosi nella piet;

suoi re-

insegn loro anco

la teologia, nella

quale era versatissi-

Antonio Sandero nel

lib.

degli

scrittori

Fiamminghi, annovera le opere dogmatiche scritte dall'Alano


contro
gli

mo. Aggiunse a questo insegnamento (che sempre era condito da parole di santa unzione, onde menti'5 illuminavasi
l'intelletto ai discepoli, tocil

eretici.

ca vasi loro

cuore profondamente)

ALAiSO

di

Solminihac, riformadi

alcune savie costituzioni raccolte dalle

tore dell' abbazia

Chancellade e
il

regole di varii Ordini approvati

vescovo di Cahors, nacque

2)

dalla Chiesa.
la
virti,

novembre iSgS,
nel castello
di
all'

di nobile famiglia

Tanto se ne stimava che mons. di Cospean, vesuperiore


della

Belet

presso

Peri-

scovo di Nantes e

gueux. Fino
ni,

et di ventidue analla
cristiaiiisle

novella congregazione delle benedettine del Calvario, pregollo di visitare in Parigi e in alcune
la

corrispondendo
pareti,
virti,

.sima

educazione licevuta fra


alla

do-

provincic deldella detta

mestiche

amore

mostr sincero e gran prontezza

Francia,

monisteri

congregazione.

questa commissiodi

d'ingegno. Arnoldo, suo zio paterno,

ne datagli dal pio Cardinale


tare e riformare

Lavisi-

quantunque noi vedesse

molto addentro negli studii, essendo abbate di Chancellade, disponeva di rasse-

rochefoucault seguit l'altra di


i

monisteri di uodella Francia.

mini

in

una

parte

176
vVlano
leizia

ALA
ademp
dicevole

ALA
uflfizio

ogni

con

sn-

{rotestava

che

non

avrebbe

am-

sissimo.

ad un uomo religioNominato da Luigi XIII


Lavaur, per cosi

messi agli ordini sacri coloro, i quali non avessero promesso di fare

alia sede vescovile di tale incarico ei tc

atterr silTattamen-

la orterla.

da voler ad ogni modo rigettarne Se non che la sua ripugnanza accrebbe presso il re di molil

ad ogni giorno di loro vita un' ora mentale orazione. Rispetto poi al ben comune della diocesi poich
di
,

la

greggia richiedeva pronto soccorrimento a molti bisogni spirituali


,

to

suo merito,
accett
il

e Luigi
rifiuto,

non

solo

intraprese
quali

le

sante
si
f'

missioni

non ne imo

ma

in vece

alle

nominollo al vescovato di Cahors, de' pi vasti del regno. Era in et di quarantaquattr' anni allorch abbandon l'abbazia, lasciando
i

stesso,

capo egli per cui fu persino abbandotalvolta

nato
in

dalle
gli

forze
effetti

dalla

salute,

mentre
tutte
fortanti.

ne

tornavano
assai

le

parrocchie
lui
si

con-

fratelli

nel

massimo dolore perla


insignito

Per

distrussero ab-

sua partenza. Quindi


carattere episcopale,

del

boni inevoli

vecchie
;

costumanze
lui
si

di

propose

duello, di usura

per

visita-

una regola severa di vita, alla sua imponendo una disciplina la prima violazione bastava ad cui espellerne qualunque vi appartenescasa
se.

vano e ad
lui,

le

singole chiese assiduamente


d' incredibili

onta

travagli,

alla et sua

di
la

troppo penosi; per


ecclesiastica
il

ristabilita
si

disci-

La

diocesi,

che settecento e pi
1'

plina,

divideva

territorio
distretti,

della

parrocchie comprendeva, fu to precipuo delle sue cure


:

oggettutto

sua diocesi in trenta

posto

e,

alla direzione di ciascuno

un parroco,
il
i

inteso a ristorar
i

queste

dai

danni

appellato vicario foraneo. Introdusse

che protestanti ci aveano cagionati, rivolse r animo a gravissima impresa, qual si fu la fondazione di un seminario, che Cahors non per anco
possedeva, e di cui
quist
il

r uso delle conferenze mensili fra


clero,

mezzo

efficace

ad instruire

ministri

della Chiesa e

santificarli.

Non

bisogno cre-

sceva ad ogni giorno.

tal

fine ac-

un

recinto

nella

parte pi

la grazia, non le protezioni lo conducevano a scegliere i beneficiala piet e la sana dotti, s bene amando di dare non la trina
,

amena
edifzio,

della citt,

e vi innalz

un

parrocchia
roco
cesi,

al

parroco,

ma
per

il

pardio-

che diede un seminario dei pi belli di Francia. Pi che per la fabbrica esterna, stettegli a cuore

alia

parrocchia.

Delle proprie
la

entrate egli usava pi

che per s medesimo. Contendi


liti

sommamente la de' giovani. Ne


qualche tempo
deratore
;

interna
fu
il

educazione
stesso
il

ta vasi

poco

e bench sostenesse
il

egli

per

molte

per conservarsi la sede e


il

superiore,

mo-

vescovile patrimonio,

faceva da e-

ma
di

le altre

cure non pertanto e


la in-

conomo
pre
rato
nario,

fedele,

che procaccia
II
il

semsemiprio-

mettendogli
stituzione ai

occuparvisi

la utilit

del padrone.

tanto frequentemente, affid


preti
di
s.

del quale dicevamo,


di

Lazzaro governati allora (i()4j) da san VinC(!nzo de Paoli suo grande amico. Riserbava a s la disamina scrupolosa

Chancellade

Cahors, lo
la

spedale della Madonna, orfane di s. Giuseppe,


orfani
nella slessa citl,
lui.

casa delle
degli

(jnelln

furono fon-

della

vocazione

de' giovani,

date da

Ventiduc anni govern

ALA
la

ALA
quando
lo
sfi-

177
il

diocesi di Cahors,

1583,
<juale

il

celebre matematico e geo-

nirncnto
loiclie
i^li

delle

frze prodotto

da

e-

grato Ignazio Dante, domenicano,

austerit e indefesse

fatiche

dapprima chiamossi Pcrcgrinu^


alla

faceano ben conoscere vicino il termine di una vita tanto preziosa. Ci accadeva nel mese di ottobre
i()5q, e all'ultimo giorno del

ed apparteneva
glia de' Ilainaldi

cospicua famipiu"

da Perugia era

me-

vescovo di Alatii. Codesto vescovato soggetto im-

desimo anno moriva, in et d' anni 66, il venerabile Alano di Solminihac, la cui
zione
il

mediatamente
cattedrale, di

alla

Santa Sede.
s.

La

archilettma
di

magnifi-

memoria

in benedi-

ca, dedicata all'apostolo

Paolo.

nel paese ove

egli

abit,
se

Sotto

l'altare
il

questa
s.

chiesa fu
I

novero delle

cui virt,
gli

non

collocato
tefice,

corpo di

Sisto

Pon-

si

fossero rispettati

ordini della

martirizzato nel 127, traspor-

Santa Sede, avrebbegli ottenuto dai


popoli pubblici onori.

tato col nel


.s.

ii33

dalla chiesa di
si

Sabina.

Il

capitolo

compone
nel

ALATRI
citt

[Alatrin.) Antichissima
sta-

di dodici canonici.
di

La

bella chiesa

con residenza vescovile nello

santo Stefano venne

eretta

lo
di

Pontificio posta nella delegazione

secolo

Fresinone.
sue

bili

mura
,

E celebre per le mirama molto di pi


,

decimoterzo dal Cardinale Gottifredo che denominossi d' AlaNelle vicinanze sta l'abbazia di

tri.

per
de'

aver

partecipato
e
de'

alle

vicende

san Sebastiano fondala

da Liberio

campani ernici fama che un duce


nesse
ti

romani.
pelasgi

E
te-

prefetto delle Gallie e data in cura

essa la sua residenza.

Vin-

diacono Servando, ma poi incorporata dai Papi ad altre ecclesiastial

gli

ernici

governa'a

dai romani, Alatri fu da un prefetto, e vi si


de' suoi
flori-

che dotazioni.

A latri comprende
nisteri, oltre
il

quattro
dei

mopa-

narrano
cittadini.

imprese valorose

collegio

Cangiatasi poscia in

dri delle scuole pie ed

uno

spedale.

do municipio, venne desolata da Mario e Siila , n risorse se non quando Augusto vi spedi una delle

ventotto colonie militari d' Italia.


citt
si

abitano l'antico conI cappuccini vento delle benedettine dove esistetin te un tempio sacro a Bellona cui gli antichi alatrini ricevevano
,

La

divise

allora

in

nove

le

straniere ambascerie.

curie,

che stabilitosi poi il cristianesimo, divennero nove parrocchie.

Questa citt ebbe pi volte


di accogliere fra le sue

la sorto
i

muia
nel

Evvi tradizione che nei tempi apostolici

abbia essa ricevuto il vangelo, ed certo che ne' primi secoli della Chiesa era sede di un vescovo giacch ne fanno fede i concili tei

mi Pontefici. Tra gli Urbano II si ritir

altri,

Som1088

in essa per la

quistione che ebbe sulle investiture con Enrico IV re de' romani; Calisto
II,

nel

i20j quando

si

trasfer

a Be-

nuti a
lio,

Roma

sotto

Pontefici Vigi-

mo

Agatone e Gregorio IL Sappiaancbe di certo che nell'anno di

Cristo

546 essendo Papa Vigilio chiamato a Costantinopoli dall' imperatore Giustiniano, ebbe per compagno Pascasio vescovo
VOL.
I.

nevento per animare i normanni ad intraprendere l'assedio di Sutri, dove si era ritirato l' antipapa Gregorio Vili; nel 1127 Onorio II;
nel II

65, Alessandro
di
di

III,

mentre
le

fijggiva

terra in terra, colpa

di Alatri. Nel

persecuzioni

quei tempi,

a-

23

178

ALA
,

ALB
diede
il
;

nalmente nel 1227, Gregorio IX che scappava dal furore di Federico II da lui scomunicato. Alatri fu patria ad alcuni Cardinali
.

guasto

ai

luoghi

vicini

Roma

ma
a'
1

il

tutto ebbe fine colla

pace conchiusa in
lestrina

4 settembre

Cave presso Padell' anno

Merita

special

menzione

il

1557.
latri

Cardinale Ugo Visconti del 1099, mostr una straordinaria il quale intrepidezza nelle calamit donde
era travagliata la Chiesa , e die' saggio di gran valore nell' eroica difesa
di

Anche per le l'ecenti vicende, Anel 798 vide rinnovarsi le


1

stragi ne' suoi cittadini,

lorosamente

si

mentre vaopponevano ai re-

pubblicani francesi.

Benevento,

cui

presiedeva

a nome del Sommo Pontefice ( V. Visconti Ugo, Cardinale. ). I Cardinali

ALBA ( Alben. ). Citt con residenza vescovile nel Piemonte. Alba [Alba Ponipeja), antica citt del
Monferrato, posta alla destra del Tanaro, che si attraversa sopra un ponte di navigli. Vuoisi che sia
stata edificata

Gottifredo
,

di cui

parlammo

superiormente e Patrasso Leonardo fui'ono ancor essi alatrini.

La medesima citt, anche dopo l'undecimo secolo ebbe a sofTerire molte disastrose vicende. Nel ^i 55 fu occupata da Federico I Barbarossa con numeroso esercito, perch Adriano IV avea ricusato di coronarlo a
causa delle sue pretensioni sulla sovranit di Sicilia. Nel
glio di Federico I
,

ne padre

di

da Pompeo StraboPompeo il Grande.

Dominata dai Carolingi d'Italia, dopo la estinzione loro si govern come comune. Soggiacque successivamente
alla

marchesi
rato,

di

Saluzzo
e

dominazione dei e di Monferdei

'Qt

Enrico

fi-

dei

re di Napoli,

duchi

essendogli

an-

del IMilanese

di quei di

Manto-

dato a vuoto r assalto di Fumone e di Ferentino, per disfogar la sua collera si gett sopra Alatri, devastandone
le terre

va, sinch, colla

i63i duca
e

a
di

Cherasco,
in

pace stipulata nel fu devoluta al

Savoia Vittorio
poi
fece

Amadeo
parte

I,

vicine.

Senonch
suoi abi-

d' allora

dei

la vigorosa

i-esistenza dei

dominii

di quella

real casa.

Alba
fi-

tanti l'obblig a ritirarsi, e levarne

patria del
to Innocenzo

Sommo
I,

Pontefice san-

r assedio;
j)ortandosi
cilia

ma
alla

Enrico

VI

nel

194

creato nel ^01,

conquista della Si-

gliuolo d' Innocenzo,


dinale, eletto
egli
il

diacono

Car-

pagare ad Alatri il fio l'esistenza. Molto ancora sofferse dalle armi di Ladislao re di Napoli nel tempo del grande scisma di Occidente; molto ancora per la guerra che Carlo V dichiar a Papa Clemente VII del i523.
fece

di quella

Roma
Chiesa.

da s. Damaso I. Fu primo Papa che partisse da per viaggiare a pr della


il
il

Si vuole che

vangelo

vi

fosse

predicato verso
ce

25o
il

dai

commiss.
il

sionati dis. Dalmazio, essendo Pontefis.

Cornelio. Sotto
I si

Papa
s.

Silve-

Nuovi guai piombarono su Alatri

stro

ritiene che ne fiorisse

primo

pe' disgusti

nati fra

il

Pontefice

vescovo. Fatto che

Dionisio, nel

Paolo IV, Caraffa, ed il re di Spagna Filippo II. Questi mand negli stati della Chiesa il duca di Alba che con un possente esercito

352, da questa chiesa fu trasferito a quella di Milano, alla quale era subordinata la diocesi di Alba.
tedrale dedicata a
s.

La

cat-

Lorenzo mar-

ALI]
tire aichilcvita,

ALB
un
il

lyr)

ed
il

bello

ed

di

antico edifcio

capitolo ha l'arci,

diacono, l'arciprete
il

cantore, ed
,

Manctc. Costoro sostenevano, che il mondo fosse eterno, ed insegnavano la trasmigrazione delle anime.

decano

con tredici canonici

ed

Negavano
ficacia

il

peccato originale,
,

la ef-

altri

sacerdoti e chierici. L'arciprete

dei sacramenti
la

eccetto del
e

con due

vice-parrochi

ha

la

cura
cor-

Battesimo,
l'autorit

verit dell'inferno,
la

delia parrocchia annessa alla catte-

voleano che
di

Chiesa

non avesse
Inoltie

drale, nella quale


pi
de'
ss.

si

venerano

scominiicare.

Frontiniano, e compagni
s.

martiri, e di
re.

Teohaldo confesso-

La mensa
ed
il

tassata di

877

fio-

rini;

vescovato

sufTraga-

Nella citt vi

neo della metropolitana di Torino. sono due altre parrocchie, con monte di piet, ospedale, seminario, confraternite, ed il monistero di s Maria IMaddalena,
.

ed abitato dalla b. Margherita di Savoia, moglie a Teodoro


fondato,

insegnavano che Gesi Cristo era disceso dal cielo in terra con un corpo suo proprio e che per conseguenza non era stato veramente uomo, che non avca solltirto e che non era n morto n risuscitato. Adottavano i due principii: l'uno buono, padre di Ges Cristo ed aul' altro tore del nuovo testamento cattivo, autore del testamento vec, , , ,

chio.

marchese
quale
si

di

Monferrato

morto

il

ALBANI. Famiglia
talia stabilita

illustre
nell'

d'I-

fece

monaca

del terz'Ordi-

un tempo

Albadei
si

ne di san Domenico, dove cess di


vivere nel

nia,

ma

che nel secolo


in

decimoseElla

IX

14^4- r*io V, e Clemente permisero, ed approvarono il suo

sto fu costretta per le conquiste

turchi a ritirarsi
divise allora in

Italia.

culto.

due rami, mio


Urbino,
1'

dei

ALBA GIULIA
le della

Alba Julia

quali

si

stabil in

altro a
citt

Citt vescovile di Transilvania, capita-

Bergamo. In amendue queste


gli

contea

di tal

nome. Era

Albani furono
del

ascritti alla nobilt,

sede del vescovo latino di Transilvania, eretta da

e pervennero ai primi posti. Dalla

Papa Innocenzo XII

discendenza
usc
il

ramo

di

Bergamo
Giangial-

l'anno iGgfi. Ripete la sua denomi-

celebre

Cardinale

na/ione da Giulia

madre

del celebre
:

rolamo,

di cui

d'uopo dare
,

Marco Aurelio imperatore


edificata al confluente del

essa fu

cuni cenni.

fiume di
a

Ompay colla Marosch. ALBANENSE. Con questo nome


si

nale.

CardiAlbani Giangiroiamo Giangirolamo Albani, nacque

Bergamo

nel

i5o4- Attese

allo

conoscono
s.

tre concilii,

celebrati

studio del diritto canonico e civile,

in

Albano, paese d'Inghilterra. Il fu adunato l'anno 1206; il secondo nel 1 2 3 per la pace tra il re Giovanni e la Chiesa ; e il terzo nel isSi. Di questi si fa men-

e divenne famigerato capitano della

primo

repubblica di
di
la religione

Venezia, poi
.

pozelo
."ser-

dest

Bergamo

Il

suo
santo

per
vigi
zio

rendette molti
del

all'inquisitore

Offi-

zione nel

tomo

della

Collez.

d/?i

Conc. d' Inghilterra.

ALBANESI.
origine verso
il

Eretici

eh'

ebbero

73') nell'Albania,
tutti
gli

ed

abbracciarono quasi

eri'ori

Michele Ghislieri, il quale, divenuto Papa col nome di Pio V, destinollo al governo della Marca, e lo cre, a' 17 maggio i57o, prete Cardinale di s. Giovanni a porta tali-

j8o
ia.
I

ALB
suoi meriti lo avrel)ljono leii-

ALB
dignit visse
ti

^o

anni. Sostenne

mol-

duto degno del Pontificato; ma l'Albani era vedovo ed avea figli il timore quindi che ad essi abbandonasse il governo, imped al conclave di eleggerlo Papa. Mori d' anni
:

onorevoli
di

impieghi
e,

nella Santa

Romana
un

Chiesa,

nel i735, fu crea,

to vescovo

Sabina

ove celebr

sinodo, ch' ricordato

da Beneseminail

detto

XIV

nel libro
Ivi

De Synodo
il

di Cardinalato.

Hy, nel i5<^i, dopo vent' un anno Abbiamo di lui pa-

Dicecesana.
rio,

ampli

e alz dai fondamenti

palaz-

recchie opere di giurisprudenza ca-

zo de'sulFraganei.

La

sua patria ne
,

Le principali sono; i." De immunitale ecclesiavumj 2. De pononica.


test te

speriment

la

ch

vi stabil egli

magnanimit dacuna tipografia ed


Trasferito al

Papce

et

conciliij

3."

De

una

ricca

biblioteca.

Cardinalibus ,
stantini.

et

de donalione Con.'

vescovato di Porto, mori nel i75r,


in et di

69

anni.

Dalla principesca famiglia Albani, che si fa discendere da un re di


Portogallo
(
,

Albani Alessandro,
di Orazio, nato ai

Cardinale.
figlio

Alessandro Albani fu secondo


Neil' et di quindici

stabilitasi
),

ad

Uibino
i

i5 ottobre 1692.
anni fu fatto codi di'ago-

V. Clemente XI

molti furono

personaggi, che riuscirono


singolare

degni di
:

lonnello di
ni.

un reggimento

menzione.
del

Orazio Albani,

Fra gli altii i633, che fu


per
li,

Prese di poi l'abito prelatizio,e dal-

insignito della dignit senatoria

aver impegnato Francesco Maria


a far rientrare
tico

della Rovere, ultimo duca di Urbino,


i

Clemente XI venne pi'omosso a Camera, ed a nunzio straordinario a Vienna, per la restituzione di Comacchio. Spieg in fjuello zio

chierico di

suoi stati sotto l'an-

la missione la

magnificenza e

la diullzio

dominio dei Pontefici. La Chiesa ebbe da questa famiglia un Pontefice,

gnit convenienti al
suo.
glio

nome ed

e fu Gianfrancesco Albani, che,

nome di Clemente XI, ne assunse il governo. Oltre a lui ebbe a noverax-e in diversi tempi anche i seguenti quattro Carnel 1700, col
dinali
:

a' 16 lu1721, creollo diacono Cardinale di s. Adriano Come primo di quest' Ordine coron i Pontefici Clemente XIII, Clemente XIV e Pio VI. Egli fabbric ed arricch" di
.

Papa Innocenzo XIII,

vetusti e preziosi

monumenti

la ce-

Albani Annibale, Cardinale. Annibale Albani, figlio di Orazio, na-

lebrata Villa
ri

di

Albani ( Vedi) fuoporta Salara. Dotato di gu-

ad Urbino a' i5 agosto 1682, dopo aver occupati i primi posti


to

sto squisito,
arti

amava

e coltivava le
la

le

lettere;

aument
si

bi-

della curia
costimii
si

romana
,

co' suoi aurei

blioteca Albani [V. ove

parla del

acquist la stima e l'ae resosi benemerito

palazzo).

Mor

cieco, nel

1779, in

more

di

tutti

et d'anni ottantasette, lasciando delle

nelle nunziature a

Vienna , all' Aia ed a Franeoforte, Clemente XI suo zio, che neir et di 24 anni lo fe,

Albani
nale.
in

opere storiche riputatissime. Gianfrancesco, CardiGianfrancesco Albani, nacque


ai

ce cameriere segreto

poi presi-

Roma,
IO

2 febbraio

1720.

Fu

dente di Camera,

ai

23 dicembre

ereato Cardinale da Benedetto


a'

XIV,
venne

171

I,

lo cre

Cardinale diacono di

aprile
al

174?;

poscia

santa Maria in Cosmedin, nella qual

promosso

vescovato suburbicario

,,

ALT.
venne in seguito fatto arciprete di S. M. Maggiore, e decano del sagro Collegio. Essendo vissuto fino ai i5 settembre i8o3, concorse alle elezioni di Clemente XIII, Clemente XIV, Pio VI, e
(li

ALB
della

,,Sf

Ostia e Velletri

Pio VII. Le sue geslc sono descritneir opei'a Vita et rcs gestce Summ. Ponlif. et S. R. E. Cardite
:

nal,

ad exempluni

Ciaconii conti-

Turchia, ed ripartita nei governi di Romelia e Scutari. Anticamente avea due citt principali, Alhanopoli, e Cahulnca.Ovt\, \\\)nnopoli mezzo distrutta, e Cabulaca pi non esisto. Primeggiarono poscia I3urazzo e Croia, ancora esistenti, e la prima anzi sede vescovile, come lo sono Scutari, Antivari, Alessio, Dulcigno, Pulati , Sappa e Sebenico.

iiuatce y ecc.

auctore Jo. Paulo Del

Gli Albanesi,

od Epiroti discensciti
,

Cinque.

dono dagU

antichi

il

cui lini

Albani Giuseppe, Cardinale. Giuseppe Albani, nato in Roma ai i3 settembre 17 'io, fu creato da Pio VII, a' 23 febbraio 180 i. Cardinal
diacono di
Lata.
cui fu
s.

guaggio tuttora conservasi tra

mon-

tanari dell'interno del paese.

Eustachio, donde pass.

s alla diaconia di

Maria
di

in

\ia
Oi'-

Come primo

detto

Questa provincia fu conquistata romani quando ebbero a guerreggiare con Pirro, antico re dell' Epiro. Crollato l'impero romano, la nazione Albanese per molto tempo
dai
elesse
te
i

Pio VIII, da nominato segretario di stato e bibliotecario: continuando ad essere visitatore apostolico di s. Midine, nel 1829, coron

suoi principi, sino alla

mor-

del

famoso Giorgio Castriota o

chele e
fcii,

segretario

de' Brevi Ponti-

Scanderbeg. Gran porzione dell'Albania apparteneva un tempo alia repubblica di Venezia.

carica gi conferitagli da

Leo-

Quantunque
mettana
parte
sia la

la

religione
in

mao-

ne XII, e che esercit pure sotto Pio VII ed il regnante Pontefice. Questi lo nomin legato di Urbino e Pesaro , poi commissario delle quattro legazioni. Chiaro per fervido ingegno e per zelo attivissimo
verso
la

dominante
di

della

provincia
de' suoi

pure
greci,

molti

gran Albania abitanti sono

ed hannovi non pochi cattolici. Alcuni dicono aver s. Bartolommeo predicata la fede in Albania, ed esservi
scia

ro, a' 3

Santa Sede, mori in Pesadicembre i834. Esposto in


de' suoi maggiori,

anche morto, predicandovi pocerto

Taddeo

discepolo

degli

quella cattedrale, fu poi trasportato

apostoli.
sa,
ri,

ad Urbino, patria
di
s.

la

Nondimeno, per quanto si Cattolica Religione non vi fio-

e seppellito nella cappella gentilizia

nori conventuali.

Pietro nel chiostro dei pp. miV. Soriano, Prin-

che verso l'epoca dell'imperatore Costantino il gi'ande (secolo IV), e gli

armeni

asseriscono

cipato della famiglia Albani.

che Gregorio j nipote di

concordemente s. Gregorio
istru
il
i

ALBANIA
dell'

antica Grecia.
si

EPIRO. Provincia La parte supedell'antico Illirio

r Illuminatore

il

quale

padri loro, sia pure stato

primo

riore

compone
e
dell'

vescovo che avesse sede in Albania,


Il

orientale
detta

Albania
il

propria

Sommo

Pontefice

Urbano V,

anche talvolta

Nuovo Epiro.

La

parte infciiore contiene l' antico Epiro, e dicesi spesso la Nuova Albania. Al presente forma parte

Grimoaldi, risiedente in Avignone, che mor nel 1 3fc), si applic tanto a confermare i greci nell' obbedienza alla Chiesa Cattolica Uoniana

i82

ALB
Nicol

ALB

quanto ad indurvici gli albanesi, facendo riconoscer loro il primato del

con breve de' 20 giugno


si

'447> che

legge presso

1'

annalista

Romano
te

Pontefice.

Wadingo, mand
no Antonio
cescano,
e

nunzii nell'Albai

Durante il Pontificato di ClemenXI, Albani, il primate del regno della Servia e dell' Albania tenne un concilio (an. i7o3) per togliere

nia e nella Schiavonia,


di Oliveto

quali furo-

minore fran-

poco dopo
)

Tommaso

parecchi

abusi

introdotti in

vescovo Farense, e, nel 4^ i > Eugenio Smiima francescano. Predica-

diverse chiese poste ne' dominii dogi' infedeli.

vano questi a quei popoli, e con


gli

tutti

Benedetto

XIV,

L cimbe r-

sproni della religione

gli

eccitava-

tini, scrsse

un breve

a' prelati, al cle-

no a pugnare

volonterosi, .sotto le in-

ro ed al popolo di quelle nazioni, se-

condo

il

contenuto dell'apostolica colegge nel tom.

segne di Scanderbeg, contro gl'infedeli che cercavano invadere l\41bania.


Irritandosi vieppi
egli stesso farsi

stituzione Inter oinm'gcnas, data ai

Amm-at

II,

volle

1 febbr. 17443 che

si

XVI

del Bollarlo INIagno, .e questo

duce in questa regione di copioso esercito,, e prese di mira particolarmente Croia, come reggia
di
te
r

per dare alle chiese dell' Albania opportuni l'egolainenti Oltracci con
.

Scanderbeg,
di

la strinse
il

inutilmen-

la costituzione
a'

Grai'issinmm, spedita

assedio, e verso

i^^i, modi

i<Sgennaro 1757 (tomo


),

XIX

del

innanzi ad essa
gli

pieno

vergo-

citato Bollarlo

stabifi

le interroga-

gna. Cos

altri

principi cristiani

zioni che dovevansi fare ai vescovi


dell"

avessero soccorso quell' eroe al pari


de' Pontefici, che forse

Albania, della INIacedonia, della


le risposte loro,

Maometto
II

II,

Servia, della Bulgaria e di altre parti

succeduto ad

Amurat
!

suo padre,

acciocch

mandate alla

non aviebbe, nel i453, conquistato


Costantinopoh

congregazione di Propaganda, servissero di

lume

alle

conseguenti istru-

zioni a quei popoli.


tila

Ordin con
i

ai-

costituzione
il

Qnod
s'

provinciale

data
a'

i.

agosto i75i, che

noproi-

mi maomettani non
bambini
il

imponessero

Occupata da Maometto TI questa capitale, mir a Croia, e tent il ricupero dell' Albania. Castriota intanto, cedendo alle premure del Pontefice Pio II, e di Ferdinando I re di
Napoli, co' suoi albanesi corse a Bari

cristiani,

come avea

bito

detto concilio provinciale del-

per liberar questo principe da'


influendo
taggi, che
altres,

turclxi,
a'

1703, approvato gi da Clemente XI. Finalmente con


l'Albania, nel

nel

^\&i,

van-

un breve

a monsignor Lercari se-

gretario di Propaganda, Urbeni

An-

tibarum, spedito
rispose
ai

a'

9 marzo 1752,
dall' ai'-

dubbii proposti

civcscovo di Antivari in Albania.

Ferdinando I riport su Giovanni d" Angi suo competitore. Quindi Scanderbeg, nel r4t)*J5 si era recato a Roma, dove fu ricevuto dal Sommo Pontefice Paolo II, 5^7 rio, veneziano, e fino al mese di febbraio
i4'37, alle falde del Quirinale, abit

Quando Amurat

II

voleva ricuil

perare l'Albania, verso

i443, dal

in

una casa che


il

sulla facciata el)be

prode Scanderbcg, Eugenio IV incoraggi quel prode albanese ncll'alto che eccitava tutti principi cristiani a prendere le armi contio
,
i
I

dipinto

anche la Ritornando in Albania egli trov Croia as.scdiala dai turchi, licns

suo ritrailo, cliiamando.Si via dal .suo nomo Scanderbeg.

nemici

del

nome

cristiano.

Indi

ma

li

costrinse

fuggire

col so-

ALB
Jito

ALB
e

i83
ecclesiasti-

suo

coraggio

loro detrimento.

Non

con grave molto dopo

editti

de' persecutori della Chiesa ri-

cover appresso di s un
co,

per altro, colpito da malattia,


r

mo-

dal cui esempio e ammaestrafu convertito.

di

63 anni pieno

di gloria (an.

mento
r
latri
,

Per

sottrarre

1468), dopo aver per quattro interi


lustri repressi gli sforzi degli infedeli.

ospite alle investigazioni degl' idotravestillo


,

e gli die'
le

scampo

V. Berlezio prete dalmatino, Vita di


questo eroe cristiano,

segreto

mutando
di
,

proprie vesti-

stampata in i5o6; il p. du Poncet Gesuita, Vita di Giovanni Castriota detto Scanderbeg , re di Albania,

menta

in quelle di lui.

Ardentemenil

Roma

nel

te desideroso

spargere
si

san-

gue per Cristo

oifjrse
,

con im-

pubblicata in Parigi nel

709.
la

Scanderbeg
della

lasci sotto

tutela
figlio

repul^blica
il

veneta
citt

un
di

pavida fronte ai soldati dai quali legato e condotto al giudice, ne fu dopo forti e decisivi dilemmi fatto battere crudelmente, quindi decapitare.
tirio
;

ancor bambino,
possesso
della
altri

quale, ristretto al

Incerto
il
il

sola

Croia
II,

1' anno del suo marmese, giusta Beda giu,

e di pochi

dominii, non pot


di

gno

giorno

ventesimosecondo.

resistere agli

sforzi

Maometto

L' InghilteiTa
secoli

che per tal modo nel i477 giunse ad impadronirsi di tutta 1' Albania.
Il

sant'

ha onorato per pi Albano come uno dei


,

suoi principali pati'oni

ed ottenne
festa se

figlio

verossi
nesi

prode Scanderbeg ricoin Napoli con molti Albadel

dal cielo grazie segnalate per lo in-

tercedimento di

lui.

La

ne

insieme
il

ad Azanito
dal

suo

curi-

celebra ai 22 giugno.

gino
lo

quale
in

fu generosamente prefato

ALBANO
residenza di
rio,

[Albanen).

Citt

con
fonsi

cevuto
II.

Roma

Pao-

un vescovo suburbica-

nello Stato Pontificio. della


citt

La

Nel 1708 Clemente XI, la cui famiglia era orionda d' Albania, mediante la costituzione Cuni in iis , spedita ai 21 giugno, e riportata

dazione

di

Albano
figlio

attribuisce

ad Ascanio
i

di

Ere

nea, cinque secoli avanti

quella di
propri!

Roma. Albano ebbe


fino al
;

tomo X, parte form un fondo di


nel

del Bollario,

tempo

di Tulio Ostilio re di

scudi

quattrosi

mila, e dispose che col loro frutto

Roma ma la famosa disfida dei tre romani Orazii e di altrettanti Curiazii albani,

mantenesse nel collegio urbano di Propaganda vui alunno dell' Albania oltre gli altri due, che nel 1700 avea stabiliti, acciocch facessero gli
studi i in

terminata colla vittoria

del supei^stite Orazio, fece che Ro-

ma

distruggesse Alba-Lunga,

nome
falde

antico della citt di Albano. Vuoisi

Roma

e riuscissero poscia

che Alba-Lunga giacesse


del

alle

d' istruzione ai

loro connazionali.

la

ALBANO (s.), primo martire delgran Brettagna nato a Verulamio nel secolo III, ed educato a Roma. Ristabilitosi in patria, bench non conoscesse ne'suoi primi anni Gesx Cristo,

o in riva al lago Albano, o di Castel Gandolfo,


,

monte Albano

nel sito ove ora esiste

il

convento di
Distrutta

Palazzuolo, di cui parleremo al ter-

mine

di

questo articolo.

pruove di bont e di ospig' infelici. Mentre si eseguivano nella gran Brettagna gli
die'
talit

Alba-Lunga, gli albani passarono ad aumentare la popolazione della crescente

verso

Roma,

indi

si

sparsero nei
costrusse co-

suoi dintorni.

Pompeo

i84
J

ALB
Silvestro
casse solo
titolata
I )

ALB
che
Costantino
in
edifi-

una magnifica villa, sopra la quale neir impero di Nerone venne edificata la nuova citt di Albano, per cui talvolta venne chiamata Albanuin Ponipej Evvi ancora un sepolcro in poca distanza da Alba.

una chiesa

Albano

in-

a san Giambattista, arricchendola di vasi sacri, e dotandola


eziandio colle localit

occupate dai

pretoriani, ed assegnandole pure varie altre possessioni del lago di

no che
ceneri

pretendesi aver raccolte le


di

Tur-

Pompeo, mentre prima pare che chiudesse quelle de' Curiazii.

no
so
la

delle
lago,

il

Mole l' Albanese presla massa di Mucio, quel,

Sotto
in

1'

ultimo dei Flavii fu


pretoriani

di

Tiberio, gli
di

Orti, le Marine,

instituito
le

Albano un campo per


dei soldati
:

la

massa

squadre
si

presso

Cori,

Nemo, l' iVimansiana e la Mediana Tutte


.

e da ci

mantenne ad Albano lun-

queste cose in quella vita di


vestro
I
si

s.

Sil-

gamente 1' appellazione di Pretorio Albano. Trovando alcuni aver Costantino


distrutto
si

sarebbero
anzich

secondariaprincipal-

mente
mente,
sa
citt.

narrate,
se innanzi

quel

campo

di-

di erigere la chie-

cono, che

facesse fondatore della

avesse

Costantino

costrutta

la

odierna Albano:

opinione per che

da
Aia

altri

viene smentita.

Lasciata la
gior o

quistione sulla
di

Bella la posizione di Albano sulla

minor precedenza
all'

magAlbano
le

Appia, quattordici miglia circa


dalla

intorno

acquisto della fede, ane


distinte

lungi

cattolico,

e
i

che invita
la

mondo sopra un ameno colle, Romani a villeggiarvi.


capitale del
la salubrit del-

tichissime

sono certo

prerogative
ora
te
)

del
dei

suo vescovo.
sei
(

Egli
set-

uno

un tempo
,

Commendevole per

vescovi suburbicarii

gi ebdoassistenti

sua aria, e per la squisitezza dei

madarii lateranensi, come


a vicenda al

suoi vini, grande interesse


ne' suoi

trovano
dell'

Romano

Pontefice, ser-

dintorni

g'

investigatori

vendolo
silica

alternativamente nella bas.

delle antichit, pei


tica
citt

ruderi

andi-

di

Giovanni in Laterano o
Il

chiamata
Bovillce
.

da
,

Properzio

del Salvatore.

vescovo di Albano
di essere
la
,

Suhurbance
stanza

in

poca

gode
ne
di

la

prerogativa

uno

Fra quei ruderi sorge specialmente un circo ed im


esistenti

dei tre vescovi

che fanno
il

funzio-

consecrare

Papa
di

quando
essere ese

teatro.

non
o
s.

vescovo
.

prima

Si congettura che

Pietro, o

letto

taluno
la luce

de'

suoi

discepoli,

portasse

quello

Questa prerogativa , d' Albano non si


in quello

in

antica

del vangelo ad Albano, e probabilmente san Clemente I, gi battezzato ed ordinato prete e vescovo dal principe degli Apostoli che ha propagata la fede in Velletri, e fu

quanto ne
di
s.

d' Ostia, peculiar-

mente nominato
e del Pontefice
s.

nella consecrazio-

tuttavia

258) Marco (an. 336) troviamo memoria che la


Dionisio Greco (an.

coadiutore
bani.

di lui

ne' luoghi subur-

godeva
allora
il

fino dall'anno

682.
II,

Eletto

Insorgono

alcuni a combat-

Pontefice Leone

scrive

A-

tere tale asserzione

stantino

Magno

il

Albano; ma altri condo che si legge

ponendo che Coprimo edificasse aggiungono (senella vita di


s.

nastasio [Vita Zeo/i/V) che ricevette


egli

r episcopale

consccrazione

Andrea vescovo
vanni di Porto

di Ostia e

da da Giodi

con

Piacentino

ALB
V^dlclri
,

ALB
per quello di

i85
S.
I\f.

funzionante

imbandire una cena in


giore.

Mag-

AlbaliOj che allora vacava.

Quest' obbligo

per

sembra

A quel
tro

gl'ande privilegio
il

un

al-

ne univa

vescovo

ili

Alba-

no, che succedendo, cio,

le

incoro-

nazioni imperiali fatte a san Pietro


in
la

che sia cessato dopo la morte d'Innocenzo li, accaduta nell'anno I 6, poich troviamo in seguito^ che la cena si dava a carico del
?.

Vaticano
tare,

egli

stando
era
il

dinanzi

Sommo

Pontefice.

porta d'argento
la

primo a
dell'

ftlolte politiche

vicende intervenute

l'eoi

nella benedizione

im-

peratore,
di
lui.

prima orazione sopra


asserisce
il

Cos'i

celebre an-

nalista Cardinale Baronio.

zione era la seguente

Tale oraDeus, in citjus


inclina
nostra;
_,

vianu

sunt corda

regimi j

ad

preces

hnmililalis
tace

rcs niisericordice
tori nostro

famulo

tuo

auimperaN. regimen
et

Albano dopo l'era cristiana, furon causa per lei di non ])oche sventure. E dapprima, ci racconta Procopio nella Guerra dei Goti, che Belisario inviato da Giustiniano I imperatore, nel 535, con un esercito in Sicilia con ordine
alla citt di
,

di passare in

Roma,
d'

e ridurre Al-

bano (anno 537) all'ubbidienza degl'

tua^ sapienticv appone, ut, haustis de tuo fonte consiliis , et tibi piarea t , et super omnia regna prcveellat. Egualmente, siccome riferisce 1' Or-

imperatori

Oriente
eruli

mand

Gotari
parla.

con alcuni

ad occuil

Albano pass dipoi

sotto

co-

medesimo vescovo di Albano era il primo che nella incoronazione del Sommo Pontefice, recitava sopra di lui la prima
dine
il

Romano,

mando
romano
la

di

Virginio

Savelli, nobile

e capitano cesareo, cui venI

ne donata da Ottone

in

una con
,

orazione nei seguenti termini: Deus,


ffui

adesse nondedignaris idncwncpie

mente in\'Ocai'eris , adesto quccsumus im'ocationibus nostris, et


devota
huic
iien

perch avea represso il tumulto dei suoi concittadini, ed indotte alla soggezione imperiale molte di cpielle terre,
Riccia e tre castelli
vicini

famulo

tuo N.,

r/uem

ad

cul-

apostolicum
,

commune judiciuni
uierlatein
_,

tucc plebis elegit

supersentiat

che vibbidivano al senato romano. In seguito, per la grave vertenza delle investiture, essendo insorto contro Gregorio VII l'antipapa Guiberto, col
sti, si
il

mc
se

benedictionis infinde

ut

nome

di

Clemente

III,

que-

munere ad lume apiceni pervenisse. Per Dominwn nostrum


tuo
ctc.
Il

siccome protetto da Enrico IV,


avvi verso

Roma accampando

vescovo di Albano, come dice


])a-

Anastasio bibliotecario, avea un


lazzo in

suo esercito in Albano; ma rivoltandosi il popolo, e prendendo le parti del legittimo Pontefice Pasquale
II, eletto nel 1099, costrinse l'antipapa a cambiare il suo divisamente, onde Guiberto se ne parfi vendicandosi sulle teri-e d'Albano e di

Roma
s.

Basilica di

poco lontano dalla Giovanni in Lateraall'


s.

no
lio

vicino

forse

arco

di

Basi-

poco lungi da

Clemente, ov-

vero vicino all'odierno monistero della Purificazione

Marittima.
per evitare
I I
I

ai Ulonti, dirimpet-

le

In seguito Pasquale II armi di Enrico V, nel


in

to al palazzo Gaetani.
tale palazzo,

cagione di

si

ritir

Albano
,

ricevuto

nei tempi
il

d'Innocenzo
di

con trasporti
donativi ai

di gioia, distribuendo

JII,

dovea
VOI.
I.

vescovo

Albano

soldati

ed accordando

24

i86
colm
Nel
I

ALE
alla
citt,

ALC
che
ri-

diverse esenzioni
di lodi.
I

dagli
lani,

slessi

albani

imiti a' tusco-

3o venne eletto Innocenzo li,

della famiglia Papareschi, Maliei,

ma

ed altri della campagna di Roma, principalmente nella disfatta a Monte Porzio.


tivolesi

non molto dopo fu astretto dall'antipapa Anacleto II, figlio di Pier Leone, a fuggirsene in Francia. Tultavolta, nel
i

R.idonata ad Albano
riedific sul lago

la la
,

pace,

si

Albano

citt, di

cui

Onorio IV, Savelli

eletto nel

i37, col favor dell'imperain avanti

tore Lotario II, rientr nella provincia

romana,

occupata dale la

1285, investi signore Luca Savelli suo nipote. Altri per attestano che mentre Onorio III era canonico
regolare lateranense,

l'antipapa: ricuper
])agna, ina

Albano

cam-

essendo stato

non

volle entrare nella cit-

aio per quatti'o anni dell'imperatole

t di Roma per timore delle insidie che potevano tendergli i fautoii di Anaclelo II ; onde pass a Bene-

Federico
verso di

II, quell'Augusto, per la

benevolenza
lui,

venerazione

nutrita

nel

122

1,

abbia data

vento.
di
l'

Albano nell' anno appresso fu nuovo occupata dalla fazione del-

a Giacomo Savelli la citt di Albano. Certo , che a quella famiglia rest

antipapa, mentre Innocenzo II, facendo guerra a Ruggero duca di Sicilia, rimase prigione. Morto r antipapa ai 2 5 gennaio I i38, Innocenzo si occup a riordinare le cose della Chiesa, e lel i i ^1 promosse al Cardinalato il suo fratello Pietro Papareschi, conferendogli
il

per quattro secoli tale signoria, della quale venne solennemente investita da Onorio IV. Nella celebre vertenza di Bonifacio VIII coi colonnesi, si unirono
a questi e al francese Nogaret anche i Savelli signori di Albano, che

Ughelli, investendolo anche del dominio temporale di quella citt. Mori


vescovato di Albano,
e,

secondo

1'

ebbero parte nell' attentato commesso a' 7 settembre i3o3 in Anagni. Eugenio IV (an. i436) movendo contro i colonnesi ribelli, che l'aveva*. 10
costretto a fuggire
di

il

Cardinale Pietro Papareschi sotto

Eugenio IJI, ed in quel tempo Albano fu esposta a nuove sciagure,


tanto per
le scorrerie

da monaco, rientrava
di

Roma
in

in abito
col-

Albano

de'saraceni, che

per

le dissensioni
I

dell'imperatore Fecol

derico

Earbarossa

Pontefice

Giovanni Orsini, vescovo di Recanati ed anche allora questa citt molti danni ebbe a sentire nei loro punti dove i colonnesi ed
l'aiuto
:

ii54, e fimo dal 1146 Cardinale vescovo di Albano. Ci non pertanto dopo aver coronato l'Augusto, insieme con esso il Papa si rec ad Albano, per
eletto nel

Adriano IV,

alleati
li

l
il

erano fortificati. I Savelpentiti, furono assolti da NicoV successore di Eugenio IV, quale nel 1 44? a 3 agosto avea
si

porsi
degli

in

sicuro

dalle

insurrezioni

perdonato a Giambattista, Mariano, e Francesco SavcUi la loro reit;

Arnaldisti.
1

onde
155,
il

Albano

pot

risorgere

dalle

popolo romano, col cancelliere <leir imperatore e col piefetto di Roma, andarono contro Albano; la distrussero, e poscia ne im|iedirono la riedificazione, per vendicarM de' danni ricevuti

Nel mese di aprile

passate sciagure.

ben presto nuove sedizioni dei Savelli la posero in nuovi guai. Ferdinando re di Napoli, dimentico delle obbligazioni contratte colla Sede Apostolica, congiuntosi
coi colonnesi. ce> Savelli e coi lurclii,

Ma

ALB
sped nel

14B2 contro

il

Pontefice

IV, della Rovere, Alfonso Sisto duca di Calabria suo figliuolo con quattromila uomini di cavalleria. Prevenendo r assalto, le milizie del Papa avevano occupato le terre dei Savelli, cio Albano, Castel Gandolfo, il Castel Savello e la Riccia. Avanzandosi per il duca Alfonso verso Roma,
prese la Riccia, alloggi presso Alba-

ALB 187 nuove disgrazie 6oggiac<{ue questa citt nel i556, sotto Paolo IV, Caraffa. Il rinomato duca di Alba, a nome di Filippo II, re dt Spagna e
A
di Napolij
alle
i

si

accost col suo esercito

porte

di

Roma

devastandone

dintorni e molto

facendo sollrire

anche ad Albano. Fattosi mediatore Giovanni III, re di Portogallo,


la concordia fra

Paolo IV e

Filip-

no
s.

nel monistero de' Savelli, detto di

Paolo, e spinse l'esercito alle porte


i

po II fu stabilita ai i.\ settembre iSSy, i cui capitoli leggonsi nelr annalista Rinaldi
al

roRoma. Uscirongli incontro mani per combatterlo, e lo fugarono,


di

citato anno.

intanto che

veneziani, alleati di Sisto


ai

IV, diedero piena rotta


vicino a A cUetri.
il

calabresi
vittoria
la

Per questa
in

1697, il Innocenzo XII, Pignatelli, acquist con denaro la citt di Albano per la Camera apo-

Finalmente,

nell'

anno

Sommo

Pontefice

Pontefice
s.

fabbric

Roma
si

stolica.

ci

fu

mosso

dall' essere

chiesa di

Maria

della pace, e Fer-

ricorsi

dinando re di
sua discrezione.
Vinti
i

Napoli

pose

a lui i creditori del principe di Albano, Giulio Savelli. Quindi chiamato a s quel principe, per le
arroganti sue risposte
si

calabresi, pass Sisto


i

IV

dice averlo

Dal vice-camerlengo, da Orsini e da Santacroce, capitani Pontificii Albano fu saca

punire

Savelli

Innocenzo XII di severo caistigo minacciato. Nulla giov al principe Giulio per impedire lo spoglio della signoria di Albano, minacciatogli

passando in dominio della Santa Sede. INIa divenuto Pontefice Innocenzo Vili, Cibo, genovese, si rinnovarono i tucheggiata e diroccata
,

da
I,

quel Pontefice, essersi messo sotto la


protezione dcllimperatoie Leopoldo

l'aver preso posto alla sinistra nel-

multi
ritti

il

re di Napoli

viol
il

di-

la visita fatta al

suo ambasciatore in

duca di Calabria occup la campagna romana, il duca di Bracciano s' impadron di Perugia, ed imbaldanziti i colonnesi ed i Savelli, nel 148G, di nuovo occuparono Albano, e a poco a poco la rifabbricarono. Alessandro VI, gi Cardinale vescovo d'Aldella Apostolica Sede,

Roma,

Gioi'gio

Albano

de' conti di

IMartinitz; perocch, penetratosi

da

Innocenzo aver

lui passate

all'amba-

sciatore alcune carte antiche e docu-

menti, affine di dimostrar che Albano


fosse

feudo dell'imperio e quindi sog-

getta al vassallaggio dell'imperatore,


fu senza pii quella citt rilasciata al-

bano,
diede

come
i

sal al soglio Pontifcio,


i

l'incanto per quattrocento quaranta-

gravissima sentenza contro


collegati
;

mila scudi al principe d. Livio Odescalchi, nipote d'Innocenzo XI. Se non che essendo quegli pel suo principato di Sirmio in Ungheria suddito dell' im-

colonnesi e

Savelli, signori di Al-

bano

a
i

Federico
colonnesi

re

di

Napoli
ria

per

cui

risol-

vettero di
delle

cedere al Papa la signoloro


terre,

peratore,

tem

il

Papa, che

di con-

rimanendo

ceito col ministro imperiale IMartinitz

partigiani loro oppressi dai potenti

Orsini a Viterbo e iu altri luoghi.

vestitura

non ne ricevesse di nascosto l inda Cesare, onde, come

i88

AL13
fanio, che
si

ALB
cilio sotto l'anzidetto

sovrano territoriale e per altre ragioni,

Pontefice; Epiconcilio di

Innocenzo XII volle esserne preferito: tanto pi che non era ancora stato preso il possesso del fondo, n crani)
stati

ritrov

ad un

sborsati

denari

ai
egli

creditori

Laterano nel 649 ; Giovenale, creato nel 680, uomo di somma scienza fornito, da Papa Agatone mandato
alili concilio generale di Costantino-

del Savelli.
alla

Incorpor
apostolica,

Albano

Camera

e per istrn-

niento dei 17 giugno 1697, rogato dai notari Peloso e Liberati, e per
iiotu-proprio Pontificio la sottopose
alle costituzioni

apostoliche

de' Ilo-

mani
tri

Pontefici,

precipuamente
1'

quella di Pio V, Ghlsilieri, e di al-

Papi

che proibiscono

aliena-

zione dei luoghi dello stato ecclesiastico.

volevasi

Nondimeno, mentre dai francesi consumare nel 179^ il piadell'

dove furono condannati i inonoAndrea, che fu presente a lui concilio in Roma, sotto s. Gregorio II nell'anno 721; Leone, che intervenne ad un altro concilio romano del 761 Costantino, che, secondo il Baronio, teneva la sede di Albano nel 772; Giovanni bibliotecario della Santa Sede che fiori in quella chiesa circa r828; Paolo, che si trov ad vm sinodo romano sotto Adriano II ncir 869 Pietro dell' 898 ; Giovanpoli,
teliti;
; , ;

no

intera occupazione dello stato

ni, bibliotecario della S.

R..

C. sot-

Pontificio, trovandosi Pio VI, allora

to

Gregorio

nel

regnante, in grandi ristrettezze, fece

Pontefice lo elesse
s.

996. Questo anche abbate di

porre in
della
la citt di

vendita

varie

possessioni

Salvatore ai Monti.

Camera

apostolica, tra le quali


il

Fra

Cardinali vescovi di Alba-

Albano, per cui


fece
.

prindi

no, degni di special menzione, no-

cipe di

Piombino
esibita

l'

offerta

trecento mila scudi

Egual

somma

teremo i seguenti Pietro, eletto Papa nel 1009, col nome di Sergio IV
: :

aveano
Piet;

to Spirito,

due banchi di sandel santo monte di

Riccardo de Tccardi, francese, legato Pontificio nelle Spagne, circa il 1 1 00;


s.

ma

cambiatosi divisamento,

ed esclusa 1' alienazione di Albano si combin un prestito in Genova. Molta celebrit ricev Albano dai
vescovi, cui

va che

Pietro Igneo, cosi detto dalla proegli fece nel iio3 di pas-

sare in mezzo alle


francese, che

fiamme; Matteo, mori a Pisa nel 189,


i

che

1'

hanno governata,

fra
se-

dopo aver dato


regola
ai

in Parigi l'abito e la

guenti

crediamo opportuno segnare i Piomano, che sottoscrisse


:

cavalieri

templari; Nico-

al

l Brenkspeare,
I
1

inglese,

che l'anno

concilio celebrato in

Roma da s.

Ilario

46 conferm

nella Chiesa Catto-

Papa

nel 465, nel giorno della sua consacrazione; Atanasio, che sottoscrisse

lica la

Svezia, la Norvegia e la

Da-

nimarca, e che col

nome di Adriano
i

al concilio

adunato

in

Ro487,

IV

fu eletto

ma

da

Papa

Felice IH,

nel

tiero,

che

al

Papa nel i54; ^'Uixmomento in cui il Pon-

risguardante

gli

apostati dell' Africa,


;

tefice

ricevuti a penitenza

Giovanni, eletto

Alessandro III si era ritirato in Francia per le turbolenze suscitate in


vicegeiente della Chiesa;
i

nel 594, gi bibliotecario della Santa Sede, nel Pontificato di s. Gregorio Magno ullcio, che a soli dot:

Roma, rest
s.

tissimi

si

conferiva;

Omobuono,

elet-

annoverato Ira da Sisto V, eletto dagli albani a patrono, e che

Bonaventura,
della

dottori

Chiesa

to nel

595, che

assist

ad un con-

mori

dui-antc

la

celebrazione

del

ALT.
Lione (an. 1274), deUpiale Gregorio X avea a lui il Pontefice commesso il regolamento; Benti venga dei Bentivenglii uno tra' piimi teologi del secolo XIII Leonardo Pazio di Bonitrasso detto Guercino facio Vili; Rodrigo Borgia, die nel
concilio di
, ; , ,

ALB
bano
la chiesa

,8()
s.

Paolo fabbiicata coir annesso monistcro ed arricchita di molte entrate dal Cardinale Jacopo Savelli. Questi dodi

nolla
della

nel

1282

a' frati

eremitani
s.

congregazione
e

di

Gugliel-

mo,

fiorenti allora jier la regolar di-

1492

fu eletto Pontefice col


;

nome

di

sci[)Iina,
tificio

come

safi

Alessandro VI
lenti,

Giovanni Balvs, fran-

col
.

nome
la

di

al soglio PonOnorio IV, la

cese di bassi natali,

ma
' 5

di

sommi
,

ta-

consacr

Mancati

nondimeno
si

gli

morto nel i4q Giuliano della Rovere indi Papa Giulio II eletto nel i5o 3, celebre per la saggezza onde amministr il sacerdozio e il principato Paolo Emilio Sfondrati nipote di Gregorio XIV, che pieno di me,
;

eremitani,

chiesa
di
s
.

diede

in

cura
Altro

ai

monaci
il

Girolamo
Savelli.
d'

restando

iuspatronato ai

celebre

monistcro
dei

Albaeretti)

no quello
per la

cappuccini
di
d.

generosit

Flaminia
il

riti

e di virt coltivate per

1'

amici-

Colonna Gonzaga, verso

1700.
de-

zia strettissima coii san Filippo


ri,
t,
1

Ne-

La

chiesa
s.

di questo convento,

mor nel 16 18; Alessandro Pcrctpronipote di Sisto V morto nel


, ;

623
1

Alessandro Dledici eletto Papa


,

Bonaventura, fu innalzata sotto il reggimento del Cardinale Paolo Emilio Sfondrati del qua,

dicata a

nel

6o5

col

nome

di

Leone XI

le

dicemmo pi

sopra. Quella chie-

di Alessandro VII, morto nel 169 8, dopo aver assegnato ai due beneficiati istituiti nella

Flavio Chigi, nipote

cattedrale

le

rendite dell'antica par-

rocchia di Castel Savello; Nicol Maria


Lercari, che per uso del vescovo

don il

suo magnifico casino da lui fabbricato in Albano, ed ove nel 1727 e nel

venne consecrata dal vescovo di Zante alla presenza del Cardinale Giulio Savelli e di Paolo suo fratello principe di Albano, benemerito di tal fondazione. Vi sono in Albano alcune altre comunit rehgiose. Vi esiste un convento dei minori
sa

conventuali, colla cliiesa dedicata a


s.

1729
die'
i

alloggi

il

Pontefice Benedetto
Pietro,

Maria

delle Grazie, a' religiosi del


il

XIII. Nel

1747 finalmente Albano


a Michele
di

quale la don

celebre Cardinale

natali
la

che per

sua dottrina ed

altri

mi

meriti nel

1802

fu creato

somda Pio

VII Cardinale,
tria,

indi nel

18 16 presostenne

Giovanni Moroni vescovo d' Albano, insieme a varii beni per mantenervi il culto divino. Il Cardinale Lorenzo Brancati dell' istesso Ordine au-

conizzato vescovo e fra


varie

della propria pa-

ment

la

fabbrica di quella chiesa e


Ivi egli stesso

cariche

r adorn.

consum

gli

quella di penitenziere maggiore.

idtimi giorni nel ritiro e nella compilazione delle sue opere. Merita speciale ricordanza la chiesa di
s.

La
ai
ss.

cattedrale d'Albano dedicata

Pancrazio e Bonaventura. Al suo capitolo Benedetto XIV, per istanza del Cardinale Acquaviva, concesse il
rocchetto e la mezzetta paonazza (Vedi
s.

Maria

della Stella dei pp. carmelitani edificata, nel i565, da Fabrizio e Cri-

stoforo Savclli, e dall'ultimo principe


di

Acta Martyrii
Dion.
\

cj'iis

Pancralii , et patria, apud Sus.

Albano ristorata ed
la

abbellita.

Que-

sta dai pp. Carmelitani

venne rinnoparte,

rinni,

7 niaii). Inoltre havvi in Al-

vata per

massima

e dal

iqo
]

ALE
vivente Cardinale (Viantian-

ALB
vo di Albano, presso
s.

seiiemerito zelati ti ssimo vescovo e pro-

Maria

della

tettore

Rotonda

di questa citt, indi dall' al-

cesco Falzacappa

decorata di bello
citt.

tro vescovo Ulderico


ferito, nel

Carpegna

tras-

comodo

cimitero per la
di onorevole
religiosa
il

1667, "^ luogo pi ampio


dilatato

degno eziandio
ne, per la
vi fiorisce,

menzio-

e nel

1675

maggiormente

osservanza che

dal Card. Girolamo Grimaldi. Que-

francescane, instituito

convento delle monache da suor Franfondato


e e dotato

cesca Farnese, e

da Bernardina
verso

Caterina Savelli

seminario ebbe nuova vita nel con pastorali cure l'ha stabilito il Cardinale Falzacappa. Fu onorato nel i83g dalla presto
locale, in cui

il

il i63o. Finalmente non vuoisi dimenticare seminario piantato nel 1628 da

senza

e dagli
;

encomii del
per
la

regnandel
eresse

te Pontefice

memoria
si

qual
nel

fausto

avvenimento

Carlo Emanuele Piodi Savoia, vesco-

medesimo

la iscrizione seguente:

A\XO
IH
.

MDCCCXXXIX
.

KALENDAS
.

MAIAS
.

GP.EGOEIO
f^>VOD
.

XVI
.

PONT
.

MAX
EEPETENS

TERRACIXA
.

VRBEM
.

NOVVM
CLEME?fTIA
IO.

HOC
.

SEMllVARIVM
.

MAIESTATE
.

SVA

IMPLEVERIT
.

BEXIGXITATE
.

CVMVLAVERIT
.

FRANCISCVS

CARDINALIS

FALZACAPPA
.

EPISCOPVS
.

ALBaNENSIS

PERENNE
palazzo

TANTI

BE.VEFICII

MONVMENTVM

POSVIT

Il

baroniale di Alleano,
,

dal famoso decemviro Appio Claudio


,

antica residenza de' Savelli

divenu-

dall'

imperator Traiano
fra
il

ri-

to propriet della reverenda

Came-

storata con grande utilit di Albano.

ra

fu rimodernato dal Pontefice Clemente XI, Albani, che lo assegn per comodo di villeggiatura a Giacomo III Stuardo re di Scozia e d' Inghilterra ed a' suoi reali figliuoli. Indi da Benedetto XIV, Larnherdni fu rablellito, affinch
,
, ,

Presso
del

ad Albano,

giogo

Monte Albano o Laziale, oggi detto Monte Cave, o Cavi, giace Palazzuolo.
gli
Il

nonte,
latini

celebre

presso

autori
,

pei suoi decantati

prodigi

pel

famoso tempio di Giole

ve Laziale, per
la
tina,

ferie

latine,

per

servisse

di

abitazione

al

principe

nazionale convenzione di Terensi

di
di

Galles

Yorck,

Stuardi.

ed al Cardinale duca ultimo rampollo degli Ridotto venne nello stato


il

erge

levante di

Roma.
misura

La

periferia della sua base

circa dodici miglia italiane, e signo-

odierno sotto
i\e

Pontificalo

di

Leo-

reggia
(piale
al
si

la

XII, (juando nel 1828 fu


la strada postale, la citt, gi

am-

provincia del Lazio, la scorge per ogni dove fino


i

jiliata

che traverriaperta,

mar

Tirreno. Tutti

naturalisti
d"

sa

da Pio VI

convengono nel riconoscerlo

origine
il

ed agiata per vantaggio dell'Italia


inferiore:

vulcanica. Trasse questo sito

no-

celebre

stiada fabjjricata

me di

Palazzuolo, Palazzuola o Fa-

, ,

ALB
latolium, secondo la pi ricevuta opinione,
to
ivi

ALB
he
fi'a

191
essere

degnissima
i

di

collocata

edificato

da quella casa o palazzotantichi ne' tempi


dei
consoli,
clie

primi monumenti.

Le
gi
il

dette
se-

insegne
]>olcro
lio,
]i.

non dinotano
del re di

per

comodo

vi

si

Roma
il

Tulio Ostidottissimo

trattenevano nel portarsi

al

monte
fe-

come
al

giudicava

Albano a
rie latine
:

fini;

di celebrarvi le

Rircher, condottosi

ad osservar-

quel

palazzotto fu peralla

lo circa

1670, n quello del re

cosso

da un fulmine
secoli

morte
vicini,
le

di

Agrippa.

Anco Marzio successore di Tulio come alcuni pretesero; ma piuttosto


quello del console e pontefice

Nei

a noi

pi

sia

Gneo

per l'amenit sua,


tiche scaturigini

come per

an-

Cornelio
miglia

Ispano

della
.

celebre fa11

abbondanti di acque freschissime, nonch termali, vi


si

degli Scipioui

sepolcro,

quanto

allo stile e alla sua forma,

fecero delle piscine

de' vivai

greco etrusco del secolo

VI

di

Roma.

si e verso la met del secolo tenne conto di Palazzuolo, siccome

XV

Sopra l'orlo del quadro, in cui sono rappicsentati i fasci consolari,


si

di

un luogo

di

somma

delizia. Parti-

colari furono le cm'e col adoperate

ripiano, sul

ascende per sette gradini ad un quale dal peperino lasi

dal Cardinale Isidoio di Tessalonica


{Vedi). Dipoi nel

vorato
statua,

pu arguire che
del

fsse

il

1629

il

Cardinale

finimento

sepolcro

forse la

Girolamo Colonna ottenne da Urbano Vili l'investitura di un tratto di terieno, ove edific un casino, ed una villa sulla rupe che
sovrasta al convento.

con iscrizione del personag-

gio sepolto in
nistra, entro
ta.

una camera a parte


di

si-

un'urna

marmo

stria-

A
la

tramontana

di Palazzuolo, in
passi,
si

distanza di pochi

osserva

Primo a scoprirlo, od a farne menzione, si fu il fice Pio II, Piccolomini che estesissima erudizione univa
,

almeno
Ponte-

ad ima
la vita
a' pri-

continuazione
di

della

rupe, ossia
for-

del vero

Pontefice.

Questi

massa

peperino tagliato a per-

pendicolo,

ad oggetto
allo

forse di
:

mare una
che
nel
offi'e

via o diverticolo

rupe

sguardo

il

prospetto

giugno 1463, conducendosi a visitarlo ne not l' esistenza nei suoi preziosi commentarii. La cella sepolcrale per non fu aperta che
di
,

mi

del celebre mausoleo consolare, che

13 anni dopo, cio nel 1576.

1629 divenne propriet


la

della
v'

Oltre

detti ruderi, di cui

non

casa Colonna per


cui
in questo

iiivestitura di

ha

in oggi che

alcune vestigia
frati

parlammo. Rappresentati sono mausoleo i dodici fasci


nel peperino. Nel dei fasci v' cui

vi

esiste

T orto

dei

piantato
edificio,
si

su

grandi voltoni di antico

consolai'i, scolpiti

di\so in pi camere, nelle quali

mezzo rule, a

ha

la

sedia

cii-

sovrapposta la civica

corona, ed attraverso lo scettro ebur-

trovarono inscrizioni col nome dei Tarquinii, e teste, braccia, torsi, e tua piccolo cavallo di marmo avente sulla

neo lungo circa sette palmi colr aquila in cima. Questa reliquia dell'antichit non si trova mentovata che nella rac,

in caratteri greci.
ivi

gualdrappa una Tutto


il

memoria
ci

prova

essere stato

pi volte mento-

vato palazzo consolare.

colta del Piranesi e nella

riprodu-

In questa posizione pertanto trovasi


il

zione del cav. Riccy; eppure sareb-

convento

di Palazzuolo,

e la

192

ALB
s.

ALB
in

chiesa dedicata a

Maria, eretta fino

commenda,

e sul finire di esso se-

dal secolo XIII. Ci rilevasi da

una

colo,

l'abbandono dei monaci rese

Bolla d'Innocenzo IV, Fieschi, 1 4 gennaio 1244. Da questa Bolla apparisce eziandio i. questa chiesa essere stata soggetta al monistero de' ss. An-

quel luogo del tutto deserto. Cos trovavasi l'anno 139 1, quando n'era abbate commendatario Tommaso Pierleoni

romano

quando

drea e Sabba di Roma; 2. che Giovanni abbate Cluniacense de' ss. Andrea e Sabba l'abbia per ordine d' In-

monaci

certosini, per concessione del

Pontefice Bonifacio IX, Tommazelli,

napoletano, l'ottennero onde passarvi


1

nocenzo

III,

verso

il

i2o4, conceduta

estate,

giacch molto sollriva-

ad un
irati

tal

Sisto priore,
l'

ed
3.

ai

suoi

no per
loro di

l'aria
s.

eremitani sotto

annuo censo
che
gli

malsana nel monistero Croce in Gerusalemme.

di

eremitani

due libbre di cera; da Onorio


la regola

III
s.

fossero

posti sotto

di

Agosti-

^ arie contese sostenute per quel convento da' detti monaci coi minori osservanti , furono terminate
soltanto nel 1490,
nalista

no

4- che essendo

priore di Pa-

lazzuolo certo

Romano, per opera


da Ceccano,
di
s.

Wadingo

come riferisce l'annel tomo XII dal


da

del Cardinale Stefano


i

padre Casimiro

Roma

citato a

frati

eremiti

si

vinissero al

stero
sio

dei cistcrciensi

moniAnastasupe-

pag. 2 38. Nella Bolla di concessio-

ne

data

ai

cistcrciensi

pai'lasi

sol-

alle

acque Salvie, insieme condi

tanto del

fabbricato del monistero

venendo
liore

riconoscere

per

col cortile e coli' orto, salvi


i

sempre

l'abbate di
s.

sant'Anastasio,

diritti

della

commenda. Quei pail

tinche

Ilaria di Palazzuolo

non

dri

certosini l'itennero
^'^'^

convento
si

fosse dichiarata badia;

e dall altro
s.

fino al i449j ^"

'^ cedettero ai

canto finch

l'

abbate di

Anastasio

pp. minori osservanti,


dall'

come

ha

non avesse piena


tutti
sti

e libera facolt di nei mesi estivi

islromento rogato da Giovanni

mandare a Palazzuolo
patti

di

Luca Francia.

o parte dei suoi monaci. Queottennero


I'

approvazione

di Gregorio IX, i-iservato

sempre

il

Questo convento di Palazzuolo, nel secolo XIII, confinava da un lato con le possidenze di Grottaferrata,
gi
l'

censo di due libbre di cera al moniste-

celel)ratissima

abbazia

dal-

Sabba, cui, comesi disse, s. Maria di Palazzuolo originariamente era soggetta. Tale unione fu pure approvata nel capitolo generale di
ro di
s.

altro

s.

con quelle della Angelo presso il lago:


che
le

chiesa di
cliiesa

de-

molita negli anni scorsi unitamente


al romitorio,

stava annesso; col


di

1237, e l'anno i2 44 dal detto Innocenzo IV fu data la podest all'abbate di s. Anastasio, secondo la bolla sopraindicata, che si
Citeaux, nel
legge
di
nell' Ughelli,

territorio di

Rocca

Papa, feudo

de'colonnesi; e col castello, ora diroccato, di Malafitto.


Il

convento

di

Palazzuolo, rifab-

tom.

I,

e.

259,
la

bricato ne" primordii del secolo


dal padre

X\1I

erigere
s.
i

in

tilulum

ahhatice
s'

vora

vescovo di Opor,

chiesa di

Maria, perocch
suoi beni in

erano

accresciuti

modo da

poterle

concedere
il

qnell' onore.

l'u onoto, ministro di Portogallo rato da diversi Pontefici, fra" quali Alessandro VII nel iGj(), bene-

Rimasto

monistero di Palazzuolo

senza monaci, nel secolo

XIV

fu dato

XIV nel 1741 > ed il regnante Ponlelitc Gregorio XVI nel


detto

ALB
i83r,
cato in
il

ALB
si

fjiiale

pi volte

re-

ALBAREALE
le

193 Alba-Regahn. )

Albano a
le

visitarne la cattei

Citt con residenza vescovile. Albarea-

drale, l'episcopio,

monisteri,

il

ci-

mitero, e

case del collegio de' pp.

citt regia in

[Alba regalis, Stuhl- Veissemburg)^ Ungheria, capoluogo di


11

delle scuole pie.

Veggasi

il

p.

Casimi-

comitato.
di
le,

vescovo

sulFraganeo
rea-

ro da
vincia

Roma,

Dleniorie delle chiese e

Gran. Questa

citt cliiamasi

conventi dei frati minori della pro-

Di

s.

Romana; Clemente Maria di Palazzola;

Vili,
Gio.

perch in essa si coronavano, e nella cattedrale erano sepolti i re


d'

Ungheria

locch

si

pratic per
II

Antonio Ricci, Mausoleo Consolare del monte Albano a Palazzuolo,

cinque

secoli.

Solimano
la

impera-

Roma
;

pografica

1828, per la societ tiD. Carlo Avvoc. Fea,

1 543 dopo un assedio di due mesi e poscia il duca di IMercour generale


,

tore de' turchi

prese nel

Variet di notizie econoniico-Jisiche Gandolfo, Albano, riccia, Nemi, loro laghi


antiquarie sopra Castel

dell'

imperator Ridolfo

re

d'Unagli

gheria neir

anno
Riusc
di

60
al

la

tolse

ottomani.

pasci

Hazan
III

ed

emissari,

Roma
;

1820

presso

neir impero
riconquistarla

Francesco Bourli Francesco Cancellieri, Sopra il Tarantismo, l'aria di Roma e sua campagna ec ALBARAZIN in Ai-agona {Albaracinen.). Citt con residenza vescovile nella Spagna. Albarazin [Albaricinum
Z,o/;e^w) citt antichissima dieci leghe

nel

Maometto 1602;

di

ma

nel

1688,
si

scosso

die' all'

il giogo dei turchi, imperatore Leopoldo I.

Nel
si

1702 Mustaf

II

la

strinse di

rigoroso assedio, e
cazioni.

poich' ella
le

non

arrcndea, smantell
parecchie

sue

fortifi-

Albareale ha una cattedrale


,

da Madrid presso le frontiere della nuova Casti glia sulla riva sinistra del Guadalaviar in una valle fra due montagne. E cinta da vecchie mura con cinque porte, ed
distante

ricchissima
cattoliche,

altre
,

chiese

una chiesa greca due coaventi di frati, ed un seminario. ALB ARI A o ALB ARA. Citt
di

vescovile della seconda Siria, suffra-

luogo celebre per la vittoria che

sopra Sertorio vi

riport

Pompeo

ganea alla metropoli Bernardo I patriarca


vi

Apamea.
vescovo,

di Autioclda

magno.
rocchiali,
le,

Racchiude tre chiese pardue conventi, uno speda-

stabili
le

la

sede di

un

e quattro ospizii.

residenza di

un
nel

vescovo, secondo alcuni stabilito

1170, secondo

altii

nel
:

1171,

venne concesso verso l'anno 1098. Questa citt fu assediata dal conte di Tolosa , che la costrinse ad arrendersi con tutti gli abiche
tanti.

dal Pontefice Alessandro III questi


suffraganeo dell'arcivescovo di Saragozza.
si

Il

capitolo

della

cattedrale

residenza
vesato,

ALBENGx4. [Albinganen.). Citt con di un vescovo nel genochiamata anche Albegna ed


.

compone

di quattro dignitari, di

otto

canonici,

otto

prebendati,

Albium Ingaunum
scovile

La
di

sede ve-

molti
in alta
ri
,

cappellani.

Albarazin

venne

suffraganea

Genova.
Sardi
sulla

II

nominanza sotto i re mosu i quaU la conquist Jacopo d' Aragona fiorito nel 29 ven1 1 ;

Questa
guria

antichissima citt della Lioccidentale


in
tra

negli

stati

situata
,

amena pianura

ne per
nel

dal

re Pietro

IV

riunita

Rotella

i336
VOI-,

alla
j.

corona d'Aragona.

Sotto

Savona e Vcntimiglia. romani assai florida nel

25

194

ALB
Il

ALB
vescovo di Albenga, ed
il

commercio, era Albciiga la capitale degli Inganni , e per questo detta Albingaununi , ovvero Albium. Ingaunum, siccome vicina ai monti chiamati dagli antichi Albi Inganni,

capi-

tolo

mandano
il

ogni anno al
in
l'altro

Papa

cen>
cio

to venti

palme

due mazzi,
il

imo

vescovo,

capitolo.

al

nord-ovest del golfo di Genosoggetta alla repubblica roindi sotto


i

Porta quelle palme in Roma un individuo della famiglia Bresca di s.

va. Fu mana
5

Cesari

gover-

Remo, il quale ha la privativa di provvederne il palazzo apostolico


fino al

nandosi a guisa di repubblica colle proprie leggi, ottenne il privilegio di


coniar moneta. Nel

numero

di cinquecento.

Que-

sta concessione sto

iiyS venne

in-

ebbe origine da SiV, nel i586, nell'erezione del-

cendiata dai pisani, che guerreggiava-

l'obelisco vaticano [Vedi).

Vedendo
s. Remacchine il

Col soccorso di questi ultimi in breve fu per riedificata. Credesi che il vangelo sia stato predicato ad Albcnga dall' apostolo s. Barnaba, nel tempo medesimo, in onde cui r annunciava ai genovesi si ha quivi per tal santo un culto speciale. Sino dal IV secolo fu Albenga innalzata al grado di citt
coi genovesi.
:

no

uno

della famiglia Bresca di

mo

che

gli

argani

delle

aveano preso fuoco, rompendo


lenzio rigoroso
ti

si-

da

Sisto

comandato agli astanV grid acqua alle


,
:

corde. Ci imped la rovina dell'obelisco, e


la

morte
di
il

inevitabile
.picch

di
il

gran numero

persone;

Pontefice volle che

Bresca sceglicsse

vescovile soggetta

all'arcivescovo di

un premio,

oltre quelli che gli diede.

Milano;
nelli, nel

ma
1 1

Ale.<JSandro III,

Bandi-

Pensando Bresca che

ha staccata per Clemente assoggettarla a Genova III e Celestino III approvarono sucSg, ne
l'
.

era fertile nel produrre

mand ed
sa,

ottenne di

sua patia palme, dofirnirne il sagro


la
le

palazzo per

cessivamente

tale

disposizione,

che

la benedizione e dispenche ne fanno i Pontefici nella

per non ebbe effetto se non sotto

Domenica

delle

palme

privilegio

Innocenzo III (an. 12 1 3), epoca in cui Ottone arcivescovo di Genova


il proprio diritto. Onorio Papa, nel 1 2 1 6, confer il vescovato di Albenga a Sinibaldo Fie-

che dura anche oggid. In riguardo alle vicende successe al vescovo di

fece valere
1
1

Albenga
detto

nel

Pontificato

di

Bene-

XIV, y. Genova.
cattedrale d' Albenga dedis.

La
cata a
ficiata

sebi,

genovese, de' conti


,

sovrani di
carica
di

Michele Arcangelo, ed
canonici,

of-

Lavagna
il

insieme

colla

da quindici
prevosto.

e tre

vice-cancelliere di S.

Romana

Chiesa,

dignitari,

l'arcidiacono,

l'arciprete

quale da Gregorio IX, nel 1227, fu creato prete Cardinale di s. Lo-

ed

renzo in Lucina e legato della Marca, indi per morte di Celestino IV,

Vi erano cinque conventi di uomini ni-lla citt ed uno di femmine sotto il titolo di s.
il

Chiara ove riposa


tirio

il

corpo di san
il

dopo
col

circa

diciannove mesi di sede

Calocero (/^(^//),che sostenne


gia marittima

mar-

vacante,

fu eletto

Papa
IV,
1

in
il

Auagni-

fuori della citt lungo la spiagil

nome d'Innocenzo
di

di vigesi-

moquarto

giugno

2 43. Sotto que-

sto Pontificato Albenga,

avendo

soste-

no 122. Di contro alla una picc(jla isola detta


Albenga,
serpenti,

18 aprile dell'ancitt sorge


Isnlollo di
s.

nute molte guerre, si diede spontaneamente alla repubblica di Genova.

da

cui

Ilario cacci

allorch,

ritornando

dal

, ,

ALB
concilio di
Jli

ALB
Gallia, vi

195
f^i

Seleucia alla

polo, nell'anno
to

i4*7j

consegra-

gettato dalla leni pesta. In questa

isola di

Massenzio rileg san Tours.


nella

INlaitino

na

vescovo della sua patria. Appeegli assunse il governo, che si

diede
gliere

a visitarne
g'
i

la

diocesi,

to-

Albenga pu
to

gloriarsi di aver da-

inveterati

abusi,

rifor-

sua

diocesi

la

culla

al

mare
colse

corrotti cos'iumi del popolo.


chierici, e rac-

beato
rizio,

Leonardo
nato nel

da

Porto
dalla

Maufami-

Eresse una scuola pei

1676

una
i

biblioteca.

Ridusse all'obcon
;

glia

ligioso

Casanuova, fattosi nel iGqj rede' minori riformati di s.

])edienza e riconciH

la

Santa

Sede
tino

suoi diocesani

del che da-

Francesco, riuscito zelantissimo missionario


,

ta informazione

morto

in

Roma

1'

1751 nel suo convento di s. ventura alla Polveriera. Fu beatificato da Pio VI nei 796. V. Leonardo DA Porto Maurizio.
i

anno Bona-

al Pontefice MarV, ottenne dalla sua munifi-

cenza di poter conferire a proprio beneplacito i benefizii vacanti in curia

ed ebbe giurisdizione sopra


ordini regolari.

lutti gli

ALBEO

(s.),