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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
MARTIRI, PADRI;, AI Al PRINCIPALI SANTI, BEATI,

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA E PI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, ARCIVESCOVILI E DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE Piv; SOLENNI, VESCOVILI, AGLI SCISMI, CARDINALIZIE E ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI ,

ED OSPITALIERI, NON PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI EC EC. EC. E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, CHE ALLA CORTE

AI

RITI,

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL.
V.

XVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXL.

0^3 7^^
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

B
BEN
BENEDETTO B,
CCII, chiamato
casini,
vigi

BEN
to

XI (b), Papa prima Nicol Bocnacque nel 1240 in Trealcuni,

Cardinale

di

s.

Sabina, e
nell'

ne!

i3oo
Nel
tere

vescovo di Ostia

e Velletri.

i3oi

fu

spedito
di
le

UnIncivili

da Boccasio Boccasini, notaro


o
pastore secondo

gheria col titolo

legato

secondo
altri,

per pacificare

guerre

e da una lavandaja. Nella sua prima giovent, stretto dalla povert,


si

di quel

reame

insorte per l'elezione


di Carlo Martello.

di Carlo,

figlio

rec a Venezia, ove per qualche


fu maestro de' figliuoli della

Egli

si

adoper con tanta saviezza,


pace vi fu
ristabilita,

tempo

che

la

abolen-

nobile famiglia Quirini {V. Fi^nccsco

dosi altres molte pratiche superstiziose, che col regnavano. N minor onore fecero a lui le altre legazioni

Pipino domenicano suo contemporaneo, presso


il

Muratori Script. Rer.

Ital t. IX, e Gio. Villani t. XIII). In quella citt vest poi l'abito dell'Ordine domenicano, e dopo aver atteso agli studii per quattordici anni,
fu
di

di cui in Polonia, in Austria,

nezia, in

Danimarca,
Vili,

in Servia

a Veed in

altri paesi fu incaricato

dal Pontefice

mandato

in qualit di lettore e

predicatore a Bologna ed in altri

luoghi. Stette in tal condizione quattordici anni, finche nel

che mal volentieri inducevasi a rimaner privo di tanto consigliere, come gli diceva nel breve con cui gh dava una di tali commisBonifacio

1296

fu eletto

superiore del suo Ordine. L'anno appresso fu


in

da Bonifacio Vili mandato Francia in qualit di nunzio per essere mediatore della pace tra quel regno e l'Inghilterra, e mentre negoziavasi

breve esistente presso il Rinaldi 1 3o i , n. 4- Nel condursi in Ungheria, consacr in Padova la chiesa dei domenicani in onore di s. Agostino, e nel suo ritorno, lasci a
sioni;
all'an.

Trevigi la

somma

di

2^000

fiorini
s.

unsi grande affare (an. 1298), malgrado lu sua resistenza, fu crea-

per

la

fabbrica del tempio di

Ni-

col de' padri predicatori.

'^-'^^"
4

\
BEN

BEN
i

Morto Bonifacio Vili, dopo

no-

scana,

Romagna

Marca

Trivigia-

ve giorni de'finerali, si radunarono, ottobre i3o3, i sacri eletil di 21 tori in conclave, dove il giorno appres-

da' guelfi , ghibellini y bianchi, e neri. Il Papa spedi a quei


riaccese

na,

popoli in qualit di legato

il

Cardi-

primo scrutinio e ad unanime voto, sebbene con grande sua ripugnanza, Boccasini eletto venne Pontefice in et di sessantatre anni. In memoria di Boniicio VIII suo benefatso, al
il nome di Benedetto; nome avuto da quel Pontefice nel bat-

nale Nicol da Prato

domenicano;

ma

doper

giunto a Firenze, invano si acolla sua prudenza a mettegli fu

re la pace, per cui


lasciare
l'interdetto
il

mestieri

a quella citt,

tore, prese egli

mentre
gli

Pontefice

per

vendicare

oltraggi dal suo legato ricevuti,


i

tesimo, e con esso

fu coronato sodel

scomunic
essi
i

guelfi

lennemente
Orsini
coni.

ai

27
nell'

detto mese
de' dia-

cittadini di

ed i neii, e con Lucca e di Prato.

di ottobre dal Cardinale Napoleone


,

primo

Ordine

Non avendo
il

in quell'anno pagato
il

re di Sicilia

consueto tributo
il

F. Villani, lib, 8 cap. 69 e 71,6 s. Antonino, par. Ili, tit. 20 cap. 9. All'opposto ebbe Benedetto la consolazione di ricevere in Perugia gli ambasciatori di Jacopo II re d'Aragona,
i

di tremila once di argento,

Papa

quali fecero in

concistoro

il

lo dichiar incorso nella scomunica,

regno fu sottoposto all'interdetchiedendone perdono, il Papa lo riconcili colla Santa Sede, fece aprire le chiese, e fece prolungare
il

ed

to.

Ma

il

pagamento del censo


di

fino al pri-

mo

maggio. Concesse la stessa dilazione al re Carlo di Napoli, e scomunic solennemente coloro, che non aveano restituito quanto aveano derubato dal tesoro di Bonifacio Vili in Anagni (P^. Bo5ifacioVIII). Nell'anpo seguente, 1 3o4, liber dalle censure, in cui poteva essere incorso, Filip-

giuramento di fedelt pei regni di Sardegna e di Corsica, dati in feudo a quel re dalla Santa Sede nel 1297. Lo stesso giuramento ricevette dagli ambasciatori di Federico re di Sicilia nel pagare che fecero parte del tributo, nel primo di

maggio dal Pontefice loro assegnacome pi sopra si detto. F. Rinaldi ann. 1864 num. 54Intanto non perdeva di mira Beto,

nedetto
gliere

la

zelante amministrazione

del suo apostolico ministero.

Per

to-

una

controversia eccitata neldi Parigi, dichiar

po

il

Bello re di Francia, e restitu al


privilegi, dei quali lo

l'accademia

con

suo regno i
privato
tra le

avea

una

costituzione

Bonifacio Vili,
altre

adducendo
s

a confessarsi
fessati

non essere tenuti nuovamente a' propri


stati

ragioni

di

generale
la moltiil

parrochi coloro, che fossero


glia

con-

perdono, che, dove pecca tudine, ivi conviene che


s'addolcisca.

rigore

o dai monaci, o da qualsivoaltra sorta di religiosi (Extrav.


i.

Scomunic nondimeno in quell'anno e Sciarra Colonna ed


Nogaret cogli autori della prigionia di Bonifacio (f^. Bonifacio Vili), perocch ricusavano di presentarsi
al tribunale apostolico.

inler cunctas.
ter

De
il

Privilegiis in-

comniunes,

Rinaldi an.

il

num.

21), e fu egli

mettere
di

che
la

si

i3o4, primo a percelebrasse con so-

lenne rito
s.

festa

Francesco.
t.

que' d
le

mente

s' inasprivano maggiorguerre civili per la To-

nal Minor,
pag. 39.

delle stimmate V. VSTadingo AnVI an. i3o4 i4

BEN
Nel mentre, che tra le cure del suo
ministero
ta
( /^.
I

BEN
grado
so.

5
insigni

alle austerit dell' Ordine sles-

intendeva

fervorosamen-

Tuttavolta

altre

virt

te alla ricuperazione di

Bzovio

ad

Terra Sanan. i3o4 nutavola


nel

alla

mero un

e 2), stando a

convento de' domenicani di Perugia,


giovanetto, travestito da fantesca
delle

sublime umilt andavano in lui congiunte siffatta mente, che nel 1734 gli meritarono che fosse trattata la sua canonizzazione. Nel 1736

monache

di

s.

Petronilla, gli

molto graditi o dall'invidia di alcuni suoi nemici, o dalla malevolenza de' fiorentini, come fu scritto (r. Villani lib. VIII,cap. 80; s. Antonino part. Ili tit. 20 e. 9),
present certi fichi
fiori

al Pontefice. Avvelenati essi,

tolsero la vita al Pontefice a'


glio

lu-

i3o4, in et di sessantaquattro anni, dopo otto mesi e quindici giorni di Pontificato. Fu sepolto nel convento del medesimo Ordine de' domenicani in piana terra, come avea egli stes-

XII approv il culche avea ab immemorabili , concedendo ad un tempo, che la memoria di lui fosse celebrata coli' uffizio e colla messa dall' Ordine de' predicatori, come anche dal clero di Trevigi e da quello di Penigia. Benedetto XIV, nell' anno i743> l'amph a tutto il dominio della repubblica di Venezia, e nel martirologio fatto stampare da lui, fu posto il nome di Benedetto XI col titolo di beato a' 7 di luglio, giorpoi Clemente
to,

no

in cui fu sepolto.

so determinato;
il

ma

poscia, cresciuto

di lui culto,

gU fu

eretto

un

ele-

vato deposito nella chiesa

stessa.

Non
egli

si

seppe ancor
,

decidere

se

Chiesa Romana, dopo BeXI, dieci mesi, e ventotto giorni, perch i Cardinali rinchiusi nel conclave di Perugia stavano divisi
la

Vac

nedetto

o pi dotto o pi santo (V. Egidio appresso Vittorelli, nelle


fosse

tra

due contrari
era

pareri.

BENEDETTO
CCV,
tefice
figlio di

XII (b.). Papa

addizioni al Ciacconio,

t.

II p.

3o4).

un mulinaro
e nipote del

chia-

Umile fii certo al sommo, e ne diede prova non mai inducendosi a crear
Cardinale Falcone suo nipote, e fingendo di non conoscere la propria

mato Guglielmo,
la

Pon-

madre allorch, presentataglisi dinanzi


in

Giovanni XXII per parte delmadre. Nacque a Saverdun nel territorio di Tolosa, ed ebbe il nome di Jacopo dal Forno (Fournier), e poi
il

Perugia in abito sfarzoso,

disse

cognome

Novelli. Ri-

questa certo non e mia madre, percl essendo ella povera, non sa cosa
sia vestir di seta. L'accolse per

cevuto r abito di
nistero di

Cistello nel

moMi-

Bolbona,

diocesi di

amo-

repoix, fu insignito della laurea dottorale in teologia dalla


Parigi.

rosamente allorch ritorn


petto
se
tif
i

al

suo cos-

moderatamente vestita. Che dotti domenicani Echard e Que(tom. I Script. Ord. praedicat.

Sorbona di Divenne poscia inquisitore della provincia di Tolosa, dove esfirp gli errori che la inondavano ;
eletto abbate del 1 3 1 , fu 1 monistero di Fontefreddo, ove stet-

pag.
bri

446

stimano favoloso un

tal

indi nel

fatto,

sostenuto

da

parecchi celesaggi
di
a-

scrittori,

molti altri

te sei anni, finch

promosso venne

vea
dine
i

dati

Benedetto

XI

umil-

t fin

da quando generale dell' Ordomenicano visitava a piedi conventi, ed accomodavasi di buon

a vescovo di Pamiers. Sedette altrinove anni su quella cattedra vescovile, e passato a quella di Mircpoix, vi stette ventidue mesi, venendo final-

BEN
tamila

BEN
centomila fiorini d'oro perch provvedessero ai bisogni loro, e cinquan-

mente ordinalo prete Cardinale, di Prisca da Giovanni XXII nel s. 1327. Denominavasi il Cardinal Bianco come quegli, che era stato
cistcrciense anzich carmelitano, co-

parare

ai

ne assegn ancora per ritempli ed ai palazzi ro-

vinati di

Roma.
nel

Applicatosi incongli

me
P^.

altri

torto

hanno sognato.

tanente a
trodotti

riformare
clero,

abusi
a

in-

Baluzio

in

adnot.

ad
t.

Vitas
I

ed

riordi-

Papariim Avenionensium^

pag.

796 e 797.
Mor Giovanni XXII ai i3 dicembre 1334, e nel conclave d'Avignone in cui erano raccolti ventiquattro Cardinali,
sotto la guar-

nare i monisteri, si studi di provvedere di buoni pastori le chiese, perocch diceva non voler mai rendere splendido il fango. Nel primo concistoro da lui fatto, a' IO gennaio i335, conged i
vescovi e gli abbati, che aveano abbandonate le loro chiese, e sotto pena di scomunica impose ad essi di tornare solleciti alle chiese ed ai benefizi loro. Riprovato l' uso di Clemente V e di Giovanni XXII di dare
in

dia del conte Monasi, siniscalco del


re Roberto
di

Napoli, sovrano
del

di
di

Avignone,

non che

conte

Noailles, maresciallo della corte ro-

mana

governatore

della
il

contea

Papato a Giovanni di Comminges, purch non ristabilisse a Roma la Sede apostolica. Ma abbonendo egli a quell' indegno patto, prima superficialmente nominarono, e poscia daddovero con pluralit di suffragi elessero
il suddetto Cardinal Bianco, stimato fra tutti i Cardinali l'infimo. Ognuno rimase

venosina, otFerto venne

commenda
ai

benefizi,

li
li

lasci

soltanto ai Cardinali, che

godevadell'O-

no ed
riente,

patriarchi titolari

che non avessero avuta altra risorsa. Soppresse puranco l' abuso
delle Espettalivi;, tanto invalso nella

Francia, nell'Inghilterra e nella Ger-

attonito;

che altri, egli medesimo, che diceva che cosa asfete mai
:

ma pi

mania morte

colle

quali

attendendo
si

la
i

dei possessori,

conferivano
.

benefizi

non ancora vacanti

An-

fatto y mieifratelli?

Fra

tanti soggetti

me

pi indegno? Nondimeno assunto il nome di Beneeleggeste, il

celleria,

che alcuni abusi introdotti nella canspecialmente quello della per


la

falsificazione delle suppliche

detto XII, in memoria del patriarca Benedetto, del quale per piti anni aveva osservata la regola, fu co-

provvista dei beni, furono da lui tolti,

volendo che

si

registrassero tutte

colle

concessioni
gli

accordate, e se ne
originali nella can-

ronato nel convento de' domenicani

conservassero
celleria.

d'Avignone agh

gennaio i335,

Da

ci

ebbe origine quello,


si

dal Cardinale Orsini del sacro Collegio.


resse
i

primo diacono

che tuttavia nella corte romana

chiama Registro
a
tutti
cri-

delle suppliche.
il

Subito dopo la sua elezione, di-

Formava questo Pontefice


segno
di
passaix;

di-

una

lettera

circolare
i

in

Italia
i

colla
ix)-

vescovi ed a tutti

principi

corte Pontificia, al qual fine

tranne a Luigi di Baviera stato scomunicato dal suo predecessoi*e, ed a Federico re di Sicilia, ch'era in
disgusto colla corte di Avignone. Indi diede Benedetto ai Cardinali

stiani,

mani gU avevano
tori.

spediti ambascia-

Ma

Cardinali, assuefatti al-

Provenza, ne lo distolsero, e per vie meglio stabilire in Avignone la sedia Pontificia, lo mosl'aria di

BEN
sevo a fabbricare nel

BEN
i336 un papurgatorio, volino sibito
ste beatitudine.

f
alla cele-

dove non abbiano che purgare nel


Indi ordin nell'an-

lazzo Papale in quella citt, ergendolo su quello del suo predecessore

da

lui fatto

demolire. Frattanto Al-

fonso

Aragona, a mezzo di un procuratore, prestava a Benedetto,


d'

IV

no appresso, i336, che le decime imposte da Papa Giovanni XXII per la crociata allora delusa, e che
Alfonso

come ad ogni Pontefice, il giuramento di feudatario della Chiesa

IV

re di Portogallo voleva

Romana
Corsica

pel regno di

Sardegna e d
usalo
tributo
.

insieme

all'

chiamare a se, piuttosto che passassero alla Sede Apostolica venissero non solo ad essa dirette, ma
,

di duemila marche d' argento 11 che pur faceva il re Roberto qual tributario della Chiesa pel reguo di Napoli, col tributo di ottomila once d' oro. Quel Pontefice bramando che Lodovico di Baviera ritornasse alla ubbidienza della Chiesa,, gl'invio de'nunzi. Tanta fu l'amorevolezza di siflfatte persuasive, che quel

impiegate
gli

fossero

in

soccorso

de-

orientali.

L'animo
tefice,

grande di

quel Pon-

che a tutti attendeva, e tutti voleva rendere contenti, gli fece procurare inoltre, nel i338, d'indurre

Carlo re

d'

Ungheria a non opprisuo regno,


di un*

mere gli

ecclesiastici del

ed approfitto eziandio

ambaa nol'

principe chiese

tosto

l'assoluzione.
s

sceria in quell'anno ricevuta

Se non che, a frastornare


disposizioni,

belle

me

del

Gran Cau

de' Tartari, perch

sopravvenne la lega dal con Odoardo re d' Inghilterra, per cui dovette Benedetto rinnovare contro lui le scomuniche, e riguardarlo siccome usurpatore dell'impero. Similmente fulminava Benedetto, per mezzo del vescovo d' Anagni suo vicario in Roma, alcuni acri^

in quegli stati fosse permesso


libero di nostra religione.

uso

Bavaro

contratta

que

L' unica sua promozione di cinCai'dinali fu fatta da Benedetto

nell'anno

i338; e nell' anno seguente, per lo timore, che nella vacanza dell'impero fosse assalita l* Italia da qualche straniero nemico, costitu

certi

vicari

feudatari

della

leghi,

quali, facendo

da

interpreti

Chiesa, che fui'ono Lucchino Visconti

ai pellegrini,

che voleansi confessare

non intendevano il confessore, andavano poi propalando i peccati loro, ne ci voleva meno che dona
e
di

vo
ri

e Giovanni suo fratello, arcivescodi Milano, per Milano ed altre

citt

denaro perch
il

pellegrini

otte-

nessero

silenzio.

Ad un

tale

abui

da lora possedute, gli Scaligeper Verona e Vicenza , Guglielmo Gonzaga per Mantova e Reggio, Alberto Carrara per Padova, ed Opizone d'Este per
ra
;

so provvide

di

poi la San,ta Sede,


esistere

Modena

e Ferra-

ordinando, che dovessero


zioni.

penitenzieri di diverse lingue e na-

fice

Sanc affermativamente il Ponte^ con la bolla 19 febbraio i336


tora.

pev obbligolli ad un annuo censa finch vacasse l' impero. Pass Benedetto l'anno 1 34o nel procurare con grande zelo e fatica
tutti
la pacificazione

prima dei re
alla

d' In-

Benedictus Deus (Bull. Boni.


I

ghifterra e
coi"die tanto

di Francia, le

cui dis-

240 ^^ questione promossa Giovanni XXII, se le anime dei giusti appena sciolte dal corpo.
pag.
sotto

nuocevano

repub-

blica cristiana, ind i quella dell' Italia,

combin una tregua

di

mol-

8
ti

BEN
i

BEN
Colona-

anni tra gli Orsini ed Neir anno appresso nesi.

sede

dopo

di

lui

undici

giorni.

non

BENEDETTO

XIII,

PapaCCLV.

vendo

in

sulle

prime

raggiunto

fermentazione di Bologna, rivoc con una bolla tutti i privilegi di quella famocolla dolcezza di calmare la

Primogenito di Ferdinando Orsini (V. Famiglia Orsini) duca di Gravina , e di Giovanna Frangipani nacque ai i febbraio 1649 in Gravina, citt del regno di Napoli nella
terra

sa
i

universit,

sfrattandone
gli

persino

professori e

scolari.

Perdendo

cos quella citt la

sorgente

mag-

giore delle sue ricchezze e del suo splendore, promise di pagare l'annuo

censo di ottomila fiorini alla Chiesa,

di Bari, feudo di sua casa. Ottenuto nel battesimo il nome di Vincenzo Maria, tanta era, fin da fanciullo, la sua inclinazione alla vita religiosa, da fargli rinunziare

n mai pi ricevere alcun imperatore


senza la permissione della santa Sede. In seguito a tali promesse. Be-

al fratello

Domenico

tutti

diritti,

che come a primogenito gli appartenevano, e da ricusare nobilissimi


sponsali, per vestir l'abito di
s.

r universit.

nedetto lev r interdetto e ristabil Ma dopo sette anni


sei giorni dalla
1

Do-

menico in Venezia, ove

si

era real-

quattro mesi e
palazzo da lui

sua

cato sotto pretesto di viaggiare per

elezione, a'25 di aprile

34^, mori nel fabbricato in Avignone.


di statura alta,

Italia.

suoi parenti ricorsero

l'autorit del Pontefice

Era Benedetto XII


di viso sanguigno
ra.

acciocch ne lo
sti,

Clemente IX, distogliesse; ma quela celeste

e di

Toce
del

sono-

avendo conosciuta

voca-

Per tutto
ed era

il

tempo

Ponti-

zione del giovanetto, anzich distor-

ficato fu affatto straniero a' suoi parenti,


solito dire,
il

che

il

Som-

namelo, confermoUo invece nel santo proposito. Reso pertanto libero


nei voti, fece la solenne professione
ai

mo

Pontefice,

vero sacerdote se-

condo l'ordine di Melchisedech,nondovea aver ne padre n genealogia. Quindi , che ad ogni proferta fattagli dai cortigiani di promozione di alcun suo parente, rispondeva con Davidde Si mei nonjuerint dominati, tane imma:

nome

i3 febbraio dell'anno 1668, col di fra Vincenzo Maria Orsini.

Si applic

con tutto

il

fervore allo stu-

dio della sacra Scrittura, dei concilii,


degli annali ecclesiastici, e di quelli

principalmente
ventiquattro
fiche e

del

Baronio,

che

culatus ero.

ci volle

meno di
il

tutta

ripass dal principio al fine per


volte.

ben

l'insistenza del sacro Collegio,

perch

Ebbe

sostefiloso-

suo nipote Giovanni de Bauzien, negandogli per sempre la porpora. Marit moderatamente ad un mercatante di Tolosa
facesse vescovo d' Arles

nere applaudite
Napoli

conclusioni

l'unica sua nipote; in fine,

ignorasse la politica ed
pere,

quantunque il maneggio
gran
di
sa-

delle corti, era ornato di


di sante intenzioni e

tale

teologiche in Bologna, in ed in Venezia. Lesse filosofa in Brescia, e mentre ancora studiava, nulla pi avendo che vencreollo Cartitre anni. Clemente dinale di san Sisto ai 22 febbraio 1672. Tuttavolta fu d'uopo, che

integrit di

costumi da essere
di
diversi

da
Orla

Dio dopo
dine
nel

favorito
la

miracoli e
l'

dal medesimo Pontefice e dal suo generale Roccaberti venisse astretto

morte.

La Francia
lo

ad

accettar

la

porpora da

lui gi

cistcrciense

mettono
loro.

anzi

tre volte ricusata.

Fu

poscia ascritto
s.

novero de' santi

Vac

alle congregazioni del

Oflicio, dei

EN
Riti e

BEN
carica

ad

altre

e venne fatto predel concilio;

fetto di quella

1714- Erano per altro passati pi mesi innanzi che fosse fatta l'elezione,
zadini;
dei

che rinunzi allorquando

da Cle-

ed
i

voti

rimanevano dubla

mente X, nel 1675,


tisei

nell'et di ven-

biosi tra

Cardinali Piazza, e Goz-

anni fu promosso all'arcivescovato di Manfredonia, da lui pre-

ma

finalmente
si

pluralit

suffragi

raccolse

in

Orsini,

a quello di Salerno offertogli da Carlo II re di Spagna e di Napoli, comech pi ricco e di un'aria pi salubre. In Manfredonia, nel 1677, celebr il sinodo, che poferito

che tutto un giorno rest renitente


nell'accettare
altri valse

la

somma

dignit,

che

il

a vincere la sua ritrosia generale del suo Ordine. In

venerazione di Benedetto
tefice

XI

scia
il

pubblic colle

stampe;

fond

di

santa

vita e

dell'

Pon, Ordine

institu la

seminario per ventiquattro alunni, prebenda teologale e quelpenitenziere,


oltre

la del

una ren-

dita perpetua

per la manutenzione della metropolitana, piant uno spedale per


g'

pure dei domenicani, prese il nome di Benedetto XIII, e volle che il maestro delle cerimonie, nell'istromento rogato per l'accettazione, inappartener dicasse espressamente
,

infermi e pei pellegrini,

lui

all'

Ordine

di

s.

Domenico

dei

ed un monte di piet. Di l fu trasferito da Innocenzo XI , nel 1680, alla diocesi di Cesena; ma per l'aria a lui non confacente, e per
altri

predicatori, dal quale altri

motivi,

dallo stesso Pontefice,

due Pontefici erano usciti. V. P. Giampaolo Alciati gesuita milanese; la eleclione Benedica XIII, P. O. M. ad dar. s. Dominici Ordinem^oratio etc.
trasportato ad un'ora

nel 1686, fu traslocato all'arcivesco-

vato di Benevento, dove assai si adoper per la riforma dei costumi e

Nella sedia gestatoria fu Benedetto di notte dal


,

conclave alla basilica vaticana

e nel-

per

la discipUna del clero.

V. Bedalla dio-

nevento.

Fu: in quell'anno, che


cesi

r entrarvi volle discendere e baciarne umilmente la soglia, non badando alle rimostranze dei cerimonieri
,

di

Benevento pass a

quella

ai quali rispose ch'egli era in-

di Porto;

ma

per questo non lasci

Benevento, ne anche quando fu assunto al Pontificato, perocch vi pose al governo in qualit di coadiutore, con futura successione, il Cardinale Coscia, ed a vicario generale monsignor Coscia vescovo di Targa. Nello stato di Cardinale e di
vescovo esattamente osserv l'Orsini
la
religiosa

degno di venir annoverato persino fra gli scopatori di quel tempio. Quindi che, sebbene fossero soliti i Pontefici di sedere nel mezzo all' aliar di s. Pietro, per essere dopo la eegli cambiando saltazione, adorati
,

l'uso, si

regola
carni

professata

si

mise dalla parte del vangelo ( F. Genealogies Historiqucs tom. II, pag. 674). Ricondotto a tre ore di notte nelle camere del
Vaticano, adorne colla propriet conveniente ad un sovrano , n an-

astenne

dalle

dal

vino,

us vesti di lana , e nutr costanpel generale del te venerazione

che

volle

abitarvi

per

suo Ordine. Tante e s rare virt, e sopra tutto una s bella umilt
il

notte;

ma

non essendo
si

in

una sola tempo

di farle spogliare di

quanto aveaiio

fecero

eleggere

Pontefice

dopo
nel

di prezioso, vi

adatt, lamentan-

la

morte

d' Innocenzo

XIII,

dosi per altro

la

mattina seguente

VOL. V.

IO
di

BEN
e

BEN
molte
altre

non aver potuto dormire a cagione del caldo (voleva dir della pompa) di quegli arredi. Invano il maggiordomo
del palazzo apostolico tent indurlo ad

scritture
di

finalmente
Pontefice
:

sulla

elezione

questo

usare il letto allestitogli, che anzi adoperar volle quello solo di frate, colle lenzuola di lana e colle coperte grossolane.

rammentate dal Cancellieri Storia de' possessi de Papi pag. SSg seg. e 5ii. Usc la prima volta Benedetto XIII
agli

Ninno

si

sarebbe mai persuaPontefice.

so quindi all'entrar nella sua


di trovarvi

un

camera Poche sedi


carta,

giugno per visitare lo spedale Spirito dove amministr il viatico e l'estrema unzione ad un moI
I

di santo

ribondo. Ai
blic

dello stesso

mese pub-

die con alcune-

immagini

un

giubileo

universale straor-

ed un pi devoto che ricco croceerano le sue mobiglie. Impieg i tre giorni, che seguirono la sua
fsso

dinario,

elezione, nel

ritiro

e nell' orazione,

per ottenere dalla divina clemenza un felice governo. E quale non dovea esso riuscire merc una piet cos specchiata? L'amministrare i
sacramenti,
servire
il

senza concedere udienza, ne far disposizione di


uscire
sorta.

visitare gli spedali,

il

Avrebbe voluto
guardie in
tirate

di palazzo

senza

un

cocchio
gli

a bandinelle
impulsi

per

seguire
l-azione;

della sqa

mode-

ma
a

aderendo
nelle

alle istanze

ammalati, erano le sue principali occupazioni di ogni giorno, e pochi erano i d nei quali non fosse questo Pontefice andato a venerare nella chiesa nuova il suo gran

ed

assistere gli

dei

piti

prudenti della corte, fu corecarsi

protettore

s.

Filippo Neri.
in
in

Domanarticuh
carrozza

stretto

spesse

sue
di

dato della
mortis

benedizione

visite alle chiese, sotto la scorta

mentre girava

poche guardie
ceva
zioni
il

in

compagnia

di

un

per

Roma,

recavasi tosto a consolare

cappellano, col quale per istrada dirosario.

della sua presenza

qualunque mori-

bondo
delle

e qualunque infermo.

pas-

Per formarsi un' idea


intorno alla
leggasi

fun

sua coronazione,

di quanto e accaduto nella glonosa esaltazione di Benedetto XIII prncipe romano deW Ordine dei predicato^ ri 3 con un pieno ragguaglio di ci che e accaduto dentro e fuori del conclave e con V esatta descrirelazione
j,

La

sando dalle opere spirituali a quelle del miglior reggimento temporale, don Benedetto venti mila scudi al p. abbate di s. Paolo per la ristaurazione
di quella
basilica, gi intrapresa dal

suo antecessore,
le
,

abol

varie gabel-

cre

un promotor generale
le
le controversie,

del

fisco

per patrocinare
dalle

cause cride' presi

minali e

che per aptrattano

zione del medesimo j

ec.

Roma

per

pellazione
lati

sentenze
e regolari
altii

Gaetano Capranica 1724; e quella


pubblicata
istanza di
stinta

ecclesiastici

in

Roma

nella

stampe-

in

Roma,

e fece

utili

prov-

ria di Pietro Ferri,

nel

1724, ad

vedimenti.

Ma

in pari

tempo niente
i

Gasparo Massimi:
esattissima

La

di-

negligeva, che riguardasse del cattolico

vantaggi
al-

ed

relazione del-

mondo. Quindi un

la cavalcata solenne fatta dal palazzo quirinale alla patriarcale di


s.

tare privilegiato concedeva


le chiese cattedrali

a tutte

Giovanni Laterano, e di
ec.

tutte

le

cerimonie

fatte in occasione del

possesso preso

da Benedetto XIIIj

con bolla del 7 settembre dell' anno 1724, dichiarava appartenere il decanato del sacro Collegio al Cardinale vescovo

BEN
bench dimorante fuori di Roma, concedeva cento giorni d'indulgenza alla recita deVjdngclus Domini ec, con molte allre indulgenze. Parimente accord in quell'anpi antico,

BEN
tuzione, all'imperatore Carlo

II

VI

le

decime ecclesiastiche per tutti i dominii austriaci, e premiando col capLuigi de primo ministro cesareo, che molto avea contribuito a tale accomodamento. Giunto
pello cardinalizio Filippo

Sinzendorf,

figlio

del

no

ai patriarchi di Costantinopoli, di

Alessandria,

di Antiochia e di

Ge-

rusalemme
tifex

l'uso della mozzetta sulla

l'anno 1724, celebr

il

decimosettimo

mantelletta [Constii.

Romanus
nella

Poti-

giubileo ordinario dell'Anno santo (V,

pagina 359),
neir avvento e
loro

donde avviene
quaresidifferisce

AivNo SANTO XVII), finalmente con

un

che

ma
i

il

abito
in tali

non

da

quello, che

tempi
che,

indossano
se

Cardinali.

Se

non

largo

io gennaio, lev la scomunica da Innocenzo stata fulminata, nel i65o, contro quelli che prendessero tabacco nel coro, nella
chirografo dei
sacrestia, e nel portico
la basilica vaticana.

era nei favori, altrettanto fermo di-

od

atrio del-

veniva questo Pontefice per l'osserecclesiastiche.


le

vanza delle regole e delle discipline Volle quindi, secondo


prescrizioni

gennaio

del

concilio tridentinelle fe-

no, che nelle


ste solenni
i

domeniche e
curati
il

instruissero con
il

piano

stile

popolo dopo

van-

gelo della messa parrocchiale, ed ag-

Rinnov questo Pontefice, ai 22 1725, un editto da Urbano Vili emanato ai 16 novembre 1624? col quale era proibito a tutti i secolari, sotto pena di venticinque scudi d'oro, della carcere ed altre multe arbitrarie^ di portar il
collare
stici.

giunse cento giorni d' indulgenza

non

simil"v3

a quello degli ecclesiatale e-

che agli ascoltanti. Dot il seminario di Cesena (Fedi), ed approv i privilegi conall'

meno

istruttore

Tutta volta molto spiacque

ditto alla pluraht delle persone per


gli

abusi gi invalsi

onde che,

col

cessi

dai suoi predecessori al

colle-

cessare di Benedetto XIII, cess an-

gio de' giureconsulti di quella citt,

ed

ne aggiunse, comprendendo nelle sue beneficenze anche quell' accademia.


altri

che l'osservanza dell'editto medesimo. Questo zelo spiegato per le semplici

instituzioni

gli

faceva pur met-

tere

in vigore, col
le

Durava
ovvero
al

tuttavia in

Roma

la

con-

decreti,
tecessori

leggi

mezzo dei suoi emanate dagU an1'

troversia se alla camera apostolica

suoi circa

uso della par/^.Parrucche,

duca di Modena appartenesse il dominio della citt e contea di Comacchio nel ducato di Ferrara (V. CoMAccHio). Occupata intanto quella citt dalle armi imperiali, invano l'aveano reclamata Clemente XI ed Innocenzo XIII. Questo secondo poco prima della morte avea disposta la corte di Vienna alla restituzione. Tocc pertanto a Benedetto XIII di con chiudere questa negoziazione
il

rucca negli
siastica,

ecclesiastici.

Premuroso

della disciplina eccle-

con bolla 2 maggio, comanche punissero colle pene dei saci'i canoni ( Const. Apost, Sedisj Bui. Rom. tom. XI par. II p. 400) quei chierici, che godendo be-

ai vescovi,

nefizi
ricale,

non andassero
e sotto
i

in abito che-

gravi pene fece rin-

novare

bandi gi emanati da Inno-

25 novembre 1724, accordan-

cenzo XI, nel i685, e da Innocen^ zo XII nel 1696, contro il giuoco
del lotto a tutti gli abitatori di Ro-

do, in riconoscenza della seguita resti-

12

BEN
e del suo distretto;
il

BEN
ma
a
pi egli

ma

di applicarsi al canto Gregoriano,

al

spresscimente

vietava

tutti

computo
tica

ecclesiastico, alla

gramma-

ecclesiastici; anzi nel

1727, con
proib

la

bolla Creditce nohis [Bui. Mtgn. to-

mo X
colari

pag.
tutti

33o)

lo

ai se-

ca

con pena di scomunied agli ecclesiastici con pena

ed al catechismo. Al finire dell'Anno Santo era venuta in Roma la gran duchessa vedova di Toscana, Violante di Baviera,

insieme al sanese cav. di

s.

di sospensione.

Ma

tanto rigore ter-

min

colla vita di questo Pontefice-

Stefano, Bernardino Perfetti celebre poeta. Questi, venendo incoronato


in Campidoglio, diede a

Affine di giungere a capo delle tante utili riforme, che l'anima sua apostolica
tli

Roma
dal

di

vedere
trarca

una
in

funzione, che

Peil

voleva introdurre nella Chiesa

poi

non avea pi vein


tale

Cristo, celebr Benedetto XIII, nello

duta.

Dispieg

incontro

stesso

anno 1725, un

concilio pro-

Pontefice

una magnificenza degna

vinciale dei vescovi dell'Italia nella


basilica

di lui e della principessa, che ne era


stata la cagione.

lateranense, diretto a riforla disciplina ecclesia-

mare appunto
stica.

N
fico.

in cosa alcuna poteva questo

Fra

le

altre

sue operazioni,

Pontefice riuscire

meno

die magniofferire

dichiar la bolla

Unigenitiis per regli

Solca

il

senato
di

romano

gola di fede, e condann

scritti

in certi giorni dell'anno a quarantotto chiese

contro di essa
le notizie
ri in

pubblicati.

Veggansi

Roma un
scudi.
S. P.

calice e

pubblicate dal Formagliae la

diverse torce, spendendo in tutto


circa

da

Roma,

Commentatio de

due mila
il

Altre chiese

conclio

lateranensi

XIII
ch
retta
la

celebrato^ Lipsae
difesa di questo

Benedicto 1728, nonconcilio di-

supplicarono

per esser fatte

partecipi di tale presente, e se a tutte

non

lo concedette,

a fra Vittore da Coccaglio, stampata a Venezia colla data di Ravenna nel 1782.

caricare la

per non sopraccamera apostolica, fece


altre venti
stabilite
t.

nondimeno aggiungerne
alle

prime quarantotto gi

Comand, ai 9 maggio del detto anno 1725, a tutti i vescovi di promuovere la erezione dei seminari
(Consl. Credtae nobis etcBu.
t.

(Const. Licei etc. Bui.


p.

Rom.

XII,

4^). Cosi alle riforme, agli utili

Rom.
i

provvedimenti disciplinari accoppiava i tratti della generosit.

XI

par.

II

p.

409)9 affinch
istruiti

Con
(Const.

bolla dei

28

aprile del 172^^


etc.

chierici avessero l'opportunit di es-

sere

bene educati ed

nelle

Rom.

t.

Romanus XI paj't.

Pontifex
II p.

Bui.

894) dichiar

cose appartenenti allo stato ecclesiastico.

Per giungere a tale effetto, i vescovi dovevano imporre la tassa


del

cinque

per cento

sulla rendi-

ta

dei regolari,

dei capitoli e

dei

benefizi,

unendovi ancora all^uopo i benefzi semplici. Viet altres ai vescovi, sotto pena di sospensione , di servirsi dei ministri e dei
maestri dei seminari, fuorch nei Pontificali, e prescrisse agli alunni

doversi nell'Italia dare ai parrochi la quarta parte del funerale de' sepolti nelle chiese dei regolari, e con altra bolla Pius etc. del detto mese (Bui. Rom. tom. XI part. II p. 897) prescrisse, che tutti quelli, ch'eran^o prov-

veduti nell'Italia di benefizi ecclesiastici

non

affetti

e riservati alla Santa

Sede, fossero obbligati a pagare mezza rata dei frutti per la fabbrica delle rispettive chiese.

BEN
Benedetto XIII conserv
alle chiese, e
i

BEN
diritti

i3

da curiosit, e nascevano perci molte iiriverenze

IV
lo di

conferm la bolla di Pio dei 2 3 maggio, che aveva assog-

ed

altri sc^mdali.

Per

gettato

il vescovato di Gubbio a quelUrbino (Con5^ Circumspecta etc. (Bui Rom. t. XI partii, p. 417).

un tale disordine, Benedetto eman un decreto ai 6 dicembre, col quale stabiliva, non potessero
togliere
ci fare senza
vicario,

licenza

del Cardinal

T^.

Gubbio e Urbino. Dichiar ai 20 di maggio concatte-

drale con Osimo la chiesa di Cingoli, accordando al prevosto ed arcidiacono di essa la mozzetta paonazza sopra il rocchetto, e le almuzie ai dieci canonici che la formavano [Const.

ed altre discipline. Vero padre dei suoi sudditi, Benedetto non ne trascurava i pi minati
interessi,

senza fidarsi alle relazioni

dei ministri, che potevano riuscirgli


sospette. Al miglior andamento dell'Annona intendeva particolarmente

Romana
XI l

Ecclesia

eie.

Bui.

Rom.
gli

t.

p. 26).

V. ClXGOLl.
abcui

Obblig questo Pontefice


diocesi

bati a recarsi dai vescovi, nelle


esistevano
i

loro

monisteri,

per riceverne la benedizione, locch

ed in persona ( V^. Annona) , affinch potesse restar assicurato, senza timor di sospette relazioni, della maniera, con che veniva trattatto in questa parte il suo popolo, pel quale non trascurava egli i mezzi di sollevarlo,
e consolarlo.
Si port Benedetto XIII, ai 27 gennaio dell'anno 1726, alla chiesa dei ss. Giovanni e Paolo, e ri-

da molti veniva trascurato. Ai 9 luglio 1725, dichiar doversi annoverare fra le religioni mendicanti 1' Ordine della mercede della redenzione
degli schiavi
(

termis etc.

Bull.

Rom.
la

pag.

12),

ed un

JEtom. XII congregazione


Constit.

conosciute le ossa di quei santi martirij

le rinchiuse colle

una

cassa

di

sue mani in piombo, che porta-

napoletana dalla
etc.

dottrina

cristiana

a quella di Avignone (Const. Illius


Bull.
si

ta venne da lui in processione, reggendola sugli omeri pel portico ed


atrio
di

con che
vincie,

Rom. tom. XII p. 4i )> form una sola congrequattro


pro-

quella

chiesa

accompa-

gazione composta da

gnato da molti Cardinali e prelati e da numeroso clero. Concedette


quelle ossa ai signori
della

romana, cio, avignonese, tolosana e parigina (V. Dottrina Cristiana). Conferm e dichiar ai 18 giugno una bolla di Gregorio XIV
circa l'immunit ecclesiastica e
i

missio-

ne, ai quali le aveva consegnate In-

nocenzo XII, acciocch ne fossero gelosi custodi, e perch ogni anno celebrassero
la

de-

memoria

di tale traslazione
la chiesa

linquenti, che di essa


fi'uire,

non possono estendendola ancora ad altri


prescrivendo
gl'inquisiti
il

coU'uffizio doppio.

Oggi per

delitti, e

modo da

os-

appartiene ai pp. passionisli (Vedi). Un suo decreto dei i5 febbraio, vietava a tutti
fessi
i

servarsi nella curia ecclesiastica per

religiosi

pro-

estrarre

dai luoghi imetc.

di passare

ad

altra

religione

muni ( Const. Cum sicut Magn. tom. X p. 62 ).


1

Bull.

Usavano
recarsi

sacerdoti

orientali

di
il

regolare, ospitalaria o militare, ancorch in essa fosse in vigore la e riserbava al regolare osservanza
,

a
vi

dire

messa

secondo

solo Pontefice la facolt

di

transi-

loro rito per le chiese di

Roma.

Il

gere in tale riguardo.

popolo

acconeva

in flla

spinto

Eresse ai 2 di settembre in me-

i4
tropoli
il

BEN
vescovato di Lucca ed
i

BEN
pa-

insign quei canonici di tutti

ramenti vescovili ed abbazia li, con-

da Cortona, io." san Giovanni Ncpomuceno. Due altri ei pose alla venerazione stessa colla canonizzagherita

fermando
essi

privilegi

accordati

ad

zione equipollente, e sono


s.

il

Pontefice

dagli altri Pontefici.

Molti uomini dotti, sin dal principio

Gregorio VII e s. Venceslao martire. Cinque ne dichiarava beati, cio


Giacinta Marescotti Clarissa, Giovanni di Prado, minore osservante,

del

Pontificato

di

Clemente
di
storia

XI,

si

erano uniti in accademia per


e

disputare di teologia,
ecclesiastica

Fedele da Sigmaringa, protonota-

con notabile

vantaggio

rio di

di

chi
ai

per

Trovandosi tempi di Benedetto, che alv' interveniva.

zato,

propaganda e poscia canonizVincenzo de Paoli, fondatore

della missione e canonizzato in seguito

cuni dei suoi

membri non

poteva-

da Clemente XII; finalmente Pie-

no continuar
ne
ti

nel loro uffizio a ca-

tro Fourrier, riformatore della con-

gione della povert^ diede egli ordiai

gregazione dei canonici regolari. Con-

Cardinali protettori, con bol-

ferm
bile
dell'

inoltre
sei

il

culto
i

immemorafondatori

la dei

6 maggio,

di ascrivervi ven-

di

fra

sette

sacerdoti secolari poveri, ai quali

Ordine dei
al

servi.

fossero dati cinquanta scudi per sei

Concesse
golare di

clero

secolare e re-

anni dalla camera apostolica, ed u-

Roma, con

decreto della

na promozione poscia alla cura delle anime ed agli uffizi ecclesiastici nei collegi di Propaganda.
Eresse, colla spesa di settantamila

congregazione dei Riti dei 20 marzo

uno spedale riserbato esclusivamente agli affetti da lebbra, da tigna e da rogna, ricusati da tutti
scudi,
gli altri

1725, l'uffzio dei sette dolori di Maria Santissima pel venerd dopo la domenica di passione, con rito doppio maggiore. Era stato questo rito in
altre

circostanze conceduto a mol-

te chiese,

ed a molti Ordini regolari

spedali per timor del con-

di diverse provincie.

Un

decreto dei

tagio.

Fece poi passare a vantaggio

22 agosto 1727

lo estese alla

Chiesa

di quell'instituto molti altri beni, e

universale per lo

stesso giorno,

ed
or-

deput

un Cardinale

protettore

un

altro dei

iS gennaio 1729
il

di quella pia casa. Offli alla venerazione dei fedeli dieci santi con una sola canonizzazione solenne. So-

din, che se

venerd
di
rito

fosse

impe-

dito con uffizio


classe,
si

di seconda

trasportasse al sabbato se-

no
r,

essi

I .

s.

Turiglio
di

Magro venel Pe-

guente,

bench dovesse
di

occuparsi

gio, arcivescovo
2.**
s.

Lima

con quello
in seguito
dei

altro

santo, che

non

Giacomo
di

della Marca, res. Fmncesco, Montepulciano

fosse superiore in rito.

ligioso

de* minori di

lo

Clemente XII concesse, con decreto


agli stati della

3." sant'

Agnese

28 agosto 1734,
tei-za

claustrale dell'Ordine di
co, 4-
s.

s.

Domeni-

casa d' Austria con rito doppio nella

Francesco Solano de* mis.


s.

domenica
istanza

di

settembre,

ad
VI.

nori osservanti, 5.
ziosi de'serviti,

Pellegrino La-

dell'imperatore

Carlo

6.

Giovanni della

Croce, religioso carmehtano, 7." san Luigi Gonzaga della compagnia di

Con decreto dei 7 luglio 1728, comand Benedetto XIII a tutta


la

Chiesa,

Ges,

8.**

san Stanislao Kostka della


g."
s.

giorno

medesima compagnia,

Mar-

messa

che si celebrasse nel dicembre 1' uffizio e la di sant' Eusebio vescovo di


16

BEN
Vercelli con rito semidoppio.
se,

BEN
Este-

i5

con decreto del primo febbraio 1729, a tutta la Chiesa, l'obbligo che i benedettini aveano di celebrare ai IO febbraio l'uffizio e la messa di s. Scolastica vergine sorella di san Benedetto; come pure presci'isse alla

ne di quanto pratic Clemente Vili rec a prendere posallorch si sesso di Ferrara, con breve degli 1 1 del medesimo mese, dichiai bens di voler partire per Benevento, ma decret che la curia roma-

Chiesa tutta

l'uffizio e

la

mes-

na restava non fosse


sero

in

Roma, come
i

se egli

partito,

sa di s. Pietro Grisologo ai 4 ^^~ cembre, con rito doppio e colle lezioni e la orazione, approvate dalla congregazione dei Riti ai 19 agosto 1617, per la chiesa d'Imola, di

della sua morte^

e che nel caso Cardinali doveseseguire la

soltanto

in

Roma

futura

elezione.

cui era stato vescovo.

Ordin
s.

inoltre,
il

che s'introducesse
del

nelle litanie

nome

patriarca

Giuseppe, dopo quello di s. Giovanni Battista, come era stato insi-

composte frattanto le che fin dal 1725 aveano turbata la concordia della Santa Sede col senato di Lucerna. Avevano esse avuto origine dall'esilio del parroco Andermart, il quale chiamato non aveva voluto recarsi
differenze,

Furono

nuato dal Lambertini, allora promotore


della
fede.

presso
ficare

il

piccolo

consiglio

giusti-

L' imperatoi'e
1'

il

la

sua
nelle

condotta,
censure, di

per

non

granduca di Toscana ,
latino

elettor pa-

incorrere
stato

cui era

e quel

di Colonia con qua-

minacciato tanto

dal

nunzio

ranta generali, e procmatori generali

apostoUco quanto dal suo vescovo.

interposero

le

loro

preghiere

perch ci avesse pieno

effetto.

Uno

statuto, fatto nell'elezione di

Pio II e d' Innocenzo Vili, assegnava quattro mila fiorini annui ai Cardinali non provveduti. Benedetto aveva ancora intenzione di fare che

Benedetto s'era doluto del modo di procedere del senato di Lucerna, con un breve del gennaio 1726; aveva anche incaricati quattro Cardinali per l'esame della causa. I lucernesi giustificarono la loro condotta,

comech
in

confessassero l'errore

una
te

tal

somma
di

allora corrisponden-

di aver sostituito di proprio talento

quattro mila cinque


corrente.

scudi,

dovesse
trecento

un cm-ato
dosi
i

luogo
dell'

del

parroco

calcolarsi

mila

bandito; e finalmente, interponenministi'i

in

moneta

F. Putto Car-

impero e di

dinalizio.

Francia, la concordia fu ristabUta.


J^.

Nondimeno cos incessanti cure non facendo mai dimenticare a Benedetto l'amministrazione della sua
cara chiesa di Benevento,
gli
s

Svizzera.
Il

libro che trattava del ceremo-

niale

dei

vescovi

trovavasi

ancora
Cle-

ven-

molto

scorretto,

quantunque
Innocenzo

ne desiderio
polo,

di

visitarla,

per
per-

mente Vili

ed

ne

consolare colla sua presenza quel po-

avessero fatte fare apposite edizioni.

come per consacrar

in

sona una chiesa


lari ministii degli

dei chierici rego-

infermi col eretta


s.

per suo voto in onore di

Filip-

po

Neri.

tal
1

uopo adunque,

nel

Benedetto , che n' era molto informato per la continua pratica di cinquanta anni, dacch esercitava le funzioni di vescovo, procm che fosse ridotto alla forma degU antichi originali, e perfettamente
il

concistoro dei

7 marzo, ad imitazio-

fece

i6

BEN
mento
di lui
i

BEN
ed altrettanto pel comvescovi
eie.

correggere, prescrivendo che di questo solo avessero a servirsi

in
loc.

avvenire (Const. Licci alias


cit.

pagno, se lo avesse voluto ( Const, Alias ec. Bull. Rom. tomo XII,
pag. 248).
ai

pag.
di

i^i). Nel convento


Araceli
institui
la

Viet

ai

3 di ottobre
scuole pie
lasciando pi
ai

dei

minori

chierici regolari delle

confraternita della congregazione di

la

predicazione, non
in

Maria Vergine, colle indulgenze di godeva quella da lui soppressa nella chiesa di s. Lorenzo in Damaso. Dopo una visita eseguita per
cui

facolt

questo

riguardo
Il

sue-

periori
gli

di queir Ordine.
sciolti

che

faceva perch,

dalle

cueh*

re dei pergami, con piii di alacrit


si
il

suo ordine a
tribunali
notai,

tutti

gli

archivi dei

dedicassero alla istruzione,


loro principale
istituto.

ed

agli uffizi dei curiali e dei


ai

eman
altri

28

aprile del 1728,

te

XII poi
ai

ai

Clemeni4 dicembre 1730


conloro religiosi in
il

molti

decreti ridotti a quindici

permise
cedere a

superiori di poter

capitoli,

per la

retta

amministra-

due

dei

zione della giustizia e pegli uffiziali della curia romana ( Const. Cum
etc. Bui. Maga, tomo 337). Per servire ai desideri di quegli abitanti eresse al primo di

ciascuna provincia
predicazione.

ministero della

nostrum
p.

sto

Per consacrare Clemente AuguMaria di Baviera, arcivescovo di Colonia, vescovo e principe di Pail

luglio

la

universit

di
p.

Camerino

derbona,

quale a malincuore vo-

(BuL Rom. tomo XII


briano
titolo
,

234) ^^
terra
di
s. il

un al loro vescovato quello di Fa-

Roma, non sapendo con qual ceremoniale sarebbe stato


leva andare a
trattato,
il

dando
citt,

a quella
e quello

Papa

recossi a

Viterbo

di

catte-

drale alla sua chiesa di


zio
cit.
(

Venanetc,

ad onta nali, ed
detto

delle dissuasioni dei Cardiivi

esegui la consacrazione.
fece

Const.

Notorice sunt

loc.

L'elettore
sei

presentare
d'

332 ). Pio VI poi divise Fabriano da Camerino, unendovi invece il vescovato di Matelica da lui
p.
stabilito agli

candelieri

a Beneoro adorni
di dia-

di pietre preziose^

una croce

11 luglio 1785. Alessandro VII e Clemente avevano ordinato, che i superiori degli Ordini religiosi non potessero allontanar da Roma i loro dipendenti,

gran valore, ed una cambiale di veutiquattromila scudi per


manti
di
le spese del viaggio.
I

terremoti,

le

continue

piog-

gie

ed

altre incessanti

disgrazie in-

dussero Benedetto a pubblicare, ai


2 gennaio dell'anno
bileo di
Italia,
fedeli

che fossero consultori della congregazione dell' indice , senza esporne primieramente ad essa le ragioni, ed

1728, un giudue settimane per tutta la


le

acciocch

preghiere

dei

Benedetto riform questa le^e con bolil

averne ottenuto
la dei

consenso.

movessero
quindi

la

divina Provvi-

denza a
cedette

far cessare quei flageUi.

Concento

27

di agosto, e stabili

inol-

tal

uopo

tre,

che solo nei conventi degli studovesse


essere
il

dii

consultore,

il

giorni d' indulgenza a coloro, che salutandosi rispettivamente, dicesse-

quale

non

potesse
dalla

escludersi

dal

superiore

i^

aggiungendo

congregazione l'obbligo di pagare


giorno
pel manteni-

ro: Sa lodato Ges Cristo, e rispondessero Amen j e venticinque


giorni a chi
proferisse
i

nomi

di

due paoli

al

Ges e Maria,

BEN
Clemente XI,
l)olla

BEN
famosa
sua
re apostolico, lasci scolpita in

17

colla

di Volturala, in qualit di visitato-

Unigenitus, avea procurato di


il

mar-

estinguere
detto XIII,
scopo,
si

giansenismo; e

avendo

Beneraggiunto tale

mo
to.

la

'memoria

di tale

avvenimen-

Come

divenne Pontefice, con-

acquist una
P^.

ben meritata
Ronesten-

celebrit.

Giansenismo.
la terra di

Dichiarata citt
ciglione, in

vista

della

sua

singolari indulti e a quel magistrato, per adealle istanze dell' imperatore rire Carlo VI, al quale rispose con un
cesse
privilegi

nondimeno

sione e de' suoi pregi, termin Bene-

breve del primo marzo


tidianis etc.

Const.

QuoSicil.

detto

XIV

definitivamente

alcune

presso

il

Pirro

contiovcrsie tra il vescovo di Passavia e l'arcivescovo di Salisburgo, controversie sorte sotto Innocenzo XII.

Sacr.

p.

01). Tutto ci ei faceva


della pace, alla quale

per l'amore
Sede, ed
dinali.
il

sacrificava molti diritti della Santa


i lamenti persino det CarTutta volta non volendo che

giugno,

Dichiar quindi, con bolla del primo il vescovo di Passavia esente


concedette l'uso del pallio e della
se.

dalla giurisdizione dell'arcivescovo e


gli

diritto concesso degenerasse in a-

buso, prescrisse in trentacinque articoli


le

croce avanti a

G' impose per

la

forma

di trattare e giudicare

l'obbligo, nella celebrazione de' concilii

cause ecclesiastiche nel regno di


riserbando quelle di maggior
giudizio
la

provinciali,

d'invitare l'arcive-

Sicilia,

scovo a presiedervi
tano.

F, Const.
etc. loc. cit.

come metropoliIn Arcano Divip.

importanza al solo Sede Apostolica. V.


dei

della

sua

bolla

nae
Si

281.

pretendeva ai tempi di Clemente XI, che Urbano II avestutti i re se creato Roggi ero e
di
Sicilia

denti

3o agosto 1728, Fdeli ac prueie. Boi. Rom. t. XII p. 291. La dieta di Grodno in Polonia

legati

unti
le

dal

Sommo

Pontefice, con tutte


legati

facolt dei

Intere,

compresa quella di

aveva stabilite cinque leggi nel 1726, che ledevano la ecclesiastica libert, ed erano ingiuriose alla nunziatma apostolica allora occupata da mons.

crear vicarii, ossia giudici della

mo-

narchia, donde aveva avuto origine


il

privilegio della legazione apostolica

Vincenzo Santini. Il Pontefice, nemico dei dissidii, molto si raccomand sul principio al re ed ai
primati di quel regno, acciocch
Invocassero;
le

del regno di Sicilia, e del tribunale


nella

medesima monarchia. Dopo maturo esame di erudite persone, venne Clemente a conoscere essere
insussistente

ma
Si

tornarono
valse
egli

inutili le

sue

istanze.

dunque

del suo potere annullandole intera-

questo

titolo,

poich,

mente, e dichiarando
censure
tutti quelli,

incorsi nelle

smarrito l'originale, altro non appa-

che Roggiero e Simone di lui erano stati eletti legati a latere di quel regno, senzach un tale diritriva,
figlio

che ne avevano avuto parte. Di ci tratta la sua bolla dei 25 settembre 1728, In su-

to fsse ereditario.

Vedendo

inoltre,

premo eie. pag. 32 3.


nedetto
terra

Bui.

Rom. tomo

XII

die quel tribunale si arrogava un potere troppo esteso, disprezzando


l'autorit Pontificia, lo abol del tut-

Ai 7 dicembre 1728, separ Bedal governo di Viterbo la


di

Vetralla,

e le

diede

uno
stesso

to con pi bolle, e Benedetto XIII, fin

speciale

governatore.
-fi^e
,

Nello

da quando era Cardinale,


VOL. v.

nella citt

anno

diede

ai

24

settem-

-r8
I)ie
,

BEN
alle

13EN
insorte sul
,

controversie

pre occupato in consacrar vescovi,


chiese ed altari.
I

diritto

di^

giudicatura
dal

che

dodel

veva
stolici.

esercitarsi

tribunale

vescovi furono

il

principale

oglui

maggiordomo

dei sacri palazzi apo-

getto delle sue benefiche cure. Tutti

V. Maggiordomo. Aveva sempre a cuore questo Ponla

quelli

che

si

crearono da
dichiarati
soglio
le

per lo pi venivano

annel

tefice

chiesa

di

Benevento,

che

che
Si

assistenti

al

Pontificio.

voleva
il

ancora

visitare,

e celebrarvi

accrebbero perci
e

spese
le

terzo

concilio diocesano.
si

Tenuto
pose
in
di

palazzo Pontificio,
tule
,

per

spor-

un

concistoro pubblico,

viaggio verso quella citt

ai

28

marzo. Passato
i

il

Garigliano, trov

che loro spettavano di diper la gratuita spedizione dei beneficii ecclesiastici a carico delritto,

messi del vicer di Napoli che lo

la

dataria.

Era poi concesso


,

loro,

complimentarono
gli

per parte sua,

come
re
in

agli altri tutti,

di poter sedesi

offersero

una compagnia
i

di cen-

un banco

quando

pre-

to granatieri,

quali dovessero ser-

virlo nel viaggio. RingrazioUi

Beneonore,

sentavano alla sua udienza, a guisa di Cardinali. Volle di pi, che nei Pontificali
i

detto;

ma

rifiut

un

tale
il

solenni fossero

primi dopo

giacche viaggiava senza

Ss.

Sacraai

Cardinali all'adorazione del Papa,


gli

mento

avanti.

Appena

arrivato

baciassero

il

ginocchio invece
i

smont per baciare in ginocchio una gran croce di legno ivi piantata. Il numeroso
confini di Benevento,

del piede, dappoich

Cardinali ba-

ciano al Pontefice la
rifrigio del

mano sotto l'aumanto. Non permise mai


di parlargli in gi-

popolo spettatore di quel religiosissimo atto, la ridusse in minutissimi pezzi, e se la port via per divozione. Non fu atto di santa piet, che egli non praticasse durante la sua dimora in quella citt Celebr
.

ad un sacerdote

nocchio; questo rispetto da lui dimostrato a tal dignit, volle ancora che
asrli altri di norma. o Questo Pontefice, che poco spendeva per suo conto e che tutto impiegava a vantaggio dei bisognosi il suo pecuUo privato, avrebbe persino venduti i palazzi, per

servir dovesse

on somma
della

propriet
santa
,

le

funzioni

settimana

e nella dodi
aprile,

menica

in Alhis, ai

24

cominci il concilio provinciale, che fu terminato ai 12 di maggio coll' intervento dei diciannove vescovi
sud'raganei
dello
stesso

far elemosina. Recavasi spesso a visitare


lo
,

g'

infermi Cardinali
,

non

so-

di Benevento.

Agli otto

mese, fece la solenne tiaslazione del corpo di s. Bartolo m meo apostolo, primo protettore
di quella citt, dalla
fatta edificare, e

a molti anche i poveri dei quali amministrava la estrema unzione. Continuamente si vedeva
esercitare
le

ma

funzioni

di

vescovo.

Scrive d. Fabio Caracciolo, nell'ope-

chiesa

da
il

lui

ra
il

del

p.

Viva,

aver lui, in tutto

che

in questa oc-

casione

corpo
tare
litana.

si

aveva consacrata, conservava prima


segretario nella

qual

nell' al-

metropomaggio, part il Papa da Benevento, e ritorn a Roma. In tutto quel viaggio fu semAi

del

tempo che fu vescovo e Pontefice, consacrato 3 80 chiese, i632 altari fissi, e 63o portatili. Sappiamo inoltre dal p. Gaetano Maria da Ber-

23

di

gamo
tefice

cappuccino, aver questo Ponpredicato pubblicamente quat-

tro mila ti'ecento novantadue volte,

BEN
oltre
le

pastoi*aU scritte

ad

istruzio-

ottenne
l'essere

ne

del

suo gregge.

Si vedeva

con

19 da Benedetto fu ammesso ad assistere al troil

BEN

duca

frcffucnza nel confessionale, e la fa-

no

Pontificio

alternativamente
dal
in

col

miglia del suo palazzo era comunicata


fzi

contestabile

Colonna.

Questi glielo

da

lui. Assisteva
s.

ai

divini uf-

contrastava sin

tempo

di

Cle-

nel coro di

Pietro, e in quel-

mente XI, ed
de
i

tale occasione ce-

dei religiosi del suo Ordine, e molte altre chiese un piccolo baldacchino soprastava solamente al luogo, che era solito occupare. Desinava nel convento della Minerva presso i suoi domenicani , collo

suoi diritti nelle

mani

del

Pon-

di

tefice.

Peccato che questo Papa, nel quale la

piet, la bont, la rettitudine

in

si

alto grado risplendevano,

man-

la sola distinzione

di

un posto non
lui

casse della sagacit necessaria per poter sceghere ministi-i incorrotti Mol!

occupato
p.

di

ed il generale, al quale permetteva baciargli la mano solamente per


tavola
tra
il

ti

di

queUi

che

scelto

si

aveva a

rinnovare poi verso di lui

mede-

Benevento, gente in gran parte di bassa estrazione, attendevano soltanto a soddisfare alla loro insaziabile cupidigia, senza curarsi del

simo atto in segno di soggezione. I frati domenicani di Montemario lo avevano una vglta all'anno nel loro piccolo convento, dove si recava per potersi dedicar alla penitenza ed ai quasi quotidiani digiuni. Vi si conduceva ancora diverse volte per settimana a respirar l' aria libera in quelle ore del dopo pranzo, che gli avanzavano dalle quattro impiegate quotidianamente in orazioni vocali, oltre a quelle che avanti giorno
faceva.

buon no-

me

del

loro

principe.

Non

era vi

mezzo, per quanto ingiusto, ch'eglino non ponessero in opera a tale scopo ; e Benedetto s per la confdenza, cui aveva loro donata, che per la vecchiezza, non giungeva a
stuzie.
al coperto dalle loro aInnocentissimo di cuore non avrebbe mai creduto possibile da-

mettersi

gli

altri

cioccli

egli

fatto

non agli

vrebbe.

Crescevano perci sempre pi


aggravii alla

Nessuno lo avrebbe potuto accusare di parzialit pegl' individui della

Camera

apostolica.

Oldi

tre ai debiti, che fn dal

tempo

sua famiglia. Quantunque amas-

se

teneramente

il

duca

di

Gravina

suo nipote, uomo di conosciuta virt, non lo mise mai a parte del governo,

Innocenzo XII ascendevano a cinquanta milioni di scudi, le spese gi superavano le rendite annuali. Nessuno aveva osato parlare in tal proposito nel

ne

gli

concesse
Il

alcun posto
p.

tempo decorso
i

al Pontefice;

nel palazzo Pontifcio.


lo, di lui fratello,

Mondil-

ma regnando l'umile Benedetto, ebbero coraggio


l'anno
camerali, nell'aprile del-

prete dell'oratorio

di

Napoli,

ebbe
al

V arcivescovato di
(dal quale
di

Corinto

in parlibus

fu

promosso

vescovato

Melf

1729, di manifestargli lo stato, in cui si trovava la Camera. Ritraeva essa ogni anno per dogane
appalti
,

Rapolla, e quindi all'arcivescovato di

dataria

brevi

cancelleria
sette cen-

Capua) sulle sole


per
lui
s'

istanze di quelli, che


;

ed
to

altri redditi,

due milioni
sei

interessavano

ma non

sedici

mila

cento cinquanta

mai poterono indurlo a concedergli


la porpora.

scudi, laddove le spese,

computani

L' unica distinzione, che

do

frutti dei

monti,

vacabili,

IO
presidii
,

BEN
le

BEN
le

galere

guardie

il

l'elogio funebre. Rest poscia esposto

mantenimento

dei nunzii ecc.,

so-

nel Vaticano agli sguardi del popolo,

levano ascendere a due milioni quattrocento trentanove mila trecento


otto scudi. S avanzavano dunque ogni anno due cento settansette mila

clie volle conservati per devozione un anello, ed uno spillone del pallio. Ebbe, come gli altri Pontefici,

sepoltura dirimpetto

al deposito di

trecento quarantadue scudi.


tefice

Il

Pon-

aveva estinto

gli

spogli delle

una gabella sulla carne, ed avea accordato non poche


chiese di Napoli,
altre esenzioni.

Innocenzo Vili, ed ai 22 di febbraio 1738, i domenicani lo trasferirono al convento della Minerva, come era
stato

da

lui

ordinato,

collocandolo

Eretto aveva in oltre


il

in

un

deposito di stucco. Travagli


de' Cardinali

due monti, ed accresciuto


prefetti

salario ai
,

in tanto Carlo Marchioni a costruirne, per ordine


creati,

delle congregazioni

ai

le-

da

lui

gati apostolici, ai magistrati, ai preIati

ed a diverse altre persone


la

per

se ai

uno di marmo, che lo accol22 febbraio 1739. La Santa Se-

le quali cose tutte

Camera

veni-

va a spendere trecento ottanta due


solito.

mila seicento ottansei scudi pi del S aveva cosi un eccesso di


Inri

de vac quattro mesi e ventimi giorni. Fu Benedetto XIII di statura mediocre con faccia oblunga, larga fronte, naso curvo, di colore pallido e
macilento
e
di naturale

cento ventimila scudi di debito.


sistettero

piacevole.

camerali, acciocch
spese,

si

mochi

derassero tante
nello stesso
si

insinuarono

tempo

le trufferie di

Molte grazie si riconobbero ottenute per intercession sua in vita e dopo morte. Chi ne volesse i particolari

abusava della sua bont, e gli dissero, che sarebbe stato d' uopo d' imporre nuovi tributi, dalla qual cosa era alieno il pietoso suo cuore, oppure lasciar
tra poco incagUato
frutti pei
il

legga la sua vita

pubblica-

ta in Venezia nell'anno

1780 dal ve-

neto sacerdote Gio. Battista Pittoni,


quella di monsignor Alessandro Borgia dettata in latino, e fatta di pubblica ragione in Roma coi tipi

pagamento

dei

monti con
del

sommo

disono-

re della Camera, e con non minore


discapito
Il

di

Bernab e Lazzarini, l'anno 1741Questo Pontefice,


che
ci

pubblico
del

commercio.
fatti

univa

la

Muratori, che racconta questi

piet

alla scienza,

lasci

nei suoi

Annah

1729, non sa

opere, fra le quali

1.

Un

molte gran nu-

abbiano prodotto tali schiai'imenti, dal che dee dedursi essequale


effetto

re ci forse stato sepolto nell' obblio.

Ai 18 febbraio 1780 fu quasi improvvisamente colto Benedetto da un catarro, che gl'impediva il corso della respirazione, e tre giorni dopo, munito del ss. Viatico, compi la sua
carriera
in

stampate nel 1729 per cura di Giuseppe Maria Ferroni accademico della Crusca in un piccolo volume a Benevento ed a Firenze. 2, Un Seprondicon, pubdi prediche

mero

blicato verso

il

principio del

ristampato

in

Roma

nel

1695, 1724.

et

di

ottantaun

andi

tutti

no e
ni,

venti giorni,

dopo cinque anil

d quello un'esatta raccolta di i concilii di Benevento dal decimo all'undecimo secolo in^ poi, con
Ci
dissertazioni.
,

otto mesi

e ventitre giorni

note e
lustr.

Pontificato. Nelle sue esequie

pa-

Tournon

Hist.

des

Veggasi il homnies

p.
il-

dre Ricchini domenicano, che fu poi maestro del sacro palazzo, gli fece

de Vordr. de saint Domini^*


i

tomo IV.

BEN
BENEDETTO XI V,PapaCCLVlI.
Questo Pontefice chiamavasi al secolo Prospero Lambertini, e fu collocato dalla Provvidenza sulla sedia di s. Pietro in tempi assai difficili. Nacque egli in Bologna ai 3 1 mai-zo 1675 da Marcello Lambertini, uno dei quaranta senatori di quella citt, e da Lucrezia Bulgarini. Recatosi a Roma nel 1688, ricevette ivi la educazione nel celebre
collegio
schi,

BEN
consultori del santo Uffizio,
nelle
le

21

nonch
del-

congregazioni

dei

Riti,

immunit, della residenza dei vee

dementino dai padri soman tard a dar prove del raingegno, recitando
cosi

e della segnatura di granominollo da ultimo segretario del conciHo. Non veniva con ci a perdere il menzionato carico di promotor della fede, a disimpegnare il quale si distinse coll'opera sua egregia per venti anni, ne quello di avvocato concistoriale, che gli dur per otto anni e che lo fece pi volte insignire del rettorato delscovi,
zia, la universit

ro

suo

una

oal

della Sapienza.

Innorare

razione

eloquente

intorno

cenzo XIII non

ebbe

ad

ammirar
1722

mistero della santissima Trinit, nella

meno

dei suoi predecessori le

cappella

Papale
il

che

meraviglia

Pontefice
gli

mosse a Innocenzo
anzi,

doti del Lambertini, che nel


lo destin
zieria,

canonista della
di
,

peniten-

XII, prova
tutti

il

quale

confer

in

e Benedetto XIII lo fece nel

della
i

molta

sua estimazione,
allora va-

1724 arcivescovo
parti degli infedeli

benefizi i semplici

Teodosia nelle ed ai 9 dicembre

canti nel bolognese, che insieme uniti

gli

davano l'annua rendita

di

1726, lo cre Cardinale, riserbandolo in petto fino al di 3o aprile

cento scudi (F". Guarnacci, ^/V. Pont. tom. II, in Fit. Bened, XIV). Terminati gli studi, usci da quel collegio, e si dedic con molto felice successo alla giurisprudenza, per cui Clemente XI, succeduto ad Innocenzo XII, lo fece prima avvocato concistoriale,

1728,
col

nel qual giorno lo

pubbhc
s.

Croce Gerusalemme. Dichiaratolo prima vescovo di Ancona nel concistoro dei 29 gennaio 1727, egli latitolo

presbiterale

di

in

sci tutti

gli

altri

impieghi,

eccet-

tuata r avvocatura
il

concistoriale

ed

ed in seguito pro-

canonicato di
alla

s.

Pietro, che riten-

motore
stico.

della fede e prelato

dome-

ne sino
gnit
te

pubblicazione della di-

Spesse volte ricorreva ai con-

sigli di lui

quando
quale

trattavasi delle pi

gravi

controversie.
il

Rileviamo dalla

lettera, colla

medesimo Lam-

bertini dedicava a quel Pontefice la

Quindi Clemenpromosse nel concistoro all' arcivescodei aprile 1731 vato di Bologna , che Benedetto pi non ebbe a lasciare se non per
Cardinalizia.
lo

XII 3o

sua opera

De

canonizatione Sancto

la

sua

elezione

Pontefice

rum, aver da lu ottenuto un canonicato in Vaticano colla solita dispensa


Pontificia, senza la quale

quanto non bella la memoria del governo suo pastorale in quella


dotta
citt!

un forestienon poteva ottenere un benefizio nella citt di Roma, per le proibizioni emanate particolarmente dai Pontefici Innocenzo IV Sisto IV e Leone X. Oltre di che Clemente gli assegn pure un luogo fra i
re
,

Spieg

il

vangelo al

gregge tanto in citt come in tutta la diocesi, che a proprie spese visitava. Dilat e rese pi decoroso il seminario accrescendogli le rendite,
istru
i

parrochi
e

ed

sacerdoti

con

editti

lettere

pastorali rie-

22
che
di

BEN
dottrina

BEN
ecclesiastica

e di

do

alla testa

il

Cardinal Corsini, nipote

erudizione,

vennero
legio

in luce

di

che in latino a Roma nel colPropaganda, ed altrove


pastorali

del Papa, sostennero giorni


il

per quaranta

Cardinale Aldovrandi con

trentaun voti; quelli di Clemente XI,


di Innocenzo XIII, e di Benedetto XI li,
diretti dal

in

italiano;

apri

oratorii

eresse

templi

ed

introdusse

nuovi Ordi-

ni regolai-i.

Molto generoso si mostrava coi poveri , ed era intento a procurar comodi e vantaggi ai suoi concittadini. Al modo di quanto avea fatto in Ancona si adoper acciocch fossero risarcite le strade, e fabbric un modesto palazzo in una villa degli arcivescovi di Bologna,

Cardinale Annibale Albani camerlengo , concorrevano ordinariamente con vent'otto voti nel Lanfredini. Il Cardinal Corradini na ebbe spesse volte quindici in suo
favore;

ma

il

conclave riflutollo in

vista della vecchia sua et di circa

ottantadue anni. Tre schedule

si

pub-

bhcarono pure
re
del
p.

altre

volte in favoex.

situata in

un luogo
lustri dac-

Barberini,
e

generale

detto Sasso.

dei cappuccini
stolico.

predicatore apoincessanti

Erano passati quasi due

ch reggeva la chiesa bolognese, quando venne a morte Clemente XII. I


sacri elettori, raccoltisi in

facevano

frattanto

preghiere nelle chiese di


ciocch
Gli
di
stessi

Roma,

ac-

conclave

sollecita

fosse

la

elezione.

per
varie

eleggergli

un

successore,

dopo

Cardinali sentivano la noia

vicende

giunsero al

numero

di cinquantuno ; e scorsero sei mesi senzach potessero accordarsi nello


stabilire tra loro
il

una prigione di sei mesi, resa pi incomoda pei caldi della stagione.

Fu

celebrato perci

un

triduo alla

pi degno

del

triregno.

Beatissima Vergine Assunta, e nella mattina dei 1 7 agosto fu acclamato


il

Molli risguardavano
te al Cardinal

specialmen-

Ottoboni decano del sacro Collegio, comunque avesse buona parte degli elettori contraria per essere protettore della corona di
Francia.

suffragi.

Cardinal Lambertini con tutti i Egli era molto lontano dal-

l'ambire la dignit, della quale sta-

duta

ai

Ma la morte di lui, acca28 febbraio nel conclave mede-

simo,

tronc ogni discussione in suo riguardo. Giunsero frattanto altri


Cardinali

ma,
il

dimoranti fuori di Roper cui nel mese di maggio

numero loro era asceso a cinquantacinque, quarantasei dei quali erano italiani Cenci e Gio. Batti.

sta

morirono presi da un accidente nello scrutinio; Lorenzo Altieri mor poco dopo, e Porzia ne usci ammalato, per cui rimasero cinquantuno gli elettori. I Cardinali di Clemente XII, coi
Altieri

francesi e cogli

spagnuoh

uniti,

aven-

va per essere insignito, ed interrogato secondo il solito , se accettava il Pontificato, rispose: Lo ac cetto volentieri per tre ragioni; w la prima, per non disprezzare il M vostro benefizio ; la seconda per non resistere alla volont maniw festa di Dio, che conosco tale per > non aver mai io desiderata tanta fi dignit; e la terza per dar fine a questi comizii, che credo sieno di scandalo a tutto il mondo per Il Caidinal la loro durata > Maini, primo diacono, coronoUo solennemente nella basilica vaticana ai 22 dello stesso mese col nome di Benedetto XIV, assunto dal Lambertiui in memoria di Benedetto XIU
.

BEN
che decorato
aveva della porpora. Il giorno seguente passo il nuovo Pontefice a fissar pubblicamente sua dimora nel palazzo di Monte1'

BEN
preghiere dei fedeli
,

23
un
felice

go-

verno. Li aveva gi disposti in Ro-

cavallo.

aprile del

Otto mesi dopo, cio ai 3o l'J^i, and a prender


della basilica late-

ed ai 20 dello mese si fece la solenne processione da Santa Maria degli Ancolle missioni,

ma

stesso

geli

per

solenne possesso
nobili paggi, e

di santa
tarsi

villa Negroni alla basilica Maria maggiore. E da no-

ranense, circondato da ventiquattro


fu questa la
loggia della

aver

egli

aggiunto

alle

altre

volta che

dalla

prima nuova
stata

opere da praticarsi per conseguirne


i

vantaggi, la interna persuasione e

facciata di questa basilica sia

la

data dal Pontefice la solenne benedizione al popolo, mentre per Io


avanti
si

esteriore ubbidienza alla bolla Ungenitus contro i giansenisti. 1^. Const. Laelitiora etc. Bullar. Be-

dava da quella
Il

dell'altro

nedict.

XIV

tom.

pag.
la

i.

portico laterale.

Cancellieri, nella

La
quale
te

instancabile

diligenza,

colla

sua

storia dei

solenni possessi

dei

Pontefici (pag.

879

e seg.), descrive
ci

amministrava ni versale, non iscem


la

Chiesa

u-

menomamennel
al

minutamente tutto
in

questa occasione, e
delle relazioni

che accadde fa ancora il


allora

sua

premm'a
politici

procui'a-

re
to.

vantaggi

suo

stale
fi-

novero
blicate.

pub-

All'estremo erano ridotte

nanze in causa delle continue spese


dei predecessori. Restrinse perci le

Benedetto, vestito di piviale e mitra tenne ai 29 agosto il primo concistoro, ove ringrazi i Cardinali di averlo esaltato; e

spese del palazzo

della

tavola

del trattamento, lasciando nello stesso

da quei primi momenti del


ri splende Itero

tempo

alla
il

camera

certi

diritti,

suo governo
l'

nella pi

chiara luce le virt, che tanto col-

andar del tempo

lo resero distin-

to.

Affabile e cortese

con

tutti, si

distingueva particolarmente pel disinteresse e per


la

liberalit

dalla

costume servire dosua borsa privata. Si videro cosi le cose prender una piega pi favorevole, ed in luogo del debito di duecentomila scudi, che la camera doveva fare ogni anno, esche secondo vevano alla
sa invece sal a qualche credito. Die-

quale
ckisi.

soli

suoi parenti erano eseletto Pontefice, aved.

Appena

de regola pure

tale

effetto

alle
ri-

va ordinato a
ni

Egano Lamberti-

sportule da pagarsi alla dataria,

suo nipote, senatore bolognese, di non venir a Roma quando prima non ve lo chiamasse. Ne altro vanritrasse

form il soldo u rimpiazz i

degli uffiziali militari,

taggio questi
tela
sa,

dalla

paren-

che lo univa al capo della Chieche il permesso di far istudiare

soldati che venivano a cessare , finche venne diminuito di cinquecento il loro numero. Osserva il Muratori essere stato in quel tempo lo stipendio delle truppe Pontificie

nel collegio

dementino il suo primogenito Giovanni. Agli undici novem])re rifer al sacro Collegio la morte dell' imperator Carlo VI, e pubblic un
la divina

cos ricco, che il soldato riceveva una paga quasi uguale a queldi eserciti la degU uffiziali negli Francia e di Germania. Il denaro risparmialo col nuovo regolamento

giubileo universale per ottenere dal-

del palazzo, volle dovesse destinarsi


al soccorso di
nobili,

bont

col

me^zo

delle

ma

povere

fa-

24
miglie, che in

BEN
glio

BEN
Paolo, ed a dare
intorno
allo
diocesi.

gran numero trova vansi in Roma. Procur, sebbene inutilmente, di riformare il gran lusso della nobilt romana, esort
lati
i

un

esatto ragguadelle

stato

loro

Estese ancora un tale obtra


i

preseria

bligo agli abbati, e a quelli


prelati

della

sua

corte

ad una

che

avevano
di

giurisdizione

applicazione allo studio, protestando,

vescovile e territorio separato. Prescrisse


agi* itahani

che

ciascuno

sarebbe

promosso

rinnovarla

proporzione del progresso nelle scienze e nei buoni costumi. Istitu perci nel mese di dicembre quattro nuove accademie, perch dessero oc-

ogni tre anni, permettendo,


altri la facessero

che
in

gli

di cinque

cin-

casione di

utili esercizi! ai pi.

famosi

que soltanto. Fin dal principio dell'anno 1471 si adoper Benedetto con tutto il
fervore
insorte

scienziati di

quella

metropoli.

La
il

per conciliare
al la

le

differenze

prma

di quelle

accademie avea
si

tempo
s.

dei

predecessori

titolo di storia

romana, ed
dell'

antichi-

suoi fra

Sede

e le corone di

t profana^ la seconda

raccoglie-

Spagna, di Portogallo, di NapoU


di

va
di

nella casa dei pp.


s.

oratorio
di

Sardegna.

Seppe

egli

cos\

ben

Filippo Neri
terza

per
nel

trattare

sacra storia e di erudizione ecclesiastica j la


collegio

di

s difficili negoziazioni, che ben presto si vide ristabilita la buona armonia le nunziature si riaprirono

condurre

Propaganda per
cini j la quarta

discutere sui

con-

sull'antico piede, e la dataria conti-

da ultimo,
operai
,

istituita

nu le sue spedizioni. Spedi monsignor


Merlini nunzio apostolico
alla corte di

nella casa dei

pii

alla

Ma-

donna
liturgia

dei

Monti

ragionava sulla

(F. Accademie).

cui

la

s.

a recare Torino un breve, con Sede costituiva quel sodei


feudi ecclesiastici
di

Diresse una lettera circolare ai vescovi del mondo cattolico esortandoli a

vrano vicario
negli
stati

promuovere con
tanto
nel

tutte

le

loro forze la disciplina cristiana


ecclesiastica

ed
etc.

clero

come
I

Piemonte e Monferrato, come era stato convenuto con Clemente XII, contribuendo per due mille scudi alla camera Pontificia,

nel popolo (Const.

Ubi primiim

quale testimonio

di

dipen-

Ballar. Benedicti

XI V tom.
pene

pag.

denza. Diede infatti

quel

re solen-

4);

conferm

le

minacciate

dai suoi predecessori ai chierici, che

ne giuramento nelle mani del nunzio, ed invi per la prima volta al


Pontefice
tale
al

per conto proprio, o per altri esercitassero la mercatura (Const. Apostolicae servitatis etc. Bullar. Bened. tom. XVI pag. 19);

un

calice d'oro, colla pro-

messa di rinnovare

dono

in segno di

ogni anno un riconoscenza


dei

XI F

legittimo

signore

feudi

in-

concesse ai

23 settembre l'uso del


agli

dicati.

cordone paonazzo sul cappello


che dopo aver lasciato
l'uffizio

abbreviatori di Parco Maggiore, an-

(F. Ab-

breviatori); conferm la bolla di Sisto

Entrata la famiglia di Lorena nel ducato di Toscana, accampava diritti eziandio sui principati di Carpegna e di Sca volino nello stato Pontificio,

V, che obbligava tutti i vescovi sotto pena di sospensione a recarsi in Roma ad limina Apostolorum, cio a visitare
i

che per
nel

diritto di eredit per-

venivano
intavolate

marchese
Benedetto

Cavalieri

dei conti di Carpegna.

Le pratiche

sepolcri

dei

ss.

Pietro

da

XIV

col

BEN
gran duca di Toscana lo indussero a ritirar le sue truppe dai feudi di Carpegna e Scavolino; ma per compensarlo poi delle spese della guerra,
e per mostrare la sua gratitudine a quel gran duca, gli diede la facolt
il

BEN
l'anno
naio
della Chiesa. Concesse ai
il

25 9
di genla

1741 pel governo spirituale


diritto

di amminist'are

cresima in assenza dei vescovi latini, guardiano del santo sepolcro, al


religioso dei minori osservanti; tut-

Pontefice di ritrarre, per

una

vol-

ta soltanto, dal clero di quei paesi

tavolta il sacro crisma doveva esser benedetto da alcuno dei vescovi cattolici
(

ottantamila scudi.

Const.

Clini

ad

infrascri-

Nel 1741 il Cardinale Acquavi va preg Benedetto XIV, affinch gli volesse concedere una bolla di unio-

ptam

Bened. XIV. com. I pag. 28). Dichiar, che tutti i provvisti avessero l' obbligo d' imctc.

Bidlar.

ne
glia

della

sede

arcivescovile di Sivi-

petrare

dalla
,

cancelleria

le

lettere

con quella di Toledo, in favodell'

re

infante

Luigi

figlio

del

re cattolico.
tefice

Ma

sembrando

al

Pon-

che questa

concessione fosse

pagando si ad essa che alla dataria, ed alla camera apostolica, le tasse e tutti gli altri emolumenti, dove superassero il frutto di
apostoliche

contraria ai sacri canoni, ne rimise


l'

ventiquattro ducati di camera,

altri-

ad una congregazione di Cardinali da esso a tal fine deputati.


esame
Questi decisero, poter
egli

menti dovessero
feriti.

benefizii essere ri-

putati vacanti, e venire

concedere
;

quanto

gli

era stato richiesto


all'

per

ad altri conV. Const. Ciim scut etc. dat. die 7.5 januari 1 74i -^"^' ff^agn. to-

cui Benedetto accord

Acqua vi va

mo XVI
Con

pag.

169.
bolla
dei

r imione supplicata, dichiarando per altro nella bolla, che la collazione


dei benefzii
vati
restasse
di quei

una

29 agosto

due

arcivesco-

riservata

alla dataria

apostolica.

Commosso
se
sette

il

pietoso

Benedetto
sulla

1741 l'ese inabili tanto i rassegnanti quanto i rassegnatali a possedere la il benefizio ed a riceverne perci pensione ( Const. In sublimi etc. dat. die 29 aug. i74i' Bull, magri.

alla miseria del

suo popolo, sopprestributi

tomo

XVI

pesanti

seta

abusi introdotti
zioni

pag. 4^), e tolse alcuni nella rassegnazione

cruda,

sull'olio, sul

altre derrate.

bestiame e sopra Provvide inoltre alla

dei benefizii e deludenti le costitu-

scarsezza delle rendite della

camera

a-

postolica senza dar peso


col decretare l'uso
lata

ai poveri,

Pio V, e di Gregorio s. F. Const. Ecclesiastica etc. dat. die i5 iunii 17 ^i' Bull, magri.
di
(

XIII

della carta bol-

tomo
ta
Bull.

XVI

pag.
die

33

Const.
aprilis

Quani568.
die
t.

gi proposto

dal suo antecesin vista

etc.

dat.

1.

sore; uso che poscia abol


degli

Rom. tomo IX.


Const.

part. Ili pag.


etc.

abusi

introdotti,
la
sei

non vovenisse

20.

Humano

dat.

lendo
perdere

che
i

camera
mila

scudi

a che ne

5 ianuarii i584.
p.

Bull.

Rom.

IV

IV

p.

40- Assoggett

di pi alla

ritraeva,

per
stato

tre

obbHg ad indennizzarla le comunit dello ecclesiastico, e pegli altri due


quinti

scomunica e ad altre censure quelli, che vendevano per una somma ci che ritrar potevano dai benefizii per
tutto
nulli
il

quinti la citt di

Roma, sopra

luo-

resto della vita, dichiarando

ghi di Monti Camerali.

quei

contratti

Const.

Molto

si

occup Benedetto nel-

versalis etc. dat. die i5 iunii

Uniyj^i^

i6
Bull,

BEN
magri,
si

BEN
ai

tomo XVI pag. 33).

penitenti

il

nome
la

dei loro
ai 2

comriser-

adoper eziandio acciocch fosse osservato il digiuno quadragesimale. Ordinava ai vescovi, con una lettera de' 3o maggio, non dover concedere dispensa senza legittima causa: procurare che unica fosse la commestione nella giornata senza mescolanza dei cibi permessi coi proibiti ( Const. Non ambig. etc.

Molto

plici,

fulminando
al

poi,

di giu-

gno del 1746,


vata

scomunica

Sommo
altro

Pontefice a quelli,
interpretassero

che

in
tale

senso

una

condanna (Const. Uhi plu'

rimani Ball. Magn. tomo XVII p. 29). Per isradicare poi del tutto questo abuso, obblig
la
i

con un'altra boldai quali dei

penitenti a denunziare alla in-

Ballar.

Benedict.

XIV.

tomo

quisizione

quei sacerdoti,

pag. 48).

Con

altra lettera poi, ai

fossero interrogati sul


plici.

nome
le

com-

22 agosto, dichiarava pi positivamente quelle discipline (Const. In suprema eie. loc. cit. pag. 63), e
pi chiaramente ancora
nella
risposta
le

Maggiori
ze prese

furono

provviden-

spiegava
questioni

data

alle

da questo Pontefice sul matrimonio. Sicome facilmente si sciolgeva in Polonia, colpa delle curie
vescovili, cos prescrisse

promosse dall'arcivescovo di Valen(Const. za, che ne lo richiedeva Cognovimus etc. dai. die 12 maii
l'j^i.

a que' vescovi

l'osservanza de' sagri canoni, e perch


si

era sparsa col la voce aver egli tolto

Ballar,

maga,

tomo

XVI
maga.

gli

pag. 92), ed a quelle avanzate dall'arcivescovo di Compostella (Const.

Si

fraternilas
I

etc.

Ballar,

impedimenti canonici nel matrimouno o tutti e due i contraenti professassero apertamente l' eresia,ne confut la calunnia. Per impenio, in cui

tomo

pag. 356.).

Approfittando

dire poi la facile dissoluzione dei

ma-

della quiete olFertagli dalla villeggiatu-

ra di Castel Gandolfo (Vedi),

comri-

pose una bolla interessantissima in

guardo

al

digiuno quadragesimale,

oltre le altre che

nate, e la indirizz ai

aveva prima emai o giugno 1 745,

3 novembre 1741 in qual forma, con qual ordine e avanti di chi si dovessero trattare i giudizi! delle cause matrimoniali (Const. Dei miseratione ete,
trimoni i,
dichiar ai
loc.
cit. tom. XVI pag. 8). Stabib pm-e come dovessero

a tutti

vescovi del

mondo

cattolico.

re-

Dai provvedimenti presi sul digiuno, pass Benedetto XIV a torre quelli, che si erano introdotti nel tribunale della penitenza. Con una bolla dei 17 giugno conferm le pene contro i sollecitanti nella confessione, imposte da Gregorio ai 3o d'agosto 1622,

golarsi gli ecclesiastici


di

in

occasione

un matrimonio
1741
Ball.

fatto senza

pub-

blicazioni
noif.

(Const. Dalis
niag.

vobis,

17

tom.

XVI

p. 53.

XV
II

Ad Apostolicae etc. ^5 feb. 1742, loc. cit. p. 73), come pure in riguardo alla validit dei matrimonii tra eretici, o tra un eretico ed
una cattolica, e viceversa (Const. Matrimonia etc. 4 ^ov. 1741 loc Reddita sunt 7 fiept. cit. pag. 52 tom. XVIII pag. loc. cit. 1746 Paucis abitine etc. 1 9 mart. 313 1758: Cam venerabilis, die eodem tom. XIX pag. 27 3i), prescriven:

e dalla congregazione
fizio

del santo uf-

agli

febbraio

1661

non

che
ai

alla presenza di Alessandro VII 20 settembre i665. Condann con una bolla dei 7 luglio 1745 l'uso di alcuni confessari del Portogallo di domandare

, .

BEN
do ancora
ripudiare
in

BEN
casi
gli

27
capitoli,

quali

ebrei

scovi tutti,

ed

ai rispettivi
i

convertiti al cristianesimo
le

potessero

di eleggere quelli,

quali

dovevano

donne, die prima avebenefici

giudicare le cause ecclesiastiche fuori

vano
di

sposate.
isfuggi agli sguardi

della curia
,

Non
eziandio

litiganti

romana, a comodo dei quando non si potessero


sinodi
(

questo

Pontefice
delle

la

situazione
in

destinare dei

Bull.

Maga.
ai

chiese

esistenti

tom.
stici

XVI

pag. 72). Eresse,


sei cavalieri

di

mezzo
fosse

agli infedeli.

La prima, che

ottobre

i74i>

ecclesia-

tiche,

scopo delle sue apostoliche fasi fu quella dei maroniti

dell'Ordine militare equestre in

prescrivendo,
facesse

che
chiesa

da' maroniti
patriarcale,

si

una

a-

Tente otto, anzich sedici vescovi, e condann la contribuzione, che davasi a quel patriarca per la
distri-

buzione degli
altri

olii

santi, sostituendo

mezzi di alimento. V. Maroniti. Assegn centomila scudi del Pontificio erario, per assistere i popoli dello stato d' Urbino, della Marca e dell'

Umbria

afflitti

dal terremoto. Tolvescovi

se alle congregazioni dei

onore della Immacolata Concezion di Maria, ristabilito in Germania da Carlo Alberto duca di Baviera /^. poscia imperatore Carlo VII Bull. Benedict. XIV tom. I pag. 78 , nonch Concezione Immacolata, Ordine equestre. Beatific solennemente ai 2 3 di aprile Alessandro Sauli, settimo generale dei cherici regolari di s. Paolo, detti Barnabiti, prima vescovo di Aleria, poi di Pavia ( Const. Benignitateni etc. Bull. Bened. XIV tom.
I

dei regolari la facolt di dar licen-

pag.

46

) ;

stabili

poscia

ai

24
le

za alle

monache

di uscir dai

con-

novembre non doversi celebrare


santi,

venti sotto

per r abuso, che se ne faceva in Portopretesto


di salute,
gallo.

beatificazioni e le canonizzazioni dei

V. Const.
i

Culli

Sacrarum

J^irginum^
gn. tom.

iun.

1741- Bull.
dei

Ma-

che nella basilica vaticana, secondo r antico costume ( Const. Ad sepulcra^ic. data die 2 3 nov. 1741
loc.
cit.

XVI
sua

pag. 3o.

pag. 93),

stato

interrotto

Una
1741
quelli,

giugno fulminava la scomunica a che facevano celebrar le mesbolla

3o

da Benedetto XIII e da Clemente XII; conferm il decreto del suo


predecessore, che ordinava si eseguisse-

se lasciate in legato dai testatori in

luoghi diversi dalla loro dimora, a cagion di risparmio ( Const. Quanpag. 35;

ro in un solo giorno, per evitar la troppa spesa, le doppie esequie da farsi ai Cardinali morti in Roma, aggiun-

3o iun. l'j^i, Bull. Mag. Pro eximia etc. loc. cit. pag. 36 ). Prescrisse minutamente
ta cura,
il

in capitoli

cerimoniale
e

di

civilt

gendo che si dovesse osservare in perpetuo questo rito. V. Bullar, Magn. tom. XVI pag. 36. Conferm dipoi, ai 3 gennaio
1742,
tefici
le costituzioni

e di convenienza da usarsi coi


periori
ecclesiastici

su-

degli altri
la

Pondei

cogli
etc.

eguali.

risguardanti
regolari
,

clausura

(Const.
die

Quod

apostolus

data

monisteri
scovi
il

i5 rnaii 1741- Bull. Magri. tom. XVI pag. 28 ). Raccomand caldamente, ai i5 di agosto l'/^i,
ai vescovi dell'lberuia
le loro
l'

metodo
per

propose ai vedel Cardinal Bella

larmino

insegnar

dottrina
cal-

ai fanciulli, e

raccomand loro

esercizio delai

funzioni

e ordin

ve-

damente un tale ufUzio {Bull. Magn. tomo XVI pagina no e 1 08 )

28
Conferm,
ai

BEN
i5
dello
stesso

BEN
feb-

marzo approv
eroico
del
Sanctis, religioso
della redenzione

le

virt

in

braio, l'abolizione fatta

da Innocen-

venerabile

Michele

grado de

zo XII dei tribunali e giudici privati di Roma e di quelli che poscia

de' trinitarii scalzi


schiavi; e final-

degU

potessero essere

stati

istituiti.

mente,
1

ai

23

aprile del detto

anno

Approv la elezione di Carlo Alberto duca di Baviera ed imperator di Germania, col nome di Carlo VII,
e
gli

diresse

manifestava

un breve, nel quale gli non solamente la sua


s\

contentezza per
to,
gli

fausto

avvenimen-

742, dichiar constare il martirio del venerabile Ignazio de Azevedo con altri trentanove suoi compagni gesuiti mandati dal generale s. Francesco Borgia a predi-care la fede nel Brasile, i quali martirizzati furono nel 1570
dai calvinisti.

ma

eziandio le sue speranze, ch'e-

sarebbe per favorire mai sempre


della cattolica
religione.

Per
ci

togliere le controversie fra


i

g' interessi
Il
titi,

vescovi ed

parrochi latini coi grerito

re di Batgao e quello di Bat-

gli

albanesi di

greco, di-

amendue
Pontefice

del Tibet,
il

spedirono

al

p.

Vito da Recanati

moranti nelle loro diocesi, conferm a questi ultimi tutti i privilegi concessi dagli antecessori loro, e fece

cappuccino,

per ottenere
di frati

da
quell'

esso

un

una missione

di

Or-

dine. Ader Benedetto

XIV

alle pre-

ghiere di quei due principi, e racco-

mand ad
tezione

essi

caldamente
cattolica

la

pro-

compendio distinto di tutto ci, che doveano credere e praticare, e quanto era lecito osservare ed ammettere. V. Greci, Albania e Cina.
Benedetto dett leggi utili alla morale del suo stato Pontificio. Bandi gli spettacoli immodesti, che si facevano da giovani nudi nei
di
festivi

della

fede

ne* lo-

ro

stati

rispettivi.

L* insinuante
li

ma-

niem, colla quale


br^vi,

tratt nei suoi

unita al disinteresse dei cap-

puccini, ottenne

ad

essi

dal Tipa,
nel

in
di

diverse

parti
(

della

vicer

del
la

gran
libera

Lama
il

temdel

campagna
hil

Roma

Const.

Nito-

porale,
bet.

predicazion

profecto Bull. Bened.


I

XIV

vangelo in tutto

Tibet

F.

Ti-

mo

pag.

206)

e con

un motu-

Celebr agli 8 di aprile la solenne beatificazione di Camillo de Lcllis, canonizzato poi nel 1746.
(Const.

proprio diede leggi per la stipulazione degli appalti sui beni della ca-

mera
po
i

apostolica.
si
i

Volle
tutti

riunissero in

un

sol cor-

In

virtutihus
toni. I
ai

etc.

Ballar.
146),

monaci

basiliani

di

rito

Btncd.

XIV

pag.

ruteno, assicurando con


loro vescovi per nulla

una

lettera

diede alla luce

28

dello

stesso

essei-si

di-

mese la bolla, VIII canonizz,


148).

colla quale

Urbano
s.

nel 1625,

Elisacit.

betta regina di Portogallo (loc.

p.

Conferm ancora,
il

ai

18 giucongreil

minuita con tale atto la loro auto-r rit. Proib ai monaci, cui soglionsi dare in Polonia le cattedrali e le archimandrie, di aggiungere il quarto voto, di

gno 1742,
gazione dei
ia

decreto della
riti,

non brogliare
il

alle digni-

che

concedeva

t, stabilendo inoltre

grado di au-

culto immemorabile, equivalente albeatificazione

torit del metropolitano e del proto-

non
jwg.
1

solenne, alla
(

archimandiita
st'Ordine.
cui man dhita.

Giovanna poni etc. loc.


b.

di Valois
cit.

(^onsL

36).

ExAi 6 di

sui monaci di queF. Basiliani Ruteni, e Ar-

BEN
Aggiunse nuovi decreti a quelli e di Clemente XI didi s. Pio retti ai vescovi, acciocch ne seguissero i dettati per la collazione dei benefzii, principalmente di quelli ai quali unita la cura d'anime ( Const. Apostolatus 19 aug. iSS'/. Bull. Rom. tom. IV part. II pag. 89 1 ). Dimostr di poi in una sua bolla
p.

BEN
129). Stabih, ai

29
14 di febbraio,

che in avvenire ogni Cardinale, al momento della sua promozione, dovesse depositare, tempo un mese,
cento sessantadue
e sessantuno
pei
ai

ducati

d'

oro pei

maestri delle cerimonie partecipanti,

ed aggiunse,

l'arcivescovato

non partecipanti; 5 dello stesso mese, d'Amasia in partibus


1

non aver

obbligo

sacerdoti

di

amministrare la comunione nella messa privata, ed esort nello stesso tempo i vescovi a persuadere il popolo sovra tale argomento, che pur die' luogo a molte controversie per tutta r Italia. Dopo siffatte istrua determinare, nel zioni si fece concistoro dei 26 novembre, doversi

neli'Anatoha al vescovato di Pavia, ordinando, che quel prelato dovesse


intitolarsi

vescovo di Pavia ed arci-

Amasia, ricevendo gli onoii a quest'ultima dignit spetdi


tanti.

vescovo

Ma

di poi

il

Pontefice Pio
divise

VII, colla bolla Paternae charitatis


stiidium,

nel

18 19,

il

titolo

arcivescovile
di Pavia.

d'Amasia

dalla chiesa

tenere

ogni anno agli

di-

cembre
lica di

cappella Papale nella basilis.

Dopo maturo esame,

fatto

da una

Maria

maggiore per

la

Concezione della BeatisVergine ( V. Cappelle Pontificie). Finalmente ai 18 dicembre


festa della

sima

congregazione di uomini dotti, stabil per legge perpetua doversi anche i rei non confessi, ma convinti

manifest

non potessero
gli

dispensarsi

con indizii della maggior evidenza, pimire della pena ordinaria. Avvis
i

dai voti semplici dal Pontefice, o

appartenenti alla
se

vescovi spettare a loro soltanto

il

congregazione della missione,


dal
loro

non

diritto di

ordinare

le

preci pubbli-

superior

generale, e ci allora soltanto quan-

che; se la podest secolare ne li pregher, lo facciano; se lo far


senza

do

la abbandonavano. Siccome soggetto di continue con-

domandar permesso,

si

oppon-

gano, approfittando delle facolt concesse dalla Chiesa per agire in caso

troversie

era la chiesa della

santa

casa
re

di

Loreto,

cos

quelle

controversie

a rimuoveordin Betut-

di
la
s.

lesistenza.
festa

Ordin

si
s.

celebrasse

degli Apostoli

Pietro e

nedetto,
te
le

che

si

l'accogliessero

risoluzioni

emanate
,
,

dalla
ri-

congregazione de' Cardinali, e che


dotte
in

Paolo per otto d, specificando giorno per giorno tutto ci, che a loro onore praticare dovevasi (Bull.
Benedici.
Bull.

compendio
alfabetico

disposte

per
te
l'

ordine
in luce,

fossero

daal-

magn. tomo

XIF tomo I, pag. XVI pag.

270.
157).

dovendosi ricorrere
di
di esse

autorit

determinazioni
ulteriore que-

all'insorgere
stione.

ogni

F. Cappelle Prelatizie. La camera apostolica, particolarmente nel secolo XV, aveva contratto
ai

Decise inoltre, che all'emersi

grandi

debiti

per sovvenire

gere di nuovi casi

avesse ricorso alla

bisogni della cristianit. Soltanto

decisione della detta congregazione (Const. Humilitatis nostrce etc. i3

dall'anno
nia,

i534

al

i655 aveva somalla

ministrato alla Francia,


alla

Poloaltri

ianuar, 1743. Ballar, magn.

t.

XVI,

Germania,

ad

3o
priicipi

BEN
cattolici,

BEN
e

nove milioni

mezzo

di scudi, pel frutto dei quali

Servia, della Bulgaria, della Persia e dell'Armenia; proib severamente

era obbligata a pagarne quattrocen-

tomila all'anno.
tostar
essa

Non potendo

sot-

imporre nomi maomettani ai bambini nati in grembo alla nostra


d'

ad un

cos grave peso,

Chiesa, e sugger

all'

arcivescovo

(U

avevano i Pontefici costretto gli Ordini monastici e i canonici regolari

Antibari

il

modo
beni

di contenersi in
ecclesiastici

riguardo
nuti

ai

rite-

con grave lor danno, a supplirvi. Vi provvide Benedetto permettendo ai raonisteri di pagare
dell'Italia,
il

dagli infedeli,

o dai

cristiani,

affinch fosse evitata la persecuzione

dei turchi,

capitale, liberandosi cos dai frutti

(Const.
l'j^i.

o l'apostasia dei fedeli. Urbeni Antibarum, 9 mari.

ascendenti a ottantaquattro mila cento e settanta scudi annui. In segno


di riconoscenza per tale concessione,
risolvettero gli

Bull,

magn. tomo XVIII,

pag. 266. Cufi Eticyclicasy 1 mari,

1754,
Si

loc.

cit.

eternar

la la

Ordini monastici di memoria di Benedetto


congregazion cassinense

trattava

tomo XIX, p. idi). in quel tempo fra


di Baviera

Maria Teresa d'Austria regina d'Ungheria,

XIV,
gli fece

e l'elettore
alcuni

di

erigere a

Monte Cassino una


,

secolarizzare

vescovati
pii

di

statua di

marmo
dell'

collocata
altri

nell' a-

Germania, o levar dai


dispiaceva a Benedetto,

ricchi

trio fra quelle

degli

Pontefici

parte delle loro rendite. Ci molto

benemeriti

Ordine.

memore
e di

gi

Non

perdette

nemmeno
alla

di vista la

Camera,
vacabili

Benedetto quale diede

della soppressione delle


poli

due metro-

di

Magdeburgo
secolarizzazioni

Brema

,>

facolt di poter venire all'estrazione degli


esteri,
uffizi

e delle

di altri ve-

posseduti dagli

scovati e badie

accadute nella pace

che non fossero domiciliati in Roma, o al servizio della Santa Sede. Le continue calamit, che da molti anni affliggevano lo stato ecclesiastico,
cio

da

quelli

di W^estfalia, con grave detrimento

del culto divino e della ecclesiastica


giurisdizione. Scrisse perci ai principi
cattolici della Germania

acciocch

non

permettessero cotanto danno, ed ai vescovi perch


vi
si

aveano quasi esausto


cio.

l'erario Pontifi-

Fu

costretto

perci

Benedetto

tutte le forze loro. Nella


ricca

opponessero con Germania,

ad aggravare i possidenti della citt ed agro romano d'una imposizione, per una volta tanto sui redditi dei
terreni e delle
case.
i

pi che mediocre rendita con-

venivasi ai vescovi per resistere agli


eretici,
si

e per mantenere quelli che convertivano; quindi falsa era la


di

Nell'atto che decorava


della

canonici
della

massima
loro

dover
cose
si

secolarizzai'e

cattedrale

di

Padova

vescovati.
tali

cappa magna, e del rocchetto nelr inverno, e di cotta sopra il rocchetto


nella
utili

Mentre

agitavano ester-

namente, nuovi regolamenti dava in


quell'anno 1 744 ^ t^^^ti i tribunali del suo stato. Segn distintamente la facolt ed i doveri del Cardinal penitenziere, e

prendea
le

state Padova ) ( V. provvedimenti intorno

chiese

situate

nelle

parti

degli

infedeli.

Tolse alcuni abusi introdotti in Albania; prescrisse g' interrogatori i da farsi ai vescovi dell'Albania, della Macedonia, della

quelli degli uffiziali della peil

nitenzieria, prescrivendone

numero
,

ed

il

metodo

di eleggerh

{V. Bui.

magli, tom.

XVI,

pag.

260

281

BEN
Bull.

BEN
t.

3i
218).
Proib

Benedici.

XIV,

I,

p.

3 19,

magn. tom.

XVI

p.

33o), con varie altre discipline attinenti a quel tribunale; dichiar nulalla diminuzione della pronta confessione di quei finti sacerdoti, che avessero celebrata la messa od amministrata la pe-

Benedetto ogni sorta di lavoro servile nelle feste comprese nel tenipo,
in cui
si

la

giovare
la

faceva la ricchissima fiera

pena

di Sinigaglia, e per

compenso

la

pro-

rog di cinque giorni. Un suo breve tratta dettaghatamente in proposito


di tutte
siastico p.
le

nitenza, e pi'escrisse di rilasciarli al

fiere

dello

stato

eccle-

per essere condegnamente condannati {V. Bui. magri.


braccio
secolare

V. Bidl. magn. tom. XVI,


bolla
i

tom.
Bull.

XIX,

pag.

28, 286 e 196,


part. Ili, pag.

220 e 332. Confermando con una


ed
i

di-

Rom. tom. IV,

ritti

privilegii

degli

avvocati

28, tom. V, part. II, pag. 200, tom. VI, part. I pag. 3), ammise
i

regolari agli effetti stessi della bol-

una V. Bull. Benedici. XIV, 5 nov. ly^S


concistoriali, diede nella stessa

distinta

idea

dei

loro

uffizi.

la

d'Innocenzo XII, di dover essere


dall'Ordinario, dove
eletti

tom.
nel

pag. 38.

approvati cio

L'esercito napoletano e spagnuolo,


1 742, si era avanzato verso Bologna a fissarvi i quartieri d' inver-

da alcun penitente venissero

a confessori ( Const. Apostolica etc. Bullar. Bened. XIV, tom. I, p. 358); volle che tutti i pastori delle ani-

no.
di

Vane tornarono
questo
stato

le

rimostranze

Pontefice
di

per

impedire
per
dovette
al co-

me,

parrochi,

vicarii, gli

econo-

un
lo

passaggio
se

tanti

eserciti

mi anche
slabili

regolari,

bench
le

privi di

ecclesiastico;

ma

proventi per mantenersi, apin tutte

accordarlo

volle

mettem

domeniche e feste dell'anno la messa parrocchiale pel popolo loro affidato, o la conplicassero

ventuale nelle cattedrali e collegiate


pei benefattori delle chiese rispetti-

ed accordandolo non pot impedirne la permanenza anche troppo lunga. Accresciuto per tal motivo a dismisura
il

perto da mali maggiori,

prezzo

delle derrate, minacciato

V. Bullar. Bened. XIV, tomo I, pag. 336. Permise al nunzio, ed all'arcivescovo di Torino di esaminare i dive.
ritti

lo stato Pontificio dal contagio

che

da Messina
i

era

passato nelle
1

due

Calabrie, nell'anno

744 finalmente

dei benefizii semplici

per con-

dominii Pontificii divennero il teatro della guerra. Allora anche gli


il

vertirli in

commende
s.

delle religioni

militari di
rizio
,

Lazzaro e di s. Maulocch da Gregorio XIII e da


era stato concesso.
Il

Pio

IV

re di
la

Sardegna, affine di dimostrargli

inondarono quel suolo, ed sangue scorse per quelle pacifiche campagne. Erano passati tre mesi dacch le armate belligeranti stavano accampate nelle vicinanze
austriaci

sua gratitudine, insigni della croce de' ss. Maurizio e Lazzaro d. Giovanni Lambertini pronipote del Pontefice

di

Veli etri senza

cisivo,

witz,

con una commenda in Civitavecchia, e creoUo gran croce dello stesso Ordine e perpetuo gran priore
di esso in

il

uno scontro dequando il principe di Lobecomandante degli austriaci, lecampo, ed avanzossi verso Ro-

ma
il

presso al ponte Molle. I napo-

letani

Roma

collo stipendio di
(

due mila scudi annui

V. Bidlar.

ai

lo inseguirono in modo, che Tevere solo serviva di divisione due eserciti. Il re di Napoli de-

32
della Chiesa,
ai

BEN
il

BEN
piede al capo
partecipare delle distribuzioni chiamate del rotolo, quantunque vi ai trovas-

sideroso di baciare

convenne di entrarvi novembre. Le salve dell'artiglieria di Castel s. Angelo diedero avviso ai nemici del suo in3
di

sero al

momento
morta

in cui

si

ficovaito.

Una
za, era

certa monaca, detta Crescenin odore di santit a

gresso.

Dm

per un'ora l'abbocca-

di

dei due sovrani nel giardino Montecavalloj dopo il quale si rec il re a venerai^e i sepolcri dei
,

mento

Cauffbira in Isvevia, e sotto al suo nome si erano sparse per la Ger-

ss.

Apostoli,
,

ed
di

to ci
il

che

a riconoscere tutpi prezioso ofire


il

mania alcune immagini dello Spirito Santo, in forma di giovane avvenente. Appena Benedetto venne a
tali cose, ordin al vescovo Augusta di aprirne il processo, e gli propose le cautele da usarsi in

conoscer
di

Vaticano. Ivi

Pontefice

gh

a-

veva fatto apparecchiare un pranzo sontuoso e ricchi donativi. Trasferitosi di

tali

circostanze vietando nello stesso


di

poi a pernottare nel deli-

zioso palazzo di villa Patrizi a por-

torn la mattina seguente suo campo. V. Castruccio Bonamici, De rebus ad Velilras gestis
al

ta Pia,

permettere si dipingesse Santo sotto forme umane, e togliendo provvidamente altre


lo Spirito

tempo

somiglianti

superstizioni.

tutto invigilava questo zielantis-

anno

i 744* Consacr Benedetto XV la cappella di san Giovanni Batista , ricca di preziosi marmi , che Giovanni V re di Portogallo avea fat-

Simo Pontefice, a tutto rispondeva con una instancabilit, che se non fosse attestata da tanti documenti,
diverrebbe incredibile. Il Cardinale Portocarrero domandava, se potesse, come professo nell'Ordine di Malta,
portar la croce ettagona di tela bianca
suir abito
Cardinalizio.
i

to fabbricare in

Roma
s.

colla spesa di

cinquecento mila scudi per collocarla


nella chiesa di
in Lisbona.

Rocco dei
s

gesuiti

Osserv
i

Dopo

laboriosa fun-

Benedetto, che
professi,

monaci ed
al vescovato,

frati

zione volle anche celebrarvi la messa bassa,


il

promossi

devolo

che fu tanto gradito


gli

no portar
che
dine
il

l'abito della loro religione;

quel monarca, che

mand

in

dono

vescovo

di

Malta,

per

duecento mila scudi. Benedetto poi ne decor l'altare col titolo di Pontifcio.

piti cavaliere,

porta la croce dell'Or,

sulla

mozzetta

Agli

8 di

maggio
le

diede

visitare

chiese

ly^^ si di Ro-

dinale d'Albusson, gran

che il Carmaestro di

Malta, usava pure insignirsene,


si

come

ma, cominciando
Insegn
fanciulli
stese
ivi

dalla

lateranense.

la dottrina cristiana ai

scorgeva da un suo ritratto; finalmente, che una medaglia del Cardinal


di

di quella parrocchia,

ed eservi-

Lerdala

lo

rappresentava colla cro-

molti decreti

pel

buon

ce bianca

sulla

mozzetta;

in base

zio della basilica.

Ad

istanza di Fi-

di queste e di altre

ragioni stabi Pi,

lippo
gni

V,

liber gli

abitanti dei re-

che

Cardinali professi e di qualun-

di Castiglia, di Lione,
dall'

delle

que

milizia potessero portare la cro-

Indie spagnuole,

obbligo di a-

ce suindicata, che l'abito della lo-

che non fosse di quaresima o di digiuno comandato, ed escluse i Cardinali, coslao temente assenti da Roma, dal

stencrsi dalle carni nel sabbato,

ro religione. Esort dipoi i vescovi a dimostrare ai popoli quanto sia grave il peccato di usura, reprimen-

do

prima

discorsi

di quelli, che

BEN
Io

BEN
ed potessero aut.

33

spacciavano

indi

come stal)iIendo non


i

indiiTerenle,
si

mentare
p.

frutti

dei

censi pi del

de QuinAlvaro de Cordova, di zanis, di Pietro Gonzales Teimo, di Giovandi Colela Boilet, di Stefana

quattro per cento (Bull, niagn.

XVI

na

di

Valois,

di

Girio

dei
di

conti

328 ep.
i

3i). Finalmente,
articoli,

sua bolla in nove


potere
vescovi

con una dimostr


le chiese

Francesco Patmi, del Cardinal Nicol Albergati


,

Lunelli di Linguadoca,

visitare

di Pacifico

parrocchiali rette dai regolari quan-

di Ladislao di

do non
l'

vi risiede
( l^.

il

generale del-

colino,

di

da Ceredamo Gieluiom di MarEnrico da Bolzano, di


,

Ordine

sess.

del concil. Trid.

i5j cap. XI, de regala. Boll. magn. tom. XVI, pag. 591). Ai 4 gennaio
prescrisse l'ordine

Angelo da Clavasio, di Gabrielo Ferretti, di Giovanni Liccio, di Giovanna detta volgarmente Vanna, di Odorico Mattiussi, di

ed

il

finito delle famiglie nobili di

numero deRoma,
tenersi nelle

Ugo

degli Atti,
il

e di Serafica Sforza, approvando

e prefsse

il

metodo da

semplice culto di Benedetto da Fladello,

lo ascriverne di

nuove, tra

quali

ed

il

culto antico

di

s.

Ma-

essere

doveano tutte quelle dei roPontefici [Bidl. Benedici.


I,

mani
tom.

XIV
ai

pag. 596).
1'

Approv
degli
scalzi

i5

rone abbate. Il vescovo di Brixen ed altri, dopo aver ottenuta da Benedetto la facolt di poter dire
1'

d'aprile

Ordine

della

uffizio

e cele-

congregazione della santissima Croce e della passione di Ges Cristo, istituito dal

brare la messa del b. Andrea della

Terra Brissense

ucciso

dai giudei

padre Paolo
perci
rispettivo

dalla Croce
(

in odio alla fede

quando non aveli'e

detto

Passionisti
).

Vedi

va ancora compiti

anni di et,

V articolo
Il

ne domandarono
Colse egli questa

la

canonizzazione.

alla

di 29 giugno 1746, dedicato memoria dei santi apostoli Piee

tro

Paolo,

canonizz
s.

s.

Fedele
Lellis,

occasione per dimostrare con un breve eruditissimo, i755, non essere dei 2 3 maggio

da Sigmaringa,
s.

Camillo de
,

conveniente di cononizzare
;

bambini;

Pietro Regalato
s.

s.

Giuseppe da
(V.

Leonessa,

Cateiina Ricci, stendengli atti

done
ctc.
,

egli

medesimo

Ada

secondo per primo per la novit non avvilire questo rito colla troppa frequenza; terzo perch i fedeli

canonizationis
tahidis
sive

quinque

sanctonim

adjectis etiani pluribus aeneis


y

niun esempio di virt possono trarre da quella cosi tenera et. Volle

Supplementum secun-

dum ad

opus de canonizatione san-

fede risponder

ctorum, Venetiis 1768); atti ch'erano gi inseriti nel tomo dell'opera De canonizatione sanctorum,

promotor della maniera ogni volta che in tale argomento


perci dovesse
il

in

simile

venisse richiesto.

Per maggiormente
cesse
loro,

allettare

ve-

Roma 1747}
poi
il

terza ediz.

fatta
,

dal

scovi alla residenza nella diocesi con-

gesuita portoghese Azevedo. Celebr

quando

vi

si

trovassero,
ai

Papa

la beatificazione

solenne in

l'alternativa
fizii

delle elezioni

beneSede.

diversi tempi di

Girolamo Miani, di Giuseppe Calasanzio di Giovanna Francesca Fremiot de Chantal e di Giuseppe da Copertino. Conferm finalmente il culto immemorabile
, ,

vacanti nei mesi in cui la colspettava


alla

lazione

Santa

Tuttavolta limitava tale costume a


tutto
il

suo Pontificato. Urbano Vili


congregazione della
3

aveva

istituita la

VOL. V.

34

BEN
senso dei
ricevuto
tezzarli;
;

BEN
genitori

residenza affinch decidesse sulle controversie nate in proposito

non

essersi

mai

ma

que-

dalla Chiesa l'uso di bat2."

sta venne a poco a poco a mancare. Benedetto la rinnov con una co-

darsi la sola eccezione,

nel caso
di
vita,

in cui

fossero in pericolo

stituzione

dei 3 settembre e

nuove

ed
3."

abbandonati
essere

dai

loro
vali-

norme stabil opportunissime. Mand nel mese di agosto 174^ le iscie

parenti;
in cui

tuttavia

benedette al neonato arciduca

Giuseppe primogenito di Francesco I, eletto in quell'anno imperator di Germania in Francfort; fascie che presentate vennero da mons. Serbelloni, alloi^a nunzio alla corte di Vienna.

do anche il battesimo dato nei casi non lecito il conferirlo; 4. in quest'ultimo caso non doversi restituire
i

figli

ai
i

genitori
cristiani

ebrei,

ma

allevarH presso

nella fede

cattoHca;
del
loro

5.

per prova basolo.

finalmente
stare
il

battesimo

testimonio di

un

Trat-

Leonardo

Chizzola ,
di

arcidiacono
gi a-

t poi del battesimo

degli adulti e

della cattedrale

Brescia,

molto

si

diffuse in diverse quistioni

vanzato in et, recossi a


e vi vesti

Bologna
al Cardi-

sull'argomento

[Ballar.
pag.

Benedici.

l'abito dei gesuiti, senza

XI F, tomo
che
le

li,

186).

Volle
dalle

prima averne data parte


sti

parrocchie,

separate
del

nal Quirini suo vescovo. Rest que-

badie dai cui dipendono, fossero soggette alla


giurisdizione

molto
,

dispiacente, perch con ci


il

vescovo

la

sua chiesa perdeva

pi bell'or-

della loro diocesi, eccettuato


il

sempre
circonda

namento
privi

ed

poveri

rimanevano

territorio

proprio, che
agli

di

Press egli
istanze
disse
il

un grande benefattore. dunque colle pi calde


sua autorit a
di

la

badia

e stabih alcuni compensi

da

somministrarsi

abbati

per

Pontefice, acciocch impe-

colla

qualunOrdiil

que

cherico

passare

agli

Per riconoscere il Pontefice se erano state eseguite le beneficenze ordinate da lui a favore
l'utile

perduto.

ni jegolari senza aver consultato

del porto di Civitavecchia, risolvette


di

recarvisi con nobile accompagnamento. Molto si distinse per la sua piet nei sette giorni in cui vi si trattenne. Francia, quando Pancrazio diacono Serv a tavola tutti i avea abbandonato 1' Ordine monasti- malati dello spedale dei Fate bene co accendetelo colle pastorali esor- fratelli, come pure quelli che appartazioni acciocch non si raflieddi il fertenevano all'altro dei forzati, regavore del suo desiderio ". Con siffat- landoli letto per letto di confetture te ragioni signific a quel Cardinale squisite e di uno scudo. Rimase sodessere inutile un'apposita Pontifidisfatto per ci che concerneva alla zia costituzione, essendo assai raro esecuzione de'suoi ordini, cio per

suo Ordinario. Gli rispose Benedetto, come s. Gregorio Magno avea detto a Desiderio vescovo di Vienna in

il

caso

che

un arcidiacono
cui
alla

voglia

la franchigia

posta in vigore in quel

spogliarsi dell' uffizio di

gode

porto, per la erezione di

una nuova
resa

per

sottomettersi

regola

moal

fontana

per

la

piazza

pi

nastica.

togliere

gli

abusi
ebrei,
i."

intorno
stabili
il

ampia allo scarico delle merci ec. Tre lapidi furono destinate a render perpetua
nefzii.

battesimo

degli

con
con-

la

memoria

di tali be-

altra costituzione:

senza

BExN
fice

BEN
di

3*)

Molto insisteva presso il Ponteil re di Sardegna, acciocch


del
il

insignisse

titolo

vescovo

in

sempio, malgrado le angustie in cui si trovava il Pontificio erario. Bejol ancora con ottime leggi
i

partibus
dei
delle

Cardinal Vittorio

Ama-

tribunali criminali.
dei
giudici,

Stabil

il

nu-

Lanze, suo

elemosiniere

mero
al

dei

luogotenenti
,

nella regia corte di Torino.


.**

maggiore, ossia cappellano maggiore Consider Benedetto i che quegli il quale


viene

tribunale
i

del
giudici

governatore
,

ne
,

prescrisse
fiscah,
i

gli

stipendi

notai ec.

f^.

Ballar, magn.

decorato della

porpora, re-

sta

sciolto

dalla chiesa sua sposa,

dove air opposto, eletto vescovo dopo il Cardinalato , rimane sposo 2. alla chiesa cui deve dirigere che una volta altri Cardinali non erano vescovi fuori dei sei suburbicari , sembrando allora non poter
;

tom. XVII, pag. 2i5, loc. citato; tom. XVIII, pag. 4o, 48, e 178. Sul principio del 1748 si adoper con ogni cura a sradicai^e molti abusi
introdotti nel

tempo

di carnovale, di-

rigendo a questo fine una lettera circolare a tutti i vescovi dello stato ecclesiastico.

convenire col Cardinalato


episcopale,
col

la

dignit

ciocche

si

introdotto

tempo. Chi volesse per veder discusso con profonda erudizione quest' ultimo punto, legga il suo breve diretto all' Amadei , Cum a nohis etc. dai. die 4 ^"g"* I747Bull.

Vietava in essa di prolungarne l'ultimo giorno oltre la mezza notte, e 1' uso delle maschere nei venerd e nei giorni festivi. Alla
pravit degli

im moderati baccanali opponeva gli esercizii di piet,, massimamente nei tridui col Santissimo esposto, concedendo indulgenza plenaria a quelli che vi concorressero.

magn. tomo XVII pag. 172.

Benedetto ai 4 settembre approv le virti in grado eroico del ven. p. Pietro Clave della compagnia di Ges, e beatific solennemente ai 29 settembre Girolamo Miani , fondatore dell'Ordine dei somaschi. Ad istanza dell' imperatore Massimiliano , il Pontefice Alessandro VI avea dichiarato
tolo

F. Ballar. Benedicti
pag. 375.

XIV, tomo
i

IL

Erano troppo

ristretti

dominii di

Giovanni re di Portogallo, perch ad essi soltanto limitare si dovessero le sue provvide cure onde promuovere il cattolico culto. Ordin
quindi
al

commendator

Sampayo,

non

essere esente dalla giurisil

dizione del vescovo di Spira


secolare subentrato nel
stero benedettino di

capi-

moniav-

Odonheim,

suo ministro in Roma, di farvi stampar nobilmente il messale romano, e nello stesso tempo ancora, di concerto col Pontefice, il martirologio
ridotto
prirsi

vegnach quel capitolo, col domandare al vescovo la licenza di traslazione , avea da se stesso riconosciuta la sua soggezione, onde, essendo insorta nuova lite, Benedetto vi provvide acconciamente. In quel tempo diresse Benedetto efficace allocuzione
al sacro Collegio affinch fossero soc-

in

volgare.

Non

poteva aalla

pi
egli

bel
di
all'

campo

vasta

erudizione
dic

Benedetto. Si uopo col pi

defelice

successo, pubblicandolo coi tipi

del
di-

Vaticano,

inserendovi
diffijnde

un breve
ad indicare

retto a quel

monarca, nel quale doti

tamente

si

corsi

cattolici

dimoranti in Berli-

motivi, che

lo indussero

a corregedizioII

no per

la costruzione di

una

cliiesa,

gere ed accrescere la

nuova

avvalorando l'esortazione col suo

e-

ne {Ball, Benedici.

XIV, tomo

36
pag.
la

BEN
43 !)
Elesse a comultoie nelriti
il

BEN
p.

congregazione dei

Aze-

vedo, gesuita peritissimo in liturgia, quantunque un altro ve ne fosse


nella

congregazione
avesse

di

quella reli-

gione, e stabili, che morti


vi
si

ambedue,

Maria Santissima, ma le feste, che ancor rimanevano non poche brighe dar dovevano a Benei^etto XIV. Diede in luce perci una dissertazione, nella quale avvisava al modo con cui molte feste pocezione
di

mente un dare una prova


quella
utile

a sostituire perpetuagesuita. Volle con ci


della sua stima verso compagnia. V. Bull,

magn. tomo XVII pag. 227. Conferm i privilegi dell'Ordine


militare
di
s.

tevano sopprimersi, poich diceva egli oltre al danno, che ne veniva a risentire la classe delle persone poco agiate, era anche diminuita colla frequenza la premura dei fedeli per
la

loro

esatta
ss. lib.

osservanza

[De caII

Stefano nella ToscaI

noniz.

IV

part.

cap.

na,

del

quale Francesco
stato fatto

imperail

tore

era

gran maestro,
di-

XVI). Non volendo nullostante decidere la cosa da se solo, l'umile


Pontefice la sottomise
alla considei

concedendo
la

a quei cavalieri
Eresse

ritto di presentarsi al Pontefice col-

razione di quaranta uomini dotti,

spada
di

al fianco.

tedra
pienza

matematica,
nella

una cated una di


della

quali colla pluralit dei suffragi con-

chimica
cento

universit
,

Sa-

proposto.

fermarono ciocche era stato da Secondo il consiglio


loro
di

lui

di

di

Roma

scudi

assegnando dueannui per ciaschedu-

diciotto fra
ai

accord

l'indulto
il

vescovi

poter permettere
festivi nelle

due professori. La sua costituzione Postulatum etc. [Bull, magri, tomo XVII. pag. 214), data

no

ai

lavoro in alcuni d
diocesi,
l'

loro

non dispensando per daluna


seria
il

obbligo di assistere alla messa. Inintanto


di

ai 16 settembre

174^5 prescriveva

il

sorse
fra
il

questione
fiuto

metodo da
l'opera

seguirsi nell'esame del-

Muratori,

sotto

no-

ciudad de Dios, Maria di scritta dalla venerabile Ges, superiora nel convento delle monache osservanti d' Agreda nella diocesi di Tarragona, condannala dalla Sorbona nel 1697 e da alcuMistica
ni difesa.

me

Lamindo
Quirini

Pritanio j
circa
la

Cardinal

ed il maggior

diminuzione delle feste. Benedetto fu sollecito a troncarla fulmi-

nando per
ca

lo avvenire la

scomuni-

chi

pubblicasse
fosse

scrittura,
il

una qualche favorevole, o no in


Pontefice alle supre
di

Sotto

Pontificato

di

Vili tanto erano cresciute


ro
per
la
le feste di precetto,

Urbano in numei

tale proposito.

Ader poscia
pliche
di Carlo

il

che

giorni

Emmanuele

rimanenti non bastavano

ai
il

poveri
lavobol1

provvedere

mediante

Sardegna, arricchendo del privilegio di citt la terra di Pinerolo in Pie-

ro alla propria sussistenza.

Una

monte, ed erigendola
suffraganeo
rino.

in vescovato
di

adunque
il

di quel Pontefice, dei

all'arcivescovo

To-

settembre

molto

1642, ne circoscrisse di numero, ne lasci a ciascun


citt,

regno, provincia,
la festa

castello

che

Portogallo del

Benedetto decor Giovanni di titolo di Fedelissimo


essere

di precetto

santi protettori.

giunse in

d'uno solo dei Clemente XI vi agseguilo quella della Con-

che dovette
sua
famiglia.

ereditario nella
il

Gliene sped

breve

senza prima averlo avvertito e senza

BEN
suo consentimento, poich temeva di ritrovare anche in qqesto sovrano il particolare disinaspettare
il

BEN
stato esso eretto

37
ri-

da Pasquale I, e staurato da Clemente III, venne


per

al-

la fine abbellito e consacrato

la

teresse,

che sugger
rifiut
il

al

suo

prederisposta

terza volta

cessore Sebastiano la bella

1750.

da lui Perch poi

ai
si

3o
sua

settembre
sup-

potesse

con cui
esibitogli

medesimo onore

plire alla spesa della

conservasulla

da

s.

Pio

Di

nulla pi

zione, lo airicch'i della pensione an-

gloriarsi che di essere riconosciuto

nuale

di

cinquecento
santa
casa

scudi

dalle sue azioni figlio ubbidientissi-

chiesa della

in Loreto,
rendite.
le

mo

dendo bastevole
dimostrazione
riti

del romano Pontefice. Non creBenedetto questa


della
egli

che

avea ricchissime
i

Fe-

ce rinfrescare

mosaici e

pitture

Giovanni^ e in cui
distinti

stima del re teneva i mesuoi


gli

della basilica di
li

s. Paolo, colle quacontinu la serie cronologica dei

degli

antecessori

verso la Santa Sede,

indirizz

ancora
credibile

la

martirologio

nuova edizione del suo romano ch'egli con ine

fatica

pompa

di

sacra
alla

sommi Pontefici, scopertasi nel dicembre 174B, e la complet fino al suo tempo. Fece munire di sei cerchi di ferro la cupola famosa del Vaticano che minacciava rovina, seguendo
il

erudizione
luce.

poco

dopo diede

consiglio del mai'chese

Giovanla

ni Poleni, professore presso


versit di

uni-

Nel concistoro secreto dei 3 di marzo 1749 tenne ai Cardinali una eloquente allocuzione, animandoli ad
adoperarsi,

Padova

V. Basilica Va-

acciocch

il

culto

reli-

gioso fosse prestato col maggior possibile decoro.

TicAjfA), il quale ricevette in compenso mille scudi, una tabacchiei-a d'oro, alcune preziose corone, ed una pensione di centocinquanta scudi

lo

Ne si limit il suo zea parole, ma pi efficacemente ebbe ad eccitameli coli' esempio.


contento
dei

annui sul vescovato vantaggio di un suo


te.

di

Padova a
sacerdoester-

figlio

Riim, ed eresse nel


della cappella
di
s.

muro

Non
da

ventimille
nel

scudi
al

lui

somministrati
portico,

174^
si

Lorenzo, il celebre Triclinio Leoniano, facendovi

no

capitolo della basilica liberiana,


rifece
il

ne
rec

rimettere la iscrizione dettata da

del quale

Anastasio bibliotecario, e quella del

con pubblico apparato a gettare la prima pietra. Vi eresse la facciata adorna di statue, e vi stabili una vasta loggia, da cui il Papa dare doveva al popolo la benedizion solenne
nella festa dell'Assunzione della bea-

Cardinal Barberini, insieme ad un'altra


fatta

scolpire

dal

medesimo,

quando
sa di
s.

fu eletto Pontefice.

La

chieri-

Croce in Gerusalemme
e
gli

pete da lui la facciata, la volta, gli


stucchi d' oro
altr

ornamenti

tissima Vergine.

Sorsero dalle fongli edifizii

damenta per sua opera


attigui,

che di gi esistevano, furono a pi bella forma rie quelli


dotti.

maestosa al presente, e la un all' altra di s. Giovanni Laterano con una vaga strada variamente fiancheggiata d' alberi
la

che

rendono

cos

Rinnov pure

la

parte

inte-

disposti.

(V. la Storia

della chiesa

riore dello stesso

tempio che maestosamente pur venne da lui decorato.


Pontificio

L' altare

fu

nondimeno

Croce in Gerusalemme del Cardinal Besozzi. Roma 1 750 ). Aggiunse una corsia allo spedale di
di
s.
s.

scopo principale delle sue cure. Era

Spuito presso

al

quale

fabbric

38

BEN
cimitero.
di

BEN
Fece collocare
Ci torio
il

un ampio
nella

ti

affine

di

sostenere

propri di-

piazza

Monte

maestoso piedistallo, sul quale voleva innalzare la colonna di Antonino Pio: piedistallo che poscia dal
Pontefice

ed un'aperta scissura sarebbe avvenuta, se il marchese Rocca, ministro della Santa Sede presso il re
ritti,

delle

Pio

VI

fu

trasferito

al

museo

insignito del suo

nome, e che
della

due Sicilie, non avesse accomodata ogni cosa. Molto si distinse per la sua piet
questo
Pontefice
nell'anno

dal regnante Pontefice fu collocato

santo
rispetto

nel giardino

Vaticano, detto
del Sole,

1750.

Non avendo
le

alcun

Pigna. Fece levare dal


zo

Campo Marnon poco

alla et,

della quale era aggravato,


prescritte trenta visite alle

r Obelisco

comp
quattro
molti

danneggiato dalle ingiurie del tempo. Riedific la cappella maggiore


della

basiliche,

esercitandosi

in

chiesa

di

s.

Apollinai-e,

non
vaga-

risparmiando

spesa

perch

Sovente recavasi ad un palazzo in Borr go fatto aprire da lui ai vescovi,


atti

di cristiane virt.

mente riescisse adornata. Fece sorgere di nuovo dalle fondamenta la chiesa dei ss. Pietro e Marcellino, una volta suo titolo Cardinalizio, come pure la cappella maggiore
della chiesa
ai

prelati, sacerdoti e chierici pellegrini,

a favore dei quali prodigava

le

opere pi distinte di ospitalit. Pure non mancarono motivi di amarezza a Benedetto, in mezzo alla conso?
lazione

dei

ss.

Silvestro

che provava pel numeroso

e Martino

Monti.

cupola alla chiesa di Loreto, e ne ampli il portico, comp la maestosa facciata della fontana
Trevi, e ristor finalmente
pio della Rotonda.
I
il

Aggiunse la s. Maria di

concorso di forastieri venuti a

Roma

a fruire delle indulgenze


anno.
di

di quell'

tem-

La diocesi di Aquileia mancava un capo spirituale giacch da molto tempo non era hbero al par
,

triarca l'esercizio delle


ni.
Il

sue

funzio-

pirati

barbareschi cominciarono
le spiaggie

Papa, costretto a provveder-

intanto a molestare
stato Pontifcio.

dello

Benedetto non manc di farne rimostranze all' imperatoconchiuso colle potenre, il quale,
ze africane cato

vi per non mancare ai doveri del suo ministero, deput Carlo canoni-

co di Basilea per vicario apostolico.

Tanto dispiacque una


che
il

tale determi-

un

trattato di
al

pace, re-

nazione alla repubblica di Venezia,


ritir pubblicamente da Roma suo ambasciatore ai 19 luglio. Questa fu una delle sue amarezze.

avea

pregiudizio

commersuoi

cio ed
diti.

alla sicurezza dei

sud-

Tah

giuste doglianze per

non
co-

furono prese in

considerazione
,

Due

birri

entrarono due giorni dodi piazza


s.

meritavano e tutte le potenze italiane furono obbligate a mandar in corso dei navigli armati per
pioteggere
il

me

po in una bottega

NavoGiaco-

na, vicina allo spedale di

loro

commercio.

Un

corpo di
la
citt di

duecento napoletani, con


tutti, cinse

sommo stupore di
avef
ri

frattanto

Benevento con blocco per

mo degli Spagnuoli, per farvi qualche spesa. Due famigliari di quell' violaistituto pretendendo fossero loro diritti , li assalirono e i ti disarmatone uno, lo rincliiusero in
una cantina dello spedale. Se ne ofgravemente l' ispettore delle carceri, ed accompagnato da gran
fese

nelle

mani

trentasei

diserto-

col rifuggiate

Non mancarono
due cor-

disgustosi

contrasti fra le

BEN
numero
di birri
si

BEN
d
*

39

rec a libcrar-

iielo colla forza.

Divulgossi tosto per


sareb-

Spagna, ed csortollo a far vivissime rappresenistruzioni al nunzio di

Roma, che
be

il

Cardinal Portocarrero,
si

tanze presso

la

corte

di

Madrid
l'appoggio

ministro del re di Spagna,

e
la

perch

si

procurasse

ritirato dalla corte Pontificia, co-

del clero pi ragguardevole di quelnazione.

mech la giurisdizione ghi non appartenesse a


s

di questi luolui,

La

cosa fu definita nel

ma

ben-

1753.
Insorsero

agli

della casa di

amministratori delle chiese e s. Giacomo. Spedirono


accioc-

non per tanto


semplici in

difficolt

intorno alla nomina

ai benefizii resi-

questi

due deputati a Madrid,

denziaU
cettuato

e
il

Ispagna, ec-

ch direttamente esponessero a quel sovrano i motivi delle loro querele, e ne lo avvertissero nello stesso tempo aver Benedetto ordinato al governatore di

Roma

di

lasciar libe-

ro passaggio innanzi ai detti stabilimenti a qualunque birro armato,

regno di Granata e l'Indie, pretendendone quei sovrani la nomina in virt del padronato universale in qualunque tempo e nei casi pure di riserva. Dopo varii contrasti si venne alla fine a questo temperamento: riserbarsi il Pontefice
alla

per
il

dimostrarsi

assoluto

padrone
ri-

delle strade di sua capitale. Rispose

successori,

sua libera collazione, e dei suoi cinquantadue benefizii per


essi

re cattolico sul fine di agosto,


l'affare al ministro, al

poter con
stici

premiare
distinti
,

gli

ecclesia-

mettendo
le in la

qua-

spagnuoli

per
pev

costuservi-

seguito

appartener
cogli

dovrebbe

mi
gi

per

letteratura
alla

giurisdizione

sulla chiesa e sullo

prestati

Santa

Sede, f^edi

spedale, di concerto
stratori in tutto ci
tesse di

ammini-

Spagna.
Il Cardinal Protocarrero ebbe commissione nel lySo dalla sua cor-

che nascer po-

simile al fatto trascorso.

La

differenza in tale

maniera fu accomoa

te di ottenere dal Pontefice l'accet-

data

tazione della
cos
facile

rinunzia del Cardinal

Non

com porsi
si

fu
fine

Infante d. Luigi,

non meno

alla

por^

un'altra controversia nata sul


di luglio.
11

pora che
Siviglia.

alle

re cattolico

era mol-

Si

mitre di Toledo e di voleva che fosse ci

to impegnato a stabilire
capitale,

nella

sua

maneggiato

in

modo

da

lasciare
ai

indipendentemente

affatto

un conveniente assegnamento

due

da Roma, tribunali e giudici supremi per la decisione delle cause ecclesiastiche, nonch ad avere l'assoluta disposizione di tutti
benefizii vacanti,

arcivescovi da eleggersi in suo luo-

la

i vescovi e permissione

ad ogni vescovo spagnuolo


pensare nei matrimonii in

di dis-

terzo

quarto grado senza l'obbligo di ricorrere al nunzio Pontificio, come fino


allora
si

go, restando a titolo di pensione o di commenda, i centocinquantamila scudi residui da quella pingue i-endita; ma tali maneggi non ebbero effetto che nel 1754. Il re di Sardegna pure si rivolse alla Santa Sede con urgentissime istanze acciocch fosse contemplato
nella vicina

praticava.

roa,

nuovo uditor

Monsignor Figueidi Rota spagnuopresso la santa


affinch

lo^ fa di ci incaricato

Sede.

Commosso Benedetto,

promozione di Cardinali, con cui decorar si voleva V anno santo, monsignor Meri ini, nunzio presso la sua corte. Benedetto, per ischivare ogni impegno, non
la

fossero conclusi

questi affari,

maa-

pubblic

4o
u

BEN
in quella occasione

CEN
ne
alla ric-

correnza del giorno anniversario della sua esaltazione al trono come

Ciocch poi riusc di maggior dolore alla chiesa universale si fu


ti.

la

persecuzione sofferta dai cristiani

prima aveva

stabilito

perocch ben

nella Cina, per parte di quell'imperatore. Perdutosi

conosceva che

le mire del Piemonte tendevano a formai* un comodo patrimonio al duca di Savoia suo fi-

da

lui

in

un punera stato

to la consorte ed
colpito

un

figlio,

da un

accesso

di pazzia, la

glio,

merc

le

rendite delle pi ric-

che badie di quel regno. Non manc ancora la Germania ad aggiunger occasione di amarezza a questo
egregio
Pontefice.
invitarsi
i

quale indubitatamente avrebbe sfogata sopra i suoi ministri, se essi,

per istornare dal loro capo il fulmine, non avessero accusati i cattolici

Gli

venne

fatto

d'intelligenze
di lui, e
vita.

nocive

agli

inte-

conoscere

dall'elettore

di

ressi

Magonza

negozianti di professione

sua

trame contro la Discese perci alla barbara


di
far decapitare
il

protestante a fermar
nella sua capitale,

dimora promettendo loro,


la

loro

determinazione di
le

il

vecchio vescovo di Moncastro,


missioni, e squartare quattro

qua-

non

solo

privilegi e le

esenzioni

di cui

ma
ghi

godono i naturali del paese; ancora T esercizio di culto pi


avessero

da trenta anni governava quelle domenicani con due gesuiti, rinnovando


i

esteso di quello che negli altri luo-

pi rigorosi
poi

editti dei suoi


i

predemissio-

goduto

in

forza

del

cessori contro

cristiani.

di Vestfalia. Non indugi Benedetto a scriver a queir elettore, perch con una formale dichiarazione dileguasse del tutto ogni sospetto in-

trattato

nari

dimoranti in Pekino do-

vettero la loro vita alle calde istanze


di alcuni gesuiti

bene

accetti al

mo-

narca,
cati

quali

non erano
usata
di

stati attac-

torno alla sua


lentieri
il

risposta

piet. Vi ader voMagontino e nella sua dimostr quanto falsa e ca-

dalle

calunnie
lui

per
verso

la

defe-

renza da

di essi,

in vista dell' utile


colle cognizioni

che

ne ricavava
di

lunniosa sia stata quella risoluzione

astronomia,

a lui attribuita.

architettura
ci

e nell'arte

delle forti-

Era
ferenza,

insorta oltre a
fra
i

una
casa

dif-

ficazioni.

conti

della

di

tutto ci

si

uii

la

frenesia in
lore-

Hoenloe perch uno di loro, il quale era cattolico, aveva sospesi i ministri luterani dall'esercizio delle loro

cui cadde monsignor

Dumenil

nese vescovo di Volterra in Toscana.

Egli aveva

sostenuto
nel

risentite

incombenze. Benedetto, dopo averlo comunicato al concistoro con una


allocuzione, alla quale diede princi-

contese col ministro


di Firenze

della reggenza

quando

i74<^ pass

Roma
11

pio col testo

Fox

in

Rama

audi-

ne.

per ricevere la consaci^azioPontefice, persuaso della eru-

ta estj ploratus et ululatus ec, spedi intorno a ci

dizione profonda di quel prelato, credette doverlo dispensare dall' esame,

un breve

all'

im-

peratore. Gli raccomandava, colle pj efficaci espressioni, di mantenere con


particolare fermezza
tolica religione,
i

cui subir dovevano


d'Italia,

tutti

vescovi

diritti della cat-

imperciocch a

lui

solo spettava
alla

il

dar giudizio intorno

secondo il costume introdotto da Clemente Vili. Presentatosi a Benedetto fu eccitato famigliarmente da lui a scrivere una
lettera al ministro,
il

condotta dei principi protestan-

quale preten-

BEN
deva d' altronde una soddisfazione. Mostr difficolt il Dumenil a condiscendere a quest* atto di urbanit, ristabilita la conil quale avrebbe
cordia.
11

BEN
dette
ci
;

4i
essei'e

da principio

fin-

zione
la

ma

nell'aprirsi le porte del-

prigione

l'esperienza
ripetere

fece

co-

noscere
te

doversi
fisica
,

realmenquelle

Papa non credette


insistere.

allora

da

indisposizione

dover pi

Un

altro

gior-

aberrazioni

per cui al fine di ot-

il Papa, disse a Dumenil con piglio amichevole /^oglio monsignore che scriviate questa lettera ufficiosa. Ed io non voglio,

no, trovandosi insieme

tobre fu trasportato alla Lungara. Non si risparmiarono ivi cure a suo


riguardo; fu trattenuto in un luogo separato dagli altri pazzi, e servito da due persone, ed assistito dal Pontefice, il

con fermezza il vescovo. Vi sono ancora monsignore , riprese il Pontefice adirato per la sua audacia, delle carceri pei vescovi. Se
rispose
io avessi conosciuto il vostro

quale mise in opera

ogni
la

mezzo

fygrch ricuperare potesse

salute della mente.

Non

la riebbe
s.

umore

mai

pi.

Fu

ricondotto a castel
gli
si

non mi sarei dimostrato in riguardo vostro cos benevolo^ ne vi avrei consacrato. In qualunque caso mi
appeller al
plic
il

Angelo dove

permise

il

pas-

saggio pei prati della fortezza, e vi rimase fino all'anno 1784 in cui

concilio generale,

re-

compi

prelato.

Si accese in volto

Benedetto per la petulanza di costui: ma reprimendo tostamente la sua alterazione, con animo pacato lo licenzi.

la sua carriera mortale. In mezzo a tante dispiacenze la Provvidenza volle coronare i desi-

derii di

mie
solo

fra le
il

Benedetto colla pace genepotenze cattoliche. Non


della

flagello
le

guerra cess

Ritorn fra poco in Toscana il Dumenil, dove fu arrestato per ordine del Papa. Dopo scorsi sette
mesi di prigionia nelle carceri di Firenze fu consegnato al Lucatelli
governatore
di

dal devastare

provincie,
il

ma

se

ne dilegu perfino

timore; merc la diligenza dei sovrani nel convalidare la pace d'Aquisgrana, quasi

entrassero tutti

nelle sollecitudi-

Acquapendente

condotto dai coi'azzieri in castel s. Angelo. Non tanto la mancanza di rispetto verso la sua persona, quanto
il

che pacifico bramava tutto l'anno santo lySo, acciocch potessero liberamente i pellegrini condursi a Roma.
ni

del Pontefice

desiderio

di

evitar degli

im-

pegni colla reggenza di Firenze, indussero Benedetto a siffatta misura di rigore.

In quell'anno eman Benedetto alcune rischiarazioni sulla immunit


ecclesiastica dichiarando

che un reo
volontario

nel

mentre che
fece
al

sta-

di delitto eccettuato,

cio omicidio

va

in prigione,

gli

eziandio
vela
invi

proditorio, meditato
nella rissa,

significale

dover rinunziar
se

debba

essere estratto dal

scovado,

riacquistar

voleva
valsero

luogo

immune e consegnato all'autorieretici fuggiti dalle carceri

sua
si

libert.

Ma

non

t secolare, e poter essere di l estratti

sinuazioni,

non minacele perch

anche gli

decidesse, che anzi tutto

pene-

dell' inquisizione.

Terminato

trato dalla sua inevitabil rovina, co-

santOjContinu nel seguente


za
la

1' anno lySi a

minci ad alterarglisi in modo la fantasia, che in sul giunger della


state fu giudicato frenclio).

dimostrare Benedetto la sua vigilannell'apostolico

ministero.

Invi

Si

ci"t-

rosa

benedetta a Bologna

sua

4-2

BEN
mano
a
fulminare
setta

BEiN
Aqnileia ed in suo luogo eresse
arcivescovati,
rizia l'altro

patria, e tliocle
l

de' Liberi Muratori.


ly/f.^

uno

nella citt di
T.

due Go-

Prima dell'anno
la setta.

dava mol-

in Udine. di

Aquileja.
cui di-

to a dire di s per l'Europa quel-

La

citt

Lubiaco

da

In questo

anno fu per
d' Austria dal-

pendevano

diciassette teiTe era sog-

essa estin>ta in
la regina

Vienna

siccome alcuni di essi andavano spargendo non aver alcun effetto le censure fulminate dalla Chiesa contro di loro, perch non era stata confermata la bolla di Clemente XII da Benedetto:
d'CJnglieria.
egli credette necessario

Ma

getta tanto nello spirituale che nel temporale agli abbati commendatarii del monastero di s. Scolastica dei Benedettini. Parte degli abitanti ed i pastori, irritati perch aveano

perduto
in certa

in

Rota

una

lite

contro

que' monaci

intorno ai pascoli, che

di

promul-

montagna crede van comuni,

gare una nuova


ta
li

costituzione diretcos

assalirono armati la badia. L'abbate

ad

estirpare

abbominevoessa

ed

errori.

Rimaneva con

con-

varsi

monaci furono costretti a salfuggendo dalla finestra, ed un


,

fermata quella del suo predecessore, nuovamente condannati venivano


capi
della
setta

birro fu ucciso

mentre

gli altri

ven-

nero
S

fugati.

sei

medesima ed
il

invocato eia contro di loro


lari
1

braccio

fama

dei principi e delle repubbliche seco-

(Const. Proi'idas

eie.

dat. die

8 mai 1 75 1 Bui. Bened. XIFt. Ili, pag. 373). V. Liberi Muratori.


Frattanto alcune controversie accaddero in Polonia sugli oratori!
privati.

dintorno la avvenimento, ed il Pontefiee informato sped sul luogo un commissario ed una compagnia di soldati per punire gli autosparse
di

bentosto

tale

ri

del

tumulto.

Ben

presto le cose

Benedetto

si

studi

di

se-

tornarono al primiero stato, il popolo por tossi a Roma a deporre le armi ed a sottomettersi alla cle-

darle concedendo
ai

poter

accordarsi

menza
cerati

del Papa. Dieci dei capi car-

vescovi la licenza di erigerne,

ad

ebbero
,

l'esilio

onta della proibizione del Tridentino e di Paolo (Const. Magno

undici

gi

fuggiti

perpetuo ed furono con-

ciim animi

ec.

1 j'im.

i'j5i.

Bull,

ci.

dannati alla morte come contumaMorto quell'abbate priv Beil

mag. T. XXIII p. 2i5). Non dovevano perci eglino ricorrere che


al Pontefice, il quale soltanto ne aveva l'esclusivo diritto. Lod in

nedetto
risdizion

nuovo

eletto della giu-

un'altra costituzione la religione dei

Polacchi, esortando nello stesso tem-

temporale lasciandogliene gli emolumenti. In questa maniera seppe far valere la sua autorit colla forza quando n'ebbe d'uopo, e seppe cedere, senza comprometterla,
alla volont dei suoi sudditi.

po quei
gi

prelati a rinnovare le legnazionah contro gli ebrei, i quali se n'erano a poco a poco sottratti, facendo uso altres di servi cristiani e prevalendosi di usure e d' altri

privilegi,

Contemporaneamente conferm i con una bolla 12 mai-zo,


di

dell'ordine

Malta; con altra dei

27 conferm
provvide
al

quelli della basilica va-

abusi.

Const.
cit.

A
p.

quo

eie.

j'un,

ticana; e con vari decreti ed indulti

17.51

222). Estinse onninamente, per


il

loc.

comodo ed

all'

accresci-

le

condi

sci mento

della

congregazione seco-

troversie insorte,

patriarcato

lare de' pii operai.

, ,

BEN
Giovanni
gi-ave stento

BEN
i

43
della

ottenuto aveva con

va, in qualit di nunzio a|K>stolico,

nel

lySi che

nunzi

promosso
Baviera
a

il

dii-itto

casa

di
I

apostolici,

residenti nella sua corte,

danno

di

Francesco

fossero decorati della

porpora prima
loro
destina-

granduca
tra parte

di Toscana.

Pensando

d'al-

di

aver compiuta

la

non permettere

la dignit

Mosso dall'esempio il re di Sardegna voleva partecipare di quezione.


sto privilegio.

della Santa Sede, che le corti stra-

niere cominciassero

ad escludere

al-

Ne

fece perci l'istan-

cuno dal
di

collegio cardinalizio, tanto

trattato
nella

za alla Santa Sede intavolando un acciocch si contemplasse

pi che lo Stoppani non aveva agito


proprio
ai

capriccio,

ma

in

rela-

prima promozione dei nunzi

zione agli ordini

ricevuti, lo elesse

nions. Merlini.

Le

altre corti regie,

quindi
altri
Il

26 novembre lySS eoa


,

avutone sentore, pretendevano di essere trattate come Torino , che altrimenti si sarebbero opposte con
tutto
il

quindici

escluso

il

Merlini.

re di Sardegna fece tosto chiula

dere
patri

nunziatura

monsignor

vigore,

e quattro anzi pro.

testarono
to

era

concordemente Benedettroppo prudente per dis-

gustare quelle corone;


leva
d'

ma non
al

vo-

s. Sede, ria Forl. Tutta volta il conte di Pi vera, ministro del re, continuava a dimorare in Roma, il che fa-

Merlini, per ordine della

altronde

mancare

suo

impegno
pei 'ci

col re Sardo,

Gli propose

ceva sperare avvalorandosi


protesta data

un accomodamento,
tale

induzione per la
di

di elesfijer

prima dei Cardi-

del Pontefice

non

nali pel solo

annoverarvi

merito personale e di ancora mons. Merlini

creare, n pubblicamente, n in petto


i

due Cardinali rimanenti a comil

per venire poscia alla promozione dei nunzi delle quattro corti privilegiate di

pletare

numero
Il

stabilito,

se pri-

ma
v'

le circostanze

dei tempi
fatto sta

non

lo

Vienna, Parigi, Madrid,


Discese
il

permettessero.

che non
la

Portogallo.

volentieri

ebbe pi alcun nunzio presso


e
lo

questo temperamento

re di Sar-

corte di Torino,
signor Merlini
pello se

stesso

mon-

degna;

ma

le

altre corti

non

furo-

no

di egual sentimento.
Il

non

nel 1759,

non ottenne il capda Clemente

conte Accombaroni, intimo sedel


re

XIII, in vista della presidenza d'Ur-

cretario

polacco elettore di

bino che allora sosteneva.


il

Sassonia,

ne

scrisse in contrario al

Cardinal Albani protettore di quella corona, e il duca di Ceresano in

marinai di un legno genovese, quale trovavasi nel porto di Civitavecchia, attaccarono rissa con alI
Il

modo
Valenti

pi

energico
di

al

Cardinal

cune tartane di Gaeta.


teggiava
pei

popolo partriste

segretario

avvenimenti rendere vieppi spinoso questo negoziato. Instava il Cardinal Valenti mollo possente sull'animo di Beneni fosse decorato della porpora.

Nuovi frattanto servivano a


stato.

primi

conse-

guenze ne sarebbero provenute, se il governatore non avesse spediti


sollecitamente
i

soldati del presidio

a sedare

il

tumulto.
feriti

La

zuffa con-

detto, acciocch monsignor Stoppa-

tinu nullaostante accanita

e v'eble

ripugnava
potenza
si

egli in vista,

Vi che da una

bero morti e
ti.

d'ambe

par-

Napoletani finalmente, coglien-

desiderava che fosse escluso,

poich nella dieta di Francfort ave-

cos

do un momento favorevole seppero ben dirigere le loio artiglierie

44
avversarii,
e,

BEN
la

BEN
nave degli
certi

da mandar a picco
carono
vezza
tare,
to.

torn al suo

govenio di Civitaterminate
le

levata l'ancora,

vecchia.

Non erano

con-

di

provvedere

alla loro sal-

troversie nell'anno
te di

burrasca,

prendendo il largo; ma una che non osarono affronli obblig a ricoverarsi in poralcuni giorni rimetin viaggio, senzach
dalle
si

lySS colla corNapoli, che una pi delicata


in causa
della pensione

ne insorse

di seimila scudi sull'arcivescovato di

Vi rimasero
poscia
fossero

tendosi

ne
di

impediti

autorit

quel luogo. Appena

conoscere

un

tale

venne a avvenimento in

Marcreale vacante in Sicilia accordata dalla Santa Sede a favore del terzogenito di quel re. Considerando la corte di Roma che questa ricca metropolitana, la quale dava
di

Roma,
li

il

Cardinal Valenti, segreta-

rendita

sessantamila

scudi,

ei^a

rio di stato,
militari,

convoc cinque uffiziae monsignor Finocchietfu


col

d'altronde aggravata di molte pensioni.

Benedetto colla bolla non faceva


cio nella

ti,

governatore di Civitavecchia,

consistere la detta pensione che in-

obbligato

a portarsi in

Roma
un

fra tertium y
abilitato
Sicilie

terza parte

conte Loderini governatore dell'ar-

della rendita arcivescovile, di cui

mi, acciocch
procedere.

giustificasse

tale

a disporre
vigore

il

re delle

due

in

di

un

antico in-

Non manc
te di

frattanto la repubbli-

ca di Genova di lagnarsi colla cor-

Roma,
almeno

e fu ripreso

il

prelato

perch non avea


legni

fatti arrestare

quei

Il re di Napoli invece pretendeva la pensione ultra tertium, come promessa dal Papa. Rimise perci la bolla alla dataria, minac-

dulto.

quando ritornarono.
poi che
il

ciando una rottura col governo Pontifcio

Per

far vedere

governo
del

se

non
Il

fosse stata corretta la

non partecipava

alla negligenza

espressione.

duca di Ceresano suo


ot-

suo ministro gli ordin fosse levato il timone a qualunque bastimento napoletano approdasse in quel porto. Il luogotenente, che suppliva interi nalmente ai due governatori as-

ministro in

Roma, non potendo

tenere

r intento , si rec a Castel Gandolfo presso Benedetto presen-

tandogli

un memoriale

spedito da

Napoli. Rispose Benedetto

non aver

ne fece arrestar tre, e la corte di Napoli assicurandosi in sulle prime dei padroni delle tartane apri subito il
senti, fedele agli ordini

ricevuti

avuto mai intenzione di far tale concessione colla sua bolla; ma che nondimeno non sarebbe ora lonta-

processo dell'accaduto.
fu fatta consapevole

Quando

poi

della determi-

nazione del governo Pontifcio, fece


esercitare la rappresaglia su tutti
i

legni Papali che

in

trovavansi nei suoi

buon numero porti, e doman-

no dall' aderire alle brame del re ; purch questi in altro memoriale la richiedesse senza accampare la promessa fatta. Piacque al napoletano fu compoil temperamento, e cosi sta una differenza, che sarebbe divenuta
fice

assai pericolosa, se

il

Ponte-

d soddisfazione di quanto si era commesso a danno del suo commercio. Pass r aliare in trattato e fu disciollo amichevolmente con una

non avesse mai sempre accopdiritti della

piato alla costanza sua nel sostenere


te
i

Chiesa,

una pruden-

economia

nell'uso

della sua au-

semplice dichiarazione delle tie corti

torit.

interessate.

Mousiguor Finocdiiet-

si

creda che

il

re

di Napoli

BEN
avrebbe altrimenti rimesso pacificamente la cosa. Nel tempo stesso, che

BEN
Sommo
Pontefice

45
alle

ed

potenze

colle quali

aveva carteggio, mandan-

duravano le controversie, ordinato aveva al contestabile Colonna di sospendere la consegna del tributo da
offrirsi,
s.

do nello stesso tempo a Napoli il Bah Duegos per sostenere le sue ragioni, poich se la corte delle due
Sicilie vantava 1' antico aveva a suo vantaggio

secondo
i

l'uso, nella vigilia di

diritto
1*

egli

Pietro, ed

preparativi

che
la

si

uso costan-

solevano fare, per trattenere


fuochi

po-

te di circa cent' anni,

il

quale crede-

polazione in quella circostanza


artifiziali.
Il

con
igno-

va bastante ad abrogarlo.
Il Pontefice assoggett la differenza ad un congresso di Cardinali

pubblico,
si

randone
fosse

la

causa,

appose prima

un

effetto

delle contrariet in-

e di altri prelati,
scia

e ne

scrisse

po-

sorte per la promozione dei Cardi-

al

re

di

Napoli

procurando
desistere
vi
si

nah, e l'ascrisse in seguito alla controversia fra quella corte


valieri di

persuaderlo dolcemente di

ed

ca-

dall'impegno assuntosi.
arrese quel
visare
i

Non

Malta, nella quale verno Pontificio aveva parte


rettamente.

il

go-

monarca;

fece anzi avegli

indi-

maltesi esser

detcrmi-

L'isola di Malta era stata donata


dall'

nato a sequestrare tutte le rendite che i cavalieri possedevano nei suoi


stati, se

impera tor

Carlo V,

ai

24

insistevano a ricusare
Il

il

visi

marzo i53o,
ni, dal

nella sua qualit di re

sitatore.

gran-maestro

non

di Napoli, ai cavalieri Gerosolimita-

momento

in

cui

da

Soli-

mano, imperatore
ciati

dei

turchi, cac-

furono dall'isola di Rodi, e coa vagare qua e l senza stabile dimora. Nel concedere loro quelstretti

sgoment punto; rispose anzi voler seguire il suo esempio sulle rendite di cui godono altrove i commendatori napoletani, e richiam da Napoli l'inviato.
I

fatti

seguirono pronci contento


la

tamente
alle

possederla

r isola dichiar ancora dover eglino come feudo dipendente

una minacce. N
dall'

e dall' altra parte


di
il

gran-maestro

supplic

corte

di

dal re delle

due

Sicilie,

bligo di contribuire
di

un bicone

nel

ed aver l'obl'annuo censo d d'ogni santi


Il

Portogallo, della quale era nato suddito, e quelle di

Vienna, di Parigi

e di Madrid,
il

affinch impegnassero

in segno di soggezione.
di

vescovato

re di Napoli a voler
le

menar buoil

Malta rimaneva per di padronato regio; cosicch vacando quella mitra, il gran-maestro avrebbe
proposto
al re tre soggetti

ne
di

ragioni sulle quali

vescovo

idonei af-

finch scegliesse quello, che credesse

appoggiava la sua indipendenza dal metropolitano di Palermo. Il Pontefice, che bramava veder composte le cose, offri la sua
mcftazione, la

Malta

lit di

pi opportuno. Accadde che in quasutfraganeo di Palermo, oral

quale

fu accettata,
alla

ed

il

tutto

si

rimise

sua

im-

dinasse
recarsi

vescovo

di

Siracusa
la

di

parzialit e saggezza.

Fu

conchiuso

nell'isola

a farne
il

visita

finalmente

pastorale.

Ma

giunto

visitatore

dover Benedetto, nella sua qualit di Pontefice, pregare il


re affinch per gentilezza lasciasse
il

vista del porto,

fu obbligato a
il

re-

trocedere, poich

popolo

lo aspetIl

tutto nello stato primitivo, ed in

ri-

tava pronto ad opporsi. maestro partecip questa

gran
al

guardo

alla visita pastorale, fosse ri-

cosa

stabilita l'antica

costumanza, e tolto

il

46
sequestro alle

BEN
commende. Terminata
mi nazione
annoverare
fra

BEN
col dire
i
,

non doversi

essd

quindi ai 27 dicembre 1 754 ogni questione, pass Benedetto a dar nel nuo-

santi, come quello chef

era nato e morto eretico. Egli per lo

vo anno 1755
con
essi

altri

regolamenti, e

nuovi saggi della somma sua siipienza. Gregorio XIII fondato aveva nella citt di Wilna un collegio
pei giovani ruteni e moscoviti
:

confondeva con un altro Marone, vissuto nel 602, laddove il santo fior nel 395. Il s. Padre ne lo riprese, comela sua audacia meritava, col mezzo di

ma

un

breve.

1754, se si eccettuino quattro monaci basiliani di rito ruteno,


il

verso

Aggiunse
assessori
fra

Benedetto due prelati Ponenti di consulta i


le

tutti gli altri

erano giovani di

lati-

per giudicare
scrivendo

cause criminali, precerto con cui


stabil

no

rito senzach vi fosse

un mosco-

un metodo
esser

Ci forse dipendeva dall'essere minacciata la pena di morte a quelli tra loro che abbracciassero la
vita.

dovevano

trattate;

la

giurisdizione del

Buongoverno

eretta

da Clemente VIII, e ne
il

prescrisse

cattolica religione.

Vi provvide Be-

metodo

nei negozi giudiciali

ed
etc.

nedetto ordinando che i ruteni di cinquantasette luoghi da lui determinali sostituir dovessero i moscoviti,

economici (Const.
Bui. Beiicdct.
I

Ad

coercenda

XTV

tomo

II

pag.
Bull,

^^^ Const. Gravissimam

etc.

giacche per le molte loro parrocchie maggiore il bisogno di un seminario. V. Basiliani monaci.

magn. tomo XIX pag. 73). Nel 1 7 44 erano insorte alcune differenze fra il gran duca Francesco, poscia imperatore, e la S.

Molti autori accattolici

tavano della

facilit,
i

si lamencon cui veniva-

Sede per

le

no
l'

proscritti

loro libri dalle


uffizio

condel-

brighe nate a motivo della inquisizion di Firenze. Aveva quel tribunale proceduto con troppo rigore contro certo abbate libertino; ma la reggenza di Toscana stimava ch'es-

gregazioni del santo


indice.

Per

togliere motivi alle lo-

ro querele e per sostenere nel suo pieno vigore la dignit delle l'oma-

ne proibizioni, diede Benedetto con una sapientissima costituzione le norme da seguirsi nell' esame delle

opere particolarmente

degli

au-

tori accattolici (Const.

Sollicita etc.

abusato dei suoi diritti. Se ne lagn in conseguenza colla s. Sede, intimando nello stesso tempo all'inquisitore non dover egli pel* l'avvenire far certe carcerazioni ne processi. Stamparonsi frattanto in quelso avesse
la citt

die

ini.

1753.

mo XlXpag.

Bull. Magri, to59). Contribu molil

alcuni opuscoli, nei quali e-

to a quella bolla co' suoi consigli

dottissimo Cardinal Quirini prefetto


della congregazione delfindice,. che

rano esposte delle libere proposizioni, senza curaisi della approvazione dei supei^iori ecclesiastici. Se ne la-

gn

alla

sua volta

la corte di

anzi

insti tui

del
il

proprio
cui frutto

un fondovesse

ma
ne
tutti

colla reggenza, e

Ronon vedendoproibiti

do

in denaro,

proftto, fece dichiarare


i

servire a tal uopo.


Cirillo,

libri,

che pubblicati e da pul>Toscana, non avessero

patriarca Greco-melchlta,
se

blicarsi nella

non mala

o per fede, squarciate aveva le imagini di s. Marone abbate impresse io Roma, giustificando la sua detersi

sa

per ignoranza

ottenuta la debita approvazione dei


necessari
revisori.

NuUostante
si

pens

ad

da ambe le parti uu accomodamento,

BEN
che
to
in

BEN
fu
tratta-

47
ra-

primo

luogo

Toscana. Leopoldo

I, succeduto all'i

in

Roma

dall'agente

del gran

per tor Francesco in quel governo, an-

e dell' imperatore , ma per troppa energia da lui dimo^rata gli fu sostituito monsignor

duca

dando di concerto coH'imperator Giuseppe


II nelle

la

riforme ecclesiastiche, lo

soppresse intieramente in Firenze, Pisa

Migazzi. Insignito questi


della mitra arcivescovile
affid l'affare
al

in seguito
di Malines,
s.

e Siena.

Giovanni Martino de Prades,


cerdote
di

sa-

conte di

Odili,

Montauban, sostenendo

che lo defin nel 1754. Superato aveva egli la difficolt principale di ristabilire in Toscana, con alcune
modificazioni,
il

l'atto previo al dottorato nella Sor-

bona, prese a difendere cento proposizioni,

nelle

quali

abbracciavasi

tribunale del santo

uiizio, nell'atto che veniva rimessa la nunziatura Pontificia. Dispiaceva mol-

un completo sistema di materialismo. Le corte lo esili a Garpentrasso,


il

parlamento

ordin

fosse

to ai fiorentini l'editto succitato dell'inquisizione


s.

bruciata la sua opera per

mano

del

romana, ed
per

il

ministro

Odili

richiese

preliminare
ritrat-

manigoldo ed egli fu carcerato, e la Sorbona finalmente lo cacci dal sua


corpo.
Rifugiatosi in Prussia otten-

del concordato, che dovesse


tarsi
.

JV

ci

era

cos

agevole

da
pio

ottenersi,

poich

senza

esemlo

di grave

danno per

av-

ne un canonicato vacante nella Slesia; ma non ne poteva conseguire il possesso senza l' approvazione del
Pontefice,
il

prudente Pontefice, risoluto di compiacere l'imperatore, trov un opportuno temperamento per farlo senza discapito della s. Sede. Nel mese di giugno seguenvenire:
il

ma

quale

d'altronde con-

te, di

buon mattino,
del Cardinal
di stato in

fu letto

un

bi-

dannato aveva, nel 1752, le sue conclusioni. Si rivolse il Prades a Ro^ ma, e Benedetto con quella dolcezza che gli era ingenita, vi ader col patto che oltre un'apologia pubblicata intorno al

glietto

Valenti segredi

buon
le

senso in

cui

tario

forma

bando,

potevano
terpretate
di tuttoci

essere
,

proposizioni in-

che annullava l'editto alla presenza di due famigliali del conte s. Odili,
i

facesse

solenne

abiura

quali servir

dovevano da testimo-

nii;

e per pochissimo
soliti,

tempo

fu affisso

che potesse essere soggetto ad imputazione. Assoggettos* docilmente, ed il Papa, si a tutto

nei luoghi

ed

in tal guisa fu-

non
ne
la

solo

gli

concesse l'approvazio-

rono ricomposte le cose. Si restituiva r inquisizione in Toscana all' uso


di Venezia, sotto la presidenza

richiesta,

ma

fece in

modo che
di

del

Sorbona lo ricevesse nel suo grembo.

nuovo
a
ri-

nunzio e dell'arcivescovo, e presenti


tre senatori secolari,
i

quali

non a-

Ridusse Benedetto frattanto termine 1' Eucologio, specie di


tuale,

vevano per voce nelle risoluzioni. Monsignor Antonio Biglia, deputato e


nunzio apostolico, vi giunse ai 5 di settembre, ricevuto cogli onori con"venienti al suo carattere. Suo primo
pensiero
tribunale
fu
di ristabilire
il

o pontificale, in cui si contengono le preci ecclesiastiche e le

benedizioni
tuale

nuovo
co-

della chiesa greca ; riche non pot esser compito avanti di lui, ad onta delle fatiche Egregiadi ottantadue congressi.

misto

d' inquisizione,

mente

corretto, coli' aiuto di

quello

munque

gi-an fatto

non durasse

in

gi pubblicato dal

domenicano Goar

48
e
di

BEN
molti
coi
altri

BEN
alla

mss., venne

che
gio
ni,

nei

costumi.
egli
il

Ma

Propaganda fide (Const. Enc. quo etc. Bull. magn.


luce
tipi

di

mezzo mori
nella

in questo giorno 3 mag-

et

di
tre

ottantatre

andi-

tomo XIX

pag.

192).

un mese,
anni

giomi,

dopo

suo editto del primo settembre, era diretto ad estirpare i malviventi, che infestavano lo stato
Pontificio,

Un

ciassette

otto

mesi,

e sedici

giorni di governo. Monsignor

Tomelogio

maso Antonio Gualdi, suo


per
le

segretario
l'

ed
di

rei di altri

omicidi in diversi
gravi
delitti.

lettere latine,

ne

fece

luoghi

e
lor

Al

funebre, ed
dei

un umile
ricett
le

sepolcro, poil

primo
nar
le

comparire dovevansi suo-

sto sopra la porta

dov'

vestiario

campane; gli uffiziali erano obbligati di adunar quante milizie pi potessero, perseguitarli ed anco ucciderli impunemente dove avessei'o
resistito.
i

musici,

sue

spoglie

mortali.

Lo

studio della politica, unito a


il

quello delle lettere, resero insigne


Pontificato di Benedetto
costante

XIV. Queld'una
dei

Dichiar, che a quelli,

quali fossero

la

affabilit, la

indizio

definiti pubblici refrattarii alla bolla

anima grande,
stizia

candidezza

Ungenitus

di

Clemente

negata
verla,

la

comunione

XI, fosse per viatico,

costumi, segno indubitato delia giudelle azioni, risplendevano in

come pure a quanti,


persistessero

avanti di rice-

questo Pontefice nella lor piena luce.

temerariamente

Le pi

difficili

controversie
la

non

nella disubbidienza.

intorbidarono giammai
te

assalito dalla

Benedetto era di tratto in tratto podagra. Questa l'aveva ridotto a si mal partito, che i
s.

si erano trasportati a Castel Angelo verso il mese di novembre, come praticare sempre solevasi alla morte di un Papa. Di fatto, sul principio del ly^S, gli incomodi, assalendolo pi gravemente, gli mo-

prigioni

a segno da fargli per pochi istanti l'abituale dolcezza, sia che insegnasse, sia che comandasse o che riprendesse. Chi che non abbia udito a far menzione dei
piacevoli
sali

sua menperdere anche

di cui condiva

il

do-

mestico

fedel

suo

conversare?
delle

La

storia

testimonio
nel

indefesse

sue

cure

governo della Santa

stravano

vicino

il

fine

della

sua

mortale carriera. Nel mese di febbraio per ebbe qualche tregua, che gli permise di applicarsi a disimpegnare i doveri del suo ministero.

Accord
I,

al

re

fedelissimo

Giuseppe
terza
le

per
delle

qundici

anni
di

la

parte

rendite

tutte
ecc.

chiese
si

collegiate,

capitoli

che

trovavano in Lisbona, acciocch riparasse ai danni del formidabile terremoto del 1755. Per aderir pure alle istanze di quella corte,
destin

Sede e della Chiesa, le opere sue vivono ad istruzione dei posteri, e ben danno a comprendere quanto il suo ingegno si estendesse. Del suo amore poi alle belle arti ed alle scienze ci dtinno prove evidenti le ottime istituzioni che abbiamo esposte, mentre le fabbriche numerose, a lui sopravissute, parlano eloquentemente ai romani intorno a tali sue benemerenze. Non v' ha scrittore di que'd, che
letterarie

Cardinal Saldanha a visitare ed a riformare i gesuiti del Poril

non abbia avuta occasione di trattenersi con lui, e che non sia stato penetrato dai suoi meriti. Gli stessi protestanti

togallo, accusati tanto nella dottrina

non cessavano

dall'

encomiarlo

BEN
ed
il

BEN
BENEDETTO
(s.),

49
pati-iarca dei

signor Walpol, figlio del prid' Inghilterra,

mo

ministro

compo-

se l'elogio

che riportiamo:

monaci di Occidente, trasse i natali da onorala famiglia verso l'anno 480, ed ebbe per patria Norcia, citt
vescovile della provincia di Valeria

PROSPERO LAMBERTINI

Vescovo di

Roma

nell'Umbria.

Fin da
dalla

fanciullo ap-

Col nome di Benedetto XIV Quantunque principe assoluto Regn tanto innocentemente Quantunque un D. Egli ristaur il lustro della tiara

par
ze
si

primi elementi delle

scien-

Roma
alla

quale

poscia

part per

attendere nella solitu-

dine

perfezione.
il

Le montagne
luogo, ov'ei
si

di Subiaco furono

Con

quelle arti solamente

Colle quali solamente Vottenne Colle sue virt

condusse, risoluto di voltare le spalle alle vanit del mondo. L'abbate Ro-

mano, monaco
colse di

di quei dintorni, acil

Amato dai

papisti

buon grado

santo giova-

Un

Stimato dai protestanti ecclesiastico senza insolenza od


interesse

ne, e

dopo averlo ammaestrato nei


ve-

doveri della vita monastica, lo


st

dell'abito religioso, e lo

condus,

Un principe senza favoriti Un Papa senza nepotismo Un autore senza vanit Un uomo
Cile ne lo spirito

se in

una profonda caverna

cui

il

novello

monaco

scelse

per dimora.

ne il potere mai guastarono

Tre anni visse in quel ritiro senza che alcuno ne avesse contezza, tranne Romano, il quale gli calava del
cibo

raccomandato ad una corda.


quel

un ministro favorito Uomo per che non corteggi alcun


Il figlio di

Dio, che avea destinato Benedetto ad essere uno de' lumina*


ri

Ma

principe

della sua Chiesa, permise che fos-

Ne

vener alcun ecclesiastico

se scoperto

prima da un sacerdote,

Offre in un protestante paese Questo meritato incenso all'ottimo

poscia da alcuni pastori, parecchi dei

quali pendevano dalle sue labbra, e


si

Dei romani

Pontefici.

davano

all'

esercizio

delle opere

pi perfette.
I gioralisti di Lipsia,

d'Olanda,

La fama
si

del suo no*


,

di

Vittemberga

di

altri

protestanti

Londra e mille unanime lode gli


con ripusignor Pitt,
Il

me ben

presto

sparse

e molti

intraprendevano
poscia

lunghi
nel

viaggi

per
dal

tributarono annunziando
tazione le sue opere.

ammirare questo servo


seguivano
di

di Dio, cui

distacco

parente

del

ministro

d'Inghilterra

mondo
sti.

e nell'amore

alle cose cele-

dello stesso

nome,
fece

si

procur

il

suo

In mezzo non fu esente

quella

solitudine

busto, e vi
stallo

dagli assalti del ten;

scolpire sul piedi:

questa epigrafe

tatore sotto visibili fattezze

ma

egli

sempre
sino in
sterpi,

le

superava rotolandosi percespuglio di ortiche e di

GIOVANNI PITT
CHE NON HA MAI DETTO BEXE DI ALCUN PRETE DELLA CHIESA ROMANA

un

ne rialzandosi che a corpo ini

sanguinato. Poco dopo


Tivoli, fecero istanze

monaci

di

HA FATTO INNALZARE QUESTO MONUMENTO AD ONORE DI BENEDETTO XIV SOMMO


PONTEFICE.

Vicovaro, luogo posto tra Subiaco e

a Benedetto

af-

finch accettasse l'incarico di abba-

VOL.

V.

5o

BEN
ma
riimilt

BEN
vola, o Piornharola, sotto la dire--

te del loro moiiislero;

di lui avea gettate cos profonde radici,

zione di

sua

sorella

s.

Scolastica

ch'egli sulle prime volea sot-

(Fedi).

La scienza

del santo patriarca

ti-arre gli

omeri da un tanto peso;


si

non versava

sugli

oggetti profani

al

quale finalmente

sottomise per
di Dio.

ma
Io

non opporsi

al volere

Non

sibbene sulle cose celesti, motivo per cui il sullodato Gregorio

passarono per molti


si

anni, che ri-

chiama
fosse

scienter

nesciens, et sa-

fiutando que' religiosi di sottometteralle

pienter indoctus.

Non

v'ha dubbio,
ordine del

sue discipline,

gli

tramarono
li

che

insignito

dell'

persino delle insidie, e tentarono di


avvelenarlo. Allora Benedetto

diaconato; non fu per sacerdote.

ab-

La
alle

regola, ch'egli scrisse, merit gli


s.

bandon
guirono,
ci

per

fare

ritorno

al

suo

elogi di

Gregorio, che

la

prefer

caro Subiaco. Molti per altro lo see lo scelsero

altre tutte.

Fu
i

abbracciata in

a loro mae-

seguito da tutti
dente,

stro nella via della

perfezione.

Per
il

come
alla

quella, che

avvenne^ che
de' suoi

aumentando
discepoli
,

uomini

monaci di Occiconduce gH perfezione col mezzo

numero
il

ebbe

specialmente dell'umilt, dell'ubbidienza, della preghiera, del silenzio


e
della
il

conforto di fabbricare dodici


,

mocon-

nisteri

ciascuno

dei

quali

solitudine.

Di

tutte queste

tava
riore.
li

dodici

individui
i

Intanto

ed un supepi ragguardevodalla
s

virt

santo patriarca diede lumi-

nosissimi esempli, e

Dio degnossi

o-

personaggi partivano

loro

norarlo col dono de' miiacoli e della profezia.

patria, per visitare


ai piedi del

un uomo

santo,

Un
i

segno solo di croce


il

quale

si

prostravano umil-

bastava a

fugare

demonio, che
religiosi, e le
sufficienti

mente. Alcuni tra essi affidavano alle sue cure la educazione dei loro figli, tra' quali si contano Mauro e Senoncli Io spirito delPlacido le tenebre suscit le pi nere ca.

volea sedurre

suoi

preghiere di
risuscitare

lui

furono

un novizzo, che
le

era stato se-

polto sotto

rovine di una muraglia.

Predisse che verrebbe


il

tempo

in cui

lunnie contro
le

il

nostro eroe,

il

qua-

suo monistero
si

sarebbe distrutto;
e scopr
altre cose

per sottrarsi da chi Io perseguiritirossi

locch

avver nel 58o per opera


;

monte Cassino. In cima a questo eravi un tempio antico ed un bosco consecrato alle butava,
nel

dei longobardi

che sono occulte agli sguardi umani. Prenunzio a Totila, che prende-

giarde divinit del paganesimo. Be-

nedetto non
vista, e

istette indifferente

tal
il

rebbe Roma, passerebbe per nove anni terrebbe


dell'impero,

il

mare e
redini

le

pieno di zelo ne atterr


gli

dopo

quali

sarebbe

tempio, e tolse tutti


l'idolatria,

avanzi deldella quale

citato al tribunale divino.

Sembra,

sulle rovine

un monistero nel 529, avvenimento che forma epoca nei fasti della Chiesa. Prestando fede a san Gregorio Benedetto oltre di reggere il suo monistero, avea il governo anche di una comunit di rehgiose poco lungi dal monte Casinnalz
,

che la morte di s. Benedetto sia accaduta poco dopo a quella di santa Scolastica sua sorella. Nel sesto giorno, dacch fu colto dalla febbre,
volle

essere

portato

in

chiesa per

venir confortato col pane degli angeli,

zioni
cio

no

in

un luogo chiamalo Piuma'

dopo aver dato alcune istrusuoi discepoli, mor nel badel Signore nel giorno 2 1 mare
a'

BEN
7.0

BEN
la

5i

dell'anno

543_,

come opina
scrittori.

vere di

un

religioso quello di at-

maggior parte degli

Vedi
tras-

tendere a tutt'uomo all'acquisto delle

Benedettini e Benedettine.

virt per giugnere


si

alla perfezio-

BENEDETTO d'ANiANE(s),
.se
i

ne,

diede con molto impegno ai

natali alla

tavo

da

conti di

met del secolo otima illustre famiglia dei Maguelone e riconosce per
,

digiuni, alle veglie, alla preghiera,


alle mortificazioni,

si

propose di

seguire

l'

umilt

ad imitazione del

patria la Linguadoca. Allorch per-

venne ad una et capace di sostener qualche carica, il padre lo mand alla corte, ove fu eletto coppiere del re Pipino, e poscia di Cariomagno. Questi due re ammirando le virt, ond'era fornito il giovane Benedetto, lo colmarono di onori e di
ricchezze
grazia,
:

suo divino esemplare. Per accertarsi dell'amore, ch'egU avea alla mortificazione, basti accennare, che all'osservanza
della

regola

prescritta

Benedetto, aggiungeva le austerit, che s. Pacomio e s. Basilio


s.

da

ingiugnevano ai loro discepoli. Sostenne con molta prudenza e vigirlanza la carica di celleraio, e
to

ma
vi

egli

illuminato dalla
il

mor-

non e per ben

attacc

suo

affetto,

tre anni condusse

una
mezquel

vita mortificata e penitente in

zo ai tumulti

della corte.

Ma

Dio, che lo avea


servissi

destinato ad im-

piegar l'opera sua in altri esercizii


di

venne eletto a succedergli. Ma egli, ben prevedendo quanti scogli avrebbe dovuto incontrare, abbandon il monistero, e recossi nella Linguadoca. Quivi innalz un piccolo romitaggio presso ad una
r abbate
,

un

accidente per indurlo


tutto dal

distaccarsi del

mondo.
fratello

Saturnino, sul margis. ne del ruscello Aniane, ed in quecappella di


sto ritiro

Avvenne un giorno che suo


cadde nel Ticino
presso

visse

alcuni anni

in

una

Pavia, e gi era per affogarsi ; quando Benedetto, niente curando la propria vita, si adoper per sottrarlo dall'imminente pericolo. Questa cosa ebbe
tanta
forza
sull'

estrema povert, dandosi alla preghiera ed agli esercizii della pi rigida mortificazione. Il suo pi fervido desiderio era quello di conoscere la volont di Dio, per poterla praticare. IVIolti personaggi distinti

animo

di lui, che

non dubit un

istante

di rinunzia-

per la

loro

piet a lui ricorre-

re al secolo. Recossi pertanto nella Linguadoca, e quivi ricorse ad un


insigne
stargli

vano, ed egli costrusse

un monistero

per secondare

il

santo loro desidepratica dell' evan-

e pio religioso
la

per manifesua intenzione, e richieIl

rio di darsi alla

gelica perfezione. In seguito crescen-

derlo de* suoi consigli.

santo uodisegni di

mo

riconobbe, che Dio avea prevecolla

nuto

sua grazia
gli

quel giovane, e
gio, affinch desse

aggiunse corag-

mano all'opera. Per


ad Aix-la-Cha-

la

qual cosa Benedetto partissi di ca,

numero de' suoi discepoli, inun altro monistero non molto lontano dal primo, compr delle possessioni, edific un gran chiostro, costrusse un bellissimo tempio, e in poco tempo vide il numero de* suoi
do
il

nalz

sa

e finse di recarsi

seguaci

aumentato fino a trecento.


i

pelle,

ove

si

trovava
s.

la corte.

Ma giunentr in

Ma

non solamente

conventi

di

to nell'abbazia di

Sigone

quel

convento, e vest l'abito monacale nel 774. Persuaso, che il do-

erano beneficati dallo zelo e dalla carit di Benedetto: la sua sorveglianza si estendeva eziandio

Aniane

5o.

BEN
monisteri della Provenza
e
della
,

BEN
della
,

sui

dai pi teneri anni

mostr

egli

una

Lingtiadoca
quali tutti

Guascogna
lui

piet

tanto

singolare, che

chiun-

riconoscevano in

un

padre amoroso ed un saggio maestro. Lo zelo, da cui si sentiva acceso, affinch


la
il

que trattava con esso lui ne restava maravigliato. Ei custodiva le greggi


di

sua madre, e conduceva una


semplice
e
virtuosa.

sacro

deposito deltrattati in

vita

Essendo
oculare
i

fede rimanesse inviolabile, lo ec-

stato

pi

volte

testimonio
del

cit

scrivere

quattro

del pericolo, che incontravano


veri

po-

difesa della cattolica dottrina; e lo

nel passaggio

Rodano ad
di

fece assistere al sinodo di Urgel nel

Avignone, col permesso di quel vescovo


intraprese
la

799, ove
lice

si

condann

l'eresia di
si

Feera

costruzione

di Urgel.

La

stima, che

un ponte sopra quel


sta impresa,
il

fiume.

Dopo

procacciata colle sue virt, induce-

aver condotto quasi a termine cotesanto mor nell'anfu sepolto


sul

pi saggi personaggi a valersi de' suoi consigli, e lo stesso Luigi

va
il

Buono
alla

gli

assoggett tutti
,

mo-

no 1 84, medesimo,

e
il

ponte
i

quale

dopo

quattro

nisteri

del

regno

affinch provve-

anni fu terminato.
care
i

Tanti furono

desse

regolarit
all'

dei medesimi.

miracoli, che Dio oper per testifi-

Corrispose egli
l'imperatore,
il

aspettazione del-

quale
,

bramando
in Alsazia;

di

averlo
in

a s vicino

gli

diede l'ab-

bazia di
innalzare

Marmunster
il

ed

seguito a questo

stesso fine fece

monistero d'Inde, lontano

due leghe soltanto dalla residenza imperiale. Molto egli si adoper in


un'assemblea di
abbati

tenuta nelri-

rSiy ad

Aix-la-Chapelle, per la

del suo servo, che Avignone eressero sul ponte una cappella, ove ripos per quasi cinque secoli il corpo di Benedetto. Nel 1669 fu levato da quel luogo perch una gran parte del ponte era caduta, e fu ritrovato incorrotto. Finalmente nel 1674 l'arcivescovo di Avignone lo trasport solennemente nella chi*^sa dei celela santit

cittadini di

forma della monastica disciplina ; nonch in un concilio celebrato nella sua stessa citt, ove si fecero dei regolamenti intorno ai canonici ed
ai
ti
,

stini.

BENEDETTO
se
i

Biscop
l'

(s.),

tras-

natali

verso

anno

629

in

quella parte dell' Inghilterra, che ap-

monaci. Inoltre fece alcuni statuquali furono aggiunti alla rei


di
s.

gola

Benedetto.

Dopo

essersi

Northumberland. Discendente com' era di nobile casato ottenne ben presto il grado di officiale dal re
pellasi
,

occupato in tante opere insigni. Benedetto cadde infermo, ed in questo


stato pass gli ultimi anni di sua vita.

Oswy, che

poscia lo decor di onori

e ricchezze. JMa Benedetto, persuaso essere vanit


rito tutte le
se la nobile

ed

afflizione di spi-

Mori finalmente
de
li

nel monistero d'In-

umane

grandezze, pre-

II

febbraio

dell'Ha i,

e fu

medesimo. La sua festa si celebra ad Aniane nel giorno della morte di lui, ma nella maggior parte de' martirologi se ne fa
seppellito nel
la

di abbandonare il mondo, e di ritirai*si in un convento, per attendere con maggiore impegno alla propria san-

risoluzione

tificazione.

Pertanto
le

egli vesfi

1'

abi-

memoria nel

giorno
(s.),

appresso
XII. Fino

to religioso nel monistero di Lerin,

BEjNEDETTO
Avignone,

protettore di

ove diede

pi luminose prove di
corso
dei

fiori nel secolo

evangelica perfezione nel

BEN
scia fu

BEN
Podal
pelle nerissima, e perch
nitori
i

53
suoi ge-

due anni, che mandato


il

vi

si

trattenne.

in

Inghilterra
,

erano

mori.

Questi

erano

Sommo
ottenne
dei
te
ss.

Pontefice

Vitaliano
del

dove

schiavi,

ma

seguaci della croce, cui

governo
citt

monistero

Pietro e Paolo, poco distandi

dalla

Cantorbery.
s>ia

Ma

non and
favore di

guari di tempo, che Bedignit in

nedetto rinunzi alla


s.

portavano con rassegnazione seguendo l'esempio del loro divin Maestro. Le virt, ond' erano a gran dovizia forniti , meritarono ad essi la benevolenza del padrone, il
quale concesse
glio Benedetto.
la

Adriano. In seguito fon,

libert al loro

fi-

e monistero di Weremouth quello di Jarow, dei quali egli stesso tenne il governo, avendo per altro eletto un abbate particolare ad

il

Questi venne educristiane

cato con molta cura nelle


discipline, nelle quali tanto

avanza-

va, che

ambedue
na.

g' istituti

affinch sorvedella
discipli-

potea scorgere a qual grado eminente di santisi

da ognuno

gliasse all'osservanza

t ei fosse per

arrivare.

L'amore,
ai ci-

Per ben cinque

volte recossi a

che avea al
licii
,

ritiro, ai digiuni,

Roma,
col

ed intraprese questi viaggi


sulle

era tale da indurre alla

me cui

santissimo fine d' istruirsi

raviglia

chiunque
il

n' era

testimonio.

discipline della Chiesa,

e sulle di-

Grande poi era


si

fervore

con

verse costituzioni monastiche. Quindi al suo ritorno in patria, ei tutto


si

accostava alla
la

mensa

degli angeli,

la divozione
ria,

adoprava per ornare

di

qua-

carit,
ai

che nutriva vei'so !Mache lo eccitava a dis-

dri le chiese, e stabili le cerimonie

tribuire

poverelli

quanto

pos-

auguste, cui avea


in

veduto praticarsi
canto greche potea inil il

sedeva.
li

Ma

quel Dio, che agli umifavori

Roma.
Introdusse eziandio
e tutto ci,

soltanto largo dei suoi

inspir

Benedetto
e

ritirarsi

dal

goriano,
fluire

mondo,
ne

ad abbracciare un Ordi-

a rendere pi perfetto

cul-

di solitarii di recente fondato in

to

esteriore.
,

dalle fatiche

Finalmente, oppresso che e dalle malattie


,

quei dintorni col consenso del

Som-

mo

lo travagliarono negli ultimi tre anni,


si

avvide di essere prossimo al


vita.

termine di sua
di
essere
forti,
telli

Egli
col
ai

domand
pane dei
suoi fra-

Quivi ei visse fino dopo i all'et di quaranta anni, quali pass a Palermo nel convento dei francescani osservanti, perch
Pontefice.
il

confortato
calde

e
le

dopo aver
pili

fatte

raccomandazioni,
di

suo antico istituto era stato soppresso da Pio IV. In questo si segnal sopra tutti per le sue esimie
virt, e per la pratica della pi au-

affinch

procurassero
le i^egole

osservare
loro
isti-

con fedelt
tuto,

del

stera penitenza.

mori della morte del giusto nel giorno 12 gennaio del 690;
giorno in cui se ne celebi-a la

va

sette

quaresime

Ogni anno osservae sempre si


,
,

asteneva dalla carne,

me-

ve sonno sul terreno

prendea bree facea uso


Iddio lo

moria dalla Chiesa.

delle vesti pi grossolane.


s.

BENEDETTO
(s.),

di

Filadelfio
s.

nacque nel villaggio di


i526.
di

Fila-

rimuner ben presto per tante virt, col dono della pi alta contemplazione
ta stima
,

dello soggetto alla diocesi

di

Mesil

e col farlo tenere in tan-

sina, nel

GH

si

die

sola

da quei

religiosi,

prannome

Moro, perch avea

elessero a loro superiore,

che lo quantun-

54
que
fosse laico.

BEN
Dopo

avere disimpegnato con molta prudenza il suo ufiizio , ei fu colto da forte malattia,

BEN BENEDETTO Giuseppe


(ven.
cesi
),

sorfi

la

culla nel

Labr ij^S ad

Amette
di

domand

conforti della re-

parrocchia deli' antica dio, Boulogne, soggetta al vesco-

ligione. Allorch ricevette la


caristia,

ss. Euuno splendore celeste g' irradi il volto, ed un soave odo-

vo di Arras.

Suo padre era


e molto
virt
,

agrisi

coltore e mereiaio,

di-

stingueva per le
quali piant
i

rare

delle

re riempi la stanza

in

cui

si

tro-

vava.

Dopo

il

suo

felice

transito

Benedetto fu glorificato da Dio con molti miracoli , dei quali ne avea operato anche in vita. Per la qual
cosa
nel

semi nel cuore del Questi corrispose alle premure paterne , e seppe approfittare del nobile ingegno e delsuo tenero
figlio.

la felice

memoria

Benedetto XIV lo beatific 1743, e Pio VII lo canonizz

avea

privilegiato.
il

onde Iddio Quantunque

lo
gli

scorresse fervido

nel giorno

24 maggio
(s.),

dell'

anno

ne, seppe moderarsi per

sangue nelle vemodo, che


docile ai

1807.

mostrossi
soHtario in

mai sempre

co-

BENEDETTO
fa

mandi

de' suoi genitori,

si

con-

Italia, fioriva nel secolo

VI. Di lui menzione il gran Pontefice san Gregorio ne' suoi dialoghi. Egli riferisce

serv amante della piet e della in-

nocenza.

Lo

studio fu per esso lui


fino dai suoi

un dolce trattenimento

rato,
vita in
glia

pertanto, essergli stato narcome un giovane per nome

pi verdi anni, specialmente qualora trattavasi di cose attinenti alla


religione.

Benedetto

menava santamente
;

la

Fatto grandicello
di

suoi

una

solitudine a poche mi-

genitori pensarono

affidarlo

ad

da

Roma

e
la

come Dio ne absantit

un suo
cazione.

zio parroco di Erin, affinch

bia manifestata
ei

con

due
goti,

questi gli desse


Il

una

miracoli. Cercato a

morte dai

profitto,

cristiana eduche questo giolezioni

ne fu

sottratto

prodigiosamente

vanetto
zio, era
gli

trasse

dalle

dello
fial-

al furore,

ed

il

fuoco appiccato al

veramente ammirabile,
nella

suo monistero, non gli produsse alcun nocumento. Poscia gettato in un forno bene acceso per opera degli stessi barbari, ne usci incolume, senza che neppure le sue vesti ne
restassero danneggiate.
si

s'infervor

divozione

l'augustissimo Sacramento dell'altare,


al

quale accostossi per


fra tutti

la
:

prima
si

volta in et di anni dodici


stinse
i

di-

suoi

compagni nelsi

Quantunque

lo

studio;

soprattutto

diede

sappia per certo, che questo so-

era contemporaneo al patriarca de' benedettini , tuttavolta manlitario

con fervore all' esercizio dell' orazione, all'amore del ritiro, ed al distaccamento dai beni frivoli di questa terra.

cano argomenti per crederlo suo discepolo, o monaco di Montecassino. Quindi apparisce, che senza alcun fondamento si pone nel calendario de' benedettini, to del loro Ordine.
si

Con

tali

disposizioni

non

maraviglia, se Benedetto giunto appe-

ritirarsi alla

na al terzo lustro di et, siasi risolto di Trappa. Suo zio non s


questa

come un sanLa sua morte

oppose a

vocazione,

ma

suoi genitori

niente

lasciarono

in-

tirologio

1 marzo ; ma il marromano, ed altri ne fanno menzione ai 23 dello stesso mese.

assegna ai 3

tentato per distojnelo.

Dopo
recossi
i

qualalla

che

tempo Benedetto

casa paterna, e tanto preg

geni-

BEN
tori

BEN
all'

55
vivea

a non porre ostacolo

esecu-

distratto.
(li

Senza mendicare,
,

zione de' suoi voti , che questi gli accordarono quanto domandava Lieto egli per tale concessione non
.

limosine

non

lacca provvigioni

il

un istante ad intraprendere suo viaggio. Ma chi potrebbe esprimere il coidoglio, onde fu comtard
il

per l'indomani, e divideva coi poveri quanto gli veniva ofterto dalla piet de' fedeli. Sei anni ei consu-

m
dopo

in queste
i

opere

di penitenza

quali fece ritorno a

Roma,

preso, allorch

superiore dell'ab-

bazia

si

protest di

non

accettarlo

a motivo della sua et ancor trop-

po tenera?
presso

Egli
zio

ritirossi

pertanto
vicario

un suo
i

materno,

di Conteville,

e continu col solito

ove passava le intere giornate nelle chiese. Finalmente ebbe ricetto in un ospizio di carit, ove andava a ricoverarsi nella notte, ed ivi rimase fino al termine de' suoi giorni. Ma per quanto il servo di

impegno
tr in

suoi studii.

Ma

senten-

Dio
di

si

studiasse di

fuggire
egli

le

l-

dosi inclinato alla vita religiosa, en-

degli

uomini
l'

diveniva

un
si

cliiostro di certosini,

poco

tiattenne

ove perch senti vasi


zio

sempre pi
to stupoie.

alili tto

da pene interne gravissime.

Ritorn mesto alla casa dello


e stabili di consecrarsi ad
rigorosa e penitente.

oggetto del pi alL* orazione era il suo cibo, e non la tralasciava che per occupai^i in altre opere di cari-

una vita La madre si

membra un

rattristava nel vedere, che il suo caro figlio facea s\ aspro governo del suo corpo, e giunse puranco a tacciarlo d' indiscrezione.

Ma
:

il

santo

concedere alle stanche breve riposo. Ma gi era giunto il tempo, in cui Dio vor lea ricompensare una tanta virt colla gloria celeste. 11 giorno i6 aprile del 1783 fu quello della sua
t
,

per

giovanetto era d' avviso di far troppo poco pel suo Signore quindi
tent di ritornare
all'

abbazia
di

della

morte, essendo stato colto da malattia repentina ed inaspettata in ca" sa di uno, che per carit lo accolse.

Trappa
cevuto.

colla speranza di

esservi rieffetto

Appena
che
si

se

ne sparse
echeggiar

la

fa-

Tornato
:

privo

ma,

ud
:

V aria

questo disegno,
di Sette

recossi all'abbazia

di queste parole

// santo morto.

Fonti ma la sua salute mal ferma non gli permise di continuare gli esercizii delle pratiche
monastiche.
il

Venne
giore

sepolto presso
della

chiesa

de' Monti,

ed

alla

magMadonna sua tomba ben


l'aitar

della

Egli per non depose


di

presto concorsero in
abitanti
di

gian

folla gli
,

pensiero

abbracciare

qualche

Roma.
il

suo

fama

altro istituto;

ma

quel Dio, che dis-

Dio

glorificasse

servo

che con
certo

pone ogni

cosa sapientemente , lo avea destinato ad un altixj genere di vita. Ei si condusse pertanto a Roma, ove si trattenne nove mesi, e poscia parti alla volta di Fabria-

varie grazie

e miracoli.

Un

Tayer,

ministro

anglicano,

tanto

fu colpito da questi, che risolse di ritornare in seno alla Chiesa. Indizii

cos\

strepitosi

di
il

santit

in-

no per venerare

le

reliquie di

s.

Ro-

dussero a trattare
la canonizzazione

processo del-

mualdo, In seguito intraprese lunghi pellegrinaggi, cui faceva per lo pi a piedi nudi, con un vestito lacero e senza compagno per non essere

di

Benedetto, al

quale
cret

la
il

congiegazione de' Riti detitolo di Venerabile fino

dall'anno 1783.

Ora

poi

si

esamina

S6
il

BEN
in

BEN
grado
e-

dubbio delle virt

roico.

nel 964, in qualit di prete Cardi' naie del titolo di s. Sisto.

BENEDETTO,
detto
si

Cardinale. Benei

BENEDETTO,
to, tranne

Cardinale dialui
ci
il

annovera tra
alla

Cardinali

cono. Niente altro di

con-

sottoscritti

bolla

emanata dal

che

si

legge

suo no-

concilio

romano a
,

favore della chie-

me
do

segnato nella bolla, fatta di codiritto, nell'anno

sa di Benevento

essendo Pontefice
arci-

mune

993, riguardi
s.

Giovanni XIII del 965. BENEDETTO, Cardinale


desi esser

alla canonizzazione

Uldari-

co, celebrata

diacono. Benedetto arcidiacono ere-

da Giovanni XV. BENEDETTO, Cardinale diasul principio


i

quel Benedetto
archiministro
,

che, in
si

cono. Benedetto vide la luce, secon-

qualit

di

trova

do che giova credere,


del secolo XI.

segnato sotto
al capitolo

un

privilegio concesso

Fu

tra

porporati,

to

IX;

da Benedete quindi argomentasi, che


di Firenze

che segnarono del proprio nome il decreto pubblicato da Benedetto IX


del

vivesse circa la

met

dell'

XI

secolo,

giacche Benedetto nel io33.

IX

fu fatto

Papa

favore

io33 nel sinodo di Roma, a di Guglielmo abbate di s.


di Fruttuaria.

Benigno
Cardinale. Benedinaie.

BENEDETTO,
detto
credere, che

BENEDETTO Oblazionario^ Cai^


Benedetto Oblazionario viveva nel Pontificato di Benedetto IX,
fiori circa
il

di Ponzio ignorasi ove precisamente avesse la culla ; ma si pu


fiorisse circa la

prima

per la qual cosa

prin-

met

del secolo XI. Egli fu poi ve-

cipio del secolo XI.

Chiesa Romana.

scovo portuense, e bibliotecario della Estese di proprio


,

BENEDETTO,

Cardinale.
la

Be-

nedetto nacque verso

met del
di
s.

pugno

come

scrive

1'

Ughellio,

la

V
sio

secolo, e fu tra

Cardinali, che

bolla di Giovanni

XIX

del ioo3, indi


S.

viveano nel Pontificato


I,

GelaCaio.

vece di Colonia,

Pellegrino
e

arcivescovo
della

eletto nel

49^} ^^

^^'^ insignis.

bibliotecario

to del titolo presbiterale di

B. C.

BENEDETTO,
Cardinale
il

Cardinale.
il

Be-

BENEDETTO,

dia-

nedetto nato
l'

circa

principio del-

cono. Benedetto fioriva circa


cipio deirVIII secolo,

prin-

ed era

ascrit-

to ai Cardinali diaconi nella regione

quarta. Viveva ai tempi del

Sommo

VIII secolo, fu tra quelli, che, nel 761, intervennero al concilio tenuto da s. Paolo I. Era dell'ordine dei preti, ed avea il titolo di s. Marcello.

Pontefice

s.

Gregorio

III,

che fu e-

levato alla cattedra apostolica l'an-

BENEDETTO,
a

Cardinale.

Be-

no 781

nedetto ascritto ai preti Cardinali,

BENEDETTO,
nedetto
era
fioriva

Cardinale.
secolo

nel

BeIX, ed
dia-

che furono pi'esenti al sinodo tenuto Roma da Giovanni Vili, nell'anno

insignito della

dignit di

872. Egli era del


bina.

titolo di

s.

Bai-

cono Cardinale. Intervenne al concilio, che neir 853 fu celebrato a

BENEDETTO,
primi,

Cardinale.
il

Be-

Roma

dal

Papa Leone IV.


Cardinale.
al

nedetto, che fiori intorno

princi-

BENEDETTO,
nedetto
intervenne

Bedi
,

pio del secolo X, viene annoverato


ti'a
i

concilio

Roma,

tenuto sotto Giovanni XII

decreto

che sottoscrissero al iniquamente emanato da

BEN
Stefano VI, detto VII, contro

BEN
For896.

57

He,

tuttavia
il

essendo a

Roma,

vi

moso

Pontefice, gi

morto

nell'

prest

suo assenso.

BENEDETTO,
Benedetto V.

Cardinale.

V.
Bealla

BENEDETTO,
nedetto

Cardinale.

Be-

non

ci

noto se

non per

BENEDETTO,
nedetto fu

Cardinale

uno
loro

di

quelli che ap-

posero

la

sottoscrizione

che fu vescovo di Albano, e che tempi di Eugenio II , eletto neir824.


ci
visse ai

Leone Vili, intruso nel 963. Era fregiato del titolo presbiterale di s. Maria al Prebolla dell'antipapa
sepio.

BENEDETTO,
un
ni

Cardinale.

Fu

vescovo Lavicano, e sottoscrisse ad


privilegio accordato

XIX

alla patriarcale
egli

da Giovandi Grado;

BENEDETTO
detto viveva al

Cardinale. Benedel

quindi

viveva

al principio del

tempo

Sommo
ss.

secolo XI.

Pontefice Benedetto IX, del io33, ed

BENEDETTO,
nedetto fu vescovo
fa di lui
dinali,

Cardinale.
di Ostia,

Bee
si

ebbe

il

titolo di

Equizio, cio dei

Silvestro e Martino ai Monti.

memoria parlando
il
il

dei Car-

BENEDETTO,
nedetto
XI.
di
s.

Cardinale.

Be-

fiori

nel volgere del secolo

cato
si

di

che vissero sotto Benedetto IX;

Pontifi-

perch
la

Fu

prete

Cardinale

del titolo

Pudenziana.

Di

lui ci

noto,

pu credere che fiorisse verso met del secolo XI.

che ristaur, ed abbell di un vago

BENEDETTO

Cardinale

ve-

marmoreo
titolo,

pulpito la chiesa del suo

scovo. Benedetto viveva al principio


del secolo X, e fu presente al conciliabolo tenuto nel

che minacciava di minare, e


poscia
la

ne celebr
titolo

solenne dedi-

960
il

dall'

impera-

cazione. Credesi, che dal

primo suo

tore Ottone contro

Pontefice Gio-

passasse a quello di Eudossia,


s, il

detto di
si

Pietro in Vincoli, dacch

trova

suo

nome

segnalo nelle
e di
Calisto.

vanni XII. Egli inoltre concorse col vescovo di Ostia Leone, e con Gregorio vescovo di Albano, alla consacrazione sacrilega
di

bolle

di Pasquale II

Leone

VIU

Egli sottoscrisse ancora al sinodo di

antipapa,

il

perch

nel concilio ro-

Guastalla tenuto nel detto Pasquale


II.

1106 dal sudCardinale.


il

BENEDETTO,
nedetto fioriva circa
secolo XII. Egli
fli

Be-

principio del

onorato della dicol titolo di san Pietro in Vincoli. L' UgheUio ne assignit Cardinalizia
cm'a, che intervenne al concilio di

mano, che dipoi fu celebrato nel 964, venne sospeso. Nulladimeno si annovera tra i padri del concilio, tenuto a B.oma da Giovanni XIII, creato nel 965 ; dal qual fatto ci sembra poter arguire eh' egU pentito
,

del suo fallo, fosse rimesso alla per-

La-

duta dignit.

terano
nel
1

celebrato

da Pasquale II,

BENEDETTO,

Cardinale.

Be-

2, sul fatto delle investi ture,

e che segn del suo


di
cjuel

nome
la

la bolla

nedetto, che fu Cardinale creato da Gregorio e vescovo di Porto, nac-

Pontefice.
tenuti

Fu
II.

presente ai
elezione
di

que dopo

la

met

del secolo X. In-

comizii

per

Gelasio ed Onorio

Quantunque

al conclave per r elezione di Calisto II, tenuto nel mouistero di Clugny nelle Galsi

poi non

sia

trovato

tervenne al concilio romano tenuto dal medesimo Pontefice nel 998 ove si discusse la famosa causa matrimoniale del re Roberto, che avea
sposato

una sua consanguinea.

58
nedetto
fu

BEN
,

BEN
Besce,

BENEDETTO
creato
s.

Cardinale.
prete

che

nell'

Cardinale

un

privilegio

884 sottoscrivesse a da Marino accordato


di

del titolo di

cenzo
fatta

III,

nella

Roma

Susanna da Innoterza promozione nel dicembre del 1200.


stesso

al celebre

monistero

Montecas-

sino.

Quindi dallo
1

Pontefice, nel

BENEDETTO, Cardinale. Benedetto nacque sul finire del secolo


X,
e fu vescovo Cardinale di SelvaCandida, e bibliotecario della S.R.C.
Sottoscrisse

fu eletto vescovo di Porto e

legato in Costantinopoli all'imperatore Baldoino. Nel

tempo
scrisse

della sua

una

bolla,

che Benedetdi

lunga dimora presso


ratore,
il

a quell' impe-

to Vili

spedi a favore

Guido

Papa

gli

molte

let-

tere, circa

punti gravissimi, profonlui elogi

dendo a
dacch
lo

assai

onorevoli

chiama provido,

discreto,

abbate di Farfa nel io 12, ed un* altra a favore della chiesa di Urgel , se vogliamo credere all' UghelHo. Altri scrittori per negano, che

erudito ed onesto; e caldamente lo raccomanda all' imperatore ed ai vescovi di quel dominio.


torit fece, che potesse

Benedetto abbia segnate queste

bolle.

BENEDICAMUS DOMINO,
setto.

La

sua au-

Formula,
al

colla

quale

si

Verd

accomodare
patriarca di

termine
si
(

divino ufficio, ed alcune


cio

alcune differenze fra


Costantinopoli ed
i

il

volte alla messa,

quando non

cherici franchi
le

dice

il

Gloria in excelsis
I,
tit.

Deo
).

a patto per, che di tutte


chiesa
di

terre
,

Merati, part.

XIII,

num. 3

acquistate in oriente colle armi

la
la

Costantinopoli

avesse

decimaquinta parte.
di Cardinalato, nel

Dopo
1226,
,

tre lustri

termin
Pontifii

in

pace

suoi giorni
III.

nel
tra

Questa formula fu sostituita all' Ite missa est (P^edi), nei giorni di digiuno, giacch in questi per causa dell'ufficiatura di nona, e di vespero, che era susseguente alla messa,

cato di Onorio

Era

Cardi-

non
setto

si

mandava a
si

casa

il

popolo.
vei'-

nali elettori di quel Pontefice, ben-

In alcune chiese

usava

tale

ch prima si veda segnata la sua morte nel Pontificato d' Innocenzo III. La maggior parte degli scrittori tutta volta opinano che sia morto dopo la elezione di Onorio. BENEDETTO, Cardinale. Bene,

messa della notte di Natale, dopo la quale non partivano gli astanti, giacch doveano che seguivano assistere alle laudi, immediatamente la messa. Il Cananche
alla
cellieri
,

nelle

sue

notizie

intorno

detto fu

vescovo di Selva-Candida.
Zaccaria:

alla

Era y42

bibliotecario della S. R. C. nel


>

essendo Pontefice
si

s.

Notte di Natalej Roma 1788 a pag. i5, cos si esprime su questo argomento > Non si cantava l' Ite
:

ragione per cui

dice appartenere

missa
alla

est 3
le

perch

si

doveva restare

a questo Papa, di cui segn anche alcune bolle spedite in Aquino a


favore del celebre monistero di
tecassno.

a cantar

laudi, e poi ad assistere

seconda messa,

MonBe-

Gio. Belleto: In
talis

come avverte prima missa Nadici


,

Domini non debet


est
,

Ite

BENEDETTO,
nedetto apparteneva

Cardinale.
al

missa

Papa Maridi Selva-Can-

licentiam

ne videatar populus habere abeundi. Ma in

no

I,

ed era vescovo

dida, e bibliotecario della chiesa di

Roma. L'Assemanni con

altri

assen-

sua vece , come usa vasi ne' giorni di digiuno, in cui dopo la messa l'ora di nona, e il ve~ si recitava

BEN
spero,
si

BEN
Domi'
nei nostri breviari, e rituali

59
non
vi

diceva Baitdicamus

no, chiamato Versus eluso r. Si legchiesa di Toul,

, e che

non
i

vi

deve essere, perch


penitenziali
colle

ge auche nel ceremoniale mss. della Du Veri Caerem.


Eccl.

quando
litanie
si

salmi

tomo

I,

pag.

et

Misscs clicitur Benedicarnus


tas

In fine Domi-

dopo le laudi, si debbono dire dopo il Benedicamus


dicono

Domino
et

delle stesse

laudi,

lasciato

no, quia nonduni conceditur facul-

Fidelium

Animoe

etc,

perch

exeundi de

ecclesia.

dicendosi in fine delle litanie, serve

Sul significato delle parole Benedicarnus Domino,


lettera
il

Sarnelli nella

per ambedue; sicch c^neW exaudiat vi posto in vece del Benedicamus


gi detto.

ecclesiastica

LVIII,
il

tomo

VII, meri
rnus
tare

fra le altre cose,

dice ai nu-

i4

i5:
si

che

Benedicaall'al-

V. Gavanto in Rubric, Brev. de psalm. poeniL sect. IX, cap. IV, e r articolo Messa.

Domino
e
dal
ibi

dice rivolto

BENEDICITE.
recita

Preghiera, che
sulla

si

dal celebrante nelle messe pri-

prima
il

delle refezione per be-

vate,
te,

diacono
peculiari
l'ile

nelle

canta-

nedire

cibo

posto

mensa,

quia
il il

modo Domiest si dice

Mensae

consacratio.

La

benedizio-

nus adest; che


verso
role

missa

ne della mensa
appartiene
distinte,

antichissima,
alle

ed
pi
il

popolo, perch con quelle pa-

darla

persone

licenza

popolo si licenzia. E questa d solennemente ne' di festivi, seppure non si deve dimostrare qualche mestizia, come nelle domeniche di quaresima e somighanti, e ne' giorni feriali, dove i di voti, che intervengono alla messa, devosi

ed ai chierici in preferenza
Nelle comunit religiose,

de'

laici.

superiore benedice la tavola, n

manla
il

cano

concilii,

che raccomandano
della

benedizione

mensa avanti

pasto. Benedicere

quasi lo stesso
presso
i

che
si

santificare,

no

piuttosto

trattenersi

alle

divine
dice
il

l'apostolo

come si legge (Tim i. 4)j che


si

cibi

lodi,

benedizioni,

come

Micrologo

ch

al capo quarantasei, benClemente usi le parole Ile in pace , come Cristo disse dopo la sacra cena: surgite, eamus. All' invito del Benedicamus Domino,
s.

benedicono per verbum et precalionem j imperocch pregando, celebrando il nome di Dio, ed invocandolo, benediciamo,
santificano, cio

e quasi santifichiamo tutte

le

cose.

Nel sabbato santo,


per
le case

sacerdoti girano
i

si

risponde
all' /t

Deo

gralias,
est,

che

missa

come anperch, dice

a benedire

cibi,

e le

ova. Sopi*a r uso di questa benedi-

san Agostino,
:

nell'epistola

XXXIX

zione veggasi Tobia Kraschi,


gion.

Com-

Partecipato tanto ad Paulinum sacramento , graliarum actio cuncta concludit. In quanto poi al dubbio, se dopo le orazioni poste
in fine delle litanie, e preci de' sette

mentalio de ovibus paschaUbus, Re-

1705.
i

Quando
sione
di

Pontefici
a'

danno qualin occa-

che banchetto

Cardinali

salmi penitenziaU, debba esservi ap-

posto

il

versetto

Benedicamus Domolti breviari, e

averne consagrato alcuno in vescovo, o per altro motivo, monsignor caudatario, cappellano segreto Pontificio
,

mino, poich

in

dice la formula della

rituali vi apparisce,

ed in
1

altri

no;

benedizione
te,

Io stesso Sarnelli, nella lettera

XVI
,

mensa. Benedicistando tutti in piedi, a cui ridella


i

del

tomo

III

num.

dice

che

spondono

cantori

della

cappella

6o

BEN
sa,

BEN
dizioni proprie per

Papale, ed il Pontefice benedice tanto la propria tavola, che quella dei Cardinali. Nella mensa, che s'imbandisce nel palazzo apostolico pei pel-

una nuova

car-

per

un nuovo

letto,

per un nuo-

vo naviglio, per

le

frutta, pel vino,

pegli alimenti nuovi

d'ogni specie,

mattina del gioved santo, il Pontefice, che si reca ad assistervi, benedice la tavola, dopo l'orazione Benedicite^ recitata da un suo cappellano segreto ; e dopo aver
legrini la

e ci fu prescritto

per

togliere

le

superstizioni dei gentili, e ricordare


ai fedeli,

che ogni bene


poi, nelle

viene

da

Dio.

Il

Butler

sue feste

mobilij asserisce, che solamente merc la Benedizione divina tutte le cose

somministrato

ai

commensali, chia-

mati apostoli, alcune vivande, li lascia colla sua benedizione. Vedi il rame di Picard, Cerimonies Religieuses,

create possono giovarci,

e noi pos-

tomo

II.

pe benit

les tables

pag. 172, le Pades pelerins , et


les

siamo tenerci lontani dai mali, che si sforzano sempre di farci gli spiriti perversi. Che se parliamo delle cose, le quali s'impiegano all'altare

leurs sert

a manger avec

dinauXj
gli

et autres Prelats,

Carnonch
be-

pel

divino

servigio,
il

vedremo

costante ed antico

articoli

Pranzi ed Agapi.
L'atto
del

costume della Chiesa di benedir luttoci, che spetta


Dio,
e
gli

BENEDIZIONE.
nedire
il

al culto di

gli abiti,

gli

arredi
la ce-

desiderare felicit a per-

sacerdotali,

edificii

per
;

sona amata. Cos\ i patriarchi vicini a morte benedicevano i loro fighuoNel cristianesimo si danno le Beli. nedizioni col segno di croce, per
ricordare ai
fedeli
i

lebrazione de' sacri misteri


pratica
e'

insegna

quanto

qual sublime
la

idea
sacre.

dobbiamo concepire

delle cose

benefizii

deri-

Benedizione vale
le

anche

a dino-

vati dalla redenzione del Salvatore.

tare le preghiere, o cerimonie, col-

Benedire
dice;
il

vuol

dire

bene da Dio
alzando la

alla cosa,
si

qual atto

anche pregar che si benefa per lo pi


in
la

mano,

movendola

quali la Chiesa destina certe persone a determinati stati ed impieghi, e con cerimonie ne distribuisce gli abiti, e gli altri distintivi. In

segno di croce. Si d anche

Be-

nedizione al popolo dai sacerdoti, e


superiori ecclesiastici tanto nelle chie-

questo significato la Chiesa l^enedice le monagli abbati, le abbadesse,


che,
i

cavalieri,
riferire

ed a questo
la

si

pu
de

quanto nelle strade, come praticano i vescovi, o con un segno di croce fatto colla mano, ovvero con qualche immagine divota con un reliquiario, o col Ss. Sacramento. Fino dai tempi apostolici, dice Bergier ( giacche non si trova dopo r istituzione della Chiesa un comando o prescrizione ne di Pontefici ne di concilii), la Chiesa us benese,
,

anche

consacrazione

re e delle regine.

Viene

la

parola Benedizione adope-

rata anche per indicare le funzioni sacre, colle quali la

Chiesa toglie

le

cose

all'uso profano per impiegarle in usi


religiosi,

e perci essa benedice l'acil

qua,

il

sale,

fuoco,
i

l'

olio,

le

camai--

pane,
redi,

le

cappelle,

cimiterii,

gU

la

biancheria

dell' altare,

e ge-

dire la pi parte delle cose, di cui


si

servono

fedeli
vita,

nei bisogni

or-

dinarli della

per cui

si

veg-

neralmente tutto ci, ch'essa adopera per uso sacro. Queste Benedizioni si chiamano anche consacrazioni, on-

gono

ne' pi antichi rituali le bene-

de

si

dice essere consacrata una chic-

, ,

BEN
sa,

BEN
Nondimeno
Poscia Alessandro
concesse
agli

61

un

altare,

un

calice.

VII del

i655,
la fa-

la parola consacrazione si usa particolarmente per significare un' unzio-

abbati religiosi

colt di dare tre Benedizioni

nelle

ne,
il

quindi

dicesi

essere
il

benedetto
calice, poi-

ciborio, e consacrato
si

messe Pontificali , ma non gi in quelle , che non fossero celebrate


pontificalmente,
bertini
nella

ch per questo
che serve
ai

adopera l'unzione.

come riporta

il

Lam-

I^p Benedizioni

per tutto quello bisogni dell'uomo, comsi

Notificazione

XIV y

prese le bandiere e le armi,

fan-

4, n. 19. Il Sarnelli nella sua Lettera

XVI^
il

no con aspersorio
detta
,

di

acqua bene-

tomo
>

con segni di aoce , e preghiere conformi al soggetto della cerimonia, e ci praticasi, perch gli uomini abbiano a servirsene solo per gloria di Dio e loro salvezza. Yi sono alcune Benedizioni per le quali, secondo la disciplina della
Chiesa, necessario
scopale,
il

podeve genuflettere, incon trando il vescovo, per riceverne


II,

p,

4^

dice,

che

polo

si

*j

la

Benedizione, e tratta degli efdella

fetti

medesima

".

tre cose egli dice, essere

Fra le alcomandato
,

dal cerimoniale
cap.
2,

de' vescovi

lib.

che

il

vescovo sibi occurrenillos

carattere epi-

tes subditoSj

qui geniifletere debent^

come sono

quelle degli ogli

signo crucis
nedicat.

super

facto^ be^
di cote-

santi, dei calici, delle

patene e

simili.

Per
il

la osservanza

In altre stata per sola convenienza riservata ai vescovi questa facolt,


i

sta pratica

concilio ravennatense,

nel

poich possono anche esercitarla

creto.

sacerdoti

da

essi

delegati

come
dei

la

Benedizione

delle

cappelle,

ci miteni,

delle croci, delle degli

immagini,
e

eman un apposito de5 Poich dice sant' Agostino il vescovo alza quaggi la mano, fa il segno di croce, e Iddio benedice dal cielo. Oltre a ci la Be1

3 14

delle

campane,
le

stendardi

nedizione

episcopale

uno

de' sasi

delle suppellettili sacerdotali.

cramentali della Chiesa, con cui

Presso tutte

chiese del

mondo

rimettono
levasi dal
l'

peccati veniali,

come
,

ri-

sono

state

dizioni,

sempre in uso le Benecom' dimostrato dai rituali

canone dictum
san

est,

e dalsegui-

angelico
dalla
perci,

Tommaso
godere
in

pi antichi greci e latini, e particolarmente la Benedizione, che i sacerdoti


le

to

comune
che per
riverenza

de' dottori.

Ed
si

l'effetto

danno al popolo stendendo mani in forma di croce e pronunciando le parole Benedicat vos omnipotens Deus etc. Essendo poi
,
:

di questa Benedizione episcopale,

richiede

riceverla,

questa
dalla
s.

la

genuflessione

oidinata

Chiesa.

a'

tempi di s. Pio V, creato nel i566, costume de' sacerdoti di dar nel fine della messa la Benedizione al popolo con tre croci, come oggi lev fanno i vescovi il Pontefice
,

Benedizione in lato senso quella, come dicemmo, colla quale si consacrano i vescovi, e si benedicono
gli

abbati

e
si

una volta do

le abbadesse. Questa chiamava anche ordiil

questo

rito,

riservandolo soltanto alle

nazione, e neirVIlI secolo,


concilio
di Nicea
agli abbati benedetti di

secon-

messe cantate, nelle quali per fu proibito da Clemente Vili, eletto


nell'anno
,doti.

ha permesso
dar
la ton-

1592,

a'

semplici sacerI,

sura, e gli ordini minori ai religiosi.

F. Merati, tom.

pag. 243.

Una

tale

Benedizione ben diversa

63
ti

BEN
e de' vescovi
cose
:

BEN
atto ne deriv per tradizione
di benedire
il

dair ordinazione de' diaconi, de' pre,

rito
fa-

singolarmente

in

colla

mano

stessa,

due
la

l'ordinazione avviene suldella Chiesa, e l'impo-

cendosi
le

il

segno

della croce sopra

domanda

sizione delle

mani accompagnata

dall'invocazione dello Spirito santo,

E per rinnocerimonia nella Chiesa, l'Amalarico dice, che s'introdusse la


cose da benedirsi.
tal

vare

laddove

la

Benedizione degli abbati,

Benedizione, la quale al termine della

e delle abbadesse segue sopra ricerca de' monisteri rispettivi, e l'imposizione delle

messa

si

al

popolo

Hunc moil

rem

tenet sacerdos ,

dice

mede-

mani

si

fa senza invo-

simo,

ut post

omnia sacramenta

care

lo

Spirito

santo.

consummata benedicat populo, atque


salutetj deinde revertitur
tenij

Quando il romano

Pontefice gi

ad

orien-

vescovo prima della sua elezione, non si consacra di nuovo, ma si prega che
Dio, per r intercessione de' santi , a larga copia diffonda le sue Benedizioni, e questo atto

ut se

commendet Domini A-

scensionij

dicitque diaconus: Ite, missa est. Dal che si raccoglie, che anticamente l'ultima cosa della messa era la Benedizione,

spesse volte

si

che

si

dava
Gio-

chiama Benedizione, e consacrazione


presso
gli
il

subito

dopo

la
1'

comunione
evangelo di

del sas.

antichi scrittori,

come

di-

cerdote, senza

mostra

Pagi,

Brev. in vita Joan.

vanni, ne altro. Davasi con pio co-

XII,

et

Urbani IV.
si

La

consacra-

zione e Benedizione

celebrava in

giorno di domenica. Innocenzo , che prima era vescovo di Ostia, eletto Papa in Arezzo nel 1276, scri-

stume la medesima Benedizione dopo la comunione, acciocch que' fedeli, che non s'erano comunicati, partissero dalla chiesa almeno consolati
colla Benedizione.

vendo prima
ne, sul
fine

della

sua coronaziolettera,

Per decreto
ne
I
,

de' Pontefici
?

s.

LeoI
,

della

diceva:

del

44o

san

Gelasio
di

Nec mireminij quod


cio

bulla nostra

fu proibito

a' sacerdoti

dare

la
il

il sigillo, non exprimens nomen nostrum est appensaprcesentibusj quce ante Benedictionis nostrce solenmia transmittuntur, quia hi, qui fuerunt

Benedizione al popolo,
vescovo, onde

presente

quando

essi

celebrano

alia loro presenza,

con un profondo

Romana Ecclesia electi Pontifices consuevcrunt in bullandis litteris ante suce Benedictionis
hactenus in
_,

inchino chieggono la facolt di poter benedire, e chi celebra privata-

mente innanzi
sione
la

al

Papa, colla genufles,

domanda
s.

anzi

quando

il

munus,

hujusmodi observare, dov'egh adopera la parola Benedizione e non consacrazione, che altri aveano usato. Da' sacerdoti e leviti del popolo
d'Israele, e dai loro riti derivato

modum

Pontefice in

Pietro in Vaticano
all'
i

si

trova

presente

ostensione

delie

reliquie maggiori,
la loggia
il

canonici, che dal-

le mostrano , benedicono popolo soltanto dai due lati estre-

costume nella Chiesa di benedire, ed il primo che l' introducesse nel


il

mi della come si

loggia

non

in
,

mezzo
per
ris-

fa le altre volte

petto alla suprema dignit del capo


della Chiesa.
se
il

cristianesimo fu Gesi Cristo,


le alzate le

il

quaul-

Per

la stessa

ragione,

mani

nelle

due sue

Papa

nella notte di Natale in-

time apparizioni, bened'

gli apostoli

terviene al mattutino, egli canta l'ul-

ed

in essi tutta la Chiesa, dal qual

tima lezione, trattenendosi alquanto

BEN
i!

BEN
Amen
in-

63
articolo.

coro prima di

rispondere

come

dicesi

al

seguente

al

Jube Domine benedicere , come


in vece di

egli dice

Domnej per

dicare

possa

che non v' superiore , che dar la benedizione al Papa. Veggasi Card. Caielanus, in Ord.
p.

Tale appunto e somigliantissima la Benedizione ecclesiastica usata da' ss. Padri, e primieramente con
tre soli diti;

ci

si

ricava dalle

XF
nine.

234, e Macri in Jube Doil

immagini antiche, che con frequenza si vedono , massime nelle tribu-^ ne delle basiliche pi celebri, e pi
antiche di
osserva
il

Anticamente, dice
sacerdote benediva
il

Maire,

il

Roma, come
,

diffusamente
e

popolo, dicen-

Baronio, de' santi Pietro,


e Gregorio
la
I,

do: In unitale Sanati Spiritus, benedicat vos Pater et Fiiiiis. Davasi pure la Benedizione, anche nelle messe de' morti, con la seguente Deus vita mvoruni et formula
:
_,

Silvestro I

come

ne

fa

testimonianza
s.

statua di bron-

zo di

Pietro
atto

nel Vaticano. Cos

pure
tore,
diti,

si

osserva la figura del Redendi

in

benedire
e

coi

tre

resurrectio mortuoruni benedicat vos


in scecula sceculorum.

indice,

medio,

auricolare,

V. M. Adolphemrot de Benedictione speciatim sacerdotali^ eiusque formula^ Tract. TJwolog.j Lipsiae 172 1 pag. i63.

in pi luoghi di
cristiani,
tali,

Roma.

Gli antichi

particolarmente gU oriendipingere

usarono rappresentare Dio Pa-

dre, col
le

una mano

ti-a

Non solamente
dalle

cerimonie

pervenuto a noi mosaiche l'uso del

nuvole, colle tre prime dita al-

zate, e le altre

due ripiegate, per-

benedire,

modo, ed il rito medesimo, giacch, come dicono Innocenzo III, Rabano e Durando,
il

ma

si

faceva l'antica Benedizione alzanle

ch come sono tre dita in una mano, cosi sono tre persone in una sola Deit. F. il Piazza, nella sua Grarchia Cardinalizia j Dell'origine y
mistero j

dosi

mani, con voce


,

alta, dal in
pie-

ed uso

delle

Benedizioni
della
,

sacerdote

levita

ritto

ecclesiastiche.

popolo , con la di , e rivolto al pronunzia della voce misteriosa, che rinchiude il nome della santissima Trinit, ovvero la di lei triplicata invocazione, sebbene presso di essi era nascosto il mistero. Usavano ancora per esprimere questa mistica

Trattando questo autore Benedizione diaconale dice


,

fino

da

Papa Clemente IX,

che per

decreto de' i5

settembre 1668, fu
se fosse loro le-

risoluta in favore de' Cardinali dia-

coni la questione,
cito

dare solennemente nella propria


Sit
colla connonien Domini
,

invocazione,
la

dice

il

Galatino,
tre

diaconia la Benedizione
sueta formula
:

di stendere

mano, alzando
il

sole dita, cio V indice,

medio e
il

benedictuniy rivolti al popolo, ezian-

r auricolare
pollice

e ristringendo uniti

dio

fuori

del

santo sacrifizio,
i

nel
nelle

l'anulare,

come afferma

modo
nelle

che

fanno
,

vescovi

kaynaud, e come vuole il p. Atanasio Kircher, formando di tutta


la

loro cattedrali

Cardinali preti
titolari.
Il

rispettive

chiese

mano

tre sole parti, cio

il

pol-

Cardinale
fredi

Giacovacci,

ed
i

il

Man-

lice,

l'indice

unito

col

l'anulare con l'auricolare,


altra

medio, e non per


che

sostengono, che

Cardinali

ragione

certamente,
della
Ss.

per

possono dare la solenne Benedizione nella forma vescovile,


diaconi

l'arcano mistero

Triade,

bench non

sieno

sacerdoti,

e ci

64
perch, dice
di benedire
il

BEN
Preposito, la facolt
la

BEN
sa antichissima, e nata insieme col*

dipende non dall'orperch altrimenti non si potrebbe concedere dal vescovo ad un


dine,
inferiore,

Chiesa

Ad

ad oninem aditum

oninem progressum^ et exitum , ad

ma

dalla giurisdizione; e
tal facolt

quando anche
cizio di essa

procedesse

vestitum et calceatum, ad lavacra^ ad mensas , ad lumina et cubilia, ad sediHa j quacumque nos conversatio exercet^ fronteni crucis signastesso raccomanGirolamo, dicendo: ad omneni actum ^ et ad oninem

dall'ordine, dice Graziano, che l'eser-

dipende appunto dalla


I

culo terimus.
di farsi

Lo

giurisdizione.

Cardinali diaconi ten-

da

s.

gono nei loro titoli o diaconie, il luogo del Sommo Pontefice, ed esercitano qualche autorit ordinaria, conferendo i benefizi visitando decre, ,

manus pingat crucem. Questo lodevole costume stato poi


incessuni

continuato nella Chiesa da'


nelle famiglie

fedeli,

tando, e facendo altre funzioni giurisdizionali,

non solamente

reli-

spettanti al

mero

spiriessi

giose,

ma

ancora secolari, benedi-

tuale, nelle loro diaconie.

Per

il

non possono solennemente benedire popolo, come i sacerdoti, alla pree solo
il

cendo se medesimi in tutte le loro azioni, e le cose che usano quotidianamente, ricevendo eziandio le Benedizioni de' superiori,

senza de' vescovi,

possono

quando escono,
Il

fare in virt di facolt conferita dal

e ritornano in casa.

pio costume
i

Papa, come
legati

si

concede

ai Cardinali

de' padri di famiglia di benedire


figliuoli

loro

V. Giacomo Bonamici, Eulogio diaconale, Q FrancescoGrisendo. Della Benedizione diaconale.


Intere.
Il

appena alzati dal

letto,

prima

di uscire di casa,

od

in occasione di

viaggi

fu

abbracciato

dai cattolici,

Sarnelli,

nel

tomo

del-

le

sue
,

Lettere

Ecclesiastiche

pag.

ad esempio degli antichi patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe, che benedissero

32

parlando Della potest che si al lettore di benedire il pane e


Benedizio-

in

loro figliuoli.

un modo particolare i La Benedizione si doin iscritto dai cattolici

i frutti nuovij, tratta delle

manda pure
al

ni costitutive y e invocativej
quelle, che
l'

nonch

di

Sommo

Pontefice,

dai diocesani

si

danno per potest

del-

al vescovo, dagl' inferiori ai superiori

ordine

e per potest di giurisdi-

ecclesiastici,

dai

figli

ai

genitori,

zione; ed al

tomo

li, p.

^i

43,

parlando della Benedizione del vescoTo, e de' suoi effetti, dice, che il valore di essa non dipende dalla santit della

da chiunque a' rispettivi confessori, ed alle persone costituite in dignit della Chiesa , come ai buoni servi di Dio, i quali in virti della
e

vita,

ma

dal

carattere.

Benedizione

data
i

nel

nome

divi-

Delle altre Benedizioni, e di quelle


proscritte
,

no

operarono

pi stupendi mira-

veggasi Diclich

DizioI

coli

nario

sacro liturgico j tomo

pag.

BENEDIZIONI
tefice, cio,
I

89

e seg.

del Sommo PonBenedizioni comuni^


in articulo mortis.

Finalmente,
ticata dai
apostolici,

siccome la Benedifino

II solenni.,
I

Ili

zione col segno della croce, fu pracristiani

romani

Pontefici, imitatori del

dai

tempi

ed in ogni loro domesti-

ca occorrenza, cos parlando di essa Tertulliano, la dcsciire

fondatore della Chiesa, bencdirono costantemente i fedeli dai primi tempi di essa, e la loro Benedizio-

come

co-

ne fu

ricercata

mai sempre

colla

BEN
maggior venerazione dagli
ti

BEN
stssi

5
ad
il

san-

in

Const.

Cron. Histor.
p.

s.

Cle-

pi celebri, e dai sovrani pi pomolti de' quali


si

tum num. IV
{

89

ed

Garnier
Pont.

tenti,

recarono a

Dissert.

ad

libr.

Diumum

iRoraa

per

visitare
s.

la

tomba

del

primo Pontefice
Benedizione.

Pietro e ricevedi far-

Rom. pag. Leone IX,


sta

i52), che
eletto

prima dei santi nel 1049, ^ almeno


fosse

re dal successore di lui V apostolica

di Gregorio VII, eletto nel 1073, que-

Ne manc Dio
prodigiosi

formula non
e

con uso

sta-

ne vedere

effetti,

dei

bile

costante da' Papi adoperata,

quali lungo sarebbe riportare le te-

e posta per titolo ai


cii:

brevi Pontifi-

contentarono per i primi Papi di benedire i fedeli, ma nelle stesse lettere apostoliche, qual saluto paterno, ed augustimonianze.
si

Non

Gregorius XVI^ Salu' tem^ et Apostolicam Benedictionem, usandone un'altra per le boUe (Vedi)
p.
e.

rio di prosperit,

mula, Salutern
nedictionem 3
ciata dal

et

adottarono la forApostolicam Besi

sta formula,

meno alcune, nelle quah come alle


episcopus

si

pone que-

bolle dirette

a particolari persone, dicendosi: Gre-

che

vuole incomins.

gorius

servus

servorum.

terzo Pontefice

Cleto

creato nell' anno


na,

80

dell'

era cristia-

secondo Martino
altri
scrittori.

sua Cronaca^ ci

Polono nella che anche si legGiacobbe


lib.
I

Dei, dilecto filio N. N. salutern, et Apostolicam Benedictionem. Comune pensare degli scrittori, che
questa Pontificia salutazione scancelli
i

ge in
di
p.
s.

peccati veniali in quelli


;

a cui
,

Parlandone
Carlo
), (
:

Lodovico
Biblioth.

indirizzata
in cap. si

anzi dice la Chiosa

Pont.

58

dice

S.

Cletus

scripsisse

ferlur

epistolas, in quibus
iisus

omnium
Salu-

de Seni. EX" com. , verb. Salulationis , che dirigendola il Papa ad uno scomunica-

aliquando

primus

est

verbis

illis

to,

colla scienza di essere egli


tal

le-

tern et Apostolicam Benedictionem.

gato da
lo
to,

Ita ab omnibus auctoribus affirmatur^ sed non extant, neque in conciliis

censma, per questo sosaluto rimarrebbe affatto assolue libero dall' incorsa scomunica.

generalibuSj neque in epistolis


reperire
polui.
lo

Ponlificiis hactenus

poteva egli trovare in alcuna lettera genuina di s. Cleto, poich ne' primi tre secoli non ne esistono che una di
di
s.

Non

Cornelio.
(

Clemente, e tre Stima per il Sans.

Vitae Pont, tomo I in vita I 3 ), che niun altro Pontefice abbia adoperato il saluto Pontificio Salutern et Apostolicam Benedictionem ^ prima di Giovanni V
dini
s.

Cleti p.

V. Petra, Comment. ad Const. Apost. tom. I p. ^o. Quindi ne viene, che dandosi qualche occasione, in cui abbiano dovuto i Papi scrivere o a persone scomunicate , o ad eretici, non hanno usato di questo apostoHco saluto. Scrivendo poi a persone, che non abbiano ricevuto la fede, in luogo di quello, mettono la formula: Lumen divinae
,

graliae

eletto nel

to nel

685, e di Sergio I crea687, i diplomi de' quafi se{

, della qual cosa abbiamo molti esempi ne' brevi di Clemente XI del 1700, diretti a personaggi

pagani.

gnati con quel saluto


strati

da Mabillon lib. V. p. 346, e Aggiungono per


VOI.
V.

furono regiDe re diplom.


,

lib.

in

VI p. 622). Papebrochio,

Vi sono stati eziandio de' casi che un principe accattolico, avendo per moglie una cattolica , che iu questa l'eligione facesse educare la

m
fgliuolanza
,

BEN
scrivendo al

BEN
Papa ha
censcj benignamente
fece
si

alz alla pre

domandato ed ottenuto l'apostolica Benedizione per la medesima sua


famiglia
;

senza di molti nobili, e colla


il

mano

ma

agli accattolici, sebbe-

segno della Benedizione alla volta di Francia, assolvendola in uno


l'anno

ne

la

domandino, non viene dai


il

al re dalla sentenza dell' interdetto.

Pontefici compartita.

Correndo

1272,

recandosi
si

Pontefice Benedetto XIV, nel licenziarsi da lui due personaggi


gli
li,

Ma

Papa Gregorio

in Lione,

trati

tenne in Firenze per riconciliare


ghibellini co' guelfi
,

di culto

luterano,
,

li

benedisse e
:

ammon
a
il

col

dire

Figliuo-

la Benedizione
tutte
le

de' vecchi e acgenti:

cetta

Io

vi

be-

nedico,

Signore

v' illumini.

Quan-

do Pio VII, nel i8o5, trovavasi in


Parigi, essendo
lui

un giorno

innanzi a
concisto-

Maron, presidente del

ro de' protestanti, frammischiato coi cattolici , neir atto che il Pontefice


licenziandoli

a cagione della frode, che vi usarono per impedirne l'unione, la lasci coll'interdetto. Ritornando poi in Itaha nel 1275, giunse a Firenze ai iB dicembre, e bench egli non vi volesse entrare, per cagione dell'interdetto, tuttavia, non permettendo^ gli l'inondazione dell'Arno di passare fuori delle

ma

mura,
citt,

fu costretto

avea alzata
l'

la

destra,

per dar loro


ne, stava
il

apostolica Benedizioritirarsi,

ad entrare nella cendo il segno


colla

che egU, far della Benedizione

Maron per

non

mano,
il

assolveva mentre pas-

credendo di poterne legittimamente partecipare. Allora Pio VII richiamandolo, e dolcemente guardandolo, gli

sava

ponte, la qual cosa era in-

separabile dal suo passaggio,


uscito,

ma

poi

ne rinnov

l'

istesso interdet-

disse

Se

vi ritirate^

signor
spe-

to

come

abbiamo

dallo

storico

Maron, dal

Pontefice

Romano,

Villani, lib. VII, cap. 5o.

Da

ulti-

ro per altro che non ricuserete la Benedizione di un vecchio affettuoso.

mo,
sti

essendosi

ammalato gravemeni5i3, que-

te Giulio II neir agosto

La

tenerezza di

questa

espres-

sione sorprese e
ti,

commosse
vieppi

gli astanil

che sentirono
tal

pregio

,d'una

Benedizione.

chiam a s i Cardinah, e vedendo Francesco Maria I suo nipentito delia pote duca d' Urbino morte data al Cardinal Alidosio, il
,

Che

la sola Pontificia Benedizio-

ne valga ad assolvere dalle censure e scomuniche anche maggiori, molti ne sono i casi, e per brevit ne indicheremo soltanto alcuni. Appena, nel I 143, fu creato Papa Celestino
II
,

quale avea incolpato il duca di aver ceduto Bologna al Benlivoglio, facendo il segno della Benedizione,
gli

perdon

il

delitto

commesso
formalit

senza

richiedere altre
quali
del tempo.

di

diritto, alle
la brevit

non dava luogo

il

re

di

Francia

Lo-

dovico

VII

gli

spedi

ambasciatori
,

Danno
ne, colle

supplicandolo della pace soluzione dalle censure

e dell' asecclesiasti-

Papi la loro Benedizioi prime tre dita della mano

che,

fulminate dal suo antecessore Innocenzo II, coll'interdetto dell'intero reame.

Vedendolo Celestino

II

pentito, seco lui lo riconcili, e, co-

cio pollice, indice e medio, tenendo ripiegati gli altri due, anulare, ed auriculare; ed in atto di benedire per lo pi sono rappresentati ne' monumenti, come poi me-

destra

me

narra

il

Conogiafo Maurenea-

glio

si

dir, particolaimentc in quelli

BEN
che racchiudono le loro ceneri. Compartono i Pontefici la Benedizione
colie tre

BEN
alzate,
,

6f

lenni, n lo benedice gi in suo nome, ma nel nome della Ss.


>

prime dita
Trinit
,

me

della Ss.

in noa differenza
la

Trinit.

Il

Papa, quando

si

re-

ca alle cappelle, o a visitare alcuna


chiesa, monisteri,

de' vescovi

greci

che

danno
si

o sovrani, in una
semi-

unendo

l'auriculare col pollice,

per-

parola quando incede colia stola, e


allor

ch anche cosi si denota la Ss. Trinit, come perch la mano con questa positura viene a configurare VAI-

quando va con treno


si

pubblico,

fa

precedere dalla crogiacch

ce Pontificia,
te
I
,

san Clemen,

pha
ne
et

r Omega

_,

principio

fi-

eletto neir

anno 98

prescris*

delle cose, alludendosi alle paro-

le dell'Apocalisse:

Ego
et

siun

Alpha

Omega ^ Prmus
Che

Novissimus ^

che non potesse uscire senza la croce avanti, sebbene il Lenglet crede, che quest'uso incominciasse con
se

Principiiim et Finis.
al declinare del secolo

Adriano

IX

ab-

sta croce

biasi

avuto un preludio delle barbarie,

dell' 867; ed da queche il Pontefice invoca la divina Benedizione quando solenne-

II

che

commisero nel X, cosa troppo una fu certamente il dissotterramento del cadavere di Papa Formoso , morto a' 4 aprile dell' 896,
si
:

mente

nota

comparte. Nei viaggi i Somsi facevano anche precedere dalla Ss. Eucaristia, ed in
la

mi

Pontefici

questo

modo

nel

']Si

si

rec

in

insigne in dottrina e virt, eseguito

per ordine di Stefano VII, eletto ai 22 maggio, il quale ritenendolo intruso


gli
,

Francia Stefano Oltre a tutti


sentano
la

III.

quelli,

che

si

pre-

al

Sommo

Pontefice, do-

spogliatolo degli abiti sacri,


,

mandano a questo

rispettosamente

fece tagliar le tre dita

con cui

soleva dar la Benedizione Pontificia;


effetto tutto,

dice il Baronio a tal anno, d'una violenta tirannia, non


gi di errore nella fede.

Benedizione anche quelli, che gli dirigono lettere, sebbene sieno costituiti in qualunque dignit sovrana,

Comparte

il

Pontefice la sua Be-

ed ecclesiastica; i principi per se e per le loro famiglie; ed i vescovi anche pel gregge alla lor cura affidato.

nedizione nel proprio palazzo a chi implora l' udienza , come pure gi-

Tanto interessante ci, che


strazione
sulla

il

rando per

la citt,

viaggiando, nelnelle cappelle, e

dottissimo Garampi, nella sua Illu-

le funzioni sacre,

d'un

antico

sigillo

della e seg.

quando
sedia

in queste viene

portato

in
si

Garfagnana^
Cristo,

dice a p.

no
della
si

gestatoria; e chi la riceve


in
il

Benedizione delle immagini di


de' Santi

prostra

ginocchio.

Opponendo

de' Pontefici in

contro

romano Pontefice questo

atto di benedire,

come

Bene-

Czar di Moscovia al gesuita p. Possevino, che Gregorio XIII gli avea mandato per nunzio, Se in certi questi gli rispose: " giorni particolari il Sommo Pon tefice si fa portare in sedia ci non fa egli per fasto o morbi dezza, ma per benedire il popo lo adunato in certe feste pi sorito Basilio
, ,

dizione de' vescovi, che

reputa in-

dispensabile di riportarne qui alcuni


tratti
, a maggior erudizione. Giovanni diacono, descrivendo il ritratto, che di se stesso fece dipingere del 590, scris. Gregorio I, Papa ve, ch'erasi fatto rappresentare in

atto di benedire:

pianeta erat su-

pra dalmalicam castaneaj cvangc-

68
lium
in

BEN
sinistra,

BEN
crucis in
cristiani sole-

modus

dexlcra.

Gli

antichi

vano rappresentale le immagini di Ges Cristo e de' santi, per lo pi colle mani stese ed elevate, perch essendo questo un segno di Benedizione, doveano veneratori di tali immagini implorarla con di vote
i

formare sopra il qual rito pu credersi surrogato al pi antico della espansione, o imposizione delle mani. Innocenzo III del 1198 disse consignare : Cum super alios sgnum crucis imprimimus, ipsos a sinistris consignamus in dexteratn,
,

persone

quanto

col

di esse

il

salutare segno,

preghiere

e siccome antichissimo ; era l'uso di chiedere la Benedizione

de' sacri pastori, cos fu creduto di

non poter rappresentare


dignit,
dire.
tichi
sti-a
,

le

immagi-

ni in atto pi conveniente alla loro

(De Missa hb. II, cap. 45). Urbano li disse cuni cruce signare j giacch concedendo questo Papa nel 1092 all'abbate del monistero della Cava varii privilegi, gli confer anche quello di potere nelle terre del suo monistero ecclesias construcre cum cruce signare, aliaque Ponliflcalia, et spiritualia exercere.

quanto in quello di beneMolte sono le immagini di anvescovi col vangelo alla sinie colle due o tre dita della

E O-

destra
tal

mano
si

in atto di benedire. In

norio HI, del


se s ignare, et

forma

vedono
I,

altres

quelle

12 16, adoper la frasignando benedicere,

de'

Sommi
s.

Pontefici, nell'antica sta-

tua di

Urbano

creato
di

\ anno
s.

226,
cilia,

posta nella
nel

chiesa

Ce-

deposito d'Innocenzo li,

leggesi in una sua bolla, con confermando agli arcivescovi di Ravenna 1' antica consuetudine in porlanda cruce et tintinnabulo, ag-

come
cui

morto
in

nel 1 143, situato in s. Maria Transtevere , e nelle pitture di

giunse per ispecial

grazia

ut

quotri-

cumque
liariis

iveritis,

excepta urbe,

Anastasio
del

153, che gi erano nell'oratorio di s. Nicol


,

IV

fiorito nel

bus milliariis prope , et tribus mil-

loco

patriarchio

lateranense

Non

Pontifex,

crucem

ubi fuerit Romanus et tintinnabuhini

solamente poi cos rappresentavansi le immagini de'Papi santi, ma anco quelle de' viventi

sine conlradictione qualibet,

de

se-

dis apostolicce licentia deferatis , et

e di altri senza culto,

signare ac signando benedicere, ubi-

come
dell'

nella

figura

di Gregorio

IV

cumque cum
fueritis
,

praedictis

insignibus

827, in un codice vaticano, ed in altro di questi si vede quella di Gelasio II del 11 18. Cos furono rappresentati anche Bonifacio Vili del 1294, e Benedetto XI l del i334, nonch i Pontefici del XIV e secolo nelle loro monete. Questa foggia di Benedizione fu

praesumptionis nota possitis, salva moderatione concilii generalis j il che conferm con bolsine
la

dei

i4

altrettanto

l'

maggio 1224, Scendo immediato successore

XV

detta, e dicesi tuttora, signare ppuliim, poich siccome sotto nome di segno fu inteso anlonomastica-

Gregorio IX. Questo costume di benedire, o di segnare il popolo ne' vescovi , e di portare la croce alzata, e benedire
negli

arcivescovi

era gi
1 1 ,

tal-

mente quello della croce, come dice il Du Gange parlando del signuni, cos non si credette di poter in miglior forma benedire le cose, e le

che Clemente stabilito nel 1 3 mente V nel concilio generale di Vienna volle estenderne la facolt

anche pei luoghi esenti dalla loro giui'isdizione, purch fossero compre-

BEN
si
si

BEN
,

69
veneriti pri-

ne* limiti della


rileva
tit.

medesima

come
lib.

inclinato capite ^

dum

dalla

sua

Extravag.
in

mun acolythi cuni defensoribus ^ deinde presbiteri cum suis petita Benedictione, et accepta, divisis hinc in-

VIIj de privileg. Quindi nel


ili

i3i4

ordinato

un

concilio

provinciale,

celebrato in Ravenna, che qualora i vescovi andassero camminando per le strade di citt o di
si

de partibuSj pr ut militante praecedunt Pontficem usque ad ecclesiam.


Nella vita di Gelasio II, eletto nel
I 1

campagna,

suonassero
et

le

campane

8,

si

racconta quanti signori, e


ricevere
i

delie chiese, ita

quod populus auexire^


et geniiflecte-

baroni

andassero a

suoi

dire possila

ordini, dance fimcto negotio, accepta

re

ad

Benedictionem suscipiendam.

Benedictione j
placito

redirent.

Si

ha

dal
di

ecco a qual uso da principio servi il tintinnabulo, che insieme colla


prelazione
privilegio
della

Ed

tenutosi
II,

nel
1 1

Pontificato
dai

Onorio
tori,

nel

26,

chierici
i

croce
gli

per ispecial
arcivescovi

della fraternit

romana, che
aver

retle

ottennero
adoprossi

dopo

di

pronunziate

di

Ravenna, ed
che

altri prelati.

Probail

loro sentenze, gestae rei

ordinem Pa-

bilmente
popolo,
ta, acci

per
il

avvisare

pae

passava
,

prelato

in

forma pubblica

e colla croce alza-

cappella narravecaeterum dominus Papa, audita causa benedicens eisj laudaseriatim in


runt,
,

ognuno

potesse genuflette-

vitj

et confirmavit.
s.

Benedetto, cano-

r alla croce, e chiedere al vescovo


la Benedizione.

nico di

Pietro, che scrivea sotto


II,
il

Anche

nostri cleri
di

Innocenzo

quale successe

ad
il

delle principali

basiliche

Roma,

Onorio

II, c'insegna,
s.

che entrato

quando procedono processionalmente,

Pontefice in

avanti
j

il

Padiglione^
la

o Sinnic,

giorno di

Maria Maggiore nel Natale, e giunto in mez-

chio

cui

succede

croce

fen-

no
va

campanello che a tocchi per avvertire il popolo a far luogo al passo della processione e a veneraportare
,

un

zo al presbiterio, primicerius deponit niitrarn de capite suo, et osculatur


et

suonando

dextram scapulam
benedicit

Pontiflcis^

re la croce.

Se dunque
polo era
s

l'uso di segnare

il

po-

comune

in persona dei

vescovi sul principio del secolo

XIV,

eum. Pi espressa mente poi del costume di benedire anche camminando, parlasi nel cerimoniale di Gregorio X, creato nel 127 1, notando visi che l'eletto Pontefice, dopo di aver ricevuto
Pontifex
le

molto pi sar stato proprio de' Romani Pontefici, ad esempio de' quali

solite

adorazioni in chiesa, ut ve-

s'introdusse

il

privilegio della pre-

ad ecclesiam, sic redit ad cameram suam, et signando semper in


nit

lazione della croce nei metropolitani.

Negli antichissimi
si

Ordini romail

ni

nota, che
alle

quando
,

Papa
,

reca,

vasi

stazioni

gli

accoliti

difensori di

quella

regione

che in

quel giorno era

destinata

al servi-

redeundo. Cos pure il Jacopo Gaetano Stefaneschi not, che il Papa prima dell'incoronazione, procedens processionaliter per ecclesiam continue benedicit j e che nelle processioni del-

eundo,

et

Cardinale

gio del Pontefice, insieme col clero


della chiesa, dov'era intimata la stalo stavano ad aspettare nel luogo in cui il Papa scendeva, ^t

la festa ria
,

della
delle
vel

Purificazione di

Masi-

palme

tenet faculani
in

zione,

accensam
nistra
j

palmam

marni

quia vadens,

cum dextera

70
sgnat.
disse
l'uso

BEN
Da
di

BEN
ta
alzate.

da quanto si sopra, sembra dimostrato


tutto ci, e

Cos sono

espressi

Bener
an-

detto XII nella statua che sta nelle

del

segnare,

benedire non

grotte vaticane,
Pontefici.

nonch

altri

solo ne' vescovi,

mi

Pontefici

anche ne' Somancorch questi non

ma

tichi

Non
gliono

solo

Romani

Pontefici so-

venissero preceduti dalla croce,

men-

tre nel girare per la citt e ne' viaggi, nel loro passaggio, suonano sempre le campane per avvertirne il popolo a recarsi a prendere l'apo-

compartire la loro Benedizione alle persone, ma ancora agli


oggetti di cristiana piet,

come
,

costa-

rone

rosarii
,

croci

crocefissi

tuette

e medaglie

come pure ad
olan-

stolica Benedizione. All'articolo

Cap-

immagini

sacre. Ribellatisi gli

vedr quando in esse il Papa benedice, e le cose che con particolar rito benedice; ed a Fascie, Stocco, Berrettone e Ropelle

Papali

si

desi alla Chiesa, e al loro legittimo

signore Filippo II re di Spagna nel

i566,
di

il

Pontefice

s.

Pio V, affine

sa d'Oro,
ni,

si

dice delle loro benedi-

promovere ne'fiamminghi la santa religione, fu il primo Papa, che incominci a benedire le medaglie, concedendo delle indulgenze a chi
seco le portasse,

zioni, e de' donativi di essi a' sovra-

ragguardevoli personaggi, e chie-

se insigni,

nonch

della venerazione

come abbiamo

dal-

con cui tengonsi tali cose benedette dal Papa. Finalmente per lo pi i greci, come si disse, benedicevano con alzar
l'indice,
il

rOldoino, nelle addizioni al CiacconiOf tomo III col. 1006 ( F. Co-

rone
tefici

dette cose benedette sogliono

Medaglie Benedette). Alle i Pon-

medio e
:

il

minimo

incuril

annettere con autorit aposto-

vando

sulla pianta della

mano

pol-

hca, ed in virt della loro Benedi-

lice e l'anulare

non per che non vedansi anche de' monumenti latini in questa forma^ come riporta il Buol'uso pili

zione

comuni
i

e particolari

indul-

genze, coU'ingiunzione di portare in-

dosso

divozionali

benedetti

e di
in-

narotti, ne' F^etri cimiteriali a p. 80.

recitare,

od

esercitare le

opere

Ma
ni,

comune
il

presso

lati-

giunte per l'acquisto delle indulgenEe,


si

era di alzare
il

pollice,

l'indi-

come

dichiarasi nel libretto, che

ce, e

medio, e di piegare l'anulare e il minimo; e monsignor Bottari, nella

Roma

sotterranea

tomo
i

I p.

240

dice, che

anche presso

greci talvolta fu usata la stessa for-

ma. Nel detto modo de' latini si veggono le immagini de' ss. apostoli nei
mentovati vetri, e altre del Salvatore,
altri

stampa dalla tipografia della Rev. Cam. Ap. sulle Indulgenze^ cJie i Pontefici concedono a^ fedeli, ritenendo presso di se alcuna delle corone, croci, medaglie ec, da loro benedette, adempiendo le rispettive
opere pie prescritte ^ e a vantaggio spirituale de^ fedeli. Questo elenco
d'indulgenze, per decreto di
te Vili,

e di varii santi ne' sarcofagi e


,

Clemen-

monumenti cristiani presso il medesimo Bottari tomo III, p. 121 e nei mosaici delle basiliche di Roma,
,

e specialmente in quello fatto da In-

io giugno 1^97, ristampa spesso. Non si concede s Benedizione Pontificia con indulgenza, meno qualche caso particolare,
a'
alle

emanato

nocenzo

li in
s.

s.

Maria in Transte-

immagini
alle croci,

di

stampa o pittura,
statuette, e

Giulio I Papa sta in atto di benedire colle prime tre di-

verc, dove

crocifssi,

ipedaglie di ferro, stagno, piombo,

, ,

BEN
e di altra materia facile a frangersi, o corisuniarsi. Pio Vili, ed il regnante PonteGregorio XVI, seguendo la fice
consuetudine
de' loro

BEN
Benedizioni, che
il

71

Papa d

nelle

cappelle Pontificie.

In tutte

le

cappelle Papali, che

predecessori

celebrano nel palazzo apostolico, inter-

comandarono che
ne
,

nella distribuzio-

venendovi

il

Sommo

Pontefice, nell*

ed uso delle corone , rosarii medaglie , crocefissi ec. benedetti dal Papa, si osservi il decreto di Alessandro VII, emanato a' 6 febbraio iG'Jy, cio, che le indulgenze annesse alle suddette cose non passino ad altri fuori di quelle persone,
alle quali
le

entrarvi, preceduto dalla croce Pa-

pale, in altri tempi,


all'articolo

come diremo
ritirarsi

Cappelle^ e nel
la

d sempre
lebrante, sia

Benedizione,
,

che
e
il

il

sacro collegio de' Cardinali

ce-

vescovo o Cardinale ricevono in piedi, senza zucchetto,


ossia col

medesime saranno conalle

capo scoperto.
protonotarii

Altrettanto

cedute,

quali da questi sa-

dicasi de' vescovi, de'prelati di fiocclietti ,

ranno distribuite per la prima volta, e perdendosene una, non se ne possa sostituire un'altra a proprio arbitrio, non ostante qualunque concessione
cos
,

apostolici,

ed

altri,

che

stanno

nella

loro linea.
in quelle

In tutte

le cappelle,
il

meno

e privilegio

in contrario

pure, che non possano prestarsi e darsi ad altri precariamente, ad effetto di comunicare le indulgenze,
altrimenti

perdono

le

stesse indul-

Papa comparte la solenne Benedizione, due volte, quando vi la recita del discorso, cio dopo di questa e al fine della messa, ed una soltanto quando il discorso non si pronunzia, come nelle
de' morti,
,

genze;
se,

come

altres le

suddette co-

cappelle dell'anniversaria creazione, e

ricevuta che abbiano la Pontifi-

coronazione, della purificazione, dell'

cia Benedizione,

non possano vendel

dersi, a

tenore

decreto

della

sacra
ze
,

congregazione delle indulgenpubblicato


sotto
il

Pontifica-

annunziata, della domenica delle palme, del sabbato santo, del sabbato in albis, di s. Filippo, della nativit, di s. Carlo, dell'immacolata
concezione,
tale,

to

d'Innocenzo
Inoltre
i

XIII

a'

giugno

e ne' Pontificali di Nas.

1721.

per la festa di
Pontefice

Pietro

ec.

Quan-

mosi che
dei
tesori

romani Pontefici, brafedeli fi'uiscano ovunque


della

do
si

il

la Benedizione,

Chiesa,

sogliono

cancellata,

latere,

benignamente concedere a' legati a vescovi, ed ecclesiastici s secolari, che regolari, principalmente ai missionarii, la facolt di compartire
alle

aprono ambedue le porte della che divide la cappella, mentre in tempo di predica sono
chiuse,

una

sola parte aperta;

e nel resto della funzione, ed a chi

riceve la Benedizione 'concede trenta anni,

la

Benedizione

apostolica
ec.

ed

altrettante quarantene

corone, medaglie, crocefissi

d' indulgenza.

colle

concesse;

medesime indulgenze da loro ma questa facolt a determinato tempo, luogo, e numero delle cose da benedirsi, e si concede per breve, per rescritto, come

Ecco come segue la Benedizione. che deve recitare il discorso, dopo l'evangeUo si reca al
L' oratore,

trono Pontificio per essere benedetto, e domanda colla formula, che si


descrive a Cappelle Pontificie {f^e-

anche

vivce

vocis oraculo.

72
di )
lui
,

BEN
r indulgenza da pubblicarsi da dopo la recita del discorso in vanti,

BEN
dai Cardinali diaconi assistenti, ed
inoltre

l'estremit

di esso dal lato

taggio di tutti quelli, che sono presenti in cappella.


il sermone, il maestro di cerimonie dalla parte

sinistro viene sorretta dal pi

degno

Terminato che sia diacono avendo un


siil

de' protonotari apostolici partecipanti,

mo
rio,

ed anticamente il faceva l'ultisalito poco prima al trono. Su


il

nistra,

canta

pie'

del

trono

questo dice

Moretti,

De
il

Presbyte-

Confiteor^ intanto che l'ultimo udi-

pag. 80. Allorch

Papa

in

tore di Rota
geli^

si

reca al cornu evan-

a prendere la croce Papale, e con questa recasi all'ultimo gradino del soglio, ed in ginocchio la
sostiene finche
il

cappella sedendo, dal soglio, dopo aver promulgata l'indulgenza, benedice gli astanti, il protonotario apostolico alza genuflettendo una >s parte della fimbria del manto Pon*

Pontefice recita

le

preci, e

la Benedizione.

Quindi
articolo

l'oratore legge

ad

alta voce la forall'

tificale. Cerimonia questa non ne cessaria, la quale in nessun modo


' pu concepirsi, n cos religiosa mente si conserverebbe, se non * ne conseguisse, eh' essa residuo di una azione anticamente non inutile, di sollevar la crumena o

mula, che pure riportasi

Cappelle, della concessa indulgenza di trenta anni ed altrettante quarantene, invitando


pel
felice
gli

astanti a pregare

stato

del
il

Papa

e
si

della

Chiesa.
in piedi
,

Allora

Pontefice

alza

e senza mitra canta la se-

guente

preghiera,
i

sostenendogli

il

libro e la candela

patriarchi e gli
soglio:

borsa pendente, che sarebbe di impedimento al Pontefice a sol*> levare le braccia, e a voltarsi doM vunque se rimanesse libera. For>y
y>

arcivescovi assistenti al

Pre-

se

quella

crumena era sostenuta

cibus et mentis Beatae Marice sem-

per Firginis^ Beati Michaelis Archangeli, Beati Joannis Baptistce

Apostolorum PePauliy et omnium Sanctorum, miserealur vestri omnipotcns Deus^ et dimissis peccatis veet
tri,

Sanctorum
et

stris j

perducat vos ad vitam


Il

ceter.

col quale anche attualmente il Papa si cinge, e chiamasi succintorio, o cingolo. E in fatti abbiamo dai liturgici, che prima il succintorio serviva per sostenere la borsa , o saccone , che il Papa portava per fare l'elemosina. Questa Benedizione ci ricorda

dal

balteo,

nam.
scia
il

coro risponde

Amen
et

Po-

l'uso

descritto
,

dalle costituzioni a-

Pontefice soggiugne:

Indul-

postoliche

lib.

Vili

cap.

VI

e
ib.

gentiamy absolulionem ,
tribuat vobis

remissio-

Vili,
chiesa
ni

da Giovanni Morino,

nem omnium peccatorum vestrorum


omnipotens
il

Vili. cap.
i i

XIV,

di licenziare dalla
gli

et miseri-

catecumeni,
penitenti,

energumel'evangelio,

cors

Dominus , ed
benedictio

coro
il

replica
dice:
^

dopo

Amenj dopo
Et
ed

di che

Papa

al fine

Dei

omnipotentis

Palris, et Flii, et Spiritus Sanctij


i

della messa detta de' catecumeni, nello stesso modo, con cui poi davasi l'altra Benedizione al fi-

cantori

nuovamente ripetono

nir della

Amen.
Mentre
ne,
gli
il

messa de* fedeli. Terminata che sia la messa dal


e detto dal diacono as-

Papa d

la
il

Benedizio-

celebrante,

viene sostenuto

lembo
le

del

sistente Vite,

missa
il

est,

il

Benedi'

maato, o piviale da ambedue

par-

Camus Domino,

Pontefice stando

BEN
sul

BEN
Dei, Stocco
agli

trono, senza mitra in capo, sosil

e Berrettone,

73 non che

tenendogli

lembo

del
il

piviale

due Cardinali
la

diaconi, e

protono-

ed avendo innanzi Papale sostenuta da un uditore di Rota, d nuovamente la


tario apostolico,

Stendardi, alle Bandiere, Fascie ed altre cose, se ne parla ai rispettivi articoli, siccome superiormente
si

croce

avvert.

sua Benedizione, dicendo: Sii nonien

Domini
i

benedictiim^ a cui rispondono

poi il Pontefice celebm messa Pontificale, cio ordinariamente per le feste di Natale, Pasqua,
la

Quando

ex hoc mine, et usque in Adiutorium ed il Papa nostrum in nomine Domini j ed i


cantori,

scEculum,

terram j Papa, Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, Filius cantoet Spiritus Sanctus j ed i
cantori: qui fecit coelum et
indi

Pietro, e straordinariamente s. per la solenne sua coronazione, e canonizzazione de' santi , terminata che l'abbia, dall'altare Papale d

continua

il

al

popolo

la

Benedizione, colla stesdel


Sit

sa formula
etc.
;

nomen Domita
l'uditore di
sostiene

e bench sul medesimo altare


il

ri,

Amen.

Quando
non
si

nelle
fa
il

suindi-

vi sia

crocefisso,

Rola

sermone, il celebrante al fine della messa, dopo la Benedizione data dal Pontefice, legge ad alta voce, in mezcate

cappelle

ta

parato

in tonicella,
al

croce Papale innanzi


Pontificali, fuorch

Papa

neli

r atto della Benedizione. In


in

tutti poi

quelli

della

zo all'altare, l'indulgenza
agli astanti, di trenta

concessa

coronazione, e della festa di Pasqua,


il

anni

e trenta

Cardinal

vescovo assistente pub-

quarantene.
li

blica r indulgenza plenaria concessa

Nove sono i primi vesperi ai quail Papa assiste, due pontificali,


s.

cio per Natale, e per


sette

Pietro,

per detta Benedizione a tutti gli astanti, la quale non pubblica nelle due mentovate solennit, perch si
fa sopra la loggia della basilica, do-

comuni,
,

cio

della
,

Circoncidel Cor-

sione

della

Epifania

Ascensione

po

la

Pentecoste, della Trinit,

in essa

Benedizione solennissima , che si d, come diremo. Siccoregnante Pontefice nella canel iSSg, a

pus Domini, e di tutti i Santi. Al termine di ognuno, detto dai due soprani anziani
il

me

il

nonizzazione celebrata
gia

Benedicamus Domi-

consolazione de' fedeli, die' dalla logla solenne Benedizione, cosi il Cardinal assistente dopo la Benedizione data all'altare, non pubblic
Il

a cui risponde il coro, e recatosi r uditore di Rota a pie' del


no,
soglio
colla

croce
col

r orazione

Papa canta il , Dominus vohiscum

l'indulgenza.

Sarnelli

nel

tomo

avanti, e poscia termina con dare la

sua triplice Benedizione, colla stessa

formula precedente, che usa nel fine delle messe cui assiste in trono; formula, che eziandio dice al termine della messa, cui egli celebra in privato, come fanno pure i vescovi. In quanto poi alle Benedizioni, che nelle cappelle d il Papa con apposito rito alle Camicie, Ceneri, Rosa d'oro. Palme, Agnus

Vili pag. 12, dice del perch il vescovo concede quaranta giorni de vera indulgentia, espressione contenuta nella formula della pubblicazione di quella concessa dal Papa. Paride de Grassis ci fa sapere, che in Bologna nel Pontificale fatto nel alla presenza di i5i5 da Leone Francesco I re di Francia, in fine

missce puhlicata est indulgentia ple-

naria, primo in latino per Cardi-

74

BEN
le

BEN
basiliche, in cui piace al

nalem s. Georgiij secando in bulgari gallico, per Cardinalcin Sanctoriumj iiUinio in italico per Farnesiuni.

Pontela

fice

compartirla

per soddisfare

pia

brama

de' pellegrini, oltre le con-

inoltre

il

Papa

la Pontificia

suete annuali, concedendo in esse a


chi la riceve,
bileo.

Benedizione

dall' altare,

senza aver
del
in Latera-

l'indulgenza del giu-

celebrato messa, nella funzione

possesso

in

s.

Giovanni
colla

celebr l'anno santo


terano, nel

no,

sempre

croce

Pontificia
sulla

quale il i52^, dopo la messa Pontificale in s. Gio. in Lh-

Cos\ Clemente VII,

innanzi, bench

dopo ascende
il

primo maggio
il

vi

pubbli-

loggia a compartire la solenne. Per-

c la

lega contro

turco, conce-

tanto

appena
il

Pontefice

ha
e

dis-

dendo

agli astanti la plenaria indul-

pensato

presbiterio,

sale all'altare

Papale, vestito

di piviale,

senza

genza del giubileo , e dando loro la Papale Benedizione, la quale puie, oltre l'usato, volle

mitra, e baciatolo nel mezzo, vi de-

dare dalla loggia


ss.

pone
te
la

la solita oblazione, e

compar-

del Vaticano

nel d\ festivo de'

Benedizione, dicendo: Sit no-

apostoli Pietro e Paolo.

men Domini
voltarsi,
l'altare, nel

benedictum etc._, senza perch il popolo sta dietro


qual modo il Papa d Benedizione dagli altari Paisolati, f^.

Inoltre

abbiamo,

che Bonifacio

Vili, restauratore, nel i3oo, dell'an-

no santo,

fece costruire nella basili-

sempre
pali,

la

ca lateranense
tri

un nobilissimo pulpito,
al-

siccome

Georg. Henr.
7
5.

con pitture del Giotto, sebbene


dicano
del

Goetegius, Disse rtatio tJieologica de

Gimabue

dal quale

Bcnedictionc Papali, Lubeccae,

De more
cendi

per
ss.
_,

tres

digilos Benedi-

ad

Trinitatis

mysterium

significandum Halens.

in

tomo 4 Observ.

Benedizioni solenni annuali^


e

die' la Benedizione al popolo. jEd Innocenzo nell'anno santo i65o, dalla loggia del palazzo Quirinale die' la solenne Benedizione , nella festa dell'Epifania, con indulgenza plenaria a chi si trov presente, nella festa di Pentecoste, ed in quel-

straordinarie.

la d'Ognissanti,

colla
la

medesima
confessione

in-

dulgenza,

previa

Le

solenni Benedizioni

annuali
il

che con indulgenza plenaria d

Sommo
ticana

Pontefice dalle loggie prin-

comunione. Se il Papa ha celebrato tificale, come per Pasqua,


gestatoria sotto
flabbelli ai lati,
il

il

Ponper la
coi

cipali delle basiliche lateranense, va-

coronazione ec, egli ascende la sedia

hberiana, sono quattro:

baldacchino

cio nel gioved santo, e nella Pa-

preceduto dalla croguanti;


la

squa in s. Pietro , per V Ascensione in s. Giovanni, e per l'Assunta in s. Maria Maggiore. Talvolta accaduto, che per assenza, impotenza,

ce Papale, vestito de' paramenti della

messa compresi

col

Benedizione dalla loggia vaticana. In questa con


piviale e mitra, e sulla sedia gestatoria
ei

triregno in capo

od intemperie, quella dell' Ascensione fu data nella Pentecoste Le


.

comparte

la

Benedizione pure nei

straordinarie

sono

quelle

della co-

gioved santo, dopo la reposizione nel


sepolcro, ed in piviale e triregno dalle
loggie di
s.

ronazione in s. Pietro , del possesso in s. Giovanni, e nell'anno santo in


quelle principali festivit, ed in quel-

Giovanni

la

impartisce per

la Ascensione, e dalla liberiana

per la

BEN
Assunta,
cio

BEN
assistito
il

dopo avere
Recandosi

nam, ed

cantori ripetono
:

75 Amen.

alle cappelle di esse.

Papa

sulle loggie,

preceduto da
l'uso

tutti quelli,

che hanno luogo


tra essi che
sacri,

in cappella. Quelli

hanno
si

de'paramenti

recano sulla loggia come fanno pel gioved santo. Pasqua, coronazione, e quando il Papa poncon questi
tifica
;

Segue il Papa Jnduigenliam , absoludonem omnium peccatorum vestroruniy spatium verce etfructuosce popnitenticej cor semper poenilens, et emendationem vitce^ gratiam, et conlem perseverantiam
ribus
tribuat
vobis

solalionem sancii Spiritus, et finain bonis ope-

mentre

nelle altre Benedizio-

omnipotens et
allora,

ni

dell'Ascensione, e
li

dell'Assunta,
la prece-

misericors DominuSy e nuovamente


replicano
i

non
gie

assumono, perch
li

cantori

Amen. Ed

dente funzione non


delle

esige.

Le

log-

alzandosi
di

il

Sommo

Pontefice in pie-

basiliche
rossi,

sono

parate di

damaschi
le,

e baldacchino simi-

e rivolgendo gli occhi al cielo , allargando ed alzando le mani, per

sotto il quale sta il Papa quando benedice, e col tendone al di fuori; ed avanti al parapetto hanno una ricca coltre. Giunto che sia il Papa nelle dette loggie, il primo maestro di cerimonie fa tacere le bande della truppa schierata nella piazza. Il Pontefi-

invocar la Benedizione dell'Onnipotente,


la

facendo

tre

segni di croce,

comparte
:

all'immenso
et

popolo,
et

dicendo
potentis
tus

Et Benedictio Dei omniPatris


Filii

Spiri"

descendat super vos ^ et mancai semper^ a cui il coro ripete Amen. Ci detto, il Papa
sancii
siede
di

ce sedendo sulla sedia gestatoria, la

nuovo, e

due Cardinali

quale sostenuta da' palafrenieri, per maggior sicurezza, appoggiasi anche sopra basamento, che vuoisi introdotto da Pio VII, parato di damaschi rossi, e cosparso di fiori e ver-

diaconi assistenti, l'uno in latino, e

r altro in italiano con mitra in capo, se parali, o colla berretta, se colla cappa, leggono la formula dell' indulgenza plenaria concessa agli astanti,
le

zure,

legge

come lo da un

la loggia, cantando
libro sorretto

da un

e dopo gettano dalla loggia due carte nella piazza, che con

patriarca
soglio, e

o vescovo assistente al tenendo un altro la canparte


diversa dalle
altre
:

avidit religiosa sono contrastate dalla

moltitudine. In questo tempo


replicati segni

si

dela accesa, la seguente formula, in

di

giubilo,

odono come il

qualche
Sancii

apostoli Petrus et Paulus

suono delle bande, quello delle campane della basilica, e lo sparo dei
cannoni.
si

de quorum

potestate^ et auctoritate

confidimuSj ipsi intercedant pr nohis ad Dominurriy ed i cantori rispondono Amen. Indi ripiglia il Pontefice: Precibus et merilis h. Marice semper virginis^ beali Michaelis Archangelij b. Joanns Baptistce^ et sanclorum aposlolorum Pctri et Pauli, et omnium sanctorum, misereatur vestri omnipotens Deus, et dimissis omnibus peccatis vestris perducat
.,

alza di

Prima di ritirarsi, il Papa nuovo dalla sedia, e comtermina la funzione, che imponente^ e ma-

parte un' altra semplice Benedizione


al popolo, e

riesce s augusta,

gnifica, che la

penna non pu ab-

bastanza descrivere. Anticamente i Cardinali sulla loggia


della

Benedizione

nel
1'

gioved

santo prestavano al Papa


za,

ubbidien-

che perci
locch

non
si

si

rendeva in
fino
al

vos

Jesus Christus

ad

vitam

ceter-

cappella;

pratic

76
1770, in cui

BEN
Clemente
la

BEN
XTV
quale
sospese

Quirinale;
te la
die'

nel

medesimo luogo,

la pubblicazione della bolla in Coe-

oltre altri Pontefici,


nella

na Domini, dopo
gia,
il

ed

il

anche il regnanPasqua del i83r,


il

gettito della torcia accesa dalla log-

dopo aver celebrato


nella

Pontificale
dello
stesso

Pontefice

si

recava in questa

cappella

paolina

per
tre,
del

la

Benedizione.

Abbiamo
XIII

inol-

che

Innocenzo
nella

fatto cantare la messa, nella

avendo Pasqua
paolina
assisti-

1723,

cappella

gran neve caduta, e cattivo tempo, dopo aver fatto il pontificale nella basilica vaticana, nella gran navapalazzo; e nel

1887

per

la

del Quirinale, senza


to,

avervi

ta avanti la confessione la die' sulla sedia gestatoria.

dopo da quella loggia, ricevendo ivi prima all'ubbidienza i Cardinali,

All'articolo

Ca-

stel

s.

Angelo

si

dir

della Bene-

impart la

solenne Benedi-

dizione, che nel


il

palazzo apostolico
l'

zione. Talvolta avvenuto, che per

Pontefice conferiva una volta


al

anin

residenza de' Papi al Quirinale, per

no

presidio

Attualmente
il

incomodi di salute, intemperie di stagione, ed altre circostanze, dalla loggia di detto palazzo

quello del Quirinale,

Papa
ss.

la

d
di
fe-

all'arciconfraternita del

Nome
della

hanno dato

le

Maria
sta,

Vedi), nell'ottava
recarsi

solenni

Benedizioni,
al

come

dai

se-

nel

che

fa

essa
s.

pro-

guenti esempi.

Clemente XII, che

cessionalmente

alla chiesa di

Ma-

regn dal 1780

1740, e per otto anni fu quasi cieco , abit sempre al Quirinale, e dalla loggia di que-

ria della Vittoria.

Desiderosi sempre
tefici,

romani Ponsi

che

le

grazie spirituali
di

ac-

comprese quelle di Pasqua. Nel 1736 poi, essendo terminata la nuova facsto die' le solenni Benedizioni,

quistino

ciata della baslica Jateranense, nella loggia di essa

die' la Benedizio-

ne per l'Ascensione, mentre fino allora i Papi la avevano data dalla loggia, che guarda la guglia. Questa fu la prima Benedizione compaitita dalla nuova loggia, e la seconda fu data da Benedetto XIV nel possesso a' 3 aprile 1741-. Questo Papa, avendo restaurato il portico della
basilica liberiana,
stabil

qualunque parte del mondo, benignamente concedono ad altri la facolt di comcol partire la Benedizione Papale premio della medesima indulgenza plenaria, che sogliono accordare a chi riceve la loro. Cos Clemente XI l, agli II settembre 1761, pubblic una bolla, in virtti della quadai cristiani
,

le,
a'

con autorit apostolica

accord

patriarchi, primati, arcivescovi, e


di dare la

vescovi la facolt

Bene-

dizione Papale, con indulgenza ple-

che dalla

sua loggia, dopo


sunta
la
,

la cappella dell'As-

naria al loro popolo, due volte l'anno, cio una per Pasqua, e l'alti-a

si

compartisse dal Pontefice

solenne Benedizione, e pel primo


la

la

a loro arbitrio; ed una volta sola conced a' prelati inferiori che
,

egU

die' nel

dosi coir et,

174^; ma inoltrannella Pasqua del 1757,


la

hanno

l'uso della mitra, e degli a-

biti Pontificali,

ma

stabil

che

tutti

non pot dare


l'Ascensione
rinale.

Benedizione, e per
dalla loggia

la die'

Qui-

dovessero prima ottenere dal Papa questa facolt per breve , che loro

Clemente XIII, stante


1

la piog-

gia, nel

765

die'

quella dell'Ascendal

sarebbe spedito gratis. Indi con altra bolla, Decel Rornanum, presso
il

sione

nella festa di Pentecoste

Guerra tomo IV,

p.

i4j

a*

3o

BEN
agosto
1

BEN
nazzo
in
gli

77

che

la

763, dichiar Clemente XIII, facolt da lui data ad alcuni

Dipoi, nel 1729, Benedetto XIII die' dalla loggia Lercari parata di pao,

abbati miti'ati degli Ordini regolari


di dare al popolo la solenne Bene-

Albano,
animali

la

Benedizione
ro-

contro

nocivi, che

dizione,

non

si

poteva

mettere in
i

opera, senza che lo sapessero

pro-

vinavano quelle campagne. Ci tutto venne eziandio pubblicato dai


diarii

pri vescovi, dai quali doveano otte-

di

Roma.

nere

la

permissione in
solo

iscritto,

almeIII.

no
no

tre giorni prima.


i

Benedizioni in arliculo morlis.


rito della
a'

Non

romani Pontefici danalle

la loro

Benedizione

cose per

Il

Benedizione del veei-a

vantaggio spirituale de' fedeli, ma la com partono anche contio le cose a


questi nocive, e troppo lungo sarebbe
il

scovo

moribondi

in uso pri-

dell'anno 840, scrivendo nio, lib. V, cap. 1 9, de Gestis

ma

AnnoFran-

riferirne gli

effetti.

Baster

l'ac-

corum^ che Lodovico


sul

cennare pei primi

secoli,

che

s.

Leo-

I imperatore punto di morire, chiam Diogli

ne IV

dell' 84.7,

colla sua Benedizio-

gene vescovo Metense, e

doman-

ne, ottenne che sparisse

un

mortife-

la

Benedizione.

Se questa con

ro serpente, o dragone, col

veleno

del quale erano perite molte perso-

ne in Roma, come abbiamo da Anastasio, bibliotecario e da altri; co-

sempre, dai criimplorata dalla paterna amorevolezza de' Pontefici, molto pi la


religiosa avidit fu
stiani
1' estremo passagche decide dell'eterna salvazione o dannazione, ed perci, che i

desiderarono per

me
il

ancora colla Benedizione estinse


di

gio,

furioso incendio

Borgo

reso

famigerato nelle camere del palaz-

Papi, in virt della pienezza di lo-

zo Vaticano dal pennello di RaffaeIn quanto poi a' tempi a noi le.

ro

autorit, e

pei
la

meriti di

Ges

Cristo,

sempre

compartirono, ag-

meno

lontani, riporta

il

Novaes

nel-

la Vita

di

Benedetto
nel

XIII
le

che

naria
in

infestando,
di

1725,

campagne
del-

giungendovi poscia l'indulgenza plea chi ben disposto la riceveva, e questa si chiama Benedizione
articulo
mortis.
s

Roma

considerabile
de' grani,
nella

quantit di
e

Ed
la

acciocch

grilh, con
la
si

danno grandissimo
basilica

possano godere di
taggio
cose
tutti
i

spirituale

van-

raccolta
il

trovandolateSs.

fedeh,

annettono

Pontefice
nella

alle medaglie, ai crocefissi,

ed altre
dicesi

ranense
Trinit,

domenica
il

della
si

da

essi

benedette,

come

dopo

vespero,

rec col

all'articolo

Benedizione. Noi qui agin proposito didelle indulgen-

capitolo nella gran loggia di contro


all'obelisco, in

giungeremo quanto
ce
il

piviale paonazzo, e

citato libretto

mitra di lama d'argento,


consueti
esorcismi
,

fatti

ze^ che i Pontefici


deli,

concedono a fse

die' la
s

solenne

ritenendo

presso di

coro-

Benedizione contro

perniciosi ani-

mah, funzione che


nedizione

ripet nel 1726,


la

ne ^ medaglie3 crocefissi ec. da loro benedetti. Chiunque neh' articolo


ra

per l'Ascensione dopo propria


di

soHta Befestivit

tal

avendo Dio voluto coronare


del suo vicario
in terra,

la fede
farli

della morte raccomander divotamente a Dio l'anima sua, e se condo r istruzione di Benedetto
>i

col

XIV espressa nella

sua costituzione

trovare

estirpati

in

breve

tempo.

de' 5 aprile

i747> che comincia

* M

>

BEN 78 Pia Mater^ sar ben disposto a ricevere con animo sereno e rassegnato dalle mani del Signore la
morte, qualora
tito,

BEN
tuat libi stolam

primam y quam
et

in

baptismate
tate
ta^

recepisti j

ego

facuU

sia
,

confessato

veramente pene comunicato, o

mihi ab apostolica sede tribindulgentiam plenariam, et relibi

missionem omnium peccatorum

non potendo, almeno contrito in" vocher il ss. nome di Ges col cuore, non potendo colla bocca,
'>

concedo. In nomine Patris etc. Per sacrosancta humanae reparationis

mysteria
vitae

remittat

tibi

omnipotens

conseguir indulgenza plenaria.


acciocch

Ed
que
lati

pi facilmente ovunessere consoin

fedeli

potessero

della

Benedizione

arliculo

morlis, lo stesso Benedetto


la

XIV

col-

citata bolla,

che

si

legge nel suo


in

et fulurae poenasy paradisi portas aperiatj et ad gaudia sempiterna perducat. Amen. Benedicat te omnipotens Deus, Pater etc. Amen. Questa stessa Benedizione in ar-

Deus omnes

praesentis,

Bollarlo, tom. II p. 282, concesse a


tutti
i

ticulo mortis,

Romani
dal

Pontefici la

vescovi

della

cristianit

ricevono,

mentre sono moribondi,


Cardinale peni-

perpetuo

la facolt,

che prima avea-

ordinariamente

no solo per tre anni, quando la domandavano al Papa, di applicare per se stessi o per mezzo de' loro de,

tenziere maggiore.

Non

solo poi la

legati la Betiedizione,

za plenaria, a tutti

fedeli in

con indulgenpun-

concedono per mezzo dei sum mentovati divozionali, che loro benedicono, e per indulto Pontificio per mezzo di altri, ma anche essi medesimi la danno, nel visitare
ta
il

to di morte.

gli

ospedali, e talvol-

L'antica formula prescritta per la Benedizione in articulo mortis agli


agonizzanti era concepita

piissimo Benedetto XIII, nell'u-

scir

che faceva per R.oma, domandato

come

se-

della Benedizione in articulo mortis

gue:
tiarrty

Miscreatiir tui

etc.

Indidgen-

per qualche infermo, smontava dalla

absoludonem etc. Dominus nostcr etc. Item auctoritatc SS. D. Nostri Papae N. mihi commissa, concedo libi apostolicani Bcnedicdonem,
et

carrozza, vi

si

recava, e l'assistelo

va a morire, o
era moribondo.

consolava colla

sua presenza e Benedizione, se

non

plenariani ndulgentiam ^ et remissionem omnium peccatorum tuoum. In nomine Patris , et Filii et Spiritus Sancii Amen. Ma Benedetto XIV prescrisse la seguente, che quella che si usa attualmente F. Adjutoriwn etc. r. Qifecit etc. Antiphona. Ne reminiscaris etc. Ky:

Essendo vicini a morte in Roma un sovrano, un Cardinale, un principe


,

il

senatore

qualche primario

prelato,

distinto personaggio,

menal

tre sono agonizzanti

mandano

pa-

lazzo Pontificio

una cappa nera, cio un gentiluomo, o il maestro di camera, per implorare l'apostolica Benedizione, che
si

rie eleison.

Pater noster. Oremus


etc.

suole per

essi

domanda-

Clementissinie Deus Qic. Confiteor etc.

re al

Papa dal maestro


i

di

camera, dal
si

Misereatur
sus

Dominus
Dei

noster JeK'ivi ^

cameriere segreto, o dall'aiutante di

Christus

Filius

qui

camera. Se poi

Pontefici
di

trova-

beato Petro apostolo suo dedit potestatem ligaridi, atque solvendi, per

no nei dintorni
le

Roma, o

alla vilsi

leggiatura di Castel Gandolfo,


spedire da

suo-

suam piissimam misericordiam


cipiat

re-

confessionem tuani, et

resli-

ra,

cappa ne-* ad intercederla pel moribondo ;

Roma una

BEN
ed abbiamo esenipii, che acimi Cardinali , bench fuori di Roma , la mandarono a prendere a Castel Gandolfo, come nel 1761 fece Passione), il quale stava all' eremo di Camaldoli sopra Frascati, a Clemente XIII; al qual Pontefice la domand pure, nel 1763, da Siena il Cardinal Terroni. Senza poi tale formalit concedono i Papi la Benedizione in articiilo mortis privatamente a' capi di religione, prelati, ed altre persone, che meritano una particolar distinzione, e che nel punto estremo desiderano tal conforto, e grazia spirituale. BENEFICIATO. quegli, che possiede un benefcio ecclesiastico con Cina di anime ed anche senza ( V.
Beneficio)
,

BEN

79

nerosa retribuzione di beni ecclesiastici per uffici ecclesiastici, ed di diritto divino, naturale e positivo, come dichiarano le Scritture. Il Messia,

parlando del
I

ministero aposto-

lico (Matt. e.

o) disse: l'operaio

degno
(I

di sua mercede. L'apostolo


e.

ad Cor.
il

noi

diritto di
. .

9) ci dice: non abbiamo ricevere il nostro


.

nudrimento? Chi mai porta le armi a proprie spese? Chi coltiva la terra, chi batte il grano lo
.
.
.

fa

per

la

speranza di raccoglierne
fra

il

frutto.

Se noi abbiamo

voi se-

con residenza, senza

re-

i doni spirituali, forse una grande ricompensa il riceverne qualche dono temporale? Quei, che sono occupati nel luogo santo vivono delle offerte, e quelli che servono

minati

sidenza e corale nelle basiliche, cat-

all'altare,

partecipano
del
io

del sagrifizio.
i

ed ove evvi capitolo. I canonici, i beneficiati ed i chierici beneficiati sono tra loro distinti con ordine e grado di gerartedrali, collegiate,

Cos
esso;

il

Signore

ha ordinato che
vangelo

predicatori

vivano di
di

ma

non ho mai usato

questo diritto .

chia corale; intervengono

all'uffizia-

BENEFICIATURA.
che
bili.
si

Appellazione

tura del coro; hanno


tivi,

stalli

e distinle

d a
,

certi

beneficii

amovi*
col-

come

le
le

mozzette,

cappe, cotte ed

le

almuzie,

Questi
e

non possono
si

essere ras-

altri,

secondo

segnati

rendono vacanti
tal

le Pontificie concessioni e gli indulti.


I

l'assenza.

Di

sorta

sono

posti

di lui doveri si riducono a risiedere nel luogo del beneficio, laddove richiegga residenza, e disimpe-

de' vicarii, de' cappellani, de' coristi,

gname

gli

uffizii,

che

vi

sono annes-

ore canoniche in coro, o privatamente, secondo la quasi; recitare le


lit

Que' beneficiati, che li possono essere destituiti senza la monizione canonica, laddove , secondo il gius comune , i veri
de' cantori.

occupano

beneficiati
tuiti,

del

beneficio

portare

l'abito
;

se

non possono essere destiprima non ricevono i moECCLESIASTICO.

ecclesiastico

la

tonsura
i

patente

nitorii canonici.

finalmente impiegare
beneficio
di se; e

proventi del

BENEFICIO
diritto

un

nell'onesto

mantenimento
rendite soprav-

quando

le

vanzano a' suoi bisogni, deve impiegarle a vantaggio dei poveri, e nel
siede.

decoro eziandio della chiesa, se vi preQuest'ultimo dovere cos stretto, che laddove il Beneficiato vi manIl

perpetuo di percepire i frutti dei beni ecclesiastici, istituito con autorit ecclesiastica, ed avente annesso r obbligo di esercitare un qualche officio.

Il
I.

Orgine de Beneficii.
Beneficio presso
i

casse, obbligato alla restituzione.

nome

latini

beneficio, dice Bergicr, un'o-

scrittori

dinotava una certa poi-zio-

8o
gl'

15EN
si

BEN
non
ci

ne di terreno, che
dati,
to,

concedeva da-

imperatori a que' capitani e sol-

dava che benemeriti ne


si
,

agli
ei'a

ecclesiasti-

ereditario

erano distinti per meriaffinch ne ritraessero il necesche


si

ma
il

defunto

il

beneficiato, ritornava

Beneficio

alla chiesa,
Il

da cui era
si

sario
tali

alla

vita.

Per
il

la

qual

cosa

stato

assegnato.

Beneficio

di-

soldati

chiamavansi

beneficiati

stingjie dalla

Prebenda (Vedi).

{benficiarii)^

ed

terreno accordato

li.

beneficio y elargizione

( beneficium ) Dall'uso militare passato il vocabo-

Divisione de' Benefica.


ecclesiastici
si

lo nella Chiesa,

venne
si

ad

indicare

Beneficii

divido-

que' beni stabili, che

assegnavano
aflin-

no

in varie classi, secondo

che

dif-

e tuttora
stici

si

assegnano agli ecclesiaspirituale,

ferente lo stato delle persone, alle quali


le

pel ministero

vengono

assegnati,

o varie
i

ch abbiano di che vivere. Per tal cosa non ebbe principio che circa il quinto secolo, sendoch ne' primi tempi gli ecclesiastici viveano tutti delle offerte, che i fedeli facevano alla Chiesa ad imitazione di
;

obbligazioni,

che
le

si

contraggono
diiitti

nella istituzione,

o secondo

che vanno annessi,


si

condizioni che

ricercano

le

disuguali maniere

di provvederli e possederli.
si
ri.

prima

il quale nel tempo della sua predicazione era soHto, insieme

Cristo,

distinguono in regolari e secolaI regolari son quelli, che per didi fondazione,

co' suoi,

vivere di ci che gh veni-

va somministrato. Che se v' avea qualche fondo immobile, i frutti veniano dispensati in comune, posse-

dendo
colo

soli

vescovi

il

diritto di

amse-

ministrarli.

Ma

neppur in quel
che
sia

troviamo,

stata

fatta
costi-

o per volere dei o per una consuetudine legittimamente presciitta, si conferiscono a' soli religiosi regolari , n possono essere ad altri assegnati. Tatitolare, gli li sarebbero un'abbazia ufficii monastici, che hanno una rendita speciale, come il priorato conritto

superiori,

una
tuita

certa partizione, ovvero

ventuale in

titolo,

le

cariche di proI secolari


istituiti

ad alcun particolare una certa

curatore, elemosiniere, spedaliere, sagrista, cellerario

quota: a tenore delle circostanze si assegnavano beni stabili per quei


chierici,

ed
che

altre.

poi son

quelli,

furono

che servivano

la

Chiesa in

kioghi lontani, n ci sempre dura-

appositamente pegli ecclesiastici secolari , n si possono assegnare ad


alti'i.

va in

vita,

od era

cosa di generale
fatti

Sono
le

di questa specie

vesco-

diritto; gli

assegnamenti erano
e solo verso
il

a discrezione,

deci-

mo

secolo

rileviamo, che venissero

canoniche, le prebende, i priorati curati e sempUci, le vicarie perpetue ec. Son vi poi di que' Bevati,

stabiliti

con leggi assolute ed asse-

gnati ai singoli individui per

modo
affisso

che
te

il

diritto di percepire le rendi-

che per diritto di fondazione o di costume nel medesimo tempo sono e secolari e regolari; si possoneficii,

ecclesiastiche,

una

volta

no quindi ascrivere
alle

indilTerente mente

all'ordinazione per la quale il cherico veniva ascritto ad una chiesa da cui era mantenuto, divenisse

persone

dell'uno

dell'altro

stato.

Si

dividono eziandio, per rapporsi

unito

al

medesimo
,

Beneficio.
oggid,

to alle obbligazioni che

assumono

Questo per altro

siccome

nel riceverli, in beneficii semplici e

BEN
residenziali. I primi

BEN
non hanno
al-

8i
la

di

que* vescovati

non

plm-aht

cun obbligo di residenza,


la

ma

la so-

recita dell'officio

divino

e spes-

so ancoiTi la celebrazione, anche per

alium,

di

un determinato numero

di messe. I Beneficii residenziali sono


tutte le parrocchie , canonicati ec, rhe hanno obbligo di residenza. Questi sono incompatibili, cio, non pu

ma delle citt, che per grandezza potrebbero essere vescovati. La stessa cosa venne definita nel concilio III di Aurelia, del 645, can. 1 8 ; similmente in parecdelle sedi,
la loro

chi

sinodi

celebrati

Carlo Magno:

anzi

al tempo di abbiamo, circa

ritenersene pi

di
i

uno

dalla stessa

l'anno 740, che un certo Rainfi*edo arcivescovo del Romese nella Nor-

persona, mentre

semplici

non

so-

mandia fu
vato

spogliato dell'abbazia di

no do
te

incompatibili,

purch non sieno


chiesa
.

Fontanelle, che unitamente al vescosi appropri, per concessione di Carlo Martello ( Spicileg. t. III). In ogni tempo, e quasi ogni volta

nella

medesima
rinnov

In

riguar-

a' Beneficii

residenziaH,
le

Clemendel

XI

provvidenze dei

suoi

piedecessori, e

con
tutti
si

editti

che

la

Chiesa ebbe occasione di con-

Cardinal vicario e del prodatario, nel

gregarsi,

abbiamo avute nuove deed


assai

170

1, prescrisse,

che

cherici,

terminazioni

precise

sulla

quali ne possedessero, e

fossero

da

incompatibilit de' Beneficii residenziali.

quelli allontanati, vi ritornassero den-

Calisto II,

del

tro

un mese,
,

senz'

pi

pena di perderli altra sentenza ed aggiunse di a sua maggior sicurezza , che


sotto
,

al clero di Parigi,

11 19, scrisse che se un qual-

che canonico di quella chiesa fosse eletto a vescovo, non dovesse egli
passare alla sede,
avesse

dentro ottanta giorni


neficiati

tutti que'

be-

quando prima non


Beneficio canoniIl

mandassero

alla dataria

un

dimesso
sotto

il

autentico attestato de* rispettivi vescovi,

cale (Epist.

24 )
^^

concilio di

Lanel

dimostrante com'essi

risiedes-

terano,

Alessandro
''^'

III,

sero presso le loro chiese.

1179,

^^^'

decise,

che

Ninno poi pu avere


Pontefice.

tre Beneficii

semphci senza dispensa del romano

due parrocchie, o canonicati tenere non si potessero da alcuno. Lo stesso


fu stabilito dal sinodo di Parigi, nel
quello di

La

legge della residenza stette in

ogni tempo cos a cuore della Chiesa, che ne troviamo sino da' primi
secoli

importantissime

prescrizioni.

Ed
can.

infatti nel concilio di

Calcedonia
nel 4^1

IV ecumenico,
I

celebrato

12 12; dal lateranese del I2i5; da Vienna in Austria, del 1267; da quello di Colonia, del 1 3 00, in cui fu decretato ancora che nella stessa chiesa nessuno possedesse pi di un beneficio. Il Tridentino finalmente
pose
la

o,

abbiamo un decreto, che mi-

corona

alle

definizioni dei
statuti,

naccia la deposizione a chiunque avesse osato contravvenirvi.


concilio di Efeso, del

precedenti

concilii

mul-

Che se
act. 7,

nel

43 1

ven-

tando con gravissime pene coloro, che cercassero di unire un secondo


Beneficio

ne approvato, che alcuni vescovi dell'Europa, in forza di un'antica


consuetudine,
tre vescovati

incompatibile

al

gi pos-

seduto,
al

oppure
e.

non

rinunziassero
al

possedessero due o ad un tempo; nulla


di

primo per

passare

secondo
leggi

(Ses. VII,

3).

Le

stesse

osta al decreto

Calcedonia, doper
la

vendosi intendere
VOI.
V.

pluralit

sono in vigore oggid. Per ci, che spetta la maniera di

82
provvedere
essi
vi.
i

BEN
Benefcii,
si

BEN
dividono
e collatisi

IV.

Facanza

de^ Benefcii.

in elettivi^ patronali,
I

primi son quelli, che

confe-

Benefcii vacano

riscono per

una

elezione fatta legit-

del Beneficiato,

o per morte o per rinunzia eso per disposizione per morte non

timamente a
superiore ;
si

voti,

e confermata dal
quelli,

pressa o tacita,
di diritto.

patronati son

che

La vacanza

danno

dieti'O la

previa presenta-

zione e\ patrono (Fedi), e canonica Gli ultimi istituzione del prelato.


poi,

che

si

dicono anche

di libera

collazione, quelli sono, che


conferiti

vengono

abbisogna di dilucidazione. La rinunzia espressa ha luogo in diversi modi. Se il Beneficiato rinuncia dopo che n' stato investito, ma prima di prenderne il possesso, si chia-

dal supcriore senza la pre-

ma

cessione

se vi rinunzia

dopo

il

via elezione del capitolo o presenta-

possesso, dicesi dimissione; se final-

zione d'altri soggetti.

mente rinunzia a favore


zo,

di

un

ter-

chiamasi T'assegna.
tacita
s'

Per rinuncia
III. Erezione de^ Benefcii.

intende
la

il

contratto di matrimonio,

profes-

sione religiosa, e l'assunzione di

un

Perch
neficio,

si

possa istituire

un Bedel

altro Beneficio incompatibile.

necessaria

l'autorit

vescovo comprovante ; in caso diverso non avr la qualifica di ecclesiastico


Beneficio,

Per disposizione di diritto vaca un Beneficio, quando il Beneficiato ha commesso un delitto contro il
quale, o dalle regole di diritto
Pontefici, stata
ca-

ma

solo di pio legato

donazione. Deve eziandio erigersi in

nonico, o da alcuna costituzione dei

una

chiesa,

ad un certo
di

altare, sotto

comminata
dirsi,

la

pe-

qualche santo, e coir obbligo di qualche spirituale officio. indispensabile ancora una dote conveniente , per cui dovere
tal

r invocazione

na
le

di privazione del Benefcio.

In generale pu
flittiva
fcii

che

tutte

sentenze importanti una pena af-

inducono vacanza dei Benedal


chierico
delin-

del

vescovo
poi,
il

istituire

sopra

ottenuti

punto un rigoroso esame. Quedote


affinch
1'

quente.

sta

istitutore

Pio

ordin,

che

vacassero

possa aver

diritto del patronato,


sia

Benefcii di coloro, che


l'ecclesiastico abito e la

non portano
:

conviene
allatto

che

de' fondi

di

lui

tonsura

Sisto
al

liberi

da ogni controversia.

commin

la

pena

di privazione
l'

L' istitutore potr apporvi quelle leggi, che meglio gli piacciono, an-

chierico, che

avesse procurato

a-

corch fossero

opposte

al

gius co-

borto; Gregorio XIII prescrisse, che restasse vacante un Benefcio rassegnato, se fra venti giorni
stata pubblicata la rassegna.
ti,

mune

laddove per non sieno tur,

non

fosse

pi, irragionevoH

impossibili. Perci
il

F. Devo^

se egli volesse che

Beneficio fosse

Institutiones

Canonicae.

goduto

sempre

da
,

un
si

individuo
osser-

della di lui famiglia

dovr

V. In
feriti

Collazione de^ Benefcii.

vare lo statuto, n potr essere alterato dui vescovo, o dal successore


del fondatore.

pi
i

maniere

vengono

concio
:

F. Trident.

Sess.

'2

Benefcii

ecclesiastici,

de Rcform,

per via di elezione e conferma del

BEN
soggetto; per via della
presentazio-

BEN

83

ne
la

fatta

dal patrono, in forza delil


;

quale

prelato deve istituire

il

Sul proposito della neccssaiia verit per la valida collazione de' Beneficii, Benedetto XII, vedendo come alle volte venia alterata, nel

presentato
collazione

finalmente

per

libera

i335, ordin
suppli-

del

superiore,

che
cos

pu
pu-

che

si

registrassero tutte le

disporre a suo piacere, senza la presentazione di alcun altro;

che colle concessioni accordate, e se

ne conservassero
cancellaria.
neficii

gli

originali

nella

re per concorso.
colare,

Rispetto a

questo

Ed

ultimo da osservarsi la lettera cirReverendissime y di Clemente XI, in data io gennaio 172 1, diretta a' vescovi d' Italia, in cui pro-

dati

a riguardo de' Becon simonia, Pio IV,

mediante

la costituzione
1

Rom. Ponaffatto

tificem^ nel
la collazione,

564, lese nulla


istitu

pone
quale

il

Pontefice la maniera,

colla

debbano esaminare i concoiTenti. Questa lettera venne confermata anche da Benedetto XIV a' i4 dicembre 174^3 colla bolla
si

ne di fede, far si deve da ciascheduno nella investitura. Lo stesso fece Sisto V, rispetto alla simoniaca rassegnazione, ed anzi colla costituzione Divina Deij del i novembre

ed che

la professio-

Cum

///m^j

il

quale dichiar eziandio

i586, defin, che


le

se tali
,

cau-

essere in vigore la costituzione

ApostoluSj che Pio V avea emanata ai 19 agosto 1567. Egualmente in tre


i

se fossero portate a' vescovi

e ne-

gligentemente

trascurassero, avesi

sero luogo in quella giurisdizione


capitoli delle chiese,
i

maniere conferisce
il

Beneficii
i.''

anche
dirit-

Sommo
YIII.

Pontefice:
2."*

Per
di

to di riserva, della quale parleremo


al

Per

diritto

pre-

o i superiori, o conventi, dov' erano i Beneficii. Aggiunse ancora che i Beneficii fatti vacanti per simonia confidenziale,

venzione, iure praeventionis j quan-

do

conferisce

un

Beneficio, che

non

era riservato alla santa Sede, o che

si conferissero dagli Ordinarli, o da chi fosse giudice nella causa cori nuova nomina, e che i frutti mal

poteva essere
l'e

conferito dal collato3.**

percetti

si

applicassero a

vantaggio

oixlinario.

Per

diritto di de-

della chiesa.
VI.

voluzione, iure dcvolutionis y pel quale

devoluto al

Papa
,

il

diritto

di

A
i

chi spelli conferire


Beneficii.

conferire

un

Beneficio

allorch nel

tempo
feriori

stabilito di sei mesi,

per sola
gli

Il

Sommo

Pontefice
tutto
egli

ha
i

la

ple-

negligenza,

non

lo

eleggono

in-

naria potest di conferire


cii

Benefi-

collatori.
la

ecclesiastici in

il

mondo;
li

Affinch poi

collazione del Be-

quindi

un tempo

solo

dava.

neficio sia valida,

necessario, che

Che

se dipoi concesse la

facolt di

venga
ni
;

fatta a tenore de' sacri cano-

investire anche agli Ordinarii, nulla

quindi gratuitamente, senza re-

perci vien tolto del di

lui

supre-

ciproche promesse, con tutta verit,


cio senza rappresentare ragioni, che

mo

potere;

perci

in

qualunque
egli

modo, quando

sia giusto,

pro-

non

o tacere quelle che potrebbero opporsi, senza che v' intervenga la forza, e dopo che si sieno
esistono,

chiamati

tutti

quelli, a' quali spetta

la collazione.

V> Ferraris

Bibl. etc.

ceda nella collazione , questa sar sempre vahda, n potr essere derogata da alcun altro inferiore. In secondo luogo il legato a latere pu conferire i Beneficii , che so-

84
vacanti

BEN
nella
di
lui

BEN
provincia,

no quantunque spettino
zione
anzi
luti

mo

luogo che

alla

presenta-

della

sia almeno insignita prima tonsura ; altrimenti non

di un patrono ecclesiastico; pu conferire i Beneficii devoal Papa per la negligenza dei

cherico, quindi assolutamente in-

capace

di

possederlo.

In

secondo
legittimi

luogo
natali
:

dev'esser

nato

da

In terzo luogo il nunzio apoper non per diritto ordinario, ma sihbene delegato dal PonPer tal ragione conferir pu tefice. soltanto que' Beneficii, che non eccecollatori.
;

stolico

per potrebbe averne in qualla dispensa. Terao, conviene che abbia la et requisita dai canoni, e viva nel cehbato. Quarto, che possegga una scienza almeche caso

dono una
canoni.
tore
il

certa

somma

stabilita dai

no

sufficiente

per ben conoscere

gli

quarto luogo collavescovo; e sotto tal noIn

impegni, che vanno


neficio,
tezza.

annessi al Be-

ed

eseguirli

con tutta

esat-

comprendonsi l'arcivescovo, il primate, il patriarca, e qualunque altro prelato con giurisdizione quaFinalmente pu confesi vescovile.
rire
le,

me

te,

indispensabile poi assolutamenil

che

promosso non
,

sia

neppur
gli

in sospetto di eresia, di scisma o di

un Benefcio il non per proprio

vicario
diritto,

genera-

patrocinare, difendere
eretici; 2.

albergare

ma
suo

per
vela

le

facolt accordategli

dal

scovo. In quanto a' laici ,


disposizione di
s.

giusta

Simplicio

Papa del

che non sia interdetto, scomunicato colla scomunica maggiore, sospeso , irregolare , infame , mentecatto, furioso, simoniaco, e final-

467,

essi

ritto di

non possono mai aver diconfenre un Beneficio , per-

mente percussore, o
del percussore
s.

figlio

o nipote
di

di

un Cardinale

ch ci spetta solo alla ecclesiastica autorit, ma possono eleggere in


forza del diritto di patronato.

Romana

Chiesa.

Che

se

troviamo qualche gran personaggio aver conferito un Beneficio, ci non accadde per propria facolt ma per sola delegazione del Sommo Pon,

Vili. Riserva ed affezione de' Benefica.

Altro

non

la

riservazione

di

tefice.

Tra
i

gli

altri

Pontefici, Sistabili-

sto

IV ed Innocenzo Vili

rono, che
la citt di

Beneficii ecclesiastici del-

T avocare a se il diritto di promuovere a quello, quando per farsi vacante. Questo diritto proprio del solo romano PonBeneficio, che
tefice, e

un

Roma non
non
ai

si

dovessero

del suo legato

la te re nella

romani; e ci fu anche confermato da Leone X ai 19 marzo i5i3. Quindi , che


conferire se
soli

sua provincia.

Affezione poi

una

tacita riservazione,

che

fa

il

Papa
colla-

sopra di un
tore,

tal Beneficio,

intromet-

nella dataria vi la legge

di

non

tendosi nella disposizione del

concedere alcuno di questi Beneficii ai forestieri, senza la dispensa Pontificia.

Ballar. Basii,

t.

Il p.

27B.

che a questo per quella volta tanto non sia pi lecito il passare alla elezione. Cosicch
per
la riservazione in ci differisce dalla

modo

VII. Qualit richieste per

possedere

Beneficii.

La
rito
il

persona, cui dev* essere confeBeneficio, necessario in pii-

che la prima risguarda r atto espresso con parola o in iscritto, come sarebbe se decretasse apaffezione,

positamente

Reservantus Nobis tale

BEN
Bcneflciwii j l'altra spelta
leale,

BEN
un
fatto

85
Extra

pagnano

la curia

Pontificia.

per cui

il

Pontefice fa

cono-

scere la sua

volont di provvedere
volta
al
tale Beneficio.

corpus iuris sono quelle riserve, che si trovano nelle estravaganti ^

per quella

bench oggi queste


del diritto canonico.

formino

parte
so-

Si distingue ancora

in ci,

che

la

Fra

le altre

riserVazione importa la
t,

impossibili-

no pi

celebri

1'

estravag.

Ex

debito,

che

quel

dato Beneficio

possa
affezio-

essere conferito

ad

altri,

l'

ne non
varie

la porta.

rendono affetti in maniere; i." pel mandato del Papa, che obbliga di conferire
I Beneficii si

ad un certo
Pontefice;

tale

il

Beneficio; i. per
in

la rassegnazione fatta

mano

del

3/

per

Papa

agli elettori,
alla

un ordine del affinch non pro-

cedano

elezione;

P^i'
il

g^'^-

zia preventiva,

quando
a

cio

Papa

pel diritto di prevenzione conferisce

un

Beneficio

collazione

non

sia

qualcheduno, e la valida per un

de Elect, Execrahilis, de Prehen.,Ad regmen de praehendis ^ nelle quali sono riservati i Beneficii vacanti per assunzione di altri Beneficii incompatibili. Extra corpus iuris sono anche le riserve provenienti da varie bolle dei romani Pontefici. Alessandro VI, con la bolla In eminenti riserv i Beneficii di quelli, che offendono i litiganti, i giudici, ed i causidici della corte di Roma. Paolo IV, con la bolla Inter caeteras, riserv i Beneficii di coloro, che concorrono per altri con nome simulato. Pio V con le bolle Cuni Apostolatus
-

qualche difetto, allora l'Ordinario non potr intromettersi nella disposizione di

Inlollerabilis
-

Sanctissinius in
riserv
i

Christo
neficii

In conftrendis^

Be;

quella del

vacanza

5.

per

vacanti per delitto di eresia

un decreto
il

Papa

di

rimettere

quelH ricevuti simoniacamente, ossia

Beneficio

altre

nelle di lui mani. In maniere ancora potrebbero diaffetti


i

per confidentianij quelli vacanti sede episcopali vacante j e le chiese


parrocchiali
so.

venir

Beneficii
le

siccome pe-

conferite

senza concorla

r non sono

principali, rimettia-

Gregorio XIII con


riserv
i

bolla IIu,

mo
8.

il

lettore al Gonzales

ad

regni.

mano

Beneficii

la

cui

Caucellariaej

Glossa 52,

num.
si

rassegna

non

fu

pubblicata

in

un

i4, e seg.

Le

riserve apostoliche altre

di-

determinato spazio di tempo, come ancora riserv quei Beneficii dimessi

cono clausae in carpare iuris, ed altre extra corpus iuris : le prime sono quelle provenienti da leggi canoniche, e specialmente dal cap. i e ^ de praehendis in 6." che ri-

in

mano

del

vescovo,
li

se

questi
confe-

fra
riti.

un mese non
Sisto

avesse

V con la
i

costituzione Effre-

natam

riserv

Beneficii di coloro,

guardano
ria, e
i

Beneficii vacanti in

cu-

Beneficii vacanti per

morsanta

che procurassero l'aborto. Finalmente extra corpus iuris sono le molte riserve contenute nelle regole di cancellaria.

te dei legati

nunzi i

della

Sede
dalla

apostolica,

non che per morte


IX. Regole della Cancellarla sui Beneficii.

di coloro,

romana

che vengono o partono curia, se per muoiadielas, e finalmente

no

infra

duas
nel

dei curiali, che

Roma, o

muoiono vicino a momento che accon^-

Le
di)

regole della Cancellaria {Ve-

sono ceite apostoliche costituzio-

86
ni,

BEN
che
le
i

BEN
al vescovo

Pontefici nel principio del-

la loro assunzione sogliono fare cir-

e cos progredendo af, temati vamen te. Conviene osservare,

ca

cose

spettanti

a'Beneficii

cose giudiziali.

Che

se

non trovano

opportuno l'introdurvene di nuove, accostumano approvare, ovvero accrescere o diminuire quelle de' Pontefici precedenti. Il primo Papa, che le abbia scritte, fii Giovanni XXII, del i3i6. Queste poi nel progresso vennero riformate, in parte cangiate,

che siccome tali regole cessano di aver vigoi-e con la morte del Papa, quindi in tempo di sede vacante

pu l'ordinario
i

collatore
alla

confe-

rire

Beneficii

riservati

santa
candal

Sede, in forza delle regole


cellaria:

di

deve
gli

per

astenersi

conferire

altri,

che sono riservati

in parte accresciute. Tali re-

o per disposizioni di diritto canonico, o per costituzioni Pontificie.


X. Alternatwa

gole

hanno
le

forza di legge,
il

ed ob-

bligano dal momento, che


Pontefice

nuovo
per-

nel

nominare ai

abbia
Il

riassunte;

Beneficii,

ciocch alla morte di


esse spirano.

ciascun

Papa
sua
dalla

Ferraris nella

Essa
ficii

un

diritto

Biblioteca, alla parola Beneficia art.

cuni vescovi
coUativi

di

nominare

che hanno al^ ai Benecol

IX,

ci

riporta le regole fatte

alternativamente

Pio VI. Sulle molte riserve, che hanno origine dalle medesime, conviene consultare gli autori canonici, che ne hanno scritto. Le principali sono
felice

memoria

di

Papa. In virt di questa il Pontefice conferisce i Beneficii, che si sono resi vacanti in gennaio, ed i vescovi quelli che son rimasti vacanti iu
febbraio, e cos di seguito.
dell'alternativa
triarchi
,

Il diritto

quelle della regola

seconda, in

cui

si

concede

ai soli

pa-

sono riservate
se cattedrah

al
i

Papa

tutte le chie-

primati ,

arcivescovi e ve-

ed

monisteri, che handi fiorini riserva

scovi

prelati inferiori

no una rendita maggiore


duecento.
drale,

toli delle cattedrali

ed i capine sono assolutien reBeneficii

La

regola quarta

tamente
ceduta
sidenza,
esistenti

esclusi.

L'alternativa, con-

tutte le dignit

maggiori in catteec-

e principale in collegiata,
di
fiorini

ad un vescovo che abbraccia non solo i


nella sua
diocesi
;

cedenti la rendita

dieci.

ma

an-

Le

regole quinta, sesta, settima ed


i

cora quelli, che sono fuori, qualora


la collazione spetti

ottava riservano

Benefcii vacanti

veramente a

lui.

per morte dei collatori e successori, dei curiali, dei cmsori, cubiculari, e familiari del Pontefice, non che i canonicati delle tre patriarcali chiese di

Perch

il

vescovo possa usare della

alternativa, necessario che risieda

nella sua diocesi, altrimenti la per-

Roma:
riserva
i

finalmente la
Beneficii

de; che se poi fosse assente nei casi autorizzati dal gius, allora conser-

regola

nona

va-

canti in otto
in

mesi dell'anno, cio gennaio, febbraio, aprile, maggio,

va il diritto. Per la morte di un vescovo cui era concessa, non passa


il

privilegio al successore,

ma

con-

luglio, agosto, ottobre, e

novembre:
si

vien ch'egli
dal

l'ottenga

nuovamente

per se
"va,

il

vescovo gode l'alternatii

in tal caso
sei,

mesi otto

ridu-

cono a

cominciando da gennaio,

eh* riservato al

Papa, e febbraio

Papa ; n potr valei-sene quando prima non abbia attestata l'accettazione con un atto pubblico au* tentico, sottoscritto di propria ma-

BEN
no, munito del
di testimonii.
di lui sigillo, e fatderabili,

BEN

87

to nella propria diocesi alla presenza

Questo atto deve essere

steso

da

un notaio
dataria
del

apostolico, e spedito alla

Sommo
la

Pontefice.

Dal
l'at-

momento che
to pubblico

dataria riceve

o mediocri, semplici od onerosi, secolari o regolari, elettivi o non elettivi, finalmente a tutti quelli dei Cardinali, ed uffiziaU della corte Ponin qualsiasi luogo muoiano tificia quelli che li posseggono. Si determin ancora che le elezioni canoniche
,

l'iscrive

nel libro a

si

farebbero nelle metropoli, nelle catmonisteri, a condizio-

ci destinato, comincia pel vescovo


il

tedrali, e nei

diritto dell'alternativa.

Se alcuno

domanda qualche
deve esprimere
reso vacante,
il

Beneficio vacante

nei mesi che spettano al Pontefice,

ne che sarebbero confermate dalla Santa Sede, nel termine prescritto dagli antichi decreti. In quanto poi
alle

mese, in cui

siasi

altre dignit

e Beneficii,

ri-

altrimenti l'impetra-

serva
to che

delle

dignit

principaU delle
le
,

zione nulla. Cominci l'alternati-

cattedrali e delle collegiate, fu stabiliil

tempi di Nicol V del i447j concordato germanico nel celebre conchiuso con Federico III, del qual concordato a maggior dilucidazione
va
a'

Papa, e l'Ordinario

confe-

ognuno durante sei mesi dell'anno, in tal maniera per, che se fra tre mesi da
rirebbero alternativamente
contarsi dalla vacanza del Benefzio
lasciata
alla

qui

daremo una

succinta idea.

Gravandosi i principi di Germania per ci, che soffrivano in riguardo al conferimento de' Beneficii ecclesiastici, ricorsero ad Eugenio IV, il quale negli ultimi momenti della sua vita concesse a' tedeschi provvisoriamente ci che domandavano, senza il pregiudizio di quanto in appresso la Santa Sede venisse a stabilire. Nicol V, che ai 6 marzo i447j gli successe, invi subito in

nomina

del Pontefice

non

ne producesse l'atto, il vescovo ordinario vi provvederebbe ; e relativamente alle annate , che si pagherebbero quelle delle cattedrali, e delle abbazie di uomini, giusta le bolle apostoliche, fuorch per pei
se

Benefizii,

la

cui

rendita

non

ecce-

desse la

somma
i

di ventiquattro fio-

rini d'oro,
riti

quali sarebbero confe-

gratis dalla Santa Sede.

Germania
qualifica
tutti
i

il

Cardinal Carvaial colla


legato
,

Dipoi lo stesso Nicol

concesse

di

per

togliere

punti di dissenzione, particosulle

larmente
nefizii
,

distribuzioni de' bei

a Federico III l' indulto delle preci primarie [P^edi)^ indulto col quale accordava agl'imperatori la fasi
colt di poter

nel che

tedeschi

si

crede-

conferire

le

dignit

vano
fra
il

lesi.

Dopo molte
l'

conferenze

legato e

impeiator Federico

III, fu

finalmente conchiuso quel con-

il quale venne confermato da Nicol V , con bolla del primo aprile i^^S. In esso non fu leso il diritto al romano Pontefice di nomi-

cordato,

prima volta dopo la loro elezione, precedendone l'analoga petizione al Papa. F, PreQuindi Paolo II nel ci Primarie.
ecclesiastiche, vacanti la

1470 volendo
vi,

gratificare que' vesco-

le

che personalmente risiedevano nel* loro diocesi, cominci ad accorda-

nare a
dignit

tutti

Benefizii

delle prin-

re

ad

essi

la grazia dell' alteniati va,

cipali chiese,
,

come pure a
tutti
i

tutte le

qualora

la richiedessero.

Veggasi

il

ed a

Beneficii che

vacassero in corte di

Roma

consi-

Riganti, Commentariiwi in regala Cancellarix tomo II, pag. 181.

88

BEN
provvisti

BEN
in tal

Essendo proprio dei canonisti il trattare minutamente di tutti gli estremi riguardanti l'alternativa, ed
esistendovi regole di cancellaria, che
la

maniera da' Cardiper cui crele

nali loro vescovi, errore

devano
bolle
,

di

non doverne ottener


:

colla costituzione

Cum

siciU^

modificano, come anche parziali


conchiusi
principi

data

ai

concordati

dai

Pontefici

gesi nel

25 gennaio 1741, che legtomo XVI del Bollario, diche


tutti

con
sata

varii

che, secondo la

chiar

questi

provvisti
le

diversit dei
la

luoghi, ne
cos

norma;

hanno fisnoi non en-

avevano

l'obbligo

d'impetrare

lettere apostoliche

della cancellaria.

treremo in minute descrizioni sulF argomento, aggiungendo soltanto alcune provvidenze emanate successi-

Di pi ancora, che dovessero pagare alla cancellaria le tasse, e gli altri emolumenti dovuti, se i Benefizi

vamente da'sovrani Pontefici, secondo le particolari circostanze. Nel i5i5, essendosi abolita la Prammatica Sanzione^ Leone X, e
Francesco
I

superano

il

frutto

annuo

di ven-

tiquattro ducati di camera.


i

Che

se

suddetti beneficiati
tal ordine,
i

non eseguissero
altri
si

un
tati

Beneficii sieno ripu-

re di Francia, stabiliro-

vacanti,

ad

confe-

no

il

celebre concordato, per cui le


delle

riscano.

elezioni

prelature

ecclesiasti-

Essendo poi grandemente a cuore di Benedetto XIV la residenza de' vescovi nelle loro chiese, per

che, che per la

Prammatica erano

libere ai re di Francia, pel concor-

maggiormente indurneli, dispose che


pei Beneficii vacanti ne'mesi, in cui
la collazione spettava alla

dato restarono di nomina regia,


soggette alla
ne.

ma

Pontificia

approvazio-

Santa Sede,
residenti

Quindi Clemente VII, vedendo che il concordato germanico da alcuni preti


tedeschi

fosse

conceduta
dovesse

ai

vescovi

l'alternativa delle elezioni;

ma

che

veniva violato,

questa

durare

nel

tempo
pres-

con bolla del i534j dichiar nullo quanto contro di esso avrebbero intentato; e Gregorio XIII con sua costituzione comand, che i cqllatori

soltanto del Pontificato, ristabilendo


colla costituzione

Ad universa,
II,

so

congregazione sulla residenza dei vescoil

suo Bollario tomo

la

ordinarii de' Benefizi, col pretesto

vi

con analoghe

leggi

regola-

della bolla di Nicol

V, non potes-

menti.

sero conferire

Benefizi ecclesiastici,
della loro vacanza,

Non

essendosi terminata nel con-

dopo
zio

tre

mesi

se di questi
di tal

non si fosse nello spatempo provveduto dalla

cordato, stipulato nel 1737, tm Clemente XII e Filippo V, la controversia del preteso giuspatronato re-

Santa Sede, secondo l'alternativa. Veggasi Guerra, tomo II, pag. 8r,
Epist.

gio

universale della Spagna, lo stes-

so Benedetto

XIV, nel 1758, ne


col

con-

Const.

Romanor.

Pontif.

chiuse

un

altro

medesimo Ficorona in
e
il

Siccome fra i diversi indulti, che accordano ai Cardinali dal Papa,


i

lippo V. In questo fu dichiarato che

dovesse restare la
vescovati,

regia

evvi quello di poter conferire


neficii delle

Be-

possesso di nominare, nelle vacanze,


a'

loro diocesi vacanti per

monisteri,

Benefizi

cada nei mesi di diritto apostolico, il Pontefice Benedetto XIV per togliere Terrore, che vi era in alcuni cherici

n^oite,

ancorch questo

concistoriali, e riservossi
la sua libera collazione,
la

Papa

al-

ed a quel-

de'Pontefici successori, cinquantadignit; in

duc

qualunque mese, e

BEN
modo
zione

BEN
1'

89
si

vacassero

senza
alcuna.
ai

imposi-

*"

di pensione

Conced

doveano ris pettivamente dalla Santa Sede,


collegiate, conferire

ancora in perpetuo
il

re di Spagna

diritto universale di

tutte le

nominare in chiese della monarchia alle


ecclesiastici,

}) e dai vescovi ; cio ne' primi sei M mesi dell'anno dalla Santa Sede,

e ne' secondi

sei

mesi da' vescovi;

dignit, e Benefizi

an-

e che la prima dignit esser do-

che ne' mesi apostolici , ordinando che ne cessasse T alternati va^ si lasciasse illesa l'autorit episcopale, e

che

Beneficiati dovessero ricevere le

M vea sempre di libera collazione della Santa Sede ". Presentemente un vescovo, il quale possegga due diocesi unite, deve accettare

collazioni canoniche da' rispettivi


dinarii.

Or-

esplicitamente

l'alternativa

Clemente XIII successore


nedetto, affine di togliere le
liti

di Be-

per amendue le diocesi ; quando per risiede in una, non pu servirsi


di
tal

per la
Eccle-

prvilegio

pei

Beneficii

va-

collazione de' Benefcii nel regno di

canti nell'altra.

Per

le altre

conces-

Polonia,
il

stabili colla bolla,

sioni sull'alternativa,

ne parleremo ai

siastici Ordinisj

che

si

legge presso

rispettivi articoli degli stati e de'regni.

nata

Guerra, tomo II, pag. 3 02, emaagli 8 agosto 1763, che in


si
,

La formola
terio lib. II,

di essa leggesi nel

Lo-

De
a

re Beneficiaria, e

questo diritto
tiva de' mesi

osservasse l'alternadalle

neir Istitut.
ciale^ p.

la pratiquc Benefi-

prescritta

due

164, n. 9.

Leone X, e Clemente VII, ch'egli di nuovo avea confermato. In queste si comanda, che tutti i Beneficii, ed anche le dignit maggiori vacanti cadendo ne' mesi di
bolle di
,

XI. Rassegna de' Beneficii.

La
tanea

rassegna una libera e sponrinunzia, o


restituzione

del

febbraio, aprile,

giugno,

settembre

Beneficio fatta col consenso del superiore. Essa di ta

e novembre,
dinarii,

si

conferissero dagli

Or-

due sorta:

taci-

e cadendo negli altri mesi,


Pontefice.

ed

espressa.

La prima

succede

dal

Sommo

per via di
ritto

Anche Pio VI nel 1791 conchiuse un concordato con Ferdinando IV, re di Napoli, cui concesse la nomina di tutti i vescovati del
regno, restando ai Papi pro-tempore
la
cii

fatto, cio, quando il dil'ammette come conseguenza di una qualche cosa, p. e. del matrimonio del beneficiato, della professione religiosa ec. La seconda vien pro-

nunziata colle parole


scritto,

nomina
,

di tutti

gU

altri

Benefi-

usando

la

formula

ovvero collo per ci

purch

la elezione

cadesse nei
le

sudditi nazionali.

Ma

per

vicende
si

stabilita. La rassegna pu esser fatta assolutamente, o anche con qualche

dei tempi, questo concordato

rin-

condizione

come sarebbe
o ad
altri

il

riser-

nov dal successore Pio VII, col medesimo re Ferdinando ai 1 6 febbraio 1 8 1 8 , diviso in trentacinque
articoli.
Il

vare a

un' annua pensione del Beneficio istesso. Nulladimeno queste riserve non si possono
se,

terzo di questi dice che;

verificare senza

l'

autorit del

Som-

per riguardo all' alternativa le nomine alle abbazie, ed a'cano>

mo

Pontefice.

Su

tal proposito es-

nicati di libera

collazione, tanto

sendo accaduti molti abusi, abbiamo delle Pontificie costituzioni, che meritano di esser lette

M de' capitoli

cattedrali,

che

delle

da ognuno.

S.

90
Pio

BEN
V
colla Costit.

BEN
del p. Giovanni d'Avila, si sent commuovere, e stimolato a vita

Quanta, Ballar.

predica

tom. IV, p. 3, tra gli altri assolutamente stabil quali rassegne si possano soltanto ammettere dagli Ordinarii_,

migliore.
atti fer

Cominci pertanto a fare


si

pubblici di penitenza, e
alla

tras-

ed a'medesimi proib, che conai loro parenti


,

Madonna

miracolosa

di

cedessero
cii

Benefisoffrire

rassegnati
il

che

patrimonio

non potendo di Ges

Guadalupa, donde tornato, prese a pigione una casa nella citt di Granata
,

Cristo
al-

in cui collocava

poveri insulle

fosse dato

per eredit in preda

fermi,
spalle,

che
e
li

ivi

avea

portato

l'ambizione dei secolari, o ai parenti


de' rassegnanti.

sostentava colle limosine

Parimente

degna

raccolte per le pubbliche strade. A-

memoria perpetua la costituzione la sublimi di Benedetto XIV, dei 29 agosto 174^ ^^^ ^^"-^ Bull.
di

vendo riunito buona


naro, fabbric

somma

di de-

un

insigne ospedale,

e consumato dalle fatiche, nel cin-

tom.

I,

p. le

contro

43, la quale fu emanata rassegne, che si fanno con

quantesimo anno
nel
1

dell'et sua,

mor

55o

dieci anni

dopo

la fon-

riservata pensione, e

con un patto

dazione del suo primo

ospedale in

segreto di estinguerla con


ta

una

cer-

somma

di danaro,

rassegnante.

Tali riserve

da pagarsi al ed estinirrite,

zioni di pensioni

con quella costitue

zione vengono
nulle.
fice,

dichiarate

Cos ancora lo stesso Ponte-

vedendo che
il

tuttavia
di

alcuni

trattavano

modo

deludere la

costituzione di
I

s. Pio V Quanta del i568 e f altra di Gregorio Xllf, Huntano vx iudicio de' 5 gennaio i584, con altra costi-

aprile

ove riposa il suo corpo. Urbano Vili colla costituzione in. sede lo beatific ai 2 1 settembre i63o, ed Alessandro Vili, ai 16 ottobre 1690, solennemente lo ascrisse al catalogo de' santi. La sua vita fu scritta in lingua spagnuola da Francesco de Castro, ti^dotta in italiano da Gio. Francesco Bondino, e stampata in Roma nel 1587, ed
in latino colle note de' Bollandisti

Granata,

tuzione de' i5

ferm quelle
s

giugno 174I3 conbolle e ne die' una


,

chiara spiegazione, da farne disco-

pure in latino quella , che il p. in ispagnuolo avea pubblicata in Madrid, nel 1624, e che fu tradotta in italiano da Pandolfo in

Gouveau

prire
Sulle

ogni

pi

misteriosa

frode.
F~.
il

Napoli, nel

riserve

de' Beneficii

ra in
la

i63r,e poi dall'HerreRoma, nel 1690. Nel i63i


il

Trattato del Cardinale

Jacopo Si-

pubblic in R.oma

Gerardi

monetta, Roma,
gioso
nella

i588.

poscia ne furono fatte varie altre e-

BENEFRATELLI.
OspiTALARio.
di
s.

Ordine Relireligiosi

dizioni.
Il nome di Giovanni di Dio fu imposto al santo dal vescovo di Tuy, o, secondo altri, dallo stesso Ges Cristo, il quale gli apparve in forma di fanciullo, mentre Giovanni

Questi
di

chiamati

Giovanni
carit

Dio, e

Spagna ^^ift
della

dell' Ospitalit, in
,

Francia

ed in Italia da san Giovanni, detto di Dio per le sue rare virt, nato in Monte Maggiore nella diocesi di Evora in PortoBenefratelb\

furono

istituiti

vicino

a
e

Gibilterra stava sotto

un

gallo. Avendo egli esercitata per alcuni anni la milizia, nell'udire una

mostrandogli una mela granata aperta, da cui spuntava una Giovanni di Dio , croce, gli disse
albero,
:

Granata sar la tua croce

onde

BEN
la

BEN
si

91

croce, e la

mela granata fanno


dell'Ordine.

die' princpio dai religiosi alla fab-

parte dello

stemma

brica dell'ospedale di
la

Roma,

presso

Prese quest'istituto il nome di Benefratelli, perch il fondatore andava per


la citt

chiesa
essi
s.

di

s.

Giovanni Calibita
nell'isola

ad
di

donato dal Papa,

con una sporta

sulle spalle,

con due pentole sulle braccia, chiedendo per gli ammalati la limosina, e gridando ad alta voce Fate bene , fratelli , per amore di Dio. Dopo la morte di lui alcuni
e
:

Bartolomeo, o di Ponte quattro capi, poco dopo la raccolta dei mendicanti di s. Sisto ; ma con pochi letti per la scarsezza delle limosine,
le

quali poi crescendo,

si

dila-

t l'ospedale
to.

ed

il

contiguo conven-

suoi

compagni e discepoli , desiderando di promuovere questa pia opera


i

Gregorio XIII
l'Ordine,

non

solo confer-

m
ti

ma

l'arricch di

molal-

verso

poveri infermi, sotto la diri-

privilegi, e

concorse con denaro

Rodrigo Seguenza, conosciuto per superiore da tutti


X'ezione di fr.

l'erezione di detto ospedale.

gli

dal Piazza, nelle

Abbiamo Opere Piedi Roma,

spedalieri
si

col p.

Sebastiano Arias

trasferirono a

Roma, ove
effetto.

incon-

trarono molte difficolt nel procurare

che allora questi religiosi solevano andare la notte per la citt , suonando un campanello, e gridando che
se
si

limosine
di

a questo

Ma
iSji

il
,

facesse orazione, e
le

si

pregas-

santo Pontefice Pio


il

V,
,

nel

Dio per
qual

anime

del purgatorio,
delle

primo gennaio con la bolla Licei ex debito, conferm V approvazione, che dell'istituto appena nato avea fatta Leone X, ed avendo cons.

e per tutti gli stati


il

persone
di
si

costume,
,

ch'era

molta
pratica.

edificazione

oggid

non

cessa ai religiosi la regola di

Agosti-

no, prescrisse anche l'abito di color nero, giacche

prima era cinerino, cio

tonaca con pazienza stesa sino alle ginocchia, con cintm'a di cuoio ; e inoltre
decret, che potesse raccogliere limosine affine di governare
i

Succeduto nel 1585 a Gregorio Sisto V , questi XIII il Pontefice Benefra nell'anno seguente eresse felli in Ordine religioso ospitalario, avendo permesso ai medesimi di sten, i

dere
nel

le

loro

costituzioni.

Il

primo

capitolo generale

da
s.
i

essi

fu tenuto

poveri inpor-

convento di

Giovanni Cali-

fermi. tare

Devono

questi

religiosi

bita. Affinch poi

convalescenti, che

decreto

anche il cappuccio tondo, per emanato nel i588 dalla


le

uscivano dal nuovo ospedale, avessero opportuno ricetto, fu donata ai


reliffiosi
1

congregazione sui regolari, e per


ro, e talvolta
ecclesiastici.

da

alcuni

benefattori

nel

pubbliche strade usano cappello neil

584 ^^^

chiesuola, dedicata a santa

mantello,

come

gli

Maria

della Sanit,

Non sono

promossi agU

so, nella via felice presso

ordini sacri, n attendono agli studii,

Maggiore.

Il

con orto anness. Maria luogo fu dall' Ordi-

ma

contenti della sorte di Mar-

ta,

servono a Dio nelle persone dei

poveri. Essi

vengono
a
tutti,

stimati, e so-

ne ampliato, e poi venduto per cinquemila cento scudi alla congregazione di Propaganda, nel 1697.

no

accetti

ed hanno per
vicario

La
di

chiesa
s.

allora assunse

il

nome
s.

protettore

il

Cardinal

pr

Efrem, ed ora chiamasi

An-

tempore.

tonio, essendo ospizio per le missioni di


li.

Nel Pontificato di Gregorio XIIT,

immediato successore di

s.

Pio V,

Veggasi Dullariuni

Moldavia de' padii conventuaOrd. hospit.

, .

93
s.

BEN
Deo
,

BEN
p.

Joannts de

170. Gre-

?a,

gorio

privilegi
si

i5go conferm i die' ad esper protettore il Cardinal Rudel


de' Benefratelli
,

XIV

coir soggiunta del quarto di calare ne' loro ospedali gli ammalati,

che esercitarono costantemente con esemplarissima diligenza, e perizia.


il

sticucci

vicario di

Roma

e la co-

Fu adunque nuovamente
che
ogni
c^sa

stabilito,

municazione

de' privilegii

accordati
s.

reHgiosa
l'assistenza

avesse

un

da Nicol

V
i

all'ospedale di

Spi-

sacerdote per
di ciascuna,

spirituale

rito in Sassia,

come

l'esenzione dal-

acciocch fosse sempre

la gim'isdizione de' vescovi.

Mentre
erano

religiosi Benefratelli

si

estesi

per

l'Italia,
,

Polonia, e Francia

Germania^ Clemente Vili


re-

Siccome poi breve di Cleniente Vili, i religiosi di Spagna rimasero divisi dagli altri , da quel tempo hanno
pegl' infermi.

pronto

dopo

il

nell'anno

1^92,

rimise questa

sempre avuti
nerali,

ligione al sistema prescritto

da

s.

Pio

uno per

V, assoggettandola
giore;
proib
loro

a'

vescovi;

non
gli

Indie occidentali
ta,

due geSpagna e per le dimorante in GranaBenefratelli


la

volle che fosse governata

da un magprendere

e l'altro per l'Italia, Francia, Alein

di

magna, e Polonia residente

Romg.

ordini sacri, e di f^r professione so-

lenne;
sero se

prescrisse

non che

che non emettesvoti di povert,

In Francia furono introdotti nel 1 60 1 per opera della regina Maria de

di

ospitalit;

per cui mancando

quest'Ordine de' tre voti essenziali, die costituiscono un Ordine regolare,


fu riguardato
Il

come
fu

quasi sop^i

ed hanno quivi un vicario gli ospedali del regno. Il loro generale che prima non poteva essere sacerdote, fin da Benedetto XIV, cominci ad
Medici,
generale, che visita tutti
,

presso.

breve

spedito

i3

essere

fregiato

di

questa

dignit

febbraio, e

quantunque accettato nell'Italia, non Io fu nella Spagna, dove Filippo II non gli die' il regio exequatur. Quindi assunto al PonPaolo

Essi governano sei anni,


vinciali
tre,
i

ed

proviesi

quali terminati,
altri,

si

ne all'elezione degU
da' superiori locali,
titolo di priori.
i

che

fa

tificato

colla costituzione

quaU hanno il Inoltre Paolo V, nel


giurisdizione

i3i,

del

primo

luglio

1609,
vi

per-

16 19,

li

esent dalla
ciocch

mise, che in ciascuna casa de' detti


fiati di
s.

de' vescovi,

Giovanni di Dio,
il

po-

VIII, nel
re

moder Urbano i638, dichiarando die gU


,

tesse essere, contro

divieto di Cle-

Ordinarii avessero autorit di visitagli

mente Vili, un religioso sacerdote, il quale non potesse per esercitare


alcun
uffizio dell'Ordine,

ospedali

in

cui

non

fosse-

ro dodici

religiosi,

e di esaminarne
del-

ed essendo

l'amministrazione co' superiori


l'

da questo
coU'autorit

espulso,

restasse sospeso

dall'esercizio degli ordini sacri. Indi

Ordine, misura approvata da Alessandro VII. Per le regole, che

della

costituzione

Ro-

inamis Pontif de' 1 3 febbraio 1 6 1 7, ex che si legge nel tomo V, parte del Bollano, e con l'altra de' i5

osservano questi utilissimi religiosi, veggasi il p. Flaminio Annibaldi da


Latera, nel suo Compendio,
le
il

qua-

trattando nel suo Catalogo anche

aprile,

Ea, quac,
di

restitu quest'isti-

di

questo

istituto,

dice,

che di esso

tuto al grado

Ordine religioso,
i

scrisse

approvandone
ti

le costituzioni, e

vo-

Roderico nelle Questioni dei Regolari j il Cappacino nelle note

di povert, castit,

ed ubbidien-

ad

Conip. Frat. Min. e Francesco

BEN
de Castro, nella
fioriti,

BEN
del
b.

93

Giovanni di Dio. Fi-a questi religiosi sono


i^ta

meno

bisogni de' proprii religiosi,

e vendere, o donare medicamenti ai


secolari, eccetto la triaca

oltre

il

santo fondatore, molti

ed

il

balsa-

gran servi di Dio. A quest'Ordine appartengono pure gli oblati, che chiamano terziarii , alcuni de' quali portano la tonaca, il cappuccio, e lo scapolare, ed altri la tonaca e lo scapolare
altri

mo

apopletico. Finalmente

il

detto

venne confermato nel pontificato di Pio VII, con rescritto del Cardinal camerlengo, emesso ai 17
privilegio

novembre 181 7,
la

e nell' odierno dalcongregazione speciale di sanit.

soltanto,

ma

quest' ultimo, tanto dei

BENEPLACITO
pellazione che
si
l'

Apostolico. Apal

primi, che dei secondi pi corto della tonaca. Quegli oblati, che han-

consenso del

no

il

cappuccio ed emisero la pro-

fessione,

dine, siccome

non possono uscire dall'Ornon lo possono quelli,


lo

de' beni o breve, che contiene questo permesso, chiamasi puecclesiastici. L'atto,

Pontefice per

alienazione

re con egual

nome.

Il

Beneplacito

che non
fessi
,

dieci
betti,

hanno, perch sono proci facendo solamente dopo anni di prova. V. il Zano-

Apostolico

primo luogo per l'alienazione de' beni ecclesi

richiede in

Memorie

sulla Storia del pri-

mo

secolo

de" Servi di

Maria

siastici incorporati ad una chiesa o ad un luogo pio; 2.*" per ripudiare un legato pio ad una chiesa, moni-

degli spedalieri di san

Dio, Madrid, e

Roma
di

Giovanni di 1780.
s.

stero, o altro luogo di carit: cosi


la

pensa Tamburini

De
i

iure abba-

Gli ospedali de'Benefratelli, e par-

tunij

con
3.

altri

teologi di gran nodiritti

ticolarmente quello
di

Giovanni

me;
in

per alienare

per-

Dio

in

Roma, sono
e

corredati di

petui di

una
21
la

chiesa
iunii

S.

Congreg.
)
;

convenienti,
di

complete farmacie,
tanto
semplici

Alban.
fare

i6g8
cessi

4-"

fornite di ogni migliore assortimento

per
ritti

transazione

per
i

cui
di-

medicinali

che

da una chiesa vengano


sopra
i

composti. Oltre all'uso pei medesi-

beni

pretensi^

quan-

mi
il

ospedali, queste farmacie


diritto

hanno
i

tunque riceva qualche

altra cosa in

di vendere

al

pubblico

loro luogo (S. Congreg. in Auscid.

medicinali, per privilegio conceduto

i4 febr,
nare
altra
i

1699
di

) ;

5."

per

alie-

con decreto emanato ai 12 marzo 1722, da una congregazione particolare deputata da Innocenzo XIII, che nella proibizione agli altri regolari di vendere medicine,
all'Ordine
eccettu
le spezierie
il

beni
(

una

chiesa in

una
fa-

S.

Congreg.

Conc.
6.**

Neaper

pol.

24

ictn.

1732);

re ne' beni ecclesia^ici

piante destinate

un taglio di a dare un riguar-

dei Benefratelli.

devole ricolto

Quindi
col

Pontefice Benedetto

XIV

, e laddove il taglio diminuisca notabilmente il prodotto,

nato

moto proprio, Essendomi, emaai i4 novembre 1740? che si


I,

fondo.

o rechi un danno considerevole al Che se non ne derivano tali


il

legge nel suo Bollario tom.

p. 8,

conseguenze,

diritto

non

richiede
7.*

conferm

decreti

de' suoi prede-

pi

il

Beneplacito

Apostolico;

cessori, ne' quali si

proibisce ai res.

golari, eccettuati gli ospitalarii di

Giovanni

di Dio, detti

Fate Bene-

Senza di esso nulle sono ed invalide le locazioni, o concessioni de'beni della chiesa, o del capitolo per
lungo tempo
fatte,

fratelli, l'esercitar l'arte di speziali,

quantunque vein

t)4

liEN
tra
i

BEN
canonici, o be-

gano condii use

Anihtiosae, colla f(uale proib assolu-

neficiati della stessa chiesa,

non
(

ostan-

tamente r alienazione de' beni


siastici

eccle-

do

la

contraria

consuetudine,
S.

vien appellata Corruttela


greg.
1

che Coniunii

senza

il

Beneplacito del ro-

mano

Conc.
) ;

in

Astens.

26

ni che

Senza di esso alienar danaro posto a profitto ne' monti di piet; 9." Non si devono alienare i beni di una chiesa, quantunque sieno stati lasciati colla condizione che ad arbitrio si possano alienare laddove poi sieno lasciati, perch colla loro vendita acquistare si

688

8.''

dani arrecavano alla Chiesa con improvvidi contratti. Col progresso


si

Pontefice, per impedire

non

si

pu

il

de'

tempi

Pontefici, per
in

non

esse-

re

affollati

ogni
la

momento da
facolt di

istanze,

rimisero
il

ac-

cordare

Beneplacito Apostolico spe-

cialmente alla cancelleria apostolica,


alla sacra penitenzieria, e talvolta

che al
cherici

anCardinal camerlengo, ed ai
di

possano degli oggetti servienti alla chiesa, allora non fa bisogno l'Apostolico Beneplacito.

camera;
facolt.

ma

s.

Pio V,
ri-

nella costituzione 69,

Volentes ,

io. I

regolari,

voc

tali

Per,

stabilite

dopo il decreto di Urbano Vili emanato dalla sacra congregazione a' 7 settembre 1624, non possono
chiese o pure trasportare il possesso de' beni immobili di un moBistero ricco in un altro , sebbene sia della medesima provincia o re-

da

Sisto

V
con

le

congregazioni Carla

dinalizie,

costituzione
alla sacra

Im-

mensaj commise
tela
delle

congi*e-

vendere

beni delle loro


cos^i

gazione de' vescovi, assieme colla tugiurisdizioni


il

monisteri

ecclesiastici,
il

potere di

Beneplacito
si

de' beni concedere Apostolico, bench

alcune volte
la

accordi ancora

dal-

ligione
preziosi.

Lo
Il

stesso dicasi degli

efifetti

sacra congregazione del

concilio.

Beneplacito

Apostolico

La menzionata congregazione
vescovi, nell'accordare
to,
si il

dei

addimandasi eziandio per alienare ipotecare, cambiare altri oggetti, od in altre forme; cosa che distesa-

Beneplacidel

serve alcune

volte

sem-

plice rescritto, colla clausola constilo

mente legger si pu nella bibhoteca del Ferraris, alla parola Alienato, art.

de evidenti

utilitatej
,

ma
di

laddove
locazioni

trattisi

di enfiteusi

4-

Sono degne
le

di speciale sul

considerazione

misure prese,
dei

perpetue, o anche a novantanove anni o alla terza generazione, che

proposito dell'alienazione
ecclesiastici,

beni

ascendono

ad

alcune

determinate

Leone I eletto nel 44^? da s. Simmaco, nel concilio romano celebrato nell' anno
dal

Pontefice

somme,

ingiunge, secondo la quanti-

t del canone, o la spedizione delle

483,

Lione del 570 sotto Giovanni TU; da s. Gree


dal
concilio
di

plumbo, o in forma di breve, usando l'espressione si sanctissinio Domino placuelettere apostoliche sub
:

gorio
Ili
lib.

Magno
lett.

lib. I leti.

ep.

66,

lib.

rit.

Il

decreto passa dipoi alla da-

ictt,

ep. 16; ep.

Wh.ym, letL

ep. 53;

teria

apostolica o alla segreteria dei

Vienna
alien.

nell'
i

anno

33, e dal concilio di 1 3 1 1 ; non che

brevi per la relativa spedizione.


I

regolari

in forza del decreto


esenti

dalla Clera.

de rebus Eccles. non


li,

di

Urbano Vili, sono


delle lettere
stesso privilegio

dalla

spedizione
nel

apostoliche.
i

Dipoi Paolo
blic
la

famigerata

1468, pubEslravagaiUe

Lo

godono

Cardi-

nali,

in effetto della risoluzione del-

BEN
la sacra

BEN
re-

95

congregazione de' vescovi

golali,

19 settembre 17 38, approvata da Clemente XII. regnante Sommo Pontefice Il

seconda promozione falla a Sens di Francia, nel 1 1 64 , o nel II 65. Egli era umile in maniera, che prefer la Certosa di Montenella

Gregorio XVI, col molo proprio i o novembre i834, ordin che senza il Beneplacito Apostolico emanato dalla
congregazione de' vescovi e regolari, procedere non si possa alla riduzione,

di-Dio

alle

grandezze
corte
di

pi

cospiAflfer
si

cue

della
il

Roma.
il

ma

Cellense,

che

Signore

o al cancellamento delle iscrizioni che conservano le ipoteche, per i


crediti delle chiese, dei capitoli,

di altri luoghi
Il

pii.

Beneplacito

Apostolico

si

usa
riser-

compiacque di operare molti miracoli ad intercessione di Beneredo, il ovvero nel quale mor nel 1 80 1 185, secondo l'Ughellio ed il Suaresio. Si trova per una bolla di Urbano III, segnata da lui nel 1 185, nel qual caso si dovrebbe ritenere
,

anche nella curia romana per


vare
alla

che questo porporato


ferito

sia stato tras-

libera volont del

della Santa Sede la


officio.

Papa o durata di un
la claula la

ad

altra chiesa, poich


III

bolle

di Alessandro
1 1

da due sappiamo,

tal fine

si

!a
le

ad Beneplacitum
fa
s,

adopera nostrum^
o

che nel

era vescovo Prenesti-

quade-

no

il

Cardinale Paolo Scolari.


la

dir

che

cessi

l'officio

vero per sembra, che


zione alla bolla di

sottoscriIII sia al-

putazione alla morte del Pontefice,


cap. si gratiosa de
rescript,

Urbano
al

in 6.

quanto sospetta rappoi'to

Beneredo.
Cit-

Nondimeno si usa pi comunemente la formula ad Beneplacitum nostrum


et

BENEVENTO {Beneventan.).
cato negli
t,
stati Pontificii.

t con residenza arcivescovile, e du-

Sanctae Sedis,

affinch la conse

Questa

cit-

cessione talvolta

non venga

non
devisi-

rinchiusa nella provincia del prin-

per via di formale rivocazione. Tali

cipato ulteriore del regno di Napoli,

clausole

si

appongono nella
,

putazione degli amministratori,


tatori
,

e delegazione apostolica, situata sul pendio di una collina, al confluente


del Calore e del Sabbato, che scaricansi nel

vicari apostolici

e talvolta

anche nella destinazione, per breve o decreto de' superiori generali di qualche Ordine religioso. BENEREDO, Cardinale. Beneredo francese, nacque nelle Gallie da famiglia nobilissima, nel secolo XII. Profess nell'Ordine di s. Benedetto, e fu abbate nel moniste-

Volturno.

Si

vuole che

sia stala edificata nell'anno

4? 3

di

da Diomede, e che prima si chiamasse Malventi , Mah'cntiim dall' importuno soffio de' venti. Perch poi si dice aver lasciati quivi Diomede a monumento i denti

Roma

del cinghiale Calidonio,

un tempo

ro dei

ss.

Crispino e Crispiniano nel-

ucciso da Meleagro, prese Benevento

la diocesi di Soissons.

Pietro Cellese,
di
di

abbate di
invi
in

s.

Remigio compagnia
Soissons,

Rems

lo

conserva col

Novelone
le

vescovo di
re
ta,

al concilio di

Laterano. Beneredo per


fu poi creato

sue ra-

che tuttavia Concordes in unum S. P. Q. B., motto aggiunto per la pace conchiusa tra Sisto IV, e il re Ferdinando, siccome si dir
l'arma del Cinghiale,

motto

virt e per la santit della vi-

in appresso.

le

d Palestrina

vescovo Cardinada Alessandro III

Quale

citt del

Sannio
i

si

distinse

nelle gueiTe contro

romani, e cam-

96
bi
il

BEN
nome
evento y
in Benevento, cio

BEN
da
al

591, in cui

il

re

Agilulfo

gli

Bono

quando
e
il

conquistaiono,
colonia sotto

vi

romani la spedirono una


i

consolato
di

di

Sem-

surrog Arigiso, o Arichi, parente di Gisulfo duca del Friuli , che leisci di s ottima fama dopo un regno
di
s.

pronio Saffo,

Appio Claudio,
ascritti

mezzo

secolo.
si

Da

alcune lettere di

onde
alla

Beneventani furono
Stellatina.

trib

Pirro

vi

fu

vuole che con molti longobardi avesse abbracciata la fede.


Gli successe per

Gj-egorio I

disfatto

ne' suoi

dintorni da Curio

un anno suo figlio Aio,

Dentato. L'attaccamento, e la prodezza de' Beneventani in favore dei

romani
tro
il

si

distinse nella guerra con-

o Aione, il quale, essendo morto nel 649 con sospetto di veleno, fu fatto duca Radoaldo, e nel 65 1 Gi'imoaldo,

Cartagine.

Da Augusto ebbe
dopo restaur ma,

ambedue
Gisulfo,
i

figliuoli

cadetti

del

duca
si

titolo di

Colonia augusta

quah per una

rivolta

che quell'imperatore la
gnificamente.

erano rifuggiati nel Friuli presso Arigiso

loro parente.

Sotto r impero d' oriente fu provincia greca , e venne invasa nell'an-

no 5oo
ti,

dell'

era

cristiana

da' go-

poco dopo da' grenuovamente occupata e distrutta dagli stessi goti capitanati da Totila, finche, caduta l'anno 588,
ripresa
ci
,

ma
fu

Grimoaldo nel 662 divenne re de' longobardi ed il suo figlio Romualdo, per avere con intrepidezza difeso Benevento dai greci, merit
,

indi

di esserne dichiarato duca, e pren-

in potere de' longobardi, figur pri-

isposa Teodorada. Estese sua dominazione a Taranto, Brindisi ed Otranto. Il vescovo s.

dere

in

egli la

ma come ducato, poi come principato nella storia dei mezzi tempi, e
fini col

Barbato, fatto successore d' Ildebrando nella sede beneventana l'anno

divenire dominio della Santa

663, insieme
sia

alla pia

duchessa con-

Sede.

tribu a purgare

Fu
da
n'

Benevento eretta in ducato


le

Benevento dall'eredegli ariani e dalle pagane su,

Narsete

greche e

truppe ausiliarie de' longobardi


colle
i

quando

perstizioni

che

traendo

l'

origine
la di-

da' longobardi,

grandemente

ebbe
il

cacciati

goti.

Volendo
fiss in

al-

sonoravano. Nel

memorando

assedio,

lora
la

capitan

romano rimunerare

onde questa

citt fu stretta dall'

imri-

Benevento il quartiere per quelli, che aveano prescelto rimanere al suo servizio, e Zotto, o Zottone, comandante di essi, ne fu posto al governo per primo duca. Altri dicono per, che gli stessi longobardi eressero Benevento, e la sua provincia in ducato, e che Albino loro re nel 570, essendo disceso in Toscana coir aiuto delle armi di Zotto, lo fece in ricompensa duca di Benevento, confermandogli i possedimenti con ampliazione di temtorio. Egli
resse felicemente
i

nazione longobarda,

peratore Costanzo II,

era essa
Il

dotta ad estrema miseria.

zelante

pastore san Barbato si fece alloi'a promettere, che se avessero prospero successo le armi longobardiche,
si

sarebbe

onninamente schiantato

dalle radici

un

albero sacro,

a cui

Beneventani appendere un cuoio, contro il quale si lanciavano per mezzo a veloci corse equedardi all' uso dei stri, innumerevoli
solevano
i

Parti.

quel

popolo

Era tanta da
ogni

la

superstizione di

conservare

come
qual-

prodigioso

dardo, cui
si

Beneventani fino

che brano di pelle

fosse

appesa,

EN
e da crederlo

capace di preservai'C

da ogni pericolo. Sciolto 1* assedio, promessa fu religiosamente mantenuta, e l'albero venne atterrato. Si rendevano eziandio dai longobardi folli onori ai serpenti , ed alle vipere; ma riusc a s. Barbato di
la

97 de Magistris scrisse De Nuce Be-* neventana Maga, Neap. i634 Grimoaldo li, e Gisulfo I nell'anno 704, succedettero l'uno appresso r altro nel regno al loro genitore. Il Pontefice Giovanni VI mosso
,

EN

dalla sua carit apostolica,


tutti
gli

riscatt

convertire in
stici

un vaso per usi


d'

ecclesia-

schiavi,

che Gisulfo avea


sulle

un

rettile
si

oro

che dallo

presi nelle scorrerie

terre ro-

ed un calice fatto con tal prezioso metallo, per lungo tempo fu usato nella cattedrale. Parlando il Borgia dell'albero sacro venerato da' Beneventani non lungi dalle mura della citt in un luogo chiamato voto, perch ad esso recavansi per sciogliere i loro votij ecco quanto aggiunge. " Recise il servo di Dio
stesso

duca

teneva

riservato,

mane. Nel 707 Romoaldo II successe a suo padre Gisulfo I, il quale nel 729 soffr molto dalle armi di Luitprando re de' longobardi , e
fu obbligato
Il

rilasciargli

ostaggi.

fanciullo Gisulfo II, che, nel

733,

dopo di lui, fli salvato a stento da una congiura tramatagli; ma non and guari, che il
venne
tutore Aodela tolse
di

*>

quell'albero, e cos fu tolto ogni

rona ducale

al

pupillo,
Il

attacco per esso ai longobardi , e M quel luogo divenne poi oggetto a di venerazione per un sacro tem pio erettovi sotto il titolo di s. Maria in Foto, perch ad esso
>

la propria fronte.

capo la coe ne cinse re Luitprando

disapprov l'usurpazione, e nel 733 invest del ducato il proprio nipote Giorgio, o Gregorio, che regn per
sette

recavansi le genti per isciogliere

voti loro. Di questo tempio si M mostrano anche in oggi le vestisi gie, e quella contrada del terri torio Beneventano per esso detta >i la Piana della Cappella. AccenM niamo di passaggio che da que st' albero , e dalle superstizioni che vi si commettevano in tempo w de' longobardi, ebbe poi origine *j la baia del Noce Beneventano
>

al 739. Il popolo Gondescalco, il quale per sua sventm-a in vece di guada-

anni

fino

elesse

allora

gnarsi l'animo
la

del re, ed ottenere

conferma, entr nella rivolta del duca di Spoleto Trasimondo II, pro-

vocando

la collera

di

Luitprando;

per cuij mentre ne


la vendetta,
si

voleva fuggire
al

rest trafitto dagli stes-

Beneventani, che

legittimo Gi-

sulfo II ritornarono
II

742duca Luitprando, successore di


degli altii
italiani

fedeli nel

tanto
il

famigerato in Italia presso

Gisulfo, segu la politica

volgo ignaro, che bonariamente

" crede esser quivi il maggior con corso delle streghe , le quali sopra

>

tenendo le parti dei franchi, che con Pipino discendevaduchi

no

dalle alpi;
lo

ma

Desiderio, re lon-

un caprone,
cesa in
i

con una scopa acmano vengano di notte a


e

gobardo,
nero,

balz dal trono, restituendovi, nel 762 , Arigiso suo ge-

" celebrarvi

loro congressi. Gio.

Francesco Rota cremonese compose

che valorosamente cacci da Otranto il competitore. Egli rest


zione del loro dominio; e
nel

un Poema pastorale
Benevento,

sulla
si

Noce

di

fedele a' longobardi fino alla distru-

che

inedito

conserva

quando,

nell'archivio d'Arcadia, e Pipornus


VOL. V.

773, Carlo Magno


7

fece prigio-

gB

BEN
giso II

BEN
mor nel 788 con fama
di in

nicro Desiderio, Arigiso con solenne pompa convoc i vescovi e i grandi del suo stato,

di
^

prode

magnanimo
piazza
forte

di

pio

ed assunti

reali

costitu

omamenti,
crare

si

fece,

nei 774, consafece

Salerno,
vali

e coronare piincipc di Bene-

persuaso che le avrebbero allontanato


dei quali

marittima forze nadall'Italia

vento, e nelle
la

monete

imprimere

le invasioni franche.
filosofi,

Era attorniato da
fino

Dipoi della zecca, Benevento origine dai longobardi , presero diiitto i Papi ed in segno del loro dominio, per qualche tempo vi coniarono monete. Dopo otto anni dovette Arigiso
propria
eflgie.

ne pot contare

eh'

ebbe

in

a trentadue nella sua corte, comp in Benevento il celebre moni stero


di
s.

Sofia,

fondato da Gisulfo II,

e soppresse l'istituto, gi approvato dal re Luitpiando, delle Pinzochere,

rendersi

vassallo,

tributario

di
fi-

che, assunto

Carlo Magno, nonch dargli due


gli in ostaggio,

ed
il

il

vincitore

cam-

il sacro velo, dimoravano nelle proprie case, senza dipendenza da alcun Ordine religioso,

bi a Benevento
in

titolo di

ducato
queste

celando cos
Arigiso
le

le

occulte

dissolutezze.

quello di
nella

principato.

In

racchiuse

ne' chiostri, e

epociie

abbiamo da Novaes, e da
V^ita

Platina

del

Pontefice

I, che Carlo Magno accrebdomnii della Chiesa Romana, colla donazione del territorio di Sabina , e de' ducati di Spoleto e di Benevento, della quale pose i' auten-

Adrimio
i

be

severamente viet che altre abbi'acciassero tal genere di vita. La riconoscenza de' Beneventani innalz al defunto principe un sontuoso mausoleo con epigrafe di Paolo Diacono. Grimoaldo III, non men prode del genitore, e gi ostaggio di Carlo

tico

monumento
s.

suH' altare

della
si

Magno,
dizioni,

fu

investito del principato

confessione di

Pietro, e

giu-

col suo consenso, previe alcune confra le quali di

r mantenitore.

Lodovico

//

Pio

dover

scol-

suo
lia.

figlio

vi

aggiunse dipoi

la Sici-

ad

an.

Veggasi le Cointe Annal. Frane, 787 ; Sigonio, De regno /lib.

talB

IH ad

an.

627, ed

il

immagine dell' imperatore nelle monete in segno di vassallaggio. Malgrado la ristretta estensione de' suoi domimi, seppe da un lato
pire
la

Cenni , nelC Esame del diploma di Lodovico I. E da avvertirsi che il Pontefice Paolo I, nella lettera scritta nel 757 a Pipino re di Francia, die la 36 del codice carolino, lo prega a costringere il i-e Desiderio
lutti

evitar le insidie de' greci, che aspiravano alla sua sovranit, e dall'al-

tro

mantenne
Alla

co' franchi

dignitoso

a rendere alla
I

Romana

Chiesa

siioi

patrimonii, e vi

nomina

morte gli successe il tesoriere Grimoaldo IV, il quale per vittima delle trame di Radelgiso conte di Conza, e di Sico gastaldo di Acerenza, nell'anno 8 1 8.
contegno.

sua

quelli esistenti nel

ducato di Benedalle epistole di

Nel bivio,

popoli

vento. Si
s,

ha anche
I,

preferenza a

Sico,

accordarono la o Sicone, che


illustre

GregM'io

eletto nel

590

che

appartenendo
Beneventani.
a'
Il
,

ad

famiglia

nella Puglia gi la Santa

Sede possedeva ricchi patrimonii insieme a quello del Sannio, o de' Sanniti. Ritornando ora alla serie dei duchi Beneventani, diremo che Ari-

spoletina, erasi rifuggiato ne' domini!

suo regno fu fatale

napoletani

cui fece aspra guerra,

esigendo dal duca di


ti'ibuto,
e,

NapoH annuo

come

si

disse di sopra,

BEN
venerando corpo di s. Gennaro. il AI pari del padre guerriero, ma crudele fu Sciardo, che gli successe
innalzando
scacciato

BEN
invece Adelgiso
II.

99
Di-

scacciato per poco appresso, fu di-

neir874 anche Alone, o


che
Adelgiso era succeduto.
l'

neirSSg,
sizione

cui disegni

su

Napoli

Aio
al

II

figliuolo di Radelgario,

sarebbonsi adempiuti, senza l'oppodell'

fratello

imperatore

Lotario

I.

Intanto

imperatore
,

Abbandonato ai sospetti, per gelosia decim la nobilt Beneventana, e fece n'adere la chioma al proprio fratello, e ad altro parente, che fece racchiuder perpetuamente in un
monistero.
e per
le

Leone
perare

//

Filosofo

d' Oriente volendo ricupe-

l'Italia

meridionale, vi sped
sotto
il

numerose truppe,

comando

Ma

per

le

sue crudelt,

brutali

sue violenze,

non

il quale pose l'assedio a Benevento, mentre Orso, fanciullo di anni sette, ne avea la signoria per morte del geni-

di Simbaticio protospatario,

che per l'onta fatta da Adelchisa sua moglie alle dame Beneventane, il popolo corse alla vendetta, guidato da Naningone; onde il tiranno
fu fatto a pezzi,

tore Aio

II.

A' 18 ottobre deir89r,

fu segnata la capitolazione, per cui il principato Beneventano fu posto


sotto
il

dominio greco, e ne venne

la

famiglia di-

investito lo stesso Simbaticio.

spersa; locch avvetme nell' 840.

Giulio

IV

duca e marchese di

Radelgiso, o Adelgiso I, tesoriere


di Sicardo, diverso dal conte di

Gon-

Spoleto, neir 894, tolse a' greci Benevento, e nell'anno seguente ne di-

za, fu eletto principe di Benevento;

venne principe
Adelgiso

assoluto.

Se non che,

ma

molti ne disapprovarono l'esal-

all'imperatrice Ageltrude, sorella di


II, riusc, neir839, di ristasuo fratello nel principato di Benevento. Tuttavolta non si mostr migliore di prima, dacch, ce-

tazione.

Que'di Salerno e di Amalfi


di

trassero

prigione
di

il

monaco
e

Silo

bilire

conulfo,

fratello

Sicone,

proclamarono principe. Entr poi nella lega Landolfo conte di Gapua,


co' napoletani,

dendo
li

alle perfide

insinuazioni del
esi-

indi

il

principato di

ministro Virialdo, proscrisse ed

Salerno e

la

contea di Gapua for-

molti

cittadini

che

rifugiatisi

marono da quest'epoca due comunit separate, e solo riunite per un tempo nella persona di Siconulfo il
,

nella corte di Atenulfo

primo conte di
conquisto

Gapua,

lo sollecitarono al

quale forse avrebbe


il

ricuperato tutto
li,
si

retaggio paterno, se Lodovico

imperatore
fosse

re

d' Italia,

non

mediatore del trattato di separazione. Gos Radelgiso I pot trasmettere a Radelgario suo primogenito, e quindi al
intromesso

Questo fu agevole ad Atenulfo avvegnach nel gennaio del 900, di notte tempo, gli furono aperte le porte della citt, ed appena fatto giorno, il popolo torn a depori'e Adelgiso, ed acclam prindi Benevento.
,

cipe Atenulfo, per cui


sori, conti di

suoi succes-

figlio

minore Adelgiso
dipoi

II

il

ristretto

principato di Benevento, del quale


cess

Gapua, proseguirono ad essere eziandio principi di Benevento (P^. Gapua). Nel 915 ad Atenulfo
successe Landolfo, e poi Atenulfo
II.

notevolmente

Y imporfilo

Gaideriso nipote ex quest'ultimo^ sal al trono


tanza.
sassinio dello zio;

di

coli' as-

ma

suoi
in

medeceppi,

simi

parenti

Io

posero

Gontro questo Landolfo, o Pandolfo il Pontefice Giovanni XII prese a suo soldo le truppe spoletine, ed unitele alle proprie, le guid in persona nel

, ,

loo
CfSj.
SLilfo

BEN
Ma
Pandolfo, sostenutola GiSalerno,
del

BEN
vo soggetto
alla loro

giurisdizione.
di-

princij>e di

resistette all'eseicilo

non Papa

solo
,

Ma
de, e

l'arcivescovo di Benevento

ma

pendette

sempre
essa

dalla

Santa

Se-

lo batt, e lo costrinse a litirarsi nei

da

fu pel primo istituito

suoi dominii ecclesiastici, ed a pat-

teggiare amicizia e la confederazione.

solennemente, e canonicamente arcivescovo nel regno di Napoli, codalla bolla Praesentibus nosancta synodo , del medesimo Giovanni XIII, la quale non fu conosciuta dal Baronio, che d
si

Correndo

l'

anno 965
si

vanni XIII,

rifugi a

Papa GioCapua presad


erigere

me

ha

bis in

so Pandolfo, che lo tratt con som-

mo

onore,

lo

preg

in metropoli quella citt, locch in

il

vanto alla chiesa di Capua di pri-

seguito fu accordato
tri

dal Papa.

Alil

per asseriscono, e

tra questi

Lenglet,
fo,

che

nel

968, quand'era
Pontefice, nel

principe di Benevento altro Pandolil

detto

Sommo
dichiar

chiesa arcivescovile del reame, mentre, in favore della sede Beneventana, il Pontefice si esprime Subliniioreni inter cceteras ordinare, il che non avrebbe certamente detto,
se

ma

concilio,

che celebr in
,

Roma

a'

26
,

gi

avesse
si

eretto

in

metropoli
che
la su-

di

maggio

metropoli
soggett

sede arcivescovile la chiesa

di Bei

Capua. Ne blimava tra

pu

dire,

le

sulFraganee,

perch,
gi

nevento,
scovi di
s.

alla

quale

ve-

come metropoli, Benevento era

Agata, Avellino^ Quintodecimo^ Ariano, Ascoli, Bibino ovvero Bovino, V^ulturaria, Lavino, Tdesia ed Alife, i quali col progresso del
gasi Epist.
l'

sublime fra esse, essendo stata fin da' suoi primordii metropoli del Sannio,
la

cui provincia
il

tanto

poi

si

estese,

quanto

principato, siccome

tempo

si

variarono.

Veg-

chiaro dai diplomi del Pontefice Agapito


vasi
li, eletto
il

ad
al

archiep. Benev. nel-

nel 94^, giacche estendes.

appendice

tomo IX de

Concilii.

principato in trentaquattro con:

vescovati poi attualmente


:

suffra-

tee, cio

Acerenza,

Agata, Alife
Consa,

ganei sono

Avellino e Erigenti, Ae

Albi, Aquino, Bojano, Cajazzo, Calvi,

riano

Ascoli

Cerignola

uniti.

Capua, Celano,

Chieti,

Bovino, Lucer, s. Severo, Telefe ed Alife uniti , Bojano , Termoli, Larino , e s. Agata de^ goti unita

Carinola, Eondi,

Iscrina, Larino,

ad

Acerra.
Il

fece arcivescovi nel

primo romano Pontefice, che reame di Napoli fu il detto Giovanni XIII, ad istanza di Ottone II imperatore. Che se nelle

Marsi, Mignano, Molise, Pietrabbondante Ponte Corvo, Presenzano, Sangro, Sesto, Sora, Telese, Termoli, Teano , Trajetto , Valva e Venafro. Oltre a ci per l'autorit metropolitana, che avea in molte citt delLesina,

Morone , Penna,

porte di bronzo della cattedrale di Benevento si vede scolpito l'arcivescovo con le casole greche, ed il pallio lungo, sedente col regno in testa, mentre gli altri stanno colle
niitre in piedi, ci
ili,

la

Troja,
alla

Puglia, come Ascoli, Bivitae Lucer, Dragonara, oltre


chiesa

Sipontina
alle

delia

Puglia

Dauiiia,

ed

sue

surtragance us.

nite fino dal

668

sotto

Barbato;

proviene dai paldi

dipoi Nicol

in

una

bolla di unio-

che

per privilegio

Giovanni
i

XI davano,

sino dal 934,

patriar-

chi di Costantinopoli

ad ogni vcsco-

ne dell'abbazia di s. Lupo al capitolo Beneventano, nel 45*3, ne fece Ecclesia Beneventana inter l'elogio
1
:

BExN
alias

BEN
exstt.

Toi
istanza dell'im-

famosa

et

solemns
seri ttori

sere Clemente
peratore,
glia,

II,

ad

Quindi che accurati

pongoal-

no
l'

la erezione della chiesa

Capuana
nel

in arcivescovato,

non

col

Baronio

to,
to.
s.

il quale recatosi nella Punon vi em slato prima ricevue male poscia vi venne accol-

anno
il
_,

968
e

ma

bens
di

970
la
te-

Tutta volta, nel io5r, recandosi

sotto

Pontificato

Giovanni

Leone IX

nella

Puglia,
lo

visi-

XIII

vaglia
di

per

tutti

tando Benevento,

assolvette,

in

stimonianza
Ili

Michele

da

Capua

nel Santuario di quella chiesa, part.


,

da tutte le censure ecclesiastiche, celebrando prialla provincia,

un

tit.

Pontif.

Rom.

fol.

382: juxcassinensis

ma

la festa de'

ss.

Pietro, e Paolo a

ta

recentioreni chronici

Monte
glia,

Cassino.

edilioneni anno nongentesimo septuagesimo Joannes cuni Othone iterum Ctipuae manens, ut gratiani

Conquistata da* normanni la Pu-

principi

Capuano
al

referret^ archiepiinstituit.

scopatura
figlio
i

Capuanum
detto

Succeduto
di lui,

Pandolfo

il

dopo la morte del loro conte Dragone, successe il fratello di lui Gisolfo, o Rodolfo III. Indi, nel terzo viaggio, che nel io52 fece s. Leone IX in Germania, pass in

nominato Landolfo H,
i

Vormazia ad abboccarsi
ratore Enrico
rare
i

coli'

impe-

greci, divenuti insolenti, devastaro-

III,

affine

di ricupe-

no

di tratto in tratto

luoghi del-

diritti

della Chiesa

romana,

la Puglia,

onde
i

il

Pontefice Beneil

detto

Vili,
cacciati

verso

aver
greci

saraceni

IO 16, dopo contro i ,

secondo le concessioni degli Ottoni, e di Enrico II sulla chiesa e sulla


citt

di

Bamberga, non meno che


di
.

mand
il

JVormandia,
la te

Rodolfo principe di quale interamente li


a
ritirarsi dal-

sconfisse, obbligandoli

provincia

in

cui

tirannicamendel dominio,
nella

avevano esercitato
riporta

come

Leone Ostiense
II.
I

Cronaca Cassinese lib. ni Pontefici non aveano


sovranit

sovra-

fino a que-

sto secolo esercitato alcun diritto di

Fulda, e su altri alemanni E siccome i normanni, stabilendosi nella Puglia ne opprimevano gh abitanti, questi ne portarono i loro lamenti a Leone IX, che gli espose all'imperatore. Fu quindi proposto allora dall' imperatore un cambio co' diritti signorih su Benevento, pursuir abbazia

pingui benefcii

temporale

nel

principato

ch

il

Pontefice liberasse
ritorno

Bamberga
e

di Benevento,
trastabili

malgrado che incon-

dalla soggezione alla santa Sede,


facesse
all'

argomenti di diritto non mancassero per riputarlo espressamente compreso nella donazione dei Carlovingi ; donazione confermata solennemente dagl'imperatori italiani

Leone IX
il

impero. Accett quel cambio, e ritenendo

marche ed il cavallo bardato, che gU dava Bamberga, cambi quetributo annuale di cento
,

d' argento

tedeschi.

sto

feudo

nella

citt

e principato
III defi-

Assunto
6.

Leone

nel 1049, IX, parente dell'imperatoal Pontificato,

di Benevento,

da Emico
i

nitivamente ceduto; giacche, sebbe-

re Enrico tro

III il

Nero, o

il

Moro,

ne Leone

IX ed

Pontefici
gi

suoi

nel io5o fulmin la scomunica coni

predecessori fossero

in possesso

Beneventani, che macchinavano

del ducato di Benevento,

cui

li

ribellione,

confermando quella, che


scagliata
il

chiamarono pure
anteriormente
i'

longobardi, che

nel

1047 avea

predeces-

aveano

usurpato

I02
tuttavia
g'

BEX
imperatori
,

BEN
Leone IX,
die' le leggi a*

ed i re ancora ne conservavano d' Italia r alto dominio, di cui V imperatore Carlo Magno non pot mettere in possesso
la medesima santa ad essa don quelle terre napolitane, come lungamen-

fino a'

a cnarzo
e

del

io54, rest a Benevento,


quali

quivi

normanni vincitori, i da persecutori , diventarono protettori della Chiesa. Per questo


g'

Sede, quando
te

investi delle terre, che col avea-

no occupate, e

dimostra il Cardinale Stefano Borgia nella sua Storia del dominio temporale della Santa Sede nelle due Sicilie j pag. 77 e seguenti,

di altre, che avessero potuto conquistare, ed essi in ricambio si dichiararono vassalli

della santa

Sede.
i

Non and pero


della dinastia
essere stabi-

guari, che

principi

stampata in

1789. Occupato era allora il Beneventano da Gisolfo o Rodolfo III; ma il Papa ritornato a Roma nel io53,

Roma

nel

capuana tornarono ad
liti

in Benevento, finche per la

mor-

te di

marci direttamente con un esercito a Benevento per ricuperarlo alla


Chiesa romana; discacci Gisolfo III insieme a Landolfo III, e cre go-

Pandolfo IV, nel 1071, e poi di Landolfo IV, ne rimase estinta la razza. Fu quindi allora che il

Papa Nicol II, nel loSg, concesse al normanno Riccardo il principato


di Capua, ed a
la Calabria, la

Roberto Guiscardo
Puglia
e la Sicilia

vernatore del paese


fo col titolo

un

altro Rodol-

di

principe.
la

Per quel
i

motivo accadde
ni,

sanguinosa bat-

taglia di Civitella contro

normanCala-

che guastarono

la Puglia,

eccettuandone Benevento, come afferma il Borgia, ricevendo da essi il giuramento di fedelt, quali feudatari della Chiesa romana. Ma dipoi,

ed altre terre della Chiesa. bench il Papa restasse vinto ,


bria,

E
e,

avendo Roberto ricusato il giuramento al Pontefice s. Gregorio


e posto l'assedio co' suoi noi^
della

come
i

alcuni dicono, prigioniere,

in

VII,

venerazione della sua sacra persona,

normanni permisero,
si

eh' egli, sotto

manni a Benevento a cagione morte di Landolfo VI, ultimo


cipe di

prindel-

parola di onore, ritornasse


vento, ove
ri

a Bene-

Benevento e feudatario
il

diede ai pi esemplaaustera penitenza. Per

la Chiesa,
lo

Papa

nel

1074
il

1075

esercizii di

scomunic (F. La Storia dei duSigonio,


gli

qual ragione poi venissero nella Puglia

chi di Benevento, presso

normanni, e si unissero ai longobardi per cacciare da quelle greci ^ che l'invadevano, teri*e i veggasi il citato Borgia nella suddetta Storia pag. 66 e seg., dove dimostra che i popoli del principato di Benevento, dato gi da Carlo Magno alla Sede Apostolica,
i

storici

di Napoli).

Essendosi

Roberto riconciliato col Poned avendo domandato ed ottenuto il perdono, non solo Gregodi poi
tefice,

rio

VII

lo

rimise

ma

lo invest del

in sua grazia, ducato di Benedi

vento,

nel
gli

1080, e nel mese

giugno
ra
in

accord nuova investitue Sicilia

memori

degli

antichi

diritti

di

della Puglia, Calabria,

questa, usurpati fino a detto

tempo
i

dai longobardi,

si

offerirono, nel

o5o,

s.

Leone IX per

essere liberati dalle

oppressioni, che soffri vano dai norman?ii,

dagli stessi longobardi chiamati.

Ceprauo, come attesta il mentovato Borgia nella sua Storia, alle pagine 117 e i35. Dopo la morte di Landolfo VI, la citt di Benevento fu retta e go-

^,

BEN
vernata dalla Chiesa romana in pieno dominio, per cura de' suoi ministri
Sicilia,

BEN
perch nella
II,

o3
morte
Sede,
di

Guil

glielmo

duca

di Puglia, senza

col titolo di rettori,

che tanto

consenso

della

Santa

si

era

quanto quello di governatori citt, e provincia della Santa Sede, e Stefano Sculdascio; e Dacomario ne fuiono i primi nominati da s. Gregorio YH.
vale,

messo in possesso

di quello

stato.
lui,

della

Ma
si

piegandosi alle supphche di

In seguito
II,

Vittore
li
si

III,

Urbano
per
par-

e Pasquale

recarono

Benevento, e ritornato a Roma nel gennaio 1 128, l'assolvette dalla censura, e lo costitu duca di Puglia , premesso il giuramento a lui gi dato in Benevento, di esrec a
sere vassallo e feudatario della Chiesa.

varie vicende a Benevento, e vi ce-

lebrarono

conciiii,

come diremo

Quindi, nel

1 1

29, Onorio II

si

lando di que' Pontefici ; ma successo nel 1 18 a Pasquale II, nel Pontificato Gelasio II, questi per evitare la furia di Enrico V, re de' romani,
nella

trasfer

nuovamente

in Benevento

per alcuni tumulti insorti, che dalla sua prudenza e fortezza furono subito
repressi
;

poco dopo
vi

il

suo

controversia
del

delie investiture,
si
il

arrivo in
a'
1

Roma,
1 1

cess di vivere

nel

marzo

1118,

rec a Be-

febbraio

3o.

nevento, ove ricevette


to

giurameni

di fedelt, e di vassallaggio dal


tutti

Innocenzo II, esule da Roma per Tantipapa Anacleto II, spalleggiato

duca Roberto, e da pi normanni, e vi si


alla festa de'
listo
si
i

princi-

da

Ruggero normanno,

nel

11 87,

ti*attenne sino

pass dalla Francia in Italia con


esercito

un
II.

ss.

Pietro e Paolo. Ca1

dell'imperatore Lotario
lui,

II

suo

successore, nel

120,

Accompagnato poscia da
segu

e dai

trasfer a Benevento per animare normanni ad intrai^rendere l'asssi

dio di Sutri, in cui


lora

era

ritirato

l'antipapa Gregorio Vili. Ricev al-

omaggio da Giordano II prindi Capua e da altri magnati normanni, e giuramento di fedelt. Vi ritorn poscia nel i laS per trattar la causa dell'arcivescovo Benecipe

duchi di Baviera e di Sassonia, proil viaggio di Benevento, dove a' 3o maggio celebr con essi la festa di Pentecoste, e trasferitosi in Avellino, cre duca di Puglia Rainolfo.

il

Innocenzo II, dopo aver ricevuto giuramento di fedelt dai Benesi

ventani,
ro,
li

era recato nella citt lodistinti

ventano RofFredo, che a


litto

lui

era stapresen-

aveva

chiamandoli ^^-

to accusato di simonia, del qual dequesti


si

telli

e signorij nell'atto che dichia-

giustific

in

za del Pontefice.
concilio generale

Questo Papa nel


lateranense, cele-

brato nel
la
se

medesimo anno, fulmin

scomunica contro chiunque ardisoccupare o ritenere Benevento, dominio che poscia Martino V pose nella bolla iti Coena Domini, in cui si scomunicano gl'invasori delle
tcire della Chiesa.

rava rettore dello stato Ottaviano suddiacono. Gi nel secolo XI san Brunone, vescovo di Segni, chiam Benevento citt fedele di s. Pietro e nel secolo appresso Falcone onor
i

suoi Beneventani col


s.

nome

di

fedeli di
se

Pietro.

Onorio II, suo successore, nel 1127, scomunic Ruggero conte di

1 143 succesad Innocenzo II, era stato fatto da Innocenzo medesimo governatore di Benevento, mentre gi era in-

Celestino II, che nel

signito

del

Cai'dinalato.

Da

questo

io4
punto
tra
i

BEN
principali fatti di Be-

BEN
padre di lui s. (lanuto re del medesimo reame, martirizzacanonizz
to nel
bertini
il

nevento si narrano le ostilit da Guglielmo re di Sicilia commesse nel regno, per cui Adriano IV ebbe a scomunicarlo, ed a dichiarargli la
guerra.

ii'i'y

nondimeno

il

Lam-

dice essere tale canonizzazio

Per

in essa fu

il

Pontefice

da Guglielmo assediato in Benevento, ne pot uscire dalla citt senza concedergli, nel 1 1 56 , che n i siciliani

avessero

diritto di appellarsi

al Papa,

ne questi

vi potesse

man-

dar

legati, se

da

lui,

o da' suoi suc^


richiesti,

cessori

non
il

fossero

come

riporta

Baronio ne' suoi Annali al detto anno. Come tutto ci era estorto a forza e per timore , ebbe fine pienamente sotto Innocenzo III. Insieme alle dette cessioni avea A* driano IV decorato Guglielmo col titolo di re delle due Sicilie. Di che
assai

ne stata fatta nel i 164. Stando in Benevento Alessandro III, nel 1 169, ricev in feudo della Chiesa Romana la citt di Alessandria, che i suoi partigiani aveano in onor suo fabbricata, e tolse il pernicioso abuso, gi riprovato da Eugenio III, che infermando gli esteri, i quali di passaggio erano in Benevento, non potessero uscir di casa, far testamento ed eleggersi la sepoltura. Invano contro quell'abuso erano riusciti i provvedimenti presi dal concilio provinciale

del

1 1

19^ e dall'arcivescovo

dolfo, alla presenza di

LanUgone Car-

dinale e Pontificio

irritandosi

l'imperatore Fede-.

rGoI, diede origine al funesto scisma,

durato circa ventun anno, e sostenuto dagli antipapi Vittore IV, Pasquale III,
Calisto III,

rettore di Benemisure prese da Alessandro III ebbero miglior et'et^ to. Partito quel Pontefice da Bene-

vento;

ma

le

vento, nel

70

si

restitu poi in

e Innocen-'

Roma
sento

dove, dopo dieci anni di ansi

zo

III.

V. Antipapi

XXX, XXXL

tipapato, Calisto III ungaro,

pre^

XXXII. e XXXIII.
Eletto a' 7 settembre ri 59 Alessandro III in successore ad Adriano IV, l'imperatore gli oppose l'an-

pentito

lui,

che

accoltolo

con molta

carit, lo fece sedere alla

sua mensa, e lo dichiar arcivescovo, o certamente rettore di Bene-r

tipapa Vittore IV, e costrinse il legittimo Pontefice a lasciar Roma


.

Tornatovi per nel


sidie di lui,

1 1

66, nell'agosto
le in-

dell'anno seguente, per evitar


legrino

29 agosto 1178. Benevento and in seguito soggetto a varie vicende , e per pi anni fu oggetto di turbo-

vento, ove mor a'

Lo

stato

di

ne part in abito di pele solo in Gaeta riprese le


si

lenze e d'invasioni, danneggiato spe-

cialmente
II,

dall'imperatore
figlio

Federico

insegne

Pontificie, e

trasfer in
citt
a'

che come
del
di

di Costanza, su-

Benevento.

In

questa

16

perstite

sangue normanno, era


Sicilia.

marzo
di

68

ricev gli ambasciatori

pure re
rio III,

Quel principe,

Manoello, imperatore greco, il quale gli promise la riunione della sua chiesa alla latina, e la liberazio-

nelle dissensioni coi Pontefici

Ono-

ne dalle molestie di Federico I, purch gli conferisse l'impero d'Occidente.

Gregorio IX, Celestino IV ed Innocenzo IV, sottomise, e quadistrusse la citt di Benevento si ne spian le mura, ed i suoi pi
edificii, fra quali, dopo Ro- ma, avea superbi avanzi della sua antichit e potenza, cmde poi Alessan

In

Benevento, nello stesso


III,

magnifici

anno
za di

168, Alessandro

Valdemaro

re di

ad istanDanimarca,

BEN
Beneventani delle tante vessazioni che soffrirono, loro accord molti privilegi , e li onor del titolo di Jgli spirituali
i

BEN
Esaltato al Pontificato nel

io5

dro IV, per premiare

127 i, dopo lunga sede vacante per morte di Clemente IV, Gregorio X, mentre
questi
sercito cristiano, egli nel

della Ciiesa

Romana. Innocenzo IV pertanto,

nel i245>,

s in

dimorava ad Acri legatodell'e1272 pasItalia, e da Brindisi and a


I

depose nel concilio di Lione

e sco-

Benevento, ove si rec pure Carlo


servire
il

per

munic Federico II, privandolo del regno di Sicilia e dell' impero. E questi nel morire, a'i3 dicembre i25o, ordin nel testamento a suo figlio Corrado, che restituisse alla Santa Sede, ci che le avea tolto, per cui

nuovo Pontefice nel passaggio pel suo regno, come scrive


r autore della vita di Gregorio Xj

tomo

III

Rerum

ital.

Nella

dimora

in Benevento abit nel sacro palazzo,


ossia episcopio.

Beneventani da qualunque censura, che


Innocenzo
fece assolvere
i

IV

avessero potuto incorrere.

Dipoi il Pontefice Urbano V, nel i368, sped legato a Napoli alla regina Giovanna 1, il Cardinal Guglielmo d'Agrifoglio limosino, detto
il

Corrado per, a'22 maggio i253,


fu avvelenato da Manfredi suo fratello

seniore, per pacificare

il

principe

naturale ed invasore

di

Be-

di

Taranto
i

col

duca
e
i

d' Adria, inca-

nevento,
Napoli.

per usurparsi

il

regno di

ricandolo eziandio di fissare e


bilire

stail

Ma

il

Pontefice Clemente

confini

termini tra

IV, riserbando per la Chiesa R^omana Benevento, nel i265, investi delle due Sicilie Carlo I d' Angi fratello di s. Lodovico IX re di Francia, col feudo annuale di ottomila oncie
d'oro, e di

territorio di Benevento,

ed

il

regno

di Napoli, ni

che giusta le convenziodal sovrano Pontefice Clemente IV col re Carlo I, bisavolo della regina Giovanna I, dostipulate

una chinea da pagarsi


vigilia

ogni anno nella

di

s.

Pietro.

Di questa

riserva dello stato di

ed espressa Benevento alla Santa Sede, ne tratta a lungo il Borgia nella Storia del dominio temporale della Sede Apostolica nelle Sicilie a p. 167 e seg. e nelle sue Memorie storiche di Benevento stampate in Roma in tre tomi, nel
investitura,
,

veva eseguirsi dalla Chiesa romana. Ma di questo argomento, e de' prequalificazione e nuscritti confini,
merazione,
II p.

veggasi

il

Borgia tomo

107, e seguenti. Ladislao usuip Benevento, che sua

1763, dal Salomoni, Nel 1266 si avvi il re Carlo I col suo esercito verso Napoli, e giunto presso Benevento,
glia,

Giovanna li restitu a Martino V. Insorto poscia lo scisma d'Avignone, e seguendo Giovanna I le parti dell'antipapa Clemente VII, nel 1378, occup Benevento, per cui il
sorella

legittimo

Urbano VI,

la

depose dal

regno, e
razzo.
fice

lo diede a Carlo III

Du-

in

una batta-

26

febbraio, disfece ed uccise

data nel quartiere di Rosito ai il suo

Questi fu ingrato col Pontea segno, che trovandosi in Node'

cera

rivale Manfredi, e poscia, a'

29

otfi-

dio nel
di

tobre fece
glio
lui

decapitare Corradi no

Pagani, lo strinse d'assei385, e solo colle truppe Balzo Orsini conte di Nola ai
, ,

di
il

Corrado,
nobilissimo
Sicilia.

terminando con
legnaggio
degli

7 luglio, pot Urbano Recatosi a Benevento,

VI

uscirne.

abit

nella

svevi.

V.

rocca edificata per la residenza

dei

io6
Pontindi
scia })er

BEN
rettori
,

'

imbarc po-

Genova

nelle galere procu-

rategli dal Cardinal Fieschi; indi per rimunerare V Orsini, e provvedere alla sicurezza di Benevento

mostr eguale col successore Paolo II, per cui questi seriamente minacci di desi

non

di quel Pontefice

porlo

Di Ferdinando
.

pili

dimentico

adatto

delle

obbligazioni

con-

contro le armi del re,


rettoria con
il

gli

diede la

ampia

facolt per tutto

tempo
Alfonso

di sua vita.

re di Napoli nel

i44o
la

occup Benevento,
cessione di
citt in vicariato,

ma

dipoi,

per conantichi
li-

Sede Apostolica, aiut poscia il duca di Ferrara, suo genero, in guerra co' veneziani, alleati di Sisto IV. Di che, dal Papa venendo rimpix)verato occup, nel
tratte
colla
,

Eugenio lY, ritenne


secondo
sino al
gli
,

1482, varie terre della Chiesa, unitamente a Benevento e Terracina,


e sped
di

confini limitati

e che doveano
i/\.5S,

mitarsi dal

1443
il

in
il

un Roma.

escici to sino

alle

porte

Ma

veneziani con

una

cui termin di vivere Calisto III,

qt^le ne investi

nipote Pietro, o
titolo di duca.

Lodovico Borgia, col

Nondimeno
ebbe
efttto.

quest' investitura

non

occuparono diverse rocche dell'Abruzzo e della Puglia, ed uniti alle milizie pontificie, a'2r agosto 14B2, riportarono a Velletri una compiuta vitto-

armata

di cento legni,

Per morte di Alfonso d'Aragona, re di Napoli, nel i458. Papa


Calisto III pronunzi
il

ria sui calabresi.

Ferdinando, vedendo
a

le

sue cose
Sisto

esser

vacato

mal

partito,

mand a

IV

regno, non potendo conseguirlo Ferdinando suo figlio illegittimo, secondo i patti stabiliti, onde questo principe fra le ostilit mosse alla Santa Sede, occup Benevento, e Terracina. Divenuto per altro Pontefice nello stesso anno Pio II, siccome amicissimo di Ferdinando, lo riconobbe per re, con le stesse condizioni prescrtte da Clemente IV a Carlo I, oltre la rserva di Benevento , che insieme a Terracina fu restituito alla Chiesa, mediante i negoziati del nunzio Pontificio Fortiguerra, parente di Pio II. Questo
Pontefice vi prepose a rettore Pietro Arcangeli; sciolse
gli

un ambasciatore con
da
scrivesse le condizioni

foglio

bianco
pi
gli

lui sottoscritto, acciocch in esso

che

piacessero d' impoi^li per la concordia,

rendendogli Benevento e Teri'a1

Questo Pontefice, nel 475,avea santo del giubileo, l' anno ma siccome pochi siciliani e napoletani poterono recarsi in Roma ad acquistarlo, il re Ferdinando ottenne da Sisto IV la grazia di estencina.

celebrato

dere

l'indulgenza

a' suoi la

stati.

Il

Papa adunque
ci
fece

destin

citt

di

Benevento per luogo

delle visite, e

non

solo per comodit dei

sudditi regii,
citt
,

ma

per distinguere
il

la

abitanti di

da

e compiacere
della

suo

nipote

qualunque
secolare,
privilegi
,

giuramento
re,

fedelt

Cardinal
II

Rovere,

poi Giulio

prestato a qualsiasi
e

o signore
gli

confermati

antichi

fece

provvidenze

per

la

ch'era commendatario di s. SoStabili pertanto che chiunque fia. del regno si fosse recato in Benevento, pentito e confessalo, dai primi vesperi del giorno in cui si
sarebbe* pubblicata
la

vetta amministrazione, e per la ri-

parazione

delle

mui'a

conquassate

dal terremoto.

bolla

nella

Ci

non

pertanto

Ferdinando

cattedrale,

fino

a'

secondi

vesperi

BEN
della

BEN
del
raggio. Tuttavia

107

ter/a

fe3ta

di Pentecoste

non pot Giovanni


ricchezze della chiestesso

1476,
dell'

visitasse la detta Chiesa, e le


s.

godere a lungo
sa, poich, a'

le

altre di

Sofia, di
,

s.

Baitolomeo,
s.

27 dello
fi'atello

mese,

Annunziata

e oggi

di

Lorenzo
delle

fu di notte ucciso,

forse per

comin

fuori le

mura

Madonna

missione di suo
gia,

Cesare Borsuoi

Grazie
le

) adempiendo in ciascuna delmedesime le opere ingiunte, conseguisse la medesima indulgenza, che


l'

onde

si

disse

che ancora

quel

tempo

avesse

Roma

Romoli.
Nel Pontificato di Clemente VII, Carlo fece occupare Benevento

avrebbe acquistata, se durante

an-

no santo

si

fosse recato in

siccome entro il poterono tutti giungere a Benevento per r acquisto dell' indulgenza ,
Sisto IV, a' 18

Roma. E tempo prefisso non

V
i

nel

i52 7,

ma
alla

nell'anno
Chiesa
,

seguente

lo restitu

conferman-

dogli

privilegi conceduti dai suoi

maggio

1476, proil

rog

il

giubileo a lutto

mese
si

di

agosto.

De' seguenti

giubilei

non

ha
che

e Ferdinando, e da Carlo Vili re di Francia nel 149^, dopoich questi nel conquistare il regno di Napoli, non solo

predecessori Alfonso

memoria
la chiesa

di

egual grazia;

ma

Beneventana godesse una simile concessione, per comodo al-

meno
sani,

de' suoi concittadini

dioce-

solennemente promise di mantenere Benevento all'obbedienza della Chiesa, ma gli conferm tutti i privilegi, immunit ed esenzioni fatte, e
concesse pei Pontefici, imperatori, e
re,

lo

attesta

un breve de' 20 cui rammenta il


della

Gregorio XIII in gennaio 1576, in


singoiar distintivo
cio

che aveano posseduto il regno. Di poi sotto Clemente Vili , e-

Porla

SanUij

l'uso

di

lelto nel

aprirla e chiuderla pel giubileo della cattedrale, sei

mesi dopo l'anno

1592, essendo insorte alcune discordie fi'a i Beneventani, ed i ministri del re di Napoli, il

santo celebrato in
lite

Roma,

colle so-

Papa per pacificarli

vi

sped

il

prelato

cerimonie, e consuetudini,
effetto

che

ebbero

nel

predetto

anno

Maffeo Barberini chierico di camera, quale ebbe per compagno nel il


viaggio monsignor Ludovisi. Questi,
nel
il
1

1576. Procurando Alessandro VI, Borgia, d' ingrandire


i

62

divenne Gregorio

XV, ed

suoi

fghuoli

come

riportano
presso

B urea r do
il

e
all'

Vol-

terrano

Rinaldi

anno

1497, a' 7 giugno di detto anno, in concistoro secreto , fece ducato


il

1623 gli successe col nome di Urbano Vili. Il detto Pontefice Clemente Vili invest Filippo III del regno delle due SiciBarberini nel
lie,

col

permesso di ritenere

il

du-

principato di Benevento, restituenBorgia,

cato di Milano,
lito

eccettuando al so-

dolo al grado antico, e donoUo in

un a Terracina, a Giovanni
duca di Gandia suo
dovi
nali
il

Urbano

tglio, prestani

loro consenso tutti


,

Cardipoi

Nel Pontificato di Vili, Giovanni Ossorio blocc Benevento pel vicer di Napoli, per impedir l'uscita ad alcuni
regnicoli
giati.
(

Benevento.

presenti

fuorch

il

Cardinal
gli

napoletani ) in essa rifugperci scomunicato dal-

di

Siena Piccolomini,
di

che

Venne
,

successe nel seggio Pontifcio col no-

la curia ecclesiastica

per ordine del


gli

me

Pio III,

opponendovisi sebco-

Papa

che per altro

diede

l'

as-

bene inutilmente, con lelantissimo

soluzione

dopo l'invocato perdono.

io8

BEN
la

BEN
decima parBenedetto XIII ne escluse i luoghi pii, i quali pagar ne dovevano il solo giusto
dell'altro,

Dopo
cessione

famosa guerra della sucdi Spagna, essendo stato

pagasse

la

te di pi del suo valore.

ceduto il reame delle due Sicilie air imperatore Carlo VI , il Pontefice

solenne investitura
colle
stesse

Innocenzo XIII gliene diede la a' 9 giugno 1722,


condizioni,

valore.

che

suoi

predecessori imposero nell' investirne


gli

altri

principi,

e principalmente

Recandosi pertanto Benedetto XI U visitare Benevento fece deporre la SS. Eucaristia, che viagnel gio lo avea preceduto, nel convento

quelle di Gregorio

162

1,

oltre

il

il quale nel ducato di Benevento,

XV,

de'PP.

Serviti.

Quindi smont

alla

sua antica cattedrale, ove subito fece

che solca

riserbarsi all'assoluta sosi

un

discorso

al capitolo,

prendendo

vranit della Santa Sede,

riser-

b anche Ponte Corvo. V. Ponte


Corvo.

per tema le parole del vangelo, os^es mece vocem meamaudiiint. In esso rac-

Morto Innocenzo XIII,


to per
successore col

gli

fu dadi

comand l'osservanza del coro, e l'adempimento dei doveri ecclesiastici.


Duiante la sua dimora in questa citt, il Papa si occup sempre in dare amorevole udienza a tutti, in consacrar
chiese, nell'assistere al coro, nel cele-

nome
di

Be-

nedetto

XIII

il

Cardinal Vincenzo

Maria Orsini, arcivescovo

Bene-

vento, chiesa che volle continuare a

governare. Quindi nel 1727 gli venne gran desiderio di visitare si

brare

le

funzioni della settimana santa,

nel predicare insegnando eziandio la

per

consolare

il

popolo

colla

sua
la

dottrina ai ragazzi, amministrando

presenza,
chiesa

come per consacrare


ministri

sacramenti

servendo

ogni
i

sera

de' religiosi

degl'in-

mensa

nell'ospedale, lavando

piedi ai

fermi, eretta da lui per voto, in onos. Filippo Neri, verso il quale conosceva tre volte debitore della vita. Ci avvenne singolarmente nel

poveri, ed occupandosi in altri esercizi

re di

^ piet.
le

Compitesi da Benedetto XIII


fatiche,
di

si

1 688, in cui nel violento terremoto, che distrusse Benevento, libero e sano rimase sotto le rovine della sua camera, in tanto che morto restava

dopo quapermanenza, a' 13 maggio parti da Benevento, ed ai 29 entr in Roma con tripudio uniapostoliche

ranta giorni

versale.

Non mai per scemando


detto

in

Beneil

un suo gentiluomo;
gli

disastro che rin-

XIIITamore

verso la chiesa Beter-

novatosi nel 1703, Clemente


altri

XI

fra

neventana, stabili di celebrarvi


zo concilio diocesano.
di

restauri, avea

fatto forti-

Partito quinai

ficare

la cittadella.

Benedetto XIII
restau-

da Roma,

a'

28 marzo 1729,

sollecito

per

la

rimanente

aprile giunse a Mattalona nel con-

razione della citt, fino dal

12

di-

cembre 1725, pubblic una costituzione, che si legge nel tomo XII, pagina 57 del Bollario ordinando
,

vento de' suoi domenicani, donde il giorno seguente avviossi per Benevento,
e ne' suoi confini
legno,

carrozza per baciare


ce
fu
di

smont di una gran croBeneventani


pezzi,

con
di

essa doversi

osservare
sulla

la Bolla

che per

dai

Gregorio XIII,
edifici,

compera
che che

subito
via

ridotta

in minuti

degli

colla

differenza,

portati
il

dove Gregorio XIII stabiliva, volendo un vicino acquistare la casa

Pontefice

Giunto in Benevento, non vi


divozione.
ch'egli

fu atto

di piet

non

prati"

BEN
cas<?e

BEN
sua dimora.
e
fatica

109
e

anche

in

quella

nel

tomo

XV

degli opuscoli del p.


;

Con somma
lebr tutte
la

propriet

ce-

Caloger

p. 2 7 e seg.

Giammaria

le

auguste funzioni del-

Settimana

Santa,

il

Pontificale

e la solenne benedizione di Pasqua.


Nella domenica in Alh'xs cominci
concilio
il

de Vita, nella dissertazione: De vero corpore s. Bartholomaei apostoli ex Asia in Liparum , ex Liparo Benevcntum translato ibidemque adservato 3 nella stessa raccolta ancora
del p. Caloger, tomo

provinciale,

che fu

termi-

nato

a'

12 maggio essendovi inter-

IX

p.

332.

venuti diciannove vescovi sufFraganei


di Benevento. Agli

di detto

mese

fece la solenne ti'aslazione del corpo

romani, gi difesa dall'annalista Cardinal Baronio, v' di Francesco Doni la Dis-

Per

la tradizione de'

di

s.

Bartolomeo apostolo, (primadel segretario della metropoli-

sertatio

historico-critica
et

de

tran^s.

rio protettore di Benevento) dall'al-

latione

collocatione

corporis

tare

tana, ove riposava, alla


sa,

nuova

chie-

dallo stesso Benedetto XIII fat-

ta edificare
lui

a proprie spese, e da medesimo consagrata ai i3 del medesimo mese di maggio. V' gran questione sul luogo ove
riposi
il

Bartholomei apostoli, Romae in insula Lycaoniaj oggi da questo sacro corpo detta di s. Bartolomeo seu Vindiciae breviarii romani, nel quale si afferma esistere il s. corpo
in

Roma

nella chiesa de' francesca-

ni allo stesso apostolo dedicata,

ad-

corpo dell'apostolo s. Bartolomeo, se sia in Benevento, o in Roma. A favore de' Beneventani pubblic, nel i636, una dissertazione

versus

dissertationes

episcopi

Maalio-

scambruni,

Marii Viperae,
170
i. I

rumque sti non


no
de'

T^enetiis

Bollandi-

vollero dichiararsi per ninpartiti,

monsignor Annibale Mascambrini. Benedetto XIII, quando era Cardinale ed arcivescovo di Benevento, difese ancora la loro tradizion beneventana con una copiosa dissertazione latina, stampata nel 1694 e tradotta in italiano da Basilio Gianelli, con aggiunte dello stesso Cardinale

due
del

contentandosi di

dire
storia

nel

Commentario previo alla s. apostolo, che i Bene;

ventani prevalgano nell'antichit dei


testimonii e nell'autorit
nel
:

romani
in
sie-

numero onde stimavano che


reliquie di
s.

ciascuno di questi due luoghi vi

Orsini, la
:

no
Di
di

Bartolomeo, e che
e
forse
fatto

quale fu pubblicata col titolo Discorso nel quale si prova^ che il

di alcune sia stata fatta traslazione.

questo pertanto,
tutto
il

non
Bene-

Bartolomeo sia in Benevento, Benevento 1695. A questa seguirono: Acta petitionis decretis eles.

corpo di

corpo avr
si

detto XIII in Benevento l'accennata traslazione, per cui

creduto

vationisy recognilionis , ostensionis, re-

necessario
tizie.

di

addurre

queste

no-

positionis trans lationisj restitutionis et

consegnationis sacri corporis gloriosissimi apostoli

Bartholcmaei in nova basilica Benedenti eidem erecta etc, Beneventi 1 698; Giuseppe Antonio Sassi, nelle Ragioni per provare l'esistenza del corpo di s. Bartolomeo in Benevento j esposte ili una lettera alla
s.

santit di Benedetto

XIII, che

sta

Finalmente, avendo Benedetto XIII cantato nella cattedrale Beneventana solenne messa di requie pei vescovi defunti della provincia, a' 2 3 maggio parti dalla cittj pernottando dai riformati presso Appellosa; donde per Cervinara, Rotondi, Arprosepaja Maddaloni e Caserta
,

IO

BEN
il

BEN
fece

guendo

viaggio,

ritorno a

impossess
di

Roma.
Nel Pontificato di Benedetto XIV correndo l' anno i'j5o, un corpo di duecento soldati napoletani all' improvviso blocc
la

citt di

Beneventrentasei

to,

per

aver

nelle

mani
si

veruna resistenza Benevento e Pontecorvo, ponendo al governo della citt di Benevento il duca Biagio Sanseverino. Monsignor Antonio Lante, che a nome della Sede Apostolico governava la citt e ducato di Benevento,
senza

militari disertori, he vi
fuggiati.
Il

erano

ri-

dovette cedere

il

luogo

al

pi forte,

Papa ne

fu assai sorpre-

ma

so

e malcontento, per cui nacquere Carlo


de' ri-

ro disgustosi contrasti col


III

di

Borbone in sostegno
i

spettivi diritti,

quali per altro re-

starono in breve
tefice spedito

accomodati

per

prevedendo gi qualche giorno prima ci eh' era prossimo a succedere protest solennemente contro la vicina invasione, con uno scritto, che diceva. Corre fama essere le truppe di Napoli, alla
,
,

mezzo del marchese Rocca, dal Ponalla corte di

vigilia
to.

d'invadere tutto questo stasi

Napoli.

Ma come
tali

pu mai supporle

Sebbene i romani Pontefici fossero sempre riguardati legittimi sovrani e possessori di Benevento,
tratto tratto accaddero,

re che
di sua

sieno

disposizioni

maest

siciliana, la
gli

quale
di-

non pu ignorare
ritti

antichi

come

si

veduto, alcune contestazioni co' re di


della

Napoli confinanti bench feudatari! Santa Sede pei limitrofi do,

ed i sacri titoli che la Santa Sede ha sopra questa citt, ed il suo territorio, di cui la sovranit legittima da molti secoli avuta sovr'esso fu goduta, e
testata ?
li,

minii.

Per nel Pontificato

di Cle-

mente XIII, e sotto il regno di Ferdinando IV, volendo il Papa sostenere la benemerita compagnia di Ges, che da Carlo III re di Spagna, e da altri principi si voleva
soppressa, Ferdinando IV, per aderire alle insinuazioni del re di

Tutti
I

sovrani di
di

giammai conNapoai

da Carlo

Angi sino

giorni nostri, nell' investitura che

successivamente ricevettero di quel

Spano-

gna suo genitore, non solo

a' 3

regno dalla Santa Sede, non solo riconobbero tale sovranit come indipendente, ma si sono eziandio obbligati a guarantirla
contro chiunque avesse intrapreso disputarla alla Santa Sede. di

vembre 1767
ti,

la espulse da'suoi sta-

ma

irritato dalle giuste rimostran-

ze di Clemente XIII, fece marciare

Una
col

tal

guarentigia fu pur fatta

verso Benevento

un corpo

di truppe,
gli

concordato

pubblico,
ir ^5 tra
il

e so-

e trasportare alla regia zecca tutti


legi de' gesuiti.

argenti de' soppressi ed evacuati col-

Papa Benedetto XIV, e sua maest


lenne fatto nel
cattolica

Nel 1 768 avendo Clemente XIII emanato un monitorio contro il duca di Parma, questi sicco-

Carlo

III

attualmente
i*e

regnante, eh' era allora


poli
,

di

Na-

insieme a tuttoci, che ha


del

me

infante di Spagna, ricorse all'aiu-

relazione colla sovranit

Patale

to delle corti borboniche.

La Francia
apparte-

pa sopra Benevento, ed una


guarentigia
legge
fu

invase

pertanto Avignone
alla

tenuta

come una

nente

Napoli, con

Santa Sede, ed il re di un corpo di truppe cocavalier Falconieri,


si

mandate dal

fondamentale del regno. Questa promessa appoggiata sopra giuramenti sac^*osanti e repli-

BEN

?>

BEN
s.

III
lo

cali

il

primo
prestalo

dei quali fu in suo


<la

non poteva vendere ne cedere


stato di

nome

em.

il

Card.

Benevento, e

gli

altri

do-

Orsini, in qualit di regio procura tore per domandare la rinnova'> zione e conferma delle antiche
>

ci

poich tutto quello che su , avrebbe fatto, giustamente sarebbe stato rivocato dipoi da Ponminii
suoi successori,

investiture
li

del

>

di Sicilia.

regno di JVapoQuesta giusta la


ai

tefici

ond' egli

non

M forma accordata
*

gloriosi

suoi

maggiori

si

present

nel conci-

" storo il d 28 gennaio 1760, ove prostrato a' piedi di sua santit Clemente XIII, senza parlare di altre condizioni, giur ancora so

avrebbe ceduto che alla forza. Finalmente dopo quattro anni, tutto fu restituito al Papa, quindi verso la fine del lyyS Clemente XIV rientr in possesso di Benevento e Ponte Corvo,
i

quali furono consegnati

dai ministri napoletani a monsignor

pm
e
di

l'anima del principe Ferdi-

Angelo
in

Altieri
la

prefetto
citt,

di

Norcia,

nando IVj che sua maest non tenterebbe giammai di acquistare


di

che ricevette

ed

il

ducato

nome

della Santa Sede.

M M
*

appropriarsi
la citt

alcun

diritto
,

Essendosi nel declinar

del secolo

sopra

di

Benevento
territorii

XVI li
serciti,

rivoluzionata la Francia con


la

Pontecorvo, loro

ed
il

proclamare

repubblica,
l'Italia,

suoi ee-

appartenenze.
sto

Aggiungasi a que,

invasa

occuparono

primo giuramento

anche

ziandio tutto lo

stato Pontificio, e

secondo che fu prestato dal re medesimo attualmente regnante, il quale nel ricevere la nuova investitura del regno, dichiar nella

detronizzando Pio VI, a 10 febbraio

1798,

il

condussero prigione in Sie-

na. Creata poscia dai francesi la re-

pubblica

romana,
di

dichiarandola
fecero altret-

riversale
il

inviata

Sua SanijSojfer-

soggetta alla francese,

tit

settembre

tanto colla citt

Benevento.

Ma

mo
me

valido tutto ci che

no-

nostro Jia

rato, secondo

il

solennemente opecostume, il Car-

non per questo cedettero, i Beneventani, i quah continuarono anzi a non


Santa Sede, e governo conobbero che quello di monsignor Giuseppe Stefano Zampetti, governatore Pontifimantenersi
altro
fedeli alla

dinal Domenico Orsini. Preve dendo per tanto ec. Protesto ec. o
Sollevato alla cattedra di
s.

Pietro

Clemente XIV, 1' infante duca di Parma, interpose


.fizii

di
i

Spagna
suoi uf-

col re di Francia suo avo, col

re di

Spagna suo
fosse

zio,

e col re di
la

Napoli suo cugino, affinch

Santa
diritti

Sede

rimessa
di

ne' suoi

Ferdinando IV re di Napoli, nemico de' francesi, li sostenne, e ai ig aprile mand loro un battaglione di granatieri; ai 24 maggio egli and in persona a visitare la citt protestando per altro che non incio.

colla restituzione

Avignone, Benevento e Ponte Corvo. Scrivendo poi Clemente XIV al re di Francia, si grav seriamente seco lui per tali occupazioni, dicendogli fra
le altre cose, che essendo semplice e puro amministratore, non gi si-

tendeva usurpare alcun diritto su Benevento, ma solo difenderlo da' nemici del legittimo Sovrano Pontefice. Come per i francesi entrarono nel regno di Napoli a' i4 gennaio 1799, pigliarono pur possesso di Benevento,

nella

notte

del

giorno

19,

gnore de' beni dell'Apostolica Sede,

spogliarono la

tesoreria della catte-

112
tirale, la

T5EN
pl^ ricca del regno, porvo.

BEN
zione di Benevento, e
di

Pontecor*

tarono via da settanta cantara di argento tra candelabri e vasellame,


e spogliarono anche
t.
il

monte

di pie-

Alcuni

cittadini
il

vollero nondi-

Mediante un decreto imperiale furono da Napoleone insieme a Pori* tecorvo Benevento dichiarati feu* di dell' impero francese mesIl
.

nemico nel passare che faceva a Capua, ma parte di essi venne uccisa, e parie imprigioinseguire

meno

saggio inviato per

tal

proposito
s.

al
il

senato conservatore
d

di

Cloud
I

5 giugno, era concepito


ti

ne' se-

nata, e la citt per liberarsi dal sac-

guenti termini: Senatori.!


di

duca-

cheggio, dovette pagare al generale

Championet

dieci

mila ducati, fu col'albero

stretta eziandio

ad innalzar
i3 febbraio.

delia libert a'

In se-

guito
vi
ca,

commissario francese Popp bandi solennemente la repubblicommettendosi frattanto l'intero


il

Benevento e di Pontecorvo erano un motivo di eterni litigi tra la corte di Roma, ed il re di NapoH. Noi abbiamo creduto bene di porre un termine a tali
dissenzioni
,

erigendo
in

suddetti

due ducati
dell'impero.
tale
i
*

feudi

immediati
scelta

spoglio delle chiese, e la soppressione


delle case
religiose

Abbiamo
per

una

al

modo mede-

occasione

ricompensare

simo
tutto

onde a que' d fu trattato


il

resto dell'Italia.

servigi, che ci ha resi il nostro gran ciambellano e ministro del-

Gessata la repubblica
to fu

nel

primo

>

le relazioni
il

estere Talleyrand,

ed

di giugno dello stesso anno, Benevenil


,

nostro cugino maresciallo del-

primo a rimettersi alf antico


e rispingere
di Napoli.
le

l'impero Bernadotte.

Non

inten-

ordine

pubbhcane

truppe reVinte queste


dal

>

diamo per con


ritti

tali

disposizioni

>
>

di recare alcun pregiudizio ai di-

iieir esercito

regio
,

capitanato

del re di Napoli e della cor-

Benevento venne presidiata da' soldati del re, il quale governoUa nell'assenza del Papa
Cardinale Ruffo
ch'era prigione in Francia, per sen-

'

te di

Roma, dacch
ec.

nostra in-

tenzione d'indennizzare l'uno,


l'altro,

>

Il

Papa

di ci
il

noQ
pi

avea ricevuto innanzi neppure

prenderne possesso , ne in altra maniera risgi lardandola se non


za

piccolo sentore, e noi seppe che dal

Monitore di Parigi:
fest
vi,
il

la

sorpresa fu
e la mani-

come un
cose fino
in

deposito. Cosi stettero


a'

le

eguale all'indignazione,

4 settembre

del

1800,

Cardinal segretario Consal-

cui ristabilito l'ordine antico, fu

per

mezzo

d'

una nota

de'

Benevento restituita al novello PonAltre traversie potefice Pio VII. litiche diedero pure altra faccia a
Benevento.

giugno

al ministro d'Alquier.
la rinunzia del

Per
salvi,

Cardinal Con-

Pio VII nomin segretario di


,

Nel 1806, Napoleone imperatore de' francesi, fatto pur dominatore dell'Italia, eresse nuovamente questo

la cui priil Cardinal Casoni cura fu di protestare contro l'usurpazione di Benevento e Pon-

stato

ma

tecorvo, giacch
di

il

Pontefice affine
della

ducato in principato, a favore del suo ministro delle relazioni estere, il celebre Talleyrand Perigord, mentre regnava il Pontefice Pio VII; ed ecco come segu l'usurpa-

garantire
i

diritti

Santa

Sede,
sesso

pi legittimi dopo
tanti secoli
,

un posordin d*
di

di

gli

inviare a tal uopo, a

nome

Sua
corti

Santit,

una nota a

tutte le

BEN
ili

BEN
de' suoi niin-

ii3
l'or-

Europa,

col

mezzo

Ma

ben

presto

fu restituito
i

zii,

colla quale formalit


le

protesta-

dine in

ambedue

luoghi
i

quando

va contro
scere, clie

misure

prese dall'im-

l'esercito austriaco, vinti

ribelli, ri-

peratore de' francesi; facendo cono-

giammai intendeva

di ri-

nunziare al dominio ne di Benevento, ne di Ponte Corvo, ne di qua-

mise Benevento e Pontecorvo alla Sede Apostolica, che ora paternamente li governa per mezzo d' un prelato delegato,

lunque

dominio della Chiesa Romana. JXel seguente anno effettu Napoleone il piano di far occupare tutto lo stato ecclesiastico , e fece tradurre da Roma Pio VII, a' 6 luglio, in lunga deportazione compensi milper cui sparvero
altro
i

dividendosi la delegazione Beneventana nelle comuni di

Pagnara, Montorsi, Pastene, Perei Ho, coir appodiato Maccoli, s. Angelo a Cupolo cogli appodiati Motta , Panelli, e Sciarri, s. Leucio e Maccabei, e s. Marco a Monti. Ecco ci, che succintamente potevasi riferire

lantati.

dei

civili

fatti

accaalla

che negli otto anni della dominazione di Talleyrand, i Beneventani furono immuni da coscrizioni, da guerre, e da contribuzioni; vi fu stabilito un liceo o universit, e l'istruzione scientifica fu di molto vantaggiata. Ritornato Pio VII , a' 24 maggio 18 i4, in Roma, e messo in possesso de' suoi dominii, Talleyrand perdette, nel 181 5, Benevento, per l'articolo io3 del congresso di Vienna che * dice Le Marche con Cameiino e sue dipendenze il ducato di Benevento ed il Principato di Pontecorvo sono restituiti alla w Santa Sede ". Mentre Benevento godeva nuovamente della pacifica dominazione Papale, la sua tranquillit fu turbata nel 182 I partecipando agli avvenimenti costituzionah, per la sua posizione
vuol
tuttavia
negarsi
,
:

Non

duti in questo dominio soggetto

Santa Sede. La sua storia religiosa rimonta ai tempi apostolici, avvegnach pretendesi da alcuni , che Benevento ricevesse la fede di Ges Cristo per opera di s. Potino, inviatovi in qualit di vescovo dallo
stesso principe degli apostoli
s.

Pie-

tro

che estinta in progresso di tempo la religione cristiana per opera


;

delle persecuzioni, risorgesse pel


tirio

mar-

Gennaro, e dei suoi compagni , e che vi fosse stabilita, e dilatata, colla pace da Costantino accordata alla Chiesa
del suo vescovo
s.
I

nel 3

I.

In quanto poi ai distinti privilegi

della

chiesa di Benevento,

ca-

nonici di quella metropolitana, fra


gli

altri,

chetto, e mitra, ed
il

titolo

usano cappa magna, rocun tempo ebbero d'abbate, ed anche di Carcol SarnelH, es-

in

mezzo

agli stati

napoletani.

La

dinale.

Aggiungiamo

bandiera della rivolta vi fu alzata da certo Vialante, che intitola vasi

sere

privilegi degli arcivescovi quelli

accennati
lebrato nel
>'

daW arcivescovo
da
del

tigone
lui ce-

Organizzatore della Carbonera, ed il Cardinal arcivescovo Spinucci, che avea rifiutato di cantare il Te Deiim, nella sua cadente et, venne costretto ad abbandonare il gregge. Un egual moto rivoluzionario sottrasse pure Pontecorvo al dominio Pontificio.
"

nel concilio provinciale

1074.
le

" In molte cose

abbiamo

insegne

romano

>
>^

Pontefice, e le osserviamo in molte cerimonie,

come

nella benedi-

zione

della
il

portare

VOL.

V,

^
9

messa solenne , nel somiere colle reliquie, o

5^Sfrvw^.

%)J

ii4

il

BEN
corpo
di Cristo, colla

BEN
campanella
urbicario di Porto,

ne quando,
fu
fatto

ai

li

copertura ; nella bolla di w piombo, la quale usiamo; nel caal collo, e

29 maggio 1724,
conservandone
successione
il
il

Papa, governo e nomi-

mauro ovvero
lo bianco, e in
la chiesa

tiara ec, nel caval-

nando a suo coadiutore, con futura


scia, regicolo suo

M noi per
y

tana, tra le

molte altre cose. E maggiore Benevenalti'e chiese metropo-

famoso Cardinale Cofavorito, e per


il

vicario

generale

fratello

di

lui

M litane pi degna e piti eccellen te, usiamo il regno, ovvero la

tiara

alla

maniera
si

del

Sommo

w Pontefice, che qui

tirsi,

w mauro ". che molti di questi privilegi non sono pi in uso, ed abbiamo dal JVovaes nella Vita di Paolo II, che neir anno 1 4^6, quel Pontefice represse gli arcivescovi di Benevento, i quali ne' giorni solenni, a somiglianza de' romani Pontefici, adoperavano la tiara, ornata di tre corone, e si facevano portar davanti la
Ss. Eucaristia.

chiama caTutta volta da avver-

monsignor Coscia, vescovo di Targa. Benedetto XIII, come si disse, in diversi modi seguendo il suo amore a questa chiesa, per distinzione don alla cattedrale la rosa d'oro da se benedetta.
Varii concilii furono celebrati in Benevento, ed alcuni dai medesimi Sommi Pontefici. Il primo fu tenuto Tanno io5g, in favore dell'abbazia di s. Vincenzo, concilio che il Lenglet riporta all'anno 1062. Secondo il Borgia, fu presieduto da Nicol H
nella chiesa di
Il
s.

Pietro presso la

citt.

La

cattedrale dedicata all'Assun-

secondo concilio si tenne nel 1061 pei diritti di alcune abbazie. Il terzo
nel
s.

zione di Maria Vergine, e chiamavasi

Gerusalemme: il capitolo componevasi di ventisette canonici,


altre volte

compresi l'arcidiacono, l'arciprete,


primicerii maggiore e minore,
soriere
il

te-

ed

il

bibliotecario. Oltre la

1075, in favore dell'abbazia di come si ha dal citato Lenglet. Il quarto, nel 1087, venne convocato da Papa Vittore III, per iscomunicare l'antipapa Guiberto, ossia Clemente III, e per tutelare i diSofia,
ritti

metropolitana, vi sono collegiate, conventi


diocesi

della potest

ecclesiastica degli

e monisteri

Anticamente la Beneventana comprendeva


.

imperatori germanici.
stie

Tante angu-

vi

soffri qLiel

Pontefice, che as-

duecento
nisteri.

chiese,

fra le quali dodici

salito
il

da infermit mentre celebrava

abbazie, trenta conventi e molti

mo-

La maggior parte de' vescovi di Benevento furono decorati della dignit Cardinalizia, ed alcuni vennero assunti al Pontificato, come Paolo III, Farnese, del i534, che ampli, nel 1542 la citt, ed il benemerito Benedetto XIII, Orsini, del 1724.
Creato questi Cardinale nel 1672, Innocenzo XI, nel i685, dalla sede
di Cesena, lo trasfer all'arcivescovato di Benevento, chiesa, che non
lasci,

si ritir alla sua antica abbazia di Montecassino, ove mor ai 16 settembre. Il quinto concilio

concilio,

si

tefice

1091, dal Ponche vi ordin col capo Nulliis in Episcopum che nessuno fosse eletto vescovo senza
tenne

l'anno

Urbano

II,

essere

vissuto
sacri
,

religiosamente
i

negli

ordini

quali

egli dichiar

dover essere
terato,

il

diaconato e
il

presbi-

giacche

suddiaconato co-

minci a contarsi solo dopo il secolo XI. Vi si fecero quattro canoni, l'ultimo de'quali prescrive a' f-

quando prese

il

vescovato sub-

:-^L-

^^CCKO

BEN
deli di ricevere
il

BEN
sul

ii5
si

le

ceneri

capo

vide

il

Pontefice nel

Nicol

giorno primo di quaresima. Oltre


affari

motei*zo,

i545,

V. Il decitenne egualdice
il

gli

della disciplina

ecclesiasti-

mente
citato

sui

costumi,

come

nuovamente scomunicato l'antipapa Clemente III. Il sesto concilio in Benevento, venne convocato
ca, venne

Synodicon. Molti altri concili si celebrarono in Benevento, e Benedetto XIII ne conta fino a ven-

dal Pontefice

presiedendolo

Pasquale II, in persona,


dei

il

quale
con-

tuno nel Synodicon da


cato nel 1693,

lui

pubbli-

vi

quando era

arcivesco-

dann

le

investiture

benefizii,

vo

di

Benevento, che poi fu ristam-

per cui ebbe poi a tollerare tante persecuzioni per parte dell' imperatore Enrico V. Il settimo, adunato nel in 3, provvide
fatte dai laici,

pato in Roma nel 1 724. Egli stesso ne tenne molti, ne' quali pubblic saggi regolamenti, e fino da Papa come di sopra abbiamo veduto, nel

ad alcuni

affari

della

provincia, e

1729.
Dichiarate le cose religiose, dire-

della celebre abbazia di Montecassino.

Evvi chi riporta, che Pasquale II, nel 1 4, adunasse in Benevento un altro concilio per mantenere nella fedelt alla Chiesa i principi normana ni, mentre prepara vasi Enrico discendere in Italia per contrastargli la pia donazione, che dell'ampio suo patrimonio gli avea confermata la gran contessa Matilde. Fatto , che Pasquale II nel 1 1 1 7, abbandonata Roma per timore deltrasfer a Benesi l' imperatore,

mo
di

ancora, che Benevento patria

molti

grandi

uomini,

fra'

quali

del famigerato

grammatico Orbiiio, dei giureconsulti Emilio Paolo PaFranco.

piniano, Rofredo, e Odofredi, e del


satirico

Fu

eziandio illustre

patria di

santi e virtuosi Pontefici,

come
tefici

PonFehce III, detto IV, della famiglia Fimbri di Benevendi amplissimi Cardinali. I

sono

I.

to

figlio

dinale da
tefice a'

vento,

ove

radunato

un

concilio,

fatto CarCastorio Ormisda, creato Pon24 luglio del 586, il quale

di

s.

che fu r ottavo tenuto in questa citt, scomunic il Cardinale Burdino, poi antipapa Gregorio Vili, per aver coronato in Roma Enrico

risplendette per santa semplicit, u-

milt

e munificenza co' poveri:


III,

2.

Vittore

chiamato prima Desiderio,


Epifania de' conti di
principe di Benei

della famiglia

V, abusandosi del

titolo

di legato

Marsi,
uccisero

figlio del

latere

che

avea
II,
il

ricevuto

dallo

vento. Egli,
il

dopo che
fece

normanni
il

gli

stesso

Pasquale

quale nell'an-

padre, contro
si

volere dei

no medesimo da Benevento si trasad Anagni. Il nono concilio fu celebrato nell' anno 1 1 1 9, condecimo nel i33i Il tro i ladri. contro la simonia, come si ha dal Synodicon Beneventanum. L'undecimo nel i374, sopra la disciplina. Il duodecimo nel 1470, sui costumi. Prima di quest'epoca, cio nel i4495 erasi propagata in Benevento e nei
fer
,

congiunti,

monaco, e poscia ele-

vato al Cardinalato da s. Leone IX, malgrado la sua ripugnanza, fu eletto

Papa
sc

a'

24

maggio
santit
3.

086, e
vita

riu,

illustre

per

di

Gregorio Vili, prima, Alberto di Mora, o del Morra , da altri detto Spinacelo, figlio
gloria di

miracoH:

di

Sartorio

famiglia

originaria
di

di

Benevento,
Cardinale
nalzato
di
al

patrizia

Napoli,
fu
in-

luoghi circonvicini l'eresia detta dei

Adriano IV,
a'

miovi cristianijcoixiro

quah prov-

Pontificato

20

otto-

m6
bre

ben
Era celebre
per
lelte-

BEN
ornamento del sacro Collegio, creato da Pio VII nel i8or, e suo pro-segrctano di stato e compagno di sventura, in tempo della occupazione militare, gi camerlengo di s. Romana Chiesa, ed ora
principale

1187. ralura, per esemplarit di costumi, e per zelo ardente sulla ricupera de' luoghi santi di Palestina.
I

Cardinali

Beneventani
fra

sono

Bernardo,
IVicol

contato

quelli

di

II del 1059; Berardo, o Bernardo esaltato da Urbano II del 1088, illustre in religione; Pietro di Mora, o Morra, della nobile fa-

pro-datario, vescovo d'Ostia e Velietri, di cui legato apostolico, ed arci-

prete lateranense; venerando Porporato, che per le sue virt ed ope-

miglia di Gregorio Vili, che tuttora


fiorisce

re

letterarie sar celebre


fasti

creato nel Benevento i2o5 da Innocenzo IH, autore di


in
,

pre ne'
lo

della Chiesa.

per sem2." GarCardinale

Maria

Pedicini, fatto

im

dizionario per predicare; Pietro

dal predetto Pio VII, nel gi segretario de' memoriali

Collevacino, fatto Cardinale da In-

1823, e di Pio

nocenzo HI nella
del concittadino,

stessa

promozione

Vili

dal

regnante Pontefice fatto


di

glorioso per aver

prima prefetto
sa,

Propaganda, e poi

ridotto al seno della chiesa

Raimon-

vicecanceliere di santa

Romana Chieda
al-

do,

conte di

Tolosa,

fautore degli

ora zelante vescovo Prenestino,

albigesi;

Giovanni da

Gastroceli,

diocesi governala altre volte

nato di nobile prosapia in Benevento, secondo Ciacconio, mentre il Gattula vuole, che fosse della diocesi d' Aquino , fatto arcivescovo di Benevento nel 1282, e creato Cardiin Teano, nelnale da s. Celestino

cuni porporati Beneventani.

Benevento
costrutte per

guarnita di
la

mura

maggior parte con

frammenti

di antichi altari, sepolcri,

colonne ec, e difesa da un castello. La sua popolazione fu diminuita dai terremoti


,

l'ottobre del
rio,

1294; Dionisio Laure-

dalla

peste

dell'anno

o Lorerio, dei religiosi serviti, promosso nel 1 539 da Paolo III, ritenendo l'arcipretura di Benevento, encomiato per dottrina, e prudenza Nicolo Goscia, nato in Pietra di Fusi, diocesi di Benevento, ed ascritto alla
;

i656, sotto il Pontificato di Alessandro VII. Sono considerevoli nella


citt,
il

palazzo pubblico, quello del-

l'arcivescovo, la cattedrale^ belfedifizio

di architettura mista dei

tem-

pi

di mezzo, le

cui cinque

navate
di
ri-

cittadinanza, elevato alla porpora nel

sono sostenute da quattro ordini di


colonne
di
di

1725 da Benedetto

XIII,

suo

marmo.
fatti

La
dell'

porta
in

coadiutore nell'arcivescovato di Benevento, famoso pel favore illimitato,

bronzo
lievo

essa rappresenta

diversi

antico

che god presso quel Papa, non che per le sue traversie, Gennaro Antonio
no, promosso

nuovo testamento. Il seminario fornito di una biblioteca assai ricca


di opere legali ed ecclesiastiche, fondata dal benemerito arcivescovo mon-

de Simone nobile Beneventada Papa Clemente XIV,


1

nel

1 7 7 3 ; Gamillo de^Simoni, elevato a tal dignit da Pio VII nel 1 8 6; Domenico de Simone creato Cardinale da Pio VIII nel i83o. Sono poi viventi, ed onorano grandemente la patria, 1. Bartolomeo Pacca, decano e
j

signor Francesco Pacca, ed accresciuta


in seguito dai suoi successori.
Il

suo
acol-

seminario uno dei primi


perti

slati
Il

dopo il

concilio di Trento.

legio dei pp. gesuiti solidissimo edifizio.

V'era anche l'universit,

ma

ora

BEN
non
esiste.

BEN
BENEZUELA
(

117
o

Vi suno in oltre in Benedette scuole crisliane,


delle

CARACCAS
Benezuela,
gli

vento

le

cos

De

non che una scuola pubblica

Benecuela, sive s. Jacobi). Citcon residenza di un arcivescovo

monache

orsoline per le fanciulle. Esipii,

nell'Indie occidentali.

stono altres molti luoghi

conventi,

f^enezuela,
li

denominano
stante

spagnuola

monisteri, ospedali, ec. Veggonsi an-

questa
,

citt,

la

somigliansitua-

cora

gli

antichi avanzi delle grandezze

za

che
di

trovarono
Maraciibo,
Dicesi

fra
citt

Beneventane, come l'arco di Traiano, elevato in suo onore per la via, die fece prolungare da Benevento fino

zione di parecchie

indiane al
quella

lago

di

a Brindisi a proprie spese, e forma ora una delle porte della citt col nome di Aurea finalmente sono
:

Caracca y o Caraccas, Leon di Baracca , o Santiago di Leon di Baracca, ed


Venezia.

ancora

tuttora in piedi gli avanzi delie sue

terme, del teatro, e di


Oltre
citati

altri

pubblici

la capitale della provincia del suo nome nell' America meridionale. Colombo scuopr questa parte delle co-

sontuosi edificii romani.


i

autori,

che tratta-

si

rono di Benevento, sono a vederGeorgii Dominici , De origine


:

Caracca nel i49^- I missiogoverno spagnuolo non ottennero allora l' intento. Carlo V vendette la colonia ai Welste di

narii

speditivi dal

metropolita/ice

ecclesce

Beneveita-

sers,
le

mercatanti alemanni,

che, per

nae^ dissertatio epistolaris sephum Renatum S. R. E.

Romae

1725

Nicastro

JoCard. Joannes ,
in

ad

loro vessazioni, nel i65o, decad-

De
tves

Beneventana
libros

PnacotJieca
,

per cui la Spagna stabilendovi un capitano generale ne fu sovrana sino al 806.


, 1

dero dal possesso,

digesta

quaruni pri-

miis
tione
tate,
,

Benedenti
antiquitate

iniagineni
,

funda,

pietate

nobili-

rebusque preclare gestis ornainnuit

tam
fert
j

tifices,

secundus divos , Pon, purpuratos ac antistites ofterlius

tandem

viros

toga

sagoque illastres indigitat, Benevenli ex Archiep. typ. 1720; Pompeo Sarnelli, Memorie cronologiche de vescovi ed arcivescovi della s. chiesa Beneventana, colla serie de^ duchi e principi longobardi della stessa citt, Napoli 1692; Maria Vipera, De Chronologia episcop. et archiep. Ecclesce Beneventanae, etc. Neapoli i636; Francesco Trosa, Effemeride della solenne funzione del'
la benedizione e
della mitra,

Nel 181 r, essendosi dichiarata ndipendente, forma ora parte della repubblica dj Columbia. Benezuela , o Caraccas giace in una valle formata da lunga catena di montagne. Nel i5Qj, fu fondata da Diego Lesada , con regolari edificii. Dessa sede arcivescovile, ed avea anticamente ottomila pezze di

mensa , essendo tassata dalla santa Sede di trentatre fiorini e mezzo. Questa metropolitana ha due vescovi sutfi'aganei, cio

Merida, e Guadedicata
si
,

jana
sant'

con

la cattedrale
.

Anna
di

11

capitolo

a comdebe-

pone

cinque

dignit

con
altri

cano, quattro canonici, ed


neficiati.

prima imposizione fatta ai i\ dicembre

seminario,
se

Questa citt ha pure il ed inoltre cinque chiericcamente ornate,


di

parrocchiali

1701, al capitolo metropolitano di Benevento^ per concessione di Cle mente XI ^ ivi nella stamperia arciv.

tra le quali disti nguesi quella d'Alta

Gracia

costrutta dalla gente

colore, che riesce superiore alla cut-

ii8
tedrale,

BEN
pesante
stessa

BEN
architettura
degli
ornati.
coli

nella

ed XI,

e persino

nel

XII
Nar-

per
ri

la

dovizia

secolo,
cilio

come pu
1 1 1

scorgersi dal con-

S contano pure conventi, moniste-

Aquense
del

della provincia di

ed universit. Caraccas, nel 1812, soggiacque ad un terremoto, che la distrusse in gran parte. Durante la guerra dell' indi,

ospedali

collegi

bona

can.

I,

riportato dal

Cabassuzio, Not.ecclsaec.XII. Sulr incominciamento e specie dei Beni


ecclesiastici,

veggasi Tornassi ni:

pendenza, fu teatro di molti avvenimenti. Gli spagnuoli se ne impadronirono di nuovo, finch, ai 26


agosto
1

nova Ecclesiae disciplina circa Beneficia et Beneficiarios, Lugduni 1706; le istituzioni del citato
F'etus
et

8 1 3, Bolivar vi rientr trionDI CHIESA.

fante alla testa degl'indipendenti.

Fleury e l'Acosta nel suo trattato: Origine e progressi delle entrate


ecclesiastiche.

BENI
dono
dice
i

Sotto

il

nome

di Beni di Chiesa

non

solo s'inten-

l'erudita dissertazione del p.

da vedersi eziandio Dande,


originent

fondi che ad essa appartendei quali,

Hist. tom. II, part. II, p. 607: Qui-

gono, l'incremento

come

bus

ex fontibus

Fleury, provenne sovente dai vescovi, che li amministrarono; ma


altres
i

Bona

Ecclesiastica, quis

nstraverit, et

habeani ea adniiquando divisio bonO'

benefzii,
le

le

oblazioni ^

le

primizie,

decime,
stessa

non

che

la

rum eorumdem prima insti tuta sit ? La quadrupla divisione facevasi


dapprima dai
diaconi, fino dal pri-

formazione
tutto
il

delle

chiese,

temporale ad esse annesso. Dell'origine dei Beni ecclesiastici si


parla all'articolo Benefizio ecclesiastico.
Ivi
si

mo
so
gli

concilio celebrato

da

s.

Pietro in
aiutassero

Gerusalemme,

essendosi eletti in es-

sette diaconi,

perch

dice,

come
colle

chierici

si

sostenessero

prima
fossero

limosine e
;

apostoh nella distribuzione delle limosine ai fedeh. Divenuti alteri i


diaconi per siffatta amministrazione,

colle altre oftrte dei


alle offerte

fedeli

come
le

aggiunte

de-

trattavano

con

disprezzo
s.

preti.

cime;

come
delle

in fine pervenissero

Laonde

il

Pontefice

Anastasio I
il

nella Chiesa stabili possedimenti.


le rendite
tri

Per decime e degli alpatrimonii ecclesiastici, pur ivi si


essere anticamente stata fatta

vi provvide,

siccome

attesta

Ba-

ronio, air

anno 4^2, e ne

fece pas-

sare l'amministrazione ai vescovi.

disse,

una quadrupla divisione dai vescovi ; cio, una parte per la loro sussistenza, una pel clero, una perla
fabbrica delle chiese, e la quarta pei poveri e pei pellegrini. P^. Mamachi Degli acquisti delle

g. I

Sullo scialacquamento dei Beni.

Il

Sommo

Pontefice

s.

Pio

I,

del-

l'anno i58, viet che le possessioni,

o beni, dati per l'uso divino, servissero

mani

morie,

ad

altri

usi;

s.

Simplicio

del

tomo

248. Tale quadrupla divisione dur piti, o meno secondo i luoghi. Carlo Magno e Lodovico Pio, nei
I p.

467 ne
quel
rendite,

proib

l'amministrazione a
dissipasse
le

vescovo, che ne
e

diede

norme

opportu-

ne

loro capitolari

lib.

VII

pag. 290,

no
di

per la regolazione loro. All'an1075, il citato Baronio racil

come di cosa ancora ed anzi la prescrivono. Se ne trovano puranco esempii nei separlano
praticata,

ne

conta

castigo di Enrico, vescovo

Spira, per lo scialacquamento dei

Beni della sua chiesa; e nel 11 84,

BEN
dice Ruggeri,
a'

BEN
febbraio, che
cantuariense,
di venderli,

119
essi

i6

essendo

consacrati

Riccardo,

arcivescoTo

a Dio , ne alcuno potendo averne propriet

fu punito con

immatura morte, per

inviduale

cosicch senza

un

aver dissipati i Beni della propria chiesa. Al confronto di questi scia-

sacrilegio

non

se

ne

pu

disporre

in maniera

diversa

dalla prescritta
i

converrebbe mettere lo zelo di quei pii, che per difesa dei Beni ecclesiastici sostennero il marlacquatori
tirio.

dai canoni, e da que' casi, che


nonisti

ca-

determinano

col beneplacito

apostolico [Vedi).

Degna

di

sono p. e. cantuariense , chiamato


Tali
tire

s.
il

Tommaso
protomar-

in proposito la lettera
s.

del

memoria Papa

Agapito a

s.

Cesario,

vescovo di

dell immunit ecclesiastica, forse per lo maggior coraggio, con che la sostenne, mercecch prima di lui furono martiri per questo motivo Teodoro vescovo leodiense, nel 658 e
Proiretto vescovo arverense del 670.

Arles nel

563, poich chiedendogli

questi licenza di poter vendere qual-

V.

Sarnelli

tomo

III, p.

44

^^^^^

*"^

che parte di Beni ecclesiastici, pel sostentamento dei poveri, gli rispose che per quanto era in s sarebbe stato disposto a fare il suo piacere ; ma ostarvi i canoni. Per lo che g' invi
:

lettere ecclesiastiche.

un decreto
alienazioni.

del terzo concilio romano,

celebrato dal Pontefice


.

Simmaco

nel

II

Sui

fitti

sulle

Bonifacio IX, nel i4o3, proib, che Beni delle chiese, conventi ed ospedali si potessero affittare, o dare in enfiteusi per pi di tre anni, e che
le loro

5o2, col quale si vietava, con minaccia di scomunica ed altre pene, l'alienare, per qualunque cagione^ alcun podere, per piccolo che fosse.

Donde
quanto

si

scorge, riflette

il

Baronio,
ai

dispiacesse

giustamente

rendite

si

potessero ricevere

Sommi

Pontefici l'alienazione delle

prima del tempo annuale, come riportano Sandini e Novaes nella vita
di quel Pontefice.

cose ecclesiastiche, perciocch quegli

Lo

stesso proib

di poi Paolo II ; onde per tali canoni fii stabilito, che le locazioni per parecchi anni sieno vietate agli ecclesiastici, se
i

che prega santo, e quelli per cui prega sono i poveri, sotto la cura certamente del romano Pontefice, padre dei poveri. A tali massime faceva eco s. Agapito.

non osservano quanto

canoni prescrivono per l'alienazione; che sia vietato di far fitti con
,

un concilio

Vittore II celebr, l'anno io55, in Firenze, alla presenza


//

delF imperatore Enrico III

Nero,

anticipazioni

meno
case,

quelle

di

sei

nel quale proib, sotto pena di sco-

mesi per

le

e di

un anno e

munica, l'alienazione dei Beni della


Chiesa,

mezzo, od al pi due, sui fondi. Sono nulli quindi i fitti, che non si
facciano secondo
la disciplina della
il

come abbiamo da

s.

Pier

Chiesa, avvertendo che


al

successore
il

benefizio deve rispettare

con-

Damiani, lib. IV ep. 12, t. I p. 60. E il mentovato Paolo II, nel 1468, viet con una costituzione, Bull. Rom. t. I,p. 400 cap. Ambitiosae interextr.
com.,

tratto dell'antecessore.

che

beni

ecclesiastici

po-

Circa l'alienazione dei Beni della Chiesa, dice Fleury,

tessero alienare, o dare in affitto per

non aver
ne

la

pi di tre anni, raccomandando ad

Chiesa,

come

privati,

libert di

un tempo
Soltanto
i

l'indennit dei luoghi


fondi, che

pii.

acqiiistare beni immobili,

n libert

non eccedono

I20
il

BEN
del

BEN
56o
a
ordinasse, che
ecclesiastici
gli

valore di venticinque ducati d'oro, in forza del notissimo capitolo Terrulas, possono dai
beneficiati essere

usurpa-

tori de'

Beni
e
s.

fossero te-

nuti

restituirli

in

ragione
I,

quadice,

alienati col beneplacito

del proprio

drupla,
passare

Gregorio
1'

del 590,
,

vescovo,
lienandis.

y. Chiesa e Bolla de a^
il

come abbiamo

dal Baronio

in eresia

ostinata occupa-

Finalmente

Pontefice Benedetto

zione de' Beni della Chiesa romana,


e doversi dire eretico,

XIV

colla

costituzione

Universalis
rivestiti

e
in

come
tale

tale
ei'-

Ecclesicej de'

29

agosto ij^i, proi-

condannarsi chi
rore,

vive

b agii ecclesiastici,

bench

e chi

ammonito non vuole


ogni

dignit, di vendere ed i proventi ad vitain, ovvero anche a lungo tempo, ricevendone anticipatamente, in una o pi volte, la corrispondenza ai frutti, che dal beneficiato probabilmente si sarebbero conseguiti nel suindicato tempo. Di pi annulla tali contratti ed assoggetta i contravventori a va-

di
i

qualsivoglia

emendarsi. Nel secolo X, alla ben nota

frutti

sua barbarie, aggiungevasi ad


possedendoli spesse
gli

passo la usurpazione de' Beni ecclesiastici,

volte

laici

e
il

niesi

ammogliati, come espriBaronio all'anno 900.

Nel 1187 in Verona si lament Urbano III colf imperatore Federico


I,

perch riteneva
Melilde,
di

dominii delia
ragione
delia

lie

pene.

Le
,

altre notizie e prov-

contessa

vedimenti suir alienazione dei Beni


ecclesiastici
si

santa Sede, ed applicava al pubbli-

trattano

al

citato

co
ni

beni de' vescovi defunti, usurle

articolo Beneplacito Apostolico.

pando eziandio
monisteri.

rendite

di alcu-

III.

SuW usurpazione
ecclesiastici.

de Beni

Il

vescovo,

come

si

disse,

l'am-

ministratore de' Beni della sua chiesa.

po
se

Avvenne in molti luoghi, che dola morte di un vescovo ne fosraccomandata la conservazione


o vescovo vicinioi

Gregorio fulmin l'interdetto al regno di Portogallo, per le oppressioni fatte da Alfonso III agh ecclesiastici ed alle chiese, e per la usurpazione, che ne faceva dei Beni. E solo sedici anni dopo. Papa Nicol IV gli tolse le
censure,

come
1289,

si

ha dal Rinaldi
dire
si

al-

l'anno

senza

di

altri

al metropolitano,
re,

simili esmpi.

Pure non
di

debbe pasdelle

giacche talvolta

chierici

iuva-

sar sotto silenzio la usurpazione fatta

deano quei Beni nella vacanza di una sede. Dai chierici pass 1* usanza ai laici e sebbene Leone I, del 44o ^* ponesse riparo pur tuttavia fu d'uopo che Urbano li
, )
,

da Pietro IV, re
dagli
esattori

Aragona,
si

rendite Pontificie, che

raccoglievano
Sede,

della santa

quelle de' Cardinali, prelati e benefi-

nel concilio diCiermont, del

109^,

Can. de

laicis q.

2 caus. 12, Cali-

che risiedevano fuori delle loro perci che Urbano V, ; ed nel i363, lo esort paternamente
ziati,

chiese

Tolosa del 1 1 1 9, can. 4) ed Innocenzo II nel concisto II in quello di


lio

a restituire le rendite ecclesiastiche ingiustamente usurpate, ed a ritiattare


l'editto
sulla subasta

generale
q.

lateranense,

can. ILtor-

de' Beni

lud

2.

caus. 12, del

1189,

degli ecclesiastici assenti;

ma

risponcol

nassero a farne gravissimo lamento.

deva

il

re,

tutto

aver
savi.

fatto

Vuoisi ami che Papa Giovanni

111

consiglio di

uomini

Nondimo-

BEN
no
due
13eni
t|iiel

BEN
a presendove entro
Il

121

Pontelice

ci tulio

Sarnelli,
il

tomo

pag. 184, ri-

tarsi

alla

Santa Sede,

porta

memoriale dato ad Enrico


eretici,

mesi
di

non avesse restituiti i usurpati ed aggiunse la pe,

Vili dagli
vertito,

colla risposta
il

di

Tommaso Moro; ma
non

re,

gi per-

na
suoi
se

scomunica,, in cui egli

ed

solo vi diede orecchio,

consiglieri
si

sarebbero

incorsi,

ma

dirocc
e

diecimila
cacci
i

chiese

nel-

non

correggessero.

V. Inter-

l'Inghilterra,
chiostri
nisteri
, ,

monaci dai
i

detti.

ne

distrusse
al

mofisco

applicando

regio
rendite,

IV.
stici.

Eretici ^ che comhalterono

tutte
il

le

rendite loro;

che

possedimento

de'

Beni

nel

ecclesia-

primo anno, ascesero a cento-

ventimila scudi d'oro, oltre alle sacre suppellettili, che dichiar devolute alla regia

Molti eretici

insorsero

contro

il

tavano
scudi
ch egli,

il

valore

camera^ e che impordi quarantamila

possedimento dei Beni della Chiesa. Nel secolo XII fu celebre Arnaldo da Brescia , sostenitore degli

d'oro.

Ma

non perci

arric-

come

osserva Sandero, de
anzi dopo ad imporre

Schisniate
otto mesi

Anglicano j
fu costretto
gli

errori

de' petrobrusiani,

il

quale
al

co' suoi

seguaci pretendeva, che


oblazioni.
i i

nuovi dazi, e
cessero nella

avvenimenti, che succorte

Pontefice ed a' vescovi bastassero le

sua

e nella

fa-

decime e
sero
i

le

Indi insori

miglia sua, sono troppo noti per

non
sos>

valdesi, e

wiclefti,

quali

dover deplorarli.

dissero,

non aver

ministri del van-

BENIAMINO
tenne
il

(s.),

diacono

gelo diritto alcuno al possedere.

Fu-

martirio

nell'

anno 4*^4

rono
nerali

essi

condannati nei concilii gedi Laterano e di Costanza,

epoca in cui infieriva nella Persia

siccome quello di Vienna avea condannati i fraticelli, i quali, tra gli


altri errori,

sostenevano che

le chie-

se

gli

ecclesiastici

non potevano
prin-

una crudele persecuzione contro la Chiesa, la quale dur per ben sei lustri. Questa fu prima suscitata dal re Isdegerdo, e proseguita con maggior crudelt da Vararano suo figlio
e successore. Teodoreto, che viveva

acquistare, ne possedere beni terreni.

Alla

quale
si

falsa dottrina

cipalmente
lagio,

De

opposero Al vano Pepianeta Ecclesce lib. 7

Guglielmo da Cremona, Ub. Reprobai, erroris Marsilii de Padua; Agostino d' Ancona, de potestate Papce; il Cardinal Turrecremata^ lib. 2 summ. de Eccles; Almaino, Traci, de supr. potest. Eccles. e finalmencap.
i^^j

a que' tempi, e dimorava in quei dinne descrive con accuratezza i varii supplizii ai quali erano condannati i seguaci della croce. Ad alcuni si scorticavano le mani ed il dorso, ad altri veniva strappata con violenza la pelle ; altri erano battuti crudelmente con verghe, e tormentati con lamine roventi; in una
torni,
,

te

il

celebre P.

Mamachi

sovra

ci-

parola que' barbari carnefici di quei

tato,

per

la

rinnovazione

degli er-

medesimi avvenuta a' giorni nostri. F. pure Bergier: Beni dei Regolari, dove ne fa ampia difesa, ed il suo articolo de Mendicanti.
rori

andavano a gara per immaginare nuove maniere di affliggere i cristiani, che voleano restare fermi ne' loro santi divisamenti. Fra
crudeli imperatori
questi invitti eroi del vangelo
si

anno^

112
vera
il

BEN
santo

BEN
Benigno pass a Langres, da dove si condusse a Bigione, ed in questa
citt ottenne la

diacono Beniamino. Questi, dopo essere stato crudelmen-

te battuto,

venne rinchiuso in una


,

palma del martirio

orrida
poscia

prigione

dalla

quale

fu

pi

patto , che non a predicare il vangelo. Beniamino frem di santo sdegno ad una tale proposta, e si protest che non avrebbe mai desistito dall' esercizio del suo ministero, poich la parola di Dio non
liberato col
facesse
si

nell'anno 179, dopo aver sostenuti i pi fieri supplizii. Fu sepolto presso al luogo de' tormenti. S. Gregorio,

care
ba.

vescovo di Langres, fece fabbriuna chiesa sopra la sua tom-

Nei martirologi
di

si

fa

menzione

di questo santo apostolo nel giorno

primo
V.
s.

novembre.
,

legata.
cacci la

Una

tale

costanza
re lo

gli

pro-

BENIGNO
BENILD A
Anastasio
lo,

ab.

di

Fontenelle.

palma

del
il

martirio;

im-

Vajvdregesilo.
( s. ),

perocch sdegnato

ai

pi crudeli tormenti,
vita.

condanche lo
di

martire con san


e prete spagnuo-

monaco

privarono di

BENIGNO
Armagh
da.

(s.),.

arcivescovo

dei saraceni

che mori decapitato per opera i4 giugno 853. il d

era
le

discendente
famiglie
istruzioni
i

da

una
Paco-

delle principali

dell' Irlan-

Merc
egli
il

di san
genitori

Essa incoraggita per la costanza di questo eroe , sostenne con invitta fermezza i suoi tormenti nel giorno
appresso , ed attaccata ad un palo, mor consunta dal fuoco. Le sue
preziose ceneri furono gettate in

trizio,

ed

suoi

Dio, e rigettarono il culto de' falsi numi. Benigno tanto mostrossi riconoscente a quenobbero
vero
sto favore
stro
,

un

fiume.

che preg
seco
fosse

il

suo

mae-

BENNEFA, oBENNEFEUSE. Citt episcopale della provincia Bisacena


nell'Africa occidentale,
il

volerlo
ei
il

regione
discese

qualunque per recarsi. Conin


d' Ir,

cui vescovo

venerabile apostolo

Emiliano fu

alia

conferenza di Cartagidi CabarsusSgS. Vuoisi,

landa a questa inchiesta

e lo eb-

ne,
sa,

e Gontasio, altro suo vescovo, celebrato l'anno

be a compagno in tutte le sue apostoliche fatiche. Benigno molto si distinse

sottoscrisse al concilio

per

la

sua santit e pei miracoli,

che

dopo

la

morte

di

s.

Patrizio,

fu

ritir san il monistero, ove si Fulgenzio, fosse prossimo, o unito a

eletto arcivescovo di

Armagh, e ne
dieci

Bennefa, sulla spiaggia del mare.

sostenne la dignit per

anni.

BENNINGDON,oBENNINGTON.
Citt d' Inghilterra nell' antica pro-

Mor nel secolo V, lasciando delle sue eroiche virtl fama immortale.

vincia

di Mercia, presso

Hertford.

BENIGNO

(s.).

Quasi

tutti

Era questa una


cato,

volta citt

da mer-

martirologi ne fanno fede, che Be-

ed

re di Mercia vi aveano
Si vede ancora, presso

nigno fosse discepolo di s. Policarpo, e che siasi recato nelle Gallie


in

un

palazzo.

la chiesa,

un

castello in cui

cele-

compagnia
per

di

s.

Andochio
le

s.

brossi, nell'anno

85o,

un

concilio,

Tirso,

disseminarvi

verit

mentre regnava Bernulfo,


danesi invasori.

contro

della fede. Questi tre apostoli, per

quanto si crede, predicarono il vangelo prima in Autun, ove battezzarono la famiglia di Fausto. Poscia

BENNONE

(s.),

o Benedetto,

vescovo di Meissen o Misna in Sassonia, sort la culla presso Goslar

BEN
nel IO IO.
I

BEN
si

123
nei

suoi genitori erano di


,

fu scelto ad occupare la sede vescovile di

nobile schiatta

e quindi
il

adopefiglio

Meissen
si

resa vacante
le

rarono, affinch
scienze.

giovane lor
e

1066.
opporsi

Bennone sottomise
al

spalle

venisse educato nella piet

nelle

ad un peso

formidabile, per
,

Lo

affidarono
di

pertanto

superno volere
ricevuta

non non

Bernward, vescovo
al quale

Hildesheira,

appena n'ebbe
crazione, diede
gli

la

conse-

erano congiunti per vincolo di parentela. Questi gli diede a maestro un certo Wiger, priore del

mano

all'opera.

E-

monistero di s. Michele, uomo celebre per dottrina profonda, non meno che per la pratica delle cristiane virt. Il giovane alunno corrispose pienamente alle

qual amoroso pastore nutriva il suo gregge col pane della divina parola , ed ogni anno si recava alla
visita della

sua diocesi.

conten-

to di vegliare al bene delle proprie


pecorelle, impieg eziandio l'ardente suo zelo per la
gl' infedeli,

premure del
all'

conversione . de-

suo institutore,
Tabito religioso.

e,

giunto

et di

di cui

ne guadagn
altro

diciotto anni, determinossi a vestire


I digiuni, le veglie,

gran numero. si era aperto

Ma un

un campo
Ben,

alla costanza di

la preghiera e la pratica

della
la

re-

none
rono
pero.
evitare

nella

infelice

occasione

in

golare disciplina formavano

sua

cui le guerre di Enrico


la
Il

IV

turba-

pi cara occupazione.
la

Lo

studio del-

pace tra
santo
lo

la

Chiesa e T im-

sacra Scrittura

de' padri

non
lui,

era giammai negletto da esso


corato del titolo di
i

vescovo non pot sdegno dell'imperatore,

tanto ne trasse profitto, che fu dedottore.

si

vide costretto a languire in


varii
altri

una
di-

Tutti
la

carcere ed a soffiire
sastri.

suoi confida telli ne

ammiravano
sacrificio

Poco dopo,
le
il

essendo insorto

santit, e la divozione, per cui nel-

uno scisma per


ratore ed

gare fra

l'

impeca-

offiire

r incruento

egli

Pontefice Gregorio VII,


fedele al
la

spargeva copiose lagrime. Quindi, essendo morto il loro abbate, la maggior parte di essi voleano innalzare

Bennone si mantenne po della Chiesa. Per


ricus
di
recarsi

qual cosa

all'assemblea ge-

a quella dignit

il

virtuoso Benno-

nerale

dell'impero,

ne , il quale per ben tre mesi si adoper, affinch si desse la preferenza a Sigeberto suo competitore.

l'imperatore a
farvi

Worms,
il

convocata dala fine di

deporre

legittimo Pontefice

da' vescovi del suo partito, e

da

al-

Se non che Dio lo avea destinato ad occupare un altro seggio e a


,

cuni CardinaU scismatici. Recossi in

vece a
concilio,
cati
i

Roma, ove
pel

assistette

ad un
giudi-

spargere in

altri

luoghi

suoi

lu-

quale vennero
e
lo

minosi esempi. Egli dovette pertanto abbandonare il monistero, per co-

simoniaci,

stesso

imil

peratore.

Dopo aver dimostrato

mando

del

Sommo

Pontefice Leone

IX, e dell'imperatore Enrico IH, da


cui fu fatto cappellano, colla dignit di canonico della cappella imperiale.

attaccamento alla Santa Sede, ritorn alla propria chiesa, cui resse con paterna premura fino alla morte, che segu il 16 luglio del 1106.
suo

N and
,

eletto teologo,

pitolo

alla

che venne guari o maestro di quel cacui riordinazione s' im,

fama, che questo insigne prelato


stato favorito col
zie,

sia

dono

delle profela

e che

Dio ne abbia onorato


miracoli.

pegn

con tutto

il

calore.

Poscia

tomba con

124
Cardinale.

^^^
Bentivenga
,

BEN
ma
Bentivenga

BENTIVENGHI
nacque
cesi di

Bentiveiiglii

non l'ottenne. Se non che Clemente XI lo compens, eleggen-

in Acquasparfa nella dioTodi, sul principio del secolo decimoterzo. Dato il suo nome tanto apair Ordine dei minori prezz le lezioni dell' Angelico, da farne le sue pi care delizie. Gio,

dolo cherico di camera, colla presidenza delle armi. Dopo che con

somma
citato

integnt e valore erasi esernel


carico

commessogli
nel

dal

medesimo

17 12, fu spedito nunzio alla corte di Parigi,

Pontefice,

vanni

XXI, mosso
,

dalla santit della

quando

bollivano

le

controversie

vita di lui

e dalla sua perizia nelle

lettere e nelle scienze, per cui si stimava uno dei pi accreditati teo-

famose in Francia, suscitate dal libro di Quesnello, condannato dal


nilus

tempi, nel 1276, gli confer il vescovato di Todi. Parlava di frequente al suo popolo, come ne fanno fede i suoi sermoni,
logi dei suoi

medesimo Papa colla bolla UnigeDei filiiis. Sostenne con grave


in queir incontro
le

foi'za

decisioni
si

apostoliche;

ma

nelle

sue prove

renduti di pubblico diritto. In appresso

Nicol III lo elesse a proprio cappel-

lano

confessore; quindi

lo

cre
nella

Tescovo

Cardinale

d'Albano,

prima promozione fatta a Roma li 12 marzo del 1278, e poscia decorollo


della

carica di penitenziere

poteva desiderare maggior moderazione. Nulladimeno riusc grato a Luigi XIV; pure, morto il re, divenuto egli sospetto al duca di Orleans, che reggeva il regno, fu richiamato dalla nunziatura, con ordine di restare a Ferrara, ove si trattenne fino a che fu creato Cardinale prete del titolo di
s.

maggiore.
essersi reso

Questo Porporato, dopo


celebre per varie lega-

Girolamo

degli Schiavoni, nella decima quarta

zioni,

nel

de

di

santit,

1289, con fama grancomp la mortale

promozione fatta a Roma dallo stesso Papa, li 19 novembre del 1719.


Poscia fu ascritto alle congregazioni
della
altre,

carriera. Alcuni dicono, meno probabilmente, che sia morto nel 1290, e l'abbate Ring, appoggiato al testa-

consulta,
colla

di

legazione

propaganda ed di Ravenna,

mento da lui fatto nel 1286, lo vuole morto iu quell'anno stesso. Ebbe la tomba nella chiesa di s. Fortunato dei francescani
tre
la
, a cui lasci , olsua suppellettile d'argento,

tenne per ben sei anni. Nel 1726, essendo Pontefice Benedetto XIII, venne dichiarato ministro plecui

nipotenziario

del

re

cattolico

in

Roma. Dopoch

fu ai conclavi d'In-

ima
ve
il

scelta

biblioteca

come

scri-

padre Giannantonio da Salanella Biblioleca

manca,
nel

universale
in

nocenzo e Benedetto XIII e di Clemente XII, nel 1732, di sessantacinque anni, mori a Roma, e fu
riposto
nella

francescana, stampata

Madrid

sua chiesa titolare di


tras-

1780, tomo

I, pag.

BENTl VOGLIO

204. Cornelio, Car-

santa Cecilia, a cui era stato


ferito.

Sotto
nella

il

nome

di

Selvagsi

dinale. Cornelio Bentivoglio

sortii progenie assai nobile ed antica di Ferra-

gio

Porpora,
in

il

Bentivoglio

di-

stinse

celebre tiaduzione, cui


della

^Qj, e maturo di el^ Aspirava da gran tempo all' uditorato di rota , che doveasi conferire ad uno di Ferrara;
ra.

Nacque
a

nel

fece

italiano

Tebaide di
Cardialla

pass

Roma.

Stazio.

BENTIVOGLIO
naie. Bentivoglio

Guido,

Guido venne

liEN
luce in Ferrara, nel i^^yy, da famiglia

BEi\
hanno
gran
con
scritto di
Ini.

it^

generosa ed antica,
suoi
di

e fino dai
segni

Era tenuto in conto da Urbano Vili, che


conferiva sugli altari pi rile-

primi

anni, diede

non

lui

equivoci

maschia

virt.

Scrive

vanti del

suo

Pontificato.
il Benornamento

l'Eritreo nella
faTiciullo,

sua Pinacoteca, che


i

Potevasi pei'tanto appellare


tivogiio per ogni ragione
l^

non amava
fjuella

divertimenti

propri

di

et,

ma

pi pre-

ed

sto la conversazione di

uomini dabbene e letterati. Fece con ottimo successo il corso degli studi prima a Ferrara e poi nella universit di Padova, ove si rec, secondo il Priorato, nel i594. Morto Alfonso II, duca di Este, il Bentivogiio fece assai, per condurre a trattati di pace il duca Cesare, che pretendeva succedere ad Alfonso, duca di quella citt, nel dominio di Ferrara. Clemente Vili, andato in quella

il decoro del sacro Collegio, poich quando parlava in concistoro, ciascuno com'estatico pendeva dal suo labbro. Era poi provveduto s poco di

fortune, che per vivere e soddisfare


ai

suoi

creditori,

dovette

un magnifico
nel Quirinale,

palazzo,

che

vendere teneva
giardini

con

alcuni

adiacenti, e ritirarsi

ad abitare una

casa ordinaria_, per diminuire la corte e ristringere le sue spese.

occasione

Ferrara,

diede
e

al
sti-

Bentivogiio

chiari

segni della
lui,

ma, che nutriva per

lo fece

suo cameriere secreto, permettendogli per la continuazione de' suoi


studi, terminati
i

Questo male deriv parte dalla sua eccessiva liberaht, e parte dalla morte del Pontefice, che avvenne poco dopo la sua promozione alla porpora. Nel conclave tenuto dopo la morte di Urbano Vili, egli, per sentimento unanime, ebbei voti pel sommo Pontificato,
ti
;

quali

Guido pass
alla

ma

Iddio dispose altrimen-

a Pioma, e che Paolo


tura delle
ai cattolici
tici,

si

acquist tale concetto,


lo sped

poich
calori

a motivo
estivi,

degli

ecces-

V
a

nunziaivi

sivi

non potendo riponotti continue,


forte,

Fiandre.
Parigi

Reso
,

caro
assai

sare

per undici

fu

non meno che


In quel tempo

agli ere-

preso
clave,

da febbre tanto
in et
di

che
anni

pass
.

dove

nelle stanze contigue allo stesso consessantasette

fu
to

amato
prete

fu creatitolo

Cardinale del

di

s. Giovanni a Porta Latina, nella decima promozione, fatta a Roma gennaio del 1621, dal medeli 1 1 simo Paolo V. Luigi XIII lo elesse

e venti tre di Cardinalato, nel i644> mor, dolendosi di questo solo, che

da
la

lui

povero, niente poteva sperare


sia

sua famiglia.

L'Oldoino vuole che


questo Cardinale
anni,
il
il

mancato

protettore della Francia presso la s. Sede, la qual carica


se nel i645',
il

di

sessantaquattro

Bentivogiio depo-

Libanori di sessantacinque ed

quando pass al vescovato di Palestrina, non di Terracina, come per isbaglio scrive il Tiraboschi. Vogliono i Sammartani, che sotto Gregorio XV, nel 1622,
il

Baldassari di sessantatre,

ma

prese-

ro abbaglio. Ebbe sepoltura nella diiesa di s. Silvestro nel Quirinale, senza


alcuna, senonch nel 1774 Matilde Bentivogiio, moglie al cavalier Erizzo, ambasciatore del veneto Senato presso la s. Sede, fece porre
nella

memoria

nostro Porporato avesse


della chiesa

il

gover-

no

di Riense,

che poi

rinunzi

nel

circostanza

1626; ma di questa non parlano coloro, che

chiesa anzidetta,

una lapida
11

adorna di bella

iscrizione.

Prio-

126
rato
sieri,

BEN
Io dice

BEN
a Roma h 24 maggio, o li 2 3 giugno del 14^6, fu creato prete Cardinale del titolo di s. Euse-

uomo

di sublimi pen-

no

di

portamento nobilissimo, di

cuore generoso, di tratto signorile ed affabile, in ogni azione magnanimo, in ogni divisamente prudente, nei

bio, e legato

a
gU

latere
ussiti,

di

una cronella In-

ciata contro

non

maneggi
di
le

giudizioso,

e valoroso

nel

ghilterra soltanto,

trattare importanti affari. Cardinale

somma
sapere,

integrit,

d'incomparabiintendimento.

di

alto

anche in Germania, in Ungheria ed in Boemia. Impedito dagli eretici, che riempivano di stragi la Boemia, dall'andare a Ro-

ma

L'Eritreo, nella sua Pinacoteca,

non

ma

a prendersi

il

cappello Cardina-

che maggior lustro ottenne la porpora da lui, di quello che ne ricevesse egli dalla porpora stessa. La migliore delle sue opere la Storia delle guerre di Fiandra, che quantunque non sia senza difetti, molto meno immune da
dubita asserire,
critica.

ne fu dispensato dal Pontefice che glielo trasmise, per mezzo del Salviati di Genazzano, gentiluomo Pontificio. Riusc molto infelicemenlizio,

te questa legazione, senza colpa per del Cardinale, poich nella battaglia contro gli ussiti perirono die-

Abbiamo

in oltre

la Storia

cimila crocesegnati.

Durante quella
Benufort non
lie-

sua nunziatura dre, alcune lettere, ed


della

nelle
il

Fian-

commissione, ebbe
vi controversie

il

diario, o

memorie di sua vita, impresso in Amsterdam nel 1 648 che sono monumenti non tanto del suo sapere,
,

con Hunfrido, duca di Glocester, reggente il regno pel re fanciullo. Costui pretendeva, che senza
il

regio assenso

non

si

potessero

quanto della prudenza e dell'avvedimento di lui. BENUFORT Errico, Cardinale. Errico Benufort nacque a Nor-

mandar

legati in Inghilterra, secon-

do i privilegi della corona. Il nostro Porporato celebr parecchi sinodi, dei


quali scrisse gli
atti.

Compose

inoltre

thampton

sul

fine

del

secolo

de-

la pace fra Carlo VII, re di Francia,

cimoquarto, e veniva altrimenti detto Chicheley, dei duchi di Licestre,


zio

Errico IV, re d'Inghilterra, e Filippo,

duca di Borgogna. Le ricchezze


le

sue,

di

Errico V, re

d'Inghilterra.

e quelle acquistate in appresso, vol-

Nella universit di Oxford applicossi

che,

morto

lui,

fossero

distri-

felicemente agli studii, e pei suoi


distinti,

buite alle
nisteri

chiese

cattedraU, ai

mo-

talenti

ottenne nel collegio


di dottore,

d' Inghilterra,

non avendo

di

Vidi

la laurea

ed

il

cancellierato

nella
egli al

chiesa

di Saris-

bury. Serv
le

proprio

sovrano

in vari impieghi ed ambascerie, nel-

quaU avea dato

saggi della pi

lasciato d' impiegarne gran parte anche vivente, a sollievo dei poveri, degU schiavi, e dei carcerati. In Oxford fond due collegi, ed a Vinton uno spedale. Ristaur ed accrebbe
la biblioteca cantuariense.

consumata prudenza
perch Errico
il

fedelt:

il

Da

ultimo,

IV

lo

nomin, circa
s.

dopo

essere intervenuto

al concla-

i4o4j al vescovato di
nel

David.

Poscia,

1407,

venne

trasferito

a quello di Vincestre , e sotto Giovanni XXIII, nel i4i4, all'arcivescovato di Cantorbery. Quindi, nella

ve di Eugenio IV, pieno di meriti, fin di vivere nel i447> dopo 11 anni di Cardinalato, ed ebbe sepoltura nella cattedrale di Vinton, dove alla sua memoria si vede eretta

quarta promozione, fatta da Marti-

un magnifico monumento.

BEN
Cardinale. Giovanni Antonio Benvenunacque in Belvedere, diocesi di ti Sinigaglia, a* 1 7 maggio 1 765, e dopo una onorevole carriera prelatizia,
essendosi
distinto

BER
e fervida carit verso Dio ed
il

127
prosla sua car-

BENVENUTI Gio. Antonio,

simo. Nel
riera

1282 termin
Il

mortale.

giorno

vigesimo

settimo

di giugno
festa.

consecrato

celebrarne la

nella

delegazione

BEO ANO

(s.), figlio

di Bengi, ni-

apostolica di Prosinone, fu da Leo-

ne XII creato Cardinale, nel concistoro segreto de' 2 ottobre 1826, e poscia venne pubblicato in quello dei i5 dicembre 1828, col titolo
presbiterale de*
ta,
ss.

pot del principe della terra di Powis, venne informato alla piet ed
alla dottrina in

un monistero

situa-

to nel paese di Arvon. Siccome poi


i

monaci di

quel

convento furono

Quirico e Giudit-

conferendogli
il

quel

tempo
goli.

vescovato di

Papa a un Osimo e Cin-

Nel i83i, a cagione del credito che godeva, il regnante Pontefi-

Northumberland, il re di North- Wales ne vendic la morte, riportando sopra i sacrileghi uccisori una compiuta vittoria. Beo ano in quella cirtrucidati dagli anglo-sassoni del

nomin legato a latore per le Marche. Mori in Osimo a'i4 novembre i838, e fu esposto e sepolce Io
to in quella illustre cattedrale.

costanza present

uno
gli
,

scettro d'oro
fece

a quel
il

re,

il

quale

dono

di

un pezzo

di terra

ove
il

egli edific

monistero di Agunog-Fawr, verso


santo istituto-

BENVENUTO
Le eminenti
ve

b.

),

nacque in

l'anno 617. Quivi


re condusse
ligiosa,

Ancona, e si consacr al servizio di Dio nel convento dei francescani.


virt, di cui diede pro-

una

vita
lo

veramente

re-

Dio

illustr eziandio

con qualche
di certo.
il

miracolo.

Intorno aldi
lui

luminosissime

nel

tempo

della

l'anno della sua morte, nulla havvi


Il

sua vita monastica, indussero Urbano IV ad eleggerlo vescovo di Osi-

monistero

prese

nome

di Clynnog, soltanto allor-

mo.
bili

Egli,

adorando

le vie

ammirafi-

della Provvidenza, sottopose gli

ch pass in potere dei religiosi di Cluny, imperocch prima portava il

omeri

ad un tanto peso, tutto


in quel Dio, che
si

nome
naie.

del suo fondatore.


(b.)

dando
effetto

serve dei

BERARDI
Berardo

Berardo,

CardU

mezzi pi deboli, per mandare ad


i

Berardi nacque nel

suoi alti disegni.

Benvenu-

to conserv

mai sempre l'abito del suo istituto, e dopo aver governata


la diocesi

con rara prudenza,

mor nel bacio del Signore a' 22 marzo 1276, nel qual giorno quelli del suo Ordine ne celebrano la festa.

1080, e traeva origine dai conti dei Marsi in Colle, castello nel paese dei Marsi. Pandolfo suo vescovo, scorgendolo adorno di ogni virt, lo associ agli accoliti della sua chiesa. 11 Berardi
si

rese

celebre per
:

ogni

maai

niera di virt

sorgeva

il

primo

BENVENUTO
tutte le

(b.),

rinunzi a

mattutini
usciva

notturni,
si

serbava

esatto

all'onore

comodit della famiglia, ed di cavaliere, per conse-

silenzio allorch

dovea tacere, non


il

mai

dalla canonica,

crarsi al servigio di Dio.

A
s.

questo

noi

permettesse

superiore;

quando non

fine entr nell'Ordine di

France-

sco, in qualit di laico, e diede lu-

fissava mai lo sguardo in volto di donna, n con essa parlava, se non

minosi

esempii

della pi

profonda

presenti

testimoni
fu

oculati

Per

le

umilt, della pi pronta obbedienza

quali

cose

mandato

al

celebre

28

BER
di

BER
la l'eligione, di essere stato

monistero di Montecassino, ove pass sei anni nello studio delle lettere. Giunta al Pontefice la fama di
sue virt, lo ordin suddiacono apostolico,
della

a rischi
,

perder

pi

volte la vita

morte preziosa novembre del ii3o,


della

dei giusti

mori li 3

in et di cin-

destinollo
di

al

governo

provincia
officio

Campagna. Nel

quale
stesso

impieg tutto s a frenare gli audaci assassini


egli
gli
, i

quanta anni, nel giorno, che aveva preveduto per lume superno. Grande era il concetto, che avcasi di sua
santit,

poich

spirava

dal

sepol-

e malviventi, a toglier di mezzo


scandali micidi,
furti
,

cro di lui soavissimo odore, e a sua


intercessione
si

le

rapine

gli

o-

compiacque Iddio o-

mostrando
i

molta

fermez-

perare parecchi miracoli. Dalla chiesa di


s.

za contro

piccoli tiranni,
Il

che

allo-

ra regnavano.
ferire assai,

perch ebbe a sof-

trasferito in Piscina in
lui

Savina, in cui riposava, fu un tempio a


di Carbio
(s.),
i

specialmente da Pietro Colonna, il quale dopo averlo fatto condurre a Palestrina e caricare di
percosse,
lo cal in

dedicato.

BERARDO
tire

marnatali
S.
le

del secolo XIII, trasse


nell'

dalla quale

fu estratto

una cisterna, da un suo

a Carbio, o Corba Francesco d' Assisi,


tri

Umbria.

ammirando
nella Spagna,
ai

Giovanni della Cetrella. Passato dappoi a Roma , il Sommo Pontefice Pasquale II, a premio delle sue virti fregiollo della porpora Cardinalizia, colparente,
detto
,

virt di lui, spedillo insieme ad al-

cinque

religiosi

spargere la luce del vangelo


ri,

mo-

seguaci di

Maometto.

Il

capo di

questa missione era


le;

la

diaconia

di

sant' Angelo,

dal-

ma

un certo Vitasiccome questi non pot pr


il

la quale in appresso pass nell'ordi-

seguire

viaggio per infermit,

gli

ne dei Cardinali preti col


s.

titolo

di

fu sostituito Berardo, che recossi in


Siviglia
co' suoi

Grisogono,

e,

nel
II,

1 1 1

o, dal

mesua

quattro compagni.

desimo Pasquale
della sua patria.
chiesa,
si

fu eletto vescovo
alla

Questi zelanti missionarii entrarono


tosto in una moschea, e vi predicarono Ges Cristo; n contenti di
ci,
s'

Pervenuto

diede, da forte e zelante,

ad

estirpare

segnatamente

il

vizio

incamminarono

alla reggia, e

della simonia, l'abbominevole incon-

presentatisi al re, studiaronsi di con-

tinenza del clero, ed a voler a tut-

vincerlo de' suoi errori, affinch abbracciasse


il

t'uomo
Nutriva

la
egli

riforma
la
i

della

diocesi.

cristianesimo. Costui,
furie,

passione verso

pi tenera compoveri, specialmen-

montato

sulle

comand che

fossero rinchiusi

in tetra prigione,

te vergognosi, ai quali era

prodigo
pro-

di beneficenze, ricovrandoli nella

ed allora soltanto li rimise in libert, quand' ebbe inteso, ch'essi bra-

pria

casa

servendo a loro colle


s.

mavano
rivati a

di far vela per

proprie mani. Vide la consacrazione


solenne della chiesa di
tefice,

1' Africa. ArMarocco, predicarono Ges

Agapito di

Palestrina, fatta dal sullodato Pon-

Cristo alla presenza del re, e di numeroso popolo raccolto nella pubblica
piazza,

nell'anno decimoquarto del suo

perci

vennero chiusi in

Pontificato.

Da

ultimo

dopo

di es-

sere

stato

per ben otto volte cacpropria chiesa, di aver


giustizia e per

oscura carceie per ordine dello stesso re Moramamolino, che volea lasciarli perire

ciato dalla

solTerlo assai per la

di fame e di miseria. Se non che, avendo egli inteso che

, ,

BER
dopo
ni
,

BER
digiuno anai cristia-

129

tre settimane
li

di

cora viveano,

consegn

concedendo

ad

essi

di farli ri-

promozione fatta da Alessandro HI nel dicembre del 1178. Qua.si niente sappiamo di
cere, nella quinta
lui,

toinare in Ispagna.

Lo

zelo per al-

salvo

che

sottoscrisse

parec-

tro di questi missionarii

non tard

chie bolle di Alessandro III, e chei

a manifestarsi nuovamente, imperocch, nulla curando i pi atroci tormenti e la morte, continuarono a predicare il vangelo. Il re fortemente sdegnato, mise in opra ogni maniera di

di

mori nel principio del Pontificato Lucio 111, ai comizii del quale

intervenne.

BERAULT
Enrico, nacque
secolo

Bercastel
nell'

Antonio

incominciare del

promesse e di minaccie per


loro

distorli dal

santo

proposito;

ma non

ve-

nendogli fatto di conseguire quanto bramava, egli stesso tronc la testa

XVIII, nel paese di Messin. prima gesuita, poscia curato di Omeville, nella diocesi di Rouen, finalmente canonico di Noyon, e mo-

Fu

a s invitti eroi della fede, e, ridotti a brani i loro cadaveri, li fece gettar nelle cloache, affinch divenissero

durante
e

la

rivoluzione

francese.

Fattosi conoscere per alcuni poemetti


,

per

un poema

intitolato

la

pasto degli uccelli e de'cani.


figlio del

11

prin-

Terra promessa^ che male

fu ac-

cipe per di Portogallo, d. Fedro,


re Sancio
I,

fece raccogliere

que' pezzi di cadaveri, e ripostili in


casse
li port seco in depose a Coimbra, nella chiesa dei canonici regolari di s. Cro-

colto, per la bizzarra mescolanza del profano col sacro, e che ben presto cadde nell'obblio, trov inve-

di

argento,
li

ce

pi nobile

campo

nella

compo-

Ispagna, e

sizione di

una Storia

ecclesiasiicaj

ce.

Dio

illustr

coi miracoli queste


es.se s.

sante reliquie, e da

Antonio di

che condusse sino a' suoi giorni della quale si fecero pi edizioni in Francia ed in Italia. Non ha essa
la gravit di
la

Padova
rio

fu preso dal pi vivo desideil

quella di Fleury,
fatti,

d' incontrare
il

martirio. Final-

ne ha

spiegazione dei

e gli

mente
nel

Sommo

Pontefice Sisto IV,

i/\.Si

air onore
in

ai 7 di agosto, innalz degli altari s. Berardo

uno

agli altri suoi

compagni,

in-

trepidi difensori della fede,

che diedero s gran fama all'opera del suo predecessore, comunque macchiata di avanzate opinioni. Tuttavolta il rapido stile di Bercastel, e la vivacit delle sue
istruttivi ristretti,

BERA.RDO Diacono Cardinale. Berardo nacque nel termine del secolo undecimo. Fu creato diacono Cardinale della S. R. C. da Lucio li, nella seconda promozione, fatta a Roma nelle tempora dell'Avvento del II 44- ^i ^"i sappiamo soltanto, che sottoscrisse alle bolle di Lucio li e di Eugenio III. BERARDO Berardo, Cardinale. Berardo Berardo nacque nel principio

descrizioni insieme

ad una
di

rettitudine

di principii, resero la sua storia pi

comune, e pi Ietta Fleury medesimo.

quella

di

BERCARIO
bate
di

( s.

Hautvilliers
trasse
i

nella

pagna^
l'

natali
nobili

primo ab^ Sciamda una delle


del-

pi antiche

famiglie

Aquitania, verso l'anno 636.

San

Nivardo, vescovo di Reims, si prese cura dell' educazione di questo gio-*

del

secolo

undecimo
s.

fu

decorato

della dignit Cardinalizia


di
JNicol

vane, e lo affid a s. Nemacle, il quale informollo alla piet ed alle


scienze.

colla diaconia

in

Car-

Conosciuta

la

vanit

del

VOL. V.

j3o
mondo,

ber
Bercario
,

BER
tro di Camino. Cres,ciuto cogli anni,

determin di per ritirarsi nel monirinunziarvi stero di Luxeuil nella Borgogna. Il superiore di quella comunit era
si
s.

abbracci
per
nir
s.

la

regola di
del

s.

Benedetto, e

le

sue rare virt, si rese degno di ve-

eletto

Valberto,

il

quale rest sorpreso


novello
reli-

Eloi in Parigi
i

dalla pi alta meraviglia nell' osser-

bilirono

monistero di ove poscia si stabarnabiti. autore di un


priore
,

vare
ne.

progressi, che

il

dizionario morale di tutta la Bibbia,


scritto in

gioso facea

nell'evangelica

perfezio-

latino,

e del

Reduttorio
in

Dopo qualche anno,

Bercario

morale della
riferisce tutte

stessa
le

Bibbia,

cui

ed indusse il vescovo s. Nivardo a fondare il monistero di Hautvilliers, del quale poscia fu fatto superiore. In seguito innalz dalle fondamenta due altri monisteri nella foresta di Der, nella Marna, diocesi di Chlons sulla l'uno dei quali era pegli uomini,

ritorn a Reims,

storie

della santa

secondo il senso morale. di vivere nel il Bercorio i362. Le opere di lui furono pi volte stampate in tre volumi in
Scrittura

Termin

foglio.

BEREA,oBERIA.
nella
diocesi di

Citt vescovile

Caldea, diversa da

Poco dopo a Roma ed a Gerusalemme, ritornato dal quale, arricch di reliquie i due conventi da lui fondati A quello destinato pei religiosi, ove ferm la sua residenza fece dono di molte
l'altro

per

le

donne.

intraprese

un

pellegrinaggio

Berrheaj Berrhoca^ o Berrea di Siria, o di Aleppo. forse il castello di


questo nome presso Marda in Mesopotamia, ove eravi un monistero di giacobiti. Un vescovo di questa
diocesi intervenne all'elezione e pro-

_,

mozione

di

Elia

il

Callo lico,

terre,

ereditate da' suoi

parenti

come
t.

riporta la Biblioteca orientale

con molta saggezza e sollecitudine ne tenne il governo per pi di venti anni. Ma lo zelo, onde avvampava per la salute delle anime, lo rese
vittima
certo
dell* altrui

II,

pag. 221.

BERENGARTANI. Eretici, seguaci


di Berengario, arcidiacono di Arles,

e maestro di scuola in Tours. Verso

malvagit.
lui

Un

monaco, chiamato Daguino,


contro di

1047, costui spacci dottrine erronee , e neg la presenza reale di


il

indispettito

per essere

Ges
nato
fice,

Cristo nell'Eucaristia.

CondanPonte-

una mancanza, gli entr di notte tempo in camera, e Io fer con un coltello. Fu addomandato Bercario qual gastigo si
stato corretto di

pertanto
ritratt
vi
i

dal
suoi

Sommo
errori;
e

ma

di

nuovo
di

ricadde,
facesse

narrasi

anzi

che tre volte


fede, e

la professione

dare al colpevole; ed egli rispose, che sarebbe morto contento,


dovesse
se
il

tre

volte

reo avesse espiato la sua colpa

eolia penitenza, e

con un divoto pellegiorni

gi'inaggio

Roma. Dopo due


il

promesse. Egli Scoto Erigena, che si crede essere stato il primo a negare la presenza reale di Cristo nel sacramento dell'Eucaristia.

mancasse alle esaltava Giovanni

di patimenti,

mor ai 27 o 28 marzo dell'anno 696. I martirologi per ne fanno menzione nel giorno 16 ottobre.
santo

Tanta poi fu
nel

la

perfi-

dia

di

questa

Berengario eresia , che


averla
egli

propagare volgarmente si
inventata.
;

stima
tata

Gran
fu por-

BERCORIO
secolo

Pietro, scrittore del


i

rumore
a

eccit tale dottina

XIV,

trasse

natali a

s.

Pie-

Roma una

delle lettere

da

BER
Ini

BER
rire.

i3i

scritte

difendeva
nel

la

a Lanfranco, nella quale sua opinione, e letta

Nondimeno n

quella conversio-

ne, n le sue solenni ritrattazioni im-

adunato da Leone IX, io5o, fu Berengario scomunicato, e condannata la sua eresia.


nel concilio

pedirono a molti de' suoi seguaci di


perseverare
dei
negli
errori
i

del

loro
nelle

maestro, e di
luterani

divenire

precursori

Berengario di ci informato, si ribadia di Preaux, e procur di trarre al proprio partito


tir nella

dei

calvinisti
l'

Guglielmo duca
quel principe
provincia,
si

di Normandia; ma adun i vescovi della Berengario fu da es-

Eucaristia. Costoro assai fecero conto della costanza di tale opinione dal IX
secolo sino

proprie

opinioni

intorno

a quello della riforma,


ci

quasi

in essa dalla

fosse

la

perpetuit
della

condannato.

Ne
i

diversamente
ai

il

richiesta

dottrina

vera
alcuni

trattarono tutti

concilii,

quali
di

Chiesa.

Ma

protestanti

doveano
di

fu denunziato, cio di Vercelli,

scorgere,

che
i

gU

errori

Tours e di Parigi. A Tours recossi egli medesimo, ed abiur il suo errore, ma bentosto ebbe la disgrazia di ricadrvi.

settarii oscuri,

quali perpetuano gli


i

errori in odio a tutti

fedeli,

senza

aver
zione,

chiesa,

ministero

giurisdi-

non sono
dottrina

dottrine
cattolica.

perpetue

Nicol II

adun un

concilio, in

cui Berengario difese le sue opinioni; ma convinto da Abbone e da Lanfranco, abiur di nuovo il suo errore, er' abbruci i suoi sciitti.

Oltre di che, la variet delle opinioni tenute dai Berengariani anche nello stesso
errore
qvianto
del
falso

come

loro

maestro,
il

mosti^a
sul

era

principio

Pareva ne ; n.-

.lora sincera
V

la ritrattazio-

quale stavano appoggiati. Gli errori


di questi eretici furono in seguito adottati

non

appena
la

tornava

in

Francia, che protest contro


ritrattazione,

la fatta

dichiar

forzata e

di Tolosa,

quindi continu ad insegnare il suo Finalmente Gregorio "VII errore.

tenne un altro concilio a Roma nel 1079, ^^^ quale Berengario confess
e na.

da Pietro di Brus, da Enrico da Arnaldo di Brescia, dagli Albigesi, da Almanco di Chartres, e molto tempo dopo da Wiclefo, dai Lollardi, dai Taborini; finalmente da Carlostadio, da Zuinglio, da Calvino
e Lutero, che seguit l'errore di Be-

condann ancora la propria dottriIl Papa lo tratt con amorevolez,

rengario,
zione.

e che

sostenne l'impana-

za

e scrisse in favore di lui all'arci-

vescovo di Angers. Dopo quel conciBerengario si ritir nell' isola di s. Cosmo presso la citt di Tours, ed
lio ivi

BERENGOSO
abbate
di
s.
,

BEREGOSIO,

Massimino les-Trevs, nel secolo XV compose tre libri


delle lodi e delV invenzione della s.

mor nel principio dell' anno 1088. F. Fabricio in Bibliolh. Grae-

Croce, uno del mistero del legno in cui

ca voi. XL p. 58 1, e Mabillon, fn sospeso il Redentore, e della luObservationes de multiplici Beren- ce visibile ed invisibile, di cui megarii
et

damnati one, Jidei professione, relapsUj deque ej'iis poenilentia, in Analeclis p. 5i3. Non mancano
scrittori
, i

ritarono essere

illuminali

gli anti-

chi padri, cinque sermoni sui


tiri,

mar-

sui confessori, sulla dedicazio'

quali

parlino delia consantit nel

versione di Berengaiio, e narrino aver


lui

ne delle chiese e sul rispetto dovu^ to alle reliquie. Tutte queste opere
sono stampate a Colonia, e
si

lasciata

fama

di

mo-

trova-

i32

BER
t.

BER
XII,
signoria del proprio vescovo la cit-

to nella Biblioteca dei padri

p. 349. ^. Bellarm. De script, eccles. Posse vi no in ^pp., Cave Le Min; in Auct. etc. BERENICE o Barnica. Citt ve-

ed il territorio locch venne confermato da vai'ii imperatori, per


t
;

cui

vescovi di
il

Bergamo ritennero
quan-

in appresso

titolo di conti,

scovile,

sino dal
,

IV
nel

secolo, della Li-

tunque

spogliati d'ogni secolare giu-

bia

Pentapoli

patriarcato

di

risdizione.

Alessandria, nell'Africa, che secondo

Tolomeo, portava
di,

il

nome

Esperi-

Al tempo di Ottone I // Grande, del 936, il quale, contento del solo giuramento di fedelt e di

Ilespcridcs.
villaggio

Ora non

piti che

un
le

tributo, lasci quasi libere tutte


citt

regno di Tunisi chiamato Barnecn^ Bernichy o Beric. Narra Procopio, che l'imperatodel

un

di

Lombardia
i

in

Bergale

mo
gi,

s'introdussero

consigli,

leg-

re Giustiniano nel
fic

VI

secolo riedi-

ed i magistrati nazionali , cominciando ad avere aspetto di repubblica


nella fine del

Berenice dalle fondamenta.

X secolo.

Dovette

rice-

BERGAMO
con
residenza

(Bergomen.).
vescovile

Citt

vere
altri
si

in

seguito vicarii, pretori,


imperiali, per

ed

nel

regno

ufficiali

sottrai-

Lombardo Veneto. Essa edificata a guisa d'anfiteatro su piccole colline, alle cui falde si trovano vasti sfobborghi, con cui pi volte fu ampliata,

dal dispotismo de' quali


delle

fu Ber-

ed
,

isolata
le

da' fiumi Serio

Brembo che Bergamo una


e
li

scorrono

ai

lati.

delle tre celebri an^


i

tichissime citt degli orobii

de' quagalli ce-

prime ad organizzare la lega lombarda Esaltato Rodolfo d'Absburg all'impero, nell'anno 1286, mediante un tributo, venne di nuovo liberata la citt, che torn a governarsi con forme democratiche, ma sempre in preda al.

gamo una

spensero ogni memoria

le

fazioni

de' guelfi

ghibellini

nomani, che discacciandoli, ampliarono Bergamo verso l'anno 170 di Ro-

onde stanca da tante agitazioni, nel i33o, si die' spontaneamente a Giovanni


conte di

ma, e
poi

la resero inespugnabile.

Espulsi

Luxemburgo

re di

anche i cenomani dai consoli romani Cornelio e Fulvio, divenne


splendido

Boemia e Polonia, che

in persona

romano, indi cadde sotto il dominio di Attila, degli eruli, e degli ostrogoti, come il resto d'Italia. Ricuperata da Giustimunicipio
niano, nel

ne prese possesso, e vi stabili alcune leggi. Partito egli appena, i Visconti


,

Turriani

vicenda oc-

cuparono
sti

la citt,
i

ma

prevalendo

primi, e poi

Suardi,

uno

di

que-

VI

secolo,

fu invasa e
col
titolo

la vendette
il

a Pandolfo

Mala teVisconla
ri-

posseduta da* longol>ardi


di

sta,

quale la govern con modei

ducato;

ma

si

govera quasi sem-

razione e dolcezza, finche


ti

pre colle proprie leggi, da Teodorico sino a Carlo Magno, nel qual

la

riconquistarono
i

Accesasi

guerra fra loro ed


solvettero
gli

veneziani,
di

tempo
col

trovasi
di

un duca
Lupo.
I

di

Bergamo
vi

abitanti

Bergamo
sottole

nome

francesi
successi

con

volontaria
della

dedizione di
nel

posero
l'impero
nolfo,

de' conti,

ma
i

nel-

mettersi ai secondi,
chiavi
citt)

consegnando
giorno

dell'Italia

nazionali, Ar-

16

che divenne impei-atore nel-

maggio
titolo di

1428,

Nicol Contarini

V 838, dopo la morte di Ambrogio conte di Bergamo, sottopose alla

speditovi dalla repubblica veneta col

provveditore.

, ,

BER
Nella famosa lega di
citt di

BER
Cambray,
le
la

i33

Bergamo

apri

porte

al-

Lodovico XII re di Francia, dopo la battaglia di Agnadel combattuta a' i4 maggio iSop; ma dipoi, nel i5i6j ritorn sotto il dominio veneto, a cui rimase sempre fedele, finche, nel 1796, se ne impadronirono i francesi repubblicani.
l'esercito di

Maestoso questo tempio architettato da Carlo Fontana, con bella cupola e pitture. Il
trasferito.

capitolo
tarii,

si

componeva di
,

tre digniil

cio l'arcidiacono

preposto

e l'arciprete, con molti canonici privilegiati della

micerio

eletto dal

cappa violacea, del pricapitolo; ed un


del coro.

canonico
re,

era prefetto

Le

Allontanati
gli

essi
,

per, nel
in

1799, dapotere
dei

altre dignit di

teologo, penitenzie-

austriaci

torn

cantore e tesoriere, sceglievansi dal


,

francesi, e nell'organizzazione del re-

gno
nel

italico,

divenne

il

capo-luogo

corpo de' canonici oltre i quali vi erano pure due coristi, undici cappellani, e diversi altri beneficiati.

del dipartimento

del Serio, finche,

La

ne nove citt regie provinciali del regno lombardo veneto, e capo luogo della provincia del suo nome.
Vuoisi che

i8i4j pass sotto la dominazioaustriaca , e divenne una delle

basilica di

s.

Maria Maggiore ridondi bassi rilievi

da
visi

di aurei ornati,

e di pregevoli dipinti,
il

classico
le

ammirandomonumento, che rac-

chiude

ceneri di Bartolomeo Col-

Bergamo

sia stata

con-

vertita al cristianesimo dall'apostolo

Barnaba, il quale predicandovi il con Agatone e Cajo suoi discepoli, ordin jVarno, uno degli
s.

vangelo

veneto del secolo XV, che fu il primo a far uso di cannoni di campagna. Oltre il pubblico liceo e l'ecclesiastico seminario, ha Bergamo vm scientifico ateneo
leoni, generale

abitanti della convertita citt. Anti-

camente Bergamo avea due chiese cattedrali. La prima era dedicata al


protettore
la
s.

un'accademia di belle arti fondata un copioso da Giacomo Carrara museo ed una scelta biblioteca. La
,

Alessandro, tribuno del-

diocesi

di

Bergamo

ora suffraga-

legione tebana e martire, arric-

nea a quella

di Milano.
di beneficenza
il
,

chita di privilegi

da Grimoaldo (che
de' longobardi

Fra

g' istituti
il

si

ascese

il

trono

nel

noverano

vasto spedale,

mon-

722,

da Carlo Magno, e

da' suoi

te di piet, l'orfanotrofio, e

pi ca-

successori. L'altra era posta in

mez-

se di ricovero.
schi
ss.

In

Roma Bergamai

zo alla citt, ed altre volte fu de-

hanno

la chiesa e l'ospedale dei

Agnese vergine e martire, poi a s. Vincenzo martire. Era essa stata fornita da Adelberto d'un capitolo e di canonici. Queste due cattedrali sussistettero fino al i56i,
dicata a
s.

Bartolomeo ed Alessandro, in piazdall'arcicon-

za Colonna, governata

fraternita di tal denominazione. Pri-

ma

in cui

veneziani distrussero la prila

ma,
no
i

perch impediva
canonici
assunse
s.

continuae riunirocapitolo

portava il titolo de' ss. Vincenzo ed Alessandro; ma dopo il i56o cangiarono s. Vincenzo con s. Bartolomeo, apostolo della nazione. Eressero quella confraternita col conti-

zione delle fortificazioni,


di

essa
s.

al

guo ospedale per

gl'infermi nazionali,

delia cattedrale di

Vincenzo, che
della
,

allora
lita

il

nome
quel

demoperocfu

cblesa di
il

Alessandro

che volessero profittarne, ed hanno un Cardinale per protettore. Fu generoso benefattore di questo pio hio-

ch

coi-po

di

santo vi

go, Flaminio Cerasoli bergamasco,

434
mato da
segnalate

^ER
sti-

BER
Piazza

canonico della basilica liberiana,


virt.
p.

diversi Pontefici, per le sue

V.

Opere

che lo fece segretario. Nel 1726 fece ritorno in Venezia, ove si diede allo studio degli antichi
,

Ordine

Pie di
essere

Roma
la

129.
si

scrittori,

e dei moderni,

tiadus-

Bergamo con ragione


grandi

vanta di

se in versi itaUani alcune opere latine.


le

patria di molti uomini ed insigni in virt, lettere, scienze ed armi e di aver dato al
,

Le opere
:

del Bergantini sono


// Falconiere di Jaec.

seguenti

''.

copo Augusto Tuano


latura

coli' uccel-

sacro collegio Cardinalizio


:

seguen-

vischio

di Pietro Anglio
2''.

ti soggetti Guglielmo de Longhi ^ famoso giureconsulto, creato Cardinale, nel 1294, da s. Celestino V; Giangirolamo Albani, celebre giureconsulto innalzato a tal dignit da s. Pio V nel 1570 {V. Albani famiglia); Giuseppe Alessandro Furietlij scrittore erudito, ed esimio legale, promosso, nel 1759, da Clemente XIII. Questo Pontefice, nel 1 763, elev eziandio alla porpora Andrea Negron, oriondo bergamasco,
,

Bargeo, due poemi tradotti;


la possessione di
3. Altri

Della-

campagna

del p.

Jacopo Vaniero, traduzione dal


tino.
gli

poemi

tradotti, e fra

altri

Tanti -Lucrezio del Cardinal

di Polignac. 4* Diverse opere sul-

la lingua toscana ,

fra le quali

un

Dizionario^ nel quale aggiungeva ai termini ed alle allocuzioni contenute in quello della Crusca,

gran nu-

che, nel 1775, dalla Francia, e dalla

Spagna fu desiderato Papa. Francesco Carrara fu creato, nel 1786, da Pio VI, ed Angelo Mai, celebre per alcune opere, dal regnante Pontefice fu riservato in petto nel

daK Di quest' opera si pubblic soltanto un volume. Quest' autore compose altri scritti, i quali non videro mai la
di altre voci, convalidate

mero

l'autorit de'pi celebri scrittori.

pubblica luce.

BERGHEMSTAT
STED. Luogo
cui,

BARTAMin
,

con-

in

Inghilterra,
si

cistoro de'

19 maggio 1837, e pubde' 12

nell'anno

696 o 698

cele-

blicato

in quello

febbraio
s.

br un concilio
clesiastica.

sulla disciplina

ec-

i838, col
nastasia.

titolo presbiterale di

A-

BERI.
cesi

Citt vescovile della

dio*

Giovanni Pietro, scrittore del secolo XVIII, nacque a Venezia nel i685. Recatosi a Bologna, si applic con molto impegno
allo studio sotto la direzione de'gesuiti; poscia

BERGANTINI

dell'Armenia maggiore, sogget-

ta alla sede cattolica di Sis.

egh veArabia ; ma dopo aver governata la sua chiesa


scovo di
Bostres
nell'

BERILLO. Eretico. Era

fece ritorno

in patria

ove apprese il diritto canonico e civile, e ne ottenne la laurea, nelr anno 1706. Si diede allora a frequentare il foro, ma sentendosi chiamato da Dio alla vita religiosa, abbracci r istituto de' teatini presso
,

quali

fece

professione

nel

1 1

Quindi dedicossi alla predicazione, e dopo qualche anno si rec a Roma


per comando del generale del suo

con molta riputazione, circa il princadde nell'errore d' insegnare che Ges Cristo non aveva esistito prima dell'incarnazione, n aveva cominciato ad esser Dio, se non nel seno della Vergine. Di pi diceva, che Ges Cristo non era stato Dio, se non perch il Padre stanziava in lui come nei profeti. A dissuaderlo da unsi tale eresia^ che rinnovava quella (fi
cipio del III secolo,

BER
impegnato Origene. Egli si rec a Bostes, e compresone 1' errore, glielo confut con quella dolcezza che vince , per cui Be-

BER
porto,
lizioso.

i35

Aitemone,

fu

ed era
I

situata in terreno dedi Egitto furono pacitt,

re

droni di questa
sotto
la
il

dominio de' re
fatta
il

che pass poi di Siria per


questa
pro-

rillo

convinto,
suo.

r error
Berillo

abbandon sul fatto Quel che abbiamo di


s.

conquista

di

pu

leggersi in Niceforo lib.

XV

cap. 2 2, in

Girolamo Catal.
o

degli Scrittori Eccles.

BERINOPOLI
Citt
vescovile

VERINOPOLI.
provincia
di

della

Licaonia, nella diocesi d' Asia, sotto


la

metropoli
,

d' Iconio.

CommanCro-

ville la

chiama anche Santa


fondata nel

ce

la dice

VI

secolo,

ed

asserisce ch' sottoposta

ad An-

cira.

BERISSA
scovile

VERISSA.

Citt ve-

Grande. Rest soggetta a' suoi successori sino a Diodoto detto Trifone // Tiranno, che interamente la distrusse, i4o anni avanti l'era cristiana. I romani, dopo la conquista della Siria, la riedificarono nelle vicinanze, e vi spedirono due legioni a presidio, condotte da Agrippa, che sontuosamente l'adorn. Alle epoche romar ne il suo nome era Felix Julia, e divenuta colonia romana al tempo di Augusto godette eziandio delvincia da Antioco
l'

della

prima Armenia, nella


Citt
vescovile
della

itahco diritto,

e fu

una

delle tre

diocesi di Ponto.

citt,

ove pubblicamente, come Ro-

BERISSO.

ma

e Costantinopoh, s'insegnava la

prima Armenia, sotto la metropoli di Sebaste, chiamata anche Cerisso, o Merisso,

giurisprudenza.
incendii,

And

soggetta

ad

inondazioni e

terremoti.

Vuoisi

fondata nel

Rovinata Berito, nel 566, da uu


terremoto, fu riedificata nell' impero di Giustiniano
I,

quinto secolo.

BERITO
scovile

(Beriten.),

Berytus

non molto

Bi-yrouth, o Barato.
in partibiis,

Citt

arcive-

dopo,

ad onta che

sostenesse lun-

senza suffraga-

ne,
poli

nella

diocesi

prima Fenicia marittima, d'Antiochia, sotto la metroTiro,

cadde in potere de' Sarada Baldovino I, re di Gerusalemme, mediante l' aiu-

go

assedio,

ceni. Quindi fu ripresa

di

provincia

di

Siria,

to di navi genovesi, nell'aprile del

sulla costa

del

Mediterraneo,

fra

Ilio, ovvero
ivi si

a'

27

aprile

1 1 1

1,

ed

Tripoli e Sidone, di cui in origine


fu colonia. Essa la scala della parte centrale della Siria,

stabilirono allora signori parti-

colari,

secondo che

riferisce

1'

Oriens

ed

il

punto

Christ.
tier

pel quale principalmente la citt di

Qualche tempo dopo Gaucambi questa citt col re di


la

Damasco, deposito del commercio fra r Kuropa e V Asia, fa le sue spedizioni, e riceve le merci; ed ivi
vuoisi

Gerusalemme per
e Baldovino III
giorni
vi

Blanchegarde,
i

termin

suoi
allora

nel

162.

Essa

era

che

si

facesse

l'invenzione

del vetro.

cliiama Bea Beroe, dalla parola (pozzi), a fenicia Ber ciigione dell'abbondanza delle sue acque, e, secondo altri, da Beruti, che significa frza, aveva un buon
Berito,

che pure

si

ryle, Bairuth, Beritlie,

molto importante; ma ripresa dagli infedeli, dopo la distruzione del regno di Gerusalemme operata nel 1187 da Saladino re di Soria, interamente decadde, n pi, come altre volte, la frequentarono
i

navi-

ganti europei.

Berito ebbe poscia nuovi

padro-

i36
ni,

BER
sede
dell'

BER
principe
dei

e divenne finalmente

Emir
Diasi
stati
j

Fakr-Eddyn,
che
vi

no vescovo di Sinigaglia, a cui venne da Pio VII traslato a' 6 aprile 1818,
il

per avanti la

met
i

Cardinal Luigi

Lambruschini
di Stato
di

at-

del secolo

XVII
il

difendendo

suoi

tuale segretario
latato

gi tras-

contro

formidabile Amm'at-

dall' arcivescovato

Geno-

te IV.

Da

quell'epoca in poi, Beridell'


il

to

fece

sempre parte

impero
vicer

va da Pio Vili a 5 luglio i83o e rimasto arcivescovo di Berito sino

ottomano. A' giorni nostri


d'Egitto

Mehemet-Ari

s'

impadron

a'3o settembre i83i, in cui il regnante Pontefice innalzollo alla porpora;


il

della Siria.

Ma
il

dichiaratagli la guer-

Cardinale

Gabriele

della

ra dal regnante imperatore ottomano

Gen ga S ermattei, ni p te di Leone XI 1


che fatto arcivescovo di Berito dal medesimo Gregorio XVI, a' 29 luglio

Abdul-Megid

suo esercito in unione

a quello delle potenze alleate,

non

ha guari bombard

e prese la cit-

dominio del suo signore. Impossessatosene per di nuovo Soliman pasci pel vicer
thj la quale ritorn al
,

1833, cess di esserlo quando ai 23 giugno venne promosso alla chiesa


di Ferrara,
il

che

ora

finalmente

presente

regge; e nunzio di

le valorose

truppe

degli alleati

la

ricuperarono ancora al sultano ot-

Napoli monsignor Camillo di Pieti'O l'omauo, preconizzato nel concistoro

tomano. Nel IV secolo divenne Berito sede vescovile, ed in seguito Teodosio // Giovane, fiorito nel 4oB, eresse il suo vescovato in metropoli , senza giurisdizione, giacche dipendeva
dal patriarcato

degU 8

luglio
vi

1839.

In Berito
desi

ha un convento con

piccola chiesa, e fuori della citt ve-

una grotta venerata anche dai si ha dalla tradizione, che san Giorgio vi uccidesse un
turchi, perch

Antiocheno, e dalla
il

drago.

metropoli di Tiro. Tuttavolta

ve-

Quanto

alla

missione

di

Berito

scovo a cui Teodosio don Berito, con pregiudizio di Tiro pretese esserne il metropolitano, e nel 44^ ^^ si tenne un
concilio. Eustazio,

unita provvisoriamente
puccini
fetto
,

ad Aleppo,
prequesto in

nel i83o, fu essa data ai padri capsotto

un

medesimo
di

vescovo di Berito^

con
nel

residenza

riprovando le ordinazioni, che Fozio metropolita di Tiro avea in alcune delle sei citt eseguite, ottenne da un concilio, convocato appositamente in Costantinopoli, che Fozio ver-

rebbe scomunicato, e che sarebbono ritornati al semplice grado di


preti
il
i

vescovi

da

lui ordinati.

Per
volle
il

convento degli stesove vi annessa , una chiesa. In Diarbekir esiste un ospizio proprio della missione di Aleppo, e negli altri ospizii dipendenti da questa missione, vi sono pure i detti religiosi; ma i minori osservanti di Terra Santa esercitano
Berito,
si

cappuccini

concilio
le

di Calcedonia

non

diritti parrocchiali.

Appartengono
gli

spingere

cose tant' oltre, ed

ve-

alla

detta
,

missione,
di

ospizii

di

scovo
il

di Berito

non ebbe pi che


onoin

Damasco
bano,
le

titolo

di

metropolitano
suoi

ed in

Monte LiGazar evvi una chieSima


i
,

di

rario.

sa e convento,

religiosi

del qua-

Gli

ultimi

arcivescovi

vengono
la

considerati

come par.

partibus di Berito sono: il Caidinal Fabrizio Sceberas-Testaferrala, odier-

rocchie
ta

degli

europei

Una

vol-

missione di Aleppo

aveva o-

BER
spizii

BER
in

iSy

anche

in

Cairo,

Ispahan,

posta in deliziosa situazione in riva allo Spree,


tasi

in Tauris, nella Persia, in

Lamica,
i

che congiunto all'Havel, get-

in Nicosia e in Cipro. Allorch


sionarii

mis-

nell'Elba, e comunica coU'Odr.

erano cappuccini

francesi, la

Dividesi in cinque distretti, che no-

missione avea procuratori in Parigi,


in

mansi

Berlino propriamente detto,


,

Costantinopoli e in
de' consoli europei,
vi

Roma.
i

Alla

Colonia sullo Spree


der, Neustadt
,

Friederichswer-

prefettura di Berito, secondo l'ordi-

e Friederichstadt, e

ne
che

bastimenti

approdano, debbono lasciar un sussidio a vantaggio della missione. Finalmente, in Berito, i greci , i sirii e i maroniti ebbero talvolta
t
la
i

loro vescovi.

il nome di citt a te* nore de' privilegi del re Federico Guglielmo del 171 4, nella qual'epoca esse furono anche riunite. Viene inoltre ampliata Berlino da quattro vasti sobborghi chiamati Roenig

tutte portano

BERITO,
vescovile

Berytus, Berytis. Citdell'Asia minore nelFenicia, ovvero nella Troade, sedi Bisanzio,

Spandaver
Vorstadt.

Stralever

Luisien

Il

nome

di Berlino deriva

dall'argine costruito sul fiume Spree,


il

condo Stefano

diocesi

quale anticamente
altres

si

chiam dai
I

de' maroniti, e porto di mare. Stra-

tedeschi

Bar, o Berlin.

suoi fondi

bone vuole, che Trifone la distruggesse, e che i romani la rifabbricassero, ponendovi due legioni. Plinio la chiama Colonia, ed avvi una
medaglia in cui si Aug. fel. Ber, per difiicile che questa che prese il nome
piuttostoch
di
diritto
la

datori furono
lonia,

quelli

CoPaesi

e fu edificata, nel ii63, dai


tedeschi
,

coloni

venuti

dai

Bassi

dal

Reno,

all'invito del

legge
cui

Col. Jul.

non sarebbe
la

fosse

Berito,

di Felix Julia,

margravio Alberto, detto VOrso. Divenuta poco dopo la residenza dei margravi, ed arricchita di privilegii, per essersi ribellata, le fu tolta la
sua costituzione primitiva quasi re-

Essa egualmente che Troade e Durazzo, ed ebbe scuola rinomata tanto per le arti che per le scienze. ancora popolatissima.
precedente.
italico
I cattolici vi

pubbUcana, dall' elettore Federico \. Se si eccettui la occupazione di Berlino, fatta dagli austriaci e

dai russi

nel

1760,

quella

avvenuta per

ronita

greco

hanno un vescovo maun vescovo e sebbene non se ne conoe gli scismatici


degli

opera dei francesi, il giorno i5 ot>tobre 1806, in conseguenza della battaglia di l&sa ( dai quali per
fu

sca veruno

antichi

pure

il

presto

rilasciata

in

forza

del

dotto maronita
rito

Assemanni

ricorda

trattato di Tilsit), Berlino


fasti

ne' suoi

certo Gioacchino arcivescovo di Be-

d'un mss. ch'egli opina essere del 1610 (/^, Maroniti). L'arcivescovo ha la sua
,

sull'autorit

non offre alcun grande avvenirmento, meritando appena di essere

ricordata la sorpresa fatta, nel 17^7, da un corpo volante austriaco, che

sede nel monistero di san Giovanni

entr

momentaneamente
di

nel

sob-

de Chut^le Maten.

nella

provincia

di

borgo
se

Koepnick, dal quale

ritras-

una contribuzione.
Gli edifizii in generale,

(Berolinum) Capitale della Prussia. Queste citt residenza del monarca, capo luogo del.

BERLINO

che de-

corano Berlino, pongono questa citt nel numero delle pi belle d'Europa.

la

provincia

di

BrandemburgO

Sono degni

di particolare con-

i38
siderazione
tro,
la
il

BER
palazzo reale
la
,
,

BER
il

tea-

cattedrale,

chiesa

par-

non solo permise loro di fabbii^ carsi un magnifico tempio, ma anco


re
di raccogliere a tal
elVetto elemosi,

rocchiale principale

quelle della
s.

guarnigione, di

s.

Nicola di

Hedwig,

ne
la

in tutti

suoi stati

conferendo

come diremo,
sul

fabbricata con ispecial

sopraintendenza di ogni cosa ad un

1746, pei cattolici, modello di s. Maria della Rotonda di Roma. Berlino ha tuttoci, che pu rendere sontuosa ed
illustre

permissione, nel

religioso carmelitano della congrega-

zione di Mantova. Dal conte di


te,

Ha-

tenente generale e gran cacciafu con molta solennit fatta funzione di porre a nome di sua

tore,
la

una
,

capitale di possente
n'
l'

mo,

narchia
anzi

famoso
de' piti

arsenale

uno

belli del

ed mondo.

La
no
vi

rehgione dominante in Berli-

maest prussiana la prima pietra di questa chiesa, la quale ricoperta da una lastra di rame, avea questa
iscrizione:

la luterana,

ma

tutte le altre

Super hanc petram

cBdi-

sono permesse: sonovi undici chie-

se luterane,, sei riformate tedesche,

ficaho ecclesiam menni: sedente Bc' fice opt. rnax.y nedicto Ponti

XIV

quattro riformate francesi, una cat-

ed una sinagoga. Nella strada Spandau evvi la bella chiesa deltolica,

regnante Friderico II Borussoruni regey ciijus concessione cedificandi


templi romano-catholici Sanctce Hedwigi principi dicati lapis angularis
positus
esty
11

la

guarnigione consacrata nel 1722,


ritratti di celebri generali,

ornata di
fra'

anno ij^jy

quali de' marescialli Schewerin

sis Junii.

die i3 nienmarchese Belloni, agendel clero cattolico deal sacro

Reilh

Winterfel

La

principal

te in
gli

Roma

chiesa luterana magnifica,

ma

senza

stati

del re di Prussia, pubblic

proporzionata altezza, che fu dedicata


nel
i

a stampa, e distribu
legio

Colsei

1750, contiene nel sotterraneo


di

una

lettera

sottoscritta

da

sepolcri

molti

individui

della

primarii canonici,
il

con cui supplic


in

famiglia reale.

Papa

permettere

Roma

Nel

66

r ,

Berlino avea circa set-

e nello stato ecclesiastico

una

colletta

tantamila abitanti, i quali nel i8o3 giunsero a pi di centomila. Attual-

per

la fabbrica di detta chiesa.

Be-

nedetto XIV, animato dal suo zelo


pei vantaggi
della religione cattoli-

mente ha raddoppiata
Nel 18 18
vi si

la

popolazione.

contavano settemila case, circa cento settantacinque mila protestanti, e pi di quattromila cattolici, con tre mille sei cento novanta
ebrei.

ca

nel

storo

medesimo anno, nel concide' 20 novembre, con un'eleefficace allocuzione, esort

gante ed
il

sacro Collegio a sovvenire questi cattolici per la fabbrica della loro


chiesa,

Aveano
narsi.

cattolici in

Berlino

una
per
col

ad esempio

della primitiva

piccola cappella, ove solevano radu-

L' angustia

dell' edifizio

Chiesa, nonch dei principi prussiani, i quali sempre aveano beneficati


i

non permetteva, che


clesiastiche

le

funzioni ec-

missionari di Propaganda e

cat^

fossero

celebrate
alla

decoro

corrispondente
misteri
II
il
.

santit
di

de' nostri

Nel

regno

quantunque separati dalla loro comunione. Il medesimo Pontefice mand lettolici,

Federico

Grande^, ricorsero a
loro

lui, percli

permesso di costruire una decente cliiesa, ed il


fosse

tere circolari ai vescovi, e fece vve raccomandazioni ai protettori degli

Ordini

regolari,

eccitando

tutti

BER
concorrere con larghe elemosine ad un' opera tanto pia, e per attestato
dello stesso re di Prussia, anche necessaria.

BER
BERNARDINI.
da
di

189
fondati

Religiosi

Questi inoltre vi avea con-

tribuito per la spesa, avea assistito


alla funzione della

prima pietra
si

git-

tata ne' fondamenti, e data la real

promessa, che non mai


convertita in altro uso.
Il

sarebbe

Papa mal-

grado
rio,

le

angustie del Pontificio era-

piccola somma di danaro avea gi mandato, per maggiormente eccitare i Cardinali col suo esempio ad opera cos utile e gloriosa, ed infatti fecero rilevanti offerte i Car-

non

s. Roberto abbate benedettino Molesme, nel 1098, e poi di Citcaux, per cui i monaci furono chiamati di Citeaux o Cistello. Professano la regola di s. Benedetto colle consuetudini di Citeaux, e sono denominati Bernardini per esservisi aggregato s. Bernardo con tre fratelli, il quale ampli ed illustr l'Ordine col fondare il secondo moni,

stero

di

Chiaravalle.

Usano veste

bianca, collo scapolare nero, e fuori del chiostro portano una veste nera,

ma

in coro ne usano

una bianca detta


contavano cinVi sono Bernardine, che
s.

dinali,

distinguendosi

fra

essi

Sin-

cocolla.

In Francia

si

zendorf e Quirini. Altrettanto pur fecero diversi vescovi, ed Ordini regolari; n contento Benedetto XIV
di que' primi sussidii pecuaiarii, altri

que abbazie
pure
le

di Bernardini.

monache
a
guisa

professano la regola di e vestono

Benedetto,

de' Bernardini.

ne aggiunse ulteriormente della sua borsa privata. Questo tratto di beneficenza, e


il

V, ClSTERClENSI.

BERNARDINO
namento
trasse
i

da Siena

(s.),

or-

di ecclesiastica carit, dice

della francescana famiglia,


natali a

t. XXXI, p. 208, non solo ad accelerare in Berlino Tavanzamento della fabbrica, ma pi di

Berr^stel

Massa verso
e chiamasi

la fine

contribu

del secolo

XIV,
suo

da

Sie-

na
le

perch

padre

discendeva

tutto diede impulso a distruggere in

dalla famiglia
piti

Albizeschi,

una

del-

un paese

protestante

l'

ingiusto rim-

provero, e l'invecchiato pregiudizio


d* interesse

ed avarizia nei ministri della Chiesa Cattolica Romana. V. Prussia REorro. BERNARDI Arivaldo, Cardina,

repubblica di Siena. Non avea ancor toccato i sette anni, che la morte lo
ragguardevoli
della

e ne' prelati

priv de'suoi genitori, dei quali sos-

tenne

le veci

una sua
sorta

zia,
di

donna
II

fornita di ogni

virt.

nacque nel principio del secolo XIV in Montemaggiore nelle Gallie. Allorquando amministrava la chiesa di Monta uban nella Guienna, ed era
le^

santo giovanetto corrispose assai be-

ne

alle

premure

di questa, e la con-

sol colla sua modestia, colla umil-

t, colla dolcezza e colla piet,


cui dava

di

patriarca titolare di Alessandria, fu


creato Cardinale e camerlengo della
S.

Nell'anno appresso
altri

R. C, da Urbano V, nel i368. sottoscrsse con


Cardinali
alla

mai sempre le prove pi. luminose. Nutriva ima tenera divozione verso la Vergine , ad onore della quale digiunava ognisabbato;
e facendo sue le necessit de' poveri,

professione

di

fede emessa a

Roma

dall'imperatore

non

gli

reggeva

il

cuore di

li-

Giovanni Paleologo, e poco dopo Quivi mor a Viterbo nel 1 369 fu il Bernardi sepolto nella chiesa
.

cenziarli senza prestare

ad

essi

un

qualche
ni,
i

soccoi'so.
zii

Dopo

quattro an-

suoi

paterni lo chiamarono
ii-lo

dei fiancescani.

a Siena,

e s'incaricarono di

i4o
istituire nelle

BER
lettere

BER
amene
e nelle

scienze dai piii celebri professori di

quella citt.

Le

teologiche discipline

r abito dal superiore del convento della Colombiera situato qualche miglio distante da Siena. In questo
,

furono quelle, che pi piacevano a Bernardino, il quale soprattutto sentiasi portato allo studio della sacra Scrittura. Era appena giunto alla
et di diciassette

santo ritiro egli cresceva di

giorno

in giorno nella virt, e tanto

ama-

va r umilt , che andava contento qualora era villaneggiato e messo


in canzone.
delle

anni

quando

Lo
lo

aggreg

alla confraternita dei disci-

anime

zelo per la salute divorava per modo,

plinati della Vergine,

ed entr nel-

lo spedale della Scala aiSine di pre-

stare agli
caritatevoli

ammalati ogni maniera di


soccorsi.

ne della divina pargola, produceva i pi salutari


cuore
de' suoi
uditori.

che era istancabile nella predicaziola quale


eflfetti

nel

Non

contento

Chiunque
senti vasi

di condurre

una

vita

tutta

impiee

gata nelle opere di carit, aspirava

pendeva dal suo cangiato da quel

labbro
di

con molto ardore

alla perfezione,
il

quindi riduceva in ischiavit


le

suo

corpo coi digiuni pi rigorosi, colveglie , coir uso de' cilicii e di ogni sorta di austerit, nonch colla continua mortificazione del proprio volere. Ma quanto fosse grande l'ardore della sua carit, allora si conobbe , quando la peste infier
nella citt di Siena. Bernardino scelse dodici persone, le quali concor-

prima; e l'amore che dianzi riponeva nelle creature, tutto lo dedicava a quel G* 8, di cui Bernardino non pronunziava

giammai

il

nome

adorabile,

senza sentirsi santamente commosso.

Se non che ne' suoi nemici destossi ben presto lo spirito d' invidia, e lo
accusarono
presso
il

colle

pi nere

calunnie
e gli

Sommo
lo

Pontefice Martis,

no V. Questi

chiam a

proib di spargere la divina parola.

ressero con lui


tro mesi
uffizio.

prestare

il

loro

servigio agi' infermi, e per

ben quat-

confidando,

Ubbid Bernardino al comando, e che il Signore sarebbe


la

si adoper in si pietoso Questa contagione non lo

per manifestare

non

aperse

bocca
guari
di

sua per

innocenza
giustificarsi.
il

attacc,
bolito

ma

tanto
fatiche,

trovossi

inde-

N and
Papa
il

tempo, che
essere
stato

dalle

che fu obblimesi,
af-

si

avvide di
,

in-

gato a letto per quattro


flitto

gannato

e quindi

non

solo rivoc

da febbre.

Riavutosi

da

tale

comando

fattogli di osservare

per

malattia, s'impieg a prestare aiuto

ad una sua zia divenuta cieca e dopo la morte di essa rilirossi in una casa di Siena ove menava
, ,

sempre il silenzio, dio ad accettare


na.
Il

ma
il

eccitoUo ezian-

vescovato di Sie,

santo adoperossi

affinch

il

Sommo

Pontefice ne lo dispensasse;
lo volea

vita

ritirata,

dedita
Il

alle

prai

locch fece anche iu appresso, quan-

tiche di penitenza.

primo tra
di

do Eugenio IV
occupare
la

indurre ad
di

suoi desiderii
scere
scelta
la

era

quello
di

conola

sede

vescovile
I

Fer-

volont
al

Dio

circa

rara e di Urbino.

pi distinti pei>

dello stato, ed a questo fine

sonaggi di quel tempo lo tenevano


in

porgeva

dator d'ogni lume


Il

le

pi

grande estimazione, e l'imperanella circostanza della sua inco-

fervide preci.

Signore

g'
s,

ispir di

tore Sigismondo lo volle seco a Ro^

abbracciare
sco,

l'

Ordine di

France-

ma

e Bernardino lieto ne implor

ronazione. L' umilt per di Bernar-

BER
dino era tale,

BER
i

i4i
(b.),

da indurre anche

BERNARDINO

da Feltbe

pi perfetti a farne le meraviglie. Nell'anno i438, fu eletto vicario generale del suo Ordine, e si studi con tutto l'impegno
cescani della
Italia.

ad

intro-

nacque a Feltre dall'illustre Simiglia de'Tomitani nell'anno i438. La felicit del suo ingegno ed il proftto cui trasse dagli studii, erano tali, che suoi
i

durre una riforma rigorosa nei franstretta

genitori nutrivano la dolce speranza


di vederlo

osservanza

in

ben presto occupare qualdistinto.

Finalmente mori in Aquila, citt di Abruzzo, nel i4445 ^ dopo sei anni fu canonizzato da Nicol

che posto
udito in
to

Ma

un
si

discorso

Padova, ove

era

reca-

V.

a compiere gli studii, gli fece prendere la nobile risoluzione di abbracciare la regola di s. Francesco.

Opere di

s.

Bernardino

Un

suo fratello ne segu l'esem-

da
1
.

Siena.

pio,

e tre sorelle determinarono di

consecrarsi al servigio di

Dio in u
at-

Quaresimale della religione

cri-

chiostro.

Bernardino avea molta


alla

stiana.
2.

titudine

predicazione;

ma
gli

la

Un
il

altro quaresimale,

intito-

profonda

sua
si

umilt non

per-

lato
3.

vangelo eterno.
avventi,

metteva, che
sulla beati-

esercitasse in questo

Due
Due

uno
il

tudine, l'altro sulle ispirazioni.


4.

comando del suo confessore, e pieno di


ministero. Cesse per altro al

quaresimali,

primo dei
con

santo
recchi
la

zelo,

predic

le

verit

del

quali intitolato: del combattimento spintuale, e l'altro Sera/ino^


altri

vangelo con tanta energia,


perdizione,

che pa-

sermoni.

abbandonarono la strada deled intrapresero un


di
vita.

5.
6.
7.

Un Lo

trattato sulla confessione.

nuovo tenore
presenza
del

Predic alla
Pontefice In-

specchio de' peccatoli.


trattato sui precetti

Sommo

Un
Una

della

regola dei frati minori.


8.

lettera alle
Italia.

monache

del

nocenzo YIII, e dei Cardinali, e le primarie citt d'Italia si ascrivevano a vanto di ascoltarlo. L'ardore della

suo Ordine in
9.
i

sua

caiit

risplendette
cui
si

in

varie

Aspirazioni

a Dio per
in

tutti

circostanze,

in

adoper per
sua prudenza negli anni

giorni della settimana.


10.

liberare dalle oppressioni degli usuil

Un
Un

dialogo

prosa tra

rai

intere famiglie.

La

mondo
tefice.
1
.

e la religione dinanzi al

Pon-

discrezione

rifulsero

specialmente^, in cui ottenne la caritrattato in

forma

di dia-

ca di
altre

guardiano e provinciale.
virt

Le

logo suir obbedienza.


12. Sermoni per alcune domeniche dell'anno, per varie solennit di N. S. e dei santi.
i3.

brillarono
di

nelle

varie
tutta

circostanze

sua

vita,

che

impieg nel procurare la gloria di Dio e la salute delle anime. Finalmente, nel giorno 28 settembre del i494j comp la sua gloriosa carriera, e la Santa Sede permise, che
quelli

Un commento
ai

sull'Apocalisse.

Intorno

tano

il

due quaresimali, che pornome di Combattimento spialcuni opinano


di

rituale e Serafino,

del suo

che non
nardino.

sieno

opera

san Ber-

questo giorno

Ordine consecrassero ad onorarne la me-

moria.

i42

BER
(s.),

BER
ch'ebbe
si
il

primo abbate fondatore di una nuova eli Tiron, congregazione di benedettini, nacque verso il 1046 nel territorio di Abbeville
,

BERNARDO

nome

di

diffuse

miral)ilmente.

Tiron, e che Decorato

del
zie,

dono de'miracoU e delle profe^ Bernardo fu chiamato a cogliedel


ri 16.

soggetto

alla
all'

provincia
et
di

di

re la corona de' suoi meriti nel gior-

Ponthieii.

Giunto
rinunzi

venti

anni,
del

egli

ai

beni fugaci

no i4 aprile que non sia


lo

Quantunil

stato

canonizzato,

mondo, per

consecrarsi a

Dio

martirologio dei benedettini e queldi Francia ne fanno onorevole menzione nel d i4 aprile.

di s. Cipriano o Civrano, poco lungi da Poitiers. Quivi

nel monistero

ei

si

distinse

nella

pratica

di tutte

BERNARDO
sa nel secolo XI.
taines,

(s.)

illustr la

Chie^

le

virt,
la

delle

quali

essendo perdi
s.

Il

castello di

Fonsi

venuta Savino,
tasse

fama nell'abbazia
lo

poco distante da Digione,

que' religiosi

elessero

loro superiore, quantunque

non con-

che trenta anni. Nel iioo intervenne Bernardo ad un concilio celebrato in Poitiers, ove diede a conoscere la sua costanza col condannare lo scandalo cagionato dal re Filippo, rispetto a Bertrada, e
le violenze del conte di Poitou. Poscia recossi a far le missioni nella

vanta di avergli dato i natali nell'anno 1090, o nel seguente. I suoi genitori traevano origine da famiglie cospicue, e si segnalavano per la
loro
fino

edificante

condotta.

Bernardo
talmente

dai

primi

anni

era

amante della virt, e del raccoglimento, che tutti ne faceano le pi


alte maraviglie,

e
I

lo

riguardavano
alla

come un
lo studio

santo.

suoi progressi nel-

Normandia, nelle quali ebbe a compagno il b. Roberto d' Arbriselles. Senonch avendo il Sommo Pontefice Pasquale li emanata una bolla, con cui dichiarava il monistero
Civrano soggetto a quello di Cluny, Bernardo si condusse a Rodi
s.

erano pure superiori

sua et, e chi lo ammaestrava ben si avvedeva, che un giorno avrebbe riportato la palma sopra i suoi coetanei.

Giunto appena all'anno


la

deci-

mottavo, ebbe a piangere


della sua tenera
ce,
so.

perdita

e virtuosa genitrinaturali

ma

per ben

due

volte,

affine

di

ed a vedersi padrone di se stes-

ottenere la rivocazione del Pontifcio decreto. Sulle prime egli fu accolto

Le

belle prerogative

dal

Papa con
la

rigore,

ma
di

poscia

che intellettuali, ond' era fregiato, gli procacciavano l'amore di tutti quelli,

conosciuta

eminenza

sue vir-

t,

non solamente prest orecchio

lo

alle sue ragioni,

ma voleva eziandio decorarlo della dignit Cardinalizia.


Bernardo rinunzi a questo onore e fece ritorno a Poitiers, da dove recossi prima a Chaussey, poscia a Sevigny, e da ultimo a Tiron. Quivi,

che trattavano con esso lui, ma esponevano ancora a gravi pericoli. Il saggio Bernardo se ne avvide, e decise di allontanarsi per

sem-

pre dal mondo. Egli voleva ritirarsi a Citeaux, ma trovandosi ancora perplesso, recossi a visitare i suoi fratelli, ch'erano col duca di Bor-

nel

sopra

1109, eresse un monistero un terreno, ricevuto in dono

gogna
di
la

all'

assedio

del

castello

di

Grnnsai.

Non and
che

per altro guari


fece conoscere

da Rotrou, conte del Percese e di Mortagne. Cos ebbe origine una nuova congregazione di benedettini

tempo,

Dio

sua volont a questo umile ser\'D, il quale dopo aver superato

BER
r opposizione, che sulle pnme gli fa^ cea la famiglia, stahiH di entrare nel convento di Citenux. I fratelli
di
lui,

BER
assai
si,

143
de' religio-

celebre pel

numero

che ascendevano

a cento e trenlimiti, lo fe-

ta.

Ma

le

austerit di Beraardo, le

ed alcuni amici ne imitarola

quali

non conoscevano
cadere
in

no r esempio, posponendo

gloria

cero

mondana a
compagni,

quella di seguire la ui

milt della croce. Bernardo ed

suoi

ch'erano in numero di trenta, non si recarono al luogo del loro ritiro che dopo sei mesi, imperocch tanti ne dovettero impiegare a dar sesto ai loro affali. Nell'anno iii3, si presentarono all'abbate Stefano, il quale li accolse con amorevolezza, e fu lieto di vedere tanti incliti personaggi, che

grave malattia. Il vescovo di Scialon, desiderando che questo illustre personaggio pensasse a governare la sua salute, recossi a
Chiaravalle,
e gli

comand
una

di ob-

bedire alle prescrizioni

del medico,

omettendo
addiceva.
si

di osservare

regola,
si

che per allora al suo stato non

Dopo un anno

di cura,

vide perfettamente guanto,


di poter cominciare di
austerit.

e fu

lieto
le

sue

nuovo Quantunque per

ardevano

del

solo

desiderio

della

fosse severo

propria santificazione. Bernardo spe-

rava di morire interamente alla memoria degli uomini, e si curava soltanto delle cose
di
celesti.

Finito l'anno

noviziato, fece la solenne profes-

con s stesso, trattava con molta dolcezza i suoi religiosi, essendosi avveduto, che per lo innanzi avea usato con essi troppo rigore. Per la qual cosa ebbe il conforto di essere spettatore delle pi
eroiche virt esercitate nella sua casa.

sione insieme coi compagni. Chiun-

sguardo in lui , si avvedeva ben presto quanto fosse umile, e penitente. La povert gli
fissava lo

que

Altri conventi furono stabiliti in


i

quel tempo,
regole

stabilite

quaU seguivano le da Bernardo, che


ispezione
si
.

era cara
fondesse
politezza.

oltie

ogni

credere,
contrario

ma
alla

ne

avea

generale

La
molti

non avveniva giammai, che


col
difetto

la con-

fama
celebri
alle

della

sua santit
ogni

spargeva
e

intanto

per

dove,

Le sue

azioni erano
di
le

una

personaggi, dato
vita religiosa.
,

un addio

scuola continua

virt, a

chi ne

vanit del mondo, abbracciavala

era testimonio, e

parole, che gli

no

uscivano di bocca, erano tanti dardi, che infiammavano all'amore di

Dio chiunque
crescendo
Stefano
il

lo ascoltava.

Intanto
s.

numero

dei religiosi,

fond alcuni monisteri, e conoscendo il merito singolare di Bernardo, gli diede incombenza di
edificarne

uno

nelle

terre,
gli

di

cui
fatto

Ugo
S

conte di Troyes
il

avea

dono. Quantunque
bed al

nostro

santo

credesse inetto a tanta opera, ob-

comando del suo superiore, con dodici monaci prese la via di Chiaravalle. Quivi egli innalz un convento, che in breve divenne

Niente diremo onde avvampava per la salute delle anime e predicava le celesti verit, n dell' umilt che lo fece ricusare i vescovati di Langres e di Scialon come anche gli arcivescovati di Genova, Milano e Reims. Cos pure passeremo sotto silenzio la piemura, che si diede pei poveri nel tempo, in cui infieriva una crudele carestia, nonch lo spirito di timore e di compunzione, che lo teneva mai sempre umile anche in mezzo agli applausi universali. La
dello zelo
, ,

sua scienza unita

alla piet gli avea-

no

meritato

la

stima

di

parecchi

i44

i^ER
Somsesso del
si

BER
ducato
di

principi e vescovi, e degli stessi

mi Pontefici, che
sigli

valevano de' condi

avea

usurpato.

Intanto

Benevento, cui Bernardo,

di lui

negli

aCri

maggior

importanza. Tra questi il Papa Eugenio III, che fu gi precettore di


lui,

lo avea per

suo intimo consi-

dopoch ebbe trionfato degli scismatici si oppose con molto valore agli eretici. Fra questi si annovera il famigerato Abelardo, il quale fu combat,

gliere.

tuto nel concilio di Sens, nell'anno


in nessun'altra occasione

Ma

mag-

giormente rifulse il merito di Bernardo, quanto nell'anno i i3o. Dopo


la

rori

i4o, ed in seguito ritratt isuoi ercon edificante sommessione. Noa

cos fece

mqrte

di

Onorio

II,

gli

fu eletto

scepolo,

il

Arnaldo da Brescia suo diquale mor ostinato nelle

a successore Innocenzo li, dal maggior

sue

eresie.

numero

de' Cardinali.

Cionon-

vescovo

di
il

Anche contro Gilberto, Poitiers, impugn la


,

ostante
traria,

formossi

una
il

che diede
di

fazione conprimato della


col

penna

dotto Bernardo
in

che poi
tenuto a

vide quel prelato docile alla verit,

chiesa a Pietro

Leone,
.

nodi

insegnata

un

concilio

me

di

Anacleto

IT

vescovi

Reims. Tutti

questi,

ed

altri

memo-

Francia ragunatisi
quale tanto

ad Etampes, invitarono a quel concilio Bernardo, il


si

randi avvenimenti, procacciavano alstima la di Chiaravalle l' abbate


di tutti.
Il

adoper, affmch fosse

riconosciuto per vero Pontefice Innocenzo, che questi in seguito recossi a

cos celebre,

suo monistero divenne che contava fino a set-

tecento monaci, ed
sai

un numero
gli

as-

B.oma

col suffragio di tutti. Passato

considerevole ne aveano

altri

qualche tempo, l'abbate di Chiaravalle pass in


liare
1'

Alemagna, a

riconci-

imperatore Lotario coi due nipoti di Enrico suo predecessore. Poscia assistette al concilio di Pisa per ordine del Papa, indi si

da lui fondati. Di questi se ne anla e dopo noverano moltissimi sua morte ascendevano ad ottocento le abbazie dipendenti da Chiaravalle. Gli uomini pi ragguardevoli per piet e dottrina erano lieti qua,

rec a Milano, affino di riconciliare

lora

poteano distaccarsi
ritirarsi

dal

moni

questa citt colla Santa Sede. Fece


poi ritorno
nella

do, e

in quei santi luoghi.


dei cristiani,

sua cara

solitu-

Ma

lo stato

infelice

dine,

cui dovette

abbandonare ben
al

quali aveano la loro


lestina, intener

dimora

in Pa-

presto, per andare nella Brettagna,

nella

Guienna, ove provvide

Bernardo,
ciata.

il

il cuore dell' invitto quale predic la a'o-

bene della Chiesa. Sembrava allora, che lo scisma fosse tolto interamente, ma Ruggiero re di Siciha lo manteneva coli' accordare la sua
protezione
Pontefice
traviati,
agli

Sostenne le parti di Corrado Franconia, che fu eletto re di Germania nel i 1 38. Questi gi'ato alle beneficenze ottenute dal

duca

di

scismatici
II.

seguaci

santo abbate, lo accompagn in parecchie


citt
lui

dell'antipapa Anacleto
affid a

Il

sommo
l'

di
si

Alemagna,
divulg
pei

ove la
molti

Bernardo
dei

incai

fama

di

rico di convincere del loro errore

parecchi

quali

ritor-

narono nel grembo della Chiesa; Ruggiero per altro era ostinatissi-

Ritornato da cotesti viaggi, continu a lavorare nella vigna del Signore, e trasse dalle
miracoli
operati.

sue fatiche abbondevole

frutto.

Ma

mo,

perch volea conservare

il

pos-

intanto la sua salute andava di gior-

BER
no
in giorno

BER
,

145

mancando
felice

ed
di

egli es-

2.
S14S

Le Omelie

sull'evangelio Mis-

sendosene avveduto, aspettava ansio-

est.

samente

il

istante

essere
i

3.

sciolto dai

lacci del

corpo, per vo-

suoi

Un'apologia, con cui giustifica monaci contro le dicerie di

lare in seno al suo

Dio.

Essendosi

alcuni
di

membri
Il

della

congregazione

alquanto mitigata
lattia
,

la forza della

mavita.

Cluni.
4.

predisse a* suoi religiosi , che


sei

libro della conversione dei

ancora

mesi

gli

restavano di

cherici.
5.

Anche
la

in questo

frattempo esercit

L'esortazione
Il
Il

ai cavalieri

del

sua carit.

Gli abitanti di Metz,

Tempio.
6.
7.

avendo dovuto soffrire varii insulti da alcuni principi vicini, ne aveano


giurato vendetta.

trattato
libro

dell'amor di Dio.

dei

comandamenti e
grazia

Come

il

santo ven-

delle dispense.
8.

ne

di ci

informato dal vescovo di


suo
fisico,

Un

libro

della

del

quella citt, senza punto riguardare


alle indisposizioni del

libero arbitrio.
9.
tore,

cor-

Un

trattato

ad Ugo
e

di

s.

Vit-

se

ov'era
gli

calm

maggiore il pericolo, e animi agitati. Ritornato

ove spiega alcune

difficolt in-

torno all'Incarnazione,
punti teologici.
10.

ad
le

altri

in Chiaravalle, la sua malattia creb-

be per modo,

che non rimaneva pi luogo a speranza di guarigione. Dopo essersi apparecchiato al gran
passaggio
co'

Un

trattato

sopra

opere

di Abelardo.
1
.

Cinque

libri della

considera-

sentimenti
11 53.

proprii

di

zione al
12.

Papa Eugenio IIL


vescovi.
I

un
a'

santo, spir

l'anima benedetta

Un hbro dei doveri dei


sermoni
sopra

20 agosto del

Fu

sepolto

i3.

il

salmo

monistero di Chiaravalle , ove era stato abbate per trentotto anni, e dal Sommo Pontefice Alessandro
nel
III fu dichiarato santo, nell'anno
1

Qui habitat j

quelli sul Cantico dei

Cantici, e quelli per tutto l'anno.


i4- Quattrocento e quaranta lettere indirizzate quasi tutte

165.

a Papi, a

S.

Bernardo l'ultimo dei padri

re, a vescovi

ed abbati.

che illustrarono la Chiesa co' loro Molti uomini insigni ne fecero i pi magnifici elogi, e tra gli altri Sisto da Siena ne dice, che questo santo era cristianamente dote piato j santamente eloquente ,
scritti.

Convien osservare per, che vi sono alcune opere falsamente attribuite a s. Bernardo, fra le quali si annoverano le seguenti
:

1.

2. 3.

La Le
Il

Scala del chiostro.


Meditazioni.
trattato
della

mente piacevole. Anche


ti

protestan-

edificazione

innalzarono
,

cielo

le
,

opere di

della casa interiore,

quello delle

lui

che

gli

stessi

Lutero

Encolampadio e Calvino rono non ammirare.

Bucero non pote-

virt.
4- Il libro ai frati del MonteDio, e quello della Contemplazione di

Dio.

Elenco delle opere di

s.

Bernardo.

BERNARDO
( s. ),

BERNWARDO
da una nobile

trasse

natali

famiglia di Alemagna, nel secolo


I.

Un

Trattato dei dodici gradi


V.

di umilt.

X. Osdago vescovo di Hildesheim aramirando le belle prerogative di lui,


10

VOL.

i46
Io affid al
ta

BER
bibliotecario
della sanistruisse nella

BER
ra del p. Cristoforo Tolomei, domenicano, loro parente. Tanto profitt

Chiesa affinch lo
studio.

Bernardo ne che venne promosso al sacerdozio, ed in seguito fu scelto da Ottone li a precettore di un suo figlio. Dopo essersi sepiet e nello
trasse tanto profitto,

appresso questo in santit e negli stu-

gnalato

nella

corte

imperiale,

fu

da riuscirne modello agli altri suoi Poich pareva inclinasse a rendersi domenicano, il padre di lui, a toglierlo da tal pensiero, lo richiam in sua casa, e in queldii,

pari.

eletto a vescovo di

993.
tutto

Insignito
si

di

Hildesheim nel questa dignit


il

la

attese

agli

studii
civile

di

matemacanonico,

tica e di diritto

adoperava per procurare


de' suoi
essersi

bene
Egli,
il

spirituale

diocesani.

tal

nonch agli esercizii di piet modo, che ei'a venuto in


di
santit
,

per
alta
i

dopo

occupato durante

estimazione

appresso

giorno nelle funzioni del ministepassava gran parte della notte

suoi concittadini

ro,

appresso
tra' quali

confratelli

precipuamente di s. Ansano,
ascritto.

neir orazione e nella lettura.


dello spirito del Signore,

Pieno
altix)

volle essere

Ma
che
il

non

siccome
gli

avviene spesse

volte,

bramava che
si

la

sua gloria, quindi


fosse
,

onori

mutino negli uomini

adoper affinch

ristabilita

r ecclesiastica
arti

disciplina

fossero
le

osservate le leggi.

Le
in
lui

scienze e

costume, cosi dichiarato egli dall' imperatore Ridolfo, ad istanza del padre, cavaliere del romano impero , ponendo soverchio amore alle armi ed agli esercizii cavallereschi,
infastid
le

riconobbero

un

valido
risguar-

protettore,

ed

poveri lo

davano come padre amoroso. Era anche principe temporale, e provvedeva con molta sollecitudine al bene de' suoi sudditi. Ma mentre era occupato nel fabbricare o rislaurare monisteri, fu colto da una malattia che per cinque anni lo tra,

tra breve degli studii e del-

pratiche di piet.

to

Non and moltempo per, che avvedutosi dei


volle farne aspra penitra' confratelli
,

suoi errori,

tenza

ascrivendosi

dello spedale, detto della Scala, per

sovvenire, con

non

lieve

sua

fatica,

vagli.

Prima

della sua morte, fece

dono
s.

de' suoi beni al

Michele,

ch'egli

monistero di avea fondato,

a quei poveri carcerati ed infermi. A questo suo caritatevole ufficio, un quello d'insegnare in patria

del qual Ordine prese l'abito nelr ultimo anno di sua vita. Mor nel

risprudenza,

pubblicamente filosofia e giuma mentre ei credeva


altri,,

giorno
fu

20

novembre
nella

del

1021, e
detto

esser utile agli

rec

non

lieve

sepolto

chiesa

del

monistero.

Fu

canonizzato
I

da Ce-

danno a fama di
to,

s stesso, perch

venuto in

altissimo filosofo e letteralui

lestino III nel

194.

accorrendo a

da ogni parte
e
fregiato

BERNARDO

Tolomei

(b.).

Eb-

persone per
di

consultarlo

be a patria la citt di Siena, in cui nacque il giorno decimo di maggio 1272 da Mino Tolomei e da Fulvia Tancredi. Non appena ei
fu capace di apprendere

sempre nuove onorificenze, insuse

perb a tale, che non altro pi desiderava,

non che
far bella

gli

si

offerisse

occasione di

un qualche
pietosi
alla cu-

e del suo sapere.

mostra di s Intim a tal uo-

che i di lui genitori pensarono affidarlo

insegnamento,

po una pubblica dispula, ma Iddio non consentiva a'suoi voti. Inferm

BER
infatti

BER
la

i47
all'

negli occhi, e privo della vi-

eminente bont segno

invi-

sta

dovette

astenersi

dal

divisato

dia de* malvagi,

non manc

chi lo

Colpito da tanta sciaebbe tostamente ricorso alla beatissima Vergine, che avea amato e am sempre dappoi con amore di figlio, promettendole che, se

suo aringo.

accusasse al Pontefice Giovanni XXII, residente


in

gura,

Avignone, d'eresia

mal costume. Egli dovette


sentarsi a Giovanni,

perci pre-

con Ambrogio
di

Piccolomini,
cos'i

affine

purgam da

avesse ricuperato la luce


chi,
si

degli

ocal

sarebbe tutto consecrato

mo
lo

nera calunnia, e persuaso il SomPastore della di lui innocenza,

divino servizio.

Fu

esaudito nell'u-

mile sua preghiera, e venuto al luogo della disputa, parl in quella vece del niun conto, in cui aver si

rimand all'eremo di Accona, com* mettendo a Guido PietramaJa, vescovo di Arezzo, di prescrivere una regola, che si dovesse osservare e da

debbono
l

gli

onori del

mondo,

e par-

Bernardo e

con tanta eloquenza , da commoTerne tutti gli astanti non solo, ma da persuadere Ambrogio Piccolomini e Patrizio Patrizi i a passare
lui in

da' suoi compagni. Il vescovo diede loro quella di s. Be-

nedetto, coir abito di colore bianco, e cosi ebbe principio la congre-

un

deserto

il

con rimanente del-

gazione di
neir anno

s.
1

Maria
1

di Montoliveto,

la vita, nella servizio.

penitenza e nel divino

quale fu poi confermata, nel i324, da Giovanni


3

la

Come ebbe

venduto ogni suo pos-

sedimento, e distribuitone il prezzo ai poveri, si ritir coi compagni, l'an-

e da Clemente VI nel i344. Eretta questa nuova congregazione, dovea tosto pensarsi a provvederla di un abbate, e gli occhi di
tutti

XXII,

Accona, luogo distante da Siena , e vuoisi che allora mutasse il suo nome di Giovanni in Bernardo, ad onore del santo abbate di Chiaravalle. Vesti un ruvido cilicio, cinto alle reni con fune nodosa: non cibava che radici d' erbe o legumi senza condimento, non beveva che l'acqua rac-

no

3, in

erano

rivolti

nella persona del


egli se

quindici miglia

nostro Bernardo,

ma

ne scus

per tre volte, e furono tre gli abbati prima di lui, ai quali obbediva sommessamente. L'anno poi i322 si
sottomise al carico
di

governare

il

monistero
ascendere

non volendo
al

per mai
,

sacerdozio

giudican-

colta dalle piogge, la sua abitazione

era una grotta


stuoia,
il

il

suo

letto

una

suo guanciale una pietra. Passava il giorno nel lavoro delle mani e nella lettura della Bibbia
,

dosene indegno. Dopo ventisei anni da che sapientemente governava i suoi monaci, il beato Bernardo venuto a Siena, per curare gli appestati,

cadde
1

offeso di pestilenza, e pie-

no

di meriti,

mor

ai

20 agosto

del-

e de' santi padri,

la

notte nella

orazione, e nella contemplazione delle

pagni.

celesti, unitamente ai comTanta luce di virt non rimase lungamente nascosta, che ad-

cose

dusse

anzi molti a quella grotta, per ammirare da vicino la santit


di quell'uomo di
salutevoli

Dio e ascoltarne ammonizioni; ma perch


,

348. Innocenzo X, nel 1 645, ne approv il culto immemorabile. BERNARDO (b.), discendeva dai margravii di Baden verso la meIl padre di lui t del secolo XV. era uno dei pi celebri personaggi di quel secolo, e si adopr affinch Bernardo avesse una educazione conforme al suo nobile lignaggio. L'amol'anno

i48
re,
la

BER
di' ci nutriva pel ritiro

BER
e

per

castit,

lo

indusse a cedere a suo


del

fratello

la

parte
di

margraviato,
figlia

che a
alla

lui spettava,

ed a rinunziare
di

mano

Maddalena

Carlo VII, re di Francia.


ste

Dopo

que-

doveri con ademp molta saggezza e prudenza. La preghiera, il digiuno, la meditazione delle cose celesti erano il pascolo quotidiano di Bernardo; ai quali esercizii aggiungeva la predicazione
i

no, ed egli ne

corti
li

due rinunzie, egli recossi nelle dei re di Europa, per eccitarad intraprendere una nuova croi

e lo

zelo

d'introdurre
,

la

riforma
,

nelle diocesi di Aosta

di Sion

di

ciata contro

turchi,

quali erano

Ginevra, di Tarantasia, di Milano, e di Novara. Ridusse in polve un idolo di Giove,

divenuti padroni dell'impero di


riente.

O-

discopr la perfidia dei

Nell'anno
affari

i45>8 avea divisatrattare

to di recarsi

a Roma, per
col

alcuni

Sommo

Pontefice

nume bugiardo, ed in quelle vicinanze costrusse un monistero ed uno spedale. L'umasacerdoti di

quel

Calisto III;

ma

essendo colto da gra-

nit a lui debitrice


dali
,

di

due

spe-

a Moncalieri, fu trasportato nel convento dei francescani, ove mor nel giorno i5 luglio,

ve malattia

r uno dei quali chiamasi il grande^ e l'altro il piccolo s. Ber-

nardo,
ai

quali servono di ricovero

dopo aver dato


racoli

le

prove pi lumiI

viaggiatori, che senza questo soc-

nose d'insigne santit.


operati
,

molti midi

corso

dovrebbero

incontrare
la

ogni

ad

intercessione
il

sorta di disagio e persino


te.

mor-

Bernardo

indussero

Papa
poi

Sisto

IV

dichiararlo

beato

nell'anno
lo

1481.

Clemente

XIV

didi

Nel giorno 28 maggio dell'anquesto incHto sacerdote termin la sua vita a Novara, e fu

no 1008,
sepolto

chiar patrono del

margraviato

Baden.

BERNARDO m
trasse
i

Mentone (b),
Dopoch
eb-

natali

da una delle primastudii,

li giugno, nel qual gior1 5 ne celebra la festa in molte chiese del Piemonte. BERNARDO m Corleone (b.).

no

se

rie famiglie di Savoia.

Nella citt di Gorleone, posta nella


Sicilia,

conservando la bella stola della innocenza, suo padre gli propose un partito di nozze assai onorevole ma egli vi rinimzi, bramando di consecrare la
gli
:

be percorsi

ebbe

natali

questo

santo

uomo. La sua giovinezza ne offre un miscuglio di> azioni virtuose e


corrotte. L' orgoglio, la vendetta, la

dissolutezza erano le passioni,

dalle

sua vita al servigio degli


tanto mentre
si

altari.
gli

Per-

quali

"si

lasciava trasportare misera-

faceano
,

appaall'arci-

mente. Accadde un giorno, che aven-

recchi per le nozze

ei

fugg dalla

do
zia,

ferito

un ministro

della

giusti-

casa paterna, e presentatosi

fu condannato a languire in

una

diacono di Aosta, pregollo


gerlo,

diri-

per poter venire a capo dei


.

suoi desideri!

Quel buon sacerdote di buon grado ne assunse l' incarico ed ebbe il conforto di vedere fia poco Bernardo divenuto provet,

Questo fu il mezzo di cui per iscuoservissi la Provvidenza terlo dal profondo letargo in cui
carcere.
,

era sepolto.
piet
,

I
i

sentimenti di quella
si

che

suoi genitori

erano
e

studiati d' instillargli,


scie,

fin dalle fa-

to nella piet

, e peritissimo scienze sacre. Neil' anno 966,

delle
il

ben presto
falli,

si

risvegliarono,
la

ve-

Bernardo, riconoscendo
dei suoi

gravezza
la-

scovo di Aosta lo

elesse

arcidiaco-

ne sparse amare

BER
gli

BER
un
ri.

149
sua prudente

me

di penitenza, e stabil di vo-

serviva di esempio agli altri pasto-

lerli

espiare nella ritiratezza di

Egli afid la direzione di

chiostro, ove lo

chiamava

il

Signodi

coscienza

ad un saggio

re

colle

sue

interne

inspirazioni.

sacerdote, e seppe cos bene vincere le proprie passioni, che


si

Entr pertanto in un convento


cilia,

meriPrnci-

cappuccini a Caltanisetta citt di Sie fece


ei
i

tava r ammirazione di

tutti.

voti
si

come

frate

laile

palmente

gli

stava a cuore di ese-

co.

Quivi

diede a praticare

guire la volont del Signore, e quindi spesse volte lo pregava a volergli mostrare la via, per cui dovea camminare. Egli si sentiva chiamato ad

lo zelo,

pi eminenti virt. La obbedienza, r umilt , V amore alla povert


,

ai

digiuni pi rigorosi
le

alla

orazione ed a tutte

opere di pe-

abbracciare

i'

istituto dei cappuccini

nitenza, lo rendevano oggetto della

temeva per
tori se gli

altro

che

suoi

geni-

comune ammirazione. Dio gli comunic in larga copia le sue grazie, lo favor del dono della contemplazione, e della profezia, per cui conosceva spesse fiate i pi secreti
pensieri e prevedeva le cose future.
I suoi confratelli lo

opponessero.
incertezza.

dur questa
quale lo

Ma poco Suo padre, il

amava teneramente, conobil

be che
stato.

e consigliollo ad

Signore lo volea religioso, abbracciar questo


al

Bernardo allegro vol


lo

cone co-

aveano in con-

vento dei cappuccini


i

di Coiinaldo,

cetto di santo, e ragguardevoli personaggi a lui ricorrevano per consigli e conforti. Egli per alti'o si ri-

quali

accolsero

volentieri;
i

dopo aver pronunziato


merino, recossi in

voti a

Ca-

Fermo

per

putava come l'ultimo di tutti, e solo amava di essere impiegato nelle opere pi vili. Finalmente giunse il termine di sua vita ed egli,
,

mando
si

de' suoi superiori. Quivi egli

quisto

diede con tutto l' ardore all' acdella evangelica perfezione,

nella quale tanto avanz,

da desta-

dopo
tava

essere stato confortato coi sa,

cramenti della Chiesa


il

lieto aspet-

re meraviglia in tutti. La sua carit verso g' infermi risplendette in

felice

istante di vedersi sciol-

modo

particolare,

imperocch ne la

to dai legami del corpo per volare in seno al suo Diletto. Mori nel

lunghezza delle malattie, ne V impazienza di quelli che n'erano affetti,

1667, e dopo un secolo


Pontefice Clemente

il

Sommo
il

ne

le

XIII

eman
(b.),

trare,

dure fatiche cui dovea inconpoterono punto rallentarlo

decreto di sua beatificazione.

BERNARDO
que in
di cui
Italia,

di

Offida

nac-

nelf esercizio di questa bella virt. Pass poscia in altri monisteri del

porta
del

il

novembre

non lungi dal luogo nome, nel giorno 7 1604. Figlio com'e-

suo Ordine, e finalmente fu mantore.

dato ad Offida coli' ufficio di cercaIn seguito recossi ad Ascoli,

ra di contadini, fu destinato a guar-

ma
i

ad

istanza de' suoi concittadini,

dare una greggia fino dall'et di otto anni. L' educazione veramente cristiana che i suoi genitori si sforzarono di dargli, avea cos inna-

superiori lo

rimandarono in paei
si

tria.

In questa

prestava

per

giovare
di

non

solo chi

avea d'uopo

temporale
spirituah.
le

soccorso,

ma

quelli

morato

della piet

il

tenero
si

cuo-

eziandio, che abbisognavano di aiuti

re di questo fanciullo, che

dava
.

con molto fervore

ali'

orazione

cessavano

discordie,

Quindi merc di luisi calmavano

i5o
tiero
si

BER
buon
sentori,
il

BER
essendo andato a lungo
gli

le agitate coscienze, e sul

l'affare,

rimettevano i traviati, chiunque si trovava afflitto, da lui

e
ri-

Papa non

accord

le bolle,

ed

in quella

ceveva consolazione.
l'incarico di

Ma

Bernardo
perch
le

non potea pi a lungo sostenere


cercatore,

vece, nel 1286, lo promosse al vescovato di Osimo. Bernardo abbelb la sua cattedrale, e fabbric tre palazzi a comodo dei

sue infermit ognora pi andavano


crescendo. Perci fu fatto portinaio,

ed anche in questo incontro continu a pi'aticare la sua tenera ed ingegnosa carit. Dopo qualche tem-

ed uno nella Finalmente fu a'eato Cardinale da Nicol IV, nel primo concistoro tenuto a Roma
vescovi,
villa citt

due in

di

Monforte.

nella vigilia di Pentecoste del 1288.

po fu

da fiera malattia nel 1 694. Suo primo pensiero fu quello di ben disporsi alla morte, e con molta divozione ricevette i conforti
assalito

Fu

insignito

inoltre

del

vescovato

di Palestrina,
Sicilia
,

della

legazione di

ritornando dalla quale mor

che la Chiesa somministra nelle ore estreme. Finalmente nella mattina


del

a Ponte vico di Spoleto, dopo quattro anni di Cardinalato. Fece dono


alla chiesa di
lettile

Anagni della suppelalla sua

22 agosto
il

spir

l'anima

beneil

detta. Divulgata questa notizia, tan-

che spettava cappella domestica.


sacra,

to fu
le
si

concorso del popolo,

accorreva alla sua cella,


dovette lasciare esposto

quache lo

giorni.
ti

Fino

d' allora

per tre furono operadecret

da Pavia, Cardia Bernardo da Pavia, nacque nel principio del secolo XI, e da
naie.

BERNARDO
II,

Nicol

nel

1059, fu creato Car-

molti

miracoli

per intercessione

dinale diacono della S. R. C.


legato della Santa

Come

di lui, e perci

Pio

VI ne

Sede intervenne
Cardinale
congresso
al

la beatificazione nel giorno

19 mag-

coU'abbate di Marsiglia,
del

gio del

1795.

medesimo nome,
il

da Benevento, Cardinaie. Bernardo da Benevento fioriva nel secolo

BERNARDO
e nel

dei principi tenuto a

Torcheim nel
s.

1076, sotto
rico IV, cui

Pontificato di

Gre-

IX

a Benevento, sua
II

gorio VII, nel quale fu deposto

En-

patria,

1059, da Nicolo

fo creato vescovo Cardinale Prenestino. Egli and a Gerusalemme, e mor in dicembre, ma non si sa di
quel anno. Dicesi che abbia sottoscritto
di

ad una
i

bolla di

Urbano
esatti

II,

ma
av-

venne surrogato Rodolfo duca di Svevia. Lo stesso Pontefice onor Bernardo di una lettera, esortandolo ad interporsi con tutto l'impegno presso Enrico e Rodolio, cui appellava re, al fine, che
aprissero

ci puossi dubitare, dacch, se-

una strada
della

sicura per passail

condo
vocato

computi pi
Petrini

dell'

re in Germania. S'ignora

tempo

sua nuova Storia di PalesLrina^ molto probabile, che morisse nel io65. BERNARDO da Cagli, Cardinale. Bernardo o Berardo da Cagli, nacque nel principio del secolo XIII.
nella

ed il luogo
porato.

morte di questo Por-

Era canonico a Cagli , quando da quel capitolo fu eletto vescovo. Se non che per la discordia (egli elet-

o Beroardo, CardiBernardo o Beroardo da Benevento, fioriva nel secolo XI. Egli fu creato vescovo Cardinale Prenestino probabilmente da Alessandro II, tra il 1061, ed il io65. Fu chiaro per fcna, ed illustre per
nale.
,

BERNARDO

BER
singolare e costante piet.

BER
Ebbe
la

i5i
fatta

legazione d' Oriente, per allontanare


di Gerusalemme il paEbremaro, e termin la sua carriera nel 1107 i^el monistero di

prima promozione, nio III a Viterbo,


s.

da Eugenel ii4^, fu

dalla

sede

creato prete Cardinale del titolo di

triarca

Clemente
diacono

silica

vaticana.

ed arciprete della baPoscia, con GregoCardinale novello, fu

Montecassino
fonso
alla

arcivescovo
di

ove fu sepolto. Aldi Salerno pose

rio

incaricato della legazione di

Germadi

tomba

lui

un

poetico elogio,

nia air imperatore Federico, ove in

dal quale risulta, che Bernardo

non

un' assemblea, tenuta nella festa

poteva appartenere

ai

Cardinali di

Pentecoste del

153, nella citt di

Urbano l, che fu eletto nel 1088, poich l'arcivescovo mori nel 1086.

BERNARDO,

Cardinale. Bernardo

Vormazia, fu deposto, come inutile, Errico arcivescovo di Magonza. Nel ii58, Adriano IV lo sped

viveva nel secolo XII, e fu insignito


della porpora, nel secondo concistoro

tenuto da Lucio II a Roma nelle tempora dell'avvento del 1 144- Sottoscrisse


alle

nuovo a Cesare col Cardinale Rolando cancelliere della S. R. C, ove furono malamente trattati, per
di

bolle di

Lucio

II,

e di

alcune parole contenute nella lettera del Papa male intesa, e peggio interpretata, perloch

Eugenio

III, e col suo voto contribui all'esaltazione di lui al Sommo

non senza gra-

Pontificato.

BERNARDO,

diacono Cardinale.

Bernardo annoverato fra i Cardinali eletti da Urbano II per cui sembra di poter ripetere la sua na,

scita

Fu

circa il termine del secolo XI. diacono Cardinale della S. R. C,

ve pericolo della vita, se ne tornarono a Roma. V. Annali d'Italia tomo VI, p. II, pag. 370 dell'edizione di Roma. Adriano IV, nel principio del 1 158, lo prepose inoltre alla diocesi di Porto. Bernardo scrisse a Cesare in favore di Alessandro III, che segui nelle Gallie , e con altri cinque Cardinali fu presente al congresso di Digion, ove il detto Ponla

e viene ricordato da una bolla, spedita da Pasquale II a favore del

monistero
tova.

di

s.

Benedetto a Manprete

BERNARDO,
vinio tra
col
titolo
i

Cardinale.

Bernardo annoverato dal solo PanCardinali di


di
s.

Alessandro III pot trattare sua causa contro l' imperatore e l'antipapa. Indi fu obbligato ad intraprendere un nuovo viaggio per
tefice

Urbano
.

II

Pavia

coi Cardinali

Grisogono

Visse
cres.

d'Ostia, e
tolo di
dossia,
s.

Ubaldo vescovo Guglielmo prete del ti-

nel secolo XI,

e fu

da alcuni

duto,

non a
abbia

torto, lo stesso con

per

Pier a'Vincoli, o di Eucomporre la pace tra

Bernardo degli Uberti.


egli

Si vuole, che

l'impero e la Chiesa,
te.

ma

inutilmenotten-

segnato

del

suo

nome
II,

Dal

sullodato

Pontefice

parecchie bolle d' Innocenzo

nel

1137.

ne, che la quarta parte delle elemosine, offerte dai fedeli alla confessione
di
s.

BERNARDO,

Cardinale. Bernar-

Pietro,

venisse

dis-

do viveva nel secolo XII.

Fu canonico

tribuita ai canonici
ca.

di quella basili-

regolare della congregazione di

s. Frediano di Lucca, e priore del monistero

stasio

Intervenne alla elezione di Anaed Adriano IV, e a quella


dei
quali segn
le

lateranese, fornito di singolare reli-

di Alessandro III,

gione,

integrit

e prudenza.

Nella

anche

bolle,

come parecchie ne

i52
segn di

BE1\
Eugenio
III.

BER
Mori a Rocliiesa

di

s.

Stefano di Verona; do-

ma

nel

1176, dopo un Cardinalato

di trentaun'anni, e fu sepolto nella


basilica lateranese,

di

marmo

ove una lapide ne conserva ai posteri la


Cardinale. Bernar-

po il quale anno, contando probabilmente il decimoquarto, o decimoquinto del suo Caidinalato, mor.

BERNARDO,
stesso

Cardinale.

lo

memoria.

BERNARDO,
do

fioriva nel secolo XII.

Fu mo-

da Benevento, vescovo Prenestino, che Alessandro II, tra il 1061 ed il io65,


cre Cardinale.

Cardinale

Bernardo

naco cassinense, e da Eugenio III venne promosso, nel 1 1 46, al Cardinalato


,

BERNARDO
nale.

(di)

Rennes, Cardi-

come

apparisce
di

da una
Montecas-

cronaca
sino.

antichissima

Rennes nacque a Pisa nel secolo XII. Entrato nel monistero di Chiaravalle, ebbe a
Bernardo
di

BERNARDO,
viveva
nel

Cardinale. Bernardo

precettore
lo eccit

secolo

XII

e
1 1

da A-

s. Bernardo, ad accettare

il

quale poi

la dignit di

driano
fano

IV
nel

fu creato, nel
del titolo
.

te Cardinale

di

59, pres. Ste-

diacono Cardinale dei santi Cosimo


e
III

Damiano,
nel

offertagh

da Eugenio

Montecelio

Sottoscrisse

ad una bolla di Adriano IV, a favore del capitolo di Ferrara, col nome di Gherardo. Anzi avvisa prudentemente il Ciacconio, che Bernardo sia lo stesso, che il Cardinale
Gherardo promosso da Eugenio HI. V. Gherardo.

ii5o. Giovanni di Sorisbery nel menologio benedettino loda moltissimo questo porporato per la
purezza dei costumi, per
la sincera

umilt del cuore,


e

pel

disinteresse

per la magnanima non curanza, che tenevalo lontano da qualunque dignit; il perch veniva stimato

BERNARDO,
do
fioriva

Cardinale. Bernarsecolo

uno

dei primi soggetti, che, per la

nel

XII

Era

santit della vita, illustrassero


secolo.
Il

quel

canonico regolare della congregazione di s. Frediano di Lucca, e da

martirologio gallicano pordi lui

ta

il

nome
giorno

segnato nel pri,

Clemente
ria
III,

III,

a'21

marzo

11 88, fu
s.

mo

di

maggio
nel
1

nel

quale

creato diacono Cardinale di

Ma-

Nuova. In seguito da Celestino


fu posto neir ordine
s.

154- Era intervenuto al conclave di Anastasio IV,

mor a

Roma

dei preti

nel quarto
lato.

anno

del

suo Cardina-

col titolo di
di

Pier

a' Vincoli.

Quin-

con Pandolfo, prete Cardinale del dei ss. Apostoli, nel primo anno del Pontificato di Innocenzo III, fu spedito a legato Pontificio nella Toscana, per dichiarar nulli
titolo
i

BERNARDO
co.

da Turiivgia. Eretieremita,
il

Era

costui

un

quale

verso la
sul

met

del secolo

X, fondato

patti contratti tra alcune citt

di

passo dell'Apocalisse che dice, M che dopo mille anni e pi, l'antico w serpente sar disciolto, e le anime

quella provincia, senza l'assenso della


s.

Sede,

per

istrignere
ai

lega

de' giusti entreranno nella vita e w regneranno con G. C, " sosteneva


essere vicino
cristo,
il

colle
la
le

medesime contro

nemici del-

serpente, ossia
la fine

1'

Anti-

Chiesa romana. Segn molte boldi

e quindi

del

mondo.

Clemente, Celestino, ed InnoIII, l'ultima

Avvalorava

tale predizione col dire,


il

cenzo
spedita

delle

quali

fu

che dove cadesse

d dell'

nel

202

a favore

della

ziazione nel venerd santo, fosse

Annunun

BER
sicuro indizio del prossimo fine del

BER
informare
t
la

1^3

mondo. Finalmente attestava avergli Dio rivelata questa certa fine del mondo. Tali circostanze, promulgate col massimo ardire in tempi d' ignoranza, eccitavano
vei*sale

nelle scienze.

giovent nella piet e Con questo mezzo pol'

ottenere

intera

riforma

della

diocesi
rifiorire

a maniera, che sembravano tempi della Chiesa. i primi


tutti,

un

uni-

Amava
li,

sovveniva ai miserabialle

spavento, reso pi vivo per

ai

carcerati,

case religiose,
a' rozzi.

un ecclissi a que' giorni accaduta. Ognuno fuggiva e procurava nascondei-si negli antri e nelle caverne.

ne dimenticava l'istruzione

Don
gento,

la

sua chiesa, oltre che delle


in oro

migliori suppellettili

ed ar-

Ma

appena cominci

il

secolo XI,

anche

di cinquecento scudi,

l'errore dell'eremita fu dissipato.

Tut-

tavolta

non pu negarsi, che

quell' er-

per accrescere le distribuzioni del coro. Eresse una cappella a s. Giacinto,

rore indusse nei popoli la piet e la divozione; la fede fu pi propagata; s'istituirono le confraternite, le peregrinazioni,
il

ascritto a' santi

di

fresco
s.

Clemente Vili,
sufficiente.

nella chiesa di

da Do-

menico, alla quale assegn una dote

culto

dei

santi,

A comodo dei
chiesa

vescovi, fece

quello spirito di riforma, che mille

nel suo vescovato

una magnifica capdi san


di

vantaggi apport al cristianesimo.

pella, e ridusse all'ultima perfezione, la

Girolamo, Cardinale. Girolamo Bernerio nacque in Correggio, del dominio modenese, nel

BERNERIO

cupola
martire,
pitture
Prefetti

della

Pietro
belle

abbelPi in
la

Roma
di
s.

chiesa

Nicol

de'

i54o da
gio.
tori,

genitori di nobile lignag-

in

Campo Marzo
dei quali nel

ufficiasi,

Entrato nell'Ordine dei predicatanto progred nelle scienze, che pervenne a coprire la carica di lettore teologo nel suo convento di Cremona, quando il Cardinale Sfondrati, vescovo di quella citt che poi fu Papa col nome di Gregorio XIV, lo elesse a suo teologo, e divenuto ancora suo mecenate, gli ottenne
il

ta

dai
il

domenicani; tenne due

nodi

primo

59 r

e l'altro nel 1596; visit


te la sua diocesi e la
sta
le

pi volconcilio

govern giu-

norme

dell'

ultimo
vi

generale.

La

sua patria

non ebbe
fond
ai

l'ultimo luogo, poich

carico
di

d'inquisitore

in

Genova,
conventi.

priore

in parecchi

un convento quasi dalle fondamenta. Dopo il primo titolo, da Paolo V ebbe il vescovato di Porto nel 1607, poich^ nel i6o5,
cappuccini

Chiamato a Roma, fu priore del convento di s. Sabina, poi nel 1 586, venne da Sisto V promosso al vescovato di Ascoli, e quattro mesi dopo
tolo

Era

creato prete
di

Cardinale del

ti-

san
la

Tommaso
protettola

in Pai'ione.

aveva rinunziato a quello di Ascoli. carissimo a Clemente Vili, che di lui usava in affari di gran rilievo, dacch lo stimava molto per la integrezza dei costumi e per la libert con cui esponeva il proprio
sentimento. Intervenne ai comizii di

Fu

ascritto

a molte congregazioni,
dell'Ordine

ed ebbe

dei serviti.

Quando

il

suo seminafece

rio minacciava di

minare, ne

Urbano VII, Clemente Vili, Leone XI, e Paolo V, e mori a Roma nel 161 1, dopo venticinque anni
di Cardinalato.

costruire
gnifico,

uno molto pi ampio e mae vi chiam uomini dottis-

Fu

sepolto nella cap-

pella
la

da

lui eretta
s.

s.

Giacinto nel-

simi e di ottimi costumi, al fine di

chiesa di

Sabina.

, ,

i54
le.

BER

BER
ne ai diiitti della sua dignit ne mosse lamento all' imperatore ; e sif,

BERNIS Francesco (de), CardinaFrancesco Gioacchino de Bernis, dei baroni di Castelnuovo, e di Presailles,

fattamente fu dall' uno e


stimolato, che

dall' altro

de Bernis, e di s. Marcello, nacque a san Marcello Dapdell' Ardeche nell'anno 1 7 1 5. prima appartenne ai canonici del capitolo di Brioude nell' Alvernia quindi a quelli di Lione; in seguito ebbe a sostenere un'ambasciata a Venezia, quindi fu straordinario ambasciatore in Ispagna pel trattato di Versailles colla corte di Vienna ; da ultimo dopo essere stato consigliere ecclesiastico di stato, e ambasciatore a Vienna, ministro, e segretario di
signori e marchesi
,

Ber none dovette rinunziare al proprio privilegio. Mori egU ai 7 giugno 1048, dopo aver governato con edificazione il suo monistero pel corso di quarant'anni.
sci le seguenti

Latrat-

opere

i.

un

tato sulV ufficio della messa, diviso


in sette capitoli, e stampato a Parigi nel i5i8 in 4** da Enrico Stefano,

in

Venezia

nel

1572,

dio nelle
tro

biblioteche

ed eziandei padri. 2."

XJn trattato sul digiuno delle quat-

tempora, che trovasi nel quarto

stato degli affari esteri, e

commenqua-

datore di
lit

s.

Spirito,

Clemente XIII

volume degli aneddoti di don Bernardo Pez, p. II, pag. 59. Esso non
altro che
il

10 ascrisse al sacro Collegio in

settimo

capitolo del

di Cardinal diacono, e ministro

trattato precedente suU' uffizio della

di Francia presso la Santa Sede, ai

messa. 3.

Un

trattato sull'avvento^
di

2 ottobre lySS. Finalmente lodato per le sue virt, e grande ingegno, cess di vivere a Roma, amministratore della chiesa di Alby, e vescovo
di Albano, ai 2

dedicato
za.
4'**

all'

ai'civescovo
lettere

Magon-

Molte

ed alquanti

novembre 1794 con


generoso,

sermoni. E come che tutte queste opere gran fatto non godano di riputazione, pure sono utili per la notizia

fama

di

sommamente

della discipUna di que' tempi.

splendido mecenate delle arti e delle lettere , e pieno di attaccamento


alla

BEROE.
provincia
e

Citt

episcopale

della

diocesi di Tracia, sot-

Santa Sde.
detto anche Bernar-

toposta alla metropoli di Filippopoli.

BERNONE,
do
e

Quod

vult

Deus

fu

pri-

in Beroe

Le cronache ecclesiastiche pongono un arcivescovato, ed alcusituata fra


istituito

di Fleury - sur - Loire e deputato, nel 999, al concilio di Orleans. Da Fleury recossi all'abbazia di Prum, e divenne abbate di quella di Richenow, nel 1008. Nell'anno ioi3 accompagn il santo re Enrico a Roma, ed assistette alla

ma monaco

ni la vogliono

NicopoH,

Filippopoli,

nel

IX

se-

colo.
citt

Narra
prese
il

Cedreno, che

questa

nome

d'Irenopoli, in

memoria
la fece

dell'

imperatrice Irene, che

riedificare.

BEROE,
sotto
il

Berliee, Bertoca,

o Bo^

cerimonia della sua incoronazione,


guita
11

se-

roca. Citt arcivescovile della Siria,


patriarcato d'Antiochia. Essa

il 22 febbraio dell'anno seguente. Papa Giovanni XIX detto XX, che conobbe Bemone, gli consent il

fu

ristabilita

da Seleuco Nicnore
o

per la sua importanza.

privilegio
cali
zia.
,

degli

primo

ornamenti esempio di

pontili'
tal

BERRAZIO

BERNIZIO.
Lesbo
,

Citt
sotto-

gra-

vescovile dell' isola di

Warmano, vescovo
ci

di Costanza,

posta a Miti lene.


f

Wadingo,

ne'suoi

riguardando

come un* usurpazio-

Annali pretende, che a questa sede

BER
fosse

BER
III

i55

innalzato

da Calisto

un

p, e delle missioni di Propaganda


si

cio Giovanni di

minore francescano, suo confratello, Faveone, il giorno 9 luglio i456. BERREA o Aleppo (Aleppin.).
Arcivesco"vato
iti

fa

parola agli articoli


detta

Monte

Li-

BAiro, e Berito.

BERREA,
Veria.
Citt

ora

Beria,

vescovile

dell' Illiria

partibus senza sufprovncia


di

orientale,

nella provincia di
la

Mace-

fraganei,

nella

Siria,

diocesi d'Antiochia.

Commanviile la chiama Berrae o Alep e la dice


,

metropoli di Tessalonica, che da molti si vuole fabbricata

donia sotto

da

Perone,

ed
alla

abitata

dai

eretta in vescovato nel


in arcivescovato nel XII.

secolo,

ed

creuidi. Giorgio

Coden pretende, che


giurisdizione

Questa

citt

sia stata sottratta

fu fabbricata da Seleuco Nicnore, tra

di Tessalonica, ed eretta in metropoli.


i-ata

Antiochia e Jerapoli, e chiamavasi anticamente Calibonaj ma gli arabi la denominano Chalyba, o Haleb.

L'odierna Aleppo distinta pel commercio, e celebre pei numerosi suoi


abitanti, capitale del pascialato di
tal
si

Certo , che Berrea fu dichiasede vescovile nel primo secolo, e dipoi divenne arcivescovile nel sesto. Bisogna per distinguerla da
genti

Berrea di Tracia. L'apostolo delle s. Paolo vi propag la religione


di

nome

nella

Turchia

asiatica,
la

Ges

Cristo,

come

ri*

riguarda
nel

ornai

come

quinta

portato dagh Atti Apostolici.

citt dell'

impro Ottomano, Costrui-

ta

luogo dell' antica Berrea da alcuni chiamata Berve, fu quasi tutta rovesciata dal terremoto nel

1822, e da un

altro

posteriore.

Soggiace di frequente al cos detto Male di Aleppo , ed alle pestilenze.


G' imperatori
di

Vestimento, che capo La sua forma varia secondo le costumanze delle nazioni, ovvero i personagcosi pure non gi che la portano; sempre eguale la sua qualit. Essa viene usata comunemente per comoserve

BERRETTA.
a
coprire

il

Costantinopoli,

dit delle persone,

ma ne'soggetti graNon

ed i re persiani si disputarono il dominio di cotesta citt. Nel 636 fu tolta ad Eraclio dagli Arati, e nel 1260, prov tutti gli orrori
della

duati

un

segnale di dignit.

troppo chiaro in qual tempo s' incominciasse ad adoperar la Berretta. Nel


secolo

troviamo memoria, che usadel


di

barbarie

de' tartari.

Saccheg-

ta fosse da' vescovi, poich Giovan-

Tamerlano, in seguito, nel i4o2, cadde in potere de' Mamalucchi, finche, nel i5i7, Selimo I la sottomise al suo impero. In Aleppo vi sono circa ottanta mila cattolici , e vi ha giurisdizione il patriarca armeno di Cilici^. Evvi anche im vescovo armeno di Aleppo, che ad onta delle avanie dei
giata da

ni

XII,

956,
Cahors,

degradando un
gli

vescovo
re,
retta.

fece toglie-

oltre gli altri paramenti, la Ber-

di quel

Nel secolo XI si fa menzione nome per indicare una codel

perta

capo

propria

de'

Sommi

Pontefici. Ju Francia per

sembra,
di Carlo
si

che
colo

siasi

introdotta soltanto nel sesotto


il

XIV,

regno

connazionali eretici, pot fissarvi ul-

V, sostituendola

al

cappuccio che
appellavasi

timamente
di

la residenza.

L* oratorio

lasciava cader sulle spalle.


sta era di velluto,
tiar j se di lana,

Se quenior-

Helarvi

vuoisi

fondato
di

da

s.

Elena imperatrice. Del vicariato apostolico

chiamavasi semplila

Alep-

<iemente Bonnet:

prima veniva

1^6
guernita,
l'

BER
Berretta

BER
quadrata usano i graduati, ed anche i dottori, ed i cancellieri ( F. Frid. Struvium: De
Pileo

altm non avea ornamenfuorch due corna di ti di sorta , un' altezza moderata, uno de' quali serviva per coprirsi e discoprirsi. Il mortier venne riguardato come una insegna di grande onore, forse sull'appoggio che gl'imperatori di Costantinopoli portavano una Berretta
simile unita

Doctorali, Rilovii

jySo).

sebbene i frati non usino pure per essere uno dei

JBerretta,
distintivi

ad una corona, l'esempretendono


i

pio de' quali imperatori


i

ed un'insegna dottorale, i padri maestri degli Ordini de' predicatori, dei minori conventuaH agostiniani ec, la usano in alcune circostanze , co,

francesi che

imitassero

loro

re

me
ne

nel predicare, e
il

quando

si

espo-

della

prima

stirpe;

quindi

nessuno

loro cadavere vien loro posta


il

fuorch re, principe o cavaliere, poteva usarla. La Berretta venne adoperata in Italia da'nobili circa
colo
glie d'oro,
il

sopra

cappuccio.

BERRETTA C ARDI N ALIZI A.


La
a'

se-

Berretta rossa, in

un

al

Berret-

XV; essi l'adornavano con medaAnche

tino di egual colore,

fu conceduta

con gemme, e con pennacsulle armi gentilizie venne collocata qual cimiere ed i baroni ne coprivano con essa la targa delle loro armi, aggiugnendovi un filo di perle. Coli' andare del tempo la Berretta di forma rotonda venendo
chi.
,

CardinaU
i

di
soli

s.

Romana
religiosi,

Chiesa,

eccettuati
II,

da Paolo

usata dal popolo,


la

i signori di toga cangiarono in forma quadra. La Berretta anche il simbolo

Barbo, nel 1 4^4> come attestano Pagi nella vita di questo Pontefice, e Poh doro Virgilio, de rerum inventoribuSj hb. IV, e. g. Dice il Novaes, che quest' uso fu introdotto da Paolo II per distinguere i Caril

dinaU dai prelati in que' luoghi, nei quali i Cardinali non possono far
uso de' cappelli rossi , ma non comprendendovi i regolari, questi rimasero come prima. Sulla Berretta
rossa

della libert.

Ci

si

rileva

da un
facendo

antico uso de' romani, che


liberi gli schiavi,

ossia berrettone

davano loro un pleOj da cui venne il latino


'

pubblic

un

volume
e dice

il

dot-

proverbio i^ocare servos

ad

pileum.

medaglie la libert si rappresenta con una Berretta, che tiene per la punta nella mano diritta. Oltrech pegH accennati usi, la
sulle

Quindi

Bonanni, capo CVl, Della Berretta Cardinalizia j che la sua forma


tor Antonio Scappo,
il

come

tutte le altre usate dal

clero

romano;

ma

perch di colore ros-

venne anche usata come una marca d'infamia, per secondo


Berretta
il

so purpureo,

concesso nel

come 1246

il

cappello rosso

a'

Cardinali

da

di lei colore e

forma.
gialla

In Italia

con
di

una Berretta
gli

venivano

Innocenzo IV, tiene un pregio superiore a qualunque altra. Ricorda


questo colore al Cardinale non mela sua dignit, che il martirio, al quale dev' esser pronto per difendere la fede cattolica, motivo per cui

distinti

ebrei; a Lucca con


di arancio.

una
i

color

In Francia

no

erano obbligati a portarla di color verde per prevenire il popolo dall' essere ingannato in qualunque commercio, ed in altri luoghi si distinguevano con un cappello pure di
falliti

il

Cardinale
era

san Carlo
solito

Borromeo,

sempre

portarla, anche

nelle malattie, e persino nella ulti-

tal

colore.

ma

sua agonia.

11

Cardinal Enrico

, .

BER
di Portogallo,

BER
polo,
plebe.

i57
della

intimo amico di detto

e la confidenza

bassa

santo,
le

adorno di tante virt, il quaper poco non divenne successore di


III,

Assunto
de' minori

al

Pontificato
,

Sisto
1

per morte del re Sebastiano suo nipote, a' 28 agosto 1578, gli successe sul trono. Tutta volta ricus di cingere la corona, e se-

Paolo

guitando a vestire da Cardinale, colla Berretta rossa in testa e lo scet-

tro in

mano

soltanto

vi

s'

assise

Veggasi Francesco Novelli, Opusculum novellimi de Pileo Cardiiwo ^ amplissiinis Cardinalibus , ad et

586, fiss il numero del sacro Collegio a settanta Cardinali, e provvidamente stabil, che almeno quattro di eseleggessero dagli Ordini dei si si regolari e de' mendicanti. Quindi scorsi pochi anni, e 127 dacch Paolo II avea accordata a' Cardinali
nel
secolari la Berretta rossa, stim

conventuali

Papa

Gregorio XIV, Sfondrati, essere cosa


conveniente, che, siccome
rehgiosi usavano
le
il
i

Pauliim

IH

Rom.
Ant.

Pont.

Max.

Cardinali

Romae apud

Bladum

i536;

cappello rosso nel-

ed il Garampi, Sigillo della Garfagnana^ Roma ly^g.

La
a'

eccettuazione, fatta da Paolo II


religiosi

pubbliche cavalcate, cos nelle alfunzioni potessero portare la Berretta di egual colore quasi uno
tre
de' particolari distintivi delia

Cardinali

di

portare

la

digni-

Berretta rossa,

tura,

avvenne per avvencome nota lo Scarpi nella I


i,

t Cardinalizia.

questa risoluzio-

risposta al n.

perch pareva non


e perch sicco-

convenire
la

il

rosso della porpora al-

povert
assunto

religiosa,
il

ne principalmente lo mosse il CarFr. Michele Bonelli , detto l' Alessandrino, domenicano nipote di s. Pio V. Imperocch vodinal
,

me

Cardinale dallo stato

lendo

il

Pontefice dargli la Berret-

religioso, riteneva l'abito

povero di

ta rossa,

per essere suo congiunto,


re,

lana e presso a poco dello stesso colore , COSI era cosa conveniente

e legato apostolico a tre


di

pieno

che del medesimo colore fosse puranco la Berretta. Racconta Girolamo Catena, nel suo Discorso a p. 3r, che il Cardinal d' Araceli,
s.

frate osservante di
di portare l'a,

Santa Sede, egli nel ricusarla, supplic Gregorio XIV a darla ancora a tutti i Cardinali religiosi, incominciando dagli altri tre suoi contemporanei , dicendo che siccome per questo segno
meriti

verso

la

Francesco,

amando

e distintivo

Cardinali religiosi schil'avvenire


la

bito Cardinalizio

rosso
la

tanto
Berretta

pi
di

verebbero

per

calca

avrebbe
stata

desiderata
,

del popolo, cos essi ancora avreb-

simile colore

anzi,

essendogli

essa

bero avuto

una memoria

di

pi,

data
la

i555, cambi
re tra

da Paolo IV del port un anno, e poi la


nera
e paonazzo, di

per rammentarsi l'obbligo di sprgere il sangue per la libert ecclesiastica.

di propria autorit in colo-

il

berrettino

potendosi

mai persuadere

non non

Determinatosi pertanto Gregorio

XIV
sa ai

di concedere la Berretta

ros-

dover portarla rossa al paro degli altri. Quindi , che per ischerzo ripeteva frequentemente evitare la Berretta rossa tutti
i

Cardinali

religiosi

viventi

futuri,
alla

diede ad esaminare la cosa

congregazione de' Riti,

ove ini

sinistri

incontri,

tervennero cinque Caidinali, e

tre

l'oppressioue nelle

calche

del

po-

pi vecchi, cio Paleolto, Verona e

i58

BER
dinali di
so,

BER
qualunque Ordine religidr anche mendicante, ritenendo il
i

Mondovi che approvarono il divisamente, sul quale pure convennero tre


delle quattro parti del
gio.

sacro Colle-

colore della loro religione nell'abito,

Per
fece

la

qual

cosa
nelle

Gregorio

meno

chieiici regolari,

che

l'

u-

XIV

chiamare
,

camere
i

sano rosso,
quello degli
cappello, ed

e
altri
il

di

forma
,

simile
oltre

a
il

del suo palazzo al Quirinale,


dinali religiosi

Car-

Cardinali

vale a

dire Bonelli

berrettino,
la

usarono

domenicano, Bernieri dello stesso Ordine , di Sarnano conventuale


,

costantemente

Berretta rossa.

e Petrocchini

agostiniano, e fallosi

per da notarsi, che se i Cardinali religiosi sono spediti per legati a


latere
,

porlare quattro

Berrette

rosse

in

usano in
gli

tal

tempo
e ci

1'

abito
riferi-

un
sul

bacile d'argento,

impose capo, senz' altra cerimonia; ongliele

rosso
sce

come

altri,

si

de
lui

Cardinali, bacialo
al

il

piede, e

il

Cardinal.
il

ginocchio

Pontefice,

furono
,

da
il

Manfredi al capo V, de Al quale proposito dice Bonanui nella sua Gerarchia ecdal
,

ammessi ad osculum pacis


a' 1^9

clesiastica,
bilito
altri
il

essersi

introdotto e sta-

che fu
tina

giugno iSgi,
della
i

la

mat-

colore rosso nelle vesti, ed


la

della

festa

Ss.

Trinit.

indumenti Cardinalizii, dopo


,

Cos comparvero
si
ss.

Cardinali religio-

concessione del cappello rosso

co-

nella cappella

che

si

celebr ai

me

lo rifer

il

Tolosano, citato dal

Apostoli, colle Berrette rosse in

Coellio

dal Ciacconio nella vita

testa
te,

con applauso di tutta la cor-

non altrimenti che fosse succeduta una nuova promozione Cardiscorso

nalizia.

Catena, Dida dardedicasi ai Cardinali religiosi ^ to al Cardinale Sfondrati, nipote di Gregorio XIV^ Roma 1592 pel Ferrari, a cui va unita una lettera
della Berretta rossa

V. Girolamo

del

p.

Tommaso
Cardinal
libro

Graziani

all'il-

lustrissimo
sullo stesso
Jjlicato
il

Alessandrino

argomento.
,

Fu

{X)i

pidi-

De

Bircio

ru-

bro^ dando S. R. E.
regidaribus
divini,
_,

Cardinalibus

responsa

prudentum

del 1294, colle Cardinalatus dignitateni adnioduni auxit , quibus et purpurei coloris vestimenta dedit etc. ; della qual porpora, parlando Francesco Petrarca, morto nel 1374, in una lettera al vescovo di Sabina, hb. i5 ep. 4? signific alcuni Cardinali di quel tempo , con dire ; qui exiguo rubenti panno morcapiuntur , non talitatis oblivione mortales tantummodo illi quidem sed quodammodo moribundi , non soluni hoc panniculo non superbi j sed nec qualibet purpura, aut co-

di Bonifacio

Vili
:

seguenti parole

iumanique iuris , ab Antonio Scappo I. C. Bononiensi j in. rom. curia advocato collecta, uno etiam addito ejus responso, Romae

apud Ferrarium 1592 et ib. 1606, ed il seguente: Responsum divini, humaniffue iuris consultoruni de
Bireto coccineo
Illustriss.

etc. ( V. Porpora CardinaliFinalmente in quanto alla materia, le Berrette Cardinalizie sono di seta o di cammellotto nella state, e di panno nell' inverno: quelle per de' Cardinali religiosi, si forma-

rona
zia

).

S. R. E.

no ne

di

saia o

estiva, e di lana,

merinos per la stagioo panno per la


Cardinalizia

Card, rcgularihus a Ponti/ice conferendo, Romae \6o6; Da Gregorio XIV in poi, i Car-

invernale.

La

Berretta

come

qui appresso diremo, vien posta dal

BER
Papa
in
testa
a' novelli

BER
Cardinali,

1%
in

pongono ordinatamente

una ca-

nel giorno stesso della loro creazio-

mera dell'appartamento

del Cardi-

ne; tuttavia abbiamo un ritardo notabile nel seguente esempio. Paolo V, esaltato al triregno a' i6 maggio

nal nipote, o, in sua mancanza, del

Cardinal segretario di stato.


famigliari

detti

i6o5, nel primo di giugno


il

rin-

nuovo Cardinale si trattengono frattanto nella prima


del

grazi in concistoro

sacro Collegio
rossa

anticamera

per aspettare
il

1'

arrivo
il

della sua elezione, e nel giorno se-

del loro padrone,

che

fa

pure

guente diede
ci,

la

Berretta

ai

decano, che in abito di


aprire
lo

citt,

vi-

Cardinali Ginnasi, Marzati, Madruce Doria, gi creati da Clemente

cino alle scale per essere pronto


sportello

ad

della
la

carrozza.

Vili fino dai 17 settembre i6o3, non l'avevano ancora ricevuta, forse per la loro assenza, ne da quel Pontefice, ne da Leone XI,
pei'occli

Merita osservazione
del Cardinale
rio di stato,
fatta
il

promozione
prosegretaBraschi,
palatino,

Consalvi

da Pio VII nel


Cardinal

1800,

poich

vissuto soltanto ventisei gionii


la sua elezione.

dopo

segretario de' brevi,

come

o come nipote del defunto Papa Pio VI, fu destinato dal Pontefice
a far
le

Cerimonie, che

praticano nel giorin cui sono , creati^ o pubblicati i Cardinali nel dopo novelli 3 per andare pranzo al palazzo apostolico^, a
si

veci

del Cardinal

nipote,
stato.

no del concistoro

o di Cardinal

segretario
il

di

Onde

egli
,

introdusse

promosso
prendere

Consalvi

e Caracciolo a
la

da Pio VII
zia,

Berretta Cardinali-

ricevere dalle

mani

del

Papa

la

e suppl alle altre cerimonie di

Berretta Cardinalizia.

ricevimento, e della chierica, che dicesi

solita

farsi

dal

cameriere
a'

del

Mezz' ora prima della

stabilita

Cardinal segretario di stato


vi Porporati.

nuo-

una carrozza detta frullone^ appartenente al nuovo Cardinale, va al palazzo Pontifcio, con due cappellani,
e

Air ora destinata


vello,
latizia,

il

Cardinale no-

vestito di

sottana, fascia pre-

due camerieri,

in abito di citt.

e mantelletta paonazza, con

Uno

de' camerieri porta dentro

un

berrettino. Berretta, e cappello usuale

velo di seta paonazza, guarnito con

nero, senza rocchetto, parte dal


palazzo
in

merletto d'oro, il rocchetto, la fascia, e la mezzetta violacea, la pri-

proprio

una carrozza
il

nobile chiamata berlina, avendo seco


il

ma

co' fiocchi d'oro,

insieme col cap-

maestro
sia

di

camera, ed

coppiere,

egualmente co' fiocchi d'oro ; e se il nuovo Cardinale religioso, cio monaco, o


pello rosso usuale, ornato dei mendicanti,
la

o
se,

gentiluomo.

Precede

questa

carrozza, che va a bandinelle chiu-

un

solo domestico
,

in livrea di
,

fascia

del

co-

mezza gala
tutti
gli

senza
suoi
il

ombrellino

lore

dell'abito, coi fiocchi


di

di seta,

altri

compagni vanno
sotto decano, che
lo

siccome
zetta,

ugual
il

color

la
,

ma

senza

rocchetto

mezun

appresso, tranne

va
stro
al

sempre presso
della
stessa

sportello de.

cappello rosso usuale con fiocco d'oro.

berlina
,

Giunti
il

Tutte queste cose vengono connel

palazzo

Pontificio
dalla

scende
e

segnate

palazzo
i

Pontificio

ai

Cardinale
to

berlina,

ricevu-

maestri di cerimonie,

quali

le dis-

da un ceremoniere, e dal foriere

i6o

BER
zioni, a p.

BER
i4i e 142, riporta alcune formole dei ringraziamenti, clie i Cardinali fanno al Papa nel ricevere
la Berretta. Indi
il

maggiore, sale airappaiiamento anzidetto, ed il Cardinale segretario di


stato l'incontra alla porta della sala, per introdurlo nelle sue stanze, dove
il

primo ceremoniere
rimanendo
col

ceremoniere

gli

leva la fascia prela-

detto V Extra omnes^ e la corte Pontificia si

tizia,

e gli cinge

quella

co' flocchi

ritirano,

Pa-

d'oro. Indi, se
ligioso

non

monaco, o

re-

pa

il

solo Cardinale, o Porporati no-

mendicante, vestito di rocchet-

veUi, col Cardinale segretario di stato, finch

to

e di mantelletta, dal

Cardinal segretario di

medesimo stato, in manal

pur

essi

vengono dal Pon-

tefice

licenziati.

canza del nipote, viene presentato

Pontefice, che in abito di rocchetto

e mozzetta lo riceve sedente in trono, e circondato dal maggiordomo,


dal maestro di camera, e dalla sua

Uscito il Cardinale dalla stanza, ove ha ricevuto la Berretta, in quella appresso gli dal sotto guardaroba, in un bacile d'argento, presentato
il

berrettino rosso,
si

che

il

nobile corte.

Premesse
il

tre

genuflessioni, viene

novello Cardinale condotto al so-

da due maestri di cerimonie si pone genuflesso baciando i piedi del Pontfice. Allora il Papa ricevuta la mozzetta dal primo
glio

dove

pone in capo, sotto la Berretta, da se medesimo. Indi, accompagnato dal Cardinale segretario di stato, ritorna nelle di lui camere, dalle quali, dopo breve conversazione, si parte, dando al coppiere o
Porporato
gentiluomo
prendosi
usuale.
il

la

Berretta rossa, e cuo-

ceremoniere,

gliela

mette
la

colle sue

capo col cappello rosso

mani

ponendogli di poi

Berretta
pre-

CardinaUzia in capo, che


sentata

gli

ba,

monsignor guardarodal sotto guardaroba Il


.

da

Giunto alla propria abitazione, depone il nuovo Cardinale la mantelletta ed il rocchetto, ed in sottana
e mozzetta Cardinalizia, colla Berretta

Cardinale

bacia

il

piede,

il

gi-

nocchio del Pontefice,

mette

al

lo stesso

che lo amduplice amplesso. Quindi Papa pronunzia un elogio


che
l'

rossa

in

mano,

prosiegue

ricevere le visite di congratulazione.

Dopo che

il

Cardinale ha ricevuta la

del Cardinale, co' motivi,

in-

Berretta rossa dal Papa, nell'antica-

dussero a promoverlo, e ricorda a


lui
t.

gh obblighi
Il

della

nuova

digni-

Cardinale risponde adequatacolla

mera nobile, o in quella del tiono del proprio appartamento, si deve sempre tenere su d'un tavolino una
Berretta rossa. Questa i Cardinali usano in capo tutte le volte, che ve-

mente
dere
a'

promessa di corrispon-

propri doveri, e col ringra-

ziamento per l'onore ricevuto, conchiudendo essere stata sola la clemenza, che il fece esaltare a tanta altezza di grado.

stono l'abito Cardinalizio, e quando

non la tengono
segna
al

in capo, data in con-

gentiluomo, ed in sua mandi

E se ivi fossero piiiCar-

canza, al maestro

camera. Nelle
e

pi anziano di promozione fa la risposta a nome di tutti, nel qual caso l'elogio del Pontefice codinah,
il

cappelle

Pontificie
di
il

Cardinalizie
nel pres-

per,

prima

entrare

mune

ai

medesimi, meno

qualche
Il

singoiar particolarit
Parisi nel

individuale.

gentiluomo d la Berretta al caudatario, il quale non si diparte dal Cardinale, e gliela porbiterio di esse,

tomo

II

delle sue Istni-

ge ogni volta, che se ne voglia cuo-

BER
quando riceve l'incensazione. Dove i Cardinali usino la miil gentiluomo porter sempre tra la Berretta, come una delle insegne
prii*e,

BER
qualche vescovo non Roma, o che non vi
re,

161

chiamalo
si

in

possa reca-

del Cardinalato, e nelle processioni


Ja terr in

o finalmente sia altro personagche creato Cardinale per moto proprio del Pontefice, dimori fiiori
gio,

mano

andando a

fian-

di

Roma,
XIV,

gli

rimessa per

l'

able-

co del Cardinale padrone. Quando i Pontefici innalzano


Cardinalato
i

gato
al

la Berretta,

to

nel

come fece Benedet1753, quando elev


,

loro nipoti, o
le

fi-atelli,

alla

porpora
d'
,

subito sparano
stel
s.

artiglierie di

Ca-

presidente
Cardinalizio

Angelo, il che pure si pratica nella creazione de' Cardinali di stirpe sovrana. Nello stesso concistoro, in cui siffatti Cardinali sono nominati,
si

monsignor Stoppani Urbino allora posto per mezzo di moncameriere


fatto
i
i

signor
to,

Veterani

segi'e-

come aveano cessori, e come


finch

suoi predesuccessoi'i,

fecero

alza
il

il

Cardinal decano,

Urbino ebbe quella presiden-

e supplica

Papa, in

nome
si

del sala

cro Collegio,

a dar subito loro

za. JVel secolo passato tre nunzii di Parigi, invece di riceverla in quella
citt,
tieri,

Berretta rossa,

come

osservato

l'ebbero in Viterbo, cio Gualnel

nel secolo decorso

da Innocenzo XIII,

1759,

al

quale

fu

reca-

che cre all'improvviso, nel 1721, il suo fi-atello vescovo cassinese, cui pose immediatamente la mozzetta
e

ta dal cameriere segreto, e segretario d'ambasciata Contessini; Giraud,

nel

1773, che l'ebbe dal proprio


1785, che la da monsignor Dandini. Nelstato fu pure spedita la Berretta
cio, nel

da Clemente XII, nel 1730, da Clemente XIII, nel ij5S,


la

Berretta

fratello;

e Doria, nel

ricevette
lo

quando

fecero Calcinale

il

proprio

nipote; da Pio VI,

come
e,

cre Carnel

a diversi,

1766, a
fratello

Fermo
l' ;

dinale lo zio assente,

1786,

all'arcivescovo Paracciani, e

ablenel

quando elev alla porpora suo nipote Romualdo Braschi e in fine da Benedetto XIV, quando nel 1747
,

gato

fu

il

di

lui

annover al sacro Collegio il duca Yorck, figlio di Giacomo III.

di

1773 ad xA equa viva a Pesaro; nel 1775 ad Imola al vescovo Bandi, e nel 1804 all'attuai arcivescovo
di

Bologna

Cardinal
nello
il

Oppizzoni, in

detta citt.

Spedizione della Berretta rossa ad un Cardinal forestiere ^ ovvero die nella sua creazione ritrovasi fuori di
nunzii,

Adunque
concistoro,

stesso giorno del


il

Cardinal nipote, o
di

Cardinal

segretario

stato

tras-

Roma, come sono

mette

al

nuovo Cardinale con un

od

altri prelati incaricati

biglietto l'avviso della sua esaltazio-

di
la

una

speciale commissione del,

ne

al Cardinalato, insieme al berret-

Santa Sede

notizie

sugU

tino rosso, pei*

mezzo d'una guardia


dir

allegati apostolici.

nobile,
ticolo

come

si

megho

all'ar-

Berrettino rosso,

Se

il

Cardinale

pubblicato

dal

nalizio.

Papa
zii

in concistoro,

uno

de'

nun-

apostolici,

za

di alcuno
la

godono

od promosso ad istandei sovrani , che ne prerogativa, ovvero sia


v.

Poscia il che deve portargli la Berretta rossa, in qualit di ablegato apostolico, incarico

o CardiPapa nomina uno,

dato sempre

ad un

came-

riere segreto, o di onore,


1

in abito

VOL.

i62
paonazzo.

BER
Che
se
il

BER
prescelto

non
tale,

tananza,
si

o per
l'

altre ragioni,

non
ri-

abbia tale qualifica, lo dichiara

nomin

ablegato apostolico,

'mentre, come si dice all' articolo Ablegati Apostolici, talvolta alcuni esercitarono tale uffizio senza quel
carattere,
tis,

mettendosi

la Berretta rossa al
,

nunil

zio per la guardia nobile

affinch

come monsignor de Prein Ispa-

nunzio la presentasse ^1 sovrano, il quale in nome del Papa ne facesse l'imposizione,

cappellano segreto, che, nel 1720,

come

praticossi

da Clemente XI fu mandato
gna, e
passarsi

nel Pontificato di
to

come
sotto

altri

esempii aljbiamo

da

lui, a'

Leone XII. Crea27 settembre 1824,


il

di religiosi di ci incaricati.
silenzio,
colla

Ne
i

dee
fi-

l'odierao patriarca di Lisbona Car-

che diversi
e
gli

dinal de Silva,

cav. Alvarez, guar-

Papi spedirono
gli

Berretta
,

dia nobile da lui spedito per la notizia

de' principi

romani
III,

stessi

e col berrettino rosso

fu inal

propri! nipoti.

Uno degh

esempii

pi.

caricato di consegnare la Berretta

allorquando nel iSSg, dichiar ablegato a portarla in Iscozia al Cardinal Lorerio, il nipote Pier Luigi Farnese, duca di Parma e Piacenza; mentre da

antichi di Paolo

nunzio di Lisbona, monsignor Fransoni ora Cardinale, e d. Miguel I, re del Portogallo, fece la cerimonia dell'

imposizione.

Non mancano

esempii, che

un ab-

ultimo Pio VI diede egual incarico


al nipote

legato avesse l'incombenza, per la lon-

Romualdo, poi Cardinale.

In alcune circostanze fiirono dichiarati ablegati persone residenti nel luogo

tananza de' luoghi, di recare la Berretta Cardinalizia a due, ed anche


tre e quattro novelli Porporati, co-

ove trovavasi il novello Cardinale, come sono gli uditori delle nunziature. Il che si fece, nel 1 792, da Pio VI nel creare Cardinale il nunzio di Vienna , Caprara e dal regnante Pontefice Gregorio XVI coi nunzii Spinola, nel 1882, ed Ostini, nel i836. Pel primo fu dichiarato ablegato monsignor Lucciardi, e pel secondo monsignor Bruschi ambestesso,
, ,

me

dispose

Benedetto

XIV,

nel
della

1756, che mand monsignor

Puebla, colle Berrette pei Cardinali Frautsohonn, e de Rodt in Geiniania, e monsignor Burini ai Cardinali di Sauls-de-Tavannes, de Luynes, e Potier-de-Gesurcs in Francia.

Clemente XIII, nel 1761, invi

iir

Germania monsignor Mantica, cameriere secreto e segretario d'ambasciata,


colie Berrette

due

dichiarati

camerieri

d'onore.
Pontefice,
della por-

pei Cardi-

Quando poi il medesimo a' 29 lugho 1833, fregi

nali de Hutten

e Migazzi, e

mon-

signor Laute a Parigi, colle Berrette pei Cardinali


seul.

pora il Cardinale Monico^ patriarca di Venezia, nomin suo ablegato apostolico monsignor Antonio Traversi,

de-Rohan

e Choi-

ora patriarca di Costantinopoli,


In queguardia nobile, che porta

Pio VI, nel 1778, spedi in Germania monsignor Ruspoli colle Berrette pei Cardinali Frankenbeig,
e Battyan,

allora residente in Venezia.


sti

ed

il

casi, la

mualdo Braschi
e

in

suo nipote d. RoFrancia colie


,

l'avviso della

promozione ed

il

ber-

Berrette pei Cardinali Rochefoucault,

rettino rosso, porta

pme

all'

ablega-

to col dispaccio
nalizia.

la

Berretta Cardi-

de-Rohan; e nel 1789, monsignor Santacroce in Isjxigna, che fu ac-

compagnato dal principe padre,


le Berrette
^x:i

col-

In alcune circostanze, o per lon-

Cardinali Sentnia-

BER
nat e Loreozaria. Pio VII, nel 1801, invi a Vienna monsignor Velluti
Ghilini, colle Berrette pei Cardinali
lit,

BER

i63

esegui la sera colle consuete forma-

nunzio presso l'imperatore, e uditore della camera, e, nel i8o3, monsignor Doria in Francia, con quattro Berrette pei Cardinali
RiilFo,

previo un breve analogo complimento, recandosi poscia a dar ragguaglio nella stessa sera dell'eseguita

Albani

commissione,

al prefato Pontefice.

quando Leone XII cre Cardi-

Belloy, Fesch,
gelin.

Cambacers e

Bois-

nale Bemetti, dichiar ablegato per la consegna della Berretta in Parigi

sono esempii, che un individuo fu ablegato pii volte, giacch Clemente XI mand, nel 171 2, Bartolomeo Massei, il suo coppiere a recare la Berretta Cardinalizia a Cusani vescovo di Pavia; nel 17 15 a portarla in Francia al Cardinal
Inolti'e

vi

monsignor Bardella, pro-vicario generale di Fermo ma per alcune circostanze il Porporato ricevette invece la Bersciata
;

(dopo che fosse tornalo di Pietroburgo ) ,

dall'

amba-

retta in
ce, nel

Roma
1827.

dallo stesso Pontefi-

Dichiaratosi

adunque dal Pontefice

Bissy, e, nel 17 19, al Cardinal Bentivoglio in Parigi, ove poi lo nomin

l'ablegato apostolico incaricato di por-

tare la Berietta rossa al novello Car-

nunzio nel

"^ i ,

dopo

di che Cle1

dinale assente da

Roma,
fatti
i

il

medesi-

mente XII lo cre Cardinale, nel 7 3o. Di questi casi l' ultimo esempio monsignor Altieri, attuai nunzio di Vienna, che da Leone XII, nel 1826,
fu spedito in Francia colla Berretta pel Cardinale de Latil
si
,

mo, dopo aver

convenienti

preparativi, e ricevute le opportune


istruzioni dal prefetto delle cerimo-

nie Pontificie, e dalla segreteria di


stato

e trovando-

siastico,

a Napoli, nel i834, fu dal regnan-

accompagnato da un ecclesi mette in viaggio verso quella citt, in cui risiede il nuovo
,

te Gregorio

XVI

dichiarato nuova-

mente ablegato
segnare
la
;

apostolico, per con-

sere a

Porporato. Questi, come sappia espoche miglia distante, man-

Berretta al Cardinale del


gli

da incontro
de' suoi
sei.

all'

ablegato uno, o due

Giudice
sa

Berretta che

fu rimes-

gentiluomini

con muta a

a mezzo del guardia nobile.

marchese

Costa

L'ablegato viene condotto nel pa-

lazzo del

nuovo Cardinale, ove pren-

Finalmente sono degni di special menzione i due seguenti casi. Nella promozione Cardinalizia fatta da Pio VII, nel 1816, agli 8 marzo, trovavasi infermo in Roma lo spagnuolo Guardoqui. Il Papa, dopo aver imposta la Berretta rossa agli altri Cardinali, ne consegn una a monsignor Pentini , presentemente chierico di camera, aflinch come delegato apostolico
la

de alloggio per tutto il tempo della sua permanenza , e poi da lui viene nobilmente regalato, mentre le spese del suo viaggio sono a carico della reverenda camera. La consegna
farsi

per della Berretta Cardinalizia suol dal delegato Pontificio, poich

portasse in frulal palazzo

lone palatino, co' Pontificii palafrenieri, e colle torcie,


di

r ablegato porta bens la Berretta , deve consegnarla a quel delegato, che in nome del Papa formalmente dee imporla. Tale funzione si fa nella chiesa principale della citt, dove risiede l'eletto , dopo la

ma

detto Porporato, e gliela imponesse in qualit di delegato; locch egli

lettura dell'apostolico breve, e


i

dopo

giuramenti emessi innanzi

all'able-

ir>4

BER
Dove
nel
lo slesso

BER
sovrano debba
che da sua ma(\tt Fcrdinando II, re delle due Sicilie, si dar, per delegazione di Sua Sanoccasione^
lit
,

gato.

impone,
nale
la

nome del Sommo Pou-

tefice, sul

capo del novello CardiRenetta rossa, si fa la funIvi,

la

Berretta
il

Cardinalizia

zione nella cappella reale.


vilt

rice-

da quel Cardinale la Berretta sovrano medesimo riceve l'amplesso, come nota monsignor Caraffa, nella sua opera De
in ginocchio, dal

Cardinal Giudice Caracciolo, arcii'escovo di Napoli nel d i/\. agosto i833, Napoli nella Stamperia reale, i833.
.^^

eminenza

Da

questo cerimoniale, che in po-

cappella regis utriusque Siciliae.

co diversifica
sovrani,
Pontificii,

da quello degli

altri

Avendo

poi

il

Pontefice Pio VI, nel

allorquando,

come

delegati

1789, dichiarato legato apostolico a porre la Berretta al Cardinale Aversperg, r imperatore Giuseppe II, questi per impotenza ne die' la commissione al Cardinal Migazzi, che fece la funzione colle consuete cerimonie in Vienna, essendo stato l' ablegato monsignor Sbarra. Se poi il Cardinaie novello sia il vescovo di una citt, ove non v'abbia o nunzio, o sovrano, il Cardinale riceve la Berretta, che gli presenta l'ablegato, e se
la pone sul capo colle proprie mani, come, nel i833, fece a Venezia il Cardinal Monico.

rossa

al
le

impongono la berretta nuovo Cardinale, riportecose

remo
dare

pi

essenziali,

per
sul

una

pi
sull'

chiara
,

notizia

delegato,

ablegato

e sulla im-

posizione della berretta Cardinalizia,

gorio
1

Dopo che il regnante Pontefice GreXVI, nel concistoro de' 29 luglio

833, cre Cardinale Giudice Carac-

ciolo, rimettendogli l'avviso, e lo zuc-

come dicemmo, per mezzo del marchese Costa sua guardia nobile,
chetto,

dopo
,

aver

dichiarato

ablegato

apostolico
tieri

monsignor Lodovico Aicoppiere


delle
il

suo

cameriere
il

Avverte
stro di

il

Sestini,

nel

suo 3Iaenel
1

segreto, e delegato Pontificio

re-

Camera stampato
Cardinali
il

634,

gnante
questi

sovrano
stabil

due

Sicilie

che

creati

assenti
dell'

da
av-

suindicato
tale
dieci

gior-

Roma, dopo
no
farsi
la

ricevimento

no ad eseguire
tanto
alle

incarico. Per-

tso, e del berrettino rosso, soghochierica Cardinahzia, e

ore

antimeridia-

sottoscriversi

Cardinale,
l'abito

ma
e

non
la

Cardinale, come pure l'ablegato vestito di mantellone paonazne,


il

possono
Berretta
poi

usare

rosso,

zo, e
giore
guiti
si
,

simile,

finche

questa

non

la guardia uniforme e

nobile

col

magsc-

co' rispettivi

oloro portata
il

dall'ablegato. Incarica

serviti

di
al

carrozze di corte,
real

Papa
il

ad imporre solenneo
il

recarono

mente
zio,

la Berretta,

proprio nun-

colle solite

etichette

palazzo ove ed onorificenze


,

vescovo del luogo,


il

come

furono
trono.

introdotti
Ivi,

nella
il

stanza

del

fece, nel

1604,

vescovo di Ferra-

dopoch
i

Cardinale e

ra
di

col Cardinale Spinelli, per volere

l'ablegato, nell'entrare in anticamera,

Clemente VIII; o il sovrano di detto luogo. Tale cerimonia suole praticarsi, dopo ascoltata la messa cantata o bassa dal novello Cardi,

ebbero consegnato
presero
dotto
il

loro cappelli, e
fu
intro-

le

berrette nere,

Cardinale nella galleria di


cui,

etichetta, in

oltre

il

corpo didella
il

rale, dal delegato, e dall' ablegato.


/^.

plomatico,

eravi

gran

parte

Cerimoniale da

ossen'ars

in

primaria corte reale, ed

ministe-

BER
ro.

BER
il

i65
il

Di
il

l,

passando

Cardinale
trov
il

della real cappella Palatina,

Cardi([uale

nella
re,

seconda
quale,

galleria, vi

nale, la guardia e l'ablegato,

il

dopo breve trattenimen-

assunse la ciippa rossa


dei camerieri Pontifcii.
visato
zioni
il

col

cappuc,

la

pure enliaie l'ablegato e guardia, accompagnati dal cerimoniere funzionante di corte. Avanto, fece
il

cio, abito proprio de' cubiculari i

Intanto av-

re delle

eseguite presenta-

zatosi l'ablegato verso

re,

fatti

alle

due
corte,

regine,
e

preceduto
ministero,
Palatina,

pronunzi un discorso latino analogo alla sua mistre soliti


inchini,

dalla real
si

dal

sione,
riusciva

in

cui

dichiar
,

quanto

gli

rec nella detta chiesa presa dal cappellano

maggiore
il

giocondo
del

ed

onorevole
Pontefice,
Pontifcio,

l'acqua
lato
della

benedetta,
evangelio.

ascese

trono
parte

l'incarico

Sommo

eretto nel presbiterio dell'altare dal


dell'

nel presentare a sua maest la Berretta, che,

Da una
il

come delegato

cappella

prese luogo
e
la

corpo
nobile

dovea imporre sulla testa del Cardinale, cui encomi con opportuni elogi, terminando col raccomandarsi
alla regia protezione.
Il

diplomatico,
del

guardia

Papa, e

dall'altro la real corte,

re in italiano

ringrazi

Sua Santit della promozione d'un personaggio tanto a s accetto, e compiacendosi di aver ricevuta una prova s\ manifesta dell' affetto del
santo Padre, lo assicurava, che
poli delle
i

ed il ministero, mentre nelle tribune superiori stavano le due regine, ed i reali principi e principesse, ed in altre tribune le dame. Fattasi
l'adorazione,
il
il

cerimoniere funzioCardinale e l'ablenella

nante
gato
essi,

invit

po-

recarsi

cappella

ed

due

Sicilie

ne darebbono

fatta la genuflessione all'altare,


al re, presero

un'altra nella loro religione e nella loro costante divozione alla Santa Sede.

ed un inchino
rimpetto
cremisi
sedia,
e

posto di-

al trono. Il

Cardinale avea
di velluto

Ed
la

invitando r ablegato a

rife-

un taburetto con cuscino


l'ablegato
indietro.
,

rire tali suoi sentimenti al

pose

compiacenza, in vedere destinata a


missione la di
lui

Papa, esche provava


s\

per inginocchiarsi,
era

ed una

situato

un

onorifica

poco

pi

persona. Indi l'abil

ambedue corona
i

Facevano ad come in sacrestia,


di

legato present al re
sato

breve Pontif-

regii cappellani vestili


,

cappe di

cio delegatizio, che fu dal sovrano pasal

seta bianca

foderate di rosso.

ministro

secretario di stato

pegli affari esteri.

alla
il

L' ablegato

inchinato

re

si

allora che si die' principio messa da un cappellano di camera, ch'ei-a il correttore dell'ospe-

Fu

ritir nella galleria,

ove unitosi col Cardinale e colla guardia, si rec nell'appartamento della regina, che
ricevuti
i

dale degl' invalidi, dignit amplissi-

ma,

cui

zione simile

Papi concesseix) giurisdie V uso air episcopale


,

gl'inchini dell' ablegato,

de'pontifcali.

La messa

fu alla spa,

il

complimenti del Cardinale, prese breve Pontifcio, che l'ablegato le


,

recava

lo

passava
pratic

nelle

mani
il

dell'anzidetto secretario di stato,

e gnuola con decorosa assistenza musica istromentale, ma non si diede a baciar il vangelo, e la pace al re, per non compromettere la
dignit di questo,
cui

che

pure

si

colla

regina

del Cardinale,
distin'
il

madre,

nel rispettivo appartamento.

Poscia furono condotti nella sacrestia

egualmente spettava tale zione. Termiuata la messa,

re e

i66
il

BER
#

BER
valgo ad esprimere. Una sola ne " dir: la benignit, con cui Gregorio XVI ti riguarda, esalta non M poco la tua piet, e molto ci d M a sperare per la religione. Com-

Cardinale si alzarono, e monsignor ablegato, accostatosi al trono, con altra breve allocuzione , disse,

che ben volentieri adempiva l'incarico commessogli dal santo Padre, rallegrandosi sommamente, che per mezzo di sua maest venisse data al Cardinal Giudice il contrassegno
dell'

amplissima,

grande dignit,
delle pi bel-

batti adunque, o figlio di piissi mi re, emulatore di Ferdinando >i III, combatti per la giustizia, per la Chiesa , e sii lo scudo della
casa di Dio. Io pastore di questa gregge, pregher il Signore che " accresca sopra di te le sue bene" dizioni , e fra il sacerdozio e
>i

siccome
le

uomo adorno
e

virt, pronto alla difesa del po-

polo cristiano,
al

costante

e fedele
nelle

suo
di

re,

quindi
il

rimise

mani
parole
so

questo
il

Pontificio breve,

rispondendo
di

medesimo

re

con
ver-

grata

riconoscenza
voti

r impero conservi la concordia e vi stabilisca un'eterna pace. Que sti sono a te i miei voti, come
,

Sua Santit, per l'onore comaggiungendo


suo
all'

ringraziamenti, ec.
il

A tale discorso
i

partito,

Al-

rispose

tissimo per la prosperit della Chie-

sa, e dell'attuale

degno capo,
nella coo-

e dicendo che confidava

perazione del novello Porporato, in


tutto ci che pel meglio fosse
la
s

del-

meriti del lodando Cardinale, ed esprimendo la fiducia che in esso poneva, affine di conservare la felice pacifica unione tra il sacerdozio, e l'impero, ec, e terminato il discorso, il re abbracci il Carre,

Chiesa, che dello stato, con altre

dinale.

espressioni
religioso.
die' a

proprie
di
il

del

suo
sua
al

animo

Si cant poscia

Dopo

che

leggere

breve

maest mentovato
il

rante

il

quale

il

il Te Deiintj duCardinale prese in

sagrestia l'abito rosso, ed

accompasuo

ministro segretario di stato.

gnato
Cardiil

dall'ablegato,

ritorn al
le

Compiutasi
nale
si

tal

lettura,

posto.

Recitate

poi
il

orazioni di

avvicin al trono, mentre

ringraziamento,

Cardinal arcive-

ceremoniere della real cappella neva in un bacile d' argento


Berretta rossa Cardinalizia,
dallo
stesso

tela

scovo asceso all'altare, colla Berretta rossa in capo, compart la triplice benedizione^ nonostante
si

che fu
al

gli

este-

ablegato
la

presentata
sulla

privilegi
il

re,
del
gli

perch
scalini

ponesse

testa

abbia

che in quella cappella cappellano maggiore, ed il


,

Cardinale.
del

Di fatti egli ascese trono per riceverla,

re a quell' atto

pieg

le

ginocchia.
si

Dopo
pari

ci

il

re col suo corteggio

ed appena ricevutala, se la tolse dirigendo a sua maest un discorso col linguaggio d'un principe della
Chiesa,

ritir ne' reali

appartamenti,
col

ed in
resti-

tempo

il

Cardinale, l'ablcgalo,
seguito
si

la

guardia

un

principe

temporale,

che tradotto dal latino riporteremo.

>

tuirono all'episcopio. In questa funzione

il

real corteg-

La

tua presenza, o re, e quella


e
nobili

gio vest l'uniforme di piccola tenuta con sotto abito e calzatura bianSi avverte che tutte

de' magnati

personaggi

>
>

finalmente questa augusta, ed insolita

ca.
zioni

le

distin-

cerimonia molte cose m'in geriscono nel mio animo, che non

usate alla guardia

nobile fu-

rono

di condiscendenza, giacche

non

BER
ha parte
alla

BER
Filippo
II
,

167
di

funzione, contandosi

Ferdinando

Toledo

terminata la sua missione dopo d'aver consegnato il dispaccio, che conteneva l'avviso della seguita promozione, e la consegna

spagnuolo, insigne per santit di vita e per dottrina,

dignit, ch'egli

per

umilt
la

ricus,

rimandando

al

del zucchetto,

Papa

Berretta rossa, che con


gli

un

o berrettino
consueto
ricevette

rosso.
il

breve apostolico
ta per

era stata spedisegreto,


p^.

Indi monsignor ablegato, oltre

im cameriere

donativo

del

Cardinale
affari

ricolmato di preziosi doni.

da lui Por-

un

biglietto del principe di


esteri,

Cassaro ministro degli


coti

pora RlNUNZlATA. Sebbene i Cardinali debbano prender dalle mani del Papa
ci obbligati a recarsi in
i

ima

scatola d'oro

fregiata

del

il

cappello

ritratto del re,

ed ornata di venti-

Cardinalizio, e gli assenti sieno per-

quattro grossi brillanti.

Roma, pure

Sempre

gli

ablegati apostolici del-

Pontefici, a cagione di distinzione,

le Berrette Cardinalizie ricevono dal sovrano, che fa la funzione di legato apostolico e le veci del Papa, e

regio, lo

specialmente con persone di sangue mandarono a qualche Car-

dinale,
spettivi

come
articoli

si
,

pu vedere

ai ri-

dal novello Cardinale,


spettivi sovrani

un propomoi

nato e ricco donativo, e prima

ri-

solevano gratificarli

ancora con pensioni, beneficii, od abbazie. I Promani Pontefici sogliono

ed alcuna volta fu loro spedito pegli stessi ablegati, che portavano la Berretta. E per non dire di altri, ci pratic Gregorio
Xllf, nel

r577, quando cre CardiII,

promuovere
re
segreto,
basilica,

l'ablegato,

o a camerie-

nale Alberto d'Austria, figlio di Massimiliano

o a canonico di una o con altri provvedimenti ecclesiastici, ed infine col metterlo


in carriera prelatizia, per cui molti

re de' romani, rimettenla

dogli in Ispagna

Berretta

ed

il

cappello. Cardinalizio

Annibale Pepoli
meriere.

per mezzo di bolognese^ suo ca-

divennero nunzii presso le corti, ove aveaho eseguita V ablegazione, ed altri giunsero alla dignit del Cardinalato,

come

si

potr vedere nelle

biografie de' Cardinali.

L'eminenti virt di molti promossi


al

stesso Gregorio XIII, annover al collegio de'Carcognato di drhali Carlo di Lorena Enrico II re di Francia, al quale, come si ha dal Novaes tomo Vili, mand, colla Berretta solita a spe-

Lo

nel 1578,

Cardinalato, fecero per rifiutare

le

dirsi a'

novelli

Cardinali
si

assenti

berrette,

loro inviate da' Pontefici.

anche

il

cappello, che

deve pren-

Paolo IH, nel i538, cre Cardinale il Bembo, gi famoso segretario di Leone X, il quale resistette talmente ad accettare la porpora , che Carlo Gualteruzzi, il quale gli avea portata la Berretta rossa a Venezia, se ne ritorn a Roma colla stessa Berretta,
per non averla egli accettata ; la quale
poi dovette ricevere per le forti
ri-

dere dalle mani del Papa in Roma. A' nostri giorni , il Pontefice Pio

VII, creando Cardinale, nel 18 19, il fratello dell'imperatore Francesco Ij Ridolfo d'Austria, gli rimise la Ber-

ed il cappello rosso, per mezzo monsignor Odescalchi, venendogli imposta la Berretta in Vienna dal
retta
(li

nunzio apostolico Leardi, quale delegato Pontificio.

doge e del senato veneto. Gregorio XIII , nei 1578,


del

mostranze

BERRETTA
che portano
gli

Cleiucale.

quella
sul ca-

cre Cardinale, per le istanze del re

ecclesiastici

i68

BER
guali, nella

BER
sommit
dei

p, tanto nell'ufllziatura del coro, che nella processione. La sua forma attuale quadrata, qualit
di
il

quali

si

es-

primeva
lati

la croce, e prolungavasi

nei

colore nero, la

in

modo da

lana

seta.

L'etimologia
il

come

si^

coprire le tempia, vedeva ne' monaci greci , e


benedettini
;

questa paiola, giusta

Du
la

Ganquale
e
le

presso alc^mi

essi

asit-

ge, deriva dal latino hirum j

nome,

veano per pi piccola dei


fatta laterale prolungazione.
cri,

greci
Il

che davasi alla mozzetta


cuopriva
braccia
,

Ma-

il

capo,

le
il

spalle

e facendosi

diminutivo
serve

biretum^ s'intese a
cuoprire

quella, che

parlando del canielaucium , dichiara , che tal copertura del capo in progresso di tempo divenne pii

mech
(lib.

solamente il capo. Costimasse Polidoro Virgilio


ult.),
il

Ili, cap.

ch'essa fosse inil

ventata

verso

i449>

Sarnelli,

nelle sue lettere

ecclesiastiche, pag.

202, ne fa l'uso piti antico, deducendolo dal decreto di Stefano I Pa-

pa

il

quale governando
sacris

la

Chiesa

ne fu s pieghevole come prima, perch cominciossi a foderare di tela pi grossa e soda, onde gli angoli di essa comparivano a modo di croce. Tale usanza si propag renella Spagna e nella Francia stando l'uso della forma antica presso alcune religioni. Furono aggiunalta,
,

nel 257, ov^mh, ut sacerdotes et dia-

te poscia

coni
in
le

numauani

vestibus nisi

alla Berretta tre prominenze sostenute da pezzi di cartone,

in ecclesia uterentur^ poich usavasi

le

quali presero finalmente


di quelle delle

la

for-

que' di dai sacerdoti di portasacre vesti anche fuori di chie-

ma
te
,

odierne Berretle

re
.sa.

e che

diconsi

corna
ai

della

Ma

e per questo vorr nelle ve-

Berretta.

Tali corna erano dappri-

sti comprendersi la Berretta? Pare, che sino al IX secolo, in Roma, e

ma
stri

tre sole,
i

ed anche
,

gesuiti

barnabiti

tempi noed altri


gl'ita-

nella
vi

maggior parte
l'ami tto
,

delle chiese

non

religiosi, qualificati perci col titolo

fosse quest'uso, e

che in vece delsi

di Berrctlantij
liani

non che
lo stesso

tutti

la Berretta

stendesse soi

seguono

costume. In

pra

la testa

come
pii^i

oggid presso

progresso

regolari

degli
la

Ordini

mendicanti

Tuttavolta

antica
nella

menziovita

un quarto fu aggiunto corno in Francia per dar forma pi regolare alla Berretta. Presentemente si

ne

di

essa

trovasi
,

del

usa in quel regno

la

Berretta
fioccle-

santo prete Ivone


veri,
il

avvocato de' poa'

clericale fatta

cono con un

quale

mori

19

maggio
il

co di lana sulla

sommit

Il

i3o3.
Surio,

Di questo
il

santo, scrivono

ro del Brasile poi, e del Portogallo


la

Ribadiniera

ed

altri,

che
gli
li-

porta rotonda, ed assai pi alta

una volta andando per viaggio, fu domandata da un povero la mosina, e che, non avendo egli
tro

della nostra.

La
mata
alcuni

cagione,
di

per

cui
la

si

for-

al-

forma quadra
si

Berretta
croce del

da

dargli,

gli

diede

la

propria

clericale
,

fu,

secondo l'opinione di
la

Berretta clericale.
retta Q.h\2tm^\^'

Tra

greci la I5er-

per esprimere

mauro^

dalle

camelaucium, o capelli di cammello, colle

Salvatore, acciocch portata in capo

nwnquam
tus
in

quali veniva tessuta. L'antica forma della Berretta del clero latino era di quattro pezzi e-

excidal Cliristi DoniinaquaLuor orbis plagis per


nell'opera

cruccia comparatufi.
s.

Prospero

Tanto diceva de Promis

BER
par. II cap. par. I tratt.
ai

BER
nella

169

X. L' Uomobono,
Ili,

stim

uguagliarsi

di portar la Berretta eziandio nelle pubbliche strade sino al sea^lo pas-

posta

quattro legni, coi quali Fu comla croce del Redentore, onde il venerazione della
Croce,
si

Caraccioli esorta a baciar la Berretta,


ii

s.

mattina come la sera, quando si prende, o quando si depone. Il Raynaud opin invece, che tale forla

anche da qualche regolare. Ma i6o3, per sentimento della congregazione dei vescovi e regolari, i vescovi non vi obbligarono pi i preti lasciando correre l'uso, dove
sato,

nel

fosse

praticato, di

portare

il

cap-

pello ecclesiastico.

Vedi.

ma

della clericale Berretta significhi


,

che la r eccellenza delle persone portano, per cui viene assegnata


agli
ecclesiastici

a dichiarare la lo-

ro dignit in quel modo, che sopra il capo del principe si porta la


ombrella.

Passando per
altre

sotto

silenzio

le

opinioni

sul

significato
il

della

Berretta clericale, diremo, che


cilio

con-

V'hanno alcuni luoghi, ove n anche in chiesa si porta la Berretta al modo de' tempi antichi per cui veggiamo che, nel i243, i canonici della cattedrale di Cantorbery domandarono ad Innocenzo IV il privilegio, di poter tenere il capo coperto durante l'ufficio divino per le frequenti malattie, che dallo scoprimento incontravano; ed il benig-no Pontefice
,

Aix ne comand ai chierici Pileis utanl'uso con queste parole tur simplicibus , non sercis, neque turhinalis j Bretum auleni seniper gerani in modani crucis consuUim^ ut ecclesiasticos homines decet. Lo stesso aveva comandato, nel i584, il concilio di Bourges in Francia, dicendo nel can. i. : Pileuni quadi
:

rescrisse loro,
il

come

si

legge presso

Rinaldi

a detto anno num. 4^


inclinati
pileis

Vestris
vobis

supplicationibus

_,

utendi

vestro

ordini

congruentibus
tis offlciis,

ciini divinis intcrfaeri-

tateni.

concedimus liberane faculIn alcune chiese di Alemail


,

gna

di coprir

draUun seu
in
si quoties

hiretuni^ seniper

ecclesia et

gerant extra ecclesiani, ni-

Bonanni usasi tuttavia capo dai soli canonici e dalle prime dignit, restando sco,

dice

il

perti

gli

altri

inferiori del clero.

codi iniuria urgebit. Nel

Che
della

se

non

pi prescritto l'uso

sinodo di Brescia del iS'j^, si comanda j che i chierici non sine talari veste clericalique hireto

clericale

Berretta fuori

della

chiesa,

ora

per hanno
gli

dovere di
ecclesiastici

per ur-

tenerla generalmente

heni incedant. Nel concilio nazionale

quando sono

parati

per la messa,

no 1607,
hiretwn
,

Medili ni ense nella Gallia, nell'ansi dice: ideoque tunicas

neir avviarsi all'altare


processioni
se sar

e nel retrocedere, neir uffiziatura corale, nelle


,

exteriores

manicatas

et

clericale

nel

predicare ec.
il

Che

quod

est ecclesiasticorwn

esposto
di

Ss.
lui,

Sacramento,
la

ioniinuni propriuni,

ad

crucis for-

alla presenza

Berretta

mani confectwn, seniper


vazione, che fu prescritto

gerant.
l'

Deriva da questi decreti


1^

osser-

uso del-

deve deporsi, non cosi per, se il sacerdote parato per la messa, esca dalla sacrestia. Allora continuer
egli

la Berretta agli ecclesiastici s

den-

ad

essere coperto, e

dove

passi

tro che fuori della chiesa

affinch

dinanzi all'altare, su cui sta esposta


la Ss. Eucaristia,

dessero saggio del grado loro. Si sa


poi,

inginocchiandosi, se

che

fu

osservata

tal

legge

la

lever, inchinando

pure

il

capo, e

I70

BER
dai
della
stiti

BER
minori
conventuali
penitenzieri
basilica vaticana,

poscia la riporr, tenendola flncisia

giunto all'altare destinato pel divin sacrifizio. Cos fu definito dalla sacra congregazione dei Riti.
servarsi
assiste

quando, ve-

degli abiti sacerdotali, intervenai Pontificali,

da osil

gono
di
gli

e ad alcune altre

eziandio,
al
sacrifizio

che

se

clero

funzioni celebrate dal Papa; dentro

celebrato solen-

questa

Berretta

ricevono

anche
il

nemente, od
tenere
ptu-c
la

ai

vesperi,

Berretta

non pu quando gli

A^nus Dei
li

benedetti, allorch

Pontefice
in lbis.
i

distribuisce nel sabbato

d'uopo stare alzato in piedi, opquando riceve la incensazione.


Berretta

In simil guisa la portano


il

penitenzieri de'domenicani, dove

La

sacerdote

deve altres essere dal imposta, o levata colle

Papa
na;

funzioni nella

basilica liberia-

ma

penitenzieri della basilica

proprie sue mani, non ])otendo ci

laterancnse,

come minori
Papali,

osservanti,

vcrun altro; tarla, o riceverla


lare

ma

solo o presen-

non r assumono mai.


Nelle cappelle
si
i

dal

sacerdote o
la

Cardinali

prelato.

Non
e

deesi

mai posare
apparato,

coprono
quelli,
I

colla Berretta;

ma non
al
gli

Berretta

sul calice

cio

cos

che assistono
vescovi poi,

trono
abbati

sulla borsa,

nemmeno

sull'altare,

Pontificio.

sul

messale.

mitrati,
clericale dev' essere
cistoriali,

i
i

prelati, gli avvocati con-

La
ta che

Berretta

procuratori di collegio,

di color nero;
i

ma

il

Sarnelli ripor-

canonici d'Anversa la usacolor

vano

di

paonazzo,

non per
per antica

segno di prerogativa,

ma

costumanza
Berretta,
il

de' loro

maggiori.
di portare la

Circa poi al
nel

modo

ed altri la tengono soltanto in mano e piegata. Ma que' sacerdoti chierici regolari ed alunni de' collegi, che ne hanno l'uso, si coprono il capo intanto che in cappella recitano il discorso, o nella recita delle
orazioni funebri ^ al

concilio Astense, celebrato

modo
si

de'prelati.

i588, dichiara,

che: Biretiun

Non
bens
loro.

lecito

a chi
il

reca

all'u-

Jiigri sit

colorisj illudque

non fron-

dienza del
i

Papa

tenerla in
la

mano;

vel alteri temporum descendent incluiatumque y sed capili ceqiialiter impositiini ferant. Tale modo di
ti,

Cardinali

portano seco
inutile
col far

Non
zione

sar del tutto


articolo
della Berretta

chiu-

usarla fu pure confermato dal sino-

dere questo

men-

do Hieracense, nel
guenti parole
capiti
I
:

i5q3,

colle

se-

Bircia defirant non fronti vel temporibus inclinata, sed


(cqualiter

dalla superiora

del

clericale usata monistero delie

imposila.

rabile
casa.

Teatine di NapoU, eretto daUa veneserva di Dio Orsola Benin-

religiosi

mendicanti non porta-

La
in

pia

institutrice,

essendosi

no
'}

la

Berretta clericale; nullaostante

padri maestri degli Ordini de'prein alcune

dicatori, de'ininori conventuali, agostiniani,


ec.

circostanze
di-

1^76, per comando di Gregorio XIII, che voleva sperimentare il di lei spirito, corrispose cos all' aspettazione , che
recata
nel

Roma

usajio

una Berretta quadra, che

specialmente

s.

Filippo
i

Neri

volle

venne piuttosto insegna del grado dottorale. Cos pure nelle loro esequie vien posto sul cappuccio
bito.
dell' a-

onorarla, dandole
gni di omaggio.
nasse in Napoli,

pi
santo

distinti se-

Prima
il

ch'ella ritorle

pose in

La

clericale Berretta

si

porla

testa la propria Berretta,

e la vene-

,,

BER
rabile Orsola
volle

BER
tutta rive-

171
la

con

me

monaci e mendicanti,

portano

renza ritenerla
vede. In

presso di se e por-

nella state di merinos, e


di panno.

tarla al suo monistero,


si

dove tuttora
questo fatto,

memoria

di

nel vern Questo venne accordato solamente da Paolo II, nel i464> P*
finche
i

per
toli

ispecial

privilegio, la

superiom
ne' capi-

principi di santa Chiesa vedistinti

di quel luogo nel

coro
oggi

e
la

nissero

dagli

altri

prelati

usa

anche

Berretta

eziandio in que' luoghi, ove

presbiteriale.

teano avere
del

il

non pocappello rosso, o la


similmente
di rossa. lo

BERRETTINO
tefice.

Sommo Ponil

Berretta

quadra

capo del Papa. 11 suo colore bianco; la qualit di seta , oppure di panno.
quello, che ricopre

Per

dal

privilegio

portare
i

zucchetto vennero esclusi


regolari, che

Cardinali

Laddove occorra eh' egli lo come sarebbe nella visita delle


se,

levi

nel 1^91,
le

chiela

di

non l' ottennero se non da Gregorio XIV, il quapropria mano lo impose sul
e Berne,

o allorch
il

in

esse

ascolta

capo
rio
,

ai Cardinali Bonelli

santa messa,

camera
pelle

lo

maestro di toglie dal capo di lui, e


prelato

domenicani
di
i

Bocca foco e Sare Pelrocchini, roInfatti,

nano conventuali,
mitano avendo
dicanti
s.

poscia glielo rimette;

ma
,

nelle

Cap-

Agostino.

Papali

Vedi )

e nelle funzio-

Cardinali monaci e
distintivo

non men-

ni sacre esercita quest' officio

soltan-

alcun

nel

colore

to

primo maestro di cerimonie. Olil Pontre il menzionato Berrettino tefice ne porta un altro in certe circostanze, ch' di forma pi grande, di velluto, o di panno, di color rosso e bianco, secondo i tempi , con ornamento di ermellino
il
,

del vestito dagli altri religiosi, conveniasi bene, ch'essi

ancora

fossero

di

V. Nicol de Rcsponsum de Bircio rn^ Angelis ro dando S. R. E. Cardinalihus


quello
:

forniti.

regularibus.

Gi

Sisto

V,
il

colla

costituzione

neir inverno
il

e di seta nella state

Poslquam

de' 3

dicembre i585, con


tenore di vivere dei
i

quale

si

appella

Camauro

{Vedi).

cui prescrisse

BERRETTINO o zucchetto Cardinalizio. E quella piccola Berretta


rotonda, generalmente

Cardinah, dispose che


dinali,

novelli Caril

prima

di ricevere

Berretti-

pi

piccola

no
to

rosso, giurassero di osservarla, sot-

del Berrettino clericale, di color por-

pora, combaciante col capo, ed usala da' Cardinali qual distintivo della

gnit.

pena di essere privati della Tal giuramento per si

difa

loro

dignit

si

chiama pure
del capo,

presentemente nella mattina del concistoro pubblico avanti di ricevere


il

zucchetto, o zucchetta, diminutivo di

cappello rosso.
I

zucca^ che quella parte

Cardinali

che cuopre e difende il cervello , e talora anche si prende per tutto il capo La sua qualit pu variare a seconda della stagione. Per l' e.

del Berrettino se

non possono usare prima non abbia-

no ricevuta la Berretta Cardinalizia dalle mani del Pontefice ( V. Berretta Cardinalizia). Laddove sia
eseguita

state

quella

dei

Cardinali
di

non
seta

questa

cerimonia

sorliti

regolari

comunemente

che- sieno dalla

sebbene usar la possano di cammellotto ; nell'inverno da taluni usata


di

panno.

regolari poi,

co-

camera del trono e vestiti della mozzetta Cardinalizia, arrivati nella prima anticamera, da se stessi lo pigliano da mi bacile

lya
te

BER
La
per
col
l

BER
missione della guardia nobile
indicato oggetto viene eseguita
,

di argento, presentato dal bussolan-

sottoguardaroba

Pontificio

e
il

se lo

pongono

sul capo.

Che

se

seguente

ceremoniale.
stabilisce
la

Appena
promozio-

nuovo Cardinale
to in concistoro,

creato, o pubblica-

dal

Papa

si

non

presente in

ne del nuovo Cardinale assente da

Roma,

allora
il

il

Cardinal segretario
nello stesso giorno

Roma,
legata

colle consuete forme, vien dela

di stato, o

Cardinal nipote, se vi

guardia nobile,
poste

, glielo spedisce

mezzo
al
so.

delle

al
l'

luogo della
al
i

dimora, in

uno

al-

luogo,

ove
,

che col rapidamente va risiede il promossi

avviso della di lui promozione. Fi1

Ivi giunto
,

reca alla di
il

lui

no
to

80 1 s'inviavano a
,

tale ogget-

presenza

gli

consegna

biglietto

corrieri Pontificii,

che venivano
o
dal
il

del Cardinal segretario di stato, che


gli

poi

regalati

dal
il

Cardinale

partecipa la promozione al Car-

principe, presso

quale risiedeva

dinalato seguita in concistoro; indi gli

porporato. Per qualche tempo si accostum eziandio di spedire in tal incontro anche un altro corriere
alla

presenta

il

Berrettino rosso, ed

il

Car-

dinale senz' altro se lo pone sul capo.

Eseguita la commissione
dia

la

guar-

famiglia
il

del

candidato
del

per
lui

ne

d ragguaglio

al

Cardinal
la

dare

lieto

annunzio
1785,
,

di

segretario di stato, ed al
te del di lui corpo.

comandan,

esaltamento. Tal cerimonia fu praticata anche, nel

Ci fatto

VI

cre
,

Gregorio
Livizzani

a Napoli,

Pio Cardinali Colonna, de i Spinelli Chiaramonti e onde i corrieri andarono Messina, Modena, Cesena
alloi'ch
,

guardia non ha pi verun officio; che se accompagna l' ablegato apostolico nella cerimonia di consegnare
al
zia,

Cardinale

la

Berretta

Cardinali-

succede solo per condiscenden-

ed

altri

luoghi.

Che

se

il

Cardinale
il

za

ma

non per

diritto.

Talvolta
della

fosse stato presente in

Roma,

coralla

una

stessa

guardia nobile venne inla

riere venia

egualmente spedito
il

caricata a portare

notizia

di lui famiglia.

esaltazione

il

Berrettino rosso a

Ma
rogata

dopo
all'

1801, venendo

sur-

due Cardinali
talora anche

assenti
la

da R.oma

e
la

antica

compagnia

de' ca-

Berretta Cardinali-

valleggieri l'attuale

Guardia
nobili

nobile

zia all' ablegato,

che deve farne


destinasi

Pontificia (f^edi)j cos chiamata per-

tradizione, cio

quando

dd

ch composta VII, che la

di

tutti

Pio

istitu,

da

allora in poi

una

che delle guardie


dispose

Papa per ablegato uno, che risiede nel medesimo luogo della dimora del nuovo Porporato.
Se
il

corpo sarebbe sempre stata prescelta per Tofficio di recare la nodi quel
tizia

le

guardie
ofticio
,

nobili eseguiscono

prefato

presso

le
,

corti

di
,

della creazione, e

il

Berrettino

Francia, Napoli
il

Madrid

Lisbona

ad ogni Cardinale novello dimorante fuori di Roma. La prima persona della guardia nobile eh' ebbe siffatto onore, fu il marchese Costaguti, spedito da Pio VII all'ar,

rispettivo sovrano suol

dec-orarle

col titolo e croce di cavaliere d' ini

mera
le

Ordine equestre del regno. La caapostolica supplisce sempre alspese del viaggio, e
la
il

Cardinale,
Berretti-

civescovo di Siena, Zondadari, creato Cardinale nel settembre dello


stesso

che riceve
no, fa
1

notizia

il

un nobile

regalo.

anno 1801.

Cardiucili

deggiouo sempre ave-

BER
capo il Berrettino, ne Io levano che dinanzi il Sommo Pontefice, ovvero all'inchinare i Joro colre sul
tt

BKR
dell'alto
rivoltosi

173

do
che

fisso

onore compartitogli ; e a' suoi, accennando un chioal muro, impose ad essi di


il

Jeghi riuniti in collegio

in

con-

attaccarvi

Berrettino

rosso:
fosse

ci

gregazione. Rispetto poi al Santissi-

dimostra
la

quanto

alieno

mo Sacramento ed all'altare, devono osservai-e le regole annunziate all'articolo

Berrettijto Clericale (Fedi): Per fuori delle dette circostanze debbono portarlo sempre.
I\Ia
il

Cardinale d' Archien, creato

da Innocenzo XII, come quello, che per l'inolti-ata et, per capriccio, voleva sempre vestir di rosso. Io fece cucire sulla propria perncca onde il Valena riporta di lui il seguente
,

dignit, e quanto la poco accomodata in riceverlo; e ad un palafreniere, che domandava, secondo il costume, la mancia, ei diede dodici baiocchi. Tanta virt fu poi premiata col Pontificato a' 23 maggio 555, prenden-

dall'ambirne

sua casa

fosse

Paolo IV in memoria del suo benefattore. F. Novaes t. VII, p. 106, 107, Cardella t. IV, p. 166. Finalmente se Alessandro II con-

do

il

nome

di

grazioso fatto. Nel lyoS, mercoled

cesse all'arcivescovo di

Lucca

nelle

i6 maggio,
tifcia

si

tenne cappella Ponvesperi dell'Ascen-

solenni funzioni l'uso del Berrettino


rosso.

pei primi
e'

Pio VI nel l' accordare


Cardinalizie,
nel

all'ar-

intervenne anco il Cardinal d'Archien, padre della regina di


sione, e

civescovo di Mochilow nella Russia


le

vesti

breve di
gli

Polonia, che
recare

nonagenario volendosi a parlare a Clemente XI ,


il

concessione espressamente
di

viet

usare

il

Berrettino rosso.

dell'ascendere

soglio,

si

avvide

il
il

BERRETTINO clericale. quelberretta di panno, di saia o di seta ed anche di pelle, che si adatta al capo degli ecclesiastici. Essa chiamala con nostro vocabolo eziandio calota^ come anche ciicufa, pileolus, siibhireta, ed rotonda e di color nero. Da principio era assai pi
la piccola

maestro

di

cerimonie,

che avea

Berrettino, onde stese la

mano per

levarglielo pi volte, e indarno, per-

ch

ei-a
,

all'antica, attaccato alla peil

rucca

che dest

il

riso a molti.

F. Cappelle Pontificie.

Non

a tacersi

doto, che onora

pietro Caraffa.

un altro anedT umilt di GiamQuesti, avendo rinundi

ziato l'arcivescovato

Chicli

per

grande di quello che al presente aveva due piccole bande alle tempie, che discendevano e ricoprivano le
:

fondale con
teatini
giosi,
,

s.

Gaetano l'Ordine dei

orecchie,
orecchie.

da cui presero

il

nome

di

mentre vivea co' suoi relifu chiamato a Roma da Paoche


per
la

A
rono
lo

questo proposito non


col

sar in-

lo III,
offr
il

terza volta gli

utile osservare, iche gli

ebrei andail

Cardinalato, cui sempre avea

capo scoperto, eccettuato

ricusato,
se

ma

il

Pontefice lo costrin-

tempo
da
essi

di lutto,

o
e

di pioggia, in cui

ad ubbidire, e a* 22 dicembre i536, bench malato gravemente, lo pubblic Cardinale di s. Chiesa, e per mezzo d' un suo cameriere gli

cuoprivano col lembo


usato,
i

del pallio

lo stesso
i

costume

seguirono
ch'era
Essi
leoli,

romani,
il

quali solo nei

viaggi cuoprivansi

capo col petaso


di

mand

casa

il

Berrettino rosso.

un

cappello

que' tempi.

Giampietro trovavasi a letto, e disse brevemente, che ringraziava SuaSan-

permettevano i berrettini, piricordati da Seneca e da O-

174
vidio
,

BER
soltanto agi' infermi e cagiosalute,

BER
giacche

non

fa

parte

degli

nevoli,

nonch

agli altri, nelle strava-

indumenti
lo

sacri.

Invero

san

Car-

ganze delle stagioni, nel caldo eccessivo, nel freddo ec. Di ci tratta diffusamente il p. Sopranis, de irestibusfudaeorwiy nella disputa I, ove
riporta

Borromeo, nel primo

concilio di

Milano, celebrato l'anno i565, proiil Berrettino a quelli, che non

parecchi

eserapii de' gentili

lunij

avrebbero molto patito; RelicuaiU suhbiretuni, ut vocant, ne


et sine
11

di sagrifcare col fa

capo coperto

come

ferantj nisi valetudinis causa


redimiculis.
Sarnelli,
la
il

pure

il

Ferrari, Je re vesliaria.

biasimandocelebrazione

Quintiliano poi fa menzione di certa sorte di Berrettini


,

ne

l'uso

durante

da

cui penle

devano due
recchie
,

ali

per cuoprire

o-

canone 1 3 del concilio romano tenuto da s. Zacdella messa, riferisce

adottati dai

romani egualdi salute e per

caria Pontefice del "j^i, e riportato

mente per riguardi lusso, ed anche da

da Graziano nel capo


conus

Nullus epicele'

coloro, che reci-

scopusj die' egli, preshyler aut dia-

tavano ne' teatri , per non udire i clamori e lo strepito degU spettatori.

ad

solernnia

missarum

In appresso furono introdotte cer(liscie,

branda prossumat tari Dei assistere.


la

velato capite al-

Ma

in appresso

te

colle quali
il

romani

si

circon-

tutti gli cedesti astici lo assunsero,

davano

capo, specialmente quelli,

sacra congregazione de' Riti

non

che incominciarono a nutrire i capelli. Del Berrettino degli ecclesiastici


la

prima memoria

si
s.

trova nel se-

colo quarto presso


l'epistola

Girolamo

nel-

Paolino,

i53, nella quale ringrazia che gliene avea mandato


:

uno, dicendogli Pileolum textura hrevem^ charUate lalsviium^ senili


capili confovendiy libciiter accepi^ et

ebbe a pensare che a moderarne l'uso. Quindi decret, a' 5 novembre i6oi , che non si portasse da verun sacerdote, mentre celebra la messa, ne mentre amministra il sacramento dell'Eucaristia, ed a' i4 gennaio i6o3, stabil che solamente si accorderebbe per un particolare bisogno, ma per fuori del canone, n
ci

munere 3
tus.

et muneris auctore laetaTutta volta il Thiers, nella Storia delle parrucche, stima che il

mai

in riguardo alla dignit del-

la persona.

Quindi anche

vescovi

Berrettino dagli ecclesiastici


si

non

sia-

possono tenerlo in capo nella celebrazione della messa, escluso il ca-

portato in chiesa, e ne' divini uf-

flzii
ti

prima del
si

243

giacche avan-

concedeva soltanto ai a quelli di debole salute, perch nelle lunghe ufficiatal'epoca

convalescenti,

non ne abbiano ottenuta suprema autorit del Pontefice, che solo pu dispensare nell'argomento. S. C. Rituuni i^ anone, se
licenza

dalla

prilis

1626,

et alibi.

In generale l'uso
ecclevestiti

ture dovendo
perta
,

stare colla testa scorisentissero notabile

del Berrettino vietato


siastici

non ne

agU quando compariscono

pregiudizio.

de' sacri paramenti, Berrettic*cclesia-

anche della semtale vestito,

Sembra adunque, che jl no pi comunemente dagli


stici

plice cotta,

non per

ma

secolo

abbia cominciato ad usarsi nel XIII, ma per da quegli


soltanto
,

devono adempiere in quelle circostanze, nel quale mipel ministero, che


nistero
to.
il

Berrettino dev' esser leva-

ecclesiastici

che

stando
nella

Perci nelle processioni, nel coro,


de'

scoperti

sofferivano

molto

neir amministrazione

sagrameu-

BER
ti

BER
portarlo.

170

ecc.

proibito

il

In

Lucca

egiial modo quando si porta, o si accompagna il ss. viatico agli infermi. Sebbene il colore ordinario del BerrettinOjO calota, nero, tuttavia per un

i3o6, benedl Io stocco, e Berrettone, per regalarli a Fortigueira Fortiguerri,


nella notte di Natale del

generale di

quella

repubblica.

Ad

privilegio della
prelati lo

Sede Apostolica molti

di diverso colore. Gli eminentissimi Cardinali lo han-

hanno

di porpora, i vescovi francesi e fiamminghi, nonch molti arcivescovi lo hanno del colore paonazzo; parimenti i canonici di Anversa, non gi quale prerogativa , ma per un uso aulico. 11 patriarca di Venezia lo 250ita di colore chermisino; larcivescovo di Lucca, del color rosso, privilegio accordato da Alessandro
li,

no

esempio di lui, lutti i successori ne continuarono la cerimonia, inviando entrambi in donativo a qualche imperatore, principe, o gian ciipitano, che debba combattere, od abbia riportato vittoria sugl'infedeli, o sui nemici del cattolicismo. 11 Beireltone foderato di velluto di color
cremisi
,

ornato

di

ermellini

di

d'un cordone, e gueruito di ricami d'oro. Fra que' ricami nel mezzo una colomba, sim-r
pelle, cinto

bolo dello Spirito santo.

La spada,
ricca

del

tificali.

1061, Rosso

ma

soltanto ne'

Pon-

o stocco

egualmente
elsa.
il

con

egualmente

lo porta

pomo
di

d'
si

oro sulf

Sulla punta

l'yrcivescovo elettore di Colonia. Fi-

essa

pone
si

Berrettone, ed in-

nalmente, per non dire di altri, il priore di s. Giovanni di Malta lo Usa, secondo il colore de' [paramenti,
rosso, verde, bianco.
11

sieme uniti
epistola^

espongono a
della

eornu

suir altare

cappella

Pontificia, nella detta notte di Natale,

ed in quello della

basilica va-

Berrettino

si

porla da' missiopel

ticana nel d della solennit,


tre dal
tificale.

men-

nari della Cina anche nella celebrazione de' sacri misteri


di qiie' popoli, che
,

Papa

si

celebra la messa pon-

costume

hanno per gran-

de irriverenza lo stare a capo scoperto. Paolo V, nel i6i5, ne approv r usanza, oidinando per altro che fosse un Berrettino distinto e
pii

Forse che l'uso di benedire e donare la Berretta e lo stocco saia stato dai Pontefici adottato nel secolo

XIV5 ad

imitazione di quanto
it

riferito nel secondo libro

Mac-

solenne

dell' usuale.

In

egual

cabei cap.
battersi

XV, dove

si

legge, clie

modo e per la stessa ragione , lo portano anche i vescovi sirii, i quali lo usano, secondo la sua antica forma,
masi
cio cogli orecchi.

Giuda Maccabeo, essendo pronto a


con Nicnore, generale di Antioco re di Siria, vide in visione il sommo sacerdote Onia gi morto, che stava pregando il Signore pel suo popolo ebreo ; come pure il profeta Geremia, che presentava a Giuda una spada dorata, dicendogli queste parole: Ricevi questa santa spada, che Dio ti manda, colla quale distruggerai
Sisto
i

BERRETTONE Benedetto. ChiaBerrettone, ed anche


gi'ande,
la

Pileo,
insie-

una berretta

quale

me

allo stocco,

o spada, suol essere


gli

benedetta in tutti
Pontefice, prima
ufficii,

anni dal

Sommo
gli

di cominciare

messa della notte di Natale, nella camera de' paramenti. Vuoisi, che il primo ad introdurne l'uso fosse
o
la

nemici del mio popolo


,

d^ Israele. Certo

IV chiama

il

che il Pontefice donativo dello

Papa Urbano VI, il quale,trovandosi in

stocco e Berrettone, approvata con-

176
visa
il

BER
lib.

BER
come avsess. VII,

siintndine de* santi padri,


sac.
il

ccerern.

cnp, 7, presso dio et Pileo


sect. I,
,

Rayiiaud,
Pont,

De

Glaeto.

initiatis

grazia e di quel che ammira vasi nella prima. Papa Benedetto XIV condannolla con un breve de' 17 febbraio
di

priva

quella

caldo

siile

stoforo

3 oper. i i o , p. 534- CriMarcello , presso il detto


,

1753, come contenente proposizioni rispettivamente false, temerarie,

Rayiiaud

tratta

di
,

questa
e
tale

ceriil

scandalose, favorevoli

all'

eresia se
1

monia
mistico

diffusamente
significato

spiega

quella

non

si

accostavano, e nel
alle

769,

spada e formula usata dal Pontefice, nel consegnare s onorate insegne. V. Giuseppe Andrea Zaiuschi Analecla liistorica de sacra in die Natalis Domidi

venne data

Berrettone, aggiungendovi

la

dine del palpamento.

fiamme per un orComparve non-

dimeno
ria

la

terza parte di questa sto:

Suite de V Plistoire du peuple de Dieu, ou paraphrase


col
titolo
litlrale

des pitres des aptres


il

ni
ta

a Romauis
ccerimonia
,

Ponlificibus

usita-

Clemente XIII, confermando


dizio pronunziato
sori sulle altre

giu-

ensem

et

pleum

da' suoi
parti,

anteces-

bcnedicendiy eaque munere principi-

due

condanaggiundi

bus christianis mitlendi^ Varsaviae 1726. V. Stocco benedetto. BERRUYER Giuseppe Isacco, nac-

n anche questa, a
se
la

cui
del

si

proscrizione

vescovo

Soissons con lettera ed istruzione pistorale, e le censure della Sorbona, che pubblic anche un estratto di molte false proposizioni. Questo ce-

que a Rouen da una nobile fami168 1, ed entrato nella compagnia di Ges, acquist grande celebrit colla prima parte della sua Hisioire de peuopera intitolata plc de Dieii ec, pubblicata a Paglia nel
:

lebre gesuita, discepolo


lante degli
errori

troppo zep.

del

Arduino,

rigi

nel 1728. L'ordine e la concadei fatti,


la

cadde nella maggior parte di essi, e talvolta super il proprio maestro.

tenazione

vivacit dei

Mor
dei

in

Parigi nella
ai

casa professa

concetti, l'eleganza e la novit dello


stile

gesuiti

18
le

febbraio

1758,

posero
;

questo libro
si

in

molta
a scopadi cose

neir et di settantasette anni, dopo

voga

ma non

stette guari

aver sottomesso
contro di
futazioni,
lui

sue opinioni al

prire in

esso gran

numero
Il

giudizio dei vescovi.


gi'an

Fu

pubblicato
di con-

meritevoli di censura.

dotto

numero

dre Tournemine gesuita insorse contro quel sacro romanzo, che nel

alcune delle quali risen-

tivano per
partito.

vero dire
(s.),

lo spirito di

1731, venne condannato da Coldi Monpellieri, ed in 17^7, mentre nel 1756 soppresso venne per sentenza del parlamento. La seconda parte di

bert

vescovo
nel

BERTA
goberto
e

fioriva
figlia

nel

secolo

Roma

settimo, ed era
di

del
,

conte Ri-

Ursana
anni,

parente
fu

di

un

re di

Kent

in Inghilterra.

Giunta
in
el)-

quest'opera,

che usc

alla luce nel

all'et

di

venti

unita
cui
s.

1753 col titolo di Hisioire da peupie de Dieu 3 depnis la naissanc du Messie ec. , non ebbe miglior
esito della

matrimonio a Sigefredo, da be cinque figlie, fra le quali


trude e
di
s.

Ger-

Deotilla.

Dopo

la

prima. Censurata dal proe dai


superiori

suo

manto,

ritirossi

nel

morte monifiglie

vinciale

de' gesuiti

stero di Blangy, ch'era stato fabbri-

delle case gesuitiche di Parigi, poi

cato per opera sua, e le

due

BER
Gertrude e Deotilla
l'esempio.

BER
ne
seguirono
conte Rugsi

177
Paolo
III
,

Sommo

Pontefice

nel

Ma

l'astio del

gero, detto anche Urotgaro,

sfog
costui

contro
trude,

s.

Berta.

Non avendo
la

potuto ottenere

mano

di

Ger-

1537, a promuoverlo al vescovato di Fano, ed a spedirlo a Guidobaldo duca di Urbino, perch fosse restituito il ducato di Camerino, locch
gli

pens di farne vendetta, e quindi ne accus la madre presso il re Tierry III, come rea d'infedelt veiso lo stato. Senonch quel Dio,

fu latto di conseguire senza con-

trasto.

In

appresso
fu inviato

Pontefice

dal suddetto nunzio straor-

che protegge

g'

innocenti

fece co-

noscere la falsit dell'accusa a quel


re, che assunse la difesa della santa

dinario a Carlo V, per nmuovere ogni controversia circa la elezione della citt , ove si dovea tenere il
concilio.
lati,

badessa, e trattoUa con tutta cortesia.

Ritornata al suo monistero, si adoper a compierne la fabbrica, e ad innalzare tre chiese. Dopo aver governato con molla prudenza la sua comunit, ne fece badessa sua figlia
Deotilla verso l'anno
si

glia

In questo egli fu tra i preche destarono grande meravineir esporre il proprio parere.
in
lo
i

Com' era
vescovi
,

estimazione
fu

presso

ben

presto

anche

696, ed

ella

rinchiuse

in

una

celletta
la

per at-

apostolici , che si per conseguire quanto bramavano dai padri, come avvenne, allorch per certa convenien-

presso

legati
lui

valevano di

tendere all'orazione,
di

qual maniera
verso

za

facea

d'

uopo

il

consenso

del

vita

condusse
11

fin

l'anno

7 2 3, che fu l'ultimo della sua


tale carriera.

monistero

di

morBlangy

Cardinale Madrucci per trasferire il conci Ho da Trento a Bologna. Giulo sped a Vienna alla corte Cesare, per la restituzione di Piacenza , ed a comporre i trambusti, che vigevano per la morte violenta di Pier Luigi Farnese, primo duca di Parma. Un'altra volta
lio III

fu poscia distrutto dai normanni nei secolo nono, ma essendo stato ri-

di

messo in piedi nel secolo undecimo,


vi

fluono

portate

le

reliquie

di

santa Berta.

BERTANO o Pietro, Cardinale. Pietro Bertano sort i natali nel loor, da chiarissima famiglia

BERTRAND

era stato spedito

Vienna,

ma

il

di

Modena, nel territorio di Nonantola. Era fornito di un ingegno cos pron-

i suoi maestri ne facevano le pi alte meraviglie. Profess nell'Ordine dei predicatori, e divenne

to, che

suo viaggio non ebbe effetto, poich fu sorpreso tla una gi'a vissi ma maL' opera di lui fu assai utile lattia al Pontefice per comporre affari molto interessanti tra il menzionato Carlo
.

ben presto modello


t.

di tutte le

vir-

In

un

capitolo generale, celebrato

in
tri,

Bologna, si distinse sopra gU alche vi disputarono, e si merit


e pi
di
tutti.
i

il duca di Sassonia, e vi riusc asonorevolmente. Alla fine questi meriti tanto distinti vennero coronati da Giulio III, che lo innalz alla sacra porpora , col titolo dei

sai

santi Pietro e Marcellino, nella terza

di essere stimato pel migliore

valoroso
s.

San Tommaso e
padri, che avea
le

Agostino erano continuamente fra


valeva con

uditori.

mani, e se ne molto profitto de' suoi Tanti meriti indussero il

promozione, cui fece a Roma li 20 dicembre del i55i. Intervenne il Brtano ai conclavi di Marcello II, e Paolo IV, ove per poco non fu
eletto
al

Sommo
de' suoi

Pontificato;

ma

nel

colmo

onori,

mori a

VOI. V.

12

ryS

BER
nel
1

BER
Pio VII, Leone XII, e Pio Vili, che lo consultarono ne'pih gravi affari. Il regnante Gregorio XVI, come abbate camallenza
de' Pontefici

558, in et di cinquantasctte anni, dopo sette di Cardinalato. Ottenne sepoltura a santa Saso,

Roma

bina presso la cappella del Crocefisdove gli si eresse a memoria


fregiato

dolese, e
al

come Cardinale
,

fu stretto

un semplice e disadorno monumento,

Bertazzoli co' vincoli della piti te-

per

di

magnifico

e-

nera

amicizia

a segno, che

non

logio.

lasciava

scorrere

un

giorno, senza
.

dinaie.

Francesco, CarFrancesco Bertazzoli nacque in Lugo, diocesi d'Imola, da no-

BERTAZZOLI

bile

famiglia, il d primo maggio 1754- Divenuto canonico dell'insigne collegiata della sua patria, per
e per le cognizioni teodivenne caro al vescovo Innalzato Chiaramonti. Cardinal

trattenersi con esso lui Questo Porporato mori in Roma a' 7 aprile i83o, e lasci il regnante Pontefice esecutore della sua ultima

volont, colla qualifica


duciario.

di erede

fi-

Per

la

testamentaria sua
e
se-

le

sue

"virti
,

disposizione,

venne esposto, ove


il

logiche

polto nel suo antico titolo di

santa
rico-

Maria

sopra Minerva

questi,

nel
di

1800,
s,

alla

veneranda

cattedra

Pietro, col
istette
il

nome

di

noscente nipote Pietro gli ha eretto, coU'opera dell'egregio scultore Rinaldi


,

Pio VII,
chiararlo

non
suo

guari a chiasegreto,

un marmoreo monumento.
(s.),

mare a Roma
ed arcivescovo

Bertazzoli, per di-

BERTILLA.
colo settimo,

fioriva
i

nel se-

elemosiniere
di

Edessa in parLihas,

provvedendolo del canonicato di s. Maria Maggiore. Nella gloriosa deportazione


fu
la
il

da una rinomata famiglia dei conti di Soissons. Quantunque giovanetta essa non sentiva gusto che per le
e

traeva

natali

di

quel Pontefice
e
il

egli

cose
tutti

del

cielo,

quindi

rigettava

compagno,
lui;
,

dente di
piet

degno confiperloch, a premiarne


i

quei
i

sollazzi,

di cui tanto

sono

avidi

fanciulli.

Ne and

guari di

ed

meriti

distinti

nel
lo
ti-

concistoro

de' io

marzo
di
s.

182.3,
il

cre Cardinale,
tolo

assegnandogli

tempo, che stabil di consecrarsi interamente al servigio del suo Signore, dopo di averne conosciuta
la

Maia sopra Minerva. Leone XII, a' 1 5 dicembre 1828, lo preconizz vescovo suburpresbiterale

volont.

suoi

genitori
la

non

le

fecero
essi

condussero medesimi al monistero di Joostacolo,


anzi
il

bicario di Palestrina, avendogli gi


conferita la prefettura della congre-

uarre nella Bria,


eretto

quale era stato


b.

da pochi anni dal


Bertilla

Adone.
di

gazione Cardinalizia degli studii.


protettore
del
collegio irlandese,

Fu

Lieta

di

essersi
si

sottratta

dell'Ordine carmelitano,
dell'

dai pericoli del secolo,

studi

arcicon-

conseguire

la

perfezione

evangelica,

fraternita

e del capitolo di

Maria della Neve, Lugo, che in singoiar modo benefic, ed appartenne


di
s.

badessa

modello e maestra la La sua umilt risplendeva sopra le altre virti , che


di cui le era

Telchilde.

alle
11

pi rispettabili congregazioni. suo attaccamento alla Santa Sede,

ben presto indussero ad affidarle 1' incarico


i

la

superiora

di accogliere

il candore de' suoi costumi, la sua prudenza, e le sue cognizioni gli meritarono la stima, e la benevo-

forestieri

di consecrarsi al servigio

delle inferme,
le

di

fanciulle

che

vegliare sopra concorrevano al

BER
mohistero per essere educate. Disimpegnati con molta prudenza questi

BER
non poche contrariet, polche
veterati.

179
ebl)e-

ro a lottare contro molti abusi in-

uffizi i

fu

eletta

priora.

In se-

Ma

di

tutto

trionfarono
colle ve-

guito, essendo
s.

stata

rifabbricata
di

da
II,

aiutati dalla grazia divina, cui sep-

Batilde.
di

moglie

Clodoveo

pero meritarsi co' digiuni


glie,
colle

la badia

Chelles,

Bertilla vi fu

orazioni

colle

altre

mandata con
lit

altre religiose, in qua-

pratiche religiose,
nel

che esercitavano

di

badessa, affinch vi stabilisse

una

regola.

Quel nuovo monistero

si rese in breve assai celebre, e molte principesse ne prendevano il velo. Tutte le religiose andavano a gara di praticare ogni maniera di virt, e soprattutto 1' umilt, la mansuetudine, la carit e le mor-

monistero di Sithiu da essi il quale poscia ebbe il nome di s. Bertino. Ci avvenne perch questo santo fu il secondo abbate di quella comunit, cui govern con molta prudenza. In sefondato,
guito avendo
della

un ricco signore, chiamato Eremaro, fatto dono al santo


terra
di

tificazioni.

Ma

la santa

badessa era

Wormhoult

posta

giunta e
le

ormai ad un'et avanzata,


l'

sue infermit faceano conoscere


istante della sua

esser vicino
te.

mor-

Questa avvenne

nell'anno

702

ai

5 novembre,

nel qual giorno se

Fiandra ^ egli vi fece fabbricare un monistero nel 695. La badia di s. Bertino divenne sempre pi ricca per le donazioni fatte ad essa dal conte Walberto, signore di
nella

ne celebra

la festa.

Arques.
trasse
i

Molti ragguardevoli persori-

BERTINO
Fino
se
,

(s.),

natali

naggi, convertiti dal paganesimo,

nel territorio di Gostanza nella Svizzera, sul cominciare del secolo VII.

da' primi suoi anni si persuache r unica nostra gloria deve

nunziavano al mondo per consecrarsi a Dio sotto la direzione di s. Bertino il quale sentendosi oppresso dal peso degli anni, nel 700, rinunzi la propria dignit a favore
di

riporsi nella croce, e quindi, niente

curando
gli
si

offi'ivano

comodi e gli onori, che come discendente da


regola
di
s.

Rigoberto.
tir in

nobile schiatta, determinossi di professare la

un suo discepolo, chiamato Dopo quest' epoca si riun piccolo romitaggio dedii

Colombano
amici

cato alla Vergine, ove conduceva

a Luxeul.

Due tiVsuoi
1'

seguirono
lui
le.

esempio

ne e furono con

suoi giorni nella contemplazione delle

cose celesti, e nella pratica delle

insigniti

del carattere sacerdota-

religiose mortificazioni.

Questa mameriti vo-

Nell'anno 63g, Berlino fu mandato in compagnia de' suoi due compagni ad assistere
altri
s.

niera di vita egli tenne fino all'an;

no 709,

in cui pieno di
il

Audomaro
,

(che

l a conseguirne

premio.
s.

Fu
,

se-

chiamano Saint-Omer) gi fatto vescovo di Terovana fino dal


637.

La contrada

dei morini, ove

la fede era quasi estinta, fu illumi-

Martino e Dio mostr la santit del suo servo con molti prodigii. Se ne celebra la festa nel giorno 5 settempolto nella chiesa di

nata da questi santi personaggi, che ebbero il conforto di vedere coronate


cesso.
le

bre

in cui

si

ricorda
e

il

suo

felice

transito.

loro fatiche

con ottimo sucaltro

BERTINORO
ti

SARSINA
).

Bri-

Nell'esercizio del loro mini-

clinoren. et Sarsnafen.
uniti

Vescova-

stero dovettero per

sostenere

nello

stato Pontifcio.

La

i8o
citt

BER
di Bertinoro, situata

BER
sopra una
la

concesse al suo figlio Cesare, duca


le

vaga collina a manca della via Emipresso Forlimpopoli nella Romagna , . denominata da Procopio Pietra^ o rupe d' Onorio, e da Plinio // mercato de' Truentini o Trivendontini ( Forum Truentinorum ) de probabilmente le venne il nome Nei tempi di mezzo di Bertinoro. era chiamata castello di Sussubio, ed era soggetta a Forlimpopoli, come riporta il Borgia, Storia di BeDonata venne da Pipino neK'ento. re di Francia alla Santa Sede nel Pontificalo di Stefano III, creato nel 752. Dice il Platina, che dolia
_,

Valentino, famoso per


ture.

sue avvenricupe-

Nondimeno Giulio
l'JoS,

II la

r da lui, nel
Zatoli, e

finche se ne

impadronirono successivamente i Sassei,


i
i

Za m peschi.

Ma

do-

po essere stata in preda ad interne discordie, Clemente VII, del i523, ne invest Leonello Pio dei conti di Carpi, ed estinta la linea di quel principe in Alberto Pio, sotto Gregorio XIII, nel

1578, ritorn
si

sta-

bilmente
lora
in

al

dominio

Pontifcio. D'al-

poi

Bertinoro

distinse

per costante fedelt alla Sede Apostolica.

po

la

pace
I,

conchiusa
e

fra

Papa

A.-

La

sua sede fu illustrata

da

ri-

lessandro Jll,
derico
sendosi

l'imperatore

Fe-

spettabili

vescovi, e data venne, nel

in Venezia, nel 1177, esr imperatore recato a Ravenna e poi a Bertinoro , gli piacque talmente questa terra, per la comodit, e per T amena sua situazione, che deliberava di ritenersela;
,

al

i5o5, da Giulio II, in commenda Cardinal Alessandro Farnese, che nel i534 divenne Sommo Pontefice col nome di Paolo HI. Il vescola vo suffraganeo di Ravenna
;

cattedrale sufficientemente abbellita,

ma
la

per

le

preghiere

del Pontefice

e dedicata a

s.

Caterina

vergi-

restitu alla

Chiesa Romana.

di

la decadenza e l'incendio Forlimpopoli, verso il i370, Bertinoro cominci a godere i privi legii di citt,

Dopo

ne e martire ; il capitolo ha tre che dignit, compreso il preposito, con dieci canon' anzi la prima
,

nici,

fra'

quali evvi

il

teologo
inoltre

il

e per opera del ce-

penitenziere.
sionari!
zio.

Vi sono

man-

lebre Cardinal

Albornoz, legato
il

di

e chierici pel divino servi tassata di

tutto lo stato ecclesiastico,

Papa

La mensa

4^i 2/3

Urbano V,
accord
si
il

residente

in

Avignone,

fiorini

di camera.

trasferimento in essa del

vescovato di Forlimpopoli, al quale

um

in progresso di

tempo
al

quelin

V'hanno in Bertinoro un seminario, un conservatorio di zitelle, confraternite, monte di piet, ed altri luoghi
pii.

lo

di Sarsina.

Da

quell'epoca

Si

osservano

ancora
II;

gU

poi fu
di
la

dominio Forl, finche Nicol V, nel i449} diede in vicaria a Roberto Maessa

sottoposta

avanzi

d'un

antico castello, fabbri-

cato a' tempi di Federico


i

e fra

suoi appodiati meritano menzione


l'
,

latesta,
le

figlio

di

Sigismondo,

il

qua-

Polenta, celebre per


vi

origine
i

che

gli

rimise l'arretrato tributo do,

ebbero

polenta ni
,

quali do-

vuto dal padre

che

l'

avea

signosotto
il

minarono Ravenna
zione degli
e
esarchi
;

reggiata. Per, nel

14^9,
alla

dopo la cessa31 e Idola, sidai

Pontefice Paolo II, Bertinoro

ritor-

gnoreggiata in
sta

avanti

Malate-

n spontaneamente
de Alessandro VI,

Chiesa, ondel 1492,

iSorgt'tfj

Tornata poi alla Chiesa, Leone X, creato nel i5i3,


da' veneti.

BER
Pio dei conti di Carpi, fratello di Leonello signore di Bertinoro, e soffr molto Mel-

BER
rio

181
repub-

ne

iufeud

Alberto

oratore del suo re alla


,

blica veneta

stava per passare in


fu colto dalla

Francia,
te

quando

mor-

dola
di

dall' esercito

del

contestabile

Borbone, nel 1527. V, Forlim-

POPOLi e Sarsijta.

a Venezia, nel i56o, tre anni dopo che vestiva la sacra porpora. BERTRANDI Pietro iuniore, Car-

BERTRANDI
nale,

Giovanni,

Cardivisse nel

dnale. Pietro Bertrandi fioriva nel

Giovanni Bertrandi

secolo

XIV,

e sort

i
,

natali dai

si-

secolo
l'

XVI. Quanto

spregevole al-

gnori di Colombario
di

nella diocesi

aspetto,

altrettanto eccellente per

Vienna nel
,

Delfinato.

Fu

nipo-

eminenza di virt, fu venerabile pel


sapere, e per
l'

te al

Cardinale del medesimo


lesse
il

nodi

illibatezza dei costu-

me

diritto

nell'

universi-

mi.
nel

Ebbe
i536,
I

natali

a Tolosa

nella

t di Avignone, di Montpellier,

Francia

dai

signori

Villemele;

fu presidente in patria,

che da Franchiamato a Parigi, nel i55o, ed eletto primo presidente al parlamento. Sotto Enrico II copr

con

tale riputazione,

cesco

fu

Orleans e di Parigi, fu cancelliere della regina Giovanna, canonico delle chiese di Laon, di Puy e di Autun, e decano di s. Quintino. Nel

i333, ebbe
nel

la diocesi di

Nivers,

e,

1339,

quella di Arras.
istanza della

la carica di guardasigilli

e quella

guito,

ad

In seregina Gio-

di vicecancelliere, e rimasto vedovo,

diede
lo

il

suo
il

nome

al

chericato

Nel i555,
,

Sommo

Pontefice Paodi
lo

IV nominoUo al vescovato Cominges e dopo due anni


trasfer alla

metropolitana
la di

di Sens,

vanna, nel secondo concistoro, tenuto da Clemente VI in Villanuova, nel 29 maggio del i343, fu promosso alla porpora come prete Cardinale assente del titolo di s. Susanna , e da Innocenzo VI, nel

vedovata per
nale Lodovico
sciatore neir

morte

del Cardi-

Borbone. Quindi,

nello stesso anno, fu spedito

amba-

Alemagna, poi fu eletad istanza to a vicer di Savoia del duca di Guisa, che per comando di Enrico II, re di Francia, era andato in Italia per soccorrere con diecimila fanti e due mila cavalli
,

353, fu fatto vescovo di Ostia. Si legazioni, illustre per molte specialmente per quella all'imperator Carlo IV, al quale, nel i355, impose la corona imperiale, unitamente ad Anna sua moglie, nella
1

rese

basilica vaticana.

Fu

spedito inoltre

in qualit di legato dai re di


cia

Fran-

ed Inghilterra,
di

tra'<iuali stabil

il

Pontefice^ contro

il

re cattolico

una tregua
e da ultimo
crocesignati

due anni,

che non
dei

da ultimo, nella terza promozione fatta li i5 mai'zo del i557, lo stesso Pontefice lo cre prete Cardinale

frutt per la pace tanto sospirata;

ebbe
dei

la legazione

quali

era
egli
i

capo.
col-

assente

del

titolo

di

s.

Prisca.

Intervenne questo porporato all' assemblea di Parigi, tenuta da Enrico II, nel i558, per opporsi ai nemici;
e poscia al conclave di Pio IV,
cui fu deputato per
ci

Maggior lode consegu r impiegare in opere pie


ni

suoi be-

da

uno

dei giudi-

nella causa

gravissima

del Car-

col fondare un collegio in Au, tun di Borgogna, ed un monistero ai celestini nel suo feudo di Colombario. Nel i36i fu capo e duce della crociata, che si promulgava conli'o

dinale

Caratl.

Spedito straordiua-

una compagnia

di

assassini,

i82
qiuili

BER
molestavano grandemente
,

BER
la

che

clavasiensi
,

l'altra nella chiesa

cuiia Pontificia

collo specioso no-

dei minori

oltre allo spedale

mag-

me

di societ.

Neil'

anno
suo

stesso,

doalla

giore di quella citt, ed al collegio det-

poch contribu
elezione
d'

col

voto

Urbano
,

mori

di

peste in Avignone

diciannove anni

dacch vestiva
Cardinale.
il

la

sacra porpora.

33ERTRANDI

Pietro

seniore,
,

AutuQ a Parigi, nel i34i, che dot di pingue rendite. Da ultimo pieno di meriti mori in Avignone nel 1 348, o meglio, nel 1 349, dopo diciotto anni di Cardinalato, e
to di

Pietro Bertrandi

detto

riposa nella chiesa della

Madonna del
Villanuova,
vescovo
,

Seniore j visse nel secolo

XIV, ed

priorato di Montalto, da lui fondata

ebbe a patria Annonay di Vienna. Chiarissimo per la scienza delle leggi,

nel

diocesi di

i34o, presso Avignone.


(s.),

non meno che


fu

per

l'integrit
di
diritto

BERTRANDO
Cominges
veiso
nella

di

dei costumi,

lettore

Guascogna

nelle universit di
pellier,

Avignone, Monte

Orleans

Parigi,
fra

nella

qual' ultima era avvocato in senato.

la met del una famiglia cospicua per la sua nobilt. Non appena conobbe g' in-

nacque da secolo XI,

Fu

ascritto

inoltre

quattro

ganni del

mondo,
,

determinossi

di

consiglieri regii,

deputati
,

sopra

il

dipartimento

ecclesiastico

ed

in

qualit di cancelliere

della

regina

abbandonarlo e di consecrarsi al servigio di Dio nello stato ecclesiaNon and molto di tempo, stico.
che divenne canonico
,

secondo Gisseyo, fu decano di quella cattedrale, ed ottenne, che i canonici


defunti
i

e poscia ar-

non

fossero

sepolti

cidiacono di Tolosa. Nell'anno 107 3, essendo venuto a morte il vescovo


di Cominges,
tutti fissarono gli ocil

entro

recinti di quel

tempio. Do-

po

il

vescovato di Nivers, ebbe quel-

chi sopra Bertrando,

quale fu desede.
I

lo di

Autun

e fu allora

che nel

stinato

ad occupare quella
le

palazzo della ragione a Cominges , o, come scrive il Baluzio, nel palazzo


reale di Parigi, confut meravigliosa-

suoi esempli e

sue parole valsenella

ro ad
dicare
sa

introdurre
abusi.

diocesi

la

pratica di tutte le virt, ed a sragli

mente Pietro Cugnerio nemico acerrimo della immunit e giurisdizione ecclesiastica, alla

Ristaur la
,

chiel'

e la citt di Cominges

in-

presenza del re Filippo,

grand in
deiato
e

modo
il

dei vescovi delia Francia e dei principi

come

che ne fu consisecondo fondatore.


pei
chierici

del sangue.
s

premio pertanto di gloriosa difesa, ad istanza del re


il

Fece fare un
pei

chiostro
cui

canonici,

sottomise

ad
disi

e della regina di Francia, fu

Berdel
sesta

una regola comune. Dopo aver


impegnato
per

trandi
titolo

creato
di
s.

prete

Cardinale
,

cinquanta

anni

Clemente

nella

promozione, fatta in Avignone da Giovanni XXII, li 20 dicembre del i33i. 11 Bertrandi scrisse de' volumi tenuti an pregio dagli eruditi di Parigi. Nel i347, stabili
in

doveri di vescovo, mor nel 1126. i5, o 16 dell'anno


sepolto nella sua chiesa

giorno

Venne
la

dinanzi

cappella della B. Vergine, ed in seguito fu canonizzato

da

Clemente V.
si

La

festa di

questo insigne prelato

ce-

Annonay un

inonistcro

di eia-

lebra nel giorno

risse,
le,

e fuori della citt

due cappeldelle inona-

ima nel monislero

i5 ottobre. BERTRANDO, diacono Cardinale. Bertrando viveva nel secolo XII,

BER
e fu creato diacono Cardinale di s. Giorgio in Velabro da Innocenzo III, nella ottava promozione, da lui
fatta in

BER
3 luglio, in cui
si

i83

ricorda la trasla-

zione delle sue reliquie.

Pvoma

nel

12 io,

nel-

l'anno appresso. Onorio HI,


d legato
si

lo spe-

Intere nelle Gallie,


tre

feim per
gli

anni

ed

ove intim
Ri-

BERTULFO (s), che volgarmente chiamasi Bertulo, trasse i natali in Alemagna da genitori pagani, e di condizione poco agiata. Appena fu grandicello si avvide dei che regnavano nella sua , patria , e per timore di essere corrotto , ritirossi nella diocesi di Te,

contro

albigesi la
Italia,

crociata.

disordini

tornato in

cess di vivere al

tempo

di

Onorio
il

Tanno ed
secolo VI,

ma s'ignora III, luogo della sua morte.


(s.),
fioriva nel

rouanne.

Illuminato
lo stato

dalla
in

grazia
cui
si

BERTRANNO

conobbe

infelice

ed era nato, per quanto sembra, nel Poitou. Conosciuta la vanit delle cose mondane, pens di scegliere il Signore per sua eredit, ed in Tours ricevette la clericale tonsura. Il vescovo di Parigi
s.

trovava, e quindi procur di essere


istruito nelle

verit

della

cattolica

religione.

Conosciuta

la falsit

delle

Germano chiamoUo

nella sua dio-

pagane superstizioni, vi rinunzi solennemente, e ricevette le acque battesimali con molta divozione. Il conte Wamberto, avendo sperimentata la
probit e saggezza di Bertulfo,
affid
gli

cesi, incaricossi d' istruirlo nelle scien-

ze e nella piet,
fece

ed in seguito Io arcidiacono. Essendo la diocesi


priva di pastore
,

di

Mans
vi

Bertran-

l'amministrazione de' suoi beni , e lo riguardava non gi come un domestico , ma come un amico

no

fu eletto a vescovo nel 586.


trionfato di alcune consofifri
,

ed un

figlio.

Inoltre

gli

regal
il

una
san-

Dopo aver
trariet
,

sua possessione a Renty, che


religiosi,

cui

nei
si

primordii
diede
del

to accett con patto di stabilirvi dei


di cui egli volea tenere
il

del suo governo

tutto

procurare la gregge
.

santificazione

suo

governo, quantunque

laico. Alla fine,

la prudenza, onJVIerc d'era fornito, allontan la guerra dal suo paese, e diede sesto ad al-

dopo una

vita tutta impiegata nel-

la pratica della carit,

della morti-

ficazione e della preghiera,

mor nel

cuni atfari riguardanti


la

la Chiesa, nel-

corte di

Gontrano re
Estese
il

di

Orleans
di

giorno 5 febbraio, verso l'anno yoST. BERULLI Pietro , Cardinale.


Pietro
Parigi,

e di Borgogna.

santo suo

Berulli nacque

nel

1^94 a

zelo agli spedali ed alle chiese,

ma

era oriondo della Sciam-

cui molte ne costrusse, e molte ne


ristaur.

pagna. Giunto alla et di sette anni,

Tre

volte ei dovette sostesede,


di

con voto
il

si

obblig

di serbare

nere di essere scacciato dalla

intatto

virginale candore,
alla

consa-

a motivo delle
Francia,

guerre

intestine

ma, protetto
diocesi.
,

da Clotario,

ebbe
ei

il

conforto di ricondurre l'orNeil'

Regina del Cielo, ia onor della quale determin di vestii' r abito della compagnia di Ges.
crandosi

dine nella
fece

anno 6

5,

IMa

il

piissimo desiderio di lui

non

testamento

con cui

lasci

pot

avere

effetto

perch in quei

molti legati considerabili a chiese ed a monisteri, fama, che terminasse


la

lontanati

tempi appunto furono i gesuiti alda quella monarchia. A-

vita ai
gli
si

3o giugno del 628; per


presta culto nel

veva

diciott'anni

quando compose

aiti'o

giorno

un

trattalo delU anncgazionc interior

i84
re.

BER
Era
di
stretto

BER
di
s.

gmico
al

Fran-

menti di
di

cesco

Sales,

quale ricorreva

per consiglio in varie circostanze. A-

Da ultimo, in virt santa ubbidienza, dispensato prima dal voto di non accettar gradi
lui.

nimato da fervido zelo per la salute delle anime, voleva stabilire una
congregazione novella, simile a quella dell'oratorio in

dignit

nella Chiesa

di

Dio,

il

Berulli

fu costretto

Cardinalato, a cui

ad accettare il lo promosse UrCar-

Roma

brama-

bano Vili,
ta a

col titolo di prete

va d'introdurre in Francia le carmelitane scalze di Spagna fondate da s. Teresa di Gesi. Senonch, per venire a capo di questi progetti, ebbe grandissime difficolt da superare Ma finalmente fond un monistero, da cui in brevissimo tempo ne germogliarono quarant' altri. Di poi s. Francesco lo persuase a peregrinare devotamente a Loreto e nel ritorno fond la congregazione dell'oratorio, detta di Ges, per
,
.

dinale, nella quarta promozione, fat-

Roma
con

nel

3o agosto del 1627.

In

virtti

di cotal voto

fiutato

avea gi rigrande costanza a pa-

recchi benefizii,
s.

come

all'abbazia di
ai

Stefano

di Caen,

vescovati di

Laon, di Lusson e di Lione, che gli furono offerti in varii tempi. N


volle

essere
il

precettore

al

Delfino,

bench
del
re,

padre

Colon,

confessore

ne

lo pregasse

caldamente,
stato,

facendogli osservare, quanto interes-

la

riforma del clero, tanto fortunatamente, che in diciotto anni sorsero cinquanta e piti case, non in

sava alla Chiesa

ed
il

allo

di

formare
corona.

alla piet

successore alla
fregiato

Quantunque
egli
il

della

Francia solamente,
straniere regioni.
Il

ma

anche nelle
l'obblig

porpora,
cingeva

Cardinale Retz,

dormiva sulla paglia, cilicio, ed imbandiva par-

arcivescovo di
nerale

Parigi,

ad

accettare la carica
della

di preposi to ge;

ca la mensa. Gli ugonotti, a cui si era reso terribile ( molti de' quali

congregazione

quindi

Luigi

Xin

inviollo

come

paciere

ab

la regina madre, che incollerita aspramente col figlio ed i ministri di lui, era uscita da Blois. Riusc al Berulli e ad altri personaggi di gran merito di placarla non solo, ma ricondurla alla corte, e strignerla coi
piti

avea ridotti in grembo alla Chiesa), sfuggivano di provocarlo e dispulare con esso lui. Nella celebre disputa, che tenne il Cardinale di Per-

ron

coir eretico

fu eletto a

da Plessis Mornay, compagno di quel grani

de uomo, e fece allora conoscere


favorito con estasi e
lo,
il

suoi distinti talenti. Dicesi, che fosse


visioni dal

teneri

vincoli

di

figliuolo.

Fu

poscia

amore al re mandato a Rola

Cio

ma

per sollecitare

dispensa

del

chiamava Santo. Una lenta febbre, mentre


per cui Enrico
lo

IV

matrimonio
Bretagna
?i
,

da

contrarsi

tra Carlo

principe di Galles, poi re della gran

ed Enrichetta
il

sorella del

re cristianissimo.

Nel suo soggiorno

Roma,
i

Pontefice

conobbe

da
il

vicino

pregi distinti, dei quali

la santa messa, ed era prossimo alla consacrazione, nel 1629 lo condusse agli eterni riposi in PariChiaro per viriti e miracoli , gi anni in contava cinquantacinque circa di et e due di Cardina-

celebrava

Berulli era fornito, per cui gli

affi-

lato.
la

Fra

le

sue
dai

vite

evvi

quel,

d
si

lutti

gli
a'

affari

della Francia,

con

compilata

pp.

Bourgoing
la

ordine

suoi nunzii,
dai

dipartissero

che mai non saggi arnmoni-

e
le

Gibreuf,
fu

dell'Oratorio,
alle

qua-

premessa

Opere del pio

BES
Cardinale,

BES
Parigi
nel
fu riedificata.
citt

181?

stampate in
(s.),

In progresso divenne

16443 e nel 1647.

BESA.
nella citt

sostenne

il

martirio

di

Alessandria, nel tem-

po

della

persecuzione

Chiesa

dall'

mossa alla imperator Decio. Facea


di soldato,

la professione

e quanto

era fedele
periori,

ai

comandi
la

de' suoi su-

altrettanto mostrossi
fede.

nel difendere
egli prestasse

fermo Si volea che


quell'onore

ai

numi

che all'unico vero Dio si compete: ma questo inclito eroe non si lasci

corrompere n dalle lusinghe, n dalle minaccie. Il perch montato sulle furie il prefetto, comand che fosse tratto a morte. Nel medesimo giorno diedero la loro vita per la fede i santi Giuhano e Cronone ;
dei quali fa

ed imperiale, reggenper opera dell'imperatore Enrico I. Dopo aver avuto per lungo tempo i suoi conti particolari, venne data colla Franca Contea in dote a Filippo l'Ardi^ te, duca di Borgogna nel 1 869 pegli sponsali con Margherita contessa palatina di Borgogna e di Artesia. Se non che morto Carlo, ultimo duca di Borgogna, pass in dominio della casa d' Austria, pel matrimonio della sua figlia Maria con Filippo I; e dipoi l'imperatore Ferdinando I, nel i564, ^'i fond una universit. Sebbene Besansone sia situata nella contea di Borgogna, stava sollibera

dosi

in

repubblica

memoria
nel

il

martirolo-

tanto
conti,

sotto

la

protezione

de' suoi

gio

romano

giorno

27

feb-

braio.

conseguenza de' re di Spagna successori di Filippo I, che


il

e per

BESANSONE
con
in

{Bsuntn.). Citt
di

possedettero
cui
sotto

paese sino al i65r, in


di
.

residenza

un arcivescovo
capitale

pel trattato
la

Munster pass
Luigi

Francia. Questa

della

Spagna

XIV

j,

fa-

Franca Contea nella Borgogna, chiamata anco Ve so tizio , circondata dal fiume Doubs. I sequani furono
gli

antichi

popoli
,

che
e

abitarono
,

cendo valere i diritti di Maria d'Austria sua moglie , nel conquistar la Franca Contea, invest e prese Besansone nel 1668. Che se dovette
in appresso restituirla, la riebbe nel

questa

Besancon o Besansone era gi celebre quando Giulio Cesare la prese a' sequani, onde divenne la sesta fra le procontrada
vincie

1679, cessando cos Besansone sere dell'impero. citt hbera

d'es-

no
che

da
si

romane
gran

col

nome

di

MaxiI

SoV arco trionfile, crede eretto nel IV secolo a


osservarsi

ma

Sequanoruiiy
parte

comprendendovi
dell'Elvezia.
gli

Crispo

Cesare

figlio

di

Costantino,

altres

e le rovine degli acquedotti romani,


oltre molti pregiali edificii.
Il

druidi vi facevano
la loi'o religione, e

esercizii
il

del-

continu

suo

cristianesimo vi fu
apostolici,

propagato
JVovaes,
t.

stato fiorente sino all'impero di

Au-

a' I
s.

tempi
p.

ed
il

il

reliano, verso l'anno 274. Presa poi

21, dice che

secondo Papa
s.

e distrutta

dagli

alemanni

e dai

marcomanni, si ristabil ben presto in modo, che invano, nel 4^6, venne attaccata dai vandali. Non molto dopo i borgognoni la conquistarono, nel 4^3; Attila la rovin, nel 452 , e per mano dei borgognoni

Pietro

Lino, essendo stato spedito da a predicare in Francia


fatto vescovo di

il

vangelo, fu

Besandegli

sone in Borgogna, donde tornato in

Roma,
apostoli,

dallo

stesso

principe

venne

eletto

suo

vicario.

Altri tengono, che la sede episcopa-

i86
le

BES
Besansone
sia stala eretta nel

BES
di

di

gotico

disegno

dedicata

s.

secondo secolo in metropoli, ovvero, che essendo stata fondata in esso, divenisse arcivescovile

nel terzo,

o nel quinto.

Giovanni Evangelista, e a s. Stefano protomartire perch le due antiche chiese sacre a questi santi, si aveano disputato i diritti di me,

Dopo

s.

Ferreol, riguardato cosi

tropolitana.

Gloriavasi

quella

di

s.

contano cento sette vescovi in Besansone, ventisette de' quali sono venerati per
santi.
essi
s.

me

primo vescovo,

Giovanni

di essere stata edificata

da
di

Papa

s.

Lino verso

1'

anno 55,
di

aver avuto
secolari,

un

collegio

chierici

Merita special menzione Claudio arcivescovo, che


colle

tm
il-

fondato

da

s.

Massimino,

circa l'anno

lustr

sue

virtii

la

Franca

Contea, e che

divenuto successore,

285, e d'essere stata da molti secoli il luogo delle pi solenni adunanze. La chiesa di s.
Stefano era stata fobbricata sopra una
collina,

nel 685, di Gervasio, ad onta della

sua viva ripugnanza, fu Toracolo e


il

l'anno 35o, da

s.

Ilario
s.

quin-

modello

del clero

di Besansone.

to arcivescovo,

Dieci di questi vescovi furono Cardinali di santa

Romana

Chiesa.
s.

11

vescovo Calidonio, deposto da


lario vescovo di Arles,

I-

per l'accusa che avesse sposato una vedova pri-

Fromenio, uno de' successori, vi avea stabilito un collegio di canonici, che in progresso god molta celebrit. Per un privilegio del Pontefice s. Leone IX,

mentre

del
sette

1049,
,

eranvi in

questa
titolo

chiesa
preti

ma

d'essere

promosso

alla

dignit

canonici
i

con

di

episcopale, e che avesse pronunziata sentenza di

Cardinali

quali ufficiavano ponti-

morte, essendo giufu

ficalmente

come
di

nelle
Il

chiese

di

dice

secolare,
I,

dal

Pontefice

s.

Colonia, e

Pteims.

medesimo
a'

Leone
de,
P^.

per
la

del 44^? rimesso nella seaverlo trovato innocente.


l^

Papa Leone IX
tedrale
, ,

concesse inoltre

ca-

nonici, diacono e suddiacono della catassistenti

Dissertazione sopra

ordine

e ministranti

al

cronologico de' primi vescovi di Be-

vescovo

r uso della
il

mitra
II

come
s.

sansone j 1779.
Varii sinodi
si
i

afferma
celebrarono in Beconcili!

Novaes, tomo
se

pag. 238.
di

Ond', che

la chiesa

Gio-

sansone, e fra
dal

rammentasi

quello appunto del

444? presieduto

vanni vantava la sua antichit, quella di s. Stefano si gloriava del suo


splendore, e delle ricchezze del capitolo.

mentovato s. Ilario d' Arles quello del i49^3 convocato dall'arcivescovo


quelli

Carlo

di

Neuchtel

e
il

A
nel

iSjS e 1648, celebrati l'uno da Carlo di Baume, l'altro


del

Pontefice

dare un termine a tali dispute, Innocenzo IV deput,


il

da

Anticamente l'arcivescovo di Besansone era principe dell' impero, ed avea per sufd'Arley.
fi*aganei
i

Claudio

1253, Caro, che riun i due


canonici,

Cardinal
facolt

Ugo
di

di

s.

colle

legato,

capitoli in

un

sol

corpo

di otto dignitari!,

e di quarantatre
tutti

vescovi di Belley, Basilea,

aventi

egual diritto
il

Losanna nella Svizzera;


s.

mentre

di elezione.

Vestivano
di

rocchetto,
color tur-

attualmente lo sono Argentina, Metz,

la

mantelletta

seta

Verdun, Belley,
Tulle.

Die,
di

Nancy, e
Besansone

chino, foderala di taffet rosso


i

come

vescovi, e funzionavano pontificalcolla

La

metropolitana

mente

mitra e col pastorale,

BES
clie inserivano anclie nu' loro

BES
slem-

187

profess nell'Ordine cistcrciense della

mi. Vissero in comune sino al 1 3oo, e furono cos gli ultimi a togliersi da (jueli'ottima disposizione del concilio di Aquisgrana, le cui legole si leggevano ogni giorno nel coro,

congregazione di Lombardia, e dopo aver mirabilmente progredito


negli studi,
si

diede bene apprende-

re le lingue greca e latina.


stinato

Fu

dele

da' superiori

leggere

dopo

il

martirologio.

Quando
di
s.

Luigi
,

scienze ai suoi fratelli, a

Milano ed

XIV

s'

impadron di Besansone
sul

fece

in

Roma,

e cos

si

fece strada alle

costruire

monte

Stefano

dignit

della

religione.

una cittadella, poi fortificata da Vauban, precisamente nel sito dove


eranvi l'antica chiesa vescovile, e le
case de' canonici,
li

essere stato abbate, per breve


tificio,

Poco dopo Pongoverno


quindi,

nel

1720, pass
di

al

del
nel

monistero

Venezia,

capitolo presentemente
di dieci canonici
,

si

comil

1724, a reggere quello di s. Croce in Gerusalemme in Roma,


govern per
diciannove
anni,
del

pone

compresi
generali

cui

teologo
onorarii
,

il

penitenziere, oltre
vicarii

gli

quattro
Il

come procurator generale Ordine. La sua eminente


unita
alle
i

suo

dottrina,

ed

altri.
gli

capitolo sino a Carlo

migliori

prerogative, gli

elesse

arcivescovi,

ma

d'allora

affezion

pi
1'

distinti

personaggi
lo

in poi furono obbligati a

nominare
corte:
i

e Benedetto XIII,

che

avea in
Egli

chi

veniva

presentato

dalla

gran
di

pregio

onor della carica


s.

quindi pel concordato germanico,


Pontefici privarono
diritto.
il

consultore

del

Offizio.
il

capitolo di tal

frattanto

non

perdeva
scelta

tempo,
s.

La mensa
fiorini

tassata di cin-

poich
e
vi

della

biblioteca di

quecento

per

la

spedizione

Croce fece un indice ben ragionato,


aggiunse
i

delle bolle.

caratteri

antichi,

La

citt

divisa in sette parroc-

coi

chie, e la diocesi in cinquantaquat-

tro, con seicento quarantanove sussidiarie.

son formati alcuni codici di quella biblioteca il perch si merit gli elogi del celebre Giusepquali
.

Vi sono diversi monisteri monache, un gran seminario, due ospedali, monte di piet, ed
di

pe Bianchini veronese.
quella
chita
ziosi

11

Pontefice

poi volle onorare della sua presenza


biblioteca,
e
di
la

vide arric-

altri pii stabilimenti,

particolarmente

dal

Besozzi

parecchi pre-

per l'educazione, non che letterarii. BESOMBES Jacopo, dottore in


teologia e provinciale della congre-

in

volumi. Clemente XII lo ebbe grande estimazione, per cui gli


in graziosa pensione ottanta
lo volle

assegn
scudi

gazione delia dottrina cristiana della provincia di Tolosa. autore dell' opera intitolata Moralis Christia:

annui, e

a teologo

nella controversia sulla validit dei

niatrimonii

celebrati nelle Fiandre,

na ex Scriptura sacra,
coaciliis
y

traditione,

patribiis

et insigiiioribus

theologis excerpta,

in

qua,

positis

dove non si avea avuto riguardo alla forma del concilio di Trento ; causa che allora si agitava con gran
calore nella congregazione
cilio.

et statiUis priiicipiis generalibus,

de

del con,

ducuntur consectaria.

Nella

sede
e
al

vacante

il

sacrp
del

BE SOZZI
nacque
nel

Gioacchino, Cardinale.

Collegio lo elesse a

confessore

Gioacchino Besozzi nobile milanese


1679.

conclave,
succedette

Di

sedici

anni

Benedetto XIV, che prelodato Clemente,

i88
Io decor della di
s.

BES

BES
sione di fede, fatta da Gio. Paleologo,

porpora col titolo Pancrazio, cui in appresso cangi con quello di s. Croce in Gerusalemme, nella prima promozione
fatta a

imperatore di Costantinopoli.
timo,
nell'
,

Da

ul-

anno stesso fin di vivere in Roma, dopo venticinque anni di Cardinalato.

Roma
Lo
fece

li

g settembre
di

del

Era intervenuto

ai

concla-

1743.
se alle

stesso Pontefice, lo ascris-

vi d' Innocenzo VI, e di

prime congregazioni
penitenziere

Roma,

La

spoglia di lui riposa

Urbano V. a Limoges

maggiore. Meno il suo provvedimento necessario, e ci, che conveniva al decoro della porpora, il Besozzi distribuiva le sue facolt ai poveri. Vicino a morte, nel 17 55, fece dono di tutto
e
lo

nella cattedrale, ove gli fu eretto a

memoria un avello di candido marmo, sopra cui egli rappresentato


in abiti Pontificali, con ai piedi
leoni,

due

che ne sostengono

il

cappello

Cardinalizio.

Croce in Gerusalemme, cui avea beneficato con


il

suo al monistero di

s.

BESSARIONE,
rione nacque nel

Cardinale. Bessa-

suppellettili e fabbriche, e col

dono
colla
letto-

di

un museo

di

medaglie

obbligazione di mantenere
in

un

re di lingue greca ed ebraica.

Mori
fu

i395 in Trebisonda nella Grecia, da onesta famiglia. Fu monaco di s. Basilio, celebre per dottrina ed eloquenza, e fu scelto ad accompagnare l'imperatore GiovanVII Paleologo al concilio genemle. In questa occasione gli venne confeni
rito l'arcivescovato di Nicea,

TivoU,

e
s.

portato

Roma,

collocato in

Croce in Gerusalemdella chiesa sotter-

me

air ingresso

indi fu

ranea, dove, per ordine del ricordato Pontefice Benedetto XIV, fu


eretto

creato prete Cardinale del titolo dei


ss.

apostoli, vescovo

di

Pamplona

memoria monumento.
alla

di lui superbo

di Mazzara, archimandrita di Sicilia,

Nicol, Cardinale. Nicol Bessa nacque a Limoges,


nel secolo

BESSA oBESSI
XIV,

ed arcivescovo di Siponto. In quella augusta adunanza ei si fece a sostenere le opinioni de' suoi nazionali;

ma

e fu nipote di Cle-

mente VI per

linea materna, e consanguineo a Gregorio XI. Occupava

siccome era amante della verit, non appena conobbe l'errore, ohe lo ab-

bandon, e divenne difensore acerri-

la cattedra di diritto nella universit

mo

della fede cattolica. Egli

si

ado-

di Orleans,
eletto,

quando, nel i343,

fu

di

non per consecrato, vescovo Limoges. Quindi, ad istanza di


il

per con tutto r impegno per ottenere r unione de' greci co' latini , e fu il primo tra' suoi, il quale abbia
professato pubblicamente
di credere

tutto

sacro

Collegio

Clemente
di
s.

VI,

nel i343, o nel i344) lo cre

diacono

Cardinale

del

titolo

Maria

in

Via Lata,

e protettore del-

l'Ordine dei minori,

non per arcivescovo di Pioan, come per errore alcuno ricorda. Nel i362, il Bessa
si

che lo Spirito santo procede dal Padre e dal Figliuolo. Inoltre si oppose con dottissimi argomenti ad Alessio Lascaris, Gregorio Palamas e Marco
di Efeso,
i

quali

si

studiavano d'in-

adoper, con
e
il

altri

suoi colleghi,
il

per conciliare fra

loro

conte di

Armagnac

Turenna; poscia, nel iSGg, pass a Roma con Urbano V, e fu presente alla profesvisconte di

durre r imperatore ed i vescovi gi'eci a negare obbedienza alla Santa lo fece Sede. Nel 1449, Nicol vescovo di Sabina , e gli assegn a

titolo di

commenda

il

patriarcato di
il

Gerusalemme, che poi

Bessarione

BES
cedette a Lorenzo Zane, arcivescovo
di Spalatro.

BES
pi che da tutta

189

In appresso fu decorato

genere di letteratui*a , cosi avvenne che da essa uscivano uomini dottissimi,


la

della legazione di

Ravenna e Bolocitt,

curia romana.

che egli si acquist molta fama. Imperocch non contento di averne scacciati

gna, e fu in quest' ultima

Avea una bibUoteca, di cui poscia fece dono alla repubblica veneta,
arricchita
di molti
cochci greci, dei

e repressi

tiranni Bentivogli,

quali
trenta

si

crede ne abbia comperato per

e di esser venuto a capo di mantenerne fedeh alla Chiesa Romana gli abitanti, si diede con ogni impegno

mila

ducati

d' oro.

Essendo
e pro-

divenuto vescovo Tusculano


tettore

dell'Ordine de' predicatori e


si

a rinnovare

la fabbrica di quella ce-

de' minori,
s.

lebre universit in quei tempi assai

Rosa

di Viterbo,

adoper nella causa di come anche per

decaduta, a prescriverne le leggi, ed


a chiamarvi
eh'
ei
i

piti

valenti professori,
sti-

premiava con amplissimi

terminare la controversia, che, nel i463, si era destata ti'a que' due Ordini, intorno al sangue di Ges
Cristo.
zie di

a vegliare su quei di Spoleto e di Norcia pel mantenimento della pace, indi fu spedito legato in Germania per comporre
pendii.
incai'icato
le discordie tra Federico ITI e Sigismondo, che gi aveano impugnate le armi; ed in appresso da Pio II

Fu

Ebbe

in

commenda

le

abba-

Grottaferrata e di Fonteavel-

lana, alla

prima

delle quali restau-

r la chiesa, fece molti donativi, e


lasci preziose suppellettili.

Anche
ebbe
della
le

la

basilica

de'

ss.

Apostoli
gli
effetti

ad
sua
altre

esperimentare
generosit,

ebbe incombenza di recarsi


cipi
cristiani

a'

prin,
il

imperocch,

tra

come
alla

legato

latere

cose, vi fece edificare


cappella.

una magnifica
patriarca
di

per animarli

guerra
flotta

contro

Fu

inoltre

turco, allo sterminio

del quale egli

Costantinopoli, ed acquist pei suoi


successori alcune possessioni in

pure

allest

una

a sue spese.
della le-

Can-

Poscia Sisto
rasse

IV r incaric
Luigi

gazione di Francia,
di
di

affinch

procu-

a condizione che con esse alimentassero sedici sacerdoti cattolici


dia,

riconcihare
.

XI

col

romani
sero fede

di rito greco,

quali dovesnella

Borgogna Ma quest' affare non ebbe il desiderato effetto


duca
;

istruire

quella

nazione
poi

ortodossa.
le

Si rese

celebre

imperciocch essendosi recato il Cardinale prima al duca, il re fece intimaie


sto
al Bessai'ione

per
santi

sue molte opere erudite, ver-

sopra argomenti

teologici,

di

che partisse
casa
di

to-

cui fanno

dal regno.

La

questo

menzione il ven. Cardinal Bellarmino, ed Enrico W^arton.


Scrisse

Porporato era frequentata da molti personaggi celebri per ingegno , tra 1 quali si annoverano l'Argirofilo, Teodoro Gaza, Lorenzo Valla, X Andronico,
il

inoltre alcuni trattati filoso-

Platina
alti'i.

il

Campano,
che

il

Do-

mizio, ed

Egli manteneva a sue


studia-

spese parecchi giovani,

vano nella universit di Padova; e


siccome
affinch

niente
g'

lasciava
della

intentato

individui

sua
in

fa-

miglia

divenissero

celebri

ogni

si scorge quanto fosse profondo in quelle discipline. Intervenne ai conclavi di Nicol V, Calisto III, Pio II e Paolo II, e sarebbe stato eletto successore a Nicol V, se il Cardinal Cetivo non si fosse opposto. Finalmente, reduce dalla Francia, mor in Ravenna ai 18 novembre 1472, d'anni 77. Il suo corpo fu poi ti-asferito a Roma,

fici,

dai quali

^ ,

igo
dodici Apostoli,
tafio

BES
chiesa dei
ss.

BES
ebreo, per
niiare.

e venne sepolto nella

comando

del Signore la-

con un breve epigreco e latino, da lui stesso

pidato perch avea


I

osato

bestem-

composto. Chiuderemo quest'articolo

che da Famiano Strada il Bessarione chiamato uomo per lettere e per santit memorando che da Enea Silvio, il quale fu poi
coli osservare,

Sommo
II,

Pontefice

col

nome

di

Pio
e

che altri popoli erano bestemmiare. I turchi all' incontro punivano chi proferiva Bestemmie, ed i greci ritenevano chi bestemmiava qual trasgressore delle leggi di stato. La Chiesa di G. C. nelle
abituati

goti, pi

detto

uomo

di gran

nome
_,

sue
di

santissime

discipline

non

cess

degno d' immortai memoria dal Garimberti appellato personaggio viollo esemplare , e dal Cardinal Papiense, lume del sacro Collegio, La sua vita scritta in latino da Luigi Bandini , fu pubblicata in

provvedere con
si

assai gravi

pene,

affinch

estirpasse l'abbominevole
l'

colpa.

Quindi
la

antico diritto cano-

nico fulminava al bestemmiatore, se

era cherico,

deposizione da ogni
e

officio ecclesiastico

persino

dallo

Roma pel Francesi, nel 1777. BESTEMML\. un detto, o una


parola
lui

ingiuriosa contro Dio


,

di
si

scommunica. Piii tardi Leone X, del i5i3, colla costituzione VII Supenice disstato chericale; se secolare, la
positionis^ stabili pe' cherici, che aves-

santi

le

cose sacre.

Essa

divide in interna, esterna, e di fatto,

sero bestemmiato la multa de' frutti


di
la

che un solo consentimento dell'animo, non ancora manifestato; l'altra la espressione

del sentimento. Questa di due sorta enunciativa, cio, e qualificata,

La prima non

un anno

del

loro

beneficio per

prima volta, che ne venissero ammoniti; per la seconda, la privazione del beneficio, se un solo ne
possedessero,
se piti,

a tenore del

La

enimciativa
si

la

semplice Bestemalla
la

giudizio dell'Ordinario, per la terza

mia, che
virtii

oppone unicamente
religione;

della

qualificata

poi, la privazione da ogni ecclesiastico beneficio e dignit, senza spe-

poi

offende

eziandio
si

qualche

altra

ranza

di

ricupero.
lo stesso
si

Contro

ai
,

laici

virt; quindi essa


sotto tre aspetti,

pu riguardare come ereticale, im-

poi stabil

fossero nobili,

che se multassero, per la

Leone

precativa, deonestativa.

La Bestem-

prima volta
nobilt
si

di venticinque ducati,

mia

di fatto sarebbe

qualunque sa-

di cinquanta per la seconda, e della

crilega azione in disprezzo delle cose


sacre.

privassero

per

la

teraa.
,

Per siccome a noi non apin

Che
due

se

invece

fossero

ignobili

si

partiene dilungarci
logiche,
in ci, che
dizione.
Il

materie teose

chiudessero in carcere,
volte
si

e se pi di

non ci fermeremo pu interessare

non

la eru-

sero,

bestemmiasper un giorno intero dinanzi la porta


in pubblico

dovesse

tenerli esposti

delitto della

nosciuto

Bestemmia ricosempre siccome imo dei


,

della chiesa principale.

Laddove
in

poi

frequentemente
delitto, venissero

cadessero

quel

massimi e detestabili, nell' antico teslamento venia punito colla morte


(Levitic.

condannati
alla galera.

alle car-

ceri perpetue,
dici

Pei gi-

XXIV). Di

ci

troviamo

negligenti

nello infliggere le esi

Levitico

esempli frequentemente, e lo stesso VA ricorda di mi giovane

nunciate pene, aggiunse ancora, che


riguardassero

come

colpevoli stes-

BES
si,

BET
dieci

191
altri
la

ed

ai diligenti

accord
ogni

anni
la

dal

Lenglet, mentre
all'

lo

ripor-

d' indulgenza

per

volta, e

tano

85o

intorno

fondazione

terza

parte della multa pecuniaria.


dissimili

dell'abbazia.

Concil. Besucncc,

Lab-

da queste furono le pene stabilite da Giulio HI nella costituz. XXIII In miillis etc, do\e
si

Non

b tomo VII, Ard. tomo IV.


dell'Africa,
vincia.

BKTAGBARITA. Citt ma s'ignora di


Si sa
,

vescovile

qual pro-

aggiugne ancora
,

la

perforazione
delle

che un suo vescovo

della lingua

la estensione

intervenne alla conferenza di Cartagine.

medesime pene a

quelli

che ascol-

tassero la Bestemmia, e

non

si

des-

BETH-ARSAM.
cola citt
vicino

Villaggio, o pic-

sero cura di denunziarla. S. Pio


colla
G)stit.

V,

Seleucia

sede

prnium etc, sanzion anch' egli le stesse cose, ed anzi vi aggiunse altre pene. Sisto V, del i586, rinnov le precedenti costituzioni, e Pio VI finalmente accord facolt cumulativa alla s. Inquisizione per procedere con ogni
Clini

de' giacobiti, sottoposta a Mafriano.


I

greci

la

siri

Beth-Arsatn

chiamano Arsanopoli , i , cio Casa d' Ar-

sani.
nigi,

tribunale contro

a'

Bestemmiatori.
civili

Anche
stati

le

leggi

di diversi

Abbiamo dalla cronaca di Dioche Simeone, uno de' suoi vevi risiedette dall'anno 5 io scovi al 520. Questi, perch non rigett apertamente, n condann il concilio calcedonese, si rese alquanto so,

providero

in

ogni tempo per

spetto intorno alla sua credenza.

la

estirpazione di quel delitto.

Car-

BETH-BAGAS.
cesi

Citt episcopale

lo

V, Conslt.

criniin.

art.

io6, ela

della provincia di Mosul, nella diodi

man
avesse

sentenza di morte contro chi

Caldea, situata ne' monti di

bestemmiato Iddio;

muti-

Arbela.

Oiiens
Citt
,

christ.

t.

U,

p.

121.

lazione della lingua, la frusta,

una

BETH-CHINON,o BETH-CHIOPflA.
Si

multa pecuniaria, a tenore delle circostanze, se la Bestemmia fosse contro Maria Vergine, o i santi. In Francia s. Luigi IX avea comandato, che
ai

vescovile

della

diocesi

de' giacobiti

soggetta
di
il

ha

notizie

un

a Mafriano. suo vescovo

chiamato Mos,

quale mor Tan-

bestemmiatori venisse passata la lingua con ferro rovente per mano del carnefice, ed altri re confermarono qucj^ta legge. In alcuni luoghi
si

no 903.

BETH-CUDIDA.
s.

lo di Ninive, vicino al

Borgo, o castelmonistero di

Matteo, o di Bartele.

Un tempo

marcavano
esisteva

nella
;

fronte

con un

era sede vescovile dei giacobiti, sottoposta a Mafriano. Bibloth, Orient.


Diss. de Moioph. n, 9.

sigillo d'

infamia

e nella repubblica

veneta
strato

un apposito magi-

procedere con tutta la severit contro i rei di Bestemmia. Presentemente i codici penali stabiliscono le diverse pene, die debbonsi
da' giudici
circostanze,
infliggere a tenore delle
la

per

BETH- D'ARON DARUM.


la

Citt

vescovile della diocesi di Caldea nel-

Mesopotamia. Si vuole, che san Achiro, o Acheo, discepolo di san

Tommaso
vangelo,
citt

apostolo, vi predicasse
del
pari
.

il

o secondo la Bestemmia.

gravit del-

che nelle altre


Bibloth.

circonvicine
II.

Oneri*
Citt

BESUENCE
gres).
cilio

{Bezuencs, o Latisi

tomo

Luogo, ove

nell'anno 83o,

tenne un concome abbiamo

BETH-DIAL,

BADI AL.

vescovile della provincia

Mosulana,

192
t.

BET
p.

BET
corrisponde all'anno 1278 dalla nascita

nella diocesi di Caldea. Bibl. Orient.


II,

4^6.

di

Ges

Cristo.

BETHEL, BETHELIA,BETYLLI.
Citt
na,

BETH-SELEUCIA.

Citt vesco-

vescovile della
diocesi

prima

Palesti-

vile dell'Assiria nella diocesi di Cal-

nella

di

Gerusalemme

dea, chiamata pure Carchas^ e Soloce.

sotto

la metropoli

di Cesarea. Al-

Oriens.

Christ.

tomo

II.

pag.

cuni corrottamente la chiamano Estomasoii^


Betloiij,
e,

i33i.

o Estilioti, in vece di secondo Sozomeno, non


dalla
citt

BETH-SORI.
la diocesi di

Citt vescovile neldei

Caldea, nel paese

era

distante

di
vi

Gaza.
sogdi crifosse la

Sotto
stiani.

Giuliano

l'apostata

Garmei. Fra i suoi vescovi si annovera certo Giovanni della scuola


nestoriana d'Edessa,
ciato
il

giornava

un gran numero Non certo, se essa


fa

quale fu cacco' suoi

da questa
474-

citt

comimpeBeli-

Bellici^ di cui

menzione la Scrittura, o Betulia ricordata da s. Girolamo, o la Betholia di Sozomeno.

pagni per ordine di Zenone


latore, nel

BETLEMME,
leeniy

Bethlehem,

o Betlechem.

Citt vescovile,

BETH-GARME.
tana,

Citt metropolinella
diocesi

nell'antica trib di
stina.

Giuda

in Pale-

e provincia
nell'

di

Essa forma parte

delle citt

Caldea, posta

Arpachite, presso

della
to

r Armenia e Sattucene, appartenente alla Susiana.

di

Turchia Asiatica, pascialaDamasco, e si trova situata

sulla

sommit d'un monte


altezza,

di

mesi-

BETH-MANAEM.
paese
di

Villaggio
,

del

diocre
vole

in

deliziosissima

Fur-Abdia

detto

anche

tuazione. Anticamente fu considerecitt,

Haitama, eretto in vescovato giacobitico, l'anno i364. Simeone ne


fu vescovo nel
di

e fu chiamata

di

Giuda per
le

distinguerla

Betlemme da queldi

iSSy.
Citt vescovile

la della trib di

Zbulon. La Scritil

BETH-NIGATOR.
della
al
diocesi

tura
torio.

altres

nome

Ecitt

Caldea,

sottoposta

phrata^ dalla

fertilit

del suo terri-

dominio de' persiani. Fu edificata da Seleuco Nicatore, e vicino ad essa scorre il fiume Capros. Bib. Orient. t. IV. p. 17. 189. 193.

Fu
i

appellata

eziandio

di David, perch

in essa questo r

trasse

molto

natali. Salomone contribu ad abbeUirla, e Roboamo a

BETH-RAMAN.
f-iano
.

Citt

vescovile

fortificarla.

del paese di Ni ni ve, soggetta a


Altri
la

MaBeili-

Fu
cui,

questo

il

luogo fortunato, in
de' profeti,
,

chiamarono
co' suoi

giusta le predizioni
il

Bazichj o
citt
s.

Beth-Vazich.

In questa

nacque

sospirato

Messia

Ges

Millesio

compagni,

Cristo Signor nostro, Redentore del

s.

Daniele con santa

Varda
di

veril

gine,
Bib.

incontrarono
sotto
il

coraggiosi

martirio

regno
186.

Sapore.

Orient. p.

12.

188.

mondo. La capanna, ove egU nacque non era posta nel recinto di Betlemme, ma fuori di essa. Petavio, MaldoCasaubono e Sannato Dresselio
,
,

BETH-SAIDE. Sede

vescovile dei

giacobiti, sottoposta a Mafriano nel paese di Ninive. Basilio vi fu consagrato vescovo da Gregorio Mafria-

per varie ragioni, che possono vedersi presso di essi, e il Fiorendi parere che tini, sono per stati G. C. nascesse dentro la citt; ma
dini,
il

o, nel

1589

dell'era

greca,

che

Baronie,

Tillemon,

Natale

Ales-

BET
Sandro, Calmet, Serry, Gotti,
il

BET
p.

193
Crescendo
la
le

fuggirsene in Egitto.
furia di

la

Onorato
torit di

di

s.

Maria

Quaresniio,

Erode per

nascita

del

e Benedetto
s.

XIV,

appoggiati all'au-

desiderato
se la

da

tutte

nazioni, pre-

Giustino e di Eusebio Panfilo, hanno creduto, che la nascita di

borgo

di

Ges Cristo seguisse in un Betlemme. V. Vegnelio DisC.j Coloniae

barbara risoluzione di far trucidare tutti i bambini, che da due anni in poi erano nati in Bet-

lemme,
suoi

e nel

dintorno,
eseguirono

locch

sertato historico-geographica de lo-

satelliti

diligente-

co natali. J.

1690. ScherfF,

1673, e de Nativitate J. C.

sti

Belhleliemitica in urbe,
beni facta? Lipsiae

an extra
e

ur-

mente, e con egual crudelt. Quefanciulli ebbero la gloria di morire per Ges Cristo, ed in sua vece, in

lyoS,

Stra-

uch, Dissertatio de Bethlelierriy seu patria Messice, Wittembergae 1659 et 1661. Certo , che avendo ordinato Augusto di pagare il censo, Maria Vergine, e Giuseppe suo sposo
se
si

un'et, nella quale non potevano ancora invocarne il nome; onde furono le primizie de'suoi martiri
,

trionfando del

mondo prima
il

di

conoscerlo.

F.
,

padi-e

Innocente Ansaldi

nelle
,

recarono a Betlemme nel me-

Herodiani

infanticida

Casto Vindiciae Brixiae

decembre ad eseguirne gli ordini; ma non potendo ritornar sudi

bito

a Nazaret,

ove abitavano, di-

stante cinque miglia, e

non avendo

gran concorso trovato ricovero negli alberghi dove da vasi alloggio


pel
a' forestieri,

1746. Sul loro numero hanno trattato Papebrochio, i citati Sandini e Tillemont, non che il p. Kell. Nei menci greci a' 6 gennaio si legge Commemoratio ss. Innocentium, qui ab Herode occisi fuerunt, quorum

convenne loro
stalla

ritirarsi

numerus
r anno
1

XI F
1

millia.
nel-

di notte nel Diversorio, o Presepio,

Adi'iano
7

imperatore, fiorito
della

che serviva di

ad uno di quegli alberghi. Ivi adunque la Beata Vergine, nella mezza notte, die'alla
luce
il

nascita

di

Ges
in

Cristo, per abolire la traccia del luo-

go della di

lui nativit,

eresse

re de' re. Gesti Cristo Signor

Betlemme sopra
pio a Venere e
ne, di cui

di

esso

nostro, epoca che la Chiesa celebr

d'alberi d'alto fusto,

un bosco con un tem;

come

il

portentoso principio di no-

Adone

profanazio-

stra redenzione, col

nome

di Pesti-

vita del Natale, fissata dal Pontefice


a' sS dis. Giulio I del 336, cembre. V. Francesco Cancellieri Notizia intorno alla novena, vigilia, notte, e festa di Natale, Roma 1788. P^. Presepio. Erode, re di Giudea, venuto in

fanno parola s. Girolamo, e san Paolino, sebbene Origene, ed altri sieno stati di differente Il padre Mamachi concili parere
.

questi diversi partiti, nel

tomo

Orig. Christ. p. 3o. Nel IV secolo, avendo Costantino

donata

la

pace alla Chiesa,


di
lui

s.

Elepresela

cognizione

che

il

Messia
i

predetto
giudei
in
stabili

na madre
c una

ricuopr

il

da' profeti era nato fra

pio di lamine d'argento,

e fabbri-

Betlemme, pieno
di sacrificarlo.
ri

di

gelosia

sontuosa

basilica

sopra

Ma un

angelo in pa-

spelonca, ove Maria Vergine partor

me

tempo ordin a Giuseppe in nodi Dio, di prendere il bambino Ges, e la sua santa Madi'e, e di
VOI. V.

per cui leggesi l' iscrizione Qui , dalla Vergine Maria nacque Geslc
:

Cristo.

Ornata quella
i3

basilica

di

194

I5ET
preziosi, venerata
la

BET
venne dai
chiequella,
Cristo.

marmi

Vi pure un piccolo baci-

santi padri siccome

prima

no

di

marmo,
stato

in

cui
il

si

dice

es-

sa de' fedeli

e siccome

che

sere
fante.

deposto

divino

In-

fondava, e santificava Gesh Cristo, e che come scuola di vera povert

Quasi

tutti gli abitanti di

Betlemcatto-

ed umilt

apriva a

tutti

me
lica,

professano

la

religione

Quella chiesa fu ristorata dall'imperatore Giustiniano, e poi per opera principalmente del monaco Efraim nell'anno 1169, sotto Emanuele Comneno imperatore , e Amalrico re di Gerusalemme. Tutcristiani.

godono

particolari privi legii, e

fanno un esteso commercio di lavori

di

madre
si

perla,

di

crocifissi,

e
ac-

di corone di diverse sorte di legno,


le

quali

vendono

a' pellegrini
:

correnti in gran

numero

crocifissi

ta volta altri re latini

prima e do-

e corone, che poi vengono benedetti

po, ne furono benemeriti,

come abchri-

al

santo sepolcro, presso la


assai celebri
cristiani,
si
i

citt.

biamo da Le Quien, Oriens stianus, tomo III, p. 643.

Sono

devoti pellegri-

naggi de'
parti del

dare un'idea di s venerabile santuario, diremo aver esso tre lunghe, e spaziose navate, con la tettoia di legno di cedro, sostenuta da quarantotto colonne di marmo rosso. Tutte le cappelle, cio dei ss. Innocenti, di s. Giuseppe, di s. Girolamo, di s. Paola, e della sua figliuola Eustochia, sono incrostate di

mondo

che da tutte le recano a Betlemaltri santi


,

me,
ghi

a venerare
di

gli

luo-

Gerusalemme
P^.

co'

maggiori

trasporti di piet, e di religiosa te-

nerezza.

Gretsero,

peregrinationibus , capo

De sacris V; Ber. A-

mico. Trattato delle piante, ed immagini de' sacri edijicii di Terra Santa, capo i, e Ciampini De
ecclesia
nativitati^
e.

marmo,
tit di

diaspro

lamine di bronzo
e d' argen-

dorato, ed illuminate da gran quan-

Belhlehem in
aedificiis etc.

Domini apud 34 Synopsis de sac.


i5o.
i

lampade

d' oro,

p.

to, le pi belle delle quali

sono del re di Portogallo, e la pi ricca quella data da Luigi XIII re di


Francia.

Impadronitisi
ra Santa
,

cristiani

di Ter-

ossia della Palestina, nel

decHnar

dell'

XI

secolo, la citt

di

Le pitture ogni altro ornamento


,

mosaici

ed

Betlemme
tefice

fu

decorata
j

della
o, dal

sedia

di questa chie-

episcopale, nell'anno

1 1

Pon-

portano l'impronta del gusto del medio evo. Il convento adiacente de' minori di s. Francesco, cinto di alte mura, e rassembra ad un castello fortificato. Sonvi inoltre dei
sa,

Pasquale II, per le istanze di Baldovino I, che fu consacrato in


la

questo tempio, re di Gerusalemme,

dopo

morte

di Goffredo
,

glione suo fratello

come
lib.

si

di Buha dal 12,

monaci
ta

cattolici

greci

e nel convento

si
,

ed armeni mostra una grot-

Baronio
dal

ex Tyrio
le

II

cap.

citato

Quien,

con tre

altari

imo
il

de' quali in-

dica precisamente

luogo ove nacque il Salvatore; il secondo mostra dove stava la mangiatoia, che fu
poi portata in
sito

Bethlehem, et Belando, in Palestina illustrata lib. di BetlemIl vescovo I cap. 5Q. me fu dichiarato suffraganeo del
patriarca
di

de Ecclesia, Ascalonis. da Adr.

Roma, ed
i

il

terzo

il

Gerusalemme
Hist.

locch

do

ove stettero si recarono

tre re magi,

quan-

aiferma
lib.
I

Vitriaco,

OrienlaL

ad

adorare

Ges

cap. 56.

BET
Dipoi ne' sobborghi della citt di

Ti
l'isola ai turchi.

ET

19J

Ma
II,

appena assunto ul
Piccoloniini^ suc-

Clamcry
de
il

nel JVivcrnesc
in

ebbe

se-

Pontificato Pio

vescovo

lemme

parlihus di Bet(che secondo Commanville

cessore di Calisto, egli per reprime-

re la formidabile, e crescente poten-

nel secolo
vescovile),

XVI
ed
1

divenne

titolo

arci-

za dell' impero Ottomano,

non

solo

il

conte Guglielmo III

nell'anno
citt

147>

fond
la

in

quella

uno spedale,
rendite

cui prefettura nel

colle sue

fu assegnata,

Il 68, da

Guglielmo

IV

al

vesco-

vo di Betlemme nella Palestina perch trovasse in Francia un asilo nel caso che g' infedeli lo avessero cacciato dalla sua residenza, co-

convoc un pubblico congresso a Mantova, ma provvide a' mezzi opportuni per la guerra. Intanto ai 18 gennaio i43'9, eresse un nuovo Ordine cavalleresco col titolo di s. Maria di Betlemme^ del quale fosse cura il difendere l'isola di Le-

mnos,
ed
alla

colle altre

del

mare Egeou

me
I
1

di

fatti

segu a' 19 ottobre


e,

del

maniei*a dei cavalieri gerosolimitani fare delle scorrerie contro


i

88 secondo alcuni,
nel

tri

121

I.

V.
,

secondo alLettre de m.r


titulaile

turchi.

V. Stefano
II,

Borgia,

nella prefazione di Pio


lo
p.

De

bel-

Lebeuf iGuchant
de Bethleem cure de France
re
Series
^
_,

V Evch
dans
Janvier
p.

turcis

inferendo j

Romae 1774

Meri

et

historia

oi ; episcoporum

Bethlehemitanorum, nella Gallia Cristiana tom. XII, e Guido Coquillaco, in Historia nivernensi.

Novaes tomo V p. 198. Ma avendo ripigliata l' isola di Lemnos, fu quest' Ordine abolito, ed i suoi beni passarono all' Ordine
18;
i

turchi,

gerosolimitano nel Pontificato d'In-

nocenzo Vili del 14^4) essendo


ti
s.

sta-

Dopo
tati

varie

controversie

insorte

soppressi

canonici

regolari
s.

del

suir ospedale, parecchi arbitri depuda' vescovi d'

Sepolcro , forse fondati da


di

Gia,

Auxerre e

d'

Aualla

como vescovo
ripristinati dal

Gerusalemme
di

tun hanno deciso,


dale ossia cappella
diocesi d' Auxerre.

che quello spe-

re Goffredo

Bui

appartenga

glione.

Il

Papa aveva
all'

conceduti

gina

Abbiamo dal Novaes, tomo I pa35 che il sesto romano Pon,


,

Ordine equestre di s. Maria di Betlemme, e quando questo si estinse furono ceduti all' Orloro beni
,

tefice

fu

sant' Evaristo

Betlemme

di

Palestina
ai
il
1
,

nato in da Giuluglio delil

dine gerosoHmitano.

La
tar

principale residenza del mili-

da, e che eletto l' anno 1 1 2 pat

27

martirio

me

26 ottobre
Vaticano.

del

e fu sepolto in

di s. Maria di Betlemdoveva in Lemnos. Doveva avere un gran maestro eletti-

Ordine
essere

vo, e poteva avere de' frati cavalieri,

BETLEMME.
DI
s.

Maria.

Ordine equestre Maometto II, dopo

aver preso Costantinopoli, nel i453, proseguendo le sue conquiste, assedi e s' impadron dell' isola di Lemnos nel mare Egeo. Papa Calisto III a tal nuova, mand Luigi Scarampo. Cardinale patriarca d' Aquileia, con quindici galere il quale riprese
,

dell' Ordine gerosolimitano di Rodi. L'abito suo era bianco con una croce rossa. Nella sua instituzione Pio II gli concesse per lo mantenimento, i beni di alcuni Ordini ospitalarii da

e de' preti a somiglianza

lui

soppressi

cio di
di

quelli
s.

di

s.

Maria

de' crociferi,

castello de'bretoni, di

Maria del Bologna del


,

196
s.

BET
s.

BET
dell' Al-

Sepolcro, di

Giacomo

largo ad essi di molti privilegii.

Han-

topascio, ed altri.

no
Sorta di monaci,
in

l'abito simile nella


,

forma a quelin luogo di

BETLEMMITI.

lo de' cappuccini

ma
di

chiamati anco Porla Stelle, che stabilirono la loi'o residenza

fune usano

cintura

cuoio

come

Cam-

gU

agostiniani.
:

Di cuoio

portano

bridge, citt d'Inghilterra, nell'anno

1257. Vestivano come i religiosi domenicani e portavano sul petto


,

anche i sandali l'abito di lana nera naturale, del qual colore il


cappello.

una stella di colore rosso, in memoria di quella, che apparve a' re all' epoca della magi neir Oriente nascila di Ges Cristo, e che servi ad essi di guida sino a Betlemme
,

Aggiunge il p. Giuseppe Francesco Fontana, Storia degli Ordini monastici y religiosijhucca. 1738, al tomo III, p. 38 1 e seguenti, che
in origine fu congi'egazione secolare

del terz'Ordine di
oltre
i

s.

Francesco, che

ove adorarono il nato Salvatore. Il Fontana, nel tomo III p. 879, Storia degli Ordini religiosi e militar/,

suddetti ospedali, ne fonda-

rono

altri nel

Per, e che anche Cle-

mente XI,

opina che fossero di due specie, con differente monaci , e cavalieri vestito: Equiles stellati , et Fratres
,

1707, ne conferm la con bolla de' 27 luglio, concedendo loro i medesimi privilegii goduti dagli Ordini mendinel

congregazione

Stelliferorurn.

canti,

e dalie congregazioni de' chie-

BETLEM MITICI.
gioso. Nel Messico
il

Ordine

reli-

rici

regolari e ministri degl' infermi,


carit di
s.

evvi un Ordine Bonanni nel catalogo degli Ordini religiosi^ di laici


religioso, dice

e degli spedalieri della


Ippolito neir Indie.

perch nella , parte destra del loro mantello pende uno scudetto, in cui espresso il presepio del nostro S. G. C, con esso bambino, la b. Vergine, e s. Giuseppe. Fondello il pio Pietro di Betencourt,
chiamati Betlemmitici
nativo delle isole Canarie, nella
cit-

BETON Michele , Cardinale. Beton Michele visse nel secolo XIV,


normanno di nazione, canonico a Parigi , e decano di s. Quintino. Clemente V, nella terza promozione, fatta in Avignone U 22, ossia li 24 dicembre del i3i2, lo elesse Cardinale col titolo di s. Stefano in Montecelio. Egli fond una cappella
fu
sotto l'invocazione di
s.

t di Guatimala, l'anno i653, insie-

me ad una

compagnia

di

uomini

Michele, al

che attendessero negli ospedali al* la cura de' convalescenti, procurando che dopo le malattie sofferte, ricuperassero le perdute forze. In breve tempo questi religiosi laici si moltiplicarono, e furono per loro cura eretti ospedali in Messico, in
Angelopoli, ed in Guaxaca^ onde
il

manco
nostra

lato

del

coro

in chiesa di

Donna a Parigi, dove si vede ancora una statua, che lo rappresenta con una breve iscrizione. Nel i3i6, termin la sua vita dopo
quattro anni di Cardinalato
sede vacante,
di
,

nella

Pontefice Innocenzo

XI ne approAgostino,

Clemente V, al quale fii eletto per successore in Avignone Giovanni XXII.

le costituzioni, a*

26 marzo 1687,
ed
i

BETONIO
Balforuo
,

Davide, Cardinale. Bedi

colla

regola

di

s.

tonio Davide, cozzese dei baroni di

tre consueti voti religiosi.

fine poi

congiunto

sangue coi

di meglio eccitarli al costante esercizio delle

re di Scozia, visse nel secolo

XVI.

loro pie

operazioni,

fu

Amato venne

universalmente per le

BET
sue prerogative di animo, non meno che di corpo, le quali a maraviglia lo distinguevano. Aveva sedici anni,
chiuso prima

BET
nel
castello

197
Dalketo,

quindi tradotto

alla rocca di santo

quando

fu

mandato

alla

universit

famosa allora in Parigi, ove and cos bene innanzi negli studii, che ritornato alla patria, III caro al duca di Albania. Appena il re Giacomo lo vide, fu per lui preso da si grande affetto e stima, che lo volle a parte de' suoi
della Sorbona,
interessi.

Andrea, dalla quale fu liberato per opera di Mario Marini, patriarca di Aquileia, mediante una tregua di
dodici anni tra
zia
i

reggenti della Sco-

Lo

zio

di lui

Giacomo

Betonio, arcivescovo di Glascow, ne

ed Enrico. In seguito il Betonio al guasto orrisi oppose con forza bile, che vi menavano l'eresie, e nel 1 543 , essendo legato a latcre in quel regno, radun in un concilio nazionale tutti i prelati per provvedere alla purit del cattolico dogma;

ebbe
vi
il

tale piacere, che,

consentendo-

condann
to

alle

fiamme un

certo

Vu-

sovrano,

gli

rinunzi una pin-

schetto, ministro protestante, convin-

gue abbazia. Le rendite di questa il nuovo abbate a sovvenire i bisognosi, ed all' utile dell'abimpiegava
bazia stessa
lui
,

ed

ostinato

nell'eresia.

Perci

cui accrebbe
Il

di

sondi
:

tuosi edifcii.

re

Giacomo us

anche negl* interessi pubblici il perch, nel i534, inviollo ambasciatoi^e

avvenne, che alcuni eretici, temendo il medesimo castigo, congiurarono contro il Betonio, che da quattro sicarii fu crudelmente trucidato a' 29 maggio del i547, o, secondo altri, del i546,
otto

al re

di

Francia.

Il

Betonio
que-

pora. Tutti

seppe cos bene disimpegnare


sto incaiico, che guadagnossi
il

dacch indossava la porgli scrittori lodano questo Porporato, dicendolo vindice delanni

cuo-

la cattolica religione,

padre e

di-

re di entrambi

sovrani

il

primo

fensor della patria,

intrepido cu-

dei quali nominollo all'arcivescovato


di santo

Andrea
;

colla primazia di
altro, sotto

stode della ortodossa fede, chiarissimo per santit e dottrina, e final-

tutta la Scozia

1'

Paolo

HI, nel
repoix.

i537,

al

vescovato di Mi-

mente martire della BETSAIDA o


(

cattolica fede.

BETH- SAIDA
vescovile
della

Ma

in quest'

ultima citt eb-

Belhsaiden.
di

Citt

in

be egli, nel 1 545, una forte contesa perch gli eon Filippo de Levis avea usurpata la signoria di Mazerette che apparteneva alla mensa episcopale. Instando per il vescovo, per decreto del maggior consiglio,
, ,

partibus ,
poli

sufFraganea

metro-

Petra
,

Giuliade

cos

che sia la perch chiamata


Vuoisi
,

ingrandita

dal tetrarca Filippo

in

fu tenuto l'usurpatore
zione.

alla restitu-

onore di Giulia sorella di Cesare. Essa situata oltre il Giordano nella media trib di Manasse, sulla
riva orientale presso
il

Di poi, ad istanza del re GiaIII


,

del

mare

di

Galilea

como, Paolo
sacra porpora

lo

promosse
s.

alla

lago di Tiberiade, settanta-

col titolo di

Ste-

cinque miglia distante da Gerusalem-

fano di Montecelio, nella quinta pro-

mozione, che fece a

Roma

li

20
di

di-

cembre

del i538.
il

Per ordine

En-

rico YIII,

quale aspirava a do-

l'

minare la Scozia, venne arrestato alimpensata nella propria casa, e fu

me. Fu patria degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo, ed ottenne molta celebrit pei predigli operativi da Ges Cristo. Il regnante Pontefice, a' i4 agosto i838, dichiar vescovo di Betsaida Giuseppe Antonio Borghi dei

198

BEY
vi-

BEV
le
ni,

minori cappuccini, coadiutore del


cario apostolico del Thibet.

sue mura, incendiate


la dispersa

le

abitazio

popolazione, appena
si

BETTOx^^A, o BITTONA.
denza vescovile,

Resi-

ad un
colo, al

terzo

ridusse

da quella

la cui sede fu isti-

ch'era stata. Ritornata, nel

XV

se-

tuita nel quinto secolo, soggetta

im-

dominio

de* Papi,

mediatamente alla Santa Sede. Anticamente si chiamava Vettona, ed era situata sul fiume Tupino. delegazione di Perugia nello stato Pontifcio. BEVAGNA {Befania), Mevania. Citt vescovile, fino dal secolo VI, nello stato Pontificio, delegazione di Spoleto,

a riaversi , sino ai remoti del i83i , e i832, in cui molto soffr. Il JacobilU, nella iftor/rt dell' Umbria j fra gli uomini illustri, che fiorirono in bevagna, fa menzione di Angelo Cini, che per l'insigne
perizia canonica, piet
,

cominci memorabili ter-

e pru-

posta al confluente del Clituuno,

denza

fu elevato

-alla

dignit epi-

e del Tupino, che nei primordii del VII


secolo fu unita alla sede di Spoleto

scopale da

Urbano V,

e,

dopo quatda Grepre-

tro lustri, alla Cardinalizia,

dal Pontefice

s.

Gregorio

I.

ludi ven-

gorio XII, nel i4o8.


gi

I singolari

ne

ristabilita, finche nel

IX

secolo

dell'antica

Mevania sono troppo


i

fu per sempre unita a Spoleto.


sede di Bevagna,

La

noti per qui ripeterli, facendone ono-

secondo l'Ughelli,

rata menzione

classici autori,
i

e te-

che ne fa pi antica l'erezione, nel t. X. p. iSy QV Italia sacra, ebbe per primo vescovo s. Vincenzo, che fu il primo martire nell'impero di Diocleziano, sotto il quale vers il sangue per la fede anche Galerio. Da quell' epoca incominci la serie de' vescovi, che continu sino al secolo IX, l'ultimo
de' quali

nendo

il

posto fra

popoli umbri,

nell'anno
la

445

di

Roma. Gl'impe-

Onorio onorarono di loro presenza. Da ultimo Leone XII restitu agli abiratori Caligola, Vitellio, ed

fu

Fabio

dell' illustre fa-

miglia Savelli, nell'84i.

La
il

vecchia cattedrale, che ora

ha
s.

titolo di collegiata, dedicata

Michele, con numeroso capitolo composto di sedici canonici, compreso


il

V, diritti di cittadinanza. i Notizie anticJie e Fabio Alberti moderne risguardanti Bevagna citraccolte in comt dell' Umbria pendio j Lodovico Jacobilli, Vita delb, Giacomo da Bevagna, Fuligno 644? e Battista Piergi, Vita del b. Giacomo Bianconi da Bevagna^^omsi ^ 7 29^
tanti
,
_,

BEVERLAC, oBEVERAY (Beverlacum). Citt d' Inghilteri'a posta nella contea di Yorck. In essa fu celebrato un concilio nel 1261 , per
riparare alle scorrerie de' tartari.

priore

ed

il

prevosto

oltre sei

prebendati, decorati di cappa magna, venera per protettore s. Vincenzo.

La
il

chiesa de' predicatori, x)ve

corpo del b. Giacomo di Bevagna, molto graziosa; e gh agostiniani vi hanno un grandioso convento, con corrispondente chiesa.
riposa

BEVILACQUA
nel

Bonifacio, Car-

dinale. Bonifacio Bevilacqua

nacque iSyo da patrizia famiglia ferrarese, e dopo aver ottenuto la laurea nella universit di Padova, ebnella cattedrale della

Vi sono inoltre un ospedale un monte di piet, ed altri pii luoghi. Le barbariche devastazioni, e le tremende fazioni de' guelfi e ghibelli,

be l'arcidiaconato

sua patria, quindi passato a

Roma,
da

fu nominato suo cameiiere secreto

ni,

precipitarono l'infelice
di mali,

paese in

un cumulo

onde diroccate

Gregorio XIII, e governatore della provincia del patrimonio; dappoi da

BEZ
Clemente Vili fu fatto governatore a Camerino, ove si condusse a modo da meritarsi dai camerinesi un monumento, eretto a memoria del governo di lui. Lo stesso Clemente Vili, che di fresco avea restituito Ferrara al pieno dominio della Santa Sede, per far cosa grata a quel popolo, a' 3 marzo 1 599, decor della sacra porpora il Bevilacqua, gi patriarca di Costantinopoli, dandogli
lo presbiterale di
s.

199 dominio di Sapore, ed i nestoriani l' aveano convertita in loro metropoh. Dopo quell'avvenimento la metropoli de' nestoriani
cadesse sotto
il

BEZ

fu traslocata in un' isola, che sorge


in
da'sirii

mezzo al fiume Tigri, chiamata Gozarta, o Gezira. Oriens

Christ.

tomo

II, pag.

ioo3.
vescovile
della

BEZENE.
dell' Illiria

Sede

provincia di Tessaglia, nella diocesi


orientale, sottoposta alla

il

tito-

Anastasia. Poscia,

metropoli di Larissa.

Bevilacqua fu vescovo Umbria e Perugia. Quindi fu prefetto della connel

1601,

il

BEZIERS.
cia, gi

Citt vescovile in Fransituata sopra

di Cervia, legato dell'

sufFraganea di Narbona, e

viscontea.

una
1'

col-

sulta, e dell'indice, elettovi dallo stesso

lina

assai

deliziosa

presso

Orb,

Pontefice, che

amavalo a

tal

segno, da
di figlio.

ascriverlo alla sua famigha Aldobran-

dini,

tenendolo in luogo
titolo,

Da Urbano
il

Vili, nel 1626, lasciato

primo

tusculano.

ebbe il vescovato Era questo Porporato di

bassa Linguadoca, e si chiaanche Bezieres , Biterrae , Bederensis civilas. Divenne colonia romana sotto Giulio Cesare, ed aumentandosi progressivamente, crebbe in floridezza nel IV secolo. Nel senella

ma

costumi integerrimi, di un naturale


allegro, gioviale,

colo

ameno, amante dei


letterati.

divertimenti e dei
alla esaltazione di

Trovossi

Paolo V, e di Gregorio XV, e si era adoperato moltissimo s per questa, come per quella
di
si

appresso i goti la presero, e, secondo il barbaro loro costume distrussero i suoi pi begli edifizii. Tuttavia la citt ben presto fu ristabilita,

e stette tranquilla sino in


le

all'

ot*

tavo secolo,
sofrire
i

cui

molto

ebbe

Urbano Vili, quando

alcuni

me-

per

scorrerie de' saraceni

prima avendo perduta la vista mor a Pioma nel 1627, di cinquantasette anni, e ventotto di

Cardinadella Val-

quali la presero nel 786. Cacciati per da Carlo Martello, questi temendo, che la potessero riprendere,
distrusse interamente.
la

lato.

La sua

spoglia mortale riposa


s.

la

Poco dipoi
dalle

nella chiesa di
le,

Andrea
s.

gli abitanti

rialzarono

ro-

nella cappella di

Sebastiano,

senza memoria alcuna.

torn al suo splendore Magno. In sotto Pipino e Carlo


vine,
seguito

onde

BEZABDES.
tiochia,

Citt vescovile della


diocesi
alla

ebbe de' signori particolari


i

Mesopotamia, nella
sottoposta
di Amide.

d'An-

col titolo di visconti,

quali nella

metropoli

decadenza della seconda stille francese,


dello

Sapore, re della Persia,

profittando
stato,
si

delle

agitazioni

l'assedi, e se

ne impadron nell'XI

resero

sovrani dei
delle
il

anno dell'impero di Costanzo II, come si ha dalla cronaca di s. Girolamo.


Pretende invece Teofane, che ci avvenisse nell'anno vigesimoquarto dell'

loro governi.

Neil'

epoca
,

cro-

ciate contro gli albigesi

condotla

tiero

Simone
nel
di

di

Monfort
e

p*ese

d'assalto

1209,

fece passare

citt

impero di quell' augusto. Questa aveva suoi vescovi prima che


i

fil

spada

pi di diecimila dei

suoi

abitanti.

Riunita

quindi da

s.

200

BEZ
sto

BEZ
conciliabolo

Luigi IX, nel i247> alla corona di Francia, molto soffr anche durante
le

e niente altro
in fuori rio,

guerre
,

di

religione
il

degli

ugoi

andarono perduti, conosce da quello che narra il medesimo s. Ilasi

notti

per cui perdette


1

suo splen-

dore, venendole, nel

633, demoliti

III,

de Sytiod. ad Constant, lib. I Reg. tom. IH, Labb tomo II,


I.

baluardi e la cittadella.

Ard. tomo
Il

Non
poca in
ta

si

conosce precisamente l'ecui Beziers

abbia abbrac-

ciata la fede cattolica.

Una

divulgas.

secondo fu celebrato 1* anno 1090, sopra i beni della Chiesa. Martene, Thesaur. tomo IV.
Il

antica

tradizione

narra, che

terzo,

l'anno

12 25.

Gallia
/\.o'j.

Paolo and a Beziers nel suo viaggio da Roma alle Gallie, e che avendo quivi convertiti e battezzati
molti infedeli, vi fabbric una chiesa,

Christiana, tom. VI, pag.


Il

quarto, nel

i2 34

a'

aprile,

presieduto dal legato di Gregorio IX,

dove continu le sue predicazioni. Chiamato a Narbona da quel popolo, accorso ad udirlo, lasci in Beziers Afrodisio, da lui ordinato
che la sede vescoavanti l'anno 35o. L'antica cattedrale di questa citt, dedicata a s. Nazario, bella e conosciuta per la sua ampiezza, e pel modo singolare, con
,

Giovanni di Burnin, arcivescovo di Vienna. Vi furono approvati ventisei canoni disciplinari. Il i ordina la sco.

munica da pubblicarsi
niche contro
tori;
il

tutte le

dome-

gli eretici,

loro fau-

vescovo. Certo
vi

2.

dichiara, che

ognuno pu
con-

vile

fu

stabilita

arrestare

un
il

eretico per presentarlo


4-

al vescovo;
vertiti,
i

che

gli eretici

non vorranno portare la croce, saranno considerati come eretici, e come tali soggetti alla
quali
confisca dei beni
;

cui

ne fu fabbricato Y organo

Il

1'

8.

proibisce ai

suo celebre capitolo componevasi di dodici canonici e sei dignitarii, d'un

grande arcidiacono, d'un primo cantore, d'un arcidiacono di Caprais, d'un sagrestano, d'un cameriere, e d'un sotto cantore, oltre molti prebendati e beneficiati. Cinque erano le parrocchie, con diversi monisteri

giuramenti dai loro ordinati, per timore, che non li facciano sospetti di simonia ; il 1 3.
vescovi
di

esigere

proibisce

a' chierici

di
a'

portare

le

armi;
ra

il

i4.

vieta

monaci

di

possedere individualmente, e dichia-

non avervi luogo

dispensa,

d'ambo
collegio

sessi,

confraternite.

Il

comunale

fu

fondato

nel

perch questa legge legata essenzialmente all'Ordine monastico. Tutti gli altri canoni presci'ivono regolamenti pe' canonici regolari
,

1599

ti^gli

abitanti;

ma

la diocesi,

e pei

che conteneva

centosei

parrocchie,

fu soppressa pel concordato del 1801.

monaci. Il quinto concilio

si

tenne l'anno

La

rendita del vescovo era di trenta


lire

mila

con duemila ottocento

fio-

rini di tassa alla dataria apostolica.

Molti concilii
Beziers.
Il

si radunarono in primo fu tenuto l'anno

1243. Gali. Christ. t. VI, p. 234. Il sesto, l'anno 1246, fu presieduto dall' arcivescovo di JVarbona, Guglielmo de la Broue, e vi si sanzionarono quarantasei statuti. Il 2. ordina la scomunica a coloro, che
soffrono gli eretici nelle loro terre;
il

356
che
dell'

dagli
erasi

ariani
fatto

contro

s.

Ilario,

accusatore

de' capi

arianismo, per
al

cui Costanzo lo
atti di

6. proibisce
,

d' insultare gli eretici

condann

bando. Gli

que-

convertiti

a'

quali davasi a portare

BEZ
la croce sugli abiti;
il

BEZ
20. vieta ai
di farsi
il

201
1

Il

decimosesto, l'aimo
Christ.

3o4, GalIvi,

sacerdoti, ed a*
vocati

monaci

av21.

lia
Il

ne' tribunali
la residenza,

secolari;

decimosettimo, nel

tom. VI, pag. 343. i3i5.


Ivi,

ed il sacerdozio ai benefiziati in cura di anime; il 33 e 34. versano circa gli usurai,


g' incestuosi,
i

ordina

pag. 347.
11

decimottavo, nel i3i7.


149.

pa-

gina
Il

concubinarii,

simo-

decimonono, nel i32o.


vigesimo, nel i326.

Ivi,

p.

niaci

ec;

il

40' proibisce agli ebrei


il

747Il

di lavorare pubblicamente ne' giorni


festivi

Ivi, p.

604.
Ivi,

^i. impone loro di non mostrarsi in pubblico dal gioved santo fino al giorno di
e domenicali, e

vigesimoprimo, nel 1327. pag. 173. Il vigesimosecondo, nel 1342.


Il

Ivi,

pasqua
ti

per non esporsi


;

agi' insul-

pag. 382.

de' cristiani

il

43il

proibisce

ai

cristiani di

servirsi degli ebrei

nel-

le loro la

malattie;

4^' priva dele della sesi


l'

comunione

de' fedeli,

poltura
fessano

coloro,

che

non
volta

con-

almeno una Labb tomo XI.


Il

anno.

settimo

concilio

fu

convocato

Tanno i255, per


l'

l'estirpazione del,

l'anno i35i, Juge, o della Jugie, arcivescovo di Narbona. In esso si stabilirono dodici regolamenti , dei quali i primi tre concedono varie indulgenze; il 4- ordina, che si tengano chiusi con chiave i fonti battesimah; il 6. proibisce a'parrochi di permettere a' loro parroc11

vigesimoterzo,

sotto

Pietro

de

la

eresia degli albigesi

e per la ri-

chiani la

forma de' costumi. Reg. XXVII, Labb, tomo XI, ec.


L' ottavo concilio fu nel 12 56. Gallia Christ.
pag. 888.
Il

comunione nella quindicina pasquale fuori della loro parrocchia


;

il

7.

esorta

chierici benefi-

celebrato

ciati,
sacri,

e quelli che sono negH ordini

tomo VI,

ad

astenersi dalla carne ne' gior;

ni di sabbato

gU ultimi quattro

nono, l'anno 1271. Ivi, p. 338. U decimo, nel 1274. Ivi, p. 80. L' undecimo, nel 1277, o 1279, per la tenuta d'un parlamento. Ivi pag. 447, Labb XI, Ard. VII, Baluzio, Coneil. Gali. Narb. Il duodecimo, l'anno 1280, o 1281. Gallia Christiana, tomo VI, pag. 148.
Il decimoterzo, nel 1294. gina 83.

proibiscono qualunque atto violento

contro
altri

portatori delle lettere,

od

atti

della giurisdizione ecclesiaII.

stica.
Il

Labb, tomo

vigesimoquarto concilio fu ccnyocato, nel 1369. Gallia Christiana,

tomo VI, pag. 35o.


11

vigesimoquinto, nel 1370, Ivi


vigesimosesto,
nel

pag. 35o.
11

Ivi,

pa-

i375.

Ivi,

pag. 352.
Il

Ildecinioquarto,neli295. Ivi,p.83.

vigesimosettimo, nel i4o9vigesimottavo, nel

Ivi,

decimoquinto, nel 1 299, fu celebrato dall' arcivescovo di Narbona


Il

pag. 355.
Il

14^6.

Ivi,

co' suoi

suflfraganei

sopra la disci-

pag. 357.
Il

plina, e sopra la differenza di detto


prelato
luzio,
col visconte della citt.
,

vigesimonono,
poi, nel

nel

1^1.

Ivi,

Bae

pag. 359.

in Cond. Gali, Narb. Marlene, CollecUo tomo VII.

Siccome
lebrato

3 1 o, ne fu ce-

un

altro

sopra la disciplina,

aoa
ripoiiato

BIA
dal

BIA
gli

Lenglet,

atti

del

quattro
dinali

anni;

quindi

da
ai

Sisto

V
il

quale sono presso il Marlene, TIcdi saur. tomo IV, cosi i conci li
i

fu assegnato

compagno
latere

due Car-

Gaetani

ed Aldobrandini,

Beziers sono trenta.


(s.). Di lui poche notine offre la storia. Quello che sappiamo di certo si , che fu ve-

primo legato a
il

in Francia,

BIAGIO

zie

scovo di Sebaste, e che sostenne

il

martirio verso l'anno 3i6, nel qual

tempo
Licinio.

infieriva
I

la

persecuzione
1 1

di

secondo in Polonia. Finalmente, promozione latta a Roma li 5 giugno del iSgG, il Sommo Pontefice Clemente Vili lo decor dell' onor della porpora in qualit di prete Cardinale del titonella seconda
lo di
s.

greci nel giorno


la

feb-

Lorenzo in Paneperna,
del

e
s.

braio

ne celebrano
di

festa,

che

10 ascrisse alle congregazioni


offizio,

per

essi

precetto.

delle crociate le sue reliquie

Nel tempo vennero

del concilio, della segnatura,

della consulta
tettoria
dell'
si

trasportate

in occidente,
il

prest culto solenne,


di

ove gli si quale and


interces-

ed altre, Ordine di

colla pios.

Basilio.

Quando
dra di

trattava la

elezione

del

giorno

in

giorno

crescendo pei

Pontefice, e fu innalzato alla cattes.

molti miracoli opei'ati ad


sione di lui.

chetti fu
(di s.)

Pietro Paolo V, il Bianpoco lungi dall' essere pro-

BIAGIO
Nella
militare,

Palestina

fu

Ordine equestre. gi un Ordine


,

mosso
la
fine
la

alla
,

suprema dignit
anni

Alve-

sedici

dacch
e

chiamato di s. Biagio e di s. Maria , il quale professava la regola di s. Basilio, ovvero di s. Agostino, secondo il Mennenio. Queaveano per istituto di sti cavalieri
procurare l'estirpazione delie eresie, e difendere contro di esse la cattolica religione.

stiva

sacra

porpora,

mori nel
spe-

16 12, compianto da

tutti,

cialmente dai poveri, che in lui riconoscevano un padre amoroso. Eb-

be

la

tomba

nella chiesa del


di
s.

Ges

innanzi all'altare

Ignazio.

BIANCHETTI
le.

Sigizzo,

Cardina-

Per
il

s'

ignora

il

tem-

Sigizzo Bianchetti, bolognese, vis-

po
se

della loix) istituzione,

come non
veduta
consi-

se nel secolo XII.

riguardo dei

ne conosce

fondatore. Girolamo
di

meriti di

lui,

uniti a quelli del pa-

Romano
stente

afferma

aver

dre, valoroso capitano,

Onorio
titolo

II lo

l'insegna di questi
in

cavalieri,

cre prete Cardinale del


ss.

dei

una croce piana, rossa, sopra cui era attaccata una medaglia coir immagine di s. Biagio vescovo
naie.
,

Pietro e Marcellino, nel secondo

concistoro,

tenuto nelle quattro tem1 1

pora di dicembre del

26.

Intre-

col

pastorale.

Lorenzo, CardiLorenzo Bianchetti nacque a Bologna da famiglia molto qualificata, nel 13^^. Per le sue rare viriti godette del favore di Gregorio XIII, che aveva a maestro di camera Lodovico fratello di lui ; fu
,

BIANCHETTI

pidezza e costanza, eguale a quella del padre, egli mostr per qualche

tempo
ta

in difesa della Chiesa


scismatici
;

agita-

dagli

senonch, sedell'
il

dotto da' piavi esempli, fu cos debole da passare al partito


tipapa Anacleto. Sottoscrisse
chetti la bolla,
11

an-

Biandel

spedita
ai

da Onorio
luglio

ascritto ai ponenti
circa
il

di

consulta,

in

Laterano,

25

1572, fu uditore di Rota, nel quale impiego stette per venti-

II 26, in favore dell' arcivescovo di


Pisa.

BIA
BIANCHI
GiiERAUDo,

BIA
Cardinale.
gliono pavese, ed altri

2o3
di Bologna.

Gherardo Bianchi nacque nel secolo XIII (la povero contadino di Gainaco, villa di Parma. Fin dai primi anni inchnando allo studio, applicossi in

Profess

fino

dalla

et

pi

ver-

Parma
tava le

alle belle lettere, e

si

diede
lui

al servizio di

un

cittadino.

Frequendi
:

scuole

co' figliuoli

onde crescendogli pi sempre

l'a-

more

alle utili discipline,

fatti

pro-

de ia religione dei predicatori, ove progrediva negli studii, e si distingueva per insigne piet, e pel candore di un incontaminato costume. Dappoich esercitava parecchie cariche, i superiori lo assegnarono a compagno al padre Michele Ghislieri, del quale udiva le confessioni,
e delle cui fatiche e pericoli fu partecipe.

gressi in

ambe

le

leggi

consegu

un benefizio in quella cattedrale. And poscia a Roma per difender e vi riusc la causa di un amico,
a
mai'aviglia,

Divenuto

il

p. Ghislieri

Car-

dinale prefetto della santa inquisizione,


il

Pontefice Pio
del

acquistandosi
legale

nella

commissario
offizio,

IV lo elesse a medesimo sauto


Ghislieri, esalta-

curia riputazione di

dottissi-

nel i564.

mo. In seguito
lico,

fu protonotario aposto-

to al trono Pontificio

col

nome
a
lui

di
il

e venne provveduto di

un canoni-

Pio V, nel

i566

confer

cato in Parma, e finalmente JNicol

vescovato di Teano, quindi lo cre


prete Cardinale di
terza
s.

IH, nella prima promozione fatta a

Cesareo, nella

Roma
dei
ss.

li

12

marzo del

1278,
col

lo

innalz al

Cardinalato,

titolo

promozione fatta in Roma li 17 maggio del 1570. Quel Ponteconfer

Martino IV poi lo fece vescovo di Sabina ; e Bonifacio Vili lo decor dell' arcipreApostoli.

fice poi gli

l'abbazia

di

s.

tura
le

della

basilica

lateranese. Nel-

Cremona, poich aveva soppresso 1' Ordine degli umiliali ; e il Poi-porato dopo che la riform,
di

Abbondio

varie legazioni,

cui sostenne

in

nel

1577,
del

la cedette

ai

cherici re-

Napoh, Spagna, Aragona, e Sicilia, a nome di varii Pontefici, ebbe campo a dimostrare i suoi rari talenti. Compose a tranquillit gli animi discordi dei re di Francia e d' Inghilterra

golari
lattia

teatini.
s.

Appena seppe la maPontefice, and a Ro-

che stavano per , aperta guerra. Stabil a


la

intimarsi

Parma
s.

il

monistero e

chiesa

di

Marti-

no, arricch di buone campane quella cattedrale, e benefic generosa-

ma, e ud l'ultima confessione di lui. Per comando di Gregorio XIII, si occupava dell'indice dei hbri proibiti, quando mor a Roma di febbre violenta, nel i58o, dopo sessantanove anni di vita. Comedisponeva nel suo testamento, fu posto
nella

tomba

dei

religiosi

in

chie-

mente

altre chiese

di

quella

citt.

sa a santa Sabina,

da

lui arricchita
I

Finalmente, dopo essere intervenuto a cinque conclavi, quasi cinque lustri dacch vestiva la porpora, nel i3o2, mor a Roma, e fu sepolto
nella basilica lateranese.

di legati considerabili.

suoi nipoti

gli eressero nella detta chiesa

un semin
il

plice,

ma
fu

elegante avello, ove

marmo
nato
zione.

rappresentato
e

buoriscri-

sto del Cardinale

assai al vivo,

Arcangelo, Cardinale. Arcangelo Bianchi nacque nel i5ii in Gambaloide, villa di Vigevano nella Liguria. Altri lo vo-

BIANCHI

di

magnifica

nobile

BIANCHI Giovanni
ligioso dell'

Antonio. Re-

Ordine

de'

minon

esser-

2o4
vanti,

BIA
nacxjue in Lucca ai

BIA
i
otto-

pare che avessero


to,

bre i686. Dopo avere professata per parecchi anni la filosofia e la teologia, fu provinciale del suo Ordine
nella provincia

cio di sostenere

comune lo spiriil Papa men,

tre gli avversari! seguivano

il

partile

to

imperiale.

Ma

per prendere
loro
,

romana,

visitatore di

cose

dall' origine

a sapersi

quella di Bologna,

ri dell' inquisizione di

minatore del clero i8 gennaio lySS. La gravit del suo stato e de' Suoi studi non gli imped di coltivare le belle lettere, e principalmente la poesia drammatica.
si

uno de' consiglieRoma, ed esaromano. Mori ai

quanto segue.

Dopo

che, nel

1 1 1

3,

Firenze pu-

gn contro l'esercito di Enrico V, nemico del Papa , per la vertenza


delle investiture ecclesiastiche, la cit-

venne

annoverata tra quelle

a-

derenti al Pontefice, ed avversa all'imperatore. Nel secolo seguente pre-

Compose

varie tragedie in ver-

ed in prosa, ed alla critica fattagli a quella d Davdde perseguitarispose con ragionato da Salde ^ menti sui vizii e sui difetti del moderno teatro 3 e sul modo di emendarli^ Roma 1753, in 4-" ^^ essi
difende l'opinione
del Maffei

sero

il

nome
del

di parte guelfa

sos-

tenitori

primo

e
1

ghibellina

quelli del secondo.

Nel

177,
,

le pri-

marie dissensioni
ro
origine
dagli
si

di Firenze

ebbenel

Uberti
divise in

ma

conat-

tro quella del p. Concina , taccato avea il teatro come


rio alla religione

che

due parti per la morte di Buondelmonte, che avendo promesso di sposare un Ami12 i5 la citt
dei
si
,

contra-

parente

degli

Uberti

invece
fa-

ed

ai costumi.

Una

era

congiunto
e perch

con una Donati.


tre
,

voluminosa opera stamp finalmente il p. Bianchi per ordine di Clemente XII, intitolata: Della podest e polizia della Chiesa, trattati due contro le nuove opinioni di Pietro Giannone^ Roma, 5 voi. in 4 ^^l 174^ al 1751. In essa procm- di
confutare
le

Tutti
miglie
sori di

seguirono una delle


,

gli

Uberti

ucci^
al-

Buondelmonte, aderivano
II,

l'imperatore Federico

prese

il

no,

me

di Ghibellina

la

sua parte
le

di Guelfa l'altra,

onde

inimicizie
tal

private
colla

si

collegarono

in

modo
a quel
II acil

opinioni

contrarie

al

terribile

contesa, che

potere temporale della corte di Ro-

tempo divideva
crescere
le

tutta l'Italia.

ma

espresse dal

celebre

Giannone

Quindi volendo Federico


sue
forze

nella sua Storia civile del regno di

contro
si

Pa-

Napoli.

pa, le repubbliche italiane


e

diede-

BIANCHI
lia.

NERI. Fazione
bianco divent

d'Ita-

ro a favorire
guaci,

gli

Uberti
i

e loro se-

Anche

il

nome

donde nacque che

Buondel-

ed in Giovanni Villani, accennandosi la divisione tra il poposi fa menzione pure lo e i grandi di quella avvenuta tra i Bianchi e i Neri. Altri ragionarono della parte Bianca e Ghibellina, e altri delle disavventure, che ebbero i Biandi parte,
,

monti, co' loro amici, fuin^no espulparte si si dalla citt, per cui una conferm nel seguire il Papa, 1' altra

quella

dell'imperatore;
esilii,

il

che

produsse tumulti^
fatti,

sanguinosi

cambiamenti
II,

di leggi, secondo
INIorto

la parte

preponderante.
figlio

Fei

chi

Ghibellini

giacch

Guelfi

derico

e successo ne' suoi domi-

Demci acerrimi

de' Ghibellini, eracolla qual parte

mi Manfredi suo
foreutiai

naturale
della

no

uniti

ai Neri,

siccome amanti

li-

BIA
berta, scossero
il

BIA
cliia"
ri,
i

2o5
due

giogo straniero,
grandi,

quali ripetevano l'origine da

mar