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n

DIZIONARIO

fa.

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S
Al E
]^

S.

PIETRO

SliNO Al

NOSTRI GIORNI

E C

A L

U ENTE

INTORNO

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI_, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI


PI

CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARIl GRADI DELLA GERARCHIA


CHIESA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E Pl SOLENNI, , ALLE FESTE AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
AI

DELLA

CATTOLICA,

ALLE

CITTA

CONCILII

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


Pr.lMO \UJTANTE DI

CAMERA

DI SUA

SANTIT

GREGORIO
VOL. X.

XVI.

I)

T.

L A

IN VENEZIA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLl.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAR
VI. Altre notizie sui Cardinali.
I.

CAR
VIII romano, fu
blic
i
il

diritti,

le

primo che pubpreeminenze dei

Prerogative,
II.

preeminenze^

Cardinali della santa

romana

Chiesa.

privilegi.

esercitano,
III.

Cariche, qualifiche che e Cardinali palatini.

Leggiamo presso
di
a'

l'altro annalista Ri-

naldi, all'anno i225, la costituzione

Titoli onorifici. IV.

Precedenze

nel sagro Collegio. V. Insegne, distinzioni, e vesti usuali e sacre.

Onorio III , emanata in Rieti 20 novembre, nella quale pubblic rigorose pene contro quelli,
che in qualche modo offendessero, ovvero oltraggiassero i Cardinali della Chiesa romana, dichiarandoli rei di lesa maest, perpetuamente infami e banditi; ed applicati i loro beni al fisco, nel caso che ostilmente perseguitassero un Cardinale, 1' imprigionassero, o lo percuotessero, con
altre

VI. Rendite. VII. Deposti, ed esclusi dalla pontificia elezione. Vili. Cardinali celebri. IX. Esequie.

privilegi.

, preeminenze, e quanto in questo articolo superiormente si detto sulla sublime dignit Cardinalizia, e di tutt'altro che riguarda s eminente grado, massime nella Chiesa universale, di cui sono prineipi e senatori, ed oltre ci, che si dice I.

JL

rerogative

Oltre

pene
,

simili

a'

loro

complici

fautori

restando tutti soggetti alla

scomunica, dalla quale non potessero essere assoluti, che dal solo romano Pontefice, o da chi ne ricevesse

ne' rispettivi

articoli

del

Dizionario
ac-

da

lui

commissione. Bonifa-

su questo

medesimo argomento,

cio VIII,

cenneremo

le cose principali relative.

Cardinali

mentre voleva castigare i Jacopo e Pietro Colonna

Diversi autori,

e fra gli altri l'an-

nalista Baronio, all'anno

che

il

Sommo

Pontefice

882, dicono Giovanni

per aver cospirato contro la Chiesa, per contenere tutti a venerare e


rispettare
la

dignit

Cardinalizia,

CAR
una costituzione Onorio III, ove
conclave
nella

CAR
sede

nel 1298, pubblic simile a quella di


al

vacante;
eletto

ma
nel
i

Innocenzo VI,

appena
le

capo Felics recordationis, 5. De poetis in 6, fulmin le censure ecclesiastiche contro quelli, che con
sacrilego attentato ardissero offendere
i

i352,
ve,

cass

tutte

leggi,

che

Cardinali aveano stabilito in concla-

come

contrarie al pontificio di1'

ritto,

locch descrive anco

abbate

CardinaH.

A
il

tato

contro

causa poi dell'attenCardinal s. Cailo il


Pontefice
s.

Borromeo,
cnli, de'
il
1

Pio

V,

colla costituzione

98, lufelicis sce9 dicembre 1569, rinnov

di Bonifacio Vili contro che ardissero macchinare insidie alla vita de' Cardinali, estendendo le pene medesime, imposte ai rei di lesa maest, a quelli ancora, che

decreto

quelli,

in

qualche

maniera

sapessero
,

gli

Gusta, della condotta della Chiesa cattolica nella elezione del suo capo visibile j Venezia 1799, a pag. 147Tuttavolta Innocenzo Vili, creato a* 29 agosto 1484 conferm i capitoli, che tutti i Cardinali aveano giurato di osservare, nel caso che uno di loro fosse eletto Papa; uso precedentemente pure praticato nel conclave, in cui fu innalzato al pontificato Paolo li nel i464- In
,

autori del delitto da commettersi


gi commesso, e

esso

sacri

elettori

stabilirono diil

non

lo rivelassero.

ciotto leggi, che riporta

Quirini,

Gregorio XI, nel iSyS, come riporta il Burlo nella sua vita, viet che i patriarchi, arcivescovi, e
vescovi

potessero

portare

avanti

la

croce
fossero
ta

in presenza de' Cardinali, che


legati,

o nunzi della SanX, con una bolla de' 16 maggio i5i6, accord ai Cardinali l'esenzione dalle decime, e nel concilio generale XVII che celebr, determin, chela casa, famiglia, tavola ed arredi de' CardiSede. Leone
nali

Pauli II, pag. 22, per la buona amministrazione del pontificato, y. Natale Alessandro, Hist. Eccles. tom. VIII, cap. I, art. 8. I capitoH del conclave d' Innocenzo Vili sono riferiti dal Burcardo, allora maestro delle cerimonie, presso il Rinaldi all'anno i484j " ^9 e 3o, e sono i seguenti.
Vindiciae
I.

Che

si

dessero

dalla

camera
scudi

apostolica
d'

ogni

mese

cento
di

oro a que' Cardinali, che non ne


quattromila
benefizi
.

dovessero

essere

specchio
e

di

avessero
2.

modestia
solamente
lit

e di moderazione,
i

che

Che

non
essi

si

potesse
il

procedere

loro famigliari in attua-

contro di
dei tre
di

senza

consenso dei

di

servigio

godessero

l*

immu-

tre Cardinali

Per la bolla di Paolo IV, de' 28 maggio i5^5 detta comunemente del Compatto,
nit
ecclesiastica.
i

da ciascuno n si desse contro loro sentenza, senonch secondo la


prescelti

ordini,

costituzione di

Papa
del

Silvestro

l,

il

Cardinali

erano esenti dalla pre-

quale, essendo interrogato nel


cilio

contesti-

venzione
ordinari,
soli,

del
,

Papa
eh* essi

nella

collazione

romano

824 quanti
per

de' benefizi

facevano
li

come
per

sia ch'essi

conferissero

che unitamente
,

ai capitoli,

la

clausola,

tani conjunctim,

quam

condannare gli ecclesiastici, rispose che per condannare un prete Cardinale non vi volevano meno di quarantadue
fossero necessari

moni

divisim

locch

veniva

accordato

dipoi dagli articoH, e dalle convenzioni fatte tra


i

testimoni, e per condannare un diacono Cardinale ve ne volevano ventidue,

Cardinali riuniti in

come

riporta l'Amati. 3.

Che

CAR
da ogni gravezza. 4Che toccasse ad essi il provvedere benefizi delle chiese, che ognuno di loro possedeva. 5. Che ninno degli stessi Cardinali fosse punito con censure ecclesiastiche se cos non
fossero fi*anchi
i ,

CAR

giuramento. Anzi nel continuatore del Burcardo, nel conclave del i6o5 per r elezione di Leone XI a pag.

45 r,
in

legge, che dai Cardinali si furono sottoscritte !e capitolazioni


,

aumento
I

della dignit e autorit

ordinassero
re

canoni.

6.

Che

il

fu-

Cardinali/ia.

turo Pontefice

fosse obbligato a daa'

Cardinali
altari

godono
,

il

privilegio

per
le

soldo
rendite

soldati delle
,

contro

il

turco

allumiere

in

difesa de' cristiani

e in provvedere
,

possono in conseguenza aver cappelle domestiche [Fedi), e quindi far celebrare


degli
portatili

con
dagl'

esse

nobili esiliati
7.

e cacciati

la

messa nelle loro

stesse

infedeli.

Che non
non
col

potesse

tempo
tatile

di malattia; e nei

viaggi

camere in non

andare colla curia, e corte romana


fuori d'Italia, se
di

solo possono celebrare sull'altare por-

consenso
8.

prima dell'aurora

dopo

il

due

parti de' Cardinali.

Che
della
s.

mezzod,
di

non

potesse

alienale

beni

possono dare autorit celebrar la messa ai propri cap-

ma

Chiesa, intorno alla qual cosa

Pio

pellani.

Pompeo

Sarnelli, nelle Let-

eman dmonet
rare
i

poscia

la

celebre

bolla

tere Ecclesiastiche j

tomo Vili
i

lette-

nosj su cui debbono giuil

ra

XXXV,
solo
il

afferma che
l'

Cardinali
eleg-

Cardinali nel ricevere


,

cap-

non
gersi

godono

indulto di

pello rosso
clave.
9.

nell'

entrare

in con-

confessore

non approvato
l'

dal-

Che non
fosse

potessero deporre
le

l'Ordinario,
gliari.
ci.

ma

anco pei loro fami-

alcun prelato per


cipi,

istanze de' prin-

Intorno a ci leggasi
del

A ndreuci

se

non
d'

convinto di

esser

Prima

conciho tridentino,
gli

colpevole
IO.

un

qualche

misfatto.

Cardinali potevano conferire la pri-

nalato,

Che non promovesse al Cardise non persone ragguardevoli per virt e dignit. Qui per rammentiamo, che il sunnominato Innocenzo VI avea stabilito non potersi

ma

tonsura, e

ordini minori nelil

le chiese titolari,

quale indulto fu

revocato dal concilio,


vissimi dottori

sebbene gra-

tendersi

sostengano non inrevocato per riguardo ai

l'autorit pontificale per veru-

propri famigliari.

na ragione restringere dai Cardinali in conclave, e in qualunque tempo della sede vacante, ne aver altro
diritto
i

opinione

il

Barbosa,
de' 3

sione rotale
I

conferma tale con una decidicembre i582.


de' preti, e

Cardinali dell'ordine

Cardinali, che
il

di

dare

al

dell'

ordine de' diaconi

godono giu-

mondo

cattolico

padre e pastore,
Chiesa,
tali
il

risdizione quasi episcopale nelle loro

e ai dominii

della

so-

chiese titolari. Al Cardinale religioso permesso di


essere padrino

vrano. Ci
toli
il si

non

pertanto,

capi-

continuarono a fare, per cui citato Burcardo, ne' Conclavi dei

Pontefici
i

Romanij

capitoli

sottoscritti

a p. 2 dai

6, ripor^:a

Cardinali
di

nel

1559

nella sede vacante


farli

Pa-

compare nel battesimo, cosa vietata a' monaci pei motivi, che accenna lo stesso Barbosa, quali per non debbono considerarsi pei Cardinali, giacche evvi r esempio che quando san
i

pa Paolo IV, per


dosi,

giurare e os-

servare al Pontefice futuro, leggen-

a pag.

218,

la

formula

del

Gregorio I era diacono Cardinale, tenne al sacro fonte un figlio dell'imperatore Maurizio. Certo pe-

8
r,

CAR
che
i

CAR
amil camerlened ogni anno per turno un Cardinale diviene camerlengo del sagro Collegio (Fedi). Questo Car-

Cardinali diaconi per


il

il

senato apostolico ha
,

sacramento del battesimo, e quello del matrimonio, per


ministrare
Testir

go

monache,

e per celebrare la
autoriz-

messa in pubblico se sacerdoti, han-

dinal

camerlengo del
furono
stabilite

sagro

Colle-

no bisogno
tizia

della pontifcia
il

gio l'amministratore delle sue rendite, e

zazione. Anzi riporta

Macri,

Node

meglio
di

le

sue

de* vocaboli

ecclesiastici j

ingerenze nel pontificato

Leone
la

Cardinalibus 3 che Urbano IV aveva ordinato, che niun Cardinale


potes.se

X,

giacch

pi remota

sua

origine, leggendosi in Cardclla 71/e-

usare

le

insegne
le

Cardientra-

nahzie,

ne intervenire

alle consulte

e congregazioni, e godere
te ecclesiastiche,

prima

di essere sa-

cerdote,

lib.
i

I,

episL 37.
diritto

morie storiche de* Cardinali tomo li, p. i53, che Guglielmo Curti, Court, o Novelli, creato Cardinale nel i338 da Benedetto XII in Avignone divenne camerlengo del
,

Tutti
di

CardinaU hanno

sagro Collegio,

come

rilevasi

dal

li-

assistere ai concistori, alle

Caped
al-

pelle Papali, alle processioni,

tre sagre funzioni Pontificie


dinalizie.

e Car-

bro delle obbligazioni dell'archivio vaticano, avendo equivocato chi lo annover tra i Cardinali camerlenghi di santa

F. Cappelle Pontificie, e
i

romana

Chiesa.

Oltre

Cardinalizie. Inoltre
Italia
le
le,

Cardinali in
esenti dal-

quanto dicemmo del camerlengo del


sagro Collegio al citato suo articolo,

non

solo

andavano
carico

decime,
e

ma

eziandio dalle gabel-

non

riuscir discaro,

che qui

si

da ogni
il

ordinario

aggiunga,
del

come
nel

dalle

costituzioni

straordinario. Nel pontificato di Cle-

mente X,
priv
l'
i

Cardinal

camerlengo

Cardinali del privilegio del-

esenzione delle gabelle,

ma

il

Pa-

pa glielo restitu. Oggid non lo godono pi, ma invece hanno per compenso cento scudi annui. Nel i565. Pio IV proib con una costituzione, poi confermata

approvate da i546, e stampate in Roma nel i833, si ricavi, che se i Cardinali assenti da Roma, gl'infermi, o i vecchi vogliono dispensarsi da questo ufficio, in loro lisagro
III

Collegio,

Paolo

bert, e allora viene creato in

case-

da

Gre-

merlengo quel Cardinale, che lo gue per anzianit di ordine e


creazione.

di

gorio XIII, che

palazzi de' Cardi-

Quando
si

poi

il

Cardinal

nali servissero di asilo ai delinquenti

camerlengo vuole

esentarsi

da Roegli

e malfattori.

Urbano Vili,
istitu

nel

ma, ovvero
surrogare
scelta.

ammala,

pu

palazzo vaticano,
de' Cardinali,

l'archivio

un

altro Cardinale a

sua

per

loro uso

in con-

clave coU'autorit della

bolla.

Ad-

Se il Cardinal camerlengo muore prima che finisca l' anno


essere

monet nos cura pastoralis officii^ emanata nel 1625, decimo octavo
kal.

deve
lui

surrogato

in luogo di

januarii.
il

quel Cardinale, che lo segue immediatamente; e la messa cantata


le

Durante
nella sede

conclave medesimo e
,

per

di lui

esequie,

deve

esser

vacante
di stato

fa
il

le

veci

del
se-

celebrata

da

quel
il

Cardinale

cui

segretario

prelato

tocca secondo
le

gretario del

sagro

Collegio

(Vedi).

cappelle

turno annuale delgiacche il Cardinale


questo

Oltre

il

segretario,

ed

altri ministri.

successore

in

camerlengalp.

CAR
entra nella
concistoro,
carica
solo
la

CAR
nel

primo
borsa.

za di palafreniere pontificio, la quale

mediante
fa

consegna

sogliono cedere ad altro soggetto ido-

che

il
il

Papa

lui

della

neo

ed approvato
la

da
e

monsignor
di ciril

Ma
te

regnante Pontefice nella mordel Cardinal Gamberini, che ces-

maggiordomo per
Pontefice
,

somma
;

ca cinquecento scudi

vivente

s di vivere a ij aprile

1841, di,

nominano

alle

vacanze

spens

il

Cardinal

Giustiniani
di lui
(

il

que' Cardinali, che non aveano esercitato tal privilegio.

quale

veniva
dall'

dopo

che

Ma

di questo

pure camerlengo di santa

romana
consueto
eserci-

argomento

si

tratta all'articolo

Fa-

Chiesa)

attendere

il

miglia de' Cardinali.

concistoro, autorizzandolo tare l'uffizio.


il

ad
del

Lungo sarebbe
le

parlare

di tutte

poi da sapersi, che

prerogative, preeminenze, e pri,

Cardinal
il

camerlengo
quale in tal

sagro
suc-

vilegi de' Cardinali

di

alcuni

dei

Collegio,

modo

quali

si

parler ne' seguenti numeri,

cede

al

defonto, non viene pregiu-

si

fa

menzione

agli

articoli

rela-

dicato nel turno, cui deve fare nel

tivi.

/^. Piati,

De Cardiria lbusj SySanctae Ro-

seguente anno

secondo
al

da noi
colo.

descritto

il metodo nominalo arti-

nopsis praecipuavum praecmnentiariinij

et

prwilegiorum

manae
II.

cclesiae Cardinalium.

Fino agli ultimi tempi, i Cardigodevano dal palazzo apostolico la cos detta parte di pane e vino, essendo considerati quai contij^iui commensali del Papa ; ma sul declinare del
nali
secolo, decorso, cessarono

citano

Cariche e qualifiche^ che eseri Cardinalij e Cardinali

palatini.

per

le

vicende
,

Le

tre patriarcali basiliche di di


s. s.

Ro-

dei

tempi

tali

somministrazioni
si

il

cui

ma

quantitativo

legge nei ruoli dello


s.

e di

Giovanni , di s. Pietro Maria Maggiore hanno per

stesso palazzo. Sotto


dinali

Pio V,

Car-

arcipreti altrettanti Cardinali. Inoltre


i

nominavano per cedola uno o due famigliari al novello Pontefice; ed eletto, nel i566, quel Papa ne nominarono diversi, come chirurghi, cadella scuderia,

Cardinali occupano le seguenti cari-

che, cio di vicario di


ziere

Roma

peniten-

maggiore
il

Chiesa,
liere

merieri, palafrenieri, scudieri, individui

dell'

camerlengo di santa quale pure arcicanceluniversit Pvomana ; can;

un

cappellano,

un

aiu-

celliere,

e vice-cancelliere di
apostolici
delle

s.

ChieCardi-

tante di camera. Cos l'ambasciatore di

sa; legati

legazioni
il

Portogallo nomin un medico, quello di

di Velletri,

che sempre

Spagna un cameriere
sotto

un

nal decano, di Bologna, di Ferrara,


di Forl, di

palafreniere, e quello dell' imperato-

Ravenna,

e di

Urbino

re

un cameriere, ed un
In
progresso
all'

came-

e Pesaro

prefetti

delle

congregaquelle del-

riere.

elezione del

zioni Cardinalizie,

meno
,

nuovo Papa nominarono


gliare, e livrea,

vm fami-

l'inquisizione, della visita apostolica,

per solito

il

pi antico di

e della concistoriale

la cui
il

prefet-

a percepire la quota di cento

tura
la

suole

ritenersi

Papa,

ma

che pagavasi dal palazzo apostolico , ed ora i primi dodici Cardinali, oltre r eletto Papa, nominano il pi antico de' loro domestici per la piazscudi,

prima ha un Cardinale per segretario, mentre le congregazioni dell' esame de' vescovi, e degli affari ecnon hanno clesiastici straordinarii

IO
prefetto

CAR
considerandosi per
Tutti
i

CAR
tale

lo

slesso Pontefice.

Cardinali

poi,

vigio

anche assenti da Roma in serdella santa Sede ec, sono


delle
il

memoriali e il segretario de'hrevi Pontificii. Quest'ultimo per gode tale ufllcio a vita. Come primatarlo de'
,

rii

famigliari

del

Sommo
)

Pontefice
negli an-

membri
nalizie,

congregazioni

Cardirelative
arti-

(siccome prima

tali

cariche veniva-

cui

numero
a

no

esercitate dai prelati

notizie
coli
,

si

riportano

quegli

tichi ruoli

del palazzo apostolico enella


distinta
classe

delle quali congregazioni non ne hanno meno di quattro, assegnala loro dal Papa, dopo che ha aperta la bocca a* medesimi Cardinali.

rano

registrati

de' camerieri segreti

partecipanti, e

perci al pari di loro avevano scudi

quarantacinque

il

mese, e

la

par-

In

progresso
i

suole accrescerle

te di

pane, vino

e altre cose;

ma

secondo

meriti

onde non vengo,

nella distribuzione degli

emolumenti

che no conferite a quei Cardinali non si sono recati a Roma a prendere


tratto
il

de'camerieri segreti partecipanti, ora

ne gode
riali.

il

solo segretario de'


vi

memo-

cappello Cardinalizio, e nep,

Quando

sono Cardinali nii

pure a que' Cardinali


di

cui

per

poti,

sono considerati fra


Cos se
il

Cardinali

specialissima
il

onorificenza
nel

palatini.

prelato

uditore

viene spedito

cappello

luogo

del

Papa

fosse elevato alla

porpora,
sareb-

ove risiedono.
Inoltre
ai

e rimanesse

nel

palazzo

apostolico

Cardinali

spettano le

colla qualit di pro-uditore,

cariche di visitatori apostolici di luo-

ghi

pii,

come

ospedali, ospizi,

cons.

serva torii, ec, di bibliotecario di

be considerato Cardinale palatino. I Cardinali palatini hanno dal Pontefice le udienze (Vedi) pi frequenti

Chiesa, di presidente della congre-

degli

altri

Cardinali,

stante

la
lo-

gazione della revisione


di presidente della
sussidii,

de' conti

qualit

degli affari,
.

che sono
i

commissione

dei

ro affidati
latini
,

Tanto
le

Cardinali paabitazio-

e dell'ospizio della

Madon-

che

loro segreterie, e fa-

na

degli

ziane,
siglio

angeli alle terme Dioclenonch di presidenti del consupremo camerale. Ad un Caril

miglie

hanno residenza ed
;

ne nei palazzi apostolici


glie

le

fami-

godono

di

particolari

propine
Cardinali

dinale

Papa assegna pure

priorato in
rosolimitano.

Roma
Tutte

dell'
le

il gran Ordine gemenzionate

nelle ricorrenze di agosto, e Natale,

e per altre circostanze.

palatini sono invitali, e intervengo-

per rinunper promozione e per morte, seppure non disponga altrimenti il sovrano Pontefice. Talvolta i Carzia,

cariche vacano soltanto

no
alla

in abito Cardinalizio,
assiste nella

quando

il

Papa

basilica

vaticana

messa, che

si

canta dal Cardila

nal arciprete per


la

dedicazione del-

dinali

esercitano

cariche

prelatizie
tesoriere,

col titolo di

prOy

governatore di
I

come di Roma, ec.

quando in essa si espone il ss. Sagramento in forma di quarant'ore, e quando si celebrano le


chiesa,

Cardinali palatini, cui suole eleg-

esequie

de' Pontefici

defimti

nella

gere ogni nuovo Papa, a

meno che
quelli

cappella del coro. Cos intervengono

non confermi alcuno


suo predecessore, sono
segretario di stato,
gli
affiiri
il

di
il

del
il

pure nel giorno,


nedizione
all'

in cui

il

Papa

d, nel

datario,

cortile del Quirinale, l'apostolica

bess.

segretario per
il

arcicon fraternit del

di stato interni,

segre-

nome

di

Maria, ed in altre funzio-

CAR
ni,

CAR
j'

ir

come
e

di consacrazione di vescole cariclie,

vi, ec.
zi
,

Di tutte
delle

dogli uffi-

qualificlie

Cardinalizie
si

romana Chiesa, go dano e per singolarit, e per poi tenza e per dignit di quel colla

sacrosanta

accennate in questo numero,


la a' relativi articoli.

par-

mo,

della cui gloria ornato

il

Aggiungiamo
ficato di
s.
1

poi,

che nel
11,

ponti-

Gregorio

eletto nel-

l'anno 7
ti
i

5, essendosi

gi accresciu-

nostro amplissimo senato, dichia riamocio ch'eglino sieno patrizi *> e consoli, e vengano alties'i deco rati con tutte le altre dignit im periali
",

diaconi Cardinali regionari, dal


di
sette,

come

riporta

il

Tama-

numero

a quello di quattordici, egli ne aggiunse quattro col


di palatini, per assistere

nome

sem-

pre al Pontefice nella basilica di s. Giovanni in Laterano, nell' atto che celebrava ; quindi incominci il no-

gna t. I. p, 2 11. Quindi s. Pier Damiani chiam i Cardinali Senatori di tutto il mondo, e senatori ancora di tutta la Chiesa^ ed anco
p.
il

Muratori, Rer.

Ital.

tom.
a'

I.

II.

pag. 540, dice, che


i

tempi
veni-

me

dei Cardinali
fra gli altri
si

diaconi

palatini,

di Alessandro III

Cardinali

come
torelli

osserva dal Yits.

vano denominati

senatori.

Clemente
i
il

apitd Ciacconiiun in vita


Il
i

IV

dichiar

presidi, e

proconsoli

Higynii.
nel
giunti
tanti
il

Pagi

ci

fa

sapere

che,
e

Cardinali legati

a
i

latere, e

gran

i4^o,
al

Cardinali diaconi erano


di

numero
i54^

diciannove,

Pio II chiam di Roma.


Il

Cardinali Senatori
as-

Panvinio

assicura

che
III.

fos-

titolo di

Doniinuf: fu dato
a'

sero nel

sotto

Paolo
al

Pio
di
se-

sai
il

per tempo

Cardinali, per

cui

IV

li

port di

poi
si

numero
Sisto
il

venticinque,

ma

ridussero in

detto s. Pier Damiani scrisse Domino Hildeprando, chiamandolo dile-

guito a
nel

ventuno,
li

finche

ctissifue frater et

domine.

Il

Garam-

i585,

stabil,

secondo

nucio

pi

nel Sigillo della


si

mero

anteriore a Gregorio

II,

6^, dice che


di

Garfagnana^ p. dava il solo titolo


ai Cardinali;

a quattordici.
III.

Domini, o Domni
l'

indi soggiunge
Titoli onorifici.

istruzione

data da

un
al

canonista

della

curia

Romana

tempo

di
ai
ai

Ne' paragrafi precedenti


onorati

si

detfossero

riguardo
doveansi
le

Gregorio IX, del 1227, titoli onorifici, che dare


Cardinali, nei libelli delnelle cause
cosi
ecclesiasti-

to con quali denominazioni


i

Cardinali di

s.

Chiesa.

Qui

petizioni,

aggiungiamo, che vennero qualificati siccome partecipi delle chiavi


" pontificie, proceri del clero,
basi
del tempio di Dio, luminari chiaw rissimi della Chiesa, che vegliano

che. Egli

ne insegna le formule Corani vobis Pater sancte, si es corani Domino Papa. Si


:

adunque

es

coram
tituli s.

domino
vobis,

Cardinali,

dices

sic:

Coram

>

per le anime dei popoli, e colonne della Chiesa medesima". Vuoisi, che l' imperatore Costantino decorasse col seguente diploma i CardinaU di Roma: Decretiamo, che gli uomini chierici reverendissimi,

T.

venerande Pater Sahinae presbyter Carsi

dinalisj et sic
teris

es

Cardinalibus. Si
:

coram presbycoram diaco-

quali in diversi ordini

servono

nibus dicas sic Corani vohis venerande pater, domine Otto s. Nicolai in Carcere Tulliano diacone Cardinalis. Diaconi Gardinales non

12
liabent

CAR
titulum
presbytcrl
dices
sic:
sic.

CAB
Si

quello di

corani episcopis,

Corani

vobh venerande Pater, domine Sabniensisj domine Ostiensis et sic, coram episcopis Caidinalibus s
,

Caro amico. V, THenault txtW Abreg de la France. Urbano Vili, nel i63o, accrebbe
le

loro

preeminenze de'Cardinali, e diede il titolo di eminenza, ed emiillustrissimo , che davasi a diversi principi d' Italia che loro si attribuisse il ti-

supprimes et

nomen

iituli

et

no-

nentissimo {^edi), in vece di quello


di signore

men Cardinalis; et procedes sic: Coram vobis venerande pater , Papa auditopartibiis a domino
re
tius

ancora
avanti

concesso

praeponit
capitali

Lauren-

tolo di altezza;

proibendo
titoli,

a'

Cardi-

rolomagensisj quod ecclesia rotomagensi vacante, etc. In appresso o si aggiunse anche quello di reverendi
procurator
e ne'
legio,
libri

nali di ricevere altri

meno

de' conti

del

sagro Colfino a

gorio XI,

1378, furono detti reverendi patres et domini, indi si cominci a stabilire frequentemente il reverendissimus pater et domiius, che si continu nel

da Bonifacio Vili il quale mori

Gre-

che fosse loro dato dalle teste coronate. Quindi il suo immediato successore Innocenzo approv il decreto della congregazione cerimoniale, che prescriveva a'Cardinah, di qualun-

nel

que dignit e lignaggio


tarsi

di conten-

del

solo

nome

di

Cardinale,
titolo sesi

senza veruna aggiunta


colare
:

di

tuttavolta in progresso

XIV

XV
,

secolo.

Papa Adriano VI , a' 9 gennaio i522, bench assente dal


Eletto

permesso aggiungervi quello d'imperiale e reale, se il porporato di tali famiglie. I titoli, che comunemente i
Cardinali
si

danno

nello

scriversi

conclave

siccome
il

dimorante
gli

nella

tra di loro, sono di eminentissimo e

Spagna
il

sagro Collegio

spedi

reverendissimo signor mio osservanal Cardinale decano si d per distinzione il colendissimo , in vece eW osservandissimo, ed al Car-

decreto di sua

esaltazione;

onde

dissimo ,

nella lettera responsiva, che invi in

Roma
tomo
timo
I

a'

Cardinali, e che leggesi nel

del Cinelli, in data dell'ul,

dinal nipote del


vi fosse,
si

con Reverendissimarum questa formula Doni, vestraruni amicus et confrater, etelectus Ponlifex romanus. Dipoi Sisto V decret la pena di scofebbraio
si

sottoscrisse

se munica ed aprissero
,

Cardinali
lettere

ricevessero

colla

direzione
i

Papa regnante, se darebbe dai Cardinali creati da lui, il trattamento di padrone colendissimo, in vece dell'o^servandissinio , venendo chiamato il Cardinal nipote del Papa, il Cardinal padrone. Quando i Cardinah scrivono al Pontefice, se sono stati
da do
lui

di semplice Cardinale, senza


d' illustrissimo
,

titoli
,

creati, nella sottoscrizione


11

ag-

reverendissimo

giungono: e creatura.
ai

Papa

scrivenil

dovendole subito lacerare. Dopo che Clemente VIII assolvette solennemente Enrico IV re di Francia,
nel

Cardinali vescovi d loro


preti,

ti-

tolo di venerabilifratri nostro j se poi

sono dell'ordine de'

e de' dia-

1595, dice

il

Bercastel, Histoire

coni, dilecto filio nostro, e scriven-

de VEglise,

toni.
il

XIX,

p.

56 1, quel

do loro confidenzialmente
italiano
:

in

idioma
signor

monarca diede
Francia

titolo di cugini ai

Al

reverendissimo
il

Cardinali, che fino allora dai re di

Cardinale. Parlando poi

Pontefice

avevano ricevuto soltanto

ai Cardinali nelle allocuzioni conci-

CAR
stonali
5

CAR
i

i3
di legati

si

indirizza loro col titolo

quali

colla

qualifica

ed
alla

venerabiles fratres y

e nelle bolle

si.

in cappa nel solenne ingresso la ac-

usa

la frase

de Consilio

venerati-

compagnarono a

cavallo

sino

lum fratriini nostrorum. Dice il Macri, che i Cardinali nel promulnel principio gare qualche decreto de' loro titoli, sogliono usare la formula: N. miseratione divina etc.
,

porta Flaminia. Quivi il sagro Collegio trovossi a complimentarla, ed in

cappa

e nobile

cavalcata la preceI

dette nel recarsi dal Papa.


nali legati

Cardi-

andarono

a'

loro luoghi,

Di

tale

argomento, e di tutte

le re-

gole relative

abbiamo

le

istruzioni

per

la giovent impiegata nella se,

i due primi diaconi subentrarono a prenderla in mezzo nell' accompagnamento. Sulle precedenze de' posti

greteria, di Francesco Parisi

stam-

fra' Cardinali,
lari,

nelle loro chiese titosi

pate in

Roma

in quattro

volumi nel

protettone, o arcipretali,

pu
si

1785,

utilissime principalmente pei

consultare l'articolo Cappelle Cardinalizie,


fa al

segretari de' Cardinali,

massime nel

ove dicesi

dell'invito,
esse,

che

tom. Ili, p. 65, Tiiolario per Cardinale , disposto secondo i nomi delle
i

sagro Collegio per


sagro

ed alin

tre cose relative.

persone, alle quali


titoli,

giusta

il

convengono cerimoniale dei Carsi

Dividendosi
cari,

il

Collegio

tre ordini, cio di

vescovi suburbi,

dinali.

preti

diaconi

si

passa da

quelli de'preti e de'diaconi a quello

IV. Precedenze nel sagro Collegio.


All' articolo

de' vescovi
I

preti
,

Cappelle
posti
si

Pontificie
esse, e di

titolari

col metodo che diremo. non possono essere vescovi ed abbiamo solo, che Cle-

parlandosi
la loro

dei

di

quelli de' Cardinali,

trattato delprincipi ed

precedenza

sui

mente Vili dichiar arcivescovo titolare di Filippi il Cardinal Nino de Cuevara; Benedetto XIV arcive,

ambasciatori, riportandosi vari esempi analoghi.

scovo in partibits di Nicosia,


dinal
egli

il

Car-

Ma

per rammentarne
recatosi

delle
stesso

Lanze,
nella

consacrandolo
Paolina

qui alcuni soltanto, diremo che Carlo

cappella

Vili

re

di Francia

del Quirinale.

V. Vescovi Cardinali
fece col Car-

R.oma nel 1495 con trentamila soldati, e con mire ostili, come si pacific con Alessandro VI, volle assistere al pontificale, prendendo posto dopo il primo Cardinal vescovo; dipoi Alfonso II duca di Ferrara e due figli del duca, ed elettore di Baviera, furono fatti sedere da Innocenzo IX, e Clemente VIII in concistoro, e nelle cappelle, dopo l'ultimo Cardinale, mentre altri principi sovrani vennero situati in mezzo agli ultimi due Cardinali. Sotto Alessandro VII, quando la regina Cristina
,

CONSACRATI DAI Papi. Altrettanto, nel

1758, Clemente XIII


la

dinal duca di Yorck, che ritenendo

diaconia

era

passato
la

all'

ordine

presbiterale.
Io

Dopo
a

consacrazione
in

tenne seco

mensa

uno

ai

Cardinali assistenti. ^. Pranzi, ove

di Svezia recossi a Roma , il Papa deput due Cardinali ad incontrarla,

erano i solenni conviti, aveano luogo i Cardinah. Quindi, nel 1762, volendo il medesimo Clemente XIII fare vicario di Roma il Cardinal Marc' Antonio Colonna, questi dall'ordine de'diaconi con pontificia dispensa pass a quello de' preti , prendendo luogo secondo l' anzianit della sua prdicesi quali

in

cui

i4
mozione
alla

CAR
porpora.
Indi
in
il

CAR
conpubblico diritto una eruditissima, ed
elegantissima dissertazione latina, che
il

sacr arcivescovo

titolale

parti'

bus di Corinto, nella predetta Cappella Paolina del palazzo Quirinale.

sunnominato Cardinal
sotto
al
il

Castiglioni

lasci inedita
coriy

titolo

DiaconiBraschi
mirabili

Fra

Cardinali
dei
preti
,

diaconi
anzi

possono

dedicata
nella

Cardinal
evvi

esservi

de' vescovi

diacono,
dinali

quale

eziandio, senza che per in cappelli


pontificia

mente esposto quanto riguarda


diaconi.

Car-

nulla
le

pi

possano eserciinerenti

tarne
in

che

sole

funzioni

all'ordine diaconale. ]\ specialmente

Il passaggio de' Cardinali da un ordine all'altro chiamasi Ozione,

Roma
i

fanno

essi

funzioni presbi-

(Fedi)

ossia oltare, la cui origine e


si

terali in
stati

pubbliche
fra'

cliese.

Molti sono
vescovi di e

progresso dottamente

espone

dal

Cardinali diaconi
quali

Panvinio,

De

septeni

Urbis

Eccles.

giurisdizione,

da ramche

mentarsi

il

Cardinal Gio. Castiglioni

vescovo
nel

d'

Osimo
alla

Cingoli,

cap. 3 ad finem: > Presso gli anti chi pertanto, egli dice, per pi di mille duecent'anni non inter'

continu sino
de' diaconi.
Pxalzato a'

morte,

accaduta
ali

rotti

si

mantenne
il

nella

Romana
i

i8i5, ad appartenere

ordine

" Chiesa
fi >

costume, che n

diarice*

questo era stato in-

coni

le

diaconie

una volta

17 gennaio i8o3, da Pio VII, che allora lo pubblic Cardinale, e gli confer la diaconia di s. Maria
in
di

vute, n i prti i titoli, ne i M vescovi Cardinali i propri vescova ti mutassero; dal che nasceva che
fi

Domnica. Lo

stesso era

avvenuto
in

diaconi,

preti e

vescovi Cardi-

im

insigne

suo
cio

antecessore
del

quel

vescovato,
iu Portico.

Cardinal

Lanfredini, ch'era diacono di santa

Maria
che

Inoltre

abbiamo

maggiormente accudivano, a domavano, rifabbricavano, amplia vano le propiie diaconie, e i propri }} vescovati, sapendo di doverli riteneas

nali,

Innocenzo X, nel 1654, fece Cardinale Carlo Gualtieri, e gli diede per diaconia la chiesa di s. Pancrazio,

che apparteneva all' ordine essendo che erano tutte occupate le diaconie; e sebbene di
de' preti,
tal ordine,
lo

Al presente i CardinaU per la legge dell' ozione possono ottare a molti titoli e yy diaconie; locch ebbe principio a' tempi di Alessandro nel cony

re finche vivessero.

cilio

pisano del

i4^o>

^^^I

quale

dichiar

arcivescovo

>

avendo prodotto
titoli

lo scisma,

che

Fermo. Avvenne poi che trovandosi tal Porporato in R.oma nel pontificato di Clemente IX nel d'i del s. Natale, u potendo il Pontedi
fice

Cardinalizi avessero
dell'

almeno

due Cardinali, uno

ubbidien-

za d'Avignone, l'altro della

Rofat-

mana
to di
,

terminato lo scisma, e
tanti Cardinali

celebrare

la

messa

pontificale,

ma

soltanto assistervi,

menoi
tutti
gli

Car-

dinali diaconi, che doveansi in essa

comunicare
alterare
il s.

avendo
il

altri

im solo col legio creato il nuovo Pontefice fu d'uopo allora, che tali muta" zioni si facessero, per le quali un
5

Cardinali celebrato,
rito,

Papa, per non


il

di que' due, che nello scisma ave-

dichiar

Gualtieri

prete di
tare la
sito

Eusebio, e gli fece canmessa. Ed a questo proposi

vano il vescovato di Frascati, lo " dimettesse all'altro, ed ottasse a " quello di Sabina allora vacante.
>

a desiderarsi, ciie

renda di

Lo

stesso

accadde ne'

titoli

e nel-

CAR
le diaconie: locch sebbene allora accadesse per necessit, pass poi frequentissimamente in esempio; che " e perci vediamo accadere
,

CAR
nosce,

i5
decani
vescovai

che alcuni

Cardinali
tal

non
to,

vollero

passare a

come da ultimo

fecero

Cardi-

>

lo stesso

w ha oltato a
>

Cardinale fatto diacono tre e quattro diacootta

Francesco Pignatelli , e Gio. Francesco Albani. N ancora altri


nali

vollero divenire decani


nel

come

fece

nie

divenuto prete
,

ad

al-

trettanti titoli e fnahnente a tutti i vescovati. Aggiungiamo M che tanto il vescovo, che il pre>* te e il diacono, sogliono talora
>

Cardinal Paolucci, per cui Clemente XIII permise, cke passasse il Cardinal Cavalchini. Ma per
il

1763

le

relative notizie sul


il

decanato
I,

del

sagro Collegio, V. ment.

Riganti, Conit.

ritenere titoli e diaconie in

com-

ad

Reg. Can.

ad Reg.
pre-

Tale esempio della ozione fu con parsimonia seguito sino a Sisto IV, il quale assegn diaco".

menda

8, 2.

Anticamente dopo
conizzavano
vescovati
i

il

Papa,

in

concistoro
,

diversi
i

nie a' preti, e titoli a' diaconi

fin-

Cardinali
;

massime
anzi

che Sisto

colla bolla

Poslquam,
costituzione

Cardinali

protettori
al

Urbano
il

e Clemente

XII

colla

VIII
dell'

concesse

Cardinal seniore
di fare

Pastorale qfficium, con leggi opportunissime determinarono le regole della ozione, leggendosi nel Cardinal
Paleotti
sult.
,

ordine de' preti


delle

pro,

cesso

chiese

suburbicarie

De

sacri

concistorii

conin

proporle nel concistoro segreto, ma poi diede tal privilegio al Cardinal


vicario di

in conci,

oper.

membr. 5

princp.y che ne' tre ordini de' Cardinali la gerarchia terrena corrispon-

de

alla celeste ripartita

in serafini,

cherubini e troni, con altre simboliche spiegazioni, delle

quali

egual-

Roma, che l'esercit sino a Pio VI; come sino a quel Papa il Cardinal camerlengo del sagro Collegio propose l'ultima chiesa vacante argomento, che si tratter alConcistori, ed altrove. l' articolo
:

mente

tratta

il

Piazza nella Gerar-

chia Cardinalizia,

V. Insegne^ distinzioni^ e
Ozione,
e sagre.

vesti usuali

Ma

dicendosi
i

all'articolo

quando

Cardinali diaconi possano

ottare al vescovato suburbicario (es-

Sono insegne
lazzi,

del Cardinalato l'uso

sendo per prima entrati nell'ordine de' preti, ciocche, secondo la costituzione

della campanella (Fedi) ai loro pa-

non Clemente Vili possono eseguire prima di dieci andi


,

ni di Cardinalato

ci

limiteremo

e la mazza di argento (Vedi\ sebbene esse non sieno pi in uso. La prima suonavasi al ritorno del concistoro in cui aveano ricevuto il

ad accennare, aver Clemente XII decretato che il pi anziano dei


,

cappello rosso,

nell' uscire di

palazzo
vifa-

col treno nobile, e nel ricevere


site

Cardinali

vescovi

suburbicari

resi-

formali, ec.

La seconda

si

denti in curia, o che ne sia

assen-

^
no

ne, deve occupare

per pubblica, o necessaria cagioil pos'.o di decadel sagro Collegio,

ceva portare innanzi da un aiutante di camera, qual segno di autorit

e giurisdizione, allorch

si

reca-

ed essere veTuttavia
si

vano
altri

alle cappelle, ai concistori e in

scovo d'Ostia e Velletri.

luoghi

funzioni,
li.

non mancano esempi, per cui

co-

decretato di Paolo

Solevano

secondo il i Car-

i6
ilinali
siti

GAR
anticamente
,

CAR
ai

recarsi

detti

" proprio sangue, " a cui appunto


allude
il

in cavalcata

per

cui racconta

colore rosso della porpora,

Marc* Antonio Valena , che quando i Cardinali andavano pontificalmente vestiti in cavalcata, godevano l'autorit di poter all'incontrarsi con alcuno, che subisse la condanna dell' estremo supplizio, liberarlo dalla morte. Ma perch ci non passasse in abuso, nella mattina in cui eseguivasi qualche sentenza capitale, i
Cardinali
si

e delle altre
Cardinalizi.

insegne,

indumenti

P^.

Capi'a de' Cardinali,

nonch gli articoli Croccia, veste che usano in conclave. Porpora Cardinalizia, e
Il

Calze de' Cardinali.

Cappello rosso parere di alcuni, che fosse stato usato dai Carlegati prima che Innocenzo IV, nel 1245, lo stabilisse ai Cardinali, insieme alla porpora. Quel

dinali

astennero in seguito di

sare

ove dovea pascondannato, e pel luogo, ove dovea subire la pena di morte. Pio IV, nel i564, esort gravemente i
la strada
il

andar per

Papa lo decret di colore rosso per rammentare al sagro Collegio, che fosse sempre pronto a spargere il
sangue per la fede, per la sede apostohca, e per la pace del cristianesimo. ^. Agostino Patrizi, Ccercin.
lib. I,

Cardinali a non adottare l'uso delle carrozze allora introdotto, ed Inno-

cenzo

XI,

nel

1676, con
a

patetico

sect. 8, cap. 4-

Quindi questo

discorso in concistoro segreto invit


il

cappello serv per decorare lo stemi sigilli; ma Innoche fosse sovrastato da alcuna corona reale, o ducale. Riporta il Macri che l' arcivescovo di Salisburgo, usava porre

sagro Collegio

non adoperare
fa-

ma

gentilizio, e

carrozze superbe ed eleganti, n vestire


i

cenzo

viet,

stose.

domestici loro con livree V. Carrozze e Cavalli.


il

Anche

concilio generale

XVII,

nella sessione XII, disse convenire ai

sulle di lui

arme

il

cappello rosso,
flatus.

Cardinali la porpora che vestono. Molti

intitolandosi

Cardinalis che

V.
Car-

poi sono gli scrittori,

quali col ven.

Sigilli.

Bellarmino, cap. 8 deV apologia, di-

L' anello,
dinali,

il

Papa d

a'

chiarano che la porpora si deve alla loro dignit reputata eguale alla regia. La porpora vuoisi anticamente usata
dai Cardinali apocrisari, o sieno nunzi
apostolici. Certo
di

che denota il anche il regno, giacche i Cardinali fanno parte del Pontefice, e come

ha per

gemma un zaffiro, sommo sacerdozio, ed

che nel pontificato


si

dicemmo
onde nel

regibus
conferirlo

aequiparantur
il

Gregorio

IX

Cardinali

videro di

Pontefice, in

essa vestiti, finche stabilmente decretolla Bonifacio VIII, e

uno
il

ai titoli,

e alle diaconie, dice

megHo ancora
come
si

Paolo

II.

Ma
i

di questa, e delle altre

gerli

Lunadoro, che intende coiigiune sposarli colla chiesa , che

insegne del Cardinalato, ecco


espressero

loro assegna.

padri di Basilea, finche

La berretta, e
rono da Paolo

il

berrettino rosso fu-

ecumenico fu il concilio loro: >> Ri flettano Cardinali nel ricevere


i

II

accordati

a'

Cardi-

nah per
luoghi
giosi

distinguerli

dai prelati nei


il

le

insegne della

propria dignit,
il

ove non

potevano usare
i

al loro

significato,

quale

si

cappello rosso;

ma

Cardinali
il

i-eli-

che pel bene della Chiesa univer-

continuarono a portare

cap-

quando sia debbono temere


sale,

necessario,

non
il

puccio, ovvero la berretta del colore


dell'abito del proprio Ordine, finch

di

spargere

CAR
Gregorio
essi

CAR
anche
il

17
pontificie,

XIV
la

concesse
,

ad

cappelle,

funzioni

in

tanto

berretta

che

berret-

cui usano mitre di

damasco bianco,

pure a'Cargualdrappe rosse da usarsi nelle cavalcate, e dispose che nelle cappelle, nei concistori, ed in altri luoghi, sedessero su banchi piti alti di
tino rosso. Paolo II die'
dinali le
quelli di

siccome dispose Paolo II. Il Garampi, nel suo Sigillo della Carfagnana, pag. 7 3, dice che l'uso della mitra ne'Cardinah incominci nel
secolo

qualunque

prelato. L'

om-

XI, Leone IX,


fu

nei

pontificati dei santi

Gregorio VII, e che


a'

brellino (Fedi),

ed il baldacchino (redi), sono pure distintivi de'Cardinali.

comune pure

Cardinali diaconi,
1

riportandone testimonianze del


III.

192,

in cui governava la Chiesa Celestino

Benedetto
Cardinali equestre,
potessero

XIV

ascritti

decret, che i a qualche Ordine

come

il

gerosolimitano,

portare la croce di pezza

bianca

sulla

mozzetta rossa, considi abito d'una F. Vesti Cardi-

Aggiunge poi il Macri, che sotto Eugenio IV le mitre Cardinalizie erano di bambacina bianca. Oltre le mitre di damasco, i Cardinali adoperano anco le mitre giojellate, e i
vescovi suburbicari per formale han-

derandosi
nalizie.

come parte
il

religione professa.

no

tre

pigne

dorate,

coperte di

Anche

Sarnelli di opi-

perle;

ma

cantando messa, e facen-

nione, che i Cardinali incominciassero da Bonifacio Vili a vestire di rosso e di paonazzo, al quale
poi
si

aggiunse
alla

il

meniche quanto

Gaudcte

rosaceo nelle doIn e Lcelare


.

forma

dev' essere eguale,

che in tutti dice che sia inco,

do altre solenni funzioni, i Cardinali hanno l'uso de'sacri paramenti ponPossono in morte lasciare tificali. paramenti e i sacri i i Cardinali, arredi, mediante indulto pontificio, a chiese pubbliche ed ai propri titoli
,

secondo

le prescrizioni del

con-

minciata nel pontificato di Bonifacio

ciho generale

IX, mentre
in

in

avanti procedevano

Pio V, altrimenti appartengono alla cappella


e di
s.

XVII,

abito

ecclesiastico

molto somi-

pontificia,
di

secondo

le

disposizioni

gliante al monastico.

Alessandro VII

viet a' Cardinali


cio

1'

nella

loro

persona,
il

uso del corruccol quale


dolore
In

solevano palesare
perdita
consistesse, lo
si

de' congiunti.

per la che esso

dir al citato arti-

colo Vesti Cardi]valizie.


ci a vedersi
di quel
il

Intorno a Sandini nella vita

Clemente VII, di Giulio III, di Clemente Vili, di Urbano Vili, e V. le bolle di di Benedetto XIV. questi due ultimi Pontefici, Equuni est, de' 19 luglio 164^, Bull. rom. tom. XI, par. II, pag. 836, e l'altra, Inter arduas, de' 22 aprile i749> Bull tom. XVIII, pag. 26.
VI. Rendite de^ Cardinali.
Sino dal nascere della Chiesa tutministri di lei furono mantenuti
essa, finche

secolo passato, parenti

Papa. Alcuni Cardinali del o nipoti di


per
le

alcun
lui

Pontefice,

suggellarono

morte di loro lettere con


la
ti

cera di

Spagna

di color nero.

Gli abiti

sagri de' Cardinali con,

dal tesoro e rendite di

sistono nel piviale

pianeta

dal-

poi ebbero
siastici

origine

benefici ecclesi

matiche, secondo l'ordine episcopale,


presbiterale, e diaconale cui appar-

(Vedi), co' quali

provvide

alla sussistenza degli ecclesiastici.

NaCar-

tengono.

Con

essi

intervengono alle

turalmente ne fruirono ancora

VOL. X.

tS
diiili.

CAR
IV emanata
si

CAH
pih ne tratta la costituzione da Paolo
a'

Considerando Nicol IV, eletto nel 1288, di quanto aiuto fossero i Cardinali al sovrano Pontefice, e, come dic*egli, y* quanto operosa scdulita*
f>
>

12 giugno
,

556, che

legge

nel

tomo IV

p.

33o

del

te

cum

ipso laborarent,et

ecclcsiae,

quam

totius orbis
indefessis

tim ipsius incum-

Bollano romano, e la costituzione. In regimine y pubblicata da Benedetto XIV, a' 3 febbraio 174^, e riportata nel Bollarlo magno t. XVI,
p.

bentia

onera

cum

eo

sollicitudinibus partirentur ", dispo-

se

che di tutte

le

rendite della sede

278, ed il Plato, IJfe munere Cardinalinm ratione ordinis^ hoc occasione dividitur solimi inter Cardinales

apostolica
sero,

una

cio per la
ripartisse

due pomoni se ne facescamera papale,

egualmente fra tutti i Cardinali; e che la elezione, o rimozione di tutti gli uffiziali, ministri ed esattori delle rendite suddette, non si facesse che De Consilio Cardinalum. Benedetto XII, nel i334, soccorse ai bisogni de' Cardinali con centomila zecchini d' oro ;
l'altra
si
i

praesente^ , pag. 76. Pertanto i Cardinali assenti dalla curia non pos-

sono

godere

degli

emolumenti

del

rotolo, e tutto al pi,

come

leggia-

dinaliy tom.

successori

conferirono loro pin-

anche nel Lunadoro, De CarII, p. 27 , ne parteciperanno que' Cardinali, che per qualche legittima causa fossero andati a Roma, e vi avessero dimorato alcun tempo.
VII.

mo

gui beneficii per sostenere con isplen-

dore
te

la loro dignit.

dai

Cardinali

si

Queste rendiimpiegarono in

Cardinali deposti^ ed

esclusi

dalla Pontificia elezione.


il dire de' Cardiche ne' tempi lagrimevoli della Chiesa seguendo le parti degli antipapi, furono da essi fatti anticardi-

gran parte nella erezione di sontuose cadenti, in pie istituzioni, ed in largizioni


chiese, nella riparazione delle
co' poveri,

Lungo sarebbe

nali,

come si
ed

rilever alle rispetaltrove.

tive

biografie

Rimonta

a Paolo II, siccome d'animo grande, il cosi detto Piatto Cardinalizio (Vedi), rendita di che annual-

nali, e perci

scomunicati, e deposti

dai legittimi Pontefici. Intorno a ci


si

parla agH articoli Scismi

Anti-

mente godono i Cardinali, emolumenti provvisioni ed


,

oltre gli

papi, E Anticajsdinali,

e nelle singole

abitazio-

biografie.
li,

ni annesse alle cariche primarie del

e della Serie

F. Coronelli de' Cardina^ dei Pseudo- Car-

sagro Collegio. Gregorio


le

X per,

col-

dinali, o

Amicardinali. Ci limiteremo
I,

leggi formate pel conclave e sede

pertanto a rammentare, che Odetto di


Coligny, creato Cardinale ad istanza di

vacante, viet a' Cardinali di nulla prendere in quel tempo dalla camera apostolica
e dalle sue rendite,
il

Francesco

nel

VII, abbracci

gli

che confermarono altri Pontefici. V. Conclave, e conclavisti de' Cardinali.

per compiacere

ai

i533, da Clemente errori di Calvino suoi fratelli; motivo


nel concistoro
dal-

per cui da Pio IV,


la

fa

il

Pel rotolo, o distribuzioni, che Cardinal camerlengo del sagro


dell' assistenza

de'3i marzo i563, fu deposto


mente, venendo in
le

sua dignit, e degradato formalseguito


esiliato

Collegio al collegio medesimo, a ca-

gione
to

nelle cappelle
si

dalla Francia. Pio VI, nel

1788, per
sen-

congregazioni, concistori,

gi det;

premure

di Luigi

XVI, non

abbastanza

quell' articolo

di

za ripugnanza, cre Cardinale

Ste-

CAR
fano Carlo de Lomeni de Brienne, arcivescovo di Sens. Costui in se'

CAPt
gerc
zio,
il

19

sommo
nipote

Pontefice.

Cardinali Jacopo
e e
dati

Di fatti i e Pietro Colonna,


degrainter-

giiito

fece

il

civico giiirametito alla

scomunicati,

famosa costituzione del clero di Francia, e, ad onta delle paterne ammonizioni dello stesso Pio VI, prese parte nello scisma, il quale desol quel
regno nel
perlocli
il

deposti dal

Cardinalato da

Bonifacio Vili,

non poterono

venire ai conclavi in cui, nel i3o3, Rieletto Benedetto XI, e nel i3o5,
in cui fu creato Clemente

fine

del

secolo

decorso,

V. Questi

medesimo
'>.%

Pontefice, nel

per

li

assolvette,

li

restitu alla

concistoro de'

settembre 1791, lo
e pri-

dignit Cardinalizia.

dichiar decaduto, spergiuro

Cospirarono
Cardinali

contro

Giulio

II

vato della dignit Cardinalizia.


tovato concistoro.

V.

\ Allocuzione, concistoriale del menNel formare Gregorio


colo

X le
ai

mens

zionate leggi pel conclave, nell' arti-

Vili

prescrisse,

che

non

poteva negare
nali soggetti
nicati.

l'ingresso

Cardi-

alla

censura e scomu-

Ed
il

perci,
,

che

appena
Collegio

muore
te
le

Papa

il

sagro

spedisce corrieri straordinari per tutparti


a' colleghi

assenti

per

partecipar loro la morte del sovrano


Pontefice, ed invitarli, ancorch affetti

Bernardino Carvajal, Guglielmo Brissonnet, Francesco Borgia, Rinaldo di Prie, e Federico di Sanseverino, con altri riferiti dallo Spondano all'anno i5i i, affine di deporlo dal pontificato, per la guerra, che erasi accesa con Lodovico XII re di Francia, per cui convocarono a Pisa un conciliabolo. A reprimere cotanta audacia, ad esempio di Eugenio IV, che celebr il concilio di Firenze contro il conciliabolo di BaGiulio II intim il silea, il gran concilio di Laterano V. Ma mentre
questo proseguiva nelle
sessioni
,

colle censure, a recarsi sollecial

il

tamente
alla

conclave,
del
di

concorrere

Papa

si

ammal gravemente,
il

vi-

elezione

disposizione

Cardinali

affetti

nuovo Papa. La Gregorio X, che i colla scomunica, o


censura,

cino a morire, chiam a se


Collegio, e
gli

sagro
esso

disse,

che

ad

spettava la elezione

del

successore

qualunque

altra

non sieno

non
ritto
senti,

a'

padri del

concilio

generale,
il

che passiva nel conclave, fu poi confermata anche dai Pontefici Clemente colla

esclusi dalla voce s attiva

ch'eglino potevano accordare


del
suffragio
agli
a'

di-

Cardinali

asdesi-

ma non
cos
i
:

scismatici,

costituzione,
lib.

Ne Romani, De
4)
la

Elect.

gnando
sano

capi del concilio

pi-

I,

tit.

3,

Cceterumj da Pio
costituzione,

"

IV,

mediante

In

(eh' era

Come Giuliano della Rovere il nome battesimale), dis>'

tom. IV par. II, pag. 145, non che dalla costituzione di Urbano VIII, Ad Romani, Bull. tom. V, par. V, pag.
eligendisy Bull. Roni.

se egli,

io

perdono ad
II,

essi

colla

sincerit del mio cuore; "

ma

co-

me
li

Giulio

capo della Chiesa,


i

io debbo vendicare e
le

suoi diritti,

397,
della

e da

Gregorio

XV,

in

virt

escludo dalla elezione'*. Nel

costituzione

Aeterni

Patris,

i5>i3 gli successe

Leone X,

il

quacon-

Bull, tom. V, par. IV, pag. 4oo-

continu
;

la celebrazione del
fatti

Tuttavolta dai seguenti esempi


rilever,

si

cilio

indi

arrestare in Livorno
li

rono

esclusi dal

che talora i Cardinali fuconcorrere ad eleg-

Carvajal, e Sanseverino,

fece conessi si

durre segretamente a Roma, ed

ao
quale, malgrado
ri

e AR
a* piedi del

CAR
Papa,
il

prostrarono pentiti
1'

sori,

nonch di concorrere

alla
il

fu-

opposizione di va-

tura elezione,
naldi all'anno
altri

come

riporta

Ri-

principi,

li

restitu all' antico gra-

i5i7, num. 96. Gli

do, colla penitenza di digiunare

u-

na volta

il

mese finche
si

vivessero.

Spogliatisi allora dell'abito

paonazal
il

zo con cui
cistoro

presentarono
semplici preti,
li

con-

come

maedella

due ottennero similmente perdon colla pena di sborsare ognuno dodicimila fiorini. Di tutto ci scrive minutamente il Ciacconio nella storia del pontificato di Leone X,
nella sua opera

stro

di

cerimonie

rivesti
altri

Gesta Rom. Ponti-

porpora. Quanto agli

tre

no-

Jicum.
Eletto in successore di
il

minati Cardinali fautori del conciliabolo, Borgia era morto, ed il Prie e Brissonnet furono compresi nella
riconciliazione tra
il

Leone

Papa Adriano VI,


Soderini,
il

il

detto

Car-

dinal
tutto

mentre
I

ne

godeva

la santa

Sede, e
vicen-

favore, occultamente avvisava

re di Francia.

con
lo

lettere i^rancesco

contro Carle
let^

Non and
de politiche e
fu tramata

guari, che per


personali,

e contro

il

medesimo Pontefellonia, e

nel

i5i7,
la

fice,

ma

venendo intercettate
convinto di

ima congiura contro


quale era
il

tere, fu

con-

sacra persona dello stesso


alla

Leone X,
Cardi-

testa della

nal

Alfonso Petrucci
farla scoprire,
il

Dio

cesso,

ma volendo ; con legale proPetrucci a' 6 luglio fu segres.

dannato al carcere di Castel s. AnMorto per Adriano VI a' i4 settembre i523, nell' ultimo giorno
gelo.
delle

novendiali
in
il

esequie,
cui,

il

sagro
recasse

Collegio lo liber perch


in conclave
,

si

tamente decapitato in Castel


gelo,

An-

sebbene ripu-

ed

suoi

complici

principali

subirono la pena di morte. Come consapevoli della congiura, restarono accusati e prigioneri quattro Cardinali,

voto per l'elezione di Clemente VII, il quale generosamente gli perdon, lo liber dal carcere, e Io ammise alla sua grazia.
gnante, diede
eletto
le

cio Riario,

decano del sagro


Firenze,
Il

Collegio, Saoli, Volaterrano fratello


di

Soderini
di

principe di
s.

721, in cui fu Nel conclave del Innocenzo XIII, a tenore delcostituzioni pontificie, furono in1

Adriano

Grisogono.

primo
esse-

vitati

al

conclave

Cardinali

de

domand perdono per non averne


dato avviso, e l'ottenne
re stato spogliato di tutti

Noailles (Vedi) ed Alberoni {Vedi\


affetti colle censure ; ma il primo si scus di andarvi per la sua avanza-

dopo
i

benefizi

e della porpora, e dopo aver pagata la

ta et

e cagionevole
vi si rec,

multa di centomila scudi; il secondo, egualmente complice, per


la

secondo

ed il salute bench sfigurato


,

da' suoi travagli,

dai nascondigli

non aver manifestato


ebbe
nia,
la sentenza di

congiura
prigio-

privazione del-

la porpora,

di

perpetua

pena che poi fu commutata nel pagamento d'una cospicua somma di danaro, onde venne reintegrato
di
tutti
i

ove si tratteneva. Dipoi, per morte di Benedetto XIII, Clemente XII e Benedetto XIV, il sagro Collegio chiam il famoso Cardinal Coscia

ad

assistere

ai

comizi

per

l'

ele-

benefizi

restando
e passiva

per
,

zione de' tre Papij siccome effettivamente esegu, mediante il salvacon-

privo di voce attiva


arbitrio di

ad

dotto

dello

stesso

sagro

Collegio

Leone

e suoi succes-

Per Clemente XII, ad esempio di

CAR
Leone X, che avea privato
dinal
siva
il

CAR
Care passti

21
I,

di

Pio VI, tomo

pag.

224.

Saoli della voce attiva

anche

nell'

elezione del

Romano

V. ConstituUones Jposl. et decreta quae jurnntur , ac formula furamenti praestari solita


Carditialibusj

Pontefice, ne lo priv,
le

processo compilato da
sei

dopo formauna conarcivescovili

a S. R. E. Romae, 1755.
celebri.

gregazione di
sospeso
colla

Cardinali, e fu pure

dalle
di

funzioni

Vili.

Cardinali

multa

duecento mila scudi

favore

della

camera

apostolica
sotto

per aver

abusato

nel potere

Il numero di questi pressoch impossibile ad essere descritto: per

Benedetto XIII, che lo avea ammesso all'intima sua confidenza. Tutta volta venne in seguito assoluto
dalle censure, e

dalle individuali biografie se ne

am-

liberato dal

carce-

Angelo, a cui era stato condannato per dieci anni. La


re di

Castel

s.

sentenza

di

lui

si

legge

presso

il

Lunig, tom. IV pag. 585, e compendiata presso il Guerra, Epitome del Bull. tom. I, p. 394. Finalmente, avendo il parlamento
nal
di

luminose gesta e le splendide virt, esercitate da moltissimi Cardinali, che o si distinsero per santit e meritarono V onore degli altari ; o furono sollevati al Pontificato ed in esso destarono venerazione a tutto il mondo per jnale

mireranno

cettare

gnanime imprese; o ricusarono s\ sublime dignit, come


;

acdi-

cesi air articolo

Parigi

giudicato
la

il

Cardiincol-

ficato

Rinunzie al Pontidivennero rinomati per


diplomatici
la

de

Rohan per
essendo

sua

profonda scienza, e pel disbrigo di


alti

pazione,

stato

quel

tribu-

e gravissimi affari

nale incompetente al suo grado, ed

civili

ed

ecclesiastici.

presente

avendo perci
giuramenti
gnit

violati

il

Cardinale
pot

fatti

nel

ricevere

la di-

aspirare alle
di
tal

pi ed onori qualifica. Quindi da Pio VI,


prerogative

Cardinalizia,

non

segreto de' i3 feb1786, con un decreto fu sospeso, e privato della voce attiva
nel

concistoro

braio

pu ben vantare porpoche risplendono per probit di costumi, senno, dottrina ed esperienza, essendone il principale ornamento il Cardinal Bartolomeo Pacca, decano del sagro Collegio , che conta otto lustri di Cardinalato, e il
et nostra
rati,

p.

Carlo

Odescalchi
la

gesuita

che

e passiva,

degli

onori

diritti

da ultimo rinunzi
l'articolo,
si

poipora. Nel-

della porpora,
tro sei mesi

da durare sinch ensi

che tratta della

Porpora
e
si

non

fosse presentato

dic^

di quella

rinunziata,

purgato della elezione, che avea fatta del menzionato tribunale laicale ed incompetente. Ma dipoi essendo dal Cardinal de Rohan, per mezzo di monsignor Albani, state rappresentate le sue ragioni in concistoro, venne assoluto e rimesso al godimento di tutte le prerogative e preeminenze del Cardinalato. Il menzionato decreto pontificio si riporta dal Tavantij Faalla santa Sede, e

vedranno que' Cardinali che per umilt deposero la porpora. Volen-

do

tuttavolta indicare

principali

che fiorirono nelle decorse epoche, incominciando solo dal XIII secolo, oltre quelli che furono collocati sulla veneranda cattedra di s. Pietro e quelli di regio sangue, meritano special menzione i seguenti. Pietro Capocci, romano, fatto nel 1244 Cardinale da Innocenzo
,

, ,

32

CAR
ricuper
alla

CAR
romana
Giovanni Vitello
Vitelleschi
,

IV,

Chiesa

di

parecchi dominii, esercit varie legazioni con sommo decoro, e in Ro-

Fuligno, nato in Corneto, cicalo nel

1437 Cardinale da Eugenio IV,


ricuperatore de' dominii
apostolica,
gli

fu

ma

edific

le chiese di

s.

Antonio

della

sede

s. Maria in "Via. Matteo Rosso Orsini, romano, elevato al Cardinalato nel 1262 da

abbate, e di

Urbano IV, merit V intima


zia di
s.

amici-

onde il senato romano una statua col titolo di terzo padre della patria, dopo Romolo ed Augusto.
eresse
,

Francesco d'Assisi, intervenne a tredici conclavi, coron come primo diacono cinque Pontefici,
e,

Bessarione di
nel

Trehisonda, fatto

1439 Cardinale da Eugenio IV,


per
le

era profondo letterato, mecenate dei


dotti, e glorioso

sebbene invano,
della

si

oppose al trasPontificia in

sue qualit.

fei'imento

sede

Francia.

Latino Frangipane Orsini, romano, dell' Ordine de' predicatori, fat-

Guglielmo di Estouteville, francese, annoverato al sagro Collegio da Eugenio IV, nel i439, fu restauratore delle lettere e scienze in Francia,

to

Cardinale
,

nel

1278

dallo

zio

Nicol III
senza
s.

fu di tale

riputazione
risolvettero

e fondatore della chiesa e del convento di s. Agostino in Roma.

che quattro Papi nulla


il

suo oracolo, e per sua morte pose in esecuzione Celestino

Ludovico Scarampi Mezzarota di Padova, fatto Cardinale nel i44o da Eugenio IV, ed assai rinomato
per
le

la rinunzia,
tificato.

che meditava del Ponin-

vittorie strepitose,

che ripor-

t sui nemici della Chiesa romana.

Bertrando di Eux, francese,

signito della dignit Cardinalizia, nel

i338, da Benedetto XII, esercit le primarie cariche e legazioni, oltre


il

vicariato

apostolico

di

Roma

Nicol di Cusa, di Treveri, nel venne fatto Cari448> ^a Nicol dinale, e fu gran difensore e legato della santa Sede, attribuendosi alla sua rara dottrina il rinnova-

dello stato ecclesiastico.

mento
blio

dell' ipotesi

del

moto

della

Cardio, spagnuolo, elevato al Cardinalato da Clemente VI, nel i35o, fu cognominato dai Papi Padre della ChieEgidio

Albornoz

terra intorno al sole, messa in ob-

dopo Pitagora, e poi riprodot-

ta da Copernico e Galileo.

sa, e vindice della libert ecclesiastica, avendo ricuperato alla santa

dinale nel

Latino Orsini, romano, fatto Cari44^ da Nicol V, fu


Sisto

arbitro degli affari sotto


il

IV

Sede molti dei suoi dominii. Giuliano Cesarini, romano, eletto Cardinale nel 1426 da Martino

quale con tulli i Cardinali essendo infermo 1' and a trovare, e celebr un concistoro nella sua ca-

V,

celebre per le legazioni sostenute con vantaggio della Chiesa Romana, e modello di scienza e virt.

mera. In
in Lauro.

Roma

edific egli
s.

il

mo-

nistero, e la chiesa di

Salvatore

Domenico Capranica , romano creato nel 1428 segretamente Cardinale da Martino V, sostenne dodici legazioni,
g, e

fu dotato di rari pre-

primo collegio in Roma, dal suo nome chiamato Capranica,


fond
il

di Auhusson , francese , gran maestro di Rodi , nel 14^9 ^" sollevato alla porpora da Innocenzo VIII, colla qualifica di legato dell' Asia; fu chiamato il SalPietro

XXXIX

vatore di Rodi.

CAR
Francesco Ximenes de Cisneros, spaguuolo, elevato al Cardinalato nel i5o7 da Giulio li, primo ministro della monarchia spagnuola,
eccellente politico,
di

CAR
Normandia, abiurato
tismo,
si
il il

a3
protestanl' alto suo inAgostino della

merit per
titolo di
s.

gegno,

santa vita

Francia, e nel 1604 ebbe pora da Clemente Vili.

la

por-

riputazione.

Armando
,

Innocenzo Cibo genovese , nel i5i3, da Leone X fu fatto Cardinale, e riusc assai benemerito della
Chiesa romana e dell'Italia, per aver impedito, che Clemente VII pas-

chelieuj

Gio. du Plessis de Riprimo ministro di Fi-ancia,

uno
cia,

de' pi grandi ingegni della

Frandiplo-

e de' pi

abili

ministri

matici, che sieno stati al

cevette la porpora

mondo, rida Gregorio XV

Avignone. Assai fu ancora benemerito co' letterati pei tesori


sasse in

nel 1622.

cui profuse in loio favore

e fu

si

Giulio Mazzarinij dell'Abruzzo, degno successore del Richelieu nel


ministero di Francia,
litica

moderato, che ricus


Firenze.

il

principato di
nel
col

sommo
i

in po-

e nel trattare

pii

rilevanti

Nicol
1

Ridolfi

fiorentino,

affari,

7,

fu premiato da
alloggi

Leone
in

Cardinalato,

sua

casa

Clemente VII, Paolo III e due volte Carlo V, ed era chiamato lo splendore del suo secolo. Antonio Perronet de Granvela, francese, ornato colla porpora da Pio IV nel 1 56 1, era vicer di NapoU e di Spagna, e fu pieno di gloria, gran diplomatico e colto nelle lingue. Egli ad un tempo dettava a cinque segretari. Francesco Toledo ^ gesuita spagnuolo maestro del celebre dome,

nel 1641, fu ascritto da Urbano Vili al sagro Collegio. Francesco Sforza Pallavicino romano , della compagnia di Ges
_,

autore della Storia del concilio di Trento^ fatto Cardinale nel iGSy, ad onta della sua ripugnanza , da
Alessandro VII. Gio. Bona, cistcrciense di Mondovi , renitente accett per ubbidienza, nel

1669, il Cardinalato da Clemente IX, encomiato per singoiar scienza liturgica, e santit di vita.

Gio. Battista de Luca, napolitano, di grande riputazione, d'illibati

nicano Soto, fu creato Cardinale nel

costumi
la

di

eminente

dottrina

iSgS da Clemente
fondo
letterato
,

Vili.

Era pro-

specialmente legale, fu fregiato del-

fu benemerito Enrico IV. Cesare Baronio di Sora, della congregazione dell' Oratorio autore dell' immortal' opera Annali ecclesasticiy onde fu chiamato il padre

della conversione di

porpora da Innocenzo XI nel 1681. Melchiorre de Polignac, francese, creato Cardinale nel 1712 da Cle-

mente XI,
affari.

di straordinario talento,

e peritissimo nell'arte di trattare gli

della storia ecclesiastica.

Roberto Bellarmino , gesuita di Montepulciano, il cui nome un elogio. Clemente Vili nel 599 in crearlo Cardinale, disse: hunc eligimus j quia pareni non habct in
P^en.

Fincenzo Petra^ napolitano,


vato al

ele-

Cardinalato

nel

1724 da

Benedetto XIII. Egli per la sua piet, sapere ed opere, merit, che in conclave
il

sagro Collegio l'eleggesse pe-

ecclesia

quoad doc trinani. Giacomo Dary du Ferron j

nitenziere maggiore,
di

confermandolo

Clemente XII.

24

CAR
4." b.

CAR
II25; 3. b. Baldovino nel

Angelo Maria Quen'ni, veneziano, fatto Cardinale nel 172G da


Benedetto XIII, la cui dottrina, erudizione, ed opere sono a lutti note.
Silvio

ii3o;

Stefano

Ugo nel ii5o; 1179; 7. b. Beccaria


8. b.

nel ii4o; ^'' ^^^ 6." b. Enrico nel

P a lenti Gonzaga,

di

Man-

tova, aeato Cardinale da Clemente XII nel 1738, di vasta niente, e di memoria cos pronta, che inter-

rotto nel dettare, facilmente ripren-

deva
to,

il

sentimento, che avea lasciafi-

si acquist la stima e ducia di Benedetto XIV.

onde

tino, dell'

Giuseppe Agostino Orsi, fiorenOrdine de' predicatori, apdella

nel 1257; Manzuoli nel i4o8; 9." b. Alamand nel 1426. Il b. Pietro da Luxemburgo anticardinale di Clemente VII pseudo-Papa, non pu annoverarsi tra i Cardinali, mentre nel breve apostolico di beatificazione , emanato nell'anno i537 dal legittimo Pontefice Clemente VII, si tace la qualifica

di

beato.

plaudito autore
siastica dei

Storia eccle-

In

eterna rinomanza
in

sono

poi,

primi

secoli della Chie-

oltre di questi, altri


si

porporati, che
,

Cardinale, nel 1759, da Clemente XIII. Giacinto Sigismondo Gerdil, barnabita di Savoja, annoverato al sagro Collegio nel 1777 da Pio VI,
sa, fatto

distinsero

piet

virt, sciena' lette-

za,
rati,

generosit,

protezione
altre simili

in tante

prege-

siccome chiaro

per santa profonda scienza. Inoltre veneriamo sugli


seguenti Cardinali di
s.

vita

renderne immortale il nome. Tali sono gli Acciajuoli, gli Acquaviva, gli Aguirre, gli Albani, gli Albizi gli Aldovoli

qualit,

da

altari
,

brandini,
gli

gli

Altieri,
,

gli

Amboise,
,

Chiesa

di

Ammanati
i
i

gli

Antoniani
i

gli
i

cui riportiamo le epoche nelle quali

Azzolini,

Barbarigo,
i

Barberini,

furono assunti al Cardinalato. i. s. Pier Damiani, nel io58] 2. s. Pietro Igneo nel 1075; 3." s. Bernardo vescovo di Parma nel 1 090 ; 4. s. Berardo nel iii4; ^-^ s. Guarino nel 11 44 5 ^-^ s. Galdino nel II 65; 7." s. Alberto de' conti di Lorena martire nel ii92;8.*'s.

Belluga,
Bichi,
i

Benti voglio, Bembo, Boncompagno, i Bonelli,


,

i
i

Borromei i Brancacci, i Caetani, i Campeggi, Capizucchi, i Caraccioli, i Cara (fa, Carpegna, i Carvajal, i Casanala, i
Borghesi
i

Borgia ,

Castiglioni,
i

Ceccano,
i

i i

Cenci,

Ce?arini,

Cesi,

Chigi,
i i

Cibo,
i

Raimondo Nonnato nel 1237 ; 9. s. Bonaventura Fidanza nel 1273 ; 1 0. s. Carlo Borromeo, nel 1 56o ;
li." b. Gio. di

Colonna, i Conti, dova, i Cornare,


scenzi,
d' Este,
i
i

Consalvi,
Corsini,
i i

CorCrei

Delci,
i

Delfino,
,

Boria,

Domenico

Bianchini, o
12.*" b.

Facchinetti

Falconieri

Domenico
nel

bergati

nel i4o8; 1426; iS."


14.
b.

Al-

b.

Burah
nel

nel
Si
i

1570; 1660; i5."


seguenti

Barbarigo

Farnese, i Ferrari, i Fieschi , i Fontana, i Gambara, i Garampi, i Gentili, i Ginnasi, i Giudice, i Giustiniani,
i

Tommasi nel 1712. annoverano inoltre come beati


b.

Grimaldi,

Gonzaga, i Grimani,
i

Gozzadini,
i

i
i

Gualtieri,

Cardinali

ma non
i.

evvi

Guisa,
dovisi

lacobacci,
Laute,
i

gl'Imperiali,

per altro fino ad ora l'oracolo del

Lancellotti,
,

Vaticano pel loro

culto.

b.

li-

i
i

berto nel 1097; 2." b. Matteo nel

Maffei,

de Lugo , Manriquez,

i
i

Lorena, i LuMadrucci , i
Marescotti,
i

, ,

CAR
Malici,
liui,
i
i

CAR
i

25

Medici,
i

Mendoza,
i i

Mil-

Cappelle

Cardinalizie.

Le

ese-

Moroni,
Nelli,
i

IVlorosini,

JVegrogli

quie poi pei Cardinali furono egual-

ni,

Nobili,

Noris,
gli

O-

mente
IVj
sa,

regolarizzate
si

da

Alessandro
per nove
la spe-

descalchi, gli Orsini,

Ossat, gli
Pallavicini

indi

celebrarono

Ottoboiii
i

Pacecco

giorni.

Sisto

IV ne moder

Paleotti,

Pailotta,

i i

Pamphily,
Passioiiei,

ed' altrettanto fecero

Alessandro

i
i i

Paolucci,
Peretti,
i

Paparesclii,

Pelrucci,
i

Piccolomini,
i

VI, e il concilio lateranense V; ma meglio ne determin il cerimoniale

Pierleoni,
i

Pignatelli,
i

Pisani,
i

Polo,
ci,
ri,
i

della Porta,
i

Priuli,

PucRiai

Benedetto XIV nel 1741- Tanto per la benedizione, che s' implora
dal Pontefice dai
zanti,

Quignones,
i

Rezzonico,
i
i
i

Cardinali

agoniz-

Rocheroucault,
,

Rohan,
Ruffo,
i

RoSaci

quanto per

l'esposizione, tras-

spigliosi

Rovere,

porto

chetti,

Sadoleto,
i

Sagripanti,
i
i

Salviati,
i

Sanseverino,
i

Santorio,

esequie e tumulazione del , cadavere de' Cardinali, si tratta agli articoli Benedizione, Cappelle Pontificie STRAORDINARIE,
SEQUIE.
I

Santacroce,
Sfondrati,
i

Savelli,
gli

Serbelloni,
i

CADAVERE ed E-

gli

Sforza,
gli
i

Silva,

Simonetta,
Spinola,
i

Sirleti,

Spada,

gli
i

Cardinali decano, vicecancellie-

Talleyrand,

Teodoli,

Torres , i Trivulzi , i Truchses , i Turrecremata i Veralli, i Vidoni,


,

camerlengo e penitenziere maggiore godono la prerogativa, che il


re,

loro

cadavere

sia

trasportato
,

dal

Visconti,

Zabarella,

Zacchia

proprio palazzo alla chiesa


altri
vi

in

un

Zelada,

tanti

altri,

Zuniga, e i Zurla, oltre e quelli die hanno fioe reali case d'Adi

magnifico letto, mentre quello degli


si

reca nella carrozza fimerecarsi

rito delle imperiali

bre, nella quale oggid sogliono in-

ragona
di

d'Austria,
di
,

Raviera, di
e di altre

distintamente
nali
,

tutti

Cardi-

Bourbon,
Savoja

Yorck,

di Portogallo,
,

cosicch
la

non ha perci pi
de' menzionati
dignitari.

di

Sassonia

luogo
le

cavalcata pei trasporti del-

case sovrane summentovate.

spoglie

mortali

quattro
9.

Cardinali

V.

il

Esequie dei Cardinali.


ed
esequie
pei

Cardinal Petra, Commenlar.


stit,

ad

con-

Gli anniversari

Cardinali furono regolarizzate da A-

IV del \i5^. Dipoi, nel i5i8, nel pontificalo di Leone X, il Cardinal Achille de Grassi ottenne, che si celebrassero a' 5 novembre, dovendo cantare la messa il camerlengo del sagro Collegio. Belessandro

Jpostolic. tom. II, ad consti t. 2, Honorii III^ secL unic. Sdissero le vite de' Cardinali Teodoro Amidenio, Donio Attichy, Felice

Contelorio,

Alfonso Ciacconio

Girolamo Garimberti, Mario Guarnacci, Filippo Monti Cardinale, Giovanni Palazzi, Onofrio Panvinio, Gio. Antonio Pietramellara, Antonio Sandero, Giuseppe de Novaes, Giancarlo

nedetto XIII,
del

nel

concilio

romano

1725,
:

stabili

suetudine
in

meglio questa conargomento che si tratta,


pei

Stadel; nonch
nella sua

Tavola

Vincenzo Coronelli, sinottica de^ Caristituzione

uno
di

agli anniversari

Cardiagli

dinali

dalla

loro

fino

nali

alcune

congregazioni,
pei

al

XVII secolo y colla

serie de' pseu-

articoH

Anniversari

Cardinali,

nelle cappelle Pontificie al

X, ed

nezia nel

do-Cardinali^ ec, stampata in Ve1701; e principalmente

26

GAR
s.

CAR
Giovanni conte bedue pupilli,
lieri

Lorenzo Gardella, Memorie storiche


de' Cardinali della

romana Chiesa, incominciando da quelli di s. Gelasio I, sino ai creati da Benedetto

volle

d'AngouIcme, amprenderne la

difesa, istituendo l'Ordine de' cava-

XIV Roma
y
il

1792.

b.
il

denominati del Cardo, e della Vergine, conosciuto anco sotto


di

Noi, colla possibile diligenza, pro-

nome

Notre^Dame da Charil

curiamo riempire
era, delle biografe

vuoto

che

vi

don, sebbene
pag. 88,
rato nel

Michieli, Tes. Milit.,

de' Cardinali

di

opini,

che

tal

Ordine fu

Clemente XIV, dei due Pii VI e VU, non che di Leone XII, Pio Vili, e dello stesso regnante Gregorio XVI, ma defonti, con compendiose biografie,
e notizie
tratte

piuttosto dal detto

principe restau-

i4o3, ciocche dal Giustiniani viene protratto al f43o. Diede pertanto il duca Filippo per insegna
e distintivo a' cavalieri

un

collare,

da buone
ci

fonti.

Della dignit Cardinalizia,

e per
autori,

collana d'oro e argento, formata di gigli e fiori di cardo, col motto

che riguarda

succitati

Praestantia Cardinalunij Cardinal Agostino Valerio, Della dignit del Car-

abbiamo Andrea Barbagia,

De

dinalato, Venezia
dinalato, ec, nel

i833;

P. Stanis-

lao Santinelli, Della dignit del Car-

tomo

XXIV

degli

Esperancej insegne, che assunse egli dichiarandosi capo e gran maestro dell'Ordine. Con tal motto egli intese dichiaiare la grandezza del suo animo, col giglio 1' analogo simbolo della speranza, e col cardo, siccome ha il fiore color celeste,
stesso,

Opuscoli di Caloger, pag. 395; Jo. Fr. Budaeus, de origine Cardinalitiae dignitatis, Sciediasma Hist. Jenae 1693: ma di questo autore

volle

esprimere, che le azioni doveano essere virtuose, ed aver sempre per iscopo il godimento del cielo. A tal oggetto doveano i cavalieri essere pronti
alla difesa della

magle opere a' 5 1759. Si possono inoltre consultare Ludovico Muratori , Dissertazione LXl dell' Origine ed istifurono proibite
gio

cattolica religione. Dalla collana pen-

deva una croce equestre, e nel mezzo una medaglia smaltata di color verde, coir immagine della b. Vergine
col

tuzione

de' Cardinali, Exst. in


aevi.

t.

V,

Giovanni Boterio Cardinale j PaoDell' officio del lo Cortesi , del Cardinalato , Giantiandrea Tria, delV uffizio e dignit da' Cardinali di S. R. Chiesa, e Carlo Bartolommeo Piazza, Della
^nt. nied.

bambino Ges
di
stelle

in braccio, coix)cinta
di

nata
ni

raggi

Questi cavalieri nelle funzioni solen-

come riporta il Bonanni usavano un abito di seta damascata color di carne, con maniche larghe, ed ar,

Gerarchia Cardinalizia, Roma 1703. CARDO, o DELLA Ruta. Ordine militare nella Scozia, chiamato anche di s. Andrea del Cardo. Fedi. CARDO s. Mari\ ( DEL ). Ordine
militare, nella Borgogna. Filippo
//

macollo
diante

di

velluto,

nel quale
la

mepa-

un ricamo formavasi

rola Esperance: la fibbia era della

II,

Buono, duca
la

di

Borgogna

dopo

aver avuto

gloria di fondare l'Orle

dine del Tosone d'oro, per

com-

petenze contro

il

duca d'Orleans, e

forma del cardo, ed ornata di smalto verde, mentre la cappa, o manto era di seta turchina damascata, con fodera rossa, del quale colore era pare il berrettone. Tanto riporta il Giustiniani citato, neWHistorie cronologiche degli Ordini equestri ec,

CAR
capo LVII. Il Boiianni, Catalogo ec. , ne d anche la figura alla tavola XX. Ne deve tacersi, che altri credono istituito quest'Ordine cavalleresco nel iSyo in Moulins da Luigi
al

CAR
dicembre
di

27

mi, era vescovo di Urgelle, quando a mezzo del re di Aragona, ai 18


del

1461, Pio

II

lo cre

Cardinal prete.
Carchnalato,

Ma

dopo un
il

lustro

verso

fine,

del

soprannominato il Buono, duca di Borbone, il giorno della Purificazione di Maria Vergine.


ir

1466, mor nel


nella Catalogna.

castello di

Cervara

CARIA. Provincia
nore
neir impero
vuoisi cos

dell'Asia mi-

CARDONA
Cardona, era
lo esalt al

Errico,

Cardinale.
nel

Errico Cardona, nato


assai

i4B5
duchi

in di

Ottomano, che appellata da Car, di lei


compresa nell'Anail

Urgelle della Spagna dai

fondatore.
tolia

Ora

virtuoso.

SeconII

o Natlia occidentale, detta

do Ayraerich, nel i3o5, Giulio


coU'amministrazione
alla

vescovato di Barcellona,
della

paese di levante. Afiodisiade n' la metropoli, e le altre sue principali


citt

chiesa di

Urgelle; poi, nel i5i2, lo promosse

to

sono Alicarnasso, Gnido, MileMindo. Siccome s. Giovanni

metropolitana
sua chiesa,
il

di

Sicilia.

Andato per mare


i

Monreale in al governo
g'
il

apostolo ed evangelista riconosciuto

della

corsari

invo-

larono
gliene
dalla

sagro pallio,

ed

Ponte-

per istitutore della chiesa d' Asia , cos egli bandito l'evangelo in Caria. In essa l'anno 366 si cevuoisi aver

fice saputolo, senza esserne richiesto,

lebr
di

un

concilio

coli'

intervento
dell'Asia,

mand un

Spagna si Adriano \I, che


di

i522, rec a Roma con


altro.

Nel

trentaquattro

vescovi
i

seguaci di Macedonio,

quali riget-

gli
s.

confer

poi la
costitu

tarono
pilata

la parola consostanziale,
la

ap-

prefettura di Castel

Angelo; quinlo

provando
e
al

formula
assemblee
Il

di fede
d'

com-

con

altri

Cardinali

nelle

Antiochia

commissario,

e giudice nella

causa

Seleucia.

V. V annalista Baronie
Dizionario dei
il

del Cardinal Sederini, In

appresso,
1

suddetto anno.

a mezzo di Carlo bre i527. Clemente


fosse in Castel
s.

ai

novemsebbene
lo

concili

chiam questo

concilio

VII
s.

Angelo,

cre

Cardinal prete assente di


lo
,

Marcel-

Cariense^ed aggiunge, che la detta professione di fede fu opera del martire s. Luciano.

vicer

e presidente

della Sici-

CARIACENO
cesi

PiKTRo,

Cardinale.

lia.

Monreale fond un moniste-

Pietro Cariaceno da Garisendo, dioprete dei

ro alle sagre vergini , e beneficata insignemente quella chiesa, mori a

Roma

nel

i53o

di

quarantacinque

anni, e tre di Cardinalato.

Fu

se-

polto in S.
cui

M.

di Monferrato,

alla

fabbrica

avea

contribuito

con

grosse

somme. Arricch poi questa


una messa quotidiana.

Bologna, fu creato Cardinal ss. Silvestro e Martino ai Monti, da Onorio II, nelle tempora di dicembre del i i25. Si mantenne fedelissimo ad Innocenzo 11 contro l'antipapa Anacleto, e si trov ai comizi di lui. Si legge il suo nome
di
,

chiesa anche di rendite perpetue, tra


le

in
nel

quali di

una bolla spedita in Laterano, 1 28, da Onorio II. Mor pro-

CARDONA Jacopo , Cardinale. Jacopo Cardona, nato nella Spagna


da nobilissima famiglia
,

babilmente nel pontificato d' Innocenzo II, poich non si sa, che sia
intervenuto
ai

straordinacostu-

comizi di Celestino

l,

rio in iscienza, e di piissimi

immediato successore d'Innocenzo.

28
residenza

CAR
Citt con

CAR
curia

CARIATI (C/irtrm//>/i.).
vescovile
nella

romana sono denominali gegli ufici. S. Bernardo, IV, de Conmlcrat. cap. 4 , che quello, il quale per s^

nel

regno delle
della

nericamente
nel
lib.

due

Sicilie,

provincia

ed anche titolo o contea appartenente al duca di Semnaria. Chiamasi Cariati vecchia V antica Patcrnum per distinguerla da Cariali nuovo, borgo mezza lega distante dalla citt. Essa edificata con solido recinto di
Calabria
citeriore,
di principato,
_,

dice:
stesso

prega per alcuna carica,


il

gi giudicalo j ed del 1277, soleva


dottrina

Papa Nicol HI

che la senza bont, era veleno senza medicina^ F. Catechism. conripetere,

cil.

Trident. p.
7.

3,

de 7

prcecept.

mura,

nella parte boreale del profi-a'

uum.

Fra

Pontefici, che furono

montorio,
piccolo

due

golfi

di

Taranto

assai cauti nel conferire le cariche,

e di Scjuillace, e viene bagnata dal

che mette foce nel mar jonio. La sua sede vescovile, eretta verso il secolo IX, fu poscia unita a Cerenza, Geruntiaj

fiume Aquanite,

del

meritano special menzione, Paolo II i464j che fu il primo sovrano


il

Pontefice,

quale affidasse
fortezze
,

la

cue

stodia delle

a' prelati

degni
Sede.

ecclesiastici

affinch in ogni
fedeli
si

ma

sempre rest
s.

suffraganea

evento fossero pi

della metropoli di

Severina,

come

Tanto
le

zelante

alla Santa mostr nel

Io tuttora. Cariati fu occupata per

distribuire

cariche,

tanta sag,

ben due
gezione
si

volte dai turchi.

Tale sogvuole imposta nel 1 1 8 1 da

gezza
egli

rettitudine vi poneva
le

che
preper-

III ; ma a' nostri giorni il PonPio VII colla bolla, Deutiliori doniinicce, quinto kalend. julii 1818, conferm T unione di Cerenza a Cariati, ed inoltre vi un le sedi vescovili di Strongoli ed Umbriatico , ambedue, come Cerenza, erette nel secolo decimo. La bella cattedrale di Cariati dedicata a s. Michele Arcangelo, e si compone il capitolo di cinque dignit, prima delle quali

Lucio

ne in fretta, n per ghiere, o raccomandazioni


sone
ragguardevoli,

di

tefice

ma

solamente

con piena e matura deliberazione, a misura de' meriti personali distribuiva le cariche e le dignit; onde
all'

accadeva, che trovavasi improvviso premiata la virt di molti soggetti di esemplar bont,
di frequente

l'arcidiacono,
tesoriere,

essendo
il

le

altre

il
il

malgrado la loro assenza da Roma, o di altri affiitto ignari di simile guiderdone. Paolo V, eletto nel i6o5, si astenne nel bollore dell'

decano, l'arciprete,
di

cantore e

esaltazione

di

dispensar

cariche,

nove

canonici,

di

dicendo,

che
il

troppo facile
chiedere,

era

in

altri sacerdoti

e chierici pel

divino

servigio.
ligiosi

Sonovi due conventi di reed il seminario. Ne' registri della camera apostolica, tassata di duecento novantatre fiorini, f^.

ed il concedere inavvedutamente. Appena equel tempo


saltato, nel

1691, al pontificato Innocenzo XII, a scegliere i soggetti


adatti

meritevoli

delle
si

cariche

Cerenza.

vacanti, per tre giorni


Uffizio,

chiuse col
successe

CARICA.

impiego, posto,

Cardinal
col

Albani
di

che

gli

munus, off/cium, dgnitas, magistralus. Dignit, che d potere ed autorit sopra degli
altri

a quelli, cui
corte
e

Clemente XI), affine di scegliere i migliori con maturo consiglio. Divenuto Papa, nel 1724,
Benedetto XI l,
stette

nome

viene conferita.

Cosi nella

ritiralo

tre

CAR
giorni in contnua orazione, per im-

CAR
XIIT;

!S9

ma

poi, conosciuta la verit, ri-

plorare
I

il

divin lume, ed assunto, nel

740, a
i

tal

dignit

il

gran Benedetto

corse a Martino V, che creollo Cardinal prete del titolo dei Santiqua ttro, ai

XIV,
esort

subito

prelati

con modi convenienti ad una seria appli-

19 marzo del 1419. Poscia fu


le-

arciprete della basilica lateranese,

cazione allo studio, e

ad una con-

gato di Bologna, e da Eugenio

IV
,

dotta irreprensibile, protestandosi di

non promoverne giammai veruno, se non che a proporzione delle scienze

Ma

venne fatto vicario di ad onta delle piti

forti

Avignone rimo-

e de' buoni
essi.

costumi

che

osser-

tenersi

stranze di quel Pontefice, volea sosin quella legazione con le


il

Terebbe in
vergna.
I

armi; per cui dovette


(s.),

Papa

pii-

CARILEFO
mi per
la

nacque

in

Al-

genitori

di lui, distintissi-

vario dell'amministrazione della chiesa di Osma, o di Siguenza , e mi-

nobilt e virt, ebbero


allevarlo
alla

tutta

nacciarlo di altre pene; e quindi in


tro di

cura di

piet

ed
di

alle

scienze, e

appena
diocesi

uscito
ai

d' in-

suo luogo fece legato il Cardinal PieFoix, che dopo alcuni mesi,
il

fanzia, lo

afidarono

monaci

cacciato

Carillo, n'

ebbe

il

possesso.

Menat
regola,

nella

Cresciuto in
che, in

et

Clermont. abbracci quella


di

Ristaur magnificamente la chiesa del suo titolo, come apparisce dalla

ma non

corse molto
di
s.

tempo

marmorea
conserva;

lapide,

che

tuttora

si

compagnia

Avito, ab-

poscia, nel

bandon quel monistero, affine di starsene in maggior solitudine nella badia di Micy, presso ad Orleans.
Quivi fu ordinato sacerdote, e amante quale egli era della vita romitica, dal monistero di Micy andossene nel Maine, imitando interamente gli

diciannove anni di preso quello pseudo


to XIII,

dopo Cardinalato, comi434j


sotto Benedet-

mor a
al

Basilea,
concilio.

ove and

per

assistere

Ebbe
chiesa

poi
di

onorevole

tomba
lasci

nella

Osma

nella Spagna. Questo

illustre

Cardinale

grosse

somme
a
quel

di

anacoreti orientali.

cagio-

danaro da
scovi
,

distribuirsi ai poveri
si

vesi-

ne della gran copia di discepoli, che lui venivano da ogni parte, dovette
to,

che

trovavano

nodo.

mutar
di

consiglio

il

nostro sandi

CARINA, o CARINI.
scovile degli Abruzzi, nel

Citt ve-

e donato dal re Childeberto

regno delle

un pezzo
o
s.

terreno,

vi piant

un

monistero, chiamato
Anille, dal

prima
sul
s.

Anisole

fiume
di

quale era
Carilefo o

due Sicilie. La sua sede istituita nel quinto secolo, fu nei primi del sesto unita dal Pontefice s. Gregorio I, il

posto,

e detto poi

Grande^
1
1

alla metropolitana di

Reg-

Caluis, dal

nome
lui

del suo fondafu

gio di Calabria. A' nostri giorni, enei


8, Pio VII , colla bolla De Melior un per sempre all' arcivescovo di Trani. Ora non che un borgo, capo luogo di cantone della provincia di Palermo, sul fiume del suo nome, con un castello gotico. Poco distante si veggono le rovine dell' antica Hyccara. CARINOLA, Celenna. Citt veri,

tore.

La

vita di
di

un continuo
sua

modello

penitenza e di orazione.
e la

Mor nell'anno 5^1,


moria
luglio.
si

medi

onora

il

giorno

primo

CARILLO
le.

Alfonso

Cardina-

Alfonso Carillo, altrimenti

Gan-

glio

da Cuenca, prima
dell'

fu

Cardinale

antipapa

pseudo Benedetto

3o
scovile

CAR
nel

CAR
rato duca
te

regno delle due Sicilie, nella provincia della Terra di La-

da Enrico IV. Alla mordel duca Enrico III, per man-

oro,

col titolo di contea.

Fu

edi-

ficata presso

r antica Galeno, tra il il fiume Saone in posizione umida. Vuoisi fondala

canza di successione, Lotario II diede il ducato ad Erbone conte palatino,

monte Massico, e
verso
il

a cui, nel

i4o, per volere

di

io58

dai

principi
fior

longo-

Corrado IH, successe in questo dominio il conte di Sponheim Engelberto,

bardi di Capua, e
essi

allorquando
Claiidi,
distanti,
Il

distrussero
vestigia

Forum
poco

le

min

cui

sono

perci dicesi

Civita rotta.
citt,
la

vescovo
sede
nel

di quest'ultima

cui

la sua posterit ter1269. Pass il ducato sotto il dominio dei re boemi, ma essendosene impadronito Rodolfo di Absburg, nel 1282, ne invest Mer-

ma

nel

vescovile
secolo,

era

stata
il

eretta

VI

cardo,

il

quale, col suo genero


fece

Al-

1087, essendo governata da s. Bernardo, trasfer il seggio a Carinola, che rimase suffraganea della metropoli Capuana, sinch cess anche essa di esistere nel 18 18, allorch Pio VII la un a
vi,

verso

berto

d' Austria

un accordo

che

all'

estinzione della linea masco-

hna

la

Carintia

scendenti d'Alberto
nel i32
I.

passerebbe nei diil che si verific


:

i duchi Alberto ed Ottone vennero riconosciu-

Fu

allora, che

Si contano quarantotto vescoche governarono le due diocesi. Tuttora si conservano la bella catSessa.

ti

per legittimi signori del ducato da Ludovico, il Bavaro^ e rimase per sempre nella casa d' Austria. Nelle
ultime vicende
fu

tedrale,

una

collegiata,

il

seminario,

varia

la

sorte

ed un convento di francescani. CARIJN'TIA ( Carinthia ). Antica


provincia dell'impero d'Austria, che

della Carintia, giacch,


l'alta fu

nel

1809,
nel

ceduta alla Francia, ed unita


,

alle

Provincie illiriche
restituita

finch

avea
il

il

titolo di

ducato,

divide-

18 14, fu

all'Austria, ed

vasi in alta e bassa.

Oggid

forma
Vil-

insieme alla bassa Carintia


far parte del

pass a
Attuali

circolo di Klagenfurt,

e di

regno

Illirico.

Jacco del regno d'Illiria (Fedi). S.


Virgilio, vescovo di Salisburgo, vie-

mente

nella Carintia vi sono

ve-

scovati di

Gurk

e di Lavant (Vedi).

ne venerato per apostolo


rintia
,

della

Cala

CARIOPOLI,
tibusy

o
alla

CLARIOPOLI
metropoli
di

cosicch

essa

abbracci

(Chariopolitan.). Vescovato in parsottoposto

dottrina di
secolo.

Ges

Cristo nel settimo

Gli

antichi

Carni
la

abitatori

Stauropoli, che da ultimo, nel concisloro de'2 ottobre 1887, dal regnand. RafSerena napolitano. Questa citt della Caria nell' Asia minore, fii

delle

Alpi
il

della Carniola alta,

ne

presero

nome, e verso
occidentale

caduta
secolo

te Pontefice fu conferito a

dell'impero

nel

faele

dilatarono nel vicino Noricum,


si

onde poscia
In seguito
slavi,

chiamarono Carinti.
si

gi sede e residenza

vescovile

fonall'e-

vi

stabilirono

molti
il

data nel
zia

IX

secolo,

soggetta

e gli abitanti allora ebbero

sarcato di

Tracia.

Abbiamo

noti-

proprio principe.
confer

Carlo

Magno ne

di quattro vescovi, che vi ebbe-

il governo ad Ingevone , sottoponendo g' imperatori suoi suc-

ro

sede

furono

sulfraganei
,

di

Eraclea. L'altra Chariopolis


riopolis,
le

o Che-

cessori r intero paese ai margravi Nel 1073 Marguardo ne fu dichia-

o Cheropoli, sode

vescovi-

fondata nel secolo XII nella

Mo-

CAR
rea, era

CAR
alla

3i

sottoposta

diocesi

di

guerra,

isfitu

l'Ordine della Carit

Misi tra.

cristiana.

CARISSIMO. V.

Caro.

messi
al

QuelH, che vi erano amdovevano portare una croce


mantello,
stabi-

CARTSTO

{Carysti'n.y Citt ve-

sinistro lato del


,

scovile della Crecia nella parte orientale dell' isola di

lendo

che

la croce

dovesse essere

Negroponte,

della

circondata

primiera A caia neiresarcalo di Macedonia, presso il capo di Loro, con


l)uon porto.

oro:

dal motto, ricamato in per aver fedelmente servito, volendo dare cos un premio d'inquelli,

Un tempo fu assai rinomata tanto per le cave di marmo, che per l'amianto, con cui formavasi una tela incombustibile. Alcuno la chiama anche Castel-Rosso.

coraggiamento a
gio del

che in servi,

proprio sovrano

e per la

gloria della nazione

aveano affroni

tato

valorosamente

pericoli.

Ma

quest'Ordine termin colla vita del

Nel quinto secolo


vescovile,

vi

fu

eretta
di

suo fondatore.

una sede

suffraganea
;

CARITA\
bilito

Calcide di Negroponte

ma

oggid

da

s.

un

vescovato in parlibus, sogget-

vigio degli

Ordine religioso , staGiovanni di Dio in serammalati volgarmente


,

to alla
cui

medesima metropolitana,
ultimamente Gregorio
de' 17

il

chiamati
di

titolo

dall' odier-

Benfrateili. Vedi. CARIT". Congregazione


s.

no

Pontefice

XVI

nel

ti

Ippolito.

concistoro

settembre

i838,

un

pio

uomo

de' fraVerso l'anno i585 chiamato Bernardino

Giuseppe Gioacchino Goldtmann, per aver traslatato alla sede di Beauvais l' attuai vescovo, che il godeva. CARIT^ (s.) Questa santa, unifu conferito

a d.

Alvarez del Messico nelle Indie occidentali,

animato dallo

spirito

di

carit pel prossimo,

che guid san

tamente
s.

alle

due

sorelle

s.

Fede e

Speranza, sostenne glorioso marnel regno di Adriano.

Giovanni di Dio, prima form una societ di persone divote , perch avessero cura de' poveri infermi, e poi fond per essi un ospedale fuori
della citt di Messico
s.
,

tirio

La mada imponoti-

col titolo di

dre di

loro

s.

Sofia

condotta
questi

Ippolito.

Avvegnach nel giorno


santo
si

riverenza alle virt teologali,


se alle tre sue

di

questo

era

convertita
alla

figliuole

qiXella citt

dall'idolatria

fede

mi,

dopo averle
di

allevate

nel

cattolica,

form

colla detta societ


,

mor
petti

santo
il

Dio, dest

nei loro

una
gole.

confraternita

con apposite re-

desiderio di morire per lui,


di

Furono queste confermate da

le

vide ripiena
il

santa

letizia,

versare
I

sangue per Ges

Cristo.

dell'ospedale, e

Gregorio XIII, insieme all'erezione da Sisto V, il quale


l'istituto altres

nomi di queste tre sante sorelle sono celebri nelle chiese d' Oriente non meno che in quelle dell' Occidente.

esent

dalla giurisdi-

zione degli Ordinari. Si accrebbero


gli

ospedali da loro fabbricati,

onde
della

la

congregazione prese

il

nome

CAR1TA\
rico
III,

Ordine
di

militare.

Ensu

re

Francia sedette

Carit di s. Ippolito. Clemente VIII, con breve de' 2 aprile 1594, accor-

quel trono dal


gio dei militari
le

1^74
resi

fino al

epoca della sua morte.

1^89, In vantag-

imperfetti nel-

d a questi spedalieri tutte le grazie ed esenzioni concesse da s. Pio V, Gregorio XIII e da Sisto V a quei
di
s.

membra

[>cgli

avvenimenti della

Giovanni di Dio.

Non

facevano

, ,

3i
per
gli

CAR
spedalieri di
s.

CAR
Ippolito,
castit

che
di

vi

sa

in ciascun o.spedale, e questo

due

voti,
;

semplici

di

sia

incapace di essere superiore della


In oltre Clemente XI, ai 17 giucol disposto della coslilu,

povert
gazione

ma non
l'

credendosi obbli-

congregazione.

gati a perseverare nella congregazio,

abbandonavano

quando

gno 1701,
zione
par.
I

loro piaceva.
il

titolo di

Il generale, che avea maggiore, con alcuni suoi

Injiincti

presso

il

tomo
carit

X
di

del citato Bollario,

concedette

religiosi

ricorse allo stesso

Clemente

a questi
s.

spedalieri

della

Vili,
il

quale con una bolla, data primo ottobre i594, gli olablig
il

Ippolito la comunicazione de' pri-

vilegi degli

Ordini mendicanti, e dei

in

avvenire di fare

voti

di

peipe-

chierici regolari ministri degli infer-

tua ospitalit ed ubbidienza, in vece degli altri due, e volle che fossero emessi anco da coloro, che gi com-

mi, di che pur godono que* dell'Ordine di s. Giovanni di Dio. Con

quest'Ordine quelli di

s.

Ippolito condell'abi-

ponevano
ordine
breia
a

la

congregazione.

In seguito nacque da ci
,

un
di

dis-

vengono altres nella forma to, ne differiscono che nel


poich per
tan,

colore,

cui

ripar

fr.

Gio. Gaessi

quello

di

s.

Ippolito

procuratore

generale

con ricorrere

al Pontefice

Innocen-

zo XII, e domandando a nome dei suoi confratelli la licenza di pronunziare


i

e pei Benfratelli (Vedi) presentemente nero. Poco di poi, considerando lo stesso Clemente XI , che dovendo essere

voti

solenni, sotto la regola

un

solo

sacerdote

in

ciascun ospe-

Agostino, fece istanza, che ai venti spedalieri pi anziani (dai quali secondo l'ordinamento di Clemente VIII doveva eleggersi il generale,
di
s.

dale, poteva

accadere

che

per

la

morte

di esso dovesse restare alcun

o maggiore),

si

sostituissero

altri
Il

venti pi esperimentati

e capaci.

Papa ader alla prima parte della domanda, e con la bolla. Ex debito^
20 maggio 1700, che si legge nel tomo IX, p. 539 del Bollano,
de'

tempo notabile senza saalmeno fino alle pi prossime tempora, affinch ne fosse ordinato un altro permise ai 7.5 giugno 1701, colla costituzione, Cuin
ospedale per
cerdote, cio
,

sicut

che

chierici di questa con-

gregazione
di dette

si

potessero ordinare fuori

permise
di

loro di

fare

voti solenni

tempora. E vedendo Innocenzo XIII, che alcune costituzioni

povert,

castit, ubbidienza

ed

d'Innocenzo XII
trovate
utili

non erano
ai 7

state

ospitalit, e di professare

la regola

all' istituto,

agosto

di

s.

Agostino. Eresse la congregaprivilegi de' suoi

zione in Ordine religioso, conferman-

1722, le corresse, e le accrebbe colr autorit del suo breve. Exponi


riportato

dole

predecessori,

dal Bollario

romano,

al

e la prese sotto la protezione della Santa Sede, ma in quanto all'elezio-

tomo XII, mente XII


vit,

part. II, pag.


poi, a'

2 5o. Cle,

19 aprile i73i

ne del maggiore, non

volle innovare

in virt della costituzione,

Emana"

cosa alcuna. Indi, a 1 1 giugno dell'anno stesso, mediante la costituzione.

stabil

Ex

injuncto
,

approv
le

pure

le

il tom. XIII del Bollario, che in ciascun ospedale vi fossero due sacerdoti, i quali per,

presso

una ve n', che i frati dell'Ordine debbano essere laici, e che un solo sacerdote
costituzioni
fra

quali

come

prescrisse

colla

costituzione

Nuperj

de' 7 ottobre

i735, non podei

tessero godere,

come nell'Ordine

CAR
Benfratelli,

CAR
prelatura
nella
stico,

33

alcuna

congregazione, nella quale determin ancora col contenuto della costituzione,


tre anni

Clini sicutj
,

che in luogo di
,

come
i

si

faceva prima

si

semplice fedele, sono pronti a prestarsi per quanto dato lor di potere. Fanno i voti semplici e perpetui ; con questa condizione per, che sieno stabiUti
dietro
il

o da alcun

celebrassero
in sei anni.

capitoli generali di sei

giudizio de' loro

superiori.

Alcuni
sioni al

scelti

dal

superiore
Pontefice,

emetto-

CARITA'(IsTiTUTO della). Congrech'ebbe origine gazione religiosa nel 1828 sopra il sagro monte Calvario di Domodossola nella diocesi di Novara per opera del sacerdote conte Antonio Rosmini Serbati, ecclesiastico esemplare, ed autore cej,

no anche un quarto voto

delle mis-

Sommo

ponen-

dosi a disposizione di lui.

stituto,

Possono appartenere a questo ioltre che i membri legati con voto, anche altri fedeli senza
voti per

mera

divozione, al fine di

lebratissimo di opere
rali,
il

filosofico-motutte
della
le

quale impieg

sue

fortune in vantaggio

medesiCardinal

ma
ta

congregazione, nata e sviluppasotto


gli

prendere parte all' esercizio di quelle opere di carit, che l'istituto avesse occasione di assumere. I superiori di questo istituto sono pri-

auspici

del

mieramente un superiore generale, e


secondariamente de' superiori
colari
ghi,
gni.

Giuseppe Morozzo, vescovo di Novara, non meno che del piissimo I Carlo Alberto re di Sardegna
.

parti-

da

lui proposti
i

ne' vari

luo-

secondo
Quelli,

diversi peculiari biso-

membri
to,
ci,

di questo rispettabile istitulail'al-

che desiderano qualche


si

composto di sacerdoti e di hanno per fine la propria e

servigio dall' istituto,

rivolgono ai
i

superiori del

medesimo,

quali so-

trui perfezione e santificazione, pro-

no

obbligati di riceverlo senza ave-

curata coi vicendevoli aiuti,

che

si

re nessun riguardo a' temporali interessi


,

trovano in una societ religiosa, ed esercitante quelle opere di carit, le


quali loro sono possibili, e vengono ad essi domandate. Il perch qualunque pia opera da essi viene riguardata

purch

sieno certi di ave-

re

de' soggetti

capaci di questo in-

carico;

ma

nel caso contrario, han-

come
tuto,
le

essenziale occupazione dell'

isti-

non

escluso l'insegnamento nelil

non assumere l'opera ricercata. Tra le opere caritatevoli^ in cui questa congregazione ebbe occasiono
il

diritto di

scuole, ed

servigio negli ospe-

ne di adoperarsi fino dal principio,

dali ec, anzi in

quanto

ad

essi

una
la

si

fu la conversione dei prote*

membri

di

questo

istituto

predili-

stanti,

che

vanno

gono i ministeri pi bassi, e meno considerati. Se niente venga loro domandato, attendono nelle loro chiese alla preghiera, ed allo studio nelle loro case. Si propongono poi
in

dalla vicina Svizzera. Pietro

vre
glie

del cantone di

DomodossoFaVaud, la moa
i

e la figlia di lui furono


i

pri-

mi, di cui

sacerdoti

della

carit

un modo

speciale di prestar ogni


e di
servirli

abbiano ricevuta 1' abiura nel 1828, e dopo quel tempo ne istruirono
nella fede cattolica e

ossequio

a' vescovi,

in

indussero
fra

ad
i

ci, eh' essi

desiderano .per lo bene

abiurare
quali
zella
si

un gran numero,
Frelawny,
3

del loro gregge.


chiesti

quando

sieno

ri-

conta anche la nobile donfiglia

da alcun superiore
YOL.
X.

ecclesia-

inglese Letizia

34
ilei

CAR
baronetto Guglielmo Frelawny,
del

CAB
In questo anno
si

apri

una nuo-

membro

parlamento

nella

ca-

va casa
la

dell' istituto della

Carit nel-

mera dei comuni per la contea di Corno vaglia. L'abiura di questa donzella

medesima

citt di

Domodossola, e

l'ottimo e benemerito conte


studi del suo ginnasio,

Giacomo

fu ricevuta dal sullodato Car-

Mellerio le affid la direzione degli

dinal

Morozzo

ai

i3 ottobre i833,

con appro-

e ne pai'larono le

Memorie di
seg.

Reli-

gioncy e di letteratura di
t.

Modena,

vazione della regia riforma, a cui fu poi aggiunto un convitto di giovanetti,

III. p.

449, e

e lo studio della

filosofia.

membri

di questa congregazio-

A
l'

Stresa sul lago

ne furono chiamati successivamente


nel Tirolo italiano, nella Savoja,

mena
mente
fato

maggiore, in aposizione, havvi il noviziato delin

e
si

istituto,

un

edifizio

appositail

neir

Inghilterra.

Presentemente

fabbricato. Finalmente

pre-

trovano in due

distretti di quel re-

gno, cio neir occidentale e nel medio, de' quali sono -vicari apostolici monsignor Baines vescovo di Siga e Walsh vescovo di Cambisopoh. Il

con lettere apostoliche dei 20 settembre 1839, che incominciano. In sublimi miliPontefice
,

Sommo

tantis Ecclesae solio , ha canonicamente approvata questa religiosa

sacerdote,

che

col

titolo

di

vicel'i-

congregazione,

cui

membri

vesto-

provinciale regge presentemente


stituto in Inghilterra, d.

no abito

talare di color nero, della

Giovan-

ni Battista Pagani, noto per le pie

comune forma ecclesiastica. CARIT". Ordine religioso


la
la
b.

del-

opere da
il

detto

Nel i835, regnante re di Sardegna


lui

stampate.

Vergine. Esso fu

istituito

da
in

certo

Guido signore
di

di Joinville nel-

Carlo Alberto esib all'istituto della Carit l'antica Badia di s. Michele della Chiusa nella diocesi e provincia di Susa in Piemonte, per provvedere al decoro, e alla venerazione
di quel santo luogo, gi

diocesi

Chalons-sur-Marne
di
s.

Francia, nel declinar del secolo XIII,


colla regola

Agostino

racconta
l'

l'

annalista

come Spondano al,

un tempo

in Parigi
lettes.
I

anno 1290. I religiosi ebbero poi un convento chiamato BilPontefici Bonifacio Vili
eletto nel

floridissimo monistero, detto capo dei

suo Ordine. A tal fine impetr dal Papa regnante Gregorio XVI un breve, che fu spedito ai 23 agosto i836, e col quale il Pontefice confer

i342, con autorit apostolica approvarono quest' Ordine, che per altro essendosi poco propagato, non ebbe lunga
durata.

Clemente VI,

all'istituto della Carit,


il

l'

am-

ministrazione e
ta abbazia.
I

godimento

di det-

CARIT'

padri della Carit vi

delle religiose ospitalarie.

DELIA Madonna. Ordine Nel 1624


dei

entrarono nell* ottobre dello stesso anno. Contemporaneamente il medesimo religiosissimo re di Sardegna
fece

Simona Gaugain, ad imitazione


Benfratelli, volle istituire in
le

Parigi
in-

monache per

servir }e

donne

trasportare

in

quella

chiesa
vari

ferme.

tal

effetto

acquist

una

abbaziale le spoglie mortali di


principi

suoi antenati

nella

quale

Gustavo de' conti Valdengo pubblic la Storia dell* Abbazia ec. , Novara 1837.
occasione, l'abbate

Avogadro

di

il convento de' minimi, ed insieme ad alcune compagne, pose le fondamenta del suo Ordine, ufficio del quale appunto quello di assistere le donne inalate negli o-

casa presso

CAR
spedali.

CAR
fondatrice
particolai

35

Superata

dalla

bilimenti di carit, che andava fon-

ogni
suoi

difficolt,

non senza

re assistenza divina, poscia termin

giorni in Parigi ai i4 ottobre i655, piena di meriti e col nome di madie Francesca della Croce. Seguivano queste religiose ospitaliere le costituzioni, che ai 20 lu-

dando, massime in Parigi; ma ella col medesimo suo direttore volle stabilire quest'Ordine composto di zitelle , per servire i poveri aver cura de' vecchi, de' fanciulli e degli infermi, cui la vergogna impedisce
,

recarsi ne' pubblici ospedali.

Il

no-

1628 loro diede Gianfrancesco de Gondy, arcivescovo di Parigi, e che furono, nel i633, approvate da Urbano Vili.
glio

viziato fu stabihto per le sue seguaci

in Parigi nel sobborgo

s.

Denis, con

voti semplici, e cinque anni di prove,


ri

e sotto la direzione de' superiodella congregazione

In principio professarono
gola del terzo Ordine
cesco, indi

la

re-

della missio-

di

s.

Frans.

ne.

Assistevano queste
le prigioni,

monache

an-

adottarono
si

quello di

co gl'infermi negli ospedali,

visita-

Agostino, stabilendo per che al ve-

vano
gossi

ed istruivano
L'istituto

le

spero e al mattutino

facesse

com-

fanciulle

povere.

propa-

memorazione dei due santi, celebrandone la festa con rito di prima classe. Aveano fondati ospedali
presso
i

loro
le

monisteri, in

cui

ri-

ovunque dopo la morte della benemerita confondatrice (che segui ai 1 6 marzo 1 660 ) s per tutta la Francia, che nella Germa,
-

cevevano

donne inferme, non pee


contagiosi.

nia, in Polonia, nelle principali citt


d' Italia
,

r di mali incurabili

e persino in America

Le

Molto per
nari,

la

Francia

si
i

sono esse protre voti

regole di quest' Ordine furono scrits. Vincenzo de Paolis. Molte altre congregazioni si sono formate in appresso sotto il nome di figlie, o sorelle della carit, e per lo

pagate, e facevano

ordii

te dallo stesso

non che quello

di esercitare

detti uffizi ospitalieri colle

femmine.
sca-

L' abito loro era di panno bigio, cinto


di

un cordone bianco con uno

piti tutte

addette agli

stessi

carita-

polare di tela bianca. Nelle funzioni


gio,

tevoli esercizi, e

composte, o presie-

usavano un manto egualmente bied esercitavansi in altre pie pratiche,

nel suo
gli

come riporta Compendio

il

p.

Annibali,

della storia de-

dute dalle principali dame. Correndo l'anno 18 19, nel pontificato di Pio VII, alcune matrone romane istituirono in Roma puranco le sorelle della Carit, colle regole presso a poco conformi alle suddette, ed ai 2 febbraio

Ordini regolari,

parte

III.

p.

1^5 e seg. CARIT^ (Sorelle della). Ordine di mnache istituito da s. Vincenzo de Paolis, e da
le

1820, con
il

autorizzazione pontificia
Litta, allora vicario
di

Cardinal

madama
di

Luidella

Roma, ne

gia di Marillac, vedova

Antonio

fece la canonica erezione nella chie-

Gras,

dette

anche

Figlie

sa di

Carit, e suore grigie.


signora,
nel

Questa pia
il

done
re
,

essendole morto
si

marito
fondata
della

Maria de* Monti, costituenparroco a perpetuo direttosotto la presidenza de' Signori


s.
il
i

1625,
s.

pose sotto

la

direzione

della Missione,

quali

debbono
che

insi

di
la

Vincenzo,

che

avea

tervenire alle congregazioni,

congi-egazione

de' Signori

tengono dalle
le donzelle,

sorelle.

Missione. Egli la impieg negli sta-

e solo

Sono escluse ammesse a farne

36
parie
le

CAR
no
gli le

CAR
in

vedove e le maritate. Il loro impiego consiste nel visitare due


volte per settimana nelle proprie case
i
i

oblate
la vita

e in converse, ed os-

servano

comune. Fanno
quelle

tutti

ufficii

relativi all' assistenza

del-

poveri infermi cronici

d'ambo

inferme, comprese

della

sessi , esclusi dai grandi ospedali somministrar loro il medico, il chirurgo e i medicinali gratuitamen-

bassa chirurgia. La loro utilit ed esemplarit mosse il regnante Gregorio


larie

XVI
anche

a stabilire queste ospitanell'

te,

assistendoli eziandio,
s

come

si

ag-

arcispedale

di

s.

gi-avino nel male, di notte.


titolo

di giorno che

Giacomo

in Augusta

nel

quartiere

Fm
che

le sorelle
;

una ha

il

delle donne,

di superiora
,

discorso

si fa

analogo loro in ogni mese,


Esse, nel

ed

un

il che effettu nel i834, con benefzio e vantaggio dello stabilimento, per la vigilante ed esemplar

infervora le esemplari sorelle al caritatevole

carit, colla quale

benemerite suo-

ed

utile ufficio.

re

assistono

le

malate.

F.

Ospe-

1826,
di
s.

si

estesero

nella parrocchia
s.

dali.

Agostino, e in quella di

Sal-

vatore in Lauro de' March eggiani, e

successivamente in altre parrocchie.

Ne

si

deve passar sotto

silenzio,

che
si

queste orelle nei casi di bisogno

prestano reciprocamente

assistenza.

CARIT' DELLA Madonna. Congregazione di religiose. Il p. Odone, fondatore della congregazione dei preti, da lui detti Odonisti, sotto r invocazione di Ges e Maria , facendo le missioni , convert molte
donne peccatrici, le quali ai 25 novembre 1641, da lui furono rinchiuse in una casa nella citt di Caen. Aumentandosi il loro numero,
di
s.

Nel piedetto anno 1826, furono stampate in Roma le Regole della corri' pagaia della Carit istituita da s.
F'incenzo de Paolis, ec,
tratta
istituti

e di essa

monsignor Morichini,

Degli

stabil

d'istituire

colla

regola
di

di pubblica carit, ec, pub-

Agostino

un nuovo Ordine
voti

bhcati in
I,

Roma

nel 1882, alla parte

reUgiose, che ai tre soliti

ag-

capitolo XI.

giungessero

il

quarto, d'impiegarsi
Il

La
ria

pia principessa d. Teresa


,

Bole
i

cio nelle istruzioni, e nella cura delle

Pamphilj

volendo

introdurre

donne pencolanti.
per esse ancora

p.

Odone

negli ospedali femminili in


sorelle della Carit,

Roma

scrisse

le

regole conparticola-

fond nel 182

fornii

a quelle delle monache della

una congregazione
di

di esse col titolo


col-

Visitazione,
rit

meno

alcune

ospitala rie, le quali furono


ss.

locate neir arcispedale del

Salvale

tore al Laterano,
regole, nel

approvandone

1827, Leone XII. Nel medesimo anno si stamparono Coper la congregazione delmisericor-

Forpure le costituzioni per le penitenti, ordinando fra le altre cose, che abitassero separate dalle monaproprie di questo
istituto.

che, e che
ne.

fosse

la

congregazione

stituzioni

diretta dalle religiose della Visitazio-

le ospitalarie^ detta della

Ai 2 gennaio 1666, Alessandro

dia, e quindi furono confermate dal

regnante Pontefice. Fanno esse quattro voti semplici, di povert,


t,

VII con sua bolla l'eresse per in Ordine religioso, per cui ben presto
si

casti-

diffuse

in

diversi

luoghi
e

di
il

ed ospitalit. Possono essere zitelle, o vedove, ed il lo10 abito di saia nero.


Si divido-

obbedienza

Francia. L'abito, lo scapolare,

manto sono

di color bianco,

ma

il

velo pel capo nero.

Sullo scapo-

CAR
un cuore di argento colla b. Vergine ed il Bambino scolpiti, giacche il p. Odone inculc alle molare evvi

CAR

37

me. Liberato miracolosamente dalle


sevizie di alcuni malandrini, diven-

nache lina particolare

divozione
Il

al

Cuor

di

Ges

e di Maria.

perch

ne anche possessore del loro danaro, col quale edific una chiesa con romitorio, che prese il nome di
Phai^os. Ivi molti ricevettero da lui
il

celebrarono la festa del Cuore di Maria sino dal i643, mediante l'ap-

battesimo, ed altri elessero di vidirezione


solita-

provazione di
Francia, e
la

parecchi

vescovi

di

vere sotto la sua

conferma dei

Sommi
anco

Pontefici, e poscia celebrarono

riamente, con vesti di ciHcio e parchissimo cibo, attendendo ad opere

quella del Cuore di Gesti.

CARIT'
gazione di

(Figlie della). CongreL'istituto delle

religiose.

cos dette Figlie della

Carit

ebbe
nel-

principio nella citt di

Verona
e

l'anno

1808.

L'illustre

piissima

de' marcnesi di benemerita fondatrice; e Leone XII con amplissimo breve apostolico de' 28 dicembre 1828, ne conferm pienamente le regole. Trovasi questa istituzione oramai diffusa per quasi tutto il regno lombardo-veneto , ed anche al di l di esso, con sommo vantaggio della popolazione, mediante l' educazione che riceve la gioventti pi povera ed abbandonata , e l' assistenza che si presta da queste -ali-

dama Maddalena
la

ed osservando le che il fondator loro aveva composte. Indi part s. Caritone a fondare altro romitorio, chiamato Sucam, ove grande fu il concorso delle persone per seguirne il vivere religioso. Ma il nostro santo, per
regole,

eziandio manuali,

Canossa ne fu

maggior austerit,

abitava

in

una

spelonca detta cremastos o

pensile,,

perch non poteva ascendervisi che

mediante una scala, finche santamente mor nel pontificato di san


Giulio
nino,
I,

eletto l'anno

336. L'abito

di questi religiosi era di colore leo-

con cappuccio simile nella forma a quello dei greci. Riferisce


Isidoro,

che

tanto
solo

si

accrebbero,

giose alle inferme negli ospedali,

non

meno che

l'

istruzione alle contadil'uffizio di

monistero eretto dallo stesso istitutore, si contavano pi di mille monaci, ed Apollonio aggiunge, che talvolta se ne nume-

che in

un

ne per sostenere

nelle ville, colla pratica

maestre ad un temne' loro

rarono cinque mila. K. no nelle Vite de Padri


dine
a'

Il

di quest'

LippomaOr.

po degli

spirituali

esercizii

28 settembre.
(

a comodo e vantaggio della classe pi agiata delle citt.

moni steri

CARLISLE
della contea

Carleoluni)

Citt

vescovile d'Inghilterra, capo


di Cuberland, mezzo ad amene pianure

luogo
situata
al

CARITONE. Ordine religioso. Esso fu celebre nell'oriente, e vanta origine antichissima, dappoich riconosce per fondatore s. Caritone
di Iconio, discepolo

in

con-

fluente dell'Eden, e del Caldew.


_,

Fu

di

s.

Tecla, e

di

Paolo primo eremita. Neil' impero pertanto di Aureliano egli pas.

ed il chiamata anche Luguvalluni uo nome significa citt presso il muro, perch vicina a quello edificato dai romani per difendere i
bretoni
ni.

ti

tormenti

persecuzioni

siccome
Cri-

dalle scorrerie

dei calcedo-

confessore della fede di


sto, e solo

Ges

Nel castello,
stette

edificato
di

alla

di

lui

morte usci
Gerusalem-

secolo,

da Egfrido re

nel VII Northumla

di prigione, e recossi in

berland,

prigione

regina

38
di Scozia,

CAR
r infelice Maria Stuard.
il

CAR
CARLO
to
tefice,

Borromeo'

(s).

Di Giber-

Dopo
nio

di aver fiorito sotto

domidel
danesi.

Borromeo

e di Margarita de' Me.

de' romani,

ne* primordii

dici, sorella di

IX

secolo, fu rovinata

dai

Nel regno di David sovrano di Scozia appartenne Carlisle alla Scozia, e tanto piacque la sua posizione a Guglielmo li, che montato sul trono inglese, nel io83, la fece rifabbricare. Sotto la dominazione di Enrico III fu incendiala dagli scozzesi, disastro, che per avvenimento fortuito si rinnov in quello di Odoardo I. Indi fortificolla Enrico Vili, e il generale Lesly la super nel i644> ^ ^^1 174^ cadde in pretendente Odoardo del ptei'e Stuard ; ma il duca di Cumberland
subito la fece tornare all'ubbidienza

lo

Giannangelo poi Ponnacque questo santo nel casteldi Arona a' 2 di ottobre dell'an-

no i538. I genitori di lui, se erano distintissimi per la nobilt della nascita, chiari non meno rendevansi

per la santit dei


il

costumi,

cosi

che

loro figliuolo
la

non appena co-

nobbe
pio
all'

grandezza della sua origi-

ne, che sentissi tratto dal loro esemesercizio delle cristiane virt.
egli

Fanciullo ancora, dava

non dubmodello

bi segni di quella vocazione, che do-

vea renderlo in appresso

il

dei pastori della Chiesa di Cristo, poi-

ch nulla curante dei piaceri


inchinevole, era

anche

innocenti, cui quella et di ordinario


tutto nelle pratiche

deir Inghilterra. Alla fine del


edificato

secolo

XI

venne
1'

di

piet,

nelle

opere di

miseri-

in

Carlisle

un monistero
mediante
e-

cordia. Cresciuto
te
il

negli anni, ricevet-

di canonici regolari,

la

chericale tonsura, e

compito

redit di certo Vauthier.


sa,

La

chie-

dodicesimo

anno, Giulio Cesare

magnificamente
sassone

fabbricata
,

disegno

gotico
I,

con talmente

piacque ad Enrico
in
cattedrale

e a

Turstand
a
II

arcivescovo di Yorck, che fu eretta


suffraganea
detta
metropoli,
coli 'approvazione

zio di lui gli rassegn , abbazia di s. Gratiniano ^ e s. Felino , nel territorio di Arona, che da lungo tempo era posseduta

Borromeo
la

da persone

ecclesiastiche

di

quella

del som-

illustre famiglia. Carlo, cui

non erano
rap-

mo

Pontefice

Innocenzo

verso
le

ignote le regole della

Chiesa,

Tanno ii33, anche per


differenze giurisdizionali,

togliere

present a suo padre, che delle rendite di quel ricchissimo beneficio vo-

ano

tra

il

vescovo

quello di Yorcli,

che nasce* Glascow, e onde ne fu pre^


di

leva fosse distribuito a'poverelli quanto sopravvanzava alla sua educazione,

posto a primo
delvraldo,

vescovo

un

tal

Acon

ed
di
le

al servigio della Chiesa. Pie-

scelto

dai canonici
.

no
per

compiacenza

il

buon padre
figlio, in-

indulto
della

apostolico

Nelle

vicende
questa
par-

sante intenzioni del

riforma

soggiacque

cricossi

ben

volentieri, nella

mino-

sede alla sorte delle


te la cattedrale fu

altre, e in

rit di lui,

della amministrazione di
il

demolita; per ancora esiste il vasto suo coro. Vi ha pure in Carlisle la chiesa di san Curberto degna di memoria; ma ora questa citt sede d'un vescovo anglicano, ed ha il titolo di

quei beni, dandone

sopravvanzo in

limosina. Studi Carlo la gramatica

e la rettorica in Milano, fu indi a Pavia per lo studio del diritto civile e canonico, e, l'anno

i55g, di

ritorno

contea.

da Milano, dove erasi condotto a cagione della morte di suo

CAR
padre, vi prese
sto la
il

CAR
di dottore.
1^

39

grado
il

Restituitosi in patria, e giuntagli to-

Ordine gerosolimitano di Malta. La maggior gloria di Dio era 1' unico


che proponevasi
il

nuova, che

Cardinale
della

de

fine,

Borromeo

Medici, suo zio, era stato innalzato


alla

in ogni sua azione e imprendimento.

suprema dignit

Chiesa,

Pio IV, anzich insuperbirsene, e sentir compiacenza delle universali congratulazioni^ che da tutta Milano se ne facevano, pens
col

nome

di

Sempre guidato da questo pensiero, non a maravigliare com'egli


rispondesse

perfettamente
al

in

ogni
i

suo

affare

desiderio

di

tutti

essere pivi savio consiglio

il

ricorre-

buoni. Fatto pi agli altri che a se, non risparmiava fatica pel bene dello stato e della Chiesa
,

re a Dio, acciocch

si

degnasse

di

siccome

non permettere, che cadesse in vanagloria , fermando proposito di non partire da Milano se non allora che per obbedienza lo chiamasse
il

mezzo a si grandi e svariate in*cumbenze non difficile il prendere


in

un qualche abbaglio,
sentiva

egli,

che non

Pontefice.
il

Non and
Papa
lo fece

guari

di

tempo, che
giunto in
co,

lo volle

s,

Roma,

segretario

de' memoriali, protonotario apostoli-

e referendario d'ambedue le se-

gnature.
dell'anno

Dopo un mese da Pio IV


1

fu creato Cardinale a' 3 i5i6o,

di gennaio

molto avanti di s stesso, am aversi sempre da vicino persone di specchiata virt e prudenza, le quali frequentemente consultava, sottomettendosi con somma docilit in ogni cosa al loro giudizio. Sapeva egli cos saviamente distribuire il suo tempo, che non avea giorno in
cui alcuna ora

gli
ss.

ferita la diaconia de'

venne conVito e Mo,

non consacrasse

alla

desto. Quindi nell'anno appresso fu nominato arcivescovo di Milano non contando ancora il vigesimo terzo anno di et. Non a dire quanto siasi

orazione ed allo studio, e preso da caldo amore a quest'ultimo, ad istillarlo in altrui, e


istitu

nel Vaticano

ad isbandir l'ozio, una accademia


e di laici
,

di ecclesiastici insieme

adoperato

il

nostro

santo per non

quali con frequenti

tornate

doves-

accettare queste onorevoli cariche, e

sero trattare
la religione

di

oggetti riguardanti
il

quanto fermamente dur in sino a che


gli

fu concesso di rifiutare la digni-

t di camerlengo, di

grande autoriIl

t ed onorificenza, ed allora la pi

lucrosa della corte romana.


tefice,

Pon-

che teneramente lo amava, non gi per la parentela, ma per la conoscenza del vero suo merito, e perch in lui vedeva un utile e
zelante ministro dello stato
ric
,

progresso sempre maggiore degli ottimi studi; accademia di cui parlammo al suo articolo, nel voi. I, p. 4^ di questo Dhionario. Se Carlo alloggi in Roma un magnifico palazzo, e questo elegantemente addobbato, non a credersi che il cuore di lui fosse schiavo della ambizione, poich anzi se esteriormente

ed

lo inca-

viveva con pompa, affine di unifor-

pure della legazione di Bologna,

della

Romagna

e della

Marca

di

An-

cona,

stabilendolo anche protettore

della corona di Portogallo, dei PaesiBassi, dei cantoni cattolici della Sviz-

zera,
s.

degli

Ordini

religiosi

di

Francesco, dei carmelitani,

e del-

marsi all'uso della corte, egli sapeva mortificare s stesso anche in mezzo a quella grandezza, e perci si rese pi meritevole di encomio la sua umilt. Quantunque la sua assenza da Milano non fosse volontaria, ed egU prestasse l'opera sua

, .

4o
al

CAR
bene universale
il

CAR
pufinalmente glielo
concesse,
creatolo

della Chiesa,

Borromeo non poteva acquietarsi sul fatto della residenza, e non fece fine a^ suoi dubbi se non quando il pio e dotto arcivescovo di Braga, Bartolommeo de' Martiri, con
ve

prima suo legato a Intere per tutta r Italia. Il giorno primo di settembre dell'anno
1

565

s.

Carlo parfi

da Roma, e trattenutosi un qualche


giorno a Bologna, di cui era legato, fu a Milano, dove egli venne accollo

saggia decisione lo tranquill intiera-

mente.
nel
1

Morto l'unico fratello suo, mese di novembre dell'anno


cos senza consola-

con
tita

le

dimostrazioni della pi
in
lui

sen-

esultanza, parendo a quel popodi rivedete

562, e rimasta
i

lo

ricopiata

la

zione e sostegno
miglia,

quella

illustre fail

suoi amici ed
lo

Papa me-

desimo
il

persuadevano a lasciare
per ripararne
egli

immagine di s. Ambrogio. Non molto dopo il suo arrivo, apri il santo arcivescovo il primo concilio provinciale
,

lo stato ecclesiastico,

cui

intervennero

danno,

ma

affine di liberarsi

nali forestieri

due Cardied undici suffraganei


l'ammiraziozelo e

da ogni

ulteriore

sollecitazione, ri-

di Milano.

Fu comune
con

cevette l'ordine sacro

prima che terminasse quell'anno, e non molto appresso fu fatto gran penitenziere, ed

ne
lio

nel

vedere

quanto
s.

piet venne celebrato

questo conciCarlo,

da un giovane, qual era

arciprete della basilica di santa


ria Maggiore,

Ma-

di soli ventisei anni di et. Si tratt

divenendo
santa

in seguito

prete del

titolo di

Prassede
e

principalmente in questo concilio intorno alla riforma del clero, alla


celebrazione dell'offizio divino, all'am-

Non

tacersi
,

quanto

egli siasi

operato

con

sommo

zelo

adpru-

ministrazione dei
la

ss.

Sacramenti,

al-

denza
lio

per la conclusione del conci, di Trento, avvenuta l'anno seavvertendo


i

maniera di tenere il catechismo, tutte le domeniche e feste dell'anno,


in

guente i563,
e
i

vescovi

ogni

chiesa parrocchiale,

facen-

principi del cattivo stato di sa-

dosi sopra tutto questo, dei


tissimi regolamenti.
11

sapien-

lute

del

Papa

caldissime

istanze

compimento j silenzio, come


desi ogni
tutti
i

ed eccitandoli con ad affrettarne il n da passarsi sotto


,

Pontefice, toscrisse al

sto

che ne fu informato,
le

nipote

sue

pi.

confortanti con-

egli,

tostoch fu sciol-

gratulazioni.
cilio,

ta quella venerabile assemblea, die-

la

prima cura di

Posto termine al cons. Carlo fu


della sua diocesi.

premura
che

di

far

eseguire

rivolta alla visita

riguardavano la riforma della disciplina. Non appena seppe, che la diocesi di Milano abbisognava della presenza di lui
decreti,

Avuta notizia, che il Papa era gravemente ammalato, parti per Roma, con santa libert scuopr allo zio il
suo
pericolo
,

e
il

volle

egli

stesso

a togliere alcuni disordini, ai quali in vano si studiava di rimediare il


piissimo suo vicario generale
netto, fece istanza
al santo

amministrargli
l'estrema

santo

Viatico

unzione,

OrmaPadre,

cosi

perch gU permettesse di partire, e ardentemente ne lo preg, che ottenne di andare a Milano per tenervi
la

da lui, ma po Neri lo assist sino alla morte, che avvenne a' io dicembre dell'anno 1 5^5. s. Pio V, successore a questo Pontefice,

n si allontan unitamente a san Filip-

voleva

persuadere

il

un

concilio provinciale, e far

nostro santo a trattenersi in

Roma,

visita della

sua diocesi

Pio

IV

come per

lo avanti,

ma

egU, che

CAR
desiderava
di riparare
ai

CAR
disordini

4^
negletli

sconosciute
i

o superstiziose,
e
i

preg il Papa a , sebbene senza riguardo alcuno, a solo bene della Chiesa, ne avea promosso V esaltazione ;
della sua diocesi
,

sacramenti,

sacerdoti per la
e scostuma-

dispensamelo

maggior parte ignoranti


ti,
s.

Carlo tenne

sei concilii

provin-

ciali

ed undici
degli

sinodi

diocesani, e

rimastosi

con

lui

alcuni

gior-

pubblic

ni soltanto per informarlo delle


se dello stato.

co-

Indi rinunzi le cari,

che che disimpegnava


traeva

dalle

quali

una rendita di cinquanta mila scudi; ed abbandon quella


capitale,

ordinamenti e delle che si ebbero poi sempre dai pi zelanti pastori come modelli in simil genere. Sebbene da principio il santo arcivescovo abbia incontrate delle difficolt
istruzioni

pastorali,

lano nel

giungendo nella sua Mimese di aprile del i566.


ri-

nella esecuzione dei decreti dei suoi


concili,

pure
alla

gli

seppe
dei

cosi accop-

Ad

ottenere con pi efficacia la


della diocesi,

piare

dolcezza

modi una

forma

pens essere di
ancora del-

fermezza

inflessibile,

che non v'ebbe


si

molto vantaggio l'unire all'eloquenza della parola


l'
,

in progresso chi
alla regola.

non

assoggettasse

quella

La

predicazione della dilui

esempio

ammaestrato dal divino


cui detto,

vina parola era da

sostenuta con
copiosissimo

Pastore,

di

che

pri-

amorevole
frutto
:

assiduit

ma
que
si

fece e poscia insegn.


la

Quantim-

e siccome egli era persuaso,

ogni riguardo esemplare,


fezionarla, e vi riusc

precedente sua vita fosse sotto pure egli studi di meglio piti sempre per-

che la pi efficace maniera a perpetuare la cognizione e la pratica


della religione consisteva nello istrui-

per modo, che

re

fanciulli

non contento
i

di in-

divenne oggetto della imiversale venerazione. Troppo lunga cosa sareb-

fiammare a

ci

sacerdoti tutti della

be r enumerare
lui,

le distinte

virt di

sua diocesi, piant molte scuole, nelle quali insegnavansi i primi erudi-

e difficile
nelle

il

dire

in quale pi
,

che

altre

risplendesse
il

se in

menti della fede, dandone egli medesimo il regolamento. L'anno i5jS


istitu

tutte egli toccava

sommo grado
e

la

congregazione degli oblati


di preti se-

della perfezione cristiana. Nelle orazioni riceveva grazie

di

s.

Ambrogio, composta
i

consolazioni

colari,

quali

si

offerivano al vesco-

straordinarie,
fossero note

che

desiderava

non

ad alcuno , mortificava continuamente il suo corpo colle pi lunghe astinenze, e con asprezze le
pi rigorose,
distribuiva
ai

poveri

ed agli ospitali ogni sua rendita fami gh are, e quanto a lui veniva dagli altri beneficii, non riservando
per se
stesso

che

breve

parte dei

suoi averi.

Lo

zelo pastorale di lui

mal comportando i disordini in che miseramente era avvolta la diocesi di Milano sicch le grandi verit della salute parevano andate in dimenticanza, le pratiche di religione
,

vo per lavorare nella vigna del Signore, ed a questi affid in seguito il reggimento del grande suo seminario, governato in prima dai gesuiti , che lo rinunziarono. Form ancora in Milano una societ di pie donne , affinch col buon esempio loro giovassero al ravvedimento di altrui, e ne ebbe i pi consolanti risultati. Nelle visite di tutta la sua diocesi mostr chiaramente quanto
ardesse
il

cuore di

lui

dell'amore di

Dio e del vantaggio delle anime alla sua cura affidate, poich in queste ebbe a sofferire continui disagi

4^

CAR
davano
piuti
il

CAR
bene della sua
diocesi,

nel corpo, per la distanza e difficol-

pure
di

t dei luoglii, e multe amarezze nello spinto per la pervei'sit di alcuni,

faceva in
,

modo,

che, questi

ademche
suo

gli

rimanesse alcun

che

si

studiavano di opporsi
del

alle

sante

tempo per assecondare


desiderio, e

cotale

intenzioni

loro prelato, lo che

ben

volentieri

aiutava

tutto egli valse


vitta costanza
,

a superare con inrallegrandosi molto

del

suo

consiglio

dirigeva nello
lui accor-

spirito quei molti,

che a
privato

allorquando per amore di Ges Cristo dovea sopportare anche il freddo, la fame e la sete; e di

revano

come a

direttore
la vita

della coscienza. In

una parola
parte

questa

di lui fu in ogni sua

conse-

non curanza

del

propizio

bene per

crata per

provvedere a quello degli altri, non dubbia prova noi abbiamo in quel

maggior gloria di Dio, ed al vantaggio delle anime, da potersi asserire con franchezza,
alla

modo

tempo nel quale la nava i suoi guasti


siglio

pestilenza

mecon-

essere stato

il

nostro santo

uno

dei

nella diocesi di
il

pi

distinti

pastori
le

della Chiesa di
incessanti
fa-

Milano. Egli, anzich seguire


a
ritirarsi

Cristo.

Ma

durate

di molti, che lo persuadevano


in alcuna altra parte

non

infetta, affine di conservare la pre-

ziosa

sua
il

vita,

sostenendo

che un

vescovo,

quale obbligato a dare

governo della sua diocesi, e le severe sue penitenze, venivano cos logorando i preziosi giorni di lui, che a d 24 di ottobre dell'anno i584 gravemente inferm, e rentiche nel

il sangue pel suo gregge, non poteva senza grave colpa abbandonarlo

dutosi inutile ogni


il

giorno

umano rimedio, 4 novembre dell'anno meancor


fresca

nel pericolo, volle assistere egli

me-

desimo

nella

et

di

desimo
i

malati, e amministrar loro


cos

quarantasei anni,

e ventiquattro di

sacramenti, esortando
i

anche

col l'esempio

suoi cooperatori a

non

curare la propria vita temporale in

confronto degli spirituali bisogni dei


loro
fratelli.

Ordin in quella

lut-

Cardinalato , col riso sulle labbra, che sembrava un presagio della futura sua gloria, santamente mor. Il Signore rese chiaro ben presto il santo arcivescovo con gran copia
di

tuosissima circostanza tre processioni


generali, cui egli intervenne a piedi

miracoli

a di

lui

intercessione

con una corda al collo , e , con un crocefisso nelle mani, offerendosi vittima al Signore per li peccati del suo popolo. Ne solamente ai soccorsi spirituali si rimaneva
scalzi

i6io fu Carlo solennemente canonizzato nel primo di novembre dal Pontefice Paolo V. Tra le sue opere pubblicate particolarmente in Milano nel 1747 in
operati, e l'anno

l'ardente carit

di lui,

ma

per

assiil

stere ai poveri fece fondere tutto

suo vasellame, e diede loro in sollievo ogni suo mobile, per sino anche il suo letto; ed in un sol giorno distribu ai poveri quaranta mila scudi,
e ventimila in
assistere
alle

sono degne di special pei confessori, che il clero di Francia fece stampare a sue spese; ed Acta Ecclesiae Mediolanensis , Milano iSqq, in fog. Si hanno ancora molte sue opere
voi.

in

fol.

riguardo

le Istruzioni

dommatiche e morali,
del santo sepolcro
di

e la biblioteca

un altro.

Egli

amava di

Milano

condi

persone moribonde, e quantunque mettesse innanzi ad ogni


altra cosa
i

serva trenta

volumi
vite

manoscritti

lettere del santo prelato.

doveri generali, che guar-

Fra

le

molte

di

s.

Carlo

, ,

CAR
Borromeo, talogo il Novaes
al dire

CAR
un
care.

43
fatto,

delle quali riporta


t.

E
s.

cos

avvenne nel

poich

IX,

p.

i3,

una

mentre faceva orazione


di

nella chiesa
all'altare

delle pi esatte e pii

ampie, anzi,
pi belle,
de' santi
vite

Donaziaiio,

innanzi
,

del Volpi, delle

della beata Vergine

fu assassinato

accurate e giudiziose
pietro Giussani,

dai suoi nemici nell'

anno
(b.).

24.

scritte in italiano, quella di

Giamche
fu

CARLO MAGNO
lo del re Pipino, e

Fu figliuo-

medico milanese, e
s.

poi oblato

di

Sepolcro,

nacque nell'anno 742. Rimasto, per la morte del

stampata in Roma dalla tipografia camerale nel 1610, e poi in Brescia nel 161 3. Il Rossi, dotto prete delcongregazione degli oblati, la la tradusse in latino, e poi venne arricchita

padre e del fratello Carlomano, solo padrone di tutta la monarchia francese, si rese chiaro cos per la grandezza delle sue conquiste, da
meritarsi
il

soprannome
la causa

di

Magno.

di

osservazioni

importanti

Egli

si

mostr
per

assai pio, zelante e

dall' Oltracchi,

in

Milano.

e pubblicata nel ijSo Monsignor Godeau la

caldo

dei

Pontefici

scrisse in francese,

la
ivi

pubblic
il

Parigi nel

i663; ed
la
IL

p.

Toufi-

ron stamp

sua nel 1761.

ed Adriano I ( Fedi ) e Leone IH (Vedi) ne' varii bisogni dello slato sperimentarono i benefici effetti del figliale attaccamento di lui. Il primo
Carlo Magno l'ebbe in conto di padre, ne pianse la morte, e ne celebr le geste; dal secondo ricevette la

CARLO
gliuolo

Buono

(ven.).

Fu

a s. Canuto re di Danimarca. L'anno 1 1 1 9 divenne conte di Fiandra per testamento di Baldovino. Mostrossi adorno di tutte le cristiane virt,

corona imperiale,

rinnovando
l'im-

in lui con autorit apostolica

ma
la

quelle,

che pi

bril-

pero d'occidente.
delle vittorie di

Noi
questo

non diremo
principe, e

larono in
i

lui,

furono la carit verso


umilt.

poveri

Pi

volte

degli avvenimenti maravighosi,


lo

che

diede fondo ai suoi tesori per sovvenire g' indigenti , e non fu raro
il

riguardano,

venendone

trattato

ai rispettivi articoli.

Qui

nostro

caso, che vendesse anche le vesti

per sostentarli. Amava pi chi lo rimproverasse d'un qualche fallo, che non chi lo esaltasse per le sue virt e perch a guarentire la miseria dall'oppressione dei grandi sta-^
:

intendimento di mostrarlo solamente benemerito alla religione ed alla

Chiesa,

porre
del

in chiaro

del-

le azioni di lui quelle soltanto,

che
bea-

degno
to.

lo

resero

titolo di

Non

bili

soavissime leggi,
i

si

attir l'odio

abbia
ni

a qegarsi, ch'egli non macchiato i primi suoi anai

di questi, tra

quali Bertulfo, ini-

con quei disordini,


la

quali d' or-

quo usurpatore, venne nell'empia deliberazione di torgli la vita, e non


dur molta
tal delitto

dinario

giovent

troppo in-

chinevole;

ma

se fU peccatore, sep-

fatica

a trovare

di

un
fu
egli,

scellerati esecutori.

Ne

pe ancora redimere i suoi peccati con larghissime limosine, e coU'esatto

avvisato

il

venerabile Carlo ;

ma

adempimento

dei

doveri

del

anzich procurarsi
se,

uno scampo, rispoal

vero cristiano.
tificare

Non

contento di san-

che se era in piacere


di

Signo-

re

troncare
vita per

suoi giorni, egli

moriva contento, non potendosi perdere


la

se stesso, egli, che per la sua condizione pi che altri mai lo poteva, si adoper di promuovere
la santificazione

una causa

miglio-

aneora negli

altri

44

CR
il

CAR
contegno
al

ben conoscendo, che


delle persone consagrate

carmelitani (Fedi), dei quali da al-

Signo-

cuno
solo

ha molta forza sui popoli, us moltissima cura per la riforma del


re
clero e dei monisteri, e di qui eb-

ma

rimontare l'origine non prima et della Chiesa altres a quella de' profeti, cio
si

fa

alla

allo stesso Elia,

che

si

vuole

istitu-

bero origine quei molti sinodi, nei


quali
si

tore de* religiosi detti


servanza.
silenzio

dell'

antica os-

stabilirono quegli esimii re-

A
20

tale

golamenti, che trovansi nei Capitolari di

Innocenzo
ai

questo

principe.

Mostr
peixih

la
il

la

costituzione,

impose XII , mediante Redemptoris , che


questione

pili interessante

premura
si

eman

novembre
seconda Ordini

i6q8.

Il

con quel decoro e con quella maest, che conviene alla grandezza di Dio, e decor a tale effetto con grande madivino servizio
facesse

Bonanni,

nella

parte del

Catalogo degli religiosi , stampato in Roma nel 1741, al numero 37, racconta, parlando delle
antiche monache del monte Carmelo, che verso l'anno 826, essendosi recata in Gerusalemme l'imperatrice s. Elena per discoprire il sepolcro del Redentore, il rinvenne

gnificenza le chiese, e le provvide di


vari e preziosi

ornamenti per

la

ce-

lebrazione dei sagrosanti misteri.


re quelle

Lo

zelo di lui fu ardentissimo a toglie-

nuove

dottrine, che a' suoi

giorni tentavano di guastare la pu-

rezza della immacolata fede di Cri"


sto,

e ne ebbe

piti

confortanti ri-

Questo ottimo sovrano, che tanto oper per la maggior gloria


sultati.

ove stavano due monache solitarie nascoste in una spelonca per non essere uccise dai barbari , secondo che riporta a detto anno il p. Lezana annalista dell* Ordine carmelitano.
Il

di Dio,

per

lo

splendore della

Bostio,

ed

altri

storici

santa Sede apostolica, mori nel set-

affermano,

ch'erano

religiose

cardi
s.

tantesimo secondo anno di sua et, a' d 28 di gennaio dell'anno 814.

melitane, denominate
in tal' epoca

anche

Elia, giacche, secondo quegli autori,

Sebbene

il

decreto di sua canonizza-

non

si

conosceva altro

zione sia dato a*

29 dicembre

11 65

dall'antipapa Pasquale III; pure la


s.

Ordine regolare. Certo , che la pia Augusta fond un monistero presso


il
s.

Chiesa in considerazione delle be-

Sepolcro,

in

cui

pose molte

nemerenze di Carlo Magno, toller il culto, che alcuni a lui rendono, e non abrog il decreto dell'illegittimo Pontefice:

vergini, affinch vivessero colla re-

gola de* solitarii abitanti del

monte

Carmelo, dando loro


le
Il

per

direttrici

per la qual cosa


dalla

due monache menzionate.


succitato autore
delle

pu

considerarsi

come

medeal

parlando

poi
car-

sima Chiesa beatificato. Cos la opinarono il Lambertini, e il Contelori. Il suo nome peraltro non fu introdotto nel Martirologio romano. Egli onorato da molte chiese di Francia, di Fiandra e di Germania, la sua memoria per non venerata nella
Chiesa universale.

numero 38

monache

serisce
si

melitane d'Europa, ed altrove, asch'erano sparse ovunque, e


distinguevano per santit di
vita,

avendone mitigata l'antica regola Innocenzo IV nel 1248. Ignorasi per altro qual fosse il primo monistero di esse in Europa, e sembra che si
principiasse a fondarle nell' epoca, in

CARMELITANE.
nache, che seguono

Ordine di Mola

regola

dei

cui gli storici

riportano

il

trasferi-

CAR
nieuto de' carmelitani dalla Palestina.
di
s.

CAR
vi
si

45

Abbiamo

inoltre

dal

p.

Luigi

Teresa, autore del libro:


il

La
altri,

successione di Elia^ seguito da

ne prese l'abito, e nel i4B5 vi mor in odore di santit. Le monache di Huy, siccome vicine al convento dei religiosi, aveano in
ritir,

che

b.

Giovanni Soreth, essendo

principio
tre

la

chiesa

intitolata

delle

generale de' carmelitani, ottenne da


Nicol V, divenuto
il

Papa
delle

nel i447j
il

privilegio di
i

poter

avere

suo

Marie in comune: ma ad evitarne r incomodo la pia duchessa ottenne dal Pontefice Sisto IV, che
,

Ordine

monisteri

monache,

le

sue

monache
di

passassero in
,

come

domenicani e gli agostiniani , riputandosi a vergogna, diceva, che gli altri Ordini agli
i

aveano

nistero

benedettine

un modopo aver
differi-

loro ottenute molte grazie spirituali

privilegi.

Queste

religiose altre

vessero

donne
.

osservatrici delle loro


il

vano
tane,

nell'abito dalle

carmelidi

regole, e che
litano
,

solo

Ordine carmeistituito

usando tonaca e scapolare


,

particolarmente

pef
ci

color bigio

mantello

bianco

fode-

onorare la regina delle vergini, non

rato di pelli d'agnello, e velo nero


in testa.

ne avesse alcuno

di queste.

Da
p.

inferisce l'autore della Storia degli

Vestono

le

monache carmelitane,
dell'antica osservan-

Ordini religiosi^ tradotta dal


tana,
le

Fon-

come
za,

religiosi

tomo I, part. I, cap. 44) che monache carmelitane fossero istiverso l'anno 1452, dallo stesso
coli'

cio tonaca e scapolare di color

tan, velo bianco sul capo, cui ne so-

tuite, b.

Soreth

autorit

apostolica

della bolla conseguita

da Nicol V,

per cui fond in Francia i primi cinque monisteri. Tuttavolta che pri-

vrappongono altro nero, e recandosi in coro, assumono anche un manto bianco a guisa di cappa, essendo tutto di lana. Egualmente vestono
le

monache riformate
,

e della stretta

ma

delle

suindicate

epoche

esistesri-

osservanza, siccome
l'

tutte

unite al-

sero monisteri di carmelitane, lo

leviamo dalla costituzione Sanctorum


meritis, presso dine, parte
I,
il

e sottoposte Ordine carmelitano gir immediata giurisdizione del p.


generale.
gi dei
tirsi,

bollario
p.

dell'

appendice

Or546, di

Godono

perci

privile-

mendicanti;

ma

da avver-

Giovanni XXII, con cui accord indulgenza per la chiesa delle carmelitane di Messina. Checche ne sia si prese tanta cura il zelante padre Soreth , che volle sempre visitarle di persona, mentre talvolta ad altri

che non tutte le monache carmelitane sono soggette alla giurisdizione del p. generale, mentre gran
parte di esse dipendono da de' rispettivi Ordinari. Fra
quella
le car-

melitane fiorirono
di serve di Dio,
e,

un gran numero
per non dire che

commetteva
il

la cura di visitar
,

con-

venti de' suoi frati

principalmente

delle principali, solo

nomineremo

s.

monistero di Liegi (dal quale per


incendio, fece trasferir le
l'altro

la distruzione recatavi nel

un

che ad Huy), nonch


nes, fabbricato nel

1468 da monadi Vansangue

Teresa solennemente canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, fondatrice de' carmelitani scalzi, e delle carmelitane scalze (Fedi), e s. Maria Madlennit

i463

dalla ven.

suor

Francesca

del

regio

dalena de' Pazzi, che colla stessa sofu esaltata all'onore degli

d'Amboise, gi duchessa di Brettagna, che dopo la morte del marito

altari nel

1669 da Clemente IX.


Daniele della Vergine Ma-

F.

il

p.

46
ria

CAR
frigna
il

CAR
Carmelo,
al

nella

del

colari usanze

introdotte

n."

996, e
tlcl

no
la.

Martirologio gallicaSoussay a* 4 ottobre.


le

stero d Firenze

da

s.

nel moniMaria Madil

dalena de' Pazzi, cui danno


di

titolo

In

Rma
ed

carmelitane

hanno

il monistero sotto il Incarnazione del Verbo divino, detto delle Barberi ne, presso le terme Diocleziane, per la strada che conduce a porta Pia. In questo luogo anticamente eravi una chiesa dedicata all' Annunzia^ione di Maria Vergine, con un ospizio dei

chiesa,

titolo della ss.

madre. Quindi, a differenza delle antiche carmelitane, usano nel divino uffizio il rito romano, ed han-

no

costituzioni

proprie
^i

approvate,
loro

nell'anno
protettore.

1657

^^ ;dicmbre,
Barberini

dal Cardinal

Carlo

di

romitani di monte Vergine.

Il

nistero fu fatto fabbricare nel

mo1639

Scalze. Ordine monache, dette anche Teresiane. Di tutte le riforme dell'insigne Or-

CARMELITANE

dine carmelitano, la pi celebre e

da Urbano Vili, Barberini ^ ove


poi

entr

la

moglie

di

d.

Paolo

fratello del Pontefice, colle figlie, nel

ragguardevole quella eseguita da d'Avila. In quella citt, s. Teresa nel i535, entr ella nel monistero
delle carmelitane,

recarsi da Firenze a Roma; ed il suo nipote Cardinal Francesco Bar-

detto dell'Incar-

nazione,
di
s.

berini

detto

il

seniore,

per mezzo

quale seguiva la regola Alberto, approvata da Onorio


il

dell'architetto

Paolo Picchetti, eresse dai fondamenti la contigua chiesa


lui stesso consagrata
i

III, e ai 2
bito.

da

ai

23

ot-

tobre 1670,

cui quadri furono di-

pinti dal rinomato Giacinto Brandi. Alessandro VII diede in cura a queste monache la contigua chiesa di
s.

Cajo (Vedi).

Ma

il

Piazza, Gerar-

chia cardinalizia^ p. 554, <^ice che fu Urbano Vili, il quale fece tal concessione.

Per

la vicinanza al pontificio
il

palazzo del Quirinale,

monistero fu
e

novembre ne vest l'aRicolma delle divine grazie, super le prove del noviziato, e fece la solenne professione. Quindi, ardendo il suo cuore del desiderio di riformare il proprio Ordine a vivere con maggiore austerit, e di pi aumentarlo a riparazione dei danni recati alla Chiesa dai protestanti , incoraggita da una divina rivelazione, comunic il suo divisamento ad alcune fanciulle secolari,
che seco convivevano nel monistero, quali si dichiararono pronte a le La sua cugina Antonia seguirla.

onorato dalle

visite di

parecchi Papi, Inno-

massime

di

Clemente XI

cenzo XIII; e nel 1724 Benedetto XIII vi vest coli' abito religioso due
figlie

del
si

principe

Pamphilj,

Nel
In-

1742
le

stamp

in

Roma

il

Rituass.

del ven. monistero della


e degli

de Paxas, chiamata poi in religione Antonia dello Spirito Santo, ed una dama somministrarono loro mezzi per acquistare una casa, on-

carnazione del Verbo divino in Ro-

de
de'

col
ss.

consiglio

del

confessore

ma,
nel

altri

monisteri dell'i-

Pietro d'Alcantara, e
del

Ludo-

slituto

carmelitano j
I,

ed

il

tomo

p.

180,
ci

della sua
notizie

Venuti, Rosulla

vico Bertrando,
la fondazione

intraprese in Avila

primo monistero.

ma

moderna,

Ad

detta chiesa e monistero. Queste car-

incorse,

melitane per appartengono ad una


specie di riforma, secondo le parti-

difficolt, che ne ottenne da Pio IV, ai 7 febbrajo per organo del Cardinal penitenziere maggiore,

onta delle gravi


nel

i562,

CAR
la

CAR
due
illustri

47
XIII

facolt diretta a

maap-

poi canonizzato
( il

da Benedetto

trone benemerite dell'opera,

coli'

provazione
statuti,
pilarsi

ex nunc pr

tiinc degli

e delle ordinazioni da comdalla priora,


al

e dalle mona-

quale per averla ajutata in tale riforma riconosciuto qual confondatore de' Carmelitani scalzi ), venne aperto il primo convento in Durvelo, e poi quello di Pastrana riconosciuto dall'Ordine per principale,

governo del monistero. Cosi la santa vnne abilitata a stabilire la riforma, ed erigere un
che intorno
monistero di Carmelitane, sotto quel titolo, che le fosse piaciuto, coU'obbligo di seguir

giacch

ivi si

perfezion la regolare

osservanza.
detti

V, Carmelitani Scalzi,
le

anche Teresiani.
fondazioni delle
e

istituto carmelita-

Frattanto

mo-

no,

colla

soggezione

al

vescovo

nache
serlo

si

moltiplicarono,

la rifor-

d'Avila.

matrice ebbe la consolazione di escasa fu dedicata a san


di

La nuova

anche

di

quello della sua pri,

Giuseppe protettore dell'Ordine, e


particolare santo
s.

ma

Teresa.

Vi

stesso p.

introdusse essa la detta


e
tre

sua cugina,
,

orfane

povere

cio Anto-

nia dello Spirito Santo, Maria della

Croce,
di
s.

Orsola de' Santi, e Maria Giuseppe, che furono come quattro pietre fondamentali della stessa riforma. Vestirono esse una

cooperandovi Io Giovanni della Croce, che ne divenne confessore, e prima di morire pot vedere gi fondati diciassette monisteri, e quindici conventi d sua riforma. Essa fu graziata da Dio dei pi grandi favori,
professione

del

dono

della contemplazione, della


,

rivelazione

risplendendo
ravvisa
tutte

eziandio

tonaca grossolana, collo scapolare di color tan, coprirono il capo con

per uno
dinario

spirito superiore

e straornelle

quale

si

sue

una grossa
nei piedi,

tela,

e incedendo scalze

incominciarono ad osserse-

opere piene
Dio.

ascetiche

spirituali,

dell' intelligenza

delle cose di
il

vare r antica regola dell'Ordine,

Dopo

la

condo le dichiarazioni d' Innocenzo IV. Superate altre contrariet, santa Teresa ai 5 dicembre i562 consegui dal medesimo *Pio IV, per lo stesso mezzo del Cardinal penitenziere maggiore, accedendo poi alla conferma lo stesso Papa con altra
costituzione, che
istituto

suo

istituto si
il

beata sua morte propag per tutto


dalla

il

mondo, e
dusse
state
sei
,

Cardinal BerLille conle

religiose
fra

Francia

quali

Spagna in due erano


Il

discepole

della

fondatrice.

non

potesse

il

suo

possedere cosa alcuna n in

particolare,

in

comune, e

vivesse

colle limosine.

In principio vennero

primo monistero si fond per esse in Parigi nel borgo di s. Giacomo, ed ivi ritirossi la duchessa de la Valliere, ed avendo la regina di Spagna Elisabetta mandato in dono a quella di Francia Maria de' Medici

perch si servisscambievolmente. Niente sgomentata dai vinti ostacoli, s. Teresa


escluse le converse,

un

dito

della

santa,

essa

Io

sero

diede al detto monistero. Tuttora propagate fioriscono

le

concep

il

meraviglioso
i

disegno
del

di

riformare anche

religiosi

me-

Carmelitane scalze con singoiar edificazione, e vantaggio dei popoli. In


alcuni

desimo Ordine. Il perch aiutata dai due carmelitani p. Antonio di Ges, e p. Giovanni della Croce,

luoghi

sono soggette

ai su-

periori dell'Ordine,

e in altri agli

Ordinari.

Ove

ci possa farsi senza

43
certo

CAR
aggravio,

CAR
di
rita

debbono vivere
possedere

per

aver

contribuito
s

in

quel
isti-

iimosiue,
slabile.

non

veruno

regno a propagare
tuto, e ci

esemplar

Ne' raonisteri,

che

hanno

ad istanza dell'assemblea

rendite, venti

debbono

essere le

mo-

del clero di Francia, di Luigi

XVI,

nache, comprese tre converse, e si ammette in qualche caso una de-

e di altri,

che

Santa Sede.

ne supplicarono la In Roma vi sono cindi


religiose
s.

cima
privi

ottava
di

corista.

Ne* mouisteri
ricevono
Il

rendite

sufllcienli

un minor numero
vestiario

di

monache.

superiormente si accennalo. Solo aggiungiamo, che portano il soggolo sullo scapolare, e che al velo nero del capo ne so

quale

CarmeliGiuseppe a capo le case, di s. Maria del Monte Carmelo in s. Egidio nel rione di
tane scalze,
cio
di

que monisteri

Trastevere, de* ss.. Pietro


lino
,

e Marcel-

Maria dell'Assunta detta Regina CoeH, e di s. Teresa, come


di
s.

vrappongono
ticolarmente

altro pi ampio, par-

appresso.

quando
Il

si

debbono
frati;
i

Presso
la chiesa

la

piazza di
il

Spagna sonovi
cosi
s. Giuchiamato sua prima

comunicare.

mantello, o la cappa
le calze

monistero di
le case,

bianca, e pi lunga dei sandali sono di canape, e


di

seppe a capo

perch
sente

all'

epoca della

panno

grosso, secondo le prescri-

erezione,

non eranvi come

al pre-

zioni dell' istitutrice,

mino
sono
vita
letti

scalze.

Tutti
e

bench si chialoro indumenti


del
lino

altre

case in sito pi elevato

su questa estremit del monte Pincio.

di

lana,

Tuso
loro

affatto vietato.

Pel

tenore

di

austero

(giacch
materazzi,
e

dormono su
cio

La chiesa e il monistero furono, nel 1598, edificati dalla piet del p. Francesco Soto spagnuolo,
s.

senza
di

su sac-

sacerdote dell'oratorio di
JVeri
,

Filippo

coni

paglia,

non mangiano

e cantore della cappella

carne se non inferme), veggasi il p. Annibali da Latera, Compendio


della storia
degli Ordini regolari

tificia,

donandolo
il

alle

ponCarmelitane

scalze:
stero,

che

perch fu il primo monile Carmelitane scalze avese nello stato ponti-

nel

capitolo

XII,

delle

religiose

sero in
fcio,

Roma,

Carmelitane pag. 122 e seg. Lungo sarebbe il qui riportare tutte le serve di Dio, che appartennero air Ordine delle Carmelitane scalze, per cui ci limiteremo a parlare delle due ultime. Clemente XIV nel 1771 approv il culto immemorabile della b. Giovanna Scopelli,

non per soggetto all'Ordine,


,

monaca carmelitana della congregazione di Mantova, che Eugenio IV


arriccl di privilegi,
trice

e che fondadivenne del monistero di santa

JNIaria del
tefice

Popolo

di Reggio.

Pio VI, nel


beatifico la

mente

Il Pon1791, solenneb. Maria dell' In-

mentre il prinfb di quelli soggetti Ordine fu come diremo, il seguente di s. Egidio. Per questo di s. Giuseppe a capo le case contribu ad aumentarne le rendile la celebre Fulvia Sforza dama romana. Fu di poi la chiesa, nel 1628, restaurata dal Cardinal Marcello Laute, che per la sua carit fu chiamato san Giovanni Limosinarlo Egli inoltre la decor di buoni quadri, avendo dipinto il Lanfranco quello di santa Teresa, mentre 1' altro rappresenall'
.

tante

la

nascita

di

Ges

Cristo

carnazione, fondatrice delle Carmelitane scalze in Francia, e

opera
nedetti

di

suor

Maria Eufrasia Bedi questo monistero.

beneme-

monaca

5 ,

CAR
Andrea Sacchi
dell'altare
vi dipinse
il

CAR
quadro
di
s.

49
Roncalli
e
,

<^amassie, quello dal lato sinistro

maggiore, ossia s. GiusepTeresa sulla porta del monistero, del quale fu anco benepe,
e la
s.

Egidio
il

del

detto
quello

Pomarancio
del Pozzi,
il

giovane,

della parte destra

da ultimo

opera

fattore

il

Cardinal
che,

Emmanuele de
nel

quale

vi dipinse la

Ma-

Gregorio,
volle ivi

1839, essere sepolto presso la sua


delle

morendo

genitrice.
Il

che pone s. Teresa sotto il patrocinio di s. Giuseppe. Ai due tondini di questo altare vi figur Io
stesso Pozzi,

donna,

monistero
il

Carmelitane
s.

Maria del Monte Carmelo, eretto pel primo come dipendente dall' Ordine dei
scalze sotto
titolo di

ce, e la b.
Il

s. Giovanni della CroMaria dell'Incarnazione.

Carmelitani
dio
di

scalzi in

Roma,
nel

e nello
s.

pieno d' insigni reliquie, che rende celebre questo monistero si non solo l'essere esso

coro

ma

ci,

stato pontifcio,

questo di

Egi-

il

primo in ordine
ai

agli

altri

aggre-

in

Trastevere,
ai

pontificato

gati

Carmelitani
radice

scalzi,

ma

an-

Paolo V,
che

29
dal

luglio 1610,

con

cora r essere
nisteri,

di

altri

mo-

Papa uivce vocis ad istanza della principessa di Venafro conferm con suo breve de' 29 marzo 161 1. Ove
facolt concesse

quah sono quello


Terni
pia
,

oraculoy

poi

resa

di

s.

di s. TeTeresa nella

strada

alle

quattro fontane, di

ora la chiesa dedicata alla B.

V.
e
dei

del

Carmelo,

vi

era

una

piccola

chiesa

dedicata ai santi Crispino

s.- Giuseppe a Vienna, e di s. Maria Regina Coeli, del quale pure si tratter. La ven. Maria Chiara della Passione,

cui in seguito parleremo, di

Crispiniano^
lavoranti

con

confraternita
,

figlia

del contestabile d. Filippo Co-

che da Urbano Vili fu trasferita a s. Bonosa. Quincalzolari

di r altra piccola
s.

chiesa dedicata a
ricostruita

Egidio
nel

venne

rac-

chiusa

recinto

della

clausura

summentovato, le cui virt con solenne decreto approv Clemente XIII, quivi prese l'abito religioso, dopo che Francesca Mazziotti vi avea meglio stabilito il
in grado eroico

lonna

e con facolt di

Urbano Vili, data


1

monistero.

col breve Devotionis et fide, de'

La

novembre i632,
t'

il

titolo

di

san-

stero di

vera origine di questo monis. Egidio si dee a dieci divo-

Egidio fu

trasferito

alla

predetta

chiesa de' calzolari.


persi,
s.

altres

a sa-

che anticamente la chiesa di Egidio era dedicata a s. Lorenzo,


dalla
basilica
il

e dipendeva
ta

di san-

Maria in Trastevere,

cui capi-

te donne, parte delle quali erano vedove e nobili. Ritiratesi esse nel 1601 in una povera casa situata nel luogo stesso del monistero, vissero sino alla menzionata epoca del 1 6 o, secondo la regola delle Carr

tolo

avendola conceduta ad Agostino


iiT

melitane scalze, finche eretta


sa in monistero,
si

la ca-

Lancellotti nobile
rifabbric

romano, questi la onore di s. Egidio abil

fecero venire

da
in

quello di

s.

Giuseppe,

fondato

bate, restaurandola poscia


stabile d.

conteIl

Napoli, due
di
si

monache
-

colla qualifica

Filippo Colonna.

qua-

priora, e sotto
vest

priora.

Quando
Maria

dro

dell' aitar

maggiore,
bianco,

il

quale
l'abito a

la

detta

venerabile

tuttp di

marmo

rappresenta
dipinto dal

Maria Santissima, che d


s.

ij^imone Stock, ed

Chiara della Passione, era tanto povero e angusto il monistero, che ottenne dal genitore l'erezione del nuovo,

VOL.

X.

(^

CAR

GAR
del monistero scritta dal p. nuele di Ges e Maria.

e la riedificazione della chiesa. Dive-

Emmamoni-

nuta piiora, usc dal monislero per fondare quello di Regina Coeli unitamente alla m. Teresa di s. Giuseppe,
colla

Le Carmelitane
stero
de'
ss.

scalze del

Pietro

coopcrazione

dei

signori

vicino al Laterano

Marcellino riconoscono per


il

Corbara nel i654. Ma gi, sino dal i6r8, due altre religiose erano nscite per fondar quello di Terni, una delle quali, cio la m. Caterina di s. Domenico, si rec nel
della

loro primario istitutore

Cardinal
del sagro

Domenico Ginnasi, decano


Collegio, che merit
cizia

dei

ss.

1' intima amiGiuseppe Calasanzio, e

Camillo

de

Lellis.

Avendo

egli

il

1629, a Vienna per erigere quel di s. Giuseppe, mentre nel 1627 per l'altro di s. Teresa alle quattro Fontane, era stata prescelta la
lita

suo palazzo sulla piazza, che da lui prese il nome, presso le botteghe
oscure, ove oggid
stre

m. Ippo-

pie,

collocatevi

dimorano le maedal Papa re-

Maria Colonna,

sorella della ve-

gnante,
di
s.

acquist la contigua chiesa


gi antica parrocchia,

nerabile Maria Chiara.


essa

Ma non avendo
furono
dello

Lucia,

accettato tale incarico,


altre

e poscia unitala al suo palazzo, divise questo,

surrogate
slesso

due

madri

parte
e

per

un
lo

collegio

monistero di sant' Egidio. 7^. Eusebius ab omnibus Sanctis, Enchrdion Chronologcum , Ro-

di otto giovani di Castel

Bolognese

sua

patria,

parte

don pel

mae
11

1787, pag. 44- 72" 1^0. e 260.

122.

monistero delle Carmelitane scalze, che ai 3o giugno 1687 vi restarono


chiuse,

monistero di s. Egidio fu sempre riguardato con benevolenza dai

Sommi Pontefici. Urbano Vili si recava sovente a visitarlo, trattenendosi entro la clausura colla religiomessa privata in comunic le monache. Alessandro VII lo aiut con limosine,
sa famiglia, vi disse
chiesa, e

perci dette Tercsiane Piacque poscia a Benedetto XIV di trasportare vicino a s. Pietro in Vincoli i monaci malui

da

Ginnasie.

roniti, collocati nel 1707 da Clemente XI, nel monistero, che fab-

bric loro presso la chiesa dei santi

Pietro e Marcellino, ci che avven-

ne nel 1754. La chiesa de' ss. Pietro


e Marcellino

gli

assegn

venti

scudi

al

mese.

era

stata

titolare del

Clemente XI, Clemente XII, e Benedetto XIV ne furono egualmente benemeriti, e da ultimo Leone XII
in

medesimo Benedetto XIV, ed avendola fatta rifabbricare, la fece condal Cardinal Malvezzi , e quindi la concesse col contiguo monistero alle monache Carmelitane

sagrare

molti

incontri

gli

dimostr

la

sua

sovrana
la

protezione.

Tanta
si
il

dunque

venerazione, che
arcmonistero.

ha

Ginnasie,

che

vi
il

passarono

ad

abi-

per questo rispettabile luogo,


viene appellato
le

quale

tarlo, lasciando

primo

lor

moni-

Fra

stero alle botteghe oscure,


de'
ss.

y. Chiesa

sovrane recatesi a Roma che l'onorarono in persona, va rammentata la vedova di Giovanni III, re
di Polonia, Maria," che vi
si

Marcellino

e Pietro.

Il

monistero dell'Assunta di santa


alla

Maria Regina Coeli


delle

Lungara,

recava

ogni d

e voleva ivi ritirarsi, se non , era obbligata a far ritonio nel re-

Carmelitane scalze riformate, fu eretto da d. Anna Colonna moglie di d.

gno,

come

si

legge

nella

cronaca

di

Taddeo Barberini, nipote Urbano Vili, neirauno i654>

CAR
il)

CAR
con arIvi
il

^'^r

un

alla

cliiesa contigua,,

XIV,
lonna,

a' 7

gennaio,
religiosa

vi

ammise
Isabella

alla

chi lettura

di

Francesco Contini.

professione
col

d.

Co-

parlicolannente pregevole
rio
il

cibo,

nome

di

suor M.

Anna

quadro

formalo di pietre di valore e di s. Teresa dipinto dal Ro-

Teresa Inelde di Ges Crocefisso, che inoltie comunic ed esort, e


poi vi fece ritorno a farne la vela/ione,

manelli. Si
di

Regina Coeli secondo il loro

chiamano queste monache [l'aedi)) non perch


religioso
istituto,

dopo aver celebrata


dell' abito

la

messa,
nel
del

Lo

stesso Pontefice vi

vest solenne-

ogni quattro ore recitino quell'antifona al suono della


loro

mente
ly^a,

Carmelitano,
altra
,

campana,

d.

Lucrezia,

figlia

jna sibbene percb alla

Regina del Cielo Maria fu dedicato il monistero loro. La predelta d. Anna, che era stata congiunta in matrimonio con
d.

contestabile

Colonna

facendo
lui

da

paraninfo

il

pronipote di

d. Gio.

Lambertini.

Taddeo, dallo stesso Urbano Vili, con somma grandezza d'animo sosil

s.

tenne
diosi

suo

gi'ado

in

molti

fasti-

incontri, e mostr nobile for-

monistero poi e la Chiesa di Teresa, nella strada pia, alle quattro fontane con disegno di Bai-tolomeo Braccioli di s. Angelo in Vado, per le monache Carmelitane
II

tezza nelle avversit della casa Bar-

scalze dette le Teresiane,

fu

eretto

vedova, non solo fond a sue spese questo monistero, ma volle ritirarvisi, ed esservi sepolta colf altra confondatrice sua
berini.

Rimasta

dalla pia d. Caterina Cesi, figlia di


d.

sorella d.

Vittoria,
di

che professando
s.

nel

Egidio, 1629, nelle mani del Cardinal


monistero
regola,

nel
s.

nofrio Barberini, fratello di

OUrbano
di

Olimpia Orsini, e di d. Federico duca di Acquasparta, vedova del maichese della Rovere. Questa rispettabile donna, nell'et di Irentatre anni, si vesfi Carmelitana nel monistero di s. Egidio, ne avendo
Cesi

Vili, la

prese

il

nome

Chiara Maria della Passione. Uscendo poi da s. Egidio, nel i654, in compagnia della m. Teresa di san
Giuseppe,
stero
si

f incarico di fondare il monistero di s. Teresa la madre Ippolita Maria Colonna che n'era stata deputata, fu surrogata la Cesi, laquale avea assunto il nome di M. Catcaccettato

rec

in questo
I'

moni-

rina

di

Cristo. Essa,

in compagnia fondarlo,

ad ordinarne
Inoltre
vi
d.
si

instituzione

di altra

monaca,

si

rec a

per cui riconosciuta per confondatrice.


ritir,

e vi

si

ritir a' 9.3

aprile 1627, nel

vi fu

pontificato di
in cui
si

Urbano Vili, giorno


s.

pure tumulata
loro parente.

Il

na

di finissimi

Laura Tomacella deposito di d. Anmarmi neri, ed il

celebra la festa di

Giorfu ce-

gio martire.

La prima messa

lebrata
quivi
la

ai

2.5

del predetto mese, e

busto di bronzo. Il p. Biagio della Purificazione carmelitano scalzo, e


Luigi Ignazio Orsolini pubblicarono
la vita

fondatrice

quarantasette

anni

mori in et di ai i3 maggio

di

d.

Vittoria Colonna car-

melitana

scalza,

confondatrici

del

monistero, che per la sua santa vita

1637. Questa chiesa e monistero, per essere vicini al palazzo apostolieo Quirinale, furono onorali dalle visite di vari Sommi Pontefici, mas-

ebbe il titolo di venerabile, riconoscendone le viriti in grado eroico

sime nella festa di s. Teresa. Innocenzo XIII , avendovi da Cardinale


vestilo

Clemente XIII.

i\el

1746, Benedetto

due

pronipoti,

figlie

del

52
principe

CAR
Ruspoli
,

CAR
si

vi

rec

nel
il

Carmelitani ne citano in loro favore


altri

1721

a dar

loro

solennemente

pi antichi, cio Giovanni

V,

sagro velo.

CARMELITANI
tica

Calzati dell'an-

Stefano V, Leone IV, Adriano II, Sergio III, Gregorio VII ed Ales-

Ordine religioso, che trae il suo nome, e la sua origine dal Carmelo {Vedi), montagna
osservanza.
della Siria, abitata
profeti

sandro
coloro,
l'

III

che, al dire

di

Silvera,

accordarono parecchie indulgenze a


i

quali in alcuni giorni delvisitate le chiese dei

in

passato

dai

anno avessero

Elia

ed Eliseo, da

cui pre-

Carmelitani,

come dicono

rilevarsi

tendono i Carmelitani discendere per una non interrotta successione. Abitando separatamente in qualit
di

dalle loro bolle,


sto
la

IV

approvate da Sinel i477' Confermano poi

eremiti
di

sul

monte Carmelo
riunitisi

parecchi

essi,

insieme

medesima tradizione coli' offizio che da tempo immemorabile recitano di s. Elia a' 20 luglio, nel quale

nel secolo XII, ebbero nel


s.

1209 da

apertamente viene

egli

appellato

Alberto, patriarca di Gerusalem-

duce, fondatore, e padre de' Carmelitani.

me, una regola, che nel 1226 da Onorio III fu approvata. Tuttavia essendo quest' Ordine grandemente benemerito, ed insigne nella Chiesa,
necessario riportare le differenti opinioni sulla di lui
e le
t,

Finalmente la corroborano con diversi martirologi, e con altri monumenti, che si possono vedere nel p. Lezana annalista de' Carme-

litani; nella

Vigna del Carmelo

del

rimota origine, questioni insorte su tale antichialtro lo riguarda.

p. lo

Daniele della Vergine Maria; nel-

Specchio del Carmelo del medesiautore; ne'


islorico-teologico del

nonch quanto

mo
nale

Tra
bile

Carmelitani pertanto trail

due tomi deW Arsep. Frannell'

dizione costante, che

loro venera-

cesco di

Buona Speranza;
s.

opera

Ordine abbia avuto incominci amento circa novecento anni avanti la nascita di Ges Cristo, dal santo profeta Elia nativo di Tesbe nel
paese di Galaad,
regni d' Acab
tal
il

del p. Sebastiano di

Paolo; nella
nel
p.

Storia

Cronologica,
italiano
del

Carmelo

Sacro Mariano

quale

fior

nei
di
essi

re

d' Israele,

Giosafat re di Giuda. Provano


tradizione con ragioni,
di scrittori,
stranieri,

autorit

Ventimigha, tutti riportati dal p. Annibale da Latera, nel suo Compendio della storia degli Ordini regolari^ al capitolo X, e in altri molti autori, che per difendere la tanto contrastata origine de' Carmelitani scrissero in diversi tempi, e par-

tanto

carmelitani,

che
i

con

quanto
,

dissero

Pontefici

Romani

principalmente

ticolarmente verso
lo
te,

il

fine del

seco-

Giovanni XXII, Sisto IV, Giulio III, s. Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, e Clemente Vili. Benedetto XIII, nel 1725, accord loro di erigere
nella basilica vaticana, fra le statue

XVII, e nel
contro
altri
il

principio del seguen-

celebre p.

ed
nel

continuatori
I
:

tomo

Ada

Papebrochio, Bollando, sanclorwn Boldi

dei fondatori degli Ordini

religiosi,

quella di

s.

Elia con questa iscrizio-

ne: Universus Ordo Carmelilarum fundatori suo sancto Eliae prophetae erexit.

landiana vindicataj e fu allora, che sostenendosi con calore la controversia se l'Ordine del Carmine fosse fondato da Elia ed Eliseo profeti,

le

parti contendenti cominciava-

Prima

dei detti Papi,

no ad

allontanarsi dai termini con-

CAR
venevoli, per cui
il

CAR
a*

53

Pontefice Inno-

cenzo XII, Pignatlelliy

20 novem178,
al

bre che

i6g8, colla
si

costituzione

quale fu veduta, siccome diversi affermano, dalla cima del monte Carmelo sotto la figura d'una nuvoletta,

legge nel Bollano


p.

romano

che ascendeva dal mare. Favoella di poi in

tomo IX
due

49 ^>

1^1

pose silenzio ai
di

varie

circostanze,

partiti, sotto

pena

scomunicon

e ricolm di grazie l'Ordine

mede-

ca latac sententiae in caso di

travvenzione. Questa costituzione

simo, per cui in quel monte, e altrove stata, ed venerata con


particolar
culto

anche riportata da
cucci nel

Tommaso PasCompendio ad consult. ca-

l'Ordine. Dimostrano

qual patrona delCarmelitani i

nonicas Pignattelli part. II, p. 348. Veggasi su questa famigerata questione Papebrocliio in P^ita h. Alberti

poi la loro discendenza da Elia fino a Cristo per mezzo di Eliseo, e dei
figli

de' profeti, e quindi pegli assidei


i

die

8 aprlis
par.
II.

p.
p.

777, e nel Pro;

ed esseni,
ti

quali erano uomini riputa-

pilaeo

Bellarmi89 no lib. II, de Monachis cap. 89, p. 240, tom. II; Baronio ad atinum
1 1
1

giusti e religiosi nell' antico testa-

di santit

mento, perch affettavano un grado pi eminente di quella


legge, di

3,

ed

il

Cardinal ^Petra,

ordinata dalla

cui zelan-

Commentar, ad Const. Jpost., tomo li, p. 273, non che il tomo I della

do

r osservanza,

vivevano

per

lo

pi nelle
t,

campagne
occupati

in istretta

u-

Pereira,

Chronca dos Carnielitas del p. il quale parlando dell' origine della sua religione, dice che il
fondatore fu
s.

nione tra loro, separali dalla sociee tutti


nella

contemmani.

plazione, e nel

lavoro
questi

delle

Elia, volendolo proi

Per provare, che

uomini dab-

vare con

diversi fondamenti, fra

quali riporta la rivelazione della

b.

bene, e discendenti da Elia, esistessero pure ne' tempi apostolici, che


abbracciassero con molto
religione cristiana, e
si

Vergine

fatta a

s.

Pietro

Tommaso, coche
s.

me si
Dopo

legge nell'uffizio di questo santo.


s.

ardore la chiamassero

Elia,

scrive
il

Eliseo

eremiti del

abbia esercitato
melitani fino

generalato de'Car-

all' anno della creazione del mondo 32o4, cio 849 anni prima della nascita del Redentore;

monte Carmelo, adducono r autorit del vescovo di Gerusalemme Giovanni II, primo pa-

triarca di quella citt, presa dal ca-

indi
del
ta,

descrivendo
in

gli

altri

generali

pitolo 3o del libro a lui attiibuito, de Instilutione Monachoruni, e diretto a Caprasio,

Carmine
il

tempo

della legge scrit-

tane

totius ordi-

passa a quelli della legge di grazia,

nis eliani archmandritae^ et


ti

in cui fu

primo a
e lo
di
fr.

sostenere,

cos.

generali.
di

abbaApportano anche l'auAntiocheno,


il
il

me

egli

crede,

questo

carattere

torit

Giuseppe

Gio. Battista,

convalida
Gio.

colla

quale secondo
Io

Possevino

fiori nel-

testimonianza

da CarIII

l'anno di Cristo i3o, e nel capito-

tagena francescano, nel tomo sacris arcanis Deiparae , appoggia a molti testi de' ss. Dal menzionato profeta EHa

de
si

XII de perfecta
Ecclesiae
,

mililia primiti-

ove

vae

dice

che

soli-

Padri.

tari imitatori di Elia

ed Eliseo

al

questo

Ordine detto anche Eliano j altri per lo chiamano Mari-Eliano^ da


s.

tempo degU apostoli, discesero dal monte Carmelo, predicarono la feGalide di Ges Cristo nella
lea,

Elia, e

da Maria

santissima,

la

nella

Samaria, e

nella

Pale-

54
slina,
et in

CAR
Virginis

CAR
Marine honolemme, n
ti s. ti

altra,

meno
s.

quella ad essi

rem
iri

in montis

Carmeli dccliinofa-

data dal patriarca


del

Alberto. Di lat-

bricantes pratorinni, Salvatoris


specialissime servicrwit.
alle

Ma-

Brocctu'do, superiore degli eremi-

Aggiunnel

gono

sopraddette autorit quella

lui K\
il

monte Carmelo, fu quello che domand vedendo aumen-

del Cardinal di Vitriaco,

capo
lui

tarsi

numero

de* suoi
s.

eremiti

52
ed

della

Storia

orientale,

da

locch dal patriarca


regola e
invi

Alberto
scrisse

gli

scritta

dopo avere
coir esercito

scorsi que' paesi

venne accordato, onde


l'

una

essersi trovato nel

12 19 in Daivi

ni iala

de' cristiani,
il

accampato contro
to.
il

pusci

d'Egit-

sopraccitati

scrittori,

non che
I,

Bollarlo

Carmelitano, par.
quindi,

pag.
e dei

a s. Broccardo e ai suoi eremiti, che vivevano sotto la di lui ibbidien/a, e dimoravano alla fontana di Elia sul monte Carmelo. Tal regola comincia cos
:

I,

vogliono

che

a' religiosi

Albertus

Dei gratia
vocatus

Jerosoly-

abitatori del

monte Carmelo,
,

mitanae ecclesae
cardo,
in
et

patriar-

suoi dintorni parte eremiti, e parte


cenobiti,

cha, dilectis in Chris lo


ejus obedie/Uia

Jliis

Broc-

essendosi accresciuti
il

verso

caeteris eremitis, qui sub

r anno 4^0,

mentovato patriarca
li

gerosolimitano Giovanni

desse la
li-

regola contenuta nel menzionato


_,

regola bro de institut. Monadi. finche alche da loro si osserv tra non ne ottennero da s. Alberto,
,

juxta fontem Elide monte Carmelo morantur, slutem in Domino. V. pure" il Butler, Vite de Santi, aprile pag. 945 ^^^^
dimostra
regola

aver

s.

Alberto

data

la

altro patriarca di

Gerusalemme,
o
1181.
Il

ai
p.
il

i3 gennaio

1171,

non prima dell'anno 1209. Questi dopo essere stato trasferito da Innocenzo III nell' anno 204
1

Gros, generale dell'Ordine, verso


1

dalla chiesa di Vercelli a quella di

lasci

scritto
il

nel suo Orto


patriarca

Gerusalemme, fu
latino

il

XII

patriarca
11

del Carmelo^ che

Gio-

di tal metropolitana.

medetto

Tanni
prasio
posta,

II diede al

suo discepolo Ca-

desimo

santo

chiamato

dal

non una

regola da lui
s.

comche

Papa

al

concilio

generale

Xll, di
vi
si

ma
essi

quella di

Basilio, e

Laterano IV, nel 12 15, non

questa

osservarono

sino

all'al-

pot recare essendo stato ucciso nel

tra loro assegnata nel

i2o5, o nel
s.

precedente anno da un italiano, per


vendicarsi delle giuste correzioni
tegli
celli.

1209

^^^

parmigiano

Alberto.

fat-

Tutta volta in questione, che Giovanni II patriarca gerosolimitano abbia dato la regola ai Carmelitani.

quando era vescovo Mori martire della


i

di

Ver-

giustizia

sebbene

Carmelitani ne

celebrino

Si

legga r autore
dal

della

Storia

la festa agli otto aprile

con rito di

degli

Ordini monastici
p.
alla pag.

religiosi e

confessore.

militari, tradotta

817 si Carmelitani non hanno ricevuto alcuna regola, n quella di s. Basilio, ne il libro delle Istituzioni dei monaci falsamente attribuito al detto Giovanni II di questo nome, e o XLIV vescovo di Gerusa-

ove

Fontana, dice, che i

La

regola

adunque

scritta in die-

ciotto brevissimi capitoli

da
s.

s.

Al-

berto, e da lui

data a

Broccar-

do, superiore degli eremiti del


te

mon-

Carmelo, successore nello stesso uffizio di s. Bertoldo Malafaida di


nazione francese,
il
il

Xm

quale fu
titolo

il

pri-

mo

che, lasciato

di

abba-

GAR
te
ali'

CAR
,

5^
ivi

di

archimandrita
de' latini

prendesse
di

alcuni pretendevano che


tessero dimorare),
i

solo potutti

uso
si

quello

priore

ma

ancora in
colla

generale; regola che da molti Carmelitani

luoghi

compatibili

regolare

osserva
ai

appunto quella che


e altri dicono, tra

nel

1226

3 gennaio, fu approva-

osservanza: ordinarono che ne' viaggi si potessero nutrire di erbe cotte


nel brodo della carne, e navigando

ta da
i

Onorio IH,

diploma dato in Rieti ai 3o gennaio 1226, corretta in parte da Innocenzo IV, e mitigata da Eugenio IV, come meglio si dir. Questa regola tratta
quali Bergier, con
dell'elezione del priore, de' suoi doveri, delle

per mare anche

di carne

restrin-

gendo
all'

il

silenzio

da compieta

sino

so.

ora di prima del giorno appresPermisero loro ancora di manch'essi dirito gero-

giare nel refettorio, e regolarono la


recita del divino ufficio,

celle

de' frati in
l'

alle quali prescrive

mezzo erezione di un
i

cono eseguire secondo


solimitano.

il

Tuttoci

fu

approvato

oratorio

in

cui

tutti

religiosi
al-

dovranno adunarsi per


la

assistere

messa, e che fuori di tal tempo,

e dell'uffizio

divino

stieno
si

ritirati

da Innocenzo IV nel 1248 colla bolla, Quac honorem, e confermato da altri Papi onde quelli, che osservano le correzioni fatte da Innocenzo
:

nelle proprie celle,

ove

occupino

IV
che

chiamaronsi
seguirono
si

Carmelitani
quella

osser-

in orare, meditare, e nel


le

lavoro del-

vanti la regola primitiva, e

gli altri,

mani,

meno un
Prescrive
i

legittimo
altres

impel'epoca
e
il

dimento.
digiuno
i^iuo

altri Pontefici,

mitigata da denominarono Car-

per celebrare

capitoli locali,

melitani conventuali.

dall' esaltazione della

croce
asti-

Nel pontificalo
predecessore
d'

Pasqua,

la

perpetua

di Giegorio IX Innocenzo IV , per


,

nenza dalle carni, il rigoroso silenzio da vespero sino a terza del di seguente, la privazione di qualun-

una
tani
,

rivelazione della

ss.

Vergine

al

beato
lestina

Alaino
molti di

generale de' carmeliessi

dalla Siria e Pain

que cosa in da farsi dai

particolare, e la
frati laici,

recita

passarono

Europa

o conversi di alcune orazioni in luogo del divino uffizio. Celebrano per i carmelitani calzati la messa, col rito dell'antico

fondarono conventi in Cipro, Inghilterra e Sicilia, propagandosi altres per la Francia, Germania,
Italia

quindi

e altri luoghi, per cui

il

messale Parisiense

F.

il

DalIV.

masi Explicatio Missae, tomo


disser.

primo capitolo generale tenuto in Europa , ebbe luogo nel 24 j,


loro
1

XV.
i

art.

4tal re-

nel

convento

di

Ailcsford
fu

in

Inal

A
gola,

moderare e correggere
Carmelitani

ghilterra.
b. Alaino,

Eletto
il

successore

spedirono

due
,

celebre b.

religiosi al

Papa Innocenzo IV
il

il

sotto

il

cui

Simone Stock, governo 1' Ordine car-

quale vi deput
s.

Cardinal

Ugo

di

melitano prosegu a moltiplicarsi mi-

Carlo

Antaiada
cia.

ossia

Guglielmo vescovo di Tortosa nella Franil

rabilmente
si

mone Stock

Questi vi aggiunsero
indi dichiararono,

castit,

voto di che seb-

ed il medesimo b. Siotteime per esso, come dir poi, dalla ss. Vergine lo sca;

polare, e dai Pontefici molti


legi.

privi-

bene

carmelitani fossero eremiti, ci

non ostante potessero avere conventi non jjlo nelle solitudini (giacch

In

tempo

del grande scisma d Oc-

cidente, incominciato nell'anno iSyi),

,,

&e
si

CAR
divisero
i

CAR
furono detti Listati, per cui in alcune pitture antiche tali liste compariscono bianche, grigie e nere, ed in altre bianche e tan ; in alcune si veggono stese per lungo da cima a fondo della cappa, e in
in Italia altre
fascie.

carmelitani in due parle

titi,

secondo
di

ubbidienze

guivano,

Roma

che seo di Avignone


elesse

ognuna
nerale,

delle quali

si

un

ge-

argomento
ti^atta
il

di

che diffusa-

mente

p.

Sebastiano Fan-

toni Castrucci carmelitano,

ncW Tsto1678

poste

traverso

guisa di

ria d'/4fignonej T^whhVicala nel


in Venezia.

Per questo
tutti
gli

in

lagrimevole per
ligiosi,

epoca s Ordini re-

anche nel carmelitano s'inil

trodusse
spirito,

rilassamento dall'antico
al

Se ne vedono talvolta cinque, e tal' altra sette, ed anche in mag-^ gior numero. Passati i religiosi in Europa, stabilirono di lasciare queste liste, ma venne l'ordine sospeso
nel concilio generale
II,

che dur sino

i43o, nel
il

XIV

lionese

qual anno
rere al
vi

fu celebrato

capitolo
ricor-

celebrato da Gregorio

X nel
nel

1274,
al

generale, in cui determi nossi

acciocch fosse pi maturamente esa-

Sommo

Pontefice per porriparo.


Difatti
il

minato. Assunto per


pontificato

i285

un opportuno Papa Eugenio IV,

creato a' 3

marzo

dell'anno i43i, vi prese provvidenza, e ne mitig il rigore, dappoich permise loro di mangiare la carne

Onorio IV, non solo egli lo conferm, come si ha pure da Tolomeo da Lucca, Histor. Eccl. lib. XXIV, capo i4> nia per le istanze
del
p.

Pietro

di Milland

generale

tre volte

la

settimana

moder
ss.
il

il

de' carmelitani, concesse, che lasciato

digiuno dalla festa


sino alla Pasqua,
silenzio,

della

Croce

l'abito d'allora siccome


te
,

non decenbianca
ge-

moder

continuo

assumessero
si

la

cappa

e concedette loro di uscire

ciocch

effettu

nel capitolo

dalle proprie celle alcune ore deter-

minate, e di passeggiare
clausura. Insorto poi
il

dentro

la

dubbio

sul

1287 in Montpellier, nel qual anno principiarono ad usare anche uno scapolare eguale
nerale adunato nel

digiuno, che alcuni

superiori

vole-

a quello donato
al b. Stock,

dalla

ss.

Vergine

vano osservato anche ne' giorni in cui era permesso di mangiar carne, ricorsero a Pio II che, nel i/i^^g, diede facolt ai generali pr tempore di ordinare in proposito ci
che avessero stimato pi confacente
in

autori, fra'

siccome affermano molti quali Sandero, Cornelio


il

a Lapide, Papebrochio stesso, e

gran Lambertini, De festia, t. II p. 871. Fu approvato tale scapolare dalla congregazione de' Riti nel,

proporzione
I

della

qualit

delle

uflzio della

commemorazione

so-

persone, de' luoghi e dei tempi.

Carmelitani vestivano dapprima


abito
i

lenne della b. Vergine del Carmelo a' 16 luglio, ed era di color tan,
simile a quello dell'abito o tonaca,
e del cappuccio, che portano di continvio.

un

bianco

ma

saraceni

presso

quali tal colore segno di

nobilt, avendoli obbligati a lasciar^


Io,

adottarono

gli

abiti

formati

no

nelle funzioni, e

Sullo scapolare sovrappongoquando escono

striscie secondo l'uso degli orientali, per cui in passato vennero chiamati Fratres Barrati, Brrat, Ra-

diati,

Stragidatij

a motivo

di

tal

dal convento a beneplacito, la detta cappa bianca con altio cappuccio di egual colore ; abito che inoltre di poi fu approvato da Bonifacio Vili
ai

abito screziato a diversi

colori,

ed

25 novembre

\ic)5, coli' autorit

CAR
della costituzione, Jiistis

CAR
pctentum
in

57

come racconta
part.

s.

Antonino

Chron.

20, cap. 5. F. il Gara mpi nelle sue Memorie della b.


Ili,
tit.

Chiara, ove a
ditissime de' Carmelitani.
Dicesi,

p.

i44

l'iporta eru-

notizie

suir antico

abito

Superna, dispositione del 1 5^*0 ; da Gie< gorio XIII, colla costituzione, Ut laude;}, del 18 settembre 1577; da Clemente X, colla costituzione, Conimissa nobis, degli B maggio 1673, non che da altri Pontefici.

da

s.

Pio

V,

colla costituzione,

che

il

Pontefice Giovanni

Insorte per la

suddetta bolla

di

XXII,
3

eletto nel

i3i6, abbia pub-

Paolo
te,

da per tutto gravi dispuin Portogallo

blicato in favore de'Carmelitani, ai

e principalmente
cui fece la storia

marzo
Itti

del

pontificato,
tissinio

anno del suo la celebre bolla, Sacraculmine, emanata in Avisesto

di
i

Paolo

di Tutti
II,

Santi, nella
i

Clavs aurea par.

cap. i5,

Carmelitani furono denun-

gnone, chiamata

volgarmente Sabaffermano,
avea

ziati air inquisizione di


il

bati na, perch la b. Vergine, sicco-

Pontefice,
il

Lisbona, ed dopo maturo esame,


corso alla controveril ponpermet-

me

molti

autori
al

per fermare
sia,

promesso

beato

Simone Stock
primo
tutti

fece inviare nel 161 3 all'inqui-

di levare dal purgatorio, nel

sitore generale di Portogallo


tificio

sabbato dopo la loro morte , quelli che fossero ascritti alla


tellanza o confraternita di
s.

decreto

in

cui

si

fra-

Maria
il

teva a' pp. carmelitani di predicare, che il popolo cristiano poteva pia-

del Carmine, della


Baillet a'

quale

tratta

mente

credere
le

il

soccorso
de' religiosi

che
,

i5 agosto 6, num. 34. Nel pontificato per di Paolo V avendo egli a' 27 maggio 1606
pubblicato la costituzione,
PontifeXj che
del Boll,
si

godono

anime

de' confratelli del

che la
>i
>i

Carmine, cio beatissima Vergine co' suoi


sua intercessione,
le

legge nel
Ili,

Romanus tomo V
p,

meriti, e colla

principalmente nel giorno del sabsuddette

roman. par. Gon essa sospese tutte


golari.

227,
a' re-

Lato, aiuter
>i

anime,

le

indulgenze

accordate da' suoi predecessori

che moriranno in grazia; se in questa vita avranno portato l'a bito re


,

Ci non pertanto i Carmelitani di Portogallo seguitarono a predicare la

serbata

la

castit nel loro

stato, quelli
,

che sapranno

legge-

Sabbatina, bolla che seb-

bene sospetta a molti eruditi, fra i quali a Launoio in Dissert. de carmelitani scapularis sodalilio
II,
,

avranno recitato 1' uffizio pic colo della Madonna, e non sapen do recitarlo, avranno osservati i
digiuni della Chiesa, e
" no astenuti dalla carne
si
il

tom.

saran-

pag.

4^45

P^i'

i^on

trovarsene

merNatale
si

l'originale,

ne per essere stata apsolo in

coled
>y >i

ed

il

sabbato, eccetto se
il

provata dai Pontefici in


cifica,

ma

forma speforma comune,


confermata
in-

in
del

tali

giorni accadesse

Signore. Vietava per che


le

tuttavolta era stata

potessero dipingere
>y

torno alle indulgenze e privilegi, che concedeva a' religiosi e confrati del Carmine, da Clemente VII ai 1 2 at;osto

della

immagini medesima Vergine Maria in

i53o

colla

costituzione

Ex

scendere nel purgatorio per levarne quell'anime ". Questo decreto, secondo Lambertini, De f atto di
>^

Clementij da Paolo III colla coi\.\iuzione Proi^isionis nostrae del i534j

stis

B.

M.

Plrgiiisj

trovasi nel bollario

77y p. 282, dei carmelitani

, ,

58
tomoi,
p.

CAR
62, lom.
II, p.

CAR
601
,

con-

dalla
nel

morte

ma

il

servandosene roiiginale nella segretaria del consglio generale


dell'in-

concistoro

de'

Papa regnante 6 aprile i83f),

quisizione di Lisbona.

Dai carmelitani ebbero origine


carmelitane (Fedi)^ nel secolo
i

le

annover al sagro Collegio Placitlo Maria Tadini, dell' Ordine della b. Vergine del Carmelo dell' antica
osservanza, attuai degnissimo
arciil

XV
nel

carmelitani

rifoi inati (
i

Vedi
i

) ,

vescovo di Genova, e
titolo

gli
s.

confer

secolo

XVI

carmelitani
oltre

scalzi

presbiterale

di
stessi

Maria
oltre

in

Teresiani

(Vedi),

carmeli-

Traspontina degli

carmelitani.
la

tani del tei-zo

Ordine ( Vedi ). In questo benemerito Ordine, che colla costituzione 65 di s. Pio V, emanata nel 1567, fu riconosciuto per men4icante, insieme alle sue monache,
in

Quest' Ordine insigne,

congregazione di Mantova,
caria di

e la vi-

provincia,

Sardegna , ora elevata a ebbe sino a trentacinque


l'ubbidienza
il

Provincie, sotto
solo generale,

di

un
nel

ogni
nel

epoca
citato

fiorirono

moltissimi
leggia-

quale

risiede

dotti

e santi religiosi,

come

convento di

s.

Maria in Trasponlidell'Oril

mo
j.

autore della Storia


tradotta dal
e.

na

di

Roma, siccome capo


Madrid dimorava
provincie
attuali
vi

degli Ordita religiosi,

dine. In

vicario

Fontana

t.

I,

p.

che dai pp. Gio. s. Angelo, Emmanuele Romano Domenico di Ges, ed altri carmelitani, i quali composero interi volumi,
di

44 o Gros, Francesco
I,

generale delle

Cismontavicende per

ne:
la

ma

per

le

Spagna ora non

che un comfacolt di

missario apostolico, colle

vicario generale per la sola


la,

penisoe re-

per enumerare

soggetti

del
di

loro
vita

eletto dal

Papa regnante,
Il
il

Ordine
per
na.
le

illustri

per santit

sidente in

Roma.
il

procuratore geprivilegio

dignit

ecclesiastiche

eserci-

nerale dell'Ordine gode


di pronunziare

tate, e

Un
il

bice

profonda dottrialtro parimenti ne diede in p. Domenico di Ges, che


per
la loro

discorso nella Cap-

pella pontificia, nella quarta

domequarta

nica di quaresima,

nella

tratta

de* soggetti

presi

religione per conterir loro la

da questa prima

domenica dell'avvento. La prima chiesa concessa in Ro-

dignit della Chiesa. Essi,


leva
il

come

ri-

ma

a'

Carmelitani dell'antica osserdi


s.

Novaes nel tomo I, p. 84 delle sue Dissertazioni, contano fra i loro religiosi tre Pontefici, due antichissimi,
eletto nel
i

vanza, fu quella
trofei

Giuliano

ai

Mario sul monte Esquilino. Presentemente hanno i Carmedi


litani

cio
,

s.

Telesforo greco,

tre conventi

in

Roma
i."

colle

^1 s. Dionisio greco creato nel 261, e il b. Benedetto XII esaltato nel i334, che da carmelitano pass abbate di Cistello sebbene il Baluzio non sia di tal parere. Leone XII, dopo avere trasJatato dalla sede vescovile di
Rieti

chiese annesse

che sono parrocchie,


cio
la chie-

titoli Cardinalizi,
ss.

Martino ai Monti, che Bonitcio Vili nel 1295 diede in cura a'Carmelitani, i quasa dei

Silvestro

li

a quella

di

Osimo

e Cingoli

moncarlo

signor Timoteo Maria Ascenzi


melitano, mentre nel

1828

vo-

ne furono assai benemeriti, giacch ripete l'attuai forma dafp. Giovanni Antonio Filippini romano, generale dell' Ordine, che v' impieg grossa somma di danaro, e scuo-

leva creare Cardinale, venne rapito

pr l'antica chiesa sotterranea; 2."

La

CAR
chiesa di
re,
s.

CAR
vedere
il

59
Cronolog.
p.
I,

Grisogono in Traslevel'

p.

Ventimiglia,

presso la quale fu gi

abitazione

de' generali latini

de' Pontefici,

e
ai

che

Sisto

IV

nel

Daniele,
pag.

a pag. i, e il Speculum Carni, tom.

CarmeUtani riformati della congregazione di Mantova (/^edi); 3. La chiesa di s. Maria in Traspontina in Borgo nuovo nel 1484 concessa ad essi da Innocenzo

1480 diede

102, ove riportandosi lo stem-

ma

vi la figura di Elia sul Taborre, avente nella bandiera lo stem-

ma

dell'

Ordine come sopra.

Vili,
affine

ma che per essere stata


di
fortificare Castel
s.

demolita

Angelo,

per da avvertirsi, che lo stemma de' Carmelitani scalzi dilFerisce in questo sol punto, che la sommit del

fu data loro

l'attuale

incominciata

monte

intersecata

a edificarsi insieme al
abitazione

da Pio IV nel i564j contiguo convento per


dei Carmelitani
,

linea orizzontale,

che

da una forma una


pi peni-

croce, a denotare la

vita

perocla

tente, che essi


la

menano osservando

ch gi
l'

in

avanti

possedevano
riportano
le

primitiva

vecchia chiesa

di Traspontina.
si

Al-

dello

regola. Il monte poi stemma figura il monte Carmelo;

articolo Chiese^

no-

le stelle

tizie

delle tre qui mentovate.

XII,

Sino al pontificato poi di Leone i Carmelitani ebbero il convento e la chiesa di s. Maria di Montesanto, o Regina Coeli sulla

rappresentano Maria Santiss. che la Chiesa appella Stella /narisj la corona figura della di lei sovranit, essendo
chi,

regina
santi
;

de' patriarla

spada finalmente impugnata dalla mano di


e di tutti
i

piazza del

popolo

in

Roma,

loro

Elia, simbolo del di lui zelo.

concessa nel

1662
poi

da

Alessandro
il

CARMELITANI

Riformati.

La

VII,

venendo

rifabbricato

convento

dall' architetto Girolamo TeodoH. Abbiamo dal Bonanni , Catalogo degli Ordini religiosi , capo LXVI, che i rehgiosi Carme-

prima riforma di quest' Ordine, dopo le mitigazioni della loro regola fatte da Papa Eugenio IV, si fu
quella introdotta dal b. o ven. (cosi

detto

pel

culto

immemorabile

convento non portavano cappello, coprendosi del solo cappuccio i vestivano come gli altri,
litani

di

detto

che gode) Giovanni Soreth francese di Normandia, il quale avendo


principiato a riformare diversi conventi, eletto

ma

di

panno pi grosso di color


ed
il

XXV
in

generale

latino

grigio,

mantello,
Nelle

o cappa

di

del

suo
si

Ordine

Avignone

nel
zelo

color

bianco.

Carmelitani il veniva chiamato carpila^ e ne


ta
il

memorie dei detto panno grosso


trat-

i45r,

applic con indefesso


e
la primiera

per restituire ne' Carmelitani co splendore,


vanza.
I

l'anti-

osser-

Du-Cange.
dei

religiosi

da coro a suo
nero, e
, i

Lo stemma
zati

Carmelitani cal-

tempo vestivano

di

laici

e scalzi
la cui

sovrastato

da una

corona, sulla quale sorge


cio,

un bracuna spada. Nella targa evvi un monte acuminalo con tre stelle, cio due late-

mano

stringe

o conversi di color tan ond' egli lasciato il primo, prese il secondo. Nel capitolo generale celebrato nel

1472 in

Asti fu quell'abito con

una
suoi

costituzione adottato
correligiosi,
i

per tutti
1'

ralmente alla sua estremit, l'altra nel mezzo dello stesso monte. Sullo

quali tuttora

usano,

giacch vuoisi, che questo (osse l'aatico

stemma

di

questo Ordine,

si

pu

colore

dell'

abito

carmelitano,

6o

CAR
do
suo Catalogo^
Il b.

car
teologo, a cui
il p. Bonanni nei capo LXVI, d per

secondo l'opinione di alcuni, oltre quanto si disse all'articolo precedente


Carmelitani.
Sorelli inoltre fondi

compagno non
co
to
p.
il

solo,

ma

assegna antale isti-

Carmelitane nel i452, uno de' quali a Liegi, che


fu poscia trasportato
altro ne fond

d quattro monisteri

merito principale di

tuzione al b. Angelo Agostino, det-

ad Huy. Un Vannes , bench


Francesca
di

comunemente Angelino, donde


Francesco

il

Tommaso
il

insigne

in

per altro

il

fondasse

piet

e dottrina, e

p.

Pietro Ste-

Ainboise duchessa di Brettagna, che dopo la morte del duca Pietro II suo
marito, vi prese
il

fano tolosano, che fu il primo vicario generale della congregazione,

velo l'anno i^Sy.


soffri

Questo santo
ne* conventi
,

religioso

peripezie per introdurre tal

molte riforma

passarono a Mantova a fare la riforma carmelitana. L' opinione per


altro pi abbracciata , che
to p.
il

det-

visitando a questo fine

tutte le provincie d' Europa. Quindi pel desiderio di vivere con presso Nantes maggior ritiratezza edific un altro convento in un luogo chiamato Coets, ove pieno di meriti mor nel i^S5 santamente, sebbene il p. Annibale nel suo Compendio ec. dice che morisse ad Angres, nel 1 4? i > e che Dio ha illustrato il suo sepolcro con molti

quasi

Conecte introducesse la congregazione nel convento di Girona,


al

quale essendosi unito quello delle

Selve, e l'altro di

Mantova

sotto

il

governo d'un superiore, che dapprincipio avea il titolo di presidente, si rivolsero

tutti

e tre al Pontefil'

ce Eugenio

IV

per

approvazione,

venuto in cognizione della osservanza ed esemplarit con cui vivevano tali religiosi , sottrasse i
egli

ed

prodigi.

conventi dalla giurisdizione del procelebre


quella

L'altra
melitani,

riforma de'Cardella

vinciale, e

li

lasci soggetti

a quella
privi-

Congregazione di Mantova, della quale si fa autore il p. Tommaso Conecte francese, che avendola incominciata verso il i4^4 e ^^^ seguente anno nel convento di Girona sulle Alpi,
nella diocesi di Sion, recandosi poi

soltanto del
dine,
legi, e

priore generale dell'Or-

concedendo loro
la facolt

molti

di eleggersi
li

un

viIl

cario

generale, che

governasse.

generale
elezione,

de' Carmelitani

dell'antica
la

osservanza

non

volle
iiel

approvarne
'vi

ma

144^

suppl

a Roma,
le

la stabili

nel convento del-

Eugenio IV con autorit


nata, che, eletto
il

apostolica,

Selve nella Toscana.


passato
all'
il

Da

questo

prescrivendo nella bolla perci emavicario generale

essendo
di

altro

convento

Mantova,
il

riusc

pi celebre, e

da due

terzi del capitolo, si

avesse

diede

nome

alla

medesima con-

gregazione e riforma. Taltavolta vi

sono alcuni, che riconoscono per di lei autore il p. Giovanni Lapi fiorentino, e vogliono che coU'autorit

confermato senza rivolgersi al padre generale e ci si dovesse godere dall' Ordine finch continuasse a vivere nella esatta
,

come per

osservanza

stabilita.

Eugenio IV avesse principio nel convento di Mantova, mentre altri scrivono che fosse istidelle Seltuita nel i4i3 in quello
d'

una bolla

di

Ben

presto fior

si

propag

la

congregazione di Mantova, contando in Italia pi di cinquanta conventi.


Sisto

IV avendo
s.

fatta

proseguire

la

ve dal p. Giacomo Alberto profon-

basilica della

Casa di Loreto

in-

CAR
cominciata da Paolo
del Cardinal
della
li,

CAR
per mezzo
ni-

6i
i

nero.

Nel secolo decorso

religiosi

Rovere suo

tralasciarono

pote, e primo protettore di questa


riforma, ne concesse ai pp. di quecongregazione la cura , per cui

di eleggere il vicario generale, e di seguire la costituzio-

sta

ne e nome della congregazione mantovana, riunendosi all'Ordine carmelitano dell' antica


la

vi dimorarono alcun tempo. Il medesimo Cardinale essendo passato dal titolo di s. Balbina a quello di s. Grisogono, volle che questa anti,

osservanza

sotto

immediata giurisdizione del priore

generale.

Mentre
rale

il

p.

Spagnoli

era gene-

chissima

chiesa

fosse

officiata

dai

de' Carmelitani,
altre riforme
la
,

ebbero
in
d'

luogo
la

suoi Carmehtani, facendo fabbricare


il

due

una

Francia
,

contiguo convento.
Il

detta
la

congregazione
dal

Alby

p.

Penso
illustri,

scrisse

vita degli

quale governavasi da un vicario generale


eletto

uomini

che

si

resero distinti

capitolo generale

Mantova, ma merita special menzione il p. Giambattista Spagnoli, detto il Mantovano, rinomato per santit di vita, e per le sue opere, nonch per essere stanella congregazione di

della congregazione di nel

Mantova, che

to eletto
della

sei

volte
,

vicario

generale

i58o fa riunita all'Ordine da Papa Gregorio XI li, l'altra istituita presso Genova in un convento, che prese il nome di Monte Oh velo, per opera del p. Ugolino, il quale non contento dell'osservanza della regola mitigata

medesima

poi generale di

tutto l'Ordine nel i5i3, fatto in Ro-

da Eugenio IV,

volle intro-

ma
egli

nel
di

capitolo
dilatare

generale.
in
diversi

Procur
conventi

la
il

riforma, e per mantenere in essa


color tan contro chi
il

bramava
1

si

adottasse

nero nell'abito, rinunzi


e morendo nel 1 5 6, un magnifico sepolcro

durre quella anteriormente dichiarata e corretta da Innocenzo IV, disegno che effettuossi solo nel convento di Monte Oliveto il quale sebbene fosse solo e soggetto inte, ,

al generalato,
gli

ramente
il

al

generale dell'Ordine, pu-

fu eretto

re nel pontificato di
titolo

Leone

X
.

prese

nella chiesa di
rico
I,

Mantova. Inoltre Fededuca di Mantova, colloc la

di

congregazione

Nella

Francia fu operata

inoltre altra ri-

sua statua appresso quella di Virgilio

forma

di Carmelitani
^^^1

nell'arco trionfale

da

lui eretto,
il

i6o4

P-

Pietro

verso l' anno Bonhourt nel


;

perch, oltre queste doti,


lente de' suoi

p.

Spadi

convento

di

Rennes nella Brettagna

gnoli fu tenuto pel poeta pi eccel-

tempi.

religiosi

poi fu perfezionata dal p. Teobaldo e in seguito dai pp. Riccardo e


ciale tenuto in

questa congregazione differivano dagli altri,

perch in tutto Tanno nella

Giovanni Baray, Nel capitolo provinGand nel i6o3, pre-

feria

vano carne

seconda e quarta non mangia, vivevano con vita coe per altre
particolari con-

sieduto dal p. Silvio, si fecero diversi decreti per istabilir la riforma, e in

mune,

breve per opera de' suddetti


di altri che loro
si

suetudini.

Vestivano
,

come
volta

gli

altri
si

religiosi, e unirono, vennero

Carmelitani
cappello,
riore era
scia
in

ed

una

non

fondati nuovi conventi sotto la

mefor-

distinguevano
il

da

questi

che

pel

desima osservanza

co' quali

si

quale nella parte supe,

m
sta
,

la provincia

bianco

cangiandolo podi color

quello ecclesiastico

altri

quead onta delle opposizioni degU Carmehtani, la riforma si dif-

Touranie.

Da

Oi
fuse

CAR
non
solo in Francia,

CAR
ma
uelle

Fiandre e in Italia. Nell'anno 1619, i pp. Desiderio rianca da Catania, e Alfio Licandro,

con tutta V efllcacia per introdurre la stretta osservanza nella Gerro

mania, e

gli

riusc di stabilirla in

diversi conventi

di quelle provincie

ambedue

della provincia

di

s.

nella Sicilia,

Alberto, intrapresero altra riforma ed i pp. Perrone e Statella altra pure ne fecero in detta isola nel 1727. La prima era composta
di quattordici conventi, cio

per mezzo dei pp. Antonio della provincia di Touranie, e Gabriele della Nunziata della provincia di Fiandra,
destinati a tal fine suoi commissari.

Ad

indurre

tutti

conventi ad abcircolare alla

due

nello

bracciarla,

mand una

stato pontifcio, tre nel regno di Napoli,

e nove

in Sicilia

si

appella di

Monte Santo. La seconda composta di nove conventi e si chiama


,

maggior parte de' Carmelitani, ma altro non ottenne, che molti, lasciata la tonaca di color nero ne vestis,

sero altra di color


scuro,

tan

Scala Paradisi.

La prima
la

fu dichia-

onde

tutti quelli,

o grigio che l'adotaltri

rata provincia, nel

Innocenzo

X;

1646, da Papa seconda lo divenne

tarono, vestono

come

gli

del-

l'Ordine, e poco tra loro distinguonsi,

col l'approvazione di Benedetto XIII.

avendo

tutti

le stesse costituzioni

L'una e

l'altra

non formano un corpo

prescritte nel
la provincia

i635

dai religiosi del-

distinto, e separato dall'Ordine, stan-

do subordinate al priore generale. Ambedue non ammettono gradi, e solamente differiscono in questo , che la seconda pratica vita comune, e la prima non la osserva, per la povert de' suoi conventi ora divenuti
sette.

stituzioni

Tali coessendo state confermate da

di Touranie.

Urbano Vili nel 1639, fu quindi comandato dal generale capitolo tenuto
in

Roma

nel i64^> che

si

osservasse-

ro colla conferma pontificia d'Innocenzo

in tutti

conventi riformati

Tutte

e due

queste riforme

dell'Ordine, fondati e da fondarsi, affine di

professano

il primiero istituto carmelitano, avendo rinunziato all'indulto di Eugenio IV , si astengono

mantenere l'uniformit. Finalmente nel generalato del p. Teodoro Strazio, fu eseguita in Fran-

dalle carni

come

carmelitani

scalzi,

e seguono

la

regola moderata da Infu fatta

riforma particolare dal p. Biancardo, in cui si dovea osservar


cia altra
la regola del patriarca
s.

nocenzo IV.

Alberto sen-

La congregazione di Torino
nel i633, in quella
Vittorio
citt,

za le dichiarazioni d' Innocenzo IV,

Amadeo

I,

ad istanza di duca di Savoia,

e senza le mitigazioni di Eugenio IV,

onde

venendo destinato ad incominciarla il regio commissario p. Teodoro Stranio generale, e a promoverla il p. Luigi Bulla, cui successe il p. Domenico di s. Maria, che felicemente
vi riusc
,

ma

quelli che professarono tale riforfurono appellati Carmelitani del


istituto.

primo

cardo alcuni

religiosi

Indi unitisi al p. Bianfabbricarono ,

un eremo
do

in Grateville, luogo della

diocesi di Bazas,

ove
vi

le celle,

seconsolo;

istituendola nel convento

la regola primitiva,

erano sepatutti

della citt di Torino,


lat
cia

donde

si

di-

rate;

ogni frate
si

mangiava
cotti
il

ad

altri

conventi della provinIl

ne' viaggi

astenevano
cibi

dalle

del Piemonte.

p.

Antonio Fi-

erbe
di

ed

altri

nel

brodo

lippi l'ornano, eletto in


rale, a'

Roma
si

gene-

della carne;

e facevano
,

solo voto

3o maggio 1648,

adope-

ubbidienza

intendendo di com-

CAR
lal

CAR
altri

63
affine

approvata dapprima medesimo generale p. Strazio e poi nel i636 da Url>ano Vili, si
estinse per altro

prendere riforma <jual


in

questo

gli

due.

La

a piendere le giuste misure,


di

mandare ad

effetto

un tanto

di-

\isamento.
la

poco dopo. CARMELlTAINi Sc\lzi, o TereOrdine religioso. S. Teresa siANi. di Ges nacque a' 28 marzo i5i5 in Avila nella vecchia Castiglia, da Alfonso, o Alonso Sanchez de Cepeda , e da Beatrice d' Ahumada. Entrata nel monistero delle carmehtane di detta
regola
alcuni,
religiosa
citt,
vi

eseguire la meditata riforma, Vergine pose gli occhi sul p. Giovanni di s. Mattia, e sul p. Antonio d'Eredia, ambedue cospicui carmelitani per santit di vita, i quali, siccome bramosi di vivere con maggior austerit, aveano deters.

Ad

profess la

nel

i535 secondo

bench il p. Federico di s. Antonio nella sua P^ita dica, che Quindi professasse nel la 153^. stabih di vivere ispirata da Dio,
sotto la regola prescritta all'Ordine

carmelitano dal patriarca


e^poi mitigata
fice

s.

Alberto,

certosini minato di passare fra S abbocc quindi pel primo col p. Antonio, ch'era priore del convento di Medina del Campo, e poi col p. Giovanni, che s' era recato da Salamanca a quest'ultima citt, comunic loro il progetto della riforma de' carmelitani, per ristabiUrlo nel primiero fervore ed osservanza, e gli allett a seguirne il
i

dal

Romano Ponte-

divisamento, abbandonando quello di


farsi

Innocenzo IV, con tanto ardore di spirito, che non volendo servirsi
delle

certosini.

Frattanto
,

d. Raffaele

Mexia Velasquez
in Avila,

cavahere abitante
di di s. Tecampagna,

concessioni

apostoliche, la os-

concittadino

serv

esattamente

nel

suo

antico
,

resa, le offri

una casa
,

rigore con tutta la perfezione ed ebbe l'autorizzazione, nel 1 562, da

che aveva a Durvello per erigervi un convento di carmehtani scalzi,

Papa Pio IV

di stabilire
le

uaa

rifor-

ma
il

di

monache,
in

quali seguissero

suo esempio.
difficolt,

Vinte insormonlaAvila
alle

bili
il

stessa

apri

ed essa avendola accettata, fece sapere ai summentovati rchgiosi, che avea trovalo il luogo per incominpurch ciar la sospirata riforma,
essi

primo monistero
(

carmelitane

avessero

coraggio

di al3tarvi,
al

scalze

F^edi)^

col
le

qual

nome
da

fulei

essendo

piccolo e disagiato,

che a

rono appellate
fondate.

religiose
il

risposero esser pronti,

Ben
e

presto

suo

istituto

Recatasi
zione dai

la

santa

istitutrice

propagossi colla erezione di parecchi


monisteri,

Vagliadolid, ed ottenuta l'approva-

da

tale

successo ani-

due

provinciali

di Casti-

mata, concep
trodurre
dell'
la

l'alto

disegno d'infrati

gha,
il

presente

passato,
dell'

richiesta
,

riforma anche ne'


,

dal p. generale
p.

Ordine

invi

Ordine carmelitano
il

onde

col

consiglio del p. Gio. Battista

Rubeo
di

generale,

quale l'avea facoltizzata

Giovanni a Durvelo, dandogli l' abito per la riforma , ed alcuni sacri arredi per l'altare. Il religioso,
assunto
tal

a fondare

un maggior numero

abito,
di

vi

dimor
1

solo

monisteri di monache, purch rima-

dal principio

ottobre

568

sino

nessero sotto la giurisdizione de' superiori dell'Ordine,


bile

piena di mira-

a quello di novembre, ed a' 27 di questo mese, a lui si congiunse il


p.

e portentoso coraggio, cominci

Antonio

d'

Eredia

con mi

frale

64
laico.

GAR
Essi,

CAR
tutta

dopo aver passata


il

dopo
tria
;

la

notte in orazione,

nella mattina
ss.

anni fu trasportato il suo venerando corpo ad Avila sua patre

seguente davanti

Sacramento

ma

Sisto

nel

1589 ordin,

rinnovarono la professione della riforma, come fece il laico, rinunziando solennemente alla regola mi-

ad istanza del duca d'Alba, che si restituisse al monistero, ove avea


cessato di vivere.
Ivi

conservasi in-

cambiarono i loro nomi, secondo il costume introdotto da s. Teresa tra le sue religiose, ed il p. Antonio aggiunse al suo quello di Ges, e il p. Giovanni quello Quindi visitali dal p. della Croce. provinciale, il primo fu fatto priore, e il secondo sottopriore. Questo setigata.

Indi

corrotto, senza la

sinistra, che venendo troncata dal provinciale de' carmehtani scalzi, fu riposta iu

mano

e senza un piede, che nel 16 15, fu mandato in Roma nel convento di s. Maria della Scala,
Avila,
nella

qual

citt

nel

1622 canoniz-

condo, per essere


cooperatore di
sciuto
s.

stato

il

principal

Teresa,

ricono-

venne da Gregorio XV. In quanto poi al p. Giovanni della Croce, dopo aver sostenuto con inzata
vitta

dai

carmelitani
,

scalzi
1'

quale

pazienza

molte

tribolazioni
lo

confondatore
degli altari.

e poi merit

onore

rese

tranquillamente
a'

spirito

a
nel

Dio,

i4

dicembre

1^91

Sebbene il convento di Durvelo della riforma e la il primo sua culla, pure per principale viene
fosse

convento di Ubeda nell'Andalusia; ed avendo Anna di Penaloso levato segretamente dal sepolcro in
cui
lui,

riconosciuto quel di Pastrana


a'

eretto
la

giaceva

in

Ubeda

il

corpo

di

i3 luglio

io69j perch quivi

trasportandolo

di notte in Se-

regolare osservanza si stabifi nella sua vera perfezione, ed anche perch quello di Durvelo, stante l'angustia del sito nel 1570, venne
trasferito

govia,

Clemente Vili ordin,

che

fosse restituito al

suo convento, e poscia venne canonizzato da Benedetto

nella

citt

di

Manzera,

XllI nel 1726. V. s. Teresa, e Giovanni della Croce.

s.

onde ritornato
rio,

all'antico proprieta-

venne dipoi nel 161 2 dai Car-

melitani scalzi acquistato, e vi eressero

La santa riformatrice prima di morire prov la dolce compiacenza, di veder fondati pi di diciassette
monisteri
quindici
scalzi,
il

un

bel convento, proseguendosi

di

carmelitane
di

scalze, e

per altro a celebrare i capitoli generali in Pastrana , che sempre volle conservar la maggioranza. 11 p. Giovanni della Croce ne'diversi conventi
successivamente fondati, esercit
fzio
l'

conventi

carmelitani

e mentre

viveva, fu portato

suo Ordine anche nelle Indie, e


la
si

uf-

dopo mente

di

maestro

de' novizi

fu

stianit,

sua morte meravigliosapropag per tutta la crifiorendo tuttora con imdelle

priore in quello d'Alcal,


dalla
s.

ma

sog-

menso vantaggio
soggetti

popolazioni.

giacque ad una fiera persecuzione,


quale liberollo il credito di Teresa, senza ch'ella potesse andar esente da egual sorte. Nel i582,

Nel principio questi

conventi erano
al

non

solo

p.

generale,
provinciali

ma

ancora

a' rispettivi

de' carmelitani dell' antica osservan-

da Burgos, ove avea fondalo un monistero di monache, mor a' 6 ottobre in Alba, donde
essa

tornando

za i^Vedl^^

quali solo costituivano

dei priori, acci vigilassero per

man-

tenere in

essi

la

riforma, finch nel

CAR
i58o, il Pontefice Gregorio XIIT, ad istanza di Filippo II re di Spagna con una costituzione emanata a' 11 giugno, separ i carmelitani
,

CAR
che
si il

6^

capo di questa congregazione chiami preposito generale dell'Orscalzi


,

dine degli
di

ossia dei primitivi,

quelli cio,

quali

osservano la

scalzi

dai calzati

o
ai

dell' antica

os-

regola dell'Ordine
ria del
la

servanza,
vinciale

dando
li

primi un proeletto

beata Mamonte Carmelo, ed aggiunge


della
,

particolare

dal

loro
al

concessione

le

comunicazioni
degli scalzi
a'

ceto, sebbene

lasciasse soggetti

r estensione
al
religiosi,

all'

Ordine
i

priore
Sisto

generale

di

tutto

V, nel iSSy,
si

T Ordine. vedendo che i


eleggere

suo preposito generale, ed


di
tutti

suoi

singoli privilegi,

conventi degli scalzi


concesse
vicario

moltiplicavano,

facolt, grazie,

prerogative, indulti,

loro di poter

un

favori

concessioni

accordate,

generale,

finche

Clemente

da accordarsi in
carmelitano
dai

futuro all'Ordine

Vili

col disposto della

costituzione

romani

Pontefici,

che si \^%%'^ nel Bollano romano , tom. V, par. II , pag. 4^8 ,

76,

dai legati della santa Sede, dagl'im-

peratori e principi.

a'

20
,

dicembre 1598,
altri

li

divise

Quindi
scalzi

la

riforma de' carmelitani


e
l'altro sesso,
a'

separ affatto dagli


ni

carmelita-

dell'uno

dal

permettendo d' eleggersi il propi'io generale, ed annoverandoH eziandio fa gli Ordini mendicanti, lo che poi approv Gregorio XV. Ecco poi come si espresse Clemente vili, nella citata bolla Pastoralis officii de' 20 dicembre iSgS: Omnes et singulas personas praefalor
*

medesimo Clemente Vili fu, novembre 1600, coli' autorit


costituzione 2 33 presso
il

i3

della

citato Bol-

lano pag. 3 16,


gregazioni, di

divisa in

due con-

Spagna e
,

dell' Italia.

In questa bolla,

che comincia,

Apostolico
il

dignitatis

In assumendo
testi-

Pontefice per causa della sua dedi fede,


.

tae

congregationis discalceatorum,

terminazione, l'aver saputo da

M illiusque conventus, domus, col legia, et provincias tam virorum, quam mulierum ab omni supe,

moni degnissimi
conosciuto

l'aver

per

esperienza

propria

quantum
>i

utilitatis in Ecclesia

Dei

rioritate,

jurisdictione,

gubernio,

piis

eorum

exercitiis,

tum

oratio-

regimine, et administratione, subw jectione, obedientia, visitatione, correctione, et emendatione tam * generalis Ordinis carmelitarum, quam aliorum praelatorum et superiorum quacumque auctori tate fungentium et functurorum, et quantumvis amplissimis privile giis, et facultatibus utentium et " usurorum perpetuo eximimus et >* liberamus .... ipsamque congre>> sub gationem discalceatorum " immediata nostra et sedis aposto, '
,

nibus, mortificationibus, asperitate M vitae, tum praedicationibus, confes sionibus et sacramentorura admi nistratione ", giornalmente riportisi

per

carmelitani
gi
altri

scalzi,

erige la

congregazione d'
i

Italia,

da possedere
in Italia
,

conventi
gli

fondati

tutti

che

si

fonderebbero

nell'Italia stessa, e negli altri luoghi,

e regni fuori di quelli


e dichiarandola

di Spagna ; immediatamente sog-

getta alla Santa Sede, vuole che sa

governata, e retta ah uno prceposto


Clini

" hcae protectione, subjectione, gu bernatione et obedientia recipi> mus et subjiciraus. " Ordina poi,
,

definito rum

inlerventu

juxta
statuta.

regularia

ejusdeni

ordinis

Quindi

alla

nuova
5

congregazione,

VOL.

X.

m
alle

CAR
sue case
,

CAR
,

ai

conventi

ai

suoi

superiori,

sudditi, accorda di po-

ter godere, senza alcuna differenza,

di tutti
zie
,

privilegi

e di tutte le gra-

uno in Genova con un moni stero di monache, l' altro in Roma presso la chiesa di s. Maria della Scala, ebbe un commissario generale indipendente dagli spagnuoli, e rest soggetta per ordine dello stesso Clemente Vili al Cardinal Pinelli, allora protettore to dei calzati,

tanto spirituali

che temporali

gi concesse,

o da concedersi alla congi'egazone di Spagna dalla Sede


venne ad avere
tre generali, ciascudall' altro.

apostolica. Cos l'Ordine carmelitano

no indipendente
ciascuno di
essi

Indi a venne aggiudicata


al sacro abi-

la facolt di ascrivere

deirOrdine carmelitano tanche degli scalzi. Gli spagnuoli diedero il motivo di fondare le due congregazioni, come quelli che pretesero la riforma di s. Te-

tino, e di erigere fuori di

Roma

le

confraternite del sacro scapolare esclu-

sivamente agli Ordinari e appunto in grazia d'una tale separazione dai


:

non dovesse uscire dalla Spagna, facendo ogni sforzo perch non s'introducesse altrove. Ma stabilita
resa
in Itaha,
cia, in

carmelitani calzati,
scalzi

di

una

tale

autorit ne' generali dei carmelitani


,

rapidamente pass in FranGermania, in Polonia, in Fiandra ed altrove, ed anche in Persia,


giacch fino dal loro nascere parti-

il

un
cia,

favorevole

Papa Pio VII dietro ad voto d'un maestro


,

rono per
venti
in

di cerimonie

della

cappella pontifi-

con

rescritto

emanato per orgaai

no della segreteria de' memoriali 5 febbraio 182 1, accord facolt


aver luogo fra
gli altri

di

le missioni ebbero conHispahan in Sindi nel Mogol, nel Malabar, in Bassora, in Goa, nel Monte Libano, in Aleppo, nel Monte Carmelo, e in altri luo,
,

superiori ge-

ghi dell'Indie
ria,

Orientali e della Siin America, esistendo,

nerali nelle cappelle pontificie al generale, e procuratore generale della

non che

congregazione d'Italia, salva prcelatione illorum, qui enunciato privile'


gio

ne moltissimi tuttora tuosamente esercitano


sioni,

quali frut-

le

sante mis-

d'intelligenza

jam

inveniuntur donali.
la

dalla congregazione di

La prima per

Spagna,

e pel

la quale,
istruisce
s.

come
in
i

si

dipendenza Propaganda, dir prova ed


e
,

Portogallo conteneva dieci provincie,

Roma

nel

collegio

di

una delle quali in America, e queste numeravano cento sessantun conventi di religiosi
,

Pancrazio

carmelitani scalzi nei-

l'apostolico ministero.

Paolo

diede

e novantaquattro
altre nazio-

poscia ai carmelitani scalzi la facolt


di fondare conventi colla sola licen-

monisteri di monache. Quella d'Italia

abbracciava tutte
,

le

za del vescovo, e sotto


tificato essi

il

suo Pon-

ni

con

un generale

residente

in

Roma, possedea trecent'ottantatre conventi neirEuropa, che


titre

Provincie

fra'

formavano venquali sette ne

passarono in Francia mentre regnava Luigi XIII, che loro permise di stabilirsi in Parigi, po-

nendo

nel

161 3

la la

prima pietra
regina

avea la Francia, in cui eranvi sessantanove monisteri, ed oltre a ci ebbe sino a venti conventi nell'Asia. Sebbene questa congregazione d'Italia, detta di s. Elia, non avesse d principio che due conventi di frati,

nella chiesa di essi

madre
scalzi

Maria de Medici.
Si professa dai
la

carriielitani
le

regola di

s.

Alberto senza
si
,

miti-

gazioni di Eugenio IV, e

praticano

da

essi

molte

austerit

che

sono

CAR
descritte dal p. Annibale da Latera, nel citato Compendio, al capii. XII J,

CAR
della congregazione d'Italia,

67
ovvero

Dei

frati carmelitani scalzi.

Si al-

di s. Elia , non portano alcun cappuccio, fanno uso del cappello nero,

zano a mezza notte per recitare il mattutino, meno i conventi di studio, inoltre a differenza de' calzati celebrano la messa e recitano l'ufficio divino sa

colle sole

due
si

falde laterali

alzate;

quelle

per della

Spagna non

congregazione di distinguono nel ve-

stire dai sacerdoti, facendosi essi sol-

romana

secondo il rito della Chiefanno ogni giorno due ;


si

tanto la corona clericale,

comune
i

ai

sacerdoti d' Italia. Finalmente

con-

ore di orazione mentale,


viaggi di
digiuni,

discipli-

versi esercitano la professione di speziale,

nano, non mangiano carne che nei

in que' conventi
delle quali

ove
si

vi

sono

mare, osservano parecchi e dormono sopra un sacc-

le spezierie,

tratta al

termine di quest'articolo.
laici
si

Di questi
p. Cassia no

Vestono tonaca e scapolare color tan, ed un mantello


ne
di paglia.

fa

menzione dal

carmelitano scalzo alla

parola

Do-

bianco

di
il

panno

Sullo

scapolare

natiy e dal Bonanni, Catalogo degli

portano
cui

cappuccio color tan, su

pongono quello di color bianco quando assumono il mantello eguale,

Ordini religiosi^ cap. 68, nel quale ne riporta la figura, come ne' capi
precedenti esibisce quelle de' carmelitani calzati, riformati e scalzi.
Nelle
costituzioni
de' carmelitani
scalzi si ordina,

incedono
i

scalzi,

co'sandali di cuoio,
della congregazio-

ma
ne

carmelitani

di

Spagna

li

usano

fatti

di ca-

che

in

ogni

pro-

nape, vietandosi affatto a


dini religiosi, oltre
i

tutti l'uso

vincia vi sia
to

un convento
solitudine,

fabbricaall'

del lino. Siccome in quasi tutti gli Ori

in

qualche

uso

sacerdoti, vi sono

delle Certose, e che questo

laici religiosi

assegnati alla vita ope-

se

non un

solo, detto
i

non sia comunemente


religiosi
vi-

rativa di Marta, ed impiegati negli


uffici

deserto.

Siccome

primi

servili,
i

cosi

parimenti ve ne
,

carmelitani furono eremiti, che

sono fra

carmelitani scalzi

si

vevano sotto
si

la ispezione
i

d'

un

su-

chiamano
venti,

fratelli

Donati. Tra le opere,


cercare l'elemosina,

periore, quindi

carmelitani

scalzi

eh' essi esercitano in servigio dei con-

fecero la detta legge

di aver

in

l'una

il

ciascuna provincia
persi,

un convento, con

siccome mendicanti, sebbene per indulto pontifcio posseggano dei beni.


I laici di queste

suo deserto, o romitorio. E a sache questa casa somiglia a


quella de' certosini, e

due congregazioni non vengono ammessi alla professione solenne, se non dopo fatta una
lunga prova
la

solamente

il

recinto pi vasto, sia in giardino

di pi anni
i

compita
al pari

che pi
re

in

boschi,

affine di

contenere
il

celle separate.

Quando

prio-

quale, emettono

tre voti di ob-

ha permesso ad uno
di queste celle, vi

de' suoi re-

bedienza, castit e povert


dei tre religiosi coristi
;

ligiosi

di passare qualche
si

tempo in
ritira

con questo

una
darsi

per
e

che nella congregazione d' Italia vi aggiungono un quarto voto, di non pretendere giammai alcuna mutazione di abito, o di salire a grado pi
alto di quello, al quale Iddio gli

unicamente
cui

alla

orazione,
vita

agli altri esercizi della


stica,

monaalle
.

adempie

in

privato

stesse

ha

ore che nel convento Regna tra essi un silenzio quasi continuo, e

chiamati. Qtoiiidi

laici,

o conversi

appena

si

veggono alcuna volta

in

68

CAR
Non
postino,

CAR
nipote
di

questa specie di deserto.

Clemente

XIT

sono abitarvi ne novizi, ne giovani professi, ne i deboli, i cagionevoli, i

carmelitano scalzo, fu fatto, ad onta della sua ripugnanza, vescovo di


Arezzo, e nel
1

poco inclinati agli sempre poi devono esser abitati da tre o quattro solitari, che devono dimorarvi, per istruire e formare gli altri. Ma uli

malinconici, e

78

dallo zio fu crealo


s.

esercizi spirituali:

Cardinale prete di
ti,

Martino a'Mon-

e vicario di
di

Roma, morendo con


da trattarsene Parlano lungamengli

fama
te

tal santit,

la beatificazione.

teriori

notizie
deserti,
si

sulla sulle

istituzione

di di
sui

dei carmelitani scalzi,


vita di
s.

autori

questi
chi t

osservanze
penitenze,

della

Teresa,

Francesco

ritira, sulle

digiuni, sulle
essi
si

orazioni, e
l'

chi

in

Martinez, e principalmente Giambattista Lezana, Annal. Ord. B. M. V.

possa accordare
i

ospitalit

de Monte Carmelo, Romae i656.


In

ne porge il p. Annibali citato, capitolo XIII pag. 224, e seg. Per causa di tali deserti, alcuni scrittori annoverano i carmeesclusi

secolari,

Roma

carmelitani

scalzi

hanno
lizio,

tre chiese di titolo

Cardinas.

cogli annessi conventi, cio

Maria
la

della

Scala
s.

s.

Maria

del-

litani scalzi tra' solitari dell'


te.
I

Occiden-

Vittoria, e

Pancrazio

fuori la

carmelitani
in

scalzi

di Francia,

porta di

per supplire
difetto di
tesse

qualche

modo

al

un terreno
di

servire

che poromitorio, aveano


vasto,

Di esse si tratta all' articolo Chiese, onde qui diremo soltanto come sieno state conquesto nome.
S.

cedute all'Ordine.

fatto edificare

una

piccola cella

nei

loro giardini,

ma

poi

Luigi

XIV

gran romitorio presso Louviers nella diocesi d'Evreux in Normandia, che descrisse Villefore nelle sue Vile de^ Padri del deserto di Occidente, tomo IL
loro
il

don
la

citt

di

Maria della Scala fu edifica1592 dal Cardinal di Como, in onore della b. Vergine, la cui immagine trovossi su d'una scala
ta nel

luogo, quindi fu conceduta nel i597 dal Pontefice Clemente Vili ai carmelitani scalzi.
in questo

La
toria
zi

chiesa di

s.

Maria

della Vit-

Innumerabili persone illustri per santit, per dottrina, per dignit ecclesiastiche, ed eziandio per isplendidi natali, sono fiorite tanto tra le carmelitane scalze, che tra i religiosi

fu eretta dai carmelitani scal-

in

onore
tiir

dell'

apostolo delle genti

in

uno

annesso
la

convento,
dal

cui
ce-

venne aggiunta
lebre

facciata

Cardinal

Scipioni

Caffarelli

del

medesimo Ordine,
titolo

il

cui gene-

rale della congregazione d'Italia pren-

de

il

anche
cogli

di

priore

del

Borghese, in compenso della statua di Ermofrodito da essi rinvenuta ne' fondamenti della medesi-

monte Carmelo. Fra


sono
il

quelli,

distinti

scritti

che si e con ope-

ma. Passati
prese
il

dieci

anni,

nel

1622,
Gerlei

titolo di s

Maria

della Vit-

re stampate,

meritamente prendono primo luogo s. Teresa loro istis.

toria per le vittorie riportate in

tutrice, e
lei

Giovanni della Croce

di

mania sugli eretici, immagine collocata


cipale;

e per la di

nell'altare prin-

coadiutore, de' quali

abbiamo

o-

proveniente dalla
Nella
dispersione

detta

re-

pere ascetiche piene di dottrina e di sapienza celeste. Nel secolo decorso


fr.

gione.

generale

degli Ordini religiosi,

Giannantonio

Guadagni

foren-

po

il

1809,

il

convento fu

avvenuta dovenduto

CAR
e.

CAR
religiosi

69

spogliato j

finch

car-

chiesa

di

s.

Susanna, cio nel con-

nielitani scalzi lo

ricuperarono

nel

j8i4-

La

chiesa di

s.

Pancrazio fu danel
pontifi-

vento delia detta chiesa di s. Paolo. Giunto ci a notizia di certo Francesco Cimini signore napoletano, pel
desiderio che nutriva per la conversione degl' infedeli
,

ta a' Carmelitani scalzi

cato di Alessandro VII. Nel convento contiguo evvi


giosi,
il

lasci

morendo
l'an-

collegio de' reli-

nel

1608

a' carmelitani

scalzi

che

si

vogliono

recare

alle

mia rendita

di tremila ducati, per-

missioni

nella

dipendenza della saCardinalizia


eh'

che la erogassero pel seminario delle


loro missioni. Intanto avendo Paolo

era

congregazione

di
la

Propaganda,

istituzione
Il

ebbe

fatto

incominciare
ospizio

l'erezione

di

seguente origine.

p.

Pietro della

un analogo
Farnese, per convento per temendo che
pregiudizio
dichiararsi
risolvette,

presso

piazza

Madre di Dio, carmelitano scalzo, e commissario apostolico, desiderando d'impiegare i suoi correligiosi nelle missioni, manifest questo di visamenlo al Pontefice Clemente Vili, di cui era predicatore, il quale con suo breve spedi quattro carmelitani
scalzi

istabilirvi
le

un apposito
derivare
col

missioni, nel i6i5,

ne

potesse

alla

congregazione,
essa

da
che
il

indipendente, seminario, o colle-

gio

si

collocasse nel
s.

nuovo convento
alle
il

in Persia a'

ma

essendo

egli

14 luglio i6o4; morto menti e i


Polonia
,

della chiesa di

Paolo

Teniie

Diocleziane,
di
s.

che poi prese

nome

religiosi

erano arrivati iu
nel
il

Paolo

i6o5
viaggio.

li

autorizz

proseguire

In questo an-

no

si

adun

in

Roma

pitolo generale,

il primo cadopo che la con-

gregazione d'
Elia,
si

Italia,

appellata di

s.

era divisa da quella di Spas.

gna chiamata di
esso
i

Teresa,

ed
il

in

capitolari

emisero
a

voto

di recarsi alle missioni


il

predicare

Maria della Vittoria, col titolo di Seminario della Conversione di s. Paolo j onde progiedendo felicemente per le cure del p. generale Giovanni di Ges Maria nel pontificato di Alessando VII ed in virili del suo breve, Decet Rom. Pont. dato a' 24 settembre i655, confermando quello da Urbano VII! emanato nel 1682, Ronianus Ponti/ex,
,

vangelo. Quindi vedendo necessal'erezione di opportuni semina-

acquiet
scrutabili,

le

controversie

insorte, e

ria
vi
si

per l'autorit dell'altro breve, Indel

o conventi per

istruir quelli,
tal

che

sentivano chiamati a

carri e-

fu trasferito nel convento di

primo marzo 1662, s. Panil

ra,
a'

ottennero dallo stesso Paolo V, i5 dicembre i6o5, il decreto Totius orbis terrarum, col quale venne loro conceduta facolt di

crazio, concorrendovi coli' assenso

Cardinal

Maidalchini, abbate

com-

mendatario della chiesa. Perlmrto per lo zelo e la prudenza del p. Domenico della
lora
,

erigerne

uno

in
coli'

Roma,
,

tempobre-

ss.

Trinit, generale d'aldi

raneamente, ve Romani
dali
stesso

autorit del

a'

6 marzo

detto
colla

anno,
dipenla chie-

Ponlificis

Paolo
il

emanato nel 1 6 1 3 ,

ebbe

incominciamento denza dal generale pr


sa
colla

tempore ^ e
scudi.

venne

convento di s. Silvestro di Monte Compatri sopra Frascati , e poco dopo s' incomitici r eiezione d' un ospizio presso la
destinato

suo definitorio, restaiirandosi


spesa
di
si

duemila

Sulle qualit, che

richieggono da

quei religiosi ,

quali

bramano

recarsi

70
alle missioni,

CAK
essa la

CAR
perch
fecero

ed altri uffici relativi, tratta Carlo Bartolomeo Piazza, Opere pia di Roma, trattato IV, capo XXVIII. Noi solo ricorderemo, che
fra le altre cose,

convento, " carmelitani scalzi nel i75i, acquisto del palazzo Rocci
chiesetta

ed

il

presso

dal loro ingresso,


il

voto di recarsi

dopo otto giorni debbono emettere a qualunque mis-

e la chiesa di

rato,

mentovato collegio inglese, s. Maria di Monscrove trasportarono V ospizio,


il

ed

edificarono

sotto

il

medesimo

sione, sia per conversione di eretici,


sia

una
cora

piccola chiesa.
delle spezierie an-

di gentili, sia d'infedeli.

L' origine poi

Inoltre
in
il

(Carmelitani scalzi
s.

hanno

pel

pubblico
la

nei

carmelita-

Roma
e

l'ospizio di

Teresa presso

ni scalzi accaduta

in vari tempi,

collegio inglese, residenza del ge-

secondo

variet delle

provi ncie.

nerale

procuratore generale della


d' Italia,

La
la

spezieria del convento della Scain

congregazione

abitandovi

Roma

conta

ciica

cento cin-

anco
la

il

procuratore generale di quel-

di

Spagna.
l'ospizio

Anticamente questa
s.

avea
alle

e la chiesa di

Anna

quattro Fontane,
alle

che Pio VII


adoratrici per-

quanta anni. I poveri ne han goduto, e ne godono per le carit fatte loro continuamente, fra le quali non piccola quella di cavar
vi

diede

monache

sangue,
concorre,
,

denti

chiunque
co-

petue del ss. Saciamento, le quali il regnante Pontefice ultimamente

senza

pretendere

ha
di

trasferite nel monistero, e chiesa


s.

Maddalena

al

Quirinale.
,

La

congregazione d'

Italia

sulla piazza

del monte di Piet, aveva l'ospizio con una chiesa dedicata a s. Teresa, e a s. Giovanni della Croce, fabbri-

o a pagamento , o in rimunerazione ; e la gratitudine della mendicit soccorsa comparve precipuamente nei pontificati di Clemente XIV e Pio VI, negli attestati, che distesero in proposito i
parrochi
re.

sa alcuna

cata l'una, e l'altro nel palazzo gi


de' Barberini, ove abit

della regione di TrasteveL' utile ritratto dalla vendita dei

Urbano Vili
al

generi
te,

and sempre, almeno

in par-

nel suo Cardinalato,


lato di detto
edifizio,

cio
al

destro

pel culto di Dio, e nella

manu-

quale nel

tenzione, e nell'ornato
Il

delle chiese.

suo ingrandimento
chiesa

l'ospizio,

nel pontificato di

compresa la avvenne Clemente XII. Fu


fu
il

che

Papa Leone XII, per organo del Cardinal Bertazzoli, allora prolettore di tutto r Ordine carmelitano
nel

acquistato tal palazzo dal Cardinal Francesco Barberini nel 1784, per

1828, accord che

il

risultato

residenza de' superiori generali della

romana cedesse non solo a benefizio deldelle spezierie della provincia


le chiese e

congregazione d'

Italia.

La

chiesetta

conventi

di cui forma-

fu benedetta dal Cardinal

Guadagni a' 16 gennajo 1735, ed il Papa, Exponi nobis nuper fcol breve ceruntj emanato a' 2 1 marzo, con,

no una propriet;
cia stessa

ma

eziandio

ad

utile delle altre case

della

provin-

dopo
il

cedette diversi

privilegi

tal

con-

troppo bisognose di aiuto note vicende del 1 8 4- E regnante Gregorio XVI, con dile
1

vento , che dichiar soggetto in perpetuo ai superiori maggiori. Non and guari, che per 1' edifizio della deposi teria , furono incorporati ad

spaccio del
prefetto
studii
,

Cardinal
data
de'

Lambruschini
degli

della

congregazione

in

29 settembre

i838, ordin con piena soddisfazio-

CAR
ne de
in
religiosi,
il

CAB
tenersi
la

7
pertanto
si

modo da

In questa regola
facolt di

d
Or-

Roma

nelf esame ed approvazioesercenti


,

ammettere nel
ecclesiastici

terz'

ad oggetto di rilasciar loro, o l'alta, o la bassa matricola. Non poi a taccisi che nel Pontificato di Pio Vili, e dal settembre 1829, gode la spezieria della Scala l' onore di poter somministrare l'occorrente per
ne de' nuovi conversi
,

dine ogni sorte di persone


i

d'ambo
e
seco-

sessi
,

nonch

lari

vedove e maritate, purch di vita esemplare si mostrassero degne del patrocinio della b. Vergine, alla quale devono profesfanciulle,

sare

una

special devozione.

Sono poi
slati

la sacra
tefice
,

persona del

sommo Pon-

esclusi

coloro, che

fossero
terz'

rii

merit anche d' essere prescelta a dare i medicamenti alla famiglia, e guardia sviz-

ed

in seguito

cusati

da un

altro
i
,

Ordine,

sospetti d'eresia,
la

disubbidienti ale quelli che a-

sede apostolica

zera pontificia, nonch alla


de' carabinieri.

brigata

vessero alcun' altra imperfezione, do-

vendo aver mezzi da vivere, ovvedel terz' Ordiro


il

CARMELITANI
ne.

modo

di procacciarselo

con

lagli

Sebbene alcuni autori carmelitani facciano antico quest' Ordine quanto il loro, secondo che si indicato all'articolo

vorare onestamente.

Consistono
di

obblighi dei terziaiii di fare

un anprofesrecitare

no
r

di noviziato
I

innanzi

Carmelitani calzati dell'antica osservanza (Vedi), riportando fra le altre opinioni quelle di Diego Martinez Coria nel Trattato sui terziarii, stampato nel i5g2,

sare.

chierici

hanno da
il
,

uffizio

divino secondo

rito della

Chiesa

romana
i

delle

rispettive

in Siviglia j pure 1' altro carmelitano Silvera, OpuscuL var. Rcsol. 38, ingenuamente confessa che, nel 1476,
sotto
il

pontificato di Sisto IV, del-

la Rovere, ebbero
ziarii

principio

teril

carmelitani

essendo stato

che sanno leggere sono egualmente tenuti a recitarlo secondo il rito de' carmelitani, ovvero quello della Madonna, mentre quelli, che non sanno leggere, devono ogni giorno recitare venti Pater ed Ave, e nelle domeniche e feste solenni quaranta pel mattudiocesi, e

secolari

primo istitutore nel 1221 d'unterz' Ordine di s. Francesco, dappoich quel Papa concesse ai superiori dei
carmelitani di poter dare l'abito, e
la regola

quindici pel vespero e sette , per cadauna delle tre ore canoniche. Sono obbligati a digiunare in
tino
,

tutto l'avvento, in tutti

dell'Ordine loro alle per-

dell'anno
dell'

tranne quello
,

mercordi che cade

sone dell'uno e l'altro sesso,

che
ter-

neir ottava di pasqua

nella vigilia

r
z'

ave'ssero
i

domandata.
e le

Comunque
del

Ascensione

e del
delle

Corpus Doprincipah fe-

sia,

fratelli

sorelle

mini, in quelle
ste della

Ordine de' carmelitani, anticamente non avevano altra regola che


quella del primitivo Ordine, data dal
patriarca
il

Madonna, compresa quella


i

del Carmine, la cui festa cade a* i6


luglio,

e in tutti

mercoled e sabdella

s.

Alberto, avendone verso

bati inclusive
ss.

dall'esaltazione

1635

nel pontificato d'Urbano Vili


p.

avuta un' altra dal

generale Teonel

Croce all' avvento, e dal Natale sino a quaresima. In tutto l'anno


si

doro Strazio,

la

quale,

fu riformata dal p.

Emilio

1678, Giaco-

poi

devono astenere

ne' mercole-

d dalla carne, eccettuato quello in

melli, vicario generale dei carmelitani.

cui cadesse la nativit di G.

C.

72
L'abito de*

CAR
fratelli,

CAR
e delle sorelle
giosi,

perch non fanno

voti

so-

del terz'Ordine deve essere

una

veste

lenni, ci

non ostante

le

loro

con-

lunga, elio dia nel colore nero o rosso,

gregazioni sono veri Ordini, e sotto

fermata con

una cintura

di ciiojo
lar-

un
dai
le

tal

larga due dita, collo scapolare

nome sono stati approvati Sommi Pontefici. F. Manuacarrnelkanij


JNizza

go mezzo piede, e lungo sino


dovr arrivare
be.
alia

alle

de' terziarii

ginocchia, e colla cappa bianca, che

1745.

met

delle

gamvelo

CARMELO
Monte
gnifica
della

(Carmelus nions).
Turchia
,

Le

sorelle

adoperano

un

asiatica

nel
si-

bianco senza soggolo,

ma

tanto es-

pascialato

d'Acri
di

il

cui

nome
la

se che gli uomini, ne' luoghi in cui

vigna

Dio^

per

sua

non sono compatibili tali abiti, portano vesti secolari d'un colore, che
si si

gran
hvello

fertilit

ed

amena
e

posizione.
il

S' innalza cinquecento

tese sopra

avvicina al tan. In alcuni luoghi

del

mare,

pu

dirsi

un

videro
colla

terziarie

de'

carmelitani

scalzi

cappa della predetta lun-

composto di colline unite, che circondano una valle, ima delle quali
si

ghezza simile a quella dei religiosi, e per lo pili esse fanno il voto di castit, che per lo pi viene emesso anche dalle altre terziarie, le quali vivo-

estende
fatta

fino

al

Mediterraneo.

Nella

divisione

naan,

terra di Cada Giosu, questa mondella

no
l'

nelle proprie case coli* abito del-

istituto.

In Italia
terz'

e nella Spagna,

tagna tocc alla trib di Aser, avendo a mezzod quella di Manasse. Posto in. quella parte di Palestina
fra la Galilea e
la

moki

del

Ordine

carmelitano
quest'isti-

Samaria,
negli

gli

si

fiorirono per santit di vita.

danno
celebre
della

tredici leghe di circuito,

ed

Non

si

dee confondere

questo
dei

monte
pel

annah

tuto colla confraternita dello scapolare della

religione

soggiorno

Madonna
del

dell' origine

Carmine, quale non convendel


sia
il

miracoli

profti Elia

ed i ed Eliseo,
di reli-

e pel soggiorno di migliaia


giosi

gono

gli

autori,

che fu
dalla

istituito

sebbene dopo che


Io
coli'

certo,
b. Si-

nelle grotte
di

scavate nella rocgli


si

cia

cui

si

veggono

avanzi.

mone Stock
ss.

ricevette
,

scapolare

Nella falda
grotta,

del

monte
di

addita la
e

Vergine

ingiunzione
religiosi

che

dicesi

Elia,
dai

che
e

di farlo assumere dai suoi

onorala

viene anche

turchi

qual divisa del loro Ordine.

altres,

Certo

dagli arabi.

Pi

in alto v*
,

ha quella

che

simili confraternite gi

esistevano nell'anno

1262, mentre nel bollano dell' Ordine parte I , pag. 27, si registra una costituzione di Urbano IV degli 8 maggio 1262,
cui

che fu perci anche presso i giudei. Quivi adoravasi in un tempio famoso una divinit chiamata Carmelo, e vuoisi che Vespasiano impeassai

del discepolo Eliseo


celebre

in

concede

ai

carmelitani

di

ratore,
cristiana,

verso
vi

r anno
offrisse

72

dell'

era

ascoltare le
et

confessioni

confratrum,

un

sagrifizio

familariwn.

La

confraternita del

alle deit ivi adorate.

Carmine non il terz'Ordine, come alcuni hanno scritto, giacch le con-^ fraterni te non hanno regola, ma
solo statuto.
ri!

vero che ai terziail

riguardano per loro fondatori principali, vi ebbero monistero e romitaggio sino dalla pi
I

Carmelitani

che

menzionati

due

profeti

non conviene

nome

di

reli^

rimota

antichit.

Dell* attuale

mo-

CAR
nislero ivi esistente
si

CAR
parler in ap-

tuario eretto, e da
rabile

73 tempo immemobeata Vergine


la

presso. S

chiamarono monache del


quelle trovate dalEleira nel
s.

dedicato alla

Monte Carmelo
l'

del

monte Carmelo,
ai

cui

conser-

imperatrice
si

IV

secolo,

vazione fu sempre
soprattutto custodi di esso. pio
,

a cuore de' fedeli,

come
tane.

disse all' articolo

Carmeli-

religiosi

Carmelitani

11

Bostio asserisce, che Maria,

Questo sagro temvicende de' secoli


fi

una

di esse, fu preposta
il

dall'impera-

che nelle
volte

trice a dirigere

monistero dalla sua


il

replicate

piet fondato presso

s.

Sepolcro, anella qualis.

demolito dagl' infedeli, e ricostrutto dai Carmelitani,


dalle

vendo avuto a succederle


fica di

venne, nel
irruzione

superiora

s.

Sindetica,

Sara,

182 1, diroccato fondamenta per una


militare.

quasi
fatale

ed una vergine chiamata Romana, ovvero Nonna. Sopra questo monte l'Ordine carmehtano indubitatamente ebbe l'origine, raccontando il p. Saraceno a carte 287 del Menologio Carmelitano, che nel 1209 o nel

Pio VII, mosso


a
riedificarlo
i

dalle preghiere de' Carmelitani scalzi


,

che

si

accinsero
,

colle pie oblazioni

autorizz

su-

periori dell'Ordine a questuare per

rinvenirne
nel giorno

mezzi. Difatti, nel 1828,

Vescy signore di Alnelvico, e Riccardo di Grey, signore di Codenore, ambedue no12 12,

Giovanni

di

appimto della

festa

del

bili

inglesi

crociati

della

sagra

Corpus Dominiy in cui sette anni prima era stato distrutto l'antico, fu gettata la prima pietra negli
stessi

guerra contro g' infedeli, trasportarono in Inghilterra alcuni religiosi del Carmelo, e che in Alnelvico si fondasse il primo convento di quest' Ordine. Cos ancora si ha, che s. Luigi IX, re di Francia, al suo
ritorno dalla
crociata
in Palestina,

ruderi e suU' area del preceil

dente. Quindi premuroso

regnante

Pontefice, che

si

portasse a compi-

mento opera
zi,

cos rilevante, concesse

a'superiori de'detti Carmelitani scal-

nel

colletta,

i836, che continuassero la e con lettere del Cardinal


gennaio,

pass al

monte Carmelo, ed ottenne


sei

Sala, prefetto de' vescovi e regolari,


de'

dal superiore

religiosi,
si

che seco

26

raccomand
dell'

agli

condusse a Parigi, ove


sotto
il

stabilirono

arcivescovij vescovi ed altri Ordinari


de' luoghi
i

nome

di carmelitani.

Conprivi-

religiosi

Ordine,

cesse loro parecchie grazie e


legi

che

il

preposito generale de'Carmeli-

verso
il

l'anno

i245,

siccome

tani scalzi invierebbe per la colletta.


Felici

afferma

vescovo di Chalons nella

furono

risultati

prima
ezian-

Topografia de Santij e quindi dal Carmelo passarono altri nella Spagna, altri in ItaUa ed altri altrove. Cos propagaronsi mirabilmente per r Europa, approvandoli e proteggendoli sempre i romani Pontefici. Fra i venerandi monumenti della redenzione, che gelosamente si conservano, e con singoiar divozione si venerano ne' santi luoghi della Palestina, , e fu sempre celebre fino dai primi secoli della Chiesa il San-

che dopo,
solo
si

giacche
e

la

questua non

effettu in

Europa,
nell'

ma
:

dio neir Africa

Asia

ond'

tempio gi risorto pi^i sone pi imponente del demolito. Tutto il fabbricato sorge in forma quadrata, ed in mezzo vi sta rinchiusa la chiesa di forma a croce greca con cupola. Sotto il presbiterio di essa si vede la celebratissima grotta che serv di abitazione
che
il

tuoso

al profeta

Elia;

suU' aitar

mag-

^
gioi*e,

CAR
adornato di

CAR
bianchi,
si

marmi
della

privilegiato perpetuo l'altare

maggiotutte le

forniti dal
la

monte

istesso,

venera

re della

nuova chiesa per


vi

statua

prodigiosa

Regina

messe, che

sarebbono celebrate

del Ciclo, che fu coronata in nel

Roma,
palazzo

da qualsivoglia sacerdote secolare o


regolare; poscia, nell'anno 1837, ac-

1823

ai

4 marzo,

nel

del Quirinale dal sagrista monsignor

cord
re di
la

lo stesso

privilegio per l'alta-

Menochio vescovo
convento, oltre
giosi,
le

di Porfirio,

alla

re erettovi

presenza del Pontefice Pio VII. Nel


abitazioni de' reli-

ad onore di s. Luigi IX Francia e da ultimo , dopo


,

e tuttoci che indispensabile


la sicurezza,

favorevole sentenza della s. congregazione de' Riti, con breve apostolico de'

per tutelarne

vi

, co-

26 novembre 1839,
stessa
al

in-

sempre vi stalo, un comodis' simo ospizio pei viaggiatori em^opei,


a' quali

me

viene prestata edificante as-

sistenza, al

paro di quella che viene


i

praticata verso
tra fabbrica

levantini in un'aldistante.

grado di basilica minore, con tutti e singoh privilegi, grazie, preeminenze, esenzioni ed indulti di cui godono, e potranno godere le altre chiese decorate di egual
titolo.

nalz la chiesa

poco

E
to
l'

da

notarsi,

che

il

monte Car-

Fu

poi sempre con tal divozione

melo, posseduto ed abitato per tan-

venerata la beatissima Vergine nel

tempo

dai padri carmelitani del,

osservanza

da

essi

poi a forza

lasciato

per

le

vicende luttuose ac-

monte Carmelo, che i religiosi abitatori del monte ne presero il nome per la cappella da essi ristorata
in onore di lei,

cadute in qae' luoghi, venne alla fine ricuperato dal principe di quel
territorio,

in avanti dediil

cata a
di
te
s.

s.

Elia. S antico

culto

ed ottenuto dai padri carscalzi

Maria del Carmine, o

di

monl'uff-

melitani

della

congregazione

d' Italia, col patto di pagargli

un an-

zio e la

Carmelo, che se ne facevano messa sino dal 1226

a'

16

nuo

tributo. A'

29 novembre i63i,
e vi stabi-,

luglio, dai carmelitani, a' quali con-

ne presero
lirono

essi possesso,

ferm l'uso
di

una residenza col titolo di s. Elia. Nel seguente anno i632, dal capitolo generale adunato in Roma,
al novello

Sisto nel 1587. QuinInnocenzo XI, col disposto della

costituzione postolatus, Bull.


t.

rom.

generale

fu

di

comune

VII, p. 92, a' 24 marzo 1679, lo estese a tutti i dominii portoghe-

consenso aggiunto il titolo di priore del santo iionte Carmelo, colla facolt di destinare

tenerne
bolla

le

de'

un religioso a sosUrbano Vili, con 3 dicembre i633, volle


veci;

prima a' i5 , 1725, lo concesse a tutto lo stato pontificio, estendendolo poscia a tutta la Chiesa, coll'altro suo desi,

e Benedetto XIII

agosto

creto

de'

i4

settembre

che

carmelitani scalzi godessero

il

questo argomento tratta

il

1726. Di p. Giu-

diritto,

che

chiamasi pri^'ativo^ di
dal p.

abitar soli in quel sagio monte, co-

me abbiamo

Antonio nella Vita lib. V, cajx) 17.


Il

Federico di s. di s. Teresa,

seppe Pereira di s. Anna, carmeHtano portoghese, nel suo Cronico de Canno Porlugal. t. I, par. IV, cap.

IV.

CARMELO,
i835, dichiar
IV, sotto

o DI

s.

Maria del

medesimo Papa regnante Gregorio XVI, annuendo alle preghiere de' religiosi, nel

Cabmine. Ordine militare ed equestre, istituito in Francia dal re Enrico


il

titolo,

l'abito

e la

7,

CAR
regola
della

CAR
del
di

75
ci-

Madonna

monte
cento

Carmelo.

Composto era

che il Giustiniani tato non approva. Il principale


istituito,

ci

sta-

cavalieri francesi, de' quali otto po-

tevano essere ecclesiastici. Dovevano principalmente combattere gli eretici, e in tempo di guerra dovano

bilimento di questi cavalieri era in Boign presso Orleans. Aggiunge il

Novaes, tomo
valieri
titoli

marciare

Approvato presso il re. venne con autorit apostolica da Paolo V, Borghese, nel 1609 ai 16 febbraio, colla costituzione Miche si legge nel litanti iwi j o 93 par. Ili, Bollano romano tomo
5

IX p. 107, che i cadell'Ordine dei suddetti due furono soli francesi, come quelera

Maurizio e Lazzaro di Sape' savoiardi ed italiani. Per la menzionata unione parteciparono anche i francesi addetti allo de' ss.

voia

l'

Ordine
s.

di

s.

Maria

del

Carmine
vi-

pag.
ta
il

297

come

eziandio

ripor-

delle prerogative concedute a quello

Giustiniani, Istoria

degli

Or-

di

Lazzaro.

Ma

nelle ultime
,

349- Dovevano inoltre i cavalieri provare quattro gradi di nobilt, avere trenta anni di et, astenersi il mercoled dall' uso delle carni , recitare ogni giorno o r uffizio, o la corona, ed il sabbato ascoltar la messa. Giuravano difendere la Chiesa romana, di essere fedeli al sovrano, ed osdini equestri, ec. p.

cende della Francia


declinare del secolo
del

avvenute

nel

XVII 1

questo
oisti-

Carmelo fu estinto gni Ordine di qualunque


tuto.

con
altro

CAR.NEVALE,

Carnovale o Cardies.

nasciale, Baccanalia, geniales ante

quadragenariuni jejuniiun
si

Co-

chiamasi quel tempo di godimennel giorno seguente

servare la castit conjugale.


steva la collana in
ta color castagno
,

Consi-

to e di particolar tripudio e sollazzo,

un

nastro di se-

che incomincia

ossia

tan

dal

quale pendeva una croce di oro di


otto punte, biforcata nelle estremit

alla festa di Epifania, cio a' 7 gennaio, e dura sino alla mezza notte,

che precede
s.

il

primo giorno
la

di

qua-

mezzo di essa era incisa l' immagine della beata Vergine del Carmelo, avente in ambedue le mani gli scapolari (Fedi),
di color violaceo. Nel

resima. In generale dopo


di detto mese,

festa di
1

chiamati volgarmente abitini, e

cir-

Antonio abbate , che cade a' cominciano le maschere (/^et/z), locch altrove ha luogo dopo quella della Purificazione, che si
celebra a'2 febbraio. In

condata da raggi
lo de' cavalieri
si

d' oro.

Il

mantel-

Roma
il

poi,

ornava della stessa croce. 11 primo gran maestro di quest' Ordine fu Filiberto Nerretano, cavaliere di quello di s. Lazzaro, per essere stato con indulto di Paolo V, pubblicato a' 3i ottobre, unito r Ordine del Carmelo a quello di s. Lazzaro insieme alle commende, che quest' ultimo possedeva. Alcuni anzi pretendono, che il detto Ordine del Carmine sia stato piuttosto unito a quello
di
di s. Lazzaro Gerusalemme, che separatamente

ove per
brillante,

la

sua breve durata, e per


pi

altre circostanze vuoisi essere


le

maschere incominciano
vigilia

nel sabbato di settuagesima, qualora

non

sia

impedito dalla

fe-

sta della Purificazione,

o dalla festa di s. Mattia. F. Carnevale di Roma. Tutta volta si costum in Italia di principiare il Carnevale dal giorno
seguente alle
seguirlo sino
in cui
feste di

Natale, e pro-

a quello delle ceneri s'incomincia la quaresima,


le chiese

eccettuate

di rito anibro-

, ,

76

CAR
si

CAR
gnrono
tal

siano, nelle quali

protrae sino alla

nome
sia

per
la

sollievo, e sol-

prima domenica
derivazione della

di

quaresima.
la

La

lazzo della carne.

parola Carnevale

Qualunque
questo
le, che la sua origine

spiegazione di

o Carnovale, secondo
Cange, Muratori,

Crusca,

Du

vocabolo,

Politi,

ed

altri vie-

sembra probabicosa significata debba la

ne da carna-aval^ perch in tal tempo si mangia molta quantit di carne, onde indennizzarsi in qualche modo dell'astinenza, che si deve osservare
nella successiva quaresima
nella bassa
latinit fu
;

alle feste del paganesimo, da cui ebbero origine que' godimenti profani del primo d dell'anno, dei

re, e del carnevale in cui


stiani

tanti cri-,

giacche

non

arrossiscono di gozzoviglia-

detto caniis

Itvamen , non che carnis privium^ mentre gli spagnuoli dissero latinamente carnes tolkndas^ come si ha
dal messale mozarabico.
Altri spie-

re, al segno che Gislenio Busbech, ambasciatore ottomano di Solimano II, trovandosi in una citt cattolica in

tempo

di carnovale, tornan,

do

in Costantinopoli

raccont che
i

garono carno-vale, addo alla carne, perch i monaci e i chierici con diversa misura mangiavano carne nelle 6ettin)ane precedenti la quaresima mentre il rimanente del clero ed il popolo proseguivano a cibarsi di
,

in certo

tempo dell'anno

cristiani

diventano pazzi,

ma

in virt di cersi

ta cenere, che nelle chiese

met-

teva loro sul capo, tornavano in s


e guarivano dalla pazzia. Certamente

che

carne sino al principio di quaresima. In quei giorni si diede il nome di

di

di carnevale lo il tempo foiba, di danze, di mascherate,

e di giuochi e divertimenti licenziosi,


tutta volta

perch in essi si dava l'addio e il comiato alla carne, venendo anche detto carnis privium
sacerdotunij cio cominciamento della

Carnevale,

non

si

deplorabile co-

me

le

feste de' gentili,

da cui vuoisi
feste

originato.

Di

fatti
i

le

principali

che
i

quaresima

dei preti.

Quindi

la

greci, e

romani spendevano
erano
i

in goz-

settimana di sessagesima fu detta dai


greci apocreos, che equivale al nostro carnis prii^iurn. ^e lunedi suc-

zoviglie

e dissolutezze
le

bacI

canali,

strenne,
istituiti

saturnaU.

Baccanali
chit

dalla rimpta anti-

cessivo alla

domenica
e
i

di

quinquagerito

ad onore

di

sima

si

escludevano

poscia dai cibi


latticini
;

dall'Egitto
in

in Grecia
si

ordinari le ova

Roma, ove

Bacco passarono e da questa celebravano due


,

che nei secoli VII e Vili s'introdusse in diverse chiese e monisteri. Ma Ottavio Ferrarlo dice all'opposto, essere il vocabolo Carnevale, il medesimo che Carnalia, scilicet festa ut saturnalia, liberalia, ec, derivato anche questo dal copioso uso della carne, e questa etimologia fu adottata pure dal Menage ; ed il Muratori citato non si oppone a chi vuol derivata la voce da carnasciale dalle due voci egualmente italiane
carne, e scialare, mentre
altri

volte all'anno, cio nel declinar della stagione invernale nell'ultimo gior-

da vasi il paro che sul terminar quelli de' dell' estate. In questa festa di Bacco si vedevano uomini e donne a cor-

no

di febbraio.
di

questi
al

nome

Brwnalia , 25 agosto

rere a torme sulle principali strade,


vestiti

di

pelU di animah,

e ornati

o di vite a guise di ghirlande con cui coronavano il capo, urlando, cantando e danzando,
di foglie d'edera,

spie-

portavano in mano un piccolo picco

, ,

CAR
che chiamavano tirso circondalo di pampini e di edera , facendosi ac,

CAR
di
, ,

77

compagnare dai corni


ed
altri

dai timpani,
.

simili

stromenti

greci

nove in onoie delle grazie e delle muse. In ciascuna brigata sceglievasi il re della festa, mentre sinch essa durava combattimenti dei
i

chiamavano sifUUte feste Dionisaj uno de' nomi di Bacco, e le dicevano anche Orga^ cio festa furibonda
,

gladiatori, e

molli altri licenziosi diil

vertimenti attruppavano

popolo in

diverse piazze, e queste non che le


case risuonavano di grida, e di schia-

perch
sino

in esse molti nbbriaqa-

vansi

perdere

il

senno.

11

mazzi, essendo per tutto tumulto, e


disordine. F. Rollin, Storia
sui

dotto p. Paciaudi, ne' suoi commentari! de Uinhcllac gestaiione^ Roma

romana^

Saturnali

tomo IV.
dell'

1752 racconta U
stiziosi
j

antichi
l'

riti

superdi
si

Le
ossia

strenne o calende di gennaio,


il

e
feste,

descrive
le quali

origine

primo giorno
erano
in

anno

,
,

empie
senato
le.

diventarono co,

Roma

un giorno

di festa

a e

tanto criminose
si

ed enormi

che
in

il

licenziosit

onore di Giano, e di

vide costretto a sopprimer-

Strenia dea dei doni. Tal festa ven-

Continuarono nondimeno

pa-

recchie Provincie dell' impero,

come

in Grecia, furono tolte, allorquando


vi

penetr
Cristo.
I

la

luce

del vangelo di

Ges

saturnali in
li

Roma

si

celebravasi

no verso
giorni
,

i5 dicembre, e
cinque

consette

tinuavano per tre,

da Tazio re de' Sabini Romolo. Pertanto nel primo giorno del nuovo anno il popolo portava un ramo di verbene tolto da un boschetto consacrato a Strenia. I quali rami di verbena erano riguardati come buon augurio pel nuovo anno ed perne
istituita

poi collega di

vano
tutto

il

il

mentre le donne h celebraprimo giorno di marzo. Per tempo ch'essi duravano gli
nelle famiglie

ci

giorno ciascuno faceva de* presenti agli amici massime


tal
,

che in

chenti

a'

loro padroni

vassalli

schiavi erano trattali

a'

loro principi^ e quindi


agli
stessi

gentiluo-

come
siti

padroni, e alcuna volta que;

mini

imperatori.

Delle
le

li

servivano a mensa

essi altres

strenne,

donde

ebbero
si
,

origine

aveano libert

d'insultarli, e di dir

mancie che tuttora

loro ogni villania con parole, e persino di rimproverarne


in
i

ricorrenza del Natale

danno per la e del primo

difetti, e ci

dell'anno, a vedersi Mart. Lipenii

memoria

del Secol d'oro di Sa-

Strenariiim civilium historia

pri-

turno, o di

No avanti

la divisione

ma

origine

ad

nostra usque tempo*

della terra, e della distinzione delle

Queste feste che in orgine potevano essere innocenti, aveano poscia degenerato in una eccessiva licenza, e negli ultimi tempi il popolo vi si abbandonava con ogni
condizioni.
sorta di disordini, e dissolutezze.

ra deducta y lpsad 1670. Sebbene i cristiani abborrissero il culto di Giano e di Strenia, tuttavolta ne' primi secoli della Chiesa mostrarono attaccamento alle loro

antiche pratiche e superstizioni,

non

Dule

che
ti

a'

loro doni, giuochi


si

e banchet-

rante
affari

Saturnali in
,

Roma
si

tutti gli

che reciprocamente

davano. Dipei*-

erano sospesi

passavano

versi concili

condannarono non
i

intere notti
:

in tripudi

e in pranzi

tanto questi abusi, e

ss.

Ambrogio

sontuosi il numero dei convitati non era minore di tre, ne maggiore

ed Agostino

e altri zelanti pastori

fecero ogni sforzo per isradicarlo. Nel

78
declinar del
tefice
s.

CAR

CAR
il

secolo
I

zclanle

Pon-

rimanendone una
vanzo degli

traccia nelle ferie

Gelasio

dovette superare

carnevalesche, o carnascialesche,
antichi

asa-

grandi ostacoli onde abolir da Roma le feste lupercali che si celebravano


nel

succennati

turnali, e delle antiche feste in ono-

mese

di

febbraio

al

Dio pane,
la feI
s.

re di Bacco, di Strenia, e di Cerere,

e di Cerere, istituendo invece


sta della Purificazione, cui

Sergio

cui
re,

nonch della festa de' pazzi in aveano luogo mascherate bizzare


la

aggiunse la processione colle candele accese. Ed altrove per le calende di

pi sfrenata
antichi
si

licenza,

dap-

poich

gli

servivano delie
sul teatro
,

gennaio si celebr per lungo tempo in ogni famiglia la stravagante festa de' pazzi, nella quale sceglievansi un Papa, un decano, e un re de pazzi,
e al favore di quest'anarchia
stica

maschere non solo


eziandio
nelle gueiTC,
nelle

ma
,

ne' banchetti

ne' trionfi
degli
,

feste

dei,

soprattutto ne' baccanali

talvolta

dome-

pure ne'
rimonie
li

funerali.

L'uso
e

delle
nelle

mace-

venivano commessi
,

pi gravi

schere fu molto praticato


religiose,

impunemente tutte le leggi della disciplina non serbandosi, pi ne sobriet, ne buon


disordini

violandosi

nelle

festivit

di certe divinit,

come

ne' Saturnain

in

cui

compari vasi

pubblico
ci

ordine, ed in onta del cristianesimo

anche
gine,

col volto imbrattato di fulig-

usandosi ogni sorta

di

dissolutezza.

ed Ovidio e Censorino
la festa
i

di-

V. Martinetti, Opuscula quinque Romae 1828, capit. V, III, Dei Bassi tempi, ove tratta anche della festa dell'asino j che celebravasi nell'ottava di Natale alla Circoncisione,

cono, che durante

di

Mi-

nerva chiamata
vasi per
le

Quinquatri, correcolla

strade

maschera

sul volto. S. Aster, vescovo di


sia,

Amae

che

fiori nel

IV

secolo,

nel

in

memoria d'aver
neir entrata

assistito

alla

na-

principio del V, parlando delle

ma-

scita del Salvatore, e

di averlo por-

tato

in

Gerusalemme.

scherate, che si facevano nelle calende di gennaio , e raccontando le

Finalmente
usanza
ei'a

altra profana e ridicola

varie pazzie del popolo, fra le altre

nello scegliersi
il

un

re nel-

nota

il

vestirsi gli

uomini da donna,

la vigilia

dell'Epifania,

quale avea

e viceversa,

la colpevole libert di

godere, e far

carnevale.
lib. V. De mento, che

come si fa oggid nel Anche Polidorio Virgilio


rer.
il

godere
destia e

altrui

a discapito della
cristiana
;

mo-

invent.,

di senti-

temperanza
cristiani

avan-

carnevale derivi ezian-

zo delle sregolatezze de' pagani, che


i

dio dai giuochi Quinquatri, et


galensj

Me-

cattivi

frammischiarono
nella

ad quos romani

personali

colle loro pratiche,

medesima
i

dccedehant. Dicesi

poi maschera la

stagione in cui la celebravano


delti,

sudco-

persona dal figurare


gio.

con essa rapdicesi


,

per cui

il

Deslions scrisse una


:

presentare e fingere altro personag-

dissertazione sopra

// ve beve

Maschera

pure

quella

me

pubblic la Storia della festa de' pazzi a Losanna, nel 1 7^0.


si

Ma

lo zelo de' Pontefici, le prov-

ovvero quella che dicesi mascherina con un naso e con due occhi, che si mette
intera copertura
del volto
sulla faccia per trasformarla
;

videnze de' concini, la vigilanza dei

e l'uso

rimprovero de' saggi, e il progresso de' lumi sbandirono poco a poco gli avanzi del paganesimo,
vescovi,
il

di essa

nel

Carnevale

si

rendette

quasi

comune
si

nel secolo

XVI. Le
di tela

maschere

fanno

di cera,

e Ali
dipinta e d carta pista, sotto diverse

CAR
uso
de' divertimenti
le

79
carnevaleschi,

forme e sesso. V. Maschera. Molte, e grandi pazzie ne' secoli


si

massime
ve

mascherate, sempre
di piet,

ge-

mendo contemporaneamente promuoesercizi

successivi

tempo
in

di

carnevale

praticarono in Italia in specialmente ,

dappoich sono

Venezia
che

ed
si

in

Firenze,

dalle di

pericolose le conseguenze delle trasformazioni, come quelle che all' oc-

quali

trassero

origine

diverse

casione favoriscono

quelle,
nelle

permettono
Il

tvittora
il

e la gozzoviglia

citt

italiane.
il

Bottaio,
altri
,

Firenzuola,

Varchi, ed
e
il

parcosi

lano de' giuochi


il

carnevaleschi

il mal costume, non propria de' seguaci del Vangelo, altro non essendo i carnevaleschi baccanali se non una imitazione delle abbominevoli

Bonarroti
di cosa

Berni,

il

quale,

crapule de' pagani allorch

si

dava-

come

comune

disse del co-

no

in preda alle loro passioni, ed

stume che i fanciulli avevano nel Carnevale di tirare a sassi per una strada. Questo pericoloso giuoco fanciullesco
si

perci che furono costantemente riprovati dalla voce della ragione, da quella del vangelo, dai sacri canoni,
dai conciUi, e da tutti e
zelanti
i

in

appresso
dalle
le

temper
agiate,

si riform e persone pi civiH

Pontefici,
chiese, dai

pastori

delle

ed

quali

costumarono
nel

primi
tari

secoli fino

a noi.

La
i

Chiesa
suoi ali

lanciarsi

vicenda

carnevale

dalla settuagesima ricopre


,

de' frutti,

ed anche

delle palle, e

veste di

penitenza
il

suoi

de'gusci a guisa d'ova pieni d'acqua.

ministri, sospende
leluia, e alle

cantico eWaldi

Da

origine

questo pu darsi, che abbia avuto in vigore presso il costume


citt d'Italia,

parole
le

allegrezza
i

frammischia

lagrime, e

sospiri

molte
ti'a le

particolarmente

della tristezza. Ella pertanto nel

tem-

persone mascherate, di gettarsi vicenda confetti, o altri grani


al-

po del carnevale prende

il

segno di

innocui, o mazzetti di fiori, od


tro,

promovere Ecco dunque donde provengono il diche solo


il

serve

le

risa e

sollazzo del popolo.

vertimento dell'attuai carnevale, le mascherate che in esso si fanno rappresentanti talora anche qualche
fatto
storico, mitologico, e bizzarro;
le

duolo nel colore paonazzo, sopprime i cantici, e ci propone a considerare la funesta caduta de' nostri primi genitori, e gli effetti lagrimevoli di s\ gran peccato ; ecco il suo spirito nella settuagesima. Nella sessagesima poi ci ricorda il tremen-

do
col

castigo

dell'

universal
il

diluvio,

quale

Dio pun
si

mondo

per

non che
lazzi

corse
delle
i

de' cavalli ,

sol-

quei peccati appunto, che nel carnevale pi facilmente

propri
i

consuetudini dei
festini,
le

commettono;

luoghi,
i

teatri,

danze,
altra

e nella domenica di quinquagesima


ci

banchetti, le

cene

ed ogni

sorta di divertimenti tutti propri di

di
zi,

pone avanti Ges Cristo,


e
i

gli

occhi la passione
gli

le beffe,

strapaz-

che si pu dire affatto democratico, vedendosi senza riserbo trattare e scherz:are il noquesto tempo,
bile col plebeo, e colla stessa indif-

tormenti eh'

egli soffr

per la
in

nostra salute,
noi
i

affine

d' eccitare

sentimenti di compunzione per


al

ben disporci

digiuno della quail

ferenza
coti

diversi

ceti

delle

persone

resima. Osserva

Bellarmino,
incontro

che
tal

egualit e domestichezza.
la

prima
dio

si

andava con ben


allegrezza

altro gau-

Se

Chiesa

tollera

l'

inveterato

ed

8o
digiuno,

CAR
giacch
i

CAR
cristiani
si

senza

Grenoble.
in

In

moltissimi

luoghi

danze, e senza maschere

sollazza-

vano con moderazione e lecitamente. Riguardo agli ecclesiastici, non


solo proibito loro
di
il

costume eziandio in que'giorni il pio esercizio del Carnevale Santificato.

danzare,
balli
;

ma
e
i

essere

spettatori

ai

reprimere gli eccessi del carnevale, monsignor Oraziani vescovo

concili

Laodiceno nel

827,
il

l'Agaprovin-

tense, quello di Trento,


ciale di Milano,

ed altri che si possono vedere in Benedetto XIV, De Syiiodo DIoecesnna lib. 7 cap. 61,

Amelia celebr nel i5cf5 in quelcitt un sinodo provinciale, nel pontificato di Clemnte Vili, ed ogni anno in tempo di carnevale Papa Clemente IX si ritirava nel
d'
la

emanarono
ni,

le relative determinazioche riguardano eziandio gli spet-

tacoli

profani.

Tralasciando di rammentare quanto


i

di s. Sabina sul mpnte Aventino, solamente per occuparsi nelle opere di piet. Clemente XI a reprimere i disordini carnevale,

convento

zelanti

Sommi

Pontefici e

ve-

schi,

agh II gennaio 1719,

ed

ai

scovi

fecero nei

quelli,

tempi anteriori a che accenneremo, per consapericolosi giorni di carneva-

4 gennaio 172 1, eman due apostolici

crare
le

1724 passava
le in pii

brevi; e Benedetto XIII del i giorni del carneva-

con pratiche di vote di edificazione e penitenza meritano special menzione il Cardinal s. Carlo Borromeo, che alla sua diocesi di Milano fece molte notificazioni e i,

Sisto de'
si.
il

esercizi nel convento di s. domenicani suoi correligioQuindi ne primordi del 1748, gran Benedetto XIV si occup

ad

estirpare

molti

e gravi
di

abusi
vescovi

struzioni pastorali contro

diverti-

introdottisi nel

tempo
a

carnevale,
i

menti carnevaleschi;
leotto arcivescovo

il

Cardinal Pa-

dirigendo a

tal fine

tutti

di

Bologna, che

dello stato ecclesiatico l'erudita lette-

per arrestare
stume,

progressi del

mal
le

co-

istitu in

dette citt pubbli-

che preghiere, dette allora

tren-

ra circolare Inter coetera ^ emanata il d primo gennaio, che leggesi nel suo Bollano tomo II, p. 875, in
cui viet l'abuso di prolungare do-

t'ore ne'tre giorni di quinquagesima

con sermone e indulgenza

s.

Filip-

po

Neri, che
profitto

stabih

Roma

con
alle

po no

la

mezza notte
i

dell'

ultimo giore
le

di carnevale

festini

madi

molto
giorni.
ti

pi

processioni
nei detti

schere, e

r uso

di

esse

ne' venerd

sette chiese principali

tre

e ne' giorni
siffatti

festivi.

Alla pravit

In

regni,
si

molte citt di differene principalmente in Ross.

baccanali, con isquisita

dot-

trina.
esercizi

Benedetto
di

XIV
che

ma
ma
za
tre
,

pratica la divozione della es-

piet,

oppose gli caldamente


e-

posizione del
di

Sacramento in forcon indulgenbenedizione sermone , e alquarant' ore


,

inculc ai vescovi di

esercitare,

sortando

fedeli

a praticarli,
ss.

sime ne' tridui


za
plenaria

col

masSacramento
vi

pratiche

religiose,

locch

in

esposto, pe' quali concesse indulgen-

uso anche oggid, affine di contrapporre


spirituali
esercizi
alle

quelli,

che

assi-

pra-

stessero, e ci in

riparazione

degli

tiche carnevalesche; cosa


stette tanto al

a
le

cuore

di

che pure propagare


di

scandali
vale.
gli

e sregolamenti del

carne-

Clemente XIIl, che, nel 1758,


,

Cardinal

Camus

vescovo

successe

estese

tal'

indulgenza

CAR
plenaria a tutta la Chiesa, mediante

CAR
apostolica,
di
in

81

quatri, ec, tutte feste clamorose ce-

una

costituzione
i

lebrate dagli antichi dominatori del

cui esorta

ministri

Ges

Crii

mondo,

sto a consacrare
detti

particolarmente
ali'

tre giorni

orazione
e
1'

pianaltare,

i quali, come ci racconta Giovenale, due cose avidamente desideravano panCj e feste. Oggid il
:

gendo

tra
gli

il

vestibolo

come mare

invita
1

Dio per bocca del


1.

popolo in tal tempo suol darsi alla pi viva allegrezza e tripudio, a ricreazioni,
ni,

profeta, Joel.
la

17, affine di cali

teatri,

accademie,

festi-

sua collera, e preservare


pericoli,
ai

coir uso delle

maschere sul vol-

popoli in questi giorni di

tentazio-

ne dai
sposti
,

quali

sono

e-

di

andare

smarriti

dalle

con travestimenti di varie foganche senza maschera, contraffacendo ad un tempo negli abiti i
to,

gie,

sue vie.

Finalmente
vescovo
vrans,
d' Ipri,

abbiamo
Felice

che

il

ni.

costumi, e la favella di varie nazioPrima di descrivere le notizie^

di

Wazal
istruzio-

nell'anno 1768, indirizz

clero della sua diocesi

una

ne pastorale,
ecclesiastici

colla

quale viet

agli

di

assistere ai festini

ed
e

alle

assemblee di divertimento cardi

nevalesco,

stare

sulla

porta,

alla finestra per vedere le

maschein
tali

rate ec,

di farsi

vedere

che abbiamo riunite, per non interrompere l'argomento, ed a maggior chiarezza, accenneremo sommariamente le cose principali. In Roma il carnevale riputato dagli esteri d' ogni nazione il pili brillante, giocondo e caratteristico degli altri luoghi, sia per la sua breve durata, sia per l'apparato della principale e

giorni per le strade pubbliche, quan-

magnifica strada del


copiosissia

do non

vi

fossero costretti dai

do-

corso, sia per l'intervento

veri del proprio

ministero

facen-

simo de' cocchi

per certe

maclassi

dosi solo vedere nelle chiese


strade,

e per le
vi-

scherate lepide, graziose e dilettevoli

che ad esse conducono, o a


;

proprie del costume di alcune

sitar malati negli ospedali


li

in

somma

dei romani, e sia pel gran concorso


di spettatori, particolarmente forestieri,

esort a vivere nel raccoglimento in

tutto questo

tempo

separati di cor-

po e

di

spirito

dalle

persone

del

parte,

mondo, ed

assistere ai divini uffzi,

con piacere ne prendono non meno che per altre circostanze diverse. Imperocch quelli^ che
che

e alle preghiere

delle

quarant' ore.

soprammodo contribuiscono a
il

V. TraUato d'giuochi e de diverti' menti permessi^ e proibiti ai crisliani,^on\dL


ballij delle

rendere brillante

carnovale romacol qual no-

1768, capitolo XII. Dei


altri diver-

no sono i romaneschi ( me vengono distinti gli

abitanti

di

maschere ed
III

Roma, che

dai nobili e cittadini sopegl' idiotismi, e pei

timenti carnevaleschi j
nelli,

tomo

Lettera
di

Pompeo SarXVII I, Delle

no considerati

barbarismi del loro Hnguaggio), cio


quelli particolarmente di alcuni rio-

Maschere.

CARNEVALE
cedente articolo
di
si

Roma. Al pre1'

ni

della

citt

come
ec.
1'

di

Monti
alla

detta

origine

Regola, Trastevere,
tismi

In quegl'idio-

questo divertimento, che precede

chiara

espressione

la quaresima, e che rinnova in qual-

universale intelligenza, ed in
ai
rustici

mezzo

che
i

modo con moderazione ed onesaturnali,


i

modi,

d' altronde

cortesi

lupercali,

quin-

spontanei, senti palesarli

sentimenti

voi.

\.

8a
$

CAR
generosi, ingenui,

CAR
e di

un

deli-

il

quale

maggiore
i

in delti
i

due
pi
se-

cato gusto, insieme


graziosi, e pieni

a motti arguti,

giorni

come

pi solenni, ed
in

d* energia,

che ben

brillanti

del carnevale.
solo

V ha un
danaro
,

per
sia

essi

si

spiegato

come Roma
immagi-

condo premio

pel

la

patria perpetua dell'

nazione su d' ogni classe di persone, e quanta piacevolezza v* abbia allora che in
lare

secondo cavallo, il quale arriva alla meta, che chiamasi la n'pre<ia dei barbari, cio al termine del corso
presso
il palazzo di Venezia. La partenza dei barbari innanzi V o-

un modo
usati

tutto

partico-

mascherate carnevalesche, ed allora che si fanno con tanta naturalezza a contraffare alcun personaggio di maggior
sono
nelle

belisco della piazza del

popolo,

do-

poch

il

cavalier mossiere abbia or-

condizione, interponendovi di bellissimi episodi, che pi fanno sensibile


il

dinato il suono della tromba per la quale per mezzo dello scrocco, si tira il canapo, che tratteneva i cavalli
corridori.

grado che rappresentano. Otto sono in Roma i giorni prescritti alle mascherate, ed alle car
solito principiare
il

La

detta piazza, e le al-

tre principali sono guarnite pel

buon

ordine da vari corpi di milizie, oltre quelle amovibili, che perlustrano


il

riere de' cavalli, dette corse de^ bar-

han\ giacch
domenica di

corso, e le altre strade, affine di


il

carnevale nel sabba to precedente la


sessagesima
,

prolungare

tragitto

alle carrozze.

qualora

Nel
grasso,

primo giorno,

nel

gioved
il

non
il

sia

impedito, ed esclusa questa,

e nell' ultimo giorno

go-

venerd e la domenica di quinquagesima, termina il marted avanti


il

vernatore di

Roma

accompagnato
generale

da monsignor procuratore

giorno delle ceneri. Al suono del campanone di Campidoglio, cio ad

del fsco, o, in sua assenza, dal pri-

mo
che

luogotenente del governo,


il

non

ore diciannove i mascherati sortono per la citt, ma per ad ore ventiquattro debbono togliersi la maschera dal volto, per riprenderla se si
rechino
ai

senatore
i

coi

conservatori di

Roma, ed
rispettivi

priori de' capo-rioni, dai

palazzi

con treno
si

di

for-

malit, circondati colle proprie guardie e domestici,

festini,

che sono cinque.


delle corse,

recano alla detta

Gli otto pallii, o premi de'cavalli di


razza italiana,
consistenti
di
stoffa,

piazza del popolo. In

mezzo

al corso

vincitori

in

varie canne di drappo


di

di seta,

velluto, di tela

d'oro, o di tela d'argento, nella mattina del

incedono sino alla loggia posta in un angolo del palazzo di Venezia da dove giudicano o decretano il premio al vincitore. In caso di dis,

primo giorno

di

carnevale

crepanza, o d'irregolarit della corsa,


il pallio si destina dal Pontefice a qualche chiesa, o moni stero, e talvolta a quello di s. Antonio sull'Es-

dal

Campidoglio sono portati

per

la citt
s

sopra altrettante aste dai co-

detti fedeli di

Campidoglio
essi

Fedi),

in cavalcata, preceduti dai loro trombetti,

quilino.

Negli

altri

giorni

suddetti

schierandosi

al

palazzo,
I

ove

anche avanti risiede il sovrano


e nel-

magistrati dalle loro

residenze

con

minor formalit vanno direttamente


alla

Pontefice.
si

pi nobili di detti pallii

danno

nel gioved gi-asso,

Non
lenzio,

menzionata loggia. si deve poi passare sotto


leggersi nei Diari
di

si-

r ultimo giorno al cavallo vincitore,

Roma,

insieme ad altro premio in danaro,

che nel primo giorno di

carnevale

, ,

CAR
cavalcavano
tore
di
,

CAR
il

83
da
classe a clas-

pel

corso
i

governa-

principe al plebeo
se

il

senatore ed
col

conservatori

di persone: tanta l'uniformit

Roma,
i

priore
uffiziali

de' capo-rioni,

primari
al

del

tribunale

comune gioia. Questo diverti* mento de' moccoletti, che incomincia


della

criminale. In ogni giorno della corsa

secondo

sparo

de' mortari
il

cio alle ore ventitre, tutto

corso

deve essere sgombrato dalle carrozze,

ed

allora

profittare,

re tutta la
privilegio,

quando ne voglia , con nobile treno percorvia, per distinzione e

sidenti in

uno degli ambasciatori x'eRoma, avendone prima da,

to l'avviso

e preso

debiti concerti

con monsignor governatore, il quale d le opportune provvidenze per la regolarit della corsa. Quindi , come
si

appena terminata la carriera de' ca^ valli, e dura sino ad un' ora di notte, forma il carattere , ed il pii luminoso elogio de' romani, con costante stupore ed ammirazione dei forestieri ; dappoich mentre l' immenso popolo appassionato per tal sollazzo n' tutto caldo ed immerso, ali* avviso dato dell' ora suonata del termine, prontamente ubbidisce e quietamente si ritira senza il pi
piccolo inconveniente,
fine al carnevale,
festini,

dandosi
i

cos

meno

teatri, e i

pratica ogni giorno,

un drappel-

che per devono terminare


solo

lo di

dragoni cavalcando al galopsi

avanti la mezza notte.

po, dalla mossa

reca alla ripresa,

Non

Roma

si

distingue pel
si

ove giunti, segue


bari.

la carriera de' bar-

suo brillante carnevale, ma, qual

conviene alla capitale del cristianedel carnevale,

Sulla celebrazione
e sul

simo, riesce esemplare e di edificazione per divote opere, che contem*

buon ordine
che

di esso

ha

giu-

risdizione

monsignor governatore di

poraneamente
chiese
,

ella pratica

in

con autorizzazione sovrana emana il bando per le maschere, corse e festini;

Roma,

monisteri,

oratorii, ec.

molte con

esercizi spirituali,

prediche ed altre
nelle ba-

mentre

sul-

pratiche religiose, massime coU'esposizione del


siliche,
ss.

r ammissione
ra,

de' cavalli alla carrie-

Sacramento

e sul conferimento
al

del premio,

ad

altri sacri templi.


si

incombe
blicare
i

magistrato

romano puble

esposizione
clesiastica,

fa

Tale con magnificenza ec-

relativi regolamenti. Finalfeste car-

mente hanno termine


e giocondissimo

e con sacro decoro, principalmente nella chiesa dell'oratorio


della
del p.
ss.

nevalesche collo spettacolo singolare


de' moccoletti
,

Comunione

generale, detto
di sessa-

col

Cara vita, dal luned

quale
al

non intendesi morto carnevale

fare
,

funerali
si

come

dice

volgarmente,

ma

rinnovare

la

me-

moria delle feste di Bacco, di Cerere ovvero de' giuochi Circensi come meglio si dir in ultimo; sollazzo, che ha luogo nella via del Corso principalmente. Tutti si for,

gesima per tre giorni inclusive, nella basilica di s. Lorenzo in Damaso dal gioved alla domenica di quinquagesima, e da questa sino alla sera dell' ultimo giorno di carnevale, nella chiesa del Ges. In questa
chiesa, e nella
tale

detta

basilica

si

fa

niscono di pi moccoli

li di cera accendono, e lungo il corso succede la gara di levarseli e scambievol,

mente smorzarli, senza distinzione dal

con cappella Cardinalizia ( Fedi ) ed in tutti e tre i luoghi si reca il sovrano Pontefice accompagnato dalla sua corte a venerare il ss. Sacramento; menesposizione
,

84

CAR
dopo
si

CAR
la corsa,

tre nel marted\ sera,

via del corso (l'antica

via
di

lata)

nella chiesa del Ges,

reca

con

avendo principio dall'arco


ziano presso
l
il

Domie di

formalit

il

summentovato
colla

senato
benedi-

palazzo Piano,

romano, terminandosi
zione del Venerabile.
passarsi sotto silenzio,

giungendo

al

palazzo di Venezia

Non

poi a che l'esposi-

edificato

zione

eseguiva

del Cara vita si con una macchina con qualche simbolo allusivo. E per dire
all'oratorio
di quelle di alcuni
si

dal medesimo Pontefice. In esse correvano negli otto giorni di carnevale vecchi, giovani, ragazzi,

ebrei, cavalli, asini e bufali, con-

sistendo

anni, nel 17 i8,

il premio in alcuni pezzi di drappo detto pallio. Questi spettacoli

figur la visione d'Ezechiele; nel

adattati al gusto de' tempi, diedero


il

IJ2 1 quella di s. Giovanni i^idi in medio seniorum Anunijx\e\ ifii il miracolo della moltiplicazione dei pani mentre alla chiesa di Gesti esprimevasi il sogno di Giuseppe ebreo. Nel 1724 poi al Cara vita si
,

nome
,

di

Corso
e

alla suddetta stra-

da

e ad esempio di
d' Italia
la

Roma, molte
cos\

citt

d' oltremonti

chiamarono
decorosa.

strada
le

pi

retta e

Cos\

corse

successiva-

mente
nevale
quelle

si

allungarono,
vari in

rappresent

la

pesca

nel

mare

di

si

come il carRoma, seguendo

Tiberiade, ed al Ges, Gedeone coi


suoi trecento soldati.

e questo nel

modo

superior-

mente accennato, per quell' ingegno e gusto dai romani sempre manii

Notizie sul carnevale, che

Roma-

festato

nel

variare

loro

popolari

ni festeggiavano nei bassi tempi sino al secolo decinioquinto , e

spettacoli,
ti

ed

pubblici divertimen-

loro.

parte del decimosesto.


di

formarsi un' idea del carnevale

Carnevale abbiamo detto quante e quali erano le feste, che principalmente aveano luogo in Roma, presso gli antichi romani, nei tempi chiamati poscia carnevaleschi. Indi a poco a poco massi-

Air

articolo

ne' secoli di mezzo, bisogna necessariamente descrivere i tanto famigerati giuochi di Agone e
di Testaccio
,

Roma

come

quelli,

che per

diversi secoli

me

ne' secoli di mezzo,

giuochi di

Agone

e di Testaccio formarono per


il

molto tempo

carnevale in

A
ni,

questi succedettero le corse,

Roma. come

divertimento assai gradito ai romaond' ebbero talora luogo al Te-

formarono appunto il carnevale romano. Quelli per nel pontificato di Paolo III, Farnese^ e 54*), specialmente quelli nell' anno riuscirono i pi splendidi e magniopportufici. Quindi noi stimiamo no di darne una breve descrizione, tratta da una contemporanea relazione, che si conserva mss. nella bi1

staccio,

monte

artificiale

vicino alla

blioteca
Altieri,

della

principesca

famiglia
si

sponda sinistra del Tevere, non che per le strade che da Campo di fiori conduce ai Banchi, prossimi al ponte sant' Angelo , ed eziandio per quella denominata Florida e
poi
to

eguale a quella, che

legge

nel mss. della biblioteca Albani, citato dal Marini, ne' suoi
pontificiij p.

Archiatri

Giulia,
di

finch
II
,

nel

pontificanell'

72. Eccone il titolo: // vero progresso della festa d'Agone e di Testaccio celebrata dai
signori

Paolo

eletto

anno

romani nel gioved, e nel

1464, furono

stabilite

sulla attuale

lunedi di carnevale dell'anno i5>45,

CAR
conte solevano fare gli

CAR
antichi

85

ro-

una

specie di concilio in atto di con-

mani^
>

col vero significato de' carri

trionfali.

Eccone la descrizione. Gioved, che fu alli 1 1 di feb1

dannare gli eretici. Il settimo del rione della Regola, con un cervo, che inseguiva alcuni serpenti, aven-

braio

545,

si

celebr la festa di

JVavona secondo il modo antico; tutti quelli, che avevano da entrar in cos solenne pompa, si ridussero nella piazza di Campidoglio,

done afferrato uno colla bocca. L'ottavo del rione Parione con uno smisurato grifone suo simbolo, posto
alla custodia d'
ro.
Il

nono del

un nascondiglio d'orione Ponte con


,

donde

si

partirono sulle 20

due
alla

cavalieri a cavallo affrontati in,

vennero verso la piazza di Agone, coir ordine infrascritto. Erano primi nell'ordinanza molti trombetti a cavallo vestiti di rosso, presso i quali venivano i miore, e
nistri della giustizia colle insegne

sieme sopra un ponte

uno

vestito

romana, l'altro alla barbaresca, de' quali il primo restava vincitore. Il decimo del rione di Campomarzo con due eserciti sopra , da una
parte di turchi, e dall'altra
liani,

d'ita-

loro
la

seguitavano
in

gli

artieri
,

del-

tedeschi,

spagnuoh e
alle

francesi,

citt

tutto settemila

che

che venivano

mani,

dichiaran-

dur il passare circa quattr'ore riparcon trombe , e tamburi compagnie quantiti in tante
,

dosi la vittoria pei secondi. L'unde-

te

sono

le

arti,

e divisi in tante

cimo del rione Colonna rappresentante i due monti Abila e Calpe con un braccio di mare ad essi intermedio, pel quale veleggiava

parti, quanti
fali, fra
i

erano i carri trionquali trammezzate andafanterie, sotto le loro

una

nave verso l'oriente

direttamente.
vettovaglia,

vano dette

Dopo
tit

tal

carro seguiva gran quan-

bandiere armate bravamente d'ar-

di

guastatori

con
,

mi

bellissime".
la descrizio-

artiglieria
d'

diversi

arnesi

propri

Indi r autore segue

ne de* carri natura


tro
di

ma

non essendo
il

della

quest' opera

tener die-

ad ogni

particolarit, ci limitere-

mo
Il

a dire in compendio ci che pu riguardare il sostanziale della festa.

un campo militare e quindi il duodecimo carro del rione di Trevi, con un cavaliere armato alla romana, che con una lancia in mano superava un barbaro, gi messosi sotto i piedi con vigore. Per trattenimento della
e
il

primo carro pertanto era quello


Tiastevere
rappresenIl
il

festa,

oltre

l'

ordine

del rione di

consueto, era vi

tante

carro massimo.

secondo
la
sta-

bello

un gran Mongirappresentato sopra un altro


ai

del rione Ripa, sopra del quale gran-

carro tirato dri cavalli,


del quale
fei,

cantoni
tro-

deggiava con vari emblemi


tua della Fortuna.
Il

vedevansi
il

bellissimi

terzo del riola cit-

ne di
t

s.

Angelo, che figurava


Il

quarto del rione di Campitelli, ove si vedevano espressi al naturale gli orti delle
di

Costantinopoli.

Mongibello fu preparato un magnifico fuoco artificiale, che si fece eseguire nell' entrare in Agone, con grande meraviglia ed allegria di tutti gli astanti. Appresso
e sotto

Esperidi.

Il

quinto del
di

rione

della
turri-

seguitava
ti,

il

carro del rione de'


la

MonProIn-

Pigna
ta.
Il
,

colla statua

di Cibele
s.

che figurava
al

favola

di

sesto del rione

Eusta-

meteo legato
di

monte Caucaso.
1

chio

nel

quale

era rappresentato

venivano in bella ordinanza

con-

, ,

86
testabili di

CAR
lutti
i

CAR
rioni di

tredici

Koma
era)

(giacch allora Borgo

non
,

lo

in

numero

di

ti'ecento

eoa
dei

ispade, e con targoni allautica, nei

quali erano dipinte

le
;
i

insegne
Tivoli

loro rispettivi rioni


delle citt di Sutri

gentiluomini
chia-

due canCurzio Frangipane e Belardino CaflUrelli, che conducevano in mezzo Giuliano Cesa ri no gonfaloniere di Roma, il quale portava il gran gonfalone romano, riccamente
porioni, Adriano Velli, da'
cellieri

vestito

pieno

di
si

gioie

fino agli

mati dal senato romano alla festa; ed otlantadue giovanetti, che dicevansi'giuocatori, vestiti all'antica con diverse livree d'oro e d'argento e
di

speroni, gioie che

valutarono

trentamila scudi. Seguito egli era da quattro paggi vestiti all' antica di tela d'oro, oltre venti staffieri con superbe livree. Finalmente procede-

seta

sopra

bravissimi

cavalli
staffieri

scortati

ognuno da molti
con gran lusso

aneli' essi

vestiti

chi
in

vano i conservatori di Roma Sante da Corneto, Lorenzo Velli, e Alessandro


d' Alessi,

di raso, e chi di velluto.

Veniva

non che

il

senatore

ultimo un numeroso coro di musica tramezzata da molti trombetti a


cavallo.

cogli altri

uffiziali

del Campidoglio.

Questa sontuosa e magnifica cavalcata partita dal Campidoglio per


della Pigna,

Chiudeva
abito

la processione dei

carri quello

del Papa,

la
si

cui

sta-

tua

in

pontificale
si

ergeva
alle

nel mezzo, ed ai Iati

ammirava-

no quattro
virt di

bassorilievi

allusivi

Tutte queste macchine ambulanti erano tirate dai bufali.


lui.
Il

carro

due
ria
si,

seguito da romano, MaMaccaroue, e Alessandro de Grased in mezzo ad essi marciava


pontifcio

era

sindaci del popolo

nuova, si rec alla piazza o de'Cesarini, prosegu per le case di Valle, ed a quelle de' Massimi, voltando per campo di Fiore, donde pass alla piazza Farnese. Nel palazzo di sua famiglia, ed ai balconi era vi Paolo IH con molti Cardinali, i duchi di Castro
la strada

Camerino suoi
giro

nipoti,

con

molti
per

signori e signore. Fatta la cavalcata

l'officiale

dell'anello
l'

col bastone in

un

per
,

la

piazza,

volt

cima ( che fu messer Francesco Salamoni ), da tre manescalchi con paggi e staffieri Bruto Goffiedi, Vincenzo Dolce, e Pier Domenico Madaleni; dal caanello

mano, e

in

corte

Savella
s.

ponte
nari
,

per Banchi , pel Angelo, s'avvi pei Coroe

piazza di s. Apollinare , da dove entr per piazza d'Agone ora Navona, e circondatala pi volte,
si

porione
di

con simile corteggio , che furono, di Ripa, Cola Evangelista


s.

schier

in essa

come un

batta-

glione.

Alle ore ventiquattro

Angelo, Lelio de' Fabj

di

Cams.

di queUi,
ritir

pitello,

Tiberio Margano; della Pi;

alla

che la propria

ognuno componevano, si
abitazione.
tal festa

Fu
co-

gna

Antimo Capizucchi
Giulio

di

EuRe-

opinione generale, che


stasse

stachio, Rotilio Alberino;

della di di

gola,

Americi;

Campo
Pario-

Marzo, Pietro Cardello;


Gio. Battista Altoviti

ne, Alessandro Cinquini; di Ponte,


di Colonna, ; Vincenzo del Sordo; di Trevi, Rinaldo de Bracciano ; di Monti, Muzio de Mantaro; dal priore de'ca-

centomila scudi, senza comprendere le vestimenta, giacch anche gli artigiani erano vestiti decorosamente.
Alla
descrizione
della
festa

di

Agone, segue immediatamente


scimbeni,

l'al-

tra di Testaccio pubblicata dal Cre-

Sialo

della

basilica

di

CAR
s.

Maria
si

in

Cosmedin , pag. 90, e

quah

si

fecero

che qui
gnizione
suddetti,
la

aggiunger a piena coschiarimento de' giuochi

portando

tal
i

descrizione
1

che in molte livree, che si videro quel d , ve ne fu una di trentasei


vestiti di rosso a cacon zagaglia in mano, e questi furono i primi ad assaltare Ma la pi nobile cosa, i tori.

87 non manco prove, ammazzare i tori. Fra

CAR

data di

Roma

febbraio

545,

mattaccini
vallo

ed la seguente.
'

Domenica

passata

si

doveva

fare la festa in Testaccio, ma per la perversit del tempo fu dilfe>'

che
sei

si

vedesse, fu

una

livrea di

lita

al

giorno seguente.
nel

Il

luned\

adunque and tutto l'ordine della



*

festa

in Testaccio,

medesimo

modo che aveva fatto gioved in carri. Questo luoAgone, meno


i

che fecero il Cardinal Farnese, il Cardinal di santa Fiora , e il duca di Camerino Papa. Questi erano nipoti del
cavalieri,
vestiti

da

soldati

all'

antica, e

M go il pi comodo, e il pi bello pegli spettacoli, che si possa imma ginare al mondo. A ponente il monte Testaccio, a levante un w piccolo colle, sul quale evvi il * monistero di s. Saba, a setten' trione quella parte dell' Aven tino, che ha fortificata Paolo III, ed alcune case di vigne, a mez-

vestimenti erano d'oro, d'argento


e di seta
fregi

con

ricami,

trapunti,

e lavori sopra lavori, e con

tal vaghezza, che a me non basta l'animo a descriverli. Colla medesima nobilt erano anche ornati
i

loro

bellissimi

ciivalli,

quali

zogiorno sono

le

lungo > ogni

le

quali

sta

mura di Roma, un torrione


Tutti
questi
,

furono di tanta destrezza e gagliardia, che a tutto il popolo parve miracolo le cose, che fecero

sopra

di quelli

cavalieri;

dieci

canne.

luoghi erano pieni di gente

ve-

dendo ciascuno comodamente. 01 tre queste parti pi eminenti vi w era un gran numero di palchi,
^

>

compagni dei prelati Cardinali e duca in questa livrea furono il duca di Melfi, il conte
Li
,

di

s.

Fiora, e
Si
pei

il

principe di

Ma-

cedonia.
palili;

corsero

di

carri

legati

insieme
la

che

barbari
cavalli di

ancora tre di broccato


velluto cre-

servivano
difesa.

per

vista

e per

d' oro, pei

Nel

mezzo
era
il

prato,
>

dal quale dalla

un gran banda di
di

misino, e per le cavalle di velluto

paonazzo.
ve le

Il

corso cominciava dodella citt


si

tramontana

catafalco

mura

congiun-

w Madama. Il luogo fu lutto cir> condato dalle fanterie e dai ca valli, e dappoi con bella pompa " fecero di s mostra tutti quelli, * che il gioved l' aveano fatta s bella in Agone. Intanto s* inco minci la gran caccia, nella quale furono morti tredici tori, e fu' rono rovinate gi da Testaccio sei carrozze, e sopra ciascuna di esse era un pallio rosso, e un
,

gono col Tevere, e passava per mezzo la prateria , e terminava alla cima del monte Aventino,
sicch ciascuno

poteva benissimo
al fine,

vedere dal
cuni
altri

principio

lo

non entro a ragguagliarvi


particolari
,

di al-

perch sala
stoi'ia;

rebbe

troppo
11

lunga
vi

sicch questo

basti

di

quella

giornata,

d di carnevale cor-

sero

il

pallio
l'

porco

vivo,

per

guadagno dei

secondo

gh asini e le bufale, usanza e bagordi , e

ss
>

CAR
nirsene, laonde
recit

CAR
ne rimasero da ceni

tumulti a furia. Sicch questo vi


basti di quella giornata.
si

La notte una commedia in casa

to ferite

perch

carri

in

tutti

furono tredici,
i

con

altrettanti tori,

Il primo giorno di quaresima fu la stazione a santa * Sabina, la quale fu tanto solen ne, che molti vennero in disputa,

di CafFarelli.

quali appena giunti alla


uccisi

*>

no
si

fecero

meta erada innumerabili colpi. Poi dal detto monte alla colon,

netta posta alle radici di Aventino,


le

>

chi fosse pi bello,

il

o la quaresima di Roma. Osserva il Ratti, Della famglia Sforza^ par. II, Roma 179^, che bisogna convenire, che veramente i

carnevale, "

corse de' barbari


di
cavalli

delle cavalle

chiamati
putti
,

turchi tut

cavalcati

da

con

palili

al

vincitore

per

premio.
silljtti

Quanto poi
si

sieno antichi
leva

giuochi,

ri-

giuochi celebrati nel detto anno di

Agone, e

di Testaccio facessero

gran

da una bolla di Urbano V, con eletto in Avignone nel 1 362


,

colpo sull'animo de romani e degli altri, che v' intervennero, dappoich molti si diedero premura di
stenderne
diligenti

cui
i

protest

contro

la

forza

che

romani adoperavano per obbliga-

relazioni,

acci

ne perdesse la rimembranaltre sono pure citate dal Crescimbeni, e la prima stampata con questo titolo: L grandi trionfi^
se
za.

non

Due

e luoghi vicini, come Anagni, Corneto, Magliano, Piperno, Sutri, Terracina, Tivoli, Toscanella, Velletri ec, a mandar uomini da ogni comunit per accrescerne la solennit, siccome afferma nei
re le citt,

festCj

signori

pompe, e livree fatti dalli romani per la festa di Agone

suoi Archiatri

il

citato Marini,

to-

mo

II.

p.

72.
si

e di

Testaccio. L' altra manoscritta

fu compilata da Gio. M." Zappi tibur-

Non riesca discaro, che qui un cenno sulla piazza Navona


ne, e sul

dia

o Ago-

porta

che fu uno de' giuocatori, e il stendardo della sua patria. Un* altra lunga e curiosa descrizione di una festa di Testaccio, come
tino,
-

piazza Navona,

eseguita

l'anno 1372

a'

i5 agosto

nel pontificato di Gregorio

XI

resi-

dente in Avignone , riportata a pag. 589 e seg. da Marco Ubaldo Ricci nella sua eruditissima Notizia della romana famiglia Boccapadidi^ Roma 1762. Secondo la narrazione
eh' egli riporta d'
la

monte di Testaccio. La una della pili grandi di Roma, prese il nome dal circo Alessandrino o Agone, onde giuochi di Agone furono detti quelli nella medesima celebrati. Di essa Francesco Cancellieri ci d erudite noLizie, nel suo Mercato, lago, e palazzo pan-

filiano nel circo Agonale^ detto vol-

una

di tali feste

garmente piazza Navona, Roma 181 I. In essa attualmente si fa una gran fiera, o mercato nel mercoled
d'
il

corsa a Testaccio consistette nel

ogni

settimana,

ed ogni

da quel monte al piano due carri o carrozze per volta tirate dai tori, con quattro porci legati dentro, ed una canna di panno rosato per palho; e che appena giunsero sulla piazza, trecento persone colle spade nude vi si scggharono sopra per impadrocorrere

che fecero

mercato delle erbe e comestibili. Nel mese poi di agosto nei sabbati, e nelle domeniche, viene allagata dalle tre celebri fontane, che decorano la piazza, ed in alcune circostanze vi si tengono le corse
mattina
del fantino, delle quali poi
riparle-

remo, specialmente in occasione del

CAR
qualche monarca, come da ultimo ebbe luogo per Francesco II re delle due Sicilie. Tali fantini sono giovani a cavallo a dorso nudo, divisi in tre
passaggio

CAR
di

89

per

Roma

gesima, detta di Testacelo. Quindi vi fu aggiunto un terzo giorno intermedio tra


i

due suddetti,

cio

il

sabbato

squadre e

vestiti di colori

diversi. 11

come apparisce dalla bolla di Martino V, Circumspecta sedis apostolicae, emanata


destinato alla caccia de' tori,
in Roma J^II id. niartiis an. 1^1^. Divenuto poi nel 1464 sovrano Pontefice il menzionato Paolo II, Bar-

monte poi di Testaccio, Testaceiif!, si form da una immensa quantit


di

dicono

frantumi di terra cotta. Alcuni che Tarquinio assegn tal luogo a' fabbricatori di vasi, tanto per la comodila dell' imbarco sul Tevere, che per giovarsi delle sue acque, e siccome loro proib gettare quelli, che si rompevano, nel fiume, cos col porli in questo sito, in progresso di tempo ne divenne un monte delizioso, e molto comodo alla conservazione del vino neil' eslate.
cellieri dice,
Il

bo, veneziano

d'

animo grande,
palili,

vi

aggiunse

che ancora oggid sono in uso, sebbene


le otto

corse de'

dalla loro

mate. Paolo

prima istituzione riforli conobbe meglio dei


il

suoi predecessori

vero
e le

genio del

popolo di
principali,

Roma,

due molle

che lo fanno agire, a seconda di chi il deve condurre colvantaggio


si
;

Can-

lo stesso di lui et circenses.

paneni,
in

che vi fosse anticamente celebrato il mercato, e il Vasi tom. II. p. 4^7, Itinerario di Roma, d al monte di Testaccio anche altra origine. Nel 1 686 il Martinelli

Onde
di

studi parti-

colarmente

contentarlo
coli'

am-

bedue queste cose,

abbondanspetta-

za de' viveri, e coi pubblici

stamp un
nel
1

libro

sul

monte

coH , de' quali volendo godere egli stesso , siccome di naturale piuttosto
allegro,

Testaceo o Testaccio j V Eschinardi


scrisse,

ordin,

che
si

le

corse,

le

te

697, una lettera sul monTestaccio j ed altrettanto fece il


t.

quali per lo innanzi

facevano
si

strada Florida o Giulia,


dall'arco di

facessero

Contucci, riportala nel


Canniti. Attualmente

III.

Arcad.
maggio,
ottobre
dai ro-

nel
nell'

neir estate, e massime


frequentato questo

monte

Domiziano, poi detto di s. Marco, detto poi di Venezia, da lui eretto ed abitato ; bench alcuni dicono ,
Portogallo, sino al palazzo di

maneschi,

dalle

niinenti

per

le

che

cavalli partissero dalla piazza

vignale, ovvero sia per certe ricreazioni consistenti

in colezioni,

balli,

Flaminia, o del popolo. Ma poi vedremo r arco demolito da Alessan-

canti dei ritornelli, della tarantella,

dro VII, acciocch

le

corse liberadetta piazza

e simili curiose composizioni, fra

il

mente seguissero

dalla

suono de' tamburelli, dei calascioni^


e dei mandolini.

sino a quella di Venezia.

Ritornando all'origine del carnevale romano, dopo l' abolizione dei Saturnali, Lupercali ec, ed altri antichi

la

giuochi,
in

consistevano
nella

gli

spetdi

tacoli

principio

festa

gioved grasso, o di sessagesima, detta di

Agone, e nell'altra

dell'ulti-

Racconta dunque il Platina, nelFita di Paolo II, di cui fu contemporaneo, e a p. ^56, che avendo egli quietate le cose d' Italia colla celebre pace del 1468^ per la quale furono fatte feste per tutta r Italia, e per due giorni in Roma, il Pontefice indi ordin, ad imitazione degli antichi, alcuni giuo*

ma domenica,

cio quella di quinqua-

go
chi

C AR
e feste magnifiche, e diede

CAR
un
il

che

vi

si

conduceva

colla

maggior

sonluoso
Viaiiesio

banchetto

al

pupulo.
eh' era
le

pompa

degli antichi romani, circon-

da Bologna,
,

vlce-

caiuerlengo

dispose

cose
I

se-

condo
clii

il

volere del otto


otto

Papa.
,

giuonel

dalo dai magistrati di Roma stessa, e per altre decorazioni degne soltanto di queir eterna citt. Si dilettava il
detto

furono

pullii

che

Papa

di queste mascherate,

carnevale per
si

giorni

continui

delle feste di carnovale,

che spesso

donarono a
correvano

quelli,

che nel corso


i

restarono vincitori. Correvano


chi,
i

vec-

finestra in

vedeva con trasporto dietro ad una compagnia di alcuni Car-

giovani, correvano

che erano di mezza et, correvano i giudei, e si facevano ben satollare prima, perch corressero con minor velocit. Correvano
(|uelli,
i
i

dinali. In quel tempo fu dal Papa scoperta una congiura tramata contro i preziosi suoi giorni; ma egli
,

lungi
il

tore,

dal vendicarsi dell' auricolm di confusione colla

cavalli

e le cavalle, gli

asini,

con piacere di tutti. Si correva dall'arco di Domiziano sibufali

sua magnanimit, e facendo uso del suo animo grande, ordin che si continuassero secondo il solito i divertimenti carnevaleschi, col solo divario di alcune pattuglie di uomini

uo alla
co,

chiesa e al palazzo di

s.

Mar-

ove stava il Papa, prendendo grandissimo piacere per queste fe;

armati, distribuite per la citt, per

ste

dopo

la

corsa

a' fanciulli lor-

di di fango per aver cors,

faceva

precauzione prudenziale. Negli statuti di Roma


sotto lo stesso Paolo
si

compilati

dare un carlino a cadauno.

Leggiamo poi nel Novaes altre analoghe particolarit, che meritano qui riportarsi. Molto procurava questo Pontefice , egli dice , di diA quevertire il popolo romano. sto, al senato, ed a' forestieri faceva egli nel tempo di carnevale un lauto banchetto nel suo palazzo di s. Marco, incaricandone dell'assistenza il suo nipote Cardinal Marco Barbo, con diversi prelati, perch nulla mancasse al buon ordine, e
alla squisita sua magnificenza. Finito

detto,

che

gli

dopo esserebrei pagavano alII,

ia

camera
gli
stati

capitolina

mille

cento
quali
dei

trenta fiorini di soldi quarantasette

r uno,
erano

ultimi

trenta

dei

aggiunti in
i

memoria

medesimi sborsarono a Giuda per prezzo del tradimento fatto al Redentore nelr orto di Getsemani ; e dopo essersi stabilito in quante e quali incumbenze ed usi detta somma si doveva ripartire ed erogare, spiegasi
trenta danari, che
in che consistessero
valeschi
,

giuochi carne-

popolo gran quantit di danaro dalie sue finestre. Regal una volta al popolo roil

pranzo, gittava

al

secondo
e
II,

il

nuovo

stabili-

mento

disposizione

del sovrano

Pontefice Paolo

ne' seguenti ter-

mano
gli

quattrocento

scudi,

alloi'ch

mini, che riportiamo dal latino tra Parimenti che si debbano dotti M celebrare con solennit i giuochi
;

prepar una splendida e numemascherata, che descrive il <Caqesio, f^ita Paidi II, p. ^^^ la quale non si vede cos maestosa al tempo d' oggi, per i carri, figure
rosa
personaggi, guardie di cento sessanta e pili giovani
scelti,

di Agone e di Testacelo. Primie ramente che si facciano, e poi si


>i

portino

in essi

quattro anelli di

argento dorati, due in Agone, e


>t

pel

senato

due

in Testaccio, in

uno

de' quali

CAR
debbano
tadini
,

CAR
coH'asta
gli
i

91
t.

giuocare
e

cit-

Marini, degli Archiatri ,

II, p.

62,

neU' altro

scudieri.

Parimenti nel campo di Testaccio tre pallii d'oro e di si portino seta, al primo de' quali corrano
i

colla quale il Pontefice esentava da questa contribuzione l'ebreo Angelo

suo medico,
seria della
agli

la

famiglia di lui.

Martino V, avendo piet della miloro


di

cavalli de' romanii al

secondo

i
i

sinagoga
di

accord

cavalli

de' forensi

al terzo poi

ebrei

Roma

poter

pone

conduttori degli
si

asini.

Parimenti
de' quali

in contribuzione quelle ancora dello


stato pontificio,

portino

sei carri,

due
porsi

e questa grazia fu

erano

soliti

a farsi dai molinari,


i

dal predetto Paolo l

approvata
ci
il

ne' quali

solevano

soliti

confermata.

Oltre

gli

ebrei
,

animali, cio

due giovenchi,

due

prima che

incominci

carnevale

porci

in ciascun carro, compresi

mandano
servatori

alcuni
di

deputati

dai conla

particolarmente que' giovenchi, che erano soliti portarsi dai monisteii


di
s.

Roma, implorando
della

continuazione
zo di

protezione

del

Paolo, e de'
in

ss.

Saba

e Gredetti

popolo romano, ed offrendo un mazfiori,

gorio

ciascun anno

pei

con ima cedola

di venti

giuochi.

gli stessi carri

debbono

scudi per erogarli nell'addobbamento


dei palchi della magistratura

essere coperti

di

panno rosso ad

romaessi

onore del popolo romano. Parimente si aggiunse alla suddetta festa, per grazia di Paolo II, che col

na

sulla piazza del popolo.


il

Ad

danaro della camera si facciano aluno per gli ebrei, che corrono il giorno di lunedi prima della domenica di carnevale (cio domenica di quinquagesima), un
tri sei pallii,

altro

pei

fanciulli
,

cristiani

nel

primo conservatore, che continuando gli ebrei di Roma ad esser fedeli e quieti ec. , non resteranno privi n della loro protezione, n di quella del sovrano Pontefice ; indi i medesimi deputati vanno a fare un eguale omaggio al senatore di Roma, che d loro eguale
risponde
risposta.

giorno di marted
te

un

altro pei

giovani cristiani nel giorno seguendi

Lo
due

stesso

Marini nella medesima

mercoled,
nel
gli

un

altro pei sesdi venerd,

opera, e tomo, alla p. 241, riporta


lettere di

sagenari

giorno
asini

Leonardo da Sarzana
di

un
per

altro per

nel giorno

scritte

Giacomo

Volterra sulle

di luned
le

di carnevale,

un

altro

grandi
a'

bufale nel giorno di mar-

ted di carnevale ". Si sa


inoltre,

che per
di

le

feste

celebrate

in

tempo

carnevale

a piazza Navona ed a Testaccio, e che si descrivono a nella citata Storia di cap. 589,
nel secolo

XiV

fatti in Agone 1492 per la sconfitta de' Mori, e presa di Granata; delle quali ci lasci memoria anche Carlo Verardo cameriere e segretario ili Paolo li. Ma essendo molto inte-

feste,

e giuochi

febbraio

ressanti
dell'

quelle
1

fatte

nel carnevale

anno

55o,

appena
III
,

eseguita
lo

1' universit degli sa Boccapaduli ebrei, come pi sopra dicemmo, pagava mille cento trenta fiorini d'oro per istromento del popolo romano
_,

la elezione di

Giulio
,

fu a' 7 febbraio tuno darne qui


le

si

crede

che opporNel-

un

estratto.

miscellanee

della

celebre biblio-

inserito nella

bolla di Bonifacio
si

IX

teca
lo

casanatense

evvi

un

opusco:

del

1899, che

legge nel mentovato

rarissimo con questo

titolo

La

9^1

CAR
dalli signori

CAR
di

trionfante festa fatta

romani per

la creazione

Papa

Giulio Ilj col significato delle figure fatte neWapparato della scena
della cotnmeday colle dichiarazioni

turchino con ornamento di tela d' oro: questi avevano un non so che dell'abito moresco, ed erano
di

ch'era

velluto

maniche ed

guidati dal principe di Macedonia.


Gli stivaletti
fatti

di

tutti i

giuochi de^cavalli^ caccia di

ed altri bellissimi conviti^V^oma. Questo libro fu dedicato a d. Giovanna d'Aragona moglie di Ascanio Colonna, per ragguagliarla di quanto
toriy

all'antica
le

no

gambe erano ed all'antica eratrombe che portavano, esdelle


,

sendo

loro trombetti

vestiti

della

di bello pel

si

fece in

Roma-

dal popolo

medesima maniera dei predetti con altri suoni e stromenti moreschi. Questi,

nuovo

Pontefice, e per dimostrardel-

mentre

la caccia si
,

le la

magnificenza e grandezza
agli

faceva

in Campidoglio
citt

passando

l'animo de' romani, che non voglio-

per
valli
selli

la
,

sopra bellissimi cail

no cedere

antichi,

dappoich

la

fecero

spesa occorsa fu grande,

come
il

soncui

nella piazza di

giuoco de' carros. Pietro alla


ri-

tuosi riuscirono gli spettacoli,

presenza di Sua Santit, e poi

apparato venne eseguito in


tro giorni.

soli

quat-

tornati in Campidoglio, essendo gi


la caccia finita, giuocarono il medesimo giuoco in quella piazza che fu bellissima e vaga cosa vedere, e terminato questo giuoco, entrarono nel palazzo de' signori conservatori e dopo loro gran moltitudine di popolo di ogni grado, dove fu celebrata una solennissima e magnifica cena, alla quale furono convitati il nipote,
,
,

Segue

la

descrizione.

Primieramente il giorno di carnevale (perciocch quel d era costituito a cotal festa), nella piazza di Campidoglio si fece una
caccia di tori, alla quale fu pre-

sente quasi tutto

il

popolo colla

nobilt di questa corte, e di que-

donne, come di uomini, dalla qual piazza, avanti che la caccia incominciasse, si partivano quaranta gentiluomini, con quaranta servitori tutti a cavallo ordinati in due squadre di
sta citt, cosi di

e fratello di nostro Signore, colle


rate

donne , le quali furono onoda molte gentildonne romane, mangiando tutte le donne ad una
loro
tavola.

livree diverse

l'una dall'altra, cio

sola

In

un' altra

tavola
col
si-

venti di loro coi servitori, vestiti


di velluto cremisi tela d'argento
,

con maniche di e similmente era


vestir

mangiarono sette Cardinali duca Orazio Farnese, ed altri


gnori.

L'altra

fu dei nipoti del

ornato

il

resto
testa

del

loro

avendo in
eh' era
fianco,

una berretta aguzcolla veste,

Papa, con uno de' signori conservatori, ed altri signori e gentiluomini. Finita la cena, tutta questa

za, la quale,

insieme

una onde sembravano


larga

con

storta

al

brigata
posti

si

condusse in luoghi
nel

dis-

tanti tur-

ordinati

teatro per

chi

questa
sig.

fazione

era guidata

vedere
nella

una

bellissima
di

commedia
palazzo,
il

dal

Giuliano Cesarini, gonfae

corte

detto

loniere
polo.
I

generale di questo poaltri

quale era ornato da tre faccie di

venti

gentiluomini

quadri di
la

tela

grande ed
di

istoriati

coi loro servitori

aveano in dosso

quarta faccia

questa corte
:

un abito

della

stessa lunghezza

era occupata dalla scena

la

pi

CAR
n gran parte di questi quadri con tenevano alcuni grandi fatti di

>'

CAR
volto la polvere, o la farina, e
i

93 non

razzi

matti

di

fuochi
la
i

artifiziali;

Giulio Cesare, alludendo con quelli

ma
bili
si

fu introdotta

costumanza di
confetti.
I

al

nome
si

di nostro Signore,

che

tirare per gentilezza

no-

pure
f'

chiama

Giulio.

La com-

rispettarono

il

popolo, e questo
i

media fu bella e ben

recitata, e

astenne dal
,

molestare

barbari
innanzi

tanto procedette in lungo la festa, che termin verso le dieci ore ". Paolo IV, Caraffa, che eletto nel i555, regn sino all'agosto i55^, sebbene grave ed austero, ogni anno
nel

corridori

laddove
faceva

per
lecito

lo

ciascuno
tarli
Il

si

di spaven-

per impedirne

la vittoria.
1'

merito maggiore per


de' cavalli,

incolu-

mit degli spettatori


quella

alle corse,

per
dalla

tempo

di carnevale, invitava
il

un
:

provenne

giorno a pranzo tutto


legio

sagro Coldire

regolarizzazione della via del corso,


e dalle

de' Cardinali

solendo
il

previdenze del governo.

essere cosa convenevole y che

prin-

cipe qualche

volta

si

ricreasse coi

suoi fratelli,
asceso
al

co' suoi figli

Ma

primieramente dobbiamo ad Alessandro VII, Chigi, non solo il raddrizzamento e miglioramento di tal
via,

Vaticano nel i585 Sisto V, e trovando Roma, e lo stato ecclesiastico pieno di maltrono
del
fattori

ma

la

demolizione dell'arco di
di

Marc' Aurelio detto

di Portogallo, eseguita nel

Domiziano, e 1662 per

di

abusi,

su tutto prese

renderla pi libera e pi dritta.

Fu

opportuna
risultati.

provvidenza

con

felici

formarsi

Avendo poi bisogno di il carnevale romano


,

ri-

chiamato di Portogallo, perch avendo il Cardinal Evesano inglese fabbricato

nel

un

palazzo, ora degli Otto-

quale

accadevano licenze, abusi, e prepotenze insoffribili, volle egli rimediarvi col solo terrore. Fece pertanto alcuni
giorni

boni

prima

del car-

nevale

erigere

alcuni

patiboli, ed

colle corde, queste per castigar le braccia a chi le allungasse contro il prossimo; quelli per istringere le fauci a chi togliesse

alzare le travi

presso san di Fiano, Lorenzo in Lucina, abitollo il Cardinal da Silva, portoghese, ed ambasciatore di Portogallo a Paolo III. Quindi Clemente XII, nel 1786, grandemente ne miglior la strada sia col dirizzarla, che col renderla eguale; Pio VII tolse l'inconveniente,

duchi

che nel tempo della carriera de' cavalli

ad
zie,

altrui la vita; indi


il

comand che

fosse

ingombro
finalmente

dalle carrozze
la perfezione

lungo

corso, pei' evitare le disgra-

e carri,

che accadevano con frequenza per la calca del popolo insolente, si facesse uno sleccato di travi da ambedue le parti, acciocch nel mezzo
rimanesse luogo libero a'carri trionfali,

di tal via

venne compita e
pontificato.

nobili-

tata

neir odierno

Gio-

alle carrozze,

a'

barbari,

e di
il

vanni Mantovano, dotto poeta latino, che fior nel i4oo, nel descrivere il carnevale di Roma, paragona le corse de'cavalli alle feste Equirie,
delle quali
lo
si

qua e

di

camminasse sicuro

fa
s.

menzione

all'artico-

popolo. Questi preparativi, e le relative disposizioni

mere
si

gravi

bastarono a repridisordini invalsi, che

Chiesa di ove appunto


dei
degli
telli
,

Maria

in

Acquiro,

cavalli

facevano le corse con tanto entusiasmo


si

in tal circostanza succedevano.

Non
o
in

antichi

romani.

F.

il

vide pi gettata

addosso,

Il perfetto cavaliere.

LocaDei tor-

94
nei pag. 4'

CAR
^
Delle Giostre j e dei
squadre,
vesti:

CAR
che
si

distinguono

dalle
il

Carroselli pag.

4^2,

e Delle corse

ognuna

fa

per

tre

volte

per la via Lata , ma , come si disse, ebbero luogo prima di essa per la slrlida Florida o Giulia, per la via della

pag, 46, 417, 421. Le corse non solo

giro del circo con veloce corso, indi


tre vincitori d'ognuna si riuniscono affme di eseguire una quarta corsa, e quegli che vince prende il premio.
i

Lnngara

per

quelle

delle

porte

Cavalleggieri e Fabrica , e per altre, nonch nella piazza Navona. Difiitti Eschinardi, il padre

Questo divertimento riesce piacevole, tanto per la vastit, e adornamenti delia piazza, che per rinnovarsi la

memoria
nevale.

de'giuochi agonali,

ivi

ce-

lebrati ne' precedenti secoli nel car-

nella Descrizione di
ci
s'

Roma

p.

282,

Ad

avere

poi

una chiara
in

assicura, che per la strada Giulia

cognizione delle feste carnevalesche,


e straordinarie celebrate
ne' bassi secoli,

introdussero

le

corse,

ed anche

Roma

nel

piano

del

monte

Testacelo^ e

sono a vedersi Gio.


//

ne'tempi posteriori dalla piazza Farnese a quella Vaticana, locch con-

Camillo Peresio,
nescOj ovvero
il

Maggio romavolgo di

pallio conquistato^

ferma

Pompilio

Totti,

Ritratto di

nel linguaggio del

Roma,

Roma moderna,
s.

pag. 335,

nella

loggia del collegio Bandinelli presso

Giovanni de' fiorentini siedevano giudici per decretare il pallio al i vincitore, il qual premio si poneva su d'un ferro, che ivi rimase sino a' nostri giorni. Indi per la nascita di Luigi XIV, siccome l'ambasciatore di Francia abitava a strada
Giulia,
si

Ferrara 1688, e Giuseppe Berneri, Il Meo Patacca ovvero Roma iti feste nei trionfi di Vienna, nel linguaggio romanesco, Roma 1695. Ora passiamo a dire quando in Roma si sospende il carnevale, quando si sono anticipate, o posticipate
_,

le corse de' cavalli

1'

uso de'pallii
altra eve-

in caso d' irregolarit,

od

fecero tre corse di barbari


coi
pallii.

nienza
barbari.

accaduta
Il
si

nelle

carriere

dei

Nel 1709, abitando la regina vedova di Polonia Maria Casi mira al palazzo de Torres alla Trinit de' monti, fece fare la corsa di due pallii ai putti, e agli asini. Per la festa poi di s. Antonio di Padova, celebrata a s. Salvatore in Onda a ponte Sisto, segu
e cavalli

carnevale, e le corse pri-

sospendono in Roma degli anni santi. Gregorio XIII, nel iSyS, prima di celebrare l'XI anno santo, proib i baccanali, e ordin che le spese de-

mieramente
nella

celebrazione

gli

spettacoli

carnevaleschi

fossero

(!onvertite in vantaggio de' pellegrini.

una corsa

di ragazzi col pallio.

Nella piazza di Agone o Navona,

quando ha luogo
All'intorno di essa
chi a vari ordini
,

la

summentovata

Anche Clemente X, avanti di cele1675 il XV anno santo, ad esempio de'suoi predecessori, viet
brare nel
il
l'

corsa del fantino, ecco


si

come

segue.

carnevale, ed erog in favore delarciconfraternita


,

erigono de' palla for-

della

ss.

Trinit
che,

che seguono
piazza,

de' pellegrini

seimila scudi
si

ma

rettilinea

della

essendo

secondo
pei

il

consueto,

r interno di

essa difeso, e chiuso


I cavalli

uno steccato.

corridori

da devono
fantino
in tre

divertimenti
ai giudei,

spendevano carnevaleschi, ed
alla

impose

che
il

medesima
pallii

portare sul dorso

nudo un
sono
divisi

somministrassero

valore de'

o giovinetto,

non avendo luogo neppure

le

car-

CAR
riere de'caTalli.
si

CAR
d

9^
avven-

V. Anni Santi, ove


sospensioni del carl'

26

aprile.
1

Lo

stesso caso

riportano

le

ne nel
to,

766 per
Quindi
la

la festa della
si

Puda

nevale in tal tempo, e

erogazione
pel

rificazione.

fece altrettanil

del danaro, che suole spendersi

meno

corsa, ed

pallio

medesimo. Nel pontificato d'Innocenzo XIII incontrandosi nel mercoled di carnevale la


festa

Clemente XIII fu donato alla chiesa di s. Marco. Neil' anno seguente


questo Pontefice, stante le circostanze de'tempi, ordin che il carnevale si

della

Purificazione

della b. Vergine, il pallio che si dovea correre nella vigilia, fu anticipato nella precedente
di carnevale

facesse senza
i

senza
corse
sta di

teatri,

le maschere, e permettendo le sole

prima domenica

de' barbari.
s.

siccome

la

fe-

o sessagesima, e l' altro del mercoled nella domenica di quinquagesima. Sotto Clemente XII, essendo caduta la predetta festa nel venerd di carnevale, vac
questo nel gioved grasso,
sa

cadde nel primo marted, accord che la corsa avesse luogo nel gioved precedente. Poscia, nel 1769, per essersi inconMattia
trata la festa della Purificazione nel

ma

la cor-

gioved grasso, vac

il

carnevale in
regalare

venne eseguita nell'antecedente domenica. Dipoi per la copiosa neve che cadde si sospesero le corse, e
fu

quel giorno, e
cui

nell'

antecedente, per
fece
i

Clemente Xlll
palili

due

alla

suddetta chiesa di

s.

proibito
cessasse
la

il

mascherarsi
neve.

finch nel
ai
il

non

la

Seguita,

morte di Clemente XII 6 febbraio, non ebbe pi luogo


1740,
carnevale. Benedetto
i

Marco. Quindi per la repentina notaccaduta nella sua morte te della menzionata festivit, si sos,

pesero
se,
i

il

carnevale,

teatri, le cor-

XIV, con
la

lettera

festini

e qualunque altro diversi

3o gennaio 75 1, trasfer
s.

vigilia di

timento. Mentre

celebrava
col

il

conl'im-

Mattia dal l'ili limo giorno di carne-

clave, essendosi recato in

Roma

vale, in

cui cadeva in quell' anno, al sabbato precedente, esortando per


ecclesiastici

peratore
Pietro

Giuseppe Leopoldo I,
il

li,

fratello

gran

duca
a'

di

gli

secolari
dell'

regolari

Toscana,

sagro Collegio
fare

27

e
dei

a non prevalersi
del digiuno,

anticipazione

28 marzo
barbari, ed
la.

fece

due corse

ma a digiunare nella vera vigilia del santo apostolo. Res'

una grandiosa girando-

gnando Papa Clemente Xlll,


cx)ntr altres la
vigilia

in-

Nel 1770, e nel pontificato di Clemente XIV, nel secondo sabbato


di carnevale, osservandosi la festa di
s.

del giorno

di

s.

Mattia

nell'

ultimo
il

giorno

Mattia,

non

si

permisero
nell'

le

ma-

di carnevale,

onde

divertimento
consueto peanticip
il

schere, bens la carriera de' cavalli.

termin

la sera del

luned, ed afinch
il si

Regnando Pio VI,


per essere

anno 1780,
e
per-

non
^;uo

fosse pregiudicato

caduta
il

la

Purificazione

riodo di otto giorni,

nel mercoled di carnevale,


ci minorandosi

incominciamento dal gioved di


;

carnevale mede-

settuagesima
sta

indi nel

1764

tal fe-

simo di due
gilia,

giorni,

compresa

la vi-

cadde nel primo sabbato di carnevale, onde questo s' incominci

in considerazione che nel gen-

naio trovavasi in
dia
coir

Roma
di

l'arciduca

nel luned appresso, e fu di soli sette giorni: per Clemente Xlll fece di poi eseguire la corsa nel giove-

Ferdinando governatore
arciduchessa

Lombardi

Beatrice
il

Modena

sua consorte,

Pontefice,

96
per far ad
essi

R
mani, che nel

CAR
tempo del mento carnevalesco stettero
diverticolle
il

vedere un tratto del brillante carnevale romano, o per indennizzare il popolo de' due giorni, che avrebbe perduto di maschere, permise queste, non che le corse dei barbari nel mercoled 1 2, e luned
17 gennaio. Nel 1782, stante
la fe-

fi-

nestre, e botteghe chiuse, ed

cor-

so adatto deserto, fu solo popolato


dal bargello e dalla truppa. In quel-

r occasione

si

pubblicarono

gloriose

epigrafi pel Pontefice, ed alcuni satirici motti, di che fanno talvolta uso con naturalissima arguzia i romani, contro i fiancesi invasori.

sta della Purificazione , il carneTale incominci nel luned di ses-

e nel 1784 Pio VI, a ; contemplazione del re di Svezia Gustavo III, e dell'arciduchessa Maria Amalia, moglie del duca di Parma,
fece celebrare in gennaio
sa di cavalli. sta di
s.

sagesima

Correndo l'anno 18 18, per


gilia e

la vi,

festa della

Purificazione

fu

accordato di anticipare di due giorni


il

una

corla fe-

E
il

cadendo dipoi

rit

carnevale, indi per la regolad'una corsa. Pio VII, in seguito


di

Mattia

nell'ultimo giorno

d' istanza de' conservatori

Roma,
s.
il

di carnevale,
i

Papa permise, che

concesse

il

pallio alla chiesa di

Anpre-

secolari osservassero la vigilia nel

tonio abbate all'Esquilino, e

sabbato precedente, e toller che nel luned e marted si continuasse il


carnevale.
1

mio
celi.

di scudi

trenta a quella d'Ara-

Lo

stesso

Pontefice nel
d'

1823
;

Non

cos

fu

nell'

anno

accord l'anticipazione
pei divertimenti

un giorno

789, in cui avvenne lo stesso caonde l'ultimo giorno si permise la corsa, ma si proibirono le maschere. Nel 1 793, pegli avvenimenti
so,

carnevaleschi

ma

Leone XII, essendo avvenuto nel 1826 il caso del 18 18, volle che il
carnevale fosse di
soli
sei giorni.

Fi-

dolorosi della rivoluzione di

Fran-

cia, Pio VI pubblic un giubileo per tutto lo stato ecclesiastico, proi-

nalmente il carnevale venne sospeso nel i83i nel medesimo giorno in che doveasi celebrare, per misure di
precauzione,
indi
i

bendo

il

carnevale, e

qualunque rapl'

per alcun tempo


moccoletti, e nel

presentanza teatrale per

intero an-

rimasero sospesi
nel
la

no
1

proibizione, che venne estesa al ; 794, mentre nel 1 766 furono vietate le sole maschere. Nel 1808, e
la

i833 fu di soli sette giorni, mentre 1837, ricorrendo nel carnevale


vigilia e

festa della Purificazione

stante

invasione

francese.

Pio

di

Maria Vergine, fu
Finalmente

di soli sei giorni.

VII non permise il carnevale, e nel 1809 ^ ^'^*^ ^^ onta che i francesi

per quanto spetta la

lo

avessero pubblicato;
al loro
il

ma

pallii,

regolarit delle corse de' barbari, dei de' premii dei cavalli corridori

romani ubbidirono
principe
e padre,-

legittimo
a-

di razza italiana ec,

prima del car-

quale loro

vea rammentato per allusione alla sua situazione, che quando s. Pietro era in carcere, la Chiesa indiriz-

nevale la magistratura romana emana un editto con relativo regolamento, ed ogni

giorno della

carriera,

zava a Dio senza intermissione preghiere per lui. Pertanto ad onore di

pubblica l'individuazione de' cavalli o cavalle, che si esporranno alla


corsa.

Cos

il

governatore di

Roma

Roma, Pistoiesi nella Fila di Pio FII^ tom. II. pag. 149. 25 1. 252. 253,
riporta
il

con editto rende noto, che il sovrano Pontefice permette in determinati


giorni
il

mirabile contegno de' ro-

carnevale

colle

corse dei

CAR
cavalli,
collo

CAR
maschere, e
edit-

97
volendo
uscire

coir uso
inoltre

delle

gna

di

Bacco.

Ma

spettacolo

de' notturni festini.

dalla favolosa mitologia,

Rinnova
abiti

nel

medesimo

vuoisi che siane derivato l'uso dagli stessi fatti

to la proibizione di mascherarsi con

romani, cio dai giuochi


giorni
di

circensi, dai
si

da religioso, da ecclesiastico o da abbate; di portare materie indecenti, di offendere con parole e


di usare fuochi
d' artifizio
;

tripudio, che"

facevano

esclude
le

ad onore degl'imperatori, e segnatamente dal trionfo celebre di Tito. In quanto alle feste di Bacco, ci
narra
il

dal corso

cavalli

sella,

mule,
i

celebre Eggelingio, in Mysier.


et

legni tirati da

un

sol cavallo, e
,

guidati alla
carri

postigliona

non che

con

piazze

due ruote; prescrive le donde i legni o carrozze deb-

bono

introdursi pel corso,

non che
due
sole

quelle per l'uscita, conservando l'an-

damento
fila
,

nella detta via di

Bacchi, pag. 69, che chiamava ancora Nyctolio, cio notturno, perch ammetteva feste con faci e cerei dopo il tramontare del sole. Queste feste si chiamavano Lampterie, ed in esse con lumi e piccoli vasi di vino correva
Cereris

Bacco

si

che ne usciranno al
i

secondo

la gente tripudiante

per

le

strade.

sparo. Proibisce lo spaventare, arrestare e frastornare

Lo

attesta

espressamente
presso

Pausania
bosco, che

barbari nella loro


il

in AchaciSy dicendo: v'ha in Ate-

carriera

e rigorosamente rinnova

ne

>y

un tempio
chiama
di

il

divieto de'confetti composti di calce,

si

Bacco Lampterio

pozzolana, o gesso

onde eliminare
1'

poich

gravi e ripmvevoli inconvenienti, per-

mettendosi
farina,
mili,

invece

uso di confetli
anisi,

al tramontar del sole si recano lumi nel tempio, e crateri di vino si bevono per tutta la
".

composti di coriandoli,

miglio,
,

w citt

certo, che tuttoci era

zucchero
le

cannellini

si-

non

quelli di

za

come

vietando di
stromento.
I

maggior grandezmandorle e i pistacchi, tirarli villanamente con


moccoletti poi
di

un semplice tripudio, mentre la storia non dice, che si commettessero


indecenze. L'uso poi di accendere e smorzare i lumi con quella piccola lotta che noi vediamo, si deduce dal correre, che facevano gli ateniesi al tempio presso il bosco, ove non potevano entrare se non col lume acceso. Quindi parte si estinguevano i lumi nel correre pel vento, e parte si estinguevano da quelli , eh' erano pi prossimi al tempio, onde non fossero sopraffatti. Ci si accenna ande fest. grcec. , cora dal Tonston part. I, e. 3, Fasoldo de fest. ^rcec.
,

impeto, e con qualsivoglia indiscreto


sola

cera pura, neh' ultima sera di carnevale, si permettono sino ad un'ora


di notte, coU'osservanza delle solite
discipline.

Merita, che di questa


e dignitosa al
tolgasi

breve

fe-

sta sia ricercata l'origine piti

analoga popolo romano, e che

da quella trivialit e bassezza si fanno l'esequie al carnevale, gridandosi ovunque morto


di dire, che
:

decad. 9
lai

sez.

3.

Circa poi alla ce-

carnevale,

come

se

il

carnevale

si

lebrit di questo

potesse personificare e mettere sopra

De

ritu

tempo, P^. il Nicobacchanalium , e. 7,

una pu
sia

Altra pi nobile origine applicarsi a questi lumi notturni


bara.
dalle stesse
di
feste

p.

195. Si racconta di Cerere, che, rapila

di

Bacco,

sia

tale

sua

figlia

Proserpina,

ed

da quelle

Cerere che fu compaX.

avendo

stabilito di cercarla per tutto.

VOL.

CAR
(aitasi

notte,
si

Bacco,
cei'ca,

ed uni a

incontratasi
lui

con

no, e massime di Tito,


ce dalla gran

il

qtmle rcdu

si

accesero

per tale rida entramvogliono


Preistero,
il

conquista di Gerusaebrei ridotti

lemme, e marciando trionfalmente


in

bi

lumi.

Dal qual
grcecis
,

fatto

mezzo

ai

principali
col

molti autori, tra*


in ntiq.

quali
lib.

in ischiavil
le sette

candelabro avente
il

IV,

che in

lucerne accese, tutto

poci-

alcuni

giorni

solenni

delle calende

di marzo uscisse il popolo coi lumi per unirsi a Cerere e Bacco. Ma ripetendo ancora una voli a di aBtenersi esclusivamente dal prendere alcuna derivazione dalla mitologia,

polo lo accompagn con lumi volmente, come osserva anche


tato Stochausen, a pag.

festeil

Dalle quali

3oo e seg. reminiscenze pu forse


il

avere avuto origine

prolungamen-

to del tripudio carnevalesco, coll'ac-

a volerne
origine
,

stabilire

una

pro-

censione e festa dei moccoletti.

babile

basta

conoscere

romani ne* giuochi circensi e florali. Imperocch non contento il popolo di essersi diverl'indole dei
tito

Finalmente all'articolo Candela. {Fedi) dicemmo pure come nelle


feste
tili

Lupercali e di Cerere, dai gendi febbraio


le

celebrate con torcie ardenti sulla


,

nel

giorno,

gridava
al

di

voler

met

accese le

lampade

cader di esso,

mamente

portassero in

donne massimani fiaccole

e alTapprossimarsi della notte, onde popolo accendeva lumi e cerei il

o candele accese; come nella celebrazione delle feste saturnali si dis-

per prorogare lo spettacolo,


attesta
il

come

ci

pensavano
il

dei cerei

come

nella

Gronovio, Antiq. tom. Vili, pag. 2069, il Fabro in Agonistico


cap. 3g,
lib.
il
,

superstiziosa processione

Amburbiale
nel

popolo con candele accese circonla

lib. Ili,

Bhodigino, Lect.
e
l'

dasse
di

citt

campi
in cui

primo
lo

autiq.

XXV
tali

erudito Sto-

febbraio,
la

mese

per

pi

chausen nel suo trattato de cultu ac usu luminwn antiquo p. Soc^


_,

cade

ricorrenza

del

carnevale.

Laonde, anco per quanto dicemmo


superiormente, sembra che
il

Ne

solo

in

giuochi
notte

feste

il

diver-

popolo
cerei al

romano accendeva lumi


cader della
Pietro
il
,

timento

dei

moccoletti nell' ultima

quanto
I,

sera di carnevale, sia anch' esso derivato dalle suddescritte


narie.
feste

neir ingresso trionfale de' suoi imperatori.

lumi-

Fabro

Setnestr. lib.

cap. 6, ed
et

Laurenzio, de prandio
cap. 9, raccontano che

CARO,
si

CARISSIMO. La Crugiocondo,
pre-

coena

vet.

sca dice, che colla parola caro vuoisignificare, grato,

non

solo gl'imperatori reduci da

una

venivano di notte in Roma , erano ricevuti dal popolo con lampade e lumi , ma gli stessi imperatori e consoli, dopo la cena trionfale invitavano il popolo romano nd accompagnarli co' suoni e co' tripudi. Francesco Modio, De triitmphis vevittoria, se

giato, caritSj gratiiSj

/ucunduSj don-

de viene
caio,

il

carissimo^ superlativo di
j

caritsimus

grntissinius.

AgI,

giungiamo
p.

col p. Lupi, Dissertazo-

nij pubblicate dal Zaccaria

tomo

de ludis narra ci particolarmente parlando di Giulio Cesare, di Nerone, di Gallieijo, di Vespasiaaltro trattato^
et spectac.
veter.^

teruni,

ed in

i53 che Caro e Cara cominciarono ad usarsi come nomi propri, dopo r impero di Caro e Carino, cio M. Aurelio Caro, che fu assunto al romano impero l' anno 282 dell'era cristiana, e M. Aure-

CAR
Carino suo successore immediato. Onde osserva, ch^^ non di rado si us per nome proprio quello, che prima era solamente aggettivo; ed un santo fanciullo martire trov che avea nome Carissimo.
lio

CAR
Perch

non siamo

privati di

99 una

" regola fissa, determiniamo, che il titolo di nostro carissimo fratel lo si compartisca nel carteggio al nostro fratello provinciale, ed ai padri di provincia ".
ro

Il

Garampi, Del

sigillo

p.

^Qt

racconta che in

un

placito tenutosi
II

nell'anno
gorio,

189 da Innocenzo
di

per

una causa del monistero

s.

Gre-

Oddone
:

signore di Poli, ch'era


,

parl r avversario del monistero sempre cos Domine Papa , ego ad vestram praesentiam libenter adveni , Carissime , non ad haec

Ugo, Cardinale. Ugo Cadenominato da s. Teodosio o di s. Thiery, o meglio di s. Caro, nacque a san Chers in Vienna del Delfnato. Volgarmente si chiamava Ugone Cardinale, ed era dottore insigne, e profondo in teologia. Pervenuta la fama di lui a Gregorio IX, lo spedi con altri dotti e pii re, ,

CARO

responsurus

etc.

me Domine,
stri

ut

Rogamus, carissime ad haec reetc.

ligiosi

spondere non cogas

>.

Sicut no-

Domini etc. Domine Papa ad praesens


Carissimi
etc. ".

Fac
justi-

di Counione della chiesa greca colla latina. Quindi nel 1244 "venne promosso all'arcial patriarca

Germano
1'

stantinopoli a trattare

vescovato di Lione, e nel medesimo

>i

tiam

Francesco Parisi nelle

anno da Innocenzo IV,


dinal prete di
s.

nel

tempo

le

sue Istruzioni per


III,

segreterie^
iti

del generale concilio, fu creato Car-

tomo
cie
si

p.

16,

Be'

titoli

spe-

Carissimo^ dice che di questo


il

serve

Pontefice

romano
ed

nelle

lettere all' imperatore,


tuiti

altri costi-

in regia dignit

alle loro

mogli

, come ancora Carissime in Chri-

stojili noster, salute in ^ ec. ed in cor-

po, la

Maest

vostra^ ec.
il

sovrani usano
noi r usiamo

carissimo

Anche i come
,

ed amici e nel 1 369 l' imperatore Carlo IV scrivendo a Landolfo Colonna, gli
co' parenti
scrisse

Sabina con altri i25i fu spedito legato in Germania a pacificare quelle provincie , ed a favorire Guglielmo di Olanda eletto re di Germania in vece di Federigo II , nonch a correggere i molti disordini , che per la condizione dei tempi si erano introdotti in quelle chiese. Allora ebbe a trattare la causa
undici soggetti.

Nel

dell'arcivescovo di Treveri accusato


di

aver favorite
i

le ostilit

praticate

carissime. Rileva

il

Bercaslel,

contro
la

crocesignati

dal

popolo di

Histoire de VEglise tom.

XIX,
i5<^^

p.
ri-

Coblentz. Estese le sue premure alchiesa

56

che, allorquando nel


la

cevette

solenne

assoluzione

Clemente Vili il re di Enrico IV, questi diede a' Caidinali il titolo di cugino j mentre fino .allora dai

da Francia

del

di Liegi, approv la festa Corpus Domini nuovamente inin quella diocesi, e volle
si

stituita

che

nel

1252,

celebrasse

clero delia

sua

da tutto il legazione. Divenne


le

monarchi

aveano avuto
antico.

Francia non che quello di caro


di

carissimo al Pontefice per


distinte
,

sue doti
libri

postill tutta la sacra Scrit-

tura

e ne

comment

alcuni
il

Dalle regole poi dei religiosi


;

Al-

e,

cantarini,

Constitutiones, ec.

Valenlegge:

secondo alcuni, fu viderla in capi toh ,


individui
del

primo a

di-

eia,

lyoS

pag.

i38,

si

con molti suo Ordine termin


e

100
le

CAR
Bibbia,
Stabil

CAR
che
nella

Concordanze della
resero

coloro,

Io

immortale.

sua patria un convento a' frati del suo Ordine, e consunto dalle fatiche, dopo i conclavi di Alessandro
e di
nel

Urbano IV, mori in Orvieto 1264, diciannove anni dacch

era stato insignito della porpora. Fu sepolto nella chiesa del suo Ordine, e la salma di lui fu trasferita a Lione, ove si colloc nella chiesa dei

che percuotono gli ecclesiastici. Labb tomo IX, Arduino tomo VI. Il 3." si adun nel 1028, sopra la fede cattolica , e contro i manichei , che propagavano i loro errori nelle Gallie, non che per la conferma della pace. Diz. portatile dei
Concili pag. 90.
Il 4- concilio si convoc nel 1080, ovvero nel 1082, secondo il Labb tom. X, e l'Arduino tom. VI. Vi fu deposto il vescovo di Saintes

domenicani
al

con

chiarissimo

elogio

maggiore, presente Guido vescovo Cardinal di Sabina legato a Intere, che fu poi Clemente Papa IV. Il Marracci, ricordando questo dottissimo ed illustre Porporato , esalta a cielo la divozione di lui, che nudriva speciale verso la santissima Vergine.

manco

lato dell'aitar

Rosone, sebbene
vi
si

altri

vogliano, che

consacrasse soltanto
5.

un
1 1

altare.

Il

celebrato

nel

86

nel

pontificato di

Urbano UT,
si

e presie-

duto
punti
Ivi.

dall' arcivescovo

legato apostolico,
della

di Bourges occup di vari


ecclesiastica.

disciplina

CAROFF,
citt

di

Caroffum. Piccola Francia, chiamata anche


nel

CARPASSO
vescovile

Carpasien.). Citt

Charroux
ficata

dipartimento

della
edi-

Vienna, circondario di Civray,

di Cipro, ora semplice borgo della Turchia asiatica


nell' isola

su di un ruscello, che pi abbasso si riunisce alla riva destra del Charente, nella diocesi di PoiEravi una famosa abbazia di tiers. benedettini fondata con approvazio-

sulla costa

settentrionale

di

Cipro,

con piccolo porto. Dipendente dalla metropoli di Salamina, nel XII secolo, si un all' antica sede di Ceraimia ( Cerines ), nella diocesi di
Antiochia.
di

ne di Carlo Magno dal conte di Limoges Rotegario in uno ad Eufrasia

sua consorte; e siccome Carlo Magno vi pose nella chiesa un pezzetto della ss. Croce, la chiesa fu dedicata al ss. Salvatore. In questo
monistero, che viene pure appellato San-CaiTof, Sanctum Carro/uni, se-

Due vescovi si conoscono Carpasso che fii detta anche Carpasia. Divenne in seguito ve,

scovato

ora
gli

conserva
fu

ming,

titolo che pur monsig. Michele Flede' minori riformati, e che conferito a' io luglio 1829

in partibus,

da Pio Vili,
apostolico
di

in

uno

al

vicariato
nell'

condo
col.

la

Gallia Christiana

toxx.

II,

Terra Nuova

A-

1277, *' celebrarono i seguenti cinque concili, detti Carrofeiisi. Il i. vi venne convocato nell'anno 983, sotto Lotario I. Gallia Christ. tom. II, pag. 5 11. Il 2. fu tenuto l'anno 989, in
favore del monistero,
e
si

m erica. CARPATO
arcivescovile tra
isole

(Charpatus). Rodi e Creta


esarcato

Citt

nelle

Cicladi

dell'

d' Asia

chiamata xogarmenic Scarpanlo.


eretta
in

Fu

vescovato

nel

secolo,

fulmina-

rono pene contro quelli, che derubano le chiese, o i poveri, e contro

ed in arcivescovato nel nono, ed dipendente dalla metropoli di Rodi. Se ne fa menzione pure negU atti

CAR
de' concili, e
si

CAR
sette dei

101
bi-

conoscono

gi uditore di lui,
blioteca.

non che una


conclavi

suoi vescovi.

Dopo

d'Inno-

CARPEGIVa Gasparo, Cardinale. Gasparo Carpegna, dei conti di Carpegna, congiunto al Cardinal Ulderico di tal nome nacque a Roma nel 1626. Appena prelato, Innocenzo X lo fece uditore della
,

cenzo

XI, Alessandro Vili, Innocenzo XII, e Clemente XI, mor a

Roma
di

ottantotto

vescovo di Sabina nel 1714 anni, e quarantatre


e

di Cardinalato;

senza

pompa

fu-

segnatura, poi segretario della congregazione delle Acque. Egli compose le ardue differenze tra la corte
di

nebre fu sepolto nella tomba dei suoi maggiori a S. M. in Vallicella, rimpetto alla cappella detta dell' In-

granduca di Toscana circa il corso delle Chiane, che sorgevano fra i due confini, e che ried
il

Roma

tenute pregiudicavano
e ritrov
riparo.

ambe

le parti,

i683 a Roma pubmorale ; e per la sua letteratura, fu il primo Cardinale ad essere acclamato nella celebre accademia di Arcadia. V. Josephus
coronazione. Nel
blic un' opera

un comune

soddisfecente
lo

Montereius,
dilli

Dappoi
ai

Alessandro VII
s.

ascrisse agli

uditori di Rota; e Cle-

mente IX
zio
;

consultori del
,

Offi-

poi
,

affine

Clemente X che avealo a premio de' suoi preclari


lo dichiar

Rariorum maximi mO' numismala selecta ex bibliotheca Em. Card. Carpignae commentariis illustrata Amstelodami i685. Ma il museo per la maggior
,

parte pass al Vaticano, e la biblioteca in progresso fu alienata.

meriti poscia

suo datario

e
lo

ai

22

dicembre
s.

1670,
vicario

CARPEGNA
le.

Ulderico, Cardinadella

cre Cardinal prete di


na. Oltre a ci,

Pudenzadi

Ulderico Carpegna

nobile

lo fece

famiglia Carpegna di

Roma,

ma

na-

Roma;
l'iti ,

prefetto della

congregazione

to a Milano nel

iSgS, conseguita

dei vescovi e regolari; di quella dei

e lo ascrisse a quelle del sanofizio


,

da Gregorio XV l'abbazia di s. Maria di Mutino in Montefeltro, per


qualche tempo fu alla corte del Cardinal Antonio Barberini fratello di Urbano VIII, che nel i63o lo promosse a vescovo di Gubbio, per la morte di suo fi'atello Pietro Carpe-

to

del

concilio

molte,
assai
la

nelle

quali

tutte

ed altre guadagn

nella

comune estimazione per

sua equit e

Clemente

XI

lo

profonda dottrina. stimava tanto


il

che desiderando
sto Cardinale in

consiglio di que-

gna
il

una importantissima

Ristaur a tutte sue spese seminario di quella cattedrale e


.

non ebbe difficolt di andare con trentacinque porporati al palazzo del Carpegna malato, ai 22 luglio
causa,
del

soccorso da saggi uomini lo ridusse

a perfetta disciplina. Morto


di Urbino,

il

duca

Urbano VIII, che aveva


il

gazione

1708, a tenere solenne congrenella camera di lui, come apparisce da chiari monumenti , e che segnatamente da un quadro
,

ricuperato quel ducato alla SantaSede,

per esaltare
del
s.

Carpegna

e fare co-

sa grata agli urbinati, ai

28 novembre
cui

i633,

lo

cre Cardinal prete di


chiesa,
poscia
il

conservavasi

nell'appartamento
il

del

Anastasia,

conte Carpegna,

quale
.

ricorda-

va
sco,

tale

avvenimento
quale
parla

Si

form

questo porporato un rispettabile


del
il

mu-

Bonarroti,

Carpegna abbell magnificamente. Da Gubbio, nel iGSg, pass al governo della chiesa di Todi , cui dopo un lustro rinunzi al Pontefice; a

, ,

IDI

CAR
titoli,

CAR
Alessandro
di

dopo altri VJI pass


e
vi

sotto

gato

pontificio. Inoltre in

Carprcndel
serie in-

al vescovato
il

stabil

seminario.
tentpo
di

Albano, Benevolo
giubileo

trasso risiedeva

pure

il

rettore

contado Venaissino,

la cui

coi

poveri,

in

cominciata nel 1235, regnando Gregorio IX, riportasi a quell'articolo. Egli vi teneva il luogotenente, e

ne raccolse nel proprio palazzo grande quantit. i'a slimato poi pel
suo saggio parei'e e consiglio dal sagro Collegio e dalle congregazioni

giudicava non solo immediatamente


nel dipartimento
di Carpentras,

ma

buongoverno, deir indice e da altre molte


dei vescovi e regolari, del
alle quali

era a^Jcrilto.

Da

ultimo,

anche era giudice supremo di tutta la provincia Venaissina, con amplissima giurisdizione conferitagli dai

dopo aver favorita la elezione d'Innocenzo X, Alessandro VII, dei due


Clementi

Romani

Pontefici. Carpentrasso di

IX

d'

Innocenzo

forma quasi triangolare, ed rinomata ancora per la sua numerosa


nobilt
,

XI, mentre era vescovo di Porlo dal 1675 sotto Clemente X, e protettore dell' Ordine di Premostiato, mor a Roma nel 1679 ^' ottantaquattro anni e quarantasei di Cardinalato, e fu sepolto in chiesa a
s.

pei

molti

considerabili

suoi edifizi, essendo la cattedrale di


bella proporzione, ornata
di colon-

poco lungi dalla porta maggiore, con bellissima lapide, fi^giata del suo elogio e delle insegne Cardinalizie. Nel 1678 assegn il Caipegna dieci luoghi di Mondella Valle,
te ai sacerdoti

Andrea

ne prese da un antico tempio di Diana, che esisteva a Venasque. Essa eja dedicata a s. SufBedo, ed avea un capitolo composto di dodici canonici. Fu celebre anche l' opulenza del mercato di Carpentrasso,
che tuttora si tiene ogni venerd con grande concorso, ed celebre tuttavia per le magnifiche mura di pietra che la circondano, erette principalmente dagli antipapi Cle-

della
coli'

congregazione
di fare
in

della

Missione,
le

obbligo

ogni anno

missioni

due

luo-

ghi della diocesi di Porto. Pier Antonio Guerrieri, Genealogia di casa

mente
re,

VII,

Benedetto
l'alta

XIII,
tordi

notandosi
range.

specialmente

Carpegna isloricamente compilata


Rimini 1667.

che domina sulla

porta

O-

CARPENTRASSO
TRAS.
sa,

CARPEN-

Citt vescovile di Provenza in

Francia, nel dipartimento di Valchiu-

Carpentras vanta rimotissima ofu capo de' Memiiiij o Minimi , popoli subalterni ai ha vari
rigirie,

capoluogo di circondario e

di can-

onde Plinio
cte

la

chiam Carpentorae

tone, edificata in
a' piedi del

una bella posizione monte Ventouz, e sulla

Meminorum,
civitas

Tolomeo Forum
Meniinis
il

Neronis sub

Tricastinis

riva sinistra dell' Auzon.

Fu

capitale

quorum

forum Neronis j

del contado Venaissino(^(efl?/), gi do-

minio della Santa

Sede dal secolo


del

XIII, fino agli ultimi

XVIII,

non che fu

allora residenza della curia

che diede argomento al p. Labb, per conciliare i detti autori, di dire che sia una stessa cosa. CarpenGiulio to racle ^ e forum Neronis.
Cesare trovandosi nella Provenza, vi
fece

della provincia, del giudice delle appellazioni, spettandogli quelle dei giudici di Lilla, e Valreas,
il

dedurre molte colonie da Tibele


fie-

quale era
vice-le-

rio Nerone. Questi v' istitu


re
e
i

temporaneo, e

costituito dal

mercati, vi eresse

un

trib-

CAR
naie per rendere ragione alle altre terre de' Menimi, onde dal concorco de' carri

CAR
tea

to3

e cocchi scoperti,

elio

in grandissimo
ai

numero acconevano
fiere,

monete che fece coi niare a Morilleux, o Monteux, castello da lui eretto presso Carpentrasso, ed ove alcun tempo dimor, prese il
nelle
titolo di

onde

mercati ed alle
il

vuoisi de-

rivato

nome
l'

di

Carpentras, e dal

trato l'anno

detto Nerone
ronis.

altro di

Forum Nc~
nelle

mente
port

V
la

Tuttavolta dagli avanzi di un


trionfale,

Conte del Vcnaissin. Eni3i4, trovandosi Clemalconcio in salute, trassua corte e curia a Car-

arco

incassato

co-

prentrasso

come

capitale del conta-

struzioni dell' antico palazzo vescovile,

rappresentante in lilievo un con-

do ; indi volendosi recare a Bordeaux, cess di vivere a Riquemaure


aprile di detto anno. Il suo ai 2 corpo fu trasportato in Carpentrasso, ove colla corte dimoravano i Cardinali,

quistatore, che tiene


nati, e

due re

incateal

che

credesi

appartenere

monumento innalzato in onore di Gneo Domizio Enobarbo, e di Quinto Fabio

e vi rest per molto


i

tempo senza

Massimo,

vincitori

degli
si rile-

sepoltura, perch

suoi parenti e do-

HJlobrogi e degli auvergnati,

mestici

non
a*

si

occupavano che della


tras-

va che

la citt era gi importante,


i-

sua eredit. Finalmente venne


ferito
cesi

come veniva comprovato da una


scrizione di caratteri

27 agosto ad

Usesta dionella col-

romani antichi

di Bazas, e fu sepolto

fuori della porta Auriaca, nell'orto


Brutinelli.

legiata de' canonici

Certo che Carpentras-

fondata,

quali

da lui aveano avuto dai


regolari

so divenne
t

una

delle principali

cit-

Cardinali sentenza favorevole contro


Ja chiesa di Caipentrasso,

della Calila

JVarbonese. Se

poi

che ricuca-

fosse eretta sulle


sca,

rovine di

Vindi-

sava di ceder loro

il

pontifcio

o Venasco, o se fosse questa u-

davere, ad onta della volont espressa dal defunto, che aveva ordinato

na diocesi riunita a Carpentrasso, appresso della si dir parlando in


sede episcopale e de' pi insigni suoi
vescovi, non che di quanto riguarda l'origine della sovranit della Santa Sede. Pasciamo ora piuttosto

dover
giata.

esser

tumulato

nella

colle-

Quindi
si

ventitre Cardinali,
il

fra

quali sei italiani ed

resto francesi,

rinchiusero in conclave nel palazzo

a dire del trasferimento della

sede

del vescovo di Carpentrasso.

Ma sicconon
eleg-

medesima in Provenza per quanto pu riguardar Carpentrasso, e dei


successivi suoi avvenimenti.

me

essi

erano
i

riso'uti di

gere per

Papa un guascone, come


molti
(T^.
tit.

pretendevano
questa
nella sua

Cardinali
s.

Eletto
col

al di

sommo

pontificato,

provincia

Antonino

nome
di
a'
i

scovo

Clemente V, l'arciveBordeaux Bertrando de


subito chiain Francia, ov'egli
l'

Cronaca

XXI.

cap.

Got

5 giugno i3o 5,
vedendo

IV, ed il Villani al cap. 79 del lib. IX), perci i parenti di Clemente

m
da

Cardinali

ovvero
conclave

medesimi
della

Cardinali

trovavasi, e

Italia

in pre-

guasconi,
del

annoiati
e

lunghezza
della

alle fazioni,

stabil

la

residenza

degli

ardori
il

pontifcia

in

Avignone non molto

stagione estiva, attaccarono


al conclave stesso, per cui
tori si
i

fuoco

distante
1

da Carpentrasso. Indi nel o volle visitare la provincia del

sacri elet-

trovarono costretti ad uscirne

Yeuaissino, che elev al grado di con*

per un'apertura fatta nel

muro

di die^

io4
tro al

CAR
palazzo,
a'

CAR
luglio
1

24

dopo quasi tre mesi che vi entrati. Per cagione di questi tumulti^ nati prima anche tra gli abitanti di Carpentrasso, e per altre ragioni,

3 1 5, erano

Questa colla forza dello armi ne cacci Rodrigo de Luna, nipote del falso Pontefice, che coi
apostolica.

suoi soldati
la sovranit

dominava molti

luoghi,

e quindi tutti furono sottomessi al-

dur

la sede

vacante

due

anni, tre mesi e


finche

diciassette giorni,

ed alla religiosa ubbidienza di Alessandro V.


Carpentrasso dopo tal' epoca gopace e tranquillit ; se non che nel secolo XVI le guerre cividette
vili
fatti,
ti

in Lione fu eletto Giovanni


gi cancelliere di

XVII,
gnone.

Roberto conAvi-

te di Provenza,

e vescovo di

Gregorio XI, il settimo de' Pontefici che facessero residenza in Avignone (Vedi), nel 1877, riport la sede Papale a Roma, ove essendo morto nel seguente anno, fu collocato sulla cattedra apostolica Urbano VI, napoletano. Non and guar,

si

la sturbarono. Di i562, gh eretici ugonotaccamparono col loro esercito

religiose

nel

innanzi la

citt,

ma

furono valoro-

che

Cardinali
nel
si

francesi,

disgudi

stati

dal suo rigore, e anelando


delizioso

samente respinti dagli abitanti, onde recandovisi il general pontificio Serbelloni, parente di Pio IV, ne volle rimunerare la fedelt e il valore, ed perci che nella sala della rettoria don al governatore Santa Galla
vi della

far ritorno

soggiorno
scismati-

di Provenza,

ribellarono, ed a'20
elessero

una catena d'oro colle chiaromana Chiesa pendenti, e

settembre 1378,

simili nella

camente r antipapa Clemente VII il quale trasferendosi, a' 20 maggio


1379, ^^ Avignone, vi stabili il lagrimevole scisma, che crudelmente lacer la Chiesa pi di cinquanta-

forma, ma minori nella grandezza ne diede agli altri capitani. Ne' secoli successivi soggiacque Carpentrasso al dominio straniero in
varie epoche, finch poi venne riunito alla Francia.

un anno,

e siccome

fedeli

non

sa-

pevano qual fosse il legittimo Pontefice, cos Clemente VII ebbe nella

Primieramente la citt, insieme contado Venaissino e ad Avignone, nel 1662, regnando Alessandro
al

nazioni, e

sua ubbidienza parecchi regni e domin da sovrano in


fino dal

di Luigi

VII, Chigi, fu invasa dalle truppe XIV re di Francia, adon-

Avignone divenuto,
naissino unito

i348,

tato

per

le

offese

fatte in

Roma

della Santa Sede, e sul contado

Ve-

dai soldati corsi al suo ambasciatore

ad Avignone
VI.
il

in quel-

de

Crecquy
si

ma

pel

trattato
i

Tanno da Clemente
Celebratosi

di pace de' 12

marzo 1664,

detti

concilio di Pisa, vi

domimi
postolica.

restituirono alla sede a-

fu deposto Benedetto XIII successore dell'antipapa


nel

Clemente VII, e
creato

i4o9>

"vi

fu
Il

Pontefice

pseudo-Papa da Avignone ritirossi a Paniscola nella Spagna, per lo che il novello soAlessandro V.

Essi per nuovamente furono occupati per ordine dello stesso monarca, nel 1688, nel pontificato d' Innocenzo XI, Odescalchi,

per

le

vertenze

insorte delle

fran-

chigie e regalie,

e per
l'

le

censure

no

vrano Pontefice provvide al goverdi Avignone e del contado Vecoli' istituire

fulminate contro
vardino.

ambasciatore La-

Ma

nel seguente pontifica-

naissino,

la

legazione

to di Alessandro Vili,

OUohoni, nel

CAR
1690, fu a lui restituito lo Avignone, compreso Carpenti-asso,
stato di
aso,
la

CAR
qnal capitale del Venaissino.
citt di

io5

guardano esclusivamente Carpentras-

Ora

vondo

del tutto fine le differenze, nel

1692, sotto Innocenzo XII. Dipoi, essendo Luigi XV, re di Francia, malcontento della corte di Roma, perch

Carpentrasso conta circa diecimila anime, residenza di un tribunale ordinario, dividesi in due
cantoni, con altri
tre,

cio

Mour-

Clemente XIII, Rezzonico, sosteneva la benemerita compagnia di Ges, che si voleva soppressa, e irritato pel monitorio inlimato al suo parente Ferdinando di Rorbone duca di Parma, ordin
gli
stati della
l'

moiron, Pernes patria di Flechier,


e Sault.

Passando a parlare
scovile di

della sede ve-

Carpentrasso e dei principali suoi vescovi, si dee premettere,

invasione dein Pro-^

che questa

citt

fu anco

appel-

romana Chiesa
1768,
francesi,

lata

P^indiscay o Vindausica,

Venal

venza, per cui, nel


trasso fu presa dai
quella, che

Carpen-

dacensis urls, per l'unione fatta della diocesi dell'antica

come

Vendacense

dovea seguire
e del contado.
le

la sorte di

Avignone
te

date nondimeno

cose da

AccomoClemen1774? ^u dominii

vescovo di Carpentrasso, la cui sede alcuni con poco fondamento vorreb-

XIV, Gauganelli, evacuata in un agli


pontifici.

nel
altri

Non tardarono

ulteriori av-

venimenti a ritogliere ad essi Carpentrasso, dappoich nel declinar del secolo XVIII, propagandosi lo spirito di vertigine della rivoluzione fran-

bero originata nel secondo, o nel terzo secolo. Incominci pertanto Vindausica ad essere citt verso l'anno 407 > e decimoterzo dell'imperatore Onorio, quando inondarono le Galle, a bello studio lasciate senza
difesa
agli

da

Stilicone,
i

vandali in

un

alani,

quali con altri barbali

cese in Avignone,

alcuni

ribelli

si

la

devastarono. Allora verosimile,


gli effetti
si

diedero alla repubblica


e nell'aprile del

di Francia,

che Carpentrasso provasse


di eguali ostilit, e di col
ferisse
il

1791

assediarono

tras-

Carpentrasso, che presero insieme al


il quale con Avignone per la forza delle armi fu ceduto interamente alla Francia col trattato di Tolentino de' 19 febbra-

vescovo a Vindausica, che

resto del contado,

forse fu

una
s.

delle

quali ne rimasero

poche terre immuni, per


in
si

le

te-

stimonio di

Girolamo. Quindi inluce


leg-

torno a quel tempo datasi ge Civitas


citt di

io

1797, dal Pontefice Pio VI, il quale fu a ci costretto per salvare i pochi stati, che gli erano rimasti
dalla

la notizia delle provincie, vi

Carpenctoratensisj mine

francese

occupazione.

Quindi , che il successore Pio VII, prima nel congresso di Vienna del
18 15, e poi nel 18 17 al re Luigi diXVIII, protest per garantire
i

Vindausica. Ma poi riparatasi la Carpentrasso, essa riassunse l'elezione del proprio vescovo,

ritti

della Santa Sede, acciocch


il

il

continuando parimenti i vescovi di Vindausica, onde in un tempo stesso avea Carpentrasso il suo vescovo, e r avea altres Vindausica nel 45o,
vedendosi
lettera

contado Venaissino o fossero ad essa restituiti, o reintegrata fosse con un compenso,


ducato d' Avignone, e

ambedue sottoscritti
della
I.
s.

in

una
al

de' vescovi

Gallia

Pontefice

Leone

Distrutta

dai
dio-

come megUo pu

vedersi

all'

articolo
ri-

longobardi Vindausica, la sua


cesi
si

Avignone, in cui molte

notizie

un alla sede di Carpentrasso,

io6

CAR
il

CAR
vescovo di Carpentrasso abbandoriferirsi

u pi si trova da indi in poi alcun vescovo Vendacense distinto dal Caipentoratense , bench alcun vescovo di Carpenti-asso talora s'intitolasse vescovo

nasse la sede propria. Pertanto l'ac-

caduto dee piuttosto

al

temverso

po
sica,

dell'

invasione

vandalica

seguita unione delle


ne' tempi

Vendacense per la due chiese. Che


il

l'anno 4o7- Distrutta poi Vindauin suo luogo venne edificata la


fu appellata

in Carpeiitrasso vi fosse

vescovo
invasioni

terra di

precedenti

alle
il

Venasca la quale sempre Venasca o Venasco


,
,

barbaresche, lo persuade

pensiero

nello stesso

tempo, che
era
detta

la

citt di

che

il

vescovato fosse eretto in una

Carpentrasso

citt

Ven-

ove per essere capo de' popoli Memini doveva risiedere alcun magistrato romano, in conformit alia
citt,

dacimse, e Findausica.

Ritornando
trasso,

alla

sede di Carpen-

prima

della incursione

van-

regola per ordinario osservata nella

dalica nelle Gallie, seguita nel

primitiva Chiesa
sedi episcopali
;

nell'erezione delle
oltre
si

come dicemmo
bene
in

sotto
i

l'

4o7> impero di
stata di-

di che se
fosse

da

Onorio, avea essa

suoi vescovi. Sebfosse

Carpentrasso non
il

trasferito

gran

parte

vescovato di Vindausica, non potrebbe agevolmente intendersi il sendella

strutta dalle

armi

de' barbari,

fu per trasportata la sede in

ne Vin-

so delle parole

Notizia

delle

dausica

Provincie^ Civitas Carpenctoratcnsis

mine Vindausica. JV in altro tempo pu collocai*si questa traslazione, per conformarsi al tempo delle Notizie.. Alcuni han creduto, che ne seguisse la traslazione quando i borgognoni estendendo nelle Gallie il loro dominio, fra le citt vescovili, che nel 4^3 occuparono presso il Keno, s' insignorirono di Carpentrasso, ond' che essendo i borgognoni eretici ariani, si ritirasse in Vindausica il vescovo cattolico. Ci per altro ripugna, perch non prima del

forte , e pi difficile accesso. Ma quando pochi anni dopo Carpentrasso fu riedificata, o ri,

come luogo pi
g' infedeli di

quindi per

parata, riassunse la elezione del pro-

prio vescovo, senza che

Vindausica

onde ripeteremo, che nello stesso tempo sedeva u vescovo in Carpentrasso, mentre un altro reggeva la chiesa di Vindauperdesse
il

suo;

sica.

Distrutta quest' ultima nel sesto


si

secolo dai longobardi,

riun la sua
alla

diocesi a Carpentrasso,

distru-

452, o del 4^2} si estesero i borgognoni sino alle sponde della Durenza,

and congiunta la perdita de' monumenti de' primi suoi vescovi, onde il primo di essi a noi
zione della quale
tera a

tempo

assai

posteriore

alla

noto Sabino, che sottoscrisse la lets. Leone I in uno a Supervennel

notizia delle provincie. Essi anzi al-

tore vescovo Vendacense

lora erano cattolici

come

lo era

Gan-

essendo

ambedue
Io

sottoposti alla
si

^5\ me-

deuco o Gondiaco loro re; e quando gli successe Gondebaldo suo primogenito infetto di arianismo, non perci abbandonarono i vescovi cattolici

tropoli d' Arles,

sa

con
le

qual

fondamento

Scaligero

facesse

suffi'aganee di quella di

Vienna.
ai

Giuliano, vescovo di Carpentrasso


,

delle altre sedi, le citt del di lui

nel

intervenne

concilii

dominio, compreso quello di Lione, nella qual citt risiedeva Gondebaldo;

Epaonense

ed

Arelatense,

e sotto

di lui fu tenuto in Carpentrasso

un

per

la

qual cosa non

vi

ragione che

concilio di sedici vescovi, del

quale

CAR
che fu notabile prerogativa di questa chiesa. Gli successe Principio, e a questo s.
si

CAR
e
riusc

107

parler

in

fine

per questa chiesa di sommo splendore, sebbene in progresso di tempo si diminuissero a segno, che

Siffredo, o Suffredo, vescovo di

Vincol-

dausica, per essere


locati

comunemente
i

tra

vescovi di Carpentrasso,

considerandosi allora
uniti,

due vescovati

XVIII rimasero dodici. vescovo Raimondo, che govern dal II 55 all'anno 1170, per donazione di Raimondo conte di
nel secolo
Il

ovvero secondo altri, non essendo ancora sede episcopale Carpentrasso, ma solo compresa nella diocesi Vendacense. Chi lo descrive nel catalogo de' vescovi di Carpentrasso, gii d luogo tra Principio e Clemazio, che fu oriondo del Lazio, e che tratto dal monistero di Lerins, fu ordinato vescovo da s. Cesario d' Arles e che poi in una casuccia presso la chiesa di s. Maria da lui fabbricata, mor santamente a' 29 novembre, come nota il martirolo,

Tolosa, acquist per s, e suoi successori il dominio temporale della terra di Venasca nel i 159, Andrea fu vescovo nel r i85; e Guglielmo Reroaldi lo era nel
1

2, nel qiial

anno
il

scrisi

se al Pontefice

Innocenzo

III

contro

conti Tolosani. Egli, ovvero

suo pre-

decessore Andrea, fu espulso dalla sede da Raimondo VI conte di Tolosa.

Dalla confessione di
dati

tal

delitto

fatta

poi dallo stesso conte, e dagli

ordini analoghi legato

dal

pontificio

gio gallicano.

Dopo pochi

anni, alil

Mi Ione, si raccoglie che Raimondo VI eresse una fortificazione

cuni temerari involarono

suo cora proscoperti

po

ma

percossi per via

da repen-

a Carpentrasso, e vi esercit molte violenze ; ma s' ignora quali esse


fossero^ e qual fosse
il

tina cecit, restarono inabili

tenore

del-

Seguire

il

cammino

onde

l'ammonizione.
di
lici

rileva

per altro

allorch erravano

all'

intorno di Carclero

dalla lettera scritta

pentrasso, arrestati che furono, con-

fessarono
e
il

il

fallo

quindi

il

da Ugo vescovo Riez e da Tedisio legati apostoa Papa Innocenzo III, che Raifu dal

popolo
le

trasferitosi processionali

mondo VI

medesimo Ugo e

menle nel luogo, ove


deposto
sante ossa,

lei

aveano

le

trasporta-

rono onorevolmente nella loro citt, e come dono della Provvidenza lo elessero per ispeciale patrono, dedicandogli la cattedrale.
Il

da Milone condannato a mille marche d'argento, per riparare i danni da lui portati ai vescovi di Carpentrasso e di Vaison.

Poco

dipoi, siccome

riporta
lista

il

Pagi, nella critica dell'anna-

Baronio all'anno 1229, cio nel

vescovo Licerio
col

si

sottoscrisse

pontificato di Gregorio IX, dalle terre


tolte a
la

nel sinodo di

Chlons del 65o, ed


titolo

R.aimondo VII, furono date

al-

registrato
:

di

vescovo
,

Chiesa romana quelle del Venaissi-

Vendacense
la

ond' verosimile

che
di-

no, di cui Carpentrasso era, e continu

sede

di

Vindausica,

prima
di

strutta nel
di

5^5,

fosse unita

a questa
Lice98-2

Carpentrasso ne' tempi


JXell'

rlo, o poco innanzi.

anno

divenne vescovo Leirardo , il quale lasci il suo nome in benedizione, poich istitu in Carpentrasso un capitolo
di

ad essere la capitale, onde nel detto anno cominci il dominio temporale della santa Sede, tanto in Carpentrasso che nel contado, di cui Gregorio IX fece rettore nel 1240
il

vescovo di Carpentrasso
Bariolis,

Gugliel-

mo

prelato di merito, e di
talenti.

sessanta canonici

lo

che

non comuni

n>8^

CAR
gli atti concistoriali,

CAR
sotto

Secondo
il

gesle,

ed alcuno decorato della


Cardinalizia
,

di-

vc^scovato di Berengario di

Masadella

gnit
della

come Giuliano

no,

avvenne

il

trasfeii mento

sede ponliticia

nella

Provenza.

Nel

i35ji, Papa Clemente VI coniniise a Golfredo, secondo vescovo di Care |>enfrasso, e a quello d' Usez all'abbate di s. Rufo di Valenza,
,

Rovere, nipote di Sisto IV, che il cre, mentre n'era vescovo. Cardinale di s. Pietro in Vincoli

nel

i47i>
^lla

trasferendolo

poi

nel

14/4

sede d'Avignone,
al

suo riguardo elev


politico nel

che a grado metro-

il

processo informativo per la canodi


s.

nizzazione

Elzeario,

che
il

poi

celebr

Urbano

nipote del santo.

li'j^: onde sottraendo Carpentrasso, Cavaillon, e Vaison, vescovati del contado Venaissino,
dalia giurisdizione
di Arles,
li

Fu

sotto

Goffredo,

che

detto

sot-

Pontefice acquist dalla regina Giosignora di Provenza , pel prezzo di ottantamila fiorini la citt d'Avignone, che congiunse al Ve-

topose a quella della


poli, e poscia nel

nuova metroil

vanna

i5o3,

Cardinal

della

Rovere fu sublimato
di
di

al triregno

col

nome
vescovo

Giulio IL

Nel 1482
Pietro

iiaissino. Indi,

nel iSSy,

Innocenzo
il

fu

Carpentrasso

VI promosse
di

a questa sede

nipote

Clemente VI, Giovanni Roger di Limoges, il quale ebbe la consolazione di vedere, nel iSyo, eletto Papa il proprio nipote Gregorio XI, che neir anno seguente lo traslat ad Auch, e poi a Narbona, sostituendogli nella sede di Carpentrasso

de Valentaris, che Leone X, nel i5i3, fece rettore del contado; gli
successe
il

celebre

Giacomo Sadoleto,

amplissimo Cardinale, e a questo il nipote Paolo, che congiunse ancor


egli

col

vescovato
il

la

rettoria

del

Venaissino,

Giovanni Flandrini. Mentre questi governava il vescovato nel iSyG, Gregorio XI part dalla Provenza,
e ristabil in

un al cemmo, aveano
pentrasso.

qual magistrato in luogotenente, come sopra diresidenza


in Car-

Giacomo Sacrato,
Cardinal
diede
alla

altro

nipote

del

Sadoleto,
di

nel

Roma

la sede del

Som-

1572, fu dichiarato vescovo


pentrasso,
luce

Car-

mo

scisma, r intruso

Accaduto il grande Clemente VII esalt il Flandrini prima alla metropoli d'Auch, e nel i3go all'antica rdinaPontefice.
lato,

alcuni

Commentarli
di
s.

sui salmi, e sulle epistole

Paolo, fu rettore alcun tempo

del
nella

contado,
citt
i

nel

iSqi

chiam

morendo

nella falsa ubbidien-

religiosi

cappuccini.

antipontiflcati za ; onde negli di Clemente VII e Benedetto XIII,

furono vescovi di Carpentrasso Guglielmo III, che avea accompagnato

Pietro IV, Gregorio XI in Roma Giovanni V, e nel i4o6 fu innalzato a questa sede Paolo Campioni, cui successe nel i4i i legittimamente Lodovico Fieschi de' conti sovrani di Lavagna, siccome eletto da Giovanni XXIII.
,

Finalmente altri vescovi illustri governarono questa sede, alcuni dei quali furono decorati della porpora Cardinalizia, ed altri riunirono il rettorato del Venaissino ed anche
la

vicelegazione d'Avignone.

van-

taggio di questa diocesi, a'

9 agosto

1780, Pio VI
nel

stabili

la

dotazione

pel collegio di Carpentrasso, istituito

1607,

mediante

il

contenuto

della lettera

apostolica in forma di

scovi,

Quindi fiorirono altri zelanti vee commendevoli per le loro

breve, Aeternce Sapientice Consilio ma pel concordato del 1801 rest

CAR
la

CAR
soppressa
.

109

sede

di

Carpenlrasso
di

dena, sulla sponda del canale Navigho,

essendone slato l'ultimo vescovo Giuseppe Beni

Gubbio

Essa
s.

era

composta

di

trenta

chiese

parroc-

che mette nel Panaro, e prende da essa il suo nome. cinta di mura con belle strade, e cospicui edifci,
fra
il
i

chiali, oltre l'abbazia di

MaddaV.

quali primeggia

il

palazzo detto

lena situata nella stessa diocesi.

Gallia Christ. tom.


li

concilio
in

II, pag. 893. Carpento ralense fu

Castello, antico soggiorno de' principi della famiglia Pio, che adorna
col suo prospetto
la piazza principale decorata di ampio portico. Questa citt fu assai florida, e dicesi che

celebrato

questa
nel

citt

nell'

anno
san

527 o 529
di

pontificato

di

Felice III detto IV, e nel vescovato

Giuliano,

che
di

vi

si

sottoscrisse

in

uno a qundici
s.

altri

vescovi con

la presidenza

Cesario
e
vi
si

metro-

politano di Arles,

compila-

denominazione dai poche si vogliono trapiantali da Diocleziano nella bassa Pannonia presso l'Istro, primitivamente dimoranti forse nei monla

prendesse

poli Carpi della Valeria,

rono vari canoni. Agricio, o Agrocio vescovo d'Antibo, che irregolarmente


avea conferito un'ordinazione, venne
dichiarato
perci

ti Carpazi. Lo stesso Diocleziano verso l'annno 294, dal Danubio li

stabil in Italia,

massime

in que-

sospeso

per
e
in

anno dal celebrar messa; canone si diede proibizione


di esigere

un un

sto luogo. Eretta Carpi in principa-

to per

ai vescovi

la famiglia Pio, i3i9, divenne capitale di

nell'anno
esso, essen-

assegni

dalle

parrocchie,
sufficienti
il

done stato Manfredo


signore,

quando abbiano
per
vivere,

rendile

come
si

Io fu di

il suo primo Modena, colla

sostenere

decoro

qualifica di vicario imperiale.

Il

prin-

episcopale. Concl. tom. IV, p. i663.

cipato

Reg. XI. Arduino tom.

II.

Pio sino

mantenne nella famiglia al i55o circa, dappoich

CARPI.

Citt

vescovile antichis-

sima dell'Africa
dino
la

proconsolare, chia-

contro Erasmo,
//

Alberto, rinomato per le sue opere e perci chiamato


dotto, nelle guerre, che nel prin-

mata da Tolomeo
,

Carpis.

Secon,

vescovo

di

questa
era

sede

as-

cipio

del

sistette al

concilio di

Cartagine, alsottoposta
s.
,

l'Italia,

cui

metropoli

guir
cesco

le
I,

mentre in questa governava


priano.

Ci-

secolo XVI desolarono essendo stato costretto a separti del re di Francia Francontro l'imperatore Carlo V,

Cypr. Nell'altro concilio cartaginese convocato da Aurelio l'anno 4' 9? e ad uno


s.

V. Concil.

dopo

la

malaugurata
il

battaglia

di

Pavia, vide

suo principato invaso


il

dagl'imperiali, confiscato

feudo, e

intimalo da Bonifacio nel secolo VI, intervennero i vescovi di Carpi; cosi


nel concilio
di

io5 celebrato
Martino
I,
si

nella

dato quindi dal medesimo imperatore ad Alfonso I, duca di Ferrara, mediante formale investitura Da
.

basihca lateranense, tenuto nel


dal Pontefice
s.

649
fece

allora in

poi

gli

Estensi
a'

il

conserva-

rono

incorporato
l'

loro

menzione

di certo Basso vescovo di

Tuttavolla
di la

Estense

dominii. Ercole I , in
della contea

Carpi. Dicesi per, che attualmente

compenso d'una parte


Carpi, concesse
distinta

non
ili

sia

che un

semplice

villaggio

alla famiglia

Pio
il

vicinanza di Tunisi.
resi-

terra

di

Sassuolo

sulla

CARPI (Carpen). Citt con denza vescovile nel ducato di

riva sinistra del Secchia, e poscia

Mo-

duca

di

Modena Francesco

vi fab-

no
bric
la

CAR
un maestoso palazzo con
In
giar-

CAR
i5i6 dal
tolo
si

principe Alberto Pio, ed


l'episcopio.
Il

dini, e parchi amenissiini.

Roma

ha contiguo

suo capi-

famiglia Pio

ebbe un bellissimo
di fiori, facendovi

compone

di

tre dignit, pri,

palazzo a

Campo

ma

delle quali l'arcidiacono

con
,

eseguire la facciata esterna dall' Arcucci.

quattordici canonici

prebendati

di

Produsse Carpi uomini di gran rinomanza, e fra gli altri il Bissoli,

due mansionari

di altri preti e

inventore dei caratteri greci;

Ugo

delle

stampe
per

in legno;

Alghisi del piano


Rossi, de' lavori

le fortificazioni;

deputancura parrocchiale. Il magnifico tempio di san Nicol si deve pure alla splendidezza
chierici pel divin servigio,

do un cappellano per

la

a scagliola colorata, non che dotti, e letterati. Ridolfo Pio de' principi

del principe Alberto. Bella egualmente la chiesa di


s.

Francesco.

La

22 febbraio i5oo, fu creato Cardinale da Paolo III, e mori decano del sagro Collegio, personaggio degno d'eterna memoria, a segno che sarebbe sucdi Carpi
vi a'

nacque

prima chiesa per

di Carpi anti-

chissima, e la sua fondazione rimonta all'ottavo secolo, giacch verso la

met

di esso Astolfo

re de' longo-

bardi, ne ordin l'edificazione. Sino

se

ceduto nel pontificato a Paolo IV, il Cardinal d^Este non vi si fosse

dal suo principio fu insignita quella


chiesa di

un

arciprete mitrato, imalla


titolo

opposto nel fondato timore, che il Cardinal Ridolfo avrebbe ricuperato alla sua famiglia questo dominio. Carpi divenne sede vescovile suffraganea della metropoli di Bologna

mediatamente soggetto Sede, portandone ora il


ziale lo stesso vescovo.

Santa abba

La mensa

tassata di duecento settantasette fiorini.

Questa

citt

ha un seminario

duca di Modena, fatte al Pontefice Pio VI, nel concistoro de' i3 diil quale cembre 1779, la eresse in seggio
per
le

istanze di Francesco III,

vescovile,

un

ospedale,

un monte

di

piet e parecchi

stabilimenti di be-

neficenza riccamente dotati, oltre

convento di
di

religiosi,

un un monistero
/^.

episcopale, e vi preconizz per pri-

monache

due conservatori.

mo
gio.

vescovo Francesco Benincasa ex


Il

Mirandola.
tira

gesuita di Sassuolo, diocesi di Reg-

secondo vescovo fu Carlo BeiIoni lodigiano, egualmente preconizzato da Pio VI, nel 1794; indi Pio VII, nell'anno 1822, fece altrettanto con Filippo Cattaui modenese;

Leone XII
tefice nel

nel

Caleffi di Carpi, e

1826 con Adeodato il regnante Poncon Clemente Mae nel

Fu vescovo di Tiaminore, ed arrestato unitamente a Papilo, suo diacono, nell'anno 25 1 , durante la persecuzione di Decio , sostenne con lui il martirio nella citt di Pergamo, per ordine del governatore Valerio, che non lasci intentata ogni maniera
(s.).

CARPO

neir Asia

i83i

di tormenti

a smuovere

la

loro co-

ria Bassetti parmigiano,

1889

stanza nel confessare la fede di


Cristo.

Ges

con l'attuale Pietro

RalFaelli della

Garfagnana, a nomina del duca regnante Francesco IV. La sontuosa cattedrale, modellata sul disegno deldi s. Pietro di Roma, e dedicata all'Assunzione di Maria Vergine in cielo, fu fondata verso il
la basilica

CARPOCRAZIANI.
poli

Eretici discecostui
di

di

Carpocrate.

Era
altri

Alessandria, o,
di

come

vogliono,

Samosata, e visse nel secolo secondo della Chiesa. La di lui setta professava un impasto di eirori i

CAR
pi grossolani. Egli insegnava, che Gesti Cristo era figlio naturale di
ti.

CAR
In questa
citt

III

ca chi la dice rifabbricata dai par-

furono

uccisi

Giuseppe, nato come gli altri uomini, e distinto per la sola di lui virt
gli
;

Crassi.

che

il
;

mondo

era creatura de-

angeli

bisognava

che per giugnere a Dio compire tutte le opere


,

della concupiscenza

cui doveasi in

Attualmente Carra vescovato partlbus , che riconosce Edessa pure in partbus per metropoli ; e nel i838 a'25 settembre, il regnante Gregorio XVI confer quel vein

tutto obbedire, e di pi che l'anima

scovato
di

all'

attuai vicario

apostolico

passer in diversi corpi finche abbia commesse le azioni pi turpi. A questi

Moldavia monsignor Pier RafArduini de* minori convenfaele


tuali.

deliri aggiugnea, che l'uomo possed due anime, la prima delle quali

CARRANZA
Scrittore

(da)

Bartolomeo.
decimosesto
,

se stava senza

conda
ribelli,

unione della serimanea preda degli angeli cos pure, che in natura non
la

del

secolo

nato a Miranda nella Navarra l'anno i5o3. Corse i primi studi nella

esisteva alcun male,


la nostra opinione.

ma soltanto nelAd altri non poda


quell'

nuova universit
entr

di Alcal, e poscia

nell'Ordine
presto

dei

domenicani.
di

chi assurdi insegnati


store,
i

impo-

Ben

fu

in
i

grado

dive-

discepoli di lui aggiunsero,


falsi
i

nirne maestro, e

di lui superiori,

ch'erano

libri dell'antico testa-

mento, e negavano la risurrezione dei morti. Adoravano le immagini di Pitagora e di Platone, da'principii del quale avea Carpocrate dedotto il suo sistema. Essi distinguevano i loro seguaci

che ne ammiravano la precocit dell'ingegno, Io destinarono ad inse-

gnare teologia nell'universit di Sa-. lamanca, dove ottenne la prima cattedra


,

posto

allora

consecrato

ad

un
a

solo distinto merito. Nel capito-

con una marca nell'orecchio. La vita scandalosa, che conducevano, diede causa a molte accuse contro i veri fedeli, che perseguitati vennero a sangue e barbaramente immolati. CARRA o CHARRES ( Car,

Io generale

del suo Ordine, tenuto


presie-

Roma, l'anno i53g, egU


tesi,
si

dette a tutte le

e per tal

malo

niera

distinse,

che Paolo
del
s.

III

dichiar qualificatore

ufficio,

rhen.
di

).

Citt

vescovile

in

parlibus
alla

e gli confer la berretta di dottore. Carlo V, di cui godeva la pi alta

Mesopotamia,

la cui sede fu eret-

riputazione, lo

invi al concilio di
si

ta nel

IV

secolo,

e sottoposta

Trento,
terrotto

e l

fece
gli

osservare
suoi.

pel
In-

metropoli

di Edessa.

Venne

chia-

suo zelo e per


il

scritti

mata anche Harran,

e conta undici

concilio,

se
il

ne torn in
provincialato

vescovi, che vi ebbero la loro sede;

Ispagna, ove accett


del suo Ordine.
lio,

uomini sia Carran , o illustri. Vuoisi, che Charan citt di Mesopotamia, nella quale Giacobbe abbia dimorato

come

fu

patria

di

diversi

Tornato al concirie nuovamente ripatriatosi


,

nunzi

all'essere

confessore

di

Fi-

circa venti anni

nella quale

si

lippo d'Austria, erede presuntivo di Carlo V, ma ricevette l'incarico di

ammogli, e nacquero quasi tutti i suoi figli, come pure dicesi che in
essa sia

morto

il

suo

bisavolo pa-

dre del patriarca Abramo.

N maa-

suo elemosiniere e predicatore. Quel principe lo condusse in Inghilterra, quando vi si rec per isposare la regina Maria, e ben utilmente per

112
cio dello

CAR
il

CAR
benefidi
lui

quel regno, che ne senti

Sette anni pass in quel castello, e poi con alcune penitenze fu assolto,

ardentissimo zelo

per la religione cattolica. Filippo, divenuto successore di Carlo ,

ma
della

colla

condizione
pel

che

abiurasse
rispetto

certe proposizioni

solo

promosse

il

Carranza

all'arcivescoegli,

vato di Toledo.
gi ricusati
cett la

Ma

che avea

due vescovati, non acnuova sede che per forti


Carlo

Carranza vi si assoggett coi sentimenti del vero cristiano e di un innoceninquisizione


te calunniato;

spagnuola.

sollecitazioni del re.

lo ri-

deW Eresie
45 1,
nato
la

chiese della sua assistenza negli ulti-

ed il Bernini, Storia tom. IV, capo X, pag. descrive il processo, e l'esito


f

mi
egli

suoi giorni.

Ma

sparsa voce, che

di questa causa.
alla

morisse
tosto
il

cattolici,

con sentimenti poco ne fu incolpato l'ar-

Sarebbe forse ritorsua chiesa, se poco dopo

sua assoluzione non fosse stato ra-

civescovo,

quale nella sua esaltazione avea incontrati molli nemici,


l'

che inoltre

accusarono

di

gravi

La morte di lui accadde a'2 maggio 1576, nel convento della Minerva. Egli prima di mopito a' viventi.
rire,

sospetti di eresia, fondati in

alcune
li-

alla presenza del

ss.

Sagramen-

note marginali, poste da esso in


bri eretici.

to protest, che

Venne

subito incarcerato,

vuti

non aveva mai asentimenti eretici nondimeno


;

e condotto da due vescovi alla inquisizione. Il Carranza, conoscitore dei


sentimenti che animavano
dici
,

per solo effetto di umilt, cerc di scusare i suoi giudici. Il giorno dei
suoi funerali
le

suoi giu-

stettero

chiuse

tutte
fe-

non

volle sottomettersi ai loro

botteghe come
e

in

una gran

processi,

commissarii.

domand Pio IV
,

al
glieli

Papa

dei

sta,

come

quello di

un santo

fu

accord
Ispagna
fr.

ben
il

volentieri

e spedi in

Cardinal Boncompagno,

Feli-

onorato il suo corpo. Gregorio XIII fece porre sulla tomba di lui un epitaflo, nel quale parla vasi del defunto
stumi,
re sono

ce Peretti,
dini:
fici,

monsignor Castagna, il p. Bonucci, e monsignor Aldobrani

come

te illustre pel

primi tre divennero

Ponte-

un uomo egualmensuo sapere e pei comodesto nelle prosperit, e


di

e gli ultimi

insorte delle
rii

due Cardinali. Ma questioni tra i commissasuc-

nelle avversit paziente.


:

Le sue

ope-

I .

La Somma

dei Con,'

e gli

ufficiali dell'inquisizione, l'af-

fare

non ebbe termine. Pio V,


a Pio
il

clii e de Papi da s. Pietro sino a Giulio IIIj 2. Controversia sul-

cesso

Homa, dove
to,

IV, avoc l'affare a Carranza fu condotin

la residenza de' vescovi e degli altri

pastorij

3.

Sermone
la

recitato

^ chiuso
trattato

Castel

s.

Angelo,

nel concilio

di Trento

prima

ma
se
:

con onore. Raccontasi,

che nello entrare in prigione dices>i Io mi trovo sempre tra il mio pili grande amico e il mio pi grande nemico: il primo la mia innocenza; il secondo il mio arcivescovato di Toledo ".

domenica di quaresimaj 4- Istruzione sulla Spagnaj 5 Commenti


sul catechismo cristiano ^ ec. Gli viene
attribuito anche

un Trattato

sulla

pazienza.

CARRARA
le.

Francesco, CardinaFrancesco Carrara nacque da

Infatti

le

pingui
il

rendite

di

quella
cui di-

nobile prosapia a

Bergamo

a'

6 noi

sede furono

motivo, per
de' suoi

vembre 17

16.

Fatti regolarmente

venne

il

bersaglio

nemici

suoi studi, volle abbracciare lo stato

, ,

CAR
ecclesiastico, e

CAR
di dedicarsi

ii3
di ve-

bramoso
servigio

XII congregata un' assemblea


scovi e
di

air immediato

della

santa

dottori

principali

della

Sede,

si

pose in prelatura, ove percarriera


,

corse un' onorata


lante disimpegno
dategli
.

pel ze-

delle cariche affi-

Divenuto
del

segretario

della

Francia, i quali avevano stabilito di dover mandare alcuni oratori al Papa, perch trattassero la pace, e dove r avessero trovato renitente, si
appellassero al futuro
il

congregazione del Concilio, Pio VI,


ai

concilio.
vi si

Ma
pi-

i4 febbraio
dell*
gli

lyBS,
chiesa

creoUo
,

Cardinale del Carretto


si

Cardinale
poscia

ordine
la

de' preti

pose e molto
re,

adoper
il

opperch il

confer

titola-

abbandonato

conciliabolo

re di san Silvestro in Capite, don-

sano, aderisse al concilio lateranense. Doti eminenti di cuore e d' ingegno possedeva questo Cardinale

de pass

a quella

di

s.

Girolamo
alle

degli Schiavoni.

Venne aggregato

congregazioni Cardinalizie del conci-

per cui oltre


scrittori,

gli

encomii di chiari
quelli

propaganda, de' vescovi e regolari, e dell'indice. Fu fatto protettore della chiesa e nazione berlio, di

ebbe

di

Leone

in

una
di

lettera indirita al

gran maestesso

stro

Rodi

fratello

dello

gamasca
ove
si

in

Roma,

e degU ospedali

Cardinale. Varie chiese fond nella

di Perugia, Spoleto, Viterbo e Narni,

Marca

del Finale,

ed alcune ne

ri-

ricevevano
a

projetti.

Mor
del

poscia

Roma

a'

26 marzo

staur arricchendole di oggetti preziosi. Generoso co' poveri, de' quali


si

1793,

di settantasette anni,

ed otto
l'egre-

fece

il

padre ed
al

il

proteggitore

di Cardinalato,

compianto per
suo
(del)
titolo

intervenne
al
1

concilio
II,

lateranense
e
si

gie sue doti, e fu esposto e sepolto

celebrato sotto Giulio

trov

nella

chiesa

del

Cardi-

conclave di Leone
j

X.

Mori nel

nalizio.

CARRETTO
nico
,

514

Cardinale.

Carlo DomeCarlo Domenico

lato,

dopo nove anni di Cardinaed ebbe sepoltura nella sua


di
s.

titolare

Cecilia

senza alcuna

Carretto nacque dai marchesi del Finale, ed era originario di Genova.

pompa

funebre.

Promosso all' arcivescovato di Tebe , ad istanza di Luigi XII re


di Francia
,

CARROZZA. Sorta di carro con quattro ruote, chiamata in latino , curruSj carrum, rheda ec. La sua
origine,

che

molto

si

giovava
altri

non che quella

del

nome,

de* suoi consigli, fu creato diacono,

vuoisi derivata dagli antichi carri, per

non

gi prete Cardinale,

come
di

cui

il

dizionario francese delle origini

scrisse.

Insieme col vescovo

Ti-

voli fu destinato alla corte del

me-

desimo re Luigi XII, affine di stabilire la pace tra i principi cristiani,

che anticamente le vetture di qualunque genere portavano altres perci che il nome di carri; ed
dice,

e poscia, nel

iSoy,

coli' inter-

carro dicesi ancora in termine d'arte al complesso dei pezzi di legna-

posizione pure di Luigi XII, otten-

me

su cui

si

stabilisce la cassa delsterzi,

ne da Papa Giulio II l'arcivescovato di Reims che dopo diciolto mesi ebbe a rinunziare per quello di Tours chiesa che, nel 1 5 1 4, col consenso di Leone X, mut in quella di Cahors. In Tours aveva Luigi
,

le carrozze,

calessi

simili.

Si osserva, che in

Francia

non

antico r uso, n
rozze,

il

nome
quale

delle car-

che

in

origine
il

appellavansi

cochesj

nome

pretendesi
cit-

primieramente derivato da una

VOL. X.

fbW9^? S^'

Ii4
l d* Ungheria,

CAR
la

GAR
rlgine de' carri,

cate

erano fabbriprime carrozze. Dubita il


si

ove

non che suU' arte


Eschilo

di

cavalcare.

11

tragico

attri-

Menagio , se i francesi prendessero quel nome dall'italiano carroccio, carro militare usato nelle guerre, egualmente con quattro ruote, sul quale gli antichi italiani portavano
la

buisce a Prometeo la primaria invenzione de' carri a due ruote, altri a Tritolemo; e Virgilio fa autore di quelli a quattro ruote il re di

bandiera del comune, ed

Atene Erittonio, che non potea camminare per le gambe torte. Pure si
sa,

una campana per dare i segnali ovvero se siasi formalo in Francia quel vocabolo proveniente da carruca, che presso gli antichi era un carretto, il quale serviva a portale
persone.

che
li

cirenaici

furono,

se

non
quelli

gl'inventori dei carri,

almeno
l'

che

Avendo

servilo

il

carroccio

Anticamente uso a tutti indistintamente, giacche abbiamo, che per un tempo fu un privilegio de-

perfezionarono.

non ne era permesso

eziandio da campanile, se ne tratt

gli

eroi e delle
gli

matrone. Gli arconti


disordi1

a questo articolo. Soltanto qui ci permettiamo aggiungere, che l'invenzione del carroccio
si

efori

invigilavano sui

ni e sugli abusi de' carri.

romani,

attribuisce

ad Ariberto arcivescovo di Milano, il quale oppose le armi italiane alCorrado l' imperatore e che almilanese Ottone l' altro arcivescovo Visconti se ne deve l'abbandono
,

che presero molto dai greci nelle costumanze, ebbero pure loro carri, sino dai primordi della repubblica, limitandosene l'uso ad alcune sacre cerimonie, ai giuochi del
i

circo,
liidis

come

si

ha dal Panvinio, de
ed
alla

nel

secolo

XIV,

nella

spedizione
si

circensibus,
n' era
il

pompa
ogni

contro Castel Sperio, in cui


titu

sos-

trionfale,

ma

vietata

al

carroccio

un grande
di
,

sten-

mollezza. Si d

merito

della in-

dardo
gio.
si

colla effigie

sant'Ambro-

Diremo ancora
misteri,

celebrarono

che in esso talvolta anche i diil

vini

onde

perderlo nelle

dei carri trionfali a Romolo, a Tarquinio il vecchio, o a Valerio Publicola. Essi erano dorati e tirati dai cavalli, dai leoni,
elefanti,
ec. ma erano discoperti, e senza seditore, onde il trionfatore, o condottiero v'incedeva in piedi.

venzione

battaglie

riputavasi di grande ver-

gogna.
to

Sebbene non sia nostro divisamenche di parlare dell'origine delle

carrozze,

daremo

tuttavia alcun cen-

no

soltanto di quelle de'primari della

le dame e matrone romane, sino dall'ultimo re di Roma, usarono una specie di carro dome-

Tuttavolta

gerarchia ecclesiastica, e di ci che ad esse relativo, senza parlare deltri,

stico

di coperto a

egualmente scoperto, e pi tardue ruote detto Car-il

forma ed uso di quelle degli ale molto meno delle tante loro variate foggie. Premettiamo innanzi
la
carri
,

pentunij
della

quale poi divenne un di-

stintivo privilegiato

per

le

persone

famiglia

imperiale.

Vero
jl
il

tutto alcuni cenni sulle diverse principali specie degli antichi

che

alle stesse

matrone
d'

sotto

godi-

verno tribunizio fu accordato


ritto di servirsi

sulla origine loro


la

donde deriv quelPlinio


sia

un

altra

foggia

delle

carrozze.

pertanto
stato
il

di cocchio
vi

denominato Pilentum. Evla gloria

pretende, che

Cimone

per altro chi d

della

primo,

il

quale abbia scritto sull'o-

invenzione del carro ai

Cinesi

tre

CAR
mila anni circa avanti l'era cristiana. pur noto, che gli egiziani ebbero
i

CAR
era molto dissimile
dalla

ii5
carrozza.

In

fatti tra

le

cose

carri,
i

ed
carri

loro principi inventarofalcati


,

M. Antonio Valena,
prima
in

memorabili di egli not che


i

no
ti

cos

detti per-

delle carrozze, particolarmente


si

ch armati di
al
,

falce,

o lame taglien-

Roma,
il
,

usavano

cocchi,

donde

intorno alle spontimone de, ed alle ruote. Erano essi tirati da cavalli e spingevansi in guerra contro l' inimico. Non mancano altre nazioni di pretendere
,

deriv

nome
detto

di cocchiere al gui-

datore

pur

carrozziere

da

carrozza.

Venendo adunque
le carrozze, la

all'origine delsi

prima, che

vide

alla

preferenza

in tal

micidiale in-

in Italia nella citt di Firenze, vo-

venzione.

gliono alcuni che fosse verso la


noto, che la sacra Scritdel
le

met

E
lonne

tutti

tura fa menzione dei carri di


sia stato

Faintro-

i5oo. Prime ad usarle furono marchesi di Massa di casa Cibo,

raone, e da essa sembra che Assail

primo ad
i

durne
si'aeliti,

la
i

costumanza fra cui re aveano

suoi

i-

una delle quali era maritata al marchese di Mantova. K. Charpenter alla voce Currus. Ed perci che
il

viaggiato

Pontefice Pio IV,

nel

concistoro

come

progenitori patriarchi su

cam-

de'

27 novembre i564, con grave


1 1

melli, asini e muli.

Certo , che il suo fratello Salomone possedeva un gran numero di carri pel servigio delle sue tante mogli. Si chiamarono poi bighe, trighe, e quadrighe quei carri cui si attaccarono due, tre,

discorso, che riporta Cancellieri nei

suoi Possessi a pag.

o,

esort

Cardinali a

non

prevalersi delle car-

rozze

introdotte in que' tempi alcune dame, ma di proseguire

da ad

o quattro
si

cavalli.

Per

essi

a veder-

ecclesiastica,

Mellerus de Synoride, seu Bgis


il

currilibus veterani j e

primo tomo

del Meurzio

la dissertazione del

andare a cavallo con quella maest che tanto avea sorpreso e piaciuto all' imperatore Carlo V, il quale dopo il suo ritorno da Roma nella Spagna avea detto che la
cosa, la

Politi sidl^ uso delle (Quadrighe degli

quale a lui pi d' ogni alpiaciuta


,

antichi.

Sulla

famosa

quadriga

di

tra era

nella capitale

del
cap-

creta de veienti, nel

1812, pubbli-

cristianesimo
cui

era la cavalcata, con


i

c in

Roma

Cancellieri

un

libro in-

andavano
e

Cardinali

alle

titolato,

le sette

cose fatali d

Ro-

pelle

ma

antica.
la

Anche

carretta fu
al

una

specie

di carro somigliante

Carpentuni

Proseguirono i Cardinali ad andare per la citt a cavallo , o in lettiga ( Fedi ) , sino al termine del secolo XVI , come
concistori.

de' latini, e anticamente fu presa in


significato di carrozza, essendo tutta

afferma
le

il

citato
(

Valena, e sebbene
P^edi)

cavalcate
secolo

terminassero

dorata, e coperta di

drappi.

Il

p.

col

decorso,
i

nei

primi del
i

Menochio

nella

Centuria

IX, 70,
il

secolo

XVII,

Cardinali,

prelati,

eruditamente

scrisse

quanto

popolo

romano

si

dilettasse degli spettacoli,

ed anche i Pontefici incominciarono a far uso delle carrozze. /^. Borgia,


p.

massime di veder correre le carrette. Anche dal dizionario della lingua italiana abbiamo, che la carretta
si

Memorie di Benevento ^ tom. Ili, 3o6 e Vittorelli nelle Addizio,

ni al Ciacconio
vita di

all'

anno

564, nelU

disse cocchio

il

quale non

Pio IV.

ii6
Nella

CAR
Spagna fu, nel i546,
in

CAR
Brunswich proib
ze a* suoi sudditi,
tal
l'

uso delle carrozlodevole

tempo

del suddetto Carlo V, intro-

temendo che per


il

re la quale

dotta la prima carrozza, per vedeconcorsero gli abitanti


si

cagione

si

perdesse

di citt intere; quindi vi

accreb-

bero
il

in tal

numero, che nel 1577

costume nobile e coraggioso di montare a cavallo con tutte le opportune armi ; da ci si deduce quanto

re Filippo II le fece proibire con

r uso
cia
il

delle carrozze erasi propagato.


si

pubblica legge, giacche la gente ordinaria e di mediocre condizione si credeva disonorata se non usava la carrozza. In Francia l'origine delle
carrozze rimonta al
i45>7, nel qual

Dall'Italia ancora

rec
e

in

Fran-

comodo

dei cristalli

e degli

specchi alle carrozze,


pel

vuoisi che
facesse
,

primo Bassompierre ne
carrozza
il

applicare alla sua


il
il

che
stato

anno Ladislao V, re d'Ungheria e Boemia, per mezzo del suo ambasciatore,


fece presentare in

secondo verso
principe di

1640 sia Cond, giacch


con
si

sino
corti-

Parigi

allora erano slate chiuse

alla regina

mogUe
o

di

carro sospeso,

carrozza

Carlo VII un da tutti

ne

di

cuoio, che

calavano nell'en-

trare e nell' uscire.


nella

ammirata, cio un cocchio assai ricco e tremolante, dal che alcuni pretesero inferire, che sino da quell'epoca le carrozze fossero sospese su cinghie di cuojo, o di molle di ferIX). Indi sul fine del regno di Francesco I, fu il primo a condursi in carrozza Giovanni de Lavai Debois Dauphin, signore della corte, il quale non poteva agevolmente cavalcare per l'eccessiva grassezza del suo

Gi nel i63i Spagna l'infante Maria fu veduta in una carrozza a due luo-

cristalli ; ne dee poi che a' nostri giorni il vapore gi a tante macchine applicato, venne pure esteso alle carrozze. V, la Dissert. des Largesses des Romains , e de V anciennet des Car-

ghi con vetri e

tacersi,

rossesj nel
p.

t.

IF,

Varits

Histor.

81, Paris
In

1752.
il

Roma, dopo
fatto

discorso
al

sumsagro

corpo.

Vi furono poscia

nella corte

mentovato
ze

da Pio IV

due
talia,

sole carrozze provenienti dall'I-

Collegio, contro l'uso


,

delle carroz-

e ne facevano soltanto uso la regina, e nel i55o la duchessa


d' di

per un tempo fu pi raro, mas-

Angoulme Diana,
Enrico
II.

figlia

naturale

Fuori poi della corte

il

primo a servirsene fu Cristofano Tuano, dopo che fu dichiarato presidente del parlamento , come si ha

sime ne' Cardinali e prelati ; ma nel popolo presto ne divenne invece cotanto grande l'abuso, senza distinzione di ceto, che nella prammatica, o riforma sul vestire ed altro fatta nel i588 dal senato romano per ordine di Sisto V, si presero provvidenze anche sul numero ed uso delle carrozze. Tutta volta non and guar che per la comodit di esse

dal
ta,

Tuano
che
il

nella

sua

vita, e fece

fere la carrozza a cagione della got-

tormentava, e

g'

impedi-

va camminare e cavalcare. Ma siccome le signore ancora usavano le lettighe, o andavano dietro i propri scudieri, cos la moglie del

Tua-

no non volle do ad andare


domestico.

servirsene, continuanin

a chi poteva tenerle ne fu comune r usanza , come la seguirono i Cardinali ed i prelati, particolarmente dappoich si continu nei viaggi
,

groppa dietro un

ad andare in portantina, o
ovvero a cavallo,

lettiga,

Nel

i588,

Giulio

di

alle cappelle

ed

ai

, ,

CAR
conclslorl, senza far

CAR
menzione
delle

117
far distinzioni

colo
nella

s*

incominci
si

cavalcate, colle quali lo stesso


tefice

Pon-

forma e

negli ornati delle carparlei' in appresso,

prendeva

il

solenne possesso,
dell'

rozze, di che

e recavasi alle cappelle


ziata, e della Nativit,

Annun-

sebbene v'inceuso
delle

furono adottati anche de' cerimoniali , ed il Sestini , che stamp


il

ma

dessero anche in sedia, o lettiga a-

perta

Confeima

l'

car-

nel

suo Maestro di camera a Liegi 1634, ecco quanto dice in pro-

rozze ne' prelati e Cardinali, nell' in-

posito, al suo

cominciar del secolo XVII, il viaggio, che nel Pontificato di Clemente

re la carrozza:

capo 4o , Del fermaI Cardinali fanno


Car,

fermare
dinali quelli
,

la carrozza agli altri

Vili fecero insieme in carrozza per Benevento i prelati Ludo visi e


divennero Papi,
col

agli ambasciatori regi

a
al

di

Toscana e Savoia,

Barberini, che poi


il

prefetto di
j

Roma,
soglio.

ai

principi

primo
di

nel

1621
e
il

nome

di

assistenti

al

Sogliono an-

Gregorio

XV,

secondo col noj

cora farla fermare agli agenti dei

me

Urbano Vili. Del medesimo

duchi serenissimi,
ni e

ai prelati,
tutti,

baro-

Gregorio XV racconta l'Amidenio, che essendo da prelato amicissimo dell'altro prelato Pamphily ( che nel 1644 pei" morte di Urbano Vili fu
eletto Pontefice

dame,

ma non

non a

Cardinali adunque la fanno fermare o ad altri Cardinali, o a dame, o ad altri personaggi. Se


tutti. I

col

nome

d' Inno-

ad

altri

Cardinali,

pii

anziani

cenzo X), riavutosi il Pamphily da una grave infermit, and per la convalescenza in Marino, ove monsignor Ludovisi fu a visitarlo, trat-

tenendosi
stesso

seco

alcuni

giorni

e lo
della

Amidenio
ricevuto

volle servirh

propria carrozza, rilevando anzi l'o-

nore
lati

di

aver servito due


;

sono gU ultimi a fermarla, ed i primi a partire; se a dame, sono i primi a fermare, e gli ultimi a partire ; se ad altri personaggi sono gli ultimi a fermare, e i primi a partire ". M Quando il Cardinale incontrasse per la strada il ss. Sacramento,

prelati in

un tempo medesimo che ambedue ascesero sulla


essere poi distinti
i

precat-

non

ma

solo smonta dalla carrozza l'accompagna essendo il sacer-

tedra apostolica.

dote di ritorno fino alla chiesa, e


Cardinali
ai

Per

quivi

s'

inginocchia, e fa orazione
ss.

dagli altri,
cavalli delle

Urbano VIII concesse


loro carrozze
ai
i

ricevendo la benedizione colla


Eucaristia, e

fiocchi,

andando
,

il

sacerdote

e ciuffi rossi

finimenti,
preciso

ed ecco
Nel

dair infermo

il

come Gfaciulo Gigli ne indica il tempo 1625 i Cardinali

'>
'

nel suo Diario


:

compagna
nuflessione,

sino

alla

Cardinale lo acporta della

casa dell' infermo, premessa la ge-

alla loro antica

il

ricevimento poi
altrettanto os-

pompa aggiunsero un
nuovo, ponendo

altro segno

della benedizione;

alla testa dei ca-

serva

il

Cardinale andando in qua-

valli della carrozza i fiocchi rossi, dove prima li usavano neri, ed

"

il primo che l'incominci fu il Cardinal Magalotto, fratello della cognata del Papa a' 10 giugno
'>

lunque abito e modo ". * Se il Cardinale trovasse per la citt o fuori a spasso altri Cardinali a piedi , smonta anch' egli a fare soliti comphmenti,e quan, i

i63o

"-

Non

solo

in questo se-

do

si

sono

licenziali, suol

cammi-

tt8

CAR
quando
l'

CAR
prima udienza del Pontefice
fece altrettanto
il

nare un poco prima di rimonta^ y Se trovasse qualunque altro re.


y>

col cor-

teggio di cento sessanta carrozze; e

personaggio, non suole smontare,

duca

del-

quando non voglia parlargli di qualche adare. Se pi di un Car dinaie fosse in una carrozza ed
,

infantado,
il

monarca,
to

ambasciatore di detto suo seguito componevasi


al principe

di trecento carrozze, delle quali cen-

>

incontrasse ambasciatori e baroni,


a'

appartenevano

Ludo-

"

quali

fosse
,

solilo

fermarsi,

il

visi,

ottanta al contestabile Colonna,


al principe di

che sar nel primo luogo, suol domandare al Cardi nal padrone della carrozza, se egli usa fermare a tal signore, e ris pi anziano
>

sessanta

Gallicano, e

venticinque alla principessa di Butera.

In progresso
si
,

le

carrozze de' Car-

dinali

fabbricarono con tanta ric-

pondendo

di

il

detto anzia,

chezza
nel

no accenna che si fermi ed an" Cora che si parta ". Sembr indispensabile

riportare

questo tratto

che assunto al pontificato il venerando Innocenzo XI, Odescalch, in concistoro segreto riprov con patetico discorso ai Car-

1676

del cerimoniale aulico per osservare,

dinali le carrozze superbe, e le livree


fastose,

che orar senza tante etichette, o negf incontri con personaggi, o passando avanti ai quartieri, si esaurisco-

pregandoli per

le

viscere di

no

le

convenienze

col
il

semplice sa-

Ges Cristo a star lontani dalla pompa, non conveniente all' ecclesiastico decoro. Assunto dipoi, nel 1724,3!
pontificato

luto, e col calare

meno
vuol

pi o secondo il personaggio che si complimentare, toccando al


cristallo

Benedetto XIII,
tirate,

voleva

uscir di palazzo senza guardie, in

un

cocchio a bandinelle
dosi

ma dovenpi uniform
Spesso

maestro

di

camera

od
i

al

gentiluo-

accomodare
anteriori

alle istanze de'


si

mo

il

vegliare alla calatura del cri-

prudenti
alle

di sua corte,

stallo;

onde oggid

Cardinali ed

consuetudini.

prelati

non

sogliono smontare dalla

poi accadde, che andando quel Pontefice in carrozza per Roma, e pregato di benedire alcun infermo, scen-

carrozza,
ss.

se

non incontrandosi

col

Sacramento, o col sovrano PonNel predetto


secolo

tefice.

deva dalla carrozza per esaudire

la

XVII

si

ac-

pia ricerca.

crebbe in

delle carrozze,

talmente il numero che Maurizio di Savoia, creato Cardinale nel 1607 da Paolo V, dignit che poi, nel 1642, rinunzi pel ducalo, siccome principe splendidissimo, fu veduto nelle pubbliche funzioni col seguito di duecento carrozze , ed un corteggio d' innumerabili cavalieri. Nel i65o essendosi recati a Roma alcuni ambasciatori da Papa Innocenzo X, abbiamo che il principe Ercole Trivulzio , ambasciatore straordinario di
d.

Roma

Parlandosi a' rispettivi articoli, e specialmente a Viaggi de' Papi, Ingressi, Cappelle, Possessi,

Cavalcate,

Udienza, massime all'articolo Treivi,

Cavalli
i

ad

altri
,

che riguardano
ci

Papi, Cardinali

prelati e relative

funzioni, insegne e preeminenze,

limiteremo solo qui a dire generica-

mente

alcun' altra

notizia sulle carsi

rozze, e quali persone in esse

am-

mettono. Pertanto
tefice

il

Sommo Pono semipub-

nel

treno nobile
di

blico

conduce seco

in carrozza

due

Marianna d'Austria, moglie re di Spagna Filippo IV, and

del
alla

Cardinali, in quello

citt detto
il

impropriamente di campagna,

mag-

CAR
gio

CAR
di carnei a, e

119
sedia, ed

domo

il

maestro

parte di dietro

ha una

in quello per le trottate,


rieri segreti,

due camenon mai portando veruno

fiegiala nel cielo dallo Spirito Santo.

Nei treni di
chiere
nobile
in

citt

e nobile
i

il

cocti-

spalla.
,

candosi

Abbiamo di Pio VI, che renel 1782, in Germania,


l'imperaaprire
lo

cavalca
quelli

cavalli

monieri,
e

delle trottate,

come
tore

arriv a Neustadt, Giuseppe Jl volle

ne' viaggi

ascende

in

cassetta.

Due
gato,

palafrenieri

vanno sempre

die-

sportello

della carrozza, ed invitollo


,

tro la carrozza

coll'ombrellino

pie-

ad entrare nella propiia onde il capo della Chiesa, e il capo dell' impero entrarono insieme in Vienna. Quando poscia Pio VI recossi in Augusta fu incontrato dall' elettore di Treveri con magnifica carrozza tirata da otto cavalli, ove entr con detto principe , facendo l' ingresso nella citt fra le maggiori distinzioni.
,

ma

nei treni nobili, detti anco

semipubblici, procedono a piedi.

Lo

sportello suole aprirsi dal cavallerizzo

(Fedi), cedendo ai sovrani, ai Cardinali e agli ambasciatori.

Nei viaggi,

in

mancanza
il

del cavallerizzo, apre lo

sportello

generale delle poste, e


di

in assenza

questo, l'esente delle

guardie
valca

nobili,

che

fa

altrettanto

Nelle villeggiature pei dintorni di Ro-

nelle trottate,
allo

come

quello,
della

che cacarrozza

ma, Pio VII,

nel 1802, recossi in car-

sportello

rozza col re di Sardegna

Emmanuele

IV e

col

Cardinal duca di Yorck, e nel

180 5 col detto re, e con monsignor maggiordomo, passando nella seconda carrozza il maestro di camera. Nell'anno precedente avendo incontrato
il

preceduto e seguito dalle altre guardie nobili. Le carrozze sono pi, o meno nobili secondo i treni. Da ultimo Leone XII fece fare quella
pel treno semipubblico, che cost, compresi i finimenti, ventiseimila
scudi, e riusc la pi ricca cari'ozza

detto Pontefice

il

Cardinal

duca di Yorck con


rozza
di

monsignor Ceseconda car-

sovrana.

sarini, fece passare alla

Il colore del carro e della cassa delle pontificie carrozze rosso

il maggiordomo e il maestro camera e fece ascendere nella


,

sua

detti personaggi.

Allorch poi,

con dorature, intagli e guarnizioni di metaUi dorati. 11 suo interno e foderato ed addobbato di drappi
di

nel 181 5, fu visitato in Castel Gandolfo nella villa Barberini , dal te-

seta

rossa,

velluto

di

egual

colore,

con corrispondente tappeto.


,

nente maresciallo Nugnet

gi

co-

Le
loni ^

carrozze palatine

dette frulil

mandante imperiale in Italia le armate austriache. Pio VII, che fatto


lo
gli

o fiirloni,

hanno

carro, e
violacea

la cassa

dipinti di vernice

aveva principe romano, per usar-

scura, e la

parte superiore esterna

una singolare

onorificenza

lo

col cielo di color nero.


rate

Sono fodee
uso

condusse seco in carrozza al palazzo apostolico. Ed il regnante Pontefice


recandosi aVelletri nel i83i e 1839, entr nella carrozza del Cardinal

neir interno di seta


,

damai

schi rossi

e ne e

godono
gli

l'

pri-

mari prelati,
corte pontifcia.

uffiziali

della

Dietro alla cassetta

Bartolomeo Pacca
gro Collegio
Velletri
,
,

decano del
e legato

sa-

del cocchiere

evvi

una tavola ove

vescovo
il

di

ascendono
lone,
di

domestici,
alla

ma

al frul-

ed

volle inoltre

sini-

seguito
i

carrozza del

stra,

e a spalla per distinzione.

Pontefice,

domestici vanno dalla

La

carrozza

del Pontefice dalla

parte di dietrO| ove evvi

una tavo-

l'io
letta

CAR
pi bassa,
della

CAR
cui

su

montano

alle

seterie

dei
di

finimenti
delle

delle

gai-zoni

scuderia

pontificia.

guarnizioni

seta

carrozze.

Vuoisi, che

l'uso dei

domestici di

ascendere

la

detta tavoletta nel dasia derivato dal


le spalle

Ninno in Roma pu usare pi di due cavalli, meno i sovrani, ed i


ciuffi

vanti del frullone,

Papa, allorch sieno nel frullone precedente


al

non dover volgere


la carrozza
I

pontifcia.

in sede vacante non portano veruno a spalla in carrozza.


Cai-dinali

e fiocchi di seta rossa di che guarniscono i Cardinali i finimenti, possono essere anche di lana, ma di egual colore. In ogni tempo, e persino ne' viaggi un domestico dei

Cardinali porta dietro alla carrozza

Quando vanno

in abito cardinalizio

portano seco quei delia propria anrecano in si alcun luogo formalmente, portano con se vescovi e prelati. Sino al
ticamera, ed allorch
secolo passato usarono
i

r ombrellino rosso e paonazzo, secondo le epoche. Siccome anticamente, e prima che Cardinali ai

dottassero le
e

carrozze,
coli'

cavalcavano
pioggia

viaggiavano

ombrellino per
dalla
;

Cardinali

ripararsi
COSI e

dal sole e

grandi carrozze dette carrozzoni, o carrozze a coda, in cui andavano

per segnale di

dignit, e in
uso,

comodamente
Nelle odierne

sei

od otto persone.
di quattro se

memoria del precedente un loro domestico lo

sempre

porta quan-

ne
sono

non pi ammettono. Oggi


le
i

di

due

specie

do escono dal proprio palazzo. Piima i Cardinali, quando uscivano in


abito Cardinalizio,

carrozze de' Cardinah, cio


frulloni
,

incedevano
in

con

le berline, e

non com-

due carrozze; ora


i

questo modo,
alle

prendendosi i carrozzini e le bastarde che usano la notte, o nelberUne sol' andare a trottare. Le no nobilissimi legni col carro dipinto di vernice rossa, con intagli, metalli e dorature. La cassa decorata di fregi e di esterne miniature,
e r interno addobbato con
schi
,

cio in berlina e frullone, quasi tutti

Cardinali

intervengono

funtre

zioni,

usando

per

principi

carrozze nelle solennit.


tutti

una

sola

Usano poi carrozza quando in


si

abito Cardinalizio

recano

alle

con-

gregazioni, udienza del


zioni minori.

Papa

e fun-

dama-

satini

rossi

con guarnizioni

sportello

il

domestico
il

Giornalmente apre lo pi anziano


,

mentre
Il

la coperta della cassetta del

di servizio, nelle funzioni

e in altre

cocchiere per lo pi di drappo rosso.


frullone ha egualmente
rossa,
il

circostanze
mestici.

carro dilo

decano degli stessi dotroppo noto, che anche le


trefioci

pinto di vernice
la cassa

come

seconde carrozze de' Cardinali nel


no,
chi,

con dorature;
ricco

ma
1'

il

tutto

hanno

cavalli coi ciuffi e


i

riesce te
,

meno

della

preceden-

sebbene

solendosi

foderare
seta.

intemo

di

da alcuni

critici esclusi,

panno, velluto, o
Cappelle
si

All'articolo

lo dai cavalli

vorrebbono ed usati sodella carrozza ove si


primi
si

trovano i Cardinali. Egli perci i Cardinali si recano alle cappelle che i frulloni o carrozze Cardinalizie, e funzioni pontificie, non che coa- ^e non seguono il treno, cio la qual treno, e si dice che il solo prima ove il Cardinale, i cavalli Cardinal decano, e i Cardinali prin- debbono essere senza i ciuffi, e mai cipi , o i marchesi , che godono le da veruno deve interrompersi il
tratta

del

modo come

insegne principesche, intarsiano l'oro

treno

od

il

seguito delle carrozze.

CAR
Ora, che non
si

CAR
le

121

praticano pi
il

quella del maestro

di

camera,

do-

pompe

funebri di portare

cadavedal

ve

essi

vadano
sono

in carrozza col

Pon-

re dei Cardinali delle


sul letto
,

prime cariche
defunti
si

tefice,
valli.

tirate

da quattro ca-

Cardinali
chiesa

palazzo

alla

trasportano
cavalli

Quando poi essi vanno nella seconda muta palatina, allora debbono usare
e
ciuffi.

nella carrozza di

lutto di color nei

soli

due
gli

cavalli, in fiocchi
altri

ro con addobbi d'oro, e


fi

con

Tutti

prelati

non

finimenti guarniti di fiocchi, e ciufdi

seta
i

nera

frammista
erano

d'oro.
il

possono usare i fiocchi. Solo loro permesso di usare le guide, ed i


guinzagli di seta di vari colori, esclusi
i

Quando
to,

Cardinali usavano
carrozze

lut-

le loro

coperte

sopraddetti,
il

come non

loro

di velluto nero, imbollettate di nero,

permesso

frullone,

ma

solo la car-

con colonne del medesimo velluto ed ogni altra parte di nero. Anche
i

rozza della forma ordinaria di quelle


degli ecclesiastici.

principi

le

principesse
alla

defunin

te

sono

trasportate

chiesa

carrozza, a

meno che non


I
,

dispondi

Finalmente non s dee passare sotsebbene lo si dica a'rispettivi articoli, che nella corte roto silenzio,

gano diversamente.
di
fiocchetti

quattro prelati

mana
e

gli

ambasciatori
soglio

principi

cio

governatore

assistenti al

nelle

solennit

riere, e

della camera, tesomaggiordomo, sono cos chiamati perch hanno fuso de' fiocchi e ciuffi di seta paonazza ai finimenti della loro carrozza, n possono usarli di colore rosso. Godono

Roma,

uditore

ne' treni

di formalit
celeste
fiocchi

adoperano,
nel
di

oltre

l'ombrellino
i

cielo

della carrozza,
tal

seta di

colore fiam misti con oro, faceni

dosi

mentre

primi precedere dai lacch altri usano il colore proprio


Cos
il

eguale privilegio
vescovi,

patriarchi;
si

ma

della loro corte.

senatore di
col

allorch
funzioni,

recano a
e

cele-

Roma,

conservatori

priore

brare
lenni

le

nelle feste

so-

de'caporioni per pontificia concessione, allorch incedono con formalit,

adoperano

ciuffi
i

fiocchi di
di
fioc-

seta verde.
chetti,

Tanto quanto i
Il

prelati

hanno

il

distintivo

de' ciuffi e

fioc-

patriarchi

hanno

l'uso del frullone nelle festivit, co-

me

Cardinali.

maestro di came-

con oro. I principi romani, e i marchesi di baldacchino (Vedi) adoperano l'omchi di seta bleu intarsiati

ra del Papa, procedendo la sua carrozza appresso il treno pontificio,

brellino e

fiocchi,

come

principi

assistenti al soglio.
telli,

V. Antonio Locae.

usa

il

frullone cardinalizio, e
dei
i

ai

fii

// perfetto Cai^aliere,

XXI,

nimenti
fiocchi e
lore,

cavalli

si

uniscono
il

pag.

4o6, e seguenti; Dei

cavalli

ciuffi
il

di seta di vario corosso,

da carrozza.

paonazzo e il verde, e ci per l' uniformit colla carrozza del maggiordomo, che per altro l'usa di colore paonazzo, e che pur segue il treno. Se per il maestro di camera fosse patriarca o vescovo, far uso del colore conveniente a lui. Per tanto la carrozza del maggiordomo, che
escluso

CARSEOLT.
presso
i

Antica citt d' Italia


sulla

sabini

via

Valeria.

Venne anche chiamata


zi,

citt dei

mar-

e citt degli equi, forse per essere

stata posseduta alternativamente dagli

uni e dagli

altri.

Vi

si

due colonie
delle quali,

in epoche diverse

mandarono una
,

fu stabilita

secondo Tito Livio, vi l'anno 4^4 di Roma.

12
Nei primi

CAR
secoli della

CAR
Chiesa divenne
ero origine
limsesti
, i

cos detti

codici

pa-

patrimonio della Santa Sede, e san Gregorio I, del 590, ne fa menzione nelle sue epistole. La Chiesa ro-

mana

vi

teneva per ramministrazorettore,

ne del luogo un
fensore.

ovvero

di-,

che il eh. Cardinal Angelo Mai seppe con immenso studio reintegrare, scoprendo in essi la Repubblica di Cicerone i trattato eh' e rasi perduto non che altre opere insi,

gni della dotta antichit. Questa rarit,

CAKT\(Charta,pnpyrns). Composto che


si

fa

per

lo
si

pi di cenci,
riduce in fogli

ed il forte prezzo delle carte pergamene nel medio evo, indussero


industriosi italiani

di lini macerati, e

g'

trovare

un

sottilissimi

per uso di scrivervi.


gli

Del-

equivalente,

lo

trovarono

nella

la carta,

che usavano
gli

iscrivere, fra

altri
,

antichi per eruditamente

carta fabbricata cogli stracci di lino,

invenzione, che Montfaucon


sce nel secolo

stabili-

tratta

il

p.

Menochio

tomo

II,

p.

44o- La materia, sulla quale si cominci da principio a scrivere, sembra che fossero i mattoni di creta cotta , o la pietra ; uso pei primi
esercitato
nicii,

XI ; ma lo Stelluti ne' suoi Commenti a Persio, volle provare, che sino dal 900 fosse stata
inventata in Fabriano sua patria. L'opinione pi comune assegna l'invenzione della carta nel secolo XII
ai greci rifuggiti

dai

babilonesi
Plinio,

e dai fescrissero

che, secondo

in Basilea, e parti-

le

loro leggi e consuetudini in pie-

tre cotte e sui

marmi.
sulle

Si

us an,

colarmente in Itaha, i quali insegnarono r arte di fabbricare la carta

cora a deriv
si

scrivere
la

foglie

onde
cor-

bambagina o

di cotone

che nel

parola foglio. Dalle foglie


sottili

loro paese gi praticavasi,


detta

onde fu
Altri

pass a scrivere nelle


,

bambagina e cutanea.

teccie degli alberi

quali, secondo

Ulpiano, erano di tre


Tilia, Piylira, e

specie,

cio

Papyro.

Si ado-

quali

perarono anco tavolette sottili, colle si formavano libri, dandosi ai fanciulli per insegnar loro l'alfabeto, e ve n' erano anche di avoiio. Si scrisse pure sul piombo, indi sulle pelli di animali dette pergamene, siccome
invenzione di

Cumene

re di Peigalib.

mo.
cap.

Indi,
1
,

secondo Plinio
la

XIII
al

fu introdotta

carta

ne danno il vanto alla Germania, n manca chi sostenga ripetersi in Italia r origine della carta nel borgo di Colle in Val di Elsa nella Toscana, atfermandosi ivi essere le pi antiche cartiere d' Italia. Certo che, nel secolo XIII, l' uso ne divenne generale, e nel seguente gi in Italia vi erano molte cartiere. La loro introduzione in Francia rimonta verso l'anno i34o. Carta si chiama pure un atto
autentico col suggello di
pe, d'

tempo

di Alessandro

deve intendersi per le pergamene. Ne' bassi tempi queste pelli divennero cos rare, che si usava nelle antiche biblioteche
raschiare
i

Magno; ma ci per le membrane e

un

princi-

un

signore, d'

un capitolo, o di che serve a tutelare i diritti di uno stato, comunit o signoria. Si dissero Carte talvolta
di sagre Carte
si
i

una chiesa , di una comunit, e

codici de' primi

tempi
si

libri,

e
i

quinlibri

contenenti scritture di autori classici

chiamano
si

greci e latini

e sopra vi

scri-

della

Bibbia.
legisti

Carta

dice
di

pure
obblisia

veva la nota delle spese


re, e simili bagatelle.

giornalieci tras-

dai

una

scrittura

Da

go

di contratto

qualunque

CAR
pubblico,

CAR
La
istituzione
fale

ia3
e
I9

o privato.

occupazione di Scipione,

poi della carta


sigillata

bollata,

cio

carta

nello stato pontifcio per r autenticit de' contratti e per le scritture, rimonta a Clemente XII ,

battaglia in cui Annibale fu disfatto sotto le mura di Cartagine in Afri-

ma 542

comunque
174

sia

stata

effettuata

nel

ca, Scipione la prese l'anno di Roe in tal' occasione il ro, mano eroe rese con magnanima
schiava,

dal Pontefice Benedetto


(s.),
il

XIV.
in
il
il

CARTACO
vecchio, e di

giovane, so-

azione a' propri parenti un'avvenente e al di lei sposo il prezzo


offerto pel
pi di

prannominato Mocuda, fu vescovo


Irlanda. Discepolo di
s.

suo

riscatto.

Indi a'temr

s.

Cartaco,

Cesare

divenne
colla
citt

questa

citt

Congallo, predic
passato

colonia
di

romana,

dipendenza

santo vangelo nel territorio di Riar-

cinquanta

raigh,

e
,

di

West-

delle quali fu capitale. nelle

Meath

vi fond il monistero di che riusc ceRathenin o Raithin lebratissimo in tutta l'Europa per Ne ebbe per piet e pe" sapere. quaranta anni il governo, e la re,

Spagna, Molto soffr vicende del romano dominio,


della

nel

quinto

secolo

fu

devastata

prima nel 4^9 dai vandali, poscia dai visigoti , onde decaduta dal suo
splendore, solo interamente
si riebbe verso l'anno i57o, per averla rifabbricata e fortificata il re Filippo

gola, ch'egli dett, conservasi tuttora

in

lingua

irlandese.

Obbligato coi

suoi discepoli alla fuga per le persecuzioni di


si

II,

un

re di quelle regioni,

che conobbe la bont del suo vasto e importante porto, rianiman-

ritir nella provincia di Leinster,

fondandovi
di lui

un

monistero.
del

Mori
Al

ai

i4 di maggio
fu
di

687.

nome
mag-

do il commercio decaduto sotto il dominio de'mori. Nel 1706 GiovanLeak, nella guerra di successione,
la prese

dedicata la chiesa

per

l'arciduca
il

Carlo,

ma

giore
lui

Lismore, e la citt per chiamata Lismore-Mochuda.


(

poco di poi

CARTAGENA
Citt

Charlaginen.)

Bervick la ridon al potere di Filippo V. Validissime sono le sue fortificazioni,


di

duca

con residenza vescovile nella Spagna nel regno di Murcia, che vanta antichissima origine. Posta in fondo ad una piccola baia nella costa Murciana meridionale, si slima fondata, o almeno considerabil mente ingrandita, dal cartaginese Asdrubale Barca, che la eresse in capitale
delle sue

grande l'arsenale, come ampli sono i cantieri di costruzione, onde una delle pi belle citt di Spagna.

La
a'

sua

sede

vescovile

rimonta

primi tempi della Chiesa, per


e
si

mosuo

do che nel terzo secolo eia metropolitana,

pretende che

il

conquiste, imponendole

il

primo
sto.

vescovo,

nominato

Basilio,
di Cri-

nome

della metropoli

africana, per

fosse martirizzato l'anno 5'j

cui cliia mossi

Carthago nova. Pure fu appellata anche Spartana , che


vuoisi

Rovinata in seguito dai goti e


i

dagli svezzesi,

diritli

metropolitani

essere

il

nome' suo

antico

dall'abbondanza di quel giunco chiamato Spartani, che ivi vegeta spontaneo.

passarono a Toledo; ma il vescovo Diego Martinez, vedendosi ogni giorno interrotto nelle funzioni del suo
episcopale
ministero,

Da qui si mosse Annibale per andar a formare il memorando


assedio di Sagunto.

negli

uffizi

divini dalla moltitudine de'mori,


cui

di

Dopo

la

trion-

ridondava

la citt,

ed

al

vedere

ia4
non
dei

CAR
meno
corsari
le

CAR
incursioni

frequenti
col

Spagna.

Tanto

la

sua

baja,
il

una
vi-

africani,

permesso
e
del re
la trasfer

delle migliori della costa, che

del

Pontefice
nel

Nicol lY,

cino paese chiamato Calamari, fu-

Sancio IV,

1291 ne

sede in Murcia (Fedi).


nel

Sgombrata

di poi interamente la citt dai mori,

i36o, Papa Innocenzo VI, con

bolla data in Avignone, decret che


il vescovato di Cartagena non sarebbe pi soggetto a Toledo, ciocche per altro col pontificio bene-

rono scoperti da Rodrigo di Bastidas i520, e fu sottomessa da don Pietro de Heredia nel i533. Vi fond egli la citt di Cartagena, che per la sua deliziosa situazione, e per la sicurezza della baja poco
nel
dipoi

divent

il

centro

del
d'

com-

mercio

di quella

parte
attir a

America.

placito

non ebbe

l'arcivescovo di

effetto, dappoich Toledo continu ad

La sua opulenza

Cartagena

esercitar la sua giurisdizione metropolitica,

r ingorda cupidigia di alcuni avventurieri d'Europa, ed infatti fu saccheggiata


dai
corsari
francesi

come

sugli altri suffraganei

nel

lui soggetti.

Non

si

deve poi pas-

sar sotto silenzio


III fece

, che Papa Calisto amministratore di Cartagena,

cio la confer in

commenda

al

suo ni-

pote Cardinal Roderigo

Borgia, che

poi nel 1492, fu eletto Pontefice col

nome
di

di Alessandro VI. 11 capitolo Cartagena compone vasi di sei didi

egualmente fu spogliata e incenerila dall' ammiraglio inglese Drack nel i585. Nuovamente venne presa e saccheggiata da Pointis alla testa d'una spedizione francese; ma attaccata da una flotta inglese comandata da Vernon nel 174* questi dopo gran perdite venne co^^
,

i544>

gnit, di otto canonici,


dati,,

prebenil

di cappellani,

risiedendo

vescovo parte in Cartagena, e parte in Murcia, onde dicesi anche vesco-

a levarne l* assedio. Nella guerra delle colonie spagnuole contro la metropoli, Cajtagena soffr molto, per essere stata assediata
stretto

vo

di Murcia. Oltre la chiesa prinvi

dagl' indipendenti
a' quali

dai

realisti

cipale,
altre

sono

in

Cartagena
conventi,

due

dovette arrendersi per

man-

chiese,

diversi

un

canza di viveri, sebbene poi facesse


ritorno al partito de' primi.
Il

ospedale,

un
(

ospizio pegli esposti ec.

CARTAGENA
dentali

nelle Indie Occi-

seggio vescovile, regnando Carlo

de Cartagena in Indiis). Citt dell'America meridionale, nella nuova Granata, con residenza d'un

V,

fu instituito dal Pontefice Paolo

III, nel

i537, e venne dichiarato sufs.

fraga neo della metropoli di


di

Fede

capo luogo della provincia dello stesso nome, ed edificata


su di un' isola sabbioniccia al

vescovo.

Bogota; ma nel pontificato di Clemente XI, essendosi dichiarati


il

mar-

contro

vescovo
,

l'

inquisitore genel'ar-

gine d' una

formata dal mare delle Antille. Vuoisi essere stata la prima citt, che gli spagnuoli circonbaja
dassero di

rale della citt

la curia laica,

mura

nell'

America

tro-

Fede, ed il vescovo di s. Marta, tutti ledendo la giurisdizione del vescovo, che d'altronde
civescovo di
s.

vandosi
difesa

tuttora

ben

fortificata,

da buone opere. Vuoisi ancora,


di
lei

che

il

nome

avesse

origine

coraggiosamente difende vasi, il Pontefice, dopo aver il tutto sottoposto a diligente e maturo esame, col conte-

dalla somighanza del suo interessante


porto, con quello di Cartagena nella

nuto della costituzione.


presso
il

Ex commissi,
i55

tomo

par. I, pag.

CAR
del Boi. /?ow.,

CAR
ai

25
Sarche Silvio

emanata
il

19 gentutti

nonch
Italico

le

isole

di Sicilia e di
citt,

naio
gli

1706,

dichiar

invalidi

degna, antichissima

atti

contro
i

gena, esort
scomunicati

vescovo di Cartadetti prelati a prov-

posta in quella parte dell'Africa, oggid de-

denomin Alma.

vedere alla loro coscienza, denunzi i laici, che n* erano com-

plici, comand, che domandassero perdono al vescovo, cit a Roma il canonico Rentacur, rimosse dalla

nominata il regno di Tunisi. Nella punta pi boreale dell'Africa, apresi l' ampio seno cartaginese, il
quale veniva determinato all'est dal

citt

il il

tribunale

dell' inquisizione,

esent
vanti,

monistero di santa Chiara

de' minori ossererano pure dichiarati contro il vescovo, ordin al generale che li castigasse, e l'accomand al medesimo vescovo la costanza nella della sua chiesa. difesa de' diritti Ci riusc di onore non meno per tutta la chiesa, che al corpo episcopale. Cartagena decorata di begli

dalla giurisdizione

che

si

promontorio di Ercole, attualmente Capo-bon, ed all'ovest dal promontorio di Apollo, che frapponevasi al vicino seno ipponese. Una vasta pennel mare in fondo isola sporgeva alla baia, e separava cos il seno
orientale ov*

Tmiisi dal

seno oc-

cidentale ov' Utica. Presentemente


il

lido

del
la

mare

si

avanzato

punta del promontorio cartaginese forma continuazione di


cos,

che

spiaggia sino

all'

grandeggia la cattedrale, non racchiudendo essa neir interno ricchezze minori di quelle magnifiche, che mostra nelr esterno. Essa a Dio dedicata sotto r invocazione di s. Caterina Il suo capitolo "Vergine e martire.
edifizi;

ma

sopra

tutti

torio di Apollo.

altra del promonLe mura, che chiu-

devano il recinto di Cartagine erano triplici, e di una solidit straordinaria. Vi s'innalzarono toni e bastioni ad una certa distanza, sicco-

me

caserme, scuderie, magazzini, e

stalle

per trecento elefanti

si

trova-

componesi di quattro dignit, oltre quella del decano, che la prima. "Vi sono quattro canonici con due prebende, non che cappellani e altri
ecclesiastici pel servigio della chiesa.

vano nel piano basso, standovi aqquartierata una numerosa guarnigione. Il porto era emporio di traffico , mentre in altro si eseguivano
gli

armamenti

marittimi

con amedifizi

Nella cattedrale la cura delle anime viene amministrata da un cappellano


del
capitolo.

pi cantieri, in

uno a parecchi

magnifici.

Vi

sono pure altre


di

Cartagine fu in origine chiamata

chiese, conventi di domenicani, fran-

Cadmtja,
zione,

cio

l'orientale,

secondo
co-

cescani ec.

due monisteri
dai

monadella

l'idioma fenicio, stante la sua posi-

che, pii sodalizi, seminario ed ospedale


carit.

o dal nome

di

Cadmus,

governato

religiosi

mune
di

ai capi delle loro colonie; in-

della

La mensa tassata ne' libri camera apostolica, in trentatre


mezzo.

quella che

Cacabe, o testa di cavallo, da si rinvenne nello scavarfondamenti.

fiorini e

ne

Ma

le

denomina-

CARTAGINE

(Carthago). Mecapitale

tropoli vescovile della provincia pro-

egualmente fenicie Cariai rtdad o Carthada^ volte poi in Carzioni

consolare d' Africa,

possente impero, che occupava

parte

dell'

Afica

della

un una Spagna,
di

tagine a tutte

le

altre

prevalsero.

Varie sono
dazione,

le

opinioni sulla sua fonla

ma

pi comune sembia

Ile
quella^ cli6

CAft
ne
attribuisce
di tirii
l'

CA
origine

^ro<)ussero quelle guerre cotahto fa-

ad una colonia
so l'anno del

fenici i ver-

mose, conosciute col


che.
ni,

nome

di

pun'

mondo 2498, due-

La prima dur ventiquattro aned ebbe origine dai Mamertini i quadal re Gerone, e dai carl'aiuto
de' ro-

cento sessanta anni dopo la fondazione di Roma. Dopo un secolo A regina Bidone, vedova di Siclieo,
fuggita da Tiro per
le

signori della citt di Messina,


li

assaliti

sevizie del

taginesi, invocarono

Pigmalione suo fratello, giunse a Cartiigine con tutte le sue ricchezze. Vi fece costruire una forle
di Bostra chiaByrsaj per indicai^e un luogo forte, sebbene Appiano Alessandrino dica, che nel principio delle guerre puniche fosse della Birsa, poich Didone domand ed ottenne tanto di terrd quanto avrebbe potuto comprendere il giro d'una pel_,

mani, che comandati da Appio Claudio

presero

Messina,

vinsero
I

il

supremo generale Xantippo.


lio

tor-

tezza col

nome

menti, e l'inaudito eroismo di Atti-

mata

di poi

Regolo, diedero fine a

tal

guerinco-

ra.

La seconda guerra punica

minciata r anno di

Roma
la

536, docitt

po che Annibale prese


SaguntOj alleata
fedele

di

de' romani,

dur
le

diciassette anni, e fu

Roma

funesta e gloriosa ad
perdite

le

di

toro.

In questa cittadella

poi

un tempo per cagionatele da Annibale


strepitose
vitto-

fu eretto

un tempio ad Esculapio^

in Italia, e per le
rie di

che per

la

moglie di Asdrubale incendi


la citt

dispetto.

Scipione nell'Africa. In questa seconda guerra punica, la re-

Didone ampli

di Carta-

pubblica romana
del precipizio; se
le

trovossi

suil'

orlo

gine, ed accrebbe la sua importanza.

non che Annibadalle


fatiche^

Nondimeno
cio,

derivata la sua prin-

non mai vinto

lo

cipale grandezza dall'esteso

commerle

donde

affluirono le dovizie,
il

conquiste,

potere,
di

la

gloria.
al

venne emula
destarle

Roma

Disegno da
possenti

Capua. Di che profittando i romani con rafforzarsi vigorosamente^ vendicarono le gravi perdite sofferte. La terza guerra non
fu dalle delizie di
l'

gelosia per le sue

forze di

mare
la

e di teira, pel

numeabi-

ro e per
tanti,

ricchezza de' suoi

dur che quattro anni, cio fino alanno 608 di Roma, e i46 avanti r era cristiana, epoca in cui Scipio// giovane, prese e rovin questa superba citt, che aveva con tanto valore disputato a Roma 1' impero

per

la vastit,

e per la splen-

ne,

didezza de' suoi


tutto per la

edifizi,

ma

soprat-

riputazione

delle

sue

armi vittoriose. I cartaginesi conservarono religione, idioma e costumanze ereditate dalla Fenicia,

del

mondo,

e dalla

quale,

per

lo

stato deplorabile in cui era ridotta,

non che

unione

colla

madre

patria, e con le

Quindi si dissero Phoeni quasi fonici, indi Poeni o Punici. Ad onta che fosse stata Cartagine la capitale d' un grande imaltre colonie fencie.

appena sortirono cinquemila abitansuperstiti dalla valida e famosa resistenza, che fecero al console Marzio, quando intesero ch'egli dovea
ti,

distruggere la loro citt, per riedificarla sul continente in distanza di

pero, e la principale citt dell' Africa,


si

ottanta stadii.

rese pi famosa,

come

si

dis-

Dopo
mani
vi

circa trenta anni, che Scii

se, pei

suoi avvenimenti militari, e

pione avea rovinata Cartagine,

ro-

per

la

sua rivalit

con Roma, che

mandarono una

colonia.

CAR
la

CAR
essi

i'x^f

quale fu

la

prima da
;

spedita

cati in sorte alla

fuori d' Italia

sotto la condotta

Gracco e gli auspici di Giunone, vi fecero edificare una nuova citt, che si chiam Giunodel tribuno
nia.

tualmente non si rovine, le quali ne fanno deplorare la


distruzione.

prima), onde veggono che

at-

La

chiesa di Cartagine

si

rese su-

Da

quel tempo divenne colonia

ma il progetto di restituirle suo antico splendore non ebbe incominciamento che sotto Giulio Ceromana,
il

dopo la promulga* zione del vangelo, e ben presto prebito rispettabile


se lo stesso posto

neir ecclesiastico

sare,
ili,
i

allorquando

v' invi

altri colo-

avea avuto nel civile, divenendo nel secondo secolo metrolo

come

quali la ristabilirono poco lungi

poli

della splendidissima chiesa Afri,

dall'area primiera.

Da
il

allora in poi

cana proconsolare

nonch primate
Il

Cartagine, ripreso

suo antico nometropoli delquindi di


dell'im-

della provincia d* Africa.

suo pri-

me, torn ad
l'

essere

mo

vescovo, del quale

si

faccia

men-

Africa

proconsolare, e

zione, fu

Agrippino,
,

tutta l'Africa

romana,
seconda

e fu riguarcitt

metropolilani

ed i successon tanto prima che doniceno


,

data come
Siria,

la

po

il

concilio

esercitarono
le

pero, giacch

sebbene Antiochia di

la loro autorit

su tutte
les

chiese
nel-

ed Alessandria di Egitto fossero citt grandissime e rinomate a segno di essere considerate le prime dopo Roma, pure non esitava Caril

di dette provincie.
1*

Commanville

Histoire

de tous

rchi^chs

et

Evchs , Paris, 1700, fa l'enumerazione a p. i5i, delle sedi sotgiurisdizione

tagine a darsi
giore
dell'

titolo di

citt

impero

romano

magdopo

toposte all'ecclesiastica
di Cartagine,

e ne registra centotre

Roma.
Finalmente, nell'anno 3i8, Cartagine
disastri,

di notizie certe. Cartagine, e tutte le

chiese dell'Africa dipendettero dalla

nuova vide incominciare


la

Chiesa

Romana,

non da

quella di

che successivamente ne prototale

Alessandria, sebbene le africane chiese fossero pi


vicine alla Libia che a Roma, perch quelle regioni avea-

dussero

rovina

come

la

vecchia. In quell*

anno suddetto fu

da Massenzio tiranno ed i vandali passati nell'Africa, e capitanati da Genserisaccheggiata

no ricevuto

dell'impero;
la

il lume del vangelo pel ministero de' romani inviali dai Som-

mi
gli

Pontefici, e
egiziani;

non per quello dei

19 ottobre 4^9. I re suoi successori ne conservarono il dominio sino all' impero di Giustiniano I, nel quale avendo Belisario suo generale sbarcata una poderosa armata, la tolse nel 534 a GelimerOj e al timore de' vandali nelr Africa. Quindi g* imperatori d'Oriente r ebbero in possesso sino a Leonzio, sotto l' impero del quale gli
co
,

presero ai

nonch per avervi


si

ro-

mani

stabilite delle colonie,

la cui

lingua latina

propag
l'

nella

na-

zione, che perdette

originario lin-

guaggio
sto,

fenicio. Perci era ben giuche Cartagine fosse governala


,

piuttosto dai latini

che
sede

dai

greci.

In

fatti

questa chiesa insigne diede


riprove
alla

solenni

Romana

della sua sommissione e gratitudine,

arabi saraceni la presero verso l'an-

anche sotto
dalico.

il

dominio straniero vanAfrica,


altri

no 695

la

saccheggiarono e

la ri-

All' articolo

e parti-

dussero al nulla, dopo settecento anni di esistenza


(

colarmente in molti
questo,
si

analoghi a

quanti n' erano toc-

parla di ci che riguarda

iiS
le

CAR
e

CAR
di
s

glorie

vicende

illustre
s.

scovo di Tours,
blanc,
il

monsignor

Mont-

chiesa, ove fiorirono Tertulliano,

Cipriano , e tanti padri e pastori che ne accrebbeio lo splendore, mentile si

vedranno

principali suoi avfasti

Cardinal Filippo de Angelis, nominalo da Pio Vili nel concistoro de' 18 mai*zo i83o, elevalo alla porpora, e alla sede di Montefiascone,
nel
il

venimenti, registrati ne'


to nei suoi
cilii.

del cri-

i838, dal Papa remonsignor


fatto

stianesimo, in quanto venne tratta-

gnante, e
lico

presente nunzio aposto-

numerosi seguenti conla

di Baviera

Michele
di

Viale

Prel
nel

arcivescovo
de' 12

Ma

dopo che

chiesa
le

di

Carla-

Cartagine

dal

medesimo Gregorio
luglio

tagine dovette soffrire

vicende
il

XVI,
i84i.

concistoro

grimevoli degli scismi, e


le invasioni barbariche,
infelice

peso delil

vide

suo
dei

fine

nella

occupazione
il

Concila di Cartagine.
Il

saraceni,

onde dopo

691

l'aspet-

fu interamente dappoich l'ignoranza e r empiet occuparono pressoch tutti gli spiriti, e si videro a disonore

to di questa chiesa

primo fu tenuto dal vescovo


coli'

cangiato,

di Cartagine Agrippino,

inter-

vento di tutti
nell'anno 200,

vescovi dell' Africa,

come afferma
altri
,

Tille-

della religione, molti cristiani,

il

cui

mont, sebbene
lebrato
nel

lo

credono ce-

coraggio avea saputo

resistere

agli

2 15

altri nel

217 e
il

sforzi infernali degli scismi

delle

anche nel 225.


tesimo degli
faceva d' uopo

Fu

contro

bat-

eresie, correre in folla sotto gli sten-

eretici,

decidendosi che

dardi di Maometto, cangiando


vi rimasero

il

van-

ribattezzarli.
I.

gelo coU'alcorano. Tuttavolta alcuni

Labb, e Arduino, tomo


ce,

Il

Regia Len-

ancora fino

al

pontifi-

glet coir autorit di quest'ultimo di-

cato di

s.

del secolo

Leone IX, dopo la met XI; ma questa non fu

che

il

secondo concilio Cartagi-

nese ebbe luogo nel 2i5, sulla disciplina


Il

che una debole luce, la quale tutto ad un tempo termin di risplendere, come pu vedersi nelle belle
dissertazioni di
strate,

ecclesiastica.

secondo ai i5 maggio 25 1 si celebr da s. Cipriano vescovo di


Cartagine

Emmanuele
in quella

Schel-

con

molti

altri

vescovi.

massime

stampata

De Ecclesia africana sub primate Carlhaginiensi. Attualmente la chiesa di Cartagine arcivescovato in partibuSy
in Colonia,

In esso esaminossi la causa di quelli, eh' erano caduti nella persecuzione


di Decio, e
si

regol la condotta
i

da

tenersi

con

quelli,

quali

si

erano

indotti

egualmente in parlibus, per suffraganee: Assuro^ Calamata, Costanna, Grazianopolij Bona, Irina, Laro, Madara^ Mauara, Mayula , Oria, Ruspa, Tabarca, Telepta, Numidia, Fera^ Targa, Usula, Utine, Tagasta, Zacolle seguenti

sedi,

ra de' certificati
agi' idoli,
tici.
si
I

a ricevere dalla magistratudi aver sagrificato

per cui si dissero libellacanoni penitenziali, che allora formarono, vennero riguardati
il

come

codice penale della Chiesa,

siccome

approvati

dal

Pontefice

s.

Cornelio. S trattarono con indulgen-

mora, Lambesa e

Mileto.

Gli ul-

za quei, che

dopo

la

loro caduta, es-

timi prelati, cui fu conferito questo


arcivescovato, sono l'attuale arcive-

sendo

restati

nella

Chiesa
i

aveana

continuato a piangere

loro pecca-

CAR
li
;

CAR
precedente
loro

129
e tratta sul
I

laddove nel concilio


di

era stato risoluto


la

non dar

Cartagine l'anno 257, medesimo argomento.

vescovi di
asagli

pace, se non quando fossero in pericolo di morte, mentre in questo


ordin di darla prima. Indi venla

Numidia in numero di diciotto vendo scritto a s. Cipriano per


pere
eretici
cilio

si

se
,

dovessero

ribattezzare
il

ne scomunicato per
derenti. Regia

seconda volta
I

come

gi praticavano,

con-

lo scismatico Felicissimo co' suoi a,

risolvette affermativamente. Di-

Arduino

t.

s.

versi autori
detti

sono di parere,
fossero

Cipriano nelle sue epistole.


11

anni

tenuti

in

terzo

si

tenne nell'anno 252,


t.

tagine
s.

anche
epist.

altri concilii.

che in CarIbidem.

contro Privato, Felicissimo, e Novaziano antipapa. Regia, Arduino


Il
I.

70 p. 174- Vzionrio portatile de concilii,


Cypr.
L' ottavo, nel 3
1

Di-

quarto, sopra

il

battesimo degli

1 ,

decise

si

do-

ebbe luogo nel 253. Vi si lesse la lettera del vescovo Fido, onde fu ripreso Terape , e siccome Fido avea proposto, che non si doeretici,

vesse eleggere in vescovo della citt

Geciliano, che fu ordinato


ce

da FeliMensurio.

d^Atponga in vece

di

Baluzio,
Il

Nova

collect.

vessero battezzare

fanciulli se
s.

non
3i

nono
,

egualmente

nell'

anno

aveano otto giorni,


testa
di

Cipriano, alla
vescovi,
decise

sssantasei

non esser necessario attendere tal tempo definizione che nella Chiesa
:

ove settanta vescovi di Numidia deposero Ceciliano, ed ordinando Majorino, formarono lo sciI

sma

de' donatisti.

Quest' adunanza
conciha-

fu assai ammirata. Questo stesso concilio

viene riguardata

come un
,

tratt delle preghiere, e del sapei defonti,

bolo di scismatici

giifizio

come

di pratiep.
II,
i

che antiche. S. Cipriano,


117, Baluzio in Collect,
autori.
Il

p.

citati

condannarono Ceciliano senza ne accusarlo, n ascoltarlo. Regia, Labb, Arduino t. I. Il decimo si tenne nel 3 1 2 , ed
giacche
in

quinto, adunato nel


trentasei

254 ^^

s.

esso

Ceciliano fu

assoluto.
coli'

Ibi-

Cipriano con

vescovi,

fu

dem. Lenglet, all'anno 333,


torit dell' Arduino, registra
cilio

au-

contro Basihde vescovo di Lione, e

un con-

Marziale vescovo di Astorga, per essere stati libellatici, cio

sopra

libellatici.

per

aver

preso de'

biglietti

certificati,

come
Labs.

L' undecimo nel 34B, o 349, da Grato vescovo di Cartagine fu con-

se avessero sagrificato.

Regia,

b, Arduino
Il

t.

I.

vocato coi vescovi di tutte le provincie dell'Africa. Molti donatisti fu-

sesto,

tenuto

nel

255, da

rono

riuniti alla Chiesa,

ed

il

pi

Cipriano, per la questione

del bat-

antico concilio Cartaginese, di cui ci

tesimo degli eretici,


di sessantuno vescovi,

era

composto
fu dichiala

restano
tredici
:

canoni. Se ne

ma

il

formarono primo proibisce di rinno-

rato nullo.

Di

esso fu

soggetto
s.

vare

il

celebre questione col

Papa
la

Stefaafri-

Trinit;

battesimo in nome della ss. il secondo riguarda l'onore


a'

no

I.

Alcuni opinano, che


riguardassero

gli

dovuto
uccisi
la

martiri, e vieta di

vene-

cani

controversia

rare quelli, che eransi precipitati, o

come spettante la domma. Ibidem.


11

disciplina,

non

il

per pazzia

il

terzo

rinnov

proibizione

a' chierici
;

di coabita-

settimo

concilio
X.

celebrossi

in

re

con

donne

il

sesto inibisce ai

VOL.

i3o
chierici
ci

CAR
tratiare adii secolari
;

CAR
il

presiedette

alla
,
i

testa

di

circa

cin-

tlecimoterzo d'imprestare ad u^iira;


il

quanta vescovi
altrettanti

quali
S.

formaronvi
v' in-

decimoquarto lulinina
ai

le

censure
canoni,

canoni.

Agostino

ai laici dispreiza lori de' sagri

tervenne
dinato

e la sua disciplina fu ri-

e minaccia
jK)Sti
si

chierici di essere de:

putala santissima. Col pnrno fu ora'

ed

esclusi dal clero

/naimenle

vescovi

di

prendere ogni
celebrare
la
il

deci*et,

che per giudicare un dia-

anno informazione
giorno
in
il

dal primate, sul

cono occorrono Ire vescovi, sei per un prete, dodici per un vescovo. Regia t. IH, Labb l. If, e Arduino t. I. fu conIl duodecimo, nel 890, vescovo di vocato da s. Geneoldo Cartagine. Vi si fecero tredici canoni col primo si dichiar una pro, ;

cui

devesi

Pasqua;

secondo prescrisse che


dell'Africa
,

concilio generale

si

adule

nerebbe ogni anno


Provincie, le quali
sedi,
vi

e che tutte

hanno delle prime manderebbero tre deputati


;

dei loro concili particolari

il

terzo

ordina
nati;

ai vescovi la

piena cognizione
di essere ordi-

fessione di

fede

come
secondo

quella degli

de'sagri canoni
il

prima

apostoli, e di credere e predicare la


ss.

Trinit

il

rinnov
imposta
a'

il

re
ti
;

il

decreto di un

concilio

precedente,
ai
il

amministrabattesimo o l'eucaristia a' morl'undecimo vieta di assistere agli


;

sesto proibisce di

intorno alia
tre

continenza
del
viet

spettacoli

il

primi

gradi
del

chiericato;
preti

di ordinare

deci mollavo proibisce alcuno vescovo , sacer-

terzo

nuovamente

la

dote, o diacono, a

meno che non


,

fos-

consagrazione

crisma,

quella

sero tutti cattolici quei

che

si

tro-

delle vergini, e la riconciliazione dei

penitenti alla messa pubblica

il

set-

vavano nella casa di lui ; il ventesimo primo non permette ai vescovi di ritenere presso di se,
chierici

timo comanda che vengano scomunicati


i

di
;

ordinare
il
il

chierici,

quali ricevono co-

delle altre diocesi

venterecarsi

loro che furono scomunicati


,

lui;

senza il di cun vescovo duodecimo vieta l'ordinarsi il


,

da permesso

al-

simoquinto vieta
il

a' chierici

a trovare femmine senza compagnia: ventesimosettimo proibisce loro le


il

vescovo

senza

il

consenso del mesuoi canoni,

tropolitano.

Leggesi ancora tra

che

il

vescovo era

il

ministro ordiil

nario della penitenza, e


solo in sua assenza,
necessit.

sacerdote
caso
di

o in
IT,

Labb tom.

Arduino,

tom.
le

I. Il

registra

un

Lenglet inoltre, nel 389, concilio cartaginese per

disposizioni di
,

un

concilio

genedella

ventesimonono comanda messa a digiimo il trentesimo esige, che si battezzino gli infermi, i quali non possono parlare, allorch abbiano prima domandato tal sagramento. In questo concilio fu anche proibita la traslazione da una sede all'altra, e si form un catalogo delle sagre Scritture conforme a quello che abbiamo oggid. Regia
osterie;
di celebrare la
;

rale

nel
,
,

393,
eh'

per la

pace

tom.
Il

Ili,

Labbc
,

t.

II,

Arduino
fu

t.

I.

Chiesa

sotto

la citt

Primiano vescovo delebbe contrari quaran-

quattordicesimo

celebrato,

nel

398

da

s.

Aurelio vescovo di

tatre vescovi, e, nel


sciplina ecclesiastica.
Il

394,

sulla di-

Cartagine, con circa duecento quattordici vescovi, fra' quali


s.

Agostino.
quali

decimo terzo
di

nell'episcopato

tenne nel 897, Aurelio, che vi


si

Vi

si

formarono centoquattro canoni


nell'antichit,
i

celebratissimi

CAR
per
la

CAR
l'or-

i3i

maggior parte riguardano


,

Africa nasceva

in parte dall'oppres-

dinazione

doveri de' vescovi e

sione de' donatisti, dalla loro molti-

de' chierici.
lazioni,
se

Vi sono proibite le trasnon fossero per vantaggio


si

tudine,
scovi
rici.

e dalla sollecitudine de' venella


scelta

rigorosi

de' chie-

reale della Chiesa; e in tal caso

Vi
il

si

stabilisce, che dovessero essere fatte con autorit di un concilio pei ve-

noni;

formarono quindici caterzo approv la legge


pei vescovi
,

della continenza
doti e diaconi
;

sacerl'alie-

scovi, e coll'autorit

di

un vescovo
vergini, che

il

quarto proib

pei sacerdoti

e pegli altri chierici.


alle

nare
scrive

beni della Chiesa, senza l'avdoversi


eleggere

In

oltre

s'impone
farsi

viso del metropolitano; l'ottavo preil

vogliono
,

consagrare dal vesco-

vescovo

vo di dover presentarsi con abito secondo lo stato cui vogliono abbracciare; che gli sposi nel ricevere la benedizione del matrimonio sieno ac-

entro l'anno della morte del predecessore


;

il

decimo
il

vieta a' vescovi

l'esentarsi senza

legittima
;

causa dai

concili

nazionali
all'

decirnoquarto
delle cappelle

compagnati dai congiunti e paraninfi, ed osservino la continenza nella notte che segue la benedizione pel rispetto che a questa si deve; che vengano scomunicati quelli, i quali escono dalla chiesa durante la predica; che in caso di bisogno

provvide
cilio
si

erezione

in onore de' martiri. In questo con-

decret pure

che

vescovi

devono abitare presso la cattedrale. Regia t. Ili, Labb II, Arduino I.


Il

decimosettimo, nel 4^3, fu com-

un
col

dia-

posto da tutte le provincie dell'Africa.


s'

cono presente
permette
re
la

il

prete

suo
;

In esso venne deciso


i

che non

consenso pu distribuire l'Eucaristia


agli eretici, giudei e

inviterebbono
cattolici

donatisti a trovarsi
le ragioni che li comunione, ma i si recherebbono da
il

paga-

coi

per

ni l'entrare nelle chiese per ascolta-

dividevano dalla
vescovi viciniori

divina

parola;

scomunica
fatti

come
alle

omicidi dei poveri coloro, che


chiese, ai
vi

loro; e fu proposto
cihazione. Fabricius.
Il

modo

di con-

ricusano di soddisfare ai legati

moribondi

ovvero

decimottavo fu
invocar
i

tenuto l'anno

non
Il

soddisfano che stentatamente.

494 per
ciso,

l'aiuto

dell'impe-

Ibidem.

ratore contro

donatisti, e vi fu de-

decimoquinto fu celebrato nel-

l'anno 899. Vi si deputarono due vescovi per ottenere da g' imperatori

secondo il parere di s. Agostino, por in vigore la legge di Teodosio, che impose la multa di dieci
di
lire
Il

una

legge, la quale
i

proib di levar

d'oro sugli

eretici.

Ibidem.
In-

dalla chiesa

rei

che

vi

si

rifu-

decimonono nell'anno 4^7) des.

giavano. Baluzio, in nov. collect.


Il

cret di scrivere al Pontefice

decimoseslo

concilio
,

si

adun

Tanno ^00 o ^01


del celebre
di giugno.
s.

colla presidenza

nocenzo I, intorno alla pace della Chiesa romana coli' alessandrina , e


vi
si

Aurelio, e di seltandi

fecero alcuni canoni.

tadue vescovi, ed incominci agli 8

Venne proposto
e a Milano,

depuchie-

tare a

Roma
1

ventesimo si tenne l'anno 4^^? a' 16 giugno, e vi fu deputato il vescovo Fortunaziano all'imperatore
Il

derne
clero

approvazione, per ascrivere al


figli

contro
Il

gentili e gli

eretici.

dei

donatisti convertiti,

ventesimo primo nel


i

4^9

ri-

giacche

la

scarsezza

de' chierici

in

guardante

donatisti.

i32
Il

CAR
Tentesimosecondo, nel 4'o> f"
ti

CAR
gli

autori,

sembra che

sia lo stesso

tenuto in sequela della


ta

domanda

fat-

concilio precedente.
11

ad Onorio impemtore,
la

accioccli

vocasse
natisti.

libert accordata ai do-

s sopra la fede
appellazioni
.

ventesimosettimo, del 419, verla disciplina e le ,


i

Nel 4

si

celebr

in Cartagine

coH'autorizzazione di Onorio la fa-

Fra suoi trentotto da notarsi il XXXV che esclude per testimoni ed accucanoni
,

mosa conferenza

fra

cattolici

satori, gli

schiavi, e le persone ingli


Il

donatisti per la loro riunione, affine


di convincere questi ultimi della necessit di essere nella Chiesa cattolica.

fami ec, non che


dei e
i

eretici,

giuot-

pagani.
al

trentesimo
d'
al

tavo
re re
to
,

vieta

vescovo

imporpeccato-

Vi

assistette
i

s.

Agostino,
tal

il

pubblica

penitenza
lui

<[uale confuse

donatisti, la cui setta

che
il

avr a

solo confessa-

sensibilmente diminu dopo


ferenza. Baluzio.
Il

con-

proprio

fallo.

Aurelio, in
concilio fu te-

uno

al

primate

Vi presiedette di Nu-

ventesimoterzo

nuto l'anno 4 1 ^ contro Celestio discepolo di Pelagio, che seminava i


suoi errori nella citt di Cartagine,

midia , e al legato pontifcio , colr intervento di duecento diciassette


vescovi. Ibidem.
Il

ventesimo ottavo
i

e vi fu scomunicato. Regia IV, Lab-

contro
Il

fu celebrato manichei. Baluzio in collect.

li,
Il

Arduino

I.

ventesimo quarto , nel 4 ^ ^ > egualmente contro Pelagio e Celestio,


era composto di
vi presieduti

484,

ventesimo nono fu tenuto nel in cui Unnerico re de' vandali,


vescovi cattolici di Afiica

fautore degli ariani, avendo oid inaio a tutti


i

sessantotto

vesco-

da Aurelio

di Cartagi-

di lecarsi a Cartagine, per rendere

ne,

i quali scrssero a Papa s. Innocenzo I, supplicandolo ad unir la sua autorit ai loro decreti emanati

ragione della loro fede (tra


e'

quali

era Eugenio allora vescovo di Car-

tagine, che avea generosamente professata la fede nicena cogli altri ve-

contro

due eresiarchi, enumeranerrori.

done i principali Arduino I.


Il

Regia IV,

scovi

africani),

esili

pi di quat-

trocento di detti vescovi zelanti. Regia


Il
t.

ventesimoquinto, nell'anno 4i7j


di
alla

composto
vescovi,

duecento
cui
s.

quattordici fu Aurelio,

trentesimo.

IX, Labb IV, Arduino II. Tanno 5iQy presie-

testa

chiamato da

Agostino concilio
il

di Africa, perch v' intervennero pa-

duto da Bonifacio vescovo di Carcomposto di sessanta vescovi. In esso rinnovaronsi i canoni


tagine, era
de' precedenti concili, e fu ordinato

recchie Provincie. Vuoisi che

ve-

scovo di Cartagine lo convocasse do-

che

monisteri sarebbono indipen-

po avere ricevuto s. Zozimo. Vi si


lagiani.
Il

la lettera di

Papa
i

denti dai chierici,

come sempre

lo

fecero alcuni de-

erano

stati.

Bonifacio rese grazie a


e
vi si
lesse

creti intorno alla fede

contro

pe-

Dio

della pace restituita alla chiesa


,

Ibidem.
si

d' Africa

il

simbolo

ventesimosesto
sul

tenne l'anno

Niceno. Regia

XI, Labb IV, Ar,

4i8
si

medesimo argomento. Vi
e di Celetut-

duino
Il

II.

fecero otto canoni per condanna-

trentesimo primo

l'anno

534
i

re gli errori di Pelagio


stio.

o 535, fu tenuto
beni ecclesiastici

per ricuperare
usurpati

Per

altro

non riportandolo

dai van-

CAR
dalij

CAR
CARVAIAL
Mabillon

i33

e per ripristinare la disciplina

e la libert della Chiesa.


in Analect..
Il

Giovanni Cardnk. Giovanni Carvaial nacque da illustre famiglia a Turgillo nella Spagna. Si
rese

trentesimo secondo, l'anno 594


i

celebre in

diritto

ca-

fu contro

donatisti.

Altri lo cre-

nonico, e
ta,

dono celebrato
din

nel
i

54o.

Vi

si

or-

divenne uditore di Ruopoi governatore di Roma, ve-

vescovi veglierebche tutti bono per iscuoprire i donatisti, sotto pena di perdere le rendite e la dignit.
11

scovo di Palencia, e nunzio in Germania, che allora era scompigliata,


e per la deposizione fatta

nio

IV

degli

elettori

di

da EugeTre veri e
di
alleil

trentesimo terzo fu tenuto l'an-

Colonia, e pi per la neutralit


quella gente, che
l'

no 646 contro gli eretici monoteliti. Regia t. XIV, Labb tom. V, Arduino
III.

non ubbidiva

antipapa Felice V, n al detto

gittimo Pontefice Eugenio IV.


vescovile chiadella

Ma

CARTENNA. Citt
mata anche Cariana,
le,

Cardinal

Mauri-

tania Cesarea nell'Africa

occidenta-

dominio romano alla foce fiume Cartennus. Si crede , che sia Masgraim, o Mostagan sul mare presso Orano. Si conoscono
nel

che nella dieta dell' imperio, la quale si tenne in Magonza, ove assisteva anche il Cardinal Nicol di Cusa, e che si
si

condusse

cos,

del

due vescovi
&.

di

questa diocesi
cui fa

Vit-

tore e Rustico, di

menzione
V. Dio-

Agostino.

CARTUSIANO
nisio

Dionisio.

Cartusiano.
Guido. V, Guido

CARTUSIANO
Cartusiano.

CAR VAGLIO e JVIENDOZA Paolo,

termin poi nell'altra di Francfort, fu tolto lo scisma, e la nazione riconobbe Eugenio IV per legittimo Pontefice. Dopo questa nunziatura, ebbe la seconda al concilio di Rasilea nel i44i> ^^^ si regol con tanta soddisfazion del Pontefice, che fu creato Cardinal diacono di s. Angelo ai 17 dicembre nel i446- Sostenne trentatre legazioni, che portarono grandissimo utile alla s. Se-

Cardinale.
di Lisbona,

Paolo de Carvaglio
della

de,

e
le

Mendoza

prelato

patriarcaal consi-

quella specialmente contro turco in Ungheria, che dur per


anni.

il

sei

presidente

Ne meno

si

mostr

zelante

gho

della regina e del senato,


s.

primo

inquisitore del

uffizio,

gran prio-

per la conversione degli eretici, dei quali parecchi abiurarono gli errodella lor setta. Cos pure si diede a divedere valoroso quando precedeva i crocesegnati contro il turco, difendendosi sempre dalle scorrerie dei barbari, bench talvolta abbanri

re di Guimaraes, e fratello al famoso

primo ministro di Portogallo, ai 18 dicembre del 1769, da Clemente XIV, fu promosso al Cardinalato, riservato per in petto.

Venne

poi pub-

blicato a

Roma

nel concistoro dei


a'

20
17

donato dagli

ufficiali

soldati.

Di
di-

o 29 gennaio 1770, mentre


dello stesso

mezzo a tante occupazioni non


menticava per
anzi la
la

mese era morto a

Lis-

sua chiesa:
in

bona, ed era stato sepolto nella patriarcale, senza che R.oma ne avesse sentore, come avvenne di altri porporati pubblicati dopo che erano
,

benefic

ogni

che maniera
sua
e
li-

possibile, specialmente colla

beralit verso ai

poverelli,

collo

zelo instancabile per la salvezza delle

morii.

anime. Fece a sue spese costru-

;i34
re

cah
genitori, nel

CAR
in Palencia nella

un ponte sul Tago presso Palencia, mancando il quale, parecchie


persone erano perite preda delle acA Roma intervenne con assiduit

Spagna da

nobili

i4^^> ed era nipote al Cardinal Giovanni di questo nome.

que.

Divenne

assai

perito

nelle

lettere,

u!!e cappelle, congregazioni, concistori,

nelle scienze e nelle facolt teologi-

ove parl con prudenza e modestia congiunta per altro a severa libert, come quando Paolo li volea derogare ad alcune leggi, a|le quali prima della
elezione di lui
rasi
il

che; e dopo che fu cameriere d'o-

obbligato

con

sagro Collegio esolenne giura-

nore a Sisto IV, ebbe da Innocenzo Vili il vescovato di Cartagcna colla nunziatura alla corte di Spagna a Ferdinando ed Isabella, che
lo elessero loro ambasciatore presso
il

mento,

llicliiese la sottoscrizione dei

Pontefice.

Poscia

dal

Papa A-

Cardinali pel breve derogatorio alle

lessandro VI, ai 21
dei
1

agosto dell'ane
nel

medesime, e bench
essi

la

pi parte di

no 1493, fu creato Cardinal prete


ss.

segnasse
volle

il

proprio
indursi a

nome,
ci.

egli

Pietro e

Marcellino;

non

mai

Assai

496 legato a
all'

latere per andare incon-

lontano

dall'

ambizione, abitava una


presso
s.

tro

imperator Massimiliano, nel


stabil

piccola casa

Marcello

af-

qual tempo

una tregua

tra lo

fatto disadorna, maceravasi austera-

stesso Cesare,

mente, sosteneva lunghi digiuni e precedeva tutti nell' esercizio di ogni


,

maniei-a

di

virt.

Egli

come

il

grande Antonio
ilare e gioviale

sempre consolava chiunque


di

Egitto,

ed il re di Francia. Come legato govern la provincia di Campagna a modo da esser lodato anche da quelli, che dovea punire. Da Giulio II ebbe la legazione dell'A-

lemagna; poi quella


re di Napoli,

Ferdinando

avesse fissato in lui lo sguardo; era


intrinseco

amico di

s.

Gio: da Capidelle

strano; scrisse
della

un compendio
,

sue legazioni, un'apologia a favore


s.

Sede

parecchie pregiaultimo,

tissime

lettere.

Da

dopo

quando quel principe andava a Roma. Ma avendo ricevuti dal Papa alcuni dispiaceri si alien da lui, e fatto capo dei ribelli contro quel Papa odiato da Luigi XII perch lo avea scomu,

conclavi di

Paolo

II,

Nicol V, Calisto HI e mentre era vescovo di Por-

uicatOj guadagnati al suo partito

Cardinali Borgia,

Brissonet,

Sanse,

to eletto

da Pio II, al conclave del quale non fu presente, moi a Roma

verino e Renato di Bri, sostenuto

nel 1469, di
nalato.
s.

70 anni e 23
sepolto
nella

di Cardi-

secondo alcuni, da Massimiliano, convoc a Pisa un conciliabolo contro il

Fu
,

chiesa

di

Papa, e

lo

prosegui a Milano, ove

il

Marcello

con magnifico elogio del

Carvaialfu eletto antipapa col

nome di

Cardinal

Bessarione.
lui
;

Le

memorie

della vita di

si

Roma
nel

nel

lySi

pubblicarono a poi furono scritte

Martino, circostanza poco nota, perch non creduta dagli scrittori. Giulio lo

in lingua latina da
titolo

Domenico Lopez

concistoro;
allo stato

scomunic coi colleghi lo ma Leone

in pien
restitu

1754, e pubblicate con questo De rebus gestis S. R. E.


:

primiero
al

col digiuno

di
;

una

volta

mese finche

vivesse

Cardinalis Carvajalisy Commentarius.

CARVAIAL
naie.

Bernardino, Cardi' Bernardino Carvaal nacque

avendo il Carvaial detestato solennemente a voce ed in iscritto l'errore, come ne diede esempio nel
concilio di

laterano.

Alessandro VI,

CAR
nel

CAS
fatto

i3)

i5o3,

k>

avea

anunini-

stiatore delle chiese di Avellino e Si-

corone belligeranti, e contribuire ad estinguei" lo scisma. Si annovera


le

guenca; e

nell'anno
diede
il

no VI

gli

i523 Adriamedesimo uffizio


In
appresso
chiese

tra

prelati del concilio costanziense,


il

e fu

primo ambasciator
spedito dalla

per quella di Foligno.


rinunzi queste due
al

dienza,

di ubbiFrancia dal

ultime

re Carlo VII a Martino


di riconoscerlo
tefice.

V,

al

fine

nipote, ritenendo quelle di Aster-

per

legittimo
a'

Pon-

conseguito avea da Leone X, nel i52i. Da ultimo, dopo i conclavi di Pio III, Giulio IJ, Adriano VI, cui accolse in Ostia quando ritornava dlia Spagna, e di Clemente VII, mori a

ga e d'Ostia, che

Da

ultimo,

18

dicembre

1439, nel concilio generale di Firenze, Eugenio IV, con altri sedici
soggetti,
s.

del

creolio

Cardinal

prete di

Stefano nel

Tours nel
di

Monte Celio. Mori a i44^j dopo sette anni


e fu sepolto
nella

decano del sagro Collegio, nel i523, di sessantotto anni e trenta


la

Roma

Cardinalato,

chiesa dei frati minori.

di Cardinalato.

Fu

sepolto nel-

CASAE
vile

Bastalenses. Sede vescooccidentale,


la

veneranda basilica di s. Croce in Gerusalemme, ove sorge magniun beli' elofico avello adorno di
gio al lato

dell'Africa
s'

cui

provincia

ignora ;

ma

si

sa che

un

suo vescovo

assistette,

nel /^ii, alla

destro della

tribuna di
ti-

conferenza di Cartagine.

quella chiesa, cui generosamente avea


beneficato, essendo stata gi suo
tolo,

CASAE
pale
dell'

Calanenses. Sede episcoAfrica

occidentale
di Cirta.

nella

e cui ritenne a
s.

commenda con
dacch
era

Numidia, suffiaganea
tunato vi era vescovo del quinto secolo.

quello di

Marcello,

nei

Forprimordi
citt

passato al vescovato di Ostia e Velie tri.

CaSAE
Reginaldo, Cardina-

Favenses.

Antica

CAR VATE
le.

vescovile dell'Africa occidentale, d'in-

Reginaldo Carvate di Chartres, Eugenio IV, e referendario apostolico, consegui il vesenza per scovato di Beauvais ,
cameriere di

certa provincia,

il

cui vescovo

Le-

vando
ginese.

recossi

alla conferenza carta-

CASAE
vile della

Madianenses. Sede vesco-

andarne al possesso. Avea gi nel i4i4j tla Giovanni XXIII ottenuto l'arcivescovato di Reiras; e da Eugenio IV, nel 1434? ebbe quello di

Numidia,

nell'Africa occi-

dentale. Il suo vescovo n^anc nella

conferenza

di Cartagine,

ed Onorio

parl in suo nome.

Embrnn, ma

volle tenersi al primo.

Carlo VII re di Francia, nel 14^5, Io avea dichiarato gran cancelliere

1429 ricevetdi Reims, la sagra unzione secondo il costume de' monarchi francesi. Poi nel 1 4 36, il Carvate ebbe in amministrate

del regno, e poi nel

da

lui

come arcivescovo

CASAE Nigrae o Case nere. Sede vescovile nell'Afi-ica occidentale, provincia di Numidia. Il Pontefice s. Melchiade, nel concilio, che celebr al Laterano I' anno 3i3, condann Donato vescovo delle Case nere, capo dello scisma de'donatisfi i quah negavano la vahdit del bat,

zione la chiesa di

Agde, e nel 14^9


andato

tesimo dato agli

eretici,

rigettaII

quella di Orleans. Accolse in Beauvais r imperator Sigismondo,


in Francia a

vano r

inlllibilil

della

Chiesa.

comporre

la

pace

ha

vescovo Januariano, nel 4* 'j ^* P^^" t alla conferenza di Cartagine. 11

i36

CAS
de' vescovi
di

CAS
gnare nel Monferrato
parenti di essa,
i

vescovo di questa sede divenne pri-

Paleologhi,

mate

Numidia

del

il

primo signore

partito di Donato.

ne fu Teodoro, che conquist Asti,


e
I
si

CASAE
deli'

SiLVANAE. 5ede episcopale


occidentale
,

colleg coi Visconti di Milano.

Africa

d' incerta

successori

regnarono sino a Carlo


,

provincia, ovvero nella Bizacena.

CASxALE
residenza
stata

Casalen.

).

vescovile

nel

Citt con Piemonte,

V, e passato il dominio ai duchi di, Mantova il duca Vincenzo vi eresse una buona cittadella con sci
bastioni.

detta Casal Monferrato,


la

capitale

di

quel

per essere dominio.

sotto

la

Finalmente Casale pass dominazione della casa di

Fu
da
di

riedificata in
sulla

una

beila ed estesa

Savoja.

pianura,

destra

riva del

Guglielmo Paleologo
Monferrato,
sulle

Po, marchese
degli

sale

Al principio dell'anno 1629, Cafu assediata dagli spagnuoli,

rovine

obbligati

ritirarsi

dalle

forze

di

antichi paesi de'veliati, ove esisteva

Luigi XIII i nell'anno seguente tor-

r antica Sedala.

Ora

capo luogo

della quarta provincia Alessandrina,

narono ad assediarla, ma fu valorosamente difesa dal maresciallo di


Toiras. Nel

e fu chiamata BodigomaguSy e Casale sanati Evasii,

i64o, avendovi

gli

spa-

per distinguerla

gnuoli
sotto
il

di

nuovo posto
di

1'

assedio,
vi

dagli altri luoghi, che portano pure


il

marchese

Legnarez,

Questa citt riconosce la sua primaria fondazione, verso l'anno ySo, da Luitprando re de' longobardi , che chi amolla s.
di Casale.

nome

furono pienamente sconfitti dal conte d'Harcourt. Nelle turbolenze di Frangli spagnuoli s' imcia, nel i652
,

padronirono

di Casale, e quindi

non

Evasio,

memoria di un pio vescovo di Vercelh. Qui ebbero lunga residenza i celebri marchesi di Monin
ferrato,

la restituirono alla casa di

Mantova. Quest'ultima per nel 1687 la vendette

a Luigi

XIV

re

di Francia.

Aleramo, figlio del duca di Sassonia, e da Adelasia figlia di Ottone II, che dopo esser vissuti per qualche tempo ignoti furono scoperti dall'imperatore, costituendo tali terre in loro appannaggio ; appannaggio che nell XI secolo fu ereditato dal primogenito Guglielmo. Da Bonifacio, figliuolo di questo, nacque Guglielmo Lungaspada^ celebre per le sue imprese
discesi

da

Tuttavolta,

questo

principe

dopo

quattordici anni la restitu alla casa

medesima, demolendovi prima tutte le fortificazioni, che la rendevano Finalmente , verso il rispettabile.

1706, Vittorio Amadeo


padron
j

li

di

Sa-

voja, poi re di Sardegna, se ne im-

presa

nel

francesi, la ricuper nel 1746

74^ dai Carlo


ri-

Eramanuele

III.

Al tempo della

voluzione di Francia soggiacque Casale alla sorte del

di Teri'a santa,

e la cui sorella dide' greci,


sorella

Piemonte, e fece

venne imperatrice
egli

mentre

parte del dipartimento di Marengo,


fino al termine del francese impero.

spos
re di

Sibilla

di Baldo-

vino
lasci

essendo
il

Gerusalemme, il quale morto senza successione reame al suo nipote figlio


Hnea mascolina

La
istanza

sede vescovile vi fu eretta ad

di detti coniugi, che per poco sopravvisse. Estinta la


di

del marchese di Monferrato Guglielmo Paleologo, dal Pontefice Sisto IV, nel i474> facendola suf-

fraganea della metropoli di Milano,

Aleramo,

furono chiamati a re-

donde pass poi sotto quella

di Ver-

CAS
celli,

CAS
la diocesi

137
Giorgio in Vealle

venendo formata

con
dei

colla diaconia di

s.

Tari snierabramenti di quelle di Asti

labro.

Fu

ascritto

congrega-

e Vercelli.

La
edifizi

cattedrale,
della citt
s.
,

uno
tu

pi

belli

de-

propaganda, della sagra consulta, di Avignone, e della Laurelana.

zioni di

dicata in onore di

Evasio vescovo

Fra

le diverse

protettone

e martire.
t
,

Il

capitolo

ha due

il

digni-

che

sostenne,

vanno

rammentate

la

prima

delle quali

pre-

vosto, con quattordici canonici, con

due prebende, ed
rici.

altri preti
il

e chie-

quella dell' ospizio apostolico di san Michele, delle arciconfraternite del Gonfalone , del ss. Crocefisso di
s. Marcello e del Conservatorio Pio da lui fondato a s. Pietro Montorio mentre era governatore di Roma, per le povere zitelle, con eri,

Esso elegge

parroco per la
la

cura delle anime, ed oltre


drale,
chie.

catte-

si contano tre altre parrocVi sono i francescani, i soma-

schi

e la congregazione della mis-

gervi

una fabbrica
e

di

pannine,

sione, varie confraternite, due seminari,

ospedale,

La mensa
stolica in

tassata in
fiorini

monte di piet. camera apo-

333. uomini illustri, che fiorirono in Casale, vanno particolar-

Fra

gli

chiamato Pio dalle beneficenze che gli procur da Pio VI, massime nel 1782. Mor in Roma prefetto del Buongoverno, e diacono di s. Maria ad Martyres a' i5 gennaio 1787, di setaltre manifatture,

mente
dinali

i tre seguenti CarMarc' Antonio Boba de' signori di Bossignano, degno della porpora, cui lo esalt nel i565 Pio

ricordati

tantatre anni
dinalato.

diciassette di

Carnobise-

Fu
s.

esposto e sepolto nella

chiesa di

Agostino, ove la

lissima sua casa

ha

la

propria
dedicata

IV
nel

Gio. Francesco Blandrata


s.

dei

poltura,
s.

nella

cappella

a
le

conti di

Giorgio,

fatto Cardinale

Pietro apostolo.

Le

sue virt,

1596, da Clemente Vili, poco


gli

sue belle azioni,


t,

mancando che non


pontificato

succedesse nel

l' ingegno e la piefurono celebrate da C. Branca-

e Giangiacomo Millo ; de'marchesi di Tubine e di Altana,


nel

doro,
sali,

poi

Cardinale,

nell'

Elogio

storico del

1753
,

creato da Benedetto

XIV

Cardinal Antonio Macerata 1787.


Gasparo.
decimosesto,
in

Ca-

Cardinale

CASALI
mana, e
nacque a
1.7
1

e da lui assai amato. Antonio, Cardinale. An-

CASALIO
secolo

Scrittore del
di

nativo

San-

tonio Casali, di

nobile

schiatta
di tal

ro-

taren

Portogallo.

Si ascrisse al-

de' marchesi

nome
del

l'Ordine degli eremiti di

Roma

a'

25 maggio

4.

Dopo

aver percorso lodevol-

s. Agostino l'anno \5^i. Si distinse nel sapere per modo, che fu scelto a primario

mente la do porsi
stolica,

carriera degli studi,


al servigio della

aman-

professore nell' universit


bra.

di

Coimalla

Sede Apodiverse

Venne
di

poscia

innalzato

fu

fatto prelato, e progressi-

sede
la

Zunsal

nell' isola

Madera,

vamente
cariche.

esercit

con

lode

dalla quale pass, nel i556, a queldi

Da

segretario di

consulta,

Leira

nell'

poi

divenne

governatore di

Roma;
1

poscia a quella

di

Estremadura , e Coimbra, dove


Intervenne

quindi da Clemente
dinalato;

XIV,

a'

2 di-

cembre 1770, fu promosso

al

Car-

mori nel due volte


che poi

1587
al

circa.

concilio di Trento.

Fu

ma non
del

fu pubblicato che

precettore dell' infante Giovanni III,


lo

nel concistoro

i5 marzo 1773,

fece

suo

confessore, e

ras

CAS
Sacrificio Missas libri tresj

CAS
Questo degnissimo porporato lasci di se eterna memoria nella famosa biblioteca da lui fondata a pubblico bene di Roma nel convento dei domenicani di s. Maria sopra Minerva, ove sorge
la

capo del consiglio di coscienza. Abbiamo di lui le opere seguenti: i.

Dt De
4.

a.

ccena

et

calice

Domini,

libri

3. De usa calicis libri tres j Axioniata Christiana, CASANATTA o CASANATA Girolamo, Cardinale. Girolamo Casauatta, orioudo spagnuolo, ma nato a Napoli nel 1620, per soddis-

tresj

statua di lui eccellentemente lavorata dal signor le Gros in finis-

fore al desiderio del genitore,


plic allo studio della legge.

si

apReca-

tosi a Roma fu cameriere d' Innocenzo X; quindi dal 1647 in poi govern le citt e le provincie ecclesiastiche, come Sabina, Fabria-

simo marmo. Di pi, a tale biblioteca lasci un fondo di ottantamila scudi, perch mantenesse a bene della s. Sede sei religiosi teologi di varie nazioni, e due altri in una scuola contigua, a dichiarare ed esporre
doti,
s.

Tommaso

inoltre la volle

assistita

da tre religiosi non sacere due bibliotecari perch poi

no,

Ancona

e Camerino, che a ve a

tessero servire

ricorrenti alla

me-

a vescovo Emilio Altieri, poi Clemente X, con cui il Casanatta strinse sincera amicizia. In appresso da Alessandro VII nel i658, fu stabilito inquisitore a Malta; quindi venne annoverato tra i prelati di consulta,
e tra i votanti dell'una e l'altra segnatura ; ed inoltre fu fatto consultore de'riti e della sagra inquisi-

desima, dacch viene tenuta per una


delle migliori d'Europa, per la sua ampiezza, maest e scelta di volumi in ogni genere di studio. V. Bi-

blioteca

Casanatense.

Finalmente

dopo essere intervenuto alla elezione dei due Innocenzi XI, e XII, e di Alessandro VIII, mor a Roma nell'anno 1700, di ottanta anni e ventisette di Cardinalato.

zione,

come

anche

segretario

di

Ebbe

poi tom-

Propaganda. Morto Alessandro VII,


il

ba
le

nella basilica lateranense, ove tra

sagro

Collegio

lo elesse

goverlo

due cappelle

di

s.

Ilario e di

s.

natore

del

conclave
1

di

Clemente
vol-

IX,

che

neir anno
del
s.

668

le assessore

offizio;

Clemente
della

Francesco sorge la statua di lui. Era questo porporato zelantissimo per la religione cattolica, piacevole
e benigno, ed amante della giustizia attemperata a clemenza. CASANOVA Giovanni, Cardinale.

X
ri,

lo

promosse

a segretario

congregazione dei vescovi e regolae a premio delle sue belle


dti,

e della integrit ne'suoi


ai

impieghi,
Cardi-

Giovanni
parenti

Casanova
a

nacque da
nella

i3 giugno 1678,
s.

lo cre

nobili

Barcellona

Maria in Portico, diaconia, cui nel 1686, cambi col titolo presbiterale di s. Silvestro in Canal di
pite.

Spagna, e nel i4o4 pi'oft^ss nelr Ordine dei predicatori, ove riusc
assai

dotto

in

filosofia

e teologia.

Venne
dei
colla
riti,

eziandio
s.

ascritto

alle

congregazioni del
cilio,

offizio,

del conal-

di

propaganda ed
delle

tre

prefettura
regolari,

congrevisita

g<tzioni dei

e della

apostolica. Innocenzo XIIj nel 1698,


lo fece bibliotecario della

Volata fama di lui a Martino V, nel i4i^} Jo ffice maestro del sagro palazzo, distinguendosi poscia quando scrisse della podest del Papa sopra il concilio, contro la conventicola di Basilea, ed altri trattati

vaticana.

di teologia.

Indi,

nel

14^4?

'*^

CAS
Martino lo promosse a vescovo di Bosa nella Sardegna, e di poi alla chiesa di s. Asafo nella provincia di Tarragona. In appresso e
stesso
ai

CAS
nor, cui avea
egli

139
composta. Mar-

tino IV a' 2 3 marzo del 1281 lo cre Cardinal prete dei ss. Pietro e Marcellino, dei quali ristaur la chie-

segretamente dallo stesso Martino V, '2 3 di giugno del 14^6, fu innal-

sa con gran dispendio. Dopo il conclave di Onorio IV, mori di peste a

zato all' onor della poi'pora, e, secondo Mattei, da Eugenio IV, ebbe le insegne Cardinalizie col titolo presbiterale di s. Sisto, e 1' amministrazione della chiesa di Girona nella

Roma

nel

1287,

vestiva la sagra

^^i anni dacch porpora, e fu se-

polto nella basilica

lateranense.

questa

il

Cardinal Iacopo

In Colonna,

di lui intrinseco amico, fabbric

una

Catalogna. Insorti poscia

non

lievi dissi

cappella, e
vi la
s.

un

altare per

celebrar-

sapori col novello Pontefice,'

riti-

Messa a sufhagio dell'anio

r
lio
;

in Basilea, ove teneasi

il

concisi

ma

dell'amico.

ma non
col

and guari che


detto Pontefice
.

CASCARA,

CASCHARA.
ove
Maris

Citt

riconcili
scrisse

metropolitica della provincia patriarcale di Caldea,

nel

Mori le sullodate opere 1436, dopo dieci anni di Cardinalato , e portato a Barcellona ebbe tomba nella chiesa dei predicatori

predi-

il

vangelo, e stabili

un

vescovo,

in

marmoreo

avello.

CASANOVA

Iacopo,

Cardinale.

dopo aver predicata la fede in Seleueia, onde in mancanza del cattolico di Seleucia ne faceva le veci. Nel secolo XII fu eretta in metropoli

Iacopo Casanova da Valenza, cameriere al Pontefice, e protonotario apostoHco , a' 3o giugno i5o3, fu

con tre sufFraganei. Evvi ancodi Me-^

ra Cascara, sede episcopale

da Alessandro VI
prete
di
s.

creato

Cardinal

sopotamia, nel patriarcato d'Antiochia, fondata nel quinto secolo, sot^


to la giurisdizione di

Stefano

al Montecelio.

Amida.
con

Egli solo

si

trovava nel palazzo va-

CASCHAU
Casso VIA,

[Cassovien.).C\t\h.

ticano, quando,
il

morto
gli

il

Pontefice,
il

residenza vescovile in Ungheria.

F.

duca Valentino
e fu
costretto

diede

sacle

co,

a consegnar
il

CASELLI Carlo
que
tori,

Francesco, Car-

chiavi a chi

and con un picchetto


meglio,

dinale. Carlo Francesco Caselli nac^


ai

di soldati, per prendetesi

20 ottobre

174

in
civili

Alesgeni^

che v'era.
Cardinalato
1

Ma
,

dopo un anno di mori a Roma , nel


all' e-

sandria della Paglia, da

5o4, dopo aver contribuito

che lo educarono saggiamente. Quindi volle aggregarsi all'istituto


religioso de' servi di

saltamento di

Pio III e Giulio

II.

Maria Vergine,
i maggiori 781, dappri-

CASARIENSE
copio di Cesarea.

Procopio. F. Pro-

nel quale sostenne con lode vari uffizi,

che
Il

gli

meritarono
1

CASATI
cesi

Clusiano

Cardinale.
di

gradi.

perch, nel

Clusiano Casati, conte di Casate, diodi

ma
ne

fu

nominato segretario generale,


la conclusioaffari,

Milano, era

arcidiacono

poi provinciale, e per


di alcuni

quella metropolitana,

quando perve-

nuto a
va

Roma

Nicol III lo fece ueh' esaminasse


dei

ditore di Ruota, e perch lo stima-

gli procurarono r applauso de' suoi confratelli, venne da loro proclamato ge-

che

moltissimo, volle

nerale di tutto l'Ordine nel

1792^

la spiegazione della

regola

mi-

dopo avere

esercitato,

la

carica di

i4o
procuratore

CAS
generale.

CAS
Venuto Pio
sua prudenconsultoCardinalizie
e deportalo in Savona,
si

ajdun in

VI
re

in cognizione della

Parigi

il

za e dolti'ina, lo
delle

nomin
Offizio;

ed
t,

ivi

famoso concilio nazionale, diede il Caselli nuove prove


pie-

congregazioni
e
del
s.

di senno, di scienza, e di soda

de* Riti,

foi'se

senza le sopravvenute circostanze, die desolarono il termine del secolo XVII 1, lo avrebbe esaltato al Cardinalato. Divenuto Pontefice Pio VII, bramoso di accomodare gli affari

impavido sostenitore dei diritti della santa Sede, cadde dalla grazia dell' imperatore Napoe

siccome

Insignito in progresso dalla regnante sovrana di Parma e Piacenza della qualifica di suo intimo
leone.
consigliere, e di

di

Francia, sconvolta
e
vi

dalle

ac-

gran croce dell'Ors.

cennate catastrofi,
la religione,

farvi rifiorire
il

dine costantiniano di
fece di poi

Giorgio, lo

sped

Cardinal

Consalvi, monsignor Spina, poi Cardinale^ e


lifica
il

gran priore del medesimo, dignit, che avrebbero in progresso


vato.
i

nostro Caselli colla qua-

suoi

successori

nel

vesco-

di suo
1

teologo consulente,
celebre

quali, ai

4 giugno 1801,

sottoscris-

sero la

tanto

convenzione,

ch'ebbe per fine il concordato fra la santa Sede e quel regno. Nello incominciare l'anno 1802, lo stesso Pontefice l' incaric di accompagnare in Roma le venerande ceneri del suo glorioso predecessore Pio VI, che ancora giacevano in Valenza ove era morto. Indi nel marzo lo fece arcivescovo di Sida in par* tibuSj ed avendolo creato Cardinale nel concistoro de' 2 3 febbraio 1801,
riservandoselo in petto,
lo

Finalmente colla lode di zelante pastore, mor in Parma ai 19 aprile 1828, e venne esposto e sepolto in quella cattedrale. V. Orazione in morte del Cardinale Carlo Francesco Caselli, ec. , del padre Agostino Garbarini priore sinese, Parma 1828.
cas-

CASERTA
residenza d'
delle

(Casertan). Citt con

nel regno capoluogo deHa provincia di Terra di Lavoro, che contiene la maggior parte della ce-

un vescovo

due

Sicilie,

lebre

Campania

felice.

Fu

edificata

pubblic
del

dai longobardi
collina dei

sul declivio di
tfatini,

una
il

nel concistoro de'

9 agosto

me-

monti

e prese

desimo anno 1802, assegnandogli per titolo presbiterale la chiesa di


6.

nome
irta,

dalla contrada chiamata

perch componevasi di

Casa un age di
a
si

Marcello degli stessi pp. serviti, non che le congregazioni del s. ufde' vescovi

gregato di amenissimi
detta perci

villaggi

borghi, capo de' quali fu questa citt,

fizio,

e regolari,
,

dell' in-

la vecchia

di-

dice, della disciplina

e dell' esame

stinguerla dalla nuova, di cui

far

de' vescovi

in

sagra teologia.
il

Non

menzione in ultimo.
il

Ebbe Caserta
,

and

governo francese lo dichiar senatore dell' impero, ed


guari, che

titolo di

principato

che insieme

essendo stato
di
sare.

nominato arcivescovo
farsi

feudo fu ceduto dalla nobile famiglia Caetani romana (Vedi) al re


al

Parigi, gli riusc di

dispen-

di Napoli

Carlo III di Rorbone nel

Poco dopo Pio VII conservanil

dogli

cistoro de'

grado arcivescovile, nel con28 maggio i8o4, preil

conizzollo vescovo di

pato poscia

Pontefice

Parma. Strapda Roma,

lySi, ricevendo in cambio Teano. E per alcun tempo, nel nono secolo, era stata dominata da Landolfo, fratello del conte di Capua , mentre, allorch era contea, fu data insieme ad

CAS
mero e misto impero da Urbano VI al suo nipote
altre signorie,

CAS
dall'arcivescovato

l^l
lui

con

da
,

avuto. Pei
1

distinti suoi meriti

Francesco frignani, col consenso di Carlo III Durazzo. La popolazio-

rebbe stato
zione,

eletto

nel 592 saPapa per adora,

ne
to

di

Caserta

il

suo lustro molla

diminuirono dopo

fondazione

se non si fosse opposto il Cardinal Ascanio Colonna. La citt di Caserta nuova contiene

di Caserta nuova. Tuttavolta piaz-

za di guerra per le sue fortificazioni.

In varie epoche fu onorata CaPontefici

un superbo castello reale incominciato nel 1750 dal re Carlo III Borbone, poi monarca di Spagna, che
vuoisi
il

serta vecchia della presenza de' ro-

pi magnifico
d'Italia,

splendido
l'area

da ultimo nel 1729, da quella di Benedetto XIII, che recossi ad abitare il convento de' minimi paolotti di s. Fi'ancesco
,

mani

ed ameno

per opera dell'ar-

chitetto Vanvitelli,

occupando

dell'ampliato

villaggio

della Torre.

Al

di fuori la figura ottangolare,


si

di Paola.

e al di dentro
di

compone

di quatsta-

La

sede vescovile

Caserta fu

tro palazzi,

ricchi di

pitture,

970, dal Pontefice Giovanni XIII che inoltre la fece suffl'aganea di Capua. Vuoisi nondimeno, che i suoi vescovi stabilmente e regolarmente incominciassero a succedervi nell'anno 1 100 circa. Indi Pio VII, colle lettere apostoliche, date kalend. julii 1 8 1 8 , De meliori doninicae , vi uni la sede
istituita,

verso

il

tue e altri preziosi ornamenti, e fia


le

delizie

da annoverarsi
i

il

bosco,

gi celebre sotto
serta, e

piincipi

di

Ca-

che termina in un

castello

circondato da
le quali

un

canale di

acque,

derivano da un' ampia peIn una parola tutto real


in

schiera

magnificenza
propriet
delle

Caserta,

siccome

vescovile di Cajazzo.

La

sua sontuos.

monarchi del regno due Sicilie, anche per l' elede'

Michele Arcangelo, molto antica; ed


sa e bella cattedrale, sagra a
il

suo capitolo fregiato di quattro


il

dignit, prima delle quali

de-

cano
preti

diecinove sono
e
chierici

canonici, che
altri

ganza dq^li altri edifizi, e per 1' amenit dei giardini. CASGARA. Citt metropolitana del Turquestan della diocesi di Caldea, ove il Cam de' tartari permise,

fruiscono di

due prebende, ed
sono
addetti

che

il

cattolico di

Seleucia

nei

alle

primordii del
secoli

IX
il

secolo spedisse pre-

ufficiature.

La

cattedrale pure paril

dicatori cristiani, e

dove dopo due


a due-

rocchia,

onde

curato

si

elegge
del
se-

profess

vangelo lo stesso

dal capitolo,
vescovo.

coll'approvazione
inoltre

principe de' turchi, insieme

Vi hanno
parecchie

due

minari

chiese

quattro
sodalizi,

era sovrano

case religiose,

ed un monistero di
di piet.

monache, un conservatorio,
ospedale e
fiorini.

1 200 Ungeham, detto il re Giovanni, e quando piti tardi nel 1263 vi giunse il

centomila sudditi. Verso


di

l'

anno

questa citt

monte
gli

La menche

p.

sa tassata di duecento quarantasei

Fra

uomini
il

illustri,

Rubruquis, missionario inviatovi cos. Luigi IX re di Francia, mandava un altro_ Giovanni prete,

da

sortirono a patria Caserta, merita spe-

cialmente ricordanza,

Cardinal di S.

che inoltre eseguiva le funzioni episcopah. troppo noto, che i vescovi nestoriani, in alcune parti delle Indie,

Romana
torio,

Chiesa Giulio Antonio Sandenominato di Santaseverijaa

e in altie ove erano,

so-

,,

ii

CAS
vi ne

A S

lavano ordinare de' fanciulli per servirsene quai diaconi e sacerdoti, onde non a meravigliarsi se i loro
re
spesse volte
si

della cattedrale antica, in ui

situazione pittoresca. L'arcivescovo^

che dipende per

la

santa Sede dalla


di
,

trovino insigniti

congregazione

Cardinalizia

procitt

del sacerdozio.

paganda^
Ciamlici.). Citt

risiede in

Thiu'les

CASHEL
residenza di

con

d' Irlanda, baronia d' Eliogurty,

che

un arcivescovo landa, provincia Momonia, o


sler,

nel!' Ir-

il

titolo di
.

conte

alla

famiglia

di

Mnnedi-

Ormond

Ben

fabbiicata

Cashel

capitale della

contea Tippera-

in fertile paese sul Suire, e la chiesa

ry,

baronia di Middlethird.
riva
sinistra

Fu

uno

de' suoi migliori edifizi. Nella

ficata sulla

del Suir

diocesi

da ultimo

vi

erano quaran-

ma

i654, venne dipoi rifabbricata. Si veggono ancora Cashel gli avanzi deli' abbazia di
abbruciata nel
residenza dei re di Munster, ed al

tasette parrocchie, e molte altre cappelle.

Evvi un raonistero di Orsoli-

suo ingresso evvi una gran toiTe di


cinquantaquattro piedi
renza.
di

ne, e molte scuole pei cattolici, i quali superano i duecento sessanta mila per tutta la diocesi , dove oltre
i

circonfe-

quarantasette parrochi,
,

si

con-

Ancbe questa sede


eretta

vescovile

fu

e tutti ritavano sessanta vicari traggono il loro sostentamento dagli

da

s.

Patrizio

l'anno
in

4^5,
s.

emolumenti parrocchiali
oblazioni.

da pie

allorch fu

mandato

Irlanda

predicar la fede dal Pontefice


lestino
I,

a Ce-

Due

concilii si

celebrarono in Ca-

e non,

come

altri

dicono,

shel, conosciuti

nel

secolo

decimo. Chiamasi pure


celebrato
nel

Cassilia, Ternisy o Ivernis. Nel concilio

di

Meliifonte,

II 52, fu eretta al grado arcivesco-

che approv il Pontefice e le vennero assegnate per chiese suffiaganee, Emly o Emiley, Limeric, Waterford, Corck, Ross, Rillala, Clonci, Roscrea e Ardart. Attualmente T arcivescovo di Cashel amministratore perpetuo della diovile,

ci

Eugenio

III,

anco sotto il nome di Cassel, e sono i seguenti Il primo, adunato nell'anno 1171, o 1172 per comando di Enrico II re d' Inghilterra, fu tenuto da Raulo arcidiacono di Landaf, presiedendovi Cristiano vescovo di Lismore in qualit di legato della sede apo:

stolica.

Vi

si

esposero

disordini

cesi di
le

Emly, ed ha per suffraganee


di

sedi di Corck, di

unite,

Rery

unita

Cloyne e Ross ad Aghadon,

che regnavano nel paese, onde fu provveduto con otto canoni. Il primo ci fa conoscere , che in queste parti sussisteva la poligamia , giacche comanda , che i matrimoni si
contraggano secondo
le

leggi.

Il

se-

di Limerick, di

Waterford unita a

condo prescrive
in favore della
Jo.

le

decime

sul

be-

la

Lismore, di Killaloe e di Rilfenora, quale unita a Chilmaghduag, che per sotto la giurisdizione dell'

stiame, sui frutti, e sulle altre cose


chiesa

parrocchiale.

arcivescovo di

Tuam.
bella
di

Cashel ha una
edifizio

cattedrale

to

Brompt. 1071. Il secondo nell'anno i4^3, tenuda Giovanni Catwel arcivescovo


vers

moderno

architettura

di Cashel in Limerick,
la disciplina ecclesiastica.

sopra
t.
il

greca; e J' episcopio conteneva una biblioteca di manosaitti interessanti.

Angl.
questi

III.

CASIMIRO
zo dei tredici

(s.).

Fu
di

terIII,

Sopra una rupe

si

veggono

le

ro-

figli

Casimiro

CAS
re di Polonia, e di Elisabetta d'
stria,

CAS
Au-

143

tempo
etisia

nei

pericoli della corte, e nel

virtuosissima principessa, e nac-

que il giorno cinque di ottobre deli4t8. Fin dai pi teneri l' anno anni poteva argomentarsi dalla piet di
lui
,

vigesimoquarto anno di et mor di a Vilna il giorno 4 ^* marzo del 1483, avendo gi molto pripredetta
la

ma
ed
al
il

sua

morte.
s.

Ebbe

e dallo spirito di mortifi-

sepoltura nella chiesa di

Stanislao,
lo ascrisse

cazione

a qual grado

di

cristiana
arri-

Pontefice Leone
dei

perfezione sarebbe

un giorno
le

numero
la

santi nel

iS^r.

Il

vato, poich, sebbene ancora fanciullo,

corpo di

egli

trascorreva

intere
col pi

notti

po

cento e vent' anni dosua morte, fu trovalo incorlui,

nella orazione,

meditava

ma-

rotto, e le sue preziose reliquie fu-

raviglioso raccoglimento
di

la passione

rono collocate in una magnifica cappella


di

un cilicio ed abborrendo ogni pompa non


Ges
Cristo, portava
,

marmo
il

fabbricata

tal

uopo. Egli
Polonia.

santo protettore della

usciva di casa se non per


alle

assistere

funzioni e sacre salmodie della


Cresci u^p cogli anni, crebbe
nell' esercizio

CASINI Antonio,
vanni che
fu

Cardinale, kndi

Chiesa.

tonio Casini sanese, nacque da Gio-

mirabilmente

d' ogni

medico

Urbano VI,

pi bella virt cristiana

per

modo

e da una signora di

casa Capocci,

tale da non potersi dire qual maggiormente in lui risplendesse; egh umile con tutti, liberale verso dei poveri, severo solamente con se stes-

nata da una sorella di quel Papa, di


cui Antonio era pronipote.

Divenne

pievano

di Signa, poi

canonico e vica-

rio generale di Firenze, e sottocolletto-

so

la purit di

lui

era pi da ane

re aposlohco nella Toscana.

Godeva

gelo che da

uomo,

quantunque
a congiun-

fosse pi volte sollecitato

gersi in

matrimonio,
costanza!

vi resistette

con

somma

Gli ungheresi

mal

contenti del loro re Mattia, volendo

gran fama quando si condusse a Roma, il perch Innocenzo VII lo associ ai cherici di camera ; e nel ^o'j Gregorio XII lo fece vescovo di Pesaro. Quindi Alessandro V, nel
1409, lo sped al vescovato di Sieche nel 14^7 cambi con quello di Grosseto. Poi Giovanni XXIII lo elesse tesoriere, vicelegato di Bologna, e governatore della Romana,

innalzare

sul

loro

trono
e

il

nostro
al

santo giovanetto, ne

fecero
questi

pa-

dre

la
il

domanda

obbli-

g
di
il

figliuolo a

porsi

in capo
il

ad

un' armata per

sostenere

diritto

sua elezione. Ma come seppe buon Casimiro, che questa speera ingiusta, e che
Sisto
il

gna. Nella
se

cattedrale di Siena eress.

una cappella a

Sebastiano, archiesa

dizione
tefice

Ponin
fer-

ricch la biblioteca di quella

IV
re

erasi

dichiarato

di rarissimi codici, e vi lasci altre

favore dal

deposto, ricus
ai

opere a perpetua memoria


Stabil

di

lui

mamente
inviti

di arrendersi

replicati

due cappellanie

nella metro-

di quei ribelli,

e per

crescere colla sua presenza

il

non acram-

politana di Firenze con dote conveniente, ed ai 2 3 giugno

del

14^6
appro-

marico del padre, si ritir nel castello di Dobzki, ove visse fra gli
esercizi d' un' austerissima penitenza.

da Martino
prete di
s.

fii

creato

Cardinal

Marcello. Nell'anno
,

presso rinunzi la sua diocesi

Tanto era a Dio cara l' anima di lui, che non soffri di lasciarlo lungo

curando che venisse conferita a san Bernardino da Siena, il quale mo-

i44
destamente
la

CAS
ricus.

CAS
Intervenne al
di sacco sotto
le vesti

Cardinalizie,

concilio di Costanza, alla

prima

ses-

e conduceva
si

vita esemplare, quale


uffizio

sione di quello di Basilea, ed al con-

conveniva a chi per


gli stessi

dovea

clave di Eugenio IV, che avendolo poi carissimo, lo dichiar arciprete del-

ammaestrare
religione.

maestri della
al fasto, alle

Era nemico
,

Mori a Firenze nell'anno 1439, dopo tredici anni


la

basilica liberiana.

grandezze

ma

spendeva ogni
per
ristaurarc
;

an-

no mille
abbellire

scudi
la

ed

di Cardinalato, e portato

Roma,

sua

chiesa

siccome

fu sepolto

nella detta

basilica libe-

frugalissimo,
to
sai

riana con breve iscrizione. Liberale


coi

poveri
,

non mai negava

loro
il

dava ai poveri quanpi poteva sottrarre al suo asmite sostentamento, e nessun


ricorso
al

limosina

perloch era

chiamato

povero

Casini
,

part

Cardinal misericordioso. CASINI Francesco Maria, Cardinale. Francesco Maria Casini nacque in Arezzo da nobili genitori nel 164B. Di quindici aani and fra i cappuccini e ne vest l'abito
,

sconsolato.

Da

ultimo

dopo penovenerabile
17 19,

sissima malattia sostenuta con gran

sofferenza,

assistito

dal

Tenderini, mor a
di

Romanci
sei

settantun

anno^ e

di

Carchiesa

dinalato, e fu sepolto
del suo Ordine.
fice

nella

a Cortona, ove si distinse per virt e per dottrina massime nella predicazione , sostenuta con somma riputazione nelle migliori citt d' Italia. Predic a Parigi, dinanzi al re

ne seppe
e

rattenere le
10

Quando il Pontemorte, non pot lagrime, dacch molto


la

amava

stimava.

Nella sua in-

fermit
le

gli

mand

mille scudi per

e alla

regina

della

Gran
e

Bretta,

spese necessarie;

ma
li

il

Casini

li

gna

alla

presenza
altri

dell'

imperatore

ricus,

ed

il

Pontefice

assegn alla

e degli elettori
tino, e
ri.

Palatino

Mogon-

eredit di
di

lui,

cui lasci al collegio

ad

gran principi e signo-

Propaganda. Le prediche del Caspirano eloquenza e perizia non


della divina Scrittura, e
si

Innocenzo XII lo nomin predica-

sini

tore apostolico, e ci tanto piacque


al sagro Collegio
,

comune

che nomin due


il

pubblicarono a

Roma

in tre volami.

Cardinali

a ringraziare
il

Pontefice

La

vita di lui

per

la scelta di

tanto uomo. Infermato


Pontefice, lo volle suo

lato Fabroni,
altre

gravemente

opere
I

venne estesa dal preche ricorda anche le di questo degnissimo


giornalisti d'Italia
p.

assistente, e fece

a lui la sua confes-

porporato.

nel

sion generale. Successo nel pontificato

tomo XXXII
cui

449)

fai^no l'elo-

Clemente XI, continu a


piacque
della

lungo

il

gio storico del

Casini nel suo impiego, fino a che


al medesimo Pontefice ai 3o gennaio 1713, sollevarlo all'onor
,

pure

abbiamo una

Cardinal Casini, di traduzio-

porpora col
alle

titolo di

s.

Prisca,

di asQiiverlo
s.

congregazioni del
altre, colla

offizio,
,

dei vescovi e regolari, dei

ne dal francese de' Consigli della Sapienza. CASONI Lorenzo, Cardinale. Lorenzo Casoni nacque da nobile prosapia a Sarzana, nel i644- Inno-

riti

di

propaganda ed
di

protettoria

tutto l'Ordine della


schiavi.

redenzione
Cardinale,
sione

degli

Divenuto
la profes-

non dimentic
che

XI lo assegn compagno al nunzio Bevilacqua nel viaggio al congresso di Odenheim, ove fu stabilita la pace tra i principi d'Europa.
cenzo
11

religiosa,

anzi

vestiva

Casoni

vi

si

trattenne per qual-

CAS
che lempo^ anche partito il nunzio, per accomodare alcuni affari di conseguenza
Vialala
ria
restati
indecisi.

CAS
ed ebbe tomba nella
basilica

t45
di
s.

Ritornato
S.

Pietro ai Vincoli suo ultimo titolo, non molto lungi dall' aitar maggiore.

a Roma, fu canonico
;

poi della basilica di

Maggiore; quindi,

M. in Maessendo Pondi
s.

CASONI
lippo Casoni

Filippo,

Cardinale. Fi-

tefice

Alessandro Vili, and nunzio

nacque in Sarzana, li 6 marzo 1733, da nobile famiglia. Siccome fornito di belle doti, e con
ecclesiastica,
si

ove si ferm Divenuto poi Pontefice il Cardinal Albani col nome di Clemente XI, amico al Casoni, che dai ven. Innocenzo XI gli avea ottenuti speciali fevori, e per
alla corte di Napoli,

vocazione

rec

in

per ben

due

lustri.

ove applicossi agli studi nel collegio Nazareno, sotto la cura dello zio monsignor Nicola Casoni, che
armi. Desideroso di servire la Santa Sede, ebbe la prelatura di famiglia , istituita dal Cardinal Lorenzo Casoni, e quindi venne fatto successivamente
poi mori decano de' chierici mera, e commissario delle
di ca-

Roma

mostrargli

la

sua
,

riconoscenza, lo
e
,

chiam
1702,
Officio.
al sagro

Roma

nell'

anno

lo dichiar assessore del santo

Poscia nel 1706 lo ascrisse Collegio col titolo di s.


alle

governatore di Narni

di

Loreto,

Bernardo tola dei


legazione

Terme,
Ferrara.
uffizio,
g'

colla protet-

donde fu

trasferito alla vicelegazione

minori
di

osservanti,

la

Esercitando

d'Avignone, ove soffri molto allorch la rivoluzione francese invase

questo ultimo
sofferire,

ebbe molto a

peich

imperiali aveano

anche quel dominio pontifcio. Ma sebbene minacciato della vita, non


lasci
il

occupato Comacchio, ed assediata Ferrara ; ma per le sue diligenze non n' ebbe che leggerissimo danno. Se non che non conferendo a lui quel clima, chiese ed ottenne dal

posto,

se

non quando

fu

richiamato da Pio VI. Questo Pontefice inviollo nunzio nella Spagna, da dove il Casoni pot fargli giungere opportuni soccorsi allorch fu deportato.
'j-Z

Papa
n'

di lasciar quella legazione,

Perci

il
1

ebbe

invece

quella

di

Bologna,
dalla

febbraio

801,

successore Pio VII, ai il cre Cardinale

cui preserv dalla carestia, e

dell'ordine
il

de' preti,
s.

assegnandogli
degli

peste degli animali, che minacciava

titolo

di

Maria

Angeli

quella provincia.

L come uno
generali,

dei
rice-

alle
alle
lizie,

Terme. Inseguito fu annoverato


primarie congregazioni Cardinadichiarandolo lo stesso Pio VII

Cardinali inquisitori
vette

r abiura,

cui fece del

luteraelettore

nismo
di

Federigo
cattedrale

Augusto
della

Sassonia, divenuto re di Pclonia.

Nella

sua

patria

della sagra cone della Lauretana. Per la sua prudenza e destrezza nel maneggio

prefetto di quelle

sulta

fond una sontuosa cappella, rincrostata da preziosi marmi, e bella di eccellenti pitture, ad onore del ss.
Crocefisso, e vi stabil
ci

degli affari,

quando

il

detto

Papa
tematti-

Io fece segretario di pi
i

stato, nei
,

piti

difficili

e scabrosi
il

dovette
di

due magnifii

esercitare

tutto
le

suo zelo ed

mausolei a ricordare
e Clemente XI.

favori ri-

vit, contro

pretensioni

Nadipoi

cevuti dai due

Pontefici Innocenzo

poleone, che aspirava


gli

ad
il

occupare
Casoni,
chiesa,

Xll

Da

ultimo, di

stati

della

Chiesa,
protettore

come
della

settantasei anni, e quattordici di Car-

eflettu.

Fu

dinalato,

mori a
X.

Roma

nel

1720,

e visitatore

apostolico

VOL.

IO

t46
e casa degli

CAS
orfani
in
s.

CAS
nire
alla
egli
i

Maria in Aqiiiro, e del monisteio de* ss. Quattro Coi-oiiati,


ai

riformatori del culto assieme


cattolica.
la

Chiesa
pii

In quel tempo

morendo in Roma 9 ottobre dell' anno 1 8 1 1 fu ese


,

pubblic
veri

sua opera
dissidio

De

Offi-

cio
11

in

religionis.
la

posto

nella

chiesa parrocchiale

di
ivi

fervore,

end' era animato per


religione,
forse
gli

santa Maria in

Campitelli, del

ed

pace della

fece

tumulato.
nal

Colla morte

Cardiillustre

accordar troppo

ai protestanti:

per

Filippo Casoni,

questa

famiglia
distinti

genovese,
e alle armi,

dopo aver dato


rimase estinta,
la

personaggi alla Chiesa, alle


contessa

scienze

lasciando solo superstite

punto distaccato dalle ortodosse verit, che sostenne sempre con invitto coraggio e coi propri scritti, e col combattere valorosamente gli eretici.
dirsi,

non a

ch'egli

siasi

Violante sorella del Porporato, gi marilata a Poddio Venturelli patri-

Amerino, dal quale matrimonio nacque la contessa Maria, che si spos al cavalier Giovanni Vannicelli. li primogenito di quel nodo coniugale
zio

l'attuale governatore di

Roma mon-

una qualche espressione di potrebbe da alcuno richiamare in sospetto, Cassandro prima di morire assoggett quanto scrisse al giudizio delia Chiesa cattolica. Eia fornito di una rara moderazione e di un particolar disinteresse e umilse
lui
si

Che

quale come erede della famiglia Casoni, ne assunse anche il cognome, che onora colle note egregie sue doti.
signor Luigi Vannicelli,
il

t.

principi

della

Germania

lo

riguardarono come l'uomo il pi adatto a terminare le discordie di


religione.
Il

principe
se

di

Cleves lo

CASSA. Sede

vescovile della prieretta

ma

Pamfilia,

diocesi d'Asia,

nel quarto secolo,

e sottoposta alla

metropolitana di Sida, della quale


si

per combattere gli anabattisti. L' imperator Ferdinando lo avrebbe voluto in Vienna per opporlo ai luterani; ma la gotvolle

presso di

conoscono quattro, o cinque ve-

scovi.

CASSANDRIA
l'esarcato di tal

CASSANDREA.
sulla

Citt vescovile della Macedonia nel-

da cui era tormentato, non gli per il viaggio: nondimeno, assecondare i voti di quel monarca, Consultalo de compose V opera
ta,

permise

punta del capo Canistro, gi denominata Potidoca Era considerabile quando Cassandro re, o tiranno di Macedonia, r abbelh e fortific. Nel
.

nome,

articulis fldei inter papistas et pro-

lestantes controversis.

Questo lavoro

fu l'ultimo di sua vita, poich mori

quinto secolo fu eretta in sede episcopale


,

i566, avendo l'et di cinquantadue anni. Le sue opere stampate separatamente furono raccolte da
nel

dichiarandosi

suffraganea

Decordes

nella

edizione

di

Parigi

della metropoli di Tessalonica.

CASSANDRO Giorgio. Scrittore del secolo decimosesto, nato a Cassanth, vicino a Bruges. Era egli
no
de'pi dotti teologi di quell'et.

i6i6 in fogl. Si trovano in esse la prima edizione di Virgilio da Tarso,


trattato d'Onorato d'Autun no alla predestinazione ed grazia, con altre scritture
il

intor-

alla
sulla

Insegn teologia a Bruges ed a Gand, ma poscia part per Colonia dove


attese
ispecial

medesima
menti
diversi
sulle

questione;
contro

alcuni

ComG, C,

due nature di

pienamente allo studio, e in maniera sul mezzo di riu-

trattati

gli anabattisti;

un

trattalQ

De Sacra Comunione

CAS
christtan populi in ulraque

CAS
specie;
vi

"

i47

una Difesa della tradizione della Chiesa, e de^padri contro Cahinoj un* opera sulla liturgia; una raccolta d'Inni; alcune annotazioni sul

poema

della resurrezione di
lettere;

s.

For-

tunato; molte

un
et

trattato

hanno altre drale. Nella citt non parrocchie, ma vi sono un convento di religiosi, due confraternite, seminario ec. La mensa tassata nella camera apostolica, in centosedici fiorini. Fra i vescovi di Cassano degno di special menzione il Cardinal Gio.
Angelo de' Medici milanese,
fatto
il

De

viris illustrihus,

qui ante Pro-

quale,

cam in Latio ad Pliniuni de

fuere,

appendix
).

viris illustribus.
(

da
dell'
la

vescovo di Cassano, nel i553, Papa Giulio III, per nomina

CASSANO
con
delle

Cassanen.
nella

Citt

imperatore
alla

Carlo V,

govern
in

residenza

vescovile

nel

regno

diocesi sino al

i556,
di
il

cui fu

due

Sicilie,

provincia di

trasferito

sede

Foligno da
1

Calabria citeriore, edificata in pianura, e bagnata dall'Eiano, influente del Coscile, capoluogo di cantone.
Credettero molti, che
stati
i

Paolo IV, morto


gli

quale, nel

55g,

successe nel pontificato col

nome
FranCas-

di

Pio IV.

gli

enotri sieno
citt, la

CASSANDO
cesco,

fondatori di questa

o Cardinale.

CASSARD
Francesco

quale caduta

poi in potere

de' ro-

mani , divenne prima colonia e poi municipio romano. Vi si vedono gli avanzi di un castello quasi inaccessibile. Vuoisi, che sia Tantica CasilianuTn, citt di Lucania, chiamata anche Massi lianum, eretta nel quinto secolo, ovvero pi anticamente, ci
che le diede occasione di pretendere all' esenzione. Certo , che Cassano
fu
dichiarata
1

sando nacque a Fayette, diocesi di Grenoble. Era perito in ambe le leggi, e divenne arcivescovo di Tours. Poi Gregorio IX, nel 1287, lo cre
Cardinal prete
tino ai monti
de'ss. Silvestro e
;

Mardodi

ma

pochi mesi

po

la

sua
si

promozione,
sconci

caduto
siffatta

cavallo,

per

main

niera

il

capo,

che

quasi

di

subito

mor a Lione, ove ebbe tomba

sede
,

vescovile

verso
sotto

chiesa dei predicatori, ai quali lasci

r anno

098

considerandosi

rendite considerabili. Bench Ciacconio, Panvinio, e l'Aubery


lino

ed anche immediatamente soggetta alla Santa Sede, finche s. Pio V stabilii ai 1 settembre i566, che fosse suffraganea alla metropolitana di Reggio, ad onta che in alcune adunanze ecclesiastiche intervenisse il vescovo a quelle di Cosenza. Maestosa la
la metropoli
di

Cosenza,

non parpure Io che pi


sa-

di

questo Porporato,
il
l'

ricorda

Frizonio,
antico

ci

monta

epitafio

nella

grestia della suddetta chiesa lo dice

apertamente
tino.

Cardinal di san
Cassien.

Mar-

CASSIA
vile

).

Citt vesco-

cattedrale

dedicata

alla
il

Nativit di
capitolo
si

in partibus, fondata nel quinto


sotto la giurisdizione del pa-

Maria Vergine,

ed

secolo,

compone
l'

di quattro dignit, cio del-

triarcato

alessandrino
in

ed

attual-

arcidiacono,

che

la

prima, del

mente
ultimi

vescovato
vescovi

partibus.

Gli

diacono, del cantore e del tesoriere,


di dodici canonici

con due prebende,


pel

e diversi
di Dio.

preti

e chierici

culto

furono Ignazio dei principi Giedroye, e monsignor Giovanni Bercich, dal regnante Pontefice
1
,

L'arcidiacono, con

il

un

prete

nel

concistoro

de'

luglio

]^er aiuto,

parroco della catte-

840,

fatto vescovo di Cassia, e de*

i46
Zara.

CAS
struirc
i

CAS
discepoli nella religione del

putato ausiliare dell'arcivescovo di

Nazareno, non sacrificasse con quelli


di monaclie,
ai falsi

CASSIANO. Ordine
,

numi.
tutta

Il

santo

colla

fer-

Giovanni Cassiano, oriundo di Teonato in Atene dosia nella Scizia dopo essere stato educato nel monistero di Betlemme, si rec nell'Egitto, ove visit gran parte dei monisteri in esso sparsi. Quindi pass in Costantinopoli dove s. Gio. Grisostomo l'ordin diacono, e poi lo invi suo legato a Papa s, Innocen-

mezza,

propria di

un vero

credente, ne disprezz le niinaccie, ed attese con pi calore alle usate sue religiose istruzioni. Vedendosi per tal maniera deriso il governatore, pens, con inudito esempio, di far perire il maestro per le mani
dei suoi discepoli,
i

quali

dimenti-

zo I in Roma. Ma presa nel 4'o questa citt da Alarico, ne part per Marsiglia, ed ivi fond il monistero di s. Vittore, nel quale visse pia-

cando ogni sentimento di compassione, che potevano loro facilmente


suggerire e la tenera et, e la gratitudine, pi crudeli ancora, che

non
con

mente molti
tuirne

anni.

Indi
le

volle

istiil

comportava un barbaro
isti li
il

il

comando,
gioco

si

facevano

di scrivere

un

altro

per

donne,

loro compito sulla pelle del

quale fioriva nel 49^ , come raccontano Bellarmino nel libro degli
il Tri te mio, Labb. Aggiunge il secondo, che in tal monistero lungamente si

santo.
si

al

pi

Questo martirio dee ascrivertardi sotto l' impero di


la

Scrittori ecclesiastici^
il

Diocleziano, e fu

mentosi per
rata
,

dei

uno dei pi torlunghezza della dupi strani e singolari


Questo
in gran-

mantenne
se ai

il

fervore

della

discipli-

per la qualit dei carnefici.


glorioso martire fu

na. S' ignora per quali regole des-

sempre
i

monaci e avendo Cassiano


i

alle

monache;
,

ma
libri

de veneraziolie presso
festa di lui ricorre
il

fedeli.

La

scritto alcuni
si

giorno

i3 a-

suir istituzione monastica

ritiene

gosto.

che tanto

monaci, che le monache, vivessero secondo i di lui preparere, cetti. Altri autori sono di che le monache per volere dei romani Pontefici in appresso adottassero la regola di
s.

CASSIANO
,

(s.).

Intorno a questo
ci

santo poche sono le notizie, che

Agostino.

Il lo-

pervennero ed anche queste non delle pi certe. Si legge che fosse di nazione egiziano e che venuto nelle Gallie, e procacciatasi grande
, ,

ro abito era di lana bianca, usavano un rocchetto di lino, ed un velo

venerazione per
rie

le

sue non ordinas.

virt, succedesse a

Retizio nel-

nero sul capo.

CASSIANO
umane
Cristo,

(s.).

Era maestro

di

r episcopato di Autun ; s' ignora per in qual tempo egli governasse


quella chiesa.
Il

lettere in

Imola,

e ardente

nome

di lui

viene

di santo

amore per la fede di Ges non tralasciava di unire ai


sane

ricordato in molti martirologi sotto


il

d\

di agosto.

precetti letterarii le pi

masquesta
prodella

CASSIANO
e
scrittore

Giovanni.
del

Monaco
secolo

sime del vangelo.


vincia, e

Fu

nota

ecclesiastico

cosa al governatore di

quella

quinto. Secondo la opinione pi verosimile, era egli di origine scita, e

nemico questi com'era del


lo

nome

cristiano,

minacci

pi crudel morte, se,

anzich in-

nacque verso la met del quarto secolo. Sin da fanciullo fu condotto

CAS
in

un monistero

di

fece professione di

Betlemme, dove vita religiosa. Dodi quel luo-

CAS 149 ha dato motivo a credere ch'egli malamente sentisse in quel dogma.
Perci
futarlo.
s.

po qualche anno
go per
visitare
i

usc

solitarii

di Egitto,

intitolata

Prospero imprese 1* opera Cantra Collato rem ^^er conal


critico,

coi quali si trattenne

per

tempo
alla

ma

se
si

ne

ritorn

qualche al suo

scrive

monistero. Poi
volta
dell'

avvi nuovamente
,

Egitto

che abban-

tempo di Cassiano non si era per anco deciso dalla Chiesa in riguardo a quel mistero, sopra il quale non fu

Ma

un

don per
5.

recarsi alla Palestina, e di

l in Costantinopoli. Ivi era patriarca

Giovanni
il

Crisostomo

gi

suo

maestro,

quale lo pose nelT ordiin

pronunciato giudizio che nel concilio di Ragusa del 52g. Per la qual cosa un qualche di lui abbaglio non toglie, che la sua memoria non tengasi venerala. Egli scrisse ancora

ne dei
gnia di

diaconi. Esiliato poscia quel

un
il

santo vescovo, Cassiano

compad' essere

Trattato dell' Incarnazionej

ma

Germano

merit

deputato dal clero al Papa Innocenzo I per fargli conoscere la innocenza del santo pastore. Questo

Combattimento dei vizi e della virt, il Rimedio spirituale del monaco, gli Atti del martirio di
s.

Vit-

Papa
sua

tore di Marsiglia sono opere a lui

ordin prete Cassiano,

il

quale pass

da Roma dimora in
per
le

nelle Gallie, e fiss la

semplicemente attribuite. CASSINENSE Leone. V, Leone


Cassinense.

Marsiglia, dove istitu

due

monisteri uno pegli uomini, V altro

CASSINESI. Congregazione monastica dell' Ordine di


pontificato di
s.

femmine. Il primo la celebre abbazia di s. Vittore, in cui si afferma, che avesse sotto la sua disciplina fino a cinquemila monaci. Ivi nel 433 egli era ancor vivo, secondo la cronaca di s. Prospero. Dupin fa succedere la sua morte
nel
44<^

Benedetto.
e nel

Nei primordi del secolo VI,


s.

Ormisda, s. Benedetto (Vedi) istitu rOrdine dei benedettini (Vedi)


colla regola che , meditata a Subiaco, comp e pub-

blic

Montecassino
di

Vedi).

In

alcvmi

altri

la

vogliono

progresso

tempo

l'

Ordine

ebbe

accaduta qualche anno


siano onorato

dopo.

Casdalla

come santo
anche

Chiesa
glia,

greca

ed

in Marsi-

molte congregazioni distinte, e tra queste la pi celebre fu quella detta prima di s. Giustina di Padova,
e poi di Montecassino.
s.

dove

la festa si

celebra a' 23 lului testa

La

chiesa di

glio.

Yien

detto,
s.

che la di
Vittore
si
,

Giustina
dei

fu

fondata nel quinto


il

nell'abbazia di
in

conservi
e
il

secolo dal console Opilio, e

mo-

un

reliquiario prezioso

suo

nistero

benedettini

nel

nono.

corpo in un sotterraneo della medesima chiesa. Egli ha lasciato diverse opere, cio
:

dodici libri delle


e ventiquat-

Istituzioni monastiche j

tro conferenze, che

massime e

le

racchiudono le imparate istruzioni

Questa congregazione ebbe principio nell'anno i4o8 da Luigi o Ludovico Barbo, gentiluomo veneziano. Essendo egli priore dei canonici di s. Giorgio d'Alga, vest l'abito di s. Benedetto, ma dallo zio Gregorio

dalla bocca dei piti celebri solitarii

ed abbati dell'Egitto.
colla quale

La maniera,

XII fu obbligato ad accettare il monistero e l'abbazia di s. Giustina, affinch vi ristabilisse la regolare osservanza, la quale ivi, ed altrove

Cassiano si espresso riguardo a certi punti della grazia,

,,

1^9

CAS
benecamaldodi
ca-

CAS
r Italia, la detta congregazione era formata da settantuno monisteri, tra i quali a cagion di onore nominiamo Montecassino e Subiaco, fondati da s. Benedetto; s. Maria di Farfa; Bobbio edificato da s. Colombano; s. Giorgio di Venezia; s. Giustina di Padova: s. Martino di Palermo; s. Nicola di Catania; s. Placido di Messina; s. Salvatore di Papia ; . Severino di Napoli ; s. Sempliciano di Milano; ss. Trinit di Cava; s. Benedetto di Palirona; s. Paolo di
s. Pietro di Modena; s. Mamonte di Cesena s. Onorato di Lerino. Oggi per questa congregazione non ne conta che venti-

era decaduta dall' antico fervore. Principi Luigi Barbo la grand'ope-

ra coir aiuto di due nnonaci


dettini della congregazione
lese,
s.

da

lui

richiesti

all'abbate
di

Michele di Murano, e

due

nonici fatti venire da s. Giorgio in Alga. Non and guari, che questa

congregazione benedettina fior talmente, che fu abbracciata e seguita da molti monisleri d' Italia, quali
i

bramarono
dova,
e

unirsi a quello

di

Pa-

formarono
s.

zione, che lo stesso

una congregaBarbo volle chia,

Roma;
ria del

mare

di

Giustina

la

quale fu

confermata nel i4i7 in Milano dal Pontefice Martino V, reduce dal celebre concilio di Costanza.

cinque.

Quasi tutti i monisteri, che unironsi a quello di Padova, come quello di s. Paolo fuori le mura di Roma, del quale si parla all'articolo
Chiesa di
tova
s.

Lo
e
t.

stesso

Giulio

II,
t.

come
I,

si
i

leg-

ge, nel

Bull. Cassin.

const.

i4,

II constit.

te,

e ai

397, concesse all'abbamonaci cassinesi di s. Paolo


sul

Paolo nella via Ostiens.

un

ospizio

monte Quirinale,
s.

la

se, quello di
,

Benedetto di
dei principali
di
s.
,

Manerano

cui chiesa chiamavasi di

Salurnir

ed

altri

no de Cahallo,
cinanza de' due
colossali

cos detto dalla vi-

come

quello

medesimo

Giusti-

cavalli

marmorei e

na della benemerita e celebrata congregazione cluniacense (Vedi), che ebbe principio in Francia Tanno 910 da s. Bernone, accresciuta e poi propagata per tutte le province di Europa e di altrove. Quindi , nel i5o4, avendo il Pontefice
,

che sono sulla piazza del Quirinale ospizio che in parte


:

fu demolito, e parte incorporato al

palazzo apostolico ingrandito da Paolo

V. In compenso fu data da quel


ai

Pontefice

cassinesi

per

casa

di

noviziato,

mediante

la costituzione

Giulio II dichiarata abbazia nullius quella di Monte Cassino, dopo la


rinunzia fattane dal Cardinal de' Medici, poi Pontefice Leone X, che n'era abbate commendatario, un Montecassino alla congregazione dis. Giustina, e volle che in avvenire si chiamasse Congregazione di Monte Cassino, e che i monaci, i quali la compongono, si chiamassero cassinesi, s per

emanata nel 1608, e


citato

riportata nel
II
,

bollario
s.

tomo
Calisto

259
palazzo

la chiesa di

col

del titolare eretto al lato destro di

detta chiesa

dal

Cardinal

Moroni,

come

accerta l'iscrizione, che leggesi

sull'architrave di alcune finestre tut-

tora esistenti,

Cardinalis Moronius.

la

rinomanza del luogo, come per


le

essere ivi venerate

ceneri

di

s.

Benedetto.

Prima

delle

ultime

ca-

dal paparleremo, eretto sul disegno di Orazio Torregiani. Assegn inoltre Paolo ai cassineuna barca sul fiume Tevere si
lazzo
di cui

Desso per

ben diverso

lamit, che aQlissero massimamente

per

comodo

dei trasporti

alla

basi-

CAS
monistero di s. Paolo. Per compenso poi al Cardinal titolare
lica e

CAS
s.

i5i

al

Vittorino

il

quale dalla idolatria

di

s.

Calisto di tal

palazzo

stabili

che

la camera apostolica gli avrebbe pagati annui scudi quattrocento Tenti. F. Chiesa di s. Calisto. Di-

Ges Crimezzo di alcuni trattenimenti, che ebbe con Cassio. Furojio comfu convertito alla fede di
sto per

poi
di

cassinesi eressero sulla

piazza

pagni nelle apostoliche fatiche e nella gloria del martirio, che sostennero in Calvergna verso l'anno 266.

s.

Maria in

Trastevere

un pa-

La
di

festa di loro ricorre

il

giorno i5

lazzo,

che unirono alla chiesa di s. Calisto, e a quello del Cardinal Moroni. In esso si vede ripetuta e scolpita sul travertino,

maggio.

CASSIUM, o CASSUM.
piscopale eretta nel
della

Sede

e-

quinto

secolo

ed incassata in

prima Augustamnica

in Egitto,

vari punti della facciata l'arma del

nel patriarcato di Alessandria, sotto


la metropoli di Pelusum. Lampete suo vescovo intervenne al concilio

monistero di s. Paolo, i cui monaci vi passano la stagione estiva. Lungo sarebbe il riportare i pregi della congregazione cassinese , e gli uomini grandi che vi fiorirono, ail

Efesino.

vendo da ultimo dato glorioso Pio VII , e


i

al

Vaticano
sagro Col-

al

o CASCHAU (Cas^ con residenza vescovile in Ungheria, chiamata anche Kassa, citt libera e reale, capo-

CASSOVIA
Citt

soven.).

Gio. de Primis Antonino ; Cortese, Conti, Porzia, Tamburini, Quirini, Lucili e Crescini. Vanta inoltre cento cinquanta vescovi, e da quattrocento uomini celebri, fra' quali Sayro, Grillo amico di Tasso, Castelli discepolo del gran Galileo e maestro
legio

Cardinali
s.

luogo
della

del

lodato da

marca

comitato di Abajvar, e del suo nome. Lo vSche-

mel influente dell' Hernad l'attraversa, e dopo aver formato un' isola
elittica

nella

piazza

principale,

colla quale evvi

una comunicazione

di

Torricelli, Borelli,
,

Cavalieri, Ar-

mellini
la,

Angelo della Noce, GattoFulgosi, Blasi,


Alberti,
di

Galletti,

Abbate

Costanzo,

Tonani
p.

d.

mediante i ponti, confonde le sue acque con l'altre del prossimo fiume. E un'antica piazza ben fortificata, dappoich fu circondata di mura sotto Emerico, che divenne re l'anno 1 191. Dopo il 1270, Stefano
del

abbate presidente della congregazione si trova nel monistero di suo governo, e il p. abbate procuratore generale in Pioma. Circa le altre cose
il

Raffaele Zelli.

Ora

IV

la ingrand,

Andrea

III,

1291, vi aggiunse delle nuove mura con una fossa. Carlo I, del

1809,

vi

fece

costruire

torri,

e
le

molte altre
slra,

validi

fortificazioni,

principali,

nemeriti monaci, e dei


steri
tivi
l'

che riguardano questi beloro monisi

quali poi furono completate

da Gii

allorch vi

si

difese

contro

pi insigni,
articoli,

tratta ai rispetsi

oltre

quanto

disse al-

articolo Benedettini.

CASSINO ( Casiiium ). Antica sede vescovile nella Campania. F. MONTECASSINO.


CASSIO
(s.).

boemi. Nel 1657, il vescovo d' Agria o Erlau vi fond l'universit, che venne confermata nel i <o^ i dall' imperatore Leopoldo I. Rinomali sono i suoi bagni minerali, e merita

menzione
sede

il

grande arsenale.

La

storia di questo

La

vescovile di Casso via fu

buato martiie unita a

quella

di

eretta nell'anno

i8o4

dal Pontefi-

i^a

CAS
sta.

CAS
anche Caitabla,

ce Pio VII, che nel concistoro dei ao agosto ti preconizz per primo

non

che

Mome-

si

Tescovo Andrea Szab della diocedi Strigonia, dichiarandola sufdelia

CASTAGNA
dinale.
dinale.
stanet,

Giambattista, Car-

V. Urbano Papa VII.

fraganea

metropoH
adorna

di

d' Agria.

CASTAGNETTO Bernardo,

La

cattedrale di architettura gotica


gusto,

CarBernardo Castagnette, o Ca-

di buon mero di

sculture,
Il

dedicata
si

gran nua s.
la

Elisabetta.

capitolo

compone
prima due

si crede nato a Montpellier, secondo Goriel, e Amalrico Augeri, che lo dice uomo venerabile, ed ec-

di quattro dignit, di cui


il

clesiastico

insigne.

Era

arcidiaco;

prevosto,

con due

canonici,

no

di

Maiorica e di Narbona

udi-

cappellani, oltre alcuni preti e chierici

tore di rota, cappellano e suddiaco-

per

servizio

della

medesima.

no

Pontificio, spedito nel

124^)

<^*

Nella cattedrale vi

unita la par-

Clemente

IV,

nell*

Alemagna

per

rocchia

flotto

la

cura d'un canonii

co con cinque sacerdoti sussidi ari non essendovi nella citt altra parrocchia.
difizio; vi
si

terminare lo scisma nella chiesa di Treveri, a motivo di Errico gi legittimamente deposto , che conti-

L' episcopio

un

beli' e-

sono un convento di religiodomenicani, un monistero di mos.

nache dette di
molti alunni e
diocesi
di

Orsola,

un ospe-

nuava a governar quella chiesa, la amministrazione della quale il Papa assegn al ministro pontificio. Poi da Innocenzo V, nel 1*276, fu promosso
alla chiesa

dale pegl' infermi,

un seminario con altri luoghi pii. La

vasta, e
la

d'Alby; ma, perse-

guitato dagli eretici Albigesi, dovette ritirarsi in

Cassovia

Annecy, per adempire


ai

mensa
della
mille.

episcopale tassata Rei libri

tranquillamente
fici.

suoi pastorali uf-

camera

apostolica

in

fiorini

CASTABALA.
scovile,

Antica

citt

ve-

ora in parlibus, della bassa Ci liei a, diocesi d' Antiochia, ed


eretta nel quinto secolo

Dappoi, nel i3o8, fu trasferito alla chiesa di Puy nel Velay ; da ultimo Giovanni XXII, ai 16 dir cembre del i3i6, lo cre in Avignone Cardinal vescovo di Porto,
colla facolt di ritenere a

come

suf-

commen-

fraganea di Anazarba , la quale pure attualmente metropoli in partbus.


il

da

Puy. Da vescovo promosse calorosamente, coll'arcivela

chiesa

del

Da

ultimo,

a'

4 giugno i833,

To di Roan,
san

la

canonizzazione di
di

regnante Gregorio XVI fece vescovo di Castabala monsignor Giovanni Murdoch, coadiutore del vicario
apostolico della

Luigi

IX

re

Francia,

cui

fece Bonifacio
Testir

Vili, che concesse di


secolari ai
i

da

preti

canonici

santa
nei
alla

Sede,
Scozia.

del Castagnetto_,

quali vivevano sot-

nel distretto occidentale di

to la regola di

Questa
docia
,

citt

situata

confini

della Siria,

annessa
di

Cappace-

e Strabone dice che fu

lebre per
rasia,

un tempio

Diana Pe-

aggiungendo Plinio, che gli conducevano alla guerra truppe di cani di una razza ass^i grande. Essa Tiene chiamata
abitanti

s. Agostino. Nicol ordin di far restituire alla chiesa di Lode ve le decime ecclesiastiche, ed altri beni alienati da quel capitolo: si trov a quattro concili tenuti nella sua provincia di Bour-

IV

gli

Puy fond un monistero di vergini agostiniane, e nel i3i7 mor in Avignone, dopo
ges; nel vescovato di

CAS
otto mesi di Cardinalato,

CAS
di
religiosi
,

i53
altra

e fu

se-

due
torio

conventi
di

polto in quella cattedrale.

chiesa

CASTAGNOLA.
poli,

Francesco, Car-

dinale. Francesco Castagnola di

Na-

a premio dello zelo dimostra-

to verso la Chiesa Romana, da Urbano VI, nel dicembre del i38i, fu creato Cardinal diacono dopo essere stato prima promosso alla dignit di protonota rio apostolico. Se non che, prima di ricevere il cappello ed il titolo Cardinalizio, mor a Genova, secondo Giacconi o, nel 386.
1

un conservadonne, diversi sodalizi, ospedale e monte di piet. Ascendono poi le tasse in favore della camera apostolica a fiorini trecento
parrocchiale,
trenta tre.

CASTEL-GANDOLFO
Gaiidulplii).

Castri

Luogo

di villeggiatura

de' sovrani Pontefici distante pi di

CASTELBRANCO
Citt

(Castri Albi).
vescovile

da Roma, situato al mezzogiorno del monte Albano, da dove Cesare vide Roma come si ha da Lucano lib. Ili, e dal Biontredici miglia
,

con

residenza

nel

do

nella sua Italia illustrata, pag.

Portogallo nella provincia di Beira,

capoluogo
fortificata.

di

Comarca,

edificata su

di un' erta pendice, sufficientemente


I

326. Siccome Castel Gandolfo divenuto assai rinomato pel soggiorno de' Papi da pi di due secoli, cio

torrenti Liria e

influenti nel

Crete Tago, ch' in poca di-

massime no non
,

stanza, le scorrono vicini.

circon-

data da una doppia muraglia, fiancheggiata da sette torri, e difesa da

primavera ed autunche per molte bolle per molti brevi da essi ivi spediti, e per funzioni solenni che vi celebrarono,
nella
,

ci

sembra indispensabile

un qualamenisuo

una buona
tefice

cittadella. 11

Sommo
le

Ponistan-

che dettaglio ed
t,

indicazione di sua

Clemente XIV, per


Castelbranco
,

topografia, temperatura ed
e del
delizioso

ze di Giuseppe I re di Portogallo,
eresse

famigerato

detto

anche

lago.

Castello-Branco, in seggio vescovile

Questo

castello alla

medesima
cio gradi

nel concistoro de'

dichiarandolo

7 giugno 1 77 i sutfiaganeo del pa1

altezza del polo di

Roma,

triarcato di Lisbona, e preconizzan-

per primo vescovo fr. Giuseppe di Ges e Maria Gaetano, dell'Ordine de' predicatori di Lisbona.

dovi

La

cattedrale dedicata

s.

Mie

chele Arcangelo, piuttosto

vasta,

quarantadue, ed alcuni dicono meno due minuti. E sotto il segno di leone come Roma che guarda all'occidente, venendo spalleggiato aldal lago, e dal monte All' oriente bano a pie del quale edificato. Da tramontana signoreggia Marino,
, ,

decentemente ornata. Sino al 1820, in cui Pio VII nel concistoro dei
1
1

l'antico Tuscolo, e
voli
;

monti

di

Ti-

dal mezzogiorno vagheggia


altri

febbraio vi preconizz in vesco-

Ardea e
vista

luoghi, e dalla parte

vo Gioacchino Giuseppe de Miranda Coutinho, non vi era capitolo nella cattedrale. Solo nella citt eravi una
chiesa detta collegiata, la quale aveva

occidentale da per tutto poi gode la


del

mare.

Confina

col detto

lago e monte, colla Riccia, con Alba-

no, colla via Appia, colle frattocchie


e

un

o rettore, con cinque preti beneficiati, essendo curato della parvicario,

vicinanza al lago,
essere perfetta,

campagna romana. Sebbene, per la non dovesse l'aria


pure
la

rocchia

il

detto

vicario.

Oltre

la

sua elevata

cattedrale esistono

in

Castelbranco

posizione, e lo sfogo, che riceve per

i54

CAS
i

C/VS
PuFabio Ambusto, come li chiama Gio. Cuspiniano, de Consoli romani pag. 109: quindi l'oracolo rispose, che non mai i romani avrebbono definitivamente soggiogato i vejenti, se prima non conconsoli Costo Licinio, Valerio
tito,

due canali il Iago medesimo, ne attenuano i vapori, e pi purgata rendono l'aria. Tuttavolta, come attesta il p. Kirker, non possiamo occultare che presso
il

lago crescono erbe

venefiche, cio lo stramonio,


tri

da
il

al-

chiamato noce

metella,
il

cui

veleno sonnifero,
le

napello, e la

cicuta, per cui ne segue, che tutte

nocevoli

qualit
in

che
e

esalano

ducessero altrove lo sfogo delle acque, vietando loro lo sboccamento al mare, ma che invece le spargessero per
la

dalla

tena

dette

altre simili

campagna

affine di

ba-

erbe, e ne'serpenti e rospi, che sulla

lago albergano, come in borse naturali trasfondonsi. Curioso


riva del

gnarne avendo
militare

il
i

terreno. Nello stesso


soldati

tempo romani preso un


bravo architetto che avea
il

indovino

vejente,

fenomeno, che piovendo in certi tempi dell' anno, in alcuni luoghi sembra che ogni goccia d'acqua si converta in piccoli rospi, quali per altro poco dopo muoi iono, se non vanno in luoghi d'acqua. Dalla parte del mezzogiorno
ancora
il

ed
la

idraulico,

pronunziato

medesima predizione
senato de-

di Delfo, allorquando

il

castello

molestato

dai

venti

put i tribuni Cornelio e Postumio a deviare le acque del lago con opportuno scolo, fu commessa al1' esecuzione l' indovino dell' opera. Questa fu intrapresa nell' anno di

austro-scirocco,

che sono

ed austro-garbino calidi ed umidi , onde


poi sono d'aere
lago,

Roma 356, o SSy, e nel medesimo anno meravigliosamente condotta a


fine.

soltanto la parte meridionale assai

Venne pertanto
e
il

traforata la

umida:
Il

le altre tre

montagna,
emissario,

temperato.
vicino
il

formato il famoso quale per un canale


viscere

sottoposto

il

cui

scavato
pel

nelle
d'

del

letto

cratere

d'un

estinto vul-

tratto

un

miglio

monte mezzo

cano, e che
situato
in

ha il suolo basaltico, una valle concava di

circa scarica le

acque del lago nella


Ostia e Ro-

campagna

fra Pratica,

forma ovale pi lungo che largo, avendo circa cinque miglia di diametro. Di questo lago riferiscono
Lucio
I ,

ma;

lavoro che fa veramente stu-

pire, giacche scorrono ormai circa ventidue secoli e mezzo dalla sua

lib.

5, Valerio

Massimo,

lib.

costruzione, senza che abbia sofferto


il

Plutarco nella vita di Camillo, e Cicerone, lib. I de Dvinat.y che

canale, che

avendo
Castel

foce in

riva

venendo assediata Vejo dai romani sotto Furio Camillo, crebbero le sue acque in tanta quantit, che fu stimato portento, mentre era nel colmo dell' estate quando gli
altri

Gandolfo, si vede solidamente costruito con pietre quadrate, e da carro, egregiamente unite e collegate. Fatto
al

lago

sotto

che,

fu presa,

compiuto questo lavoro, Vejo e i vejenti per sempre


sottomessi
allo
la

laghi erano

quasi

secchi, per

furono
appresso
traforo
altri,
,

dai

romani.

In

non aver da tanto tempo piovuto. Per questa inondazione, e pei


danni che recava,
i

sfogo

dell' artifizioso

natiu'a

ne

oper due

romani spedidi \)e\^o

cio

uno

dalla parte de' cap-

rono a consultare l'oracolo

puccini di Albano,

ond' che per

CAS
l'acqua col giro di quattro miglia, va ad unirsi al lago seppure questo esserido di Nemi,
vie sotterranee

CAS
suddetta epoca,
castello,
il

i55

lago dal

nome

del

pi alto invece immette

le
;

sue ac1'

que nel
dalla

lago

di

castello

altro
le

parte d' occidente,

donde

acque per vie sotterranee e tortuose si uniscono coU'acqua ciabra, o crabra detta la Marrana^ della quale abbiamo notizie dal Crescimbeni.

che lo sovrasta, non fu pi chiamato Albano, ma lago di Castel Gandolfo. Il Torrigio, nelle Grotte Faticane pag. ^\,\', dice che il lago d' Albano, quello di Nemi, e r altro di Turno, furono dal gran Costantino donati alla chiesa di s. Gio Battista da lui edificata nella citt di Albano. Abbonda questo la,
:

V. Gio. Lupi, Lezione intorno i due liighi Albano e Neniorense^

go

di tinche, di proviglioni, di lattari-

ni, di spianarelle,

e persino di eccel-

Roma
che
il

78 1
lago

Non

poi a tacersi
vuoisi

lenti anguille di

non ordinaria

gros-

Albano

abbia
fe-

altro emissario

dal lato di Marino,


l'

sua riva, oltre la spelonca dell'emissario, se ne vede altra chiasezza. Alla

e che da quello derivi


nesi

acqua

rentina, che serve all'uso de' Marinel


fontanile
si

pubblico
alla

nella
citt,

mata Bergantino, dalla parte del monte di Castel Gandolfo, ed anche bagno di Diana; speco, o ninfeo scavato nel vivo sasso, di
colare e laterizia. Altro
ste

valle per cui

ascende

opera
ninfeo

reti-

sebbene pur debbasi avvertire, che tali acque sono superiori al hvello
del lago di Castello.

esi-

verso

il

nord

di

simile costru-

zione,

con

pilastri,

cornici e

vasche
corren-

Dalla perforazione del monte Al-

incavate nel vivo sasso. Nel


te

bano
all'

risult

il

vantaggio delle
anguille, e
si

mole

la pesca

delle

rimedi
Serest

eccidio dello straripamento.

condo
57,
e

Dionisio

d' Alicarnasso, fol.

776, in
Silvio

questo

lago

sommerso

uno

dei re Albani,

anno, nel detto ninfeo e in prodell' antico suo uso, e degli accennati ornamenti, in uno scavo ivi eseguito si rinvenne l'avanzo d'un mosaico a colori con delfini e mostri marini, i quali sono anche rappreva
sentati nei liassorilievi di

in punizione del disprezzo, che avea

marmo che
come troun bu' essere un
li,

uno alla reggia che abitava, per uno straripamento delle acque. Questo lago chiamato Lacus Albanensis, non che la selva, le
pegli dei, in

nel luogo pure

si

rinvennero, ed al-

cuno

di qualche pregio,

varonsi de' torsi di statue, ed


sto colossale,

che

vuoisi

contigue vigne e sue pertinenze, nel 1233, appartenevano al monistero ed

Polifemo.
ne' suoi

Il

dotto Pontefice Pio


lib. II,

Commentari,

celebra

abbazia di
ta,

s.

Maria

di Grottalrra-

come rilevasi da una


camera

bolla del

Pon-

questo lago, in occasione che vi si rec nella primavera del 14^1, narrandoci, che

tefice

Gregorio IX, e poscia pass in


apostolica;
in

anche allora pei suoi ampi

propriet della

ma
se-

e deliziosi prati, supponevasi aver

un

qui

si

dee

premettere, che

tempo
gli
fe,

servito alle fiere, ai sagrifizi,a-

guito la detta camera a' 22 settem-

spettacoli, e a
le

comodo

delle nin-

bre 1802, col rogito del de Gregoris,

quali

vuoisi

avessero

abita-

vendette

il

lago

al

principe l^o-

to nell' antro cavato nel sasso abbellito

niatoAvski, e in favore di
ije

da questo fu alienato Lorenzo Lezzani, che

ma

con antichi muri, e fatto a fordi tempio con qualche idolo.


al detto Pontefice le

l'attuale proprietario.

Dopo

la

Molto piacevano

,, ,

i56
sue colline,
le

CAS
sue selve d'elei sempre
e la
se la

CAS
medesima
,

della

romana, donesistenza
il

verdeggianti,

sua

forma

tea-

de

(orse prese

nome ed

trale dalla parte di oriente.

Final-

mente Domiziano, ch'ebbe la villa ora Barberini di cui parleremo, e


che giunge sino go, si vuole che
viso delle

abbiamo un dappoich Tannotto di Ottone Candolfo , o


castello

Candulfi, nel

11 23, senatore di
il

Ro-

alle

sponde del
navali

la-

ma.

Il

Nerini e

Vitale
,

credono

vi facesse rappre-

sentare alcuni spettacoli


credersi genuino

ad

romane naumachie. Se dee un diploma dell'imperatore Lotario I, dato nell' anno 8.4.6, gl'imperatori nel medio evo avevano a Castel Gandolfo un'amena
villa
^

che da questa famiglia e non dal Gandolfo Savello, il Castel Gandolfo abbia preso la sua denominazione, secondo l'opinione generalmente invalsa. Il Ratti, nella 6*^0conte
ria di

Gemano,
di santa

ha
,

riportato

un

istromento di rinuncia

che Pietro
bolla di

per loro diporto, cio in occa-

economo
di cui
si

Maria in Aquiro,

sione che recavansi a

Roma.
dell' origine

parla in
aprile

una

Lu-

Prima
degli
dolfo,

di

parlare

cio III

de' 2

ri 83, e Nicola

di Castel Ganpremetteremo alcune opinioni sul suo nome, .essendo stato chiamato con qualche differenza. Pio II, ne' citati Commentari, lib. XI, p. 564, lo chiama Castel Gandolfo, dicendo che il lago Albano chia-

avvenimenti

d'Angelo
dolf,
III,

e Rustico di Cencio

fecero

nel

122
la

Canad Onorio
pretensioni

SavelUj di tutte
per
esser

le

cui aveano contro


stolica,

camera apodisfatto
il
il

stato

loro

Castel Gandolfo.

Che verso

fine del secolo XIII

Castel Gandolfo

mato lago
lo

di

castello,

Castel-

Gandulfi Sahiiiorum. Paolo Meruda , nella sua Cosmografia , par. 1. lib. 4- ft)l. 559, lo chiama San Gandolfo, esprimendosi cosi hodie
:

Savello

si

Leandro

fidcs ,

si aliis

dominio della famiglia chiaramente dal testamento di Onorio IV, Sacelli, che porta la data de' 12 luglio i285, pubblicato dal Ratti, Famglia Sforza, tom. II, p. 3o2, in cui nel paril

pass sotto

Savelli, apparisce

Gandulfi^ nel s. Gandolfo^ e stima che sia il medesimo che Albano.

lare dei dominii di sua famiglia, vi

comprende Castro, qiiod dicitar


ris

Ttirin

Gandolfo

lo dice

fr.

Leandro

Al-

de Gandidphis.
del
sia
1

Tultavolta

i55^ ma i pi stimano, che si debba chiamare Castel Gandolfo j come lo chiam Sisto IV, in una bolla data in Roma a' 16 otberti alla pag.

un istromento
pizucchi,

che questo luogo

sembra passato ai Ca-

389

dai quali

nel

secolo

se-

tobre 14B2 diretta,

come

poi dire-

guente torn ai Savelli, e poi divenne dominio della santa Sede.


Vuoisi
l'origine
le

mo,

ai Velletrani,

ove chiama que-

da
di

alcuni far
Castel

to luogo

Torre de' Candolfi, e eredesi che cos possa essere stato denominato dalla famiglia Candulfi ,
quale era
e
nobile
secolo.

rimontare Gandolfo dal-

ruine

dell' antica

Alba

longa
il

la

in

Boma

nel

Albano Biondo dice,


oggi
gli

(Vedi),
essersi

fra' quali

fabbricato

co-

XII

XIII

Una

famiglia

avanzi della

distrutta

metropoli

Candolf
del secolo

fioriva

Genova prima XII, ed Ottone de Canin

albanese, dal

celebre Cardinal

Lu-

dulpho fu console di quella repubblica nel II25. Essa vuoisi che fos-

dovico Scarampo Mezzarota, vescovo suburbicario di Albano, e camerlengo di santa Chiesa, il quale

, ,

CAS
con fabbricare nel medesimo luogo molte abitazioni per le ville, diede forma di Castello all'antica rovinata Biondo dice nell'ecitt. Tanto il logio di detto porporato a p. 819,
del cui parere
vita di
il

CAS
1482,
Castel

i57

De

veslris fide,
,

ad

essi

diede

Gandolfo eh' egli chiam Casale Turris Candidphorunij e alluoghi


appartenenti
ai

tri

Savelli

e confiscati dalla

camera

apostolica,

Giacconio
il

nella

onde

Eugenio IV. Essendo

luo-

sesso,

Savelli,

go ritornato alla giurisdizione dei ed essendosi questi ribellati


il

velletrani ne presero posper essere autorizzati da Giovanni vescovo di Alatri, giudice dei

alla santa Sede,

medesimo Eugebench
alcuni
al genera-

nio

IV,
delle

nel

1436,

come rilevasi da un istromento rogato da Filippo da Pontecorvo. Per non and guari che
putato,
,

vogliano prima,
le

comand
pontificie

successe a Sisto

IV

il

Pontefice In-

armi

Giovanni
de' Guelfi
,

Vitelleschi, ch'era

capo

stel

di saccheggiarlo e distruggerlo

per

punire

il

proprietario Cola Savello,


il

che

vi

aveva ricettato

conte

An-

nocenzo Vili, il quale restitu CaGandolfo ai Savelli nel 14B6, non per del ramo di Albano ma del conclave Tulio al maresciallo Ostilio, e Tito Flaminio fratelli. In
,

tonio Pontedera ribelle di s. Chiesa. In detto sacco rimase ucciso Rinal-

seguito essi lo cedettero, nel


al

i535,

Cardinal Nicol
di

do

fratello di Cola, e

tanto

il

ca-

muta

Gaddi, in perCastel Montorio , che in


fratelli

stello,

che

altri

luoghi
di
lui

de' Savelli

avanti dai medesimi


e a

Savelli

passarono in potere

Eugenio V.
INicol

era stato venduto a Consalvo


te,

MonMonte

Ma
con

il

successore di

IV

monsignor
col
dieci

Gaspare

diploma de' 3 agosto i447> con altre terre a Gio. Battista, Mariano Battista, e Franlo restitu

vescovo
timi.

consenso di
anni,

questi ul-

Dopo
i

Castello tor-

sotto

suoi antichi signori, dap-

cesco

Savelli

figliuoli

del

defunto
in
lesa

poich

il

predetto

Tulio
le

Ostilio

Cola, assolvendoli
cui erano
incorsi

dalle censure,

pag

al
,

Cardinal

Gaddi

somme

come

rei

di

sborsate

maest. Dipoi,

Gandolfo fu cambiato con una parte di Palombara, con Bartolomea figlia di Gia-

1470, Castello dai mentovali Savelli


nel

come si legge in un istromento di transazione de' 1 7 luglio 1545, rogato dal notaro di CamSaccoccia.

pidoglio Curzio

Non
castello

tard molto
,

ad

alienarsi

il

como
cinque

Savelli. Indi successero a


,

Barpa-

acquistandolo
il

tolomea, Ludovico, Antimo


figli

e altri

cimila

scudi

per quindiprincipe d. Orazio


dell'allora

di Cristoforo Savelli

Farnese,

nipote

vivente

droni di Albano. Abbiamo da Alessandro

Borgia,

nella sua Storia di Felletri, p. 3 80,

Paolo III; per, correndo 1' anno i55o, per egual somma lo ricuper d. Federico figlio di Gio. Battista
Savelli.

che

il

Pontefice Sisto IV, per

moquaU

A
,

questo succedettero
e Bernardino
di
lui

in edi

strarsi

grato

ai

velletrani,

gual porzione, Mariano

vescovo

l'avevano

aiutato

contro
nel

1'

esercito

Gubbio

maresciallo

del duca di Calabria, e in


so dei danni ricevuti

compenloro ter-

del conclave,

fratelli.

Della
poscia

porzione

paterna

restarono

ritorio dai figli di Cristoforo


li,

Savel-

eredi di Bernardino, secondo la sua

seguaci

del

partito

del
1

duca

testamentaria disposizione

il

con

lettere apostoliche de'

6 ottobre

Gio. Battista, Paolo, Giulio,

duca Fran-

i5B
cersi,

GAS
Non

CAS
qw n
ta-

Cesco e Federico.

di

vane

terre

de'Savclli,

acci

si

che Castel Gandolfo fu cretto in ducato da Sisto V a favore del maresciallo Bernardino, con suo mo.
lo proprio

Finalmente nel i6o4, sotto il 27 maggio, il medesimo Clemente Vili, in virt d'un decreto
ritirassero.

dato

fipitd

s,

Majorem quarto
sato

hai.

marlii

Mariani anno

concistoriale, incorpor

Castel

Gandella

dolfo al

dominio
,

temporale

quinto, perch Bernardino avea spo-

Maria Felice, pronipote del Poco dipoi mentre Castel Gandolfo era propriet degli eredi di Bernardino e Mariano vescovo di Gubbio summentovati, nei
Pontefice.

comprendendolo nella bolla di s. Pio V de non alienandis, et infcudandis honis Ecapostolica


clesa e.

Sc^e

Riferisce

il

citato Ratti,

t.

II.

p.

primi di luglio 1596, nel Pontificato di Clemente VIIF, avendo i


Savelli
fatti

343, che r inutile e forse irragionevole opposizirme di monsignor Mariano Savclli deve aver dato motivo
alla

vari
i

debiti,

creditori

iscrizione,

che fu

posta

sulla

ollennero che
li

commissari camerapossesso
della
di

porta del palazzo di Castel Gandolfo, o sulla porta romana sotto gli stemmi del senato romano, delle chiavi pontifcie e de' Savelli, appunto sotto il pontificato di Clemente Vili,

piendessei'o

Castel

Gandolfo,

in virt

bolla

dei

Baroni pubblicata a' 3o di giugno, rimanendone proprietaria la stessa camera apostolica, perch avea soddisfatto i creditori col pagamento
di

come
tiunij

riferisce
t.

il

Volpi
160.

Fetus La-

VII. p.

ventiquattromila scudi

somma,
,

maggiore secondo un manoscritto che si conserva in Castel Gandolfo da me interamente letto, donde il Cancellieri
,

che

sarebbe

molto

QUt POTENTI MIlVORA

NEGAT MAJORA PERMITTIT

trasse gran parte delle sue Notizie di Castel Gandolfo, giacch esso
dice,

iscrizione,

che fu tolta per ordine di Clemente XIII, e trasportata in un


ch'era avanti
il

che

la

Camera

apostolica sbor-

cortile,

palazzo dei

s ventiquattromiia scudi,

mentre

il

Savelli.

manoscritto chiaramente dice centocinquantamila scudi da pagarsi ai creditori del Cardinal Giacomo e Bernardino maresciallo. Certo , che il vescovo Mariano sul principio validamente si oppose air alienazione

Prima
per

del pontificato di Paolo


si

V,

questo luogo

giudicava insalubre

le acque palustri, che il circondavano, e che costretti erano a bere gli abitanti. Vi prese per provvidenza il magnanimo Pontefice, con

ma poi vedendo irriClemente Vili perch forse gli stava molto a cuore un tale acquisto, riflettendo che sarebbono state vane le sue opposizioni, e potevano portare ulteriori danni alla sua cadel Castello,
tato
sa, acconsent

far prosciugare

il

laghetto di

Tur-

appunto derivavano le nocive esalazioni, e con introdurvi delle acque salubri prese dalle sorno, da cui genti di

Palazzola

operazioni

che
Cariscri-

fece eseguire colla direzione del

alla vendita,

e fu al-

dinal Serra,

il

quale per memoria,


fece

lora,

che
ai

il

Cardinal

Cesi scrisse, a'


lettera

Bartolomeo giugno i^gy, una 9


sequestratari

161 1, zione, che


nel
II.

vi
si

porre

una

legge nel Bonanni tom.

commissari

p.

294. Dipoi questo Ponteiice,

CAS
1619, si rec a Castel Gandolfo, e con tutte le formalit
nell'anno
la

CAS
est discuopresi la selva di

1^9

cina

di

Diana ariDiana Nemorense , a

pose
tre

prima pietra

alla chiesa dei

francescani riformati. Divisava inol-

il mediterraneo, dal promontorio Circeo fino a

scirocco e a ponente

Paolo

di recare ulteriori

van-

Civitavecchia, Marziale,
I.

lib.

V. Ep.

taggi a Castel Gandolfo,

ma

distrat-

pot dire a Domiziano:

to dal
della

maraviglioso

ingrandimento
in
Seii collibiis uteris

Villa

Mondragone (Vedi)

Frascati, ove voleva stabilire la vil-

Albne

leggiatura de' sovrani Pontefici,


effettu le sue

non

Caesar,
cisj

et

hinc Triviain prospi-

inde Thetyn.

benefiche

intenzioni.

!N
stel

and

guari, che i destini di CaGandolfo in un punto rariarosull' alto


si

Il

p.

Lupi nella

lettera

XX,

del-

no, e per la sua situazione

la parte II
te ,

delle sue Lettere erudi-

boido del suo


la

lago,

da cui
l'

gode

stima che Castel


villa,

Gandolfo

sia

doppia

vista della

campagna e
amenit del
della calo

stato fondato sui residui della son-

dello stesso lago, per

tuosa

una gran parte


chiesa,

della

luogo, e per la vicinanza


pitale

quale occupata dalla

dal

avvenne, che

Pontefici

convento

e dal

terreno
si

dei

rifor-

prescegl lessero

a loro dimora nelle

mati, de' quali poi

parler,

e prin-

villeggiature autunnali, e

anche di

cipalmente dalla
Acquistatasi

villa

Barberini.
Visconti,

prima vera, recandovisi colla corte sino da Urbano Vili, il quale ne fu principalmente benemerito, nel

adunque da Urbano
del

Vili
di

la

villa

prelato

modo

che
fio-

celebrata

andiamo a
Il

narrare.

anche dai versi Pindarici monsignor Azzolini, villa che la


Barberini

Cardinal Maffeo Barberini,


casa, e nel

famiglia
possiede,

(Vedi)

tuttora
,

rentino, avea nella terra di

Castel

ed ove suole usare

volle

Gandolfo una

medesimo
vi-

quindi fabbricare un
lazzo pontificio in

magnifico pa-

territorio vn casino

con alcune
Ivi

Castel Gandolfo,

gne, con piantagioni di migliaia di


alberi, e
egli
al
siti

con architettura di Carlo Maderno,


di

deliziosi.

solendo

Bartolomeo Breccioli e

di

Domecon

trattenersi, descrisse quel

luogo
fra-

nico Castelli.
bellissime

Lo

fece decorare
,

prelato Lorenzo

Magalo tto,

pitture

particolarmente
contiguo
cir-

tello di
tici

sua cognata, con versi poepor-

nella cappella segreta [Vedi), ed inoltre


vi

poi pubblicati dal di lui nipote


il

fece

eseguire

il

Cardinal Barberini. Avendone


porato sperimentata
l'

giardino, che in

la salubrit del-

aria,

assunto che fu nel


pontificato col

1623
di

al

sommo

nome

Ur-

bano YIII, si fece vendere la villa di monsignor Visconti, edificata da Publio Clodio, e poi ingrandita da Domiziano imperatore, con fondamenti
tali,

roccond di alte ca, ampli i cunicoli per condurre l'acqua da Palazzola a Castello, ed apr una comoda strada, che con-

un al palazzo mura a guisa di

duce
li

ai cappuccini di Albano, fiancheggiata di ombrosi alberi, co' qua-

e cotanto grandiosi, che

Cicerone non dubit di chiamarle,


siihstructionum moles insanae.

Per
nord-

decor altres 1' altra che conduce ad Albano; strade che vengono entrambe chiamate gallerie, per comodo, ed ameno passeggio riparato
dal
sole a

luogo

dehzioso,

donde

al

mezzo

di gros-

i6o
si

CAS
Si osserva per altro dalla
d'

CAS
un
casino

alberi.

contiguo

al

palazzo
la

grossezza degli albeii essei'

questa

pontilcio,

che seguit a godere

ultima galleria piantata prima delia precedente. Per celebrare taiila


iiiagnilcenza,

sua
guti.

consorte

Anna

Maria

Costa-

fu

coniala

una

melie-

daglia coir epigrafe Siihurbano


ctssUy e
nel

Se Castel Gandolfo deve la j>rimaria sua ventura ad Ujbano Vili,


ripete
ri
il

rovescio

il

prospetto

suo incremento ed ulterio-

del palazzo apostolico, nella ficciata

abbellimenti
nel

da Alessandro VII,
Elevato questi al i655, stava per reCastel

del quale fu

collocata
;

la

seguente

Chigi, di Siena.
Pontificato,
carsi

marmorea

isciizione

neir
;

anno seguente a
ina

Gandolfo
\RBANvs
PONTIFEX
SEMITIS
. .

vinto

dalle istanze
di

vni

di parecchi

personaggi

chiamar

MAXIMVS

da Siena

in

Roma

propri parenti,

COMPLANATIS

COETERISQVE

AD

VSVM

VILLAE

nel concistoro de' 24 aprile domand prima su questo punto a' Carloro individuai parere in per averlo nel ritorno dalla villeggiatura, a cui invit que' Cardinali, che volessero parteciparvi.
dinali
il

COMPARATIS

iscritto,

SVBVRBANAS

AEDES

COMMODITATI

PONTIFICVM

EXTRVXIT

Essi di fatti vi

si

recarono col voto


il

ANNO

DOMINI

MDCXXIX
.

affermativo, per cui

rONTIFICATVS

VII

Papa scrisse un due nipoti, invitandoli a partire per Roma, dando


breve
al fratello e ai

Urbano Vili
nefzi a Castel
scisse

fece inoltre altri be-

loro vari e prudenti avvertimenti. Giunti che furono in Castel Gandolfo,

Gandolfo, acci riue

di

diporto

ricreazione

ai

vennero presentati al Pontefice dal marchese Patrizi. Frequentando questo

Sommi
le gravi

Pontefici

onde

sollevarsi dal-

Papa

il

Castello, fece la via albo-

cure della Chiesa universale e dello stato. Egli, nel suo pontificato, prosegu a frequentare questo
quasi ogni

rata sulla parte del lago, che con-

sito trasferendovisi

colla famiglia pontificia,

anno onde fu il

duce ai cappuccini dal suo nome chiamata Alessandrina , ingrand, e termin il palazzo apostolico, proseguendo ancora il recinto delle mu,

jjrevi

primo Papa a datare le bolle, e i Arce Gandidplii. E in fatti con un breve sottoscritto da lui, in
naziola chiesa

ra

guisa

di

cittadella

fu

il

questo Castello accord alla

primo ad abitare stabilmente il palazzo giacche Urbano Vili prefer dimorare in quello della sua fami,

ne Lucchese

di

s.

Bona-

glia Barberini

nella villa

da

lui ac-

ventura, e colla bolla, che vi spedi a' 25 ottobre 1626, eresse il semi-

quistata

aflne di evitare le conseedilizio

guenze d'un

da poco eretto.

nario vaticano. Innocenzo X, che


successe, nel

gli

A
del

memoria
palazzo

poi
assai

dell'

ampliazione
per
la

i644) ^^o" "'^^ ^^ ^'^' co a Castel Gandolfo, e solo sappiamo, che con un breve concesse al marchese Gregorio Serlupi 1' uso

lodato

sua comodit e
scrizione:

bella
la

distribuzione

de' luoghi, fu eretta

seguente

i-

CAS
ALEXANDER
AEDES
OB
.

CAS
VII
.

i6i

PONTIFEX

MAXIMVS
Vili

AB

VEDANO
.

COELI
.

SOLIQVE

SALVBRITATEM
ANIMO
POSITAS
.

AMOENITATEMQVE
.

CORPORIQVE
.

BREVI
.

SECESSV

REFICIENDIS
.

AMPLIAVIT

INSTRVXIT

ABSOLVIT

ANNO

MDCIX

Nella piazza di detto palazzo, che

del valente architetto.

di

forma a

da una fontana, Alessandro VII, con disegno del cavaliere Lorenzo Bernini , fece erigere la
decorata
collegiata dedicandola in onore di s. Tommaso di Villanova da lui solennemente canonizzato e

croce greca con cupola


dell' altare

nel centro

e pilastri d* ordine dorico.

chiesa

ratta.

Il quadro maggiore di Carlo Maperenne ricordanza poi del

munifico Pontefice, sulla porta principale dalla parte interiore della chiesa, fu collocata questa iscrizione;

reputata una

delle

migliori
.

opere
VII
.

ALEXANDER
B.

PONTIFEX
.

MAXIMVS

THOMjE
.

ARCHIEPISCOPO
.

VALENTINO
.

INTER

SANCTOS
.

AB
.

AEDEM E CVIVS PRIMVM


.

SOLO
.

SE RELATO EXTRVCTAM
.

FVNDAMENTI
.

LAPIDEM
,

FLAVIVS

CARD.
PIE
.

CHISIVS
.

FR.

F.

POSVERAT

RITEQVE
.

DEDICAVIT

ANNO
I

SAL.

MDCLXL
a
cagione
il

Pontefici successori di Alessan-

dico monsignor Lancisi

dro VII non si recarono a Castel Gandolfo, e solo si sa, che Innocenzo XII,
nel

degli abituali suoi incomodi, che

1697,

fece rifare la

campana
te

Ma ClemenXI, Albani, d'Urbino, che eiedella chiesa.


s.

molestavano, assai frequent Castel Gandolfo, vi fece molti ristauri, e ne fu molto benemerito. Tralasciamo nondimeno per brevit la descrizione
di tali ristauri e beneficenze la seguente iscrizione

vato alla cattedra di

Pietro nel

1700,
al

vi

sedette gloriosamente sino

tutto dicendo

1721, nel suo lungo pontificato per consiglio del celebre suo meCLEMENS
OPPTOI
.

posta

sulla

porta, che conduce

in

Albano: MAXIMVS
.

XI
.

PONTIFEX
.

PONTIFICIO

AB
.

VRBE
.

SECESSVI
CCffiLVM
.

DESTINATI

CVIVS

SALVBRE
.

AFTECTAE

SVAE
.

VALETVDINI
.

REPARANDAE
.

PLVRIES

VTILE

EXPRTVS
.

FVIT

INSTAVRATO

PALATIO
.

ORNATO

AC

NOVIS
VIA

AQVAE
.

RIVVLIS

AVCTO

FONTE

SILICE

STRATA
.

PLVRIMIS

SVBLATIS
.

IMPEDIMENTI
.

ELEGANTIOREM
PRIVATAE
VOL. X.
.

AD
.

OIIDINEM

DIRECTA
.

PVBLICAEQ.
ANJNfO
.

COMMODITATI
.

CONSVLVIT
II

SAL.

MDCCXH

iGa

CAS
XIV,
le

CAS
bolle e brevi, fu
il

Innocenfo XIII non si rec a questo Castello, e Benedetto XIH


trovandosi, nel 1729, in Albano reduce da Benevento nel marted, gior-

gran Benedetto
bolognese,
di

Lambertiniy
meritevoli

del

quale riporteremo compendiosamente


cose
special

men-

no 7 giugno, and a
Gandolfo, e
ardpretale.

visitare Castel

zione,
ticolo

parlandosi delle altre all'ar-

la chiesa

parrocchiale
,

poi

da sapersi

che

cui
fici

si

Villeggiature de' Papi , in vedr ove recavansi i Pontenell'estate

dopo
nel

la

riforma de' tribunali, fatta

romani, massime
i

per

do

1692, da Innocenzo XII, esseninsorte molte controversie sul

evitare

caldi della stagione,


stabilita
la

prima

che

avessero

villeggia-

diritto di giudicare, appartenenti al

tura in Castel Gandolfo. All'articolo

tribunale di monsignor

maggiordo-

Treni,
treno
i

si

legger ancora con quale


vi si

mo
lici,

prefetto de' sacri palazzi apostovi

Papi

conducono, in uno

da Benedetto XIII. Il governo di Castel Gandolfo fu dato dai Pontefici ai maggiordomi pr tempore sino dal tempo ch'essi andarono a risiedervi per
fu rimediato
ricrearsi dalla
il

alla famiglia
li

e corte pontificia, che

segue.

Pontefici,

pure da avvertirsi, che i dimorando a Castel Gani

dolfo, onorarono di loro presenza


legi, e case religiose

circostanti paesi e ville, chiese, col-

somma

degli affari

d'ambo

sessi,

qual governo fu loro tolto dalla suindicata riforma de' tribunali. Ma

ed anche qualche famiglia nobile, e


perci
si recarono di frequente ad Albano, a Palazzuolo, di cui par-

Benedetto XIII, nel tempo ch'era suo maggiordomo monsignor Cibo, col disposto della costituzione ^qiiitaiis y de' 24 settembre 1728, che
si

lammo
cia,

legge nel Bull, inagn. tom. XIII,

p.

378, e che in copia

esiste nella

all'articolo Albano, alla Rica Galloro, a Genzano, a Nemi, a Civita Lavinia, a Velletri, a Nettuno, a Porto d'Anzo, a Marino, a Grottaferrata, a Frascati, e ad altri

segreteria comunale, restitu a' prelati stel

luoghi,

delle

quali

visite

si

fa la

maggiordomi

il

governo di Ca-

debita menzione
tivi
.

agli articoli rispetsiti

Gandolfo, colla privativa d una

In
,

detti

ascoltarono

plenaria civile e criminale giurisdiiionc,

Pontefici
e
altre

celebrarono la messa
funzioni,

que tribunale
di
ivi
stri

indipendentemente da qualundi Roma, per mezzo un goveraatore o luogotenente residente, disposizione che a' nogiorni conferm Pio VII con

sacre

concessero
benefi-

privilegi, e grazie spirituali,

suo moto proprio. V. Maggiordomi


pontificii, ec. voi.

IV, pag. 7 della Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazioney dove
si

tratta della facolt del giusdicente

premiarono, e fecero atti di clemenza, in somma lasciarono memorie degne di se. Tornando a Benedetto XIV, come fu eletto Papa, nel 1740 tiell'anno seguente a' 3 giugno and a Castel Gandolfo, ricevuto alla porta della chiesa dal Cardinal vescovo di Alcai*ono,

di Castel

Gandolfo,
Pontefice,

dipendenza
fre-

del maggiordomato.

Ma

il

che pi di
si

quente, e pi lungamente
risiedette in Castel

rec e
vi ce-

Gandolfo,
e
vi

lebr

solenni

funzioni,

spedi

ad abitare il sino da lui abbiamo dai Diari di Roma pubblicato il costume di ricevere i Pontefici all' udienza le dame, nel palazzo della villa Barberini, dove

bano

donde

pass

palazzo

apostolico,

CAS
pur sogliono
essi

CAS
subito ih processione. Inoltre
il

i63

passeggiare, massi-

ma-

me

nel sorprendente viale, lunghis-

gnanimo

Pontefice
il

nel

novembre

simo

fiancheggiato

da

grossi

invi a Castello

Cardinal Colonna

pittoreschi alberi,
alle altre deliziose

non che intorno parti, ed al pivilla.

neto di

amena

Benedetto
rec a di-

pro-maggiordomo, e V elemosiniere monsignor Boccapaduli, a distribuire quelle limosine, ch'era solito dare
nella villeggiatura.

XIV
III.

di frequente

vi

si

Anche

nel

1744
cone

porto col re

d' Inghilterra

Giacomo

Benedetto
tagio
,

XIV, per

lo stesso

Vero per, che i Papi anche prima di Benedetto XIV frequentarono


la villa Barberini,

non ancora
Castello,

estinto

pel

passaggio di truppe

straniere,

e ricevettero
ventitre

and a

n nel
a'
1

non maggio, n
il

nel palazzo di essa le signore distinte


al bacio

nell'ottobre.

del piede.

Passati

L' anno

74^,

giorni di villeggiatura in Castel


dolfo,
il

Ganrifare

Papa

recossi a Castel

maggio, Gandolfo,

detto

Papa

fece ritorno in
fatto

Roma, avendo prima


la strada,

mentre in Roma i Cardinali celebrarono le cappelle di s. Filippo,


dell'Ascensione
nella basilica latera,

che dal giardino pontificio conduce a Marino.

nense, della Pentecoste


Trinit,

e della

ss.

Noteremo adunque
che Benedetto

le

altre volte,
si

Benedetto
dalla

XIV,

avendo

XIV

vi

port in
della

fatto pubblicare,

che nella mattina


loggia del pala solenne

uno

alle

cose

principali

sua

dell'Ascensione
lazzo

permanenza. Nel fine pertanto di settembre ij^i^ recossi a Castello,


e vi stette
sino
ai

avrebbe data

benela

dizione,

dopo
di

aver

celebrato

3o

di ottobre

messa bassa nella


vestito

chiesa principale

altrettanto fece, nel

l'j^'i.^

partendo

da
vi

Roma
si

domenica 27 maggio, e trattenne un mese; poi a' 27


vi

ceduto
trasfer

dalla

mozzetta e stola, e precroce pontificia , si


,

sulla loggia

si

pose a seelevata,

settembre
nel

ritorn,

restituendosi

dere
lica

sopra

una

sedia

ed
e

alla capitale a'

XIV

1743 and a Castel Gandolfo, ove


del

3o ottobre. Quindi, a' 24 maggio. Benedetto

alzatosi in piedi,

compart l'apostosolite preci


il

benedizione colle

cerimonie,

sostenendo

libro e la

celebr col capitolo di Albano, confraternita

luogo, e camera se-

candela due prelati, mentre due altri pubblicarono I' indulgenza plenaria in latino e in italiano, fra lo sparo di cento mortari, il suono
della

greta la processione del Corpus

Do-

mini,
zione,
di
ss.
s.

mentre

in
solo

Roma
alle

il

sagro

Collegio

non

fece questa fun-

banda

delle

milizie schierate

ma

intervenne
e
si

cappelle

sulla piazza, e quello delle

Filippo, della Pentecoste, della


di
s.

Una per

Trinit,
il

Gio. Battista,

indi

Papa
la

rec
il

Roma

a'

27

giugno.
fliggeva

Stante

contagio,

che af-

capitale,

nell'autunno,
chiesa

non vi and donando invece alla


di legno intacolla

campane. compart nel partire al re Giacomo III, che vi si era recato da Albano. Dipoi avendo fatto pubbhcare, che nelle tre feste della Pentecoste T avrebbe data col ss. Sacramento nella chiesa,
particolare

ne

una macchina
b.

colla

medesima indulgenza,
il

essa fu

gliato e dorato,

divota statua

decorosamente addobbata, e immenso fu

della

Vergine del
gli

Rosario, che

concorso degli abitanti dei


a'

per

la

festa

abitanti

portarono

luoghi circonvicini. Poscia,

gi-

i64 gno
,

CAS
si

CAS
Roma
di
,

restitu

in

senza

funzioni della Cappella della


nit
,

ss.

Tri-

ritornarvi

nel

mese
1

ottobre

delle

processioni
al

del
la

Corpus
cappella
detta

TUeggiare.

Domini, ed
746, Benedetto XIV Gandolfo , e quivi
di
s.

Laterano
Il

A' 7 maggio and a Castel

Gio. Battista.
di

Papa avendo
la

determinato

celebrare

dimorando

ma,

sagro Collegio in Rointervenne alle cappelle dell'Ail

processione in Castello, ne fece partecipare la notizia alle citt e paesi


vicini
,

scensione,
tecoste,

di

s.

Filippo, della
ss.

Penprati-

col

della

Trinit,

plenaria. Nella
disse la
pella,

il Papa nella sua villeggiatura che per l'Ascensione, e Pentecoste avea fatto nell'anno precedente; indi a' 6 giugno fece ritorno in Roma. JVel seguente anno poi 1 747, bench Benedetto XIV si recasse a Civita-

cando
ci,

dell' indulgenza mattina della festa messa nella sua privata capsi

premio

a piedi

trasfer nella chie-

sa principale, e travers

la

piazza,

vecchia,
Castello,

non ed

tralasci
a'

di

andare a
trov la

3
e

giugno
di

ove avea da fare il giro la processione; piazza che a tal effetto era guarnita di mihzie; ed avendo nella sagrestia assunti i sagri paramenti, facendo da diacono e suddiacono i
prelati Boccapaduli
si
ss.

galleria del palazzo apostolico deco-

Argenvilliers,
il

rata

di

pitture

ornati, colla

rec

all'

altare maggiore, prese

vagamente alla cinese. In questa sua dimora il provvido Pontefice, per mezzo di monsignor Boccapaduli elemosiniere, istitu in Castel Gandolfo le Maestre pie per istruire ed educare le donstanza

contigua

ridotta

Sacramento, e segu la processione, ch'ebbe l'ordine seguente. Precedeva col suo gonfalone o bandiera la compagnia del ss. Sacramento, con istendardo e crocefisso,
,

seguivano

sei

coppie
coli'

di

zitelle
,

po-

zelle del luogo,

e quelle di Albano,

con aver accomodato di tutto il biuna casa , ed assegnato loro un congruo mantenimento. Prima di partire onor detta casa di sua presenza, assoggettando le maesognevole
stre pie
al

che insieme alla dote avea loro fatto conabito

vere ammantate

Apdue superiore delle maestre pie della scuola pontificia, e i guardiani del menzionato
ferire
il

Papa

dall'elemosiniere.

presso incedevano le

detto

elemosiniere
i

pr

sodalizio
collo

seguiti dai

pp.

riformati

tempore. In
stettero
alla

Roma

Cardinali assi-

processione dell'ottava
nella
basilica
s.

stendardino; indi veniva la magistratura in rubone, e il luogotenente in


accese;

del

Corpus Domini

abito
i

talare

con

torcie

vaticana,
Battista,

e alla cappella di

Gio.
fece

dopo

cantori in cotta suc-

mentre Benedetto
la

XIV

in

Castello

detta

processione,

dando

nella chiesa principale alcune


col Venerabile,

volte la benedizione

cedeva un cappellano segreto , che portava la preziosa mitra papale. Quindi venivano la croce pontificia sostenuta da un suddiacono, in

ed accordando indulgenza plenaria. Fece poi ritorno alla capitale a' 26


giugno.

mezzo a due cappellani comuni


candellieri,
il

coi

capitolo,

il

clero

della cattedrale di

Albano

colle sue
il

Nel 1748, Benedetto XIV intraprese il viaggio per Castello a' 2 5

dignit

e co' suoi abiti sagri,

vi-

maggio, e durante
il

il

suo soggiorno,

cario generale in piviale, e tutti aveano i ceri accesi, insieme a quantii


altri

sagro Collegio

in

Roma

fece

le

componevano

la

processione.

, ,

CAS
Finalmente due
accoliti

CAS
ceroferari

16^

e due turiferari precedevano il baldacchino, le cui aste venivano soste-

nute da otto mansionari


capitolo in piviale. Sotto

del
il

detto

baldac-

maestro di camera, dando poi un'altra benedizione dalla nuova loggia fatta costruire appositamente dal promaggiordomo Cardinal Colonna, in uno a due stanze contigue erette
pel

chino

il

sommo
il

Pontefice
e

portava
dai

medesimo

oggetto.

A'
si

26

giu-

a piedi

Venerabile,
ministri
,

assistito

gno,

Benedetto

XIV
1

restitu in

mentovati

seguito

dal

Roma.
Nell'anno santo

caudatario, e

dall'altro

cappellano
,

750
con

celebrato

segreto colla mitra

usuale

circon-

da Benedetto

XIV

esemplar

in
la

dando

il

baldacchino dodici chierici

edificazione, part egli per Castello nel

cotta con torci e accese, la guar-

dia svizzera,

ed

cavali eggi eri

venerd 29 maggio, intervenendo i Cardinali in Roma alle processioni


dell'

chiudendo la processione il Cardinal pro-maggiordomo insieme a tutta la camera segreta, con torcie. Entrata
processione
in
il

ottava

del

Corpus Domini e
s.

alla cappella di

Gio. Battista. Esla

sendosi rotta in Castello

campa-

chiesa

dopo
col

le
ss.

consuete preci,

Papa diede

Sacramento
deposti
tosi
i

la trina benedizione, e,

sagri

indumenti, e porta-

suo palazzo, dalla loggia ribened l' innumerabile popolo. Inoltre Benedetto XIV segnal in queal

na grande della chiesa, gi fatta da Alessandro VII, e rifusa da Innocenzo XII, Benedetto XIV la fece rifondere, e in onore di s. Nicol e di s. Tommaso da Villanova, la benedi, dopo aver celebrato la messa nella stessa chiesa agli
1 1

giugno,

anno la sua permanenza in Castello con arricchire la chiesa prinst'

e a'26 di questo mese, anche in gior-

no

cipale dell'indulgenza plenaria, per


tutte le feste della

modo

ss.

XII

apostoli

ss. Vergine e dei da applicarsi per

di venerd, si ricondusse in Roma. A' 27 maggio i75i and Benedetto XIV a Castello, ove colla stes-

di

suffragio

alle

anime dei
ri-

sa solennit, e colle cerimonie degli anni precedenti fece la processione

fedeli defunti,

per cui a perenne


posta
in

del

Corpus Domini,
altrettanto
i

praticando in
Cardinali,
alle
ss.

cordanza

fu

una

parete

Roma
inoltre

che

della chiesa

una

iscrizione,

che

ri-

intervennero
Gio. Battista.

cappelle

portasi fra quelle bolognesi da

monBedomi,

della Pentecoste, della

Trinit

signor Galletti. A'

26 giugno

nedetto
nante.

XIV

fece ritorno alla

Papa fece ritorno alla capitale a' 26 giugno. Neir anno seguente, a' i5 maggio,
e di
s.

Il

recossi

Nel 1749? a' 27 maggio, il Papa a Castel Gandolfo, e in Roi

tprn a Castello, ove colla consueta ecclesiastica magnificenza fece la


processione del

ma

pella della
sioni

Cardinali assistettero alla capalle processs. Trinit,

Corpus Domini, aalla

vendo donato
con

chiesa

ottanta

del

Corpus
s.

Domini, e
Battista,

alla

candellieri dorati di varie grandezze,


altre sagre suppellettiH.
i

Cappella di

Gio.

nella

In Role fun-

basilica lateranense,
tefice celebr,

mentre
nel

il

Pon-

ma

Cardinali fecero tutte

come

precedente

anno,
mni,

la

processione del Corpus

Do'

assistito

dai prelati

Livizzani

segretario de' memoriali, e Malvezzi

come nel l'jSi, ed a' 26 giugno Benedetto XIV vi fece ritorno. Al primo di giugno 1753 si rec di nuovo a Castello, in cui ebbe
zioni

iG6
luogo
la

CAS
predelta processione,

CAS
come
costituzioni e brevi in confronto

di

esegu in

Roma

il

sagro Collegio, in
e in quesla

quelle spedite dai predecessori e successori, colla

uno

alle altre cappelle,

data Datimi

ex Arce

citt si restitu nel solito giorno, fa-

Gandiilphi, per cui non sar discaro, che qui se


cipali,

cendo altrettanto il pronipote marchese Giovanni Lambertiai, che monsignor Millo avea condotto alla
leggiatura.
vil-

ne indichino le prindappoich tuttoci, che riguar-

da

l'intero

Sommi Pontefici, interessa almondo cattolico. Il terzo

Nell'anno seguente, a' 6 giugno, Benedetto XIV esegu la partenza per Castello ove celebr la predetta
processione, e nella festa di
Battista,
s.

Gio.

messa in chiesa, cresim il menzionato pronipote, facendo da padrino il Car-

dopo aver detto

breve spedito da Benedetto XIV in Castello a' 24 giugno 174^, fu quello che incomincia Libenlissinie ^ che si legge nel suo Bollano al tomo I, pag. 233, e da lui diretto a tutto il corpo episcopale sulla conservazione, e reintegrazione
gitano, e sul

del
,

di-

dinal Colonna.

Cardinali assistetfunzioni in
fece ritorno a'

modo

di chiedere

ed
alla

tero

tutte le ricorrenti
cui
il

accordare
diocesi,

le

dispense

generali

Roma,
giugno.

Papa

27

colle

o citt per giuste cause , e dovute limitazioni. Il quarto

Domenica 25 maggio lySS, Castello rivide

de*

27

maggio

1746

Pontifcia,

Benedetto
si

XIV

col pro-

nipote, che vi
processione,
nali in
voli
il

trattenne
fatta

sino
la

ai

26 giugno, avendo

solita

che insieme

alle
i

altre

tom. II, p. 25, fu indiritto al vescovo di s. Paolo neir America portoghese, sui regolari dimoranti fuori dei chiostri. Il quinto, de' io giu-

funzioni celebrarono anche

Cardia Ti-

gno

74^?

Concredituni

fu

sopra

Roma. Essendo morto


Cardinal Besozzi,
e

la rinnovazione delle investiture,

ed

trasferi-

altre concessioni dei beni

camerali.

tosi il suo corpo in Roma, i colleghi tennero cappella di requiem nel-

la chiesa di

s.

Marcello. Finalmen-

te Benedetto

XIV

per l'ultima volta

and a Castel Gandolfo, accompagnato dal pronipote a' i5 maggio


1756, giacche
l'et, e
i

in un alle bolle , sono i Preclarae Militiae, Bull, magri, tom. XVII, p. 2 34, in conferma dei privilegi dell' Ordine di di s. Stefano; degli 8 giugno 1748; Quo dicy del detto mese tom. II,

Gli

altri,
:

seguenti

suoi

inco-

p.

modi non

permisero pi , e fece la processione, che pur dal sagro Collegio venne celebrata in Roma insieme alle altre cappelle. A' 26 giugno il Papa fece ritorno in Roma.
glielo

vettovaglie

190, sul commercio libero delle Justiae de' 3 maggio ; 1749, pel regolamento del tribunale
e
sue

del governo,
col

congregazioni,
le

metodo per

visitar

carceri

nel tom. III, p.


clica

3i.

V'ha l'Enci-

gran Pontefice egualmente impiegata al reggimento della Chiesa universale al goveino del suo stato , e nell'esercizio di generoei'a
,

La dimora di s a Castel Gandolfo

dell'anno santo

Aposlolatus y in preparazione con data dei 26


piena
sui

detto, tom. Ili, pag. 64, erudizione suU' antichit

di

pregi

se beneficenze.

Egli pertanto

fu

il

e sulle indulgenze dell' universal giubileo. Il moto proprio, Bench in sequela^ de'
al

Papa, che eman in Castel Gandolfo il maggior numero di bolle.

tom. IH,

26 novembre 1749? ^ p. 4<^; sul commercio

CAS
delle vettovaglie, e

CAS
sulla estrazione

167
in
si

segu egli colla torcia accesa, e

de' grani.

Magno cum,
primati,

tom.

Ili,

p.

quella del gioved, che


stessa chiesa

fa

nella
il

169

de' i4

giugno lySi

un' enve-

di

Castello,
a'

port

ciclica ai

arcivescovi e

scovi della Polonia contro gli abusi

degli
t.

oratorii
p.

privati

Sinceritas

_,

49- de'i3 giugno 1752, altro breve con cui accord alla

IV,

giugno consacr in detta chiesa nobilmente apparata l' eletto vescovo di Torcello Giuseppe Cornaro. A' 27 di
Inoltre

Venerabile.

io

repubblica di Venezia poter nominare alle chiese di Torcello, Caorle,

e Chioggia. L* enciclica,
t.
i

Cum relii

giosij

IV. p, 92, diretta ad impatriarchi, e tutti

mese fece ritorno alla domidopo aver nel giorno precedente emanato in data di Castel Gandolfo la costituzione Inter multiplices, colla quale comand, che in
detto
nante,

pegnar

vesco-

sede vacante ninna citt dello stato


ecclesiastico si

vi all' istruzione de' fedeli sulle cose

armasse. Quindi^ ai

della religione

e dottrina cristiana.

Non

poi a tacersi, che Benedetto


nella stessa villeggiatura tratt

XIV

anno, ritorn a Castel Gandolfo, ove nel palazzo apostolico consacr l' altare
della cappella segreta, e nella chiesa principale

3 ottobre del medesimo

gravi affari, e
tenze,

accomod

diverse ver-

una

delle quali, nel

17 53, fu
dei be-

consacr

il

Cardinal

sulla terza parte dei frutti


nefizi,

che vacano nel dominio del regno di Napoli. Clemente XIII, Rezzojiico, veneziano, ebbe per Castel Gandolfo molta predilezione, gliene piaceva il soggiorno, vi dimor, celebrovyi sagre funzioni, e ne fu largo benefattore, cose tutte, che compendiosamente

Odescalchi in arcivescovo di Nicea in pariibusj e il Cardinal Valenti


in vescovo di
dieci

Rimini, che poi

coi

Cardinali assistenti tenne seco

nel palazzo apostolico a lauto pranzo, con tutte le formalit, nel salone delle quattro colonne. La chiesa fu sontuosamente addobbata, cos r altare maggiore, e con egual magnificenza, e pari splendidezza ebbe luogo il pranzo, la cui direzione si afQd al foriere maggiore, marchePatrizi, il quale se Chigi Montori dipoi nello stesso Castello don a Clemente XIII due quadri rappresentanti la detta co nsa d'azione, ed il solenne convito. A' 26 di ottobre,
il

andiamo a descrivere. Part adunque questo Pontefice per Castello il

a' 3 giugno 1 759, avendo nella sua carrozza due Car-

giorno di Pentecoste
dinali, e

Battista, e d.

seguendolo i nipoti d. Gio. Abbondio, il primo


il

de' quali fece Cardinale, e

secon-

do senatore
rec alla
ra,

di

Roma

ma

per

la
si

processione del

Corpus Domini dominante il marted


il

Papa
Nel

fece ritorno in

Roma.
fatto

se-

1760, dopo aver


la

in giu-

ripartendone
e

venerd.

Cardella

Roma

processione

del

Corpus

dinali intervennero

quelle
le

Dominij

nel seguente giorno

ottava,
della
ss.

celebrarono

cappelle
'Car-

Trinit, pel defunto


s.

gno, Clemente XIII pass a Castel Gandolfo, ove il raggiunsero i suddetti nipoti.
Ivi

dinal Borghese, e di
sta,

Gio. Batti-

neir ottava

della

mentre il Pontefice a Castel Gandolfo segu la processione, che nella domenica fra l' ottava del Corpus Domini si fa dai riformati. La

menzionata solennit, port in processione l'augustissimo Sacramento,


e in

Roma

Cardinali

intervenne-

ro alle altre processioui, celebrare-

i68

CAS
Cardinadolfo
,

CAS
osserv la nuova balaustrata

no
li

la cappella pei defunti

e Portocarrero ( il quale morire mand a Castello a prendere la benedizione apostolica), e la cappella di s. Giovanni Battista tornando il Pontefice alla

Mesmer
di

prima

capitale ai

27 giugno. medesimo anno ai 27 settembre, Clemente XIII si rec alIndi, nel


la villeggiatura coi nipoti. Ivi nella

da lui ordinata, per formare avanti r altare maggiore il presbiterio a maggior decenza e comodo nelle funzioni. Per la festa del ss. Rosario vi celebr la messa, e somministr la comunione a pi di due,

cento persone,
sta di

facendo

altrettanto

nella chiesa de' riformati per la fes.

Pietro d' Alcantara,

si

chiesa principale

beaed una campana, ch'era stata fusa nel i643, ed egli avea fatto rifondere in onore
della b. Vergine, di
s.

restitu alla capitale a'

26
di

ottobre.

Essendo andato, nel

mente XIII
bre
ove,
si

alla

fine

1762, Cleaprile a

Clemente Pa-

Civitavecchia, soltanto a'

28 settemin
chiesa,
le

pa, e di

s.

ottobre
stro di

vi

Carlo Borromeo; ai .5 consacr in arcivescovo

rec

a Castel Gandolfo coi

nipoti, portandosi subito

di Atene Gio. Carlo Boschi suo

maedetto

dopo aver orato, osserv

due

camera, ed

ai

i5 di

balaustrate di

marmo, che avea


a'

fatto

mese si restitu in Roma. In questo medesimo anno sulla porta romana, fu collocata la seguente iscrizione
:

eseguire pei presbiterii dei due altari


laterali,

e poscia

26

ottobre, fece

ritorno alla dominante.


Neil'

anno seguente and a


S^^S*^^

Castelnipoti,

lo a'
CLEMEIfS
.

seguendolo
fatto

XIII

PONTIFEX
.

MAXIMVS
.

e siccome

avea

costruire

un

MOLLITO CLIVO AMPLIATA VIA AC STRATA COMMODIORI ACCESSVI CONSVLVIT ANNO DOMINI MDCCLX
. . . .
.

LAXATA

PORTA

ponte coperto, ossia arco,

per dar
ai.

comodo
lati

di passare dalle loro abita-

zioni al palazzo apostolico,

pre-

PONTIFICATVS

SVI

ANNO

IH

maggiordomo, e maestro di camera, si rec a vedere s stabile ed opportuna costruzione. I Cardinali in

.XIII, a'

Correndo l'anno 1761, Clemente 3o maggio, parti per Castello, ove i Cardinali Orsi, Delci decano del sagro Collegio, e Passionei, prima di morire, mandarono a
prendere la pontificia
benedizione,
gli

Roma

intervennero alle pro-

cessioni dell' ottava del

Corpus Do-

minij alle esequie del Cardinal Meril cui maestro di camecondusse dal Papa a partecipargli la morte, e la cappella di s. Gio. Battista. Clemente XIII a Castello,

lini

Paolucci,

ra

si

onde in brarono

Roma
le

colleghi

cele-

consuete

esequie,

non

nella

domenica

fra

l'

ottava di detta

che la cappella di s. Gio. Battista. Nel giorno seguente il Papa toin in Roma, avendo condannato a' i4 giugno col breve Ciim Inter (presso il Guerra t. I, p. 160) dato in detto Castello, r Esposizione della dot(rina cristiana^ stampata a Napoli. Dipoi, a' 28 settembre, ne part, e
giunto nella chiesa di
Castel

con torcia accesa alla processione, che i pp. ri-, formati fecero solennemente, e volendo portare il Santissimo in quella
solennit, intervenne
dell'ottava, alla processione della chie-

sa principale, fece pubblicar l'indul-

genza plenaria da lucrarsi da quelli, che intervenivano alla stessa processione.

Gan-

Fu

>ei

tanto decorosamente pa-

CAS
rata la chiesa, e facendo
la piazza,
il

CAS
giro per
i

169

precedevano
dalla

pp. riformati,

la confraternita del

ss.

Sacramento,
priore

seguita

magistratura,
,

comunale, e luogotenente
di veniva
il

non che

dalle zitelle dotate dal Pontefice. In-

stito de' sagri

Albano veparamenti con candele accese incedendo con piviale il vicapitolo di

Quest'ultimo da Siena mand a prender la benedizione, e il sagro Collegio ne celebr le esequie. Le beneficenze di Clemente XIII per Castel Gandolfo in quella villeggiatura furono il dono d'un nobile ciborio, per conservare la ss. Eucaristia, per r altare di s. Tommaso di Villanova, di due magnifiche portiere,

cario generale, e le

due
gli

dignit,

in piviale
Bufalini

mitra
Il

arcivescovi

maggiordomo, e Boschi mae-

pei due minori tendone per la porta principale, onde nella chiesa fu eretaltari,

due tappeti
e
il

stro di camera.

Papa

sotto

bal-

ta

una

iscrizione,

per celebrare

la

dacchino,
te

le cui aste

alternativamenin piviale, por-

pontificia generosit verso la

mede-

reggevano dodici benefiziati della

sima.

cattedrale di

Albano

tava

il

Venerabile, assistito dai

mon-

signori Boccapaduli e Manassei, cir-

condati
torcie.

da dodici seminaristi con Appresso procedevano con sii

Nel 1764, Clemente XIII si rec Castello a' 25 settembre, e ne parfi a' 26 ottobre. In Roma il sagro Collegio celebr le esequie al defunto Cardinal Imperiali. a
Nell'anno seguente vi ritorn ai
giugno, seguendolo
i
1

mili torcie

Cardinali

Cavalchi ni
e

Rezzonico

Guglielmi,

monsi-

nipoti, e ricona'

gnor Gio.

Battista

altra prelatura.

Rezzonico, con Giunta la processio-

ducendosi alla capitale


di

26 giugno.
il

Nella sua assenza mori

senatore

ne in chiesa

il

Papa

sui

gradini

Roma

Bielke,

dopo aver mandato

esteriori, si volt al popolo, e lo be-

nedi col Santissimo, facendo poi in


chiesa altrettanto dopo le solite orazioni,

a prender l'apostolica benedizione, e i Cardinali intervennero alla processione dell' ottava del Corpus DojHnij
tista.

con che termin la funzione, avendo vegliato al buon ordine i


,

e alla cappella di
Indi, a'

s.

Gio. Bat-

25

settembre, del

me-

cavalleggieri
razze.

gli

svizzeri

le

co-

Nella

sua

permanenza Clecolle sue

mente XIII,
sine,
ni,

oltre le consuete limo-

distribuite

anche

ma-

desimo 1765, Clemente XIII recx>ssi a Castello, rimanendovi per un intero mese ; ma non vi fece piti ritorno ne' seguenti tre anni del suo
pontificato.

per mezzo

dell'

elemosiniere Boc-

capaduli, soccorse specialmente gl'in-

Clemente XIV, Ganganelli,


to nel

elet-

fermi di Castel Gandolfo coi medicinali,

ed
e

altri

aiuti.

Alla chiesa

fe-

da
a'

1769, a' 2 7 settembre parti Roma per la villeggiatura di


ottobre. Nell'anno seguente vi
a'

ce fare gli scalini di


altari,

marmo

ai

tre

Castel Gandolfo, e vi soggiorn sino

don un bel tappeto per

26

cuoprire quei dell' altare principale, facendo ritorno alla dominante ai

i5 giugno 1763. La
dell

villeggiatura

autunno incominci a' 28 settembre, e termin a' 26 ottobre, nel qual tempo morirono Cardii

26 settembre, restituendosi 28 ottobre. Indi, nel 1771, Clemente XIV and a Castello, a' 25 settembre, e vi si trattenne fino a' 28 di ottorn
alla capitale ai

tobre. Nella sua

dimora

fece

cele-

nali Valenti,

Banchieri

e Fcrroni.

brare una solennit, ed accord in-

170

CAS
la

CAS
chiesa parrocchiale, la fece solen-

dulgenza plenaria nella chiosa parrocchiale, per la festa di s. Francesco coir esposizione

del cilicio del


reliquiario

nemente benedire dal maggiordomo, coi nomi de' ss. Tommaso, Benedetto e Nicola.

santo

in

un

bellissimo
,

Ampli,
e

regolarizz, e
le

d'argento dorato
principessa
all'aitar

dal Pontefice
felice

me-

rese piti

amene

comode

pas-

desimo donato. Pel

parto della

seggiate delle cos dette gallerie, ol-

d* Asturias disse messa maggiore, ove, deposta la

stola usuale rossa, ed assunta la bian-

intuon il Te Deiun, e poi bened il popolo, avvenimento che fu


ca,

che dal suo cognome , Ganganelli. Nel palazzo apostolico fece vari bonificamenti ed orn alcune camere presso la
tre la strada

chiamasi

galleria,

una

delle quali per tratte-

festeggiato

con

illuminazioni

dello

facciate della chiesa

del del

palazzo

nimento fu graziosamente dipinta con cose relative alle opere eseguite


nel di lui pontificato.

apostolico, della piazza,

borgo,
artifl-

La

villa

del

dall'

incendio

di

fuocl

Cardinal Camillo Cibo,


gi

frequentata
deliziosissi-

ziali.

da Benedetto XIV,
ricca di

La

villeggiatura dell'

anno 1772

ma,

marmi

di

Carrara, di

dur dai 2 1 settembre a'28 di ottobre; e quella del 1773 fu dai 21 settembre ai 28 di ottobre, come nell'anno precedente.

statue e di belle decorazioni, essen-

do divenuta eredit del duca di Modena , fu acquistata da Clemente XIV, in uno al contiguo palazzetto,
per la

XIV

Varie beneficenze fece Clemente a Castel Gandolfo, e per dire


,

somma

di scudi diciottomila

onde per tante benemerenze, nel


cortile del palazzo pontificio, fu eret^

delle principali

avendo

fatta

fon-

dere una campana per servigio del-

ta

r iscrizione seguente
.

CLEMENS XIV PONTIFEX MAXIMVS COMMQDIOREM PONTIFICIAM IIYSTICAT^OWE!*! HAS AEDES NOVA ACCESSIONE AVXIT PROXIMAM VJLLAM HORTOSQVE AMOENISSIMOS COMPARAVIT PER MOIVTIS CLIVVM tENlOREM VIAM APERVIT ANNO MDCCLXXIV PONllFICATVS SVI QVINTO
.

AD

II

sommo

Pontefice

Pio

VI

si

osservarne
rie

lavori.

Tutta volta

in

asleune dal recarsi a Castel Gandolfo,

Castel Gandolfo
,

lasci

dappoich essendo impegnato nel prosciugamento delle paludi Pontine, andava ogni anno a Terracina , per

come
:

rilevasi

due memoda queste due

iscrizioni

rn

SEXTl

IIYPOGAEVM

PONT MAX AN XXH MARINVS CARAFFA PRAEF S P A CVM ARA ET OMNI CVLTV FAC CVR OPPIDANORVM GANDVLPHl^SIVM CINERIBVS REVICTVRIS COEMETERIVM
.

L'altra col solo suo


sulle

nome

esiste

due

porte

laterali

dell' aitar

PIVS

SEXTVS

maggiore della chiesa, allorch la sagrestia, consumata da un incendio , fu per suo ordine repristinata.

Inoltre

il

magnanimo
il

Pontefice

volle preservare

palazzo apostolica,

CAS
e
in
la detta

CAS
che

171

chiesa,

prima

era

bersaglio de fulmini,

col far porre


i

18 14, Pio VII gloriosamente a Roma, ne part per


Restituito,

nel

ambedue

luoghi

conduttori

la villeggiatura a'

ottobre, scortato

elettrici.

Ma

il

palazzo, nel declinar

dalle

del

secolo

decorso,

soggiacque agli

che posero a soqqua, dro lo stato Pontificio, giacche invaso dai repubblicani francesi, ed occupata Roma da essi, furono con-

avvenimenti

che in quel giorno ripresero l'antico servizio, ed incontrato dalla regina d' Etruria

guardie nobili,

Maria Luisa
ai

di

reali

suoi

figli

attuai duca di

Lorbone, insieme Carlo Ludovico Lucca, e Maria Luisa


1'

fiscati

sequestrati
1

tutti

palazzi

Carlotta principessa di Sassonia, entr


della

79B, insieme a questo di Castel Gandolfo, come fosse propontifcii, nel

in

chiesa, e v' intuon

inno
lau-

riconoscenza

Te Deum
visitato

priet della repubblica francese.

Ma
una
con

avendo

gli abitanti,

per attaccameneffetti

to alla Santa Sede voluto difendersi,

da Carlo Emmanuele IV re di Sardegna, e fece ritorno alla dominante a' 29


Quivi fu
ottobre.

damus.

provarono
saccheggi
e

terribili

d'

forza senza paragone maggiore,

Nell'anno seguente la villeggiatura


di Castel

VII , bench eletto nel 1800, soltanto a* 3 ottobi-e i8o3, aifme di sollevarsi alquanto
Pio
dalle gravi cure del pontificato, an-

con uccisioni. Chiaramonti j

settembre
tobre.

Gandolfo incominci a' 18 e termin a' So di ot-

Nell'anno 18 16, dal giorno

al

d a

Castel Gandolfo, e vi
a'

si

trat-

tenne fino

29

dello

stesso mese.
il

Pio VII risiedette a Castel Gandolfo: vi torn il primo di ottobre rimanendovi sino ai 27.
21

maggio.

Appena
smont

arrivato, giusta
alla

costume,

Vi

ricevette
gli

Carlo

IV
l'

re

di Spa-

chiesa,

e,

passato nel

gna, che

present

infante

don

palazzo apostolico, dalla loggia comparti la sua benedizione.


lazzo dallo stesso
fatto

Quel paPio VII era stato restaurare e ammobigliare, affine


fatale

Francesco di Paola suo figlio, il quale partiva per Madrid; ed a' i3 ottobre si port a Galloro, ove nella chiesa dei Vallombrosani , data, ad
istanza
di

di riparare ai guasti e allo spoglio ac-

Genzano e

della Riccia,

caduto nella

epoca suaccennata. Indi ritorn Pio VII a Castel Gandolfo, nel i8o4 a' 9 ottobre,
visitato dall'arciduchessa

ove fu

Main

rianna d'Austria,

e a'

27 torn

Roma. La
a'

villeggiatura dell'ottobre

i8o5 fu di 27 giorni, cio dai 2 29 detto; nel 1806 non and a


essendo
stato
le

Castello
stanti

circostanze

de' tempi

a Parigi, e nep-

coron la b. Vergine che ivi si venera, e che era stata gi coronata nel 1726 dal capitolo vaticano, perch, nel 1799, le era In stata rapita la corona d' oro. questo anno Pio VII fece collocare nella galleria dell'appartamento pontificio un' esatta meridiana, lunga palmi trenta, con lastre di marmo
ai gesuiti,

bianco,

pure
a'

negli anni

luglio

dai francesi

1807 e 1808, finche 1809, '^^i^"^ deportato imperiali, che avendo

invaso lo stato pontificio, ne fecero

provare
stel

le conseguenze anche a CaGandolfo.

le quali hanno nel mezzo una lista di metallo, e sulla medesima sono incisi i segni del zodiaco, e i mesi. I due termini estremi della pasqua sono sotto il d 22 marzo 18 18, e l'altro sotto il d 25 aprile nel 1886. Inoltre nel me-

172

CAS
fece l'istaurare
tesse eflbttuarlo,

CAS
avendo regnato solo
il

dcsimo anno Pio VII


di

la cappelletta esistente nella galleria

venti mesi, pure


lico,

palazzo

aposto-

sotto,

cio della strada arborata

e la detta chiesa, vennero rislau-

tra

Castello

ed

Albano,

chiesetta

dedicata alla b. Vergine.

e corredati di quegli addobbi, mobiglie, suppellettili, e masserizie


rati,

Finalmente V ultima volta che Pio VII fu a Castel Gandolfo, da


lui

di cui
lito
il

mancava.
risarciti

Fu
i

inoltre ristabi-

giardino, divenuto

bosco

in tante guise beneficato, fu nel


a*

vennero

conduttori

delle

1817, recando visi


rono
ste,

12

maggio.
e
le

Calcinali nella sua assenza celebrain

acque, che eransi quasi disperse. Quindi assunto al pontificato

il

Roma
ss.

vesperi

cap-

pelle dell'Ascensione, della Penteco-

della

Trinit, di

s.

Filippo,

regnante Gregorio XVI, dal i83i in poi, si recato ogni anno a Castel Gandolfo, lasciandovi ogni volta mo-

ed intervennero alle processioni dell'ottava del Corpus Domini. Per quella della festa il Papa and a

numenti e contrassegni di beneficenza. Accrebbe le masserizie del palazzo apostolico, fece operare un generale ristauro di esso con importanti

Roma
lica

il

marted, e ripart
la

il

vener-

d, celebrando
vaticana

messa nella basila


il

Pietro

per Paolo

f^sta

de' santi

miglioramenti , e la galleria che conduce ad Albano fu ridotta da


lui in

Cardinal Mattei

modo

di

divenire

comoda e
chiesa prin-

decano del sagro Collegio. Fece ritorno il Pontefice alla dominante il d primo luglio. A Castel Gandolfo nella mattina dell'Ascensione avea celebrato messa nella chiesa principale, e dalla loggia del palazzo apostolico

deliziosa passeggiata.

La

con triregno in capo, e sotto


assistito

baldacchino,
prelatura ,

dai Cardinali
la solenne

Di Pietro e Consalvi, e da molta


-

compart

be-

nedizione propria di questo giorno.

Da

questa stessa residenza di Castel


in

venne abbondantemente fornita di sagri arredi, e di quanto occorre pel decoro del divin culto, e mentre lo stesso Pontefice dimorava in Castello, fu consacrata dal Cardinal Falzacappa vescovo d' Albano, nell'ottobre i834. Da ultimo per opera del prelodato Pontefice venne abbellita la villa Cibo , si oper un riallacciamento con alle sorgenti sotto Palazzolo,
cipale in diversi tempi

Gandolfo, a' 1 2 giugno, sped Litterce


aposlolicce

ispurgo dei conduttori,


bilite le

forma
et

brevis

ad

ar-

furono stadenominazioni delle strade,


le case, ripulito
il

chiepiscopos 3

capitulos

Eccles.

numerate
rizzato

e regola-

vacantium
dioecesium

_,

super dismemhratione regni Galliarum^ senza


fece villeggiatura
1

tutto

paese,

operandosi

ora la formazione d' un campo san-

mentovar le altre. Leone XII nou

a Castel Gandolfo, e solo a' 2 bre 1824 andando a pranzo


puccini d'Albano,
chiale.
si

otto-

non che la livellazione dello stradone, che dalla galleria inferiore conduce alla strada verso Marino. La
to,

ai

cap-

livellazione

della

galleria

superiore
riformati

rec prima a quedi lui successore


il

dal convento

dei religiosi

sto Castello a visitare la chiesa parroc-

sino alla porta urbana, venne egre-

Ma

avendo

il

Pio Vili,

C^j^/gZ/ornV, esternato

de-

giamente compita; laonde nella detta porta, egualmente abbellita, fu


eretta la seguente iscrizione:

siderio di recarvisi, sebbene

non po-

CAS
GREGORiyS
.

CAS
.

173

PORTA

ET

CVRANTE

ANNO X SAC PRINCIP RESTlTVTIS LEVATO MVRIS AC MVNITO CLIVO COMMODITATI PYBLICAE PROSPEXIT DE MAXIMIS XAV PRAEF FRANC DOM PONT
XVI
POTJT
.

MAX

Lo
di

Stesso Pontefice

Castel

benemerito Gandolfo anche per le


pubblica beneficenza.
,

essendo solito egli


tobre, in
luglio,

recarvisi nell'ota'

detto anno vi and


sino
a'

16
set-

istituzioni

di

e vi rimase

16

A nominare le principali diremo che volle istituita nella chiesa arcipretale una cappellani a, con nomina del maggiordomo pr tempore, ad un sacerdote per aiuto del parroco nella cura delle anime. Ordin l'attivazione
dell'istituto

tembre, solo

partendo verso

Roma

per la cappella, e per la benedizione dell' Assunta ; laonde il sagro

di

carit

se-

condo

le

regole

di

s.

Vincenzo
,

de
e
dii

Paolis, presieduto dall' arciprete

da una
stinte

delle

donne pi pie e
per soccorrere
infermi.
di

del

paese,

poveri,

specialmente

Conscudi

cesse quattro doti annuali

venti l'una per quelle donzelle del

luogo, che costume, e


trina

distinguonsi
nell'

nel

buon

cristiana,

apprendere la doted attualmente, con

ha luogo in cappela quella della nativit di Maria Vergine. In detta dimora Gregorio XVI a' 18 agosto eman il breve Ubi primum magno, col quale commise in suo nome al Cardinale Lambruschini di consacrare la basilica di s. Maria degli Angeli presso Assisi; e poi nel settembre spedi l'epistola enciclica Notimi vobisj colla quale eccit la piet dei fedeli a vieppi concorrere con limosine alla benemerita Societ della propagazione della fede, istituiCollegio, e chi
la assisterono

tripudio della popolazione,


lazzetto della
lito

nel paCibo, ha stabiuna casa pei tanto utili e benevilla

ta in Lione.

meriti religiosi delle scuole cristiane

per

l'

educazione
,

e istruzione della

Nel territorio di Castel Gandolfo sono la chiesa, e il convento de' reil ligiosi riformati di s. Francesco cui locale fu acquistato nel 16 19
vi
,

gioventi

possesso a' 18 luglio

avendone ad essi dato il 1841 il summentovato maggiordomo. Dai Diarii di Roma, per la magparte
nell'odierno
pontificato

colle pie elargizioni dei

terrazzani

coli'

obbligo di
in
apostolica,
il

un annuo canone
favore
della

di scudi dieci

cala

mera

per

edificarvi

gior

chiesa, e

da noi compilati per ci, che riguarda le villeggiature ivi fatte dal Papa regnante, sono riportate le feste, e tutto altro che sia relativo al
soggiorno
di
lui

convento pei detti religiosi, mentre era custode di essi il Paolo V, p. Cipriano di Ponzano.

come superiormente dicemmo, con


solennit benedi la prima che vi gett d. Francesco Peretti, abbate di Chiaravalle, poi

grande

in

questo
la

luogo.

pietra,

Da
si s.

ultimo, a'

6 settembre del 1840,


festa di

celebr solennemente

Cardinale,
vi fabbric

il
il

quale a proprie

spese

Sebastiano martire protettore

di
il

coro, e la stessa chie-

Castel Gandolfo, nel

qua! giorno
del

Pontefice

dalla
colle

loggia

palazzo

Assisi, e alla

compart
l'apostolica

consuete

cerimonie

a s. Francesco di immacolata Concezione di Maria Vergine, venendo posa

dedicandola

benedizione, dappoich,

scia

consacrata

nel

pontificato

di

CAS 174 Urlano Vili a' 4 settembre iG32. Tanto la chiesa che il convento in
tlivei-se

CAS
L' incantevole vista di questo luogo posto su di un colle, che gode

epoche provarono
de'

gli

efTetli

del soggiorno

Sommi
i

Pontefici

nel vicino castello,

quali

non

solo

l'onorarono di loro presenza nel visitar la chiesa, la li3reria

del conla

una estesa veduta sulla campagna romana, e su quel tratto di mare, che dal promontorio Circeo giunge ai monti della Tolfa, cotanto piacque ad un Cardinale, che,
di

vento, e in celebrarvi

pi volte
talvolta

siccome

messa, ed

intervenire

alla

processione del Corpus Domni,

ma

furono larghi
cenze;
e,

per non dire di tutte,

con diverse benefiBedal pit-

raccontano i castellani , esclam Oh quanto vi starebbe !>e7ie qui una casa! Il che uditosi da im suo ben affetto, sollecitamen:

nedetto
tore

XIV

fece eseguire
il

Milani

quadro

dell'altare
l'altare

una discreta casa per villeggiarvi, avendo altrettanto fatto il Cardinal Altemps colla villa
te vi fece costruire

maggiore, decor di
privilegiato

marmi
nel

Mondragone

medesimo dichiarandolo
petuo, facendo pur

1747

quotidianamente in perornare di metalli dorati il ciborio, e rinnovare il pavimento della chiesa. Dipoi, pel

di Frascati , dopo che Gregorio XIII in quel sito fece una eguale esclamazione. In progresso di tempo tal delizioso soggiorno divenne propriet della principesca fa-

miglia Giustiniani, e di poi del du-

medesimo altare Clemente XIII don un nobile baldacchino per esporvi


il

ca di Bracciano d. Giovanni Torlo-

ss.

Sacramento.

Nel medesimo castello e suo ternon mancarono nobili e particolari di fabbricarvi casamenti , e piccoli palazzi per diporto nelle stagioni di primavera ed autunno. Ed perci, che le principesche case
ritorio

Orsini

Caetani
vi

Boncompagno ed
edifizii
il

Albani
degli

hanno

luoghi

quale vi oper molte comoper passarvi la primavera e l'autunno. Siccome d'animo grande, osservando, che la via per la quale i Papi si conducono a Castel Gandolfo in alcuni punti alquanto ripida , immagin e condusse a fine una comoda strada non solo per proprio uso, ma eziandio per quello de' sovrani Pontefici allorquando fosnia,
il

dit

di villeggiatura, sebbene

palazzine

se loro piaciuto profittarne; strada,

per disposizione del Cardinal Giuseppe, sia divenuto propriet del palazzo apostolico.

Albani,

Ma

il

luogo, che merita special menzione,

che dal sito detto de' due santi, percorrendo gli estesi pascolari di Magiunge rino e di Castel Gandolfo fino alla sommit del colle. Per ren,

quello di propriet del commendatore d. Carlo Torlonia, poco distante dal giardino pontifcio.

derla vieppi piacevole, fiancheggiata

Di quenodis-

venne da passando
1829,
to
figlio.

spessi alberi
il

di

olmo.

Ma

duca a miglior vita nel


luogo per lega-

sto luogo, che per ricchezza, elegan-

lasci questo

za ed amenit,
bili

una

delle pi

al suddetto

commendatore suo
distinguendosi-,

e pi belle villeggiature dei din-

Questi

come
filiale,

torni,

crediamo di non poterci


dal fare

gl'illustri

fratelli,

per

amor

pensare

un

parziale cenno,

in

memoria
s

del genitore,
volle

che
,

gli

anche in considerazione ch* stato due


volte onorato della sovrana presen-

era

caro

migliorarlo
e,

ed

ampliarlo splendidamente;

senza

za del regnante Pontefice.

badare a spesa, divis di nobilitare

, ,

CAS
il

casino, e

di
\illa.

formarvi

d'intorno
dell'

sepolcrale eretto dall' architetto


triano, per
l'

un'

amena

17^ Deimperatore Publio Ela

CAS

Pertanto
tetto

coli'

opera

archi-

lio

Adriano,e per

sua

famiglia

mura, fece eseguire nel prospetto un portico con colonne d' ordine dorico sormontandolo con ornamento joni-

Raimondi, rassodate

le

Elia, sulla riva del Tevere, insieme

co

in pilastri

a ridosso del

muro,

ponte Elio, ora ponte s. questo castello, dopo servito alle famose fazioni, gitarono Roma in epoche
al

Angelo.
di

Ma

aver

che adiverse,

e con suo timpano, ove fa bella mostra un basso rilievo, invenzione Thorwaldsen del celebre pittore rappresentante Apollo, che suona la cetra in mezzo ai pastori. Neil' ine rese

e per
cipi,
ivi

le

quali Papi, Cardinali, prin-

guerrieri, e grandi

personaggi

imprigionati vi perdettero misela vita

terno del casino riform ogni parte, principalmente magnifico il

a cura de' sovra, divenne una fortezza regolare, quale si vede al presente,

ramente
ni

Pontefici

affidata alla custodia del

castellano
fortifi-

pian terreno con colonne di marmo, mosaici, stucchi, dorature e pitture


eseguite
Paoletti,
tori

(Vedi)^ e con quelle opere e


cazioni
principii artistici de'tempi.

richieste secondo l'uso

da Coghetti, da Capalti, da e da Gagliardi, essendo auornati

Non man-

degli

Scarabellotto
artisti
.

Nebbia
i-abile

tutti

valenti

Mi,

la sala
al

tutta

di

marmo

che conduce

secondo piano nella elegante cappella decorata di otto colonne canalate, e secondo i monotempietti
degli antichi,

poteri

menaltri

tre nella decorazione

di scomparti-

mento

di stucchi
,

dorature e

ornamenti
il

ricorda la maniera del

carono inoltre di farlo adornare, dove non poterono restituirlo al primiero lustro. Ma dell' antica sua magnificenza, e de' principali avvenimenti cui and soggetto, andiamo ora compendiosamente a porgerne una descrizione a seconda delle epoche cronologiche, e con quanto d pi interessante pu riguardarlo. Dalle storie delle guerre dei goti, di Procopio principalmente, abbia-

cinquecento.

Finalmente superando
proprietario

mo

adunque
belli

la

descrizione

d'

uno

generoso

ogni

osta-

de' pi

monumenti

dell' anti-

colo , che la localit presentava a motivo del suolo di lava vulcanica, recinse uno spazio di terreno, e ne fece deliziosa villa, la quale sempre

chit, quale si fu la

mole Adriana,
dall'

che prese Adriano,

pi

si

arricchisce
i

piante, e di fiori

per pi

lui

di

rare

imperatore per emulare il mausoleo d' Augusto, che torreggiava sulla sponda sinistra del Teveil il

nome

quale

scelti,

riscuo*

re,

la fece erigere

sulla

destra

tendo da tutti ammirazione pel suo gusto , con che da soggiorno campestre Iha resa luogo di vera delizia,

questo fiume, ne' primordi del secolo secondo,


orti

suU' area
e

de' famigerati

di

Domizia,

in

prossimit

CASTEL SANT^ ANGELO


strimi
di
s.

(Cacitt

del circo Adriano, acci servisse di

Angeli). Forte della


,

tomba per
ti.

Roma

chiamato

anticamente

na,

Mausoleo di Adriano, o Mole AdriaMoles Hadrani, ed anche CaTurris Crescen-

se, e pe' suoi discendenrisparmi cosa alcuna affinch tutto corrispondesse al grandioso concetto, all' intelligenza, ed al

Non

si

stello di Crescenzio,
tii.

gusto di quel
di

Fu

cosi ridotto dal

monumento

monarca filosofo. Su un ampio quadrato, formato di

176

CAS

CAS
decorato di pilastri e di 'nicchie con istatue corrispondenti a quelle del

grandi massi di pietra indgena, sorgeva la rotonda mole, della quale, sebbene assai diminuita, tuttora

primo ordine. Quando l'imperatore


Aureliano, che fu esaltato all'impe-

imponente l'aspetto di quell'avanzo, che ora serve di maschio al CastelDirimpetto al ponte eravi la porta principale di bronzo situata in mezzo del fianco, che riguardava la citt, donde per una comoda via costruita a spirale si ascendeva alla cima per molti grandi scagliolo.

ro ncir anno
cio

270

dell'

era cristiana,

ni,

e sulla cui

sommit

vuoisi

fos-

se collocata la bella pigna di bron-

zo dorato, poi trasportata nel giardino vaticano, bench alcuno pretenda che vi fosse un carro trionflle

i32 anni dopo la morte di Adriano ivi sepolto, chiuse il campo di Marte, come avea fatto della citt con recinto di mura, il mausoleo d' Adriano trovandovisi compreso divenne naturalmente una specie di cittadella, ed anche verso il tempo dell' imperatore Onorio che fior nell'anno 895, allorch per prevenire le incursioni de' barbari, volle risarcire le

colla statua dell'imperatore.

Il

ma, ssendo gi
e
spogliato
si

il

mura di Romausoleo guasto


pi pregevoli

Marangoni, Delle cose gentilesche e profane trasportate ad uso delle chiese, cap. LXIX, dice, che in detta pigna probabilmente furono collocate le ceneri di Adriano, e che poi, l'anno 49^> Papas. Simmaco la trasport per ornamento all' atrio della basilica vaticana
la
;

de' suoi

ornamenti,

riconobbe atto ad uso di cittadella, per le sue doppie e fortissime muraglie. Quindi i romani, nella

prima guerra
del

gotica, vi

si

rinchiusero in difesa, allorch quei


selvaggi

settentrione

capitanati

indi nel-

dal re Alarico, entrarono in


ai

Roma

sua riedificazione fu trasferita al menzionato contiguo giardino, ove

24
il

no

agosto del 4^9, ed assediaromausoleo dopo aver sacchegla


citt.
i

si

vede fra due pavoni di bronzo. Tutte le decorazioni esterne erano

giata

Ed
che

essendo
vi si

ro-

mani

di

marmo
i

parlo, fregiate di festoni,

e sugli ornati della base poggiava-

no
e

pilastri all'intorno
le

del cerchio,
si

erano fortificati, sprovisti di armi e mezzi valevoli a respingerli, presero il riprovevole e fatale partito di rome
greci,

non

colonne, che da alcuni


perite

pere e lanciare contro


le

goti

tutte

sostenne essere quelle


basilica di

nella

s. Paolo. Molte statue di gian pregio abbellivano la sommit, posando nel supremo cornicione gruppi di scultura, mentre cavalli di bronzo si vedevano nei quattro angoli del quadrato. Per sembra la pi comune opinione, che l' esteriore ornato fosse di due ordini di architetturajil primo dei quali inferio-

opere e statue rimaste, per cui il nemico rest talmente oppresso, che
Altri dicono,

fu costretto

ad abbandonare Roma. che da Paolo, capitastato

no

della cavalleria greca, sia

usato tal fatale mezzo di difesa contro Totila


;

e altri dicono essere ci

stato allorch

Vitige
gli stessi
i

prese
greci e

Roma.
roma-

Certo

che

ni di Belisario,

goti ed altri bari

re decorato di quarantotto colonne, che formavano un portico circolare, altrettante essendo vene sopra il cornicione. Il secondo ordine veniva

bari ne accrebbero
tale rovina del

monumento,
tanti

l'offendessero o sia
sero.

danni colla tosia che che il difendesstimabili

Cosi perirono

CAS
oggetti d'arte,

CAS
giudicai^e

177
di

potendosi

restaurare

le

mura
il

Roma,

vi

del loro merito dal


te di

Fauno dormienche ne faceva

comprendesse

squisito lavoro,
il

parte,
si

quale rinvenutosi fra diververso il i63o nel pontiUrbano Vili, Barberini^

rottami

mausoleo, il quale sino al secolo port anche il nome di Carcere di Teodorico, perch quel principe vi teneva un pre-

ficato di

sidio.

e da lui donato alla

sua famiglia
preziosi

forma
oggetti
viera.

oggi
del

uno dei pi museo del re


tempo
in

di

Bapochi
so-

Da
avanzi

quel
del

poi

monumento

andarono

sempre

deteriorando,

disputati

Ravenna, ed altri l'occuparono successivamente, proseguendo sempre pi a rovinarlo; e sebbene l'origine della sovranit de' Papi incominciasse in Roma e sue dipendenze, nel pontificato di s. Gregorio II, verso l'anGli esarchi di
in

seguito

vente dai diversi partiti, che signo-

no 780,
fondasse

e
la

s.

reggiavano
insigne

Roma,

cosicch

di

si
il

citt

Leone IV, nell'848, Leonina (Ved)^

sepolcro

non rimane che


corpo,

misero avanzo del

torre

rotonda, scemata in gran parte nella

sua sommit, sopra la quale, dopo che i romani Pontefici esercitarono


la

loro piena

sovranit

in

Roma,

cangiandone il destino, fecero aggiungere quelle costruzioni, che veggiamo a guisa di fortezza, e che fino dal santo Pontefice Gregorio I
acquistarono
il

confinante col castello mediante il borgo ( Fedi ) tutta volta la mole Adriana, o Castel s. Angelo, fu dominata dalla fazione prevalente, e dai potenti loro capi. Di fatti sotto, il Pontefice Giovanni X , la famosa Marozia nobile romana, avvenente quanto possente, nella sua vedovanza giunse l' anno 925 ad impadronirsi di Castel s. Angelo, ed a rendersi cosi
,

nome

di

Castello,

arbitra di
in

Roma,
il

sino a far perire

siccome acquistarono quello di sant'Angelo pel seguente avvenimento.


Afflitta

prigione

Papa.
,

Rimaritatasi

con

Ugo

re

d' Italia

mentre un
l'acqua sulle

Roma
il

nel 593,
sare
il

da una pestilenza, detto Papa, per far cesrec processionalPietro,

giorno versava ad

Ugo

mani Alberico
rito di

figho del

primo ma-

flagello, si
s.

Marozia, per avergliene ver-

mente a
divina

ad implorare
e

la

sata in troppa copia ne ricevette


schiaffo.

uno

misericordia,

giunto sul

Irritato Alberico dell'affronai

ponte s. Angelo, vide apparire nel pi alto della mole Adriana un Angelo, in atto di rimettere la spada
nel fodero, per dimostrare
il

to

fece osservare

romani , che
cos

se

quel

principe

trattava

un

termi-

ne del morbo, e placata

l'ira divina,

come

di

fatto

segu.

In memoria
del

pertanto della miracolosa apparizione,


fu poi eretta nella
soleo

avrebbe sovra essi tiranneggiato. Tanto bast perch i romani, stanchi della prepotenza d'una donna, prendessero le armi con tal prontezza che non avendo
suo pari, molto pi
,

sommit

mau-

potuto

Ugo

porsi in difesa,

si

salv

prima una cappella, e nell'estremit un Angelo in atto di riporre


spada nel fodero, come in seguito si dir. Questo castello fu anche detto Carcere di Teodorico^ perocch
la
si

colla fuga facendosi calate

con una

fune da Castel
denza.

s.
i

Allora

ribelli

Angelo sua resiromani, in-

vece di restituire al Pontefice Giovanni XI il dominio della citt, dicliiararono


loro

vuole

che

il

re

Teodorico

nel

principe

Alberico

voi. X.

12

478

CAS
fine di

CAS
marao 978, per opera prins'

ed imprigionarono il Papa e Marozia nel 933, morendo Giovanni XI nella sua carcere di Castel s. Angelo, nel principio di gennaio
C)3Cy.

cipalmente di Francone, scelleratis-

simo diacono, che


tificato

intruse nel pon-

col

nome

di Bonifacio VII.

Assunto

al

ponlilicato,

nell'

an-

Ma

questi per castigo divino, aven-

no 965, Giovanni

XIII, incorse Te-

dio della nobilt romana, per cui sacrilegamente fu posto in ceppi nel
Castel
s.

Angelo dalla fazione, che

do imprigionato e fatto morire di fame e col veleno, nel giugno del 975, nel medesimo castello, il Papa Giovanni XIV, cess di vivere all'

dirigeva Rotfredo prefetto di

Roma.

Partendo per
I
,

nel

966

imperatore Ottone alla volta di questa


1'

una crudele
de'

improvviso, facendosi del suo corpo carneficina per opera

citt, restitu alla


al

sede

il

Pontefice,
ritirarsi

quale
,

era riuscito

di

medesimi suoi seguaci. Continuando Crescenzio a dominare Roma col governo di Castel
s.

Capua
rati

e dodici de' primari congiualla forca,

Angelo,

il

Pontefice Giovanni

XV,

furono appesi

menven-

detto

XVI,

travagliato da lui gran-

tre le ossa del defonto Roffredo

nero ignominiosamente tratte dalla tomba. Continuando l'anarchia, che


in

mezzo

alle

fazioni desol

Roma

e l'Italia, massime nel declinar delCrescenzio o secolo X, l' infelice

demente, si trov costretto a ricovrarsi in Toscana, invocando, nel 985, l'aiuto di Ottone III imperatore ; locch saputo da Crescenzio e dai suoi faziosi, per timore richiamaro-

no

il

Papa

in

Roma.

Gli successe

Cencio Numentano,
torit

si

usurp

l'

au-

suprema

col titolo di console,

Gregorio V, nel 996, il quale coron in Roma il suo parente Ottone III.

occup il Castel s. Angelo, lo fortific ad uso di rocca, e da essa comsecondo il dibatteva o sosteneva
,
,

Ma tornato
scenzio, nel
il

questi in
,

Germania, Cree

997 buon Pontefice


,

cacci dalla citt


,

ne' principii
gli sosti-

verso

partito,

Pontefici,

per

cui

di

maggio scismaticamente
che prese
il

quel sepolcro di Adriano, che,

come

tu Filagato

nome

di

chiamato pure Carcere di TeodoricOj ed anche Casa di TeodorcOj prese il nome di Ca-

dicemmo,

fu

Giovanni XVII. Allora l'imperatore raggiunse il legittimo Gregorio V in Pavia, e con un esercito il condusse in
volarsi,

strimi
scentii i

Crescentii

Castellimi

Crealcun
pre-

Roma. Ma
i

allorch l'anti-

nome che
di

conserv
alla

papa, uscito dal castello, cercava insoldati

tempo promiscuamente
nazione
valse,
s.
l'

denomi-

imperiali

lo
lo

rag-

Teodorico
il

finch

riprese

nome

di Castel

Nel 972, per morte delimperatore Ottone li, 1' Italia si

Angelo.

mutilarono e postolo sopra un asino a ritroso il condussero per la citt, ove mor poco dopo. Crescenzio si chiugiunsero
,

e barbaramente

ribell,

come

fece

Roma,
la

affine di

ricuperare
il

l'antica libert,
eccitar

essendo
il

primo ad

rivolta

detto Crescenzio, o Cencio cittadino

porre

romano, ch'ebbe inoltre l'ardire di Papa Benedetto VI nella il


di

ostinatamenimperatore prima ve lo assedi, circondando all' intorno il castello con macchine altissime di abeti (il che certamente fu danse nel castello, e quivi
si

te

difese,

ma

l'

noso
falsa

all'edifcio), e

servendosi di

una
suo

prigione

Castel

s.

Angelo, ove

capitolazione,
il

l'ebbe

in

miseramente

mor

strangolato alla

potere e

fece decapitare nel

mar-

CAS
70 del 998,

CAS
s.

179

mentre dodici del suo


merli di
di

partito furono impiccati ai

questo

forte.

Stefania,

vedova
si

Enrico IV , nel 1084, per la terza volta pose assedio a Roma, ed avendo corrotti alAngelo.

Quindi

Crescenzio, fa esposta ai pubblici oltraggi, di

cuni romani
seco l'altro

finalmente

gli

riusc

che vuoisi, che


cui
si

vendi-

entrarvi ai 22

casse

col veleno,

attribuisce

conducendo antipapa Clemente IIIj


,

marzo

l'immatura morte dell'imperatore. In fatti mentre questi si credeva sicuro in Roma, i romani gli uccisero gran parte de' suoi soldati, e l'assediarono nel looi in Campidoglio, e quando con nuovo esercito volemor ai 28 gennaio va vendicarsi J002, e fu sepolto nel portico della
,

Pietro.

che fece intronizzar nella sedia di san Dal palazzo lateranense san Gregorio VII si ritir per sua sicurezza in Castel s. Angelo, ove Enrico

IV

strettamente l'assedi, finche

recatosi a

Roma

il

duce de' norman-

ni R^oberto Guiscardo, pose in fuga

basilica

vaticana.

r inimico, e liber il legittimo Papa, che fece ritorno al patriarchio lateranense.

dro

nel 1061 Papa AlessanEnrico IV re de' romani in opposizione dichiar antipapa Cadaloo col nome di Onorio II, il quale coU'aiuto delle sue truppe nel 1062

Eletto
II,

Morto

s.

Giegorio VII, ed eletto


il

in successore

virtuoso Vittore
le vertenze,

III,

non perci cessarono


zi

an-

l'antipapa era venuto in possesso


di

si

rec

in

Roma

per

mettersi

in

di vari luoghi forti

Roma, comgli altri


il

possesso della pseudo-dignit, occu-

preso
in

il

Pantheon, essendo
di

Leonina e il Vaticano, Ma i romani, co' validi aiuti di Goffredo duca di Toscana poco manc che non facessero prigione

pando

la

citt

potere
s.

Vittore

III

come

Castel

Angelo, e l'adiacente citt

Leonina. Nel giorno precedente alla festa di s. Pietro, le due fazioni ven-

l'antipapa, se Cencio, figlio del prefetto di colle sue


ficolt,

nero
le

alle
i

mani, occupando

gli

scis-

Roma
noi

e di parte imperiale,
dif-

matici

dintorni del Vaticano.

Ma

squadre, e non senza

conduceva in salvo nel Angelo ov' egli comandava. Quivi fu per strettamente assediato, e nel timore di perire, somCastel
s.
,

truppe Pontifcie, sostenendosi nel Castel s. Angelo, e nell'infedeli

terno

della

basilica

di

s.

Pietro,

non
i

riusc all'antipapa di celebrarvi

pontificali nel d della festa.


il

Tuta

ministr trecento

libbre
esser

d'

argento

tavia in progresso in potere

Castello cadde
,

per fuggire

dopo

stato

due

de' nemici

recatosi
II

anni prigione nel castello.

In Alesle diffe-

Roma
1090,
gipani
,

il

Pontefice

Urbano

nel

sandro
renze

Il

non terminarono
s.

si

rifugi in casa di Gio.

Franteneva
il

della Chiesa con Enrico IV,

giacche Ferrucchio

che anzi col successore VII divennero maggiori


vestiture
ecclesiastiche.

Gregorio
le

per
Il

in-

terano,

per l'antipapa Clemente III, e Castel s. Angelo.


poi consegn al legittimo
questi
di

Ladi

Ma

suddetto

Pontefice

Cencio non
di

manc
il

sotto questo

Papa
il

mostrare

suo mal talento, ac-

due luoghi per certa somma danaro, che Goffredo abbate vinsomministr ad Urbano IT. i Ponli,

cresciuto dagli

impedimenti, che

docinense, appositamente recatosi in

Pontefice poneva all'esazione dell' ingiusto tributo da Ini imposto a


quelli
,

Roma
tefici

Negli scismi insorti contro

che

trapassassero

il

ponte

Gelasio

ed Alessandro IH,

8
il

CAS
s.
,

CAS
umore
del

Castello

Angelo soggiacque a
ora
in

sagro

Collegio,

compoera-

varie vicende
legittimo

possesso del
degli anti-

sto di quasi tutti francesi, che

Papa, ed ora

papi, ed il Cardinal Breckspeare, che n'era prefetto sotto Alessandro III, vi salv i Cardinali della
di
lui

ubbidienza,

contro

furori

no bramosi di far ritorno in Francia, e macchinavano di sacrilegamente deporlo. 1 congiurati poterono impadronirsi del Castel s. Angelo di cui era custode un comandante fran,

dell'antipapa Vittore.
Stabilitasi dipoi, nell'anno

cese,

e traendo

al loro

partito

il

i3o5

Clemente V, la residenza pongovernando in Avignone , Papi la citt di Roma per mezzo dei loro vicari, o legati, all'articolo Avignone si riportano le cose di menzione, particolari e degne riguardanti anco il Castel s. Angelo. da
i

conte di Fondi, e le milizie francesi, ai 20 settembre, elessero in detta

tificia

Clemente VII. Queed Urbano VI si fulminarono scambievolmente le censure, e nel


citt l'antipapa
,

sti

1879 diedero
VI, giacche
sconi
,

di piglio alle armi. I

principii furono dannosi


i

ad Urbano
guidati

soldati bretoni e guaai

Quando Urbano
stituire a
cia,

V
la

divisava di re-

unitisi

savojardi
,

Roma
i

dimora
gli

Pontif-

dal conte di Montioye


l'

nipote deldella disor-

giunto, nel iSGy, per tal eCfet-

antipapa

trionfarono

lo a Corneto,

romani

spediro-

dinata moltitudine
disciplina
,

romana

priva di

no col

le chiavi di

questo Castello;

e penetrarono

in

Roma

ma

essendosi dovuto licondurre in


al successore

Avignone, tocc
gorio

Grenel

a rinforzare la guarnigione di Castel s. Angelo, ed a guarnire con fortificazioni


il

XI

col

recarsi a

Roma
s.

Vaticano, gettandosi poi

1877,
gelo

la gloria di restituirvi la

sede

apostolica,

ponendo in
guarnigione

Castel

Andi

una

francese

truppe seco lui condotte. Gli autori, che trattano della basilica e del
patriarchio lateranense, antica
tazione dei Papi,
abi-

dicono

che Gre-

gorio XI, nel restituire a

Roma
il

la

residenza
abitare
il

pontificia,

non and ad
palazprefer

Laterano, perch
e

zo era rovinato,
vicina

abitare

nel palazzo vaticano a cagione della

a dare il guasto alla campagna. Ma partendo da Roma, ai 28 aprile, il piode conte di Barbiano, alla testa dell'esercito papale, cui si unirono le truppe imperiali ed italiche, presso Marino disfece i guasconi comandati da Bernardo de la Sale, e e poi il Montioye co' suoi bretoni, fa cendoH prigioni. Laonde segu, che francesi, i quali occupavano Castel s. Angelo, capitolarono, e lo consegnarono ai romani , avendo prima
i

di sicurezza
to,

mole Adriana, siccome luogo in qualunque tumulmassime in que' tempi facile ad


le

il

castellano francese

non

solo incan-i

quietati gli abitanti

con dardi e

nonatecon rovina
delle quali alcune

delle case vicine,

accadere, per
tini,
si,
i

guerre de' fiorendei france-

andarono a fuoco,

pel

mal umore
del

quali con rancore avevano vela

duto

partenza

Papa

dalla

opposta resistenza per un anno all'assedio, con cui aveano i romani cinto il forte, battendolo con macchine ed artiglierie. Onde appena ebbero per capitolazione il castello erano sul punto di demolirlo affatto,

ma

Francia.

Per essendo morto Gregorio XI nel 1378, contro il successore Urbano VI presto si manifest il mal

perch non potesse pi far loro pre-

CAS
niuno vi si ritirasse per fare altrettanto, ed irritati pei danni, che da questa fortezza aveano ricevuti, la smantellarono e ne portarono via persino marmi, che l'ornavano. Urbano VI poi dalla sua
giudizio, e
i

CAS
re.

181

furono puniti colle pontificie censu-

Essendo poi riuscito al Papa


i

di far

demolire

baloardi costrutti intorno


ai

al castello,

9 agosto finalmente
,

li

Maria in Trastevere si rec al Vaticano processionai mente a piedi scalzi per renderne grazie a Dio. Successo ad Urbano VI Papa
residenza di
s.

ebbe in suo pieno potere. Nel Diario romano di Antonio di Pietro dali4o4 al i4i 7} Plesso il Mul' anno ratori, Rer. Ital. t. XXIV, p. 1026, 1 5 giugno 1 4 si legge, che ai ordin Giovanni XXII I fosse inco^ * j

Bonifacio

IX

nel

SqS

restaur

minciato,
po,

come

lo fu nel giorno do-

con grande magnificenza Castel s. Angelo riducendolo sempre pi a guisa di fortezza con solidissimi baloardi.

che dal palazzo Vaticano conduceva a Castel s. Angelo. Il Venuti, nella Descrizione di
corridore

un

Durante lo scisma, che continuava in Avignone Benedetto XIII antipapa, in

Roma del p. Eschinardi, pag. 34, dice che Giulio l fece questo corridore,
sto

ma

egli certo

che piutto-

Roma

il

pacifico Innocen-

zo VII era inquietato dalle fazioni,

ad Alessandro VI se ne deve l'erezione, se non il compimento.


avvenimenti riguardanti il Angelo accaddero nel pontificato di Eugenio IV. Successo egli, nel 143I5 a Martino V, Colonna i nipoti di quest'ultimo, siccome poAltri

e dalle mire di Ladislao re di Napoli,

per cui nel i4o5 procur pail

Castel

s.

cificare gli animi, e ricolmare di be-

sei

popolo romano, creandone Ad onta di ci i romani, sempre inquieti in que* miseri tempi, reclamavano la custodia di Campidoglio ( Fedi ) , e del Castel s. Angelo onde Innocenzo VII, teneficii

Cardinali.

tentissimi,

procurarono subito di op-

primerlo.

Furono pertanto imprigio,

nati l'arcivescovo
glio di
fratello

di Benevento fie il suo Antonio Colonna

mendo

tali

rimostranze, e

gli aspiri

Masio,

il

quale

fu costretto

del re Ladislao,
stel

che avea corrotto Antonio Tomazelli, castellano di Cas.

a confessare che volea prendere a tra-

dimento Castel
il

s.

Angelo, uccidere
il

Angelo,

si

rifugi a Viterbo,

castellano, consegnare

forte ai
il

e Ladislao, per profittare delle circostanze, subito corse a


ni de'

Colonnesi, e quindi cacciare


e gh

Papa
fu
di

Roma. Trasi

Orsini
fu

da

Roma. Masio
in

corsi alcuni mesi, e pentiti


falli

roma-

adunque degradato, e
Fiore
fatto

campo

commessi , con diverse ambascerie, nel i4o6, richiamarono il Papa, con pieno ed assoluto dominio della citt. Ritornato Innocenzo VII, ai i3 marzo, in Roma, non vi trov calma perfetta, sebbene ricevuto con applauso mentre
,

morire con morte esemplare. Quindi, nel i434> avendo Filippo duca di Milano spedito
contro
braccio,
il
i

Pontefice

Nicol

Forte-

romani

si

ribellarono, gri-

ancor
il

persistevano

nella

ribeUione

castellano Tomazelli, che per


il

Las.

darono libert, e fecero sette cittadini romani magistrati della citt. Eugenio IV travestito fugg\ su d'una barchetta pel Tevere, ove alcuni
romani, essendosene avveduti, procurarono impedirne la fuga, sinch avessero preso Castel s. Angelo. Non

dislao possedeva ancora

Castel

Angelo, donde
ostilit,

si

facevano continue

ed

altri,

che

ai

20 giugno

i82

CAS
rite,

CAS
Ridio castellano
ricevette

essendo ci loro riuscito, tutti si diressero contro il castello per prenderlo,

tante fe-

che cinsero di
assediati

trincee

perrice-

ch

gli

non potessero
uscirne.
coli'

che nel medesimo forte mor dopo quattro giorni nel i44^> come racconta il Platina, ed altri riferiscono nella vita di Eugenio IV. Nicol V, che successe, nfl i447

vere soccorsi, ne
castellano per,

L' astuto
di

aiuto

Bal-

dassare Ausido,^ uomo sagace che avea in custodia ia 4)orta bassa del
Castello,
istru

ad Eugenio IV, fabbric due


sul

torri

un
fare.

soldato

di

ci,

che avrebbe a
sediati

Siccome
a

gli as-

ponte s. Angelo, fortific il castello con bastioni e altre opere, erigendovi inoltre quattro torri e diverse abitazioni
;

talvolta

uscivano
di

scara-

vi

fece punire Ste-

mucciare, in una
il

queste azioni

fano Porcari nobile


d'

prendere dai romani, co' quali altamente si lagn del le crudelt ed avarizia del castellano, e disse che se gli avessero promesso
soldato
si

fece

romano, capo una tremenda congiura, venendo impiccato al muro del Castel s. An-

gelo ai 9 gennaio i453. Calisto III, spagnuolo, fu eletto in di lui successore


,

un premio
i

si

offriva ucciderlo

ma

siccome

avea

dato

il

consegnar in loro potere il castello. Caduti romani nell'aguato, permi-

che ponesse ad esecuzione il piano. In fatti rientrato nel castello, poco dopo si vide appiccato ad una finestra uno, che alle vesti sembrava il castellano; indi chiamando il soldato ad alta voce i romasero

Catalani, nel i458, mentre era moribondo, il sagro Collegio stim bene
Castel
s.

Angelo

in custodia de'

di

tezza,

di

loro mani la fordando perci alcune migliaia scudi al castellano. Dopo la mortoglier dalle

te di Pio II,

Piccolomini, avvenuta
Cardinali

nel

i464j

non
nel

voleva-

ni ad entrar nella rocca,


di essi

principali

no entrare in conclave
nipote
Castel
del

palazzo
il

incautamente vi si recarono, furono fatti prigioni, e sulla moltitudine che si era avvicinata al castello, furono tirati molti colpi di artiglierie onde, per liberare gli ostaggi, fu d'uopo porre in libert il nipote del Papa, Cardinal Condulmero camerlengo che nella ri-

Vaticano, intimoriti dal non aver


defonto,
di Amalfi, restituita
s.

ma

tutti

Antonio duca
la

fortezza
egli

di
al-

Angelo, dimorando
si

bellione era stato carcerato


scia
i

e po-

romani restituirono ad Eugela

de conche il castello era in custodia del Cardinal Picin quel colomini, nipote di Pio II tempo assente da Roma. Tuttavolta ad altri riusc di persuaderli, ed eleslora nel Celano. Nella Sloria
clavi, a p. 84,
dice,
,

nio

IV

sovranit della

citt ve-

sero Paolo

II,

nendo contenuti dal celebre Giovanni Vitelleschi

ce

il

quale affid

che fu il primo Pontefiil governo e la custoafliiich

generale

dell' esercito

dia delle fortezze della santa Sede a


prelati e degni ecclesiastici,

Ma' divenuto questo, sebbene Cardinale gravemente sospetto al


papale.
,

in ogni evento

fossero pi fedeli ai

Pontefice di

tramar

congiure

nel

passare dinanzi al

castello

fu fatto

arrestare, e volendosi difendere colla spada, non essendo soccorso da' suoi,

Sede apostolica. Questa s clemente, che mai permise si eseguisse la pena di morte cambiando tal' estre-

Papi e

alla

Pontefice era d'animo

die da lui si erano allontanati, dalla guardia del castello, e da Antonio

ma

punizione colf

esilio,

colla gale-

ra, col carcere,

e colla

prigione

c|i

CAS
Angelo, colla quale egli diceva aver ridotti i giovani romani scapestrati a tanta modestia buona condotta , a quanta nessun
Castel
s.

CAS
stesso

i83
a'

sagro

Collegio

25 agosto

predetto.

Ad
to

Alessandro VI, Borgia^ crea-

nel

1492

altro
dotti.

buon maestro

li

avrebbe

ri-

fortificazioni del Castel

Di questi esempi nella nobilromana, parecchi ne riporta il


lui

delle

fosse,

dei
eresse

opere. Vi

debbono molte Angelo, s. baloardi, ed altre altres una torre


sii

Cane^io nella di

vita.

quadrata sopra

Abbiamo
de' Pontefici

dal Burcardo

Conclave
a quello
il

cora
lati

sussiste,

il maschio, che anchiusa per da due

Romani ^ che

dai recenti edifizi


del
castellano,
forte.

fatti

per co-

quale
sto

si

celebr per morte di


nel
1

Si-

modo
un
di

degli altri

IV

nell'anno 14^4 ^^ elezione

ufficiali

del

Essendo caduto
sulle

d'Innocenzo Vili,

primo

gior-

fulmine, nello stesso pontificato

no
ch

delle esequie, ai

1 agosto,

non
per-

Alessandro

VI

opere supe-

intervennero
il

molti

Cardinali

riori,

bisogn
il

rifarle.

Vuoisi ancora

Angelo stava nelle s. Girolamo Riario nipote del defonto Pontefice; ma ai 11 egli restitu il castello (nel quale ai i4 di detto mese erasi ritirata la conCastel

eh' egli vi costruisse


ridore,

mani

di

l' annesso corquale dal castello comunica col palazzo apostolico vaticano,

affine di aver

pronto
si

un

ricovero

nei tempi di fazioni e di guerre, e


le

tessa

di

lui

consorte)

tutte

le

chiavi di esso
il

fortezze della Chiesa, ch'erano in sua


custodia. Questa
via

so nel

Pontefice

Urbano

restituzione

tutta-

i63o
loggiato

fece

conservano presVili poi con tetto cuoprire


cio quella specie

non venne eseguita finche i Cardinali non gli fecero sborsare quattro mila ducati di stipendio; restitu-

un
di

tal corridore,

che sta sul corridore medesimo, ed inoltre lo fece restauin molti


case

zione che segui in questo

modo.
il

Il

rare
dalle

luoghi,

separare
esegui-

vescovo di Todi, che era


lano,

castel-

per

maggior sicurezza.
si

giur

nelle

mani
il

del

sagro

Nell'odierno pontificato vi

Collegio di tenere

castello

ad

i-

stanza di esso, e restituirlo poi all'

eletto

Pontefice,
tutti
i

promettendo
la

di

cambiare
darli

custodi, e di

mandei

rono altri notabili miglioramenti. Di questo corridore una imitazione anche pi magnifica il corridore, che in Firenze va dal palazzo Pitti
al
i

via

secondo

volont

palazzo vecchio,

cor-

L'ultimo giorno dell'esequie, che fu ai 2 5 agosto, tutti i Cardinali andarono a s. Pietro, ecCardinali.
cettuati

ridore,
dici,

che
di

granduchi

di casa

Me-

dai quali fu fabbricato,

aveano
avverti-

in sa
to,

animo
che
il

condurre fino

alla chie-

Savelli

Colonna,

perch
i

della Nunziata.
passetto,

Va
il

poi

nella notte precedente, contro


pitoli,

ca-

quale dal Va-

e le promesse predette,
s.

era-

Angelo cento cinquanta fantaccini ; laonde i Cardinali, e gli altri ne rimasero


entrati in Castel
disgustati.

no

ticano conduce al castello, si compone di due piani; del primo che riceve lume da alcune aperture laterali delle mura, e del secondo, che
loggiato, coperto di tetChi passa pel primo non veduto, non cos chi va nel secondo. Il medesimo Alessandro VI, op-

Tuttavolta

il

sagro

Col-

come un

legio fece

quindi in modo , che la famiglia Riario sgombrasse il castel-

to.

lo,

divenendone assoluto padrone

lo

^84

CAS
vazione nel

CAS
perch si sarebbouo adunati in conclave al Vaticano. E di fatti ai 2 3 settembre i5o3 concordemente ivi esaltarono al pontificato Pio 111, che per salvare Cesare Borgia dal risentimencastello,

ponendosi alle pretensioni di Carlo Vili re di Francia, che voleva l'investitura del regno di Napoli, pen-

s quel principe d* impadronirsene

e vendicarsi del Papa.


to
si

tal

effet-

rec in Italia con ciica trenta

mila uomini, ed entr in Roma nel 1 494- Alessandro VI, intimorito da <s poderoso esercito, coi Cardinali Orsini e Caraffa, pass ad abitare Castel s. Angelo; ma il re sebbene
avesse ricevuto dai romani le chiavi

to degli Orsini, lo fece porre

sotto

cortese guai'dia in Castel

s.

Angelo.
corri-

Egli pertanto vi

si

rec pel

dore accompagnato dai Cardinali Arbonense, Salernitano, Surenlino, Bolognese, Rotomagense, o Borgia,
seguito da due paggi e quattro servitori, da tutte le sue figliuole, la maggiore delle quali fu dal castel-

della

citt,
il

venne
quale

a concordia
si

col Pontefice,

restitu al

Vaticano, con dure condizioni, che si riportano dall'annalista Rinaldi,


all'anno ii^5. Indi il re s'avvi a Napoli, ma il Papa avendo sco-

lano posta nel maschio. Morto podipoi Pio III, ai i8 ottobre i5o3, dal Castel s. Angelo lo trasse Giulio II per mandarlo nella for^ tezza d'Ostia, ove lo avrebbe ritenuto finche non avesse fatto resti-

co

municato que' napoletani, che


vessero
favorito,

lo a-

allorquando

quel

principe fece ritorno in

Roma, non

riputando

il

castello per sicuro asi-

tuire dai suoi


ze,

castellani

le

fortez-

a Viterbo. Morto Alessandro VI, nel i5o3, il suo fgUo Cesare Borgia duca Valentino, volendo imporre al sagro Collegio acci eleggesse un Papa suo amico, con dodici mila uomini armati assedi Castel s. Angelo, e il Vaticano, per cui si legge nei Diari del Burcardo, che nelle generali
lo, si ritir

che occupava
ir.

nello stato eccle-

siastico

Borgia, famiglia.

L'imperatore Carlo
to

indispetti-

della

lega

fatta

nel

i526 da
con-

Clemente VII con


tro la sua

varii principi
Italia
il
,

potenza in

blic la guerra contro

pubPapa, e i

primi a cominciarla furono i Colonnesi, col vicer di Napoli Ugo Moncada. Questi con

congregazioni

fatte

dai

Cardinali

buon

esercito, sac-

nella sagrestia della Minerva, stabi-

lirono di celebrare
stel
s.

il

conclave in Cadi fe-

Angelo, e per maggior sicuil

cheggiando ai 2o settembre il borgo nuovo e il palazzo Vaticano Clemente VII scamp la morte col
rifugiarsi

rezza esigettero

giuramento

delt dal castellano.'

Ma

di poi, aal

vendo il sagro Collegio spedito duca Valentino (cui non volle


cordare di
sti

pel contiguo corridore in Angelo, ove fu costretto a capitolare ed accettar la tregua, che

Castel

s.

ac-

dur poco tempo

ritirarsi colle

sue

genti

giorni pot ritornare

onde dopo tre al Vaticano,

in Castello) Prospero Colonna, que-

come

descrive

il

Guicciardini, Ilisto*

ed alcuni ambasciatori il persuasero a ritirarsi a Nepi onde lo stes,

ria, lib.

XVIII. Raccontano per


i

il

Giovio

il

so sagro Collegio

mand
farsi

il

Cardiconcla-

Ciacconio, che
ud, che
in Borgo,

quando Clemente VII


partirsi

nal Carvajal al castellano che sem-

nemici erano gi entrati

brava renitente sul

il

non voleva

dal

Te nel

forte, acci

nou

facesse inno-

palazzo, anzi chiedeva di essere ve-

CAS
stilo cogli

CAS
e voleva
pontifcia,

185;

abiti pontificali,

pel rigore degli assediane. Pertanto

aspettarli

sulla

cattedra

fu Clemente
tolare,

VII

costretto

capi-

come

gi in simil caso, rna

con

e-

ed arrendersi
al

con durissime
i."

vento infelice, avea praticato in Anagni Bonifacio Vili. Dissuaso per


dillicilinente

condizioni ai

5 giugno, cio:

di

pagare

momento
altri

cento mila du-

con

grandissime

prepalaz-

cati d'oro,

cinquanta mila den-

ghiere dai Cardinali,


zo

finalmente ad
il

tro venti giorni, e venticinque mila

ore diciassette mentre gi


si

nel periodo

di

due

mesi;
il

2.

di
s.

saccheggiava,
,

si

ritir,

come
in

consegnare

in

deposito

Castel

dicemmo
pel

con

alcuni

de' Cardinali

Angelo

nelle

mani
S.**

degli

ufficiali
il

corridore

nel

castello,

cui

dell'imperatore;

di rimanere

trov non esservi provvisione

meno

per tre giorni,


sufficiente

nemsenza muniper
il

Papa prigioniero di Carlo V sino dei primi centocinal pagamento


quanta mila ducati per ottenere il suo riscatto. Clemente VII, pei sagrifizi fatti e pel sacco non ei*a pi in grado di pagar le somme, che avea dovuto promettere per forza, per cui si trov nella pi penosa e
spaventevole situazione, anche per la
pestilenza, eh' erasi sviluppata in

zione e

presidio

la

cattiva cura di

monsignor Giulio del


fece

Medici,

castellano. Allora

con premura

chiamare

d.

Papa Ugo

MoDcada nella
se venire

stessa sera, acci voles-

ad abboccarsi con lui, ed invi in casa Colonna per ostaggi i Cardinali Cibo e Ridolfi. Yi si rec il Moncada, bench vi ripugnassero
i

Ro-

ma,

e comunicata entro
castello.

il

medesi'

Colonnesi,

e gli

port la

mitra
la

mo
no

Le sue

vive preghiere,

pontificale preziosa,

rubata

matpasto-

e quelle dei Cardinali, che lo aveaseguito in castello ai


la

tina dai soldati,

non che

il

i3 agosto,
tra-

rale di argento, seguito


suoi.

da alcuni dei

ottennero

grazia

di essere

dotti al Vaticano nel luogo detto di

Ad onta della suaccennata tregua, Carlo di Borbone poco di poi, con


vin esercito di

Belvedere, ove rimasero custoditi da


mille spagnuoli, guardando
il

Papa

quarantamila uomini,

Roma ai 6 maggio i527, rimanendovi nel punto stesso morto da una palla di artiglieria, che parti da questo castello, o pi probabilmente dal campanile di s. Spirito. Filiberto principe d' Granassedi e prese
ge, luterano, sottentr al supremo comando, onde la capitale del mondo cattolico soggiacque alle pi fu-

a vista lo spagnolo Alicornio, a cui avea raccomandato in IspaCarlo

gna

la

custodia

di Francesco I,

il

quale in questa
vicario di Cristo,

prigionia

tratt

il

come

se fosse sta-

to

un capo di masnadieri. Ma ritornato Clemente VII in Castel s. Angelo, e dubitando vieppi delle mire degli spagnuoli, agli 8 dicembre
di notte
se ne fuggi in abito di mercante ad Orvieto, avendogli Benvenuto Cellini, che dimorava nel
castello, cucite le

neste disavventure, e al pi deplorabile

saccheggiamento, che

venne

proseguito per

due mesi.

Appena

gioie de' pontifcii


vesti,

Clemente Yll intese l'avvicinamento dell'inimico, pel mentovato corridore pass in Castel s. Angelo, ove
fu strettamente assediato, soliendoyi le pi gravi angustie,

triregni nelle di lui


le

e in quel-

del Cavalierino di lui famigliare.


il

Dipoi
di

Cardinal Campeggi,
costrinse
1'

legato

Roma,

esercito

impe-

e miserie

riale a partirne ai

17 febbraio i5a8,

i86
tanto ai

CAS
6
ottobre.
s.

CAS
rentino Raffaele, figlio di Baccio da

e Clemente VII vi fece ritorno sol-

mentre vi dimorava il Pontefice, morirono due Cardinali: cio ai i5 agosto iSi^, d'anni trentasei Ercole Rangoni
In
Castel
,

Angelo

Montelupo, fece una statua di marmo alta cinque braccia rappresentante l'Angelo s. Michele a similitudine di quello, che apparve a s. Gregorio
I,

quando
lo vide

nella

sommit del
la

nobile

milanese,

riguardato
la

come
mor-

castello

rimettere

l'amore, e la delizia del sagro Collegio per cui


te,

ne fu pianta
Armellini

nella guaina, e fu collocato in della torre quadra di mezzo,


s'

spada cima dove

e Francesco

Medici,

della famiglia Pantalassi di Perugia,

inalberava lo stendardo pontificio; siccome fu fatto architetto del


,

che vi cess di vivere d'anni cinquantotto nell'ottobre i52 7, pel dolore di aver perduto nel saccheggio

castello

seguendo
vi

la

maniera

di

Michelangelo,

accomod e decor

quanto
lo

possedeva

in

Roma. Nel-

molte stanze con intagli di pietre e mischi di diverse sorti nei cammini,
finestre e porte.

stesso castello,

te peripezie.

ad onta di tanClemente VII, ai 2

Sotto

il

detto

Anforse

gelo divisava Clemente VII di porre


le

novembre,
seguenti

tenne concistoro, facenCardinali

statue de* sette

vizi
il

capitali,

dovi la sua seconda promozione dei


otto
:

per alludere, che


di
rei,

Antonio

difesa

ma

luogo non solo di punizione pei

Sanseverino napoletano; Gio. Vincenzo Caraffa napoletano , Antonio

sebbene li avesse fatti disegnare da Baccio Bandinelli, questa


idea

ma

Matteo Palmieri napoletano,


nio de Prat assente
prefetto di Castel

Anto-

non fu
il

effettuata,
I,

come
pag.

rac-

francese, Enri-

conta

Bonanni tom.
al castello.

i35,

co Cardona spagnuolo assente, gi s. Angelo, ad istan-

che

d' altronde

sarebbe

riuscita di

ornamento
a'

za di Carlo
va, cugino

V, Girolamo Grimaldi
di Luigi,
s.

genovese, Pirro Gonzaga di Mantoil

Giulio III, Ciocchi del Monte 24 giugno dell'anno santo i55o


il

quale dalla
in

prese
lica

solenne possesso

nella basi-

prigione di Castel
il

Angelo condusse
Orvieto,

lateranense, e poi coi Cardinali,

Pontefice

travestito

e Sigismondo Pappacoda napoletano, che per umilt rinunzi la dignit.

Avendo
vato,
castello,

poi Clemente VII

osser-

mentre era assediato in questo che dalle due cappellette


erette
nell'

famiglia pontificia , ed altri, ch'erano intervenuti alla cavalcata, si rec in Castel s. Angelo ove pranz, e si trattenne tutto il giorno e la notte. Prima di lui, anche Leone X, nel i5i3, ritornando al
colla
,

di

marmo,
s.

ingresso del

ponte

Angelo

in.
i

onore de' santi


cogli

Pietro e Paolo,

soldati

ar-

chibugi

affacciasse

ammazzavano chiunque si castello, alle mura del


in
esse

Vaticano dal solenne possesso preso giunto che fu a agli aprile 1 1 ponte s. Angelo, licenzi i Cardinali, entr nel castello , e vi rimase a dormire la notte, come attesta Pa,

ritirandosi
fece

prontamente,

le

subito

vece vi
statue

demolire, e poscia in eresse due basamenti colle

dei

medesimi

principi degli

apostoli. Nel

medesimo
il

pontificato di
fo-

Clemente VII,

celebre scultore

de Grassis, Ada Coerein. pag. 382. Angelo Massarelli , parlando di Paolo IV, Caraffa, nel suo Diario, dice che partendo dal Vaticano, lunedi 3 giugno i555, per passare al palazzo di s. Marco, ad evitare
ride

CAS
i

CAS
per comoCastel
s.

i8r

gran caldi
della
vi

dell'estate e

tre pontificah di Natale, di

do

curia,

and

in

Angelo, e

dormii la notte, par-

Pasqua, di s. Pietro, nella vigilia del Corpus Domni, o in occasione di qualche


straordinario,

tendone
poi

il

giorno seguente. Si parla

pontificale

dal

mag-

nel Diario, scritto

da Gio. Frandella

cesco Firmano, del possesso solenne,

giordomo, dal tesoriere, dal presidente del mare, ossia dal prefetto
di Castel
s.

che
IV,
fece

ai

6 gennaio i56o, prese


lateranense
il

xAngelo,
Castel
la

basilica

Pontefice Pio
lettiga
si

loro deputati

o a farne
s.

da
le

altri
(

da
re-

veci

Medici^ che dopo in


portare
nel

candosi

Castel

s.

Angelo,
e
nella

tando
chiuso

ognuno
il
i

chiave
di

Angelo, e porond' era


ferro
,

ove pranz, succedendo molte salve


d' artiglieria
nell'

cassone

in

cui

ingresso

stavano riposti

triregni )

si

estrae-

partenza.

vano
de'
ss.

coli' assistenza

del

gioielliere

Questo Papa non solo prese particola!' cura dell' adiacente borgo, o citt Leonina, che volle fortificare, ma cinse anche di solide mura il Castel s. Angelo, e in molte parti lo restaur ed abbelfi, accrescendone
le

palazzi apostolici,

si

conse-

gnavano a un cappellano segreto, rogandosi T atto dell' estrazione e della consegna da un notaro di ca,

mera
atto,

dal quale coli' intervento dei


si

medesimi soggetti,

rogava l'altro

difese.

Avendo

fatto

fabbricare

una
forte
,

porta
fu

poco lungi da questo chiamata Porta Castello

ma

poi fu chiusa.

quando si riportavano nello stesso luogo dopo la funzione. Eziandio fino al termine del secolo XVIII in questo luogo, in una gran camera
1' rotonda eravi importantissimo Archivio segreto di Castel s. Angelo (Vedi), ch'ebbe principio, nel 1592, da Clemente Vili per suggerimento
,

Del Castel s. Angelo, siccome il luogo pi sicuro di Roma, si servirono i Pontefici romani per custodirvi le cose pi preziose, il danaro,
i

triregni, e gli archivi.


vi

Sisto

pel

primo

ripose

d'oro nel

un milione di i586, come si legge

scudi
nella

di Bartolomeo Cesi quale fu ( il egualmente benemerito dello stabili-

mento
prefetto.

dell'archivio
e

vaticano) poi
il

4^5 ^d claviim^ de' 21 aprile, che in moneta corrente equivaleva ad un milione seicento cincostituzione

Cardinale,

che

ne fu

primo

quantamila scudi;
di

un

altro

milione
sic-

nito

scudi d'oro vi pose nel iSSy,


risulta dalla costituzione

Tale archivio, nel 1799, fu riua quello Vaticano. Giuseppe Antonio Vitale, nelle Memorie dei
Tesorieri pag. 4??
(p^''

come

108,

conciliare la

Anno

superiore,

emanata

ai

6 no-

verit di tale istituzione


sioni del

con

l'espres-

vembre, ed un terzo ve lo pose nel i588, facendone testimonianza la costituzione

breve di Leone settembre i5i5, diretto a


feroaldo, e citato

de' 18

Fihppo

12 5,

che
to.
s.

in tutto

Etsiy de' 27 aprile, formano cinque milioni

ghirami

nelle

da Tommaso Indue sue Orazioni

e centocinquantamila scudi d'argen-

V. Tesoro Pontificio. In Castel Angelo si custodirono altres, sino


ultimi

pubblicate dal Galletti pag. 12, al quale commise curani privilegiorum,

agli

del

secolo
i

decorso,

le

mitre preziose e
(

pontificii

triregni
ai

scripturarum i9, R. Ec., quce in arce nostra s. Angeli de Urbe reposita siint j e che prima avea
et

Fedi), che ne'giorni precedenti

commessa

allo

stesso

Inghirami

i8S

CAS
Pantheon
vi

CAS
In oltre col bronzo delle travi del
fece

dice, che ancora non vi era 8ta1)Iito un archivio formale e ben ordinato

fondere

pi

di
si

di

tutte le carte

spettanti alla sede


il

ottanta pezzi di artiglieria,

come

apostolica, e che quindi

Cesi fece

a ci determinare Clemente Vili e Paolo V, comprovandolo con l' autorit deirOIdoino,


il

vede neir iscrizione posta nel portico del menzionato tempio, cosicch rese
il

castello quasi

inespugnabile, e di

quale, nel

tomo

pi,
di

IV, pag. 267, asserisce, che Clemente Vili Tabulariuni pontjiciuni in arce Hadriani constkuil. Extat Card. Maphcei Barberini, qui ad
Petri soliuni evectus Urhamts
est noniinalus,

i644> il circond muraglie e bastioni, da quella parte, che guarda la citt Leonina.
nell'anno
grosse

Di poi

altre

fortificazioni, e be-

Vili

nefici i fecero in

questo castello. Cle-

epigramma ad Clementem Vili, de Tabulario pontiLeggesi ficio in arce Hadriana di fatti inter ej'us Poemataj Romae
.

mente X,
gli successe

Altieri, eletto nel

ed Innocenzo XI,
Pignatelli,

1670, Odescalchi, che


le

nel 1676. Innocenzo XII,

malgrado

grandi spese
nel

i635.

da
s.

lui sostenute,

morendo

1700,

Grandemente benemerito di questo forte fu Papa Urbano Vili, allorch fortific vari punti dello stato
nella guerra, che sostenne.

lasci

un milione

di scudi in Castel

Angelo

depositati.

Lo

rin-

Esaltato al Pontificato, nel 1780, Clemente XII, Corsini, dal Vaticano


fece

nov

con opere di difesa solidissime, nel 1628, e vi aggiunse il bastione, che si vede sopra il Tevere, restringendo da quel lato il corso delle acque, ed
in

molte

parti

impedendo
la

cos

gli

effetti

delle ecfa fede

cessive inondazioni,

come ne

condurre l'acqua nel Castel s. Angelo in vantaggio e comodo del presidio , ed autorizz il duca di Palombara Zenobio Savelli, in quel tempo castellano, ad erigere la nuova abitazione per s, abitazione che ancora serve a tal uopo. La fabbrica

che trovasi infissa sul muro esterno, che chiude la cortina del castello, e che continua la strada verso il Vaticano. Eccone il tenore

lapide,

nondimeno non fu terminata


sotto
il

se

non

pontificato del di lui succes-

sore
Il

Benedetto
Pontefice

XIV,
pose

Lamberlini.
in

qual
i

questo
statigli

Urbanus

FUI.

Pont.

Max.
inter-

forte

inviati

due milioni di scudi da Ferdinando VI re


Nel
quel Pontefice nel

di Spa-

Propugna culum,
Inutiliter

duo

hcec

gna,
si

pel noto trattato.

i748>

cludens sub Pontificis fornice spatia.


antiquitus

rec

castello,

fabricatum

solo cequavity

Fluminis lapsu hac ex parte reserato

Quod munitam magis arceni efficit,


Et exwidationes ingruentes
coiibet

venendo ricevuto ai cancelli, in asdel duca di Palombara vicecastellano, e di monsignor Santobuono, presidente del mare e prefetto di Castel s. Angelo, da mons. Maggi pr - commissaiio generale
senza
delle armi, che gli present le chiavi

Ne

posteri provenientis hinc uti-

litatis

della fortezza.

Entr nel

forte in

com-

Ignari secus quid moliantur, Hoc voluit exlare documentuni. Anno Doni. 1628. Ponti/. V.

pagnia dei Cardinali Valenti segretario di stato, e Colonna, non che


di monsig. Banchieii tesoriere gene-

CAS
rale.
Il

CAS
percorse

1B9
,

Pontefice
castello
,

molti

dici

milioni

di

franchi

onde col
ricorse

luoghi
celebre

del

archivio.

ed osserv il Essendo poi malla

consenso del sagro


ai

Collegio
in Castel

tesori depositati pei

bisogni
s.

pi

menata dal tempo, e dai fulmini


statua di
guita
in
s.

urgenti da Sisto
lo,

Ange-

Michele arcangelo, ese-

stato

opportunemente

fortificato

marmo

da

RatFaele

da

Montelupo, Benedetto XIV ne ordin un modello colossale al fiammingo


Pietro Venschelfeld ,
e
la

e provveduto di munizioni e vettovaglie a tenore del pericolo, in cui


trovavasi
sari

Roma,

gi piena di emis-

fece fon-

francesi.

Ad

onta

de' suddetti

dere in bronzo dal valente gettatore Francesco Giardoni. Quindi , nel


rale,
si port alla fondera cameove era stata eseguita la fusione, e bened la statua, che poi

sagrifzi gl'invasori, nel

nacciavano di estendere
ste; e fu allora

le

1797, miconqui-

1752,

a Terracina tutto
e

che Pio VI invi ci, che di prezios.

so conservavasi in Castel

Angelo,
i

fu collocata sulla
schio
di

Castel

sommit del mas. Angelo ed


,

mun

di

alquanta

truppa

con-

fini

quella, che tuttora

si

vede.

Fu

essa

Romagna, sebbene invano. Dappoich


della limitrofa legazione di

scoperta nel

medesimo anno quan-

superata dai

frai^cesi

la

fortezza di

do Benedetto
Paolo,
si

XIV

dal Quirinale,
ss.

il

Mantova, una divisione dell'armata


si

giorno della vigilia dei

Pietro

rivolse verso lo sthto ecclesiastico,


,

recava al Vaticano pel ve-

e battuta la poca truppa


si

che

le

spero pontificale, ed allorch passava


il

oppose,

giunse

sino
il

a Fuligno,

ponte

s.

artiglieria

Angelo varie salve di accompagnavano quello

onde fu costretto

Papa a chiedei

re la pace, e spedire a Tolentino

scoprimento. Benedetto

XIV
,

in altro

plenipotenziari. Indi Pio VI, per la

giorno

si

rec al Castello, per rive-

umiliante pace che, ai 2 3 febbraio,

dere
fatto

r archivio segreto che avea restaurare ed abbellire.

Nel 1759, essendosi infranta la campana maggiore di Castel s. Angelo


fatta

gi

da Alessandro VII,Rezzonico,
la fece

venne obbligato a stipulare in Tocredendo per essa cessato il pericolo della occupazione di Roma, fece retrocedere quanto avea mandato a Terracina, facendolo rilentino,

Clemente XIII,

porre insieme ad
lore nel

altri effetti

di va-

rifondere, e poi benedire da monsignor patriarca Rossi vicegerente,

non

si

medesimo castello. Intanto manc di tramar congiure

dedicandola alla beatissima Vergine,


e ai principi degli apostoli protettori
di

dai repubblicani francesi, e dai lo-

Roma.
Rivoluzionata la Francia, e pro-

ro fautori per far iscoppiare la rivoluzione nella capitale del cristia-

nesimo.
dei
ss.

tal

effetto

nella

vigilia

mulgata la repubblica, armate francesi occuparono V Italia, e volendosi impadronire dello stato pontificio, subito occuparono Bologna, Ferrara e Faenza. Ad arrestare la marcia di tal esercito, Pio VI, nel 1796, conchiuse un armistizio, fra
le

Pietro e Paolo, ai

28 giugno,

fu dato fuoco ad un sotterraneo magazzino di polvere in Castel s. Angelo, e salt in aria un bastione con grave spavento di tutti i romani, e colla morte di venti persone, di sedici pericolosamente ferite,

durissime

condizioni

del

quale
di tre-

oltre

agl'immensi
forte,

vi fu quella del

pagamento

case px'ossime al

danni delle per cui in

1 90
te

CAS
per
lo
la

CAS
prima volta
gli

esso in quella sera, e nella seguen-

sul Castel

s.

Ange-

non pot aver luogo

la

consueta
arrestare

sventolare

stendardi

col suo

girandola.

slemma
quello
anni,
che,
i

gentilizio, o

nuovamente con
Passati

Finalmente nulla pot


i

della Chiesa.

pochi

francesi,

quali

colla

legge

del

anche
assunto

Napoleone

Ronaparte

pi forte, ai io febbraio 1798, entrarono in Roma per la porta Angelica, e subito s'impossessarono di Castel s. Angelo , che per precauzione erasi fatto munire di vettovaglie.

colla sua

all' impero, regolava possanza i destini della

Europa,

volle impadronirsi dei dominii pontificii, per cui mentre ai

2 febbraio
alla

1808, Pio VII assisteva

Non avendo

voluto

il

Papa op-

funzione della cappella del quila

porre resistenza, pass la guarnigione Pontifcia nel convento di sancinquecento francet' Agostino. Ai
si

rinale,

truppa francese invase o-

stilmente
forte
al
zi
s.

Roma,

s'

impossess

del

Angelo, e ponendo

innanzi

entrati nel forte,

si

tri

mille e

cinquecento

unirono alcomandati
e in

portone di detto palazzo otto pezdi cannoni, ai 6 luglio fece tra-

dal

general

Cervoni

pochi

giorni arrivarono a

bene
sedici
ti,

nove mila, sebcommissari ed i fornitori


avessero

durre il Papa prigioniero; finch dopo cinque anni di gloriosa deportazione


fra

r universale
li

tripudio

francesi

li

denunziati

per

ritorn alla sua sede,

24 maggio
i

mila, ricevendo per altrettan-

i8t4.

senza scrupolo, le corrispondenti

Prima
aveano
assedio

di

quest' epoca

napole-

ed i foraggi dal governo pontificio. Tutto termin colla derazioni

tani guidati

da

Gioacchino

Murai

presa
il

Roma,

tronizzazione

col
il

trasporto

in

Castel

stringendo d* sant'Angelo, ma

Francia, di

Pio VI,

che avven-

ne

20 febbraio. il venerando Pontefice mori gloriosamente a Valenza li 29 agosto 1799, Roma, ai 28 del seai

per capitolazione de' francesi si evit la rovina di Roma, dappoich le


sue artigHerie riuscirebbono
funeste,

Dopo che

e di estrema rovina a gran parte della


citt,

mentre

per

la

moderna
il

guente settembre, fu occupata daldopo al' esercito napoletano, che


Ter assediato
il

tattica militare, trovandosi isolato

castello in sul

piano,

domina-

Castel

s.

Angelo,

to dalle circostanti eminenze^ prin-

ne fece uscire i francesi. Intanto in Venezia essendosi uniti i Cardinali in conclave, ai i3 marzo 1800, elessero Pio VII.
pacificata,
lia
il

cipalmente da quella di monte Mario, non sarebbe atto a sostenere un violento attacco. Il governo provvisorio, stabihto

Sembrando

se

non

da Murai
cess

alla

es-

almeno pi sicura

l'Ita-

pulsione

de' francesi,

subito

pei rovesci sofferti dai francesi,

a[)pena giunse in

Roma

monsignor

nuovo Pontefice invi a


di legati

Roma
laterc
i

colla qualifica

Agostino Rivarola, ora amplissimo Cardinale, che ai io maggio 18 r4,


fece
il

Cardinali Albani, Roverella, e della

Somaglia, che furono posti in

do-

minio
li,

della citt dal general Nasel-

s. Angelo stendardo, in uno a quello della Chiesa Romana.

inalberare sul Castel

pontifcio

a
ai

nome

del re Ferdinando

IV,

Sulle escavazioni
fatte

poi

e scoperte

ed
di

3 luglio, giorno

dell' ingresso
si

da

ultimo

nel pontificato di

Pio VII nella capitale,

videro

Leone XII, e

verificate dal superior

CAS
governo
,

CAS
autorizzale

iqi

che

le

aveva

indicavano, che

il

piano n'era tutto

per mezzo dell'accademia di s. Luca e commissione di antichit, quindi celebrate dall'avv. Fea, dal cav. PoIctti,non che dal Nibby,
t.

ricoperto. Nei quattro lati dell'am-

bulacro rinvenne quattro


di travertino
,

Roma antica,
sul sepolcro di

ognuno

trombi ni che ai quattro lati in forma piramidale pren-

II,

pag. 5 1 7, 5 8,
1

Adriano e s sulle sue vicende, affine di conoscere la controversa sua costruzione interna, ebbe il vanto e
merito di questa interessante scoperta il cav. Luigi Bavari, maggioil

devano aria dalla sommit dei monumento, e tramandavano una luce


misteriosa all'interno della via spirale
,

appunto ad

imitazione

delle

piramidi egiziane di cui parlammo.

re ed aiutante allora del


castello.

medesimo
magnifica

Mentre

egli si

occupava a
s

conoscere
detto
forse

la verit

di

costruzione, cal
il

un

d entro

un

foro,

trabocchetto, eguale alle vie


archi-

Questa via sembra averci additato Teodorico di Niemo col nome di parecchi cunicoli pliires meatis. Percorso r interno del monumento colla detta spirale, venne a conoscere che questa dava nel centro dello
scalone

interne delle piramidi di Egitto, che

moderno

alla

direzione di

Adriano inteHigente
imitare
molti
,

di

tettura voleva

ed osserv
rivestimenti

una
di

volta superba di travertini, e di

pareti simili con


giallo antico.

abbandonate prigioni fino da qualche secolo, chiamate le due gemelle. La fece egli subito demolire, e ne ottenne la bella came-

due

orride, ed

Era questo un gran,

ra sepolcrale o sacrario costrutta di


bellissimi

de ingresso all'interno del mausoleo, che corcon una maestosa porta


risponde precisamente dirimpetto al ponte Elio. Incontro ad essa trov una magnifica nicchia anche di travertino ove era forse collocata la statua colossale dell' imperatore, e tuttoci vide ingombro di macerie
,

travertini

peperini

con due luminari egualmente antichi.

La camera
paonazzetto
detta

era

tutta rivestita
tre

di

con

bellissime

nicchie per collocarvi urne, e vuoisi

che

in

camera

fosse rinvenusi

ta quella di porfido, la quale

tro-

fino a circa venti

palmi di

altezza.

Facendo immediatamente spurgare, al lato destro rinvenne un arco antico

ermeticamente murato, che


indizio
Il fece

gli

va nella basilica lateranense, e serve ora di monumento sepolcrale a Clemente XII. In tal caso si potrebbe credere con molto fondamento, che fosse quella medesima, la quale
racchiudeva le ceneri dell'augusto Adriano che alcuni opinarono, come si disse pi sopra, essere state depotuttavolta ste nella pigna di bronzo non si deve lacere che tale urna
:

diede
vuoto.
eie

di

continuazione
e di pareti

di

aprire ed osserv tracsi-

di volta laterizia
;
,

mili

ma

neppur

sei

passi pot inol-

egualmente ripieno di macerie d'ogni specie dal piano alla sommit. Fece pur tutto al momento sgombrare, ed a misura, che se ne toglieva l'ingombro, si percorreva
trarsi

essendo

vuoisi

piuttosto
.

presa

dal

portico

Finalmente contiPantheon rinvenne il menuando la spira desimo cavalier Bavari altra cadel
,

una

via spirale eziandio d'opera


,

la-

mera
delle
ste

antica

dell' identica

periferia

terizia

di

cui

niente
si

pi bello e

pi conservato

poteva desiderare.

Di

tratto

in tratto lastre di

mobaico

di

camere soggette. Sopra di quediscopr altre due camere ancora minor periferia a volta perfetta-

1^1
no v
il

CAS
dente
te di
,

CAS
salt
in aria
il

niente rotonda, le quali terminava-

laboratorio

monumento,

e cos\ egli

si

tro-

pirotecnico delle girandole, colla


diverse persone.
Il

mor-

di

aver tutto chiaramente spie-

recinto del

galo.

castello

viene costituito

dai grandi
di-

Di questo celebre castello abbiamo notizie da tutti gli altri autori, che desciissero la citt di Roma, pcrrocch
rico
tutti

bastioni, e dalle
fesi,

mura,che sono ben

essendo coperte della convenieni

te artiglieria,

cui fuochi incrocianle

illustrarono questo sto-

dosi,

possono impedire
si

scalate

rinomato edifizio. f^. Job. Gottlich Rose, Dissertatio academica de Mole Hadriatia hodie Cae
stelluni
s.

Di fronte alla citt e al ponte s. Angelo evvi una solida cortina con due cannoni
tentare.
obizi,

che

volessero

^4 rigeli

Lipsine
,

lysS; e
Disser-

per guardare

la testa del

ponl'

l'abbate Francesco Valesio

te

s.

Angelo; mentre protetto

in-

tazione del Castello


il

s.

Angelo, che
si

gresso da cancelli di ferro, e da

una

Venuti nel suo libro delle medadice

glie pontificie, p. 44)

conserPontefi-

doppia catena, cio dal lato che guarda la via di borgo, che viene abbassata nel passaggio del sovrano Pontefice,

vasse manoscritto

presso

il

ce Benedetto

XIV.

dal comandante
ivi trovarsi,

del

castello

il

quale suol
Altre notizie sul
Castel s. Angelo suo presidio a guarnigione, nonch della rinomata girandola, con altre particolarit

massime

nelle

pubbliche

sortite.

ponti levatoi

di

Roma ,

della porta principale, e del

maschio

rendono
sti

il

forte pi

sicuro.

Que-

ponti dividono le opere esterne,


se
il

die riguardano

cosicch

nemico giungesse ad
i

il

Castello.

impossessarsi della cortina, trovereb-

be una divisione tra questa,


Ridotto
il

ba-

me
tefici

gi

si

mausoleo di Adriano, co detto, dai sovrani Pondifesa, e

loardi, la piazza d'armi e


il

il

maschio,
le

quale separato da tutte

opere
Il

a fortezza in propria

esterne per

mezzo d'uno

di essi.

per contenere la citt di Roma , e per loro asilo in caso di bisogno, secondo i principi! dell'architettura
militare lo

ponte detto del Soccorso, serve al bisogno per ricevere i rinforzi ed aiuti
dai difensori del castello, e necessari

munirono

di cannoni

principalmente sonoi quattro baloardi angolari, che si chiamano col nome


degli evangehsti. Conquesti
si

arme, che ha le sue campagna. Evvi una porta segreta, che conduce alla gran
alla piazza

d'

sortite verso la

possono

fossa,
si

nella quale in caso di bisogno

impedire
sotto
i

gli assalti

dalle parti della


citt.

pu intromettere l'acqua
,

del Tele

campagna, e della
detti

Al basso e

vere

cingere con essa

mura
le

baloardi

trovasi

una

del forte.

Dopo

di essa
di

vengono

vasta piazza di armi, che talora serve


alle evoluzioni militari
,

con diverse

opere esteriori Barberini j gli


scarpe.

Urbano

Vili
contro-

spalti e le

caserme, e due bagni pei servi di pena. Quivi sono magazzini, che un tempo custodivano la polvere, ma dopo
1'

esplosione suaccennata, se ne conpiti

serva poca quantit, molto

dacacci-

Nel pontificato di Pio IV, Medisummentovato, sull'antico cornicione del mausoleo, venne edificato un giretto coperto, o braccio di caci,

ch nel 1829 per un infausto

mere

met

del quale

destinato

,,

CAS
alla custodia

CAS
in
dieci cala
il

193

delle persone detenute

zione del precetto ecclesiastico. Dallapide ivi esistente


vice castellano
si rileva, che Giuseppe Ginetti

con maggior riguardo

ne ha il cortile deirolio in cui vi sono vasi per riporvelo; ed all' intorno di quel cortile vi sono

mere

otto

patrizio

di

Velletri,
1

v' istitu

una

cappellania nel
il

640

ma
il

diminuito

alcune prigioni. Dalla sala di (jiulio

fondo,

vi

provvide
istanza

regnante
odierno
si

Romano, cos detta dalle pitture colle quali da quel pittore si adornata,
s
1'

Pontefice

ad comandante ,

dell'

acci ogni giorno vi

passa alle segrete

superiori

sotto

celebrasse la messa.

Vi sono
,

inoltre

Angelo, e ad altre prigioni. L'al-

nel forte altre

due cappelle
si

nelle

tra

met

del

menzionato

giretto

quali nei d festivi

celebra

il

santo

viene abitata dagli inservienti.

Pri-

sagri fizio per la guarnigione, e


le

per

ma

era vi l'abitazione nel forte per

famiglie che vi abitano.

Tali capcappellani
al
ss.

cento famiglie, e gran magazzini per qualunque provvigione. Sonovi ini arsenale per la costruzione degli
affusti

pelle

sono
:

ufficiate

dai

militari

una dedicata

Sal-

vatore
dei
d'

per
,

comodo
e
l' l'

della

guardia
piazza

di
le

stodire

cannone, una sala per cuarmi da fuoco delle


,

cancelli

altra

nella

armi, sotto

invocazione di Maria

quali ve ne

sono per

armare due

santissima del Rosario, per


delle famiglie dei
militari,

comodo
che
il

mila uomini. Anticamente im locale conteneva sei mila armamenti, fra' quali si vedeva quello del
contestabile di Borbone.
Il
l'

ivi

abitano. In questa ultima

mede-

loggiato,

che guarda
serva

il

ponte

ingresso
si

simo Papa regnante Gregorio XVI, nel i838, approv la CongregaziO' ne Castrense o primaria militare,
sotto la

alla casa del

castellano,

ove

os-

protezione
de'

della

stessa
s.

b.

un gran
dipinti
,

salone
di

fregiato

dei

Vergine del Rosario, e di


protettore
militari
,

Ignazio,

superbi
corsi

Pierino

Bonacdi

istituita

detto

del

Vaga

scolare

vantaggio spirituale de' soldati, e delle loro

Raflaele di Urbino. Molti Papi l'a-

famiglie, per opera degli acollegio

doinarono

con

bellissime

pitture,

lunni missionari del

Urbadire-

stucchi e dorature,

massime Paolo

no

di

Propaganda
loro
p.

sotto

la

IV, per cui SI vasta e magnifica saPaolina. Nella la viene chiamata


loggia della parte opposta
si

zione del
della

rettore

religioso

vedo-

no alcuni stucchi eseguiti sui disegni di Raffaele da Montelupo, e stimabili freschi (guasti per dalle in-

compagnia di Ges , con indulgenza concessa dal lodato Pontefice per quelli che interverranno
agli esercizi religiosi e cristiana istru-

zione

oltre un'

annuale
questo

dotazione.
forte

temperie
la

di

Girolamo Sicciolante
al loggiato, dal-

Evvi

eziandio

in

un
i
,

da vSermoneta. Sotto
sa cappella

altra cappella nel

bagno

de' forzati,

parte del ponte, vi

una
s.

grazio-

dedicata
si

Arcangelo, ove
zione
la

Michele tiene in veneraa

sotto la direzione dei pp. gesuiti, quali vi adunano i servi di pena


e fanno ai

V, e si s. Pio Sagramento. Un cappellano nominato dal comandante vi celebra la messa, che pu essere ascoltata da chiunque in soddisfasedia di
il

conserva

ss.

medesimi eseguire vari esercizi di piet. Secondo alcuni fuvvi gi nella sommit del castello edificata una piccola cappella, che
si

disse di

s.

Michele inter nubes^


fu

giacch questo luogo

pur detto

vor. X.

i3

i9i
Torre fra

CAS
i cieli, si

CAS
s.

monte di
citiama

/angelo.

porla che sulla cortina


petti

ai

para-

COSI tuttora

la

porla

delle

mura

il

coro

de* musici

superiore del castello, e


appellasi chiesa di
s.

la

cappella

Angelo fino

at cielo per la grande allezzii di s maestoso edifizio. Il p. Casimiro da

cantava , e i suonatori cogli strumenti eseguivano bellissimi concerti, schierandosi nello stesso luogo il presidio del forte, cogli uffiziaii, e col

Roma
eretta

nelle sue

Memorie, ec, dice


cappella
stata

vice castellano alla testa.

essere tal

bellissima

da Papa Nicol ili, Orsini, del 1277, concedendovi un'indulgenza particolai-e , in memoria dell'Angelo comparso in tal sommit a s. Gregorio I. ha pur in essa di-

avvenimento. per col Panciroli sono di parere, che la chiesa con tal denominazione sia slata fabbricata viil

pinto
Altri

miracoloso

cino
lo
la di

al

castello
sia stata

che

nel

seco-

XVI

trasferita in

quelforse

sant'Angelo in

Borgo,

nel pontificato di Alessandro

VI, o

pi probabilmente sotto Pio IV, allorch per r ingrandimento delle

celebre Cristina regina di Sveche venne in Roma sotto Alessandro VII , e vi mor nel 1 689 nel Pontificato d'Innocenzo XI, ordin che nella gran ringhiera o loggia di questa fortezza all' aurora di alcune designate giornate si facessero delle sinfonie militari con alcune trombe, e con vari altri antichi strumenti da fiato , avendo lasciati i fondi necessarii per questa memoria del suo buon gusto. Essa avea un animo virile e pieno di coraggio , ed un giorno che si port in castello , per suo divertizia,

La

mento
,

tir tre colpi di palla di

can-

mura

suo ingresso riusciva alquanto incomodo. E il detto


del forte
,

il

none e ci fece col celebre cannone di forma ottangolare, di libbre sSgS


detto la spinosa
la
,

Pio IV per tale ampliazione fece demolire l'antica chiesa della Traspontina ( che stava ove ora si vede la grande fossa , ed erigere fece ) la nuova che fu proseguita e quasi compita dal successore s. Pio V. Fino al secolo decorso, la cappel,

per avere scolpita

testa

di tal animale.

Era
il

stato

preso all'esercito di Borbone a


te

Mon-

Mario,

per abbattere
i

castello.

La

regina diresse

colpi

alla porta

foderata di ferro di villa Medici sul

Pincio, e ne lasci l'impronta.


Il

Angelo aveva una riunione di musici o cantanti e il loro capo denominavasi Soprastante alla musica di Castello. Di fatti il Cancellieri ne* Possessi de" Papi, nel
la

di

Castel

s.

stel s.

del

o guarnigione di CaAngelo, fino agli ultimi anni secolo decorso, era composto
presidio,

come
primo
i

dice

il

Lunadoro

t.

II, p.

272,

del castellano o vice-castellano qual


ufficiale

descrivere le feste, che in


sioni faceva
il

tali

occa^

comandante, che avea


provveditori,
fo-

forte, gli

addobbi, con
stendardi
ivi
leti-

suoi cancellieri,

cui

si si

ornava,

le salve di artiglierie
,

rieri

custodi

delle

armi,

varie

che
iia

tiravano

gli

centinaia di soldati stipendiati,


lizie

mi-

inalberati,
,

ed

altri

segni

di

urbane

privilegiate coi loro ca-

particolarmente
la

nel

passaggio
e pel

pitani,

tenenti

ed

alfieri

in

difesa

che facevano per

cortina,

del forte, essendone prefetto


lato chierico di camera.
gli

un prefatti

ponte, i sovrani Pontefici, per conquisi dal Vaticano alla basilica la-

Di

ne-

antichi ruoli del palazzo apostoquali famigliari palatini, parte-

teranense a prendervi

possesso,

ri-

lico,

CAS
cipanti
la

CAS
vitio

^95
nello

porzione di pane,
il

ec,

della

quale danno annualmente sagstudio

sono notati
stellano,
il

castellano

il

vice-ca-

gio de* loro progressi

il

soprastante alla musica


,

ed ottengono

competenti

premi
estesa

capitano

l'

archivista

ec.

Sotto

come

gi

si

seguito ne' due ultimi

Pio

IV

si

legge la particola
s.

Capi-

anni. Chi bramasse

una pi

tani e soldati di Castel

Angelo

notizia dei privilegi accordati all'an-

ventuno

compagnia pu consultare Clemente XIT, Conregistri, e dalle note della dispensa firmatio privilegiorum a Roni. Pont, delia cera per la festa della Purifconcessorum Bambarderis in rspese di Nostro Signore,
zidetta
,

numero

tutto

vitto.

Dai medesimi

le costituzioni di

cazione,
tre
il

si

legge che la fruivano, olil

castellano e vice castellano,


il

capitano,

provveditore,

il

custode
e
offi-

dell'armeria, gli armaroli, soldati e


officiali

t. XIII Bull. Rom. 299, Clemente XIII Confinnatio privilegiorum alias concessorum hallisteriis Castri s. Angeli, die 26

ee

s.

Angeli^

di

del maschio, soldati

maii

da basso, bombardieri, ec. Intorno a questi ultimi anzi da sapersi, che al servigio delle artiglieciali

1762. si dee passare sotto silenzio, quanto fino agli ultimi del secolo de-

Non

corso, e

rie

della

fortezza era
di

addetta una

prima della soppressione della compagnia dei bombardieri, stato

compagnia

persone istruite nelle

praticato col

sommo

Pontefice
di

nel

manovre

del cannone.
,

di festivo della

dedicazione

san

bombardieri,

o confraternita dei nel i5g4} da Clemente Vili, Aldobrandini, sotto r invocazione di s. Barbara de' bomDella scuola
istituita

Michele Arcangelo. Nelle ore pomeridiane soleva uscire dal forte tutto
il

presidio militarmente coi suoi uf-

fiziali,

con

cannoni

mortari

bardieri
sa di
fa
s.

in

una
il

cappella della chie-

equipaggio, e recandosi
in colonna alla chiesa

Maria
p.

in

Traspontina

memoria
studi

Piazza,

, ne Opere pie di

ed marciando di s. Maria
,

in Traspontina sua parrocchia,


p.

dal

Roma,
pegli

639. Essa divenne scuola


teoretici

sagrestano maggiore

sulla

porta

di

artiglieria;

di essa, vestito di cotta e stola, ve-

e nelle stagioni opportune dava saggio pratico delle cognizioni, che avea

niva benedetto con acqua santa.


vice -castellano

Il

entrava nella mede-

acquistato facendo le sue esperienze

sima, e vi faceva breve orazione, e


poi
si

manovre
di
la

col

cannone

in
,

un prato

rimetteva alla testa della codel

fuori
ta

porta Angelica chiamaFarnesina. Questa scuola fu


assai

lonna. Quindi, dietro preventive pre-

ghiere

medesimo
il

vice-castella-

sempre

protetta

migliorata
,

no, passava

presidio

nel

cortile

e privilegiata dai

Pontefici

preci,

del palazzo abitato dal Pontefice, e

puamente da Alessandro VII Clemente X, Innocenzo XII, Benedetto


XIII, Clemente XII, Clemente XIII,

dopo

essersi

schierato

per

suo

co-

mando in ordinanza, riceveva dal Papa r apostolica benedizione. Questa

non che dall'attuale regnante Gregorio XVI. Disciolta la compagnia


nelle vicende, che
1

ricevuta,

usciva
nella

la

palazzo,

e
i

piazza
,

colonna dal sparava

si

successero, dal

cannoni,
teria

mortari

la

moschetdi

798, ne assunse
la

le

funzioni
il

il

cor-

fucili,

facendo altrettanto in

po ha

dell'artiglieria di linea,

quale

passare innanzi ai palazzi

mon-

sua scuola teoretica,

gli allievi

signor tesoriere, e di monsignor so-

96

CAS
della fortezza

CAS
e
del
abi-

praintendente

indicate epoche

non

mare.

Quando Benedetto XIII


il

di escrescenze del
sia

si ha memoria fiume cos gravi,

tava al Vaticano, nel sito detto


dt'ventiy benedi
finestra.

presidio da

Tor una
rec
festa

perch

sono

stati

praticati dei

lavori per contenere le acque, e aprir

Nel

1758, stante
il

l'intemsi

perie de* tempi,

presidio

a prendere

la benedizione

da Cle-

un passaggio pi ampio, affinch possano imboccare nel mare, ovvero perch lo scioglimento delle nevi delloro

mente XIII
di
s.

nel
ai

giorno

della

Barbara,

dicembre, anzi
de'

perch essa
in tal giorno

protettrice

bom-

montagne non stato imcome talora accadde, ma pi lento, e non accompagnato dalle
le vicine

provviso

bardieri, per l'avvenire

fu stabilita

pioggie dirotte. Nel

8o5 per

fuvvi
nei

costumanza. Tultavolta, nel 1760, partendo Clemente XIII ai 27 settembre per Castel Gandolfo, il presidio di Casimile
stello si

una

una straordinaria

inondazione

primi giorni di febbiaio, ma non si pot paragonare a quella degli anni sopra notati. In qualsiasi escrescenza
per altro, bench poco rimarcabile,
sotterranei
della
i

port due giorni avanti nel

cortile del Quirinale, e nel


si

1765

vi

fortezza
i

vengono
sotterra-

no sagro
s.

rec invece agli 8 maggio, giorall'apparizione dello stesso

inondati egualmente che

nei delle case della citt, e talvolta,

Arcangelo, speciale

protettore

di

santa Chiesa e del castello.

stel

Pi volte nei passati tempi il Cas. Angelo stato soggetto a


,

bench di rado, lo sono anche la piazza di armi e i pianterreni dei fabbiicati, che la circondano. Parlando il
suo Tevere , pag. 17, che producono le inondazioni, dice, che gli archi del ponte s. Angelo di sette che erano quando fu fatto fabbricare da Adriano, sono ridotti a tre e mezzo, restanPascoli nel
delle cause

gravissime inondazioni
dire,

si

pu
tempi
fosse,
al-

che ne vada esente


,

ne'
le

correnti. Si not gi
le quali lo

che

l'occasione

circondano, possono empiersi coli' acqua

del

Tevere per mezzo delle saracinesche

done parte
stello,

sotto

il

bastione di Ca-

medesimo castello. Si ancora narrato, come nell'anno 1628, il Papa Urbano


costruite ai
lati

due

del

e parte nell'opposta sponda.

Altri

peraltro
;

dicono

che
tre

fossero

cinque

ora per sono

grandi,

Vili procurasse di riparare

l'ecces-

e due piccoli.

siva escrescenza del fiume, affinch

si

assai

famosa

la girandola,

che

non penetrassero
to della fortezza.
si

le

acque nel recinostante


della

fa in

questo

forte
,

Ci non

hanno
le

le

memorie
Si

somma
siffatte

nazione de' Pontefici versari della coronazione medesima;

per la coroper gli annidei principi

altezza,

a cui in alcuni tempi giunacque.


rilevano

per
ze

la

vigilia

festa

sero

degli Apostoli, e per altre circostan,

memorie

dalle lapidi, che ancora si leggono infisse sul baloardo s. Matteo. Nel 1495, nel 1498, nel 1647, nel 1660 le inondazioni furono tanto forti , che sommersero tutta la

come
ec.

di

venute

de' sovrani in

Roma
fuoco

Perci non possiamo dis-

pensarci di qui far menzione di tal


artificiale,

che
,

lascia sorpreso

parte bassa delia fortezza, e giunsero alla prodigiosa altezza, che vedesi

qualunque stesso de
Italie,

forestiere
la

di

cui lo

Lande, Foyage

en

pag.

544

confessa di

non
tal

segnata in cadauna lapide.

Dopo

le

aver veduta cosa

pi

bella

in

CAS
genere,

CAS

197

ma

massime parlando della pried ultima scappata, composta,

com'egli dice, di ^5oo razzi, che partono tutti insieme e si spandono


circolarmente in forma di ventaglio. f^. Anniversario della Creazione, e

pre e con piacere riveduto. Vuoisi, che il disegno della girandola fosse immaginato da Michelangelo
Bonarroti, e lo abbia perfezionato il cavai. Bernini, secondo il sentimento di monsig. Onorato Gaetani,
il

Coronazione.

La girandola adunque, o fuoco


artificiale,
s'

vazioni

quale nelle sue pregievoli Ossersulla Sicilia pag. 23, dice,


artifi-

incendia su questo ca-

che invent questo bel fuoco


ziale

stello negl' indicati

tempi , laddove non piaccia ai Papi, o 1' incostanza dell'atmosfera non obblighi a trasferir quella della

ad imitazion dei vulcani, e massime di quello diStrongoli, che vomita fiamme a guisa di razzi. 11
Vasari
,

coronazione ad altra

nel tom. Vili pag. 43, de-

epoca, e ci
tefice dalla

si

pratica alle ore

notte, al segnale che

ne

fa

due di dare il Pon-

scrive l'arte, che avea Nicol detto


il

Tribolo, di far le girandole. Ber-

sua residenza.

La

stessa

posizione isolata dell'edifizio, la forma

rotonda ed elevata del maschio che

domina tutto il castello, contribuiscono non poco alla bellezza ed


originalit dello

nardo Buontalenti, nato nel i536, ebbe il merito dell' invenzione dei fuochi lavorati, che rec da Spagna, per cui si denomin delle Girandole.
farla

Questo consiste in un fuoco d'artificio composto di vari pezzi, e di una brillante e sempre variala illuminazione, che vagamente riflette sul sottoposto Tevere, secondo il disegno, che ne fa uno de' pili valenti architetti camerali. Specialmente le due menzionate scappate o eruzioni di razzi, che
spettacolo.

Quindi s' introdusse l'uso di anche in Castel s. Angelo, ed

era gi cotanto celebre nel pontificato di Giulio III, creato nel i55o,

che nell'appartamento fatto da lui edificare al Vaticano, presso quello


della contessa Matilde, fra le pitture

con cui r adornarono valenti pennelli,

evvi l'esplosione della girandola.

Nicol
joje,

Mahudel

autore d'una Dis-

hanno luogo
fine,

nel

principio

nel

che per la loro forma diedero a questo spettacolo il nome di girandola, sono composte di molte migliaia di razzi, che lanciandosi in aria con degradazione di numero,
e

feux de dans le tom. II de V Histor. de VAccad. des Inscript. pag. 428.


sertatioi

dell'Origine des

Sui fuochi
fatti

artifiziali

di vari

colori

coli'

aria

infiammabile da Dil-

lier

professore di piroctenia in Aix,

ma

tutti

ad un tempo, formano
dar
11
1'

la

a vedersi

V Antologia tom. XIV,

figura d'un gran ventaglio di fuoco,

pag.

che pu
vulcano. a giusta

idea

tutto viene

d' un grande accompagnato

3o4- Racconta il Cancellieri, nel suo Mercato pag. 21 3, che tra


brillanti
feste

le

fatte

dai

Gesuiti

cadenza dal fragore e dai colpi del cannone, i quali sono ripetuti a giusti intervalli. Nondimeno
quello, che
pili

nel

1639,

pel

primo anno centeistituzione,

nario della loro


dell'ottava a

nel di

ottobre, sulla piazza


si

anche concorre a rendere imponente questo spettacolo, egli che pu godersi in diversi punti
elevati

della chiesa del Gesi

spararono

molti mortari, e in cima della cupola di tal chiesa, si fece la girandola.

della

citt,

e
si

romani tante volte

sebbene dai ammiri, sem-

La

pi antica menzione de'fuochi.

198
tli

AS
grandezze di
zio,

CAS
Il Mucancta Ccereni. pag. 4^^> ^^^^ che prima la giran-

e delle illuminazioni fatte nella citt

Roma

1678.

Roma
legge

sotto

sovrani Pontefici,

presso

il

Gattico,

si

nel

Diario di
il

Pietro, presso

pag. IO 17, ai la notizia giuntavi

Antonio di Muratori t. XXV, 22 maggio i4io, per


dell' elezione se-

dola, e simili dimostrazioni di letizia,


si

facessero

negli

anniversari

tanto

della creazione, che della coronazio-

guita in Bologna di Giovanni XXIII;

ma

in

qual

tempo

il

Castel

san-

t'Angelo abbia incominciato a cele-

brare qualche straordinaria allegrezza,


si

ne, ma che Sisto V, e Clemente Vili, per parsimonia stabilirono si incendiasse solo per quello della coronazione. Finalmente, a' 28 giugno

ha dalla descrizione del Volpresso


il

1709,
fu

sulla

sommit
predetto

del

maschio
il

terrano

citato

Muratori,
cio

fatto

pel

spettacolo

tom.

XXIII,

pag.

i35,

per

palco di forma quadra, o quasi ret-

r anniversario della creazione, e coronazione di Sisto IV, dall' anno 14B1 in poi. Il Bonanni, Nuniis. Rom. Pont. tom. I, dice, che fra le medaglie pontificie due se ne mostrano coK
l'epigrafe:

tangolare,

come

si

osserva tuttora,

Hilaritas

Pontificia,

mentre prima era quasi triangolare. JVel tempo poi di ciascuna girandola si sparano da sessanta o ottanta colpi di cannone, dandosi l' avviso al mezzod con quindici colpi. Riportiamo ora la tabella delle
salve ordinarie
si

con una botte ardente in segno di gioja. La prima fu coniata nel quinto

e straordinarie, che
Castel
sant' Angelo,

fanno

dal

anno del e r altra


1

pontificato

di

Giulio III,

nella lusinga che ci

non

riuscir

sotto Marcello II, che nel


successe,

discaro, siccome collegato colle sagre


funzioni, e altro relativo ai

^55y

gli

quantunque quedistri-

Papi e
seguenti

st'

ultimo ordinasse che fosse

Roma.
di
festivit

Si sparono quattordici colpi


all'

buito ai poveri il danaro, il quale si spendeva pel fuoco artifiziale, e per


la illuminazione solita
s.

cannone

alba per

le

e ricorrenze, cio della Cirss.

farsi in Castel

concisione, Epifania, Annunziata,

Angelo per l'esaltazione

al ponti-

Filippo
di san

Giacomo
della

siccome

com-

ficato,

nondimeno non avr potuAggiungiamo che Marsi

protettori

to impedire al pubblico le consuete

Michele

citt. Apparizione Arcangelo , Ascen,

dimosti*azioni di gioja.
in proposito
cello II, agli

sione,

Pentecoste

santi

Pietro

col
1 1

Novaes,
aprile,

Paolo, Assunta,

Dedicazione di
santa
chiesa

san

fece coro-

Michele,
ra
(

Ognissanti,
cui

nare senza

pompa
lo
s.

e solennit, senza

alla

messa
nella

cantata

Barbacon
della

nemmeno
di

spaix) delle artiglierie

divota

pompa
si

Castel

Angelo,

piHJSsime le feste di

perch erano Pasqua, e crealla scarsezil

Traspontina
colpi). Natale,
la

sparano

cinquanta
del-

ed

anniversari

deva ci non convenire


za
di

creazione e coronazione del Pa-

danaro,

in

cui trovavasi

pa, e

contemporaneamente s'inalbein
tali

pontificio erario.

rano

giorni

gli

stendardi
or-

una medaglia di Pio IV si vede il Castel s. Angelo incendiato da' fuochi di artificio come in due rami della mole Adriana nelle Cose muravigliose di Roma 1625, e nelle
In
,

pontifcii.

Queste sono
si

le salve

dinarie

sonovi poi altre determina-

te salve, che

praticano
solenni

nella cir-

costanza

delle
il

benedizioni,
:

che d

Sommo

Pontefice

qua-

CAS
sparano per quella del gioved santo, cinquanta per quella di Pasqua di risurrezione, quaranta per l'Ascensione, pi ventiquattro se la comparte il Papa, a s. Giovanni in
ranta colpi
si

CAS
quarto.

199
che
al
il

Ogni

volta

sovrano
e

Pontefice

parte

da
colpi,

Roma,

che
si

dorme
viso
il

fuori di essa,

ritorno

sparano trenta

ricevendo av-

forte dai
il

combinati segnali.

Laterano

al

qual effetto

si

portavai

Quando
mente,
nate,
si

Papa cavalcava formal-

no alcuni
Altrettanto
ta,

pezzi di cannoni,

quali

situa \ ansi sulla piazza della basilica.


si
il

davano quaranta cannoquando con cavalcata pasoltre


i

praticava per l'Assun-

sava sotto la fortezza,


colpi, se

detti

e dove

Pontefice desse

la

be-

ne sparavano

altri venti.

Per

nedizione dalla loggia della basilica


Liberiana.
dosi

la creazione del

novello

Sommo

Pon-

Ora per non costumandi

tefice

si

pi

trasportare
i

presso
gli

le

altrettanti nel suo

danno cento uno colpi, e primo passaggio


alba quattordici, e dopo
la
lui

dette basiliche
si

cannoni,

spari

sotto al castello. Pel d della coro-

simultaneamente da quelli del forte presso ben combinati segnali , e sparono quasi ranta colpi per cadauna benedizione, meno quella solennissima di Pasqua, che ne ha dieci di pi. Per
eseguiscono
le

nazione

all'

seguita, e per

benedizione

cin-

quanta. Pel di
silica

possesso alla ba-

lateranense, in tre salve, cen-

piocessioni del

cio per quella del


tina della festa,
colpi,
si

Corpus Doniini, Papa nella matsparano ottanta

medesimo giorno coi cannoni di campagna sulla piazza di s. Gio. in Laterano , in due salve
to uno, e nel

cinquanta.
di

11

possesso

del

senatore

Roma

viene festeggiato con ventiri.

per quella di s. Spirito otto; per quella di s. Maria in Traspontiiia, e otto se ne sparavano per quella di s. Biagio, allorquando cedieci

tiquattro

Facendosi
nipote
del

Cardinale

un

fratello

Papa, o
ter-

personaggio di sangue reale, al

mine del
colpi.

concistoro, vi sono trenta


e nelle
il

lebravasi tal processione.

poi

della

festa

di

s.

Per quella Anna, sedici

Negli arrivi

partenze
dei

da

Roma
ad
e

di sovrani,
arbitrio,

numero

cannonate. Nel sabbato santo al Gloria in excelsis Deo, della cappella


pontificia,

colpi

ovvero a secon*
circostanze

da
se

delle istruzioni della segreteria di

ossia

allo

sciogli-

stato,

nelle

ultime

mento
festa

delle

campane,
per
la

la salva

di trenta colpi:

vigilia della

ne tirarono cento uno. Al primo passaggio de' medesimi sovrani avanti


il

Gio. 13attista ad ore 24 se ne sparano trenta, e venti nel di


di
s.

forte,

si

eseguisce la salva egual-

mente ad
te
,

arbitrio;

ma

recentemen-

seguente
di

nel

punto che
esce

il

console
dal
alla

Toscana

in

formalit

ebbero luogo colpi sessantuno. Recandosi qualche sovrano a vedeil

palazzo

Aitovi ti

per

andare

re

castello,

non

prescritto

il

prossima chiesa nazionale, e necessariamente passa per la piazza di

numero.
cesco
I,

Allorch

nel

18 19

vi

si

rec l'imperatore
di cent'

d'Austria

Fran-

ponte

s.

Angelo. Inoltre la fortezza

fu salutato colla salva reale

spaia colpi trenta alle ore


vigilia di Natale.

24
le

della

uno

colpi.

Per

la beatifica-

zione solenne
tutte

di

qualche servo

di

Neir anno
ordinarie,

santo

salve

delle artiglierie di Castel

s. Angelo vengono aumentate d'u

Dio, se ne fanno ventiquattro, e cento per la canonizzazione d'un beato.

Al

passaggio innanzi

alla for-

aoo
tezza

CAS
d'un nuovo stendardo
di al-

CAS
strutta

da

Siila,
il

in punizione di aver
di
,

cun santo, si tirano quaranta colpi. Al Te Deiini per qualche vittoria, o grazia ricevuta da Dio, ad arbitrio; per nel 1682 per la liberazione di Vienna dai turchi e pel 1720 per la vittoria riportata
,

adottato

partito

Cajo Papio.
nell'anno

Neir impero di Tito


dell'era cristiana,

79

avvenne

la vesu-

viana eruzione ad inabissarla, insieme a Pompeja ed Ercolano, e fu in questa circostanza che il celebre
Plinio,
//

dagli spagnuoli sui inoii colla presa


di Ceuta,

vecchio,

fu sepolto

dalla

eseguirono festevoli salve con duecento mortari, e quaransi

cenere avvicinandosi troppo


siderare
il

tremendo

a confenomeno. In

ta cannoni.
d'

Finalmente pel funerale un sovrano morto in Roma, nel


il

appresso

si

edific l'attuale citt, e

gi nel dechnar del secolo


t d'essere elevata
vile.

merivesco-

passare
lo,

cadavere avanti

il

castel-

a seggio

suole eseguirsi
;

una
,

salva

ad arSpaset-

JDitrio

e nel

819

nel

passaggio
di

del cadavere

della

regina

a' 27 aprile 1799, i comandati da Macdonald vi sconfssero le masse napoletane ap-

Dipoi,

francesi

gna Maria Luisa, ebbero luogo


tantotto colpi di cannone.

poggiate dagl' inglesi

ma

nella se-

CASTELLA.
Numidi
rie

Citt

vescovile

di

nell'xifrica occidentale.

Vasotto

guente reazione i repubblicani si salvarono su navi, che li sbarcarono a Marsiglia, ciocch torn a vantaggio
del re Ferdinando IV, e del Cardinal Ruffo suo ministro, andanesenti dalla straniera influenza.

furono

le

sedi episcopali

tale

denominazione, come Castella nella Mauritiana Cesariana nell'Africa occi4entale , nella quale pure
esistevano
le

do

La

sede vescovile, gi detta Caa-

seguenti

cinque sedi
_,

stellum Stabiense, vi fu fondata

Jabaritanum Medianiim, Minus, Ripense^ e Tetraportiense. Inoltre nella Numidia vi fu


Caslelliim

vanti l'anno 5oo, e divenne suffra-

ganea della metropoli di Sorrento. La cattedrale da ultimo abbellita


dedicata
la b.
all' Assunzione in cielo delVergine Maria. Il capitolo ha cinque dignit, prima delle quali l'arcidiacono con quattordici canonici, che godono due prebende, dodichiamati ebdomadari, ci beneficiati

eziandio

il

vescovato

di

Castelluin

Titulianum.

CASTELLAMARE
ris
).

Castri

ma-

con residenza vescovile pel regno delle due Sicilie, della provincia di Napoli, capoluogo di distretto e di cantone, con porto di mare rinomato pei cantieri di coCitt
struzione.

con

altri

preti e chierici per l'uffi-

ziatura.

La

cattedrale anche cura


vi
si

posta questa citt nel-

parrocchiale, per cui

l'angolo meridionale di

un seno

for-

un canonico

eletto dal

capitolo,

prepone ed

mato nel golfo di Napoli, dove il $arno mette foce, e viene chiuso al sud dal capo Orlando. Fino dall'antichit sono celebri le sue acque termali, e fra i palazzi primeggia la
qasa di delizie del re. Castellamare,

q Caslel-a-mare
le

dicesi fabbricata sulrovine di Stabiae, che soffri me-

approvato dal vescovo. Nella citt poi vi sono altre sei parrocchie, convento di religiosi, monistero di monache, conservatorio per le donzelle, non che quattro confraternite, ospedale e seminario nell' oppido Litteren.3 Liternunij o Torre di Patria.

morando

eccidio, e fu presso

che

di-

colo, fu sede vescovile,

Questo luogo fino dal sesto seche nel i8i8

CVS
venne
bolla
sopprcb^^u

CAS
Pio VII
colla

201

da

dai sovrani

Pontefici

De

meliori, data quinto kakii-

di loro piena

a personaggi perfiducia. Di fatti


la

das

juliij

ed unita

in perpetuo alla

correndo tutta
de, alle quali
sati

storia

delle vicen-

sede di Castellamaie.

La mensa

del

and soggetto

nei pas-

vescovo ne' registri camerali tassata


in cento trentatre fiorini.

CASTELLANETA
ien.).

Castellaned'

tempi questo castello, troveremo frequentemente, che i Papi nominarono a prefetti o castellani i
propri

Citt con residenza

un

ve-

scovo nel

regno

delle

due

Sicilie,
si-

Castana, capoluogo di cantone,


tuata in vicinanza del

Lielo, pi

immediatamente bagnata dal fiume Talvo suo influente, nella provincia della terra d' Otranto. Verso l'anno

o nipoti, e talvolta prelati, o altri, della cui fedelt non potevano dubitanon risiedenre. E siccome questi do stabilmente entro il medesimo forte, non potevano attenderne alla
fratelli

de' Cardinali,

difesa in

occasione
stessi
,

di

bisogno,

si

1080

fu

assediata

dal

normanno
,

creavano dagli
fici
i

sommi Ponteeh' erano


alla

duca Roberto. I principi suoi successori, che la dominarono le accordarono molti privilegi, e furono
larghi in beneficarla.

vice-castellani

per-

sone

gi

dedicate

professione

delle armi,

e capaci

di

difenderlo

La

sede epi-

alle circostanze.

scopale vi fu eretta nel secolo

XI,
di
la

Attualmente, essendo stata abolita


carica di prefetto del
castello,
il

ed

su (Fraga nea alla


Il

me tropo U
VII,

Taranto.

Pontefice Pio

nel

18 18,
(Vedi).
tedrale

col

tenore
la

della bolla,

De

meliori, le un

sede

di

Motula

sovrano Pontefice ne concede il comando ad un ufficiale benemerito delle sue truppe di linea, il quale
per lo

La

sua bella ed antica catdedicata


,

meno

sia

giunto al grado di

s.

JXicoi ar-

colonnello, e di generale di brigata,

civescovo di

Mira detto comunemente di Bari. 11 capitolo si compone di quattro dignit , di cui la prima l'arcidiacono, con dodici canonici i quali fruiscono due prebende otto ebdomadari chiamati
, ,

ed abbia dato saggio di sua intelligenza e fedelt. Porta il titolo di comandante del forte s. Angelo,
sebbene chiamisi

ancora castellano,

o vice-castellano.
I

vice-castellani

dipendevano an-

porzionariy oltre
ci

altri

preti
11
,

e chieritesorie-

ticamente da uno de' prelati chierici

inservienti alla chiesa.

di

camera
s.

rivestito della

quaht

re,

che

la terza dignit
il

aiutato

di prefetto,
stello

da due
ra
drale,

preti,

parroco della cu-

o sopraintendente del CaAngelo, e commissario del


tesoriere
il

esistente

nella

medesima

catte-

mare;
ta
nel

carica che fu talvolta riuni-

non essendovi altre parrocchie in citt. Vi sono per due monisteri di monache, un ospedale, e un monte di piet ec. La mensa tassata in camera apostolica, di centotlantacinque fiorini.

prelato

generale.

Presentemente

vice-castellano,
s.

comandante

del forte

Angelo, sot-

to l'immediata dipendenza del Car-

dinal segretario di stato, e per quel-

CASTELLANO
angelo
ficio

del o

Castello

.?.

in

Roma,

L' importante ufprefetto del

di Castellano,
s.

che riguarda la truppa del preegli ne ha il superior comando, dipendentemente per dalla presidenza delle armi; mentre soglo,

sidio,

Castel

Angelo, fu sempre affidato

getto

al

prelato

tesoriere

generale

302
per quello, che
li

CA S
si

CAS
ai servi

riferisce

no

poco

prima

dell*

ora

della

pena,

quali

sono rinchiusi
esistente nel

cappella della Circoncisione, monsi-

rnstoditi nel

bagno
dei

me-

gnor commissario
signor segietario

delle armi,
di

moncoti

desimo
na.

castello,

quali

sopradiscipli-

consulta,

intendente alla direzione e


litici,

tutta r uffizialit a loro


ta,

subordinadi Castel
s.

Riguardo poi ai prevenuti poo rei di gravi delitti, il comandante riceve gli ordini ed istruyioni
lo,

il

vice-castellano

dal Cardinal segretario di stain

od

vece

di

lui

dal

prelato

governatore di
Il

Roma

direttore ge-

Angelo si ritrovavano nell'anlicamera di onore del palazzo ove risiedeva il Pontefice e nel passaggio che questi ivi faceva per recarsi ad assistere a detta cappella, il compli,

nerale di polizia.

mentavano

cogli augurii d'

un

felice

Lunadoro, Relazione della Corte di Roma y Bracciano 1646,


cav.
jilla

principio, e proseguimento di anno.


I romani Pontefici usarono, e costumano tuttora, di nominare per mezzo di un breve apostolico i ca-

pag.

28,
s.

parla

del

castellano

di Castello

Angelo, del suo onouffiziali

rario, e degli
detti
al

subalterni ad-

stellani,

o prefetti, e
gli

vice-castelgli

presidio del forte, e di altre

lani,

e tanto
1'

uni,

che

altri

cose,

che il riguardano. Dalla medesima opera ristampata in Roma colillustrazioni

avevano

onorevole qualifica

di fai

migliari del Papa, e ne


relativi privilegi;

godevano

le

del
I^'

celebre
P-

Zaccaria
rilevasi

nel

1774}

t-

^73,

quanto qui trascriviamo.

dife-

per lo che partecipavano della cos detta parte del sagro palazzOj cio pane, vino, ed
altro
,

sa della citt di

Roma

resta

ar-

siccome

risulta

dai

ruoli

malo il Castello s. Angelo, detto la mole Adriana, per essere gi


stato
>

dell'archivio dei palazzi apostolici.


II

presidio della fortezza fu pi


le

mausoleo
In
il

dell'

imperatore
castello
ri-

meno numeroso secondo


toposto al
lano,

circo-

Adriano.
siede

questo
e

stanze de' tempi, ed era sempre sot-

*>

solo castellano, qual pri-

"
>*

mo
rieri

uffiziale,

v'hanno pure

comando del come dicemmo di


,

vice-castel-

sopra.

Ditutti

suoi cancellieri, provveditori,

fo-

versi Pontefici

fra'quah sopra

e custodi delle armi, e pi


di

centinaia

soldati

stipendiati.

w
'
*'

Un

prelato

chierico di

camera

Urbano Vili, ne accrebbero specialmente il quantitativo. In progresso di tempo la forza consueta della guarnigione fu stabilita in
trecento uo-

prefetto di questo castello, e pre-

siede alle accennate persone, colla stessa autorit,

i
*'

sario del

che il commismare, dacch Benedetto


tal

>y

XIV

tolse al tesoriere

cura,

mini di fanteria divisi in tre compagnie coi rispettivi uffiziali, oltre una compagnia di bombardieri pel servigio delle artiglierie. Il Pontefice

w e perci sopraintende alle fortez ze ed alle torri delle spiaggie


'

Benedetto
del

XIV

per

tolse dal

comando

prefetto, e

del

vice-

marittime,
pontificie

alle

navi

galere

castellano la detta compagnia, e di-

dai comaned uffiziali, che ^j tutti dipendono da lui". Qui noi aggiungeremo, che fino agli ulti-

regolate

>*

danti, capitani

non non sopra quegl' individui della medesima, i quali dovevano prestare un servigio
chiar che la loro giurisdizione
si

estendeva,

se

mi tempi,

nel

primo giorno

dell'

an-

giornaliero nella fortezza. Tuttavol-

CAS
la negli ultimi tempi dell' esistenza
di questa stessa
zio
;

CAS
questo
privilegio

2o3
per

compagaia,
il

il

vice-

castellano uvea

diritto
li

di

nomidi

naine

componenti, e
in

forniva
della

venne alcuni anni addietro comnuitato in un compenso, che gli d in danaro r amministrazione della dogana
del pesce.

una

patente,

virt

quale

Gode ancora

il

vice-ca-

erano aggregati

al detto

piccolo corsuppliti

stellano la prerogativa di essere

uno

po, e sebbene fossero stati

de' quattordici deputati dell' arcicon-

nel servigio delle artiglierie dal reg-

fraternita della piet de' carcerati, eretta nella

H
^i,

gimento
il

de' cannonieri di linea, pui'e

chiesa

di

s.

Giovaimi
sollievo

vice-castellano esercitava su di es-

della Pigna, e destinata al

si

un comando
tal

disciplinare,

ed aveinca-

e soccorso dei reclusi nelle

pubbli-

va a

uopo un
il

cancelliere a sol-

do

del governo,

quale era

che carceri; sodalizio, ch'ebbe il suo principio nel pontificato di Gregorio

ricato dell' esame della condotta dei medesimi, e delle processure, che per avventura si doveano compilare.

XI li, come
i

si

rifer

all'artisi

colo Arciconfraternte, ove

enu-

merano

privilegi,

di
il

cui

fu insi-

Ne
le

facea egli la relazione al predet-

gnito. Esercita quindi

vice-castel-

to vice-castellano, che ne decretava

lano nella qualifica di deputato, quegli


uffici,

punizioni

all'

occorrenza.
vice-

che

gli

vengono

affidati

La

giurisdizione civile del


si

dalla

castellano

estendeva nei tempi ad-

dietro sino alle


te
s.

due piazze del pon-

a disimpegno delle sue attribuzioni. L'antico onorario del vice-castela rcicon fraternit,

medesima

Angelo, e del Fontanone di Borgo, ed aveva autorit di giudii

lano era di scudi

ottanta

mensili

in oggi per riceve lo stipendio cor-

care e punire

delitti,

che

si

comfra

rispondente al

grado, che ha nella

mettevano nel
le

tratto

di strada

truppa di hnea.
rie
te,

Gode

l'

uso
e

il

due

piazze.

tal effetto si

vededel
istro-

frutto dei piccoli giardini

prate-

va

esposto

nel

muro
ai

esterno

baloardo incontro al mento per applicare


plizio della corda,

ponte V
rei
il

sup-

gi abolito nella

moderna legislazione. Al presente per se il vice castellano, o comandante del forte, a garanzia dell' ordine pubblico e della tranquillit, indotto di far ari^stare chi cer-

comprese nel circondario del folnel quale eravi una copiosa piantagione di olmi, che nelle passate ultime vicende stata distrutta. Aveva ancora il diritto di esigere una
piccola contribuzione nel

passaggio

dei carri di carbone, legna da fuo-

deve poi tiasmetcompetenti tribunali, che procedono contro i colcasse di turbarla,


tere gli arrestati ai
pevoli.

ed erbaggi pel ponte di Angelo. In luogo di tal provento per, che non pi in uso, riceve un adeguato compenso dal pubblico
co, frutti
s.

erario.
delle

proprietari

e conduttori

Ha

inoltre
sul

il

vice-castellano

giurisdizione

tratto

del

fiume
Molle,

barche e battelli, che vogliono pescare nel fiume pel suddetto tratto
del
vice-castella-

Tevere, dal ponte Milvio o


farvi pescare a suo conto,
il

della giurisdizione

al cosi detto sasso di Salviati, e

pu

no,

debbono
gli

anch'essi riportarne la
11

permesso

di pescarvi.
il

o dare Poteva ezianil

licenza di lui.

cappellano, che adella

dempiva
netti, in

obblighi

cappel-

dio far vendere

pesce nella piaz-

lania istituita dal vice-castellano Gin-

za del ponte, senza pagarne

du-

obbligo eziandio di lare le

ao4
te

CA S
il

CAS
comandanstro

funzioni di segretario, se

per

distinzione

una

fascia di

ne ha bisogno. La disciplina dei detenuti nelle prigioni dipende, come

color giallo col

numero

progressivo

da
di

lino al

12, e sono incaricati


netti
tutti
gli
il

dicemmo, totalmente dal


lano, che nei
casi

vice-castel-

mantenere
fortezza.
il

anditi
viceil

di

qualche

im-

della

Ha

inoltre

portanza

riceve le analoghe

istru-

castellano

diritto

di accordare

zioni dal Cardinal segretario di stato,

e da monsignor governatore di lloma. Era nei tempi passati stabilita nella fortezza un' ofcina ad uso di spezieria, e il vice-castellano avea
il

permesso a quei venditori di commestibili, che si vogliono fissare sulle due piazze del ponte, e Fonta none di Borgo, per la vendita dei generi loro.

diritto di far
i

distribuire

agi' in-

Dicemmo
ni, o

gi,

che

vice-castella-

fermi
gli

medicinali convenienti.
vi
si

Ora

per, quantunque
utensili

conservino

vi sono che pochi medicinali per un improvviso bisogno, i quali vengono

occorrenti,

non

custoditi

da un

professore

di

chi-

comandanti del forte s. Angelo, sono sempre nominati dal Sommo Pontefice mediante un breve apostolico, ed aggiungiamo, che il tenore di questo di somma importanza. Poich, dopo avere con esso
,

rurgia, che risiede nei forte per es-

il

Papa

dichiarato

il

vice-castellano

ser pronto
il

ad ogni bisogno. Oltre chirurgo, il superior governo sti-

prefetto del castello, per continuare

nel
della
soliti

comando

beneplacito
,

suo e
i

pendia un professore di medicina, che viene chiamato ad ogni urgenza, ed assume la cura dei detenuti
infermi.
Inoltre
pei servi
di

Santa Sede

concedendogli

onori, distinzioni e prerogative

tanto sul

carcere,

quanto

sul co-

pena
dal

mando, direzione ed economia

della
il

vi sono altri

professori

pagati

fortezza, gli prescrive di prestare

pubblico erario.

consueto giuramento nelle mani del


del
far
vice-castel-

Fra

gli

obblighi
quello
di
s.

Cardinale camerlengo di Santa Ro-

lano evvi

ispargere

mana

Chiesa.

Tuttavolta

tal

giura-

l'arena sul ponte

Angelo, e nella

via sottopposta alla cortina, nei gior-

ni piti
si

solenni dell'
le

anno

ne' quali

mento si presta dal vice-castellano, o comandante del forte s. Angelo, a piedi dello stesso Papa, il quale
destina
il

celebrano

cappelle pontifcie al

giorno, in cui
Si

si

degner
il

Vaticano; e
giorni
,

generalmente in quei ne' quali s' inalberano gli


,

di riceverlo.

reca

allora

me-

stendardi pontificii
la neve,
cavalli.

quando cade
le

desimo vice-castellano all'udienza del Papa, e vi introdotto dal prelato


presidente dell'armi. Postosi in ginocchio, e baciato ce intelligibile
il

per evitare

cadute dei
a

Similmente
la

cura del

piede, legge a vo-

vice- castellano

polizia del

mede-

simo ponte, e dell'adjacente strada sotto la cortina, che si eseguisce da alcuni servi di pena di limitata condanna, i quali ricevono dal governo un tenue compenso per tale incarisebbene vestiti cogl' inco. Questi dumenti stabiliti pei servi di pena in generale, portano al braccio sini,

formula del giuramento, che in idioma latino, la quale in sostanza contiene la promessa al glorioso apostolo s. Pietro, alla sede apostolica, al sovrano Pontefice , che Io ha nominato , ed ai suoi successori canonicamente eletti, di esercitare con fedelt il grala

ve

incarico di custodire

difende-

CAS
re
il

CAS
col

2o5

Castello
;

s.

Angelo

pre-

dei chierici di camera, riscontra tutci, che si contiene in Castel Angelo di propriet della camera apostolica, per mezzo d'uno di detti prelati, che ne lascia la legale cuto
s.

sidio affidatogli

in sede vacante

ad

istanza del sagro Collegio di

conti-

nuare la stessa custodia, e quindi di consegnarlo al nuovo Pontefice canonicamente eletto, conservandovi la preesistente guarnigione e tutto
l'arnaamento, con altro spettante alla

stodia al

comandante di esso. Poche memorie istoriche si hanno sopra i nomi de' primitivi prefetti^

reverenda camera apostolica, e che


si

ritrova nel castello.

Promette

inol-

onde
le

tre,

che quante volte per parte del


e de' suoi successori,

o castellani del forte s. Angelo, ci limiteremo a riportare quelnotizie, che ci fu dato rinvenire.
gi all'articolo Castello
nelle invasio-

Papa regnante
te,

Dicemmo
s.

o del sagro Collegio in sede vacansar richiesto di restituire, o con-

Angelo (Vedi), che

ni dei popoli barbari del settentrio-

segnare ad altri il forte col presidio, e tuttoci che gli appartiene senza ritenere cosa alcuna sotto qualunque pretesto, lo eseguir subito li-

ne,

il mausoleo di Adriano ridotto ad una specie di fortezza, e fortifi-

cato secondo

l'

uso

di

que' tempi

servi di asilo e di difesa ai

romani

beramente.
Prestato
il
l'

nelle

diverse

prese

di

Roma.

Ma
i

e ricevuta
il

giuramento, apostolica benedizione


descritto
ritira

non conosciamo i nomi di quali comandavano la forza


che

quelli,

militare,

vice-castellano
di

dal

prelato

maestro

camera pontificio il certificato di aver adempiuto il dovere ed accompagnato del giuramento dal prelato presidente delle armi si
,

lo difendeva. Si sa, vero, che Teodori co re de' goti divenuto padrone dell' Italia e di Roma, vi teneva

un

presidio,

e se ne serviva di car