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O 3

DI

TJt

DIZIONARIO
ERUDIZIONE

STOIUCO-ECCLESIASTIC
DA
S.

PIETRO SINO
INI

AI

NOSTRI GIORNI

SPECIAL
h\

ENTE INTORNO
CITTA

PI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI, \ RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
AI CONCILII

DELLA

CATTOLICA,

ALLE

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT

GREGORIO

XVI.

VCL. XV.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIi.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTIGA
^<

COL
^JOLOPiI
ti

COL
porta la loro natura, e si dice anche della tinta che i corpi manda-

Ecclesiastici degli abi-

e vesti de' chierici, de' loro sagri

paramenti, e di quelli usati dalla Chiesa ne' suoi templi, cio delle diversi panni tinte che hanno
i

no
vi

all'occhio.

I colori
il

poi primitiil

sono
il

sette,

rosso,

giallo,

il

verde, l'azzurro, l'arancio, la porpora, e

drappi, e stoffe destinate a

tali usi

violetto.

Il

colore

verde

Prima

di

ogni

altra
di

cosa

credia-

fu

mo

opportuno no generale sul


rio de'

dare

un

cen-

colore. // Diziona-

anche detto prasino, e l'azzurro o torchino, come l' onda del mare, si disse veneto. Ma venendo
ai

Sinonimi dice, che panno cochiama quello, il quale non n nero, n bianco, e il Dizionario delle Origini aggiunge che il bianco uno degli estremi de' coal nero. 11 Petrarca lori opposto per esprimere tutti i colori visibili disse, che luci aperte aveva nel bel nero, e nel bianco; e il Dizionario
lorato
si

colori delle

vesti

ecclesiastiche,

e dei sagri paramenti dalla Chiesa


prescritti ne' suoi riti e

cerimonie

da

s.

Carlo

Borromeo chiamati
del Cielo, e

geroglifici

de' segreti

dall'erudito Cardinal Baronio

Quae
Jide-

nunquam

mysterio

vacant, et plu-

rimuni faciitnt
liuni pietatem,

ad fovendani

diremo che con va-

della lingua italiana

dichiara

per

colore queir ammodamento

(modede' corpi

razione

della

superficie

opachi, o anche quella costituzione

go e nobile aspetto, e -con pari ordine e diligenza si adoperano questi colori nella casa di Dio dai suoi ministri, e nelle cose pi sacrosante

interna de' corpi trasparenti


si

onde

della

religione

cattolica

nella

mandano

vaggi lucidi all'occhio,

variet dei venerabili misteri, Mille trahit

tinti

in diverse gviise,

secondo che

varios adverso sole colores.

6
Colore degli

COL
abiti,

COL
o
vesti degli

In appresso zo
del

Novaziani per me?;-

ecclesiastici.

tolica
la

Sino dal nascere della Chiesa catfurono distinti i chierici coltonsura, e colla veste talare pi

candore delle vesti volevano ipocritamente comparire mondi, come significa il nome Catharos , col quale si facevano chia-

mare, e

vantavansi

di

corta per di

quella

delle

donne,

mai

caduti,

laonde

non essere non volevano


peccato.

cio usavano la tonaca,

za maniche, che veniva


sta all'altra toga colle

o toga sensovrappoche ve-

conversare con

chi aveva

Ma
cap.
si

s.

Agostino, de Agon. Christian.


ISonien smini

maniche pi
appartenenvenfu

3i, disse loro:

o meno
ti

strette,

nel

modo
i

stono diversi orientali


al

clero.

Inoltre

chierici

agnoscere mundanos se potus guani niundos vocarent : ed perci, che il clero cattolico per
vellent

nero pure
le

distinti pel
il

colore di tail

distinguersi dagli

eretici

Catari, ail

vestimento,

quale

pi

dott vesti,

il

cui colore era tra

modesto, secondo i luoghi ove vivevano. Da sant' Agostino rilevia-

nero e
s.

il

bianco. Quindi scrivendo

Girolamo a Nepoziano, che avea

mo, che da
color fosco
;

alcuni usato veniva


s.

il

Girolamo per
lo

af-

abbracciato lo stato clericale, circa l'abito l'ammon con queste parole


nella ep. 3
:

ferma che
co,

altri
si

portavano biannel
lib.

Vestes pidlas aeque desi

come

legge

cantra

bita ut cnndidas, per cui

conosce

Pelagianos : quia serica veste non " utimur, monachi judicamur si tunicam non induerit, statim il:

lud e trivio, impostor, et grae cus est ". Giacch la veste bianca era stimata onestissima presso
i

che era in libert di usare vesti bianche o nere, e che non essendo colore confacente al clero n il nero, n il bianco, vuoisi dedurre
,

che

la

maggior parte

lo por-

Romani,
e.

e riferisce Svetonio, in Ost.


i

paonazzo o pavonazzo, colore, che poi si stabil pei


tasse

castagno,

4o
i

che Augusto riprese


quali vestivano
di

ro-

Cardinali^ prelati, famigliari ponti-

mani
nissero

colore
intervedi

bruno, e loro ordin che


al

Boec. Altrettanto afferma il nanni nella Gerarchia ecclesiastica


ficii

teatro

solo

vestiti

capo

XXX
del

dove dice: Si cerca


clero fosse

se

bianco. Clemente Alessandrino, come si ha dal suo Paedagog. lib. 2,


nel procurare
ziani
ai

la veste
eziandio

di

colore

diverso della comune.

Ed

aggiunge
nella

di ridurre

gli

egi-

che

conservandosi

buoni costumi, cerc d'indurii a vestire di bianco, ed altrettanto vuoisi che facesse coi cristiani del

primitiva Chiesa
stata la veste

memoria usata da Ges


la

essere

Cristo

del colore tendente al violaceo o pao-

medesimo

Egitto,

da

lui

nazzo, molto perci probabile, che


tal

ammaestrati. Gli africani

vestivano

colore

si

adottasse dal clero.

INIa

di bianco, e perch ne' funerali u-

nel capo
te

LXXXVI,
355

Delle vesti usa-

savano

il

nero,

s,

Cipriano ebbe a

rimproverarli.

S.

Antonio
il

abbate,

fice, a pag.

bramoso
perch

di

soffrire

martirio,

Ponteche l'introduzione del colore nelle vesti del Pa-

giornalmente dal

sommo

dice,

fosse dai

persecutori

conovesti

pa,

fosse

in

memoria

della

veste

sciuto per cristiano,

assunse

bianca, con cui per ischerno fu vestito


il

bianche.

Redentore.

tal effetto

aa-

COL
ticamente anche i patriarchi di Gerusalemme vestivano di colore bianco,
>

COL
tutti
gli

bus ". Ai rispettivi artcoli, come Cappello, Collare, Calze, Vescovi,


si

ed oggi,

come

altri

dice di qual colore vestono

ve-

patriarchi, vestono
ceo,

di

color

viola-

scovi regolari, e dei loro


ti,

ornamentutti
i

meno

quelli,

che per privilegio


rosso, e

tra

quali

comune a

vestono

di

color

alcune particolarit negli


tij

godono ornamen-

vescovi

il

colore verde.

come

si

dir all'articolo Patriar-

chi ( Fedi).

Il vescovo Saussai, nella sua Panoplia clericale al capo 5 del lib. IV parte seconda, contraddice il

Racconta Socrate nel

lib.

VI. cap.

20 della
il

storia della

Chiesa,

che

vescovo Sisinio,

seguace dei Koslato ripreso per-

Baronio, e tra le molte ragioni cui adduce, dice che l'abito nero del clero non ebbe origine dal mona-

vaziani, essendo

ch usava veste bianca, rispose non essere da veruno comandato che si usasse veste nera, e che Salomone
anzi ordin
ba.
:

chismo , parte del quale vest di bianco, parte di colore scuro o grigio del colore naturale della lana
pecore, e parte di color neAggiunge, che per lo spazio di molti anni furono stabiliti diversi
delle
ro.

sint iibi vestimenta al-

Che

s.

Giacomo vescovo

di

Ge-

rusalemme, e s. Bartolommeo apostolo dell'Armenia vestissero sempre di lino bianco, a tutti noto.
Ala ad onta
della proibizione fatta

decreti

conci lii,

da vari sommi Pontefici e i quali determinarono peche avessero usate bianche, verdi, o di al-

ne
tri

ai

chierici,

vesti rosse,

da

s.

Girolamo

Nepoziano
il

il

colori, senza

nominare
l'uso

il

nero,
esso.

clero adott nelle vesti

colore neignori
l'e-

e senza

prescrivere

di

ro o bruno,

comech

si

poca del suo principio. L'annalista Baronio afferma all'anno 828, che tal uso provenne dai monaci dopo

Bonanni afferma senza dubbio essere il color nero provenuto


il

Ma

clero secolare dai monaci, e poi universalmente praticato, e ritenual

che

essi

ni sagri, e

furono ammessi agli ordiquindi anche fatti vescovi

to in vigore dei decreti


concili posteriori,

emanati dai

principalmente do,

di diverse chiese.

Lo

stesso confer-

ma

il

Bernini, nel suo erudito trai-

quello violaceo,

la to sul Tribunale della Rota, al capo 26 citando il Macri, il quale alla voce Clericiis, scrisse: " Fuit -' color niger per monachos in cle>'
5'

decimo rilenendosi ed il rosso per la corte del Papa. Il concilio di Narbona del G89 proib ai chierici il colore rosso; ed il concilio di Aquisgrana dell 8 16, ci conferma che
il

po

secolo

ricos saeculares inlroductus,pro


lis

il-

>5

"

nempe saeculis, in quibus nigrorum ordo cathedram s. Petri obtincbat, quare ex eodem ordine innumerabiles per orbem ad
gruni habitum

episcopatum assumpti, atque ni-

';

eorum

religionis

retinentes, bine saeculares clerici

'

eorum

subdili ad superiorum similtudinem eundem colorem ni-

vesti clericali erano nere, sebbene di forma diversa da quella dei monaci. Il definitivo stabilimento poi del colore nero si deve al concilio generale lateranense_, adunato da Giulio II, nel quale si conferm la proibizione di usare colori rossi e verdi da chi non poteva adoperarli; e s. Carlo Borromeo stabil nel primo concilio da
le

"

grum

introduxerunt

in

vesti-

lui

celebrato

in

Milano

che

8
chierici

COL
potessero usare
soltanlo
il

COL
sinodi di Milano iSyg, di Piacenza del 1^89, di Firenze del medesimo anno, e
proibizioni
del dei

colore nero,
il

decret nel i585 concilio provinciale di Bordeaux,


in tutto
il

come

come si osserva do cattolico nella

mon-

veste civile pro-

pria del clero, che diviene uno dei principali distintivi dell'ordine sagro.
f^. gli

Amelia del iSg^. F. s. Cipriano De mortalitate. Il medesimo erudito Sarnelli, nel


di
t.

V delle stesse Lettere Eccl.,

parlando
de.'le

articoli

Abito, ed Ami- 1 de-

dei diversi colori delle insegne

gli ecclesiastici,
li

non che

tutti

quel-

confraternite, dice che di


lori

vari

co-

ad ogni loro indumento od ornamento delle vesti diverse; non che il Ferrari, De re vesliara,
relativi

erano pui-e
le quali
si

le

divise

loro anorigina-

tiche,

vogliono

le nella

prima crociata
ricupero
il

di Palestianti,

e YUistorica disquisido de re vestiara hominis sacri vitam comuneni

na
de

pel

de' luoghi

nella quale

more civili mi 1704.

traducentis, AmstelodaSarnelli, nelle sue Lettet.

a' crociati

Papa Urbano II dieuna croce di panno


nel petto,
affine

rosso da portarsi
di denotare
di
l'

Pompeo
ulteriori

il

fermo proponimento

re ecclesiastiche
notizie

I, p. 78, ci d sull'argomento, e

combattere per la croce sino alultimo sangue. Quindi ogni casuoi generosi pensieri
e tulli

conchiude che il solo colore nero deve usarsi nell'abito e veste chiericale
s

valiere con particolari divise espresse


i
i ;

dei

greci,

che dei
di

latini.

sette colori

a
il

tal

fine furono
il

a-

A' greci parlando Simeone

Tes-

doperati, cio

giallo,
il
il

bianco,
il

salonica, sul loro iniziamento al clericato, dice: Episcopus vestem

l'azzurro,

il

verde,

rosso,

purlo

pureo o violaceo, e
lore giallo
si

nero. Col cosignificare

nigram^ quae humilitatis, et re ligiosi timoris symbolum est, be nedicit et consecrandum jubet
,

volle

splendore del proprio sangue e ricchezze ; col bianco l' innocenza e la


fede
;

>y

eam induere

".

A'

latini,

com'

coli'

azzurro
col
il
l'

pensieri sublimi
la

notissimo, eccetto quelli costituiti in dignit ecclesiastiche, ai quali si ri-

e celesti;
col

verde
industria

speranza;

rosso

valore;

col

purpureo
;

serba
rosso

il

paonazzo
Cardinali,

a' prelati
il

ed

il

o violaceo,
col nero,
i

ed arte
che

ai

nero

solo
di

pensieri

dolenti e
di

pro-

consentito,
privilegi, di
tivi

meno
cui
si

le

concessioni
tratta ai

fondi. In
se di

memoria

tali divi-

rispet-

semplici colori

rimasero

per

articoli
i

del

Dizionario
dei

anche
diversi

insegna alle famiglie di que' prodi,

circa

colori

diversi

ornamenti, che lungo


citare.

qui sarebbe

L'editto de' 26
di
sti

novembre 1624

Urbano Vili
chericali
s

sulla regola delle ve-

interiori die esteegualmente prescrive il colore nero. Parlando poi del divieto ai
riori

chierici

di portare

vesti

di

lutto o
ri-

corruccio per mortede'congiunli,

ebbero semplici, e poi il Piazza Iride sagra Quali sieno i colori, capo XXXI che convengono alla modestia degli ecclesiastici negli abili, secondo la mente de' sogli canoni: capo XXXII; Essere il color nero solamente lecito agli ecclesiastici ; Ant. ThyleIX Thes sius, de Coloribus in t. graecor. Gronov.; Salmasius, de coe
gli

prima

mescolati.

P^.
:

porta

il

citato Sarnelli

le

analoghe

loribus

apud graecos

et

latinos

E-

COL
pist.

p.

log;

Jo.

Vene.

Khaliis,
vi-

de coloribus alane in specie de


riditatis

caussa, Vitteb.

1668;

Jo.

Bure Menkenius, de
usii

cerulei colovis

apud

gro, et
gli

de coccineo^ nialbo coloribus. V. ancora


veteres, et

9 Nani et in legalt5 bus indumentis quatuor colores 5 fuisse leguntur: byssus, purpurn, " hyacinthus,et coccus" Segue poscia Innocenzo III a spiegare come
ger,
et viridis.
.

COL

il

color bianco

si

adoperasse nelle
solennit
e
il

fe-

articoli,

Porpora

cardinalizia,

ste

dei santi confessori e delle veril

Vesti Pontificie, Vesti CardlvaliziE ec. ed il volume Vili, p. 190 del Dizionario, ove si ti'atta delle
,

gini,

rosso nelle
e dei

degli

apostoli,

martiri,

nero
e
nei

nelle preghiere

pei

defonti

vesti

usate dai Cardinali

prelati

giorni di afilizione, destinati a chie-

in sede vacante.

dere a Dio

il

perdono
il

de' peccati
feriali

Color

de' sagri

paramenti,

di

come comuni
e
eh' tra
rosso.
Il

in appresso ne' d
si
il

usasse

colore
il

verde,
e
il

quelli usati dalla Chiesa ne'suoi

bianco,

nero,

templi.

medesimo Pontefice
i
i

spie-

gando poi distintamente


paramenti sagri us, ed usa secondo i tempi,
ne'

tempi, o,

La Chiesa romana

per meglio dire,


del colore nero

termini, ne'quali

si

serve la

Chiesa
dall'av-

divini misteri che celebra, quat;

romana, dice essere questi

tro principali colori

cio

il

bianco

vento alla vigilia di Natale, e dalla

per significare
e
il

la

gloria,

il

gaudio

candore dell' innocenza ; il rosso per denotare l'eccellenza del grail nero o il do sopra gli altri paonazzo che dicesi pur violaceo,
;

settuagesima sino al sabbato santo " nigris aulem indumentis utenduni


"

est

in

die

afflictionis

et

absti-

nentiae pr pecca ti s, et pr defimctis;

ab adventu

scilicet

us-

per significare
e ricordare
i

afflizione,

astinenza,
il

defonti; ed

verde,

" que ad Natalis vigiliani, et a se ptuagesima usque ad sabbatiim


'

siccome colore medio, ne' giorni feriali, e comuni. La Chiesa romana

Paschae

".

Indi con queste altre


la

parole ne rende

mistica ragione:
in Canticis
:

con questi quattro colori forse volle

"

Sponsa quippe
nigra
suni,

dicit

imitare

colori usati nelle vesti

dal

sommo

Sacerdote
si

dell'

antica

legge, nelle quali

distinguevano

sed formosa filia e >i Jerusaleni, sicut tabernacula Ce dar, sicut pellis Salonionis. No
lite

quattro preziosi
il il

colori
il

che

erano
Esori-

considerare ,
tutto ci

quod fusca

sini,

bisso,

la

porpora,
V.

giacinto, ed
dall'

quia decoloravit

me

sol".

cocco,
e.

come abbiamo
5.

Da

do
to,

XX\ III,
III,

Di questo

nosce, che la

chiaramente si coChiesa romana ebbe


colori

e dell' uso dei detti quattro cocos

l'antichissimo rito di usare nelle sa-

lori

scriveva
nei

il

dotto Pontefice

gre funzioni quattro


pali, e

princi-

Innocenzo
secolo.

primi

del

XIII

tra questo

il

nero,

come
e

cap.

De 3Iysteriis Missae lib. I, LXV, p. 337: " Quatuor au-

destinato pei tempi di penitenza, e


di
lutto,

non

solo

nell'avvento,

tem sunt principales colores, qui bus secundum proprietates .die"

nella quaresima, n)a nelle pi-eghie-

rum

sacra vestes ecclesia Piomani-

penitenza per di implorare da Dio qualche ajuto^ e


re pubbliche, e

na distingui!, albus, rubeus,

finalmente

nelle

esequie,

o coni-

IO

COL
Cihstinenta et

COL
pr peccatis, e
il

memorazione pei defonti. N si deve tacere, come Alcuino asserisce,


che nella benedizione delle candele,

colo-

re nero fu interamente applicato alle


funzioni, esequie, messe,
sari, ec. de'

ed anniver-

e nella processione
della
si

dei

febdi

morti. Cos questo colore


si usava, o divenne quinto co-

braio, festa

Purificazione

paonazzo, che prima non

Maria Vergine,
lor nero,
di

adoperava
la

il

co-

almeno
lore.

di rado,

per denotare
:

profezia

Pili

tardi
s

s'

introdusse

il

co-

Simeone

Tetani psius

animam

doloris gladus perlransib.

Avendo
zenzo
ro in
sa
il

detto,
si

III

che sino ad Innoadoperava il colore nene' quali ora


si

qiie' giorni

uil

paonazzo o violaceo (meno


santo, e
si

venerd

pei

defonti,

nei
il

che pel rosso nei d solenni. Da Balsamone, liist. lib. 2, cap. 17, si ha che Costantino il Grande don a Macario una stola tessuta d' oro. Nella Chiesa greca il rosso segno di lutto, e si adopera nel tempo dei
lore d' oro
pel

bianco

quali tempi

prosegue ad usare
s'

digiuni, e nelle
ti.

memorie

dei

mor-

nero), in seguito per significare


afflizione e
il

la

l'astinenza

introdusse

colore violaceo, che da principio

s'

incominci

ad

usare

nella

festa

dei santi

Innocenti, affine di
;

comado-

passionare la loro strage

si

Anticamente veniva da quella chiesa usato anche nel Natale; ma dice il Bergier, che i greci moderni non curano molto la distinzione de' colori, al paro degli altri orientali, n per riguardo ai colori degli

pera anche nella


di

quarta domenica quaresima detta Laetare, e nella

apparati ecclesiastici

gli

stessi

armeni
satta

hanno una
i

distinzione

e-

terza dell'avvento detta Gc?efjperi:h

come
s.

latini,

ma

soltanto
e-

ambedue sono domeniche

di asti-

per

le

feste principali,

come per
si

nenza. Tuttavia in queste

due dome-

sempio pel

Natale, per la Pasqua


ec.
,

niche, particolarmente nella Cappella


Pontificia,
si

di risurrezione

in cui

ser-

usa

il

color rosaceo, o di

vono
fonli

del color bianco, per la

Pende-

rose secche. Di poi si ampli tal colore pr peccatis et dcfunctis, come dice lo stesso Innocenzo UT; e quindi rimasto

tecoste del colore rosso, e

pei

del color
essi

nero,

o paonazzo.
i

Pure tanto
tri

che

greci,
i

ed allatini,

l'uso di vestire di coi

orientali,

trovandosi tra
glielo
vieti
il

lore violaceo

cadaveri de' vescovi,

quando non
ro,

rito

lo-

de' preti, e de' diaconi,

come

dal cerimoniale, e rituale

ha romano.
si

procurano
vescovi di

di

uniformarsi

nei

colori alla Chiesa

Per il Papa, e ni, dopo morte,


ramenti di
coni,
s

Cardinali

diaco-

si

vestono con parosso.


i

no no

tali

romana. Cos fannazioni, che sole

in

Roma
come
si

per

sacre

ordina-

colore

Pure va
dia-

zioni,

descrive

all'articolo
delti

qui avvertito, che

Cardinali

dopo

la

loro

morte sono bensagri


di
rossi;

Cappelle Pontificie. Ai que colori della Chiesa


quella di Parigi aggiunse
giallo, e cinericcio
;

cin

romana,
il

vestiti

co'

paramenti
dalmatica

colore

ma hanno
;

la

colore

anzi in

alcune

paonazzo dappoich quando debbono assumere paramenti di quei

diocesi

si

fa

uso del colore azzurro

nella festa della b. Vergine,


tre ciascuna chiesa
usi
lori

ed inoli

sto colore, indossano la pianeta pie-

pu avere
scelta

suoi

Finalmente il violaceo rimase appunto pr nffliclione,

gata dinanzi.

particolari

sulla

dei

co-

per la celebrazione degli

uffizi;

COL
e tali usi

COL
quaresima
le
il

II
il

debbonsi eseguire quando si trovano introdotti. In Roma per esempio si adopera il color bianco pei santi Ponte-

Pontefice usa

pivia-

rosso, e prima la cappa di saja o velluto rosso foderata con pelli

di

armellino, detta nel cerimoniale

fici,

ma

in vece a Parigi

si

usa

il

verde, e

ad Autun

il

giallo.

Nella
si

chiesa Ambrogiana, o di IMilano,

Manlum, Chlams, Cdaniis rubea, come megho dicesi all' articolo Cappa (fedi), ove pure si parla
delle pelli bianche, e
grigie,

usa
la

il

rosso, e

non

il

bianco

per
Si-

ed

al-

festa

della Circoncisione dei

tre fodere delle diverse cappe,

non
il

chiesa
che,

gnore; nella quaresima usa quella il violaceo tutte le domeni-

che dei colori


le,

loro.

Disapprova
gli

Giorgi tale colore rosso nel

pivia-

meno
si

quella ultima delle Pal-

perch non secondo


riti

antila

me, e

serve del nero anche nei

chi

della

Chiesa

romana,
di

giorni feriali. Nella

domenica
tutta
la

delle
setti-

quale nelle sagre funzioni


r sempre per
colore

considemestizia

Palme

per,

in
il

segno

mana

santa usa
il il

colore rosso, ec-

non
ci,

il

colore l'osso usalo dai


il

gre-

celluato

venerd santo, in cui anero.

ma

nero

o paonazzo
la

doperasi
t del

Cos nella
in

festivi-

nel

piviale,

giacch

cappa

fu
al-

Corpus Domini,
uso

luogo
rosso
;

sempre
l'

rossa,

dovendo prevalere

del bianco, fa essa

del

e pei santi Innocenti adopera quest*

nazzo.

ultimo colore, in vece del paoIl Giorgi disapprova che i


si

esempio la ragione. Ci egli sosad onta che alcuni liturgici dicano convenire al Papa il piviale rosso, come per segno di singotiene
lare prerogativa
gnit,
colla

Papi
di
gli

seppelliscano coi sagri abiti

della

propria
al

di-

colore rosso, e dice, che secondo


antichi rituali,

colla mistica spiegazione,

che
Cri-

re di colore nero, e

dovrebbono esse ne fa a tal uo-

divisa rossa

allude
di

benef-

cio della redenzione


sto,

Ges

po do

la

descrizione a p. 52, ricordancoi

la

cui persona rappresentata

quelli

quali fu vestito Boninel i3o3,


cui
si
il

dal
ne,
gi

sommo

Pontefice.

Con

erudizio-

facio Vili,

morto

e giusta critica lo stesso

Giorcolore

pu aggiugnere
I li
I

essersi

rinvenuto

dice dovei'si adoperare

il

cadavere di Adriano IV, morto nel


5g, adorno delle vesti pontificadi colore nero. I soli martiri,
s.

per decreto di
del

Eutichiano Papa
legge
nel
libro
seppellire col

275, come
si

si

pontificale,

dovevano
il

Colobio (Fedi), di color di


ra,

porpo-

per significare

trionfo,

che

avevano riportato
te.

La Chiesa

morromana sempre si
nella loro

verde ne' tempi prescritti, s da! Papa, che da quelli, i quali cele brano privatamente^ o solcnnemen^ le la messa alla presenza di lui, confutando quelli, che sono di un contrario parere. Cos al capo Xll dice, che il piviale paonazzo si deve usare dal Papa s nello scomunicare, che neir assolvere, leggendosi

nel cerimoniale pontificio, pel


di

ri-

serv del colore


dei santi martiri,

rosso

nelle
lo

feste

to

fulminare
,

solennemente
seguente

la
,

ma non

us

scomunica
Ponlifex

55

il

ordine

mai
Il

nei

giorni, a' quali fossero ap-

paratus

amictu,
mitra

stola,

propriati segni esterni di

mestizia.

pluviali
plici,

violaceo et

simind-

medesimo

Giqi'gi dice,

che imnella

assistentibus sibi

duodecim

propriamente nell'avvento, e

-.

presbyteris

superpelliceis

7
tis,

COL
et

COL
Ratiouil. divin.
1

"
j)

tam

ipso

quani presbyin

Offic. lib.

3.

pag.

teiis

candelas

aidentes
,

masu-

7.

"
>5

iiibus

tenentibus

sedeat

per faldislorium ante altare ma jus, aut alio loco publico, ubi

Per riguardo poi al colore rosaceo va qui avvertito, coli' autorit


Amati, nelle note al Sestini, capo VI <\e\\' Abito Cardinalizio, die se nella terza domenica dell'avvento, e nella quarta domenica di quaresima cadesse 1' anniversario
dell'

magis sibi placebit; et ibi pranathema " lUMiciet, et proferat


-

lioc

modo

etc". Nel rito della assi

soluzione solenne, lo scomunicato

deve
cliiesa

presentare

alla

porta

della

della creazione, o

coronazione
vi

dei

coram

Poulifce,

ipsum
indutus

Pontefici viventi, o se
legrezza, che

fosse oc-

absolvere
>j >>

volente:

qui

casione di fare qualcbe pubblica al-

amictum, stolani et pluviale violaceum et mitram simplicem, se,

riguardasse
;

1'

utilit

della

Chiesa di Dio

ante > deal super faldislorium " principalem portam ecclesiae si bi paratum ". f^. Domenico Giorgi,

quarta domenica di
ziata,
vestiti

o se nella quaresima s'inss.

contrasse la festa della


i

Annundebbono
o
i

Cardinali

esser

Gli abili sa^ri del

sommo Ponin

di rosso, e

non
devono
si

rosaceo,

tf/icc

paonazzi
coli'

neri

alcune
gin-

di

rose secche, ed in conseguenza


sagri

solenni funzioni della


slificati

Cdesa,
degli

paramenti

essere

di

autorit

antichi

color bianco.

rituali,

degli

scrittori

liturgicij

La

regola poi, che


i

deve

os-

Boma

1724. Cinque adunque

servare nel mutare

colori,

di

sono

colori,

farne menzione
festa.

nei

vesperi

della
interi,

che usa la Chiesa romana s nei sagri paramenti degli ecclesiastici, che ncgli addobbi ed ornamenti de'sagri
templi, e
degli altari,
i
i

Se
si

vesperi

non sono
cui
si

allora

usa quel colore che


di

conil

viene
pitolo.

all' uflcio

dice

ca-

come
i

sareb-

Se
l'

l'uffizio,
il

e la

bero i paliotti, damaschi ed

canopei,

drappi,
si

scordano,
seguire
delle

colore dell'
Il

messa dialtare deve


quindi
la

parati co' quali

uffizio.

colore

addobbano
re
gli
i

le pareti, le

per distinguei

vesti

sacerdotali

dev' essere

uffizi,

messe,
le

diversi mis-

conforme a quello della messa,


la
le

teri,

tempi, e

feste.

La

deter-

quale diversit suole succedere nelferia


vigilie

minazione de' cinque colori bianco, rosso, verde, violaceo, e nero oltre quella del rosaceo principalmente per la Cappella Pontificia, cio per la quarta domenica di quaresima, e
per
la terza

terza delle rogazioni, e neltra


le

Per la mesche altres il canope o padiglione del ciborio, o


ottave.
sa solenne

bisogna,

tabernacolo dell'altare, concordi col


colore
dei

dell'avvento,

pel

Papa

nel piviale, che pei Cardinali negli


abiti cardinalizi, e pei sagri ministri

come prescrive tit. XIX, rubr.


11

paramenti della messa, il Gavanto, part. I,


6.

ne'paramenti, non che nel paliolto dell'altare, e drappo su cui si posa


la

colore bianco pei misteri di


Cristo,

Ges
per

meno

il

venerd santo,

Rosa d'oro, rimonta

al

secolo

le feste della b.

Vergine, per quel-

nel

XIH, perch Durando, che mor fif)6, ne parla come di una


da
tutti,

le dei confessori, delle vergini, di tutti


i

santi,

e di tutte le sante,
il

che non

cosa conosciuta

nel

suo

solfrirono

martirio.

11

colore bian-

COL
co pertanto
la
vigilia
dell'
si

COL
quale colore pur messa pr sponso
11
si

i3

usa dai vesperi del-

adopera nella
sponsa.

di Natale sino all' ottava


le

et

Epifania vicbisU'e, eccettuate


de' martiri,

feste

che cadono tra


;

la
fe-

ottava dei Natale


ria

si

usa nella
nel
della
ai

colore rosso per la solennit della Pentecoste, ossia dello Spirito Santo, pegli apostoli, eccelluat
s.
il

in

Coena Domini.,
nell' uffizio

sab-

Giovanni pel quale


vigilia

si

adopeuse

bato santo

messa,

ra
tal

bianco, e pei martiri. Si


delle
al

e da quei giorno sino

sabbato

colore dalla

della vigilia delia Pentecoste a no-

tecoste nella

messa fino

Pensabba-

na neir uffizio de Tempore, fuorch nella messa delle litanie, e nelle


rogazioni
della
ss.
;

to seguente,

come

sieno

terminate

e nona, e la messa. Si usa ancora


il

si

usa ancora nella festa


e della Trasfiguraziodi

rosso nelle feste della


s.

ss.

Croce,

Trinit, in quella del Cor-

della decollazione di
sta,
gli
s.

Gio. Batti-

pus Domini,
ne, nelle

feste

Maria Vergine
si

apostoli,

nel d nalahzio de'principi deeccettuata quella li

(fuoi-ch nella lienedizione delle candele,

e nella processione, che

fa
lei

sta

Gio. Evangelista, cio nella feche cade dopo il santo Natale,


s.

in detto giorno
purificazione),
angeli,

sagro

alla

di

nella festa di

Giovanni ante porfeste

nella

festivit

degli

tani latinam, nella commemorazio-

nella

nativit

di
s.

s.

Gio.

ne di
dei
santi

s.

Paolo apostolo, nelle


eccettuata

Battista, nel giorno di

Gio.

EPie-

martiri,

quella

dei

vangelista, nelle feste della cattedra,

Innocenti,

quando non viene


in
tal

e del
tro
di

primo agosto,
:

festa di

s.

in

domenica,
il

giacch

caso

ad Vincala
s.

nella conversione
festa

adoperasi

colore rosso.

Si usa di

Paolo; nella
pontefici,

degli

Oe
in

esso pure nella festivit delle sante

gnissanti, de' confessori

pontefici,

vergini emarfiri,
;

come

delle martiri

non
tiri,

dei

dottori

quelle delle sante vergini

e
;

delle

non

vergini,

non mare non


;

martiri

nella dedicazione, e consa-

grazione della chiesa, e dell'altare


nella consagrazione del
tefice,

non vergini in tutte le ottave delle mentovate feste, che portano l' ottava e quando si fa l' uffizio di ottava; nelle domeniche che vengono fra le stesse ottave, come di,

sommo Pone
nell'

cemmo
messe
vit,

del
altres

colore
delle

bianco;
suddette

nelle
festieli-

nell'anniversario di sua crea-

zione, e

coronazione,
vescovo.

anni-

versario della elezione, e consagra-

nonch gendo sunimo

nella

messa pr

Pontifice.

zione

del

Egualmente

si

usa in tutte le ottave delle nominate feste dove abbiano ottave, e

li verde colore proprio, che si adopera dall'ottava dell'Epifania,

sino alla settuagesima,

e dall'otta-

messa dell'ottava, e nelle domeniche che s' inconti-ano fra di esse, allorquando si faccia l'uffizio della domenica, meno per quelle domeniche, in cui stacelebrasi
la
bilito
il

quando

va della Pentecoste sino

all'avven-

to esclusivamente nell'uffizio de tempore, eccettuata la domenica della


ss.

colore violaceo, e finalmen-

Trinit come sopra, ed eziandio eccettuate le domeniche fra l'ottava, nelle quali si visa il colore delle

te nelle
festivit,

messe votive delle suddette


in

ottave, e

ed
le

eccettuate

qualunque
usarsi
il

tempo
bianco,

si
il

vigilie,

quattro

ancora le tempora, co-

dicano,

deve

me

diremo qui appresso.

i4
Il

COL
colore violaceo, o paonazzo,
si

COL
Le
stoffe d'oro, e

d'argento quanil

usa nella prima domenica dell'avvento dai primi vespeii sino alla vigilia della

do interamente ricuoprono
s'impiegano per
si

fondo

tutti

colori, e in

sn'e,

dalla

messa del santo Natale inclusettnagesima sino al

tutte le solennit;
di quelle stoffe,

altrettanto dica-

sabhato santo
nclusiK'e ;

prima

della

nell'uffizio

de
in
il

messa tempore,
la

eccettuata la feria

Coena Dobianco,

mini, in cui
feria

si

usa

Parasceve, in cui si adopera il nero, e la benedizione del cereo pasquale nel sabbato santo, in cui il diacono soltanto, che canta V Exidtet, usa il bianco, e terminato il canto si veste di paonazzo come prima. Egualmente si
iti

VI

che contengono nel tessuto i cinque colori bianco, rosso, verde, paonazzo, e nero, le quali per si adoperano in qualche oratorio, o cappella privata, o in alcuna chiesa suburbana. Il p. Quarti

dice,
il

che l'oro ha in s un luquale rassomiglia al bianco,

cido,

ed un che d'igneo, che si avvicina rosso; quindi conchiude, che eccettuato il paonazzo e il nero ,
al

tutti

gli

altri

colori

l'oro

pu
l'

usa

del

violaceo

nella

vigilia
;

di

equivalere.

Si

loda per che


agli
ai

o-

Pentecoste avanti la messa nelle quattro tempora, e nelle vigilie in


cui
si

ro serva

di
,

ornamento
e

abbi-

gliamenti
ti

drappi
e
il

assegnadolore,

digiuna,

eccettuata

per

la

a notare
il

l'afflizione

vigilia,

tempora Pentecoste; nella messa delle


e le quattro
nel giorno di
s.

della
lita-

come
la

paonazzo e il nero, purch maggior parte di questi coloi'i


invariabile.

nie,

Marco
e

evannelle

resti

Che

se pel lun-

gelista,

e delle

rogazioni,

processioni che hanno luogo in quei giorni; nella festa de' santi Innocenti,

go uso di tali paramenti, i fili d'oro vengano per la massima parte a disperdersi, ed a consumarsi, ri-

quando, come dicemmo, non cada di domenica; nella benedizione delle


candele nel d\ sagro alla Purificazione della b. Vergine, nella benedizione SI delle ceneri che delle pal-

manendo
lo,

la sola

seta in color gial-

che a quelli serviva come di ap-

me, e generalmente
cessioni
,

in

tutte le pro-

eccettuate
le quali

quelle
si

del

ss.

poggio e di fondamento, non sono allora pi capaci simili paramenti di essere n all'uno, n all'altro colore attribuiti. Va qui per avvertito, che avendo la Chiesa non
senza mistero stabilito nella celebrazione degli augusti
suoi
riti

Sagramento,

fanno nei

giorni pi solenni,

rum

actione;

o pr gratianelle messe di pas-

la

va-

riet de'sagri paramenti, e


lori

dei co-

sione, pr quacumque necessitale j pr peccatis; ad tollendutn schis-

di

essi,

per
del

distinguere

un
stare

coloi-e

dall' altro,

ma ;
li j

conlra paganos; tempore belpr pace; pr vitanda mortalit te; pr iter agentibus j e final-

al principal

duopo drappo o
fa

stoffa,

che forma
e

il

fondo del paramento,


ai disegni, ai fio-

non

ai

ricami,

mente
Il

nella

messa pr
si

injlrmis.

colore nero

usa nella feria


defunti.
I,

VI
fizi,

in Parasceve, e in tutti gli uf-

e le

messe dei

F.
tit.

Rubr.

Miss. Roman., parte

ed agli abbellimenti, i quali per quanto sovrabbondino non possono definire un colore, differente da quello del fondo; quindi per esempio una pianeta in fondo bianco
ri,

XVIII.

ricca di ornati di colore rosso,

non

COL
pu e non mai
servire

COL
ne qualche
tidcato, e
si

i5

che
pel

pilmo colore, secondo. Similmente


pel
si

vaghezza dell' originario della rosa; ma alquanto mor-

in que* paramenti, colori in tessuti,

che sono a pi deve attendere a

meno
un

vivace.

Il

rosaceo
la

considera
il

colore tra

por-

quello che prevale,

meno

casi

mentovati per mancanza di a poter sostenere le occorrenti spese per farli diversamente. Si deve pure avvertire, che i decreti della sagra
riti

summodi

pora, e
ta,

colore violaceo o violet-

si

adopera,
nella terza

come dicemmo,
di quaresi-

nella quarta

domenica
si

ma, e

dell'avvento.

A-

nalogo alla prima

crede proprio
nell'introito,

congregazione dei

per quanto

si

legge

prescrivono, che ciascun sacer-

e nell'evangelo della messa, e perci qual sollievo

dote, tanto secolare


re,

celebrando

la

quanto regolamessa debba s


colore de'pa-

ed

allegrezza dai

digiuni, e dalle penitenze del corso


della quaresima, e qual preparazio-

per

la solennit, s pel

ramenti seguire

la

rubrica prescrit-

ne

al colore

pi giulivo e
solennit

solenne

ta nella chiesa ove celebra, ancor-

della prossima

pasquale,

ch
te

l'ufficio

particolare del sacerdosi

avendo

la

rosa tre
il

singolari
il

prosapo-

stesso

non

conformasse a quelCos ancora quan-

priet l'odore,
re, equivalenti

colore, e

io

della chiesa.
si

alla carit, alla gio-

do
to,

celebra la messa in
il

re ove sia esposto


sia in

ss.

mi altaSagiamen-

condit ed
figura di

alla

spirituale

saziet,

Ges

Cristo vero fiore del

altra festa,

domenica piivilegiata o dovranno usarsi paraproprio


alla
festa

campo. Vuoisi ancora derivato neldi quaresima la quarta domenica


il

menti di

color

colore di rosa secca, dalla

Rosa

del santo corrente, e

non

gi esclu-

d'oro [Pedi),

che

si

benedice dal
misteriosa,

sivamente

il

colore

bianco proprio
ss.

Papa con

quella

bella,

della solennit del

Sagramento,
se la
festa

ed espressiva orazione,

che
p.

ripor-

ed
in

anche
alcuna

il

violaceo

tammo

al

voi. Vili,

276

del

del giorno lo richiede. Allorch poi

Dizionario. Cos nella terza

domero-

chiesa

per concorso

di

nica dell'avvento col colore di

popolo, per particolare


se la

indulgenza
si

se secche, intende la Chiesa prepa-

concessa o altra solennit

cantas-

messa di santo particolare, ed ancorch vi fosse esposto il ss. Sagramento, nelle messe private si useranno parimenti di coloi-i propri al santo del giorno corrente,

ad altra solenne festa, ma con minori dimostrazioni, in espettazione della venuta del Salvatore annunziato dai profeti con sospiri,
rarsi

e desideri ardentissimi. Si conchiu-

ed
per

de,
il

coH'autorit

de' liturgici,

che
vol-

anche
si

il

violaceo

se occorra,

colore rosaceo porpora di tin-

nulla avendo riguardo al colore che

ta pi leggera,
te,

non

tinta
di

due

usa nella messa solenne.

Per

ci poi che riguarda


ci

il

colore

rosaceo, o di rose secche,

permette-

remo di aggiungere a quanto su di esso abbiamo detto, il seguente cenno.


Il

porpora violacea, come si espresse il detto Ottavio Ferrano. P^. il Bonanni, Gerarchia ecclesiastica p. 343 e 347,
cio

una specie

sui diversi colori usati dalla Chiesa.

colore di rosa secca viene chia-

Sui colori
siastici,

dei

oiato dai greci


alli'i

Xerampelino , e da ZaloUno. Questo colore ritie-

su quelli

paramenti eccledegli ornamenti

dell'altai'e,

e de' sagri templi, oltre

i6
gli

COL
articoli relativi,

COL
dezza,
il

e principalmen-

prlncipalissimo edifizio delpii

te quelli delle Cappelle Pontificie e Cardiivalizie, Paramenti sagri ec.

l'antica architettura, la

vasta
la

mole, che l'edacit del tempo, e


ferocia de' barbari

viiiuio

nieo
nei

BartolomPiazza, Iride sagra spiegata


degli
abiti ecclesiastici,

consultati

Carlo

non seppero
;

in-

teramente distruggere
archeologi

anzi tutti gli


la

colori

dicono
delle

essere

pi
por-

Roma

1682.

In

essa

al

capo

sontuosa
giunte
tento di

antiche
noi.

fabbriche

dice , Che l' uso , e la diversit prescritta dei colori appartiene ai sagri riti, e non puossi trasgredire

sino

Questo

romana magnilcenza, che

nelle stesse sue rovine reca singoiar

senza grai'e colpa. AI capo VI tratta: che tanto la Chiesa trionfante, (filanto
la militante si diletta della variet dei colori: quella rappresentata nelle

lustro alla odierna


in
tutti

Roma,

desta

sorpresa
e

ed

descritto

illustrato

ammirazione, da molti e

gravi scrittori, fu confrontato colle

gemme, questa

ne'fiori.

Ed

al

meraviglie del
ziale,

mondo antico da MarI

<;apo

XXXIV

asserisce: essere contro

la mente de' sagri canoni l'uso degli

che nell'epig. dubit di asserire


:

de Spect. non

apparali ecclesiastici di colore ambiguo, e diverso. P\G\o. Gasparo Krausen, Dissertatio de colore sacro speci a tim vestitus sacerdotalis, Witteml)crgae
le
r

O/nnis caesareo cedat labor


phitheatro
;

am-

Unum

pr cunctis faina

loqua-

707; Claudio
dell'uffzio

Villette, del-

tur opus.

ragioni

e delle ceri-

monie della Chiesa Romana, Parigi 161 I. Sono pure a vedersi il


padre Carlo
Guiet^ gesuita^ della fTeortologia libro III, capo XXIX;

Nel luogo dov' ora


anfiteatro fu gi

il

grandioso

un mercato o em-

Bouffuillotj Liturgia sacra, pag. 96; Diclich, Dizionario sacro-liturgico;


stiche, colle

Gavanto, Delle cerimonie ecclesiaAddizioni del p. Merati,


Pel colore delle gemdegli
ecclesiastici,

porio, che l'imperatore Nerone occup per farne parte del suo palazzo, o casa aurea, e dove costru uno stagno a foggia di lago ; laonde fu detto Stagnum Neronis. V. Nardi ni Ro-

ma
gusto

antica,

pag.

3.

Avendo

Au-

p- 36, e seg.

immaginato
nella

di

me
P.

degli

anelli

anfiteatro

parte
1'

fondare un centrale di

l'articolo

Anelli, e pel colore

Roma,
vio
fetto

degli abiti sagri de' greci,

Balsamo-

ne nella sua Collezione de' canoni, il Macri, Notizie de'' vocaboli ecalla

imperatore FlaVespasiano ne mand ad efr idea nel sito da Neroposcia


,

clesiastici

voce

Saccus

(veste

sagra usata dalla chiesa greca), dove tratta dei colori bianco, e rosso,

adoperati dai

greci.

ne ridotto a lago e dove alcuni aggiungono un giardino. Si serv Flavio per architetto (almeno secondo la pi comune opinione) di Gaudenzio cristiano altri per ne
;

COLOSSEO
garmente
Colosseo,
lebre

COLISEO m
di

danno
ultimo
di

il

merito ad un

tal

Rabirio.

Roma, ovvero Anfiteatro


detto
si

Flavio
secolo
ce-

L'edifizio fu incominciato nel pen-

l'espasiano. Questo anfiteatro, vol-

anno
g'

della vita di

Vespa-

dall'ottavo

siano, che

impose
per
casa

il

suo

nome
dal
il

considera

pel pii

Flavio,

ma
della

aver tolto
di

monumento della romana

gran-

vestibolo

Nerone

COL
o statua colossale marmorea di quell' imperatore che poi Adriano eresse innanzi all' ancelebre
colosso,
titeatro, la "verso
il

COL
combattimenti
in
di
fiere,
le

17
quali

tempo suindicato
Colosseo
dal

numero di cinquemila comparvero suir arena, e furono tutte uccise, come raccontano gli storici.
Ricorderemo
qui, che presso
i

denominazione di
,

1*0-

colosso

prevalse al suo

vero no-

mani
tri
i

le

dedicazioni venivano

cele-

me
di

di anfiteatro

Flavio. Alcuni ar-

brate a seconda
si

dell' edifizio. I tea-

clieologi

asseriscono,

che

il

nome
al

dedicavano con un dramma;


colla corsa delle
coi

Colosseo

derivasse
dalla

piuttosto

circhi

carrette

monumento

sua grandiosa costruzione, portentosa ed eccelsa altezza, come si esprimono il Mazzocchi, e il Cassio. Il Borghi ni disuo tempo gli anfiteatri, forse da questo famoso, chiamavansi Cidisei, con voce alquanto corrotce,

le

naumachie
;

combattimenti nae e
colla

vali

e gli anfiteatri coi giuochi

lotte dei gladiatori,

caccia

di fiere.

Alla

splendidissima

dedi-

che

al

cazione fatta da Tito dell'anfiteatro,

ed

ai

giuochi sontuosi allora

celesi

brati alludono

due medaglie, che


le

ta

da

Colossei.

Si racconta

die

l'e-

vogliono fatte coniare dal di lui fratello

difizio

fu terminato in soli

cinque
milioni
dodici-

Domiziano,
nel

quali
la
il

portano
figura
di

anni, colla
di

spesa

di

dieci

ambedue

diritto

scudi, avendoci lavorato


fatti

Tito, e nel

rovescio

prospetto

mila giudei

schiavi
figlio

da VespaTito nella
fu

dell' anfiteatro,

che mostra
la

sini-

siano, e dal suo

stra

avere avuto
si

guerra giudaica, in Gerusalemme. Tali


to in capo alla via

cui

presa

di cui
tico

parler,

Meta sudante a destra un poril

trionfi

furono
Cassio-

a doppio ordine di colonne,

anzi celebrati col vicino arco di Tisacra.

cui prospetto corrisponde alla parte

dell edifizio
il

rivolta

al

monte
al

doro.
la

Parlar,

lib.

V, Epist. XLII,
gloria

Celio, ed

cui

arco

prossimo

attribuisce tutta la

tutta

centrale

spesa di questo edificio a


vi

Tito,
di

dicendo che
ricchezze.

vers un fiume
il

Barthelemy, e

p.

Jacdella

quier

formando

un

calcolo
il

primo ordine esterno portava il numero I. Finalmente 1' imperatore Domiziano diede compimento all' edifizio, e se Vespasiano port la cavea fino ad un cerdel to

spesa stabilirono, che


ni di franchi.

solo

muro
rile-

numero
la

di gradini, e se Tito la

esterno costerebbe diciassette milio-

innalz sino ai superiori, Domizia-

Da

ci

si

pu
gli

no

comp portando
che

l'

anfiteatro

vare quanto sar costato tutto intero r edilzio, con tutti

fino agli scudi, cio a quegli orna-

ornae

menti rotondi

coronavano
di

la

menti, senza nominare


sontuosissimi spettacoli.

le

spese per

cornice estrema dell' anfiteatro, for-

la celebrazione dei sorprendenti,

mando cos una specie ra, come si vede dalle


magnifici spettacoli
i

merlatu-

medaglie.

morte di fu continuata la gran


la

Dopo

Vespasiano,
flibbrica

da

Tito

imperatore,

nelT

anno 80

dell'era nostra fu dedicata solenne-

mente

alla memoria del suo augusto genitore Vespasiano, con son-

Domiziano, fra timento navale. Trajano probabilmente port l'arena al piano attuale, reggendola
sopi"a

pure quali un combatvi

diede

costruzioni.
vi

Altri

grandiosi

tuosissimi

giuochi di

gladiatori, e

giuochi

diede Adriano nell'anni2

VOL. XV.

w
wo^>wr\mh,

m>

i8
versai'io di

COL
condannati
schiavi,
i i

COL
all'

sua nascita, ne'quali caddero cento leoni ed altrettante leonesse, e in sei giorni furono uccise
mille belve.
to in

estremo supplizio,

gli

prigionieri di guerra,
in odio della fede,

ed

cristiani
si

come
popolo

Avendo
;

l'edificio soffer-

poi

dir.

Tanta crudelt veniva


passione
del

un

incendio, Antonino Pio vi

scusata

dalla

oper de' restauri


feste

mentre per Marlui,

romano
rai-e
le

pegli spettacoli, e per ispi-

co Aurelio successore di
solennizzarono le
sui

grandi
vittorie

negli animi degli spettatori tali

sue

coraggio, che

facesse sostenere

Marcomanni. I giuochi quivi fatti non salirono in tanta fama quanto quelli dispendiosi di Commodo, che andando perduto pegli
spettacoli
volle

nelle guerre

qualunque attacco, senza provarne timore o spavento. Anche Alessandro Severo fece
tacoli,

celel)rare nell'anfiteatro solenni spet-

combattervi

qual

con maggior frequenza


lasciandovi
la

il

gladiatore, e giostr colie stesse fie-

fece Caracalla,
il

vita

re

anzi a maggior

rezza, apr

comodo e sicuun passaggio sotterraneo

per pervenire sul podio al suggesto imperiale, ove fu una volta inutilmente assalito dall' ardito Quinziano.
T^.

Ossci'K'azioni

sull'arena

sul podio deir aifueatro Flavio^ fatte dal cav.

celebre gladiatore Batone. Nel breve impero di Macrino, verso l'anno 217, siccome molte parti che cosfi lui vano l'edifizio, massime quella superiore della cavea, erano di legno, cos a'^S agosto percosso venendo lanfiteatro da un fulmine fu

Pietro

Bianchi

archi-

arso da cima a

fondo,

rimanendo
il

tetto, illustrate e difese dal profes-

consumati dal fuoco tutto


to superiore, e tutti
i

recia-

sore Lorenzo Re, che


delle Dissertazioni

sono

riporp.

gradini alfin-

tate nel tom. I, parte II,

i25

deW Accad. Rom.


il

di

Archeologia.

Dice

Panciroli,

Tesori nascosti p. 270, che l'edifizio si chiam ancora arena, perch


nel mezzo era tutto sparso di alta

nulla valendo ad arrestarne r incendio 1' acqua pluviale che in gran copia cadeva, e quella portatavi da tutta Roma. 11 perch ritorno,

manendo

inservibile,

lo spettacolo

de' gladiatori fu dato per molti an-

arena,

perch

gladiatori

nel fare

ni nel circo. In seguito le parti con-

ungendosi le carni, le potessero coU'arena imbrattare, acci non fossero tanto sdrucciole, ed anco perch i gladiatori feriti, nascondendo coir arena il proprio sangue, pi
alla lotta

sumate dal fuoco furono rifatte di materiali solidi, da potere impedire altri incendi di

conseguenza.

Il

primo a restaurarlo fu Eliogabalo, ma continu e comp il lavoro Alessandro

coraggiosi seguissero

l'

incominciata

Severo,

per
colla

cui

furono
effigie,

pugna.
si

Quindi

aggiugne,
intorno
orsi,

che in
leoni,

coniate medaglie

sua

apposite stanze

all' edifizio

e coir anfiteatro con combattenti e

mantenevano

tigri,

ed

altre ferCj oltre quelle

che

si

custodivano nel vivajo fuori delle porte di s. Agnese, e di s. Lorenzo.

accadil che de verso l'anno 22 3. Nel rovescio di una medaglia di Gordiano III, a sinisi vede l' anfiteatro avente

giuochi di gladiatori,

Uscendo

le
le

fiere

nell'

arena,
e

stra la IMeta sudante,

il

colosso di

combattenti
derle.

affrontavano,

ri-

Nerone, e a destra legato colla fabbrica

portavano copiosi premi


Talvolta
vi

nell' ucci-

una

specie di portichetto aror-

furono

esposti

cuato sostenuto da colonne ed

COL
nato di

COL
che
cuopre

19
l'

un

tiinpaiio,

moto aveva danneggiato

anfitea-

una

statua.

vedesi

un toro

elefante.

mezzo poi all'arena alle prese con un noto quanto Gordiano


In

tro, che fu ristorato da Rufo Cecina prefetto di Roma, il quale rifece di nuovo il piano dell'arena,
il

amasse avere molte belve, che poi correndo l'anno 248, furono consumate dal successore Filippo nei
giuochi secolari
tuose. JNeir
,

podio, e
i

le

porte posteriori, e
Neil'

ri-

stabil

gradini.

anno 5o8,

e con

caccie son-

Decio Mario Vel'anno 260, soggiacque 1' anfiteatro con lieve suo danno ad altro incendio, che fu subito riparato; indi anche Probovi diede magnifiche caccie per celebrare nel 281 il suo trionfo. In una

impero

di

essendosi rovinato il podio, e sprofondata l'arena per un altro fortissimo terremoto, cagionato da un vulcano, Decio JMario, altro prefetto di

nanzio Basilio,

vei'so

Roma,

accorse

riparare

danni.

Divenuto re d'Italia il goto Teodorico, nel Sig per avere assunto il consolato Eutarico Cillico
genero di
lui,

furono nell'anfiteatro

sola volta

fece

uscire

cento
la

leoni

celebrati splendidissimi giuochi,

con

giubba li, che

co' loro ruggiti

fecero
ca-

caccie di belve fatte venire dall'Africa.

rimbombare orrendamente
vea, e che poi furono tutti
Segui
la

Tali giuochi rinnovaronsi nel


il

uccisi.

52 3 neir assumere
nicio
ostilit

consolato
dipoi

Ale

caccia

di

cento

leopardi
di
di-

Massimo.
tra
i

Insorsero
e
i

africani,

e di altrettanti

siriaci,
;

goti

greci,

nel

cento leonesse, di trecento orsi


diatori,

qual

tempo

Roma

poi comparvero trecento paja di gla-

gravissimi

danni,

soggiacque a per cui sembra


Ridolfit.

ed

il

combattimento fu

for-

probabile quanto asserisce

mato dai prigionieri portati a Roma. Numeriano ed altri vi diedero


giuochi magnifici
liti
;

no Venuti

Roma moderna

I,

p.

ma

furono abo-

de'barbari principiasse a guastare in parte una mole cos

che

l'ira

per sempre dall'imperatore Onorio cristiano i combattimenti dei gladiatori nel 4^3, giacch Prudenzio avea esortato l'imperatore

ammirabile, anche per l' avidit di levarne i metalli che la componevano. Fu Teodorico il primo, che
concesse
i

dosio di lui genitore a


tere pi tali
fei'oci

Teonon permet-

sassi

dell'edifizio
;

per uso

di altre fabbriche

ed

il

Cancellieri

combattimenti

contrari alla morale, e alla religio-

il

ne cristiana, onde s. Almachio fu r ultimo martire, che ivi perisse per avere innanzi ad Alipio prefetto di
Rom.a, invitato
i

97 de' Possessi, aggiugne, che popolo romano chiese licenza a Teodorico di ristorare le mura delp.
la

si

citt, colle pietre de'gradini, che tiovavano smosse dall'anfiteatro. II


s.

gladiatori a cessare

Platina, nella vita del Pontefice

da tal carnificina. Ma sebbene Onorio rigorosamente proi-

una

volta

Sqo, nel difenderlo dalla calunnia, che in odio


I

Gregorio

eletto nel

bisse la continuazione de' combatti-

del culto de'pagan e gentili i-ovinasse,

menti de' gladiatori,


spettacoli delle bestie

le

caccie e gli
feroci

molti antichi

edifizi, dice ch'egli

conti-

in vece siccome

romano amava
il

te-

nuarono almeno sino a Giustiniano I ne' primi del VI secolo. Gi verso l'anno 44*2 w" tremendo terre-

neramente Roma, e
Tuttavolta
il

suo lustro.
il

venerabile Reda,

quale

fiori nell'ottavo secolo, in

ColU

20
de. Bell. e. Ili,

COL
covro nel
gipani
falso

COL
Colosseo presso
amici.
colla
il
i

chiaramente indica col noto vaticinio, che allora il monumento era ancora intero, esprimendo-

Franil

suoi

Inutilmente

Papa

Quamdin stahit Coliseus ,stabil et Roma: quando cadct Coliseus cadet et Roma: quando cadet Roma, caii:

zione assalt
tutto furente

sua numerosa faColosseo ; il perch


la
s.

and a depredare
il

basilica Vaticana,

patriarchio di

det et mundus. Ecco

la

prima

vol-

Maria Maggiore, ed
R.oma,
usurpate
ni
II

altre chiese di

ta, che r anfiteatro Flavio viene chiamato Coliseus, e si deve credere con pi ragione-, che il fosse

servendosi

delle

ricchezze

corrompere i romaa sostenerlo, per cui Innocenzo


per
in

dalla colossale

sua

mole, che
il

dal

pass

Francia.
la

Ritornato
di

in

colosso di Nerone,
pi di

quale a'tem-

Roma, dopo
IIj

morte

Anacleto
i

Beda non pi

esisteva.

Sembra
le

vide con suo


il

dolore nel

i^'x
la

adunque, che sino a questi tempi


invasioni di
Alarico,

ripristinare

senato romano, e

GensericOj ed
risparmiato, e
fieri

repubblica, che
e tutte
le

occup

il

Colosseo,

Odoacre
che
del 789,
de'secoli

l'

avessero
dai

altre fortezze e torri dei

piuttosto

terremoti

e 780, e

dalla barbarie
Tedifi-

Frangipani, siccome avversi al governo popolare. V. Agnello Anastasio,


Ist.

seguenti

ripetesse

degli Antipapi, tom. II.

zio la sua rovina. Nel declinare poi

p. 35.

del secolo
altre

XI

incontr
fibbriche

la

sorte di

grandi

dell'antica
soli-

losseo,

Ricuperato dai Frangipani il Cosappiamo che il gran PonAlessandro


scisma
era
111,

Roma,

e per la

sua forma e

tefice

Bandinelli,
antipapi,
I,

dit, fu ridotto a

dover essere

for-

nello

de' quattro

tezza feudale di varie


bili,

famiglie no-

sostenuti dall'imperatore Federico

e potenti, che ne'successivi se-

mentre

pseudo- Pontefice
dal

Paper

coli
lit,

turbarono
e
civile.

la

pubblica tranquilla discor-

squale IH,

patriarchio
nel

latera-

mantennero accesa

nense ove
insidie

abitava,

1166

dia
i

Non

va qui
al

taciuto, che

tesegli

dall'esercito dell'imfratelli,

portici contigui

Colosseo, nel-

peratore, co'suoi
si

e famiglie

io85, furono rovinati da Roberto Guiscardo duce de'normanl'anno


ni,
il

rifugi nelle sicure case de' Fran-

gipani,

presso

s.

recatosi in

Roma

per

liberare

nella torre
ria, di

Cancelleria o

Maria Nuova, cio Carlulale

Papa
s.

s.

Greg'orio

VII, assediato

contro

all'arco di Tito, e nel

dall'imperatore Enrico
stel

IV,

in

Ca-

Colosseo. Ivi
ni,
i

teneva

congregaziole

Angelo.
i

concistori,

trattava

eause,

Nell'anno

i3o,

il

Colosseo,

come

una rooca
ni, della

difesa,

era gi in pote-

ed emanava i pontificii ordini: finch dopo di avere scomunicato Federico I, nell'agosto

re della celebre famiglia Frangipa-

1167

part

di

quale

il

Cancellieri

d erui5 febli,

Roma
le

per maggiore sicurezza, nelgalere,

dite notizie a p.
sessi.

348

de' suoi Posa'

due

che

con armati

gli

Pertanto venendo

braio eletto Pontefice Innocenzo


insorse contro di lui l'antipapa

Ana-

avea mandate sul Tevere il re di Sicilia Guglielmo^ come raccontano II. t. il nominato Agnello Anastasio
p.

cleto li assai potente, quel Pontefice

insieme co'suoi

fratelli

Guidoni-Pasi

all'anno

73, e 74, il Baronio, ed i 167.

il

Pagi

pareschi, nobili di Trastevere,

ri-

quell'epoca l'edifzio del Colos-

COL
seo dava

COL
delle coni

21
Frangipani do-

nome ad
Roma,
i

una

Ne! tempo che

trade di

della quale

Frani

gipani erano

capitani,

ed

cui

minarono l'edifizio, questo fu assai malmenato, e tra i danni cui


ricevette
si

bandonarii,
lennit,

o handerarii precedevano colle insegne il Papa nelle so-

vogliono,

forse

di pre-

massime
Romani.
I

nel
si

d della in-

coronazione,

siccome
detti

legge negli

Ordini
donari
,

medesimi bandalle

accennate di sopra, riconoscere quei buchi che con violenza si operarono per trarne il ferro, il piombo, e il bronferenza
alle altre cagioni

cos

bandiere

zo de'perni,
di

quali

legavano
altri ai

tra
at-

che usavano, erano la guarnigione del Colosseo. Dipoi nel termine del

loro

massi,

ciocch

tribuiscono,
bari,

come dicemmo,
in

bar-

d Innocenzo III, Conti, e i^iB il nipote di lui Pietro Annibaldi, d'una delle primarie famiglie romane, quale emupontificato
circa

ed
di

altri

parte alle bottepilastri

l'anno

ghe

legno

indossate ai
l'

antichi

allorch

anfiteatro

volle

convertirsi in mercato, locch

non

si

la della

Frangipane,
torre
nelle

volle costrui-

re

una

vicinanze

del

deve credere. Verso i principii del secolo

XIV
in

Colosseo, per poi attaccarlo, e ren-

nuovamente
potere degli
recatosi in

il

Colosseo
nel

torn

dersene signore:
e

ma

Frangipani,

Annibaldeschi, finch,

Giacomo capo
il

della famiglia
s

con

Roma,

i3i2, Enri-

tutto

loro potere
dalla

dallo stesso

co VII per ricevervi la corona imdai legati spediti da Avignone dal Papa Clemente V, costrinse Annibaldo a rendere i paperiale
lazzi e le fortificazioni delle

Colosseo che

torre della ve-

Naione Frangipane, ne impedirono r esecuzione Tuttavolta,


di
.

dova

Annibaldi delle gravi differenze tra Federico II, e il Papa Gregorio IX, e facendosi forprofittando
gli
ti

milizie,

non che
il

la torre

di

s.

Marco,

ed

Colosseo
legati

di

cui era

possessore.

per Riccardo

Annibaldeschi del-

posero sotto

la giurisdizio-

la

Molara, fatto nel

laSy Cardi-

nale^ ottennero che l'imperatore obbligasse Arrigo, e

Giacomo Francon

giuramenmet del Colosseo, col palazzo contiguo. Ma, divenuto Pontefigipani

ceder

to la

ne del popolo romano il Colosseo, che di nuovo fu destinato ai pubblici spettacoli. Difatti si ha che nel i332 ai 3 settembre vi fu fatta una giostra^ sebbene fosse in parte l'ovinato, e ne mancassero i sedili,

ce Innocenzo IV, Fieschi, nel ii/\.Z

per cui

si

fecero palchi di le-

ottennero da
ni
trattato,

lui

padre e figlio perch essi non potevano disporre del luogo come feudatarii del sovrano Pontefice; laonde con breve de' 1 8 marzo 12^^, Innocenzo IV, per impedire che
seo
il

Frangipal'annullamento del
i

detti

gno per le dame da una parte, occupando l'altra le donne artigiane; un' egual distinzione si us ancora cogli uomini. Questa famosa
giostra^

o torneo,

riusc

quanto ce-

lebre altrettanto funesta, perch

modei
.

Colosdi

rirono diciotto
nobili; e

giostratori, giovani
feriti

non
nelle

cadesse

a danno
di

RoII,

nove
si

dai tori,

ma

mani

Federico

quali

rimasero

de'Ternesi suoi seguaci, formalmente dichiar essere

giostratori
si

Ai morti undici fece grande onore, e


nelle basiliche late-

questo di domi-

tumularono

nio diretto della

Santa Sede.

ranense, e liberiana. Questa giostra

22

COL
gio,

COL
che
il

Tiene descritta dal Marangoni, dal Muratori, nel t.XII Rer. Jlal. Script.,
e dal Bonet a p. 4^.

Colosseo trovavasi nella

Nel terremoto,

che
1

afflisse

Ro-

ma

349, cadde una parte del Colosseo, per cui la storia non nomina pi il Colosseo, n come fortezza, n come luogo
nel settembre
di spettacoli; anzi nel

maggior parte distrutto al suolo per istoltezza de' romani, ed a cagione dello scisma, che lacer la Chiesa Romana dal iSyS all'anno i4'7' Mentre la vicina chiesa, e il monistero di s. Maria Nuova erano
divenuti propriet de'monaci Olivetani verso la
il

i362

il

ve-

met del

XV
mura

secolo,

scovo d'Orvieto, legato o vicario di in Roma, scrisse in AviUrbano

Colosseo venne con

chiuso

coU'orto del monistero;


il

ma

avendo
le

gnone a quel Papa


to
i

di
i

aver trovaquali volesdello


stesso

popolo romano atterrate


redilzio torn

munel

soli

Frangipani,
lui

ra,
al

ad essere aperto
li
,

sero comperare

pietre

pubblico.

Paolo

eletto

Colosseo da

poste
i

in

vendita.
delle di-

Si sa inoltre, che

capi

verse fazioni, le

quali allora lace-

ravano
dersi
il

la citt,

trattarono di divi-

1464, inipieg i materiali delle parti cadute del Colosseo nella fabbrica del palazzo di s. Marco ( Vedi), che divenne abitazione de' Papi. Il
Cancellieri
citato
,

Colosseo, per farne


pietre.

una

canel

a p.

dice

va

di

In

appresso, e

pontificato di

Urbano VI, era


che guarda
i

gi

che coi travertini del Colosseo Paolo II abbell ed ingrand anche la


chiesa di
lazzo,
s.

caduta
ti

la parte,

monil

Marco contigua

al

pa-

Palatino e Celio, e nel

i38i

romano ne cedette poi'zione all'ospedale di s. Gio: Laterano ad Sancta Saiictoruin, il quale lo


senato
ridusse a
il

che nel secolo XIV si andavano a prendere liberamente gli scalini al Colosseo per erigere
e
le

case.

Il

Vasari poi nella

vita di

modo

di

ospedale

sotto

nome

ad

di ospedale di s. Giacomo Colosseum. Tale risoluzione del

Giuliano da Majano, che fu l'architetto del palazzo di s. Marco, ora di Venezia , dice che una gran
quantit
esso
di
travertini

senato

romano
al funesto

si

attribuisce

dal

furono
vigne
le

per
vici
-

Bonet

avvenimento della giostra summentovata del i332, conoscendo ora mai i romani, che doveva venerarsi e rispettarsi un
luogo santificato dal sangue di tanti

scavati

da
di

certe

ne
li

all'arco

Costantino,

qua-

martiri.

ss.

Salvatore

La nobile compagnia del ad Sancta Sancloruni


i

venivano ad essere contrafforti ai fondamenti del Colosseo, cio da quella parte che oggi rovinata, forse per avere allentato 1' edifizio
Altrettanto fece
le
il

Cardinal

Raffaeil

discacci dal Colosseo

malviventi,
:

Sansoni Riario, nel fabbricare


del
si

che vi si erano rifugiati e siccome ne aveva ricevuto una terza parte,


chiuse con muri sei archi pegli

palazzo della Cancelleria,


le

parla al voi. VII, p.


lo stesso

qua192 del
i

am-

Dizionario , coU'assenso dello zio Sisto

malati verso la via, la quale con-

IV; e
il

dipoi

fecero

duce al Laterano. Presso quel luogo aggiunge i Bonet secondo al,

Farnesi, nel secolo seguente per edificare

sontuoso palazzo Farnese

cuni,

essere

stato per

un tempo

{Fedi).

un monistero
tificato di

di monache. Nel ponMartino V, scrisse il Pog-

Da Paolo II a Giulio III nel i55o, molte altre fabbriche di Ro,

COL
ma
furono erette,

COL
abbellite in

23

ed

uso

di abitazione,
s.

oppure nella con-

parte co'mateiiali del Colosseo, leggendosi nel Bicci, Notzia sulla farniglia

tigua chiesa di
Panciroli, a p.
scosti,

dello stesso Colosseo.

Giacomo a'piedi Il medesimo


de' Tesori

Boccapadidi

_,

p.

32

che

269
nel

na-

dei travertini del Colosseo

s'impie-

stampati

1600,

parla

gai'ouo in parte nei palazzi del senatore, e conservatori di


la

Roma.

Nel-

vita poi
si

del famoso
lib.

Benvenuto
II,

Cellini

legge al

e all'an-

d'una chiesuola, detta l'oratorio del Gonfalone, esistente dentro il Colosseo; e Ridolfino Venuti aggiunge, che la cappella detta della Piet, situata nell'anfiteatro, e principia-

no i532; che il Colosseo era in tale stato di abbandono, che durante la notte serviva alle stregonerie,

ta colle limosine de' passeggieri, es-

e ad altre nel Colosseo


sentarsi
la

iniquit.

D' altronde

si

sa che dai primordi del secolo

XVI

incominci a rapprestoria de' patimenti di


,

Ges
di

Cristo

in

drammi
si

sagri.

questa epoca

appartiene la

pianta

Gerusalemme, che

vede dipin-

ta sulla parte interna dell'arco gran-

sendo poi passata all'arciconfraternita del Gonfalone, fu da quella compagnia ristaurata ne' primi del secolo XVIIIj ed essa vi pose un eremita per custode. La lapide , che ricorda tali ristauri, porta la data del 1622. Solevano i Pontefici nel prendere con solenne cavalcata il possesso

de d'ingresso verso occidente.


di questa

Ma

alla
il

basilica

lateranense, a-

l'arena, ci
te cenno.

nuova destinazione delpermetteremo il seguenGirolamo Ferrucci,


nelle

scendere
pel foro

Campidoglio,

poscia

romano

passai'e innanzi al

Colosseo, mentre dall' arco di Tito


sino all'anfiteatro spettava l'apparato della strada
ebrei, e
all'

Attesta

note alle Antichit di

Roma

di

An-

universit degli

drea Fulvio, stampate in Venezia nel

quindi

proseguire

per la

che fino al pontificato di Paolo III furono recitate nel Colos1 ;

558

seo

le

lappresentazioni della passioSignore, di


cui

ne del

ancora

si

parla dal Fontanini, Blog. Ital. p. 498, dal Mazzuchelli t. IV, p. 97 3,


e specialmente dal citato Mai'angoni al

conduce al Laterano. Ma s. Pio V, nel possesso che prese a'23 gennaio i566, volle passare con tuttala cavalcata per mezzo del Colosseo slesso ; e Sisto V ne raddrizz la strada. Questo ultimo
via che

magnanimo
ad

Pontefice,

per sollievo
il

IX.

Il

Panciroli, ove trats.

de'povcri voleva ridurre

Colosseo

ta della chiesa di

Maria
Cristo,
tali

in

cam-

abitazione e

stabilimento

po Carico, congettura che


pellata

fosse ap-

l'arte della

lana da

per mighorarsi in

di

Spoglia

perch
es-

Roma
gno
tal

trovandosi allora negletta

coloro che facevano


tazioni,

rappresen-

perci

che ne

venivano a deporre in

al cav.

; ed commise il diseDomenico Fontana ;

sa le vestimenta, colle quali le rap-

cosicch, secondo

il

divisamento di

presentavano.
verosimile al
la

non parve dotto Marangoni per


ci

Ma

architetto, egli restituiva all'edil'antica circonferenza

fzio

con

l'in-

non

piccola

distanza del luogo,


ci

gresso di quattro porte, ed altrettante


scale.

e perch potevano maggior comodit, o

fare

con

Nel mezzo
le

vi

doveva essere una


restava;

ne'porlici del-

fonte, e

loggie di fuori

'anlileatro, gi chiusi

in parte

ad

no

aperte

per

ugo

de' lavoranti

24
nelle altre
si

COL
volevano
adattare

COL
vendo rovinato tre archi del secondo recinto dal lato del monte
Celio,
si

stanze, e botteghe.
si

Per quando gi

era

principiato a spianare la terfuori,

trattava di vendere que' ira-

ra al di

mor Sisto V nel iSgo, e l'impresa non ebbe pii effetto. V. Fontana, lib. II, Alnifabbriche fatte in Roma da Sisto V; e il p. Mabillon, Itineraie

vertini al
il

popolo romano,
il

quando

Papa

li

assegn pel detto porto,


ven. p. Angelo Paoli

In seguito

carmelitano ottenne dallo stesso Cle-

mente XI
il

facolt e soccorsi,

perche
tanti
il il

rio d'Italia

num. 29. Nel i644> sotto Urbano yill,narra


p.

yG,

Colosseo

non
vi

restasse alla profa-

nazione de'

cattivi,

dopo che

il

diarista Gigli, che nella notte seai

santi martiri

guente
e
si

21

maggio, rovin una


archi
que'
di
soli

avevano versato sangue; indi venendo consultati


Bernini,

parte del

Colosseo, cio tre


e di

cav.

il

principe

Giamrisoluto

mezzo;

materiali
il

battista

Pamphily,

venne

fece uso nell'edificare

palazzo
del-

di fare risarcire le
ti

mura

cii'condan1'

Barbeiini, e

non
con
si

altri

apposita-

l'ediuzio,

consagrarne

arena, e

mente
l'antico,

tolti

distruzione

fabbricarvi
santi

come
di

tuttora dai pi er-

una chiesa in onore dei martiri. Il cav. Carlo Fontafece


il

roneamente
pontificato

va

ripetendo.

Nel

na ne
nal

disegno,
incaric

il

Cardi-

Clemente

l'anno 1671, ritorn l' re nel Colosseo nuovamente


tacoli,

X, e nel idea di dagli spet-

Altieri

Giacinto del

Bufalo
altro
di

per

l'esecuzione,

che

per

massime
erano

la

caccia de'tori, e
le

non ebbe luogo. Solo la citt Gerusalemme, ch'eravi dipinta,

gi

si

ottenute

debite

li-

cenze,

quando alcune
il

pie persone,
zelante
p.

e principalmente

d.

Carlo
al
stit

Tommasi
lo
dell'edifzio

teatino ricorrendo

Papa,

impedirono. La va-

non

solo

offriva

nascondigli a gente di

mal

affare,

venne rinnovata, insieme alle mura, e collocate furono sopra ie porte analoghe iscrizioni in onore dei santi martiri le quali iscrizioni sono riportate dal Bonet nella sua Breve notizia. Quelle che vi erano state erette sotto Clemente X, nell'anno
;

ma
fece

di notte
;

contrada
feriori,

il

rendeva pericolosa la perch Clemente XI


gli

santo

167.5,

si

leggono nel

Meno-

/og/o del Piazza a p.


ti,

47^> 6 seguen-

chiudere

archi

esterni in-

ed
il

corridori

furono

ri-

dotti a deposito di

cavarne
siti

letame per risalnitro per la vicina


polveri.
tolti

dove parla dell' indulgenza conda Clemente alla piccola chiesa o cappella dentro il Colosseo, precipuamente per risvegliare
cessa

fabbrica delle

Tali
nel

depo-

venerazione

all'insigne

martire

s.

per

furono

Es.sendo nel
to caduto

1708 un arco del secondo


occidente,
i

181 1. pel terremoortravertini

Almachio, o Telemaco, come lo chiama Teodoreto, che significa in greco fine della pugna, e che appunlo fu l'ultimo a spargere il sangue
nell'arena,
disse.

dine verso
gali per
di

di questo anfiteatro furono


la

impieporto

come superiormente
che

si

costruzione del

E^ipetta, insieme a quelli rinvenuti nelle fondamenta delle case dei Serlupi. Per si legge in Cancellieri,

Gli altri martiri,

sappiamo
sono
i

essere slati bersaglio, e pasto delle


fiere
ss.

in

questo

anfiteatro,

p.

162 del Mercato,

che a-

Taziana, Polito, Prisca,

Marti-

COL
na, Ignazio successore di
nella chiesa di
s.

COL
Pietro
trettanto era solito ripetere

i~>

CenedivoFiliptutti

Antiocliin,

Eleute-

detto XIII. S. Ignazio ne fu


tissimo,

rio, Restitulo, Vito,

Sinfionio,

Ab-

non meno che

ss.

don, e Sennen, Giulio senatore ro-

po Neri, e Camillo de
esperimentarono
gli

Lellis,

mano, Eustachio, Alessandro, Grisanto, Gaudenzio creduto architetto dello


stesso

fondatori di Ordini religiosi, e che


effetti

del pa-

anfiteatro,

INIarino

trocinio de' santi martiri.

D.Franla

ed

altri

innumerahili; oltre duecensoldati cristiani,


saettati

cesco Rovina Bonet, prima nel


e poi nel

to settanta invitti
stali

1796 pubblic

754, Breve
i

col

nel

d'i

primo
fervo-

e divota notizia della vita,

marti-

marzo.
I

rio, virt e miracoli di alcuni

san-

primitivi cristiani,

che

ti

delV anfiteatro Flavio volgarmendetto


il

rosamente veneravano le memorie de' martiri, ebhero questo luogo in gran divozione, riguardandolo con occhio ben diverso dai gentili per
la

te
li

Colosseo,

noni de'

qua-

ritrovansi
e presso

registrati

ne' martiro-

logi,

autori.

sua mirabile struttura, e pei sinpregi.

golari suoi

siffatta

divo-

zione pubblicamente

manifestarono

gravi ed approvali Del medesimo abbiamo diversi pii esercizi da praticarsi nello stesso anfiteatro. Racconta questo pio autore a p. 11, che non
lungi dal Colosseo, ov'era la
sa di
s.
il

appena cessate le persecuzioni, ed appena Costantino il Grande diede la pace alla Chiesa. Questo imabob per tutto peratore nel 33 impero gli spettacoli della carne 1 umana, locch conferm nel SSy r imperatore Costanzo, e poi espressamente il viet in questo anfitea1

chiedi cui

Pantaleo

ai

monti

parla

Panciroli a p.

644 )>

cio

dove prima esisteva il tempio della dea Tellure, eretto da Tito Sempronio, sovente
i martiri erano dal senato esamiviali, e quindi condoni al tempio del Sole presso il Colos-

tro Onorio,

come

si

detto di so,

seo

ricusando

essi

di

prestare
il

pra.

Dal Bonet si apprende che grande fu la venerazione di s. Gregorio

culto alle false divinit, erano


delle volte dai cacciatori

pi

delle fie-

per questo luogo a cagioI ne delle migliaia de' martiri, i quavi avevano sparso il li sangue in

re

crudelmente flagellati , e condannati ad essere esposti, e nell'anfiteatro divorati

dalle
i

fiere,

escla-

sostenimento della fede di Ges Cristo ; e che richioto da alcuni ambasciatori


se
di

mando
leone.

gentili:

Cristiani

al

qualche reliquia, predi

un pugno

terra

dell' anfitea-

tro,

e portata dentro

diede loro.
terra,

un panno la N mostrando gli amfiducia


in quella
il

Ripieno di venerazione per un'arena santificata dal sangue de'marPontefice Benedetto XIV, tiri, il agli 8 febbraio 1 744; ^'^ce pubblicare
netti

basciatori alcuna
il

un

editto

da monsignor Simo-

panno, da cui usc vivo sangue, con immenso stupore degli astanti. S. Pio
soleva dire " che chi voleva re liquie andasse a prendere la ter ra del Colosseo, tutta impastata

santo spremette

governatore di Roma, col quale fu rigorosamente proibita la profanazione del Colosseo anche per la
crescente divozione de' fedeli
di esso.

verso

del sangue de martiri".

Ed

al-

Quindi mossi alcuni di voti dalle prediche, che andava facendo per Roma il beato Leonardo da

26
Porto
ri

COL
I\Taur7o, religioso

COL
de'
s.

rifoiEuati

del

ritiro di

minoDona-

uomini, e nella detta chiesa le donne, per poi processionalmente recarsi

ventura alla

polveriera,
essi

nel

1749

al

Colosseo per

l'esercizio

della

ad istanza
lire

di

cooper a stabi-

Va

Crucis, preceduta da
del

nel Colosseo

della

Via

il divoto esercizio Crucis [Vedi), e volle

dica d'un religioso

una prementovato

fondata l'arciconfmlcrnita degli a-

sagro ritiro. Indi fu dichiarato che invece del vicegerente, un Cardi-

manti di Ges Maria [Vedi), nel


Bonaventura; arciconfiaternita, che da Benedetto XIV ai 25 settembre 1754 fu confermata, ed
s.

nale fosse sempre direttore del sodalizio,

convento di

dopo

Rossi fu creato
il

che monsignor de Cardinale ; e che


la

porporato direttore nella procescroce


in

arricchita di grazie spirituali, dichia-

sione portasse

forma

randone eziandio protettore il Pontefice pr tempore. Nel suddetto

di piccolo tronco.
,

Le donne hanno

anno 1749, volendo Benedetto


consagrare l'arena alla

XIV
mardal

passione di
de'
vita,

ima presidente che suole essere una principessa, o primaria signora romana una regolatrice ed altre
;
,

Ges Cristo
tiri

in

memoria

che

ivi

lasciarono la
patriarca

Benedetto XIV spesso si rec a venerare l'aiena del Colosofficiali.

vicegerente
se edificare

Ferdinando
edicole

seo

Maria de Rossi, fece a proprie spele

cessori

come poi fecero i suoi sucmassime Clemente XIII, e


e la fece

quattordici

Leone XII),
religiosa

con solenne
chiesa
a'

o cappellelte per le stazioni della Via Crucis, con pitture della passione di Gesi Cristo; indi dal

pompa
il

dichiarare

pubblica, al qual effetto

19

set-

medei

tembre 1706,
gni, vicario di

Cardinal Guadavi

desimo prelato,
confrati,
le

coli'

assistenza
il

Roma,

celebr

la

cappellette, e

Colos-

messa,
rale
ti,

vi

fece la

comunione genedi confracolla

seo furono a' 27 dicembre solennemente benedetti, e piantata fu in mezzo dell'arena la croce, e dato
principio al sopraddetto religioso esercizio

ad

infinito

numero

consorelle, ed altri divoti,

con immenso concorso

di

po-

polo. In seguito lo stesso


rito

beneme-

medaglia benedetta. Quella comunione pur si fece in appresso, e con pix solennit dal Cardinal de Rossi dopo avervi celebrato
il

distribuzione di una

Papa, con chirografo degli 8 gennaio 1752, don al sodalizio le cappelle e pel grande aumento
,

santo

sagrifizio,

e
te

in questa, che nella preceden-

dei

fratelli,

delie sorelle
,

ascritte

airaiciconfiaternita

angusto
lizio,

il

riconoscendosi luogo assegnato a s. Bo-

Benedetto XI V, e Clemente XIII 1' indulgenza plenaria. V. Giovanni Marangoni, Delle memorie sagre e profane delV anjlteaconcessero
iro Flai'io di

naventura

alle

adunanze del

soda-

Roma, volgarmente

e contrario al ri tiramento e quiete degli esemplari religiosi, a

detto
la

il

Colosseo,

Roma
Nicol

746, nele

stamperia di
Ridotto

Marco

proprie spese
costruire

fece

dal vicegerente

Pagliarini.
il

un conveniente oratorio
de'
ss.

Colosseo a
salvare
il

vicino alla chiesa

Cosma
il

gro, valse

Damiano
le

nel foro

romano,
si

quapregli

dell' edifizio,

oggetto
i

luogo sarimanente dell'ammirasoggetto


gli

don

all'arciconfraternita,
ivi

zione di lutti

secoli,

di
ar-

scrivendo che

adunassero

studio e di ricerche di tutti

COL
chitetti,

COL
e
sul

27
rovine

di

tutti

letterali,

Dissertazione,

sulle

di Ro-

quale pi opere
pi

si

pubblicarono, e
sugli altri insie-

ma.

commenti che
presi.
il

La forma
elittica

dell'anfiteatro
ovale,

Flavio

me

ed

come
;

quella di

Dopo
primi
questo

corso

di

tanti

secoli,

tutti gli
teriali

altri anfiteatri

lavori

fatti

per conservare
al

in
,

esso
il

impiegali,

ed i masono il

monumento si devono magnanimo Pio VII, animato


antichi

marmo
toni.

travertino tiburlino
tufo litoide, ed
i

dal

tagliato,

il

ben matpose-

lodevolissimo spirito di
gli

conservare

Di

marmo

era rivestito
i

il

monumenti.
esterna

sostegno
il

dio ove sedevano

magistrati, e le
il

della fascia

verso

Latenel

Vestali, la corte imperiale e

rano, che

minacciava
si

rovina,

nato. L'imperatore sedeva nel luogo

i8o5, come

legge nella iscrizio-

pi allo

Con

lastre di

marmo
;

e-

ne, fece costruire

un gran

contraf-

forte o sperone solidissimo,

che

re-

ca stupore per la difficolt


secuzione.
di dare a questo sostegno la

dell'e-

rano pure fasciati in parte alcuni degli ambulacri interni e di marmo erano i gradini pcgli spettatori.

La urgenza non permise


forma

Di travertino sono
gli

portici e-

sterni,

archi ed

legamenti dei
alle

originale del

pot eseguirsi nel


te del foro
trafforte

monumento, come poi 1828 dalla par-

portici interni,
scale,

e degli accessi
le

non che

scale

stesse.
le

Di
pa-

romano, nell' altro coneretto da Leone XII, con


quale
di tra-

mattoni poi, e di tufo sono


reti

interne, e le volle. S osserva


alcuni, che l'ampiezza
dell'edii

architettura del valoroso architetto

da

Giuseppe Valadier, il form un bellissimo castello


cav.

fizio forse
riali,
si

aveva esaurito
parti
posti
in

mate-

giacch nelle

superiori

vi per sostenere l'angolo, e fabbric nel primo ordine tre archi, due

vedono

opera

mnssi di

travertini scorniciati e rotondati, che

nel secondo, ed

imo

nel terzo,

se-

gi aveano servito ad altro uso, e

guendo
del

cosi

l'architettura
la

antica costrur,

che

dovendo

essere

intei'namente

monumento. Dopo zione del primo sperone


cominci lo sterramento
zio, lo si

coperti dal

mvuo

laterizio,

non

fu-

nel 181
s'

sotto l'amministrazione francese

in-

rono appianati. Altri per con pi fondamento affermano che i massi di


travertini scorniciati
e rotondi,

dell' edifi-

fu-

purg
e

dalla

terra,

dalle

rono posti nei


superiore, e
di

ristauri

della

parte

macerie,

dal letame;

indi

nel
ripa-

181 5

si

diede principio alle

materiali

non per esaurimento nel murar l'edifizio.

razioni interne, le quali

indefessa-

mente furono continuate, per curarne


la

Tutto l'anfiteatro fallo con quella imponente semplicit, e grave


sodezza, che richiede la vastit della

importante conservazione;
181
3,

e fu negli scavi del

che

si

mole,

cui pregi

si

godono me-

discoprirono gl'ipogei, o sotterranei

glio

per cui grandi furono analoghe discussioni degli archeologi, ed architetti. In tale argomento sono a consultarsi le succitate Osservazioni sull' arena, e sul podiOj e l'avvocato Carlo Fea,
dell' arena,
le

ascendendo alla sua estremit, e vedendone dall'alto l'interno. Se poi si vede di notte al chiaro
re della luna, magico, e indescrivi-

bile

l'effetto

che produce,
risveglia
.

le

memorie

che
,

destinazione

come

La sua abbiamo gi

28
indicato,

COL
era
pegli
spettacoli
di

COL
foggia
di attico

adorno
e

di

pilastii

caccie di bestie

feroci,

di

giuochi

corintii corrispondenti alle

de' gladiatori,
le

talora

anche per

degli ordini sottoposti,

colonne vi sono
quadri-

naumachie, e spettacoli navali, dappoich si poteva allagare l'arena, ad un' altezza sufficiente

delle finestre intermedie, e

hui"he. L' edificio circondato nelo


la

a soscir-

sua base da tre gradini

il

nu-

tenere

piccole

navi.

La sua

di

mero

de' suoi archi era di ottanta,

conferenza

all'esterno

piedi

i64i, la sua altezza di piedi i57; maggior diametro di piedi il suo 58 1; mentre la sua larghezza si calcola a piedi 4^'- L'interna arena poi lunga piedi 285, larga 182, e ne conta 748 di circoutrenza. Ne' sedili potevano assidersi
ottautasette

ed all'esterno si vedono numerati perch il popolo conoscesse il luogo coriispondente nell'interno, che doveva occupare. Tra l'arco XXXVIII e XXXIX, evvi un arco senza nu-

mer, per cui dalla sua diversa for-

ma,

e dalla sala

interna

decorata

di stucchi e
cesso,

mila persone,
superiori alle

e poteluogradi;

marmi, a cui d acrilevasi che si doveva da quel

vano
go,

comodamente prendere
altri

lato

ne' portici

bulacro, o ponte pel

congiungere al di fuori un amquale g' imche


palazzo nel vicino

nate,

ventimila

individui

peratori della famiglia Flavia,

laonde vuoisi che potesse contenere

avevano
te

il

centomila
l'anfiteatro

spettatori.

Quantunque
gravi

te Esquiliuo, potessero

moncomodamen-

abbia

ricevuto

recarsi al podio

dell' anfiteatro.

danni dal tempo, e dalle narrale vicende, pure s bello, e pittoresco nelle sue rovine, che alcuni giunsero a non desiderarne il ristabilimento. Gli spettatori veniva-

Entrando poi il popolo pegli archi esterni, mediante i vasti ambulacri


interni,

giungeva a venti
ai

scale^

le

quali

davano accesso

portici su-

periori, ai

vomitorii, ed alle gradi-

no
sole

garantiti

dalla
velario
le

pioggia

dal

nate. Cos neir uscire

dopo

il

ter-

da

un

con

vele di colori,
la

quali

o seguivano
tende,

mine
po,
tutti

dello spettacolo, potevano co-

modamente
essere
gli

in breve spazio di temfuori

la

torma dei sottoposti cunei. Nelsommit dell'attico si veggono


alcuni

senza
I

confusione
iu'

spettatori.

principali

praticati all'esterno

forami
i

gressi dell'anfiteatro

erano nelle due


elittica,

quadrati, dai quali uscivano


vi,

tra-

estremit della curva

cio

che poggiavano sulle sottoposte mensole, e davano il comodo di assicurare nella loro cima le corde, sulle quali col giuoco delle girelle potevano le vele scorrere sino al centro dell'anfiteatro, dove facevano capo e centro tutte le vele.

Roma, e dalla parte opposta che conduce al Laterano. Incontro al detto


incontro al tempio di Venere e
ingresso imperiale eravi

un
si

passag-

gio sotterraneo, dal quale

veni-

va

al

palazzo imperiale sul


di

monte
ove

palatino, altri dicono al Celio

La configurazione esterna
chitettura
;

dell'an-

era la casa Vitelliana doj nobilmente adorna


e musaici, e

fiteatro di quattio ordini di


il

aril

di

Coramomarmi,

primo dorico,
il

secondo jonico,
tio
;

terzo

corin-

tutti ai

formati di archi, con colati.


Il

dove Commodo fu trucidato. Quattio adunque erano i grandi ingressi, due chiamati imperatorli, e

lonne

quarto ordine

due

dell'

arena,

rima-

COL
nendo
ro,
i

COL
cenza

?9
antica
fonte,
la
for-

loro archi

numeme-

la

Meta Sudante, o
delle

sovrastati

da

altrettante qua-

cos

chiamata perch aveva

drighe,
daglie.

siccome

vedesi

nelle

ma

L'arena
del podio,

intema
acci

areva
sino
all'

intorno
altezza
fos-

mete de' circhi. Le acque la bagnavano dalla cima ali" intorno, e gli avanzi di essa si vedono
avanti
il

un muro elcAato

Colosseo verso
1'

1'

arco

di

gU

spettatori

Costantino. Si crede eretta da Do-

sero sicuri dallo slancio delle fiere.

miziano, che comp


co abbellimento,
gli

anfiteatro,

con

Al disopra del podio alza vasi l'amplispiccole scale

gran bacino, non solo per

pubblidissetare
e
quelli

sima gradinata divisa in tanti cunei, o di comunicazione j ed


scale

ma

per

spettatori

de' giuochi,

in tre circuiti, o preci nzioni, e dai


portici esterni, e dalle

inter-

che agivano in essi, massime i gladiatori, che, terminato lo spettacolo,


coperti di polvere
e
di

ne

si

perveniva ad essa, col mezzo


vi

sudore,

si

dei nominati vomitorii, ossia di al-

cuni anditi, che

e pei quali

gli

spettatori

davano accesso, andavano


Al
disoalla

tuKavano nel suo bacino, e ne riOltre poi i cevevano refrigerio summenlovati scrittori dell' antitea.

a sedere nelle gradinate.

tro Flavio,

si

possono consvdtare

pra di queste,
dell'edificio,

sino

sommit
di

seguenti: Carlo Fontana, Descrizione,


e

alzavasi

un ordine

delineazione

dell' anfiteatro

loggiato di legno, chiamato menia-

Flavio,

Aja

i6?.t;
priscis
et

Josephus
aedificiis^

M.
Vaet in

no, dove pure situavansi


tatori.
cessi,

altri spet-

Snaresius, Diatriba de foraminihu<;

Si veggono ancora negli acdall'ambulacro sottoposto al


all'

lapidimi in
sioni

i65i,
I

Romae 1668,
Sallengre
p.

podio,

arena,

g'

incastri dei perdi

toni.

Tlies,

r3i3;

ni metallici delle grate

bronzo,

Scipione

aditi. Presentemente non rimane conservata all'esterno che la parte orientale cogli archi numerati dal XXIll al LIV degli ottanta che erano, rima-

che guardavano quegli

Verona;

Degli anfiteatri, Carlo Fea, Dissertazione


MafTei,

sidle rovine di

Roma

della sua edizione del


p.
diti

tomo IH Winckelnian
ne!
5()';

SgS

Guattani, Montnnrnli inep. 2C)


;

1789,

Morcelli, Z>e
p.
i

nendone
ti.

cos soltanto tre ottave par-

lo

inscriptiomnn lalinariim,
Aiti,
t.
e.

Da

questo Iato per restano congli

Gaetano Marini,
ti

99 monumenp.

servati

ambulacri
altri
lati
si

interni,

menparte
li-

de fratelli Arvali
I

I,

tre dagli

ha

la

ed A. INibby,
parte
pag-

Roma neW anno i838


Anfiteatro

esterna, cosicch tutta la

prima

antica.

Flavio,

nea dei portici distrutta. Nell'interno non rimangono che informi avanzi delle volle, che sostenevano i gradi, o sedili marmorei, nella cavea da dove si vedevano gli spettacoli. Vuoisi inoltre, che dinanzi
parapetto esteriore fosse in ciascun arco un piedistallo con una
al

399, e seg.
o

COLOSSI, COLOSSO LOSSA, (Colossen.). Sede


scovile in partihus,

COnella

arcive-

in

Asia,

FrigiaPacaziana.
tura,
citt,

Posta sopra un alfu

non lungi da Laodicea,


Il

gran

e fioriva gi ai tempi di

rodoto.

suo governo
il
il

era

Edemoo
dei

statua pedestre,
le

come

apparisce dal-

cratico, e

suo primario magistratitolo

medaglie.

to portava

di in

arconte,

r inalmenle faremo menzione del-

pretore

Venuta

potere

^o
il

COL
con
tutto
alla

COIVI
metropoli di
Laodicea,
il

Persiani, Serse vi pass

ed

il

suo numeroso esercito. I maccdoni la tolsero ai Persiani, indi di-

venne dominio dei Seleucidi ; ma dopo la battaglia di Magnesia, dove fu interamente sconftto Antioco III, se ne rese signore Eumene
re di Pergamo. Allorquando
Io,

nono secolo, l'elev al grado di metropoli onoraria. Adesso la santa Sede


patriarca Fozio, verso
la

riguarda, e
chiese

la

conferisce

come
questo
re-

titolo

arcivescovile in parthiis, sen-

za

suffraganee.
il

In
nel

Atta-

medesimo anno 1842,


gnante Gregorio
storo dei

Papa

r ullimo de' suoi successori, dono i suoi stati ai romani. Colosso con tutta la Frigia fece parte della provincia

XVI,

conci-

24 gennaio, ne dichiar
di

arcivescovo monsignor Gio. Battista


Canali, gi vescovo
attuale vicegerente di

proconsolare

d' Asia

Ferentino,
Il

divisione che

ro di

dur fino all' impeCostantino // Grande. DiviFrigia


in

Roma.
di

pen-

ultimo
stalo

arcivescovo

Colossi era

sa poscia la

Pacazia
Colosso
di

o
fu

Pacaziana,
la

Salutare,
della
il

sesta citt

prima,

appresso prese

nome

ed in Chonos,

Chonae, Chone, o Chonna, e pi rnodernamente eziandio quello di Konos.


dottore delle genti, l'apostolo Paolo, vi predic l'evangelo. Celebre la lettera, che ai colossensi
II
.<;.

monsignor Alberto Maria CaDall' annahsta Pvinaldi , all'anno 60, num. 2, si ha che in Colossi era grandemente onorato s. Michele arcangelo, per un insigne miracolo ivi operato. COLUMiNA o COLUMPNA. Sede episcopale nell' Africa, nella provincia della Mauritiana Cesariana,
pobianco.
sotto la metropoli di Giulia
rea.

Cesa-

santo apostolo, mentre era in Roma, verso l'anno 62 dell'era


scrisse
il

Not. Afr-

COLYBRASSUS.
d' Asia,

Sede vescovile
Panfilia,
di-

da catene. Per preservare que' novelli cristiani da qualunque tentazione di toi'nare al


nostra, stretto

nella

prirna

giudaismo, o paganesimo, s. Paolo diede loro nella lettera la pi su-

pendente dalla metropoli di Side, Commanville dice, che la sede di Colybrassus fu eretta nel quarto
secolo.

blime idea
zia

di

Ges

Cristo, del be-

COLYDRI.
l'

Sede episcopale delpri-

nefizio della redenzione, della

gra-

esarcato di IVIacedonla, nella


Tessaglia, sulfraganea della
di
al

che Dio loro fece chiamandoli alla fede; e diede ad essi le pi saggie lezioni di governo, e direzione. Basta leggerla per sentirne la
efficacia,
la

ma

me-

ti-opoli

Larissa, la

cui

erezione
Citt

rimonta

secolo nono,

CO'SlkCCWlO (Comaclen.).
con residenza
pontifcio,

l'importanza,
l'

la

bellezza,
stessa

vescovile nello stato


apostolica
di

giazia e

energia.

Dalla

legazione

rilevasi
s.

che Epafrata, discepolo di Paolo, aveva fondata la chicquale

Ferrara. Comacchio, Coniacliim, e

Comacula, dal greco nome che


gnifica

si-

sa di Colosso, nella

Fdemoda

ondosa,

situata tra

Ra-

ne, e

il

suo schiavo
libero,
si

Onesino,

vedna e

Ferrara

in luogo

piano

lui fatto

distinguevano
se-

presso la sponda orientale dell'ani

per

la fede, e per la piet. Divenuta Colossi nel primo

pio stagno, noto sotto

il

proprio di Falli di Comacchio.

nome imUna

colo sede vescovile,

fu

sottoposta

lingua di terra divide lo stagno dal

COM
mare Adriatico, ed in mezzo a quella si apre un passaggio o canale, che dal mare conduce alla
laguna, e che

COM
bens bassa ossia grossa.
I

3i
Canneti
di

non appartengono
macchio,
pia

alle valli

Coco-

ma

quelle

di

]Massa

da una

delle

torri

Fiscaglia, e di

Ferrara. Dalla

da cui difeso, "viene denominato Porto di Magnavacca. Il circuito dello stagno si approssima a cento
trenta miglia.

immensa del pesce, e principalmente delle rinomate anguille fresche, le quali

anche

insalate,
si

ed ec-

Un tempo

stanzi nel

cellentemente marinate,

manda-

porto una flotta di legni imponen-

no

nelle

che dest gelosia nei veneziani. Alla citt anticamente non si aveva accesso che per acqua col mezzo delle gondole. Non oggi cos, che
te,

stato,
l'itrae

pii lontane parti dello ed ancora all'estero, la citt gran vantaggio, e anticamen-

te le

fu sorgente
lo

di ricchezze, co-

me

fu
si

il

sale,

che

in

abbonsaline.

nel

182

I,

fu costruita

tabile, la

una strada roquale da Magnavacca condi

danza

ricava
saline,

dalle

sue
le

Tanto
si

le

che

valli,

ove

duce
s'i

alla porta

Comacchio, co-

alimentano
si

le anguille, la

cui pe-

detta dei

Treponti. Questi ponti

sca

fa

nell'autunno, appartengodella

in

uno

riuniti,

sono

un

vero capo

no
di

al

dominio
I

camera apo-

d'opera d'arte, giacch sono cinque

stolica.

casali

di Bosco-Elicco, e

grandi archi riuniti a direzioni opposte, sotto ai quali passano


tanti canali
altret-

navigabili
ivi
s

della citt,

che in un solo
cos\ riuniti

riuniscono, e
al

Vacolino sono annessi a Comacfurono gi le celebri ed antiche abbazie d s. Cella Volaiia Jacopo, detta in
chio; e ne' suoi recinti
de' canonici regolari, e
di
s.

vanno direttamente
si

Maria
tan-

perdono finalmente nell'Adriatico. Evvi pure altra strada formata di recenper ancora compita, che te, non
porto di llagnavncca, e
dal convento de'cappuccini, punto estremo del paese, conduce alla valle

Pomposa,
te

sulla cui fondazione


gli

dispute insorsero tra

eruditi,

parler in fine, il si suo territorio era estesissimo, come delle quali e

prendeva molta parte del Ferrarese, Ferrara. Ferrariola, ove surse


diverse
isole

Lepri, e

si

unisce alla terra fer-

Aveva

assai

abitate,

ma, che mette a Feri'ara. Comacchio cinta di mura, ha


bella

e che contenevano

castelli, e ville.

Dell'importanza ed antichit

di

Co-

cattedrale e

decorose chiese,

macchio,
zi

si

rinvennero alcuni avan-

non che
se
lette

eleganti fabbriche.

Le

caiso-

monumenti.
s

Fu prima

ducato,

sono edificate sopra


divise

tredici

poi contea, e venne onorata di privilegi


tori.

da

canali,
tutte

e congiunte

dai Papi, che dagl'impera-

per

molti

ponti,

circondate

Si

govern in

forma

di

re-

dalle valli.

Le acque

delle valli

non
al-

pubblica, fu dominata dai barbari,


dai Papi,
dagli arcivescovi
di

sono stagnanti n
tri

dolci,

come

Radella

veramente salse, ed. in diretta comunicazione col mare per modo, che merc il flusso, e riflusso del medesimo da sei
scrissero,

ma

venna,
sotto

dagli Estensi,

finch torn

l'immediata

sovranit

santa Sede.
contrastato

Ed

appunto pel suo

dominio,
dalle

che

dovrevie

in sei ore,

si

ottiene

l'

intero
stesse.

tra11

mo

allontanarci

usate

mutamento

delle

acque

perch l'aiia non insalubre,

ma

compendiose , ed essere alquanto diffusi, sebbene non sia nostro

32
cipali.

COM
le

COM
cose prindi discacciati

avviso che di riferire


L'origine di
ta,

furono

dagli

Egoni,

popoli delle Gallie,

che

ne resta-

non

Comacchio inceravendo noi sode notizie

rono

sul

suo principio. Tuttavolta alcula

padroni sino alla conquista romani. Augusto fece nella laguna di Comacchio la fosfattane dai
sa per andare

ni la vogliono fondata dai Pelasgi,

ad Aitino, che dal


Augusta,
oltie

dopo ch'ebbero fabbricata


di

citt

suo

nome

fu detta

Spina, la
la

quale

esisteva

dove
,

poi fu

valle di

Mezzano

pie-

nissima di canne palustri nate do-

sommersa, donde la gran valle di Comacchio , che aumentossi per la maggior copia di acque del mare, recate nella valle Mezzano, mediante il canale fattofu

po che Spina
poi sorse
il

pure ingrandito il porto. Comacchio divenne citt verso l'anno 5oo della nostra era. Per lo pi soggiacque ai destini di Roall'aver

foro Alieno, e

magna
Sotto
i

e di Ferrara, in cui

com-

presa, e pi i tardi fu dichiarata ducato.

Goti, e

ampia
rese

e ricca,

Longobardi divenne il perch pose in


di vascelli,

mare gran numero


molto

si

vi

dal Cardinale Gio: Battista Paidi

commerciante.
la

Attila

lotta, legato

Ferrara. All'epoca
l'antica citt di

non pot prenderla per

sua po-

di tal

sommersione
che diede
il

sizione, essendo circondata dalla la-

Adria,

suo

nome

al

guna come Venezia

mare

Adriatico, pegli straripamenti

ed perci ; che molti colle loro ricchezze vi si


rifugiarono. Belisario
eli'

del Po, e dell'Adige, da maiittima divenne citt terrestre. Anch'essa spett al dominio della santa Sede, come dice il Borgia, citando rUghelli, perch nel 920 Giovanni X, in un al territorio la cedet-

assediare

Ravenna fu aiutato da' Cornacchiesi. Comacchio fu poi presa da Antaro

o
col

Antari

re

de' longobardi
si

che
dell'

suo

oro

fece

potente.

Sebbene

prima
,

non

facesse

parte
partito

Paolo suo vescovo. Quel territorio abbracciando Rovigo giugneva al fiume Tartaro per il
te a
:

esarcato

segui

poi

il

dell'esarca, che l'imperatore


stino pose in

Giu-

Papa
blig

in
il

vece di

annuo
a

censo, obla

vescovo

rifabbricare

Ravenna l'anno ^^'. Quindi Comacchio si arm contro r eretico Costantino Pogonato e
,

chiesa d'Adria.

V.

lo Scotto Itine-

contro
del

Giustiniano

II

per

difesa

rario d^ Italia, p. 229. Gli storici di Comacchio

sommo

Pontefice.

Altrettanto
l'

fanno

fece coir imperatore


rico.

Leone

Isau-

rimontare

mede,
origine
la

il

sua fondazione a Dioquale co' suoi Pelasgi, in


la

greci

di Tessaglia,

edific
discac-

detta citt di Spina:

ma

ciato dagli Assagi

toscani

fabbric

invece Comacchio. Altri pretendono

dare alla citt un'origine veramente remota, dicendola fondata 1^7 anni avanti la nascita di Gesti Cristo. Certo sembra, che gli Assagi
costruissero
il

porto, che dal

pro-

Fece causa Comacchio in apprescoir esarcato di Ravenna, che il Papa s. Zaccaria aveva preso sotto la protezione della sede apostolica ; ma venendo occupato l' esarcato da Astolfo re de' longobardi, questi non si limit a cacciarne l'esarca Eutichio che il governava per Costantino Copronimo impilatore greco, e quindi usurparne
so
,

prio

nome chiamarono

Sagis; qiiin-

il

dominio,

ma

fece altrettanto colle

COM
ducato romano e che sino da s. Gregorio II stavano sotto la sovranit de' romani Pontefici, compresa Comacchio. Stefano li, detto III, che allora sedeva sulla veneranda cattedra di s. Pietro, vedendo l'imperatore non curare l'esarcato, ed il re Astolfo
citt

COM
slituzione.

33

spettanti al

Fra quei dominii s comprese la citt di Comacchio ( dall'Anastasio detta Comiaclum, e nel codice di Cencio Camerario Comiadiim )j insieme al ducato di Ferrara, che poi fu infeudato da Giovanni XV detto XVI a Tedaldo
, ,

avolo della gran


ratori, Script.

contessa

Matilde,
e
il

indocile e di

mala fede

per
in

libe-

come affermano Donizone,


Rer.
Ilal.
t.

Mu-

rar r Italia dal giogo longobardico,


valic le Alpi, e recossi
cia affine
d' invitare
il

V, pag.
Stefano
succe-

Fran-

391.
III

il

re Pipino

che riconosceva
pler erepta

suo

trono dalla
Ecclesiae per
coIl

Essendo morto Astolfo si adoper affinch


il

gli

santa Sede, a venire in Italia, pro-

desse Desiderio,

quale con aperta

Romanae

regem longobardorum dominiaj me scrive Eginardo, in Annal.

Papa giunse

in Parigi

nel

754, e

convenne col re, che ritogliendosi da lui r esarcato ai longobardi per munificenza, degna di cattoli-

mala fede , invase Comacchio, e s'impadron delle molte sue ricchezze. Divenuto in questa epoca Pontefiimplor ed ottenne ce Adriano I
ingratitudine
e
l'esarcato, prese
,

l'aiuto di

Carlo
la

Magno

figlio

del

re Pipino, contro Desid'jCo che

mi-

romana
12,

co principe, lo donasse alla Chiesa si legge in Pietro ( come de Marca, de Concord. lib. I, cap.

nacciava
copioso

stessa

Roma. Carlo con


recossi in
Italia,

esercito

vinse Desiderio, e lo fece prigione,

3),

la

quale da
il

tanti

anni

dando

cos

termine

al

regno

lon1'

aveva assunto
vincie, ed

peso di quelle prodi

gobardico.
alla

Avendo

ricuperato

e-

afTaticavasi

salvarle

sarcato e Comacchio, tutto restitu

abbandonate Pipino si rec in Italia ; ma mostrandosi Astolfo pentito e pronto a restituire l'esarcato di Ravenna, e le altre citt
dal
straniero,

giogo

Chiesa
di

com' erano dai

greci.

serv dei

zione

romana; e quindi si Comacchiesi nella spediDalmazia , ove onor il


facendo
il

valore di Biiovo, e di Guido valorosi comacchiesi,

seconguari,

occupate, Stefano
sione

III

per compasdi

do duca

di Artona.
l' l'

Non and
in

indusse
far

il

re

Francia a

che volendo
riconquistare

imperatore
esarcato

Niceforo

non

uso di sua possanza. Pure

unione

ritornato appena Pipino nel suo re-

gno, non solo Astolfo

manc
di

a' giu-

ramenti

ma

minacci

assalire

Roma

stessa.

Fu

allora che Pipino

tornato in
colla

Italia,

recare ad effetto
cessione

le

obblig Astolfo a sue promesse


santa

alla

Sede di

Ravenna,

della Penlapoli, e di tutto

r esarcato. Pipino pr amore beati Petri, e con ampio diploma don tali dominii alla Chiesa romana, o, per dir meglio , gliene fece la re-.
VOL.
XV.

armata si condusse sotto Comacchio, e rest sconfitta. A punire Venezia, Carlo Magno comand al figlio Pipino di muovere contro quella citt in unione dell'armata de'Comacchiesi. Dipoi, mentre Comacchio era sottoposta al dominio della Sede apostolica, Ludovico II , figlio di Lotario, dopo essere stato coronato in Roma neir 844 ^^ Sergio II, contro i giuramenti fatti, e con riprodei veneziani, la sua

34

COM
Comacchio,
teramente
il

COM
solo distrussero l'armata navale di

vevole scoiioscenza, tlevnsl, ed nsurp vnrie terre della Chiesa ro-

ma

ritornati nella citt

mana, e smembrandovi Comacchio, lo diede col titolo di contea ad Ottone d' Este suo generale, comprese le valli, la maiina e le sue pertinenze, in compenso di quanto egli, e i suoi maggiori avevano fatto por la Francia, per cui JMarino d Este, suo figlio, ne prese il possesso, verso
l'anno 854Presi
i

nel 94*5, col ferro, e col fuoco inla rovinarono; l'imperatore Ottone I no

quindi
re'>liti

dominio a Papa Giovanni XIII, che poi fu approvato nel ioi4 da Enrico I, e dagli altri imperatori. Tuttavia i Papi sovente ne trasferirono il governo agli arciveci

scovi di E.avenna, che per

la

loro

veneziani da gelosia, che


sotto
i

vicinanza potevano meglio invigilare ai bisogni della citt e della contea,


il

Comacchio
tico,
il

nuovi

signoii

potesse divenire potente sull'Adria-

che

si

fece pel

primo dal

ed emulare la loro possanza, doge Badovero spedi suo fratello

Papa Gregorio

nel 997. Alcuni imperatori vollero confer,

al 1

Papa per domandarla

in feudo.

mare

agli

arcivescovi ravennati

t:d

Comacchiesi, che ci seppero, gli tesero un'imboscata, il ferirono, e


;

lo fecero prigioniero

lo trattarono
il

per con riguardo, ed ove rono a A'^enezia


,

rimandapoco dopo

dominazione su Comacchio, con piena lesione alla sovranit della Sede apostolica, come portarono lesione ai suoi diritti quegli imper.itor, che
fecero alla citt
valli,
il

donativo

delle

mor. Accesi di collera i veneziani giurarono di vendicarlo, e con formidabile armata navale nello stesso anno 854 presero la citt, e in un alle isole , la devastarono. In
progresso di

peschiere, dazi ec.

Egualmen-

tempo

riavutisi
,

Co-

debbono considerare come vioromana, le investiture di Comacchio date d;i rdtri imperatori agli Estensi, come fecero Ridolfo ad Obizzo VI Carte si

lenze contro la Chiesa

macchiesi dal disastro


il

infestarono

mare

co'loro legni, facendo rap,

pi'esaglie sui veneti

quali
s'

dopo
impaguari,

marchesi Aldobrandino, Nicol, Ugo, e Folco Sigismondo a Nicol V, e Federico HI al dulo


ai
,

IV

averli

ammoniti, di nuovo
,

ca Borso, per
vestiture.

non

dire di altre in-

dronirono di Comacchio
sero

e vi po-

un
i

presidio.

Non and

Comacchio poco

poco

si

riebbe

Comacchiesi ripreso coi'aggio, si ribellarono, e contro la volont del Pontefice Giovanni XII, seguiche

dai tanti soferti danni,

ma non mai

pot ritornare alla primiera grandezza, e alla forza navale perch Venezia

rono
talia
j

le

parti di Berengario re d'I-

sempre ne vagheggi
i

il

possesso.

di

Adalberto

suo

figlio.

Nel 125 j
ravennati
;

Comacchiesi

Questi discacci

chio
altri

se

veneti da Comaci ne impadron, in uno ad

pure

la

diedero ai santa Sede, ad


si
,

onta di

tali

dedizioni

concessioni
fa-

dominii della romana Chiesa, locch mosse l' imperatore Ottone


I

degl' imperatori, e

vicende delle

ad

unirsi

col

Pietro Candiano
aspra guerra

II,

doge di Venezia ed a muovere

a Berengario. Adalberto rest vinto, e i veneziani non

andarono soggette le citt italiane, conserv sempre il diritto e la suprema sovranit sulla contea di Comacchio. Questo si pu rilevare dallo stesso diploma
zioni cui

COM
di
le

COM
,

35

Ridolfo re de'
nel

romani
di

il

quaIII,

pontiiicato
alla

JXicol

che gueneggiavano con casa d'Este. l*er i marchesi, ed i duchi di si


illustre stirpe fecero

coiifennando
i

Chiesa

romana
Ira

di tutto

per-

suoi

privilegi

e dominii,

que-

ch
il

sti

espressamente
/^.

nomin Comacil

Comacchio l'isorgesse. Finalmente nel i5o8, torn la citt sotto


veneto dominio, nella guerra tra
I,

chio.

ancora

Pdualdi all'an-

no
no,
cap.

1279 num.
III.

6,

ed

il

Bellarmilib.

Alfonso
ciliatosi

e Giulio II;

ma

ricon-

de Translat. Impcrii,

Ili,

questo
,

Papa con
le

quella re-

pubblica
i

riebbe

terre che aveva

]\el

1299
si

Coinacchiesi

si

sot-

essa occupate, insieme a


la

Comacchio,
se-

liassero dalla soggezione di

RavenEstensi

quale nel fine del medesimo

na
ai

e
poi,

sottoposero

agli

colo torn al diretto

dominio
saline

dei

ma

essendo ritornati ad unirsi

sommi

Pontefici.
le

suo esercito investi e prese Comacchio, esiliandone i primari cittadini. Fu


verso
il

ravennati, Azzo

d'Este col

Sembra, che
questa citt
riservate al

ricche

di

fossero

dai

Pontefici

i3oo, che
,

Comacchiesi

camera
ce

apostolica,

duetto dominio della dappoich nella

divelle dalle paludi le canne, le


li

le

imboschivano

quaed inventati i
mirabili
pel

lavorieri

pescarecci

giudizioso loro
valli

artifizio,

ne fecero
prese

uber'osissime di pesce, e d'al-

II nel i5io fead Alfonso d' Este collegato coi francesi, uno de' motivi fu perch il duca feudatario ricusava restituire quelle saline alla santa Sede

guerra, che Giulio

lora in poi

Comacchio

una
Di-

anzi

si

legge nella vita di Gregorio

certa pesca reccia riiomanza


le

presso

XllI, ch'egli nel


alla controversia

1579 pose
sopra

fine

citt

d' Italia, e fuori ancora.

le saline di

mentre i Papi risiedevano in Avignone, Carlo IV imperatore, come si ha dal Muratori, nel i354
poi,

Comacchio, che

col

duca

di

Fer-

rara avea sino da venticinque anni


la camera apostolica. Qui noteremo, che in progresso di tempo le saline furono distrutte forse per favo-

diede

agli

Estensi

vassalli

della

santa Sede per lo stato


ra,

di

Ferradi

in investitura

la

citt

Cope-

rire quelle

di

Cervia:
gi

tutta volta

macchio, colle sue ricche


scareccie.
citt,

valli

per decreto del


nel

Gli Estensi abbellirono la


il

regno italico, 18 IO fu attivato un imponeneccellente

come narra

succitato Scot-

te stabilimento salino di

to nel
essa

suo Itinerario,
casa
di

fuori

di

su solide palizzate
bella
i

edificarono

tuia

TuttaComacchiesi tornarono a ribellarsi, e passarono ai ravennati ma poco dopo si assoggettarono


dehzie.

bianco granito ad uso di Francia, e che oggi forma un secondo mezzo d' industria alla popolaziosale

volta

ne, ed

un cospicuo

reddito alla ca-

mera

apostolica.
II,

IMorto Alfonso
sione,

ultimo duca
succes-

agli Estensi,

quali essendo in guer,

di Ferrara, senza legittima

ra coi genovesi

non seppero imdi

pedire l'avvicinamento

questi a

Clemente Vili dichiar la riunione del ducato alla santa Sede

Comacchio, e
essi

l'

incendio di essa per

cui era devoluto insieme a


chio.

Comac-

operato nel 1378. A tale calasti'ofe soggiacque pure Comacchio nel i388 per pai te dei veneziani

perch Cesare d'Este voleva ritenere il ducato, ed avea pre- so possesso di Comacchio, il Pou-

36
tefce

COM
fulmin
la

COM
Comacchio. Nelle contese poi insorte tra Luigi XIV, re di Fran. eia, ed il Pontefice Alessandro VII, per r insulto, che le milizie de' corsi fecero all' ambasciatore Crecqu,
t

scomunica, e fece

di

avanzai-e un esercito di venticinque mila nomini solto gli ordini del legato Caidinal Pietro Aldobrandini suo nipote. Intimoriti i Comacchiesi si

rivoltarono agli Estensi, ed

il

rimisero

in

campo
su

gli

Estensi

le

vescovo Orazio Giraldi


sesso della citt in

prese
della

pos-

nome

Sede

apostolica.

Egualmente intimorito Cesare, vedendo che le sue pretensioni non si potevano sostenere, ceil

Ferrara e Comacchio, per cui nella pace seguita a Pisa nel 664, ricevettero il jus patronato delle ricche abbazie di
pretensioni
1

ducato di Ferrara, diede in ostaggio al Cardinal legato il prodette

Maria in Pomposa^ e della Pieve di Bondeno, ed un palazzo in


s.

Roma

valutato quarantamila scudi;

prio figlio Alfonso, e part per Modena nel 1598. Clemente Vili
riun

assumendo a s la Camera apostolica il monte Estense di Roma, che

per sempre

ai

dominii

della

ammontava a

scudi trecentocinquan-

Cliiesa
ra,

romana

il

ducato di Ferra-

tamila. In seguito furono principal-

e la contea di

Comacchio,

colla

mente benemeriti
citt

della

contea, e

autorit delia bolla Sanclissinms, che

di

Comacchio, ed organi delle


abbellii

a
1

tal

efttto

598, e

Ro/.

eman a'iq gennaio che riportasi nel Bull, toni. V, par. II, p. 2o5. ad

pontificie concessioni, pegli

menti, e pei miglioramenti,

dinali legati di Ferrara; 'cio

CarGia-

onta dei reclami degli Estensi du-

como

Serra,

Francesco
Acciajuoli,

Cennini,
e

Modena, che in appresso non manca roiio rinnovare. Inoltre Clemente Vili impose al Cardinal
chi di

Gio: Battista Palletta, Gio. Stefano

Bonghi, Nicol

Giu-

Aldobrandini d'impossessarsi di Ferrara, e Comacchio, e poi egli stesso vi si rec a prenderne il solenne possesso. Condottosi a Comacchio con isplendido seguito, ed accojnpagnato da trecento gondole, vi vescovo Giraldi, fu ricevuto dal col giubilo delle grandi feste dei Comacchiesi, che ricolm di beneficenze e di privilegi, facendo tra
le
il

seppe Renato Imperiali, senza dire dei pi moderni, perocch gli storici

di

Comacchio ne trattano con

diffusione.

nel 1700 Carlo II, re Spagna, ebbe principio la funesta e lunga guerra per la succesdi

Moiendo

sione a tal monarchia nel pontifi-

cato di Clemente XI. L'imperatore

Leopoldo
glio,

sostenne

colle

armi

le
fi-

ragioni dell'arciduca
e Luigi

Carlo suo

altre

monte

provvidenze prese erigere di piet. Cos Comacchio


gli
effetti

XIV

quelle

di Filip-

po V, suo nipote, risentendone nelil FerComacchio. Non persuaso l'imperatoi'e, che Clemente XI col saggiamente mostrarsi, come padre

rinacque ad era novella e gloriosa,


e prov
del
pacifico,

lo stato

pontificio gli effetti

rarese, e

paterno dominio dei sovrani


tefici.

Ponau-

Indi, nel

1612, Paolo
III,

V
63

coli'
,

comune, neutrale,

favorisse in

vece

torit della costituzione

Bull.

Filippo V, cos nel 1702 fece entrare


le sue truppe nel Ferrarese, ove furono attaccate dai francesi. Il Papa fulmin censure ai generali dei

Rom. tomo

p.

i5o, del
bolla,

Chedetta
la cit-

rubini, aggiunse

alla

volgarmente Coena Domini,

COM
due
eserciti

COM
uscissero

37

perch
ed

dai

che sped contro


l'iali.

le

suoi domini i,

oppose loro

un

Nello

stesso
la

truppe impetempo incomincolle


scrit-

corpo di cavalleria, per

cui otten-

ciossi

anche
i

guerra
istorici

ne momenfaneamente quanto desiderava. Nel 170.5 mori Leopoldo I, e gli successe il primogenito Giuseppe I. Rinnovaronsi allora i dissapori colla
ostilit,

ture
sulti,

d'illustri
titoli

giureconlo-

delle quali per la

ro importanza saranno
parte

di

poi

in

da noi
la
le

riportali.

Molte ne
disulla

corte di

Roma

le

pubblic

corte di

Roma, per

a'

24 3gS' 1708, come

mostrare
vranit
tre

sue

ragioni

so-

a tal anno racconta il Muratori. Gl'imperiali all'improvviso s'impa-

dronirono di Comacchio; e l'imperatore rinnov le pretensioni del genitore sui feudi, e sugli staii imperiali

di Comacchio; mentre alne oppose Francesco II, duca di Modena, pretendendo spettai*ne il diritto a lui, e all'imperatore. Per
la

santa Sede scrisse

il

celebre

mon-

d'Italia,

fra' quali

dichiar

signor Giusto
ca di

Fontanini, e pel duil

appartenere
to,

Aftlilto Comacchio. Clemente XI per tale avvenimen-

Modena

suo

bibliotecario

Lodovico Antonio
simo,
vi sovrani.

]\Iuralori dottis-

ne

port

le

lagnanze

vari

principi, scrisse

una

lettera di pro-

ambedue sudditi dei rispettiLe scritture sono le se-

prio

pugno

al

conte

palatino del

guenti.
Il Fontanini nell'anno stesso 1708 pubblic: // dominio temporale del-

Reno, ed all'imperatore medesimo, scrisse il breve f is simile de' 2 giugno, che


t.

si

legge

presso

il

Lunig,

la

luglio p. 83g. Quindi a' 1 7 coll'altro breve Hactenus lentatis loc. cit. p. 484 rinnov energicamente il suo malcontento, le sue paterne esortazioni e minacce, ramII.

t di

Sede apostolica sopra la citComacchio per lo spazio condieci


secoli,

tinuato d

esposto

ad
de-

un principe. Questa gna del suo autore,


comiata
prove,
prio
di

scrittura,

fu

molto

endelle

per
e
pel

la

erudizione

mentandogli, che
e insieme spezza
i

Dio d
troni.

regni,

fuoco piccante
grand' uomo.
prelese
di

proNel-

quel

Considerando Clemente XI, che


le vie

lo stesso

tempo
il

dimo-

della

ragione, e

della

dolquelcarat-

strare

tutto

contrario,
stile,

ma
il

con

cezza non
l'efifeto,

avevano prodotto
il

placido ed

ameno

lodato
al

che

suo pacifico

Muratori, con due risposte


tanini, piene anch'esse di

Fon-

tere

bramava, obbligato a sostenediritti

profonda
intitolata:

re

del principato della Se-

erudizione.

La prima

de apostolica, e respingere colle armi gli aggressori, senza aggravarne i sudditi, col consenso di trentadue Cardinali tolse da Castel s. Angelo mezzo milione di scudi, da quelli ripostivi da Sisto V, e ne assegn in reintegrazione, il fondo della pingue abbazia di Chi ara valle nella Marca d'Ancona. Fece arruolare
ventimila
soldati,

Lettera diretta

ad un
ec.

prelato

di

Roma,

in

risposta al dominio

temsi

porale di Comacchio
accese la zuffa

Quindi
neli'

letteraria fra

questi

due
nella

insigni

scrittori,
il

e
eh.

anno
.

1709, come scrive


Storia
p.

Zaccaria
pubbli-

letteraria
il

d'Italia

XIII
c

2 56,

Fontanini

ne

die

il

co-

mando

al

conte Marsigli bolognese,

la sua prima opera, e poi una Difesa seconda del dominio temporale della Sede apostolica sopra

38

COM
Enma
171
t,

COM
questi risposero
ferire
la

la ciu di Coinacclio,

non

potersi pi dif-

con osservazioni, e repliche al Muqnnle rispose con cine ratovi, il


scritture,

restituzione di

Comacchio

alla

una

col titolo:

Umilisxinia

Sede, a cui fuor di dubbio apparteneva. F. Lafiteau, Fie


.santa

supplir di Rinaldo
di

d' EsLe

duca
contro-

de Clcment XT,
l'imperatore,

Modena

alla S.

C.

M.

di Giu-

t. II p. i3 e -seg. Intanto la guerra proseguiva tra

seppe

imperatore per la

versia di
flessioni

Comncchio ;
di

e l'altra: Ri-

sopra la voce sparsa dal-

la corte

Roma
il

zione

del possesso
in

per la restitudi Comacchio.


Fontanini colla
contro

Torn
e

campo

confutazione di vino scritto italiano


francese,

sparso

Comac-

chio,

Roma 1711;

e colla, Risposta

Papa, ma con e il poco vigore, e con successo vario, perch veramente l'animo di Giuseppe I non era di fare la guerra a Clemente. XI, ma di costringerlo a favorire il suo fratello arciduca Carlo nella guerra per la successione di Spagna. Non devesi passare sotto silenzio, che quasi tutti i principi
cattolici

a varie scritture contro la santa Sede in proposito di Comacchio, pdiblicate dopo ?7 7 r i Roma 1720. A favore ancora della santa Sede in questo argomento scrisse un'opera in latino Lorenzo Alessandro Zaccagni, primo custode della bii

presero parte per

l'e-

Comacchio in favore del Pontefice, massime Luigi XIV, che minacci una lega per difenderlo. Sebbene Clemente XI si protestasse di non intendere di guermergente
di

reggiare,

ma

solo di difendersi, l'imsi

blioteca Vaticana, colla Dissertatio

periai corte

dispose alla pace, la

historica

urhem, comilatumfjue Comacli anno \']0^;Appendix y^ctorunt veterum, appendice voluminosa pei documenti, lino allora per la maggior parte inediti. La causa dunque, che di sua natura
in

de Sedis imperio

Summo

^postolicac

quale fu sottoscritta
stituzione
di

ai i5 gennaio 1709. Allora per non segu la re-

Comaccliio,

come

si

era conchiuso. L'arciduca Carlo, col

nome

di Carlo VI, successe all'impero al fratello Giuseppe, per lo che il Pontefice Clemente XI, ai 6

era pubblica
i

divent

privata
le

fra

febbraio
prio

17 12,
II,

gli

scrisse di
,

proet
gli

difensori dei

due
si

partiti,

ra-

pugno una
t.

lettera

Epist.

gioni de'quali
te

fecero sinceramen-

Brev.

p.

128, nella quale

compilare in un

grosso

volume
nel

dimostr
la

la singolare gioia per quel-

in

foglio in Francfort sul

Reno

imperiale notizia,

portatagli dal

17 13, da monsignor Annibale Albani nipote del Pontefice, allora suo

nipote Cardinal Albani, reduce dalla

Germania, nella quale Carlo VI


il

nunzio in Germania , per meglio dimostrare la giustizia della causa ch'egli difendeva, in confronto di
pianto
la.
si

assicurava

Papa

di

voler termiil

nare
di

le

diiFerenze

tra

sacerdozio,
restituzione

e limpero colla

libera

era scritto per abbatter-

Comacchio
1'

alla

santa
,

Sede.

Le

ragioni
cos'i

per

la

sauia

erano

l'imperatore

che Giuseppe I consultato due volte su questo punto il suo consiglio, ed anche gli elettori del sagro romano impero quello e
vittoriose,
,

Sede avendo

sollecitarne
te

ClemenXI sped suo nunzio a Vienna


effettuazione

l'altro nipote

Alessandro Albani, che


fu crea-

poscia da Innocenzo XIII


to Cardinale.

Ad

onta di tultoci, Clemente

XI

COM
1721, senza che Comacsgombrato dalle truppe cliio fosse impt'iiali. Continuate furono le pratiche dal successore Innocenzo XIII,
inori
uc"!

COM

39

Sedi apostolicae per hanc restitu tionem aliquid novi juris tributum,

neque imperio,

vel

domui Atesublatum
caesa-

stinae quidquam juris

quando giunse in Roma, ai 7 marzo 1724, la notizia che la correstituire te di Vienna andava a Comacchio, in quel medesimo giorno
ina

esse censeatur; sed sacra

reae majestatis, et imperii, domus-

M que Atestinae jura

omnia
,

tum

Innocenzo
tra
vita.

XllI era passato all'al-

respectu possessionis, quam petitow rii salva remaneaut neminique ex hoc actu praejudicium ul uin irrogatum intelligatur, usque dum cognitum fuerit ad quem Comaclum pertlneat ". Di poi Benedetto XIII culla bolla, Cnni nu-

non and guari che XIII e nel medesimo anno fu definito, che non agli Estensi duchi di Modena, ma sibiicne alla Sede apostolica spettasse Per
altro

sotto Benedetto

per data
il

ianuarii

la

sovranit
di

della

contea, e

della

Lunig.

t.

IV.
della

p.

citt

Comacchio, allora compre-

gli

articoli

1725, presso 375, conferm concordia, ed in

sa nel ducato di Ferrara.

Fu
ai

per-

riconoscenza della seguita restituzione, accord poi all'imperatore le dedomicime ecclesiastiche per tutti nii austriaci, perdonandogli tutte le reudite maturate, e premiando nel
i

tanto

conchiuso

il

negozio
basi

i5

novembre
articoli

1724

sulle

degli

Innocenzo XIll e Carlo \I, dal Cardinal Paolucci segretario di stato, e dal Cardinale
stabiliti fra

1727

col cappello Cardinalizio Fi-

Cienfuegos ministro dell'imperatorCj


aiidjedue nella qualifica di plenipotenziari

lippo Luigi di Sinzendorf, figlio del

primo ministro deirinq)eratore,perch


il

delle

due

corti.

Quindi Bedei

di lui

nedetto XIII partecip l'accordo al


sagro
2()

to all'accomodamento.
se

padre avea molto contribuiChi bramasle

Collegio

nel

concistoro

conoscere la raccolta di tutte


sulla
,

gennaio 172;), e con giubilo di

scritture

controversia di Coquelle
succitate
,

tutta

B^oma

e degli abitanti

della

macchio

oltre
la

contea e citt di Comacchio, fu questa


ai

potr leggere

Bibliografia

sto-

ristabilita alla Sede apostolica 20 febbraio, per mezzo del ge-

rica ec. dello stato pontificio, e suo

supplemento.

neiale di battaglia conte di Pinus,


a
ci

Nel seguente pontificato di Clee nel 1735, si riaccese guerra tra l'impero, e la Spagna per la sovranit del regno della
le

autorizzato

da

Carlo

\I.

mente XII,

Fu

per dichiarato di non pregiudicare con tal restituzione chi delparti ne fosse il legittimo le due
si

due

Sicilie,

il

cui

alto
Il

dominio
Pontefice
i

signore (finche

conoscesse a

chi
colle

spetta alla santa Sede.

pnjpriameute
ratori,

appartenesse),
riportate dal
d' Italia

a difendere da ogni pericolo


sudditi
,

suoi
delle

seguenti parole

giu-

accrebbe
,

Annali

I724'- " Possessionem


;

all' anno Comacli a

milizie papali
sidio alla

numero aggiunse un
il

pre-

sacra caesarea maiestate eo

taxat
>-

pacto

dimitti, ut

dumeadem
ut

Mesola, borgo posto alla destia del Po di Ariano, non che fortific la bocca di questo fiume,
il

Sedi

apostolicae

restituatur,

piius, ila scilicct; ut

ncque cidem

liuauLe repubblica

che produsse discordie colla conveneta, la quale

4o
si

COM
pacific sotto

COM
XIV,
e

Benedetto
confini.

per

la

sua piet,

e per la

profon-

stabil

meglio

dit de' suoi studii teologici, merita di essere


tres

Ma mentre Cornacchie continuava a godere gli effetti del soave e paterno dominio de' sommi Pontefici,

commendato. Viveva
anni
il

al-

ne' decorsi

canonico

nel

1796

repubblicani fiandelle

casi

colla

prepotenza
quindi

armi

Cesare Petrignani, uomo insigne per piet, ed integra morale fu egli valente maestro di musica, e sciisse
:

tolsero a

Pio VI anche Ferrara e


;

con lode degli


re sagre.

intelligenti varie

Comacchio

l'

obbligarono
di

Da

ultimo

mor

nella pace di Tolentino


ziare alla sovranit

rinun-

delle

legazioni

camaldolese p. abbate d. Parmiani, profondo teologo


in

opepure il Michele
,

dotto

di Bologna, Ferrara

Romagna

per cui Comacchio


fi-ancesi.

fii

governata dai
nel

Fece poi parte del regno


e finalmente

molte scienze, lodato per ingegno, e soda piet. Un conte Giuliano Parmiani fu mandato dall'imperatore, per ambasciatore
alla

italico,

18 15

fia

re-

sovrano Pio VII, in forza dell'articolo io3 del celebre trattato di Vienna, insieme alle legazioni convenendosi in quel congresso, che 1' Austria ponesse guarnigione nelle piazze di Ferrara e Comacchio. Laonde un distaccamento della guarnigione di Ferrara, occupa il piccolo fortino, senza avere affatto alcuna ingerenrestituita al
,

suo legittimo

pubblica veneta. Fra

viventi onop.

rano assai

la

patria
s.

il

Felletti

inquisitore del

offizio di

Bologna

Pietro Cavalieri canonico di quella

metropolitana, gi vicario
di
tri

generale
al-

Faenza
,

e,

per non dire di


universit

Nicola Cavalieri
nell'

San-Bertolo

professore

romana

neir architettura statica


ca,

ec, ed autore di

ed idrauliun' opera in-

za sulla
e

citt.

signe di architettura, e d' idraulica,


di-

Comacchio ha dato uomini


stinti,

da ultimo il celebre p. Appiano Buonafede, conosciuto sotto il nome di Agatopisto Cromaziano, abbate celestino, ed il suo fratello chiamato Agatopisto giuniore, uomo celebratissimo per le sue cognizioni nelle finanze. Esso ottenne a prezzo vilissimo sotto l'amministrazione francese da Napoleone lo
stabilimento delle valli
di

che da molte scuole, ed universit fu adottata per testo.

La
fu

sede vescovile di Comacchio,


gli

secondo
vescovo

storici

di

questa
e

citt,

fondata
di

da

s.

Apollinare
,

arci-

Ravenna

secondo

Commanville nell'anno 490 , e divenne in appresso suffraganea della


metropoli di

Ravenna

per cui

le

Comac-

cause in appello furono, e sono devolute al tribunale di Ravenna.


Il

chio a pr de' Comacchiesi.


stosi

Ma

po-

primo vescovo
si
il

di

Comacchio,
t.

alla

testa

dell'

amministrazio-

come

legge nellUghelIi

II,

p.

una sera ingratissimamente trucidato. Verso la met del secolo passato fiorirono i due
ne
,

fu

in

482, fu Pacazio,
se al concilio

quale sottoscris-

Zappata, celebri poeti. Vispure negli ultimi tempi monsignor Gaetano de Carli vescovo di Rieti, e monsignor Manasse gi vescovo di Terracina, soggetto, che
fratelli

convocato nel 002 da Papa s. Simmaco; poi si nomina un Vincenzo fiorito nel 702 il
,

se

quale edific in onore di s. Cassiano martire {^Fedi), e maestro di


scuola a Imola, la cattedrale, e quindi la consacr.

Vitale

fu

vescovo

COM
neir827, ed lodato per dottrina e piet; Cipriano nell'SgS; indi Stefano poi Bernardo, che ottenne
;

COM
iSSd, e dopo
sonaggio
del
fuori di
di lui nel

4i

iSgG Hor

Pietro Bono, o
,

gi

Buovo ottimo perabbate benedettino


di
s.

un
sa

privilegio a favore di sua chie-

monistero

Bartolommeo

Ottone I. Nel qgy Giorgio fu vescovo degnissimo di Comacchio; verso il io5o Giovanni, che termin in penitenza i
dall'imperatore
suoi giorni; nel

1086

Adalberto;

i4o2 divenne vescovo Giacomo Bertucci degli Obizzi di Lucca; nel i4o4 l'imolese Giovanni de Strada; nel i4i3 il dotto ed eloquente oratore AlFerrara. Nel
,

nel

ii5i Enrico; quindi Giovanni cistcrciense, che mori nel i2o5, e


fu sepolto nella chiesa di
s.

berto Boncristiani fiorentino de' ser-

Giaco-

Maria; nel i432 Mainardino de Contrariis ferrarese, gi ammivi di

mo
ri

di Cella Volana. Nel 1226 fioDonato, che col priore delia det-

nistratore di detta chiesa, che pro-

ta chiesa, stabifi

alcuni anniversari

pei vescovi.

Nel

1243

s'ignora

il

nome
nel

di chi

occupava questa sede;


;

1253 trovasi un Botio nel 1270 un Michele; nel 1283 un Onorato gi camaldolese del monistero di Classe; nel i3o4 un fr.
di

mosse grandemente la divozione di s. Maria in Aula Rega, restaurandone il tempio; nel 1460 Francesco Fogliani di Reggio di Modena cui successe nel i47i il concittadino
ai

Filippo

Zoboli,

il

quale

col

beneplacito di

Papa
s.

Sisto

IV

cedette
la

monaci

cassi nesi

nel

1480

Pietro Mancinelli
l'

Ferrara
;

del-

commenda
Alessandro
Nicol
Giulio

di

Prospero. Nel i497


fece

Ordine

de' predicatori
eletto

nel

1328

VI

vescovo
del
e
lui

Esuperanzio,

XXII
poi

Giovanni Papa lesidente in Avignone,


d'Adria.
gli

da

dusio Estense, figlio


,

Malamarchese
gli

prudente
li

benemerito.
rinunzia

traslatato al vescovato

per la di

Nel

1329

successe l'altro

dome-

nicano Francesco de Boatheriis bolognese, al quale nel

i333 fu dato

nomin a successore nel i5o6, Tommaso Turchi di Ferrara. Leone X nel i5i4 pose al governo della diocesi il celebre Ghilino de Ghilini di Alessandria, uomo di grande autorit e consiglio per la sua dottrina, e caro ai Visconti,

fr. Bartolompure domenicano, e gi vescovo di Segni. Clemente VI, nel 1348, fece vescovo di questa oift Pacia, dell' Ordine de' minori morto in viaggio senza prenderne il possesso e nell' anno seguente Remigio eremitano di s. Agostino, che nel i358 ebbe in successore Guglielmo religioso de' minori, francese della Guascogna. Tebaldo fu vescovo nel 1370, il quale rinunzi per vivere a Dio, ed ebbe

in successore l'illustre

meo

bolognese,

e agli Estensi. Nel


il

i549

'*

successe
setti

coadjutore Alfonso R.ostrasfer,

di

Ferrara, alla cui chiesa nel


il

i563 Pio IV do invece alla


chio
crati,

cattediale di

nominanComacSai

r altro

ferrarese

Eicole

che nel

1572

introdusse

cappuccini, ottenne dal

Papa

s.

Pio

a successore Biasio nel i3S2 postovi dall'antipapa Clemente VII.

Simone

religioso

domenicano
episcopato
l'

della

nuove prebende canonicali, e mocompianto dal popolo, che tanto lo amava. Il Rossetti fu consigliere degli Estensi, e da molti Papi venne
VI

famiglia^ Saltarelli di Firenze fu pro-

spedito a vari sovrani a trattare


levanti
alfari,
il

ri-

mosso a questo

auuo

perch Massimilla-

4^
no
rio
II

COM
imperatore, e Alfonso
II

COM
dufare
e,
il

solenne ingresso nella


la

citt;

ca di Ferrala, supplicarono Grego-

riedificandosi
vi

cattedrale ai

^5

XIII a crearlo Cardinale, aia la morte g' imped il meritato onore. Il Sacrati ebbe in successore il concittadino Orazio Giraldi, che per le sue virt, ed opere pubblicate si procacci la benevolenza di Clemente YllI e Paolo y. Questi nei

marzo 1639,
tra,

pose la prima pie-

lanza, e
alla

venendo encomiato per vigibont pastorale, lasciando cattedrale molte e ricche supsagre
:

pellettili

inoltre i'Isei consass.

gr

la

chiesa dei

gostino, ora

non pi

Mauro ed Aesistente. Ne

1617 preconizz
fratello

alla

sede
di

ComaFerrara,

imit

le

beneficenze Nicola de' conti

clense Alfonso Sacrati

del Cardinal Francesco, che

Arcani cesenate, che nel 1670 gli successe, dappoich concorse al com-

nel

1625

rinunzi, passando a gocitt

vernare varie
clesiastico,

dello

stato
la

ec-

pimento ed ornato della nuova cattedrale, in pi maniere, e con donativi di sagre reliquie e suppellettili;

terminando

sua

carriera coli' essere segretario de' vescovi e regolari, viceregente di

vi

Ro-

me

di

promosse il culto al ss. NoGes, procurando l'erezioalla

ma

sotto

Urbano

Vili
la

ed

Innodi
ss.

ne di un altare
sione;
e fu

sua

circonci-

cenzo X. Nei detto

anno Camillo
sede
cappella del

seppellito

nel

1714
verso

Moro

ferrarese occup
la

nel

mezzo

della cattedrale, con breil

Comaccliio, orn
la

ve iscrizione,
dice:
lor,

cui

ultimo

losario nella cattedrale

ove

istitu

Uriiain lustrali

sparge, viadi-

compagnia

di

tal

pio

esercizio,

aqua. Egli

si

mostr degno

ed ivi vulle essere sepolto nel i63o, dandogli Urbano Vili a successore
il

scendente dei re di Croazia, e costantemente difese la giurisdizione


dell'abbazia di
s.

di

lui

concittadino Alioiiso

Pane
ze-

Maria
stesso

dolio, di

rara

scienza,

pio,

contro

gli

Estensi duchi di

lante pastore. Sotto di lui nella citt


si

Clemente XI, nello


bile

Pomposa, Modena. anno 17 i4>


del

aumentarono

le

opere

pie,

fece vescovo Francesco Beatini nodi

vennero fabbricate le chiese del ss. Rosario, del Carmine, e di s. Pietro, olire l'oratorio delle

Faenza,

gi

uditore

Cardinal

sagre Stim-

mate,
tica.

mor

assai

Comaccliio, per altro


tuatiti^

compianto in non senza criesistente.

che govern la chiesa trenta anni. Fin qui il nominato Ughelli, di cui sono a veSantacroce,
dersi le note del
Coleti.

Egli istitu l'accademia dei Flut-

La continuazione

della
si

sei'ie

dei

ora non

pi

Nei

vescovi di Coraacchio,

pu vede-

1649 Innocenzo
lio

X
in

cre vescovo Giuil

re nelle Notizie annuali di

Roma,
ec.

Cesare Borea di Lugo,

quale
rito

Diocesi per
Fr.

ordine

al/abdico
nel

agli

8 settembre con
la

solenne

Gio. Antonio Chevedo, minore

fece r ingresso
riccia

Comaccliio,

ar-

osservante

bergamasco,
di

I744
vesco-

cattedrale di

suppellettili,

procur l'aumento delle prebende; e morendo nei i655 fu tumulato


nella cattedrale nella
ss.

da Benedetto XIV fu vo, ed ebbe la gloria


lzio

fatto

consagracui
edi-

re r odierna cattedrale,

il

cappella

del

Corpo di Cristo. Dopo di lui occup la sede Sigismondo dc'con Lei di Cesena, che volle pur

compito nel 1703. Attualmente con sollecitudine, e zelo apostolico governa la chiesa Comaclcnse, monsisnor Miolicle ^ irera stato

COM
ijili

COM
in

43
IMariniano.
I

di

Cervia,

nato

Longinno
vescovo
ai

civescovo di
principi r

Raveuna

diocesi di

Cesena,

t'aito

19 marzo 1816 dal glorioso Papa Pio VII, il qual vescovo, fra le nltre cose, istitu in Bosco-Eliseo
lina

ebbero in venerazione, e l'imperatore Ottone li l'esoner da


ogni peso, e gravezza.
le

La

cattedrareliquie,

possiede
le quali
s.

diverse

sagre

parrocchia
dei

con

grande
;

utile

fra
tire

una insigne

del

maril

ppiritnale

parrocchiani

nel

Cassiano cui

dedicala,
della

182'j

tenne

un sinodo che

poi

pub-

quale pure patrono

citt.

blic colle stampe, restaur il seminario, ridusse a bella forma il palazzo dal comune acquistato per la villeggiatura del vescovo in Codigoro senza qui enumerare le
,

Di questo santo
sulle ss.

si

leggono erudite

notizie nel Cancellieri, Disscrt. Epist.


Sirnplcia,

ed Orsa,

]i.
il

55.
ve-

Quella, che nel 702 riedific

scovo

nltre sue
le

benemerenze, alcune
dei
vescovi, e

del-

quali
storia

andiamo ad accennare. Siddella sede

la

di Comacchio va consultato, Josephus Antonius Cavalerius, De Coiacleiisibiis

Vincenzo con bella torre campanaria, era a tre navi sostenute da colonne di marmo essendo la presente di ima sola vasta nave. Quel vescovo stabil, che nella
;

cattedrale
vescovi,

si

dovessero

seppellire
di

epscopis liber

ad

al-

non

nelle chiese

Cella

terani

Coletlanani cdilionern, Italia

T'olana, e di

Aula

Regia.

Dopo

Sacra Ughelli locupleta ?idarn, Comacli 177C); excndebat idem Cavalerius.


Il Bollando poi dice, che prima di Pacaziano, Comacchio ebbe altri vescovi, e che 1' Ughelli non li registr tutti, giacch Vigovenza l' ebbe sino dal SSg, ed il primo fu s. Oldrado, cui nel 364 successe s. Leone, che poi fu il primo Papa di questo nome, e siccome Vigovenza era soggetta a Comacchio, vuole che questa gi fosse sede episcopale quando lo divenne Vigovenza. Va qui notato, che ve.scovi di Vigovenza erano nel territorio di Comacchio, poi passarono a risiedere in Ferrara; e nella vacanza delle chiese di Comacchio, o Vigovenza, il vescovo vivente governava le due diocesi. La chiesa di Comacchio fu inoli

circa mille anni, e

dopo che il vescovo Isei gett la prima pietra nelle fondamenta della nuova cattedrale, per le cure e generosit
s\

del Cardinal legato Imperiali,

si

del

lodato vescovo Arcani, e


t e

per

la pie-

per

lo zelo de'couciltadini, fu ri-

fabbricata la presente cattedrale, ed un bello edilizio di ordine coargenti,

vinto. Essa fornita di


di

sagri

arredi:

l'altare

maggiore

di
tico.

marmo

bianco, e di verde ancui

a sapersi, che la cattedrale


le

manca di campanile, per campane sono collocate sul


stallo di
nile,
il

piedi-

marmo

dell'antico

campa-

quale mancando di anima interna rovin da capo a fondo, n ancora si pensato a ricostruirlo, forse per 1' enorme spesa che si richiede.
Il

tre feconda di

martiri, e vanta, co-

capitolo,

che per dignitarii ha


1'

me

si

disse,

per
s.

suo

fondatore
del

s.

l'arcipiete, e
essi
si

arcidiacono, oltre di
di

Apollinare
degli

discepolo

principe

compone

diciassette cano-

apostoli

rhiesa

Per questa prese gran premura s. GrePietro.

nici,

tre mansionari,

e diversi

sa-

cerdoti, e chierici

addetti al

servi11

gorio

1,

che

la

ra(:;comand

all'

ar-

gio ecclesiastico della chiesa.

re-

44

COM
XVI
nel

COM
r83q
chio.
Il

gnante Gregorio

Boari fu assai caritatevole coi

concesse ai canonici l'uso del flocco


di seta paonazza al cappello. In co-

poveri, ed affettuoso colla giovent, e lasci la sua piccola biblioteca per

ro
ta

canonici indossano la

mozzet-

paonazza,
1'

1'

arciprete

prima
l'at-

dignit, e

arcidiacono seconda disotto

gnit creata di recente


tuale

uso comune. La mensa ad ogni nuovo vescovo, nei libri della camera apostolica, tassata in fiorini cento. Per ultimo faremo menzione delle seguenti chiese, e celebri

ottimo

vescovo,

godono
e

del

privilegio della sottana,


letta

mantel-

abbazie
S.

paonazza. L' arciprete esercita


cappellani
al-

Giacomo

in

Cella Volana, o
essa celebre pel

nella cattedrale le funzioni di par-

del F^accolino.

Fu

roco, coadjnvato da tre amovibili. Nella citt


tra parrocchia, vi sono

suo monistero appartenente


ai
ai Frigidiani,

prima

non avvi
per
i

canonici regolari lateranensi, poi


religiosi

cap-

cosi

chiamati
vita,

puccini, ed anticamente eravi pure


il

per

la

austerit della loro

convento deerli agostiniani scalzi. Vi sono alcinii pii stabilimenti, l'oil

ruvidezza delle vestimenta, e quali


abitatori
fior

de'deserti.

11

monistero
vi

spedale, mirabile per la sua architettura,

per uomini

illustri,

monte
l'

di

piet,

ed un
lontano
il

privilegi,

e nella chiesa

ebbe dei furono


di

buon
le

seminario.

Non

seppelliti

molti vescovi.

dalla cattedrale
fu

episcopio,

qua-

S.

Mauro con monistero


tra
i

beil

nobilitato dal vescovo

Borea,

nedettini,

quali fiorirono

b.

che fu pure benemerito della mensa vescovile, per averne accresciute


le rendite,

come

lo

fu della
le

catte-

Domenico Comacchiese, e s. A piano: eravi pure un collegio pei nobili di Comacchio. Nel 1783 GiuAntonio Cavalieri pubblic Comacchio, Storia della chiesa di s. Mauro di Comacchio. S. Maria del Popolo, o s. Maria ili Aula Regia. Gi esisteva ai tempi di s. Leone I , che le conseppe
in
cesse

drale pei donativi, che

fece

di
ri-

paramenti, ed arredi sagri. Per

guardo
to,

all' episcopio, va qui notache l'antecessore del presente vescovo fu monsignor Boari cap-

puccino, gi predicatore apostolico,

barone
cilio

della

Corona ferrea,
Egli
abitava

uno
due
del

un singolare

privilegio

fu del
re-

dei vescovi, che intervennero al condi


Parigi.

clero secolare, poi

de' canonici
Il

golari lateranensi.

vescovo

Mai-

sole

camere nel piano superiore


il

palazzo vescovile, per cui

lodato

nardino del i432 l'avea rinnovata. Giuseppe Antonio Cavalieri seniore nel chio,

odierno vescovo monsignor Virgili,


trov l'episcopio nel
totale

1782
Istoria

pubblic
della

in

Comacdella
s.

1819

in

un

chiesa

abbandono, ed in istato di intera rovina. Il perch dovette risarcirlo quasi per intero, erogandovi ingenti somme, ed erigendo altres dalle fondamenta un nuovo braccio per lo che pu dirsi, che abbia egli rinnovato l'episcopio, da lui pure decorato con pitture rappresen;

Madonna
ria in

del Popolo, detta


della

Madi

Aula Regia
ss.

citt

Comacchio.
Dell'Isola de'
sto.

P'ito
le

Leone IV gran dominio era


S.
:

concesse

Modeun

dei canonici re-

golari

lateranensi.

In questa chiesa

r odierno

vescovo

ha
in

ripristina-

tanti la serie dei vescovi di

Comac-

to la confraternita

onore

della

COM
beatissima Vergine Maria, principale di Comacchio.
S.

COM
patrona
lo

45?

Maria

della

Pomposa. Cele-

Cesena 1761. Le osservazioni per che spettano alla storia, sono del dotto p. abbate Ginanui.
Proli,

bre abbazia, che secondo alcuni fond Ugo d'Este, e la diede agli arcivescovi di

Dopo la pubblicazione del libro, fu corredato di una gran tavola antica


del territorio di

tone III l'ottenne pei


nedettini,

Ravenna, dai quali Otmonaci bedonando alla mensa Ra-

ne

di

Comacchio, ed in fidue carte rappresentanti la pecucinatura delle anguille.


si

sca,

e la

vennate le terre di s. Apollinare, e facendola esente. In seguito In-

nocenzo Vili la confer in ftis patronato ad Ercole l duca di Ferrara, e Clemente Vili la visit. Vi
fiori

ha dal Comacchiese Gio. Francesco Ferro, Istoria della antica citt di Comacchio, dedicata a Clemente XI, Ferrara 170 1, AlcuInoltre
ni

opinano esserne

il

vero autore
sotto
il

Guido abbate; e s. Pier Damiani vi dimor due anni, e vi compose parte delle sue opere. Gli
s.

Bartolommeo Ferro. Nel lyoS,


il

nome

del primo, fu pubblicato


ec.

Supplemento alla Storia


basciatore
delle

AmCo-

altri

imperatori confermarono
III,

l'

e-

quattro

citt

che pur fecero! Papi Benedetto \III, s. Leone IX, e Celestino II. L'abbate di
senzione di Ottone
ci

macchio, Ferrara, Bologna, e Ravenna al Cardinal Conti visitatore pontifcio. Quest' opuscolo riguarda
le

Pomposa
ri),

era signore di varie terre,

acque delle

provincie
e

di

Bolo-

tra le quali Codigoro

[Caput Cau-

gna, Ferrara,
quelli
di

Ravenna, contro

reale delle valli

borgo situato all'estremit bodi Comacchio, in

riva al

Po

di

Volano.
s.

che progettavano la perdita Comacchio, per liberare dalle acque le tre provincie. Bartolom-

Prima
e

esisteva la chiesa di

A-

meo

fu

autore
citt

di

altre

opere.

gostino, che fu soppressa nel

i83i,

Questa

ha per istemraa

ima

presentemente serve di arsenale per la guarnigione austriaca sfazionata in Comacchio. Oltre le descritte chiese t

passera, pesce di color naturale.

COMANA
padocia,
citt

(Comanen). Sede yeCap-

sco\\e in parlibus, nell'Asia in

quella del

sufFiagio,

come

altres

due

oratorii pubblici,

l'uno a Magnavacca, l'altro sulle vi-

dell'Armenia minore posta sul fiume Sarus, nella Cataonia. Plinio ne parla come esistente
cia.

cinanze del porto della marina. Nella chiesa


la

dei cappuccini

si

venera
b.

niiiacolosa

immagine

della

Vergine protettrice di Comacchio, e che si riguarda qual santuario. Ad esso si giugne dalla citt per un delizioso loggiato

suo tempo nella gran CappadoFu poi chiamata Ckrysa, e volgarmente anche Tabacasa. Questa citt era consacrata a Bellona, ed
al
i

Romani, dopo aver


il

trionfato di

Mitridate, ai sacerdoti di quel

tem-

sostenuto

da cento
Gio.

pio concessero
t

diritto

di sovrani-

quarantadue
Scrissero

archi.

tanto sulla citt, che sui dintor-

su

Comacchio

ni.

Francesco Bonaveri, Della citt di Comacchio, delle sue lagune e pesche,

bella.

Strabene dice che fosse molto Dipoi Pompeo la diede al re Archelao, Giulio Cesare a Nicome-

Descrizione

storica

civile,

de, ed

naturale, ampliata, corretta e


varie note illustrata

con

nomina

da

Pietro

Pao-

Augusto a Diteuto. Tolomeo 1' una altre tre Cornane nell'isola di Trapobaua, l'alti-a nella
,

46
Pisidia, e la

COM
Iciza

COM
La
lui

nella Frigia.

ricevette la gloriosa

nostra
Oreste.
JVel

Comaiia vuoisi
quinto
secolo vi

fondata da
fu
eretta

martirio.

palma del Commanville pone l'erezio-

al

la sede vescovile, suH'raganea alli metropoli di IMelilene. Ora non

ne della sede episcopale di Comana quinto secolo, e la fa sulfraganea alla metropoli di Neocesarea,
fu rino-

juindi ne'fasti ecclesiastici

che

titolo in pardbuSj,

e gli ultimi

mata per molti

suoi vescovi.

due
ti,

vescovi, che ne furono investisono Michele Witmann, e Benedetto Lascana, poi vescovo di Cordova nel Tucuinaii. Ad essi va aggiunto Antonio Larrazabal di Guati mala, tatto vescovo di Comaiia

Sede episcopale d'Aprima Panfilia sottoposta alla metropoli di Sides, e posta da Tolomeo tra Baris, e Pergcn uell'antica Pisidia. Coman ville la chiama
sia

COMANA.
nella

Commacum

la

dice

eretta

in

in partibus

dal

regnante Gregorio

seggio episcopale nel

quarto secolo.
I\lanua.

nel concistoro degli 8 luglio 1839. Questa Comana non va confusa con Coniaco (Comacen. I^edi),
altra

XVI,

Fu chiamata anche
1

COMANDAMENTI DI DIO, E comandanwnDELLA CHIESA.


ti

sede
Cilicia

vescovile
,

di

Armenia
il

d Dio primieramente sono


precetti,

die-

nella

alla

quale

detto

ci

che Dio

diede a Mos

Pontefice, per morte di Gio, Battista

scolpiti

in tavole di pietica,
il

come

la

Masclet, ultimo vescovo

in

par-

sostanza ed
rale,
il

tibus
glio

della medesima, agli i i lui836, diede in successore Giuseppe Agostino Molina, americano

sommario della mocompendio dei doveri del-

del

Tucuman.

Sede vescovile, soprannominata Comana Pontica perch citt dell'Asia nel Ponto Polemoniaco, situata sul fiume Iris
verso
il

COMANA.

monte

Pai-yadres,

la

quale

venne pure chiamata Manleiiim. Fu celebre anch'essa per un tempio di Bellona, a cui era la citt consagrata, ricevendovi
colare.

un
eravi

culto

parti-

l'uomo verso Dio, e verso il prossimo. Dal loro numero tali precetti si chiamarono Decalogo, nome che viene dal greco, e significa dieci parole, quanti appunto sono i comandamenti che si leggono nel capo ventesimo dell'Esodo, e replicati nel quinto del Deuteronomio, tali quali Dio li dett. Ges Cristo disse nel vangelo, che i comandamenti si riducono a due, ad amare Dio sopra tutte le cose, ed il prossimo
,

Venere
si

eguahriente
la
il

come noi

stessi.

adorata, e vi

celebrava
solennit,

festa

/
sono

coniandanienti
le

della

Chiesa,

con

magnifica

perch

leggi fatte dalla

Chiesa in
e

vi erano molte cortigiane. Strabene aggiugne, che anche Diana vi

diversi

tempi per

istabilire l'ordine

e r uniformila nel
nei
costiuiii.

cullo divino,

riscuoteva

un

culto.

Santificare le feste, as-

11 martirologio romano, ed il menologio greco, fanno memoria iCo.'. maggio di s. Ermias, soldato,

sistere

alla

messa, osservare a certi


il

giorni l'astinenza ed

digiuno,

ri-

spettare

le

censure ecclesiastiche
la

ec.

quale condotto a Comana lell'impero di Antonino, per la costanza con cui soffri grandi tormenti, conil

sono doveri che

Chiesa ebbe
i

di-

ritto d'imporre ai fedeli,

quali in

coscienza sono tenuti a soddisfarvi

verfi lo stesso

carnefice,

che

con

Sotto

il

nome

pertanto di leggi ec-

COM
cleslasliche
le

COM
la

4;
callolico,
ilki-

egualmente s'infondono
furono
falte

capitale

Jel

mondo

regole sui costumi, e sulla disci-

ne' quali
stri sedi di

risiedono

quattro

plina della Chiesa, che

Cardinali vescovi subiu--

o dai concili generali, e particolasommi Pontefici. Tal ri , o dai


la

bicari, l'abbazia

mdlius

de'ss.

Vi-

cenzo ed

Anastasio

delle tre fon-

legge di osservare la quaresima,

tane, e l'abbazia nullius di Siibiaco, per solito governalo

di

comunicarsi la
quelli

pasqua

ec.

Tanquandelle
in

nello spi-

lo dei to di

comandamenti

di Dio,

rituale

da un Cardinale, senza nole

della Chiesa,
si

minare
sto

altre sedi

sue leggi ecclesiastiche,

tratta

territorio

vescovili. Queforma quasi baloaido

molti

articoli

del Dizionario. Solo

e corona all'alma

Roma,

racchiual

aggiungeremo: Se alcuno dir, che i Comandamenti di Dio sono impossibili ad osservarsi anche da un uomo giqui
.

de
ir,

Castel

Gandolfo
dei sagri

soggetto

prelato

maggiordomo

prefetto

pr tempopalazzi apo-

stolici,
i

come

villeggiatura pontilicia,

.stidcato,

e nello stato di grazia, sia


Coicil.

luoghi baronali di Bracciano, Gai-

anatema.

d Trento ses. 6. can.


i8.

Decrct. della Giusi,

stretti

Se alcuno
vi

dir,

la

sola fede,

che nel vangelo la quale sia di


le

e la Colonna, e tredici dio governi, cio Albano con due comuni; INIarino; Gonzano con tre comuni Frascati con cinque comuni;
lieano,
;

precetto; che tutte

altre cose so-

Campagnanocon settecomuni;
nuovo
di

Castel

no iiulilfercnti; che non sono n comandate, n proibite, ma lasciate


in
libert,

ovvero che
cristiani,
sia

dieci

cove-

mandamenti non risguardano


run conto i Can. ic). Se alcuno
stificato,

in

anatema.

Porto con dodici comuni; Tivoli con dodici comuni; Palombara con dieci comuni; Genazzano con tre comuni; Arsoli con undici comuni; Palestrina con dodici comuni; Subiaco con dodici comuni; e
s.

Vi-

dir,

che un
sia

uomo
egli

gi-

to

con

tredici

comuni.

La mag-

per quanto

perfet-

gior parte dei

governi, e delle co-

lo,

non
dei

obbligato alla

osservandi

za
della
re,

comandamenti

Dio,

Chiesa,
se

ma
il

come

solamente a credevangelo non consi-

muni, e tutte le sedi vescovili hanno articoli nel Dizionmio. La popolazione di delti luoghi suburbani a Pioma, ora
si fa

ascendere a circa
individui.

stesse,

che nella semplice, e assolu-

centosessantamila
e dotti

Gravi
e illu-

promessa della vita eterna, senza nessuna condizione di osservare comandamenti, sia anatema, cio i sepafato , smembrato, e disgiunto dal corpo de'fedeli. Can. 20. COMARCA DI Roma o DistretTO DI Roma, Presidenza della Comarca. Questa una delegazione apostolica di prima classe, e dopo le legazioni prende il suo posto, come quella, che in vasto territorio
la

autori
il

descrissero,
del

strarono

suolo

distretto di

Roma,

feracissimo d'importanti

me-

morie artistiche, e storiche s sagre, che profane, e civili. Da ultimo, e nel 1837, A. Nibby ci ha dato la preziosa Analisi- storico-tipograficoantiquaria della carta de dintorni
(//

Roma,
11

in tre volumi,

vocabolo

Comarca venne

so-

celebralissimo

nella

storia,

contie-

a quello, che in precedenza usavasi nei regolamenti s amstituito

ne

luoghi suburbani soggetti al-

ministrativi, che giudiziari, cio di

48
si

COM
che nei medesimi
e Distretto,

COM
antichi Statuii di
cap.

Distretto, per lo

Roma

al

lib.

Ili,

diceva

Roma

non

257,

si

legge:
sit

expliciter de-

e Comarcn. Quindi s'incominci ad adottare come sinonimo del primo nel moto-proprio di Papa Pio VII de' 6 luglio 1816, quan1' amministrazione suo degno successore Leone XII Io us non come sino-

Roma

claratur qui

districtus urbis, id

est

illae terrae,

qusesolvunt
et
la

Came".

" rae populi sai qui notato, che


degli statuti di

focaticum

Va

prima

edizione

do

riorganizz
il

pubblica; e

Audifredi, Catalog.

Roma, secondo il p. edit. Rom. saec.

nimo,
sulla

ma

in

modo

copulativo; cio

V. p. 70, fu del 14? f) ma il eh. monsignor Marini in una nota apposta a quelli, che .sono nella biblioteca

nel moto-proprio de'5 ottobre

1824

dell'amministrazione pubblica, dicendo all'articolo XVII:

riforma

Casanatense,

dimostra
il

essersi

differita la

stampa sino verso


di

Nel
j

distretto

Comarca
colla

di

Roma,
di

Questi statuti
poi riformati p-r
tificato

Roma

1480. furono

governatori corrisponderanno imsegretaria


rispettivi dicasteri del-

mediatamente
stato, e coi
la

di

Gregorio

ultimo nel ponXIII, e con-

fermati in forma specifica con lettere

com' erasi espresso Pio VII all'articolo XXII del citato suo
capitale,

apostoliche 8 kal. junii

i58o,
Stanel

pubblicati

con questo

titolo:

moto-proprio.

tuta alniae urbis

Romae
i58o,
dicesi

in aedi-

E
l'altro

certo per

che s l'uno, che vocabolo non solo hanno avuto


;

bus populi Romani,


lib.
I,

ma

cap.

IO,

soltanto:

sempre l' identico significato hanno compresa la medesima


sione di territorio, e solo dal a questa parte si stabilita
precisione la
ghi,

ma

esten-

serventur Urbis statuta


lib.
5'

Inter cives, incolas, et districtuales " e nel


:

i3i6
con

III cap.

60

dicesi

solo:

Comvilla-

munitates, et homines civitatum,

nomenclatura de'luoil

"

oppidorum, castrorum,

et

che vi restano compresi. Pri-

"

5'

rum
vias

Districtus

urbis

teneanlur

ma di delta epoca Distretto di Roma s indicava genericamente, ma


poscia
si

publicas aptare , et sternere ". A fronte pei' di que-

spieg composto di

un

rag-

sta

generica

indicazione,

fu senza

gio di quaranta
di

miglia

all'intorno

contrasto ritenuto, ed osservato che:

Roma.

Relat.
n.

11 Cardinal De Luca, in Romanae Curiae, discus. 87 ig tom. XV, cos si esprime;

" "

Iste districtus antiquiori

tempore

Hodie vero occasione retrmatiostatutorum, quae sub Grego5 rio XIII sequuta est, ille (Di strictus) in universo ambitu tem'

nis

Romae

triumphantis

se

protende-

5'

poralis ditionis

ecclesiasticae, est
:

bat ad ambitum centum millia" riorum Intermedio vero post dissolutionem imperii Romani cer.

quadraginta milliariorum
citato,

"

P^.

De Luca
riae disc.

Relatio

Rom. Cufin.
t.

37. n. 16 in
fu

XV.
le

-'

''

tam non habebat regulam, cum solum de districtu ea loca dice-

N dissimilmente
cause criminali,
pii

intesa

per

affermandolo
i

eoa

rentur, in quibus populus rora. " quandam exigebat gabellam.quae

estesi

termini

dotti

Commen-

focaticum
stesso
scurs.

De
7?.,

vocatur ". Narra lo Luca, de Regalibus, din.

bandi generali di Alessandro VII, e di Alessandro VIIF, Silvestro, e Francesco Antonio, zio
tatori dei e nipote, Bonfini di

9,

t.

Il,

che

negli

Bertinoro,

ad

COiAl
Bannini
121
e
generalia, cap. 80.
niitn.

COIVI
certe

49

122.

P^.

Roma

vescovi

SUBURBICARI.

Se eguale stato sempre presso


di noi
di
il

significato di

Distretto, e

ed i dotti Maurini, per darne un esempio, vi aggiungono una carta di Carlo Magno, che con una particolare conquidquid in hoc cessione accorda

pr

territorio;

Coraarca, conviene poi osservare, che questo ultimo ha una derivazione antica di

sub niea potestate consislit ab oriente

somma

analogia, sia

passuum
col.

Marcha per tria milliaria tendatur. Ed altrove, t. II,


Comiles 3Iarcharum, iidem

che

da Comes, sia che da diarchia, o da Marchio. Il p. abbate Angelo della Noce, che nel 1667 dedic a Clemente IX la pi accurata edizione Cronica cassiiiese di della celebre Leone Marsicano Cardinal d' Ostia,
provenga
abbia origine
l'arricch

75

Clini

marchionibus. Conviene nello

stesso parere l'altro

cografo,

Gian Giacomo
5
:

rinomato lessiHollmann,

di dotte note,
di

e disserta-

zioni,

ed in una
,

esse

trattando
dei

dell origine

delle

funzioni

Conti [Pedi), prima compagni militari

dei

sovrani, poi onorati d'imfine

portanti funzioni, ed in

pre-

con governi, giurisdizioni e feudi, soggiunge a canute appellain ta est Coniarcha Regia illa qiiam jus iaberet cornes, IMuratori Rerum ilalic. script, tom. IV, col. 295 D. Sull'origine, prerogative, e conviene anche funzioni dei conti
miati
:

Lexicon universale, Basileae 1677, > Marchio dicendo t. I, p. 984 originaiia significatione aliud non est quam comes limitaneus, seu limitibus regionis cujusdam prae53 fectus, Marck enim limitem Ger manis denotat. In ci d'altronde conviene il Du Cange, t. Il, p. soggiungendo che Comes 743 anche Judex civitatis, ac pagi cir,

cum

>i
's

jacentis.

Ita appellabant no-

stri

praefectos

quam vocem
tibus

majorum civilalum Romanis hausisse


alii

existimant plerique,

germanicis

in bocca al

a comiPlauto pose parassito Cureulione il


".

il

famigerato glossografo del medio

vocabolo Comarchus nel senso cerdi una fra le diverse autoEpidauro .... I\'ec Demarchus, nec Comarchus, che dal commentatore Ouvrier si spiega Prae-

evo Carlo Du Cange, Glossar, ad script, med. et inf. latin, edit. venet. 1787, tom. II, p, 743. Egli spiega il vocabolo Comarchia, co-

tamente
rit di

me

confnCy limes, gallis frontiere,

feclus

Fico, seu Vici niagister; lo

Potrebbe altres provenire dal vocabolo Marella, ISlarchio; il primo si spiega come terminus, Jnis l'altro come quegli qui marchae praeest, hoc est limili. V. Calep. septem linguar. Patavii,
commarcfiie.
,

che per indicherebbe una carica municipale, una specie di commissario di


polizia. Si

portato

an-

che quell'esempio unicamente per osservare, che il vocabolo Comarca

non pu

attribuirsi

per prima ere,

1741, t. Il, in fin. p. 17. Meglio ancora il nominato Da Cange, artic. Marcha, col. 4^9 e 490, t. IV, dice, Marcha, Marchia,
fer/niniis,
giotii.fy

zione al medio

evo

ma
pi

rimonta
scelta
la-

sino all'epoca della


tinit.

Passando

ora

all'

origine
di

della

linies,

fines cujiisque reetiani

presidenza della
a sapersi che ce

Comarca
il

Roma,
ai voti

ini iifei'iliun
VOI,.

Mcircha videtur pr modo


XV.

suvel

zelante

Pontefi-

agri,

Leone XII, per soddisfare

5o
dei popoli

COM
pi
vicini

COM
a

Roma

per riparare ai gravi sconcerti, che le amministrazioni comunali di essi solTrivano per mancanza di un dicastero, che direttamente le sopraintendesse, col moto-proprio de' 25 settembre 1827 per conto della Comarca di Roma, eh' era noverata dopo r ultima delegazione e che componevasi dei distretti di Tivoli, e Suhiaco, ambedue con governatori, istitu una presidenza col ti,

quale voleva prendervi provvidenza, che non pot effettuare a cagione del suo breve pontificail

Vili,

to.

Divenuto nel i83i


il

sommo Pon-

regnante Gregorio XVI; e volendo dare una pi esatta orgatefice

nizzazione alla presidenza della Co-

marca, con editto de' 5


chiar
la

luglio di-

Comarca
prossimit

stessa delegazio-

ne

di

prima
in

classe pei luoghi

subur-

bani

della

capitale

dello stato pontificio, e le tutte le attribuzioni,

accord
il

tolo di

Comarca,

colle sole facolt


il

meno

ramo

per altro di trattare imicamente

politico, sottraendo eziandio dal

ramo amministrativo
sotto la

delle

comuni,

territorio
teto,

il

distretto di
alla

suo Poggio Mirripristinata

dipendenza della congrega-

per

riunirlo

zione Cardinalizia del


no. Alla
distretto

buon goverriun

delegazione di

Rieti,

togliendovi

presidenza
di

Poggio

pure il Mirteto che


,

pure qualche

altra

comunit,

and a
zione
di

far parte della


Velletri.

prima faceva parte della delegazione di Rieti, composto di trentotto comuni, per cui la giurisdizione
della

Vi

che nuova leganomin un

consiglio

amministialivo in luogo della congregazione governativa istituita nelle altre

medesima

si

estendeva

sopra

provincie,

perch
sua amconsi-

tre governi distrettuali, cio Tivoli,

col prelato presidente cooperasse alla

Subiaco, e Poggio Mirteto, che con-

economia, ed

alla

civile

tenevano
getti,

altri quindici

governi sog-

ministrazione.

Compose quel
per

e sopia luia popolazione circa

glio di quattro consiglieri, cio di

di centocinquantatre mila anime.

Vi

principi

romani

Roma,
altres

due due
nu-

prepose Leone XII a primo presidente monsignor Ludovico Gazzoli, che

principali possidenti provinciali per la

provincia,

aumentando
1

il

promosse da commendatore di s. Spirito, con otto impiegati compreso il segretario geneiale conte Giuseppe Alborghetti, e per ordine di delegazione la Comarca fu posta
seconda, dopo quelle
di
il

mero
nio, e
nio,

degli impiegati.

consiglieri

am-

ministrativi sono nominati a sessensi

conformemente

rinnovano per met a trienall' editto de' 5


1, art.

luglio i83i,tit.

dall'S al
i

16,

Urbino e
dicastero

siccome prescritto per


ri

consiglie-

Pesaro.
di

11

presidente, e

delle delegazioni.

Il

consiglio

am-

debbono risiedere in Roma. Non and guari, che l' intermedio della presidenza tra le comunit e la congregazione del buon goessa

ministrativo

fu

facoltizzato inoltre

dalla segreteria di stato a disimpe-

gnare

le

attribuzioni, che

nelle alalle

tre Provincie

sono affidate

verno
affari,

ritardava

il

disbrigo

degli

missioni amministrative.
sizione

comPer dispodalla
il

e dava poca uniformit nelle


11

sovrana,

partecipata
si

perch Leone XII erasi determinato di ripararvi, quando la morte nel 1829 tronc prerisoluzioni.
i

segreteria di stato,
siglio

rivest

con-

amministrativo
in

della
in

facolt

di

riunirsi

ogni anno

forma

ziosi

suoi giorni.

Gli

successe Pio

di

consiglio provinciale,

coll'inler-

COIVI
vento
dei

COM
delle
citt

Si
e COINT-

gonfalonieri

COMARE, COMPARE
PARATICO. La
donna che
dal latino
si

della Comai'ca, e

parte de' principi

comare

quella

romani primari possidenti della provincia,

tiene altrui a battesimo,

dando a questi
segreteria

il

titolo di

o a cresima. Deriva
altres

consiglieri aggiunti.

Neil' istituzione
gli

CoinniaLer.

un tal nome Comare dicebattezzato,

della

per
fu

affari

di

rispetto a chi tiene a bat-

slato interni, nel

i836
a

la presiden-

tesimo, la
cresimato.

za della

Comarca

questa

as-

Il

madre del compare

quegli, che

soggettata.
sizione
la

Con

altra sovrana dispoal-

venne in seguito riunita

presidenza di

Comarca

1'

ammi-

nistrazione delle strade nazionali di-

pendenti dalla prefettura delle acque


e strade
;

indi ancora le

venne con-

cessa l'amministrazione delle strade

egualmente tiene altrui a battesimo, od a cresima, ed un tal nome proveniente dal latino Compaler. Compare altres dicesi il padre del battezzato, o cresimato, rispetto a chi lo tiene a battesimo, o a cresima. Il Comparatico poi un no-

dell'agro romano.
Il

me

originato dal greco, e significa


spiritua lis.

ai

medesimo regnante Pontefice 3o settembre i83i cre Cardi,

cognatio
rola

Il

Dizionario

della lingua italiana spiega la pa-

nale, e lo riserv in petto

il

pri-

mo
be

presidente della

Comarca mondi Terni,

signor Ludovico Gazzoli


egli

e lo pubblic a' 2 luglio i832.


i

Eb-

seguenti rispettabili prelati


gi delegato

Comparatico L'esser comsi potrebbe generalmente dire, Parentela spirituale ". Sandenomitolo, e Santola inoltre si nano il compare, e la comare; men-'

pare, e

-'

per successori.

tre appellasi
,

Figlioccio,

Figliocte-

Domenico Cattani
di

cia,

Figliano^ e Figliana chi


cos
si

Urbino e Pesaro
del

quindi

pro-

nuto a battesimo, ed
del comparatico per
articoli
la

detto da
suol dire

presidente
fatto nel

censo,

ed

insieme

chi lo tiene. Altrettanto

1882 presidente della Comarca, da dove nel i835 fu promosso alla cospicua carica di assessore del s. offizio, nella quale mori.

cresima. Agli

Fu

assai

compianto per

le

pre-

clare sue virtti.

Madrina, e Padrino si daranno le erudizioni, che l'iguardano la comare, il compare, non che argomenil comparatico, pei quali Batti sono a vedersi gli articoli,
tesimo, e Cresima. Solo

Paolo Maiigelli-Orsi
le

di Forl, gi

qui

ci

li-

chierico di camera, fatto nell'apri-

miteremo a

definii'e

i835 presidente
i

e pro-presidente del censo

timo nel gennaio

Comarca, da ul842 fu promosdella


,

denominazioni di re, e comparatico. Sui doveri delle comari, e dei compari, a vedersi // codice d'

meglio le tre comare, compa-

so alla prelatura di fiocchetti, cio

economia puhldi-

ad uditore generale della reverenda camera apostolica.

ca, ossia codice


vari,

wm'ersale de dodel eh. avv. Giuseppe Gaeta-

Domenico Lucciardi
gi delegato apostolico
fu fatto

di

Sarzana,

di

Ancona,

come

precedenti dal Pa-

pa regnante, presidente della Comarca di Roma, nel detto gennaio


1842.

no Martinetti, a pag. g4La comare ancor detta Ma(Irina (Kedi), ed precisamente quella donna, o fanciulla, che ha tenuto con qualcuno un lambino. o una bambina al fonte battesimale.

5-2

COM
eli'

C () Ai
di

Quegli^

ta

stato

il

padrino

fanciullo,

o di una fanciulla,

un non

la

Chiesa a fare della


spirituale

parentela

legame

un impedimento

compare
la

di quella che n' stacomare, come questa non di-

viene la

comare del
.

compare del
al

fanciullo o fanciulla tenuto

sa-

che cio rende nullo il matrimonio. Essendo considerato il battesimo una seconda nascita, il compare, e la comare, e con pii
dirimente,

gro

fonte

Il

padre

e la

madre

ragione

il

sagro ministro del sagra-

del fanciullo o fanciulla

battezzati,

mento,

vi

divengono naturalmente compari, e comari di quelli, che sono stati padrini,

genitori del

sono considerati come bambino, o bambina.


i

Contraggono
ro

tutti

perci tra di

lo-

madrine

dei loro

figliuoli.

un legame, che prima non

ave-

Gli uni e

gli altri tra

loro contragspi-

gono una parentela, o alleanza


rituale.

vano, e per ragione del quale sarebbe cosa indecente, che cambiando in certa qual maniera di natura,

Il compare ancor detto Padrino [Vedi), ed quegli 'che tie-

diventassero fra

di

loro

sposi.

ne un bambino, od una
al fonte battesimale.

Non

bambina compare

Secondo il concilio di Trento per non si contrae questa spirituale parentela dalle parti,

quando

la

coil

della donna, o fanciulla, colla qua-

mare ed

il

compare, per
la

aver
poi

bambino, o la bambina. E poi compare rispetto al padre, ed alla madre del bambino, o bambina; e contrae un'alleanza spirituale con loro. Questa alleanle

tiene

il

bambino, o r acqua in
richiesti

bambina
furono

ricevuto
solo

casa,

del loro
alle

nome, ovvero per


si

assistere

cerimonie del battesi-

mo
teni

allora

non

pu

diie infan-

za,

parentela
,

spirituale

dal

compare
si

che

dalla

contrae che col

comare non sagramento del

battesimo;

non per le cerimonie che lo accompagnano, o che dipoi si suppliscono, allorquando il bambino o la bambina ha gi ricevuto in casa l' acqua battesimale. La
stessa parentela spirituale dalle no-

de sacro fonie snscipiunt. Quando alcuno, od alcuna tiene al fonte battesimale, od alla cresima talimo per mezzo di procuratore o procuratrice,

delegati
il

rappresentarli,

minate parti

si

contrae nel

sagracre-

mento
sima.
Il

della confermazione, o

legame spirituale come lo facessero di persona. Il padre poi del bambino, o della bambina non pvi amministrare il battesimo, che in caso di necessit. Adunque l' impedimento, che nasce
dalla parentela .spirituale essendo di
istituzione ecclesiastica, la Chiesa

contraggono

Comparatico pertanto quelr afiSnit, o parentela spirituale, che nel battesimo o nella cresima, contraggono tra di loro reciprocamente la comare, o il compare,
la

pu

darne dispensa, e togliere il vincolo del comparatico. Le piocure pei comparatici si


fanno per
Cardinali, e

mano
i

di

notajo

ma

figlioccia^
di

il

figlioccio,

e
il

ge-

principali

signori

le

nitori

questi,

non

che

mini-

fmno

stro

del sagramento del battesimo,

con lettere patenti, su di che va consultalo Francesco Parisi, Istru'


zioni etc.
t.

e del

sagramento

della

conl'erma-

Il,

p.

253 a 264,

t.

zione.

questa

una convenienza
clic

fondata sulla natura,

persuase

IV, p 3"), dove riporta la formola di mandati) per tenere a battesimo.

COM
ed a cresima.
il

COM

55

Parisi

ci

si

rileva

Da una lettera, che d a p. 260 del tom. II, una notabile costumanza

tenue o povera condizione, chean zi in tutto Io approviamo, e de sideriamo ". Le elargizioni pertanto
ratici,
,

del

secolo

XVI

sui

comparatici

giacch
a
(il

scrivendo

Pietro
cui
di

Mutio Colonna Aldobrandino nel i568


fu poi

che si fanno nei companon saranno biasimate, quan-

fratello

Papa
gli

col no-

me

Clemente Vili),
la

dice che

do abbiano per principio la carit cristiana, non la vanit, oppure alcun fine riprovevole.
All'articolo
si

avendo

figliuola,

una ha voluto col mezzo del ss. sagramento del battesimo farlo comconsorte
partorito

Campane

[F'. . IV),

parla

del

comparatico,

degli

pare, e perci gli

mandava

la

bam-

abusi introdotti de' compari, e delle comari, di altre superstizioni abolite

bagia, che aveva toccato l'olio san-

risguardanti
delle

il

preteso battesi-

to amministi-ato nel battesimo, pre-

mo

campane,
si

e delle
delle

sover-

gandolo ad accettarlo per suo compare. Qui noteremo, che verso l'an-

chie spese, che


drini, e dalle

facevano dai pa-

madrine

cam-

no 761 Pipino re di Fi-ancia mand al Pontefice s. Paolo I le fascie,

pane, massime in Germania. L'Oleario, In syntagm. I. Rerum Thurin-

in

cui fu posta la sua figliuo-

la

Gislana dopo battezzata, per cui


il

giusta

costume rest
gli

il

Papa suo

compai'e, e
vi.

mand

dei donati-

J^. gli articoli,

Fascie benedetle,

Padrini

Pontefici.

364, produsse una cucon cui il senato di Tenstad fu nel i5i6 invitato ad assistere qual padrino al battesimo di una campana ; anzi per tali spese fu ricorso ad Adriano VI del

gicarum

p.

riosa lettera,

Relativamente poi ai donativi che hanno luogo nei comparatici siccome in alcuni luoghi si fecero con gran profusione, per qualche tempo furono del tutto proibiti. Noi liporteremo il seguente canone del
sinodo

i522, siccome un gravame dell'impeio germanico.

COMAYAGUA
o Valladolid.
vescovile
nelle

(De Comayagua)
con
residenza
occidentali
,

Citt

Indie

neir America
stato
di

settentrionale
,

nello

Audomarense

cap.

giacch alcuni si persuadono aver fatto abbastanza pel loro com paratico, se dopo il battesimo of frono qualche dono ai paren-

capo luogo Guatimala del governo di Honduras. Questa appartenente ad uno degli citt, stati formanti la nuova confederazione dell'America centrale, quando appartenne alla dominazione spagnuola, si c\i\amo Nostra Senora de la Conceptwn, Fagliadolid o Valla-

che quasi serM va all' educazione, ed istruzione w della prole, perci sarebbe cosa ben fatta togliere del tutto quel la consuetudine di offrire donati vi siccome alcuna volta fu pre scritto con editto imperiale, se
>

ti

del battezzato,

dolid:

Fallisoletiim, Pinthia

nova.
citt,

Comayagua
ed occupa me Ulna.
i

una

notabile

la riva
I

sinistra del

fiu-

suoi abitanti
il

superano
distretto

" l'abuso dei doni per l'iniquit dei tempi si rendesse troppo mani'

diciotto mila, ed

suo

festo.

Non per questo per


i i

vo-

gliamo proibire, che

padrini dofigliocci

ne conta da cinquantasette mila. Fra migliori edificii si noverano il collegio r ospedale riccamente
i

viziosi

sovvengano

di

provveduto,

il

palazzo

governativo.

5^4

COM
La
regione di
tocc
citt

COM
battesimale, e la parrocchia.
vi

e la cliiesa cattedrale.
1 5o2 da Alvarado

Nella
chiese
fonte,

Hondiiias fu discopeila a'i4 agosto

sono pure due

alti-e

Colombo,
di
il

ma
di

ad
Si

parrocchiali

munite del sagro


o

farne la conquista.

oltre tre conventi di religiosi.

coninrese

governo

Honduras
di-

COMBA
vile

COMBI. Sede
minore,

vesco-

nella capitaneria generale, o audiendi Gnatimala, ma nel 1700 venne intendenza, perch ne fu
tia

dell'Asia

nell'interno

della Licia, e secondo

Tolomeo
Cragus.

in

di-

vicinanza

del

monte

Di-

staccato.

Lo
di

stato di

Honduras nopopolali
abitanti,

venne vescovato nel secolo


sotto la metropoli di JMira.

quinto,

vera

dodici

dipartimenti,

da pi
giia.
11

centomila

apre

COMBEFIS
ecclesiastico

Francesco. Scrittodel

partenenti alla diocesi di

ComayaPaolo
HI,

secolo

decimo
sulla

settimo,

nato in

Marmande

sommo
le
il

Pontefice

per
lo

istanze dell'imperatore Car-

Garonna, r Ordine

diocesi di

Agen. Profess

dei frati predicatori, e

ben

quale come re di Spagna era sovrano di Comayagua, nel iSSq vi stabib la sede vescovile, nomi-

V,

presto pass da scolare


nella tilosofia e teologia.

maestro

Dandovi per primo vescovo Cristoe trasferendovi foro di Pedrasa


,

Era dotaun bel talento, ma pi ancora d' una esemplare virt. Avea un particolare diletto per lo studio
to di
della lingua greca, che
sai

quella
s.

di

Tru\illo
diversa

suftraganea di

impar

as-

Domingo,
Perii
,

da

Truxillo
di

bene.

prelati

di Francia,

nel
alle
:

del

sulfraganea

Lima.
fu

Divenuta metropoli
gua,
la

Guatimala,

i656, nuove
infatti

lo scelsero

per attendere
padri greci

edizioni

dei

dichiarala sua sutFraganea

Comaya-

quale ora vacante, essendo

morto da ultimo EmmanueleGiuliaiiuR-odriguez di Almazau, che Pio VII


avea preconizzalo nel concistoro dei i4 aprile 1817. Quando la sede fu fondata, si assegnarono tre mila pezze per mensa vescovile, che adesso d circa annui scudi sei mila, e perci ogni nuovo vescovo tassalo ne' registri della
stolica

disimpegn l' incarico con tache la repubblica le accuratezza, letteraria dovr essergli per sempre obbligata. Egli ci diede molti frammenti, e trattati interi di parecchi

padri

pubblic

le opei'e

di

s. s.
;

AmMepo-

floco vescovo d' Iconio, di

todio e di
se alla
scritti

s.

Andrea
Giovanni

cretense

pubblica luce alcuni


di
s.

nuovi Grisostomo,

camei'a

apocat-

che avea
re con

tratti

dalla biblioteca del

fiorini

Irentatre.
all'

La

tedrale

dedicata

Immacolata

Concezione della beatissima Vergine, ed un ampio, e bello edilizio.


11

una difesa degli Scolii di s. Massimo sopra, s. Dionigi. Diede poi il nuovo aumento della biblioteca de' padri greci in in foglio, nel

due

volumi
ab-

capitolo
la

si

compone

di

cin-

primo
s.

de' quali

que
il

dignit;,

prima

delle quali

biamo
ci
;

le

opere di

Asterio vescoaltri

decano, non che di due

canoni-

vo di Amasia, e di
ricOj
ci

padri gresto-

ci,

cio del teologo, e del peniten-

e nel secondo, eh' tutto

ziere.

Vi sono pure

diversi preti, e
di

chierici provveduti

conveniente
fonte

notelili.

ha data la storia de' moNel 1672 accrebbe di un


la

onorario, per servigio del culto divina.

nuovo volume

biblioteca de' pail

Nella cattedrale evvi

il

dri grecij dandogli

titolo

No-

COM
Kssifiium

COM
Due
anni dovile dell'Asia

5^
di

auctiiartnn.

nella seconda provin-

cus,

po pubblic il suo Ecclesiastiis graeopera utile ai predicatori. In


Basilii

cia

di Fenicia del

Libano,

pen-

dente dalla metropoli di

Damasco,

(juesta introdusse molli opuscoli dei

due
cia.

di

Cesarea e di
le

Seleu-

Dipoi diede alla luce


s.

opere

che Commanville dice eretta nel quinto secolo. Siccome alcuni la chiamano anche Charra, ed Hau'
rani,
cosi

Massimo in due volumi in foi^lio. Nel 1675 fece stampare il libro di s. Teodoto di Ancira condi

pu
il

vedersi

1'

articolo

Carra
tiochia,

seu

Charres,

detta

anche

Harrain, sotto

patriarcato d'An-

tro iSestorio,

con note ed un' oradi

nella provincia Osroena.

zione di
poli.
gli
Il

s.

Gennaro

Costantino-

COxMlNGES, o COxMMlNGES.
Citt vescovile del regno
cia,

clero di Francia volle darcoli'

di

un compenso
di

assegnargli ulire

antico paese dell'alta


della

FranGuascodel

na pensione

mille

annue,

gna, gi capitale

contea

favore per lo innanzi non mai accordato ad alcun regolare. Per ordine di Colbert, ministro di stato,
fece

suo nome, ed ora appartenente al dipartimento dell'alta Garonna. Prese


il

nome

di

Convenaei, dalla poviveva-

anche
greci,

la edizione

dei

cinque

polazione formata da una parte degli

storici

che

sci isser

dopo Teoe-

abitanti de' Pirenei, che

fane, per servire di seguito alla storia di

Costantinopoli.

Abbiamo

gualmente
col titolo
:

di lui un' altra operetta

fllaniptilus originu/n re-

no indisciphnati , e senza ordine. Pompeo, dopo aver vinto in Ispagna il partito di Sartorio, riun quelle genti in un luogo detto perCo/wenae, cio comunit, fordelle nove popolazioni, che fecero chiamare l'Aquitania Novenipopulana. Questa citt corrisponde all' antica Liigdununi Con\'enariini, che s. Gregorio di Tours disse posta sulla cima d' un monte isolato. Fu distrutta Corainges dall' esercito del re Goiitrano nel 585, per avere aperto le sue porte a Gondobaldo, che dicevasi essere fici

rnmque
ris
siste

constantinopolitaniiii

ex

va-

auctorbus.

Quest' opera condi


la

mando una

in alcuni trattati

parecchi
storia

autori antichi

sopra

di

Costantinopoli. Sul finire della sua

coion le tante fatiche letteracon una raccolta di note e correzioni sopra tutte le opere di san Basilio, pel quale nudriva una particolar devozione. Il p. Combefis
vita
rie

cess di vivere nel

1679

in et di

setlautaquattro anni, consumato dalle

glio di

Clotario.

Tutti

cittadini

austerit

del

chiostro, dall'assi-

duit allo
la

studio, e dai dolori del-

furono passati a fil di spada, n alcuno ne sopravvisse, come racconta


il

pietra.

medesimo
sotto

s.

Gregorio.

Il

ve-

COMEA.
sia,

Sede episcopale dell'A-

scovo, che sino dal


istituito
la

5o6

eravi stato
di

della seconda Mesia, nel patriardi

metropoli
egli e

E-

cato

Costantinopoli.
e

Fu

eretta
al

luse, e poi d'


to,

Auch, ne fu
i

scaccia-

nel quarto secolo,

sottoposta

ed ignorasi ov' XI. Essendo morto


s.

suoi sucal

meti'opolitano di Marcianopoli.
rio, cilio

Macon-

cessori avessero sede sino


lo

seco-

suo vescovo, intervenne


generale di Nicea.

al

Ottone,

vescovo
di

COMES CHARRORUM,

ovvero

di

Cominges, nel lyoS fu eletto a


Bertrando,
figlio

Cheinoara seu Chant. Sede vesco-

succedergli

56
A Itone conte

COIVI
dell'Isola.
Il

COM
suo zelo
sito,

fu

ultimo vescovo Eustachio Anto-

iece Slbito lifoiire la diocesi, e ri-

nio d'
rigi,
il

Osmond

della diocesi di

Pa-

fabbric la citt nel

medesimo
il

ma

in

modo

pii

ristretto;

perch
poi
la

quale era stato eletto a governarla nel 1785 da Pio VI. La


chiesa cattedrale,

viene riconosciuto per secondo fondatore, ed anzi d' allora in


citt

dedicata

alla

b.
s.

Vergine ed

al

patrono e vescovo
uffiziata

pi-ese

comunemente

il

nome

Bertrando, era

da

tredici

di s. Bertrando di Comminges. Vicino alla sua chiesa, il santo vesco-

canonici, da quarantadue prebendae da quattro dignitari. Si contavano nella diocesi duecento ventidue parrocchie, ventidue delle quaerano nel territorio spagnuolo li
ti,
:

vo
la

fece edificare

un monistero

pei

chierici, e

volle che vi osservassero comune. Termin i suoi giorni dopo cinquant'anni di epi-

vita

ed eranvi

religiosi di diversi Ordini.

scopato. Dipoi Bonifacio Vili

fece

La mensa

vescovile ascendeva a ven-

vescovo

Comminges Bertrando de Got, che nel 1299 trasfer aldi

totto mila lire,

eoa
e

la tassa di

quat-

tro mila fiorini.

l'arcivescovato di Bordeaux,

da dofu

COilIMEDIE,
V. Teatri.

COx^IMEDIANTI.

ve nel

i3o5,

bench

non deco-

rato della

dignit

Cardinalizia,

COMMEMORAZIONE, Gommemoratio, mentio. Ricordanza, che si ha di alcuno, e ci che si fa in o-

assunto al pontificato col nome di Clemente V. Quindi stabifi la resi-

denza pontificia in Avignone. Nell'anno 1809 da Tolosa si rec all'antico suo vescovato di Comminges, ed ai

nore della sua memoria. In termi-

ne

ecclesiastico di liturgia, e di bre-

viario, la

16 gennaio
ricco avello

fece trasportare

ad un

razione che

commemorazione un'osi recita in memoria di


si

le ceneri di s. Bertrando, suo predecessore, le quali e-

un

santo nel giorno che


festa.

celebra

un' altra

La commemorazione,

rano state seppellite nella sua chiesa,

avanti

la

cappella

della

beata

per dir meglio, una preghiera e cerimonia destinata a rinnovare la

Vergine.

memoria, che
i

si

fa

delle
si

feste,

Cominges ebbe
ticolari,

suoi conti paraf-

delle feiie, di cui

non
a

pu

fare
di

che pretendevano essere

interamente

l'uffizio,

cagione

fatto indipendenti dai

duchi di A-

quitania;

ma
II,

essendosi estinta la lo-

una maggior festa, che succede nel medesimo giorno. Questa memoria
fa con un'antifona, un versetto, ed una orazione, che diconsi alle
si

ro casa nell'anno
(li

i548, nel regno


contea
riunita
citt col

Enrico

fu la

alla

corona
al

di

Francia.

La
di

laudi ed al

vespero

in

onore

del

territorio nella giurisdizione

teneva

parlamento

apparTolosa;
as-

santo, o della feria, di cui celebrasi la sola commemorazione. Nel memento della messa si fa la commemorazione delle persone, alle quali
si

ma

il

vescovo aveva diritto di

sistoie agli

stati. Pel concordato del ibo2, questa sede vescovile rest

applica

in di

particolare
essa
.

il

frutto

soppressa,
la,

come

si

legge nella bolnel

perci

emanata da Pio VII

precedente anno, tertio Rai. decembris, che comincia colle parole: Qtd
Clirisii

anche commemorazione una colletta, una segreta, ed un postcommunio nella


spirituale

Dicesi

messa.

Domini

vices

in

terra.

Ne

La commemorazione da

Ridolfo

COM
chiamata ISlemoria Sanctoruin, e da Gemma Sujfragia Stinctoruni.
fu

COM
delle
Zoiii;

57
Couiiiii^murne
ai'i>eiito,

Rubriche,

dtll*:

d quelle dell'

qua-

Dice
ce,

il

IVlacri essere

queste
e

commeapopri-

resima ;
nelle

deir ordine

da aservarsi

luorazioui per l'ordinaiio della Crodella b.

Vergine,

degli

de' morti

commemoraziotii j di quelle nelle messe da vivo, a

stoli

Pietro e Paolo patroni di tut-

della conclusione delle


zioni
:

commemora;

ta

la

Chiesa, e della pace.


si

La

terza parte o sezione delle ru-

ma
ste

della croce

tralascia nelle fe-

briche del

breviario

Romano

Ta-

per togliere
;

la

cagione di
nel
il

mepa-

vola delle commemoraziojii dei giorni delle ottave; de nibuSj rubrica IX, cio delle

stizia

si

dice

poi

tempo
si

squale per denotare

suo trionfo.
tralascia
il

commemoratiocomvigi-

Quella della

ss.

Vergine
si

memorazioni
lie,

delle ferie, delle

quando
piccolo
S.
1

nel coro
uffizio,

recitato

suo
la

della festa

semplice,

de' giorni

come

prescrisse

fra

C.

de' Riti ai

io gennaio 1604.
fare
de' santi
titola-

r ottava, e delle domeniche ; mentre alla sezione quinta, riporta


rubrica.

beneficiati sono obbligati di

la

De Commemoradonibus

le
ri

commemorazione

de' loro benefizi, e

tralasciando-

comniunibus, seu suffragiis. D. Giovanni Diclich nel suo Dizionario


sac.
Ut.

la

sono obbligati alla restituzione Pro rata V. Bonacin. dispiu. I,


quaest.
religiosi
I,

voi,

I,

p.
s.

170, e seg.

col-

l'autorit della
Riti,

congregazione dei

punct.

"

28. Anche
alla
titolare

tratta

pure delle

Commemo-

sono obbligati
del santo

Comdi

razioni d' ogni specie, colla spiega-

memorazione
famiglia.

zione di varii dubbi liturgici.

quella chiesa, dove sono

stabiliti di

COMMEMORAZIONE
ti.

dei

Fe-

Nel

tempo
le

dell'

avvento

deli DEFONTi,o Anniversario dei

Mor-

non

si

dicono

consuete

comme-

vma
il

perch facendosi allora menzione della venuta del supremo principe della Chiesa, cedono i Sanmorazioni,
ti

secoli

festa, che si celebra da pii secondo giorno di novem-

bre,

in

memoria
articolo

di

tutti

fedeli
si

trapassati, e della quale in parte

suoi servi, siccome osserva


1.

il

Dula-

tratt

all'

Anniversario dei
Id12, 4t>

rando,
la

VI,

e.

2.

Nel tempo delCiisto


si

Defonti
dio, nel

(l'aedi).

Nella Scrittura
e.
^tt

Passione di Ges
le

lib.

Mac-

sciano
la

Commemorazioni,

perch

cabei, disse, che e cosa santa, e sa-

Chiesa attende solamente a Crisofferente.

lutare

sto

Nel tempo pasquale,


si

fragarli

e nelle ottave
in segno di

tralasciano ancora
;

solennit

laonde

ca-

pregare pei defunti, e sufperch sciolti dai legami delle pene che soffiono pei peccati da loro commessi, giungano all'eil
,

dendo la domenica privilegiata nelr ottava, ancorch si faccia l'uffizio della domenica, e non dell' ottava,
con tuttoci si lasciano le solite commemorazioni. J^. il Ruiz, in Caerem. Romano.

terna
fica

felicit

della

visione

beati-

Dio nel paradiso. Delle colpe veniali non vanno esenti nepcadendo facilmenpure i giusti il peranche per sorpresa te ch debbono le loro anime canceldi
, ;

Ma
le

per tutto ci che


liturgici,

riguarda

larle col patire in purgatorio, e sdebitarsi


di
colla divina giustizia,
cielo
,

commemorazioni,
i

tati

vanno consulcome il Gavanto


i.

affine

presentarsi nel

nette
le

da

colle addizioni

del Merali, parte

ogni macchia. D'altronde

anime

58
tite

CUM

COM
stesse costituzioni

defedeli dofonti, do[)o che sono par-

apostoliche,

1.

8,

da questa vita, per seiiliisi diminuite e accorciate le gravissime pene del purgatorio, ed agevolarsi

abbiamo al e. i4, questo invito: facciamo memoria dei niartin per


essere fatti degni di partecipare dei

Dio, al quale aspirano continuamente, hanno bisogno della caritatevole pieil

sollecito

godimento

di

loro combattimenti.
nell'ep .12, 89, disse
fzi
:

s.

Cipriano

offriamo sagri-

de'viveuti ldeli,

acciocch colle
,

orazioni, penitenze, limosine


brazioni di

cele-

pei martiri ogni i'olta, che celebriamo r anniversaria commemorazione della loro passione. Va qui
avvertito, che questi sagrifizii e queste

messe

ed

altre

opere

pie e meritorie possano essere

amcielo.

oblazioni

non

si

facevano

ai

messe all'eterno godimento del

martiri,
tiri.

ma

a Dio in onore de'mar-

La preghiera per
trovano
le

morti

un
si

atto di piet, e di carit, di cui

prove nell'antico testamento, non che nella pratica della giudaica sinagoga. Una delle prove quella delle purificazioni, che gli ebrei usavano per riguardo de' defonti, lo che dimostra la loro persuasione, che la divozione dei vivi procmasse spirituali soccorsi ai morti. Quindi gli scritti de' primi Padri

Osserv s. Agostino, che le esterne pompe funerali sono fatte a consolazione de' vivi; e
la preghiera,
i

non

vi

ha che
e
le
li-

sagrifizii,

mosine, che possono essere


morti.

utili

ai

questi

le

pompe

funerali

possono giovare solamente, in quanto destano nel cuore de' viventi la


fede,

e la piet verso

di loro, e
essi.

li

eccitano a pregare per

Le pom-

chiaramente provano, che sino dall'origine del cristianesimo fu sempre creduto nella Chiesa esservi un
purgatorio
siigrifzio
;

pe

esteriori

poi sono attestati della

fede de' vivi,


ch'essi
sati
,

e tutte le antiche litur-

o una testimonianza danno alle virt dei trapasdonde gli spettatori possono
i

gie flmno parola dell'orazione, e del


pei

trarre eccitamento a seguitare

lo-

defonti.

San

Cirillo
ai

devoli esempli. Molti poi


li

sono quelChiesa, che

di

Gerusalemme,
molti

spiegando
luoghi

cali-

de'primi secoli della

tecinneni

della

domandarono

pregarsi per loro do-

turgia, dice loro doversi pregare per l'imperatore, e per tutti i vivi, nominarsi i martiri per invocare
ia

po morti, non che pei genitori, parenti ed amici. Costantino il grande volle essere sepolto nel portico
della chiesa degli
apostoli,

loro

valida

intercessione,
fedeli

far

per aver

menzione
in loro

ancora de'
la

defbnti

parte alle sante preghiei'e, al misti-

per sollecitare
sandria, che
dell'era

divina misericordia

co
nie.

sagrifizio,

e alle

divine

favore.

Clemente
assicura

di

Ales-

Si sa inoltre, che

cerimoanticamente
pei defon-

fioriva

nell'anno 200

le orazioni,
ti

sagrifizii
si

nostra,

dover

gli

uomini espiare i falli leggeri con pene che soffriranno dopo morte, prima di entrare in cielo. Tertulliano, parlando di certe tradizioni apostoliche, dice che si offerivano al suo tempo de'sagrifizii pei morti, e
nelle feste

continuavano, ed offerivano per trenta, o quaranta giorni dopo la morte. Si legge di


alcuna volta
s.

Gregorio

I,

ch'egli

ordin di can-

tare trenta messe per Giusto

mona-

co defonto

il

quale dopo l'ultima

messa apparve a Copioso suo prevosto, e gli disse, ch'era stato libe-

dei

martiri;

anzi

dalle

COM
rato dalle pene.

COM
la

59

Di

pi,

fonda-

ricevevano andavano a pregare sulla

dazione

delle

chiese,

de' monisteri,
i

de'collegi, le donazioni,
ti,
i

monumenpr reprovano

funerali,

testamenti

tomba delle persone morte. V. e. IO. apud Spelman, Cond. Bri. voi. I, p. Johnson, Canon, 327
;

demptioiie

animae suae ^
imperatoi'e
il

eccl.

di

Lawsand

voi.
t.

I,

ad
un

an.
gioralla

che
poi,

dall'

Costantino in
sesto, e setti-

816; Conc. Labh


Finalmente fu

VII, p. 1489.

massime dopo

stabilito

mo

secolo, la pia pratica di pregare

no
la

consacrato
della

specialmente

pei morti era generale nella Chiesa,

preghiera pei morti, eh'


festa
la

appunto
e per
de' tra-

nella quale

si

distinsero

g' inglesi.

loro

commemoraziole

In

un

concilio,

adunato in Cel-

ne,

quale per divozione,

chyt dai vescovi soggetti alla sede di Cantorbery nell'S 6, venne ordinato
1

vieppi suffragare
passati,

anime

che dopo
si

la

facessero

un vescovo preghiere per lui non


morte
di
,

da molte chiese si celebra anche con ottavario , e da alcune anco con solennit massinie da
,

che limosine. Quindi, dato


fedeli

il

segno

quelle dei Cimiteri di

Roma

[l^edi).

nella chiesa di ciascuna parrocchia,


i

silica

si doveano unire nella baper cantare trenta salmi per l'anima del defonto. Poi ogni precantare seilato ed abbate dovea

Secondo Sigiberto, all'anno 998, Odilone abbate di Cluny, istitu s.


in tutti
i

monisteri della
cluniacense
(

sua con-

gregazione
fiori

che
festa

tanto
della

si

propag
, ,

la

cento salmi, far celelirare centoventi

Commemorazione
de' fedeli

messe, porre tre schiavi in libert,


e dare a ciascuno di
essi

defunti

o anniveisario assegnandola al

tre scel-

lini; e tutti i buoni servi di Dio digiunavano un giorno. Volle inoltre il concilio, che per trenta giorni si recitasse dopo le ore canoni-

secondo giorno di novembre. Tale festa con autorit apostolica fu poscia

adottata da tutta la Chiesa di


cattolico. Pietro Galesino,
al

occidente, indi propagossi per tutto


il

mondo
il

che un certo numero di domenicali pei trapassati


rinnovassero
i

orazioni
e se

nelle note

Martirologio

ne

fa

ne

autore
ne,

Pontefice

Giovanni

XVI

funerali

nel

trente-

per insinuazione dell'abbate Odilo-

simo giorno , cio che si cantasse la messa con gran solennit. Co-

come altri 1' avevano Papa s. Bonifacio IV. a


stel,

attribuita
Il

Bercat.

mand
deli,

finalmente

il

concilio ai fe-

Storia del cristianesimo ^

XII,

compiere questi doveri di religione con egual fedelt, come se


di
si

pag. 34, dice che s. Odilone abbate, il quale termin di vivere nel

trattasse di

uno

della loro famiil

1049,
si

stabili

la

divozione,
i

che

glia,

affinch

mediante
il

fervore
,

solennizza per tutti


forse

morti nel

di

una generale

intercessione

essi

giorno seguente alla festa di Ognissanti,

possano meritarsi
eh'

regno eterno
i

comune a

tutti

santi.

Quello,

santo eremita;

suggerimento d'un e che tal commeconsistere, nel dire

che qui ordinato pei vescovi, ogni


famiglia lo praticava pei suoi genitori
;

morazione dovea
nella vigilia
nella
il

si

facevano

celebrare

delle
distri-

messe per trenta giorni ; si buivano limosine pel riposo

dell'a-

de' morti mattina seguente il mattutino, e la messa solenne, col suono di tutte le campane ; dice ancora che

vespero

nima

del defunto,

quelli che le

una pratica

pia pass

in

breve

6o
;id

COM
altre

COM
dopo qualche
e Portogallo, coU'autorit della costituzione
sto

chiese,

liMiipo

inondo

divenne comune a tutto il cattolico. V. l'annalista Ri-

Quod,

etc.

data

a'

2
t.

agop.

104B, num. 6. Dipoi il concilio di Oxford, adunato l'anno \iii, dichiar la Comnaldi all'anno

1748, Bull. Bened. XIV, 498, concesse che nei regni


di

II,

di

Spa-

gna e

Portogallo, ogni sacerdote

potesse celebrare tre messe nel gior-

memorazione
di

di

tutti

morti, festa
essa erano

seconda

classe,

ed

in

permessi solo

qiie' lavori,

che erano

necessari ed importanti. In qualche


diocesi era di precetto fino al
ti
;

no 2 novembre per la memoria che si fa di tutti i defunti, pe' quali ognuno dovrebbe applicare le due messe concesse di nuovo, senza risotto

mezzoTours,

in quella di

Vienna, e

di

cevere per queste limosina alcuna, gravissime pene, contenute


nella stessa
bolla.
Il

e nell'Ordine cluniacense era solen-

suo successore

nizzata
il)

in

tutto

il

giorno,

mentre

non era che festa greci hanno fatto per lungo tempo la rimembranza
li

altri luoghi o divozione. I

Clemente XIII, per maggiormente giovare le anime del purgatorio,


col

consiglio, e voto

della
a'

gazione delle indulgenze,

congre19 mag-

generale

dei

defonti
,

nel
e
in

sahbato
quello
defunti
offrivano

prima
avanti
il

di
la

quaresima

gio 1761, pubblic un decreto, col quale in perpetuo concesse, che la

Pentecoste,
riposo
Il

ma
dei

messa

celebrata

nel

giorno

della

sagli fizio pel

Commemorazione
legio

de' morti

da qualil

in

ogni sabba to.


poi, nel
la

bano VI
cadendo
leli
si

Pontefice Ur1389, dispose che


de' fe-

sivoglia sacerdote, godesse

privi-

come

fosse detta in altare pri-

Commemorazione
trasferire

vilegiato,

prescrivendo

per che

il

defonti in giorno di domenica,

celebrante non possa pretendere maggior limosina della consueta, secon-

dovesse
Inxvis

nel
il

seguente

lunedi, siccome not

Burio, RR.
vita

do

l'uso de' luoghi.

PP.
ni

notilia

in

UrbaRer.

fi. Avverte
lib.

La Chiesa cattolica adunque stabifi la Commemorazione di tutti


i

il

Cardinal Bona
cap.

fedeli

defonti, che sono

morti

nel

Litiirg.

I,

18,
,

7, che
in
altri

Signore, cio in grazia sua, neir uscire da questa vita


stati

ma

che

nel regno di Valenza

ed

non sono

luoghi per

della

Spagna costumavano
i

trovati dal divin giudice colla


s

a tempo suo
la

sacerdoti

celebrare
de' morti

coscienza

pura, che abbiano po-

Commemorazione
tre volte
la

tuto essere ammessi


te

immediatamennel

due, o

messa,

o
II,

per

nel regno del cielo,


si

quale,

privilegio o per consuetudine, per-

come

venuta forse da Alessandio neir ordinare a' sacerdoti brazione di una sola messa

che
cele-

la

non pu entrare cosa alcuna, che non sia afifatto monda ed immune da ogni pur tenue macdisse,

al gior-

chia.

vero, che se ne fa la
tutti
i

comnella

no e celebrandosi allora medesimo giorno la messa


,

in

un

memorazione
sa

giorni

de' de-

messa, nella quale sempre la Chie-

funti,

ed altra per
per
il

la

corrente sodispose.

costum pregare
che
la

pei defonti tan-

lennit, nulla su

ci

Esin

to in generale che
e

in

particolare

sendo
disuso,

andata

tal

pratica

parimenti
sera

ogni giorno con


di

Pontefice Benedetto

XIV

vari esercizi di piet, e specialmente

per

le

suppliche dei re di Spagna,

ad un'ora

notte sono

COM
invitati
i

COM
le
il

r,i

fedeli

porgere

loro
sal-

Un

vescovato, un'abbazia,

un

titolo

preghiere a Dio, e a recitare

mo De
vivare

profundis {Vedi), per le sanie anime purganti; ma, per rav-

o una diaconia cardinalizia si danno pure in commenda; il vescovato a'vescovi,


stici

l'abbazia agli ecclesiai

maggiormente qiiest' obbligazione che abbiamo verso eli esse, e in peculiar modo pei genitori ed altri congiunti, la quale un effetto della comunione de' santi, che unisce in un sol corpo la Chiesa trionfante in cielo, e la Chiesa militante in

o prelati secolari e regolari,


e
le

titoli

diaconie

a'

Cardinali,

quali possono essere preti Cardinali


di

un

titolo,

un

altro, diaconi Cardinali di

conia, e

commendatari di una diacommendatavi di un altra,


e

terra

e la Chiesa

pui--

gante o paziente nel purgatorio, ha saggiamente la medesima santa Chiesa, accordando anche il tesoro delle indulgenze, che in quel giorno tutti fedeli si uniscano a
voluto
i

non che Cardinali vescovi suburbicari, e commendatari di un titolo. Ci avvenuto quando un Cardinale
dalla

dell'ordine
sifa

de' preti
al

passando
vescova-

chiesa titolare

to suburbicario, o

ad

altro titolo, co-

sufifragarle

con ogni

sorte

di

ora-

me di primo prete; ovvero quando un Cardinale diacono passando daltra,

zioni
ferte

messe, ed opere buone, ofa Dio con la intenzione, che giovino alla soddisfazione de' debiti
,

aveva ad un' alper amore che portava all'antica sua chiesa titolare o diacola

diaconia che

cui

quelle benedette

anime

hanno
V.

nale,

bram
locch

ritenerla
si

in

commendal
.som-

contratto colla divina

giustizia.

da;

concede

Albano Butler, Vile de Padri, dei


Martiri,
ec.,

mo
to.

Pontefice nel
Gli

concistoro segresi

secondo giorno di nodei

ultimi

esempi

leggono

vembre.
morti, e
zionaro.

La Commemorazione
gli articoli

nelle Notizie

di

Roma

per
il

Vanno
Caididi

analoghi nel Di-

1837; dove sono


nal

registrati

De Gregorio
s.

vescovo

FraFesch
Luci-

COMMENDA.
stico

Benefcio ecclesiain
ai

scati,

e commendatario della chiesa


Alessio:
di
s.
il

dato
ai

in

custodia,

ammiCardirego-

di

Cardinal

nistrazione e
nali,
lari
_,

godimento
agli

del titolo

Lorenzo

in

vescovi,

abbati
ai

na

(chiesa che suol ottarsi dal Car-

ai chierici,

ed anche
equestri

cava-

dinale pi
sbiterale

antico

dell'ordine pree
s.
il

liei'i
i

di

Ordini

religiosi,

quali

di
rio.

prendono perci il titolo Commendatore, e Commendata-

in R^oma), commendatario della chiesa di Maria della Vittoria: non che

residente

Commenda

viene dalla parola

la-

tina
dia;

commendare,

cio dare in custo-

Cardinal Riario Sfoi-za diacono della chiesa di s. Maria in via Lati,


e commendatario
della

committere, dare in commenda, ridurre in commenda un benefcio ecclesiastico. Dicesi anche Commendatario e

chiesa dia-

conale di santa Maria in Domnica.


Cos
i

Cardinali dei tre ordini dei


pos-

Commendatore colui che fonda una commenda, o che la gode


,

vescovi, de'preti, e de'diaconi,

per successione condizionata, e con obblighi spirituali; e chiamasi pure

sono essere commendatari di vescovati, ed abbazie anche nulins; anzi di queste ve ne hanno alcune che per
lo pi a loro
si

Commendataria
to su

il

fondo, e lo sta-

conferiscono in coinil

cui fu

istituita la

commenda.

n)cnda. Rileva

Galletti

del Fri-

6^.

COIVI
,

COM
il

miccro
nel

p.

343,
creato

clic
tla

Caidinal
Nicol III
il

Questi vescovi erano chiamati nell'occidente


latori:

Bentivcnga,
127.S,
titolo
s.

Coininenclatari, o
chiesa

l'^isi-

aveva

in

commenda
chiesa

e nella

africana Indel

cardinalizio

della

di

tercessori,

Croce in Gerusalemme di Roma: laonde gi erano in uso nel secolo XIII tali commendatone, mentre
quelle degli Ordini equestri e cavallereschi

Il

o Intervenienti. Codice dei doveri,

eh.

Martinetti,

parlando

pag.

3^5,
ogni

di quelli degli abbati


ri

commendatadi
sull' origi-

beneficiati e prebendati

voglionsi

originate

verso

specie,

ecco quanto dice

il 1270. P\ Commendatore. L'abbate commendatario diverso dal-

ne

delle

Commende

Vacando

abbate regolare. L'uso delle commende antichis.simo nella Chiesa, ed eccone l'origine. Allorquando un benefcio ecI

o monistero ammi nistrato da'regolari, e qualora le


" una chiesa,
'

persecuzioni, le circostanze,
stretto

il

ri-

clesiastico era

vacante

per assenza,

numero impediva l'elezio" ne di un capo, che curasse il buon governo della chiesa o mo-'

o morte del titolare, la custodia ed amministrazione si confidava ad

nistero;

il

vescovo soleva nomi-

un economo finch
duto
cH

fosse

provveeccle-

nare una specie di economo, che chiamavasi intercessore quasi in-

altro titolare.

L'economo
Se l'ecogovernava
s

era un vescovo,
siastico,

un semplice
laico.

ed anco un
era
s
:

nomo
il

ecclesiastico,

beneficio

nello

spirituale,

terveidens. Questi non poteva du rare pi di un anno perch non abusasse nell'amministrazione, e ' quindi se ne nominava un altro finch fosse durata la vacanza.
55

temporale se laico, non aveva che r amministrazione del tempo-

nel

Insensibilmente questi intercessori

55 it
5)

godeva reddito durante


rale, e

di
il

una parte tempo di


che
tali

del

sua

confermarono, commendata flD' indi ebbero origine le commende, i cui


si

deli administratioie.

amministrazione.

comsecolo

frutti

si

applicarono

poscia

ai

mende
nasio,
II,
gli gli
il

si

usassero nel

IV
s.

Commendatari ad
f^.
il

instar beneficii.

deJla Chiesa, lo

abbiamo da

Atalib.

testo in cap. Constitiitum. 11.

quale secondo Niceforo

parlando di s stesso dice, che avevano dato in commenda, cio avevano dato da governare una
quella di
patriarca.
J,

7.9. I. Chopin lib. t. monast. tit. 2. n. 6: Landeraeter de veterib. " cler. et monachis, lib. 2, e. \^:
"
5>

Gonzales
cln,

in

cap. ne

pr def--

chiesa, oltre
di

Alessandria

de

elect.

Idem

in cap. 2. de
".

cui
s.

era

Ed

a'tempi

concess.

praebenda

di
le

Gregorio

eletto l'anno

Sgo,

Pu
terie

dirsi coi trattatisti delle

ma-

commende
la

ecclesiastiche gi era-

no
o
te

assai frequenti

durante l'assenza

vacando in antico un beneficio elettivo, un vebeneficiarie, che

duranvacanza delle loro sedi per morte, per violenza ec. // Registro
la

malattia de'pastori, o

scovato, un'abbazia, o

un

beneficio di

/ns patronato,
per

al

quale l'Ordinario

di

tal

Pontefice

pieno di questa
di comdava a'vescovi, per

specie di

commende, ovvero

alcun riguai'do non potesse provvedere immediatamente, la cura di quello era raccomandata dal
superiore a

missioni ch'egli

prendere cura delle chiese vacanti.

duo, finch se ne facesse

qualche degno indivila prov-

COM
visione.

COM
facollaico,

63

Egli per

non aveva

divenuto ereditario, un abbatedi

t di valersi
di

dell'entrate,

ma
si

solo

monaco.
I

governarle;

e a

questo

no-

Capitolari

Carlo Magno,
de'Pontefci

minava un idoneo soggetto, che per lo pi era un beneficiato, a cui la cura comandata era di peso perch bisognava, che
potevasi dire avere
la

concili,

lo

zelo
si

in

diverse epoche
tro
le

dichiararono con-

commende
ecclesiastici,
i

perpetue

tanfo

prendesse per

degli

che dei

secolari,

solo servizio della chiesa.


il

Questi non

beneficio della
se

chiesa commendatagli,

non

assai

Boy Clemente V, con finch nel ima bolla le annull tutte senza neppure eccettuare Cardinali, coi

impropriamente; il perch in realt non aveva due benefci; ci non pertanto nacque una massima tra i canonisti che uno poteva conseguire due benefizi ; uno in titolo, l'altro in commenda. Questa in principio non durava che sino alla provvisione, ed in progresso si commend per un tempo lungo a segno, che i Pontefici dovettero proibire ai vescovi di

me
1.

si

legge nel Bercaslel, Storia del


t.

Crist.

XV.

p.

i3g, e

neW Exlraw

de praebend. in exlravag. cominun. D' allora in poi i Pontefici,


ritenendo
nel a dare le
gli

altri
sei

vescovi

ristretti

termine di
se
si

mesi, pas;arono
vitrun, le

commende ad
danno a
chi

quali
titolo
le,

abbia

in

un

altro

beneficio incompaliferisce
si

serve
legge

commendare pi
giacch era
s

la

benissimo e non che vieta non

posse

che

per

sei

mesi,

sano

dare

due

benefci
1

cio

grande l' abuso, che sino dal secolo Vili i vescovati, le parrocchie
e
i

non uno

in titolo,

altro in
il

comalle

menda
datario
utilit

ma
ad

realmente
vitam,
il

commenAnche
qualit

monistcri

si

davano
la

in

com-

in

quanto
il

menda
origine,

perpetua, contro

lodevole

come

titolare.

ed istituzione delle commende, ch'ebbero per iscopo non l'utilit de' commendatari, ma sibbene quella delle chiese, cui davansi a custodire. Indi giunsero commendatari ad impadronirsi dei bei

col dare in

commenda
sagri
alle
gli

benefcio

ad uno, che non abbia


ricercale

le

dai

canoni,

non

si

contravviene

prescrizioni
si

dei
fatti,

medesimi,

ma

coi

non

colle parole.

Il

concilio gene-

ni

delle chiese loro


.

affidate in cu-

stodia
concili

Laonde
invitarono

nel
i

IX

secolo

principi di co-

rale Lateranense celebrato da Leone X, nelle sessioni del \^\\, nei Decret. de Reformat, dispose: che
le

operare a rimettere abbati nei monisteri


affidati ai laici,

commende
ai

essendo

pregiudizio-

che impune-

voli

monisteri, tanto pel


lo

anche il nome di abbati. V. l'articolo Abbate di questo Dizionario, ove parlasi deusurpato
gli

mente avevano

rale,

che per

spirituale,

tempodopo In

morte
abbazie
in

degli abbati regolari, le loro

abbati-conti,

come

degli

abbati

non potessero essere date commenda, se non fosse per la

Il primo ad introdurre abuso vuoisi sia stato Carlo Martello. Questa specie di abbati commendatari pretendevano di farsi per anco reggitori de'monaci,

Vi partibus.

un

tale

ta

conservazione dell'autorit della sanSede; e quelle che sono erette

ai

quali bisogn dare, oltre l'abbate

commenda, cessassero d' esserlo dopo la morte degli abbati commendatari; o non fossero date iii commenda, che ai Cardinali, o ail
in

(14

^OM
i

COM
:

altre persone qualificate


incntlatari,

quali

comlianno una mensa


che
i

no interamente

relfetto,

e le

comnella

mende

sussistettero

ancora
nel

separata da quella dei monaci, somministrassero


la
la

Francia prima delle


crimevoli
del
tali
si

turbolenze ladeclinare

quarta parte delpel

accadute
decorso.

loro

mensa
:

del monistero
fosse
si

e se

mantenimento la loro mensa


le

secolo

S'intende

che

comune con

quella de' religiosi,

commende, o davano dal re


fatto

benefici
di

regolari

prender
del

la terza

parte di tutte

dispensa del

Pontefice.

rendite pel mantenimento dei


naci, e

moquel
e de-

regolamento
nel
ge,
1

Francia colla Nel nuovo per la Brettagna

monistero.
concilio

Cos\

"venerando
cret.

dispose,

74^ t'a 'e altre cose si legche gli abbati commendatari

sedevano
il

come

vescovi

in

roc-

Egualmente
to annull le

concilio

di

Treni ;

chetto, e mantelletta; uso particola-

commende perpetue
i5 De
27.
reforni. e. 2
e.

re

della

provincia

di

Brettagna,

nella sessione

e nella sessione

4-

^^
di

^^^^

che rimontava ad una concessione di Francesco I. Va per avvertito,

rammentato, che
quel

fu intenzione di

che

le

commende non sono


loro

in-

sagrosanto

concilio

rime-

diare sulla
tre cose:

materia
alla

beneficiaria

primo
i

pluralit dei

dappoich altri anil concilio di Trento e gli sono contentati teriori concili si
giuste
di

natura

benefizi

secondo

alla

successione

di

far

voti

pel ristabilimento delal succitato

ereditaria
neficiati
;

terzo all'assenza dei be-

l'antica
to.

disciplina per questo rispet-

ralit

e per proibire ogni pluordin che imo, bench insi-

quanto
25 del

sess.

concilio di

capo 21, Trento, il

gnito della dignit Cardinalizia,


potesse avere pi
di

non
che

quale sembra non


le

approvare, che

un

beneficio,

e se

quello
bastasse

fosse

cosi

tenue

abbazie sieno possedute in commende, canonisti non lo consii

non

per

le

spese

del be-

derano, che

come im

consiglio, e

neficiato,
altro,

potesse

averne

anche un

ra

il quale fosse per senza cud'anime; proib le commende

non come una proibizione. La parola confidit il vero fondamento di tale interpretazione.

de'benefici di
essere

curati

ad

vitani per

un pretesto ad averne due; comand pure che monisteri per


i

Per riguardo mendatari, ed


gli

ai
i

diritti

dei

comessi

loro

doveri,
quelli

hanno comuni
.

degli

l'avvenire

non

fossero

commendati,
erano,

ecclesiastici

Oltre

quanto an-

e quelli che

sino allora lo

quando
titolo;
i'itani,

vacassero, fossero ridotti in

diamo ad accennare, vanno consultati canonisti, come La Combe,


i

proib

ancora

le

unioni

ad
nosucac-

essendo un altro pretesto di


sotto
la
il

Raccolta di giurisprudenza alla pa rola Commenda ; Piales, Trattalo


delle
ticon,
lib.

conferire pi benefizi

Commende
IO.

V Altaserra, Asce-

me
cessi

di

uno.
e
le

Per

levare
ingressi
,

seu originum rei monasticae,

cessione
,

proib

ed

Gli

abbafi

commendatari
e dei
diritle-

coadiutorie con
eccetto
nelle

futucat-

sono veri amministratori delle rendite


ti,

ra

successione,

della

commenda,
della

tedrali, e ne' monisteri,

che

il

Pa-

propriet

sospesa

pa

accorderebbe per
queste proibizioni

giuste cause.

gittima corporazione.
nislralori
delle

Come

ainmi-

Ma

non

sortiro-

rendite, dilferiscon(j

COM
dagli
altri

COM
,

65
esso,

amministratori
s'

poich

te di

Malta, dalla sede di


le

r erogazione

impiega

proprio

pel gran maestro, che stava in quel-

comodo, mentre le commende divengono una specie di beneficio,


di

isola,

commende,

commen-

datori sono di due specie, e nature


:

cui

il

fruttato

appartiene
e

al

commendatario.
tori
ti

Come
,

amministradei diritgli

celibi,

primi sono commendatori che appartengono alla me-

delle
altrui

propriet

sono

tenuti

abbati
fab-

commendatari a migliorare piuttosto che deteriorare le terre, e


bricati
i

desima religione equestre gerosolimitana, la quale d loro in amministrazione le commende, chiamandosi

commendatoi"e
i

l'

investito

della

commenda, non impregiuvigenti,


i

secondi sono

commendatori

delle

porre debiti, usi, e servit


dizievoli
;

commende
li

sostenere
i

dii'itli
;

e rivendicare

porre

alcun

perduti non frapimpedimento perch

di j'us patronato, le quaappartengono a quelle famiglie, che le istituirono con beni fondi.

siccome
nelle

tali

commende

si

go-

Ja sospesa corporazione proprietaria

dono

venga a riprendere l' antico governo de' suoi beni ; non alienarli presa r alienazione
so, e

tro della

rendite dal capo od alfamiglia fondatrice, esso


titolo di

prende

il

Commendatore.

anco nel lato sennei


contratti

convenire

perdella

godimento di redditi si gode da padre in figlio, sino alla etal

Un

messi,

purch

vi sia V utilit

stinzione della linea maschile,

ter-

Chiesa, e sotto la censui'a


clesiastica autorit,

dell' ec-

e finalmente di-

quale interamente devoluta alla detta religione Geroso-

minata

la

stribuire a' poveri limosine,

cio

il

limitana.

Uno

de'distintivi del

Com-

sopravvanzo d' un convenevol mantenimento ecclesiastico, e prendeie a cuore il bene spirituale e temporale dei loro monisteri
Rebleffa,
titul.

mendatore Gerosolimitano dal semplice cavaliere, di portare la cro-

ec.

P^. il

ce d' oro smaltata di bianco, pi grande nella forma, ed appesa al collo.

de

Commenda,

n.

Tanto per

le

dette

commen-

25, e n. 26 ; e l' Amydenio, De stylo dalen'aCj Commenda proprie

de dell'Ordine gerosolimitano , che per quelle di j'us patronato, e per


la

non

est

titulus,

cap.

4,

n.

18.

distinzione

dei

Conimendae a principio dahanlur ad quinquennium, quod proragabatnr, cap.

dai cavalieri della

commendatori medesima reliviso

gione gerosoHmitana, ci in

17, n.

28.

anche
Titolo onogiosi.

in altri Ordini equestri reli-

COMMENDATORE.
rifico

Alcuni di questi hanno anche


di

di

equestre

dignit,

cavaliere proprietario di

come di una como cavaliedi

il titolo

se

menda
re

di j'us patronato,

gran Commendatori. Tre p. Fulvio Fontana, / pregi di Toscana nell' imne leggono nel
s.

celibe,

religioso

professo

prese di
fu
il

Ordine

militare, investito

dell'amdel
cavaliere

Cardinale
di

Stefano. L'ultimo di essi Carlo de Medici.


la

ministrazione d' una

commenda

Dopo

esso

dignit

di

medesimo Ordine, ovvero


col
titolo

appartenente all'Ordine cavalleresco


di

Commendatore rimase Commenda.

sospesa.

gran ^.

gi sovrano e rifiorente

Commendatore. Nel Ordine gevolgarmen-

Commendatore
liere

pur quel cava-

di

rosolimitano, chianiato

de

il

un Ordine militare, che goreddito di uua commenda, e

voi. XV.

66
si

COM
dice religioso,

COAI
ee pi grande di quella di cavaliele
,

ne segue gli statuii. Questi, sebbene atnmogliato, conservando la castit conjngale, per indulto, e beneplacito
del Pontefice,
la
i

perdio

e nell'appeiidersi
di

essa

al

collo

con nastro

fettuccia

pi larga

come
ticoli.

si

potr vedere a"rispettivi ar-

ne gode

il

titolo

rendita.

Tali sono nella


di

Spagna
s.

commendatori

degli Ordini di

Giacomo
ri
ti

Calatrava,

Francia una volta i dell' Ordine di s. Lazzaro, e


gli
altri

come in commendatotut-

Per dire qui alcuna cosa di siffatti Ordini e gradi, parleremo di due Ordini, che il regnante Poutefice Gregorio XVI istitu, e rese
pi splendidi, cio quello di
gorio ]Magno
della
,

s.

Gre-

fondato

coli'

autorit

commendatori
si

degli

Or-

costituzione
il.

Quod

Sunwiis.

dini, di cui

tratta nel Z>/:;/o/i/vo.

Per un somigliante privilegio i re di Spagna sono gran maestri dei


tre Ordini menzionati di
s.

primo settembre i83i; e quello dello Speron d'oro rinnovato con maggior onorificenza medata
,

Giaco-

diante
tcrae

il

contenuto del breve,


,

Lit-

mo,
re di
lo

di

Calatrava,

di

Alcantara,

apostolicac

Cam

honinuni

Fu Papa

Adriano VI che, essendo Spagna il suo discepolo Car-

re di

imperatore, fece perpetua nei Spagna la dignit di gran maestri de' sopraddetti tre Ordini
altri

del loro regno, locch quei sovrani

avoano gi ottenuto da
telici

Ponsi

tempo

limitato,

come

leg-

i84r. Per Gregorio I stabil quattro gradi cio di gran croce di prima, e seconda classe, di commendatori, e di cavalieri; ai commendatori diede la croce e fcttuceia pi grande de' cavalieri, perch l'appendessero al collo, potendo usa3i
ottobre
i*

mentex dei

Ordine

di

s.

ge in Natale Alessandro, Hist. Ecre t. > III, p. Sy, num. 4- Se pu


essere

re in

vece di questa l'altra di cavasi

bere, la quale

dovesse

appendeI

commendatore,
cui

col

godimendel-

re al lato sinistro del petto.


tari

milirice-

to del reddito della


la

commenda
appartiene
,

commendatori, e
la

cavalieri

religione

vm

vono
tri

croce, sovrastata

dalle

in-

semplice
pi di
re

ammogliato con ragione pu esserlo un eclaico


il

segue, ed
colla

emblemi
corona

militari, gli al-

smaltata di

color

clesiastico,

quale

talvolta pu-

verde. Dipoi lo stesso Gregorio

XVI,

di semplice tiqualche Ordine cavalleresco, nvente tali gradi, essendo stato aggrcgato al- medesimo per onoritolo di
ficenza. Vi sono commendatori anche dei prelati, come in Roma monsignor Coniwendatore di san

commendatore

per maggior decoro dell'Ordine, colla

lettera apostolica

Cnm

amplissi-

via honorum

mimer

jiirc,

data

ai

3o maggio i834, ridusse ad uno i due gradi di gran croce di pri-

ma

classe,
il

stabilendone

il

numero

a trenta;
fosse dei

secondo grado volle che

Spirilo

(^T

edi)

il

quale

uno

de' primari
"f^'ica.

prelati della

Sede Apo-

Finalmente
equestri, che
di

vi

sono degli Ordini

il grado commendatore, maggiore del Cai'aliere [ledi): il quale consiste

conferiscono

commendatori, in numeed il terzo quello composto di trecento de'cavalieri individui. Dichiar poi, che in tali cifie si dovessero comprendere i
ro di
settanta;
soli

appartenenti allo
riserbandosi
oltre

stato pontifital

ci,

numero

nella distinzione del itolo, iiella cio-

di annoverarvi gli esteri; e volendo,

co:\r
the
l'osse
il

COM
fieli'

Ge-

gran cancfllicre

Ordine

c/'.ie<ilre

Speroxe nono, Ordine


s.

vi

Cardinal segietaiio de" brepr tempore. Laonde il primo fu il


il

qiiextre.

COMIMENDATOUE m
To.

Snrr^

ji-

Cardinale

Emmanuele de
il

Gregorio,

Dignit, di cui in

Roma

come abhiamc

dalle Notizie, di Rn-

veslito
la

uno

de" primari

prelati

del-

ina annuali, giacch


bani, die allora
Jjrevi,
tizie

Cardinal Al-

^fe^ apo.stolica,

come gran maedi


s.

era segretario dei

stro, e

precettore generale dell Orregolari

NoPtoma con tal grado, perch mor a' 3 dicembre delio stesso anno i834. Per conto poi dell'antichissimo ed illustre Ordine dello Sperone
fu

non

pnl)bIicalo dalle

dine de'canonici
rito in

Spi-

annuali

di

Sassia, e del celebi'c e gran-

dioso

arcispedale
,

apostolico di
,

tal

nome

veiamente degno
alla

e conve-

niente

capitale del cristianesi-

mo. Egli ancora


di

nimbate

mitrato

d'

oro

col
il

breve,

Cam

Iwniinttni
re-

Monte Romano,

e barone della

V7entes,

medesimo Papa che


restituirlo al

Manziana,

con giurisdizione

anche
Pri-

gna per

suo primiero
di coni

spirituale su

gian lustro, e

rincmav/a, io rifor-

ma
to

si

Monte Romano. chiamava presidente, poi


maestro

pre-

m,

col

vietare a chiimqiie

cettore e

generale di tut-

Abrogandone peici privilegi, lo dichiar composto di due classi, cio di commendatori e di


ferirlo.
,

l'Ordine, indi commendatore.


Ina, re de' .sassoni occidentali, nel

pontificato di

s.

Gregorio
s.

II,

nelle

cavalieri

godimento degli antichi diritti e privilegi. Per distinguere poi i commendatori dai cavalieri, voile che primi portassero ai collo la croce pi grande, ed apcol
i

vicinanze del

Vaticano,
di

fece edifiti-

care

la

chiesa
s.

Spirito col

tolo di

recandosi
chiesa

Maria in Sassia. Poscia aggiunse alla in R.oma


,

una gran

.scuola,

o collegio,
a' pelle,

pesa a fettuccia pi laiga


la

di quelil

perch servisse
grini suoi

di

ospizio

decavalieri
e

e perch
dignit

grado
piii
il

sudditi

anglo-sassoni

di onore,

di

tanto

peixi fu denominata in Sassia. As-

risplenda, quanto

minore
si

nudi

segn inoltre
pel divin

alla

chiesa ed ospizio

mero

di

coloro, al quale
il

confeclje

(ove vennero posti alcuni sacerdoti


culto),

risce, dispose

Pontelce,
sia
il

ricche

rendite, le

centocinquanta
lo clie
in
soli

numero

dei

quali in seguito

furono

aumentate
di

commendatori, e
dei
cavalieri.

di

trecento quel-

per

la

pia

generosit

OlTa
recossi

re
in

Stabil
di

ancora,

de'merclori,

allorquando
la

tale

prescrizione
le
classi

numero
pei

Roma,

per venerare

tomba

dei

entrambe

fosse

principi degli
i

apostoli, acciocch ve-

sudditi pontificii:
cancelliere
d' oro,
dell'
il

quindi

cre
del-

gran
lo

Ordine
Cardinal
tempore,
il

Sperou

sepei*

sudditi del suo renendo quivi gno, potessero godervi l'ospitalit. Inoltre ne furono lienefattori altri

gi'etario de' brevi

pi-o

sovrani inglesi, e
cendi ed
altre

principalmente
vicende
,

cui

ne divenne per primo


Luigi
di

Cardisegreta-

romani Pontefici, massime


gravi

pegl' in,

nal
rio

Larabruschini
e

cui

stato, di

vescovo
lo

suljuibidi

cario

Sabina, che
di

pure

e la andarono soggetti 1' ospizio chiesa. TuttavoUa allorch fu creato

quello

san

Gregorio

Magno.
e-

l^apa Innocenzo HI, essendo la scuola

/.

S.

Gregorio

M ac.xo

Ordine

affatto rovinata,

siccome d'animo

68
grande, e di

COM
vasta

COM
edific

meule,

autorit apostolica la conferm pie-

mi sontuoso ospedale
e pei fanciulli esposti
gittimi,
la

pegl' infermi

namente
tre
i

neh'

anno
,

/^'^'j.

Ol-

perch

ille-

canonici regolari

furono anospitalala direzio,

d'ambo
ai

sessi.

Ne

afiid

co istituite delle
rie,

monache

Canonici regolari dello Spirito Sanlo (Fedi), siccome ospicura


taiari,
istituiti

principalmente per

ne delle fanciulle
quali

illegittime

delle

in

Montpellier

dal
la

monache
p.

si

conte
di

Guido

francese;

laonde
il

VII,

9.75

del

volume Dizionario. Conparla


al

chiesa, e l'ospedale presero


s.

nome

siderando per altro Benedetto


la

XIV

Spirito in Sassia,

come pure
il

lo prese l'Ordine,

perch

Pontefice

dedic l'una, e l'altro allo Spirito Santo, come scuola di carit. Dichiar Innocenzo li V Ospedale di
di
s.

grande distanza da Roma tanto di esse quanto dei canonici dello stesso Ordine, che diversi Pontefici avevano assoggettato al commendatore generale di
sia
s.

Spirito in Sasgli

Spirilo

in

Sassia di
di

Roma,
che
i

di

Roma,
dalla

sottopose

uni e

le

capo
desimi

principale

quelli,

altre ai rispettivi Ordinari, toglien-

in seguito

avessero

eretto e

meGui-

dole

giurisdizione
si

del

comai

canonici

regolari,

mendatore, come
tuzione

ha

dalla costi-

do

gran maestro

generale

di essi.

Saepe Romanorum, data


174I5 Bull. Maga.
t.

Innocenzo

ed ampli l'ospedale; Gregorio XIII tra questo, e la chiesa eresse il magnifico


ristor

IV

5
p.

aprile

XVI

24.

Che

il

gran maestro
di
s.

generale

commendatore sia dell' Ordine


gli

palazzo per residenza del


datoi'e, e de'canonici
;

commenla

Spirito, dalla cui giurisdizione


tutti

ma

chiesa

dipendevano
pie case
di
si

ospedali, e le

l'ospedale

gi

avevano

ricevuto
l'i-

di canonici regolari, che


ospitaliere le quali pro-

grandiosi abbellimenti, giunte, e

monache

parazioni dalla provvidenza e splen-

didezza di Sisto IV, che

vi

fece

un

s. Agostino ed erano aggregate all'ospedale, o

fessavano la regola di

luogo anche pei nobili infermi. Dinel i6o5. Paolo V eresse l'ulilissimo, e celebre banco dei depopoi,
siti

arcispedale di
eruditissimi

Roma,

lo dice in

due

discorsi

storico

legali

Prospero Larabertini, avvocato concistoriale,

di

s.

Spirito;

Benedetto

XIII,

poi

romano Pontefice

col

unirono l'ospedale de' dementi, e molto benemedell'intero stabilimento furono riti


e Clemente

XII

vi

nome

di

Benedetto XIV.

Notizie dei pi celebri Maestri generali, Precettori


tori dell'

Benedetto

XIV,
altri.

nominare

Pio VI, senza F. Ospedale di s.


e

Commenda-

Ordine , ed arcispedale
s.

Spirito in Sassia.

apostolico di

Spirito, ove sono


il

Nel pontificato di Nicol V, essendo nata grave controversia sul

interessanti notzie riguardanti

pio stabilimento.

primato tra l'ospedale di


di

s.

Spirito

Roma

e quello di

IMontpellier,
il

Innocenzo
datore
il

III

avendo approvato

de'canonici regolari ospitalari,

Car-

l'Ordine ospitalario, di cui fu fonconte Guido, chiam, co-

dinal di Lerida diede formale sentenza in favore di quello di

Roma

me
r
lo

si

disse, quello

Roma,
s.

e nel-

contro l'ospedale,

il

commenda-

aflidargli

l'ospedale di

Spirito,
s

tore di Montpellier; e Nicol

con

dichiar maestio

generale

di

COM
Ordine e deesso, gli ospedali dipendenti. Quindi i cache di tutto
1'
,

C
tuati
i

OM
facolt,

69

nonici regolari, e
nerali

loro maestri ge-

fondarono ospedali in molte parti d' Italia, Germania, Francia, Spagna, Polonia, ed in alti stati
di

che fu ; confermala da Martino V, e da Clemente VII, ma venne poi rivocata da Paolo V. Raimondo di Trebi fu commendacertosini

tore di ottimi costumi.

Europa e mondo, come


,

in alcune parti del


nelle Indie

Smizio

occiden-

i56o e i562, Bernardino Cirillo precettore, e maestro generale della


tali. Difatti,

negli anni
di

per

opera

venne dichiarato chierico camera del Papa. Silvestro pel primo fu comunemente chiamalo priore di tutto l'Ordella
dine.

casa di

Roma,

e di tutto l'Ordine,

si fondarono ospedali nella citt di Cusco nel Perii, in Messico, in Goa

Giovanni nel 1290 compr da Pietro de Vico prefetto di Roma il castello di s. Pupa, con mezza parte di altro castello.
stello
Il

neir Indie orientali


di tanti
altri

per non dire

ca-

luoghi, pel gran zelo

di

s.

Pupa

la

baronia
l'o-

de' gran maestri, e de' canonici regolari


,

che

si

l'ampia protezione, meritarono dai Papi, e dai


e per

della Manziana. Ventura acquist anch'egli per

spedale

nel

1292

castelli

di

sovrani.

Guido
di
111

successe

Cintio

maestro generale, conferm quanto era stato concesso all' Ordine dal predecessore Innocenzo III: quindi fionella dignit

cui

Onorio

Torriano, e Torricella. Simone Orsini fu molti anni commendatore, accrebbe la pia casa
di ricchezze,

ne cur
,

la discipli-

na, ed acquist altra porzione del


castello di
di

rirono
nerali,

tra

precettori, maestri gei

ToiTcella

quello

o commendatori,

seguenti

Stracciacappa.
difese la giurisdizione del

personaggi:

Giacomo

castello di Torricella, e nel

i334

Bernardo, che da Onorio III ebbe una bolla nel 1224 ia favore
dell'

compr

il

castello Apollonio.

Ordine.

Giovanni di Luca, come quegli che per le sue virt godeva molta
autorit sul popolo
pontificato di

AccoraiihonOj che ottenne da Alessandro IV la conferma della stazione, concessa alla

l'omano, nel

chiesa

di

s.

Maria, o s. Spirito in Sassia. Giovanni ricevette da Gregorio IX la conferma della donazione fatta
all'
s.

ospedale

di

una cappella
di
tutti

di

Nicol di Wirtel dal re d'Ini

Clemente VI residente in Avignone, sed in Roma un grave tumulto insorto contro il Cardinal legato Annibale da Ceccano. Egidio de Horto govern trenta anni, e permut la rocca di Castiglione,
nel cui
col
castello

ghilterra, colla chiesa


santi.

di

Fabrica
si

tempo
di

in

Roma

trova-

Paolo, cui Alessandro

IV
la

diede

il

rono pi
to in

quaranta

frati dell'Or-

monislero di

s.

Elia, quello di
,

s.

dine. Sotto di lui essendosi

reca-

Maria Fallerense di s. Leonardo ,


ricevere

casa detta

Roma Urbano V,

e poi l'im-

colla facolt di

peratore de'greci Giovanni Paleologo,

nell'Ordine

qualunque

questi a' 18 ottobre


del

religioso di altro professo, eccet-

abiur nelle mani

1369 Papa gli

70
erroi
di
5>.
i

COM
de' greci, clenlro
la

CO.M
chiesa
1

Ordine, fu

Spirito
ili

ili

Sassia, cuti isciilclic sigil-

esserne
zio,

il primo estraneo ad commendatore; ma Io

tura
lala

yrccu e latino,

che lo aveva eletto a ([ueslo


il

con bulla d'oro cousegii ad Libano V, acciocch per memoria si conservasse nelT importantissimo archivio del

cospicuo incarico, vedendo che


vi
la

nipote per altre occupaziowi poco


attendeva, assunse
egli

stesso

contiguo u-

cura dell'ospedale, e dell Orfu insieme


di
s.

spedale.

dine, laonde

Papa

Fi tiro

de

HorLo,

colla

sua

vita

commendatore
nel

Spirito.

In

esemplare, merit che

Tommaso

seguito cre Pietro Cardinale, che

Luzio Marerio, \escovo di Savona nel 1 394) lasciasse suo erede r Ospedale. Giovanni Mallorio da lllcigistris alla nobilt de' natali accompagn singoiar bont di vita. Corrado de Ti\'io, nel i4o8j ac_,

1464 divenne Pontelice


di

col

nome

Paolo li. Questi fece commeiidalore d. Francesco Pe-sirotti , chiamato anche Land assai bcnemerilo del pio luogo,

come dicemmo pag. 274 del


per
pii

al

volume Vili,
Altri

Dizionario.

cett

una

duiuizione

fatta

da
dai

dicono,
tardi.

che
,

esso

divenne

Pietro
re di

Astorgo, disccuJentc
Asturia nella Spagna.

commendatore
Pietro Matteo

come

vedremo

LcUuzio da Castel s. Elia soggiacque u molli travagli pel grande sci.sina , che ancora alUiggeva la Chiesa, il perch la casa lu ridolta a tortezza, e la chiesa a
stanza di

Cappuccini, dopo un
di

interregno di tre anni, nel quale


esercit
l'

ullizio

fu prescelto al governo

molta
fece

prudenza
albergale

lo

camerlengo e con amministr


,

duecento
tal

soldali,
s.

che

trenta anni.

Sotlo di lui Pio


nelle

II
s.

pugnavano contro Castel


gelo,
iji

An-

case

di

Veuturello subentr
dipoi

Spirito

Tommaso

Paleologo de-

in

suo luo"o nel magistero del-

spota di Morea, fratello dell'ul-

r Ordine,

ma
delle

venne

resti-

tuito Lelluzio alla dignit, che a

cagione

sostenute

fatiche

non godette mollo, FeiuuicUo di Curiicto


.

e mori.

mentovato,
fu poscia

timo imperatore de' greci, ambevaiti da Maometto II gran signore de turchi. Innocenzo de Flavii della Rovere, dall' abbazia di s. Clemente fa

due

ricev nella religione Pietro Matteo

da

Sisto

IV suo parente
di
il
s.

fatto

Cappuccini

che

commendatore. Giovanni di Tricarico per le sue virtLi venne fatto vescovo di i'erentiuo da Eugenio IV, e fu il
piiino vescovo dell' Ordine.

commendatore le cui premure

Spirito,

per
Sisto

medesimo
casa di

iV accrebbe

la

copiose

rendite, e di inagnillci edillzii.

Pio Medici della Rovere,


no,
d.i

piacentidall

Sisto
s.

IV suo

zio,

Or-

Baronie da Pistoja acquist da Maria, vedova di Poncello Orsini,

dine di
to
al

Benedetto, fu nomina,

commendatore
cui
le

le

tenute di Paola, e Buon-

di s. Spinto Ordine quel Papa comugrazie, e


i

ricoveio.

nic tutte

privilegi

Pietro Barboj veneto, nipote di Eu-

del benedettino.

genio IV, sebbene non

Ibsse del-

Costanzo Guglielmi, romano, acqia-

COM
sto al

COM
il

7^
gli
;

pio stabilimento

casale

vesti

come

tutti

altri

prelati
si-

di Porcareccia, col legato del Car-

della Coite

romana

giacch

dinal Balve,

il
i

quale di sua maconfrati dell'

no segn

tra

Arin

no a quel tempo i precettori, o commendatori, avevano usato l'abito l'egolare di s. Spirito, come abbiamo dal Saulnier, de cap. ordin. s. Spir. , Lugduni i644iMor il jVeroni nel iSaG, e fu

cicoii fraternit

di
il

s.

Spirito
di

Sassia [P td),

nome
,

Carlo

Vili re di Francia

per seconprincipe

dare

la

divozione

del

verso l'antico e nobile sodalizio.

sepolto nella chiesa di

s.

Spinto,
gli

Graziano di Villaiiova , sebbene la morte non gli permise un lungo governo, puie lasci di s gran nome.
Benedetto

dove

monsignor

Tornaboni

fece porre

un
nella

bell'epita/llo.

Cosimo Tornaboni,
satissinio

fioientino, ver-

teologia, successe

da Siena

della

congredi
al

nella precettoria per

l'immatura

gazione olivetana

da abbate Gregorio, nel i5oi pass s. commendatorato di s. Spirito,


,

morte

di

Bartolommeo Neroni,

nipote e coadiutore nel

commen-

in

datorato
Sotto
il

dello

zio

Alessandro.

abito clericale.

Gabriele de Sales di Savona, pri-

ma come
limento, e

camerlengo, poi come


lo

Tornaboni Roma fu orrendamente saccheggiata dall'esercito di Borbone,


presa,

commendatore govern
le

stabi-

che

vi

entr per la porta presso

terre di Corchiano,
;

lo spedale,

dopo esserne

stato vit-

Fabrica, e Valerano

e da Leo-

tima

il

condottiere, per

un colpo

ne

ottenne Porta Pertusa.


,

Albertino della Rovere

clie

fu di
si

o da Castel s. Angelo, o dal campanile della chiesa di


tiratogli,
s.

molto vantaggio
fece onore.

all'ospedale, e

Spirito, la quale in uno alla


profanit
de' soldati

casa soggiacque al saccheggio, e

Ilario Filippi da

Siena

il

quale

alle
rani.

lute-

intervenne

al

concilio

generale

Lateranense terminato da Leone dove sedette , e sottoscrisse

Leonardo Buonafede, fiorentino, poco dopo avere ricevuta la dignit di precettore, subito la ras-

prima
Ordini.

di

tutti

generali degli

segn in
fiorentino,

mano

di

Clemene VII,
eletto

Alessandro Neroni,

da

per
di

essere

stato

vescovo

maggiordomo di Leone X, divenne commendatore di s. Spirito la


,

Vaison, e poi di Cortona.


basilica

Carlo Ariosto, ferrarese, vicario, e


canonico della
vaticana,
e insieme vescovo di Acerra, per
siiigolar dispensa di

ossia precettore

rilenendo
aposto-

prefettura de' palazzi

lici,

anche ne' pontificati di Adriano VI, e Clemente VII. Nel suo governo il signore di Cipiciano fece sua erede la
s.

Clemente VII.

Questi inoltre lo fece prefetto del palazzo apostolico, conservandogli


tutto
zi

casa di

quando

il

Buonafede xinuncarica
di

Spirito.

Il

Neroni, siccome ben

la

ragguardevole

veduto da Leone X, ottenne da lui, che i commendatori godessero della dignit prelatizia, e ne
potessero

precettore o

commendatore
di
s.

del-

l'Ordine ed ospedale
rito.

Spi-

Mori nel i533.


Santoro,
passiti
tie

usare

l'insegne,

e le

Gio.

Pietro

72
anni,
nense.

COM
divenne vescovo
Castella-

COM
Francesco Cappello
tre la dignit,
,

veronese

ol-

ottenne
di
s.

da Pio
Spirito,
la fran-

Francesco de Landis, govern dieci anni, e fabbrica della Chiesa rilo ili Sassia (^P'edi),
ta sotto
,

bolognese,

IV per

la

casa
s.

termin
di
s.

la

l'abbazia di

Sabba, e

Spi-

chigia delle merci, locch confer-

principia-

m
la

s.

Pio V.

suoi
il

predecessori.
solFrl

Al
noIII

Benedetto Cirillo, aquilano, ristor


casa in pi luoghi, abbelPi
la

suo tempo
tabile

pio luogo

danno,

perch
di

Paolo
s.

chiesa,

uni

allo
i

stato

Ronciglione

(F^edi),

castelli di

Borgo

LeoVi,

riform la disciplina dei canonici regolari, pubblic le regole colle stampe, e liber il luo-

nardo,

s.

Elia,

Corchiano,
,

go da molti
vendette ad
fiorentino
il

debiti.

tal effetto

gnanello, Fabrica
Pietro di

Carbognano

Agostino

del

Nero

e l'intera abbazia Fallerense.


s. Carpino da Fermo prima per lungo tempo segretario della casa che govern per

castello di Porcigliail

no,

il

Fraguetto,

Pisciarello, la

alcuni mesi nell'interregno, con

Dogana, il Quarto di s. Lucia, Cerro Sovero, e la Mola di Decimo, a Gondisalvo Alveri romano, oltre Castel

molta integrit,

col titolo di

Romano,

Pisci-

governatore generale. Alessandro Guidiccioni


-

na
di

torta,

Valle Carbonara, e la

Lucca,
la

Santola.
fiorentino

A Tommaso
,

i546, fu tore. Adorn


nel

eletto

commenda-

vendette

il

Guidacci Casal di
Caccia,

notabilmente

Decimo,

il

Monte
il

della

chiesa, e l'ospedale, ed edillc Tal-

e la Castelluccia,

tutto per la

tare del
ltto

ss.

Crocifsso,

vagamente
a

dipinto.

con sofTale
rapdagli
in-

Teseo

splendidezza
presentata

essendo

stata
III

GiuUo
danno

emoli come eccesso


,

di spese

considerate, con

dello sta-

bilimento, soppresse la dignit di


precettore
,

o
1'

commendatore

di cento mila scudi. Aldovrandi, bolognese, canonico regolare di s. Pietro in Vincoli, fu nominato precettore nel 1575 dal concittadino Gregorio XIII ; arricch la sagrestia con preziose suppellettili, con disegno di Ottavio Mascherino ter-

somma

commettendo
dell'ospedale,
ta

amministrazione
arciconfraterni-

min
p

la facciata

esterna

del pa-

all'

lazzo dei

commendatori, ne com,

del

medesimo sum mentovata.


,

edificio

bonific

quelli

Ludovico Simonetta

milanese

fu

delle

fatto commendatore da Paolo IV, che nell'anno 1 559 *" ^^''

ampie tenute del pio luogo. Per Gregorio XI li gli tolse l'abs.

bazia di

Sabba, che assegn

al

mor, ripristin
.

la

dignit di pre-

collegio germanico.

cettore.

Quindi Pio IV nel i56i


e fu
il

Qio. Battista Baino, bolognese del-

Io cre Cardinale,

secon,

l'Ordine certosino,

da Gregorio

do Cardinale dopo Barbo dovendo perci lasciare la precettoria.

XIII fu
s.

trasferito al

Spirito, nel

quale

governo di si mostr
il monislero termin la

pio, e valoroso:
la

fa!)bric la scuo-

Antonio Louiellini, milanese, nominato da Pio IV commendatore,


.

pei
le

putti,

ampli
,

per

monache

\ rest circa

due anni.

fabbrica del cortile

del

palazzo

COM
de'

COM
e

73

commendatori

mori

nel

del
s.

i586. Antonio Migliore


fatto

linomato e provido banco di Spirito, e dei suoi depositi per


utilit,

Acquaviva cappellano di Sisto V, fu da lui


casa
,

da

la

pubblica

e per

comodo

commendatore: restaur la le fece del bene e venne


,

anche della vasta amministrazione della casa, da custodirsi, e ritenersi dai

ministri dello stabili-

creato vescovo di

s. s.

Michele Mercato,
precettoria,

di

Marco. Miniato in
di

mento
denza
re.

ospitalario, sotto la dipen-

Toscana, fu esaltato alla vacante

ma

mor prima

prenderne il possesso. Agostino Fivizani, i-omano,


so agostiniano
,

religio-

sagrista

di

Cle-

del prelato commendatoPoco dopo mor nel 160 5. Pietro Campora di Modena, fu promosso alla carica da Paolo V. Con molta prudenza, ed economia govern otto anni la casa
di
s.

mente Vili, suo teologo


fessore
;

e con,

Spirito, e lo stesso

Pontesucce-

per la sua
il

dottrina

fice nel

16 16

lo

cre Cardinale.
gli

virt merit, che


sistesse nel

Papa

lo as-

Poco manc che non


desse nel pontificato.
E\>angelista
la

punto di morte. Salustio Taurusio da IVIontepulciano, pe' suoi pregi da Clemente Vili fu eletto commendatore, indi

Torniolo, perugino del-

congregazione olivetana, govern il pio luogo con prudenza

fatto vescovo di sua patria, e

poi arcivescovo di Pisa.

e modestia religiosa per lo spazio di quattro anni. A capo della salita

Giulio de Angelis da Barga di Toscana, professore di


.

della via,

che conduce

medicina, fu
Vili.

s.

Onofrio, fabbric una como-

caro

Clemente

Eletto

da scuderia, ed un ben ordinato


granaio; quindi fu vescovo di Cittk

commendatore da questo Papa, govern diciassette mesi, dopo quali mor a' 9 settembre 1601,
i

di

Castello.

Baldassare

Bolognetti,
dell'

bolognese

venne

sepolto

nella

cappella
s.

della

Madonna

nella chiesa di

Spirito, cui lasci


di

una lampada

argento, e trecento scudi, col-

r obbligo di tre messe la settimana. Girolamo Agiteci o Agucchi, bolognese, venne fatto commendatore da Clemente Vili. Egli corrispose alla fiducia di
fu zelante
lui,

Ordine de'Servi di Maria, nel 1621 fu fatto precettore di s. Spirito. Govern la casa con molta piet, ed Urbano Vili nel 1624 lo fece ve-

da generale

scovo di Nicastro.
Raffaele Invitiato, veneto^ uomo di merito singolare, vescovo di Zante,

e Cefalo, quindi

commendamese dac-

perch
tante

dor. INIor nel

nono
1'

difensore

delle

ch esercitava

utizio.

Fu

tal-

prerogative dell'Ordine, ospedale,


e casa di
s.

mente
col

religioso e penitente,

che
cose,

Spirito.

Quindi

nel

suo esempio
Ira
le

avea

introdot-

i6o4 fu creato Cardinale dal medesimo Pontefice.


Ottavio Estense
ricevette
la

to

altre

esemplari

l'uso di battersi colla

disciplina

Tassoni, ferrarese,

in alcuni giorni nella cappella della

dignit

Vili.
bella

Propose ed mente di X'aolo

da Clemente ottenne dalla

casa.

l'erezione

Giuseppe Anselmo, fiorentino, dopo avere esercitato in Roma molle

74
cettore di
la
s.

<^OM
mor
Spirito, la cui redo-

COM
commendatore
,

onoiificlie cariclie, tu eletto pre-

lasciando

di s eccellente fama.

disciplina

procurava

rifor-

Carlo Antonio Dondini, bolognese,


era governatore
di

mare, essendo molto pio. Mori nel i63o. Cesare Racagna di Brisighella era
lettore di Carpentrassu, e
mi.>)Sario della

Loreto,

nei

lo 1654, (juando Innocenzo promosse al commendatorato, che

coui-

disimpegn con molta lode.


Virgilio
te

camera apostolica, (juando Urbano Vili lo prouiosse al commendatorato di s. Spirito. Fece tagliare alcune selve inutili,

Spada

di Brisighella,
deli'

preora-

della congregazione gi elimosiniere

torio,

maggiore

ridurre con

utile

della

casa quei suolo


nativo.
frati,

a terreno
il

semidei

Accrebbe

numero

o canonici regolari, e deldel luogo, e poi


di

ie

monache

fu
e

Innocenzo X, donde Alessandro VII lo trasfer alla carica d commendatore, ed ebbe a stretti congiunti i Cai'dinali Bernardino, e Fabrizio Spada. Francesco A/aria Ftbei divenne
d'

fatto

governatore

Roma,

vescovo di

Citt di Castello.

tjauo Vajo da Prato, prelato di gran sapere, e perci impiegato,

sebbene commendatore di
rito,
li.

s.

Spi-

commendatore, e nel conclave per morte di Clemente IX, ed elezione di Clemente X nel 1670, fu il primo maestro delle cerimonie pontificie.
Divenuto il prelato commendao precettore dell' Ordine deldi s. Spirito sempre pi l' ospedale cospicuo nella sua dignit, ed estese
tore prerogative, e

molti negozi della santa

Sede.
dice,

Fu

vescovo di Cirene, giue

vicario,

canonico

di

s.

Pietro.
to

di

Govern la casa con molsplendore, adorn la sagrestia nobili armadi e scansie di


,

crescendo
sovrani

altres

il

lustro de'grandi

stabilimenti

da

lui

noce, che riemp di


gento.

vasi

di

arbelle

governati,

Pontefici
il

ben
si-

Decor

la

volta

di

a ragione adottarono

lodevole

luminosa la chiesa coir apertura di alcune finepitture, rese


pii^i

stre

fece

di

ferro

fusti

dei

-letti dell'ospedale,

ed accorse
ospedale e
e
i

a
la

stema di porre nella carica di commendatore uoniini di un merito anche pi distinto di quello degli antichi, s per decoro ed uliht del
celebratissiino
essere degni

migliorare tanto
casa,

1'

pio

luogo,

che per

che

castelli

luoghi da
cui
lasci

del

Cardinalato, a cui

essa

dipendenti,

per
di

gran desiderio di s. Gio. BaLlisLct PuUolUi


-

esaltarne taluni,

Caldaro-

poco a poco ad ovvero promoverli ad altro primario posto, che egualincominciarono a

1649, era commendatore. Grandi encomi fa di lui il Saulnier, giacch con esemplarila,

nel

mente
ni
cli

a
il

porti secondo le consuetudipromozioni maggiori. 11 per-

t e carit esercit la carica,


.

vi-

to

nella Corte

commendatorato di s. Spiriromana si considera


o
posto da cui

sitando di frequente gl'inlermi, e

posto distuitissimo,

porgendo
sollievi.

loro

rimedi,

aiuti,

M passa ad altro Cardinalizio, dipendendo ci dalla benignit, e dal volere


zie
elei

Girolaiio

Lnniiiivio,

romano,
di

de-

l*aj)i.

Siccome poi

le

noti-

cano della scirnalura

siiusti/.ia.

de commendatori divenuti Car-

COM
(liliali,
s>i

1^
poscia
s.

possono leggere
biografici
li

ai

lispot-

so

Papa

il

giuramento,

si

tivi

ai'licoli

dtl

Dizionasi

rec alla casa, e chiesa di


to

Spin-

rio, e di

quauto

riguarda

traila

a prenderne

il

possesso, pratican-

pure
1)1

all'

articolo Ospedale, e Chiesa


ci
li-

s.

Spikito in SassiAj cos


ne' seguenti

miteremo
ri,

commendato-

d'indicarne alcuni degni di spe-

quanto diremo sul possesso dei commendatori. Soltanto si deve notare, che Clemente XI diede facolt al Cardinal Garpegna,
dosi in tutto

ciale

menzione. Incomincieremo

vicario di

Roma,

di

dare

il

posses-

da
di

Gio:

Carlo

so della carica a
la,

monsignor Spino-

Denoftj nobile
tal

polacco de' conti di

nome, canonico

Gnesna. Troin

il

autorizzandolo u delegarvi altri, Cardinale deput il canonico


Boldetli.

vandosi questi in
di

Roma

cjualil

iMarc' Antonio

Monsignor
entrare in

ambasciatore di Giovanni Jll, il venerando Innocenzo XI lo volle annoverare tra i prelati della Sede apostolica, quindi osservando che la pia e virtuosa indole del Denolf
s'impiegava con Ircijueuza
stere gl'infermi

Spinola, che

prima

di

chiesa aveva assunta la cappa, con


essa

and
ed

all'ospedale, al conservaalle

torio

olHclne etc.

Ria

nel

recarsi a visitare nella


il

sua residenza
depose
la

ad
lo

assi-

commendatoi-e Casali,
benedizione
fatta

del grande

arcispe-

cappa. Nello stesso Diario descritta la

dale di

s.

Spirito, nel

1680
e

no-

degli

Agnus Dei
alla

min commendatore,
lo

nel

168G

di cera,

da Clemente XI
e zinale,

cre Cardinale, e poi vescovo di

conca del Papa. Vestiti di rocchetto,

Cesena.
Deuotf,

Dopo

il

connnendatore
:

mantelletta,

eranvi

Ijandivanno rammentati no Panciatici, che nel 1690 Ales-

sandro
nel

VIII

cre

Cardinale;
della

Gio:

monsignori Casale commendatore di Spirito, e Spinola suo coacljus. Giorgio Spinola lu tore. Il nostro

Battista Spinola, che Innocenzo

XII

1695 decor

porpora, e
,

monsignor Bernardino Casali precettore di s. Spirito sotto ClemenConsiderando questo Papa te XI.
la

anche egli creato Cardinale nel i 7 da Clemente XI. Quindi faremo menzione di monsignor Zosimo Valignani di Chic1

li,

arcivescovo di Tessalonica, cons.

grave et di 85 a imi del Cabacoacljutore Giorgio li, gli diede in Spinola, stretto parente di Giambattista Spinola Cardinale di ClemenXII, e di Girolamo Spinola Car-

sultore del
lore
;

odlzio,

cos'i

di Pietro di

e commend.ide Carolis ro-

mano
e

arcivescovo

Trajanopoli

commendatore
fice

sotto Benedetto

XI 11,

te

dinale di Clemente

XIII. Si

ledile

00

pertanto in un Diario

mss. che ai

Clemente XII. Questo PontelySi cre Carneir anno Sinibaldo Doria genovese, tlinale
gi

i5 luglio 1706, Clemente XI diede a monsignor Casali per coacljutore il detto Giorgio con libera e
,

commendatore

di

s.

Spirito,

ampia
ca
gli

facolt di esercitare

tal

cari-

maestro di camera d'Innocenzo XllI, e dello slesso Clemente XII. Questi fece commendatore Antonio Maria Pallavicino

come vero
pose
tela,

precettore,

per cui

di

Cremona, arcive-

la la

mantelletta

colla croce

di

croce d' oro col cordonil

scovo di Lepanto, che altri chiamano Lazzaro Opizio arcivescovo di

cnio nero, e

connnendatore coad-

Tebe.

Volendo

dipoi

premiarne
lo

julure emise nelle

mani

dello sles-

menti,

Benedetlo

XiV

avvis

76
nalato,

COM
era

COM
divenuto commendatore
di
s.

che andava ad innalzarlo al Cardi-

ma
di

egli

ricusandosi costanla

Spirito; gli diede per successore Ippolito


Rieti,

temente
Pontefice

accettare

dignit,

il

Antonio Vincenti Mareri di

nel

concistoro

de'

tembre 1 743, in cui fece la nromoziojie di ventisette Cardinali,


,

9 setprima

promovendolo da ponente di
e nel
1

consulla,
nale.

798

fece

Cardi-

lungamente encomi la modestia, ed eroica umilt del prelato che


dipoi fece
e
il

patriarca

di Antiochia

luogo nomin commendatore Francesco Albizj di Cesena. Questi mor nel 1796, e il Diario di Roma num. 2206, di
In

suo

quale mori con questa dignit,

quell'anno,
la
gli

ci

la descrizione del-

e cou quella di

commendatore
Benedetto

nel

pompa
si

funerale,

ed esequie che
stato e,

1749
gli

t''^"'i'

76.

XIV

celebrarono, essendo

diede per successore Gio: Otta-

sposto

con

abiti

diaconali

avente
Spirilo,

vio BuFalini di Citt di Castello go-

da un
le

lato la mitra,

e
di

il s.

pastora-

vernatore di Loreto, che dipoi sped nunzio degli svizzeri


,

di

commendatore
la

quindi Cle-

mente XIII lo fece maggiordomo, e nel 1766 cre Cardinale. Il Diario di Roma, num. 5853 del i755,
riporta la descrizione delle formali-

cappa come caiitmico di s. Pietro. Lo stesso Pio VI fece perci commendatore, Giovanni Castiglioni d' Ischia, che Pio VII nei

ed a'piedi

da Benedetto XIV nel dare la Croce di commendatore di s. Spirito, ad Antonio Maria Erba
t usate

sa.

i8o3 pubblic Cardinalvi di s. ChieDopo un interregno Pio VII


,

nel suo
fece

glorioso ritorno

in

Roma

Odescalchi milanese che aveva fatto successore del Bufalini.

Clemente

1759, cre Cardinale il detto monsignor Erba, non che Giuseppe Maria Castelli milanese, che commendatorato era successo nel al precedente. Quindi avendo nominato commendatore Ludovico Calini bresciano, a'26 settembre 1766, 10 annover poi al sagro Collegio. 11 numero 77^5 At\ Diario di Ro-

XI II,

nel

commendatore, nell'anno 18 14, Antonio Palletta di Caldelora, che nel 18 16 promosse ad uditore gee in sua venerale della camera ce nomin al commendatorato Ercole Dandini romano, promovendolo in uno al Pallotta al Cardinalato
,

nel

1823. Ne fece

poi

successore

Ludovico Gazzoli di Terni, che Leone XII trasfer alla presidenza della

Comarca
il

di

Roma,

dalla qual carica

ma

ne delle

1767, riporta la descriziocerimonie , colle quali il Cardinal Calini restitu a Clemente XIII la croce commendatorale, che
del
il

regnante Pontefice lo aggreg al sagro Collegio nel i83i. Presenteniente

commendatore
di
s.

dell'

Ordi-

ne, ed arcispedale Sassia

Spirito in

monsignor Antonio Cioja roil

Papa
di

inipose al novello

commenPotenziail

mano,
vati

quale
lui

si

distingue .per ele-

datore monsig.
ni
lito

Giovanni
quale
l'esalta

talenti, di

e nobili
il

prerogative.

Rieti,

il

prest
e

so-

giuramento per
amministrazione

zelan-

luogo fece il grandioso acquisto della Mesola, borSotto


pio

te

della

cospicua

go e tenuta vastissima^
la

posta nel-

carica.

legazione di Ferrara, che gi Pio

Dipoi Pio VI nel 1778 cre Cardmale Romualdo Guidi di Cesena, che da segretario del buongoverno

VI avea
stria.

acquistato

per

la

ApostoHca,

dall' imperiai

casa

camera d'Au-

COM
Prerogative, distinzioni, e privilegi
de' in

COM
e cammini, e
il

77
di manziana.,

si

conosce comuneescavazionc

Commendatori di
Sassia di
dell'

s.

Spirilo

mente
oggi
sale.
si

sotto
la

nome

Roma

come gran
abbate di
della

sebbene

maggiore

maestro

Ordine,

operi nel

territorio di

Cacirca

Monte Romano, Manziana.


I.

e barone

Questo feudo contiene mille e duecento popolani.


III.

Facolt di esentare
di

le projet-

La

giurisdizione

spirituale, e

te del conservatorio

Roma
,

dalallor-

temporale del castello di Monte Romano, e suoi annessi, per concessione di Calisto III, come da bolla
spedita nel

l'obbligo delle pubblicazioni

i456,

confermata con
data nel
i^'ji,

bolla di Sisto

IV
il

ch queste si collocano in matrimonio, come da rescritto di Clemente Vili, de'6 maggio i595. IV. Facolt di amministrare, o
fare

e con breve di Alessandro

VII dei

i8 luglio

1664,

quale ingiunse

vescovo

amministrare da qualsivoglia della Cresiil sagramento


caSpirito,

dei castello col cambiamento del nome, cio di Castello Alessandrino. Nel prezioso ed im-

l'ampliazione

ma

ai fanciulli projetti della pia


s.

come da breve di Nicol IV, dato in marzo 1290.


sa di

portantissimo archivio della pia casa di


s.

V. Simile facolt in ordine


infermi dell' arcispedale
di
,

agli

Spirito, esistono

numerosi do-

per breve

cumenti comprovanti l'esercizio della giurisdizione s\ temporale, che


spirituale senza interruzione, conti-

Benedetto

XIV

de' 12

gennaio
ai

1741VI. Facolt di conferire


nonici di
s.

ca-

nuata
Il

1456 sino feudo di Monte


dal

al

presente.

Spirito la

prima
data

ton-

Romano
una

sura, e gli ordini minori,

come da
nel del

un borgo

della delegazione di Civicollina,

bolla
1

d'
;

Innocenzo

III

tavecchia, situato sopra

2o4

e da altra di Sisto

IV

donde scende un torrente ad


grossare
il

in-

antichi questo

Mignone. luogo

Fu
col

noto agli

1477 dal medesimo confermata nel 1483 colla bolla Religionis zelus.
VII. Facolt
tere dimissorie
di

nome

di

spedire

le

let-

Aria; e
tanti.
II.

contiene

circa

mille

abi-

per

qualunque
di
s.

ve-

scovo, ad oggetto

fare ordinare

La

giurisdizione baronale deldi

anche
rito,

in sacris

canonici di

Spi-

la

terra

Manziana

ed

annessi,

come da
del

rescritto di

Benedete far

esercitata dall'anno
tificato

1290 dal pon-

to

XIV

1745.

di

Nicol IV, e mantenuta

Vili. Facolt di visitare,


visitare

sino al presente.
Il

tutte le chiese spettanti als.

fudo della Manziana, anticaCastello di


s.

l'Ordine di
esistenti
,

Spirito, e

dovunque
bolla di

mente chiamato

Pupa,

rese esenti dalla giurisdi-

una terra della delegazione di Civitavecchia, posto all'ovest del lago

zione vescovile,

come da
IV^
,

Bonifacio Vili dell'agosto

ed ubertoso terii torio, in parte abbandonato alle naturali produzioni. Vi sono


di Bracciano.

Ha

vasto

confermata da Sisto
nel

febbraio

4B4

1295, e con bolla non che dal


a'

breve di Clemente XI, spedito


agosto
IX.

cave di

pietra

resistente
si

al

fuoco,

17

I.

che in gran copia


all'estero

esporta anche
di

Privilegio d' indossare ed asgli

per

costruzione

forni,

sumere

abiti,

e le insegne pon-

r3
fifcnli.

COM
comp
gli

COM
nii-

nbbnii milrnli.
pontificia,

sto

cl)P

nella

cippelln

com-

IV. confermata da Pio bolla, Si ad universa.

IV

colli

provato da rescritto della sagra congregazione de"

XVIT. Facolt
caiiii
gli,

di

disporre

delle

19 novenii)re 1(567; e confermato da Clemenic JX a' 19 dicemlire 1667. X. Facolt di affittare ])eni delriti

de'

rendite dei beneficii, o priorati va-

rimossa

la

camera

degli

spodel

come da

bolla di

Sisto

IV

l'

ospedale anclie ad nn dodicennio.

e di rinnovare l'enftensi,
rescritto di

come da Benedetto XIV, de' 28


di

1473, confermata con breve de' marzo 749 da Benedetto XIV. XVIII. Giurisdizione amministrativa dell' ospedale dei dementi, accordata
al

novembre 1752.
XI. Facolt
pi canonici in
to,

commendatore
in
s.

di

s.

Spi-

nominare uno, o
della pia

rito,

allorch tale ospedale fu trasdall' antico

arcliivisti

ferito

piazza ColonSpirito,

casa colla prerogativa del

notaria-

na, nelle case di

ove at-

dei

come da ])reve di Urbano VIH 28 novembre i636.


i

tualmente
])re

si

trova

stabilito,

come
otto-

da' pontificii chirografi de'

XII. Facolt di concedere in adozione


projelti,
arti
le
i

1720

di

Benedetto XIII, e dei

e le piojettc,

che ad
nubile

primi,
,

ed
senza

non tempo

18 agosto 1781 di Clemente XH. Finalmente aggiungeremo, che il

seconde

bisogno

d'interposizione di decreto del giudice,

commendatore di do non regolare


laceo,

s.
,

Spirito, quancio di
il

quegli

e di altre solennit,
di
i

come da

Ordini cui vietato

colore vio-

moto-proprio 2 1 dicembre

Benedetto

XIV

dei

749XIII. Facolt di potere aggrega-

veste da prelato in abito paonazzo, e rocchetto. Al sinistro


lato della

mantelletta,

e sul petto,
,

re all'insigne

ed antichissima
s.

arci-

usa

la

croce con doppie aste


dal Bonanni doppia
;

che

confraternila di

Spirito altre con-

dicesi

bifoica-

baternite colla partecipazione delle


stesse indulgenze concesse alla

mela

desima arciconfraternita.

XIV. Facolt
la

di
ai

accordare

matricola chirurgica

decorati del-

medaglia di oro nel concorso di anatomia pratica, dopo per compito


il

ta, di tela bianca ed al collo tiene appesa ad un cordone violaceo frammisto ad oro con suo fiocco, la croce d oro di .smalto bianco pure doppia biforcata, e sovrastata ria Juia colomba ragr^iante, figura dello Spirito Santo: la qual croce
gli

triennio del sostitulato, codi

viene conlerifa dal

Papa

colle

da breve sto 1780.

me

Pio VI degli 8 agola


li-

Promosso il pielato commendatore ad altra casolennit, che diremo.


rica pi cospicua, o al Cardinalato, perde 1' uso della croce dell' Ordine ed allorch il commendatoi-e
;

XV.
cenza
sulta

Facolt di concedere
di

portare

armi

come

li-

da

rescritto di

Sisto

V,

dei

24 novembre i588.
XVI. Facolt
nonici
priorati,
ficii

veste l'abito nero ossia corto, detto


di

di conferire ai ca-

abbate,

alle

asole

del

vestito

dell'Ordine
le

di

s.

Spirito

porta appesa la croce d' oro smaltata pi piccola della


descritta.
il

cappellanie,

e bene-

In

regolari

dello stesso Ordine, in

tutte le .solennit maggiori,

com-

qualsivoglia luogo esistenti, a tenoi'c


della bolla,

mendatore

assiste alle sagre funzioni


s.

El

si

ex

debito

di

Si-

mi

coro della chiesa di

Spirito, ik4

COM
<uo seggio, in
sciolla,

COM
pnonnzza
la

79

cappa
nell'

di snin

essendo

inverno Oxleracapsi

fa di armeliini.

Sul sciogliere

pa in Roma segno
tratta nel

di ginrisdi/ione,
,

mano. Senza dire di altre prerogative, e preeminenze del commendatore di s. Spirito, egli come prelato fu uno di quelli consiprende
la

91 del Dizionario. Nella cappella pontificia egualmente commendatoil


re di
s.

volume Vili

pag.

derati commensali, e famigliari del

sommo Pontefice, e
palazzo apostolico

finch a questi

il

diede

la

quoti-

Spirito usa la

stessa

cap-

diana parte

di

pa, e

quando
i

nella detta

cappella
essi

pre

la ricevette.

pane e vino, semFinalmente questo

assume
sistono

sagri

paramenti,

con-

prelato

nella

sua

arme

gentilizia

nell'amitto, nel

piviale di

inquarta quella
te,

dell' arcispedale,

damasco con trine d'oro, essendo il damasco del colore corrente e


,

consiste nello Spiiito

che Santo raggian-

e nella croce doppia.

nella mitra di tela bianca,

il

tutto

come
Sopra
i

gli

abbati
questi

regolari
il

mitrati.

Ceiinioniale

col

di

commendatore
cio appresso
al

Pontefice^ dopo
il

quale il sommo aver dichiaralo

siede nella

cappella,

vescovi

non

assistenti

soglio

ma dopo l'archimandrita di Messina quando vi . Tale regola di posto si tiene pure nelle procesNoni, ed altre Rmzioiii dc-lle
cie ij^'edi),
scritto
al

Commendatore di s. Spirito, impone a lui la mantelletta collacroce doppia biforcata, e quindi


al collo quella d' oro smaltata : e descrizione del possesso die il Commendatore prende di sua rispettabile carica, della chiesa,

Cappelle Pontifi-

quale articolo de-

ed

quanto appartiene al commendatore, in tutte le sagre funJVel

annessi.

zioni.

La
pontificato di

carica

di

commendatore

Clemente XIII

amovibile
dei

ad

Ponti/iris nutinn. Pri-

insorse questione di precedenza tra

monsignor
di
s.

Castelli

commendatore
al

Spirito, e

monsignor

della rota

in ordine

posto

decano da
dei

ma, come si veduto dall' elenco gran maestri, precettori, o commendatori dell' Ordine ed arcispes.

dale di
dai

Spirito,

essi

erano
del

eletti

occuparsi
consultori

nelle

congregazioni
santo
utizio.

canonici
i

regolari

mede-

del

commendatore
gran maestro
di
la
s.

fu provato,

Dal che il

simo Ordine,
le

quali in molte bol-

Spirito

dell' Ordine regolare aveva sempre avuto

precedenza sopra il generale dei domenicani, come di Ordine mendicante ; e siccome il generale do-

vengono chiamati frati. Ma dopo che Eugenio IV avoc a s questa dignit, essa non fu pi conferita ad uno de' canonici,
pontificie

ma

alcuna volta a
e

distinti rehgiosi

di altri Ordini,

sempre

poi

ai

menicano
santo

nelle

congregazioni

del

primari prelati della santa Sede, cui


immediatamente soggetto,
e
di-

uffizio ha la precedenza sopra qualunque uditore di iota, cos


s.

pendente, con precedenza


riori

ai

supe-

fortiori

il

commendatore

di

generali degli

Ordini
si

mendi-

Spirito deve precedere all'udito-

canti,

come meglio

re di rota, perch a questo prece-

presso gli autori,


to sull'argomento,

pu vedere che hanno scrite principalmente

de

il

generale
il

de'

domenicani

sul

quale

medesimo commendatore

presso

il

canonico

Pietro Saulnier,

8o
nella

Dixsertato
s.

COAl De
1649.

COM
copile

sacri

ntiflossioni.

si

reiM a baciare

il

piede

Ordiiis
Giiill.

Spinili.'!,

Lugduni
del

apud
nuovo

del Pontefice, e resta genuflesso a-

Barbier.
la

vanti a

lui.

Allora
gli

il

detto secondo

Seguita

nomina

cerimoniere
al

leva la mantelletta
il

commendatore di s. Spinto, per mezzo di biglietto, che il Cardinal


segretario degli
affari
il

che indossava, ed

primo porge
croce
sopra,

Papa

quella

colla

interni

fa

in

nome
si

del Papa,
la

commendatore
corri-

ed il Pontefice la mette al mendatore, ponendogli prima


chetto se non l'aveva.

comil

roc-

procura

spedizione del

Indi lo stes-

spondente breve apostolico. Ricevuto che lo abbia, il consegna a monsignor prefetto delle cerimonie per
r attestato, e poi col
sta d'

so primo cerimoniere

consegna
oro

al

Pontefice
ce che al
to
la
il

la

croce

d'

smaltata,

medesimo
che
col

reil

pendente dal cordone abbaziale, croPapa aveva gi restituiprecedente commendatore


al
,

accordo pel possesso,


stabilisce

cerimoniere
scrizione

prelato

impone

collo del

maestro di camera, secondo la predel Pontefice; avendolo gi particolarmente ringraziato. Nel giorno combinato pel ricevimento
della croce, e successivo possesso,
il

averla baciata, e fatta


ciare,
le
:

nuovo dopo ad esso ba-

pronunciando queste paroEslo praeceptor generalis Or:

dinis S. Spiritns
tris
-t|f
!

In nomine Pa-

commendatore

in

abili

prelatizii si

Fila -^ et Spiritns Sancii Amen, facendo tre volte il segno


et

reca nelle pontificie anticamere, cio


in rocchetto, e mantelletta.
lui

della benedizione. In questo


i

Un

di

cerimonieri pongono tra


il

il

punto Papa,

telletta

domestico porta un'altra manviolacea, colla croce doppia


parte sinistra,
si

commendatore uno sgabello


il

con sopra
la

libro degli evangeli, e

biforcata di tela bianca, cucita sul

seguente forinola di giuramento,


il

petto dalla

la

qual

che
.'>

commendatore legge: " Ego


s.

mantelletta
ri

consegna

ai

camerie-

N. N. Praeceptor

Spiritus pro-

Papa, ovvero due maestri delle cerimonie pontifcie, che dovranno assistere alla funziosegreti del

mitto, et juro Sauctitati vestrae,

" oficium mihi

ne vo

e qualora non commendatore

avesse
il

il

nuoil

commissum bene, " et fdeliter exercere, et omnia e' jus jura, et bona conservare, defendere, et augere.
".

rocchetto,
portarlo,
i

-'

Sic

me Deus
Dei

detto

domestico
ai

deve

'

adjuvet, et haec sancta

Eulti-

consegnarlo
posizione.
11

mentovati,

quali

vangelia

Dicendo

queste

poi lo danno al Pontefice per l'im-

me
ne

parole,

ambe

le

commendatore poil mani sull' immagine del


libro degli

Papa
il

vestito

di

mezzetta,

Crocifisso del

evangeli,

rocchetto, sedente nella


riceve

sua

sedia,

quindi lo bacia,

come pure

bacia
il

il

commendatore
udienza privata,
prelati,

nella

ca-

piede del Papa. Si alza quindi

comri-

mera
lati

di

assistito ai

mendatore, e

pronunzia
il

un breve
il

maggiordomo, e maestro di camera. Il secondo maestro di cerimonie lo annunzia nelr entrare, con queste parole: monsignor Cominendalore di s. Spirito.
dai
il

ringraziamento, cui

Pontefice
di

sponde analogamente; indi

Comil

mendatore
piede, e
resti
all'

gli

bacia

nuovo

se

ne parte

qualora non
spal-

udienza,
svizzeri

facendogli
nell' uscire

pielato, fatte le consuete tre ge-

liera

gli

dal-

COM
la

COM
dalla
la

8i
anziani.
Si
l'in-

porla sala rande del palazzo. Avanti per di partire da questo, visita il Cardinal nipote del Papa, se vi , il Carpontifcia
,

no, coperto di velo, dal priore delchiesa, insieme agli


il

alza

commendatore, prende

censo dalla navicella sostenuta


priore, lo

dal

dinal segretario di stato,


nali
sita

Cardi"vi-

pone

nell' incensiere

palatini,

ed
poi
altri

al
il

pi

presto

turibolo, lo

benedice,

prenden-

pure

di
gli

Cardinal

deca-

no, tutti
tri

Cardinali, ed alil

do dal priore stesso l' aspersorio coir acqua santa, prima asperge se,
poi gli astanti. Ci fatto,
il

personaggi, giusta

costume.

priore

pie delle scale dei palazzo


lico,
il

aposto-

incensa tre volte


e

il

commendatore,
i

commendatore trova a sua una carrozza palatina detta frullone, con due Bussolanti {^r'edi), in abito (e prima dne'Cadisposizione

mentre

cantori incominciano
i

seguenti versetti,

merieri extra, de' quali

si

parla

al

citato articolo perch dal

regnante

due a due seguiti dal commendatore, e dagli altri vanno all' altare magversetti giore. Ecco w Ecce Praeceptor magnus, qui in
canonici
i
:

Papa furono

uniti ai bussolanti, e gli

diebus suis placuit Deo, jureillum Dominu;; plebem suam ". Fidelis namque, et prudens di spensator in magni patris fa>y

antichi cerimoniali aggiungevano ai

jurando

fecit

Camerieri, e ad
et

altri
i

della

curia,
)>

crescere in

aliis

de Curia),

quali ascendo-

no

col prelato nel frullone,

sedendo

<>ssi

dalla parte dei cavalli. Agli spordella

"

miliae

domo

constitutus
suis

erat,

telli

carrozza

incedono

due

-'

ut

conservis

mensuram
et

parafrenieri pontificii in abito,


in abito
la
il

come

tritici

erogai-et

pr salute,

cocchiere; col seguito del-

55 55
55

augmento
si

gregis sibi

commistri-

carrozza del commendatore, colle


i

cura pervigili
conservis suis

sollicitns erat".

sue cappe nere dentro, e


colle

servitori

Ut

mensuram

livree di

gala a piedi. In que-

tici

erogaret
la

etc. ".

sto

modo il commendatore accompagnato per ordine del Papa,


s.

Rimanendo
nonici
e
il

processione dei caall'

chierici

altare

alla chiesa di
i

Spirito.
dell'

Ivi

trova

giore
tore,

precettore

magcommendass.

canonici regolari

Ordine ad

fatta

genuflessione al

Sa-

attenderlo in mezzo alla chiesa, colla

croce astata, in cotta e mezzetorlata


di

ta paonazza,

seta

rossa,

gramento, si reca in sagrestia, ove dopo breve orazione all'altare delle reliquie, si alza, e si pone a sedere sulla predella dell'altare dalIndi viene la parte del vangelo.

ornata della croce


biforcata
tori
,

di

lino

doppia
e can-

insieme

ai chierici,

disposti per
i

ordine.

Il

priore

dei canonici, e

pi anziani inconsulla
il

trano
ta,

il

commendatore
il

porpiil

avendo

priore assunto

Prima di entrare commendatore depone


viale.
letta, e

in chiesa
la

consegnato al priore l' apostolico breve della precettoria conferita al prelato commendatore, che passandolo al segretario o notaro dell'Ordine, questi lo legge ad alta voce,
e poscia attesta del possesso preso,
colla legale sua sottoscrizione.
la

mantel-

prende
si

la

cappa, indi quasi

Dalfa ri-

sulla porta
lai

prostra sul tappeto a

sagrestia
all'

il

commendatore
si

effetto

ivi

posto con cuscino, e


presentatagli su cusciXV.

torno

altare maggiore,

pro-

bacia

la ci'oce

stra sul tappeto e cuscino all'ultimo

voi..

82
gradino, e

COM
resta

COM
tal

in

posizione,
ge-

R. Et

renovabis

faciem

terrnc

mentre
->

il

priore, essendo tulli


le

nuflessi, intona

seguenti orazioni:

Oremus.
Deus, qui corda fidelium San "
Spiritus etc.

Veni Creator Spiritus ". Terminato il canto di questo inno, dice


i

seguenti
i

versetti,
:

cui

rispon-

eli

dono
"^.

cantori

Finita
fac

l'orazione,

precedendo
al
li

Salvum

servum tuum,
in te.

canonici,

entrano in coro, dove


assidendosi

il

Domine.

commendatore
seggio,
ta

suo
esor-

R. Deus meus, sperantem

d loro l'amplesso, e

"^/. Mille Domine, auxiliuni ci, de Sanclo. Bj. Et de Sion luere eum.

'^. Kilnl T^.

profciat inimicus in eo.


iniquitatis

Et

filius
ei.
,

non ap-

ad esercitare con carila e zelo eia custodia de' poveri, cos all'ubbidienza, che alla riverenza ^'erso il divin cullo. Terminato il discorso, il quale pu non
l'ospilalilr,

ponat nocerc

farsi, e

prestata l'ubbidienza dai casi

^. Domine meam.
J{.
"^ \

exaudi

orationem
te veniat.

nonici, tulli

alzano, e fanno ri-

torno all'altare
precettore
flette,

maggiore,

Et clamor meus ad Dominus vobiscum.


spiritu tuo.

o commendatore
priore
e

dove il genuTt
i

il

intona l'inno

R. Et cum

Deuni laudamiis,
ri

mentie
ospedale

canto-

lo

proseguono,
all'

tulli

disposti

per

Oremus
Omnipolens sempiterne Deus,
}>

ordine vanno

grande
il

degli infermi, e giunti all'aliare del


ss.

Sagramento,
il

e terminalo

dello

qui

facis

mirabilia

protende super tuum N. N. et cunclas congre gationes illi commissas spiritum gratiae salutaris, et ut in verita5

magna solus, hunc famulum

inno,
tare,

commendatore bacia l'ale detto Domiims \'ohiscinn,


1'

dice quindi
stras.

Oremus
la

Actiones no-

Terminala
in

quale, tutti diil

scendono dall'altare, e
datore,

commen-

te tibi placcai,

perpetuum

ei

ro-

mezzo
reca

ai

due canonici
conservatorio
quali nell'inricevuto,
il

rem tuae benedictionis infunde. w PerChristumDominum nostrum.

pi anziani, e al canonico maestro


di

casa,

si

al

Amen.

delle
tale orazione,
il

donzelle,
della

dalle

Dopo
pone
alza,
il

priore desi

terno
ivi gli

chiesa

piviale,

il

commendatore

viene baciato da esse


allora

ed lem-

ascende all'altare, lo bacia in mezzo, quindi rivolgendosi al poporesta

bo delle vesti. Pu mendatore visitare


rogare
le

il comuna parte

lo

in

piedi

finch

cantori

del conservatorio, o tutto,


la superiora,

ed

inter-

per tre volte abbiano cantata l'antifona : Non vos relinquam or plianos. " Allora il commenda-

o altre donzel-

su ci che loro possa abbisogna-

re;
gli

pu anche
piacer
religione,

fare

tore,

fatta

riverenza

all'

altare,

si

risguardanle
l'

un discorso se il bene
e la

reca a
le

cornu

epis tolde, a

recitare

della

educazione,
sui

seguenti orazioni:

disciplina delle

donzelle.

^. Emittc
creabuntur.

spiritum

tuum,

et

Per altre notizie

commen-

datori, canonici, ed apostolico arci-

COM
^notlalc
tli

COM
ili

83
nel
i.'i'iG

s.

Spirito
le

Sassia,

si

dita.
fari

Poscia,
di

come

abilissimo in af-

possono consullare
re

seguenti ope:

alta importanza,

pubblicate colla slampa


pri\'ilcgioinin
in

Tran-

ebbe dal medesimo Paolo IV da


Pio

la nini-

sunipltini

hoynlalis
Spiritus in

ziatura al senato veneto; e nel \^Cm

Sancii

Spirita.'!

Saxin de Urhcj
a.

IV

fu trasferito

quella

Regiila sacri Ordinis

presso

Ferdinando

Cesare,

perch'

cri

Saxin, Lugduni i547?* ^cgida saOrdinis sanati Spiritus in Saxia, Romae i564. Fr. Pietro Saui-

spedisse al concilio generale di Trento


i

prelati dell' Alemagna. Interven-

ne

nier francese, professo del

medesimo
la

al congresso di tenuto dai protestanti,


affari

Naumburgh,
e
tratt di
la
reli-

Ordine nella casa


succitata

di

R.oma, oltre
ci

gravi

risguardanti
di

Disscrtatio,

Trattato

del

sagro

ha dato: Ordine di s.
sua fonda-

gione
ni

coir elettore

Erandem-

Spirito detto in

Saxia di Roma,

in cui si discorre della

burgo ed altri principi alemannon pot per trovarsi co! re di Danimarca, n con quello di Sve;

zione, regole, e voti, e in particola-

quarto voto che della carit verso i poveri infermi, Roma 1662. Regole da osservarsi nell'arcispedale di s. Spirito in Sasrit del

poich gli fecero dire che non avrebbero accolto. Tornato a Trento, legati del concilio lo spedirono ad inchinare il detto Ferdizia,

lo

Pioma i654- I canonici di s. Spirito hanno: Officia propria Sanctorum pr canonicis Reg. Orci. s. Spiritus s. Mariae in Saxia Urbis Romae.
sia,

nando re de' romani i563 and nunzio al


do, presso
gesuiti,

dipoi

nel

re Sigismon-

COMMENDONE
era

Gianfrancesco,

Cardinale. Gianfrancesco

Commen-

done, nobile veneto, nato nel i5ii,

il quale giov d' assai i che furono ammessi nella Polonia, ed ebbero il governo dell' universit di Vilna. Frattanto Pio IV, ad istanza del proprio nipote s. Carlo Borromeo, lo promosse alla sacra porpora col titolo presbiterale

uomo grande per eccellenza di ingegno e letteratura. Per alcuni ein


^n

di

s.

Ciriaco, a' 12

marzo
<li

del
s.

i^GlI.

Indi pass per ordine


in

Pio

V
di

pigrammi ingegnosi
villa

lode
dallo

della
stesso

Ausburgh,
II

per
gi

la

elezione
de'

di

Giulio
i

III,

IMassimiliano
all'

re

romani

accolto tra

suoi

familiari,

nel

i553 divenne datario del Cardinal Dandino. Dipoi penetr nell' Inghilterra a conoscervi
la
lo

impero, ed a promuover la osservanza de' decreti tridentini. Tor-

nato in
to alla

Roma
e
del

dipoi venne deputadelle strade,

stato delcivili

ispezione

dei
;

religione,

degli

affari

della

regina

INIaria,

ove ricev

la

Tevere quindi pass a Vienna a rimuover


fiumi
,

porto

del

sua obbedienza alla


ia

santa Sede, e
dalle

l'imperatore dall'accordare
fessione
dell'

la

con-

domanda

dell'

assoluzione

Augustana

ai

due
,

circoli

In questo impegno riusc con molta soddisfazione del Pontecensure.


fice,

arciducato d'x\ustria

che calo-

e del sagio

Collegio; perloch

Paolo IV lo fece suo segretario, lo elesse vescovo di Zante e Cefalonia, conferendogli pure un benefizio

rosamente la richiedevano. Torn di nuovo a Vienna ed in Polonia ad unir quei due sovrani contro il turco; e morto Sigismondo si trattenne fino alla elezione del
le caduta sopra Errico
di

nuovo
Angi
,

Verona

di

'5oo scudi di ren-

84
iVatello di

COM
Carlo

COM
re di Francia.

IX

RIATO
ni

DELLE

anticuita'

Romaite.
i

Da

ultimo pi glorioso che vecchio,


di sessan-

Quantunque

in ogni

tempo

Romamonugli

mori a Padova nel i584


tadue anni, e diciannove
dinalato, e fu sepolto in

Pontefici tutelassero la conserva-

di

Carai

zione degli antichi edifizi, e

chiesa

cappuccini.

Fu

presente al solo con-

menti di Roma (Vedi) ne rendono testimonianza


analoghi e relativi
zionario
fie,
,

siccome
tutti

clave

di

Gregorio
eletto
s.

XIIl,

poich
era ocPolonia.

articoli del

Di-

quando fu
cupato

Pio

V
di

sia

delle

loro

biogra,
i

nella legazione
|di

La
imo
lo,
7.a,

vita

questo

grande

uomo,

de' pi rinomati del suo secotalenti,

per

eloquenza, e sperien-

che quelli principalmente quali riguardano i tanti, ed importantissimi suoi edifizi ed avanzi della romana grandezza tutta,

fu scritta in purissimo latino

da

volta sino al
di
s

XV

secolo

si

manc
Per

monsignor

Antonmaria
e

Oraziani,

una
utile e

speciale

provvidenza.

vescovo d'America,

stampata in Parigi nel 1669, della quale monsignor Flecliier, sotto


il

decorosa conservazione Panel

pa Pio
lari

II,

i462j eman particodalle

finto no-

disposizioni,

quali

si

ri-

me

di Roggiero Ahakia, fece un'ecfrancese, che

leva, ch'egli a ci

era mosso

dal-

cellente traduzione in

l'esempio dei Pontefici


cessori.

suoi prede-

fu pubblicata pel
rigi
1

nel

167

1,

Cramoisy in Pae poi in Lione nel


APOSTOLICI.

Quindi

simili

provvidenze

70:!.
'

furono rinnovate da Sisto IV nel 474- come si pu vedere nello SlaI

COMMISSARI

Comche

luto di

Roma

dell'edizione del

i636
ri-

missario in generale

quegli,

a pag. 667, e
portate.

668, dove sono

commesso, o delegato per qualche

funzione ed affare particolare, e in


alcuni Ordini religiosi significa quella

persona, alla quale dal superiore


affidato l'incarico di terdifferenze,

maggiore minare le
nei
missari

che nascono
1

conventi, e
apostolici

monisteri.

Comquelli
in

poi

sono

Questo Pontefice del secolo imit Nicol V, che fior nel medesimo, in ornare, abbellire, ed ingrandire la citt di Roma; anzi, per servirci delle parole di un grave scrittore, diremo che Sisto IV uno de'Pontetci pi benemeriti della citt; e che colle pietre

XV

deputati

dal

sommo

Pontefice

delle

marmoree

iscrizioni,

le

quali

qualche parte, o per alcun aliare di rilievo. Gli antichi Commissari apostolici erano ecclesiastici, i quali giudicavano l'appello delle sentenze degli
ufiziali

ni questa
re,
si

furono erette in suo ono-

potrebbe erigere un vasto ediil

fizio.

Tuttavolta

primo Pontefice
sopra
gli

primarii

Papa

che deputasse una speciale persona

Bonifacio Vili
vessero essere
principale;

comand
costituiti

ch'essi do-

perch
edifizi
le

vegliasse

antichi

in

(hgnit,

o essere canonici
locch
concilio

di

fu

qualche chiesa pure conferTrento.


si

monumenti, fu l'immortaLeone X, che diede nome di


e
al
s

aureo
affid
i

suo

secolo.

Egli pertanto
al

mato
di

dal

di

Ma
par-

nobile cura

sommo

fra

questo argomento meglio


(Vedi).
e

pittori,

Raffaele da Urbino,

come

la ali articolo

Commissione, o Com-

quegli che essendo perito in architettura,

mi ssion

ed in ogni

arte,

avea gran-

COMMISSARIO,

COMMISSA-

demente studialo

sugli

antichi mo-

COM
numenti.
retto a
la
ki

COM
di-

8^
vi

Il

breve

apostolico

missario delle antichit romane,

quell'insigne

artefice porta
le altre

data del

i5i5. Tra

cose

ebbe sino d'allora quella di accompagnare come antiquario della corte

dice in esso: Praeterea


factus

quoniam
anti-

Pontificia

sovrani, che
fatti

si

recas-

M certus
qui

sum multum
et

sero in
netti

Roma. Di

tocc al

Ma-

marmoris numentisque
j

saxi literis

mo-

di coprire tale ufficio

con l'im-

incisi

teme-

peratore Carlo
si

V;

la

qual cosa non


chiesa di
si

re secari ita ut inscriptiones abo-

volle taciuta

nella sua iscrizione


nella
s.

leantur

mando

omnibus

qui

sepolcrale, ch'

caedendi marmoris artem Romae exercent, ut sine tuo jussu aut permissu lapidem uUum inscri> ptum caedere secare ne audeant w etc". Questo breve fu scritto dal

Maria sopra Minerva, ove


....

legge:

Caroluni

excipiens, velerum

spicientem
nuit.

Romani venienteni monumenta suronianae virtutis admo-

Bembo,
lui_,

si

legge nelle
di
lit.

della
nel

edizione

opere di Venezia del


IX, n.
14.

vesse l'illustre antiquario


fice

dimostrare in che conto ail PontePaolo III, baster qui il licorche


servissi
dell'

1729

tomo IV,

dare,
lui

opera

di

Questa deputazione per non dur lungo tempo, e forse fini con lo
stesso Raffaele, e le calamit
cessivi
tificato

mandandolo ancora come straordinario amnelle

cose pi

ardue,

suc-

basciatore ai re di
zia,

Francia, di Sco-

travagli
di

massime Clemente VII,


,

del ponlasciaro-

e d'Inghilterra, non che al senato veneto.

no

le

cose senza

nuovi

provvedi-

menti.

Elevato al pontificato nel i534 con gran giubilo de'Romani il loro come uno concittadino Paolo III de' pi cospicui soci della celebre accademia delle antichit, volle dare subilo stabile ordine alla con,

Sembra, che dopo questo primo commissario delle antichit romane, rimanesse l'ufficio vacante, finch Paolo IV nomin ad esso con suo moto-proprio del 1 556, Mario Frangipane, eh' il secondo commissario, del quale si abbia memoria. Pio

IV

successore di

lui,

desideroso di

servazione di
chi

ogni

specie di

anti-

apposito moto-proprio

monumenti. Cre pertanto con il nuovo ufficio del Commissario delle antidata,

proteggere anche pi efficacemente con moto-proprio le cose antiche,


degli

dandogli

estesissima

facolt

e
ti-

grandi onori, e preeminenze, con


tolo di

famigliare, e segretario del

i562, nomin comdue Cardinali, cio il celebre Marc' Antonio Amulio, ed Alfonso Gesualdo, poi decano del sagro Collegio. Nei sucI
I

luglio

missari conservatori di esse

Pontefice. Prescelse

poi a tal

cari-

cessivi

pontificati

si

torn per altro

ca uno de'pii
gni del

colti

e pronti inge-

floridissimo

secolo

XVI,

qual fu Latino Giovenale Manetti. di questa nomina del Il breve

28 novembre 1534?
il

e lo pubblic

ad eleggere nuovamente in commissario delle antichit un illustre cittadino romano e perch avesse pi agevole modo ad eseguire quanto a lui era commesso, cumul anco;

dotto monsignor Gaetano Marini

ra

le

funzioni gi divise di antiqua-

nel
fidi,

tomo

II

degli archiatri
n.

Ponti'
le

rio dell' inclito

popolo romano.
sebbene
i

In
so-

appendice

XCVI. Fra

processo di

tempo,

molte attribuzioni assegnate

al cora-

vrani Pontefici riservassero sempre

86

COM
soli

co:\i
la collazio-

;sdusivamenlc a s

ne, e disposizione di questo ulllcio,

divenne
cliili

il

comniissaiio
dei

delle

anti-

medesimi, per le antichit, e ornalo di Roma, con altri docuinenli. Volendo poi far menzione ili al-

uno

magistrati

addetti

cuno

dei tanti illustri, e dotti

an-

speciaitnente al Cardinal Camerlcn^o

tiquarii,

che

si

distinsero in questo

di santa

romana Chiesa
al

(Vedi),
si

nobile incarico, e che pubblicarono

cio

quando
la

camerlengato

as-

segn

tutela dei
arte.

antichit ed
sotto questo

monumenti di Le attribuzioni
aspetto, venne-

cav.

opere in argomento, ricorderemo il Paolo Alessandro Maffei ; Risigne archeologo

dolfino de' marchesi Venuti, e l'in-

nuovo

Gio.Winchelmann.
il

ro stabilite dal Cardinal camerlen-

Si

pu

poi asserire che

successo-

go Silvio Valenti, con l' editto dei 5 gennaio lySo. Laonde, nelle notizie

Maria Visconti, recasse il commissariato al massimo splenre Gio.

annuali di

Roma

al titolo

Bel-

dore;
e

dappoich
i

secondando

egli,

la arti

ed

antichit,

e nell'indice

si legge che il commissario delle antichit romane consigliere della commissione ge-

all'articolo Commissioni,

nerale per la conservazione de'

mo-

magnanimi penpromovendo sieri di Clemente XIV, e di Pio VI, adun in Vaticano l'incomparabile Museo Pio-Clementino, formalo tutto di monumenti da lui
acquistati,

numenti

antichi, per gli acquisti di

e procurali, o discoperti

oggetti di antichit, ed

dei pontificii

ornamento Musei di Roma [Ve-

negli scavi, che per ogni

mosse, e riuscirono
tosi

felici

dove proed uberOtricoli,

di), e pinacoteche di essi, e per le

alla villa Adriana, in

dipendenze di belle arti; commissione, la quale consultiva del camerlengato, che Pio VII istitu con legge dei 7 aprile dell' anno 1820. Nello stesso luogo viene descritto il Commissariato delle antichit, composto del commissario, dell' assessore per la pittura, delV assessore per la scoltura, e dell'^*sislente per t estrazione da Roma
altre

a Tivoli, a Castronovo,

in

pi

luoghi di
ferace

Roma

medesima, sempre
avanzi di splen-

di preziosi

didezza, e magnificenza.

Successe

nel

commissariato

Gio. Battista, Filippo Aurelio Visconti suo figlio, che lo assisteva co-

me

coadiutore sino dai i3 luglio 1782. Ritenne egli con gran lode,
il

e profitto dello stato,

geloso in-

degli oggetti di antichit, e belle arti.

carico, sino a che nella

mutazione
fece termisecolo,

Su questo argomento va
il

consuldiritti

delle cose

romane, che
il

tato

dotto avv.

Fea, Dei
antichi

nare col pianto


il

decorso

del principato sugli

edifizi

generale d. Diego Naselli, comanle

pubblici, sacri, e profani,

memoria
nel
le

dante

truppe napoletane, che do-

eh' egli fece

stampare in

Roma

po

l'eflmera repubblica tennero

1806;

e principalmente

Anno-

ma

pel sovrano legittimo,

tazioni alla

memoria

sia {Urliti del

tefice

Pio VII, in

RoPonsuo luogo nomin


il

principato sugli antichi edifizi pub-

l'avvocato d. Carlo Fea. Questo cele-

medesimo autore pubanno. Qui si riporta a pag. appendice dei 24


blici ec.
,

dal

bre archeologo dotato di un


zelo e di molta dottrina, qual

sommo
si

blicate nello stesso


1

ravrag-

visa nelle diverse erudite sue opere,

chirografi di

vari

sommi
d'

Pontefici,

S(jstenne con

benemerenza
nel

il

ed

editti

pubblicali

ordine

dei

guardevole uUizio,

quale

pot

COM
primo commissario eletto Ironie anche J;i Paolo 111, accompagnare
il

COM
tual commissario ne indossa
1'

87
uni-

forme, che turchina


to

con

ricami

esso alla visita degli antichi

monuFranri-

d'oro, essendogliene stato

attribui-

menti
cesco I

un imperatore,
d' Austria

cio

r uso dal

Papa regnante, anche


quella

di

gloriosa

dopo
all'

restituita

presidenza

cordanza, ospite in

Roma

dell'im-

eccellentissimo magistrato
nella

roma-

mortale

sommo

Pontefice Pio VII.


il

no, e resa onoraria

persona
Offlzio
s.

Dopo
che
la

la

regna
stessa

morte del Fea, meritamente


famiglia,
la

Papa
diede

del commissario medesimo.

gli

COMMISSARIO
mana ed
s.

did

s.

in successore

un individuo

di quel-

o della Congregazione della


imii'ersale

ro-

avea per due generazioni decorosamente


quale
sostenuto
liere
l'

Inquisizione.

incarico,

cio

il

cava-

V. Congregazione CARomAtiziA del Offizio, carica che si esercita

Pietro Ercole Visconti roma-

no, che attualmente l'esercita, e dal-

sempre da uno de'primari maestri dell' Ordine de'predicatori.

venne annoveraOrdine equestre di s. Gregorio Magno. La giurisdizione del commissalo stesso Pontefice

COMMISSARIO
reverenda
Vacabili,

generale

della

to

all'

Camera
il

Apostolica.

rio delle antichit

Romane

fu

di-

minuita da Pio VII colla costituzione Post diuturnas del 1800, e col suo moto-proprio, emanato li 6 luglio 1816 sulla pubblica amministrazione.

volume VII, pag. i4> e i5, ed il volume Vili p. 219 del Dizionario, non che i relativi articoli. Questa carica si esercita da un prelato di mantelleltone.

COMiAIISSARIO o COMMIS-

SARIATO
reto.

della

s.

casa di Loseconda
dello

Fu

ristretta
coi

ulterior-

Carica prelatizia, la
Pontificio.
,

mente da Leone XII


prii

moto-prodel 1824, e del 1827. Venne

neir ordine
stato

delie delegazioni

V. Loreto, Santa
apostolici

poi

limitata alle sole cause di con-

Casa

delegati

delle

travvenzione e frodi, a danno dell'erario, cio

Provincie dello stato Pontificio.

del

Rtgolaiiento or-

COMMISSARIO
Uflzio,

del Conclave.

ganico,

e di
li

promulgato

procedura criminale, i5 novembre i83i

che

si

esercita

da un avvoil

cato concistoriale,

nell'erezione del

per ordine dell'odierno Pontefice.

conclave, ed in tutto
i

tempo che

Fu

l'abito del

commissario delle
talare,
di

Cardinali sono racchiusi nel con-

antichit

una

veste

sulla

clave

medesimo, per dare un suc-

quale poneva una specie

rubo-

camera capitolina canne quattro di panno


ne, e liceveva perci dalla

nero. Sul principio del secolo


sato,
le
s"

pasta-

defonto sommo PontefiAppartiene al Cardinal camerlengo di S. R. Chiesa, il deputare a suo beneplacito il commissario del
cessore al
ce.

incominci a sostituire a
il

vestiario

cos

detto

abito di

conclave, ma deve sceglierlo dal cospicuo collegio degli avvocati concistoriali,

iilt.

Pio VII, nel i8oi, assegnandiversi corpi artistici

a tenore delle pontificie


le

pre-

do

ai

e lette-

scrizioni,

quali

furono

confer-

rarii

uno
si

speciale uniforme, ne provil

mate

colla bolla di

Benedetto
parole

XIV,
Inter

vide anche

commissario. Siccome
la

che incomincia
conspicnos.
Il

colle

per

riuniva a tal carica

prel'

sidenza del

musco

capitolino,

at-

merlengo

fa

medesimo Cardinal caquesta nomina con for-

88

COM
nel conclave
te.

COM
ognuno fedelmente
Quindi
il
il

male patente, e riceve dal commissario il giuramento di fedelt ; e mentre il Cardinale fa nell'interno
<lel

proprio
la

uffizio

durante

sede vacansegretario

medesimo
a

conclave
la

coi Cardinali

capi

di

di
le

camera

distribuisce

ciascuno

ordine
U-riia,

visita

della

clausura inil

contemporaneamente
rogito la

com-

anologhe lettere patenti, e riguardo al commissario sono considerevoli queste espressioni


:

missario fa con
esterna del

chiusura

Oilicii con-

medesimo, portandone le chiavi ai nominati Cardinali, che poscia ne danno una al maresciallo

eia vis

hujusmodi

commissarii

cum omnibus
lumentis,
te
solitis,

honoribus, et emo-

auctoritate, et faculta-

del conclave.

Accaduta pertanto

la

morte del

sommo

Pontefice,

il

Cardinal ca-

et consuelis ad nostrum beneplacitum facimus, con" stituimus " Chiudonsi


lettere

merlengo spedisce un biglietto d'ufficio ad uno degh avvocati del sagro


concistoro,
rio del
lo

queste
terni

coll'invitare

subal-

uffiziali

del

conclave,

ad ubfa

conclave. Nello stesso

nominandolo commissatempo

bidire al commissario, e sotto di esse


il

segretario

della

camera

invita a porsi di concerto col se-

fede del prestato giuramento.

gretario, e cancelliere della R. C. apostolica, per conseguire le corrispon-

Dopo

di

che

il

commissario del
col

conclave stabilisce

sostituto di

denti lettere patenti, ed a stabilire

il

andare a vedere
clave, e
il

lavori del consi

giorno per emettere il giuramento di ubbidienza ed esattezza nel disimpe-

modo
dovendo
i

col quale
egli poi

ese-

guiscono,

rivedere

gno
che

dell'ufficio,

e riceve subito dieci


distribuzione,

ed approvare
e

conti
fatte

degli artisti,

libbre
si

di cera, dalla

delle

spese

pel
il

conclave

defonto Papa, venendogli assegnati per mensile onorario scudi venticinque sinch dura il conclave. Alla presenfa nell'esequie del

(jiunto al conclave
si

commissario

za
re

dunque di monsignor governatodi Roma, come vice-camerlendi sostituto

riconoscere da tutti gli addetche interamente dipendono dai suoi ordini. In seguito il commissario ritorna al conclave a piacifa
ti,

mento, ed ha
entrare
ve,
la

il

privilegio di fare
il

go, del segretario del camerlengato


nella qualit
sario del

sua carjozza entro


altri

pa-

commis-

lazzo apostolico dello stesso concla-

conclave, del computista generale della camera apostolica, e


del depositano del
il

mentre ad
cui
i

in tale
JVel

circo-

stanza viene impedito.


in

giorno,

monte

di

piet,

Cardinali
il

commissario del conclave coll'abito di avvocato concistoriale presta il giuramento nelle mani del Cardinal camerlengo sedente in trono. Allora
in
la
gli

in conclave,

stituto

ivi

si

fanno l'ingresso commissario col sotrovano agli ordini


le

del sagro Collegio, visitando tutte


parti
sii

esterne
i

che
si

interne

astanti

si

pongono

quando
la

Cardinali
il

recano nel-

ginocchio,

ed
di

il

segretario del-

cappella,

camera
a

apostolica,

parola

nome

prendendo la monsignor goCardinale che

di

avvocato
tra
la

concistoi'iale

commissario in abito prende


,

luogo
ore di

prelatura

Alle

tre

vernatore, ringrazia
si

il

ti

degna ammettere tutti i nominaal giuramento per adempiere

ed dWexlra omnes. che intima 1' ultimo cerimoniere, il commissario si reca al luogo ove
notte,

COM
gi precedentemente

CO
fatto l'adupoi,

I\I

8r)

ha

come
tutti

si
i

disse,

esamina, e

rico-

nare

subalterni,

l'architetto

del

nosce
se in

conti delle spese occor-

conclave, e

un maestro

delle ceri-

conclave.

monie, trovandovisipure monsignor maggiordomo, governatore del conclave. Questi coi commissario, e gli
altri

storiale, sario,

che fu

L'avvocalo concinominato commisal

finch appartiene

collegio

degli avvocati concisloriali, in ogni

preceduti da torcie accese, perla

conclave viene nominato commissario dal

corrono tutta

strada sottoposta al

Cardinal camerlengo

di

s.

palazzo apostolico Quirinale sino alle

Chiesa.

V. Conclave.
,

quattro fontane ove termina


clave.

il

con-

COxMMISSIONE

COMMIS-

Quivi

il

commissario

fa

chiude-

legno appositamente ed ogni altra porta esterna; e retrocedendo sotto le finestre del conclave per la via che porla alla
re
i

cancelli di

SIONI. Commissione quella, che il Papa d ad alcuni Delegali (Vedi),


le

eretti,

per far giudicare

le

cause, del-

quali stato interposto l'appelalla

lo

Sede Apostolica.

All'articolo
(^Ve-

piazza del Quirinale,

egli fa
il

serrare

il

Jppellazioni
di),
si

alla santa Sede

cancello costruito presso

moniste-

gi veduto, che costituito


di o-

ro e chiesa di

s.

Maria Maddale-

da Ges Cristo un primato


nore, e di Chiesa,
di

na, e poi coi nominati rientra nel palazzo apostolico, e trovato tutto re-

giurisdizione

nella

sua

era
il

legittima

conseguen/;i

golarmente,
ticella,

vicino alle rote


fa

al
la

ri-

esso
di

diritto nel

romano Ponle

piano del cortile


ra

murare

por-

tefice

rivedere, e correggere

ch'era rimasta aperta. Allo-

sentenze da qualunque
giudicati

ecclesiastica
i

il

notaro della
apostolica, alla

reverenda

Caaltri

autorit pronunciate, mentre

suoi

mera

presenza del
processo veressi

erano

irreforuiabili.

hi

governatore,
bale
della

commissario, ed
il

questo

comune

rifugio

dell'appel-

del conclave, redige


visita

lazione, Stefano

da

eseguita

consistere dignitateni Ecclesiae

Tornacense diceva Rotom.


3
\.

intorno al conclave, atto che viene


sottoscritto dal commissario,

nianae,
Biblioth,

ep.

162,

20,

della

dal so-

Patr. pag.
il

Nell'appeldella
tal-

stituto commissario, e dall'architet-

lazione
vis la
tiara

dottoi'e

s.

Beinardo ravpreziosa

to in forma.

Finalmente

il

maestro

gemma

pi
al

delie cerimonie

riceve dal

commisal

pontificia, e la

riguardava

sario le chiavi delle porte, che so-

mente necessaria

genere umano,
ec-

no no

state chiuse^

le

consegna

maresciallo del conclave, ed ognusi

ritira.

come la stessa luce del sole, ed co come su ci scrisse a Papa nocenzo II Hoc in ter caetera
:

Inve-

Durante il conclave il commissario ha diritto di recarvisi, senza per prendervi alcuna parte, essendone devoluta la custodia al maresciallo riceve dal Cardinal cameilengo un numero di medaglie per
:

"

stri

singularis

primatus

insignia
nobilitat

specialius,

nobiliusque
eripitis

vestrum, etinclytum reddit apo stolatum,


"
M
'

si

paupereni de
Nulla,

manu forliorum
judicio, in

ejus.

meo
quo

corona vestra

pretio-

agevolare
conclave,

l'

ingresso alle ruote

del

sior

gemma

zelo ilio vestro,

cui dispensa a
il

chi crede.
si

"
'>

Appena
va
all'

eletto

nuovo Papa
del

tro-

apertura

conclave,

aemulari consuevistis oppressos, nec relinquitis virgam peccatorum super sortem jusloruiu '. f\ VE-

90
pst.

GOxM
i()8,
il

COM
190.
nel
2,
fa-

lom.

Ij

Opcr. col
dolloic,

la sessione

XXV,

cap.

10,

De

re-

Qiiiidi
lib.

medesimo

formai.
di
vi

confermate

le disposizioni

3,

De

Considcratione, cap,

Bonifacio Vili, ordin ai vescodi scegliere nei

disse al Pontefiee
.>

Eugenio

111:

"

teor grande, et generale

mundo
idque solem
si

bonum
tam
Il

esse appellationes,

concili provino nei sinodi le persone^ che riconoscevano idonee alle delegaziociali,

"

necessai-ium,

quam

ni delle case

ecclesiastiche,

che

ipsum moitalibus".
diritto delle appellazioni
e-

sercita dal

ritenere

le

Promano Pontefice, o col cause, ed esaminarle

chiamarono giudici sinodali, ed ingiunse ad essi di far noli alla santa Sede i loro nomi, afperci
si

finch potesse valersene nell' occorrenza. Benedetto

nella sua curia, o col rimetterle ai


i^iudici

XIV

coU'enciclica,

da lui delegati pronunciano in suo nome; e ci come stima pi^i conducente alla
in parlbiis, che
retta
zia,

Qua/m'is

palernae dei 26

agosto

1741, eccit nuovamente i vescovi all'adempimento delle sanzioni tridentine, e prescrisse


il

amministrazione della

giusti-

considerata la qualit delle caucircostanze di luogo,

tenersi nel rimpiazzare le


ze,

metodo da mancancolla

se stesse, e le
di

e nel notificare alla santa Sede


elezioni.

tempo, e di

persona.

L'uno e

le seguite

Volle poi

l'altro

modo

di esercitare

un

tal

diritto nel
("

Papa antichissimo, ed
nel celedell'

Dei miseralione, data ai 3 novembre i74'j che le cause mabolla

riconosciuto ben anche

trimoniali
dici

si

commettessero
in

ai

giu-

bre concilio di

Sardica
7,
il

anno

sinodali

mancanza

soltanto

347, ne' canoni 4> e piamente dimostrano


lidia Dissevt. del

come amMarchetti

di

qualche

vescovo

viciniore,

che

Concil.

Sardic;

d Politi lidia Jiin'<;pr. eccles. unv.;

comodamente. Questi giudici non hanno giurisdizione alcuna finch non sieno
potesse trovarsi
delegati,

il

Zaccaria nel suo Antifehronio.


i

e nel disimpegno delle lo-

Segnarono quindi
tefici
le

romani Ponsi

ro funzioni debbono servirsi dei notar!

norme

colle quali

dole

delle curie

vescovili,

come

fu

vessero

ammettere, e discutere
le

risoluto

dalla

sagra
P^.
il

congregazione

<ippellazioni, e stabilirono

leggi

del concilio.

da osservarsi nelle
giudici in parlibiis.

delegazioni

dei

Synodo
do
si

dioeces.

lib.

Lambertini de IV, capo V.

Fra

le

prime

In conseguenza di ci, allorquanappella alia santa Sede, e la


si

baster ricordare
Diiiedetto

le

costituzioni di

XIV,

cio

Ad
de'

mililantis

causa

voglia rimettere

in
si

parli-

Kcclesiae
1

irginien,

3o

marzo
;

hus, ossia fuori di


ni un'istanza,
nella quale

Roma,
al
atti

pre-

742

iiani,

Rouanae Curiac pracstand;ita a' 2 1 dicembre i 744


e
l'

senta al Revisore delle


diretta

Commissio-

sommo
autensi

non che emanata

altra,

histidac

ci

pdcis,

Pontefice, corredata di
tici,

a'

q ottobre 1746.

per
la

brevemente
si

e-

iiguardo alle seconde, celebre

spone
il

lo stato della controversia,,

ed

decretale di Bonifacio Vili nel cap.

;.uavame, che

crede ricevuto, e
revisore,

Slalitinm de Rrscriplis in t, sulla quale stabili le (ju'alit, che adoriare


il

s'

implora
questa

la

provvidenza. Approvastesso
il

ta

dallo

devono

illudici

delegali.

Cardinal pretetto della suprema Segntitnra di giustizia

sagio concilio di Trento, nel

(fedi)

rescri-

COM
ve per
la

COM
C. de'Ritij
il

){

grazia, e questa supplica

a'

28 agosto 1627.

V.

coll'aiialogo rescritto
ii)issione,

chiamasi

Com-

Ga vanto

colle

Addiz. del Merati,

si

ebisce in dateria per

la

spedizione del breve, che presenai

tato poi

giudici delegati,

forma

base del nuovo giudizio.


Il Revisore delle Commissioni nominato dal Papa a relazione del nominato Cardinal prefetto del tri-

33 , del variare il Communicantesy e l' Hanc igilur. Si vuole, che s. Lino Papa, eletto neir anno 69, aggiugnesse il Communicantes al sagli fizio della messa, la quale allora si componeva
Cerila. Eccl. p.

della consagrazione, e dell'orazione

bunale della segnatura di giustizia, il quale poi ex Audientia Sanclissiini rilascia


il

del Pater noster.


ve,
in exposit.

V. Nicol de PioMissae, citato dal p.


t.

rescritto

comprovanche abbiadi

Sangallo,

Gest, de' Pont.


2.

Ili,

p.
s.

te la pontifcia volont,

128,

n.
il

Altri attribuiscono a

no luogo
de' brevi. sere

le

lettere

apostoliche

Siricio

Communicantes, e
nel

perci
egli

elezione, per

mezzo della segreteria Deve l' eletto revisore esnel


diritto
civile,

ad epoca pi tarda, perch


creato Pontefice
volta tale
ti

fu

385.

Tuttade'sanI,

laureato

commemorazione
s.

annoverato fra i famigliari pontificii, come dimostra il Vitale, De jure Signaturae j'ustitine, cap. I, et. 3. Attualmente il Revisore delle Coininissioni meritamente monsignor Gio. Battista Cannella, cameriere d' onore del
canonico,

ed

si

trova presso

Clemente

del

93, che alcuni fecero autore del canone, f^. lib. 8 Constit. post.

cap.

i3.

Si

nominano
in
gli
i

poi

prima
alla b.

della consagrazione

un

Vergine ]Maria,

Apostoli,
vescovi,
i i

sommi
coni,
i

Pontefici,
laici,

dia-

Pontefice regnante, e canonico del-

e tutti

martiri, per-

Maria in Trastevere. T^. la parola Commissione nell'Indice generale della Pratica di Ila Curia Romana, Pioma l'anno
la

basilica di

s.

ch quelli colla loro dottrina, questi col proprio sangue confermaro-

no

la

fede del sagrifizio della Mes1'

sa (fed), siccome spieg

erudito
1

i8i5.

Gemma
la terza

nel lib.
certo,

I,

al
s.

cap.

04.
I

COMMUNICANTES.
preghiera del Canone della

JN'on

poi

liane i(F'edi), che il sacerdote dice colle ,gitur ohlationeni ec. Altri fanno aumani stese, stando eretto, e con vo- tore del canone della messa dal ce segreta. Questa preghiera in alTe igitur ec. fino al Pater noster^ cune feste del Signore si varia, co- Gelasio I Papa del 49^ 5 ^^ il me il prefazio ; ed alcune volte si Pagi ne tratta nel suo Brcviar. t. deve separare il prefazio dal Com- I, p. 1 26, n. i5. munieantes, come per esempio veCOMMUNIO e POSTCOMMUnendo la festa de' ss. Filippo, e Gia- NIO. Il Communio quella anticomo apostoli, ovvero l' invenzione fona, che dicesi nella messa dal sadella ss. Croce tra l' ottava della cerdote colle mani giunte, dopo che Ascensione, perch in tal caso si disi purificalo le dita. Il Postcomce il prefazio della festa corrente, munio quell'orazione, che dal medel
sia
dell'
,

Messa

44"

che r autore

Leone

ed

il

Communicantes
si

dell' ottava,

tlesimo
so
il

sacerdote

si

dice appies-

ebbene non

faccia di

essa

comla

memorazione, come

decret

S.

ma

Communio, avendo per prisalutalo il popolo col Dumi-

92
nus
I,

eOM

COM
lebre nel medio evo per la resislenta

vohiscum. Cosi il Miss. Rorii. Rubi: 1 1, n. I, ed il Gavanto, parte


tit.

che gl'italiani opposero


invasori.

ai

barbari
dintorni

XIII, Rubrica

II.

Le sue

rive,

Il

Macri
che

alla

voce

Communio
cantava nel
1'

sono sparsi di pacsetti, campi ubertosi,

flice,

cos viene

chiamata quelsi

e ville abbellite dalla


il

l'antifona, la quale

e dall' arte. Plinio


il

natura, giovane fece

coro mentre
ristia

si

distribuiva

Eucas.

al
I.

popolo, istituita da
A^.

Gre-

magico quadro delle ridenti sponde del lago.

gorio

Gemma

lib. I,

cap. 90.
pi

Como, Comuni, che


fu

Altri la dicono derivata dall'oriente. Nel messale Ambrogiano viene chiamata questa oiazione Transiloriuni, ed il sacerdote dopo la pu-

ne'bassi temchiamato anche Cumae, ca-

lifcazione la dice
lae.

coriiu

episto-

Nella messa del sabbato santo

po luogo della vasta provincia del suo nome, e di due distretti dal 18 16 in poi. Diversi sono i pareri sulla fondazione della citt. Catone il maggiore asserisce essersi fondata

non si dice il Communio, non si faceva, n si deve comunione del popolo.


11
ti
1.

perch
fare
la

dagli orobj di razza etrusca, Cor-

nelio dai greci

che

popolarono
in
Italia

le

vicine terre, e Giustino dai


si,

gaule-

1,

Chardon, Storia de Sagravienp. 285 dice, che la vera Post la orazione, o colletta,
si

galli
;

venuti
i

Brenno

quindi

consoli

con romani

communio
la rpiale

ziare

sempre Dio della

disse per ringra-

Furio Purpureone, e M. Claudio verso l'anno 197 avanti la nascita


di

ineffabile grazia

di

Gesi

Cristo,

trionfarono

dei

aver
noi

partecipato

de' sagri

misteri,

comensi, e dei
dei rezi
il

galli.

Nell'invasione

e per supplicarlo
il

a conservarne in

Como

solFr

gravi disastri;
del

frutto,
la

e tuttoci che

pu
P^.

perch dai romani fu quasi


laonde
fu

operare

nostra sautilcazione.
VII.

tutto riedificata,

detta

Comunione

COMO
amena
da

(Comen.). Citt con

resi-

denza vescovile, antica e forte del regno lombardo- veneto, situata in


valle circondata all' intorno
alte montagne, neh' estremit del corno occidentale del delizioso lago

Novo-Conuim. Non and guari che aumentando in lustro Pompeo Strabone la eresse in municipio, Scitre mila abitanti ne indusse altrettanti Giulio Cesare, tra' quali cinquecento greci appartenenti a distinte famiglie, avendo abbellito anche la citt. Ripopolata da s diiferenti covi

pione

pose

e dipoi

ve

del suo
rius,
la

nome, detto cui forma


rovesciato.
il

in latino

Ladi

quella
alto

un

ipsilon

198

loni,
piti

odonsi tuttora nella

conti'ada
le

metri sopra
tisette
ti,

mare, e riceve ven-

nomi che rammentano


i

di-

fiumane, e trentasette torrenoltre il fiume Adda. Tante ace

verse derivazioni, alle quali


si

debbonSotto
la citi

aggiugnere^

goti,

longobardi,

que formano diverse bellissime cascate,

talora innalzano
a

il

livello

ed altre barbariche nazioni. i goti, come narra Cassiodoro,


t
fu

ordinario del lago sino


piedi sopra
lo,
il

quindici

florida,
i

come

lo

fu

sotto

suo ordinario livelper cui alcune volte si vede uua

longobardi,
lo

quali nell'ottavo seco-

in poca distanza fabbricarono su

gran porzione della citt inondala. Ha nel mezzo l' isola Gomacina ce-

di

una rupe

la

rocca di Baiadello,

resa djpoi pii

famosa

per

esservi

COM
morto
in

COM
di

g:}

una gabbia

ferro

Na-

poleone Torriani.
Sottrattasi

Como

dal giogo stra-

niero,
citt

si

rese libera

come

tutte

le

piombarono sul nemico sbandato, ed intento alla preda ; per cui molti ne uccise, altri imprigion, altri ne popatria,

per

disperazione

lombarde, governandosi a comune nei secoli XI e XII, ma se-

se in fuga,

e ricuper la citt, ac-

crescendosi perci

irritazione

dei

guendo un partito opposto a quello dei milanesi, ebbe a sostenere con essi accanite guerre. La pix memorabile fu quella che si accese nel 1 1 8, al qual anno il Muratori ne' suoi Annali racconta, che ci ebbe origine mentre era vescovo di Como Guido, contro il quale r imperatore Enrico IV avea investito della sede Landolfo da Carcano nobile milanese, da Urbano
li gi

milanesi, che posero tutta l'insubria


in

poli,

armi collegandosi con venti poper debellare per sempre la


di

citt

Como

tenuta per ghibelli-

na.

Non si sa comprendere per, come milanesi, e il loro arcivescovo


i

co' suffraganei

mentre concorrevano

rovina de' Comaschi, col sostenere il pseudo vescovo Landolfo, riprovato dai Papi, si mostrassero
alla

contrari

all'
i

imperatore,
marchesi,
dell'

le cui
i

parti

scomunicato.

Insorto

dipoi

seguivano
altri
si

conti,

ed

per opera di Enrico V, 1' antipapa Burdino col nome di Gregorio Vili,

impero, per cui vide trasparire qualche principio


vassalli

Landolfo volle tentare l'occupazione del vescovato, ma in vece rest prigione delle genti di Guido, e dei Comaschi, restandovi ucciso Ottone nipote di Landolfo, e rino-

delle

tremende

fazioni

guelfa,

ghibellina.

Ad Como
e

onta di tante forze collegate,


senza straniero soccorso brasi

vamente
dere,

difese
il
l'

nell'anno
a

1119,
nel
se-

mato capitano
cano
schi,

de' milanesi.

Si raci

costrinse

nemico

l'etroce-

conta inoltre che due furono


uccisi in tal

Carcolla

come

oblig a fare
i

fatto dai

Comaca-

che

le

loro

vedove
delle

croce in

mano

ricoperte

Comaguente anno. Dopo ci schi portarono la guerra sulle terre ribelli del lago, che punirono con
incendi,

insanguinate dei mariti, eccitarono i milanesi a vendicarle, e

micie

e
i

saccheggi.
milanesi,
riusc

Durando
e
ai
i

la

guerra tra
schi,

Comadi

che dopo
bellarono

dieci anni

di guerre,
,

depel

nel

1122

primi

Como. Certo

che

togliere

Lugano

dalla

soggezione

malaugurato

avvenimento

irritata
alin-

dei secondi, sebbene ci contraddica


il

l'intera citt di

Milano, in un
questi

Sigonio, che anzi dice essere sta-

l'arcivescovo Giordano,

to sostenuto dai

Comaschi

il

dominel
i

dusse

milanesi a marciare su Coi

nio anco sul lago. Finalmente


I

mo

sorpresi

cittadini all'improv-

127 pi che mai bramosi


di assoggettar

mi-

viso,

e per

le

forze
vinti

superiori

del

lanesi

Como, con poMuratori


in

nemico furono
delio, sul cui

presso
i

Bara-

tente esercito, e co'formidabili ajuti,

rifugiarono,
al

monte Comaschi si abbandonando la citt


la

che descrive detto anno,

il

citato

si

recarono all'assedio

furore milanese, che

saccheg-

della citt, che fu sostenuto con vi-

gi,

ed incendi, liberando dal car-

gore dai cittadini finch ebbero forze.

cere Landolfo.
si

Comaschi scosdall' estremo eccidio dell' amata


i

Ma

Ma

rovina,

vedendo inevitabile la Uno imbarcarono una notte le

g4
loro connc e
i

COM
figli

COM
nel

col meglio delle

1789

dichiar questa sede suf.Mi-

proprie sostanze, riparandosi nel castello di Vigo. Di fatti nella seguente


mattina, cio a' 17 agosto, vedendo r inimico indifesa la citt vi entr, passando (juindi al castello: trovatolo per inespugnabile si convenne ad un accomodamento, laonde
conservati
strutte le
i

fraganea della metropolitana di


lano.

s.

Felice

successe

s.

Provino
di
s.

francese, anch' egli

discepolo

beni

ai

cittadini,

di-

mura,

colla perdita delle

fortezze, furono costretti i Comaschi a pi-estare ubbidienza, e tributo a Milano, e ai suoi signori. Federico
I

Ambrogio, che mori nell'anno /["o; il quale ebbe i seguenti .santi per successori. S. Amante, che govern dal 4^0, al 44*^ j s. Abbondio ordinato nel ^^o, che fu spedito dal Pontefice s. Leone I in oriente, per
combattere gli errori d'Eutiche, morendo nel 4695 s. Console greco dal detto anno al 4') 5 s. Esuperanzio
J'

citt,

imperatore nel 1109 riedific la cingendola di robuste mura,

discepolo di

di torri alte; ma il presente circuito minore dell'antico. In seguito fu agitata dalle fazioni dei Vitani,

s.

Abbondio morto nel Eusebio di Como, che cess.

s di

vivere

nel

525

s. s.

Euti-

e dei

Piusca,

quali

ultimi

morto nel 532 ; africano, o alemanno


che

Eopilo che ter5311;


s.

ne ebbero anche il dominio al principio del i4oo, e che poi cedettero ai Visconti nel 14 5^, dopo la qual epoca corse i destini di
1

min

suoi

giorni

nel

Flaviano discepolo

del precedente,

M-

/rmof/^e^/^, aggiungendo alcuni, che

che mor l'anno 56o; s. Prospero, morto nel 565; s. Giovanni Orco Comasco morto nel 568; s. Agripche lasci di viBubiano, morto nel 59 s. Adalberto I, morto Tiel 6 1 5 s. Adalberto II, che mor nel 628; s. Vittorino di Nicomedia, morto
pino di Colonia,
s.

per un

tempo
fu

fu

dominata pure
in

dai Torriani.

vere nel 586;


r ;

La
nel

fede

predicata
della

Como
ed
adi1'

primo secolo
ne
s.

Chiesa,

alcuni

postolo

flinno banditore Barnaba, come altri

cono che
vi

s.

Ermagora

d' Aquileja,

discepolo dell' evangelista

pose

il

s. Marco, primo vescovo. L'Ughelli,

nel

tomo

V cW Italia

sagra,

p.

primo vescovo nel 379 s. Felice romano, discepolo di s. Ambrogio, che mori nel 391 agli 8 ottobre. Commanville

2 58, asserisce che ne fu

Griovanni II, morto nel 644; 660; S.Giovanni IH, morto nel 6(>8; s. Ottaviano Comasco, che mor nel 680; s. Benedetto pur di Como, morto nel 692; s. Flaviano II di Tebe, morto l' anno 700. Per gli altri vescovi di Como sino a monnel
*'

registra

la

fondazione della sede

vescovile

di

Como

all'anno

35o.

Giuseppe Olgiati trasferito Clemente XI nel 171 i a questa sede da quella di Parma, si vegga il citato ghelli da pag. 260
signor

da

Divenne sufraganea del patriarcato di Aquileja; dipoi nel 1751 avendo Benedetto XIV soppresso il patriarcato, nell'anno seguente a' 18 aprile eresse in metropoli Gorizia,

a pag. 322; e dall'Olgiati sino all'attuale zelante vescovo monsignor


to vescovo dal

Carlo B.oman nato in Canti, fatPapa regnante a'20


si

gennaio i834j
serie

pu consultare
annuali

la

cui sottopose

il

vescovo di
il

Como

per

delle

Notizie

di

suffraganeo;

ma

Pontefice Pio VI

Roma.

COM
Mentre ne era vescovo Alberico
ili

COM
lonlarie

9'J
elei

pie

olTerte

cittadini

;.

nazione tedesco, allorch


Italia

si

rec
il

in

Corrado
Pontefice

II

il

Salico,

maestoso edifizio, il cui pensiero non uniforme dimostra la diversit degli


architetti,

Giovanni XIX detto XX, and ad incontrarlo in Como, ove lo coron re di Germania, e poi nell'anno seguente in Roma

sommo

vedendosi in esso
del

le varie

graduazioni

gusto

gotico

del

XIV

secolo,

sino all'elegante solidisecolo.

t del

XVI
le

Sulla

facciata
si

corona imperiale. I vescovi di Como, che dai Papi furono creati


colla

esteriore piu'e di stile gotico

veivi

dono
to

statue

dei

due
,

Plinii,

Cardinali di
seguenti.

s.

Romana

Chiesa, sono

poste dai
di

pitani milanese,

Gerardo Landriani deX'ada Eugenio IV nel


vescovo di

Comaschi qual monumenammirazione riconoe


illustri

scenza ai loro

concittadini.

1437

fatto

Como,

e nei nel

L'interno della cattedrale a croce


latina nella forma,

1439 Cardinale; Antonio


milanese fatto vescovo di

Trivulzi

con

tre navate

Como
,

nobilitate dalle meravigliose pitture


di

1487 da Innocenzo Vili, e nel i5oo e da Alessandro \l Scaramuccia Trivulzi milanese, promosso nel i5o8 da Giulio II al vescovato di Como, e nel i5i7, da Leone X al Cardinalato nella celebre promozione di trentuno CarCardinale

Bernardino Luini, e di GaudenNella


corpi di
Il

zio Ferrari.
il

medesima
santi
si

evvi

fonte battesimale, e molte insigni


e
in

reliquie,

gran
di

venerazione.

capitolo

compo-

ne della
il

dignit

dell "arciprete,

venti canonici, fra'quali sono compresi

Quest'ultimo fu comunemenchiamato il Cardinal di Como. Mentre n'era vescovo ii suddetto Cardinal Antonio nel i5o4, fu mandato a Como per inquisitore della
dinali.
te

teologo

il

penitenziere,
in tre

ed

canonici sono

divisi

ordini,

cio di preti, di

diaconi e di
inoltre

sud-

diaconi.
sionari,
altri

Vi sono
sette

otto

manche

cappellani, lon

fede

fi",

ftlichele Ghislieri

dome-

preti, e chierici addetti al ser-

nicano,

da dove pass a Coir nel iSSy, e poi fu creato Cardinale, e nel i566 Papa, col nome di s. Pio V. L' ultimo Cardinal vescovo di

vigio divino. L'arciprete assistito da

due canonici
citt

esercita

nella

catte-

drale le funzioni parrocchiali.

Nella

Como,

fu

Carlo Ciceri,

di

cui

ri-

parleremo.

La
s.

cattedrale antica dal

vescovo
s.

pure altre tre chiese parrocchiali, con fonte battesimale, un monistero di monache, un conservatorio di donzelle chiamato delsono vi
l'Immacolata, fondato nel 1680 dal

Felice fu dedicata al marti ic

Carpoforo, e
citt
;

rimaneva

fuori

della

ma

il

vescovo Alberico tede-

sco

in citt, la consagr

del

summentovato ne fabbric altra a' i3 maggio 10^5, vi trasfer il capitolo, e

la dedic all' assunzione della B. Vergine in cielo. La cattedrale fu quindi splendidamente rifabbricata con belli marmi, lavoro che incominciato nel iSgfS, venne soltanto compito nel i5i3 mediante le vo-

Comasco La vizzari, tre confraternite, due seminari, un amplissimo ospedale detto di s. Anna, istituito nel i356, e ampliato nel 1498 da Michele Carcano patrizio di Como, un monte di piet eretto dalla matro^
na milanese Lucrezia Crivelli da ultimo riattivato, non che
versi stabilimenti pii, de'quali
,

e
di-

parleremo qui appresso. Due sobborghi ambo i lati della si estendono in

96
citt,

COM
quello di
e quel di
s.

COM
a
dedi
sinistra or-

Agostino
in

stra,

Vico a

onorano l'animo benigno di molti Comaschi. Antichi.ssimo poi il

nati di eleganti casini:

uno
si

commercio
giosi
se:

questi popolosi sobborghi,


il

trova

di lane di questa giacch sino dal secolo XIV i

citt,
reli-

santuario del

ss.

Crocifisso, che

Umiliati

avevano

diciotto ca-

in molta venerazione
secoli.

da diversi

L'episcopio
il

distante dalla

cattedrale,
la citt,
la

cimitcrio fuori del-

diocesi vasta, e

comcan-

prende una buona parte del


tone svizzero
del
del

Ticino per

parte

paese

de'grigioni.
tassata
ne' libri

La mensa
ogni nuocancel-

vescovile

met di detto secolo vi fu il commercio delle seterie, ed il primo setifizio vi fu eretto nel i5io da Pietro Boldoni, e fior in maniera, che due anni dopo il Mulatto diceva che le campagne comasche sembravano selve di gelsi. Da ultimo il Comasco Giunella

introdotto

vo
to.

vescovo

della

seppe Rovelli, istancabile nel raccogliere


patrie,

leria

apostolica, a

fiorini

ottocenla

con sana
nel

Prima

delle

note

vicende

critica le memorie 1802 pubblic una com-

diocesi conteneva trecento trentacin-

pleta istoria di esse.

que parrocchie, cinquantadue monisteri

Finalmente illustrarono
di

la
il

citt

uomini, e venticinque di monache. Per conto delle pardi

Como

fra

gli
il

altri,

Plinio

vec-

chio, e Plinio
ta

giovane, Cecilio poe-

rocchie ora
re,

il

numero

maggionel

comico,
storico,

perch

trecento

ottantuno

t le vittorie di Trajano,

Comasco,

cento

ottanta

uno

nel

vio

Caninio Rufo che canPaolo Gioed oratore. Benedetto


l'istoria

cantone del Ticino, e due in quello de' grigioni.

Giovio che descrisse


e ne raccolse
le

patria,

In

Como

vi

sono
di

un

liceo,

ed

im ginnasio; al buon gabinetto


botanico, ed una
ta

liceo va
fisica

unito
,

un

un orto
secolo

molte ed antiche iscrizioni, Giambattista Giovio, che egualmente illustr con zelo patrio le cose comasche; Ignazio Martignoni

biblioteca fonda-

buon

letterato e legista, e Alessandro

da

Francesco

Benzi nel
il

Volta, cui venne

innalzato

un mo-

XVIL

Ragguardevole

prospet-

numento con
la
ti

istatua colossale. Nel-

to esterno del liceo decorato di otto colonne di marmo cipollino antico,


ni,

provincia di

Como

fiorirono moldel

professori nell'arte

disegno,

e dei busti

di alcuni cittadi-

e fu feconda di belli ingegni,

come

che illustrarono Como. Il collegio Gallio nel borgo Vico; i

furono
i

Bernardino Luini, cavalieri Domenico e Carlo Fonil

pittore

due luoghi pii della Carit, e dei Catecumeni sono uniti allo spedale di s. Anna, come furono uniti al
conservatorio dell'Immacolata, quello delle orfane fondato nel 1693
dal cav. Ludovico Turconi, e quello detto del Soccorso. Havvi pure

tana architetti, de' quali


siede molti edifici,

Roma

pos-

non che va ramCantoni

mentato
Il

l'altro architetto

Boldoni fu buon scrittore, e poedue Venini si distinseta latino, ro, l'uno nelle matematiche, e nella poesia, l'altro nella sagra eloquenza;
i

un

istituto elemosinarlo, e
alle
zitelle,

di

dota-

zioni
altre

senza mentovare

commendevoli sono pure il Sacco benemerito della vaccinazione. Rezzano, Parini, l'Appiani ec. Dall'antico

istituzioni

di

pubblica beneindustria, che

ficenza, e di

patria

paese di

Perlasca, vicino a

Como,

e
trasse
Odi'.scalclii

OM
celebre tamiglia
ai

COM
Raimondo
stro del sagro
fitto

97
mae-

l'origine la

Capizucchi comasco,

[fedi). Benedetlo
1 1

i6

celebre oratore

domenicano,
palazzo

maggio
to,

fu

battezzato in Cos.

apostolico

nio nella parrocchia di

Benedet-

nel

1681 Cardinale da Innoil

ora

soppressa,

questi

come

cenzo XI.

ornamento della famiglia, da Innocenzo X fu creato Cardinale, e dipoi nel 1676 fu meritamente elevato alla veneranda catprincipale
nel 1645,

Michelangelo Ricci,
re era nativo di

cui

genito-

Como,
1681
della

creato Car-

dinale nell'anno

da Innocen-

zo
sa

tedra di
zo XI.

s.

Pietro col

nome

d'Innocen-

sua ritroripugnanza durata per ben due

XI,

ad onta

Da

ultimo

il

Cardinal Carlo Os.

mesi.

descalchi prima vice-cancelliere di

Carlo Ciceri nato in Como,


to vescovo nel

fat-

Romana
nunzi
pagnia
mente.
to

Chiesa, poi vicario di Rori-

1680

della

comune

ma, con universale ammirazione


la

patria

da Innocenzo XI suo amico,


Pontefice
innalzato
al

sagra porpora, per vesti-

parente, e concittadino, quindi dal

re l'abito
di

modesto
Gesi,

dell'inclita

com-

medesimo
in

ove

Va

notato,

mor santache Benedet-

cardinalato nel

Como
Luigi

1686, poscia morto nel 1694.


Liicini
di

aveva appreso i primi studi dai gesuiti, che in Como avea pel pri-

Maria

Como,

mo

introdotti

il

pio Bernardo

scalchi.

Nella morte d'Innocenzo

OdeXI,

entr in conclave per maestro delle

cerimonie Pontificie Candido Cassi-

na

di

Como.
pur

Dalla

citt

di

Como
che

domenicano, commissario del s. offizio di Roma, fatto Cardinale da Benedetto XIV nel 1743. Giuseppe Maria felzi, nato in Como, domenicano, maestro generale del suo Ordine, quindi maestro
del sagro palazzo apostolico, dal^ re-

ripete

l'origine

la distinta fa-

miglia veneta Rezzoiiico [Fedi),

gnante Gregorio
ro de' 2 luglio
lefiascone,

XVI

nel concistofatto

per lunga serie


il

danni vi sostenne decurionato. Tra dotti, che uscii

1832

Cardi-

nale, e vescovo di Corneto, e

Mon-

rono dalla famiglia Rezzonico, a nominarsi il conte Gastone, vivace


scrittore;

dove mor
,

a'

23

novemCoelus

bre

i836.
Societas,

e tra

Cardinali Carlo,

COMPAGNI A
Convenhis.

che nacque in Venezia a' 7 marzo 1693, che nel 1758 divenne Pontefice Clemente XIII. Olire a ci Como diede al sagro Collegio dei
Cardinali,
naggi.
i

Nome

collettivo,

d a
in

parecchie
stesso

persone

che si radunate
si

imo

luogo.

Compagnia

dice per unione, y/,y; per congregazione, o conversazione, sodalitium;

sette

seguenti

perso-

per congregazione
Galli, nato

di persone,

che

si

Tolomeo
famiglia di
dinale nel
ci
1

da

onesta

adunano insieme per opere


e

spirituali,

Como, fu crealo Car565 da Pio IV, e perCardinal di Como 1607 decano del sagro
.

Coifraternila. V. Aeciconfratebjvita,

detto
nel

il

dalizio,
il

Muri

Confraternita, che dicesi pure SoPia Unione, Societ. Sotto nome di Compagnia s'intende an-

Collegio.

Marco

Galli
1

di
i
,

Como,

crealo

che una congregazione di frati d'un certo Ordine, ovvero una congregazione d'uomini
le

Cardinale nel

68

dal concittadi-

studiosi, di quel-

no Innocenzo XI.
VOL. XV.

che chiamiamo

Accademie. Fra
7

9$
le

CO AI
societ
ecclesiastiche, e
s.

COM
religiose,

lopolh, e

vi

fond, ed

aument

la

quella fondata da
la,
si

Ignazio Lojo-

celebre abbazia de'benedellini, delta


di
s.

chiama Compagnia di V. Gesuiti. Finalmente mansi compagnie certi corpi


s.
stri

Gechiailhi-

Cornelio, dove furono sepolti


II,

Luigi
di
vi

Francia.

Luigi V, e qualche altro re Nell'anno 7 57, Pipino

stahiliti
l'

dall' autorit

sovrana
giu-

convoc una corte plenaria, chiail

per
stizia

amministrazione
ec.

della

mata
sta

ec.

guito Carlo
citt

campo di niaggio. In seVI s'impadron di quenel

COMPARATICO. V. Comare. COMPAKE. F. Comare, e Padrino.

i4'5^>

togliendola al
il

duca
tlaiido

di

Borgogna,

quale per

quindici anni
(

dopo

l'assedi,

coman-

COMPIENGE
l'

CompencUum

).

il

suo

esercito

Giovanni di

Citt di Francia, dipartimento delOise,

Luxembuigo. La famosa Giovanna


d'Arco detta
vi

capo luogo di circondario,

e di cantone, sul confluente dell'Aine, e dell'Oise, nella diocesi di Soissons.

fu presa
le

ma

Pulcdla d'Orleans, i43o; truppe di Carlo VII vi fela

dagl'inglesi nel

In parte situata sulla somsede di


tribunale di pri-

cero levare
guente. Nel

l'assedio

nell'anno se-

mit, e in parte sul declivio di una


collina,

ma

istanza, e di
il

commercio. Si
re della

di,

1624 il Cardinal Richelieu, primo ministro di Francia, conchiuse in questa citt un trattato di alleanza
cogli

stingue

delizioso
i

castello reale

olandesi.

costruito sotto
nastia, la cui

prima

di-

facciata estei'na inte-

ramente fu

rifatta

da

Luigi

XIV.
par-

Concili di

Compiente.

In questo castello cinto

di bellissi11 primo concilio fu tenuto l'anno 756, o 757, che alcuni chiamano assemblea generale della nazione francese. Fu adunato dal re Pipino, con diversi vescovi, e signori,

mi

giardini,
il

e da

un grandioso

co, fecero

loro ordinario soggior-

no molti

antichi

re di Francia, cio
dell'

in qualche

tempo

anno

laon-

de e pel soggiorno della corte, e per la celebrazione de'seguenti concili, Compienge divenne l'inomata, come sono rinomati la sua ampia foresta, e il luogo di riunione della caccia reale, che abbonda di selvaggiume. Questa citt era assai frequentata sotto i re Luigi e XVI. Contiene diverse belle chiese, una

insieme
II,

ai legati del
III.

Pontefice Stefano

detto

Vi

si

fecero diciotto cail

noni, quasi tutti riguardanti

matri-

monio,
trarlo,

co'ca.si

ne'quali

si

proib con-

come
di

r incesto, l'affinit spiil

rituale del comparatico,

disciogli-

XV

mento
rito di

quello dei lebbrosi, e che

delle quali possiede

il

primo orgari-

valga pi la testimonianza del maquella della moglie, e sulle

no introdotto nella Francia, che monta al regno di Pipino

controversie della consumazione. Ivi

Compienge, antica citt gaulese, sotto Clodoveo ricevette il titolo di Contea reale e quivi mor nel 56
:

approv un privilegio concesso da Crodenago vescovo di Metz all'abbazia di Gorze da lui fondata; e il re Pipino ricevette alcuni dosi

Clotario

I.

Dipoi
Carlo

nell'
il

876
Calvo

la
_,

fece

nativi, tra' quali

degli organi, per

rifabbiicare

le

parte dell'imperatore
raccoglie da

d'oriente.

Si
il

diede

il

nome

di Charleville,

Caro-

questo concilio, che

COM
da per tutto portava seco delle leliquie. Regia t. XYII, Labb t.YI, Arduino t. III. 11 secondo ebbe luogo nel 7 58,
re
in

COM
mistero della
s

99

ss.

Trinit, lo confes-

per timore del popolo. Diz. dei


settimo nel i235, incominciato
la

Concila.
Il

cui

prest

duca di Baviera Tassilone giuramento di fedelt al re


il

a j agosto, sopra diversi articoli che ferivano


libert
ecclesiastica
se-

Pipino pel suo


ricevuto
affari

ducato,

che aveva
trattarono

condo l'arcivescovo
cui
il

da

lui.

Vi
la
t.

si

Reims per Papa ammoni s. Ludovico


di
;

risguardanti

disciplina ec,

IX, re di Francia, che sosteneva

te-

clesiastica.

Regia
si

XYIl

Lab-

t.

VI.
terzo

nacemente i diritti Diz. de Concila.


L'ottavo nel
stiana
t.

della

corona.
Chri-

Il

adun nell'anno 833.

12 56. Gallia

L'imperatore Luigi // Buono fu messo in penitenza pubblica, ed altri dissero deposto. Regia t. XXI, Labb t. VII, e Arduino t. IV. // Diz. eh
sugli abusi delle cose sante.
C^ticilii di

III.

convocato da Giovanni Il nono Courtenay, arcivescovo di Reims nel 1270, il quale scomunic gli usurpatori dei beni
terdisse
i

ecclesiastici,
si

ed in-

questo concilio ne

fa

due,

luoghi ove

nascondesset.

dicendo
Il

primo celebrato neir82 3. 877 nel primo maggio radunato dall' imperatoi'e Carlo // Calvo, e composto dei vescovi della provincia di Reims e di altri. Carlo vi fece solennemenil

ro

le

cose rapile. Regia


t.

XXVIII,

quarto l'anno
,

XI, Arduino t. VII. Il decimo, nel 1277, o nel 1278, a cui presiedette Pietro Barbet, arcivescovo di Reims, per la pace tra
lui, e
i

Labb

suoi

canonici

della

catte-

te dedicare la
lio,

chiesa
dei

di

s.

Cornele-

drale.
i

Insieme
i

lui
si

intervennero

alla

presenza

pontificii

suffraganei.

Vi

fece inoltre

un

che vi furono trattale delle cose contro gl'idolatri. V. Lenglet, e Diz. de Concila, il primo de'quali ne registra un altro
gati.

Altri dicono,

decreto contro
tedrali,

capitoli

delle cat-

che
di

pretendevano di avere
citt

diritto

cessare dall'uffizio divino,


l'interdetto,

e di

porre nella

nel

io3i.

Il

p-

Mansi pone ancora


all'

per conservare
ile
t.

la loro
t.

libert.

Lab-

un
87 vo
I

concilio in
,

Compienge

anno

XI,

Arduino

VII, e Diz.

nel quale Incmaro, arcivesco-

de'

Concila.

Reims, scomunic i fautori di Carlomano, ch'erasi ribellato al suo padre Carlo il Calvo, tom. .
di

p.

101
Il

3.

quinto nel io85, in cui

i'ar-

vescovo di
altri,

Reims Rinaldo

cogli

esent l'abbazia

di san

Cor-

neho

de'benedettini, dalla

giurisdi-

L'undecimo ebbe luogo nel i3oi, e vi si formarono sette statuti sulla giurisdizione ecclesiastica. Labb XI, Arduino t. VII. t. Il duodecimo si adun nel i3o4, ai 4 gennaio, in cui Roberto di Courtenay, arcivescovo di Reims insieme ad otto vescovi, e a tre deputa,

zione del vescovo di Soissons. Ivi fu-

ti

di

quelli assenti, fecero degli sta-

rono da alcuni donati dei beni all'abbazia di Saint Acheul d'Amiens. Labb t. X, Arduino t. VI. Il sesto verso il 1092, nel quale Roscellino

tuti
essi

compresi in cinque
fu proibito
agli
il

articoli.

In
si-

uffiziali

de'

gnori
taglia

temporali,
i

sottoporre alla

chierici,

sotto falsi pretesti.

convinto di errore sul

Venne negata

sepoltura agli scomu*

loo
nicati
;

GOM
e
si

COM
che
gli

prescrisse

ec-

compieta.
zioni

L'autore
dell' uffizio

delle

costitu-

clesiastici

dovessero contentarsi per

apostoliche parla

dell'

inno;

pranzo della minestra, e di due piecasi, che avestanze, eccettuali


i

Cassiano
era
in

sero seco a desinare

personaggi di
t.

considerazione

Labb
del

XI, Ardui-

no

t.

VII.

Il

decimoterzo

ininci coU'intervento di di

Brij

iSag incoGugliemo arcivescovo di Reims ai


di
tre

che monaci d' Egitto; ma sembra, che ci si dovesse intendere dei vesperi. S. Benedetto stabil nella sua regola, che si aggiunga alle ore ordinarie deldella sera,

uso presso

l'uffizio,

l'ora di

compieta, per cui


forse egli
il

alcuni dicono,
l'occidente

che
fu

nel-

9 settembre,
Vi
si

vescovi suffradegli assenti.


diviso
i

ne

primo autore.
ed

ganei, e dei deputati

Egli prescrisse tre


tifona per

salmi senza an-

form un regolamento
i

compieta,

un

inno

in sette articoli, tra

quali, che

che

cambia.

E
il

se
rito
ai

giudici ecclesiastici fulminassero colle

asserire,

che

alcuno volesse della compieta


s.

censure chi avesse


della Chiesa,
i

violato

di-

era gi in uso

tempi di

Am-

ritti

e dei chierici, e

brogio, potr appoggiare la sua opi-

che
la

parrochi

le

pubblicassero nelt.

nione

alle

parole dello stesso sanfo


3.

domenica.

Anglia

XI.

Diz.

dottore, lib.

de Virg.

Solemnes
ecco

de Concila.

orationes

cum
,

graliarurn actione sunt


et

COMPIETA
toriutn).

{Completa Complele

deferendae
il

hora

incensi,

L'ultima tra

ore cano-

vespero.

Cum

denique cubiluni
compieta. Si co-

niche del giorno, cio l'ultima parte dell'uffizio del breviario, o preghiera della
ta perch
fzio

pergiinus; ecco la

sera. E cos chiamacon essa si compie l'ufin essa si divino, o perch


1'

minciava la compieta con una breve lezione tratta dalla Scrittura, che rispondeva alla lettura spirituale delle

conferenze, o delle vite dei padri,


i

rappresenta
di

gloria de'beali,
s.

adempimento della come insegna Ugone


e. 3.

Vittore,

In spccul. Eccl.

Secondo la Glossa, la compieta, e. IO. de celeb. 3Iissar., destinata ad onorare la sepoltura di Gesti Cristo,
il

che monaci facevano nel chiostro, o nel capitolo. Altre volte dicevasi compieta in Parigi, ed altrove prima di coricarsi e s. Luigi IX
;

re di Francia, la faceva dire


la

dopo

sua cena.

quale

nella

medesima ora
s.

stiano,

Prudenzio poeta cried autore di vari inni delle


intitol

nel

tempo
5
si

di sua passione fece ora-

ore canoniche, vespero:

quello

del

zione nell'orto.
I. e.

Da
il

Isidoro,

lib.

Ad

accensioneni lucernae;
intitolato

1,

fu

chiamata Completa;

ma

dopo
la
te

il

quale seguendo quello delInoltre

vero tempo della sua istituzione. Il Cardinale Boprova conna, de Psalinoda e. i tro Bellarmino, che non vi era nel-

non

conosce

compieta, venne

somnum.

alcuni

Anhanno

stimato, che la compieta fosse chia-

mata Somnum
lio

dai padri del conci-

la

primitiva

Chiesa
delle

in

cui

non
e

Emeritano, celebrato nel 666 nel


s.

trovasi

traccia

compiete,

pontificato di
pieta

Vitaliano.

La com-

terminava

l'uffizio

a nona, e seconregalar, q.

do
si

s.

Basilio,
il

major
salmo

87,
nella

cantava

Qui

habitat

che

al presente vien recitato

anticamente non era che la preghiera, la quale facevasi prima di coricarsi ; quindi non era cantala solennemente 3 non era detta

coi\r
in

COM
la
so.

loi

coni une, laonde

ciascuno

re-

antiphonis

leatac

citava

paiticolarmente
nel concilio
di

benedizione
scritta

da dopo compieta
antifone, che

La

versiculo, et

Mariac, cum oratione ut ibidem,

fu pre-

Aix-la-Chasi

" et dicto versu, Divinum anxilinm, " dicitur secreto. Pater noster j Ave Maria,

pelle

ma
b.

le

dicodalla

Credo
e

".

no

alla

Vergine, vengono

La compieta,
zioni

prima sono due ore


che
il

divozione di qualche particolare indivduo.


I

senza sostanziali cambiamenti, e varia-

per

significarci,

principio,

greci
i

non hanno

compieta

il

fine delle

nostre azioni devono


si

essendo

vesperi presso di loro


dell'uffizio,

l'ul-

essere stabili; nella compieta


ta l'inno

reci-

tima ora
in

e perci

ve-

immediatamente prima del

Completo riun che mal si tradotto per Compieta, come osserva il Grancolas a p. 355 del suo Trattato dell'uffzio divino. Difatti il Macri alla voce Compieccta, nella Notizia de' Vocaboli
speri furono chiamati

capitolo,
tre
la
gli

un

canone del

Trullano,

il che non si fa nelle alperch l' inno significando vittoria, avendola gi riportata bisogno eletti, essi non hanno

ore,

di

esortazione.

La

c(jinpieta,

come
degli

dicemmo,
eletti,
i

anche

simbolo

e del loro eterno riposo; ed

clesiaslici,

dice che

l'ora della
il

comtra-

quattro salmi di essa


Alla difficolt poi

hanno

re-

pieta

si

dovrebbe dire dopo

lazione al riposo della notte.

montare del sole, per cui i greci la chiamarono dopo cena ; quindi aggiunge, che la compieta dei greci di due sorte, cio la grande che
la
l'

cantare
te

la
il

dopo

che si fa sul compieta immediatamenvespero da parecchi mo-

nisteri

e capitoli, cio

un buon

pez-

si

canta nella quaresima, e


si

piccola che

dice nel resto delil

zo prima dell'ora del sonno, contro l'intendimento della Chiesa che bra-

anno.

Ecco
il

quanto riportano
Merati nella
del

ma

sia recitato

ogni

uffizio

nell'ora
i

Gavanto, ed ne IV delle
rio

sezio-

debita, ecco

rubriche
,

Brevia-

turgici:

I.

come rispondono Che quello che pu


i

li-

scu-

Romano
l.

Rubrca

de

Com-

sare coloro

piet

quali cantano

com-

pletorio.

Ad Completorium

absolute
psal-

dicitur Lectio brevis ut in


terio,
fiteor,

deinde Pater noster, ConMisereatur, Indulgentiam,


in adiutorium,

immediatamente dopo vespe ro, che, non essendo pi chiu si nei chiostri, e non vivendo pi > in comunit, non potrebbero ra
"
-

dunarsi
re
all'

Deus

antiphona,
re-

ora

comodamente per cantaconveniente; i. Che

psalmi,

hymnus, capitulum,

sponsorium breve, canlicum


terii,

cum
duanelei,

>

devesi presumere della loro divozione, che non manchino di pre-

antiphona, omnia ut in fine psalet post

gare o far

letture e

di

piet

pntal

antiphonam

in

"

ma

di
si

coricarsi,

che per

plicibus, et infra

octavas dicitur
officio

modo
essersi

avvicinino all'intenzione
cui

oratio; in alio
te

autem

M della

Chiesa, da

orationem dicitur Kyrie


,

un poco
parte
nel
i,

allontanati."
cap.
12.

sembrano F.
Il

son

cum

reliquis precibus

ut

Bauldry

p. in

ibidem in psalterio. II. Pos-t versum, Bcnedicat

BourecuciI,
et

1734,

stamp

Parigi, l'intenzione della Chiesa nella

" custodiat nos etc, dicitur una ex

recita di quella parte dell' off-

103
zio, che AI

r.o.M
tesoro,

CGM
dell' inquisizione,

chiama Compieta. Questa opera consiste in una spiegazione di tutte le preghiere, che compongono questa parte dell'officio divino.
se,

ora occupato dal


uffizi

ed

altri

pubblici,

il

palazzo della famiglia Caroarasa,

il il

seminario della Piazza maggiore,

Questa ora
si
il

canoi'.ica

for-

come

esprime, parlando della


dotto
,

medesima,
Felice
LeLlcre,
la

prelato IMaria

Peraldi

nelle sue

erudite
1

stampate

in Bastia nel

840,

pi tenera,

la

pi

adattata al

gran monistero di s. Martino ec, ed altri edifizi, di cui parleremo. L'universit, che sotto l'imperatore Carlo V vi fu fondata nel i532, occupa un bellissimo casamento, del quale degna di osservazione la parte

vigliosa
ticoli

tempo, e spirante tutta una meraunzione di piet. V. gli ar-

Ore
Citt

canoniche,

e Breviario.

( Compostelcon residenza arcivescovile nella Spagna, capitale della

COMPOSTELfeA

lan.).

dov' collocata la preziosa biblioed il gabinetto di fsica. Dei quattro collegi che ne dipendono, uno abbandonato sino dal kSoH, ed il maggiore chiamasi d F'onseca dal suo fondatore d. A. Fonteca,

Galizia, e della provincia

di

Lugo

seca-y-Acevedo, arcivescovo di Toledo, celebre giurisconsulto del secolo

o Lncense, una delle quattro formanti l'antico regno di Galizia.

XllI, nativo di Compostella.


L' origine di questa citt con-

Chiamasi anche
lizia,
s.

?.

Giacomo
di

di

Ga-

Giacomo

Compostella
stella
il

Santiago,

Campus
si

Stellae, cosi chia-

temporanea all'invenzione del corpo di s. Criacomo, e perci a quella


s.

mata a motivo
dinaria, che

della

straorterre-

del celebratissimo

santuario

di

vide sopra

no dove
polto
il

poi
il

fu

fabbricata la citt,

segnalando

sito

dove riposava
santo

se-

Criacomo apostolo, frequentato da molti pellegrini, e si attribuisce ad re di Oviedo, chiamato Alfonso \\\\
il

corpo
in

del

apostolo.

Casto, re di Leone, che

la

fece

una amena " mura circondata da montagne nei ezzo di due piccoli tiumi, cio il sniesituata
'

edificare

neU'BSj: quindi

si

accreb-

be colle rovine dell'antica Irla Flavia, di cui si crede ravvisare le


vestigia nel villaggio
,

bra, e
del

l'

Llla,

precisamente

pie
il

o borgo

si-

monte

Pedroso.

Vi

risiede

tuato sulla fosse


lo

dell' Olla,

chiamaleghe

capitano generale

della

Galizia, in
essa,

El

Padroi,
distanti

quattro

uno

alle principali

autorit di
;

spagnole
1

da

Compostella.

ed a parecchi tribunali
bilissimo

come pudi
s.

re residenza e capoluogo del no-

Ordine equestre

Gin-

corno della
recinto

Spada

[P^cdi).

Ha un

murato,
si

vari

sobborghi,

belle strade, e piazze pubbliche, tra


le

quali

distingue

la piazza

ma-

lyor per l'elegante sua aichitettura.

Degno di osservazione pure il numero delle sue fontane, il suo


delizioso passeggio,
i

mori presero Compostella, o San997, e l'abbandonarono al saccheggio. Vuoisi quivi fondato il suddetto Ordine di s. Giacomo, che prima aveva ottanlasette commende, e godeva la rendita di duecento mila ducati d' oro, allorch il principe arabo Almanzorre portando alla citt col ferro e col fuotiago nel

co l'ultimo eccidio, risparmi pro-

diversi edifizi

digiosamente

pubblici
ganti,

e particolari, vasti
il

ed

ele-

come sono

palazzo

gi

il sagro tempio di s. Giacomo, doviziosissimo di ricchezze. Dipoi nel i52o in Compostel-

co^r
la

rOM
poggiata all'autorit
del
di
s.

io3
Isidoro,

Carlo

della
^^elle

impeiatoiv e soviano Spagna, convoc le cortes,


guerresche

vicende

de' pri-

breviario di Toledo, e de' libri arabi di Anastasio patriarca d' Antiochia sui martiri.
11

mordi del con'ente secolo, i frans'impadronirono di Composteli8i4Ja, e la dominarono sino al Anticamente tanto della citt, quanto del borgo Padron, era signore
cesi

uno
flt

dei continuatori

di

padre Cupcr Bollando

l'arcivescovo,

meno

le

imposizioni,

che spettavano ai conti di s. Giovanni, e visconti di s. "Vincenzo dell'antica ed illustre


altri
diritti,

ed

rimontare molto indietro questa e la conferma con la testimonianza di s. Girolamo, e del citato s. Isidoro, non che colle liturgie di Spagna, e con molte cirtradizione,

costanze

risguardanti

questo
Il p.

inte-

ressante punto d'istoria.


lati

Parpag.

famiglia di Calderon-y-Valdes.

prov molto a
che l'apostolo

lungo.
t.

Illirici
I,

Propagandosi molto per la Spagna nell'anno 809 la divozione dell'apostolo s. Giacomo il maggiore, fratello di s. Giovanni apostolo ed
evangelista; Iddio rivel nello stesso

sagr Prologom. part. 3,

1&1,

san
la

Giacomo
fede di

Rlaggiore ha predicato
Gesii Cristo in

che

tempo ad alcune pie persone, il corpo di s. Giacomo fosse

Certo , che s. Giacomo per ordine del re Agrippa nipote di Erode, e primo
persecutore
della Chiesa,

Tspagna.

fu

fatto

in Compostella, mediante la narra-

una stella: ed avendo il re Alfonso il Ca.slo, in onore del medesimo santo fabbricato un maestoso tempio, perch nulla mancasse di decoro a questa
ta apparizione di
citt,
liquie,,

decapitare in Gerusalemme, ed ivi venne sepolto. Vuoisi per, che poco dopo i suoi discepoli prendesse-

santo corpo, lo portassero nello deponessero a Iria Flavia sulle frontiere della Galizia.
il

ro

la

Spagna, e

depositaria

di

preziose res.

ottenne dal Pontefice


la

Leode-

colo, sotto

Ouindi nel cominciare del nono seil regno del mentovato


Alfonso, per ordine di lui
le

ne in, che

sede
la

vescovile della
citt

insi-

chiesa Iiiense,

cui

era

gni reliquie del santo allora discoperte, furono


postella,

caduta dal primitivo splendore, fosse trasferita a Composlella. Sicco-

trasportate
s.

ComQuesto

dove

Leone
fu

III traspor-

me
Iria
la

altri

attribuiscono
s.

il

ritrova-

t la sede

d' Iria

Flavia.

mento

del corpo di
il

Giacomo ad
ad
le

luogo dapprima
clnrn

detto

ad

saii-

Flavia, e
in

trasferimento del-

Jarobum aposlolmn, o Gia-

sede

Compostella

epoca

diversa,

aggiungeremo

seguenti

analoghe notizie. Primieramente si deve notare, che sebbene gli apostoli nei primi dodici anni del cristianesimo abbiano predicato soltanto nei luoghi
confinanti alla Giudea, s. Giacomo avrebbe nonostante potuto recarsi
nella
del

como Postolo, d'onde per iscorciamento venuto il nome di Compostella, sebbene altri, come dicemmo, lo derivino con maggior fondamento da Campo della Stella da
quella apparsa, che

divenne

rino-

matissima per

lo

straordinario coni

corso de' pellegrini,


si

quali recavan-

dalle pii l'emote regioni, e spes-

Spagna

portarvi

il

lume
la tra-

so per solenne

voto,

visitare

il

vangelo, essendo questa

fl7one di;lla

chieia di Spagna, ap-

venerando corpo di s. Giacomo nella cattedrale. Anzi abbiamo, che il

io4
d

COM
X
del

COM
y
1

Pontefice Giovanni

4, spe-

semidoppio

1'

uffizio dell' apostolo

s.

un legato a Compostella per venerare in suo nome il corpo di s. Giacomo, con lettere per Sisenando vescovo della citt, che era in
concetto di santit, pregandolo di tenerlo raccomandato nelle sue orazioni
stolo.

Giacomo
in tutti
i

protettore

della

Spagna,
uffizio di

luned dell'anno che non


luiieth delvigi-

fossero impediti con altro

nove
l'

lezioni, eccettuati

avvento,

di ([uaresima, e di

lia.

al

medesimo

santo

apo-

zio

Clemente IK ch'era stato nundi Spagna, colla costituzione la


p.

detto p. Cuper inoltre prova la verit della tradizione della chieIl

Suprema, data a' 2,3 luglio Bull. Rom. t. VI, par. VI,
estese questo

1667, 164,

sa di
<iel

Spagna intorno corpo di s. Giacomo


Egli
ci

la traslazione

di

Compostel1'

indulto a tutto il clero de' regni di Spagna. Dipoi, per concessione di Benedetto XIV, gli
S[>agiioli

la.

diede pure

autentica

celebrano l'apparizione del


s.

istoria

di

molti miracoli operati da

loro patrono

Giacomo

nella bat-

Dio per intercessione del santo Apostolo,

tagliadi Clavijo, ufizioche quel


fece

Papa

come

ancora

di

diverse
quali

approvare dalla sagra congrealla

prodigiose apparizioni,,
egli

colle

gazione de' Riti.

protesse visibilmente le
i

armate

Ritornando

istituzione

della
al-

cristiane contro

Spagna. Sulla detta traslazione del corpo di s. Giacomo a Compostella, va condi

mori

sede vescovile in cuni ne assegnano


to
alla
di

Compostella,
1'

origine soltan-

fine del

secolo
II.

sultato
res

il

dotto agostiniano p. Flot.

opera

Urbano

XI, e per Quindi avendo


i

Espana Sa^rada,

Ili,

p-

mori rovinata

Iria Flavia, trasport

il

pendic. p. 5o, e 56. Fra i personaggi che visitarono il santuario di Compostella, rammenteremo il Cardinal Giorgio Piadzivil di Lituania,
il

seggio episcopale a Compostella, to-

gliendolo dalla soggezione della


tropoli
di

me-

Braga, e

sottoponendolo

si

quale in abito da pellegrino vi rec a' piedi, locch pur fece-

immediatamente alla santa Sede, ovvero approv la traslazione operata gi da s. Leone III, liberandola dalla giurisdizione metropolitica di Braga. Quindi
nel

ro

un gran numero
s.

di

personaggi

di alta

portata e santit,
Elisabetta regina
s.

come
del

fu-

1120
II,

il

rono
s.

Pormolli

sommo
il

Pontefice Calisto
s.

per oe

togallo,

Brigida con suo marito,


d' Aquitania,

norare maggiormente

Giacomo

Guillermo
santi,
I

altri
li.
il

e personaggi anche rea-

suo venerando santuario, elev al grado di metropoli la sede vescoviCompostella, riunendovi


la

arricchirono santuario di privilegi, ed apriroil

romani Pontefici

le di

giu-

risdizione di Mcrida, Emerito, eretta

no su di esso
si

tesoro della Chie-

nel

IV

secolo, oltre le

seguenti

sa colle indulgenze,

da guadagnar-

chiese per suHi-aganee:


ze,

Tui,

Oren-

che lo visitassero, come poi meglio si dir. Anzi avendo Sisto V, con breve del primo
quelli

da

Lugo, Mondonedo, Oviedo, Brelagna, Leon, Aslorga, Zantora, Numantia, Salamanca, Ciudad- Rodrigo.

febbraio 1589, ^ Gregorio XV, con breve de' 3o ottobre 1621, concesso alla citt e diocesi
stella

Calabria, Avila, Caria, Pl,/cvn-

cia, e

di

Compo-

Pax Julia, ossia Btia. Laonde in seguito Compostella sostenne


gravi dispute sulla

la

facolt di recitare col rito

primazia,

colle

COM
nlelropoli di
Il

COM
di

io5

Toledo, e
Calisto
II,

Braga.

gioro,

medesimo

nella catte-

drale istitu sette canonici col


di
tri,

nome
al-

ed un maestoso, e splendido edilzio, di cui sono mirabili le tre alte torri, le campane, il grandioso
chiostro,

Cardinali, o principali degli


a'

ed

ricchi

ornamenti
quella

di
fizi

solamente fosse lecito celebrare la messa e i divini ufquali


nell'altare del

decorazioni di architettura, e di scoltura,

principalmente

della

santo
ai detti

apostolo;

cappella maggiore, nella quale posta

ed inoltre concesse
so cardinalizio,

canonici

sopra una sedia riccamente


l'effgie del
;

as.

l'uso della mitra, e dell' abito ros-

(lornata,

medesimo
i

come
i

canonici
ec.

di

Giacomo

il

corpo del qual


discepoli

santo,
santi

Ravenna,

Lisbona,

Lucca

Va
del-

e quello de' suoi

per avvertito, che


nonici Cardinali
le

detti sette ca-

Atanasio, e Teodoro, stanno chiusi


in sepolcri situati in

non fanno uso

una cappella

vesti

rosse,

ma

sibbene della mi-

sotterranea. Oltre a ci, in questa

tra nelle processioni, e nelle

cantate.
III,

Quindi
i\ luglio
part.
I,

Papa
i

messe Innocenzo

colla costituzione
a'

In eminenti,

data
tura.

Ili,

p.

199, Bull. Rom. 89, dichiar


l'

con maggior solennit

erezione di
confer-

Compostella

in

metropoli,
stesso

mando
III,

il

decretato dal predecessoII.

re Calisto

Lo

Innocenzo

121 i, commise aldi Compostella, di pul' arcivescovo nire colle censure della Chiesa Sannell'anno
cio
I

re di

Portogallo,
dalla
ci

se

non
a

si

cori'eggeva

sua
si

riprovevole

condotta.

Da

rileva
gli

qual
oc-

venerano anche altre ed doviziosa di paramenti, ed arredi sagri di molto valore. Ma quello, che sopra ogni cosa rende illustre e celebre la basilica cattedrale di Compostella, non solamente in Ispagna ma bens nel Portogallo ed ia tutta la cristianit, e che cagiona la concorrenza innumerabile de' pellegrini ed altri forestieri, si il giubileo dell'anno santo cos chiamato, e che celebrasi ogni qual volta la feApostolo accade stivit del santo nel giorno di domenica, vale a li>
cattedrale
insigni
si

reliquie,

grado fossero
di

saliti

arcivescovi

Compostella. Presentemente
la

cupa

de'minori

de Velez, che Leone XII nel 1824, traslal da Burgos, ed a cui nel 1825 fu dato in ausiliare Emmanuele Maria de SanLiicar, vescovo di Cidonia in parvelihus. Ora sono dodici le sedi scovili suffraganee della illustre metropolitana di Compostella, cio le seguenti per la maggior parte summentovate: Salamanca, Tuy, Ak'la. Conia, Placencia, Asiorga, Zaniora, Orcnsc, Badajoz, Lngn, Monsede
Raffaele

cappuccini,

il 25 luglio. A questo giubileo sono accordate dalla santa Sede le stesse indulgenze di quello che pubconsuel)licasi in Roma nei tempi

re

ti.

Incominciasi

il

detto giul)ileo nel

che in Roma, cio facendo l' apertura pubblica della porta chiamata Santa, la quale re-

modo medesimo

sta

sempre chiusa
il

col

muro

in tut-

to
l'

tempo, che corre dall' uno alaltro giubileo. Questa cerimonia


si

dell'apertura
coli'

fa

dall'

arcivescovo

assistenza del capitolo, del cletutte le corporazioni


reli-

ro, e di
giose.
i

Nell'occorrenza del
cattolici di

giubileo
a no-

doncdo, Citl o Ciudad Rodrigo. La cattedrale dedicata a Dio, iu

monarchi
famiglia,

Spagna

me
le

suo, e a

onor dell'apostolo

s.

Giacomo Mag-

nome di mandano

tutta la rea-

a Compostel-

lot
la

COM
dell'
te.

COM
arcivescovo attuale,
gli
il

due vescovi dal re scelti ad adempirc il voto, al quale obbligossi

seguenpri-

L' arcivescovo fra

altri

anticamente

la

reale famiglia in

vilegi
la

godeva di
astata,

farsi

precedere colconferire
gli

ossequio del santo Apostolo, e consiste

croce

di

in presentar

per

modo

di

do-

ordini sagri nel real convento del-

nazione

un
sia

bauletto pieno di
celebre questa

mo-

l'incarnazione di Madrid.
tolo della cattedrale
si

Il

capi-

nete d'oro, ed altre

gioie preziose.
basilica,

Quanto
si

venti canonici

compone di dignitari, primo dei


di

manifesta
la

ancora

dal

tributo,

quali
sei

il

decano,
,

quarantaevvi

che tutta

Spagna

ha
in

pagato
forza

canonici
il

fra'

quali
il

com-

sempre

al

santo Apostolo

preso
(li

teologo, ed

penitenziere,

del voto fatto dal re

e da tutto

il

memoria,
riportato

don E.amiro, Spagna in gradimento del trionfo


regno
di
i

pellani

nove porzionarii, di venti capmaggiori di quarantimo


,

cappellani minori, e di

altri

preti,

sopra
di

Saraceni

nella

e chierici addetti all'uffiziatura della

battaglia detta

Clavijo, nel qual


sull' aria
il

chiesa, nella quale vi

il

fonte

tempo

si

fece

vedere

l)attcsimale per la parroccliia. Nella

sant'Apostolo all'esercito cristiano con ispada in mano, su di un cavallo bianco, facendo una strage orribile tra i Saraceni. Consiste que-

citt

sonovi

altre

otto

parroc-

chie, cinque

conventi

monisteri

una misura di gratempo della raccolta ogni anno debbono pagare tutti gli agricoltori. Prima il capitolo comsto

tributo in

no, che nel

di religiosi, e sei di monache, alcune confraternite, e tre ospedali, il maggiore de' quali uno de' pi spaziosi in Europa, chiamato il reale, perch con magnificenza edificaCattolico. to da Ferdinando V il

ponevasi di venti canonici


ri,

dignita-

di altri quarantatre canonici, e di

L'episcopio sta presso la cattedrale, ed ogni nuovo arcivescovo tassato

venti cappellani ec.

La

citt

contiene

nei libri della

camera apostolica
si

trenta mila persone ripartite


tordici parrocchie,
sette

quatreli;
i

in fiorini

4o5^o; pei'ch

valuta

la

case

rendita della
tariila

mensa a cento cinquan-

giose di uomini, tre di donzelle


gesuiti
vi

ducati, per gravata di anpensioni.

e la
nese.

avevavo un bel collegio, direzione d' un seminario iber-

tiche

Molti
scientifici,

sono
ospizi
i

g' istituti

letterari,

La

diocesi

comprendeva I2q3
vicarialo.
Il

e di pia beneficenza, copei


pellegrini
;

parrocchie distribuite in cinque arcipreture, ed

me

gli

belli,

un

detto
nella

e vasti sono
se di
di
s. s. s.

conventi e
di
Il
s.

le

chie-

capitolo della

cattedrale

era

Domenico,
ec.

Francesco,
di

Spagna rinomatissimo, massime per


le

Agostino

monistero

copiose limosine che faceva, e per

scelta musica della sua cappella, che annualmente costava ventiquatla

Martino si reputa uno de' pi magnifici dell'Ordine benedettino: l'abbate di questo gran monistero
cattedrale^

tro mila ducati.

La rendita

della

canonico della chiesa

mensa

arcivescovile ascendevaa tien-

simza altra obbligazione che quella


di
assistere al

lamila scudi;

altri dissero a cento cinquanta, o sessanta mila ducati.

coro

nelle

feste

so-

Lo
e

stato

della

cattedrale,
ali"

citt,

Sul modo singolare di profumare con incenso la cattedrale


lenni.

diocesi nel

i8'->.4

esaltazione

durante

il

giubileo, e nelle

festi piii

COM
solenni,
si

COM
l'articolo Ix-

107
Ili,
p.

pu vedere

morti,

ec.
t.

CEXSAZIOXE.

Arduino

Aguirre VI.
(

t.

32?,.

COMUNE
Concili di Compostella.
Cos chiamasi
Il

Officiuni
oflcio

comune

).

un

generale,

che conviene a

tutti

que' santi, che


,

primo

concilio Conipnstellaniiti
a'

non hanno
fornisce
ni,
le
i

ufficio
,

proprio
le

e
gli

che
in-

fu

celebrato

dedicazione
s.

della

maggio , per nuova chiesa


la

la

salmi

lezioni

di

antifone,

le

orazioni, in

man-

Giacomo. Vi
vescovi,
il

assistettero

diciasre-

canza

dell' ullicio
il

proprio suddetto.
degli apostoli, dei

sette

re Alfonso,
i

Vi
ni, e

comune

gina sua consorte,


conti,

figli,

tredici

martiri, dei

confessori, delle

vergi-

ed un popolo

innuroerabile.

non

vergini, de' santi, della de-

Diz. de' Concili.


11
s.

dicazione di
,

una

chiesa,

ec.

f^.

il

dove secondo nell' anno 900 Cesario abbate fu eletto, e condi

Ga vanto
rio

Delle rubriche del Breviasezione ottava.


Setta
di

Romano,
che
la

sagrato arcivescovo

Tarragona
vi
si

COMUNICANTI.
battisti,
si

ma

il

vescovo di Narbona

oplo

appellarono

anacon tal

pose coi vescovi di Spagna, che


gia

nome

per

comunit

riconoscevano per metropolitano. Pret.

e dei fanciulli, ch'essi

delle donne ammetteano

XXIV, Labb
VI.

t.

XI, Ardui-

ad uso

de' nicolaiti. Sorsero

costo-

no

t.

ro nel secolo decimoqu;n-to.

II

terzo fu celebrato nel

97

COINI UNIONE o
rola

COMMUNIONE
La paprinci-

ne fanno menzione il Lenglct il Pagi ad annwn 900, e il Diz. dei


,

(^Commuiiio), partecipazione.

Comunione

si

interpreta in disi

Concili.
II

verse maniere, e
si

prende

quarto

adun per

la

disci-

palmente
I.

ne' seguenti significati.


la

plina ecclesiastica nel ro'iG. Cresconio,

Per

credenza universale di
le

arcidiacono di Compostella, vi

parecchie persone, la quale


sce tutte sotto

uni-

presiedette.

Furonvi ordinati
ti-a

degli

eccellenti regolamenti intorno la disciplina


;

in

un medesimo capo, una medesima Chiesa. Per tale


di
fede.

le altre
i

cose

venne

disposto che
i

tutti

vescovi, e tutti

santa messa

direbbono ogni giorno la e che i chierici nei giorni di digiuno, e di penitenza porterebbero il cilicio. Regia t. XXV,
preti
,

dicesi pure coSenza questo carattere la Chiesa non pu avere vera unit. Tale stata la persua-

uniforme credenza

munione

sione dei

primi
cilio

secoli,

membri di lei sino dai come abbiamo dal conadunato verso


l'an-

Labb
Il

no

t. IX, ed Arduino t. VI. quinto venne adunato nell'ani4, sotto Didazio Gernierez si

di

Elvira,

no 3r3. Ed
pre
inteso
il

in tal

modo

si

semil

concilio di
la

Nicea,

vescovo di Compostella, e vi

for,

quale chiama
cattolica,

Chiesa una, santa,

marono

venticinque
si

regolamenti

sulla giurisdizione, e

presero prov-

videnze sulle case dei nobili, e plebei, sui

pegni, sulle calunnie


e traditori
,

con-

ed apostolica. In conseguenza tutte le sette, che disgraziatamente lasciarono di essere nella comunione di fede, per loro som-

tro
ri,

ladri

sui carattescrii tu-

ma
sere

sventura hanno cessato

di
di

es-

sui
;

memoriali
di

ed altre
,

membri
Il

della Chiesa

Ges
il

re

sui beni

quelli

che erano

Cristo.

sommo

Pontefice

ve-

io8

COM
fedeli
si

COM
a vicenda
si

aerando capo della comunione cattolica; la Cliiesa di Pioma, o la santa Sede, n' il centro, n alcuno pu sepaiai'si da essa senza essere scismatico. V. Chiesa per congregazione de'
II.

prestavano.

oltre in alcune carte del secolo

Tn XIII
alle

diede

il

nome
i

di

Comunione

offerte,

che

fedeli

facevano in co-

mune. V. Berlendi, Delle oblazioni


4? e 48, ove dice, ch'erano di due sorte, una dell' oall'altare, pag.

fedeli.
i

Per

la societ di tutti

mem-

bri della Chiesa militante sulla terra, sofferente nel purgatorio, trion-

razione, l'altra del sagrifizio, e che


i

fante nel cielo. Questa dicesi anco-

ra

Comunione
la

de' santi

cio

l'

ula

nione tra

Chiesa

trionfante
la

fedeli talvolta potevano partecipare dell'una, e non dell'altra. IV. Per r unione de' fedeli fra loro per mezzo de' sagramenti, della

Chiesa paziente, e

Chiesa
i

mili-

grazia, della carit,

di

tutti

doni

che sono nei cielo, le anime che penano nei purgatorio e i fedeli che vivono sulla terra. I membri sono
tante, vale a dire tra

santi

sopi-annaturali.

ticolari

V. Per l'unione delle chiese partra di loro, che ne' primi tempi conservavano per mezzo delle
lettere,

vmiti tra di

essi

coi

vincoli

della

cui

si

scrivevano reciprocasi

carit per la scambievole

comunie di

cazione

d'intercessione,

pre-

mente, e che di comunione,


amicizia.

chiamavano
di fraternit,
tal

lettere

e di

ghiere. Quindi l'invocazione de' santi,

Con
vincoli

mezzo
una

testifica-

l'orazione pei morti,

la

fiducia
il

vano
e di

di essere unite tra esse,

non

nel potere dei beati appresso

tro-

solo coi

di

stessa fede,

no
gli

di

Dio.

La

santi vui
articoli

domma

Comunione di fede, uno


degli

dei

un medesimo

culto,

ma

anche

de-

del simbolo

apo-

per mezzo d'una scambievole carit che s' interessavano alla pro,

stoli,

costantemente riconosciuto per

priet le

une

delle altre,

parte-

la tradizione, e fondato sulla santa

Scrittura.
teologi
,

Dal che conchiudono


nella Chiesa
,

cipavano del bene, o del male, che loro poteva avvenire.

che
,

tutto
,

VI.
Chiesa,

Per

la

riconciliazione

alla

comune

preghiere
;

grazie, meriti, ec.

opere buone che una delle


dis-

maggiori

anzi

incomparabile

grazia per

un

cristiano quella di

essere privato per la


Io
li.

scomunica, e

scisma della
Il

Sarnelli
santi,

Comunione de' sanspiega la CommunioLettere, eccl.

sagramento di penitenza , che qualche volta stato chiamato comunicazione, comunione perch ristabiliva i penitenti nel diritto di comunicarsi, cui avevano perduto pel peccato. VII. Per la partecipazione alla
e pel

ne de'
t.

nelle sue

santa Eucaristia.

Comunione
e

nella

VII, p.

i27,lett.

LIX Che

vuol

liturgia la parte della

messa do-

dire:

Credo

sanctcin Ecclesia ni

Ca-

ve
no,

il

sacerdote prende
corpo, ed

consuma

tholicam, saiictorwn coinviunionem.


III.

sotto le specie del pane, e del viil

Pel commercio
,

di
,

suffragi,
di
i

di preghiere

di

meriti

buone

Cristo.

sangue di Ges il Questa parola si prende ansi

opere, che regna fra tutti


bri della Chiesa.
S.
gli

mem-

co pel momento, in cui


stra
il

amminila

comunione anche
voli di

Paolo chiama aiuti scambiei

sagramento

dell' Eucaristia,

e in questo senso

dicesi:

mes-

limosine, e di servigi, che

sa e alla

Cotnunione.

Comunione

COM
o Communio (Vedi) si dice l'antifona, che il sacerdote recita, dopo e prima aver preso le abluzioni delle ultime orazioni, che si chiamano post-comunione, o post-commue riti nio. Sull'abluzione, suo uso diversi dopo la saula comunione, Meni. Eccles. tratta il Ga rampi
,

COM
sacerdote
P'tdi.
,

109
consagrata
.

un' ostia

La comunione
nel desiderio
di

spirituale consiste

comunicarsi
si

real-

mente,
allora
sta

quantunque non

riceva

il corpo di Ges Cristo. Queuna pratica eccellente di pieper fare la comunione spirituale

pag.

V. il Giorgio, De Calice ahlutionis, Lubeccae 1 7 i i ;

i88 e

seg.

ogni volta che

si

assiste alla

messa

con
dersi

sentimenti

fervorosi,

per ren-

ed

il

Sartorio
della

cujua diluendi,

Ma
le
li,

De more vimini Tremoniae 1736. comunione Eucaristica,


,

peo Sarnelli, nel tom.


lo la

degno della sagramentale. PomIli, p. i4^


ss.

delle citate lett. eccl., del sagrameli-

della laica, peregrina, passiva, sotto

della

Eucaristia in voto, par-

due

specie, pasquale, de' fanciul-

dottamente e
della
effetti,

con

belle

erudi-

degl'infermi, delle sue cerimonie,

zieni

comunione
avvenuti a

spirituale

ed altro che la i-iguarda, parleremo brevemente ne' seguenti paragrafi.

I.

de'suoi
ta

e de' prodigi talvol-

in essa
vita.

persone

di

santa

Comunione Eucaristica, o
Sagranienlale.

La comunione ecclesiastica la comunione tale quale la ricevono i


preti.

F. Gavanto, parte
dell'assumere
i

li,

tom.
do-

La comunione

eucaristica

la

X, rubrica IV, Dell'assumere l'Ostia e


il

partecipazione del corpo, del sangue,

Calice.
i

dell'anima, e della divinit di

Ges

menicani,
si

certosini, e

cistercien-

Cristo Signor nostro, vero Dio, e vero

si

comunicano
Il

colla

mano
Eccl.
t.

si-

uomo, realmente presente nel sagramento dcU'Eucaristia: atto evidentemente il pi augusto, e il pi santo
della nostra religione. In tutte le reli-

nistra.

Sarnelli, Lett.

IX
che

p,

3i, Lettera

XV,

della comuniodice,

ne colla
in
si

mano
al

sinistra

gioni stato uso costante


re in
offerta

il

mangia-

mistero di comunicarcolla mano .sinistra, questa parte

quanto

comune
i

le

carni della vittima

significa la presente
l'altra
la

vita,

denotando
colla
tal
si-

in sagrifizio.

Sino dai primi

parte destra; e che colosi

tempi vano
ro

padri di famiglia presiede-

ro

quali

comunicano
gli

alla cerimonia,
i

univano

lo-

nistra essendo pii nobile


nelle

parte

figli,

domestici, e sovente pure


alla

cose sagre presso

antichi,

gli stranieri

partecipazione di

anch'essi sperano, per virtii del sa-

quel
nello

convito fraterno.
ss.

Ges

Cristo
,

coir istituzione della


stesso

Eucaristia

gramento, e della passione di Cristo, di venire trasferiti dalla presente miseria ai gaudi sempiterni.

tempo fu sacerdote
cibo
de' suoi

Parigi

vittima, e

adoratori.

La comunione
le,

eucaristica

o rea-

o spirituale, o

ecclesiastica,

laica.

venne pubblicata una Dissert sur la conimunion avec la gauche. Sul comunicarsi il Papa allorch celebra solennemente, colla
nel 174*^

La comunione
la

reale quella, per

mano
trono,
sul

sinistra,

non
della
in

all'altare

ma

sul

quale ricevesi veramente, per la bocca del corpo, e dalle mani del

come medesimo

che piedi, o sedendo, fa

comunione

o
altri,
si

LOM
traila
al

COM
volume IX.
del Diziuiia^
colla

agli p.

avevano
nitenza
a

commesso qualche
questa

colpa

28, 29, 3o, e 3i

grave, giacch erano ridotti per pe-

rio.

Sui comunicarsi

mano

aggiungeremo, che in tal rito dal concilio di Trento lasciato ai domenicani ec, si spiega, che sicsinistra,

come
licio

allaltare
della

si

rinnova
il

il

sagii-

croce,
colla

sacerdote consinistra,

sumando
gri

mano
colla

vie-

comunione, cio fedele. Tal castigo prova pure essersi sempre j)osta una distinzione Ira lo stalo dei chierici, e quello dei laici. Pamelio, ed altri dicono essere stata tal comunione fatta fuori del presallo stato di

un semplice

ue a sostenere,
Cantici,
il

sposa dei sa-

biterio ai chierici, confusi coi laici.

capo di Ges moribondo: Lae\'a ejus sub capile meo.


l'erci dalla parte

Tuttavolla osservano vari che ridurre un ecclesiastico

autori,
alla co-

del cuore, sede


il

munione
la

laica,

non era

gi l'am-

dell'amore,
nipolo,
Il

il

sacerdote mette
l'anello

ma-

metterlo alla comunione di una sospecie consagrata;


il

e lo sposo

nuziale.

ma, come
periti

didelso-

Macri ne d la seguente spiegazione. I domenicani tenendo colla

ce

de Marca con
e

altri

l'antica disciplina, Clericuni

non

mano

sinistra l'Eucaristia,

colla destra

libera di

mostrano essere sempre

luta
cellos

consessu

Cleri
et

depulsum,

extra canredacturn in

pronti a difendere la verit del

me-

locuin et ordi/iem laicoruin

adcom-

desimo sagrameuto contro gli eretici impugnando la spada della predicazione evangelica, di
L' erudito
cui
i

niunicandurn synaxi,
tutto
di

ma
la

anche del
privazione
di
laico.

degradato
al

con

dome-

ogni privilegio

del chiericato, e
stalo

nicani fanno particolare professione.


fr.

ridotto

semplice

Luigi

Vincenzo
doine-

Cassino, nella sua Liturgia


iiicanay dedicata a

Pio VII, t. I, Delle cerimonie della Messa, cap. Vili, p. ii3 e seg. , chiaramente dice, che domenicani usano il rito
i

Dal che si scorge, che tal gravissima pena era imposta anche ai vescovi; e non solo consisteva colla negazione della comunione anche
laica,

la

degradazione dallo

stalo

ecclesiastico,

ma

il

chierico era co-

di

comunicarsi colla

mano

sinistra

me
per

discacciato
,

dal

grembo

della
,

sino dal principio dell'Ordine, e pri-

Chiesa

i-estavagli

interdetta

ma

del 1254, giacch anche a molte

chiese,

ed

ai

vescovi Cardinali era


ra-

comune tal rito. E ne porta le gioni, come per difendere colla


stra
il

sempre ogni comunione cogli altri fedeli. V. il padre Lupo nelle note del primo canone del concilio
t.

decer-

celebrato
fol.

nel 34-7
2.

in Sardica
forse

calice ec, e parla

dei

tosini,

e cistcrciensi nel

modo

soil

praddetto, nonch di
logna, ove

un quadro

semuna tal pena, come appunto sembr ad AlesI.

287.

Pu

brare rigore
sio

inaudito

quale esisteva nella Certosa di Bo-

Aristeno diacono di Costantino-

vedeva dipinto s. Girolamo comunicato da un sacerdote


si

poli,

che viveva

verso

il

i3o, se

riguardasi alla disciplina della chiesa

colla

mano
tale

sinistra.

orientale, Si

non
legge

a
poi

quella
nel

occi-

La comunione
nione
ci.

laica

la

comui

dentale.

Macri,

quale la ricevono
laica

lai-

Per comunione
il

un tempo
ciie

la comunione laica non era la comunione del ss. Sagramento, ma

che

s'intese

castigo

de' chierici,

la sola

partecipazione delle

oraziu-

COM
ni
rici

COM
tali

111
dal concilio car-

fatte

tlai

laici,

stando

cliie-

mata

cos,

massime
la

penitenziati con loro oianclo

in

taginese,

comunione, che senza


meriti,
si

chiesa,
j'it

come

si

conrerma coUautoi

riguardo alcuno di
sa a tutti.

con-

di molti concilii,

quali ordi-

cedeva indiirerentemente nella Chiediettivo passivus

penitente,
penitenza,

narono, che morendo senza aver


fosse
laica, lo

un pubblico
compita
la

Tal nome deriv dall'admolto usato dai ,


significare

comunione
lo

ammesso alla sola che non si pu

padri

africani per

cosa

comune.
.

intendere della
della
ni fatte

Eucaristia,

ma

soII.

comunicazione delle oraziodai


laici.

Coniiinione sotto

le

due

specie.

Cosi

il

Macii,
cie s'intende

nella Notizia dei vocaboli ecclesiastici.

La comunione
legrina, era

straniera,

o pel-

un
i

altro castigo, o pe-

na, alla

quale

canoni condannai

rono
voli

vescovi, ed

chierici

colpe-

certe leggiere mancanze. di Questo castigo non era scomunica, ne deposizione, ma una specie di

Per comunione sotto le due spela conumione che si fa ricevendo le specie del pane, e dt'l vino. Tal comunione non n comandata n proibita da Ges Cristo ai laici, ed ecclesiastici, che non sagrificano. Sebbene la comunione sotto le due specie non sia mai stata tenuta per necessaria,
,

sospensione

dalle

funzioni dell' ordel posto, che


si
il

slata per in uso,

anzi fu

coman-

dine, e la perdita

chierico occupava, e solo gli

da-

va

la

comunione
Se
era
tra

stranieri.

come ai chierici un prete, aveva


i

l'ultimo luogo

preti,

e pri-

tempi, ed in alcuni luoghi, nella Chiesa, dappoich dui-ante i primi quattro secoli della Chiesa i fedeli comunicavansi anco puiiblicamente tanto sotto una sola,
cevX

data in

ma
to

dei diaconij

come l'aviebbe avuil

che sotto due specie

a loro piaci-

un

prete straniero,

quale pel-

mento. Verso l'anno


tefice
s.

44^5

il

Ponfedeli

ligrinasse senza le lettere

commen,

Leone

comand

ai

datizie del

proprio

vescovo
fatte

chia-

con cercaratteri, e note particolari per ti isfuggire ogni inganno; e cos d"i
diaconi e dei
lio

mate Formate, perch

suddiaconi.
,

Il

conci-

prendere le due specie quando comunicassero pubblicamente, per iscoprire i manichei, i quali non che sotto la spesi comunicavano cie del pane, perch abborrivano
di
si
il

Agatense ordin che un chierico, il quale ricusasse di frequentare la chiesa, fosse ridotto alla co-

vino chiamandolo
delle
;

fiele del princi-

pe

tenebre, e

dal

demonio

creato

eretici

che
all'

si

nascondevano

munione

straniera,

e pellegrina.
_,

Il

pi-esentandosi

eucaristica

mensa

che quelli i quali erano ammessi alla comunione pellegrina, non potevano esercitare ministeri ecclesiastici, n partecipare delBerlendi dice
le

coi cattolici, in grazia

della libert,

oblazioni del sagrifizio,


delle orazioni,
l'^.

ma
il

sola-

mente
Macri

Macri

Communio
alla

peregrina.

11

medesimo

che avevano di non comunicarsi che sotto una sola specie. Questa disciplina prescritta da s. Leone I non fu universale e non dur se non tanto quanto l'eresia dei manichei in occidente. Sembra , che
,

voce Coniiniinio passiva,


veniva chia-

nel pontificato di

s.

Gelasio
si

elet-

dice che

anticamente

to nel

49^;

manichei

moltipli-

II?.

COM
Papa per
ri-

COM
ca,

cassero, ginccli quel

in

Nolilla

ad

Cond. Claiula

conoscerli in
ti
i

Roma, ordin che


specie,

lut-

ambedue
in

comunicassero sotto ed il Mabillou, Orci. Rom. cap. 9 et iq, ne


fedeli
si

iiiontanum, p. 9.(G. Nel secolo XllI


sotto le

comunione
gene-

le

due

specie divenne

ralmente
sa
Ialina,

ristretta a'preti della Chie-

tratta

dilFusamente.
si

Per dopo

il

cjuinto secolo

torn all'antica

li-

orientali la continuarono,

beit di comunicarsi, anche puLbli-

camenle, sotto una, o due specie. Avverte il Macri, che sebbene fei

deli

nella

messa
il

fossero

obbligati

licevere
specie,

due

Sagramento sotto le nondimeno comunicanmessa,


si

ed altri ed osservano tuttora, anzi i greci usano dare insieme il corpo col sangue mescolalo ai laici, porgendolo con un cucchiarino. Non essendo adunque la detta comunione necessaria,
giacch
i

greci

nel secolo
sciala,

XIV
il

erasi

tanto

trala-

dosi fuori della

comuni-

che

Pontefice Clemente

cavano sotto quella del pane, giacch si concedeva ai fedeli il portare a casa l'Eucaristia in
le

residente

in

Avignone,

nel

VI i344

concesse ad Ottone duca di Borgo-

persecuzioni
si

acci

tempo delprima del


I

gna, a Giovanni duca di Normandia,


colla sua sposa, e a Filippo

VI

re

martirio

potessero comunicare.

di Francia, insieme alla regina sua

monaci nel deserto non avendo sacerdoti, o modi per celebrare, tenevano presso di s il Sagramento

moglie, di comuni(;arsi sotto

ambe-

due
i

le

specie, del

qual

privilegio

sovrani di

Francia

fecero in se-

per

comunicarsi.

Nella

Chiesa
eletto

guito uso nel giorno della loro so-

occidentale questa consuetudine du-

r sino a Papa

s.

Ormisda,

punto
ge,
tal

lenne coronazione, e nell'articolo o di morte. Il Macri aggiun-

nel 5i4, perch fu tolta dal cano-

ne 3 del
nella

concilio

Cesaraugustano,
alcun lenpo
calice in-

durando per ancora


Chiesa orientale.

In progresso l'uso del

sensibilmente

si

and

abolendo, e

come per

gradi

senza verun rego-

lamento della Chiesa. Nel secolo XII pi che mai principi a tralasciarsi

questo rito;

anzi nel

de-

clinare dell'XI, nel concilio di Cler-

mont
no

del

logS, Urbano

II

che
se

Io

usavano di anche una volta l'anno. La concessione per a Giovanni, che fu poi re di Fiancia col nome di Giovanni II, porta anche la data del i35i il Pontefice raccomand ai detti privilegiati, che tulio si faccia con estrema precauzione, alinch nessuna parte delle sagre specie vada a male, e con qualche segretezza, perch non abbia a venirne scandalo. V. il Berche
i

re di Francia

privilegio

celebr, avea gi ordinato, che ninricevesse la

castel.
l'

Storia del Cristianesimo, del-

comunione,
,

non
e-

edizione francese, toni.


I
;

XIV,
Go
i-

pag.
del;

sotto

ambedue le specie slingucre P enorme abuso


ni,
i

per
di

I I l'

toni.

XVI

pag.

alcu-

edizione

veneta

di
i

Anlonelli

quali amministravano l'Eucacol

il

Rinaldi agli anni

344j

6?.,

ristia,

corpo

di Cristo

tinto

e
st

1345
agli

n.

32. Egual privilegio re-

nel sangue del

medesimo Signore.
Eccles. ohser-

imperatori romani nel di

V.
vat.

il

IMicrologo, de
i()

della loro coronazione; al diacono, e suddiacono

cap.
p.

in hiblioth.

XV HI,

"417, e

PP. tomo Pietro de Mar-

che assistevano alla messa solenne nelle domeniche, ed


,

CGM
altre feste nell'abbazia di
s.

COM
Dionilice

ii3

sio in Francia
stri

ai

dell'altare

si

medesimi mininelle domeniche


tutti
i

che in altri giorni festivi; nell'abbazia di Cluny,


capitolo

Quindi il concilio di boemi la comunione sotto le due specie. V. Compactata Bohcmorum, presso Natal
[Vedi).
Basilea accord ai

ed a

mo-

Alessandro Hisl.
p.

Eccl.

tom. Vili,
et

naci cluniacensi nel d dell' apertura


del

etc.

saec.

XIV
il

XV, non
Che non
lai-

generale

dell'Ordine.

che
le

il

Mansi, ed
specie

Pioncaglia.

Al volume IX, p. 29, e 3o del Dizionario, si dice, che allorquando il Papa celebra solennemente,
partecipano della comunione d'am-

due

dell'

Eucaristia

sieno necessarie alla salute dei


ci,

e che

il

contrario

sia

errore

adottato dai protestanti

ad imitaTraile de

be
e

le specie
il

il

Cardinale

diacono

zione degli Ussiti, lo dimostr eru-

prelato suddiacono assistenti, e

ditamente
ces,

il

Chardon
1
.

ministranti.

la Coinuion soiis Ics

deiix esp-

In seguito, avendo sulla comunione delle due specie eccitato fudi turbolenze Pietro nestissime

Paris

70

V.

\\

Bernini IstO'

ria delle Elisie pag. 532, 541, e

56o.

Dresda, Giovanni Huss, ed


felici

altri in-

Enea

Silvio

Piccolomini
di Federico

che
al-

pretendendo che l'uso del calice fosse assolutamente necessario, il concilio di Costanza nel \^i5 colla sessione XIII, lanovatori
_,

era segretario

111,

lorch questi
si

si

rec ad incoronarPontefice col

in

Roma, divenuto
di

nome

sciando

ai

sacerdoti l'obbligo di co-

municarsi sotto

le due specie quando dicono la messa non quando non la dicono poich allora si comunicano colle sole specie del pa,

ne, represse

detti eretici

e loro

seguaci, col proibire severamente ai


ministri dell'altare,

Pio II, ricevette una legazione da Giorgio Podebrachio, fautore degli Ussiti boemi, dai quastato acclamato re nel i458. li era Narra il Rinaldi all'anno 1462, n. 14? che faceva parte della legazione un sacerdote ussita, il quale disputando De e alicis communio-'
ne

sotto

pena
i

di

numqnam

divinitus re\'elata,

et

scomunica, di
ragioni, che

comunicare

fedeli

oblirpus illationibus
cessitatein pertinente

ad

sahitis

ne-

sotto le specie del

vino. Le giuste hanno indotto la Chiesa ad ordinare la comunione sotto una sola specie, sono ampiamente

plura praeced' infet-

pti oraiione fuderit, tent

tare la stessa sede del cattolicismo,

con
nel

la

sua eresia. Laonde Paolo

II,

riportate dai trattatisti.


ci,

Ed

per-

successore di

Pio
di

II,

prevalendosi
del
ri-

che Federico

III

imperatoi'e

1467

della circostanza

nel

14^2 ricevendo solennemente in R^oma l' imperiai corona da Nicol V, nella funzione non si comunic sotto ambedue le specie
com' erano
stati
soliti

torno in
la

Roma

Federico HI ad
per repiiraere

adempiere un
di gran peso,

voto,

fare

pre-

decessori, per

non parere d'appro-

un esempio avendo gi scomunicato il Podebrachio, volle che Federico HI nella comunione prenrinascente eresia con
desse soltanto
la

vare l'eri'ore ancora sostenuto dagli

specie

del

pane.

massime boemi, che ostinatamente piopugnavano necessaria la comunione ancora del CaVisiti [Vedi],

Affinch

a s gran principe di restar privo della comunicne del calice, contro il codispiacesse

poi

non

VOL.

XV.

ft

ii4
ficale,

COM
ponti3

COM
erano,

stuine fino allora usato nel


ch'egli
il

o che in questo

ella

ha

primo
il

di

gennaio

>

errato, sia

anatema

".

celebr

nella

basilica

lateranense,

M Se
'>

alcuno

comand, che anche


il

diacono, ed

Cristo,

negher r autore, e la sorgente di

Canone 2." che Ges

assistenti, e mine astenessero, con un rito affatto nuovo. Agostino Patrizio, allora chieiico, cio maestro di cerimonie della cappella, lo scrisse al suo amico Marcello in questo modo: Commuuicavit summus Pontifex altaris sacramentum cum " imperatore, diacono, et subdia> cono de pane tantum; de caliw lice autem, etsi consuetudo sit communicantes cum Pontifce partecipare, propter insurgentem tamen Hussilarum , ac Bobe morum damnalam haeresim quae calicis potationem necessa riara putat, praeter Poutifcem bibit nerao ". Non vero che Innocenzo Vili

suddiacono suoi

>

tutte le grazie, sia ricevuto tutto

nistranti se

intero sotto la sola specie del pane, per cagione,

come

alcuni sos-

'

non ricevuto conformemente alla istituzione di Gesi Cristo, anche


sotto

tengono falsamente, che

r una, e l'altra specie, sia ". F. il Rinaldi all' anno i562, n. 75, e seg. Tuttavolta, dopo avere Pio IV approvato solennemente il concilio di Trento, i tedeschi insistettero nel domandare il permesso di comuni>

anatema

carsi

sotto

ambedue

le

specie

credendo il Pontefice che con questo permesso dovesse maggiormente


confermarsi, e dilatarsi
nella

Ger,

mania
qual
di

la

religione

cattolica

al

sentimento

univansi le

pre-

concedesse
il

a'

norvegi di consagrare

calice senza vino,

per

mancanza

di questo, nella difficolt di conser-

varlo.

Il

Pontefici

vino indispensabile, ed i non dispensano dall'essensagramenli.

I imperatore, Alberto di Baviera, e di Carlo arciduca d' Austria, accord la domanda, usando dell' indulgenza del-

ghiere di Ferdinando

V. Vino. In appresso l' Interim (Ved)^ o px'odel fessione di fede di Carlo 1548, concesse ai laici la comunione sotto le due specie, il perch Paolo III spedi nunzi a quell' imzialit de'

la santa Sede. Per nei brevi, che intorno a ci sped agli elettori, ed

arcivescovi della

Germania, dichiatale
fa-

r eh' egli concedeva loro

colt, qualora lo stimassero conve-

niente, di amministrare cio la co-

munione
che
la

peratore

per

riparare

tal

errore,
dei
il

sotto le due specie a quelli, domandassero divotamente,


s

ma

la

pertinacia

lagrimevole
conseguire
Il

e protestassero, che
nell'altra
si

nell'una, che
il

protestanti,

non

fece

conteneva

vero cor-

bramato

e lodevole scopo. nella

con-

po

di

Cristo, e che

non

avea

er-

ciho di Trento

sessione
i

28,

rato la Chiesa nel


specie soltanto,

distribuire

una
nel

ecco quanto tratt nel canone


:

su

come neppure
l'altra.

questo grande argomento Se al cuno dir che la santa Chiesa

concedere
bertini,
n.

1'

una, e
sacri/.

F.

LamI,

De

Missae,

sect.

cattolica non ha avuto cause giu ste, e ragionevoli per dar la Co m unione sotto la sola specie del pane ai laici, ed eziandio agli
n ecclesiastici, quando

363. Trovandosi poi in progresso, che per tal benigna concessione i luterani divenivano sempre pi
contumaci, come
Rinaldi all'anno
si

legge nel citato


n.

non

consa-

i564,

36;

COM
maggiori danni ne seguivano, come
scriveva
il

COM
cie,

ii5

celebre

mendone
marzo

ai

di

Cardinal Comgiugno i565 al

Vanda del divin sangue, stante l'uso di comunicarsi con ambe le speconsideravasi qual

compimento

santo Cardinal Borromeo, e ai


dell'

22

anno seguente
t.

al Cardi-

nal Reomario, presso Lagomarsini^


Epist. Pogiani,
seg.;
Ili,

p.

i65,

comunione, e chiamavasi confermazione. Il sangue poi si sumeva da chi riceveva la comunione, non con accostarsi immediatamendella

perci

s.

Pio

V,

coli'

Epist.

ad
die

Patr. Aquilej die 8 junii i566,

et Epist.

ad Card,

archid. Austriae
il

ejusd. juu. presso

medesi-

mo

Lagomarsini, e poscia Gregorio XIII rivocarono interamente la permissione di Pio IV, e l'estituirono r uso praticato per pi secoli, di

per mezcanna di argento, oro, o altra materia; ed il popolo non beveva nel calice dei principi. Tra le ragioni, che indussero la Chiesa ad ordinare la comunione sotto una sola specie, ippunto una fu il disgusto che ail

te

calice alle labbi^a,


fstola
,

ma
sia

zo di una

amministrare
sotto

a' laici

la

comunione
al-

una

specie soltanto. Anzi


1

lorquando nel
fu pregato dal

duca

di

Clemente XI Brunswich

vevasi di bere in una medesima coppa, o di succhiare colla fistola l'un dopo l'altro ad un medesimo

cannello.

Nel
si

succitato

luogo
il

del
nei

e Luneburgo, per la facolt di co-

Dizionario,
stola,

dice che

Papa

municarsi sotto le due specie, il Papa con opportuni esempi, e valide ragioni,
lo,
si

rifiut di contentarsi

nel

modo che
la

legge nella ract.

canna d'oro o fsangue di Cristo, facendo poi altrettanto il diacono e suddiacono assistenti, e ministranti.
pontificali colla

sume

il

colta Epist. et Brev.

II,

p.

207.
III.

Sopra
si
il

comunione
le

dei laici sotto

Comunione pasquale.

ambedue

specie,

sono da veder-

grijicio della

nominato Lambei'tini, Del saMessa, tomo II, parI,

Nel fervore della Chiesa nascente,

non era vi precetto


;

ecclesiastico
fedeli
si

te IV, sez.

dalla

pag.
il

4^6

di comunicarsi

ma

coi

43 1,
della
cie,

e particolarmente

Trattato

municavano ordinariamente
giorni
di

tutti

Comunione sotto le due spescritto da monsignor Bossuet

loro

proprio

impulso.

Rallentandosi questo
re,

primo fervo-

in

francese colla sua profonda eru-

dizione, e tradotto nell' idioma ita-

bisogn obbligare i cristiani a comunicarsi. Si legge nelle vite dei


Pontefici romani, che
eletto
s.

liano in Venezia, ed ivi pubblicato


s

Zefiirino,

nel

1733 che nel

1782.

V.

il

Papa l'anno 20 3,
giunti al

secondo
della

Zaccaria
p.

neW Antifebronio, tomo

I,

l'opinione di alcuni ordin, che tutti


i

19, dell'edizione di Cesena.

cristiani,
,

tempo

Siccome poi la comvmione del calice fu chiamata anche Confermazione j noteremo che sicco,

comunicassero nella Pasqua di Risurrezione (Vedi), e che s. Fabiano creato Papa nel 2 38

pubert

si

me

r unzione

col

sagro

crisma
tal
si

comand

ai

fedeli

di

comunicarsi

considerato

come

un
coi\

qual
chiail

tre volte l'anno.

Il concilio

d'Agde
molti
fedeli

compimento

del battesimo,

celebrato nell'anno

5o6 da
ai

ma

Confermazione;

secondo
la

vescovi delle Gallie, e presieduto da


s.

modo

di dire degli antichi,

be-

Cesario d'Arles, ordin

ii6
di

COM
tre

COM
volte
l'

comunicarsi
il

anno,

8,

n.

2.

In
e

alcuni

luoghi

per
nel

cio

giorno di Natale, di Pasqua

evvi antica consuetudine,

come

e della Pentecoste. Il concilio generale XII, laleranense IV celebrato dal Pontefice Innocenzo III, sulla

Portogallo
basta

nella Spagna,

che

comunione pasquale decret

col

canone IX nel 12 15: che ogni


fedele dell' uno e dell'altro ses" so, essendo arrivato alla et del la discrezione, confessi solo al

si comunichino i fedeli in qualunque giorno di quaresima, per adempiere al precetto della Chiesa, e secondo poi il costume di Dalmazia, dopo la met di qua-

resima.

Non

si

soddisfa alla

comuIn-

nione pasquale con una comunione


sacrilega,

proprio sacerdote, almeno u?ia w volta all'anno, tutti i suoi pecS3

come
;

defin nel

1679
il

nocenzo XI

imperciocch

sacri-

cati,

adempia

la penitenza,
:

che

lego ricevendo indegnamente l'ostia

gli

sar imposta

ognuno
il

riceva

consagrata, eh'

il

vero e real corviene a conculFigliuolo

w "
)i

almeno a Pasqua
dell'

sagramento

po

di

Ges

Cristo,

Eucaristia

s' ei

non

giudi-

carlo, e a fare

scempio delle carni

casse

opportuno

di

astenersene

adorabili
di Dio.

dell'

umanato
i

per qualche tempo col consiglio


del pi'oprio suo sacerdote; altii-

Sono
nicarsi

obbligati

fedeli a

comu-

menti sar scacciato dalla Chiesa,


sepoltura
ecclesiastica.

durante

la

quindicina di Pa-

e privalo della
>>

Che

se

alcuno

volesse

squa nella loro parrocchia, o nella chiesa che tiene loro luogo di parrocchia, eccettuati gli esenti, e quelli

confessarsi ad altro sacerdote, ne 55 ottenga prima la permissione dal suo proprio saceidote, poich al trimenti l'altro non pu n le gare n assolvere ". F. Con,

che avessero un permesso espres-

so dai loro vescovi, o dai loro parrochi, per comunicarsi altrove.

Chiun-

que riceve
ni del

fessore.

comunione dalle maproprio vescovo, adempie il


la

Per riguardo al tempo pasquale il Fagnudez dice, che sotto il nome di Pasqua per/M.y comune s'intende il giorno stesso di Pasqua
<:ogli

precetto pasquale.

In

Roma
si

nella
ritie-

patriarcale basilica Vaticana

ne da molti, che pel privilegio che gode, si pu da chiunque soddisfare


il
i

otto

precedenti
dalla

seguenti

precetto pasquale, e per accertare


rispettivi

giorni, cio durante


di

la

quindicina
delle
in-

parruchi della seguita co-

Pasqua,

domenica
in Alhis

Piilme fino
assegnato da
loiil della
g'in.

a quella

clusivamente. Questo tempo poi fu

Eugenio IV
costituzione.

coli'au-

(juesto

Laonde tutti quelli, tempo senza un


precetto,

Fide diche entro


legittimo

munione, si d loro il bollettino, che i comunicandi ricevono dai ministri della detta chiesa appena ricevuta INIa siccome la cola comunione. munione pasquale deve farsi onni-

namente nella propiia parrocchia, non riuscir discaro che qui ripunto
poitiamo, quanto su questo grave si potuto trovare.

inqjcdimento, e per loro colpa non


aclciiipiono tal

incon-ono
senleii-

nelle pene imposte dal concilio Laterni leiise


;

cio post hit avi


il

Paschrdis

communio extra propriani


suscepta

tiiim,

c>ome avvert
in

Suarez,

De

Ecclcsii/n paiochialeni

J'ociu'tenl.

3 part.

disp. 35, sect.

non

jiivat

pio sntisfaclione prae-

COiM
cepli,

COM
Son tenute
che
chia
si

117

etiam

si

suinpta fiierit in

di comunicarsi nelle

Ecclesiis palrarchalibus, aliiscjue


(jiiibuscunique.

chiese parrocchiali tutte le persone,

troveranno abitare in parrocsi

nel tempo, che

fa lo

stato

1.

Ex

decreto

s.

Congregationis

delle

anno i586. Item ex. alio decreto praefatae Congregationis sub die i4 martii i6i3. 3. Ex declaratione sa. me. Innocentii XI, quam refert p. Lucius Fei'raris in sua biblioth. tom. Ili, EuCHAEisTiA art. I. num. i3 seConcilii edito
2.

anime, come anche i forestieri, che vi dimoreranno, bench di passaggio per tutto, o per la maggior parte del tempo deli' adempi-

mento
quali

del

precetto
se

pasquale,

ai

non giover
di

dicessero di

averlo adempito, e ne
il

mostrassero
altra

biglietto

qualsivoglia

chiesa,

bench
la

basilica patriarcale,

quentis tenoris;

secondo

dichiarazione

della sa.

Innocentius
bruarii

XI sub

die

io

fe-

me. di

1682
data^

in audientia reveren-

dis parochis Urbis a Sanctitate sua

publice

inter

caelera

vivae

vocis oraculo decrevit

que sexus
moranlui'

fideles,

omnes utriusqui in Urbe compr


satisfactio-

Innocenzo XI sotto li io febbraio 1682. Tandem idipsum aperte colligitur ex institutione XVIII Benedicti XIV olim Prosperi Card. Lambertini, qui in suo Institutionum
ecclesiasticarum
libro,
loco
citato

teneri

ne
nis

praecepti

annuae pascbalis sacram


a

communiocommunioparocho
in

num. II Hac

sic

ait:

proscripta

senlentia

illud

nem
suis

suo

proprio

novum

contra parochiales ecclesias


fuit
,

ecclesiis

parochialibus, in qua-

excogitatum

idest
si

paschale
quis pr

rum

parochiis

habitant,

suscipere,
saec-

mandatum

satis

impleri

et nullo
tisfacere
clesia

modo dicto praecepto per communionem in


,

lateranensi, vel

vaticana, vel
vel
:

nationali cujusvis nationis

in

quacumque
in poslerum

alia

susceptam

et ita

omnino

servari

man-

davit, praesentibus eminentiss. Card,


vicario, ac illustriss. vicesgerente, et

sumenda communione, metropolitanam, vel cathedralem ecclesiam adiret. Sed omissis bis omnibus, quae in hanc rem scripta fuerant , certum quidem est post Innocentii XI decisionem, in qua Ponlifex hujusmodi praecepto minime satistieii
declarat
ecclesiis
si

quis

Romae

ipsomet Pignattello
bis,

cleri

romani

ca-

patriarchalibus

s.

etiam in Joannis

merario, ac omnibus
to

parocbis ur-

lateranensi, aut sancii Petri in

Va-

non obstantibus quovis decrecongregationis


,

ticano sacram Eucharistiam

sumat,

visitationis

apo-

certum inquam
superius aliata
re,
nisi

est,

senteutiam, quae

stolicae

aliarumque
privilegiis,

congregatio-

est,

omnino corruevel

num, ac
4.

ac consuetudirecord.

forte

episcopus

paro-

nibus etiam immemorabilibus.

Ex

declaratione

fel.

Cardinalis Marci
i

Colonna in Urbe vicari facta sub die 20 martii 1773 de mandato sa. me. Clementis XIV sub num. V, sic
Antonii
praecipiente.

chus consentiant, ac id permittant. Tuttavolta per ci che riguarda al privilegio che alcuni dicono godere la basilica vaticana, aggiungeremo quanto ci fu dato in proposito

rinvenire in quel prezioso

ar-

chivio,

tanto

pili

che

Benedetto

ji8

TOM
colla
alla
l)(>IIa

COM
175^,
lo

XIV
ferm
gi

Hoiioranda, coni

abbia

ordinato,
giacch

dsf.

7,,

basilica tutti
,

privile-

de consacrai.,
tal

apocrifa
prescris-

che godeva
Si

che

non erano
costitu-

decretale;

ma

perch

il

contrastati
zioni.

dalle pontificie

se la congregazione de'

riti

con un

legge pertanto nei registri


di
s.

decreto de'27 settembre 1608, nel

dell'archivio, che

il parroco Giovanni in Aino contrast

qual atto

sacerdoti
,

devono assu,

al reil

mere

la

cotta

e la stola

loccli

verendissimo

capitolo

vaticano
il

privilegio di amministrare

sagra-

mento
si

dell'

Eucaristia a

chiunque
l'adempiIl

presenter nella basilica di qua-

hjnque parrocchia,

per

mento
capitolo

del

precetto

pasquale.

fanno sempre quando ricevono la comunione, secondo il canone 3 del concilio terzo di Braga. Va qui avvertito, ch'essendo vera l'obbligazione del clero di comunicarsi nel gioved santo alla messa, non si

prov che impiegava una certa somma per l'annua impressione di trenta mila bollettini da distribuirsi uno per comunicato, laonde non si poteva supporre che tanti fossero gli atti alla comunione nel circondario della parrocchia di s. Pietro, ov' erano sole mille ottocento anime, come appariva dai libri di stato delle anime, per cui ne rest verificato l'uso, ed il parroco di s. Giovanni in Aino ebbe il torto. La consuetudine di amministrarsi il sagramento del battesimo nella basilica vaticana a tutti, sembra provare che vi fosse ancora quella di amministrare la ss, comunione, massime ai tanti forestieri che sono in Roma, trovando per loro comodo nella basilica
confessori
di

deve

intendi
di
qvielli

'e

di

tutto

il

clero,

ma

soltanto, che sono ad-

detti

ad

vm

clero

particolare
,

di

cattedrali,

comunit religiose. Quanto poi fu comandato e stabilito circa questa comunione del clero dagli Ordini Romani, e dal Sagramentario Gregoriano e confermato dalla congregazione
collegiate

de'

riti,

non riguarda ciascun


particolarmente
in

indi-

viduo
ligiose

preso delle
di

cattedrali, collegiate,

comunit re-

modo
si

che se alcuno

questo o quell' altro de' sopraddetti


chierici

non

prescritto, dalle
te,

trasgredisca

comunichi com' mani del celebranil comando; ma ri,

guarda sibbene
tedrali,

il

clero delle

cat-

collegiate etc. preso in co-

tutte

le

lingue.

At-

tualmente nella basilica si dispensano nel tempo pasquale otto mila


bollettini, cio la
ni,
I
il

met

ai

parrocchia-

resto

ai forestieri.

sacerdoti per l'adempimento del

precetto pasquale, basta che celebrino


la santa
tir
-

messa

per lo

pii nella

mat-

del gioved sauto ricevono la co-

munione, nella propria parrocchia. Tuttavolta il Macri chiaramente dice, che tutto
il

clero, e

sacerdoti de-

poi, che i nocomunichino nel gioved santo alla messa dalle mani del celebrante, una rappresentazione di quanto fece Gesi Cristo, il quale comunic gli apostoli; quindi che in memoria di ci il solo primo, ossia pi degno sacerdote di qualunque clero, comunica di sua mano tutti quelli del clero preso, come si detto, in comune. E secondo Benedetto XIV la origine di questa istituzione, fu anche il -S-

mune.

L'istituzione
si

minati

vono comunicarsi nel gioved santo, non perch s. Sotero Papa nel

lebrare in questo giorno

la

solen-

ne

festa,

memoria

della

ss.

Eu-

COM
c.u'istia

COM
ultima
,

119

istituita

nell'

cena,
si

coni, ed altri

personaggi. Sulla coeh. Zaccaria, Storia


Ili,

nella quale

circostanza
concilio di
il

come

munione
to,
li'tt.

del popolo nel venei'd sanil


t.

esprime

il

Trento,
si

fu

a vedersi
d' Italia,

conferito agli apostoli

sacerdozio.
fa

p.

60

e seg.

La comunione
da quella

del

clei'o

den IV.

per distinguerla che la faniio fuori di esso, secondo le prescrizioni del concilio di Toledo IV, col canone 1 7. Anticamente questa cotro al presbiterio,
de'laici,

Comunione de fanciulli.
la

Anticamente

comunione

si

am-

ministrava eziandio ai fanciulli non solo nell'amministrazione del battesimo,

ma

munione del gioved santo si faceva dopo quella messa, che dicevasi dopo cena, del cui uso fanno men18 ad Agostino neir epist. Janaur., il sinodo di Cartagine VI,
zione
s.
i

sto uso,
i

ancora dopo di esso. Queche tuttora sussiste presso


i

greci, presso

latini

termin nel
il

secolo XIII,

come osserva
de' Sacramenti

Chai-i.

don Storia
i4ifigli

t.

p.

e noi
seg.

al

Volume Vili
;

p.

289 e

aggiunge; che non solo comunicavansi i fanciuUi nel d del


battesimo,
l'ottava di

del Dizionario
dicesi

anzi alla pag.

ma

ogni giorno per tutta

che non solo nel gioved santo, ma anche nel venerd

3o5,

Pasqua,
sua

coste, se nella
tezzati
,

santo in varie

chiese

latine

si

fa-

cos

o della Penteerano batordinando il rituale


vigilia

ceva

comunione genei'ale de' fedeli, uso che dur sino al IX secolo; ed il Martene asserisce che quella del venerd santo ebbe pi
la

romano, e i libri pontificali. Cantavasi anche di buon mattino una messa espressamente per loro, nella
quale venivano
cati,
i

fanciulli

comuni-

lunga durata;
de'riti

ma

la

congregazione

a'ig febbraio 1622, decret, che non si faccia pi la comunione tra la messa dei presantificali nel
venerd
Il
rit.

come testifica s. Agostino nel sermone 227 a' neofiti. E siccome non era facile comunicare i piccoli
bambini, principalmente i lattanti, per timore che non rigettassero la
Eucaristia, nei primi secoli
si

santo se non

agi' infermi.

medesimo Martene, de
t.

ant. Eccl.

dava

III. p.

ma

in

4^3, racconta che pridiverse chiese nel sabbato


la

loro solamente

il

prezioso
di

sangue.

Vari

canoni permisero
di

dare ai
il

santo facevasi
ro, e del

comunione del
I

cle-

fanciulli in caso di
te avanti

necessit

lat-

popolo.

pellegrini poi

ammetterli alla parte-

e
to

viaggiatori soddisfanno al precet-

cipazione della
stica;

comunione
dell'

eucari-

comunicandosi nella parrocchia del luogo in cui si trovano. V. su questo punto, oltre quanto di sopra dicemmo il Baruffaldi. Ut. dal n. 3r al 36. Della comunione pasquale, che
pasquale,
,

dalla qual permissione risulta


solida

una

conferma
accostarsi

antico
alla

precetto di

digiuni

XXV

Nel XII secolo per riparare ad ogni inconveniente nelle

comunione.

comunioni
te

de' fanciulli,
il

il

sacerdoprezioso

si

fa nel

palazzo apostolico dal Ponaltri

bagnava

dito

nel

tefice,
ii

o da

alla corte papale,


p.

tratta al

Dizionario, mentre alla


cesi

della

167 del So dicomunione, che fa il Pap. ai

volume IX

sangue, e lo metteva in bocca al fanciullo che lo succhiava ai me:

desimi fanciulli che


ministrato

non sapevano
a

bere, in alcuni luoghi veniva


il

pa nel pontificale

Cardinali dia-

sangue

sommezzo di

I20

COM
foglia.

COM
il

una

Nel fare tale atto

sa-

no che non fu mai sentenza


alla eterna salute

della
sia

cerdote diceva al fanciullo: // cor' p e il satgue del nostro Signore

Chiesa insegnante, che necessaria


dei
fanciulli,

la

Ges
per

Cristo custodisca l'a?iima tua la vita eterna. Amen. I giopoi

partecipazione
lo

dell'Eucaristia.

Per

che nel canone


dicesse
salute

IV
l'

di quella ses-

vanetti

andavano
la

all'altare

sione fulminarono
tro chi

anatema conalla

ricevere le reliquie rimaste dell'Eucaristia

necessaria
fanciulli

e-

dopo
il

messa

loccli, co-

terna
l'et

dei

avanti

me
i

dice

Bergier, serve

di

con-

della
,

discrezione
la

l'

uso

di

futazione

a que' moderni

novatori,

ragione
nione.

eucaristica
citato

quali pretendono essenziale al sagridella messa,


l'attuale parteci-

V. Chardom

comup. 268
,

fizio

pazione dell'Eucaristia. Quindi sulle


diverse opinioni intorno la causa della
a'

comunione
fanciulli,
lo
il

data
pi

a'

bambini ed
Bergier

medesimo

270. Adunque l'uso presente della Chiesa latina di non dare la comunione a' fanciulli, che quando sieno pervenuti all'et di discrezione, la quale non precisa-

269

stima per

verosimile,

fosse loro concesso quel

che sagramento

mente determinata
parrochi, superiori

dalla Chiesa,

ed

lasciata alla prudenza de' vescovi,


etc.

jievole

perch avessero poi nell'et ragiograzia maggiore e maggior virt. Fu forse anche loro conferito quel saci-amento, come un segno non necessario, ma il pi esprimente la
i

Essi devono

ammettere
allorch
li

fanciulli alla

comunione
l'egolati,

trovino ben

sufficientemente istruiti per comunicarsi

con
e

frutto. Circa all'et san

comunione cattolica fedeli. F. Battesimo.


IllMacri asserisce, che
1

di tutti

Pasquale II
di pigliare
il

del

099

pribi l'abuso

s. Carlo Borromeo opinarono dai dieci agli undici anni. Supposte poi le sufficienti disposizioni, si pu farli comunicare an-

Tommaso

corpo intinto nel sangue, ordinando, che si ministrasse distintamente,


ultima cena; concesse per ai fanciulli, ed infermi, che non possono inghiottire , la conell'

che nell'et di

sette

a otto
,

anni;
nel

ma
1

in

articulo

mortis

come

come

Cristo

704 dichiar la conferenza tenuta in Angers. Prima di tal' epoca, il concilio di Tolosa nel 1590 fece
il

munione
ciulli
si

del

egli aggiunse,

sangue solo. Ed anche che ai medesimi fanle i-eliquie

davano

dell'Eu-

seguente canone: ' Bisogner ri formare quest'uso s\ pernicioso w pel bene delle anime, che si

caristia
Ja
lio

rimaste nella messa,


Il

dopo
conci-

stabilito in

pi di un luogo, di

comunione del popolo.


di

M aspettar troppo

Trento nella sessione XXI e. 4- dice che i santi Padri nei tempi loro antichi ebbero certa mente una ragione sufficiente per dare in quelle circostanze la co" munlone anche ai fanciulli ma " e da credere che noi fecero a
:

tardi a far la " prima comunione, e per venirne a capo, bisogna che i curati o i confessori ammettano alla pri-

ma comunione, e vi eccitino an che i giovani nei quali ritroveran" no assai discernimento per far con riflessione, e con piet questa
" azione
la

"

titolo di
",

necessit per la loro sa-

pi
i

santa

di

tutte ".

" Iute

Cos\ dicendo

padri di

tal efetto

parrochi
apposite

nella qua-

quej venerando

consesso dimostra-

resima fanno

istruzioni

COM
(|iielli,

COM
la

che debbono
al

fare

prima

crani,

s.

comunione,
I

cui

scopo sono pusessi,

co

rito

di

Greg. not. 993. Sull'antidare la ss. Eucaristia


si

re per tutto lodevoli, e benemerite


I

dopo r estrema unzione,


consultare
not.
il

possono

istituzioni

pie

d'

ambo
iu

di

Marlene,

il

Menardo

cui

si

fa

parola

molti

articoli

del Dizionario.

VI De
clegV infermi.

91 5, e il Giuvenino, Disscrt. sacram. quaest. XI. Sulintinta

l'Eucaristia

nel

sangue,

V.

Comunione

data agli infermi notabile un luo-

Degli ammalati
pericolo di

alcuni

sono in
senza senza

morte,

ed

altri

essere in pericolo, sono confinati in

casa

da qualche infermit,

che possano recarsi alla chiesa. Gli ammalati, che si trovano in pericolo di morte , sono obbligati a comunicarsi per precetto divino: e concili, e i Pontefici ordinarono i ai medici di prescrivere agi infermi

Ordine romano X, presso Mabillon Mus. Ital. t. II, che in alcuni codici cosi p. I 1 4, tunc tradat ei sacerdos lesse " Eucharistiam Dominici Corporis intincti vino, et vinum tali intin cUone in Christi sanguinem transrautatum dicitur: accipe, frater, Vialicum Corporis et saii' guinis etc. " Ma in un insigne go
dell'
il

p.

codice di questo stesso Ordine


to nel secolo

scrit-

prima

la

confessione, poi la

comu-

nione a tempo opportuno, aftinch

non avvenga che per incuria loro, o di altri muoiano privi di tanto
bene.

s. di Todi, si legge pi giustamente: Vinum tali intinctione sanctificatum " sic-

ca di

XI IJ, Fortunato

della

bibliote-

Fu sempre

grande
i

la

pre-

mura

della Chiesa, che

fedeli

am-

come pure in altri testi not il medesimo padre Mabillon. F. Viatico.

malati non avessero a morire senza essere


ss.

prima muniti di questo Sacramento; che infierendo le


si

Per conto degli infermi, che so-

no
di

litenuti

in casa

senza

pericolo

persecuzioni nella primitiva Cliiesa,

come

disse superiormente,
ai di

si

con-

morte, sono obbligati a comunicarsi a digiuno almeno una volta all'anno.

cedeva
presso
solo

medesimi
loro
la

di ritenere ap-

santa Ostia, al
,

farlo pili spesso,

Devonsi per esortare a ed a tal efetto par-

fine appunto che succedendo il caso di morte, l'assumessero immediatamente. V. il Macri, No'

ticolarmente in
nelle
si

Roma,

nella

mag-

gior parte delle chiese


li,

parrocchia-

maggiori solennit dell'anla

tizia

de'vocab. eccl. p. i45. Che agi' infermi specialmente

si

permettesse ia alcuni luoghi

d' in-

comunione agi' inpompa, e con l'accompagnamento di qualche


no
porta
fermi,

con

ecclesiastica

tingere r Eucaristia nel sangue per

arciconfraternita. Delle
ternite (^Pedi)
istituite
il

arciconfirt'

maggior

facilit d' inghiottirla,


il

l'os-

per
ss.

accomSagrasi

servarono gi

p. p.

Mabillon

nel

pagnare con decenza


rnento, che
si

Mas. hai.
la

t.
i

Il,

62, 81, e nel-

porta agl'infermi,

Praef.

in saec.

Ili Ord.

s.

tratta a quell'articolo.

Benedici,
2 in saec.

num. yS,
V,
n.

e nella Praefat.

Sulla
degli

97. V. Monsignor Giorgi, de Liturgia Rom. Pont. t. HI,


p.
1

comunione degl'insensati, energumeni, dei sordi muti

dalla nascita,

non che

dei

delin,

88,

il

Menardo

in sa-

quenti condannati a morte ec.

ne

122
trattano
i

COM
teologi.

COM
in

Anticamente

Francia,
solo

come
si

a tutti noto,

non

stanza del pio re di Portogallo Sebastiano, il quale lo implor pei


sacerdoti delle

dava a' delinquenti condannati a morte la comunione^ ma si negava ad essi pure la confessione. Gregorio XI nel iSyS ordin che si annullasse il pessimo uso introdotto in quel regno, di negare la confessione sagramentnle, sebbene richiesta, ai miseri infelici che dovevano essere giustiziati, lo che interamente venne riprovato, e tolto dal re

non

Indie

soggette a

alla

monarchia

portoghese,

cagione

delle gravi malattie, alle quali

anper-

davano
mise
ai

soggetti
;

per

l'

intempei-ie

del clima

per cui quel

Papa

detti sacerdoti
si

di

celebra-

re la messa, bench

fossero do-

vuti cibare. Giulio III l'accord al-

Carlo
il

VI.
Ber-

Intorno a ci
lendi a p. 5i.

vedersi

imperatore Carlo V, quando gi dimorava coi religiosi di s. Girolamo nel monistero di s. Giusto nella Estremadura, essendo nell' et
l'

di cinquantaquattro anni. Innocenzo Xlll compart la stessa facolt alla

VI.

Principali

disposizioni

alla
ne,

regina
e

di

Boemia
a

Elisabetta

Comunione, e della
frequente.

Comunione

Cristina nel giorno della sua unzio-

coronazione

sovrana

di

quel reame, per


disporsi alla
si

non poter

soste-

modi por
i

comudispoin

nione,

primi

riferiscono al cor-

nere la sua delicata complessione la lunghezza di quella solennit, in cui doveva comimicarsi. Lo stesso
fece
il

po, gli altri


sizioni

all'anima.

Le

Papa che regna

nel

i838

del corpo consistono

un

coir attuale imperatore d'Austria al-

esteriore
l'essere

modesto, e raccolto, e nelmezzanotte precedente al giorno della coa digiuno dalla

munione, eccettuati g' infermi che si comunicano per viatico, ai quali si d la comunione dopo che hanno mangiato e bevuto. A voler
essere istruito intorno le altre eccezioni a cui potesse

lorquando si coron in Milano re del regno lombardo-veneto Innocenzo XIII la concesse parimenti a Luigi re di Francia, nel giorno altres di sua coronazione,
.

XV

nella quale la tenera et del prin-

dava timore, che non potesse reggere alla funzione, se prima non
cipe

andar soggetta
consultino
i

la

avesse preso qualche ristoro.


di

Quinche
co-

legge del digiuno


tiitisti.

si

trat-

per

tali

esempi

ragionevoli, e

II

digiuno

precetto di comunicarsi a secondo alcuni di tra-

considerando
in

Benedetto

XIV
si

alcune chiese

dell'Africa

dizione apostolica, essendo stabilito


dagli apostoli
dersi
(

su di che
al

a ve-

municavano i fedeli nel venerd santo dopo che avevano cenato, e


che nella
di

termine del seguente paragrafo) per onorare il sagrosanto corpo di Cristo, facendolo entrare nella bocca de' fedeli prima d'ogni altra cosa. Il solo

quanto diremo

chiesa

si

orientale,

che

occidentale era stato tollerato l'uso

battezzati,

comunicare i bambini appena bench prima avessero

sommo

pu dispensare da questo precetto, come fece s. Pio V con un breve apostolico, ad iPontefice

Giacomo il latte, allorch HI re d'Inghilterra, e dimorante in Roma, gli domand egual dispenpreso
sa,

per cagione di sua debole alu-

co3r
e,

COM
de

123

med-.ante

11

breve Quodain

Le

disposizioni poi dell'anima nealla

iot-e,

dato

ai

i4
t.

marzo
IV,
p.

17 56,

cessarie

Bull. Bened.

XIV,

4o4,
fa-

nella purit
la

comunione, consistono dell'anima, mediante


Il

concesse al detto re cattolico la

sagramental confessione.
di

con-

colt di potersi comunicare, col pa-

cilio

Trento,

sess.

i3,

cap.

rere

del
la

suo

confessore,

tuttoch

e 8,

domanda da
con
si

chi vuole

comu-

dopo
cibo,

mezza

notte

precedente
a

nicarsi

frutto,

che

sia in istato di
ss.

fosse stato

necessitato

prendere

grazia, e

accosti al

sagramento

o bevanda. Nello

stesso

anno
stam-

fu pubblicato in

Roma

colle

con fede, umilt, rispetto, e carit. Cosi vi sono le regole per quelli,

pe un
divoto

libro

con questo

titolo:

Del

che
te

si

comunicano
settimana,
quelle,

spesso,

come ad
vol-

pio desiderio

di

S.

M.

ogni otto giorni, o


la

parecchie

Giacomo III

re di Inghilterra, di

od

anche

ogni
si

potersi comunicare col consiglio del

giorno.

All' articolo

Messa

di-

suo padre spirituale, ancorch dopo la mezza notte precedente abbia preso qualche ristoro, per V indigenza della sua complessione. Per quanto riguarda al Cardinale, che
nella Cappella pontifcia celebra la

che in un medesimo giorno anticamente celebrava un sacerdote, ci che i greci scismatici rimproverarono alla Chiesa latina. Non meritava per tal biar di

simo questo costume de' sacerdoti

mezza notte

di Natale,

se

debba
in

es-

ma
p.
laici

bens,

come

dice

il

Berlendi a
di

sere digiuno,

e
il

se

pu

ristorarsi,

247?

la

pretensione

alcuni

missa Natii'itatis, in Hierolexico, e quanto appunto in argomento si disse al

pu

leggersi

Macri,

volume IX, p. i 1 3 del Dizionario. Fra le superstizioni o abusi della comunione riportate dai teologi, evvi quella di non voler mangiare, che un buon pezzo dopo la comunione, oppure per un eccesso conti'ario non voler digiunare nel giorno della comvmione, quando fosse
anche gioi'no di digiuno, per timore di tormentare troppo il corpo che stato onorato delhi presenza di Ges Cristo, o per timore di far
digiunare Ges Cristo
stesso.

tempo, che indebitamente volevano imitarlo, col fare tante comunioni al giorno, quante messe in quello ascoltavano, conforme narra Valfrido Strabone e. 11. Il concilio di Trento nella suddetta sessione e. iq, rinnov il cadi quel

none

del concilio lateranense


i

coll'esortai'e

fedeli

e. 8, a comunicarsi

e.

frequentemente, e nella sessione 22, 6, bramerebbe che a ciascuna


gli

messa
ro.
Il

assistenti

si

comunicasse-

canone 18 del concilio Agatense tenuto l'anno 5&6, ingiunse


ai

Si

pu
la

ta,

pertanto sputare e mangiare senza


scrupolo un quarto d'ora

dopo

comunione, ed anche meno quando vi fosse una grande necessit. Il canone Tribus, che Graziano attribuisce a s. Clemente I Papa del 93, e che vieta a quelli che si sono comunicati di mangiare se non per alcune ore dopo, abolito.

di comunicarsi ogni volche servivano al sagrifizio della Messa. V. il Bergier Dizionario en' ciclopedco, della comunione frequente. Per conto poi della famo-

chierici

sa questione eccitata in

Crema

in-

torno alla comunione liturgica, repressa da

novata

dal

Benedetto XIV, e rinsinodo di Pistoja, va


dottissimo
il

consultato

il

gesuita p.

Giovanni

Perrone,

quale

nelle

l'i

4
cui

COM
Pradcclioncs
Thcotliveiil

COM
gi

sue acclamate
lo'^icac, di

abbiamo
errori nel

quale mor nel i^'ji, nelle sue Opere varie a p. 109: Ora le

60 edizioni in

pareccbie lingue, ha
toni.

j 39

confutato
Traci.
cap.
II,

tali

VI
5i7

donne si sogliono confessare un mese almeno innanzi che si co-

De

Eiicharist.
I,

part.

post,

M munichino, e poi alcuni giorni in-

prop.

et

II,

pag.

seg.
1
1

>

nanzi, e ancora la mattina riconciliarsi. Gli uomini, e specialmen-

sulla

Garampi nelle sue Memorie ecel. Chiara a p. 177 e seg, b.


della
secoli

riporta interessanti notizie sulla frct[iienza

te i gran peccatori, si sogliono condurre insino all'ultimo pun to a confessarsi.


VII. Delle cerimonie ed usi antichi della comunione.

comunione;
XllI,

e e

qual

fosse

nei

XIV

XV.

Wota

che negli statuti della riforma fatta dal monistero di s.


inoltre

Tommaso
le

di

Torcello,

leggesi

fra
la
si

Le cerimonie
riferiscono

della
al prete

comunione
che l'amche la riil

altre
:

determinazioni,

anche

od
al

seguente " Cum frequentalio cor poris Domini nostri Jesu Christi, M cum digae sumitur a nobis, devo55

ministra,

od

fedele,

ceve, su di che trattano

Rituale

Romano, Ordo minislrandi sacram.


Coniniunioneni, ed liturgici, ed analoghe opere, come il Dizionario
i

tionem augeat animarum, atque


nos ipsos Christo spiritualiter incorporei, omnes saccrdotes ad mi-

M M M
;>'

Storico-liturgico di

don

Gio. Dic-

nus bis in hebdomada celebrare iubemus. Wou sacerdolibus vero omni dominica poenitentiae sacramentali
attendere
confessioni
,

lich all'articolo Eucaristia.

Volenco-

do qui parlare
rimonie,

delle

principali cedella

ed

usi antichi

et

festis

munione,
nie e
riti,

oltre

quanto

abbiamo
cerimo-

solemiiibus ad sacram

mandamus
,

detto sulla diversit di

tali

conimunionera

prout

ne'precedenti paragrafi

in usiijus et statutis ordiuis cerw tura est conlineri. lllosvero, quos M hujus ordinationis saluberriniae abbas repercrit transgressores, pucj niet, qualilate personae pensata, secundum quod videbitur sibi ex" pedire". Nella stoi-ia mss. del
nionislero di
scritta
s.

aggiungeremo le seguenti coll'autorit del Chardon, dell' Eucaristia


tom.
di,
I,

p.

166

e seg., del Berlen-

delle Oblazioni, del JMacri, e di

altri

autori.

Cosiinato di

Roma,
si

Anticamente, prima che s' incominciasse la comunione, un diacono diceva ad alta voce queste terribili

da suor Orsola Formicini,


1

parole: Sancta Sanctis,


:

come

legge che circa l'anno


ivi

58o
la

fosse

se

volesse dire
si

que' che non sono

introdotto

il

pio costume di fres.

santi

quentare ogni otto giorni

co-

marsi

guardino bene di approssiquesti tremendi misteri.


il

munione

il

che

[-rima si

faceva nel

Di pi quando
sto,

vescovo, o
il

il

sa-

solo avvento, e quaresima: e pareva

cerdote distribuiva
diceva:

corpo di CriCirisli
,

miracolo, cio cosa di gran perfezione,

Corpus
qiial

e chi
(

diippoich nel rimanente dell'anno


faceva

si

lo

riceveva rispondeva
;

Amen
egli

Feprofede
Si-

una
si

volta

il

mese. Notabile
ci,

i\-

di)

per
il

la

parola
articolo
di

tialmente

rende anche
racco uta
il

che dei

fessava

grande

di

uoi tempi

Castel vetro,

sulla presenza reale

nostro

COM
gnore in questo sagramenlo: consuetudine, che si pratic nell'occidente, e nell'oriente per lo meno
sino ai

C O IVI
minava quella persona,
ministrava
la

11J
cui
si

som-

YI
e

secolo.
s.

Tertulliano,
I

s.

Agostino,

Leone
:

ne

fanno
disse

testimonianza.
nei

Quest' ultimo

sermoni 6 ed 89

Voi do-

vete partecipare alla mensa del Signore talmente, che non ab-

comunione. I diaconi per r amministrazione dei beni ecclesiastici, e per la familiarit, che avevano coi vescovi, qualche volta dominati da orgoglio vollero cambiare il detto ordine alla comunione ; ma i concili li fecero rientrare al loro dovere,
cilio

massime

il

conco-

biate
jj

il

menomo dubbio
e
.

della

Niceno, ordinando che

si

verit del corpo,

di

Ges

Cristo

sangue Imperciocch
del

municassero per

mano
si

del vescovo

dopo

sacerdoti, ovvero da questi.

colla fede si crede ciocch colla M bocca si riceve ; ed in vano ri-

In alcune chiese

usava

dare

la

comunione
il

a' fanciulli,
si

subito

dopo

M spondono arneii coloro, che in troducono questioni intorno quan to ricevono ". Quindi abbiamo da Giovanni diacono, che ai tempi di san Gregorio
I,
il

clero, e perci

mettevano pres-

so la sagrestia.
Il

luogo, in cui anticamente fala

cevasi
chiese,

comunione,

in

tutte

le

sacer-

dote comunicando diceva con altra

non era il medesimo. Nella Chiesa Bomana, come adesso in parte,

formola // Corpo del nostro Signore Ges Cristo conservi V anima tua ed Alenino nell' Vili secolo riporta quest' altra formola
:

e in altri luoghi

si

costuma,
in

il

ce-

lebr;'u)te

comunicava
i

mezzo
i

all' al-

tare,

sacerdoti all'intorno, e

diacoi

ni dietro l'altare,
chierici

suddiaconi e
fuori
il

Sangue di nostro Signore Gesi Cristo ti conservi per


// Corpo, e
il

all'ingresso del santuario


i

nel coro, e
laustra,

laici

tiella

ba-

la vita eterna.

che

divideva

santuario
si

Ecco poi
vava
so,

l'ordine,

che
.

si

osseril

dalla nave,

ma

gl'imperatori

co-

nella

comvmione

Prima

municavano
la

all'altare,

ove facevano
praticavasi

celebrante comunicavasi da s
poi
i

stes-

loro

offerta.

Tanto
e

vescovi se vi
i

erano
dai

prese-

dai latini,
chiese
altre,

dai greci,
occidente,
in

senti,

indi

sacerdoti assistenti
seguiti
chierici,

di

condo

l'anzianit,

dia-

come

da molte mentre nelle quella di Spagna, e-

coni, suddiaconi,
diacitnesse,

monaci,
ultimo
il

ravi

vergini, e
gli

da

popolo, cio prima


scia
il

uomini, pofaceva
fa-

le

donne.

11

celebi'ante

qualche piccola dillerenza. Ci nievasi dal quarto concilio di Toledo, il quale ordin, che il sacerdote e il diacono si comunicassero
all'alture,
il

tulio assistito

dai

sacerdoti,

clero

nel

coro,
il

cendosi altrettanto

nella

comuniocolla
lo

sempru-i fedeli fuori di esso:


cilio

conal-

ne del prezioso dill'eienza, che

sangue,
i

sola

di

Craga

prescrisse

quasi

sacerdoti
i

pren-

trettanto.
ti
i

Nella Chiesa roniana tut-

devano da per loro, diaconi dalle mani dei sacerdoti, indi li medesimi diaconi lo distribuivano agli
altri,

fedeli

venivano comunicati senloro

za muoversi dal

luogo,
la

porspe-

tando ad
cie

essi

il

celebrante
il

come

si

legge nel! Ordine ro-

del pane,

diacono

quella
in

mano, e nell' eulogio de' greci. In alcune chiese dal sacerdote si no-

del vino, cio


la

quando era
sotto le

uso

couuiuione

due

specie,

f26
per
cui

COM
tutto procedeva
regolarCOSI

COM
proseguivano
a
dispensarlo
i

mente
cavano
il

senza

alcun

affollanieuto
i

Cardinali palatini. Monsignor maestio di camera, e gli svizzeri invi-

Nella chiesa africana


ai cancelli,

laici

si

i-e-

che

separavano
ai

gilavano al

buon

ordine.

Il

mede-

santuario dal resto della chiesa,

per

neofiti

prendervi la per per


si

comunione;
la

rigenerazione

simo Papa ogni prima domenica del mese, od ogni due mesi comunicava tutta la famiglia nobile pontificia

permetteva di accostarIn Francia non si facevano tante distinzioni, e uomini, e donne andavano a comunicarsi all'altare, laonde la chiesa gallicana
ricevuta
si

fino alla dignit inclusiva di

all'altare.

aiutanti di camera.

Per quanto riguarda


stia,

alla positu-

ra, colla quale ricevevasi

l'Eucari-

nella in

chiesa
piedi

orientale
s

venne
ministri

diversificava in questa disciplina dalle

licevuta

dai

altre chiese. Sulle

diverse parti
si

della chiesa, che dai semplici fedeli,

della

chiesa va letto quanto

ri-

abbassando

la testa e

gli

occhi

porta nel volume XI, p. 222 e seguenti del Dizionario. Ricavasi dal

dimostrare la venei'azione a questo cibo divino, che ninno deve


ricevere senza
to,

per

Martene, de ani.
e.

eccl.

ril.

lib.
il

i,

prima avere
s.

adora-

4?

ai't-

IO, che in

Roma

Pa-

come
i

dice

Agostino.

Non

pa coraunicavasi sedendo nel suo trono, ivi i vescovi venivano da lui


comunicati in piedi,
nuflessi all'altare,
i i

certo se
to.

latini facessero

altrettan-

sacerdoti ge-

Il Bona osserva, che quando il Papa celebra solennemente, il dia-

grandi da una
e
le

cono

assistente

ministrante

si

co-

parte del senatorio,


nello
stesso
il

matrone
al trono,

senatorio
ritornato

dall' altra

quindi

Papa

comunicara i chierici assistenti. Noteremo qui, che talvolta i Pontefici nel recarsi in qualche chiesa a celebrare la messa bassa, comunicano un numero di fedeli d' ambo
i

dubbio per antica consuetudine. Il Martene dice, che gli antichi monaci si comunicavano in piedi. S. Odone di
in piedi, senza

munica

Cluni nelle sue conferenze insegna, che gli antichi per dimostrare pi
rispetto

verso
nudi.

1'

ineffabile
vi
si

mistero
tanto

della Eucaristia,

accostavano
si

sessi,

e di tutte
di

le

condizioni^
la

piedi

francescani,

quali
ostia

prima
baciano

ricevere

santa
si

osservanti che riformati,


i

cavano
scalzi

l'anello,
ec.
si

come

fa

sandali nel comunicarsi; e

coi

vescovi

Di

Clemente XI

lo facevano,

e colla faccia e le
orientali.

maPa-

abbiamo, che
liche

recava nelle basiLateranense, e Vaticana, e


di celebrare
la
si

ni lavate gli

Che

il

pa

si

comunichi
al

sedendo,
libert,

locch

prima

messa,

to-

per altro.

in sua
voi.

gliendosi la mozzetta,

faceva por-

dicemmo

IX, pag.

come 29 del
stra-

re la stola sul rocchetto, e

quindi
ri-

Dizionario,
no, qualora

non dee sembrare


si
i

faceva la comunione.

chi la

consideri che gli asagri misteri

ceveva monsignor elemosiniere dava una medaglia benedetta per cadauno; e siccome parecchie centinaia
d' individui
la

posloli ricevettero

tavola alla maniera degli

ebrei di
let-

quel tempo, cio distesi sopra


ti,

disfare

accorrevano a soddivozione di ricevere il


Cristo

posti intorno alla tavola.

corpo

di

dal

suo

vicario,

in

Anticamente i fedeli ricevevano mano il corpo del Signore, col

COM
i

COM
e che nelle chiese di
se in

19.7

medesimi si comunicavano. Infinite sono le testimonianquale


essi

Roma,

e tor-

ze,

che

si

hanno

su tal rito, tanto e


i

dell'oriente che
Cirillo
I

dell'occidente,

s.

gerosolimitano avvert

fe-

deli
il

ad usare diligenza nel ricevere corpo di Cristo nel concavo del-

molte altre il celebrante non assumeva il pane inlei'o consagrato, ma rompevalo in pi pezzetti , de' quali uno ne assumeva egli, e dava gli altri al diacono, e suddiache servivano all' altare e qualche volta anche ai laici. Cos fece Pasquale H con Enrico V.
cono,
,

la
!

mano

destra

colle

dita

unite,

sostenute dalla

mano

sinistra
;

per

sicurezza e precauzione

rito anco-

Nell'Egitto poi, verso


colo,
caristia

il

quarto sesi

ra in uso neir Vili secolo,


il

mentre
che
sagrain cro-

porgevasi col cucchiaio l'Eua' fedeli,

sesto sinodo

avea ordinato,

e poscia
greca di
intinta

costu-

ricevendosi in detto

modo
le

il

m
ne

nella

chiesa

porgere
divi a

mento,
ce,

si

formassero
i

mani
Gli

col cucchiaio

una

particella del pa-

come fanno
si

greci.

uomile

cousagrato
Sulla

nel

ni
ni,

lavavano prima bene


le

maco-

sangue.

donne
colla

i-icevevano

la

comunione
i

del prezioso san-

un candido pannolino chiamato domemunione


coperta da
nicole.
sto

mano

gue, che
oriente

fedeli x-icevevano tanto in

quanto
di

in

occidente,

II.

trat-

Alcuni poi dissero, che que-

tammo

sopra al
calice,

La ma-

fosse

una parte
il

di

quello

col

niera pi antica fu
lo loro nel

quella di dar-

quale cuoprivansi
velo, con cui le
copiirsi

capo, ossia quei

neir accostarsi alla

femmine debbono comusi

dopo aver preso Imil corpo del medesimo Cristo. portante quanto su ci scrisse s.
Cirillo citato, Cat. 5. Mstag.:
.,

nione
a

Di

tali

domenicali

parla

Do-

nel sermone de
s.

Tempore femmine

attribuito
s.

Agostino, ovvero a
delle

Cesario.

Quest' uso
I

comune
per

in occidente, in Africa, e principal-

" p aver cos comunicato al cor5' p di Cristo, accostatevi al caliv ce del sangue , non isteiidendo le mani, ma inchinandovi prr
"j

mente
I
j

in Francia,

non

lo era

adorarlo, e rendergli omaggio, e


:

l'oriente.
la

Chi aveva cos ricevuta doveva consumarla Eucaristia


,

" dite

Amen. Poi

santificatevi pel

contatto di questo
sto

Sangue

di Cri-

subito,

ma
la

per alcun disordine av-

venuto,
la

Chiesa non volle dar pi


in

che voi ricevete; e finch le vostre labbra ne sono ancora


"
molli, asciugatele
li

comunione

mano
I,

ai

fedeli.

colla

mano, e
per

In

E orna
s.

tal

consuetudine
secolo,

fu tolta

toccate
3

vostri occhi, la fronte,


vostri,

sotto

Gregorio

altrove nel

VII

gli altri

organi de'sensi

e neir VIII

ed in Boemia

consacrarli. Finalmente, aspettan do l'ultima orazione del sacer dote, ringraziate Dio che vi ha

durava nella met del secolo


e pi oltre
orientale.

XV,
chiesa

presso

qualche

Va

qui rammentato, che


nel-

"
5

resi

degni

anticamente, anche dopo che


la chiesa occidentale
si

sublimi

di partecipare di misteri ". In Roma

si
si

us comu-

introdusse

il
il

canneHino,
In

fstola

a meglio dire, unicamente r azzimo neir Eucaristia, si Impartiva il pane consagrato ai fedeli, che dovevano parteciparne;

nemente, o,

per sumere

sangue, e ci perch
seguito, per

non
gior

si

spandesse.

riparare a tal disordine, e per magcautela, s'incominci


in

vari

128
Iiioglii

COM
a dare tutte insieme le

COM
Confiteor {Vedi) avanti la comunione in tempo della messa, si
introdotto da circa sei secoli, e cer-

specie,

nicanti

due ponendo in bocca ai comuuna particella di pane connel sangue. Della


la

sagrato, bagnata

cessazione di

ministrare

comusi

za

nione sotto
al

le

due

specie,

disse

tamente deriva dalla condiscendendi comunicare fuori della messa. Nel secolo XIII i religiosi menautorizzarono l'uso di dirlo
dell'

mentovato paragrafo, e gravi autori tolsero l'errore popolarej che il corpo di Cristo posto nel semplice vino il consacrasse. E poi da
notarsi,

dicanti
colle

preghiere
stesso

assoluzione nel

tempo
di

del sagrifzio,

prima

che allorch era in uso la


delle

comunicare. Per gli statuti dei certosini, e i costumi de'cluniacensi

comunione

due

specie,

non

fu

non facevano
dote certosino
nicato,

menzione del Confiil

creduta indispensabile, avuto riguardo agli astemi dal vino; laonde ri-

teor in tale occasione; anzi

sacer-

cevendo una sola specie, ricevevano fedeli intero il Sacramento,


i

dopo comunica gli

essersi
altri
:

comu-

senza al-

ed
sio

decreti di

s.

Leone
per

e Gelai

furono

fatti

discoprire

manichei. Difatti nel venerd santo non si consagrava, ma si serbava


il

Corpus che questa Domini nostri Jesu Christi custodiat te in vitani aeternam. Questo tempo della messa proprio alla comunione de'fedeli secondo lo spitra orazione,
rito della

solo Coi'po di

Cristo consagrato

Chiesa insinuato dalle oraPost- Communio.

nel

giorno precedente.
il

Con

esso co-

zioni del

Suppon-

municavasi tulio
il

clero, e

tutto

gono

esse

che

il

popolo, o almeno

popolo, non potendosi conservare


la

con sicurezza
la

specie del vino; e


del

alcuno del popolo, abbia comunicato col sacerdote, osservando il Bona

conumione

sahbato

santo
del

che
i

anche

oggid

in alcune
il si

chie-

hicevasi

egualmente

colle specie

se principali

dura

costume,

che

pane serbato
11

nel gioved

santo.

ministri

dell'altare

comunichino
prati-

canto dei salmi coU'alternativa

alla casi
le

messa

solenne, siccome

ad ogni versetto dell'antifona Conit/iiiiio, accompagnava pi'ima la co-

nella basilica vaticana, in tutte

messe solenni.

munione,
Pontefice
ri

continuava

sinch

il

facesse cenno ai cantoche dicessero Gloria Patri; il qual uso vuoisi derivato dall'oriente.

Avendo detto ci, che riguarda riti della comunione pubblica,


i

ordinaria,
fatte

passeremo a
dai
fedeli

dire

di

quelle
le

fuori deldella chie-

Sul tempo del


ai

flire
,

la

comunio-

pubbliche radunanze
e

ne

fedeli

Strabone

espressamente dicono, proprio avanti l'ultima orazione della messa; e il rituale di Paolo

Durando che il tempo


e

sa,

che

si I

possono chiamare doprimi cristiani avevano


di

mestiche.

una santa avidit


vivifica Eucaristia
,

ricevere

la
sa-

siccome

V, e

gli altri stampati successivamente, ordinano a'ideli che si comunichino avanti il Post-Commu-

pevano

l'odio portato
la

loro dai nevigile attenle

mici del vangelo, e


ro assemblee, cos

zione che avevano d'impedire

lo-

nio

purch

qualche

ragionevole

pascevansi nella
celeste.

causa non astringa a variar questo tempo. F. CoMviu.vio. Il p. Le


lrunn dice, che l'uso di recitare
il

propria casa di ([uesto cibo

Le

persecuzioni della Chiesa resero

questo uso ([uasi necessario, e con-

COM
linu per qualche tempo consuetudine. S. Giustino,

COM
come una
che
fiori

129

poco dopo
la

gli apostoli, nell'apologia

quaranta giorni comunicandosi di quello quotidianamente in memoria de'quaranta giorni, ue'quali il Salvatore dimor in terra coi suoi cari

indirizzata al senato dice,

che dopo
si

celebrazione de'misteri

riserba-

discepoli

dopo
ed

la gloriosa

risur-

rono alcune

porzioni, le quali dai

rezione. I critici

ritengono ci in-

diaconi portate erano ai fedeli, che

verosimile,

affatto

opposto

alla

non avevano potuto


senti,

trovarsi

pre-

ecclesiatica consuetudine.
Neil' occidente ne fu abolito il costume nel quarto secolo, per rimediare agli abusi, che i Priscillanisti
stia,

Tertulliano parl di questa consuetudine come di cosa ordinaria. Altra ragione di essa era, che anti-

camente in qualche
va
soltanto

citt si celebra-

commettevano

coli'

Eucaria' fedeli,

una messa, alla quale lutti i cristiani non potevano essere piesenti; quindi bisognava mandare agli

per cui fu

ordinato

assenti l'Eucaristia,

per
infe-

mano
yli

di

diaconi, o per quella de-

accoliti,
si

ed

altri

ministri

riori; e
sicio

legge che l'accolito Tardai pagani a


colpi

pena di scomunica, di consumarla nella chiesa prima d' uin scirne. Meno che nelle Spagne qualche luogo continu ad osservarsi, ma non da tutti, anzi sin dopo il XII secolo si usava dare la
sotto
,

fu

ucciso

Eucaristia alle sagre vergini nel di


della loro consagrazione, per

di

bastone nell'esercitar tale


tacersi,

uffizio.

mezquale

Non deve per


fatto

da alcuni
le

eretici

che questo si mette in


quest'uso

zo d'un
esse
si

ostia

intera,

colla
s

comunicavano da

per ot-

dubbio.

to giorni successivi.

Dopo

persecuzioni

divenne pi raro, ma non cess cos presto per le altre ragioni, come
si

La comunione degl' infermi pu come una comunione domestica. Abbiamo molti esempi,
considerarsi

ha da

s.

Easilio

quando
fu

parla

che

gli antichi
si

cristiani

ad onta del
chie-

del costume
tari.

dell'Egitto, e

de' soliin

male

sforzarono recarsi in
il

Tale privilegio
paesi della

comune
ed
nel

sa a ricevere

ss.

Viatico.

Quan-

altri

cristianit,

in

oriente
secolo.
I

ancora

durava
greci la

sesto

monaci
loro

portavano

do assolutamente non potevano, e quando comunicavansi colle due specie, comunemente veniva portata alla casa la sola specie di pane,

quando

piaceva.

Abramo Ec-

cellese racconta,

che in oriente donella chiesa


,

come

po essere
nicati
caristia
gli

stati

astanti

comuportavasi 1' Eu-

facilmente,

ai

pastori,

delle

campagne
aOri,

pei loro

ed altra gente montagne, che lontananza non


ai

potevano
misteri.

talora

assistere

santi

Nella Francia,

come narra

Fulberto vescovo
Epist.
2,

quando
il

il

Carnotense nella vescovo ordinail

va qualche sacerdote, consegnavagli


in
le

trasportavasi pi con minor pericolo. Non mancano esempi che potendo i moribondi si comunicarono colle due specie. Ci manifesto dalle due diverse formole, che loro recitavansi nell'amministrarle, e che sono presso il Menardo, In not. ad Sacr. p. 3o8. In alcuni luoghi oltre il pane consagrato, il quale comunemente si serbava per la coquella che
e

mano
poi

pane consagrato,
nello

qua-

munione
neofiti,
i

degli

infermi, o

di

quei
aspet-

consumava
VOL. XV.

spazio di

quali

non potevano 9

i3o
tare
il

COjM
giorno solenne
del
il

COM
battesisilio

negli ultimi
si

momenti

di

sua

sangue tic! Signore pel fine medesimo. I mo-

mo,

si

seilwva allora

naci cliiniacensi infermi ricevevano


la specie del

pane immollato
i

in vi-

comunic di questa parte che da lungo tempo avea consagrato. Osservano alcuni che le specie del pane non si corrompono,
vita,

no non consagrato;

greci,

quali

ma
altri

solo s'induriscono, e

cof for-

preparano nel gioved santo il sagramento, che dee servire di viatico agi' infermi

mano un pane duro


te
si

e solido,

ed

per

tutto l'anno,
lo

dicono che se poi annualmenrinnovasse il pane consagrandi fresco, sarebbe pii sicuro,

anche
nel

al d

d'oggi

immollano

done
la

ed acqua per farlo prendere ai moribondi. Su questo grave punto, ci permetteremo una digressione, nella quale riporteremo quanvino
to ci fu dato di raccogliere.

e sufficiente, e

meno

pericoloso per
si

corruzione, qualora

avesse tut-

ta quella

necessaria avvertenza per


T^.

conservarlo incorrotto.
lib.

Arcudio,

ni, cap. 55.


le

antico tra

greci l'uso di conla

Eguali sono
Allazio, e

parole di

Leone

servare per lungo tempo

santa

di

Edmondo
i

IMartene,

Eucaristia. Sofronio ne fa menzio-

nel trattare questo argomento, di-

Prato spirituale capo 79, e dice che qualche volta si conserv anche per un anno intero. Eusebio pure nella sua Storia Ecclesiastica lib. VI, capo 44> <^'* tando la lettera di Dionisio Alessandrino, dice che il sacerdote consegn al suo inserviente una particola consagrata per portarla ad un certo vecchio infermo chiamato

ne nel

suo

cendo che presso

greci

si

costu-

ma
stico

di consagrare

il

pane
,

eucariconserviatico

nel

gioved

santo

varlo per tutto l'anno


de' moribondi.
le effetto

per
essi

Prendono

a ta-

un pane
il

fresco; consacralo

questo pane,

sacerdote ne consu-

ma una

parte, quindi vei'sa


di

sopra

alcune goccie

vino

consagrato,
di

Serapione e comand die prima di comunicarsi il vecchio la bagnas,

e sopra una graticola con lentissimo fuoco fa


l'e
:

argento

prosciuga-

cos svanisce l'umidit nella spe-

se

poich conservandosi
il

per lun-

cie del

go tempo

pane eucaristico, per necessit deve la specie del pane


difficile

pane, e si pu conservare per un anno intero senza che si corrompa. Nell'amministrarlo poi agli

indurirsi, cosicch riusciva

inghiottirla,

massime da un ma-

lato
risce

privo di forze.

ci

si

rife-

anche quello che scrive


di
s.

san-

ammalati ne prendono una panicella dentro un cucchiarino baqnata col vino o acqua, comunicano r infermo, poich essendo dura la
particella sarebbe difficile e perico-

to Amtilochio nella vita


lio

Basi-

magno, che il santo consacrando la prima volta, divise il pane


altra
viali-

loso che r infermo la possa inghiottire.

Ma
una

in tre porzioni, delle qviali ne con-

con
pro,
si

Innocenzo IV lettera che


il

nel
a'

12 54 marzo
di

sum una con molto timore;


conserv per riceverla come
co nel
fine di

scrisse ai

vescovi dell' isola

Ci-

proib che

pane eucaristico

sua vita

la

terza
d'o-

conservasse

per

un

intero

anno

poi chiuse dentro la colomba


ro, appesa sopra l'altare.
quindi
il

Aggiunge
s.

per viatico degl'infermi, ed ordin che si rinnovasse ogni quindici giorni.

citato autore,

che

Ba-

Osserva poi

il

Barouio all'anno

COM
4ii

COM
ma
la

i3i

numero
s.

lettera di

secondo la Gio. Grisostomo ad InPontefice, qualsi

17, die

tecipavano della vittima immolata,

portavano anche

alle

lor ca-

nocenzo

I,

romano

se per nudrirsene ogni giorno pri-

che volta l'Eucaristia

fosse con-

ma

di pigliare altri

cibi,

come
tre

af-

servata sotto tutte e due le specie.

ferma
secoli
si

Tertulliano.

Nei
poi
i

priui

Non
i

vi

ha dubbio che

cristiani
l'

mantenne
piet;

tal disciplina

per

quali conservavano in casa

Eu-

ispirito di

ma

pass in
tutte

caristia,

con essa comunicarono anche

legge di comunicarsi
le

fedeli
ai

quelli

in pericolo di
1'

morte;
si

ma dal
la

volte,

che

assistevano

divini

ritenere in casa

Eucaristia nacque

misteri, cio

quasi

quotidianamensi

l'abuso che le
libert di
i

donne

prendevano
gi'

te; lo che in molti luoghi

conse-

comunicare
i

infermi, ed

tinu ad usare sino al


colo.

quinto

vescovi e

concilii

la

repressero
ai

non senza
sacerdoti di

fatica,

prescrivendo
gli

CoU'andar del tempo, crescendo sempre pi il numero de' cristiani

ammalati, e particolarmente al curato. Nel decimo secolo i curati cominciarono


a commettere questo ministero ai diaconi, e principalmente a quello

comunicar

negligenti, fu ordinato a tutti

di

comunicarsi a Natale, Pasqua, e


;

che
le

li

assisteva

costume
e

che

si

osserv lungo tempo, massime nel-

comunit
il

religiose,

fu proibi-

to verso

fine del secolo

XII I.
che
gli

Accadde anche
infermi
si

di sovente

buoni cristiani domeniche. Similmente facevano i greci poich altrimenti erano scomunicati. Oltre si comule tre nominate festivit nicavano i cristiani ancora nel di della Trasfigurazione, specialmente nella Spagna in cui si dicevano tre
Pentecoste
i

ma

lo

facevano tutte

le

comunicassero

dopo
si

la

messe. Diversa
facesse la

fu

in ci la disci-

messa, e nella chiesa, se


condurveli
,

poteva

plina delle chiese.


si

ove

si
;

o nella loro camera , ergeva a questo effetto un

Chi voleva che comunione nelle doil

meniche
tri

di quai'csima, altri

gio-

altare

ma

quest' ultimo

modo

av-

ved, venerd,
tutti
i

e sabbato santo, al-

veniva pi di rado, e nei primi sei

giorni della settimana di


I

o sette secoli , ninno o pochissimi esempi se ne trovano. /^. Altare, Cappella ed Oratorio. Sul tempo destinato alla comunione de' fedeli fu
plina della Chiesa
in parte
si
,

Pasqua. S. Silvestro dato che i fedeli si

aveva comancomunicassero nelle domeniche della quaresima e dell'avvento, se non lo facevano

varia

la

disci-

come

di sopra

detto. Piipetiamo, che

u' primordi della Chiesa la

comu-

pi spesso ; e il rituale Ambrogiano vi aggiunge (oltre la Pasqua, ed oltre le gi da esso supposta tre soprannominate solennit), anche
,

nione fu frequentissima, perseveran-

l'Epifania, e le feste maggiori della

do

fedeli

nella

frazione del

comunione della pane, come dice s. LuIl


i

B, Vergine. Finalmente
si

come

gi

ca negli Atti apostolici.


te,

sacerdo-

detto, col decreto del concilio lateranense vennero obbligati i cristiani

dopo aver celebrato


o
egli stesso,

divini mi-

steri

distribuiva a ciascuno l'Euca-

volta all'anno

comunicarsi almeno una il qual decreto fu


,

ristia,

diacono.

Non

o per mezzo del solo tutti quelli, che


a!

spiegato dai
tre

dottori, che tra le al-

cose determinarono doversi fa-

avevano

assisfito

sagrifizio,

par-

re la

comunione

nella propria par-

i32
l'occhia
,

COIVI
e

COM
la

die

t;!'

infermi

rice-

macolata, della quale tutti

parteci-

vessero dal proprio parroco.

Dipoi

pavano.

parecchi concili imposero molte leggi

O
stoli,

sia

nata

al
la

tempo

degli

apo-

pi severe, a'crisliani negligenti. Sul ricevere l'Eucaristia ne' temapostolici,

o dopo,

prodoizione di co-

dopo un pasto chiamato Agape [Kedi), ognun sa che nostro Signore non istitu il Sagramento del suo corpo e sangue se non dopo la cena legale, e non lo diede agli apostoli, che dopo aver
pi

municare dopo il pasto, certo che quest'uso dur poi lungo tempo in diverse chiese, massime nell'Africa,
i

cui vescovi

concilio celebrato

volendolo abolire nel in Cartagine nel


lasciar sus-

397, credettero doverlo


sistere pel

giorno del venerd santo,

mangiato l' agnello pasquale , giacch era giusto che la figura precedesse
ni
il

o per condiscendenza, o in memoria dell'Eucaristica Cena, che dopo


il

figurato.
1'

primi cristia-

cibo
e

veniva

celebrata.

Da
si

quel
co-

ne seguirono
1

esempio, riceven-

tempo

anche

prima, non

dopo un' ordinaria cena, che chiamavano Agape noEucaristia


,

do

munic, eccetto

nell'indicato anni-

versario della cena del Signore, se

me
un

che significava essere


convito di carila,
e

tale

cena

non a digiuno
al

pel

rispetto

dovuto
il

dilezione.

sagramento, e per onorare


di Cristo,
tolti
i

cor-

In questo pasto, al quale i ricchi principalmente contribuivano , ed i


poveri erano invitati, tutto facevasi

po
tia.

casi

di

malatdei

Ci non ostante in alcuni luo-

ghi

continu

la
i

celebrazione

con modestia, frugalit, e moderazione presiedendovi il vescovo, o per ordine di lui qualche sacerdote. Ivi uno invitava 1' altro a cantare le divine lodi, e terminava tal banchetto di carit coli' orazione. Queste adunque erano le Agape o
,

conviti di carit,
si

quali pegli abu-

introdotti furono aboliti,

massime

nelle chiese,
essi
tiri,

dappoich per lo pi facevansi per le feste de'marnegli

anniversari

de'raorti, e chiese.

nelle dedicazioni delle

Amcri-

messo ancora, che


stiani

primitivi
la

cene, in cui
l'Eucaristia,

si

distribuiva a' fedeli


s.

non

come afferma pure

digiuni,

comunione facevano nuUadimeno (pianricevessero

Paolo coir analoga


foce ai

esortazione che
la

to potevano per

rendersi degni di

Corinti,

ma

cena prece-

un
ro,

ciljo

celeste,

ed alcuni

disse-

deva la comunione. Di queste Agape per alcuni abusavano, e san Paolo ebbe a rimproverarne gli
stessi

che tutta la loro vita era una continua preparazione ad azione


cotanto
di

Corinti.
in

incerta
di

poi

l'e-

poca

cui

si

ordin

ricevere

In progresso importante tempo, anche a' Cadaveri {^Fedi) fu data l'Eucaristia. S. Gre.

digiuni la comunione, che


stino fa risalire ai

Agos. tempi apostolici, senza per addurne le prove. Da sant'Ignazio, e da Tertulliano si apprende che le Agape erano assemblee
religiose, alle quali
i

gorio

I,

nel

lib.

2. Di;ilog. cap.

24,

l'acconta di

un monaco
senza

partito dal
il

monisteio
essendo poi
lui era

licenza,
il

quale
ter-

morto,
s.

cadavere di

sempre ributtato dalla


si

presiei

ra,

finch
gli

Benedetto comand
petto la
s.

devano
loro,

vescovi,

sacerdoti,

che

ponesse sul

quali facevano le funzioni d'ordine


cio sagrificavano
l'

Eucaristia,

colla quale fu

sepolto.

ostia

im-

Tuttavolta era uu pessimo uso quel-

COM
lo di

COM
cedente comunione hanno

i33
virt di
,

comunicare

morti, e fu proi-

bito dal

concilio Cartaginese 3 col-

impetrare
soddisfare

divini

benefici
essi,

di

le seguenti

parole: Placuit ut cor-

tanto per
Cos

quanto
giova
ai

w poribus defunctorum Eucharistia

per
ai
ti,

altri.

direttamente

non detur. Dictum est enim a Domino: accipite, et edite. Cadaj vera autem nec accipere possuut, M nec edere ". Finalmente per riguardo alla comunione, che si fa per gli altri, sie-

vivi,

ed indirettamente
le

mor-

e riesce meritoria, e soddisfatto-

ria

per

essendo

la

anime del purgatorio comunione la pi ectutte le opere buone.

cellente fra

COMUNIT'
ciet,

Ecclesiastica. So-

no morti,
teologi.

sieno vivi

se riesca loro
i

di giovamento, ecco

quanto dicono
si

o corpo composto di persone ecclesiastiche, le quali vivono in co-

Le comunioni, che

offrono

a Dio secondo l'intenzione di quelcui si fa , o per ottenere li per


loro delle
grazie,

mune, ed hanno gli stessi interessi. Queste comunit sono o secolari, o regolari. Le regolari sono i capitoli
dei canonici regolari,
i

rettamente
si

profitto
gli

esprimono

non recano diad essi, come stessi teologi, et ex

conventi, e
e
i

monisteri dei

l'eligiosi,

monisteri

delle religiose. Quelli, che

compongo-

opere operato, perch l' Eucaristia d profitto direttamente a quello

no

comunit, vivono insieme, osservano una medesima regola, e


siffatta

che la riceve; pure reca loro spiritual vantaggio indirettamente, et

nulla posseggono del proprio.

Le

co-

munit
e
le

secolari sono
i

le
i

congregaseminari,

ex opere
mosine,
le

operantis

come

le

ele-

zioni di preti,

collegi,

orazioni, e le altre

pie
di

opere rneritorie di congruit, qualora


altri,

un merito
si

facciano pegli
grazie in

composte di ecclesiastici, che non fanno voti, n sono obbligati ad una regola partialtre case
colare.

e per ottener

loro

Si attribuisce la

loro origi-

virt della applicazione, che ne vie-

ne fatta. Nel pontificato di Alessandro Vili giustamente fu condannata l'opinione erronea di quelli, che biasimavano il religioso co-

stume

di

comunicarsi
la

pei
letta

defonti.

Su questo punto va
lettera, eh'

l'erudita

XXVII
quale

del

tom.

VI
tra

del Sarnelli, la

ha per

titolo:

Se il comunicarsi per un'alpersona sia a cf nella di alcun


le

giovamento. Egli fra

altre

cose

dice, coir autorit di gravi teologi,

ne a s. Agostino. Egli form una comunit di cherici della sua citt vescovile, ed essi abitavano, e mangiavano col vescovo. Tutti erano vestiti ed alimentati a spese della comunit ; facevano uso di arredi e di abiti comuni, senza distingueisi per alcuna singolarit ; rinunziavano a tutto ci che avevano di proprio; e non formavano voto di continenza che allorquando ricevevano gli ordini, cui annesso questo voto. Tali comunit ecclesiastiche, moltiplicate nell'occidente, servii'ono di
golari,
di
i

che accrescendosi per virt del sa-

gramento della Eucaristia,


zia e la carit

la

gra-

modello
quali
il

ai

canonici

re-

a quelli che
le

devo-

si

recano
di
s.

ad onore
Agostino.

tamente
fatte nel

la

ricevono,

preghiere

portare
si

nome

giorno della

comunione,

Ora

e le altre opere soddisfattoiie,


i

come

digiuni, e le limosine, dalla prt-

comunit ecclesiastiche tutte quelle, che non appartengono ad alcun Ordine, o con-

chiamano

i34
gregazione

COM
stabilita.
le

CUM
zitelle,

Vi sono

leggi
ra.

comuni, e qualche
f
celi )

citt

libe-

e vedove,

quali

almeno

solenni, e

non fauno vivono una

voti,

Dicesi ora Comunit,

Comune,
la
,

vita

Municipalit
d'
il

civica
di

Clero , ove si tratta della vita comune. Altri parlando pi genericamente, definiscono le comunit ecclesiasliclie per vma societ d'uomini, che abitano un medesimo luogo, ed liauiio leggi ed usi medesimi. Le comuregolare.
.

magistratura
luogo, ossia

una

citt

un

corpo

de' cittadini

oppure de' nobili uniti coi cittadini, ed avente uffiziali, rendite proprie,
e statuti con

autorit

limitata

nit sono ecclesiastiche, o laiche.

Le

dipendente dal governo superiore. nella DisIl dottissimo Muratori, sertazione XVIII sopra le antichit italiane, nel ricercare se le citt
d'Italia avessero anticamente

comunit ecclesiastiche possono ridursi atre specie: i.Le comunit


secolari
cos'i

comu-

chiamate, perch sono

nit

come

oggid, conservando qual-

composte

di ecclesiastici,

che vivono
delle chiese
;

che forma di repubblica,


re,

ancorch

nel secolo, ciascuno particolarmente

fossero governate dai magistrati dei

da

s,

come

capitoli

ed imperatori

dice

che allora

cattedrali, o collegiali ec.

2.

Le

co-

munit

regolari composte di religiosi,

che fanno voti solenni, e vivono in co-

quando moltissime citt italiane godevano la libert, o soggette erano solamente all'alto dominio degl'imperatori
,

mune

sotto superiori, o sotto

una

usavano

il

regola approvata dalla Chiesa ec, o


dallo stato,
steri
ec.
;

mune, e Comunit ;
seguito
si

3.

come in conventi, moniLe comunit ecclesiasenza


voti solenni,
vi-

dessero ai

di Cosebbene in principi, con-

nome

tinu nondimeno in esse


il

il

nome,

stiche,

che

corpo,

il

possesso de' beni, e ga-

\ono
sa,

in

comune per
specie sono
i

servire la Chiede' vescovi, e di

belle.

sotto l'autorit

Ancora p. es. durano le comunit di JModena, B.eggio ec. Ordinariamente che regolano
di tutto
il
i

questa
gazioni,

alcune congrele

nobili sono
il

quelli

seminari,

societ

dei

Comune

missionari ec.
si

Le comunit

laiche

popolo, colla

a nome giunta in

formano

in diverse maniere, co-

alcuni luoghi di qualche giurisconsulto,


le

nie per l'esercizio d'una


sa arte, per

medesima
dimora in chiamagli

che co' suoi lumi ne ponderi


le citt d' Italia

carica, per la professione della stesla

determinazioni.

stabile
etc.

Anticamente

non

uno
dali,
ti
i

stesso

luogo
i

Cos'i

solo erano suddite

degl' impei'atori

"vansi
i

comunit

conventi,

ospetutin
le

collegi, le confraternite, e

corpi

approvati e
di

stabiliti

romani, ma venivano anco governate dai loi*o magistrati, proconsoli, pretori, presidenti ec, come dicesi

societ,

affine

far osservare

all'articolo

Citt
allora

(Fedi).

Con

regole dell'arte, del mestiere, della


professione
ri spnulenza
ec.

tutto ci anche

conservava-

nit Ecclesiastica, e

V. Bergier, ComuLacombe, Giucanonica alla parola o

no una

specie di repubblica, di va-

essendo alcune Municipi [Vedi), altre Colonie (Vedi), ed


rie forme,

Comunit.

altre

citt

collegate,

e perci al-

COMUNIT'
riiunc,

COMUNE
Cos
si

{Com-

tres

respublica).

chiamossi

venivano diversificate ne' privilegi, che individualmente godevano,

alcun popolo,

che

reggeva con

Noto ancora, che

g'

impera-

COM
tori

co\r
,

.3>

non
il

impedivano
suo senato,
i

che
suoi

Roma
magi,

avesse
strali,

le

sue rendite, gabelle

ec.

ed altrettanto si dica nelle citt subordinate, dappoich ciascuna aveva il suo senato, i duumviri, gli
edilii,
i

vi-nutone sovrano verso l'anno 49 5, perch quel principe di gran mente, ed allevalo in Costantinopoli, ben conosceva con quanta prudenza avessero romani regolate le pubbliche
i

cose.

Non per
allorch

cos

fecero

Lon-

questori,

censori,

cura-

gobardi

chiamati

tori,

praefecti jari dicendo, ed altri

da Narsete in

Italia

furono nel 568. Sicle

uffiziali.

Perci ritenevano
,

il

titolo
le

come
ne

incolti

fieri

cambiarono

di repubblica

ed impiegavano

anteriori costumanze, ed introdotte

loro entrate nel risarcimento

delle

furono di

nuove. Al
essi
i

pubblico
duchi, e
i

mura,
blici

de' ponti, delie terme, degli


altri
g'

ministero deputarono
giudici, conti,
staldi,
i
i

acquedotti, de' templi, ed


ediiizii.

Anche

sotto

pubimpe-

che in appresso chiamaronsi gavice conti, o visconti,


i

ratori
se

cristiani

dur questa

polizia,

sculdasci

gli

azionari, e
la

non che talvolta v' intervenne qualche mutazione. Di fatti nel lib. tit. 3 del codice Teodosiano, la

.simili altri uffiziali,

che per

magdagli

gior parte furono conservati

legge

I,

data nell'anno 36

1,

si

leg-

imperatori franchi e germani dopo il line del regno longobardico. Gli


ulllzi

ge che

Giuliano

comanda

possesreslitui.
lib,

venivano conferiti
li

dai

re

siones public as

civitatibiis

dagl'imperatori, e chi

godeva era
del re,
,

Cos in Appiano Marcellino nel

per ci appellalo

ministro

XXV,
ge, dal

cip.

4 tle"^ Storia medesimo Giidiano


parole
si

si

leg-

P^ecti-

gnlia
ilis.

ci\'itatibus restituta

ciim fanrileva
;

che in quei secoli sovente si fa menzione della comunit sotto il nome di rcpub!

o dell'imperatore. Quindi

Dalle quali
le

!ra,

come

(\e

miJiistti della rcpuh-

che gi
p.
e.

citt

godevano rendite
porti,

l'icn, della

sui

ponti, sui

e simili

parte pubblica, de^ giudici pubblici. In un diploma di Berengario


legge:
I

altre gabelle, o di antico


ritto,

loro

diaf-

re d' Italia, dell'Sgg,

si

o assegnate
delle

dal

principe

ilnch potessero soddisfare

al biso-

gno
se

pubblice

fabbriche.

Di

questi esempi e testimonianze molti

Ut nullus judicariae potestf s dux, marchio, comes, vicecoines^ scnldaseius, loropositus, aut cjuiliLet reipublicae procurator etc. Co.

tofredo, nel Ciampini


tori,

ne leggono nel Sigonio, nel Goted altri au-

per

res
il

publica

s'intese

dire

l'impero, e

che hanno scritto sullo stesso argomento. Anzi presso il Grutero,


alla

regno, e per ministri della repubblica, i ministri del prinexaclores, agen-

cipato, reipublicae
ti 1,

pag.

i64, n.

i,

si

legge

un

etc.

decreto di \'espasiano Augusto, indirizzato ai decurioni della citt di

Savora, ove sono degne di


incordate queste parole
:

essere

Osserva il medesimo Bluratori, che sebbene non apparisca chiaro che nei secoli barbari le citt di
Italia

T^ectgalia,
(

godessero
di

il

privilegio,

usato

quae a
Poche

d.

Augiislo

accepisse

la

nel

tempo

vostra citt) dicitur, custodia, etc.

cio di far

dominante , corpo, comunit, o coPvoma


eleggere
i

mutazioni

soffr

l'Italia

mune,

e di

magistrati,

nel suo governaraento e nei costu-

mi sotto Teodorico re

dei

goti, di-

pure nelle medesime citt sembra che i cittadini avessero qualche for-

i36

GOM
di
vi

COM
sono molti
avesse
indizi,
si

ma

governamento. Analogamente abbiamo, che l'imperatore Lotario I nella leggeXLVIII ordin, che
i

che anco
e

al-

lora la cittadinanza nare,


ti,

potesse radu-

ordine,

magistra-

messi regi depongano


et

gli

Scabini

e possedesse

beni stabili in co-

cattivi,

cum
gli

su,

in

eoriitn

Ed

ecco

populi consenbonos clignnt. Scabini , magistrato


totius

mune.
Sul significato della voce comunit,

loco

sull'origine del
il

Comune,
a pag.
di
e

dei particolare del popolo, con qual-

Comunit,
delle
vento,

Borgia

i86

che speciale autorit. naturale che il popolo non poteva eleggere gli
Scabini senza

Memorie
parte

istoriclie

seconda, dice
que' tempi
e

Benequanto
s'in-

un

corpo,

un

ordine,

segue: In

dappoi,

un

collegio,

o universit dove pre-

per
tese
ra,

Comune
che aveva
le
i

Comunit
il

che regolassero le cose. Al popolo apparteneva eziandio il risarcimento viarum, portitum et pontum, e talora del palazzo regio, come apparisce dalla
legge

siedessero magistrati

una repubblica o

citt libe-

diritto di

for-

mare
gere

proprie leggi, e di elegpropri magistrati, e d'im-

porre
tefice,

tributi.

Soggetta ell'era so-

XLI

del

medesimo Lotario L

lamente deva
zia.

all'alto

dominio del Pon,

Sotto l'impero de'romani Io stesso peso era adossato alle citt, le qua-

dell'imperatore ec.
di

e go-

una

specie di

autocrale

per questo possedevano stabili, e Aggiungasi, che dai primi tempi della Chiesa sino al secolo XIII per rendere testimonianza delli

Allora fu, che prendendo


d'Italia

gabelle.

citt

forma di repubbli-

ca,

bardia,
i

persone che eleggere si volevano, il popolo ed il clero concorrevano anche all' elezione de' vescovi, i quali canonicamente sceglievansi dal clero, e
e dalla plebe, cio dal popolo
presi
tus
i

la idoneit, e probit delle

massime quelle della Lome della Toscana crearono propri consoli per essere da
governate. Cotale spirito di
li-

essi

bert penetr dentro


di

la stessa citt

Roma,
lo

il

popolo della

quale,
II,

dopo

scisma di Anacleto

se-

nobili.

Ed

in

comRoma Sena-

dotto dagli empi consigli di Arnaldo da Brescia, tent di porsi


in libert, di

Populiisque Romaniis per molti secoli concorsero col clero all'elezione


del
del

Roma

onde creato patrizio Giordano di Pier Leoil

sommo
clero,

Pontefice. L'intervento
dei
nobili
detti
militi,

ne, rimesso fu in piedi


to

senali-

romano. N
I 1

lo

spirito di
si

e del popolo nei gravi affari


citt era
il

delle

bert e di rivolta
nel
stabile accordo tra

estinse
si

un indubitato indizio, che popolo godesse qualche autorit, e ritenesse alcuna forma di comune, ed il popolo di Modena nel ioi4 godeva bona communalia.
Prima
tori, si

88, nel qual anno


il

che venne a

senato sud-

detto, e

pio

Papa Clemente III. L'esemde'Romani fu imitato da altre


dello

citt e terre
cio.

stato Pontifidi

del mille, secondo

il

Mura-

Cos\

il

popolo

Corneto
ridotall'ubbi-

all'oscuro, e nell'incertezantichi
affari

ne usurp
dienza del

la signoria,

ma

za

sugli

particolari

to fu poscia nel

ii44
Cos

delle citt, giacch perirono tutti i vecchi e preziosissimi archivi delle

Papa.

Orvieto
cre

prese forma di repubblica, e


i

medesime. Solo dal poco che

resta,

suoi consoli,

comunque Adriano

COM
>,

COM
le citt italiane

i37
li-

IV

nel

miero
luoghi.

1^7, la riponesse nel prisuo dovere, e cos altri


1

col mettersi in
i

bert, ed eleggere

loro

consoli,

Continu in appresso in e dura tuttavia il nome di Comunit, cio la con)> gregazione e corpo de' soli no bili, oppure de'nobili, oppure dei

ed

altri

magistrati,

non poterono
nuovi
regola

molte

citt,

esentarsi dal

formare

lamenti, e decreti,

risguardanti

novit di
volta

questo
si

governo.

Tutta-

non

giunse a

formare un
la

nobili

mischiati co'popolari

(sic-

corpo di

simili particolari leggi del-

come da antico tempo si pra-5 ticato, e si usa ancora in BeneM vento per essere stata questa
5

la citt, se

non dopo
;

detta pa-

ce di Costanza
citt

perch

avendo
e
le la

le

ottenuta la libert,
allora

re-

citt

Pi

della

da che venne in dominio s. Sede democratica nel suo

galie,

godendo

esse

pa-

ce, attesero

a concertare la manieia

govei'no) col possesso di beni e >! rendite pubbliche, con autorit limitata alla elezione di alcuni

di governarsi
te

leggi

per l'avvenire. Silfatchiamaronsi statuti, che a

magistrali

per

provvedere
,

alla

pubblica

annona
gli

ed

all'

orna-

mento
vie,
i

della citt, per curare le

ponti,

argini de'fumi

ec, con
del

aver

dimesse in
e

mano

si aumentarono secondo r utilit, e i bisogni de' luoghi. Gi nel iao8 Ferrara avea formato un corpo di statuti e cosi pure prima dell'anno i-iS il popolo di Modena form il libro de-

poco a poco

principe,

de'suoi ministri

gli

statuti.

Nei primi tempi


gli

niente
delle

quasi tutte le regalie ".

altro contenevano

statuii

Passando,

coH'autorit del
statuti

meleggli

citt,

e de' luoghi,

se

non

decreti

desimo Muratori, a dire qualche cosa sull'origine degli gi

della
gli

altri

delle

comuni, diremo
leggi

che

re la
resto

maniera con cui i podest, e uffiziali dovevano governarepubblica ; ma di rado nel


si

statuti

municipali

comin-

allontanavano

dalle

leggi

ciarono nel declinare del secolo XII;


e nei primordi del secolo XIII iu

romane, o longobarde, osservate dai


loro antenati. Indi in progresso di

grandissima
per
re,
le citt,

abbondanza non ma anche per le

solo
ter-

tempo s'incominciarono a riformare varie leggi di Giustiniano, o dei

e castella separate dal loro di-

longobardi, regolando con altro or-

stretto vi
ti
;

ebbero particolari statuusanza che venne praticata analtri

dine

le

successioni,
delitti,

contratti,

le

che in
la

paesi

Italia,

Germastabihre

nia, e Francia.

Si

vuole

ed altri alFari civili, e criminali, secondoch ciascuna delle citt giudic pi spediente alla posizione del

pene dei

prima introduzione degli statuti dopo la famosa i i83, nell'anno


pace di Costanza, la quale fu conchiusa fra r imperatore Federico I,
e
le citt

proprio goveril

no. Presso
cogliei'e
gli

veneti,

primo a

rac-

antichi

statuti,

e dar

loro

buon

ordine, fu

Jacopo Tie-

della

societ

de'

lomalcu-

bardi.

polo doge nel lo.^'i, come si legge nella cronaca di Andrea Dandolo.

Prima
di legge,

di tal'epoca eranvi

Nello stesso tempo forse nin-

ne consuetudini

che aveauo forza anche per decreto fatto

na

manc di fare altrettanto. Verona form gli statuti nel 1228,


citt

da

Carlo

Magno.

Inoltre

appena

e Pistoja fu

egualmente una delle

1^
prime
f^iori,

co M
cilt

COM
nostri

faili.

inagleggi
l'I-

ditto

emanato

ai

luglio dal
,

Car-

avanti

che

le

romane
facilit,

dinal

Tommaso

Bei-netti

allora

tornassero a signoreggiare
talia,

per

pro-segretario di stato,

sull'ordina-

sbrigavano con
le
liti,

e sol-

mento amministrativo
nit,

lecitudine

senza

emettere
eccezioni,

e delle provincie,

comunon che dei


delle

tante citazioni,

proteste,
,

consigli

comunitativi,

vennero

le

istanze,
liiiiglie

contracklittorii

ed
/^.

altre

conuniil sottoposte ai rispettivi


gati,

le-

pratiche

forensi.

Gonarticoli

faloniere, Podest',
relativi.

gli

o delegati delle provincie cui appartengono, ed alle loro congregazioni governative, pel tramite dei

Tali magistrati godono pre-

rogative, insegne onorifiche,


hili

ed a-

quali magistrati,
taria di
gli

allora alla

segre-

distinti;

cos

dicasi

de' priori,

slato,

e poi

a quella de-

sindaci,

ed

altri

superiori comunali.
sulle

Altre

nozioni

Comunit,
ci

principalmente italiane,
porte dal
delle

Muratori nel nominate Dissert.


italiane
,

vengono tomo III


sopra
le

affari interni, sono portate alla approvazione o alla cognizione del sovrano Pontefice, per la decisione, o conferma della sovrana sua au-

torit.

aiLiclil
ili

specialmente

La dipendenza
nella capitale al
affari

delle

comunit
per
per
gli

quelle che trattano della forma

ministro

di

repubblica presa
d'Italia,
;

da

moltissime
della
delle

interni

utilissima

una
le

citt

dell'origine

suprema sorveglianza, per


mit delle
discipline,
si

l'unifor-

loro libert
citt

dei

magistrati

perch

libere d'Italia; della signoria

e potenza accresciuta delle citt d'Italia; della societ de'

lombardi,

e di

credano emancipate ed indipendenti, vedendo l'ultimo anello dell' amministrazione nelle

comuni non

altre cilt d' Italia per conservare la

mani
ti,

del sovrano.

legati,

prefet-

libeit;

delle paci di
;

Venezia,
paci

e di

sotto prefetti, delegati, e gover,

Costanza
citt

delle leghe e
;

delle
,

natori delle provincie


stri

sono mini-

libere d' Italia

della libert
privilegi

ed organi dell'amministrazione,
cos

dell'esenzioni, e dei
citt e

delle

ministero, o prefettura generale delle


ti

de' principi
,

italiani

ne' vec-

comuni. Li Maires,
dai
francesi
,

chiamadetti

chi secoli

e del

governo, e della
,

altrimenti

divisione de' nobili


nelle citt libere.

della

plebe

Gonfalonieri,

Priori,

Sindaci,
singole
di
cia-

sono

capi amovibili delle

quanto al regime ed economia comunale d' oggid , questa suole presiedersi da un miIn
nistero,
fettura

amministrazioni subalterne

scuna comunit, sotto

le

istruzioni

de' propri consigli comunitativi, che

amministrazione,
generale
delle
stali

pre,

comuni
del

corrispondono gradatamente coi suddetti ministri per mezzo del capo,


e

chiamata in alcuni Go\'erno, che suol


capitale,

Buon
nella
del
l'in-

segretario

di

ogni

comune.

In

risiedere

sotto

la

dipendenza
per

principe

del

ministro

conseguenza l' amministrazione comunale l'amministrazione di una glande famiglia, che ha i suoi libri
di entrata,

tono. Nello slato pontificio, sino al i83i, le comunit furono soggette alla Congregazione Cardinalizia del

ed uscita, detti dai frane con-

cesi hudjets, ossia preventivi

suntivi
glia,
i

ha

suoi consigli

di familiti,

Buon Gosr.rno [Vedi); ma

coli' e-

suoi impiegati, le sue

le

COiM
Mie azioni,
1

COM
i

139
in

suoi tutori,

suoi dlfensoil

di

pubblica economia sviluppati

i,

ed
,

il

supremo capo,

eh'

sovra-

quest'opera, e la saviezza delle leg-

no

a cui solo deve spettare di giu-

dicare le differenze, e

non scindere

impoliticamente questo giudizio, distribuendolo nei capi delle provincie,


jtoicli

municipali, che si riportano non sono idee estranee, o inutili a qualsivoglia governo. Per le comugi ni

dello stato pontificio, pui'e in-

le

in

cambiaoligarchico un governo mosarebbe lo stesso


di

teressante

l'opera
:

del

eh.

Pietro
nei e

Castellano

Lo

stato Pontificio
storici,

iiaichico,
ste

o disperdere in varie tereale e sovra-

suoi rapporti geografici,


politici,

una prerogativa
si

ec,

Roma

1837. Cosi andi


,

na, senza conservare quell' unit di

cora P Indice
zioni,

alfabetico

tutti

luassime, che
icimo,
ncli'
I

richiede in questo

luoghi dello stalo Pontificio


delegazioni, governi,

lega-

li.

dottamente scrisse Codice de doveri, il Martinetti. Questi aggiimge, che


siccome
erudito
Stati

diocesi,

il

governo degli

Uniti

di

A-

comuni, appodia li, frazioni, ec, Roma 1836; riprodotto secondo gli ultimi cangiamenti territoriali, nel
corrente

nierica piantato sulla base di

una

anno

1842.

Soprattutto
la

grande amministrazione comunale, il cui capo presidente, e non un sovrano, e seguendo il pensiero eh tm grave sci'ittore, dice, che perci non governo perfetto, mancando di giudice inappellabile, che
faccia tacere
i

vantaggiosa per le comunit,

Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione , che


si

vanno pubblicando

in

R^oma

dal-

la

stamperia della reverenda


cui
ai

Came-

ra apostolica, ed in
tate
rispettivi

sono noalfabetici
le

dissidenti
le

e decida

Indici

sovranamente
cipali
ficio,

questioni.

semi-analitici delle materie,

cose

Sulle notizie isteriche delle prin-

pi considerevoli
le regole,
le

delle
i

comunit,
diritti,
gli

comunit dello stato Pontiabbiamo la Bibliografa stosla-

massime,

oneri, la giudicatura civile, le


gistrature, la

maanti-

rica delle citt e luoghi dello


to Pontificio)

conferma

degli

Roma

1792, con supoutile,

chi statuti,

le

norme,

sulla rinno-

plemento pubblicato nel 1793,


pera

vazione biennale delle magistrature,


e del terzo dei consiglieri
tativi;
i

sommamente

e ricca di

comuni-

note importanti. Nel 1829 l'ingegnere Gabriele Calindri pubblic


in

Perugia l'utilissimo Saggio stastorico del


al

per ricorrere alla congregazione del Buon Governo, l'autorizzazione pontificia concessa per
casi

tistico

Pontificio

stato,

trattando

capitolo

VI

specifica-

mezzo della congregazione dell' immunit ad imporre, ed esigere i


dazi comunali dagli ecclesiastici; in

tamente delle citt, terre stabilite con atti sovrani, borghi, e castelli, ec. Va pure consultata la collezione pubblicata nel 1824 in Roma, da Reginaldo Angeli intitolata /
:

somma

le

competenze,

le

vertenze,

e tultoci che riguarda le comunit dello stato Pontificio, a seconda


delle odierne leggi. Sulle magistra-

doveri de' cittadini verso la patria,


e

ture
prio

delle

comunit
vedersi
il

dello

stato

degli

impiegati

municipali,

con

pontificio, a

moto-pro-

una
ti,

collezione di costituzioni, edit-

e circolari

ad

istruzione,
1

ed uso

emanato da Leone XII li 2 r dicembre 1827, che incomincia colle

dei medesimi impiegati.

principii

parole

Nel

compiere.

i4o

CON
LA

CON
voci
di

Francesco Parisi poi nelle Istrugiovent impiegata zioni per la


nella

segretaria
e

alle

Co-

Comunid t' , dell' indice generale, ci gran molle notizie, ed istruzioni


munita'
,

Segretario

Maria. Festa, Chiesa latina agli 8 dicembre. E sentimento comune dei teologi cattolici, che la B. Vergine Maria, Madre di Dio, che
si

Beata

Vergine

celebra

nella

sia stata

preservata dal peccato o-

parie delle

quali

coli'

autorit del

riginale

De

Vecchis,

De

hono

regimine.

seno

quando fu conceputa nel della sua madre s. Anna.


:

Da

ultimo

stala

pubblicata

dal

Questa credenza fondata

sul

eh. Angelo Galli, computista generale della R. C. A.


riosa,
,

l'opera labo-

sentimento dei padri pi venerandi della Chiesa; 2." sulla precauzione


presa dal concilio di Trento
sessione

ed

utilissima,

massime

alle

nella
,

comunit, intitolata Cenni economiri-statistici

V,

nella quale decidendo


figliuoli

sullo

stato

Pontificio,

Vagro romano,

eoa appendice, ed un discorso sule sui mezzi di migliorarlo, Roma 1840. CONACH Bertrando, Cardinaa Brile. Bertrando Conach, nato va nel Limosino, si ascrisse Ira gli
agostiniani
di Briva
,

che tutti i scono colla

di

Adamo, nadel

macchia

peccato

originale, dichiar

non

essere

sua de-

intenzione di comprendervi la santissima Vergine Maria;


creti di molti
3. sui

sommi
la

Pontefici, che

approvarono
fzio

festa della

Concee
l'

poscia

si

zione della santa

Vergine,

of-

laure a Tolosa in diritto canonico.


IVel

i337

fu

priore della chiesa di

che peraltro proibirono di predicare ed


tale oggetto, e

composto a

Briva, e nel

i35i vescovo
volte fu

di

Com-

insegnare la dottrina contraria


troversia, e

a ca-

minges.
zo

Due
nel

nunzio aposotto

gione della celebrit di questa con-

stolico nella

Spagna, sotto Innocen-

famosa

questione.

Ma

VI
nel

i356, e

iSyo, a riconciliare
di Portogallo, di

Urbano moi

tanto della controversia,


festa,

che della

e di tuttoci

narchi

Castiglia,

tivo,

parleremo

e di Aragona,

dai

quali

ottenne,
delle lo-

seguenti tre

che vi relacompendio nei paragrafi. Nel primo


in
si

che

il

Papa

fosse arbitro
1

principalmente
stione, nel

dir

della

que-

ro controversie. Nel

3G8 intervenProvincie,
agli

secondo

della

festivit

ne

al concilio

delle tre

nel terzo riferiremo altre notizie a-

tenuto a Lavaur, e poi

8 di
lo
ti-

naloghe.

giugno del 1371, Gregorio XI cre Cardinal prete assente, del


tolo di

In quanto

al

motivo
festa,

dell'istitu-

zione di questa

gli

uni

cre-

san Marcello,

e per singoil

iar distinzione gli sped


Cl;trdinalizio
.

cappello

Compose
1'

gli

animi

dono, ed il sentimento comune, che abbiasi per fine di onorare purit della Concezione della la
B.

discordi nel clero di Catalogna, eoa

Vergine,

e eh' essa

non possa
del

Pietio di Aragona, e
di

arcivescovo
ec-

essere materia di culto nella Chiesa^ se

Tarragona per

l'

immunit
Ire

non

in

quanto
gli

sia stala

clesiastica,

morte lo Avignone nel i374j dopo


la

ma

colse in

tutto santa,

ed esente dalla macaltri

anni
nel-

chia

originale;
si

pensano,
e la

di Cardinalato.
la chiesa de'

Ebbe

la

tomba

die

vogha semplicemente onorache Dio fece di


lei

domenicani.

re la santificazione di Maria,
scelta

CONCEZIONE

immacolata dei-

per rea-

CON
ilerla

CON
piani della citt;
il

i4i

madre

del

suo divin Figli-

uolo, per cui


te

chiamavasi altre volquesta festa la sua santificazio-

una smisurata inondazione del Tevere, che sommerse tutti i luoghi


Pontefice
Sisto IV, della Rovere, gi dell'

ne, e

non
la

la

Concezione. Adunque,

Orper

sebbene
detto,

Chiesa,
si

come abbiamo
dir,

dine

de' minori
il

conventuali
di
si

e meglio

favorisca

arrestare
castigo,
b.

flagello
il

grande

concezione
te deciso,

grandemente il sentimento della immacolata di INIaria Ver;ine, non 1' ha per interamenfede.

implor

patrocinio della

Vergine, e con bolla del primo

di

non articolo V. Albano Butler Della


per cui

marzo 1477? ^ ^^^ copiose indulgenze impegn i fedeli a celebrare


in ogni luogo la festa della

Conce-

festa della Concezione della


sino
5,

santa
2,

zione di Maria, eh' egli dice


colata,

Imma-

Vergine, agli 8 dicembre; Tomaslib.


I,

cap.

19, e lib.

cap.

Della celebrazione delle feste; Thiers, Della diminuzione delle feste,

cap. 5o, e

il

me

delle feste di

IMuzzarelli, EsaMaria; non che il

con termini affatto espressi, come quello che prima del pontificato avea scritto un trattato a favore della Immacolata Concezione. Alcuni opinano essere tal decreto del

14775 i^a r Advocat dice

Bergiei'.

Dice

il

citato Butler,

che

l'o-

pi generale che la b. Vergine fu immacolata nella stessa sua Concezione ed oltre a ci l'onore, che dobbiamo a Gesi Cristo Salvatore nostro, ed il profondo
pinione
;

che fu spedito nel primo di marzo 1476, ed aggiunge che questo fu il primo decreto della Chiesa romana spettante alla Concezione. Il medesi-

mo Sisto IV
stivit di

pertanto alle antiche fequella

precetto, aggiunse

rispetto, e la tenera divozione ver-

della Concezione di

Maria
il

Santissi-

so

Maria

ci

persuadono a non con-

ma, come pure afferma


nella vita di Sisto

Panvinio

trastare per verun

modo
la

alla

san-

tissima Vergine
cui

questo

privilegio,

sembia

esigei-e

sua

purit

IV, appresso il Platina, ed ordin quindi la messa, e r uffizio colle medesime indulgenze concesse da' suoi predecessori alla festa del

senza macchia.

Non

era

pertanto
al

conveniente, che colei la quale era

Corpo

di

Cristo.

da Dio prescelta a dare do l'autore della santit,

monnep-

Quindi

rilevasi

da

Natale Alessan-

fosse

dro, tom.

Vili, art.

IX 21,
da

Tlist.

pure un solo istante macchiala dal peccato ; dappoich sarebbe stato in quell'istante, e prima ancora, che fosse stata purificata, oggetto di collera pel Signore,

Eccl., che Leonardo

Nogarola

protonotario apostolico di Vicenza,

o r

piuttosto
uffizio

di

Verona,

compose
ed infesta

della Concezione, cui Sisto


lodi

malgradi Dio.

do

le

altre sue belle doti, e la sua

dulgenze,
del
le

IV approv con molte come quelle


Corjus Domini.

della

destinazione ad esser

madre

V. Mansi nel-

note

al

Fabricio nella Dibliotheet

Controversia, e questione della Concezione immacolata della Beata

ca med.
poi,

inf latin. 11 Rinaldi all'anno i477> ^^ all'anno


dice,

T ergine Maria.

Roma

Correndo l'anno 1476, compresa da pestilenza cagionala da

che Bernardino de Bumilanese compose queir uffizio, e che Sisto IV lo approv con sua bolla; ed inoltre

i483

stis

francescano

i42
dichiar ^fc'sta
la

CON
la

CON
Clemente VII residente !i Avignone, ed al quale ubbidivano alcuni
nello scisma.

Presentazione del-

IMadonna nel Tempio, e fjuoll,; Anna, e di s. Giuseppe per tutta la Chiesa. Quindi agli Ordini religiosi de' minori francescani, e domenicani proib Sisto IV nel
di
s.

Vedendo per
se

la

sua

causa a mal parlilo,

ne

fugg

da Avignone, onde fu abbandonato da' suoi partigiani, che pubblicamente si ritrattarono. P^. lo Spendano negli Annali ecclesiastici all'anno 1387, il Buleo neW Istoria universale al tomo IV, e l'Echart,

i483 di muovere dispute sopra la Immacolata Concezione di Maria Vergine, fintantoch la Chiesa non
avesse su questo punto
to
il

pronunziasuo sentimento, ci che dipoi


il

drgli scrittori
dicatori,

dell'Ordine
I.

de' pre-

conferm

concilio

generale

di

tomo

Trento, ordinando, sotto pena di scomunica, che ninna delle due parli, che affermasse, o contraddicesse
fosse
to,

Dispulavano tuttavia i teologi con gran calore su questa controversia, quando nel i43i cominci il concilio

la

Concezione
di

Immacolata,
alcun
di
delit-

di
al

Basilea,

il

quale

la

com-

rimproverata

non
ai

dovendosi

aver

rispetto Basilea,

veruno
il

conciliabolo

incompetentemente defin della Concezione immune dal peccato originale, n al concilio di Avignone, che conferm
il

quale

privilegio

il

decreto

Basileense,

siccome
si

an-

famoso domenicano Gio. de Torx'ecremata, allora maestro del sagro palazzo, perch ne desse il suo voto, ma trasferito frattanto da Eugenio IV il concilio a Ferrara, vi si trasfer ancora il Torrecremata, rimanendo a Basilea alcuni ostinati padri, i quali nel i439,
mise
nella sessione

diamo a dire. Per lungo tempo


la

XXXVI,

definirono
dichia-

celebr nel-

la

Concezione Immacolata
la

Chiesa

la

festa

della Concezione

randone
dottrina,

credenza conforme alla


alla

di Maria Vergine, senza che alcuno pensasse ad esaminare, se questa fosse, o no immune dal peccato originale.
II

ed

divozione
Scrittura
tutti
i

della
di-

Chiesa, alla fede cattolica, alla


ritta ragione,

alla

santa,
fedeli.

celebre Scoto, reli-

e doversi

tenere

da

gioso francescano, egregiamente dila sentenza dell'Immacolata Concezione nelle universit di Colonia e di Parigi, dove si merit il titolo di Dottor sottile. Mor Io Scoto nel i3o8, e ottanta anni di poi Giovanni di Montesono, religioso domenicano, sebbene si fosse fino allora propagata per ogni parte

Essendo

per

allora

quel concilio

fese

non
co,
i

pi

legittimo,

ma

scismati-

non ebbero mai riguardo alcuno, n fecero menzione del decreto basileense, sebbene un sinodo provinciale di Avignone del
Pontefici

1457, e l'universit
avessero abbracciato

di
il

Parigi,

ne

decreto, per-

ch avesse forza

di

legge.

la

pia sentenza dello Scoto, sosten-

Per riguardo
blic lo stesso

alla bolla,

che pubnel

ne

nondimeno

certe

pioposizioni

Sisto

IV

i483,

contro

r Immacolata Concezione, che furono condannate dall'univer-

da Pietro Oiedeomonte vescovo di quella citt. 11 Montesono si appell all' antipapa


sit di Parigi, e

come s' detto, e nella quale condannava chiunque osasse di affermare incoi'rere in peccato grave
chi celebrasse la festa della
zione,

Concesos-

o che

fosse

ei-etico

chi

CON
tenesse

CON
Vergine
iin-

143

essere

la

B.

niune dal peccato originale; credettero molli, che a ci fosse mosso Pontefice per occasione di certa il
disputa propugnata in presenza del

no i497- Questo il voto, che fu dal Muratori chiamato Sanguinario,


e

per

cui

si

procacci

tanti

nedi-

mici.

Seguitandosi in

appresso
al

duca Ercole d'Este in Ferrara, nel i48i, da Vincenzo de Brandelis,

sputare la medesima
si

controversia

propose

essa
,

Concilio

ge-

domenicano
diocesi di

di

Castelnuovo

nella

nerale

XVIII

Lateranense
nell'
1
1

V,

Tortona, come
nell'anno

altres in

Leone
le

che

un

trattato,

stesso stam-

presiedeva, la

anno 5 3 vi commise al Cardina-

palo, che cio la Vergine Santissi-

ma, siccome

il

resto degli uomini,


originale,

de Vio detto il Gaetano, per darne il suo parere in iscritto


,

fu concepita nel peccato


dicare
contrario.

come
2.
,

fece

come

si

vede
I

n essere lecito di credere, o di preil

nelle sue

opere

all'opuscolo

del

tom.

ma

il

concilio nulla deci-

Dall'altra parte Tritemio nel


in

i494
di
s.

se.

Quando
di

poi nel concilio genera-

un

trattalo, che

scrisse

le
si

Trento
al
lib.

Anna, propugn la Concezione Immacolata di Maria, onde AVigando W^eri domenicano predicatore nel convento di Francfort, con un libro stampato nel medesimo anno ad

ueW Isloia

tel

(siccome pu vederCardinal Pallavi)


si
il

cini

VII

trattava

del
Pie-

peccato originale,
tro

Cardinal
di

Oppenheim,
contro
difeso
il

fieramente

si

scagli

Tritemio,
la

che

fu

per

Germania. V. lo Spendano all'anno i494- Poco dipoi nel i4975 Giovanni Vero teoda tutta
logo di Parigi, os pronunziare in

Giaen una volta questa controversia. Formato dinique il decreto del peccato originale, proponeva il detto Cardinal
Pacciecco

vescovo

propose, che

si

decidesse

Pacciecco vescovo di Giaen, celebre per zelo, integrit di vita, e rara


dottrina,
concilio,

ammirata nel medesimo


che
alla

pubblico,

che

Maria

Vergine

fu

proposizione ge-

concepita nel peccato originale. Di

nerale
tutti

che nacque tanto scandalo, che


universit
di

la
il

gli

con cui si dichiararono uomini soggetti al peccasi

Parigi

costrinse

to originale,
role:

Vero a
blico,

ritrattarsi

parimenti in pub-

Della Beatissima
il

aggiungessero le paVergine
eli

un decreto ancora da trentotto altre univei'sit, come in un suo panegirico afferm il celebre gesuita See prescrisse con
fatto poi

dichiara
>>

concilio

nulla de-

finire , bench creda esser ella concepita senza macchia origi naie " Stimando per molti di
.

gneri, che nell'avvenire ninno fosse

que'Padri, che non


dicare

si

dovesse pregiusentenza^ tutti

"rado di dottore in o teologia, se prima non prestava il


al

ammesso

alla contraria

giuramento di difendere l'Immacolata Concezione fino a spargere il proprio sangue. V. il Buleo citato
Wf^X Istoria
wv\'ersale,

convennero, che al sopraddetto decreto si aggiungessero queste altre parole: dichiara per altro il concilio, che

non
nel

sua

intenzione
del

comprendere
originale

Paris

tom.

decreto

peccato
si

V. pag. 8 i5; Frassen, Theologia t. Vili p. 227; Fleury t. XXIV, p. 336, e V Annalista Spendano all'an-

la Beata, ed

Immacolata Vergine
devono osserva-

Maria, ma. che


re
le

costituzioni di Sisto

IV

sotto

i44
le
li

CON
contenute^
le

CON
quascandalo, u
si

pene in esse ora rinnova.

tacciasse di

erronea

alcuna

delle

due opposte sentenze.


Paolo V la coIV, gi confer-

Non
anzi

fu tuttavia terminata la con-

Approv
stituzione

dipoi
di Sisto

troversia

con questo decreto , che nuove dissensioni nacquero

mala
s.

dal concilio Tridentino, e

da
si

nciruuiversit di Paiigi^ contro ci ch'essa aveva determinato, princi-

Pio

domenicano, nella quale


si

vieta di caratterizzare per eresia

la

giuramento da predetto da quelli, che dovevano ottenere il grado di dottore. F. Maldonato nella Prefazione delle sue Opere stampate a Parigi nel 1667. Quindi , che osservando s. Pio V, come molti ecclesiastici, s\ regolari, che secolari, dispulavano sulla Concezione della beatissima Vergine con disprezzo de'decreti di Sisto IV, colla bolla Si Srandala data die 7 augu1' Epitome sti 1 56o del ( anche Guerra porta questa data sbagliata, che forse deve essere 1570 ),
sul
starsi,

palmente

sentenza, con cui

aflrma, o nega

come

s'

che

la

beatissima Vergine sia stata

concepita in

peccato
in

originale,

ed
ai

inoltre maggiori
trasgressori,

pene aggiunse

virt della costituPaci/lei

zione
glio

Regis

de

lu-

16 16, comesi legge nel tomo del Romano Bollario parte IV,

privandoli di voce attiva e passiva,


e stabil che dal solo Pontefice potessero esserne abilitati. Indi veden-

do che

dalla

permissione di

nascevano

nuovi

scandali,

decreto apostolico de' 1 1

Pio con settembre


s.

1617, riportato dal


ce espressa

Bollario,

re-

riportata

dal

Bollarlo

Romarisolvetgli

strinse la facolt dal santo Pontefi,

no, tom.
te di

IV, parte HI, confermare di nuovo


,

proibendo con
e

gravi

ac-

pene

a' laici
,

di disputare di questa

cennati

decreti volendo inoltre, che restassero sospesi a dii'inis quei vescovi, i quali sapendo, che alcuni trascuravano l'osservanza della costituzione di

controversia

che

ninno

osasse

pubblicar ne' sermoni,


gine santissima
peccato
santa
zione, finch
la

nelle tesi, e

negli altri atti pubblici, che la

Veril

abbia

contratto

detto

Sisto

non

fossero

pronti a
la

punirli.

IV, La-

originale nella sua

Concein-

non

fosse definita dal-

sciando poi

libert

ciascuno

Sede,

senza

tuttavia

di pensare su questa controversia co-

tendere perci di
delle

riprovare

niuna

me credesse pi
dimeno
zione
a'

probabile, viet noncolla


costitu-

due sentenze.

predicatori

Gregorio
lo

XV,

successore di Pao-

Super Speculuni data ai IO novembre 1570, presso il Bollano, luogo citato, di trallare pubblicamente da'perganii
questioni
altres

sulla

al popolo le Concezione come


,

V, con decreto Pontifcio de'a luglio 1622 presso il Bollario al tomo V, parte V, proib espressamente negli atti pubblici, ed anche
privatamente, per togliere
dali
i

gli

scau-

di

scriverne, e

dettarne

in

quali ne nascevano, di poter

volgare

idioma.

Non

essendo per-

difendere, che la beatissima Vergi-

tanto definita
libera facolt

dalla santa

Sede

al-

ne
fizio

fosse

concepita in

peccato ori-

cuna delle due

sentenze, lasci la

ginale, anzi

agli

uomini dotti
occasione

di

comandava, che nell'ufdivino, e nella messa di quesi

disputare nelle pubbliche accademie,

sta

festivit

usasse della sola pa;

puich

non

vi

fosse

di

iola Concezione

dichiarando non-

CON
(imciio,

CON
Quindi, con
nulla su questa causa ha voluto

145

di
di

che perci non intendeva riprovare questa sentenza, n

Sandro VII, e a Clemente XII; m;i la santa Sede, lo ripetiamo ancora,


fi-

recarle pregiudizio.

nuova costituzione de'28 luglio 16:?. 9., non ostante il mentovato suo decreto, permise a'frati domenicani
di

nora

risolvere.

Ci

non per tanto

non

pu

negarsi,

come

scrisse

il

sputare
nelle

loro, e con altri diprivatamente sull' articolo della Concezione, senza incorrere

poter fra

Lambertini, poscia Benedetto XIV, De festis D. M. V. capo nura. 16, che la Chiesa sia pi procli-

XV

ve

alla

sentenza
di

dell'

Immacolata
santissima
,

pene della suddetta

pontifcia

Concezione
desiderando,

Maria
tale

costituzione.

che

sentenza

ri-

Tutti questi decreti, e pene rinnov


di

cevuta
le

poi

Alessandro

\'Il

agli

di-

cembre

1661,

coir autorit

della

la

sia ed abbracciata da tutte accademie cattoliche, come quelche pii conforme alla piet

che leggasi tomo VI del Bollano, nel nd istanza di Filippo IV re di Spagna dove pubblicamente disputavasi sulla Concezione di Maria
costituzione,
Sollia'tndo,
,

de' fedeli, e alla divozione verso la


stessa

IMadre di Dio,

come diremo

descrivendo quanto fece Alessandro


VII.

Or, sebbene

la

Chiesa nulla ab-

santissima
de' suoi

contro

le
,

eostituzioni

bia voluto definire sulla Concezio-

so

predecessori che lo stesprudente Pontefice proiKi d' interpretare sotto pena di scomunica, vietando inoltre di ritenere i libri, che trattavano di questa materia. Diede quindi la facolt agi' inquisitori di procedere contro quelli, che parlavano ingiuriosamente della Concezione, senza

ne

di

Maria

Vergine

ha

potuto
mistero,
il

bens prescriverne la festivit, sen-

za punto

dichiararsi

sul

come eruditamente dimostrano


Cardinal
delle
il

Bellarmino

nel

tomo

li

Controversie, e Gotti

contro
avverte,

Picenini.

Quest'ultimo

che nel

titolo della

costituzione di

che per altro


eresia
la

si

potesse accusare di

Clemente XI Ut festuin ConceptioTirginis Immaculatae de nis B.

sentenza

contraria

non

pracceplo ubique
servelur,
la

in
,

posteruni

ob-

essendo ancora definita dalla santa Sede, n lo stesso Alessandro VII intendendo di definire.
Egli per vero,
sta

parola

Immaculatae

non alla Concezione, Vergine si riferisce.

ma s alla B. E perci es-

che per que-

definizione
i

fecero

premurose
III

istanze

re di

Spagna Filippo
Filippo

sendo questa bolla, che or ora citeremo, stampata in una citt dell'Italia col titolo variato Ut fe" stiun

a Paolo
gorio

V;
di

IV

a Gre-

XV

per

basciatori,

mezzo de'loro amcui abbiamo gli atti

B.
se

Immaculatae Conceplions Mariae T irginis de praece,


il

pto ubique servetur


fice

Ponteai

accuratamente descritti dal p. Wadingo de legatlone Philippi III et IV ad Pauluin et Grgoriiim pr dejinienda coiilrovcrsia de Conceptione Virginis Lovanii 1622, istanza che altri sovrani replicarono ad Urbano VIII, ad Ales-

ne lagn amaramente, e
dell'anno

XV

1709, ordin al vescovo di quella citt, che riprendesse acremente chi avea stampata la sua bolla con quel falso titolo, e che fosse soppressa cos stampata.

12

ottobre

VOL.

XV.

i46
Festa
dell'

CON
Tmmacolata Concezione
bricata
la

CON
dedic

di

Maria

Vergine.
all'

prima cappella, che si alla Concezione di Maria

Santissima,

come
fu

scrive

il

gesuita

Veniamo dunque
al

origine,

ed

Velarde, Geografia tomo

III.

Quanquesta

progresso

della
il

festivit

della

do

in

Lione

introdotta
vi
si

Concezione, che
se celebrata nel

I3ergier dice fos-

lsta,

san Bernardo

mostr
fosse
al

cidente, e assai

nono prima

secolo in ocnell' oriente.


t.
il

frtemente

contrario, nell' Epistola

L' Assemanni,

Col.

Univ.

V,

p.

174, non gi perch lo mistero della Concezione,


festa

ma

per
pri-

433
nel

dario inciso

e 462, prova, giusta in in Napoli


secolo,

calen-

aver quella chiesa abbracciata una

marmo
della

nuova senza consultarne


la

nono

che
la

celebravasi

ma

santa

Sede.

Nella Chiesa

allora in quella citt la festa

Concezione, e che
poli fu la

chiesa di Na-

alcuni al

romana cominci a celebrarsi da tempo di s. Bonaventura


mor
nel
1.

guirla ad

prima dell'occidente a seesempio degli orientali.


che
nell' la

(che
dist.

1274),
III

com'egli
,

stesso scrive,

delle sentenze

Certo
ce
no.

oriente vi era di
legge, che

UT, quest.

I;

ed

il

Baronio,
nel

obbligo avanti

ne

fe-

religioso

carmelitano,

morto

Emmanuele o Manuelo Comne-

dia, sotto

Giorgio vescovo di Nicomedi Eraclio, la il regno


festa antica.

i35o, afferma, che ogni anno nella chiesa del suo Ordine si celebrava questa festa con messa solenne,
e panegirico
alla

chiama
te

Universalmendi

presenza
il

per
gli

come

festa

precetto,
festa
si

de' Cardinali,

come

dice

Gavanil

presso

orientali questa

to nella sezione VII.

celebrava nel 1180, poich l'imperatore Manuelo Comneno, che in detto anno mor, ne fa menzione In novella apud Theodor. Bal-

Abbiamo

gi detto, che

fran-

cescano Sisto IV, della Rovere, ap-

sam.

in ohserv.

ad Nomocanonem
si

Phoptii, tra le feste, che

doveva-

no dal popolo osservare, come gi prima istituite. Nell'occidente secondo alcuni si cominci a celebrare
nell'Inghilterra,

prov r uffizio della Concezione, o da lui, o da altri composto. Ma non essendo andato a grado al Ghislieri, domenicano s. Pio V Papa, un altro ne sostitu, del qua,

le

si

fa

uso nella Chiesa universale,


Vili,

Clemente
doppio

Aldohrandini,
Alessandro
re cat-

come

scrive

il

Ba-

creato nell'anno
rito

iSgo;, lo elev al

ronio, in nota

ad

martyrologinni

maggiore.

die 8 decemhris. Egli, in

uno a Beche
verso

VII, Chigi, ad istanza del


tolico Filippo

nedetto XIV, suppone l'anno i i5o sia stala


s.

IV,

lo

concedette con

istituita

da

ottava
delle

ne' regni

della

Spagna,
Qiiae

Anselmo

nella chiesa di Cantor-

Indie ad
la

essa

soggette,

meinter,
il

bery, ovvero secondo altri nell'abbazia di Bec, nella diocesi di Pioano, nel

diante

costituzione
7 jidii

data die
Bollarlo
te

j664,
al

presso

tempo che

lo

stes.so

s.

Analla alla

Romano
e nello

tomo VI, parnel ducato di


di

selmo era priore di


ro.

quel monistesi

VI; come ancora

Dall'Inghilterra

propag
Gallie

IMilano,

stato

Finale,

Normandia,
chiesa di
te nella

indi nelle

colla costituzione

Ex

injunclo data

Lione,
chiesa

e particolarmenfu

in arce

Gandidphi
si

die

1^

octobrix

di Aisnai

fab-

i665, che

legge nel BoUario al

CON
luogo citalo;
e
(li

CON
di
Sicilia,

i47

ne' regni

Sardegna; ne' dominii del ducosti1

ca di Savoja, in virt della


luzione Praeclarn, data die
gusli

i644 I>^ ^"^j presso il Bollando, al tomo VI, aveva comandato che il giorno della Concezione della beatissima Vergine
osservasse di precetto nella Spagna
si

io novembre

7 au-

i665, e del gran duca di Toscana, colla costituzione Egregia, data die i4 septernhris i665. Cle-

a quella
lo

guisa

che
il

nella

Francia
ai

prescrisse dipoi

suo immedia-

mente IX, Rospigliosi,

lo concesse

to successore Alessandro

VII
la

i5

con ottava in Pvoma, e nello stato ecclesiastico, mediante la costituzione Sincera de' 2 1 ottobre 1667,

giugno 1637, mediante


eia costituzione,
di

Pontifi-

la

his,

e l'ordin

poi per tutta la Chiesa Clemen-

avendolo

gi

permesso

a' gesuiti,

coll'autorit della

costituzione

Au-

guslissimae, de'

7 settembre
di
s.

1667;

e poi agli eremiti


colla

costituzione

Agostino, Exigit, de' 3

1667. Dipoi Papa InnoXll, Pgnatelli , lo estese ancora con ottava a tutta la Chicsa universale, secondo il contenuottobre

te XI, Albani, con bolla de' dicembre 1708, Commissi Nohis presso il Bollario al tomo X. Benedetto XIV, Lantbertini, volendo rendere in Roma pi solenne questa festa, con un decreto concisto-

cenzo

riale de'

26 novembre
al

i'j!\i,

ripor-

tato dal Bollario dello stesso Bene-

detto

XIV,
otto

tomo

II,
si

ordin, che
celebrasse
basilica

to

della costituzione
a'

In

Excelsa,

con cappella
agli

Papale

spedita

i5 maggio 1693, che si legge nel tomo IX del Bollario, con rito doppio di prima classe alla chiesa di s. Giacomo degli Spagniioli in Roma, bench questa fstivit venga nella seconda domenica dell' avvento.

dicemlDre

nella

di

che oggid si celebra nella cappella del palazzo apostolico. V^. il voi. TX, p. 97
s.

Maria Maggiore,

98
Per

del Dizionario.

compimento

delle

notizie

Lo

stesso

rito

sull'argomento della Concezione di

concesse Clemente XIII, con decreto de' to


le

Maria Santissima,

oltre quelle

che
nel

6 novembre 1765, riportadal Guerra nel suo Epitome delrepubblica


di

descriveremo, avvertiamo, che aven-

do Papa Clemente X,
1671, dato
di benedire
gli

Altieri,

Bolle ^ alla

Lue-

la

facolt a' pp. teatini


distribuire
a' fedeli

ca,

come
aprile
al

si

recita

iu tutto l'Ordi-

ne francescano.
9,

E
I,

con

decreto dei
il

1766,

presso

citato

Guerra

tomo

concesse a'frandiocesi
di

volgarmente chiamati abitini ddla Concezione di Maria Vergine, Clemente XI


scapolari turchini,
dipoi, colla costituzione

cescani d'Augusta nella

Coelestiuni

Siracusa in Sicilia di poter cantare

rnuneruni, de' 12 maggio


portata dal Bollario nel
concesse
tutti
l'

17 io,

ri-

messa solenne votiva della Concezione, col Gloria , e col Credo


la

tomo XII,

indulgenza

ne' dodici sabbati precedenti a questa solennit,

quelli,

plenaria a che confessati, e comu-

bench in
doppio,

essi

cades-

se festa
sia

di

l'ito

che

non

prenderanno questi scapolari, ampliando ancora tale indulgenza


nicati
all' articolo di morte. La stessa indulgenza concesse parimenti a quelli,

di prima o seconda classe la messa conventuale della festa cor-

rente.

che

disposti

nella

stessa

madella

Innocenzo X, con un

breve dei

niera visiteranno nel

giorno

i48
teatini, e

CON
di

CON
detti pp. sette anni,

Concezione una chiesa


indulgenza di

e sette quarantene a quelli, che la


visiteranno nello stesso
altri

giorni festivi

della

modo negli Madonna

Santissima.

Altre notzie
festa
zione.

sulla

controversia, e

dicembre dell'anno stesso 1622, ordin che l'uffizio di s. Gioacchino, padre della medesima Vergine Santissima, si celebrasse a' 20 di marzo per tutta la Chiesa con rito doppio maggiore, come si celebrava quello della suddetta sant'Anna sua consorte. Clemente XII dipoi, con
de' a

della

Immacolata

Conce-

decreto de' 3 ottobre


r

1738,
s.

trasfe-

la

festivit

di

detto

Gioacchi-

no
Sisto

alla

domenica

fra l'ottava della

V,

Peretti,

francescano, nel

Assunzione di Maria Santissima sua


figlia.

i586 pubblic indulgenza plenaria


nella solennit dell'Immacolata

Con-

Innocenzo

X, Pamfli) romano,

cezione. Dipoi

il

sommo

Pontefice

creato nel i644> pi'ese con solenne

Paolo V, con bolla de' 3 1 agosto 1617, rinnov la costituzione di Sisto IV, e di s. Pio V sulla Concezione
riaccesa

pompa

il

possesso della basilica la-

teranense,
distribu

ed
a'

in

quest' occasione e

Cardinali,
d'

principi

della

Madre
i

di

Dio,

per

terminare

che si era domenicani ed i francescani di Spagna, dove i fedeli si erano altamente scandalezzati, nel vedere, che fra i cattolici
la disputa,

fra

oro e d'argento colla immagine della Concezioepigrafe uvdr ne, e con questa

romani, medaglie

AE^^iET

AUxiLiUM

Milli.

F'.

Bonaun

Niunismata Pontificuni, e Venuti. Quindi nel i647 conferm Inno-

vi

fossero

alcuni
alla

dottori

quali

disputavano
onore, che
pel

Madre
essa era
tutte
tutti
i

di

Dio un

ad
di

attribuito
le

consenso

chiese, e

X la congregazione delle novedove di Dole, istituite per maggiormente propagare il culto Concezione della dell' Immacolata
cenzo
bili

per l'applauso di
stiani.

popoli criil

Fu

allora pressato
il

santo
articodi

Madre di Dio, le comand il


za di
ni,

la vigilia

della qua-

Pontefice,
III

ad

istan-

Padre a
cezione
lo

fare

mistero della Conegli

Ferdinando
si

re de'

roma-

della

Madonna un
si
il

che

celebrasse con
VII,
Chigi,

digiuno.

di

fede;

ma

content

Alessandro
successore

sanese
conti,

proibire, che s'insegnasse


rio in pubblico,
i

contra-

d'Innocenzo
zelanti

X,

per non offendere

nuando
tefice,
la
si

nelle

applicazioni

domenicani,

quali pretendevano,

che sono proprie del


e del giudice
Chiesa, colla bolla

sommo Ponuniversale del-

ch'essa fosse stata conceputa


l'alti'e
le.

come

creature nel peccato origina-

CXVII, che
del

Gregorio

XV,

colla costituzione

legge nel

tomo

Bollario,

Honor
la

laudis de' 2 3
si s.

aprile

1622,
della

neir Arduino

Storia

de' concili

ordin che
festa

osservasse di precetto

di

Anna

madre
si

madre di Dio, la quale festa comando di Gregorio XIII


brava
a' -26

gi per
cele-

XI, spedita agli ri dicembre 1661, stesa tutta di sua mano, e che tenne per pi giorni sotto la
pietra sacra dell'altare della cappella

tomo

luglio

con

rito doppio.

Indi, con simile


stolatiis,

costituzione
Bollario

presso

il

Apotomo V,

messa,

domestica mentre celebrava la decreti de' suoi rinnov


i

predecessori, particolarmente di Si-

COiX
sto IV, di
s.

CON
di

'49

Pio V, di Paolo V, e di
in favor della senten-

Gregorio
za,
la

XV,

quale afferma, che l' anima delia gran Vergine nella sua creazione ed infusione nel

corpo

fosse

piena di Spirito Santo, ed

immu-

Clemente VII, dice che questo Papa approv 1' uffizio della Concezione della B. Vergine, composto dal Cardinal Francesco Quignones, V. Sandini, Historia Faniil. Sac. de Maria V. capo XXII, e Benedetto

il

ne dal peccato originale. V. su ci p. Pascari in Trutina theologiea pr Imniacidata Conceptione disp. IX dell' edizione di Lione del 1666, e Lambertini, de Canonizatione ss.
lib.
I.

Piazza

gesuita

siracusa-

no nella sua aurea opera; Causa Imniaculalae Conceplionis sanctissiviae Matris Dei Mariae sacris teslimoniis, ordine chronolcgico utrisque
allegatis
et

Ad

istanza poscia

ad exanien

thcologico-

del re Cattolico Filippo IV, e dei

criticum
clusa,
si

revocatis, agitata, et connella quale

vescovi

della

Spagna,

Alessandro

Panormi 1747

VII

coir autorit

della bolla Sol-

licitudo nel
,

tomo VI

del citato Bol-

emanata a' 18 dicembre lano i66r, rinnov i sopraddetti decreti,

con maschia erudizione la causa della Concezione co'testimonii, per 1' una, e per 1' altra parte
tratta

della contesa, della Scrittura, della

per

la

qual cosa Filippo

IV

or-

tradizione^ della Chiesa, de'concilii,


de'Pontifici, de'padri
stici,

din

al

vescovo di Placenzia

suo

e degli scola-

ambasciatore in Roma, che rendesse al santo Padre le maggiori grazie, per aver principalmente (come dice Domenico Lossada diss. I. , Discussionis theologicae super definibili tate,

in fine
,

de quali conclude: Che

la

causa o pia sentenza dell' Immacolata Concezione della Madre di Dio, di tanta sicurezza, che giunge al grado di certezza, alme-

edizione di
il

Madrid
s.\V

del

lySa)

prescritto

macolata

ImConcezione, della Beata


titolo
festa,
il

Vergine, in favor della


culto della quale ordin

e del

medesiquesta

mo

Pontefice, che, secondo

pia sentenza, fossero sotto le stesse

pene, e censure osservali

que'

me-

no teologico-morale. Siccome poi la festa della Concezione fu chiamata la festa dei Normanni, perch essi sono stati zelantissimi a celebrarla, non riuscir discaro, che qui se ne adducano principali motivi. Questa divozione ebbe fra essi origine, per la persuai

desimi decreti.
Burlo, Nolitia Ronianorimi pp., avverte che, oltre sette uffizi da AIl
i

sione di avere ottenuto pel patrocinio


della b. Vergine, venerata nel suo im-

lessandro VII messi di nuovo nel bre-

romano, comand che la festa della ss. Vergine fosse con ottava celebrata. Benedetto XIII permise di recitare ogni sabato un uffizio dell' Immacolata Concezione in Austria e nelT impero; ma l'epiteto d'Immacolata non che nel titolo dell' uffizio, e non in alcuna delle orazioni che esso
viario della Concezione

macolato concepimento, non pochi 1070 non solo celebrossi tal festa in Normandia, ma venprodigi. Nel

nero

in essa

istituite

parecchie pie
private, per o-

societ, e

compagnie
ss.

norare

la

Concezione.
quella
s.

La

pi
nella

conosciuta

fondata

parrocchia di

Giovanni a Rouen,

che conferm 1' arcivescovo Giovanquindi nel i486, ni de Bayeux


;

nella

medesima

chiesa

si

form

rinchiude.

Ed

il

Novaes, nella vita

un'altra societ, che

poi fu unita

15^0

CON
I

CON
istituirono

alla prima.

confrati

Andalien.
ne,

Ha una grande
le

estensio-

una specie di accademia, ove sarebbono coronati poeti gli autori delle migliori poesie su Maria conceputa
ed allora vi si ag; gregarono molti letterati per aiutare i confrati a giudicare sul merito delle composizioni poetiche. Riuscendo angusta la chiesa di s. Giovanni per la cerimonia delle incoronazioni, nel i5i5 si pass a farle nel chiostro dei Carmelitani, che perci venne ampliato, chiamandosi quel luogo Palinodo, ossia canto

perch

sue case non

hanno
dei

che un
vi

solo

piano a

cagione

frequenti, e violenti

terremoti, che

senza peccato

si fanno sentire. L'ultimo di esaccadde nel i835. De'suoi principali edifizi parleremo dappoi, ed il pi considerabile il collegio. Le celebri miniere di Quilacoya o Quilacura, dalle quali gli spagnuoli trassero immensa quantit si

d'oro, sono circa quattro leghe distanti dalla Concezione.

La

citt

fu

edificata
,

nel

i55o
cit-

reiterato,

dal

ritornello che

si

da Pietro
t del

Valdivia

conquistatore

usava nei canti

reiterati e reali, e

del Chili, e divenne la seconda

nelle ballate. L' accademia fu

pure
tri-

Chih medesimo, incomincianper


>

detta di Piiy a cagione

della
le

do a figurare
d'oro. Nel
1

le

sue miniere

buna, da dove

si

leggevano

opeave-

re incoronate, e le altre

che

vano pi meritato il suffragio degl' intelligenti. Questo esempio fu


seguito
dall' universit

dopo la disgraziata battaglia del monte AndalicanOj fu abbandonata dal gover-

554

natore Villagra, successore di Valdivia, e dagli abitanti all'arrivo degli

di

Caen,

la

quale ebbe parimenti una delle denominazioni della societ letteraria, ed un Puy dei Pali/iodi, formato

araucani, che interamente la in-

cendiarono. Rifabbricata dopo sette


mesi, nel novembre dell'anno i555, Lautar , generale degli araucani di nuovo se ne impadrom, uccidendo neir assalto gran parte della

modello di quello di Rouen. Queste due accademie sono le pi


sul

antiche

della

Normandia,
di

meno
flo-

quella de'giuochi di onore


rali a Tolosa, e

guarnigione
dalle
zia

divennero esse celebri nella repubblica letteraria.

e rovinandola quasi , fondamenta. Quindi d. Gar-

de

Mendoza,
coli'

dopo

le

vittorie

CONCEZIONE
Conceptionis de

ss. dei,

Chili

(ss.

riportate su Caupolicano nel


la

Citile).

Citt con

ricostru

i558, aggiunta di nuove


di

residenza vescovile nell'America


blica del

me-

fortificazioni.

Ci non pertanto Au-

ridionale, appartenente alla repub-

tuneul,
I,

luogotente

Autuguenu

Chili

capo

luogo

della

tent di rendersene padrone as per riuscito, anzi la cit-

provincia

della Concezione.

Chia-

sediandola per circa due mesi. Ci

masi ancora

La nuova

Concezione,

non
t

gli
si

Conceptio o la Moclia, e nella lingua del paese detta anco Penco.

sostenne sino al
cui,

i6o3, epoaltre cit-

ca in
t
rita

insieme

alle

situata sulla costa del


di

mare

del

spagnuole australi,

fu

incene-

sud, nel fondo

una

rada, e di

una bnja assai gradevole presso l'imboccatura del Biobio. Nella parte
scello,

nord ed

attraversata da
in

un

l'u-

da Paillamachu-Toqui auracano. Tuttavia poco dopo risorse mediante il gran commercio che allora esercitava, non essendo in seguito pi inquietata dagli auracani-

quella

del sud

dallo

CON
Nel

CON
la

i5i
il

1730

il

terremoto

rovin

chiesa

succursale, ove evvi

fonte

il mare ne allag una gran parte. Gli abitanti, con patrio zelo, e con istancabilit, tornarono a rifabbricarla. Se non che a' 24, e 2 5 maggio lySi, la

quasi del tutto, e

battesimale, esercitando la cura par-

rocchiale
rettori.
Il

due

sacerdoti
si

chiamati
di

capitolo

compone

alcuni

canonici,

e delle

dignit di

decano, e di arcidiacono, oltre alcuni


preti e chierici addetti al servizio di-

ifortunata citt

nuovamente fu

di-

da un dal mare che


istrutta

orribile terremoto,
l'allag, e

vino.

Prima eranvi
anch'

diversi monisteri

sommerse.
vicina

e conventi,

essi
1'

rovinati
ospedale.

dal

Ritiratisi

gli

abitanti
tredici

nella

terremoto, non
diocesi vasta

che

La

collina,

dopo

anni di dissen-

con molte parrocchie,

sioni per la opposizione di un loro presidente, determinaronsi a rie-

ed ogni nuovo vescovo tassato nei


libri

della cancelleria apostolica, al


di
fiorini

dificarla

poco distante dal

sito

ove

pagamento
mezzo.

trentatre,

sorgeva l'antica, in una bella pianura detta Moch, sulla riva settentrionale
del

CONCEZIONE
Citt

ss.

de la Veca.
Haiti,

nominato

Biobio

vescovile dell' Isola di

nomi della Nuova Concezione o della Moch. Finalmente


Ricevette
i

sulla costa settentiionale


rica,

dipartimento di

dell'AmeCibao, capo

approfittando gl'indiani della discordia


degli

abitanti,

nel

1828

ne

guastarono molti quartieri. La sede vescovile della Concezioche nel i564 Pio IV avea ne
,

luogo di circondario. Essa fu fondata per ordine di Cristoforo Colombo in bellissima pianura sul Camus,
quindi nell'anno

i5ii, ovvero nel


in

i5i3, fu

ei'etta
s.

sede episcopale

stabilito

nella citt

chiamata
ss.
,

l'Im-

suffraganea di

Domingo.

Ma

aven-

periale, dedicata

alla

Concezionella

ne

della

b.

Vergine

ebbe

terremoto nel 1 564, la diocesi fu riunita alla metropoli


dola rovinata
di
il

fondazione l'assegno di quattro mi-

s.

Domingo.
o Vergini celli
di

mensa, e fu dichiarata suffraganea della metropolitana di Lima. ]Ma dopo che gl'indiani rovinarono la imperiale^ il seggio
la pezze per

CONCEZIONE,
ss.

CoNCEzio:vE.

Ordine

monache

fondato in onore della Concezione della b. Vergine Maria, nel i484


in

vescovile

da Clemente Vili , nel i6o3, fu trasferito nella citt delia Concezione, restando sottoposta a Lima. La cattedrale, ch'era dedicata a Dio, e
s.

Toledo dalla

nobilissima porto-

sotto

V invocazione
i835, e
dei

ghese Beatrice de Silva nid^ile. Stabil la fondatrice per abito alle monache, tonaca e pazienza o scapolare di lana bianca, sulla quale ordin, che portassero l'immagine della b.

dell'arcangelo
terrata nel

Michele, rest at-

terremoto del

Vergine col
il

sauto

bambino

dagli atti e proposizioni concistoriali

sulle braccia,

quale con una lun-

rilevasi,

che

nel
nel

concistoro

27 aprile 1840,
il

preconizzarvi

ga lancia ferisse un serpente. Oltre a ci Beatrice diede alle monache

regnante Pontefice il vescovo Diego Antonio Elizondo, ancora la cattedrale

un manto di color celeste, in medella ss. moria dell' apparizione


erasele mostrata con manto. Il Pontefice Innocenzo VIII, ad istanza d'Isabella regina

non era

stata

riedificata

Vergine, che
tal

doveva esserlo quanto prima. Il perch l'ofFiciatura ha luogo in una

ma

i52
li

CON
e di Castiglia,

CON
nel

Leone approv
sti,

1489,

difesa

de' principi
i

cristiani,
1'

istitu

l'istituto,

e
la

le

dette ve-

contro

Turchi

Ordine militare
s.

assegnandogli
vescovo.
le

regola cister-

della Concezione, colla regola di


,

ciense, e lo sottopose alla giurisdi-

zione del
di Beatrice

sue

Dopo la morte campagne segui-

Francesco e sotto il patrocinio dei ss. Michele e Basilio. Prese nella fondazione per compagni Adolfo, o,

rono la regola di s. Chiara, senza per cambiare n il nome della ss. Concezione linmncolata, n il loro

come

lo

chiama

il

Giustiniani, Al-

fonso conte d'Althan, e Gio. Battista

primo

abito.
tolse

VI

le

i5oi Alessandro dalia dipendenza degli


sotto la direzio-

Nel

sagro a

Petrignano Sforza che nel giorno s. Michele Arcangelo, o, co,

me

altri

dicono, agli 8
in

Ordinari, e

le po:>e

16 19, solennemente
na.

marzo Vienna

del co-

ne de'francescani. Dipoi, nel i5ii, Papa Giulio II confermando meglio delti cambiamenti, diede a quel j monistero una regola particolare, od analoghe costituzioni, che furono compite nel 5 16 dal p. Frani

stituirono l'Ordine in milizia cristia-

Le

insegne cavalleresche furc-io


di

una croce smaltata


a somiglianza
tana, e nel
della
di

azzurro, or-

lata d'oo, biforcata nelle estremit,

quella gerosolimidi essa


1'

mezzo

efllgie

cesco
di

Angelico

vicario

provinciale
tutto

Castiglia, e poi generale di

l'Ordine.

Per opera di
facolt
nella
le

lui la

nobile

Concezione della B. Vergine raggiante, coronata di dodici stelle, ed avente sotto i piedi la luna. For-

donna
le

Marina

Gardena
per

impieg
di

mava

poi

misteriosa
il

circonferenza

sue

fabbrica

alla croce,

un monistero

monache

in

Roma,
1

alle

radici

del Campidoglio,
nel
si

edifizio,

che

venendo compito
esso
dieci
vi in

cordone bianco di s. Francesco, simbolo della regola sotto la quale vivevano i cavalieri, e da cui come da divoto nodo erano
legati

Taj, la

fondatrice di

all'osservanza. Nel centro del

consacr a Dio
gini.

uno a

ver-

rovescio

della

croce
s.

era

scolpita

F.
1 ;

il

Gonzaga,

parte prima,

carte 1
lib.

Mirco,

Orig. delle relig.

V, cap. i4, e Bonanni, Catalogo degli Ordini religiosi, parte seconda pag. 44 ove ne riporta anche la figura.

Michele arcangelo vestito di bianco, minacciando colla spada il dragone infernale. Consimile a questa portavano
i

r immagine di

cavalieri

un'altra croce di velluto celeste con

sopra r immagine della B. Vergine. Dagli


ce
ro.
si

CONCEZIONE
tine.

ss.

mon-ache Tea-

angoli della

medesima

cro-

tine

Esse sono di due specie. TeaVergini della ss. Concezione,

dipartivano quattro raggi d'o-

e Teatine solitarie dell'eremitaggio


della
ss.

sa

Concezione. F. Teatine mo-

I priori avevano la croce diverda quella de'cavalieri di giustivelluto, si portava zia, ed era di

nache.

nel

petto,

colla

dilFerenza

che

CONCEZIONE
ed
na. Carlo

Ordine militare
Cristiadi

quattro vaggi d'oro in vece di uscire


dagli angoli, erano sopra della stessa croce. Per
i i

equestre, o della Milizia

ra-

Gonzaga

Cleves duca

mi
ti

serven-

di Nivers, de'duchi di IMantova, vo-

lendo emulare il proprio fratello Vincenzo, che avea fondato l'Ordine del Redentore, jn onore di Dio, e

d' armi portavano

titolati nella milizia,

non
sul

croce

d'

oro
di

nel

petto,

ma

solo la

comune
,

velluto

tabarrp, o casacca

ed in vece del-

CON
l'

CON
Vergine,
il

i53
su-

immagine
di

della
lei

B.

vi

ce nei capitoli genei'ali, e godesse^

era nel di

centro

venerabile

ro

privilegi

dei cavalieri.

Il

nome

Maria abbreviato colle tre lettere d'oro MRA. Dodici stelle circondavano le lettere, ed esse lo erano da! cordone di s. Francesco. Il governo politico dell' Ordine
in
tre

premo
lica

consiglio^ per autorit aposto-

jdividevasi
le,

regioni, orientar-

Roma, doveva conmarted d'ogni settimana. Racconta il Novaes nella vita di Uibano Vili che Carlo Gonzaga si rec in Roma col seguito di molstabilito in
il

vocarsi

meridionale, ed occidentale. Ogni

ti

nobili,

e ricevette
il

dal

Papa
i

la
Il

regione conteneva quattro gran priorati,


li

croce,

ed

manto

dell'Ordine.

o priorati uiaggiori, dei quaognuno presiedeva a sei priorati

medesimo autore
lieri

dice

che

cava-

minori, ed ogni priorato comanda-

rossa,

va a tre commende. L' elezione dell'offizio maggiore, o sovrano della religione equestre, si faceva da ventinove priori
eletti

avevano per divisa una croce pendente da un cordone d'oro coir immagine della Vergine Immacolata, che calpestava coi piedi demonio, colla seguente epigrafe: il
T'icisli,

a sorte, e prenOffizio superiore

Vince, hoc insigni vere nosi

deva

il

nome

di

stro.

Non

candidato.

qualunque priore era


,

silenzio

ci,

deve passar qui sotto che riportano alcuni


a
dire

assegnata una cappella

ed

un
i

sa-

autori,

vale
tre

che

verso

il

cerdote per cappellano.


obblighi,
la

Le

pie oloro

1617

fratelli

gentiluomini

di

pere esercitate dai cavalieri,


i

Spello della famiglia Petrignani,

mefede,
,

voti

che emettevano per


vergini, vedove, e
;

ditarono l'istituzione di quest'Ordi-

difesa

delle

ne
per

per

difesa della

cattolica

pupilli in cause giuste


i

la

pace tra
religio-

l'esaltazione
le

della

Chiesa
gli

principi,
il

r aumento della

per frenare

scorrerie de' turchi.


articoli,

ne, e

guerreggiare cogl' infedeli,


legge nel Giustiniani, Hist.
degli

Ne compilarono quindi

lutto

si

che in diverse lingue pubblicarono, per eccitare tutte le nazioni ad enneir Ordine. Fra le norme trare
principali dei
l'

rronol.

Ordini equestri pag. Quest'Ordine fu poscia nel confermato da Urbano \1I1 1(124, principalmente ad istanza duca di Mantova, di Ferdinando
Sq'j, e seg.

tre

fratelli

eravi

quella

che

elezione

del
al

maestro dovesse riserbarsi

gran som-

acciocch

vi

si

potesse
di

ascrivere

mo

P.ontefce, dichiarato protettore


il

qualunque nobile
liche,

nazioni cattoil

perpetuo dell'Ordine,

quale avrebil

ingiungendo che
e che

gran mae-

be ricevuto

dall' eletto

giuramenil

stro fosse eletto nel capitolo generale,

to di ubbidienza.

Come

ancora, che

dopo

tre

mesi dovesse

Papa come capo dell'Ordine


,

desse ai

domandare
ta Sede.
di
gli
li

1' approvazione alla sanPermise al gran maestro


i

cavalieri l'apostolico palazzo latera-

ricevere nell'Oidine
arcivescovi,
di
i

patriarchi,

vescovi, gli

udito-

per casa conventuale, ed nense porto di Civitavecchia per faril nel loro arsenale; e che il vi

ed altri prelati della corte romana, purch per due anni


Rota,
esercitassero
doli
gli
ufFi/ii,

convento
stri

di

R^oma

vi

fossero

mae-

di

tutte le facolt per insegnaesercizii

dispensandel

re ai cavalieri gli
del

propri questo

in

tal

caso dall'

anno

no-

loro nobile stato.


si

Ma

di

viziato,

volendo che avessero vo-

piano non

eflettu che parte, as-

i54

CON
Battista

CON
Petri-

serendosi che Gio.

vescovo Raimondo, ad istanza della

gnan pass in Francia dove lo comunic a Carlo Gonzaga^ il quale


col conte d'
effetto

regina

s.

Elisabetta,
di

moglie del
Dionisio.

celebre

re

Portogallo

Althan

lo

mand ad

con alcune diversit.


generale dell'Ordi-

Per tutto il regno rapidamente si propag tal culto, e principalmen[Vedi), nella Evora, provincia di A.lem-tejo, siccome luogo di residenza degli antichi duchi di Bragante in

Lo stendardo

Villa- Viciosa

ne doveva essere bianco, ed avere da un lato l' immagine di Ges crocifisso sul calvario, con a destra la B. Vergine addolorata, ed alla sinistra s. Michele nell'atto di ferire colla lancia il drago infernale,

diocesi di

za,

quali

presero
la

l'

Immacolata
patrona
,

Concezione, cio
to questo protettrice.
Ivi

B. Vergine sotin

mistero,

mentre
Deus:*
esservi

colla destra

impugnava una
:

eressero

una son-

spada, su cui

leggevasi

Qtcis

ut

tuosa cappella, che pei pregi, e privilegi

Nell'altro lato poi

doveva
simile a

concessi dai

una croce turchina


la

pu

considerarsi

sommi Pontefici, come la cappella


una
delle catla

quella usata dal gran maestro, con


in

reale di Lisbona, ed
tedrali

mezzo

Concezione raggiante,
lei

del regno.

Dopo
re
di

e la corona di stelle sul di

capo.

del Cardinal Enrico, occup


togallo

L' immagine di s. Francesco colle sagre stimmate doveva essere alla diritta

Filippo
i

II

morte PorSpagna,
il

laonde

duchi di Braganza cui toc-

della

ss.

nistra

quella di

Vergine, ed alla siBasilio in abito s.

patriarcale.

Ma

divenuto Carlo Gonegli

zaga duca di Mantova, distratto


dagli
all'ari

di quei

tempi

morto

inoltre nel
bile

i' mo1 644 Urbano Vllf, Ordine non ebbe lunga durata, e

cava salire al trono, gli fecero guerra, ed aiutati dalla nazione, per trionfi ottenuti presso di Villa Viciosa, e per la vittoria riportata sugli spagnuoli a Montes-Claros, il duca di Braganza Giovanni IV fu da
i

lutti

riconosciuto

per

sovrano del
e
al
la

solo ne vive la
tori.
/''. il

memoria

tra gli scrit-

floridissimo to
il

reame portoghese. Grapadi-

Giustiniani, p. 392,

Cas.

re al divino aiuto,

valieri della milizia ciisliana di

trocinio di

Maria santissima,
della sua

Maria
ne
n.

della
le

Concezione
tre

il

quale
croci
:

chiar patrona e di fenditrice del re-

riporta

diverse

gno; ed in onore
la

immaCoim-

l'Annalista

Spondano
il

i4; ed

all'anno 16 19 Bonanui a pag. 22,

colata Concezione, ordin

che neldi

famigerata universit

Cavaliere

B.

Concezione della T ergine, di cui ci d anche la


della

figura.
ss., Protettrice PORTOGALLO. Ordine militare ed equestre, detto anche

CONCEZIONE
Maria

bia a ninno si conferisse grado accademico, se non riconosceva tal mistero con giuramento, di Giovanni IV lo I successori
imitarono nella venerazione all' Immacolata Concezione, per cui uno
di essi
za_,
il

DEL REGNO DI
di
s.

di

Villa Vciosa.
si

II

re

Giovanni VI diBragan-

particolare culto col quale

vene-

nel giorno
fu
in

6 febbraio
Brasile,

8 8 in
1

ra in Portogallo

il

mistero dell'im-

cui

Rio-Janeiro
del

incoronato

macolato
cesi di

concepimento di

Maria
diodel

imperatore
decreto

con regio
militare ed

Vergine, ebbe principio nella

istitu

l'Ordine
ss.

Coimbra per un

editto

equestre

della

Concezione

di

CON
T'illa-Viciosa,
cos

CON
detta

i55

dal

ve-

di

nerarsi in quel luogo


binio culto, e

con grandisper onorare la culla


regnanti

Carlo VII, in adempimento della volont del suo defonto genitore il


volle ristabilire

duca Massimiliano,

degli odierni
gallo,

non che sotto l' Maria Vergine protettrice del regno. Quindi nel seguente anno 1819, a' I o settembre con regio editto furono pubblicati gli statuti
di

Portoinvocazione
del

l'Ordine militare in onore dell'Immacolata Concezione, e sotto gli


auspici di
s.

Giorgio martire, sicco-

me
nia.

di antica origine nella


Il

Germa-

sommo

Pontefice Benedetto
e
gli

XIII conferm l'Ordine con autorit apostolica,

nuovo cospicuo Ordine. Per insegna, e decorazione venne stabilita la croce d'oro in forma di stella di nove punte smaltate bianche
del
jsopra raggiera d'oro, sui quali i-aggi e le punte sono intramezzate nove piccole stelle smaltate. Nel centro il nome ss. di Maria in cifra di oro, circondato da un circolo di smalto celeste, sul quale evvi l'epigrafe: Padroeira Do Pieino, cio Protettrice del Regno. La croce sovrastata da una imperiale corona d'oro, terminante con piccola croce, e per mezzo dell'anello pende dal nastro di fettuccia di seta ondata, e di due colori, bianco e celeste. Il re Giovanni VI stabi-

concedette

medesimi indulti, che si godono dall' Ordine Teutonico, come si legge


costituzione dei 18 marzo 1728. Quindi, ad istanza dello stesso principe. Papa Benedetto XIV, mediante la costituzione Militare data die 6 octobris 1741, Bull. Bened. XIV, toni. I, p. 78, eresse nell'Ordine sei cavalierati ecclesiastici, cio: I." il vescovo locale; il' il preposto, il quale sia vescovo linella tolare coll'uso de' pontificali,

ed

il

quale dovrebbe supplire


nelle
dell'

al

vescovo
chiesa

solennit

della

sola

Ordine

in

Monaco,
dell'
il

ma

esente

dalla
ai

giurisdizione

Ordinario,

quali

due pu

gran

maestro
cui

che i re di Portogallo conferirebbono l'Ordine, cui egli dil

inoltre,

conferire quelle prepositure, a

ha

diritto di

nominare
l'

3." e 4-" de-

vise

in

tre

gradi

cio
reali

di

gran

cani per recitare


coi cavalieri, e

uffizio

in

coro
le

croci per le persone


i

d'ambo

debbono
;

avere

sessi,
;

rarli

e di

con dodici gran croci onodi quaranta commendatori ; cento cavalieri, con altri casoprannumerarii,
entrai'e
i

valieri

quali doalle

vessero
canze.

effettivi

va-

fa

Di questo menzione

Lisbona, e

Ordine si Almanacco di dai moderni autori, che


rispettabile
nell'

elemosinieri, a' quali il gran maestro dar due commende di quelle, che godono i cavalieri secolari. I primi due debbono avere la prima croce come i cavalieri, e tutti e sei debbono prestare il giuramento di dicollegiali

prebende

5. e 6."

fendere la
de. Quest'
di

cattolica

religione,
alla santa

e di

perpetua ubbidienza

Se-

hanno
secolo.

trattato degli Ordini milita-

re ed equestri, istituiti nel corrente

di
ss.

Ordine venne formato due lingue una tedesca, \' altra qualunque diversa nazione, che
i

CONCEZIONE
e
s.

Immacolata,

Giorgio martire. Ordine militare ed equestre. Il duca Carlo di


Baviera, poi imperatore
col

non abbia quarti alemanni. Ambedue devono provare otto gradi


di
no;,

nobilt tanto dal

canto duca,

materoggi
re

nome

che paterno.

Il

i56
di

CON
n'
il

CON
maestro.
ss.,

Baviera,

giaii

HI, coir epigrafe


I

Virlidi ci merito.
di

COiXCKZIONEdi Maria
dine
Cttrlo

Ordi

cavalieri

poi

questo

insigne

e<juestre

chiamato anche

Ordine

suo istiBorbone, re di Napoli, dopo la morte del suo fratello Ferdinando V, divenne re di Spagna, ove rese glorioso il suo governamento ; e siccome avea semdal
del
tutore.

in

nome
di

Carlo

III

godono 1' uso della croce piccola della forma suddetta, la quale, appesa ad un nastro di fettuccia bianco e celeste, portano dal
lato sinistro del petto
,

dalla
la

quai
fascia

parie

gran croce, oltre

pre presente che la molla, la quale con tanta prontezza fa agire gli iiomini a seconda del pensiero di chi comanda, l'onore; per prifond ma, essendo re di Napoli
,

mentovata, ordinariamente portano una croce grande detta placca, o crassard. Quindi lo stesso Clemente

XIV

volle essere

il

padrino del
fece celebra-

neonato principe, e ne
re r
d'

l'Ordine cavalleresco
ro,
la

di

s.

Genna-

poscia trovandosi sul trono del-

possente

monarchia

spagnuola,
tale
istitu-

A-olle

fondare
Il

questo della Concee riconoscenza alla

avvenimento colla coniazione una medaglia. CONCHIGLIA. Ordine di Cavalieri. L' Ordine di s. Michele aveva ne'suoi cavalieri per distintivo

zione.

pio re oper

un

collare, o collana
;

d'oro fatta di

zione in

memoria

conchiglie

cavalieri dell' Ordi-

heata Vergine pel neonato suo nipote, figlio primogenito

del princi-

pe
re,

delle AsturieSj

ano

figlio

e successore alla corona.

maggioQuin-

ne della Niivc egualmente usavano la collana d'oro formata di conchiglie, il perch ambedue questi Ordini

talvolta
,

furono chiamati della


cos
i

di,

ad istanza del re, il Pontefice Clemente XIV conferm 1' Ordine con due brevi apostolici emanati nell'anno 1771, approvandone gli
statuti e l'abito de'cavalieri.

Conchiglia
RlicHELE

cavalieri.

P^.

s.

Ordine equestre, Nave OrConcliahu-

dine EQUESTRE.

CONCILIABOLO
lutn,

Quello

conventiculuin

).

Adunanza
illecita,

dei gran croce consiste in

un gran

assemblea irregolare,
tuosa
te,

o tumul,

manto

in foi'ma di
di

cappa con lun,

non convocata legiltimamenin forSi


illegittima,

che assumono nella funzione in cui sono fatti gran croci, e in alcune solen-

ga coda

seta bianca

o rivolta poi, e tenuta

ma

ed

irregolare.
1'

chiama pure Conciliabolo


contro
la
le

assem-

nit.

L' ordinaria
in

distinzione
fascia
di

poi
colo-

blea degli eretici, e degli scismatici

consiste

una

regole della disciplina del-

re bleu celeste con orli bianchi, la

Chiesa. Per esempio celebrarono


gli
,

quale

discende

dalla
della

spalla dritta

conciliaboli
i

ariani

novaziani,
,

sino al fianco

parte sinistra,

donatisti

nestoriani

gli

euti-

dov' fermata nelle due

estremit

chiani,

ed
i

altri

settari,

nei

quali

da un nodo in forma di nastro del medesimo colore. Questo nodo sostiene una croce d'oro a otto punte gucrnita di gigli, la quale da ima parte rappresenta l' immagine della ss. Concezione di Maria Vergine, e dell' altra la cifra di Carlo

stabilirono

loro errori, ed in essi


il

manifestarono
la

loro odio
;

contro

religione cattolica

il

perch fu-

rono condannati dai concili canonicamente convocati, e dai sommi


Pontefici.
falsi,
I

pi

celebri

di

questi

o pseudo-conciliijSono i seguenti.

CON
Conciliaboli

CON
contro fano
lo
I

i57
,

Costantinopoli
di san

le

sagre immagini
dal

con-

adunati

nella

causa
Il

Giote-

dannato prima
Il

Pontefice Ste-

vanni Crisostomo.

primo

fu

detto

III,

e poi da san Pao-

nuto nell'anno 4 3, detto ad Quer^ cum presso a Calcedonia, da Teofilo patriarca d Alessandria con quarantacinque vescovi, per deporre
il

nel

concilio

romano
di

del

767.

Conciliabolo

Costantinopoli

deir879, presieduto dal deposto Fozio,

econ
i

l'intervento di
pontificii,

385
i

vescovi,
se-

santo dalla sede di Costantinopo* li. L'altro tenuto nel 4o4 f adunato in Costantinopoli, nel quale il

oltre dotti
zio.

legati

quali

ed ingannati assolvettero FoConosciutosi l'errore,


e
il

Papa
del
spedii

medesimo s. Gio. Crisostomo fu nuovamente deposto, e mandalo in esilio, dove mor, mentre erasi appellato alla santa Sede.
II

Giovanni Vili prosaisse


pseudo-concilio,
il

gli alti

nell'SB'i

legato Cardinal

Marino

ad

an-

sommo

nullarlo, oltre la condannazione di

Pontefice

s.

Innocenzo

I,

assunto

le difese,

rescnsse

avendone quanto

Fozio.

erasi decretato contro di lui, dichia-

r innocente

il

santo, e lo ripose
sulla

eolla sua sentenza

sede

Co-

stantinopolitana.

Conciliabolo
to

di Efeso,
di

chiamaLalrocif"^*

Conciliabolo Romano del 963, adunato dall'imperatore Ottone I contro Giovanni XII, che venne sacrilegamente degradato, ed eletta l'antipapa Leone Vili. Tal deposizione non ha verna vigore, e fu
iniqua ed empia.

assassinio

Efeso,
dell'

nium Ephesinum,
in quella citt,

anno 449>
II

Conciliabolo

Romano

del

964

tenuto sotto Teodosio


ca d'Alessandria
disgraziati

imperatore da Dioscoro patriar,

celebrato dal falso Pontefice

Leone

infelice di

capo dei
Eutiche.
settario

partigiani

Empiamente violando quel


i

diritti

della san(a Sede,

ne volle

Papa Benedetto canonicamente per morte di Giovanni XII. Conciliabolo di Brixen nelTirolo del 1080, adimato dal deposto EnVili, per deporvi

V,

eletto

con violenza assumere la presidenza, non curando i reclami dei legati, che s. Leone I vi aveva destinati. Anzi ancor questi furono vilipesi. La verit vi fu condannala, r eresia Eutichiana approvata, Eutiche assoluto. S. Floriano, vescovo
di Coslantinopoli, difensore della fe-

rico IV,

il

quale con trentotto vedel

scovi

scismatici

suo partito

si
il

credette capace di poter deporre

somalo Pontefice s. Cregorio VII, vanamente e baldanzosamente arrogandosi di eleggere in sua vece Guiberto di Ravenna, il quale si fece chiamare Clemente III, che visse
venti

de, fu

condannalo ed ucciso per

anni nell'intruso antipapato.


i
1

colpi ivi ricevuti. Perci tale adu-

Conciliabolo di Pavia del

59

nanza, rescissa in
cilio

Roma
stesso

tenuto

lo

un conanno da s.
in

160, tenuto dall'imperatore Fe-

Leone I, fu chiamata poi Praedatoria Synodus, Latrociniinn Ephesinum etc.


Conciliabolo

contro il venerando Papa I Alessandro III, ed in fovore del pseudo-Pontefice Vittore IV.
derico

Conciliabolo di Costantinopoli del


i'283,

di

Costantinopoli

del 754, celebrato per ordine del1

imperatore Costantino Copronimo

pe sotto Andronico essendo dopo che


,

tenuto dal patriarca GiusepII imperatore,


stato

espulso

1^8

CON
,

CON
era
sede

Giovanni Vecco

egli

nuovadi

Conciliaholo di

Utrecht, o sino-

mente ritornato
stantinopoli.
il

alla

Co-

do provinciale
l'intervento

del

1763 convocato
pseudo-vescovi
di
,

quale

si

In questo conciliabolo, teneva per condannare

dal pseudo vescovo Meindarts, con


dei
di

l'unione colla chiesa latina, Giovanni

Ilarlem, e
nici
,

Deventer,
parrochi

sei

canoaltri

e
ta

Vecco fu costretto a dimettersi, mor poi nella cittadella detdi Gregorio,

nove

con

ecclesiastici.

Questi

scismatici

sta-

ove era stato

rin-

bilirono
i

chiuso. Nel

medesimo anno,

essensi

canoni intorno la costumi, e la disciplina,

fede,

come

do morto
tenne

il

patriarca Giuseppe,

avessero autorit di farlo, ed ebbe-

in Costantinopoli un altro Conciliabolo da Gregorio II di Cipro, nel quale egli condann, e maltratt
i

ro l'ardire d'invocarne

da Clemente XIII,
dichiar nullo,
stabile,

la conferma che in vece lo


,

illegittimo
gli

dete-

che avevano preso parlo favorevole per la unione coi latini, conchiusa nel concilio di Lione I nel 1274, sotto Gregorio X.
Conciliaholo di Basilea del i43
i

tutti

vescovi,

ne cass

atti

ne proi-

la

lettura col pontifcio decreto

d quale

per

resistere

ai

pontifcii

decreti di Eugenio IV, da concilio ecumenico, divenne conciliabolo vero di .satanasso, eleggendo l'antipapa Felice V, contro il detto legitti-

de'So aprile 1763, il quale incomincia colle parole: Non sinc acerbo. V. Utrecht. Conciliaholo, o Congresso di Eins nella Germania, celebrato sotto Pio

VI

l'anno

1786. V. V.ms.

Conciliaholo di Pisloja,
to nel

adunaScipio-

1786 da monsignor
dei

mo

Pontefice.

ne

R-icci,

vescovo di Pistoja e Prato,


Giansenisti.
I

Conciliaholo di
esservisi

Losanna

del 1489,

accanito seguace

o continuazione del
trasferita

Basileese, per

suoi atti furono riprovati nell'assemdella Toscana, che ebbe luogo in Firenze, e solennemente furono condannati nel 17^4 da Pio VI colla bolla dommatica

padri.

Venne

l'assemblea dei poi riprovato anche

blea de' vescovi

da Nicol V.
Conciliabolo di Pisa del 1 5 i convocato dai Cardinali scismatici, che in esso formarono de' capi di accusa contro Giulio II. Questi, dopo averli scomunicati, ad esempio di Eugenio IV^ il quale al conciliabolo di Basilea oppose il concilio ge1

Aiicloreni
ritratt,

(idei.

Il

Ricci
esiste

poscia
la

si

e tuttora

sua au-

tografa e formale

ritrattazione.

V.

Pistoja.

CONCILIO
nanza,
spiriti,

{Concilium).
d'

Adu-

nerale di Firenze, promulg


cilio di

il

conl'in-

uomini, o di o l'adunanza parziale o ges.

compagnia

Laterano V, fulminando

nerale de' prelati di

Chiesa
il

terdetto a Pisa. Rivoltisi perci eli abitanti agli scismatici, li costrinse-

consultare, e giudicare. Cos

per DiSeteo-

zionario della

lingua italiana.
significato
il
i

10 a fuggire, e passati

in

Milano,

condo quest'ultimo
logi

ove
pli,

il

clero
si

chiuse

sagri

temLione,
su-

per definiscono

concilio per

essi

trasferirono
II

l'assemblea de' pastori o vescovi della

citt

che Giulio
all'interdetto.

sottopose

Chiesa per decidere


fede,
ai

le

questioni

bilo

Gli atti di

que-

spettanti alla
alla

costumi, ed
tutti
il

sto conciliabolo furono

riprovati dal

disciplina.

detto concilio generale.

nedetto

XIV

Meglio di ha definito

Be-

concilio

eON
de Synod. dioc e. l. coti queste parole
V
'

CON
cap.
r,
ii.

i';9

r,
:

r,

acciocch

tutti

vescovi o la
se lo

mag-

Synodiis, ut

gior parte di
vi si

essi,

vogliono,

ipsa

praesefeit

nominis

etymo-

'

logia, idem plurium in

est ac conci lium, seii

unum

locum, aliquid
. .

"
'

deliberandi gratia, conventus.

'

apud nos passim " usus obtinuit, ut Synodi et Concilii nomine non locus, nec quicumque hominum coetus, sed ii

verum

postea

possano trovare. Benedetto XIV nel succitato luogo n. 2, dice in argomento: Generalia, quae et Oecumenica dicuntur, ea sunt, M ad quae vocantur episcopi totius
!> '>

Orbis

qui

possunt
nisi

et

debent

->

iisdem interesse,
,

legitime iuipraesidet
se, vel

pediantur

et

quibus

>
'

significentnr, in

quibus episcopi

"
:>

Romanus
Il

Pontifex per

per
as-

intersunt, et ecclesiastica negotia

suos legatos ".


concilio nazionale
di

' potissimum pertiactantur. " Vi sono quatlro sorte di concili, cio l'ecuniem'co o generale, il naziona-

una

semblea

arcivescovi,

e vescovi di

uno
siede
Il

stato o nazione, alla quale pri-

le,

il

provinciale, e

il

diocesano. Si

un

patriarca,

chiama
fica

concilio generale ossia ecu-

concilio provinciale

menico, dalla voce greca che signitutta la terra abitata,


tutti
i

sesso di

vescovi
il

di

od un primate. un conuna provincia


si

quando

ecclesiastica,

quale

tiene,

v'intervengono
Chiesa, in

pastori della

presieduto dal
litano
Il
.

rispettivo

ed metropo-

modo da
;

rappresentare,
di Tertulliano,

secondo l'espressione
il

concilio

diocesano,
dei

o sinodo,
vedi

nome

cristiano

si

chiama

il

un'adunanza
alla

parrochi di una
presiede
.

concilio particolare,
siste

qviando vi as-

diocesi,

quale

il

una sola parte maggiore, o minore de'pastori, o vescovi. Il connazionale cos


vescovi di
;

scovo

della

medesima

Ancor

cilio

viene chiamato
lo

questo giova riportare la definizione del dottissimo Benedetto XIV,

dai

vma nazione, che


il

De

55

synod.

n. 4=

"

^'-^

definitioneu

celebrano
za,

concilio

diocesano

quod

atlinet,

non incongrue

prende tal nome da quell'adunanche tiene il vescovo di parrochi, ed altri della sua diocesi. Quesima, e

55
55 55 5' 55 55 55

sta distinzione de'concili antichis-

Agostino c'insegna nel secondo hbro de Bapt. cap. 3, n. 4? che vi sono tre sorte di concili; e
s.

synodus dioecesana bisce fere verbis describi tur: Legilima congregatio ab episcopo coacta ex presbyteris, et clericis suae dioecesis, aliisque qui ad eam accedere tenentur, in qua de bis, quae curae pastorali

incumbinit,
est.

ageii".

nella sua epistola 54-

num.

i,

di-

duni, et deliberandum

ce con
concili,

che l'autorit dei non solamente veneratissiragione,

Alcuni concili riuscirono pi che nazionali, senza essere ecumenici,

ma
II

nella Chiesa,

ma

santissima.

concilio ecumenico, o generale,

o plenario, quello, che convocato

con

l'autorit del

sommo

Pontefice,

sono quelli che romani Ponconvocarono da tutto l'occidente nelle grandi divergenze lisguanlanti la Chiesa in generale,
e
tali
i

tefici

e coll'intervento de'suoi legati, rap-

prima d'inviare
le

agli

orientali

lo-

corpo della Chiesa, per cui dev' essere convocato da tutil

presenta
le

ro sentimenti intorno materie, sulquali fossero stati consultati.


perui, che
il

Ed

te

parti

del

mondo

cattolico,

Papa

s.

Celestino

Go
I,

CON
concilio contro Nesto-

CON
sinedrio o gran consiglio, concistoro,
;

radun un rio s. Leone


l
;

contro Euliche

s.

o concilio composto
niori,
i

di

settanta se-

Felice

II,

detto

III,

contro Acacie au-

quali avevano l'autorit di


la legge,

toie del primoscisma fra la chiesa greca e la latina;


s.

interpretare
senso.

e di fissarne

il

monoteliti; cosi

Martino I contro i pure fece s. Agatone

Iddio stesso,
II,
,

come
dal

si

ha dai

Nani.
17,
s

16.,

Deuteron.

coll'intervento di cento venticinque

8
di

aveva
stabilire

comandato a
questo
cui

Mo-

Vescovi nel 679, ove furono condannati monotelitij ed eletti pontifcii


i i

concistoro

o concilio. Quindi Gesi Cristo, su-

legati,
lio

che dovea mandare

al conci-

premo
stabil

legislatore,

di

Mos era

generale di Costantinopoli, ec; e Stefano II, detto III, contro gl'inconoclasti,

stato la figura, con pii di ragione


nella sua Chiesa un senato, che ha diritto di giudicare infdlibilmente in materia di religione. Il

condannando

il

Concilia-

bolo (f'^edi), o pseudo-concilio, che


erasi

tenuto in Costantinopoli conle

tro

sagre immagini. Cos

vi

fu-

rono

concilii,

che riuscirono pi che


nazionali.
i

provinciali,

senza essere
quelli,

primo concilio apostolico ebbe luogo dopo la sua morte, e gloriosa risurrezione, cio dopo l'Ascensione. Fu celebrato in Gerusalemme nell'anno 33,
coll'intervento di cento venti discepoli ed
apostoli.
il

Tali sono
di
si,

in

cui

vescovi

un patriarcato, od anche di diversi adunarono per deputati, come


il

Ivi

il

vicario
s.

di

GesLi

Cristo,
il

Pontefice
di
s.

Pietro,

fiM'ono

concilio di (Costantinopoli

esercit

primo atto
traditore
nel
Il

giurisdi-

Menna, ed Agapito, e quello detto di T'rullo ec. Veramente il


sotto
concilio
si

zione, nell'elezione di
stituito
al

Mattia soIscariote,

Giuda

Trullano
i

Qui/ii-Seslo

di
ti

cui parlasi

ha, per

canoni

vati

dalla santa Sede,


vi
il

non disapprocome un veFiconcili,

apostolici.
in
s.

capo I degli Atsecondo concilio,


cecogli apostoli

ro concilio nazionale dei greci.

egualmente lebrato da
e discepoli,
nati dallo

Gerusalemme, fu
Pietro

nalmente
ch'ebbero

furono

alcuni

dopo
terzo

essere stati illumi-

nome
tali

di

generali, per-

Spirito Santo nella


concilio,
il

sua

ch
dai

come Romani
i

furono
al

approvati

venuta.

Il

quale
molti

Pontefici,

che adeseb-

per essere

pi

solenne,

da

rirono

vescovi di occidente,
stati

viene considerato pel primo, fu quel-

bene non fossero

composti che

dai vescovi di oriente.

che br in
lo

nell'anno 5

s.
,

Pietro

cele-

I.

Origine, necessit, autorit dei

concili, e collezione di essi.

da quali attribuiscono allo Spirito Santo la loro decisione , dappoich questa fu inviata per lettera ad Antiochia con una forniola, che
reduce
i

Gerusalemme
cogli
altri

Roma,

Apostoli,

I concili sono d'istituzione divina tanto nell'antica che nella nuova legge. Senza confondere l'istitu-

dipoi fu adottata
rali
:

dai concili geneSpirilid


concili

Visnni

est
i

Sanclo

et

iiohis.

Dipoi
in

osservaro-

zione del concilio della Chiesa, colla


istituzione

no, che questa


postoli
la

assemblea degli a-

del

sinedrio dell'antico

testamento, diremo qui per sohi erudizione, che


gli

loro

Gerusalemme per dare decisione sopra un punto


serv
di

ebrei

avevano

i]

loro

controverso,

modollu

alla

CON
Chiesa in occasione di tenere
concili generali.
i

CON
suoi

i6.
i

Quindi
le

sembra,

che

vescovi

di del-

varie provincie pel


lettere

commercio
lasciando

si

primi concili, di cui abbiaI cognizione dopo quelli di Geru,

procurassero

supplire a

questo difetto,
di tenere

non

per

salemme
contro
vi
i

sono
stati

sono i concili dell'Asia montauisti , giacch non prove sicure, che ne sie-

concili

negl'intervalli di

pace e tranquillit. Talvolta eziandio


si

radunarono

concili di pareci

no no

tenuti

da quel
del

tempo

si-

chie Provincie,
di

come
poi

due

concili
di

alla
i

met
detti di
i

secondo

secolo.

Antiochia, contro

Paolo

Sai

Dopo

Gerusalemme sono

mosata.
to
il

Quando

cess del tut-

notati tra

Aquileia, e

piimi concili quello di quello di Gerapoli. In


s.

timore

delle

persecuzioni
si

concili provinciali

tennero

con

quello di Aquileia
sta di

Soto, alla te-

dodici

vescovi,

convinse di

frequenza e regolarit maggiore, e si cominci a tenerne di ecumenici,

errore, e
il

condann

Teodoto detto

vale

Coramaio, con Massimilla e Montano, i quali dicevano di essere lo Spirito Santo. Quei che furono celebrati

del
li

mondo

a dire per

di
gli

tutte
affari

le

chiese

principa-

della religione.
Il

Pontefice

s.

Ilaro,
i

fiorito

nel

dipoi

verso

il

fine del

se-

46 r,

ox'din che

vescovi celebras-

condo

secolo, furono sopra la que-

sero concili ogni anno, ci che ave-

stione della Pasqua,

e del battesi-

va comandato

il

primo

concilio gein Nicea

mo. Tertulliano
allora
te,
si

dice,

che sino da

nerale celebrato nel

325

tenevano concili in orienparticolarmente nella Grecia, do-

ve tutte le chiese di una provincia radunavansi in un luogo medesimo


per trattare d'accordo sulle materie pi importanti. Questo concorso di tutti
i

da Papa s. Silvestro I, ma di due in due anni. Osserva il Bergier, che dopo la propagazione e lo stabilimento della fede cristiana nelle pi remote regioni, essendovi dei
vescovi
rica,

in tutte

le parti

di

Amef

fratelli

formava
tutto
il

una

nella Cina, e nelle Indie

ed

rappresentazione
cristiano, e

di

nome

ne dava una idea grande ed augusta, perch cominciavadalle

ora possiamo aggiungere nell'Oceanica), divenne pi difficile congregare i concili generali. Il Cardinal Pallavicini
,

si

preghiere,
lo spirito

dai
di

digiuni,

autore

della
,

Storia
lib.
1

del
6,
e.

per trarre
gli

assistenti.

S.

Dio sopra Cipriano fa menconcili

concilio di

Trento

nel

zione di

parecchi

d'Africa

pi antichi del suo tempo; ed egli stesso ne tenne molti, inculcando,

che bisogna aspettar l'occasione per


regolare gli affari

anno i562, cosi si esprime su questo argomento Io mi confi do che la lezione di questa mia istoria, ov'ella non partorisse al tro frutto, lever uno scandalo
IO,
:

importanti della

assai comune di persone

zelanti,

Chiesa,

come a

dire la riconciliazio-

ma non
li,

esperte negli affari civi-

ne di
egli

quelli,

ch'erano caduti nella

e nel corso del presente

mon-

persecuzione.

Ma

nel

tempo

stesso

do

politico

cio,

che

osserva, che le persecuzioni ser-

visino a nostra et di

virono di ostacolo alla riunione dei concili, perch i vescovi, e i sacerdoti vivevano
dispersi,

concili, tempi,

nascosti.

gri

come sole vasi come prescrivono i canoni, e come par che


1

Papi non raunare i per altri


sari-

YOL.

XV.

1^7.
-'

CON
il

CON
in

cliicderebbe
labile,

ristoro defila ;pm-

M pre
-

e sdrucciolante disci-

plina.

Senza dubbio

legge-

addurr un solo testo della Scrittura, n un decreto dei Papi, n dei concili ecumenici, neppure la tradizione, con cui
vi
si

M re i successi rli questo ultimo M Concilio (il Tridentino), si accor->

pro-

appartenere

l'elezione

Ponti-

geranno,
ginar
le

che nel cielp

mistico

ficia

al concilio generale.

Di i^)i
fino
i

"
."

della Chiesa

non

si

pu imniadilici-

Papi, che
al

conta

la

Chiesa

congiunzione o pi

presente (noi, secondo


cronologisti,

pi
ra-

' "
j

ad accozzare,

o, accozzata, di

critici

e per le

pi pericolosa influenza, che nn


concilio
il

gioni che

diremo
Papi

all'articolo cro,

ecumenico.
tenore del
il

che de
'

Onde finmondo proce-

nologia

dei
il

registrammo

Pio VI

260

Pontefice, che le

cos'i,

tentarlo, fuorch negli

Notizie annuali d Ronia segna-

5'

estremi bisogni, sarebbe appunto

no
si

pel

2^4),
i

neppure un solo
Cardinali, e ben-

un tentare Dio, e
gregazione

un

far

conevi-

trova, che sia stato eletto dai

!> 5' 5>

che

minacciasse
di
pervertirsi

concili, esclusi

dente

rischio

in

ch

siavi stata la

disgregazione della Chiesa".

mentre che

sede vacante nel Chiesa universale


in
concilio,

Tuttavolta per ci che riguarda


la
la

era radunata

come
,

necessit

ed

utilit

de' concili,

nel Lateranense,

Costanziese

maggior parte dei teologi asseliscono, che i concili siti generali, ma sia particolari sono utilissimi, per non sono assolutamente necessari parlando generalmente, avvegnach la Chiesa sparsa non essendo

Tridentino, non
zione del
vata ai
gittimi
soli

pertanto

l'ele-

nuovo Papa fu riserCardinali, come i leelettori destinati dai som-

mi
pi

Pontefici

( r elezione dei Padivenne privativamente pro-

meno

infallibile della

Chiesa

pria dei soli Cardinali, nel


cilio

conte-

pu terminare le questioni, che mai sorgessero ricorrendo alla santa Sede, che n' il centro, e la maeriunita,
stra.

generale Lateranense IH,

;mtoneli 179 sotto Alessandro III) ai quali, siccome disopra abbiamo


dimostrato, tocca soltanto di pre-

Dicono ancoi'a
i

teologi,

che tut-

tavia

concili

possono in certo
necessari in

mo-

scnvere

il

metodo
gli

dell'elezione, e

do divenire
circostanze
rie.

parecchie
straordinail

determinare
stituzioni).

elettori (s'inten-

sommamente
di

de a seconda delle pontificie co-

Per

ci

che riguarda

riconol'ele-

scere in

tempo

scisma se
intruso,

Se nel Costanziese furono aggiunti ai Cardinali altri


elettori

zione del l^ontefice riusc canonica, e

per

venire

alla
si

elezione

distinguere quello

ecco
espri-

di
il

Martino V, ci non
consenso
e fu limitata

fece senza

in questo

proposito
;

come

si

espresso dei

Cardi-

me

l'ab.

Gusta

della condotta del-

nali,

l'aggiunta a

la Chiesa Cattolica neW elezione del suo capo visibile il Romano Pontefice,

quel solo caso (per ricondurre i fedeli all'unit, giacch erano divisi
>

Venezia

1799,

pag.

4'^

neli'ubbidire a Gregorio XII,

seg.

stabiliremo in questo luogo


certo pure, e fuori di dubl'elezione del

"

come
:

>

" bio

ca al concilio

Papa non tocgenerale. Non si

a Giovanni XXIII, edali'antipapa Benedetto XIll), come vedremo a suo luogo. Quindi le ragioni addotte da qualche canonista sono

>

CON
M tenzione, e se mai
coi\ deboli,

CON
at-

iG:^

che non meritano


i

era in uso

novatori ten-

tasser di promovere coll'appog gi dei cari loro alleati, i fllo-

sofi, un tal modo di eleggere il Papa, debbono opporvi si vivamen-v te i Cardinali, ed il corpo dei vescovi, poich tal metodo altro scopo non presenta, che d'intro" durre l'anarchia nella Chiesa, s " per l'indispensabile dilungaggine che va sempre annessa alla con vocazione d'un concilio generale, e che sarebbe maggiore nei tem" pi presenti, che per la somma difficolt di riunire i voti neces55 sari di una grande moltitudine nella scelta del soggetto. " V. Elezione de' Pontefici.

Chiesa Romana. Incominci poi a chiamarsi Codex Canonum, allorquando Adriano I nel 774) ne fece un presente a Carlo Magno in Roma, essendo penella

r
ci

gi state fatte a

tal

collezione

delle aggiunte importanti.

Ma

percolle-

che

riguarda

le

nuove

zioni de'concili, ve
nerali,
cili

ne sono di geche contengono tutti i cone


particolari;

generali,

di

particolari, le quali

non racchiudoin

no che
stati

concili

tenuti

alcuni

particolari,

come ve ne sono

concili s geneche particolari, delle quali ne citeremo due cio: i. p. Antonio


rali,

dei soli principali

Baldassarri della compagnia di Ges, Istoria

compendiosa de'concili

Le

collezioni poi dei concili, dei casi

noni, atti, e decreti de'medesimi,

ecumenici dell'oriente, e dell'occidente, con la scelta di alcuni concili


nazionali, e provinciali, opera dedicata a Clemente XI, e stampata
in Venezia dal

sono fatte sino dai primi tempi della Chiesa tanto dai greci, che dai latini. Si conoscono quattro antiche principali collezioni greche, ed altrettante

Poletti

nel

almeno

latine,

senza

compren-

1 Dizionario portatile de' concili contenente una somma di tutti coni

dervi quelle

dei

canoni apostolici.

cili

generali, nazionali,
il

provinciali,
fu-

La prima

quella

collezione greca del


di

385
di

e particolari,

motivo per cui


gli

Stefano

vescovo

rono
il

tenuti, le loro decisioni sopra

Efeso, o di Sabino
raclea, e

vescovo di E-

dogma

e la disciplina, e

erro-

comprende quanto avvenuto nei sinodi dopo il Niceno

sino ai primi anni del secolo quinto.

che furono condannati etc, con una tavola cronologica di tutti i concili. Questo libro interessante fu
ri

titolo di

La seconda collezione Codex Canonum


,

greca, col

tradotto

dal

francese

nell'idioma

Ecclesiae
concilio

nostro, ed
la

una

terza edizione vide

un'ersae
della

fatta

dopo

il

luce in

Venezia

nel

1789
e
seg.

pel
vi

calcedonese,

diversa

dal

codice
(F^edi),

Bettinelli.

pag.

18

Chiesa orientale.
dei

La prima

collezione poi

Canoni

sono utili notizie sulle diverse e pi celebri collezioni de'concili; ed


a pag. 2 3
ti

che in
colo,

Roma
il

abbia avuto forza di


il
i

riportansi

le

differen-

legge, fu quella di Dionisio

PicBal-

secondo

p.

Constant ; ed

lerini nel trattato

De

Collectoribus
la Collezione

la

de Concili. L'abbate Lenglet Dufresnoy, nelparte seconda delle preziose TaVenezia


di
1

Somme

Canonum^ dicono che


di Dionisio,
il

volette cronologiche,
ci

748,
tutti

Piccolo, ossia l'Esiguo,

nella

quinta colonna
indicazioni
di

esatte

ebbe per lunghissimo tempo grande celebrit, perch principalmente

ed
i

importanti
dal

concili

primo

Gerusalem-

i64

CON
sino al
concilio provinciale di

CON
benedettino, pubblic in

me

Benedetto XIII del 172 5, e quello di


tutti

17 17
cili

Ambrun

celebrato nel

1727;

colle autorit

delle tre gran,

dal

Rouen nel una nuova edizione dei condella Normandia, incominciata Lungo p. Bellaise nel 1710,
le diverse

di

collezioni

de' concili

cio

eoa

sarebbe riportare

ristampe

quella

di

Louvre

Colleclio

Conci-

liorum Regia, impressa in Louvre nel 1644 'Il trentasette volumi in


foglio; dei

lippo

pp. gesuiti Labb Fie Gabriele Cossart, Collectio


concilioriun,

magna
1672
in

pubblicata nel

in Parigi, in diciotto

volumi

foglio';

e del p. Giovanni Ardui-

ed edizioni delle sum mentovate collezioni; per cui solo faremo menzione, che a quella dei pp. gesuiti Labb, e Cossart, furono aggiunti sei tomi in foglio (per supplimento dell' edizione Veneta fatta per cura di Nicola Coletti nel 1732) da monsignor Giandomenico Mansi

no
nel

gesuita, la cui

in dodici

prima edizione volumi in foglio stampati

de'chierici

regolari della

Madre

di Dio, stampati in
al

Lucca dal 174B


collezioni,

1715 a Louvre, col titolo, Concilionim Colleclio regia maxima;


collezioni particolari
il

1752.
Oltre
alle

nominate
di

colle
luzio,

di in

Ba-

vanno rammentate quelle


lari

particodi

quale
la

ci

ha dato

un

de' concili

Roma

Luca

volume
cili,

nuova collezione de' conconcili della


le

Olstenio del
cili

la collezione dei

d'

1662: quella de'conAfrica del padre Granier

Gallia Narbonese , e

Miscellanee;

dell'anno
li

1673;

quella
del

de' conci-

e del p. Martene, Thesaurus, e Collectio novissima. Queste sono due


collezioni di antichi
clesiastici,

di Francia del

padre Sirmond, e 1629;


sotto
di

del suo nipote


dei
concili

quella
il

monumenti

ec-

pubblicati da quel dotto

tolo di

Per , Lima Limata,


del

ti-

France-

benedettino della
s.

congregazione di
quali
riporta
dei
nelle grandi
il

sco Araldo

francescano del

1673;
di

Maui'o,

nelle

quella dei

concili d'Inghilterra

concili,

che
.

mancano
Egualmente
autorit

collezioni
si

Lenglet

Enrico Spelmann del lSg; quella dei concili di Germania, che consiste

servi

delle

di

Davide

neir edizione dei capitolari di

Vilkins pei concili d'Inghilterra, ed


Irlanda, Concilia
et

Magnae Britanniae Ilibendae a synodo P'erolanienDomini 44^ ad an17 17, Lendini 1787, in quatfoglio. Quelli della
raccolti

Carlo Magno, di Beato Renano del i53i, nella seconda parte del t.
I

delle

Antichit

Germania,

si

ah anno

num

stampata nel 1606 in Francfort per cura di Melchiorre Goldast, e


nelle costituzioni imperiali
,

tro volumi in

del

me-

Spagna furono volumi grandi,

in quattro

Collectio
et

maxima

conciliorum Hispaniae,

novi orbis,

Romae

1 693-1694, dal Cardinal Giuseppe Saens de Aguirre benedettino. La Gallia Christ. dai Sammartani fu stampata in XIII volumi a Parigi nel i 7 5, ove sono molti concili descrtli, che prima erano ignoti. E Guglielmo Bcssin,
1

desimo autore, t. I nella Storia di Magonza del Serario, del 1604. Per conto poi della storia dei concili generali, accenneremo i pi accreditati scrittori.

Un anonimo

fran-

cese scrisse

VNistoire des Conciles

generaux comniencant par le premier concile de Nice avec des Notes d'eclaircissement, et de critique etc, Paris 1694, ma per quanto fos-

CON
se ulile,
la

CON
el-

jG^
ai
Concili,
,

ed erudita quest'opera,
fu

IT.

Rispetto

doi'uto
^

noa

proseguita,
il

rimasto che

non ci primo tomo contee


Nicea.

loro

autorit

convocazione

conferma.

nente

il

solo

concilio I di

Un

altro pubblic VHistore des con-

Dopo
cili

la sagra Scrittura

non

si

ciles

generaux jusq^au Concile de Trento, Paris in due volumi. Mar-

hanno monumenti
ne
ste
cili,

piti sagri de'

con-

co Battaglini scrisse la Storia universale di tutti i Concili generali


e particolari

di

generaU, e per la venerazioassemblee in os auguste


istituironsi

l'iente

persino

le

fe-

di

s.

Chiesa,

la

cui

in

memoria

dei principali conall' occi-

quinta

edizione
1

fu

pubblicata

in

ciocch fu poco noto

Venezia nel 1 7 4 i" foglio, ed la pi ampia. Gli stessi concili generali furono illustrati da Cristiano

dente. Pei pi'imi sei concili


nici,

ecumenon che pel settimo, ne veniva ogni anno dai greci e dagli altri

Lupo

celebre

agostiniano,

le

cui

del loro rito celebrata solennela


il

opere in dodici tomi furono stampate in Venezia dal 1724 al 1729


in foglio, e poi con nuovi eruditis-

mente
tit

commemorazione. La san-

numero

sistettero a s

di quelli, che asvenerande assemblee,

simi

Commenti dal eh. p. Giuseppe Catalani, dell'oratorio di s. Girolamo della Carit di Roma, con questo titolo Sacrosancta Conci:

ne lesero pi rispettabili le decisioni, che dal capo della Chiesa, che


le

fragabile autorit universale.


di verit cattolica rispetto
lii,

convoc, sancite, ottennero irreE quinai

Ha Oecumenica comnientariis illustrata, Romae 749? in quattro tomi


1

conci-

e sentenza

mianime

dei teolo-

in foglio.

Furono ancora

illustrati

da Saverio Binnio
in foglio

con nove tomi stampati in Colonia nel

161 8j dagli editori della Collectio Conciloruni Regia summentovata, raccolta da Labigne, e poi stampata dai lodati pp. Labb, e Cossart. Osservano gl'intendenti, che le collezioni de'concili, sebbene rechino grandi vantaggi, tuttavia nella loro maggior parte non sono
senza
difetti,

che le loro solenni decisioni non abbisognano per essere tali dell'accettazione della Chiesa ; dovendo anzi questa sottomettersi ad amgi,

metterle,

tostoch

sieno
Il

giuridicala co-

mente promulgate.
cili

perch

gnizione profonda dei generali con-

a cagione degli scogli


s'

porge un particolare aiuto per rettamente rilevare, e stabilire viemmeglio i fondamenti della cattolica credenza, e per non iscostarsi dalle sue immutabili regole, essendovi
in
essi

senza numero, che vi

incontrano.
si

tutti

svolli,

dispiegati

Negli articoli del


la storia

Dizionario

fa

dogmi

alla fede

spettanti.

secondo
brati,

compendiosa dei concili, luoghi ove furono celecon maggiore, o minore brei

vit,

secondo
stati

la loro

importanza.
luoghi

Insegnano infatti i teologi che in quanto alle verit di fede contenute nella Scrittura, o ricevute nella Chiesa per la dottrina degli apostoli
la decisione di

Spesso, sebbene

molti
,

sieno

vescovili

pure
ai
i

non non si
in
princi-

un

concilio generale
de' fedeli.

dee
Cos

fissare

la

credenza

manca
essi

in

riguardo
di
storici,

concili

tenuti,

riportarne

pah cenni

e geografici.

contenute ne' simboli, o nelle loro esposizioni, sono di fede, sebbene tra di esse ve ne
le definizioni

i66

CON
ce,

CON
come
si

possono essere alcune, che non sieno di fede, siccome le questioni incidenti, intorno
alle

esprime

il

concilio di
,

Firenze nella definizione di fede

est

quali

non

si

omnium

le

deliber nel concilio. Tuttoch poi leggi dei concili particolari sieinferiori

christianorum Pater et doctor: Egli il successore di s. Pietro,

no
rali,

rispetto

ali'

autorit

ha il primato di onore e di giurisdizione su tutta la Chiesa. Egli il


vicario di Cristo, a lui in b. Petra pascendi, regendi, gubernandi univcrsaleni Ecclesia/il
stro

delle leggi

fatte

dai concili
Io

non sempre per


disciplinare
.

materia
teologi,

che

non

si

genesono in Avvertono i deve esclusiconcili degli

a Domino No-

vamente
gano

attaccarsi

ai

ultimi tempi, nell' idea che contenci eh'

pure contenuto negli

antichi concili. Quelli dei primi secoli della Chiesa non sono meno degni di riflessione ed ossequio, perch hanno anch'essi un carattere di

piena potestas tradita est. Ci s vero, che non vi tempo, in cui si possa provare ch'Egli eri'; e non potr errare nella fede giammai, ed in ogni tempo ancora sar santissimo, e sapientissimo il governo, e il reggimento della Chiesa. Ci per altro non dicesi come
Cliristo

Jesu

maest

di grandezza, e di unzione, de-

se

si

potesse

credere
ai

non doversi
concili.

gni dello Spirito Santo, che vi assisteva. In una parola, i concili fui'ono
in
tutti
i

grandissimo rispetto
la
il

Anzi

natura

stessa della cosa


il

dimostra

tempi

riguardati

come

contrario. In fatti

concilio ge-

l'anima della disciplina

ecclesiastica,

perch ne stabilirono le regole, ne punirono le trasgressioni, ne impedirono il disprezzo, e ne ripararono le perdite insensibili, che il tempo,
e
il

rilassamento resero

inevitabili.
,

per mezzo dei concili che la Chiesa si conserv nella purit della
fede precipuamente
secoli,

Fu

nei

tre

primi

nei quali

fiori

ogni

di
sta

virt.

Fu

all'ombra
spirituale
,

genere di quecui
la

o ecumenico, convocato per autorit del romano Pontefice da esso presieduto o per mezzo dei suoi legali, quindi dalla Sede apostolica confermato, e proposto a tutti per essere osservato veramente generale siccome in l'ealt la Chiesa congregata, che decide, e stabilisce ed perci infallibile nelle sue definizioni, e da chiunque vuole
nerale,
, , ,

mantenersi
za

nella

Chiesa cattolica

autorit

di

fuori della f{uale


,

non

v'

ha

salvez-

Chiesa fece particolare uso nei concili,

debbe

essere

inalterabilmente

ch'essa pot combattere, e re-

primere tante eresie, che insorsero, massime nei suoi primi secoli, adoperando cogli infelici eretici le istruzioni, le confei'enze caritatevoli, ed

una

invincibile costanza nel

non avedi
s.

Tale fu sempre il sentimento di chiunque inlese la verit, e non abbia voluto tralignare dalle inconcusse massime della religione. Quindi doveroso il rispetto e la venerazione, da cui furono sempre
rispettato.

re nessun
gibili,

commercio
del

cogl' incorreg-

animati
tichi

cristiani

verso

si s\

auguste
negli an-

a tenore

precetto

adunanze

della Chiesa,

Paolo ad Tit. e. 3, io. Per maggior chiarezza poi couchiuderemo, che la Chiesa cattolica nelle cose di fede nel suo Capo infallibile. Il romano Pontefi-

tempi che nei posteriori. Finalmente gli altri concili ancosiensi

ra, sicno nazionali, sieno provinciali,

qualora

celebrati

col

beneessa

placito della santa Sede, e

da

CON
approvati
esigere,
,

CON
dovevano
il
,

167

naturalmente
osservanza

ed hanno esatto
,

partico-

lare rispetto

ed

osse-

romano, ed ivi esaminati minutamente prima di procedere alall' articolo la conferma si ti'att
triarcato
,

quio circa

le

determinazioni nei mepastori delle quali in

Basilea [Vedi), e precisamente nel

desimi adottate, da quelle nazioni,


e Provincie,
i

volume IV, pag.


ri

53,

i56 e iSy
i

del Dizionario. Solo qui coi miglioteologi noteremo, che

tanto numero, e con tanta sapienza, ne trattarono e disposero gli spirituali negozi. Debbesi cosi anche dire nella

Papi an-

corch non sieno intervenuti personalmente al concilio, possono riservarsene la conferma dappoi. Inoltre,
acci

rispettiva

intelligenza

ri-

guardo
trattasi

alle singole diocesi,

quando
siccome
par-

di concili diocesani.

Papi diano la loro suprema i conferma al concilio, non sono tenuti a fare ci in

L' autorit
questi sono di

de' concili

un sinodo

ro-

due

specie, generali
i

mano,

particolari, cos diversa:

possono darla altra maniera.

ma

anche in

ticolari

non hanno per


,

s stessi

una
ci

autorit infallibile

n n un po-

Quanto iniqua
zione
del

fosse la dichiara-

conciliabolo

di

Basilea,

tere universale.

za

Non l'hanno essi se non consti dal modo ed ampiezdella conferma data dal romano
della
si

che l'autorit del concilio generale era superiore a quella del Pontefice, lo dimostra s. Giovanni da
Capistrano nel suo libro.
ctoritale

Pontefice, cui sempre va unita l'a-

De

ait-

desione
ci

Chiesa

cattolica.

non

raccoglie

dalla

Se forma
au-

Papae

et

Conclii,

il

della pontifcia approvazione, la quale

Cardinal Turrecramata, De Eccle100. Il Cardinal sia lib. 2, cap.

non dia tanta ampiezza


i

di

Giovanni Casanova aragonese


lebre per virti e dottrina,
pi

ce-

torit, allora
nali,

sinodi, sieuo nazio-

a'

tem-

sieno provinciali,

sieno dioce-

del detto conciliabolo scrisse

un
so-

sani,
alla

non hanno autorit superiore propria loro natura, come con-

trattato della potest del

Papa

pra

il

concilio.

cludono i teologi. I concili per ecumenici e generali, hanno per s uu' autorit suprema ed infalhbile, tanto per ci che riguarda la fede, che per quanto si riferisce ai costumi, ed a stabilire e riformai'e la disciplina; nel che anche somma ed ineluttabile la loro autorit. Tale
infallibilit de' concili

gomento

XIV, de
n.

Ecco su questo arquanto disse Benedetto Syn. dioec. 1. i3, e. 1,

Ex eo quod episcopi in 3. concilio generali sint veri judi


ces,

cave ne inferas
Poutificem,

teneri

Ro-

manum

in ferenda

ecumenici
lo

lo-

sententia majorem partem judi>5 cum sequi, eorumdeinque do ctrinam approbare. Eteiiim uti

ro deriva perch essendo la Chiesa


infallibile,

deve essere raccolta in concilio veramente


generale.

naturalmente

Canus , ratiocinatur Melchior quamvis omnes episcopi sint ve


53

ri

judices,

Ma
il

della potest del

Pa-

dicium

est a Christo

supremum tamen juDomino suo


comniissum;
ei-

pa sopra
i

concilio, e dell'approva-

'> :>

in terris vicario

zione dei concili generali, nei quali

demquemunusdemandatum
ve pauciores, sive plures
fueriul,

quotsi-

Papi non intervennero, mediante


essi

quot in errorem defluxerunt,

un sinodo da
lati

celebrato coi presoggetti al pa-

numero

immediatamente

ad veram fidem revocau-

i68
*'

CON
.

CON
allora aveva fatto Sigismondo duca d'Austria, e conconcilio,

Hanc supremam Roma... " ni Ponti ficis supra ceteros episco-' pos praerogalivam agnovit oecu inenica synodus Fiorentina, cui
di

come

dann
do
nel

gli

appellanti

quali

rei

di

eresia, e di lesa maest.

Allorquansi

solus Eugeuius IV qui eidem per se praefuerat, subsciipsit defi" niens: Ego Eagenis catholicae Ecclesiae episcopns ita defniens

1482

Sisto

IV

separ
si

dalla lega coi veneziani, e

colle-

g con diversi
loro,
il
i

principi

contro di

concilio di

Cremona scomuil

suhscripsi, ceteii vero licet Pon tifici adsliteriiit tanquam conju" dices, ili Pontificis tamen reve'
'-

nic

veneziani, e
il

Papa
i

ne

approv
turo
la

decreto.

Ma
IV

venezia-

ni essendosi

da

lui

appellati al fu-

rentiam, se abstinuerunt

a ver-

concilio,

Sisto

dimostr

bo

definiens,

solumque dixerunt:
suhscripsi ".

con una

bolla, essere l'autorit del-

<"

Ego N. Episcopns

sede apostolica, e di chi in essa


a tutti
i

Nei concili per, ne' quali il Papa non presiede in persona, ogni vesco\o soscrisse colla parola definiens, t:ome vedesi nel concilio
no.

risiede, superiore

concili.

Studiaronsi

veneziani di concitare
i

contro
di

il

Papa
la

re di

Tridenti-

Fiancia,

supplicandoli
loro

Spagna, e di ap-

F.

il

Cardinal Oisi, Della in-

pi'ovare

appellazione,
i

ma

fallibilit , e della autorit del

Ro-

restarono

inutili

loro

maneggi
di Si-

mano
tomi.

Pontefice

sopra

Concili
in

e Luigi XI, re cristianissimo, volle


all'opposto, che la sentenza
sto

Ecumenici,

Roma 1741
che
spetta

due
reit

IV

fosse

con

gran

solennit
effetto
il

Per

ci,

alla

pubblicata, giacch a tal

delle appellazioni
concilio, e
cilio
,

dal

Papa ad un

Papa l'aveva
sovrani
d'

da questo ad altro conlimiteremo al seguente cenno, Nel concilio generale XIII, celebrato da Innocenzo IV nell'anci

mandata a tutti i Europa. Poco appresso


Fi'ancia facendo

Carlo Vili re di

vive istanze ad Alessandro

VI

per

investitura del
il

regno

di di

Napoli,

no

1241

in

Lione,
II,
il

fu

cato Federico

scomuniquale fu il
de
1

ed

Papa
il

rifiutandosi

conten-

tarlo,
cilio,

re appell al futuro

con-

primo

secondo
et
si

Conc. sac.
5, che
cilio

Marca, imper. lib. IV, e.

de

7,

appell al futuro

con-

mo

pi copioso e solenne. Abbiaper dal Lenglet, Principii delin

la Storia,

Filippo

II

Augusto

re di Francia, ohe questi gi qua-

rantacinque anni

pi-ima avea fatto

la stessa appellazione nel

1200, per

non volere allontanare la concubiMa Agnese di Merania, e riunirsi ad Isemburga sua sposa. Quindi
Pio
II

ed Alessandro VI invece lo minacci colla pena delle censure ecclesiastiche, secondo il decreto di Pio II, come narra Surita nel tom. V, lib. I, cap. 3. Finalmente la costituzione di Pio II, prima da Gregorio XIII, e poi da Paolo V fu introdotta nella bolla in Coena Domini. V. gli articoli AppelLAZIOIVE ALLA SANTA SeDE , 6 CoMMissioxr.
Il

Papa adunque ha
i

diritto

di

eman una

costituzione, nel-

convocare
de' suoi
di

concili generali, di pre-

1460, sotto pena di scomunica 1' appellarsi chiunque si fosse dal Papa al futuro

la quale viet nel

siedervi egli

medesimo, o per mezzo


di

legati,

approvarli,
autorit

confermarli

con

ape-

CON
siccome avvenne, e fece coJr ultimo concilio generale di Trento nel i564 Pio IV, e col tenore
stolica,

CON
grave
et,

169
necessit in-

o di
;

altr.T

dispensabile

e vuol che quelli che


trovarsi
al

non potranno
scrivano le

concilio,

Deus, che si Rom. toni. IV, legge nel Bull. par. IT, pag. i63. Tutto questo
della bolla Benediclus

loro scuse

appi delle
I

lettere di convocazione.

padri del
i

concilio Calcedonese vogliono, che

appartiene al
versale.

sommo

Pontefice

in

vescovi,
concilio,

qualit di capo della


I

Chiesa

unisopri-

non si troveranno al ricevano una specie di corquali

concili

poi nazionali

rezione fraterna per

parte

dei lo-

no convocati dai patriarchi, o


mati,
tani,
i
i

ro confiatelli.

vescovi di Francia

provinciali

dai

metropoliI

prescrivevano

anch'essi

diocesani dai vescovi.


prelati,
i

me-

ma
il

correzione,
inflitta

e vi

la medesiaggiunsero la

desimi
di

che hanno
concili,

diritto

pena

dal

concilio
al

africano,

convocare
le

quello

di presiedervi,

hanno pure nonch di


che in
essi

quale
di

comandava
il

vescovo,
al

che dispensavasi di andar


lio,

conci-

proporre

questioni,
lo

avvertire

debbonsi trattare,
pedisce che
gli

che non im-

che vi assistono, non possano proporre paaltri vescovi,

rimenti quello
proposito.

che giudicassero

pena di un munica. Ed il concilio di Arles, parlando di vm vescovo che abbandona il concilio, prima della chiusura, dice

primate sotto certo genere di sco-

queste

parole:

Aliena-

III.

Persone, che hanno luogo ^ e


voto nei concili.

cognoscat, nec euni recpi liceat, nisi in seguenti synodo fuerit absolutus.
.

tum

se

a fratruni comniunione

Tale era
concili;
ciali
ti

Anticamente
contro quelli,
gittima
al
si

erano delle pene causa leastenevano d'intervenire


vi

spinto degli antichi perch i concili provinnon mai furono tanto frequenlo
il

che senza
istruire

quanto nei
si

progresso
li

sei primi cominci a

secoli.

In

raccf)glier-

concilio,

per

od

essere

una

volta

l'anno,

la

ragione

istruiti,

essendo eglino obbligati di

della

comunicare i loro lumi, se tanti ne avessero per illuminare gli altri


;

residenza, e della povert costrinsero i vescovi


necessit,

della

di

Spagna a contentarsi
Il

di

un

solo

di

profittare

di

quelli

dei

all'anno.
rio I

santo Pontefice Grego-

loro confratelli, se fossero stati

meLao-

riconosce

che ponno
di

esservi

no

dotti di essi.

Il

concilio di

delle ragioni
il

legittime

ridurre

dicea dichiar, che se


provincia,

un vescovo
la

numero

de' concili

provinriali,

ricusava di recarsi al concilio della


si

ma

sostiene che essendo necessaris-

prendeva

sua as-

simi alla disciplina,

non ve ne pos-

come una prova convincente di sua cattiva condotta, e come r effetto di un giusto timore di essenza
sere scoperto.

sono essere
perli.

di

giuste per interrom-

Questo

concilio

ecIl

cettu

il

solo caso

d'infermit.
nel

V. il decreto del concilio di Trento Sess. 24, De Rcform. cap. 2, nel quale si stabilisce che SynO' di provinciales quoUbct salter triennio, e che
i

quinto concilio

cartaginese,

sinodi

diocesani quot-

canone , non ammette altre scuse, che quelle d'infermit, o di una

annis debbano
vitano
i

celebrarsi.

Cos in-

teologi

ad

attenersi a quel

lyo
decreto
vi
,

CON
sull'

CON
d' iatervenirdi essi rubro galero insigniti

obbligo

da

In-

gna
seq.
I

ed appunto quanto inseBenedetto XIV lodato , de


lib.
1

nocenzo IV,

presero
in

il

posto nel
di

primo
del

concilio

generale

Lione
il

Syiiod. dioeces.

3, cap.

3, et

11^'),

ed

appresso dopo
i

Papa
soli

avanti a tutti
ai Cardinali

vescovi.
il

Al-

vescovi

hanno
giudici,

il

diritto

cuni per dissero, che


l'osso

cappello
la solen-

radicale, e intrinseco di trovarsi ai


concili.
vi

venisse determi-

Siccome

essi

soli

nato in quel concilio,

ma

hanno voto
gli

deliberativo, o deciI
,

sivo pel loro carattere.


li,

Cardinae
si
i

abbati

consagrati

genetrova-

ne cerimonia dell' imposizione ebbe luogo in Cluny. Nel concilio, che Papa Clemente
II

rali

degli Ordini religiosi


ai concili, e vi

celebr in

Roma

nel

io47, ingli

no pure
ce
essa

deliberativa,

ma
di

hanno vonon avviene


per

sorse la controversia tra

arci-

vescovi di Milano,

di

Ravenna

che in forza

consuetudine,

riguardo alla dignit, e preeminenza della loro chiesa,


i

diritto ecclesiastico, e privilegio

quali,

come

rispetto ai Cardinali,

bench
riguardo
dignit.
ai

non
alla

sieno vescovi, e per

sublimit

della

loro

In

quanto
degli

agli abbati,

ed

generali

Ordini
ai

regolari,

avviene in

forza dei privilegi loro concessi.

Per
vi
si

riguardo
lari

preti secolari,
si

e rego-

che

vi

chiamano, non

trovano che come dottori e consiglieri, per esaminare, istruire, preparare le materie, e non vi hanno che voto consultivo ; e se qualche volta vi ebbero voto deliberativo
,

pure il patriarca di Aquileja, pretendevano ne' sinodi il luogo pii onorevole, e per Clemente II con un decreto, che si legge appresso il Rossi Histor. Ravennal. lib. V, pag. 283, ordin che l'arcivescovo di Ravenna ne' concili abbia il lato dritto del sommo Pontefice, quando r imperatore non sia presente , e che essendolo, occupar dovesse il lato sinistro. Pio IV nel concilio di Trento ordin che i primati, tanto veri quanto pretesi, sedessero alla
,

fu loro concesso dagli stessi concili. L'uso pi universale, per ci che


spetta al grado, e al

rinfusa tra

metropolitani
nel

giusta

per
zione.

il

tempo

della loro consagraeffetto

modo
i

di opi-

nare nei

concili,

era che
vi

vescovi

Ci ebbe dicembre i562.


Leti.

fine di

Pompeo
IX,
di

Sarnelli,

delle principali chiese


il

tenessero
i

Eccles.

t.

pag.

129, di-

primo grado, ed opinassero


gli

pri-

ce

che

nei concili
preti

altre volte soeccellente sa-

mi, e di pi

altri

vescovi

se-

no ammessi
voto

condo

tempo della loro ordinaQuanto ai Cardinali deve zione. notarsi , che quantunque non vescovi, essi hanno per il diritto di
il

pienza ed erudizione,
consultivo.

ma

solo

con
fu

Cosi

Origene

introdotto

dai

vescovi nel concilio

Arabico, di cui fa menzione


bio HisL
lib.

Euse-

prender posto avanti i vescovi, anche nei concili generali, attesa la dignit di cui sono rivestiti e la loro sublimit, perch costituiscono senato, o consiglio del sommo il Pontefice, e perch essi hanno il
,

VI, cap. 37; Melchiorre prete nel sinodo Antiocheno, che impegn Paolo di Saniosata,
e lo confut,

come
nel

attestano Ruficoncilio

no e
cor

Socrate. Atanasio essendo an-

diacono,

Niceno

privativo diiitlo di eleggerlo. Quin-

disput contro Ario. Quei preti pe-

CON
r, eh' erano procuj-atori dei vesco-

CON
vescovi

171

saranno
rivolta,

avevano iu oriente il vosedevano nel luogo bench gli altri dei loro vescovi preti stessero dopo le sedie vescovi assenti,

in silenzio

lungamente sedendo, e colla mente


stati

to decisivo, e

a Dio

l'arcidiacono
si

dir:

Pregate, Qsuh'xio

prostreranno tut-

vili

ma

in occidente concilio di

precisa,

mente nel
stessi

Trento

gli

ti a terra, pregheranno lunga pezza in silenzio con lagrime, e gemiti ; uno de'pi anziani vescovi si

preti procuratori

de' vescovi

lever per

fare

ad

alta

voce

una

non
ro
il

sedettei'o coi vescovi,

ne ebbeil

preghiera, e
l'orazione, e

gli altri

continueranno

voto decisivo;
;

ma
i

consul-

a stare prostrati, e finito che avr

tivo solamente
lici,

ed

legati aposto-

che

tutti

avranno
e

ri-

o fossero

vescovi,
i

preti,

sposto:

Amen,
tutti
i

l'arcidiacono
si

dir,
i

diaconi, sedevano sopra

patriarchi,

Levatevi;
vescovi e

leveranno,

o primati.

preti sederanno

con

ti-

IV.

Cerimonia, forma, e

modo

mor di Dio, e con modestia. Tutti staranno in silenzio, ed un diacono


vestito di

della celebrazione dei Concili, e

camice, recher in mezil

cerimonie ed
generali.

ordine dei Concili

zo dell'assemblea
ni,

libro dei cano-

legger

quelli,

sulla

tenuta

de' concili

che parlano Poscia il


.

Per

far conoscere
il

quale

sia

ge-

metodo, che si tiene nel celebrare i concili, recheremo taluni esempi del Cerimoniale osservato nelle indicate sacre adunanze. Alla prima ora del giorno, prima che levi il sole, si far uscineralmente
re tutta la

metropolitano prender la pai'ola, ed esorter quelli, che hanno qualche affare da proporre, e qualche querela da produrre. Non
si passer ad altro ailre, se il primo non sia sbrigato. Se alcuno di fuori, prete, chierico, o laico,

vescovo

vorr

presentarsi

al

concilio

lo

gente

di

chiesa,

si

dichiarer all'arcidiacono della


concilio

me-

chiuderanno
tinai
i

le porte.

Tutti

por-

tropolitana, che denunzier la cosa


al
alla
il
.

staranno

a quelle per
i

dove

Allora

si

permetter

vescovi

devono entrare,
tutti insieme, e
il

quali en-

parte di entrare, e di proporre


affare.

treranno

sederanno
loro ordisi

secondo
nazione.

rango

della

Dopo

vescovi

chia-

meranno i preti, che per qualche titolo debbano entrare poscia


,
i

Nessun vescovo uscir prima che venga al termine. Nessuno abbandoner il concilio, se tutto non sar termisuo
dalla sessione
nato,

per potere

sottoscrivere
si

alle

diaconi

eletti

allo

stesso

modo.
i

decisioni; imperciocch
dere, che
lio
si
,

deve creal

vescovi sederanno
cerdoti sederanno
i

in circolo;

sa-

Dio piesente
gli

conci-

dietro di

essi,

quando

atri

ecclesiastici

diaconi staranno in piedi


i

davani

terminano senza tumulto, con ap-

ti

vescovi. Indi entreranno

lai-

plicazionCj e con tranquillit.


sta

Quepre-

ci,

che dal concilio saranno giudicati degni, e si faranno entrare anche i nolari per leggere, e scrivere
ci

forma

di tenere

concili

scritta

dal

IV

concilio

di Toledo,

ch'era nazionale celebrato nell'

anno

che

sar necessario;
porte.

custodeni

dosi intanto le

Dopo che

633, e nel canone quarto, n dubitar si deve, ch'essa non venga

lya da

CON
avverte
il

CON
palazzo Vaticano tenne prima
la

un'antica tradizione, giacche, co-

nel-

me
si

Fleury, altrove non


poi
di
I

trova.
Il

concilio

Toledo del
ordin,

671,
la

nel

canone
e
la

die
proi-

una congregazione generale di preambolo alla prima sessione del concilio, da aprirsi, e cominciarsi ai i5 del medesala del

concistoro,

modestia

gravit

devono

simo

aprilcj

giorno

di

domenica,

essere osservate nei concili.

nella detta basilica

lateranense. In-

bito di farvi strepito, di ridere, di

tervennero alla congregazione tren-

tenervi discorsi

inutili,

di

disputaalle

tuno Cardinali,
ta,

vestiti

di

mozzettutti
gli

re ostinatamente,
ingiurie.

e di venire
del
si

e mantelletta del colore corren-

inoltre antica consuetuconcilio,


il

te rosso, e

con rocchetto;
,

che in mezzo sotto un baldacchino


dine
,

arcivescovi

vescovi

invitati

al

collochi
di

concilio e presenti in
di

Roma

vestiti

lihro

degli

Evangeli sopra
denotare
la

un

rocchetto, e

mantelletta;

come
i

cuscino, per

presenza

in mozzetta, e mantelletta

erano

di <ies Cristo, a seconda di to disse


s.

quan-

vescovi regolari, mentre


tori

procura-

Matteo 28:
in

duo,

\'el

Ires in
itti

gregali,

Ubi faerint nomine meo conmedio eorum sum,


altre

de' vescovi

assenti

erano
in

in

abito talare
alla

di

color nero

un

non che per


Redentore
etc.
:

le

parole

del

del
lib.

Ecce ego vobiscum sum


concilio

berretta. Il Papa, a seconda Cerimoniale de' vescovi, cap. 3i r, ordin che dal principio del

concilio

sino

al

suo

termine

in

L' ultimo

celebrato

in

tutte le chiese di R.oma, ed in ogni

Roma,
lo di

e presieduto dal Papa, quelBenedetto XIII, tenuto nel 1725, nel qual anno se ne stamin

gioved

si

cantasse la messa

dello

Spirito Santo,
in tutte le
la

come
si

in ogni giorno

messe

dovesse

dire

parono
e
nel

Pioma
in
'

stessa

gli

atti,

colletta

de Spirita Sancto; che

seguente

ne daremo
tando
i

un

sunto
il

Augusta. Qui riguardante

principalmente

cerimoniale, cidei

numeri

Diari di Ro-

ma
la

di

quell'anno, che
dai quali
cenni.

ne
si

fecero

descrizione,
i

desunconcilio

il sabbato precedente all' incominciamento del concilio, dalle ore 2 3 a 24 suonassero tutte le campane, qual suono dovesse ripetei'si nelil la seguente domenica dalle ore 1 alle i4; ed in fine che tutti i fe-

sero

seguenti

Il

deli,

predicatori,

clero secolare,
etc.

tratt della fede, dei costumi e della disciplina


ecclesiastica, e vi si for-

regolare,
il

monache
concilio,

pregassero
la celebra-

Signore Iddio durante


del
n. f^.

marono
monie
nedetto

utilissimi

canoni.

Le

ceri-

zione

Diario
del
di

di

praticate nel concilio di Be-

Roma
il

1200.
il

XIII
si

poco
le

diversificano

Secondo
collegio

comando

Papa

da quelle
articoli

de'concili generali, ai quali

de' parrochi

Roma

dicono

individuali partiil

elesse tre del

colarit.

Per celebrare
di

concilio

nire al

suo ceto per interveconcilio. Benedetto XIII si


\igilia

lomano
ni in

dell'anno santo 1725, nels.

rec al Laterano nella

per

la basilica patriarcale

Giovanin
il

osservare

preparativi,

restando a

Laterano,

la

prima

di-

gnit del

mondo
XIII,

cattolico,
a'

Papa
nel

Benedetto

12 aprile,

dormire nella contigua canonica camere del canonico Vitelleschi. Nella seguente mattina, il Panelle

CON
pa,
i

CON
stitosi degli abiti

173
la

Cardinali,
i

patriarchi, gli argli

per

messa, pass

civescovi,
trati
,

vescovi,

abbati mide' vescovi

all'altare

papale a celebrare

procuratori

sa bassa e votiva

la mesde Spiiilu Soncto,

assenti, assunsero nella camera dei paramenti, o sagrestia del capitolo

coir assistenza dei Cardinali

vesco-

lateranense,

gli

abiti sagri

di

coloeret-

re rosso, nella qual


to

camera fu

un

altare, giacch

Benedetto XllI
intuonare
i

sul genuflessoi'io
il

doveva

vo e diacono, e del suddiacono prelato uditore di B.ota. Terminata la messa. Benedetto XllI riprese il piviale e la mitra di tela d'oro, indi da monsignor Farsetti, protonotario apostolico partecipante, furono

Felli creator, etc. che

pontifi-

cii

cantori cantarono successivamenIl

chiamati a
i

nome

tutti

Cardinali,

te.

Papa
,

si

assise sulla sedia ge,

statoria
flabelli

sotto baldacchino

coi

ai

lati,

fu portato fuori del


,

palazzo pontificio lateranense

pre-

ceduto dalla

processione

composta

non

solo dei mentovati personaggi, dei canonici destinati dai capi-

ma

avevano luogo nel concilio. Dipoi il Papa intuon l'antifona: Exaudi nos. Domine, avanti l'altare de' ss. Apoov'erasi recato, la quale fu stoli , continuata dai cantori pontificii, col salmo Salvimi me fac Deus; e reprelati
,

e gli altri,

che

toli delle basiliche

lateranense, vadi
s.

plicatasi

r antifona
le

da

Benedetto

ticana,

liberiana,
di
s.

Lorenzo in
in

XIII, disse poi


di

solite orazioni, li

Damaso, e

Maria

Traste,

detto altare fu eretto nella navata

vere per assistere


tre parrochi

al concilio

dei

deputati del loro col-

sendo slato
della detta

mezzo avanti quello Papale, eslivellato il pavimento


nave
sul
col piano del coro
,

legio, della prelatura


genei'ali
giosi, e

romana,
Ordini

dei
reli-

e capi

degli

abside
i

qual piano furono


di tappeti assistenti al

dei capitoli delle

basiliche
e

collocati

banchi coperti
ivi

patriarcali lateranense,
liberiana
,

vaticana

pei Cardinali, ed altri


concilio,
sessioni.
il

non

che

del

senatore

dovendosi

celebrare le

conservatori di
capo-rioni,
te al soglio,

Roma,

e pi'iore dei

Presso l'altare fu collocato


Pontefice.
il

e del principe assisten-

faldistorio pel

Quindi
Pontefili-

ambasciatore di Bolocorteggio.

recatosi al genuflessorio

gna, e solito

Quindi

la

ce

medesimo,

cantori dissero le
il

processione, spalleggiata dalla guar-

tanie de' santi, e detto

versetto:
,

dia svizzera, e dalle milizie pontificie del palazzo, entr nella basilica

Ut omnibus JdeUbus defunclis

il

Papa
gli

si

alz in piedi, restando tutti


genuflessi,

per la porta principale, essendo coperto di tende, ed ornato di arazzi


il

altri

presa
,

colla
i

sinistra

la

croce
e

astata

bened

tratto di strada per


la

dove pass.
il

Cardinali,

gli altri

conciliari,

Entrata
sa,
i

croce papale in chiesal-

tenore delle prescrizioni del Pontificale Pioraano.

cantori incominciarono

Tornatosi

ad

ingi-

mo
l'

Exultate justi

in

Domino.
detto
di

Als.
il

nocchiare,
e
si

si

proseguirono
alz

le litanie,

altare del Crocifisso,


,

dissero le oi'azioni. Allora Besi

Severina
ss.

Benedetto XI II ador
i

nedetto XIII
sorio,

dal

genufles-

Sagramento ivi esposto, e quindi, mentre cantori cantarono l'Ecce sacerdos mogmis, il Papa si rec al consueto suo trono, dove ve-

e
al

si

rec ad altro situalo in


dell'altare, colla fac-

mezzo
della

piano

cia rivolta verso la porta


basilica
,

maggiore

ed

ivi

assistito

da

'74

CON
prete in piviale,
il
il

CON
Carbica,
i

un Cardinale
po
tiis,
il

Cardinali e
abiti sagri.

gli
I

dinal diacono canl


te intuonato

vangelo, do-

sero
sci'o
il

gli

altri, depoprimi assun-

quale fu dal Papa nuovamenil

le

cappe, ed accompagnarono
alla
si

eni Creator SpiriTerCardinali,

Papa
egli

camera
spogli

de' paramenti,

e proseguito dai cantori.


l'inno, e seduti
i

ove

minato
e
gli

scia nelle stanze del


leschi,

pocanonico Vitelritirandosi

altri,

e dettosi da

un
,

ostiario
les-

per

restituirsi nel

giorno ap-

l'extra omnes, Benedetto XIII


se un' analoga allocuzione

presso al Valicano.

che

in-

La gran

principessa Violante di

cominci colle parole


consacerdotes
,

P enerabilcs
eretto

Baviera, vedova del


tare

sul

pulpito
s.

gran duca di Toscana, in un coretto presso l'al-

presso la statua di

Pietro,

or-

nato di velluti, e damaschi con trine d'oro, dei quali drappi era apparata tutta la basilica. Dopo avere
il

detta

maggiore assist alla messa da Benedetto XIII, indi pas,

s a vedere la

funzione

dell'

aper-

tura del
fattole

concilio,

in altro

coretto

Papa per

circa mezz'ora con zelo

apostolico,

qual padre,

e pastore

della Chiesa universale, perorato col-

l'allocuzione la grand' opera


liare,
1

conci-

fece ritorno al fiildistorio del-

aitare.

Allora monsignor Finy, arconcilio, saPi sopra

civescovo di Damasco, segretario del

medesimo
pito,
in

il

pul-

nobilmente preparare dal Papa. V. Diario di Roma n. 1202. Nel gioved 19 aprile, nel palazzo Vaticano, Benedetto XIII tenne la seconda congregazione pro-sinodale, per la seconda solenne sessione del concilio romano, coli' intervento de' Cardinali, prelati, vescovi,
abbati mitrati
scovi assenti,
,

quello cio eretto di contro

procuratori de' vealtri soggetti,

al pontificio,
lesse
le

ed materie

ivi

ad

alta

voce
alla

ed

che

appartenenti

prima

sessione,

che andavasi

a ce-

hanno luogo nel concilio. V. Diario di Roma, n. i2o3. Nel successivo sabbato Benedetto XIII
al
si

lebrare.

Fu

allora,

che

Benedetto

rec
nelle

XI li
rucci,

fece la consueta professione di

Laterano, ed

ivi

pernott

fede, e poi

da monsignor Gambaprimo maestro delle cerimonie pontificie, fu letta la medesima


in

camere del canonico


sione conciliare.
tina della
ci,

Vitelleschi, per

tenere nella mattina seguente la ses-

nome

di tutti
di

cilio,

dopo
,

membri del conche uno ad uno


i

Quindi nella matdomenica, ad ore dodi-

and

nella sagrestia della basili-

Cardinali

gli

altri
i

andarono

ca,

giurarla, col toccare


nelle

santi vangeli

mani
prima
d'

del

sommo
si

Pontefice.

che serviva di stanza de' paramenti, disse la messa nell' annessa cappella della beata Vergine, e condottisi

Ci
alla

terminato,
poscia

diede

principio
,

nella stessa stanza de' parai

sessione
i

del concilio

menti
altri,

Cardinali,

patriarchi, e gli

raccoltisi

pareri da monsisegretario
Farsetti
,

processionalmente, colla croce

gnor
del

A khan, secondo
,
i

pontificia sostenuta
di

da

concilio

prelati

Rota,

si

trasferirono
,

un uditore col Papa


i

Ceva protonolari apostolici partecipanti, come uotari del concilio, ne logarono l'atto. Data da Benedetto XIII dal faldistorio 1' aposloHca
benedizione a tutta
la

nella
e
i

basilica

avendo

Cardinali
,

vescovi assunto le cappe


il

il

Pontefice

piviale rosso, e la mitra

bianca, cio di lama d'argento. Salito

sagra assem-

sulla sedia gestatoria, all'uscire

CON
della sagrestia,
i

CON
:

17^

cantori della basi-

stiano ad alta voce inlimato Vextra


ornile?.,

Ecce salica cantarono l'antifona cerdos magnus, che ripeterono dopo che Benedetto XIII, adoralo il
ss.

si

diede principio alla se-

conda sessione, essendosi praticate tutte le ceris prima, che dopo,

Sagramento nella
s.

solita

cappella

monie suddescritte
sessione.

alla

precedenle

di

Severina,

risal in

sedia gesta-

La seconda

sessione inco-

toria

per recarsi all'altare maggiore

ad

assistere alla solenne messa, can-

tata dal Cardinale Paolucci, sotto-

decano del sagro Collegio, segretario di stato, e vicario di

Roma,
i

col-

minci alle ore quattordici, e mezzo, e termin ad ore diciassette. E da notarsi che il Papa, dopo 1' alne pronunzi locuzione al sinodo altra per tutti gli individui ed of,

r intervento

di

tutti

quelli,

quali

fziali assistenti

al concilio.

F. Dia-

hanno luogo
cie.

nelle Cappelle pontifla

rio di

Roma

n.

1206.

Terminata
i

messa,

Cardi-

nali,

patriarchi, gli arcivescovi, e

vescovi ec, deposte le


sero
i

cappe, prerossi
i

Nel palazzo vaticano, a' 26 apriBenedetto XIII tenne la congregazione prosinodale per la terza sesle,

sagri

paramenti

l'ordine,

come pur
il

fecero

secondo procu-

sione del concilio

Bomano,

coli' in-

tervento de'

soliti

personaggi.
le

Voani-

ratori de' vescovi assenti,

suonando
al
faldi-

lendo poi

il

Papa suffragare
,

intanto
sa.

grande organo della chieil

me

Indi recatosi

Papa
l'

storio nel piano avanti


ss.

altare dei

da un Cardinale diacono 1' Orale, deposta la mitra di tela d'oro che avea presa terminata la messa, si pose in uno
Apostoli, e detto
,

che cedei padri gi defonti lebrarono in alcuni tempi i concili, ai 27 aprile dal Vaticano si rec alla basilica lateranense, nobilmente
parata con damaschi paonazzi e trine d'oro, indi nella sagrestia presa
la

stola,

il

piviale nero, e la

mi-

agli astanti in ginocchio a pregare,

tra di tela di argento, e preceduto

intuon l'antifona, Propilus che gli venne preintonata dall' uditore di rota suddiacono ajto.stolico, e venne proseguita dai pontificii canloii , insieme al salmo Deus, venerNit gentes. In fine, ripetuta dai cantori l'antifona, Benedetto XIII disse le tre consuete orazioni sinodali. Quindi il Papa anindi
esto,
:

da ventotto Cardinali, dalla prelavestiti di

tura, dai pp. penitenzieri lateranensi pianeta nera, dai canonici,

ed

altri

che hanno luogo nel concilio,

a piedi processionalmenle pass a visitare il ss. Sagramento esposto nella (appella del Crocifisso,
al

donde pass
principe
di
as-

trono

assistito

dal

sistente al soglio

duca
,

Gravina

d
ci

all'altro

faldistorio

laterale,

Orsini

suo

nipote

dal magistrato

posto l'incenso nel turibolo, ne bail

libro

dopo

il

canto,
il

e l'inin-

censazione. Allora

Pontefice

tuon

il

T'eni Creator Spiritus, prein-

lomano, dall'ambasciatore di Bologna ec. Ivi Benedetto XIII prese sugri paramenti neri per la messa di Requiem, come fecero i Cardii

tonatogli dal detto suddiacono apostolico, e

nali.
Tie

Incominci

il

Papa

la

solen-

dopo

il

primo
la

versetto,

si

alz insieme agli astanti.

Indi Beallocu-

messa, facendo da prete assistente con piviale, il Cardinal Corsini,

nedetto XIII
tificale

fece

solita

allora dell'ordine de' preti,


i

ed oltre

zione al sinodo, prescritta dal

ponl'

due Cardinali diaconi

assistenti

renano, avendo prima

o-

nitro Cardinale di quest' ordine fece

176

CON
tedi

CON
29 maggio, terza
festa di

da diacono ministrante, e cant il vangelo in Ialino, mentre un uditore di rota fece da suddiacono apostolico e cauto l'epistola, e due alunni
greci

Pen-

tecoste, e giorno anniversario della

sua esaltazione al pontificalo, nella

medesima

basilica

Benedetto
al concilio

del

collegio

di
,

s.

Atanasio

diede compimento

Xlll Rola

l'epistola, e

cantarono in greco il suddiacono il diacono l'evangelo.


Dall' offertorio

mano. Prima celebr messa bassa


suir altare papale, e
poi

tenne

sino

al

fine

della

settima ed ultima sessione,

dopo

la

messa
re,

il

Papa non
depose

parti dall'altail

quale

sul

quale terminato

santo sa-

grifzio
gli

altri sagri
il

so

il pallio, e al trono paramenti. Indi riprepiviale nero, e la mitra di

il Pontefice intuon il Te Deiun laudanius. Quindi incamminatasi la processione, tutti i com-

ponenti

della quale ei'ano vestiti de'paramenti sagri, e quelli che ne


l'

tela d'argento,

si

trasfer
,

con quatpreti nel


le sessio-

avevano
mitra,
in
si

uso erano insigniti della


s.

tro Cardinali vescovi

rec alla basilica di


.

Croce
i

luogo, ove
ni

si

celebravano
nella

Gerusalemme

l^recedevano

del concilio, cio


al

nave

di
ivi

tre curati deputati dal loro collegio

mezzo

ripiano del catafalco

de' parrochi,
pitoli
s.

indi seguivano,

ca-

magnificamente eretto con gran copia di lumi, e colle consuete


ceri-

di

s.

Maria

in Trastevere, di
,

monie e

preci,

avendo prima
i

ese-

ria

Lorenzo in Damaso di Maggiore o Liberiana, di


Vaticano, e di
s.

s.

MaPie-

s.

guite le solenni assoluzioni

detti

tro in terano.

Gio. in Lala

quattro Cardinali parati di piviali neri, ed assistiti dai cerimonieri pontificii.

Dopo

veniva tutta
i

camera
il

secreta, seguivano

cubiculari del
col-

Fece

la

quinta assoluzione Beassistito

Pontefice, incedendo appresso


legio de' cantori pontificii,
chierici
di
i

nedetto XIII

al

faldistorio

prelati

da un

Cardinale

prete

in

piviale

camera

gli

uditori

di

nero, e nei giri intorno al tumulo da due Cardinali diaconi, nei quali
giri

rota
lazzo,

col p.
la

maestro del sagro pacroce papale portata dal-

avevano

assistito

Cardinali,

il

l'uditore di rota, in
accoliti

mezzo

ai sette

diacono, e suddiacono della cappella


pontificia.

votanti
,

di

segnatura
s.

coi

Dopo
i

di

che,

avendo

candellieri

penitenzieri di
i

Giocin-

Cardinali deposti

paramenti, e
f^.

riil

vanni in Laterano,

venlotto pro,

prese

le

cappe,

accompagnarono

curatori de' vescovi assenti

Papa

nella

Roma
dinali,

Diario di n. 1207. Il numero de' Carvescovi, procuratori, ed absagrestia,


si

que
tificio

abbati

mitrati

sessanta-

bati

nullius

legge

nello

stesso

Diario a pagine 3o e seg. Successivamente s le solite congregazioni conciliari prosinodali, che


le

s dello stato ponche dell' Italia , ventisei Carprocedendo a' loro luoghi dinali, l'ambasciatore di Bologna, e il magistrato romano. Succedeva a pie-

cinque vescovi

di, vestito di piviale e

mitra,

il

somdel

sessioni

terza,

quarta, quinta, e

mo

Pontefice tra due Cardinali dia-

sesta

furono
le

XIII,

tenute da Benedetto prime nel palazzo vatica-

coni,
piviale,
te

sostenendo

lo

strascico

o manto,

il

principe assisten-

no, le seconde nella basilica lateranense, osservandosi in tutto come


nelle precedenti.

dell'
la

Finalmente nel mar-

soglio. In tal guisa, col canto inno Te Deurn, pervenne alchiesa di s. Croce in Gerusalemal

CON
me
la

processione

spalleggiata
svizzera,

seguila dalla

guardia
di

da
e

177 ammessi da Benevendetto XIII ad osculmn pacis,

CON
ivi

medesime;

ed

due compagnie

cavalleggieri,

tinove Cardinali
triarchi,
gli

presenti, e

pa-

da quella delle corazze, fra il suono di tutte le campane di Roma, snono che dur un' ora. Nella det-

arcivescovi,

vescovi,

non che i procuratori degli assenti, Papa die' termine alla funzioil
ne col dare
la

monaci cisterciensi di ta chiesa Lombardia del contiguo moiiistero, avevano esposte tutte le sagre ini

solenne benedizione,

non
ai

solo

ai

nominati,
eli'

cinque capitoli,

ma anche ebbero luogo


e all'infinito

signi

relicpiie,

che

ivi

sono.

11

Pa-

in concilio, agli altri,

pa
tato

si

pose

al

genuflessorio

avanti

jopolo accorso

nella

prima

chiesa

l'altare
il

maggiore, ed allora fu canversetto:

del
il

mondo,

e cattedrale del

Papa,
dia-

Te

ergo

(jiiaesu-

liis
l'

etc, proseguito dal canto del-

quale dal Cardinale cono fece pubblicare


plenaria.
I

primo
l'

indulgenza

antifona:

O mix
dopo
fece

splendidio\ coi
i

V. Diario di

Roma num,

suoi

versetti,

detto XIII
iohis
eie.

disse
Si

BeneV Oremus Adesto pure la commequali

22

I.

Nella seguente mattina recatosi Benedetto XIII nella sagrestia della pontificia

morazione della
dosi

b.
s.

Vergine, cantanllaria, etc.


il
,

cappella SiNlina del Vadi

r antifona

coi

ticano, vestito

piviale

mitra,

suoi versetti,

e recitando

Papa

e preceduto dalla croce, entr nella

r Oicimis, Concede nos, etc, e tornandosi dai cantori a ripigliare il


canto
del

cappella, e fatta orazione al gedel


presbite-

nuflessorio nel piano


rio,
il

Te-Detiin
\i\

al

versetto

primo
gli

de' Cardinali

diaconi

A eterna faccele.,
nistero.

processione usci

assistenti

lev la mitra,

ed

aletc.
;

dalla chiesa per la porteria del

modiede

zatosi

disse:

Actiones nostras,

Terminato principio al salmo


te,
il

l'inno,
:

si

dipoi riprese la mitra, ascese all'altare, e

Juhilale

Deo,
vol-

baciatolo nel

mezzo, col

li-

eie, che tutto fu cantato

due

dopo di che si prese a cantare salmo: Exidtate Deo, etc, ed il salmo. Laudale Douniium elc.Vxen,

bro de' decreti del celebrato concidel vangelo si rilio, dalla parte
volt verso
presenti,
i

padii del concilio


il

ivi

dicendo
cpuie

Papa ad

alta

Irata

la

processione

nella
il

basilica

voce:
ideo
e
li

Haec

sunt decreta fdeliter


vohis

lateranense, al genuflessorio
fice

Pontelie

exarata,

placuerunt,
a sesul

recit

vei-selli

propri di questa
i

\'enienius
sottoscrisse.

ad

subscriplionem,

sagra ed augusta a/ione, ed

Oliia-

Indi postosi

renius Deiis^ cujns miserico'diae non


est

dere

dalla

parte

dell' epistola

nunierus,
etc.

etc.

Fainulariini

faldistorio, colla

faccia

rivolta alla

ntni,

Oninipotens

seniptenie

parte del vangelo, mentre salmeg-

Deus, qui liane sacratissmani Constanlinianai Basilcam, eie.


di

giava col suo solito cappellano segreto monsignor


trenta

Dopo
da
,

Gennaio Genovese,
sei

ci

dal

pulpito

cantatesi

Cardinali,

arcivescovi,

monsignor Antonio Camarda vescovo di Rieti, uno de' promotori del concilio, le acclamazioni, con
i

trentotto vescovi, tre abbati, trenta-

cinque procuratori successivamente con ordine andarono all'aliare a


sottoscrivere
i

cantori

pontificii,

quali

vicen-

medesimi
2

decreti, e

da cantavano un'altra strofa delle


VOL.
XV.

dopo

la

sottoscrizione
I

ognuno par-

J7B
l

CON
Compite
le

CON
sot-

dalla cappella.

al

volume

I,

p.

3o2
e

del

Dizionadei
ri-

toscrizioni,

Benedetto

XUl

discese

rio.

Dell' ordine

precedenza
cose

dai gradini dell'altare, e nel mezzo del piano del presbiterio, disse
l'orazione

posti ne' concili,

ed altre

guardanti

il

cerimoniale
si

da

osseral

Questo
la

Pro gratiarum aclione. venerando e zelantissimo Papa volle ritenere il governo delBenevento,
ciali,

varsi in essi,

pure trattato

sua antica chiesa arcivescovile di ove avendo da Cardinale celebrati due concili provinnel pontificato
si

precedente paragrafo. La convocazione del concilio generale si fa per mezzo di lettere


e d'inviati, e per lo pi si avvertono quelli cui viene intimato, degli argomenti e delle materie, che nel
concilio

rec a quelil

la

citt

per celebrarvi
nella

terzo, cui

dovranno

trattarsi.
si

Prima
ordina-

diede principio

domenica in JlLis del 1729. Nella prima sessione cant la solenne messa dello
Spirito Santo, e poscia cant la solenne nsessa di requiem pei vescoV. Bevi detbnti della provincia.

dell'apertura del concilio

no digiuni e preghiere per implorare il divino ajuto, e il hune dello

Spirito Santo.
il

Nel giorno delia


Pontefice, se
vi

apertura
,

sommo

nevento.
rit del
I,

pronunzia un discorso o allocuzione dinanzi all'altare potendolo fare anche dal trono, nel quale accenna le cause della convocazione
del
concilio
,

Passiamo oi'a a dire, coli' autoCerimoniale Romano, lib. p. 59 e seg., edizione del i5i6,
generali,
oltre

recita

la

preghiera
,

delle cerimonie, e
li

forme de' concia quanto supein

Adsumns Sane te
cantansi
le litanie,

Spiritus
il

quindi
si

vangelo

pec-

riormente si ai medesimi,
rarsi

il

detto

relazione

caveril frater tuus,V'i\i\o

Veni Creapadri prenal

che potr consideriepilogo di

tor Spiritus, e poscia

come un breve
si

dono
loro.

posti

convenienti
il

grado

quanto
concilio

disse

separatamente
agli

ed
ogni

Dopo

leggesi

decreto di con1'

individualmente
sante
le

articoli di

vocazione,

si

canta

inno

Te

generale.

per

interes-

il

concilio fiorentino, nel quala

Deitm landamus. L'ordine li, che hanno voto e voce


rativa
Il

di quel-

delibe-

adunossi

Chiesa

greca

e la
sic-

nel

concilio,

il

seguente.

latina sotto

Eugenio IV,
si si

Ma

sommo
nel

Pontefice assiso in trodella

come
sioni

di esso

fecero diverse ses-

no,

fondo

chiesa catte-

a Ferrara, cos
cui
si

vegga quella

drale, o di

altra chiesa, o dell'aula

l'articolo in

descrive

di-

conciliare,

ed

ha

ai

fianchi

due
assisi

stribuzione
assai
ti

de' posti,

che

diviene

Cardinali
legio

diaconi

assistenti
il

greci,

importante per esservi adunaA cagione della e latini.


,

su due sedie. Segue


de' Cardinali
indi
gli

sagro Cols.
i

di

Romana
patriarchi,
i

precedenza sui posti ne' concili clamorosa fu la vertenza insorta nel concilio generale di Trento tra
gli

Chiesa,
i

vengono

primati,

arcivescovi,

vescovi

e gli abbati mitrati; dipoi prendo-

ambasciatori

di

Spagna
Pio IV

di

no posto
to

quelli

che hanno voce deordinario, quello


di

Francia, per cui

celebravansi

con

liberativa nel concilio, essendo stal'uso

lentezza le sessioni.

aggiuleggere

pi
le

dic la precedenza all'ambasciatore


di Fiancia^

terminare
di

questioni

pluralit

come

si

pu

voli

Finalmente

nella

chiesa

CON
cattedrale

CON
o nella

179

o altra

chiesa,

delle votazioni, essendo disciplinare,

sala del concilio, vi

altare per la celebrazione della


sa,

deve essere un mesEucaristia sul

and soggetto a variazioni. Anticamente le materie proposte si discutevano nelle


sessioni,,

talvolta colla
e

ss.

ed

nolari

medesimo,
oltre

sotto

la

tavola

del-

tutto scrivevano parola per parola.

l'altare le reliquie di

qualche santo
libro degli e-

Poscia stabilironsi diverse congregazioni particolari per


la

un
,

pulpito,
ec.
ee.

il

approfondire nelsi

vangeli

Sacrarum
Ecclesiae Xlll,
et

V. il Marcelli Catremoniarion S. R.

materia. In essa

sogliono prodecreti,
i

porre diversi progetti di


quali
si

pag.

56

seg.

tit.

assoggettano

all'esame dei

De

concilio generali ; de loco

sedibus con riHi ;


delibera tivani
officialibus

qui habenl voin conciliis


concilii;
;

cem

de

allorquando tutti vi convengono s'intima la seduta pubblica, ove l'accettazione fatta in priprelati, e

diversis

Orda

vato

si

ripete pubblicamente, e

pu

sedendi in Conciliis; ardo rerum gerendarwn in conciliis; de Constantiensi


et

considerarsi

un'accettazione di forsi

ma,

come

pi-atic

nel
i

concilio
voli

Basileensi

conciliis

de

Tridentino. Cosi

pure

pos-

generali

congregatione in concilio j

de publica sessione, et de sacris precibus. Per conto delle cerimonie ivi trattasi del luogo ove siedono principi, l'imperatore, i re, ed avendo il Papa tre gradini al suo
i

sono darsi dai singoli individualmente, come si pratic pi volte, ovvero anche collettivamente dai
vescovi appartenenti ad

una nazioconcili

ne

come
i

si

fece

nei

di

Costanza, e
caso

di

Basilea;

nel

qual
pri-

trono, e nello stesso

ripiano avendi

vescovi di

una nazione

done
drappi
li,

due
si

l'imperatore;

quali
sedi;

ma convengono
portare
il

tra di loro per poi


della na-

ricuoprono

diversi

voto collettivo
;

e quali col

postergale, e senza

zione, nel concilio

quello chiamasi

del presidente del concilio in assenza del Papa; della voce consultiva

decidere nationaliter, questo co/ui'


liariter.

che hanno

principi ne' concili; dei

Nelle ultime sessioni del concilio


si

posti de'Cardiuali, del

primo

prete,

rileggono
i

canoni

fatti,

si

sotto-

de'patriarchi,

primati,

arcivescovi,

scrivono

padri
il

del

concilio,

vescovi ed abbati mitrati, di quel-

supplicano

degli

ambasciatori

ed

oratori

de'principi; di quelli de' protonotaii


apostolici, de'chierici di
gli

Papa, che confermi i decreti, sebbene n)on sieno ad essi presenti, siccome pur fecero pai

camera, deaccoliti

dri
1

del

concilio

calcedonese

nel-

uditori

di

rota,

degli

apostolici,

de'due camerieri
in

segreti
il

partecipanti, aventi

mezzo

de-

cano della rota colla


ficia
;

mitra pontidi

de' segretari
prelati

apostolici, e
,

altri

sacei'doti

chierici

anno ^5 1 con s. Leone I, che vi aveva mandato quattro legati Li nutu Divino gubernati, omneni vobis gestorum vini insinuavitnus ad nostrae sinceritatis compro bationem, atque ad eorum, quae
:

ec. ec. Inoltre si pu consultare il Durando, Tractatus de modo ge-

a nobis gesta

sunt, confirmatio-

nem
altri

",

siccome fecero

pure

gli
Il

nerabs concilii celebraiidi 1671.


11

Parisiis

susseguenti concili generali.

n)odo poi della

discussione e

Meuochio nelle sue erudite Stiiore nel tomo 11 p. 280, e 281, Ddp.

[8o
le

CON
si

CON
facevano anne' teatri,
(jiielle

acclamazioni che
nel

destinare
concilio.
scrittori

il

luogo

col

parere
parte
italiani

del

iicamenlc

senato,
e di
,

e
si

La maggior
ecclesiastici

degli

in altri luoghi,

che

non

facevano
dice.
le

ne' concili
sagri

ecco
si

Nei

concilii

quanto usarono

contano
nerali,

che diciannove concili ge-

seJjbene altri solo ne nove-

acclainazioiii,

come

si

rileva dal-

lino

la storia
le

e descrizione dei CQede>imi,

escludendo quello di Costanza dal numero de'concili gediciotto,

quali

pur
lieti

si

fecero

nell'ultimo

nerali.

Quelli,
li

concilio generale di Trento, con ap-

ciannove,

registrano
di

che ne contano diin questo


Nicea,
di

plauso e
ri,

evviva, con

felici

auguec. al

modo.
di

Due

quattro
Efeso,
di

di

e voti prosperosi,

encomi

Costantinopoli, uno

uno

Pontefice Pio IV, che allor viveva,

Calcedonia, cinque

Laterano

od alla memoria gloriosa Paolo III, e Giulio III,


quali
to
il

dei Papi
sotto

Piomani, due

di

Lione, uno di

dei

Vienna,
luni
vi

uno

di

Firenze,

uno
di

di

si

era principiato, e continua-

Costanza, e l'ultimo di Trento. Ta-

concilio.

Furono pur
Carlo
e

fatte ac-

aggiungono quello

Pisa,
l'

clamazioni a
al

imperatore,
I,

ove contro Gregorio XII,


tipapa

suo fratello
re de'
ai
re,
ai

Ferdinando
principi,
ai

pri-

ma
re,

Romani
ai

poi imperatopontificii

legati,

Cardinali

presidenti

del
ve-

anRenedetto XIII fu eletto Alessandro V, il quale ebbe poi per successore Giovanni XXII I, ed alcuni quello di Basilea, dove cone
tro

concilio, ai

patriarchi ec, ed ai

Eugenio IV

fu crealo l'antipapa

scovi che l'avevano favorito,


so,
le

promos-

Felice V, ben inteso per che non dicesi lo stesso piando questo concilio divenne scismalico. Non mancarono

ed erano ad esso intervenuti. Alquali acclamazioni Ili risposto con venerazione ed efiusione di ani-

inoltre

tia

gli

scrittori

francesi

al-

mo
ta

Col mezzo poi delle acclamazioni anche talvoltutti


i

da

conciliari.

cuni, che contendevano di

non amil

mettere

come

concilio

generale

manifestarono
i

il

concorde loro

sentimento
sino,
cili
s.

padri nel concilio Efe-

e in due conromani tenuti l'uno sotto Papa e Calcedonese, e l'altro sotto


il

quinto concilio lateraneuse incominciato da Giulio II, e terminato da Leone X. Pompeo Sarnelli.

Lettere ecclesiastiche

t.

II.

p.

Ilaro,

Pontefice
sotto
s.
il

e seguenti, nella

Lettera III

s.

Simmaco,
1

anzi

quando

breve
cili

Celestino

fu

portato in

Roma

decreto

del

concilio

Efesino,

col

ta
lo

quale
di

si

defin la b.

Vergine Madre
nel giorno

accurata notizia dei cons. Chiesa, e ne condiciannove, annoverandovi queldi Costanza come approvato da
generali di
di

ma

DiOj vi

fu

ricevuto
gioia,

Martino V. Egli
to qual

ognuno

ci

del

Natale

con

ed

acclama-

l'epoca della celebrazione, dice sot-

zione.

no
.

celebrati, gli

Papa, ed imperatore furoerrori che in essi

V.

Numero
altre

de' Concili generali

ed

notizie su

di

essi.

Secondo
cili

l'antica disciplina,

con-

furono condannati, le cose principali che vi si trattarono, e il numero de' vescovi che ad ognuno intervenne, il che qui noi riportiamo
secondo l'ordine della loro celebrazione.

generali

ogni dieci

dovevano celebrarsi anni, dovendone il Papa

Al concilio generale di Nicea

CON
intervennero trecento diciotto vescovi
;

CON
quantacinque, eppure
di
vi
I,

i8i

furono ven"

al

Costantinopolitano
;.

cento
;

ticinque arcivescovi; ed al concilio

cinquanta

aHEfcsino, duecento Calcedonese, seicento trenta


II,

al

Trento intervennero vescovi duesi


,

al

cento ventotto, mentre vi

reca-

Costantinopolitano
cinr](ie;al

centosessantaIII,
II,

Costantinopolitano
;

duecentottantanove
politano IV,

al

Niceno

trecentosessantasette: al Costantino-

rono eziandio tre patriarchi trentadue arcivescovi, bench nell'ultima sessione tra que' che si sottoscrissero , non pi fossero rimasti

nonse
II,

I,

trecento;

centodue; al Lateraal Lateranense

che tre patriarchi, venticinque arcivescovi,


scovi.

cento
al

sessant'otto ve-

mille; al Lateranense IH, trecen;

Puguardo

numero

de' ve-

to

Lateranense IV, quattrocento oltantadue; al Lionese I, cento


al
al

scovi intervenuti ai concili generali, bene attenersi alle Collezioni dei


concili fatte principalmente dall'Arduino, dal Labbe', ed alla edizione del p. Mansi. Per dare poi qui

quaranta;
trecento;

Lionese

II,

cinquecendi Francia,

to; a quello di
al

Vienna

Costanziese,

duecento

sette; al Fiorentino centoquarantu-

un' idea delle cose


si

principali
concili

che
genecele-

Lateranense V, venti; al Tridentino, duecento tredici. No-

no;

al

trattarono in detti
e dell' epoca

rali,

della

loro

tiamo qui coU'autorit del Novaes, che nel concilio Lateranense I, il

brazione, diremo che nel primo di

Nicea del

325

sotto

s.

Silvestro
la

I,

primo tenuto
teranense

nell'occidente, assistet-

fu decisa contro gli


sustanzialit
vinit di

ariani
,

con^
di-

tero novecento vescovi, che nel La-

del

Verbo

la

coniarono mille^ duecento ottantanove padri , e nel concilio Lateranense V , si trovasi

IV

Ges

Cristo.

Nel secondo,

eh' quello di
s.

Costantinopoli sotto

rono
chi,

sedici

Cardinali, tre patriar-

dell'anno 38 1, si confeim la fede nicena, si profess la


divinit dello Spirito
i

Damaso

cento

quattordici

vescovi,

prelati regolari, che successivamente


vi
si

macedoniani,
apollinai'isti.

si

Santo contro condannarono


terzo
s.

recarono.
osserva, che
il

gli

Nel

eh'

Lo stesso Sarnelli numero suddescritto


condo
ri,
i

quello di Efeso, sotto

Celestino I

de' vescovi in-

dell'anno 43',
NesUorio,

si

tervenuti ai diciannove concili, sediversi pareri degli scritto-

come

gi quel

determin contro Papa aveva


l'errore dei

insegnato,

condannando

minore e maggiore, ma egli afferma che quello da lui fatto

il

nestoiiani, cio fu decisa


ipostatica delle

l'unione

forse

pii

compito, dappoich dsd


i

mille in poi molti calcolano


scovi distinti dagli

ve-

arcivescovi

per

cui dicono essere interyenuti al concilio

due nature in Cristo, e si stabil che Maria Vergine , e deve dirsi veramente Madre" di Dio, come anche vi fu confermata la condanna de' pelagiani fat^
ta

Lateranense
vescovi
,

dodici

senza

IV quattrocento nominare
i

dal Pontefice
,

s.

to

tenuto

in

Zosimo. Il quarCalcedonia sotto s.


,

settanta arcivescovi. Al concilio di Costanza noverano centosessanta vescovi


,

ma

v'

intervennero
;

ancora

quarantasette arcivescovi
lio

al conci-

Lateranens,e

ne contano ciu-

conferm l'anaLeone I nel ^^ i tema fulminato nel concilio efesino contro Nestorio, e condann Eutiquale confondeva le due il che le quali nature iu Ges Cristo
,

iSa
.^ono
1

CON
neon fuse
,

cox
.si

ipostaticamente.
sotto Vigilio nel

impermiste , unite II quinto adunossi

fece l'esposizione
gli

della

dottrina
,

cattolica contro

albigesi

ed

553

in

Costanti-

valdesi.

Su questo

concilio
il

molto
Sarnelli
concilio

condann i tre capitoli o che favorivano gli errori di Vestorio, ed anatematizz Teodoro Mopsuestano. II sesto, sotto s. Aganopoli
,

scrissero gravi autori, ed


la

scritti

lettera

XXV,

Percl^

il

lateranense sotto Innocenzo III si chiama assolutamente concilio ge-

IV

tone, fu eziandio tenuto in Costantinopoli


nel

680

proscrisse

gli

errori de' raonoteliti,

che
,

ammeted
si

tevano una sola


sola operazione

volont
in

una
Il

Ges
I

Cristo.

settimo
nel

sotto
in

Adriano

tenne
icono-

787

Nicea contro

gli

o disprezzatori delle sagre immagini. L'ottavo sotto Adriano II


clasti,
si

V, p. 5i. Il decimot. da Innocenzo IV celebrato a Lione nel ed in esso 244 venne scomunicato Federico II. Il decimoquarto fu parimenti congregato nel 1274 in Lione da Gregorio X, per la riunione de' greci, per cui si compose la professione
nerale, nel
terzo fu
1 ?

di

fede ciie sottoscrissero.

Il

deci-

congreg

nel!'

869
lo
i

in Costantino,

poli, e vi fu deposto Fozio


tolto per allora

fu

moquinto da Clemente V nel iSri si celebr in Vienna nel Delfnato


per

scisma de' gieci.


concili

sopprimere

l'Oi'dine

equestre
gli

Dopo

quell'epoca

generali

de' templari, e per

condannare

furono tenuti in occidente, per cui il nono nel ii23 si adiui in Roma da Calisto li al Laterano, e vi
si

errori de' beguardi, ed altri eretici.


Il

1439
vi

decimosesto da Eugenio IV nel si tenne in Firenze, e i greci


sottoscrissero la professione di fecoi latini.
II
II

fecero dei canoni


ci

disciplinari

e
il

fu sanzionato

che

formava

precipuo
il

modo

scopo del concilio, cio por termine alla fadi


sulle investiture.

mosa controversia
1!

decimo venne admiato da Innocenzo II nc^lla medesima citt nel iSg, ed ebbe per iscopo principale
1

decimosettimo sotto i5ii ebbe cominciamento al Laterano, ove lo prosegu e comp Leone X. Lo si adun per opporlo al conciliabolo Pisano, come avea fatto Eugenio IV nel
Giulio
nel

de

Fiorentino, e contro
Basileese.
di

il

conciliabolo

j!

porre riparo

ai

mali

recati

per

Vi
la

si

trattarono vari punti


,

lo

scisma di Pier Leone, cio di A.na-

ecclesiastica disciplina

venne

clelo II

Anlipipa, trattando oppor-

abrogata
Il

prammatica

sanzione.

tunamente intorno alla disciplina. Ai fu condannato Arnaldo di Brescia, e condannati pur furono mai

nichei poi chiamati albigesi, che contrassero anche l'errore


cf)

caratteristi-

de' manichei.

L' undecimo
celebrato

con-

decimo ottavo concilio quello Trenfo fatto incominciare da Paolo III nel i545, e proseguire da Giulio III, e da Pio IV, che gli diede compimento nel i563, contro r eresie di Lutero, e Caldi

cilio

nel

1179
III

^"^'

da Aprinci-

vino.
I

lessandro
j)al

al

Laterano
allo

concili generali essendosi

sem-

mente per

ovviare

scisma

rielle

elezioni dei

Romani
gli

Pontefici,

pre tenuti per provvedere ai bisogni della Chiesa col difenderne la


fede contro
gli

e per riformare
nella disciplina.

abusi introdotti

eretici

sempre
la

Il

duodecimo ebbe
Laterano,
iu cui

meglio ordinarne
disciplina,

o riformarne
tutti

luogo nel

I2i5

al

debbono

dai

catto

CON
liei

CON
il

i83

riscuotere l'ossequio

pi proI

fondo.

perci

s.

Gregorio

Matutti

gno, che dimostrar voleva

quanto

male

si

a apponessero

chiamato universale. Il quarto concilio di Toledo chiamasi plenario, sebbene non v' intervenissero che
dei prelati spagnuoli, e alcuni

quei

ve-

che non volevano


l'autorit

soltomeltei'si al-

scovi delle Gallie.


tre

vSiccome vi sono

del concilio

V
i

generale,

sorte

di
i

persone, che
vescovi, cio
,

possono
patriar-

diceva eh' esso venerava


concili

quattro

convocare
ca,
il

il

generali

come

il

Vangelo.
a quell'ee so-

primate

il

metropolitano
cio patriar-

Questi quattro concili generali soltanto eransi tenuti fino


vr'essi

cosi

si

possono distinguere tre sorte


particolari
,

di concili
cali,
I

poca con tutta ecumenicit,


tutta la
de.

primaziali, e provinciali.
concili

Chiesa era concor-

nazionali sono composti

Ci non ostante anche gli altri concili ecumenici posteriori ebbero,


e

dai vescovi di
ossia

una intera
pii

nazione,

complesso di

provincie, e

godono

la

medesima
i

autorit.

Il

vengono convocati, o presieduti dal


patriarca o primate. Tali sono molti
concili

concilio di
rit

Trento

poi, oltre l'autoconcili


,

propria di tutti

ha

spagnuoli e francesi
gli

tali

una particolare qualit


terie di

di splendo-

principalmente sono
lebrati

africani

ce-

re risultnnte dalla vastit delle

ma-

sotto la presidenza

del
il

vepri-

fede e discipline in esso sadefinite, e de-

scovo di Cartagine, ch'era

pientemente discusse,
cretate
,

mate
zionali

di tutta l'Africa.
si

concili na-

antonomasia

non

vi

cui fu chiamato per Sagrosanto , giacch fu concilio alcuno che ab-

per

celebrarono

con
vi

assenso
talvolta

del
v'

sommo

Pontefice, che
,

intervenne

ovvero

mand

bia abbracciato

tante
,

liiaferie

nel

suoi legati, e poscia


decreti,

ne approv

domma
sciplina,

nel

costume
e
il

nella dila

laonde riguardasi come

fedele

immagine,

compimento

de' concili, che lo avevano preceduto,

VII, De' Concili provinciali.

VI. De' Concili particolari, e nazionali.

I
ai

concili

provinciali
i

sono

quelli,

quali

convengono

vescovi d'una

provincia, e presieduti sono dal

me-

Superiormente dicemmo, che di tre sorte sono i concili particolari,


nazionali, provinciali,
e diocesani.
s'

tropolitano.

Secondo

gli

antichi ca-

noni, dovevansi celebrare


all'anno, ed a cagione

due volte
impor-

dell'

Per

concilio

particolare

intende
di

tanza de' decreti, dovevano confer-

l'assemblea di parecchi vescovi convocati da


farlo.
cilio

marsi

dal

Papa.

Furono

chi

abbia
il

il

potere

del Niceno, che ne

i padri ordinarono la

Si

d ancora
ai

nome

di con-

celebrazione

due

volte all'anno, co-

plenario

concili
i

particolari,

dove assistono
vincia, sopra

tutti

vescovi di

una

nazione, ovvero di tutta


la

una pro-

aveva disposto il apostolico. Pare che primi a diminuire


i

me

XXX
i

canone

greci fossero

la

celebrazione
1

quale hanno forza


lo

de' concili

provinciali, giacch

im-

di legge.

Un esempio

abbiamo
Africa
,

peratore

Giustiniano

nelle

nuove
ca-

nel codice della chiesa

di

costituzioni
il

CXXIII,
Trullo

CXXXVII,
VIII

dove

il

concilio di quella

chiesa

concilio di

nell'

i84
none, e
si
il

CON
secondo concilio
Nicetio

CON
prescrive
la

costituzione di Sisto

V,

conti'Jilarono di

un

solo concilio per

al dovere di trasmettere alla santa

anno;

ma

nella

novella
si

CXXXVII
lagna
,

Sede
cili,

gli atti,

e decreti dei loro con-

lo stesso

impelatole
rari

che
a

acci prima di pubblicarli fos-

fossero stali inteirolti.

concili di-

sero esaminati dalla


coiresse

vennero pi
ri,

nell'

occidente

sagra congregazione del concilio, e qualora oc,

cagione delle incursioni dei barbae delle guerre dei potenti, e

venissero

corretti.

P^.

il

tante volte citato

Benedetto
lib.

XIV,

delle fazioni.
tavasi
il

Sempre per ramnienINice-

De

sy/iod. dioec.
di

XIII, cap. 3,

decreto del concilio


i

ove tratta

questo dovere.
il

no

Papi ne davano l'esemordinariamente uno in quaresima, l' altro nel mese di


I,

Lo

stesso concilio JNiceno fiss

pio lenendone

novembre come si osserva nei pontiiicati di s. Leone IX, Alessandro


li,

s.

Gregorio VII.
la

Quest'

ulti-

mo
sa
re.
,

non intraprendeva alcuna cosenza


risoluzione
concilia-

primo avanti la quaresima, e il seil concilio ancondo in autunno tiocheno assegna il primo nella quarta settimana dopo pasqua, e il secondo u' quindici di ottobre. Urbano 366, aveva in Avignone V, nel
:
1

ordinato a
celebrare in
concili,

tutti

gli

arcivescovi

di

La
,

celebrazione de' concili pro-

ciascuna provincia dei


proi

doveva durare almeno un mese talvolta due o tre giorni secondo i bisogni della Chiesa, essendo tali assemblee la miglior provvidenza anche per prevenire
vinciali
gli

ne' quali stabilissei'O salutari


i

costituzioni per estirpare

vizi,

movere
chierici,

le

virili,

determinare

che godevano pi benefizi,

scismi, e l'eresie, correggere gli

a contentarsi di un solo. Tutte le cause pi gravi della


provincia trattavansi dal concilio, e

eccessi,

bare

gli abusi, e serChiesa in florido stato. Il concilio generale Lateranense del li 5 ordin ai vescovi, che se non
la

riformare

massime allorch insorgevano


in

errori

materia

di

fede, subito
si

si

con-

dannavano. Quelli, che


ricorrevano al
In
concilio

credeva,

tenessero

loro concili
,

almeno ogni
dall' in-

no aggravati dal proprio vescovo


questo
si

due anni

fossero

sospesi

provinciale.
i

gresso della Chiesa, sinch

non

lo
,

ricevevano
si

decreti

avessero adempito.

Ma

tali

leggi

de' concili generali, e


ai

non venendo osservate, in progresso di tempo in parie furono richiamate


dal

costumi della
gli

adattavano provincia. Talora


si

ne' concili provinciali

prepararo-

Tiideulino

triennale

che prescrisse la quale convocazione la


, ,

no

argomenti per
Il

discuterli poi

nei concili generali.

concilio cal-

quanto piaccia che


dimostralo tra
gli

si

osservi, lo

ha

cedonese, ed
ne' quali

un

concilio d'Antiochia

altri

principal-

emanarono provvidenze su
cili,
i

questi con-

mente

il

sommo

Pontefice Gregorio

anche

si

riconciliavano

X\
i

1 regnante, che ha tanto encomiato r arcivescovo di Baltimore, ed

vescovi discordi. Essi

non

doveavvenifacili-

vano essere
menti, o

inlerrotti dagli

vescovi
i

degli

Stati

Uniti di

Ame-

alTari

temporali. Per

quah dal 1829 in poi banno sempre celebrato in ogni anno concilio provinciale. Que' vescovi il poi si conformarono seaipre, come
rica,

tare la riforma degli abusi, in ogni


diocesi eranvi delle persone,

che se

ne informavano diligentemente, e ne facevano il rapporto al primo cou-

CON
cilio;

CON
alla

i85
popoli in tutte
;

invigilando altres

osser-

sciplina, a
le

istruire

vanza dei decreti conciliari.


Giustiniano, nella sua costituzio-

domeniche e

feste

si

faceva la
si

lettura degli statuti sinodali,

pre-

ne
fatti

CXXXVll,
affari,

entr
padri

in

dettaglio
in
sif-

scriveva la maniera di amministiare

degli

che celcbravansi
I

con piet

sagramenti;

si

prende-

concili.

del

concilio

Antiocheno
che
i

del

34 1,
i

ordinarono
Superiore

va esalta informazione della vita e dei costumi de' sacerdoti, e de' chierici,

sacerdoti e

diaconi assistes-

si

correggevano con

carit.

sero 3 questi
c|ue!ti

concili.

a
Vili.

concili non eravi tribunale, almeno ordinario. Si tenevano ezian-

De'

concili diocesani.

dio de' concili

per

la

dedicazione

Il

concilio,
,

o sinodo diocesano o
quello

delle chiese, per cui furono frecpienti

vescovile

che

aduna
Esso

il

sotto r imperatore Costantino, e


le

vescovo nella sua

diocesi.

per riparare

rovine della perse-

cuzione. La forma, colla quale anticamente tenevansi i concili pro-

l'adunanza del clero, cui presiede il proprio vescovo. Anticamente i concili

diocesani

da quello IV di Toledo summentovato. Allora quando concili provinciali avevano condannato qualche eresia vescovi intervenuti ne avvertivano i loro
vinciali,

descritta

volte

l'anno
i

vinciali,

si celebravano due ad esempio de' procui decreti dovevano pro-

mulgarsi. Dipoi s'incominci


lebrarli

a cee sic-

una
il

volta

all'

anno

come
del
e
il

a poco a poco erano

caduti

Cjonfratelli

per

lettere ciicolari, le

in disuso,

concilio di Vagliadolid

quali

poi

davano

occasione

alla

celebrazione di altri concili provinciali

1821 ne richiam l'osservanza, concilio di Trento rinnov la


nella

in regioni lmote, ovvero


si

ve-

prescrizione
decret.

sessione
e.

XXIV,

scovi
quelli

contentavano

sottoscrivere

de refonnat.
si

2.

secon-

loro partecipati. jNota

Euse-

da della presente

disciplina, nel si-

1. 3, e. i6, che i monlanisti furono condannati da molti concili

bio,

nodo diocesano
la

deve trattare del-

condotta del clero, della riforma


e
sulla no-

provinciali dell'Asia. L'atUu'e della

degli abusi, del ristabilimento della disciplina ecclesiastica,

Pasqua, sotto
re
I,

il

Pontefice
in

s.

itto-

fu

giudicato

pi concili
Gallie,

mina
dice,

de' giudici ed esaminatori, che


11

provinciali in

Roma,

nelle

perci diconsi sinodali.

Sarnelli

nella Palestina, nel

Ponto, nell'Os-

ec. Cos i novaziani furono condannati da diversi concili romani ed africani e da quasi tutte le
,

roena

che il vescovo pu nel sinodo diocesano fare statuti, e costi-

tuzioni col solo consiglio,

non
;

gi

col consenso del suo capitolo

e dai

Provincie
diocesani

dell'

impero.

vescovi

decreti
si

di

questi

concili

diocesani

dovevano intervenirvi , e presiedervi purch non avessero qualche legittimo impedimento. Questi concili cominciavano con un di,

pu appellare alla santa Sede. y. Benedetto XIV, Lanibertini, de Synodo dioecesana. Gli ultimi sinodi diocesani celebrati dai vescovi
dello stato
pontifcio

scorso, nel quale


assistenti a

si

esortavano

gli

pubblicati

menare una

\ita rego-

colle stampe,

lare e

conforme

alla santit del sala

sono quelli dei monsignori Michele Virgili vescovo di

cerdozio, a porre in vigore

di-

Comacchio,

d'

Inuocenzo Castracaiie

i86
vo
di

CON
Cervia, di

CON
3.

degli Antehniuelli

quando eia vescoGuglielmo Arelini-

Disciplina

apostolico -?nonnstica

disserlationibus illustra ta, eie.


4.

Sillani

vescovo di Terraciiia, Sezze,


vescovo
di

e Piperno; e di Antonio Maria Cadoliiii

Ancona, per non

di-

le di altri. In Italia inoltre nel 18-26


li) celebr e stamp il Cardinal Giuseppe Morozzo vescovo di Novara;

La quaresima appellante dal foro contenzioso di alcuni casisti al tribunale del buon senso e della buona fede del popolo
,

cristiano sul

precetto del

digiu-

no
5.

Venezia ijBg.
disciplina

e nel

i838
di

fece altrettanto

il

Cararci-

La
na
to

antica e moder-

dinal

Placido Maria

Tadini

della Chiesa

Romana

sul san,

Genova. Nel seguente anno iSSg, monsignor Gio. Domevescovo


nico Mensini, vescovo
di
lo

digiuno della

quaresima

e-

spressa
detto
6.

nei due brevi

d Bene'

Grosseto,

celebr

il

sinodo

pubblic

colle stampe.

V. Sinodo,
Daniele. Scrittore del
7.

CONCI N A

secolo decimottavo, domenicano, nato nel Friuli verso l'anno 1686.

XIF, Venezia 1742. Varie dissertazioni teologiche , morali e critiche su dii'crsi argomenti, Venezia l'J^o. Epistolae tlieologico-moralss adlibruni inscriptuni
:

vers.

Disser-

Fece professione neli' Ordine di s. Domenico, nella congregazione del


b.

casus reservatos venetae dioeceseos, Venetiis i744tatio in

Giacouo Salomonio. Pass

suoi

8.

In

rescriptunt

Bencdicti
septeni

XIV

giorni nell'insegnare, scrivere, e pievolle mai accettare n u dignit: cose tutte aliene dal suo umile sentimento. Era stimato assai dai Pontefici Clemendicai'e.

ad

postulata

archiep.

Non

Compostellae jcjunii legem spectantia, conviienlarius tlieologicus


,

cariche,

Venet.
9.

17 4^1.
Trident. et

te

XII

Benedetto
e

XIV;

anzi quelo

stolicar. constilutionnm Eccl.

st'ultimo non poche


sultava,

volle

conle

ricevea
Il

con piacere

apoRomanae in causa paupertatis monasticae ad\'ersus duos libros


Defensio Conc.
.

sue

risposte.
lui

carattere

particodall' a-

infrascriptos
et

Vita

claustralis

lare di

venia
sacra

formato
dottrina,

vindiciae
i

regulariuni,

Bonomorali

niore alla

e dallo
le

niae
10.

74 icritiche

zelo nel difenderla

contro
di
il

opi-

Operazioni
la difesa

nioni rilassate.
pii

Mor

in A'^enezia nei

per
tro

della storia del pro-

grandi
febbraio
delle

sentimenti

piet

il

babilismo, e del rigorismo, con-

21

17 56. Ecco

catalo-

un

libro intitolato:

Giustifi-

go

sue opere

Ialine

ed

ita-

cazione di parecchi personaggi,


ec.

liane.

Lucca

i743teologico
del
libro.

11.
1.

Esame

Convneilavius historico-rrpologe.ticu.f,

Saggio di un supplemento teologico,

in

diias

dissertaliones

di-

morale e

critico,

di

cui

stributus^ tic.
2.

al'bisogna
et

la storia

del probai'/^5.

Prarjalio

ad lectorem
eie.

aniinadI I

bilismo e del rigorismo,


.

versiones crilico-niorales in metti

Spiegazione

dei quattro
in

paranel no-

da

Poiitasiana ,
la

questo
DizioI

dossi, die
stro secolo,
3.

sono

voga

l'esame, e

critica del

naiio di Pontas.

Lucca 1 746. Esposizione del dognia^ che la

C()i\
Chiesa propone

CON
credersi sulIl

187
vocabolo
di

da

De Luca
qi

// Cardinale prati-

V usura, 1746.
14.

co

p.

dice,

che

il

In encyclicam Benedcd XIV ad\'ersus usurain commentarius , Romae 1746.

concistoro antico, ed usato anche

nellimperio romano particolarmente

dopo
da
cio
.

il

li

asferi mento

della sua

5.

Usura contractus

trini

disser-

sede
e
to

lioma
lo

Costantinopoli,

fationihus historico-theologicis

de-

significa
,

stesso

che

il

sena-

inonslrata,
16.

Romae 1746.
storiche sull'uso della

una radunanza

del prin-

Menione

cipe

cioccolata nei giorni di digiuno,

Cur.

disc.

Quindi nella Relatione Rom. 5, num. i, del medesi

7.

Venezia 1748Theologia Christiana dogmatico-moraUs , Roma 1 749-

simo autore,
cistoro

aggiunge

che con-

una voce introdotta dai


Questa voce pres-

principi

cristiani.

r8.

De spectaculis theatrnlibus
I

etc.

so

TeituUiano,
,

come
significa

osserva

il

de preshyteris personatis,
752.
iq.

Romae

Macri
di

non

radunanza
secondo
signi-

savi per dar consiglio,


alcinii,

Della religione n'i'clata contro gli atei, ec, Venezia l'j'^^10. Sul teatro moderno, ec. E una difesa dell' opera De spectaculis,

la spiegazione di
fica

ma

la terra dalla latina

parola con-

etc.

yJd R. P.
Vita

Caroluni

Nocetium
dopei

perch in essa risiedono gli Nel medesimo significato Sidonio chiam Consistorium il luogo dove si trattenevano, e si fersisto,

uomini.

epistolae octo, etc. Venetiis 1755.

mavano

cubiculari,

camerieri

11.

del Card.

Ferrari,

per riposare.

menicano.
2 3. Istruzione pei confessori e
penitenti, ec.

Macri poi dichiara, che in Roma la voce concistoro denot il sagro Collegio, o
stesso

Lo

24.

De

Venezia 1753. sacramentali ahsolutione


recietc.

adunanza
avanti
il

de' Cardinali

congregati

sovrano Pontefice, per prentrattare gli affari

inipartienda vel difftrenda


divis, consnetudinariis,

dere consiglio, e
pi:i

Ro-

importanti

della

santa

Sede,

mae 1755. Quest'opera


in

stata

ossia della Chiesa universale, e dello stato ecclesiastico; quindi col pa-

tradotta in fiancese, e stampata

1756. CONCISTORO o CONCISTORIO , Consistorium , o Concistorium. E l' adunanza e assemblea


,

Parigi nel

rere del concistoro

il

mina

rilevanti

negozi.
il

Papa deterEcco codal

me

viene definito

concistoro
p.

Piati,

de Consistono

de' Cardinali di santa

romana ChiePonte-

addizione del Tria,

De

282, colla Cardinalis

sa,
fice

convocali

dal

sommo

dgnitate et officio: " Consistorium

come suo senato e consiglio; Sacruni concilium, consistorium. Diconcistoro


dallo
stare insieme

"

unde suam trahat originem, jam

cesi

supra innuimus; secundum prae" sentem disciplinam, Consistoi-ium

>

consigliando, ovvero pel luogo in cui


si

significai

coetum

tiene tale

adunanza,

pel

parla-

seu

congregationem

conventum, quae per


Cardina-

mento, per un concilio, od assemblea de'ministri ed anziani per regolare


i

5'

Papam cum
co palatio
alii

collegio

lium, instar senatus, in apostolift:

loro affari,

il

buon gover-

"
>

adeo

ut,

quamvis

no, e la loro disciplina.

in

eadem Romana

curia ha-

i88
beauliu

CON
coiiveuUis

C().\
per

eiindcm

[yure

appellato Compreshyteriuni.
i

Il
1

l'a|:iaincuui ipsoCoUegio, vcl ciiin

15ernini, Istoria delle Eresie p.

3.
s.

alitjLia ejus patto ut in Cappel lisPontUlciis vel aliquibiis coiigic gationibus coiilingit, in illis piaeci sigiiatu seilim sancti oiicii lae graliae, atque exaniinis c[)i,
.->

nel

descrivere l'elezione di

Papa

Zosimo, avvenuta nel 4 '7} racconta com'egli scrisse agli africani perch gli mandassero il processo fatto
contri)

Celestio, e

come

vescovi

:>

scopoiLim, et qnaiicloqiie liliuim


sacicniim pio caiinni/atione Saunou tameii ctoi-um, ac in aliis
:

immediatamente
di
\i

l'ubbidissero.

Quinche

"
-j

meravigliandosi
ponlifiGia

que' padri,

condanna

tardasse

:c

hoc,

seti

aliis

nuiicupaiitar voca-

proinnr/iarsi,

rispose loro,

buliS ".

le^ge nel Baronio all'anno


lerahiliiis

come si 4 '7- ^0*


quendibet

Francesco Antonio Zaccaria dice concistoro succetluto al il clic


/Presbiterio
gio, e
,

est innoceiilein

tardliis iiivenirij

guani
chiesa
la

cito

pr noil

vale

dire

al

colle-

eentc danviare,

e perci intim
di
s.

radunanza de'sacerdoti, ovvero all'adunanza del clero romano, in cui


i

concistoro

nella

CleCele-

mente, dove
fede di
stio
pili

letta

confessione di

piinii Pontefici solevagli

Paolino,
volte,

interrogato

no

portare

affari

gravi

delia

Chiesa avanti di risolvere, e di pronunziare giudizio. f\ il Constant iella Prefazione al primo tomo, Epist.
de-

inganni, lo
lo

dubitando de' suoi lasci scomunicato come

aveva trovato, quiidi procedeta

Ut

discutere la causa di Pelagio.


si

Rom.

Poni., e Cri->tiano

Lupo
dism")

Inoltre

legge

di

Papa
s.

s.

Nin.

appelat. cui Petr, Cathedr.


i4-

col
)
,

(Rinaldi

all'anno

8Gr,

sero XI, cap.

che

difendendo
protetto

Ignazio

L'annalista Rinaldi all'anno


\^.

i^^
e

p;triarca di

Costantinopoli

contro

97, descrivendo
dello

la

partenza da

l'intruso

Fozio
Ignazio,
di

da quelche ambasciadi

Roma
de'suoi
recati

scismatico
,

Novato,
ivi

l'imperatore,
se
alla

nelle lettere che scrisgli

compagni
affine

che

erausi

ad

partecip
presso
la

per volere dell'antipapa Nodi suscitare


il

presenza

Leone
egli

vaziano,

clero

tore

imperiale,

contro
dice

il

santo Pontefice Cornelio,

aveva
lo,

convocata
protestare,

tutta

chiesa

che subito all' ubbidienza di questo fecero ritorno i sedotti, per


cui Cornelio couvoc
ossia
il il

ch'era appresso di lui per sostener-

piesliiterio,

sagro concistoro,

dove

in-

tervennero anche cinque vescovi, lu esso si presentarono Massimo, Urbano, Sidouio, Macario ed altri, quali
i

avrebbe ebbe a scrivere a Fozio medesimo, ed all'imperatore a mezzo dell'ambasciatore. Laonde avendo detto Nicol
e

che mai

riconosciuto

Fozio,

come

I,

aver ci fatto in presenza dello


Chiesa, per esintese
i

invocarono perdono, fecero la professione di fede, e dichiararono essert;


Cornelio
il

ambasciatore colla
sa

dire

la

radunanza
nel

di

legittimo

Papa. Anche

tutti

Cardinali

sagro conciin
in
il

da
che

s.

Siriaco

Pontefice del

385,

il

storo

come
osserva^

viene

dimostrato
lo

concistoro fu chianiato Presbyteriuni,


s.

altre lettere del

medesimo Papa,
ch'era
stesso

m
u

Girolamo uell'epist. 2, chiaCleri romani senaLus Esso


.

cui

si

dire convocare la chiesa, che

adu-

prinji

tempi

della

Chiesa

fix

nare appreso

di

il

presbiterio.

CON
ossia
il

CON
in cui

189

concistoro,

interve-

anche i vescovi vimassime i suburbicari. V. Cardinali. Dal sin qni detto chiaramente rilevasi l'antichit del connivano allora
,

conismo della romana Chiesa, che formarono sino dai primi secoli
vni
to,

cini

corpo universalmente conosciue venerato, giacche il suo veil

scovo avea
gli

primato sopra
del

tutti

cistoro, e le materie, e gl'impoitanti


affari,

altri
i

vescovi

mondo,

dice

che nei concistori trattavansi. Meglio del Piati non sembra


altri

che

principali unizi del clero rocio

mano,
eleggere

del

detto

presbiterio
quelli di
di

che

abbiano
si

descritta l'origi[)er.sonag-

e del diaconisuo furono


il
il

ne del concistoro, e dei


gi, di cui

Romano
suo

Pontefice,

compose ne'primi temEgli pertanto os-

comjwrre
sisterlo

consiglio,

per

as-

pi

della

Chiesa.

nel grave peso de! governadella

serva, che nella Chiesa nascente, fu-

mento
ni,

cristiana

repubblica,

rono
ni

soliti

Romani
preti
,

Pontefici
coi

e nelle pi importanti delii>erazio-

trattare
della

coi

diacole

siccome nato colla

stessri

Chiesa

Chiesa

Romana
alla
altres

cose

di

Roma,

perci non dee recare

spettanti

non

solo

diocesi, alla

meraviglia, se quale collegio di som-

metropoli,
sa
tre

ma
,

Chieinol-

ma

autorit e riputazione fosse

ri-

universale

e
i

solevano
vescovi,
i

aggiugnervi

quali

guardato dai principali prelati delPresso Anala Chiesa universale.


stasio

straordinariamente
tre

per varie cause

bibliotecario, e nella vita


s.

dei

trovavau^i presenti in

Roma, mengravit

Pontefici

Zaccaria
dei
7 7-,

del

74 '5

per cause di

maggior

Adriano

viene
il

chia-

usavano
italiani.
fari
,

ancora di riunire concili chiamati nazionali, cio dei vescovi


In seguito cresciuti
vescovi,
i

mato
e

il

presbiterio e

diaconismo
collegio,
i

de' Cardinali,

sacerdotale

gli

af-

con esso
le

si

vede

ivi

prendere
cui
si

non potendosi molto spesso


i

Pontefici
fare

loro

deliberazioni

nel

riunire

cominciarono
si

stabilimenti,

per

pu
chia-

rendersi pi rari
li,

suddetti concirestrinse
fu-

dire aversi
le

in quelle
delle

istorie

per

lo

che

tutto

prove

antichit

de'conci-

al senato dei Cardinali, e questi

stori.

rono dai Pontefici presi in ajuto compagni, come consiglieri, per


trattare,
e decidere le cause

Abbiamo
i'i,

dal Muratori,

Med. ae-

t.

e ne-

zo

IH. p. 675, che ai 26 marii5g Filippo Saccellario della


al-

gozi

appartenenti alla Chiesa, laonl'uso del

Chiesa romana, intervenne con


tri

de nacque
le a

concistoro, va-

giudici,

allorch

il

Pontefice

dire della

riunione del Papa


spedizione dei
il

coi Cardinali per la

mentovati
cistori
g'

affari,

e ci

medesimo
principi,
e
se-

Piati opina a somiglianza dei con-

Adriano IV nel palazzo Laterasedendo nel concistoro, in in domo scilicet nova, quae dcilur Leonis Papae, alla presenza di parecnense,
chi
gi

profani

che

Cardinali, e di
secolari,

vari personag-

imperatori

formarono

col

ricevette

da Capascia,
di

nato.

procuratore del
la

comune

Ostia,

Altre testimonianze sull'antichit


le abbiamo dal Galdel Priniiecrio p. 38, e i32. Parlando egli del presbiterio e dia-

promessa, a

nome

de' cittadini di
al
rile-

de' concistori,

quella citt,

di

dare ogni anno

letti,

sommo
siede in

Pontefice,

quando per Roma, due platrale di

190
glia, l'unii nel

CON
Natale, l'altra la Pareta
ille

CON
Cardinales tenent bireta
definit in concistorio
; ,
;

rum

vero

squa di lisui lezione. Gi ai tempi eletto nell'anno U' Innocenzo IH


, I

deponiint bi-

cimi confer cuni alii/uo, tane


sine
bircio
.

rgS,

si

trattavano
forensi,

nel concistoro
loccli
si

est

II

solo

Papa
la

cause

pure
ediz.

pu
pro-

adunque
era
ciini

teneva

ne' concistori
,

vedere negli
Ibi.

atti dello stesso

Papa,

mitra detta
circiilo,

concistoriale
in

la

quale
sine

28

Bosquet

ma

in

aiirifrisio

titillo

gresso,
le

come difFusameute si vedr, cause forensi non furono pi


ivi trat-

ed era

vestito del

manto,

ossia piviale:

vendicate in concistoio, ed
taroMsi afiri
piti

concistoriali, videlicel cani

Dominus Papa more manto sive


onines

contcenti all'au-

pluviali rubeo et mitra, aiirifrigiata


Clini

gusto capo della Chiesa, ed al supremo senato Cardinalizio. V. l'A-

perlis,

et

Cardinales
laneis poi

et prcelati ciini

comniunibiis vestibus,

lemanni,

De

Lateran.
27.

parietinis,

videlicet Clini
niiint.

cappis

convede'

Cviicislorii lociis p.

Neil' inventario

mo-

Nella vita d' Innocenzo III


ta,

si

no-

bili

di

Bonifacio

Vili, pubblicato
si

eh' egli siccome versato in ogni genere di letteratura, precipuamente


nelle facolt
civile e

dal citato Galletti,


cofini

nominano duo
rubei
cuni

cubiculariorum

canonica,

a-

pliivialibus, mitris, et

manibus pr

vendo
e felice

in

oltre

acutissimo ingegno,

concistorio.
Il

memoria, tre volte alla settimana radunava pubblico concistoro, ci che da lungo tempo non eia
usato, ed in esso
le parti,

concistoro di tre specie, ordi-

nario, o segreto, in cui intervengo-

no

soli

CardinaVi; pubblico straor-

concistoro, udite
altri le

dinario o solenne, in cui sono

am-

commetteva ad
di esse

cau-

messi tutti que' personaggi, che di-

se minori^ serbava per se le


giori, e

mag-

remo;
i

e semipiibblico in cui, oltre

trina

si

disputava con dotgrande che molti celebri


,

Cardinali,
altri.

hanno luogo
ai

vescovi
loro

ed

Dicesi

seguenti
tiene

giureconsulti recavansi
udirlo. In seguito
i

Roma
si

per
ten-

paragrafi

tuttoci, che
Il

riguarda osi

concistori

gnuno.

concistoro

dal

nero pi regolarmente e frequenti, per cui il Gara pi neW Jllustrazione

Papa
cio

nel palazzo di sua residenza,


il
,

segreto presso le sue intime


il

liti

Garfagnana, a p. 101, descrive comesi celebrasse nel


sigillo

della

stanze

pubblico ed
vaste
i

il

semipubdesti-

blico nelle

sale a ci

principio del
il

XIV

secolo, e

come

nate

Ovunque

Pontefici
i

hanno
si ri-

Papa

vi

si

recasse.

Ed

perci

soggiornato, celebrarono
ri,

concisto-

che coir autorit del Cardinale Stefneschi racconta, che dum sedent VI Concistorio Cardinales, tenent hireta, in collalionibus bireta
et sunt siile bircio
sive Clini
ijfue

ed anche nei viaggi, come


,

depommt,

dum

confiTunt
con-

avendone dato gli ultimi esempi Pio VI quando si rec in Vienna, e Pio VII allorch and a Parigi. In Roma in alcuna cirlever in appresso

Papa,

sive Inter se; et iiter-

costanza diversi Papi,


e Paolo III,

come

Sisto IV,

conferentiuni, s
vel

ad invicem
et

non che Clemente XI,


il

fenmtj
to.

disputant, est sine birevero

tennero concistori in qualche palazzo non di loro residenza; ed


stio di

Papa

conferens
tenet
:

defi-

maeil

sed ipso definiente, piimo diun prceanibula dicit.

nienSj

mitram

cerimonie, che ha seguito


viaggio,

Papa

nel

con rogito

fa le-

CON
gale lde dei coiicistoii
di

CON
tenuti t'uori
la

191
il

parte destra dietro


si
i

banco dei
i

Roma. Riporteremo esempi


dai
di

dei

Cardinali

ammettevano

princi-

concistori tenuti

Pontefici pri-

pi sovrani,

quali trovavansi in Ro-

ma

morire nella propria came-

ra del letto, siccome fecero Adria-

no YI, Clemente VII, Clemente IX, ed Alessandro Vili. Siccome i concistori segreti ordinariamente soglionsi
tenere nel luned mattina e nel ve-

prendevano luocamera segreta pontificia. Si racconta inoltre, che essendo venuto a Roma sotto Inil gran duca di Tonocenzo XII

ma, ed
g'

alla sinistra

go

individui della

scana Cosimo
dere
il

III,

bramoso

di

ve-

nerd mattina,
si

pubblici nel gioved,


casi

concistoro segreto,

ei fu

am-

vedranno
Il

che

fuiono

te-

nuti in
tre ore.

altri giorni,

ed anche in alMaicelli, Sacrariun Cce-

remoniarwii
riporta la

Romae

56o, a p. i35,
in

messo sino air extra omnes dalla parte destra; ed ivi si aggiungeva distinzione dei re, che se intervenissero , prenderebbono luogo nel
concistoro
segreto,

nota dei giorni,


si

cui

come

Alessan-

prima non
pra
il

teneva concistoro. Sodi


si

modo

teneisi

le

considfe

ne' concistori,

ha

del

Cardinale

Gabriele Paleotti, de sacri concistoconsulto lioiiibus troclatus, R^omae 1596. Il Cardinal de Luca, Il Cardinal della S. Romana Chiesa pratico, Roma 1680, nel capitolo Vili
rii

animise Cristina regina di Svezia. Dall' opera poi del maestro di cerimonie Cristofaro Marcello, Sacr. Ccerem., che Paride de

dro Vii

vi

Grassis volle attribuire

ad Agosti-

no

Patrizi
si

Piccolomini, a pag.
in

53
i

e 54,
cui

apprende

qual

modo

re fossero ricevuti ne' concistori, in

tratta
glio,
11

del

concistorOj e del

consi-

sedevano dopo
fossero ivi

il

primo Cardi;

che devono dare i Cardinali. Cohellio, Nolilia Cardinalatus de


;

nal vescovo suburbicario

a p.

54

come
e
i

ricevute le regine,
re,

ed il Plato, Consistorio a pag. \i de Cardinalis dignit te et officio, capo XXVllI p. 272; de senteniia de in concistorio dicenda p. 277
;

primogeniti dei
il

che sedeva-

lucro
ti(E,

Cardinalis, qui

aut religioniSj

amore justibonique commuloquitur


;

primo prete ; e come gli elettori del sagro roma no impero che prendevano posto tra due ultimi Cardinali diaconi, prendendo tra loro la precedenza

no dopo

Cardinal

nis spretis
cistorio
p.

mundi

terroribus in cone

tre

elettori
il

ecclesiastici.

pag.

55

Clini

libertate

tratta
cipis

Marcello de receptione piinita clari,

281 de consistorio, et de S. R. Ec. Cardinalium congregationibus, eie. non che pag. 282 de concisto;

non
:

ed ecco quanto
elector
clarus,

dice

" Princeps

" imperii,
>y

autem non si ve dux non ita


tanien,

rio.

Da un
,

mss.

che conservano

magnus

iisdem

feie ca^-

prelati

maestri di camera pr temeh'


il

pore

diario di quanto ac-

cadde nel ministero de' loro predecessori, si rileva che prima d' incominciaie il concistoro segreto , cio prima deW extra omnes, e mentre il Papa riceveva all' udienza
quei Cardinali che la domandavano, sedente nella sedia concistoriale, dol-

remoniis honorabitnr, sed non ibunt obviam ei Cardinales ali qui, ncque sedebit inter Carcli nales verum post omnes Cardi,

nales, et erit diios


csetera

medius intrans inter


praelalos
si

:>
)>

primos
princeps

Ponlifir.
essct

ut supra. Et

dnx,
sedi-

aut

mincris

cpialilatis,
\\\

jj

qui non deberet sedere

CON

> >
-'

hiis

Cardinalium, non rccipietnr


dcducaliir

fece sottoscrivere

in

concistoro
in
aiiin>o

la

in concistorio puhiico, seti

siipradicto
liospiliiim.

modo ad suum

sospensione,

avendo

di

meglio riordinarla. Nel sabhato santo 12S1, Martino IV tenne concistoro,

e fra

Cardinali

che

fece,

^)

I.

Notizie

sui

concislori segreti

usc Bonifacio Vili.


S.

pubblici,

e semipubblici pia inte-

Celestino

ressanti per gii affari e materie,

do

in

V nel I2g4 cenanTeano con Giovanni di Gaarcivescovo


di

die in essi traltaronsi, e per altre

stroceli,

Benevento

ragioni

meritevoli di speciale

lo cre ivi
nali,

Cardinale;
della

ma

menzione.
All'articolo Cardinali^ ed al V, I, si disse come le creazioni,
si

cagione

Cardistravaganza
i

nuin.

o concistori de'Cardioali

faceva-

vivamente se ne lagnarono; per lo che Gastroceli riiuuizi la dignit, che dopo pochi giorni riebbe in pieno concistoro. Condel luogo,

no
la

in

chiesa,

e poi nei

palazzi del-

siderando
essere

s.

Celestino

V
1

di

non

residenza de' Papi, principalmen-

per

la

sua

umilt

atto al

\c nelle

quattro tempora. In quelle


si

tenevano in una medesima settimana tre concistori due segreti, ed uno pubblico, e di tuttoci che in essi praticavasi. Incominciando nel secolo XIII, abbiamo
creazioni
,

degno
nel

di

127.7

memoria, che Gregorio IX in un concistoro fece in


Cardinali
;

3 dicemgoverno della Chiesa, ai bre 1294, io Napoli, nel concistoro pubblico, solennemente rinunzi il papato e spogliandosi nel n)edesimo concistoro delle vesti pontiporfcie, con generoso e modesto tamento si pose a sedere ai piedi
,

de' Cardinali.

Anagni
gli

sei

Ire

de' quali

Bonifacio Vili, adunato


Collegio,
in

il

sagro
febla

successero col

nome

di

Celestino

concistoro

ai

22

IV, Innocenzo IV, ed Alessandro IV.


INel

braio
bileo.
si

i3oo, rinnov

stabil

Perugia tenne concistoro nel sabbato santo e fra tre Cardinali creati ci
in
, i

1253

Innocejizo

IV

celebrazione dell'anno santo del giuAgli articoli degli Ax?fi santi,


si

dice dei concistori in cui


la

proe
di

fu

il

nipote Ottone Fieschi, che di-

mulg
nali

loro
si

celebrazione,

venne Adriano V. Nel 1261 Urbano IV celebr il concistoro in Viterbo con sette nuovi Caidinali, fra quali poi furono Papi Clemente IV, JMartiiio IV, ed Onorio IV, In Orvieto nel 1273 Gregorio X nel coni

quelli, in cui
legati

crearono
e
le

Cardichiusura

all'apertura

delle porte sante.


tenze,

Per

giavi ver-

Filippo IV,

cistoro
tre dei
ci,

pubblic
quali
:

cinque

Cardinali,

che Bonifacio Vili ebbe con re di Franil Bello, cia, ad istanza di questo. Clemente sicuro di rendere gloriosa la me-

e sono

diventarono PontefiGiovanni XXI, Inno-

moria
nel

del

predecessore

e
di

far
lui,

a tutti palese la innocenza

cenzo V, e Crregorio XI, che, per aver vissuto un giorno, non contalo.

i3oq

in

Avignone,

in pubbli-

co concistoro, pronunzi
lecito

che

fosse

Adriano V, appena eletto nel 1276, sospese la bolla, che Gregorio X avea fatta sul Conclave, e ne

promuovere la causa contro Bonifacio Vili, deputando in pari tempo giudici, e difensori. Di fatti Bonifacio Vili poi da Clemente V

CON
in concistoro

CON
pienanel concistoro del
sei

193
^^
f^ce

fu
,

dichiarato

i4o4j

e degno di lode. Giovanni XXII nel i32 2 stabin che in concistoro i Papi promulgherebbero tutti nuovi vescovi. Clemeni

mente innocente

Cardinali, fra' quali usci Marti-

no

e tra

cinque

altri

Cardi-

nali,

che cre nello stesso concistoro,


coi

due divennero Pontefici


di

nomi

te

VI, nel concistoro di marzo i348,

il nipote, che divenuto Papa, assunse il nome di Gregorio XI, e restitu a Roma la re-

cre Cardinale

Gregorio XII, ed Alessandro Y. Avendo Gregorio XII promesso in conclave , che per far cessare lo
scisma non avrebbe fatto Cardinali,

sidenza pontificia,

dopo che

in Avi-

vedendosi

gnone avevano soggiornato sette Papi. A quell'articolo si fa menzione dei


principali concistori ivi tenuti, massi-

i4o8
cui
dinali

in

mal veduto tenne nel Lucca un concistoro, in


,

ne cre quattro.
vecchi, insieme
,

Irritati

Car-

agli

anticar-

me

di lutti quelli nei quali


i

si

crea-

dinali dell'antipapa

in

Pisa creaattri-

rono

Cardinali. Innocenzo

VI

fu

coronato nel giorno di Natale i352, e tenne concistoro in cui senza consultare
i

rono Alessandro V. Sebbene a Martino buisca r origine, che


e
si

V
il

si

Papa nei

Cardinali com'era solito,


il

concistori segreti crei segretamente,


riservi

cre

Cardinale

nipote

Aldoino
vescovile

in petto

Cardinali per

d' Albret,

che dalla sede


trasfer

poi pubblicarli a suo


tuttavolta
si

beneplacito

di

ad un'altra. Urbano VI vedendosi abbandonato dai Cardinali, che in Fondi elessero 1' antipapa Clemente VII nel iSyS, nel palazzo di s. Maria
Auxerre
in Trastevere, in concistoro depose

vuole, che gi Bonifa-

cio Vili avesse ci fatto

con Egisegreta
,

dio Colonna, senza per averlo pubblicato.

Ma
in

della creazione

de' Cardinali

in

concistoro
riservati

di

quelli
si

esso

in

petto

da ogni dignit

gli

scismatici,

fuli

tratta al

min
nali,

delle

censure

ecclesiastiche

del Dizionario.

volume IX, pag. 3o3 Tra i Cardinali di

loro fautori, e cre ventisei Carditre de' quali

non accettarono.
dal regno
I,

Ivi in concistoro

depose
dell'

Eugenio IV, furono fatti Pontefici Nicol V, Calisto III, e Paolo II. Nel 1448, gran consolazione prov
Nicol

di

Napoli Giovanna

e la

scomu-

per

la

pubblica

ubbi-

nic

come seguace

antipapa

dando
zo.

il reame a Carlo III DurazNel concistoro poi del i38i, fece diciannove Cardinali, sei de' quali

dienza prestatagli in concistoro dall'ambasciatore a lui inviato dal ve-

scovo e dal

conciliato colla chiesa

popolo di Basilea, riper aver ab-

ricusarono
scisma.

la

dignit a cagione dello

Bonifacio IX, nel suo primo concistoro del


1

bandonato le parti dell'antipapa Felice V, e confessato l'errore. La rinunzia dell'antipapa Felice V fu da


Nicol

38g

cre

Cardinale

V
l

ricevuta in
nel

Spoleto
la

nel
5

Migliorati, e per la stima

che

ne

concistoro de' 18 giugno

i449

concep, e

gli

affid

pii

gravi affari,
lo dichia,

Paolo

i^jo ebbe

consodei

quando cadde infermo,


del

lazione di conchiudere

in pubblico

r presidente

concistoro

e lo

concistoro

cogli

ambasciatori

ebbe a successore col nome d'Innocenzo VII. Sollevato al pontificato, per guadagnarsi l'animo de' romani,
VOL. XV.

principi italiani, la sagra lega contro


i

turchi.

Il

Cardinal Alano
ardito
nel

Cetivo

fu libero

parlare in

i3

'94

CON
le

CON
suo nipote Giovanni Borgia, che era governatore di Roma. Nel con-

concistoro, airivaiido a dire a Paolo


11,

che nei ventiquattro anni del suo Cardinalato avea usala arte una volta sola, per gabbare i Cardinali,

cio quella che lo fecero Papa.

Tale
e

1493 segretamente cre Cardinale Luigi d'Aragona, pronipote del re di Napoli, che pubblicistoro del

esagerazione
zelante

si

confuta col solo leg-

c nel
I

gere la biografa del

magnanimo

i497' Nell'anno precedeite 49^, elev alla porpora Guglielmo

Paolo II
si

[P'edi). D'altronli,

I5)issonett,
legio, e
cia,

ad

istanza del sagro Col-

de non

deve
di

tacere che Pio

di

predecessore

Paolo

II,
il

am

in

che

Carlo Vili re di Franl'avea seco condotto in

un
la

modo
costante

singolare

Cardin;d
quale

Riccardo Olivero de Longueil, per


libert
,

Roma, facendone la domanda il re stesso al Papa in pubblico concistoro. A'

colla

19 febbraio ^^^5, Alessandro


in

esponeva nei concistori il suo sentimento. A Paolo li si devono i


banchi
cistori,
piti
alti

VI

fece

concistoro

la

segreta

creazione di quattro Cardinali pubblicandoli nel concistoro dei


lo stesso mese.

dei prelati
i

ne' con-

1^

del-

ove siedono

Cardinali per
quelli.

Essi erano tutti suoi

meglio distinguerli da
Sisto

IV

avendo
e

fatto

arbitro

degli affari

il
,

celebre Cardinale La-

tino

Orsini

consultandolo
si

nei

mae^iiori affari nell' ultima malattia


di lui del i477) dal Valicano

rec
dein

col sagro Collegio nel palazzo


gli

Orsini a

monte Giordano, ed
del

Valenza; ed all'ardt Pontefici (P^edi), dei Cardinali, si riporta il novero creati dai loro compatriotti. Nel concistoro de' 7 giugno i497> ^'^^e ducato Benevento, e con Terracina don a Giovanni Bolgia duca di Gandia suo figlio, prestandovi il
concittadini di
ticolo

Patria

una camera
concistoro.

Cardinale
stesso

tenne
,

consenso
cistoro,

Cardinali presenti al conil

Nello

anno

ad

fuorch

Cardinal

Picco-

istanza dell'imperatore Federico III,

con ripugnanza Sisto IV cre Cardinale Giorgio Resler , stante la contrariet del sagro Collegio pei costumi e per la rozzezza di lui e creandolo per ci segretamente, dichiar con un breve, che morendo
,

immediato successore col nome di Pio III, che inutilmente vi si oppose con zelantissimo coraggio. Nel concistoro dei 28 settembre 1 5oo, Alessandro VI
lomini, poi suo

cre dieci

Cardinali,

l'ultimo dei

quali fu Ferreri di Vercelli da lui

prima
sler

di pubblicarlo, potesse
l'

il

Ke-

prendere

insegne ed esercita-

cato

nominato segretamente, e pubblia' 28 giugno i5o2 nei primi


vesperi della festa di
s.

re le prerogative della dignit Cardinalizia. Tuttavolta lo

Pietro, al-

pubblic in
per
otto
i

la presenza de' Cardinali,

che

vi as-

altro concistoro. Si osserva che Sisto

sistevano.

IV tenne

concistori

crea-

zioni di Cardinali pi de'suoi predecessori,

bre

facendone

in
tra

con-

cistori trentaquattro,

quali uli.

Divenuto Pontefice, a'22 settemi5o3, Pio 111 nel di seguente convoc il concistoro, sebbene ci non fosse in uso prima della

scirono Innocenzo Vili e Giulio

Alessandro
agosto

VI,

eletto

agli

ii

coronazione, e tratt col sacro Collegio di mettere in pace il re di

1492, e coronato ai 26, ai 3i dello stesso mese cre Cardina-

Francia, con quello di Spagna; inoltre promise di adoperarsi per ri-

CON
mellere nell'antico splendore la disciplina, e

CON
cose

195

riformare senza indugio


nelle

^a

romana Corte
,

ove

desimo giorno entrarono in Roma due oratori del duca di Ferrara. Venerd 1 1 dicembre ebbe luogo il
concistoro pubblico nella terza sala, nella quale, fatte le solite riverenze

abbisognasse
ro
ministri;

tanto

per

riguardo

al Papa, che ai Cardinali ed ai lo-

ma

mor compianto
gli

dai

Cardinali,

l'illustrissimo
la

Cesis

passati venti giorni, e

successe

romano propose
sione, la quale

prima commis-

Giulio li

il

primo
i

di

Celebii sono

concistori

novembre. da lui a-

de non

dunati per cagione de' tempi, laonriuscir discaro, che col-

finita, il Cardinale Alfonso Piceno propose la seconda, che cominciata, stando l'oratore del

duca
pella
,

di

Ferrara nella piccola capgli

l'autorit del

Burcardo
faccia

contempoparticola-

prestarono
solito,

oratori secon-

raneo, se

ne

qui
tutto

do

il

solenne

ubbidienza a
il

re menzione. Ai
lio

29 novembre Giuil

sua Santit.

II,

presente

sagro

Ai
led e

i3 gennaio
la

i5o4,

mercogli

tenne concistoro segreto, e vi cre Cardinali Francesco di


Collegio,

domenica

seguente,

Clermont, che

fu
di

poi

tacciato

di

soverchia libert

parlare al Pa-

ambasciatori di Siena e di Firenze prestarono separatamente ubbidienza a Giulio li nel concistoro segreto.

pa in concistoro, in favore del re di Francia, del qual regno era suddito e protettore; Giovanni di Zuniga spagnuolo; non che Clemente

storo

Ai 25 di detto mese fu concisegreto e prima che sua


,

Santit vi

entrasse,

concluse nella

sua
ce,

camera

segreta, alla

presenza

Grosso

della

Piovere,

Galeotto

del Cardinal san Giorgio, Santacro-

Franciotti nipoti del Pontefice. Si spe-

Alborense,
,

Cosentino,

Capo

di

dirono in questo concistoro molte Burcardo, o Broccardo chiese il allora chierico, ossia maestro delle
:

cerimonie Pontificie, fu fatto vesco-

ed Eligense, l'accordo con Cesare Borgia duca Valentino, ancorch assente. Nella prima domenica di quaresima , entrarono in

Acqua

vo
zi,

di

Orte, con riserva degli

ufli-

Roma

e benefizi,

che precedentemente

pubblica di

due ambasciatori della reGenova, per prestare


ubbidienza a Giulio
in

godeva. Finito
dinali

i Caril concistoro, nuovi non furono a lingraziare il Pontefice, n i Cardinafi

in concistoro
II.

Ai

12

maggio

entrarono

Pioma
terra,

tre oratori del

re d'Inghil-

antichi,

come
,

altre volte

si

soleva
del

ed
a
e

ai

20

prestarono
nella

ubbiterza

pur fare Burcardo


lazzo

ma
se

per

consiglio

dienza
sala,

sua
del

Santit
le

ne restarono
di

nel pa-

presentarono
loro
scritto:

lettere cre-

apostolico nelle loro camere,

denziali

le,

nelle

quali

n
sti,

si

mutarono

berretta, di ve-

di

sopra era
la

Enrico
re

Vili

di mantello,

storo

mentre nel conciseguente andarono in abiaperla


.

per
nia.

grazia

di

Dio

d'Inghil-

to cardinalizio, e fu loro serrata la

bocca,

come

lor

seguente

concistoro

Fu

venne nel anche nel

e di Francia, e duca d'iberMonsignor Pioberto, vescovo Rodonense, ambasciatore del re di


terra,

Francia, che

sino

dal
in

precedente

detto concistoro destinato legato al


re di Francia
l'

novembre trova vasi


tit,

Roma,

get-

illustrissimo Cardi-

tandosi in ginocchio avanti sua Sanla

nal

Piotomagense.

In

questo

nie-

preg

istantemente a

non

196
permettere, che

CON
gli

CON
Santit sua

oratori inglesi pre-

stassero ubbidienza alla

col titolo del re suo, la quale grazia


egli ottenne.
ri

animi a tenere questa graduazione: che il vescovo Nebridiense cavalcasse col Trabolense, prelato palatino, e perch
fosse
il

cesso, finche dispose gli

inglesi
II,

prestarono

Giulio
del
l'c

ambasciatoubbidienza a semplicemente a nome


gli

Laonde

primo

1'

ambasciatore
i

di

Portogallo; dopo di questi

vescovi,
il

d'Inghilterra,
1'

duca d'Iber-

ma

che per rispetto alla dignit

ambasciatore francese fece di ci pubblico istromento. AUi 29 di giugno, festa dei ss. Pietro e Paolo, dopo la messa papale funia; e

vescovoArdonense andasse in mezzo, mentre l' ambasciatore di Spagna,


tenesse la

Francia
detti

la

mano dritta, e quello di mano manca. Li preII

rono presentate a Sua Santit due


chinee con fornimenti, e gualdrap-

ambasciatori prestarono ubbiin sala regia.


articoli

una fu presentata dal detto vescovo Rodonense ambasciatore del re di Francia in nome di sua maest Cristianissima pel censo del regno di Napoli ; e Sua Santit rispose, acceptamus senza nostro, ed altrui pregiudizio. Quindi ai 25 ottobre il mercoled, entrarono in Roma, con grandissipe
bellissime,
1'
,

Se AmbasciATOKi al V, Ricevimento degli AMijAsciATOBi m Roma ; e Cavalcate, al HI, Cavalcate degli ambasciatori presso la Santa Sede, non saranno del tutto inutili le codienza a Giulio
si

consulteranno
,

gli

se suddescritte,

siccome analoghe.

Nel lunedi primo dicembre i5o4} Giulio li tenne concistoro segreto,


nel
nali.

jiio

onore, quattro ambasciatori di

quale
Il

si

tratt

di fare

Cardi-

Francia, de' principali di quella corte, e il lunedi a' 26 del medesimo

nella

ebbero concistoro
ciarono
il

pubblico

e bapiedi a

nella
cos
ivi

Tolto, le

mani, e

Papa circa le oi'C i3 usci camera di udienza, e chiam camera de'pappagalli (chiamata forse da qualche pappagallo
il

Giulio II in nome del re Lodovico XII. Ai 14 dello stesso mese entrarono in Pioma otto ambasciaserenissima repubblica di Venezia, e furono ammessi all' utoli della

dipinto o custodito), ovvero del

concistoro,

Cardinal
la

di

Napoli,

poi tutti
essi

gli altri

separatamente.

Ad

parl
tale

dur

promozione, e ragionamento e concistosopra

dienza del Papa nella


prestandogli

terza
;

sala

ro sino alle ore ventiquattro.

Dopo
;

ubbidienza
di

e
si

similreca-

essere uscito dal concistoro Giulio II,

mente
rono
la

il

primo

giugno

parl

ad ognuno

in

comune

ma

in

Roma

Ire ambasciatori del

re di Portogallo. Nella cavalcata per


citt

nacque gran

contesa

tra

l'ambasciatore di Francia, e quello


di

n pure cos pot ottenere lo scopo, per cui gli avea adunati. Finalmente venne alle minacce dicendo loro, che aveva un non so che gi fatto
per tutti alla fida Eugenio IV ne acconsentirono, ma in vece di vollero che se ne facessero dieci nove, cavando Bandinello Sauli, con questo per, che non si pubblicas:

Spagna, perch d. Francesco Royas esigentissimo spagnuolo, voleva cavalcare coli' arcivescovo Todense, per non cedere al vescovo Rodense ambasciatore francese , e venendo alle mani si percossero coi
cappelli.

sero in quel giorno,


di

ma

nel giorno
le

S' interpose

pi

volte

il

mercoled, eh' erano


;

quattro

cerimoniere Burcardo con poco suc-

tempora

cosa che

nou piacque pun-

CON
to a

CON
tultoci
in-

197
ai

Sua
la

Santit.

Con

solo

diede

la citt

Benlivoglio

dugi
sino al

Santit

Sua a pubblicarli

ma

do

primo concistoro, minacciannon si contentassero, trenta ne avrebbe creati


i

Cardinali, che se

loro in faccia.

Dispiacque

grande-

mente
s.

Papa, che il Cardinal di Severina non volesse fare a suo


al
,

ne incolp il duca di Urbino nipote del Papa, che se ne vendic col pugnalarlo. Non va quindi passato sotto silenzio, che Giulio li, nel concistoro de' 11 marzo i5ii, pubblic otto Cardinali, che avea
segretamente in quello del i5o8, e tra essi vi fu Bandinello Sauli, che voleva esaltare nel famoso concistoro, il quale dur undici
creati

modo

e perci

priv

il

Cardinal

Alborense delle camere, che teneva in palazzo, e della legazione di Peche diede al Cardinal di Gubbio. Ai 12 dicembre fu il concistoro segreto, nel quale Sua Beatitudine, acconsentendo il sagro Colnuovi legio, pronunci, e nomin
rugia,
i

ore.

N per
la

altro Giulio li sospese

di conferirgli quella

dignit se

non

per

tenace contraddizione del sa-

Cardinali,

meno

Bandinello

Sauli.

nominati e' era l'assente mantovano Gonzaga. I novelli Cardina-

Tra

gro Collegio, sebbene allora fosse di candidi costumi, e sino dal i499 fosse vescovo di Gerace. Tuttavolta il Sauli in appresso divenne complice nella

congiura
e

ordita

contro
re-

li

baciarono
gli

il

piede al Papa, e fegli altri

Leone X,
siva.

temporaneamente
e

cero

abbracciamenti con
;

st privato di voce attiva,

pas-

Cardinali

nel concistoro fu lo-

ro dopo serrata la bocca, e poi aperta, e dati loro vennero


li,

Leone

nel

i5i5, accompa-

gli

anelil

gnato da diciotto Cardinali, da molti


principi, e

titoli

Cardinali?,].

Sin qui
li

Burcardo
vaes
si

ne' suoi Diari.


di

Nella vita

Giulio

legge che

nel di

del Noprimo di

dicembre i5o5, tenne concistoro, il quale per la resistenza dei Cardinali dur dalle ore tredici alle ventiquattro creandovi nove Cai-dinali
,

da lui pubblicati ai 12. Di essi due erano suoi parenti, e tre famigliari
nel suo Cardinalato
legio
si
.

da tutta la curia lomaa Bologna per abboccarsi con Francesco 1 re di Francia, il quale fuori della citt fu incontrato da venti Cardinali, che lo condussero ad alloggiare nel pontificio palazzo, dove fu presentalo a Leone X in concistoro, dopo avere desinato. 11 re poich ebbe reu-

na

si

rec

duti

gli
i

omaggi

religiosi

lece

al

Il

sagro Col-

Papa
cui

pi graziosi complimenti, da

questi, cio

mostr contrario a due di ad Antonio Feri-ari di

Savona

di bassa nascita,

come

quegli

che tenevasi per arrogante, e poco sincero, ed a Francesco Ali dosi imolese, per la fiera sua natura. Difatti ambedue furono ingrati e mal corrisposero a Giulio II, dappoi che il Ferrari ebbe poscia a tiranneggiare Bologna, per cui ebbe severa puni,

zione
stessa

Alidosi,

legazione

di

nominato alla non Bologna


,

gran Leone X non si lasci il punto superare. In otto concistori Leone X cre quarantadue Cardinali, e in quello del primo luglio i5i7 ne fece trentuno, cosa non mai rinnovata. Fra essi otto erano romani. Ed a quella numerosa elezione fu determinato dal vedersi poco amato dai tredici Cardinali, che allora componevano il sagro Collegio, e per la tremenda congiura del Cardinal Pelrucci
,

cui eransi uniti altri

iqS
colleghi.

con
Tra
i

COi\
scelti

Cardinali

otto

de' Cardinali

creati

erano fiorentini e quindi suoi concittadini, e tra essi cinque fra nipoti

VII, cio

l'Arboreo

da per

la

e parenti, oltre

il

cuguio,

il

qu.de

gra mai non pot vestire dinale, per lo che facevasi


ai

Clemente podada Carportare

poi divenne Clemente VII,


tre

ed ol-

concistori in

una sedia, coperto

r immediato suo
Restitu

successore

A-

driano VI.

ancora Leone
il

in

detto

concistoro

cappello

Cardinalizio, die avea ricevuto

da
lui

Innocenzo Vili, Innocenzo Cibo,


sai

al

nipote

di

con un mantello, e si collocava dopo r ultimo Cardinale prete, al cui ordine apparteneva. Essendo nel i529 Clemente VII gravemente infermo , a' IO gennaio ad un'ora
di

Am
cui

la

caccia

di

privarsi che per fare

Leone X asnon poteva concistoro, od

notte tenne concistoro nella

ca-

mera
il

del letto, ove cre Cardinale


Ippolito
de' Medici
,

cugino
sagro

non

intervenire alle cappelle papali.

ostante la promessa, che avea fatta


al

Per morte di Leone nel i522, sebbene dimorante nella Spagna, fu eletto Adriano VL Piccandosi egli
a
ai

Collegio,
,

di

non
lo

creare
stesso

nuovi

Cardinali

finch

Roma, sbarc

alla basilica

ostiense
coi

sagro Collegio non fosse ridotto ad un certo numero. Quindi, acciocch

2f) agosto, nella cui sagrestia

non potesse nascere dubbio


legittima

sulla
,

Cardinali ch'erano
sequiarlo
,

andati
,

ad

os-

creazione

d' Ippolito

lo

tenne concistoro
i

in cui

abiht

poscia,

con breve de' 3o giu-

ringrazi

Cardinali di sua elezioil

ne, espose

motivo
li

della tardan-

za di sua venuta, e

preg a non

ricevere nei loro palazzi gente bandita e cattiva, anzi per l'esecuzio-

gno i534, alla dignit Cardinalizia, e al godimento de'benefizi, perch non avea alcun ordine sagro. Paolo III, eletto nel i534, in
quindici anni, ed in tredici
stori

conci-

ne della giustizia ne
i'

permettessero

cre trentaun Cardinali, quatde' quali

ingresso al bargello de' birri, alle

tro

furono

sollevati

al

(juali

cose tutti

Cardinali

accon-

pontificato,
cello II,

sentirono.
ciotto mesi

Adriano
di

VI

pontificato,

morire, convoc nella

dopo diprima di camera del


,

MarPaolo IV, e Pio IV; e due


cio Giulio III,
re,

divennero
togallo, e
cia.

cio Enrico

di di

Carlo
il

Borbone

PorFranfami-

suo letto

il

concistoro, e cre l'u-

Restitu

cappello

alla

nico Cardinale

Enchenwoer, vescotitolo de' ss. Gio.

vo di Tortosa, col
e Paolo.

persona di Enrico, pronipote di Alessandro VI, ed obblig Bembo ad accettarlo, e per


glia Borgia,

nella

fece negli

Clemente VII, crealo nel i^aS, undici anni del suo temtrentafre Cardinali, creandone
volta,

ubbidienza impose altrettanto a Badia,

che umilmente lo ricusava. Alcre


II,
gli
il

pestoso pontificato in tredici concistori

lorch
cello

Cervini

poi

siccome

assente in
il

MarGer

uno per

in

sette

dei

detti
i

mania,
nello,
la
il

mand
,

cappello, l'a-

concistori,

anco

per

distinguere
s.

titolo

gli

apri e

chiuse
nei

personaggi
gelo,

esaltati.

In caste!
,

An-

bocca,

come

ci fosse fatto

ov' era assediato

tenne con-

consueti concistori. Paolo Gualtieri,


nel suo

r novembre i527, e vi promulg otto Cardinali, non accet-

cistoro a' 2

ra che, nel

Diario Concistoriale, nari542, Paolo III, essenin

tando Sigismondo Pappacada. Uno

do

entrato

possesso

dei

benij

COi\
ad Ascanio Colonna, nel ritorno da un viaggio fatto pel suo stato, si ferm per alcuni giorconfiscati
ni

CON.
Indi
fece
1'

199
ele-

enumerazione degli

nel

palazzo

de'Colonnesi
cui diede
I\Ioroui,

ai

ss.

menti della sua formidabile potenza, che gli assicuravano la vittoria in confronto dello stato rovinoso
de' Francesi.

Apostoli, ed ivi ai sei ottobre, tenne


il

concistoro,

in

il

cap-

avessero
colla

suoi non gli Che se nondimeno superati, egli


i

pello ai Cardinali
tese.

Cor-

Non
zio
lo

si deve passare sotto sdenl'imprudenza commessa da Car-

corda al collo, in ginocchio, invocherebbe misericordia a'piedi del suo nemico. Il Papa, i Cardinali, e tutti i
signori restarono
ravigliati

sbalorditi, e

ma-

V nel

concistoro,

come

descrive

il

Bercastel, Storia del CrislianesimOf

tom.
ta

XX,

p.

io8

dell'edizione fat-

rimasero gli ambasciasenza per ristori di Francia pondere, se non che furono aspra,

dal tipografo

Antonelli in

Ve-

mente

interrotti dall'imperatore,

il

nezia.

IMcntre

Carlo
istabilire

trovavasi
la celebra-

quale dicendo loro, che poi risponde-

in

Roma

per

rebbono a sangue
dal concistoro.
scia
Il

freddo,

si

part

zione

dell'ultimo concilio generale,


fran-

Papa ottenne po-

stretto ivi dagli ambasciatori


cesi
se,

agli

ambasciatori

per

la restituzione

del

Milane-

da

Carlo

V
:

Paolo
ai

111

avea radunato
si

un

concistoro straordinario, in cui, iu

uno
Jati

Cardinali,
gli

trovarono predei
signori, e gli

distinti,

ambasciatori

sua ed il Pontefice disse temperarla che se avesse preveduto l'accidente, avrebbe prese opportune misure,
della

un'udienza che vergognandosi stravaganza procur di


,

diversi principi,
uftiziali

ed

affme di prevenirlo.
Giulio III, nel concistoro de'20 dicembre i552, cre segretamente,
coU'assenso del

pili

ragguardevoli della corAlla

te imperiale.
,

presenza di s augusta e numerosa assemblea, Carlo V, dopo aver detto alcune parole sulla convocazione del congenerale, e
ingiurioso
sulla

sagro Collegio, SeCardinale,


e
riser-

bastiano

Pighini

baudolo in petto,

pubblicandolo

cilio

pacificare l'Europa, fece

brama di un lungo
di
tutti
i

ed

racconto

dappoi. Di Giulio III si narra che avendo edificato per suo diporto una villa fuori di porta Flaminia,

rimproverava all'illustre suo emolo Francesco I re di Francia. E facendo


pretesi capi di accusa, cui
l'elogio delle proprie geste, conchiu-

volgarmente detta
di

la

Pigna, o Villa
siccome era di

Papa

Giulio, egli la fi-equenta-

va coi Cardinali.
allegro

da paladino con offrire un duelin cui due sovrani in camicia, colla spada, o col pugnale alla mano, o in un' isola, o sopra un ponte,
se
lo,
i

umore, quando vin giorno, giusta il costume, il maestro dei


cursori
gli

domand

colla consue-

ta formola: Beatissime Pater, cras


erit

iu

un

battello terminerebbero le

do: Cras
liativa,

Concistoriwnl rispose sorridenL'ultima sua erL Finca.

loro contese da

solo a solo, affine


il

infermit cominci

ad

essere

pal-

di risparmiare ulteriormente

san-

gue de'loro sudditi; altrimenti intendeva di proseguire la guerra, finch

perch vedendosi pressalo da Baldovino suo fratello a dargli lo stato di Camerino, e sapendo, che
i

uno de'due

fosse ridotto

a ci
fnse

Cardinali

si

allo stalo di

semplice gentiluomo.

di sentirsi oppresso di

opponevano, languo-

200
re,

CON
per
Gli
II,

CON
costretto
il

non

essere

dal

messi

dal

Cardinal Carlo Caraffa,

f'iatello

a tenere per ci
successe
nel

concisto-

ro.

i555,
soltanto

Marventi-

cello

che

visse

nipote di Paolo IV, laonde nell'uscire dal concistoro de' 7 giugno i56o, lo fece arrestare, e compilatosi
il

due

giorni,

nel qual
gli

tempo adun
atti

processo colla deputazione di

Ire soli concistori,

de'quali

otto Cardinali, e riferitosi per

nove

passarono nella biblioteca Barberini.

Essendo

egli Cardinale, fu assai la

com-

ore nel concistoro de' 6 marzo i56i, Carlo fu condannato ad essere strangolato,

mendato per

sincerit

de'suoi

come
,

reo di lesa

maest.

consigli, pel decoro,

che amava nei

L'inesorabile Pontefice
alle

non cedette

Papi, e nella sede Apostolica a segno, che partendo da Roma quan-

preghiere
s.

suo nipote

e alle lagrime del Carlo Borromeo, del

do
il

il

suddetto

Baldovino
il

istigava

fratello

per avere

ducato

di

Cardinal Ghislieri, che fu poi san Pio V, e del ven. Burali, poi Cardinale
zia,
;

Camerino, avvis i colleghi , che mai


il

Cardinali suoi
vi

anzi per

amore

della giustial-

prestassero

e per
,

non

compromettere

consenso.

Paolo IV,

concistoro dopo
tori,

Caraffa, nel primo la sua coronazione,


alia

accolse benignamente tre ambascia-

cuno ne sottoscrisse la sentenza che fu eseguita in Castel s. Angelo. [F. Caraffa famiglia/ Pio IV, nel d dell'Epifania 1 563, tenne concistoro, e vi cre Cardinali

mandati
II,

santa

Sede

da

Federico

Filippo
ria

e dalla sua moglie


d'Inghilterra
pel
;

Ma-

regina
essi

e supplide' passati
il

cando

perdono
di

Gonzaga de' duchi di Mantova, e Ferdinando de' Medici, che fu poscia gran duca di Toscana. Nel concistoro segreto poi de'

errori in

nome
li

tutto

regno,

3i

marzo, Pio
e priv

Paolo IV,
abbracci,
incorse,

levandoli

da

terra gli

IV condann
della

per

eretico,

assolv dalle

censure

ed eresse l'isola di Irlanda in regno. In appresso, essendo


Silvestro Aldobran-

porpora il Cardinal Odetto di Coligny. Nel concistoro tenuto nelr anno i564, esort gravemente i
Cardinali, a

nati de'disgusti colla corte di Spa-

non

prevalersi delle in-

gna nel i556


dini
ai
,

trodotte carrozze,

ma

di continuare

avvocato
il

del fisco pontificio

27

luglio in pubblico concistoro

andare a cavallo , dappoich Carlo V, nel suo soggiorno in Ro-

ad

cit

re Filippo

II,

come

i-eo

di

ma, pi
quale
i

di

tutto

rimase

sorpre-

violato giuramento, gi

prestato a

so per la maestosa cavalcata, colla

III, nel ricevere in feudo il regno di Napoli, e lo dichiar decaduto dalla sovranit di esso, perch il vicer duca d'Alba macchi-

Giulio

Cardinali l'ecavansi al con-

cistoro.

nava contro il Pontefice, e i suoi dominii. Causa di queste vertenze


erano i nipoti di Paolo IV, che abusavano del poteie, per lo che lurono anzi puniti dallo stesso zio
coll'esilio.

S. Pio V in tre concistori cre ventuno Cardinali, e trentasei vescovi, ed essendosi i turchi impadroniti dell'isola di Scio, nel i566, s. Pio V in concistoro fra le lagrime annunzi a' Cardinali lo scem-

pio

sofferto

ivi

dai cristiani

occu-

pati in celebrare la Pasqua.

Pio
be
la

IV per, che gli successe, ebdenunzia di varii deUtti com-

Gregorio XIII, creato Papa nel 1572, nel primo concistoro fece Icg-

co.\
^ere
la

CON
di

201

bolla di
i

alienare

Pio V, beni della Chiesa


s.

non
petto
nel

Romaal

memorabili di I\L Antonio Valena, va qui riportata la seguente.


co'ie

na, ed accostando la

mano

Sisto

faceva giustizia
poveri,

tanto

coi

giur di mai violarla.

Quindi
li in

grandi, che coi


egli

e siccome
la

i577

in pubblico concistoro confer-

m
tal

l'elezione di Piidolfo

ime

delazione
baciargli
figlio

rigorosamente avea proibito delle armi, recandosi


i

peratore, a cui trasmise la bolla di

piedi

a Ranuccio Farnese,

conferma, sottoscritta da
Cardinali
intervenuti
al

lui,

del

duca

di

dai

con-

ginocchiarsi gli cadde

cistoro. Nel concistoro del i583 Gregorio XIII cre diciannove Cardinali, ed i primi quattro divennero Papi col nome di Urbano VII, Gregorio XIV, Innocenzo IX, e

per cui subito lo


Castel
s.

Parma, neh' inuna pistoletta, lece mandare nel


fosse fatto

Angelo, con ordine che ad


Il

una
te
to,

certa ora di notte

morire.

Cardinal Farnese, nipodi Paolo III, e zio del giovinet-

Leone XI. A questi in un raedesisimo concistoro pubblico aveva imposto


1'

ajutato dai Romani, liice in modo che niun orologio della citt suogiustizia,

cardinalizio. Nelil cappello ultimo concistoro, Gregorio XIII

solennemente ricevette gli ambasciatori del Giappone, e ne pianse di consolazione , cavando eziandio le lagrime dagli occhi de' Cardinali. La desci'izione di questo avvenimento
si

prendere il mastro di ponte s. Angelo, e il corridore, che dal castello conduce


nasse, e fece
il

al

palazzo Vaticano. Quindi

si

pre-

sent al

pu
Sisto

leggere al Voi. X. p. 3

Papa per ottenere grazia al nipote. Venendo l'ora stabUila, e non suonando altro orologio, che quello della camera del Papa , Sisto V
allora
lo lece entrare.

di questo Dizionario.

Gli

disse

V, nel concistoro dei 3 dicembre i585, form la celebre bolla, sottoscritta da trentasette Cardinali, sulla loro creazione, numero,
qualit, e tenore di

fargliene grazia ntlC essere

che

si

trovava, credendo che fosse morto,

per cui
re
il

il

Cardinale se ne fece fa-

chirografo

per

la

consegna,

vivere ec. Dissolo


gior-

e portatolo al castellano, subito gli fu consegnato


il

pose,

che

si

nei concistori di

debbano creare dicembre nei

nipote.
1'

Quando
:

il

Pontefice seppe
tandosi poscia
dell'operato,
fu
il

astuzia, disse

un

ni di digiuno,

slume

dei Pontefici

secondo l'antico coClemente I, A-

prete ha gabbato
il

un frate

e van-

Cardinal Farnese
finito

nacleto, Evaristo,

Alessandro I, ec, durato per pi di seicento anni. Nel concistoro del i586, Sisto V si lacol sacro

una mattina

che

concistoro, Sisto

uscire

non fece alcun Cardinale, chiam in


il

gn
ri,

Collegio

suU' esorbi-

vece a s

Farnese, lo
di

fece ingile

tante

numero

de' prelati referenda-

nocchiare avanti, e con


in croce, gli ordin

biaccia
il

e sulla indegnit di alcuni, ed in


isti-

recitare

molti concistori egli tratt delle


tuzioni
rali, e

Pater, V Ave, e
gli
:

il

Credo, dicendo-

de' luoghi di

monte camesi

questa e

penitenza

da frate ;
lo

della creazione de' vacabili.


,

se

Fu
in

quel Pontefice

come

vedr

non tacete un daremo da Papa


tific

altra volta ve la
j e cos

mor-

appresso , che pi d' ogn' altro separ dai concistori le cause minori,

in presenza del concistoro.

Gregorio

XIV
1
,

nel concistoio dei

gli

affari

particolari.

Fra

le

aprile

59

concesse a'Cardina-

203
li

CON
le

CON
rosse
;

religiosi

berrette
gli

ed
celle

siccome nato suddito di quella repubblica.


In
dieci

Innocenzo IX, che

successe, eb-

concistori

cre

be

nella

distribuzione

delle

egli sessanta Cardinali.

nel conclave, quella dove suol collocarsi il trono pontificio nei concistori

pubblici,

ciocch

fu

preso

Gregorio XV, sei giorni dopo sua elezione, celebr il primo concistoro, in cui annover al sala

per

felice

augurio.
la

Nel

secondo

gro Collegio,
visi,

il

solo nipote

Ludoal

giorno dopo

sua esaltazione ten-

nel

successivo
il

restitu

ne concistoro per consultare sui rimedi da prendere per la faine,


e peste, che

Boncompagno,
avea
11

cappello rosso, che

ricevuto

da Gregorio
a
pag.

XIII.
rac-

avea rapito

all'Italia

Cancellieri, nella sua Lttlera al

circa la terza parte de' suoi abitanti.

dottor

Roreff,

106,
si

Accolse alfeltuosamente

il

duca

conla, che Gregorio

XV

rec in

di

Mantova, ed

in concistoro Io fe-

Frascati spesso a diporto nella sua


villa

ce sedere sopra l'ultimo

Cardinale

Ludovisi,
si

poi

Conti, ed

ora

diacono.

Torlonia, ove

ha per tradizione,

Clemente Vili fu il primo, dopo Paolo IH, che cre maggior nu-

che tenesse un concistoro, senza per esservene prova alcuna, come


avverte a pag. 338. \ icino a morire,

meio
egli

di

Cardinali. Quello

ne fece
in sci.
i

settantuno in tredici concistori, ed

per quanto facessero

pi

inti-

ne
figli

cre
del

cinquantatre

In

quello

i^ga,

ricevette

due
ra
,

dell' elettore

di

Bavie-

mi perch adunasse nella sua camera il concistoro, Gregorio XV non volle occuparsene, tutto intento
al ireraendo passaggio.

facendoli

dinali.

sedere dopo i CarElev alla porpora PereLti,


di

Urbano Vili, elevato


dra di
s.

alla catte-

in restituzione

quella

ricevuta

Pietro

dallo zio Sisto

e nell'allocuzio-

dette sino al

iGaS, vi sei644> "el qual temnel


al

ne

in

cui

proclam
quia

Cardinale
:

il

po

in

nove concistori diede

sa-

gesuita ven. Bellarmino, disse


eligiinus
y

huiic

in Ecclesia

parem non hahet quond doctrinani. In


Vili tenne con-

gro Collegio settantaquattro Cardinali, non avendo pubblicati quattro,

che riteneva
restitu
la

in petto.

Sa-

Ferrara Clemente

raceni, detto Borghesi, per gratitudi-

cistoro pubblico, e vi ricevette

con

ne
a
gio

dignit

Cardinalizia,

somma
IMedici,

onorificenza,

il

Cardinal de
nel
i^C)''>

cui r aveva

che

ritornava

Nel

dalla legazione di Francia, e fu di


lui

Paolo V. primo magdell'anno 1627 Urbano Vili


elevato
del

concistoro

successore per pochi giorni col


di

assicur

il

sagro Collegio
le

che

la

nome

Leone XI.

pace conchiusa per


della

controversie
riuscita

Paolo V, sedici giorni dopo la sua elezione, convoc il concistoro per ringraziare i Cardinali di sua
esaltazione; e col voto
ta

Valtellina,

era
la

di

sommo
lica.

decoro per

sede apostoriu-

Quanto commovente era


il

di

quaran-

scito

concistoro in
ricev

cui.

Paolo

Cardinali in

difesa

dell'

immuterri-

nel

1608
di

Carlo

Gonzaga

nit ecclesiastica, nel concistoro dei

duca
cia,

Nevers, spedito

come amre di

17 aprile 1606, bile monitorio

intim un
ai

basciatore da Enrico

IV

Fran-

veneziani,
solo

non

convenendovi

un

Cardinale,

per contestare all'augusto capo della Chiesa rirereaza filiale, e

CON
sncero ossequio; altrettanto
stoso fu quello degli

CON
disgu-

2o3

qu