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I

e s ;^
DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
k\

PIJ

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

DELLA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E PI SOLENNI, , ALLE FESTE AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, Al CONCILII

CATTOLICA,

ALLE

CITTA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROM ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XXVIL

XYL

IN V E N J: Z A bALLA IIPO GRAFIA EMILIANA


I

WD

C CC

XL

V.

DIZIONARIO
Di ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

F
FRA
Continuazione dei cenni
vili

FRA
storici ci-

re di Francia,

il

Papa cedendo

ai

ed ecclesiastici sul re^no di Francia, e delle relazioni di questo colla

grandi vantaggi che offriva a' proil re di Napoli Alfonl)ri parenti


so
il

santa Sede.

l,

sped a Carlo Vili in legato


,

cardinal Piccolomini

poscia Pio

III,

per

distoglierlo

dall'impresa,

\jailo Vili lusingato dall'idea di

regno di Napoli, come erede dei diritti di Renato, e di Carlo III d'Angi, fece la pace con Enrico VII re d' Inghilterra, coi re de'romani e d'Aragona, all'ultimo dei
conquistare
il

senza che fosse licevulo u sentito, perch il suo zio Pio II era stato
contrario alla casa d'Angi. Quindi

domandando Carlo VIII

l'inve-

stitura del

regno di Napoli, ed opponendovisi Alessandro VI, il re si


al

quali rese la

Cerdagna ed
cos'i
il

il

Rossiglio-

appell

futuro concilio, e

il

Pa-

una cliimera. Il Pontefice Innocenzo VI 11, qual signore supremo del regno di JNapoli, pacifcossi col re, ma manne, perdendo
reale per

minacci delle censure ecclesiastiche, secondo il decreto di Pio

pa

lo

II,

pubblicato nel congresso di


,

Man-

tova

che

proibiva

sotto

pena di

nute,
i

cando questi alle condizioni convelo scomunic, trasferendone diritti a Carlo Vili come a leangioini.

scomunica di appellai'si sotto qualunque pretesto dal sommo Pontefice al futuro concilio, dando con
,

gittimo successore delle ragioni degli

Mentre Carlo Vili

si

bolla una ferita mortale alla tal prammatica sanzione. Intanto Carlo se e precauzioni, part dalla

apparecchiava con poderose forze a passare in Italia per occupare il le-

Vili senza denaro, e senza risorFrancia


trentamila uomi-

gno
e
gia,

di Napoli,

gli

successe

mor Innocenzo Vili, Alessandro VI Bordell' investitura

alla testa di circa


ni,

che richiesto

dal

ed entr in R.oma al chiarore delle faci l'ultimo d del u^Q- ''

6
stel

FRA
si

FRA
Cal'assedio di

Papa per timore


s.

rifugi in

Novara

il

duca

d'

OrIl

Angelo, indi capitol coire, con quelle condizioni che riporta il Rinaldi all'anno i49^j "wnfi- 2, fra le quali l'investitura del regno di Napoli e di Gerusalemme, non che la coronazione d'imperatore d'oriente, per le ragioni che su quell' impero occupato dagli ottomani gli avea cedute Andrea Paleologo. Gli italiani non avendo fatta resistenza, Carlo Vili era potuto giungere in Roma senza alcuna difficolt a sua istanza Alessandro VI nella festa dei ss. Fabiano e Sebastiano celebr solennemente la messa nel:

leans,

e
di

rientrare

in

Francia.

regno
stato

Napoli fu subito riconqui-

da Ferdinando V d'Aragon;. VIII d'anni 28 mor nel 1498 nel castello d' Amboise, sinceramente compianto da Anna di Bretagna sua moglie, bench l'avesse sposato ripugnante, ed alla
Carlo
quale
egli

non

serbava
sua

la

fede

maritale;

ma
il

la

grande,
roso,

suo

bont era s procedere s generiusciva


di

che

impossibile
:

la

basilica

vaticana, in cui
il

il

re vi

primo cardinal vescovo, diede l' acqua alle mani del Papa, avendogli pure baciato piesedette
i

dopo

due de'suoi domestici morirono di dolore, udendone la morte. Siccome non lasci figli, il duca d'Orleans suo cugino gli successe col nome di Luigi XII era egli figlio di Carlo duca d'Orleans, e di Maria di Cleves, e fu il solo
:

non amarlo

di,

come

si

legge nel Guicciardini,


lib. 5,

dei

Capeti detto di Orleans- Valois,

Histor. Ital.
li

e nel

Vittorel-

nelle

Addiz.

al

Ciacconio tom. UT,


parfi

col.
Il

l52.
re di Francia

venendo chiamato il padre del popolo. Per non separarsi la provincia di Bretagna dalla corona di
Francia, Alessandro

per Na;

VI

nel
il

1498 ad

poli,
si

che prese senza opposizioni vest degli ornamenti imperiali,


il

istanza del re annull

prese

titolo d' imperatore,


il

e fece

glia di

monio con Giovanna di Luigi XI, onde Giovanna


ritirossi

suo tnatriValois fiBourges,

in quella metropoli
ingresso.

suo solenne
tal

virtuosamente
(Vedi),
cesco.

Se
lo

la

prontezza di
la

con-

e v' istitu l'ordine

eW Annunziata
s.

quisto dest meraviglia,

flicilit

con
Allora

la

regola di

Franla

con

cui

perde,
Si

sorprendente.

non fu meno form una lega


di
lui,

Luigi XII

spos

vedova Anna che


risposto.

dicesi avesse

sem-

formidabile contro

essendo-

ne
tre

alla
il

testa

Alessandro VI,
nel

men-

pre vagheggiato, e ne fosse stato corQuesto principe cre un

re vide la necessit di ritor:

maggio s' incammin per Roma, donde ne part il Papa per non essere obbligato a nuovi patti, contrari alia maest
pontificia.
Il

nare in Francia

parlamento a Rouen, ed altro ad Aix, e conquist il ducato di Milano, pei diritti che vantava dal riusc poco dopo lato della madre al duca Lodovico Maria Sforza /'/
:

re restitu alla Chiesa

Moro

di

far

ribellare

milanesi,

le citt cedutegli nell'anteriore

con-

ma

venzione, e prosegu

il

suo viaggio.

furono repressi da Luigi della Tremouille, e il duca condotto in


Francia, venne rinchiuso a Loches
in

Fornuovo
il

sul

Taro

gli

contrastarono

passaggio quarantamila soldati dellega, vinti

una gabbia
Nel

di

ferro.

Inoltre

il

da otto mila francesi, che per solo poterono liberare dalla

re s'impadron pure del Genovesato.

i5oi

Alessandro VI pub-

FRA.
blic
la

FRA
Luigi XII
vere ricevuto la
ss.

7
Eucaristia col
trattato

lega fatta con

re di Francia, e Ferdinando

re

maggior
getto,

fervore.

Nel

di

di Spagna, contro Federico I re di

Blois erasi discusso

lo strano pro-

Napoli, che priv del reame


ai

dando

secondo
al

la
il

Puglia e

la Calabria,

ed

primo
di

rimanente

coi reali
;

titoli

Napoli e Gerusalemme
Valentinois

Luigi XII dall'altro canto fece duca del


figlio

del

Cesare Papa, poi detto

Borgia
il

duca

di dare a Carlo V nipote ed erede dell'imperatore Massimiliano I e del re di Spagna, in isposa Claudia , unica figlia che sino allora Luigi XII aveva avuto da Anna di Bretagna, con questa provincia, colla Borgogna, e coi
diritti

Valentino.

sulla

Lombardia per
e della

dote.

due nel i5oi


I

principi
di

s'impadronirono
si trat-

Ma

l'opposizione degli stati generali

detti domini!, e ven-

nero poi a contesa allorch

t di farne la divisione; e gli spa-

gnuoli condotti da Gonsalvo di Cor-

dova disfecero

francesi capitanati

famosa lega di Giulio II, da molti potentati d'Italia, dalla Francia, dalla Spagna, e dall' Alemagna pacificata colla Francia a mezzo (
del regno,

Cambrai,

che da

dal duca di Nemours, al combatti-

del cardinal

CarvajaI

),

organizza-

Seminara, ed alla battaglia di Cerignola nel i5o3, e gli scacciarono dal regno di Napoli fu in quell'epoca ed in quell'occasione che in Barletta ebbe luogo la clamorosa disfida di tredici italiani con altrettanti francesi, di cui
di
:

mento

vasi contro la repubblica di


zia,

Vene-

distornarono

si

dannose nozze.

La mano

della principessa fu data

a Francesco di Valois, duca d'Angouleme, erede del trono di Francia; e Luigi


i

XII

disfece in persona

veneti alia celebre battaglia d'Ali

facemmo parola
i3o, e volume

volume IV, pag. pag. 292 del Dizionario. Su questo argomento si pu leggere il libro intitolato Ettore Fieramosca o la disfida di Barletta, di Massimo d'Azeglio, Torino 1842: bella edizione ornaal

gnadello
II

i4

"laggio

'^o9> e

XX,

prese loro varie piazze. geloso

Ma

Giulio

per tanti

prosperi avvei

nimenti,
rainii

avendo ricuperato

done-

occupati dai veneti, a questi

come padre comune non seppe


gare
lega
il

perdono

si

ritir

dalla

ta

di duecento disegni originali. Questo combattimento singolare, in

cui tredici italiani tennero vittoriosi


il

campo contro
pure

tredici francesi

descritto
del

nel

secondo canto

poema

giocoso di Gio. Battista

con gran ramdi Cambrai marico de' francesi, di cui era disgustato il Papa perch proteggevano Alfonso I duca di Ferrara (Fedi); ed in vece si colleg con Spagna, con Enrico Vili il re di
re d' Inghilterra, cogli svizzeri, e coi

La Franceide, e con versi latini dal celebre monsignor Vida. Avendo Luigi XII fatta la pace colla Spagna nel i5o5, gaLalli,
intitolato

veneziani.
di

Inevitabile fu la guerra
II

Giulio

con
ci

la

Francia, e per

meglio attendervi
in

nel

i5io pass
appro-

stig nel
tisi,

iSoy
il

genovesi sollevaMilanese. In quefu

Bologna;
con

che non
sedotti

fece

suo ingresso nella loro


il

vando
XII,

diversi cardinali spagnuoli e


altri

citt,

e ripigli
il

francesi,

da Luigi
il

sto

tempo

re

attaccato

da

cospirarono
e se

contro

Papa

mortale malattia, e guari dopo a-

per deporlo,

ne

fuggirono a

FRA
:

FRA
all'

Genova
c
il
il

allora Giulio li scomunie sottopose


il

re,

interdetto

sommissione, e la regina Anna nella sua piet era sgomentata dal ti-

regno. Frattanto

re di

cia

adun due parlamenti

in

FranOr-

more
dalla

dello

scisma
,

fu

sorpreso

morte

e gli successe
delle milizie

Leone
papali

leans ed in TourSj ove per abbattere la pontificia

X,
al

gi

legato

potest convenne

d'unire
sa,

un

concilio generale

a Pi-

ove verrebbe citato Giulio II. Non aveva Luigi XII fatto il debito giuramento d'omaggio pel regno di Napoli, ed invece avea alienati

combattimento di Ravenna, che die compimento al concilio lateranense. Continuando la guerra Luigi XII si colieg coi veneti, e la sua armata comandata da Tremouille

riprese
;

il

Milanese
gli

per

la

terdisfii-

molti

diritti

di

quel

reame

za volta

ma
la

svizzeri

lo

contro l'espresso divieto della santa


la

cero alla battaglia di Novara, indi

Sede

perci Giulio II dichiar


di

attaccarono

Francia con Massi-

signoria

Napoli
alla

di

Gaeta
,

essere

ritornate

Chiesa

e le

concesse a Ferdinando

annullan-

Enrico Vili, ma inutilmente assediarono Dijoii. Enrico Vili volendo rendere segnalamiliano
I

e con

do

patti

fra

lui

il

re francese.

to

il

principio del suo regno, doessere


stalo

Nel i5ii l'armata pontificia fu rotta dai francesi


il

po
ta

di

vincitore

nella

all'

impresa
dal

di

Fer-

ballaglia di Guinegate, che fu detla giornata degli


i

rara,

Papa

corse pericolo d'es-

speroni
degli

perstessi

sere
di

imprigionato

maresciallo

ch
gli

hancesi

al
vi

dire

re per

Chaumont, poi rimproverato dal non aver usato in ci diligenza. Egual pericolo scamp Giudalle insidie

storici nazionali,

adopravano pi
spade
(giacche
)

speroni

vi

che combatt la
le

le

sola

cavalleria

lio II
il

che
senza
li

gli

tendeva

pi'ese

citt

di

Terouane

di

cav.

Bayard
;

altro

comandante
abbattersi

di
di

Francia

indi

coraggio, Giidio

assah e predi

se la

Mirandola.
di

Gastone
alleati

Foix

duca
il

Nemours guadagn contro


e
i

Papa

suoi

la battaglia

Tournay. Luigi XII sent il bisogno d'entrare in negoziazione; tratt con Leone X teiiiiiii lulte le contese che esistevano tra la Francia e la santa Sede, abb.indonando l'effimero conciliabolo di Pisa, e
,

di

Ravenna,
gli

ma

fu ucciso volendo
si

riconoscendo
Il

il

concilio

lateranense.

circondar
:

spagnuoli che

riti-

primo
gli

di

gennaio i5i4
la

ravano la morte di s gran capitano trasse seco la perdita del Milanese, dove gli svizzeri ristabilirono Massimiliano Sforza figlio di Lodovico
il

te

rap

regina
sorella

la bella

Maria

la moronde spos d'Enrico Vili,


,

e die in moglie a Carlo


figlia

l'

altra

SIoro.

Poscia per repriribelli


,

mere
cilio

cardinali
la

Giulio li

avuta da Anna, cui cede i diritti sul Genovesato e sul Milanese; onde cos fece la pace
Pienata
cogl' inglesi

tletermin

celebrazione del conin-

cogli di

spagnuoli.

Il

generale lateranense V, che

cambiamento
compiacere
ler
la la

sue abitudini per

nel i5i2, e mentre avea riempito l'Europa col suo nome, ed il cardinal di Luseinbuigo iu)tomiiici

novella sposa, acce-

go

in

morte, ch'ebbe luoParigi il primo gennaio


sua

plorava
(luca

pace per Luigi XII, il d' Aniroulcnie sciivcacili con


la

i')i5, d'anni
piali tu

54
la

circa.

Fu com,

da

tutta

Francia

sicco-

FRA
me
i

FRA
malazzo, indi

principe giusto, clemente e


:

gnanimo
sudditi,
sidei'io

diminu
e mostr

le

imposte,

am

presentato al Papa in concistoro. Nella messa solenne che


fu

sempre vivo defelici


,

celebr
gli

il

Papa,

il

re
sia

ademp
nel
sia

tutti

di

renderli

sebbene

atti

d' ossequio,

versar

introdusse la venalit delle cariche.

l'acqua alle sue


tener
tificale

mani,
della

nel sos-

Francesco
e

conte

d'

Angouleme

lo

strascico del

manto ponripugnanza
il

perch di questo ramo, lo successe, si merit i titoli di grande, e di


ristoratore delle lettere. Subito

ad

onta

del saggio

Leone X.

Inoltre
,

re

dopo

che fu consagrato prese il titolo di duca di Milano, e si pose alla testa d' una possente armata per far valere le ragioni che egli aveva su questo ducato. Gli svizzeri che lo difendevano, ne contrastarono l'im[)resa, e si venne a battaglia vicino
a

non volle il genuflessorio e colle mani giunte innanzi al volto stette in tutto il tempo della funzione. Non potendo il Papa ammettere
francesi alla comunione, per gran folla , un oflziale grid poich santo Padre non mi posso comunicare dalle vostre mani n confessarmi al vostro orecchio, dir
i

lutti

la

Marignano,
il

quindici

mila
in

di

loro rimasero sul

campo:

questa

il

occasione
valiere

re volle essere fatto ca-

mio peccato in pubblico, ho combattuto con tutta


il

cio che
la

mia

famoso Bayardo. bidi si rese padrone del Milanese, Massimiliano Sforza glie ne fece la cesdal
sione,

forza nella guerra contro Giulio II.

Allora soggiunse
vacit

re colla sua vi:

e naturale franchezza
,

Ve-

si

ritir

in

Francia.
il

Il

re

ramente santo Padre


stesso caso,
il

procur
miliano
altra

di

guadagnarsi
e pel re di

Pontefice
suoi

ma

sono nello quel Pontefice era


io

che sembrava propenso per MassiI,

Spagna

nemici, ed alleati degli svizzeri. Dall'


il

ardente de' nostri nemici. La maggior parte de' signori francesi conissarono la stessa colpa, onde
pii

parte Leone
stato
lui,

principe vittorioso volgesse


lo

temendo che le armi


fece

Leone

tutti

benignamente sul
incorso.

momento
congresso

diede l'assoluzione dalle

contro

ecclesiastico,

censure che avevano


il

Nel
trat-

pace con
gione da
di

obbligandosi per fore Piacenza,


citt

re ed

il

Papa

si

za della necessit di levar la guarni-

Parma

poco prima
ritirarsi

restituite alla Chiesa, e

Massimiliano I. In vece Francesco I promise difendere il Papa, il suo stato, la sua famiglia Medici, e la repubblica di Firenze ; indi convennero d'abboccarsi in Bologna. Giunto Leone X a Bologna nel dicembre i5i5, nomin due cardinali e quatdalla lega con

tarono coi maggiori riguardi, venne abrogata la prammatica sanzione, che francesi liguardavano come baloardo delle libert della Chiesa
i

venne sostituito il ConLeone e Francesco I (Fedi), confermandosi il tutgallicana, e

cordato

di

to nella sessione

XI

del concilio gea'

nerale

lateranense V, tenuta
stesso
fra

19

dicembre i5i6. Nello


fecesi
il

anno
Car-

trattato di

Noyon
I
:

lio prelati

per

incontrare
i

il

re

lo

Francesco

uno de'prin-

primi

ai

confini,
venli

secondi a
cardinali

Par-

cipali articoli fu a restituzione delia

ma, mentre
sero

l'atte-

sero fuori di Bologna e lo condus-

ad idloggicuo

nel pontificio pa-

Navarra, che TY-rdinando V aveva tolto al duca o re Giovanni d'Albrct sino da! i5ii, siccome fautore

IO
tlella

Fll\
Francia e del conciliabolo di
legrezze, e

FRA
in

Pisa. Indi nel i5i8,

non senza qual-

che

opposizione,
il

fu pubblicato

poco dopo mor, succedendogli Adriano VI gi maestro di Carlo V. In detto anno la facolt

Francia

memorato concordato

teologica

di

Parigi
di

Dell'abboccamento seguito in Bologna tra Leone X e Francesco I , come del concordato conchiuso, delle opere bibliografiche che lo riguardano, ed altre preziose crudi zioni, si pu leggere quanto dottamente e con singoiar diligenza ne
scrisse
il

molte proposizioni

censur Lutero, che


nelle

sempre
se,

pi

faceva

proseliti

sue perniciosissime riforme religiodi

cui ancora

deploriamo
Neil'

le la-

grimevoli

conseguenze.

anno

seguente Odet di Foix


sa
la

visconte di

Lautrec fu disfatto nella sanguinobattaglia


della

eh.

Gaetano Giordani,
intitolata:

nel-

Bicocca,

quindi
,

la

sua opera

la in

Bologna

di

Della Clemente

venti-

Francia perde

Cremona
in
,

GenoIn-

VII

va,

ad

altri

luogh:

Italia.

per la coronazione di Carlo l\ con note e documenti. Dopo la morte di Massimiliano I, essendo stato eletto imperatore Carlo V nel i^ig, ad onta del possente competitore Francemanifest la si emulazione tra questi due principi, e si accese una lunga
sco
I,

tanto Carlo di
bile di

Bourbon

contesta-

Francia,
d'

perseguitato dalla

duchessa
la

Angouleme,
re,

Luisa

di

Savoia madre del


e dei beni
fisca dell'

a motivo del-

successione della casa

Bourbon
per
la

ad

essa
,

tolti

conco-

perci tosto
e
l'

Al vergna

del Borbonese,
della

gelosia

Marca a profitto rona, dopo essersi distinto


e della
ri

in milita-

guerra , che riusc funesta a tutta l'Europa. I francesi comandati da Andrea di Foix conquistarono la

imprese,

si

diede nell'anno i523

al

Kavai
si

ra,

e in breve la perdettero

V, che gli afficomando delle sue armate. Adriano VI in pari tempo separ
partito di Carlo
il

cacciarono dalla l'iccardia gl'inglee


g' iuiperiali,

dalla lega

de' francesi

veneti

s'

impadronirodelle

quali all'opposto fece collegare coni medesimi con l'imperatore, r arciduca d' Austria, e col duca di Milano, la quale lega il Papa so-

no

di

varie piazze.

Una

pia

tro

triste

epoche della storia della Chiedi

sa gallicana la nascita delle eresie


di

Lutero e

Calvino

avvenuta

nel pontificato di Leone

X:

le

de-

Liberiana
talia

vastazioni che vi cagionarono sono


scritte

lennemente pubblic nella basilica a' 5 agosto, affinch n lo stato pontifcio,, n alcun altro d'Ivenisse
il

caratteri

di

sangue.

Al-

assalito

dai

francesi

cune gelosie di stato insorte tra Leone X e il re di Francia, mossero il primo a collegarsi con Carlo V, e il loro esercito unito sconfisse
i

e siccome

cardinal
I

Soderini
d' invadere
s.

avla

visava
Sicilia,

Francesco
fu

posto in castel
il

Angelo,
Cle-

francesi

in

Lombardia
e

la

Chiesa licuper
i

Parma

Piacenza,

donde Iu trasse mente VII. Fu nel i523


rana
se

successore

che l'eresia lutes'

francesi furono allontanati dal du-

disgraziatamente

introdus-

cato di Milano, ove


lito

Francesco
la

venne ristabiSforza. Giunta iu


s

Roma
meiili,

notizia di

fatti

avvenial-

regno di Francia, ed incominci ad insegnarsi in Meaux le prave sue dottrine e pregiudinel


zievoli
errori.
11

Leone

vi

fece

grandi

contestabile

di

FRA
Bourbca nel i5i^ disfece a Biagras la retroguardia dell'ammiraglio Bonnivet nella ritirata di Rebec, e
pigli tutto
il

FIIA

,1

ri-

chiuso in quella citt a'i4 gennaio, in cui promise di cedere la Borgogna, e gran parte della Fran-

Milanese. Entr dipoi

ca-Contea e
stabilire
il

delle Fiandre,

di ri-

con una
venza,

forte

armata
costretto
il

nella

Pro-

contestabile, e fargli radiritti

a ritirarsi famoso cav. di Tolone ed assedi Marsiglia. Frattanto Francesco I pass in Italia ad assediar Pavia, ed avendo distaccato fuor
fu

ma

gione

su' suoi

relativi

alla

con perdita, perch Bayard s'impadron

Provenza, e fu costretto di contrarsorella di

matrimonio colla Eleonora; altri procrastin tal matrimonio alla pace di Cambrai. Lasci due suoi
il

re nel carcere

Carlo

di tempo una parte delie sue truppe per mandarle a Napoli, fu egli disfatto da Carlo V, e dal contestabile di Bourbon in una sangui-

figliuoli

in

ostaggio per malleveria

di
si

sua parola,

ma non
di

per questo

fece scrupolo

ritrattarla.

La

politica

ed

il

sistema allora

adot-

nosa battaglia datasi in faccia di Pavia li 24 febbraio i525, dopo di aver avuto uccisi sotto di lui due
cavalli
,

tato dell'equilibrio europeo, trasse-

ro in lega col re di Francia, Clemente VII, il re d' Inghilterra, i


veneziani,
il
i

e di aver fatto prodigi

di

fiorentini, gli svizzeri, e

valore.
il

Non apparve mai

in

tutto

duca

di

Milano;

la

lega fu coni

suo lume la grandezza dell' animo di Francesco I, che dopo questa funesta battaglia , ove venne
fatto prigioniero co'principali signori

chiusa

in

Cognac
offese

i526, ed che tosto


Pontefice.

i giugno talmente Carlo pubblic la guerra ai

agli

Mentre
Carlo
quel

questi

pensava

di

sua fastosa corte, e

con En-

di passare in

Ispagna

per combi-

rico d' Albret re titolare di

Navaravea

nare

con

una generale

ra, ed attuale signore del Bearnese.


Il

concordia,

principe sped nel

solo uffiziale
il

francese

che

seguito
fezione,

contestabile nella sua de-

chiamato Pomperan j salv ad un tempo la vita, ed intim la


prigionia al suo sovrano
richiese di
,

1527 il contestabile di Bourbon a prendere Roma. La citt fu presa ed il contestabile vi rest ucciso ;

ma
la

soldati fanatici

luterani

nel-

il

quale
la

Lannoy luogotenente del,

maggior parte, drini, inondarono


volte.
s.

tutti veri

Roma

di

malansangue
pii

l'imperatore

ed

lui

rimise

e la saccheggiarono lentamente

propria spada, che ricevutasi in ginocchio da Lannoy, questi gli porse


la

Dopo
il

la

prigionia di Castel
patti

Angelo

Papa con duri

sua. Francesco

I scrisse

alla

mail

fu lasciato libero, e

Roma

fu

sgom-

dre, che tutto

era
il

perduto fuorferire

brata
tanto

dai voraci

suoi
I

nemici. In-

ch l'onore:
di Forl.
Il

primo a

Francesco
il

sped in Italia
il

cavallo del re fu Cesare Hercolani

ad

aiutare

Pontefice
riprese
il

bravo

duca di Bourbon si rec a visitarlo, ed a godere del suo trionfo la duchessa d' Angouleme divenne reggente del regno. Francesco I fu condotto prigione nel castello di Madrid, e ne u:

Lautrec,

che

Milanese.

Temendo
c
pel

Carlo
trattato
I,

collegati del

re di Francia, nel

Francesco
desistette

cui

i529 si pacifidi Cambrai con rese due figli, e


i

dalle pretese sulla Borgodi circa

sc

l'anno appresso col trattalo cou-

gna pel compenso

due un-

12
lioui
al

FRA
di

FRA
e nelli

scudi,

dando l'imperatore
la

suo emulo

propria soiella in

Provenza, fino ad Arles e Marsiglia, saccheggiando la Piccardia e


la
la

isposa.

Le

pretensioni sul Milanese


al

Sciampagna,
condotta

il

valore e

furono cedute
Francia, ed
le

cognato dal re di
invettive,

saggia

del

duca

poi

ambedue dimenticarono
e grossolane
di

contestabile

Anna

di

Montmorency

minacce
i

libei dalla continuazione della gueri due principi comconvennero cavallerescamente nella rada di Aiguesmorles ad un amichevole abboccamento, che fu seguito dal viaggio che nel i54o fece Carlo a Parigi, accompagnato dalle pi brillanti feste. Sino

sOda che tra loro allora Francesco 1 cransi cambiati


cartelli
:

ra

il

paese, e

petitori

si

die a

far fiorire
le

l'

industria,

il

commercio e
l'eretico

lettere.

Nel i532
suoi errori

Calvino incominci ad ini

segnare segretamente
in

Parigi, e

discoperto, per evita-

re il carcere, prontamente fuggi. Questo empio ebbe numerosi seguaci, chiamandosi calvinisti in Germania ed altrove, geusi nelle F'iandre, ed ugonotti nella Francia, che come vedremo posero a soqquadro. iXel i533 Clemente VII parl'i per la Francia, per tiallare col re della conversione di Enrico \1II re

dal

i538 avea procurato


il

tal

paci-

ficazione

Pontefice
Nizza,

portatosi a

Paolo III, ove conferm a

privilegio dato da il Eugenio IV al re Carlo VII, ma non posto sino allora in uso, cio che pari del parlamento di Parigi, ancorch laici, potessero nomiI
i

Francesco

nare persone idonee


clesiastici

a' benefizi

ec-

d'Inghilterra che
gli

avea abbracciato
al

errori delle riforme religiose, e

per dare in moglie


all'ultimo suo
scrisseio. poi

secondo,

non

figlio

come
II,

alcuni

duecento lire tornesi. In seguito con maggior successo Paolo 111 ottenne due monarchi ficessero tregua che
sotto la
di
i

somma

Enrico

sua nipote

per dicci anni,


ra durata.

ma

non ebbe

inte-

Caterina de Medici, che fu


di Francesco II,
rico III.
in

madre Carlo IX, ed Enebbe luogo


in

Volendo
ribelli

l'

imperatore
il

punire

Lo

sposalizio

gantesi, ottenne

passaggio

Marsiglia,
il

ed

questa occasio-

per
lano

la

Francia, con

ne
tica

recedendo dall'anconsuetudine de' suoi antecesi'oiilcflce,


si

re r investitura del

promettere al ducato di Mi-

sori,

assise

mensa

colla

regi-

na, oltre Francesco

cipe

I. Questo prinnon pass molto tempo, che a

profittar della
in Africa

spedizione

Carlo
del

si

che fece mosse alla

per uno de' suoi figli. Non credendo Carlo V ellettuar il passaggio, questo emergente fece riacla flotta gallocendere la guerra travagli infruttuosamente turca Andrea Doria Nizza, dal famoso
:

licupeia
tiicendo

^Milanese

nel

i535j
II

preservata, ed

il

conte

d'

alleanza

con Solimano

Francesco
la

di

Bourbon,

Enghien guadagn
i

imperatore ottomano. Invest furioSavoia onde aprirsi il passaggio e proclam 1' indipendenza di Ginevra, che divenne fin
la
,

battaglia di
il

Ceresole nel

544

samente

d'allora

il

centro del culto

rifor-

mato;
sue

ma

reduce

Carlo
ucl

dalle

viLluric

pcuch

DclfiuaLo

marchese del Vasto condottiero degli imperiali, e si impadiDi del IMonferralo. Mentre Francesco tir al suo partito il famoso ammiraglio Barbarossa e il re di S\cz.iaj Enrico \ 111 re di
contro
I

FRA
Ingliilferra

l'RA
segni della
(i-rit.i;

i'i

prese quello di Carlo V,


I

ma

qucsia

moda

ed occup Bonlogne.
ligiosi

torbidi

lela

fu abolita sotto Luigi

XI

11.

d'

Alemagna

salvarono
alla

Francia, giacch per sedarli dovette


di

r imperatore convenire
Crespi,

pace
la

ma

non ebbe

elTelto

convenula investitura del Milanese, s per la morte del duca di Orleans ad essa destinato, clie per
quella
di
castello di

Enrico II suo figlio e marito di Caterina de' Medici gli successe, e fu consagralo in Reims dal cardinal Carlo di Lorena ai5 luglio 547Un grande cambiamento si oper
1

nella
alla

corte

favorita

Francesco 1 seguita nel Rambouillet a'3o marzo


anni.

chessa di

attribu ci che si Diana di Poitiers duValentinois. Francesco


,
I

aveva introdotto
te,

le
1'

dame

nella cor-

i547

*^'

^^

Fu

egli

un

prin-

ed

nota
la

inlluenza

che

vi

cipe dotato delle pi sublimi qualit, spiritoso,

esercitarono

contessa di Chateau-

dolce,

magnanimo
ai

briand, da lui
la

tanto

amata,

indi

ed alle donne abbandonato. Al genio guerriero e al valore congiunse un amore passionato per le belle di che fu arti e per le lettere
generoso, imi troppo
piaceli
,

duchessa d'Etampes
L' introduzione

Anna
delle

di Pis-

seleu.

dame
Enrico

in corte fu conservata
li,

da

uno
tesse

de' primari
i

proteggi tori.
gli
il

Pro-

dotti

artisti

in

modo
a
tut-

tale uso si stabil in tutte le d'Europa. Da tale epoca appunto incominciano le memorie particolari, gli aneddoti politici, e !'?>-

corti

singolare,

ide

grandioso progeteresse
biblioteca a
la

bitudine presa dai pi gravi storici

to del collegio reale,


te sue spese

di

attribuiie le pi alte
a

risoluri-

una

Fon-

zioni

meschini raggiri

senza

tainebleau, fond
le,

stamperia readi

e fece edificar varie case reali,


pitture
,

che le donne, naturalmente inclinate ad esagerare la loro inflettere

che adorn di

statue

fluenza negli affari di

stato,,

si

so-

e di mobili preziosi,

coli'

opera di
fran-

no vantate facilmente come uniche


motrici delle impiese,
credettero
di

valenti artisti. Gli stabilimenti


cesi

nelle

quali

nel
il

Canada ebbero
lui

oiigine sotlui
si

aver
II

to

di

regno

ed a

deb-

parte. Enrico
inglesi

fece

avuto alcuna la guerra agli


:

bono

Havre ed il Louvre. Dimostr pure un gran zelo per la


r
religione
stanti

e riprese Roulogne

inond
il

colle sue

truppe l'Italia, invase


il
i

cattolica contro
altri

profe-

Sanese, per cui


stato
cipi

Papa Giulio
confini

II!

ed
i

eretici

massime

guarn di truppe
;

del suo

contro

valdesi del Delfnato.


affetto

Ebbe
i

ed

il

re

si

colleg co' prin-

un tenero

pel popolo,
al figlio di

cui

di

aggravi raccomand
porli per le guerre.

mino-

indi

prese Metz,

Germania contro Carlo V, Verdun e Toul.


pacificatosi
la

rare, essendo egli stato costretto d'im-

Carlo

coi principi di

Fu
gli

egli
atti

che ordipubblici
francese,
di

Germania, e con
gheria, obblig
il

regina di

Un-

n che
e

in

avvenire

re

tornarsene

dovessero essere

scritti

in

che introdusse
i

la

moda
e la

por-

tare

capelli corti

baiba lun-

in Francia ; ma assediando Metz con poderosissimo esercito, fu respinto da Francesco duca cU Guisa,

ga, essendo sfato ferito in volto dal

e dal fiore della nobilt


:

fran-

capitano di Lorge, signore di Montgo-

cese
la

r imperatore

si

vendic

con

mery, e volendo

cos

nascondere

totale

distruzione di

Terouavie,

i4
Bassi,

FRA
11

FRA
1

e prese Hesdin.
e disfece
liattaglia di

re rovin

Paesi
nella

Thionvllle.

Il
il

duca di Nevers Carmaresciallo


di
s.

g'

imperiali

Jemont, e

Teri-

Rcnti, seguita da con-

nes presero Dunkerque, e

Ynox,
si

venula tregua nel Carlo V abdicato

i556.
all'

Avendo

mentre
Il

il

maresciallo Brissac

sos-

impero in favore del fratello Ferdinando I, il re ruppe la tregua venendovi


sollecitato dal

teneva in Piemonte.
re di Francia perde
il

frutto

di tanti prosperi
la

avvenimenti
consiglio di
di

con
a'

cardinal

Caraffa ni-

pace di Chteau-Cambresis

Essendo questi in guerra col re di Spagna Filippo il, figlio di Carlo V, spedi in Francia il cardinal Rucellai affinch Enrico 11 lo aiutasse. Nella lusinga del conquisto del regno di
pote di Paolo IV.
IVapoli pel

aprile

i55q per
dell'

Mont-

morencj', e di

Diana

Poitiers

ad onta
glio.

opposizione del consi-

Questa pace ebbe il nome di maledetta e disgraziata. Enrico II perde in un sol trailo di penna s gran
conquista, che eguagliava a Filippo
di

suo secondogenito, spe-

ad

una
al la

d in Italia

un

esercito di diecimila

terza parte del regno, restituendola


II.

uomini sotto il comando del duca di Guisa, ed un altro in Fiandra. Questo


fu disfatto da

Restitu
il

duca

Savoia

pure Piemonte e
ai

Emmanuele
li

Filiberto
55'j

Savoia,

meno

quattro citt;

ge-

duca

di

Savoia

io agosto
s.

novesi r isola di Corsica,

Siena
spesi.
s.

nella famigerata battaglia di

Quini

tino, per difetto del contestabile di

duca di Firenze sangue sparso, e tanti


al
,

dopo tanto
tesori

Montmorency che comandava


cesi.

franpri-

Solo

gli

fu reso

Ham,

Calelet, e

Questo generale fu
il

fatto

Quintino, obbligandosi rendere do-

gioniero, col maresciallo

di

s.

AnIl

po otto anni
tal

agi' inglesi Calais.


i

Con

duca conte d'Anguien


drea, e
cipe di

di

Montpensier.
del

fratello

prin-

Cond
s.

vi fu ucciso, e

l'am-

miraglio di Coligny, che

comandacedere

va

in

Quintino,

dovette

la citt,

ove fu fatto prigione. Que.sta battaglia avendo atterrito la Francia fu richiamato il duca di Guisa, quando gi Paolo IV si era pacificata la Spagna. Prima di partire il duca da Roma, con buone ragioni fu uno di quelli che illuminarono il zelante Pontefice, che
i

matrimoni di Elisabetta figlia del re con Filippo 11, e di sua sorella Margherita col duca di Savoia. In mezzo alle feste delle nozze Enrico II aperde un occhio nella giostra vendo obbligato il capitano delle guardie, il conte Gabriele Montgomery , a rompere nel torneo una lancia contro di lui, e mor
pace
si

conchiusero

dalla ferita a' io luglio

i55c)
i

di
figli

quaranta anni, lasciando


Francesco, Carlo,

tre

ed

Enrico,

che

suoi nipoti tradivano la santa Sei

de favorendone nemici, onde nacque la magnanima risoluzione nel Papa di esiliarli. Giunto il duca
in Fiancia, prese agi' inglesi Calais

regnarono. Mont sul trono Francesco II, marito di


successivamente

8 gennaio i558, che lo possedevano dal iSgy, e serviva loro di comodo ingresso nel regno: indi s impadron Guines e di di
agli

Maria Stuarda regina di Scozia, mentre tre potenti fazioni dividevano la corte, cio i Borboni, i Guisa zii della regina, e i Montmorency. Profittando il duca di Loiena Francesco di Guisa, e il cardinal Lodovico I suo fratello,

FRA
della
gin-viiiezza

FRA
rondogenito di Enrico
terina
de' Medici
gli

i5
II,

del re, s'impadro-

e di

Cain

nirono del governo, il che suscit contro di loro i principi del san-

successe

et di anni dieci, e
in

fu consagrato

gue, Antonio Navarra, e suo


cipe di Cond,

di

Bourbon
quali

re

di

Reims

a'

fratello Luigi prini

regina sua

5 maggio i56i. La madre ebbe l' amminifu di-

trassero al
del

strazione del regno, di cui

loro partito
al

calvinisti

regno

chiarato tenente
di

generale
:

Antonio

contrario
i

Guisa

v'

indussero a
l'orici-

Borbone

re di

sostenerli

cattolici.

Tale fu

cipe fu tosto

Navarra il prinmesso in libert, e si


triumvirato
il

gine dei torbidi e delle guerre


bili

che desolarono

lungamente
-vita di

la

monarchia nel
illustri

tratto

successivo, e
tanti

form una specie di tia i duchi di Guisa, bile di Montmorency,


sciallo di
s.

contestail

mareregno

fu quindi sagrifcafa la
francesi,

Andrea. Cos

il

avendo

gli

eretici

fu

diviso

in

due

parliti,

cio dei

dei

capi
cos

dei

protettori di

un
i

rango Guisa

distinto,

alla testa

ed essendo del governo. I par-

tigiani del principe di

Cond
re,

for-

Borboni e dei Guisa, onde ne provennero le guerre civili, gli omicidii e gli orrori che segnalarono il governo di Carlo IX.

marono nel i56o


dare
plici,
i

la

congiura d'Amil

La regina
blea
di

fece tenere un'assem-

boise, per involare

truci-

Guisa; per fu

discoperta,

magnati a s. Germano venne promulgato un editto di tolleranza


a favore
de' pretesi
il

puniti severamente molti de'

comtitolo
re-

rifor-

mentre

il

duca

di

Guisa diil

mati, ed ebbe luogo

colloquio d

venne pi possente
di

sotto

luogotenente

generale
li

del

gno. Indi Francesco

pubblic in
in

Romoranlin
di eresia
vi
5

un

editto

vigore
delitto

i56i per pacificare le ma gli animi ; vieppi s'inasprirono. Il re di Navarra si un ai triumviri il che
Poissy
nel

dispute

religiose

del quale la cognizione del

indusse la regina per controbbilanciare

veniva rimessa
interdetta
ai

ai

vesco:

questo
ai

partito
calvinisti

ad accordare
il

ed

parlamenti

nel

i562

pubblico

proib ai calvinisti di tener assemblee, e portossi

esercizio della

loro religione fuori

ad Orleans per

a-

della citt, gettandosi cos nelle braccia de' loro capi


il

dunarvi
restato

gli stali generali. Ivi


il

fu ar-

principe di

Cond

principe di Cond, e mal-

e l'ammiraglio di Coligny. Passan-

grado i privilegi de' principi del sangue non soggetti che alla corte
de' pari in

camere riunite, fu dal


coli'

consiglio

privato

aggiunta di

alcuni commissari

del

parlamento

Guisa per Vassy, fu pietra dagli ugonotti, onde le sue genti ne tagliarono in pezzi un gran numero , e fu come il segno delle guerre civili
il

do

duca

di

colpito con

una

condannato

al taglio della testa co-

tra

cattolici
:

pretesi

riforma-

complice della cospirazione di Amboise ; sentenza che non fu eseguita per la morte del re avvenuta li 5 dicembre i56o: fu sotto questo regno che
i

me

mali

pitale

duca fu ricevuto nella cacon trasporti di gioia peril


,

ch

riguardavasi
,

un eroe
cattolici,

ma
e
il

non solo come come il sostegno dei

protestanti

protettore della vera

calvinisti

furono

chiamati
fratello,

ugoe se-

Chiesa. Allora
leans,

Cond

sorprese
i

Or-

notti.

Carlo IX suo

ed a sua imitazione

calvi-

, ,

II'.

FRA
o
ugonotti
,

FRA
false

nisli
li

s'

impadronirono
Dreiix

dottrine di Lutero, di Calvialtri

Rnnen

e di

varie altre citt

no e degli
ci.

loro fanatici segua-

[iiiiidi

vinti alla battaglia di


:

Nelle riunioni posteriori al coni

dal duca di Guisa

generali delle

cilio di

due armate
od
il

il

principe di

Cond

Trento occuparono di

vescovi francesi
fare

si

ricevere

dee di

contestabile furono fatti pri-

creti sagrosanti del

medesimo,

gionieri.

Piouen fu ripreso nel i562,

procurarne
sul

l'utile,

esecuzione, tanto
sulla disciplina.

ma

cost la vita ad Antonio re di


il

dogma, quanto

Navarra. Nel febbraio i563


ca di
trot all'assedio di Orleans, e

du-

Carlo
stzia,
l'

IX

prese

agl'inglesi
il

Ilavre-

Guisa fu assassinato da Polla re-

de-Grace, tenne
et di
tredici

suo

letto

di giu-

e fu dichiarato maggiore al-

gina accord la pace agli ugonotti

anni, indi conchiu-

i8 marzo. Intanto il Pontefice Pio IV si adoperava al compimena'

se la pace cogl' inglesi, visit le pro-

to del concilio di

Trento incominper la
la

ciato sotto Paolo III, principalmente per

infrenare l'eresie;
di

bolla

Pio

IV emanata per
diflcolt
,

vincie del reame, e nel i566 tenne r assemblea degli stati a Moulins ma avendo gli ugonotti tentato sorprenderlo quando da Meaux si portava a Parigi', la guerra ci;

continuazione del concilio aveva in-

vile
Il

ricominci.

contrato qiialcbe

perch
il

non avea
della

in essa

nominato
di

re di

Pontefice s. Pio V a mediazione di Carlo IX, ottenne dalla Porta

Francia col

titolo

primogenito
celebrandosi

ottomana

la

libert ai principi

Chiesa. Quindi
le

Giustiniani che

avea
;

fatti

schiavi

con lentezza
la

ultime sessioni per

neir isola di Scio

prendendo a

precedenza che pretendeva l'am-

cuore

basciatore di

Spagna

su quelli di
della

dagli ugonotti

Francia, che sostennero coraggiosa-

mente
corte
,

la

preeminenza

loro

regno di Francia lacerato vi sped il nunzio , Michele Turriani vescovo di Ceneda, affine di esortare il re e la
il

in

favore della quale decise

regina
la

madre ad

essere costanti nel-

Pio IV, per quelle ragioni che notammo altrove. Finalmente nel 1 563 si comp la celebrazione del sagrosanto concilio di Trento, che molti

difesa del cattolicismo, e di

non

pili

ammettere

ne' loro consigli

Odet-

to diSciattilon, gi deposto

dal car-

dinalato dal suo predecessore, sicco-

stati

e principi

accettarono senin

me

apostata ed eretico. Per assicuil

za limitazione: non trov per altro


in Francia la
stessa accoglienza

rare la citt di Avignone e


ta

con-

tado Venaissino, dominii della san-

tutto ci che sapientemente vi era


stato

decretato

sulla

fede, e sulla

dottrina e discipline

ecclesiastiche

Sede , dalle violenze che commettevano gli eretici, s. Pio sped copiosi soccorsi al governatore

siccome punti contrastati dagli eretici


;

cardinal

Armagnac,

in

un a trup-

laonde non tu ammesso asso-

lutamente in molte cose di riforma e di polizia che si credevano con,

trarie

alle

prerogative

del regno.
dei

Prima
vescovi

del

concilio le riunioni

Al re di Francia poi mand in suo aiuto cento cinquanta mila scudi, quattro mila cinquecento cavalli e cinque mila fanti, de' quali fece generale il conpe e munizioni.
te di
s.

dello stesso secolo

XVI

eble

Fiora
il

Sforza; e
re di

preg in
e
i

bero per

iscopo

di

proscrivere

pari

tempo

Spagna

FRA
piincipi
ancli'essi
italiani

FRA
somministrare
s

17

se

il

nome
la

dell'autore, e condanproposizioni.

soccorsi.

Inoltre
di

Pio

n settantanove

accord a Carlo
ni ecclesiastici

IX

alienar

Jje-

Dopo
cogli

pace
,

conchiusa

dal re
capi
,

per la

somma

di cin-

ugonotti

essendo

di

quecento
glia di
s,

settanta

mila

scudi.

Gli

questi sospetti

della durata

cred

ugonotti furono disfatti alla batta-

bene Carlo IX

o novembre 1567 dal contestabile, che poi mori per le ferite riportate: allora si
Dionigi
a'
i

pose alla testa delle armale Enrico duca d'Angi fratello del le, e

di proporre il matrimonio di sua sorella Margherita con Enrico III re di Navarra figlio di Antonio di Bourbon, discendente di Roberto di Francia conte

guadagn

a'

marzo i56c)
dodici

la

batil

taglia di Jai'nac, per la quale

re

LuiClermout, quinto figlio di IX, che poi divenne re di Francia col nome di Enrico IV il Grandi
gi
.s;

mand
Cond
da

al

Papa

stendardi
principe di

de.
le

Appena
fu

fatta la
1,

cerimonia dell'ammiraglio di

presi agli eretici;

ed

il

nozze nel i57

fu

ucciso a

sangue

freddo

Coligny
giata

ferito

Montesquieu tre giorni dopo. A' 3 ottobre il medesimo duca riport


la

da Maurevel;

da un'archibuindi Carlo IX

sanguinosa
di

vittoria
,

nella

pianura di Montcontour
ra principalmente
rale
pgntificio,
il

per opea a

a consiglio di Caterina de' Medici e di molti signori della corte, decret la strage degli ugonotti. L'or-

Sforza gene-

quale

mezzo
s.

dine fu eseguito con tanta crudelt in Parigi, e in quasi tutto il re-

del fratello Paolo,

mand

Pio
agli

ventisette

stendardi
li

presi

ugonotti, che
pace.

colloc nella basiindi

gno, che vi restarono uccise pii di settanta mila persone , e siccome r uccisione incominci a' 24 agosto
la

lica lateranense

ebbe luogo

la

notte

della

festa
la

di

s.

Bartolos.

Intanto Michele Baio dottore

meo, fu detta
tolomeo.

strage di

Baril

dell' universit

e sostenne ne'

Lovanio , sparse suoi scritti molte sendi

Va

per

avvertito che

numero

de' settantamila uccisi di

tenze

circa

il

libero

arbitrio,
le

le

opere umane, ed il merito, li furono di scandalo alle


e (l'inquietudine
alle

quae

scuole

molto esagerato. Gravissimi poi furono i motivi che a propria difesa indussero il governo del re, in
quei lagrimevoli
la

coscienze;

tempi, a ricorre-

furono come
la

primi semi di quelseguente


secolo
dei

re a questa estrema misura, senza

zizania

che nel

infett diversi
la

puri campi della

quale forse il calvinismo, e la repubblica, o piuttosto le repubbli-

Chiesa, principalmente
la

galli-

cana,- coi giansenisti


flissero

che tanfo

af-

che federative in cui agognavano i capi ugonotti frastagliare la Francia,

Francia nell'ecclesiastico

avrebbero trionfalo della Chie-

Queste false dottrine furono prontamente condannate dalla Sorbona in dieciotto articoli,
e nel politico. e vi risposero
logia
:

sa

cattolica e dell' unit della

moRo-

narchia.

E
s.

fu per

s\

gravi motivi

che in

Luigi

de' francesi di

balani con un' apos.

ma

vedendo

Pio

che la

discordia eccitava maggior incendio,

cant il Te Deum, e si fecero altre pubbliche dimostrazioni, non perch si avesse avuto parte

ma

si

con

la

bolla

Ex

omnibus

afflictio-

nbiia,

avoc a
voi.

s la causa, soppres-

o si gioisse della strage. Il re di Navarra e il suo cugino Enrico


,

XXVII.

.^^

j8
principe di
to
,

fra
Cond
1'

FKA
del defunerrori
il

iiglio

di

d' istoria

di

geografa

fu

fecero

abiura
vita
;

de' loro

dall'ammiraglio di

Coligny spedita

per salvare

la

abiura che

Papa Gregorio XIII accolse coi maggior piacere. Il duca di Lorena Enrico
di

Guisa,
re
.

eh' era

stato

America. Enrico l e di Caterina de' Medici, gi duca d'Angi eletto per le sue brillanti midi francesi in
di

una colonia
III

Enrico

figlio

incaricato dal

di
l'

essere

esecuvi-

litari
si

azioni re di Polonia, tre


la

meCrain

tore della strage

esegu con

dopo
fu

sua coronazione
e

in

gore; e

r ucciso

me
gli

parlamento ordin che coammiraglio Coligny primo e pii fanatico capo deil
,

covia ne part, e recatosi in Francia

coronato

consagrato
I-uigi
di

ugonotti,

fosse

impiccato

in
:

ef-

Montfaucon questo macello non fece che


figie

sulla forca di

ma
esa-

ceibare
J

gli

animi.

Guisa a' i5 febbraio iSjS. Intanto Gregorio XIII commiserando lo stato della Francia indebolita di forze e di rendite, che appena ascende,

Reims dal cardinal

calvinisti

non vollero
il

lasciar ri-

vano a

sette milioni
il

di

franchi, co-

pigliare le piazze di sicurezza, ch'era-

me

narra

Mafiei,
lib.

no

stale loro accordate:

ducad'An-

gorio XIII,
d'oro, poi
tri

Annali di GreIli, pag. ii3, gli


mila scudi

gi fece l'assedio della Rocella dive-

mand prima duecento


altri

nuta

la capitale

del protestantismo,

cento mila, indi al-

protetta da Elisabetta regina d' Inghilterra e difesa dal


vi

La Noce

ma
il

la

fanti.

cinquanta mila, con quattro miSi adopr pure perch lo

perdette quasi tutta la sua arma-

scettro di Polonia restasse nelle

mai

ta nel

iSyS; ed avendo
essere
stato

inteso

duca

di

eletto

re di

Enrico polacchi che


ni di

III;
il

ma
re

desiderando
risiedesse

tra

Polonia, pertossi a prender possesso di quella corona.

loro,

elessero in re Stefano Battori.


il

Gregorio XIII
il

Indi

Papa cedendo

olle

preghie-

sped a

congratularsene

prelato
ri-

re del re defunto, della regina


dre,
le

Serafino Olivieri, uditore di rota,

e di Enrico

maIH, con due bol-

mettendo
tello,
il

al

re di Francia suo fra-

applic alla corona sui frutti dei

donativo dello stocco e berreitone benedetti [Vedi), per ani-

beni ecclesiastici un milione di franchi

lire

tornesi

pari

scudi

marlo alla difesa della religione. Mor Carlo IX nel castello di Vincennes a' 3o maggio 1574, di 24 mentre nella corte era nata anni ima nuova fazione chiamala de'^oliiici ed animala dai signori di
,

trecento mila, e la facolt di alie-

nare

pel

valore
nel

d'

un

milione di

beni del clero.

Enrico

III

5" 5 guadagn
,

la

biitlaglia di

Dormans

e nell'assemla

blea di Blois determin

rinnovazio-

Montmorency
testa
il

dal

maresciallo

di

np della guerra contro


nel 1576, ai quali
re
si

gli
il

ugonotti

Bess, dal signor di Biron con alla

un

fratello del

duca d'Alen$on meditava


e

la

riforma del governo,

l'espulsio-

ne

degli

stranieri

fiorentini dalla

corte della regina, ec,

accumunani

duca d'Alengon. Trovandosi Enin estrema penuria di denaro sped a R.oma Pietro Gondi acci Gregorio vescovo di Parigi
rico III
,

do
pri

quelli

degli

ugonotti

pro-

XIII
tanti
di

gli

inteiessi.

JVon
di

che nel regno

si deve tacere, CarloIX.pegli stu-

accordasse l'alienazione di pel valore beni ecclesiaslici


,

trecento mila

franchi

d'entrata

FRA
Dispiacque

FRA
sime ragioni che il vescovo zas a nome dell'assemblea
di

IO

Papa l' incliiesta, nel riflesso che progredendo cos il culto divino andava ad estinguersi ,
al

Ba-

espose

coraggiosamente
arringo,
intento.

al

re con

robusto

dappoich nel breve periodo di quattordici anni, la corona avea ricavati


dal clero pi di ottanta milioni di
tninchi: tultavolla l'indulgente
tefice

non si ottenne il bramalo Non cessando Michele Baio


i

di spargere

Pon-

suoi errori, Gregorio XIII a'29 gennaio iSyg, colla bolla

beni
di

annu all'alienazione di tanti pari a cinquanta mila scudi

Provisionis

nostrae

appresso

il

Possevino in ppar. Sacr. tom.


iu

II,

rendita.

A
,

questa beneficenza
col

il

Midi. Bajo, conferm quella del


lui,

re corrispose

rivocare le ulti,

predecessore emanata contro di


e

me

concessioni fatte agli ugonotti


la

condann

suoi errori in globo,

mentre

peste afflisse la Francia.


i

per cui Baio


biura,
te

Gregorio XIII e
predecessori
tentato
1'

suoi

due ultimi
inutilmente
in

fece una simulala amentre sostenne poscia mol-

avevano

proposizioni

condannate
che
caso

spar-

introduzione

Francia
l'o-

gendo non
lolla

richiedersi

altro dalla
rispettoso

della piena osservanza

del concilio

pontifcia

un

di Trento.

Opponevasi sempre

silenzio: questo riprovevole rimedio


fu

pinione dei soiboni intorno alla podest del


il

poi

in

simile

abbracciato

romano

Pontefice sopra

dai giansenisti di Francia. Nel

ed intorno all'Immacolata Concezione della Madre di Dio, che dal Tridentino fu lasciata indecisa, mentre l'universit della Sorbona la sosteneva, sino ad intimare anatema a chi ne dubitava o sosteneva il contrario. Si opponeva in oltre, che dalle costituzioni dei Tridentino si derogava all'autorit
concilio,

essendo

nunzio in Francia

i58o, monsi-

gnor Dandini, nacque vertenza tra corte e la santa Sede, perch la nella bolla in Coena Domini, proibendosi a' principi secolari l' imporre gravezze sugli ecclesiastici,
il

re

suppose che
del soccorso

si

volesse

dehaudarlo

del re di
gi

Francia, a molti privilecorte


,

di

sua

alle

prerogative

della
alla

Chiesa gallicana, e finalmente


tolleranza
religiosi.

de' riformatori

dei

dommi

Nel iSyg lo stato

ecclesiastico di

questo regno essen-

che voleva domandadue decime straordinarie. Gregorio XIII incaric i cardinali di Bourbon e Birago a rettificare ad Enrico III l'avvenuto, ed a rimproverarlo di quanto era permesso contro il nunzio, si e contro altri. Di poi operata dal
re al clero con

dosi adunato in

Melun per

delibe-

Papa
la

la

correzione
nel

del

calendario

rare su alcune gravezze, che il re voleva imporre al clero, l'assemblea

romano,

i582
il

la ricevette

pure
cogli
ef-

Francia.

animata dalle esortazioni


rio
zio,

di

XI II,

e dall' islanze del suo

Gregonun-

Nel i58o
fetto,

re

si

pacific

ugonotti in Nerac, senza

buon

vivamente supplic il re a permettere la ptdjblicazione del sagro concilio di Trento , in cui giustamente il clero riponeva ogni speranza di estinguere l' evesia e di

a cagione delle sregolatezze e sciocche spese che il re veniva condotto a fare dai suoi favoriti. I disaccrebbero colla moite ordini si
di

Francesco duca
unico
del re

d'
,

Alengon,

fra-

mandare ad
efficace

una stabile ed riforma. Malgrado le fortiseffetto

tello
i

avvenuta nel 584, giacch per tal mancanza, il

20
ve
tli

'

FRA
ch'era
il

l'RA
lieo

capo degli ugonotti, diveniva erede presuntivo cattolici non io (Iclln corona, ed volevano per sovrano. Indi nacqueS'iivann
i

IV

si

sarebbe
nella

(lilto cattolico, sp
s

non

avesse

incontr^ito

energiclic

opposizioni

lega

dai cittadini

veramente
bene
cismo.
della

cattolici

organizzata,
del

ro tre partiti nello stato, e fu chia-

dai Piipi avvalorata ed incoraggilii a

mata

la

guerra dei

tre

Eiiridi

Francia
Sisto
i

cattoli-

cio quello de' confederali

condotti
,

da Enrico
degli

duca

di

Guisa

quello

Appena
pontilicato,

V
li

fi

assunto al
lega di

ugonotti diretto da Enrico

IH
il

principi

della

re di Navarra, e quello del re di

Francia, e Filippo

re di

Spagna,

Francia Enrico
partito

III,

che fu detto
,

de' politici o realisti

e in

questa guisa
partito,

il re divenne capo di mentre doveva essere il pa-

gran fautore di essa, lo supplicaiono ad infrenare l'eresia del re ili Navarra, e del suo cugino principe
Il Papa per [)rocedere C(j1massima cautela e circospezione, dopo aver maturamente esaminato

di
la

Cond.

dre comune
tolico del

di

tutti.

Il

partito cat-

nosciuto sotto

duca di Guisa pur coil nome della lega per

il

processo del re

di

Navarra, nel
la

porre sul trono un principe cattolico a danno della successione di Eni ii:o III di Kavaira, e in favore del di
lui zio cardinal

settembre

i585 con

bolla

y4h

immensa, presso il Goldasto, toni. Ili Monarch., pag. 124, dichiar

Carlo di Bourbon,

ambedue
pene
li li

incorsi

nelle

censure

arcivescovo di Rouen,

come primo
il

de' sagri

canoni, delle costitu-

principe del sangue, dopo


te.
Il

nipo-

zioni apostoliche, delle leggi genera-

duca

di

Guisa

colse questa

e particolari, in viriti delle qua-

occasione per dichiararsi capo della lega, e per trattare con la Spa-

decret esser
de' beni,
co' loro

eglino privati
delle
dignit,

dei

regni,
inabili

ed

gna
cep

nel fondo del cuore egli

condi

eredi alla successio-

fino d' allora

la

speranza

ascendere al trono,

non volendosi

ne della corona di Francia ; quindi liber i sudditi dal giuramento di


fedelt,

un

re calvinista ugonotto,
de'

que Cateiina

quantunMedici non semi

comandando
la

a'

vescovi

dei

brasse appoggiare

progetti in

fa-

vore dei Guisa del ramo primogenito di Lorena. Questa casa era

anco potente pel matrimonio fatto da Enrico Ili con Luigia figlia del
conte di
rella

Vandemont,

e peici so-

duca Enrico che divenne cognato del re. Certo che la lega fu solo a danno del calvinismo, e dell'erede naturale di Enrico III,
del

incompatibile

colla

lega

sostegno

del regno cristianissimo di Francia.

promulgazione della non bolla. 11 re di Francia ci permise, onde Sisto se ne dolse con lui amaramente, richiam il nunzio Giacomo Ragazzoni per non aver agito con energia, e gli sostitu Fabio Mirto Frangipane arcivescovo di Nazareth, stato gi nunzio di s. Pio V a quella corte. Chiam poi il marchese di Pesane ambasciatore di Francia presso la saula Sede, per partecipargli la spedizione che andava a fare del nuovo nunzio, e
regni

due

La

lega fu

il

partito

buono e na-

sentendo che non


cevuto

sarebbe stato

ri-

zionale, e quello solo che salv nel

regno la Chiesa cattolica giacche dicono alcuni storici, che mai Eu,

come suddito del re Spagna, il Papa si grav, non


stare
all'

di

vo-

lendo

arbitrio altrui sul-

F
];i

P.

A
In
fatti
l'
il

FRA
re

21
generali

scf-Ila

fle'nmi/i.

\uc pel settembre

gli stati

noi

ricevette, e incaricando

ambaSisto

a
il

Blois.

Trovatosi

per

tal

moda

sciatole a

fare

le

sue

scuse,
gli

re privato

d'ogni potere, perde

gli

neg r udienza, e
che
stdjito

fece inin

di fiducia alla

limare

uscisse

vece

madre, e die luogo ad un temperamento precipitoso e


tragico. All'apertura degli stati in
Blois, Enrico III pronunci un grave discorso, e dispose per modo le cose, che il duca di Guisa Enrico,

la Roma. Queste cliiFerenze non fuiono accomodate sinch il re non

onorevohnente monsignor Mirta, ed allora il Papa richiam l'ambasciatore, come racconta a lungo il p. Tempesti, nella Fta di Sisto V^ lib. X. L'anno 1587 *^ form la fazione del consiglio de' sedici, che avea
SI

pie;:;

ricevere

chiamato a palazzo col pretesto che il re voleva confessarsi e comunicarsi,

nell'alzar la cortina per entrare nel

regio gabinetto
gnali
di

fu trafitto dai pusicari.

otto
il

Indi

niente
il

meno

per iscopo, di privare


e della libert.
re di

ivi an-eslati

fratello
il

furono Lodovico II

re della

corona
il

cardinal di Guisa,

cardinal Bouri

In

pari

tempo

Na varr
ai

bon,
chi

l'arcivescovo di Lione,
di

ducol

parlai

dal

Bearn per

unirsi

te-

Nemours
del

d'

Elbeuf
Il

deschi ed agli svizzeri.


di

Anna duca
il

giovinetto Carlo principe di Joinville,

Gioiosa volle

impedirgli

pas-

figlio

trucidato.

giorno
Natale,
il

saggio, e fu disfatto a Courtray, senza che


il

seguente,

vigilia
il

del

santo

re profilasse della vittoria,


la con-'

fu condotto ca era
slato

cardinale ove
ucciso, e
a

du-

ritornando nel Bearn presso


tessa di

colpi di

Grammontj mentre
Enrico
III

delti alleati
di Guisa.

i sudfurono battuti dal duca

alabarda venne spietatamente morto, quindi bruciale le ceneri de' due


fratelli

quando

si

vide

furono sparse

al vento.

Giun-

per>eguilalo all'estremo dai sedici, e


dal duca di Guisa, a' 12
fece

ta

questa nuova infausta in

maggio i588
truppe,
e
gli

entrare
in

nuove

svizzeri

Parigi per impadronirsi

de^ capistrada.

Il popolo subito si arm, barric e Irincier con muc-

ne rest e con gagliarda allocuzione a' 9 gennaio iSSq signific il suo dolore a' cardinali in concistoSisto
ti'istato,

Roma, soprammodo con-

ro,

donde cacci
perch
SI

il

cardinal di Gio-

chi di botti le vie, discacci le IrLippe,

iosa

voleva

scusare

il

re

tal

memoranda

giornata fu

da

atroce
fece

misfatto.
il

delta dcs
il

barricades. Questa rese duca di Guisa padrone della capitale, onde il re assediato nel Lou-

maggio

24 Papa pubblicare un
a'
il

Dipoi

monitorio, in cui ordinava al re di


scarcerare fra dieci giorni
cardi-

vre, fu costretto fuggire a Chartres, indi a


dici

nal di Borbone
li,

cogli

altri

arresta-

Rouen, ove Caterina de'Mesua madie, che gli fece segnapregiudicievole


trattato detto
il

e
in

dopo sessanta
persona
o

giorni compari-

re

per
del
degli

procuriitoi'e

re
di

il

avanti alla santa

Sede, per render


cardinale, e
altri

riunione, col quale cre

duca
car-

conto della morte


della carcerazione
siastici,

di

Guisa

luogotenente

generale
il

ecclein-

nilitare del
linul

regno, dichiar
il

Carlo di Dourbun

seniore,

che non eseguendo correrebbe nella scomunica.


ci

primo principe

del sangue in pre-

Dopo

il

primo

movimento

di

giudizio del le di

Navaira, e con-

terrore prodotto da

questa tragica

aa
scena
se
si
,

FRA
la

FRA
Filippo

lega

dei confederali pregli

VI

regnare nel

iSaS,

maggior
sciolsero,
i

consistenza;
parigini
si

stati

sostennero

non rimanendovi che Carlo duca d' Angouleme figlio naturale di


Carlo IX.
sorella

in

aperta

ribelliones

dichiarandosi
il

Madama

dal consiglio dell'unione

duca di

dell'ucciso

di Montpensier duca di Guisa,

Mayenne luogotenente
stati

generale degli

della corona

e del regno, che

era fratello dell'ucciso ducadi Guisa,

mentre Caterina

de' Medici d'anni 70

mora

Blois

a'
si
i

tanta sventura

5 gennaio i58g. In radunarono intorno


principi del sangue,

ebbe gran parte in questa uccisione. Enrico III nomin per successole Enrico III Bourbon re di Navarra, che prese il nome di Enrico IV, ed incominci la dinastia della
regnante casa di
ni
di

Borbone
di

sui

tro-

ad Enrico

III

Francia,

e molli signori colle loro forze, co-

me

il

cardinal di Lenoncour,

il

mare

due Sicilie, Lucca sul


,

Spagna, delle e dell'infante duca di trono di quel ducasar


e

resciallo di

Montmorency,

duchi
il

to

che

poi

reintegrato Piacenza.
inabile

nei
Il

d'Epernon e di Nevers; ed di Navarra esib lealmente s


so
il

ducati di

Parma
fu
il

re

stes-

Enrico
e nel

IH

pi
di

dei
lui

le

sue truppe,
suoi

per difendere

tredici re di

sua stirpe: sotto di


il

re dai

nemici, che

furono
riil

i588

duca

Savoia s'im-

grandemente
siedendo
de' conti,
all'assedio
in

irritati.

Enrico HI
vi

padron del marchesato di Saluzzo,


ed un ingegnere di Venlo invent
le

Tours
di

trasfer

parlamento

Parigi e la
di

camera
portarsi
Il

bombe.
Sisto

deliberando
della

capitale.

re di

di
di

Navarra e gli ugonotti lo liberarono dal duca di Mayenne, che divenuto padrone di molte piazze invecon lui partirono, e con cinquantamila uomini per l'assedio di Parigi. Enrico III prese alloggio a s. Cloud, ove giunse il d primo d'agosto; quindi un sicario in abito di
religioso
stiva Tours, indi

V avendo saputo la morte Enrico HI ne form argomento grave allocuzione in concistoro,


cose disse,
la

nella quale tra le altre

che sebbene fosse Sede di celebrare


le

solita

santa

pei

re

cattolici

solenni

esequie, essendo

Enrico

IH, per quanto era Itcito alla Chiesa

giudicare dall'esterno, morto im-

penitente

(ovvero

allacciato

dalle

po

domenicano, chiamato IacoClemente, che fingendo dover


il

censure) per non aver ubbidito al

parlar solo col re per affari pressanti,

mentre
re
le

re incominciava
si

a les^e-

carte di cui

fingeva porta-

tore,
le

gl'immerse un
regione
tanto di

lungo pugnaIl

monitorio (alcuni scrissero non averne egli avuto notizia), cos non era lecito il celebrargliele; non dovendo ci apportale pregiudizio al regno, poich la santa Sede nega-

nella

umbilicare.

re
il

va

r esequie,

ebbe

forza di

estrarre

Francia,

ma

non ad un re di solamente ad Enrico

lrro dalla ferita, e conficcarlo infino al

manico nella fronte del

tra-

ditore, che gli accorsi servi fecero a pezzi. Enrico III mor nel d se-

da buon cattolico, d'anni 38, terminando in lui la stirpe dei Valois che avea incominciato con

guente

di Valois. Qui va avvertito, che avendo poscia 1' abbate d' Ossat persuaso Clemente Vili del pentimen lo e penitenza del re, da questo Papa gli furono decretate le solenni

esequie,

come narra

il

^'ovaes

nelle f ite

de romani

Ponlf-fici,

Una.

FRA
Vili, pag. 220. Enrico
to

FRA
IV
era sfa-

23

nerne
i

la

conferma.
della

iVello stesso

tempo
di

nella
di

prima

et

allevato nella

principi
il

lega

acclamarono
Carlo
a'

corte

Francia

cattolicamente

re

vecchio

cardinal

Giovanna d'Albret sua madre avendo abbracciato il calvinismo, in questo lo fece istruire, e ne divenne uno de' primi sostegni. Dopo i suoi sponsali con Maiglierita di
Valois,

ma

Bourbon zio d'Enrico IV vembre 1589, col nome

no-

di

Carlo

per

salvar

la

vita

abiur
la

X, indi spedirono a Sisto V il commendator di Malta fra Giacomo di Diu per averne la conferma, ed impedire il ricevimento di Luxem,

l'errore, indi

rientr nella religioe

burgo,

ne
vita

pretesa
tra
i

riformata,

pass
le

combattimenti,

paci,

come il riconoscimento di Enrico IV, gi dichiarato dal Pontefice incapace di succedere alla
corona.

e le rotture colla corte di Francia,


sulla quale riport alcune vittorie.

In mezzo a
della Francia,

si

opposte

richieste

Finalmente
si

per
la

opporsi

alla

lega

Sisto

dopo aver
il

con Enrico HI, alla pi gran parte dei signori tanto ugonotti quanto cattolici, che si ritrovavano allora alla corte, il riconobbero per re di Francia. La sua armata essendosi inriconcili

implorato con un giubileo


aiuto, deliber di
portarsi

divino

cui

morie

da neutrale. Destin legato nel regno il cardinal Gaetani con assegnamento


di

cento mila ducati, e


il

dando

alla

lega

soccorso di

trecento mila

deb(jlita

col

ritirarsi

delle altre,

fu

ducati, oltre venticinque mila scu-

costretta levar l'assedio

da Parigi, e
Frattanto
wSi-

pass in Normandia.
sto

V,

a'

settembre del medesi-

mo

spedi cinquantacinque brevi a tutti i principi del regno, venticinque ai primari nobili,

anno iSSg,

mese per la prosecuzione delPer questa i collegati avevano quasi otto milioni di scudi, non comprese le confische fatte
di al
la

guerra.

ai realisti,

laddove Enrico IV ap-

jiena di

quindici a diversi

titolati,

die-

agli abbati, ci cinquantacinque a persone private, sessantatre ai primati di tutte le citt, alla regina

vedova Luigia di Vandemont delcasa di Lorena, e a molti dula


chi,

signori, e

presidenti del par-

lamento,
e
la

raccomandando la pace, scella di un re cattolico. In-

i principi del sangue deliberarono di giurare ubbidienza ad Enrico ly, qualora egli promettesse prima sinceramente di conservare nel regno la cattolica religione, co-

tanto

due milioni di scudi compreso il principato di Bearn, ed altri propri dominii. Frattanto Enrico IV disfece con poche forze, quelle pi numerose che gli oppose il duca di Mayenne nella battaglia d'Arques a' 22 settembre 1589, e in quella d'ivr li i4 marzo i5go ; indi fece arrestare lo zio cardinal di Bourbon, che i suoi chiamavano Carlo X, e lo
aveva
rendite,
fece porre nella

prigione

di

Fon-

giur solennemente, onda essi acclamato re a' 4 agosto, ed elessero il duca di Luxemin fatti

me

de fu

bmgo

per darne parte

al

Papa come

Compie, ove mori a' maggio 1590 d'anni 67. Il Papa non volle fargli le solenni esequie, perch non era stato coronato, n unto, come era in viso co' monarchi francesi. Con grande applauso sino dai 20 gennaio 1090
tenay
-

le

ambasciatole straordinario, ed otle-

era

entrato

il

cardinal

legato

in

?4
Parigi,
colla

FRA
segreta
istruzione di
in

FRA
Francia
per
iiunzi(j

Marsilio

conoscere quale dei due partiti era


il

Landriani, con due monitorii, mio


a' ministri

pi

giusto.

A' ^6

dello

stesso

della
di

Chiesa che

seguis-

mese giunse

in

Roma

l'ambasciaSisto

sero le parli
lo

Enrico IV,

acci

tore de'principi del sangue, che fu

benignamente accolto da

V.

L'ambasciatore di Spagna Olivares


protest su tal ricevimento, e si permise altre domande , che gli mcritaiono il licenziamento dall'udienza del Papa. Giunta in R.oma
la

notizia
Ivri

della

vittoria

riportata

ad

poema

da Enrico IV, che poi con de Salaste, l' ambasciatore della lega domand nuova udienza a Sisto V, e gli presendescrisse
t
le

abbandonassero entro quindici giorni sotto pena di scomunica, ci che altres dovevano fare per l'altro monitorio i grandi ed filtri primari del regno dichiarando co' medesimi monitorii escluso dalla corona di Francia e dalla comunione de' fedeli Enrico IV. Quale attentato commettessero i parlamenti eretici contro monir
,

torli pontificii,

veggasi nel Bernini,

Storia

dell' eresie
il

tom. IV,

pag.

suppliche

de' collegati,

che

5^9

ch'erasi

imploravano aiuto. Ma il Papa bene istruito del vero stato delle dergli, cose,
si

quale rimprovera Natale Alessandro, che n&W Histor. Etc,


,

selce.

A7^,
il

cap.

I,

art.

23,

avea

limit
la

rispon-

tacciato
ingiusto,
pai'ziale

che finch

lega operava
,

per

sola

causa di religione

erasi

Papa d'imprudente ed pei due monitorii, siccome di cui era della Spagna
,

prestato in aiutarla,
si

ma

essendovi-

poscia frammischiata l'ambizione,

le

mire particolari, e

falsi

pretesti,

nato suddito, osservando che colle censure e minaccie alienavasi l'anir mo del re, d'altronde pieghevole
se
si

era inutile lo sperar da lui protezione.


te

fosse

Enrico IV

si

port due vol,

successore
mesi, e
re
la

usata moderazione. 11 Innocenzo IX visse due


di

ad assediare Parigi

il

duca

come bramoso

sosteneagli
al

di

Parma
ritirarsi
,

Alessandro Farnese, gedella

neralissimo

lega,

il

costrinse

leati

avea promesso cinquanta mila scudi


lega,

al-

mese.
l'^Qi
fi-

ma

la

guerra continu
il

Intanto nel
riusc al

medesimo anno
di

cori

diversi successi in tutto

l'e-

duca Carlo

Lorena,

gno.

Divenuto Pontefice Gregorio


pel

glio e testimonio del

trucidato du-

XIV,
cia
gli

sommo

zelo che nutriva

ca Enrico di Guisa, di fuggire dal


castello di

per la cattolica fede, sped in Franin

Tours ov'era
in

stato rile-

sostegno

della

lega

contro
eser-

gato.

Si

port

Parigi

vi

fu

ugonotti ed Enrico

IV un

ricevuto
di

con

grandi
re,
il

acclamazioni
lega, che
ci
di se di

cito di sei
fanti,

mila

svizzeri,

mille

cavalli,

due mila comandati


Slbn-

gioia

dai capi

della

l'avrebbero eletto
fosse stato

non

dal

proprio

nipote

Ercole

geloso
zio.

duca

Manon
gli

drati ch'egli avea fatto generale di


s.

yenne suo
gli

Vedendo
e
i

questi che

Chiesa

per

la

stessa

lega fece
piii

spagnuoli

confederati
re,

dare dalla
di

camera apostolica
di

volevano
tal

dichiararlo
il

anzi

mezzo milione

scudi d' oro,

anteponevano

nipote, irritato
gli

da
nel

oltre

quaranta mila scudi del suo

preferenza impegn

slati

particolare peculio.
rScl

1593 a consentire ad un congres-

l^gi

Gregorio

XIV

sped

so

tra' cattolici

in

Surcne

per

loi

F 11 A
pacificazione.
ili

FRA
anno
mortei

1%
il

Nel

|iecetleiile

nel

i594: quest'ultimo con un


feri

assunto al ponlilicalo Clemente


la

colpo di coltello
te.

labbro

in-,

Vili, che dopo aver pianta


ie di

feriore del re e gli spezz

un den-

Alessandro
dell'

Farnese condotdella lega, e cefunerali, scrisse ai

Siccome
scolari

due malvagi erano

tiere

armata

lebrati magnifici

cardinal Filippo Lega, che essendo

nunzio a Parigi Innocenzo IX lo aveva creato cardinale e legato a


lalere, acci efficacemente procurasse

, chq sotto Carlo IX erano stati stabiliti in Francia, i loro nemici ne profittarono con accusarli di complicit

slati

dei gesuiti

onde
altri
ti

il

parlamento

di Parigi, e gli

del regno inlimarono ai gesui-

d'impedire che Enrico IV siccoeretico salisse sui trono di Fran-

me
cia,
l'

per ivi non esporre la ke^ alestrema rovina. Ma il re vedendo clie non gli sarebbe mai riuscito cingersi pacificamente la corona
di

Francia

se persisteva
,

negli

e,y-

di uscire prontamente dal reame. L' assoluzione data ad Enrico IV fu dichiarata nulla da Clemente Vili, perch non autorizzato l' arcivescovo dalla santa Sede , il perch quel principe preg il Papa ad assolverlo, ciocch veniva ritar-

roi'i

de' calvinisti-ugonotti

doman-

dato per meglio assicurarsi di sua


conversione, e per
gli sforzi

d a nima

questi se poteva salvarsi l'anella religione

che
Il

fa-

romana, e ve:

cevano

la

Spagna

e la lega.

pre-

nendogli risposto afFermativainente,

soggL.nse Enrico IV meglio


eli

sar dunque
re di

io

vada

in cielo

Francia, che sol/anta re di Navarra. Cominci pertanto ad istruirsi nei domini cattolici da du Perron,
stato anch'esso calvinista e poi car-

che Gregorio XIII ain Francia, mosse il Pontefice a concedere r assoluzione, e la diede solennelato Olivieri,

vea spedito

come dicemmo

nel portico vaticano a' 17 settembre iSgS coli' autorit della bolla Divinae gratiae presso il
,

mente

dinale, ed

ai

25

luglio

gli

errori

degli

j5g3 abiuugonotti pub,

Bull. Roni.

blicamente
nigio nelle

nella

chiesa di

s.

Dio-

II, p. 127, con quel cerimoniale e circostanze, che narrammo nel volume III,

tom. V, par.

mani dell'arcivescovo di Boiirges Renato di Baune, che dopo la professione di fede, lo assolvette dalle
hcoll
la

pag. 80 del Dizionario, mentre al volume XII, pag. 28 si disse dell'abbazia di Clairac donala al capitolo

censure incorse

ed a-

lateranense da Eurico IV, e


in

sua

segreta

confessione.

della sua statua


gli

bronzo erettaper gratiture di

Questa abiura fu seguita da una


tregua di tre mesi coi confederati, e diede l'ultimo colpo alla lega, e

dal capitolo

stesso

dine, nel portico della loro basilica.

Dopo Enrico IV
titolo

Fran,

venne

il

re consagrato a Chartres

li

cia

17 febbraio 1594. Le citt si sottoposero ad Enrico IV, al quale il conte di Brissac ed altri fecero senza

ebbero il ed anche di

di

canonico

protocanonico

della

patriarcale basilica lateranense. Al-

trove

pure
in
i

si

not
di

come Enricaro

opposizione

aprire

le

porte di
esecrandi
vita

co

IV

vece

Parigi a' 22 marzo.


fanatici

Due
alla

tratt

cardinali col titolo di

amico , mio

attentarono
il

del

cugino.

A memoria

di questo av-'

principe,
fici

primo Pietro Barriere


secondo Giovanni Chu-

lOcjj,

il

venimenlo Clemente Vili fece erigete sulla piazza di s. Maria Mag

26

FR
vede.

A
iscri-

F
do
I.

11

giure una colonna con analoga

Indi Enrico

IV

dichiar

la

zione, cui Benedetto


quella che
rio
si

Xl\

sostitu

Narra Ridolfitom. J, Clemente Vili p. iir, che sotto avanti la chiesa di s. Antonio agliate fu eretta una colonna di granito, con ciborio e Crocefisso di metallo, sostenuto da quattro colonne, per celebrare questa assoluzione coli' iscrizione che riporta. CleVenuti,

Roma moderna

guerra alla Spagna j ricuper Amiens, e si pacific a Vervins nel i5g8, in un al duca di Mercoeur,
che
gli

sottomise

la

Bretagna.

La

non fu pi turbata nel regno, meno una spedizione contro


tranquillit
la

Savoia nel
alla

riosa lora
il

Fiiuicia.

600, che riusc gloEnrico IV d'alin

in

poi occnp;ito

far

fiorire

regno, non pens che a renderlo

mente IX

fece

togliere

il

monu-

felice

ed
alla

a governarlo

da

padre,
il

mento, ed in vece vi fu posta una pietra con una fiammella in mezzo che vi dur sino al I744> ^'"
lorch
si

onde

desolazione

successe

primiero splendore. Nel 1598 aveva Enrico IV accordato a' suoi


sudditi la libert di coscienza,

trov

il

tutto

infranto.
ristabi-

meci di
la

Allora Benedetto
lire
il

XIV

fece

diante l'editto di Nantes,


registrare nei

che fece

monumento
avendovi

nella

forma che

parlamenti.

Da
Vili
1

sussiste,

fatto rimettere la

prese occasione Clemente

croce com'era piima col Crocefisso e la Be.ita Vergine, nel piedistallo l'arme di

pubblicare
bolla

a'

20 agosto
in

099

Dii'es
si

misericordia
Bull.
i

sua
con

Clemente Vili,
di

la

proe

Deus, che
11,

legge nel tom. V, par.


del

pria, quella del re


del real delfino, con

Francia,

pag.

55

Roin.,

l'iscrizione

che

la

quale esort

tutti

vescovi del

pure riporta il Venuti. La lega cadde onninamente, ne duca Carlo di il pili si nomin Lorena si assoggett ad Enrico IV che gli die il governo della Pro:

gior studio e zelo

regno a procurare con ogni mag1' accrescimento


della fede cattolica, l'osservanza della

disciplina ecclesiastica, e
de' vizi
,

l'estir-

pazione

in

cjiielle

citt
re-

duca di Mayenne si pacific col re che si vide tranquillo sul trono, riunendo il Bearn, e la Na varr la contea di Foix francese alla corona di Fiancia nominandosi egli e i suoi successori inclusive a Carlo X del 1824, re di Francia e di Navarra. Considerando poi Clemente Vili che Enrico IV non aveva successione da Margherita di Valois sorella degli ultimi tre re di Francia, con
venza
;

il

principalmente nelle quali erasi


stituito
il

pubblico
religione.

esercizio

della

cattolica

Indi

nel
in

Cletnente

Vili

sped

1601 Francia

Maffeo Barberini, poi Libano Vili, colle Fascie benedette [Vedi), pel delfino nato da Maria de' Medici,
il

quale

divenne
cos\

re

col

nome
Papa
questo
della

di

Luigi
il

Xlll:

questo

fu

primo ad introdurre
ai

sagro donativo

successori
si

corona,
al

il

di cui catalogo

riporta
Cle-

la

quale per timore erasi sposato, esaminato matuiamente si delicato


affare, cedette

citato articolo.

Non essendo
a' suoi

mente Vili
decessori

inferiore

pre-

alle
il

istanze

del

re,

nella stima

e benevolenza
di

gli

concesse

divorzio, e di spofiglia

verso

la

benemerita compagnia

sare invece Maria de' Medici


del

granduca

di

Toscana Ferdinan-

Ges, fece vive premure al re perch fosse reintegrata nelle antiche

FRA
case del

27
alla

regno. Enrico

IV

accer-

tal

fine invi

ambasciatore
il

tatosi dellinnocenza de'gesuiti, malgrado gli sforzi del parlamento, li richiam nel i6o4r gli fond poi
il

repubblica
di

di

Venezia

cardinal

1608 sped a Roma Carlo Gonzaga duca di


Gioiosa.

Inoltre nel

collegio della Fieche,

nella chiedell' affetto

Nevers, per contestax'e in pubblico


concistoro a Paolo

sa

del

quale, in

segno

riverenza ed

che loro portava, volle che


la

dopo
il

affettuoso ossequio. In questo


la

anno

sua morte

\i

fosse depositato

suo cuore.
eccles.

J^. Io

Spendano, Jnnal.
n.

ann. i5g3,

23, ann. \5<^^,

num. 22,
l'Eglise,

e Bercaslel, Hisloire

de

e
fa

XIX, p. 54^ e seg., tom. XX, pag. 545 e seg., dove


tom.

duca d'Angi, e nel seguente madama di Francia. Nel 1610 essendo Enrico IV tutto intento ad allestire una possente armata, che si credeva deregina partor
il

stinata a sostenere
testanti contro
i

principi

pro-

vedere quanto un

re,

per anto-

cattolici, nella

gran

nomasia detto il Grande^ sapeva stimare una corporazione religiosa oppressa, contro la quale si erano
collegati
i

controversia che allora ardeva per la successione del ducato di CieveSj

con

paterne
di

lettere

procur
s

pi

potenti magistrati,

Paolo

rimoverlo da

fatto

a quali

egli

stesso rispose,

che nel
al

punto che aveva pensato


vato che due sorte
si

rista-

persuaderlo alla pace mostrandogli quanto disconvenisse


e

impegno

bilimento de' gesuiti, aveva


di

osservi

ad un sovrano
sa.

cattolico tal
la

imprerisolui

persone

Erasi gi divulgata
di

erano opposte, quelle cio della pretesa riforma o sieno gli eretici,
e
di
gli ecclesiastici
il

poco

edificanti. In-

nunzio Maffeo Barberini tenne che fosse distrutta una


eretta nel

ot-

pi-

Enrico IV, onde suoi nemici pensarono iniquamente di levargli la vita, col cinquantesimo attentalo. Volendo il re partire coll'esercito deput la regina in
zione
,

ramide

luogo

della de-

sua assenza reggente del

regno, e

molita casa di Chatel,


suiti offensiva.

ed

ai

ge-

per

le

replicate sue istanze la fece

Le

dispute sulla gra-

coronare

con
in
s.

gran

pompa

a'

i3

che rinnovaronsi in questo tempo nella Francia, diedero origine


zia

maggio
Enrico

Dionisio.

Restituitosi
il

IV

a Parigi per godere

alla

celebre congregazione

de auquale

magnifico apparato

che

si

faceva

xiliis

divinae gratiae,
al

della

per r ingresso della regina, dovette


fermarsi colla carrozza nella strada
della

trattammo i47 e i48


pa
la

volume XVI, pag.


il

del Dizionario.

Ferronerie.
lo

Profittando

del-

Successe a Clemente Vili

Pa-

Leone
santa

XI

de' Medici, che


al

da
re

cirdinale avea amministrato


Eucaristia
del
,

Francesco Bavaillac d'Angouleme, che da gran tempo meditava assassinarlo, con


l'occasioiie

scellerato

e
di

ricevuto

r abiura

principe

Cond

due colpi di coltello l'uccise maggio d'anni cinquantasette.


livi

a'
I

14
ri-

mo-

non che cooperato alla pace colla Spagna ma essendo morto dopo ventisei giorni, fu eletto Paolo V,
;

che mossero Ravaillac sono

masti un problema storico, e non


si

pu francamente addurre quello


si

che nelle gravi vertenze


ziani

co'

vene-

che gi

suppone:

la

pel

fulminato interdetto ebbe


IV, che

quell'assassino

fu fatta

procedura di con fretta, e


egli

a mediatore leale Enrico

tenuta sempie segretissima;

28
i-eito

FRA
che Ravaillac serupie
di
s>i

FRA
protato
col

principe

di

Cond capo
essendo
d'

test

non aver

complici.

Cosi

de' malcontenti;

ma

stato

mor Enrico IV; l'esercito lo chiam il re de prodi, ed il popolo il buon Enrico. Gli si rimproverano
la
i

arrestato dal maresciallo


il

Ancre,
si

principe con molti grandi


disporsi
alla

ri-

tirarono per

guena.
esi-

molti suoi
Sully

illeciti

saggezza del ministero


contribu

amori; e del du-

La
te,

regina mise in piedi tre ai'mae fece la guerra con


:

buon

ca di

molto alla prosperit della Francia ed a ri,

to contro g' insorti

questa

guer-

ra

fin

tutto

ad

un

tratto colla

btoraie le sconcertate finanze.


successe
il

Gli
detto

morte

del maresciallo d' Ancre, che

il

figlio

Luigi

XI II
nel

fu fatto uccidere dal re sul


di Louvre, altri
li

ponte
cortile,

Giusto, che nel letto o tribunadi


giustizia

dicono nel

le

tenuto
il

se-

24 ottobre 16

17, con quella di

guente, conferm

decreto

fatto

nel giorno precedentCj per le cure


del duca d'Epernon intorno la reggenza della madre, e fu cox'onato
iu

Eleonora sua moslie e coli' allono tanamento di Maria de' Medici, che
fu
rilegata a Blois. Il Carlo d'Albert duca di
di

favore di

Luines
tumulti

17 ottobre dal cardinal di Gioiosa. La Francia rimaa'

Pieims

contestabile
str

Francia
ai

sommini:

nuovi pretesti
si

se nel disordine governata dal fio-

malcontenti
te della

rivoltarono dalla par-

lentino Concini,

divenuto
de'

pel

fa-

regina, che fugg

da

Blois,
col
fi-

vore
sciallo

di

Maria

Medici

mare-

e poi nel
glio,

16 19
il

si

pacific
di

d'Ancre, e
fiu'onvi

primo ministro.
ca-

Sul principio del regno di Luigi

XI 11

varie turbolenze,
del

gionate dagl' intiighi


e di Eleonora

Concini,

Caligai sua moglie, intima confidente della regina, adoni

tandosi
tali
Ijidi
<le
il

principi

del

sangue

per
tor-

Luines rese la libert al principe di Cond, che rest al re fedelissimo. L'anno dopo avendo il re formalmente riunito il Bearn alla corona, e volendo che gli ugonotti restituissero beni ecclesiastici che avevano ni
surpati, essi
si

mentre

duca

favoriti.

Acquietati questi

rivoltarono,
diverse

onde
piazze

col

trattato di santa

Menchouil

furono
nella

loro

prese

i5

maggio

1614,
a'

re

fu

dichiaralo maggiore

ottobre
gli

ed

a'

27

dello stesso

mese tenne
gli
JNell'

Guienna e in Lin2;uadoca. Montalbano arrest i progressi delle armi l'egie, e il duca di Mayenne
vi

stati

generali,

che furono

ulti-

rest ucciso nel

162
il

i.

In quedi favo-

mi ad

essere convocati.

seguente Enrico principe


d, malcontento di
siderato, corte,
si
si

di

anno Con-

sto

anno
i'I

mor

il

contestabile

Luines,
re
sis

re concesse

suo

ritir

di

non essere connuovo dalla


e
il

ad Armando Giovanni du Plesde Richeli eu, gi gran cappeldi questa col

un agli
i

ugonotti,
,

ri-

lano e gran limosiniero della regi-

cominci

torbidi

mentre
vi

re

na madre, mediatore
figlio, alle

portatosi a

Bordeaux

spos Anin re-

cui

istanze

Gregorio
fatto

XV

na d'Austria infante di Spagna: questo anno mor in Parigi la


gina Margherita di Valois,
priacipessa di questo ramo.

lo cre cardinale,

indi
i

primo

ministro
il

umili

grandi, abbass
,

ultima

potere

de' parlamenti

disarm
prese

La
un

re-

gli

ugonotti, e rese la regia autoassuUita.

gima

madre

nel

>6i6

fece

trat-

rit

Giegorio

XV

IRA
in

FR A
signoria
la
la

29
Ita-

deposito

la

Valtellina,

tempo
lia,
il

ledesclii

entrarono in
Collalto

de' grigioni,
ra, in cui

evitando cos

guer-

general
il

sorprese

Francia j indi per le suppliche di Luigi XIII elev al grado di rnclropoli la capitale del regno: questo Papa nel 1G23 ebbe a successore
era partecipe

Mantova, e
sto in Italia

marchese

Spinola

assedi Casale;

ma

il

re spedi to-

una poderosa armata

Urbano
cia.

Vili, gi nunzio di Fran-

tutta la Savoia, e prese varie piazze, disfacendo i nemici imperiali, spagnuoli e .savoiardi,
il

che sottomise

duca

di

In detto anno

il

re

termin

la

segnalata vittoria a Yeillana.


sta

Montmorency con Quegli

guerra colla pace


bil

di

Privas, rista-

medesima armata batt

spaa se-

nel

1624
coli'

la

tranquillit nella

gnuoli che vennero costretti

Valtellina,

stria Tunisse

al

impedire che l'AuMilanese; indi pre-

la sua assistenza al duca di Savoia contro genovesi. Avendo

st

gnar il trattato di Cherasco nel i63i. Dopo qualche tempo Gastone duca d' Orleans, unico fratello
de! re, geloso dell'autorit del carpigli le armi e duca di Montmorency, che sollev la Linguadoca di cui era governatore, indi perde la te-

gli

abitanti

della

Piocella

antica
le

dinal

Richelieu,
il

capitale degli ugonotti, riprese

ar-

guadagn

glesi

mi, furono vinti sul mare, e gl'ined olandesi che li proteggecolle


flotte

vano

finono

disfatti

sta

ed

il

cardinale

che

fu

sul

nell'Isola

del E.e agli 8

novembre
Piocella
il

1627. Allora Luigi XIII intraprese


il

punto di cadere dal favore, si elev a maggior possanza. Il re prese


al

famoso assedio

della

fiatello

tutta

che dur un anno,

in

cui

ge-

ci

gl'imperiali
il

la Lorena, e scacda Idelberga, di-

neralissimo d' Estampes, poi cardinale, fece prodigi di valore,

chiarando
ca,

cardinal Piichelieu dudella Bre-

ed

il

pari,

e governatore
gli

cardinal Puchelieu

ne

fu

sommaDo-

tagna.
sero

Poco dopo
Treveri
,

spagnuoli prela

mente benemerito per aver diretto


l'assedio sotto gli occhi del re.

vi

trucidarono

guarnigione francese, ed arrestarono


1

po
cia,

la

presa di questa

citt,

dipendeva
costituirne
pigli

la tranquillit della
gli

donde Franil

arcivescovo

elettore

ehe

si

era

messo
cia.
Il

sotto la protezione della

Fran-

poich
sotto
il

ugonotti

volevano
,

re irritato da queste violenalla

una repubblica
la

re

ze dicliiar la guerra

Spagna
tredici

protezione

contro

nel

i635,

la
l'

quale

dur

duca di ISevers, nuovo duca di Mantova. Forz il passo di Susa il 6 marzo 1629, disfece il duca di Savoia, fece levar
l'Austria,
l'assedio di

anni contro

imperatore,

e venti-

cinque contro la Spagna; mentre le congitne contro la potenza del cardinal pLchelieu, come le vendette
si

Casale, e mise
possesso del

alleato in
Pii

il suo Mantovano.

alternarono.

marescialli di

tornato

Luigi
il

XI l

in

Francia
ugonotti

sottomise
nella

resto

degli

Linguadoca e nel
la

Vivarese

ed accord
lico
il

sua

grazia

ad

Ensfato
frat-

una combattimento d'Avein; l'armata imperiale comandata da Galasso, fu disfatta in Borgogna ; il conte di
Chatillon, e di Brez diedero
rotta al principe

Tommaso

nel

duca

di

Piohan

ch'era

Harcourt scacci

nemici

dalle

i-

capo de'

ribelli.

In questo

sole di Lerins, soccorse

Casale, dis-

3o
fece
il

FRA
marchese Torino sopra
di
i

FU A
ri

Leganes, e prenemici del duca


di Scliradi

gi

condannati

se
di

istahijire

di Baio e por quanto poteva il riprove,

Savoia; il maresciallo berg fece levar l'assedio


te,

vola sistema giansenistico,

il

quale

Leuca-

spagmioli, che
tuli

furono prese diverse piazze sugli inoltre furono battre

volte sul

mare.

La

presa
del-

d'Arras, condusse la xiunione

corona nel i64o. I francesi uniti al duca Bernardo di


alla

TArtois

ha principalmente per fondamento, che dopo la caduta di Adamo noi siamo necessitati invincibilmente a fare il bene e il male; il bene ailorch la grazia in noi predominante, il male quando in noi pre-

domina
secondo
logo
,

la
la

concupiscenza
dottrina del

laonde
teo-

Weimar
tarono
Rlieinfeld,

presero Brisaco,
nel

e ripordi

nuovo

i64i

le

vittorie

la

nostra

volont

sarebbe

di Polinckove, di Rhinaus, di Wolfembuttel: il principe di

schiava o della grazia o della concupiscenza, senza poter resistere a

Conde' prese

Salses

nel

Rossi-

niuna

gliene.

La Catalogna si sottomise Luigi XI li, il Portogallo fa emanpreso


nel

di queste due, e solamente una vincerebbe in noi l'altra quando 1' una supera l'altra nella forza.

cipalo dalla Spagna, e Perpignano

Oltre a

ci

Giansenio

stabiPi
ai-

con tutta l contea di Rossiglione, quindi il duca di Lorena fu per la seconda


fu

1642

nel suo libro,

che Dio impose

l'uomo molti precetti, l'osservanza de' quali impossibile, poich per


essi

volta spogliato de'suoi

stati.

manca necessariamente
con cui
sarebbero

la

gra-

Durando
le

nella Chiesa tuttavolta

zia,

osservati.
il

tr;tnquillit sulle dispute

che

INliche-

Perci disse poi lepidamente

du-

Baio

avea

eccitato,

Cornelio

ca d'Orleans, reggente di Francia:

Acquoia luogo di Ole rinnov sotto Urbano Vili. Questo PonteCTianseiiio di

landa, e vescovo d'Ypri


flce colla
///

che se Dio l'avesse fatto nascere sul trono , dal quale era origi naimente uscito, non avrebbe mai
sofferto fra
vassalli gente, i suoi che in una rivoluzione o in un attentato potesse addurre per iscu-

bolla de'
,

eminenli

6 marzo 1641, che dicesi distesa dal


che
si

cardinale
Biillar.

Albizi, e

legge nel
11,

Rom. tom. VI,

par'

pag.

" sa co' giansenisti, che la grazia gli

270, rinnovando quella di s. Pio V, e di Giegorio XIII contro il Baianesirno (Fedi),


'u[\lo(\lo

era mancata". Giansenio pei continui rimorsi di sua coscienza, non aveva pubblicata la sua opera, anzi pi volte intent di mandarla a

condann il libro yiugustinns Cormlii Janses.

nii^'^cu

doctrina

Aiigustini

de.

nata-

Roma,
lettera

soggettarla

al

giudizio

me

humnnae

sa/ntate, tnedicina eie.


tre,

della santa Sede.

conila Pelagianos etc, tomi

Lovanii 1640, cio due anni dopo la morte di Giansenio. Avea Giansenio consumato ventidue ann di fatica, uon com'egli diceva, per resuscitadottrina di s. Agostino, bandita per pi di cinquecento anni dalle scuole cattoliche, ma per aule
la

una ad Urbano Vili, piena di


Scrisse infatti

sommessione, ma priche questa fosse inviata, essendo egli tocco dalla peste, e temendo che suoi partigiani la occultasser dopo la sua morte, dichiar nel suo testamento, che se per
rispetto e di

ma

avventura

il

Papa

credesse di tlo-

toiizzare colla sua

penna

gli

erro-

ver fare qualche mutazione nel suo

FRA
assoggeKava con rispetto, protestando di morire come era vissuto, obbediente figliuolo dellibio
,

FRA
cattolici, e

3r
si

egli

vi

si

que' medesimi dottori


dipoi

segnalarono

contro

il

giandi'

senismo
decreti,

, i

la

Chiesa
quelli

ronaana.

Morto Giansela

con un gran numero quali dimostravano


loro
religione.

la

iiio,

del suo partito soppreslettera

purit
senio
ni

della

Frat-

sero non solamente


il

(che

tanto successe nel


il

partilo a Gian-

principe di Cond Luigi rinvenne nella presa d'Ypii e pubblic), ch'egli poco prima avea scritto,

miglior suo amico Giovan-

de Verger

de Hauranne

pi

conosciuto col
s.

nume

di

abbate di

ma

senza la sommissione, che aveva protestato alla santa Sede, pubil

blicarono
ta in

suo libro
nel

la

prima

vol-

Lovnnio

r640)

alla qutle

edizione scgnircmo nell'-inno seguente

Cyrano), che dopo varie vicenlui funeste, mori nel i643, ed allora sottentr a lui Antonio Arnaud d' Andilly. Ambedue avendo sedotto un gran numero di comude a
nit religiose, di vescovi e di per-

due

altre in

Parigi e in Iloma.
di

Neil' istesso

anno 1640 l'opera

sone di tutte

le

condizioni

Giansenio era stata proibita dalla congregazione della sagia inquisi-

disgraziatamente

molto propagarono nel


,

regno di Francia

la

pestifera

dot-

d'Anversa furono pritni, che mossero guerra alla dottrina che in essa si conteneva con un libro da loro stampato con questo litol o: Theses theologicae de gratin etc. Malgrado la condanna che del libro di Giansenio avea pur fatta Urbano Vili con la bolla, che poi
i

zione in Pioina, ed
i

gesuiti

Per ovviare a tanti mali, l'effetto de' quavedremo nel decorso di questo li articolo, sia nel politico, che nell'ecclesiastico, Urbano Vili a' ?. gennaio i644 io^i la sua bolla ///
eminenti, alla
Parigi, detta
la

trina del vescovo d'Ypri.

facolt

teologica di
la

Sorbona,
di
si

quale

proib
gli

a' suoi

membri

sostenere

nel
il

1642
di

si

pubbh'c nel Biabante,


nell'univerin

errori, che in quella

libro trov difensori

sit

Lovanio
e

cui

Baio era
la

Tanto bast perch naud, uno di essi, difendesse


navano.

condanArsco-

stalo decano,

Giansenio professo-

re di sacra Scrittura.

Dur

resi-

stenza di queli' accademia per circa nove anni, ne' quali essa

pertamente il libro di Giansenio, e ne pubblicasse l'apologia. Questa fu confutata da monsignor Hebert,


poi vescovo di Vabres,

man,

ma

1'

Arnaud

in

Roma
la

deputati, per i-eclaniabolla


pontifcia
la

pretese di giustificarla con un'altra,


la
ti

re contro
zione

e a

quale colla prima, e cogli scritdell'abbate di


s.

Madrid per impedirne


nelle

pubblicaIl

Fiandre

spagnuole.

re di Spagna non ostante questo maneggio, ordin che la bolla fosse di


te
,

Cyrano, pubblimorte, furono proibiti dall'arcivescovo di Besanzone nel i647j ^ dal parlamento
cati

dopo

la

sua

nuovo pubblicata
viet sotto

nel

Braban-

pene, cio di cinquecento fiorini per la prima volta, e l'esilio di anni sei per la seconda che Ibsse impugnata o contrariala, onde dopo qualche temno lutto si quiet ne' Paesi - Bassi
gravi
,

Borgogna nei sempre 1' Arnaud


di

648

restando

fino

alla

morte

ostinato nella difesa di

Giansenio,

perch guasto dall'antica confidenza, e


di
s.

perverse massime dell'abbate

ni

Cyrano. Ora torniamo ai censtorici del regno di Luigi XI li.

3.>.

FRA
Nella gran lotta del cardinal Ri-

FR/V
nore
dina
ritiratezza.

Sotto di

lui

il

rar-

chelieu primo ministro di Francia,

Richelieu
ai letterati,

diede animoso im-

che cercava di

deprimere

la
il

pos-

pulso

per cui nel iGS*


cardinale

sanza di casa d'Austria, e

conte

fu istituita l'accademia francese con

Olivares dominatore della corte di

quaranta

dotti,

di cui

il

Spagna,
fina

questi sebbene dotato di


,

fu capo e protettore. In quel tem-

politica

venne superato
le

dal
viste

cardinale che ne deludeva

po fiorirono Descartes, Malherbe e Corneille il buon gusto si mani;

siccome
fluenza

uno

de' pi
fiorito,
i

abili

ministri

fest nella
l'a
;

pittura e nella

scoltu-

che al)biano

ond' ebbe in-

Rouen ed Elboeuf cominciaroi

su tutti

gabinetti

d'Eu1642.

no ad esporre
tendenza
alla

loro drappi

e la
al

ropa, e mor
In queste

in Parigi nel

navigazione

ed

guerre

pi volte inter-

la sua paterna mediazione^ ed eragli riuscito comporre quella di Cherasco, a mezzo

pose Urbano Vili

commercio, non che la marina fiancese di molto si accrebbe. Dell'origine delie Gazzette o fogli periodici

in

Francia,

pure avvenuta

in

del

suo

nipote
,

cardinal

Antonio

Barberini

eh'

ebbe
di

compagno
nc^l-

questo tempo, se ne tratta all'articolo Diario di Roma (Fedij. Sotto

Giulio

Mazzarini

Piscina

Luigi

XIII

furono
di
s.

mandale
Guadalupa
il

l'Abruzzo. Questo prelato fu poscia

colonie
della

nell'isola

Cristoforo

da Urbano Vili spedito


cia

in

Fran-

Martinica,

della

colla qualifica di

nunzio straorbelligeranli,

e di Caienna nella Guiana;


dinal R^ichelieu in

car-

dinario, per rinnovare la sospirala

una parola preLuigi


la

concordia tra
ingegno.
in

le parti

par

il

secolo
di

di

XIV.

Alla

avendo gi date prove


ed

del suo alto

morte
alleata

Luigi XIII

Francia era

Fu pei'ci preso in istima benevolenza dal cardinal Richelieu, e divenne quindi sospetto
alle

colla

Svezia,

coli'

Olanda

colla Savoia

ed

il

Portogallo, e sos-

teneva

due

corti
,

austriache imperiale

gna

e spagnuola
la

provocando piuttosto
il

guerra. Pregarono
il

Papa
il

li-

contro r impero e la Spauna guerra rovinosa ai cUxe: parliti. Aveva Luigi XIII prima di morire radunato i principali signori

chiarnarlo,
zarini
alla

quale trasfer
vice-legazione

MazAvi-

del regno,

ed

in

presenza loro
caso di
la

di

dichiarato, che
egli

in

morte
regina

gnone;

morto il cardinal Richelieu, Luigi XIII che del Mazzarini avea concepito grande slima ed amore lo richiam a Parigi, lo fece primo ministro, e gii ottenne da Urbano \I1I il cardinalato. Mentre trattavasi la pace mor il cardinale Richelieu e la regina Maria de' Medici nell' esilio,
essendo
,

ma

intendeva
nella

lasciare

Anna d'Austria sua


te
,

sposa reggiadel
loro fiyiio

minorit

Luigi

XIV che successe al padre. Luigi XIV per le sue geste ^a

chiamato il Grande, ed anche Diodalo perch nacque nel i638, do-

po ventitr anni

di
Il

sterilit

della

regina sua madre.

principio del

e nell'anno seguente a' i4


il

'l'^gg'o

re d'anni 43, lodato per rette intenzioni, criterio, valore e piet ; qualit

suo regno fu segnalato da un gran numero di vittorie. Luigi di Bour-

bon duca d'Enghien,


poi sotto
il

celebre diprincipe
ili

che

avrebbono

maggiormente
vissuto con

nome
la

di

risaltato, se avesse

mi-

Condc, giiailagn

famosa

ball.i-

FRA.
glia di
Il

FRA
in

33
:

RocroY) e prese Thionville. maresciallo di iirez diede una

Leus

agli

spagnuoli

fruito di

questi prosperi
piicifci

avvciiinienti,

e dei

rolla alla (lotta spaglinola in vista


di

accordi ch'ebbero luogo Ira


la

Carlagena

il

viscr-nte di

Tu-

l'Olanda e

Spagna

fu

la

pace

renna, vero genio,


dell'arte della

come
nel

il

Cond,
I"

che venne conchiusa nel medesimo

guerra, vinse la bat-

taglia

di

Rotweil

i644-

anno 1648 in Munster pel trattato di Osnabruch e di West fa Ila


tra la Francia, l'imperio e la Svezia
;

quest'anno essendo morto Urbano Vili, il suo nipote carinal Antonio Barberini, protettore della co-

ma

la

Francia rest
In

in

guerra

cogli

spagnuoli.

virt di questa

rona

di

Francia
contro

presso
caidinal

la

santa
l'e-

Sede, procur da Luigi


sclusiva
il

XIV

Pamphidall'ani-

ly;

ma essendo stata sospesa

pace l'Alsazia rest sotto il dominio di Luigi XIV, che nel tempo slesso acquist Metz, Toni e Verdun ; ma siccome pregiudicava la
religione cattolica in

basciatore,

me

venne eletto Papa col nod'Innocenzo X. Per tal sospensio-

Germania,

In-

nocenzo
ciosa

la

riprov

come

perni-

ne rest dispiacente il re, non perch fosse contrario alia persona del nuovo Pontefice, ma perch avevano essi stessi provocato l'esclusiva; ed perci che tolse la protezione del regno al cardinal Barberini, e richiam l'ambasciatore tultavolta essendo
:

alla cristiana repubblica. Nell'anno appiesso insorse la gueira civile, cagionata dalla gelosia che i grandi avevano concepito contro

il

ministero, e la

somma

autorit
in

del cardinal Giulio Mazzarini.

Continuavano frattanto

Frandel

poscia
zia

Barberini caduti dalla grail

cia le perturbazioni a cagione

d'

Innocenzo X,
asilo
in

re gli accor-

libro di Giansenio, per la qual cosa sul fine del luglio

d un
coli
fici,

Francia. Agli arti-

1649

essen-

Conclave, Elezione de^ Ponteed Esclusiva (Fedi), sono rigli

dosi scritto dall'una e l'altra parte

copiosamente,
colt

il

sindaco
Parigi

delia

fa-

portate le notizie riguardanti l'esclusiva,

teologica di
sei

present

ambasciatori al conclave,
i

airassendjlea

proposizioni esliatle

e quanto fecero in questo


nali

cardi-

protettori,

o ministri di Fran-

da quel libio, le quali egli diceva essere la cagione di tanti disturbi.

cia

ed aderenti. Nel 1647 ^^ istanza di Luigi XIV il Papa cre cardinale Michele Mazco' loro nazionali
zarini, fratello del cardinale

Furono
putati
l'ano
,

esse

tori dalla
i

esaminate da nove dotmedesima Sorbona deeh' e-

quali deliberarono

primo

ministro di Francia, indi fatto


basciatore di questo regno in

amRo-

degne delle pi rigorose censure. Il signor Luigi Gorino di SaintAmour famoso dottore della Sorbona,
Parigi
,

Francia i suoi trionfi, il duca d'Enghien vinse la battaglia di Noidlingen il principe Tommaso, ed il duca di Richelieu superarono in mare gli spagnuoli vicino a Castel-a-mare nel 1647; e nell'anno seguente i francesi furono pi fortunati colla disfatta che diede il maresciallo di Turena
la
; ,

ma. Continuando

rettore

dell' universit

di

fu

mandato a Roma
a
fine
di

in

quest'occasione

patroci-

nare

la

causa dei difensori di Gian-

senio. Egli fu

solo che si opil pose alla decisione dei nove dottori,

ma

dipoi essendogli riuscito guaessi


i

dagnare sessanta dottori, con s appell al parlamento; ma

no-

voL. xxvir.

34

FRA
4.
1

FRA
semipelagiani ammettevano
di
la necessit

ve commissari non riconoscendo per giudici competenti quelli del parlamento, ricorsero al tribunale dei Tescovi di Francia. Ottantacinque
prelati del

una grazia

interio-

re

e preveniente per' ciascuna

a-

zione in particolare, anche pel principio della

regno

a'

quali

poi

si

fede,

ed erano

ei-etici

aggiunsero tre

altri,

ricevettero la

appunto perch pretendevano che


questa grazia fosse di tal

causa de' commissari, e restringen-

natura
fosse

do a cinque
il

le sei proposizioni,

aveva denunziato, una lettera, che si legge in un


sindaco
proposizioni nell'Oldoino,
P^it.

che con
alle

che nella volont


il

dell'

uomo

poter ubbidire o resistere.


5.

errore de' semipelagiani

il

Pont.

dire,

tom. IV,
scritta
a'

col.
I?.

viarono
afljnch

al
il

655, da tutti sottoi65i, le inPontefice Innocenzo X,


aprile
s.

che Cristo abbia sparso il sangue o sia morto per tutti gli uomini senza eccezione.
L' Histoire des cinq propositions

successore di

Pietro,

de Jansenius fu stampata a Liegi


nel

dicevano
sa
tire
ni.
1

essi,

insegnasse alla Chiesi

1699

in

due tomi.
delle cinque

universale ci che
discepoli di

doveva sene fautori

Air esame
zioni a'

proposi-

intorno alle cinque proposizio-

Arnaud
(il

di

Giansenio

spedirono
cui
il

quattro

deputali a

Roma

nome

Innocenzo stabil una congregazione dei pili scienziati uomini che avesse in Roma la santa Sede ( cui nomi
aprile

20

i65i

carattere lo descrive

Nuzzi nella

e gradi riporta

il

Storia della lolla UnigentitSj tom.


I,

X, pag. 87

della

Novaes nel tom. Storia de sommi


religiosi

pag.

83

seg.),

per impedire

Pontefici), e di

tutte le scuole catdiversi,


i

che le cinque proposizioni fossero condannate. I vescovi francesi inviarono al Papa i loro deputati

toliche di ordini

quali, intese diligentemente le parli,

(pur

descritti dal
la

Nuzzi a pag. 85),

mesi,

dopo il maturo esame di alcuni dopo molte congregazioni ai

per sollecitare
guenti,

condanna
la

delle
le se-

vanti

cardinali, e dieci

o undici

cinque proposizioni, che sono


e che furono

congregazioni, che durarono ognu-

causa di

tante inquietudini nella Chiesa.


1.

Alcuni

precelti

divini

sono

na tre o quattro ore innanzi al Papa, cio dai io marzo a' 7 luammettendovi anche glio i652
, ,

impossibili ai giusti, che

desidera-

una
per

volta

dire

le

loro ragioni
di

no e procurano di osservarli secondo le loro forze, poich manca


loro
la

alcuni
la

dottori

venuti

Francia

difesa di Giansenio, quattro

grazia,

con cui

li

facciano

consultori a materia

non per anco


furono
a

possibili.
2.

perfettamente
resiste

discussa

Nello stato della natura cor-

Giansenio favorevoli, mentre


i

nove

rotta
zia

non

si

mai

alla

gra-

interiore.
3.

nello stato

non una

Per meritare, o demeritare della natura corrotta, d'uopo all' uomo di avere

cardinali sentenziaconsultori, ed rono le suddette cinque proposizioni onninamente contrarie alla cattolica verit, e come tali dann Innocenzo X a' 3
le

con-

maggio

libert esente dalla necessit di

i653, con
presso
il

la bolla

operare,

ma

bastagli di avere

una

li-

Ballar.

bert esente da qualunque violenza.

par. Ili, pag.

Cimi occasione^ tom. VI, 248, avendo intese

Rom.

FRA
le

FRA
si

35
giudici

istanze con cui l'ambasciatore di

diedero

la
i

misera consolazione
loro
,

nome

Francia non cessava di chiedere in del suo sovrano una decisio-

d' ingiuriare

di
le-

calunniare un ceto di persone


ligiose,

ne assoluta. Questa condanna provoc pure efficacemente colla voce e con la penna il dotto francese Francesco Allier, poi vescovo di Cavaillon che allora si trovava in
,

contrarie.

che ad Per

essi

far ricevere nel

furono sempre suo

regno questa bolla pontificia volle Luigi XIV che in Parigi si adunasse un'assemblea de' vescovi che
si

Roma come
francesi.

deputato

de' vescovi

trovassero in quella corte, o nele per


vieppii solleci-

La

bolla fu composta dal

le vicinanze,

cardinal Chigi, poi Alessandro VII,


e dall' Albizi assessore
zio,

tarne r accettazione fece spedire ai

del

s.

offi-

luglio
i

i653
prime

lettere

patenti

poi cardinale, quindi

fu

pro-

tutti

vescovi di

Francia:

queste

mulgata

ed

affissa

a'

19 giugno,
in
tutte

essendosi per ordine pontificio pre-

messe pubbliche orazioni


le

chiese di

Roma.

E
,

riportata alFit. Pont.

lettere patenti che Francia accordarono per appoggiare una bolla dommatica della santa Sede , come avverte

sono
i

le

re

di

tres

dal citato Oldoino,

tom. IV, col. che Innocenzo

656

coi

due brevi
di

di

monsignor Lafiteau. Agli 1 1 luglio si radunarono in detto anno


Parigi nel palazzo del cardinal

X
i

invi al re Luigi

Mazdi

XIV, e a
cia a'

tutti

vescovi

Frantrenta-

zarini trenta vescovi,

fra' quali

3i

marzo i654si

Chalons, Valence, e di Grasse, dele


gli

Mentre
sei

celebravano

undici che corrotti

dai gianse-

congregazioni dai consultori dedi Francia


alla testa

nisti

avevano
Tutti

scritto

ad Innocenzo
proposi-

putati, undici vescovi

in favore delle cinque

avendo

monsignor Gou-

zioni.

ricevettero

unanimaPonte-

din arcivescovo di Sens, ingannati


dai giansenisti, scrissero

raente la bolla del


fice,

sommo

una

lette-

e a' i5 dello stesso luglio scris-

ra al Pontefice, cui
I

la

present ai

o luglio

il

Saint- A mour, nella quale

sero ad Innocenzo X una lettera degna della erudizione, piet e zelo


di

pretendevano dimostrare, ch'era d'uopo consegnar questa causa ai


vescovi di Francia, per
in

que' prelati, nella quale lo ringraziavano di aver fatta una bolla


di tanto

giudicarla

giovamento

alla

Chiesa

prima istanza, oppure differirla a tempo pi comodo. Ma gli ottantacinque


prelati

confessando che in essa avea parlato s. Pietro per la bocca di lui.

loro

colleghi

Fu
po

questa la prima volta che doil

avevano scritto ad Innocenzo X, che il costume della Chiesa era di denunziare alla santa Sede le cause di maggior importanza, e per mali, che da dieci anni cagionava nel regno di Francia la dottrina delle cinque proposizioni, erano
i

convento o
i

concilio

di

Ba-

silea,

francesi

uniti

in atto soil

lenne

confessarono,
il

che

Papa
\

senza

concilio possa

obbligare

cristiani

con definizioni di fede. Nel giorno medesimo spedirono ancora


loro deliberazione agli
del
altri

la

ve-

il

giusto motivo, pel quale

essi ri-

scovi

regno, che
la

si

confermadel del

correvano al supremo giudizio apostolico, che confessavano infallibile.


I

rono con essa nelle provincie.

Sembrava che
capo
della

decisione

giansenisti

vedendosi condannati,

Chiesa, l'appoggio

36

FRA
1654, e
sari

FRA
nominarono otto commisil

sovrano francese, e rautoril dei pastori della Chiesa gallicana, dovessero aver superata la
cia de' giansenisti sto avvenne.
;

per esaminare

testo di

Gian-

contumadi

senio per rapporto alle cinque proposizioni.

ma

nulla di que-

Dopo

dieci sessioni dichiaa'

Dal

vescovo
la

Rene

r l'assemblea
le

nes era stata portata

bolla alla

28 di manto, che cinque suddette proposizioni si


veramente
libro

Sorbona

nel

primo

di

agosto,

contenevano
so
dello

nel

libro

qui fu essa

registrata.

Indi

ad un

del vescovo d' Ypri, e che nel senstesso

mese

la

stessa facolt

teologica di-

erano state

chiar che se alcuno de' suoi membri avesse difeso alcuna delle cin-

condannate. L'arcivescovo di Sens, ed il vescovo di Comminges fino


allora contrari,
si assoggettarono a questa decisione, che sottoscrissero,
i

que proposizioni condannate, sarebbe escluso da quel corpo, e cassato dal catalogo de' dottori. Malgrado
per questa uniformit, l'arcivescovo di Sens a' 2 3 settembre i653, il vescovo di Comminges a' io ottobre, ed
12.

ed
di
il

vescovi la spedirono al Pon-

tefice

Innocenzo X,

il

quale
bel

aprile

condann
si

di

a' 25 nuovo

libro di Giansenio,

con tutte
pubblicate

le

vescovo di Beauvais ai novembre, pubblicarono tre pail

opere

che

erano

in

storali alla bolla pontifcia


se.

ingiurioalcu-

favore e in difesa di esso; anzi eoa un breve de' 29 settembre, rese le


grazie
ai

Tosto

il

Pontefice

nomin
il

vescovi

francesi

per

la

ni vescovi per

formare

processo

bella deliberazione della loro asseme protest ai medesimi, che aveva condannato nelle cinque proposizioni la dottrina di Giansenio, la quale si conteneva nel libro intitolato Auguslinus.
blea,

di

questi prelati

disubbidienti, co-

me abbiamo
tificie,

dalle costituzioni pon-

egli

IViiperde 22 dicembre i653,

Nuper de' iG marzo i654, ed Alias de' 26 ottobre dell'anno stesso, tutte riportate dal Ditll. Rom. tom. VI, par. IV, pag. 264 274 e 284. Il cardinal IMazzarini commise a dodici
vescovi (juesto affare, e l'arcivesco-

Con
glio

queste decisioni non


a'

si

ac-

quiet Arnaud, che anzi


retta

20 lu-

i655 pubblic una lettera diad un duca pari, nella quale

vo di Sens in questo tempo promise di soggettarsi all'assemblea


de' vescovi, che subito
la
I
si

sosteneva che Giansenio non aveva

adun per

cagione che andiamo a narrare.

cinque proposizioni le condannate. Ma gi per reprimere questa tracotanza a' )4, 29 e 3i


insegnato
di

giansenisti volendo sfuggire la censura apostolica, ricorsero ad un nuovo stratagemma che fu di confessare per una parte, che le cinque proposizioni considerate in
,

gennaio dell'anno

stesso,

e poi

nel primo febbraio

i656

centotren-

ta dottori della Sorbona condannarono questa lettera, e decretarono che se nel termine di giorni quindici

s stesse

nale,
te,

ma

erano giustamente condansostenevano dall' altra parsi

Arnaud non avesse

ritrattato

il

suo erroneo sentimento, e non avesse


sottoscritta la loro censura, fosse de-

ch'esse non

libro di

Giansenio, n

contenevano nel erano constesso


li-

dannate
bro.

nel senso dello

gradato dal dottorato, ed escluso dalla Sorbona, come in effetto avvenne


a'

Aduuaronsi pertanto nel Loutientotto


vescovi
a'

gennaio, per non voler sotto-

vre

9 marzo

mettersi alle decisioni pontificie, per

FRA.
Sorbona, e per imprimere proposizioni condannale. Questa pena soffrirono pure settanta altri dottori, che contumaci come l' Arnaud, non vollero sottoscrivere la censura della slessa Sorbona, la quale per rendere eterno il suo deci'eto ordin, che nessuno fosse ricevuto ad alcun grado di essa, il quale non 1' avesse prima sottenere

FRA
Dizionario dell' eresie,
cese

37
degli errori

perturbata

la

e degli scisn ec, tradotto dal frannella

lingua

italiana

dal

p.

Tommaso
tom.
I,

Antonio

Conlini C. R.,
attribuisce que-

pag. 297,

sta opera al signor

bra evidente, che


porle,

il

Arnaldo. SemBarcos nel comgli

avesse avanti

occhi

il

li-

bro della Repubblica ecclesiastica dell'apostata Marc' Antonio de Dominis arcivescovo di Spalalro, attesa la conformit che passa Ira l'una

toscritta.

Qual

fosse

il
i

parlilo, a cui
giansenisti,

poi

si

appigliarono

ne

parleremo nel trattare di Alessandro VII. In mezzo alle rivoluzioni dai giansenisti cagionate, il Pontefice Innocenzo X, con decreto della sagra inquisizione de' 24 gennaio 1647, Cosi. 3i, Bull. Rom. tom. IV, p. 287, e nell'Hardion, Concilior. tom. XI, pag. i43, aveva condannato il libro Delle grandezze della Chiesa romana stabilita
sull'autorit di
lo.
s.

e
ve,

l'altre

nel ragionare,
citazioni.

nelle pro-

e nelle

Dictionnaire

des
vers

livres Jansenisles

tom.
seg.

I,

An-

L'autore dunque del libro La grandeur stabiliva in esso s. Paolo eguale al


1752, pag.

i45 e

principe degli apostoli nell'amministrazione della Chiesa, e

senza ve-

runa subordinazione a questo nel

Pietro e

s.

Paodegli
il

Martino

di Barcos,

uno

eroi del partito giansenistico,

pi

Non credendoabbastanza sodcondannato la disfatto con aver sciocca dottrina del Barcos, ordin a

sommo

pontificato.

si

poi Innocenzo

caro nipote di Giovanni du Verger, e suo successore nell'abbazia di


s.

Giovanni Agostino

di Belly chierico

regolare, a Teofilo R.aynaud gesuita,

Cyrano

in cui

l'autore del libro.


l'Eglise ec,
1

mor nel 1678, La grandeur

e ad altri uomini in doUrina insigni^

che

la

confutassero
di sopra

co' loro scritti.

de

645; e dell' altro libro ancora condannato dal Papa con questo titolo: De V autoritc. de s. Pierre et de s. Paul qui reside dans le Pape, successeur de ces deux plres, i645. Egli pubblic queste due opere, e poi l' Epistola ad Innocentium X, 1646, per giustificare la dannevole ed eretica proposizione, che s. Pietro e s. Paolo sono due capi della Chiesa, che non fanno che uno solo, da lui inserita

che nel 1649 guerra civile in Frangrandi del cia, per la gelosia che regno provavano pel potere e gran
incominci
la
i

Dicemmo

favore, che. presso Luigi


il

XIV godeva

cardinal Mazzarini, e per le imposi-

nella

prefazione

del

libro.

Della frequente comunione, scritto da Antonio Arnaldo d'Andilly con-

che si trov necessitato il governo d'imporre. Nell'anno seguenimprigionati il princite furono pe di Cond, il principe di Gondy, e il duca di Longueville, olche con tre altri distinti signori Turenua, tranne il principe di Cond, figuravano nel malcontento del
zioni
,

rivoltato popolo.
il il

sediziosi presero

uu opuscolo dello stesso argomento del gesuita Pietro de Sestro di


raaison.

nome

di

frombolieri, frondeurs,

Quindi che

l'

autore del

perch barricale le strade s'impadronirono della Bastiglia, e bar-

38
ricarono
le

FRA
strade
de' sobborghi a

FRA
La
e
corte
\ri

sostegno del
si

parlamento.
capitale,

ritir dalla

solo

rientr

dopo che

fu espugnata dal

duca d'Orleans; lecosesi ricomposero mediante un'amnistia, magli spagnuoli profittarono delle circostanze,

e presero varie citt, tuttavolta


vinti
alla battaglia di

furono
tel

E.he-

dal maresciallo
I

Du

Plessis-Pras-

lin,
il

principi furono indi liberati,

cardinal Mazzarini allontanato nel

i65i e rilegato ad Havre-de-Grace, ed il re venne dichiarato maggiore. Nel tempo dell'esilio seppe il cardinale Mazzarini
delle
cui

provare la

falsit

calunnie

de' suoi

emuli,

per
si

torn in corte nel

i652,

vi-

con intelligenza del re, e portalo prima prigione in Vincennes, poi a Nantes. Di ci se ne offese gravemente Innocenzo X, e scrisse di proprio pugno a Luigi XIV, protestandosi che non poteva vedere con indifferenza la violenza usata conChiesa ad un tro diritti della cardinale di essa. A questo dissapore si aggiunse altro disgusto avendo Innocenzo X richiamato da Parigi il nunzio monsignor Bagni, ed avendovi destinato a succederlo monsignor Corsini, l'ambasciatore francese aveva richiesto al Papa chi fosse il prelato che in qualit di nunzio destinavasi per la sua corte. Questa ricerca fu in Roma stii
:

de

come prima

dal

monarca ap-

mata
ficia,

offensiva

all'

autorit

ponti-

prezzalo, ed acquist subito l'anti-

onde
il

si

trascur di compiace-

co potere. Tale ritorno diede origine alla seconda guerra di Parigi, ed il principe di Conde' eh' crasi dato al partito de' ribelli, dopo aveivinto
il

re

l'ambasciatore.
Corsini
egli

Poco

dopo

fu

spedito

in Francia,
alla corte

ma
ciil

non essendo
vili,

nelle

spinose circostanze delle guerre


e dell'affare dei giansenisti,
gli

maresciallo d'Hoquincourt,

sarebbe slato sobborgo di


te

preso nell'azione del

re

viet

l'ingresso

nel regno,

di

s. Antonio dal visconTurenna, ch'era accorso per

salvare la famiglia reale minacciata,


se
i

parigini

te le porte.

non gli avessero aperPoco dopo il Cond si


:

cosi la buona armonia ed il Papa. Intanto il cardinal de Retz indotto dal tedio della prigione a rinunziare l'arci-

rompendosi
tra
il

re

vescovato di Parigi, colla pensione


di

gett nel partito degli spagnuoli, dai

trentamila scudi su altri


benefizi

sulla

mensa
il

quali

fu fatto generalissimo
re,

intan-

ecclesiastici,

to

il

ministro,

coll'allontanamento del e con altra amnistia dis-

deput Per Innocenzo


capitolo
le

vicari

capitolari.

neg di ammetil

sip la fazione della fronda, laonde

tere la rinunzia, finch

cardina-

richiamo del ministro di lei seguaci furono pi che mai annientati. Il cardinal Mazzarini ritenendo che tra i suoi maggiori nemici uno fosse il cardinale prelato
il
i

dopo

posto in libert

la

confermasse.
cose scal la
si

Egli in tale stato


torre

di

della prigione, e

pose

in

salvo rivocando

subito la
il

rinunzia
cardina-

come
le

Gianfrancesco Paolo di Gondy,

ori-

violenta. Risanato da una rottura della


scalata,
si

spalla, fat-

ginario fiorentino, nipote dei cardinali Enrico e Pietro, ed arcivesco-

tasi nella

port in

Roma,

vo
te

di Parigi,
il

chiamato comunemen-

ultimi del pontificato d'Innocenzo ricev da lui il cappelnegli

cardinal de Retz, fu arrestato per ordine del cardinal IMazzarini,

lo

cardinalizio,
in

ed
a' 7

intervenne
aprile

al

conclave

cui

i655

F II A
fu eletto Alessandro

FRA
VII, della cui
cardinale negare
il

39
pallio, pel

quale

esaltazione
.

fu

uno

dei

pi efficaci

Nell'anno precedente promotoii Luigi XIV fu consagrato in Reims a' 7 giugno. Dopo il conclave uscirono contro il cardinal de Retz nuove dichiaraseguace della zioni come ribelle
,

n il cardinal protettore della corona di Francia, n verun altro cardinale ben afiletto al re, si erano
opposti in concistoro allorch ne fu
fatta la

domanda

e che in

quanto

alla scrittura rimessagli dal re,

non

fronda, e perturbaed una lunga scrittura sullo stesso argomento Luigi XIV fece pervenire ad Alessandro VII. In essa narravasi, non prfazione
della

contenendo che accuse riservate non potevano esse pubblicarsi, senza offendere la maest del re. Per

twe

della pace,

riguardo ai gravami sui


putati

vicari de-

dal
,

arcldiocesi

la sua che dicevansi dagli ac-

cardinale

per

le

delitti del cardinale, il quai avea inasprito i regi ministri con lettere pungenti scritte al suo clero, e col deputare a suoi vicari

vavasi

cusatri giansenisti, essi

non
,

piace-

bench vano nemmeno al Papa dopo la bolla d' Innocenzo X non


avessero palesemente condannata dottrina,
aderito
alla

alla

persone diffidenti alla corte. Quindi il cardinal de Retz domand in


concistoro
il

quale o

almeno

alla

fazione

qualche

pro-

consueto

pallio

arci-

vescovile, cui non contraddicendo verun cardinale attinente alla Francia, il Papa glielo impose nella sua cappella segreta di che in Roma e in Francia si fecero gravi doglianze, come con tale concessione avesse Alessandro VII canonizzato per buon arcivescovo un individuo che
,

pensione esisteva nel cardinale. Con tutto ci non dovevasi permettere

podest secolare l'autorit di deporre un arcivescovo, o condannarlo in Roma per meri stragiudialla
ziali

sospetti

voler

bens
i

Alessan,

dro VII che rivocati se ne sostituissero di


del
re.

vicari

altri

soddisfazione

Questi sentimenti del Pon-

dui francesi era tenuto per fellone.

tefice,

ed

altri

pieni

di

saggezza

Allora
scesse

il

Pontefice

si

mostr me-

equit e moderazione, diminuirono


il
il

ravigliato
nel

come
,

il

re

non ricono-

risentimento
cardinal

de' francesi

contro
Retz.
il

suo silenzio la paterna sua affezione dappoich era onta


santa Sede la carcerazione del

Gondy o sia de Tuttavolta Luigi XIV, e


Rlazzarini,
costanti

car-

alla

dinal

nell' ira

cardinale, le

condanne contro di lui promulgate senza ricorrere al giudice competente, e senza dichiarare

contro

modo prove Aggiunse Alessandro VII che piuttosto doveva essere grato al cardinale che a costo d' una
a questo per autentico
di fatti.

il cardinal de Retz, ripugnarono ad ogni atto di giurisdizione fatta da lui, come s' egli per delitto di lesa maest fosse decaduto dalla dignit di arcivescovo di Pa-

x"igi.

Alessandro VII

perch

ri-

spettabile chiesa

non

restasse priva

spalla
ta

rotta, avesse

liberato la sandi fa-

di cura pastorale, condiscese a de-

Sede

forse dalla necessit


,

putarvi
i

un

vicario apostolico

come
,

re uso delle armi spirituali


i

contro

regi

ministri

richiedevano

ma

violatori della duplice

e sublime

prevedendo qualche inconveniente,


us l'avvertenza di mandar l'analogo breve al

dignit cardinalizia ed arcivescovile.

Fece

riflettere

che

non poteva

al

nunzio

con ordine

4o
di

FRA
,

FRA
se

non consegnarlo

priuja

non
i

trattarla senza strepito, sped subito


la
lo,

era certo che l'assemblea del clero fosse per acconsentirvi. In fatti
vescovi dell'assemblea al sentire tal

nuova

al Pontefice per assicurarche nulla avrebbe concluso se

non

proposta, dichiararono che tal deputazione mentre viveva l'arcive-

colla sua intervenzione. Allora Alessandro VII esplorando dal cardinal Bichi che faceva le parti di

scovo,

offendeva
,

privilegi

della

onde il cardinal Mazzarini vedendo la qualit dei


Chiesa gallicana
difensori del cardinal de

Retz,

sa,

di Francia, e dal duca Terranova ambasciatore di Spagna , quali dei soggetti che proponeva spedire per nunzi pacificatori

ambasciatore

di

gacemente

si

ritir
il

dall'

impegno

potessero

essere

accetti

prescelse

secondo riconosciuto per arcivescovo come desiderava


restando cos
il
i

per

la

Spagna monsignor

Bonelli

Papa,

al

quale

si

rivolsero per

governatore di Roma, e Celio Piccolomini segretario de' memoriali per


la Francia.

ministri regi,

egli stesso

pregando di quanto avea prima suggerito e

me

Questa pace per covedremo, tard a conchiudersi,


,

da loro
si

rifiutato, cio di contentar-

ostandovi
to Luigi

gli

inglesi

cui erasi allea-

che

il

re nominasse sei persone^

XIV.

fra le quali

ne

sciegliesse

una

l'ar-

civescovo e la costituisse
rio.

fece la

suo vicaci essendosi convenuto, ne patente il cardinale , che


a Parigi senza
parteciparlo

Continuando i giansenisti contumaci e resistenti alla censura d'Innocenzo X, per deluderla avevano
ricorso al riprovevole ripiego di di-

mand
al

re M

che veramente la Chiesa avea


di

signor di Lione, ministro del re


il

creduto
libro di

avere

ritrovato
le

nel
cin-

Roma, dal Papa


in

quale era mal veduto


scriveva
di
lui

Giansenio

note

perch

M que proposizioni,
M sto
fatto ella

amico sei^reto de' giansenisti. Nel i656 AIcssanbro VII come padre comune
cose calunniose, e perch
si trov nicjlto angustiato per la guerra che francesi e il duca di IModcna facevano contro gli spai

ma che in queaveva preso abba-

glio, perch ella non infallibile allorch giudica di un fatto ". Nei primi due giorni di settembre

i656 r assemblea generale


cia

di Fi'an-

volle riparare

questa

perni-

gnuoli nel Milanese, onde ne tratt


la
il

ciosissima iniquit, dichiarando che

concordia. Nel

tempo medesimo
il

la Chiesa giudica

delle questioni

cardinal Mnzzarini mostra vasi dis-

" di fatto inseparabili


lie
lil,

dalle mate-

gustato col Papa perch favoriva

di

fede, colla Stessa infallibi-

cardinal de Retz, ch'egli temeva che


potesse sbalzarlo dal suo ministero, e

colla

quale giudica della


".

fe-

de medesima
sitore allorch

Dall' altra

parte

fermo in questo errore ed aizzato da persone torbide eh' erano in Roma,


molti dispiaceri diede al Pontefice,
il

Alessandro VII, che trovavasi inquiconInnocenzo

dann

le

cinque

proposizioni

di

quale attese che


l'

il

tempo e

fatti

Giansenio, e che aveva una particolar cognizione de' settarii


nisli
,

contrari
successe.

illuminassero
re
di

come

poi

gian'^e-

Il

disposto alla

Francia ch'era pace alla quale Ales,

e di

quanto

si

era fatto nel


,

trattale la causa loro

dirput op-

sandro VII

r esortava

avendo

ri-

pevuto dalla Spagna uu privato per

portunamente per questo affare una nuova congregazione, la cui conse-

FRA
guenza
ottobre
fu
1

FRA
VI,

4t

la bolla
,

656

che eman a* i6 .4d sanctam, eh'


Roni. toni.

Frattanto pregato Alessandro VII da parecchi vescovi francesi con lettere de' 2 ottobre i663, ed eziandio dal re, di raffrenare que' rivoltosi

riportata nel Bull.

par. IV, pag.

5o, e dal
t.

Bernini

Storia dell' eresie

IV,

p.

questa

bolla

dommatica

665. Con che fu


,

cristiani

a'

6 febbraio
Regiminis

pubblic la
stolici,

bolla
si

665 Apo1

ricevuta per tutta la

Chiesa, Ales-

che

legge nei citati Bull.

sandro VII dichiar che le cinque proposizioni condannate da Innocenzo X, erano veramente del libro
di Giansenio
le

e che egli di nuovo condannava nel medesimo senso dello stesso Giansenio. L'assemblea
,

par. VI, p. 52 , e Bernini tom. IV, pag. 678, con la quale ordin rigorosamente la sottoscrizione del formolario, che prescrisse con formola pontificia, simile

Rem. tom. VI,

a quello gi fatto dall'assemblea


clero,

del

clero

di

Francia
il

ricevette

la

del

da

chiunque
si

aspira

ai

bolla pontifcia, che

colomini

gli

nunzio Picpresent a' i4 marzo

gradi delle accademie, e alle dignit,

nel

quale

condannano con
Giansenio, e
co-

1657, e nel febbraio 1661 stese una formola della fede, che doveva
essere nell'avvenire
tutti
l'

animo
nel

sincero le cinque proposiziolibro di

ni cavate dal

sottoscritta

da

senso del

medesimo autore,
le

gli

ecclesiastici s regolari del-

me appimto
la
tificia

aveva
la

uno e r
dottori,

altro sesso,

come

secola-

santa Sede. Ecco


di

condannate formola pon-

ri,

reggenti ec. Questa de-

Alessandro VII. Ego N.

liberazione fu autorizzata dal re con

un decreto del suo lo de'i3 aprile, e


ancora,
la

consiglio di sta-

Constitutioni apostolicae Innocentii die 3i maii i653, et Con-

la

quale

a'

Sorbona 2 maggio ordin


dalla

stitutioni

Alessandri

VII

datae

M die 16 octobris i656,et

Summo-

sottoscrizione del formolario sudi

rum

Pontifcum,

me

subijcio, et

detto a tutti

suoi

membri,

sotto

quinque propositiones Hi Jansenii libro, cui

ex Corne-

pena di degradazione del dottorato a chiunque ripugnasse di sottoscriverlo. Malgrado tutte queste provvide deliberazioni non voleva-

Aii' guslinus, exceptas, et in sensu ab " eodem auctore intento , prout il las per dictas constitutiones Sedes

nomen

no

giansenisti

sottomettersi

alla

sottoscrizione del formolario, per la

apostolica damnavit, sincero ani mo reijcio ac damno, et ita juro.


Sic
>

qual cosa Luigi

XIV
,

si

port
il

al

me Deus
la

adjuvet

et

haec

parlamento
letto di

affine di tenervi

suo
redi-

sancta Dei evangelia". Luigi


bolla

XIV
egual

giustizia

e quivi fece

dopo
sped

Regiminis,
di

subito

gistrare a' IO aprile

1664 una

una

dichiarazione
aprile
farla

chiarazione in cui ordinava assolu-

forza a quella dell'


te,

tamente detta sottoscrizione, e quefu la prima dichiarazione dei monarchi francesi che si port al parlamento, per appoggiare la decisione di una bolla dommatica
sta
<lc-IIa

e a'

29

anno precedeni665 si port in


nel pari

persona a
lati

registrare

lamento, comandando a
sero

tulti

pre-

del suo regno, che sottoscrivesil

formolario del Papa

e di-

Chiesa, della quale


si

essi

me-

desimi

protestavano

figliuoli pri>

chiarando che se dentro a tre mesi qualche vescovo non avesse a ci prestalo sommessione, volleva che contro

tnogeniti.

42
di essi
si

UA
sero in

FRA
timore
la
il

procedesse per la via dei sagri canoni. Ci non ostante quattro vescovi, cio di Alet Pavillon,
di di

la

Spagna

fu "

conchiusa
giani

pace nell'isola de'Fatrattato de' Pirenei


li

per

Beauvais Choart de Bunzaval Pamiers Caulet, e di Angers Arnauld fratello del capo de' giansenisti Antonio, non vollero ubbidire,
anzi colle loro pastorali protestaro-

settembre
di

1639. Allora Luigi


il

XIV

rimise nella sua grazia


,

principe

no che sopra il fatto di Giansenio non si doveva alla Chiesa pii che

un ubbidienza
te in
zio. Il

di rispetto, consisten-

Cond spos dopo otto mesi Maria Teresa d'Austria infanta di Spagna, figlia di Filippo IV, assicurando alla Francia il Rossiglione, e la cessione del Charor Artois lois, e Filippo IV rinunzi ad ogni
,

osservare

un

ossequioso silenle

diritto sull'Alsazia.

questa

pace

re soppresse

quattro pasto-

sopravvisse
to
re,

rali

a'

tefice

IO luglio 1 665, e il Poncon decreto della congregadell' indice


,

due anni l' irrequieGastone duca d' Oileans zio del e tre il cardinal Mazzarini, che
soli

condann ancora a'i8 febbraio 1667. Quindi ad medesimo re, stabiPi istanza del Alessandro VII nove vescovi per
zione
le

pareggiando

ne' politici
,

talenti

al

fare

il

processo

ai

refrattari,

ma

lasci

quattro vescovi per cagione

della sua
il

morte al suo successore proseguimento d' un affare cotanche to delicato. E qui noteremo
,

nel

tempo medesimo
Alessandro VII

in cui agita-

venne maggiormente commendato per le qualit del suo spirito, e per aver pacificato la Francia, che il cardinal Richelieu aveva impegnata in disastrose interminabili guerre. Nel 1660 Luigi XIV si rec ad Avignone, al quale articolo dicemmo della splendida accoglienza che vi ricevette dai
suo predecessore
ministri pontificii

vasi la
zioni,

causa delle cinque proposia' 24 settemcolle costituzioni

e
nel

dalla

citt

come
cento

nel d di
scrofolosi

Pasqua tocc ottochiostro


del

bre

i663,

28

162 del Bull. Rom. tora. V, pagina 233 e 2o5, condann ancora
ventotto altre
lose cavate

proposizioni

scanda-

da alcuni autori di teologia morale; e poi a' ib marzo 1666, con la costituzione 167 loco citato, pag. 409, riprov colla medesima censura diecisette altre pi"0posizioni della stessa materia.

convento de' frati minori, dopo la santa comunione: in detto articolo pur descritta l' accoglienza che nella medesima citt si fece a Luigi

XIII

quando

vi

si

rec.

Luigi

XIV non

govern da s stesso che dopo la morte del cardinal Mazdurante il minizarini nel 1661
,

stero del quale


la la

francesi

si

stabi-

Proseguendosi dalla

guerra contro la quale come dicemmo


valoroso visconte di

Francia Spagna , per


s'

lirono nelle isole di


s.

Maria Galante, Bartolomeo, Bourbon, e la Gra-

interpose

Alessandro VII sino dal

i656,

il

nata; ed i cacciatori francesi detti les boucaniers presero possesso della

Turenna guabattaglia
delle

parte occidentale di

s.

Domingo.

dagn Dune,
lerit
line,

nel

i658

la

e sottomise colla maggior ceDunkerque, Furnes, GraveOudenarde, Ypres, IMortagne,

Incomincia da questo punto il bel secolo di Luigi XIV, che rivolgendo i pensieri a far provare ai suoi sudditi i frutti della pace, resse do-

ec.

Tanti prosperi avvenimenti p-

po

(piest'

epoca

in

modo

assoluto la

FU A
monarchia, giovandosi
tante
nell' ini porg' inglesi
;

FRA
nel

43

ramo

della finanza degli estesi

lumi

dell' illustre

Colbert

che fece
il

rivivere la
le scienze
,

memoria
i

di Sally;
,

letterati

ed

onde com-

parlamento fece registrare la donazione fattagli della Lorena dal duca Carlo IV; nel medesimo anno fu stabilita la cn.npagnia francese
delle

Indie nel (iu-

mercio furono

protetti, e fiorii'ono

accrescendo lustro, decoro e ricchezza alla Francia. Mentre con questo

zurate, per cui furono spedite delle colonie nel Senegal ; poscia ebbe
origine
lo

stabilimento

del

Forte

regno ed

Alessandro

VII

passava

Delfino

a Madagascar.
spedi contro
i

Nel

1664
del-

tranquilla armonia, all'insaputa del

Luigi
le

XIV

mori

Papa
tificio,

soldati corsi al servizio ponstali

essendo

provocati, feceall'

ro diversi affronti

ambasciatore
cagione delle

truppe che presero Gigeri, e soccorse i tedeschi contro i turchi, ed a questo aiuto si dovette princi-

Crquy

il

quale

essendo nemico
fu

della santa Sede,

palmente la vittoria di s. Gottardo in Ungheria nel 1664. Nell'anno


seguente
algerini,

gravi esigenze di Luigi


il

XIV

verso

raffren le scorrerie

degli

temporanea occupazione armata di Avignone e del contado Venaissino, dominii temporali della Chiesa romana in Pro-

Papa

e della

prest aiuto ai portoghesi

contro

gli

spagnuoli, e dichiar la

guerra
gli

agl'inglesi

per
fra

soccorrere
la
l'

olandesi suoi alleati;

pace fu
la

venza. L'origine

di

questo

disgu-

conchiusa a Breda
ra, l'Olanda, la

Inghilter-

stoso emergente, le
la pacificazione,

conseguenze e

Francia e

Da-

sono riportate alvo-

lume III, pag. 261, 262, 263, 264, 265 e 266 del Dizionario^ non
che

quanto

In pace conchjusa a Pisa tra Alessandro VII e Luigi XIV, sono riportati ancoin
altri

luoghi

relativi.

agli articoli della

nimarca li 26 gennaio 1667. In quest' anno ad Alessandro VII successe nel pontificato Clemente IX, il quale subito si oppose ai danni che nella Francia cagionavano i
quattro vescovi renitenti
alla sot-

toscrizione del formolario di Ales-

ra dal

Guerra ueW Epitome tom.


;

J,

sandro VII, che perci avevano abbracciato


il

pag.
sti

362

trattano inoltre di queil

partito dei giansenisti.

avvenimenti

cipii

Fresnoy, Prindella storia per la gioventi


II, art.

Du

favore di questi quattro vescovi


altri

scrissero

diecinove

presso

tom. VII, par.

yS,

p.

i^i

monsignor Nuzzi
la bolla

nella ristampa delI,

ed

lia

Muratori ue^W. Annali Itatom. X'I, anno 1660 fino al 1664. Nel 1662 Luigi XIV si fece fare
il

Unigenitus tom.

p. i55),

nel

altres

ragione
dal

dell' insulto

fatto a

Londra

barone di Batteville ambasciatore di Spagna al conte d'Estrades ambasciatore di Francia. Nel medesimo anno le finanze ristabilite permisero a Luigi XIV di acquistare Dunkerque che dopo
, ,

primo dicembre 1667 a Clemente IX, dicendogli che la Chiesa non pu definire con infallibilifatti umani t che Dio non ha rivelati, onde in tal caso essa non esige da' fedeli se non che un rii
,

spetto a suoi

decreU. Questi eravescovi

no

gli

stessi

che avevano
,

sottoscritta

la

risoluzione
clero

in

cui
di-

l'assemblea del

gallicano
fatti

l'

occupazione

del

visconte di
in

Tu-

chiar che

la

Chiesa ne'

appar-

renna avea

rimesso

potere de-

tenenti alla fede risolve colla stessa

44
infallibilit
lie

FR^
che
nelle slesse
si

FRA
maleai

questa apparenza, rese loro


zie

le

gra-

di

fede,

come

dello di so-

con una

lettera, nella

quale di-

pra.

Voleva Clemenle IX che


qiiatlro

menzionali
posti

vescovi

fosse

mostr la sua soddisfazione per la loro sommissione alle bolle apostoliche,


li

fatto processo, e quindi

fossero de-

ammetteva

alla

pace e alla

dal
i

Intanto

grado che occupavano. medesimi quattro prelati,

incoraggili dal

numero
a'

degli altri

diecinove

scrissero

aS

aprile

1668 una
i

lettera circolare

a tutti

comunione, ed insieme li assicurava ch'egli non permetterebbe mai in tale affare eccezione o restiizione veruna. Questa fu chiamata la pace di Clemente IX conchiusa nel 1669,

vescovi del regno per invitarli

ad

ma

siccome era stala maneggiata con

unirsi seco loro, a fine d'impedire

l'esecuzione del breve pontificio, in

frode dall'Arnaud e da Pietro Nicole, cio dai due pi fanatici capi

vigore del
processo
:

quale

si

faceva

loro

il

del

giansenismo,

cos'i

non potedir
sto-

ma
tutti

Luigi

XIV condann
sediziosa,

va durale lungamente,

questa enciclica

come
i

ed

parlando di
ria di

come si Clemente XI, La

ordin a

vescovi, che in ve-

runa guisa non l'attendessero. Questa regia risoluzione , e


consiglio de' loro
i

questa pretesa pace, fondata nell'inganno di quattro vescovi,


al

il

che

Papa

si

finsero obbedienti

amici costrinsero
del
for-

quiitiro
alla

vescovi a promettere di
sottoscrizione
essi

venire

venne lungamente trattata dal mentovato monsignor Nuzzi nel tom. J, p. i54 e seg. della Storia della
bolla

mobrio, purch ad
sparmiala
la

venisse ridi

Unigenitus, ristampata

nel

confusione

ritrat-

1794.

tare le loro pastorali. Vi acconsent Clemente IX, al quale essi scrissero nel primo di settembre 1668 una lettela piena di rispetto e di sommissione alle costituzioni apostoliche;

IX
di
stivi

Nell'anno 1668 Clemente costrinse Arduino arcivescovo

Parigi a rimettere

giorni feil

che

tolto

avea senza

consti-

senso della santa Sede. Per la

gnizione del
ra

essendo per giunto a coPapa che la loro con-

che questo Papa nutriva per Luigi XIV, gli concesse la facolt di poter nominare
i

ma

poi ed affetto

dotta non era sincera, n la lette-

vescovi delle chiese, e le provvidei

conforme alla sottoscrizione, che dovevano aver fatto senza distinguere in essa, come facevano, la questione
di fatto e di diritto,

ste

monisteii ed altri benefzi,

nelle provincie che


ransi

nuovamente
i

e-

unite alla Fi'ancia, nelle qua-

richiese

dai medesimi
sottoscritto
il

un

attestato di avere

formolario di Alessan-

comprendevansi vescovati li di Metz, Toul e \ eninn nella Lorena, di Tournay nella Fiandra, e di Arras
nei

dro VII. Tutto fu da essi eseguito, ma con frode poich sebbene la


,

Paesi-Bassi

dell'

acquisto

dei quali ultimi domnii ora andia-

loro
in

sottoscrizione

del

formolario

mo

a parlare.
gli

apparenza sembrava pura e semnegli atti diocesani


vi

Non volendo
tentare Luigi
sioni

spagnuoli consopra
le

plice, tuttavia

XIV

preten-

o siano processi verbali, no aggiunta la consueta


ne del
diritto e del fatto.

aveva-

ch'egli

avea nei Paesi-Bassi a

distinzio-

Ci non

glia di

cagione della regina sua sposa, fiFilippo IV, morto li 27 set-

oblanle Clemenle IX, ingannalo da

tembre i665,

il

re entr in Fian-

FRA
dra
,

FRA
,

45
Leopoldo I, la di Brandeburprogressi dei

e prese Armanlieres

CliaroLilla

stato,

r imperatore
1'

lois,

Tournay, Douay,
piazze.

Alost,
S'

Spagna e
francesi
essi.
si

elettore

inipadrm l'anno dopo della Franca Contea, e fece Ja pace con Carlo II re di Spagna per mezzo del trattato d'Aquisgrana Ji 2 maggio 1668,
e varie altre
in virt del quale Luigi
la

go, spaventati di

tali

collegarono

contro

di

Luigi

pubblica

avea ridotto la reolandese e sue proviucie

XIV

unite, quasi al

punto

di

cadere,
delle

ma
sue

XIV

cede

non seppe
vittorie,

approfittare

Franca Contea
Paesi-Bassi.

alla

Spagna, e

e della presa di Maestriclit


fortezza inespugnabi-

ritenne tutte
se nei

le citt

che avea preMolta paite in

riputata una
le.

Indi

il

visconte di

Turenna

nel

ebbe lo zelo di Clemente IX, che mand in Aquisgrana a tale effetto per nunzio il preIato Fianciotti e i due monarchi
questa pace
,

1673 s'impadron

della

maggior

parte delle piazze de' ducati di Cleves e di Juliers, per cui l'elettore

dichiararono
conclusione:
col.

il

Papa

arbitro della

1'

Oidoini nel tom. IV,

Brandeburgo domand una tregli venne accordata. Vedendo il Papa Clemente X tanti
di

gua, che

73

1,

P'it.

Pont.j riporta la let-

principi cristiani in guerra,

si

applile

tera che Luigi


tefice,

XIV
gli

scrisse al

Pon-

c per

pacificarli,

ed ottenne per
la

in

cui

dice essersi deter-

sue diligenze che


dov'egli sped
il

venisse destinala

minato alla concordia, per riguai'do de' suoi uffizi. In questa occasione Clemente IX ottenne dal re
di

Colonia per trattare


colle

concordia

sue istruzioni
,

Francia

la

demolizione della
in

pi-

ramide eretta nel 1664


presso
s.

Roma
,

nunzio di Brusselles sperando che nella conclusione della pace dovesse fare progressi la religione
cattolica

Salvatore in
dell'

Lauro

sic-

nelle
al

provincia

unite di

come
per

ingiuriosa alla nazione corsa,

Olanda,

qual fine

design
la
citt

un
i

l'affare

ambasciatore Crein

vescovo cattolico per


continui
gli alleati

d'U-

quy,
rico

togliendo

vece la

croce

trecht occupata dai francesi.


trionfi

Ma

innalzata per
,

l'assoluzione di

En-

di

questi mossero

IV come gi si detto. Nel 1669 Luigi XIV, a mezzo del maCrequy, s' impadron di Lorena, per avere il duca tumulti contro la Francia;
167
1

cia coir

resciallo

tutta la
eccitati

ad unirsi contro la Franimperatore ottomano, colr Inghilterra e con Carlo IV duca di Lorena ; anzi ai nemici della
Francia nel 1674 si un l'elettore palatino del Reno. Gli affari cambiarono faccia, per cui Luigi XIV
si

indi nel

fece fabbricare l'o-

spedale degl' invalidi in Parigi. Nel

seguente anno
degli

il
,

re,

malcontento
loro
la

trov costretto di abbandonare le

olandesi

dichiar

piazze degli olandesi fuorch Maestricht e

guerra, fece reggente della monarchia in sua assenza la regina, e

Grave.
guari
testa

Non and
Francia
,

che
di

il

re di

Mosa colla sua armata comandata sotto di lui dal principe di Cond e dal visconte di Tupass
la

alla

renna sendo

celebratissimi
gli

capitani.

Es-

pass armate Franca Contea , piazze pi forti ;

due potenti nuovamente nella e ne conquist le


gli

spagnuoli fudal

olandesi stati battuti per

rono

battuti

nel

Rossiglione

ogni parte, e ridotti a cattivissimo

conte di Schmberg,

ed

tedeschi

4*3

FRA
agli

FRA
l'isola

unitamente
rolla
alla

olandesi ebbero la
di

di

Gorea, e
Mississip,

l'isola di

s.

I\Iar-

battaglia
:

Senef dal

lino

ebbe allora
il

delle colonie.

In-

Cond il visconte di Tiuenna riport un gran numero di vittorie in Germania sul palatino del Reno, ed altri principi delprincipe di
vinse l'elettore di Branl' impero deburgo che aveva rotto la tregua, ed obblig i tedeschi ad abbandonare l'Alsazia. Ma una cannonata a' 27 luglio 1675 uccise il gran Turenna, la cui grave perdita riusc sensibilissima a Luigi XIV ed
;

tanto

detto ancora la

Luigiana, nell'America settentriona-

Canada, fu dal goverregione Frontenac discoperto, e chiamato col nome del suo re il fratello del quale die in isposa la sua primogenita a Carlo li re di Spagna. Non lasciavano i giansenisti d' insinuar da
le,

all'ovest del

natore di questa

ogni

parte

la

loro

dottrina

colla
,

molteplicit

a tutta

la

Francia.

Intanto

il

si-

gnor di Quesne disfece le flotte spagnuole ed olandesi in due combattimenti, nel secondo de' quali
il

che di libri. con poca maturit

non meno di Ad un libro

errori

scritto

di sentimenti a

favore dell'uso frequente della co-

fa-

moso ammiraglio Ruyter perde


vita
a'

la

2 aprile
di

1676, ed

il

mareset:

sciallo
te

Yvone
si

tagli a pezzi

mila

uomini vicino a Messina


distinse
in

munione sagramentale, rispose l'Arnaud con altro libro nel quale censuravasi la comunione frequente come il principale abuso del cristianesimo, allontanando fedeli da
,

Vauban
glie.

varie battala

questo mistero con mendicati timori


,

Circa lo stesso
dichiar
la

tempo

cia

guerra

alla

FranDani-

con inventate necessit di su-

blimissime disposizioni, contrarie al

marca per sosteneie la Svezia; gli alleati comandati dal principe d'Orange furono dislatti a Cassel da
Filippo
del
re.

sentimento della Chiesa e de' santi padri. Ma siccome qualche cattolico zelante avendo scritto contro tale errore, te
il

di

Fi-ancia

unico

fratello
la

fervore della frequenecce,

D'Hamieres, Schmberg,

Feuillade,

Luxemburgo
seguente
e

e de Lorfu

comunione era divenuto dente, massime in Ispagna


gli

cos

ges erano all'assedio di Valenciennes,

per regolare la poca divozione deuni e la troppa negli


altri,

che con

neir anno
Saintsi

preso
;

In-

Omer
distinse

Cambrai

de
e

Noitilles

ne' Pirenei,

Ducjuene conchiusa

mare. Finalmente fu la pace a Nimega a' io agosto 1678, perla quale co' suoi nunzi tanto eiasi adoperato il defunto Clemente X, fra la Francia e l'Olanda; vi ader anche la Spagna li i4 settembre, in appresso
sul

nocenzo XI nel febbraio 1679 pubblic un analogo e salutevole decreto, che si legge appresso il Beinini,
p.

Storia

dell' eresie

toni.

IV

104.
In vigore di questa zelantissima

provvidenza del venerabile Innocenavendo egli veduto che zo XI


,

sempre pi s'avanzava

la

temeraessi

fecero lo stesso

braio

lettore

5 febe dopo qualche tempo 1' edi Brandeburgo e la Danii

tedeschi a'

ria baldanza di alcuni scrittori contro la disciplina morale, da

or

marca. Questa pace conserv a Luigi XIV una gian parie della Fiandra, gli diede la Franca Contea e

troppo ristretta, or troppo rilassata, prese giusto motivo di condannare e proibire


a'

4 marzo 1679
,

scssantacinque propo;izioni

presso

FRA
Boni. tom. Vili, p. 44) e nel citato Bernini a pag. io6, dai
il

FRA
renitente.

4?
er-

Bull.

Questo dannosissimo
tutti,

rore, che gi per

molti paesi era


fu

loro libri

estratte.

Indi scorgendo

divenuto notorio a
dal zelante

subilo

similmente, che ogni giorno com-

Innocenzo

XI

soffocato

parivano nuove
rit

edizioni

di

libri

ne' quali sotto pretesto delia sevedella

con severissimo decreto del s. oflizio de' 19 novembre 1681, che si


legge nel

dottrina

delle

morale, si rinnovava la cinque proposizioni

medesimo Bernini
violazione

a pag.

177.

Dalla

del

sagra-

condannate di Giansenio, per darne pronto provvedimento pubblic


la

mentale segreto, passarono i violatori della morale ad un pi pernicioso

proibizione

del libro intitolato

errore,

cio

di

censurare

Difesa della disciplina che si osserva nella diocesi di Sens circa l'imposizione
della
li

l'assoluzione a' penitenti avanti all'attuale esercizio

dell'imposta pe-

penitenza

pubbliSeiis

ca per
di

peccati pubblici,

1673. Nel quale libro con novit riti o inventati dal capriccio giansenistico, o antiquati dal costu-

con antichi esempi malamente addotti, che i penitenti non erano mai assoluti, se

nitenza, deducendo

non dopo

1'

esecuzione

della peni-

tenza dai sacerdoti prescritta. Questo errore gi


d'

me

ecclesiastico,

susci lavasi

tra' fe-

sostenuto da Pietro
di

deli distinzione

pi-egiudiziale e

di-

versit

odiosa di penitenze.

Colla

medesima
avea

censura

Innocenzo XI

condannato
il

1678
le

libro della

22 maggio Traduzione dela'

omelie

di

s.

Gio.

Grisostonio

quello di

Egidio Gabriele adulteratore della vera morale, con decreto de' 27 settembre 1679, intitolato Speciniina moralis christia'
diabolicae, e con giugno 1680, tre opuscoli differenti, ne' quali da anonimo giansenista si accusavano i ge,

Salamanca , da Sisto IV colla sua costituzione 17: veggasi Anton Maria Bonucci, Vindiciae proposition. prohibitar. ab Alexandre Vili, sect. 16, pag. 99, citato dal Bernini a pag. 211. Quindi
professore

Osma

era stato

condannato

usci

il

libro, Fentalogus diaphorisive

cus

(juinque

differenliaruni

nae

et nioralis

esso

a'

18

suiti

come

autori delle sopraddette

ex quibus veruni judicatur de ratione absolutonis ad mcntem gemini Ecclesiae solis ss. Augustini et Thomae, oblatus ad examen ss. D. N. Innocentii XT. In questo libro 1' autore non seppe
rationes,

proposizioni da Innocenzo XI condannate. Continuando i giansenisti a render sospetti o odiosi a' cristiani sacramenti, nuovi riti introducendo nelle penitenze pubbliche de' peccati pubblici per cagionare maggiore orrore alla confessione, si avanzarono inol-

sessantacinque

distinguere
lale dalla

1'

assoluzione sagramen,

canonica
Pontefice

ed essendone

olferta

al

lettura, egli

medesimo la nel primo adocchiarne

il titolo, venne a scuoprirne la fraudolenza, e per con rigoroso decre-

to de' 3 aprile

i685 lo proscrisse, condann dopo maturo esame.

tre contro
essa
,

r inviolabile
in alcune

segreto di
lecita
il

sostenendo per cosa

Nei primi anni del pontificato d'Innocenzo XI si vide nuovamente agitata


lie,

potersi violare

determi-

la

differenza

delle rega-

nate occasioni,
del penitente,

per utilit e bene


tuttoch esso a ci

cio del diritto


i

vano avere

re di

che pretendeFrancia di go-

48
dere
le

FRA
rendile de' vescovati vacan-

FRA
pontificato su questa differenza, che

ti, e di conferire, durante la vacanza della sede vescovile, i benefizi, che non sono incaricati di que-

da Innocenzo XII fu poscia accomodata. 11 dotto cardinal d'Aguirl'C

in defension.
sect.
I

Cath.
seq.

s.

Petri di-

sto

reame
del

esenti

di tal

diritto,

il

sp. 2,

et

dimostra, che
al senti-

parlamento
creto
ci

di Parigi

con

un

de-

questa dichiarazione del clero gallicano affatto contraria

1668

lo estese

a tutti,

conferm Luigi XIV con editto del 1673, ed approv per


che
timore
vescovi
il

mento e

dottrina

comune

de* ve-

scovi francesi, espressa nella lette-

clero gallicano, fuorch

ra ad Innocenzo
gasi
il

nel i653. Veg-

di

Pamiers

d' Alet,

ai

Talucci,

Osservazioni sulla

quali
scati
i

perci furono
loro beni

dal re

confi-

promessa d' insegnare


ticoli

quattro ar-

temporali. Innosostenitore de' di-

della dichiarazione del

1682

cenzo

XI fermo

del clero di Francia,


:

ritti ecclesiastici,

insistendo nella co-

stituzione

del concilio

generale di

Lione
nel

l,

celebrato da Gregorio
si

oppose all'estensione delle regalie, procurando che il re cedesse, ed a tale effetto gl'invio

1274,

1820; ed il libro intitolato Confutazione dell'opera sur la dclaralion de l'assemble du clerg de France en 1682 ec. , Roma 1822. Ecco le quattro proposizioni, che oltre a molti altri, si vedono nel Bernini,

Roma

due brevi
ghiere nel

pieni

di

elogi
a'

e di pre-

Storia delle eresie tom. IV, pag.

1678, cio

12 marzo

ed

a' 2 2

settembre,
zelo e di
a'

indi

due
l'

altri

pieni di

minacce,

uno
l'al-

6SS, e nel Guarnacci, Fit. Pont. tom. I in Innocent. I. I. Beato Petro, ejusque succes" soribus

Christi Vicariis, ipsique Ecclesiae capiti, rerum spiritua-

indetto anno
tro nel

25 dicembre,

1680

a'

3o marzo. Questi
dallo
vinifi-

quattro brevi
^i^ndrati,

nella

sono riportati sua Gallia

lium,

et

ad

aeternam

salutem
traditam
reges
er-

pertinentium, non autem civilium,

cata.
io

Fu

poi celebrata a' 3


la

febbra-

ac temporalium a

Deo

1682

clero di

famosa assemblea del Francia, composta di tren-

potest tera

catholici
in

go

et principes

temporalibus

taquatlro tra arcivescovi e vescovi, e trentotto minori ecclesiastici, nella

" nulli Ecclesiasticae potestati Dei


>

ordinatione subjici, neque aucto-

quale fu riconosciuta questa


delle

esil

tensione

regalie per
si

tutto

ritate clavium Ecclesiae directe, " vel indircele deponi, aut illorum

regno
Je

di Francia, e

stabilirono

famose quattro proposizioni, chiamate del Clero gallicano, sopra r indipendenza dei re, sopra 1' autorit
il

subditos exmi a fide ac obedien tia, aut praestito fdelitatis sacra

mento

II.

solvi

posse etc.

Sic inesse Apostolicae Sedi

de' concili generali,

e sopra

potere in esse limitato dei romaPontefici, le quali per

ni

comando
ilj

ac Petri successoribus rerum spiri" tualium plenam potestatem, ut simul valeant , atque immota

consistant

d'Innocenzo

XI furono
dare
le

bruciate per

sanctae

aecumenicae

mano
pa
di
gi

del boia.
di

Oltre a ci
bolle

Pa-

ricus

a pi

trenta vescovi nominati da Lui-

synodi Constansiensis a Sede A postolica comprobata, ipsorum>> que Romanorum Pontificum, ac

totius Ecclesiae

XIV, n

cedette per tutto

il

suo

usu confirmata,

FRA
.5

FRA
thuf

49

atrjiie
jctiia
<le

ili)

Ecclesia Gallicana pei-

Ecclesiae Gallicnnae, che fu

-^

religione custodita decreta,

ristampala tradotta in italiano nel

>f
5)

aiictoritate conciliorum

gene-

1720
cora
e

in

Roma. Le confutarono
il

an-

ralium, quae

sessione
etc.

quarta et

ampiamente

cardinal Oi-si,

J5

quinta continentur

111.

Pietro Ballerini e Zaccaria nell'uno


nell'altro Anlifehronio. Sull'ingiunzione che fece a' giorni nostri

Hinc Apostolicae potesta tis usum inoderandum per cano nes Spiritu Dei conditos, et toM
"
tiiis

M.r Corbire, ministro


cia,

dell'interno,

mundi

reverentia consecra-

agli arcivescovi e vescovi della

Franse-

tos etc.

di

fare cio insegnare


le

nei

IV. In
5

fdei

quoque quaestio-

minari

IV

proposizioni decretate
del clero

nibus praecipuas
cis

summi

Pontifi-

neir assemblea

dell'anno

esse partes,

ejusque decreta
Ecclesias

ad

omnes

et

singulas

pertinere.
bile esse

Nec tamen irreformajudicium


,

5j

nisi

consen-

sus Ecclesiae accesserit. Queste quattro proposizioni, compendiate e tradotte


in

1682, come formanti la base delle libert gallicane, va letto il dottissimo opuscolo del celebre avv. d. Carlo Fea commissario delle antichiromane, intitolato Riflessioni t storico^poUticlie sopra la richiesta
:

italiano di-

del ministro
ai
vesco<>'i

deW interno
nei

di Parigi

cono come segue.


j 55
55

e arcivescovi della

Franse-

I.

Il

Papa

non ha

autorit
il

cia in

far insegnare

loro

diretta,

n indiretta sopra
regno, n

temdei

porale de' principi:


porli

non pu

55
55

dal

assolvere

sudditi dal giuramento.


55

minari le IV proposizioni dell' assemblea del clero gallicano nel 1682, Roma 1825 pel Poggioli. E in quanto alla prima delle quattro proposizioni, il medesimo eh. Fea pubblic l'opuscolo che porta Ultimatum per il doper titolo: minio indiretto della santa Sede

11.

55

periori
55

III.

sono suPapa. Quindi doversi moderare


concili generali
al

55
55

l'uso
forza

dell'apostolica
dei

potest in
dallo

canoni

dettati

apostolica sul
ni.

temporale de sovra-

55
55

Spirito di Dio, e consecrati dalia

Conclusioni,

Roma
XIV

1825, pel
della pa-

venerazione di tutto
55

il

mondo.

Contedini.

IV.

Anche

nelle

questioni di

Profittando Luigi
ce di
sa
sei

55
55 >9
55
5

fede essere
del

principale l'autorit
Pontefice, e
i

sommo

di lui

Nimega, e di quella conchiupure coir imperio nel 1679, ^


articoli

decreti

appartenere a tutte, ed ciascuna chiesa, n tuttavia


irreformabile
vi
il

nel

essere
se
la
Il

giudizio

della quale si leggono Teatro della pace tom. II, per estinguere ne' suoi stati i semi delle

5!

non

acceda

il

consenso delSfondrati

Chiesa.

divisioni, che fino da centocinquanta anni prima vi si erano in-

cardinal

Celestino

con profondissima erudizione e forza scrisse contro queste quattro proposizioni nel libro: Regale Sacerdotium e nella Gallia vindicata etc. Lo stesso parimenti fece Anto,

mo

trodotte colle riforme del calvinise degli ugonotti, nel 1680 co-

minci a ridurre gli ugonotti ai termini dell'editto di Nantes pubblicato da Enrico IV nel iSgS, e
perci
distrusse

quatti'ocento

loro

nio

Charlas nell'opera: De. libertavoi..

chiese, le quali

non erano compre-

XXVI.

5o
se

FRA
nel

FRA
editto.

metlesimo
Luigi

spedi

XIV
zelanti

pel

Quindi suo regno


per
i-

Chiesa

cattolica.

Ma

la

dolcezza e
i

l'affabilit
ti

che adoperarono
francesi,
tali

zelan-

ecclesiastici

dotti

ecclesiastici

non furono
settari,
i

struire gli

ugonotti nella

vera

reli-

bastanti
quali
in

vincere

gione cattolica, e lece slampare pi di un milione di libri cattolici per


distribuirli

vece

ribellaronsi

armati.

Luigi

XIV
i

per seppe
e

reprimere
l'editto del

loro.

fu quello aureo di

Fra libri vi monsignor Ijosi

subito
nisti

primi movimenti de' calvi-

ugonotti,

con
die
in

suet, sopra V Esposizione della rfollii-

11 ottobre 168"
tracollo,

loro l'ultimo

della Chiesa cattolica, opera che molto inquiet calvinisti, e che non poterono mai combattere, malgrado
i

na

abolendo

Francia

il

cal-

vinismo.
e

Con

esso
tutti

rivoc quello di
i

Nantes, spian
setta

loro templi,
la

gli sforzi

del loio partito. Nel

mede-

costringendoli

abbandonare o
d'eretici

simo anno 1680 Luigi


titolo di

ebbe il Grande viWhtel de ville


i

XVI

il

regno,
di

da questo parti;

rono pi
dtdle

un milione

di Parigi, e fece restituire


ti

suoi stala

mimer esagerato
sette,

dal filosofismo e
nelle opere del

al

duca

d' Holstein.

Avendo

massime
fa

Francia preso Strasburgo nel 1681,


acquistato Casale, e mosse pretensioni sopra Alost,

secolo
calcoli

passato:
si

oggi

con
il

migliori

ascendere

nume-

diede nuove in-

ro degli
la.

emigrati

a duecento mi-

quietudini

tempo

la

In questo ali Europa. Francia aveva pi di cen-

to vascelli di linea e sessanta

mila
a

marinari;
e

fond
le

porti di

Tolone

di Brest; invent le

galeotte

due volte Algeri facendolo bombardare, e poco dopo pun Genova per aver
quali castig

bomba con

V. il Guarnacci, Vit. Pont. toni. T it. Innoc. XT. Laonde Innocenzo XI sebbene avesse molivi di malcontento con Luigi XIV, pure gli rese distinte grazie con bi-eve dei 3 novembre. Xel i685 il maresciallo della
I,

in

Feuillade, nella piazza della Vittoria di

soccorso
nel

gii

algerini.

Luigi

XIV

Parigi,

innalz

una
,

statua
rice-

1684 ottenne
di

soddisra2one dali

equestre
vette
re di
si

Luigi

XIV

che

la citt

Algeri,

cui ambascia-

implorarono in Parigi la sua tori clemenza a'41i'gl'o; ed a preghiere d'Innocenzo XI accord la pace a' genovesi, il cui doge e quattro senatori si portarono dal re a dargli soddisfazione. Nel medesimo

una seconda ambasceria dal Siam indi costrinse Tuni;

Tripoli a
i

domandar
colla

la

pa-

ce,
si

ed

possedimenti di oltremare

aumentarono

nuova

Or-

leans.

Un'altra differenza nel 1687


Parigi.

anno 1684
Luigi
gli

il

re di

Siam spedi

XIV

omaggio,

ambasciatori a rendermentre egli faceva


di

fortificare

pi

cento

cittadelle.

anno 1684 il clero di Francia adunato in assemblea diresse ai calvinisti ima letteInoltre
nell'istesso

due corti di Roma Fino dal principio del suo pontificato aveva Innocenzo XI protestato, che non avrebbe ammesso i nuovi ambasciatori dei sovrani, s'eglino non avesseio prima
insorse fra le
e di

rinunziato al preleso

diritto

delle

franchigie, che volevano godere in-

ra pastorale, in cui spiegavansi tutti


i

torno

ai

loro

palazzi

locch

era

motivi

pe' quali essi


al

dovevano
santa

impunemente un
sicuro asilo ai

piegiudizievole e

ritornare

grembo

della

malviventi,

prepo-

FRA
lenii,
llti
,

FRA
d'allri

omicicliaii, e rei
i

de-

XT, quanto santo, altrettanto

d'a-

quali
si

con

lai

riprovevole
alla

sicurez7a
tiva

sottraevano

puni-

nimo imperturbabile, che anzi non volendo ammettere alla sua udienza

gio
la

giusl7a. Quindi a' 12 mag1687 Innocenzo XI con la bol-

l'ambasciatore, lo dichiar tosto


esso as-

scomunicato, e per avere


sistilo

Cum

aliasj presso
p.

il

Bull.

Rom.
rin111,

agli

uffizi

divini

il

gioino di
s.

tom. ^111,
la

432, sottoscritta dal-

Natale nella chiesa nazionale di questa fulmin


11

maggior paite de' cardinali, nov le costituzioni di Giulio


Pio IV,
di

Luigi de' francesi^ ancor contro di


re
il Papa l' interdetto. non contento de' passi ingiuil

di

Gregorio
e

XllI, di

Sisto

V, e
si

di altri

Pontefici, nelle

riosi

finora ordinali contro


di

vicater-

quali

abolivano

severamente

rio

Cristo e di
nella

un sovrano
sua

proibivano dette franchigie, fulmi-

ritoriale

stessa

capitale

nando la scomunica a chiunque nelr avvenire pretendesse di aver a godere di tal preteso diiitlo, gi condannato nella bolla in Coena Domini al 20 e con editti di
,

e residenza, fece interporre dal par-

lamento

di

Parigi l'appello

al

fu-

turo concilio contro pa Innocenzo XI eh'


ingiusto.

l'editto di

egli

Pachiamava

Urbano Vili, e dello stesso Innocenzo XI che li aveva emanati ai 26 novembre 1677, ^ ^^ febbraio 1680. Se ne offese Luigi XIV, il
quale per mantenersi nelle sue pretensioni, sped

Tale non era, giacche il Pontefice con quello nuH'altro voleva, ch'esercitare
la

giustizia

nel

suo dominio, nella stessa maniera che il re di Francia ed ogni altro


principe sovrano liberamente
la

etal

ma

prontamente Enrico Carlo marchese


qualifica
di

in
di

RoLaegli

sercitavano ne' piopri

stati.

In

modo
offeso

vaidino, colla

amba-

Innocenzo XI pi prepotenza dalla


a

che
di
il

mai
Luigi

sciatore slraoidinario.
in

Giunse

XIV, richiam

Roma

cardinal

Roma

a'

16 novembre del me-

desimo anno, accompagnato da una truppa di famigliari, e da quattrocento cinquanta soldati armati. Fece subilo mettere le guardie intorno
abitava
al

Ranuzzi nunzio di Parigi, mentre il re tenace del suo ingiusto puntiglio,


gli

viet colla forza


il

la

parsicu-

tenza, e solfo

pretesto
il

di

rezza, conculcando
genti,
lo

diritto

delle

palazzo

Farnese, in cui

fece
di

custodire

da

buon
se fos-

e con mille e duecento , uomini sulle armi cominci prepotentemente a difendere lo spazio
delle sue pretensioni, nel quale

numero
se
in

truppe; e

come

guerra colla Sede

apostolica,

ordin

non
mi-

voleva che potessero entrare


nistri

di

giustizia

della

corte ro-

mana. V. su questo grave affare il libro che nel 1688 pubblic Celestino Sfondi ali

alle sue milizie di occupare improvvisamente la citt d'Avignone, usurpandone il possesso al Papa che n'era il legittimo signore. Tuttavolla venuto il re in cognizione della costanza d'animo d'In-

con questo titolo: Legalio Eorinm marchionis Lavar' (lini, et oh tnniem legis ihristianissmi
si din ni.

noren7o XI, e della fortezza indeclinabile con cui ragionevolmente


sosteneva
i

propri

diritti,
ti

senza sadel cardi-

Clini

Bomano

Ponlifce dia-

puta del Lavardino,

nal d'Eslres, scrisse di suo


si

pugno
in

Non

sbigott

per

Innocenzo

ad Innocenzo XI, e spedi

Ro-

5>

FRA
perdono di sua
confiden?.!
,

FRA
la
il

ma
7a.

duca

di

Savoia
i

prese

varie

(jnale

per non pot aveie udienVedendo dunque Luigi XIV

piazze.

Inoltre

francesi

per tutto
l'

riportarono
flotta

vantaggi,

ma

intera

che

il

Papa
era

nell'opporsi alle fran-

di

Tourville fu dipoi dagf in-

chigie

quello

slesso

che nelrichia-

glesi

infelicemente disfatta a Chei-

l'opporsi

all'estensione delle regahe

aveva mostrato tanto zelo, m il Lavaidino da Roma


prile del

nell'a-

1689, aspettando miglior congiuntura per accomodar la dif-

ed alla Nogue nel i69'j>,. anno i6qo essendo divenuto Pontefice Alessandro VIII e durando ancora le differenze colla
burt;o,

Neil

corte di Francia, per dimostrar

l'a-

ferenza, lo che segui

come

si

dir

nimo suo
le,

inclinato

ad accomodar-

sotto Innocenzo

XII , dopo che il non poco denigr il glorioso suo nome, non meno per l'aspro trattamento fatto ad Alessandro VII
re

accord a Luigi
bolle pei
gli

XIV

le

negano-

te

vescovi che

avea

minali, e

concesse l'indulto di
i

poter nominare

vescovi

che pel disprezzo praticato con Innocenzo XI, per cui in punto di

Toul, Verdun, Arras, e


nel concordato di

di Metz, Perpigna-

no, siccome vescovati non coojprcsi

morte

sofFr

poi
il

atroci

angustie

come
Gli
dalla

scrisse

Piatti nelle

Pile dei
usciti

ra

il

re a

Pontefici.

nes,

Leone X. Allomezzo del duca di Chaulche aveva spedito ambasciafranchigie,


al cui

ugonotti

calvinisti

tore al conclave, promise di rinunciar


alle
il

Francia, eccitarono alla guer-

esempio
di

ra contro Luigi
le

XIV

quasi
di

tutte

fecero

simile

gli altri

sovrani, co-

potenze di Europa,
per

gi pro-

me

di

restituire

lo

stalo

Avi-

vocate dal principe d'Oranges.

La

guerra ricominci

la
la

lega di

Augusta , fatta contro fra il duca di Savoia,


Baviera e vari
fino apr\ la
di
altri

Francia
11

gnone occupato per intimidire ed imporre al predecessore. Indi Alessandro VIII con la costituzione 35
del Bull. Roni.
a'

l'elettore di

tom. IX, pag. 96,


quale
Viva,
liet.

principi. colla

del-

data
il

24 agosto 1690, condann


il

campagna
s'

presa
di

Peccato filosofico, su del


p.

Haiibron, e

impadron

Fi-

a vedersi

Domenico
il

Jisburgo nell'ottobre
a'

1688; quindi
:

Theologica Trutitia daniiialiir.


.siunipav. Ili, p.

dicembre il re dichiar la guerra agli olandesi la Germania,


3
gli

347, e

Bernini,

spagnuoli e

gl'inglesi

nell'anla

728. Condann pure a' 7 dicembre, con la costituzione citata,


IV,
p.

no seguente

dichiararonsi contro
la
si

treni'

una proposizioni,

quali

leg-

guerra cese per tutta l'Europa, e


Fj'ancia, e cos
cia

riac-

la

Fran-

gonsi nel Bernini, tom. IV, p. 737, che si dicono dei giansenisti Sinnicliio,

ebbe a un tempo
11

in

piedi cin-

Arnaldo ed

altri

fra

que-

que armate.

maresciallo duca di
inimici al,

ste

la

XXIX

dice

Futilis et to-

Luxemburgo
la

disfece gli

"
>'

ties

convulsa

est assertio

de Poii-

battaglia di Fleurus
luglio
I

il

primo
inglesi
Il

tificis

romani supra concilium oe-

di

690

dopo

dieci gior-

ni Tourville batt le flotte

ed olandesi nella Alauica.


resciallo di

masopra

" cumenicum auctoritate, atque in quaestionibus decernendis fidei infallibilitate" onde si deduce per

la

Catinai riport a Staf-

condanna

dell' indicala

proposi-

farda una compiata vittoria

zione, che grave

ferita

fu

portata

FRA
alle

FRA
die
inipii
i:a

53
e

sentenze

di

coIok

!a

potest
a

ecclesiastica;

nel

i^iicino l'infallibilit

del soiniuo l'unil

Bernini

pag.

789

del tom.
si

IV
la

lefice,

come

osserva
Il,

Saudini,
(>97.

t.

della Storia dell'eresie^


lettera
il

vede

Pontif. tom.

p;jg.

JVon a-

con cui Luigi


di
tal

XIV
pari

avvis

la

vendo Alessandro Vili ottennio dalFrancia quello che aveva do-

I'a|)a

rivocazione, in data

24 settembre 1693. In
po
i

tem-

mandato riguardo
posi/ioni

alle

quattro pronulla

vescovi

francesi

che furono

del

clero gallicano,
di

pi

esegu

quanto aveva pro-

messo a Luigi XIV. intanto venendo il Papa assalito nel gennaio 1691 da grave infisrmit, chiam
a s
sino
i

nominati per l'assemblea del clero, convennero di scrivere Lina lettera ad Innocenzo Xll, piena di sommissione e di rispetto, nella quale attestavano il di.spiacere di quello

cardinali,

gli

denunzi che

dai

t'^'

precedente agosto

ch'era passato, contro diritti della Chiesa romana, anzi contestai

t'plices,

aveva preparalo la bolla Inter iiiuLche riporta il Heinini toni. IV, p. 734, in cui condannava le quattro proposizioni del clero gallicano stabilite nel i(J8'2,

vano che dette quattro proposizioni non si dovevano, n si potevano sostenere, come si ha dal Du F'resnoy, Principii della storia, tom.

come

in-

MI,

giuriose alla

santa Sede, erronee e

par. II, art. 77. Dall'altra parte Innocenzo XII acconsent all'estensione delle regalie
in tutto
tal
il

scandalose. Quindi disse a' cardinali

che

ne avea sospesa la pubblicazione, spelando di elfeltuare colla Francia ripromessi amichevoli aci

regno
corti,

di

Francia,

in

guisa

rest conchiuso l'accordo delle

due

con piena soddisfazione d'In-

cordi
la

onde

li

esort a sostenere

bolla ch'egli allora fece

promul-

nocenzo Xll, e di Luigi XIV. quest'epoca si ritir in Francia


re cattolico d' Inghilterra
II,

A
il

gare dal cardinal Albani, poi Clemente XI, e di non cedere ai diritti
,

Giacomo
trono
il

col figlio principe di Galles, per

autorit

e prerogative

della

essere

slato

chiamato
il

al

romana

Chiesa. Finalmente Alessan-

principe d'Oranges
te,
il

come

protestanil

dro Vili l'ultimo giorno di dello me.se, giorno piecetlenle alla sua morte, scrisse al re un amorevole breve sul medesimo aliare, che si legge nel Bernini a pag. ySy. Gli successe Innocenzo XII, il
quale
subito
spieg
la

perch

Papa

l'ingrazi
la

je per tale asilo.

Intanto

som-

clesiastici

vescovi ed altri eci Francia avevano praticato verso la santa Sede, non fu

missione che
di

punto imitata dai


insofferenti

giansenisti,

quali

medesima

nemici del pontificato romano, ed


della

energia de' predecessori per l'abolizione delle


fic

propria depressio-

agli
colla

come notiambasciatori, e come prafranchigie,


forza.

ne

si

scagliavano
il

conlinuamenle

contro

tic

Allora Luigi
alle

XIV
pre-

dehnitivamente rinunzi
tensioni

formolario prescritto da Alessaiidro VII, ora alterandone il sen.so, or variandone le parole. In-

sulle franchigie, rivoc l'e-

ditto che a' 2

marzo
in

1682

avea

nocenzo XII per ovviare a questo male, prima con un decreto del s.
oftizio de'

pubblicato, risguardanle la

dichia-

28 gennaio,

indi col bre-

razione

fatta

quel

tempo dal

clero di Francia nell'assemblea, cir-

ve de' 6 febbraio 1694, che si legge nel leiiiiui a pag. 74^, diretto

54

FRA
da
Poinlis,

FRA
determinarono gli alleati ad una pace generale, per la quale molto si adoper Innocenzo XII coi gabinetti cattolici e fu conchiusa a Riswick colla Spagna, r Inghilterra, e l'Olanda li 2 settcmbie 1697, e indi a sei settimane coir imperatore e coi princi,

ad alcuni vescovi delle Fiaadie, nel quale viet l' aggiungere o levare
cosa alcuna in dello formolario, e
poi con altro breve de'

bre

1696,
p.

appresso
la

il

^3 novemmedesimo
di

Bernini a
rio

748, dichiar
bolla
e
il

aver

confermato
di

formolaIndi
i

Alessandro

VII.

con
gian-

nuova temerit cercarono senisti di trovare scampo


perfidia, al qua! fine Elia

pi
le

dell'impero. In

questo

trattato

alla loro

acque

del

du Pin
loro

per limite

Reno furono della Germania e

prese
della
il

pubblic

un

attestato

della

Francia. L'elettore di Treveri, e

ostinazione nella
libri

nuova

Biblio'eca

duca
ro

di
;

Lorena rientrarono
Luigi
di

nei loil

degli autori ecclesiastici, ed in altri

stati

XIV

riconobbe

che furono prontamente condannati cio Litterae Rotnae da:

principe

ghilterra col
111,

Grange per re d' Innome di Guglielmo


ricuperarono
preso
In
stato

tae

ad

doctoreni Lovanensem circa


et

e gli

spagnuoli
loro
di

novuni decretarli,

N.

Innoceiitii

XII

D. ad episcopum
breve SS.

quanto era
il

dopo

trattato

Nimega.
in

Beigli de formulario cantra Jauseniuni,

le(npo s'introdusse

questo Francia il

i3 febbraio 1694; e Panegyrs Janseniana, seu testimonia eruditorum virorum celebralitia librum, cui titulis Cornelii Jansemi episcopi Iprensis Auguslinus,

Roma

Quietismo [f^edi), gi condannalo da Innocenzo XI, ed alcuni scrissero che per un momento ne fu seguace il celebre FnLon (Fedi),
precettore dei duchi di

Borgogna,
del
il

Grenoble 1698. Ritornando all'anno


le

d'Angi, e di Berry,

figli

del-

1692 per
regno di

fino,

e nipoti di

notizie

politiche

del

libro intitolalo
fu

XIV, Massime de
Luigi
dal zelante

cui

santi

Francia, Luigi
il

XIV

prese

Namur,
al

condannato

Inno-

duca

di

Luxemburgo
pi
a

disfece

cenzo XII. Vuoisi che questa con-

piincipe d' Oranges

di

dieci-

danna con minacce ed


provocasse Luigi
zioni

insistenze la
le

mila
1

uomini
5

Haynaut
ne

Steenkerque nelnell'anno seguente


dodicimila

XIV,

spiega-

poi che

il

pio e dotto arcilibro,

glie

sconfisse pi di
Il

vescovo diede del suo


suoi
tutti

a Kervinda.

duca di Savoia esnel

edificanti

sentimenti,

ed furono
i

sendo stato

disfatto

medesimo

conosciuti

ortodossissimi.

Si

anno 1698
tinai alla in
J

dal maresciallo di Ca-

sa poi con

qual
dal
il

grandezza
insieme
pulpito
,

d' ani-

battaglia della Marsaglia,

mo
egli

umilt

pubblic
della

Torino fece la pace col re nel 096, ed un dipoi le sue armi a


il

stesso

sua
poi

metropolitana
di

breve

pontifcio

quelle della Francia,

che obblie Car-

condanna

del libro suo,

g Leopoldo
lo
la
Il

imperatore,

notific a tutta l'arcidiocesi a

mezlegge

re

di

Spagna
:

ad
fine
,

accettare
la

zo di

una pastorale che


749-

si

neutralit

alla

presa
di

nel Bernini a pag.


gl'inglesi

^*il

169S

di

Barcellona
nel

fatta

dal

duca

Venderne
Cartagena

nell'

1697, e quella di America eseguita

ed olandesi si divisero gli stati della corona di Spagna, cpiantunque ancor vivente Carlo 11 che

FRA
non avea successione, da ci principalmente prese motivo queblu
principe,

FRA
di

55

poi alla questione di fatto, ciac al contenersi nel mentovato libro la

come
di

dai legami

pa-

rentela

chiamare a succederlo
di Francia
d'
tutti

un

principe della casa


del

condannata dottrina, essere bastante una sommissione di rispetto, ed un religioso ed ossequioso silenzio in
quello che la Chiesa decide.
11 p.

nella persona

duca
il

Angi
i

d.

dichiarandolo erede di
stati.

suoi
iiu-

Carlo

II

nio
e

primo

vemhre

1700,

Luigi

XIV

fece

subito partire per la Spagna il nipote duca d' Angi , che preso il

Teodorico de Xa'w benedettino, celebre per essere autore degli atti delle congregazioni de Auxiliis del Leiiios (della Congregazione de Auxiliis

divinae graliiie ,

parlammo

al voi.

nome

di Filippo

V
e

prese possesso
fece
il

XVI,
rio), e

pag. i47 e 148 del

Dizionaordi"-

della monarchia,

pubbli-

per

la

sua prigionia per

co ingresso in Madrid. Prima di narrare le famose guerre per la


successione di Spagna, che agitaro-

ne del re
era stato
scal,

di

Francia, dichiar che


Perrier, nipote
di
I

l'autore di questo
il

no una gran parte dell' Europa continueremo per ordine di tempo la storia del giansenismo per ci che x'iguarda il pontificato di Clemente XI, e la Fiancia, il cui cle,

canonico
tom.
lo

Caso di coscienza di PaCleimont. Il GuerPontificiar.

ra

nel

Epitoni.
dice,

Constil. p.

146

che Antonio ArPit. Ponlif. pa-

naldo
gina

propose. Monsignor GuarIl

nacci nel tom.


11,

ro nell'assemblea generale del 1700 apfrtov la condanna del libro

scrive

che ne

fu autore

Luigi du Pin, e perci esiliato per


di Luigi XIV. Forse il du Pin sar stato V autore dell' edizione fattane a Parigi nel 1703 col chanoine de titolo Lettre de 31. B. monsieur T. D. A. eie. Cas de conscience par un confesseur de

Massime de
te

santij fatta eroicamenda Fnion arcivescovo di Cam-

ordine

bra], e nel

blea

tempo istesso l'assemcondann molte proposizioni


pontificato di
luglio

troppo rilassate di morale.


JVel

Clemente XI,
i

giansenisti 1701 proposero un Caso di coscienza che fecero sottoscrivere in tal mese da quaranta dottori della Sorbona, e stampare in Liegi, nel quale per iscusare la condanna di Alessandro VII e de' suoi successori, sostenevano non doversi negare V assoluzione ad un ecclesiastico, il quale soUosc/ii'cndo e giurando esternamente il forniolario di Alessandro
a'
,

20

province

touchant
est

un

ecclsasli'
,

que

qui

sous sa condiate

et

resolu

par

plusieurs de

la facult

de theologie de Paris. 11 Pontefice Clemente XI col breve de' 12 febbraio


Bull.

1703,

Cum

nuper, presso
par.
I,

il

Rom. tom. X,
>

pagi-

na 4^
questo

condann la decisione di Caso di coscienza, come


Inno-

contrario alle costituzioni di

J^ II, e

condannando

le

cinque promedesi-

Alessandro VII, ed Innocenzo XII, ricevute dalla memocenzo


rata assemblea del
nel
te
,

X,

posizioni di Giansenio nel

clero

gallicano

mo

senso, in cui le aveva condan-

nate la santa Sede, negasse tuttavia

1700; indi nel giorno seguencon due brevi diretti a Luigi


,

internamente che dette proposizioni


SI

XIV

ed

al

cardinal

de

Noailles

contenessero
di

nello

stesso
:

senso

arcivescovo di Parigi, riportati nelVEpist. et Brevia Clem. XI, tom.


I?

nel libro

Giansenio

riguardo

56
p.

F li A
i4o e
seg.,
gli

P'

RA
Clemente
e
di

raccomand
autori, e

loro di

tobre

i6ji6,

di

IX

dei

ricercarne
])unirli.

severamente

ig gennaio
zo XII del
la

16(19,

Innocenveri-

1694
fu

del 1696. Neltutti


i

Da

questa

pontificia

condanna

stessa

bolla,

che da

nacque, die de' quaranta dottavi die

scovi

francesi

solennemente
silenzio

avevano

sottoscritto

il

Caso di coe perci

cevuta, Clemente
insuftleienle

XI riprov come
sofiitto,

scienza, trentasei se ne ritrattarono,

'ossecfuioso

restando due

soli

ostinati,

pra

la la

questione di
necessit

dichiaranvera e
fat-

mandati in esilio, poich due altii erano morti dopo la loro sottoscrizione. Fra quelli che si ritrattarono fu il celebre domenicano Calale Alessandro, il quale avendo do-

do

dell' interna,

sincera confessione del


to, dalla
to.

medesimo
si

Chiesa chiaramente giudicascatenaro-

Contro questa bolla


i

no

giansenisti, ed

mandato
dedicargli

al
i'

Papa
suoi

la

permissione di

doiico di
tilolato:

uno Vaix, ia un

di loio,

Teoin-

libretto

Conimenlari sugli evangeli, ch'egli finiva di compiere,


,

Atto di denunziazione alardi di appellarla


,

la

Chiesa unii'ersale, ed al fatui o


,
;

ed essendogli questa negata meno che non cominciasse dal


trattare la
ili

a
ri-

concilio
delle

opera
essere

tenebre

degna di

sottoscrizione

del

Caso
let-

coscienza, egli lo fece nella

adottala dall' Anticristo j chiede a nome di Dio, che il formolario di

Papa, posta alCommentari. I la testa de' detti quaranta dottori pi celebri fia che approvarono il Caso di coscienza erano Petitpied che non si ritera dedicatoria al
i

Alessandro

VII

la

bolla
sieiio

Fi-

neani Domini Sabaoth,

con-

tratt

mai, Bourret professore

come

quello della Sorbona, Parrozin, Pinsonat, Elia

dannate, e ridotte al niente, per aver questa bolla realizzato il vano fantasma del giansenismo (come l'aveva chiamato il vescovo d' Alelh scrivendo ad Innocenzo XI ai

pignon

du Pin, Hideux, BlamFeu tutti e tre curati

3o giugno 1677),
silenzio ossequioso.
licr

e
11

riprovato
p.

il

Le Tei-

Delam

teologo di s. Cloud, Gueston canonico regolare di s. Vittore, e ramil p. Natale Alessandro gi mentato. Era per necessario che la

nel Recueil hislorique des buietc.

p. 354j attesta contarsi .sopra quaranta libri, in cui le ordiles

nazioni

de' vescovi

pei-

la

sincera

santa Sede

si

dichiarasse pi efca-

sottoscrizione del formolario di

A-

cemente su questo punto, dal quale dovevano nascere gravissimi danni a' fedeli. Clemente XI adunque, sempre vigilante negli affari della Chiesa, ad istanza ancora di Luigi XIV, con la bolla Vineam Domini Sabaoth, emanata a' i6 luglio

lessandro
rarie,

FU,

si

chiamano temeed idolatri-

empie,

eretiche

noteremo, che di poi Clemente XF, con bolla de' 27 marzo 1708, ad istanza di Luigi XIV, abol il monastero delle monache
che.

qui

cistcrciensi

di

Porloreale de'

Cam-

1705,

e riportata

nel

Bull,

loni.

pi in Francia, che nel seguente an-

lom. X, par. I, pag. i45, condann con pi solennit il Caso di


coscienza, confermando
zioni
le

no

costitu-

fu demolito, essendo esse ostinate gianseniste, ed appellanti dalla bolla Fineam Domini, delle quaW, e de' Solitari di Portoreale, loro
direttori

d'Innocenzo

de' 3r

maggio
ut-

j653, di Alessandro \II de' 16

dopo

il

s.

Cyrano,

fa

uqa

F il A
esatta storia
iiionsiyiioi'
IXiizzi
,

FRA
in
,

Sj

storia

di

questa bolla fu pubblica-

quella cio della bulla

Unigenitus

ta

in

francese da

monsignor Lalidi

tom.
Il

I,

p.

12.

teau gesuita, vescovo

Sisteron

p.

Pascasio
oratorio
carattere

Quesnello
di
fu

sacer( il

tlute

dell'

Francia
descritto
''

di

cui

dal

venne tradotta in italiano da Innocenzo Nuzzi indi stampala in loma colla data di Colonia nel
e poi
,

Nuzzi
j)o

a p.

184))

*^"^^

pi'""0 ca-

742.

Il

di

lui
la

nipote

monsignor

de' giansenisti

dopo

la

morie

di

Angelo Nuzzi
ta di

ristamp correda-

Arnaud, prima
toscrivere
tvo
il

della sua fuga

nel

annotazioni, appendice storica

Biabante, per non aver voluto sotil

e documenti, in
in

Roma
I

nel

1794

>

formolario di

Ales-,an-

quattro

volumi.

sislemi

di

VII, avea nel


:

1671 pubblicato

Eaio, di Giansenio, e di Quesnello

libro

Le Nouveau Testament cn
,

sono nella sostanza quasi


mi. Baio nio rinnovandone
erioii
gli

medesi-

francois avec des rflexioiis moraics sur cliaqiie verset oii Abreg de la inorale de l' \'angile , dcs
acles des Aptres,

precedette, segu Gianseerrori ed ac-

crescendoli, indi Quesnello, adottati


gli

des

epires

de
vo-

saint-Paul de. che dopo alcuni anni

giunse.

fu accresciuto di

due
si

altri

na
del
S//10

ambedue, altri ne agDuchesne nella Stodel Baianisnw, e la Relazione


di
J^.
il

p.

lumi. Di questa opera


edizioni
1

fecero

due

stonca

1692, e nel 694) 6 contro di essa ne uscirono pur altre, come quella che purtii per titolo Le pere Qaesnel hrclKpic daiis ses r/lexiori'i sur le Noui'tau
in
:

Parigi nel

e teologica del Baianisnw, Giansenismo e del Quesnellipubblicata nel Supplemento al

giornale ecclesiastico di
lerno \
1,

Roma

qinn-

per

mesi di novembre
*^g*

e dicembre

1792, pag. 44^ ^

Testament,

Biiixelles

1703
,

altre fu

ne rammenta Lafiteau nella T ie de eie me ut XI, tom. J, p. 247. 11 p. Michele Tellier gesuita con,

La bolla Lnigenitus Dei Filius mandata dal Pontefice Clemcnle

XI
di

iu Francia, ove la licev il clero gallicano adunato nell'assemblea

fessore

di

Luigi

XIV,

per certa
racconta
i

graziosa occasione che

il
i

quell'anno I7i3, approvandola quaranta prelati, tuttoch sette che


restavano della
i

Muratori, nel tom. XII, an.


degli

3,

stessa assemblea, cio


di

Annali d'Italia, trov nell'opera di Quesnello cento una proposizioni da lui credute degne di condanna. Il re le denunzi a Clemente XI, e questi col breve Uni,

vescovi di
di

Verdun,

Laun, di
si

(ihalons,
s.

Senez, di Boulogne, di
unissero cardinal de Noailles, che

Malo,

e di Bajonna,
al

dubbiosi

versi

i4 luglio 1708, Bull. Roni. t, X, p. 200 condann in generale il Nuovo Testamento del
,

de'

p.

Quesnello,

per quattro
stesso

ragioni
e

che riporta

nello

breve,

poscia pi formalmente agli 8 set-

tembre

1713

colla

celebre
,

bolla

Inigenitus Dei Fdius

della quale

trattammo nel volume XVI, pagiW4 65 e 6Q del Dizionario. La

approvato il libro di QueVeggasi il libro Deliberations de V assemble dcs cardinaux, arcli^-queSy et vques, tenue Paris e/i Vanne l'jiZ et 1714 surVacceptatioii de la conslitutiou en forme de bulle (Unigenitus) de N. S. P. le Pape Clemenl XI, Paris 17 13. In esso lungamente si tratta di questo argomento. La bolla l'approvai uno
avea
snello.

ancora

soleuuemculc

la

pubbli*

58
carono
ttilto
il

FRA
pii

FRA
vescovi

di

cento

per

la

successione

alla

monarchia

di

regno; lutlavolla essa soffri alcune dificolt per parte del parlamento, ove malgrado la ripu-

Spagna dall'anno 1725, a pag. 277


assai

i6.)6 all'anno
e
fatti

36 1,
,

descrive
la

bene questi
Noailles,

reni-

gnanza del presidente

Menard

fu

tenza, e poi la

ritrattazione del carin

nondimeno
re
a'

registrata per ordine del

dinal de
balla

ordine

alla

i4 febbraio molto maggiori ne


di alcuni

17 14soffri

Quindi
per parte

Uiiigeuilus.

A
il

favore di questa bolla non


zelante

si

pochi vescovi che negarofra'

mostr
per cui
faccia.

come Luigi XIV

no

di

riceverla,

quali fu

il

pri-

reggente del regnoduca d'Orleans,


gli aCfari subito cangiarono Quindi furono richiamati co-

Matteo de Hervaux arcivescovo di Tours, il quale arditamente l'impugn eoa sua pastorale nel marzo i7i4j come pure fece il cardinal de Noailles con altra pastorale, le quali furono da Clemente XI condannate in un decreto de'5 maggio 1714 6 i5 agosto ij 16, Ballar.

mo

me
slati

innocenti

quelli che per essere

disubbidienti alle pontificie desi

cisioni

trovavano che

esiliati

La

facolt teologica di

Parigi

detta la

Sorbona,

tata la bolla, cominci


;

Maga. tom. Vili,

altre ancora de' vescovi

gne, di Chalons, e di teva Clemente


avesse
"voluto

^01, colle BouloBajonna. Pop.

di

prima aveva accetad attaccarla il perch Clemente XI sperando inutilmente per qualche tempo che
i

dottori
a

si

ravvedessero, fu poi co-

XI chiudere
condiscendere
quale coir

la

bocse

stretto

sospendere

con
1

la

costi-

ca ai refrattari alla sua

bolla,
al
,

tuzione Circiimspecla, de'

re
e

bre
11,

8 novem1716, Bull. Roni. tom. X, par.


i

Luigi

XIV,

il

esilio

pag. 9^,

privilegi di detta

uni-

con maggiori pene voleva castigarli; ma il Pontefice animato soltanto dallo spirito cattolico, che non punisce senza prima aver messi in
opera
to pot
tutti
i

versit

a beneplacito
nel

della

santa

Sede,
gradi

qual
in

tenpo
si

proib

che
i

ad alcuno

essa

conferissero

scolastici.

Seguit
nel

mezzi

della

dolcezza

no
nel

la
I

Sorbona
I

nondimesuo impegno, e

e della clemenza,

moder per quandel

si

un agli appellanti, rivo-

l'intenzione
tuttavia in
,

re,

che

caudo

il

decreto, col quale nel

1714

mand
frattari

esilio

alcuni re-

con allre

diversi altri,

pene castig avendo determinato di

fare lo stesso col cardinal de Noailles,

e co'vescovi disubbidienti.

Quanpi
fi-

avea fulminata la pena di esclusione da ogni grado, e dalla speranza del magistero, a chiunque di quel corpo avesse in voce o in iscritto contraddetta la bolla Unigenilus ora attaccata. A'

do per Luigi

XIV
,

trattava
di

seriamente col Papa

metter

anno

5 poi di marzo 1717 pubblicarono


della

di detto
la al

loro

ne a questo scisma

per

mezzo

di

appellazione

bolla

Papa
conci-

un
cipe

concilio in Francia,

quel prin-

meglio informato, ovvero


lio

al

dopo il regno il pii glorioso che mai abbia avuto la Francia, mori il primo settembre 17 15. Il

quattro vescovi refrattari, cio de la Brone vescovo di Mirepoix , Colberfc de Croisi


generale,
i

marchese Ottieri nel tom. VI, Isloawenute in Europa, e parlirolarinente in Italia per
ria delle guerre

vescovo di Montpellier, de Langle vescovo di Boulogne, e Soanen vescovo di Sencz, alla testa de' quali

FRA
v'

FRA
seph
Laiiguct
i'eipic

59
de
Soissoiis

era

il

cardinal de JVuailles con

un
che

hfgiiito di moltibsimi ecclcsiaslici,

ceitx

qui

daus san
ili

diocese

se

poco
il

stettero

veder

piib-

noni declari- appcUauls. de la constiiuiioii

biicalo
toii

loro torto.

la

Rfuta-

Liiigcuitus,
i

tre

volumi,
senza

du minoire pubhli en favcur

de' quali

primi

due
e

sono

de l'apel des qiiatie veques addresse inoiis. l' ^'que de Mirepoix, avec le tmoignage de VEglise uivcrselle en fui'cur de la bulle Unigeiitits,

luogo dell'edizione,
la

l'ultimo ha

data di Reims

1718.

Tultoci

cagionava
al zelante

un sommo

jammarico
il

Bruxelles

1718.

Ma

siccome
de' ques-

quale
le

non

Clemente XI, potendo ridurre a


i

le

appellazioni

non

si

moltiplica-

miglior sentimento

traviati,

con-

vano

a misura del

numero
essi

dann

appellazioni del

Noailles

iiellisti,

licorsero

al

mezzo

di

e degli altri vescovi, e fece abbruciare per

comperarle a peso

d' oro; e perci


i

mano

del boia nella piazla

avendo gi consumato fondi che avevano nella cassa comune del


partito, presero iu prestito, per con-

za della
libri,

Minerva

gran copia dei

che in questa occasione avevano pubblicato i giansenisti, come


ingiuriosi
la

fessione
storici,

d'uno
Anecdot.
Francia,

de' loro
t.

principali

alla

santa Sede,
religione.
P^.

Ili, p.

248, pi
mila

cattolica

ed almonsi-

di
lire

un milione
di

e quattioceuto

gnor
di

Filippo Anastasi
nella sua Pontificis

arcivescovo

somma
le

che doveappellazio-

Sorrento, e poi patriarca d'An-

va servire a pagare
ni
di

tiochia,

opera

Suprema

coloro, che

la

necessit o la

cupidigia spingeva al precipizio. Davansi


nelle

cinquecento
degli

lire

a chiunque

pubbliche dispute
errori

difendesse
nella

ppropugnata adi'ersus instrumentum appellalionis quatuor Galline episcoporwn a constilutione


testas

Romani

in Ecclesia

imo
i

condannati

pagava ancora curati che volevano tradire la loro fede: ma somme maggiori somministrarono a' canonici, ed ai religiosi che impegnavano loro capitoli, e le loro comunit ad apbolla suddetta, e cos
i

Unigcnitus ad futuruni concilium, Beneventi 1723. Stefano Abate nel suo Squiltinio della discolpa de' pochi
vescovi renitcnli

ricevere la costi-

tuzione
falsa)

U/iigenitus,

Colonia

(data

17 19. Luigi Santandrea Andreuzzi nella sua Clementina consti tutio

pellare.
al

Dur
lamenti

questa cabala finch

Unigenilus Ecclesiae trad tic-

duca d'Orleans
i

reggente giundi

num

vindex, Bononiae

1723. Cleedit-

sero

de' creditori

M.
de

mente XI riprov ancora un


to del reggente di Francia, col
le

Loid

segretario

del

cardinal

IVoailles, e di

Servien segretario del

nel

1717
le

quaimponeva silenzio ad

Chalons sur JMarne, i quali avevano preso in prestito la riferita somma, che non fu mai resa ai creditori, essendo servita ad acquistare due mila appellanti di ogni condizione, de' quali era il
di

vescovo

ambe
te
a'

parli, e nell'

anno seguendi

26 marzo

scrisse

proprio
car-

pugno

in lingua italiana, dimostraaffibilit, al

zione di maggiore
dinal de Noailles,

per ridurlo alla

maggior numero
Ileiiiis,
1

nelle

diocesi

di

d'

Orleans, e di Rouen. V.

Ad\-crtisseiiieiit

de

iiioiis.

J.

Jo-

della santa Sede; ma trovando inutile questa sua paterna indulgenza, a' 17 agosto dell'anno stesso 1718, con la costituzio-

ubbidienza

6o
\ut

FRA
Pasloralis. cht
i>lii

FRA
nel

tom. XI,
dichiar

Fiancia
si

si

ricevesse, e
la

fedelmente
UugenitiiSy

p.
eli"

i3g
egli

del

Bull.

Ilorn.,

eseguisse

bolla

non da

riconosceva
li

per

figli

vietando qualunque

appellazione al

della Chiesa, anzi

denunziava
quelli

seri-

futuro concilio, ed annullando quelle


gi fatte. Oi'a torniamo ali 700, ed alle

parati

essa,

tutti

che

cusassero
r iiigenitus,
colla
zia.

di

ubbidire

alla

bolla

gueiiedella successione di .Spagna.


Luigi

bench

ius.'>ero

ornati

XIV

coir indomabile
,

w.\-

dignit vescovile o cardinali-

La

costituzione Pastoralis

fu

fomentata dal ne ministro della guerra Louvois


na delle conquiste
,

pubblicata agli 8 di settembre per


tre motivi,

trasse

nuovo argomento
duca d'Angi
figlio

io sostene-

che Clemente

XI

espres-

re

il

del delfi-

se

in

un suo

breve, epist.
i.

64 5i;
per-

no, eh' era

moritato

sul

trono di
,

iiretlo al
i

cardinal di Bissy:

Spagna, per
servargli tutti

mantenervelo
i

e con-

he appunto in quel giorno si solennizzava la festa di Maria, di cui

do.niinii

alla

vasta

dice la Chiesa, cwicta merescs no-

li inierernisti j i. perch nello stesso giorno terminava


il

monarchia spagnuola appartenenti. Ma l'imperatore Leopoldo I volendo vendicare le proprie ragioni di


pi
stretta
li,

quinquennio
Lnige3.

parentela

col

defunto

(lacch
nitus,

fu

spedita la bolla
assai

Carlo
sul

volle fare

ogni sforzo per-

tempo
i

lungo per ravdi

vedersi
tile

refrattari

essaj

par-

nel giorno
la

medesimo terminadi tre

ch questa corona cadesse in vece capo del suo secondogenito arciduca Carlo d'Austria, poi imperatore col
tensioni
in

va

dilazione

mesi,

che

nome

di

Carlo VI
ai

pre-

dal cardinal di
licliiesla.

Bissy gli era stata


il

che r Inghilterra
air

second
del-

Atterriti pertanto

duca

un

reggente
ilalf

ed

vescovi

refrattari

l'impero, e
tutti

Olanda, al duca

principi

di

Savoia, che
la

imperturbabile costanza di Cle-

uniti

dichiararono

guerra
Filip-

tnente XI, proposero a questi, che

alla

Francia

e alla Spagna.
l'

avrebbero ricevuta
bolla, purch ne spiegazioni;
egli

ed accettata
vi
il

la

po

re di questa, e

imperatore

facesse alcu-

fecero istanza
l'investitura

a
delle

ma

questa

condizione

Papa ridut come ingiuriosa

Clemente XI per due Sicilie ch'espagnuoll


neutiale
;

rano

in
il

mano
saggio

degli

a quello che la Chiesa assolutamente

ma

Pontefice,

volendo
,

decide.

della

Alcuni zelanti vescovi Francia si offrirono per fare

essere

interamente

queste spiegazioni, e lo

con

eseguirono onore della santa Sede. Clemente XI per, sebbene lodasse il


zelo,
il

ninno la concesse. I francesi furono prima vittoriosi sotto gli ordini di Villars e di V^endome che
estese sino al Ferrarese
ni
le
il

sue azioprincipe
di

loro

non

vi

prest

in

modo

militari;
di
,

ma
liberi

poscia
il

suo consenso, aflnch non sembrasse che la Sede apostolica

alcuno

Eugenio borough
le

Savoia e
di

duca
il

Marl-

agire secondo

avesse bisogno di alcuna spiegain

circostanze,
i

ebbero
gli

vantaggio

che onninamente risolve. Quindi nacque la pace gloriosa a Clemente XI, poich il duca reggente ordin con decreto dei
zione

quello

contro
di

generali

francesi, obbligali

secondare

ordini

che Cha-

millard,

ministro incapace,

va loro

da

Versailles.

mandaEugenio fu

4 agosto

1718

che

in

tutta

la

pm

prendere Cremona nel 1702, e

una

flotta
,

inglese

s'impadron
Inghilterra

tli

L'anno 1707
Francia,
il

fu

pii

felice

ali;

Gibilteiia
restitu

che
pi.

l'

non

maresciallo duca di Berl'esercito


gli

Non si possono avvenimenti di questa giieira, laonde accenneremo i principali. La guerra ebbe buon emai
riferire tulli gli

wick con

di

Filippo

V^

riport sopra

alleati

e sull'ar-

ciduca Carlo la celebre vittoria di

AImnnza
seguita
di

li

-2

5 aprile,

che
dei

fu poi

sito

per

li

francesi sino a'

i/j.

ago-

dalla

riduzione

regni

sto

1704, in cui poi gli alleati comandati dal principe Eugenio, da milord Marlborough, e dal principe di
stet

Valenza e d'Aragona ; ma gl'imperiali s' impadronirono del regno


di

Napoli. Villars forz


distinsero sul

le

linee di e

Bade

disfecero

l'armata

ad Hocliefrancese comandata
di

Stolholfen,
si

mentre Forbin

Guay
le

mare battendo

dal maresciallo

Tallard

dal
la

flotte

avversarie in diversi incontri,


prese
considerabili
:

maresciallo di Marchin, per cui

e fecero delle
i

Francia dovette abbandonale tutto


il

seg>ienti

anni furono

meno

favo-

paese dal Danubio


della

al

Reno, cofrat-

me
i

Baviera.

In

questo
sollevati
:

tempo Luigi
fanatici
,

XIV

ridusse a partito
nel

eh' eransi

Yivarese e nella Linguadoca questa guerra religiosa delle Cerennes,


fra
i

protestanti
cattolici,

delti

carniciardi

Essa perde Oudenarde, gl'inglesi presero Porto-Maone , Tournay venne superata dal principe Eugenio, e Mons and perduta dopo il micidiale combattimento di Malplaquet. Nel 1710 Donai venne ocrevoli per la Francia.
la

battaglia d'

ed

kce

nuotare quelle
nei sangue.
il

regioni per sei anni

11

duca
cipe

di Venderne disfece Eugenio alla battaglia

prin-

di

Cas-

cupata dagli alleati e Filippo \' con nuove vittorie si stabil sul trono di Spagna. In qnest' anno Luigi XiV conuiise al parlamento
,

sano

nel

Milanese

li

io

agosto
I
;

di

Parigi

il

processo contro
diretta

il

car-

1705, nel quale anno a Leopoldo successe l'imperatore Giuseppe 1

dinal

di Buglione,

per una biasimenel


riti-

vole lettera a lui


rarsi

ma

il

maresciallo

di

Villeroy

fu

in

Fiandra, dai nemici occu-

vinto alla battaglia diliamillies vi-

pata.

23 maggio 1707. Dopo questo famoso fatto d'arme


cino a
li

Namur

altamente le, preg


to
e^a.^i

Clemente XI disapprovando contegno del cardinail il re ad annullare quanfatto sid cardinale

gl'imperiali s'impadroniiono di An-

per l'in-

versa,

di

Gand,

d'

Ostenda

e di

varie altre piazze, cio di quasi tutta

Lilla.

Fiandra sino alle porte di Nel medesimo anno 1707 il Nivernese fu riunito alla Francia ,
la
si

competenza del tribunale, protestando di far egli diligentemente a forma de' sagri canoni esaminar que* sta causa, laonde il re non ne paiolo

pi, e lasci tranquillo

il

cardi1

che poi

stabil

nell' isola del

suo

nale nel Biabante. Intanto nel 171


il

nome
je

in

America, e

nell' isola E.ea-

delfino Luigi, unico figlio di Lui-

so

Capo Bretone. In questo stesanno il duca Filippo d'Orleans

gi
r

XIV, e padre a Meudon di


:

di

Filippo V,

mo-

vaiuolo, di circt

cipe Eugenio

nipote del re fu disfatto dal prinavanti a Torino, il


del

anni

Bossuet

degno allievo di cinquanta e di Montausier, le sue


compiangete
la

che fu cagione della perdita Milanese e del Modenese.

belle qualit Io fecero

da tutta

Francia. Luigi

XIV

die

62
il

FRA
ili

FR\
della
ritti

titolo

tliKlno al duca di Rordel


tlefiiiito
,

religione,

la

difesa

dei

di-

gogna

figlio

egregio

della Chiesa e dei


il

cattoliei:

in

discepolo dell'illustre Fenlon. Nel

quest'anno mor'i
171')
ria

duca

di

Beriy

medesimo anno
Giuseppe
r
il

nini'i

imperatore
ci cani-

altro nipote di Luigi

XIV,

indi nel

I,

e fu assunto all'impe-

questo re ricevette nella galle-

fratello

Carlo

VI;
il

bi
ca di

faccia

agli

affari.

Nell'anno
delfino

1712 mori ancora


Borgogna,
il

du-

flua e

tagna

non che la delduca di Tueche Luigi XIV avea nomiloro


figlio
il

omaggi dell'ame dopo breve malattia mor il primo settembre d'anni settantasette, avendone regnati dodici. Il suo regno venne padi Versailles gli

basciatore del re di Persia

ragonato a quello d'Augusto, e fu

nato
al

delfino, titolo che allora die

duca d'Angi, che poi

succes-

se col

nome
ilei

di

Luigi
di

XV,

so figlio

duca

anch' esBorgogna. In
la

uno de' pi gran prineipi non solamente della monarchia francese, ma eziandio di Lutta l'Europa,
toci che
di:
le

quanto
regina

ai

politici

avvenimenti,

Aveva un gusto naturale per tutforma gli uomini granseppe distinguere ed impiegare persone di merito: fece fiorirei

d'Inghilterra

Anna
che
,

ascolt
il

proposizioni di pace,

re di
la

Francia
vitloria
lescialli

gli

fece

fare

mentre

riportata a Denain dai


Villars e IMontesquieu

main-

deboli r

armata avversaria,
la

e pr-

le scienze, le arti ed il commercio ne' suoi stati. L'ambizione e l'amore della gloria gli fecero intraprendere ed eseguire i pi

dotti,

sotloscritta

mosse definitivamente ad Utrecht


17 i3 coir Inghilterra,
togallo,
il

pace, che fu

grandiosi progetti, e

si

distinse so-

agli
il

riaprile
re di Poril

pra
di

tutti

principi

del

suo secolo che

per mezzo d'un' aria di grandezza,

duca

di

Savoia,

re

di

magnificenza e

di

liberalit,

Prussia e gli olandesi. Questa pace era stata preceduta da una solen-

ne rinunzia

di

Filippo

re di

Spa-

gna per
a

lui

per la sua posterit

tutti i diritti che potesse mai avere alla corona di Francia, e da

accompagnava tutte le sue azioni, I suoi molti amori sono noti, e la celebre madama di Maintenon fu l'aia de'figli ch'ebbe da madama di Montespan massime del duca
,

del

Maine, e merit
la

il

suo

spirito,

il

una

simile

riirunzia

del

duca

di

suo buon senso e

le belle

qualit che

Berry, e del duca d'Orleans a tutti quelli ch'eglino potessero avere

l'adornavano,
di

grazia
se

eia stima
le

Luigi

XIV, che
vita.

uni con

corona di Spagna. Con questa pace la Francia cede agl'inglesi la


alla

matrimonio segreto
ni

negli ultimi anla

di

sua
le

De

Beaumelle
seri'r

Canada e l'isola di s. Cristoforo, demolendo le foi tifcazioni di Dunkerque.


Scozia vicino al
,

Nuova

scrisse

Mrnoires poiir

C histoire de

madame

de MaiiiLe-

non
gi

et

celle

da siede passe, Mae-

Luigi

XIV

si

pacific pure col-

stricht

r imperatore Carlo VI, prima a Rastadt a mezzo del maresciallo


Villars, trattato

1789. Dopo la morte di LuiXIV, Filippo duca d'Orleans, di

venne ratificato a Baden li 6 marzo 1714- ^^ 1 apa Clemente XI raccomand in tal pace ai due sovrani gli affari
che

Chaitres, di Valois ec, figlio di Filippo di Francia, fiatello del defunto,


fu

dichiarato reggente del re-

gno dal parlamento, seguendo il diritto che a lui ne dava lo sua na-

FRA
scita
gi
,

F
ambiziosi
del
;
i

li

A
di

63
Albeinni,
Filippo
a
cospir

diiiante la minorila di Luiallora di cinque anni di-

cardinale

XV
,

sastri

delle

ultime
torbidi

guerre

furono

primo ministro favorito V re di Spagna che


,

in

parte riparati

sotto questa regreligiosi


,

togliergli

la

reggenza, e col mezzo

genza
gi

ma

che

del

principe

abbiamo veduti erano ancor pi grave argomento da provvedere.


ligio
Il

sciatore

giovine

di Cellamare ambaspagnuolo a Parigi, e del Portocarrero suo nipote,


il

piincipe

disgraziatamente

al
il

porvi
il

giansenismo non seppe apnecessario rimedio; quindi


fe-

foment duca e
,

partito

contrario
nelle

al

fece

entrare

sue

viste

molti

distinti

personaggi di

consiglio di coscienza ch'egli

rango, pe'quali l'equivoca condotta

ce presiedere dal cardinale de Noailles,

non

fece

che eternar

le

dispu-

te sulla

Lolla Unigeni/ns, e produs-

se quella
fanatici,

moltitudine di appellanti
di sopra.

che descrivemmo

duca, e del suo scaltro minigi suo precettore Guglielnio du Bois, non fu immune dai pi neri sospetti di avvelenamento del giovine re, sospetti ch'erano pur
del
stro,

Per

le

finanze poi fu posto in atti-

caduti

sulla

vit lo strano sistema inventato dallo

principi.

scozzese

Law, che fondavasi


Mississippi
,

sul

comoc-

ditura
altri

morte de' precedenti Siccome poi a questa orandavano congiunti mille


cardinal

mercio del
cid( nlali

nell'Indie

progetti del
le

Albero-

dal

quale

promettevasi
agli
azionisti
isti-

ni,

potenze
la

immenso
tuito.
Il

vantaggio

in

guardia, e

europee si posero Francia collegan,

del banco reale appositamente

dosi

coir Inghilterra
si

coli'

Odi-

progetto venne accolto con


1'

landa

trov in necessit

di

entusiasmo, e

pagnia
ricchi

dell'

Indie

unione della comorientali ne ac-

chiarare guerra alla Spagna, entr

nell'anno
in

crebbe H credito;
i

non
, ,

solo

tutti

di
,

Francia
gli

ma
i

eziandio

g' inglesi

olandesi

genovesi

17 19 in Catalogna ed Navarra colie sue truppe, ed il congedo dell'inquieto ministro spagnuolo mise fine a questa guerra

star
il

versarono molto denaro per acquiimpinguandosi cos le azioni


,

nel
sola

1720. Nell'anno precedente l'iGiovanni, nel golfo s. Los.


ricevette

regio erario.

INon tard per alsi

renzo,

alcune colonie.

I-

tro a comprendersi che

correva

nollre nel

1720 Clemente XI prel'e-

ad abbracciare una chimera: il cor-so del cambio si alter svan il numerario, gli americani tesori non
,

il

duca reggente a rivocare


in

ditto che

nome

di

Luigi

XV

giunsero mai,
e

biglietti della

ban-

avea promulgato, nel quale dichiaravansi, e mutavansi con grave dan-

ca caddero nel

totale avvilimento,
si

no

della

disciplina

ecclesiastica e

Law

a slento

salv dalle mi-

della pontificia
stituzioni

autorit molte

co-

nacce del popolo con pronta fuga. Il sistema di Law^ desol la Francia
;

da alcuni

Papi emanate

ed

il

pagamento

del

debito

priorati e benefzi di dii congregazioni regolari del reverse


circa

pubblico eseguito con queste azioni


vote di sostanza, cagion la rovina
miiversale.

gno
acci

offrendosi

pegli

opportuni

provvedimenti
apostolica, e

ove abbisognassero, tutto procedesse con potest


senza lesione
dell'imecclesiastica.

Ebbe

inoltre
i

a combattere

duca d'Orleans maneggi e progetti


il

munit

Nel

172

il

6t
Poiilcfif.-e

FRA
liiiK)(;i-ii/(j
,

FRA
\III

con sua
tli

r.lcraente
sliiizione

XI
del

per

la

completa

e-

jijuignanza
lutti
i

ad

istanza
tlel

quasi
cre

giansenismo,
del

bench

sovrani e
il

legL^eiite^

per

le

istanze

cardinal

Arman-

cardinale

favolilo ed arbitro di

do
del

de Rohan grande elemosiniere


re,

questi, l'indegno Gnglielaio

du Bois

zelante difensore della bolla


,

arcivescovo di

Cambrai,

e nel se-

Uiiigenitas
ecclesiastici

ed anima
del

degli affari

guente anno invest del regno delle

regno, avesse proFrancia, sinch


uscito di

VI, in
tanato

Sicilie l'imperatore Carlo conseguenza dei trattati di pace. Il reggente dopo aver ali<m-

due

messo
Luigi

di

non innovare cosa alcuchiesa di

na nella
norit, ed

XV
i

non

fosse

suo pupillo il maresciallo Vilieroi suo aio, essendone il maestro il celebre vescovo di Frejus Fleury, aldal
fianco del

reale

giansenisti

minon avessecontrario.
di

ro dato

r occasione

al

Era veramente Innocenzo XIII


questo animo, allorch

l'uscir di

tutela del

piincipe nel-

Bartolomeo
cia,

IMassei

monsignor nunzio in Fran1'

l'anno suo quattordicesimo fu pre-

poi cardinale, gli die


i

avviso

gato da
glio
di

ini

d'iucaricar-<i
alFai'i,

del

detta-

che

vescovi

refrattari
le

avevano
diocesi alerrori.
al
11

degli

delle

funzioni

pubblicate per

loro
li

primo ministro, carica clic non godette molto tempo, essendo, morto a Versailles a'^ decembre 1723
colla

cune

pastorali

piene

Pap
zo

scrisse subito
al

un breve
a' 9.8

re

ed un alilo

reggente
e

lode di protettore delle


scienze,
e
di
ipielli

arti,

1722,
i

ne' quali

suggeriva
le

marad

delle
esse

che

in

ambedue
chiudere

modi
bocca

ragioni per
tali

distinguevansi.
incarico al

Luigi

XV

die

la

di

vescovi,

eguale

duca di Borbone, principe debole ed altero, che die in isposa al re Maria Leczinski figlia di Stanislao re di Polonia;
glio
il

anche

agli

ordini del sovrano disi

ubbidienti, per cui


costretti

vescovi furono
11

al

silenzio.

successore
della

Benedetto
nel

XUI
del

profittando

ma
suo

il

re

conosciuto

melo

stretta amicizia che

avea contratti

primo
in

ministro,

ringrazi, ed
della
stro

vece elesse a bene

coltivata col

Francia il suo illustre maeAndrea Ercole de Fleury^ ed

1700, e poscia de Xoaiiles, seppe disporlo a poco a poco ad abbandonare lo scandalo con cui
conclave
cardinal
viveva, per
bolla

allora

l'ordine, l'economia, e la modestia regn nella corte; quindi Fleury ad istanza del re fu creato
nel
(piale

non volere accettare


il

la

Vnigenitus. Trovandosi
di

car-

dinale nell'et

anni ottanta, e
cui erasi

cardinale

XIII,

il

1726 da Benedetto nel concilio romano


anle

considerando

al
,

disonore

abbandonato
tro

coli'

avere
e

unita

la

da

Ini

celt^brato nel precedente

sua appellazione a quella do'quatvescovi


lefrattari
,

no, dichiar fra regola di


fede
la

altre cose

per

di

altri

bolla

Vnigenitus,

giansenisti, scrisse

a'rg luglio 172S


neldi
a.ssoggettai--

e per si condann da lui colla hoWa Quatuor cum stiprn, nel Bull. Rnm. toin. XII, p. 48, lutti gli
scritti
Il

una
la
si

lettera

a Benedetto XIII,

quale protest
inolile

sinceramente alla bolla

Unigeniil

contro di
di
lui

essa

pubblicati.

(n<::

condannava

libro

predecessore Innocenzo
seguilo

delle

XIII

aveva

l'esempio

di

Ri //fissioni morali del Qucsnelln, ch'egli aveva approvato, e

FRA
le

FRA
maniera che
e
il

(.:

cenlo

una proposizioni da queerano


condannate,

strava ostinato ed audace, per cui


tro

sto estrattCj nella stessa

nella
nel

bolla

suo metropolitano monsignor PieGuerin de Tencin arcivescovo


di

medesimo ten)po
r

rivoc la sua
9,

d'Embrun, deliber

adunare un

pastorale dell'anno 17
f|Ucllo

con tutto

concilio nazionale, e costringerlo a

eh' era stato

pubjjlicato in
la

nome
bolla.

suo

contro

mentovata

dicarlo.
tal
la

comparirvi onde processarlo e giuBenedetto XIII approv


risoluzione,

Indi conferm

pastorale

con un'altra quanto aveva scritto al


con questo trionfo, avuto la maggior parI

ed

il

re vi prest

sua

Papa,
te

il

quale

far

promettendo di eseguire quanto si fosse delibeautorit,

in cui avea
il

rato dal

suo

zelo, a'2

agosto col brecoiisilium, pres-

concilio^ previa 1' approvazione della Sede apostolica. Nelle


sessioni fu giudizialmente ci-

ve Sapientissinnini
so
I,
il

prime

Guerra,

Bull.

Epitom. tom.

tato a comparirvi

monsignor Gio.sacerdote

p.

i5o, rispose al cardinale lo-

vanni Soanen,
l'

gi

deldi

dando grandemente la sua risoluzione, come pi teneramente replic


ci

oratorio di
;

Francia,

vescovo
le

Senez

indi

furono prodotte

ac-

con lettera di proprio pugno, che al suo esempio fecero altutti


i

cuse contra di lui,


senista,

le quali consistevano nell'essere uu raffinato gian-

tres

cardinali

francesi.

Di
il

neir aver scritto

contro la
e

pi Benedetto
giubileo,
la le

XIII
gli

gli

concesse

bolla

Unigenitus
fatta
la

prima

dopo
al

che

domandava

per

aver

sua

appellazione
e

sua diocesi di Parigi,

del qua-

futuro concilio

generale,

nell'a-

per dichiar nell'anno seguen-

ver difeso
di

la

con la costituzione Nuper nos^ tom. XII, p. 358 del Bull. Rom., che non erano capaci di acquistarte

Quesnello.

condannata dottrina Non seppe il Soa-

nen
la,

fare la sua giustificazione,

mo-

str anzi

lo
tus.

refrattari

alla bolla

Unigeni-

arroganza di non curarprotestando eh' egli non conodi

Dal cardinale
vescovo
si
,

Ansidei,
patria

Marc' Antonio di Perugia sua


Relation ficlle
brcfs crits,
et
le

sceva competente a giudicarlo l'autorit


gati,

diciotto
si

vescovi

congrevesco-

ha
et

la

dai quali

appellava di nuo-

dts

letlres,

des

vo
vi

al

futuro concilio.
sospesero

Ma

des congregations deputes sous


pontifcat

siccome seguaci delle sode dot,

da

Pape Benoit XIII,

trine

il

Soanen
nella

dalle

avec

les

rsohuions qui

ont l

funzioni vescovili e sacerdotali, e gli


prescrissero
l'

prises touchant l'acceptation de la


coiisdlution
fair-e

esilio

badia di

Unigeuitus, que de^'oit


le

Chaize-Dieu

nell'Ai vergna.

Questa

cardinal de Noailles, et la formule de celle acceptaton, senza nota di tempo, n di luogo della stampa che fu in
,

M.

sentenza fu approvata da Benedetto Xlll, in un a tutto quello che i


vescovi avevano operato nel concilio,

e Luigi
tal

XV

fece tutto eseguire.


l'affare

Roma. Non seguirono


les

In
il

guisa

termin

degli
li

cardinal Noail-

appellanti alla bolla Unigenitus.


successore

COSI ubbidienti

que' vescovi, che


appellante,

Clemente

XII
che
i

ottenne

seguito lo avevano

Yi
Se-

colle sue esortazioni,


tini

benedets.

era
iiez,

fra
il

questi

il

vescovo di
pi
si

della congregazione di

Mauper

quale

sempre VOl. XXV li.

mo-

ro in

Fi'ancia

tanto

celebri

6(>
le

FRA
loro

FRA
alla

opere date
refrattari

luce, sino
la

dario, e spacciato per

un
al
s.

taumasuo
se-

allora

alla

bolla,

ri-

turgo di miracoli
polcro nel
do.
la

fatti

cevessero con amplissima forma nel


loro capitolo celebrato nel settem-

MedarConosciutasi da Clemente XII


cimiterio di
de' giansenisti,
..no

bre 1733. Governantlo destini della Francia il genio pacifico del cardinal Fleury, quest'abile ministro
i

frode

dal

lySi proib sotto pena


nica l'andare
alla

di

scomudi

tomba

quel
si

coi

trattati

e conferenze di Parigi,
di

fanatico inpostore,

del quale

di

Cambrai,

Soissons, e di Si-

pubblicato un
ri co,

viglia,
le

non che di Vienna, dissip guerre che la Spagna e l'impemeditavano


tredici anni

nella

breve ritratto istoRealt del progetlo di


tona.
I,

ro

principalmente

ai

Borgo Fontana, Ordin pure il


stratto

p.

220.

Pontefice,

che e-

suoi danni. Tuttavolta la pace che

da

si

godeva dai fran-

cesi sarebbe stata forse sei'iamente compromessa, se l'imperatore Carlo VI non avesse impedito che

fosse rieletto

re di Polonia Stani-

il di lui cadavere dal luogo distinto che godeva, fosse confusamente cogli altri tumulalo. Condann i libri che al medesimo attribuivano la santit ed miracoli, che esaminati dai medici furono
i

slao Leczinski suocero di Luigi

XV,

dichiarati

imposture,

come

consta

gi deposto, per
fra
lui

cui

si

era

accesa

dai regi editti de'27 gennaio e

la

Francia nuova guer-

17

febbraio
il

1733.

1782 Avendo poi


Montpelin

ra, che

di

ternin presto colia pace Vienna. La Spagna e la Sardegna eransi congiunte alla Francia sosteufatric

nel
lier

1734

vescovo

di

pubblicato

una
dal

pastorale,

cui aifermava per

certo

un

falsis-

del suocero del per fu combinato colla cessione del ducato di Bar e della Lorena a Stanislao, con la condizione che 1' uno e l'altra passerebbero alla Francia, alla mor-

simo
sua

miracolo
diocesi

diacono

della

suo

re,

tutto

operato,
allo
la

considerando
interaspirito della

Clemente XII la mente contraria


cattolica religione,

pastorale

quale propofedeli
gli

ne alla
ri

venerazione de'
di

te del ta

principe, che

avvenne trengli

autentici miracoli esaminati de've-

anni

dopo.

Tutlavolta
di
tal

spa-

seguaci

Ges
agli
I

Cristo,

non

gnuoli
coi

profittando

guerra^

capricciosi

deliri

di quelli del
I

ve-

francesi e

savoiardi

conquista-

scovo d'Ypri,
la
il

ottobre con

rono il regno delle due Sicilie per Carlo di Borbone figlio di Filippo V, a cui poi Clemente XII concesse l'investitura, restando tuttora neir augusta casa di Borbone lo scettro delle due Sicilie.

costituzione
Bull.

Ciini sicut,
p.

presso
6,
la

Rem. tom. XIV,


e

Fra

gli

appellanti pi ostinati della

severamente condann, come poscia fece ancora la romana inquisizione a' 1 8 febbraio del 1731), col libro del Carr de Montgeron consigliere al parlamento di
riprov
Parigi, ed intitolato,

fu certo Francesco Paris diacono parigino. Aveva que-

bolla Urigeniis,

La

i'e'ril

des

miracles optrs

l'

intercession

de

sti

saputo

malizia
col culto

talmente coprir la sua con un rigido esteriore,


di

Mr. de Paris 1737, che sosteneva questi miracoli, ed a' 4 marzo seguente fu
boia,

che dai suoi giansenisti fu onorato


santo nel loro calen-

brucialo per
il

mano

del

come narra

Lambertini,

FRA
De
7,

FRA
I,

67

canon. 55,

lib.

IV, par.

cap.

Roni. tom,
ai

XIV,

pag. 898, concesse

num. 20

e seg.

Monsignor Lan-

guet de Gergy arcivescovo di Sens dimostr con un'opera la falsit di


questi miracoli, quali ancoi-a

re di Francia la facolt perpetua di nominar ai benefizi vacanti


ne' ducati di

per

imposture

il

Voeux con Amsterdam


detto

libro

prov protestante de che pubblic ad


let-

me

Lorena e di Bar, coAlessandro VII avea concesso a Lodovico XIV pe' vescovati di Metz,

nel 174 diviso in

tere crtiche, sui miracoli del sud-

Verdun, e Clemente IX pei de' medesimi vescovati. Nel medesimo anno Clemente XII con la

Toul

benefizi

diacono,

narrati

dal mededalla setta

costituzione Inler caeteras, nel Bull.

simo Monlgeron,
dei deisti era
giansenisti.

che

passato a quella dei

Rom. loco cit., p. 443 condann un libro della storia giansenistica


,

quesnelliana, con

questo titolo:

Nel 1787 Clemente XII solennemente canonizz s. Vincenzo de'Paoli

Histoire
iiioides
et

da
sur

livre
le

des

rjlexions

nouveau Testamenti
Unigenitus,

francese, fondatore della congre-

de

la

constitution
,

gazione de' signori della missione e


delle donzelle

della carit.

Il

par-

lamento di Parigi proib con decreto, che niuuo potesse ritenere la bolla Superna, che si legge nel Bull. Rom. tom. XIV, pag. i54, che il Pontefice avea pubblicato
per
tal

Amsterdam siccome pieno d' imposture. Con la costituzione Cunt sicut loc. cit. p. 44^ j condann pure un libro del parlamento di Parigi, in cui sopprimeva quel ma,

gistrato le
scovi
,

pastorali

di

alcuni ve-

nelle quali

venivano privati
suffragi

solennit

col

pretesto che

della

messa
gli

dei

della

essa fosse contraria alla libert della Chiesa gallicana. Nella bolla lo-

Chiesa

appellanti della bolla Uni-

genitus.

Ecco

il

titolo

del

libro

davasi

il

santo

per

aver

indotto

ottantacinque vescovi della Francia a chiedere al sommo Pontefice^, la

condanna
di
si

delle cinque proposizioni


si

Giansenio, e
miracoli
s.

rifiutavano

fal-

dell'

impostore

Paris

Arresi de la Cour du Parlement, portant suppression d" un imprim inlitul Lettre de plusieurs vgues sur Vohligation de priver de l'oblalion du sacrijce de la messe, et des sujfrages de VEglise ceux, qui

diacono di
questi

Medardo. Avendo per il parlamento emesso il decreto, esso venne condannato da Clemente XII a' i5 febbraio 1738, onde il cardinal de Fleury
motivi

meurent appellants de la consltution Unigenitus. Paris, et Ypri lySg. Ci non pertanto Clemente XII ebbe la piacevole notizia^ che l'accademia di Parigi aveva accettato la
Unigenitus j come giudizio bolla dommalico della Chiesa universale
e legge del regno, confessando l'er-

procur che fosse ri vocato. vero che il santo ebbe stretta amicizia col famoso giansenista Du Verger
detto l'abbate di
perci
lo
s.

Cyrano;
il

ma

egli

rore

di

averne appellato
penetrato
apostolico
di

l'abbandon quando
i"etico,
il

conobbe eLambertini pienaloco citato


lib.

Pontefice

gioia,

onde il con
di lodi

un breve
il

colm
Il

mente
II,

giustific,

rettore dell'universit.

succes-

cap. 42,
della

num.
bolla

9.

Dipoi Clemen1

sore Benedetto
al

XIV

nell'assunzione

te

XII nel gennaio

740,

coli'

au-

pontificato

torit

Alias,

nel Bull,

sueto giubileo,

pubblicando il concon la costituzione

68
Laeliliora del
Benecl.

FRA
novembre 1740,
Bull.
tre anni

FRA
Leopoldo di Lorena era divenuto imperatore, e la moglie Maria Teresa imperatrice. Per grave malattia da cui non risorgeva
Luigi
di

XIV, totn. I, p. i, v'impose per lucrarne l' indulgenza, un'opera nuova, cio l'ubbidienza interna ed esterna alla bolla Unigenitus contro
i

XV,

giansenisti.

90 anni
nel

giacch essendo morto il cardinal Fleury, doPontefice Bene-

La morte dell'imperatore Carlo VI,


gli

vette applicarsi indefessamente agli


affiiri,

avvenuta nel

742 senza

fi-

174^
con
la

i'

maschi, lasciando erede l'unica


figlia

detto

XIV

costituzione

Maria Teresa maritata al duca di Lorena Leopoldo, accese lunga ed aspra guerra, e ad onta
sua
del costante pacifico sistema del pri-

ntultorunt, nel Bull.

Bened.

Cum XI F^

tom. I, p. 5o2, fece pubblicare nel regno di Francia un giubileo di


quindici giorni, per impetrare da Dio quella guarigione che concesse. Nel breve Nullis verbis, de' 20 febbraio, Bull. Magli, tom. XVI, pag, 287, in cui il Papi dava avviso ai re del giubileo, da questo escluse apertamente refrattari della bolla
i

mo

ministro

Luigi
parte,
di

XV

de FJeury ne volle prendere attiva


cardinal
i

malgrado
il

precedenti accor-

co' quali

defunto

avea garantito l'intero


gio.

imperatore suo retngfu

La sua

successione

perci

reclamata da Augusto HI re di Polonia, da Carlo Alberto elettore di Baviera poi eletto imperatore, da
Filippo

Unigenitiis

cio

giansenisti

mem-

bri recisi dcdla Chiesa.

L'arnoie che in tale infermit dimostr il popolo francese pel suo re,

re di Spagna, da Fede-

fecero chia-

rico II re di Prussia e
cipi.

da

altri

prin-

mare Luigi
aim).

XV

il

Prcdilello {Ineiila

di

La Francia sostenne l'elettore Baviera; l'Inghilterra, l'Olanda e la Sardegna presero parte per la casa d' Austria e per Maria Teresa.
maresciallo di Sassonia batt
a
gli

Ma

guarito che fu,

du-

chessa di Chateauroux prese di nuo-

vo l'impero su lui,

che gi avea
:

11

inglesi

Fontenoy

nel

174?;

ma

amato due sorelle della favorita non and guari che Luigi XV prese ad amare Giovanna Antonietta
Poisson, maritata a

questi
ta

disponendo di una agguerrie nuuiei'osa armata navale^ in-

Lenormand

si-

vasero (pialche colonia francese per dispute dei confini sui possedimenti americani, e ben tosto Luigi

XV
in

non ebbe pi che due


li

soli

vascel-

di

linea
i

da opporre loro; ed
suoi
eserciti

Boemia
sure
J"

solirirono
scis-

notevoli perdite a cagione delle


tra'

generali

francesi

meno
Pra-

gnore d'Etioles, conosciuta meglio sotto il nome di marchesa di Pompadour, della quale trattarono varie opere come le Memorie che. servono alla vera storia di madama di Poinpadour, Venezia 1780. La pace d'Aquisgrana fu simile a quella diRyswich, in cui Luigi XIV avea mostrato un disinteresse che
,

espugnazione della
il

capitale

fece stupire ed affliggere


diti.

suoi sud-

ga, che

conte di Bellc-Isle dov


d'

Luigi

XV
ed

stipul soltanto pei

abbandonare. La pace

Aquisgrain-

suoi
di

alleati,

unico risultato fu
della casa di
di

na mise
volte
in

fine nel

1748 a questa
avea

stabilire

un ramo
ducati

giusta guerra,

nella quale

diverse

Borbone
te

nei

Parma
di

Luigi

XV

preso parte

Piacenza, nella persona dell'infandi

persona, e quando gi da circa

Spagna Carlo

figlio

Filip-

FRA
p p

FRA
figlio Filip-

69
Ecclesiae

V
,

e poi

neir altro

co?igregatis

posi paceni

divenendo Carlo re delle due

Sicilie.

Nel lySo era risoluto Luigi


di stendere la

XV
beni

nuova

gabella, detta
i

GalUcanae constilutum , et metioduin propedeni cdituris pr sludiis peragendis ah alurnnis collegii Vrban de propaganda Jlde ad haereticos poflulaiidos,

del vigesiino
ecclesiastici

denaro, sopra

ad

genliles, et

quale tuttavia per le lappresentanze falte al re dall'assemblea generale


la
,

del suo regno,

alheos in sinutn Ecclesiae reducendos.


tuzzi
di
si

Contro

di essa

scrisse

il

p.

Pa-

del

clero,

fu poi

convertila

nello

spontaneo grosso

sussidio per cin-

domenicano col finto nome Eusebio Eraniste. L'anonimo poi scuopr, ma mor in buon coupentito.
,

que anni,
tuito,

in
la

luogo

del

dono gravolta

cetto essendosi

Fattosi

l'e-

che

medesima assemblea
,

same

della

lettera

fu

trovata te-

soleva ordinare pfl re, ogni

meraria, favorevole allo scisma ec,

che

si

radunava

una
del

dichiarazione
clero, affinch
fosse

soyiiiiunuendovi "00 tutti i beni di


il

onde Benedetto
nullos, de

con la costituzione
so
il

XIV la condann Cam ad non^

riparto della
fatto

5 settembre ij^7, pres-

contribuzione
esatta

con pi

Nel 17 jj a' 3 oltobre essendosi adimata l'assemblea del clero di Francia, e dubi-

proporzione.

Alagli, tom. XIX, pag. 287. In oltre Benedetto XIV ordin alla congregazione della sagra inquisizione, che facesse diligenza

Bull.

tando se

si

dovesse

negare
ai

la

co-

per trovarne l'autore, carcerarlo e


processarlo
tava.
col

munione per
ci a
i\n

viatico

refrattari

castigo

che

merU

della bolla Lnigeiiifiis^ licorse per-

Benedetto XIV, il quale con breve diretto ai prelati dell'assemblca , Ex omnibus, dato a' i5 settembre 1^56, Bull. Btned. XI tom. IV, p. 480, dichiar , che ai
soli

L'imperatrice Maria Teresa preoccupata dal desiderio di riconquistare la Slesia contro il re di Prussia, che l'avea occupata nella precedente guerra, lusing la
sa
di

marcheiu

refrattari
i

pubblici

si

dovessero

Pompadour, chiamandola

negare
tali

sagramenti della Cliiesa essendo quelli che per sentennel

za del giudice u erano dichiarati,

una lettera col titolo di amica, laonde la Francia si arm per la guerra dei selle anni, dandone motivo

oppure

tempo

di

ricevere

il

viatico persfstessero

temerariamente nella loro disubbidienza, e non curassero la bolla di Clemente XI, la


quale prescrivendo
la
il

esteso in terl' ultimo trattato mini troppo vaghi. La guerra divenne quasi generale in Europa ,

per

le

alleanze dalle
e
i

necessario al-

tratte,

salute dell' anima, obbligava indubitatamente sotto peccato. Contro la pontificia lettera, un'altra
nass.

sangue
al

due parli condopo aver inondato di due emisferi, dette luogo


i

patto di famiglia, secondo

voti

di

un

anonimo
Archinto
la

fu

mandata
vedere al
:

al cardinal

segietario di

Luigi XIV, conchiusoli i5 agosto 1761 tra la Francia e la Spagna, col quale ambedue si guarendi

stato, perch

facesse

tivano
alle

rispettivi

stati,

fissandosi

Papa, ed avea questo titolo Aniplissiniis S. R. E. cardinalibus, et


clariss.

evenienze reciproci soccorsi^ ed ebbe termine col trattato di Parii

theologis in urbe Praeneste

del

io

febbraio

1763.

Questa

70
pace
le

FRA
e di
s.

'

FRA
de furono accusati i giansenisti di averlo armato, n mancarono i nemici de' gesuiti di gettare
sospetti

lasci agi' inglesi Je isole

Giovanni^

il

ReaCanada con
Orleans),

tutte le terre alla sinistra del Mississip (eccettuata ia

Nuova

su di loro.

Nel

tempo

della cura

Ja

Granada ed
la

il

Senegal, e stipu-

Francia alla Dominica , Tabago e s. Vincenzo lasciando solo a questa potenza s. Lucia eh' essa avea preso nel 17 56: e qui noteremo che nel
l

rinunzia

della

1754 alcuni Guadalupa si


derada ed
rava
la

coloni

francesi

della

stabilirono alla Desi-

alle Sante.

Mentre duil

guerra, nacr[ue nel popolo


re soppres-

malcontento, per cui


se tutte
le

camere parlamentarie, fuoich una col titolo di camera


reale; siccome l'interno ordine della

r egregio Luigi delfino ed unico figlio del re govern saggiamente il regno ed il fanatico Roberto fu punito con esemplare supplizio. Risanato il re licenzi i due primi ministri rivali, Machault ed Argenson, e dichiar a successore il conte Francesco de Bernis canonico di Lione e cardinale nel 17 58. Certo Diipr avendo inventato un fuoco pi vorace del fuoco greco Luigi XV per sopprimere un mezzo
, ,

formidabile
il.

di distruzione

compr

segreto e ne

to dalle opposizioni del

Francia veniva sempre pi perturbaparlamento di

Parigi alla regia autorit, gi Luigi

che onora la re che il virtuoso ed illuminato delfino portava ai gesuiti, la nimicizia della

uso , ci sua umanit. L'amol'

proib

XV

nel

1753 avea dovuto


atto di severit col

eserrile-

Pompadour
Choiseul,
dei

del pridei

citare

un

mo

ministro
,

quella
e

garlo in Pontoise, e quindi abolir-

parlamenti

giansenisti

del

detto. Tali per ried impegni ne conseguitarono, che nel corso di un anno si decise il monarca a richiamare il parlamento, il quale con questa specie di trionfo, accrebbe il
si

lo

come

numeroso
duli
,

partito de' filosofi increla


,

mostranze

sagrificarono
di

compagnia
eh' era

Ges
d'

in

benemerita un punto
nei

per

soccombere
,

regni

male anzich porvi rimedio. Nel 1757 la resistenza del parlamento


divenne s aperta che fu necessit

Europa il Portogallo e la Spagna. Ne prese la difesa il magnanimo e zelante Clemente XIII sommo Pontefice: quepi
religiosi
sti

ed
di

orgogliosa

nel

1761

scrisse

caldamente a

meditare

ed

Luigi

XV,

facendogli riflettere che

eseguire salutari riforme. Il popolo ed i tribunali gelosi de' propri diritti,

sedicenti filosofi, che gi si i nuovi disponevano a distruggere coll'uma-

ai sostegno de' quali persuadevansi che il parlamento vegliasse contro la regia preponderanza, spinti

furono al fanatismo, intanto che

Luigi

XV

viveva nell'indolenza, e

abbandonato ai suoi piaceri, ed alla vana favorita. A^ 5 gennaio il


re volle partire da recarsi a Tri a non ;
liva

Versailles

per
sa-

ma

mentre

in

carrozza

l'assassino

Pietro

non potevano ottenere il loro malnato fine, se prima non rovinavano i gesuiti, fortissimo baluardo della cattolica religione. Indi Clemente XIII a' 9 giugno 1762 indirizz al re il breve Tuain Rex presso il Guerra, Epit. tom. Ili, p. 356, pregandolo colle pi vive espressioni, a non permettere mai che dal suo regno
nit la cattolica religione,
,

Damiens

lo fer col

temperino, on-

fossero

cacciati

gesuiti

la

causa

FRA
de' quali

FRA
condosi,

71

era

essenzialmente

che

uidividui della

compa-

giunta con quella della cattolica religione:


violati
i

gnia di Ges, tanto benemeriti delcristiana la cattolica fede, e della repubblica, fossero dai suoi nemici

diritti

di

questa venendo
laici,

dai magistrati

distrut-

ta

veniva ancora

la religione.

Trat-

tarsi

delle redole di
dalla santa

un santissimo

Sede approvato e confermalo, le quali non dovevansi n potevansi in modo alcuno lasciare all'esame dei laici magistrali. Scongiurava il re a riparar i minaccianti mali , ed evitare gli scandali che ne seguirebbono. Clemente XIII col breve Quanistituto,

Chiesa cattolica comuni, s miseramente vessati fino ad essere spogliati de' loro beni ma molto
alla
, ;

pi
di

si

maravigliava, che ricevuti

gesuiti

prima nel regno Francia, e dalla regia benevosecoli

due

lenza protetti (allora era confessore di Luigi

russeau
lacerati

),

gesuita p. Peimprovvisamente da que' medesimi, che debil

XV

fossero

do
ai

in

dolore,
della

loco citato, ricorse

bono
zia,

essere

custodi della

giusti-

vescovi

Francia,

dicendo

giudicati

non solamente senza

loro che non potevano lasciare di commoversi in vedersi strappare


,

dal loro seno


cos'i

cos'i

prodi difensori,
e
si

o costituto, ma n anche per delitto alcuno, ma per incerte accuse soltanto, dalla malevolenza
processo

dotti maestri,
in

cos utili ope-

ed invidia
te,

di

alcuni faziosi eccita-

rai

pari

tempo
,

condolse che

nella Francia fossero

po pi
della
di

nemici
;

da molto temche i difensori


la

contro ogni diritto estinti con notabile danno della repubblica e

sommo
tolica.

religione

che

compagnia
fosse

II

detrimento della Chiesa catPapa piangeva l'infelicit

Ges sempre
la

vegliante per di-

fendere

fede cattolica,
fazione

da
e

molto pi si ram, ma maricava per quelli che a danno


de' gesuiti
della loro salute eterna
si

una
cilio

perversa
di

oppressa
lei

scaglia-

dissipata, e l'istituto di

dal con-

vano

cos

fieramente
pio,

contro
e
alla

un

i-

Trento approvato, dai Pontefici confermato, e dai re di Francia di benefzi colmato, fosse con
tanti

stituto cotanto
utilissimo.

Chiesa
cit.

Dipoi col breve Per mo-

lesta tibij de'

settembre, loco

obbiobri laceralo, fino a vel'assurdo,

dersi

che

religiosi

voti,

della cui

validit

spetta

alla
laici

sola
fos;

Chiesa

il

giudicare, dai
di

sero dichiarati

niun
cose

valore

356, diretto a ciascuno de' cardinali de Rohan, de Rochechouart, de Choiseul, e de Bernis, Clemente XIII disse loro, che avendo parlamenti di Francia deIII,

tom.

p.

quindi dopo

altre
i

Clemente

cretato l'esilio de' gesuiti, e dichia-

XIII esortava
za, alla

vescovi alla pazien-

rato

empio ed

irreligioso

il

loro

premure per sostenere la compagnia bersagliata. Avendo il vescovo di Valenza scritto all'afflitto Papa le acostanza, ed alle
troci

ingiurie

che

in

Francia

si

che dalla Chiesa cattolica nel concilio Tridentino radunata si era approvato come pio, egli che fino alloia avea tollerato, non potendo pi farlo senza tradire il suo
istituto,

proseguivano a danno de* gesuiti, Clemente XIII col breve Lerarum


tuariim, de'
ra

ministero, nel concistoro del

gior-

24

g'^^g^^ 1762,

Guer-

no precedente alla spedizione del breve, con solenne decreto aveva


rescissi

loco

cit.,

gli

rispose lamentan-

dichiarati

nulli

gli

atti

rjl

FRA
e

FRA
dato
a'

per eglino peila stretta unione che hanno per la loro dignit cardinalizia al Pontede' parlaiiiciili,
fice,

i5 febbraio

1764, loco

cit.

tom.

Ili,

pag. 358, per confortarlo


:

ne' suoi patimenti

ne lod

alta-

procurassero a suo esempio di

mente

la

fortezza sacerdotale,
agli

pa-

vendicare con coraggio e costanza l'onore della Chiesa di cui era la


causa, avendo essa sempre
la

ragonandolo
pidi cristiani,

antichi

ed intre-

tenuto

perch con tanta lode ed approvazione de' buoni avea


intrapreso
potest
nel
di
a

per esemplare e per religioso quelistituto, che i parlamenti dichiaravano ii'religioso ed empio.

difendere
Chiesa;
soffrire

la
lo

divina

della

confort

vederlo
disprezzo,

in

un tempo
il
,

Continuando
ai

il

ministero

unito

in

cui

portavasi

parlamenti
i

nell' intento di estin-

\ iatico accompagnato da

satelliti

Francia ma ovunque, monsignor Cristoforo de Beaumont du Repaire


guere
gesuiti,

non

solo in

ad uomini che anche in punto di morte si protestavano refrattari all'autorit ed ai decreti della Chiesa;
lo

arcivescovo di Parigi, vale

dire

rignardava come

l'esempio
c-

im

vedevano copiato s. Atanasio, vedendo questi religiosi oppressi da cosi fiere calunnie, stim dovere del suo miprelato
in cui
tutti

dell'antica disciplina

e costanza

piscopale,

mentre il generale sconvolgimento d idee pareva voler stravolgere tutta


la

Chiesa

gallicana

nistero di
carli,

difenderli

e di

giustififece,

finalmente Clemente XIII dolevasi

come egregiamente

con

che
in di

una pasturale al suo gregge, eh ela una polemica disseriazione, nella quale svel non meno le calunnie
degli

di Parigi la veneranda chiesa tempi s calamitosi fosse priva

un pastore cotanto degno.


il

Inli-

tanto avendo
bri
to

parlamento dai

oppressori

che
voce
e

l'

inno-

lenza
toria

de' gesuiti.

La

di di

un
no-

morale de' gesuiti estratalcune proposizioni che per audella

prelato di
virt,

tale dottrina

torit propria sentenzi

perniciose,

non poteva restare impunita, da chi avendo la forza in mano, non la poteva sentire con
pace, per l'odio
la

ne mand
Asserzioni
finch
geis

il

catalogo col titolo di


vescovi del regno, afi

a'

avvisassero

loro
Il

diocesani

dichiarato

contro

a non abbracciarle.
vais fu
lui.i

vescovo d'An
di

compagnia. Per ordine


in
esilio

del parlamento fu l'arcivescovo

dunque man;

Giacomo de Grasse
il

Beau-

prin)o
;

ad

eseguirlo con

dato
Luigi

fuori

di

Parigi

che l'amava molto per la sua virt ed apostolica costanza, non avendo coraggio di opporsi al parlamento, dal quale ancor

XV

ma appena l'ebbe Clemente XIII, che ad esso scrisse il breve Leda pasloralis
[)astorale
lelt.i

de' 19 settembre 1764, loc.

cit.,

in

cui altamente

lo

riprese

per aver

egli

sempre pi veniva bersagliato, permise all'arcivescovo di scegliere


quel luogo
nel

con
to
i

si

gesuiti.

sanguinosa scrittura laceraGli disse pure, che il


di

che

pi

gli

piacesse,

parlamento
compilato

Parigi

che
,

quale

come

a porto

sicuro

si

r infame
si

libro

gi

aveva da

ricovrasse dalla

tempesta.
fu di ci

Appena
informa-

molto tempo

sapeva essere com-

Clemente XI 11
to,

subito spedi

all'arcivescovo

un

posto di soggetti nemici della Chiesa ed usurpandosi la potest ec,

breve consolatorio,

Non

puLainns,

clesiaslica

avea

commesso

la

mas-

FRA.
sima ingiuria contro
spetta
bri,
l'
i

FRA
vescovi, cui
li-

sa

aveva ricevuto
l'esilio

una
i

fei-ita

73 morpi

esame e

il

giudizio de'

tale da' suoi nemici,

quali ne pro-

per era massimo il delitto del vescovo d'Angers, approvando


e
l'

curarono
facile
la

per

rendersi

strada

attentato

della

curia
di

laicale

giudicandolo
false

degno

lode

con

ti

opinioni

riprovate

dal corpo
sensi Cle-

Chiesa catlolica, baluardo inespugnabile n'ioio pravi disegni. Clemente XI II nel


i

ad estinguei e ih stimando gesui-

episcopale. Co'

medesimi
ai

rispondergli
de'

d'Aleth e di Soissons, che avevano come quello d'Angers approvato il decreto del parlamento, esortando in pari tempo loro popoli a fuggire r estralte proposizioni. Avea frattanto monsignor Enrico Giacomo de Montsquion-Poylebon vescovo di Sarlat scritto a Clemente XIII tre lettere: nella prima gli parlava in generale del misero stato della Chiesa di Fran-

mente XIII

scrisse

vescovi

col breve De misero, 14 novembre 1764, loco cit. p. 35g, prese particolarment-e per argola

mento

parte della lettera seconda

del vescovo sarlatense; e per le stesse ragioni che lodava l'enciclica di Be-

nedetto

XIV,
i

l'aveva egli

conferquali

mato,
fossero

anzi per dimostrargli


veri sentimenti

dell'animo
INIeseiighi,

suo, egli avea condannato solenne-

mente
ci

il

catechismo
solfiiroiio

di

che
i

cos

mal volen-

seconda gli faceva la storia di quanto in detta Chiesa si era operalo dal 17 55 sino a quel icmpo, palesando principalmente da
cia;
nella

tieri giansenisti, die coi loro lamenti dichiararono essere stato con

((uesta

condanna
dalla santa

nuovamente perSede
il

cosso

libro di

Quesnello, e con

nuovo
di

appoggio
Gli
scritto

quali cagioni^ e

da chi cominciascose ecclesia-

munita
die
a

la
il

bolla

Uiiigenkus.

sero a perturbarsi le
stiche in
pericoli:

parte

Papa

aver

Francia fino agli estremi parlando dell'enciclica di


giansenismo,
dispetto
degli
dei

Benedetto XIV sul diceva che questa a


nemici
della

parecchi vescovi della Francia a tenore del consiglio datogli dal vescovo di Sarlat, cio di aver loro
scritto:
I."

che

la

costituzione Uiii2."

della

fede,

amici
in

genilus era

un decreto dommatico,

tolleranza,

considerata

a cui

si

doveva intera riverenza;


si

stessa, era

la tutela della bolla

Uni-

che
ss.

a'

pubblici refrattari della stes-

genitus,

il

trionfo dei forti, l'ignomi-

sa costituzione

doveva negare

il

nia dei deboli, e la condanna de' refrattari,

Sagramento
i

dell'Eucaristia; 3."

cusare

in qualche

onde su questa sembra va acmodo Clemente

che quelli
il

quali affermavano essere giansenismo un mero fantasma


falsa finzione

XIII di connivenza. Nella terza lettera il vescovo di Sarlat compilava i nefandi donimi de' giansenisti, e gli
errori che
ti

ed una

una

massima

ingiuria

erano rei di contro la


i

Chiesa di Dio, e
sori,
sti

contro

decreti

in

da questi erano derivadanno di tutta la religione

apostolici de' Pontefici suoi predeces-

poich supponevano che que-

cristiana,

come

delle empie, atroci^


s'

e scellerate cose che

insegnavano

e
cia

si

praticavano nella Francia; in

errori puraimmaginari; ^. che le costituzioni, colle quali si condanna-

avessero proscritto

mente

fine gli scriveva ch'estinta in


la

FranChie-

no
uio,

gli

errori

di

Baio,

di

Gianse-

compagnia

di

Ges,

la

di Quesuello esigono intera

-4
ubbidienza
poi
dai

FRA
fedeli.
il

FRA
In

quanto
gesuiti,

blicar

eziandio le

pastorali,

simili

a ci cie
al

vescovo di Sarlal
ai

a quelle ch'egli
sto a

disse essere dispo-

diceva
egli

Papa intorno

con vari passi della Sciittura gli descrisse il furore de' loro nemici, e lo confort nel suo rammarico, ad ambedue comune, colle
parole del

rndere pubbliche. Continuana difendere i bersagliati gesuiti, per la tutela che la santa Sede deve avere degli or-

do

Cletnenle XIII

dini regolari da essa approvati, con

Salmo 35: Judicia

tua,

tutto zelo aveva a

cuore

la
s.

compaIgnazio,

Domine, ahyssus multa. Nel tempo che Clemente


ci

gnia di Ges fondata da

XIII

scriveva all'afflitto

vescovo di

Sarlat, questi gl'indirizzo la quarta

lungamente tratt del parlamento sulle Asserzioni, pel quale nuove angustie si accrescevano all' animo suo. Clemente XIII gli aggiunse; nel breve medesimo, esser ben nolettera
in

cui

e dopo diligente esame approvata da Paolo IH, Giulio III, Paolo IV, Gregorio XIII, e Paolo V, non che da altri Papi, di particolari

del

famoso

libro

grazie arriccliita, dai vescovi d'ogni

tempo singolarmente commendata,


per avere avuto nove
santi,

stim

suo
il

dovere
al

di

non pi
al

indugiare

rimedio

male, e

grave danle

lo a lui, ci che molti vescovi aper-

no
rie

fatto alla

Chiesa con

ingiu-

tamente
quello

dichiaravano,

cio

esseie

che

si

spacciavano contro det-

dolosamente
delle

compilato dai

giansenisti;
joosizioni,

contenere
quali
,

molte
parte
parte

pro-

sono sono seguite da quasi innumerabili autori, e parte sono insegnate per vere dai teologi. Egli aveva veduto con orrore, che quella setta

istituto, e perci colla bolla postolicuni pascendi monus, de'7 gennaio 1765, emanata di moto-

to

comuni

alle

scuole

proprio, Clemente XIII


te

nuovamen-

approv la compagnia di Gesj altamente encomiandola; e per soddisfare ai desideri


vi,

di
le

tutti

vesco-

che da tutte che


in

parti lo sollei

donde

il

riprovato libro proveniva,


il

citavano, dichiar l'istituto e


nistri

mi-

nulla riguardava

danno
si

delle ani-

esso

si

esercitavano,
della Chiecolle

me, che con purch tutto


se

esso
il

perderebbono,
di

pio, utile al vantaggio


sa,

suo veleno vomitas-

degno

delle costituzioni
l'

contro

la

compagnia
di

Ges,

quali diecinove Pontefici

avevano

non vergognandosi
la

esporre nel-

approvato e commendato.

lingua volgare

una gran farra-

Appena

fu divulgata questa bolla,

gine di propf)Szioni, che dovrebbejo giacer sepolte nelle tenebre;

ma
il

questo

coMchiudeva
de' giansenisti,

il

Papa,

roslume

far

d'ogni
in

campo
tei

strada, sol che potessero lai

are

gesuiti;

si

congratul
zelo,

line col

vescovo del
era,

della co-

che dalle immense calunnie, allora da per tutto affastellate contro i gesuiti, pienamente li giustificava, si vide subito un libro in Napoli contro di essa con questo titolo Istruzione intorno alla santa Sede, Buglione 1765, per Guglielmo
:

stanza, e dell'episcopale libert, con


cui diportalo
si

livrardi,

traduzione

dal

francese.

degno

di

somda

me
tutti

Iodi,
i

di

essere imitato

vescovi della Francia,


virt,

non

solo in queste

ma

nel pub-

Questo libro per ordine dell'inquisizione romana fu bruciato per mano del boia agli i i settembre, e coud.uniato da Clemente XIII, co-

rRA
rtie

FRA
nell'educazione
de' quali
la

contenente proposizioni erronee,

75 ambedue
bont:

false,

promoventi

allo scisma, calunall'

seppero trasmettere
il

loro

niose, temerarie, sediziose, e torit della santa

au-

Sede soprammodo

ingiuriose; per le quali cause fu an-

cora bruciato pubblicamente per ordine della medesima inquisizione altro simile libro intitolato: Brevi di
S. Clemente XIII emanati in favore de' gesuiti, colle osservazioni sopra i medesimi, e sopra la bolla
S.

duca di Borgogna mor nel 1771; il secondo fu Luigi XVi, il terzo fu Luigi XVIll, ed il quarto fu Carlo X. Dotato il delfino delle pi felici disposizioni, e di mi'anima naturalmente inclinata aldalla la virt, aveva destato sino stia infanzia l'ammirazione di tutti:
primogenito
la

sua dolcezza,
costante
doveri,

affabilit,

coltura,
tutti
i

Apostolicuni pascendi etc, Venezia


presso Vincenzo Radici
rest

applicazione

condannato

1766. Esso proibito con


Altres

suoi

ne formarono presto
perfetto.

un principe
che
di
lui

Tra

le

vite

decreto de' 2

marzo

1766.

per comando dell' inquisizione ai IO luglio fu parimenti bruciato per

mano

del boia altro libro della sles-

abbiamo, evvi quella fatta da Du Rozoir con questo titolo: // delfino padre del re, la sua f,/ miglia, ed i suoi figli, e stampata nel 18
gi
r

sa materia, cio: Lettera I, II, e III

5.

La

tenerezza di Luisi

contro la bolla che comincia Apostolicum y7rt*ce/ic?i etc, Napoli per Se-

XV

pel suo unico figlio

ridest
e

bastiano Poletti 1765.

Il

quale

li-

vivamente nella sua malattia, pianse la perdita per pi di


dotta,
cia,

ne
tre

bro fu proibito
de'

leggersi

con decreto

giorni; indi peggior nella sua con-

di

detto

mese, con approvadelfino

non degna
il

di

un

re di

Fran-

zione pontificia. Intanto nella corte


di

tuttavoUa
fece per

possesso della Cor-

Francia

il

Luigi dotato

sica

un

momento dimeni

delle pi belle qualit, pe'suoi lo-

ticare ai

francesi

motivi del loro

abbandonato dalla corte ove dominava la


devoli prlncipii,

pressoch

malcontento. Nell'anno

precedente

Pompadour e il ministro Choiseul nemici de'gesuiti, essendosi affaticato


nel

campo

di piacere

a Compiegne
eserci-

dov' eragli

stato

permesso

tarsi ne' travagli della

guerra, mor
es-

a Fontainebleaua'20

dicembre 1765,
la

1764, dopo vent'anni di favore, era morta di quarantadue la Pompadour da regina, e fa sepolta da cortigiana: gli successe nel cuore del re laDubarri, e il duca di Choiseul venne esiliato, e poco dopo all'antico parlamento di Parigi fu sostituita

nell'et di circa trentasei anni:

so

fu

uno
gli

de' principi
i

cui per-

Nel

dita cagion

pi

profondi
nella

rammetrodi

ma

una corte reale. 1768 l'infante duca di Paravendo ordinato ai gesuiti di


stali,

marichi;
poli

fu eretto

parfire dai suoi

eman pure

di

Sens

un

monumento

scultura, riputato
del decorso secolo.
glie fu

uno de' pi belli La prima sua modi

alcune leggi enormemente lesive alla disciplina ecclesiastica, il perch

Maria Teresa

Spagna che

poco

visse; la

nel sepolcro fu

seconda che il segu Maria Giuseppa di

furono da Clemente XIII annullate e riprovate. II duca ricorse aldelle corti Borboniche, l' appoggio fece occupare e subito Luigi

XV

Sassonia, ornata delle pi splendide


virt.

Da

essa

ebbe quattro

figli,

contado Vcnaissino, domini! della santa Sede in Proil

Avignone e

76
tenze,

FRA
gesuiti,
la forza

FRA
per

venza. Intaxto insistendo alcune poe la Francia a

amor

della

pace, per

mezzo

della

delle

circostanze, con

som-

l'ambasciatore d'Aubeterre
intera
farsi

per

ma

soppressione

de' gesuiti,

da

per Clemente XIII, questi fu preso da tali angustie che a' i

febbraio
e
gli

1769 termin

di

vivere,

successe

quest'anno la Luigiana alla


tutti
i

Clemente XIV. In Francia cedette la Spagna, ed acquist


dell'Indie,

dire,

cio a Cbandernagor, ]\Iah, Karihal, e le loro dipendenze, che questa compagnia avea acquistati dal 1676 al 1739. Il nuopossessi

Pondichery,

ripugnanza e dolore lo fece col breve Rex pacijicus de' 2 1 luglio Cosi per allora fin una l'j'j'. congregazione religiosa, che nella sola Francia aveva una delle sue sei assistenze, che il cardinal di fiourbon avea introdotta nel regno; i cui grandi graziosamente ricevettero per opera dei cardinali di Lorena, e Tournon, encomiata dal
cardinal

Gondy vescovo

di

Parigi,

quando

fu calunniata sotto Enrico

vo Papa
a Luigi
sospeso
il

nel

mese

di luglio scrisse

XV,

dicendogli che aveva

IV, altamente pur lodata dalla Sorbona, per l'impegno che ammir nei suoi individui nel reprimere l'eresia de'calvinisti ugonotti, de' quali in

breve emanato dal predecessore contro il suo parente duca di Parma, in un a tutti gli atti su tale emergente; e che in quanto all'abolizione de' gesuiti
egli

poco tempo ne ritrassero


signor di

alla

fede

cattolica circa sessanta mila.

Tumel

disse a

MonLuigi XV,

non

che
i

gesuiti

poteva

farlo per

le

tante

ragioni

loro

avevano la gloria che nemici lo erano pure del


ri,

gi addotte da Clemente XIII, essere piuttosto disposto convocare


concilio,

un

suo trono e della Chiesa. Progredendo la Francia nelle

in cui tutto

si

esaminasse
in

forme

nelle
i

insubordinazioni
sediziosi libelli,

legalmente,
garsi
di

ed

gesuiti

esso

fossero sentiti, ed

ammessi a purquanto loro attribuivasi, trovandosi egli qual capo della Chieneir obbligo
indispensabile
tutti
gli

ed aumentandosi dal general fermento


moltiplicandosi
i

sinistri

presagi, Luigi

XV

fu colla
ai
i

to

repentinamente

dal

vainolo

sa

di

proteggerli
dini
tore,

come

altri
l'

or-

seconda volta, e ne rest vittima IO maggio 1774) d'anni 60:


suoi funerali furono turbati

religiosi,
il

avendogli
la

imperail

da san-

re di Sardegna, e

re di

guinosi oltraggi, che la moltitudine


profer contro la sua

Prussia raccomandato
oltre
di
gli

conserva-

zione della compagnia di Gesti. In-

sendo

la

nazione

memoria, esprofondamente

domand
e del

la

restituzione

umiliata per aver fatto passi retrogradi verso


il

Avignone

contado Venais-

sino: per allora Luigi


elTettu,

XV

non
la

la

La

storia

gli

governare dispotico. deve un elogio senza

ma don
la

al

Papa

pre-

restrizione; fu

umano:

sotto di lui

ziosa raccolta di

tutte le medaglie
serie cronologica

fu fondata la scuola militare, e fece fabbricare la sontuosa chiesa di


s.

che formavano
di tutti
li;
i

principi suoi predecesso-

Genevetfa
il

indi

nel

1778

fece lestituire

gi,
tri

detti
te

dominii alla Chiesa. Finalmen-

a Pari( il Pantheon) ponte di Neuilly, e molti almonumenti di rimarco. Nel me-

stretto

Clemente

XIV

dai mii

uistri

delle potenze a sopprimere

desimo anno mor Clemente XI V, quale conosceva bene la lingua il

FRA
francese,
cogli

FRA
parlava die
studiala per

77
dolcezza
di

ma

non

la

monte
to
,

di

piet e la cassa di .scon-

amici, avendola

si

diport
le

con

nel

l'inclinazione che
Irito

sempre avea nu:

soffocare

sedizioni

Dijon, di

pei

francesi

essa fu

tale,

che

a leslimonianza del p. Savorini suo

Metz, di Ver.sailles, di Parigi e cur di riparare alla carestia dai malevoli

discepolo,

si

affligeva

ogni

volta

esagerata, che
il

ne avea som-

che

la

Francia

essendo in guerra,

ministrato

pretesto.

non
figlio

trionfava de' suoi nemici.

Mon-

Luigi

XVI
l'

con

ripugnanza, per
pubblica, socapitale,

t sul trono di Francia Luigi


di

XVI
duca

secondare

opinione

Luigi

delfino, gi

prattutto quella della

imche

di Berry,

agli

II

che fu consagrato a Reims giugno i']']5; la sua ani-

politicamente invi de' soccorsi alle


colonie
sotto
il

inglesi

dell'America,

ma
il

leale ed aperta accolse di

buona

nome

di Slati Uniti riconob-

ora tutti i sentimenti virtuosi, ed suo spirilo retto e sodo tutte le utili cognizioni. Ma la fermezza ed

una giusta confidenza in mancarono al suo carattere;


fetto

slesso

be indipendenti a' 1 3 marzo 1778, la gueril perch dovette sostenere ra contro la gran Bretagna, a sostegno di que' popoli da essa emancipatisi,

e tale di-

ad onta
francesi.

del dissesto delle

rese inutile o funesto

quanto
per
dei

finanze
cia,

L' emancipazione

aveva ricevuto
la

od acquistato
e

degli Stati Uniti protetta dalla

Franche

sua gloria

per
il

la

felicit

fu corroborata

pel

trattato di
di esso

suoi popoli. Senti

pi profondo

pace del
que,
di
la

1782: merc
Francia ottenne
la

dolore alla perdita

del genitore, e

cancell la

umiliazione di Dunkerla

svenne quando la prima volta inlese chiamarsi delfino Il primo avvenimento delia sua vita fu il suo matrimonio con la figlia della immortale imperatrice Maria Teresa, cio Maria Antonietta d'Austria,
.

cessione
degli
diritto

Tabago,

restituzione

stabilimenti
di

sul

Senegal,
sulle

il

commerciare
nelle vicine

coste

delle

Indie, e di pescare a
e
di isole

Terra-Nuova,
s.

di

Pietro e
vari
sta-

la

quale

doveva

essere

partecipe

Miguelon. Nel
e a

1777

del suo trono e delle sue sventure:

bilimenti furono formati a


le,

La

Cal-

dopo quattro anni divenne

re, gra-

ve peso che accett tremando. Egli


eredit un regno senza denaro, senza credito, senza truppe, senza leggi

Bona, pi tardi s. Bartoloceduto alla Svezia. L'Atlantico e le Antille divennero per cinque anni teatro de' pi formi-

meo

fu

scrivere
della

o costumi. Lungi dal voler dei mezzi impiegati ai mali


nazione, continueremo ad ingli

dabili navali combattimenti, e l'in-

nalzamento della marina degli


Uniti, fatta

Stati

omai

rivale della

sua

dicare

avvenimenti,

le

cose

antica metropoli, fu assicurato colla

pi importanti.
diti,

Luigi XVI procucur guadagnarsi l'affetto dei sud-

pace di Versailles de' 20 genna-

io
si

cangi que' ministri che all'u-

1785, mentre l'odio tra' franceed inglesi erasi rinnovalo con

niversale
zi

non erano
diritti
i

accetti, rinun-

furore.

Ma

quello che fu di
si

mag-

a taluni
tutta

di

regalia,

ri-

gior disgrazia,
la

che

la malattia del-

pristin
di

parlamenti soppressi, us
la

libert ed eguaglianza

democrasi

economia
islilui

nelle

spese
il

tica

degli
ai

inglesi

americani,

co-

della

corte,

per Parigi

munic

giovani guerrieri france-

7
si,

FRA
e la

FRA
la

Plancia poscia

difTnse

iu

tutta l'Europa. Indi Luigi


strui
il

XVI

co-

giua medesima, per riacquistarne la perduta grazia, fu grande. jXon pot

porto di Cherburgo, e con-

addurre discolpe

sua difesa,

siderabilmenle restaur quello della

solo dicliinr di

essere stato ingan-

Roccella,

rendendo

la

marineria

nato, e ben lo poteva dire,

come

vitti-

francese

in istato

florido.

Fra

le

ma

della cabala e del raggiro di ai-

corti che mantenevauo intima unione e concordia colla santa Sede, e col Papa Pio VI, eravi questa di

cuui scellerati, da'quali incautamente


erasi fatto circondare.

Tuttoci
al

il

fece

credere reo, onde sul


le

momento
presente

dal-

Francia; e quando il i-e domandava al Papa diminuzioni sulle an-

guardie

fu

condotto
essere

proprio
alla

palazzo

per

nate

concordate per
di

la

spedizione

delle bolle de' vescovati,

cordava sempre
sto,

Pio VI acpi del richiesolo faceva osservare che ci

formale ricognizione delle carte, gi per ordine del re sigillate. Per aver

dunque
il

il

cai'dinale

compromesso
avendo da-

nome
in

della regina, ed

era lo stesso che chiedere limosina


ai

to

pagamento

cambiali firmate

poveri.

Ma

1786
la

fu sul

si bella armonia nel punto di turbarsi per

il

da altra mano ed in suo nome, fu re costretto ad ordinare un lilat-

famosa causa de*


si

brillanti, sulla

goroso processo, che di consenso del


cardinale fu rimesso al tribunale

quale tanto allora


ta

parl

in tut-

l'Europa, ad onta del misterioso velo con cui cercavasi cuoprir-

co

del

parlamento
allora

di

Parigi,
il

Trovavasi

unito

clero

i5 agosto del 1785 era stato chiamato a corte il cardinaie Lodovico Renato Edoardo de Rohan vescovo di Strasburgo, mentie in abito di solennit stava
la.

Fino

dai

gallicano in assemblea, e per alta-

mente reclam
diritti

al

veder

violati

ecclesiastici,

ed

privilegi del-

la

Chiesa gallicana,
al
di

coli' essersi
il

com-

messo

foro

secolare

giudizio

per celebrare,
di Francia, la

come gran

limosiniere
dell'

d'un

loro individuo.

Non meno
il

messa solenne

As-

l'assemblea del clero, che


naie de Piohan detenuto,

cardi-

sunta nella reale cappella. Sul

moal

mento
re,

si present che trov nel

il

cardinale

gabinetto

colla

con due diversi corrieri esposero a Pio VI la dolorosa di lui situazione. Il Pa-

regina, col

guardasigilli, e col barone di Breteuil. La cagione di lai chiamata era una collana di brilanti,

pa rest
to,

trafitto

da

tale

avvenimen-

quasi presago delle conseguenze

comprata dal cardinale anome della regina Maria Antonietta, dal gioielliere della corona Bobemer, per la somma di un milione
e

che dovevano risultare di avvilimento all'alta nobilt ed al trono, e


dovesse poi servire
fieri
si

di

pretesto
essi

ai

colpi,

che contro di

tard a scagliare.

non Pio VI prima


risoluzione

seicento

mila
Il

lire

tornesi,

non
e
lo

di

prendere alcuna
affare
,

su

noai

pagale.

turbamento

questo
gliene

tenne
di

una

segreta

scompiglio
risposte

del cardinale nelle

sue
gli

congregazione

cardinali, ai quali
la

alle

interrogazioni

che

vennero
sta

fatte, sulla

cagione di que-

commise maturo esame


lenza
di

discussione

il

dopo una

confe-

compera
di

sull'uso che

aveva
re-

preteso

farne,

ch'era quello di
alla

Bernis
la

far credei e averla regalata

de Francia presso santa Sede, scrisse una lettera a


pi ore
col cardinal

ministro di

FRA
Luigi
re al

FRA

79
il

XVI, pregandolo a fiir gode caidinal Rohan tutte le preeh' erano

dinaie, rappresent le sue ragioni, ne

ottenne l'assoluzione, e
to dei
diritti

godimenproprie

sua dignit, facendogli osservare nel tempo istesso, che sebbene il cardinale
rogative

unite

alla

distinzioni

della dignit cardinalizia. Giuseppe

si
il

fosse

scello

per essere

giudicato
lui

foro del

parlamento a

non

competente, non polca sottrarsi ud un altro giudizio dell' intero sagro


collegio de' cardinali,
di

Balsamo, detto il conte Caglioslro, fu uno dei primari stroraenti del raggiro della collana, che rivolt la testa al cardinale, e poi venne punito da Pio VI.
Nel
terra
la

cui era

il

1786 un
la

trattato

di

com-

Piohau
ti

uno

degl' individui.

Infiliri-

mercio fra

la

predetta

congregazione

sembr

Francia e l'Inghilche dovesse essere

solvette,

che avendo il cardinale de Rohan chiamato a giudicarlo un e perci tribunale incompetente,


i

base di una buona armonia du-

\iolati

giuramenti prestati nel


dignit
cardinalizia,

ri-

fra questi due regni, ma avvenimenti della rivoluzione, che con pena andiamo ad accen-

revole

gli

cevere

la

non

nare, disposero

allrimenti

le

cose.

poteva pi aspirare alle prerogative ed onori che porta un tal grado. Il Ta vanti ne Fasti di Pio PI,

Nel

1787

Luigi
la
ai

XVI

concesse ai
dei
diritli

protestanti
civili,

pienezza

dando
,

loro matrimoni

uu

tom.

I,

p.

224, riporta
de' i3
in

il

decreto

carattere legale.

La

scelta de' ministri


,

pontificio

febbraio

1786,
segreto

Machault
la

Turgot
e

Malesherbes

pronunziato
del

concistoro
il

Saint-Gei main, eNecker,


di

come

quel-

Papa,

pel quale

cardinale fu

Calonne,
di

dellarcivescovo

sospeso e privato della voce attiva

Lomeni
za di Pio

Brienne con ripugnancreato cardintde nel

e passiva, e di tutti gli onori del cardinalato, finch dentro a sei mesi

VI

non

si

fosse presentato alla san-

ta

Sede e purgato dell'elezione che avea fatto di tribunale incompetente. Prima per che spirasse il

1788, non furono le pii opportune ai gran mali che minacciava il floridissimo regno di Francia. Quindi
l'imbarazzo
delle

finanze giunse a

discoprirsi interamente,
tivi

ed

pallia-

tempo
il

prefisso

in

questo decreto,

rimedi di

Necker, Calonne, e

parlamento
il

di Parigi dichiar in-

nocente

cardinale,

che

il

re al-

di Brienne non poterono impedire, che nel detto anno 1788 il credito

l'opposto rileg all'abbazia di Chai-

pubblico non

si

trovasse annien-

ze-Dieu, spogliandolo della distinta


carica di grand' elemosiniere, e del

cordone dell'ordine equestre dello


Spirito Santo.

Con

tutto ci
le

il

car-

dinale spedi a
ficazioni

Roma

sue giustilettera
le

da un deficit irreparabile. Venne invano proposta una misura, che i fautori della libert ed eguaglianza degli uomini in faccia alla Tegge avrebbero dovuto encotato

accompagnate con
dimostrare

miare, cio
ria
fra

la

contribuzione fondia-

a Pio VI, per


deli

cru-

circostanze che

l'avevano co-

giustamente ripartita non solo semplici possidenti, ma ancoi

stretto a scegliersi per giudicai lo

un
si

ra fra le due classi privilegiate del


clero e della nobilt, che sino al-

tribunale

secolare.
in

In

seguito

present

concistoro

monsignor

lora

ne erano rimaste

esenti,

il

Albani quale procuratore del car-

dazio indiretto del bollo sulla clas-

8o
se forense e

FRA
commerciante.
le
I

FRA
partala

doppia rappresentanza
stato,
;
i

del

ter-

lamenti ricusarono di registrare


li

zo

della

votazione

per
anti-

editti,

il

blea de' notabili,


si

convoc l'assemche dur tre me-

testa
la

parlamenti
del

opinarono per

conservazione
;
i

metodo

a conferire, ma senza alcun risultamento. Tenne poi Luigi XVI un letto di giustizia per dare alle
controverse leggi
finanziarie la so-

co

pari

si

dichiararono pronti a

soggiacere al peso delle nuove imposizioni,


testo;
cise

onde rimovere ogni pre-

vrana sanzione; ma il parlamento dichiar alteramente l'illegalit dell' atto, ed accenn la convocazione
degli stati generali.
si
I

consiglio reale deil a favore della doppia rappresentanza, ordinando che gli slessi
in fine
stati
il

generali decidessero poi

dopo
di

membri

di es-

loro

radunamento
i

sul

modo

furono

esiliati

a Troyes,

ma
dall'

in-

raccogliere
la

voli.

Ne

fu intimata
il

di

poco

richiamati:
susseguito
la

l'esilio

\ille-Cotterets

a imdi
dei

convocazione a Versailles per

d 5 di maggio del

1789.
passo

mediato richiamo, fu
tificazione

sola

mor-

Siccome da
origine
la

questo

ebbe

data

Luigi duca

strepitosa
la

rivoluzione,

Orleans promotore principale


tumulti
si

eccitali in
ai

Parigi, de'sedio-

che cangi pi volte governo francese, cosi

forma del
permette-

ci

applausi

parlamentari, e dedi

gli

ostinati rifiuti

secondare

le

quanto abbiamo detto superiormente, un cenno del

remo

qui,

oltre

mire -del governo. Lomeni Brienne ministro delle finanze,

di

sistema
a

governativo

della Francia

Lamoignon
si

guarda-sigilii

saivaron-

Necker fu richiamato ad amministrare l'erario, ed ancolla

fuga.

queir epoca. Essa dividevasi in Irentadue grandi provincie, e talune tra esse ne racchiudevano altre
minori,

amministrandosi
sotto

ciascuna
l'aspetto

ch' egli nell'adunanza degli stati ge-

da
ta

un intendente:
governi.
il
i

nerali
alle

indic

il

solo rimedio atto

militare per riparti vasi in quaranIl

circostanze.

insorse pure sul


si

Grave discussione metodo da osservare sic-

re riuniva nella sua


legislativo

persona

potere

e lo

nelle future deliberazioni,


i

esecutivo;

suoi editti per doveregistrati

come
vano
della

progetti da discutersi feridue primi ordini del clero e nobilt, i quali avevano esor-

vano essere

o dagli
i

stati

generali, o dai parlamenti,

primi

componevansi de'tre ordini


e
dal
i

della na-

bitante prepoderanza sul terzo stato,

zionej cio dal clero, dalla nobilt


cos

re alleviamento,
crescere
ti
il

che sentiva dalle nuove misusi propose di ac-

detto

terzo slato,

che

tutti

cittadini

abbracciava
al

non

numero

de' rappresentan-

inclusi

nelle precedenti categorie, e

del terzo stato,

sino ad eguagliaaltri

dedicati al foro, alle lettere,

com-

re quello degli
di

due ordini,
per
testa,
lo

e e

mercio, ed alle arti liberali, ovvero


industriali:
essi

raccogliere
classe,

voti

per raramente e-

non per
ti

come per
Diatribe

avanl'ef-

ransi convocafi, n

mai emanarono
I

crasi

usato.

insolenti,

deliberazioni

importanti.

parla-

sanguinose dissensioni,
fetto
tabili

furono

della

nuova questione.
la

per

I noseconda volta adu-

menti che ne riempivano le veci erano corli sovrane di giustizia, che

nati

rigettarono l'innovazione del-

temperavano ne la regia;

nella

loro

istituzio-

ma

negli ultimi

tem-

FRA
pi
il

FRA
che
ri-

8i
militare,
di

potere

crasi

aflfievolito,

pubblica era affidata a venfuna univei'sit,

erangli

permesse

appena umili
che
lo
si

ad
di

una scuola
medicina e
ai

rhostranze al sovrano, e poche era-

vari

licei

giuris-

no

le

modificazioni

oltene-

prudenza, ed
ri

collegi

semina-

vano; era frequente


to di
tali

scioglimenl'esilio

ecclesiastici.

corpi,

come

dei

Gli stati generali adunati a Versailles,

membri, quando
Quattro erano
ricili,
i

imprendevano a
consiglievi

ove

la

corte

soggiornava
lun-

cozzare col volere esternato dal re.


ministecio delle relazioni estere, dei

nel di

5 maggio 1789, dopo

dispacci delle
l'

provincie

ossia

del-

ghe ed animate discussioni sui metodi da eseguirsi per la verificazione de' poteri, per l' esecuzione dei
lavori,

interno, delle finanze, e del

com-

e per la collezione de' voti,

mercio.

Un

consiglio privato, tenu-

nel

to dal cancelliere coli' assistenza dei

17 giugno si costituirono in assemblea nazionale, facendo scomi

referendari
to,

dei consiglieri di stadi

parire

tre

ordini

ci

fii

tutta

aveva

il

diritto

cassare
e
delle

de-

opera del terzo


invitato gli altri

stato,

creti

de' parlamenti
.

corti

che avendo due ad unirsi, ed


si

superiori

Le
e

principali

autorit

avendo
in

essi

negato,

costituirono
di repres-

giudiziarie

finanziarie
di cui
il

erano

il

assemblea.

Le misure
le

gran consiglio, la ne estesa a tutto

giurisdizio-

sione
col
delle

per impedirne
di

adunanze
la

regno risguarecclesiastici

circondare
sedute,
le

armati
contro

sala

dava

gli

affiiri

degli

proteste

della noatti

de' grandi

ufficiali della

corona, che

bilt e del clero

tanto
dedel

avevano
i

il

privilegio di evocazione;

contrari alle basi dell' anfica monarchia,

tredici
le

parlamenti che enumeramdodici

furono

mo,
no
za,

camere
in

de' conti, le

putati

inefficaci, mentre convennero nella sala

tre corti degli aiuti


gli
i

che

giudicava-

appelli

materia di finano tribu-

giuoco della palla, e nella chiesa di s. Luigi per continuare le deliberazioni,

due

consigli superiori

giurando

di

non separarsi prima


la costituzione
.

nali ordinari di appellazione, le cen-

d'aver compiuta
del re Luigi

e la

tottanta elezioni o tribunali per

le

rigenerazione pubblica

La comparsa
del
suoi
i

vertenze finanziai-ie di prima istanza, i sessantaquattro giudici-consoli

XVI
ed
i

nella seduta

23

giugno,
raccolti

vani

sforzi

stabiliti

in varie citt per giudile

e concessioni per separare


bri
,

memnobil-

care singolarmente
merciali,

questioni comdelle

che persistevano nel


della
si

una corte
uffici

monete
,

lavoro,
t

ad eccezione
del clero

con

dieciottt)

subalterni

che

separaroal

baliaggi

reali

presidiali,

ed
di

altri

no,
stato

e poscia

si

unirono

terzo

tribunali ordinali per le controversie


civili in

primo grado
citt
si

giuris-

compiacere il re, produssero verun bene; i


per
bri raccolti

non

memso-

dizione;
del

talune

valevano

fecero
e

cessare

la

diritto scritto,
statuti,

talune avevano
e quattroceuto-

vrana

autorit,

tiasfiisero

ogni

particolari

influenza morale

ncW assemblea nadeponendo


i

iiovanta se ne contavano
diversi

non

solo
fi-

zionale o
tre ordini
li.

costituente,
il

ma

anche contraddittorii.

guai disordine osservavasi nella variet dei


pesi e

nome di stati Fin da quel momento


fu

general'antica

misure; l'istruzione

monarchia francese

distrutta, la

VOL.

xxvii.

FRA
;

FRA
e
luttoci
vitii

rivoluzione consumata

personale, e
i

rendere

diiitli
le cit-

die partoi d'assurdi e di delitti ne fu soltanto la conseguenza


inevitabile.

feudali redimibili,
t,
le

membri,

Provincie
le
coli'

La

viiluosa

candiscen,

distruggere

gareggiarono nel antiche costumanze,


abolizione
de' privi-

denza
ta

di

Luigi
nella

XVI

l'illimita-

ne compi
legi
il

fiducia

nazioOe,

l'essere

primo

stadio.

L'insurrezio-

disposto a qualunque sagriflzio per


essa,
il

non }>ermettere che neppuperisse per la sua caula

re
sa,

un uomo
fu

ne popolare del 5 e 6 ottobre fu punto di scannare la regina nel suo letto, tolse al re le sue guarsul
die, lo

regola della sua condotta,


delle sciagure della

trasport dalla

villa

reale

non che cagione

di

Versailles nella capitale, ponenla

Francia e delle sue pi'oprie, sebbene in apparenza sembrassero sentimenti lodevoli degni del suo bel cuore. Grani, Histoire de l'asstiiihle consliuiaiitede France, Paris

dolo sotto
prigionia

sorveglianza del
la

po-

polo, incominciando
nelle

sua

lunga

Tuilleries,

donde
muta-

pass nella torre del tempio: allora dai ribelli


si

effettu

la

1797.

INel

di

i4 luglio

colla

presa
del-

zione

dell'antico

reggimento.
in
distretti,

La
ed

della bastiglia, e

coH'armamento

Francia fu divisa
in cantoni;

ottantatre di-

la guardia civica parigina, il popolo s'impadron del potere materiale,

partimenti suddivisi in
ogni

ed
si

il

re presentossi a piedi

e sen-

dipartimento ebbe un'amministrazione centrale, ed


to

za corteggio all'assemblea per unir-

ed allontan le truppe che volevano condurlo salvo a Metz. Tale fiducia fece tacere i faziosi, il re fu applaudito, ed entr
alla nazione,

un tribunale criminale; ogni distret* un amministratore particolare,

tiioufalmente in
e

Parigi,

preceduto

da una deputazione
bri
,

di cento

memastro-

ed uu tribunale civile; ed ogni cantone una giustizia di pace, ed un' amministrazione municipale; i giudici e gli amministratori vennero nominati dal popolo. L'assemblea nazionale abol la tortura, di-

ricevuto dal
Jjailly

famoso

nomo
e da

maire

della capitale,

chiar

di

non riconoscere

voti

La Fayette comandante
le
Il

della

monastici,

aboh
il

gli

ordini
di

regi

guardia urbana, fra


ni
della popolazione.

acclamazio-

conosciuti sotto

nome

Leltres
le

maire

fe-

ce a

Luigi

XVI

questo

singolare

de cachet, decime, e i
la

le

dogane

interne,

diritti

feudali;

riform
la
li-

complimento: Il vostro avo En rico IV conquistato avea il suo M popolo; oggi il popolo ha conqui stato il suo re ". Arrivato Luigi

giuiisprudenza, riconobbe
la

bert de' culti, consagr

libert

individuale e l'eguaglianza proporzionale dei carichi pubblici, e stabil

XVI

al

palazzo

della

citt vi

un sistema

di

finanza uniforme
del

ricev la nappa, o coccarda nazionale,

semplice.

e fu accollo con
essa
al

entusiasmo

Nella

sessione

dicembre

quando con
parve
cos
passi,
alla

cappello

comgran

finestra.

La
del

rivoluzione

furono posti alla disposizione della nazione beni del clero, e messa
i

sanzionata
e
la

procedeva a

(juindi
ta

in

circolo la carta
\\

monetadelle
fi-

sessione

agosto,

per riparare

dissesto
fu

in cui dietro la
te

proposta del visconla ser-

nanze.

La

rivolta
la

de Auailles di sopprimere

domiuii

the

propagata nei santa iiede aveva

FRA
in

FRA
(L'ila

S3

Provenza, nella citt d'Avignone e contea Venaissina, che l'assemblea fece occupare malgrado le proteste di monsignor Casoni vicelegato
dieci

rn'oluzhne francese tanto po-

che ecclesiastica, e della gran parte che vi hanno avuto i gianselitica


nisti,

Assisi

poi e pi

cardinale

e quelle

di

ria della

rivoluzione

1793; e Manzi, Istodi Francia,

mila

buoni
il

cittadini

Firenze 1826.
nazioaale
offensivi
1'

Mentre l'assemblea
decreti

cui

fu risposto
d'

che

re

avrebbe
l'o-

molti

emanava
gerarchia
,

pensato

indennizzare la corte
l'abbate

ecclesiastica

raana; e indarno
loquenza
le

Maury

ch'essa apertamente voleva distrug-

poi cardinale difese con robusta e-

gere in
to
i

un

colla religione, di tut-

ragioni della Sede apo-

zelanti vescovi

ne informavano
questi che
i

stolica avanti

l'assemblea nazionale.

Pio VI.
cesi

Temendo

fran-

Ma

nel

tempo che questa sembrareligioso annullato,


di de-

in

tanta convulsione maggiors'irritassero


se avesse fatto

va preparare dei gran beni, lasciava


ogni principio
i

mente
udir
la

costumi all'ultimo termine


il

sua voce, pazientando prudentemente , piangeva le dolorose

pravazione,
nanze,
le

diritto di propriet
le fi-

minato dai suoi fondamenti;


flotte
,

vicende di si illustre regno, e faceva fare apposite e pubbliche preghiere, perch Iddio
vi

le

colonie in una

provvedesse.

confusione estrema, cose tutte che


si

devono riguardare come


principale
poscia

la

caudalle

per e del suo silenzio commendato dal Barruel nel Jour-

Di

tutto

sa

delle calamit

nal

eccls.

tom.

II,
il

pag. 200, rag-

quali fu
cia.

desolata la Fran-

guagli Pio

VI
,

sagro collegio in

L' incredulo

libro intitolato,
fu

U anno

Mercier nel suo i^^o, che


d'allo-

concistoro, sino dai

con

tenera

20 marzo 1790, commovente e dotta


si

stampato nel 1768, sino


il

allocuzione, che
colta intitolala:

legge nella rac-

ra avea annunziato con piena chia-

Rescripta SS.
Pii

D.

nefando progetto, che la miscredenza filosofica andava a realizzar nell' assemblea di Parigi e tutte le inique massime del furezza tutto

N. divina providenlia
editio

Papa VI^

novissima collecta, et aiicta

ab H. L. (Enrico Lodovico) IIulot

praesbilero

Rhemensi,
i

Venetiis

turo regno
di

flos-ofico

rivoluzionario,
il

anno aerae vulgaris


sta

cui la principal

mira era

di-

ultima

slruggimento della
lica.

religione catto-

visa

queben si ravcon quanto zelo e con quan799.


collezione

Da

Parlando 1' abbate JauflFret della morte di Luigi XV, avvenuta nel 1774 fa un vivo quadro dello stalo di questo regno per
circa sessanl'anni, nel quale
visa
si

ta pastorale sollecitudine abbia Pio

VI procurato per
cia
si

ogni mezzo che

nella rivoluzione fatale della

Fran-

mantenesse salva

la

religio-

rav-

ne

cattolica, allora vacillante e scon-

quanto

le

cose

si

disponesse-

volta nel regno.

ro alla rivoluzione, e gli scritti che pubblicavansi erano tendenti non

Dopo
scrisse

tal

concistoro
prelati

il

Papa
,

diversi

francesi

meno
del

alla

distruzione de' troni, che


;

ch^ egli
della
la

conosceva
e nel

per

pii

zelanti

santuario
il

rimproverando

di

gloria di Dio, esorlandoli al,

debolezza
duli.

governo, come immer-

costanza

tempo medesicon
divina
tutta
la

so ne' vizi e

dominato dagl' increVeggasi il Gusta, Memorie

mo

sottomettersi
alla

rassegnazione

provvi-

84
marzo

FRA
VI
a'

FRA
3
(

denza. Nel breve che Pio


diresse al cardinal

BarrUel. 2.

de Roclie-

foucault arcivescovo di R.ouen, presso Hulot pag. 5, per evitare


giori scandali, gli
t
di

mag-

179'- Sixime volume, tome second, deuxime partie^ Constitution Serment iiq\. Questa preziosa
di

Le

schisine dclar

par

accord

la facol-

raccolta contiene
le

le

pastorali

dispensare

dai voti religiosi


stati

molti vescovi, e
ecclesiastici
,

scritture di

che dall assemblea erano


pressi.
ai

sop-

molli

nelle

quali

si

nel

breve che

Pio

VI

IO luglio invi all' arcivescovo di Vienna di Francia, egual-

combattono con somma erudizione, e con argomenti pienamente vittoriosi,


gli

errori e le ingiustizie del-

mente presso Hulot


a distogliere
il

re

9 lo preg dall' approvare o


p.
5

la

Costituzione civile del clero.


collezione
si

Una
:

simile

ha

col

titolo

sanzionare

decreti sulla CosUiziO'

ne

cii'ile

del clero, dall'assemblea

nazionale emanati a' I2 luglio, e dal

Testimonianze delle chiese di Francia sopra la cos delta Costituzione civile del clero, decretata dal-

re poi sanzionati per violenza a'24


agosto, la quale costituzione
tefice
il

Ponal-

l assemblea nazionale, raccolte dal dottore Giovanni Marchetti poi arcivescovo di


stolico
le

nel

breve de' io luglio


di

Andra

vicario

apo-

l'arcivescovo

Bordeaux Girola-

di Rimini,

col testo

origina-

mo
so

r Hulot pag.

Maria Champion de Cio, pres7, dichiarava op-

francese, e con noie,

la

stamperia
si

di Gio.

Pvoma nelZempel i7<)r.

posta

direttamente all' unit della Chiesa cattolica, e tendente espres-

In questa interessantissima collezio-

ne

contengono
de'
al fine

le

pastorali pringallicani
,

samente

rompere ogni
di
la

vincolo
la

cipalmente
pubblicate
tentato

vescovi

e corrispondenza

unione fra
Sede.

di ribattere

l'at-

Francia e
costituzione
tolo:

santa

Questa
ti-

che

la

nuova cosliluzione
il

civile,

del clero, col

veniva a portare sopra tutto

si-

Code

ecclsiast'ique francais,

fu

inserita

da

Barruel nella

sua

stema eoclesiaslico. Veggasi ghissima lettera da Pio VI


agli

la

lun-

scritta

Collectioii ecclsiastique,

ou Recneil

II

marzo

1791

al

cardinal

complet des ouvrages faits diipniM loiaerture des tats gnraux rlattvenient

arcivescovo de R^ochefoiicault, e ad
altri
ta

vescovi delia Francia, riporta-

au

clerge,

sa

cowili-

dal citato Hulot a pag.

^1

lino

tutioii civile,

decrete
,

ble
roi,

nationale

par rassemsanctione par le

a 97, nella quale il Papa con vasti e sagra erudizione, ed incontrastabile verit,

premier volume, tome premier, premire partie. A Paris cliez Crapart

dimostra quanto
alla

la

Co-

stituzione civile del clero gallicano


sia

1791. Seconde volume, tome premier seconde partie, Constitu,

opposta

religione cattolica,

ci

che ancora
discorso
del

hanno dimostrato

tioii

1791. Troisime volume,

to-

alcuni scrittori.
il

pure da vedersi

me

premier, troisime partie, Coii-

senatore

Luciano
concorda-

stitutiori

Serment 1791. Quatrime

Bunaparte
to

fatto al

tribunale in ocil

volume, coraprenant: i. Parallele des rvolutions, par M. l'abb (Marie Nicolas Silvestre)

casione di annunziarvi
col Pontefice

Pio VII nel 1802,

Guillon,

pre-

Inoltre

te parigino, sta

ed

estensore di quecoli'

Luigi
glio,

raccolta

insieme

abbate

Pio VI si rivolt al re con un breve de' io luinserito dall' Hulot nella sua

XVI

FRA
raccolta
a

FRA
quale
lo

8^

png 6,

nel

e-

zionale,

approv sebbene contro sua


rincrescimento
re
la

soilava a non
S(!mblea

lasciarsi
i

sorprende-

voglia la costituzione civile del clero.

re nel sanzionare

decreti dell'as-

nazionale

riguardanti

il

ricevette

Con amaiissimo Pio VI dal


,

medesimo
quale tosto
i

(loro francese,
narli

poich nel sanzio-

questa notizia
Ib

per

avrebbe condotto la Francia alio scisma, non essendovi potere alcuno temporale che fosse autorizzato a
variare
in

rimprover, facendogli vedere

inali

gravissimi a' quali con siffat-

la

dottrina
il

della
solle-

(hiesa:
cito

(Ine gli diceva

che se tanto avea sua maest ceduto in benefzio dei


suoi

Pontefice,
popoli

ta approvazione aveva esposto il suo regno, la religione e s medesimo con breve de' i settembre presso r Hulot a pag. 20, nel qua,

le fece

in tal

modo

spiccare l'evan-

cio

di

que'

diritti

gelica libert, eh' esso sar

sempre

ch'erano
riui

suoi

propri e

della sua

un monumento
dotta di Pio
colo

del suo

pontifcio

cotona, non poteva tuttavia in ve-

instancabile zelo. Questa saggia con-

per riguardo a ci ch'era dovuto a Dio ed alla sua Chiesa. Rest il re vafare
lo stesso

conto

VI

ben rilevata con

lode dall'abbate Barruel, nell'arti:

De

la

condule

da Pape
_,

cillante

con questo breve, non sa-

pendo a qiial partito appigliarsi , mentre veniva fortemente pressato dall'assemblea ad approvare la costituzione civile del clero, nella quale

dans les circonstances prsentes, nel suo Journal eccls. tom. II pag.
04. La costituzione civile del clero , che riduceva i vescovati, va1

riava

le

circoscrizioni delle diocesi,


i

tutti

gli

ecclesiastici,

norma

sopprimeva
te

capitoli, e faceva

mol-

quanto in essa si prescriveva, dovevano prestare giuramento civile,


di

altre

ecclesiastiche

e perniciose

innovazioni, piodusse gravissimi dispareri


,

che
sua

ai diritti della

Chiesa

si

opponeva.

eh'

ebbero poi funestissime


la festa della
fe-

l^iima per di apporvi Luigi


ralifca, voile

XVI

la

conseguenze. Pure

renderne inteso il Papa della sua dubbiezza, e sentirne il suo consiglio ma perch l' importanza dellalfare non dava luogo a Pio VI di darne subito de;

derazione

celebrata

nel

campo

di

Marte

il

i4 luglio 1790, anniversail

rio della presa della Bastiglia, e la

serenit con che


la

re,

la

regina e
since-

famiglia leale

vi

presero parte,
d'

cisa
I

risposta

egli

si

content
al

di

guidavano a speranze
ra
riconciliazione.

una

ispondere sul

momento

re,

con

lettera

che 1' Hulot riporta a pag. i6, per avvisarlo che avea stabilito una congregazione di venti carlissare

Luigi accordava tutto, sperando di salvare alcima cosa, e sagri fica va lo stato per compassione de' partiL' infelice

XVI

dinali

per esaminare, discutere, e quanl' era necessario a cosi

colari

minacciati

o perseguitati in

tutte le parti

della Francia.

La

re-

rilevante oggetto.
scia
il

Non vedendo
risoluzione

po-

ligione sola lo

avrebbe salvato dal


sua
coscienza

re

alcuna

per

naufragio, se raccoltosi nell'asilo inviolabile


della
,

parte di

sogno
sarie

di

Roma, la quale aveva h\~ pii tempo per le necesdella

ed

assicurato com'era di essere soste-

sessioni
,

predetta

con-

nuto dalla maggioranza del popolo

gregazione

ed

essendo
dall^

continua-

tuttavia cristiano, avesse ricusa-

Diente pressato

assemblea na-

to di

confermare

gli

accennali de-

86
creli

FRA
,

FRA
e

spogliatori della Chiesa

fermezza, ed
del

emano

la coslilnzion^

coslituzione civile del clero.


ministri di
siastici, gli

Ma

due

1791il

Il

popolo esercitava con


elezione dei

stato,

ed anche eccle-

essa

diritto di
a'

rapl'eser,

occultarono molte lette-

presentanti,
cizio
la

quali spettava
legislativa
vi

re del Papa, che


dette innovazioni.

condannavano

le
*

della

facolt

ma

regia

autorit

era soverchiaessere siala

Intanto a' 20 maggio 1791 furono in Mantova con la famosa dichiarazione gettate le basi di una prima coalizione contro la Francia, mentre Luigi XVI istruito finalmente troppo tardi sui progetti dei faziosi, ed incoraggiato dai pii fedeli suoi servi, si determin di fuggire dalla capitale, e cercare un asilo sidla frontiera da dove po,

mente
sospesa
gi

ristretta.
la

Dopo

sua autorit reale a Luiegli

esame,

prese lo statuto ad ne pronunci la solenne accettazione, e confermollo nel discorso pronunziato al pubblico il
e

XVI,

29 settembre,

allorch l'assemsi

blea costituente
funzioni.

dimise dalie sue

La nuova assemblea nalegislativa


si

zionale

radun nel
e
ricevette

tesse
ti

trattare col suo popolo.

Par-

primo ottobre

1791,

a'

Il giugno 1791

ad onta
arre-

delle usate precauzioni,

fatalmente

con solennit il libro della costituzione, che doveva guidale al caos


il

fu

riconosciuto a Varetmes,

pili

disordinato della feroce anar-

stato e condotto a

Parigi in mezalle

chia,

giurandone
il

1'

osservanza. Nel

zo

agli

oltraggi

ed

violenze.

medesimo anno

V. V Histoire de l' vaement de Vairnnes mi ixjuin 1791, par le coni te de Seze, Paris i843. Nondi-

necessario di

Papa Pio VI stispiegare l'animo


i

suo apostolico contro decreti coi quali si conculcavano tutte le leggi


del

meno

tale

evento

intimor
,

alcuni
pel

domma
:

e della
egli

disciplina
il

ec-

de' suoi

persecutori

tremando

clesiastica

aspettava

ricorso

disciedito e pubblica
in cui

indegnazione
orgogliosa as-

ed
si
,

il

sentimenlo de' vescovi francemanifestare


la

era

caduta

1'

per

con

maggior

semblea costituente, cui successe la legislativa. Dal seno pertanto delassemblea costituente siuse il parI

opportunit

voce del vicario di


di

Ges

Cristo,

ed a ci dierono ocque' zelantissimi


na-

casione

trenta

tilo

repubblicano a combattere
i

l'al-

prelati, deputati all'assemblea


zionale,

tro moiiarchico-costituziunale,
tt

cliibs

per avere
del

il

sentimenlo del
degli

giacobini
,

de' cordelieri, de' fola

successore
stoli.

principe

aposotto-

giianti

de' girondini destarono


civile,

A' 3o

novembre 1790
della
la

guerra
fu

ed

il

campo
Il

di

Marte
la

scrissero e gli spedirono V Esposizio-

insanguinato

per reprimere

ne de' principii
civile del clero,

co'ilituzione

nuova insurrezione.
si

re (u prowiso-

quale costituziodai
teologi

naaiente sospeso, e la Prussia, ' Auria ed il re di Sardegna strinsero


la Francia nel d 27 luglio d famigerato trattato diPlinitz, che
l"

ne

era stata
le

formata

repubblicani

Camus, Treilhard
coli'

CDufro

Martineau e Maillane
petente autorit
della
,

incom-

predetta as-

prepar
chia,

invasione

della

monar-

semblea nazionale

e richiesta con

incominciando la insurrezione d dia Vaitdea. La nuova assemblea Itgislativa per procede oltre con

impero di essere mantenuta con giuramento dai deputati Baruave


proleslante, e

Rebaud de Saint-E-

FRA
tienile

FRA
Vegsuo Journal
et le scr-

87

ex-ministro calvinista.

tion civile
(jues

du

clerg,

par

les

vc-

gnsi

BaiTuel
pag. 5i.

nel

deputs, suivie de la lettre des


,

lom.

I,

Prjngs legitimcs
civile,

sur la constitution

mmcs vfjues en reponse au href tnars 1791 du Pape, cu date du


1

ment

exig. dit rlerg.

L'autore
clero fu

della

Esposizione

dA

principii sulla costituzione civile citi

de la lettre de 31. Varchveque d'Aix, en reponse au href du Pape Pie cu date du i5 aoilt
et

FU

monsignor tle Boisgelin arcivescovo di Aix poi cardinale e


,

1801,
dal

quale ancora riportala Barruel nella menzionata Colla

arcivescovo di Tours, deputato

al-

lection

ecclsiasticpie

ou

recueil
.... r-

l'assemblea nazionale,
trenta
prelati
vi

ed uno dei
sottoscritti.
i

compiei des ouvrnges fails


lativement

in

essa

au

clerg,
I, t.

la Constitu-

Egli
veri

difendeva e rivendicava
della

tion civile ec. voi.

I,

par.

I,

pag.

principii

Chiesa

senza

)5i e
gli

seg.

questi vescovi

dun-

querele, senza amarezze, e con

una moderazione ed una solidit, che avrebbe potuto ricondurre al giusto sentimento gli spiriti

que rispose Pio VI con breve deII marzo 1791, nel quale emuil

lando
trina

coraggio, lo zelo e

la

dot-

meno

pre-

venuti.

La sua
il

esposizione reclamaessenziale
di
fissare

va

la

giurisdizione
diritto

alla

Leoni e dei Gregori i grandi eruditamente confuta, e maestrevolmente abbatte e condandei


,

Chiesa,
sciplina,

la di-

na
ne

gli

errori
si

di

fare de'regolamenti,
e

di

civile

che nella Costituziocontengono, la quale

istituire de' vescovi,

missione giuridica,

diritti

dar loro una che inteChiesa


i

ramente rubavano
creti dell'

alla

de-

assemblea nazionale: cenlista

to e dicci vescovi francesi, la


de' quali

presso

il

Barruel nella
I,

ancora fu dichiarata un estratto di molte eresie, nel breve diretto al cardinal de Brienne arcivescovo di Sens, dove lo rimprovera di averne fatto il giuramento. Il breve diretto a' vescovi lo riporta il Barruel,
p.

sua Collection ecclsiastiaue, voi.

tom. I, par. I,
molti
di
altri

p.

236, 24^^ con


nel

ecclesiastici

numero

Journal tom. II, mai 179' 91, con una nota sulle diverse traduzioni che ne furono fatte in
,

novantolto, per combattere coi


ed attaccare l'auloCostituzione
si

Francia molto difettose; lo riporta

loro scritti la dottrina del partito


dell'assend^lea,

re

della

nuova

civile

colle proprie sue armi,


a'

unirono
as-

trenta vescovi della

medesima

semblea, onde la loro Esposizione divenne un giudizio di tutta la Chie-

pure r Hulot nella citata raccolta a pag. 4'- Sul breve poi al cardinale de Brienne si pu consultare Barruel nelle sue Observations il sur la lettre pastorale de 31. Robert ( Thomas Lindet, cure de Bernay diocse de Lisieux, par
de
la constitution
la g:

ace

nemici della religione continuavano sempre la marsa gallicana.


i

Ma

se disant

anjour-

d'hui)
diocse.

cia per

abbatterla.
si

Su questo argo-

temenl de l'Eure

V vque (nlvm) du dparaux fide les de son


Journal
eccls.

mento
pour
siede
seg.
;

pu consultare lab. L. F,

mai 179'!
pastorale
il

Jaullret nelle sue preziose i^/e/noiVe5


servir

l'

Histoirc.

eccls.

da

tom. Il, p. 5 e seg. Pio VI di questa sua


fermezza
gi

XF III,
V

tom. II, pag. 352 e


Conslitu-

avvis ancora

re Lui-

Espositioii sur la

XVI, con breve

de'

io mar-

ss
zo
col
,

FRA
presso

FRA
a pag.
il

quale

gli

V Hulot ricorda

97
giuia-

religiosi

e di

tutta

la

comunione

cattolica, ci

inento

che
fatto

nella
di

sua

coronazione
e conser-

ta

il

che con ditVusione tratJauffret, Minoires tom. 1!, p.

avea vare

difendere
al

privilegi canonici della Chie-

sa e de' vescovi,

quale

il

re

a-

871 e seg. Nello stesso gim-no Pio VI spedi quel medesimo breve ai vescovi della Corsica, presso 1' Hulot a p.
I?.

vea contravvenuto nel sanzionare i decreti dell'assemblea, manifesta-

3,

dove ancora
costituzione
ai

erasi abcivica.

bracciata

la

mente opposti
di

e contrari

ai

diritti

riparare quindi
rivanti

molti

mali de-

anta

Chiesa.

Con

altro

somipresso
vesco-

dai

decreti

dell'assemblea

gliante breve de' i3

aprile,
ai

nazionale, provvisoriamente Pio

r Hulot a
vi,

p.

106, diretto

spedi

a' vescovi

della

Francia
a'

VI un

al clero ed al popolo francese, Pio VI condann tutti gli ecclesiastici che prestato aveano il detto giuramento civico, sul quale bisogna qui rammentare con gloria dell'episcopato gallicano, che di cento treutacinque vescovi della Francia, quattro solamente si arrolai'ono col loro giuramento civico sotto gli stendardi della nuova condannata costituzione, i quali furono il cai'dinal de Biienne arcivescovo di Sens ed i vescovi de la Font de Savine di Vivici s de Jarenle d' Orleans e de Tallejrand Prigord d' Autun
, ,

breve dato a Teriacina

io mag-

gio 1791, presso r Hulot a p. i54> col quale concesse loro molte facolt, e

da esse

si

ravvisa

quanto

in

questo regno fosse diminuita la


la

religione

che
ti,

cattolica poich quelli conservavano erano costret,

come

cristiani

della primitiva

Chiesa, a praticarla di nascosto.


stesse

Le

facolt

furono
di

ampliate dal
prefetto
della
,

cardinal

Antonelli

congregazione

propaganda fide

con

rescritto de' 18
p.
1

agosto, presso

r Ilulut a

56, dal cardinal Zel'Iiulot


/L^/^.

lada segretai'io di stato, con rescritto de''26 settembre, presso a p. 157, e presso
il

dei

quali

gli

ultimi
,

sagrati

vescovi

si

due gi conammogliarono
,

Barruel,

ne
la

la

condotta

di

tutti

quattro
al-

insieme poteva dar gran lustro

nuova Chiesa
osserva
il

rivokizionaiia, co-

me

Jaufret,

Minoires

p.

tom. Ili, p. 367, col quale le comunicava ad alcuni di que' vescovi che lo consultavano sulla condotta che dovevano tenere, per riguardo
a'

364 e seg. Condannava ancora Pio \I tutti vescovi intrusi, ch'egli


i

battesimi

a'

matrimoni ed
,

alle

sepolture
zioni

de' fedeli

le

quali

fun-

in detto

breve nominava
e

dichia-

erano

costretti
farsi

dall'assemblea

randoli sospesi

scismatici per la

medesima a
trusi.

loro illegittima consagrazione.

Con-

pairochi inNel concistoro poi de '26 setdai

futava
articoli

pure

vittoriosamente molti

tembre

i''9i

il

Papa degrad
il

della Costituzione civile del

depose dal

cardinalato

suddetto

clero,
trari

siccome manifestamente conai

principii della
i

Chiesa catpii sa-

tolica,

rovescianli

dommi

gri

e la disciplina pi

solenne della

stessa Chiesa, e
diritti

della
,

che disti uggevano i Sede apostolica, quelli


de' preti
,

de Brienne. Dalla nuova assemblea nazionagermi delle fazioni le legislativa i pullulavano ognor pii rigogliosi, e preparavano lotte sanguinose del
repubLlicanisino co' partigiani della
costituzione.

de' vescovi

degli ordini

La

real corte entrata

FRA
in

FRA
i

89
la

difTidenza,

lungi dal sostenere

nio
glia,

del

re e
i

di

tutta

sua famiri-

costituzionali

moderati,
girondisla
j

favori

la

tranne

fratelli

ch'eransi
il

nomina
maire
di

del

Petion
il

fugiati

altrove, che cagion

mas-

Parigi

ma

re

titu-

sacro degli svizzeri, la convocazio-

bando sempre nel vario cangiamento del suo ministero, prestossi ad intimare alle potenze estere il
disciogliniento degli eserciti che
si

ne
cui
di

d'una
alcuni

Coivcizione

nazionale^

chiamarono
la

adunanza
destituzione
del

furie d'inferno,

de' ministri, la sospensione

re

riunivano
contento

ai

confini francesi, e

non
rec
a

trasportato alla Ione del

Tempio,

AeW uldinatiini comunicasi

e distrusse col trono costituzionale


ogni sociale guarentigia. La regina

to dal gabinetto austriaco,


nella seduta de'

20

aprile

1792

Francesco li succedalo allora a Leopoldo II nel regno d' Ungheria e di Boemia. La proposizione fu accole ne ta con gioia dall'assemblea risuon il grido per tutta la Francia. Si tent il 20 giugno la nuoquesta giornata va insurrezione
pioporie
la

guerra

contro

Maria Antonietta, suoi figli Maria Teresa Carlotta, e Luigi Carlo delfino duca di IVormaudia, non che Elisabetta sorella del re divii

devano la prigionia e ne aumentavano


loro

del
l'

monarca, amarezza coi


i

patimenti.

Tutti

sagrifizi

pubblici o personali cui Luigi


fatti

XVI

aveva
le

al

suo

amore

per la

anniversaria delle rivoluzioni prese

pace, tutte
la

concessioni estorte al-

dall'assemblea costituente nella sala


del giuoco della nistr
di
il

palla,

ne

sommivedevasi

sua debolezza, non avevano servilo che per eccitare la rabbia dei
faziosi,

prelesto colla celebrazione


civica, in cui

e per accrescere la loro au-

una

festa

dacia.
glio
di

Intanto
insulti

Luigi

XVI

beisa-

erigere l'albero della libert. Un'or-

tutte le pii inaudite inde-

da armata

di ottomila

popolani

si

gnit,
in

e bassezze, tranquillo
pericoli,

present all'assemblea,

lamentando l'inazione delle armate, ed accusando il re di connivenza. Condotta da San terre, e dal marchese di Saint-Horugues invest il domicilio reale, e fece temere i pi terribili
eccessi
;

mezzo a
suoi
fieri

tanti
tanti

cessibile a
a'

oltraggi,

ed inacopponeva
la

persecutori

tranil

quillit

dell'

anima

sua, ed
la

co-

raggio che gl'ispirava


religiosa.

sua tede
inu-

L' Eurcjpa frattanto

ma

la

fermezza
cui
la

del

re,

e
in

tilmente avvertita, gelosa o distratta, lasciato

la

fiducia

con

presentossi

avea consumare
le

il

gia-

mezzo a

loro,

popolarit famia' cittadini,

ve scandalo, che
tardi
alla

preparava pi

gliare che dimostr

crudeli umiliazioni: costretta

Pelion accorso al tumulto, giunsero a dissipare l'altnipl'ariinga di

guerra armato aveva,


ch'arasi

ma

de-

bolmente e senza accordo.

paraenlo.

Tuttavolta

il

manifesto

La Fayetle
sostenere
il

accinto

impetuoso del duca di Brunswick, e i'avanzamento delle truppe prussiane nel territorio francese esalta-

sistenia

della

chia temperata, dovette

monarabbandoeb-

nare a s stessa una


,

nazione

rono
liei

maggiormente
10 agosto
si

gli

spiriti

di

consum
l'

l'in-

anteponendo bra de' suoi successi proprio sacrifizio alla civile reil
sistenza.

surrezione democratica di ventimila


arnati,

La

sanzione

de' decreti
gli

cli'cransi proposti

ussassi-

contro

il

clero, e contro

cmi-

go
i'cto,

T'KA
rato
il

FilA
re soggetto alla giustizia de!
degli

grati fino allora impedita dal regio


la

dislruzioiie

emblemi
,

popolo sovrano, n avessero olferto


r illustre vittima in olocausto
alla

della Luoiiarcliia,

l'abolizione della

nobilt ftiiono

primi

passi

che

succedellero
1

la

nuova
che

rivoluzione.

terroiisli

piofiltarono delle noti,

zie

allarmanti

venivano dal
i

campo
i)e

prussiano, per armare

cit-

nuova divinit della repubblica che andavano preparando. Luigi XVI si era tolto il mezzo di vivere da re volle morire da santo, n pi potendo cosa alcuna per la Fran;

tadini sotto
difesa,

pi atroci

il pretesto della comumeditando frattanto massacri, dopo il grido


i

cia,

le

lasci grandi

esempi

reli-

giosi.

Sempre pi era convinto Pio


VI, che
l'attuale
la

della occupazione di

Longwy
li

e di

religione

cattolica

nel-

Verdun
ad
cento

mandati
pagati

settembre
di
tre-

rivoluzione della

Francia

effetto.

Una compagnia
dalla

andava a gran
sto
fine

sicari

comune
i

passi a mancare, e che tutto era in essa diretto a que,

eseguirono per tre giorni continui


l'orrenda strage di tutti
nieri

coir estinzione

totale

di

prigio-

racchiusi
,

nelle

prigioni

del

ogni culto e di ogni suo ministro. A tutti era gi manifesto, che l'e-

furono massacrati tre vescovi, e cento quaranta preti, dell' Abbadia, della Concergierie, della Forza. Intanto l'armata
ove
di

Carmine

secrando piano dell'irreligioso Diderot,


il

quale molto
di

prima

altro

non desiderava
re
l'

vedere, com'egli
del-

spesso diceva, che l'ulttnio de' suoi

Dumouriez
generali

ai

confini rinforzata

strangolalo
ultinio

cogli

intestini

dai

Kellerman
gi

Beurdi

nonville

sommava

sessanta-

mila uomini, e nella

battaglia

Valmy, sebbene
siani, e
li

insignificante, l'enai

de suoi preti, passato fosse dal cuore di quest' infame letterato, in quello di Gondorcet, di Manuel, di Massimiliano Robespiertutti comgrandadunanza de' maestri rivoluzionari, come si esprime r ex-gesuita Fantin des Odoards
re,

tusiasmo nazionale impose


tre

prus-

e di Paris, e di
la

decise alla ritirata,


gli

men-

ponenti

Gustine invadeva
dell'

elettorati

ecclesiastici

impero,

Montes-

quieu la Savoia , ed Anselmo la contea di iS'izza. Dopo alcuni tentativi, fortunati dapprima, e presto impediti da brighe di cui non si penetr mai l'essenza ed i mezzi
l'esercito collegato
ritirossi

neir imparziale

sua

Storia

della

rivoluzione francese, che in pi vo-

dal ter-

dove la sua apparizione altro non aveva fatto che aumentare il furore de' suoi nemici, ed aggravare la condizione del
ritorio francese,

lumi fu stampata per ordine del governo consolare di Francia, ad uso delle pubbliche scuole di Francia ; ond'altro da loro non si poteva aspettare, che l' infelice rovesciamento della disciplina e del domma. In fatti con un solo decreto dell'assemblea legislativa lest distrutta cio tutti
le

le e le disgrazie della Francia.


tale

Da

l'opera
gli

di

tanti

secoli,

momento

Luigi

XVI

fu per-

ordini religiosi, tutte

duto, n altra corona dov attendere che quella del martirio. I faziosi tenevano che nulla si fosse operato finch non avessero dichia-

congregazioni
di

morali

tutte le

confraternite, e quasi ogni


ria

memofacendo
che
la

religione cattolica
tutti
gli

sopra

ecclesiastici

FRA
sostenevano, una carneficina
dele,
si

FRA
crual

91
di

tiranno, vi fu

un esempio
?

cos\

che

la

niauu s'inorridisce

spaventosa carneficina

solo accennarla,
degli

onde per
massacri
il

la storia

Or Pio VI
del
la

in questa
la

dolorosa

orrendi
si

del

clero

catastrofe, in cui

principal mira
d'allora,

francese,

vegga

fiancese I3ar-

governo francese
totale distruzione

era

luel che ne compil la storia con


libert, nel tempo che dimorava nell'Inghilterra, dove si era ritirato, per non restar vittima
ecclesiastica

dell'antica loro

religione,

spedi

un

breve
p.
,

de' ic)

marzo
clero
trionfa
la

(presso l'Hulot

i8g)
in
zelo,

al

popolo

francese
il

cui

anch'esso di questa
zione.
Il

fiera

persecu-

non meno

suo

che

fanatismo,

l'irreligione,

ragione, appoggiata e convalidata


della pi antidiscipli-

J'empietj la barbarie pi inaudita e crudele, furono capaci di sovvertire in pochi


ri,

con sagra erudizione


ca inconcussa
na.

ecclesiastica

momenti

que' cuo-

Dopo avere ammirata


,

la

loro
cui
irre-

che prima
della
,

si

decantavano

per

costanza

ed

il

coraggio

con

saggio della gentilezza,


t,

dell'umanige^ierostoria

dolcezza, e della

avevano resistito alle ligiose minacce dello


no,
il

atroci

slesso gover-

sit

di

cui l'anteriore
gli

presenta

ne esempli. Eppure a me-

Papa

li

esortava vivamen-

te alla perseveranza, e a col

moria dell'et futura bisogna qui darne qualche idea irrefragabile lasciataci da uno spassionato francese. Il Montjoie nella sua His Coire de la conjuration de Maxiinilien

loro cristiano

sentiero quelli

richiamar esempio al retto che da esso avesseseco loro


si

ro traviato
.

e
le

ralle-

grava
dal
nite

per

molte
quali

ritrattazioni

loro

zelo

acquistate

da
la

infi-

Robespierre, Paris
IJ,

1801,

nel

persone, le
di

per

speti-

tom.

pag. 64, parlando dell'infame massacro delle vittime della

l'anza

caduchi beni, e

per

mor

de'pericoli,

erano cadute nello

rivoluzione di Francia, dice che


calcoli

scisma, onde Pio

VI protestava

di

pi moderati fanno montail

riammettere colla
za
alla

re a trecento
ste,

numero

delle

te-

maggior comunione della

dolcez-

Chiesa

che ne'

soli sei

ultimi mesi del-

quelli lutti, che dato avessero sicu-

la

tirannia di Piobespierre cadevain detti


sei

re prove del loro ravvedimento, e

no giornalmente, onde

mesi cinquantaquattro mila infelici perirono sotto la guillottina. Si valutano a centomila il numero dei
francesi,

per richiamava nuovamente a'ioro doveri, nel termine di due mesi,


tutti

que'vescovi
si

e preti che trop-

po
ne

deboli

erano dimostrali

nel

che in alcuni mesi furono massacrati ne' dipartimenti del mezzogiorno, a duecentomila quelli

sottomettersi alla
civile

nuova

Costluzio-

del

clero, dall'
i

assemblea

prescritta,

dopo

quali due mesi, e


simile di

che nello
lottinali
Il

stesso

tempo furono
e nel

guil-

dopo un termine
torio, egli

moni-

nel Lionese

Forez.

solo sanguinario Carrier, satellite


dell'

furioso

inumano Robespierre,
morte a quarantamila
soggiunge
il

sottoponeva tutti gli ostinali alla scomunica da'sagii canoni fulminata non meno contro gli
eretici,

fece dare la

che

contro

fautori anco-

de' suoi concittadini. In qual secolo

ra dello scisma.

della

barbarie,

pre-

Quindi

sollecitato

il

santo Padre

detto scrittore francese, e sotto qual

dai vescovi francesi, con lettera dei

02
i6 dicembre
ro
li
i

FRA
791, ad accordar
lo-

FRA
capi dello scisma
di quella nazione,

circostanze lauto infelici, piti


estese facolt

ne liserb Pio VI a
successori
JNello

s solo, o suoi

yinple e pi

del con-

l'autorit di assolverli.

egli con altro breve del j giorno predetto 19 marzo (presso J'IInlot p. 2o5) gliene concesse in

sueto

slesso
la

breve

il

Pontefice

palesava
stinazione
scovi

sua

afflizione

per

l'o-

de' quattro

antichi

ve-

gran numero, e
dizioni,

con

alcune

conri-

nel partito che

che

il

medesimo Hulot

80 obbrobrioso di
dell'

avevano prc' unirsi alle mire

porta a pag. 207. Una cos stiaordinaria condiscendenza di Pio VI,


ili

assemblea
vescovi
darsi

l'insolen/a di

cui

nella

stoiia

ecclesiastica

si

dosi

e per , che intitolancostituzionali , sem-

nazionale

quelli,

trovano rari e.empi, non soddisfece pienamente le richieste di quei


juelati,
l'ia

bravano
di
stolica

loro

stessi

un nome
Sede apoper deri-

partito, contrario alla


,

giacch
altre

domandando
ancor
di
ecclesiaslici
il

essi

che

parlavano
loro

le

facolt,

quella
intrusi,

zione

della

di assolvere gli

santa Sede

comunione colla medesima, e declamail

e credendo che
8i

Papa

questa
replicain-

vano contro
va
re

fosse
la

dimenticato, gliene
richiesta. Egli

ravvedersi

Papa, che li esortaed a soddisfa,

rono

adunque

ad essi un altro bieve dei i3 giugno (presso l'Hulot p. 222), nel quale li avvisava di non esserdirizz

pienamente la Chiesa. In fine condannava loro scritti e fra gli


i

altri

V Accora

des

vrais

principes
et

de VEglse, de la morale,
clerg

de la

punto scordalo, veva fra le altre


si

ma

che non
di

l'a-

raison, sur la constitution civile


,

du

facolt

inclusa

par

le.s

vcjues

des de-

perch questa ad esempio


to

quandiversi

partemens,
ble

mernbres

de

V assemdie-

era

stato

praticato

in

conslluante j

nel quale

concili

della

Chiesa, doveva essere

ciotto di questi vescovi, con l'intru-

riseibata all' autoCi non ostante, dopo aver riportalo nel suo breve alcuni lumiiiusi esempi dell' antica Chiesa , unifurmaiidosi al concirit
pontificia.
lio

iissolulamente

so

vescovo
alla

di
testa,
all'

Parigi

Gobel

monsignor procuravano di
de'trennull'altro fa-

rispondere
cevano,
sta

Exposion

taquattro vescovi;
ostinazione

ma

che radunare con manifei

Alessandrino, presso
toni.

il

Labb
i

sentimenti erronei,

Conci!,

IH,

col.

343, accord
sacer-

scismatici ed eretici,

da lungo teme
ec.

loro

la

facolt di

assolvere
del

po

prima

confutati

proscritti.
,

doti intrusi e

.scismatici

secon-

Sulla scrittura /^ccor<i


Jaiiffret, llemoires,

veggasi

do ordine, purch avessero prima


abiuralo
tutti
il

tom.

II, p.

376,

giuramento
civile

civico,

gli errori

contenuti nella nuodel


clero,

Darruel che la confuta con una lunga lettera all'intruso Gobel, ch'eia

va costituzione

a-

uno

de' dieciotto

sottoscritti

vessero giurata obbedienza alla santa Sede, ed a' vescovi legittimi, rinunziato alle parrocchie usurpate, ed eseguito tuttoci in pubblico, per riparar lo scandalo da loro dato ai
fedeli.
si,

nonch l'opera
de:" vescovi

intitolata:

costituzionali della

Causa Fran-

cia in

risposta al

libro intitolalo:

Accordo

dei

veri

principii della

Chiesa, 1795.

Riguardo

poi a'vescovi
g' intrusi,

intru-

Or
fallo

siccome
girare

g'

intrusi

Q consagrauti

come

un

finto breve

avevano di Pio

FRA.
VI,
colla falsa data
di

\)%

Roma
tutti
i

de'i

de'brevi di questo Pontefice contro


lo scritto di
la

aprile, nel quale veniva questo


tefice a

Ponpre-

un

religioso tedesco, nel-

dichiarar brevi

falsi
,

quale

si

cedenti suoi
la

ad approvare
del
i

ventotto

contavano oltre a centovescovi della Francia ch<;


aderire al

Cosdtuzionc

civile

clero

avevano ricusato
ordine di cose,
nali,

nuovo

ed insieme ad
sottomettersi
a'

esortare
vescovi

popoli a
ai

ventiquattro cardivescovi dello stato


di

ed
il

par-

cinquanta
dieci

rochi costituzionali,
fice

cos

Ponte1

pontificio, tredici
dell' Italia,

diversi luoghi

nel predetto breve de'

3 giu-

della

Germania

gno avvis i mentovati vescovi di non lasciarsi sedurre da un s\ sfacciato


egli

nove

de' paesi

vicini,

quattro della

Savoia, quattro
vicari

del contado d'Avi-

inganno del
,

fnto breve,

che

gnone, sette della


apostolici
;

condannava avvertendo nello stesso tempo, che gli audaci fabbricatori del
falsificato

l'Inghilterra

Spagna, quattro nell'Olanda e nelr arcivescovo di Duin

breve,

non

blino,
rica,

quello della Piata

Ame-

pensando a poter essere facilmente scoperti nella loro sciocca menzogna, senza prevedere i' errore che
li

due vescovi
in

della

in parlibus,

tutto

China, e sei duecento sessi

sanlatre

prelati, ai

quali

potreb-

tradiva, lo pubblicarono dato in

bero

Roma
a'2

presso

s<

aprile

1792;

Pio VI in quel Maria Maggiore


Quirinale,
in
za, dalla

Maria Maggiore quando appunto tempo, non in s.


cio
nel

aggiugnere ancora alcuni vescovi dell'Irlanda, ed altri vicari apostolici

della Scozia.

In questo
si

modo
al

primi pastori
capo.
Il

palazzo
s.

uniscono

loro

corpo

ma

bens
la

Pietro

episcopale aderisce alla decisione del

Vaticano faceva

sua residen-

Vicario di
lo di

Ges

quale avrebbe segnato quei


l'u-

dizio della santa

Cristo, ed il giuSede diviene quel-

breve, se fosse sfato suo, com'


so costante de'Pontefici
coli

tutta la

Chiesa.

Una

siffatta

da pi
chi nei

se-

autorit decide interamente la questione


de' vescovi

a questa parte.

sefe-

costituzionali, e
il

coli

avvenire non avrebbe dato

non permette pi
a' fedeli,

minor dubbio
del

de a questa scelleratezza, se non la trovasse contestata da questo breve,

istruiti

dell'ordine stabilie

to

nella

Chiesa,

potere dei

ma

dalla

sola

storia

con

artifizio-

primi pastori

sulle cose della fede:

so dolo registrata ?

Ricorsero
stituzionari

pertanto

vescovi

cover-

su questo punto veggasi il Jauffret, Memoires tom. II, p. 385. Sembra

ad un
li

altro de'suoi
di

gognosi raggiri, cio

protestare,

che se
ti,

il

Papa

questa condanna

aveva condannanon poteva arati-

ver forza
ficata

alcuna, se non era

adunque, che con decisione s chiara si potesse dire con s. Agostino, serm. 1 de verb. Aposlolor. Jam >' enim hoc de causa duo concilia missa sunt ad Sedem apostoli cam ; inde etiara rescripta vene runt; causa finita est; error u" tinam aliquando fniatur ". La Francia ha sentita la voce de'suoi
pastori, la

per la Chiesa, e che questa non aveva a tal proposito pronun-

zialo cosa alcuna.


to

Ma

fu

anche
si

tol-

loro questa risorsa.


i

Si

raccolse-

ro

nomi
al

de' vescovi,

che
in

erano
e se

uniti

giudizio di
la
lista,

Pio VI,

consultata, ed
sa

Sede apostolica stata ha giudicato, la caupotessero


i

ne pubblic

una difesa

terminata;

france-

9
si

FRA
veder
cos'i

FRA
Eppul'in-

(lui lo

l'errore!

re questo in

v;ce
pii.

ili

terminare crenolo come


di
altri

sceva sempre
pieti

truso Gobei in

comp;ii;;ni;i

e del cappuccino (Jiabof,


a' 7

comdi-

onde erano ammogliali circa quaranta di questi falsi vescovi si trovavano in qualcuna di di queste classi. Ma ci che pii interessa al nostro proposito, molaltri
si
;

parirono
nanzi

novendjre

1793

ti

altri

ritornarono all'unione del-

alla

convenzione

nazionale,

la

Chiesa; fra questi Fauchet, detto


di

abiurando solennemente il cristianesimo e il suo sacerdozio, dichiarandosi


atei.

vescovo

Calvados,
e

famoso per
stravaganza

l'ardore del suo patriottismo rivo-

In quel giorno
il

la

con-

luzionario
de'suoi

per

la

venzione
le

eman
si

decreto col qua-

discorsi,

nella

sua prigione

ordin che
ragione\'ole

sostituisse

un

cul-

to

al
le

cullo

cattolico.

Seguirono allora
cessioni di

ributtanti

prolo-

altamente protest nel 1793 il pentimento delle sue mozioni civiche, del suo giuramento, della sua intrusione al vescovato, e degli altri
suoi
misfatti
.

Hehort, (^haumette e

ro compagni
sacerdotali,

mascherati cogli abiti

Lamourette, detto
e Loire, giusti-

portando

in

trionfo per

vescovo di
ziato

Rhone
mesi

nuova
trice

divinit
di

famosa danzateatro avviluppata in un

una

alcuni

dopo

Fauchet,

velo,
la

la

della

quale fu condotta dalla saconvenzione nella chiesa


di Parigi, e col sa-

aveva sottoscritto a'7 gennaio 1794 una dichiarazione, dove si confessava colpevole, per aver ricevuto
la consagrazione episcopale, occupato una sede che non era vacante,

metropolitana
lutata quale

Dea
in

della ragione.: l'e-

sempio
in

dato
in

Parigi

fu

imitalo
Indi-

e disprezzato

le

leggi

della

di-

molti

luoghi della Francia. Parigi

sciplina,

e r autorit

della
la

santa

oltre

per

maggior
le

Sede. Egli stesso


della sua

dopo

sentenza
dal
tri-

leggio

fecesi

percorrere
degli

vie

un

condanna,

data

ornamenti sacerdotali, accompagnato da un carnefice armato di flagello. Ma prima di uscire da questo punto de' vescovi costituzionali gi"ver qui l'osservare, che anche in
vestito

giumento

bunale rivoluzionario, confess pubblicamente di essere stato l'autore dc'discorsi, che Mirabeau avea fatto sulle

materie ecclesiastiche,
il

on-

de riguardava

suo supplizio co-

me un

giusto castigo di Dio.

questi

si

ravvis

il

frutto

della
e

Nella stessa maniera, Gobel, detto

predetta decisione
de'suoi pastori.
sta,

della

Chiesa,

vescovo del dipartimento di Parigi,

Tre aimi dopo que-

cio nel

delle sedie,
si

1795, pii della met che potevano riguardar-

siccome occupate dai vescovi co,

mostr gli stessi sentimenti nella sua prigione, dove non potendosi confessare a monsignor Lathringer, gli .scrisse suo vicario vescovile
,

stituzionali

erano vacanti. Molti erano morti; altri fuggendo il terrore di Robespierre (il quale colle mani fumanti di sangue proclam la festa deW Essere supremo, e s stesso sacerdote di tal divinit) avevano
;

dalla carcere, inviandogli la sua confessione,

domandandogli perdono
all'

di

averlo indotto

errore, e pregannel

dolo

di

trovarsi

suo passaggio

al supplizio,

per dargli l'assoluzione. Per prova del suo ravvedimento enella stia lettera
si

rinunziato alle loro funzioni

altri

gli

sottoscriveva
di

avevano abiurato

il

loro stato, ed

semplicemente

vescovo

Lidda,

FRA
titolo

FRA
vano nello
di

95
siciui

legittimo,

che aveva prima


nel
detto

stato

pontifcio,

di

essere intruso

vescovato di

miglior

fortuna. Allettati veni-

Parigi.

Paniset,

vescovo

di

Monte Bianco

nella

Savoia, dopo
la

vano essi da un breve del santo Padre de' 24 ottobre, presso l'Hulot

aver lungamente lottato contro


grazia, che lo richiamava
al

pag. 2 35,

diretto

lutti

penfir-

vescovi del suo dominio,

per

ani-

timento, ai

l'i.

febbraio

1796

mare
ti

il

loro zelo verso quei

pre-

la ritrattazione

de' suoi

scritti

francesi,

che

la

persecuzione del

e del suo scisma, conformandosi in

loro paese faceva passare nelle lo-

tutto ai giudizii
sulla

della

santa

Sede
clero,

(Jostiluzione civile del

Con eguale impegno raccomand Pio Vi gl'infelici emigraro diocesi.


ti

ed invi questi atti a Pio VI, il quale con un amorevolissimo cuore lo felicit del suo ritorno alla
unit della Chiesa.
delle

francesi

a tutto

il
i

clero secolare

e regolare, e a tutti

vescovi della

La

stessa ritrat-

tazione fecero Roux, detto vescovo

Bocche del Reno

Charriei-,

detto vescovo della Senna inferiore;

Montani, detto vescovo


ed
altri,

di

Vienna;

come abbiamo da JaufFret, Memoires tom. II, p. 4?^ ^ seg.


Tal fu
zionali,
la

fine de' vescovi

costitu-

compensati con orrido sup-

con un breve de' 2 1 novembre, egualmente riportato dall'Hulot a p. sSy, col quale procurava di destare in essi l'antica ospitalit a cui i santi padri hanno sempre esortato i vescovi e gli ecclesiastici d'ogni classe: in questo stesso breve Pio VI lod la nazione inglese, e Giorgio 111 per la generosa piet con cui accolsero gli

Germania,

plizio da que' medesimi capi del governo rivoluzionario, al quale essi avevano prestato i loro rei talenti,

esuli

francesi.

Per dare il Pontefice


altri

a tutti l'esem-

pio dell'ospitalit generosa che agli

e le

loro

fatiche nelle

perlde
la

raccomandava

in

favore

dei

massime

che

progettavano per

francesi, egli stesso assegn del

suo

rovina delia religione, premiandoli


allora cogli

e poi colla

immaginari vescovati^ morte obbrobriosa, giac-

proprio erario son)me considerabili pel loro mantenimento, distribuendo


in oltre questi infelici, sotto la

da simili rappresentanti non potevano aspettar altro che la si perfidia per compenso, e per guiderdone la crudelt.
ch

di

Gio. Francesco
in

cura Falzacappa poi


conventi
dei

cardinale,

diversi

regolari, a convivere in proporzio-

A
rosit

tutti

essendo

nota

la

gene-

nato numero, la qual cosa si fece ancora nel restante dello stato pontificio;

di

do

dalla

Pio VI, e perci fuggencominciata barbara pertutti


i

onde questa pia accoglienza

di

Pio

VI

fu riconosciuta con gra-

secuzione

francesi,
la

levano conservare
tica,
stici

che voreligione angli

titudine da

uno
da

dei beneficati con


tutti gli
altri

una

lettera

com-

principalmente
giurati,
i

ecclesia-

pagni

ratificata.

qui da notarsi,

non

quali

altro in

Francia non potevano allora incontrare fuor della morte, a cui erano ricercati questi in gran numero, e molti ancora di quelli che in altri

che circa sei mila di questi emigrati per causa di religione, furono accolti e mantenuti per diversi anni negli stati del Papa, con quella

suficienza
le

di vitto

vestiario,

stati

si

erano

rifugiati;

si

ritira-

che

gravi angustie di que' tempi

t6

.FRA
:

hanno permesso
gliare
soli

sicch a ragguascucii

legrina,

annui a testa, Io tato pontificio ha volentieri sofferto un peso di seicenloannui. Eppure dalla uiila scudi
cento

munita

di

armata di aguzzo sfile, e due boccie di potente


simulatamente da vesovia Condotti
fu arrestato

veleno; alcuni emissari girovagava-

no
vi,

vestiti

ed

in

Francia non

veniva per

piii

un
di

solsussi-

un complotto
fi^alquali
le

di giacobini

francesi,

do
dio
la

in

Roma

causa
al

eravi

tutta

la

corte del-

religioso
religione.

dovuto

capo del-

zie

di

Luigi
del

XVf,
1791

IMaria

Aderifu-

Quando poi negli anni seguenti il numero di questi esuli crebbe all'eccesso, Pio VI fu costretto
i

laide

Clotilde,

e Vittoria, che sino

dall'aprile

eransi

giate in

Roma, che
s

perci

licen-

ad invitar tutti luoghi pii per onde sollevar la camera apostolica da tanto dispendio, per non lasciarli privi di quella carit, che loro usava, la quale si ifide autenticala nelle medaglie in
soccorrerli,

ziarono

indegni famigliari.

Costituitasi
la

il 20 settembre i79'2 convenzione nazionale, che tro-

le

finanze
la

neh' annientamenlo
di
la

dopo
d

emissione di due miliardi


assegnati,

duecento milioni
seguente tenne
la

nel

oro ed argento, coniate nel


e distribuite secondo
s.
il

I7q5,
per
ri-

prima

sessio-

solito
il

ne coH'abulire

regia

autorit

Pietro; ove

si

vedeva

Papa
altri

cevere amorosamente in trono vescovi, preti,


li

monache, ed
francese

esu-

proclamare la repubblica, imprendendo a numerare da quel punto la nuova era. L'anno si compose
di

del clero

colle parole:

dodici
in

mesi

ciascun

de' quali

CLERO

GALllAE

EXPULSO
;

HOSPITIUM
nel

divisi

tre decadi,
ai

ec, nuovi noai gior-

ET ALIMENTA
tefice,

PRAESTiTA
tanta
la

rove-

mi
ni,

s'

imposero
a'

mesi ed
l'anno

scio eravi l'effigie dello stesso

Pondi

incominciandosi
2
I

repub-

Ma

in

affluenza
di

blicano
glio
si

settembre,

come me-

foiastieri

che

piet

Pio VI

detto all'articolo

da un paese dichiarato apertamente nemico suo, la prudenza volle di diramare una


tirava al suo stato,
circolare
l'

la repubblica francese {^Fecli).


spirito di fazione
sive
pili

Era delLo
alle

domin

le succes-

adunanze, e diede
accanite diatribe,
la
,

luogo

a'vescovi,
I

j-iportata
,

dal-

ma
i

sciagura-

Hulot a pag.

Da

per

invigilar

tamente per
i

Francia
i

Danton,
altri

sugli

emigrati francesi, esigendo la professione di fede, e di giurare

Robespierre

mostri ebbero

il
i

ed predominio,
Marat
piii

si

non
in

esser seguaci

di Giansenio.

Ed

moltiplicarono
ni di
il

atroci

delitti.
i

fatti con questa vigilanza Tesperienza fece conoscere doversi pren-

Un cupo rumore
Luigi
detronizzato
i

minacciava
le

gior-

XV I,

accuse contro
si

dere severe misure. Que' francesi che si trovavano rifugiati a Loreto, tentarono nei primi di aprile
forzare
le

monarca
per

successi

sei'O,

pi

cavillosi

sofismi

pola

sero in

campo

distruggere
dalla

porte
in

del

tesoro
si

della

inviolabilit

personale

costiil

santa Casa;

Bologna

tram
fran-

tuzione del
re
di

1791

riconosciuta:
figlio,

una congiura
cesi

dagli emigrali

fu

separato da suo
sorella,
tristo

quin-

e loro fautori; in Koma stessa fu arrestata una sedicente pitonessa avignonese in abito da pel-

aniihe dalla moglie, dalla figlia,

e dalla
la

preludio dill'attendeva.

baibara

sorte

che

FRA
i3 novembre si agit nel calore de' partiti il suo futiuo destino, e per risparmiare ai turenti
Nel
tVi

FRA
con
la

97
di

maggiorit

cinque

voti.

La convenzione era allora formata di 748 membri, de' quali mancarono


dodici;

montagnardi
t.i

l'assassinio,

che

non

quindi se
dal

la

condanna

fu

facevano ribrezzo di proclamare sangue freddo senza forma di

decisa dalla maggiorit de' votanti,

noi

fu

procedura,
derati,

come colpo
i

di

stato,

membri
i

dell'adunanza,

dovettero cedere anche

pi

mo-

difensori

maggior numero dei ed invano reclamarono contro la

dichiarando che Luigi

XVI

sarebbe giudicato dalla coiivenzione debole salvaguardia contro le


,

to

Un quarnominale sentenzi la nullit d'una nuova domanda delillegalit di tale decisione.

appello

macchinazioni de'canibali del regio sangue assetati. Fu chiamato sbarra , onde udisse la il l'e alla
lettura
fosse

l'appellazione al

popolo

da Luigi

XVI
din

interposta, ed

un quinto orr esecuzione della condanna


ventiquattro
ore.

dell'atto di
:

accusa
la

vi

entro le

Rassecristia-

interrogato

convenzione

gnato

alla

sua sorte l'eroe

era avida di tale

confessione della

sua competenza di giudicale un re. Le risposte di questi furono semplici,

no, l'attese colla calma e di sua coscienza.


Il

serenit

buon

re avea giurato
verit

chiare,

precise,
e
se

tutte

verit

lesherbes, colla

a Mad'un uomo

e dignitose;

fosse

stato

un

particolare, sarebbe

ma

egli era re,

ed

il

andato assolto, popolo sovrano

che sta per comparire alla presenza di Dio, che in tutto il corso dei suo regno non poteva rinvenire

giudicava un competitore. L'infernale

adunanza volle dare alla condanna una forma legale, e fare della giustizia una esecrabile belfa; permise a Luigi XVI di farsi assistere da

argomento del pi leggero rimprovero. Pieno di fiducia nella divina


misericordia,
rico-Esse.^
richiese del prete EnEdgeworth de Firmout

vicario generale di Parigi e diret-

uu

difensore

missione

pericolosa

tore della sorella Elisabetta, ed


di

uno

e la pi onorevole ch'essere potesse conferita a de' sudditi, e cui ac-

che non avevano prestato giuramento, perci dal re scelto


quelli

cettarono con

gioia

Malesherbes,

dopo l'intimazione
a
morte.
Gli

della

Desze e
tali,

Tronchet,

nomi immorassociati

ultimi
i

condanna momenti di
gloriosi

cui

al pi

la storia ha gi memorabile evento

Luigi
rosi
egli

XVI
e

furono
pei
le

pi
di

de' tem-

della sua vita,

pensieri

geue^
piet;

pi moderni.
inutile.

La

loro

eloquenza fu
il

per
alla

pratiche
la

Luigi

XVI

condannato prifu

stesso

partecip

sua con-

ma
li ;

di

essere giudicato,

con-

danna

tro ogni
la
il

forma
17

de' giudizi crimina(u

sentenza fatale
di
decisione

pronunziadel

ta

gennaio

1793.
unani-

Una prima

quasi

moglie ed ai figli, l'ultima volta che li riabbracci nel giorno precedente il suo supplizio. Il mio cuore rifugge a descrivere le lagrimevoli particolarit che pre,

me

lo

dichiar reo di cospirazione


sicurezza

cedettero,

accompagnarono
:

e segui-

e di attentato contro la

pubblica; la seconda

il

priv

del-

rono r infame regicidio tanta emozione, pel complesso delle circostanze e la qualit del personaggio sagrifitato, forse

l'appellazione al popolo, e Ja terza


il

condann

alla

pena

di

morte,

non provai giammai


7

voi. XXVil.

q8
neir

FRA
immenso interminabile
caml'opera di
della storia,

FRA
Hue^
e col giornale di

bench in questa di Francia Giovanna d'.\j;co m' abbia commosso grandemente coll'immeri-

po

Clery la storia compiuta della cattivit della famiglia reale nella torre del Tempio. Si attribuiscono
tali

tato suo fine.

Il

virtuoso re

domanmes-

d ed ottenne
sa,

di ascoltare la

Luigi
ta

Memorie all'augusta figlia di XVI, Maria Teresa Carlotd'Angoulme. de Firmont dopo


Iscozia
Il

e di essere comunicato dall'ab-

duchessa
in
il

sa-

bate Firmont prima di uscire dalla prigione, avendo a tale effetto


eretto

cerdote
recato

essersi

dal

fratello

del

un

altare

nella

di lui

ca-

defunto

conte d'Artois,

invitato

mera, Clery suo cameriere fedele. Trasportalo Luigi X"VI dalla sua prigione col detto suo confessore

da Luigi kenbourg
ni,

XV 111
col quale

si

port a Blanrimase dieci an-

Firmont,
giunto

alla

piazza di Luigi
del

XV,

finch mori nel 1807: il duca d'Angoulme accor.ipagn a piedi


la

sul

ripiano

patibolo

pompa

funebre,

la

duchessa Car-

pronunzi distintamente le segnen" Io muoio innocente ti parole. di tutti i delitti che mi si ap pongono ; perdono agli autori della mia morte e prego Dio
,

lotta sua sposa intervenne alle ese-

quie di chi avea ricevuto l'ultimo


sospiro di suo padre, e Luigi

XVIII

compose
la

l'epitaffio

che il sangue cui siete per spar gere non si riversi mai sulla Francia ". Voleva continuare ma Santerre lo imped col battito di circa venti tamburi, i carnefici
>

di lui tomba. dare un cenno della regina

che fu posto sulPassiamo ora a


e del

delfino.

La
tata

regina Maria Antonietta, dodi

netrante,
tie

uno spirito vivace e penonch di bellezza ed al-

trascinarono lo sfortunato
sotto l'ascia che con

monarca
sol
,

un
testa

colpo
escla-

cadere
l'ab.

gli

fece

la

mentre

doli, stim ed am il re suo marito e ne fu teneramente ricam.biata. La sua troppa semplicit^ e

Edgeworlh de Firmont
Figlio di
s.

disprezzo per
ta
il

l'

inesorabile etichetfece
de' nemici
;

m
ed
ni,

Luigi ascendete al

di

corte

gli

cielo"! essendo
il

il

21 gennaio 1793,
trentotto

re nell' et di

an-

dal suo grado, e il vantarsi di non essere pi regina


discendere

dopo averne regnato


Il

circa die-

cinove, lasciando grandi lezioni pel

mondo.
in cui
i

suo corpo

fu

traspor-

tato nel cimiterio della

Maddalena,
restasse

manigoldi

il

copersero di

per la privata vita cui si abbandon, dai pi moderati venne dichiarato fallo non piccolo; quindi calunnie e taccie d'imprudente condotta, di leggerezza ed altro in suo
discredito.
Si arriv a credeila
fratelli
l'

calce viva, perch

non ne

di

nessuna traccia; nondimeno per le ricerche fatte nel i8i4) se ne scuopr

accordo co' suoi


tore Giuseppe
li,

impera-

una parte,

e tali reliquie pre-

similiano

danno
e

e l'arciduca Masdella Francia.


i

vennero trasferite solennemengennaio te in s. Dionigio nel 2 1 5. V. Storia, coipiuta della 1 cattivit di Luigi XVI e della faziose
1

La didaraazione
crebbero
e
si

libelli

si

ac-

quaxdo

divenne

madre,

l'erario
i

giunse a dire che a spese delprodigalizz per assoldare

miglia reale, Parigi


rie

181 7.

Memo-

particolari

che

formano con

si

nemici della Francia; come gii imput di grande influenza sul-

FRA
l'animo del regio consorte. peralore fratello previde
cui essa andava esposta
,

FRA
L'impericoli
ella
i

99
,

ma
a'

non che a rifare il proprio letto ed a scopare la sua camera, come a rattoppare mentre era in letto
il

per non separarsi dal re e dai suoi


figli,

re l'unico abito che questi ave-

prefer

d'
la

immolarsi

suoi

va,

divenuto cencioso. Disgiunta dal


11

doveri.
le

Anche
un

regina vide

poi

consorte agli
lo

dicembre

iJQ'i,

catastrofi

che
alla
i

dovevano
famiglia;
suoi

oppriparl

rivide a'

20 gennaio

1793 per

inerla^ in

darsi l'eterno addio: la separazione


de' coniugi, e del re dalla famiglia,
la

inutilmente, e

cousigli
la

non
rivo-

furono apprezzati.
luzione

Dopo
istitu

descrisse con semplicit


il

commo-

Mirabeau
si

un prodomandar
:

vente

lodato Clery. Rifugge l'adescrivere le pene della refine del

cesso contro la regina,


sailles

ed a Ver-

nimo a
gli
si

os dai ribelli

gina per l'infelice

re,

la

sua testa,

alcune
zionali,

ed Orleans per re guardie del corpo e La


impedirono
la

Fayette generalissimo di quelle na-

morte

della

regina, ed altri eccidii. Indi la corte

fu

trasportata,

come dicemmo,
nel

neg di fargli vedere Clery che avea ricevuto l'ultima volont del suo consorte. Tanta sciagura si accrebbe quando gli fu tolto il delfino, che pi non rivide. Maria Antonietta ricus ancora

prigioniera a Parigi,

modo

il

una
tre

volta di
il

porsi in salvo,

men-

pi ributtante,
dele.

oltraggioso
le

e cru-

Coll'aumentarsi
il

sciagure,

s'ingrand

di

lei

carattere,

si

suo processo progrediva. A' 5 agosto fu separata dalla cognata e dalla figlia, e condotta nella carcere della Conciergierie; indi sub ini-

mostr degna

figlia dei

Cesari. Ce-

dendo Luigi XVI a cercare un asilo a Montmedi nel comando del marchese di Bouill, la regina si
occup de'
segreti

preparativi

del
ter-

ed ingiuriosi interrogatorii di spregevoli ed inverecondi, e quello che mosso a compassione della sua sete ardente in mezzo
qui
giudici
alle discussioni,
gli

viaggio, che a

Varennes ebbe

die

un

bicchier

mine per
si

fatale destino,

e per l'ec-

d'acqua, fu sgridato e tolto d' impiego.

cessiva indulgenza del re, che


difese col

non

La

regina

si

mostr

sublile

drappello

di

cavalle-

me

nel suo processo, tutte

sue

ria

comandato da Choiseul e GoRicondotta


a'

risposte sono semplici, precise, pie-

guelat.
le

la

famiglia rea-

prigioniera a Parigi, ove

scam-

p per prodigio
tonietta

d'essere tutta scannata,

20 giugno 1792 Maria An-

ne di calma e di nobilt. Il terrore era al suo colmo in tutta la Francia, per cui nessuno os prender
le

sue difese,
d'officio

ed

il

tribunale

non s' illuse sui pericoli imminenti ond' era circondata, pure ricus un' progetto di fuga cui
voleva proteggere

elesse

Trongon

du Cou-

dray, e Chauveau-Lagarde, i quali adempirono tanta pericolosa funzione con


tutto
il

La Fayette, per
figli

coraggio

la

non

separarsi

dai

dal

re

pi previdente e pi ferma, ebbe la sventura di non vedere accolti i suoi


consigli.

consenziente. Di questi

divozione che permettevano le circostanze, e la persuasione dell'inutilit

del loro ministero.

tonietta fu condannata

Maria Anad unanieh' essa

Nella prigionia
vituperevoli

fu ridotta

mi

voti a morte, sentenza

alle

pi

umiliazioni

ud alle ore quattro del

mattino.

too

FRA
a'

FRA
i5
risposte

senza mostrarsi sgomentata,

ingegnose furono per lun-

ottobre 1793. Alle oie undici, vestita di bianco, co' capelli tagliati,
la

regina accompagnata da un prefu

te e dal carnefice
di

condotta su

una carretta al supplizio, colle mani legate dietro il dorso. Essa erasi proposta di morire con pari
fermezza del suo sposo, e forse nel massimo splendore di sua potenza

go tempo la sola distrazione che provarono suoi genitori ne' loro immensi mali. Egli divenne re a' 2 i gennaio 1793, quando perde la vita il padre, da cui era stato separato due mesi prima. Il maggiore de' fratelli di Luigi XVI, Luigi conte di Provenza, dii

morava
tois

nel

castello

di

Ham
di

in

non mostr
st

la

grandezza

mae-

Westfalia coti Carlo

conte

Aril

con cui comparve nell'estremo


11

monsignore,
si

quando seppe
alle

punto.

patibolo era stato eretto

regicidio;
te

dichiar allora reggenvarie

sulla piazza di Luigi

XV,

nello stes-

del regno, e notific

so sito che nove


stato

mesi

prima era
di
la

corti
gi

l'avvenimento del nipote Luial

XVL

bagnato dal sangue Tagliata che gli fu

Luigi
testa,

XVII

trono

mentre

questi

era ristretto in dura carcere. L'Inghilterra e la Prussia


riconoscei'lo, e
le altre

fu dal carnefice presentata alla plebaglia, in

mezzo
:

alle grida di

vwa

non esitarono a vennero imitate dalII


i

la repubblica

il di lei corpo fu posto nella medesima fossa del ma-

potenze.
pari

reggente inforfrancesi di tale

in

tempo

rito,

e pure ricoperto di calce

vi-

va; tuttavolta nel i8i5 si rinvenne parte delle ossa la quale fu trasferita a s. Dionigio. Nel 18 16 venne eretta una cappella espiato,

avvenimento, ed il IMonitore bench ligio a' rivoluzionari, inser per


intero

nel
:

suo

giornale

tale

di-

chiarazione
,

allora a

Tolone, nella

ria

nel

luogo
egli

della sepoltura via


al delfino

d'Anjou. In quanto
gi

Lui-

XVII,

era nato

nel

ed ebbe il titolo di duca di mandia, e nel 1789 quello di delfino per morte del fratello Luigi Giuseppe Francesco Saverio, a cui Pio \ I avea mandato quelle fascie benedette che descrivemmo ai voi.

1785, Xor-

Bretagna e singolarmente nella \ andea tutta la popolazione prese le armi per Luigi XVII. Temendo ribelli che il principe venisse
i

involato

ai

loro

feroci

artigli,
,

lo

dalla sosepararono dalla madre rella e dalla zia ed il giorno 3 luglio 1793 egli fu consegnalo al,

l'

infame e crudele Simon calzolaio crapulone, che gli uiiiziali della


municipalit
qualificarono
a

XXI II,
rio.

p.

220

e seg. del Diziona-

precet-

Alla

bellezza

pi

rara

ed a

tore, in

un

sua moglie vera Me-

tutte le grazie dell'et sua questo

gera, che

andarono perci a dimo-

principe accoppiava
coce, ed
il

uno

spirito pre-

rar seco nella prigione.


dell'

A
vile

seconda

germe delle pii felici qualit. Aveva soli quattr'anni quando sua madre il present tra le
sue braccia ai parigini sollevati a'5 ottobre 1789, e sette quando fece
colla famiglia l'infausto

inique

istruzionf
,

de' comitati

della convenzione

la

coppia

mise in opera quanto


gine
pila

la

scellerag-

brutale pot
le

immaginare
e

per annichilare
fisiche del reale

forze morali

viaggio di

fanciullo.
i

L'obbli-

Varennes.
pio
i

JVella

prigione del teme


le

gavano a ripetere
pi e popolari
,

loro canti

em-

suoi detti ingenui,

sue

bere

de' liquori

FRA
abusando quando esitava
forti,

FRA
ribili

IDI
l'iserbata
;

di sua innocenza, e
il

alle

quali

era

la

principe a sottocapriccio
di

Francia

intera

applaud
e coltiv
;

tante

mettersi

al

menomo

egregie doti, in cui rifulse la piet


e la carit.

Simon, questi lo batteva. Nel mese di gennaio 1794 Simon torn a sedere nel consiglio della comune,
colla

Am

con buon
s'

successo la botanica

mai

immi;

peggio

di

Luigi

XVII

pi

ristretto in pi cattiva prigione, e dato in custodia a due mostri che il trattarono iniquamente, con cibi
grossolc.ni
,

pure sagacemente giudic delle conseguenze degli avvenimenti ch'ebbeschi degli affari di governo

ro

principio

nel

1789.

Divise

le

disgrazie colla famiglia reale, e in

senza

mai
e

farlo

camco-

mezzo

alle

pi

spaventevoli cala-

biare di biancheria,

spaventanch'era

dolo persino ne' sonni

stretto prendere: la rivoluzione del

9 termidoro che mitig i mali di tanti francesi, non arrec che lievi cambiamenti all'orribile condizione
del giovane monarca, che deterio-

mit, fece risaltare la rassegnazione e la generosit del suo animo inutilmente scongiur spesso il re ad usar di sua autorit, e ad ap:

porre un
fratello

argine

al

torrente

della
il

rivoluzione.

Lungi

dall'
le zie,

ubbidire

a seguire

che cred
Eli-

r notabilmente nella sua


e solo

salute

bene mettere
sabetta volle

in salvo,

madama

negli estremi di sua vita gli


il

restar

al

suo fianco,

fu accordato per medico

celebre

per

Dusault,

chiamato troppo tardi com'egli si protest. Dusault mor pochi giorni dopo, ci che diede motivo a molte congetture. Del resto, se provato che non si us l'clfettivo veleno per viccidere il principe, si usarono equivalenti modi, e

ma

cui lo

tutti i pericoli da vedeva circondato per la sua eccessiva indulgenza, e sagacemen-

affrontare

te

mantenne segreta corrispondenza


fratelli

co' suoi

Luigi conte di Pro-

venza, e Carlo conte d'Artois, che


in
la

diverse epoche erano usciti dal-

Francia.
,

Fu

lasciando l'illustre vittima af,

umiliazioni
della

affronti
,

a parte di tutte le ed angoscie

fatto chiuso, senza aria

ricoperto
al

famiglia reale

ne
,

divise

ed
i

d'immondizie, e in mezzo
re
il

feto-

allegger le

amarezze

obbliando

pi

insopportabile.
altri

Pelletan

Daumangin
il

medici,
1'

egual-

propri mali, e divenne una seconda madre pe' sfortunati suoi nipoti

mente dichiararono
di salvare

impossibilit

Carlotta e Luigi, restandogli sola

principe,

che

agli

lo

giugno 1795 in et di dieci anni mor. 11 suo corpo fu sepolto nella fossa

la prima dopo morte del fratello,

separazione e
fatali

della cognata e
s

del nipote.

Dopo
non
in
si

perdite

comune
s.
.

del cimitero della

Elisabetta

occup

che

di

parrocchia di

Margherita, in cui
rinvenire poi
le

conservare
quelle

madama

Carlotta

non

fu

possibile

virt

sublimi,

che tuttora

reliquie.

A
dama

voler poi dire del fine di Elisabetta


essa

ma-

formano l'ammirazione del mondo. A' 9 maggio 1794 Elisabetta fu


svelta dalle
bile

sorella
delle

di

Luigi
ezian-

braccia
,

della rispettaalla

XVI

ornata

pi belle

nipote

e condotta

Con-

virt, di eccellente intelletto,

ciergerie,

dio fu dotata di tal fermezza, che

ed il giorno dopo venne giudicata condannata e giustiziata


,

sembrava

fatta per le disgrazie ter-

ueir et di trent'anai.

La sua

spo-

I02
glia

FRA

FRA
go per il suo operato, con breve che l'Hulot riporta a pag. 259, per l'umanit, ospitalit ed aiuti dati
agli
esuli
ecclesiastici
la

mortale fu senza pompa portata a Mousseaux , e confusa con


quelle che vi
si ammassavano giordopo tante sanguinose giustizie. In quanto alle zie di Luigi XVI, Maria Adelaide Clolilde,

nalmente

francesi.

Afa-

vendo ordinato
zionale
cessero

convenzione nasi

che

matrimoni
alla

e Vittoria, che nel iJQi eransi ritirate a Roma presso il Pontefice

davanti

municipalit

Pio VI, poscia per porsi in salvo dai loro nemici passarono alla cordi te Napoli , accompagnate da monsignor Ercole Consalvi poi cardinale.

Da

Napoli

le

principesse

si

trasferirono in

Sicilia

ove morirosepolte, fin-

no, senza regia

pompa

ch a cura dell'eccelsa casa d'Austria


le

loro spoglie

mortali furonella Stiria


sepolcri
degli

con quattro testimoni, in presenza de' quali si dovesse fare una semplice dichiarazione di pura cerimonia , che bastasse alla validit di questo sagramento; su questo punto fu Pio VI interrogato da monsignor de Mercy vescovo di Lucon a'28 maggio 1793, ed egli vi rispose col breve presso 1' Hulot a p. 260, con la l'isoluzione della congregazione de'cardinali sugli affari allora
correnti della Francia, che
cattolici di questa nazione,
i

no portate in Gratz
ed
ivi

collocate

nei

fedeli

antichi principi di quella provincia.

essendo
testimo-

Quando il Pontefice Pio VI seppe r orrendo regicidio, fu penetrato da paterno e profondo cordoglio, e con
patetica

privi di parrochi legittimi, poteva-

no
ni

sposarsi in presenza di
cattolici
,

e poi presentarsi alla


fare
dalla
la

commovente

allocuzione,

municipalit per
zione comandata

dichiara-

presso l'Hulot a p. 264, spesso interrotta dal pianto, il partecip al

legge della
la

convenzione, approvando
t di
tali

validi-

sagro

collegio

de' cardinali
alla

con
ri-

matrimoni, bench sen-

queir apostrofe

Francia che

za l'assistenza del parroco.

Con
,

al-

portammo

al

voi,

XV,
si

pag.

212

tro

breve

de'
p.

luglio

presso

del Dizionario. Ivi pur


ie esequie celebrate
pontificia
alla
,

disse del-

nella cappella
delle
zie

presenza

del defunto

e dell' orazione fune-

bre che

vi

fu pronunziata.

Questa

fu pubblicata colle stampe, e tradotta dal Ialino in italiano dal p.


d.

283, diretto al clero Pio VI condann un proclama apocrifo pubblicato in Francia , col quale s' invitava i popoli a prendere le armi contro i nemici del trono ; e con altri brevi
l'Hulot a
e popolo francese
,

riportati a p.
ai

Giuseppe Bernardo Carlieri , vide la luce in Foligno coi torchi


del Tomas.^ini nel 1794-

286, die schiarimenti dubbi propostigli dai prelati franFrattanto


la

cesi.

convenzione nacul-

zionale
to di

avendo gi abolito ogni


religione, tutto

Continuando Pio VI a procurare soccorsi al perseguitato clero di

dispose

oc-

Francia, oltre quelli che generosa-

mente somministrava ne' suoi dominii premurosamente si rivolse pure alla Germania, alla Spagna, alle due Sicilie, e persino agli sviz,

cultamente per abbattere colla santa Sede la religione medesima: il nunzio del Papa monsignor Dugnani ruppe a Parigi ogni comunicazione, e
si

ritir in

Roma, ove
tolti
i

al car-

dinal de

Bernis

rappresentante
stati

di
,

seri,

lodando

il

governo di Fribur-

Francia erano

poteri

FU A
restando nella
capitale del cristia-

FRA
verno rivoluzionario mantenne
scrizioni

io3
l'or*

nesimo
gue.

il

solo console francese Dii

questo fine erano diretti

molli emissari che clandestinamente

inviava a

Roma,

per comincia-

re dallo sconvolgimento della


blica tranquillit e del

pubordi-

renda sua forma ; le stragi, le pr' 1* empiet e le follie si continuarono per tutta la Francia sino al famoso giorno del 9 termidoro. A Parigi si profan la celebre
,

buon

chiesa di
la
citt,

s.

Genevett'a protettrice del-

ne; e l'imprudenza del maggiore di marina La Flotte, che voleva innalzare lo stemma repubblicano sul palazzo dell'accademia di Francia e nella sua abitazione, non che
l'ardore manifestato per promovere
il

venne ridotta a sacrilego


deit, e vi
si

Pantheon d'infami

tras-

ferirono le ceneri del sofista Rousseau, dell' incredulo Voltaire, e del


fazioso parricida Mirabeau.
la coalizione
le

Mentre
esterno
la

disponeva

all'

popolo romano a rivoluzione


francese

sue forze per invadere


le

Fran-

dal console

Ugo

Basville,

cia,

truppe prussiane furono foril

provoc lo sdegno nel popolo: il secondo ne fu vittima, e forni prelesti

zate di evacuare

territorio fran-

cese; la vittoria di

Jemmapes
del

pre-

alla

repubblica
la

francese

per

par
di

la

conquista

effettuare

meditata occupazione

quelle della
Nizza,
,

e Savoia e della contea


superior-

Belgio;

dello stato pontificio, e detronizza-

come dicemmo

zione di

Pio VI. Tra gli scrittori francesi che compilarono imparzialla storia

mente
ne
le

fecero

decretare la riunioalla Francia.

di questi paesi

De-

mente
zione,

della

loro rivolu-

siderosa la repubblica

di spargere

avvi

r ex-gesuita Fantin des

sue massime

all'

estero, la con-

Merita ancora di essere letta la Raccolta di retazoni pubblicate in Bologna nel dall' autore del Dizionario 1 7g5 democratico , la quale non che
succitato.

Odoards

venzione nazionale
la

dichiar poscia

guerra all'Inghilterra, all'Olansi

da, alla Spagna, e l'Europa in vece


ta

colleg contro di essa

forza-

una

scelta

dell' altra

raccolta

gi

pubblicata in diversi

piccoli volu-

mi

nel
,

1794

e lyg?.

Abbiamo

in-

Francia di resistere non solamente a queste Ire potenze, alla Prussia ed all'Austria, ma anche a tutto l'impero di Alemagna, al Porla

oltre

de la revolution de France, Paris i834, tomi due.


Histoire

De Conny,

togallo, alle

due

Sicilie,

allo stato

Dopo
lo scettro

la

di

morte di Luigi XVI sangue impuguato da


colpiva
;

Sardegna ed ai vandeisti, che continuarono inquietarla, ordin una leva in masdella Chiesa, al re di
sa.

Frattanto
il

che

lo

ripetiamo

Robespierre

ogni

giorno

nuove vittime

la legge costituzio-

nale del 1793, che nel popolo non solo concentrava il potere, ma gUe

sangue scorreva a e che rivi sulle pubbliche piazze citt intere erano in pieda alla denell'interno
,

ne delegava altres l'esercizio, si dov sospendere nell'atto stesso della

vastazione ed alla carni ficina, le armate della repubblica vittoriose nel

Belgio

sua promulgazione,

come

rico-

ed

nosciuta ineseguibile zionata

da

un

bench san, milione ottocento


Il

dalla parte della Spagna , Alemagna, preparavano la riunione dei paesi di Porentruy e di in

Montbeliard, ed
si

trattati

conchiu-

mila novecento dieciotto voti.

go-

al fine del

governo terrorista con

io4
la

FRA
la

FRA
citt

Toscana,

Prussia, le Provinil

della Francia,

massime Bour,

cie-Unite, le quali cederono tutto


territorio batavo alla sinistra

ges,

presentarono

un commovente
nel
riaprire

della

spettacolo

religioso

Schelda occidentale, come pure sulle due rive della Mosa, al sud di Vanloo, e compresavi questa piazza, non che colla Spagna che cede
la

molti sagri templi, uscendo dai nascondigli parecchi preti


cattolici,

parte

orientale

di
di

Domingo.

Prima

della

morte

Robespierre,

gran numero di quelli che avevano giurato, con edificazione si ritrattarono. L'era repubblicana cominci a cadere in disuso, vedendosi osservate le
tre
feste.

accaduta nel luglio 1794? che mise fine al regno del terrore, la convenzione avea abolito le accademie,
le

domeniche ed

al-

]Ma fatalmente ancora all'ombra


di
tale religiosa tolleranza
si

societ

scientifiche

ed

il

culto
si

scopr

cattolico, sostituendovi
se quello della

come

dis;

Dea
l'

della ragione

aveva
tutti
i

decretato

atterramento di
o tor-

castelli fortificati, torri

rette guernite di

merlature, e poi

quanta zizania fosse nella chiesa di Francia, giacch vi apparve preponderante quel clero che contro la proibizione della santa Sede avea giurato e che scismatico di
,

co
alla

dopo sottomessi
vigilanza
della

monumenti
il

fatti,

affettava di farsi credere cat-

dell'autorit,

che
prefeu-

tolico,
t.

ed unito
di

al

centro dell'uni-

fu causa
tissimi

distruzione di molil

Anima

questo

corpo

fu

il

capi d'opera, sotto


se2;ni

famoso Gregoire vescovo costituzionale di Loir e Cher,


vasi dai suoi partigiani

testo che indicavano


dalit.

di

che

spaccia
straor-

Devesi per alla


,

convenzioin

uomo

ne
la

nazionale

quando divenne
ragionevole,
la

dinario suscitato

qualche
lo

modo

scuo-

normale,

la

scuola politecnica,
,

stabilimealo dei pesi


lUiformi,
il

misure e
il

da Dio. Sotto la sua direzione si convoc in Parigi un concilio nazionale, che presied Claudio Leone vescovo di Rennes,
i

monete

secondo

siste-

cui decreti

ma
t
le
i

decimale, ed
;

conservatorio di

assemblea.

furono degni di Quindi deplorabile


de' fedeli

tale

di-

musica

essa

a poco a poco ritratsostituendo


arti

venne
ariani,

la

condizione

in

suoi

primi decreti i-estituendo


e
l'istituto
all'

Francia, dove,

come

tempo
11

degli
le

chiese,

due
e
la

cleri

contrastavansi

delle

scienze e delle
Il

acca-

chiese

ciurisdizione.

clero

demia.

decreto

sulla

tolleranza

scismatico dispregiato dalla


te

pi

paril

dei culti,

promulgato dalla convenil

del popolo,

ma che
le

godeva

fa-

zione nazionale nella quale per al-

vore del

governo repubblicano,

e-

tro

dominava

filosofismo
,

av-

sercitava tutte

funzioni del culto

verso alla religione rivelata


colto

fu ac-

pubblicamente, intrudeva nuovi vescovi sopra le sedi vacanti, ed an-

come un gran
gli

benefzio, do-

po
ri

orrori

bespierre, da
loro.
11

Marat
culto

commessi da Roe da altri pacattolico


se

che sopra quelle che avevano tuttora


il il

legittimo pastore

affettava

fu

maggior zelo

per

1'

osservanza

permesso
zioni

ebbe moltissime restrineir esercizio e questa legge fu in vigore sino al concorda,

della religione, ch'era poscia


tito

smen11

dalla loro incontinenza.

cle-

ro cattolico poi. che aveva per s


l'

lo

di

Pio

VII.

Parigi

ed

altre

intima adesione de'

fedeli,

era o^

FRA
lialo

FRA
ed
i

IO?

dai rivoluzionari,

preti

potere
caricato
le

legislativo

(hamati nel loro gergo refrattari,


trovavansi
fid

l'uno di

due consigli, cinquecento membri, inin di

continuamente

esposti

compilare e proporre

ogni sorta di vessazioni, in onalia

leggi,

e l'altro di duecento cinIl

ta

predicata tolleranza. Allor-

quanta, che doveva sanzionarle.


potere
esecutivo perci
fu

rli

stette

per

cessare

il

predomi-

accordato

al

nio del direttorio esecutivo, furono


incolpati di tutte
le

sollevazioni che

scoppiavano d'ogni parte, e perci proscritti con barbara legge de' 18


fiuttidor,

chiamato esecucinque individui: il numero de'voli che neprudussero l'accettazione, ascese ad un


direttorio
tivo,

composto

di

come prevenuti

di

atti

milione cinquantesette mila trecento novanta.

di sentimenti opposti a' principii re-

fronte di tante in-

pubblicani, e perci deportali nelle isole di

terne calamit, ed indescrivibili eccessi, la

Oieron e
i

di

Re. Allora
lut-

guerra

si

continuava nelsul

nuovamente lialzarono da per


to
col
il
,

le

esterne

aggressioni

Pieno
sui

giacobini capo trionfaiulo suo teofilanlropismo il membro


direttorio Reveillere-Lepnux.

sulla

Schelda, sulle
,

Alpi,
di

Pi-

lenei

sulle
1'

coste

Bretagna,

del

e fu tale
eserciti

ardore guerriero degli


tanti
i

r eccidio di Basville vedendo Pio VI quanto fosse grande


l'u'a

Dopo

repubblicani,

pro-

digi di valore de'generali Pichegru,

de'suoi
di

nemici, prese delle


pei

]\loreau,

Jourdan, che lungi


il

dall'essi

nisure

sicurezza

suoi stati

sere invaso

suolo francese,

e-

che vedeva minacciati, ed aument le milizie:

segu rapidamente la conquista del-

non
la

prese

oliensi-

l'Olanda,
nel Belgio,
furli

si

vinsero

gli

austriaci

va,

si

un alla gran lega delle

potenze contro
to la

Francia. Intannazionale
volle

occuparono le piazze della Biscaglia, si prepar la


si

convenzione

discesa in Italia,

la

sanguinosa
la

prendere aspra
tefice,

vendetta del Pon-

strage

di

Quiberon compresse
inglese,
il

non

solo

per

la

morte

di

reazione degli sciovani prodotta dal

Basville,

ma

to

il

Papa

riconoscere
la

per non avere voluil suo micelebrazione

ministero
francesi al

quale

erasi

impadronito

di tutti gli stabilimenti

nistro
dell'

Segur, per

esequie consuete ad ogni

mo-

Coromandel
te di
s.

Bengala, sulla costa di e di Malabar, di Tainoltre pre-

narca cattolico, e perci fatte a Lui-

bago, della Martinica, e d'una par-

promozione al cardinalato dell' abbate Mainy, il quale essendo deputato di Piccardia, aveva in mezzo alla convenzione coraggiosamente diteso la santa Sede, massime contro l'usurpagi

XVI,

per

la

Domingo; avea

so la citt di Tolone, la cui ripresa

manifest il genio militare di Bonaparte. La guerra della Vaadea non si eslinse che nel marzo

zione
cui la

d'Avignone, per infuriata plebe voleva attacdello stato


alla lanterna.
la

1796 nel sangue di Charette, avendola pacificata il generale Roche, insieme alla Bretagna. Quindi
coli

carlo

A' 26

ottobre

incominciarono a spezzarsi
della
coalizione,
le

vin-

lygS

convenzione

nazionale fu

e la Prussia,
la

a Parigi disciolta, sostituito il direttorio, e proclamata la costituzione dell' anno terzo, che pose
il

la

Spagna,
la

Provincie- Uni te,


e

Toscana,

Svevia,
la

l'Annover
france-?

riconobbero

repubblica

io6
se

FRA.
indivisibile, e stabilirorela-

FRA
laonde Pio
tili

una ed

VI a
di

risparmiare

muai

no cou

essa le dipiomaliche
la

effusioni

di sangue, ordin

zioni; anzi

Spagna

fece

un'al-

suoi

sudditi

non opporre
,

loro
i

leanza offensiva e difensiva, e dichiar la guerra all' Inghilterra.

veruna resistenza,
legati,
i

contentandosi
e
i

delegati

governatori

L'anno
di cose

179^
i

il

nuovo ordine
\alse a

di

fare soltanto legali proteste. In-

meno

turbolento
confusi

di

riorganizzare

elementi

della civile amministrazione, a sopi'


re lo spirito di
Je sociali
virti

parte, e ravvivare

Spagna, alleata della a Pio VI di sua mediazione, il Papa accett l'offerta ed incaric per la pace il
la

avendo

Francia,

fatta esibizione

spente nell'esecrato
11

cav. Nicol
stro

interregno

dittatoriale.

nuovo

de Azzara allora minispagnuolo in Roma. Giunto il

governo del direttorio, conservando le prave intenzioni di chi lo avea preceduto, d'invadere lo stato della Chiesa, si grav perch Pio VI
la

cavaliere in Milano per trattarla col

aveva infranta a danno de' francesi sua neutralit, nel permettere nei suoi dominii il passaggio d'un corpo di cavalleria napoletana, che recavasi nel Milanese ad unirsi alle armale coalizzate contro la Francia, e minacci vendicarsi. Intanto tre gran-

supremo Ronaparte trov che questi si era portato in Bologna e l'avea occupata a' 19 gennaio, invadendo successivamente tutgenei-ale
ta la

provincia
a'
il

il

Ferrarese. Di-

poi
citt

23

giugno

1796

in

detta

armate marciarono contro l'Aur una di Sambra e Mosa, , comandata da Jourdan, la seconda del Reno guidata da Moreau, e la terza delle Alpi capitanata da Bonaparte. E qui comincia la sedi
stria

Bonaparte, coi commissari Saliceti e Garrau, conchiusero col cav, Azzara, e marchese Antonio Gnudi per la santa Sede l'armistizio con quelle durissime condizioni che noi riportammo nei
generale
relativi
le

luoghi, oltre la cessione del-

legazioni di della citt

Bologna e Ferrara,
di

Faenza, e
al

il

do-

versi

chiedere
violenta

scusa

direttorio

rie di

que' trionfi che sbalordirono

per la

l'attonita

Europa:

le

giornate di

Basville.

Pio VI

morte dell'audace a' 28 giugno firdel quale doven-

JMontenotte, di Millesimo, di

Mon-

gli

umilianti articoli dell'armi-

do vi,

Lodi, di Castiglione dislaccarono dall' alleanza il re di


di
talia,

stizio,

in vigore

dosi trattare la pace col direttorio

Sardegna, ed aprirono a'francesi l'Iove fondarono le repubbliche

a Parigi,
rio
il

vi

sped a plenipotenzia-

conte Pieracchi col grado di


di segreteria
di

Cispadana e Traspadana, che riunite formarono poscia la Cisalpina.

internunzio, dandogli per aggiunto


il

minutante

stato

La
dal

brillante
lato
d'

Moreau Alemagna non fu meritirata

di

Evangelisti, che avea

accompagnato

a Milano ed a Bologna colla qualifica


di

no gloriosa, e

salv

l'armata dal

segretario

il

ministro di Spagna.

disastro in cui la fiacca cooperazio-

ne di Jourdan era per avvolgerla. Nel seguente anno 1796 i francesi

prima conferenza che il conte ebbe in Parigi col ministro degli affari esteri, questi gli maniNella
fest

senza preventiva dichiarazione

che

per articolo preliminare


il

di

guerra
i

pare

determinarono di occudominii della santa Sede,


,

della pace definitiva, voleva


rettorio

di-

una pubblica

ritrattazione

FKA
del

FRA
co' quali

107
,

Papa

sui brevi

avea

me
il

descrive
tora.

il

Tavanti
p.

Fasti di

condannata
trattazione

la costituzione civile del

Pio VI,

IH,

3o8, che sotto

clero di Francia, senza la quale ri-

nome

effimero di eguaglianza,
,

non

non poteva intraprende-

intendevasi altro

che

lo spoglio ge-

re trattativa di pace, ed os prescrivere la formola dell'atto.

nerale delle casse pubbliche


sagri depositi, la rapina,
gio,
le
g'
il

e dei

mo

fu

il

Somdolore che prov Pio VI


l'

saccheg-

contribuzioni

le

requisizio-

nell'udire

inammissibile

esigenza

ni

imprestiti forzati per saziar

del direttorio francese, e co! parere della congregazione de' cardinali,

l'avidit de' repubblicani, e suppli-

re

all'
;

ingordigia

de' loro

coman-

rispose a' i4 settembre, ch'era

danti
clie

dacch

popoli

pronto piuttosto a subire la morte che tradire il suo onore, e violare le massime costantemente osservate
dalla Chiesa.

pi

non

v'

era

conobbero sicurezza n

delle propriet,

Allora

il

direttorio eil

secutivo, col pretesto che

Pierac-

delle persone, che r ospitalit era violata co' tradimenti, che le donne di qualunque stato erano esposte alla brutalit

chi

r Evangelisti

non avessero
le

ed agl'insulti, allora
occulto, e
il

il

fer-

bastante plenipotenza per cedere

mento
dicarsi

desiderio di ven-

due memorate legazioni, ambidue conged da Parigi, Tent Pio li VI a mezzo di monsignor Caleppi
poi cardinale, e del p. Soldani che

da tanti oltraggi si rese generale, per cui alcune citt e terre

spedi a

Firenze,

di

intavolare

la

massacrarono quanti francesi caddero loro nelle mani, vendicati poi con aspro rigore.

pace coi commissari Saliceti e Garrau; ma essendo questi ostinati nelle


si

Procedendo Bonaparte vincitore


dal Tirolo sulle pianure alemanne,
JVIoreau ed

pretensioni del direttorio

nulla

conchiuse.

Tutta volta

Pio

VI
sud-

no e
tuna
stria

sulla

Hoche ripresero sul ReMosa con miglior foi'-

sempre pi inculcava
diti

a' suoi

rispetto alla

nazione francese

il piano di campagna, e l'Aucon l'armistizio di Leoben peri

ma essi ma! soffrivano le loro massime rivoluzionarie, e le angherie che commettevano in tutti i paesi che andavano usurpando alla santa

dette
ti

Paesi-Bassi e
,

possedimen-

d' Italia
il

cio

il

Mantovano
il

ed

Milanese,

come

Modenese,
repubblica

che furono
Cisalpina.

uniti

alla

Sede
tratt

pi
di

coi

tradimenti

colle loro
si

armi

desolatrici.

, che Finch

Conoscendo
direttorio

Pio

VI

le

mire
fine

del

esecutivo,

af-

piantar

ne' luoghi

gli

alberi della libert, di atterrare lo

di

di non essere rimproverato non avere posto in opera ogni

stemma
toli

pontificio,

di

abolire
;

ti-

diligenza

precauzione per
,

la

si-

e distintivi feudali
si

tinche dai

curezza
il

de' suoi dominii

aument
a
i

rozzi agricoltori

credette,

che

si

numero
civica
le

delle milizie, e la guar,

volesse

rinnovare

favor

loro la

dia
te

rese

noto

tut-

legge agraria, onde tutti indistinta-

potenze

cattoliche

gravi
in-

mente

fossero eguali,
di cittadini,

non

solo nel

sacri

motivi che

l'avevano

nome

ma

ancora nel
sufficiente-

dotto a negare al direttorio francese


di

possesso de' terreni, la tranquillit


esteriore
si

convenire nelle sue esigenze, cola

manteneva
dacch
si

me

risoluzione

presa

di

pos-

mente

ma

accorsero, co-

sibilmente difendere lo stato se as-

io8
gl'edito.

FRA
Ma
gi la sorte dello sta-

FRA
per vendicarsi
ri

de' cattivi
falli
si

consiglie-

lo

pontificio e quella

del venera-

del Pontefice. In

aumenfrance-

Lile capo della Chiesa


slata
siiiie

romana

era

t nel Rolognese l'esercito


se,

dal direttorio decretata, tuas-

ed

il

ministro francese Cacault


in

per l'istigazioni d' uno de' suoi membri, Reveillere-Lepaux ben couosciuto pel suo

residente

Roma
Questi

part'i
il

per Rogenera-

logna, ov' erasi


le

trasferito
a'

odio

al

cristiane-

Ronaparte.
e primo
riportate

gennale

simo, e pel suo stolto fanatismo di


stabilire
la

io

febbraio

pubblic due
vittopalli

setta dei

teofiiantropi

manifesti, in cui
rie
,

vantando
invitava
il

che

principalmente

consisteva
gli

in

e g' ineseguiti
,

non amare n Dio, n

uomini.

dell' armistizio

general

11 generale in capo Ronaparte spelando di ottenere pel direttorio quanto desiderava da Pio VI , per SI importante affare prescelse a me-

Victor a maiciar su Rnola. Avanzandosi dunque


sid Senio
le le truppe francesi accadde quell'assalto tra

truppe francesi e papali, che acall'articolo


i

diatore

il

cardinal

Mattei

arcive-

cennammo
di)^

Faenza (^ei

scovo di Ferrara, che invi in R.0xna


al

perch vinti
presero

papalini,
,

fran-

Papa con una


insistette

lettera,

nella

cesi

quella citt
,

ed indi
,

quale

sulla

ritrattazione

Forl e Cesena
Sinigaglia
,

de' brevi riguardanti la

nuova Co-

sliluzione civile dtl clero pi volte


<Ja

sino

non che S. Leo Ancona ed altri luoghi a Macerata; laonde al Papa


le

Pio VI
a

condannata.
il

qui ri-

non restavano che


rittima
e

provincia di
di

flette

proposito

saggio francese
II. p.

Sabina, del Patrimonio, e

Ma-

Jauffret, Minoires tum.

479?

Campagna,
francesi

che questa costituzione non era in Francia piLi in vigore da lungo tempo; ch'essa non faceva pii parte delle leggi dello stato e che il direttorio
,

ben

l'ondato di
i

timore perdere tutto, avancol

zandosi

rapidamente
Pio

vex*-

so R.oma.

In

tal

frangente

VI

spedi

di cui

r antipatia contro
i

la religio-

plenipotenziari a Tolentino per con-

ne e contro preti non era equivoca, non si curava pi di questa costituzione che dell aulica disciplina
,

chiudere col generale Bonaparte la concoidia che ivi fu sottoscritta


,

della chiesa gallicana,


bi

e perci

non

19 febbraio in ventisei articoli, presso il Tavanti, e meglio nel Beca'

poteva concepire per qual ragiosi

ca ti ni, Storia di Pio FI, tom. IV,


p.

ne
to
s"i

mettesse lauto ardore e tanesigere

69

e seg.

Il

Papa

si

obblig a
coalizione
le

impegno neir

dal

Papa

separarsi

da

(pialinniiie

fatta litraltazione, se non per prendere un pretesto per non fare la pace, e per tormentare ingiusta-

contro

la

Francia, licenziar
i

sue

truppe, chiudere

porti ai

nemici

della Francia, ricevere guarnigione

mente fermo

il

Pontefice.

Ma
che

il

Papa
il

francese in Ancona, rinunziare alla

ne' suoi

doveri, rispose con

sovranit su Avignone, sul V'enaissino, e sopra le tre legazioni di

quella bella

lettera

riporta

Ro-

Tavanti, toni. IIl,p. 33o, insieme a quella scritta da Ronaparte al detto


cardinale da Verona, in cui
gli

logna, di Ferrara e di R^omagna , come ancora di pagar quindici milioni di lire tornesi, di somministrare gran numero di cavalli e buoi, di quadri, le statue e i consegnar
i

fa-

ceva sapere ch'era risoluto di far marciare le sue truppe contro Roma,

FRA
tnss.

FRA
di
fu

lof)

convenuti
,

nell' armistizio
l'

obbligato Pio
francese

VI
in

a riconoscerla

Bologna
stro

oltre

invio

fi'

un minila

a media/ione del ministro della re-

Parigi

per

disapprovar
istorie he
riflette

pubblica
rale,

Roma

Giu-

violenta morte di Basville. L'auto-

seppe Bonaparte fratello del genericevendo


; i

re delle

Memorie
fi,
i

e filo-

il

suo inviato cav.

sofiche di Pio

che, tut-

Bussi

to calcolalo,

francesi

in queste vi-

cende forse avranno


to ecclesiastico

tolto dallo sta-

un

valore
di
lire

di

circa

mentre francesi non lasciando di promovere la democrazia, molte citt de' pontificii dominii r avevano proclamata ribellandosi alla santa Sede.

duecento

milioni

tornesi.
ai

Pio

VI ademp puntualmente
patti
,

Non contento ancora


rio

il

diretto-

durissimi
stretto a

fu
il

inoltre

co-

rimuovere

cardinal Bu-

sca dalla carica di segretario di stato,

degl'immensi sagrifizi di Pio V f, e mirantio sempre all' intera occupazione dello stato pontificio ed alla

e conferirla al cardinal Giusep-

detronizzazione

del

Pontefice

pe Doria gi

nunzio

in

Francia.
il

nel timore che Giuseppe Bonaparte

Invi a Parigi per ambasciatore


rirossi

non secondasse completamente

marchese Massimo, e l'avvocato Goquale inviato straordinario,


la

suoi desiderii. ordin al general

Dn-

per disapprovare
ville.

morte
a'

di

Bas-

di

phault di piocurare l'adempimento sue brame colle armi e con le


Recatosi

Intanto

in

sequela dei pre5

rivoluzioni.

Dupbault in
,

liminari di
il

17 ottobre generale Bonaparte segn la paaustriaci a


la

Leoben

Roma, apertamente incominci le sue manovre co' suoi fautori che


onninamente volevano piantar
l'al-

ce co' ministri

Campo-

formio, nella quale


quist
le

Francia acPaesi-Bassi,

isole

Ioniche con porziooltre


i

bero della libert sul Campidoglio. A tale effetto a' 28 dicembre 1797
i

ne dell'Albania,

rivoluzionari con grida di viva la


tricolori
,

e la repubblica Cisalpina allora for-

libert e coccarde

si

re-

mata s'ebbe
tovano e

il

INlilanese,

il

Man-

la

il Modenese: cosi termiprima guerra continentale

della rivoluzione francese.

Un
si

qual-

carono al palazzo Corsini alla Lunabitazione di Giuseppe Bogara naparte, per cui il governo pontifcio ordin alla guardia civica di
,

che commovimento
fest

per

mani-

richiamarli all'ordine, e n/icque zuffa

nei

consigli e nel

direttorio

nel cortile e scale del


la

medesimo
il

di Parigi,

armi di Augerau nella giornata del 18 fruttidoro rile

ma

palazzo e presso
na.

porta Settimiage-

Allora sconsigliatamente

condusse l'armonia, e

l'esilio

colp
di-

neral

Carnot
siglio

Barlhlemy membri del


anziani,

Duphault con la spada sfoderata si gett in mezzo ai rivoltosi,

rettorio, undici
degli

individui del cone

animandoli a resistere

alla ci-

quarantuno
for-

vica ed ai dragoni accorsi al tumulto,

del consiglio de' giovani sospetti di


cospirazione.

laonde nel conflitto rest ucci-

Avendo Bonaparte

so

da un colpo
le

di

fucile.

nulla

mato colla repubblica Cispadana e Traspadana la Cisalpina poi regno d'Italia, coll'aggiunta delle tre
,

valsero

rimostranze
dell'

seppe Bonaparte

Giuinnocenza del
fatte

governo sull'accaduto, pronto a dar


soddisfazione; egli sul

cedute legazioni

fu

dessa procla-

momento
il

ab-

mata

indipendente

dal direttorio

bandon Roma. Subito

cardinal

no
Doria
Parigi
to al marchese

FRA
scrisse l'infausto

FRA
avveuimen,

chianti che altrove


le

narrammo,
tanti
i

col-

Massimo

acci in

circostanze

di

lagrimevoli
relati-

offrisse al direttorio

ogni sod-

avvenimenti. V.
vi
articoli.

Roma ed

venendo contemporaneamente istruite le corti amiche del


disfazione,

Dopo
mio,
guerra
stesso
il

il

trattato di
si

Campo Forprepar
alla

fortuito accaduto.

Non

voile altro
il

il

direttorio

direttorio per

consumare

suo pia-

contro

l'Inghilterra,

nello

no, dichiarando vero assassinio sen-

za
rale

esame
;

la

morte del suo geneal

commise quindi
le

general

Berthier comandante
cesi

in

Italia,

di

truppe franoccupare il resto

tempo che invi al congresso Rastadt il generale Bonaparte^ per combinare la pace coli' impero d'Alemagna. Indi fece invadere la
di

Svizzera
i

sotto pretesto di
ribelli
;

dello stato ecclesiastico, e d'

impa-

vandesi

riun con

dronirsi della sagra persona di Pio

tato le citt libere di


di
il

domare un tratMulhouse e

YI. Si
ri

avanz

il

general
i

Berthier
soli

Ginevra
generale

alla Francia, poscia invi

col pretesto di
della

punire
di

auto-

Duphault, ed in vece s'impadron a poco a poco dei dominii restali al Papa, che ad on-

morte

Bonaparte alla memoranda spedizione di Egitto, armando in egual tempo contro la repubblica
c in
di
il

Venezia,

colla

flotta
si

ta delle sue pacifiche intenzioni,

della quale

detto generale

re-

contro tutte

le assicurazioni

ricevu-

Egitto, la
le

Russia, la Porta
Sicilie, e
le altre

te dai francesi, per cui non parli da Roma si vide invadere Castel s. Angelo e la citt, proclamare la
,

ottomana,
potenze

due

continentali,
e la

fuorch

la

Spagna
ti

Prussia.

Un

seguito

repubblica Tiberina, venendogli in-

di vittorie e di romantici aneddo-

timato che il suo regno era finito alla presenza de' cardinali. Inoltre si ardi offrirgli la coccarda e una pensione, che l'eroico Pontefice pronS' imprigionarotamente ricus no i cardinali, molti prelati e primari ministri; si dilapidarono persino le camere inlime abitate da Pio VI, cui dopo indescrivibili oltraggi gli s'intim la partenza da Roma pel di seguente, ed a' 20
.

accompagn

la

bandiera francee gli sforzi

se fino nella Siria,

binati dell'armata anglo-turca

comnon
ad

riuscirono

che

dopo

tre

anni
gli

ottenerne

l'evacuazione; tuttavolta

questa spedizione
li

s'ebbe

epiteil

di

sgraziata e di gloriosa,

pri-

mo
pei

per

la

repubblica,

il il

secondo
prigio-

generale.

Dimorando

niero

febbraio

francesi trasport prigioniero


tefice

798 un distaccamento di il Pon-

Pio VI in Siena, pel forte terremoto che si fece sentire ivi il primo giugno i 798 venne trasportato alla Certosa di Firenze colla
piccola sua corte,

a Siena.

tenore dei pressi

santi ordini del direttorio,

volle

ossequiato

dai cardinali, prelati,


la

ministri delil

IV

re

ove il Papa fu da Carlo Eramanuele di Sardegna, e dalla ven.


consorte e so-

santa Sede, ed
di odio

altri

formale

Maria
rella

Clotilde sua

giuramento
costituzione

e di fedelt alla
,

monarchia, repubblica ed alla


alla

di

Luigi

XVI, che

per

aver

la

cui

virtuosa e co-

raggiosa ripulsa fu punita colla de-

perduto il Piemonte e la Savoia occupate dai francesi, si recavano nella Sardegna. Mentre duravano
ancora
le

portazione,

e in altri

modi

sover-

conferenze di pacificazio-

FRA
ne coli' impero a Rastadt in conseguenza del predetto trattato di Campo Formio, si prepar la seconda coalizione, in cui le potenze
europee, tranne la Prussia e la Spagna mentovate, rivolsero di nuol'ottuagenario

FRA
ed
infermo
A' 27
niero, di farlo

itr

per maggior sicurezza e strazio delprigio-

trasportare nell' in-

terno della Francia.


1

marzo

799 Pio VI

scortato da duecento

soldati fu

portato via dalla Certosa

vo

le

armi contro
si

la

Francia, che

di Firenze, e sotto le ali della


tettrice

proPar-

Joro

come

detto dichiar guer-

provvidenza, ed a traverso
e Moncenis giunse sul-

ra. Il rinforzo d'una considerabile armata russa guidata da Suvarow

di tanti pericoli, per Bologna,

ma, Torino,
fu
il

fece piegare la bilancia a vantaggio

le frontiere di

Francia. Entrato che

degli alleati, e le tiuppe repubblica-

sommo

Pontefice su quella ter-

ne dovettero dopo
canti del

le

disfatte del-

ra bagnata dal sangue di tante vit-

l'Adige, della Trebbia e di Novi,

manque-

time, ed imbrattata de' pi nefandi


delitti,

prode Joubert, che


fatto rimase
l'Italia.

in

st'ultimo

estinto, ab-

disposto
intese
sieri,

bandonare
restarono

Dodici giorni di

bench d' animo grande e a qualunque martirio, si ingombro de' pi ftmesli penl'infelice

ostinato conflitto nella Svizzera arla vittoriosa

considerando

fine di

marcia

di

Su-

Luigi
rella,

XVI,

delia consorte, della so-

varow posto
pido Massena,
in

fronte

dell' intre-

e di tante migliaia d'innocenti

mancare
invasione

mentre Brune fece Olanda il tentativo di


flotta

francesi, fermi seguaci delia religio-

eseguito dalla
sotto
gli

an-

glorussa

ordini
le

del

du-

ne de'loro antenati. Fu Briancon la prima citt di Francia, che a'3o aprile accolse fra le sue mura Pio VI, e
fu qui eh' egli
soffr
l'

ca di York.

Erano per
il

cose a

amara

divi-

mal

partito, per la

zione di

che

poca consideradirettorio godeva


la

sione d'alcuni suoi fedeli famigliari,

divenuti

sospetti

ai

francesi.
il

Indi

in balia delle

redivive fazioni che

prosegu dopo un mese

viaggio

agitavano Parigi e
alcuni

Francia.
in

per Grenoble.
risecare
le

Il

direttorio volendo

Sapendo Pio VI che


prestarono
costituzione, ne' primi del

Roma
alia
lo

spese del

viaggio,

non

giuramento
con

1799

condann
lo
il

solennemente

due

brevi. Intanto

non essendo
il

tranquil-

direttorio del luogo centrale ove

Papa, e temenprima stabiPi di tradurlo nella badia di Molk presso Vienna, poi in Sardegna, o meglio in Corsica, acci vi rimanesse obliato secondo i pensamenti di la Reveillere-Lepaux e di Merlin di Douai, ma a questo piogetto si oppose il ministro Rheynhard temendo gl'inglesi che padroni del Mediterraneo nou riuscissero a libeteneva prigioniero

do

successi della guerra,

permise che supplisse l'eiario, e ne grav i diversi dipartimenti; ma Pio Vi prese le sue misure acci non costasse ad essi neppure un soldo. Da Grenoble s'avvi per Gap, s. Marcellino, eRomans, giungendo a Valenza a'i4 luglio, citt che Dio avea destinato per termine delle sue sciagure. Allora il direttorio con u
decreto dichiar Pio
di stato,

VI
si

prigioniero
alle

che in mezzo

durezze
la-

ed

alle privazioni,

mai

lasci usci-

re dalla

bocca la pi minima

gnanza. Cos gemeva Pio


la

VI

sotto

pi ingiusta schiavit, per cui ia

tutta la Francia, e nell'intera

Eue

rarlo.

Dunque

il

direttorio

decise

ropa non

si

parlava che di

lui,

l-i

FRA
oppressori:
li

FRA.
pagni delle sue disgrazie erangli sfa*
restituiti

de' suoi

giammai il vicario (li Ges Cristo comparve si grande sul trono medesimo del \aticano, circondato da tutto il suo e la dimora maggior splendore
;

pide di

marmo
si

a Grenoble. In una lanero nella chiesa


legge la

cattedrale

memoria

delle

sue sventure, delle sue eroiche virt,


e della sua gloriosa morte.

di

bilmente
e

Pio VI in Francia serv notaa ravvivare la religioillanguidita


in

In tal
fra'cep-

modo
pi,

il

magnanimo Pio VI
de'suoi

ne cattolica
ti,

mol-

lontano dalla sublime sua Sede,

riusc

una

serie di

trionfi pel

spogliato
la

dcminii

termin
in

suo augusto capo. E troppo nodi divozioto con qual trasporto

sua

penosa
principe

vita.
le

Uomo
virti

tut-

to

mirabile per
,

dell" ani-

ne accorsero
cesi

le

popolazioni

fran-

dovuncpie fu condotto Pio VI,


lagrime
accogliessero le e
lui

con quali
di
figliale

benedizioni,

con

quale
di

premura
il

s'

ingegnassero

alleviare

peso delle di

lui catene,

generoso e magnimeritava sorte migliore per fino dal punto di sua morte gli stessi suoi nemici lo acclamarono in Parigi grande sul trono, maggiore dopo esserne sbalzato, e masfico
,
:

mo

come

la

schiavit del vicario di


vi

simo
ta

nella

gloria

eh' erasi merita-

Cristo produrre

facesse ravvedi-

coir eroismo

del suo contegno.

menti, ritrattazioni, conversioni, vo-

lendo Iddio visibilmente far trionfare la sua Chiesa con que' mezzi
creduli per farla cadere

medesimi, che adoperavano gli innelT avvi-

Tutte le nazioni gareggiarono per onorarne la memoria, che immortalarono penne illustri. Da ultimo cappellano segreto d'onore del il regnante Gregorio XVI, monsignor
Pietro
Baldassarri,
gi
segretario
del prelato Innico Caracciolo
stro
di

limento e nel dispregio. Fu questa ima manifesta prova, chela maggior


parte del popolo rimaneva
fc-rmareligione

mae-

mente attaccato
cattolica.

alla

sua

Dubitando ancora

il

direttorio sul-

la sua preda, voleva fare strascinare

Pio ^ I, e per ci testimonio de'suoi avvenimenti, in quattro volumi ci ha dato l'interessante e veridica Relazione delle avversit e patimenti di Pio
di

camera

elfetto,

Pio VI a Dijon, ci che non ebbe perch deteriorando la sua


logora
salute,

VI, Modena 1840. Di questo argomento noi ne abbiamo trattato


in
ai

fu

vicino
il

al

punto

parecchi articoli del Dizionario,

estremo. Nel ricevere


il ss.

gran Papa Viatico, preg caldamente Dio


a

luoghi relativi,

come

nell'artico-

lo

Pio

VI (Vedi).
il

Intanto mentre

restituire
alla

Roma
la

il

Pontefice,

ed

Francia
e
la

religione, la pro-

suonava tuttora torie di Zurigo


della

grido delle vitdi

Berghen, e
russa, e

sperit

pace,

perdonando

precipitosa
il

ritirata

suoi nemici con tutta relfusione del

mentre
ri,

direttorio

cuore;
sto
te di

indi nella
il

notte e'iS agocess placidamen-

dalle divisioni dei

era lacerato suoi quinquevidall'Egitto

venendo
i

29

Bonaparte

reduce
il

vivere in Valenza.
suoi popoli

Roma,
il

la

sbarc a Frejus
e

9 ottobre 1799,
sul

Chiesa,

furono

sog-

vol a Parigi

teatro

degli

getto delle ultime

sue voci

moribe-

avvenimenti.
te a

Un

suo

colpo decisi-

bonde, colle quali teneramente


ned
gli affettuosi

vo, nel presentarsi cio

audacemendentro
il

famigliari che

com-

punta

di baionette

I'^

R A
d

FRA
conPrcci<:

Ti3

c(jnsigli()

dei

cinqiierento,
Sieyes,

de

la revolution francaise

certo

col

direttore

con

gran numero
nelle
Miale,

di deputati,

rovesci

orne de fgures, Paris i833. Luigi Thiers, Storia della rivoluzione

giornate del
cio

18 e o

19 bnila
il

francese tradotta da Gaetano Barberi,

novembre,

]Milano

1840, tomi cinque. A.


italiana del-

costituzione direttoriale, ossia

so-

Thiers, Storia della rivoluzionefrancese,


l'

vrano potere del direttorio esecutivo, in una parola dissip la rivoluzione


da IMirabeau, nalz sulle sue rovine il governo, del quale prese
incominciata
redini col titolo
di

prima traduzione
di

edizione

Parigi

del

i834

di

ed
egli

in-

nuovo
le

Ermenegildo Potenti, Firenze i838 in tomi quindici. Il primo console


fece conoscere all'Inghilterra la sua

assoibi tulio
iiiucH, e

il

primo console, potere di un mopas'^

nomina,
per
la

ed

il

voto della
il

Francia

pace,

ma
;

ministero
rivolse

non

come

tale

a risiede-

volle aderirvi

si

allora a

re nel palazzo delle Tuilleries.

Eb-

riparare le perdite fatte in sua assenza,


r Italia.
ti

be a colleghi Sieyes, e Pioger-Ducos, poco dopo rimpiazzali da Cam-

marci

per riconquistare
poi
del
gli

riparare
ingiustizie

affron-

Lebrun, andando per sagacemente concentrando in s sobaceres,


e
lo
il

le

direttorio

potere esecutivo: in

tal

mo-

contro Pio VI, Bonaparte con decreto consolare ordin sino dai 28

do

il

pose

prode ed avventuroso corso termine all'usurpazione del


con
il

novembre, che dai magistrati di Valenza si facessero al rispettabile


Pontefice
solenni
e

1789
sotto

un'altra

usurpazione,

decorose ese-

fantasma del governo consolare, e riun\ gli elementi che gradatamente dovevano condurlo al

quie, ch'ebbero luogo a


io

sommo

potere.

11

potere legislativo

fu affidato al senato, al
gislativo, ed al tribunato.

corpo

le-

29 genna1800, giacch per le sventure, e pel sublime grado che aveva occupato in terra, avea diritto ai pi luminosi attestati della pubblica
considerazione.

Cosi ven-

ne

snaturata
alla

la

costituzione,

che
di

La
fatto

ritirata

Sieyes meditava

da molti anni
e
dell'

Macdonald

che nel 1799 ^^^^a dall'Italia meri-

dure
la

Francia,

proclamossi

dionale, per cui le repubbliche ces-

costituzione

consolare

anno

ottavo

nel di

24 dicembre 1799

sette

approvata da tre milioni undicimila cittadini, f^. Colleclioii de


inipovlantes
relatives

pices

la

^'olution fraiicaise et
Cini

aux homines

sando del suo appoggio, disparve prontamente 1' effimera romana che aveva avuto consoli, tribuni, e questori, nel qual tempo l'anarchia e la depredazione erano all' ordine in Roma che in del giorno, si
quella parte
dello stato pontificio
stata

cornine fondaleurs de la rpublicomtie defenseiirs des prin-

cjue. Oli

che
alla

non essendo
repubblica

aggregata
faceva
cess

cipes inonarchiques, en ont ct les

Cisalpina,

acteurs ou
ta, Paris,

le i'icn'nies,

tomi cinquan-

parte appunto della jepubblica ro-

torio Barzoni

chez Brissot-Thivars. VitMemorabili avveni,

mana. A' 28 settembre


in
t

1799

Roma
da

l'anarchico governo,
il

par-

menli accaduti sotto


ci della
J.

tristi

auspiItalia.

essa

generale Garnier colfrancese, ed

repubblica francese^
XXVI.

la

guarnigione
il

invece

P.

Rabaud de Saint-Etienne,
voi..

r occup

maresciallo

Bonrcai d

ii4
colle

FRA
truppe
IV^;
tlel

FRA
Nnpoli Ferpredece.ssore, che ne volle

re di
il

prende-

dinando
li

indi

generale Naselv'istal-

in

nome di tal monarca un governo provvisorio,

prote-

stando che prendeva possesso di pel futuro Pontefice. tali dominii La divina provvidenza permise che
le

potenze
l'

alleate nel
Italia, vi

togliere

al

direttorio
to

rimanesse tanper
eleggere
di

nome, e chiamossi Pio VII; egli si trattenne alcuni mesi in Venezia, e facendo prendere le redini del governo de' suoi slati ai propri ministri, entr poscia in Roma a' 3 luglio 1800, mentre i francesi tornavano a dominar l'Italia. Aveva il primo console Ronare
il

largo

di

tempo
il

parte riunito in Dijon sotto

il

co-

quietamente

successore

VI;
olfr'i

l'imperatore
cardinali

Pio Francesco II
citt

mando

di Berthier

un'armata

di ses-

santamila combattenti,
ce oper
l'Alpi,

quando

col

ch'era divenuto signore di Venezia,


ai

simulato passaggio del Varo, invela

questa

per

porten'osa discesa del-

la

celebrazione del conclave, sicco-

me

lontana dal

teatro della guerin

ra, e pi

propria

quella circodi

stanza che non


riunironsi

Roma,
i

recente

liberala dal giogo straniero. In

Veed

superando le cime del gransan-Bernardo: tutto cede all'impeto francese, e la battaglia guadagnata coir avanguardia da Lannes, non fu che il preludio della strepitosa
ta
te

nezia
si

cardinali

disper-

vittoria

di

Marengo ottenuBonaparche rimise


nel-

dalla

precedente
in

tempesta,

dall'eroe della guerra


a'

entiarono
tero

conclave nella prima


ricevet-

i4 giugno
le

1800,
forti

domenica dell'avvento, ove


lettere

tutte
le

piazze

d' Italia

conforlalrici

dall'imIl

sue

mani.
allori

Ritornato a
di

Parigi
e

peratore, e

da

Ferdinando IV.

cogli

questa
e

breve

conte di Provenza, che alla morte del nipote Luigi XVll aveva assunto
il

gloriosa
dalia

campagna,
ordita

preservato

cospiiazione

della

macchina
sciovani
dell'
,

nome
ritirato

di

Luigi XVllI, essenRussia, dalla


di

infernale

dagli

dosi

in

sua
in
let-

comp
della

la

pacificazione
le

ovest

dimora del
Curlandia
tera
gli
,

castello

Mittau

Francia,

armi della quale


vit-

nel rispondere alla

nel

medesimo anno liportarono


ad Elionopoli
le vittorie

colla

quale

il

sagro
la

collegio

toria

in Egitto. Indi a

aveva partecipato
si

morte
il

di

poco

di

Moreau
di

nell' Ale-

Pio VI,
religioso,

estern nel
affettuoso

modo

pi
e

ed

uisieme;

qui noteremo che sino dai

io giui

gno
ria

del

medesimo anno
figlia

superstite

di Luigi
il

'09 la XVI, Mare

Hochstedt e di Hohenlinden, indussero pi sollecitamente gli alleati a pi^iposizioni conchiuse nel di pace, che poi si
di

magna, massime quelle

8 gennaio

1801, mediante

il

Teiesa Carlotta,

l'aveva
nipo-

trattato di

Luneville, coli' Austria,


le cessio-

unita in matrimonio
te

all'

altro

e coir impero germanico;


ni
vi

Luigi Antonio duca d' Angoulee poi delfino, figlio del fratello
d' Artois.
i

della

pace

di

Campo Formio
il

me

Carlo conte

Intanto

a'

i4

al

furono confermate, territorio olandese


Francia,
eretta in

Reno
la

sino
il

divenne

marzo 1800
al

cardinali esaltarono
il

confine della
fu

Toscana

pontificato

cesenate caidinal
e

regno

di

Etruiia ce-

Barnaba Chiaramonti vescovo d'Imola,


parente
concittadino del

dendosi
dovico,

all'infante di
in

Spagna Lodi

cambio

del ducalo

FRA
Pnrma
che
pnss
alla

FRA
repubblica
strazione,

r")

ordin pubblici lavori di


e di
utilit nella ca-

Cisalpina, e furono riconosciute le

abbellimento
pitale e nei

indipendenze delle repubbliche Baiava, Elvetica, Ligure, e Cisalpina. Nel d 28 febbraio mediante il trattato
di

dipartimenti, ed elev
la

in

somma
delle

rango

potenze
tra

Francia al primo europee. Le


il

Firenze col
i

re di Napoli,
sull'isola

forzate lelazioni

nuovo Pa-

che
ze.

cede

suoi

diritti

dell'Elba, su

Piombino e dipenden-

Nel d\ 29 setlembr-e col Portogallo, mediante il tiatfato di Madridp che estese


i

limili

della

Gu-

pa Pio VII, e i francesi contratte, accordarono a quello il corpo del suo illustre predecessore, che secondo la sua ultima volont, con solennissima pompa fu deposto nella
basilica

iana

francese

all'imboccatura delal

vaticana, avanti

il

sepolcro

l'Amazzone, limite portato l'anno


seguente a venti leghe pi
nord.
in

del

principe degli apostoli.


fosse

Qualunque
col

stato

il

modo,

Nel d

8 ottobre

colla

Russia
;

forza del trattato di

Parigi
i

nel d

mediante preliminari colla Porta ottomana, e colla successiva pace fu assicurata alla Fran-

9 ottobre

primo console arbitro divenne della Francia, certo che in sulle prime si assod il potere adoperando i migliori provvedimenquale
il

ti

di

un

savio e robusto
la

governo,

cia

la

libera

navigazione
armi,
e
del

sul

mar
col

Nero; finalmente ancor


ra

l'Inghilter-

depose

le

segn

trattato di

Amiens

1802 la pacificazione dappoich le repubbliche francese e baiava, e la Spagna da una


parte, e l'Inghilterra
dall'altra
si

^5 marzo del mondo,

umanit subitamente respirarono. Cadde alegge degli ostaggi che bolita la pacifici cittadini mallevafaceva
per cui
religione

la

dori

delle
il

azioni

de' loro

parenti
la

contro

governo, e quella
preti
i

quale
atti,

puniva ne'

non

solo

gli

ma

persino

pensieri contrari alle

termin
di
la

la

gueria

di

nove
le

anni,

massime
Cristo,
coste
tuiti

l'ivoluzionarie. Allora quei

restituendo alla
cui erasi

Francia

colonie

magnanimi
che
della
alle

confessori della fede di

impadronita, senza che


le

stavano
Francia,

rilegati

sulle
resti-

repubblica perdesse alcuna delle


conquiste, tra
il

furono

sue
vasi
la
la

quali trova

loro
ai

famiglie.
preti

Bonaparte

Piemonte,
restitu

riconobbe pei
la

ordin che
dasse se

repubblica delle sette Isole. Inoltre

non si domannon che un semplice giudi

Spagna
gli

Luigiana, che

ramento
ne,

fedelt alla

costituzio-

poscia

Stati-Uniti acquistarono

senza obbligarli a quelle forsospette, che o inquietavano


coscienza, o
di

dalla Francia nel

i8o3. Frattanto Bonaparte contribu da un lato a ristabilire l'ordine, ad innalzar nuovamente gli altari, a fabbricare la
)<rosperit della Francia,

mole
la

fomentavano

lo spi-

rito

partito.
festa de'

Fu

abolita

la

sa-

crilega

non meno
il

che

il

suo

ingrandimento: abol
di
leggi
il

calendario

repubblicano, promulg
unifoimi,
ri-

21 gennaio, il giuramento d'odio alla monarchia, e il divieto che dagli uffici escludeva i parenti degli emigrali: nobili e
i

nuovi
e

codici

dusse ad unit
finanze e tutti

sistema

de' pesi
le

pure scomparire le feste pagane, e le mascherate de'teofilanfece


Iropi.
I

misure, organizz
i

stabilmente
di

pii

felici

effetti

si

videio

rami

ammini-

nascere da questi nuovi regolamen-

ii6
li:

FRA
ventimila preti, liberati
e vide
salvi,

FRA
e poscia
v'

pi di

invi

pure
i\

coll.i

dal carcere, o dall'esilio rialzarono


gli

dignit di legato

Intere

cardisi

abbattuti altari,
credito.

rinacque

il

nal Caprara;

il

concordato
Il

ri-

pubblico
lina

Bonaparte nelle
necessaria

porta

al

volume XVI, pag. 39 e


Barruel
.

sue viste politiche

seg. del Dizionario.

ci

ha

riconciliazione colla

santa Se-

dato l'opera intitolata

Sul

Papa

de; conosceva
avversa
al

che

la

maggiorit

ed

suoi

diritti

religiosi

all' occ^t-

della nazione francese

intimamente
soal

siane del concordato del l'oi, fra


la repubblica francese, e la santa

clero costituzionale,

spirava la sua

riunione

centro

comune
suaso
della

della Chiesa cattolica, per-

che

nel

secondare
il

il

voto

Sede, Genova 180 3. Bonaparte conged il concilio nazionale, dileguandosi cos\ al primo soffio avverso
il

nazione accresceva

presti-

clero

costituzionale

di

Francia.

gio del suo


la

nome,

si

agevolava
il

via al

trono.

Inoltre

line

re-

ligioso del

rialzamento degli altari


culto
del

Perch il concordalo si mandasse ad elfetto, scrisse Pio VII un breve ai titolari de' vescovati francesi
acci rinunziassero alle
loro
sedi
,

abbattuti in Francia al

vero

Dio

aprirono

quasi

sul)ito

onde conservare
sa,

l'unit della Chie-

negoziati colla santa Sede per


spirituale
bilire

uno
ista-

e ristabilire

pienamente

la

cattei

componimento, per
,

tolica

religione in Francia.
tal

oltre altre cose

la
il

pubblidiritto

nore di

breve

rassegnarono

cit del culto cattolico,

loro vescovati

quarantacinque

de-

del
gli

primo console
Pontefice
;

alla

nomina desomloro

arcivescovi e vescovi, e del


alla

mo
ne
di

canonica

gli antichi titolari,, de' quali se ne contavano ancora ottantaquattro viventi, e quattordici de' nuovi dipar-

istituzione

una nuova
e
la

circoscrizioti-

timenti.
giurati

vescovi

costituzionali
essi
si

diocesi,
alle
le

rinunzia de'
,

diedero

anch'
al

la

loro

tolari

sedi

loro

nelle

quali

dimissione, ed alcuni

distinsero

cose per

deplorabili

circostanze

de' tempi, e pel bene della Chiesa

gallicana
A.

fu d'

uopo convenire.

Papa. I vescovi del Belgio ne imitarono l'esempio, come pure quelli della
indirizzi

con divoti

conchiudere un concordato su
basi

Germania
del Reno.

dei

paesi

alla

sinistra

Bonaparte si serv'i della mediazione del cardinal di Marliniaiia vescovo di Vercelli, e Pio \ II nomin plenipotenziari, che lo stabilirono a Parigi il i4 luglio 1801,
tali
fc

I\on
di

concordia
rifuEfiati
lisi

dimoranti in
in

mostrarono egual vescovi sentimento Germania ne quelli


1
,

in Inghilterra,

che riuni-

assemblea
pi parte di

Londra, cio
ritut

nel

d seguente lo sottoscrissero,

tre arcivescovi
vi,

e quattordici vescoessi
1

ad

onta

della

discordia

seminata
nazio-

la

di

dai giansenisti, nel concilio

dare
sione

la

loro rinunzia.
la

vescovi che

nale di Parigi , che scaltramente Bonaparte avea permesso si com-

ricusarono di dare

loro

dimis
lia
i

ebbero molti seguaci


chiamati
Petite

ponesse
recitando

de' vescovi
il

costituzionali

pi fedeli delle provincie dell'ovot,


e

discorso

d'apertura

il

furono

Egli se.

famoso Gregoire. Quindi per l' eecuzione del concordato Pio \'II peili in Francia il cardiual Coa-

La

dissidenza di molti vescovi


il

non

trattenne

cardinale legato

d' ac-

cordo cui governo di

dare

esecu-

FRA
zione al coiioordiito
sione
divise
;

r?y i
liiUa

UT
la

^c^^ensi

ri

sotloscriveranno

dichiara/niu

de' rliparlimeiiti
in

francesi

latta

dal clero di Francia nel 1682,

dieci

arcivescovali, ed
,

in
la

pubblicata con un editto dell'anstesso; essi


la
i

cinquanta
Corsica,
sinistra
il

vescovati

compresa
i

no

si

sottometteranno ad
vi

Belgio e

paesi

della
di-

insegnarvi
tenuta, ed

dottrina che

con-

del Pieno. Si crearono

vescovi spediranno l'at-

gnit capitolari, s'istituirono seniinari, e


nistri
si

to di questa
gliere
gli

sommissione

al

consitutti

fiss

la

rendita

pei
11

mive-

di

stato

incaricato di
i

del

culto e pei prelati.

affari
'

concernenti
la

culti ".

scovo costituzionale

Gregoire pass
del senato con-

36. Durante
e in sua

vacanza della

ad essere
sci

membro

sede sar provveduto dal metropolitano,

valore^ e l'altro vescovo Talley-

mancanza dal pi
1

rand, allora ministro delle relazioni estere, fu autorizzato di

antico de' vescovi suffraganei, al go-

da Pio Vl[
seil

verno della
rali di le

diocesi.

vicari

gene-

esercitar gli uffizi della vita


e
laica
,

questa diocesi continueranno

colare

vuto da CUI era vincolato


sua ordinazione.

fermo restando dopo

loro funzioni anche

dopo

la

mor-

la

te

del vescovo, sino ai possesso dei


lui

di

successore
I

".

Il corpo legislativo approv il concordato come legge dello slato, ma appresso il tribunato, e lo stes-

"
la
li,

non daranno 54. benedizione nuziale, che a quelparrochi

die comproveranno in buona e

so corpo legislativo

adottare

il

non solo fecero medesimo concordato

debita forma, avere contratto

mami-

trimonio avanti
5

l'ufficiale

civile ".

come

legge dello stato,

ma

insie-

55.

registri

tenuti

dai
e

me
flel

certe cos dette leggi organiche


culto caltolicoj divise in settan-

nistri

del culto

non essendo,
relativi

non
non

potendo essere
ministrazione

:he all'am,

tasetle articoli, delle quali nel coJi-

de' sagramenti
alcini

coidato non
alcuna, anzi
rito

si
si

era fatto menzione

potranno
vare
lo

in

caso supplire ai

opponevano

allo spi-

registri ordinali dalle leggi

per pro".

ed alcune direttamente apparivano contrarie ai sagri canoni ed ai decreti de' concili ecumenici ne ridel coiicordato istesso,
,
:

stato civile de' francesi

N solamente ancora avea


legislativo
il

fatto

adottare dal tribunale e dai corpo

concordato
il

le

leggi

feriremo cinque,
in

le

quali incorsero

organiche concernenti
tolico,

culto catgli

pi grave censura. " I Nessuna bolla


.

ma

sibbene ancora

arti-

breve
,

le-

coli

organici dei culti protestanti.


culti dividevansi nelle cos

scritto,

decreto,

mandato

provvi-

Questi

sione,
te
i

altre spedizioni della cor-

dette chiese riformate, ed iu chiese della confessione di

di

Roma, anche

solo concernenti

Augusta,

le

potranno essere riceTute, pubblicate, stampate, n altrimenti messe in esecuzione senza li permesso del governo '. (Non v'erano eccettuati nej>pure brevi di
particolari,
i

quali in tutto erano poste ad eguai

governo
in

condizione della Chiesa cattolica, li provvide ai trattamento


de' pastori concistoriali; dispose che

Ginevra
i'

esservi

doveano due
ministri
,

se=

peuitenzieiia).

minari,
ministri

uno

pei

della

" 24- Quelli che saranno scelti per l'amr.'atslramcuto dei semina-

confessione

augustana
cliiesa

l'altro pei

della

riformata. Per

ii8

FRA
assistito

F 11 A
dagli altri

le chiese riformate fu stabilito che

due

consoli, dai

dovevano aver de'


la
ri,

pastori, de' conquelli del-

ministri, e dai

cistori locali, e de'sinodi;

confessione d'Augusta de' pastode' concistori


locali, delle

dopo la ognuno

primari magistrati, solenne messa, dicendo ad


sul

nel porla

loro

capo

ispeIn-

zioni, e de' concistori

generali.

desidero che la portiate per anni.

molli

tanto Bonaparte dispose che ai vescovi costituzionali che

avevano

ri-

te

Successivamente furono legalmenriconosciute dal governo le conreligiose

nunziato alle loro sedi, a titolo di pensione fosse assegnato dal pubblico erario un terzo della rendita di
CUI

gregazioni

approvate
o
le

in
si-

Francia,
taliere

come

dei sacerdoti,

gnori della missione,


,

suore ospiquelle
ristabilirono

godevano

vescovi

attuali

in

quelle di

s.

Carlo,
si

esercizio; e

fece scrivere al
i

govervesco-

chiamate Valelotes;
i

no
vi

inglese che discacciasse


renitenti,

benemeriti

fratelli

delle

scuole

che tentavano far nanell'

cristiane, protetti dal cardinal

Fesch
cele-

scere turbolenze

interno della

arcivescovo di Lione
plenipotenziario in

poi

ministro
col

Francia.
Gli ordini cavallereschi

Roma

ed

se-

gnali di distinzione aboliti nel

1791,

1802 dall'ordine della legione di onore. Bonaparte si fece nominare presidente


sostituiti

furono

nel

bre visconte di Chateaubriand per segretario d' ambasciala. Fu pure universalmente encomiato il ristabilimento
della

congregazione
riacquist

dei

preti secolari delle missioni


Il

estere.
il

della repubblica cisalpina, che prese


il

governo

francese

nome
a'

di

repubblica
e

italiana

protettorato delle chiese di rito latino in Levante, del quale era stato

indi

2 agosto 1802 divenne pria


vita
,

mo

console

due giorni

privato
la

dalla

Porta ottomana
s.

dopo una nuova costituzione, chiamata del 16 termidoro anno decimo, ed appositamente modellata, prepar la via a pi strepitosi avvenunenti. Inoltre

dm"ante

guerra.

La
primo
d
i

perdita di

Domingo
dalla

fu

il

disastro prodotto

rot-

tura con l'Inghilterra,


neri
ribellitesi.

che seconNel
medesi-

Bonaparte.

im-

pose nuove leggi alla repubblica ligure, e per sostenere la sua mediazione presso gli svizzeri, mand
trentamila uomini nel loro
paese,

mo
ca

anno i8o3, non avendo proil

dotto

concordato colla repubbliquel

francese
si

bene che
cogli

genearticoli

ralmente
gli

sperava, a cagione deintrodotti

arm

nei

porti

sotto

pretesto di

abusi

una nuova spedizione contro s. Domingo eh' erasi ribellato nel 1801,

organici,

Pio VII venne alla

con-

clusione di un altro concordato,


colia repubblica italiana,
toscritto a

ma
sot-

ma
n
,

effettivamente contro V Inghil-

che fu

terra: questa potenza

non

s'ingan-

ruppe
Nel

i8o3.

pace nel maggio precedente gennaio il


la

Parigi a' 16 settembre, concordato che riportammo al citalo voi. a pag. 4"^' e seg., quindi
si

Papa cre

cardinali Giuseppe Fcsch,

discopri

la

cospirazione

di

Pi-

zio di Bonaparte, Belloy, Boisgelin

e Cambaceres,
cardinalizie

a' quali

le

berrette

con splendida cerimonia furono da Bonaparte imposte,

chegru perci strangolato, e di Giorgio Cadoudal, nella quale furono avvolti anco Moreau esiliato in America, e l'illustre vitlima di Vin-

FRA
cenncs
tali

FRA
re Luigi

119
si

duca d'Enghien Borbone: avvenimenti servirono a Bonail

XV IH.

Tuttavoita
Parigi,

tro
il

v
il

costretto

ad intraprendere

fa-

parte di ullimo gradino per salire


al

ticoso viaggio di

scrivendo

trono.

F.

Hisloire.
i

Moreau, Paris

8 4
1

da generai Histoire du

cardinal legato Caprara, che Nasi

poleone

credeva
di

meritare que-

general Pichegrn,

i8i4j ^<'lizic segrete di Napoleone Bonaparte , Lugano i8i5; Pietro Cavedoni scrisse la Fila di Luigi duca
Pai's

sta condiscendenza del

Papa, sicco-

me premio
to in

(pianto avea opera-

ligione cattolica,

Francia a benefizio della ree a' 2 dicembre


nella cattedrale di

d'Enghien,

la

quale

si

legge a pag.

i8o4

Parigi

il

65

e seg. del

Giornale filosofico,

politico, istorico ec. della

Foce
ligio

del-

la ragione tom. IV.


to

Il

sena-

ne lce la prima proposizione; Carnot fu il solo uomo libero, che osasse combatterla nel tribunato,
tua

coron o per dir meglio l'unse in un all'imperatrice Giuseppina di lui mogUe, giacch Napoleone da s medesimo s' impose la corona sul capo, e poscia mise sulla testa della consorte

altra

corona.
a'

finahnente

il

senalusconsullo
lo

Nell'anno
gio, al

seguente

26 mag-

proclam Napoleone Bonaparte imperatore ereditario de'francesi. Giuseppe e Luigi suoi fratelli furono riconosciuti principi del sangue, e

modo che ho

detto al cita-

poleone
trice

volume, pag. 189, avendo Naformato il nuovo regno


in

d'Italia,

compagnia dell'imperarecossi in
si

vennero creati dieciotto marescialli dell' impero nelle persone di Berthier, Murat, Moncey, Jourdan, Bernardotte Massena , Augerau Soult, Brune, Lannes, Mortier, Ney, Davoust, Bessieies, Kellermann, Lefehvre, Perignon, e Serrurier. Napoleone fu coronalo imperatore dei francesi il giorno i8 maggio i8o4,
, ,

Giuseppina

Milano,
perpeper
gl'i-

e nella cattedrale
colla cox'ona

cinse la fronte

feirea,

per

tuare l'avvenimento
taliani

istitu

l'ordine equestre della coro-

na

quindi

con

replicale
il

gagliarde
coronarlo,
le

mise alla testa di queregno con titolo di vicer, Eugenio de Beauharnais, figlio che la sua moglie aveva avuto dal suo primo marito, e dall'imperatore
di ferro, e

sto

istanze invit

Pontefice Pio VII

dichiarato

a recarsi in Parigi per


gravi ragioni
voi.

qual
sua
2C)

modo
corte

suo figlio adottivo. Napoleone form


imperiale
e reale
,

Itt

la

e consacrarlo solennemente. Per

ne

che riportammo al XVII, pag. 22 e seg. del Dizionario, ove descrivemmo le cerimonie di questa pontifcia corona1

demmo un

cenno

al

voi.

XI, pag.

del Dizionario.
la

In pari

tempo
li-

Napoleone riun

repubblica

zione, e nella speranza di

togliere

gure all'impero francese, e pubblic il suo codice. Allora insorsero gravissimi dissapori fra la santa Sede, e
la

dal capo di Napoleone

sinistri di-

segni di scisma, cui la sua inquieta

Francia,
mettersi

ambizione poteva ancora condia-re ad effetto. Pio \II s'indusse ad acconsentirvi non senza angustie, perch ne veniva dissuaso da al-

vide con pena

e Pio VII in vigore

quel codice malgrado le sue rappresentanze, siccome contenente articoli contrari alle leggi della Chiesa,

cune principali potenze

di

Europa,

e specialmente dall'opposizione del

va

il

massime per ci che riguai damatrimonio ed il divorzio. 1

I30
e

FRA
le leggi,

FRA
gno
lo

giuramenti", le costituzioni,
gli

di

Napoli
al

e con

titolo

di

re

alti

ispiravano

la

pi grantle
religioni
;

indiHerenza per tutte


e
la

le

tanto

vantata
tutti
i

prolezione
culti,

di

Napoleone per
secolare

era una

protesta per autorizzare la potest

ad intromettersi
gerarchia.
le

fra

l'ec-

clesiastica

Indi nel

mese
mar-

di

ottobre

truppe francesi retrodi Napoli,

cedendo dal regno


ciando
([ueila

verso

Ancona improvvisastabilendosi in e porto. Pio VII fu


s

mente l'occuparono,
fortezza

colpito da fatto
lata
la

inatteso^ vide vio-

neutralit, e

fondatamente

tem

prossima

la

guerra ne' suoi

Giuseppe lonapaite, indi eresse in regno l'Olanda, e ne dichiar re l'altro fratello Luigi, concedendo il granducato di Berg egualmente per lui eretto, al cognato Gioachino Murat, e ducati di Lucca e Piombino ad Elisa Bonaparte sua sorella favorita, moglie di Pasipiale Baciocchi, mentre l'altra sorella Paolina sino dal i8o3 l'avea maritata al principe Camillo Borghese da lui fatto governatore generale dei dipartimenti al di l delle Alpi, dando alla medesima il ducato di Pardiede
fratello
i

fece il stati. Alle rimostranze che Papa, rispose Napoleone con insuldispiagli ti, meravigliandosi che

ma
del

Piacenza.

Indi

a'

\i

luglio

medesimo anno 1806


si

sotto la
costitu
,

protezione di Napoleone
la

cesse vedere
francesi,
russi,

Ancona

in

mano

dei

piuttosto che in quelle dei

Confederazione del Reno sulle rovine dell' antico impero romano,


la monarchia francegiand' impero. L'imperatore Francesco II che nell'agosto del 1806, e dopo l'erezione dellimpero francese avea preso il titolo d'imperatore d'Austria ereditario, per lo scioglimento dell' impero germanico formalmente abdic a quella corona e al titolo d' imperatore di Alemagna, dichiar estinto l'ulllzio e la dignit d' imperatore de' romani, creando un impero coi proil

dei turchi, e degl' inglesi.

proclamando

naturalmente i potentati riguardare con occhio indifferente cotanta elevazione del militare

Non potevano

se

fortunato, e per
strinsero
di di
g'

nuova
i

al-

leanza

imperatori

di

Gerniania e
ghilterra e

Russia, e

re d'Inl'

Svezia
Gli

ma

esito

non

fu

felice.

austriaci

furono

per met battuti, Ulnia e Vienna occupate prima che russi arrivassero, e la battaglia luminosa d'Aui

sterlilz

comp nel i dicembre i8o5


ed
,

pri slati

intitolato

la

totale disfatta de' nemici,

af-

striaca, della

quale
il

frett la

quale l'Austria cede


talia
gli

pace di Presburgo nella al regno d'Iantichi stati di Venezia


la

peratore prese
sco
I.

njonarchia Aucome primo imnome di P'rance-

La
magna
di

Prussia tent poscia una con-

compresa
e
trasfer

Dalmazia e l'Albania,
de' suoi

tro-confederazione al nord dellAle,

molti

possedi-

per
gli

lo

che

menti all'elettore di Baviera, e al duca di Wurlendjeig ambidue


,

nuovo
la

fu

da Napoleone mossa gueria ri,

port

famigerata vittoria

di

Je-

creati
la
i

re dalla

Francia.
e di

Nel i8o6

Prussia con
paesi

un d'Anspach
fece

trattato cedette

Bayreuth
il

due mesi sottomise la mosuoi alnarchia, non che vinse leati tla Berlino Napoleone decrena, e in
i

Cleves e Neuchtel. Nel tempo


so Napoleone

istes-

t contro

gf
i

inglesi

il

blocco con-

invadere

re-

tinentale;

russi

venuti

soccorso

FRA
ad Eye poco dopo a Fiiedland laii ed giugno 1807 ebbe luogo l'ara' 2 mistizio di Tilsit, ove a' 7 e 9 luglio con duplice trattato la FranIella Prussia fiiiono battuti
, 1

l'
tri

R A

17

motivi difTusamente trattati dal cardinal Pacca, dal cav. d'Aitaud,


dal Pistoiesi e da
altri

contempograto
la

lanei storici; l'ambizioso Napoleo-

ne
suoi

in

vece

di
,

mostrarsi
e

ai

cia

stipul l'adesione

della

Russia
della

benefizi

rispettare

suu

e della Prussin al blocco continentale,


il

loro

riconoscimento
di

confederazione
dati ai
fratelli

renana , dei regni Napoleone, la l'itutti


i

pacifica neutralil conveniente alla sua dignit, incominci ad invadere suoi stati, siccome indicammo
i

al

citato

voi.

XX,

nunzia della Prussia a


sedimenti fra
il

pos-

zionario; prima

pag. 20 del Dioccup Ancona e

Reno

e l'Elba, ed al-

la quasi totalit della

Polonia prusVai"-

sua provincia, poscia fece altrettanto con quelle di Urbino, Macerala e

siana a favore del ducato di savia dato


all'elettore di
re.

Camerino, Benevento
vo.

Pontecordi
pel

Sassonia
isole

Indi

il

cardinal

segretario

divenuto ancb'egli

Le

Io-

stato

Consalvi,

vedendosi

suo

nie fecero a cpiell'epoca parte del-

zelo latto segno

all'odio di

Napo-

l'impero francese; eil ai 18 agosto for807 il regno di Westfalia


1

leone, creduto
toie di
te

da questi fomentadiscordie col Papa, pii voldi ritirarsi, ci

mato
leone,

allora

a favore

di

l'onaparte altro
si

fratello

Girolamo di Napo-

avea richiesto

che
le

finalmente
sero punto.

ottenne, senza

che

compose dell' Assia-Cassel, del Brunswick, di Fulda, di Paderbona, della maggior parte d'Annover e di altri luoghi. La Dmuniarca

pretensioni di Napoleone dimimns-

Intanto gravi offese


autorit

ri-

cevette la spirituale
(chiesa nel

del Ih

come aderente
dagl'inglesi;
il

al blocco

con-

braio 1808

regno d'Italia. A' 2 febtruppe francesi enti aroil

tinentale,

vide la sua capitale

bomche
i

no

in

Roma, tenendo
lui
i

Papa

pii-

bardata
suoi

mentre

gioniero nel palazzo Quirinale, rin-

avendo loro
porti
,

Portogallo aperto
invaso dai francesi

novandosi in
tezza

begli

esempi di
sacer-

fu
il

pazienza e di rassegnazione, di for-

rifugiandosi

re nel Brasile. Intan-

d'animo

e d'eroismo

to

il

Pontefice Pio VII non volenl'

dotale, dati dal

suo

gloi'ioso

pre'A

do compiacere
leone, col
porsi

imperatore Napoin istato

decessore,* limitandosi-

Pio VII

di

guerra

piotcstare, pregare, ed adduri-e incontrastabili ragioni


diritti,

durevole colle altre


pee,

potenze eurode' fedeli,


russi
,

sui sovrani suoi

come padre comune


i

conculcati

dalla

prepotente

n chiudere

porti
;

ai

agli

forza.

svedesi, agi' inglesi

n espellere da
i

Nel

medesimo anno 1808 Napoair impero


i

Roma
russi,

e dallo stato ecclesiastico


,

leone riun

ducati di
il

g' inglesi

gli

svedesi

sar-

Parma

e di

Piacenza,

sotto

no,

di

n essere nemico de' nemici di Napoleone: n riconoscere per re


;

di Napoli

Giuseppe Bonaparte, perrichiedeva


l'

ch
di

non
esso,

investitura

dalla santa

Sede suprema signora per non dire di altre pi


,

dipartimento del Taro ed il granducato di Toscana, che cess di essere regno d' Etrm ia gi per lui istituito, dando il titolo fli granduchessa alla sorella Elisa, che
di

me

pur dichiar
dipartimenti

governatrice
della

dei

tre

gravi cose e cagioni

e per gli

al-

Toscana.

IntU

i2a
eiiU

FRA
con
de' cardinali

FRA
essere da lui nominata, bench allora nel sagro

podeioso esercito nella Spagna, forzando il re Carlo IV ad abdicare il regno per conferirlo al fralello Giuseppe Bonaparte re

potesse

collegio vi fossero

novesi,
cesi

dando invece questo Napoli di avenregno al cognato Murai do convenuto Napoleone con Car,
:

due cardinali geuno alessandrino e sei frantulli dipendenti da Napoleone.


in Pari-

Finalmente questi intinj


gi al
sei

cardinal legato

1'

accettazione
iiUiina-

lo

IV,

nel

trattalo
in

di

Fontainela

di

domande come un
manifesto
di

bleau, assegnargli
citt di

compenso
mai

tum
I

e quasi

guerra.

Porto

colla

Lusitania

setef-

tentrionale, ci
fetto.

non ebbe
il

Urtando

suo orgoglio non


la

La pubblicazione ed esecuzione del Codice Napoleone negli stati della Chiesa. 1." La libert indefi."

aver potuto
del

superare

costanza

nita
ti
i

ed

il

pubblico esercizio di tut3."

Papa,

fece uso

Napoleone della

culti.

La riforma
alla

de' ve-

preponderante forza. La spogliazione dei dominii pontificii ebbe


sua
intero effetto
,

scovati e r indipendenza de' vescovi

relativamente
intorno
alla

santa

Sede.

per

decreto de'

4.
fcie

L' abolizione delle bolle ponticollazione de' vedi


5.

stati

maggio i8og, col quale riun gli romani all' impero francese. Prima di fare Napoleone questo eStrerao
stali
il

scovati e delle

parrocchie

giu-

risdizione della santa Sede.


il

Che

passo

spogliando

de'

suoi

pacifico
,

ed

inerme

della religione
alla

che a lui avea fatto segnalati benefzi e sagrifzi, procur ricoprire la bruttezza di azione cotanto odiosa con ispeciosi pretesti, e con domande che appagandole il Papa avrebbe reso s stesso disprezzabile
Francia
al

capo stesso ed

Papa in persona celebrasse la cerimonia dell'incoronazione di Giuseppe Napoleone in qualit di re


delle
ci Pio

due Sicilie. Quindi si minacVII che se non avesse dato


tali ri-

intera e sollecita adesione a


chieste,

mondo,

e tradito la propria co-

scienza, e negandole avrebbero servito di

pretesto
la

Napoleone

per

continuare

gueria e portarla agli


richiese

avrebbe definitivamente perduto lo stato temporale. N deve tacersi, eh' avvi qualche scrittore il quale asserisce avere il governo francese domandato inoltre a Pio VII un patriarca indipendente dalla santa Sede e l' abolizione del
,

estremi. Gli

pertanto che
itali-

celibato delle persone consagrate al

entrasse nella

confederazione
di

culto della religione anche in for-

ca co' re

d' Italia e

Napoli
lui

di-

za del voto solenne.

Le

giuste rile ac-

fensiva ed offensiva; essendogli ci

pulse del Papa provocarono

da Pio VII negato


di
far seco eguale

richiese
gli or-

cennate
litare.

lega,

pi

misure violenti prese da Napoleone, inebriato di gloria miIndi

din alteramente di cacciar da Roma il console del re di Sicilia Fer-

ebbe luogo
di

la

notissi-

ma
usati

serie

violenze

d'insulti

dinando IV, senza che desso avesse offeso il Papa. Queste domande riguardavano la sovranit temporale

anche in Roma alla vista di Pio VII contro il governo, i suoi


,

ministri,

le milizie

pontificie,

car-

produsse in campo altre che attentavano alla spiritua,

indi

ne

dinali

la

stessa

sua

sagra per-

sona.

le.

Domando

che

una

terza

parte

Occupala

Roma

dalle

truppe

F R A.
fi'iinoesi
,

FK/V
ila

123

circondalo

esse

il

pa-

dipendeva da un Napoleone il farvi cessare suir istante quell'ombia di sovranit ed esercizio del potere cihi/zo

Quirinale,
di

cenno

vile,

ch'era rimasta

al

Pontefice as-

giuramento di fedelt, su cui Pio VII diede le sue istruzioni, dichiarando illeciti quelli illimitati. Finalmente a' IO giugno dello stesso anno 1809 in Pioma si cambi dai francesi interamente il governo, ed il ma-

sediato nella sua apostolica residenza,

ed inceppato eziandio

nell'eserci-

zio del

sublime suo ministero, nutrendo speranza l'arbitro dell'Europa di carpile dall'abbattuto Pontefice

gnanimo Pontefice cos'i scandalosamente spogliato protest solennemente nel medesimo giorno con sua bolla, Quum memoranda, con,

tro le

violenze

alle

quali la Sede

una abtiicazione

alla

sovranit

apostolica ed egli stesso erano fatti

temporale.

Ma

il

lento martirio che


1'

segno, e coU'autorit di Dio on-

trafiggeva di continuo

animo

di

Pio VII, con vessazioni paragonabili


a dolorosi tormenti^

nipotente, dei beati apostoli Pietro e Paolo, e con la pienezza di sua


pontificia potest, ne

giammai espugnarono l'animo suo sacerdotale; sebbene mansueto e soave per in,

scomunic

gli

autori, fautori ed esecutori, senza

dole

piedi

del

Crocifisso

egli

prendeva vieppi vigore e


sostenendo
i

fortezza,

per con mirabile prudenza nominare alcuno. La pubblicazione di questa bolla dest in tutto l'orbe
cristiano
tolici

diritti

della sovranit

e della Chiesa,

con irremovibile cocotanto

stanza; ed in questa lotta


tre

un vero entusiasmo: cated acattolici con istupore ammirarono il coraggio di chi senza
affrontava
in
il

diseguaie, egli solo ed inerme

men-

esercito
tanti

vincitore

di

custodiva
i

propri
degli

difendeva
sovrani
potenta-

eserciti,

Roma

proruppe

altres

diritti

altri

contro
to.

il

pi

formidabile

In diversi tempi vennero strip-

pati dal pontifcio fianco ventiquat-

applauso l'intera popolazione, che stava aspettando un s grande atto e si propose di osservarne scrupolosamente le prescrizioni, per
in
,

tro cardinali, e rilegati altrove;

il

non incorrere
la

nelle censure;
il

il

per-

prelato

governatore

di

Roma

Caalle
le

ch fu tl'uopo cbe
sagra

tribunale deldichiarasse

valchini fu
Fenestrelle,

mandato prigione
ed

penitenzieria

inutili riuscirono

rimostranze contro tanti attentati

con una istruzione quali persone usando e trattando cogli scomunicati,

il

monitorio che fece Pio VII a

cadessero anch'esse nella

me-

Napoleone.

Lo

slesso palazzo

Qui-

rinale fu violato coir arresto e de-

portazione del cardinal Gabrielli e


di
altri

ragguardevoli prelati

per

desima pena. L'entusiasmo de'romani era proporzionato all' irritazione che gli animi sentivano contro gli oppressori
;

cui Pio VII


di

dichiar pro-segretario

eransi

pi

volte

esibili

di

stato
la

il

cardinal Pacca, che ne


deportazioni

tentar un colpo di
ciare
i

mano
si

per iscacfren
il

imit

moderazione e l'energia;
arresti
,

francesi, e solo

quindi
supplizi

gli

vennero comandati in Ko4 tanti guai Napoleone volle aggiungere il tormento delle coscienze, con esigere il

ma

dai francesi.

che ci avrebbe cagionato il pi profondo dolore al loro sovrano e padre, che abborriva lo spargimento di sanloro ardore,
in conoscere

gue,

bench

il

generale barone Ra-

i?4
(Ict

FR'^

FU

\.

Idogote'nente generale della genflaiineiia in Toscana, fitsse accorso


a

stosnmente sedeva, avente ai lati i cardi'iali Pacca e Dt-s|>uig, ed altri

rinforzare

In

guarnigione di Ro,

prelati

famigli inlimi.

Radet
ri-

ma

gendarmi pi di tulli temeva Murat nuovo vedendo le sue core di Napoli ste iufeslale da una flotta anglocon
qiialliocento
,

per uu istante fu compreso da


spetto e da timore, indi
si

tremando

avvicin a Pio VII, e gli disse che doveva eseguire la penosa commissione
d' intimargli

sicula,

ed avvicinarsi

Civitavec-

nome

del

chia a provocare la liberazione del

suo sovrano

Napoleone
la

di rinim-

prigionicio

Pontelice, ed a rinnoi

ziare definitivamente alla sovranit

var sopra

francesi

una specie
perci

di

temporale, e di litirare
,

fulminata
di

vespero

siciliano.

Fu
si

Murat

scomunica altrimenti avea ordine


tradiulo fuori
di

die a

tutta

ch

fjsse
la

Roma,
servire

adoper perallontanato Pio VII da cui sola presenza poteva


possa
principale
alla

Roma.

Il

Papa

con dignitose
ti
\

parole rispose nega-

d* incentivo

mente, ed alzatosi in piedi, col cardinale Pacca s'avvi per mona

sommossa
crilego

de' popoli,
fece

ed a

tal

sa-

tare nella carrozza ch'era pronta nel


cortile,

fine

entrare in

Roma

colle

tanto note circostanze

un corpo di soldatesca napoletana. Essendo d palazzo Quirinale chiuso da tutte le parti, non perch si volesse opporre resistenza all' aggresviune, che gi
si

di

cui

non
versi

sono piene le storie, e che inanchiamo riportare in diarticoli del Dizionario.


Il

Pa-

pa fu condotto

alla

Certosa di Fi,

prevedeva,
iu

ma
a

perch
tutta

risaltasse

meglio

faccia

chinava.

lEuropa l'attentato che si macCi nondimeno il general Mioilis comandante dei francesi in Roma, e che in capo dirigeva la impresa, adott tali miure come
se

renze, indi nel Piemonte e pel Momenisio, a Grenoble, poscia a Savona; ed il cardinal Pacca nella fortezza delle Fenestrelle, mentre previdente Napoleone pii tardi il radun quasi tutti i cardinali, sotto
i

suoi

occhi

Parigi

f^edi

dovesse

assaltare

una
palazzo

t'ortezza,

Memorie
gionia

storiche del ministero, dei

ed appoggi
ta

l'incarico della scala-

d/ e i'it7g^i in

Francia
di

e della pris.

delle

mura

del

al

geti'G

nel

forte

nerale
luglio
tre
lati

Radei. Sul)' albeggiar


questi investi
il

Fenestrelle, del cardinal

Carlo in Bartolomeo
,

palazzo da

corpo di truppe, formando l' antiguardo da una masnada di birri, galeotti, ed altre
infami
cetta
alla

con un

Roma Pacca, edizione seconda i83o. Questa una interessante, veridica e preziosa opera, ricca d'im

persone.

Scalate

le

mura,
di

e rotte le
si

finestre, a

colpi
le

ac-

abbatterono

porte,

ed
alla

rinfusa entr la

masnada
di

nelle

pontifcie
testa,

camere con Radet


telro

documenti ; tratta della chiamata al ministero, della bolla di scomunica, del trasporto di Pio VII fuori di Roma, de'suoi viaggi, vicende ed avvenimenti che ebbero luogo nella sua deportaportanti

sua

al

chiarore
nella

torcie
d' u-

zione.

accese.
dieiiza,

Giunti

camera

Allorquando
si
i

gli

inglesi
il

si

por-

rimasero colpiti dalla venerabile sembianza del Pontefice, che


vestilo
in

tarono a soccorrere
francesi:

Portogallo,

collegarono cogli spagnuoli contro


in questo

raozzelta

stola

mae-

tempo

1'

Aii-

I'

R A
la

FRA
soi te del-

I?*
impero
france-

sltia le

volendo ritentale

Roma
se,

riunito

all'

in

armi, nell'aprile del 1809 pose eainpagna cinquecento mila com-

di

Roma,

former due dipartimenti, cio Trasimeno, non e del

battenti,
sci
di

ma

vinta a Piatisbona, la-

che

Roma

la
il

nuovo Vienna sua capitale


la battaglia

pero; che
figlio

principe
eh' egli

seconda citt dell'imimperiale, o


potesse avere

iu

balia del conquistatore INapuIeoil

futuro

ne,
di

quale vinse pure


,

dal suo

Essling

quella di

Wagram
stes-

a'6 luglio,

quando

cio nello

so giorno stringeva ne' lacci


cattivit
il

della
sacri-

matrimonio ch'era per contrarre con l'arciduchessa, non avendo avuto prole da Giuseppina, avrebbe portato il titolo e riscosso
onori
di

Papa^ e seguiva

il

gli

re di Pioma;

che un

lego trasportamento fuori di

Roma

principe

del

sangue,
e
vi

un

gran
la

e del suo slato. Quella


battaglia
fu seguitata

sanguinosa

dignitario dell' impero


in

risiederebbe

dopo lunghe
paegli
:

detta

citt

terrebbe

negoziazioni da
ce

un
di

trattato di

corte dellimpeiafore; che gl'imperatori sarebbero coronati nella basilica

per

lui

vantaggiosissimo
tale

combinazione, dare volle ad intendere che Dio stesso approvava il modo, col quale avea trattato Pio VII. Gli
perci

abusando

di

s.

Pietro,

avanti

il

deci-

mo

anno

del loro regno; che quastraniera era


in-

lunque

autorit

compatibile

con r esercizio

d'ogni

accordi furono sottoscritti in

Vien-

autorit spirituale nell'interno del-

na a'i4 ottobre, co' quali consegu la promessa di matrimonio, pievio il ripudio dtll'impciatrice Giuseppina, con l'arciduchessa Maria Luisa primogenita dell'imperatore Francesco I, oltre la cessione alla Francia di Gorizia, Monfalcone, Trieste,
il

l'impero; che in
10 esaltamento
i

occasione del

lo-

giuramento
cosa contro
ni della

di
le

Papi presteranno non far mai alcuna


quattro proposizio;

Chiesa gallicana

che

Papi

avranno

dei palazzi nei diversi luo-

ghi dell'impero,

circolo di

Villacco nella Capaesi


alla

rintia,

e tutti

destra

uno a e due
dite

Parigi
milioni

e necessariamente ed uno in Roma


di

franchi

di

renlo-

della Sava, fino alle


la

hontiere delnel

in

beni
e

rurali
le

saranno
del

Croazia
e la

turca

medesimo
teril

ro

assegnati;

spese

sa-

giorno Napoleone riun questi


rilorii,

gro collegio de' cardinali,


congregazione
le

e della
fide

Dalmazia

sotto

nosi-

di

propaganda
Il

me

di

Provincie

Illiriche.

Inoltre

dichiar

spese imperiali.

dotut-

l'imperatore d' Austria ader al

minatore della Francia


to
di

volle
e

stema
la

continentale

lo

stesso

fece

ammassare
questa
citt

in
l'

Parigi,

fue
delle

Svezia mediante la

restituzione

unica

sede

della

sola di
te

Pomerania svedese, e dell'iRugen che le erano stanel

tolte

1807.
Parigi

Ritornato
vi
g'

poleone

ricevette
incensi

Nada
del-

diverse deputazioni
l'adulazione,

ne'quali imito al sovi di lo

prannome
quelli di

grande, massiniG e
di

associarono
nltissbno.
slato
di

Indi

dichiar

che

d'ambediie ed ecclesiastico; quindi i capi d' opera artistici di Roma gli archivi ed altro furono trasportati a Parigi, in un a quelh delle altre nazioni soggiogate. Fra i ventinove cardinali che Napoleone per cattivarseli e rivolgerli conilo Pio VII, avea raduscienze, delle belle arti,
i

poteri civile

i9.(i

FRA
Napoleone e
Luisa, e
o.

FRA
1'

nato in Parigi, ov' era pure coileggiato da sei le, vi si trov il celebie cardinal (^onsnlvi,il quale senli

arciduchessa
in

Maria
ai

si

alFeltu

persona

dei

seguente aprile colla pi so-

dirsi

da

Napoleone,
alla

clie

s'

egli

leniie
di

pompa
:

della
la

corte

imperiale
il

fosse
affari

rimasto
di

diie7one

degli
le

Francia

sposa ebbe
de' francesi

titolo

Roma, non sarebbero


cui
il

d'imperatrice
d' Italia, e

e regina

cose nello stato in

allora era-

Giuseppina con
si

grosso
titoli

no;
gli

ma

rispose:

prontamente Vostra Maest in errore;


cardinale

appannaggio

ritir

coi

di

affari

sarebbero esattamente
si

gli

stessi ",

come

legge ne Cenni hio-

V. \eLetlere di Napoleone a Giu.ieppina e di Giuscppna a Bonnpnrte, Bastia 1834.


imperatrice regina:
^

grafici sul cardinal Consalvi, stampati in

Nell'anno seguente
peratrice
le di
vette

a'

20 mai zo l'im-

1824. In seguito non andando a Napoleone a genio il contegno di tredici cardinali, peich avevano licnsato di
nel

Venezia

Maria
^

Roma

Luisa partor il che nella sera rice-

intervenire
dcl

alla

solenne

funzione

il noFrancesco- Giuseppe- CarloNapoleone, chiamato allora Napo-

l'acqua battesimale ed

me

di

matrimonio di Napoleone con Maria Luisa, non essendo dal Papa dichiaralo nullo il primo suo matrimonio contratto con Gitiseppina vedova dei conte di Beauharnais,

leone

II,

nella

cappella del palaz-

zo delle Tuillerie dal cardinal Giu-

seppe

Fesch glande elemosiniere, Correndo l'anno 1810 la dieta sve-

dese di
al

Crebro
il

elesse in

successore

proib a ciascuno di

essi

l'u-

re

maresciallo

francese Berprindi

so delle insegne cardinalizie, non dovndo in pubblico comparire se non vestiti di nero, donde nacque
allora la distinzione de'cardinali rossi,

nardotte, allora principe di Pontecorvo, che dichiarato nella dieta

cipe reale, dipoi

prese

il

nome

Carlo
si
il

e de'cardinali neri,

quali ultimi

fiu'ono indi privati d'ogni sussidio,

l'impero francese aument col regno di Olanda, cui re Luigi Bonaparte abdic,
e
Valese, delle tre
di
,

XIV;

giacch
per
in

avea assegnato a
dispersi

cadauno
mila

del

citt

anseati-

dote cardinalizia
diversi
al

trenta

che

Brema,
e
della

Amburgo,
parte

e
-

Luovest
il

franchi, poscia

e confinati

becca

nord

luoghi della Francia inloro

dell'Alemagna, portando cos

nupi

sieme
Mattei.
si,

decano
societ

il

cardinal
di

mero
tienta.

de' suoi

dipartimenti a cento
la

Una

pia

france-

Verso questa epoca,

pel fervido zelo dell'abbate

Le-

brillante al certo dell'impero francese, Napoleone

gris-Duval, gi benemerito di Luiper quattro anni conse6' ^VI.


ciitivi

regnava sopra trentacinque milioni di francesi, italiani,

generosamente sovvenne nei


luoghi
i

olandesi,
ec.
;
i
i

fiamminghi, tedeschi,
principi della sua faalleati

diveisi

cardinali rilegati,

slavi,

essendo consultore di questa pia opera, e distributore dei sussidi l'ab-

miglia o

suoi

comanda va

no

a quarantatre

milioni di tioini-

bate Ferrucci segretario del cardinal Gabrielli: ditali beneficenze la principessa di Chimay ne imit
esempio. Agli 11 marzo 18 io segni il matrimonio per proctun, tra
1

ni, ed il restante del continente europeo provava pi o meno l'in-

fliienza di

di

questo conquistatore. VeCommentari di Napoleone ,^\n^'

.elles

1827,

in

otto tomi.

FRA
Guardalo Pio VII in Savona tla una compagnia di gendarmi, non
contenlo Napoleone, di averlo spogliato della temporale sovranit, aaffari
religiosi

FRA
provando che per
rimediare
era necessario

17
agli pri-

ma

spir alle preingalive


to.

del pontificapii
l'irrita-

di tutto porre il capo della Chiesa nella sua libert ed indipendenza, e che a nulla varrebbe il

Una
era

di
il

queste clie
diritto

va

dell' instituzione

canonica,

eh' egli

stesso

solenne-

mente aveva riconosciuta nel coricoidalo. Ma Pio VII dopo l'invasione


di

che volevasi adunare se approvato dal Pontefice. A seconda del consiglio ecclesiastico Napoleone ordin la convocazione
concilio

non

fosse

del

concilio

nazionale
scritta

in in

Parigi,

Roma,

considerandosi co-

con

circolare

tuono di

me
dare
la

prigioniero, avea sospeso accorle

intimazione di guerra.

Contempo-

bolle d'instituzione a'nuovi

vescovati nominati, e

peggiorando

raneamente fu spedita a Pio VII una deputazione composta dell'arcivescovo di Tours, e de' vescovi di

sua

condizione

dopo

la

sua
nevi-

cattivit,

avea

continuato

a
si

Treveri e di Nantes, per intavolare

garle, per lo che

Napoleone
restituire

due

diversi negoziati;

il

primo

de nel bivio o
e
la
vi,
la

di
al

Roma
veder
vesco-

libert

Papa

Francia e

1'

Italia

senza

riguardava il concordato del 180T, che Napoleone acconsentiva rinnovare con due condizioni: i. che
il

ma

nulla

non pot
tentativi
la

Napoleone
perci
fatti.

Papa
a'

accordasse l'istituzione ca-

ottenere dai

Allora egli
ecclesiastica
glio,

form
,

commissione
suo consicar-

o privato

vescovi nominati; 2. che r avvenire vi si aggiungesse, che se dentro il termine di tre me-

nonica

per

sotto

la

presidenza del

si

le

bolle

non

fossero

date dal
data
l'isti-

dinal Fesch. Intanto Pio


b

VII

proi-

Pontefice, sarei )be stata

che

vescovi nominati

fossero

tuzione

canonica
,

dal

metropolitasutfraga-

eletti

vicari capitolari, ci che pro-

no
neo

al al

suffraganeo

e dal
Il

dusse

grave sdegno in Napoleone.


questi

metropolitano.

secondo

Considerando
la

compromessa
insieme
la

negoziato, quello che

pii

premeva
gli

propria

dignit ed

a Napoleone, concerneva
geneiali della

affari

tranquillit dello stato, se

non

giudella

Chiesa
il

il

Papa
di

ari-

geva a
posti,

riordinar

gli

affari

vrcbbe ricevuto
tornare in
il

permesso
qualora

Chiesa, ch'egli stesso aveva gi scom-

Roma
di

facesse

un un secondo consiglio ecnel

giuiamento

prescritto
fedelt

dal con-

clesiastico

marzo
del

1811,

com-

cordato, cio

posto dei

membri
di

precedente,

dienza all'imperatore;
te

ed ubbidiversamen-

e di altri, fra' quali monsignor de

Pradt vescovo
nato

Poitiers,
di

arcivescovo
scrisse

nomiMalines il
,

quale
questi

poi

una parte

di

sarebbe andato a risiedere in Avignone, dove avrebbe goduto gli onori di sovrano, coli' assegno di due milioni di franchi; avrebbe

memorabili avvenimenti, con que'sentimenli noti secondo la scuola cui apparteneva alle risoluzioni con sacerdotale franchezza si op:

potuto tenere appresso di s i residenti delle potenze cristiane, ed

avrebbe
della

avuto

il

libero

esercizio

spirituale

giurisdizione,

ma

pose l'abbate
la

Emery
di

superiore del-

congregazione

san

Sulpizio,

doveva dichiarare di non fare cosa veruna che contraria fosse alle
,

28
licano.

FRA
per
depulaziniic, cui
si

FRA
essendo principalmente in angustie
la

quattro proposizioni del clero gal-

giunta
scrisse

fatta

agli

articoli.

La

un'i

il

ve-

Laonde
giunta
fosse

una

pi'olesla

di prol,i

scovo di Faenza Bonsignoii nominato al patiiarcato di Venezia, si


present in Savona a Pio VII, che
accogliendola benignamente, oppose forte
resistenza
clie

prio pugno, in cui dichiar che


era
stala
articoli,

arjjilrarianienle

apposta agli

che intendeva
altres

cassata,
gli

dichiarando

alle

domande

che

articoli stessi

non erano u

rispondendo
li

privo de' cardina-

ini trattato,

n un preliminare,
il

ma

suoi naturali consiglieri, dei teosi

solo dimostravano
di

suo desiderio
di
.r' rancia.

logi e consultori,

trovava nell'im-

giovare

alla

chiesa
al

possibilit di
la,

promulgar veruna bolqualora prima non fosse slato


in
gli

Tale protesta rimise


dipartimento, ed
gorse, incaricato
al

prefetto del

colonnello La-

restituito

libert.

Tuttavolta

della custodia del


i

deputati

fecero

un quadro

la-

Pontefice,

acci

deputati

di

ci

grimevole delle cose, e il pericolo dello scisma tutto potendo rimediare con alcune concessioni dipen,

avvertiti per

viaggio, cancellasserc
credet-

r aggiunta.
te

La deputazione

denti dalla sua volont.


la

mali del.

commossero Pio VII e promise, senza astringersi ad obbliChiesa


condi-

aver molto ottenuto, ma Napoleone poco, perch non si era conseguito r essenziale di avere il Pa-

gazione, di accondiscendere

pa o suddito in Roma o ligio Avignone. Intanto incominci


concilio

in
il

zionatamente,
istituzione

accordare cio la canonica, protratta da


di

nazionale

di

novantasette
g' indiriz-

vescovi,
zi

ed ebbero luogo

tre a sei

mesi.

In quanto al secon-

de' vescovi italiani e de' capitoli

do trattato eh' era il pi difficile non insistettero i deputati, quali


i

ov' erano vacanti le sedi. V. Dichiarazioni e ritrattazioni degV indirizzi


Si

.solamente riportarono un'aggiunta,


clie
il

a Pio
anche

VII, Roma
consultare
delle
il

iSifi.

Papa era disposto a negointorno


relativi
,

pu

dotto

ziare

ai

diversi

aggiustadella

opuscolo del eh. avv. d. Carlo Fea


intitolato:

inenti

al

governo

NiUlit

Chiesa
tuiti
i

tosto che gli fossero restilibert.


I

strazioni capitolari

abusii'e,

amminidimo-

suoi consiglieri e la

strata con documenti autentici, Ro-

vescovi deputati posero in iscritto le


concessioni ridotte in quattro articoli
coll'aggiunta
fice,
il

ma

i8i5i

pel
il

Contedini.
concilio

Ma

di-

chiarandosi

nazionale

le lessero al Ponte; quale per non sottoscrisse,

incompetente
tuzione

per

supplire all'isti,

de' vescovi
sciolto

fu

brusca-

e conteiiti

di

quanto

avevano
cosi
lieto

ot-

mente
sati
i

da Napoleone.

Pas-

tenuto

partirono

sull' istante

alla
ri-

furori cagionatigli dall'infeli-

volta di Paiigi.

Non
il

ce successo, torn tuttavia al dise-

mase Pio VII,


do
fu
alla

quale

pensan-

gno

di vincere

il

larghezza della concessione,


tal

concilio, assicurandosi

Papa a mezzo dA prima che

preso da

rammarico, che

membri

g' imped la stessa notte di prendere sonno, crescendo nel seguente mattino il suo dispiacere, in senti-

proceduto a suo modo. Vinti con lusinghe e minaccie molti vescovi, bench diveravessero
si

re che

deputati erano gi partiti

ce

protestassero con clausole, si feloro sottoscrivere un decreto

FRA
che
letto
iu

FRA
l'u

129
i

generale

congiegazioue
ci

lava la sua coscienza;


concilio furono
gi;

vescovi del

ed

approvalo:

deve

ri-

licenziali

da Pari-

come una proposizione o progetto, non avendo avuto luogo


guardarsi

ed
,

il

Pontefice rest senza macpericolo


dello scisma

chia

e dal

pubblica

sessione.

11

decreto

era

liber la Chiesa.

In questo
la

composto
li

di

cinque

articoli, u'

qua-

dichiaravasi

nou potere
vescovili

reslar

Francia mostravasi
la

per

tempo massima parte


religione
ferite
le

divota

alla

vacanti le sedi

pi d' un
alle
i

de' suoi padri,

per

della

anno
i'

che

il

concilio

supplichei
sedi

rivoluzione, lungi
te

dall'essersi

sanaperse-

imperatore a nominare

erano

inasprite,

dopo

la

a tenore de' concordati, e


nali

nomil'isli-

domanderanno
,

al

Papa

cuzione mossa al Papa ed alla Sede apostolica, trovandosi il clero di


SI

lozione, che dovr darla entro

sei

gran

nazione
parliti
,

diviso cio
;

in quattro

mesi

ci
,

che

ricusando
il

in dello
,

diversi

di giansenisti

tempo

supplir

nietropolitano
il

o preti cobliluzionali

e in sua

mancanza

vescovo
;

pii
il

avendo
alla

anziano della provincia

che
si

di pi'eti che giuramento dalo costituzione non avevano riceritirato


il
il

decreto da una deputazione

re-

vuto

concordato

di preti

il

cui

cherebbe
scelta

al

Papa per
al

la

conferma.
toccasse
la

zelo erasi cangialo in fanatismo, e

Sebbene
poleone
vi

concilio

de' deputati,

nondimeno Natre

reputando caduto in errore il Papa col resto della Chiesa , reputavansi essere
tutto
il
i

destin

arcivesco\i

soli
,

veri cattolici iu

compreso de Pradt, e cinque vescovi; e perch non apparisse che


il

mondo
;

non
preti

dissimili

ai

donatisti
sul

di

dissenzienti

Pontefice decidesse

senza

car-

decreto
;

del

sedicente

concilio

dinali,

suoi consiglieri nati,


cardinali

invi
a

nazionale
e per
tali

e tutti questi partiti ale citt

a Savona cinque
lui

rossi

vevano seguaci sparsi per


le

condiscendenti, a' quali aggiunse


di

campagne

esultando
i

di

monsignor Bertazzoli arcivescovo

divisioni del clero

filosofi in-

Edessa, elemosiniere del Papa che lo riguardava con singolare benevolenza. La deputazione arrivala a Savona ottenne da Pio Yll quanto bramavasi sulla canonica islitu^.ione, di che Napoleone si mostr malcontento, perch non aveva proposto al

novatori e
nel

g' increduli.

E Roma
e

medesimo
;

tempo

squallida

desolata, era piena di lamenti e di


pianti

libera
la

e bench dichiarala citt ed imperiale, soggiaceva al-

Papa

ci che

da

lui

esi-

coscrizione: per Canova e Degerando ottennero qualche cosa per 1' antica regina del mondo. 11 eie-

geva iu cambio di

Roma,

e della

sovranit della santa Sede.

Ad

ogni

romano si rese a quell' inftilice epoca pi illustre, per la fede che


io
serb al Pontefice, ad onta de' patimenti
e

modo comand
vi

a quattro de' vesco-

deputali, gi pervenuti a Toridi ritornare

privazioni

cui

fu fallo

no,

a Savona a fare

bersaglio; indi per ordine di

Na-

mi ultimo
rito

tentativo sull'animo del

poleone
gli
talia.

segu

la

soppressione de-

l'ontefce, nella lusinga che intimo-

ordini

regolari

per

tutta l'I-

discendesse

alle

ulteriori

sue
vie-

iluniaiide.

Ma
VOL.

Pio VII rest saldo

ed immobile, negando ci che

cesi culla

Continuando la guerra de' franSpagna, a' 5 marzo S i


1
1

XX VU.

t3o
il

FRA
auge, ed
diti,
ti

FRA
egli

Girolamo Bonaparte alKlic la corona, onde il regno fu riunito alla Francia. Napore di ^yestfalia

stesso all' ingrosso la

calcolava a settanta milioni di sud-

a otto o novecentomila solda-

leone che ravvolgeva nella mente la Russia la gran guerra contro per effettuare 1' universale monarchia alla quale aspiiava, e che teneva per sicura, andavasi preparan-

a piedi, ed a centomila cavalli^

quante forze non ebbero nemmeno romani nella pi grande ampiezza del loro impero. L'Austria e la
i

Prussia erangli alleate,


potenze
possanza.
gli
ligie

oltie

altre

do

alla

lotta.

Dopo

aver lascialo

alla
i

formidabile
russi
alleati

sua
deporti

tranquillo per alcun

tempo
di

il

Pa-

Avendo

pa a Savona, senza
sa
({ueile

fare alla Chie-

svedesi

ricevuto

ne' loro

mutazioni

cui l'avea

bastimenti inglesi,

nell' istesso

anno

minacciata, sapendo che una squa-

dra inglese corseggiava per la raall' improvviso coda di Savona


,

18 12 Napoleone gli dichiar la guerra, e da tal passo incomincia-

no

gli

mand

che Pio VII

fosse traspor-

la faccia

avvenimenti che cangiarono mentre Pio alla Francia


:

tato in Fontainblcau, e da Marsiglia fece passare in

VII era
egli col

stato tratto a Fontainebleat,

Roma

Carlo IV

re di Spngna. Volendo Napoleone che il viaggio di Pio VII riuscisse

se al

nerbo delle sue truppe giunNiemen. La fortuna ancora lo

assistette,
rie

ma

in

mezzo

alle

vitto-

ignoto a

tutti,

co'

modi

pi duri

ne raggiunse Io scopo. Nella notte de' 9 giugno 1812 il colonnello de' gendarmi Lagorse entr nelle camere del Papa, gli pose in capo

Smolensko, di Mojaisk e di Rloskowa , e di altre memorabili pugne, che teneva sospesa e dipendente la sorte non che dell' Eurorussi sempa, del mondo intero,
di
i

un cappello tondo , Io fece d'una triviale soltana, e


solo

ve>tire

pre

indietreggiavano

nell'
la

interno

calzare

del loro

scaipe nere; indi in compagnia del

medico
via.

precipito<<amente

lo

condusse
unirsi a
zio di

Solo

Stupinigi fu
di

permesso a monsignor Cerlazzoli


lui;

famosa Borodino , a' i4 settembre Napoleone entr in Mosca, e da vincitore si assise sul trono degli czar: allora sempre pi comimpero.
di

Vinta

battaglia

ma

giunto nell'ospied

parve
nazioni

agli
il

sguardi

delle

atterrite

JMoncenis, pei sofferti stenti,

Pio VII
conforto

domand
del

ottenne
;

il

santo

Viatico

indi

rianimatosi

non

senza

particolare

fantasma di una potenza innalzatasi sopra le rovine delle altre, che dalla cima del Kremlin faceva bombardare il Tro-

mostruoso

aiuto di Dio

alcun poco, fu subiallora

cadero.

Intanto

il

patriotismo rusfjorentissimo e-

to trasportato a Fontainebleau, ove

so collegavasi coli' ira deoli elementi,

arriv
nistri

a"

20 giugno
e

micartut-

per iscavare
la

al

Champagny

Bigot,

sercito

fatale

sua

tond^a
l'

che

dinali rossi e prelati di corte,


ti

doveva pure
colosso.
I

distruggere
togliere

enorme
nemico

recaronsi a fargli omaggio. Nelr ebbrezza del potere cadde Napoleone di errore in errore, ed intraprese ad attaccare il nordico impero: la di lui potenza a questo tempo si vedeva nel suo maggiore

russi

per

al

Mosca, coraggiosamente l'abbandonarono alle fiamme: il chiaror fosco di quelle vampe divoratrici accrebbe
ne' russi
il

coraggio, e

serv

loro

FRA
come di segnale ai movimenti verso un ceulro comune. Da ogni canto
per la vastit della pianura sbucarono a stormi i paesani armati, in un ai tremendi cosacchi. L'accorto KutusofF dopo di avere con una
mille
pezzi
di

FRA
artiglieria,

1*51

che

re-

starono trofei
tato
si

dei

russi

pel

ripor-

trionfo.

Napoleone prima

che

compisse l'eccidio

del disgraziato

mossa
cito

di fianco collocato

il

suo esersulla

pi poderoso di prima

suo esercito, ne avea gi abbandonato il comando al cognato Murat, ed egli partendo da Smorgoni a' dicembre, pressoch solo in una
slitta,

strada di Kaluga, tagli ai francesi

precipit la sua corsa a Varil

comunicazione con Smolensko, e colla Polonia, intanto che due altri grossissimi eserciti da due parti opposte corsero a chiudere il passo della Beresina. Napoleone trovossi la un punto circondato da forze strala

savia
zi ai

cfi

IO dicembre, dove dinanera

deputati polacchi, e a de Pradt,


si

che d'arcivescovo di Malines

trasformato in ministro plenipotenziario appresso la dieta di Polonia,

deplor
chi

l'avvenimento, e disse che

bocchevoli, in
cb'egli
stesso

mezzo a un deserto
avea creato.

Troppo

comprese l'imponenza del pericolo, e non rimanendogli di scampo che una pronta e precipitosa ritirata, questa cominci a' 1 9 ottobre accomcui pagnata da orribili disastri, dettagli movono, per il complesso
tardi
i

non arrischia niente, non ha niente, e che dal sublime al ridicolo non avvi che un passo. Uscito di Varsavia
,

prosegui

il

viaggio, ed
1

ina-

spettato arriv a Parigi a'


stesso mese.

8 dello

Dopo

tanta catastrofe.

Napoleone
il

rivolse le

sue ciu'e a puntellare


e
il

delle

loie
i

deplorabili

circostanze
11
d'i

vacillante suo impero,

reputando
riconciliarsi

a ribrezzo
calzata
tro
a'

meno umani.
bufera
seppell
A.

cosa di gran
col

momento

novembre un
suoi

diluvio di neve, in,

sommo

Ponteficej affine di riacde' sudditi,

da infernal
vortici

dena

quistarsi

l'affetto

midi

generale di tutti
perci

gli

ed in animi che eransi


,

gliaia

soldati

cavalli.

questa

da

lui

alienati

si

affrett

tenne dietro

uno

spieiato

freddo

di cancellare

l'onta de'barbari
il

gradi dieciotto sotto al gelo, e che

co'quali avea trattato

modi mansueto Pio

stermin

la

cavalleria,

ed

il

flore
il

della fanteria.

Quindi
e
tetro

si

present

commovente
ni,

spettacolo

di

centoventicinque mila cadaveri umaconfusi e misti cogli ossami scarniti de'cavalli, e

VII, sempre strettamente guardato da Lagorse, inviandogli nel primo gennaio 181 3 un ciambellano di corte, ad aprir le pratiche d'un nuovo trattato, quindi egli stesso coli' imperatrice improvvisamente si rec a Fontainebleau. Ivi per cinque giorni seguirono col Papa colloqui vivissimi, dimostrandosi Napoleone arrogante col venerando prigioniero, avvilito e trafitto di dolore pe'mali
in

questi segnare
fuggitivo,

le trac-

cie

dell'esercito

tempe-

stato senza posa allespalle, ai fianchi,

e di fronte dalle forze de'nemici

sem-

pre crescenti e l'igogliose. Soli venticinque mila soldati a stento pote-

rono ripassare il Niemen, i quali per pi che di soldati, di scheletri avevaiio le sembianze. La totale perdita
si

cui

gemeva

la

Chiesa.

Da

questi
t ai
dieci

abboccamenti l'imperatore ripoi gennaio l'accettazione di 0.5


articoli

calcol

a circa

trecentomila
cavalli,

soldati,

centomila

oltre

preliminari per un nuovo concordato, mentre egli volle tener-

i32
li

FRA
russi,

FRA
e

come un defnilivo trattato, e menandone trionfo, volle che si fepero.

pose in campagna
sotto
il

ottanta
del

mila uomini

comando

steggiasse per tutte le chiese dell'im-

general Blucher, Napoleone


nate alla meglio
le

riordi-

tenore dell'articolo decimo

cose nell'intersi

cardinali tutti furono posti in liber-

no
la

del

suo impero,
di

accinse

al-

appena emanato l'ordine, Napoleone se ne pent, temendo non gli scompigliassero le fila ort,

n)a

guerra

Germania con quatsoldati, co' quali

trocentomila
se
i

vin-

prussiani a Lutzen a'2

maggio.

dite, tuttavolta

si

lusing di controb-

bilanciare ilpoteredi quelli che sull'animo del Papa avevano influenza, coi
cardinali che riputava a s favorevoli,

Questa sanguinosa battaglia n'.'U sgonienl gli alleati, che protetti dalla

cavalleria felicemente
al di

si

ritiraro-

no

l dell'Elba.

Indi segu la

a'quali aggiunse

molti

prelati di

battaglia di Bautzen, in cui

Napo-

Francia e

d'Italia. I preliminari

appeaffli-

leone rimase padrone del campo,

ma

na

sottoscritti

divennero
VII,

di

grave

zione a

Pio

che

si

accrebbe
pubblicati

nell'udire ch'erano stati

neppure questa volta pot sbaragliare le forze nemiche, che passarono nella Slesia, ove ricevettero rinforzi
e l'alleanza del re di Svezia disgustalo co' francesi
la

come un
aggiunsero
tali

definitivo
i

concordato. Si
di

riflessi

molti cardi-

per

avergli

tolto
1'

nali, sulle perniciose


articoli,

conseguenze di che stavano per derisi

Pomeraiiia. Considerando

Au-

stria essere

questo

il

tempo

di restau-

vare

alla

Chiesa, qualora

avesse

voluto

mandare ad esecuzione un
convenne
gli

concordato sulla base dei preliminari.

rare in Europa l'equiiibiio politico, comparve sul campo di battaglia con poderoso esercito in faccia alle due
parti belligeranti, offrendosi
tiice

unanimemente
contenenti

di

media-

rivocare
riti

articoli, e dichiararli ir-

e nulli,

come

pro-

per una generale pacillcazioue, ed ottenne un armistizio e l'apertma

messe che non si potevano in nesim modo accordare. Ben lungi il

Papa

di

rattristarsi

per
ficcia

la

revoca,

d'un congresso a Praga. Allora Pio ricorse all'imperatore Francesco I, perch s'interponesse alla ricupera

\ll

e per confessare in
di avere

al

mondo

de' suoi

stati;

ma

la lettera

giunse

male operato, pienamente


il

quando
senza

gi

il

congresso erasi sciolto

approv

consiglio, e riacquist a

effetto,

non volendo Napoleone


La guerra

perduta tranquillit; indi a' 20 marzo 1 8 1 3 con lettera di suo pugno diretta a Napoleone, solennemente
rivoc
i

cedere niuna delle sue conquiste compresi gli stati della Chiesa.
si

riaccese perci con magjg^ior furore,

dieci

articoli

preliminari.

e divenne generale
stria

ed europea: l'Auagli
alleati
le

L'imperatore ricevette da Lagorse la lettera, contenne il suo profondo sdegno, e si limit a far impi'igio-

nell'agosto
forze,

un

sue propie

calcolate

due-

centomila combattenti.

che pel primo aveva illuminato il Papa, a stringere questi in maggior sorveglianza e ad isolarlo, minacciando que' cardinali che a lui avessero paril

nare

cardinal de Pietro

Napoleone avea
respingere
alleati,
il

scelto

Dresda per
degli
di

centro delle sue operazioni, e pot

grande

esercito

capitanato
,

dal

principe

Schwartzemberg
to a quella
a'

nell' assalto

da-

lato di affari.

capitale

delia Sassonia

Mentre

la

Prussia

si

colleg coi

27

agosto.

Tre

giorni

dopo

la

FRA
rotta di
tre

FRA
mendinando VII, restituendolo
indi risolvette far
il

133
regno;

Vandamme

a Culm,

prigione di Valengai al suo re Feral

Napoleone fidato

ne'militai'i suoi

talenti

ostinavasi a lottare con for-

simile col Pa-

ze tanto superiori,

e marciava temerariamente su Teoplitz per sori

pa,

tentando prima
accordo,

qualche vanPio VII


si

taggioso

cui

prendere
te

tre

sovrani

alleati
le

nel

ricus dare ascolto, essendo


di

fermo

loro alloggiamento stesso,

perdii

non intavolare
in

negoziazioni, se

dicontinue che diminuivano versi corpi francesi in Sassonia e

non
ci

nella Slesia, battuti dal

prode Bhi-

re

Napoleone non pertanto si decise rimandail Papa a Roma, spinto piuttopiena


libert.

cher
zia,

e dal principe reale di Svei

sto dalle circostanze, e

per opera-

tristi furono per Napoleone forieri della sua caduta. La sorte dell' Europa fu decisa ne'campi di

re

una

diversione,
agli
1 1

giacch

Murai

suo cognato

gennaio ferm
trancui

un

trattato d'alleanza con l'Austria,


lui

Lipsia
rabile

a'

i8 ottobre: questa

memoperduta

che a
un\
le

avea

guarentito

il

battaglia

campale
i

quillo possesso di

Napoli, per
alle

da Napoleone malgrado possibili sforzi, termin di distruggere il prestigio di quelli che lo credevano pi che uomo. Tale vittoria port per conseguenza la liberazione di tutta la Germania, poich la Baviera,

sue

forze

austriache:

quindi Murat

d'accordo colle

po-

tenze alleate, con truppe napoleta-

ne aveva occupato menti di Roma e


,

del

due dipartiTrasimeche
del
fosse-

no,

quali

egli

gradiva

principi

della confedera-

ro

zione renana rivolsero le armi contro

Napoleone, che
funesta ritirata,

si

vide costretto a
passaggio delprincipe

Papa che del parente a lui ribelle. Lagorse intim in Fontaiuebleau


piuttosto
nelle
la

mani

accompagnata dai

partenza a Pio VII,


prelato Bertazzoli.
Il

col divieto

pi gran
l'

disastri nel

di portar seco cardinali,


lo
t

ma

il

so-

E^ter; ed intercluso dal

Papa par-

di

Wrede ad Hanau,
la

dovette a'3
fine di gua-

ottobre con un'altra sanguinosa mischia aprirsi


via al

sercito

a'aS gennaio i8i4, mentre l'eavanzava, si alleati degli


delle
istruzioni
a'

lasciando
nali,
i

cardi-

dagnare

la

sponda
di

Per cumulo

Reno. sventure lord Wellingsinistra del

quali poi

vennero

rilegati

ton comandante dell'esercito inglese,

avea dato una grandissima sconfitta in Ispagna al re Giuseppe presso Vittoria a'2
1

da Napoleone in diverse citt di Francia. Bench Pio VII viaggiasse con tutte le rigorose cautele, e
sotto
il

nome

di vescovo d'Imola,

giugno, mentre
forze,

la

Francia esausta di

trova vasi
al furore

da tutte
di

le

parti esposta

tante nazioni

avide di

vendica-

perch non fosse riconosciuto, traversando la Francia per esser condotto a Savona, ridestava per tutto sentimenti di divoto entusiasmo

re

su di essa

le

antiche e

nuove

appena
francesi,

il

riconoscevano
Orleans,
a

buoni
a

otTese.

come avvenne
a

principal-

Napoleone 9 novembre,
di

si

restitu

a Pai'lgi ai
tar-

mente
patria

ad
del

Cahors,

conobbe troppo

Montpellier,

Brives-le-Gaillarde,
ec.

che in vece delle conquiste do-

colonnello Lagorse
gli
1

vevasi salvare la Francia.


rjar
la

termila

arrivando a Savona fra


si

applaufebbra-

guerra di

Spagna apri

de"li

abitanti nel di

i34
io.

FRA
Questa era
la
la

FRA
assegnala
altre citt

citt

furono occupate dai naquali


i

per

seconda

volta

da Napoleodel
tutto

poletani,

uniti a

Nugent poil

ne per dimora del Pontefice, procrastinando

sero in rotta

francesi verso

Po

il

renderlo

libero, riserbandosi trattarlo secon-

primo marzo, quindi Parma e Bologna vennero evacuate dai medesimi.


Il

do
to 2
r

le

circostanze.

Il

grande
il

eserciai

feld-maresciallo Bellegarde
dell'

degli alleati

pass

Eeno

comandante supremo
tacc

armata

decembre, e traversando
il

la Sviz-

austriaca in Italia, passato l'Adige, at-

zera evit
tezze

triplice

ordine di forla

che

raunivano

frontiera

settentrionale della Francia.

Napo-

leone procur ravvivare l'orgoglio nazionale, ma speriment quanto

una zuffa sanguinosa, valorosamente sostenuta da ambo le parti, ed il vice-re Eugenio Beauharnais che comandava l'armata italiana
rarsi

e francese,
sotto
la

fu

costretto

riti-

tutti

gravasse

il

suo militare

di-

fortezza di

spotismo. Egli non

manc

di

ani-

mo
ti

in

s\

duro

frangente, sebbene
gli

inutilmente, avvicinandosi

allea-

Finalmente Francesco I 9 febbraio, fece pubblicare da Bellegarde la restaurazione


festo de'

Mantova. con mani-

sempre pi a
ogni

Parigi

col rove-

dell'antiche dinastie de' loro sovrani


nati,
si

sciare

ostacolo,

mentre

dal

e parlando di

R.oma, ecco

lato occidentale altro possente ne-

come
citt

espresse

Voi vedrete la

mico portavasi nel cuore dell'impero francese, lord Wellington; che passata la Bidassoa, indi prese Bordeaux cosi le armate del Taso erano per congiungersi con quelle
:

immortale,
citt

ma

sere la niero, e
si

due volte la primondo, cessare di esseconda d' un impero stracon nuovo lustro restituirdel

la capitale del

mondo

cristiano ".

del

Wolga

neir istessa

Francia.

L' Italia che Napoleone riteneva co-

me ultima tavola di salvezza, al suo naufragio, era ormai per lui perduta: le provincie illiriche erano
ritornate nel dominio di Fran-

Francia perduta pressoch l'Italia, niun frutto ricavando Napoleone dalle proposizioni di pace rigettate anco dal conla

Invasa

met

della

gresso di Chatillon-sur-Seine, e ras-

sodando
fece

gli

alleati

1'

unione
a'

col

cesco I; per l'unione della Baviera agli alleati, l'armata del regno
italico
il

trattato di

Chaumont,

io marzo

era retroceduta sull'Adige; general Nugent con flottiglia

un decreto col quale restituiPapa la cos'i detta ventottesima divisione militare, cio i due
va
al

austro-britannica uscita da Trieste,

dipartimenti di

Roma
in

e del Trasi-

faceva uu' utile diversione alle foci del Po, occupando Comacchio, e
dilatandosi nella

meno, ed ordin a Savona che Pio


VII
tato
fosse posto

libert, e

scor-

Romagna

Murat

sino

agli

avamposti
il

nemici.
ai
?."*

militarmente tutta meridionale sino alla destra del Po, e gi avea costretto i francesi a sgombrare diversi dipartimenti, avendo fatto il suo solenne
l'Italia

dovea occupar

In esecuzione di ci,

Papa

marzo
lo

consegnato dal coloniielLagorse e dal prefetto del diparfu

timento
del

del reggimento

ingresso

in Roma a' 24 gennaio, portandosi ad alloggiare nel palazzo Farnese. Firenze, Ancona, rd

prode colonnello Proha^ka Radetzki, alle rive Taro, ricevuto con giubilo
al

dalle schiere
n.i>.|jolctani
,

unite de^li

austriaci,

ed

inglesi.

Di

lu

FU A
fiieao
alle
tile

FRA
ad
Icone, la citt

i35
le

degli alleati, e

apr

porte

a'

una
per

specie

di

continuato

trionfo

marzo,
sovrani

festeggiando l'ingresso
alleati,

dei

Panna

Modena giunse Pio

come

liberatori, tra

Vii a Bologna. Quivi ebbe lunghe conferenze con lord Bentick, che
in

clamorosi evviva e trasporti di gioia. Dopo alcuni colloqui dell'im-

nome

dei
gli

reggente
oliVi

della gran

peratore Alessandro, del re di Prussia

Bretagna
zecchini

cinquantamila
a E-oma,

Federico Guglielmo IH,

e del

pel suo viaggio

generalissimo principe di SchAVarzen-

e col re di Napoli che nel 1809 avea comandato la scalata del Quirinale,
pii
il quale cogli attestati della profonda divozione si mostr pronto a restituire i due dipartimenti occupati dalle sue truppe,

bergj con Talleyrand ed

altri princi-

pali francesi, rest deciso, che chia-

merebbesi a regnare l'antica dinastia Borbonica. In conseguenza di tale accordo, il senato convocato da Talleyrand stabil prima un gover-

chiedendo

al

Papa che

stabilisse

modi
la

le

persone per

riceverne

consegna. Intanto
lotta

l'imperatore

di R.ussia Alessandro per teiminar


la

no provvisorio, del quale dichiar capo lo stesso Talleyrand, a' 2 aprile pronunci con solenne decreto Napoleone decaduto dal trono, al
qual decreto tutti
to civili e
te
i

concep

il

disegno di marse n'era


alle
le

corpi dello sta-

ciare da Troyes a Parigi, in quei


giorni che

Napoleone
assalir

ali

di buon grado prontamente aderirono: finalmen-

e militari

lontanato per
collegati,

spalle

il

senato con

un

senatus-coosul-

ed intercettare

comu-

to de'6 aprile

proclam Luigi
al

X\ III

nicazioni col
la

Reno, calcolando che


dintor-

re di Francia.

metropoli sdegnata di veder aci

Napoleone
Parigi
in

primo
era

sentoie di
ritornato

campati
ni,

cosacchi ne' suoi

pericolo,

(cesse

robusta

resistenza.
i

La
con-

precipitosamente
capitolato,

indietro, e giunse
la

battaglia
flitti

della Rolhierej ed

poco distante quantlo

citt

avea

di

Champ-Aubert,
di

di di

Mirail,

Vauchamp,

MontMonte-

onde ritirossi a Foutainebleau: qui adopr indarno tutti


il

rean non valsero che a ritardare di qualche giorno la sua rovinosa caduta. L'esercito poderoso degli alleati

gli

sforzi

possibili

per rianimar
soldati
il

coraggio

de' pochi

rii

mastigli, e videsi

costretto

avendo posto

in

rotta

deboli
e

aprile segnare

un

trattato che con-

corpi

de' marescialli

Marmont,
le

teneva la propria

rinunzia
e al

all'im-

Mortier,
zioni

ed espugnate

fortifica-

pero
talia,

di

Francia

regno d'I-

esteriori,

costrinse

Giuseppe
la

venendogli concesso per luo-

Bonaparle, lasciato per luogotenente

del fratello,

ad abbandonare

capitale

della Francia,

ritirandosi
figlio,

go di suo soggiorno 1' isola dell' Elba in tutta sovranit e propriet, ed un assegno (li alcuni milioni di
pi

l'imperatrice Maria Luisa col

fianchi per

sl',

pei

princislesso

membri

della reggenza a Blois.


offr

di

sua

fauiigliii.

Nello

Indi

l'imperatore Alessandro

a Parigi una generosa capitolazione, ed

giorno per trattalo latto a Parigi l'arciduchessa Maria Luisa fu


separata dal marito, e
in sovranit ereditaria
gli
il

vrani
colia

avendo dichiarato che i sonon erano in guerra Francia, ma col solo Napoalleali

fu dato ducalo di

Parma

e Piacenza, iiiMcnic a! ijglio

j36
suo
il

rr.

l'RA
1828, tomi quattordici. Contemporaneamente segu la liberazione di quanti erano detenuti, massime
ecclesiastici,

principp Fianrpscori'mspppp-

Carlo-Aapoleone, poi duca di Reichs^adt ci U di Boemia, circolo di


Biinzlaii.

nelle

prigioni
,

di

stalo

Appena
di

si

propag l'abdicazione
si

per
pri

la

causa della Chiesa


sovrani.
i

ed ana'

Napoleone, subito
Italia

disciolse la

cora per la fedelt serbata


legittimi

pro-

maccliina di sna domina7one anco


in di
ii
,

Dopo avere
delegati
il

indi per

la

convenzione

Pio \1I
stolici

nominato

apodi
se-

Schiavino Rizzino de'i6 aprile, regno italico rest per sempre


;

per

riassumere

possesso
part

della sovranit temporale,

spento
])
il il

in

tal

rapido

modo

crol-

Bologna
rie

ed in mezzo ad una
indescrivibili
a'

grande impero.
il

A' 12 aprile

di

religiosi

trionfi

conte d'Artois Carlo di Borbone

giunse in
la

Roma

24 maggio,

nel-

lece

suo
le

ingresso a Parigi qua!


del re suo
fratello
;

quale fu
di

ricevuto con
universal
il

straordi-

luogotenente

naria

pompa ed

commofilia-

governo e JNapoleone a' 20 aprile part da Fonia mebleau protetto da quattro commissari delle quattro potenze alleate, e scortato da im forte drappello di gendarmi, non senza pericopiender
redini

del

zione

tripudio

pi sincero,

e di tenerezza e venerazione
le.

V. Documenti relativi alle con-

testazioni insorte
e
il

fra la santa Sede governo francese, stampati nel


volumi. In Italia e nel
gi

i83'i in sei

lo

(li

restar vittima degli oltraggi;

travestito
Icilo

mont

a Frejus in

inglese,

e a'

un bat2 maggio approe


all' isola

stata pubblicata la Raccolta di documenti aidentici sulle vertenze insorte fra la santa Se-

i8i4

era

Portoferraio
nella

asse-

giialagli

Toscana, nello stesso ^irirno che Luigi X\ill fece il suo


le

de e il governo francese nelVtisurnazione degli slati della Chiesa dall'anno i8o5 all'epoca del ritorno

ingiTsso a Parigi, tra


di acclamazioni,

pi gran-

del

santo

ove immediatamentrono de' suoi


illu-

A' So dello
j

stesso

Padre mese
di

in di

Roma.
maggio
tra
la

te
stri

si

assise

sid

dell'anno 18 4,
Parigi
il

ebbe poi luogo in


pace
della

maggiori.

V.

Tissot, Histoire

trattalo

dea gitprres de la ri'olnton frnnraise depuis i 792 juaqii 8 1 5, Pa1

Fr uicia
si

e le potenze alleate, in cui


i

ristabilirono

limiti

monaral
,

1821 ; e Scgur, Storia di Napnleone e della grande annata, Livorno iBiT; non che Storia della guerra del 181 3, 18 14 e 8i 5 fra le potenze alleate e Napoleone Bonaparte, h'wovno 1826; l'opuscolo
ris

chia

francese

come

esistevano

primo
e
'n

gennnio

dell'anno

ijCfT,

l'aggiunta di alcuni cantoni ai

dip-utimenti delle
Mo>ella, del

Ardenne

della

Basso-Reno, dell'Aio

intitolato,

Privati dispiaceri di
all'isola

Nadi
s.

cio a dire di Quievrain, Philippeville, INIariemburg, Sarrelouis e Sari(

poleone
F.lena
,

Bonaparte
preceduti

brnck, della fortezza di Landau

della pili
di proprio
scritto
rigi

dai falli alta importanza,


la

istorici
il

del paese di

tutto

una parte della Savoia. La Francia fu confemialK


e di

Gex

pugno d Napoleone,
sua dettatura,
Pa-

sotto

1824; ed
di

Erasmo

Pistoiesi,

possesso di Avignone, del contado Yenaissino, di quello di Montbflliard e di tulli i distretti apnel
,

Effemeridi

Napoleone,

Roma

partenenti

un tempo all'Alemagna,

FRA
compresi nella frontiera cleterminaFrancia rientr in ad eccezione di Tabago di s. Lucia e dell' isola di Francia colle sue dipendenze, specialmente Rodriguez e le Seichelles, che passarono air InghilteiTa delle cotn.

FRA
per la Francia in
sino dal giugno

i37

Roma

mentre
la

Inoltre la
,

n'era degnamente occupata


Isoard poi

sede

possesso

i8o4da monsignor cardinale. Avendo noi

vatori colle

pi

scaltre

istigazioni

procurata prima l'abolizione de' gesuiti,

poi la rovina di tutti g' regolari

isti-

lonie,

pescagioni e

stabilimenti di

tuti

a mezzo di Napoleol'in-

ogni genere,

che

la

Francia stessa
in

ne, per

minare pi facilmente
della

possedeva

il

primo gennaio 1792

tiero edifizio
lica,

religione catto-

America, Asia ed Africa, e che avea perduto negli ultimi tempi. Luigi XYIII a' 4 giugno del medesimo anno 18 4 die alla Francia la Carla costituzionale, nella quale rilevasi che fra tutte la nazioni che invocavano dopo la restaurazione le paterne cure del sommo Pontefice, prima delle altre fu l;i Francia; dappoich Luigi XVIII riichiar nella Carta religione del1

nato alla
gli

per ci Pio VII appena torsua Sede rivolse le sue


alla

sollecitudini

restaurazione de,

ordini regolari

indi a' 7

agoquale

sto

pubblic

la

bolla
,

Sollicitudo
colla

omnium
rimise
sfato
la

ecclesiaruni

intieramente

nel

primiero

lo stato

la cattolica

apostolica e rola libert

mana, ammettendo per


di

veneranda compagnia di Appena questa ripristinazione si conobbe in Francia, ove il breve di soppressione emanato da Clemente XIV non era stato mai promulgato, subito parec-

Ges.

tardarono a scoppiare in Francia gravi tumulti a cagione degli ecclesiastici che non avevano accettato il concordato, e tiei vescovi per esso collocati nelle
tutti
i

culti.

JNon

chi antichi gesuiti

con intelligenza

del p. generale allora dimorante in

Russia,
noviziato

si
,

riunirono

ed aprirono ed and quindi la be-

sedi

arcivescovili

vescovili

in

nemerita compagnia ivi crescendo con case anche di educazione, ossia

questa torbida
r Pio VII di
di

ed inquieta condispedirvi
in

piccoli

seminari?.

sebbene

zione della Chiesa gallicana, delibequalit

non legalmente
verno,
i

riconosciuti dal go-

gesuiti successivamente futollerali,


utili

nunzio apostolico monsignor Annibale della Genga, arcivescovo di Tiro in parlibus che poi il suc,

rono sempre
perare
scovi

lasciati

o-

come

ausiliari

de' ve-

cesse nel

pontificato
,

col

nome
di

di

che tuttora li proteggono. Soltanto per ordonance de' 16 giuloro


tolta

Leone XII
torno della

gratularsi con

come ancora Luigi XVIII


lui

conri-

gno 1828 venne


cazione della
re otto collegi che
cia,

l'edu-

pel
al

giovent col chiude-

di

dinastia

troil

avevano
i

in

Fran-

no
la

di

Francia.

In

ricambio
al

re

senza che per

gesuiti venis-

sped pei devoti

uffizi

capo

del-

sero in quella ordinanza nominati,

Chiesa M. de Pressigiiy vescovo di s. Malo poi arcivescovo di Besanzone, al quale


si

o che fossero impediti dal continuare ne' santi ministeri della predicazione, delle missioni, degli spirituali

aggiunse

mon-

signor

Salamon
Orlhosia
,

vescovo

in parti-

esercizi

al

clero ec.

qui

bus

d'

contrario al con-

cordato, edeslinalo uditore di rota

noteremo che la livoluzione di luglio nel i83o non cangi nulla a

i38
cia

FRA
conte

FRA
in compagnia dei due suoi figli Luigi duca d'Angoulme e Carlo Ferdinando duca di Berry recossi nel luogo ov' erano
d' Artois
,

questa posizione de' gesuiti in Fran,

ove

carsi

continuarouo a moltiplisino a formare due distinte

Provincie,
getti alle

dando eziandio molti


missioni
estere di

sog-

Ame-

state disotterrate le i-egie ossa, ac-

rica e di Asia,

ed anche in Algeria.

quistato gi dalla
seau,

piet di Desclialle

Appena Luigi
ni

XVIH
arrivo

si

vide sul

che inoltre avea eretto


illustri
,

trono de' suoi antenati, pochi gior-

vittime

un semplice monuch'esservi

dopo

il

suo

Parigi

mento
nalzato

e col pose le

nella

chiesa di Nostra Signora fesolenni

tre di quello

prime piedoveva in-

ce

celebrare
fratello

esequie
e

pel
gli

suo
altri

Luigi

XVI

per

bara fu
carro
in
,

posta

memoria perpetua. La sopra un funebre

principi

della sua
ai

sventurata

famiglia.

Poscia

2 di settembre

sonaggi

precedendo i tre reali peril lugubre convoglio , che

ebbe

luogo

altro

funebre
della

ullzio

agi' illustri

confessori

fede

trucidati in quel giorno al

Carmi-

mezzo ai reggimenti schierati, e ad una folla immensa di popolo giunse a s. Dionigio, ov' ebbe luogo
ne.
i

ne dalla rabbia
posando ancora
Luigi
le
le

de' giacobini. E.i-

riti

espiatori, e la

tumulazio-

mortali spoglie di

Frattanto

sino

dai

5 novem-

XVI

e di

Maria Antonietta

bre 18 14 era stato aperto in Viendi re decidere

nel cimiterio della Maddalena, sidquali aveva sparso lagrime peril

sino

re di Prussia,
il

ed appress

na un congresso, in cui un senato dovea destini d'Europa, risguardanti pure il mondo ini

sandosi

gennaio, anniversario

tero, per regolare


librio
si

il

politico equi-

ferale della

morte
gli

di

giusto ed

laonde venne decretato che

umano

re,

avanzi che, siccome


fatti di-

dicemmo, avea Luigi XVllI


sotterrare, in

un a
,

quelli

della re-

gina sua cognata


li

questo principe

fece porre

in

una bara
con

onde

venissero

trasportati

solenne

cerimonia in detto giorio anniversario,

in

s.

Dionigio ne' sepolcri dei

re di Francia.
di

La

superstite figlia
si

restituissero alla santa Sede le Marche, Camerino, il ducato di Benevento e Pontecorvo invase da Napoleone , e le tre legazioni di Bologna, Ferrara e Ravenna dal medesimo tolte alla Chie-;a colle armate della repubblica francese. Mentre durava il congresso, aspirando Napoleone di nuovo alla dominazione della

quei

monarchi

port a renossa de' suoi

Francia, d'accordo co'suoi partigiani


esistenti

dere

un tributo

alle

nel regno, salp dall'isola

genitori, col prostrarsi innanzi alla

dell'Elba con novecento uomini, sbaril primo marzo 18 15 a Cannes, audacemente e senza incontrare difficolt entr in Parigi ai 10, da

bara, versando un torrente di lagrime. Giunto il miserando giorno

21

gennaio i8i5,
restando

esso fu dichia-

rato nefasto e di lutto per tutta la

Francia
gli

interdetti
i

tutti

dove era partito la notte precedente Luigi XVIII per Gand, facendo
la

spettacoli, sospesi
,

pubblici af-

via di Lilla. L'


sentir

Europa

l'esl at-

fari

ed ordinato che in tutte le chiese del regno si celebrasseso uffunebri

tonita in

Napoleone nuova-

fici

come

in

s.

Dionigio.
il

mente nel palazzo delle Tuilleries, e tutta fu compresa di sdegno pel


temerario avvenimento.

Indi alle ore otto della mattina

nix
Il

FRA
una
boni furono
di
se

iBg
regno
preI

congresso di Vienna con

reintegrali del

dichiarazione protest, che iStipoieo-

Napoli
il

ne Bona parte si era da s inedeslino escluso da ogni relazione civile e sociale, e che come perturbatore della pubblica tranquillit del

nome

di

Ferdinando IV Ferdinando

re

delle

due Sicilie. Frattanto Napoleone avendo compilare fatto da Beniamino Constant una nuocostituzione
di
,

mondo,
vendetta.
lativi
si

era
1

esposto

alla

pubblica
parti

va
to

nel
d
di

campo

det-

pi formidabili prepa-

maggio

il

primo giugno
osservare
il

fecero

d'ambe

le

giur sul vangelo


di

lo storico

IJeeron

coni un milio-

novello atto costituzionale, mentre


a' 7

ne

cinquemila quattrocento

com-

dello mese Pio VII rientr

che da ogni parte marciarono sopra la Francia , per inbattenti,

in Pioma.

Avendo Napoleone
trentamila veterani

colla

sua prodigiosa attivit ordinato


esercito di
,

un
a-

frangere lo scettro

dell'

usurpatore,

foimando a tale effetto le potenze una nuova coalizione. Sospettando


il

pr la

campagna ed ottenne

bril-

lanti successi colle vittorie di

Ligny e

re di JNapoli IMurat sulle dispodel congresso di


alla

di

Fieurus,

ma

nella disastrosa giora'

sizioni

Vienna

ri-

nata diValerloo,

guardo

sua

politica esistenza,

per sempre, e

la

18 giugno cailde sua armata fu inte-

avido di continuare nel dominio di

Ancona,

Marche, di Benevento e Pontecorvo non ancora restituite alia Chiesa, d'accordo con iVapoleone suo cognato, ad onta deldelle
la

ramente distrutta e dispersa. Piitornato Napoleone a Parigi abdic d; nuovo dopo un regno di cento giorni,
indi fugg
si

nell'isola d'Aix,
si

e recato-

a Rochefort

rifugi a
il

bordo

giurata fede,

si

propose

il

cona

del vascello inglese

Bellerofonte,
in

quisto degli stati che l'Austria avea


in
Italia.
II
il

dandosi
ci

volontariamente
i

mano
mondo
in tal

lai

fine

domand

degl' inglesi, centra

quali per dieil

Pio V

passaggio delle sue Irup-

anni

aveva

sollevato

{e

ne suoi dominii, ci eh' essenflogli denegato, armata mano entr


territorio
pontificio.

intero.

Gli alleati lo considerarono

come

loro prigioniero,

onde
le

nel

Allora
la

il

qualit,

e malgrado

sue rimo-

Papa non valendo esporre


persona
,

sua

stranze fu dagl' inglesi rilegato nell'isola

part

da Roma, che
di

lasci

di

s.

Elena

sull'Atlantico, in

mediante una giunta per Firenze si port


/^.

stato, e

uno
gni
a'

scoglio dell'Africa,
sociale

fuori

d'o-

Genova.

consorzio
i.

dove

mor
pag.

Relazione

dd

viaggio di

Papa

5 maggio 182
al

Da
,

ultimo, co-

Pio f^II a Genova nella primavera dcWannn lijia, e del suo ritorno in F.otna
nal
,

me dicemmo
263
onor
ottenne

voi.

XVII
la
le

del Dizionario

Francia ne
ceneri
le

scritta dal

cardi-

grandemente

che

Orvieto i833. I\Iurat che aveva assuntoli


titolo

Bartolommeo

Pacca,

dall'Inghilterra, e

colloc

in Parigi

nella chiesa degl' invalidi.

fastoso

d'italico,

in

breve
coste
in-

tempo
l'

fu conquiso dalle forze del,

Austria

fuggiasco

sulle

F. Vita di Napoleone di TValler Scott, compendiata da un letterato italiano. Livorno 1827, tomi quattro.

di

Provenza,

per la sua

folle

trapresa
derlo,

Napoleone ricus onde a' 17 giugno

di
i

ve-

Gli

alleati

a' 7

luglio

occuparoa!

Bor-

no

di

nuovo

Parigi,

ed

re

Lia-

i4o
gi

FRA
il

FRA
restiil

XVIII

giorno appresso
la

diciamo

a'rispettivi

luoghi.

In sei

tuirono per
pito scettro.
si

seconda volta
i

ra-

guito Luigi

XVIII per
istitu

riparare

Durante
si

primi me-

mali prodotti in Francia alla


gione cattolica,
in

reli-

che

seguirono

questa

seconda
la

Parigi

u-

restaurazione,

form
di

Santa

na commissione
la

ecclesiastica,

sotto

alleanza a'26 settembre tra gl'imperatori d'Austria e


il

presidenza

Russia, ed

leyrand de

di monsignor TalPerigord antico arcive-

re di

Prussia.

In seguito aven-

scovo di Reims,

da

lui

dichiarato

do
alle

Gioachino

Marat

approdato
ai

coste delPantico suo regno, fu

preso e fucilato a Pizzo


tobre.

i3 ot-

suo grande elemosiniere, e poi fatto cardinnle da Pio VII. Dipoi il re con sua ordinanza eresse la societ
cia,

Segui
fu

poscia

la

pace genetrattato del


la

de'preti

delle

missioni

di

Frandei

rale delle potenze alleate colla Francia,

affinch

sotto

l'autorit

seguito
,

un
i

vescovi offrir
case,

potesse

soccorso alle
de'lo-

20 novembre
Francia

in

forza di cui

ed

alle succursali prive

perdette

paesi annessivi

ro

pastori.

con quello del 3o maggio 18 14 summentovati, e 1' Isola dell'Elba fu donata alla Toscana, laonde si calcol che la Fi'ancia perdette colr ultimo trattato cinquecento trentaqiiattro mila

istituti

solamente nuovi nacquero in Francia a pr

Non

della religione,

ma

si

fecero rivi,

vere
la

diversi

degli

antichi
di
s.

come
,

congregazione
dello delle

Lazzaro
si

quella

Spirito

Santo,

be-

anime

di

popolaziomilioni

nemerite
le

missioni
i

straniere,

ne.

Stipulossi
di

pur anco un'indenizdi

suore della croce,

religiosi del-

zazione

settecento

franchi agli alleati, e la occupazio-

ne del territorio francese in alcune fortezze della frontiera per tre anni, da cento cinquanta mila uomini, la quale poi ebbe termine
pel

Trappa, ec. Nell'anno 18 16 fegran rumore in Francia le rivelazioni di Martin, contadino diocesi della Beauce nella di
la
cei'o

Chartres, che fu
T^.

presentato al re.

la

Relazione degli
di

avi-enimend
agri-

congresso d'Aix-la-Chapelle del

accaduti a
coltore

Tommaso Martin
:

ottobre
di

18 18.

Inoltre nel
si

conla

gresso

Vienna
fatta

modific
figlio

concessione

all'

arciduchessa,
del duin

Maria Luisa
cato
di

suo
e

Parma
,

Piacenza,

propriet
tuaria a

lasciandosene
la

usufiut-

Beauce in Francia , Bologna 1822 e la Relazione concernente gli awenunenli accaduti ad un agricoltore della Beauce in Francia, Imola 1822. Dipoi Luigi XVIII Con reale munificenza fece
sa

vita

sola arciduchessa,

fare dei

restauri alla chies.

con
alla

libera

piena

sovranit,
in

ed

della

celebre abbazia di
affid
si

Dioquei

sua

morte torner

potere

nigio.

Ne
che

la

cura

a'

dei Borboni gi duchi di quel ducato. Luigi

vescovi

ritiravano dalle loai

XVIII
di

colla dolcezza del

ro diocesi, ed

preti,

che

il

go-

pacifico suo regime,

giunse in breoscillazione.

verno manteneva, dando

loro

un

ve spazio

tempo, a spegnere odalla

diploma
sta
u-.sa

gni sintomo di politica

canonico. Essendo queistituzione laica, dipoi il


di

Pio VII
chivi,
ec.

ricuper
di

Francia
gli

monumenti

delle belle arti,

ar-

regnante Luigi Filippo si rivolto ali. santa Sede, perch desse al


capitolo di
s.

Roma,

al

modo

che

Dionigio una istitu-

FRA
zinne canonica
;

FRA
s'i

i\i
,

ordinando a
i

hcl

civescovili
di

di

Arles

di

Narbona

monumento
gi

gotico

rt-slaini

della

pi alta impoiianza.

Aument Luie ne rese

Vienna nel Delfinato rispettivamente annesse alle metropolitane


di

XVII!

gli

assegni per
clero,
la

tenimeuto dei

no disagiata

C(jndizione

manmedopo la
il

Aix, di Tolosa e di Lione.


vescovili
di

Le

sedi

furono recate al nustabilite


si

mero

sessantasei, cosicch le no-

perdita delle sue propriet. Nati in

vanta due
cordato

sedi

pel

conal

Fi ancia de'tumulti pel


del
1

concordato
col re

del
di

1817
ottanta.

ridussero

80

esso

d'

accordo

numero

Tale

circoscri-

fu annullato da

Pio VII, ed in veconcordalo che


,

zione delle diocesi riusc

diflitti

mol-

ce

sostituto

il

ri-

lo pi vantaggiosa al bene spirituale de' fedeli,

gina
fu

portammo nel volume XVI pa4^ ^'^' Dizionario, il quale


sottoscritto in

la

del 1801.

che non era stata quelSvanito per siffatta


,

Roma

agli

i i

guisa
fior

ogni
la

pericolo di scisma

ri-

giugno 1817. Se poi il concordasuo pieno efftto lo lo avesse il

pace

dopo tante turbolen-

dicemmo
articolo.

in

principio

di

questo

ze sopra questa illustre e copiosa porzione del gregge cattolico anzi


,

di

tutte

la

pi numerosa.

politi-

La

natura del rimedio usato nel


la
il

castri

soli

continuarono a

mormodella

concordato accusava
male, e Dio consol
dinate
sto
le

gravit del

rare
la

a'

quali fece eco

l'abbate de

Pontefice di

Roche- Aymont, difensore


i

poter vedere prima di morire riorchiese


di
s
,

picciola chiesa,
ci

cui ostinati segua-

Francia
lieto
al

que-

ritiraronsi in Inghilterra.

La pub-

avvenimento

pater-

blica
glio,

derisione
e le

pun

il

loro orgo-

di lui cuore successe noi nel 1822, nel quale anno Luigi XVIII pot somministrare fondi necessari per accrescere il numero delle diocesi, senza imporre alcun nuovo aggravio a' sudditi, giacch rii

no

disposizioni

Sprovvide di

Pio y\\ ne faranno benedir sempre la memoria nelle chiese di Francia. F. Ad gallos illos dissidentes
praeserliin dioecesis Pictai'iensis, qui

vulgo and-coiicordalislat
tur
,

sultavano da pensioni ecclesiastiche


vacanti per la morte di che n'erano i possessori. Fu bens adottato il principio, che un medesimo dipartimento aver non potesse pi d' una sola sede vesco-

Exhortalio
a' 2

che

apptUanLeone XII
cat-

rimaste
quelli

pubblic
tolica

luglio 1826.

Fra'trionfl

che

la religione

andava ottenendo
le ritrattazioni di

nel cristia-

nissimo regno di Francia, registre-

remo
ed

Pietro LarR.obinet
;

vile,
il

e su questa base prontamente


a'

cher, e di Giambattista
alla

Pontefice

io ottobre effettu
dioal

peste delle edizioni econodi

la definitiva circoscrizione delle

miche

de'libri filosofici

Rousseau
il

cesi,

la

quale anche
regola al

presente serdi

e di Voltaire, fu

opposto
per

zelo del

ve di

clero

Francia.
le

clero e la societ cattolica de' buoni


libri.

Quattordici furono
arcivescovili,

stabilite

sedi

Intanto
delle

la

terribile
,

Lione, Rohan, Sens, Reims, Tours, Bourges, Alby, Bordeaux, Auch, Tololosa, Aix, Besangon ed Avignone, rimanendo il titolo delle sedi arcio

Parigi,

influenza

societ

segrete

la

costituzione delle Cortes fu procla-

mata
gallo.

nella

A' i3
la

Spagna ed in Portofebbraio 1820 Luigi


la

XVIII,

famiglia reale, e

Fran-

i42
eia, pel vel,

FRA
pugnale
dell' esecrabile

FRA
Loutale

Pio VII nell'agosto 1828 pas-

pianse l'assassinio del duca Car-

s agii eterni riposi^ e nel seguente

lo
te

di

Beny, secondogenito
,

del con-

mese
di

gli
il

successe

degnamenle
il

d' Artois

lasciando

l'infelice

Leone XII,
to

quale ebbe
la

confor-

principe una figlia Luisa Maria Teresa


,

veder terminata

rivoluziovit-

e la vedova figlia di FerdiI

ne di Spagna, per opera delle


toriose

nando

re delle

due
a'

Sicilie

Carosi

lina incinta,

che

29 settembre

sgrav di Enrico Carlo Ferdinando

11

Malia Dieudonii, duca di Bordeaux. visconte di Chateaubriand ci diede le Memorie sopra la vila e morte

armate francesi, capitanate dal generalissimo Luigi duca d'Angoulme. Di poi nell'anno santo 1825 bened il Papa lo stocco e
berrettone ducale, e siccome a principe benemerito
della religione, a

del duca di Berry,

pubblicate

mezzo dell'ablegato apostolico monsignor Lodovico

in
rie

Roma

nel 1820. Queste memofurono riprodotte nel tom. IV

Ancaiani,

lo

fece

del giornale
ne, fascicolo

La

voce della ragio-

presentare in Parigi allo stesso duca d'Angoulme, inviando alla du-

de' i5 maggio i833. Abbiamo ancora d'Artois le


lettere ec.

XXIV

chessa sua
il

moglie

il

martello eoa

Memorie^
vita e la

riguardanti la

morte del duca di Berry, Roma 1820. Di poi nella notte de' IO agosto stava per iscoppiare una congiura, tramata dalle
conventicole
delle

quale fece l'apertura della porta santa, ed alla duchessa di Berry alcuni divozionali. Nell'anno pre-

cedente mori pure

a'

i5 settembre
conte
di

Luigi XVIII, e nel giorno medesi-

mo
lo
a'

gli

successe

il
il

fratello

societ

segrete
di soldati

d'Artois, che prese

nome

Car-

per cui due


ribelli

reggimenti
per

il

quale

si

fece

consagrare

mossero

impadronirsi

delle Tuilleries.
si

La
il

rivoluzione che

consum

nella

Spagna
Francia
Austria
al
la

l'

anno
uni
alla

29 maggio 1825 da monsignor de Latil arcivescovo di R.eims poi cardinale, ed una magnifica medaglia

1821 produsse rona , in cui


alla

congresso di Vela
si

ne celebr
:

la

solennit

della

cerimonia

di

questa medaglia ne
di

Russia

all'

ed
re

fece battere

una d'oro

una gran-

Prussia

onde restituire Spagna Ferdinando VII


za del suo

di

pienez-

dezza inusitata, ed in attestato di benevolenza e soddisfazione la do-

potere

quindi un' ardel-

mata
fino

comandata dal Luigi duca d'Angoulme


francese
il

n a monsignor Vincenzo Macchi arcivescovo di Nisibi, nunzio apostolico

pas-

presso

di

lui.

Da un
la

lato

s la Bidassoa

termin

la

7 aprile 1828, e campagna colla presa


il

eravi
dell'

rappresentata
del

cerimonia
1

incoronazione, e dall'altro
l'e

ef-

del Trocadero

con che
ritorn

il

nel

primo settembre re di Portogallo pure suo trono. IVell' anno


occulte incitaroil

fgie

coronato

mentre

sul

contorno Carlo
queste parole
:

vi

fece incidere

precedente

le sette

no

il

general

Berlon ad alzare
in

vessillo

della rivolta

Saumur

Le Rai son excellence M.r de Macchi, nonce de sa Saintt. L'anima grande ed insieme religiosa di Luigi XVIII ben
si

aiutato dai cos detti cavalieri della

appales in questa risposta, che


esso

libert,

sbucati fuori dalla set-

die a Bonaparte

ta

de' carbonari.

Intanto l'immor-

lorch

con

primo console, algrandi promesse

FRA
cercava di carpire la di lui rinundisegni zia alla corona. " Ignoro
i
-'

FRA
cnUtjlica
qiioi
tri
:

irp

gli

uni

donar volevano
gli

diritti

ch'essa rifiuta,

al-

di

Dio sopra
,

di

me

e del
le

mio

popolo

ma

conosco

obbliga-

" zioni che mi ha imposto. Crislia" no ne adenpir i doveri sino


,

*'

all'ultimo respiro; figlio di


gi,

s.

Luifra le
I,

denigravano tutto col nome di ollramontanismo , e le negavano persino il potere di cui venne investila dal suo divino fondatore. Tra primi segnalossi eloquentemente,
i

M
>

sapr rispettarmi anche

ma
essi

senza

limite,
i

l'

abbate

de

la

catene; successore di Francesco


io
lui,

Rlennais, tra

secondi Monllosier:

voglio poter sempre dire con


tutto perduto fuorch
".
l'o-

per
partiti,

non

furono
di

capi
scrisse.

dei

due

come taluno
di

Le

nore

Leone XII

si

rivolse

al

regie

ordinanze

Carlo

X,

e la

nuovo
pitolo

re Carlo

X
al

in favore del ca-

paterna voce
al
gli

Leone XII

diretta

laleranense e della loro chieet

clero di
spiriti

Francia, per conciliare


esacerbati, erano dirette
le religiose turboordinanze furono una

sa

mater
dal

caput,
Clairac

il

quale avendonatagli

do

i599
di

1789 posseduta
da grem-

fare
:

svanire

r abbazia

lenze

ma
i

le

Enrico IV, quando entr nel bo della Chiesa cattolica, la rivoluzione repubblicana avea divorato il dono, e le rendite eccedenti la som-

ma
fice,

di

sessantamila

franchi.

Il

re

condiscese alle

premure

del Ponte-

che afflised i buoni cattolici , mentre ebbero gli applausi dei nemici della monarchia e delDi queste ordinanze la religione. come del superbo musaico donato
deplorabile
se
tutti

concessione

vescovi

e stabiTi annui franchi venti-

quattro mila in compenso del per-

da Leone XII a Carlo X, e degli arazzi di Gobelins e porcellane di


Sevres che questi regal
se

duto
la

al

capitolo

rivoluzione del

sposizione

questo dopo i83o di tale dinon ne ha pi fruito.


;

ma

ne parla

all'

articolo

[Vedi). A' 17 aprile


cia

al Papa, Leone XII iSaS la Frans.

Sotto Cnrio
canita la lotta
quelli cio

cominci pi ac-

riconobbe
d' Haiti

l'

indipendenza di
il

de'

due

partiti,

tra

Domingo,
blica

sotto
,

nome

di

repub-

test

regia
la

che difendevano la poe quelli che sosteneallora:

col

cinquanta

milioni

patto di cento d'indennizzo a

vano
il

Carta costituzionale , cio


realista
,

partito detto

quello chiamato costituzionale, nelr invocare

favore degli antichi coloni. Nel 1826 Leone XII pubblic cardinale il nunzio monsignor Macchi cui il
,

ambedue
il

1'

esecuzione

re

pose

formalmente in
cardinalizia
:

capo

la

della Carta,

primo

l'interpretare-

berretta

successore a

va pi in favore gia, che l'altro. I

dell' autorit

prelesi

difensori

della carta costituzionale,

chiamati pure liberali, erano ad un tempo nemici del regio potere e del clero.

monsignor Luigi di Genova, poi nel t83i creato cardinale dal Papa che regna, ed al prequesto nunzio
fu

Lambruschini

arcivescovo

sente segretario di stato.

Quando

la sfrenata libert della

stam-

missionari francesi nell' esercizio del

pa aggiunse esca ad infiammar la discordia. Un contrasto presso che eguale divise gli animi per quanto concerne 1' autorit della Chiesa

loro infaticabile zelo, erano da alcuni riguardati per fanatici nell'erezione


delle croci

1826

in

Francia

nel dicembre , apparve in aria

i44
il

FI'vA
stati

FRA
austriaci
a'
,

salutare segno, di mirabile grane scintillante di luce,


Poitiers,

ove poscia
il

mor
i836.

dezza,
in

cio

Gorizia
stadt
cess

6 novembre
figlio

come narXVIII, pag. 327 del Dizionario, in un all'opinamento di Leone XII. Questo magnaniMignc presso

qui noteremo, che


,

rammo

nel voi.

unico
di
,

vivete nei

duca di Reiclidi Napoleone medesimi stati


risiede
la

austriaci

ove

tuttora

mo
ni

Pontefice termin
nel

suoi giorin
,

famiglia reale di Carlo X. Nel


se di

me-

febbraio
il
il

8-29

ed ebbe

successore

cardinal

Castiglioni

cbe assunse
[Fedi),
conclave
il

nome

di

Pio P III

giugno poi 1844 morto a il duca d^Angoulme, dopo lunga e penosa malattia, sofGorizia
ferta

quale

al

avea risposto in discorso pronunzialo al

zione
di tre
te

con edificante e pia lassegnaed ecco nuovo argomento


di
afflizione

sagro collegio dall'ambasciatore di

pianto e
figlia

alla

illu-

Francia il visconte di Chateaubriand , in nome del re Carlo X. IVel suo pontificato scoppi in Parigi terribile rivoluzione, nelle gior-

di

Luigi

XVI,
Pio

consorsuc-

del

defunto.
il

cesse
eh'

regnante

VIII Gregorio

XVI

nate dei 27, 28 e 29 luglio i83o,

pio

ebbe la gloria dando princiad una nuova chiesa africad' erigere

mentre

a'

5
il

dello
fatto

stesso
il

mese

la

na,
to
gi
j

Algeri
del

in

vescova-

Francia avea
Algeri. V.
iti

conquisto di
storico ded-

ad istanza
Filippo
I
,

saggio re Luila

Compendio
luglio

prosperando
fra
il

pi

rivoluzione di

Parigi

negli ultimi di

awenula i83o, com.s\

bella

armonia
la

potentissi-

mo
si

e religiosissimo regno di

pilato

da un

italiano (eslinionio ocu-

cia e

santa

FranSede; meritando-

lare, lla'ia i83o. In conseguenza di

grande

politico rivolgimento, Carlo

venerando e zelante clero il r ammirazione della Cbiesa universale


to
,

un al suo figlio Luiduca d'Angoulme delfino ^ abdic la corona di Francia in favore d' Enrico V duca di Bordeaux. Essendo stato dichiarato il duca d'Orleans Luigi Filippo luogotenena'2 agosto in
gi

come
cattedra
nella

strettamente
di
s.

uni,

alla

Pietro
della

fervoroso
gione.

difesa

reli-

Gregoil Pontefice annover meritamente al sagro collegio monsignor LambruAllorch


rio

XVI

te
i

generale del regno,


deputati di Francia
,

a'

agosto

schini,
d.

destin

incaricato

d'affari

dichiarando
l'

vacante questa corona


al duca,

olfrirono

Antonio Garibaldi, il quale fece poi prelato ed interuunzio apostolico, e

che accettandola
il

ai

9
di

dello

slesso

mese, sotto

nome
a'

Lui-

inviato straordinajio della santa Sede in Parigi. Questo per-

gi Filippo I,

fu riconosciuto per re

sonaggio ora arcivescovo


ra e nunzio

di

Mi-

de' francesi.
sto

Finalmente
col
la

16 ago-

apostolico di Napoli

Carlo

suo

figlio

d'Angoulme,

duchessa

duca Maria

Teresa Carlotta delfina, e i nipoti Luisa ed Enrico, usci dalla Francia,

mentre nunzio di Parigi il sunominato arcivescovo di Nicea monsignor Raffaele Foruari. Per ci che
riguarda
tra
la

la

storia

delle
la

relazioni

pass prima in Inghilterra, poi


Iscozia o

in

Edimburgo, dove
mesi
,

sog-

nei pontificati di

giorn per alcuni


iii

da dove
negli

seguito

parti,

ritirandosi

Sede, Leone XII e Pio Vili, preziose notizie ci ha date il dotto cav. Artaud di Moutor, nelFrancia
e
santa

FRA
le

FRA
e di Pio
nicre,

145

Slorie

di

Leone XII

FUI.
cia

Per ultimo diremo che in Franfurono celebrali un numero grandissimo di concili che non manchiamo riportare ai luoghi ove si tennero , e che essendovene alcuni, che si conoscono sotto il noni*;

innocente di costumi, mirabile nel sapere, splendido nel trattare, si acquist fino da' pii verdi
anni l'amore e Giulio
II,

la

slima

di

tutti.

que ei si mo, non


sacro
a'

ch'eia suo zio, quantunfosse per et giovanissi-

dubit

di

ascriverlo

al

collegio

creandolo

cardinale
dell'ordi-

esclusivo

di

Concili

di

Fran-

29

novembre
,

i5o3,
la

cia, qui

ne faremo un cenno.
nel

Ve

ne de^ preti,
in

col titolo di

san Pietro

ne
le

fu

uno nell'anno 806,

Carlo

Magno

divise

pero. Regia tom.

XX,

quasuo imLabb tom.


il

Vincoli

dopo

morte del
gli

cardinal Ascanio Sforza,

accor-

la

carica

di vicecancelliere.
titolo di

Nel

VII, ed Arduino tom. IV. Nell'an-

i5o3, a solo

commenda,
anno

no 1002 ne furono
ferenti

tenuti in dif-

ebbe

la

chiesa di Lucca, nell'

luoghi, relativamente al di-

seguente quella di Renevento, quindi quella di


la

giuno praticato dalla maggior parte (lei fedeli , dall' Ascensione fino alle Pentecoste ; all' uso che aveva-

Cremona,
di

e nel

i5o8

vescovile

Vicenza.
e quella di

Ottenne
s.

ricche abbazie, fra le quali l'abbazia


di Nonantola,

no

monaci

di cantare l'inno

Te

Reni-

Dcum,
si

nelle tre o quattro

dome-

niche precedenti
Cristo,
1'

contro

la nativit di Gedurante la quaresima usanza della Chiesa ro-

gno di Fruttuaria. Fu legato eziandio in Rologua; ma la rapida carriera di tanti onori fu chiusa da una morte immatura, che lo rap nel
i5o8, quell'anno stesso in cui venia promosso alla sede di Vicenza. Lo pianse molto il cardinal Gio-

mana;
sta dell'

sulla celeljrazione della

fe-

Annunziazione nel iS marzo, e sopra altre materie ecclesiastiche. Regia tom. XXV, Labb tom. IX, ed Arduino tom. VI. Altri concili si tennero nel io3i,
nei
quiili

vanni de' Medici, che fu poi Leone X; e lo stesso Giulio II ne ud


la

infausta

nuova
lo

col

massimo do-

lu trattato

della pace e
ri-

della tranquillit pubblica, del

spetto
giosi

dovuto
ed
alle

alle chiese,

ai

reli-

avea gi visitato pi volte nella sua malattia, e avea anche intimalo pubblicbe preci per
lore. Egli
la

religiose.

Venne

al-

salute

di

lui.

Fu

sepolto nella
tra-

tres

ordinata l'astinenza del vino

Vaticana, e nel
sferito

1625 venne
ss.

nel venerd e della


I)atOj

carne

nel sa-

nella cappella del


la

Sagra-

si

trattarono altre materie.

mento, presso
Cardinale.
ciotti, di

tomba

di Sisto IV.

Labb tom. IX, e Arduino tom. VI. Nel 1229 o i23o e nel i238
furono adunati diversi concili intorno le guerre del reame. Mansi
tom. II 280.
I ,

FRANCIOTTI Marco

Antonio,
nac-

Marco Antonio Fran-

nobilissima famiglia,

que

Rinaldi a

detto

anno

Lucca l'anno 1592. La puerizia di lui fu un saggio ben


in
di

sicuro

tutte

quelle

virt

che

FRANCIOTTI
dinale.

Galeotto, CarFranciotti,
sort
di

poscia lo resero specchio della religiosa vita, e

Galeotto

detto

modello

di

santit.

anche della Rovere,


le

nobi-

Dicesi che fanciullo ancora, giacen-

famiglia in Lucca. Soave di VOL.


xxvii.

ma-

do ammalato, sorgesse da
io

a pre-

i46
gare,

FRA
ne,
e

FRA
sebbene il cardinale avesse impiegato ogni mezzo per accomodare le cose, pure dopo d'essersi
pacificale
le

a si levasse dall'orazione finch non ^ fosse accorto che alcuno sopraggi ugnea a discoprirlo.
Studi le lettere nella patria, e la giurisprudenza nella universit di

parti,

ritornarono

vivere per maniera

che

si

determie
riti-

Bologna; dove solo


quillare

bast a trandi

di rinunziare

la

diocesi,

un' insurrezione

quella

rarsi in

Roma.

Ivi

ebbe

la

protet-

studiosa giovent.
scia

Trasferitosi po-

toria dell' ordine cistcrciense,


ascritto alle
ni,

e fu

in

Roma,

si

trattenne da pridi

principali congregazio-

ma
tista

nello studio

Giovanni Bat-

Spada suo concittadino, quin-

con

di
gli

meglio addestratosi nel trattare affari, fu ammesso da Paolo V


i

tra

protonotari apostolici parteci-

panti, e da Gregorio

XV

spedito go-

sempre che la maggior parte dt' cardinali non dubitavano di seguire la opinione di lui; anzi lo stesso Innocenzo X negli aflari pi ardui, voleva sentire il suo
nelle
tale

quali ragionava

autoriti,

vernatore di Fabriano, e quindi di

consiglio.

Cess di vivere in
fu

Roma
la

Faenza, impieghi sostenuti con singolare saggezza e tanta bont da guadagnarsi l'animo di ciascheduno di
que' cittadini.
di tra

nel

1666, e

deposto nella chiesi

sa del

Ges, dove

vede

sua

lapide fregiata delle insegne


nalizie.

cardi-

Sotto

il

pontificato
trasferito colla

Fu

il

cardinale Franciolti di

Urbano Vili venne


i

cherici di

camera

pre-

una vita assai raccolta e devola. Giovane ancora, super molti assalti

fettura dell'annona, e quindi dichia-

preparatigli dall'invidia
vittorie

altrui,

ratone uditore, nella qual carica moritossi

tali

tutte ascrivea

dipoi

dalla

curia

il

bel titolo di

rt'llissimo giudice. Il

tefice

nel

medesimo Ponconcistoro de' 28 novemlo esalt


s.

bre

i633

al

cardinalato

onorava con ispecialissimo culto. Digiunava sovente sino al rigore; usava di flagellarsi non rade volte si-

alla protezione di Maria, che

col titolo di

Clemente, enei gior-

no

all'effusione

del

sangue.

Cele-

no

stesso lo elesse a vescovo di

Lucin

ca e legato della
tale

Romagna.

Ma

brava ogni giorno la santa messa, ed occupa vasi per due ore nel meditare le verit eterne.

to

congiuntura non piacque tansul principio al Papa, avendo

Era eziandio
alle
ri-

molto diligente
cappelle papali,

nell' intervenire

accordato
al

un po' troppo di duca di Parma, nemico


Si

favore
della

ed

anzi

quale

Chiesa.

trasfer

dappoi

alla

sua

residenza
zelo

vescovile, e con tutto lo


si

suggerito da fervida carit,


le

diede a visitar
lare gli

parrocchie, consoristorare la
disci-

afflitti,

plina del clero,


nei

recandosi

eziandio

luoghi pi pericolosi e scoscesi

per vedere

le sue pecorelle abbandonate e disperse, e porger loro l'alimento della divina parola. Sorse-

conoscimento il Pontefice gli assegn cinquecento scudi di pensioamava la giustizia e non sofne feriva che alcuno gli presentasse regali per qual si fosse argomento. Dava poi abbondanti elemosine, e credesi che giugnesse ad esborsare per tal motivo pi di trentamila scudi. Aveva un fino criterio, ed
:

un ingegno chiaro a aggiugnea un animo


:

tutto ci
assai

vi

corte-

ro

alcune controversie con

quella

se

gentile, di

modo

repubblica sul punto di giurisdizio-

tarameule da

tutti

che veniva amato.

FRA
FRANCO,
sottoscrisse
al

FRA
,

147

Cardinale diacono
decreto

sa

pubblicato

nel

087, da Benedetto IX nel sinodo


di Villelmo, abdi
s.

romano a favore
bate di

Benigno

Fruttuaria.

romana. I Papi Martino IV, Onorio IV, e Nicol IV aveano di lui cos alta opinione che non si decidevano mai negli affari di grande rilievo senza pri-

FRANCOAE,
FRASCONI A

Cardinale. V. Bo-

ma
poi

aver udito

il

suo parere. Era


le

nifacio "VII Antipapa


(di)

XYII.

splendido
del

nell' arricchire

Brumose, Cardinale. V. Gregorio V Papa. FRANCS-MAgOJNS o FramasSONI.

chiese

suo

ordine

special-

V. Liberi Muratori.

FRANGIPANI
ca,

nale. Latino Frangipani

Latino, CardiMalabrandi

sua propria di sanconvento della quale lasci una ricca biblioteca. In Firenze pose ancora la prima pietra
ta Sabina, al

mente quella

della

chiesa

di

s.

Maria Novella.

romano

nipote

Nicol III

Non meno per


se
in
di

sentiva misericor-

per linea materna, fu adottato nella


stri

dia pei poverelli: oltre alle copio-

famiglia Orsini
della

e sotto

mae-

elemosine

che

fece

vivendo
dei fonbiso-

Sorbona laureato

in en-

morte
per

lasci eziandio

trambe le leggi, profess nell'ordine de' predicatori. Divenuto priore


del
,

sovvenire

le

loro

gna.

convento
e

di

s.

Sabina

in

In Viterbo ebbe a sofferire qualche violenza per parte dei cittadini


il
,

Roma

definitole

del

capitolo

quali
della

attribuivano
elezione
del

a lui

provinciale tenuto in Orvieto, ven-

ritardo

ne eletto da

Uibano IV
;

inquisito-

tefice.

re generale della fede

quindi nel
creato da
d'

1278
stia

a'

22

marzo,
e

fu

dopo IVj egli


li

PonNel conclave poi tenutosi la morte del Papa Nicol


fu

uno
al

di

que' cardinail

Nicol III vescovo cardinale


e
Velletri

Odi
la
le-

che propose
Pietro
infatti

sacro collegio

arcivescovo

solitario

da Morone,

Siponto.
novella

Ma

riconosciuta falsa
la

fu

eletto

che Pontefice col noe-

intorno

morte
di

del

me
sorij

di

Celestino

V. Questi ad
il

gittimo
sa
,

possessore

questa chie-

sempio

de' nominati suoi predeces-

il

Frangipani

fu costituito pro-

in lui ripose tutto

governo
di vi-

tettore di essa. Nell'assenza del

Papa
,

pontificio,
ta,

quando manc

venne trascelto col cardinale Iacopo Colonna a vicario di R^oma nel temporale e nello spirituale, poscia

effettu la rinunzia del

ponti-

ficato

che meditava. Comp santa-

legato

latere

in

Bologna

Romagna,
i

e vicario di Toscana.

mente i suoi giorni in Perugia l'anno 1294,6 fu deposto nella sagrestia della Minerva dal qual sito venne
,

Biusc mirabilmente nel tranquillare

poi trasferito al destro lato dell'altare maggiore. Molti critici autori,

tumulti

destatisi

in

Bologna

e Firenze, ed anzi in questa citt


vi

studiata bene la cosa, decisero che

lasci

savi

che la pace i pi regolamenti per mantenerla.


oltre

Recatosi dipoi

nella

Lombardia e

nel Genovesato. represse la serpeg-

Frangipani sia stato autore della Sequenza Dies irae ec. (Vedi) che nella messa de' defunti. si recita Dagli scrittori domenicani contato
il

giante eresia, pun coloro che ave-

fia

beati del loro ordine,

aven-

vano perseguitati
ricuper
gli

g' inquisitori

do Dio a sua
to de' miracoli.

intercessione opera-

usurpati beni della Chie-

i48

FRA
Iacopo, Cardinale.
rica,

FRA
Aquiro. Indi lo conferm nella cacol

FRANZONI
genovese,
clesiaslica

Iacopo Franzoni d'illustre famiglia nacque nel 1612. JNell'el di sedici anni si dedic all'ecmilizia
,

dichiararlo
lo

pro-tesoriere,
ilei

come ancora
monaci
ra
alle

fece protettore

silvestrini.

Lo

ascrisse

anco,

suoi avessero formali di lui


versi

quantunque i ben dila cairiera

primarie
in

congregazioni

e lo deput legato in Ferrara,


t

cit-

disegni

e corse

da

lui

singoiar

maniera
fu

fa-

prima a Bologna, poscia in Perugia, e quindi nuovamente in Bologna dove si dedic


degli studi
,

vorita ed adornata di cospicue fab-

briche.

Sei anni

dopo

promos,

so al vescovado di Canieiino

alla

teologia. R^icevutane

con ono-

dove tutto ridusse a miglior forma e

re la
affari

laurea,

si

rec a
ivi

Roma

per

nella disciplina del clero, e nel co-

domestici, ed

poi fiss la

sua dimora. Urbano Vili nel 1689 lo fece referendario di segnatura


e tre

anni
,

dopo presidente
uffici

della
il

stume del popolo, e nella reciproca armonia de' cittadini. Apri nel suo palazzo una biblioteca, celebr per due voltt il sinodo, e ristaur
il

camera
suo
sua

ne' quali

spieg

seminario e

il

palazzo episcopa-

bel

talento,

ed
nel

in ispecie la
riferire
le

le.

Eresse ancora una cappella nel-

aggiustatezza

cause.

Nel

i654 Innocenzo
delle

lo

elesse chierico dell' anzidetta

camecondelle

ra colla

presidenza

strade e
gli

poi delle armi. In seguito


fer
il

grado

di

tesoriere

e la soe

prai ntendenza

delle

galee

onore di s. CarBorromeo, e di s. Filippo Neri, vi assegn una rendita, e introdusse nella citt somaschi, da cui tosto se n' ebbe a provare il felice risultamento. Dimessa la sua diaconia ebbe da Innocenzo XI , nel 1687,
la sua cattedrale in lo
i

fortezze marittime, e quindi la prefettura generale delle milizie dello

il vescovado tusculano , ritenendo per in amministrazione quello di

stato
tale

ecclesiastico. 11 Franzoni in onorevole incarico esercit la

Camerino.
cui

Ivi

celebr

un sinodo,

decreti unitamente a quelli del


al-

giustizia

con animo il pi fermo ed anzi in qualche occasione non dubit di opporsi anche alle viste

cardinale Brancacci furono dati


la

luce; e posseduta
sei

quella chiesa

per
to.

anni, fece

rinunzia di Ca-

del suo stesso sovrane

Urbano \I1I,
raccola

merino, e pass
cio
quelli
di

alla sede di

Por,

che

avendogli

caldamente
causa,

Intervenne a cinque

conciavi

mandato

una

giudic

Clemente

IX,
di

di

contro la di lui espettazione. Il Papa volea ricompensare il di lui valore col decorarlo della sagra porpo-

Clemente X, d'Innocenzo XI,

A-

lessandro Vili e d' Innocenzo XII.

Compi
chiesa

la

ra
ra

ed affidargli

la

chiesa di Ferra-

ed ebbe
di

mortale sua vita nel 1(197, onorevole sepolcro nella


s.

ma
la

egli

costantemente ne doman-

dispensa.

Alessandro VII per

FRASCATI

Maria in Vallicella. (Tusculan). Citt

altro volle

assegnargli la presiden-

za di Castel sant'Angelo in luogo di quella delle armi, e nel i658 ai


?.c)

con residenza vescovile, nello stato pontificio, governo della Coniai ca


di

Roma,

posta deliziosamente sul


,

aprile lo cre cardinale dell'orde' diaconi,


la

dine

assegnandogli per
s.

pendio d'una collina che gode la veduta del mare, la prospettiva di

diaconia

chiesa di

Maria

iu

Roma,

quella della

campagna ro-

FRA
mana, della Sabina, di Tivoli, e monti vicini. La fertilit del territorio vi trasse eziandio ad accampar sovente gli eserciti romani
de'
nelle
volsci

FRA
gido, e perci

i49

denominata ordina-

guerre
per
1'

cogli

equi,

ernici e

riamente Algensiuna, o Algidcnse; ed il cardinal Pietro Aldubrandini, grato dell'acqua che gli aveva condottato per la sua villa lo zio Cle-

abbondanza de' mezzi


per l'eccellente sa-

mente Vili, come


to

si

legge nel dot-

onde
t

sussistere,

Fea,

Storia

delle

acque pag.

lubrit dell'aria, e per la perennidelle sue acque.

i68, e del dono della comunit di


Frascati d'un pezzo di strada
blica che intersecava la

Circondata

di

pubvilla

campagna, di giardini, di vigneti ed oliveli, e da amenissime e magnifiche ville, assai frequentata dai romani, masdeliziose case di
sin)e

sua
di

regal alla

medesima comunit per


detta
quali
dipoi

uso pubblico dieci oncie


acqua,
aggiunse
pellata
alle

Paolo

V
ap-

nella

stagione

estiva

in

due

oncie

di quella

ogni

tempo dell'anno

dai forestieri

Tepula, per un amplissimo

per gl'importanti avanzi dell'antico Tusculo, tanto celebre nelle


rie,
isto-

lavatore pubblico, del quale fu quel

Papa pur benemerito per due grandi

cospicuo ed antichissimo

mula
ri-

strade di accesso

e di comuni-

nicipio, dal quale, al dire di

Strabemolli

cazione con Frascati.

Dal

medesianti-

ne,

romani avevano

appreso

n]o
chi

scienza del governo,


ti

come

Fea si rileva che mata Crabra, lasciata

l'acqua chiadagli

costumanze, ed innanzi che

romani per uso del munici[Jo

la

cittadinanza

romana
ai

fosse dive-

tusculano, e x-ipristinata dall'impe-

nuta

comune
di

tusculani.

Non
palaz-

ratore Traiano, fu favorita per l'au-

manca
7,

belle chiese

di

mento a comodo

della

popolazio-

ed oltre quelli delle ville di cui palleremo, sono ornati quasi tutti di giardini ridenti. Le strade sono rettilinee, e

ne, da Sisto IV, Paofo III, Pio IV,

terminanti per lo pi in
si

luoghi, ove

ammira qualche

bel

Innocenzo XI, e Benedetto XIV. Tuttavolta non avendo la citt un tempo molini, la detta acqua non era sufficiente a muovere le macine secondo l'antico metodo. Per anni addietro provvide a tale inconveniente il principe d. Francesco

punto di vista. 11 passeggio del Pomerio incantevole, ove l' occhio


si

spazia
vasta

all'

intorno sul mare, sulpianura, sulla


colli

la

sottoposta
Fajola,
e

Borghese Aldobrandini
to

dappoich

selvosa

sui

Ernici.

colla direzione del celebre architet-

Ha

diverse belle piazze decorate di


le

fontane,

quali sono

alimentate

e profondo letterato cav. Luigi Canina, e l'opera del valente mec-

da purissima acqua, quella stessa che Giulio Cesare port in Roma, a mezzo di numerosi acquedotti che da lui per disposizione di Agrippa
Giulia.

canico

Daner

di Zurigo,

fece cocilt

struire presso le

mura

della
i

prese

il

nome
ac(jua,
il

di

Acqua
ha
la

tale

che

una macchina, con la quale frascatani macinano con esilo felicissimo. E per supplire in modo pi ampio alia mancanza di mole a grano nel
territorio proprio di

sua sorgente sotto


Grottaferrata,
la

monistero di
(piel-

Frascati
l'

co-

venne supplita
il

me

altres

per favorire
il

industria
prin-

che sorge sotto

monte su

cui

nella sua pallia,

medesimo
Borghese

stava posto l'antico castello di Al-

cipe d. Francesco

Aldu=

i5o
brandi ui
tra
fece

FRA
aggiugnere colla
di-

FRA
gervi
;

ed allacciata
sotterraneo

per un

cu-

rezione dello stesso architetto un'al-

nicolo
lungi.

non

molto da
giovarsi

mola a grano, composta da una macchina interaninte eseguita col


con metodo
dai
il

Potrebbe

Frascati

dell'acqua Angelosia, che sorge nella pianura detta la Pedica, comech ab antiquo concessagli. E un

ferro parte fuso e parte maleabilc

pi adattato alle pratiche del paese, e col lavoro diretto


fratelli

Mazzocchi

abili

artefici dell'armeria pontificia.

si

da una tale opera che si diede principal impulso alla introduzione


negli stati pontificii delle

macchine
gli

eseguite col feri'o fuso per

usi

pi necessari delle arti diverse. Al dire per dei frascatani sem-

bra che l'acqua Giulia non abbia origine sotto il castello di Grotta
ferrata, perch allora sarebbe stato

rimamolto pi basse. frascatani asseriscono, che le acque che alimentano Frascati di presente sono l'acqua Algidtnse, che il comune di Frascati ha sempre posseduta, ed ultimamente ridifficile

guidarla a Frascati,
ferriere

tempo vi si provarono i frascatani con molto dispendio n vi sono riusciti ancora per la difficolt incontrata nella natura del suolo da forarsi, per praticarvi i pozzi e le forme; ma si spera che dirigendosi per altra via, la possano far godere alla citt , che ne avrebbe grande utile, e forse anche profitto. Del resto il bottino che ne allaccia le vene alla sorgente tutto costrutto , e si paga dal comune annuo canone per il terreno oc,

nendo le Laonde i

cupato, all'abbazia di Grottaferrata.


Il

palazzo vescovile detto la roc'

ca

dalla

sua

forma,

fu

cos di

ri-

dotto dal cardinal duca

Yorck

vendicata,

come
;

si

legge dalla

la-

pide posta sulla


della piazza
le radici

pubblica

fontana

dell'Algido,

nure cio
il

acqua che viene dalda quelle piaove il cav. Canina pone

Laciis Regillus. Inoltre un'acqua,


si

vescovo di Frascati, il quale fu pure grandemente benemerito del seminario fabbricato nel lyoi, e rinomato per fama letteraria, da lui ampliato, dotato di rendite, ed arricchito di biblioteca; esso annesso alla chiesa del Ges, ove rimarchevole la finta cupola, opera del valentissimo architetto e pit-

che
lita

allacci

quando

sterravansi
la sa-

alcune forme antiche, presso


di
s.

Antonio, salendo per an,

ni che

tore gesuita p. Pozzi, e vanta alunsi distinsero per sapere, e per

dare a Marino

chiamata

volgar-

ragguardevoli dignit ecclesiastiche,


e tra quelli che furono a'nostri tempi
esaltati
al

mente

Zitella.

L'altra saluberrima,

che neppure nelle siccit pi lunghe mancata giammai, scaturisce da un fonte lungo la strada che
porta a Grottaferrata, precisamente
in faccia al cancello della villa Pallavicini.
cittj

cardinalato,
il

nominecardinal

remo

a cagion d'onore
i

Ercole Consalvi, ed

cardinali Giu-

seppe della Porta, Antonio Pallotta. Luigi del Drago, Lodovico Gazzoli,

lontana per poco dalla


si

e iViccola Grimaldi,

tre

ul-

ma non

ritengono

cit-

tadini e i forestieri dal discendervi a prenderne, perch veramente la sua purezza compensa quei pochi
passi

timi de' quali sono viventi. Questo seminario tuttora fiorisce per le

cure del eia vescovo e conciltadiiio,


il

cardinal Lodovico Micara decano


:

che debbonsi fare per giua-

del sagro collegio

la

chiesa de-

FRA
dicata al Pontefice
s.

FRA
Gregorio
I

i5i

M
"

la

sacra
la

Magno,
di

e vi si venera un'immagine Maria santissima sotto il titolo Re-

M lizzare
che
>

eloquenza ndl'evangedivina parola ne amstessi,

miraste voi

tutte
vi

le

volte

fugiiun peccatoruny ivi collocata dal missionario p. Baldinucci gesuita ,

per

ascoltarlo

adunaste
per

nel nostro palazzo, ec. ".


INIolto

e coronata

dal
inoltre

capitolo
la

vaticano.
del
le
le

rinomata

Frascati
la

Onorano

famiglia
lui

ville

moderne che

circondano,

cardinal Micara i di Vincenzo cappuccino,


losofia

fratelli p.

quali furono erette in parte nel

lettore

in

fi-

secolo

XVI, ma principalmente duil

teologia

ex

definitore

rante

secolo

provinciale, e postulalore
delle

generale

do dai
se,

pontificali di

XVII, incomincianClemente Vili

cause

de' santi

dell'

ordine

per cui ebbe la religiosa consolazione di veder sotto di lui canonizzata s. Veronica Giuliani cappuccina nel 1839; ed il cav. Cle-

Aldobrandini, e Paolo V Borghelaonde in quello d'Innocenzo

la

villeggiatura di Frascati

pei

si-

gnori romani venne in gran voga.

Queste nobili

ville

danno un' idea


e
della
delizia

mente che ha dato alle stampe delle tragedie, e un progetto per migliorare la coltura della campagna romana. Un Clemente Micara fu
vicario generale della
tria,

della magnificenza

delle antiche, di cui

poi

parlere-

mo, come

dell'antico

distinguono
fabbriche a
stinate.

per
tal

vaste

Tusculo, e si e sontuose
uso de-

propria
alla

paro-

particolar

arciprete della cattedrale, dotteologia,


ascritto

tore in

mana
Di

cittadinanza nel 1649, ^ oi'to esaminatore sinodale nel 1704.

Niun luogo o citt vicino a Roma pu vantare il numero delle ville che rendono celebrit a Frascati ; una delle pii antiche ville
ri,

Frascati
d.

fu

egualmente

il

p.

di Frascati la villa Falconie-

abbate

Sergio JMicara
,

superiore

limitrofa delle ville


:

Taverna

dell'abbazia di Casamari

che per la sua piet e sapere merit la stima di Leone XII, e del regnante Gregorio XVI. Fu Leone XII che nel concistoro de'20 dicembre 1824 cre cardinale il p. Lodovico Micara ministro generale de' cappuccini e piedicatore apostolico quando poi Leone XII lo pubblic in
:

Mondragone
ingresso

ha

il

suo

principale

dalla
in

strada

denominata

onore del sommo Pontefice regnante, che conduce da

Gregoriana

Frascati

all'eremo
detta
il

de' camaldolesi,

cos

percorre
fetto resa

perch quella che Papa allorquando si rel'eligiosi,

ca da quei

ed a tale
detta

ef-

come

al presente si

vede.

concistoro a' i3

co

marzo 1826, eccome meritamente si espresse


al

La

villa

Falconieri
dal suo

anche
Filippo

Rufina
ri

fondatore

in di lui lode, nell' allocuzione che

Rufini vescovo sarniense, che monel pontificato di Paolo

pronunzi
"

sacro collegio, w

Con
ufegli

IH

l'an-

qual sagaci t, prudenza,

e zelo

no

1548, ed
di

sepolto
s.

in

Roma

di regolar disciplina questo fizio (di ministro generale)


!"

nella chiesa

Giovanni della

eserciti

voi

venerabili fratelli
vi

Pigna. Nel secolo seguente divenne propriet de' Falconieri, che ancora ne sono possessori.
costruire
il

non l'ignorate; n ignota M la singolare perizia di lui

Essi

fecero
ivi si

nelle

palazzo, che oggi

teologiche dottrine; e oltre a ci,

Tede,

con architettura

del

Borro-

IJ2

FRA
Carlo Maratta
gli

FRA
in

mini, e poscia ornare di pitture a


fresco.

una
le

delle

volte dipinse la nascita di Venere,

con Nettuno che

offre

ric-

il regnante Gregorio XVI diverse volle, nelle annuali gite che nell'ottobre suol fare all'eremo degli cremili camaldolesi di Monte Co-

chezze del mare, e le tre Grazie che sulla spiaggia l' attendono per

rona, non molto distante, talvolta


fu ricevuto decorosamente dalla nobile

coronarla di

fiori

in

altre stanze
vi

fcimiglia

proprietaria della
cav.

vil-

Ciro Ferri col suo pennello


present nelle volte
nelle pareti
zi,
il

rap-

la, tale

le

stagioni, e

cav. Pier
i

Leone Ghez,

che mori nel

^55

vi

effigi

varie caricature, in cui sono molti


ritratti

Enrico Englefield inglese, suo cameriere segreto di spada e cappa sopiaiinumerario, nobile ospite della medesima. Villa Mondragone. Questa sualtra dal
perioi'e
te
le

della famiglia

Falconieri, e

in
ville

vastit di fabbrica a tut-

de' suoi amici, pitture


incise

che
lo

furono
spirito
,

erette

nei dintorni di
nel
teiri toal

daU'Osteriech per

Frascati, per trovasi


rio di

con cui le esegu il detto artista che in tal genere di lavori particolarmente si distinse. Il Cancellieri

Monte-Porzio, sente non esiste pi


villa,

ma
la
il

predi

forma
edific dei

e solo vi

resta

magnifico
il

nella sua Lettera al dottor

Ko-

e grandioso palazzo, che

reff]

pag.

58,

riporta

l'iscrizione

cardinal

Marco

Sittico

conti

posta sopra
pag.

un
1

ricettacolo d'acrjua
villa

derivante dalla a

superiore, ed
sotto

32

il

distico

una

rupe contigua Aggiunge che

alla
il

fontana rustica.

suo edificatore ot-

d'Altemps, nipote di Pio IV de Medici siccome figlio di sua sorella Chiara dama milanese, e che venne di molto ingiandito sotto il pontificato di Paolo V, come nel
,

tenne dal cardinal camerlengo varie esenzioni per la costruzione di questa bella villa che secondo il Galletti sarebbe stato Alessandro
,

seguito
la

si

dimostra. Reca
di

sorpresa
posta

vastit

questa
colle,

mole,
e che

sulla

cima del
la

tutta

sottoposta
:

domina campagna sino


Tro-

Rufiiii eletto

vescovo di Melfi, che


nell' atrio

R.oma

eccone

l'origine.

fece trasportar

del

pa-

vandosi
to

il

cardinale in Frascati col


soggiorno, e an-

lazzo de' conservatori di


glio le statue di

Cesare
a'

Campidoe di Au27
si

Pontefice Gregorio XIII, che mol-

ne

amava
insieme
colli,

il

gusto,

che

mor
III

luglio

iSyg. Paolo

spesso

rec a
e sicco-

dando ameni
go,

diporto

per

gli

giunto su questo luoil

villeggiare in questa

villa,

incantato

Papa

dalla

sor-

me
la

egli

recinse
,

con

valide
d'

mura
deIVu-

citt

nel

rovescio

una sua

medaglia coniata nel 1 55o, e scritta da Ridolfno Venuti , mism. Roii. Pont. n. XXIX, si vede Frascati cinta di mura
r epigrafe
:

prendente prospettiva che da esso Oli godevasi, disse con trasp(jrto quanto starebbe qui btiic una vil;

la!

Il

cardinale
il

senza rispondere

83, con

concep subito

magnanimo

divi-

tusculo best. con

al di

samento d'eseguirne il desiderio, e con grandezza d'animo pronlameiite


vi

sopra scritto rufi.\a, ed aggiuntavi la veduta di questa villa. Anche altri Pontefici onorarono di loro presenza
la

[ccc

fabbricare
il

il

sontuoso
villcg:,'ia-

palazzo, ridusse

locale a viibi, e
della

per

il

primo tempo
ne
invit

villa

Falconieri, ed

turuj

Gregorio

Xlli a

FR4
goderne. 11 Papa per l'amorevolezza
cardinale,
rest amniiialo

FUA
tuta
via
ci

i53
tutta-

da parecchi

scrittori,

ed

attivit del la
il

non
il

meno che per


villa,

sillatta

permelleremo osservare che intenzione di fare una stra-

magnificenza
cardinale die

della

cui

nome
del

di

Mondra-

da dalla villa Mondragone in linea retta per la sola estensione di setmiglia sino a Roma, non pu ragionevolmente approvarsi perch anche se si fosse potuta tirate
,

gone,

ad onore

Pontefice che

per arme gentilizia aveva un mezzo drago. Si vuole per altro, che
poscia Gregorio XIII facesse costruire
la

re

una strada
frequenti
e

retta
valli
dillicili

a
e

traverso
colli

parte

media

della

fabbrica

delle
s*
si

che

con frequenza l'abit. In seguito il duca Gio. Angelo Altemps vend a Paolo V Borghese la vildilettandosi mollo di la, il quale
indi

incontrano
in

a praticar,

rette strade

qualunque
potuta
,

si

sarebbe
tal

mai

fare

non una
in

strada di

brevit

giacch
s.

essa e solendovi

portarsi a
corte,

villeg-

giare colla sua


servir

dispose

dovesse di villeggiatura

che per
in

sj e pei

Papi

suoi

successori

un

alla corte pontificia,

laonde die-

Giovanni sono alla villa Mondragone non meno di dodici miglia, secondo alcuni, altri portano per opinione che tal calcolo sia troppo in ralinea retta dalla

porta

de opera ad ingrandirla, e si aggiunsero con poco ordine nei lati


altre fabbiiche, colle quali
si

gione di distanza.
palazzo
si

La

vastit

del
dalle
fine-

pu

argomentare

raccorti-

sue
stre.

trecento
Il

settantaquattro

chiuse nel mezzo


le.

un ampio

possesso di questa villa ven


ai

Vi

ebbero

parte

nell'architet-

ne poscia concesso
ghese
di
viali,

principi Bor.

Vansanzio detto il fiammingo, e Flaminio Ponzio che


tura Giovanni
fece costruire
il

coi

terreni

annessi
villa,

Ora

questa superba
e
de' suoi

de' lunghi

portico.

Si

ammi-

deliziosi

giardini
;

ra

poi

di

particolare
dicesi

un portico

disegnati

da Carlo Rainaldi
Algida

delle

volgarmente essere architettura del Vignola, con


interno,

che

fontane dell'acqua
tavi

condot-

tre arcate colonne e pilastri ionici.

da Giovanni Fontana, variate ingegnosamente, specialmente quella

Inoltre

Paolo

V
si

aveva

intenzione

delta della (irandola

delle sue
statue,

che da
alla

Roma

dovesse giungete
retta

eccellenti

pitture, pregevoli
di

villa,

per una strada


miglia,

di
di

marmi

ogni sorta,

come

di

sole

sette

fiancheggiata

altri

ornamenti, altro
le

non riman-

alberi, ci che la di lui morte, avvenuta nel 1621, g' imped mandare ad effetto, locch sicuramente avrebbe fatto, come qudlo che

gono che

muia
e

spogliate d'ogni

abbellimento,
cattivo stato,

passionalo
ripetere
il

per

fabbricare

soleva
:

detto di Gregorio XIII

ancora in poco restando della sua primitiva imponente bellezza. Il Piazza nella sua Gerarchia cardinalizia, a pag. 2 55, parlando dei
pregi di questa villa, dice

queste

V edificare essere blica, impiegando


sulla

una
le

carit

pub-

che

hi

braccia di tanti

poveri operai. Qui

per noteremo, volgare tradizione della stravoleva fare Paolo V,


riportata,

da che
noi pure

da
ripe-

siccome

chiamata Mondragone, e Monfe del dragone, perch fu ampliala da Paolo V nel cui stemma ewi piu'e il dragone ed il p. Eschinardi atlerma, che nella galleria
,

i54
davi
la

FRA
pittura del

FRA
di

Carro

Miconsi

chelangelo Buonarroli. Pilla Taverna. Essa

giunta

alla

villa

Mondragone,
di
si

comprende
te Porzio,

nel territorio

Monsi-

quantunque

stenda

no

assai

da vicino

alle

fabbriche
falda
origi-

della citt di Frascati, sulla

vrano colla sua corte. 11 suo interno ornato particolarmente di tappezzerie disposte dal celebre monsignor Lodovico Sergardi circa la met del secolo passato come not il Cancellieri , nella sua Lettera al dottor Koreff sopra il tarantismo e aria di Roma , a p. 36 ove
, ,
i

del colle. Questa villa ebbe

narra tra
re

le altre

cose che nel

1741

ne da Ferdinando Taverna nobile milanese, governatore di Roma, co-

l'onor Benedetto XIV. Le pittu-

me

lo

era

stato

il

zio

Lodovico

che

vescovo di Lodi; nel i6o4 fu creato cardinale

mor
l'avea

nel

da Clemente Vili, e 1620 in Novara di cui


vescovo

ed altri ornamenti decoravano in un a' suoi giardini, fontane, ed altre prerogative, la resero gi una delle pi
e le statue,
la
,

belle di Frascati,

fatto
IVel

Paolo

nel
la

Villa Sora o Boncompagni. Nel-

161

5.

suo governatorato aven-

parte
esiste
il

occidentale

di

Frascati,

do dovuto fare eseguire su diversi nobili romani quelle famose giustizie, che descrivemmo all'articolo
Clenwnte
perci
in

lungo

la strada

proveniente da Rodi villa

ma
d'

questa villa, gi cognita

sotto

nome

Sora,

nome
Bon-

Vili

[Fedi),

vedendosi
veduto,
villa

un ducato

della

famiglia

Roma mal
la
si

in

questo luogo edific


casino, in cui
vita

ritir

ed il a menarvi

compagni, e nome che conservano ancora le terre poste nella parte opposta dalla strada Romana, ove
trovasi

dal Ratti

parca e frugale. Si apprende Della famiglia Sforza


,

una vasta conserva


avere
antica
,

d' acqua,

che

deve
villa

appartenuto
della

ad
ri-

tomo
d.

II,

pag. 36?,, che

il

principe

una

quale
tracce

Michele Peretti nipote di Sisto V, nel 1614. compr dal cardinal


villa

mangono alcune poche


luogo
stesso.

nel

Tuttora

la

villa cogli

Taverna questa

per scudi ventiil

annessi orti Sora, propriet dei

mila. Indi l'acquist

cardinal Sci-

duchi

Boncompagni
Il

principi

di

pione Borghese nipote di Paolo V, il quale vi si rec colla corte spesso


a flipurto,
lettevole.
villa

Piombino.

citato

Piazza, a

pa-

perch

gli

riusciva dila

Perci fu detta poscia

Borghesiana , anche perch tanto il Papa che il cardinale e la famiglia, maggiormente l'ampliarono, aggiungendovi nuove fabbriche e portici nei lati; in modo da poter servire a tutti i comodi
della villeggiatura dei
prietari.

gina 2 56, dice che la villa Boacompagna fu fondata da Gregorio XIII Boncompagno dov' egli pi volte dell' anno si ritir a diporto
,

sollievo

quasi
via

alla

radice
;

del

monte
ivi
il

sulla

Romana
giorni
,

che

Pontefice

vi

ricev ed allogil

gi per alquanti nal


s.

cardi-

principi pro-

Carlo Borromeo, quando per l'ultima volta nel 1)83 si port


in ni
,

La magnificenza

del

pa-

Roma
e

alla

visita

de' sagri
il

limi-

lazzo opera dell'architetto Girola-

per

far

confermare

suo

mo
e

Rainaldi,

buzione degli adatto a ricevervi qunlmiqiie so-

con comoda distriambienti che contiene,

quarto concilio provinciale, e per ciavi negozi che dovea trattare con la santa Sede, dalla quale ri-

FRA
cevette quanto desiderava
,

FR A
e
1'

55

ap-

lazzo della villa


to.
Il

vi

il

suo ritratstorico'

provazione del contrastato concilio.


11 p.
il il

Nibby ueV Analisi


della
ci

Eschinard, a p. 264, dice che

topografica- antiquaria

carta
e

cav. d'

Arpino

orn con pitture


Contigua
al

dt dintorni di Roma,
te

d erudi-

palazzo.

notizie sulle ville di Frascati,


di

Filla Pallavicini. suddetta


villa

alla

parlando
la

questa, riporta corretta

verso occidente trovasi


patri,

lapide gi

quella ora

appartenente
principe

nel tom.

prodotta dal Volpi Vili del suo Vetus Lasovrastata


dal

monio
che

del
col

Pallavicini

tinm
la

busto di
indi

nome

di

questo

prin-

Marco Publicio Unione;


dei

parin

cipe distinta.

Prima con

particola-

frammenti
di

di

antichit

re denominazione chiamavasi J^illa

essa esistenti, del

monumento
Licinio

sepol-

Beipoggio ed appartenne gi al duca Strozzi , e al duca di Ceri. Il Piazza nella Gerarchia cardinalizia, a pag. 2 56, osserva che
,

crale

Publio
Licinio

Filonico,
fatto

e
al

Publio

Demetrio,

patrono, e di altri avanzi di an-

tichit.

Aggiunge che poco distante


;

questa

villa

posta tra la
,

BoncomBorErcole
parte
la

la

vigna gi dei Bevilacqua oggi


indi quella

pagna
glia

e la Lodovisia

dalla fami-

Passerini

che

fu

dei

Ceri pass alla


,

famiglia

Rocci, poi de' Varesi, che avendola

romeo

indi

monsignor
stessa

comprata
vescovo
di

il

cardinal duca di
Frascati
pel

Yorck

Visconti.

seminario

Villa Rocci. Dalla


d' occidente
villa

vedesi

di

seguito

detta primieramente

Arrigoposin tre

ha preso il nome di vigna del seminario , e che in questa il pianterreno d'un vastissivescovile,

e, e quindi Rocci, e

Varesi, dal

mo
la

fabbricato

nome

dei proprietari
:

che

la

sostenuto
villa

sedettero

ora

suddivisa

antico con portico da colonne, parte delLucullana che il volgo


,

propriet
nobili

che

famiglie
Il

appartengono alle Cesarini, Muti ed

appella le grotte del seminario. In

quanto
perci

alla

villa

Rocci ed a quella
ai

Amadei.

Piazza a p. 2 56 parla

porzione

spettante

Cesarini

di questa villa, e la

chiama Roccia
ripartita

Varesiana,
tra le

come

allora

chiamata villa Cesarini , e nella leggo nei Diari di Roma


,

due famiglie
descrisse
:

E.occi e Varese, le

mentovata
le notizie

Lettera

del Cancellieri

cui antiche e ze le

moderne magnificenil

suo Latinm
valse

il

Rircher nel Piazza pubblic la


p.

che qui accenner. Avendo monsignor Angelo Cesarini vescovo di Milevi in partihus , ben
affetto dell'

sua opera in
il

Roma
di

nel lyoS. Pre-

encomiato cardinal vepiacevole


nel 18 io,

nome

Rocci perch Bernel

scovo, ridotto la sua porzione della


villa

nardino

R.0CC nobile i-omano,

Rocci

deliziosa

pontificato di
st la villa
,

Urbano Vili acquie


la

(egli

mori

rese

deliziosa

in
in

Roma

nella

ed sepolto chiesa di s. Maria


filippini),
a'

fu creato cardinale

da Clemente

Vallicella

dei

14

nel 1675, di cui e del predecesso-

re Clemente IX era stato maggiordomo, e perci governatore di Frascati,

1802 il Pontefice Pio VII, in compagnia del re di Sardegna Emanuele IV, e del cardinal veottobre

quindi mori in

questa

villa

a^ 2

novembre

del

1680: nel pa-

scovo, onor di persona la ricevuto ossequiosamente dal

\\\[h,

pie-

i56
letto

FRA
propriet rio
;

FRA
Torlonla duca
Poli,
di

le

parti

ne gir tutte e iiell'aiino seguente a' 3


,

P)racciano

e di

che ora

n' proprietario.
ivi
il

ottobre

il

inedcsiino

Papa

si

rec

un' iscrizione

esistente

si

rileva

a pranzo dal cardinal vescovo in questa villa. Nel i8o4 poi portandosi il cardinale e il prelato a fare un omaggio a Pio VII nella
pontincia
villeggiatura
di

che ael

i8a6

duca
della

d. Salvatf)re

Sforza-Cesarini-Conti

ripristin
villa.
Il

ed
ca-

aument l'acqua
sino di questa alcuni quadri
ivi

villa

non presenta
autori

Castel

cosa degna di osservazione, tranne


di

per istrada
e

Gandolfo (Pedi), ed incontratolo il Papa fece scendere


,

moderni

raccolti dall'

dalla sua carrozza


il

il

maggiordomo

prietario.

odierno duca proAlcune rovine antiche

maestro di camera, e vi fece ascendere i due personaggi. Final-

sparse per la via

hanno
questo
di
difficile

fatto cre-

dere
eh'

che sino a
la
villa

luogo
a

si

mente alli 17 di Pio VII torn alla

ottobre
villa

i8o5
ve-

estendesse

Lucullo, ci
potersi

Cesari ni

incerto, e

ove fu ricevuto dal scovo e dal prelato


il

cardinal

provare.
villa,

La parte superiore
quale
si

della

proprietario,

alla

ascende per vasi

quale port seco in carrozza in


al

rie

grandiose scale,
di alberi

compone

di

un
la

maggiordomo
il

nel

recarsi

un bosco

altissimi
viali,

inter-

visitare

re di
;

Sardegna
poscia

alla vilalla

secato da spaziosi

e che pre-

Piccolomini

torn
,

senta vedute superbe.

villa

Cesarini a desinare tendo alla sua tavola il

ammetcardinale
altri die-

Filla Montalto.
za

A maggior
villa

ele-

vazione dell'anzidetta

s'innal-

e monsignor Cesarini con


ciolto

questa

volgarmente chiamata

commensali.

Acqiiai'iva, perch eretta dalcaidi-

Flla Conti. Superiormente alla


villa

nal Ottavio

A equa vi va
tal

il

seniore,
nel
i

Rocci sta la magnifica ed


Conti, per
la

amecon
di-

na

villa

vastit dei

promosso a da Gregorio

dignit

19

XIV,

e Montalto per
il

giardini che vi

sono

annessi,

averla perfezionata

cardinal Alesdi

fontane
za,

in

piani di diversa altezai

sandro Damasceni Peretti


talto,

Moncos
villa

ciascuno corrispondente
piani
del

versi

palazzo.

Essa
di

fu

degno nipote di Sisto V, anticamente fu chiamata la


dal
ri;

fabbricata nel pontificato

Gre-

nome
fu

de' primi
dei

suoi proprieta-

gorio

XV
il

Lodovisi
vi

dalla

sua fa-

anche

Borghese,

ma

miglia, e perci chiamata


sia
:

Ludovia
di-

poscia
sesso

Papa
la

and spesso
il

per essere passata in posOdescalchi duchi di degli


si

porto, piacendogli

soggiorno che

Bracciano,

disse

pur

villa

domina

vista

del

filma che vi

tenesse

mare ed un concistoro.
,

ciano, ed ora

del collegio

Bracurbano

Di[)oi acquist la

villa

il

duca
il

di

di propaganda fide, che nella stagione autunnale vi manda a vil-

Poli Conti

donde prese
nobilissima
,

nome

leggiare

gli

alunni

banditori

del

che

gli

rimasto, e poscia fu eredalla

vangelo.
di
le

Essa situata
di

sul ciglio

ditata

famiglia

un

colle, e

Sforza -Cesa ri ni

che a'giorni nostri,


al

rovine

come dicemmo
gina 81
ta
pc;-

voi.

XVII, pad.

fianco al

sembra edificata sulun casino antico ; di viale che vi conduce da

del

Dizionario, fu cedu-

convenzione a

Marino

zioni

Frascati veggonsi nel salirvi sostrudi opera reticolala di lava

FRA
come
di cui

FRA
Belvedere

i:j7

quelle

tic-Ila
Il

villa

parleremo.
la la

Piazza, a p. 256,

magnificando
sta
villa
,

sonluosit di quedice
iiigrandila dal

dove la volta fu dipinta da Annibale Caracci , che vi rappresent la Notte personificata sul carro con due fanciulli in braccio, l'uno bianco di colorCj l'altro nero; sieguo-

Pontefice Sisto V, quindi dalla sua


famiglia Peretti passala alla vSavel]i

che ne

eredit

le

fortune

dai

no la Nolte, Lucifero , ed Espcro con face alzata in una mano ed


,

quali ne fece acquisto d. Livio


descalchi nipote
d'

O-

una rovesciata
notare
a
dire
,

nell' altra

per de-

Innocenzo
di
il

XI

il
il

loro diverso officio, vale

e che fu
della
coni'

creduta da
villa

alcuni parte

primo
secondo

di
la

precedere
notte
:

il

famosa
di

Cicerone
Cluverio.

giorno
ro,

il

dopo

sentimento

Dell'architettura e pitture di questa


la
villa,

dell'acquisto fattone dalcardinalizia

congregazione

di

propaganda Jdt dalla casa Odescalchi con patto rediinendi , delle


visite

fatte in essa dai regnante Gregorio XVI , e di altre cose che la riguardano, gi ne abbiamo par-

si vede l'Aurora nel carancor essa con face, che illumina il mondo: finalmente in due quadri laterali sono effigiati Mercurio e Diana. Nella seguente camera la volta decorata con arabeschi , opera del Zuccari , e nell'altro piano sono delle vaghe pro-

Lucifero,

spettive dipinte dal Pennini.

lato al voi.

XIV,

p.

232

233

del

Villa Belvedere o Aldohrandni.

Dizionario.
cun'altra

voler aggiungere al-

Al lato orientale
soprastante alla

di

questa
di

villa, e

pi dettagliala

nozione
scuola

citt

Frascati,

qui duerno, che nella sala principale

maestosa
la

si

eleva la pii

amena

di

eiano
segue,

alcuni

quadri

della

tutte le anzidette ville, qual quel-

del Piubens;
le

che nella stanza che

che porta

il

nome

di

Belvedere

pitture a fresco sono del-

in

correspettivit della bella vedu-

del Domenichino, ed il quadro che rappresenta un quadro campestre si vuole che sia propriamente del Domenichino. Nella camera annessa, la di cui volta
la scuola

ta

che

ivi

si

gode, e di AldohranPietro nipote di

dini dal caidinal

fu il generoso fondatore, di cui premetteremo qualche altro cenno biografico,

Clemente Vili, che ne

ornata di pitture arabesche a chiaro-scuro sono cinque piccoli qua,

olire quello dato al suo articolo, e

in quelli che lo riguardano,

come

dri coloriti dallo stesso

Domenichiil

no; in quel di mezzo figurato


separarsi da Eliseo;

profeta Elia sul carro nell' alto di

siegue quello
si

che rappresenta Sansone, che


ca sulle
spalle
le

re;

parlando della chiesa de' ss. Vincenzo ed Anastasio alle tre fontane di cui fu abbate; della chiesa di s. Nicol in Carcere eh' ebbe in diaconia ; del ducato di Ferrara
del

porte

di

Gaza

quale fu

vengono

poscia

rappresentati

gli

gato,

nominalo primo lequando ritorn al pieno do-

esploratori che

ra promessa

tornano dalla tersuccedono quindi una


il

silica

minio della santa Sede ; della badi s. Maria in Trastevere di


:

veduta

e sopra la finestra

pro-

spetto del casino quale esisteva ai

tempi del Domenichino. Tornando


alla sala
si

entra

iu

una camera

come parcui fu benefico titolare lando di altre chiese, cappelle, monasteri e luoghi pii di Roma, ove sovente s' incontrano le memorie

i58
di-Ile

FRA
beneficenze
di

FRA
cui
il

fu largo.

la

cessione

di

quel ducato,

se

ne

Educato dai
di questi
s.

filippini,
gli

fondatore

Filippo
la

predisse ben-

guadagn talmente la benevolenza, che in morte a preferenza de' suoi


stretti

ch giovinetto
lizia

dignit cardina-

parenti

lo

istitu

suo erede

a cui l'esalt lo zio, che poi

l'ordin sacerdote nel santuario di

Loreto.

Dotato

di

talento solido

Spedito legato in Fiancia ad Enrico IV, imped la guerra che slava per iscoppiare col duuniversale.

vivo e penetrante, fjuantuntjue poco si fosse appi-ofondito nelle lettere, colla

ca di Savoia, riconciliandoli

e pas-

sua
i

avvedutezza seppe
difHcili

sando per Fuenze bened le nozze contratte dal detto re con Maria
de' Medici.

maneggiare
discernere
ti
,

pi
le

affari

Nella funesta inondaziodi

la

forza degli

argomenle dif-

bilanciare

ragioni favorevoli

ne del Tevere, t a soccorrce


le

persona

si

por-

quelli

assediati nel-

dalle contrarie, e scioglierne


ficolt; di

case dall'acqua; e nell'anno sandi

modo

che sembr nato


la

to

frequente lav
e
li

piedi ai pel;

fatto
affari

per

mole degli d'alta importanza, di cui nel


sostenere

legiini,

serv a
la
,

mensa
il

pinete eresse
to ai

chiesa e

in Carconven-

lungo e glorioso pontificato dello zio venne incaricato. Sebbene la sua figura e la sua voce non fossero
tali da imprimere negli animi gran concetto di lui; egli suppliva

riformati

neh' eremo dei


l'in-

camaldolesi di Frascati edific fermeria


,

avendo sempre disposto


ai

l'animo a dar limosine


si.

bisogno-

Fatto arcivescovo
pia casa
la

di
i

Ravenna
teatini,
e-

nondimeno al con la buona


lezza

difetto

della
,

natura
genti-

dallo zio, v' introdusse


resse la

grazia

colla

delle convertite

del tratto, mista a dignitoso contegno, e con l'animo grande e generoso; affabilit e cortesia, che

ne

visit
,

diocesi, celebr

due

si-

ed accrebbe quella mensa. Intervenne all'elezione di Leone XI,


nodi
e

<limostr in ogni emergente,

come
di

quello che.
raggio.

non perde mai

co-

sotto di

piosi sussidi,

Favori i letterati con cocon promoverli ai pri,

promosse quella di Paolo V, ma questi decaduto dall'antica autorit si ritir in Ravenna, ove ebbe qualche dispiacere dal satirico cardinal legato

mari
pili
11

uffzi

e se

ecclesiastici

alle

Bonifacio Cae-

cospicue

dignit della Chiesa.


gli

tani

romano
per
;

celebre
i

Torquato Tasso
libri

de-

Roma

l'

da dove ritorn in elezione di Gregorio


ter-

dic

sei

de' suoi discorsi so-

XV

mor
il

nella notte in cui

pra

il

poema

eroico
:

ed

egli cor-

min

conclave, e fu sepolto nella


,

rispose

da mecenate

tuttavolta l'A-

cappella gentilizia

in

chiesa di

s.

midenio, scrittore contemporaneo, nel rendere giustizia alle virt del


cardinale
difetti,
il

IMaria sopra Minerva.

Nell'anno i6o3
tro
la

il

cardinal

Pie-

limarcare propri dell'umanit, come


,

non

lascia

Aldobrandmi
nobilissima
della

edific questa vil-

con

architettura di
,

fasto

e l'alterigia

che

lo

rese

Giacomo

Porta

e fu

1'

ulti-

mal veduto a que' medesimi dinali che dovevano a lui la

carloro

ma

opera sua, poich tornando


villa

un
col

giorno da questa

Roma

esaltazione. Nel trattare con Lucrezia duchessa di Urbino, sorella di

cardinale, giunto alla porta

vanni
mor,

venne meno

s. Giopoco dopo

Alfonso

11

duca

di

Ferrara {Vedi)

come narra

il

Milizia.

L'ar-

FRA
clilettura semplice ed impoiionte; il nome del fondatore della
villa
si

FRA
nato
di
^

i59

fu di poi verso l'anno

5^7

nostra

era

rovinato

da

A/ilige

legge in varie parti

sulla
pr-in-

re de' goti, quindi risarcito


lisario.

da Be-

fntana dirimpetto al cancello

Manomessi

gli

acquedotti
quali la

cipale in lettere auree di mosaico,

dai successivi barbari, molte acque

essendovi sotto da una parte quello

restarono derelitte

fra

le

pure

di

Clemente \

III,

sull'arl'

suddetta acqua Giulia, che fino ai

chitrave del balcone, oltre


alla

iscri-

zione posta nell'emiciclo, incontro


facciata

orientale

del palazzo,

Giovanni Fontana fu incaricato dei lavori idraulici, ed egli vi condusse l'acqua del monte Algido, la quale poi fu mandata, come diceni-

mo,

in parte alla citt di Frascati e


ville:

tempi di Clemente Vili scorreva lungo il fosso de'Ladroni nella tenuta della Molara. Questo gran Papa per compensare il cardinal Pietro xMdobrandini suo nipote, cbe senza spargimento di sangue avea effettuatola ricupera del ducato di Ferrara, non solo in premio contribui all'erezione di questa villa,

ad alcune sue

Orazio Olivieri
quella
villa

ma

tibiutino, ingegnere di

per renderla pi decorosa compr


dal pupillo Altemps figlio del cardinal
Sittico
egli
la

d'Este, perfezion

giuochi d' ac-

mentovato Fea nella sua importanfe opera, S/oria delle ac(]iie, riporta il moto-proprio di Clemente Vili del primo ottobre i6o3,
Il

qua.

delta acqua, essen-

do

allora

padrone

della tenu-

col quale concesse al nipote la detta

Molara, poi acquistata dalla casa Borghese unitamente al latifondo di Pantano coi due paeta della
si

d.

acqua per la villa, racconta come Olimpia Aldobrandini tolse l'acqua proveniente da questa villa
citt

di

Monte-Porzio e Monte-Com-

patri,

per il prezzo di scudi trecentomila, circa l'anno i6i4- H cardinal Pietro

alla

di
le
la

Frascati, e descrive in

Aldobrandini

si

servi

compendio
versia che
ti

ragioni della contro-

dell'antico acquedotto
'e

per condurnella

comunit
alla

di

Frascalibera

le

memorate acque
Molara
,

sua

sostenne

col

principe Aldobran-

villa, dalla

sorgente fino all'osteria


e

dini intorno

propriet

della

precisamente nel

dell'acqua, che ivi serve alle pubbliche fontane, e ad altri usi del-

luogo detto Formello, ove fu eretuna piccola fonte. Da questo ta

con diverse notizie riguarvilla. Non si deve per occultare che l' acqua Giulia allacciata .nel campo Lucullano al Xll miglio lungi da Roma, ebbe poi comune l'acquedotto con le acque Tepida e Marcia nel sito ove per questa ultima il re Anco Marzio eresse l'acquedotto, ove si divide la via Tusculana dalla Latina. L'acquedotto fu in prima rovinato dai
citt,

la

punto poi divergendo verso


ste

le

co-

danti questa

della

Molara,

vi

fece dal

Fon-

tana costruire un nuovo magnifico acquedotto, che l'esegui prontamente

in

termine

di

vm anno

mez-

zo, cio nel

i6o4-

Una

porzione di

dette acque della quantit di qui-

natie dodici, segregate nel chiusino

che

si

detto
vi fece

la

Molara nel luogo grotta, dove costruire Paolo V altro mavede


alla

Valle

della

marsicani l'anno di Roma 628 , e diroccato nel 667 per la guerra


sociale.

gnifco acquedotto, che mette alla


villa

Dopo

essere

stato riprisli-

queste

Mondragone per introdurvi acque come al presente si

i6o
vede.
servito
tlini

FRA
Quali
all'

FRA
di

acque dopo
ville

avere

ide

farvi

scolpire

una mnscliera
la

uso delie

Aldobran-

gigantesca, per denotar

grandez-

Mondragone, e specialmente dopo aver figuralo nella prima, vengono concesse dai principi proe
prietari ai cittadini
ai

za e potenza della casa Aldobrandiiii,

della di

cui famiglia

pu

ve-

deisi

Eugenio Ganiurrini
genealogica
{Itile
,

nell' /v/o-

di
ville

Frascati, ed

ria

possessori

delle

sottoposte

scane
,

ed
di

umhre

famiglie toFirenze 1668.


emiciclo

(juali quasi tutte attingono da queste abbondantissime acque. Nell'acquedotto in oltre dell'acqua Giu-

le

Al

lato

questo

verso

mezzod una sala chiamata del Parnaso , perch in essa efligiato in


rilievo

si scaricava ancora l'acqua Crabra, la cui sorgente era presso la

lia

quel

monte

colle

fi-

Giulia.

Il

dai confini
sino alle

grande acquedotto che della Molara procede falde di Monte-Cave, semquello


dell' ac-

gure di Apollo, delle Muse, e del cavallo Pegaso dove l' acqua fa suonare un organo: prima con ingegnoso meccanismo idraulico si
,

bra che sia stato qua Crabra.


Il

producevano

vari suoni

cogli stru-

palazzo situato sopra

un

ri-

amenissimo, che guarda la pianura verso il mare , retto da


piano
posteriori sostruzioni.

menti che Apollo e le Muse hanno nelle mani. Questa camera fu un tempo una vera pinacoteca [oich fu tutta adorna di quadri
,

Nelle

came-

a buon fresco del celebre Domenico Zampieri cognominato


il

re del primo piano nobile di questo palazzo,


la
villa
,

Domevarie

le

che sono a volte sono


cav.

livello col-

nichino

che

vi

rappresent
paesaggio.

ornate
,

di
il

storie di
li

Apollo,

intorno alle quail

belle pitture del

d'Arpino

il

Viola dipinse
ivi

Ora

quale

ivi

effigi

diverse storie del


richiesta del

cpieste pitture

pi non esistono,
soffrire

Testamento vecchio a

giacche

venendo a

per la

cardinale: queste sono nelle camere a destra del salone centrale


,

lunidit, furono

tiasportate in Ro-

e
;

ma;
qui

e servir di

memoria
il

l'indicar

rappresentano
d' Iddio

la

morte
la

di
il

Sisara

come erano
la

state disposte.
fatto

So-

Davidde ed Abigaille;
ad Adamo,
e

precetto

pra
sia
;

porta
lati

era

di

Marsta-

trasgressiola

dai

da un canto era
il

ne

di

questo, e la pena;
;

morte
il

to rappresentato

castigo

di

Mi-

di Golia

finalmente

Giuditta.

da, dall'altro Mercurio che invola-

Dirimpetto
te
,

al palazzo,

verso

mon-

va l'armento d'Admeto; dopo questo


fatto

donde non

poteva avervi una

era

rappresentata
delle

la

fa-

veduta estesa, Giacomo della Porla di consenso con Giovanni Fontana immagin un grande emiciclo con

vola della
di
di

costruzione

mura

due grandi

ale.

Il

corpo

principale della detta acqua algeu-

Troia coll'assistenza di Apollo e Nettuno; nell'altra mano era la morte della ninfa Coronide, e dirimpetto Dafne trasformata in lauaccanto alla favola di Coroniro de era la metamorfosi di Ciparisso, ed incontro Apollo che uccideva il Pitone si vedeva pure serpente una caricatura fatta per deprime:

ziana cade sopra gradini, e forma

una gran peschiera ed un euripo


si

narra

clie

l'architetto,

le idee capricciose

de' cinesi

seguendo che sovivo dei

gliono

sc(jlpire
le figure

nel

sasso
,

monti

umane

nel

monte

re

un povero nano.

11

semicircolo

FRA.
o ninfeo diiimpelto al palazzo, vol-

FRA
Di questa
te descrizione
villa
il

.0,
fa

ne

un' eleganj,
_;

garmente chiamato

il

teatro, or-

Piazza a pag. 2j
delle
ville

nato di pilastri d'ordine ionico, e ili colonne di ordine composito i


:

e la chiamvi la regina

dice che pi

volte vi fu a diporti

sono di tufo tusculano, delcolonne quattordici sono di granitello bigio, e quattro di gnuiito rosso. Questo ninfeo o emiciclo orpilastri
le

Clemente YIII, come ancora molli grandi personaggi, ivi trattati splen-

didamente dai principi proprietari. Ne rest padrona d. Olunpia Aidubrandini


s

nalissimo pei stucchi, musaici, fontane e statue, ha varie grandi nicchie all'intorno, che danno luogo ad altrettante fontane, in quello di mezzo rappresentato Ercole, che

figlia

di

Giangioigio
superstite di

principe di Rossano,
illustre casa, la
si

nozze

quale in pi-iuie spos a d. Paolo Borghese


pronipote di

principe di 'Sulmona

aiuta

Atlante a sostenere

il

mon-

do. Nella nicchia a destra un centauro in atto di suonare la tromba, ed incontro

Paolo V, e poi a d. Camillo Pamphily nipote d' binocenzo X. Colla sua morte accaduta nel i68r trasparte delle sue ricchezze degli Aldobrandini, cio la primogenitura col principato di Rossano alla
fer

na

la

siringa.

un ciclope che suoL'acqua dopo aver


s nella

fatto

mostra

di

caduta che

sovrasta in alto l'antiteatro, e che

casa

Borghese

la

secondogcni-

con quello forma prospettiva, viene a dar vita a queste fontane e ad una quantit di giuochi assai bizzarri e sorprendenti. Dal ghjho escono innumerabili zampilli il centauro manda dalla sua tromba un suono spaventevole, mentre dal,

tura con questa


phily.

\\\\ alla casa

Pam-

L' Eschinardi

nella

DescriGio.

zione di
ilo ,

Roma
che
il

deWagro ramatprincipe
il

dice

d.

Battista

Pamphily, verso

declinar
tutta
la

del secolo
villa

XVII, circond

di

muro con

vasto giro, in-

la

siringa del ciclope esce

un suofontana
fra
,

no
nel

pastorale.

Una grande
,

cludendovi boschi e prati per quantit di bestie da caccia ; miglior


i

centro

della piazza

tanti

gettiti

ne ha uno maggiore che produce l' effetto dello scoppio di


varie artiglierie
:

fonie

d'acqua con nuove sincon esempio di singoiar modestia fece cuoprire industriosagiuochi
,

un giorno questo

mente

tuttoci che poteva offeiKle-

emiciclo era ornato di statue.


"viale

Un

re l'onest.

Mentre
la

della

villa

ne

amenissimo
nella

traversa

questa
e con-

era proprietaria
phily,
il

famiglia

Pamvo-

villa

parte
ai

superiore

principe sentendo che Be-

duce presso
villa

cappuccini ed alla

nedetto
leva

XIV

nel

giugno
vedere per
tutto

746

Piufnella;

un

altro raggiun-

portarsi

a
villa

la

nuova
di

ge
al

la

via pubblica,

quasi
del

incontro
collegio

fabbrica de' gesuiti alla


offr

Rufinella,

cancello

della villa

questa

comodo
il

urbano, e per questo, sotto gli alberi che l'adornano, trovansi rui

desinarvi in

un

pontif-

deri della

sostruzione di
forse
sulla

una

villa

quella

romana, informi, medesima


il

parte

di

quale fu
di

di che si occup il maggiordomo. Nel mercoled 25 giugno Benedetto XIV coi cardinaValenti e Colonna vi si port li

cio corteggio,

edificato

castello

primitivo

ed

il

numero 45o3
fa

del Diario di

Frascati.
VOL.
xxvit.

lofua ne

la

descrizione.
1 1

Eslia-

62
ta
la

FRA
Pamphily
vi

FKA
nel
i

la linea

7G0

nel-

sta

superba
villa
all'

villa,

primogenitura

entr la flimi-

zo e
tratta

di

come Roma, di

del palaz-

che se ne

glia

Doria,
nel

nella

secondogeni-

articolo

Ville di
il

Roma
prina'

tura di casa Patnphily-Aldobrandini,


1

[felli).

Qui noteremo che


Camillo
si

796

successe

il

secondoge-

cipe

d.

Aldobrandini

nito di casa Borghese d. Paolo


ria

MaBel-

agosto 1841
cipessa d.
la

Pio,

che eredit
il

la

villa

spos con la prinMaria-Flora-Paolina delgi

Tedere, e prese

nome
e

e lo stem-

serenissima

sovrana

casa

ma ma

Aldobrandini. Dai Diari di Ro-

d'

Aremberg
a'

dal fjuale

numeri 7527

753o

si

legge,

nio

14

aprile
d.

1843

matrimonacque la

che Clemente XIII marted i ottobre 1765 si port a desinare in questa villa , avendo imbandito le mense il maggiordomo monsignor Bufalini. Inoltre la villa ed il palazzo fu onorato dalla presenza del regnante Pontefice Gregorio X\ I a' i4 ottobre i834, che ammir i
nobili lestauri
ti

principessa

Ohmpia- Adelaide-

Prosperiaa

da; ed
cipessa

ai

- Maria Camilla-Leonar19 maggio i844 la piin:

Maria - Ludmilla
in

servino

aggiunta agli articoli Aldobrandini famiglia, e Borghese famiglia [Vedi). Oltre ciquesti cenni
i

tati autori,

scrissero

della villa Al-

dal

piincipe

ed abbellimenti fatd. Francesco Bortro-

dobrandini, Jos. Castalionis, Tascalaiium Aldohrandinwn, Urbeveteri

ghese-Aldobrandini , il quale vando che l'acqua algeuziana, rende maggiormente amena ed mirabile la villa, era in gran
te

1621; Villa Aldobrandna Tusculana


riere
,

che
par-

et

varii

illius

hortoruni

',

et

am- fontium prospectus


cellieri

Dominico Bardicatus Lud. XIV au, Cana


i ;

a mezzo della perizia del lodato cav. Luigi Canina la ri-

perduta

nella sua Lettera sul taran-

onde fu pure ridotta a servire ad utili usi in benefizio delcuper


,

ove riporta
ni

tismo a pag. 162, e p. 283 e 284, le vaghissime descriziodelle pitture

del

Domenichino
Passeri;

la

citt

di

Frascati
dello

per

lodevoli

fatte dal

Bellori e dal

il

ordinazioni

stesso

principe.

Nibby
della

nel tom. Ili, p.

346

e seg.

Merita una speciale considerazione


il

sua Analisi
altri

de' dintorni

di

ristabilimento della ricca cappelnel


lato

Roma, ed
verso

scrittori.

la esistente

orientale del

Villa Piccoloniini. Alquanto pi


oriente e

suddetto
la quale

emiciclo,
si

decoro
pregiate

delpit-

presso

la

citt

di

ammirano

Frascati, esiste tale villa nel luogo

ture a fresco olio eseguite e a per disposizioni del medesimo principe d. Francesco dal professore Alessandro cav. Capalti, e da Pietro Gagliardi. Passando questi a miglior vita nel iSSg, la secondogenitura Borghese ossia le pro,

denominato gi della Croce, poi s. Angelo, onde pur detta villetta di s. Angelo, la quale appartenne gi ai Bonanij indi al duca Mario Mattei, quindi al duca di Mantova e Monferrato Ferdinando Gonzaga
gi

cardinale

di

s.

Chiesa,

priet degli

no in avendone assunto il cognome e lo stemma, divenne signore del patrimonio della medesima, cos di que-

Aldobrandini passaroquella di d. Camillo , che

dal quale nel

1617

l'acquist Ro-

berto Primi nobile


figlia

pisano, la

cui

Caterina essendo maritata ad


la
villa

un Piccolomiui,
ta

colla

uni-

chiesa di

s.

Michele arcangelo.

FRA
e sua
Iella

FRA
propiieti

i63

dipendenza,
nobile

rest

minore
serva
sata
il
l'

della prima,

nome che

con-

famiglia

Piccolomini.

tuttora
in

quantunque
propriet.

sia pas-

Questa villa oltre il teiTeno si compone di un gran casino, e di un


casinetto che ricorda

diverse

Avverte
la

eh.

cav. Canina, Descrizione del-

cardinal Baronio,
Mattei,

il

il celeberrimo quale ritirossi

antico

Tusculo

pag.

64, che

Rufinella in tale primo stabilimento

in esso, mentre n' era proprietario


il

non doveva

essere di

una gran-

onde compilare la grande opera degli Annali ecclesiastici,


si

come
sta

legge

nella iscrizione porivolta

sulla

faccia

nord-

de vastit, e doveva avere soltanto una piccola fabbrica dipendente dalla gran villa della R^ufina. Non deve tacersi, che monsignor Galletti a
pag.

ovest; ivi fu assalito dall'ultima


lattia,

ma-

220

delle

Memorie
narra

del car-

che

tronc

poi

preziosi

Roma a' 3o giugno 1607, secondo il citato Cancellieri, a pag. 242, che inoltre narra avesuoi giorni in

che Alessandro Rufini eletto vescovo di Melfece la villa della Rufina e della fi,
dinal
Passionei,

re

il

cardinale fatto sovrapporre nel

luogo ove ristrettamente abitava, questo detto sentenzioso: Morituro satis. Dimorando in questa villa
il

re di

Sardegna Emmanuele IV,

abbiamo accennaparlando della prima, ora Falconieri. Sulle ville Rufina e Rufinella da Niccola Ratti, Della famiglia Sforza, parte I, si x-ilevano queste notizie. Che Mark I
Rufinella, siccome
to di sopra,

fu visitato a' 17 ottobre i8o5 dal Pontefice Pio VII. La villa dividal detto casinetto chiamato y Eremo, e dal gran casino, ed essendone di tutto proprietario il barone Giuseppe Testa Piccolomini, cavallerizzo maggiore del Papa che regna, da ultimo ha alienato in favore del cav. De Mehlem segretasa
rio della

Sforza
I I

conte

di

Santa

Fiora

agli

di luglio

1587 compr dal carsuo nipote per

dinal
la

Francesco Sforza
Rufinella

villa

quattiomila
stipulato dal

scudi, per istromento

notaro Bruto A. C.
nale, siccome
cini,

quale cardiamorevole dei cappuc;

il

orto

a quelli di Frascati don un ed altri terreni spettanti a


villa

reale legazione di Baviela

questa

della R.ufinella

e che

ra in

Roma,

parte

grande e

il

dosi

maggior casino della villa, riserbanr altra porzione col casino denominato Eremo. Villa Rufina o Rufinella. Superiormente a tutte le indicate ville s'in\

Paolo I Sforza fratello di Mario I, e marchese di Proceno, nel 1587 vend la villa Rufina al cardinal Gio. Vincenzo Gonzaga per quattromila trecento scudi, per rogito
di detto notaro fatto in

Roma. Da
,

nalza questa, che per essere situata

queste narrazioni

si

rileva

che

gli

pi da vicino

all'

antico Tusculo di-

Sforza
delle

furono
ville
il

un tempo
Rufina e

signori

cesi Tusciilana, e

per aver appartesuo primo stabilimento alla villa Rufina di sopra indicata, e fondata da monsignor Filippo Rufini vescovo sarniense sotto il Pon-

due

Rufinella,

nuto

nel

notizie che

Cancellieri riporta pi

Paolo III, come attesta Teodoro Amideiiio, venne denomitificato di

genericamente nella succitata Lettera, e nel Mercato a pag. 245, nota a. Dipoi la Rufinella pass in propriet del cardinal Giambattista
Deti
fiorentino, parente
della

ma-

nata Rullnella, forse anche perch

dre di Clemente Vili che

l'esalt

i64
Bel
egli

FRA
mente
XII,
tredicimila

FRA
pel

ampli la villa, vi 1599; abit mollo tempo, e mor decano del sagro collegio nel i63o, nella
fresca et d'anni ^S.
la

prezzo

di

scudi
piagli

trecento,

appunto
i

abbellimenti e bonifici che


ti

SacchetIndi
i

Pass quindi

aveano

fatto

alla

villa.

villa

in

propriet dei Sacchetti,


fiorentina ch'ebbe

gesuiti vi fecero

maggiormente amcon architettura


la

nobile famiglia

pliare la
di

fabbrica

due cardinali, Giulio creato nel 1626 da Urbano Vili e morto nel i663, ed Urbano creato nel 1681 da Innocenzo XI e morto nel l'jo^. Per deve avvertirsi che la villa
del cardinal Deti, da questi venne in

Luigi Vanvitelli,

quale aia-

pliazione

ebbe principio verso l'ane per prevalersi del


alla

no 1742;
di essa,

ma-

teriale occorrente

costruzione

di

potere del cardinal

Ippolito Aldoil

furono distrutte le reliquie grande villa antica che esistevano vicino, e che si trovaro-

una

brandiui suo parente,

quale avenerede
la

no adorne
la citata

di

preziosissime

opere,
nelcav.
nella
,

do

in

morte

dichiarato

delle quali fa erudita

menzione
il

Olimpia Aldobrandini, questa nel 1689 vend la villa della Rufinella al marchese Matteo Sacchetti seniore, che
principessa di
d.

Rossano

opera sul Tuscitlo


il

Canina. Narra
precitata
l'architetto

Cancellieri,

Lettera, a

pag.

SjS

che

Vanvitelli,

nella fonta-

l'acquist con parte

della

villa

di

na
si

al

di sotto del
il

terrapieno

ove

Belvedere per mila trecento


proprio

la

somma
si

di in

otto-

eleva

palazzo,

scudi,

nome

drago

in atto di

immagin uu sofiiare contro uno


parte dello

che dei fratelli cardinal Giulioj e marchese Alessandro. Per


confini furono stabiliti
il

scoglio,

per rappresentare con que-

sto artificioso

emblema
Paolo V,

fosso, co-

stemma

di

autore del-

minciando dal ca':;celIo contiguo al convento de' cappuccini, fino al cancello che va verso la Molara. Il Piazza che stamp la memorata sua opera nel ricordato anno lyoS, celebra la villa Rufinella che chiama pure Sacchetta, e la dice da
questa fimiglia fabbricata. Ci
si

l'ingrandimento della
gone, quasi geloso
ISel

villa

IMondraRufinella.

della

I74'3 mentre
nella

Benedetto
di

XIV
Castel

era

villeggiatura

non
do-

di veder la nuoche i gesuiti facevano 25 magalla Rufinella, mercoled gio vi si port coi cardinali Valen-

Gandolfo, bramoso

va fabbrica

pu

dire, per

quanto stato nar-

ti,

Colonna
ivi

e con
ricevuto

la

sua

cor-

rato,

bens che la

medesima
parte

la

te.

Venne
,

dai

cardi-

Tette in qualche

ingrandire,

nali

ed adornare con giardini particolari, come si dimostra delineata nelle

scati
la

Accora mboni vescovo di Fraa vile Borghese ch'era Taverna, dal magistrato della
dal p.

tavole prospettiche inserite nella

citt,

generale de' gesuiti, e

grande
p.

descrizione

del

Lazio
la

del
villa

Kircherio.

In

seguito

divenne acquisto dei gesuiti, per uso de' loro religiosi studenti nel collegio romano, a' quali la vendette
il

da molti suoi religiosi. And subito ad orare in cappella, ove di monsignor crocifero fu celebrata
la

messa, dopo

la

quale

il

Papa
e
pre[>a-

pass

ad

osservare la

fabbrica,

colle

sue

adiacenze

nel

1740

giunto
lati
i

nella sala ov' erano


rinfreschi, vide
il

marchese IMatteo Sacchetti giupiore, autorizzato con breve di Cle-

suo semiil

busto

innalzato

sopra

porlone

FU
che guarda in
!crizione,

A
con analoga
a
villa

FRA
struggere.

i65
dicembre con tutte

Inori,

poscia

pass

Nel mese di 1820 pass questa villa

Aldoiarandini. Dipoi in questa villa


si

le
la

sue attinenze alla propriet del-

ritirarono
nel

gl'innocenti

gesuiti,

duchessa

di
la

Chabhus Muim An-

17^9 avevano dovuto abbandonare il Portogallo, come si legge nei commentari del dotto p.
elle

na, e
te

dopo

del

sua morte fece parpatrimonio del re Carlo


regina

Felice di Sardegna, ed in fine ven-

Cordala gesuita. Divenuta la Rufinella nel i''73 propriet delia camera apostolica per le note vicende della benemerita compagnia di Ges, indi nel
1

ne

in

eredit
di
il

al!

Maria

Cristina

Ini

consorte.

Araraini-

strando
letterato

marchese
di

Luigi Biondi,

assai

beni di

Roma
e

dei

nome, i medesimo patrichiaro

790

la

die in enfiteusi per picco-

monio, fece eseguire


intelligenza
se

con ninggior
delle conel

lo

canone a certo Pavesi. Rescissa


ne
di

pi

amore
scavi
cittii

retifteiisi

tu

per

chiiogratb

antiche,

diversi

luogo

pontificio

Pio

Vii del mese di


la

occupato dall'antica

tusculana,
vie

giugno
al

1804 consentita

vendita

principe lanciano Bonaparte, fra-

ove discopri mettevano a

le

principali

che

tale

municipio, e pre-

tello di JVapoloone divenuto allora imperatore de' francesi, il quale la rese in ogni modo amena con nuovi viali e giardini, e 1' ampli mag-

cisamente quella proveniente dalla via Labicana colla colonna denotante


il

quindicesimo miglio. Toralla

narono
vi

luce dai medesimi scadi

giormente con
ni.

1'

acquisto di terreil

alcune opere
antica di
le

scultura e pit-

Si

fecero din';inle

possesso di

tur.i

ragguardevole

preegre-

questo principe diversi scavi preci-

gio,

quali

si

vedono

incise

samente nella parte occupata dalJa

antica

citt

che

fruttarono

giamente neir opera del cav. Canina in diverse tavole, e trasportate


in

bens diverse opere di pregio quali

adornamento

del reale

castello

Canina dimostra nella terza parte dell' encomiata sua opeGiusepl'a, e gi illustrale dal eh. pe Antonio Guattani nel tom. Ili
il

cav.

d'Agli, JUudiiim, altra propriet


della
stati

sardi

regina Ilaria Cristina, negli nella provincia d'Ivrea,

ov'

delle sue inteiessanti


ciclop.

Memorie

en-

sulle anlichil

e belle arti.

pag. 129, ed anche colla descrizio-

una insigne chiesa collegiata, ed un palazzo magnifico che contiene una biblioteca importante, ed un ampio e delizioso giardino con
adorna
i

ne degli
nuti nei

scavi, e degli oggetti rinve-

bellissima fontana
il

di statue:

numeri

27, 28 e

29

dei

sito

poi

del

palazzo, ove la re-

Diari di Roma del 1808. Osserva per il cav. Canina che tali scavi recarono poi maggiori danni alle
reliquie di quelle antiche fabbriche,

gina ha fatto collocare


oggetti

pregevoli

rinvenuti ne' predetti scavi, ha giustamente denominato Galle' ria Tusculana. con eguale com-

pi gran parte per frugare e con maggior risparmio di lavoro; rimasero quasi soli intatti i gradi inferiori della cavea del teatro, perch non potevansi facilmente disconvolte
distrutte

perch furono per

mendevole amore

delle

antichit,

ed anche per illustrare e restituire un qualche decoro a s\ rinomato

stina ordin
liere

luogo, che la regina Maria Criuieritamente al cava-

Luigi Canina, che

si

continuas-

FRA
sero
le

non

solo

clissolterramenti del-

in colloquio

ammettendo
la

al

bacio

reliquie tusculane,

ma

si

faces-

del piede tutta

real

corte.

Li

sero

pure
si

pili

necessari

lavori

per

maggiormente
si

conservarli, ed

ancora
se

riponessero al loro posto

seconda fu agli 8 ottobre iSSg nel rinnovare il Pontefice alla pia sovrana altra benigna visita, essendo
ivi

quelle pietre, che


negli

trovarono smosscavi,

ricevuto con segni del maggior


e

antecedenti

come

rispetto

venerazione. Presso inil

ne offre chiara prova il totale scoprimento e ristauro delle reliquie


appartenenti
de'
al

vito fattogli dalla regina


fice si

Ponte-

teatro

eh'

uno

monumenti pi
incumbenze
il

interessanti del-

l'antico Tusculo; alle quali


voli

onore-

degn quindi montare in un nobile legno nuovo appositamente da essa fatto preparare e poscia in compagnia della stessa
,

dotto cavaliere

regina e delle rispettive corti pontificia

ha

corrisposto con meraviglioso suc-

e regia
i

il

Papa
gli

si

port ad
,

cesso,

com' ampiamente dimostralaboriosa


cui

osservare

menzionati scavi
avanzi

vedel-

to nella sua

ed interes autore,

dendo con piacere


l'

santissima
e

opera di che porta questo


dell' antico
tipi

antica citt
,

vari oggetti rinin

titolo:

Descri-

venuti

disposti

un padiglione

zione
dai

Tusculo,

Ptoma
re-

dello stesso

Canina 1841,
perizia e splen-

elegantemente costrutto, in un ad un sopratavolino composto vaga-

edizione veramente magnifica e


gia
,

eseguita con

mente mi di
uniti a

di

differenti

bellissimi

mar-

vari colori, ivi

rinvenuti ed
Pontefice

didezza
al co.

non

Filiberto

comune, e dedicata Avogadro di Colode' pi distinti or-

forma

di

elegante musaico,

e dalla regina

offerto al

biano, insignito
dini

cavallereschi,
di

gentiluomo

di

che ne aggrad il presente. Vide ancora il Pontefice la marmoi'ea


iscrizione eretta dalla

Sardegna, e cavaliere d'onore, conservatore generale della casa della regina Maria
Cristina.

camera del re

regina nella

Questa

villa

onorata per tre anni


di

continui in

tempo

villeggiatura

dalla sullodata regina, che durante


tal

soggiorno ebbe

la
le

soddisfazione

di

vedere eseguite

ordinate escaluo-

media superiore della cavea dell' antico teatro tusculano a perenne memoria del suo importante scuoprimento , e della visita fatta agli scavi stessi dal sommo Pontefice, cui ebbe l'onore il cav. Canina di descriverne le parti e i pregi, e ne riport giuste congratulazioparte
ni.
Il

vazioni, che

hanno

recato gran be-

palazzo della

villa

osser-

neficio alla storia dell'insigne

vabile

per

la

sua
a

bella

architetl'

go, ed
degli

alle arti

per
,

la

discoperta

tura
vasto

adattata

fornire
,

abita-

antichi

edifizi

per

le

pre-

zione a molte
e
bel
l'

persone
salone.

ziose opere rinvenute, fu

pure due
del

ed ha un Nel portico
antichi rinscavi
fatti

volte

onorata

dalla

presenza

che precede
locati

ingresso veggonsi col-

Papa regnante Gregorio XVI. La


prima fu a' 10 ottobre i838, quando si rec a visitarvi la regina Maria Cristina con la quale or
,

vari

monumenti
accennati

venuti

negli

all'antico Tusculo dagli ultimi


reali

due
il

possessori

della

villa,

entro

nella cappella del palazzo, e poscia

cui

dominio rimane
citt.

buona
si

parte
le

s'intrattenne nel suo appartamento

dell'antica

Vi

veggono

FRA
statue togate di
di

FRA
Vetincio, e
nel

167
di

Gneo

governo e diocesi

Frascati.

Marco Valerio,
suolo
i

e varie basi di

pietra albana indigena


del

tusculano

ancor essa dove sono


di

Essa situata sopra un colle amenissimo scoperto verso settentrione ed oriente , dove gode una bella

scolpiti

nomi

di

Telemaco,

veduta della

Campagna

di

Roma

Oreste, di Quinto Cecilio Metello,


del poeta Difilo, di
Vobiliore,
i

e della catena degli

Marco Fulvio

quali personaggi aven-

Apennini che la coronano. Nell'andare a questa terra da Frascati, alla met della
pcllette
si

do
nel

tutti

relazione con la storia del

strada nel sito denominato


gnifiche

Tusculo, ebbero erette


teatro
le

tusculano
godesi

immagini dove furono


le

le Capveggono costruzioni maa nicchioni , che danno

rinvenute

suddette basi.

Da
delle

quepii

origine al

nome
quali

volgare della con-

sto palazzo

una

trada

superbe vedute di

Roma,

della

campagna
re; ed
il

all'

intorno sino al mae dotto

appartengono ad una villa delle tante che cuoprivano colli tusculani incerto il
,

le

diligente

Nibby
,

nome
di

della villa, forse pot essere


il

riporta a pag.
in

35 1

e seg. le lapidi

Catone
Utica.

giovane che

si

uccise

marmo

raccolte nel

palazzo

in

Il

nome

di questo villag-

provenienti dai ridetti scavi,


dei

come
Etodi

gio dei tempi bassi, e viene no-

menzionati Marco
di Difilo poeta
di

Fulvio Nodell'

minato

Monleni

Porculi
di
s.

in

una

biliore,

console vincitore

bolla dell'anno

lia;

e scrittore

VII

Gregorio a favore del monastero di s.

1074

tragedie;
pretore,

Marco

Cordio R.ufo
ed edile
; ,

proconsole

per

Paolo fuori delle mura di Roma, essendo allora possidenza di quel


monastero. Nella cronaca Cassinense si ricorda una chiesa di s. Antonino in Montem Porculo territorio tusculano ; in quella di Sicardo,

purgar i monumenti sagri co Tusculanio Amianto


gli

di

Mar-

maestro

cdituo di Castore e Polluce, e deaugusta!!


;

di

Flavia

Ta-

rentina.

parlandosi della

disfatta

che

ro-

governo di Frascati, di cui capoluogo colla unione dell' appodiato villaggio, che contiene la celebre abbazia Grollaferrata di (fedi), comprende le comuni di
Il

mani

riportarono
uniti
ai

nel

1167

dai
dicesi

tusculani

tedeschi,

che r incontro segu


Portiuni,

apud Montem
chiaro

quindi

che

il

luogo
vasi

gi

nel secolo

XI chiamao
Porculus
.;

Monte Porzio,
di

di

Monte Compatri,
e di

Mons

Porculi,

Rocca Priora, e di questi daremo un cenno coir autorit del Piazza e del Nibby e di altri autori innanzi di parlare dell' antico Tusculo delle
di

Rocca

Papa,

laonde
la
villa

non improbabile che

lo

avesse sino

dai tempi antichi per che ivi ebbero i Porzii ossia i Catonij e perci corruzione di 31ons Porcii o Porcius, Ma la
terra

notizie
scati,

storiche

dell'

odierno

Fra-

non

sorse se

non
i

nel pontiil

e del

suo

vescovato

subur-

ficato di

Gregorio XIII,
veggonsi
di quel

perch
e la

bicario.

sulla porta

draghi, stem-

Monte Porzio. Terra della Comarca di Roma ( P^edi ) posta


,

ma

gentilizio

Papa

cliiesa

principale
del

e parrocchiale in

quindici miglia fuori di

porta san
di

memoria

suo
s.

nome

pontificio
I

Giovanni nel distretto

Roma

dedicata a

Gregorio

Magno,

()0
fi

[
s.

n A
Aiiloiiino

FRA
martire,

come pine
che
lo

Hiitico piDleltoi-e del luogo.

Fu
il

egli

fabbric,

e dot

di

conve-

Maria del Tavolaccio, chiesa rurale che vuoisi edificata sulle rovine della villa di Lucullo, o mela di
s.

niente entrata,

come narra
:

vaes nella

sua vita

per

le

Nobenea

glio

dei

Porzi
del

cosi

detta dal

ficenze fatte

da Gregorio XIII
racconta
ch'egli
il il

patrono della chiesa, e legatario d'una messa nelle feste;


e quella di
s.

cognome

IMonte
dusse

Porzio,
visita

Piazza,
fece in-

Carlo detta del Panfabbricata dal-

che nella
il

vi

tano, chiesa rurale

popolo a celebrare a quel Pontefice per suffragio un annuo anniversario. Questa


clero

ed

l'innata piet de'principi Borghese,

a
la

benelcio

de' pastori

ed agiicol-

tori.

Monte Porzio

fu onorato del-

chiesa ch'

il

principale edifizio del

presenza di

luogo fu riedificata dall' architetto Rinaldi con cinque altari dalle fndamenta verso l'anno 1666 dal principe Giovanni Battista Borgh.-se .'"ignore della terra, provvedendola
di sagre
suppellettili,

fici,

come

di

ed

altri;

vari sommi PonteGregorio XIII, Paolo e nel 1827 lo fu da


ot-

quella di
tobre.

Leone XII, lunedi 29


,

con comoda e

Preceduto dai prelati maggiordomo e maestro di camera, il Papa vi giunse tra il suono delle

contigua abitazione per l'arciprete;

campane,
le

lo

sparo

de'mortari,

ed un secolo dopo fu ampliata dal principe Marc'Antonio avo del principe attuale, e consagrata di
il

acclamazioni dell'esultante po-

polazione.

Fu

ricevuto
e

il

Pontefice
essersi

nuovo

dal

magistrato,

dopo

alvil-

primo giugno 1766 dal cardinale Enrico Stuart detto il duca di

quanto riposato nel casino


leggiatura
del
collegio

di

inglese
di

di
s.

Yorck vescovo
entra,

di Frascati. Nell'al-

Puoma
ss.

si

rec

nella

chiesa

tare della crociata a sinistra di chi

Gregorio

Magno

all'adorazione del
es-

conservasi

il

corpo

di

s.

Sagramento precedentemente
benedizione. Indi
di

Laconilla, trovato
di

nelle

catacombe
la iscridell' al-

posto, col quale l'arciprete comparti


la

Ciriaca l'anno
originale.
lo.

zione

Il

1^83 con quadro


dipinse

Leone XII ola

nor
Pietro

sua

presenza

casa

di

tare maggiore

Giaciuto

Venturini,
del

ove ammise al
parecchie
delle

Brandi ; Ciro Ferri vi dipinse il Antonio; Gaetano Lapis il s. Antonino martire^ mentre Filippo Lauri colori altri quadri delle caps.

bacio

piede

principali

famiglie del paese, e dal

balcone della medesima casa compart la benedizione apostolica all'

pelle.
bili

Il

detto cardinal vescovo stale

altollato

popolo

concorso
il

anche

maestre pie. In oltre il Piazza dice che al suo tempo v'erano le seguenti chiese:
quella o

in questa terra

dai vicini paesi.


al

collegio

alla

Papa ammise benignamente propria mensa monsignor PieR.estituitosi

ampio oratorio

de'ss.

Car-

tro Agostino Baines vescovo di Siga


in partibns e vicario apostolico del

lo e Filippo
ss.

della confraternita del


di
s.

Sagramento; quella
falde

Vito
antico
gli

distretto
i

occidentale

d' Inghilterra,
il

alle

della

terra,

gi

prelati

del suo seguito,

rettooltre

oratorio
abitanti

ove

si

raccoglievano

re,

e gli alunni del collegio,

che fosse eretta la chiesa parrocchiale, con divota im-

prima

d.

Raffaele

Fornari
di

professore

di

teologia del medesimo, al presente

magine

della

Beata Vergine: quel-

arcivescovo

Nicea,

nunzio di

FRA
j-'rnncia
:

FRA
a

169

nel

iestitiiir>i

Roma
si

patria, ed anche compadri, forse ne

Papa, passando per Frascati

de-

gn

visitare
il

il

cardinale Burtoloineo

Pacca,

quale Irovavasi col per


nell'episcopio.

diporto

alloggiando
stata eretta

prese il nome il monte, dicendosi anche Mons Compatrum. D. Luigi Nardi nel suo libro, Dei Compiti, feste e giuochi compitali degli antichi,

Da

ultimo a comodo della popola

illustrando l'etimologia della

zione

una graziosa
ingresso
del

parola Compito, cita una dissertazione


dell' ab.

fontana
la

incontro

all'

paese. Nella pubblica piazza, sopra

Vitale, che

Francesco Antonio ha per titolo: De op-

fronte

della casa

Venturini,

il

suddetto Pietro eresse una marmorea iscrizione per celebrare l'onore


compartitogli
dal

Pontelice
il

Leone

XII. Altrettanto fece


poi vescovo
di

rettore del

pollegio inglese d. P\.oberto GradAvel,

Lidtla

in

partihwi
distretto

pido Lahici disserlalio, cjua origo eliam, ntque compendiosa hisloria oppidi Monlis Compiti i^Monte Compatro oggid) inLatio de.scribitur, Romae Salomoni 1778. E chi sa che qualche tempio Compitale eretto presso il Tuscolo, non abbia dato
il

vicario

apostolico

del

nome
d'

a questo luogo?
la

Il

Nibby
si

meridionale di Londra,
torio
la

nel

refet-

opinione che
la

terra

for-

della detta

casa del collegio,

masse dopo
fatta

rovina del Tusculo

quale di antica propriet del

medesimo.

Monte
partiene

Coinpntr. Terra clie apalla

principesca
i

famiglia

Boighese, posta entro

limili della

dai romani nel 1191, sebbene se ne faccia anlerior menzione fino dall'anno 1090 nel Chronicon Sublacense ; ma siccome trovasi insieme con altre terre di ori-

Comarca di Roma, dipendente dal governo e dalla diocesi di Frascati,

gine certamente posteriore alla rovina


te
la
li

Tusculo, apparisce eviden-

diecisette

miglia
in

distante

dalla
situa-

interpolazione, su di che par-

riietropoli,

pesta

amena

zione,

che domina

incantevoli

ve-

Il Piazza lo chiama Monte elei Compili, 31ons Compatrum cio luogo di ritiro ovvero soggiorno di

dute.

leremo dicendo rpii appresso qualche cosa del famigerato castello della Molara. Il palazzo con la torre del principe Borghese, nel punto pi elevato della terra. Al

villeggiatura,

ed aggiunge che nel

tempo
chiese:

del Piazza esistevano queste


la

luogo anticamente esistevano delizie


magnifiche, gi propriet degli Annibaldi della IMolara,
si,

parrocchiale dedicata al-

l'Assunzione della B. Vergine eret-

dei

Colonnele

degli

Altemps

celebrando

munificenze esercitatevi dagli attuali

signori.

La

questa

terra vuoisi

denominazione di pure spiegare,


ivi
si

con magnifica architettura, con altari, e con rendite e sagre suppellettili donate dalla generosit del cardinal Scipione Borghese nipote
ta

cinque

di

Paolo
del

per luogo ove quelli che


tiravano,

ri-

gnia del
ria

vano
per
ville

le

cose del

concludevano e compigoverno; giacch


del
sito,

essa ha una compaSagramento proprietaampio vicino aritico ed


;

ss.

01 a torio.

La

chiesa di

s.

Silvestro

l'aincnil

che ivi erano, quentata dai piimaii magistrati di iioma, elle ap^iellali padri della

per le essendo free

con convento dei


tani
scalzi

i-eligiosi

carmeli-

della

provincia romana,
co<:e.

memorabile per diverse


si

Vuoimolli

che quivi

si

rifugiassero

7o
de' primitivi

FRA
cristiani

FRA.
fuggenti
la
il

monastero
i

luogo

di

noviziato.

persecuzione de'romani gentili, trattivi

In progresso

canonici l'assegnaro-

dall'eminenza del

sito,

ch' sul-

no
de,

il

locale e fondi alla santa

la

punta

che
vi
si I

dirama
recasse
il

dal

dorso

che

lo

tusculano,

e perci

costante fa-

secolare,

Sea commenda successivamente venne


ridusse
i

ma, che
s.

Pontefice
e confor-

conferita a diversi cardinali,


li

qua-

Silvestro
i

a visitarvi
rifugiati,

resero pi

comoda

l'abitazione,

tarvi

cristiani
i

mini-

strasse loro

sagramenti.
vi fosse

e poscia

suo onore

eretta

una

chiesa
alla

cappella,

che

soggiacque

nei

distruzione operata dai romani Tusculo. L' istorico dell'ordine de' carmelitani scalzi della congre-

sovente fu onorata dai Papi. Ultimo abbate ne fu d. Tommaso d'Avalos, il quale spontaneamente la rassegn a Clemente Vili perch vi fosse eretto un convento di carmelitani scalzi ed ecco come poi ne fa il racconto Bartolomeo
e
:

gazione d'Italia fa
Silvestro
egli

un cenno
all'

delia

tradizione continuata dai tempi di


s.

fino

epoca nella

l'

quale

scriveva.
il

Non
che

vei-o,

come

dice

Piazza,

antica

Piazza. Mentre per le vicende dei tempi il convento era stato abbandonato. Clemente Vili con breve de' 1 7 aprile i6o5, a mediazione del cardinal Baronio ( che afferma
la

chiesa o cappella dalla sua oscurit la traessero


s.

tradizione di

s.

Silvestro^ e che,

alcuni

compagni

di

Francesco. E per indubitato che in esso monte vi abbia esistito un convento di francescani, anzi
era una
delle sette

per la salubrit, dice che la terra era servita pi volte di diporto ad altri Papi ), e del prelato Tommaso d'Avalos
col
territorio

custodie

della

o d'Avila, lo concesse annesso al ven. Pie-

provincia romana, e dalla parte che

tro della
scalzo,

Madre

guarda Monte Porzio alla distanza di mezzo miglio dall'odierna chiedanno sa si vedono rudtri, che luogo a supporre, che fosse il sagro
l'ecesso

per

di Dio carmelitano innocente solitario solreligiosi.

lievo de'suoi serv


il

In principio

convento all'educazione ed
s.

istruzione de' missionari dell'ordine

minoritico. L'annalista
altri

del collegio di

Pancrazio di Ro-

Vadingo ed
bramosi
l'elessero

raccontano
vivere

che

alcuni

di

solitari

per dimora, erigendovi un convento ove fiorirono esemplarissimi religiosi, fra'quali meri-

ma, di che tenemmo proposito al volume X, pag. 69 del Dizionario. Qui i carmelitani scalzi celebraroil terzo capitolo geno nel 161
I

nerale,

in
il

cui fu

eletto

preposi to

tano
leone,

menzione
Piinaldo

Angelo di Monteda Rieti, e Santo


sepolti,

generale
e ven. p.

mentovato dottissimo Giovanni di Ges Maria


:

da Parma
fu

quivi
b.
s.

anzi

vi

di Calahorra, predicatore apostolico,

pure

il

Bernardone,
Francesco.
i

altro

e confessore del conclave

e vi

compagno
litani

di

Il

luogo

furono esaminate
11

e stabilite le co-

poi ove sono al presente


scalzi,

carme-

stituzioni della riforma carmelitana.

fu gi de' canonici re,

corpo

del ven.
ivi
si

p.

dato loro nel i448 dagli Annibaldeschi gi baroni di Monte Coinpalri, essendo la chiesa dedicala a s. Silvestro ed
golari

lateranensi

Ges Maria
del dattilo;

venera

Giovanni di ancora

incorrotto, palpabile, e del colorito

evvi pure
della

una somifondatrice

gliante

immagine

FRA
della

FRA
copia
di

17,
eretta

riforma

s.

Teresa,

del

Castagno

e crescendo la didi essa vi fu

quella fatta eseguire dal re di Spagna Filippo II furtivamente mentre

vozione verso

una
ranta

cappelletta

parlava con quella santa.


litani
scalzi

carmela pic-

Nel visitarla
giorni

ed ivi trasferita. Paolo V concesse quad' indulgenza

avendo trovato
e tutto
il

chi

cola

chiesa,

fabbricato

facesse altrettanto,

ci

che confer-

affatto in rovina,

ficarono dai fondamenti


ste

nuovamente ediuna nuova


esi-

m Urbano
cui

VIII. L'altra chiesa di


il

parla

chiesa e convento, che tuttora


;

della Molara,

Piazza, s. Maria o della Morula, cosi

asserendo
silice

il

Mattei

che usail

rono
dal

della pietra tusculana, diversa

detta perch vicina al luogo del celebre ed antichissimo castello della

tusculano, di cui parla


chiesa
le

Corsi.

La

croce greca;

forma di pitture che la de


in

Molara, di cui ci permetteremo cenno, chiesa di juspatronato della famiglia Borghese.

un

corano sono tutte del pennello di fr. Luca fiammingo, laico carmelitano scalzo, professore assai cognito,

Il

castello della

Molara o Mola-

ria Roboraria diruto del secolo XIII,


situato
nella valle che separa il dorso tusculano dal gruppo de'monti

specialmente
grandioso,
de' suoi

rinomato
pei

pel

suo

stile

panneggi,

Albani, quasi dirimpetto alla


al

cit-

e pel fuoco

molti dipinti.

tadella di Tusculo,

XV

miglio

domestico vi un dipinto mirabile di Gherardo delle


Nell'oratorio
Notti,

della via Latina,

corrispondente a
s.

circa quattordici fuori della porta

Giuseppe al travaglio di fabro di legname, e Ges fanciullo che con un moccolo acceso gli fa lume. Da una
s.

rappresentante

Giovanni.

Il

suo

nome deriv da una

cava di pietre molari, che si vede ancora sotto il castello a nord-ovest,


e
si form il castello dopo l'abbandono della stazione Roboraria, la

lapide esistente nel claustro,

si
il

apve

prende che in questo luogo


scovo Vida, gi
lateranense,

canonico
il

regolare

quale fu cos detta dal bosco di quercie, robora, presso cui trovavasi, e

compi
la

suo celebre

formavano

la selva

Algidense, nota

poema

latino,

Cristiade. Dipoi

nei bassi tempi col

nome
un

di Sili'a
colle iso-

Paolo V, Urbano Vili, ed Alessandro VII cinsero il convento e l'omitorio di

Algiars. Esso sopra

lato di lava basaltica a destra della


via, e

mura. Nel
fu

recinto del conil

conserva ancora
di

le vestigia del

vento

vi

rinchiuso

bel pa-

recinto fortificato, con torri roton-

lazzo edificato

cardinali

Gambara

la

cappella

con sua villa dai e Pisano, neldel quale si conser-

de e quadrale
cinesca
del

costruzione sara-

secolo

XIII,

formata
di tuia

con

piccoli

parallelepipedi

vava
della

una
Beata
il

divotissima

immagine
tenente
in

e di lava. Nella parte pi alta era


la rocca, e

Vergine

verso occidente la chiesa,

braccio

santo

bambino;

laonde

della quale

rimangono ancora

gli

popolo impedito di accedervi liberamente a visitarla, fu


il

essendo
dai

avanzi.

Il

sito

di tale importanza

nello stretto della valle gi detta Al-

religiosi

collocata

l'

immagine

bana, che probabilmente non fu trascurato dai conti tusculani durante


la loro

fuori della clausura,

da

un

poco distante castagno vecchio, per cui


il

potenza, dappoich nel Cliro-

prese allora

nome

di

Madonna

lucoti Sublaceiise,

anno ogo, narrasi


i

P72

FRA
conte tiisciilano ebbe
in
alla
figlie,

FRA
mase propriet
di sua

come Agapito
due

nobilissima

una ne die

moglie ad
quale
la-

famiglia, e che scrisse

una esposis.

Oddone Frangipani,
sci castra
tis

zione sulla regola di


Inoltre
il

Benedetto.

Mareni, Turricellae., motiNemoris


et

cardinal Riccardo goden-

Alba/li et

suani parl'altra

do

della pili intima

amicizia di

s.

teni castri Mofitis Conipairi,

Tommaso
condusse
passare
ta
le

d'Aquino,
in

una
suo
in

volta

lo

poi la marit ad Annibale Annibaldi,

questo

feudo

a cui

lasci

castra

Arcis Pe-

feste

di Natale in di vo-

riiiriae,

riae.

V.

il

Montis Porculi et MolaJVerini, De tempio et eoe-

solitudine.

Capitati

questa
ricchislo-

occasione nel castello


simi ebrei
assai
il

due

nobio

ss. Bonifacii et Alesii p. i '8; nia quel documento non va esente

versati

nelle

ro scienze,
volle

cardinale

(\nQ castra

da gravi dubbi d'interpolazione per Marcai ec, sebbene non si ponga affatto in questione il dominio degli Annibaldi o Annibaldepotente famiglia
castello,!

che

in
s.

Annibaldi sua presenza dispu-

tassero
le

con

Tommaso,

il

qua-

in

due giorni, prima


delle

colla effi-

cacia

orazioni, poi colla for-

schi, pi-eclarissima e

za degli argomenti
ni
,

delle

ragiocri-

romana, sopra questo


li

qua-

li

convinse

convert al

perci ebbero

il

nome

di signori

stianesimo, battezzandoli nella chiesa


tale

della Molara. Certo

cbe le rovine superstiti presentano in tutte le


parti la costruzione del secolo

del castello nella vigilia del


:

Na-

XI IF,

che

questo avvenimento con qualdiffusione lo narra anche il

e che non

prima di quell'epoca se ne hanno documenti sicuri: tuttail

Piazza dice ap. 274, che dopo la rovina del Tusculo, in questo
castello
si

volta

Tolomeo da a pag. 272. che fu testiLucca poi racconta monio oculare della guarigione istantanea operata da s. Tommaso
Piazza
,

rifugiarono

molti

dei

in questo luogo, sul suo

compagno
contip.
III,

suoi abitanti graziati della vita

da

Raimondo malato
della

di febbre

Celestino

III.

La prima
degli

memoria
Annibaldi

nua. Si legge nel tom.

296
di

che

il

jVibby rinvenne del 1234,

quando
diacono

Riccardo
di
il

sommi Novaes, che morendo


Storia de

Pontfici
il

cardinal

s.

xAngelOj

che

avea

comprato

castello, e

n'era in pos-

Riccardo nel 1275, dopo trentotto anni di glorioso cardinalato, lasci


a' suoi

sesso, vi accolse il Papa Innocenzo IV con molta magnificenza, indi Carlo d'Angi che Clemente IV

eredi oltre
i

il

castello

della

Mlara,
pa,

castelli

di
s.

Campngnano,
,

Rocca di PaLorenzo, Mon-

nel

1266
Sicilie;

invest

due
dalle

regno delle e nella spedizione che


del

tefaaello

Castel

Gerusalemme

Monte Cotnpatri,
ste signorie per

e Fusinano.

Quefurono
finch

fece il re, onde toglierlo mani di 3Ianfredi, il cardinale lo accompagn a proprie spese. Oltre quanto dicemmo di que-

perci

molti anni
i

contrastate tra

suoi eredi,

Bonifacio Vili ne compose


tenze
a'

le

ver-

maggio 1296.
il

sto

cardinale alla sua biografia, qui


ch'egli

Vivente

cardinal Riccardo, nel

aggiungeremo,
fabbriche, e
si

costru

le

le mura che oggi ivi veggono diroccale del castello che sino al secolo decimoquinto ri-

1263 o 1263 Urbano IV cre cardinale il suo parente Annibale Annibaldeschi della Molara, che Clemente IV sped legato a Carlo X

FRA
con altri cardinali, e re ben lo meritava per la dottrina e pregi che indicammo nel suo artidi

FRA
pace
si

173
s.
1

Sicilia

conchiuse nel gioino di

colo: questo cardinale universalmente rispettato

Marco. Nel medesimo anno a' maggio ovvero a' 12 giugno Innocenzo VII cre cardinale diacono
di
gli
s.

per

la

sua piet, pro-

fonda umilt, generosit co' poveri,


e pudicizia singolare,
vieto nel

Angelo, Pietro Stefanesco deAnnibaldi signori della Molara,

mor

in

Ornella

principalissima famiglia

romana
grande
i

del

1272

e fu sepolto

rione

di

Trastevere,
,

protonotario
la
ri-

chiesa del suo ordine

domenicano,
18^28
il

apostolico

che per

da
I I

lui

edificata
al

dai fondamenti inJNel

putazione che godeva presso


concittadini,
la
li

suoi

sieme
stelio

convento.

agli

plac quando segu

di giugno
della

essendo stato

ca-

Molara occupato dalle genti di Roberto re di Napoli, dovette arrendersi dopo qualche giorno di assedio, per mancanza di viveri,
ai

suoi magnati che si credeva operata con intelligenza del Papa. Avendolo Gregorio XII nella sua assenza fatto le-

strage di alcuni

romani,
il

ed

alle

truppe di
Cola
della

Lodovico
taglia

Bavaro. Dipoi nella batil

contro
fu

famoso
ed
signore

di

Rienzo,
degli

ferito

ucciso Nicol

Annibaldi

Mo-

lara nel

i35r. Antonio Ricchi nella


a p.

Beggia dt volsci

23

i,

dice che
fr.

gato di Roma colla provisione di cinquecento scudi al mese, egli la consegn poi o per necessit o per sicurezza, e di concerto col Papa, in un alle fortezze pi importanti dello stato ecclesiastico, a Ladislao re di Napoli. Quindi riusc accetto talmente ad Alessandro V, che ne
riport

Urbano

cre cardinale

Elia
ro-

per

sua

degli Annibaldi della

famiglia

l'assegno di quaranta fiorini al


se di

madre Costanza me-

mana
della

Annibaldense, che dall'ordine


fu

de' minori

elevato

al

chiesa
nel

uticense,

governo morto in
principio

Sulmona
del
a'

1867.

Sul
e

secolo

seguente,

nel

i4o5

che fu il mercoled santo, cominci ad uscire in campagna l'esercito del popolo romano, contro figli di Tebaldo della Molara, e si accamp presso que-

i5

aprile,

beni di Chiesa. Quindi Giovanni XXIIl avendo ci approvato, r incaric poscia della legazione di Napoli per inlionizzarvi Lodovico d'Angi, in luogo del ribelle Ladislao, e decoroUo del vicariato

temporale
pontifcio
al
,

di

Roma

dello

stato

con

quattrocento scudi

mese;

nella qual citt

mor iu

fresca

et nel

i4'7) dopo aver con


ufizio,
s.

sto

castello,

diede
al

il

guasto a molte
ri-

generale soddisfazione disimpegnato


il

terre

intorno

medesimo ed a
11

grave

suo

e fu sepolto
in Trasss.

quello di R.occa di Papa, e vi

nella basilica di

Maria

mase undici
ligeranti

giorni.

Pontefice Inparli
il

tevere presso r altare de'

Filip-

nocenzo VII sped


re di
s.

alle

belprio-

po e Giacomo,
di

in

magnifico avella

come ambasciatore,

marmo

lavorato alla gotica. Al-

Maria Aventino, onde fosse mediatore fra i romani ed i signori della Molara ma questi si
;

tre sue notizie le

riportammo
p.

alla

sua biografa. Dal

Casimiro da
dei coti'

Roma, Memorie

islorche

condusse in

modo che
Pietro
:

ritornato in
testa, e fu

venti della provincia

romana pag,

R-oma

gli

fu
s,

tagliata la

sepolto iu

tuttavolta

igS, abbiamo, che nel i4i2 Riccardo delia Molara toke Ncmi ed

174 Alenano

FRA
ai

FRA
onde
fu

Colonnesi,

da

altri

monistcri. A' suoi

tempi eradegli

Giovanni XXIII fatto imprigionare, ed obbligato a restituire tali dominii, e che pi tardi essendo
divenuto Nemi propriet de' cisterciensi, Riccardo torn ad occuparlo nel

no

viventi

monsignor Pietro, Giofratelli


:

vanni e Cesare
chi fu stampata

Anni-

baldi della Molara

l'opera del Ric1

nel

3.

1420, indi

Io restitu

in ap-

Rocca di Papa. Terra della Comarca di Roma, posta sull'orlo meridionale del
dell'

presso.

Lo

stesso p.
istoricie

Casimiro nelle
della

antichissimo

cratere

Memorie
com'ento

chiesa

di

s.

Maria
ivi

d' Araceli
sepolti
del-

Albano oggi Cavo, in clima quasi sempre freddo circa


,

monte

parla degli individui


le famiglie

sedici

miglia

lungi

dalla

capitale

Aunibaldi, Molara, e Si-

per

la strada

di Marino.

La
si

pros-

nibaldi che

sembia derivata dagli Annibaldi. Nel 144' dichiar Eugenio IV che il castello di Monte
Porzio, spettava a JValdo della

simit della cima del


pie di essa, e che
tere

monte Albail

no, e della pianura che


fu

apre a gran cradi di


la-

Mo-

che vers

le'

correnti

lara,

per successione di Tebaldo de

va di Acqua Acetosa,
ve,

Capo

Bo-

Annibaldis domicello romano.

commentari
del castello

Nei Pio II si legge che della Molara n'era sidi

ta
le,

col

Borghetto ec, pianura oggi nonome di Campo di Anniba-

gnore Gentile; e i' Amidenio dice che la famiglia che port il cognome di Molara un ramo della Annibaldesca. Il castello della Molara nel corso del secolo XV fu abbandonato, e a poco a poco and in rovina. Di vari personaggi degli Annibaldi della Molara, che interpossessi dei Papi, se

non poteva trascurarsi dagli aned evidentemente rimane ivi il nucleo di un'arce romana, che Arx Albana dissero, come quella
tichi,

che era eretta sul


te

ciglio

del

mon-

Albano

posto.

immediatamente sottoLa rocca de' romani era stacitt

ta preceduta dalla

latina

di

vennero nelle cavalcate dei solenni ne leggono le


notizie nella Storia de' possessi del
Il lenimento annesso alMolara, appartiene sino dal secolo XVII ai Borghese, e confina

che qual colonia romana esisteva ai tempi di Plinio, il quapopoli latini anle ricorda fra cora i Fabienses in tnonle Albaiioj

Fabia

Cancellieri.

non

difficile che dal

nome

di

la

coi territorii di
te

Compatri,
Il

Monte Porzio, MonRocca di Papa, e


castello
seg.,

Fabia corrotto in Fapia o Papia derivi la moderna denominazione questa die l'odi Rocca di Papa
;

rigine alla trib di

questo
la

Frascati.

Ricchi nella sua Reggia

Della rocca attuale

nome. prima meFossanuonel


t.

de' volsci, tratta della

pure del Molara a pag. 226 e

moria
va
nel

nella cronaca di

e
si

riportata dall' Ughelli

da illustre famiglia fiorirono pure b. Teodora monaca di s. Lucia


degli Annibaldi, dicendo che

dell' Italia
t.

sacra, e dal Muratori,


legge

la

VII, p. ^j 5
si

in

nella quale
tefice
tosi

Rerum ital. script. come il Pon-

Foligno, e d. Vittoria della Rlolara che con indulto di Paolo HI usc dal monistero di Campo Marzo, per fondar quello di s. Lucia
in Selce, al quale
s.

Lucio 111 del 1181, portaLombardia, mand il conte Bertoldo luogotenente imperiale di
in

Federico

I,

a difesa della
i

citt

di
ri-

Pio

un tre

Tusculo contro

romani ed a

FRA
Roccani prendere Bocca di Papa de Papa, clie egli con astuzia espu,

FRA
da Ascanio Colonna
ca di
di liberare

175
Roc-

Papa

dalle truppe pontifcie,

gn, e nel tempo slesso fece alcune prede sui bestiami dei romani: questo documento dimostra che allora questa terra
si

onde segui un fatto d' armi tra i due eserciti presso Monte CompaPaolo tro. Sotto il pontificato di
IV, nella guerra
Caraffeschi, ed
il

chiamava Roc-

del

SSy

tra

ca di Papa, e che dipendeva direttamente dal Papa. Nel secolo XIII per, come la terra ora citt di Marino, venne nella signoria
degli Orsini che la ritennero
al pontificato di
cettuato, quel

duca d'Alba codi

mandante
le

l'esercito
i

Filippo

li

re di Spagna, parti del

Colonnesi tenendo
R.ocbestia-

duca uscirono da
i

fino

ca di Papa, onde predare

Martino V ( ectempo che la signoreggiarono gli Annibaldi della Molara, come si detto piti sopra ), verso l'anno 14^4 divenne propriet della famiglia di quel Papa
.

mi
se

nel territorio di Velletri,

e vi

riuscirono.
le

I velletrani allora pre-

armi, dopo varii successi per-

Colonna , che ancora la ritiene Trovandosi in Rocca di Papa il Pontefice Pio II nel i46o, eman
il

vennero finalmente ad impadronirsene per penuria di viveri. All'articolo Colonna famiglia [P'edi), si disse che successo nel pontificato a

Paolo IV
sti

il

Pontefice Pio IV, que-

restitu ai
,

Colonnesi

loro be-

breve col

quale concesse
la

indul-

ni

li

assolvette

dalle censure.

genza a chi visitasse Colombario non lungi


festa del b.

chiesa di

da Montesanto nel Piceno, nel giorno della


Girio de' conti Lunedi
il

Del preteso Campo di Annibale il Nibby ne ragion nel tora. I, pag.


I I

Albano Monte o Monte


ivi

o delia sua Analisi, air articolo Cavo, ed

della Linguadoca,
ivi
si

di cui

corpo

come abbiamo dal Novaes, Storia de' Pontefici, tomo XIV, pag. loo. Della visita fatta da Pio II a Rocca di Papa, ne tratta egli stesso ne' suoi CommenNel 1484 Rocca di Papa fu tari.
venera
,

not essere stato piuttosto il luogo dove celebravansi le ferie latine,


le

e facevasi la distribuzione del*


delle

carni
si

vittime

immolale.

Certo
contro
sidio,

che

su quel
di

monte

romani nella scorreria

Annibale
forte prele

Roma

posero

un

occupata dagli Orsini, ed invano Nicol Caetani tent di entrarvi. Monsignor Borgia nella Storia di
Felletri, riporta
il

onde poter dominare


ed Appia, che
di

due
occi-

vie Latina

solcava-

no

le

sue falde orientale

ed

breve emanato

dentale. Altri parlando

questa

nel

1482 da

Sisto

IV, e diretto
di

pianura, nel negare che


vi
si

Annibale

ai 'velletrani, nel

quale ordina loro

di prendere la terra

Ardea

spiegano la denominazione di Campi d' Annibale,

accampasse,

Rocca
lonnesi.

di
Il

Papa occupate

dai Co-

per quel
i

campo che
il

quivi

ebbero

Petrini nelle sue

Memo-

romani contro

condottiero delcustodia di

rie Prenestine, a pag. 208, narra che nella guerra tra Paolo III, e i Colonnesi a cagione del sale, Rocca di Papa fu attaccata ; e che il prenestino capitano Lauro, insieme con altri sei capitani, fu incaricato

l'esercito cartaginese, in

Roma, ed a guardia del tempio di Giove Laziale. La via che fece Annibale quando mosse le armi contro Roma, i territori! che travers,
e
il

luogo

ove pose

gli

alloggia-

176
menli, lo
si

FRA
dice in appresso par-

FRA
nato, allorquando Alessandra

VII
l'ansi-

landosi dell'antico Tusculo. Ora in mezzo di questa bella piaiiuia so-

portandosi a
tica

Monte Cavo, per


il

strada dentro

castagneto

no

le

conserve della neve,

le

quali
tutto

provvedono
l'anno.

Roma

in

quasi

La superba veduta che si gode da Rocca di Papa rende ameno il suo soggiorno, quantunque
sia
il

no alla sommit del monte benissimo conservata, e da lui ripurgata, onde la percorse in carrozza, ad istanza del cardinal Girolamo Colonna si ferm a Rocca di Papa ed
ivi

luogo

dirupato

ed

alpestre.

pranz. Allora a vantaggio del-

Il

Piazza a pag.

277

con

eru-

la

popolazione

dispose che vi fosdella pi


il

dizione discorre di Rocca di Papa,

sero collocati altri religiosi spaguuuli


del

ed opina che
pei'ch

fosse cos'i
vi

chiamata o

medesimo ordine, ma
osservanza
,

un Papa

facesse l'antica

stretta

a'

quali

.sa-

rocca su la cima dell'abitato, assai

cerdote

romano Giovanni Aspa auil

con grossi bastioni e mura, o perch, come vuole il p. Rirclier, quivi fosse detenuto un Papa, ovvero, com' pi probabile, perch
forte
fosse di

ment

convento,

il

quale fu pu-

nuovo rimessa
la

nel pristmo

stato all'occasione che

Celestino III

da d. Giuseppe Ach, come fu ampliata con tre alesiste la chiesa, che ancora tari col convento, non per i religiosi, che nel 1809, nelle note vicende,
re ingrandito

avendo permessa
ne
il

demolizione del-

dovettero lasciarlo.

La

chiesa serve

l'antico Tusculo, proib di molestargli abitanti,


i

quali quivi rifecero

pagnia
ra.

castello

anticamente

famoso, e

la com1820 dal vescovo cardinal Pacca ne ha la cu-

per parrocchia tumulante, e


ivi

eretta

nel

perci detto Rocca di Papa, nome per altro che gi aveva sotto Lu-

roco, e

Nel convento vi abita il parvi potrebbero dimorare coreligiosi.

Osserva ancora che alcuni dicono chiamarsi la terra R.occa di Papa, perch la rocca fu edificata, o ristorata da Papa Paolo HI, e che chiamossi ancora Forum populi, perch ivi si celebravano le frie
cio 111.

modamente quindici 1754 si termin la


tale

Nel
per
s'in-

chiesa arciprela

e parrocchiale,

quale

cattiva costruzione cadde, e rovin

nel

181 4- Quindi nel

1817

cominci a riedificarla,

concorren-

dette

laziali,
i

alle

quali

concorre-

dovi la generosit del Pontefice Pio

vano
la

popoli

del

Lazio.
di

ParPietro
paese,

VII, ad istanza del vescovo cardinal Pacca, laonde


si

poi

della chiesa

san
del

vide

coperta
chiesi

Nolasco situata a piedi


altra
gini,

dopo

dieci

anni.

La nuova

Maria delle Immacon piccolo convento allora di


volta
s.

arcipretale fabbricata con architet-

tura del cav.


e

Domenico
alla
il

.Palmucci, Pietro

moderna
ligioso
1

fabbrica per essere


fr.

stato
re-

compita
,

dall' architetto

incominciato da
della
il

Paolo Leoni
,

Bracci

dedicala

Beata

\ er-

Mercede

590

quale

eresse

morto nel pure una


il

gine assunta in cielo,

cui inter-

no fu con eleganti
nati

pitture

cappel letta, che resta sotto


dell'odierna chiesa.
stabiliti

coro

dal pittore figurista

ed orGiuseppe

Indi vi

furono
del ri-

della Valle abbellita, e


tista

dall'orna-

religiosi

mercedari

faentino

Paolo

Panzavolta:

scatto;

ma
e

essendo ridotti
il

numero,

a poco convento quasi lovi-

per la sua perizia il catino di figura elitlica comparisce di tutto

FRA
sesto
ss.
;

FRA
cappella del
ciato,

177

mirabile

la

Salvatore ricca di belle doratu-

con fiducia invoc il potentissimo nome di Maria santissima.

re, e

un quadro
di

di

opera
di

Giulio

Ges che vuoisi Romano, o meglio


Ivi
s.

Vide subito
precipitante

all'

istante arrestarsi la

Pierin del

Vaga.
e
vi
si

riposano

solfo l'altare le ossa di

Eutrofamiglia
la cap-

pia martire,

leggono due

rupe, anzi divisa in due parti apparve nel mezzo ima divota effigie della beata Vergine, la quale ora si venera dentro una
sa,

memorie
SauLuvetti
pella
:

sepolcrali

della

cui

appartiene

vaga cappella in mezzo della chiesotto l'ombra di amene e vercui dorso


si

nella

un' immagine
ta,

medesima venerata di Maria Addolora-

di piante, nel

ammi-

ra parte della rupe, su cui posa la


parte
1

dipinta in

modo
l'

che

muove

opposta
il

della

cappella. Nel
d.

divozione. Sotto
poi
tire
si
s.

altare

maggiore

792

pio

principe

Andrea

venerano Leonzio,
il

le

ossa del

marurna:
la

in elegante
ss.

la

cap])ella del

Rosario

di-

pinse
vani.

pittore Alessandro

Manto-

11

quadro

del

della cappella del-

Doria Pamphily accrebbe la chiesa con facciata; e poscia nel 18 ro fu anche aumentata dalla parte opposta, con l'elemosine de' fedeli, e fu eretto pure un altare in onore
di
s.

l'Assunta

dal vescovo cardinal Pietro

Corrado, donato Ottoboni: e quello di s. Antonio abbate lo color il Garzi. Il Panzavolta dipinse pure il casino dei Botti, l'abitazione del quale con queldei
Tojetti
,

Filippo Neri. Dipoi

a'

a-

gosto

i83o Pio Vili,


,

gi vescovo
apostolico
e concesse

tusculano
l'altare
s.

con

breve

l'arricch d'indulgenze,
privilegiato,

Lorenzo
il

fuori

le

come quello di mura di Roma.


Gregorio

le

dei

Vitali

del
le

Anche

regnante

XVI

principe Doria Pamphily,

sono

stato largo d'indulgenze con questo santuario.


ta

principali del paese. Dalla parte di

La

chiesa decolla,

mezzogiorno un miglio circa distante da questa terra, procedendo per


piano e piacevole passeggio di strada carrozzabile si trova il celebre
santuario
detto
la

da pitture a chiaro scuro con quadri rappresentanti la caduta del gran masso, ed altre figure. Rocca Priora Corbio. Terra
,

Madonna

del

della

Comarca
miglia,

e distretto

di

Rol'ul-

Tufo, con sua eremitica casa composta di quattro camere sotterranee, e grotte per servigio degli abitanti.

ma, distante da questa


sette

citt dieci-

e
del

posta sopra

tima
volsci,

punta

dorso

tusculano,
i

Di questa chiesa che

nel

1592

nel limite

dell'agro latino verso

fu unita a quella parrocchiale dal vescovo cardinal Galli, se ne ignora


l'origine;

bens

si

conosce
e

il

prodigio da cui
to sasso dalla

deriv l'erezione.
smisura-

Distaccandosi un duro

pi

erta

cima del

monte ove
vi,

si

unisce al

monte Ca-

confinando da un lato colle terre di Labico dall'altro con quelle di Tusculo e di Algido. Incerta r origine del suo nome moderno ed il Piazza ed il Nibby non la credono anteriore all' epoca della distruzione del Tusculo
, ,

rapidamente al basso, un passeggiero che al di sotto transitava, vedendo la sua imminente rovina di restarne schiace precipitandosi

fatta
si

dai

romani

come pi

volte

detto, nel 1191.

vedonsi sparsi
ti

Per siccome per questa terra moldi

rocchi

di

colonne
12

marmo

VOL. xxvit.

178
di
ni

FRA
le

FRA
della
nisio
Il medesimo Diodando un'altra direzione alla

granilo ndoperati in usi modersopra tutti massi quadrilateri ,


peperino, impiegati nelle

Molara.

di

ciiaro che ne' tempi


fu
,

almeno una villa antichi una qualche citt latina, la quale si suppone Corbio. Livio descrivendo la impresa di Coriolano contro i romani, dice che quell'esule dopo aver preso Satripit

mura, romani vi e ne' tempi

di Coriolano, soggiunge che dopo aver preso Pedo, part la mattina seguente di l sul far del giorno, e condusse l'esercito a Corbione, che immediatamente si arrese , e da Corbione a Corioli , tutto inducendo a ritenere che Corscori'eria

bio fosse a Rocca Priora. Tale opi-

Longula, Polusca e Corioli, si rivolse a Lavinio e l'occup; indi fece altrettanto con Corbione, Vitellia, Trebia, Lavico e Pedo, e fico,

nione si conferma dal racconto di Livio, dicendo che Quinzio dopo


la

vittoria

riportata
valle

sopra

Clelio

Gracco

nella

nalmente
Cluilie.
lia

si

accamp

alle

fosse

Or

conoscendosi che Vitel-

era

bico alla Colonna


cano, ne
fu la

Valmontone ora citt, LaPedo a Galli,

segue che Corbione, che prima dopo Lavinio ad esse-

re presa, era la

prima
le

nella direcitt
la

zione
dette.

in

cui stanno

pre-

Narrando Dionisio
latini

mossa
i

generale de'

per rimettere

Tarquini sul
d'impadronirsi

trono di
di

Roma

di-

ce che la prima loro operazione fu

un

forte castel-

Tusculo, si fece che era stata occupata dagli equi; e che sul principio dell'anno 229 di Roma, mentre erano sul punto di scoppiare nuove discordie, venne l'annunzio in Roma che gli equi all'improvviso di notte eransi impadroniti di Corbione, ed erasi perduto il presidio che ivi romani avevano, onde fu ordinato dal senato che si levasse un eseicito subitamente, e si mandasse nell'Algido; per cui si vede che Corbioi ,

Albana sotto rendere Corbione

lo presidiato dai
,

romani, chiamato Corbione e dopo aver tagliato a pezzi la guarnigione ne fecero un centro di operazioni dal quale usci-

rono a predare e devastare le terre dei romani, circostanza che non sembra potersi verificare , se non nel punto di Rocca Priora, poich
i

ne era vicino all'Algido, ora dirimpetto a Rocca Priora la pimta imboschita di quel monte famoso. Aggiunge Livio, che gli equi dopo aver tagliato a pezzi il presidio di Corbione, presero Ortona
ossia

Artena,

la

quale corrisponde
terra alla quale

a
si

Monte Fortino,

latini

in quella
il

guerra non oltre-

va direttamente da Rocca Prio:

passarono

territorio tusculano, es-

ra per la gola dell'Algido

in

tal

sendo terminata colla battaglia di Regillo, che comandata pei romae pei ni dal dittatore Postumio latini dai Tarquini e da Mamilio
,

circostanza

lo

stesso

storico

nota
li

come

il

console Orazio Pulvillo die


agli

battaglia
discacci

equi

nelF Algido

tusculano, questi vi furono vinti dai primi l'anno di Roma 25j. Dall'altro

da esso, cos da Ortona e Corbione, smantellando questa ter ra in pena di aver tradito il presidio

canto di

dere
dei

le

loro devastazioni
,

poterono estenalle tene


del
valla

romano;

cos fin questa terra

latina, essendosi distrutte le case fino

romani

poste sulla falda

dalie

fondamenta

l'anno

299

di

monte Albano, che domina

Roma, 45^

avanti l'era volpaie.

FRA
Dopo
di tale distruzione negli
ulti-

FRA
venie
li

179
padre,
e

loro

rispettivo

mi tempi
tante

della
altre

repubblica
citt

come

volle che nel ducato di Castel

Gan-

primitive av-

dolfo e marchesato di
ra fossero compresi
vi
territorii,
la
i

Rocca Prioloro rispettidi

venne, si form nel suo sito ima qualche villa romana, e nella decadenza dell' imperio a questa sar succeduto un villaggio, rimasto estinto anch'esso;

met

di

Poggio Catino; 1^97 Clemente Vili


Priora
si
il

ma

Albano e nell'anno
Roc-

volle che
alla

ma dopo
del

la

ca

vendesse

camera
si

memorata
le

formossi una
forse

Tusculo quaper essere stata la prima


distruzione

apostolica, per cui

Piazza a pag.
con-

nuova

terra, la

275

dice che

il

suo governo

a sorgere in cjueste parti, e fondata


lo

dai

primari abitanti del Tuscutal

prese

nome:

altri

furono
di

commissario della stessa camera apostolica , ed aggiunge varie opinioni sull'origine del nome della terra ripugnando erroferiva dal
,

di

sentimento che a cagione


al

sua
i

neamente
tive del

a concedergli le preroga-

favorevole situazione venendo tra

celebre Algido illustre co,

luoghi circostanti
sculo
prescelto

distrutto

Tudi
la
vi

Ionia

romana

che piuttosto

attri-

villeggiatura

buisce a Rocca di
ca Priora,

Papa non a Rocil

l'emani personaggi

ne derivasse

dal quale distante

denominazione

La rocca che

monte
1,

tre miglia

e mezzo, dandoil

edificarono esiste, ed forte. Rocca Priora nel secolo

ne erudite notizie

Nibby

nel tom.

XIV

fu occu-

pag. 123 e seg. Egli lo chiama

pata dai Savelli, e perci

neh 4^6,
loro

and soggetta con

altre terre

Algidiim oppidum, Algidus mons Cava dell' glia. Ai dire del

come Borghefto,
Albano
e

Castel Gandolfo,
essere
sac-

Piazza, la camera
in

apostolica entr

Savello, ad

possesso

di

Fiocca

Priora

nel

cheggiata

dal

legato

pontificio di
Pvicci arcivesi

pontificato di
si

Eugenio IV, Giuliano


buisce
e
le
il

Paolo V, il quale vi rec a prenderlo, abitando nella


il il

scovo di Pisa. Ai Savelli


leggi

attri-

casa della famiglia Ratti. Scrisse

ristoramento della rocca,


e
statuto

Nibby che
per
la

lago

Regillo celebre
dai

municipale.
i

vittoria
i

riportata

ro-

Savelli, Mentre n'erano signori vi si rec il Papa Pio II proveniente da s. Maria di Palazzuolo,
,

mani sopra

latini guidati

dai Tar-

quini e da Mamilio tusculano, non


era quello che rasente la strada
della

della

quale
nel

parlammo
Il

all'

articolo

Colonna e nel monte Falcone,


ritennei'o,

Albano [Vedi).
gi

Pontefice allogde' Colonnesi

come molti
ci

ma

piuttosto

palazzo
di

di

nel cratere di
vedersi

Pantano Secco,
Frascati
e

e per-

Odoardo duca

Marsi, che ne lo

tra

Monte
,

aveva pregato, e vi fece soggiorno per alcuni giorni e ne parla lo stesso Pio II ne' suoi Commentari. Della famiglia Sforza Nel Ratti
, ,

Porzio.

Non

esistendo pi alcun lago

Monte Porzio non pu ammettersi la opinione del dottissimo Nibby, ad onta di quantra Frascati e

tom.
sto

II,

pag. 341,

si

legge che Si-

to
lo,

sciive parlando del lago Regilnel


,

eresse

in marchesato

Rocca

situare cio tra

detti

due
,

Priora, stabilendo che questo fosse

luoghi

come
tutte

dice a pag.

299

il

titolo

dei

primogeniti della po-

lago Regillo cotanto rinomato. D'al-

tente e nobilissima casa Savelli, vi-

tronde

le

descrizioni

che

si

i8o

FRA
sul
eccellenti.
il

FRA
coalti

hanno degli antichi sciiltori medesimo lago tendono a farlo noscere in un luogo chiuso tra
castello di

Devesi per avvertire che eh. Fea confuse l' acqua detta

monti nell'agro tusculano e sotto il Corbio , le quali circostanze non si trovano concordare altro che nel luogo ora occupato dai laghi della Cave effettivamente corrispondente sotto Rocca Priora,

Algenziana o Algidense, che ha la sorgente sotto Rocca Priora, con


la

Giulia che

si

determina da Fronallacciata

tino
al

essere stata

presso

XII miglio della via Latina, corrispondente precisamente nel luogo ora distinto col nome di ponte deSquarciarelli

ove

stava

il

suddetto
principale
tre

castello

di

gli

vicino

a Grotta-

Corbio.

ferrata,

ed

alla

distanza di pi di

La

chiesa

di

Priora

navate
,

divise

Rocca da

dieci
ti

miglia dalle suddette sorgenJN

dell'acqua Algidense.
notizie

poi

si

colonne
dice

ottangolari

con
Il

capitelli

corinti dei

tempi
la

bassi.

Piazza

che

chiesa

parrocchiale

dedicata alla gloriosa Assunzione in


cielo della

che la detta acqua sia stata condotta sino in R^oma, come venne asserito dal medesimo Fea. Veggasi il Ricchi nella sua

hanno

Beata Vergine, posta in


terra
,

Reggia de"

volsc,

il

quale

a pag.

cima
li

alla

di

antichissima

82

e seg.

parla

di

Montefortino

struttura con

sei altari,
s.

uno

de' qua-

dedicalo a

essere slata la

Rocco, a cagione di terra preservata dalla


i

pestilenza che flagell


ni.
s.

castelli vici-

che dice succeduto all' antico castello Corbione. Del castello o terra poi della Colonna, l'antico Lahico (Vedi), posto nella diocesi di
Frascati, ne

pure della chiesa di Maria della Neve, poco distante


Discorre

parlammo
28
r

al voi.

XIV,

pag.
il

280

del

Dizionario:

dalla terra, di ragione della compagnia del ss. Sagramento. Le case di Rocca Priora mostrano la costruzione saracinesca del secoloXlII.

Piazza ne tratta a pag. 268, e


parrocchiale fu
s.

dice che la chiesa

dedicata a

Nicola arcivescovo di

Mira;
la

Dalla spianata sotto


lazzo baronale

il

vecchio pa-

magnifica
le

si gode una veduta monti Lepini verso oriente, come pure di tutta la val-

poco distante dalvenne eretta sotto l' invocazione di Maria Vergine, e poi ine l'altra

terra,

de'

titolala ai

ss.

Sebastiano e Rocco
a
loro
inter-

perch
ste.

gli

abitanti

degli ernici e di altri luoghi, ci

cessione furono preservati dalla pe-

che forma
ria delle

L'avvocato

un quadro imponente. Carlo Fea nella Stoacque antiche, tratta deld.

Ora passiamo compendiosamena dire dell' aulico Tusculo


,

te
l'

del-

odierno Frascati e del suo vesco-

l'acqua delta Algidosa o Alidosa , anticamente Giulia, che veniva in Pioma dal monte Algido, che raccolta alle

vato suburbicario.
antico, si rinomato tempi anteromani per la celebrit del suo fondatore, nelle prime et di "Roma per la sua fortezza, e nell'epoche di maggior prosperit dei romani per le sue deliziose ville, venne tolto dall'oscurit in cui giaceva da pi secoli, col mezzo de' memorati sterraraennei

Tusculum

sue

radici

dai piani di
in

Rocca Priora condotta


che
tichi
tali

gran

parte alla villa in questa citt; dice

acque e suoi condotti andichiarati

furono

propriet

del

governo da Clemente Vili , e che tali acque sono ancora oggid

FRA
li

FR
Canina
sculo
forte,
,

\
il
il

i8i

impresi

a'tioshi giorni ad ese-

lo

chiama sempre
di dire

Tucolle

guire con ordinalo metodo per co-

come per denotare


in vece

mando
degna
,

di

Carlo Felice re di Sarcontinuati


dalla

regina

sua consorte Maria Cristina di Bor-

semplicemente Tusculo. Di alcune etimologie del nome Tusculo ne parla anche


il

bone, coir opera del marchese Luigi

Malici

nelle

Memorie

isLoriche

Biondi

principalmente
architetto

con
cav.

dell' antico
Il

quella

dell'

esimio

Tusculo a pag. 8 e seg. Tusculo era distante quindici mi-

Luigi Canina, che inoltre fu dalla


regina incaricato della illustrazione
e descrizione
di

glia

da
;

stadi

Roma ma fra
di

ossia
citt

cento

venti

la

antica e la
tre-

tutto ci ch'era

moderna Frascati sono duemila


cento
passi

relativo all'antica citt di Tusculo,

differenza

poich
di-

come

delle

pi rinomate opere rinfatti


,

Frascati circa
stante da

dodici

miglia
s.

venute

negli sterramenti

lo

Roma

per

la

porta

Gio-

che esegu nella sullodata opera della quale poco potr profittare a cagione de'ristretti limiti di questo articolo. Tuscaluni fu dunque lina delle citt pi illustri de' tempi antichi , ed una delle pi ragguardevoli nel medio evo fino alla sua distruzione totale. Il clima suo temperato, e la situazione amenissima attrassero ne' tempi antichi come ne' moderni le persone doviziose e potenti che popolarono il suo territorio di ville sontuose, come delle moderne superstiti abbiamo brevemente discorso. In quanto all'etimologia del suo nome Tusculuni, tra le varie opinioni che Festo compendi sembra doversi appigliare a quella con cui si crede esser derivato da vocabolo greco denotante un luogo acuminato, ossia
, , ,

vanni.

Fu
se

tradizione

comune

presso gli

antichi, che la citt di

Tusculo fosfondata da Telegono creduto fiUlisse e di Circe, quindi


i

glio di

poeti

moenia dicenmuros le mura di Tusculo, Telegoni juga parricidae, e Circaea moenia il giogo tu,

nome

designarono di Telegoni

il

Tusculo

col

dosi pure Telegoni

sculano,
to
il

ec.

Altri dicono essere sta-

fondatore

un

Telegono pios.

veniente dal luogo denominato Circeo, presso


del
il

castello di

Felice
precisa-

[Fedi). Si vuole che lo stabilimento

Tusculo

sia

accaduto
si

mente intorno una generazione dopo


l'eccidio di Troia, allorch

rifugia-

rono in queste contrade molti profughi greci


se.
,

forse

lo

stesso Ulisi

Presso
la

tusculani ed
tal

romani

tanto elevato nel d'intorno


di diflicile accesso
;

eh' era

fu

ritenuta per certa

tradizione,
vari

in fatti osservan-

che
la

celebrarono
del

in

monusi

dosi la

forma

della stessa
si

sommit

menti. Ai primi abitatori, che dalinaccessibilit


,

del colle tusculano,

trova preci-

luogo

dis-

samente per sua natura inaccessibile. Vedendosi poi distinta questa


citt

sero tusculani
in

e che

dimoravano

abitazioni di
cinte
di

rustica struttura e

vece di Tuconferma in certo modo essersi dedotto precisamente dalla singolarit del luogo, e non dalla
sctilus,

comunemente nome Tuscnlwn in

dai

latini

col

derivazione

di altro

nome

ed

il

mura, narrano diverche si venne ad unire il si scrittori tanto rinomato Telegono vero , o sedicente figlio di Ulisse, dopo cio la venuta di Enea troiano in quee dopo la guerra che ste regioni

non

i82
questo
popoli
eroe

FRA
ebbe a sostenere
delle
si

FRA
coi

sottoposto alla
cui venne

stessa

sommit

in

abitalori

medesime

poscia

protratta la cit-

lene. Quindi
tanti di

raccoata
ai
il

come Te

legono insinuasse
cingere

primitivi abi-

luogo con vtilimura, nella parte supeinore del de che venne poscia colle tusculano
,

t. Alla bont dell'aria propria del luogo e a quella delle acque si aggiunse un fertile territorio , che
,

forse

si

sar

ingrandito

dopo

l'

e-

sterminio di Alba- Lunga.

ridotta a

servire

di

arce

o citta-

Tusculo edificato poi nel piano sottoposto. Allora il luogo a costituire in forma di si venne
della del
citt
,

L'ultimo e settimo re di Roma Tarquinio il Superbo, aspirando al dominio di tutto il Lazio, e divenuto
signore assoluto di

Roma,

cerc di

ed in essa dovette naturalaccrescere


la

guadagnarsi
coli di

latini,

stringendo vinparentela coi

mente

la

popolazione.

ospitalit e di

Dopo
se
il

morte di Telegono rimaTusculo senza alcun capo di,

primari personaggi di quella nazione.

Non

isfugg\

all'accorto

tiranno la

stinto
leggi

e reggendosi

colle

proprie

stabilite

dal

senza

collegarsi
,

suo fondatore con alcuna delle


in progresso per-

grande influenza che sopra tutti gli altri latini avea Ottavio Mamilio
tusculano,
il

quale credevasi discen-

citt circonvicine

dette alquanto nell' incivilimento e nella goduta prosperit ; per cui

dente di Ulisse e di Circe, e perci gli die in moglie la figlia, matrimonio


tele

che

gli

procacci

paren-

allorquando il re Latino-Silvio assunse il governo di Alba-Lunga


tra le diverse colonie spedite nelle
vicine
citt,
.

ed

amicizie importanti.

Queprinci-

sta

parentela di Mamilio con Tardelle

quinio fu una
pali della
il

cause

si

annovera
pii

pure
si

il

guerra latina; dappoich

Tusculo

queste colonie o stabilii

re Tarquinio,

menti, siccome

antichi,

de-

discacciato

dopo essere stato da Roma, avendo invadi

notarono col nome di prischi latini, per distinguerli da quelli che


si

no tentato
stenza
degli

ritornarvi

coli' assi-

etruschi

condotti

da

fissarono

dopo
poi

lo

stabilimento di
le

Porsenna,
so

ritirossi
,

a Tusculo pres-

Roma. Di
del Lazio
la

come

altre citt

anche questa riacquist sua indipendenza dopo la distruLazio,


eseguita per ordine di
terzo
il

genero e si guadagn il suo r amicizia de' tusculauij gi tenuti


in
tri

mastsior considerazione

dcijli al-

zione di Alba, gi capitale dell'antico

popoli del Lazio antico, e

che

perci avevano grande influenza nelle


si.

Tullio

Ostilio

re

di

Roma.
si

vertenze che accadevano tra es-

Da
se

queir epoca
a

Tusculo
dittatore;

resla

In questo tempo

tusculani ven-

modo

di

repubblica, sotto

presidenza di
crescessero

un

ed a
si

credere che successivamente


i

ac-

comodi e le cose necessarie al mantenimento della popolazione che gradatamente si aumentava, COSI suoi abbellimenti le acque si raccolsero con quelle filtrazioni che gemevano a piedi del
i
;

nero ammessi nel novero de' popoli che partecipavano de' sagri tzi, che furono in allora stabiliti a celebrarsi ogni anno sul monte Albano, e nel piano mentovato di sopra ricevevano la parte delle carni
che
lani

loro di diritto spettava.


i

Colla
tuscu-

protezione del re Tarquinio


razione

lato

settentrionale

di

quel

piano

acquistarono maggior considepresso gli altri popoli del

FRA
Lazio,
to

FRA
il

i83

ed accrebbero
propriet
Ivi,

loro

sta-

sotto

il

medesimo

buon mattino si trovarono in Roma, dove come alleati vennero accolti.

mentre cerc di distrarre 1 attenzione de' romani culla mossa de' sabini, il re tram la
Tarqiiinio.

Fatto centro nel foro

Roma-

no,

assalirono insieme col console

famosa lega latina nella quale


traruuo
e di l
Fiegillo

eti-

trenta

comuni

l'

eserci-

to collegato
si

[tee centro in Tusculo,

testa dei romani , le Erdonio j ed espugnarono il Campidoglio, e finita l'impresa ebbero dai romani pubblici ringra-

Valerio alla

genti di

laccolse

presso

il

lago
.

ziamenti, che furono

fatti

al

ditta-

nel

territorio

tusculano

tore ed al senato di Tusculo.

lega,

Mamilio condusse l' esercito della con Sesto Tarquinio (prim* avea comandato quello composto
priucipaluienle
de' camerini );
degli

L'anno seguente avvenne a Tu-

aiitemnati
il

ma avendo
il

dittail

tore
sito
il

romano Poslumio occupato


che
si

frappone tra
j

lago ed
cosi
al

un caso affatto simile, dappoich mentre i romani con l' esercito erano accampati presso d'Anzio, gli equi col fiore della giovent all' improvviso di notte si diressero a Tusculo, e ne occuparono la rocsculo
ca.

Tusculo

intercettando
i

Ne
,

corse tosto la

nuova a Ro-

campo
sendo
so

latino

viveri
la

le

comueli'

ma
la
i

e da

Roma

vol ad Anzio,

nicazioni, segui
fittale

battaglia
il

es-

ai

latini,

loro stes-

per volere dei consoli ad onta delopposizione dei tribuni perch


,

capitano
di

Mauiilio

peri

pev

le

tusculani fossero prontamente aiu-

mani
,

Tito
la

Erminio, e con
strage di

lui

tati

come narra

Dionisio.

Allora

venne fatta liti mentre


e

molti

mi-

di

tremila cavalli

quarantamila fanti neppure dieci,

Fabio che comandava l'esercito lo mosse immediatamente verso il Tusculo, ed una parte ne destin a
riprendere
il

mila tornarono salvi

alle loro

case.

la rocca,

col resto assah


;

La pace che
fu strettamente

segui

quella guerra
tu-

campo

degli equi

ma non

fu

mantenuta dai
le

cos
si

sculaui, a segno che l'anno

289 o

pronta la resa di quelli che erano impadroniti della rocca.


vari mesi, stretti dalla

290

di

Roma

loro

terre ven-

Dopo

fame

nero saccheggiate dai volsci e dagli equi nemici de' romani. Il loro attaccamento per questi non apparve pi sincero ne' tusculani, se

capitolarono, furono passati dai tusculani nudi ed inermi sotto il gio-

non neir anno 294, allorch Appio Erdonio sabino occup per sorpresa
ni
il

mentre traversavano r Algido dal console romano Quinto Fabio Vibulanio , vennero
go, e raggiunti
tutti

tagliati a pezzi.
gli

Nell'anno apla

Campidoglio con 4^00 uomiparte


esuli
,

presso
di

equi

sotto

condotta

lu

in

parte servi.
si

Gracco

Clelio

scorsero
il

prima
tuscu-

In quella

notte
la

stessa

seppe

l'agro labicaiio, e poscia


lano, e carichi di prede

Tusculo
pazione
,

notizia di questa occu-

e Lucio Mamilio, che al-

lora era dittatore di Tubculo, con-

voc immediatamente il senato tusculano, e caldamente parl a favore di Roma ; quindi furono diatiibuite le

si accamparono nell'Algido. Il senato romano spedi a loro legati per querelarsi Quinto Fabio Publio Volumnio ed Aulo Postumio: il comandante degli equi li ricevette con
,

aimj, ed

tusculam di

insolenza

ed

iionicaiueute

disse

i84
loto di

FI^A
esporre
i

FRA
di

comandi del senato romano ad una quercia o faggio, che

attaccamento per parte dei tusculani, furono ricambiate con altrettanta fiducia per parte dei ro-

tenda
tali

grande sovrastava alla sua che frattanto egU avrebbe


cose.

mani. Correndo l'anno 336, venuti i

fatto altre

Giunte in
eletto

Roma

labicani
stretto

in

forte

sospetto
i

di

notizie

fu

dittatore

aver
di

lega
ai

cogli equi,

ro-

Tito Quinzio Cincinnato, che sconfsse gli equi, e fatto prigione an-

mani diedero

tusculani la cura
nell'an-

sorvegliarli, e scopertasi

che Gracco
cogli
il

lo

fece

passare insieme
sotto

nc seguente questa po che


iio
si

alleanza, fu di-

altri

ignominiosameute
Egli ne
,

chiarata ai labicani la guerra, dolabicani aveaarmi, ed insieme colr esercito degli equi dato il guasto
i

giogo.

riport

l'onore

seppe che
le

del trionfo
versale

ed i romani con uniapprovazione accordarono

prese

a Lucio

Mamilio
dell'

dittatore

tuscu,

al

territorio

tusculano,

eransi ac-

lano

la

cittadinanza

benemerenza

romana impegno che

in

campati nell'Algido. L'esercito ro-

a-

mano
capi,
fitto;
i

vittima della dissensione dei

vea mostrato nella occupazione del

andato ad attaccarli
capitani,
i

fu

sconil

Campidoglio. Irrequieti sempre gli equi, nell'anno 3oo tornarono ad infestare l'agro tusculano; venuti

luogotenenti, e

da
tali
sti

Tusculo
ordin
ai

messi

apportatori

di

notizie al senato

romano, quedue consoli di anda1

re ad affrontarli.

consoli
,

li

rag-

giunsero

ed uccisero loro settemila uomini, fugarono il rimanente , e riportarono un forte bottino, che fu venduto a vantaggio dell' erario pubblico. Cinque anni dopo vennero gli equi di nuovo ad infestare le terre de' tusculani e si attendarono all'Algido, loro campo ordinario. Questo fatneir Algido
,

nerbo dell'esercito si ritir a Tusculo, il rimanente si sparpagli. Scollo per a dittatore Quinto Servilio Pi'isco, ristabih gli affari, ed in otto giorni mise in rotta i nemici, e s' impadron di Labico stestusculani uniso. Nell'anno 373 ti ai gubini ed ai labicani portarono reclami al senato romano coni

tro
sti

ji'eneslini,

accusandoli di gua-

dati alle loro terre,

ma

il

se-

nato

non

vi

volle

prestar

fede.

Quale per fu la sorpresa di Camillo r anno seguente, allorch fra


i

prigionieri

fatti

sopra

volsci,

to

scosse

altamente

decemviri

alcuni
,

tusculani
i

ancora
prese
le

gli

furono
con-

che allora reggevano

Roma, e particolarmente assunsero il comando di questa spedizione Marco Cornelio, Lucio

presentati,

quali

interrogati

fessarono

aver

armi per
il

pubblico consiglio. Allora

senato

Minucio

Tito Anto-

romano

nio

gio.

Cesone Duillio e Marco Serromani riportarono una rotta terribile a segno che i sol,

Ma

vedendo che tusculani aveano abbandonato l'antica alleanza, ordin a Furio Camillo di fari

gli

guerra;

ma

tusculani oppose-

dati superstiti
to
si
il

rimasti privi di tut-

ro

ima

pace

costante,

vedendosi

Volsero a Tusculo

do

soccorso
lo

de'loro

subito

concessero
continuate

imploranalleati, che amichevol-

impotenti resisteie alle forze romane: dappoich entrati


loro
territorio,
i

romani
i

sul

non

solo

lavori
tu-

mente.

cam[)e>tri

tranquillamente dai
proseguivano,

Queste

testimonianze

sculani

si

ma

ogni

FRA
{giorno

FRA
citt

iSS
I

tanto

dalla

che

dai

Sulpicio tribuni militari.

romani
fa-

campi portarono
di Camillo posto
alle
te,

all'esercito

vitto-

assediarono

latini,

mentr'essi
colla

vaglie di ogni genere.


il

Avendo quininnanzi
le

cevano
e

altrettanto

cittadella,

campo

trovandosi

attaccati disopra dai


sotto

porte della

citt,

trov apertrov tutti

tusculani,

e di

dai
la

romani
citt

ed

entrato in essa

non poterono
tendone
cero
le

resistere:

fu

ed intenti ai lavori ed alle scuole, senza apparenza alcuna di guerra, onde convocato il senatranquilli,

presa dai romani colle scale abbatporte, ed


i

vincitori fe-

man

bassa de'

latini,

senza che
;
,

to

l'invit a spedire in

Roma

de-

uno

scampasse
di

dall' eccidio

dalle

per la concordia. Per tal contegno il senato romano ricev la deputazione tusculana col dittaputati

tore

nella
i

curia Ostilia,

non
coi

solo
tu-

avvenimento rilevasi, come il Tusculo fosse re^ cinto da doppie mura, le une in^ torno alla citt ch'ebbe il nome
narraziont

questo

conferm
sculani,
alla
sai

trattati esistenti

di oppiduni,
la

e le altre intorno al-

dopo li aggreg cittadinanza romana, favore aspoco


pi comune.
ai

ma

raro a quell'epoca, poi con sagtusculani conservarono le proprie


coi diritti concessi

o cittadella denominata arx. Dipoi a Servio fu coniata una medaglia d'oro, nella quale da un
rocca
lato sono
le

gia politica divenuto


1

teste

dei Dioscuri Ca-

store e Polluce,

numi
una

de'tusculaoi,
cui

leggi
pi,

munici-

e nel rovescio

citt sulla

in

un
nei

ai

propri

magistrati, e

porta

si

legge tuscul. Circa


i

un an-

tempi antichi senatori e Pi tardi, quando furono compresi tra cittadini romani, ubbidirono alle leggi di Roma, seguendone pure le costumanze.
consoli.
i

come

no

dopo
il

veli terni

si

mossero ad
dovettero
i

assalire
ritirarsi

Tusculo,
fretta,

ma
perch

in

roma-

ni spedirono

un

esercito a soccor-

rere la citt, indi


sediar Velitrae.
in
Il

passarono ad as-

Non passarono
questa
tusculani coi

molti anni dopo


perfetta
i

Tusculo rimase
allor-

riconciliazione

dei

pace sino
i

all'

anno 305,

romani, che nell'anno 878 incendiando

latini

ch
di

galli,

Satrico_,

Tito

dopo il fatto glorioso Manlio al ponte Salario,


terre de' tiburtini, e

meno
ro
il

tempio di Matuta, rivolseloro sdegno contro il Tusculo,


il
il

ritiratisi

nelle

stretta

seco

loro

alleanza, fecero

perch
lega

comune

distaccatosi dalla

latina erasi alleato coi romani, ed anche perch in certa guisa era divenuto parte di Roma nel'aver

una scorreria nella Campania: reduci da quella commisero orribili


devastazioni nei terri torli labicano,
tusculano, ed albano e gabino;
costretti

ma
dal

accettato
All'

il

diritto

di

cittadinanza.

a ripiegar verso

Roma

improvviso
le

te

i latini, essendo aperporte di Tusculo, penetraro-

dittatore

Quinto Servilio

Aliala, ri-

no

nella citt e

se

ne impadronidov'eransi mogli e fii

rono
ritirati
gli.

tranne
i

la

rocca,

portarono una disfatta solenne non lungi dalla porta Collina. Dopo tanti tratti di attaccamento, dopa
tante

cittadini colle
i

riprove di
e

fedelt per parte


di

romani dell'avvenimento, spedirono un esercito in soccorso di Tusculo, comandato da Lucio Quinzio, e Servio
Avvisati da loro

de' tusculani,

affezione

leale

per parte
nella

dei romani,
i

sembra

in-

credibile che

tusculani

entrassero

famosa lega

latina, tramate

i86
datino
di

FRA
Roiiiii,

FRA
pu oonsia sta-

tiolo

della Poliia,

la

quale fu
entrati

di

pare-

gcttuiai;>i

che qneslo partito


tjualche
gli

re, che quelli


t,

nella

pubervenis-

to

preso per

motivo
in

luvi-

dopo

essere stati

battuti

gcnte.
sta,
lio

Essendo

eserciti

sero uccisi, e le
li

donne

fanciul-

provocato il giovane Tito Manda Gemino Mettio o Mezio co


della cavalleria tusculana,
il

secondo

le

leggi di

guerra fossequesti racdi

ro venduti all'asta. Riferisce Livio,

mandante
trasgred

donde
conti,

il

Nibby
la

trasse

comando
disciplina

consolare del
vit-

che

memoria

questa

padre,

e sebbene
della

vincitore fu

intenzione della trib Follia rimase

tima

militare
lo

e
fe-

talmente impressa

nella
agli

mente
ultimi

della rigidezza paterna, clie

de' tusculani,

che fino

ce decapitare da ja
fin

un

littore.

La guer-

tempi della repubblica ninno della


trib Papiria, alla quale era ascritto
il

coir intero

del Lazio, nel

soggiogamento famoso senatus convarie categovi

Tusculo,

vol a

favore dei

sulto che distinse in


rie
i

candidati della PoUia; ed da notarsi,


i

comuni che
i

avevano preper
la

che molta influenza


alla

avevano
tri-

so parte,

tusculani

prote-

tusculani nelle votazioni della


,

zione che godevano del console Lucio

Furio

di

famiglia tusculana,

b Papiria ti dopo la
ria era

quale erano ascrit-

loro

aggregazione alla
la

furono trattati con maggior clemenza, poich la loro ribellione piuttosto

cittadinanza di

Roma:

trib Papi-

una

delle dieciselte trib ru-

fu

aggiudicala

danno

di

pochi intriganti che l'avevano mossa, di quello che dell' intero comune, al quale fu perfino conservato
il

diritto

di

cittadinanza

romana

che

antecedentemente

aveva con-

da Servio Tullio sesto vece delle quattro primieramente stabilite, la quale come la trib Pupi nia pure annoverata tra esse da detto re, avevano le terre limitrofe al Tusculo. Dopo il suddetstiche stabilite
re di

Roma,

in

seguito.

to fallo
la

non

trovasi

memoria
alcun
Tusculo,

nel-

Nell'anno 4'7 ^^^^e luogo l'assestamento delle cose latine; indi nel 4^' sorse contro de' tusculani
il

storia

antica di

avveniil

mento

singolare

sul

quale rimase poi sempre un municipio fedele del

tribuno della plebe


accusandoli

Marco Flaed
ai

popolo romano, e
personaggi
illustri

\io, di

dinanzi al popcilo
ai

come

tale

die

aver fornito
i

veliterni
la

all'antica

Roma; dappoich
la

varie
l'o-

pri vernati
ai

mezzi di far

guerra

famiglie celebri traevano di l


rigine,
lia,

Probabilmente ci fu il popolo tuuna nera calunnia sculano si rec tutto intero a Roma colle donne e coi fanciulli, e prese l'abito dei rei onde muovere a compassione; implor il favore delle Iribj, per esser levati da questa taccia, senza entrar nel merito dell'accusa. Questo solo spettacolo commosse romani^ e tutte le trib abrogarono la legge proposta dal tribuno, ad eccezione
romani.
:

come

memorata Mamii

la

Porcia che produsse

due
Co-

Caloni, la Fulvia o Furia,

la

runcania,
teia.

la

Giuvenzia,

e la

Fon-

L'anno

54
nel

il

cartaginese

Annibale nella sua spedizione contro

Roma,
dalla

rivolgersi

verso

questa
la

Campania,

seguendo

di

via Latina, traversali i territori! Frosinone, Ferentino ed Anagni entr in quello di Labico, quindi
la

per

gola dell'Algido tent d'jm-

FRA.
padronirsi del Tusculo
;

FRA
Ina non
es-

187

sendo

ricevuto

nelle uiura, conti-

mura originali vetmero restaurate, come pure nella guerra


ne
le

nu

il

caaimiuo a detra del Tu-

di

Pompeo.
il

Sulla

line

della

re-

sculo e discese veiso Gabii, posciei

pubblica, e ne'primi tempi dell'impero,

venne a porre gli alloggiamenti neltrib Pupinia alla distanza di 1,1 otto miglia da Romii. llcav. Canina, che nel descrivere l'antico Tusculo
riporta tutte le
storici

Tusculo

fu

il

soggiorno
ville

favorito de'pi ricchi romani, che

edificarono nel

suo territorio
vi

splendidissime ad esempio di quella

testimonianze degli
dettaglio ed erudi-

che

antecedentemente
Lucullo,
oltre

aveva
fabtu-

con uu

eretta

quelle
facoltosi
si

considerando che romani per impedire il ritorno di Annibale dalla Campania, che solo

zione mirabile,

bricate dagli stessi pi


sculani
,

onde

il

Tusculo
tali

rese

pure

insigne

per

ville.

Sono

con pi facilit poteva effettuarsi per la via Latina, si accinsero a


fortificare
ti
i

particolarmente celebri oltre la lucullana e la catoniana, quella di


Tullio
fratello,

due monti che pi


e

al-

Cicerone
di

di

s'innalzano dall'una

dall'al-

Marco Bruto,
,

Quinto suo di Quinto


,

tra parte nella stessa viaj e che venendo dichiarato da Livio, che a tale oggetto furono spediti presidii

Ortensio, di Tito Anicio, di Balbo,

monte Albano, porta opinione che debbasi considerare essersi altretsul

tanto effettuato nel Tusculo, e che

Cesare di Lucio Crasso di Quinto Metello, di Aulo Gabinio ec, ricordale da Cicerone stesso e da Plinio, non che la vastissima villa di Marco Scauro vicina al
di

conseguentemente
ginali

negli scritti
stata

ori-

Tusculo, che poi fu incendiata dai


suoi servi. Descrivendo Strabene
il

di Livio

sia

registrata

nella descrizione dei preparativi fatti

Tusculo
Tiberio,

ai
il

tempi
cui
la

dell'imperatore

in

tale

occasione
al

dai

romani,

regno

incominci

unitamente

monte Albano, l'arce tusculana, e non l' esulana, co-

l'anno

i4 dopo

nascita di

Ge-

s Cnsto, dice che veniva


d'intorno dalle
te
ville,

ornato

me

si

legge in alcuni codici, per


ragioni che
essex'e

le

e specialmen,

giuste

riporta,

massitra
le

dalla parte

di

Roma
bene

dove

la

me
citt

per

perita Esula

falda era
in alcuni

fertile,

irrigala

ed

latine,

come afferma
i

Plinio.

luoghi sensibilmente emi-

Tuttavolta nel territorio


ni

tuscula-

nente, e conteneva edifizi imperiali


sontuosissimi, cio le ville di
cullo e
di

soffrirono devastazioni

per par-

Lu-

te dei cartaginesi.

Cicerone, ch'erano di-

Nelle terribili guerre civili, che ebbero luogo verso il fine del governo della repubblica romana, dovette il Tusculo soffrire le stesse disgrazie a cui andarono soggette

le.

venute parti del demanio imperiaVi ebbe pure una villa la gen-

Sulpicia, la quale divenne dopo Galba anch'essa fondo imperiaquanto alla villa tusculana le. In
te

Roma,
la

e le citt circonvicine. Neldi


Siila
i

di

Cicerone,

ch'ebbe

egli

nelle vi-

seguendo tusculani il partito di Mario, il loro territorio fu assegnato secondo la misura fittane per ordine del
guerra

cinanze della citt di Tusculo, sap-

trinseco,
sai

piamo, eh' era ed in


deliziosa;

amenissima nell'inuna situazione asivi

che venne

ispira-

medesimo

Siila

in quella

occasio-

to di

molti concetti

fllosolici;

che

|88
per
trasporto
ai

FRA
di

FRA
volle
nieri

parzialit

Rufina,

vicina
in

quella

iicoidarla

posteri
\

intitolando

della Rufinilla

che

origine ne

Questioni
bri che ivi

Tuscidane cinque licompose ; che cotal sala

faceva parte.
l'erudito

Tuttavolta
interessante

va letto
discorso
inti-

ed

piente

romano

di cui

gloria

non
al:

del eh. cav.


tolato:

Gaspare

Servi

potr mai
tro genio,
1."

ecclissarsi

da verun

Cenni su Grotta Ferrata ^


villa
1{

del

tratt in questa opera disprezzo della morte; 2."

ed intorno al luogo, ove


che fosse la

di Cicerone,

sembra Ro-

del
lori;

coraggio nel
3. del

sopportare

dol'a-

ma i8i4
naldi.

per
di

stampe del Mo-

modo

di alleviare

Egli
villa
,

cerbit dei mali; 4-" delle passioni;


5." del

della
e seg.
ti

virt.

bene che si ritrae dalla Quindi perci che non


meraviglia,
la

ove argomenti per


villa

espressamente Cicerone a pag. 19 riporta gravi e dottratta


istabilirla

presso

deve
ta

recare
,

se

la

si-

Grottaferrata.

tuazione

casa che dette tan-

La

di

Cicerone in origine
af-

vaghezza di piacere a quel cedi

fu di Siila,

come apertamente
:

lebre moralista, oratore, militare,


politico,
i

ferma Plinio
tra sua
si

in

questa

villa

Ci-

cui fasti
si

attraversan-

cerone spese molto,


villa

do

secoli

serhai'ono
,

memodocuiosit

di

come nell' alPompei, per cui

randi
vette

sino a noi

se

eccitare

sempre invidia
i

d'indagare
se,

precisi

punti ove surdelle


I

le

topografiche particolarit,
lo
i

sia

stata

scopo
tempi.
si

ricer-

diletto che sebbene inferiore alla magnifica villa di Gabinio, che Cicerone chiam raagnificentissima. Da lui si rileva che la propria vil-

caric di debiti pel


ritraeva,

ne

che di
classi

tutti

dotti
in

che

la

aveva due
,

ginnasi

ne trattarono
:

divisero
dei

due
il

atrio

un

portichetto
,

un piccolo un bagno ,

caposcuola
basiliano

primi
a

un

viale

coperto
dei

ed

un

orologio
sulla

monaco
la

Sciommari
il

che
cui
altro
gli

solare.

Uno

ginnasi

era

colloca a

Grottaferrata,

parte superiore della

villa, al

poscia succedette

Cardoni,

Cicerone avea dato


so di

il

nome
quello
al

quale di Lidesti-

monaco
altri

dello

slesso

ordine;
la

ceo ad imitazione di quello famo-

col

gesuita

Ziizzeri

pose-

Atene, e

come

ro sull'alto del colle tusculano entro


la

nato particolarmente
Ivi

passeggio.
e dis-

villa

della

Rufinella

Il

era solito di passeggiare

Nibby studiosissimo convince


Zuzzeri, che
la

il

p.

putare

prima

del

mezzod come
Atene, sicconelle

villa

tusculana di

Aristotile nel liceo di

Cicerone stava
al

sul

TusGulo
la

in

monte prossima una falda, bench


o
nella
valle

me
teca

egli
:

medesimo
ivi

Tusculane
biblio-

afferma

era pure

una

altri

credettero nelle basse pen-

dici

del

monte,

di

Grottaferrata, luogo

ancor celebre

da lui ricordata. L'altro ginnasio ad onore di Platone fu da lui denominato V Accademia, e questo era nella
villa,

per l'abbazia de'basili;uii ; quindi crede potersi con sicurezza dire che
il

parte inferiore

della

sito della villa

Tulliana

sia

dennel

e ad imitazione del giardino di questo nome presso Atene; an-

tro l'odierna villa

della Rufinella,

che questo era ombroso, come aperto era


licei
il

che

qiiiilla

di

Gabinio fu
la
villa

Liceo.

Ornavano

due

juogo dove

ora

Falco-

armi

di

marmo

pcutelico culle

FRA
teste di

FRA
rebbe anche essa
di

i8()

bronzo, statue megaiiche ec.


villa

Lucullo, la quale

Questa

veniva fornita
della

di

ac-

come

qua dall'acquedotto

dalla quale molte altre

Crabra , terre erano


Della

d'altronde noto conteneva pi fabbriche che terre, onde per

testimonianza di Plinio
pare,
di quella che
il

era

magsco-

fornite intorno al Tusculo, e a tutto


il

giore la parte che aveasi


si

da

municipio

tusculano.

aveva

da

villa di

Cicerone, delle reliquie che


si

lavorare, secondo

motteggio dato

ampiaCanina nella sua opera, come di quanto risguarda le delizie LucuUane. Queste furono rinomatissime per la loro sontuosit e grandezza, delizie che ead
essa

attribuiscono,
il

a Lucullo dai censori. Degli avanzi


e ruderi della villa di Lucullo,
solo

mente ne

discorre

non

ve ne sono

nella

citt

ma
Contu-

anche
ti,

nelle ville Aldobrandini,

Montalto, Pallavicini, Rocci, Pasec.

serini

Delle

ville
il

antiche

rano specialmente adattate al soggiorno di estate, come lo fece conoscere Plutarco nel dire che Lucullo aveva vicino al Tusculo abitazioni di campagna, e specole che

sculane

ne tratta

Mattei a pag.

43
seg.

e seg.

delle sue

Memorie

iifo-

rchej

come
si
il

ancora
estese

a pag. 58 e

Allorch

dominavano
portici

tutto

il

dintorno, con
gior-

mano

sotto

il dominio rogoverno degli impe-

e passeggi lunghissimi. Tro-

ratori nelle pii lontane

regioni, e

vandosi in queste delizie un

divenne
viziosa,

Roma maggiormente
si

do-

no Pompeo, rimprover Liicullo, perch avendo disposto la sua villa

trova soltanto fatta

men-

ziode del Tusculo


a e
villeggiare

come un luogo
si

per

l'estate,

l'avea resa poi ina-

di delizia nel quale


i

bitabile nell'inverno;

ma

Lucullo
crein-

pi

ricchi

diportavano romani,
citt,

sorridendo

l'ispose,

che

Pompeo
minor

non pi come una

ossia

deva
le

cos

che

egli avesse

municipio, importante per


situazione e fortezza.

la

sua

telletto

della gru,

perch secondo
dalla

Cos seguenin

stagioni

non
Di

sapesse cangiare le
l

do quanto avvenne pure


si

Pioma,

abitazioni.

piazza

di

protrassero
di

le

abitazioni

molto

Frascati verso oriente, a destra della

al

fuori della citt, ovvero del-

strada che conduce

direttamen-

l'oppido, conservando per

sempre
rocca o

te ai

cappuccini, ed alla villa deldi

queste

mura
quelle

nella
altres

loro
della

integrit,

il rudere di un seforma rotonda che il volgo chiama di Lucullo; ed abbiamo da Plutarco che il popolo
la

Piufinella,

come

polcro

cittadella.

Successe per questa prosi

trazione di abitato, che

edifica-

rono
to
il

le

posteriori fabbriche in tut-

romano decret dare a Lucullo secampo Marzio, come a Siila, e che il di lui
poltura pubblica nel

dintorno della citt,


le

pre-

amantissimo
dergli
gli

fratello ottenne di

renvilla

che mettevano alla medesima ov'erano i sepolcri degli antenati questo auvie
:

cisamente lungo

ultimi

onori

nella

Or supponendo che queveramente il sepolcro di Lucullo, ne seguirebbe che la villa


tusculana.
sia

sto

mento di abitato bbe il nome di suburbano tusculano, che comprese il luogo denominato Come. L'imperatore Augusto benefic
lani,
i

tuscu-

antica, sulla
t
di

quale formossi

la

cit-

ed a mediazione

di

Antonia
al

Frascati nel secolo XIII, sa-

Augusta ancor pi Tiberio,

cui

190
tempo
le

FRA
ville

FRA
li

di

Luciillo e

Ci-

bono

essere state, nelle frequenti in-

cerone erano divenute dominio imperiale ed abitate dagli imperatori,

vasioni dei popoli settentrionali, de-

vastate tutte le

fabbriche ch'eransi

per cui Strabene


luoghi descrive
loia
il

visitando

questi

erotte nei tempi prosperi dell'impero


fuori
i

come

j)rnsperava alle

recinti delle di

mura, ed ancora
che sfavano
laonde pu
delnel
cinta, ov'era la

Tiisculo, dicendo che


ville

suo

molle
p(')ste

quelle stesse
la

bellissime

erano
pii

edificale
i

entro
ossia

prima

guisa di reggie.
pi

In queste
i

[irinci-

citt,

l'oppido;

dell'impero e

doviziosi ro-

congetturarsi che alla caduta


l'

mani recavansi a diporto in tempo di estate, a godere dell'aria migliore che


si

impero occidentale,
all'epoca della

regno dei
giusti-

goli,

guerra

potesse respirare

nei
in-

nianea, e delle scorrerie de' longobardi,


j

dintorni di Pioma,

come venne
il

tusculani
la

si

riducessero

ad

dicato da Seneca,

quale osserv

abitare

sola

parte

pi elevata
sicuro dalle
il

che

in egual modo si praticava in Tibur. Inoltre Tiberio si fece edi-

del Tusculo, rocca o cittadella pri-

mitiva,

per

porsi

al

ficare
sciilo,

una magnifica
di

villa

nel

Tututte

aggressioni nemiche. Cos


lo

Tuscunei nel

come sontuose erano


questo
piincipe.

ritorn

ad

essere

ristretto

le

delizie

Nel
si

limiti

che

furono

fissati

suo

principio

dell'epoca
il

imperiale

primo stabilimento, abbandonando


alla devastazione le

dovette costruire
citt

teatro entro la

sue tante son-

del Tusci.lo, del quale iman-

gono ragguardevoli rovine. Anche Nerone frequent le ville del Tusculo; e Galba soleva passare l'estate nella sua villa tusculana, ri-

amene monumenti che


tuose ed
lustre
riori.

ville
lo

ed i vetusti avevano reso ilante-

e celebrato nelle et

Per

il

Tusculo neU' indicata sua


,

conoscendosi

il

Tusculo come
perci

luo-

ristrettezza

dopo
ebbe
alcun
,

di

essere

slato

go

fiesco,

celebrato
al

da
bo-

posseduto
glia

in particolare dalla

fami-

Stazio insieme a Preneste,


a Tibur tutti luoghi
le
ville la

Ottavia,

nei susseguenti

sco frigido di Diana, all'Algido, ed


freschi.

secoli

per

Tra
si

di

Plinio

il

giovane
il

noin

vera

tusculana.
edificato

Dopo che
il

Roma
diversi

fu

grande anfiColosseo,

teatro Flavio, detto poi


se

ne fabbricarono nelle Provincie, ed il simile fece il Tusculo, proporzionato alla popolazio-

sul dopreponderanza minio di Roma stessa. L'indicato particolar possedimento narrasi che fu tenuto primieramente nel sesto secolo da Tertullo patrizio romano della famiglia Ottavia, che lo

tempo ed anche

somma

concesse con altre terre all'abbazia


di
s.

ne

stabilita nel

municipio,

tra

le

avere
l'anno
s.

il

Benedetto di Subiaco , per suo figlio s. Placido nel-

pi nobili abitazioni fuori le mura della citt, con ricettacoli per


le
fiere destinate agli spettacoli, di
le

52

professata la regola di
si

Benedetto, come

contesta da

cui sussistono
traslocazione

tracce

Dopo

la

quanto si legge scolpito su di una colonna posta nell'atrio di quell insigne monistero di
s.

della

sede

imperiale

Scolastica: la

in Bisanzio, operata

da Costantino,

probabilmente
stessa sorte

il municipio soffr la che Roma, e perci deb

qual concessione venne confermata dall'imperatore Giustiniano I e poi da Teodora sua moglie parente di

FRA
Tcrtiillo,
fce
s.

FRA
t.Tl

.91
dicasi

poscia pure
1,

Ponletli

Monticelli ce, cos

de' conti

Gregorio

altro parente

Tertullo,

come

rilevasi

da
la

altri

doStii

cumenti
licone

risguardanti

suddetta

1 usculani, Coll'andare de'tempi, e quele vicende di que' secoli sti conti divennero permanenti e
per
,

abbayia. Dipoi
prese

quando

nel

finirono col
de' quali tro
sti

farsi signori de'

luoghi,

Roma
con
di

travagli
il

luoghi circonvicini, compreso


scnlo
,

Tu-

in origine non erano alche amministratori. Fra que-

il

quale

infeudazioiie

conti nel disfretto d

Roma,
si

dell'abbate di
sta
il

Monte

Cassino, giu-

ne' secoli

IX, X,
i

XI

XII,

dis-

costume

quei

tempi
alla

si

tinsero

talmente
e

conti Tusculani,
il

restitu

dopo alcun tempo


il

andei

a segno di

usurparsi
talvolta

governo di
disporre
pontificato,
in-

zidetta famiglia Ottavia,

e quindi

Roma
colla

quasi
del

pass sotto
conti

diretto

dominio

loro

fazione

che si dissero tusculani dal luogo stesso in cui ebbero il dominio, e che si resero assai insigni
nella
storia
di

quando
gistrati

ne' comizi
il

dell'elezione
il

terveniva

clero',

popolo,
il

macon-

e l'esercito;

perch dalsi

quei

tempi per

il

l'anno

qo4
sette

all'anno

io58

potere che ebbero sulla fiizione dominatrice dj Roma, e per due secoli

tano
olire

Papi

di loro

fuuiglia,

tre

eletti

a di loro influenza.

con maggior dominio


di

ed

in-

Se

la

famiglia

Conti discenda
in

dai

fluenza.

conti del Tusculo, e se

questo
iSecon-

Prima
dore
tere,

parlare
il

dello

spleni

signoreggi

la

famiglia Colonna, lo

cui

risal
vi

Tusculo per
il

dicemmo
do
il
il

quegli articoli.

signori che

esercitarono
nel

po-

Mattei, per

legittima discen-

noteremo che
Gregorio
II,

pontificato
il

denza della

famiglia

Ottavia pass

di

s.

l'anno ySo,

ducato romano si sottopose al dominio temporale de' Papi, con sette citt della

Campania

sottraen-

dosi

da quello dell imperatore greco l'empio Leone 1' Is,-i urico disprezzatore delle sagre immagini, e perci scomunicato solennemente. Ora in questo avvenimento le fordell'

dominio del Tusculo in Teodoro, duca e principe nobilissimo, e da esso in Alberto suo figliuolo che fu marchese di Toscana, e fratello del Pontefice Adriano I, che vuoisi della famiglia Colonna, e morto
nell'anno 795.
I

conti Tusculani fino dall'anno


si

me
le

amministrazione
e
si

rimasero
altri stati

medesime,

andarono mo-

dellando con quelle degli

d'Italia retti dai longobardi; laon-

mostrano potenti nella storia de'tempi bassi, ed alla testa della (azione tedesca, del senato o consiglio comunale di Roma, (piando appoggiarono le mire di Carloman-

878

di

Roma

de

conti, Cotiles, chiamaronsi


all'articolo

co-

Conte (Vegovernatori e rettori che dal(), la metropoli si spedivano nelle citi

me dicemmo

no, e piestarono mano forte a Lamberto duca di Spoleto, e ad Adal-

berto

I,

marchese e duca

di

To-

t e nelle terre ch'erano iaimediatamente soggette, come a quelr epoca era il Tusculo, nella stessa guisa che trovansi ricordali nei documenti conti di Tivoli , di
i

scana, dal Pontefice Giovanni VIIT predatori delle condannati come


citt
i

della

Chiesa

romana.

Allora

conti Tusculani insieme coi primari

romani, mal soffrendo quel Papa, insorsero contro di lui e lo


nobili

192

FRA
gii.
ni

FRA
A
quest'epoca
alla
i

misero in carcere. Il citato Maltei dice che dal suikletto Alberto pass il Tusculo in potere di Benedetto ed Alberto o Alberico. Gli amici di Giovanni Vili Io liberarono, ed
egli
si

conti

Tnsciiladi

pervennero
per
le

signoria
dell'

Ro-

ma

arti

avvenente

rifugi
in

in

Francia,

donde

poi

torn

Roma accompagnato
e difensore
del

Teodora, dama intrigantissima e polente, e madre di due altre femmine egualmente belle, disoneste, ed influenti, cio Maria Marozia, e

dal conte Rosone che avea adottato

Teodora
madre.
natrice

II,

dame romane come


che pur
si

la

per

figlio,

suo

INIarozia,

disse se1,

stato.

nell

Alla sua morte avvenuta anno 882, non senza sospetto

romana

spos

Alberico

conte
za
di

tusculano, marchese di

Gameavanie

di veleno, al dire degli annali

Fui-

rino e console romano.


questi

La possan,

densi, la fazione de'conti Tusculani

coniugi

le

port al pontificio soglio IMarino I da Gallese, che altri chiamano Martino


II

da

IMontefiascone

persopiet,

commisero nei pontificati di Land, e di Giovanni X, stancarono il popolo romano, che non poche
tendo pi sopportarli insorse ferocemente contro di loro, li cacci da

naggio

illuminato e di gran
assolvette

che

li

dalle censure

ec-

clesiasliche.
i

Morto questi neir884, Tusculani fecero cadere la elezione del successore in Adriano III, romano, encomiato per viiti e zelo, che il Mattei dice figlio di Alberico, o meglio di Benedetto secondo il Novaes. Gli successe Stefaconti

Roma,
II

e mise a morte

Alberico
II,

I.

loro figlio

Alberico

soste-

nuto dalla sua fazione torn a dominare in Roma, cio prima o do-

l'esaltazione

al

pontificato

del

suo fratello Giovanni XI,

nel 981;

mentre
erasi

la

madre

in

altre

nozze

no

VI, indi Formoso, Bonifacio VI, Stefano VII, e Rodetto


alla

V,

maritata con

Ugo

re

d'Italia,

invaghito pi della signoria di Prosta

mano
coiiti

cui

morte
il

nell'

898

Tusculani fecero di tutto percardinal


Seril

che divenisse Papa


gio
della loro
lo

famiglia, giacch
figlio

Mattei

dichiara

di

Bene-

detto, in

un al Novaes; ma in vece venne posto sulla cattedra apostolica Teodoro II, ch'ebbe a successori Giovanni IX, Benedetto IV, Leone

V,

e Cristoforo intruso nel


i

goS. In-

tanto lottando
zioni

capi

delle
in

due
per

fa-

preponderanti

Roma
,

in
cui

che della sua avvenenza. Queunione poco dur, ritirandosi da lui Marozia gravemente disgustata, per lo schiaffo che Ugo die ad Alberico II suo figlio, per avergli dato di mala grazia l'acqua alle mani: va anzi avvertito, che Alberico II era pur genero di Ugo, per aver sposato la di lui figlia Alda, morta la quale si congiunse in matrimonio con Stefania senatnce romana, che fece ristorare l'anina,
tico

queir infelicissimo

secolo

nacquero scandali orrendi, prevalse quclla de' conti Tusculani, onde richiamato dalla Toscana il cardinai Sergio, che da sette anni vi
si

stachio di
to veniva

colotmato della chiesa di s. EuRoma, perch questo sanrisguardato

per

parente

del suo marito.

ed Alberico
del

II

Frattanto Marozia imposero sull'animo

era rifugiato, fu elevato al poncol

Pontefice, e lungo

tificato

nome

di

Sergio

III,

ma
nel

nero
II

prigione.

tempo lo tenTalmente Alberico


in

se

ne mostr

indegno e mori

fu

possente

Roma,

che

ne

FRA
fu

B'RA
per
cui

193
a
pag.

riguardato
legge la

il

principe,

Mattei
11

la

riprodusse
la

146.

di que' tristi tempi formola che usava nei suoi diplomi; Alberico per la grazia del Signore umile principe e di

ne' documenti
si

Tusculo sotto
II,

protezione di Ai-

berico
lani

e degli altri conti

Tuscu-

lutti i

romani senatore. Tale quel-

lo dei

944
sacra

riportato
tora.
I ^

dall' Ughelli,

ma non si venne per ad aggiungere, come osserva il nominato autore, alcun decoro nelle fabbriche, perciocch quei
signori
si

dovette acquistare splendore e prosperit,

un qualche

1 pag. 099. Batt ancora monete in Roma, e due se ne vedono nel Vignoli, nel

Italia

tennero pi di
in

frequente

ad abitare
di

suo trattato delle Monete pontificie


a pag. 71, forse coniate nel pontificato di Agapito II, che govern la

via Lata,
sul

tere

contrada ove ebbero molto podominio, e d'altronde le


nella

Roma

antiche

fabbriche

tusculane

dovet-

Chiesa

dal

946
diritto

al

ma
si

ha nel
di

gSG. La priun protome che


coll'epigrafe
e
-|-,

tero essere state pure in gran parte

rovinate, n

si

conoscono esser-

crede

quel Papa

sene edificate altre di nuovo.


credere per

da

intorno

agapitus pa

nel

suo
nel

rovescio albebicus; e nell'altra

mezzo
cus

il

monogramma

agaps

per

agapitus con nel contorno aleeri-}-, e nel suo rovescio la pro-

che venissero ridotte abitabili quelle che si trovarono in minor rovina, onde supplire ai bisogni della popolazione che dovette riunirsi in quel luogo sotto la protezione di
SI

tome di s. Pietro con la cori'ispondente epigrafe scs Petrus. Queste due monete o medaglie,
le

potenti

signori,

quali

avevano per istemma un'aquila coronata, ch' pur quello della famiglia Conti.

ha riprodotte

il

vola

II, colle altre delle


il

Canina nella taepoche ante-

Giovanni

XI

de' conti Tusculani

riori riguardanti

Tusculo.

Non
di

si

deve tacere che


riporta
tal

il

Mattei

a p.

i/\5

moneta dopo
III,

aver

parlato di Adriano

gi Agapito,

secondo

lui figlio

del

conte tuscu-

lano Alberico

Alberto narr di sopra. Anzi scrivendo egli che la figlia di Tertulk). Silvia Proba, si spos con IIduino Marzio duca di Milano, al di-

dello anche

dell' ambizione di Marozia, e della crudelt di suo fratello Alberico II che gli fece dare in successore Leone VII, bench ripugnante. Amante della pace s'interpose per quella pure di
,

mor nel 986 vittima

come

si

Ugo
no
gli

re

d' Italia,

con

Alberico

II

principe di
gli

Roma, come lo chiamastorici. Morendo nel 989


Vili detto IX, da Alberico li tiranno
dai
la

successe Stefano

re

del

Porcacchi
Malaspina,

nel lib.
essa fu

3,

della

che odiato
di

famiglia
di

madre
queMala-

Roma,

fautori

di

lui

Ancio Marzio, che

lasciato

perch
essi

godeva

benevolenza di

sto

cognome

prese quello di
il

spina, ed perci che

medesimo

tal famiglia

una medaglia di che asserisce essere dei conti Tusculani con l'effigie in ambe
Porcacchi
riporta
le

Ottone I re di Germania, fu da bruttamente maltrattato nel volto, il perch non os di farsi


pi vedere
la
in

pubblico. Tuttavol-

parti

in

una

si

legge

in

giro:

albericus tusciae marchio, nell'altra

avendo l'abbate s. Odilone, per comando di Papa Leone VII stabilita la pace tra il re Ugo, ed
Alberico
II

ADAIBERTUS

TUSCIAE
VOI.

MABCHSO, ed

il

principe

di

Roma, ed

XWIt,

i3

T94

FRA
ti

FR
Tusculani,
in

essa venendo poscia rotta, Stefano

IX

per

ristabilirla

ma

l'abbate,

gervi mor

chiam in Roil quale prima di giunin Tours, ed il Papa


giorni
nel

sempre potentissmii Papa Dono 11. Dal conte Giegorio I nacquero Romano, Alberico Ili , e Benedetto

Roma,

fu

eletto

termin
tino III

suoi

943
IMar-

o meglio

Giovanni. Questi
di di

essen-

succedendogli Marino
,

II ossia
II.

poi

Agapito
e

Nel

do cardinale vescovo eletto Papa col nome


to Vili,

Porto, fu

Benedet-

suo
ni

pontificato,
II,

nell'anno

954

nel

1012, e morendo nel

mor Alberico
di

dopo

ventitr an-

1024
il

gli

successe suo fratello


laico
sal

Ro-

principato, laonde

sembra
dall'esal-

mano da

che era, e

perci

che

desso

incominciasse
di

primo che
di

al pontificato senil

tazione al papato

suo

fratello

za alcun ordine sagro; prese

noe

Giovanni XI. Lasci oltre Costantino e Deodato detto pure Deusdedit e Lamberto, un figlio impubere di nome Ottaviano diaco-

me
era
di

Giovanni

XIX

detto

XX,

cess di

vivere nel

io33.
ossia
I,
i

Menile
signore

conte tusculano

Tusculo

Gregorio

monaci

no cardinale, che morte di Agapito


piuttosto

nel
II

906
dei

alla

basdiani greci fuggendo dalla

Ma-

fu

eletto

ad
fece

insinuazione
Pontefice,
e
la

roil

gna Grecia o Calabria de'saraceni, ebbero da

le

scorrerie

lui

ricovero

mani

si

prese

nel teiritorio tusculano, e fondaro-

nome

di

Giovanni XII:

Chiesa

no
to

l'abbazia di
la

Grottaferrata
ss.

sot-

per evitare

un
tale.
il

funesto

scisma lo

condotta dei

Milo e Bar-

vener per

in Italia
in

Qutsto Papa chiare Ottone I, e lo


imperatore
nel

tolomeo,
e potente
ticolo.

che poi
,

divenne celebre
dicevi
al

come

suo ar-

coron

Roma
il

962, e per
peratore
tificato
fia,

rio ai tedeschi,

primo pass l'impeonde opporlo all'imfiil

Da
no
la

Aiberico

e console
sorella

Berengario, ed al suo

HI conte tuscularomano, maritato aldel Papa Giovanni XV


arricch
i

glio Adalberto:
si

suo funesto pon-

detto
renti,

XVI, che

suoi pa-

descrive alla sua biogra-

discesero Gregorio

li.

Guido

ed ebbe
li,

termine nel
figlio

964.
di

Il

conte Costantino, altro


berico
dalla quale

Al-

o Guidone, e Teofilatlo suoi figli; l'ultimo essendo diacono cardinale


e

prese in moglie Suburra,

nipote
,

dei

nacque
padre,

Agapito,

che

tefici

nello

stesso

due precedenti Ponanno io'^3 in


innalzato al
la

fu maritata al

ed Enilia che duca Stefano Colonna, port in dote Palestrina con e molti terreni del contado tusculano. Il suo fratello Deusdedit conal

premor

giovanile et fu
tificato,

pondi

merc
al

gran

somma

denaro che
dre, la

popolo gitt suo paPontefice, col

Chiesa tuttavia lo ricevette

per legittimo
di

nome

tinu

la

linea

de' conti

Tusculani,
di

secondo

l'albero
della

genealogico dato

Benedetto IX. Continuando quedissolutezze fu deposti nelle sue


sto

da

Cosmo

Rena

lui

fu

dai

romani nel 1087, noa nel-

Gregorio I ch'ebbe due sorelle, Maria ed Emilia, e quest'ultima prese per marito Giovanni Caelauo. Intanto l'anno 972 colfiglio

l'anno seguente per l'intervenzione venne dell' imperatore Contado il


ripristinato

nelk dignit;
in

indi

nel
pos-

1044

insorte

Roma due

coU'assistenza e

col favore de'con-

senti fazioni de' conti

Tusculani, e

FRA
Tolomeo console romnno, per di opera di questo ultimo Benedetto IX per la sua nullit e condotta
primo maggio fu espulso dalla citt, ed intruso in vece nella sede
il

FRA
sculano e

19"
o di Galera,
la

lateranense, e da Gerar,

do conte galerense
patrizi,

che avevano assunto

potest dei

pontificia

Silvestro III.

tro

mesi
in

Benedetto

Dopo quatIX fu ristavenen-

bilito

Roma

nel

potere,

do cacciato l'invasore. Passato altrettanto tempo simoniacamente Befronte nedetto IX, vedendosi a
nuovi travagli,
a

o capiAdunati i sagri comizi a' 28 dicembre di detto anno, fu sublimato alla sedia di s. Pietro il Papa Nicol II, che nel concilio di Sutri nel gennaio io5g depose l' antipapa Benedetto X, e

non che dai


popolo.

capi

tani

del

cede
,

il

pontificato

fu mandato in esilio a Velletri come si ha dal Theul, Teatro istorico di

Gregorio \ I 1046 Clemente

cui
II,

successe
cui

nel

Vdletri,
discorre

ove
della
Il

pag.

188

alla

morte

seg.

discendenza

Benedetto
la cattedra
te

IX torn
pontificia,

rioccupare
alla

de'conli
te

Tusculani.

suddetto conII,

ed
nel

di

s.

Leone IX
i

morio54 di

tusculano

Gregorio
legittimo

sdegnato
si

della deposizione del nipote,


l

ribelII

nuovo perturb
vuoisi
altri

sagri comizii, e

contro

il

Nicol
Galera,

che

morisse

quell'epoca;
di

con

Gerardo

conte

di

lo

dicono uscito

vita

Fan-

ne 106)

penitente nell'abbazia di
il

Grotlaferrata presso

Tusculo, n

mancano racconti monaco basiliano


tei,

favolosi

che
il

il

Piacentini

egre-

con altri signori del distretto di Roma, prenestini e nomenlani attir prima invasione de' normanni la che di recente eransi annidati in Italia dalla parte meridionale, e che
furono chiamati a soccorso di quel Papa. Il Ceconi nella Storia di Palestriiia, a pag. 287, dice che Befece cardinale Ranieri nedetto abbate benedettino, che alcuni fanno

giamente confut. Secondo


dal conte

Mat-

Alberico III nacque

anche Pietro da cui deriv Ottone padre di Agapito IV, il quale premorendo al genitore fu causa che
molte altre famiglie romane acquistassero
il

vescovo di Palestrina,
la
ti

baroni delde' coa-

titolo di conti
figlie

tusculani,
di

quale

essendo parenti

massime perch due

Agapito furono maritate, una coi Frangipani colla dote di Nemi, Marino ed altri luoghi circonvicini; l'altra
Annibaldi e
la

tusculani,

ad

essi

si

unirono
loro

ma

pagarono la lonia. JNel 1060


sero
le

pena
i

di

fel-

normanni invabarbaramente
altri

devastarono

cogli

dote

di

Ca-

terre tusculane, e quelle de'pre-

stel-Gerusalemme, Monte Compatri ed altri luoghi del contado tusculano. Dal suddetto Guido o Guiche

nestini,

nomentani, ed
indi

ribelli
il

del Pontefice;
velle
i

passato

Ta-

normanni devastarono Gatutte le


castella del

done conte tusculano e da Emilia, altri chiamano Valeria, figlia del conte di Galera, nacque Giodivenne cardinal
e nel
vescodi

lera

conte

vanni che

vo

Velletri,

io58

a'3o

marzo usurpossi il pontificato col nome di Benedetto X, fiancheggiato dallo zio Gregorio II conte tu-

Gerardo fino a Sutri. Il comandante de'normanni Roberto Guiscardo duca di Calabria, per dette imprese, e per aver anche vinto i nomentani fu detto Nomenlano. Tutdel Tusculo non tavolta la citt danno, ed anzi pochi soffr alcun

196

FRA
indicato, fu
fece

FRA
figlio

anni dopo sotto il pontificato di Alessandro II, ch'era successo a Nicol II, come a luogo sulubre ed
in

Tolomeo

che

pace col

Pontefice,

si

conosce
il

essersi

diportato

villeggiare

cardinal

Giovanni

camerlengo

di

gran figura nel primo periodo del secolo XII, narrando Pandolfo Pisano che avendo il Pontefice Pasquale II determinato di partire da Roma per mettersi di
concerto coi normanni signori della Puglia, lasci al vescovo labi-

quel Papa, per guarire dalle febri

ed

istabilirsi in

salute;

laonde pu

Tusculo a quell'eragguardevole prosperit. Da questo luogo cardinal scrisse ad Alessandro il II perch si degnasse di portarsi a visitarlo, probabilmente avendo da comunicargli cose, che non osava alTdare ad altri.
credersi

che

il

cano
afiri

le

necessarie

facolt

per

gli

poca

fosse

in

istato ^i

ecclesiastici,

die a Pier Leo-

ne Frangipani
di

la

cura delle
I

cose
tututti

Roma, a Tolomeo
patrimoni
esterni

conte
di

sculano
i

l'amministrazione
della

Chiesa

romana, ed a Gualfredo suo nipote


il

comando
II,

delle

milizie.

Ma
Ro-

Colonnesi
eresse
ss.

possederono diversi
e dot

Pasquale

nel suo ritorno a

castelli

vicino al Tusculo, e Pietro


il

ma

fu avvertito essere tutte le cola

Colonna
ro della

moniste-

che diede in tempo di Alessandro II a' monaci benedettini: nell' istromento riportato dal p. Gattula nel suo CroTrinit,

in preda ai Anagni, il Tusculo e tutta la Sabina in rinvolta, e di questa gran defezione au-

se sossopra,

citt
,

tumulti, Preneste

tore e sostegno principale


I

Tolomeo

nico
tro

Cassinese^
intitolato

si

legge questo Pie-

conte del Tusculo, collegato con


cui

signore

del

castello

Pietro della Colonna abbate di Far-

della Colonna , console, romano , e signore del

senatore

Tusculo.

Ci deve
sculani,

forse
,

intendersi per

una

parte di esso

giacch

conti

Tu-

come diremo,
della
li

sussistevano

ed erano potenti, e secondo alcuni


storici

famiglia

Conti
si

da

essi

fanno derivare,

che fanno
Otta-

discendenti della

romana
di

antica fa-

miglia

Giulia

Anicia

ossia

\iana, che

vedemmo

sopra pos-

avea aiutato a ricuperare Seppe ancora il Pontefice che Alba , e la provincia di Marittima per la loro fedelt erano segno di preda ai rivoltosi, e che Tolomeo I, che probabilmente ambiva signoreggiare queste mosse avea fatto spargere la voce che Pasquale II non poteva tornare in Roma. Laonde il Papa udendo tutto questo sconvolgimento, chiam
fa,

Cave.

seditrice particolare del

Tusculo con

in

soccorso

Riccardo
signore
in

di di

Aquila

preponderanza, dopo l'epoca della decadenza del romano imperio. Intanto i tusculani dovette-

somma

duca
v

Caetano

Nepi
gli

che nel giungere


di scorta

Roma

ser-

e di scudo, ed in pole

ro seguire la fazione dei loro conti nelle varie vicende che accadde-

co tempo ricuper

cose perdute.

ro sotto
rio

pontificati di

s.

Grego-

In quei tempi di discordia e di disordine, anche per le gravi vertenze tra


il

YII che nel 1078 era succeduto ad Alessandro II, e di Vittore III, Urbano II, e Pasquale II. Del
conte
tusculano Gregorio
II

sacerdozio

l'

impero

per

le

pretensioni

dell'imperatore
ecclesia-

Enrico
stiche,

alle investiture

sovra

ad uno sconvolgimento

ne

FRA
succedeva altro, e precario era lo stato di tranquillit, perch agitato dalle fazioni dei grandi. Nel 1116
gravissimi tumulti avvennero in Roi

FRA
suoi parenti, e
11

197

feudi e le possidenze, che avevano


il conte Giegorio suo avo. Questo fatto mosse naturalmente il risentimento del Pa-

ma

per

la

morte

di Pietro de' Pier-

pa,
la

leoni de' Frangipani prefetto della


citt,
il

il quale tornato in Roma dopo partenza dell'imperatore, aiutato

e per la elezione del nuovo; perch Pasquale li si vide coritirarsi

dai

Sede per

stretto

in

Albano, come

normanni feudatari della santa la Sicilia, e da una gran parte del ducato napoletano, mosse guerra a

avverso alla fazione che voleva portare il figlio del defunto alla prefettura, mentre egli favoriva quella di altro Pietro Pierleone, che ambiva quel cospicuo grado, d'altron-

Tolomeo

questi pe-

avendo ia suo aiuto i tedeschi che gli avea lasciato Enrico V, e ne usci vittorioso, avendo fine la guerra colr
si

difese assai

bene,

de

divoto della Sede apostolica. Pierleone era appoggialo dal conte lusculano Tolomeo I , la potenza
del quale in fine
re,

la
I

concordia stipulata tra


e Pasquale
li.

Tolomeo
1 1

A
II,

questi nel

18
ri-

successe Gelasio

che per la

lo

fece prevale-

bellione dei Frangipani seguaci dell'

ed il Papa, sedati i tumulti premi l'appoggio dei conti Tuscu-

imperatore, fu costretto
Calisto

re in Francia
eletto

lani coir infeudare a castello di Aricia,


valieri

Tolomeo

il

a fuggiove mori e venne II che die termine


delle

ed

agli altri ca-

alla controversia

investiture.

romani quantit d'oro e di argento. Questo conte don ai benedettini molti beni,
chiesa
di
fra'

quali

la

Contro il placito de' Frangipani nel 1124 Onorio li sal al pontificato che conferm l'elezione dell'imperatore Lotario II, e nel iiSobbe a successore Innocenzo II, contro il quale insorse l'antipapa Anacleto II, che essendo sostenuto da tutti principali romani, tranne i Frani

Gerusalemme

nel

terri-

torio tusculano. Nel

seguente
si

analla

no

1 1

7 Enrico

mosse

volta di

Roma

per prendere

la co-

rona imperiale, ed
tela
si

rec a

il Papa per cauMonte Cassino l'im:

gipani,
lani

peratore nel giungere in

Roma

riII,

sembra che i conti Tuscupure ne seguissero le parti.

guard

tale assenza di

Pasquale

onde si rivolse a guadagnar l'animo de' nobili romani , e fra questi conoscendo l'alfezione che avevano costantemenatto ostile,
te

come un

figlio

mostrata per

la

parte

tedesca

conti Tusculani, e l'influenza ch'essi

avevano
le

negli affari di

Roma,
nel

vol-

porli

pi strettamente a

suo
del

Tolomeo 1 successe il Tolomeo II; indi nel ii37 portandosi con un esercito in Roma Lotario II in aiuto del Papa legittimo, il conte Tolomeo II gU and incontro, essendo allora duca e console romano, non che dittatore tusculano come lo chiama la cronaca cassi nese. Tolomeo II preAl conte
st
il

partito col dare Berta sua figlia in

giuramento

di fedelt all'im-

moglie
che
gli

Tolomeo
,

li

figlio

peratore, gli die in ostaggio

Regi-

conte regnante. Oltre a molti doni


fece

nolfo suo figlio, confermandogli allora Lotario li le possidenze e feudi

in perpetuo,
le,

Enrico V conferm con autorit imperiasuoi


eredi
tutti
i

ereditari.
i

Sino dal
i

ii3o

tu-

a lui ed

ai

sculani,

prenestini,

tiburtni, e

198
gli

FRA
albanesi ripugnando
di

FRA
ne di Lucio II, senza l' intervento del popolo romano, sotto il qual i romani inaspriti per tal privazione, tornarono a ribellarsi col restaurare l'antiche dignit senatoria,
e
di

pagare dazi imposti loro dal popolo roi hiano a favore delia camera del Campidoglio, protestarono di non riconoscere per signore che il solo Papa. Quindi successivamente nacquero vari tumulti in Roma onde
ristabilire

patrizio

al
i

quale volevano
popoli
circonvi-

che ubbidissero
cini,

l'antica repubblica, cre-

che
;

coi

tusculani

presero

le

dendo

romani Innocenzo

II

fasi

vorevole ai nominati popoli che

ricusavano

pagar le imposte. Nel I iBy il duca Stefano Colonna con millecinquecento cavalli porse aiuto ai tusculani, che combatterono onde i romani e ne uccisero molti ; i romani in vendetta ne danneggiarono i territorii. Quindi racconta il
Cecconi nella Storia di Palestrina a pag. 247^ che Lotario II aiut il

mentre in R.oma erano sossopra i romani per sostenere le loro pretensioni ed imporre al Papa, laonde volendo Lucio II cacciarli dal Campidoglio, mor nel1' l'assalto ferito da pietre anno 1145. Eugenio III fu il suo degno
armi
successore,

ma

subito

si

vide

cole

stretto a fuggire

da

Roma

per

ribellioni, accresciute dall'eretico Ar-

Papa Innocenzo
lani,
gli

II
i

contro
di
il

tuscu-

albani, e

tiburtini alleati

naldo da Brescia, nemico della sovranit temporale de' Papi. Eugenio 111 si ritir in Francia onore-

di Roggiero

duca

Puglia

con
di

volmente accollo dal re Luigi VII,


indi ritornando nel
1

tremila soldati sotto

comando

.suo

stato

nel

Enrico suo genero, il quale sottomise alla dominazione pontifcia Albano, Palestrina e tutta la Campagna. Nel I i4i i romani si ribellarono ad Innocenzo II, perch impediva loro la distruzione di Tivoli,
il

149 pass

nel Tusculo, ove assi-

stito

dalle truppe di tutte le citt

restituendo all'antica
;

autorit
i

senato

per in tale frangente


il
i

maggior parerano contrarie al nuovo ordine di cose, e dalle truppe di Roggiero re di Sicilia, pervenne a forzare i romani e gli arnaldisti alla pace che fu conchiu.sa in Tusculo,
del Lazio, che nella
te

conti Tusculani seguirono

partito

del Papa, che scomunic


ribelli,
li

romani
all'e-

con palt espresso che Tivoli non fosse distrutto, come i romani pretendevano. R.itornato in R.oma verso
il

priv d'intervenire

lezione de' Pontefici e di altri pri-

f'ne

di

detto

anno,

nel

se-

godevano, e morendo di dolore nel 1 143 ebbe in successore Celestino II, senza che vi potessero intervenire i romani per il decretato da Innocenzo II. E qui noteremo, che nell' antipapato di Anacleto II successe Vittore III
vilegi che allora
,

guente per nuovi tumulti ne

parti,

dimorando

nella

campagna Roma-

na, indi nel

ii5i pass il Pontesogfice nel Tusculo. Durante il giorno di Eugenio III in questa
vi

citt

ricevette

il

re

di

Francia

Luigi VII, reduce dalla crociala di


tico

per circa tre mesi, ed essendo egli


della famiglia
te
lo.

Conti, probabilmen-

Terrasanta, e vi fu visitato dall'ansuo maestro s. Bernardo ab-

sar stato dei signori del Tuscu11

no

II

breve pontificato di Celestifu rimpiazzato coH'esaltazio-

questo santo mediatore della pace tra il Papa ed i romani. Tanto narrano

bate di Chiaravalle;
fu
il

FRA
il

FRA
dominio
sulla

99
del
die-

Ciacconio
e

60
sua

i55,
lettera

il

ed il Mattel a pag. quale aggiunge che


III

met soltanto

Tusculo, della quale R.ainone

dal Tusculo Eugenio

dat

la

Corrado IV re dei
il

de poscia facolt al Pontefice Adriano IV di prenderne il possesso


s'

E'oman.

egli

avesse

mancato

di fedelal-

In detto anno, e nel Tusculo


cardinal

t verso la

Sede apastolica, ed

Oddone Colonna
Papa ed

figlio

di

l'opposto gli venisse concesso in sua


vita
il

Pietro cedette per contratto di per-

muta
i

al

alla santa

Sede
del

diritti

che avea della

met

godeva con un
zera,
nistri

dominio dell'altra met che il Papa, come si dimostra atto pubblicato dal Zazmi-

Tusculo, con atto conservatoci da Cencio Camerario ; diritti che procedevano dai matrimoni che aveano
diretto
slesso

dominio dello

dandosi per sicurezza ai


pontificii

due

fortezze vicino

a
le

Roma. Narra poi il Memorie istoriche,

Mattei, nelloco citato,

legato fino dal secolo

XI

la

casa

Colonna, a quella de' conti Tusculani.

che Adriano IV, dopo avere incoronato r imperatore Federico I, si

Continuando Eugenio dimorare nel Tuscuo, nel


acquist
i

III
i

i5i

diritti

che

gipani aveva sul Tusculo,


parisce

Oddone Francome apregi-

da Roma nel Tusculo e lo stim suo sicuro asilo allorch dai romani veniva perseguitalo a sollevazione di Arnaldo pel ristabiliritir
,

da

altro

istromento
intero

mento
settario

dell'antico senato
fu

il

quale

strato dal suddetto


rario,

Cencio Camedal

poi punito dallo stesso

e riportato

mein r.u

desimo Maltei a pag.

i56,

alla quietanza in cui apparisce

che

Eugenio
gipani
sculo.
le

III

compr da Oddo Franragioni che aveva sul Tuqueste circostanze ben


il

Da

si

conosce avere
rato sotto
il

Tusculo
di

prospe-

pontificato
il

Eugetutto
il

prefetto di Roma col fuoco. Va qui avverUto che il suddetto conte Tolomeo II ebbe due figli, Gionata e Giordano dal primo nacque il ricordato Rainone, da altri conosciuto col nomedi Reginoldo o Reginolfo, che gli successe nella signoria del Tusculo. Giordano poi ebbe altri be:

nio III, ed

senato con

ni,

e particolarmente la signoria di
e fra questi beni

popolo romano, vedendo la protezione e l'affetto che portava quel

Gavignano,
sale presso
gli

un ca-

Lariano, che
,

suoi fi-

venerando Pontefice
Tusculo, fece a
lui

alla

citt

del

Giovanni

Tolomeo

Giordano

dono
l'atto

del

do-

minio

sulla

stessa

citt

che godeva
presso
il

Roma, leggendosene
Mattei a pag.
lo

il

ed Andrea vendettero a Roggiero primicero della chiesa di Velletri per Da questo settanta lire provisine. secondo ramo de' conti Tusculani, quale essendo signore di Gavipot
di

160. Cos

Tuscu-

pass per intero nel

pieno do-

il

minio della santa Sede, acquisto importante per la fortezza naturale


del luogo, e per
a
la

gnano

ben
del

essere
,

lo

stipite

de' conti

Segni

che

dopo

la

sua

vicinanza

distruzione

Tusculo

cominci

Roma
II,

ed

conti Tusculani che


la

ad apparire,
tefici,

uscirono

quei

Pon-

successero

dopo

morte
a'

di

Tolo-

meo
I
I

avvenuta

24
il

febbraio

53, quali furoio Gionata e Raidiritto di

personagriportammo al pi volte gi che citato articolo Conti Famiglia Di


cardinali^ ed altri
,

none, dovettei'o godere

Gionata abbiamo

l'atto di

coufede-

200

FRA
il

FRA
162,
se-

razione fatta con Adriano IV, che


il

Mattei riporta a pag.


il

condo
rato.

convenuto

di

sopra nar-

Nel

II

59 mor Adriano IV, e

fu eletto renitente Alessandro III:


insorse contro di lui funesto scisma,

ove nel venerd avanti la quarta domenica di quaresima celebr la messa nella chiesa cattedrale , ed ove tratt molti negozi, scrisse a vari principi, ed eman molte bolle, in tempo cio che
Mattei,
lo

scisma

incominciato

dall' anti-

dappoich

il

cardinal Ottaviano roCelio de' conti di


storici di-

papa

Vittore

IV

continuato

dal

mano
s.

del

monte

Eustachio, che diversi

suo successore Pasquale III antipapa, tuttora veniva prolungato dall'altro


il

cono
si,

della famiglia de' conti

Tuil

pseudo-pontefice Calisto

III,

sculani, e certamente parente di es-

quale

come
il

due

predecessori

venne

fatto antipapa, e prese

contendeva

pontificato al legittiIII.

nome

di Vittore IV.

Lo

consacra-

mo
I

Alessandro

Nel detto anno

rono Ubaldo di Prato vescovo di Ferentino, ed Incmaro cardinale vescovo tusculano, che dopo aver dato
il

167 dunque il popolo romano venendo governato dai Banderesi [Fedi), e malcontento degli albanesi,

voto ne' comizi del


III l'avea
Il

vaticano

prenestini,
,

tiburtini,

sutrini,
s

ad Alessandro
nato.

abbando-

nepesini

e dei tusculani,
ai

per-

vero Papa
e

fu

costretto a

ch adei'ivano
tori col loro
I,

tedeschi

sosteni-

fuggire in Francia, ove scomunic


J' il

imperatore
loro

Federico

imperatore
falso

suoi

fautori,

ed

come ancora perch non pagale

IV venne sostenusua fazione, e dalle armi dell'imperatore Federico I, che avea assoldato al suo servizio AnVittore
to dalla

vano
se
di

tasse
volersi

imposte, deci-

vendicare. Crescen-

do gli urti il popolo slesso nel mese di maggio, allorch le messi


cominciavano a biancheggiare, usc da Roma, malgrado la proibizione
di

gelo de' Prefetti


sopra, che

di

Vico parente

de' conti del Tusculo.


i

Fu

notato di

conti Tusculani erano


il

Alessandro
allora
in

III,

contro
del
di

Rainone
I

del partito tedesco ed imperiale,

in

signore

Tusculo.

quale fu da loro costantemente tenuto; ed i fatti finora ricordati dimostrano pure, che si trovaro-

romani

numero

circa trenta

mila penetrati nel territorio tusculano, non solo diedero


vigne, alle biade,
ni
il