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e 3 7^^

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

E PI

Pr.mCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E ALLE FESTE PI SOLENNI, , AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NOW CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,
AI CONCILII

DELLA

CATTOLICA,

ALLE

CITTA

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROiM ROMANO


PRIMO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XXVIIL

XVI.

1 N V E N E Z UALLA TIPOGRAFA

A
:\IILIANA

MD

C C C

XL

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE?

STORICO-ECCLESIASTICA
^m^m--

FRU

FRU
Era
di Tiro,
d

t RUMENZIO
lo

(s.).

e fu allevato insieme con suo fratel-

Giunto il giovine re, Airan, all'et di governachiamato


privilegi.

Edesio presso un re
principio del

dell' Abissi-

re,
fizi

due

fratelli

lasciarono

gli

uf-

uia che risiedeva ad Assuma, al quale in


slati

IV

secolo erano

ambedue

del paese, che

cheggiando la li a Tiro insieme col loro


ropio.

da alcuni aveano presi sacnave che riconducevapresentati


li

che tenevano, malgiado le istanze fatte loro per ritenerli alla corEdesio ritorn in Tiro , dove te.
fu

zio

Me-

ordinato prete, e Frumenzio in Alessandria per pregare s. Atanasio di mandare un vescovo

and

Cresciuti negli

anni e nella

in

questo paese cos\


conveisione.

bene disposto
si-

l)enivoglienza

del principe.

n'ebbe menzio
tario

la

carica di
di

Edesio coppiere, e Fruil

alla

Radunato un

nodo, fu deciso, nessuno essere pi

qtielia

tesoriere e segre-

di stato.

Venuto a morte

re, per ricompensarli


statigli

de' servigi pre-

don

loro la libert;
di

ma

la

rimanere alla corte, e di aiutarla nell'amministrazione del regno durante la minorit del figlio. Frumenzio, che avea la parte principale degli afregina
pregolli
fari
,

idoneo di Frumenzio per compiere buona opera ch'egli avea cominciata, perci consagrato vescovo fece ritorno ad Assuma. 1 suoi suoi miracoli operarodiscorsi ed grandissimo frutto. Il re e suo no
la
i

fratello

ricevettero

il

battesimo

contribuirono alla propagazione del

contribu

non poco

a rende-

re

il

cristianesimo rispettabile
e

nel

vangelo fra i loro sudditi. L'imperatore Costanzo, fautore degli ariani, odiando Frumenzio perch unito di

paese,

indusse molti
a
stanziarvisi,

mercatanti
facilitando
la

sentimenti

con

s.

Atanasio,
lettera

cristiani

scrisse a

questi principi

una

ad

essi

mezzi di professare

loro

minacciosa, per obbligarli a conse-

religione, per la quale ottenne gran-

gnare

il

loro vescovo nelle

mani

di

6
dria;

'

RL
d' Alessan-

FRU
fando colla dolcezza e colla pazienza
delle

Giorgio patriarca intruso

ma
a

essi

riguardo,
lettera

e
s.

non gli ebbero alcun comunicarono questa


Atanasio, che
l'inser

persecuzioni

suscitategli

dall'invidia.
te sulla

Mor da vero peniten-

cenere nella chiesa,

come

nella

sua Apologia

Costanzo. S.
istruire

Frumcnzio continu ad
edificare la

ed
alla

avea desideralo, a' 16 di aprile del 665. Le sue reliquie sono a Coinpostella,

sua

greggia

fino

ed festeggiato nell'almi(s.),

sua
Gli

morte, di
abissini,

cui ignorasi

l'anno.
s.

versarlo della sua morte.

che

lo

chiamano
latini

Fremonato,
stolo degli

l'onorano
i

come apone
ce-

tiche religiose di

assumiti;
festa
a'

lebrano

la

ed

greci a'

3o

di

FRUTTUOSO

27 d'ottobre, novembre. (s.). Nato del

monache. AnSpagna, che riconobbero per fondatore s. Fruttuoso vescovo di Siviglia o di Dumo, il quale ad imitazione de' monaci della Tebaide fabbric nelle solitudini della

FRUTTO SO

sangue reale dei visigoti di Spagna, ed inclinato alla solitudine, per seguire la sua vocazione entr, dopo la morte de' suoi genitori, nella grande scuola che il vescovo di Palencia avea istituita per l'educazione de' suoi chierici. Vendette
i

vSpagna diversi monisteri


le

di

uo-

mini, che di donne,

quali ebbe-

ro origine dalla vergine Benedetta.

Avendo questa ripudiato


del re

le

nozze

suoi beni, e
i

sovvenuti larga-

Gardingo, se ne fugg dalla casa paterna in un luogo solitario, e da questo pass ad un monistero di religiose. Venuto san Fruttoso in
cognizione di ci, fece edificare nel

mente
steri,

poveri, fond molti

monidetto

fra' quali

uno

di

figlie,

detto

luogo

solitario

ima
ivi

piccola

Nono, perch era nove miglia distante dal mare, e quello detto di Compiuto, perch dedicato a' ss.
Giusto e Pastore martiri di Compiuto, nel quale si fece religioso. Govern questo monistero in quadi abbate, finch messavi ogni cosa in ottimo stato, e stabilita una
lit

casa per Benedetta, acci


se

potes-

menare

vita

ritirata

devota.

Molte donzelle, bramose d'imitarne l'esempio, a lei si unirono, onde


in

breve

tempo
ottanta
gli

il
,

loro

numero

giunse
zionato

ad

Fluttuoso

ed allora san fabbric un proporquale


diede
il

monistero, al
di

perfetta regolarit fra' suoi discepoli,

regole, e prescrisse

alle

religiose

si

elesse

un

successore e ritiros-

modo
tello,

vestire

cio

una tonaca,

si

nel deserto,

ove men vita au-

con semplice cocolla


il

e breve

man-

sterissima,
pelli

vestendo

un

abito

di

tutto di lana grigia; cingo-

di

bestie,

ad

esempio
nelle

degli
del-

lo

di

pelle nera, sandali nell' estate


nell'

antichi solitari.
le

La rinomanza
si
,

e
s.

scarpe

inverno.

Trasportato
di

sue

virt

sparse
e

pi
il

Fruttoso alla

sede

Braga, in

lontane

contrade

malgrado

suo amore al ritiro fu ordinato vescovo di Dumo, e l'anno 656 ven-

un monte vicino a questa citt eresse un altro monistero, e poscia santamente mor l'anno 665. Il p. Bonanni nella parte seconda del Catalogo
le

ne collocato
vile di

sulla

sede

arcivesco-

Braga. Egli esercit il suo ministero colla pi grande edificazione, conservando


la

degli

ordini

religiosi
,

del-

vergini

dedicate a Dio

a pag.
di

stessa inno-

LVllI

tratta delle
,

monache
ne

san

cenza ed austerit di

vita,

e trion-

Fruttuoso

ce

la

figura

FTE
ri/*

F[L
croce
in

7
il

lapprescnta

con ima
o

Lodeve,

di

cui

secondo proCitt

iiiiinu.

tettore.

FTi:\OTH,
vero
e
pieftUtiira

PH TENOTH

ov-

FULDA
residenza
torale

(Fuldcn).
Cassel
nella

con
elet-

l'TENETHlJ. Sede
dell'

vescovile

vescovile

dell' Assia

Egitto, la cui casotto


il

Germania,

pitale ei'a

Biita,

patriari.yto

<r.\less:iiidria,

e Cotiimanville lo di-

ce siilliaganeo del metropolitano di

Cabassa, nel medesimo patriarcato, e


registra la sede episcopale di Biitus

capoluogo di provincia e di circondario del suo nome, formata nel 1H21 del granducato di Fulda (eccettuato il baliaggio di Saalmiluster
)
,

giace

sulla

riva

destra del

eretta

nel

quinto

secolo.
di

Si

cono:

(iirne
il

Fulda, che ha origine verso


nella

scono tre vescovi

questa diocesi
al

versatoio nord-ovest della l'hon-

Caio che
IVicea,

intervenne

concilio di

gebirge

Baviera.

piu'

.se-

come vescovo di Phlenolh; Ammone che come vescovo di Bual

de

di

una corte superiore


di

di

giu-

io sottoscrisse
di

concilio
si

generale
sot-

Efeso; e
il

Teona che

segn

to

decreto sinodale di Gennadio,


di Costantinopoli
,

un'amministrazione founa ispezione de' ponti ed argini. Cinta da mura antiche e rovinose ha otto sobborghi.
stizia,

restale,

e di

patriarca
i

contro

Sono rimarchevoli
senale
,

1'

antico palazzo

simoniaci.
t3().

Orictis

Clirist.

lom.

II,

episcopale oinato di giardini, l'arla


il

pag.

chiesa di
sepolcro

Mi'insler condi
s.

abbate di Fontenelle. F. Vandregesilo (s.). FULCllANO (s. ). Disceso dal(s.


),

FULCO

tenente

Bonitcio

apostolo dell'

l'illustre

famiglia de' conti di Sous-

tancion, e fornito di piet, di dottrina

di

castissimi

costumi

fu

consiigrato vescovo di

Lodeve

a'

Sturmio s. da fu s. Lullo che depose il corpo di s. Bonifacio nel monistero di ove giustamente tenuto Fulda .somma venerazione in abbiamo
;

Alemagna e quello di primo abbate di Ful-

febbiaio del 94o- Zelante per la santificazione della sua diocesi, represse
il

una buona
ne della
nifacio

istoria

della

dedicazio,

chiesa

di

Fulda
di
s.

e della
s.

vizio,

corresse gli abusi, fondi


s.

traslazione delle
,

relicjuie

di

Bo,

il

monistero
negli

Salvadore^ ne

colla

vita

Eigilo
s.

il

l'istaur alquanti altri, rimise la di-

quale nell'SiS succedette a

Sturdi

sciplina

ordini religiosi, fece


alle

mio

nel
il

governo
tutto

dell'

abbazia
dal

grandi beni
dali,

chiese e agli spedegli indi-

Fulda,

scritto

monaco
ri-

provvide

a' bisogni

Candido

della stessa abbazia, testi-

genti, e fece
t.

ovunque
a'

fiorire la pie-

monio
ferisce.

di

veduta di quello che


ponte di
vi

Dopo

cinquantasett'anni di epi-

Inoltre in sul fiume di Fulpietra


^

scopato

mori
e in
tal

i3

febbraio

del

da avvi un
case

le

1006,
bra
racoli

giorno se ne cele-

ilella citt
;

sono antiche, e

le stra-

la festa.

Iddio conferm co' mir opinione che aveasi della


Il

de strette
bliche,
ta di
tigli

sono tre piazze pubquali fiancheggiadi

una

delle

sua santit.

suo corpo fu disotterrato verso il I 1-27, e rimase in-

serve

pubblico pascliie-

ses;:io.

corrotto sino al

072

in cui fu ab-

se

Fulda contiene molle un ed altri sagri edifzi


;

liceo

bruciato dagli ugonotti. Sonovi per alcune particelle di sue reliquie

che occupa

la

sua

universit fondi-

data nel 1734, un ginnasio, e

8
versi
altri

FUL
istituti

FUL
posto nell'abbazia di Fritzlar, per
cui pot erigere
di
il monistero detto Fulda, perch era presso il fiume di questo nome, nella sua dio-

per l'educazione
ospizio per le ve-

de'

due dove e

sessi;
gli

un

orfani, ed
officine

una casa

di

correzione con

per lavori.

Ad una
si

lega al

sud-est da Fulda

cesi

di

Magonza, tra

la

Francoiiia,

vede un bellissimo castello degli antichi principi, chiamato la FagiaFulda patria di diversi naggfa. tra' quali nomineuomini illustri
,

l'Assia e la Turingia,

laonde ne fu
s.

fatto

primo abbate

lo stesso

Stur-

mio, da s. Bonifacio cui prescrisse grandi austerit ai monaci ; indi


l'abbate con

remo

il

gesuita p. Atanasio Rircker,


di

due monaci

visitaro-

archeologo

gran nome. Fulda non fu in principio che un semplice villaggio, e non pervenne allo stato di citt se non che nel i 162, epoca in cui fu cinta di mura. Deve
la

no

principali

monisteri d'Italia,

per introdurre a Fulda quello che vi notarono di pi perfetto, e si


prescrisse

persino

l'

astinenza

dal
e

vino

e dalla

carne.

La

chiesa
ss.

sua origine vera alla celebre


dell'

l'abbazia furono dedicate al

Sal-

abbazia

ordine benedettino, la

vatore,
stoli
s.

ed

al
,

principe
poscia
lo

degli apo-

prima

in dignit e lustro della

Ger-

Pietro

ne fu fatto
s.

mania, di cui andiamo a parlare,


fondata
,

patrono anche
cio fondatore.

stesso

Bonifa-

sulla

piccola

riviera di

Desider questo san-

Fulda che le ha dato il suo nome, nel paese di Buchow, cos chiamato in tedesco a motivo della
gran
pieno.

quantit

di

faggi

di

cui

nuovo monistero fiildenl' immediata giurisdizione della santa Sede e perci ne preg il Pontefice s. Zaccaria
to che
se
il

fosse

sotto

il

quale

nel

fjSi
s.

ne

indirizz

le

L'arcivescovo di
lire
s.

Magonza

Bonifacio, apostolo

e mard'Alema-

sue lettere a
li

Bonifacio, colle qua-

dichiar

il

monistero

di

Fulda

gna, dopo aver fondato in Germania le abbazie di Fidslar, cui intitol


all'

apostolo

s.

Pietro

di

AMi-

unicamente soggetto alla santa Sede, o sia alla Chiesa romana, esenzione che fu poi solennemente riconosciuta dal re Pipino
il

memburgo
c in

e di Ordorfe che dedidell'

Piccolo

onore
di

arcangelo

s.

chele, verso l'anno


pontificato
s.

744

o 74^' ^^^
,

Zaccaria

gitt le

con suo diploma , come riporta il p. Mabillon , Annal. Benedici, lib. 2, 59 e 60. Il Tomassino, Discipl. veler. et

fondamenta dell'abbazia di Fulda, la quale fu per molto tempo un seminario di uomini grandi che
,

nov. eccl. par.


8,

I,

lib.

3,

cap. 36,

num.

ragionando di

queste lettere pontificie di esenzio-

accoppiarono

il

sapere

alla piet

ne per

il

a dette abbazie s. Bonifacio vi pose i monaci dell'ordine di s. Benequali vivevano delle fatii detto che delle loro mani. Questa abbazia di Fulda s. Bonifacio la fond
,

avviso, che

monistero di Fulda, di prima di S.Zaccaria

ninna abbazia fu riservata, ed immediatamente soggetta alla santa Sede, che per i monisteri, che innanzi questo
seuti

tempo

si

trovano e-

dopo
de'

avere

raccomandato

al

re
di

dalla

giurisdizione del vesco-

franchi

Carlomanno

figlio

Carlo Martello, e ad alcuni signori bavarese, ch'egli avea 6, Sturmio

vo diocesano, debbonsi credere immediatamente soggetti non gi al Papa, ma al metropolitano, o pure

F VL
ai vescovi

FL L
cnncellieri

9
pieio-

congregnti nei sinodi, die


piiuii
secoli

dell'imperatrice,
gli

iu quei

erano

assai

galivu die

abbati

eli

Fulda go-

fiequenti, o per

una

tacita condii

derono sino

zioue al patriarca.
e

Quindi
a

Papi

gl'imperatori

fecero

gara di

alle ultime politiche vicende: per da notarsi che la dignit di gran cancelliere dell' iin-

colmare l'abbazia di onori e di beni Fulda divenne piincipato, mi circolo dell' alto Reno, con lenitorio considerabile, e ne fu investito r abbate pr tempore. II Papa Giovanni XIII nell'anno (:)G8 dichiar l'abbale di Fulda primate di tut gli abbati di Alemagna. L'imperatore s. Enrico II,
;

peratrice conferita ed esercitata dai-

l'abbate di Fulda, non era che di

onore,

dappoich
nel

le

sue funzioni

consistevano

tenere e riporre la corona nell' incoronazio-

levare,

ne dell'imperatrice. Gregorio XIII per


e
in

Il

Pontefice
dilatazione

la

dopo aver fondato il vescovato di J5andjerga dismembrandola dalla diocesi d'Eibipoli, olFri la nuova chiesa a s. Pietro, ed al Papa lenedetto Vili, confermando in pari tempo il monislero di Fulda, e le sue prerogative, ci che pur fi?cero altri imperatori. Dipoi il Pontefce Clemente II, con bolla del 1046, sottopose alla santa Sede il inonistero di s. Andrea in Roma,
situuto presso la chiesa di
ria
s.

mantenimento della fede, fond Fulda un collegio, di cui tratta il MafTei, Annali di Gregorio XIII an. i584, hb. XIII, pag. S^o. Questo collegio da Urbano Vili, eletto
di

nel

1628,

fu ristabilito, alfine

maggiormente
recatigli

religione cattolica in

danni

promuovere la Germania, pei da Lutero e da

Calvino.

detto

Considerando il Pontefice BeneXIV che nel circolo dell'alto


trova vasi la considerabile
cit-

Reno
t
di

JMa-

Fidda capitale

del

dominio

ad

Praesepe,

nella

cii-costanza

degli abbati, altre volte stata Id^e-

che ne fece donativo alla chiesa e monistero di Fulda, come si legg nel p. Mansi, Concil. coli. tom.

ra ed imperiale, nata
dalla potente e celebre

interamente

XIX,
abbati
tificali,

an.
II

1046,
del

p-

624.

II

Papa
agli

abbazia di questo nome, che l'abbate era primate degli abbati dell'impero, cancelliere

Onorio

1124 accord

perpetuo

dell'imperatrice,

di

Fulda gli ornamenti ponmentre gl'imperatori li indi

principe delio stesso sagro

romano
poe
la

impero, e sovrano dello


sto tra l'Assia, la

stato

nalzarono alla dignit


dell'impero.
Il

principi

Franconia
il

di lui successore In-

Turingia; laonde

Pontefice aven-

nocenzo

II,

nel
II,

concilio

generale
s.

do

riguardo

alle

prerogative sin-

laterauense

canonizz
di

Stur-

golari di quest'abbazia,

dopo aver
e la

mio primo abbate

Fulda, eh' era morto santamente a' 17 dicembre 779, trentacinque anni dopo la sua elezione in abbate. Dipoi nel i356 l'imperatore Carlo IV accord agli abbati di Fulda il
diritto di

composte

e terminate le antichissi-

me

differenze tra essa

chiesa

vescovile di Erbipoli, o sia

Wurtz-

burg, sopra
risdizione

il

territorio,

e la giu-

sedere
nelle

ai

piedi

dell'ini-

peratore

diete

dell'impero,

col titolo e

colle

funzioni di arci-

con perpetua concordia da esso confermata, con la bolla In Apostolicae, data a' 5 ottobre 1732, presso il Bull. Bened. XIV^ tom. I, pag, 28, l'eresse in vesce-

, ,

IO

FUL
guenti.
alla

FUL
Enrico de
fatto

vato, assoggettandolo per privilegio

Fibra

di

Bam-

immediatamente
con
tutti
i

santa
di

Sede
il

berga
te

diritti

vera catte-

da ClemenXIII nel concistoro de' i\. mar,

vescovo

drale, conservandogli

per

suo

zo 1760.
chiarato

Alberto d'Arstall di Trefvescovo

stato regolare, e l'elezione


naci.

ai

mo-

Questo punto

lo

regol cosi,

che quel monaco che sarebbe stato eletto abbate dai quattordici

di Magonza, dida Pio VI nel concistoro de' 3o marzo 1789. Sotto il vescovo monsignor d'Arstall, furt nella diocesi
nel
nei

monaci vranno

capitolari
la

quali
e

soli

a-

declinare

del

secolo

passato e

voce

attiva

passiva

sarebbe quindi vescovo mediante rap[>rovazione del Papa, e la pubblicazione in concistoro. Al decano
di detti
la

accaddero (pielle politiche vicende, che privarono le pi illustri chiese di Germania della sovranit temporale,
corrente,

primi del

monaci, ed
i

ai

preposti delcogli
altri

come avvenne a questa


i

di

Fulda,
dati,

cattedrale,

quali
la

cui dominii

furono ad

altri

capitolari
to

usavano

croce al pet-

concesse Benedetto

per concessione di Clemente Xll, XIV 1' uso del-

che dicemmo nel voi. Ili, p. 67 e 68 del Dizionario. Il dominio del vescovo ed abbate di Fulal

modo

la mitra, e dell'anello ogni volta che assisteranno al pontificale cele-

da era diviso in tredici baliaggi pel civile, e quanto allo spirituale, conteneva sessanta parrocchie e novantaquattro chiese succursali , divise
in cinque

brato dall'abbate vescovo. Allora

il

decano eia l'unica dignit del capitolo, ed in tempo della sede vacante aveva cura della citt e della

decanati

sopra

quali
spiri-

l'abbate
tuale e
se

aveva

giurisdizione

diocesi.

Con
,

la

costituzione poi
1

Saluberrinium

de

settembre

1757, Bull. Maga.


25o, Benedetto
to nei diritti

lom.

XIX,

p.

XIV

dichiar che

questo nuovo vescovato era soggetmetropolitani


all'ar-

sovrana. Tutte queste chieerano cattoliche, eccetto dieci parrocchie e circa quattordici succursali che seguivano la confessione augustana: la parte cattolica era di
circa

civescovo

di

Magonza.
vescovi

Indi

per
,

compenso
di

de'

d'Erbipoli
la

quarantamila comunicanti catPrima, oltre il monistero dei benedettini, eravi il convento de' retolici.

dai quali avea

separalo

diocesi
essi

colletti,

quattro ospedali

un
di

colle-

Fulda,
del
,

il

Papa

concesse ad

gio di gesuiti, con

una casa

pentrenI

r uso
nanzi

pallio e della

croce in-

sione dov' erano allevati


ta nobili e sessanti

grati.<;

con quelle prescrizioni che a quell'articolo. Il primo vescovo di Fulda, dichiarato da Benedetto XIV nel concistoro de' 27 novembre 1752, tu Amando de Busech, "i abbate del-

poveri secolari.
in

notammo

gesuiti

cura il seminario della diocesi. L'abbazia di

avevano pure

la medesitna chiesa e principe del sagro romano impero, nato in Ep-

Fulda eivi composta di religiosi noprimi che per sobili ed ignobili: lito erano in numero di trenta, facevano prove di sedici quarti di noi

bilt,

come

praticavasi nei capitoli


i

pelbron feudo di sua casa, e traslato

d'Alemagna;
erano

dodici
e

pi antichi
otto era-

dal

vescovato
nella

di
;

Temscira
al

capitolari,
I

gli altri

in

partibns

iiifdelinni

quale
se-

successero

sede

vescovi

no domiciliari. vano il diritto

capitolari soli ave-

di sccirliere fra di Io-

r uL
ro l'itbbate;
i

UL
citt

II

religiosi

poi

die non

Inoltre
(piattro
li

nella

esistono

altre

erano nobili

e che lonuavano il maggior numero della comunit, possedevano le cariche claustiali,


, ,

pairocchie, una delle quadel


battisterio
;

munita

due
il

monisteri di monache, altro


to di

istitu-

con)e quelle di priore


re ed altre.

sotto

prio-

sagre vergini, l'ospedale e

seminario.

Successore di
stall

monsignor

d'

Ar-

ogni

La diocesi nuovo vescovo


camera

ampia, ed

tassato

nei

nel vescovato di

Fulda, dopo

libri della

apostolica in lio-

lunga sede vacante, fu monsignor Giovanni Adamo Rieger di Orb


eletto dai

rini

trecentovenfi.
(s.),

FULGENZIO
cipale

vescovo di

Ru-

canonici e capitolo della


,

spa nell'Africa, appartenne alla prin-

calfedrale

approvato e
nel

fatto

ve-

scovo da Leone XII


ro
de'

concistoIn

23
il

giugno

1828.

sua

morte

medesimo capitolo e canonici elessero monsignor Leonardo


PfalF di HocMifeld diocesi di Fulda,

Era formolto ingegno, e di un carattere dolce e mansueto Colali prospere disposizioni vennero coltivanobilt di Cartagine.
nito di
.

te
ti

ed accresciute dagli studi eccellena'quali applicossi, e dalle istruziodella

approvato e dichiarato dal regnante (Gregorio

ni

XVI

nel concistoro dei


il

t.
sa,

24 febbraio 1882,

cpiale

prelato

madre, donna di molta virApprese la lingua greca in guiche sembrava greco di nazione.
si

tuttora governa la diocesi fuldense.

Costretto dalla necessit

pose Ful-

Lo
le

stato

attuale

di

essa, secondo
il

gen/io alla direzione degli affari do-

proposizioni concistoriali,

se-

guente. Primieramente va avvertiil Pontefice Pio VII, colla Provida solcrsque Romanorum Ponti ficum, de' 16 agosto 82 i, neir erigere Friburgo di Brisgovia

ma poco and che ne rimase annoiato: avendo a diletto di


mestici, visitare

to,

che

bolla

naci

situati

ed imitare alcuni santi monon molto lun^i da


la

Cartagine. In appresso manifest

sua vocazione ad un santo vescovo


esiliato

in arcivescovato, gli assegn per suf-

da

Unnerico,

il

quale nel

fraganee quattro sedi vescovili, tra


le

quali questa di Fulda.


ss.

La
le

cat-

luogo stesso del suo fondato un monistero.


necessarie prove,
le
il

esilio

avea
le

Fattene
lo

tedrale dedicala al

Salvatore,
in-

vescovo contro
accolse,

ampia ed elegante;
reliquie

e tra
si

istanze di sua

madre

signi
vi

che

ivi

venerano
sopra,
i

sono,

come notammo
ss.
si

di

corpi
Il

de'

Bonifacio

e Slurmio.
della digni-

cnpitolo

compone
di

ad esempio di lui molti degli amici suoi abbandonarono il mondo, e si ritirarono nella solitudine. Se non che insorta una nuova
persecuzione,
sigli
il

t del

decano, di quattro canonici,


le

santo

vescovo fu

senza

prebende
e
al

teologo

costretto di passare altrove, e con-

penitenziere, di quattro vicari della

Fulgenzio

di
il

passare in
cui

un

cattedrale

di

altri

preti

chierici

addetti

servizio
il

divino.

Nella cattedrale avvi

fonte bat-

abbate detto Felice era d' una eminente piet. Bene informato Felice delle virruonistero vicino,

tesimale, e la cura parrocchiale vie-

t di Fulgenzio, voleva cedergli

il

ne esercitata dal parroco, aiutato da tre cappellani. L'episcopio alquanto distante dalla cattedialc.

governo della

famiglia

ma
li

so|o

pot ottenere di sostenci lo insieme.

L'incursione de' barbari

obblii-

i^

FUL
andarono a
Fulgenzio

FLL
cni^licie

abbandonare il monistero , e dopo lunghissimo viaggio s'arrestarono in un luogo, dove un prete


ad
ariano
stito,
liei

all'improvviso
cella,

nella

sua

e suo

malgrado
siino

lo fecero ordinare.

L'epi-

ricco

crudele,

credendo
travea' catto-

scopalo fu per lui un nuovo vastis-

essere Fulgenzio

un vescovo
li

che recasse soccorso


fino

campo di austerit e di prove non dubbie della pi eminente


santit e dottrina.

perseguitati,

fece battere

amve-

Tanto

s'accreb-

bidue, e spogliati
sli
li

delle

rinand. Ritornati in patria

fondarono

un

nuovo

monistero.

ancora contento Fulgeni\o ed innamorato delle vite de' monaci d'Egitto, che lette avea
,

Ma non

be la sua riputa^ione, che, quantunque il re Trasamondo ne lo avesse relegato nella Sardegna cogli altri vescovi esiliati, riguardandolo
pel
pii

tolica
la

l'eile,

potente difensore della calconfuso e convinto dallo

nelle

istituzioni

conferenze

di

sua dottrina

richiam a Car-

Cassiano, deliber di recarsi col a

tagine, dichiarandolo

uomo

straori

condurvi
fetta.

vita

pi

austera e per-

dinario. Senza

numero erano

beni

Nel suo viaggio pervenne a Siracusa, ove fu accolto dal vescevo Eiilalio, il quale lo alberg in un monistero da lui stesso fondaio. Dalle conferenze a vicenda tenute conobbe Eulalio in Fulgenzio

che quivi

il

santo dottore operava,

e perci gli ariani

ogni mezzo teudi

tarono, e riuscirono

farlo ritor-

nare in

esilio.

Piitornato quindi in

Sardegna form un nuovo monistero il quale divenne ben presto


,

un

illuminatissimo

dottore

sotto

eletto giardino di

tutte

le

pii belle

l'apparenza di semplice monaco; e quindi lo esorl a ritornarsene in


patria.

virt.

L'unione
in

di tanti santi vescovi

esiliati

Sardegna, formava quivi


si

Obbed Fulgenzio

dopo

quasi un perenne concilio, a cui da

di avere visitato a Roma il sepolero degli apostoli, ritorn in Africa,

ogni parte
lumi. Vi
si

ricorreva per averne


consiglio

mandava per
Scizia
:

ove fond un nuovo monistero;

da tutte
lalia

le

provincie d'Africa, d'Ie

ma dopo
fiorente

che

lo

vide

sistemato e

e della
il

Fulgenzio

and ad

occultarsi in un'i-

era

solo incaricato dagli altri ve-

scia, in cui

visse del lavoro delle proprie mani. Ordinato sacerdote, sarebbe stato ben tosto per voto

scovi a rispondervi,

e lo facea in

comune

eletto

vescovo
di

se

Trasa-

che non lasciava che desiderare. Scrisse a' fedeli di Cartagine e d' Afiica per munirli contro le
sottigliezze degli
lustri

modo

n)ondo tiranno
avesse in quel

Cartagine non
vietata ogni

ariani, a molti

il-

tempo

romani per dare loro nor-

promozione. N intese appena Fuigenzio che


i

me
la
zia

vescovi dell'Africa a-

vera piet,

da guidarsi e confermarli nela' monaci della Sciil

veano
pesante

scosso
,

giogo

ingiusto

sopra

mistero dell'Incarnazio-

che per tema di essere uno de' nuovi vescovi si cel ne


,

ne,

ed

il

pregio della grazia. Opere

preziosissime, che saianno


utilit

sempre di
figliuoli
resti-

fu possibile di rinvenirlo. Quando credette tutte le sedi provvedute,

conforto

a' veri

della Chiesa. Frattanto


tuila la

venne

ritorno al

suo

monistero.
la

Se non

pace

a' cattolici

dell'Africa

che era tuttavia


senza

citt
gli

di

Ruspa

la

libert a' vescovi esiliati.

Gloil

vescovo;

onde

abitanti

riosissimo

oltre

ogni credere fu

FUL
loro ritorno,
lo
eli

F
f|nel-

UN
(s.).

ma

specialmenlo
il

FULLONE.

F. Gnafeo Pietro.

Fulgenzio, nel quale

popolo
in

FLLUADO
stri

Aato da

illu-

tutto di Cartagine accorse


al

folla

lido,

tosto vide
,

il

vascello,

che per l'alta loro origine godevano grande estimazione


genitori,

donde avea a smontare

che universale fu il grido d'allegre/./a ed acclamazione. Dopo aver Fulgenzio


visitali gli

in Alsazia,

Fulrado
e

si

rese celebre

amici

in

Cartaguie, solle-

per ingegno, non che per le dignit e gl'impieghi che occup. I servigi che rese allo staper piet
to ed
alla

cito

si

porlo alla chiesa di Kuspa.


,
,

Chiesa
dei

gli

ottennero la

Tutto zelo carit e saggezza rimargin le piaghe della sua greggia


diletta

confidenza

re
lo

e dei Pontefici.
incaric di an-

Pipino nel ySi

lrmatevisi

nella

sua

dare
sulla

consultare

Papa Zaccaria
dopo
egli

lunga assenza, quando gravemente

disposizione che aveasi a fare

ammal, ed

il

giorno primo di gen3,

del trono. Quattr'anni

naio dell'anno 53

vigesimo <]uineb-

nome

del re fece la donazione del-

to del suo vescovado, e sessantesi-

l'esarcato e della Pentapoli allo sles-

mo

quinto dell'et sua mor,


i.

etl

so Papa. Rilevasi dagli antichi

mo-

be l'eterna gloria.

numenti, ch'egli fu
Risposta
ariani.

il

decimoquarlo
suo paAustra-

Le sue opere sono:


alle (licci
1.

abbate di
re Pipino,

s.

Dionigi, consiglieie del

obbiezioni

degli

cappellano del
di

Tre

libri indirizzati
gli

a Trasamon-

lazzo, arciprete dei regni di

do contro
tratta delle

ariani.

Nel

primo

sia,

di

Neustria,

Borgogna, e

due nature di G. C. in una persona; nel secondo parla dell' immensit del figliuolo di Dio; e
nel ievLO

grande elemosiniere
quello di Lievre e di

di Francia.

Fon-

d molti monisteri, e
s.

tra gli altri

Ippolito nella
il

della

sua

passione, per
la

diocesi di Strasburgo, e
di

priorato
le

dimostrare non
([uella

essere
3.

divinit

Salona

in quella di

Metz: tutte
s.

che pat.
di

Una
4-

lettera ai

quali case
col
a'

assoggett a

Dionigi,

fedeli

Cartagine.

Due
5.
le

libri

della remissione de' peccati,


libri

Tre
altre
si

suo testamento del 777. Mor 16 di luglio 784> e leggesi il suo


tra
i

Monimo.
tenere

6.

Fra

nome
logi,

santi in molti
in altri

lettere,

quattro lunghissime, che

quantunque

possono
dirette a
sorella di

per
la

trattati

due
Galla

Proba,

terza a

lei. 7. Trattalo carnazione e della grazia.

deW In8.

dia che il titolo di molto tempo fu celebrata la sua festa ai 17 di febbraio, che fu forse
il

marluonon gli si venerabile. Per

Tre
ve-

libri della

predestinazione e della gralettera


,

suo corpo

giorno della traslazione del Lievre al monistero di


in cui

zia con
scovi

una

de' dodici

dalla chiesa di san Dionigi

a Giovanni

ed a

Venerio
g.

era stato sepolto.

sulla grazia e sul libero arbitrio,

FUMMINI,
FAcio
nel

Cardinale. V. Bo.\n
vescovile
d' Asia

A\cnm frammenti dei


s.

dieci libri, cui

Fulgenzio

scrisse

centra un ariano.

V Papa. FUNAL Sede

IO.
I
I
.

Trattato della fede a Pietro. Trattato della Trinit contro

gli
lice

ariani
,

dedicato al notaio Felidell'

uno

Incarnazione

Giappone. Funai o Funay capitale del regno di Bongo nella parte orientale del Giappone, secondo il Nouveau Dict. universel de
gographie
,

Scarila.

riordinato

da

F.

D.

i4

FUx\
-Stabiliti

FUN
ci consiste nel
in

Aynes, e stampato a Lione nel i8o4Kello Specchio gcogrnjco dell' avv.


Castellano, tom.
I,

vino, che g' inglesi

questa citt spediscono


si

Asia,
del

pag.

qi,
citt

in

Inghilterra e nell'Indie:

com-

parlando chiamata
di

dell' isola

GHppone
le

mercia pure di confetture, e conta


pii^i

Ximo,
,

dice clie
di

di

quindicimila abitanti. In Funfa la

Cangoxima

Amnngiicci,

di

clud

vi

sua residenza

il

godi

Funai, e la vicina isola di Firando furono i primi asili della cattolica


religione nel Giappone. IINovaes nel

vernatore

portoghese.

L' isola

JMadera

Madeira

un

grup-

tom. Vili,

p.

2 10,

della

Storia dei

sommi
Papa
t
il

Pontefici,

racconta

che

il

po dell'oceano Atlantico nell'Africa, il quale gruppo si compone dell' isole Madera, Porto-Santo e Desertes.
Il gruppo di Madera sta fra le Azore e le Canarie, distante i5o

Sisto

nel

castello di

i588 dichiar citFunai nel Giappolutti


i

ne, decretandogli
vera
citt,

diritti

di

con

la

cattedrale, e vesco-

leghe al sud-ovest
Gibilterra: esso
lare,

dello stretto di

vo che fu
la

Sebastiano IMorales delcompagnia di Ges, cui assegn


diocesi
le

un gruppo
i

insuil

cui
di

diedero
,

portoghesi

no-

per

vastissime isole
facolt
costituire
di
i

del
i

me

Madeira

Giappone, con
canonici,
e di
ecclesiastici.

fare

resta

benefizi

perch , ne rinvennero la molta probabilit


stabilir
ra,

equivalente a foselvosa e disabitata


superficie.
vi
si

Con
le

ravvisano

FUi\CHAL
l'

{Fuichalen).

Citt
del-

antiche isole Purpurarie, ove Juba


volle
tintorie per la
alle
le

con residenza vescovile, capitale


isola
di

porpo-

Madera

di

Portogallo in
cui estre-

prossime

isole

Africa,

sulla costa

mendionale, e
le

sebbene taluni
de.
di

Fortunate, vogliono meglio

sopra una gran baia,

riconoscere nelle isole di

mit sono chiuse da due promontorii composti di rocce vulcaniche.


Si

Capo verLa principale isola del gruppo Madera, ritiene la generica dedi
la

estende

circa
,

un
ai

terzo di
piedi
di

lesa o

lunge dalla riva

una

montagna,
to
11

in

una bella
il

valle; l'aspet-

delizioso, e del

clima dolcissimo.
difesa

Dnlla parte

mare

da

quattro forti, e da quella di terra non ha che una semplice muraglia.

Madera. Questa isoprima volta nel i344 da un vascello inglese, si pu dire scoperta nel i4'9 o 1420 da Giovanni Gonzales, e Tristano Vaz che navigavano per la costa occinominazione
la

veduta

La
un

bianchezza esterna
bel

di

qualche edi-

dentale africana, a spese del re di Discesi a Portogallo Giovanni I


.

fizio,

e specialmente delle chiese, fa

terra,

avendo

pei

loro
il

bisogni ad
fuoco, que-

contrasto

colla

perpetua
e
dei

uno
sto,

dei boschi

posto

cupa verzura degli campi vicini ameno


:

alberi

il

suo pase

seggio;

ma

la

baia esposta alle


di

violenze del vento


di

sud-ovest

si nana, forse con propag ed estese cotanto, che dur sette anni, ma l' incendio le ceneri rimaste dopo

secondo che
si

esagerazione,

sud-est,

laonde particolarmente
l'

fertilizzarono
le,

il

suolo in

modo

ta-

Dell inverno

ancoragi^io

non

che
in

produsse nel
le

principio

un

mente
di

sicuro.

pure

assai difllcile

sessanta per uno, e


te

vite pianta-

prendervi terra a
Il

cagione delle

progresso

diedero
Altri

scogliere.

principale suo

commer-

poli

che

foglie.

pi gi'apdicono che
i

Fi;:v
poiloglieNi giunti
il

in

quela regione,

le

prebende del

penitenziere e <K1

avendo trovato
di
il

terreno
vi

ingombro
cenere
i

teologo, quattro canonici con


della

nu

foltissimi

arbori

appiccarono
in

prebenda goduta

dagli altri,

fuoco

e che ridotti

dirci cappellani,

preti e chierici pel

boschi,

si

form

nella superficie

un

divino servigio.

La cura

delle ani-

feracissimo strato.

La prima

coltu-

ra dell' isola fu lo zuccaro, alla quale

me nella cattedrale affidata a due parrochi, ove il fonte battesimale.


ti

con migliore successo fu sostituita quella delia vile, la quale forma la grande ricchezza del paese, e di cui vi sono molte variet: la qualit

Ivi
le

si

venerano alcune reliquie,

quali
ss.

una

particella

del

le-

gno

della

Croce. L' episcopio


cattedrale, ed

vicino alla chiesa

di

vino che dicesi


la

madera
,

sec;.

co,
la

pi abbondante e stimata

di

lalvasia

tie specie
1

che
tralci

grande e decoroso. Nelvi sono altre tre parrocla citt chie, munite di battisterio, tre mo-

un

edifizio

differiscono nel pregio.


di
li

primi

ni?teri

di

monache, alcune conliasi

tali

viti

furono quivi trasportatl^

ternite, l'ospedale

nel

i44^
,

Cipro e da Candia.
^i

Nella diocesi

ed il seminario. contano pi di trcn


libri

Le

altre fruttarono molteplici e de-

lamila cattolici. Ogni nuovo vesco

licate

gli

ananas

crescono
I

vo tassato ne'
apostolica in
lasei.

della carnei a

quasi spontanei e a cielo aperto.


sessori
inglesi

iioiiiii

trecento sessaii-

portoghesi ne restarono pacifici possino


s'
il

Dopo

alcuni

anni di sede va

1801, quando gli impadronirono di Madera,


al

cante, l'odierna
lo

regina di Poitogal

sotto
in di
la

pietesto che potesse cadere


delle

Maria li nomin a vescovo mon signor Giuseppe Saverio Cerveiia


e

mano
pace

truppe
la

ejuibblicane

Francia, indi

restituirono nelnel

Souza, sacerdote della diocesi di professore e parroco tli Coimbra


,

d'Amiens
si

1802:

lo

quella citt
teologia
;

rinnov nel iSc-, e fu dagl'inglesi conscivata sino al


stesso pretesto

e
fece

il

ed anche dottore in regnante Gregorio

W\
de' 2-2

lo

vescovo nel concistoro

1814,
tanti

in cui

fu

restituita

al

re di

gennaio

i844funebris, funereu^,

Portogallo
di

Giovanni \L Gli abiMadera sono divisi nelle


di

FUNERALE,
come

due capitanerie

Maxico e

di

Fun-

addietlivo attenente a mortorio, dicendosi funerale in sostantivo

chal ove risiede


nerale portoghese
l'

il

governatore gecapitale del-

fiiniis

exequiae. Mortorio o moi

to-

come

isole,

la

quale contiene quarantavescovile fu eretta ver-

ro significa onoranza, o cerimonia morti, funus, jnnenel seppellire


i

due parrocchie.

bris

pompa.

funerali
nf'fzi

sono
si

gli

La sede
so
il

ultimi doveri ed

che

ren-

decimosesto secolo, ed assogdi

dono

gettala all'arcivescovato, poi patriai-

a quelli che sono morti. Esequie poi, dice il Macri, viene chia-

cato di Lisbona,
suffraganea.

cui

tuttora

mato
per
il

l'officio

che

si

fa

dai cristiani
esso
si

La
s.

cattedrale di

maIl

defunto, perch con

gnifica architettura di gusto gotico,

eseguisce la

sua volont,

come

in-

dedicata
capitolo
gnit, la

a
si

Maria
delle

iNIaggiore.
di

compone

cinque diil

segna Muzio cappuccino. De offic. mortitontm e. 6, che spiega la pa-

prima

quali

de-

cano, con dodici canouici comprese

Exequiae, quid execiitioni demandanda est defunciorum \-oluiirola

FUN
ta<;.

Durando
e.
;

lib.

II,

cap.

35, e
l'uncio
si-

re

dispendio, secondo
1'

la

qualit
fa-

Valllidio
de' morti
gii/icat

yj chiamano
ed

delle persone e

agiatezza delle
il

/agenda, (juia agere

miglie, e allorch

corpo era imai

celebrare j

A leu ino, De
il

balsamato,
cie di

si

recava

congiunti

execj.

inori.,

chiama

de'njorti

/^^/g/V/V/r.

mattutino Sant'Agostino nel

suoi che lo chiudevano in

una
lo

specol-

armadio aperto, ove


in
sia

hhro
dice
7.5,

De cura
il

i'oflicio

pr mortuis, chiam de' morti Exequiae^ perch

locavano
il

piedi

dritto contra

muro,
e
i

nelle case loro, sia nei


di

citato

Durando

lib.

7,

cap

Sepolcri [Fedi)

extra vwos mortuis sepcliunlur.


definizione di Donalo, che riporall'articolo
si

bala
egizi

Gabbari
corpi

famiglia. Gabchiamavano gli

La

il

morti che

tenevano

tammo
che

Esequie {P'cdi),
exequiae, perch
avanti, e gli

presso di loro in vece di seppellirli.

dicono

Ma

avanti d'essere ammessi agli

morto era portato

onori della sepoltura,

altri

seguivano nel funerale;


il

ma

il

i defunti dovevanosubire un giudizio solenne, e

Sarnelli rifletlendo che

clero
dire,

pre-

que-ta circostanza de' funerali presso


gli

cede

al

morto, possiamo

che

egizi

presenta

un

fatto dei
tro-

noi seguiamo quello che mor pri-

pi degni di osservazione, che


viiisi

ma: Tcndimus huc


cui
tutti
i

oiiines;

metani
fanno
sto-

nella storia e ne'


Il

properamus adunani. Del modo con


i

l'antichit.

costumi deltribunale che pronun-

popoli

fecero e

ancora
rici

funerali dei morti, gli

ne
ai

danno ampia contezza, e


rispettivi
articoli

noi

parliamo
gli

delle cose

principali riguardanti le

pompe
pu
colo

funebri,

di

quanto
nozioni

doveva quel giudizio, composto era di quaranta giudici. La loro assemblea tenevasi al di l di un lago, che i defunti passare dovevano in una barca , e quello che la conduceva chiamavasi Chaziare

essere relativo.

In questo artile

ron

in

lingua

egizia,

sul quale foni

accenneremo

pi

interessanti sui funerali degli egizi,

degli ebrei, dei


ni,

romani, dei

cristia-

damento si crede che greci istruiti da Orfeo, ch'era stato qualclui tempo in Egitto^ inventassero la
loro favola della barca di Caronte
e del nocchiero di quel
sto
ta,

e degli ecclesiastici,

altri, oltre
si

non che di quanto analogamente gi


si

nome. Tovi-

pubblicato e
Gli egizi furono

pubblicher in
primi tra tut-

che un
si

uomo

era uscito di

diversi articoli.
i

ti

popoli

che mostrarono grande


i

rispetto per

defunti. Allorch al-

cuno
1

tra di essi
gli

era tolto di

vita,

parenti e

amici cominciavano

ad assumere abiti di lutto, si astenevano dal bagno e si privavano di tutti i piaceri, ed anche di quelli della mensa: quel duolo e quel lutto durava sino a quaranta ed ancora a settanta giorni. Durante quel tempo s'imbalsamava il Cadavere (l^edi), con maggiore o miao.

conduceva al giudizio, e la legge permetteva ad ognuno di venire a produrre contro di esso le sue querele. Se vissuto non era come uomo dabbene, veniva privato della sepoltura; se all'opposto non vi aveva contro di esso o della sua

memoria alcun rimprovero,


nunziava ad alta
gio,

si

pro-

voce

il

suo elo-

ed onorevolmente si collocava cadavere nel sepolcro. In proposito di quegli elogi funebri, nota
il

Diodoro

Siculo,

che

mai non
o della

si

parlava della

stirpe

fami-

FUN
l'Iia

FU\
si

,7
Ue])cc-

del

defunto: non

confavano
dal
Il

ri.
r,i

Isacco vi fu sepolto con


sii.i

;onie soggetti
Si'

o molivi di vera lode

moglie, e (jiacoljhc voile [m-

non

(jiielli

che

nasc(;v;no

re essere ni juella liasjKjrtato, hi|.

iiienlo

pei'sonulc

del

defunto.

che iniisse in
aiilielii

Kgilto:

cosi

f|uesli

trono stesso non esimeva da (juesta


|inbl>lica
tri)
i

giusti

voli:vano essere
(iuui^lic,

riu-

in(|Mbizionc

stabilita

conre
(h-l

niti
ci'i

alle

loro
patlri,

dormire
in
tal

delunli; e
decisione

quindi
del

alcuni

loro
la

testilicando

sulla

popolo
furono

modo
l'^lrata

loro fde

ali" iuitnortalil.i

tribunale
de.qli

popolare,

privali
I

dell'anima.
polcro pose
iscrizione.

Giacobbe

seppclb

iu

onori del scj>o!cio. Qui


daf^li

co-

Uaclicle, e sopra al suo se-

slume pass
israeliti,

egizi
si
i

presx) agli
legge nella

un

titolo,

memoria, o
cclebi.ili

ed

in

latti

Ne' funerali

in

sagra Scrittura, clic

re

piii

ln.>li

non
rico

erano
narra

seppelliti

nillu

lombi:

Egitto da (iiuseppe a Giacobbe suo padre, ritrovansi praticali alcuni riti

de' loro antenati; e (iiuseppc io stoclic

civili,

(piali

co>>tiimavansi dagli
i

(pici
ai

costi

une ancoa-

egiziani

verso

loro

defunti

ra

mantencvasi

temp(i degli

<pu>li

smonei. Gli egiziani per costume antichissimo derivato


iiati,

furono l'imbabam azione del cadavere^ nella fjualc funzione pascpinranta


giorni,

dai

loro anti:-

sarono
pianto

come

il

non

clie

dalla

.situa/ione del

per settanta
il

giorni.

l*oi.cia

paese, soggetto alla


INilo,

inondazione del
in

nel condursi

cadavere di Giacobdi

seppellivano
i

una maniera
tielle

be nella terra
tutta
la

particolare

corpi

persone
di

accompagnamculo
nobilt,

Canaan, il noijile si compose di


e della
di

che
che

morivano con
(pielli

fama
vari

piet,

coile del
cavalieri

specialmente

de'martiii, giacin

paese, con gran copia

involgendoli

panni
e

li
li

coricavano

su

dei

lellicciuoli

conservavano
si

nelle case loro,

come come

detto, credendo con ci rende-

Giunta f|ucsta ponnia al di l del Giordano nel campo di Arad, si rinnovarono funerali per sette giorni con gran pianto di
e di cocchi.
i

re
si

ad

essi

maggiore onore,
s.

tutti.

Tulli questi
si

riti

legge in
cap.

Agostino
;

120, de di1

genlilesche ben
stali

e cerimonie ravvisano essere e privi af-

versis,

Lollando,
in

geni32.

meramente

civili,

naio

p.

i4o; e

Tillemont, Stop.

ria ecclesiastica
In quanto alle
gione, e la

tom.VlI,

d'ogni superstizione, e poscia ancora si praticavano dagli ebrei.


fallo

usanze che la relisperanza di una futura


ispirarono agli
esse

come not
Delle cose
trasportale
s

il

Marangoni a
e

p.

1,

genlilesche

profane

\ita e resurrezione

ad

uso delle chiese. Aioespressa agli

adoratori del vero Dio, niinciarono cogli ebrei.

inco-

non

fece

una legge
i

ebrei di seppellire

morti, questo

jNiente di pi grave n di pi decente quanto la maniera con cui


i

patriarchi

israeliti

seppellirono

loro

morti.

Abramo compr una


perch
servisse
di lui

era gi sagro fra di essi per l'esempio dei loro padri; proib loro solamente di praticare in quella cerimonia i riti gentileschi e supersliziosi
altri

uso

caverna
stesso

doppia
alla

usati

tomba a Sara sua


ed

moglie,

popoli

dai cananei e da riguardo ai funerali,

sua famiglia;

quindi

Abramo

celebr

un

funerale a Sa-

Colf esempio di Tobia, noi vediairto che i giudei cousidernvano i

VOL. xxvui.
^'^^&*'

^^^^^

^M^,
Pi0^

fesryvarv6.

i8
funerali

FU>'
come un
tiovcre di
cunli,

rr\'
s, e
del

nella quale colloc

il

coi

p
il

giacch questo santo uomo, nuilgia-

Salvatore, era nel suo giardino,


nel

do la proibizione ilei re dava la sepoltura ai che quel re condannava Era altres presso te.

di

Assiiia,

e scavata

vivo masso. Circa


osserv

disgraziati,
alla

piangere, e raccompagnaiiienlo alla

giudei

morun
sere,

sepolluia

il

Marangoni,
il

che nel portarsi a


gliuolo
della

seppellire

fi-

obbrobrio l'essere privato della


poltura; e Geremia predisse
ai
ai

vedova di guivalo una gran tiuba


ni,

Naim,
di

se-

cittadi-

sacerdoti, ai profeti, a tutti quelli

la

di

lui

madre piangente.

che avevano abbraccialo 1' idolatria, che le loro ossa saranno gettate fuori de'Ioio sepolcri, n pii saranno raccolte, n seppellite; saranno

come

sterco sulla faccia della

terra.

Veggasi il p. Soprani, Dcfuierihiis hcbraeorum. 11 Rinaldi all'anno 34, nujn. i35, narra che gli ebrei seppellivano cadaveri con mani e piedi legate li una fascia, e con pani

Lo

stesso profeta predisse

che Gioa-

no

sul

volto;

che
occhi

cadaveri erano
sessi,

chino re di Giuda, in punizione dei suoi delitti, avr scpnllura simile a


quella
dell'asino;
s;\ii

acconciati dai rispellivi

chiu-

devansi

gli

la

gittato

trapassato,

stringendo
indi

bocca del questa con


i

a marcire fuori delle porte di Ge-

una
11,

fascia,

tagliavano

cipel-

rusalemme. Essendo un atto


rit

di ca-

quello
forse
la

di

seppellire
la

morti,
di

far

meraviglia

legge

lavavano il corpo, l' ungevano, in panni lini, inili lo involgevano e cos lo mettevano nel sepolcro. Ai
giustiziali
la

quale dichiarava impuri coloro che avevano fatto questa buona opera, e the avevano toccato un cadavere. Ma questa impurit

Mos,

non

lagliavasi

capelli

spesa poi

de' morlorii degli ebrei


i

crebbe tanto, che

parenti di quanil

do
re

in

quando lasciarono
e
di

cadave-

legale non diminuiva per nulla il merito di un tal caritatevole uflirio; era quella soltanto una pre-

insepolto,

nascosto fuggi-

vano, il perch Gamaliel, grande autorit , moder


pei

nomo
le

di

spese

cauzione, contro ogni specie di cor-

fimeiali.

ruzione o contagio.
te

Quando
non
al fa

si

riflet-

L'antichit attribuisce l'istituzio-

che un

tal

pericolo grandissi-

mo

nei paesi caldi,

pi me-

raviglia

r eccesso

quale sembra

che Mos abbia spinto le cautele a questo riguardo; cpiesta medesima legge poteva avere altres per
iscopo di preservare gl'israeliti dalla tentazione di
ti

ne delle cerimonie funebri nella Grecia a Cecrope, che giunse nel082 anni avanti l'era l'Attica volgare, e succedette ad Alleo re
di

quel distretto, o

di

quella
ci

pioco-

vincia.

Cicerone pure
di

fa

vedere
il

che quel principe introdusse

interrogare

colla

negromanzia,
pii
le

morevocando le
i

slume

seppellire

defunti, e di

spargere del grano sulla loro tomgreci giudiba; ma in appresso carono opportuno di abbruciare
i
i

anime

dei

trapassati. Gli

ebrei col-

locavano per lo
nelle caverne o

loro

tombe

le scolpivano nelle

cadaveri invece di afldarli alia terra.


le
si

montagne: le tombe dei re di Giuda erano scavate sotto la montagna del tempio; quella che Giuseppe di Arimatea aveva preparato per

Nei

primi tempi
i

della

Grecia,

processioni o

convogli funebri

facevano sempre
in

camminare
questo

di

notte;

Alene

faceva^

F
nella
sole
le
;

N
il

FUN
levare del
funto,
si

19

mattina avanti

per questo poitavansi fiaccoe semplici

e cerei accesi ne' funerali de' ric-

chi,

tede, o candele in

chiudevano entro un'urna che si collocava nel sepolcro. Tutte queste cerimonie facevansi con maggiore, o minore pompa secon-

quelli dei

poveri. Di l

sembra deanticamente

do
li

la

qualit

della

persona, e le

rivato l'uso dei cerei nelle cerimo-

ricchezze della famiglia. Ne' funeradei


principi e dei
si

nie

religiose,
si

giacch
se
;

personaggi pi

non

adoperavano

non che

in

illustri,

occasione di funerali

ci

potr vedere agli


e
la

articoli

meglio si Candele
ali

pellali

celebravano giuochi, apgiuochi funebri ; tali sono


in

quelli

che Achille, secondo l'Iliade,

Lumi. In capo

al

convoglio o

celebr

morte
quelli

di

Patroclo suo
neV Eneide

pompa

funebre,
di

camminavano
il

amico,

che

suonatori

flauto

eh' eseguivano

veggonsi celebrati da

Enea

in ono-

arie lugubri; e

dopo
di

defunto ve-

re del genitore Anchise.

nivano
sta

figliuoli
le

lui

con
e

la

te-

velata, e

figliuole

che cam,

minavano a
chiome
dai

piedi

nudi

colle

a un dipresso a quelle erano le cerimonie funebri presso i romani, ma quelle do-

Eguali

de' greci

sparse

sulle spalle,

seguite
dagli

po

moltissimi

riti,

parte

civili

pi

prossimi

parenti, e

parte superstiziosi, stabiliti con dodici leggi sagre,


si

amici

del defunto medesimo. Le vedove al pari dello stesso defunto, erano tutte vestite di bianco, e capelli tagliati sovente avevano
i

terminavano d'oragli
si

dinario con

un

banchetto, che s'im-

bandiva
ci,

ai

congiunti ed

ami-

e di l a nove giorni

teneva

affine di

porli sul

petto dell' estinto

altro banchetto, che chiamavasi la

o anche sul suo rosro. Giunto eso sendo il cadavere presso al rogo o alla tomba, gli si faceva entrare nella bocca vma moneta, che destinata dicevasi a pagare a Caronte il tragitto della barca, dopo di che si
collocava sul rogo.
giunti
co,
I

grande cena, o la novendiale. Si crede che dopo il tempo di Siila, i cadaveri delle persone pi illustri o pi facoltose di Roma fosseabbruciati o seppelliti entro ro
lenzuola di una tela incombustibile

pi prossimi conil

chiamata amianto,
le

affine

d'im-

dovevano appiccarvi
il

fuo-

pedire che

loro
e

ceneri

non

si

volgendo per

capo dal lato


i

mescolassero
zuoli

confondessero

con

opposto, affine di allontanare

lotri-

quelle del rogo, ed


di

uno
si

di que'len-

ro sguardi da
sto.

un oggetto
sul

cos'i

Si

gettavano

rogo

abiti,

stoffe

preziose,

spoglie
i

tolte ai
squisiti

ne-

mostra nella biblioteca Vaticana, chiuso in urna con cristalli. Quest' urna posta
sopra
al sarcofago di

amianto

mici ed anche

pi

profu-

marmo
,

rin-

mi. S'immolavano pure tori e


toni,

mon-

si gettavano tra le fiamonore del defunto. Allorch il corpo era ridotto in cenere, e che non rimaneva pi se non qual-

che

venuto nel 1703 sulla via Prenedapstina , nel pignelo Cavallini


poich
il

me

in

lenzuolo

si

trov nel sar-

cofago, e

che

ossicello,

si

spandeva del vino


il

affine di

estinguere

fuoco, e doi

si vide che nel medesierano involte ossa bruciate ed un cranio. Per la propriet incombustibile dell'amianto riferisce Bo-

mo

po che
ti

si

erano raccolti

frammenal

che credevansi appartenere

de-

le^

mare. Dizionario di storia naturaverbo amianto, essere stato chia-

20

FU.\
lino

FUN
,

malo
fuoco

incombustibile

lana di

salamandra, sulla

credenza

che

il

lavavano con actjua calda, e l'ungevano con aromi e balsami onde


prolungai-ne
lo
la

non nuocesse a questo animale. Rentman, Nomenclatura fossilium, tit. 4> verbo miautus, dice che altri tennero per
sa
la

conservazione, indi
piti

vestivano colle vesti

onorevoli

prodigioGli

propriet

dell'amianto.

antichi traevano l'amianto da


rie parti,
risio,
fila

va-

come da Cipro e da Caove nasce una pietra che si


si

che avesse portato mentre viveva. In appresso Io coronavano e gli ponevano in bocca una certa moneta chiamata stipes per pagare Caronte per il passaggio delia palude sligia. Composto il cadavere
in
tal

tesse,

e formati di
si

essa

guisa

lo

panni, per pulirli


tino,

gettano nelle fiamme, al dire di Stefano Bizan-

letto

per essere visitato

ponevano in %in da ognudel


ri-

no, piantando innanzi la casa

Drlle
11

citici

e popoli

verbo
il il

defunto un albero di cipresso,

Caryslus.

luof^o

ove seguiva

manendo
ni.
si

cos in casa

per sette gior-

rogo dicevasi
stuni
ti,
:

Ustrin, e

quando

L'ottavo giorno dopo la morte


avvisava

rogo era consumato chiama vasi Buin esso geltavansi

ornamen-

armi e vesti preziose; incenso, aromi e capelli, mescolandosi le


ceneii con
fiori

il popolo dal vociferache facevansi l'esequie, ordinariamente con questa formola

tore,

FJseqitias

L.

Tilio L. F. nuibiis ire


est

e materie odorose. nei

commodiiin
Ins
ojft-rl.

/ani tempus

est, ol-

Si collocavano

cinerari

co-

Con gran pompa


si

suc-

lombari

le

urne che racchiudevao vasi


vetro detti lacrimali, nei
le lagri-

cessivamente
ti,

portava dai

parenpersolet-

no

le

ceneri, e altre urnette

o da altre onoratissime
il

piccoli di

ne
to,

cadavere ch'era posto nel


lettiga

quali

si

facevano scorrere
]\el

con preziosi

addobbi
la

me
del

che spargevansi per


defunto.
libro

la perdita

adornata.

Principiava poi

pom-

intitolato

Riti degli antichi

romani,
riti

pag.

i33
e
si

si

tratta

de'

de' funerali,

pa funebre, nella quale, secondo la condizicuie delle persone intervetrombettieri. nivano littori e
,
i i

dice che lultimo termine della

Andava avanti uno


destinalo,

a questo effetto

morte, alla quale segue il funerale; che gli antichi ebbero somma cura de' funerali perch credevano che le anime degl'insepolti errassero per anni cento intorno la palude stigia, prima di trapassarla per andare ai campi elisi. Quando alcuna persona distinta stava per morire gli assivita
la

umana

che
le

con canto

funereo
In-

celebrava

lodi

del defunto.

ancora molte donne, che andavano piangendo e cantando le Iodi del morto, ed a questo oflzio col pagamento per tale effetto venivano destinate. Queste
tervenivano
ro funere,

donne chiama vansi prefiche ovvegemevano pure ed ursi


i

stevano, sino
parenti e
spirato
gli
i

all'ultimo

spirito,

lavano, e con fiuto dolore

batca-

pi prossimi, e subito chiudevano gli occhi che


:

tevano
pelli,
fie

il

petto, e laceravano
ai loro gesti,

presiedendo

smor-

tornavano ad aprire nel rogo


fatto
io

ci

e gemiti la prefica
le

principale:

chiamavano

interpolata-

Servio per distinse


le

prefiche dal-

mente tre o quattro volte, e poi ponevano il cadavere in terra, lo

quelle che

funere, dicendo che queste sono hanno parentela col de-

FUN
funto,

FUN
la sorella

21
la-

come

la

madre,

ec,

lugubre e piangendo, non che


cerandosi
le

mentre le prefiche sono principes planctus, ancorch non abbiano da


far

vesti.

In

tal

guisa, se
ilUrstre

era

funerale
si

di

qualche

nulla

col
ci

defunto.

Girolamo
la

persona,

portava nel
si

foro dove

EarufFaldi
tatio

ha
luctu

dato

Disserdisvele-

dal figliuolo

faceva l'orazione fusi

de praeficis, con

altra

nebre, poi coH'ordine medesimo

sertazione

De

mortnali

portava
re.

il

cadavere
si

al

luogo della

riae

Giuseppe Lanzoni, FerraDelle prefiche ne tratta pure il p. G Stefano Menochio


di
i

rum,

sepoltura, o dove

dovea brucia-

3.

Nella prima
anliclii
;

origine di

Roma
i

gli

romani
ne'tempi
degli

seppellivano

gesuita nel tom.

II

delle

trattenimenti
cap.

eruditi

Stuore o a pag. 61 3,
laiientalrici

cadaveri
ciavano,
bili,

successivi sino
si

agli ultimi

Antonini

bru-

LX,
Ivi

Dille donne
parla

n" morlorii dette dai latini Praef-

almeno quelli de' pi nobench in appresso gi torn

pure delle diverse specie di persone che le nazioni usarono per deplorare ed encomiare defunti, delle reputatricae.
i

i cadaveri; Cicerone credeva, che l'uso di seppellire i cadaveri e renderli in questo modo

a seppellire

alla
il

terra

dond'erano
il

usciti,

fosse
pii

ci,

lanientatori , piagnoni, e clie tan-

metodo

piri
I

naturale, e
fanciulli

to essi

quanto
in

le

donne adoperadi laraeai

antico di tutti.

che non

vano
ti

certe loro

maniere

fatti

versi,

quali talvolta

erano accompagnati dal suono di qualche musicale istrumento ordinariamente agli uomini si suonava la tromba, alle fanciulle ed ai fanciulli la tibia. Si suonava pegli uomini anche il flauto, ed i suona:

tori

funebri in tale occasione


i

era-

no mascherali:
gli

versi

che

si

can-

tavano denominavansi nenie. Anche ebrei usavano funesti suoni,


i

ci\

zi

facevano eco loro pianti , angrandi funerali si distinguevai

superavano il settimo mese si sepSe si bruciava il cadavere, si spargeva di sangue umano per placar le deit del defunto, e questo sangue era o degli schiavi, o dei servi, e pi lardi de'gladiatori. Dopo il bruciamento, il sacerdote aspergeva tre volte coU'acqua pura tutti gli astanti; dicendosi l'ultimo vale al morto, per lo pi con questa formola: Acleniuni vale^ nos te ordine quo natura jusserit cuncli secpieinur. Finalmente da uno a ci deputato si licenziavano
pellivano.
tutti, e

no con grandissimi
In

pianti.
si

portavasi l'urna al sepolcro,


si

questa

pompa

portavano
e di-

nel quale
il

scriveva

il

titolo,
L't

ed

tulle le

insegne
il

degli onori

volo, S.

T. T. L. cio

terra

pnil die
so la
le

defunto avea consegui-

te in vita, colla

sommit per

ver-

terra, come ora si portano armi a rovescio in segno di lutto; portavano ancora le immagini d;' loio antenati , ed innumerabili quantit di fiaccole. Precedevano servi con pilco, seguivano figliuoi
i

mortuo levis esset ; ovvero. Ut ossa molliter cubarent. Ritornati a casa gli amici coi parenti, prima entravano nel bagno, e poi erano trattenuti al banchetto funebre, ed entravano nel bagno per purgarsi
dalla polluzione del funerale:

indi

facevano
funesta

li

velati,
i

e le ligliuole col c;q(o e


gli

nu-

chiamati Novendialia, e per ultimo la casa


alcuni
sagrifizi
si

do,

[)areiiti

amici iu abito

purgava

colle

ferie dette

22

rV2i
lavano
il

FU.X
le

Denicales. Ai tempi dell'imperatore Vespasiano


si

immagini

del

defunto,

procurava

di tro-

funerale dicevasi Iinniaginariiun.


si

vare per
statura

funerali

un
di

pantomipresso la

Quando
blico, e

faceva a spese del pub-

mo, che avesse a un


e l'aspetto

per decreto del senato chia-

del

morto, e

questo
ra,

pantomimo

contraffaceva tal-

mavasi Coilativuin, ed anche Honorarium, e Publicum. Se era ordinato in fretta e


senza apparato,

volta con tale esattezza la sua fguil

suo contegno,

il

suo porta-

come usavano
giii'j

in

morte delle ver;

mento, i suoi gesti, che sembrava il defunto medesimo che conducesse il suo convoglio.
Il

appellavasi l^unmltuaruni
faccia del

se ricuoprivano la

morto
o

guasto
livido
vaiilo

roso
lo

dalla

malattia,

Kirchmanni

scrisse.

De funeriiGSy. Al-

per

veleno,

biis ronianoriim,\^\\heca.t

Larvnlum.
,

addimandal'^nahnente TaOrbi,

l'articolo Divfnita's parla dell'apoteosi

ciluni

Vulgare,

Plebtjuni,
e

degl'imperatori romani, e del ce-

iiarium, Translaliliurn
ne,

Cornmua ca-

rimoniale che perci aveva luogo do-

furono appellali que' funerali


si

p la loro morte, come del titolo di Dvo e Divinissinio loro attribuito l'apoteosi dopo mortesembra potersi annoverare tra gli onori funebri, Francesco Eugenio Guasco nella dotta descrizione Dei rid funebri di Roma pagana, termina la sua opeia con notare, che siccome vari erano i funerali de' romani, cos diverse
:

che
vile,

facevano senza
il

pompa

gione che

defunto, o mendico, o

ciarsi,

o non avea potuto procaco non meritava onore alcuno. Giovanni Resino, ed il Dempstero, oltre altri scrittori, riportarono

erano parimenti appellazioni le coUe quali distinguevansi gli uni


dagli
altri
.

con spiegazioni le leggi romane sui funerali. Notano i francesi, che aiiche molti secoli dopo lo stabilimento del cristianesimo nelle Galconservavano nei funerali i Ile, si
costumi e le pratiche dei romani, che pure avevano adottato altre
nazioni, delle tante
gate.

Funus

indiclivuni

era

quel mortorio che veniva annunziato dall'araldo a suono di tromba, e con le pai'ole, Olliis qffertur ec, ed a cui succedevano giuochi, e certe corse di cavalli maneggiati da quei cavallerizzi, che furono
i

da essi soggioTutte le nazioni del mondo hanno costumalo di onorare i locoli'

ro defunti
ci

esequie ai loro cadella natura, e

daveri, per istinto

detti

Desultores.

Sinipludeariuni o

con

diversi
Il

riti

e
ci

cerimonie

meglio Sinipliludiariunt chiamossi quel funerale, che non era onorato che d'un solo giuoco. Acerbum
era
il

particolari.

Muret

ha dato

Crnionies funebres de toules


nalions,

les

funerale
di vita

di quelli

che uscivestita

vano
li

prima

di aver

la toga virile. Ininialunini, di quel-

Paris i6j5. 11 Marangoni 182 parla del vestire di nero nella morte d'alcun parente, tuttora da noi. lo che costumasi

pag.

vinezza, e

che morivano nel flore della gioNaturale di quelli che

Il

Cancellieri nelle
8, nota

sue

Campane

morivano piuttosto rifiniti e logori da molta vecchiezza, che sopraffatti da maligna infermit. Quando
poi nel convoglio

che la campana fu adoperata anche nei funerali dei genche il suono dei tili, sulla fiducia
p.

bronzi avesse
i

la

virti

di espellete

funebre

si

por-

mali geni, e

gli

.spettri

capaci di

F
inquietare
^li
zi

i:

N
de' trapassati
i
:

FUN
a

23

le

aDme

spartani stjlevano battere


ne' funerali de'loro
11

bron-

re.

godere l'eterno riposo, vnno mentre i primi principiavano il corso di noslra vita travagliosa e misera,
in

Menochio nelle erudite sue Stuore ci d diversi argomenti rip.

questa valle

di

lagrime.

guardanti
pag.

funerali, e nel
delle vesti

tom.

II,

608
di

tratta

de' deil

funti, cio se pi lodevole sia

co-

slume
si,

con abiti prezioo semplicemente, riportando divestirli

San Cipriano nel libro De niortamorlitale, esorta a non piangere ti, e a non vestire con abiti di lutto. Con tulio ci la legge della natura, e l'amore che abbiamo pori

tato

alle
,

persone

congiunte
a

per

versi brani

di

storia

in favore,

parentela
cizia
,

per

vincolo di ami-

contrari.

pag.
si

capitolo,

come

610 impiega il debbano celebra-

e'

inclina

pagar loro in
e

questa
sulla

separazione

divorzio

il

le l'esequie de'defunti, e della

mo-

tributo delle lagrime, e a spargervi

derazione de' funerali,


de' defunti

dicendo che
fare

tomba
Il

fiori

di

piet

e di

cosa disputabile se nelle esequie


si

compianto.
siaste

tributo
e

delle lagri-

debbano
che
in
il

certe

n)e permette,

consiglia l'Eccle-

dimostrazioni,
si

alcuni pae-

nel

cap.

38:

Fili

in
cosi

hanno
spesa
sia

introdotto
e

costume,
,

tuuni

produc lacryinas;

morGe-

con

pompa

grande

o
ai

meglio dar sepoltura cadaveri con poco apparato , con semplicit. Aggiunge che

pure

e
il

s Cristo pianse al sepolcro di Lazzaro, bench sapeva che lo risuscitava. Cinica e bestiale fu la deliberazione
di Diogene,

come voInoltre eru-

piimo
morti

onore

il

che

si

suol
delle
i

fare

ai

leva essere
dito
il

tumulalo.
p.

tributo

lagrime,

capo del

Menochio, nel

consigliando

non

s. Paolo abbandonarsi al

cristiani
,

dolore

nel
ri-

quale a p. 612 parla che il lutto the si fa per occasione de' morti,

riflesso

che

morii

dovranno

deve essere moderato.

sorgere a vita
s.

migliore; e perci

Bernardo nel sermone


:

De bono
I
i

Funerali de'

cristiani.

l-ene .uios

moriendi, dice llli niorluos carnaliter lugeant, qui resurnegant.


fede
I

lecliontrn

saggi con gli


l'ecces-

riti

primi cristiani separando tutti e cerimonie de'gentili, che


difficolt ne'funerali di

occhi
siva

della

biasimano

seco avevano qualche superstizione,

allegria

nella

nascita d'alcu-

non ebbero
praticare nente
civifi

no, come il troppo piangerne la morte, essendo senten/a di Salo-

quelli
,

che erano puraoffendevano in


santit della cat-

mone
lati':.

e della

sagra Scrittura,

che

palle alcuna la
tolica

rttUor est

dies

mortis
3,

die

natii'i-

religione.
i

Accompagnavano
con
faci

Wel primo libro degli epigrami

gentili

cadaveri

accese

mi

greci, cap.

si

ha quello

ele-

alla pira

gante del poeta Archia, nel quale si dice che popoli nntit.hi della
i

o sepolcro, il quale uso si vede praticato nella divina Scrittura dagli aiilichi padri, e con tale
tanta magnificenza, che facevano

Tiacia

piangevaiii)
figli
;

qu.jndo

nasce-

vano
i

e ({uando

morivano,
amici
si

comparire
alla
la

l'amore che portavano


del defunto, e
la

padri

coi

parenti ed

memoria

pie-

rallegravano,

perch questi

anda-

naluialmenle

dovuta

ai

loro

24
quel giorno

FUN
come
il

FUN
in

maggiori. Riferisce Tacito


in cui

portossi
le

ca-

davere

(li

Augusto,
il

vie

tutte di

con molto onore corpi de' defimti. Con gran copia di cerei e di Unni fu
sta

nella

Chiesa, di seppellire
i

Roma

campo Marzio
faci accese,

erano

fatto
Sofa,

il

funerale alla santa matrona

illustrate

con
fosse

e che ci

per contrassegno di allegrezil

che praticavasi in tempo di notte,


trasferito

za;

ma

anche al giorno, per maggior pompa, lo accenn Servio.

troclo fu onorato

corpo del martire s. Pacon pochi lumi

per timore de' gentili, non cos narrasi

Ora queste cerimonie


cati dai
gentili,

riti

prati-

del

corpo di

s.

Cipriano ve-

essendo puramente

scovo e martire,

onorari e

civili,

poterono

santiU-

carsi e praticarsi dai cristiani nelle

loro esequie, senza nota alcuna di

fu onorato con candele accese e con canti, dicendo Pontio: Inde cani cereis et scholarihus in aera cuj'nsdani Candidi procuraloris

che

Onde frequentementroviamo negli atti de' martiri l'uso de balsami, e di preziosi unguenti ed odori, co'quali i loro corpi furono imbalsamati e seppelliti. Quanto poi all'uso de' lumi e dei cerei, e dell'accompagnamento del funerale, co' quali vuoisi denotare
superstizione.
te

sepnlluni
nifestata

est.

magno triunipho Con che ci viene maab antico


i

r usanza
clero

osser-

vata di seppellire

cristiani,

pre-

cedendo

il

di

diverse classi,

e le scuole, e

portando ciaschedu-

no un cereo
zi
i

acceso, con

pompa, an-

con trionfo grande.


coraggiosi
fedeli

Non

vollero

l'immortalit dell'anima

il

primo

tralasciare
il

nel

esempio fu nel
te
il

trasferirsi dal

mon-

funerale

del

santo martire
tanta

con,

Sion, nella

valle

sngio

corpo di

di Getsemani Maria Vergine,

sueto ufficio di cristiana piet

di-

portandosi
in

con

intrepidezza
desiderosi

coll'intervento
tutti
i

degli apostoli, e di

faccia del persecutore,


d' essere

ch'erano in Gerusalemme. Queste prime esequie pubbliche furono piuttosto un solenne


fedeli

tutti

col loro caro

pasto-

re decapitati, re
il

anzi senza apprezzadei

risentimento
si

persecutori

trionfo,

approvate

coli'

insigne mi-

e dei carnefici,

posero availti al
per raccogliedecapitato.
I

racolo descritto da s. Giovanni Damasceno nel sermone. De dormilione Bealae Firgins, e da altri.

santo con
re
il

pannilini

sangue appena

funerali de' martiri, allorch le per-

Collo stesso splendore di cerei e di

secuzioni non l'impedivano, presen-

lumi

si

celebrarono

funerali dei

tavano una specie


atti
il

di trionfo.

Negli
presso

martiri ne'primi secoli della Chiesa,

de' santi martiri sinaiti


si
:

per quanto era permesso


fedeli

ai

divoti
le
ri-

Combefis,
triginla

di fare

fra

timori e

lino loco
clis

omnium
illic

Congregalis narra corporibus san-

cerche de' gentili. Splendide furono le esequie che si fecero al proto-

novevi numero

....

{jtiotqitot

inventi, .mhlatis pal-

martire
apostoli

s.

Stefano
di

cui
la'

santi

procurarono

sepoltudella

ra

col

mezzo

Garaaliele,

mnruni ramis, obviani sanclis prpalmisqne et canticis vesserunt magnoque gaudio cjjcrenles eoruni
, ,

quale parla s. Girolamo ntW Epist. 25, ove riportando molti luoghi
della sagra

cadavera.
rali

Che

se alcune

volte aci

compagnavansi con pianto


de' martiri,

fune,

Scrittura,

conferma
,

la

ci proveniva

coiva-

lodevolissima

consuetudine

rima-

me

avverte

il

Coldelti,

o per

FUN
turai
(Ielle

FUN
del

2
le

tenci'ezzaj

o per compnssione
[)el

loro

martirio,

ampolle

loro caineficinc, o

dolore
san-

s[)unglie

piene del loro sangue, seloi'o

della loro perdita, o per


ta

una

gno del
taffio,

martirio,
il

il

loio epi-

invidia

di

non

essere con essi

od

almeno

loro

nome,
lau-

venuti a parte de' loro tormenti. L'abbate Fleury, ne' Costumi dei
crislianij
cristiani

delle metlaglie, tlelle foglie di


ro,

o di ([ualche altro albero sem-

num.

racconta che
della

della primitiva Chiesa, per

ec.

pre verde, delle cioci, l'evangelio, Si osservava di mettere il cor-

testificare la

loio fede

risur-

po supino,
te.

col

volto verso V oriensi fa

rezione,

avevano

sepolture, e vi

gran cura delle facevano delle specorpi co-

se a proporzione delle loro sostanze.

Essi
i

non bruciavano

me
i

greci, e

come

fecero

un tempo
la

ancora sembra essere un avanzo dell'antico costume il tralasciarsi il bruciamento dellincenso ad onore de' corpi morti era
L'incensazione che
nelle eseijuie dei morti,
;

romani; non approvavano


superstiziosa
degli
gli

cu-

stimato delitto grande; e nel concilio


di

riosit

egiziani

Calcedonia fu accusato Dioscoro,

conservavano nelle loro case imbalsamali ed esposti sopia alcuche


ni

perch per quanto


teneva,

ad esso appar-

non
di

s'

era eseguita per l'a-

tappeti,
il

ma

li

seppellivano sede' giudei


.

varizia sua l'offerta dell'incenso nel

condo
vi

costume

Dopo
e

funerale

Peristoria,

devotissima
sue
rale lo-

aterli lavati gli

imbalsamavano,
pii
i

donna,
facolt

che
ai

aveva

lasciate le
pii.

adoperavano

profiuni,

dice

luoghi
i

Per pi
il

Tertulliano, che
sagrifizi.

pagani
istolfe

ne' loro

gioni

s'

incensano
36,

dclunti e

Gli involgevano con pane

ro sepolture, che riferisce


faldi
al
tit.

Baruf-

nolini

fini

con
li

di

seta,

qualche volta
preziosi,
gli

vestivano di abiti

zo 111

Innocennel suo trattato \Iyst. Misn.

162.

esponevano
li

per

tre

xae, cnp.

17,

lib.

II,

dice

che la

giorni,

li

custodivano, e vegliavano

incensazione un eflicace mezzo di

con

essi

pregando, dipoi

portava-

fugare

demonii, e in ci conviene
lib,

no
il

alla sepoltura.

Accompagnavano
per lodare Dio, e

Durando, luionale,
II.

IV,
le

e.

io,

corpo con

cerei e torcie, cantaniimi


la

I.

Altre spiegazioni
delie

daremo
solenni.

do salmi ed

parlando
J'^lla

assoluzioni

per esprimere
friva

speianza della
essi, si

ri-

cosa
la

giusta e naturale

ono-

surrezione. Prega vasi per


il

of-

rare

spoglia

mortale di un'anicol

poveri

si dava ai pranzo chiamato anch'esso agape, ma alquanto diirerente

santo sagrifzio,

ma
gli

santificata
ali ri

battesimo e co-

il

sagramenti, e di
I'

un corpo

che, secondo
lo,

tlalle
si

vere agape, ed allie limosino


si

stato

il

facevano;
alla

rinnovava
in

la

mec(intila

Santo, e
re dalla

clic

s. Paotempio dello Spirito un giorno devo usci-

e<ipressione di

moria

fine

dell'anno, e

polvfie
beata.

[)cr

riunirsi

ad

nu.ivasi di

anno

anno, oltre
si

un'anima
tlevoli
le

codiniemorayione the
giorno nel santo
coi

f.iceva

ogni

Onindi sono lodi\erse cerimonie nligiopraticale


.li

sngrili/i<>.

Sovente
diverse

se
(lei

civili

nei

luneiali
in
ili/'.

corpi

si

sotterravano
i

fedeli,

rui del

Iralliuno

cose

delimti e conper onorare li; servarne la memoria niNCunf


,

Misi

arinoli

Dizkukiih).
\>r.iiF,TTt.
f;

Ar.\rK, (;o>\iTu,
11,

DrpriN-

della loro dignil.i,

g'

istioincnli del

(.oMMLMon

\/io>

nr FEnui.1 ne-

26

rL

i\

FUN
chiesa, quasi tutto

FONTI, AnNIVEBSARIO, EPITAFFIO, IrfCENSO, Dittici, Catafalco, Uffizio,


Il

l'intero

giorno

consumarono
la
gli

in questo viaggio, per


:

ec,

ec.

Marangoni
alla

citalo,

p.

Ii3

osserva,

che restituita che fu la Chiesa da Costantino imperatore, ne'primi del quarto secolo, tosto r esequie dei cristiani con

pace

popolo eed Arassio vescovi portarono sugli omeri quel venerabile cadavere, v' intervenne gran numero di
calca universale del
sacerdoti, d'

ambe

le

parti

prece-

maestosissima

pompa

di cerei e di

devano molti diaconi, ed altri ministri con cerei in mano, ed a tre


cori
si

lumi

si

celebrarono, e ci precisafu praticato al cadavere del-

cantavano
di

salnii.

Un
di
s.

tale

mente

onore

cerei

accesi fu fatto
al

con
Gio-

lo stesso

imperatore

poich collo-

somma pompa

corpo

cato entro una cassa d'oro, ed accompagnjito dalle milizie, fu portalo in

cuso, ove in esilio era

Costantinopoli, ed in luogo
sala del

elevato nella
periale,
di

palazzo

im-

fu esposto tutto circondato

vanni Crisostomo, allorch dal Cumorto, fu trasferito a Costantinopoli dalla citt sino alla Propontide si form un ponte sopra i navigli, tutto
:

lumi sopra candellieri d'oro, che rendevano un meraviglioso spettacolo. Nel medesimo secolo IV san

adornato di fiaccole luminose;


incontrato dal popolo, di

fu

modo che
,

sembr pi

trionfo

che funerale
al

Gregorio Ps'azianzeno, descrivendo il funerale di Cesario vescovo suo fratello, attesta che la loro madre comune con fiaccole accese alle mani, la pompa funebre precedeva; e che
Io

in dimostrazione d'ossequio

suo

merito, e per venerazione alle sue


reliquie,
il

che molto

prima

face-

vasi a quelle de' santi

martiri.

A
sa-

quest'epoca insorse
lanzio

l'eretico

Vigi-

stesso

ticato

ne' funerali di di

onore di lumi fosse praGregorio suo

nemico

de' santi e delle

gre loro spoglie, spargendo da per


tutto che questo rito
sco,

padre,

Gorgonia

sorella,

ed

era

gentilesotto

anche di s. Basilio Magno. Il meNazianzedesimo san Gregorio no seppelPi il fratello Cesario con
mitra,
del quale antico uso parla

introdotto

nelle

chiese

specie di religione; poich,


egli,
i

diceva
il

santi

quali ricevono

lo-

ro

Prudenzio.
nella

Dipoi
di

s.

Gregorio Nis-

lume dall'Agnello divino, non hanno bisogno d'essere illustrati


con questi
contro
,

seno, che visse ne' medesimi tempi,

piccoli

cerei

vilissimi. Il
gli

morte
sorella,

s.

Macrina vergine
ri-

santo dottore Girolamo


e

scrisse

sua
ti

questi e molti altri

dimostra
lei

che

furono
e

praticati

nelle di
in

esequie,

nell'

Oralio

dopo avere dimostrato che i santi da noi non si adorano come Dei, ma si onorano come servi

funere Melelii, scrive: Sindones mnndae, et panni aerici unguentorum, et aroinalnm largitas eie: anche il Cerimoniale romano dice dell' imbalsamazione de' vescovi defunti. Circa all' universale accompagnamento di popolo, attesta che

ed amici di Dio; discendendo


si

al

particolare onore che


coi

presta loro
esil

lumi e

co'cerei,

prov non

sere cosa superstiziosa, n idolatria


farlo,

n essere buona ragione il non doversi ci fare, per il motivo che


sia

stato

anco praticato dai


s.

gentili.

non essendovi
stadi
di

piii

di

sette

o otto
alla

Lo
pist.

stesso

Girolamo

poi

nell'e-

diistanza

dalla

casa

3o, parlando

dell' epitaffio

FUIV
dell'esequie
di
si

27

r Jlltluja mij
et

Fabiola, dice che cantava anche nell e-

itdoper perch del tutto fosse tolto abuso, dal terzo concilio cartaI

sequie de' defunti.

Sonabant psalquatiebat
oltre

ginese,

aurata
in

tccta lemploruni re-

cap. 17
to,

non Ostante che nel lib. Vili, De cii'itate Dei avesse scritil

boans
luja.

sublime
in

Alle-

che

portare

questi

cibi

sui
fi-

sepolcri
i

de' martiri,

facevasi col e

Costumavano
in

gentili

ne di poscia
tificati

toglierli,

come
a'

san-

alcuni conviti o cene che facevano

per

meriti dei

medesimi,
poveri,
il

occasione della morte


ne' giorni

di

alcun

cibarsene e farne parte


ghi
lo

personaggio, o pure al .sepolcro di


lui

che per, soggiunge, in pochi luo-

anniversari di essa, e

perci

appellavansi
ne'

Cene funebri.
primi tempi
e
si

Questo costume
ne' fedeli
in

si

Sembra pure, che Agostino voglia indicare nel Semi. 1 5, de Sanctis, una
si

praticava.
s.

stesso

santific dalla Chiesa,

trasfer
,

superstizione introdotta da' gentili,

onore

de' martiri

che forse andava

furono dette Agapi natalizie, die da s. Agostifese da Teodoreto no. Si facevano anche nelle esequie
de' crisliaui,
e

crescendo presso alcuni non buoni cristiani, ne! porre diversi cibi sopra le sepolture
de' morti, quasi

che

le

loro

anime
be-

dicevansi

Agapi

fu-

ricerchino

cibi

carnali,

e le

nerali, facendone
ne,

menzione Orige-

il Crisostomo, ed i ss. Paolino Girolamo. 11 primo ci attesta che celebravansi con tutta religio-

vande che pure vi si collocavano. La Chiesa nel permettere tali agapi

convili

ne' funerali,

regolate

sit

e piet cristiana, coll'invito dei

modestia e dalla carit, aveva avuto per fine che le anime


dalla
de' fedeli

sacerdoti,

del

clero

di

tutti

defunti

restassero

sulfra-

poveri, vedove e pupilli: servivano

gate dalle
altre

preghiere,

limosine, ed

a dar consolazione

ai

parenti,

re-

focillamento agli ecclesiastici che a-

vevano
corsi,

assistito

ai

funerali
vi

e sol-

opere buone di quei fedeli che vi concorrevano. Il Berlendi Delle oblazioni all' altare , tratta
,

lievo ai poveri,

che

erano

con-

anche eoa

limosine.

JVe'pri-

mi tempi le natalizie celebravansi dentro le chiese, ma poscia nascendovi de'scandalosi disordini, con conviti intemperanti e dispendiosi, fu
ci proibito,
cilio

eruditamente questo punto a pa<^. 194 e 195. F. Messa. Il p. Menochio nel tom. II, pag. 620, dis-

LXV, Della consuetudine degli antichi di mettere vicorre nel cap.

vande sopra

df'niorti, e

de' conviti

ed ordinato dal conlaodiceno, che pii non si fa3Ia


sicco-

funerali de' medesimi. Tra le altre cose dice, che solevano gli ebrei

cessero in luoghi sagli.

me
viet

mettere pane, vino, ed altre vivan-

in

molti

vi

si

era

introdotto

qualche superstizione, s. Ambrogio interamente tal costume, e s. Agostino riprese la propria madre
di
s.

de sopra la sepoltura de' morti, come si ha dal libro di Tobia, cap. gentili nel porre tali 4, i<S; che
i

cose
alta

cibi sulle

Monica perch portava memorie de martiri: quin,

tomba del morto, ad voce lo chiamavano dicendo:


sulla
tu,

Hesurge
le

coniede,
e

et

bibe;

che
se-

lo stesso

s.

Agostino, scrivendo
antecessore,
si

vivande
per

bevanile poste nei


dei

a Valerio vescovo suo


io

polcri

gli

infernali, ninno

persuase a pioibnlo, e poscia

ardiva toccarle; parla di egual co-

28
tiinie

FUN
tniiUo
popoli
(lai
(te-Ile

FUN
,

tinelli

da

al,

ro di Reims di fare quello


to
:

s(nlu-

cuni

Indie

orientali
i

Uc mdlus
,

preshyterorttr/i
\>cl

ad
de-

romani almeno in passalo; che chiamavano tali cene Silicernia ^ dnndone la spiegazione, per consolazione de' vivi, ed onore del definito;
ni

aiiniversanain dieni,
lerliani

tricaiiiiani

vel

seplinia alivtijiis

fitncli se inebriare

praesumal.

Ma

essendo assai
ricoli,

dilllcile

esporsi ai pe-

che Archelao per sette giorfece

continui

convili

funeiali,

il vescoro Gnibeilo per togliere ogni occasio-

preservarvisi,

nell'esequie di

Erode suo padre, e


ebrei

ne,

[i'oib
il

ail

ognuno
lecito

del suo cle-

siccome

altri

meu
;

iacoltosi

ro

trovarvisi

commensale.
agli
ai

Non
eccle-

solevano farne de' sontuosi, spesso


SI

essendo dunque
siastici,

riducevano in povert
sorte di
conviti

che una
si
,

e specialmente

regolari
l'as-

terza

funerali

obbligati a slsne ne' chiostri,


sistere

celebravano nelle

case
gii

private
stessi

tali

conviti,
tali

venne poi dai


de' fu-

non vicino o sopra


cii,
la

sepol-

benelltori
nerali
se al

in

incontri

tali

essendo
di

stati,

quello

per

per lo pi ordinato, che fosloro vitto ordinario aggiunto


;

morte

Abner,

coli'
;

intervento

popolo israelitico di Achille per la morte di Patroclo, e per (|iiella di Ettore. INcl niedesimo t.
del
Il,
[).

altra pietanza

indi

il

Berlendi
del

ri-

porta certe donazioni


colo,
fatte in

XII sefavore de' monaci per


<li

6(J7

tratta
I,

il

p.

Menochio
sep-

solenni celebrazioni

anniveisari,
la

al
ili

eap.

LV

Dell'uso de cristiani
corpi

per un pranzo lauto, oltre


udlzi
Il

ce-

lavare
risale

li

prima di
secoli

lebrazione di sullragi, in messe ed

pellirli j

palla dell'antichit d'esso


ai

mortuari.
dotto
p. IMamachi, De' costuprimi cristiani, toni. Ili, p. 78 fa menzione dell'anniver-

che

[nirni

della

Chiesa, dicendo servire tale lavan-

da
si,

in

preparazione all'unzione che


oli

mi 76

de'
e

seguiva con
acci

e
s'

balsami

prezionei
il

sario de' morti usato dai primi cristiani,


lori

questi

insinuassero
oltre

dicendo che

s.

Cipriano, che
terzo
se-

pori aperti dalla lavanda,


nel tare
il

verso la

met

del

cadavere da ogni sordipotuto deterimitare anche


lierlendi

colo,
colui,

de/za, indi riporta alcune mistiche


ragioni, che abbiano

avendo privato de' suffragi che contro i canoni avea de,

stinato p*' tutore de' suoi figliuoli

minare
in

cristiani
gentili.
11

d'

ci

citato

a pag.
sari

264

discorre degli amiiverde' convili

mostr che nel d\ morte di qualunque cristiano erano soliti i paannivejsario della
renti
fizio.

un sacordote

de'fimcrali, e
essi

che

di

lui

di

fare offrire

il

sagri

in

avevano luogo,

ed o[)ina

di

far

pregare

per
Indi

esso

che sifl'alla costmnair/a pu avere avuto la sua uligine dalla narrala


pratica
lenni
nella
dell'

piibblii-amente in chie>a.

ag-

giunge, che
delle

s.

Cirillo gerosolimita-

imbandimenlo
ne' giorni

de' so-

conviti

de funerali che
con-

casa del defunto a tutti quei


ecclesiastici

parenli, amici, ed

no del quarto secolo, ragionando preghiere che pubblicamente si (licevano nelle adunanze de' fedeli, secondo che fu loro per tiadizione insegnato dai santi apostoli,
COSI scrive:

v erano intervenuti;
vili

wa

(piesti

anniversari

divenuli

intempe-

" Facciamo

di poi

com-

ranti,

diedero motivo

ad lucuia-

meuioraiiione

....

de' padri e ve-

FUN
scovi defiinli, e
in

FUN
tulli

29
o nun-

preghiamo per

mento
ne
il

del

nono, dai quali ne vendi


i

generale che Ira noi morirono,


possa essere di
alle
si

nome

novenniali
gentili

che ci grandissimo aiuto


ereciendo
ql^eIii
,

vendiali, perch

dopo

anime

di

ver impiegato
guenti

primi sette giorni

pe' quali

ora, allorch
vittima
di

principahnenle abbiamo davanti la


santa
tato ".
e

tremendissima
Il

con cerimonie superstiziose, i sedue giorni li dedicavano a balli, a giuochi, e ad altie scostumatexze, e cose praticate
bari.
S.

Ges nostro Redentore sagrameiiRinaldi


dice che
de'
il

dai
il

barcostu-

iu-

Agostino approv
ebrt'i

nerale

anniversario

dcfimli

me
le

sacio usato dagli


cristiani,

dai

antichissimo nella Cliiesa, e all'an-

novelli

che

no 34, num. 3 1 3, osserva che siccome il mortorio di s. Stefano dur settanta giorni, cos

pazzie
soli
il

gentilesche
giorni selle
i

abbandonate prolungarono
sacii
riti

per
pra

so-

venne
gli

in-

trodotto nella Chiesa per

tradiziouf-

ne apostolica
fici

il

continuaisi

corpo del defunto, onde riceveie (jue' suffiagi, che secondo il costume solevano praticarsi da chi
concorreva a vedere
passati,
i

le

esequie pei

definiti

per

colpi

de'lra-

pi giorni. Narra inoltre che sole-

e diversi esempi ne ripor-

vano
d
i

tenersi

sopra terra due o tre

ta

il

p.

Paoli

cadaveri unti con preziosi lui-

Altreltanto,
stiani

a pag. i36 e quando poterono, i

seg.
cri-

guenti, nel qual


i

tempo vegliavano

praticaiono coi
essi
la

martiri, per

do

cantando inni, e celebranmesse, e dopo averli sepolti cantavano di nuovo salmi, come atfedeli

fare sopra di

sacra

sinassi,

ricorrendo
della fede,
di
si

al

loro patrocinio

per

ottenere costanza nella


e forza

professione
necessiti

testano

vari scrittori,

tra'

quali

s.

nella
la

Girolamo trattando del funerale


s.

di

contestarla con
solesse

morte. Ciie

Paola, e

s.

Agostino
di

della

morte

sua

Paulantonio
spettanti al

Paoli,

ragionando madre. Il p, nelle Nozie

ancora far

commemoranel giorno

zione de' fedeli defunti


ottavo,

ventesimo, trentesimo, quai

corpo di s. Fcliciano, molte ne descrisse rapporto ai funeraU. Narra che i cristiani antichi ebbero il costume di conservare sopra
funti
s.

rantesimo, e sessantesimo,
antichi
lo

rituali
lo di-

dimostrano, e noi

cemmo
coli.

in

alcuni de' succitali arti-

Dell' anniversario
fa

Tertulliano
:

terra

corpi

de' de-

ne

menzione, dicendo

Pro deed
e
al-

selle giornf,

e coll'autoril di

functis
trove,

Agostino osserva, che se questo dottore spiegando come Giuseppe ordin la pompa funebre di sette
giorni pel suo padre Giacobbe, detesta

annua die Pro anima

facirnux,

ejus ojferat ans.

nuii diehiis dormitionis ejus;

Gregorio

Nazianzeno:
et

Annivcr.sa-

rios honores,
ofjerentcs, ec.

conwiemoratione.<:
fino

re

che inlroducevasi di fanovenniali nella maniera pal'uso

gana,
di
zi

come indegni

della cristiana
il

religione,

ma non

gi

pio

rito

produrli a giorni sette, che anla

nemici dei i slimarono le loro esequie per modo che 1* imperatore Giuliano l'Apostata nel quarto secoL) tent di trasportare tale opera di piecristiani

chiama costumanza autorizzasagre pagine. S. Agostino


i

t
riti

ossia

le

religiose

pratiche

la dalle

de' fedeli nel gentilesimo.

Degli

escludeva

due

giorni

a compi-

anniversari funerali de'defunti se ne

3o
fa risalire
il

FL
ai

>
nlinrno sci6.

FL'N
^v, destinando perci settanta libbra

piincijiio,

bilmente,
cleto

pontificati di

AnaFeli-

d'oro,

dell'anno
del

io3, o di

s.

popolo.
scrive

ce

2 74- L'anniveisaria contifu prati-

onde gundagnarsi lamoie drl 11 medesimo Rinaldi der esequie nobilissime di s.


s.

meniorazione de' defunti


dalla
latina,

Pietro vescovo alessandrino all'an-

cata tanto dalla Chiesa gieca

quanto

per antichissima conla

no 3 IO; quelle di l'anno 38 quelle


1

Melezio
s.

al-

di

Daniele

suetudine.

Stilila

all'anno

4^95

l'esequie
s.

mi-

Nel quarto secolo


ca stabili
feriori
rali
;

Chiesa grede' fune-

steriose fatte alla


la

monaca

Romo;

un ordine

di chierici in-

Romula

vergine all'anno Sg^z


f.vtle
s.

che avessero cura chiamati

quelle grandi

dal patriarca di

furono

lai'oranli, dal greco

copratae o vocabolo signi-

Costantinopoli a

Piatone nell'ansacer-

no 8
lire

e quelle fatte dai


cielo

ficante lavoro,

Beccamorti {Vedi\ lelticnrii, perch portavano morti sopra una specie di bara chiai

doti del

s.

Eulogio marla

all'anno
poi

859. Circa
delle

conac-

suetudine
cese

candele

mata

lectica;

decani,

collegiali

e luminarie

suddescritte,

ed

perch formavano im

corpo

sepa-

usate nei funerali, dichiarala

e lo-

rato dal resto del clero.

Costanti,

data dai

ss.

Atanasio e Ciisoslotno,
altri,

no ne cre novecento cinquanta


ri,

non che da
proibisse che

cavati dai diversi corpi de' mestiecui

concilio Elberitano
si

esent

da
a
p.

imposte pidihlia

che il canone 34 ponessero sopra seosta


col
i

non

che,
to

come dicemmo meglio


ed
Il

det-

polcri le candele accese, poich intese


di

articolo,

quello

di

Coxsue
insi-

proibire

ed

opporsi

all'

usanza
al

FRATERMTA.

Goar
o

nelle

superstiziosa

troppo
soliti

conforme

note suH'EucoIogio de' greci,

rito de' gentili,

collocare so-

nua che
erano
gli

becchini,

heccamorli

stabiliti

sino dal

tempo de-

probabilmenpure piesso gli ebrei. Gli antichi beccamorti o chierici inferiori che avevano cura de' funerali, non avevano mercede nelle
apostoli, e perci
te esistenti

pra che o li
te

sepolcri

riferisce Svetonio,
sollecitarli,

lumi accesi, secondo per chiamarcom'essi stoltamen-

dicevano.
in

La qual
ferro

cosa rima-

sta

alcuni luoghi,

usando

certi

candellieri di
fatti

a guisa di

con pi denti, rota, a ciascun denla


i

loro

funzioni, specialmente

ne' fuli

te

de' quali
li

mettono
il

candela, e
sepolcri
di
.

nerali de' poveri; la Chiesa

man-

poi

collocano

sopra
concilio

teneva colle sue entrate, ovvero facevano qualche mestiere per mantenersi, ed in riflesso ai servigi che

Dipoi anche

Trento
il

ha per
dele.

altre cagioni

vietalo

rito

superstizioso del

numeio

delle can-

prestavano
legi.

ai

funerali,

altri

impe-

ratori furono loro larghi di privi-

Essi sono in parte imitali dai

Della grande illuminazione che facevasi nell'anniversario de' defunti nella Chiesa di s. Maria ad

confrati,
ternite,

o fratelli delle confraed altre pie e caritatevoli unioni. Narra il Rinaldi all'anno

5i5, come Anastasio imperatore assegn entrata alla chiesa di Costantinopoli per farvi l'esequie gra-

Martyres, lo si dice a quell'articolo; mentre del suono delle campane ne' funerali, se ne fece cenno al voi. VII, pag. \o^ e\ Dizionario.

Da

tuttoci che
i

si

detto,

si

riconosce che

primi

fedeli

trasfe-

FUX
riiono alcuni
tilesche
riti

e cerimonie gen-

et

nsque ad

sepulcium

procedcnmulie-

nell'esequie de' cristiani, le

tihus clericis, sacerdoti^ et


ribus. iSunc audivi

quali ei'ano

meramente
culto,;

civili

ri-

ab liujusmodi
i

provando quanto sapeva


stizioso,

di

superse al-

processionibus foeminas interdictas".


In qualche luogo
uccisi
lavarli,
si

di
vi

che
prelati

cadaveri

degli

cuna volta
cosa

fu

meschiata alcuna
,

solevtmo

seppellire

senza
della
;

superstiziosa

della

dicendo

il

Muratori

Chiesa furono dilinrentissimi o


glierla.
tili

to-

Fu

costume ancora
fiori, e

de' geni

lavanda de'cadaveri tuttora in uso degli unguenti odoriferi ed aromi


cui
ri,

di

coronare ne' funerali

de-

seppellivansi
d'altri santi,

corpi de' marti;

funti

con coione di
i

co'me;

e de' gran signori

desimi aspergere

loro

cadaveri

dei cadaveri de' ricchi defunti,


stiti

ve-

ma
ticoli
Il

di

questo
e

uso

santificato
agli

poi
ar-

di

vesti

preziose,

uso

ripro-

da' cristiani, ne

parlammo
Fiori.
nelle

vato dai santi padri, e con anelli,


collane, ed
altri
,

Corona
le

ornamenti
cui

d'oro
i

Muratori

Dissertazioni
italiane,

d'

argento
i

per

poi furono
veri

sopra
dissert.
liani
,

antichit

nella

rotti

sepolcri, per cercare


tesori.

XXIII de' costumi degl' itadopo che l'Italia cadde in


si

o sognati
vestite

Andavano
soliti

alla se-

poltiu-a le persone di bassa


co' loro
si

sfera

potere de' barbari, parla de' funerali

abiti,

come

come
e di
sfera
;

praticavano
delle

anticamente,
bassa
e

anche oggid
va

pratica

da' poveri
si

quelli
cos

persone di

in Italia, e forse ancora

pratica-

de' loro

regolamenti

varie consuetudini. Xarra

pertanto

che l'Aulico Ticinense nel cap. i3 de Land. Papiae cos ne parlava


circa

Consuetudo omnium funeralium talis est. Quia quicumque moiiatur, pensata tamcn
l'anno
i33o. "
conditione sui status
,

da altri di pi alto stato ai tempi di Durando, il quale nel lib. VII, cap. 33, num. 4 del Rational. Nec debent indui vestibus scrisse communibus, prout in Italia fit ". Forse egli parl cos, perch fra
:

alcuni popoli della Francia


d' involgere

si
i

us

post cruces

quarum aliquando multas portant, sequuntur laici bini, illic per praeconem saepe vocati: deinde clerici, et sacerdofes, quos tamen religiosi piaecedunt si adsunt vocati. Poslea sequilur funus in Iccto cum
calcitra, et linteaminibus, et
torio,

un lenzuolo morti , secondo il costume Ai funerali de' gran dei.


in
insigniti
dell'

corpi

de' giu-

signori
milizia
,

ordine

della
di

interveniva una
vestite a

mano
a

persone

lutto, cavalli

mano

con

gualdrappe sino a

terra,

insegne,

cooper-

e scudi coll'arma del defunto.

sub quo positura


videatur.

est

indutiim
.ib

Tra
ratori,

le

lettere del

vecchio

Ver-

vestibus sui status vel ordinis, ut

gerio, pubblicate dallo stesso


si

Mufunesi-

omnibus

Postremo sequimbine
in-

vede

il

magnifico
I
:

tur mulieies, ex quibus pi'opinrjuiores defuncto a diiobus viris

rale di Francesco

da Carrara

de sustentantur. Et ita procedunt ad ecclesiam cum luminaiibus et sonila

campanarum.

Laici vero
,

en-

gnore di Padova ma sopra tutto ammirabile fu quello di Gian Galeazzo Visconti primo duca di Milano, fatto nel i4o2, di cui si ha

trantes ecclesiam

recedunt
in

rema,

pure

la

descrizione
la

dal

Muratori.
r
la

nenlibus

cum

fimere

erclesin

Ma

siccome

vanit

g.ua

37.

FUN
iiiirndoiro
filli
l'

FU\
di-llc

aveva
zioiii

uso

oinsole

nelle strade

nelle chiese,

irg-

lui

nelle esequie,
,

non
|>ei"

giani
:iiM
I

nel

loro stallilo lo vietarono


il

lo

pei

principi

ma

.'meo

he nelle case. .Nola

Miiraloii
il

persone privale,
alenile cill.
:il

venne

vietalo

in

he nella (>aruiola usavas

|>iaii-

Alle persone inclinale

lusso
il

pa,
1

non Inastava la fornii pomconsumo eli copiosa cera e


tii

o lamenlo delle fanciulle ne'fiinerali , che poi lo ripetevano nel giorno oliavo, bene ammaestrale
lo
in

invilo

(aula gente
si

nel

giorno
rin-

quest'arte per esci^uirla con gare

UI

liMieiale,

voleva
scena

anche
nel

novar
st:llinio

tu Ila

la

giorno
di-

e Irenlesimo con
lini

grave

spendio degli
gli

ed incomoilo dehnnciietli

turchi dura l'anpagar donne, che accompagnano i cadaveri con urli frammischianorrendi e lagrime

bo;

che

fra

tico

costume

di

altri.

Ai tanti
si

che in
allegra-

do
II

le

lodi

del

morto con

tale stre-

tali

occasioni

(cevano
al

pilo,
[.

iiuMilc agi' inlerveniili


vi

funerale,
sfato

che infastidiscono gli ascollanli. Meiiochio nel tom. Il delle


pag.

pose temperamento
statuto.
statuti
il

neilo

Stitntc a

618

discorre nel ca-

Milano lo ancora alcuni


di
le

l*resciissero

po LXlll,

delle stravaganti esoipiie

numero

del-

croci,
di

.sia

de' religiosi, e delle


ne' funerali.
si

che ordin un certo dottore di leggi, cio Lotlo\ico Cordulo, morto

lorcie

cera

Dallo
i

statuto di

I\Iilano

ordina che
tanto
rito

cadaveri fossero scoperti


casa che in chiesa
in di
;

in

approvato
volto, per

altre citl, le quali


lutti

vollero che
il

Padova nel 1418, che gli fusseliHe dopo la sua morte; indi nel seguente capo descrive il lunelaie che nella Cina fu fallo lamio 1G41 al dottor i'aolo cinese, perin
I

')

fsse scoperto

sonaggio segnalato

di

quel regno.

ovviare a cpialche

froile.

Le

preli-

.Stravagante fu l'idea dell' imp<-ralore Carlo V, che volle celebrati


i

che o donne pagale presso gli antichi romani, chiamale dagli ebrei
Itwicnfftln'ccx,

funerali

lui

vivente.
ai

Kinunzialo
regni
e

per accompagnare
ne' secoli
bassi

le
si

all'impero, ed
stali

diversi

pompe

fimehri,

di

cui

era

potenti.ssimo so-

denominarono canlatrici. IMa .sembrando superstiziosa una tal pralira,

vrano, a segno di aspirare alla

monel

narchia
ccnlia,
pell
la

universale,
s.

si

ritir

movendo
tanto
i

poi a riso
urli,

le

loro
lo-

moni.slcro di

Miiorlie e fal>i

venendo
g'

Giusto presso Planell'Eslremadura, ove sepformidabile


ai pii

dali
fu
in

degni, che
:

indegni,
fu ordi

nella solitudine e nel silenzio

seguilo proibita

cos

sua

grandezza.

Ivi

<Iinato in diversi statuti,

come

rinunzi
regole

innocenti

piaceri,

Milano nel 1290, e di Modena nel i3ij. Presso il Du-Cange si trova un bel
Ferrara nel
i26c), di

e pratic neh' intero loro rigore le


della
vita

monastica.

Nel-

l'eccesso della sua divozione cerca-

pezzo tratto dai mss.

di

Concomprofestali

pagno

fiorentino,

pubblico

sore di Bologna nel 12 i3, ove

va d' inventare alcun atto di piet che potesse rendere segnalato il suo zelo, fermare sopra di lui gli sguardi

donne sono chiamate


contare
i

contatrici dal

del cielo,

ed anche
e
si

del

mondo

fatti

del defunto, con al-

che avea lasciato,


di

determin
prece-

cuni versi rimati

imparati

me-

celebrare

le

proprie sue esequie.

moria. Questo piagniiitero

proibito

Ravvolto in un lenzuolo e

FUN
duto
lutto,

FUN
vestili

33
di
la

dai

suoi

domestici

pa e splendore, e mossisi similmente

s'avanz verso una bara po-

sta

nel

mezzo
vi
si

della chiesa del condistese sopra. Si ce-

con quella corte dalla chiesa Combergo, facean passaggio per


pregavano
tutti

ventOj e
lebr

via piana. Dietro le file de' sacer-

l'uflizio

de' morti,
la

ed

il

mo-

doti
al

la
i

sempiterna pace
cappellani del

narca
quelle

fra 111 mischi

sua

voce a

defunto

cantori della capi

de' religiosi

che

pregavano
aspersione

pella del re, a cui

per

lui.

Dopo
si

1'

ultima
e le

le similmente rispondevano alcune


preci.

ognuno
masto

ritir,

porte

della

Pass
le

il

vescovo

di
.

Arras
e

chiesa furono chiuse.


solo,

Carlo

ri-

con

insegne
suoi

pontificali

due
il

indugi
feretro
:

ancora
akalosi

alcun
final-

prelati ai

panni:

transit
nella

tempo
mente,
letta,

nel

vescovo di Liegi che


e assolverebbe

mattila

and a

prostrarsi dinanzi

na susseguente canterebbe
sa,
il

meslagri-

all'altare,

indi rientr nella sua cella

tumulo

dove pass

notte nella pi
ceriil

profonda meditazione. Tale monia funebre forse affrett

mato. I quali erano circondati d;i meglio che venticinque abbati mitrali,

ter-

con pastorali

ricchi
i

orna-

mine
in cui

de' suoi giorni

una

febbre
l'ave-

menti.
la

Dopo

ci tutti

signori delgiustiziere,
i

causata

dalla
le

agitazione

violenta

citt

preceduti

dal

idee della

morte

vano immerso, lo rapi a' 21 settembre i558, nel cinquantanovesimo anno di sua et. Fu sepolto in Granata nella cappella reale dei re di Spagna, ed il suo figlio Filippo II
selles
i

ed accompagnati da tutti pubblici funzionari seguirono il clero modestamente, mentre


cento poveri coperti
lo
,

all'

incirca due-

al volto di vevestili

di

zimarre lunghe
alla nobilt

ivano appresso
chi
accesi
sul

con tor-

gli fece

celebrare a Brus-

ciascuno,
torchio.

e l'imperiai

Fleuiy spettatore qualific per la pi splendida e sontuosissima cosa che avesse veduto al mondo, non essendo
agevole rinvenirne per
gnificenza
in
la

funerali, che

che metteau terrore e piet in chiunque li riguardava, succedevano il cancelliequesti,

stemma
per
la

novit

del vestito

loro

ma-

re ed
di

ogni storia, ed eccoci

il consiglio di Brabante, tutti gramaglia mesta coperti, e molti


li

ne
loa,

la

narrazione che
nel
lib.

diede l'Ul-

uffiziali

corteggiavano.

Tutti

V, pag.
e fatti

349

e ^^o-

servitori
tutti
i

dell'imperatore
i

defunto,
tren-

della

Fila
in

di

Carlo V, 1606. passarono


II

pensionari e

forieri,

stampata

Venezia nel
di

taquatlro paggi del re messi a bru-

Verso l'ora

nona

no ed a
i

lutto co' maestri loro, ed


uffiziali

avanti la casa di Filippo

re di

minori

decoravano

il

fu-

Spagna, sovrano de' Paesi-Bassi ec. ec. preceduti da due croci mortuarie
tutti
i

ministri

regi

rivestiti

Vennero appresso quattro cavallerizzi del re, seguiti da tutti genmedici famigliari, da tutti
nerale.
i

delle gramaglie con berretta

quadra ricoperta di velo nero, ed un lungo nastro nero alle spalle. Questi entrarono nel cortile come per
invitare
i

tiluomini

di

casa

Cesare con veSeguiil

stimenta lugubre e pompa.

tando
vidersi
betti

Gotesta

gente

cammino,
tromlo-

a comparire
e

dodici

il

re alla venuta,

mentre

della famiglia co' metalli

preti tutti

ed

frati,

mcsii a

pom-

ro

rovesci

quieti

nella

stessa

VOL, XXVTII.

34

UN
sopravi,

FUX
penne, e

guisa che andavnno seco loro tlne

a spalla velali e taciturni per la rappresentazione del dolore. Questo concerto fatto

giovani con tamburi

armata la testa di con un drappo che


terra, dietro
il

belle

an-

dava

in

qu^de ven-

muto per
,

la

circostanza

precedeva l'immagine
(li

dell'impresa
la

tilava lo stendardo imperiale con santo Jacopo protettore delle Spagne. 11 che era seguito da tutti i

Borgogna
l'

dietro

cpiale

inla

regni di Carlo

cio

Fiandra

niilzata

sull' asta

nera

moveva
usava

(iheldria, Brabante, Borgogna,


stria
,

celala cbe

imperatore

vi-

vendo, con piume sopra e pennacquale celata od elmo, o chi, la


casco che voglia dirsi,
era

accom-

AuSardegna, Siviglia, Galizia, Cordova, Toledo, Granata, ValenGerusalemme, Sicilia, Napoli, za, Aragona, Catalogna, Leone e CaPassate tutte queste

pagnata da due cavalieri onorabili che ne imbracciavano gli scudi. Dicono che il popolo alle sue guerriere insegne stordisse,

stiglia.

imma-

gini

delle conquiste e dei

regni a-

vuti,
ratoi'e
te

venivano

cavalli

dell' inipe-

e che

mi-

con compassione fosse tocco profondamente ma quello che lo mosse ad una pi decisa piet, fu una nave di una ragionevole granrato
:

riccamente e leggiadramenvestiti, con le insegne in alto

principe. Seguitarono di poi quattro gentiluomini a coppia, che

del

innalzate

le

aste

di

dezza, simbolo delle peregrinazioni


del

stravano sullo scudo


e

le

morte dimoarmi del-

principe

la

quale teneva in

l'impero, di Castiglia e di Napoli,

poppa
strante

una sedia
il

ed aveva ai te furono

addimotrono rimasto vedovo lati tante pitture, quanvuota


,

portavano
,

scudi,

arme,

elmo,
,

stocco

sopravveste

imperiali

tutte fnte per certo,

ma

che dodel

le

sue
il

imprese.

Nelle

vevano
cipi

appendersi
il

al

soffitto

mare reso sicuro, Solimano disfatto, la nuova Amequnli vedevasi


rica
l'

tempio, giusta

costume de'prin-

straordinari.
le

Dopo

di

che ve-

discoperta, Milano aggiunto alla

nivano
di ta

impero,

Germania
di

fatta

tran-

quilla, la
alti'e

intrapresa

Tunisi

cose.

Due
le

colonne
nel

ed furono

portando il conia Suanemburgo un cuscino di sebruna con sopravi il toson d'oreali,

ro

asportate

slmilmente

funerale

peratore.

gemmalo, il quale usava l'imImpugnava lo scettro il

per indicare

Ercole, o quel punto di

famose colonne di mare che


di

Colombo chiam Capo


Speranzn,
olire

Buona
mai

del

quale dicono
avessero

che

gli

antichi
,

non

marchese di Aquillar: sosteneva la spada ignuda, ma lucente di molte gemme sull'elsa, il duca di Villahermosa: il principe d'Orange sosteneva il mondo fllizio: Antonio
di

veleggiato

che fu il principio della stupenda navigazione intrae

presa da

un

italiano

comech

al-

cuno pretenda che fosse scoperto non da Colombo, ma da Vasco di

Toledo sosteneva la corona rila quale era e temuta vagamente di perle e gemme rivementre all'esterno stita tutta
spettata
, , i

maggiordomi del
questo gruppo, ed
dappoi,
il

re assistevano

Gama

sei

anni appresso. Finito

ci,

videsi sulla via

un cavallo

vuoto

duca d' Alba il ben famoso duca d' Al-

bellissimo, o per
l'espressione,

rimodernare quelun cavallo con niuno

ba consigliero e gueriiero, solo in


seguito ne veniva.

Ed

ecco

Filip-

FUN
p
gli

FU^^
insegne e scudi, e
ne,
si

35

IT

coperto

il

mente,

con

Gomez

cnpo misleriosadi Silva che

gemme
riposare,

e coro-

miravano a

quante

sosteneva lo strascico, veniva a

unite insieme e considerate faceva-

lento passo cogitabondo, preceduto

dal duca di

Brunswich e
gli
,

d'Arfois,

che

la al

sua gramaglia

reggeva-

accompagnato dal principe di Piemonte, e da tutti cavalieri tosoni d' oro seguito ed
no

lembo

iscortato eziandio.
infinito,

Un popolo
nella

quasi
cupi-

moderato

sua

no la rinunzia di Carlo V piti nuova, e quasi incredibile a tutte genti. UlFizi il re insieme al clero quasi fino alle ore due della notte, ritornandosene al palazzo con molta mano di gente. La mattina susseguente torn in chiesa col corteggio medesimo, meno il clero che
lo

digia dagli arcieri (prediletta guar-

ricev dentio

il

tempio. Assisti,

dia del re) finiva in tutto

il

consenza
tutto

to alla
la

funzione

lunghissima

ud

voglio funebre, che dal palazzo di

orazione funebre recitata da


e trascorso

mondue

Filippo
quel

II

giunse in
strada

chiesa

signore di Arras in lingua


se,
il

france-

impedimento veruno, perch


tratto
il

mezzod da

di

peicorrere

che dovea funerale, aveva late, i

ore,

ritornossene alle faccende.

ralmente da entrambi lunga siepe di travi


cia,

fianchi

una

jlltre notizie
le

riguardanti
deli'

le

regoe

incatenati e

generali

esequie

fu-

con teste alte dalla terra due brac-

nerali.

che impedivano
il

alla

cuiiositk
le

della gente
vie,

venire a chiudere

e Procurer

il

parroco con somritenere


l'uso,

e r impacciare in

modo

alcu-

ma
di

diligenza

di
le

no quel transito. rono ripieni di Dio vel dica Ja una torcia accesa
:

Questi ripiani futanta


gente, che

quale

sostenendo
lo

cerimonie e un'antica tradiriti dei quali per zione, e secondo gl'istituti dei somosservare
sacre

con

stemma
la ce-

mi Pontefici
sa
figli

si

suole servire la Chienelle

imperiale

al
pii

di

sopra rendea

cattolica

esequie
veri

de'suoi

iimonia

lugubre,
il

pi

inteies-

defunti,

come
,

misteri di
segni di
suffragi

sante, piii ricca, ed

dolore uniFilippo
al

religione

cristiana

come
Si

versale insieme al fasto di


Il

piet, e

come

salutevoli

meravigliosamente
in

additava

de' trapassati

fedirli.

ritenga per

mondo. Giunto
11,

chiesa

Filippo

quanto
brare

sia

possibile, quello ch' di


istituto,,

vide forse con sorpresa

alcuna

antichissimo
la

cio

di

cele-

vagamente quel tempio, vestire il panno lugubre di suo padre: vide panche
dell'

anima, illun)nato

messa praesente coipore^

sedili,

scompartimenti,
vide
il

loggic e
di-

tappeti:
ritto e la
zioni,

trono del suo


vide

maest

dei pendagli, iscri:

prima che si seppellisca il cadavere. Se si dovi poi seppellire qualcuno in giorno festivo, si potr celebrare una messa de requiem, praesente eorpore, purch la messa conventuale, e
gli

insegne e cordoglio
e

uffizi

divini

n<iri

lo

vasi

funebri accesi, e la gente e la


vide

meraviglia:
inlafalco di

da

ultimo

il

catafalco, l'ampio, ricco e superbo


rntjrle,

su cui tanti ori


e spade, ed

e collane, tante croci

gran solenni ili flel giorno, come sarebbe ciucilo di Pasqua, e di Pentecoste, eccettuate per le due ferie seconda e terza che seguono; il giorno di
impediscano, n
osti la

36
Natale,
1*

FUN
Epifania, e tutti
ullzi
i

FUN
giorni

do luogo seguir
secolare, e tutti

il

clero regolare C

ne'quali occorrono

di rito

dopla

pio di prima classe, o pr tutta


diocesi,

in cui
to,

si

o per deve
il

la

chiesa particolare
il

seppellire

defunla
1

come
cui

sarebbe

appunto

de-

dicazione, e
veri,

santo titolare.

po-

poco o nulla
morte,
si

sopravanza
sacerdoti
loro cura,

dopo
ai

la loro

seppelliranno
e
la
i

a due procederanno per ordine, cantando a chiara voce e divotameute salmi, che diremo in appresso, indi vena il parroco coi lumi, e fmalmente il fretro con tutti quegli altri, che accompagneranno la pompa funebre, e che pregheranno Iddio in

due

gratis intieramente,

silenzio

per

il

defunto.
si

Il
il

parroco
cadavere,

quali

appartiene

poi
Io

prima che
asperger
e

levi

scj

porteranno i lumi a proprie speoppine a ci provveder qualche pia confraternita, secondo la


I

coll'acqua
Si

benedetta,
iniquitatcs
;

poi dii
etc.
il

l'antifona:

salmo
cadavere.

De

profundis
si
il

e
le-

consuetudine de'luoghi.
defunti
si

corpi dei

ripetuta la predetta antifona,

porranno coi piedi verso o se si mettono negli oratorii o cappelle, si porranloro alno pure coi pie<li verso tari ; ci che eziandio si deve osserl'altare

ver
al

il

Indi

parroco

maggiore,

partir dalla
1'

casa intuoner con


:

voce grave

antifona

ExulLabunt
i

Domino ossa
ri

humiliata, e
il
il

canto-

incomincieranno

salmo Miseclero alterna-

vare nel riporli in


cerdoti
poi
si

sepolcro.
col

sa-

rere,

proseguendo

porranno

capo
gli al-

tivamente; e se

la
,

lunghezza del
si diranno i Doniinuin cani ed altri salmi

verso l'altare maggiore, non


tri

cammino

richieder
:

chierici ".

f^edi Rituale

Rma-

salmi graduali

Ad

mini,

De

exequiis.

Iribnlarer clamavi,
tratti

Delle esequie praesente corpore.

dall'

unizio de' defunti,


si

e nel

Stabilito
ve portare

il

tempo, in cui
chiesa
il

si

de-

fine di

qualunque salmo
,

dir,

alla
si

corpo di

Requiem aeternani
si

quali

salmi

un

defunto,

quegli

altri

venire al
rocchiale,

convocher il clero e che dovranno interfunerale, e si radunerannella

dovranno
alla
si

recitare

divotamente,
fi-

distintamente, e con voce grave

no
ra

chiesa.

All'entrare in chie-

no con ordine

chiesa

par-

ripeter l'antifona: Exidtabuiil


indi entrati canteranno
:

o in altra, secondo la consuetudine del luogo; e dati certi

Domino;

il

responsorio

Subvenite

sancte Dei,
il

segni

di

campana

in quel

moe

cominciando un cantore, e
ro
Si

cle-

do, e con quel rito ch' di costu-

alternativamente

rispondendo.

me,
stola

il

parroco
,

vestito di
ez.iandio di

cotta

deporr
in

il

feretro in
i

mezzo della
piedi

nera

piviale,

chiesa,

modo che
sar

del

con un chierico che porter la croce, e con un altro col vaso dell'ac-

defunto,
so
1'

se

laico, sieno ver,

altare

maggiore
sacerdote
di
,

il

capo
i

qua benedetta,
cogli
altri
si

si

porter assieme
del defunto;
i

poi

se

sar
detto

come ab;

alla

casa

biamo
Si

sopra

cerei

ed
si

ivi

distribuiranno
le

cerei,
;

saranno accesi
che
si

d'intorno al corpo.

accenderanno
si

torcie

poi su-

bito

ordiner

la

processione, e

te

procederanno prima le confraternidei laici, se ve sono ; in sccon-

deve avvertire, che il cadavere giace supino nel suo feretro deve esporre colle insegne del suo
sia,

grado qualunque

poste ai

lati

FUN
come; il cappello rosed ai piedi so al cadavere del cardinale, il cap,

FUN
pi;ineta
il

?<^

ed

il

manipolo, prender
la
si

piviale nero, e
il

croce

il

sudfe-

pello verde ad

un vescovo,
ai

le in-

diacono,
retro, e

quale

porter al

segne canonicali ai
neficiati,
i

canonici e bedottori, le ar-

si

situer al capo del deaccoliti, os-

libri

funto nel mezzo di due


siano
tutti

mi,

rali.

bandiera ai duchi e genePoi (puicli non vi sia qualche impedimento, come diremo in appresso) si dir l'uffizio dei morti
la

ceroferari
gli

coi

candellieri,

altri

del clero
il

verranno
proprio
Indi se-

ordinatamente secondo

grado
guir

colle candele accese, e staranal

coi

tre notturni,

colle laudi:

no d'intorno
il

cataletto.

due del

incomincieranno assolutamente V invitatorio Regetn ,


clero
:

sacerdote col diacono, col,

r
e

assistente
fatta
la

e cogli altri

ministri,
si

che si ripeter dal coro, indi canFenite exiilteteranno il salmo miix, e si raddoppieranno le antifone. Al fine dell'uffizio^ dopo le
:

riverenza

all^ altare,

collocher cantra Crucetn ai piedi


del

defimto

(il

Messale

romano
,

dice verso cornu Epislolae)

stan-

antifone,
si

il

cantico Benedictus,
il

do
col

di dietro alla di

lui sinistra

due
,

dir segretamente

Pater nosi

accoliti,

uno

col turibolo, e

l'altro

sler.

Mentre
le
si

nell'uffzio
il

diran-

vaso

dell'

acqua benedetta

no
stri

laudi,

sacerdote coi nini-

un
r

accolito ossia chierico, che


il

ter-

apparecchier

per celebrare
in

libro, e

tosto dir l'orazione:

la

messa solenne de'defunti


il

die

Non

inlres in judiciuni.

Poscia inil

Depositionis, se

tempo
la

sar con-

cominciando un cantore,
circostante

clero

gruente.
di

Tra
il

le

varie congruenze

canter

il

responsorio:
il

questo tempo,
facessero
,

principale sae l'esequie

Libera me. Domine, e frattanto


sacerdote,

rebbe che
si si

funerale,

amministrando

il

diaco-

in

mane. Se

poi

possa e il cadavere si tumulare, allora detto l'uffizio dei defunti, si faranno l'esequie senza la messa ; ma se il detto cadavere
si

non debba

no

1' incenso e un accolito, porr nel turibolo, e finito detto respon-

sorio,

dir

un cantore col primo coro Kyrie eleison e il secondo


,

coro

risponder

Christe
:

eleison

possa

conservare incorrotto fino


seguente, e vogliano gli

al

giorno

eredi

che

limanga
dillerire

esposto

nella

Kyrie assieme diranno eleison. Tosto il sacerdote dir ad si alta voce: Pater noster; che
indi tutti reciter

chiesa alle preghiere de' fedeli, allora


si

segretamente da
dall'accolito
1'

tutfi,

ed

pu

la

celebrazio-

esso frattanto prender

dal diaco-

ne della messa,
tazione
presso.
dell'

ed anche la reciuffizio al giorno apla

no
ce,
il

aspersorio, e
alla cro-

fatto un profondo inchino

Finita
I'

messa
la
si

qui pu

genuflettendo
ministro, che

il

diacono, ossia
alzer
i

aver
r da
in

hiogo

orazione

funebre in
si

gli

lembi
al
fe-

lode del defunto;

quale se

fa-

del piviale,
retro
(

andando intorno

un sacerdote
talare,

veste

dovr non in

recitare

se

cotta

gra mento
so),

passer innanzi al ss. Saanch' esgenufletter ,


il

rocchetto,

e molto
,

mono

in abito

asperger

corpo del defunto

canonicale
!5a

sacra, o

una
il

perch non una copredica o lezione


sacerdote

(sull'aspersione ed incensamento del non essendo prescritto cadavere


,

spirituale),

deposta

la

dal Rituale romano, cosi una pra-

38
tica

FUN
differente
il

FUN
le

tengono tra loro


rito

cessila di

altri funerali,

non

si

potic

chiese; per
il

migliore, dice

tr dire

l'uffzio

de' morti

coi

che girando intorno al feretro aspergono e inceiisano, senza fare alcuna dimora
Diclich, di quelli,

notturni, e colle laudi,


la

deposto nelsi

chiesa

il

cataletto,

dir

il

nel principio

nel mezzo, nel


parti,
al

fine

primo notturno, colle laudi o senza, massimamente dove vige la consuetudine


vitatorio;
,

e in arabe
si

le

perch questi
de' vescovi).

incominciando

dall'in-

uniformano
,

Pontificale roaia-

Regioni cui
si

omnia

vivant,

no

al

cerimoniale

e poscia

Indi ritornato al suo

luogo pren-

cose che
sopra.
tezza

diranno tutte le altre vengono prescritte, come


poi
tale
la

der

il

turibolo, e allo stesso


il

mo-

Se sar
del

ristret-

do incenser
stituito
il

defunto; poscia re-

turibolo, stando al suo luo-

tempo, o altra necessit, che nemmeno

urgente
si

possa

go, tenendogli

un

accolito
:

il

libro

dire

un

solo
si

notturno colle laudi,

aperto, dir

il

versetto

inducas. Se

il

Et ne nos defunto sar sacersi

non per
predette

ommetteranno
e
sulTi-agi.

cnai

le
si

preci

Non

dote, nell'orazione

dir

mina famuli
Finita
la

lui

sacerdolis
si

Pro aquam.
il

omrnetter finalmente la messa in die obitus pracsenic corporc, purch

orazione,

porter
si

non
quel

lo

impedisca

la

solennit di

corpo

al

sepolcro, se allora

deb-

ba portare, e frattanto si canter l'antifona: In Paradisutn. Quando


poi
si

giorno, o c|ualclie altra circostanza non pei'suada altrimenti,

arriver
,

al

luogo
sar

della se-

polliu'a
to,
il

se

non
orazione

benedet-

dopo la messa si osserver il metodo di sopra ". RitmUc Roma^ num, Evcipiiarum orda.
Delle
esequie
giorni

sacerdote lo benedir dicen:

abscate
lo

carpare.

do
j'us.

(juesta

Deus
il

cu-

le
si
ti

Nei

che
e

permettono
ecclesiastiche

Delta

l'orazione,
il

sacerdote

rubriche
coi

leggi

asperger
nedetta
,

luogo con l'acqua beincenser


il

dir in chiesa l'ulTlzio de defunIre

indi

il

corpo
poi

notturni,

colle

laudi
il

del defunto, e

sepolcro. Se

colla

messa.
e

Dopo

la

messa

ce-

non
il

sto istante

cadavere in queom messo predetto responsorio, la paradisi

porter
al

il

sepolcro,

suin, e la benedizione,

si

prosegui-

il manipolo, e la prender il pivi.de nesuddiacono ro, e precedendolo d colla croce, e il clero con due ce-

lebrante deporr

pianeta,

r
si

l'uffzio

ut infra, che

mai
si

non
ripe-

roferari, coi
accoliti,

loro cindellieri, e
col

due
e

omrnetter,
e

e s'intuoner l'anla

uno

turibolo, e l'altro

tifona,
ter,
clus.
rie,
il

Ego sum,
si

quale

col

vaso

dell'
si

acqua

benedetta
del

dir
il

il

cantico

Bened-

col rituale,

porter col

diacono
sepolcro,
il

Poscia
eleison
,

sacerdote dir

Ky-

a sinistra

al

luogo
si

frattanto asperger

ed

ivi

dal

cleio

canter

re-

corpo. Indi ritornando dalla se-

sponsorio: Libera
tanto

me Domine.
si

Fratlo

in chiesa, o in sagrestia diranno senza canto l'anlifona Si inquiLates, e il salmo De profundis. Se poi per una causa ragionevole cio per la ristrettezza del tempoj o per la istante uesi
,

poltura

amministrer
e

l'incenso, e

benedir. Poscia
eleison,
il

dir

il
il

Kyrie
Pater
e

sacerdote dir
lo
1'

noster,

e mentre

reciter segre-

tamente, prender

aspersorio,

andr

intorno

al

sepolcro

asper-

FUN
gendola Indi incenser allo stesso modo, come si detto di sopra. Et ne nos inducas. InPoi dir
:

FUN
anche non portandosi,
1

39
s'

inluoner
sacerdote

antifona

Benedicite
poi

col cantico
il

pure Benedicite;
innanzi
all'altare
i'obiscum, e

di

dir

l'orazione, che

si

detta

dir:

messa o altra conveniente. Finalmente questo rito di uffizio pei defunti adulti s sacerdoti, che chielici, s secolari che laici si dovr
nella
,

l'orazione:

Dominus Deus qui

miro ordine. " Rituale Ronianuni, De exequiis parvulorum. Oltre a


le rispettive diocesi hanno anche regolamenti e consuetudini particolari, e Roma Statuta antiqua de officio camera rii cleri romani

ci

osservare nell'uftizio della sepoltura


nel giorno della deposizione, ovvero nel

giorno
e

terzo, settimo,

trigesi-

mo,

annivex'sario

della morte.
,

"

Rituale

Ronianuni
in
et

De

officio fa-

{Fedi Camerlengo del clero roMANoJ j et juribus funeralibus eccleiiarum, praesertim parochialiuni

ciendo

exequiis

absente

cor-

pore defuncti,

in die tertio, seet

almae
lis

Urbis.

Una

cuni

addictio-

ptimo, trigesimo^
ro funerale

anniversario.

nibus, seu declarationibus cardina-

Dell'esequie dei fanciulli. Nel lo-

nare

le

non si campane;
si

debbono suo-

ma

se

si

suo-

neixinno,

suonino non
festivo.

lugubre,
fanciullo

ma

modo Quando un
a
si

battezzato

morir prima
vestir se-

Carpineo Urbis vicario, et carGuadagni. Adjecta tajcadone emolunieniorum funeratuni, ad comniuneni intelligentiani vulgar sermone impressa; cuni pleniori appendice, edictorum, decretorum, dedinalis
cisionuniy senlentiarum etc,

dell'uso della ragione,

condo
sopra
lori,

la

sua et, e se

capo una il suo ovvero di erbe odorifere, in

porr corona di
gli

dent

statata pertinentium

ad eaRomae

1735 ex typographia Rev. Camerae Apostolicae.

segno dell'innocenza e della vergiE il parroco vestito di cotta e di stola bianca e gli altri del
nit.
,

Funerali dei Papi, dei cardinali,


dei vescovi, dei prelati,
de' so-

clero,

se

ve ne

sieno,

precedendo

vrani, de' nobili, e di


Pontificale

altri.

la

sta,

, che si porter senza aprocederanno alla casa del defunto, con un chierico che terr

croce

Il

cio,

quod

post

Romanuni, De offimissam solemneni


morte del somproprio vequalche cardi-

l'aspersorio

il

sacerdote aspergedir
e
il

pr

defunctis agitur, tratta de* fu-

il

corpo,

indi

l'

antifona:

nerali da farsi nella

Su nomea Domini,
date pueri.

salmo Lauporter
il

mo

Pontefice

del
di

Mentre

si

scovo,

non

che

cadavere alla chiesa, si dir il salmo ^ea/i immaculaiiyese sopravan-

nale o principe. Nelle esequie del

sommo
della
polita,

Pontefice, di un cardinale

salmo Laudate Doniinum de Coelis, con


si

zer

tempo,

potr dire

il

due che seguono, e nel fine Gloria Patri. Quando poi si entrer in chiesa si comincier l'angli altri
il

romana o del metroovvero del proprio vescovo, non che dell'imperatore, re o gran duca, ^ed anche del padrone del
Chiesa
luogo,
finita la messa il pretato che celebi, e quattro altri prelati, se ve ne siano, si porteranno alla
,

Hic accipiet e il salmo Domini esc terra. Mentre si porter il cadavere alla sepoltura, od
tfona
:

sagrestia,

o ad altro luogo pi eoa-

4o
yeiiiente

FUN
e
vicino,

FUN
apparati
quali erudizioni dette assoluzioni.
ci

dove

d intorno
rito
il

alle

a
3

tenore del

Pontidcale

romano,

Il

delle cin-

e assieme

uniranno col prelato celebrante, con esso si porteranno


caslruni dolorin ossia al feietro

que
de'

assoluzioni, sopra

cadavere
re
,

sommi

Pontefici

dei

dei

ad

vescovi
la

('ypparecchiato

senza

baldacchino
decise che

sembra dovere riconoscere sua origine da un'antica costuosservata specialmente nelle


i

sopra, e col triregno soUanto, e se


la

manza
quali,

congregazione de'
il

riti

esequie de' vescovi,

cadaveri
sepolti,

dei
so-

sopra
di

tumulo

dell'

anniversario

prima

di essere

un sommo

l'onlelce
il

non

si

ab-

bia a porre che


to,

triregno soltan-

levano condursi in varie chiese, ed ivi deposti, in ognuna di esse si can-

a forti ori, opina il Diclich, dunque non si poti porre che la mitra nell'anniversario di uno o pi
Il

tavano
le

varie preci,

si

Facevano

Essendo poi coli' andare del tempo andato in disuso


assoluzioni.

vescovi.
si

padiglione che talvolta


bal-

questo rito di portare


in

il

cadavere
il

usa sul feretro, non un


al
ss.

varie

chiese,

restato

rito

dacchino, che solo spella

Sa-

delle cinque assoluzioni, che

si

fan-

gramenlo, come decise la detta congregazione), owero ad altro luogo,


iu
ni.

no
ni

tutte

in

un giorno

nelle solen-

esequie. Ci posto, seinbia che,

cui

si

sogliono fare

le

assoluzio-

Se non vi fossero quattro prelati, potranno venir surrogati quattro canonici della chiesa
le

secondo l'origine, pi non abbianp luogo le cinque assoluzioni absenle


carpare, e molto
celebrala
ci
la

meno
dal

se siasi gi

cattedra-

prima messa solenne:


testo

in dignit

coslituili

(ci

non

si

confermato
tit.

della

pu

praticare

nelle chiese
il

parroc-

rubrica 8,

87

del

Ponlilica-

chiali,

mentre
fare

ponlilcale consi-

glia di

un'assoluzione soltanto

dal prelato celebrante,

edam

in pri-

mis exequiis,
sono
avere

in

quelle chiese cat-

tedrali cio, nelle quali

non si posopportunamente altri


;

le. Siccome per altro la cosa si riduce a convenienza, dicendosi noii seinpcr fieri conveiiit, e non gi | stretta proibizione, si possono fare le assoluzioni anche absente cor-

pore. come

si

fanno in

tutti

luo-

quattro prelati
Diclich,
le

a forliori, opina il dunque non si potr nel).

ghi della diocesi ove non


sere presente
il

pu escadavere, come si

parrocchiali

Queste quattro o

cinque assoluzioni poi non convie-

ne

ma

sempre in tutte l'esequie, prime soltanto, che si sogliono fare dopo la morte. Similmente non hanno luogo negli anfarle

nelle

fanno per il sommo Pontefice: ovvero anche absente carpare, e dopo la prima messa solenne, per Ic^ ragione che l' esequie solenni por? tano sco quasi sempre un prepa-r rativo di tumulo pi magnifico, di

niversari,

ma
dopo

si

far un'assoluzione

addobbo

di

chiesa, o di

altra

co-

soltanto

messa ad castruin doloris. Ci che pure si potr osservare nelle prime esequie, dove pomodamente non si potranno avere quaittro prelati che assolvano."
la
11

sa simile, e perci

non deve

stret-

tamente sempre interpretarsi la va-. brica, n deve prendersi in tutte le circostanze per una chiara ed aperta proibizione. Ci ch' assolutanieule
proibito
la

dotto d.

Gii). Diclich, nell'ap-

il

farle

negli
aiii-:

plaudilo Diz.

sacro- liturgico j

ecco

anniversari, e

rubrica uou

FUN
iinelte

FUN
A
volere perle
ci

4i

in

ci dubbio.

tanto anche ponderare


espressioni della rubrica,

diverse

che ammette nei due diversi casi ima differenza, clie pur deve calcolarsi, il
niedesirao Diclich sarebbe
di
la

hanno preceduto con il segno della fede, come prova il Baronie all'anno 38, num. 3 13. Funerali dei Papi. Nel volume VI, pag. 199 sino a pag. 206 inclusive del

sen-

timento, che anche dopo

prima

mossa solenne, ed abseiite


potessero farsi
ni, le

carpare

cinque
fatte

assoluzioin

come

si

sono

Pioma

Dizionario, si parla del cadavere del Papa, sua ricognizione, lavanda, imbalsamatura, vestiario, ed aneddoti relativi di tale lavanda se ne parla pure al voi.
;

iillcrch dopo alcuni mesi della morte del cardinal Carlo Rezzonico,
gli

XXI,
186

pag. 162. Nel voi. Vili, pag.


e seg.
si

descrive

ci

che

si

nella

basilica lateianense fiuon-

fatte le esequie.
tal

da

notarsi

pratica nella morte del Papa, trasporlo del suo cadavere dagli ap-

che
a'

porporato mori in Roma 26 gennaio 1799, cio in tem-

partamenti Quirinale,
alla alla

o Vaticano
e da

cappella Sistina,
basilica di
s.

questa
seg.

po che
ro,

Roma

era
il

priva del

Papa
l'

Pietro, e sua tu-

e de' cardinali,
i

primo prigioniee;

mulazione; ed a pag.
to Pontefice,

189 e

secondi dispersi, essendo


e

delle novendiali esequie del defun-

poca repubblicana

che
Il

il

cardi-

che

si
(

celebrano nella

nale eia vescovo di Porto, ed arciprete di detta basilica.


Alaci
i

basilica

vaticana

oltre ci
di

che

fa-

poi

cevasi anticamente, su

nella ]\otizia de' vocaboli


stici^

ecclesia-

cos

verbo Absolutio^ dice che chiamata una breve orazione


si

del mattutino, che


il

recita

finito
le

vedersi puie il tom. IV, lett. nove giorni continui dal sagro collegio, e da tutti quelli che hanno

che pu Sarnelli, Leu. eccl. XI, num. 7), per

notturno, prima di cominciar


Significa

posto

nelle

cappelle

papali
:

cio

lezioni.

pure quell'orazio-

nella cappella del coro

della legse

ne, che
re,

si dice intorno al cadaveovvero tumulo; ebbe tal nome perch con essa si domanda al Signore l'assoluzione delle pene per
il

ge che

prescrive
al

quest' esequie

ne
te

tratta

voi.

XV,
le

pag.

261;

e di quella
le

che

prescrive a tut-

citt

e luoghi insigni a pag.


di

defunto. Si dubitava se
il

nel

tu-

266. Le relative
riportate

Pio
;

IV sono
quelle
di

rificare

cadavere
al

dovesse

prima

o tumulo si benedire l'incenso


, ,

pag.

267

conforme

solito

ma
,

nelle

ru-

briche de' nuovi messali


ricognizione fatta

dopo la da Urbano Vili,

fu dichiarato doversi benedire colla solita

a pag. 269, oltre di Gregorio averne parlato al citato voi. Vili, ove si dice di quelle di Alessandro Vili. Per le novendiali esequie di Pio Vili furono impiegati
circa

XV

orazione,

Ab
i

Illa

beiiedi-

ventimila
del

scudi.

Mille

tra

paris y
si

perch
il

quella

turificazione

stemmi
si

defunto
di

Pontefice,

fa

per iscacciare

demonii, cosuccitato
, ;

morti, o scheletri
ailggono nelle
delle

carta dipinti
esteriori
e

me me

nota

Durando
per

cole

pareti

ancora

denotare
morti
(juclli,

che

patriarcali basiliche,
il

poi

si

orazioni

rappresentate

nell'incenso
;

tolgono appena eletto


pa.

nuovo Pasi

siano profittevoli ai

final-

Alla basilica lateranense

at-

pienle per onorare

quali

taccano dalla parte del portico Sx-

42
stino

FUN
verso l'abila/ione del
basilica

FUN
parroattac-

me
na,

del trasporto del suo cadavere

co;
rie

alla

vaticana

si

tlalla

Francia alla

basilica

vatica-

cano
silica

alle (jiiattro

piinci[ali

colon-

in

uno

ai

suoi

precordi, se ne

della facciata esteriore; alla badi


s.

Maria
il

IVIaggiore,

si

af-

tratta all'articolo Pio VI {Vedi). Nel num. 243o del Diario di Ro-

Ijggono ove

nicchione
alla

dietro la
di

ma
la
s.

del

1733

si

legge

il

traspoito

gran cappella; ed

basilica

del cadavere di
basilica

Benedetto Xlll dalchiesa


l'

Paolo nelle eslei-ioii mura, ci s. che fu fatto anche quando era diroccata l'antica chiesa. Se il Papa muore al Vaticano, o al Quirinale
i

vaticana alla

di
in-

Maria sopra Minerva, con

tervento del clero secolare e regolare, e camera segreta con monsignor maggiordomo. Tanto a s. Pietro, che alla Minerva, prima e dopo furono celebrati solenni funerali, cantando la messa un cardi naie, con l'assistenza del sagro collegio nella prima disse l'elogio monsignor Assemanni, nella seconda monsignor Piersanti. Per la traslocazione del corpo di benedetto XIV dal consueto luogo della basi:

Precordi [Fedi)
vicina

la

chiesa

tumulano nelde' ss. Vincenzo


si

ed Anastasio a Trevi, gi

parroc-

chia di quel palazzo apostolico, ed

eziandio alle pareti di quella chiesa si attaccano le morti e stemni


dipinti del defunto.

Fu Leone XI

che con la bolla Super Lniversaiit


del

primo novembre 1824


i

stabili
si

che

precordi de' Pontefici


detta
chiesa

dess.

positassero in

de'

lica

vaticana a quello del deposito


furongli celebrati
del
i

\ incenzo ed Anastasio, mentre prima di lui i precordi de' Papi che

ivi erettogli,

fu-

nerali
collegio,

coir intervento

sagro

morivano al Vaticano vano nelle sagre grotte


j,'ua

si

tumula-

della conti-

basilica

di

s.

Pietro.

P^a

le so-

come ripoita il numero 798 del Diario di Roma del 17(18. Nel num. 1086 del 1792 descritta
la

praddette spese sono comprese quelle


lei

traslazione del cadavere di Clealla

funerali che

si

celebrano dagli
ossia

mente Xlll
dinali.

presenza

de' car-

avvocati concistoriali nella chiesa dell'archiginnasio


Tersit

romano,

uni-

romana. Imbalsamazione

Pontefici

Dei funerali anniversari che i regnanti celebrano al lo-

timiulazione del ponlificio cadavere,


vestiario sagro del

ro
voi.

immediato
Vili, pag.

predecessore
se

nella

medesimo, comi

cappella palatina,

ne
cio

tratta al

presi
tre
il

la

croce pettorale, l'anello,

157.

La prima
il

spilloni

lutto

di

per fermare il pallio, argento dorato, e le


si

pi degna creatura,
nale creato dal
ta
sia
la
il

cardi-

medaglie che
sa.

collocano nella cas-

messa, quando per


cardinal nipote

Papa defunto, cannon vi


dello
stesso
S[)elta

La

spedizione de' corrieri e slala

fette

per annunziare

morte del

Pontefice morto, cui


il

allora

Papa, la distribuzione della cera, compensi ed altre spese consuete


ai

celebrare.

Il

cerimoniale

come

l'assoluzione de
la
tefice

funerali

de' Pontefici

Dei
si

funerali celebrati

a Pio

VI a Vaove

prima coli' cadendo quest' anniversario


;

messa orazione del Pon-

more;

la

lenza ove mor, a Venezia


celebr
il

funerale in

giornata
:

impedita,
recarsi

si

conclave, in Roma dal successore Pio VII, ed altrove; co-

suole anticipare

quando Clemente
destin

Xlll nel

1762

FUN
Civiljiveccliia,

FUN
sagrestia,
a'

43

rminivers;uio di Be-

urtletto
prile, lo

XIV, che cadeva

3u a-

fanno
meli to,
agli
tari

celebi a'24 di dello mese.

ricevono l'acqua santa, breve orazione al ss. Sagraentrano nel coro, e siedono
canonicali
:

Dei funerali annn-t'rsori che si celebrano ordinariamente dai cardinali

stalli

loro cauda-

dei Pontefici
li

defunti

a quello

che
se
voi.

cre, nella basilica vaticana,


voi.
Il,

siedono agli ultimi sgabelli del coro. L'assoluzione si fa al tiunulo, che nella basilica vaticana si erige
fuoii della cappella del coro, decorato di drappi neri,
ni

ne parla al
Vili,
ii'j
:

pag.
voi.

pag.
ivi
si

iSy, e

96 IX,

pag.

parla eziandio dei


i

d'oro,

arme

con frangie e gallodel defunto, gran

funerali anniversari che


delia congregazione del

cardinali
offizio

s.

copia di lumi, posando sulla cima triregno sopra un cuscino. La il

celebrano a Paolo
sa di
s.

IV

nella

chie-

messa
sia,
il

de niorcj
al

terminata
la

che

Maria sopra ^Minerva. Esil

vescovo

faldistorio

ov' e-

sendo vivente

cardinal nipote del


le spe-

rasi

vestito,

depone

pianeta e la
il

l'apa defunto, toccano a lui


se dei funerali anniversari
;

dalmatica, ed assume
tutto nero. Xell'antio

piviale,

il

non

es-

1840
il

essen-

sendovi
lui

suppliscono

cardinali
ai

da

dosi dimenticato invitare

vesco-

creati,
II

come
e

si

disse

citati

vo celebrante per
versari di

\III del Dizionario: dicemmo ne' citati luoghi, che talora i nipoti o pronipoti de' Papi bench non creati da loto, gli ce\olumi
,

anniPio VII, che hanno luoi

funerali

go nella
gosto,
si

basilica

vaticana a'
col

20

a-

rimedi

far celebrare

lebrarono esequie anniversarie con intervento del sagro collegio. Questi

la messa e fare l' assoluzioni dal sacerdote Antonio Fi-aschetti deca-

no

degli
il

accoliti

della

medesima

funerali

si

celebrano nella capcorpo, altrimen-

basilica,

pella del

coro della basilica vaticariposa


il

quale fu poi dal regnante Gregorio XVI beneficato col podi chierico della cappella

na, se
ti

ivi

sto

pon-

hanno

luogo

in

quella

chiesa

tificia,

e con
abiti
li

annua pensione: peprese in sagristia, ed


il

ov' stato trasportato ed ove gli


stato eietto
te
il

gli

deposito.

Il

celebrancapitolo

a suo tempo assunse

piviale
ai
il

sic-

uno

dei

vescovi
si

del

come
te

si

suole
di

donare

vescovi

della chiesa

ove

faimo l'esequie,
il

una cotta

cioccolata,

sacerdo-

invitandosi da chi fa
i

funerale;

Fraschetti n'ebbe mezza.


faceva nella cappella

Prima
vati-

ministri sono quelli della cappelpontificia


,

questo funerale nella basilica

la

vi

distribuzione

cana
Piet.

si

della

della cera ai cardinali, ministri della


ri.

cappella, e a tutti
1

cejimouienella

creato cardinale
nel

Benedetto XIII essendo stato da Clemente X ,


del suo pone nel

cardinali sono

ricevuti

i724jpnn30 anno
giorno
di

sagrestia dal cardinal nipote, o dal

tificato,

anniversario

cardinal

pii

degno

de' creati
l'

dal
in-

della

morte
s.

Clemente

X,

gli

defunto, al quale spetta fare


vito

celebr l'esequie all'altare della cat-

non

solo de' cardinali del suo

tedra di
sa
il

Pietro,

dove cant mes.

collegio,

ma
i

di quelli di tutto

il

sail

cardinal Ottuboni, con inter-

gro

collegio.

Quando
cardinali
,

vestito

vento del
si

sagro
il

collegio

mentre
il

celebrante,
ca[ipe

assumono

le

faceva
di

lurierale,

avanti

de-

paonazze

indi sortono dalia

posito

Clemente

ardevano

44

FUN
gialli
,

FUi\
si

ventiquattro ceiei colore della ccia


nei funerali
SI
ile'

clie

che il adopera

feste solenni.

Al volume XXII, pag.


il

64 riportammo
funerale

cerimoniale
in

del
alla

fapi, caidinali ec.


anniversari.

eseguito

Parigi

per morte, che per

morte

Altrettanto fece Benedetto XIII nel

1725,
vente

ma
il

da notarsi ch'era vi-

del cardinal Erskine nel 18 II, cio all'epoca che il Papa cardinali erano nelle mani deU e
i

cardinal
di

Marescotti

altra

l'imperatore Napoleone.

Il

cardinal

Clemente X, che essendo morto nel seguente anno non ebbe pi luogo l'anniversario. Dei somfunerali anniversari di tutti mi Pontefici defunti se ne tratta al volume II, pag. 9"!, ed al volume IX, pag. 91. Leggo nei recreatura
i

Pacca nella sua Relazione del viaggio di Papa Pio VII a Genova, nella 2.^ annotazione fa osservare, che dai primi anni del secolo corrente fino
nali
al

presente

vari

cardi-

gistri

della floreria

apostolica,

che
l'ese-

anticamente

nella cappella

palati-

na

Sistina del Valicano,

per
si

quie anniversarie de' Papi

pa

ravano le pareli di damaschi paonazzi, ed il baldacchino e il trono di velluti paonazzi ; ci che pralicavasi pure nella quaresima e nell'avvento. Ma dopo che Clemente

morirono in tale stato di povert, che l'erario pontificio dov pagare le spese dei loro funerali. Aggiunge che si racconta essere accaduto il simile a qualche greco illustre, ed a qualche celebre romano, e che se ne fa un grave soggetto di lode, ma ninno ha pubblicato il fallo dei cardinali. Conchiude che a questi pu ora giustaapplicarsi ci che il console Bruto nella tragedia che porta il suo nome, dice dei primi senatori
dell'antica

mente

XI
ti,

fece

restaurare
gli

le

pitture della
i

cappella Sistina,
e
i

arazzi,

vellu-

damaschi

fatti

da vari Ponpii

Roma

tefici,

non
i

si

attaccarono
belli

alle

dais la pourpre,
vrel.

et

Qui ont vidili dans la paufunebre


pel

pareti,

cui

pitturati

a vari colori

panneggiamenti erano stati


,

Della

cavalcaita

restaurati

a
si

della

epoca.
a

Questi

addobbi

continuarono

porre

nelle pareti della cappella Paolina

cadavere dei cardinali decano del sagro collegio, vicecamerlengo e penitencancelliere ziere, ora non pi in uso , sebbetrasporlo
del
,

del Quirinale a tutto


sato.

il

secolo pas-

ne non soppressa, volume X, p. 3o4


arlicoli di
tali

se

e seg.,
Il

ne parla al ed agli
pi pre-

Dei funerali pei cardinali. Delimbalsamazione dei loro cadaveri, tumulazione, ed altro relativo
l'

cardinali.
lo

ai

funerali, se

ne discorre

al

vo-

diremo qui ia appresso. Oltre quanto si detto aggiungeremo le ai citati luoghi


ciso

cerimoniale

lume VI,
lume X,

pag.

206
23.

e seg.

del Di'

seguenti notizie sui funerali de'cardinali,


se

zionario. Delle loro esequie al vopag.

Della

cappella

e per maggiore regolarit ne dovr ripetere alcuna, e con

papale per 1' esequie di un cardinale defunto, che si celebra nella


chiesa destinata
discorre al

e seg.,

ivi

dal Papa, se ne volume Vili, pag. igS pure si dice de' cardivacante, e nello

maggior precisione e dettaglio. Vicino alla morte di un cardinale spelta al suo maestro di camera di andare a prendere dal Papa la
benedizione
pontifcia
in

articulo

wah morti

iu sede

mortisj perci viene

introdotto,

FUN
o se ne
fice

FUN
al di

^''y

fa

la

domanda

Ponte-

dal prelato maestro

came-

ra,

da un cameriere segreto o aiucamera pontificio. Appena spirato il cardinale, lo stesso maestro di camera ne porta l'avviso al
tante di

monlali per le cavalcate funebri. Al prefetto delle cerimonie incombe far stampare la schedola per

r intimazione

di

tale cappella, sen-

Papa, al quale viene introdotto dai nominati , ovvero essi portano al


Pontefice
la

tendo prima dal cardinal Cntuerl&ngo del sagro Collegio [Fedi) (del quale anche si parla al volume XV^,
pag.

229),
sia

se la canta

egli

stesso
:

funesta notizia. Di tal

quando

prete, o deputi alcuno

morte

se

ne

d anche
casa

notizia
,

al

in detta schedola o intimazione,

si

cardinal segretario di stato

aflln-

dice se interviene o
e
il

non

il

Papa,
messa,
funeiadi-

ch mandi
defunto, rare
le

nella

abitala dal
riti-

cardinale che canta la


chi
si

un suo ministro per


esercitale.

come per
le.

celebra

il

carte riguardanti le cariche

Al volume XIX, pag. 286,


se

che ha
di

Indi

il

maestro

cemmo

un cardinale

dell'ordine

della

camera del defunto fa avvertito morte del suo padrone, moncui spetta interamente la di-

de' diaconi, essendo sacerdote e ca-

merlengo del sagro

collegio

nella

signor prefetto delie cerimonie pontificie

circostanza delle esequie possa egli

celebrare nelle cappelle papali. Al

rezione del funerale. Questo subito invita il deputato dell'esequie dei


cardinali, affinch
si

medesimo prefetto delle cerimonie incombe invitare per la vigilia, e


per
l'uffizio

porti al palazsolleci-

da

recitarsi

in

chiesa
de' cin-

zo del defunto per eseguire

nella mattina dai religiosi

tamente pure vi
alla

le
si

sue

incumbenze. Egli
conoscere
le

que

ordini
le

mendicanti
laudi,
i

destinati

reca per

terminate

religiosi

do-

testamentarie disposizioni
sepoltura
;

rapporto
porta dal e
funerasi

indi

si

menicani dicono il responsorio Libera me. Domine, indi uno di essi

Pontefice
sentire
le
,

per
lui

manifestargliele,
se assiste
al

vestito di
al

piviale

fa

l'assoluzioil

da
in

ne
la
il

cadaveie secondo
il

rito del-

qual

chiesa e giorno

Chiesa. Inoltre

prefetto avvisa
di segnatura,

debba celebrare. Per solito quando la chiesa dove il cardinale si lasciato sia recipiente per tenerci cap-

decano de'
i

prelati

acci
cotta,

quattro votanti
il

portino
assiste

la

quando

Papa

alla

pella

suole

il

Papa destinare

la

medesima
la

pel funerale. JNon essen-

cappella e fa l'assoluzione in fine ; allo stesso oggetto previene quattro uditori di rota

dovi chiesa designata dal defunto,


cappella suol tenersi al titolo o
del

acci
si

facciano

altrettanto

tali

cotte

mettono
le

diaconia

defunto

quando

sia

sopra
pe.

il

rocchetto deposte
le

cap-

recipiente, o altra a beneplacito del

Tutte

dette intimazioni sono

Papa. Nella floreria apostolica vi sono le piante e dimensioni di molte chiese,

eseguite dai cursori pontificii.

Nella seconda appendice al

tomo

per conoscere
quella

se sia re-

VII,
Dini,

num. 5 de'mss.
si

di

monsignor

cipiente
bilire
;

che

si

vuole

sta-

ci esiste

pure nell'archivio
cerimonie
di

che

dei

maestri delle
nel

ponti-

fcie,

tomo VII
si

monsignor
i

trovano descritti vari riti celebravano per l'addielio, sul trasporto, vigilie, ed esequie dei e noi ne parlammo ai car(lin;ili
si
,

Dini, nel quale

leggono

ceri-

citati

luoghi.

Dopo

la

costituzione

46
li

FU IV
Doiicd^'ifo
la

Fr\
ly^f
''

XIV
regola

del
di

defu-

Va

del

maestro di casa od eredi


il

di

lerniiiiaf.T

questi

slabiTMe

numero
non
di

degli altari che


pretsso
il

nerali. Perch questi fossero sempre conformi e si osservasse in lutti esattamente il modo di esporli
,

vogliono
loro

essendo
tre,

nelle loio abitazioni,


in
ri

e suffragi che

quelle debboiisi fave de'cad.i vede' cardinali


,

sono degli esempi di averne alzati quattro, tre, due, ed anche uno, ma per l'ordinario tre. Questi altari
vi

numero

ma

il

trasporto

alla

chiesa esponente, e quindi alla esposizione e

mai s'alzano nella camera del tiono, mentre allora si dovrebbe levale
del
to,
il

tumulazione

del

cadave-

baldacchino.
si

Il

cadavere del

re nella chiesa, la distribuzione della

caidinale

cera a chi spetta,

blicazione della

dopo medesima
i,

la

pub-

una carnei-; suo appartamento sopra un letespone


in
il

costitu-

e sotto
vi

baldacchino,
nella stessa

qualora

zione che trovasi nella suddetta ap-

non
altari,

sieno
vestito
,

camera
paonazzi
,

da monsigno Reali prefetto delle cerimonie deputato un economo e sopraintendente ai funerali dei cardinali che solfo la sua totale dipendenza
al

pendice

num.

fu

degli

abiti
,

con

fascia

rocchetto

mozzetta
Si

berretta rossa in lesta.

alzano

e sorveglianza

a mortorio de' cardinali; ed perci che speltutloci che riguarda


il

dasse

esecuzione

ta al

prefetto
di

delle

cerimonie

la

nomina

questo economo

putato in caso di vacanza.


volta l'odierno deputato

o deTutta-

ordinariamente tre altari ove si celebrano sempre le messe, nella mattina che resta esposto in casa. y\i lati del letto ardono quattro cerei, ed avanti al letto si forma una fila di banchi dove nelle ore pomeridiane religiosi mendicanti o altri
i

religiosi
ligiosi

recitano

l'uffizio:

questi relai

Domenico

per
ai
i

soglionsi

invitare
il

Bonacci
to

Pio VII nel primo settembre 1820, con rescritlo

nomin

deputato
vita
la le

mortori,
preti

quale

in-

pure

e delle

religiosi

per
tutte

emanato

dal cardinal Gallef se-

celebrazione

messe
il

gretario de' memoriali, sub o>edieniia

mattine che sta


,

esposto

ca-

tanien,el niitu in oninilm^ prac'

davere
ne
alle
cos'i

con quelle elemosine che


eredi.

fed

pr

tempore
di

oposlolicarnm
del deoltre

stabiliscono gli

L' ufizio viedalle

carri inoniarum.

La propina

distribuito:
i

ore

0.0

putato cinque o
ta
al
le

quaranta

scudi,

2
i

cappuccini, dalle 21 alle

sei libbre di cera. Si porquesto deputato sopiaintendente palazzo del defunto e d tutte
,

minori osservanti, e dalle 22 il parroco con dodici saprimi, che gli cerdoti, e tanto

22

alle

24

disposizioni

sarie al

ed maestro
la

istruzioni
di
il

necesl'ere-

ultimi
ra,

non hanno dispensa


il
i

di

ce-

casa

per

solo

parroco prende baiocchi

zione degli altari,


sagrestia,

luogo

per

la

4o, e
resta

sacerdoti baiocchi
il

20

jier

camera
apertura

dell'esposizio-

giorno. Nei giorni che

cadavere
l'acces-

ne, che
del

per

l'ordinario quella
del

esposto in casa
tutti,

si

trono,

cadavere
per tutto
dipoi apdelle

so

ed
il

perci
si

che

pel

dopo ventiquattro
prova
tal

ore, e
;

buon ordine
sce di soldati.
niile

palazzo

guarnicaidi-

l'occorrente al funerale

Morendo un

deputato

conti

nel
il

spese del mortoiio.

poi in liber-

luogo

palazzo apostolico non ha baldacchino, il rocchetto

FUiN
coperto dalla mantellcttn,
zio

V U .\
T
uJi-

4?
della cario/.-

dinalizio.

Il

decano e sotto decano


si

si dice a voce bassa, n si permette l'accesso al pubblico. La sera precedente a quella del trasporto del cadavere alla chiesa , si fa

incedono
voi.

agli sportelli

pure al che porta il caX, pag. ?. ) davere del cardinale, circondata puza (della quale
I

parla

quello
del

della
:

viltiiia
es^ia

dei

precordi

re

dai

granallieri,

appresso

alla

defunto

coperta

con

quale ne seguono
ed
scia

altre,

cogl' indi-

panni neri, portata da due facchini colle stanghe, con

vidui dell'anticamera
il

del defunto,

due

torcie a

caudatario in

sottana

fa-

vento avanti, e due servitori colla lanterna dai lati. Nella sera del
trasporto, al cadavere
la
si

paonazza, e ferraiuolone nero,

aggiunge
si-

chiudendo la pompa altri dragoni. tieri, ed anche


i

grana t-

mantelletta, e alla berretta


il

so-

Alla porta della chiesa trovasi


clero della vata,

il

stituisce
Il

cappello

usuale rosso.

medesima con croce

ele-

cadavere viene collocato in una


chierico
il

due

accoliti coi candellieri, al-

carrozza lugubre, nella quale pren-

tro chierico col secchietto dell'acqua

dono luogo
altro

il

della

par-

santa ed aspersorio,

ed altro eoa

rocchia con la croce,

curato, ed

r incensiere.
e tutto
cese,

Il

superiore che deve


colle candele ac-

Se

prete colla candela accesa. cadavere nel palazzo apostolico si deve avvertire, che la caril

fare l'assoluzione in piviale nero,


il

clero

rozza non

si

fermi avanti la scala


il

che suole scendei'e

Papa, che
finch

le

bandinelle sieno calate


ra
tirano,

non
la

ed un cerimoniere pontificio in mantellone ivi trovasi per dirigere tale ricevimento. Fuori della porta della chiesa, guardata dai
soldati,

uscita fuori del palazzo, ed allosi


il

trovasi
il

curato

si

mette
uscire

ove pongono
la
stiti

preparata la bara, cadavere, preso dalseta,

stola
la

e fa alzare la

croce.

Inoltre

carrozza da alcuni individui vedi

carrozza

non

deve

dal

nero con ferraiuolone di


il

portone da cui sorte il Papa. L'ordine del convoglio funebre, che


parte dal palazzo ad un'ora di notte,

facenti funzioni di camerieri,

dopo
prenclero
i

avergli levato dal capo

cappello, e

coperto

di berretta rossa; indi

il

seguente: da notarsi, che

dono
e la
ti

la bara, la

portano in chiesa,
in

quando si usava dai cardinali la Campanella (^Ved)^ questa suonavasi all'uscire della
bre.

collocano

mezzo
,

al

a quattro tcrcieri

e dappresso

pompa

fune-

servitori

del defunto con le torcie.

Precede un picchetto di giae talvolta anche i dragoni a cavallo, indi due staffieri , o sia
nattieri,

Allora

il

celebrante deposta la berfa l'assoluzione,

retta nera,
le

cantate

preci a seconda del rituale. Terla

servitori (in

livrea di gala, la quale

minata
ro,
i

funzione e partito

il

cle-

pure indossata
staffieri,

da

tutti

gli

altri
li-

detti

individui vestiti di ne-

cocchieri,

e famigli

di
si

vrea

la

gala dai medesimi

de-

ve

assumere anche nel seguente giorno delle esequie) con torcia di


pece, in seguito tutti
i

ro ripi-endono la bara, e la portano in sagrestia, ove spogliano il cadavere della berretta, mozzetta,
mantelletta,
e scarpe ordinarie di
rossi,

servitori

con

marrocchino nero con tacchi


e fbbie
;

torcie di cera accese, preceduti

da
car-

ai
si

cardinali

diaconi
I

le

quello che porta rombreliino

scarpe

non

levano.

cappellani

48
assumono
veci
la

FUN
cotta,

FUx\
e

dopo che

del
fpiali

cardinale
nella
si

posti

su

alte

aste,

cameiieii o quelli che ne fauno

le

mattina

seguente

len-

hanno messo
paonazze

al
i

cadavere sulsandali
egiial e
le

tamente

agitano da quattro ca-

le calze

scarpe di drappo

di

colore,

merieri, ossia da quattro servitori pi antichi del defunto, o da altri


iu

devono
li,

cappellani vestiilo ponti-

loro vece, vestili


di

a duolo in a-

ficalmente, se dell'ordine de'pre-

bito

citt

sia

di

ferraiuolone,
car-

o de'vescovi, coll'amitto, camice,

finch comincia
dinali

l'ingresso dei

cingolo, croce, stola, tonicella, dalmatica, guanti, pianeta, e manipolo,


tutto di color paonazzo, con rancllo,

per
essi

la

cappella,

riprendenstate ripo-

dosi
ste, e

da
la

dove sono

ritornandosi

ad
veci

agitare

quan-

e con

mitra

di

damasco
la

bianco,

do
e

cappella
le

finita

dagli indi-

come
Se
il

se dovesse cantare

messa.

vidui facenti

di

camerieri

cardinale

defunto
si

dell'or-

chiamati

dine de'diaconi,
matica,

veste dell'amilto,

banderuole,
il

Di questo o ventarole, ne parla


piugnoni.
s.

camice, cingolo, stola a traverso, dal-

Cancellieri nelle sue Notizie sto-

manipolo, il tutto di colore rosso, non avendo cardie


i

riche delle chiese di


e

Ilaria
che
ai

ec.

di

s.

Petronio

di Bologna a p.
egli

nali diaconi

l'uso della

Dalriinlica

95
si

e 96.

Osserva

fu-

{^^edi) paonazza,
tica di
tal

per con dalmasi

nerali dell'ambasciatore di

Bologna
e
della

colore
si

seppelliscono.

usarono
sue

Cos veslito
in chicsii,

porta

nuovamente

colle
citt,

due armi

gran

banderuole;

gentilizie

dove si colloca sul letto funebre, che circondato da cento cerei, e da quattro candellieri ai lati con torcie, tutte di cera gialla come
i

sostenute e leggermente agita-

te

dai suoi aiutanti di


citt,

camera,
ne

iu

abito di
cardinali

e a

differenza dei
a-

ne' cui funerali se

cerei;
di

il

letto

coperto

da colfregio di

tre

broccato d'oro, col


e

doprano quattro. Riporta testimonianze che si usavano le banderuole

due cuscini della medesima materia. Per antica conVelluto nero,

nel i5o4j nel iSoy, e nel it83,


la

e che

loro introduzione

suetudine questa

coltre
la

nobile alle

scacciare le

mosche

dalle

non per mani e


piutto-

ternntivamente
basiliche di
s.

somministra
in

dal volto del cadavere,


sto
si

ma

Maria

Tiastevere,

debba

ad un certo
Il p.

decoro

e de'ss. XII
angoli della

Apostoli. Ai

quattro
e ai

della finizione, essendovi eflgiati gli

coltre sono appese le

stemmi
la

gentilizi.

Fantoni nel-

armi

gentilizie

del

deftmto,
il

Storia di Avignone, a pag.

SGg

piedi del letto

fermato

cappello

del

tomo

II,

dice,

ponlillcale cardinalizio,

bia

ricevuto

giacch

quando l'abmorendo un
non
il

cardinale prima di ricevere dal Pa-

pa

il

cappello,

questo
del

ci

si

mor iu Roma son Girolamo che per alcun tempo fu confessore e maestro di casa di Clemente VII,
il

che nel i'jiS il vescovo di VaiScledo di Vicenza,

mette,
lino,
letto,

ma
si

in

vece sopra
piedi

tavo-

eh' ai

medesimo
colla

sposto

quale oidin che mentre era eil di lui cadavere, due serdifendessero con ventagli
cosa che pei

pone un cuscino

ber-

vitori lo

retta
ti

rossa.
lati

Devono

essere colloca-

dalle mosche, e ci per distinzione,

ai

anche quattro banderuo-

non
soli

praticandosi
cardinali.

tal

le

di taffeltano nero, cogli

stemmi

FUN
Avanti
pillola
lieri,
il

FUN
collocata

49
il

letto

ima

fimlo,

fiicendo

in

ultimo

segno
cada-

credenza

il

dove

con due caudell'immagine del ss.


coll'acqua
libro,
il

della croce vere.


si

colla

mano

sul

Se

Crocefisso,

secchiello
il

trova

contemporaneamente ivi pi d' un cardinale, quela

santa, e l'aspersorio,

sta

assoluzione
il

fanno

insieme,

turibolo, la
sloia

navicella
piviale

la

cotta,

la

recitando
gli

pi

degno
;

l'orazione,

il

nero

che serve

nella
vi

mattina per l'assoluzione che religiosi domenicani dofanno


i

cardinali quindi che giungono di amno in mano Nella seconda appei" la cappella.

po

l'uffzio,

pendice al tomo VII, num. 6, dei emanoscritti di monsignor Dini


.

siste

il

decreto originale
Reali

di

monfissato

signor
detto

per ordine di Benecol

XIV,
i

quale

che
tiva

religiosi

francescani

minori

osservanti d'Araceli, con l'allerna-

no
gli

minori conventuali, veciliprimo notturno il carmeagostiniani, il secondo


dei
il

il pi degno mezzo di loro, o alla si destra se sono due cessa da questa funebre cerimonia appena cominciata la messa. Assistencardinali vando ad essa il Papa, no ad attenderlo e a far massa in sagrestia; non assistendovi, entrano immediatamente nella quadratura, ai loro stalli coperti di panno paonazzo. L'accesso del Papa, gli abiti sagri, la messa de more, come nel giorno de' defunti. Terminata la messa il cardinal celebrante par-

altri

rispondono

si

pone

in

vespero,
terzo
:

te,

e l'assoluzione ai
si

piedi del letil

to

fa

dal Pontefice, restando

litani,

il

serviti,

le

laudi

sagro collegio a'suoi banchi.


assiste
il

Se non
l'as-

domenicani v' intervengono dodici (prima erano trenta ) religiosi di ciascuno dei detti cinque ordini mendicanti, avendo ognuno de'medesimi ordini uno scudo, e ciascuno degli ordini religiosi ha poi selle libbre e mezza di cera, che se fo^-sero trenta religiosi, secondo l' antica consuetudine, corrisponderebbe ad ognuDO la distribuzione d'una candela di
tre

Papa,
il

il

celebrante fa

soluzione deponendo la pianeta, la

dalmatica,

manipolo
la

ed

assu-

mendo sopra
ro:
stri
il

stola

il

piviale ne-

diacono e

della

cappella pontificia,

suddiacono miniche

lo

assistono, allora
Il

depongono
la

manipoli.

cardinale non

recita
si

l'orazione Absoh't,

quale

di-

ce soltanto nell'anniversario absque

oncie.

cardinali

in-

cadavere,
in cui
si

non

mai nella solenne,

tervengono alla cappella in abito e cappa paonazza, la quale assumo-

recita l'orazione^

Deus

cui

no do
cia.

all'ingresso
vestiti
i

della

chiesa, essencolla

propria est: il suddiacono porta la croce, ed assistenti sono i ministri


della cappella
pontificia.

caudatari
il ss.

croc-

Non
il
i

in-

Visitano prima

Sagramento
indivi-

tervenendo
glio,

il

Papa
si

si

alza

so-

chiuso nel

ciborio, quindi

ma non
la
;

preparano

banchi
le

dualmente si portano a'piedi del letto, dove si trovano due chierici della cappella, e due cerimonieri, e questi

pei

vescovi assistenti, ne la lanter-

na per
di

candela che fa

veci

bugia
i

coir aspersorio

e col libro;

a-

re
ta.

pongono neppubanchetti per la camera segre-

non

si

spergono prima il cadavere, indi dicono il Pater noster secreto, in


seguito l'orazione col
YOL.

La

croce

usuale
epistolae,

pontificia

si

pone a corna
interviene
il

quando non
intervenendo

nome

del de-

Papa

XXVIH.

Io
si

FU N
colloca a cor/m
rvtingclit,

FUN
ed
il

mo

letto:

se

il

Pontefice

pre-

Papa

usa croce ponlilciii, seccliiel-

sente

ma non
del
Il

fa

l'assoluzione, l'im

to, aspersorio,

ed iucensierej

il

luttiit-

magine
rivolta.

crocefisso

verso
al
-

lui

to dorato toci

se

non
di

interviene

Papa
la

siede

faldi-

deve essere
e la

argento, cio

storio sopra
liti

piadella,
alla

gli

accofal-

gif arredi

sacri die

adopera

il

car-

si

fermano
e

destra

del

dinale,

che porta la sagrestia del palazzo apostolico deve essere di argento.


croce
pontificia
Il

distorio,

presentato dai due veil

scovi a.ssislenli
dela,
il

libro

e la

canintres,

Pontelice dice,
ilui

Non

Pupa non smonta


altra porta che

alla

chiesa,
sa-

e risposto

cantori,
la
i

dopo V Anitni

ma ad
grestia,

mette in

siede e riprende

ove
indi

menti; che

hanno

soliti parapreceduto da quelli luogo nelle Cappelle


i

assume

deposta.
il

Allora

mitra che avea cantori cantano


al

Libera ntc Domine:


il

tremus
dell' al-

faclus,
tare,
cia,

canlinal primo prete, do^salutato


la
la
si si

pontificie (f^edi),

e dai cardinali,
il

si

po aver
i

croce
cioce

reca a

piedi a visitare

ss.

Sagra-

cai limali,
il

pontifialla

mente, poi all'altare per incominciar la messa col celebrante, la


quale,
del
il

ed

Papa,
ind(i
il

ferma
ripete

destra.

Qu

il

sua Libera

ripetiamo,

come

(|uella

me
il

Domini-,

Papa
di

impone Tinil

giorno de' morti, e perci non l)enedice il celebrante quando lo


saluta,

censo, e lo benedice: finito

Kyrie,
dice.

Pa[)a

scoperto

mitra,

non

riceve al bacio del pieec.


il

Palar
dinal

noslt-r,

discende dalla prail

de il suddiacono e il diacono Terminata la messa e partito


celebrante,
fare
l'

dclla, al lato sinistro del letto

carl'a-

primo prete
pronto
a

gli

consegna

il

Pontefice
:

si

reca u
i

spersorio, e
trovarsi
(|nindi

passa all'altro luto per


riprenderlo,
e
Il

assoluzione

lo

precedono

chierici

ed
i

accoliti

della

cappella

consegnargli l'incensiere.

pontificia;

due

votanti di segna-

tura
ta,

col secchietto

dell'acqua sanrota

e r incensiere; r uditore di
la

asperge ed incensa ile morcy seguilo dai vescovi assistenti, sostenendo gli uditori di rota le
Pontefice

con
in

croce papale,

assistito

dai

Umbrie
dinal
siere,

anteriori
i

della

falda, e
Il

le

custodi di essa maestri Ostiari,

ed

posici iori

cameiieri segreti.

car-

mezzo

ai

due

volanti di segnadei
candellieri.
{\ix&
11

primo
torna

prete, ripreso l'incenal

tura

sostenitori

suo

stallo.

Ritornai

Papa

assistito dai
iliaconi,

pi degni
uilitori

to
vi

il

Papa

al
gli

faldistorio,

vescoil

cardinali

da

<\n:'.

assistenti
la

presentano

libro

di rota, sostenitori delle teriori

fimbrie ande-

e
le

candela,

della falda, oltre quello che


la

solite
le

ed allora egli dice orazioni de more, termi-

custodisce

mitra quando

la

nale
za
sul

quali, e risposto
in

Amen,

al

pone, e da
scico

due camerieri
falda,

segreti

Rerpnes'icat
(III

pace,

partecipanti che sostengono lo stradella

nulla, fa

Papa, senun segno di croce


il

facendo
i

ala

ed
giro
fer-

cadavere, ed coperto di mitra.


croce pontificia in

accompagnamento tificii. La croce,


intorno

mazzieri ponil

La
si

fatto

suo
si

prende

dall'

uditore

quel punto in cappa,

al letto del
testa,

defunto,

ma

alla

coU'imniaginc
verso
il

del

che nell'ingresso in chiesa aveva preceduto il Papa, ed ioimediataincnlc si^avvia alla


sagrestia;
gli

crocefisso rivolta

medesi-

FUN
iiccolili
la
la

FUN
catulellieri
al-

5i
di

lipuiUiuo
i

diaconi)
rato, e

anello

ottone

do-

dctlcu/.a;

cardinali sortono dal-

perci

questo
in
testa
il

solo ai diasi

t|uadiatura ed incedono dopo la

coni

a tutti sul petto


e

pone un
mitra
di

procedono lutti i[uelli che hanno luogo in ca[)pella in sagrestia, ed il Papa seguendo cardinali, in sagrestia depone paramenti e col suo corteggio parte. Terminata la cappella il preletto delle cerimonie depone la cotta e il rocchetto, assume il manlellone e resta ad assistere all'incassamento del cadavere, e se quecroce, avanti la quale
i
i

crocefisso,

la

damasco bianco. Se
funto avr
ili,

cardinale de-

avuto uno o pi palsi metteranno piegati sotto la lesta ancorch sia dell'ordine diaconale, e con li mequesti
gli

desimi

sar seppellito.

Indi

si

po-

cadavere nella cassa di pino o cipresso, sopra materasso foderato di tela paonazza, ponendo sot-

ne

il

sto

trasportasi

in

altra chiesa nel-

to

la sera, si

trova presente a tal tras-

porto. Qui noteremo che nel 1725 Benedetto XIII dopo essere intervenuto ai funerali dei cardinali Acquaviva, e del Giudice decano del sagro collegio, nella medesi-

il capo due cuscini di tatFettano paonazzo, e da un lato un tubo di latta, con entro la sua biografia scritta in pergamena. Ci fatto, il maestro di camera del defunto cuopre al cadavere il volto

con

pannolino

bianco.

Chiusa

ia

ma

chiesa

celebr la messa

bassa

in ogni

volta, in sulBfragio delle loro

prima cassa di pino o cipresso il notaro vi appone cinque sigilli in


cera lacca

anime.

sopra

la

fettuccia

pao-

Terminala
alla

la

cappella

vengono

nazza
di

posta sulla

cassa in
si

forma
chiude quale

chiesa le

carrozze colla fami-

croce, la quale cassa

glia

del defunto cardinale, cio la


di

in
vi

altra

di

piombo,

sulla

famiglia nobile, e quella

livrea

impressa nella targa

l'iscrizio-

portante

la

gala, e

il

caudatario
fer-

in sottana e fascia

paonazza e

raiuolone nero,

il

quale durante lo

spoglio e vestimento del

cadavere
la chiesa
il

ne col titolo, diaconia o vescovato che aveva, gli anni che ha vissuto, ed il giorno in cui mori, e l'arme del defunto: questa cassa di piom-

assume

la cotta; e

quando

bo

sbarazzata
si

del popolo,

cada-

vere
ra,
i

pone nuovamente
si

nella ba-

porta
gli

in sagrestia,

dove
abiti

con sei sigilli a calsi ferma do collo stagno. Finalmente queste due casse si chiudono in altra di olmo od altro legno. Il notaro fa
tutto
il

cappellani

levano
e

gli

di

rogito, e

quindi

si

sep-

sagri preziosi, l'anello


ce,

la

cro-

pellisce,

se

nella stessa chiesa deb-

non per ai cardinali diaconi, perch non hanno ' uso della crolo

ba tumularsi: che se la chiesa esponente non la tumulante, allora si trasporta la cassa in un sito appartato, e con istromento del notaro, se ne fa la consegna al su-

ce, e
bili

vestono

coi

medesimi
di

a-

del suo

ordine,

tatFettano
stesso
i

guarniti di passamano dello

colore paonazzo,
preti,

s\

vescovi, che

periore della chiesa. Nella sera ad

ed i diaconi come dicemmo, bench questi erano stati esposti con abiti tutti di rosso. Gli si pone croce pettorale (non per ai

un ora
conia
ov'

di notte, privatamente

si

trasporta la cassa al titolo, o diadel


la

defunto,
sepoltura

alla

chiesa
della

gentilizia

5i
tlefiinlo
si

FUN
nerali
i

FLN
cadaveri dei cardinali de-

propria persona o famiglia, o dove


il

eletto di essere sepolsi

cano del sagro collegio, go di


giore,
s.

camerlen-

to.

La

cassa

portava sino a'nostri


stanghe
sostenute

Chiesa, penitenziere
vice-cancelliere di
s.

magChiesus-

giorni

sopra Je
a fondo

da capo

da due cavalli:
sicurezza
si

sa;
siste

prerogativa

che

tuttora

ma
pra

al

presente con pi

e convenienza la cassa
il

pone

so-

carro

d'

una

delle carroz-

ze del defunto, essendo

stata pri-

ma

levata

la cassa

della carrozza,

tirato

da due un cocchiere;
cadavere,

cavalli
la

guidati

da

cassa

contenente

deve dispensare ogni volta. Olil Papa tre l'articolo Cavalcala pel trasporto dei cadaveri del cardinal decano, ec. [P'edi), crediamo opportuno riportarne il cerimoniale. I detsino ai tempi citati ti cadaveri
in

ma non

uso, per cui

il

coperta

con

coltre.

in

detto articolo
letto

si

trasportarono

Precedono due
ne,

servitori colle lanter-

sul

con questa

pompa

funela gui-

e livree usuali. Nella carrozza

bre.

Precede in primo luogo

prendono luogo il curato del defunto, ed il superiore della chiesa a


cui
stata
fatta
la

da,
tieri

un caporale
delle

e quattro granatpontificie.

milizie

Gli

consegna

del

alunni dell'ospizio apostolico di san

cadavere,

ed il notaro. Il cerimoniere si trova alla chiesa dove deve tumularsi, venendo ricevuto dal clero che gli fa l'assoluzione:
riscontrati quindi
sulla cassa
ta
i

Michele con stendardino nero;


orfanelli; dodici confraternite

gli

od arse

ciconfralernite, ed
si

anche

di pi

volevano, precedendo per ordine

sigilli

impressi
esegui-

di alfabeto, ed

accedendo per
s,

ulti-

di

piombo, ed

ma
di

quella di

Anna

de' palafre-

la consegna, si seppellisce. Qui per avvertiremo, che talvolta nel trasporlo del cadavere dalla casa alla chiesa, presero luogo con esso

nieri,
la

e quella del Gonfalone; quin-

croce della chiesa seppelliente

sotto la quale

incedono
i

gli

agostidi

niani scalzi

conventuali

san

in

carrozza

il

parroco della
oltre
si

par-

Francesco,
ti

gli

osservanti e riforma-

rocchia del defunto, e quello della


chiesa

di

s,

Francesco, minimi, agosticlero

esponente,

il

chierico

niani calzati, carmelitani calzati, serviti

con la croce, come Diario di Roma del

legge

nel

domenicani; quindi
col

il

1801, num. J02, pel trasporto del cadavere del cardinal Zelada. Nel numero poi

della chiesa parrocchiale, cio cento preti o religiosi

parioco, o

io4

si

legge,

che
sera

il

medesimo
in

ca-

davere

dalla
la

chiesa

esponente fu
quella sep-

trasportato
pelliente, col
ze,

seguito di tre carroz-

camerlengo del clero in istola. Ogni ordine religioso con stendardino, ai lati del quale sono poste due torcie, come due torcie sono portate dalla prima coppia di qualunque corporazione regolare o secolare della pompa funebre. Indi segue il clero della basilica , quando il cadavere si deve portare ad alcuna di esse. Dopo il camerlengo del clero e capisfilano trecento tolo menzionato torcie portate da un numero proporzionato delle confraternite o av,

in
i

una
tre

delle quali presero luo-

go
te,

curati

della

pariocchia

del defunto, della chiesa

esponen-

e della chiesa seppelliente, nel-

la

quale la mattina seguente gli furono celebrati altri funerali. Diverso poi il modo col quale

si

trasportavano alla chiesa pei fu-

FL \
ciconfrateruite facenti parte del fuin

FUN
fine gli

53
Cinquanta
svizvi-

scudieri.

nerale;

le

questa regola:
avanti al

quattro;

si dividono con duecento trenladue cadavere, ed a quattro a quarantaquattro confrati

torcie

zeri
cini a

spalleggiano la cavalcata, e

monsignor maggiordomo incedono due svizzeri cogli spadoni nudi


le

sopra

spalle.

Quando

succede
divisi
,

la

di detti sodalizi

in

veutidue coppie
al letto, e
letto

notte, dodici palafranieri,

per

che incedono lateralmente


ventiquattro dopo
il

l'estensione della cavalcata


le torcie

portano

che cam-

accese.

Alcuni garzoni della

minano
so
cie
le
,

a quattio a quattro. Appres-

stalla

duecento quarantaquattro torcol-

prende luogo un servitore

portano in questo caso le torAppresso la cavalcata segue il treno delle carrozze del
cie accese di pece.

l'ombrellino cardinalizio, e la famiglia di livjea del defunto in gala, ve-

cardinale, seguite dalle altre carrozze.

Tutte

le

avvertenze che debbonsi


cerimonieri

con veli neri lunghi ai cappelli. Siegue appresso la famiglia


stita

in lutto

avere

dai

per

questa

nobile, quindi

il

letto

col cadavere,

quanto necessario pel buon ordine ed esatto


funzione,
g'

inlimi, e

sostenendo l'estremit della coltre otto


confrati delle ultime otto confraternite o arciconfraternite, sventolan-

legolamento, trovasi esattamente descritto nel tomo VII di monsignor


Dini, e nel
ce,

tomo

II

dell'

appendile

do

le

quattro banderuole altrettanti


ai

dove sono pure raccolte


,

de-

camerieri

quattro

lati

del

me-

scrizioni delle cavalcate funebri per

desimo letto. Successivamente vengono le ventiquattro torcie, presso le quali prende luogo la cavalcata,
col seguente ordine.
la
11

diversi cardinali decani

camerlen-

ghi, penitenzieri

vice-cancellieri,

capitano delspalleg-

le quali possono servire di norma anche pei diversi corpi, che in ri-

guardia svizzera pontifcia, a ca-

flesso

della

carica

del
11

defunto vi
cardinal Pedis-

vallo e in abito

da

citt,

debbono

intervenire.

giato dai suoi soldati svizzeri.

Due

tra penitenziere

maggiore aveva
si

cerimonieri pontifcii con mantelloni


,

posto che non

facesse

per

lui la

cappuccio

di

saia

paonazza,
in

cavalcata, tultavolta ebbe luogo, co-

cappello

semipontifcale
il

testa,

me
del

si

legge
3!

nei
"

avendo

cavallo ornato con lunga

1747

Diari di Roma 4^32, e v'interven-

valdrappa

nera. Monsignor maggiordomo del Papa, con mantellola

ne, cappuccio e cappello pontifcale:

bardatura del suo cavallo

nero ancora i cappellani segreti del Papa. Nel num. 58 dell'anno 1806 si legge il trasporto a Roma del cadavere del cardinale T^orck decano
del sagro collegio,

tutta di paonazzo, con fiocco di seta e di oro alla testiera,


i

morto
s.

in Frascati,

Sieguono
parteci-

l'esequie celebrate in
la

Andrea
di

del-

vescovi assistenti al soglio, quini

Valle, e la tumulazione eseguita


basilica

di

protonotari

apostolici

nella

vaticana

cui era

panti ossia di numero, al


i

modo

sud-

detto, e chierici di camera quando il cardinale defunto sia il camerlengo. Succedono famigliari pontifcii, cio cappellani comuni ili sottana, cappa rossa e cappello
i i

Siccome tali cavalcate non sono state tolte, sempre si deve doarciprete.

mandarne
a

al

Pontefice

1'

esenzione,

mezzo

del prefetto

dei

maestri

delle cerimonie pontificie.

Non
tare

riuscir inutile

il

qui ripor-

usuale, quindi

camerieri extra, e

un documento

del

1G18,

co-

u
me
li

FU

>'

FU^
eri

relativo n qiiete

altre

simi-

funerali
tori

de' cardinali

et

ambascial'

cavalcate funebri, del maestro di

respective:
si

ma

lnito

officio,
,

cerimonie di Paolo V, che si legge a pag. rgo degli Sfatata antiqua


del clero
lo

che

fa
li

nelle chiese

deputate
li

et

partiti
stri

signori

cardinali,
li

malascia

romano,

ff

fede io

Alaleoiie

infrascritto,

Paoqualmensi

di

ceremonie, et
fare
li

cursori vansi

no a
la

fatti

loro, et

te
lo

ne' funerali, cio


il

quando

por-

cura al curato deputato, ovvero


altri

corpo del defunto alle sepolcardinali

ad

che spetta,
di

et

li

mandatari
vicario

ture solennemente tanto de' signori


illustrissimi
,

dell' illustrissimo

cardinale
far

quanto

dei

hanno cura
religiosi, et

principi, et ambasciatori di

corona

clero,

camminare li che accompagna-

ne' quali

funerali per l'officio loro


i

intervengono
di
l'

mastii di ceremonie
et
li

corpo defunto, et li cursori in questo caso hanno il loro dovere


il

no

Nostro Signore,

cursori, nelchiesa, nella

dalli

heredi

del

cardinale defunto,
li

officio,
si

che

si

fa
il

io

et in

conclusione

cursori non deil

quale

mette

corpo et interven-

vono andare dopo


diatamente avanti
il

clero

immeletto

gono
per
v'
il

gl'illustrissimi signori cardinali

letto
lati

mortorio,
del

cardinale defunto, et nell'acil

ma
di

dietro,

ovvero

ai

compagnare

corpo
il

alla

sepoltura
di casa di

mortorio. Io Paolo Alaleone mastro

intervengono

mastro
et

cerimonie di Nostro Signore, di


del

Nostro Signore

(cos era allora chiali

mato

il

maggiordomo),

reveren-

mano propria ". Dopo il funerale


chiese,

cardinale
l'esequie o

dissimi

vescovi assistenti, et proto-

defunto, nelle pareti esteriori delle

notari partecipanti, et fameglia di Nostro Signore. In questo caso v'in-

ove

si

sono
si

fatte

stato tumulato, e in quelle di cui

tervengono

li

mastri di

ceremonie

era protettore,
i

sogliono attaccale
sulla

a cavallo avanti il mastro di casa di Nostro Signore et li cursori


,

suoi

stemmi

dipinti

carta,

ed altrettanti scheletri pure dipinti


sulla carta.
dinali
siliche

il cataletto, ovvero mortorio facendo corona et non mi dietro il clero, ovvei'o dal lato del letto mortorio, et in questo caso per antica consuetudine immemorabile gli si deve alli cursori la decima delle torcie che si portano di qua, et l dal corpo, et similmente accompagnandosi il corpo d'uno ambasciatore defunto in-

a piedi dietro

Quando muoiono
si

car-

Ietto

arcipreti
di

delle patriarcali bafa altrettan;

Roma, non
di
s.

to in

nelle pareti esteriori

sebbene

quella
si fa

ci

alla

Maria Maggiore morte dei patroni delle


e
Patrizi,

cappelle Sistina, degli Sforza Cesarini


,

Borghesiana
esteriore
di

nel

muro

esse,
si

ed altretpratica dai

tanto in detta basilica

tervenendoci
stenti, et

mastro di casa di Nostro Signore con li vescovi assiil

Sciarra Colonna, e dai Bernini patroni


ti

di altre cappelle. Nelle pare-

come di sopra, in questo caso non solo hanno la decima delle torcie li cursori, ma anco li mastri di ceremonie: ma dove non infameglia
terviene

esteriori
si

delie

patriarcali basili-

che non
te

affiggono le dette car-

dipinte

con

stemmi
di

morti
vi si

pei

defunti cardinali arcipreti, per-

Signore, n
di

Nostro n li mastri ceremonie hanno la decima nei


il

mastro
li

di casa di

ch,

come dicemmo
si

sopra,

cursori,

attaccano quelle de'Pontefici defunti,

e poi

staccano appena elet-

FCN
lo
i!

VUN
a
p.'ig.

55
il

nuovo.

Il

Cancellieri

bre
toni.

J74i;

presso
p.

Bull.

Magn.
ai

164

del suo iVcrcato riporlo


nel
il
i

T a-

XVI,
si

56. Anticamente
i

neddolo accaduto
furioso
le

7o3 per un
rjuale
di

cardinali

celebravano

fimerali

turbine

slacc

novendiali,

morti

sclieiclii

carta

ed

armi poste nella facciata della chieFrancesco di Paola, ivi sa di s. attaccale per morte del marchese Costaguli, che volando con gran
strepito nella notte per quelle con-

no la cendo
nali,

cantando per ogni giormessa un cardinale, e faassoluzioni quattro cardila recita dell'orazione

le

con

fusi

nebre nel
legge nelle OD
s/i

primo giorno,

come

Memorie
d'

.<:/.

della chiep.

rovenio

Araceli del
ivi

trade, sparsero grave spavento pren-

Casimiro da
ta
In

Roma, che
vari
ai
:

ripor-

dendosi quelle gran carte nere per


tanti

descrizione di
in

funerali
cardinali,
di

demoTiii.

Ordinariamente

le

fatti

detta chiesa

spese di

un

cardinale, tutto

com-

coi

rispettivi cerimoniali

questi

preso, ascendono a scudi mille quattrocento, o


mille cinquecento, pi
la

meno

secondo
il

paratura dell'ese-

ne trattano il INIarcelIo, Sacrnrum caerimnuiarim ed il p. Gattico, Arfn selecfn caeriinouiaUn sa ne fri e


,

la chiesa,

quantitativo de' suffragi


cardinal
,

Bomanae
nali

Ecclesiae. Della cappella


l'anniversario de'cardise

ed altro. Solennissime furono quie


celebrate
al
s.

papale per
defunti,
p.

naventura Fidanza

come

Bodicem-

ne
dalla
,

pai la

al

voi.

IX,
le

93
si s.

del

Dizionario. Di quelcongregaziodi
p.

mo
lo di
tri

di

suo articolo, e a quelFRANCEscAXf, per l'intervento Gi-egorio X, dei sovrani, ed alal

che

fanno
offizio

ne del

e da quella
se

propaganda

fide,

ne

tratta

personaggi

intervenuti
II.

al

concui

cilio

generale di Lione
il

Nel 1607
ai

mor

cardinal

Baronio
chiesa
dal

127 e 128. Dei funerali pei prelati. Nella arcivescovi morte dei patriarchi
,

funerali

furono
:

recitate
nella

varie oradi
s.

vescovi,
ditori
di

protonolari
votanti
di

apostolici,

u-

zioni funebri

rota, chierici
di

e jirelati di

Maria
p.

in

Vallicella
al

p.

Bucci

camera,
lati

segnatura, ab-

dell' oiatorio:

sagro collegio dal

l)reviatori

parco maggiore, pre,

Muoanzio; nel collegio romano dal p. Sauna ed in Napoli dal p. Binago dell'oratorio. Alle rispetti;

domestici
e

camerieii
di

segreti

partecipanti
stici,

onore, ecclesiateri-

e secolari distinti,
la

ve biografe
di quelli, ai

de' cardinali

si

dice
l'ora-

nere
dei
ni,

cappella
dagli

si pu quando venga

quali fu recitata

chiesto

o-edi,
collegi

coll'assistenza

zione funebre. Senza


nerali
fiu'ono
sepolti

pompa
in

di

fui

rispettivi

corporazio-

Roma

o della sola anticamera segreta


e
di

cardinali Antonio Ferrari nel i5o8,

pontificia

onore,

quando ad
il

i5i7. Aveva Benedetto XIII ordinato che ai cardinali si facessero doppie cma Clemente XII ordisequie
Petrucci
nel
,

ed

Alfonso

ma
ti

di

queste appartenga

defun-

to famigliare ))obile pontificio.


i

Tut-

cerimonieri pontificii possono

assistere nelle cappelle funebri, tan-

n quanto attualmente si pratica, approvo Benedetto XIV, ero che


.stabilendone
bolla
il

to ordinarie,

che d'invito;

ma
e

di
se-

privativo dirillo del

primo

cermioniale
,

rolla

condo, rappoi to alle propine, sono


l'esequie
dei

Prtlcripmini

de'^B

novem-

Pontefici, cardinali,

56
fiocchetti

FUN
primari
tificia,
;

FUi\
uffiziali della

patriarchi, arcivescovi, e prelati di


del terzo e quarto tutdei e

famiglia ponagli

se

ne discorre
:

indivi-

te quelle
prelati
,

vescovi

collegi
;

dei del

duali articoli
sari

pei funerali anniver-

prelati

domestici

dei

prelati,

come

degli arciveal

quinto cerimoniere
tutte quelle

come

del sesto
segreti

scovi

e vescovi assistenti
uditori di
rota,

soglio

dei

camerieri

pontificio,

ministri

non

prelati,

avvocato de'poveri, avprocuratore


della
fiscale,

della
il il

cappella pontificia,

vocato

fiscale,

voi.
voi.

IX,

p.

148,
p.

Vedi ec. i52 e i5g,; e


del
i

e commissario
stolica.

Al primo dei
ai

camera apodue cerimola

XXIII,
Nella

75

Diziovescovi

nario.

messa
il

per

nieri,

quali

spetta

direzione
l'avi

assistenti

al soglio,

celebra

uno

del

della cappella

funebre, tocca
i

loio collegio,

quale per
di

l'assi-

Tcrtire

il

celebrante,

ministri,

stenza invita
tificio.

un

cerimoniere ponrota e
gli

cantori, gli accoliti, e gli altri che


vi

Gli

uditori

hanno
nei

luogo.

Oltre
i

le

erudi-

avvocati
nella

concistoriali
di
s.

celebravano
in

zioni

riguardanti
gi

funerali, ripor-

chiesa

Lorenzo
di

Dacesi

tale

citati

luoghi
gli
i

molti
del

inaso l'anniversario de'Ioro


ti;

defunlo

sono
sone

quelli,

come
uffzi,

articoli
ceti, le

ora

gli

uditori
gli II,

rota

Dizionario, secondo
e gli

perdi

lebrano senza
disse al
voi.

avvocati,

come

che
Il

parlano

pag.

97. Nel carconcistoriali

questo argomento.

Pontefice Beordin,

novale
si

dagli

avvocati

HI nell'anno SSy che morendo un vescovo,


nedetto

celebrano diversi

funerali

anni-

prete o
il

versari, nella chiesa dell'universit

diacono della chiesa romana,

Pa-

lomana.
con
1

Il

primo per Leone X,


in

pa con
coni,

tutti

vescovi,

preti, diaa' suoi

intervento

abito di cappa
concistoriali,

clero,

assistessero

chiusa degli

avvocati

funerali,
ti

ed

il

simile facessero tut-

che siedono dalla parte del vangelo,

questi

nelle

esequie

de' morti

del collegio teologico

cui indi-

sommi

Pontefici.
si

Con

questa diin

vidui

prendono luogo
che
siede

dalla

parte

sposizione

restitu

qualche

dell'epistola, del

collegio

medicogli

modo
sa,
gli

l'antichissimo rito della Chie-

chirurgico

appresso

che nella morte di un vescovo, altri vescovi comprovinciali lo

avvocati, del collegio filosofico che


si

asside

dopo quello
filologico
e

teologico, del

portassero con
sepoltura. leva che
i

pompa

funebre

alla

collegio

che

siede

in-

San Gio. Grisostomo vofunerali


de' vescovi
fos-

contro all'altare,
dell'universit, che

dei professori

prendono luogo
Gli
i

sero

accompagnati

dalle

lagrime
dei poarticoli

dietro

il

collegio filologico.

in-

delle vedove, dei pupilli e


veri.

dividui dei quattro collegi, e


fessori
legiale,

pro-

Vedi Vescovi,

gli

intervengono

in

abito coldell' uni-

delle persone cui soglionsi celebra-

ed un professore

re funerali con particolari cerimoniali.


Il

versit
Il

p.

Casimiro
ci

nell'opera

citata,

da d la
ed

Roma
descri-

pronunzia l'orazione funebre. secondo anniversario pegli avV'intersolo gli avvocati concistola

vocati concistoriali defunti.

zione di vari funerali celebrali so-

vengono
riali

lennemente
lati,

ai

vescovi

altri

pre-

con

cappa chiusa^ ed
i

pro-

nella predetta chiesa.

fessori

dell'universit in

sottana e
re-

Dell'esequie de'prelati,

come

dei

ferraiiiolone nero,

professori

golari con l'abito del


Il

loro ordine.
';

segreta del Papa,

il

quale dispose,
della

terzo anniversario

pei

professi

che

il

maggiordomo come capo


(perci

sori

dell'universit

defunti;
sola

ce-

famiglia pontificia sedesse nel primo

lebra nella stessa


cedente, con

mattina del predei


Il

luogo
e

non intervennero
anche
sopra
i

il

l'assistenza

govei'natore, l'uditore della camera,


il

nominati avvocati

professori.

tesoriere),

pa-

quarto anniversario, che pur si celei)ra nel carnovale, per ognuno


degli
bri

triarchi,
tificato
li

com
di

erasi praticato ne!


ai

pon-

Clemente IX,

funera-

avvocati

concistoriali

memA.

del

de'suddetti collegi, e professori

ficie,

generale delle milizie pontifatti celebrare da quel Ponagli


s.

dell'universit
(|iielli
ri
i

morti nell'anno.
avvocati
questi
i

tefice

per

gli

e professo-

chiesa di
quelli

8 giugno 1668 nella Maria Maggiore, e in


mai'zo

intervengono

due

corpi;

de' 2

1669
l'

primi in cappa chiusa,

secondi in

rale Villa. Presero


tra
la

sottana e ferraiuoloiie; negli


versaii
tovati
nell'

anni-

pielatura

gli

al geneultimo luogo avvocati con-

de'membri de quattro mencollegi, che pur sono morti


intervengono
in
gli

cistoriali

nell'esequie di
il

monsignor
vestito

Filippucci,

cui cadavere
,

anno,

avvodei

da suddiacono
tizio

col

cappello prelapiedi, fu
la

cati

concistoi'iali

cappa chiusa,
i

pontificale ai
la

espo-

e in

abito collegiale
teologico,

membri
e
i

sto
la

con

testa verso

porta del-

collegi

medico-chirurgiproministri

chiesa per non essere sacerdote.

co,

filosofico,
dell'

filologico,
I

La
ri,

fessori

universit.

della

cappella

pontificia

celebranella

la

parala con panni nearmi del defunto, e sulporta fu eretto eguale stemma,
chiesa fu
le

con

no
r

gli

anniversari
di
s.

funerali
in

come

si

suole

fare in

tutte le so-

chiesa

Maria
finno
i

Vallicella:

lenni esequie.

Cant messa monsiservito dai cap-

invito lo

cantori
i

della

gnor vicegerente,
pellani
sostituti,

cappella pontifcia;
tutti
i

ministri sono

dagli,
:

accoliti
v' inter-

cantori,

e gl'inservienti sono
I

della cappella

pontificia
i

loro ministri.

maestri delle ce-

vennero
cantori

pure
fu
in

cerimonieri

rimonie
a due

vi assistono in

mantellone,
celebrante

del Papa;

prima

dell'asso-

e incedono appresso
a due,

al

luzione

pronunziata
lode del

l'orazione

cominciando dagli anziani, e dopo la messa sono ringraziati


assistenza

funebre
cettare

virtuoso Fili-

pucci, che
la

non aveva
dignit

voluto

ac-

nella
:

sagrestia

della

loro
in

cai'dinalizia,

per

il

collegio

de'cantori
la

questi

funerali

dispensa

can-

dela di libbra. Di questi anniversari

se

p.

ne parla ancora nel voi. VIII, 4i- Talvolta i Pontefici hanno


celebrare
i

cui Clemente XI lo benefic al modo che dicemmo alla citata biografia, e dopo morte confer il suo canonicato lateranense ed il vo,

tantato

di

segnatura ch'egli gode-

fatto

funerali

ad alcun
al

prelato distinto,
voi.

come dicemmo

IX,

p.

j-irpucci.

in

149, ed all'articolo Fiquello di questo ulti-

va, al nipote avvocato Francesco de Vico, dopo averlo fatto prelato domestico, e segretario della congregazione della disciplina. Per
la

Clemente XI fece interveniie monsignor maggiordomo, e g individui della camera


la

mo

cappella papale dei


definiti,

sovrani catil

prelatuia,

tolici

fedi

voi.

Vili,

p.

Kj'idel

Dizionario: questa cap-

58
nella
il

FUx\
Papa
l'annunzia in concinel
lesse,

FUN
e nel
nella
.<;eguente

allrellanto
i

si

sloro

ai

cardinali,

partecipar
la

facesse
ci

basilica,

cui

quindi-

loro

con
del

analoga

allocuzione
il

aliali

furono
pi
di

perci

dichiarali

morte

sovrano defunto,
si

cui

privilegiati, e se
la
il

ne celebrarono nelsettecento.

elogio funebre

pronunzia

nella

basilica

Indi

cappella

pontificia

dopo

la

messa,

Pontefice dispose che fosse trasil

e suolsi poi [)ubl)!icare colie stampe.


Altri funerali
(illi

portato
fatto
il

cadavere del
la

fratello, e

celebrare dai

funerale, con questo lego-

Papi^ sono
in

seguenti.
assist
a' ai

Urbano

lamento. Precedeva
ta
s.

confraterniquelle di

Avignone

funerali che

delle

Stimmate,

indi

i6 ottobre del i3fiG, al genitore Guglielmo Grimaldi o Grimoardi barone di Boufece

celebrare

Trifone, e dell'oratorio di detta

basilica.

Succedevano

frati
s.

di

s,

Francesco a Ripa,

e di
di
s. s.

Pietro

j-e

di

Grissac,

cui

concesse

Montorio
di
s.

monaci

Bernardo,
Sebastiano
e curato

l'indulgenza plenaria. Clemente Vili

Pudenziana, e di

celebr masnifci funerali nella basilica

fuori delle
di
s.

mura;
,

preti

vaticana, ad Alessandro Fai-

Susanna
il

quello della ba-

iicsc

duca di Parma, moito a' i dicembre i5q9,,uno de'pii grandi

silica;

vicario, capitolo e clero delin

la

basilica

cappa

per

indulto

capitani de'suoi tempi, e condottie-

pontificio,
i

altrimenti bisognava che

ro dell'armata della lega cattolica, per dare alla Francia un re cattolico.

canonici incedessero in cotta e roc(

chetto

la

cappa

canonici l'usala

Essendo morto santamente il primo gennaio 17 13 Giuseppe Maria cardinal Tommasi, poi beatificato da Pio VII, e non trovandosi
funerali
,

no solo
s.

in

coro, e per
il

festa

di

Marco dovendo

capitolo vati-

cano portarsi dalla basilica a quella chiesa, e da questa alla basilica di

il

necessario per
cjuesli

fargli

buon mattino, ogni anno imla pontificia

fiuoiio

celebrati

petrano

licenza);

il

fe-

per conto delia camera apostolica d'ordine di Clemente XI. Essendo

retro portalo dai confrati dei

due

primi sodalizi, seguito dai palafrenieri

Orazio Albani fratello di detto Papa, questi si rec a visitarlo al suo palazzo alle cjualtro fontane a'20 gennaio 17 12, e quegli mor a'aS detto: il di lui corpo vestito del sacco dell'arciconfravicino a morire
d.

del defunto,

da

quelli de'suoi

parenti, e da venti

del

Papa,

tulli

con torcie accese, oltre


cie sparse in vari

le altre tor-

punti della

pom-

pa funebre, che veniva chiusa dalla


il

carrozza del

defunto.

Arrivato

fernita delle

Stimmate
in

fu trasportaalia
basili-

convoglio alla basilica, preceden-

to nella

sera

seguente
nel
il

ca di
volle

s.
il

Maria

Ti'astevere,

Papa che
fosse sospeso

medesimo
possesso e
di

giorno

nobilmente, fu cadavere, che spogliato del sacco, fu vestilo con abito di citt, e collocato su gran
apparala
fatta

temente

l'assoluzione al

cavalcata
volere

del

senatore

Roma
suo
ordin,
tutte le

letto in

mezzo
le

alla basilica, tra cen,

Mario Frangipane: bens


il

per

cardinal

vicario
in

che nello stesso giorno


chiese di

Roma
pi

si

celebrassero per
si

furono usate Intervennero alle esequie, e dal lato del vangelo, monsignor maggiordomo (non
toquaranta cerei
lati

ai

banderuole.

suo

conto

messe che

po-

il

governatore, l'uditore

della

ca-

FUN
inerii,

FUN
che su
di
lui
figlio

59
gli

il

tesoriere

Clemente XIII
in

fece cele-

hnnno
della

piecedeiiza), che

come capo
doveva

brare

Roma un
s.
i

funerale
descritto

nella

famiglia
il

pontifcia

chiesa di

Marco,

nel

prendere
di
lui
la

primo
la

posto, e

dopo
i

numero 641
ci

del Diario di

Roma,
altre

tutta

romana

prelatura,

che fu pure

ripetuto

in

con

camera segreta compresi


il

chiese.

cappellani segreti; dalla parte dell'epis(ula sedeva

Nel seguente anno mori in Venezia d. Aurelio Rezzonico fratello


di

vicario rol

capito-

Clemente XI H,
ss.

e questi gli

lo della' basilica,
gli

dopo

canonici

fece

celebrare

avvocati concistoriali, nei banchi


dieti-o
i

chiesa de'
sio

un funerale nella Vincenzo ed Anastaparrocchia


del

di

beneficiati.

La

messa

a Trevi, allora
apostolico
i

fu

cantata dall'arcivescovo d'Atene

palazzo
riportano
del
sa

Quirinale, che

Corradini, ndifore del

Papa. Nelle
di

numeri

66 5
1

e
la

6618
mesas-

ore pomeridiane

il

cadavere fu
sacco,

Diario di Roma. Cant

nuovo
in

rivestito di

posto

monsignor patriarca
dai
ministri
pontifcia
,

Colini,

tre

casse di

cipresso, di

e di

olmo, fu trasportato
s.

piombo alla mened


il

sistito

e cantori

della

cappella
i

intervenendovi
la

zionata chiesa di
ivi

Sebastiano,
d

cardinali

palatini,

camera
p.

se-

tumulato.
s.

Nel

seguente

greta e famiglia nobile


ecclesiastica

pontifcia

capitolo di
nella

propria basilica
A"?,
i

Maria in Trastevere gli celebr un


di

e secolare, col
del

Ric;

chini

maestro

sagro

palazzo

funerale.

febbraio poi,

la

quindi nella
chierici

medesima

chiesa

dai
s.

camera segreta
pria chiesa di

pontifcia, nella pros.

minori, ed in
si

quella di

Marta presso

il

Marco

celebrarono

altri funerali.

Vaticano,
gripanti
glio

gli

celebr altro funerale,

E
il

con l'intervento dei cardinali


,

Sa-

alcuni

per non diie di altri, giacch di ne parleremo in appresso,


chiesa
a'
i

ed

del
,

defunto,
di

Annibale Albani fiin cappe pao-

regnante Pontefice Gregorio XVI,


della
ss.

nella

Trinit

dei
fece

nazze

mo,

di

monsignor maggioidoCarlo, ed Alessandro Alaltri


figli

pellegrini,

22 giugno 1837,

celebrare

funerali al cardinal Pier

bani poi cardinale,


definito,

del
ca-

e degl'individui della

mes<a l'arcivescovo Alessandro Bonaventuia elemosiniere del Papa, e Majella assunta la soprana, pronunzi lesegreta.
la

mera

Cant

Francesco Galeffi, ed in quella di Maria Maggiore, a' 25 settems. bre 1842, all'antico suo amico monsignor Antonio Maria Traversi

patriarca
biografa

di

Costantinopoli,

la

logio funebre.

detto XIII nel


celebrato
basilica
il

Del funerale celebralo da Bene1725, dopo aver


concilio

descrivemmo al voi. XVIII, p. 106 del Dizionario. Le di lui spoglie mortali dopo essere state esposte in una delle sale del
cui

romano,

nella

lateranense in sulFiagio dei


descrizione al
del
d.

carrozza col consueto

suo palazzo, furono trasportate in funebre ac-

defunti che avevano celebrato concilii,

compagnamento
cale
basilica

alla

detta patriar-

ne facemmo

la

volume XV, pag. lyS nario. Per morte di


,

DizioVittoria

accaduta in Barbarigo Rezzonico Venezia a' 29 luglio i758, il suo

addobbata a lutto, e circondato poste su grande Ietto da molti cerei. Monsignor Lodovico Tevoli arcivescovo di Atene pondi requie, tific la solenne messa
,

6o

FUN
storiche a
pontificii.
11

FUN
pag. ^01., dice che
di
s.

che fu accompagnata dal canto dei


cappellani cantori
legio decli
sistenti
al

ai

29

col-

agosto

arcivescovi e vescovi assoglio,

iSya il patriarca salemme nella diiesa di


d' Araceli

GeruMaria

unitamente a
chiosa

tut,

to

il

capitolo di quella
il

al

quale apparteneva
stettero al

dcfunlo, assiil

messa per l'anima del re di Polonia Sigismondo li, alla quale assistette Gregocelebr
la

funerale, e quindi
solite formalit
,

ca-

davere colle
in

venne
lodato
e
col

rio XI li con trentotto cardinali, e che poi, posilo panno nigro ante

essa

tumulato

ove

il

soliuin,
Il

absolvit
p.
i

seciinduin- riluni.

Pontefice con

iscelli

marmi
:

medesimo

Casimiro
solenni
principi
di

descrive
funerali

busto del defunto

gli eresse

un modi
tal
riil

in detta

opera
nella

numento
messa
al

sepolcrale
in

copia

celebrati a diversi

e
s.

per-

busto pure

marmo
di

stata

sonaggi

chiesa

Maria

liceo

Venezia, in cui
stato

d' Araceli, e le

pompe

funebri del-

prelato era stato benemerito prov-

veditore;

essendo

il

monuil

l'accompagnamento, per cui riporteremo alcuni cenni di essi delle


cose
principali
si

mento anche

rame, ed celebre cav. Angelo Maria Ricci


inciso in

pii

importanti.
i

lo

Nel 1493
rali

celebrarono
INIari

fune-

fece ripetere in piccola dimensione,

e porre in fronte al suo opuscolo:

Stanze e cenni
sij

biografici

intorno

genovese, padre del cardinal Lorenzo Cibo arcivescovo di Renevento, e nipote d'Innocenzo
Vili,
preliili
coli' inter-

a Domenico de

monsignor Antonio Maria Tra^'cre

descrizione

del
in

monumento
s.

vento
nali,

di

molti

con
di

abiti

cretto

al

medesimo

Maria

neri, e diverse

famiglie

cardi-

Maggiore, e scolpito dal ca\>. Giuseppe Fabris, Roma, tipografia delle

poi accompagnali alle loro ca-

se dai

cursori
si

sulla

porta

della

belle arti

843.
de' fedeli
degli

chiesa
dele,

fece distribuzione di can-

UeW Annii'ersario
celebra
il

e vi

fu

r orazione
il

funebre.
funerale

funti [Vedi) e del funerale che

Nel
di

i532 ebbe luogo

sommo

Pontefice,

se

ne

Gio. Giorgio Cesarini,

con
colla

elo-

parla

ancora all' articolo Commemorazione de' fedeli defunti ed


5

gio funebre, ed assistenza del


gistrato
niiglia

mafa-

romano
di
al

questo
VII,

al

volume

IX,

pag.
il

89

e 90.

Il

Clemente

interven-

celebrante, che

cardinale peni-

ne pure
le
si

trasporlo del

cadavere

tenziere maggiore,

guanti n sandali

non assume n e non assisten-

in chiesa, preceduti dai cursori col-

do

il

allora

Papa fa egli l'assoluzione, ed il tumulo si mette al solito

mazze d'argento. Nel 1592 ad Onorato funerali i Caetani duca di Sermoneta, e cant
solite

fecero

luogo,

ma

rivoltato

verso

altare.

la

messa

il

vescovo di Sidonia alla


sei

Dei funerali pei sovrani cattolici, oltre quanto poi diremo, se ne tratta ai volumi Vili, pag. 19?, e IX, pag. 128: delle cavalcate funebri per quelli

presenza

di

cardinali

parenti
suoi

del defunto, oltre molti

altri
il

consanguinei. Nei

iSgS

popolo
di

romano

fece

funerali

ad AlessanPardi
s.

morti in

Roma
p.

se

dro Farnese romano, duca

3o6, 307, 3o8 e 809. Il p. Casimiro da Roma nelle sunnominate Memorie


la

ne discorre

volume X,

ma

e Piacenza,

gonfaloniere
fidei

Chiesa,

catholicae
di

acerrimo

propugnatori:

quelle celebrategli

FUN
Clemente Vili, ne facemmo memoria di sopia. Nella cima del gran
tla

FUN
lenne fu cantata fra
certi
i

61
flebili
1'

con-

della

musica

ma

orazione

catafalco

fu

posta

la

statua

del
ca-

recitata dal

marito, per commoziooppressione di


finirla.

duca a
pitano
falco in

cavallo, col bastone di


in

ne

di

tenerezza, ed

mano

dentro

il

cata-

dolore non pot

La
la

descri-

forma di tempio , era il letto mortorio nobilissimo. V'intervennero quasi tutti cardinali ed immenso popolo, ad onta deli

zione del funerale la

fece

Girola-

mo

Rocchi, e nel

1627

stam-

la

pioggia: recit l'orazione latina


Cesarini
,

Gabriello

vestito
di

d'

una

p il Zannetti, insieme col disegno del catafalco, con le composizioni accademiche, e con l'orazione funebre. Nel i63o il senato e
popolo romano celebr solenni esequie a Carlo Barberini fratello di Urbano Vili, allora regnante, e
generale
di
s.

roba lunga da senatore


riccio
j

velluto
italiana

con

altra

sua

fu stampata dal Zannetti. Nel


il
i

1602
Aklodi
s.

senato e popolo
funerali
a

romano celebr
generale

Chiesa.

Cant

la

Gio. Francesco

brandini
te

capitano

vescovo di Ferentino, alla presenza dei cardinali con cappe e

messa

il

Chiesa, e nipote dell'allora regnan-

vesti

violacee,
di

invitati

dai

conser-

Clemente Vili. Cant

la

messa
di

vatori
prelati.

Roma
i

insieme

a molti

Orazio IMattei vescovo di Rossano


o meglio Gerace, alla presenza
lati,

Oltre
il

conservatori, v'in-

quaranta cardinali, dei primari predel senatore


e

magistrato

di

Roma
glio

(che
al

gli

eresse in
iscrizione,

Campido-

senatore di Roma, d. Taddeo Barberini figlio del defunto col proprio suocero Colonna duca di Paliano, e con molti notervennero
,

onorevole
fatto

come
di

alui
le

bili,

della
vestiti

curia
di

romana.

Due

vea

cardinal Pietro

giovani
so

lutto erano pres-

fratello); cinque vescovi

fecero

solenni assoluzioni, l'uditore

delle

il letto con duobns Jlahellis, seii titano nigr cuni lande rolis de tajf

contraddette Verospi pronunzi dotta

insignbiis defunctij e sopra

il

let-

orazione
spada,
il

funebre,

e sul letto,

to

fu posta

corona aurea. L' orala

posilum sub castro


sta
la
il

doloris, fu
di

bastone

pogene-

zione funebre

recit

d.

Giulio

Cenci romano,
riale,

rale,
ro.

Nel

Sitti

due speroni d'o1627 fu fatto il funerale Maani Gioerida, moglie del


cappello, e

mano

avvocato concistoed avvocato del popolo rocon veste nera de sajelta


ordinario

fllediolani

modo
le

docto-

celebre

Pietro

della

Valle

nobile
ins.

rnni, et cuni birreto clericali; indi

romano,

morta molto tempo


le

cinque vescovi fecero


ni,
li.

assoluzio-

nanzi, e sepolta nella cappella di

proni dici tur


L'orazione

in libro pontifica-

Paolo. Vi assisterono
li

principacavalieri
,

dame

pi pregiati

fu pubblicata colle magnifica fu la macchina stampe;


del

della citt, ventiquattro cardinali

catafalco,

ed

anche l'esterno
ornato

popolo innumerabile. Nobile e sublime fu il catafalco, con epitafe


fi

della porta della chiesa fu

in

dodici lingue,
la

che

morte
in

di

Siiti
le

per esprimere veniva comla


I lumi messa so-

con grandi colonne e statue: furono impiegate cinquecento torcia, cinquemila duecento libbre di cera,

pianta da

tutte

nazioni.

e distribuito a' poveri


di

ventisei

furono

gran copia;

rubbia

grano

in pane.

Nel i632

67
con solenne
Alaceli
velli
il

FUN
pompa
tadaveie
lii

FUN
poi tat
in
piali

faremo menzione
casi.

di
all'

due

re-

del

duca Sain

centi

Dicemmo

articolo

ambasciatore
s.

dell'imperatore,
iN'iccola

Frosini
la

dalla chiesa di

Carle vi

sua diaconia di
gli

Cardinal, che ancora nels. Maria in Cosfurono


celebrale
1'

cere, essendo appaiale

ambedue

medin
bre

ese-

chiese di nero. IVella processione

quie con recita di


;

orazione
i

funecar-

furono
tredici
ci

putti del
s.

Letterato,
gli

poi

nei

coretti

assisterono

ospizio di

Michele,
di

orfanelli, tiedi,

dinali Zurla,

Weld,

Brignole,

Ria-

compagnie
,
i

sacchi,

varola, Mattei e Gazzoli.

Dopo
pel

fraterie

frati

d'Araceli

vere l'universit
il

romana

celebrato
car-

quattrocento cadavere sopra grandissimo letto coperto con coltre di broccato d'oro, con la guardia del
torcie
:

conventuali,

portanti

funerale di

espiazione

indi

il

dinal

Giacomo
s.

Giustiniani

camer-

lengo di

Chiesa,

ed

arcicancel

liere cell'universit, la pontificia ac-

Papa, ed cursoii avanti in abito paonazzo con bastoni innigentati. Intorno al corpo erano candcllieroii con lorcic accese, e quattro bani

cademia romana di archeologia, che ha nella medesima universit iu


propiia sede,
tore,

come

a suo

protet-

l'ultimo di

febbraio

i844)

derole con
cata
dei
,

la

s.ua

arma:
,

la

cavaldel

fece altrettanto nella chiesa dell'universit, perci apparata a lutto,

mazzieri

e famiglia

Papa
la

con molti prelati, chiudeva


JN'el

con

iscrizione

analoga
sulla
la

alla

circo-

processione funebre.

1669

stanza, posta

Ironie

del sa-

ebbe luogo solenne funerale per Francesco duca di Beaufort figlio di Cesare duca di Vandonio naturale di Enrico IV e di Gabriel,

gro tempio. Celebr


signor

messa monvesco-

Gio. Battista Rosani

vo di Eritrea, socio oidinario dell'accademia, alla presenza del presidente e soci dell'accademia slessa, e nei coretti
Sf(jrza

la

di Estrees,

glorioso per n)ilitare

imprese, figurate nel maestoso e decoroso catafalco, disegno del cav. Bernino, ma senza lumi, sparsi per per
lieri

dei

cardinali

Riario
Poli-

protettore di essa, e camers.

lengo di
dori,

Chiesa,

Macchi,

la

chiesa su grandi candel-

Mezzofanli, Gazzoli e Grimal-

d'argento.

Fu

cantata

la

meslloc-

di, tulli soci

d'onore dell'accademia,
personaggi.
Il

sa dall'arcivescovo di
ci,
li,

Damasco

non che
rio
cit

altri

conte

alla

presenza di molli cardina-

Giuseppe Alborghetti socio ordinae tesoriere dell'accademia, re-

prelati, senatore, conservatori, e

tutta la nobilt di

Roma.

Il

p.

A-

un
che

aflfettuoso

ed

elegante elo-

dami

gesuita disse l'elogio iunebre.

gio,

dest In

Siccome abbiamo veduto che nei tempi antichi solevano i cardinali


assistere ai funerali

uditori.
nerali

commozione negli quanto ai memorali fur universit celebra al camerlengo arci-

che

in abito e cap-

defunto

cardinal
della

pa, al presente ci pii


tica,

se

non si pranon per qualche funerale


:

cancelliere

medesima
interviene

nella

propria chiesa,

v'

il

nuo-

de' sovrani

sogliono per privata-

nei coretti o triqualche solenne esequie di principe o ambasciatore, e di car-

nienle assistervi

bune

in

vo cardinal camerlengo arcicancel liere in cappa, e siede dietro il dossello. V'intervengono gli avvocati concistoriali con la cappa chiusa,
i

dinali

in

particolari funerali,

dei

membri

dei collegi

teologico.

FCN
medico-chirurgico, (llosofico,
gico,
iii

FUN
filolostessei

G3
intorno
quatIl

sopra ornato letto di duolo, vestito di

ed
la

professori della
tutti

u-

nero con spada, ed

versila,

in

abito

collegiale.

quattro
tro

palaficnitri vestili di grale

Dopo

messa cantata da
vi

un av-

maglia, che sventolavano

vocato concistoriale,
razione l'uuebre.

detta l'o-

banderuole delle sue armi. tempio fu nobilmente parato

a
e

Altre notizie sui funerali


vrani, principi, ambasciatori
ili

di

soal-

lutto cogli

stemmi

del

defunto,

ed

personaggi

sono riportate dai

Diari di Roma, i cui numeri citeremo. Nel numero 210 del 171851 legge, che il cadavere di d. Flaminia Maria Borghese Odescalchi duchessa di Bracciano, di notte iu privatamente portato in carrozza
alla

pi di cento fiaccole di bianchissima cera. Celebr pontificalmente la messa di requie 1' arcivescovo di

Bagusi
nistri
tificia,

Comentani

coli' assistenza

del capitolo della collegiata, de'mie cantori e


della cappella ponispiecial
,

per
altari

indulto

di

Clemente XI
lutti
gli

de' ss. Adove nella mattina seguente si vide vestila con l'abito di s. Francesco e scalza sopra il letto di duolo, con quattro banderuole
postoli,
,

chiesa parrocchiale

mattina della chiesa furono


in

quella

air intorno

il

letto

come

la

chiesa
e di
al

erano ornali bianchi veli


Ietto
ca.

di
,

drappi

neri

privilegiati. Indi venne tumulalo collo slesso vestiario, e con molte medaglie, entro cassa di abete, la quale fu messa dentro altra di piombo, sulla quale era incisa analoga iscrizione. Nel numero

dichiarati

ardendo

intorno

cento grossi cerei di cera biani

4^3 del 1720, si riporta cadavere della principessa


te

come
d.

il

Launot-

Clemente XI ordin che


della

cane
i

ra Altieri verso le tre ore di

tori

cappella

pontificia

fu portato in carrozza alla chiedi


s.

ministri della sagrestia pontificia


si

vi

sa
la

Maria sopra Minerva


giorno
in

nel-

portassei'o, per assistere alla

mes-

mattina seguente, ch'era


,

il

giosi

sa pontificata da
schi
ri

monsignor

Bra-

ved santo

cui

non

vescovo

di

Sarsina. Degli ono-

funebri resi da Clemente


figlio

XI ad
fi-

possono celebrare i funerali, il cadavere venne esposto tra una moltitudine di cerei,

Alessandro Sobieski

del re di

per tutto
le

il

tem-

Polonia, ed a Filippo Maurizio

po che
te

si

celebravano
si

sagre fun-

gho

dell'elettore di Baviera,
al

ne par-

zioni, e perci

appar nobilmens.
:

lammo

volume X, pag. 3o6 del Dizionario inoltre il Papa di proprio pugno scrisse ai genitor di
;

tutta la cappella di
colla

Domeniil

co,

navata dinanzi

cadasola-

vere vestito da
letto
di

monaca
ove
le

si

pose sul

tali

principi, consolandoli

terne

condoglianze.
del

4o8

1720

si

con paNel numero legge, che il ca-

duolo,

stavano
quattro
del

mente appoggiate
deruole. Nel
vi

ban-

numero ggr
del
di

1723

davere del principe d Antonio Ottoboni nipote di Alessandro Vili, padre del vixente cardinal Pietro,
e gi generale di
le
s.

la

descrizione

funerale

celebralo al granduca

Cosimo
s.

111

agli

Toscana ti dicembre, dal


basilica

Chiesa,

-verso

capitolo valicano nella


Pietro,

di

tre ore di

notte in

carrozza fu
s.

per essere
della

slato

dichia-

portato alla chiesa di


nella mattina seguente

Marco, e
fu

ralo

canonico

medesima da
potesse
in

esposto

Innocenzo XII, perch

FI
tappa venerare da vicino, nell anno santo iroo, le tre reliquie maggiori.

\
di

di

Spinelli

arcivf'scovo

.Napoli.

L' ultima cavalcata funebre celebrata

>el volume

X,

png.

3o6,

si

in

Roma

per

una

regina

ivi

detto
celebrare

come

Clemente

Xll

fece
alla

defunta, quella per


sa di

Maria
delle
1

Lui-

magnifiche

esequie

Borbone regina
e

regina

Maria Clementina Sobieski


di

gne

dell'Indie,

a'

Spagennaio
de-

moglie

Giacomo

III

re cattoli-

18 19,

che

co' suoi

(linerali

co d' Inghilterra, nella chiesa de'ss.


il cadavere con cavalcata ed assistenza de' cardinali; ed al volume IX, pag. 128, si disse del funerale

Apostoli, ove fu portato

in carrozza,

celebralo alla
la

medesima regina
il

nel-

basilica

vaticana dopo
il

solen-

scrivemmo ai volumi IX, p. 128, e X, pag. 807 e seg. jVella morte poi di Maria Isabella di Braganzti regina delle Spagne e delle Indie, consorte re Ferdinando VII il suo anche in Roma gli fece celebrare solenne funerale a' 28 settembre
18 19 nella chiesa
di
s.

ne trasporto (nel quale

capitolo
la

Ignazio, per

vaticano con indulto assunse


del cadavere,

cap-

pa a cagione della stagione ed oia) con l'intervento di alcuni cardinali, quali pure interTennero al trasferimento del suo cadavere, nel mausoleo erettogli
i

mezzo del suo ministro cav. d. Antonio de Vargas. Architetto del


gran catafalco fu il cav. d. Isidoro \elasquez, del resto degli addob-

jiell'istessa

basilica.
si

Le

descrizioni

di tali funerali

leggono nei nu-

ed ornati il cav. Pentini, e riuopera splendida, magnifica e piii sontuosa, avendovi lavorato valenti scultori ed artisti, come si
bi
sc
i

meri 2729 del 1735, e 4^93 del 1745. JVel detto volume IX, pag. 128, si dice eziandio dei funerali celebrati da Clemente XIII a Gia-

legge nell'opuscolo:

Pompa
di

fune/ila-

hrt per
ria
delle

le

solenni esequie
di
e

Isabella

Braganza regina
delle

Spagne
in

Indie, fatte
S.

como
fatti

mentovato, e di quelli dal suo figlio cardinal Yorch


III

celebrare

Roma da

M.

C.

nella basilica vaticana,


arciprete, e

di

cui era

ad ambedue interven;

nero

cardinali

ci

liportato
dell'an-

dai numeri

756g

7072

V augusto consorte Ferdinando PI l'anno 8 q, descritta da Giuseppe Antonio Guattanij Roma 1820 nonella stamperia de Romauis bilissima edizione con belli rami.
1

no 1766. Ivi pur si dice come Clemente XIII avendo inteso che il ve erasi di nuovo ammalato, dopo la colletta pio rege iiifrmo, gli
compart
le

Le
bre

lapidi

latine

le

scrisse

il

cele-

sacerdote

Domenico
la

Marsella. Celebr

Antonio messa monsi-

l'apostolica

benedizione,
teatri, e vol-

sospese l'apertura dei

che tutte le basiliche, chiese collegiate ed insigni di Roma, dopo


la

Francesco Bertazzoli arcivescovo di Edessa, ed elemosiniere segreto di Pio VII, assistito dai ministri e cantori della cappella pontificia,

gnor

ed

alla

presenza

de' cardiinli

sua

morte
la

gli

cantassero una
prati-

nali,
vitati

e del corpo

diplomatico,

messa di requie, come avea


cato per

dal suddetto ministro, che

regina

consorte
i

Cleteatri

ricevette e

ringrazi

dopo

la

fun-

mente
ni

XlI,

sospendendo
le al

zione.

i>ench carnevale, e

illuminazio-

Pronunzi l' elogio funebre monsignor Gio. Francesco Marco y


di rota

per l'esaltazione

cardinalato

Catalan uditore

.^pagnuolo,

FUN
poi cardinale, uell' idioma latino, nel
di

65^

incedevano a piedi, ed
l'incaiicato
di

cnpo
di

quale, e con la traduzione in italia-

scoperto

alari

no riportato
lo.

nel detto
le

opusco-

Dopo ebbero luogo


i

cinque
d' Ate,

Francia presso la santa Sede, cui facevano ala gli attaccati alla legazione,
altri
i

assoluzioni, che fecero


ri

monsignoFrate

gentiluomini di corte, ed

Guerrieri

arcivescovo
di

ne poi vescovo
lini

Rimino

arcivescovo di Filippi,

vicearci-

Venivano appresnotaro regio, intendente ed impiegati dell'ambasciata, i depupersonaggi.


so
il

generale di

Roma,

Coprano
,

tati

de' regi

pii

stabilimenti
si

fran-

vescovo d'Iconio poi caidinale,

Mesa-

cesi

in

Roma,

de' quali

parla alil

nochio vescovo di Porfirio


grista del

l'articolo
tore,

Francia
di

(^Fedi),

diret-

Papa, e Bertazzoli cele-

pensionati, ed allievi dell'ac-

brante.

cademia

Francia

in

Roma

ed

Nel numero

44
si

<^^'

Diario di

un numero
devano
la

consideiabile di nazio-

Roma
fatto

del

1887,

legge

un

giu-

nali residenti nella detta citt.

Chiule
ti

sto e bello elogio,


in tale

ed

il

funerale

pompa funebre,
1'

citt al

marchese Fio-

carrozze nobili di corte, quelle dei

rimondo
ta
la

di

Latour-Maubourg amivi
a' 2 3

componenti
lica,

eccellentissimo
la

basciatore di Francia presso la san-

diplomatico presso
precedute
cardinale

corpo Sede apostodel

Sede, morto

maggio,
presen-

dalla

carrozza

quale rappresentanza

al

funge lodevolmente il degno fraconte Settimio de Fay Latour Maubourg, anch' egli pari di
te
tello

Francia. Di tal descrizione qui

ri-

Lambruschini segretario di stato, quella di monsignor Actou uditore generale della camera ora cardinale, ed altre di nobili romani. Giunto il convoglio funebre aila

porteremo un breve cenno. Il cadavere dopo essere stato imbalsamato, e rinchiusi i precordi in un vaso secondo il costume, venne esposto ne' giorni 26, 27 e 28 sopra maestoso catafalco in una delle sale del palazzo Colonna residenza dell'ambasciata francese: la gran sala della cappella fu addobbata a lutto, e vi furono eretti tre altari
,

regia

chiesa

fu

ricevuto

con

croce inalberata alla porta


pale dal superiore e dai
ni
alle

prin.i-

cappella-

in

cotta,

dopo

l'assoluzione

mortali spoglie, queste vennero


e collocate sopra

deposte

un gran

catafalco, innalzato a pie della na-

vata di mezzo. Nel giorno seguente

celebr la solenne

messa

moncol-

signor Piatti arcivescovo di Trebi-

privilegiati
le

per

la

celebrazione delil

sonda, e vicegereute di

Roma,
la

messe. Nella sera dei 28

ca-

r accompagnamento
cantori pontificii,
cesi

de' cappellani

davere fu trasportato alla regia Chiesa di s. Luigi de^francesi ( Fdi) con questo cerimoniale. Apriva funebre convoglio un drappello il
di

dopo

quale
la

fe-

dallo

stesso

prelato

solita

assoluzione intorno al cadavere.

Le

due tribune del coro


riservate, quella a
nali,

erano state
prelati
delie
as-

cavalleria,

quindi
si

seguiva

ma-

destra ai cardiai

gnifica carrozza,

parata

a
il

bruno,
corpo,
di

e la sinistra

dentro
staffieri

la

quale

colloc

primarie cariche;
sisteva
il

nella

prima

attorniata da

numeroso
del
l'

stuolo

e di famigli
accesi, e

defunto,

con cerei

ombrellino. In-

\0L.

xxviu.

Lambruschini. Quattro grandi tribune costruite ai due lati della nave maggiore, era5
cardinale

C6

FUN
diplomalinistri

FUX
scovi assistenti al
soglio,

no occupate dal corpo

ed

miIl

co, dalla prelatura, dai principi, e da altri nobili s\ romani, ch'esteri,

della

cappella

pontificia.

Sedevano
oo
la

nei

banchi disposti
i

lun-

cadavere deve seppellirsi vestito dei paramenti pontificali di colore paonazzo,


e
si

navata di mezzo
pii

deputati
il

colloca
al

in

due
del

casse,

de' regi

stabilimenti francesi,

In quanto
"vere

trasporto

cadain

direttore, pensionati ed allievi dell'accademia di Francia, e i nazionali

dei

patriarchi

dalla

casa

chiesa, esso col cappello usuale ne-

residenti in
il

Roma. Terminate
del

ro in capo
za,

si

pone

in

una
ai

carrozcavalli,

l'esequie,

corpo fa deposto e sugnotaro


regio

coi

fiocchi

paonazzi

eellalo a rogito

Intorno alla carrozza incedono


to servitori in livree di gala, e
torcie accese.

ot-

dell'ambasciata, in una cassa di cipresso, e posta entro altra di pioni-

con
car-

Siegue un'altra
,

bo ed ambedue si rinchiusero in una terza di abete, e quindi seppellito


ss.

rozza coi

cappellani

camerieri
si

del defunto.

Tuttoci che

prati-

rimpetto
Ivi

alla
il

cappella

del

ca pei patriarchi,
altari,

come

erezione di

Crocefisso.

sullodato

am-

vestimenta, trasporto, ed esprelati di


fioc-

basciatore fratello, gli eresse onorevole deposito, di cui parlammo


al citato articolo

posizione del cadavere e tutt'altro,

ha luogo pure
chelti.

pei

Francia, ove agchie-

Pei funerali di
soglio
alla
si

giungemmo
sa
di
s.

altre notizie sulla

assistente al

un vescovo destina una


funedei

Luigi de' francesi.


ai

chiesa
si

capace

funzione
del
si

Sebbene
si

rispettivi

articoli

bre,

parandosi
Il

come dicemmo
trasporto

parli delle cerimonie

funebri,

che

patriarchi.

cadaregopregli

praticano pei prelati della santa Sede, ed oltre quanto dicemmo gnericamente di sopra, pure qui fa-

vere dalla casa alla chiesa


la

dall'erede
casa
si

come pi
cogli

gli

piacer:

in

espone
chiesa

abiti
.sagri;

remo cenno
alcuni.
si

delle cose principali

di

latizi,

in

con
altri

li

Pei funerali di

un patriarca

altari

non sogliono
patriarchi,
se

erigersi
prelati,

ai

deve scegliere una chiesa sofficientemente grande, e si para con panni neri, trine d'oro, stemmi gentilizi, ed effigie di morii. Il cadavere vestito d'abito prelatizio si espone

vescovi, n agli

medi
li

no

fiocchetti,

ed pure

altri
il

prelati

Papa non

accorda

se

richiesti.

All'esequie vi

due

giorni in casa, con berretta ne-

ra in capo: nei due giorni tanto ai


patriarchi che agli altri
fiocchetti,
le
il

prelati di

mterviene il collegio de' vescovi asministri della soliti sistenti, ed cappella pontificia, essendo esposto cadavere sul letto, con cerei preil
i

celebrano in casa delmesse negli altari eretti secondo solito, ma sempre con permesso,
si il

scritti

dallo statuto
Il

del clero,

ma

senza banderuole.

ve seppellirsi vestito
casse.
tica

cadavere dede' paramenti


e
in
si

Dopo
davere

trasporto
si

in chiesa

il

ca-

messali ossia pontificali,

due

paramenti sagri, e si espone sul letto con quattro banderuole ai lati. Il numero
veste
coi

Pei semplici vescovi


altrettanto,
di

prati-

meno
quelli

l'assistenza
assistenti

del collegio
soglio.
I

al
si

dei cerei intorno al

letto

si

regola
All'-

funerali del
al

vicegere.nle
di

secondo

lo statuto del clero.


il

regolano

modo

indicato

so-

sequie interviene

collegio de' ve-

pra, essendo o

patriarca

vesco-

FON
vo.
^'el

FUx\
casa
alla
iil

67
quelli

trasporlo

dalla
i

nerale, sono

come

dell'udi-

chiesa, intervengono
stola

curati in

tore della camera, essendo aneli egli

nera

torcia accesa,

ed

come

il

maggiordomo
I

prelato

camerlengo del clero


la,

in cotta, stola

di fiocchetti.

funerali

del

magquelli

e piviale nero.
lutti
gli

Dopo
ufficiali

bara
tri-

giordomo
dei

si

regolano
si

come

sieguono

del

patriarchi;

bunale del vicariato. Nella mattina


dell'esequie
si

avere quelle

avvertenze
circa

debbono pero che indii

canta

l'ufficio

dai

cammo

di

sopra

cadaveri

parrochi,

che insieme cogl' indivi-

dei cardinali palatini, tanto nell'e-

dui del nominato tribunale assisto-

sposizione in casa, quanto nel tras-

no poi
nei-ali

alla

messa

di requie.

I fu-

porto del cadavere in chiesa. Nelle

del

governatore
e

di

Roma,
del

esequie

intervengono
del

ministri

sia

nel trasporto alla chiesa, la pal'esposizione

della

cappella
segreta

pontificia, e la ca-

ratura di essa,

mera
siastica

Papa

si
il
il

eccle-

cadavere in casa

in chiesa, co-

me
te

ai patriarchi,

comprensivamenaltari
Il

che secolare. Se vescovo, assiste anche


de' vescovi
assistenti
al

defunto
collegio

all'erezione

degli

quattro banderuole.

ed alle cadavere si
s'

soglio.

La

espone sul
abiti

letto

rivolto all'altare

guardia svizzera non ha luogo ne al trasporto del cadavere in chiesa

sacerdote o vescovo, e vestito degli


sagri
il

u
dia
sol

all'esequie,

dappoich

tal

guar-

del suo

ordine

se

chierico

cadavere rivolto

alla

accompagna il maggiordomo quando esercita qualche azione


sua
carica, e
in
I

porta della chiesa, vestito con cap-

di

rappresentanfunerali

pa

sciolta.

Il

numero
i

de'cerei
clero.

si

re-

za del

Pontefice.

del

gola collo

statuto

del

Alla

messa intervengono
cappella pontificia,
il

ministri della
vi

assistono
s.

cardinal camerlengo
tesoriere,
chierici

di di

Chie-

maestro di camera consistono nella paratura della chiesa con panni neri, stemmi, ed effigie di morte; nel trasporto sulla bara preceduto
dalle arciconfraternite, e dalle fiaterie.
Il

sa,

camera,

e ministri

del

tribunale della ca-

suo

cadavere
chiesa

in

casa

si

meia, non che i ministri del trivi assiste il bunale del governo cardinal camerlengo, perch il governatore pure vice-camerlengo. 11 cadavere si seppellisce cogli abi:

veste
ta

cogli abiti prelatizi e berret-

in

capo; in

con quelli

del suo ordine sagro, ed in cappa


se

sto

non li ha, praticandosi nel requanto si disse di sopra. Alle


i

ti

coi

quali
I

fu

esposto, ed
dell'

in

tre

esequie intervengono
la

ministri della

casse.

funerali

uditore gene-

cappella pontificia, e
del

camera
e
i

rale della

golano

camera apostolica si recome quelli de'patriarchi,


agli
abiti,
al

segreta
secolare.

Papa

ecclesiastica

Qui

noteremo che
ai

fu-

ed
il

in

quanto

secondo

nerali
si

dei

famigliari del Pontefice


rispettivi
articoli,

suo

carattere

sagro,

modo

descrivono

detto: a questi funerali


il

interviene

tribunale della cameia, comprei

da diversi esempi ho rilevato che pei cadaveri dei camerieri seecclesiastici

si

chierici

di

camera, e ministri
il

greti partecipanti
colari, e
al
to:

e se-

della

medesima:
I

funere nel resto


fioc-

persino al
,

caudatario, ed
usarsi
prelati,
il

come

quello de' prelati di


funerali del

crocifero

pu

let-

chetti.

tesoriere g-

quelli degli altri

meno

68
l'inferveito

FU
ilella

IV

FU\
spgiota,

camera

assumono
dello

nelle

cavalcale,

a* piedi

sono come quelli del niaeslio di camera; e di quelli rivestiti di qualche primaria carica, le particolarit sono riportate ai loro articoli, ivi prelati die non appartengono
alle

slesso

letto,

l'rima nell'eseuditori
di

quie dei

defunti

rota,
di-

ed avvocati

concistoriali,

come
:

cemmo

dei

loro anniversari, interi

nominate
si

categorie

nei

loro

funerali

osserva quanto

dicemmo
del

venivano ambedue collegi ora per andato in disuso linvito di quel collegio a cui non appaiteneva
il

del maestro di
a
tutti
i

camera
si

Papa:

defunto. Dei funerali dei


della

pi ciati

pone
il

a* piedi

Cantori
ticolo.

cappella
a

pniitificia

del

letto,

o della bara
cos
ai

cappello

{redi), ne

parlammo

quell'ar-

pontificale;

patriarchi,

vescovi. Nelle esequie dei prelati che appartengono a qualche collegio, questo v'interviene, cos pratican-

Essendo morto nel maggio 1844 monsignor Giuseppe I5iiini romano, direttore e camerlengo
dei cappellani cantori della cappella la

dosi

per
di

gli

uditori di rota, pro-

pontificia, di

fama europea per


nella

tonotari apostolici partecipanti, chierici

sua valentia
trasporto

ra,

cMmera, votanti di segnatuahhieviatori di parco maggiore,


concistoriali, ec.
ec.

nel
alla

del di lui
s.
il

musica sacri, cadavere


in

chiesa di

Maria

Valli-

avvocati
chiesa

pegli

uditori

di
di

rota

La pu

cella,

seguirono
e di cantori
fascia

feretro in segno
tutti
i

di

amore

stima
di

p<jn-

pararsi con ornamenti


ro:

trine d'osi

tificii

vestiti di

sottana, col-

in

casa ed
sul

in

chiesa
vestiti

esponloro
il

lare e

seta paonazza,
seta

gono
davere
e
la
;

letto

del
se

feiraiuolone

di

nera, essendo

inanfellone

e berretta,
il

ca-

questo r abito col


passato
della
alla

quale

essi

re-

incassato
si

mantellonc
sul
il

cavansi sino agli ultimi del secolo

berretta
ai

jongono

fe-

quotidiana ulT/.iafuia
palatina ove
abito
col
al)ita-

retro

loro funerali oltre

lo-

cappella

ro

collegio assiste
di

quello dei pro-

va

il

Pontefice;
alle

qiiile

curatori

collegio
,

con
col

le

capnote-

incedono

cappelle
sottana

prelatizie

pe

rivoltate

cio
di

cappuccio

anche

di

funerali,
tale

dappoich assula

senza mostra

seta.

Qui
e

mono
Il

su

cotta

remo
della
ai

che

ministri

cantori

nelle cappelle papali

e cardinalzie.

cappella

pontifcia
prelati

spettano
fiocchetti,

cadavere
in

dell'illustre

monsignor
del

patriarchi,
prelati dei

di

Baini,

come cameriere d'onore

ai

diversi collegi, ai ca-

Papa,

abito paonazzo racchiuso

merieri

segreti

ed
gli

altri

primari
per divogliano

nella cassa, fu esposto su letto, o-

limigliari pontificii effettivi,


ritto,

ve pure
In

si

collocarono

la

berrelfa,

qualora
Il

eredi

stola,
i

la

sottana paonazza, e due


cantori
i

profittarne.

cadavere per degli


si

libri,

pontificii

vi

assiste-

avvocati concistoriali
fa
libri

espone con

cappa chiusa sopra il letto, coi sul medesimo siccome dottori ; ci con che pur praticasi quello degli uditori di rota po,

rono in coro, ed cerimonie pontificie


essendo
cantori
stati

maestri delle
in

mantellone,

invitati.
la

Uno

di detti

cant

messa di
diacono

requie
e

coll'assistenza

del

sudaiti-

nendosi

il

cappello
gli

semipontificale

diacono del medesimo collegio.

nero, che

avvocati concistoriali

Daremo termine a questo

FUN
colo con
rali

FUN
per ognuno, e
candele.
si

6n
ricevono
citt,

alcune nozioni sui funeprincipi, degli

tutti

due
che
dei
al-

romani dei
dei

amlo-

11

cadavere del
l'

principe

basciatori,

ministri diplomatici,

veste

con
a

abito di

dei marchesi di

baldacchino, e

equivale

quello
(di

puie

nero

ro niogh

ed

a queste e
il

ai

loro

gentiluomini
l'articolo
Vtclt),

cui

parlammo

mariti compete

trasporto del cala

Famiglia

dei carclmali,
e capil

davere in carrozza,
si

quale pure

con ispada

al fianco, testa.

deve

ai

patriarchi, e prelati di

pello con

piume

in

Se

dedi

fiocchetti.
plici,

Ai baroni, marchesi seme cavalieri,

funto

ciamberlano

od altro

conti,

come
si

alle

loro mogli

figli,

in

Roma non
tiasporsulla

compete
lano
nite,

la

carrozza, e

dalla

casa alla

chiesa

qualche sovrano, si veste dell abito proprio di tal grado ricamato, e se ha decorazioni equestri, ancora con queste. Indi si espone in terra
di
il

bara, con accompagno di confraterdi fraterie, e^ di

cadavere, sopra coltre nobile


in

preti

a pia-

lama d'oro,

cere
i

degli

eredi.

da
i

avvertirsi

re parate,

e sotto

una delle cameun gran padisi

che patroni delle chiese entrano, o sia sono introdotti loro cadaveri
in esse

glione nero.

Intorno alla coltre

per la testa

se

non

Io sono,

s'introducono dalla parte

forma un ampio riparo con banchi coperti di drappi neri ed ornati con effigie di morti, e slemmi gentilizi.

dei piedi.

Per

la

pompa funebre
baldacle

Nella parte
ai lati

davanti,

dei principi

e marchesi di

gono
ti

due

candellieri

si ponchiama-

chino che godono


rogative
casa
del

insegne e preil

colonnette indorate o inargenta-

de'priucipi,

maestro
avvertito

di
il

te,

con

grossi

cerei
si

ardenti.

Nella

defunto

fa

medesima camera

forma una ban-

parroco e
poi

sagrestano della parroc-

cata con spalliera e parata di nero,

chia per lutto l'occorrente. In casa


si

suole parare

due o

tre ca-

recitare l'uffizio. Si

che serve per quellli che debbono pone pure nella

mere
ti

di nero, bianco, e giallo,


;

con

detta

camera un tavolino coperto


con sopra
il

ine d'oro

si

alzano tre o quat-

di tovaglia bianca,
cefisso,

Cro-

tro altari,

pi o meno a piacere; indi ha luogo la recita dell'uffzio


de' morti,
e
la

ed

il

secchiello ed aspersorio

celebrazione

delle

con acqua santa per le aspersioni che debbono fare quelli che han-

cadavere
giosi

messe di requie nei giorni che il rimane esposto in casa. Avendo il parroco intimato i reli-

no

recitato l'uffizio.

In questa ca-

mera, come dicemmo dei cardinali,

non

si

suole alzarvi
si

gli

altari,
il

al-

ad ore 2 1 lo recitano dodici cappuccini, cui succedono ad ore 22 doper


la

recita

dell' uffzio,

trimenti non

pu porre
il

cada-

vere sotto
chino.

il

padiglione o baldac-

In

tutto

tempo che
in

il

dici

minori

osservanti,

ed

ai

pri-

cadavere resta esposto


giorno dalla
la

casa, nel
fa

mi come ai secondi si d uno scudo per ogni corporazione ed ai


,

parte

sinistra gli

guardia un

gentiluomo, vestito

religiosi

Alle ore

una candela per cadauno. 23 subentrano alla recita dell uffizio il parroco con dodici sacerdoti primo riceve baiocchi il
.

coll'abito di citt.

co,

Nella sera del trasporlo pubblicadavere si colloca dentro il

carrozza

funebre

nera,

ordinarianeri^

quaranta,

secondi baiocchi venti

mente addobbata con drappi

no
e tirata

FUN
da
e

FDN
guarniti
i

due

cavalli,

con finimenti neri


cocchieri
livree di
glio

e fiocchi, ed

l' uflicio, e per g' individui dell'anticamera del defunto, che us-

re

servitori

assumono

le

sistono alla messa cantata.

Questa

Precede il convofunerale una squadra di gragala.

suole celebrarsi
la

dal superiore del-

nattieri,

indi

due

individui

sono

portatori di torcie a vento ossia di pece, un servitore con l'insegna


deli'

chiesa, ovvero pontificata da un vescovo dopo la messa ha luogo l'assoluzione intorno al cadavere, tenendo il clero, come fa:

ombrellino,

altri

portatori di

migliari del morto, candele accese


in

torcie di cera bianca avanti ed in-

mano. Dopo terminata


del

la

funvedi

torno

alla carrozza, le

carrozze di
d' antica-

zione di requie, succede


lazione
stito,

la

tumu-

corteggio
rner, e
terne,
i

coi

famigliari

cadavere com' era


la

servitori a piedi

con lan-

ponendosi entro

cassa

chiudendo la pompa altra squadra di granattieri. Il cadavere vestito coi medesimi abiti; ai

legno con materasso e

cuscino,

da im Iato il tubo di latta, contenente l'iscrizione necrologica del


defunto, alla presenza della
glia
fa

suoi

lati

siedono

il

curato, ed alil

fami-

tro
della

prete, e di croce.
alla

contro
la

delatore
fu-

di esso
il

e
e

del

Giunta
il

pompa

rogito,

notaro che ne chiusa che sia la


luoghi
di
la

nebre
la

chiesa ove debbonsi ce-

cassa sigilla in

vari
in

fel-

lebrare l'esequie,

cadavere
sulla

dal-

tuccia con cui


stata
si

forma
cassa.
di

croce

carrozza

si

pone

bara, ed
il

involta
in

la

Indi la cassa

all'ingresso

nella

chiesa

clero

pone
salda
si

altra
sigilla

piombo,
collo
di

che
ci-

trovasi a riceverlo con


cese: la

candele ac-

si

stagno, e
sepol-

croce si colloca sull'asta, e prende luogo tra i due accoliti,

questa

mette nella cassa


si

presso, e poscia

cala nel

facendo quindi l'assoluzione sul cadavere il superiore della chiesa,

ero gentilizio
ci
si

se

vi

, altrimenti
quella
ai

fa

la sera

in

chiesa
figli

aveva atteso sulla porta. Dipoi il cadavere com'era vestito si mette in terra su nobile coltre, formandosi intorIo

che con piviale nero

ove

esiste.

Alle mogli ed
principi
si

e
di

figlie

dei

marchesi

baldacchino,
le,

fa

lo stesso funera-

le

no uno
raente

steccato di

banchi, egualdecorati
di

di nero. to

femmine si vestono tulle La chiesa ove si fa il det

parali

di

nero, e
effigie

funerale

parata

con drappi

con istemmi ed
In terra vicino

morte,
si

neri,

frangie, trine e galloni d'oro,

al

cadavere

dis-

pongono quattro banderuole

di taf-

to,

con ornati ed istemmi del defuncon rainoie o maggiore magni


piacimento:
sulla

feltano nero con l'arme gentilizia, Inoltre attorno al cadavere si pon-

ficenza a

porta
si

della chiesa, dalla parte esterna,


alza

gono pi mazzi di cera bianca, aventi ognuno tre o quattro cerei: a


capo e
ai

una grande arme


di

gentilizia del

defunto, talvolta con iscrizione, con

piedi del cadavere

si

dis-

addobbo
In

pongono due

candellieri

o colon-

morte

drappi neri, degli ambasciatori


si

nette inargentate, con grossi cerei ardenti. Lateralmente si erigono

ministri plenipotenziari
i

espongo-

due bancate coperte di drappi neli, per quelli che debbono recita-

no loro cadaveri in casa su letto funebre, colle vesti loro proprie e decorazioni equestri di cui erano

I^

L N
let-

ILW
corazioni.
figli

7t
le figlie
essi

insigniti.

Ai quatlio angoli del


altrettanti

Le mogli,

to
ri

si

mettono

candellie-

de' sopraddetti,
gli

come

ed han-

o Lolonnelte inargentate con ceardenti, ed


ai
il

no
te

onori funebri dell'esposizio-

rei

resto
sia

si

pratica

ne in casa ed in chiesa, consistencio in terra su nobile


,

come
to

principi,

nel trasporto in chiesa, oltre

dicemmo

di

che quansopra, parlando del


in casa,

coltre

con due candellieri in casa chiesa con sei o otto mazzi


inforno, e

ed in
di cera

funerale

dell'ultimo

defunto
Il

amfuneattor-

due

candellieri o colon-

basciatore di Francia.
si

cadavere

nette indorate o inargentate da ca-

espone in chiesa su
torcieri

letto

po

bre, con ottanta cerei accesi

cesi.

no, e quattro
del letto, ove

agli

angoli

pure stanno quattro


agi-

si forma un riparo di banchi coperti a bruno con morti, ed istemmi del de:

da piedi, con grossi Attorno alla coltre

cerei ac-

famigliari vestiti di nero che

funto

pi lateralmente

si

prima banderuole
tano
del

e
coi

dopo

messa le rispettivi stemmi


la le

no due
neri,

bancate
uflzio

coperte di

formapanni
altari

per quelli r
:

che dovranno rein


tutti
gli

defunto;

lasciandosi
letto

bansi

citare

deruole addosso al
canta la messa da
ecclesiastico

mentre

della chiesa

un

vescovo, dal

messe
l'altare

esponente si celebrano basse con quattro candele

superiore della chiesa,


:

o
si

da altro
pratica co-

accese, e sei grossi cerei

ardono
canta

alla

il
;

resto
le

maggioi-e, ove
in

si

me

ai

principi

mogli

figli

messa

degli ambasciatori

e ministri

plefu-

nipotenziari

hanno
le

l'onore del
principesse,
quelli
di

nerale

come
di

Ordinariamente la pompa funebre con cui suddetti cadaveri sono trasportati dalla casa in chiesa, con minore o maggiore
terzo.
i

loro cadaveri,
se
,

come

es-

decoro a piacimento,

la seguente.

nero sono esposti in terra, sia in casa che in chiesa. Per l' insegna dell' ombrellino spetta ai soli principi, marchesi di baldacchinOj ed ambasciatori, non ai mivestiti
nistri.
I

\crso
ceduto
di

le

ore due della sera, preseguito da


torcia accese

pece,

parte

il

convoglio compo-

sto

da alcuna arciconfraternita, ovil

vero degli orfanelli, se

defunto

un
semplidelle

giovinetto, coi loro stendardini,

cadaveri dei marchesi


dei baroni,
dei

indi
cini,

seguono
ottanta

circa

ottanta cappucosservanti,
preti
le

ci,

cavalieri,
si

minori
o

loro mogli,

figli

e figlie

espon-

quaranta

religiosi

della

gono tanto

in

casa quanto in chie:

chiesa esponente, e

tutte
i

dette

sa vestili di nero

gli

uomini con

corporazioni, compresi

preti e frali

abito da citt, o con quegli abiti che hanno secondo la qualifica che
li

della chiesa esponente, portano ac-

cese quattro torcie di cera, dando-

distinse

in

vita,

in

un
il

alle

de-

sene

sei

agli
:

orfanelli,

arciconil

corazioni equestri.

Se

cadavere
coltre
di
di

fialernite

incedono

poscia
il

ca-

deve

incassarsi, allora

la

lama d'oro, ovvero nera


di

vellu-

merlengo del clero, e l'accompagno ognuno


doti.
Il

curalo con

di tre sacer-

to con ricami e trine d'oro, invece

porsi

sotto
la

il

cadavere serve a
sopra
il

cadavere portato sulla bara circondalo da sedici torcie pordagli


orfanelli se
il

cuoprire
scino,
il

cassa, con
la

cu-

tale

defunto
se

cappello,

^pada e

le

dc-

un

giovinetto, e dai

confrali

77
adulto; indi

FUN
seguono
pel

FUN
due
facchini
,

con casse
la

di cera

funerale

carrozza della famiglia con serpiedi

vo a

con lanterna. Se
di

il

de-

ordinariamente due di pi nel numero, di quelle che circondavano il cadavere nel trasportarlo in chiesa. Per va avvertito, che se gli
se,

funto non ha sepoltura

gentilizia

eredi

pretendessero

di

fare ai de-

non potendosene erigere


ra delle esequie
ii
il

nuove

lopo le odierne prescrizioni, la sedi


lui

trasporta al

Ciniiterio di
la

cadavere s. Lotu-

qualunque condizione un funerale more pauperuni, non gli viene impedito; ma il parroco ha
funti di

tutto

il

diritto

di

pretendere
chiesa,
di

gli

renzo (Fedi), presso


basilica di
tiiula in
tal

patriarcale
ivi
si

emolumenti
in

della

suoi,

nome, ed

forza dello statuto


in

Roma,
in

apposito sepolcro con mariscrizione.


si

pu
dizio
il

conseguenza

citarli

giu-

morea
con

Qualora
di

questo giorno

pr funere non facto, tranne


si

trasporto

voglia fare

caso di vera indigenza in cui

pompa funebre, presso a poco come il seguente. Precede un'arcirca cin-

trovasse la famiglia del defunto. In

quanto

alla recita delle orazioni fuvi-

ciconfraternita, seguono

nebri nelle esequie, al cardinrde

quanta cappuccini, e minori osservanti, il curato con prete di ac-

cario spetta darne la licenza. Negli

Slatula
vasi

Urbis Roniae nulla ritroai

compagno, e se la chiesa esponenh; non la propria cura, incede come nella sera precedente, e con
prete di accompagno, anche
il

intorno

funerali,
di

neppustampe,
Battista

re negli

ultimi

Gregorio XIII,
le

pubblicali anch'essi con


ai

par-

quali

il

senatore Gio.
le

roco

della

chiesa

esponente,

pro-

Fenzonio
servazioni

fece

sue elocubrate oscavesdnientis lucu-

cedendo
dodici

intorno

confrati
il

la bara otto o con torcie accese,


si

nel

i636. Solo dal

po

CXXXVI, De
et

(iiunto
fa

convoglio al cimiterio,

bribus,

funeris impensa,
si

abbia-

l'assoluzione

del cadaveie, indi

mo
de'

ci

che

doveva

ciascuno
di

la cassa di

legno o pino, nella quasi

coniugi

nello

stato

vedoli-

le

stato collocato,

pone entro
iscri-

vanza.

beris,

Mortuo marito, cum


vel
si

altra di

piombo con analoga


si

zione, e

seppellisce nel

preparadi

to sepolcro.

In

Roma
secondo
fa

cadaveri
la

altre

persone

hanno
le

pompa
e
e
di

fune-

uxore superstila, > si uxori vestimenta lucubria non reliquerit, uxor de bonis viri >j habeat vestem unam, et litjeos >y pannos, quae appellant pannum
ne,

bre

qualit

prerose

listatum, superiectum, linteamen,

gative

de' defunti,

molti

pectorale, et cingulum, nec non,


caligas^

ne
coli

menzione
poi,
il

ai

rispettivi
I

arti-

et
,

crepidas juxta
et

per-

del Dizionario.
se
gii

funerali or-

sonarum
Maritus
ultra

dotis

qualitateni,

dinari

eredi

vogliono
presso a

onorare
scritti,

defunto, sono
quelli

poco come

degli ultimi de-

meno

alcune particolarit e
il

autem, mortua uxore, lucrum dolale supra ex pressum, habeat pallium, et sa gum, si ve togam unam, et ca
>!

distinzioni,

esponendosi

cadavela

pitium,

sive

biretum,

similiter

re in
si

quale colloca sopra un basamento, ed

chiesa sulla bara,

juxta dotis qualitalem, et perso-

circondata da cerei e torcie acce-

nae conditionura; et lucrum praedictum dolale semper iiilclligi-

FUO
i)

FUO
Papa mand
vincie,
rati,
ai

73
nelle Proai
il

tur

deducta

funeris impensa ".

vescovi

Sisto

nel

zione
il

Ciim

Bull.

i586, con la costituunaquaque, presso Rom. tom. IV, par. IV,


in

da

recitarsi

da loro
tutti

cu-

acci
uliizio,

sapessero

pro Nel
si

prio

ed in essa
fuoco

dice.

p.

286,

eman

varie

leggi

sulla

sabbato
stingua

santo della
il il

Pasqua
,

esi

prammatica di diverse cose riguardanti ai romani, come nel vestire,


nei
funerali ec.

vecchio

benedica
fra
il

Nel capo Modera-

nuovo, e distribuiscasi popolo , e il somigliante si


".

zione de'funerali, ecco quanto si legge: Non sia lecito all'esequie


}>

faccia

dell'acqua benedetta
scrisse,

Gio.

Reischium
li,

De

igne Pascha-

di

accompagnare

il

morto

alla

Francofurti

1698. A. S. Masch,
igne
religioso,

" chiesa con pi di tre servitori ve-

Disseitalio
slochii

de

Ro-

semplicemente di lutto. Non w sia lecito ad alcuna donna nel " giorno dell'esequie di star nella medesima stanza, nella quale >t star il corpo del defunto, e si esorta ciascuna di portar quel'I

stiti

1757. Ne trattano ancora Niccola Serarium, Ad Bonifacii cpistolairij


p,

142; Benedetto XIV,


296; Cancellieri,

De

Feslis, p.

De

>t

l'abito

modesto, che
richiede in
".

si

convieatto
di

1961 e 1978; ed Alessandro Leslaeum in lJissali Mozarahico, 519. Abbiamo p.


il

Stcrelariis, p. 1946,

^ ne

tale

rame

di

Picard

II,

8,

Le feu

condoglianza

Nel

i583 in

Roma anche le persone private appuravano le camere a lutto, come


si

legge in
dal

to

Bicci a p.

zia della

un documento riporta216 della Nolifamiglia Bocca paduli. Il


,

nouveau le j'our de Satnedi saint. Del famoso fuoco artificiale, che si l in Roma nel Castel s. Angelo, chiamato Girandola e di la
,

altri

fuochi di gioia, se ne

tratta

al

voi.

X,

p.

196,

197 e 198 del


Sarnelli
nelle
lettera

succitato JMuret

nelle
les
:

Crinonies
nalions, in
dei funerali
de'

Dizionario.

Pompeo

fiinhbres

de toutes
,

Lettere eccles.

tratta nella

venti capitoli
degli
egizi,

tratta

XXXV
la t

del tom.

IV,

DeW origine
Nerone

de' greci,

romani

de' fuochi nelle feste de^ santi. Fsso

de' persi, de' turchi, de' cinesi,


gli

de-

derivare dall' incendio di Roeseguire da


,

americani,
j

degli

isolani,

e dei

ma
t, la
;

fatto

al-

tartari

delle

sepolture

vivanles

cuni dicono per eccesso di crudelaltri

gnes, aqueuses,

et arieiines,

non

per rifabbricarla pi

bel-

che terrestri
gli
gli

cos

dei funerali de-

e siccome tale orribile catastro-

antichi ebrei, dei scismatici, deeretici,

fe attir a

Nerone

l'infamia, e l'o-

dei cristiani

discoi-

dio

del

popolo,

quell'imperatore
le

vendo nell'ultimo
ritti

capitolo

dei di-

per diminuirlo, e temendo


seguenze della generale

con-

funebri.
Citt con re-

irritazione,

FUNFKIRCHEN.
sidenza vescovile
sia

ne incolp
perci
lo
si

novelli

cristiani,

che
pa-

in

Ungheria, os-

furono

condannati
in

al

Cinque Chiese

{^Vedi).

conficcato

gola

acci

non
ce-

FUOCO.
si

Benedizione di esso che


J^.
il

potessero
di
li

chinare,
,

e ricoprene
di

fa nel

sabbato santo.
p.

volu-

doli

pece

di

papiro

me
11
I

Vili,

3 18 del

Dizionario.

ra

faceva inoltre bruciare in


In

maqiie-

Rinaldi all'anno 855,


s.

iporta r omelia che

num. Leone

2^),
I

niera,

che servissero per illumina-

re la notte.

memoria

di

74
sta plizio

FUO
prima persecuzione, e del supdel

FUO
da,

vuota
Fontane

nel

centro, la coloujba

fuoco,

cristiani

anticlii

bianca,
di

contornandola
e
botti,

egualmente

incominciarono
gioia
nelle

fare

fuochi
,

di

come

sopra.

feste

de' martiri

che

Appena
l'artista

dai

musici

cantori viene

poi divennero
gli

altri

santi,

comuni alle feste denon che furono fatti


ossia fuochi
i

intuonato

con

polvere

nitrata,

d'artificio.

Cos

fuochi di pena
,

furono dai
di
letizia.

cristiani

in

onore dei

loro campioni, convertiti in fuochi


11

Ducange

in

Dominca

il Feni Creator Spiritili d fuoco alla roccia suddivisata, e la colomba in mezzo al fuoco, sopra di un cordino raccomandato al cenacolo, discende gradatamente fino a questo, ed incendia i mille botti ivi esistenti. To-

post Ascensionem, ed in Nebiila, riporta che nell'ordinario della chiesa di


tre
si

Rouen

si

prescrive, che
il

mensi

cantava

Feni
delie

Creator
foglie

quella viva, ed il camerlengo tempore della rev. fabbrica la dona all' ultima signora sposa del ceto nobile per mezzo del piii
gliesi

pr

gettassero dall'alto

di

anziano
stessa.

chierico

della

cattedrale

quercia, e

si

facessero cadere delle

Pi cardinali vescovi hanno


di

fiamme
si

di fuoco.

In

un

altro della

piX)Curato

togliere

siffatta

rap-

chiesa di Lisieux,

del secolo Xllf,

presentanza
alla
alle

perch

pregiudicevole

ordina che alla processione si accendino le stoppie, e che al KyAnticarie si spargano de' fiori.

cattedrale,
s.

reclamarono pure
,

congregazioni

al

sommo
il

Gerarca,
statore

ma

indarno, poich
alla

te-

mente celebrando il Papa la terza messa di Natale nella basilica di


Maria Maggiore, nell'entrare al presbiterio un mansionario gli presentava una canna col cerino acs.

lasci

cattedrale

due

feudi con che si continuasse, e quante volte la medesima rappresentanza si sospendesse, o altrove si facesse, ordina che feudi in
i

ceso,

con cui
stoppa

il

Pontefice accende-

proposito fossero devoluti

illieo

et
s.

ch'era sui capitelli delle colonne, per rappresentare la fine del mondo, che da una piog-

va

la

immediate
Pietro di

al

ven. monastero di
citt,

detta
alia

lo

che non
fabbri-

accomod
ca,
tre

reverenda
fronte

gia di
11

fuoco sar cagionata. giorno della Pentecoste, nella

perch

non avrebbe
far

pi

ol-

potuto

alle

spese
il

cattedrale di Orvieto, terminata l'ora di nona si rappresenta la discesa


dello Spirito Santo sopra gli apostoli.

che
vasto

occorrono
edifizio

per
della

mantenere
cattedrale
rendite.

es-

sendo privata

di tali

Alla

distanza

pertanto

del-

Della celebre illuminazione della

maggiore di circa 20 palmi si alza un gran cenacolo che viene oinato da fiori e verdura, adattando all' intorno delle colonne fontane e botti composti da poll'altare

cupola vaticana,
voi.

se

ne

fa

cenno

al

XII,

p.

285

del

medesimo Di-

zionario. F. Lumi. U Cancellieri nel suo Mercato, a pag. 212, diceche nel racconto delle feste fatte per

vere da sparo in

numero
in

di nulle.

l'incoronazione d'Innocenzo

X,
che

ai

Al fine

della chiesa

prossimit

4 ottobre
della

1644)

si

naira

fu

del tetto trovasi

un
una

casotto forma-

illuminata tutta

la facciata,

e parte
bellissi-

lo per tale oggetto soltanto, in cui


si

cupola vaticana
disposizione,

con

accomoda

in

roccia

roton-

ma

come anche

tulle

UR
fra le
vi

FUR
chiese che quella di
s.

75

le

loggie e finestre del palazzo pon-

Soggiunge il medesimo Canche, per quanto eragli noto, questa fu una delle prime illuminazioni della cupola Aaticana, fattificio.

Alessandro III del ir 78, diretta a Pagano vescovo di Forcona, in cui


gli

cellieri,

Nicola

ta in

una parte

di

essa,

e poi ela

ga nella diocesi di dovendosi confondere


di

confermano di Gendetto citt, non


si

col

castello

stesa e proseguita in

tutta

sua
di-

Genga (Fedi)
ove nacque

nello stato

ponIl

circouferenza, e migliorala

col

tificio,

Leone XII.

segno

del
si

cav.

Luigi

A'anvitelli

settimo vescovo fu Giovanni, parente

come
vitSj
suiti

tom.
pei

ha dal Milizia nella sua geIl, pag. 352. Che piimi sembrano aver dai

l'anno

to

l'esempio di
quelle

tale illuminazione,

III, che vi sedeva 1204. San Raneri fu il decimo vescovo; e l'ultimo Rernardo o Rerardo di Padula che

d'Innocenzo

che precedentemente fecero alla cupola della loro chiesa del Ges di Roma, lo diciamo parlando di questa chiesa verso il
con
fine dell'articolo Gesuiti.

vi siedeva nel 1252. Il Pontefice Alessandio IV nell'anno 1257, con diploma che riporta il Rinaldi a

detto
la

Del fuoco
cui fu

anno al num. 45, trasport sede vescovile Forconiense ad A(Fedi). L'Ughelli nell' Italia
tratta

sacro o di
istituita
la

s.

Antonio, per
di

f/iiila

congregazione de' canos.

sacra

della

chiesa

Forco-

nici

regolari ospitalieri

Antoo-

niense al tom. X, pag.


conio,

io5. Della
lo

nio abbate, ch'ebbero in

Roma

sede vescovile, e della citt di Fur-

spedale e chiesa, ora delle

mona-

ne

tratta

pure

Speran-

che camaldolesi, V.
pag.

3o7, ed il 117 e "261 e seg. del Dizionario. Questo ordine fu da Clemente XIV, e da Pio VI, riunito al Gerosolimitano [Fedi).

volume VI, volume VII, pag.


il

dio nella Sabina sacra j a pag. 52.

FIJRIETTI
dro,

Giuseppe AlessanCardinale. Giuseppe Alessan-

dro
a'

P^uietti

nacque

in

Rergaiuo
fa-

24 gennaio r685, da nobile


la

miglia,

quale lo

mand

stugli

FURCOMOoFORCONIO,
conium. Sede vescovile

Fur-

diare in Milano, indi prosegu


studi in patria, dedicandosi

dell'Abruz-

parti-

zo ulteriore, sul fiume Pescara, vi-

cino alla citt di Aquila, nel luogo

ora
citt

chiamalo

s.

Vittorino.
la

Nella

fu istituita

sede
indi

vescovile

nel

settimo secolo, e dichiarata sufdi

colarmente alla scienza delle leggi per contentare la famiglia, facendo in essa grandi progressi , mentre per la sua inclinazione era principalmente per l'erudizione. Portatosi
in

fraganea

Chicli

fu

rovi-

Roma,

si

nata
suoi

dai

longobardi.

Dei

dodici

e subito secondo

mise in prelatura, il consueto fu didi

faremo menzione dei Floro il primo, che fu al concilio di Roma, sotto il pontificato di s. Agatone nel 680. Giovanni il secondo, che intervenne
vescovi,

chiarato referendario
le

ambedue
la

seguenti.

segnature, indi percorse


varie cariche,

car-

riera di

finche
gli

Be-

nedetto

XIV

nel

1743

confer

quella di segretario della sagra con-

al

concilio

romano

contro
,

l'anti-

gregazione
prelato
di

del

concilio, posto gi

papa Anastasio nell' 863 e ad un altro contro Giovanni arcivescovo di Ravenna. Si ha una bolla di

occupato dal Pontefice quando era


;

indi

lo

nomin

segretario

(piclla

della

residenza de' vesco-

76
vi.
I

F[R
Occupato
il

FUR
nella giu-

Fuiielli

pre considerata

ispiudenza, e nell'eseici/io de'suoi

dottrina fondamentale.

come un corpo di Quantunque


facesse
giustizia
al

irnpiejilii,

pubblic in

Roma

le

o-

Benedetto

XIV

pcin
pat

duede'pi celebri suoi comiolti Gasparino liarziza, e Guinidi

suo merito, pure fu notato un certo ralfreddamento, al quale si attribuisce


al
il

jrti,
(inii
l>ii

riscuotendo l'edizione
del

gii

encele-

non averlo promosso


dal-

Muratori, e de' pi
e
le

cardinalato, forse prodotto

critici,

poesie

dell' altro

l'esseisi ricu'iato di

cedere
era

due cen-

lonipatiiotla Publio Fontana, di cui

tauri

pel

museo

capitolino, nel viil

tome
\ita.
la

Gasparino ne scrisse la Quasi per ricreazione coltiv


del
degli

vo desiderio

in cui

Papa

di

contribuire alla magnificenza di Ro-

letteratura, e la diligente osser-

ma

e del

Campidoglio.

Nel

1758

vazione

antichi

monumenti.

Fece studio particolare della villa Adriana in Tivoli, per gli oggetti che si rinvennero negli scavi che vi
fece

mor Benedetto XIV, e gli successe Clemente XIII, il quale nel concistoro de'

34

settembre
la

75g

lo

cre cardinale dell'ordine de' preti,


conferendogli in titolo
ss.

operare
lavorati

sue

spese

nel

chiesa dei

1736 rinvenne due superbi centauri

Quirico
dell'

Giulitta,

annoverandel

da Aristea e da Papia
d'Afiodisea.

dolo alle congregazioni


lio,

conci-

scultori
la

greci

Attest

uumiinit, della disciplina


della

sua gratitudine a Benedetto


il

col dedicargli
tnusii'isj
tls
i'el

suo trattato
in

XIV De
nel ge-

regolare, e della segnatura di grazia,

dichiarandolo protettore
e nazione bergamasca,
collegiata
della

pictoriac mosaicae ar-

chiesa

non
stu-

originis,

stampalo

Roma
di
tal

che
dio,

capitolo di
dello

J752.
nere,

Un monumento

Argenta.
e

Ma
le

l'assiduit

che la sua perseveranza e buona ventura gli avevano fatto


scuoprire nel

faticose

applicazioni gli
l'uso

tolsero poco

dopo

delle

faai

1737

nella villa

Ari-

colt morali, e cess

di

vivere

driana, era stato occasione alle

i4 gennaio
chiesa di
s.

cerche che intorno


II

ci

vi

fece.

1764= fu esposto nella Maria sopra Minerva


, i

monumento
di

consiste in

un qua-

ove
sa

gli

furono celebrati
;

consueti

dro
tro

molaico, rappresentante quat-

funerali
de'

indi

fu sepolto nella chie-

colombe

lazza,

dalla

bevono in una gi dai romani trasportato citt di Pergamo, e manteche


pristina

nuto
coli,

nella

sua
di

vivacit e
tanti

perfezione a dispetto
eh'

se-

Bartolomeo ed Alessandro della sua nazione bergamasca, conforme egli medesimo aveva disposto, ove gli fu posta una bella iscrizione che rammenta quanto fu
ss.

erano passati dopo questo trasporto. In detta opera si tratta della storia del mosaico dall'origine sua fino alla decadenza, e quantunque numerosi monumenti che vennero scoperti e pubblicati nella seconda met del secolo passato abbiano molto aumentato le cognii

utile

alle

lettere
di

ed

alla

Chiesa.
,

Ebbe

credito

gran

legale

di

scrittore erudito, di
siastico,

zelante

eccle-

e di rara probit.
nel dialogo

Filippo

Buonamici
al

suo trattato

De

che precede clars epistolarnm


Forl, e
li

ponlificiaruin scrlploribus introdusse

zioni

che v'erano

in

tal

argomen-

Furietti, con Gaetano monsignor Lucchesini, e elogi


in

colma
eredi

to

l'opera per del Furietti sem-

di

pi

passi.

Dagli

FUS
Clemenle XII 1
tordciinla
il

FUS
<|uat-

77
di

acciuisl per
i

scudi

due centauri, e
fe-

mosaico summentovali, e ne

Spagna, sui conlini dell'arcidiocesi di Burgos, e della diocesi d' Osma. Nell'anno

FUSSEL. Luogo

ce dono al

museo
o

capitolino.

FUIUM,
tale, nella

FLRAA,

FLRNO.
occiden-

iio4 fu ivi tenuto un concilio, Concdium Fusselense, nel quale furono determinati due diocesi, e si
i

Sede vescovde dell'Africa


consolare,
Cartagine.
sotto
la

limiti

di quelle
alili

provincia cartaginese pro-

trattarono

metropoli
nella
3,

di

punti di disciplina ecclesiastica. Ar-

Vittore
I,

Pensee,
il

duino tomo VI, e Lenglet.

vand.

lib.

cap.

narra che
cio

FUSSULA, FUSSALA
SON, Sede
l'Africa occidentale, sotto la
poli di Cirta.

FIS-

escovo Mansueto

d' liricit,

fu bru-

vescovile di IS'umidia, nel-

ciato alla porta di

B'urni

quella di Cartagine che conduceva


alla citt

melroFussula un titolo in

di

Fumi
cilio

nel

Fumi. Geminio di 253 inteivenne al cons.

parlibus iiifideliiim

Sede
e Pio

conferisce
ci
del

che la santa ad alcun vescovo,


,

di

Cartagine sotto

Cipria-

no,

e ad altro del

255,

Simeone

VI moprimo

fece

nell'anno deci-

suo pontificato.
(di)

vescovo di
tagine

Fumi

assistette nel

625

FLSTEMBERG
stembeig
,

Guglielmo,
fa-

sotto Bonifacio al concilio


;

Carvuoisi che nel vescovato di


di

Cardinale. Guglielmo

EgonediFu-

nato di

ricchissima

Simeone

fosse

dedicato

un nuovo

miglia nella Svevia, provincia di A-

tempio in Fumi, e che Bonifacio labbia consacrato.

ma un
poldo
la

lemagna, l'anno 1629; ebbe da pricanonicato in Colonia, poscia a


Salisburgo. Divenuto sospetto a LeoI

FUSCIAKO
de
ai

(s.).

Predic
s.

la

fe-

morini insieme con


Volendosi

Yitto-

imperatore, s'invol da quele prese rifugio presso l'e-

rico.

Parigi,

ambedue recare a passarono ad Amiens per


con
s.

corte,

lettore di Colonia,

suo amicissimo

rallegrarsi
gressi

Quintino dei pro-

ed inlimo

consigliere;

ma

perci

che per
il

col faceva

sua predicazione vangelo; ma intesela

non

fu salvo dalia proscrizione


il

ema-

nata dal principe,

quale conobbe
a' ribelli

nomato Genziane, che questo santo avea poco prima sofferto il martirio. Genziaro da un vecchio
ne,

ch'egli avea recato aiuto


della casa d'Austria.

Si concili per

altro

l'affetto

del

re

di Francia,

che sebbene
il

non

avesse
,

per

anco ricevuto

battesimo

cono-

per causa della lega che per opera sua avea conchiusa coll'elettore ed
:

sceva la religione cristiana, ed era

anzi vacata la sede


egli vi

di

Argentina,
eletto

desideroso di abbracciarla, alloggi

fu

surrogato

ed

sua casa Fusciano e Vittorico. Avvertito di ci il prefetto Bizio


in

coadiutore di Massimiliano di Bama viera arcivescovo di Colonia


:

mozzare il capo a Genziano, e Fusciano e Vittorico condotti ad Amiens carichi di catene,


fece

Varo,

il

Papa non
a

volle accordare

il

suo
lo

beneplacito, cosicch la elezione an-

vuoto.

Luigi
al

XIV

per

dopo
ch'essi
I

orribili

torture

furono
la
il

an-

arricch di parecchi
siastici,

benefizi

eccle-

decapitati, circa l'anno 286.


festa

e scrisse

Pontefice per-

martirologi indicano
tre santi

di

ch

lo

creasse cardinale. Infatti In-

questi
1
1

martiri

giorno

iioreizo

XI,

dicembre.

iblau7c del re, a' 2

condiscendendo alle settembre 1686

7
lo

FUX
cre cardinale
dell'
s.

FUX
ordine
la

dei

torn per

la terza volta in

Ispagna

preti, col titolo di

Onofrio. Nel

e allora, tenuto
tosa, distrusse

1688 essendo accaduta


dell'eletloie,
to alla
la
il

morte

un sinodo in Toraffatto qualunque ri-

capitolo

era venu-

nomina

dell'arcivescovo nel-

masuglio dello scisma che sopravviveva ancora dopo la morte dell'antipapa

persona del cardinale; sennonch per la deficienza de' voti onde essere

Benedetto

XIIl.

quindi

in
il

Roma

ed
di

canonicamente postulato,
a
il

do-

i^3i,

vescovato

Pass ebbe nel Albano, e


legazio-

vendosi di nuovo ricorrere

Ro-

poscia da

Eugenio IV

la

ma,

Papa
e

ricus

il

breve di elegchiesa al

ne

di

Avignone. Tale incarico sosenza


interruzione pel cor-

gibilit,

confer quella

stenne

fratello del
pgli
si

defunto
ali"

elettore.

Allora

so di cinque intieri successivi pontiflcali,

ritir in

Francia, dove visse


incirca,
di

vi

celebr

un

concilio pro-

cedici

anni

e godette

il

vinciale,

e tolse colle armi la citt

ricche abfamosa abba7.ia di s. Germano. Mori nel 704, dopo diciotto anni di cardinalato. FUXO Pietro (seniore), Carbazie,
tra le quali
la
1

lianquillo

possesso

ad Alfonso Carillo, che la riteneva contro la volont del Papa. Insorto lo scisma di Felice V, egli
sostenne
di

tutto

potere
in

diritti

Eugenio IV. Fond


collegio che dal suo

Tolosa
volvi

(liliale.

Pietro

Fuxo, ovvero Foix,


illustre

mi
le

nome

della
di

prosapia

de' visconti

che

si

chiamasse Fuxiense, e
pel

Bearn, conte di Foix, nato nel i38G, profess giovanetto nell'ordine

lasci i-edditi

mantenimento
in

di

venticinque
sero
le

giovani,
Eresse
ai

che studias-

de minori, nel convento Moilanense,


nella provincia di Bearn.
pidi
i

leggi.

Avignone
e nella

Furono

ra-

un monistero

celestini,

suoi
di

progressi nelle scienze, e

metropolitana di
francescani
di

Arles fabbric u-

degna

ammirazione
a
dispiegare.
di

la

virt che

na cappella magnifica, e contribu


a'

principi

Ebbe
Lescar,

nel

questa

citt

il

1407
quale
tito

il

vescovado
trasferito

dal
di

fu

alla chiesa
al

Lonibes.

Ader

per altro

par-

dell'antipapa
lo

che

Benedetto Xlli. avea creato nel 1408 carsua


il

dinaie della
riconosciuto
tiisi

obbedienza;

ma

denaro per innalzare la loro chieCoronato di meriti cess di sa. vivere in Avignone, nel i464, ^ suo nella chiesa del fu sepolto Ordine dinanzi l'altare maggiore, Nella cappella poi contigua si vede
la

suo
di

errore, e reca-

statua del

cardinale in

marino
Car-

al

concilio

Costanza, venne

nell'atto di far orazione,

riconosciuto
eno, e fu
di

come cardinale legittiuno degli elettori Martino V. Nel i4i8 questo


anzi

FUXO
diiiale.

Pietro

(juniore).

Pietro

pot di

diploma del primo agosto lo liconobbe per cardinale, e nel 142'i^ lo promosse al vescovato
di

Pontefice

con

nacque Crebbe sotto


dinaie
delle

o Foix, niLuigi XI re di Francia i449nel Bearn, l'anno


la direzione del

Fuxo,

car-

suo
leggi

zio,

e corse

lo

studio
nelle

Comminges,
della

e lo incaric delle

della

teologia

legazioni

Sardegna,

Sicilia

Aragona, dove riconcili assieme il pniicipe di questo regno con quello di Castiglia. Quattro anni dopo

In Ferrara ottenne la laurea dal celebre Felino Sandei, e recatosi


])iincipali

universit

Italia.

quindi jn

Roma,

die

un

bel sag-

lux
gio di sua

FUX
in

79

eloquenza

una

ele-

d Aire
cre

di

Baiona. Sisto

IV

ai

gante

che recit innanzi Paolo II e il sacro collegio. Francesco, ultimo duca della Bretagna,
orazione
nel
di

18 decembre
prete

dell'anno
di

1476;, Io
s.

cardinale

Sisto.

i474 'o nomin per la chiesa Vannes nella Bretagna minore, e da questa chiesa venne trasferito da Innocenzo Vili, nel i489>
vescovado di
stesso

Cess di vivere nel i490j ed ebbe sepolcro nella chiesa di s. Trifone.

Fu

vescovo
e

zelantissimo delle sue


assai

diocesi,

figlio

tenero
di

del
tra

bene della Chiesa,


loro
i

Riconcili
,

al

Palermo.

Nell'antito-

re di

Francia

Navarra
colla

no
lo,
la,

per dimise

questo

e d'Inghilterra, e tranquill

e lo cangi colla chiesa di Malin unione alla quale ebbe a


di
ti-

sua presenza

il

regno

di

Navarra
la

che

s'

era

tutto

commosso per

tolo

amministrazione

le

chiese

morte violenta

del suo re.

Ho

CAB

GAB

G
G.ABALAoGABBUS.
scovile
della

Citt vediocesi

Lidia,

nella

ed esarcalo d'Asia, nel patriaicalo


d'Antiochia,
al
la

imperatore Eliogabalo, che Sasi serv de' gibileni per l;i costruzione del tempio, che nella
dell'

lomone

cui erezione risale

cattedrale
sa

si

quinto secolo. BaV Oriens Christ. tom. I, p. 894, si rileva, che Polisuo
vescovo
intervenne
si

immagine

venerava una prodigiodella Beata Vergine,


citt era
s. il

carpo

al

e che fuori della bre monistero di

cele-

Talco martire,

concilio di Calcedonia, e gi

e-

ra trovato presente al brigantaggio


d'Efeso, indi
la lettera dei
,

ove un tempo ripos il suo corpo. Furono suoi vescovi, Zoilo che intervenne
al

sottoscrisse

nel

4^8

concilio di Nicea
la

Se-

vescovi della sua proall'

vero che sottoscrisse

lettera dei
;

vincia

indirizzata
relativa

imperatore
di
s.

vescovi adunati in Filippopoli

Eugt;-

Leone,

alla

morte

sebio che fu al primo concilio

Prolero; e che l'altro vescovo Giovanni si trov presente al settimo


concilio generale.

nerale di Costantinopoli; Severiam

gran nemico di

s.

Gio. Crisostomo,

Commanvillc

di-

ce

che

nel

secolo XII,

divenuta

Antiochia
latini.

patriarcato

de' crociati

massime nel concilio detto ad qucrcum; Mara, Pietro, Flaviano, Giovanni Romano, e Germano, il quale

Cabala fu elevata al grado con suo arcivescovo, e venne chiamata Gebul. GABALA o GIBBE o GIBEL Citt vescovile della prima Siria o Celisiria, nella provincia Teododi arcivescovato,
.

autore

di

un' opera mss.

esi-

stente nella biblioteca reale di


cia.

Fran-

riade, sotto

il

patriarcato di Antio-

chia, sufTraganea della metropoli di

Laodicea, eretta nel quinto secolo. Essa situata sulla riva del mare
di Siria, piccola,
ci

Narra Guglielmo di Tiro come l'armata dei crociati essendo uscita da Laodicea, portossi a Gabala, e l'assedi nel 1098; ci per dur poco, per ordine del conte di Tolosa. In seguito medesimi latini se ne impadronirono, stabileni

dovi

il

vescovo

del

proprio

rito,

ma
sia
la

bella, e per-

sembra che
le

pi

celebre

ne conoscono sette. Guglielmo che fior nel 1 1 15 ; Ugo che


del quale se
fu al concilio d'Antiochia nel
il
i
1

tra

cuni

suo nome; ed alchiamaronla Gebail, Jebilee


citt

del

36;

successore

JXicol

che

in

nome

e Margad.

Fu famosa
la

presso

pagave-

del
in

ni pel culto di Adone, ed al presente

Pontelce interdisse l' ingresso Antiochia all'imperatore d'orien-

osservabile

moschea ove
i

si

de

il

sepolcro del sultano Ibrahim,

in gran venerazione presso turchi, ed avvi pure un antico anfiteatro. Il Terzi nella Siria sagra, dice che
lo Scaligero

afferma

che fu patria

to Giovanni Comneuo, che crudelmente devastava la contrada, e mor nel II 4^; altro vescovo che intervenne nel I 79 al concilio celebrato da Alessandro IH; Gualtieio domenicano, nominalo da Urbano
I

GAB
IV
1264; Adamo de'minorl francescani, nonninato dopo lunga sede
nel

GAB
concilio

8r
velettera

Niceno;

Severo altro
la

scovo sottoscrisse
scovi convocati
retta
al

de' ve-

vacante da Clemente VI nel i345;

a Filippopoli, e di-

ed Enrico nicano nel

di

Henrebercli
Oriens

domeChrist.
1

concilio di

Sardica; e Pie-

iSgS.

tro altro vescovo

fu al concilio di

tom. II, p. 798, e toni. Ili, p. 170. Gahalen , Attualmente Gabala


,

che
gli

Calcedonia, sottoscrivendo la lettera vescovi della provincia indii


atti

un
to

titolo
la

vescovile in partihus,

sot-

rizzarono all'imperatore Leone. Nedel


concilio

metropoli pure in partibns di


il

tenuto in Ge,

Antiochia^ che conferisce


Pontefice.

sommo

rusalemme
vi

nel

536

si

legge che

fu

presente
di
II,

santo Anastasio ve-

GABATA

GABATHA. Lampasi\

scovo

Gabbe.
p.

Oriens

Christ.

de di cui parla il Macri nella Notizia de vocaboli ecclesiastici; fa spesvocabolo so menzione di questo
nelle vile
de' Pontefici,
fatti

tom.

787. GABELLE o DAZI.

Dogase-

ne Pontificie.

quando

si

GaBEN,
conda
patriarcato

Sede vescovile della


di

da loro al le chiese. La figura che ne riporta il Macri si avvicina alla forma delle lampade ordinarie che ardono nelle chiese di Roma. Paolo IV
narra dei donativi
)iella

provincia
di

Palestina
,

nel
suf-

Gerusalemme
metropoli
di

fraganea
poli,

della

Scito-

volta

seppure non Gadc. Tuttaabbiamo nell' Oriens Christ.


Ili,

cappella segreta del


all'olio di tali
la

Papa

so-

tom.
di

pag.
si

702, che
vescovi

il

vescovo
concilio

stitu

lampade

la ce-

Gaben
Nicea
;

sottosciisse

al

ra;

ma

forma

delle presenti
in

come
,

l'antica, consistendo

non due

di

altri

di

sono, Rufino che intervenne ne!


al

Gaben 43
i

cornucopi attaccati lateralmente alle


pareli

concilio di Efeso,

ed Anastasio
tre

ove

si

pone un bicchiere di

nel

536

quello

delle

Pale-

con entro un grosso e corto cero, che non supera il labbro del
cristallo,

sline.

bicchiere.

Simili

cornucopi
s.

sono
Pietro,

le

avanti alla confessione di


e nella
vigilia

o GABII. Citt vescoviCampania, nel vicariato di Roma. Narra il Nibby xiV Analidella
de' dintorni di

GABIO

e festa
all'

de' principi
si

si

Roma, tom.
di

II,

degli apostoli,
la cera,

olio

sostituisce

pag.

71, che Dionisio Alicarnasseo


la

nella stessa

forma

di quel-

determina
citt

posizione

questa
Albani,
sul-

la

della cappella segreta del palaz-

latina,

colonia

degli

zo

ove

abita

il

Papa.
o

f^.

LamSe-

cento stadii distante da


la

Roma

pade.

GABBA
di

GABA

GABBL

conduce a Preneste, laonde sembra non dubitarsi essere


via

che

de vescovile della prima provincia


Siria, nella diocesi d' Antiochia,
II

nella via

Prenestina dodici
presente
e
essi

miglia

fuori di porta Maggiore,

nei teni-

suffraganea del patriarcato.


zi

Ter-

menti

al

Siria sagra, a pag. 278, la chiama Gabbe, tra Cesarea e


nella

Castiglione

di
il

signore di
tonio

denominali di Pantano, ove il principe Marc' An-

Tolemaide alle falde del Carmelo che Nerone aggiunse tra le altre citt Fenicia di al regno di A,

grippa. Bassiano suo vescovo fu al

Borghese, nel 1792 vi fece ricche scoperte insieme al celebre scozzese Gavino Hamilton, che fornirono monumenti d'ogni genere,

VCL. XXVIII.

8?,

CAB
oggi formano uno
degli

t,

E
biighe
secon-

t;he
li

ornamen:

altri

re

di

Roma, ebbero
Gabii;
il

principali del

museo

di Parigi

va

col popolo di

ma

il

ijuindi Ietta

l'opera di Ennio Qui-

do de'Tarquinii

rino Visconti inlitolata:


ti

Monumen-

Gahini della villa Pinciana, stampata in Roma nell'anno 1797; nel 1835 n' stala fatta in Mila-

Superbo, ultimo re di Roma, che amava di conquistare tutto il Lazio, e le contrade limitrofe, volle impossessarsi di questa considerabile citt, che allora
reggevasi a
stocratico, e

no

altra edizione eguale

alla

pre-

modo

repubblicano-aridi

cedente, tranne alcune note.

Gabio

prevedendo

non po-

ben presto divenne celebre nel Lazio per


le

tere pervenire al

suo intento colla


la

arti
le

per

le

scienze,

forza, vi pervenne coli' astuzia, ser-

non che per


tonio
volsci,
ta

lettere greche.

Antrat-

vendosi per condurre


Sesto suo
cipali
figlio,

trama
i

di

Ricchi nella sua Reggia dei


nel
lib.
I,

coir uccideie

prin-

cap.

XXI

cittadini,
si

e Petronio che tra

della

citt

di Gabhy,
di

dicendo

gli altri

distingueva. Siccome Sedi


ritirarsi

che
la

Solino

fu

sentimento,
la

che

sto

avea finto
essere in

a Gabio

sua primaria origine

ripetes-

per

discordia col padre,

se da Rione e Galazio fratelli, che abitavano la Sicilia. Di questa opinione pure il p. Theuli, a p. 37 del suo Teatro storico. Il re

venendo consultato del contegno da tenersi, per risposta condusse il messaggiero del figlio nel
questi

suo

giardino,
le

Alba Latino Silvio vi dedusse a Gabii una colonia, che divenne popolosa e grande, ed una specie di universit per tutto il popolo latino, dappoich ivi di soppiatto d'Amulio furono da Numitore mandati ad educare, ed apprendere la lingua greca ed il maneggio delle armi i suoi nipoti Romolo e Remo, essendo la dipendenza di Gabii da Alba pi nominale che di fatto, cos Gabii ha la gloria di
d'
,

bastone
prese

leste

ed abbatt col suo dei papaveri che


gli altri.

sopravanzavano
il

Sesto comgli die-

volere del padre, e

de esecuzione col far trucidare quelli ch'egli avea incolpato di aver


cospirato
allo

contro di
gabini,

lui.

In

mezzo
strage
si

scompiglio in
i

cui tale

immerse
sent
bilo
se

Tarquinio
citt,

pi'e-

alle

porte della

e su-

ne

impadion, blandendo
col conferir loro
la cit-

gli abitanti

tadinanza romana. Tarquinio


se di

scris-

avere

istruiti

ed

educati

fonda-

suo pugno
riceveva
e
i

le

condizioni colle

Roma. Dopo che detfondarono Ron)a, sembra che Romolo per gratitudine, e il suo successore Numa pel suo carattere pacifico, tenessero buona armonia
tori dell'alma
fratelli
ti

quali

gabini nella
sulla

sua
slessa

amicizia
pelle del

protezione,

bue ch'era

stato

ofTeilo

coi gabini.

La

rovina
tutto

di
il

Albalouga,
Lazio, pose
in
(piella

meindi-

tropoli di

direttamente

Gabii

pendenza

da Roma,

che

avea da

per guarentigia, la quale fu poi appesa nel tempio di Giove Sanco, distesa sopra uno scudo. Qui noteremo, che un terzo di miglio sopra Ferenlillo [Vedi), dalla parte di ponente dappresso il monte Solenne, si troin sagrificio agli dei

Alba, e forse i legami erano anche pi larghi; n Anco Marzio, n il

va

un

castello distrutto e disabita-

lo quasi

del

tutto

col

nome
da

di

primo Tarquinio, n Scivio TuMif);

Agabbioj o Gabbio, che

alcu-

GAB
Ili
si

GAB
quali

83
ritilabil

pretende fabbricalo dai progabini,


fuggiti

Antonio Musa
salute
di

la va;

fughi
zione

didla

dislrnfece
es-

che

della

loro
i

patria

Tarquinio. Soggiogati
si

gabini,

restarono sempre attaccati ai io,

Augusto bagni ch'erano famosi anche a tempo di Domiziano. Molto contribu allo splendore di Gabio Adriadllante
no,
il

mani
la

conducendo

alla

loro citt

quale

costru

l'acquedotto
le

Cabina, per cui l'anno 29-2 di Roma quali alleati de' romani ebbero devastate le campagne davia
gli

di cui
gie,

rimangono ancora
la
il

vesti-

ed eresse

curia Elia ove ra-

dunavasi

equi,

dai

prenestini

l'anno

queir epoca

ma

375. Gabio rest pur fedele a Ronella famosa lega latina dell'anno 4'^? che fin col porre intera-

dopo memorie si hanno di Gabio ne'tempi di Antonino e di Coni modo, ed ritratsenato

gabino

frequenti

ti

di

Severo e
del
I

mente
za
di

il

Lazio sotto
nell'

la

dipendenil

del lustro

Geta sono prova del municpio, nel primo


di

Roma. Quando

cartagi-

periodo
volgare.

secolo

terzo

dell'era

nese Annibale

anno 543, ve-

confini dell'antico
di sepolcri,

Gabio
vene-

nendo contro Roma, essendogli andata a vuoto la spedizione del Tusculo


,

erano una linea

che ramla

mentavano
razione
i

al

passeggero

si

diresse

a
in

Gabii
di

pare
nel-

che

avere

dovevasi verso
vece
di
offrile

che

sia

entrato

essa. Indi

trapassati,

ed

in

l'anno

578

il

tempio

Apollo di

all'occhio di chi era per


retto,
lieta

Gabio

di-

Gabii fu fulminato insieme con parecchi ediflzi. Siila rialz le sue fortificazioni, e siccome seguiva il partito di Mario, divise i campi
tra'soldati

che

ed oggetti di veduta, non si presentavano avelli racchiudenti le fredde

magnificenze

ceneri d'illustri personaggi.

nel 673. Oltre ad altre


cui

sciagure

soggiacque

Gabio,

la

vili

Roma, e le guerre ciche accompagnarono il discioglimento della repubblica, ridusse la citt a tale abbattimento da non
prossimit a

Cominci poscia a decadere a segnOj che ridotta a Massa, fu donala da Costantino al battisterio della basilica lateranense, secondo Anastasio
Bibliotecario, in vita
s.

Silvestri I.

poter
latine

mandare deputati

alle

ferie

per la scarsezza del popolo, sebbene fosse municipio. L'anno

per avvertito, ch'esist pure, almeno ne' bassi tempi, una terra di Gabio in Sabina ; siccome ha
provato Pier Luigi Galletti con una
dissertazione
erudita, scritta

Va

712

di

Roma,

attesa la sua situa-

tal

zione intermedia fra


neste,

Roma

e Pre-

nervi

no, e

venne scelta Gabio per teun abboccamento da Ottaviada Lucio Antonio che si era
in Preneste;
si

uopo ed appoggiata a documennon ammettono eccezione, ti che e con questo titolo: Gabio antica citt di Sabina scoperta ove ora
Torri, ovvero le Grotte di Torri. Discorso in cui si ragiona da' ss. martiri Getulio e Giacinto con varie notzie di alcuni luoghi circon-

trincerato

l'abboccafin

mento non
god

effettu, anzi

con

aperta rottura.
l'Italia

La lunga pace che


il

dopo

ristabilimento
sotto di

dell'ordine

pubblico

Au-

gusto, fece rifiorire molte citt ca-

dute nello squallore, fra le quali Gabio, anche pei bagni freddi coi

1757. Nelle carte dei scambia sovente il nome Sabinen.sis, o Savinensis, in Gabinensis o Gavinensis, e vicevicini,

R.oDia

tempi bassi

si

84

GrAB
rimane dubbio
se

GAB
scopis Edgubini, a p. 4 vi aggiunge altro Pietro, che vivea l'anno 1060; ed il Nicolai nel tom. V,
p.

versa; e perci

Anastasio abbia inteso di Gabio in

Sabina, o di Gabio nel Lazio. Di Gabio di Sabina, come di quello


del Lazio, ne parla lo Sperandio nella

49

delle
atti

Dissertazioni

inserite

negli

dell'

accademia
di
,

romana
altro ve-

sua Sabina sacra e profana, a

di archeologia, parla

pag.

34

e seg.

Il

lodato Nibby non


nel

scovo
doro.

di

Gabii
ci

pu

credere che

principio

del

Da
;

chiamalo Teosembra chiara la


sede
vescovile
de' vescovi

quarto secolo Gabii latina fosse affatto deserta, poich la frequenza della via Prenestina
colo.

esistenza

della

di
di

Gabii

che

la

serie

In olire

doveva porvi ostapare che non possa


l'esistenza di
di
fra

Gabii non possa


il

prolungarsi

oltre

escludersi affatto

un

vescovo di
citt
sti
li,

Gabii,

intorno a

come Roma, ma

altre

nono secolo, onde quelli che dopo queir epoca si ascrivono a Gabii, pi probabilmente debbonsi assegnare alla Sabina; che
la

que-

citt

si

stessi

vescovi raccolti dall'Ug' el-

protraesse nell'esistenza ben pi a-

dal Sarti, e dal Nicolai, ve ne sono certamente, che per l'equivoco sovraindicato di Sabinensis e

vanti dell'epoca costantmiana,

che

fosse cessata

dopo

la

come met del


in

secolo nono.

Gabinensis, appartengono
bina, e

alla Sa-

La

traslazione

dell'

impero
le

non

Gabii.

L'Ughelli

oriente,

l'assenza

degl'imperatori
replicale

neW Italia

sacra, tom.

X,

p.

107,

d'occidente da
te

Roma,
impero
furono
lo

nel dire che Gabii abbracci la religione cristiana fino dal quinto se-

invasioni de' barbari, che finalmenestinsero


l'

occidentale
fatali a

colo di nostra era, e

che nel me-

r anno 47^,

se

Roalle

desimo divenne sede di un vescovo, ci d questa serie de' vescovi di Gabii. Ascerio o Asterio che fu
al concilio di
s.

ma, maggiormente sue vicinanze. Pi


queste a soffrire

fuiono
secolo

ancora

ebbero
susse-

nel

romano
l'anno
al

nel

pontificato

guente per

l'accanita

guerra
l'

che

Ilario,

4^^J
di

Andrea

pose fine al regno

de' goti

anno

che trovossi

concilio

Roma

553

e per le scorrerie
in

de' longo-

l'anno 4^7> essendo Papa s. Felice II detto III; Mercurio che fu ai


concili

bardi,
la vasi

quello che allora appell'an-

romani del 5oi e 5o4, nel


s.

ducato romano; quindi no 74' Gabii era ridotta allo


di

stato

pontificato di

no che
cilio

assistette

Simmaco; Martinel 649 al conadunato dal PaMartiniano o Mardi

fondo,

il

quale insieme con altre

lateranense,

pa
nel

s.

Martino

ciano, che fu al concilio

Roma

concili

721; Niceta che intervenne ai romani del 743 e del 74^;


al

Gregorio o Giorgio che fu


cilio

con-

di

Roma
fu

tenuto
ai

nell'

826

da Papa s. Zacad un Crisiccome si stoforo nobile romano trae dal registro di Cencio Camerario, essendo dominio diretto della Chiesa romana. Per gli sconvolgimenti successivi dei secoli IX e X, non si conosce
terre attinenti fu caria dato in locazione
,

romani deir853 e deir86i; e Leone che mtervenne a quelli romani dell' 87 G ed 879. Il Sarti, De EpiPietro che
concili

come

gli

affittuari divenissero

pro-

prietari

di

Gabii, poich nel

Giovanni di Giorgio e gurano proprietari del

io3o Buona filuogo, al-

GAB
lorch
ss.

GAB
il

85
la

fondarono il monastero dei Primitivo e Nicolao, come ri-

quale

nel

1198
;

die in cura

ai

monaci vallombrosani che ancola

sulta dal citato Galletti nell'appen-

ra

ritengono

colla
i

chiesa

dice

268
:

del suo libro del Priinisi

monaci ebbero pure


spettavano, e
mitivo.
il

beni che
s.

gli

ccro, ove

legge Gabii affatto de-

lenimento di
il

Pri-

sorto
bis,

in locuni

qui

vocatur

Ga-

propeque luca qui vocatur Barrano. Questa donazione fu accompagnala da una met di molino ad acqua mosso dal fiume Osa , o
,

Nel

12^9

cardinal

Pietro

Capocci leg a

s.

Prassede

cento

libbre per la Torre di

Castiglione,

e cinquemila libbre di rendita per

dall' emissai io

del lago ec.

Non

pa-

compra
alienare

di terre
,

re che

il

monastero prosperasse, o
stabilirvisi
,

perch

da non doversi mai ogni anno l' abs.

potesse ivi

ricavandosi

bate e monaci di
lebrassero

Prassede, cesolenne

da un documento che nel 1060 Giovanni arcicanonico di s. Giovanni a porta


in

un anniversario

Latina

concedette
de' suoi

per l'anima sua. Questo Castiglione, e la sua torre si eresse sulle


rovine dell'acropoli gabina, proba-

enfiteusi

col

consenso

preti
r;ita,

a Luca abbate di Grottaferla


gli

bilmente
ta

sull'area

dell'antica

cit-

chiesa di

s.
,

Pi'iraitivo

con

tadella di Gabii, e
delle

l'ingrandimendel monastero

tutti

arredi sacri
rilevasi

e terre atti-

possessioni
1'

nenti,
p. te
s.

come
i

dal Galletti a
li-

costituiscono

odierna

tenuta

di
alla
si

283. Nel II 48 per insorta


fra detti
,

Castiglione
torre
disse
si

giacche

intorno

preti
i

la

chiesa di

formossi

un

villaggio che
,

Prassede
,

taferrata

monaci di Grotfu deciso che due terzi


ed
s.

Castrum legge in una

Castellionis

come

bolla di Bonifacio

della chiesa di

Primitivo, colle

lo-

Vili del

ro attinenze appartenessero alle chiese di


s.

Giovanni a porta Latina,


Prassede,

i3oi, ove pure chiamato Castrum s. Praxeds, siccome appartenente alla insigne chiesa di
di
la
tal

e di

s,

non

facendosi nel
di

nome,
s.

perdendo
Primitivo.

quello

documento
forse

menzione

Gabii

Gabio, e di
nel

La
il

bol-

insensibilmente

dimenticato.

182.4

'a

pubblic
etc.

dotto
in-

Nel II 53 l'abbate di Grottaferrata


in

avv. Carlo Fea, nella


titolata
:

memoria

presenza

di

Anastasio

III,

die

Discussione

sulla cit-

in affitto

perpetuo ad Ubaldo cardi questa chiesa,


s.

t di
stro

Gabio e
di

suo lago. Del Ca-

dinale e litolare di santa Prassede,

Castiglione se ne fa

men-

ed

favore
di

la

zione

in

una

bolla di

Giovanni
apPapi Avignone,
de'

terza parte

Primitivo,

chia-

XXII

del

i322, dalla quale


nella assenza
in

Primo, con le sue pertinenze. Indi nel 1186 Gerardo rettore della chiesa di s. Giovanni
allora
s.

mato

parisce che

da Roma, risiedendo
era stato occupato

dal prefetto di

porta Latina, die in affitto perla

Roma, con grave


Sede
il

pregiudizio della

petuo

terza
s.

parte del luogo al

apostolica. Nel

1353

si

ha che

rettore di

Prassede, allora retta


regolari di
la
s.

tribuno

Cola
i

dai canonici del Reno, che


al

Maria
i

la

oste contro

Rienzo, mosse Colonnesi di Paledi

tennero dal 91
Celestino III
Siffredo

strina, e

partendo

da

Tivoli
s.

ac-

1191
al

in

cui

l'af-

campossi a

Castiglione di
il

Prassi

fid

cardinal

Gaetani,

sede, e di l

giorno seguente

86

A D
vulcano, che

GAB
in
di

mosse couUo Pnlestrina. Vcl i4oi Bonifacio IX ordin !a demolizione d'cina parie della torre di Castiglione, che forse quella che
stanza
e

origine

avea

un

buon miglio
sendo sul

circonferenza. Esdi

punto

divenire un;i

vera palude, con saggio provvedi-

manca, come pure in quella circovenne smantellato il castello,


ridotto Castiglione
Il

mento
d.

a' nostri

giorni

il

principe

allo stato di

Francesco Borghese, proprietario di esso, lo fece disseccare per mezzo


le

casale.

lenimento di Castiglione rimase in propriet de'monaci di s. Prassede sino al iSay, allorch venne comprato nella vendita dei
fondi ecclesiastici per pagare
i

quat-

di una forma onde scaricare acque nel fiume Osa, da Strabone chiamato Veresi, liberando cos da ogni esalazione pestilenziale i dintorni, e rendendo alla colli-

trocento mila scudi


si

d'oro promesalle

vazione
to secolo
stato
col

un
s.

terreno

ubertoso.

In

da Clemente VII

orde di
dal-

questo lago fu sommerso nel quinPrimitivo, dopo essere


decollalo.

Carlo

ond' essere liberato


Castel
s.

l'assedio di

Angelo. L'ac-

Nel

'j^i

il

lago

quist per
di,

ySoo

scudi Luigi

Cad-

fondo di
l'altro

Gabii

divenne
e

prol'u-

indi Castiglione col potere pas-

priet della Chiesa

romana,

s io

propriet
iSa-z
lo

degli

Odescalchi,
i

no e
versi

passarono in quei di-

e degli Azzolini di
nel

Fermo,

quali
cav.

proprietari che

notammo

di

vendettero

al

Lorenzo Mencacci, e di recente lo comprarono i principi Borghese. Il Nibby parla ancora e d la descrizione del tempio di Giunone Cabina,
di cui vi

1074 s. Gregorio VII concesse la met del Iago detto Durrano e Dtirsano ai monaci di s. Paolo fuori le mura, essopra. Nel

sendo
a

le

altre parti di

s.

sono avanzi; del suo teatro; del foro ov'era la statua di Tito Eliano protettore del municipio;
dei

porta Latina, e
loro
s.

de'
i

Giovanni monaci di
1

Grottaferrata, che nel


tero
i

53

cedet-

diritti

ai

canonici
a'cjuali

renel

ruderi della

chiesa de*

ss.

Ni-

golari di
1

Prassede,
la

col e Primitivo o Primo, che vuoisi

86
s.

si

riun

parte che gode-

eretta nel secolo

XI;

de'

monu-

va
nel
ni,

Giovanni.
s.

Passata
i

la

chie-

menti scoperti, che si vedono anche nella villa Borghese e nel museo valicano; e della pietra gabina,
lapis

sa di

Prassede con
ai

suoi fondi

II

98

monaci

vallonibrosail

questi, fabbricato

castello di

Gahinui

tanto

impiegata
specie di

Castiglione, nel secolo seguente ver-

nelle fabbriche di

Roma,

so

il

I25g
dal
nella
in

acquistarono
lago
,

il

rimadel

peperino che resiste al fuoco, principalmente adoperata nelle parli


inlerne del

nente

onde

Bonifacio
bolla

Vili i3oi

memorata

Tabularlo:

Nerone

se

favore dei vallombrosani CastcUionts,


s.

ne

serv

dopo l'incendio
la
citt

fatale di

Roma.
Sotto
di Gabii era
il

nomina il Castrimi quo dicitur castrimi

Praxcdi-i

rum
rano.

tota lacii qui dicitur


Il

de Sur-

Lacus Gahinus, poi Laciis Burranus, Lago di s. Prassede, Lago di Pantano, e Lago di Castiglione, come quelli di Albano e di Nomi, gi cratere di spento
lago chiamato

a'monaci sino al i54ij, allorch lo dierono in enfiteusi perpetua agli Slroz/i, che
lago
i-esl

nel

1578

per
al

tremila

ducati

lo

vendeUero

cardinal

Marc'AnlO-

, ,

GA
Ilio

n
nel

GAB
i6i4
e la cura de' suoi affari in

87

Colonna,

cui eredi

l'amministrazione delle sue reudite,

lo

alienaiono a favore del cardinal


la

Roma,
con predi

Scipione Borghese,
Casliglione

qual casa con-

ed avendo

egli corrisposto

tinua a possetlerlo insieme ai fondi


di

mura
il

e diligenza, divenuto nel i5o?>

di

Pantano

ad

cardinale
II,

Papa

col

nome
la

Giu-

esso adiacenti. Sulla citt di Gabio,


oltre gii autori
li

lio

lo

premi con

chiesa di

mentovati, e quel,

Urbino, dichiarandolo suo segretario


nella provisione delle abbazie di
s.

citati

dal
il

sultarsi,

iium,
tius,

ed tom.

sono a conp. Riicher nel suo Lail Volpi nel Velus La-

Nibby

Salvatore nella diocesi di Perugia, e


di
s.

IX de

Pratnestinis , et

di nel

Lorenzo in quella di Fermo inprimo dicembre i5o5 lo cre


;

Gabnis.

Teatro
valsa',

degli

Antonio Ricchi nel suo uomini illustri dei i4i parla di quelli p.
Gabii.

cardinale dell'ordine de'diaconi, conferendogli per diaconia la chiesa di


s.

Agata, donde pass poscia

all'ors.

della citt di

dine presbiterale, ed al titolo di


(

GABRIELE
fu

Ferretti

beato

).

Piassede. In seguito lo dichiar le-

Nato in Ancona da nobili genitori, da essi cristianamente educato

ed ancor giovanetto entr nell' ors. Francesco. Il suo merito e le sue virt lo innalzarono alla
dine di
carica di superiore dei

Perugia e dell' Umbria a motivo del clima si vide costretto dopo alcun tempo a rinunziare. Ritornato in R.oma, con
galo
di

carica che

raro
rosit,
le

disinteresse

singoiar

genetutte

francescani

rassegn al

Pontefice

nella provincia della Marca. Gover-

propine

ricevute nelle

sentenze

n il suo ordine con molta prudenza , e lo estese in quel paese procurando la fondazione di nuovi
conventi.

emanate

nella sua legazione, affinche se ne servisse nei bisogni della Sede apostolica. L' integrit e can-

Dio,
assai

Continuamente assorto in sempre parlava, e si acquist riputazione di santo. Mori


di
lui

dore de' suoi ben regolati costumi, lo fecero riguardare da tutti con

somma

venerazione, principalmente
II,

vecchio

in

Ancona
il

a'

12 no-

da Giulio
tra

che
re

lo

destin legato
in

vembre i4-56;
fu posto in
leo.

suo corpo, trovato incorrotto sotto Innocenzo Vili,


e

alla conferenza tenutasi

Savona
e

Luigi XII

di

Francia,

un marmoreo mauso-

XIV ne approv il immemorabile^ ed ai minori osservanti, non che alla diocesi di Ancona permise l'officiatura con rito doppio di questo beato, la cui festa si celebra a' i4 novembre.
Benedetto
culto

Ferdinando V re d'Aragona, incarico che disimpegn con soddisfazione delle parti.


riose azioni,

Dopo

tante

glo-

termine di
l'et

pervenne in Roma al sua vita nel i5i2, nele

di sessantasei anni,

rimase
s.

GABRIELLI
nale.
in
se

Gabriello,
genitori,
fatto

Cardimi-

Gabriello de' Gabrielli nacque


nobili
si

Prasbreve elogio postovi da Lodovico Galeazzo, Pietro, ed Ansede, con

sepolto nella sua titolare di

Fano da
in

prelatura,

e fu

proto-

drea suoi nipoti ed eredi. Ne deve tacersi, che alle preghiere di questo
rardiuale, e di

notario apostolico.
di
in

Nel

pontificato

Guidobaldo duca
citt

di

Alessandro

VI

essendosi ritirato

Urbino, a (juesta

Giulio

II ac-

Francia il cardinal Giuliano del Rovere, questi affid al prelato

'ord

il

tribunale della rota.


Giurto.

GABRIELLI

Cardinale.

88

GAB

GAB
cistcrciense nel

Giulio Gabrielli nacque da antica e


nobile famiglia romana, imparentala

monastero

di

s.

Pu-

con Clemente X, ed era nipote del


cardinale Lancellotti.

dcnziana di Roma, dove poi fu incaricato d'insegnare la filosofa e


la

Fu ammesso
fra' chie-

teologia ai

monaci

del

suo oreser-

quantunque
rici

assai

giovane

dine, ci che esercit per venti anni,

di

camera, ed avendo

ne'suoi

senza lasciare l'eloquente

impieghi dato sempre saggio di con-

cizio
si

della predicazione. Acquistatadi religioso pio


le
,

sumata

prudenza , pervenuto al grado di decano del suo collegio, Urbano. Vili a' io luglio ovvero a' i6 dicembre 1641 lo cre cardinale diacono, con
s.

fama

dotto

ed

erudito, ottenne

primarie

cari-

che di sua congregazione, inclusive a quella di abbate generale. Ricus

la

diaconia di

Agata, indi
al

passati

due mesi
sinodo,

il

promosse
nel

vescovato d'Ascoli, ove


il

modestamente diversi vescovati da Innocenzo XI, siccome bramoso di menar vita quieta e
offertigli

1649 celebr

diede alle stampe.


staur
l'episcopio,
de'casi

Visit

che con parele

studiosa, essendo profondo nell'idio-

ma
ri

latino

versato

nel

greco.

storale sollecitudine la diocesi,

Alessandro VIII lo adoper in vaaffari,

ripristin
:

in cui

die pubblico

sag-

conferenze
bino, ove

morali

inoltre
di

gio di dottrina ed erudizione.


di

Quinqua-

Urbano Vili
si

lo fece legato

Urve-

Innocenzo XII
del
s.

lo dichiar

diport
diaconia,

con

tenacit.
al

lificatore

offizio,

prefetto

Dimessa

la

pass

degli studi del collegio

Urbano, ove

scovato di Sabina

nel

1668

sotto

trovandosi la mattina de" i4

noveminaspet-

Clemente IX, rinunziando con pensione quello d'Ascoli.

bre

i6r)9 applicato alla disputa di


teologica,
la

Due
la

mesi do-

una conclusione
tatamente ricev

po

il

Papa

gli

aflld

cura della

notizia di

sua
e

chiesa di Rieti, la quale

dopo tre anni dimise con pensione. Divenuto Pontefice Clemente X, disput il supremo ministero al cardinal Paluzzo, adottato dal Papa per nipote, e pi capace di lui. In compenso
di
di
gli

promozione

al

cardinalato,

da

vero filosofo senza punto


ciala questione. corsi

alterarsi,

tranquillamente prosegu lincomin-

Ma

essendo

ivi

ac-

molti personaggi per congra-

tularsi, e

per

gli

applausi degli aa
terminarla.
gli

fu conferita
in

la

legazione

slanli

fu

costretto

Romagna,
ammettere

cui

si

merit lode
e di

Dichiarato dell'ordine de' preti,


fu assegnato
il

tutti all'udienza,

titolo

di

s.

Pudene

docilit,
se.

ove non vi fosse interesIntervenne a quattro conclavi, e


in

ziana, e le congregazioni del santo


offizio,
lari,

de'

riti,

de' vescovi

regoScrisse

mori
ni

Roma

nel

1686

in

et

del concilio,

ed

altre.
il

decrepita, di

cardinalato,

dopo quarantaquattro aned ebbe sepolgentilizia

alcune opere contro


za per apporvi
tatosi

libro di Fe-

nelon, arcivescovo di Cambray, senil

tura nella cappella


chiesa di
s.

della

suo nome. Porper


rimettersi
i

Maria sopra Minerva. GABR.IELLI Giambattista, Car-

in Caprarola
la

in salute, vi lasci
nell'et
di

vita nel 171

Giambattista Gabrielli nacque in Citt di Castello a' io gennaio 1654 da onesti genitori, ed
flinalc.

cinquantotto anni, dopa


il

aver prestato
lezione di
re trasferito in

suo suffragio
Il

all'e-

Clemente XI.

ciulave-

abbracci sino da giovine l'istituto

Roma

venne sepolto

GAB
nel coro della chiesa di
s.

GAB
Bernarapostolico Quirinale
vi
si
;

89

ma

egli

non

do, con semplice iscrizione


sta

compofu
s.

rec mai, anzi rinunzi (juella

da

medesimo;
nella

e
di

poscia

trasferito

chiesa

Seba-

stiano fuori le mura, dove tra le due ultime cappelle, al manco lato,
si

Ne' difficili tempi della seconda invasione francese, che fin colr imprigionamento del Papa, e la
sede.

traslazione de' cardinali


e in diverse fortezze,

vede

eretto

alla

sua
coi
al

memoria
suo busto

in Francia merit di esdi

un elegante
di

avello,

sere
stato,

prescelto

prosegretario
nelle

marmo
base
si

espresso

vivo, nella

mostrandosi
in

politiche
stesso.

cui

legge

un
di

illustre elogio.

vicende sempre eguale a s


Ritornati
cardinali

Fu

pure autore

varie

disserta-

Roma
i8i4,

Pio
il

VII

zioni teologiche,

del libro:

come della difesa Nodus praedestinations,


Giulio,

nel

Papa
lo

lo di-

chiar provvisoriamente
de'brevi pontificii,
indi

segretario

dello Sfondrati.

nomin

GABRIELLI

Cardinale.

prefetto del concilio, e pro-dataiio,

Giulio Gabrielli nacque in Roma da principesca famiglia a'20 luglio 1748. Fino dalla prima sua et
fornito di piet,
e di
religioso at-

conferendogli in
zie di
s.

rugia, di
Citt

commenda le abbaPaolo di Valdiponti di PeGiovanni dell'Eremo di s.


di

della

taccamento alla Sede apostolica, si mise in prelatura, e fu fatto ponente


della congregazione del

Pancrazio

Pieve, e de'ss. Vito e Todi. Fu tacciato di

buon goverlo

no, e della sagra consulla, divenen-

troppa economia, e lodato per diligenza nell'adempimento de'suoi doveri, severo amministratore della
giustizia,

do
fu

della

prima segretario, come

poi

di

quella del concilio, pro-

espertezza.

pieno di rettitudine e di E poich olire le scienera a do-

mossovi dal Pontefice Pio VL JN'el 1 801 Pio VII a' 2 3 febbraio lo cre
cardinale dell'ordine de' preti, conferendogli
in
titolo
la

tifiche erudizieni, fornito

vizia della canonica giurisprudenza, e

gran cognizione aveva dei


to spesso negli aftari

diritti alla

chiesa di

s.

santa Sede spettanti, venne consultai

Tommaso in Parione,
tardi pass a quella

dalia quale pi
di
s.

pi ardui ed

Lorenzo in Lucina, allorquando divenne priprete


del

mo
Pio

sagro

collegio.

Da

VII successivamente ricevette tutte le cariche ed onori che andiamo a narrare. Lo annover alle
congregazioni del santo
ofzio, del-

la

concistoriale, del

conc4lio,

della

residenza de' vescovi, di propaganda fide, dell'esame de' vescovi in sagri

canoni, del
alTari

buon governo,

degli

gran copia ebbero luogo in conseguenza d^lle note vicende che posero a soqquadro r Europa ed altre regioni. Malato di viz'o organico si condusse in Albano, ove dopo lunga e penosa n)alaltia pass da questa all'altra vita a' 2.6 settembre 1822. Trasportato il suo cadavere in R.oma nel giorno seguente, fu colla solita pompa funebre esposto nel palazzo di
interessanti, che in

Nel promosse nel concistoro degli I gennaio alla chiesa di Sinigaglia, consagrandolo colle pontificie sue mani, nella cappella segreta della Annunziata del palazzo
ecclesiastici

straordinari.

dateria, indi
fragi,

1808

Io

nel d

dopo 3o fu

consueti

suf-

nel solito
tli

modo
Maria
messa

trasportato nella chiesa

s.

sopra Minerva, cantando


nelle esequie
rio,
il

la

cardinal de Grego-

indi

fu

liunulalo nella

tomba

9^
protettore di

GAD
Fu
ti.

GAD
agostiili

geulilma de' principi Gabrielli.


tutto l'ordine

niano; della congregazione de'sacerdoti di s. Lucia de' Ginnasi; dei


s. Lucia di Citt della Lucia di Perugia, e di 5. Maria in Detieni di Foligno ; del conservatorio delle mendicanti, del

monasteri di
s.

Pieve, di

sodalizio degli agonizzanti, del col-

legio Ghislieri,

del

sodalizio

di

s.

Caterina di

Assisi,

e di questa

cit-

t , non che di Nepi, Gualdo di Nocera, Cascia, Otricoli, Toscanella,

e Massa di Todi.

GADARA.
triarcato
di

GADERA.

Citt
il

vescovile di Palestina, sotto

pa-

Gerusalemme. Si distinguono due citt di questo nome, ambedue nella Palestina, una
sotto la metropoli di Cesarea, l'al-

Riconquistata da Alessandro re Giudea, Pompeo la restaur con magnificenza, ed abbell con sontuose fabbriche, in grazia di Demetrio gadarense suo liberto; e Vespasiano la conserv per esseraccolto vi stato con gioia. Sembra dunque che sia altra Gadara, quella arsa da Vespasiano, dopo uccisi gli adulti, secondo il Rinaldi, che in fatti all'anno 70 conviene sul ricevimento fatto dai gadareni di Vespasiano. E Gabinio vi avca stabilito uno dei cinque tribunali di giustizia della Giudea. I gadareni immersi nell'idolatria adoravano Alcide in grandioso temriti giudaionde abbonivano Commanville dice che fu Gadara chiamata anche Gnclae, e che dopo l'introduzione in essa del cri-

pio,
ci.

tra
il

sotto quella

di

Scitopoli.

Ma
276

Terzi nella Siria sacra, a p.

stianesimo,
eretta
la

nel

sesto secolo

vi

fu

dice che una apparteneva alla trib di Efraim, l'altra a quella di Manasse; la prima famosa pei troni

sede

vescovile

sulTiaganelle

nea

di

Scitopoli,

trovandosi

notizie

de' latini,

divenuta

arcive-

de' suoi
fu

regnanti,

l'ultimo
e

dei
la

scovato nel secolo XII. Dal nove-

quali
citt

da

Giosu ucciso,
ai

ro

de' vescovi di

Gadara

si

potr

assegnata
illustre

leviti; l'altra

non

rilevare se abbiano appartenuto alle

meno
vile,

per la cattedra vescoe per


l'effi-

due

sedi,

siccome sembra.

Ga-

e in altri tempi per la magnifiminerali,


in-

iano

trovossi al

primo

concilio di

cenza delle fabbriche,


cacia delle sue acque

Nicea;

Eusebio a quello d'Antio;

chia nel 341

Teodoro a quello

di

torno alle quali Erode costru opportune stanze. Giace questa citt
di
i\n

dal Giordano, alla foce di fiume del suo nome che si sca-

Efeso del 4^ i > Giovanni al concilio di Calcedooia del 4^' Arasse visse avanti l'anno 536; e Teo-

doro come
te al

il

precedente

assistei'

rica nel

mare

di

Gcnaseret, sedici
lo
sto-

concilio in cui fu

condannato

miglia lungi da Scitopoli:


rico

Antimo
tom.
Ili,

nel
p.

Giuseppe la volle capitale della Perea^ che dava il suo nome ad un cantone di l dal Giordano. Sortirono da essa molti distinti personaggi, come Menippo, OiApsimes , nomao filosofo cinico Teodoro il sofista ec. Essendo ben
_,

536. Orens Christ. 656. Gadara, Gada-

rcn, al presente
vile in

un

titolo

vesco-

partihu<!,

santa

Sede:

lo

che conferisce la port monsignor

Giovanni BenislaAVScki gi coadiutore dell'arcivescovo di Mohilow;


ed
il

Papa regnante Gregorio XVI,


luglio

munita, Antioco consum pi mesi

nel concistoro de' 2 5


flicliiar

1844
citt

nell'assedio,

l'ottenne a pat-

vescovo

di

Gadara,

, , .

GAD
della Palestina
signox"

91

nella Celisii ia,

moa-

repubblica fiorentina,

ma

sopraffatto

Antonio Godofredo Claessen di della metropolitana Coloniaj al cui arcivescovo deput


prevosto
in

da quelle
to
il

di

Cosimo

I,

and a vuoli-

suo disegno.
e
coi

Supph a quecon spendide


meriti

sta inconsideratezza

suffiaganeo.

beralit

molti

che

GADDI
di

Nicol,

Cardinale.
regina

Ni-

si

acquist colla cristiana repubbli-

col Caddi fiorentino, consanguineo

ca.
li

God

la

signoria di Collescipocastelli
,

Caterina

de' Medici

di

e di altri

morendo

nei

Francia , fornito di svegliato ingegno, ed incomparabile destrezza nel nianeggio degli affari, fu fatto chierico di camera , ed abbreviatore
delle
lettere apostoliche.

primi del iSSa, in et di sessantadue anni in Firenze. Fu sepolto in


s.

col

Nel i5ii

Maria Novella, ove il nipote NiCaddi gli eresse un magnifico avello, con elegante iscrizione. AnMilesio
nelle

Leone
di cui

lo fece

vescovo di Fermo,
,

tonio

sue

epistole

non fu consagrato e Clemente VII a' 3 maggio iS-xj lo


cre cardinale diacono, conferendogli
la

commenda
dizione

questo cardinale per la sua modestia, affabilit, vasta eru-

ed

eccellente

letteratura

chiesa di

conia. sa di

Teodoro per diaBench non fu mai alla chieFermo, non manc di soms.

Pietro
colla

Aretino per lo contrario nota satirica penna, stranaIo

mente

punge

e maltratta nelle

ministrargli
di

ricche
il

suppellettili

sue lettere.

restaurare
i

palazzo; introdusse

nella citt

cappuccini, cui fu ass.

segnata la chiesa di

Savino. Nel
la

CADDI Taddeo, Cardinale. Taddeo Caddi fiorentino, de' signori di Riano, nipote del cardinal Nicol,
emulando
le virt dello zio,

i549> non
chiesa
di

nel i544> rinunzi

ne

in-

Fermo, con

regresso a

Lorenzo Lenzio patrizio fiorentino. Siccome aderente alia Francia il re Francesco I l' impieg in vari
,

contr felicemente le fortune. Percorse velocemente con raro inge-

gno

lo

studio

delle scienze,

venne

laureato nelle due discipline legali,

importanti

affari,

e lo

nomin

ve-

scovo
so nel

di Sarlat,

di cui prese posses-

i534, rinunziandolo poi nel


bepontificio.

ed acquist tale attitudine nel maneggio de' pii ardui affari ecclesiastici, che il suo coetaneo Gianuantonio Pietramellara, scrisse non esservi allora
riore.

i546 a Francesco Seneter, con


neplacito

Gi sino dal iSaB Clemente VII lo aveva fatto arcivescovo di Cosenza ed abbate di s. Leonardo nela Puglia. Divenulo diacono di s. IMaria in Via
,

lui

alti'i

in ci supe-

Neil' et

di

sedici

anni

fu
di

provveduto della pingue abbazia


s.

Leonardo

in

Puglia,

rinunziala

dal zio cardinale.

Nel i535 ottenin amministrazioventisett' anni

Lata, ritenne questa chiesa in titolo


ti.

ne da Paolo
in
titolo,
,

III

quando pass all'ordine


In conseguenza

de' pre-

ne, e poi in et di
za

del lagrimevole

l'arcivescovato di Cosen-

sacco di
a

Roma
V,

fu dato in ostaggio

Carlo

e stette
di

lungo tempo

vicari.

che govern a mezzo d' idonei Paolo IV nel concistoro dei

nella
di

fortezza

Napoli, in
1'

modo
un
la

carcere.

Dopo

uccisione di A,

dell'

i5 maggio i557 lo cre cardinale ordine presbiterale, e gli assetitolo


la

k'ssandro

de' Medici
milizie

raccolse

gn per

chiesa di
ai

s.

Silve-

corpo

di

per ripristinaic

>tro in Capite.

Ottenne

canonici

c)i
(Iella

GAE
sua inclropolilana, l'abito covalicale
,

GAE
la

cui

fondazione
fra

si

attribuisce
I:

rale di quelli della basilica


iia;

all'imperatore Federico
te

ha molsi

da
nel
I

pito

immatura morte fu col56 neir et di quaranI

altre chiese,

le

quali

di-

stingue sull'erta quella della

ss.

Tri-

tadue anni, nella suddetta abbazia

nit, alcuni conventi di religiosi,

Leonardo. Trasferito il di lui cadavere in Firenze, ebbe tomba nella chiesa di s. Maria Novella nel sepolcro di sua famiglia. Nel
di
s.
,

ospedali e l'ospizio degli esposti.


si

due Vede-

sull'istmo stretto della penisola la

torre di Orlando,

un tempo sepol-

cro di 1\L Minuzio Plance, fondatore di Lione


;

1377
eresse

'' nipote Nicol Gaddi gli un superbo mausoleo deco*


,

presso a Castellone

evvi

la

torre

detta di Cicerone, e
la

rato da splendida iscrizione;

ed

il

sopra un altro punto


ta

torre detassai

suo
al

castello

cardinal

Riano fu venduto Pier Donato Cesi per


di

Latratina.
e

11

suo

porto

grande

ben

difeso, costrutto

al-

seltantamila scudi d'oro.

meno
ha
ra
il

restaurato da Antonino Pio,

GAETA
sidenza

i^Cajetan).

Citt

vescovile
,

nel

con reregno delle


della
di di-

sette braccia di profondit.

Nar-

Rinaldi all'anno 34,

num. 128,

due
Terra
di

Sicilie

nella provincia

che

di

Lavoro, capoluogo
cantone, e piazza
Situata
di
sul
classe.
a* piedi

stretto e di

forte

prima

mare
che

Tirreno,

un' altura, sta

gli abitanti di Gaeta affermano per antica tradizione, essersi rotto il promontorio nel terribile terremoto accaduto nella passione di Ges Cristo. Ad un miglio dalla

all'estremit

d'una penisola,
il

forma

all'ovest
il

golfo del suo no-

sua riva Cicerone fu assassinato per ordine di Antonio. La fortezza


antichissima, e fu fortificata, co-

me

presso

to celebre all'epoca

monte Cecubo, cotanromana pei suoi


i-

me
re

pure

la citt,

da Ferdinando
la

V
di

vini preziosi. Fortificata dalla sua


stessa

d'Aragona, dopo
si
i

vittoria

vantaggiosa posizione,

lo

pi

ancor da una muraglia bastionala da


(jualche ridotto, e dal suo castello

interno

nel suo Carlo di Borbone contestabile di Francia, uccisepolcri


di
di

Gonzalvo. Vi

ammirano

quadrato, e fiancheggiato da quattro torri,


pi
il

so all'assedio
e del

Roma

che

sta

in

una posizione
la

principe di

nel 1527, Assia-Homburg

elevata.

questa

chiave del

che

vi

fu ucciso difendendo la piaz-

regno da quel lato. I sobborghi di Borgo, Castel Ione e Mela sono assai considerabili, e si estendono sulle

Il cadavere del duca di Borbone, da Roma fu trasportato in Gaeta, e l'ar-

za in questi ultimi tempi.

coste.

]\Tela

o Mola

corrisponde

matura
tificia,
lieri

si

mostra nell'armeria ponil

all'

antica citt di
e

Formie rovinala

presso

Vaticano.

11

Cancel-

dai saraceni,

posta sulla via Ap-

nel suo

pia. Castel Ione con regio decreto si form una comune separata, unendovi anche IMola. Caslellone pi popolato di Gaeta, e Borgo ha pi

della

Mescalo a p. 243 parla sepoltura del famoso Borbone,


rivestito
il

riporta delle notizie curiose sugli abiti


cui veniva

suo scheletro,
ripetuto

e le

iscrizioni

poste sulla sua tomlatino

del (.loppio degli abitanti di Caslellone.

ba, cio

epitaffio

La

citt

irregolarmente fab-

dal Torrigio nelle Grolle Faticane,


quelli descritti

bricata,

ma

vi si

gode

aria salubre.

dallo Sprengero, in

Possiede una bella chiesa calledra-

Roma

nova, in latino e spagnuolo,

GAE
e.

GAE
inibi

93
praeet tre-

l'epitafTio

che

si

legge in Sweer-

tio,

in Christiani orbis deliciae, pa-

adjacentibus attiguis stantem solidos CCCXII

rimenti latino.

Gaeta
II

fu

patria di

molti uomini illustri, tra' quali no-

mineremo Gelasio
nale da

eletto nel

18,

e Calabria furono invasi dall'imperatore Leone l' Isaurico, compreI

missem.

patrimoni

di

Sicilia

di

'

gi Giovanni Gaetani, creato cardi-

so

Urbano

II;

Tommaso de

il Gaetano laonde Pontefici massime Stefano III, e Paolo I, ne


, i

Vio

chiamato Gaetano da questa

sua patria, elevato al cardinalato da

reclami al re de' franchi Pipino, ed in parte ricuperaiono nelfecero


le

Leone X. Gaeta assai antica , e si pretende da alcuni fondata dai lestriStrabene dai greci venuti da Samo, che la chiamarono Caieia il che esprimerebbe la curvatura o concavit di questa costa. Per opinione di Virgilio rigoni, e secondo
,

terre di

Sicilia
s.

di
I

qua dal Faindusse Pire dei


i

ro.

Inoltre

Paolo

pino ad
politani

ammonire Desiderio
e

longobardi, affinch obbligasse


gaetani

na-

ad

restitiienda

cevette

il

nome

Caieta

nutrice di

Enea, qui morta, e che quel principe fecevi


seppellire.

Altri

dicono
la

che
sa

la

citt

fu fabbricata dal tropre-

iano Enea, quattr'anni dopo

Troia, d'avviso che


di dei'ivato

mentre

alcuni

sono

patrimonia protectori vestro b. Petra illic Neapoli sita. 11 medesimo Borgia nel tom. Ili, p. i5i delle Memorie istoriche di Benevento , racconta come i greci di Gaeta avendo avuta mano nella usuipazione alla Chiesa romana del patrimonio napoletano Carlo Piagno per -vendicare l' oltraggio da essi
,

il nome di Gaeta sia da una parola greca che

fatto a

s.

Pietro, stese le armi si\&

dentro

la

loro citt, quale poi con-

significa bruciare, perch,


si
,

fu in
la

questo

dicono esluogo che Enea


,

biuci

sua flotta

quando ebbe

Papa Adriano I. Per tal maniera -venne Carlo Magno a dilatare il dominio della santa Sede,
cedette al
nel littorale della

messo piede

sulla terra d'Italia.

Fu

Campagna

fino al

questa citt per qualche tempo con

reggimento municipale governata repubblicanamente, ed ebbe poscia dei duchi dopo il settimo secolo. 11 Borgia nella Breve istoria del
,

fiume Garigliano, che poi nel 787 eslese fino al Volturno col dono
delle citt
della

Campagna, come

Capua, Sora, Arce, Aquino, Arpino, Teano, ec. Per molti anni continuarono
Papi nei possesso di i con piena sovranit , e al dire del Giannone, lib. 6, cap. I

dominio temporale della Sede apostolica, a p. 25 tratta del patrimonio gaelano appartenente alla medesima consistente in fondi posti
5

Gaeta

AeW Istoria
poli
,

civile

del regno di

Na-

in

Sorrento,
di

Miseno e Gaeta, con


feudali, sot-

diritti

regalie quasi

to

l'amministrazione
s.

della

Chiesa

avendo tolto Gaeta ai greci ne fece dono alla Chiesa romana, che da tempo an,

Carlo

Magno

romana. Di l'anno 432,


tificale

Sisto III eletto

Papa

tichissimo vi possedeva

patrimonii.

leggesi

n. Ili,

ponche avendo ampliata


nel libro

Tuttavolta
t
la

il

Borgia, sulla sovranidi

pontificia

Gaeta

opina che

ed ornata la basilica di Liberio, le don possessioncm Scaurianam in territorio Cajttano ciim omnibus

santa Sede a poco a poco, anche

con volontaria dedizione de' popoli,


per essere meglio
difesi

dalle

mo-

c)4
lesile

GAE
de' vicini

G AE
loro dimora
sulle

longoLuidi, acquicitt
,

sponde
quelle
di

del

Ga,

stasse

dominio su questa
i

la

rigliano, continuassero per quarant'anni a


la

quale neir anno 84^^ aini col suo duca contro saraceni a favore del

molestare
citt

terre

e
la

medesima
cosa

Gaeta. Per

Papa

s.

Leone IV
i

il

quale vinse

qual

interamente
poletani

nemici ad Ostia, adi

Docibile ed
totuni et

vendo composto pei gaetani e naqueir orazione


a cui
fa-

Giovanni Vili don a a Giovanni suo figlio inclitum patiimonium Tra, ,

cemmo menzione
(

Cill

Leonina

jcctanum etc. totani et inclitarn teirani Fiindanam, eie. a canneto


(le

Fedi).

Terracina

etc.
;

usque

super
va-

A'tempi di Giovanni Vili, eletto neir872, venendo egli riconosciuto per sovrano in Capua da Landolfo
conte e vescovo della medesima
t,
il

Galeriano,
levoli
gli

etc.

acciocch

pii

fossero a
la

sostenere con que:

inumani
Vili
si

guerra

che Giovanil

cit-

ni

portasse a Gaeta, dice

Papa

scrisse

varie lettere pel

Rinaldi che lo attestano le sue


tere.

let-

ben

essere del contado.

A Landolfo
si

Da
il

questo
del

racconto

succedette Pandenulfo suo nipote, e


questi prue giur fedelt, e
vassallo del Pontefice

che

Papa

togliesse

sembra Gaeta dalla

dichiar

soggezione

conte

di

Capua

Giovanni Vili, dicendoci Ercbemperto, Hist. n. 47? che il conte fece palese questa dipendenza col porre il nome del Papa sulle carte e sulle monete, ignorandosi se ci facesse per maggiore rispetto verso il suo sovrano, o per patto convenuto. Non rimase senza premio il vassallaggio di Panilenulfo, mentre Leone Ostiense, lib. I, cap. 43 del Chron. Casn., dice che Giovanni Vili gli concedette l'alto dominio sulla citt di Gaeta, essendone in pieno possesso la santa Sede, e potendone liberamente
disporre, nell'anno

ne restituisse il governo a Docibile, n tal congettura manca di fondadamento. In fatti scrive Ercbemper-

num. 65, che Atenolfo succeducontado di Capua a Pandenulfo dopo Landone, tolse al Papa
to,

to nel

Gaeta , negandogli il vassallaggio promesso all' apostolicai Sede dai


suoi predecessori

nel contado

ma

che venendo
cessit di

poi gravemente dan-

neggiato dai saraceni, fu nella nericorrere

per suoi
di

legati

Stefano

detto VI, salito nel-

r 885

sulla

cattedra

s.

Pietro

di pi'omettergli

soggezione, ed inoli

jelani co
Pontifici

879; nam CaRomano tantum Non piacque serviehant.


tempore

tre di restituirgli

gaetani, quante
i

volte lo aiutasse a cacciare


ceni dal Garigliano.

sara-

Qual
stesso

fine aves-

questo
bile

nuovo vassallaggio a Dociduca ed ipato di quella citt,

sero queste generose proteste ed offerte


,

lo

dice

lo

cronista

onde per viva brama di scuotere il giogo, chiamati da Agropoli i saraceni fece assediare Gaeta con in,

Quae postea cuncta


quae promiserat,
implevit.

oblitus,

nihil

ex his omnino adquanta raI

Ed

ecco con

tenzione
uffizi

di

distruggerla;
si

ma
,

agli

gione nei diplomi di Ottone


s.

e di

del Papa, Docibile

appigli
cio a

poi

a pi

sano

consiglio
fatta

rompere
i

la lega

con que' bar-

bari, ed a combatterli,

saraceni

che

fissato

quantunque avevano la

Enrico I, dopo confermata alla santa Sede Terracina, compresa sotto il ducato romano, e le citt donate da Carlo Magno nella Campagna espressamente si nominano

GAE
Gaeta e Foudi. Sinili mudo cwitatem Gajetain , et Funclim ciim omnibus earum perlinentiis.
secoli susseguenti Anche per dopo le occupazioni fatte di queste terre dai longobardi e dai normanni, si ha qualche vestigio del pontificio dominio in Gaeta, in Fondi, e nei luoghi circonvicini, come diremo in appresso. Nel io4i un
i ,

GAE
pul ia,

t)

prese

il

nome

di Gelasio

IL

Malmenato
Enrico V,

questi dai partigiani di


a'

3 marzo part da Rouna barca, e rifugiossi nella propria patria Gaeta, ove si ordin prete a' 9, e si fece consagrare nel d seguente, creando car-

ma

su di

medesimo giorno Pietro Ruffo di Napoli, r unico che prodinale nel

mosse a
tificato.

tale dignit

nel

suo pon-

conte
di

di

Gaeta

Atenolfo fratello

Landone conte d'Aquino, fu in guerra col principe di Salerno, e ne fu quasi vassallo ; ma i popoli
emancipatisi proclamarono poi duca di Gaeta
ietto,

Mettendo frattanto l'imperatore Enrico V sulla sedia pontificia

l'antipapa
II

Gregorio
di

\ill,

Gelasio

nel

concilio

Landone conte
di

di

TraI

suo parente

e successore.

scomunic ambedue; ed dato in Gaeta l'invesfitura del ducato di Puglia a Guglielmo figlio
di

Capua avendo

conti

normanni

Aversa Riccar-

do e Giordano, dopo aver conquistato il principato di Capua, s'impadronirono eziandio del ducato di il loSj. Trovasi in progresso un Goffredo normanno duca di Gaeta, e conte di Pontecorvo, che marit la propria figlia a Giovanni Sesto duca di Napoli ; ma tanto questi, che Giovanni, Marino, e Gionata forniti dello stesso

Ruggiero normanno, come narin Chron. ad ann. 11 18, indi dopo la festa
ra

Romualdo Salernitano
principi
degli

dei
in

apostoli

ritorn

Gaeta verso

Roma.
Gaeta
III,
il

L'altro Pontefice che fu


in

in

tale

epoca, Alessan1

dro

(|uale nel
dell'

do

le

insidie
I,

imperatore

166 fuggenFelateranense
de' Frangi-

derico

dal

palazzo

pass ad una fortezza


pani, e nell'agosto

1167

part da
in

titolo,

dopo l'occupazione

di

Ric-

Roma

in

abito

da

pellegrino

cardo principe di Capua, si debbono credere meglio suoi onorari luogotenenti. Riccardo II detto dell'Aquila, era

compagnia
prese
stesso
le

di molti cardinali, e per


ri-

Terracina giunse a Gaeta, ove


pontificali

insegne, e collo

duca di Gaeta, quando Ruggiero riun ancor questo paese alla fondata monarchia nopolilina , tuttavolta Gaeta fu poscia soggetta a gran cangiamenti, e vuoisi che

accompagnamento

pass

in

Benevento, ovunque onorevolmente


accolto dagli abitanti.

Le
Papi

altre notizie sul


in

dominio dei
al

Gaeta, Fondi, e luoghi cir,

sino al 1191 fosse indipendente, e che allora battesse moneta. Prima


di

convicini

appartengono

secolo

XIII. Di

Papa Innocenzo

III,

per

quell'epoca, e nel

medesimo

se-

detto di Riccardo
in

colo,

visitata

Gaeta ebbe l'onore di essere da due Pontefici. Eletto Pa-

da s. Germano Chron. an. 1208, e dell'anoniautore della sua vita appresso


ci
il

mo

pa ai 25 gennaio 11 18 il cardinal Giovanni Gaetani o Caetani, figlio di Crescenzio di Gaeta, la cui famiglia,

Baluzio,

fi

sapere

il

Rinaldi al-

come

si

disse

all'

articolo
la

Gaetam, signoreggi un tempo

i2oB, num. 26, che avenSora ed altre terre dalla tirannide de' tedeschi, ne cre conte e Kovernatore R.iccardo suo
l'anno

do

liberato

96
fratello.

GAE
Ai

GAE
questo

tempi di
la

Papa
Ric-

della diocesi di Gaeta,


fer

donde

si

tras-

appartiene
fece nel

donazione,

che
di
il

cardo dell'Aquila conte


12 12 di tutto In questo
citt

Fondi
ro-

suo conalla

tado, e di altre

baronie

popolo essendosi sollevato. Clemente VII pauroso co' cardinali scismatici del suo partito s' imbarc su di alcune ga]Ma
il

a Napoli.

mana
.s(^colo,

Chiesa.

medesimo
Sessa
e di

lere,

giunse in Gaeta

poi

per

cio nel
la

1229 Gregorio IX
di

Marsiglia in Avignone, ove corsero


a stormo francesi a venerarlo, godendo di veder in Francia la supposta Sede apostolica. Durante lo scisma sostenuto da
i

dominava

Gaeta, come apparisce dai pontificii diplomi inseriti nel Bullario

romano, tom.
1

Ili,

par.
le

I,

n.

16 e

7,

co' quali

dichiara

dette cit-

Benedetto XIII, successore nell'antipapato a Clemente VII, fu cele-

dominio della Sede apostolica al pari di Anagni e delle altre della Campagna, e concede ad esse le medesime esenzioni
t

costituite in

bralo nel
sa,

1409

'1

concilio

di

Pi-

privilegi

clie

queste

godevano.

E
d

notabile quello diretto al popo-

lo di

Gaeta, per la facolt che gli Pontefice di coniar moneta d'argento. De gratia vobis conil

ove non solo fu deposto l'antipapa, e il Pontefice Gregorio XII; ma fu pure eletto Alessandro V. Vedendosi Gregorio XII abbandonato dai popoli ed insidiato, part da Cvidale {Vedi), e travestito da mercante giunse alle due galere
fornitegli
li
,

" cedimus
'

liberali

cudendi

etiam

monetam
parte

argentea m, ubi ex una


capitis b. Petri

>' j'

imago

cum
in

da Ladislao re di Napocon esse pertossi a Gaeta, ove l'attendeva il re, che alla di
e

snbscriptione civitatis vestrae, ex


ciculo

" alia vero in medio Papae, et


'j

ombra agognava al dominio di Roma. In questo tempo Paolo calui

superscriptio
".

nostri

no-

meriere del Papa, vestito con abito


rosso pontificio, fu scoperto
scire
all'

"

minis habeantur

di

queste

u-

e di altre grazie

la

vuole privile-

giata a condizione, che


^' >' -

quandoEccle(cio

cumque autem Piomana


sia

stolium facere voluerit


civitas

armamento navale)
.stra

ve-

da Cividale, e malmenato al modo che dicemmo al citato artcolo. Dimorando Gregorio XII in Gaeta faceva la figura d' infelice emigrato: tuttavolta nel 4' spe1

"
i'

ei

tenebitur pr una

galea
arse-

d legati nelle parti

settentrionali,

sufficientem dare

numerum
Nel
secolo

e nella Marca, dichiarando generadi s. Chiesa Luigi Migliorati con ordine che unisse le sue truppe a quelle di Ladislao. In Gaeta nel i4ii Gregorio XII nel gioved santo pubblic la consueta bolle

matorum

etc. ".

guente eletto scismaticamente in Fondi l'antipapa Clemente VII,


contro il legittimo Urbano VI, a danno del quale e per imprigionarlo spedi un esercito, che fu fatto a pezzi nel fine di aprile 1379;
allora
il

la

in

Coena Domini, contro


e scismatici,

gli

e,

retici

e loro fautori
d'

falso Pontefice

si

avvih, e

tra' quali

Lodovico
al

Angi

pre-

da Anagni pass a Fondi a' 18 maggio, e per la protezione che godeva della regina di Napoli Gio-

tendente
legati

sped in

trono di Napoli ; altri Germania, ed ema-

in

vanna

I, si

rec in Splanata, luogo

vedi menti.

Gaeta varie bolle e provPer Ladislao, abbando-

GAE
Gregorio XII, si gilt dal parlilo di Giovanni XXIII ch'era succeduto ad Alessandro V; non vedendosi quindi sicuro in Gaeta ,
nalo

GAE
regno
;

97
se-

ma
si

francesi nell'anno
costretti

guente vacuar

trovarono
citt,

ad

e-

la

che

poscia
II

rimise
re di

loro nel

i5oi
di

Federico
Saluzzo

Gregorio XII ad allontanarsene, profittando di due vascelli veneti che ivi eransi accostati, ed in compagnia dei cardinali suoi nipoti, Barbarigo, e Condulmero, che fu poi Eugenio IV, da Gaeta litirossi a Rimini , evitando le insidie tesegli nel viaggio.
Ili

costretto

Napoli, dopo aver sforzato Capua.


Il

marchese

la rese

per

jNel 1424 venne questa citt presa da Guido Torelli, ammiraglio del duca di Milano, in allora signore di Genova. Dipoi nel i435 essendo morta Giovanna II regina di Napoli, Eugenio IV commise l'ani-

compenso a Gonzales il primo dell'anno i5o4- Nel 1707 si segnalarono suoi abitanti per una valorosa resistenza e non fu presa d'assalto dagl' imperiali, se non che dopo un assedio di tre mesi. Nel 1727 la citt fu onorata nelle vii

cinanze dalla presenza di Benedetto XIII, in occasione ch'erasi portato a visitare


il

suo

antico
,

arci-

vescovato
vicer
to

di

Benevento

venendo

incontrato ai confini del regno dal


cardinal d'Althann. Sabbail

rainistrazione del

regno

al

prode
,

vescovo

di

Recanati

Vitelleschi

3 maggio
ss.

Papa giunse

pre-

mentre i napolitani chiamarono al trono Renato d'Angi fratello del defunto Lodovico, ed altro parlilo
Alfonso

ceduto del

Sagramento, ad ore

23 a Castellone di Gaeta, scendendo al monistero dei monaci di Monte

re d'Aragona,

il

quale

Vergine, nella cui


ss.

chiesa

erasi

accompagnato dai suoi fratelli, Giovanni re di Navarra, Enrico e Pietro,


si

riposta la

Eucaristia. Quasi tut-

condusse

con

possente ar-

ti gli abitanti di Gaeta ivi si recarono per ricevere l'apostolica be-

mata ad
cipi

assediare Gaeta. Tali prinaltri signori

nedizione, e recatasi

la

camera
di

se-

con

restarono pii-

greta del

Papa

al

molo

Gaeta,
trattata

gioni dell'armata de' genovesi

manche

per ordine del


lautamente.
stero,

vicer

fu

datavi

dal

duca
li

di

IMilano,

Dorm Benedetto XIII


Pionipel

magnificamente
libert senza

tratt, e
;

pose in

nella notte del sabbato nel

riscatto

IV
cui

si

pieg

colla

ed Eugenio maggior paite


di

la

seguente
il

mattina

Garigliano prosegu

suo viaggio.

del regno a favore


specFi

R.enato,

ambasciatori.
alle militari

Gaeta fu segno
il

im:

Nel 1734 Gaeta resistette per quattro mesi continui agli sforzi de'francesi, spagnuoli e piemontesi. Dipoi
al
si

prese degli angioini ed

aragonesi

francese

generale

Championnct

suddetto Pietro d^Ai'agona


fratello Alfonso
:

la ri-

arrese facilmente nel 1799. Mal-

prese nel gennaio i^^'j, e nel


il

vi

stabil

^5o un

vicer

ci

fu assediala

nel

non pertanto invano i453 dal medesire d'Aragona. Car-

mo
lo

Alfonso Vili re
i

V
di

Francia, volendo far


degli
col

valere

diritti

angioni

nel

grado una flotta inglese padrona del mare, e della bella difesa del nominato principe di Assia-Homburgo, questa piazza cadde una seconda volta nel 1806 in potere dell'armala francese , che sotto la cond<jtla del general Massena veniva a conquistare
il

1493 prese Gaeta


VOL.
XXVIII.

restante del

regno

di

Na

gS
poli

GAE
martire.
rio
I

GAE
Laonde
al
il

per Giuseppe ]3onapai'te, fraNapoleone ; tello dell' imperatore anzi fu rultima piazza dei reame che cadde ix potere de' francesi.
Indi tale imperatore confer
tolo di
il

Papa

s.

Magno
sedi di

trasport

GregoGaeta
Formarti-

luogo presso
te,

mare, e

in sito for-

le

Minturno
Galletti,

e di

ti-

mie, in un
ri.

alle reliquie de'

duca
vi

di

Gaeta

al

nistro delle finanze Carlo

suo miGaudin.
l'arte

Per nel

Del Primicesi

ro della santa Sede,

Nel

i8i5

dispieg tutta

i36,

come
,

s.

Erasmo vescovo

legge a p. d'udi

militare il general Becani con una guarnigione composta in gran parte di militari reduci del regno ilalico ; n ebbe luogo la resa, che

na delle chiese del


Antiochia
trocissimi

patriarcato
sofferto

dopo aver

a-

dopo

le

politiche transazioni

il

tormenti sotto Diocleziano e Massimiano, uscendone miracolosamente illeso, se ne venne nella

ristabilimento della dinastia Borbonica sul trono di

Campagna

Felice nell'antica Foril


i

Napoli. Risiede al

mia, ove ora


e quivi termin

molo

di

Gaeta,

presente nella fortezza di Gaeta

un

santi suoi giorni,


in

governatore militare, che vi eseguisce le funzioni di comandante. Il


distretto di

venerandosi
trasferitovi

il

suo corpo

Gaeta,
allor-

nel secolo nono,

Gaeta

si

divide in no-

ch

il

Papa Gregorio

IV, morto

ve cantoni, cio Carinola, Fondi,

Gaeta, Pico, Isola di Ponza, RoccaGuglielmo, Rocca-Monfina, Sessa, e


Traelto.

neir 8443 trasport a Gaeta ancodi Formia. ra la sede vescovile

La mente
dai

i-eligione

cristiana
in

probabil-

fu

predicata
secoli

Gaeta
Chiesa

fino
;

primi

della

la

Commanville nelT Hisloire de tous arch\f. et tvesch. de L'univers, dice che la sede di Gaeta fu eretta l'anno 84o, nel pontificato di Gregorio IV, gi monaco di Fossales

vicinanza di Formie e di
no,
i

di cui
il

abitanti

si

Mintursegnalarono
la

nuova. L'Ughelli nel tom. I, pag. 526 e seg. dell' Italia sacra, ci d
la

soffrendo
della

martirio per

difesa

serie de' vescovi di

Gaeta, e pel
questa
di

fede,

non

lascia

alcun
le

luogo
fu-

primo
Io,
il

registra

Camplo o Camposede
pontificato

a dubitarne.

Ambedue

sedi

quale occupava
nel

rono erette nel quinto secolo , e quella di Traetto nel sesto ancor
essa unita a Gaeta,
la

Tanno 790,
driano
I,
;

Ave-

come
il

corresse l'annotato-

quale
fu

rico-

re Coleti

secondo Leone
di

nosceva per

metiopolitano
;

l'arci-

scovo neh'
;

vescovo di Capua
rata esente, ed getta alla

poi

dichia-

immediatamente sogSede apostolica, come lo


Rinaldi, alla

tuttora. Al dire del l'anno 5go, sembra che


scovile di

sede ve-

Minturno e di Formia il terzo Giovanni primiis Cajetae episcopus post Forviianum excidium anno 896 ; il quale Leone, aggiunto dal Coleti nel tom. X, p. 221 eW Ita-

840

Gaeta abbia avuto origine nel 590, dappoich narra, che per le vicende de' tempi la chiesa di Minturno era allora senza clero, e disa*
bilata, e

lia

al concilio

sacra j che intervenne neir86i romano; il quinto Covescovo Bono,

stantino.
Il

che

la vicina

Formia
s.

tro-

nel pontificato di

l'anno 880, Giovanni Vili,


s.

\avasi nella

medesima condizione
il

rinvenne
lo colloc

il

corpo

di

veiierandovisi

corpo di

Erasmo

con onore

in Gaeta.

Erasmo, e Leo-

, ,

GAE
ne
lio
iiitei'veiiue

GAE
al

99
Pontefice

nel

loSg

conci-

ta

e di

Fondi,

il

Pio

adunato da Nicol II, e si trov presente alla consagi'azione che fece Alessandro II della chiesa di Monte Cassino. Riccardo vescovo di Gaeta ivi ricevette nel 1118 il Papa Gelasio II. Nel vescovato di Egidio del 191, il cardinal Piei

utiliori

VII eman la lettera apostolica De dominicae, quinto kal. julii 18 18, con la quale soppresse il
sede di Gaeta
de' ?,5

vescovato di Fondi [F'edi), e l'uni


alla
;

indi nel

con-

cistoro

maggio

dell' istesso

tro del

titolo di

s.

Marcello, lega-

anno, fece vescovo di Gaeta monsignor Francesco Buonomo nato in


questa citt; ed in sua morte Leo-

to in Costantinopoli, da questa citt port


tire,
le.
il

capo

di

s.

Teodoro mar-

ne

XII_,

nel concistoro

de'

25 giudi

che fu riposto nella cattedraBartolomeo canonico di essa

gno
Gaeta

1827, dichiar
l'

vescovo

attuale

monsignor

Luigi

perle istanze del capitolo, nel 1276 fu fatto vescovo da Giovanni XXI. Francesco Gattola gaetano, essendo arciprete fu eletto vescovo dal capitolo, e confermato da Giovanni

Parisio di Napoli, traslatandolo dal

vescovato di Venosa.

La
in

cattedrale dedicata a Dio,

i32o. Giovanni Gallula gaetano, del i4oo, nel qual tempo l'antipapa Benedetto XIII vi voleva intrudere altro vescovo. Martino nel 14^7
in

XXII

Avignone

nel

onore dell'Assunzione di Maria Vergine in cielo 1' edifizio fu ultimamente riedificato , ed ricco
;

di

marmi

di
Il

pitture e di

sagre

suppellettili.

capitolo
,

si

compo-

trasfer

questa

dalla

chiesa

di

Terracina, Giovanni de' Normandis


nobile romano, che riform
ro,
ti.
il

ne di quattro dignit essendo la prima quella dell'arciprete, di diciassette canonici, comprese le due prebende del teologo e del penitenziere, di
dieci

cle-

cappellani
di
altri

chiapreti

ed eman opportuni regolamenPio II nel 1460 fece vescovo

mati ebdomadari, e
e chierici addetti
al culto divino.
all'

uffiziatura

ed

di

Gaeta Francesco Patrizi sanese, suo concittadino ed intimo amico. Fr. Tommaso de Vio detto Gaetano, dalla sua patria Gaeta, Leone X nel i5i7 lo cre cardinale, e
nel

La cura

delle ani-

me
le
si

della parrocchia della cattedraesercita

da un canonico
cattedi'ale
vi

del

capitolo.

Nella

il

fonte battesimale, ed l'unico che


sia nella citt
:

i5i9

Io fece

vescovo di Gaeta,
nel

ivi si

venerano mol-

e fu
te
la

uomo

dottissimo. In sua mor-

te

sagre reliquie, e vi sono due saIl

Clemente VII
Stefano

i533

affid
al

gristie.

palazzo episcopale pros-

sede in amministrazione

car-

simo
cesco

alla cattedrale;

venne
citt

rifab-

Merini spagnuolo cui successero vari personaggi di quella nazione. L* ultimo vescovo
dinal
registrato nell' Italia

bricato dal defunto

vescovo Franvi so-

Buonomo.
religiosi

Nella

no
rio

altre sette parrocchie,


,

un con-

sacra,

fr.

vento di

un conservato-

Giuseppe Guerrero de Torres spagnuolo, fatto vescovo nel iGgS da Innocenzo XII, La continuazione della serie de' vescovi di Gaeta si riporta nelle annuali Notizie di Roma. Essendo vacanti le sedi di Gae-

ed altri luoghi pii, col seminario con alunni. La diocesi alquanto vasta , ed ogni vescovo
tassato
ne' libri

della

cancelleria
cin-

apostolica in fiorini duecento

quanta, verus autem illorum valor

100
esl

G AE
4oo
cireiter

GAE
Punlefice? Merita vero
to di
lo

vionelac, piiblicis
ribiis.

ducalorum illius non dedurli.^ one-

scrit-

essere riprovalo,

ma non
un

per
al-

questo ne pu, n debbe


tico

dirsi ere-

GAETANI Giovanni, Cardinale. Giovanni Gaetani, o Caetani {^Vedi),

l'autore "; al che fu da

tro soggiunto,

dell'illustre

prosapia
dalla

di

cui

che nemmeno teva chiamarsi malvagio in s

postes-

trattammo a
in

quell'articolo,

nacque
verde
di

so

uno

scritto,

eh' era

stato
il

fatto

Gaeta, e sino

sua

unicamente per salvare


di Dio

popolo
e

J fu posto sotto la disciplina

dall'estrema

desolazione

Odorico,
bate di

uomo
Monte

di santa vita, ed ab-

sciagura. Dipoi Pasquale. II, ed an-

Cassino, che

tal

che prima, ad istanza del cardinale


sollev alla dignit cardinalizia pa-

uopo

lo

richiese ai suoi nobilissimi

genitori.

Seguendo

le

orme
regola
e
s

del suo
di
s.

recchi valorosi
altri

soggetti,

e
di

fra

gli

maestro profess benedetto, e fece


re,

la
tali

Pietro Pisano,

Ugo

Alalri,
il

mirabili
lette-

e Gregorio Gaetani. Scrisse

car-

progressi nella piet

e nelle
Io

dinale alcune opere, che


esistono:
ria della
lib.
il

pi
nella

non
Sto-

che Vittore
s.

III

fece cancel-

Maimburgo

liere di

romana
lo

Chiesa, e quan-

decadenza

dell'

imperio,

tuntpie
del

assai

giovane,
cre pel
nella

1088

Urbano II primo carin

dinale diacono,
detta carica,

confermandolo
quale

IV, pag. 344> 'o celebra uomo di santa vita, di consumata prudenza, ed il pi savio del sagro
collegio
;

prosegu
nel
di lui

Corrado Uspergense
,

lo

sotto Pasquale IT,

come

qualifica

uomo

prudente, venei'ane valido


so-

pontificalo continu
bibliotecario di
feritogli
gli
s.

nell' uffizio di

do ed
stegno

irrepi'ensibile

Chiesa pur conII.

de'
di

romani

Pontefici.
II

Alla

da Urbano
in

Pasquale
la

II

morte

Pasquale

assegn per diaconia


s.

chiesa
il

cardinal Giovanni di
a successore col

essergli

merit il dato
Gelasio

di

Maria

Cosmedin, che

nome

di

cardinale arricch di rendite, di sagri arredi,


fese

II

{Vedi).

e di vasi d'argento. Di-

con gran forza e valore Pasquale II nel sinodo tenuto in Ro-

ma

nel

ir 12, nel
il

quale

il

Papa
invea
lui

condann

privilegio

delle

GAETANI Gregorio, Cardinale. Gregorio Gaetani da Anagni essendo scrittore apostolico, ad istanza del cardinal Giovanni Gaetani fu da Pasquale II del 1099 creato
,

stiture ecclesiastiche, estorto

cardinale diacono, e per diaconia


fu
cia
cilii

gli

con violenza dall'imperatore Enrico V, in tempo di sua prigionia.

assegnata
di

la

chiesa di

s.

Lu-

in Septisolio. Intervenne ai con-

Avvenne in questo sinodo che s. Brunone vescovo di Segni qualific


tal

Guastalla

di
II

Laterano
;

celebrali

da Pasquale

fu

col

privilegio per un'eresia, ed


de' circostanti

cardinal Pierleoni
col suo

incaricato

della

avendo alcuno
giunto,
tore,
il

sog-

legazione delle Gallie,


suffragio
II,

e contribu
elezioni
li.

dunque

essere eretico l'au-

alle

di

cardinale compreso da giuquesti termini


rispose

Gelasio
sui di

e di

Onorio

Mor

sto zelo, in
al

primi di luglio, nel pontificato

vescovo. " In

un

concilio
,

adunardi-

Onorio

li.

que, e alla nostra presenza


sci

tu chiamare eretico

il

romano

Villano, Cardinale. Villano Gaetani da Pisa, di nobile

GAETANI

, ,

, ,

GAE
prosapia, e secondo alcuni della fa-

GAE
arcivescovo
nella vigilo

loi

re la causa dell'eletto alla sede di

miglia Villani, essendo


di sua patria,
lia

Magdeburgo. Caduto dalla


dell'imperatore, attese
e
le

grazia

Lucio
e

II

sue aspre
stabi-

di Pentecoste del

ii44
per
s.

cre

dure maniere, o per aver

cardinale

prete,

titolo gli

lito

delle cose contro la volont

concesse la chiesa di

Stefano nel

mente del principe, fu


nuto
e
nel

costretto a

monte

Celio.

Avendo

nel 1161 deIII

ritornarsene senza aver nulla otte,

terminato Alessandro
dursi in Francia, la

di

con-

viaggio
1

fin

il

corso

repubblica di

del viver suo nel

Pisa

gli

mand

sino

Terracina
,

ma come
Pisa.

dice

il

154, e non priFanelli nella cro-

una nave ben corredata


col proprio arcivescovo

insieme
il

nologia della

famiglia
ai

Gaetani
in

di

Villano,

Intervenne

comizi

cui

quale accompagn
regno. Nel
1 1

il Papa in quel SS non avendo egli

fui-ono eletti Anastasio

IV, ed

A-

driano IV.

voluto riconoscere
squale
III,

l'antipapa

Pa-

GAETANI
Reno
III in

Pietro,
s.

Cardinale.
nobile
del
al-

ch'era sostenuto dall' imI,

Pietro Gaetani da Pisa, di


famiglia, canonico di
di

peratoi'e Federico
esilio,

fu cacciato in

ed in suo luogo fu collocato nella sede di Pisa Benincasa dei Benincasi canonico di quella metropolitana, che ricev la sacrilega
episcopale consagrazione
antipapa.
dal
detto

Maria Bologna, e perci da


lo

cun creduto bolognese. Alessandro


Sens nel ii65
s.

cre car-

dinale diacono, assegnandogli per dia-

conia
nel
terale,

Maria
al

in

Aquiro
s.

donde
presbi-

Dopo

tre

anni

d' esilio
al
pacifi-

1173 pass
ed

all'ordine

pot nel

1171 ritornare

titolo di

Susanna.
Giorgio

co possesso della sua chiesa. I suoi integerrimi costumi e soavi maniere


fu
ni,

Fu

incaricato insieme col cardinal

Manfredi
Sicilia

diacono

di

s.

lo

l'esero

cos

amabile, che

della legazione a
,

Guglielmo re di
il

chiamato la delizia degli uomiche ne compiansero amaramenla

te

perdita

sul

fine

del

1174?
suo
elettori

che fu l'ultimo di sua

vita. 11
gli

suo aiuto I, che avea assediato Roma. Dipoi con altri sei cardinali si trov presencontro l'imperatore Federico
te

per implorare

nome
di

registrato tra
III
;

quando Federico
III
;

abiurato |o

Eugenio

del

suo cardinel lib. II

scisma, riconobbe per legittimo Pa-

nalato,

come

delle virt, fa testiIII,

pa Alessandro
riti

e pieno di

me-

monianza Innocenzo
delle Decretali^
tit.

e di gloria, pass all'altra viil

26 de prae-

scripL

GAETANI
le.

Gherardo, CardinaGherardo Gaetani nobile pisacano-

1188, dopo aver condi Lucio III Urbano III, Gregorio VIII, e Clemente III. Dicesi che fosse sepolto
ta circa

corso

alle

elezioni

no, della famiglia di Gaeta,


affine di
1

in

s.

Maria del Reno; e l'abbate

nico della metropolitana di Pisa, ed

Trombelli, nelle
di
s.

Memorie

storiche

Eugenio
cre

III,

il

quale nei

Maria

del Reno, al cap.

227

46

lo

cardinale

diacono

parla a lungo di questo cardinale.

conferendogli per diaconia la chiesa di


stasio
s.

Maria in Via Lata. AnaIV lo deput legato all'imI,

SoFFREDO o Goffreo Goffrenido de' conti Gaetani da Pisa


do,

GAETANI

Cardinale. Soffiedo

peratore Federico

per

termina-

pote dell'arcivescovo

di

tal

citt

oa

GAE
s.

GAE
conferita per diaconia la chiesa di

seppe unire alla piet In dottrina. Essendo canonico della cattedrale


di

Eustachio
s.

indi pass al

titolo

Pistoia,

fu da

Eugenio

III

suo

di

Susanna quando fu annovera-

affine fatto

suddiacono della Chiesa

da Lucio IH creato in Vellelri, nel dicembre i 182, cardinale diacono, con la diaconia di s. Maria in Via Lata, donde pass al
romana,
e
titolo di
s.

to ali' ordine presbiterale. Nel 122 1 Onorio 111 lo fece vescovo di Sabina, ed eletto dal capitolo di Parigi a suo vescovo, non volle ac-

cettare. Intervenne alla solenne con-

Prisca,

quando

Celesti-

no

III

nel

1193

lo

dichiar
III

delgli

l'ordine de* preti.

Urbano

die la legazione di

Lombardia, con Rolando cardinal di s. Maria in


Portico; ed Innocenzo
a
III

l'invi

Venezia per impegnare la repubblica a concorrere nella guerra di Terrasanta destinandolo eziandio legato de' crocesignati, siccome ec,

anno fece Onorio III, della chiesa de' ss. Vincenzo ed Anastasio alle acque Salvie mor probabilmente nel i223 encomiato pel suo sapere e virt. GAETANI Benedetto, CardinaV. Bonifacio Vili Papa. le. GAETANI Benedetto, Cardinale. Benedetto Gaetani da Anagni,
sacrazione, che in detto
:

nipote del cardinal Benedetto seniore,


il

clesiastico di

specchiata

piet

di

quale fu poi Bonifacio Vili


s.

ad

eminente dottrina, ed
vita,

integrit di

istanza dello zio,

Celestino

V,

pres-

e potente nelle

parole

come

so di cui godeva grande autorit e


gli

nelle opere.

Parti per la Soria col

avea predetto

il

pontificato,

lo

cardinal Pietro di Capua, e fu ono-

cre in settembre

1294 cardinale
per
e

revolmente accolto
poli
dall'

in

Costantino-

diacono,

conferendogli

diaco-

imperatore
di

Baldovino
s.

J,

nia la chiesa de'ss.

Cosma

Damia-

dove nella chiesa

Sofia

pro-

no. Breve per fu

il

suo cardinalato,

mulg alcune
danti
greci
la

savie

leggi

riguartra
i

pace
latini.

scambievole

mentre poco prima di aver goduto due anni la sua dignit, mor nel
1

Richiesto per pa-

296, e fu tumulato nella cappeldi


s.

store dal clero e popolo di

Ravenri-

la

Bonifacio

IV

della

basili-

na, Innocenzo

III

stim meglio

ca vaticana, da

serbarlo in servigio della Chiesa universale; tuttavolta il Pontefice

trasportata la
nelle

dove nel 1606 fu sua spoglia mortale


e

grotte

vaticane,

posta ai
Vili.

approv r elezione che


ro
di
il

di lui fece-

piedi di quella

di Bonifacio

re di
s.

Gerusalemme
Sepolcro
in
il

il

ca-

pitolo del

patriarca

quella citt,

ma

modesto e
volle accet-

Favor col suo voto l'elezione dello zio, ed lodato da s. Antonino letterato come uomo prudente
,

prudente cardinale non

magnanimo, e
diritti

zelante difensore dei

tare, e fece eleggere Alberto vesco-

della

Chiesa.

vo di Vercelli. Ritornato in Italia mori nell'anno 121 i, dopo essere


intervenuto alle elezioni di Papi.

GAETANI TOMMASI
Cardinale. Jacopo Gaetani
nobile di
cui
di

Jacopo,
Alatri

Tommasi

cinque

Anagni, nato in
al

dalla sorella di Bonifacio Vllf, per

Aldebbando, CardiAldebrando Gaetani patrizio romano, da Innocenzo III del i rg8


nale.

GAETANI

aggiunse

proprio
di

cognome
Gaetani
,

Tommasi
per

quello

ebbe
tello

fu creato cardinale diacono, e gli fu

fraGualcuano del cardinal Jacopo da A latri

padre

GAE
crealo dal suo afline Gregorio IX,

GAE
tomba il degno nipote, mente compianto.
copo
,

io3
universal-

e per fratello
delta
citl.

Giovanui vescovo di Di tenera et profess.

GAETANI STEFANESCHI
Cardinale
.

Ja-

s nell'ordine de' minori di

Fran-

Stefaneschi
Cardinale.

cesco

dove

fece tal

profitto nelle

Gaetani Jacopo.

scienze che fu
de' pi dotti
pi
,

riguardalo per uno


de' suoi
di

GAETANI Fra^tcesco,
Francesco Gaelani
gni,

teologi

temdi

nobile di Ana-

come che uomo


di
vita
,

singoiar

canonico della chiesa di Porto,


di ro-

probit
eletto

ed
della

ornato

cappellano pontifcio, uditore


ta
,

straordinaria dottrina. Nel 1282


dal
capitolo

fu

e poi tesoriere,

avendo acquista-

cattedra-

to

somma
diritto

perizia nell'uno e nell'al,

le di Alatri a

vescovo della propria

tro

congiunta
fu
di

ad
i

eguale

patria, nel

governo della qual chiesa applicossi con zelo e piet alla

probit

di vita,

poi in

sta lo sel'
,

condo alcuni
sua
allo
zio

prestare

opera
nella

riforma de' costumi, ed a promove-

Bonifacio VII!

re il culto di Dio, e la salute delle anime. Chiamato nel 1290 da Nicol

compilazione del sesto delle decretali. Da quel Papa, eh' era fratello
del proprio padre, a' 17 dicembre i2g5 fu assunto alla dignit carcolla diaconia di s. Maria Cosmedin. Trasferita da Clemente V la residenza pontifcia in Avignone ivi con gran costanza e valore difese dalle impostuie e calunnie l'illustre memoria di Bonifacio Vili, alla presenza di Clemente V, di Filippo IV re di Francia,

IV

alla

corte
vari

pontificia
affari

pel
rilie-

disimpegno
vo, rinunzi
la

di
il

di

vescovato acci col-

dinalizia,
in

sua

assenza
a

non

venisse

detri-

mento
per
la

quella
zio,

chiesa.

Pontefice lo

questi

Divenuto non tanto


le

parentela, quanto per


nella

sue

lare prerogative,

promozione per il primo


e per titolo

de'
lo

sua prima dicembre lagS

cre cardinale prete,


die la chiesa di
s.

gli

e di

molti vescovi

di questo

grave

Clemente, cui egli restaur ed abbell con gran spesa, con ornati e mosaici, onde a suo onore nella
fronte alcuni
della

argomento trattammo pure all'articolo Francia [Vedi). Dopo avere col


suo suffragio favorita l'elezione di

tribuna
versi.

furono

posti

analoghi

Con

lustro e

decoro sostenne varie legazioni; soffr prigionia ed obbrobri, quando


in

Benedetto XI, Clemente e Giovanni XXII, comp la sua carriera mortale in Avignone nel 1827. Al
destro lato del portico della basilica
di
s.

Anagni

fu sacrilegamente

vili-

iMaria

in

Cosmedin

nel

peso Bonifacio "Vili, da Nogaret ed alili ministri di Filippo IV re di Francia. Tutlavolta pot prestare
valido aiuto allo zio
,

ed
,

unito

al
gli

con elegante iscrizione rinnov la sua memoria Onorato Gaetani d'Aragona degli antichi conti di Fondi.

1786

cardinal

Luca

Fieschi
i

mosse

GAETANI CECCANO
DO
,

A?wibalA?fNi-

anagnini contio
r
il

traditori, e

libe-

Cardinale.

V. Ceccano

Pontefice dalla triste situazio-

BALDO, Cardinale^ e l'articolo Frascati.,

ne, che faceva temere di

sua

vita.

ove
della

si

parla del

famoso cadegli

Ritornato
dinale,

il

Papa
agli

in

Roma

col car-

stello

Molara,

signoria

mor

11

ottobre i3o3,
lo segu

Aunibaldi.

e nell'anno seguente

nella

GAETANI

Antonio, Cardinal-

o4

G AE
il

GAE
Nicol o Gjla Gaetani romano, dei

bilissima

Antonio Gaelaui ed antichissima famiglia de' conti di Fondi, nacque in Ro-

seniore, della no-

ma, ove sino dall'adolescenza


dic allo
fatti

si

de-

duchi di Sermoncta, nipote cugino di Paolo III, questi nell'et di dodici anni lo cre cardinale diacono,
e

stato

ecclesiastico.
i

Dopo
studi
,

dopo

averlo

riserbato

in

petto

con

distinzione
1

suoi

quindici mesi, lo pubblic nel concistoro dei 27. diccnjbre i536, e gli

ottenne nel
il

patriarcato d'Aquileia, dove

895 da Bonifacio IX am-

conler in

diaconia Carcere.

la

chiesa di
gli

s.

mass cospicua somma di denaro dignit che rinunzi quando quel

Nicol in

Indi

die in

Papa
del
col

ai

27 gennaio o
lo
ci-e
s.

in

febbraio

i4o2
titolo
lo

cardinale prete,

amministrazione la chiesa di Quimper nella Bretagna minore , nel laSy quella di Bisignano , e nel
1

di

Cecilia.

Innocenzo

539
lui

di

quella Gonza, la (juale fu

VII

trasfer

al

vescovato di Pa-

da
cui

dimessa nel i5^6. Allra condi

lestrina, chiesa

che liberamente ras-

segu l'arcivescovato

Capua

in

segn nel 1409 l'cl concilio di Pisa, pel bene della pace e della concordia, laonde Alessandro V lo fece vescovo di Porto e s. Rufllna ,

celebr

il

concilio
il

provinciale,

e fond poscia

seminario seconconcilio di

do
to:

decreti

del

Tren'^"

lo rinunzi

nel

i549

^*^"

ed amministratore della chiesa di Fiesole, che per altro rinunzi nel i4' I. Inoltre da Innocenzo VII ebbe la carica di penitenziere maggiore e la dignit di arciprete della

gresso a Fabio Arcella, che


nel breve spazio di

morto
il

un anno,

car-

dinale ne riprese

il

governo. Distin-

basilica

lateranense

Grego-

rio

XII

gli

confer amplissima giu-

risdizione sui penitenzieri

minori di
e

Roma, con
riformarli.
si

facolt di correggerli

quando GregoiioXlI vide abbandonato da lui, per real

Ma

carsi

concilio di Pisa,
'" llimini
,

data nel i4o9


dal cardinalato

con bolla lo depose


il

ci che

concilio
belle do-

per senno e destrezza , Paolo III gli affid la legazione all' imperatore ed al re di Francia per quietare i tumulti della guerra da' (juali era agitala la Toscana, a motivo del principato di Siena. Fu fatto protettore del regno di Scoria, in tempo che la regina Maria Sluaida, veniva dalla regina Elisabetta ritenuta iniquamente in carcere; quindi non manc di acco-

guendosi

non valut punto. Fra


ti

le

gliere e sovvenire
ci

vescovi cattoli-

che rifulsero nel nostro cardinasi

dell'Inghilterra, Irlanda ed Iseocostretti a fuggire la fiera per-

le,

distinse la singoiar divozione


la
,

zia,

in onore Beata Vergine della quale fabbric a proprie spese la tribuna della chiesa di s. I\Ia-

verso

secuzione di Elisabetta e degli altri


eretici
,

ed

cattolici
i

esuli

per

l'

i-

stessa

causa,

quali

trovarono nel

ria

sopra Minerva di
al

Roma

nella

cardinale
sorla
dei
di

quale fu sepolto nel i4'2, epoca di


sua morte,
destro lato dell'aitar
iscrizione.

asilo, ed ogni prendendo cura giovani fuggitivi, onde proseguis-

un

sicuro
,

benefizi

maggiore, con breve

In-

sero

loro studi. In Cisleina [Fedi),

tervenne e contribu all'elezione di


quattro Papi, e termin di vivere
agli

feudo di sua casa, fond


vento
ai

francescani, e
sei

un condopo essere
perch

li

di gennaio.

intervenuto a

conclavi,

GAETANI

Nicol,

Cardinale

non

fu in

quello di Sisto V, mor

GAE
lu

GAE
lalere
in

10^
tutelare
la

Roma
il

nel

i585, con quaranlaTrasferi-

Francia

per

selte anni

di cardinalato.

vacillante religione dalle


gli

mene

de-

reto,

cadavere nella basinca di Lofu eretto un magnifico avello, decorato di preziosi marmi,
to
gli

ugonotti, ed assistere all'eleziocattolico, e fu alloggia-

ne d' un re
sare

to in Parigi nell'episcopio: in pas-

colla sua

statua di bronzo, ed iscri-

da

Torino, avendo osservato

zione
care.

che

vivente

vi

fece

collo-

che

la chiesa della

Madonna

della

Consolazione, celebre per ima mira,

GAETANI ENRICO Cardinale. Enrico Gaetani nobile romano, dei duchi di Sermoneta, nel qual feudo nacque a' 6 agosto i55o, nipote
del cardinale
allo studio
sit

colosa
va, era se

immagine che

ivi si veneratroppa angusta, a sue spe-

ne fece fabbricare

altra pili

am-

pia e magnifica. Nell'assedio di Parigi

Nicol

diede
nell'

opera
univer-

diede quanto aveva in sollievo


fece

delle leggi

dove ne fu laureaquindi da Gregoto. Provveduto rio XIII d'una pingue abbazia, nell'et di ventun anni entr in predi Perugia,

latura, e fu fatto referendario del-

due segnature , ed incaricato di provvedere alle necessit de' poveri,


le

quando termin il devendere i suoi argenti e suppellettili. Tornato a Roma fu ai conclavi di Gregorio XIV , non giungendo a tempo per quello di Urbano VII, non che d'Innocenzo IX e di Clemente Vili. Questi
de' poveri, e

naro

nel

1596
,

lo

invi

legato in Polola lega contro quale termin i

ridotti dal Pontefice ne' recinti


la

del-

nia, per
il

conchiudere

chiesa di

s.

Sisto.

Essendosi di-

turco

dopo

la

portato con valore, non


la
altri

meno

nelin

suoi giorni in

Roma
fu
s.

a'

i3 dicemnella

nominata commissione, che


nello

bre

del

1^99, e

sepolto

incarichi ne' quali lodevolmen-

cappella che in

Pudenziana ave-

te esercitossi
dici

spazio di quinnel

anni, Sisto
patriarca

V
di

i585

lo di,

chiar
ai

Alessandria

va eretta per tomba di sua nobilissima famiglia. In essa si ammira un superbo deposito del caidinale

dicembre lo cre cardinale prete col titolo di s. Pudenziana indi nel i586 lo fece legato di Bologna, e nel 1587 camerlengo di s. Chiesa. Gran bene opei nella sua chiesa litolare, fortificando con nuovi pilastri i muri rimovendo alcune colonne che ingombravano
i8
,

con busto

di

marmo

scolpito al na.si

turale, nella

cui base

legge

u
de

magnifico elogio. Cai vis


pata in
si

Da

Gabriele
in

ha

l'

O ratio

laude ni

cardinalis

Furici

Cajetani, stamgloriose

Roma,

e diversi scritti conle

temporanei

ne esaltano

sue gesta. Questo gran cardinale a

la

tichi di

navata di mezzo, e i pulpiti anmarmo; restaur il ciborio, rifece con magnificenza 1' altare
,

decoro di sua rappresentanza, spese

immense somme
Francia
e di

nelle legazioni
,

di

Polonia

siccome
tutti,

maggiore

con

cupola

pitture,
vi

dorature, fregi ed ornati:


le

edifi-

magnanimo come lo era


rare

generoso con

nel sostenere la digni-

c una sontuosa cappella, della qua-

t della santa

Sede,

e nel procu-

parlammo
eli
i

Chiesa
trodusse
do.

s.

Caetani e Pudenziana , ove inagli


articoli
s.

ogni

vantaggio alla religione


Protesse le lettere e
tutti,
il
i

cattolica.
terati
;

let-

cistcrciensi di

Bernar-

slimato da
rese

suo no-

Nel i58q

fu spedito

legalo a

mo

si

cclcbratissimo, ed a tan-

io6
te

GAE
si

GAE
quelle di
lo

belle doti

aggiunse

era pure del eardinal Aldobran-

un maestoso

aspetto.
BoTfiFAcio, Cardinale.

GAETANI
Bonifacio

dino arcivescovo della medesima. GAETA INI Antonio, Cardinale.

Gaelani nobile romano de' duchi di Sermoneta, nipote del caidinal Enrico, dopo essere stato promosso nel 1599 da Clemente Vili
al

Antonio Gaetani il giuniore nobile romano dei duchi di Sermoneta


,
,

fratello

del

cardinal

Bonifacio

fu
al-

promosso nel i6o5 da Paolo


l'

vescovado di Cassano, e da Pao-

arcivescovato di

Capua

il

quale

lo

V
s.

al

governo
agli
i

della
i

Romagna
col

quest'ultimo
lo

settembre 160G
titolo

ritenne per diecisette anni, bench impiegato nelle nunziature di Ger-

cre

cardinale [irete,

mania
te

Pudenziana, indi nel 161 3 lo trasfer all' aixi vescovato di Tarandi


to,

e di Spagna da lui sostenucon lustro e decoro, prudenza,

dottrina

singoiar

eleganza

nelle

dove nell'anno seguente celebr il sinodo diocesano, pubblicandone colle stampe a vantaggio del clero e del popolo le costituzioni in esso
fatte.

Paolo V lo richiam dalla Spagna, con dispiacere di quella corte e lo fece andare alla sua sede. Divenuto Pontefice Grelettere epistolari.
,

Appena

insignito della digni-

gorio

XV
con

lo invit

a restituirsi in

t cardinalizia

abbandon

l'allegria

Roma
a' le

la conversazione, mostrandosi grave d esemplare nella condotta, fi-

applauso universale, e lo cre cardina19 aprile 162 prete, col titolo di s. Pudenziai

no a predicare sovente
chiesa
litolare
,

nella

sua

na: allora con


cio,

beneplacito pontifichiesa di

con grande edificazione, ed infinito concorso di ascoltanli. Altrettanto fece in Ravenna nella chiesa de' teatini, pei quali ebbe sempre tenero alTelto, essendo legato di Romagna. Tornato in Roma placidamente nel 161 y v'incontr
la
la

rinunzi

la

Capua

al

nipote Luigi, poi cardinale. Avanzato negli anni, ed assai debole di

complessione, prendeva qualche


lievo

solgli

nella caccia

la

quale per

morte, nella fresca et di

mentre nel suo feudo di Cisterna era occupato a dare una caccia ad alcuni signori rofu fatale, poich

ciiiquanl'anni,

venendo sepolto

nel-

mani
anni
tol.

contrasse un'infermit
e
fu

splendida cappella gentilizia, neldel suo titolo.

lo balz nella

che tomba, nel i624> ^i


sepolto
ti-

la chiesa

Questo car-

cinquant'otto,

dinale fu di sottile e penetrante in-

nella cappella gentilizia del suo

gegno, assai portato alla satira, cui

Intervenne

al

conclave
fu

per

pi volte fece segno lo stesso cardinal Pietro Aldobrandini, di soainia


zio

l'elezione di

Urbano VIII;

uomo

dotto e grave, tranne certa mordadacit in lui naturale, massime nello

autorit

nel

pontificato

dello

Clemente Vili, per cui nacque tra essi non poco risentimento. E .siccome il cardinal Aldobrandini, dotato di magnanitne doti, era dominato dall' orgoglio, per abbassar
questo, Paolo

scrivere; e fu

uno

de' pi

ze-

lanti
gli

promotori dell'accademia de-

umoristi fondata in

Roma.

GAETANI Luigi,
gi

Cardinale. Luidei

Gaetani nobile romano, de' du-

V,

dicesi

che elevasle-

chi di

Sermoneta, nipote
fece
i

due

se al cardinalato, e conferisse la

cardinali Bonifacio e Antonio, sotto


il

gazione

di

Romagna
in

al

Gaetani,

primo
,

suoi studi in R^a-

con

la

residenza

Ravenna,

che

venna

che poi

comp

in

Roma,

GAE
dove nell'et
tenne
IN'cl

(i

AE
di

107
pie-

di

vent' otto anni ot-

nobilt di casato e per esiniia


t.
Il

la

laurea di

giurisprudenza.
lo die

cognome
derivato

sua

fr)iig!ia

1622 Gregorio X\'


al

per

vuoisi

da

un
o

antenato

coadiutore
lui

cardinal

zio nell'arcivescovato di
titolo

Antonio di Capua.

che abitava
nio,
to

in Atene,

da

Atesot-

o da

un console romano

col

di patriarca di Antiochia.

Nel tempo del governo dell' arcidioce.si


,

r imperatore Onorio. Posto appena nato sotto la protezione della

per invari;ibile costume nelle

Beata

Vergine
lei
s'

dalla

pia
nelle

genicri-

frequenti visite che ad essa faceva,

trice,

e da
virt,

cresciuto
inoltr

usava di non prendere giammai cosa


ci

alcuna dai visitati tanto chieriche secolari; ed in ogni settimana lavava piedi a dodici pellegrii

ancor fanciullo nelle vie della santit. Spoglio


lo

stiane

d'ogni

affetto
ai

terreno,
celesti,

e sosi

anelando
della

beni

oc-

ni,

che serviva poi a mensa


santo
talora

anzi

cup

meditazione

dell'eterne

nell'anno

1625 alberg ed
trecento
,

verit, e del

aliment
le

talora

corporale del

vantaggio spirituale e prossimo. Non tras-

cinquecento, e tie volte anche milpellegiini.

A premiare
a'

tanta vir-

ze,

cur per altro lo studio delle scienche fece gran profitto nella filosofia

t.
lo di

Urbano Vili
cre
s.

ig gennaio 1626
prete,
col
di
titolo

e nella
la

teologia, e

ricevette

cardinale

in
le

Padova

laurea dottorale nele canoniche.


lo stato

Pudenziana. Dotato

acutisdi

leggi civili

Abbrac-

simo
si
I

e peispicace ingegno,

grau

ci

in seguilo

ecclesiastico,

dottrina e pari integrit di costumi,


rese oggetto di
cardinali,

e fece

edificare

sue spese
lontani

una
dalla

altri

ammirazione agli massime nell' esporil

cappella a
re

Rampazzo, per
i

facilita-

que' ch'eran

re

nelle

congregazioni

proprio
in
lui

parrocchia
servire a

mezzi d'istruirsi e di

sentimento. Mirabile fu pure


rese considerabili

Dio.

Non

parendogli di
concittadini

l'economica azienda domestica, per


cui

poter menare
quella vita

fra' suoi

vantaggi alla
:

oscura ed
si

austera che
rec a

sua casa gravata di debiti


vasi

dilettasa-

alquanto di moti arguti e

avrebbe desiderato, ma, e nella chiesa di

Roa-

s.

Dorotea fondivino

tirici,

ma

affatto innocenti.

IMori \n
1

la

confraternita del

Roma
la
'1

d'anni quarantasettc nel


s.

642,

e fu sepolto in

tomba

di

sua famiglia.

Pudenziana, nelFu qne-

l|

che vendette il palazs. Maria in Posterula, ed acquist quello che poi compr la famiglia Ruspoli , al modo che
sto cardinale

zo Gaetani a

more, che poi tanto propag. Ma la sua grande umilt non pot coprire le sue virt, e Papa Giulio II obbligollo ad esercitare 1' offizio di chieiico di camera, e di
protonotario apostolico, cariche che
rinunzi
Pontefice.

dopo

la

morte

di

quel

dicemmo

al

volume VI, pag. 216


di

del Dizionario.

un

a'

Ritornato a Vicenza, si poveri confratelli di s. Girodi partecipare al


dis-

GAETANO

TiKNE

(s.).

Nac-

lamo, a fine
prezzo in
ne.
citt

que in Vicenza, e foise in Tiene, borgo del Vicentino, che apparteneva alla sua famiglia, circa il 1480 da Gaspare di Tiene e da Maria
Porta, ragguardevoli

cui

tenevali

il

mondo,
della

essendo persone di

bassa condizioi

GT

infermi

ed

poveri

ambedue per

divennero l'oggetto delle sue tenere cure. Accrebbe considerabil-

IO

GAE
le

GAE
pio e
colla

mente
viva
ritosi
i

rendite delio spedale de-

predicazione
il

a questa
loro pro-

gl'incurabili, nel

quale assiduo sermalati. Trasfee-

grand'opera. Delineato

pi

schifosi

getto, lo presentarono al

medesimo
Per

poscia

Venezia, quivi

ziandio

dedicossi ad assistere gli ammalati, alloggiando nello spedale che eravisi di recente fabbricato, e se ne occup con tanto zelo che n' riguardato come il principal fondatore. Arruol non poche

Papa Clemente VII, in un concistoro di

e fu esaminato
cardinali.

contrapporre al veleno dell'avarizia,

ordinariamente al clero cosi funedistaccamento sto, il pi sublime


delle cose del

mondo,
beni, ed

si

spogliaro-

no dei loro

persone in servigio de'poveri sotto


la
la

sua condotta
penitenza

alle austerit
le

del-

accoppi

virt dei
e
fece
di-

pi
ceasi

famosi
di

contemplativi,

moltissime

conversioni
ch'era

sicch

abbandonandosi interamente alla Provvidenza non vollero avere neppur rendite in comune. Arduo proposito, e che sembrando poco prudente, fu contrariato; ma dimostrando i fondatori

lui,

un

serafino al-

che quello era stato l'esempio


Salvatore
quelli

l'altare

ed un apostolo in cattedra.
generale rilassatezza del seil

del

degli

apostoli,

Ma
colo

la

che

eh' erano

onorati

dal

cuor di Gaetano, suo confessore, il p. Giovanni da Crema, dotto e pio domenicano, che lo giudicava destinato da Dio a servire la
quindi
consigliato dal

opprimeva

medesimo ministero potevano ancora seguirlo, ottennero l'approvazione del loro istituto. Caraffa ne
fu eletto

primo superiore, e
tuttavia
i

sicco-

me

portava

il

titolo

di
re-

Chiesa universale, ritorn a Roma, ed unitosi con Giampietro Caraffa arcivescovo

arcivescovo di Tea te,


golari ricevettero
lini
il

chierici
di

nome
di

Tea'

che
lo

fu poi

o Tcale, Papa Paolo IV , Paodi

Chicli

{^Vedi),
fi^cero

e
i

a'

i4

settembre
questa
altre vende' chierici

15^4
la

loro voli;

Consiglieri dell'illustre casa dei

Ghislierij e Bonifacio di Colle gen-

prima congregazione regolari, al cui esempio


nero
poi anzi
istituite.

tiluomo di Milano, confer con essi sopra i mezzi pi elficnci di riformare costumi de'cristiani, e per
i

Bentosto
tutta
zelo di

Roi

ma,

l'Italia

prov

benefici effetti

dello

la

fama che presto acquislaronsi, mossero Adriano VI a chiamare nel suo palazzo Gaetano e Caraffa

tano e de'suoi compagni nel


battere
gli
il

Gaecom-

errori della eresia, nel

ristabilire

culto esteriore, nell'inclero


il

per

la

riforma della corte romadel


suc-

fondere nel
la

disinteresse e
il

na. Dipoi nel pontificato

regolarit, nell'istruire
la la

popolo,
lor

cessore Clemente VII, tutti conven-

nel promovere

frequenza a'santi

nero che non sarebbesi potuta fettuare la riforma de'costumi


stiani finch

efcri-

sagramenli; e
il

rinomanza

di

santit fece accrescere

ogni d pi

non

si

fosse

ridestato

numero
quella

de'Ioro cooperatori, per

nel clero lo spirito e lo zelo de'primi

cui

congregazione prosper
di
,

predicatoli del
solvcllero
chierici

vangelo, perci

ri-

grandemente.
nata

d'istituire
,

un ordine
quali

di

regolari
gli

propoesem-

Sennonch 1' eresia nella Germania

Lutero,

serpeggiata

nendosi
la
l<u'

apostoli a

modello delcoli'

nella Francia
tatasi

e nell'Italia, e dilat-

vitn,

roopcrassorn

neir impero alemanno,

avca

GAE
posto sottosopra
il

GAE
cristiano,

109
prova
afflisse

mondo

e l'esercito di Carlo V, composto di quarantamila soldati tedeschi, spagnuoli,


italiani
,

per la carit di cui diede durante una pestilenza che

pi di

ventimila

Venezia, ed una carestia che fu la conseguenza di questo flagello. Passali

de'quali

luterani, inferocito e balle

anche

suoi tre anni, fu

manla

danzoso per
ghe,

vittorie, inasprito e

dato a Verona, ove aiut

assaissi-

contumace per la dilazion delle pasotto il coniando del ribelle di Francia il contestabile di Borbone venne di Lombardia a porre l'assedio a Roma. Costui dopo aver

mo

quel vescovo nel procurare


del

riforma

suo

gregge.

L' anno
di

i532 ebbe l'incumbenza


l'e

anda-

a Napoli per

fondarvi una co-

munit

del suo istituto. Gli

commesso
rest

ogni

sorte

di

crudelt
Filiberto

pi e la predicazione di

esemGaetano pro-

spento

all'attacco.

dussero un
le

miglioramento generadel clero e del po-

Sciallon principe d 'Grange, fanatico

nei costumi

luterano
to

gli

sottentr tosto nel cocitt fu presa d'assal-

polo.

Le cure
gli

mando, e
il

la

non
sava

suo ministero facevano trascurare quella


del
santificazione, e pas-

giorno 6 maggio 1527.

Le

vit-

della propria
sei

toriose

masnade

avide

di bottino

sett'

ore ogni giorno in


era spesso

innondarono Roma, e vi commisero pi crudelt che non aveano


fatto
i

divoti esercizi, ne' quali

favorito di grazie straordinarie e di

goti mille anni innanzi. Nel-

consolanti visioni.

Ritornato a Veesercit per altri


di

l'orrendo saccheggio e nella universale rovina

nezia nel
tre

iSSy,
la

non

fu risparmiata la

anni

carica

superiore,

casa de'teatini, che rest quasi in-

quindi ritorn a Napoli, dove

go-

tieramente

demolita.

Un

soldato

che avea conosciuto Gaetano a Vicenza, immaginandosi che possedesse delle ricchezze, tale al
soffrire

vern la casa del suo ordine, finch una malattia di languore, cagionatagli dai sofferti patimenti, e
dalle

lo addit
il

come
fecegli

sue

fatiche
lo

apostoliche ed
di questa terra
^'O^'e

suo

uffiziale,

quale
lui

austerit,

tolse

insieme ai di
torture

pii

com-

a'7 d'agosto
rire

i547- ^8''

mo-

pagni, mille

ed

indegnit

che
ro
usc

il

forzarlo

pudore vieta ricordare, per a consegnare un teso-

sopra un cilicio, disteso per terra e coperto di cenere, nel quale

stato

avea
S.

ricevuto

gli

ultimi
glorifi-

che non avea.


di

Fu

posto poi

sagramenti.
cato da

Gaetano

fu

in libert

tutto pesto e sfinito,


co' derelitti
,

ed

Roma
i

e mal-

conci

suoi

compagni

senz' altro

avere che
sti

loro breviari, e le ve.

ond' eran coperti Rifuggitisi a Venezia, vi furono benignamente accolti, e


si

stabilirono nel condi

vento di
del quale
riore
,

s.

Nicola

Tolentino,
eletto supei

Dio SI in vita che dopo morte con mirabili prodigi per suomezzo operati, la verit de'quali fu autenticata a Roma dopo un rigoroso esame; fu beatificato da Urbano Vili nel 1626, e canonizzato da nel 167 1, ma non Clemente ne venne pubblicata la bolla che

Gaetano fu
scorsi
la

nel

1691.

Egli

invocato

quale

essendo

tre

anni

intercessore della divina provvidenza. Il suo corpo venerato nella sua chiesa di s. Paolo a Napoli, e

stabiliti

per

carica del Caraffa.

L'universale
tit

riputazione della san-

di

Gaetano crebbe ancor

pi

celebrasi la sua festa

il

di 7 agosto.

io'

(j

L
,

GAL
ia
.si

Vio Tommvso Cardinale. V. Vio Tommaso^ Car-

CrAKTANO

formarono diversi
la

stati.

Cre-

so

assoggett

Paflagonia

che
la

diti file.

poscia divenne

una

provincia del-

GAGUARITA

CAUVARITA.
nel-

l'

impero

dei

persiani, e

dopo

.Sede episcopale della 137acena


l'Africa occidentale,
poli di

sua

distruzione di quello de'mace;

sotto la metroAdiamito. Rogato suo vealla

doni

ma

verso l'anno

380 avanti

Ges Cristo
Lulairo,

un' armata di gaulesi

scovo

assistette

conferenza

di

sotto la condotta di Leonorio, o di

Cartagine.

avendo attraversato

delle

GAIANITI.

Eretici del

sesto se-

vaste regioni, penetr sino nell'Asia,

colo, cos chiamati

da Gaiano vedell' indi

e s'impadron di questo

paese, che

scovo di Alessandria loro cupo. Essi

dal

sostenevano

la

massima
carne

:orrnttibilit della

Ges

chiam Galazia, ove parla vasi pur anco lo stesso linguaggio che a Trevcri al tempo
loro
si
s. Girolamo. Tito Livio assicura che questi gaulesi stabilirono cosi bene ed in poco tenqio i\ loro dominio, che tutti popoli dell'Asia,

nome

Cristo, gi seminata in Ak"^'<andria

di

da Giuliano d' Alicarnasso; e pretendevano che merc l' unione delnature, Ges Cristo fosse le due mali e da stato esente da tutti
i

quali stavano al di

qua del monla

tutte le passioni, tanfo generali della

te

Tauro,

ricevettero

loro leg-

natura umana, quanto


di

[lartico-

ge.

lari essi

ciascun individuo, e sol ad

Furono per soggiogati poco dopo dai romani, che loro lasciaun'apparenza
sino
al

sottoposto

quando

egli lo aves-

rono
i

di

libert
di

sotto

se

voluto o permesso.

Furono an-

tetrarchi,
il

tempo

Ause-

che chiamati fantastici, aftardociti ed incorrutticoli o incorruttibili.


Leonzio,

gusto,
colo

quale
Gala/ia

della

Galazia fece
divisa
in

una provincia romana. Nel IV


la

De

seclis,
gli

act.

io,

descri-

era
la

tre

ve e confuta

errori de'gaianiti.

contrade, cio
la

Galazia propria,
diocesi del

GAL AZI A,
popoli
gaulesi,

Galatia.

Provincia

Isauria o Galazia Salutare, e la


la

dell'Asia minore, cos

chiamata dai denominati Ccllex


i

Pallagonia, tutte sotto


tica

Pon-

nel

dipartimento
d' oriente.

prefetto

quali dopo o Galnfes dai greci, aver abbruciata Roma, e desolaa stabilirvisi. ta l'Italia, vennero
Si

del pretorio

La prima

governata da

un

console, stava in

chiam anche Gallo- Grecia, on-

de indicare che anticamente era occupata dai gaulesi o sia galli, e


dai
greci.

mezzo alle altre due, avente Andra per capitale; al mezzod l'Isauria governata da un presidente, ed
in

essa

La Galazia
,

presa in ge-

e sul
nia,
il

eravi Laodicea ; Ponte -Eussino la


cui

al

nord

Paflago-

nerale era limitata


la

a levante dal-

governatore
;
,

si

chiamain

mezzod dalla Panfilia, all'occidente dall'Asia Minore, dalla Bitinia e dal Ponto,

Cappadocia

va

correttore

stavano

essa
ec.

Sinope, Gangra
I

Pompeiopoli

popoli originari della Galazia ei

ed
no.

al
I

settentrione dal Ponte- Eussifrigi

rano
n,
i

Troeinei,
,

Proserluninilai-

di questo

furono prima padroni una parte del paese,


Paflagonia,
di

Byceni
i

gli

Orondicei.
di

gaulesi

stabiliti

presso
di

loro
,

quale

chiamossi
la

nella

portavano
Tolistobogi,

nomi
Fotiirei,

Tectosagi
e

quale dopo

distruzione

Tro-

Amhiani.

GAL
La Galazia propria
ijiata

GAL
quindi chiasua capitale
Xlll.
cissa,
sa,

fu
la

Le

sedi suffraganee sono

Or-

Chiangara,
si

eretta

nel
nel

.secolo,

Pilanis-

Andra
sente

chiam Auguri, al presotto il dominio della Porta


quanto
ai

VI, Germia, Sinodia, Santo Agapito, Lotino^ .Spae


leo o Ginstinianopoli,

Trocmi

uttoiuana.
Ili

Clanx o Clantutte fonle

alle
s.

notizie

ecclesia-

stiche, l'apostolo
il

vangelo

Paolo annunzi galati, com' riferito


v.

cum, Amorio, date nel rX


Provincie

INliricia,

secolo.

Ambedue

ecclesia-^tiche di

Galazia,

dagli

Ani
lo

apostolici iQ,
all'

6.

Narche
i

ra

il

Rinaldi

anno 54,
con

della diocesi

erano sottoposte nella giurisdizione ed esarcato di Ponto.

galati

ricevettero

applauso

GA Lamina
le.

Agostwo, Cardinagenitori
di
:

grande, e tratlaronlo con onore, come s. Paolo loro


nelle

sommo
testific

Agostino Galamina o Galamino


di

nacque

oscuri

Hri-

sue epistole.

Abbiamo

di que-

sighclla, diocesi di

Faenza

profess

una lettera diretta ai medesimi, e nella quale loro parla come un maestro a' suoi discesto apostolo
poli.
.sto

nellordine de'predicatori nel convento diMeldola, e divenne chiaro


per
la

scienza teologica

Egli v'invi Crescente, e quein


e.

che per
Sisto

la santit della vita,

non meno avendo


XIII, e
esercitato

1,

sembra Timoteo
ad
essi

qualit
4>
s.

di
11

vescovo.

nei pontificati di Gregorio

'o.

principe

lodevolmente

degli
l'e

apostoli

Pietro scrisse pua gente gi istrut-

l'uffizio

come

Brescia,
lano.

d'inquisitore nelle citt di Piacenza, Genova, e Mi-

ta

nella

fede di Gesj Cristo. L'im-

peratore Costantino fece della

Ga-

alla carica di
fizio,

lazia due Provincie, governata l'una da un proconsole, l'altra da un presidente Capitale della prima era Ancira che anteriormente lo era stata di tutta la Galazia, che nel medesimo quarto secolo divenne metropoli ecclesiastica, ed esar.

Clemente Vili lo promosse commissario del s. ufe poi a quella di maestro del
1

sagro palazzo apostolico, e nel


alla
lui

6o8

suprema
ordine,
il

magistratura del di quale govern con

indefessa vigilanza,

tenuto nel
di

avendo nel i6i i convento di s. Jacopo


capitolo

Parigi

un

generale in

cato della px'ima Galazia nel deci-

cui

moterzo
fraganei.
li

con

nove

vescovati suf-

promosse a tutto potere la riforma introdotta dal p. INfichele


della provincia di Lin-

Altabia o Tabia, Eliopo-

nei conventi

s.

o Iliopoli, Aspona, Berinopoli o Croce, Cinna, Anastasiopoli, Pia-

procur quindi che si dilatasse per tutte le provincie del


:

guadoca

ciana,

Misum
:

Mnesum,
secolo,

Calaerette
le

regno, e
stesso
p,

tale

effetto

stabili

lo

mene
nel

tutte

sedi

vescovili

IV,

V,

VI

meno

Michele primo vicario generale della congregazione riformata.

ultime due fondate nel IX. Capitale della seconda provincia di Galazia

Estese inoltre
del

le

sue cure nei


,

regni
di

settentrione

bisognosi

era

Pessinonte
il

ai

tempi

di

operai evangelici, attesa l'eresia

Teodosio

IV
poli

secolo,

Grande, nel medesimo con undici vescovati sufdivenuta metro-

che in quelle regioni menava trionfo. Sped eziandio ferventi missionari


nell'Asia

fraganei,

essendo

e nell'America,

come

ecclesiastica nel

secolo,

ed

nell'Indie
fetto

orientali, e

per tale efciascuna pr-

esarcato della seconda Galazia nel

ordin, che in

112
\incia

GAL
dell'ordine negli
,

GAL
stati

della

mosine

ai poveri, agli

spedali ed ai

si dovesse monarchia spagnuola erigere una cattedra in cui s'insegnassero le lingue orientali. Per la

monisteri, senza dimenticar la


pria chiesa,
ziose
alla

pro-

quale don pre,

suppellettili

vi

fabbric

divozione singolare che nutriva per


la ss. Vergine, stabili nell'ordine che nelle feste di rito semplice si

ima cappella adorna di vaghi marmi. Nel 1620 lo stesso Paolo V lo trasfer alla chiesa di Osimo,
ove
subito

recitasse
llcio

in coro dai

religiosi

l'ofsi

diede

saggio

del

della
in

medesima.
Parigi

Mentre

zelo predicando, e in

altri

suo modi.

trovava
rifrma

tutto

occupato
7

Fu
cesi,

osservatore delle leggi sulla re-

negli afiari del suo ordine e della


,

sidenza, con frequenza visit le dio-

Paolo
cre

a'

agosto

celebr
si

sovente

sinodi

dio-

1611

lo

cardinale prete col

cesani,

affatic

nella riforma dei


1'

s. Maria d'Araceli, ritenendo il governo dell'ordine sino al nuovo capitolo. Indi nel ifii3 il medesimo Papa lo lece vescovo di Recanati e Loreto, con gran

titolo di

costumi,
sciplina

ristabilendo

esalta

di-

ne'monisteri; ed anche in
fu

Osimo
la

liberale

coi

poverelli,

recandosi

una

volta a prendere col-

propria carrozza

un

viaggiatore

vantaggio di quelle chiese; dappoi-

ch orn
scovi,

il

palazzo ad uso dei veil

provvide

seminario

di co-

moda
lo

e stabile abitazione,

non che

di rendite sufficienti,

riguardandomicapi-

sempre con
nel

predilezione. Essende' religiosi

do
tolo

vice-protettore

che seppe giacere abbandonato nelle vicinanze di s. Maria della Misericordia, e provvide ai suoi bisogni. Talvolta , per obbedire al medico, alle interiori vesti di lana sostitu quelle di lino, senza abbandonare l'aspro cilicio con cui cingevasi
i

nimi,

1617
,

presied al

generale
Pincio.

tenuto
ss.

in

Roma
per
vi-

flagellazioni

nel convento della

Trinit sul
nella sua

tava

il

n intermise le con le quali tormensuo corpo sino allo sparfianchi,


di sangue.

monte

Ritiratosi

gimento
simi

Riguard

suoi

vere con

raccoglimento
si

famigliari

domestici

come

amatis-

diocesi, tutto

diede all'istruzione

e cura del proprio gregge, ed alle frequenti visite delle due diocesi;

n queste
in
lui

sollecitudini,

lo

splen-

dore del cardinalato,


lo

rallentarono

spirilo

di

penitenza e
i

mortificazione, osservando
ni

digiu-

ed astinenze dell'antico suo orline, e con molto rigore passando


l'intera
la

quaresima in pane ed acqua:


la
i

sua frugalit edificava, e dolcezza e carit guadagnava


ri.

sua
cuo-

Sebbene

le

sue rendite non fos-

sero considerabili
tale

, ne dispose con economia, che spendendo pel

figli, trattandoli con alTabilit ed umanit. Dopo essere intervenuto alle elezioni di Gregorio XV, ed Urbano Vili, santamente mor in Osimo nel iGSg, nell'et di ottantatre anni, con dolore del popolo, venendo sepolto nella chiesa del suo ordine, altri dicono nella cattedrale, con lungo elogio postovi dalla congregazione di propaganda fcle.^ lasciata da lui erede quala universale de'suoi beni collegio del suo le nella chiesa ili Roma ne colloc altra col suo
,

solo necessario, di

frequente fu in

grado

di

contribuire

generose

li-

marmo, come notammo volume XIV, p. 220 del Dizionano. La vita di questo pio carbusto di
al

GAL
dittale
f"r.

GAL
to

ii3
del

la

scrisse

il

suo coneliyiosu
Il

Arturio dal
in
in

nome

genitore,

Paolo da Scio.
t.

Compagnoni

nacque
ila

Zambie,
nel

poi

detta Val-

nel

IV,

p.

247
;

delle sue

Mem.

Inghilterra,

sloriclie

de vesco^n d'Osimo, ne dele

Godwino

quantunque il suo Commentario dei

scrisse

gesta
delle

il

p.

Tonrnon
uomini

nel

t.

Fife

degli

prelati e cardinali inglesi a p. 643 opini che sortisse la sua origine


in

illnslri

dell'

ordine de' predicatori,


la

Monmulh, onde

fu

detto I\lonla

a pag.

iq8 ce ne d

biografa,

multense, e dove olleiine


dine di

digni-

ed a p. 210 nota i prodigi operali da Dio a sua intercessione. Essendo vescovo d' Osimo impieg
mille scudi ad al)hellire la cappella

t di arcidiacono. Profess noli' ors. Benedetto, in cui divenne assai colto ed erudito, non meno in versi che in prosa pubbli:

del Rosario,

nella chiesa

di

s.

una

storia d'Inghilterra, ricca di

Marco; lasci venti luoghi di monte al santuario di Loreto, per


partecipare delle orazioni e
Hzi che
silica,
si

importanti notizie, sebbene alcune alquanto favolose. Eugenio III nel


I 146, nella medesima promozione in cui fece cardinale I' altro in-

sagri-

celebrano in quella ba-

don alla Beata e dieci ne Vergine dell'Olivo del convento di Meldola, ove avea assunto l'abito di s. Domenico, oltre una lampada pagata duecento scudi; altra di maggior valore die al suo titolo; ed in morte ordin si celebrassero tremila messe in suffragio dell'a-

glese Nicol Brekspear

poi

Adria-

onodichiarandolo cardinal diacono, indi vescovo di s. Ely o di s. Asafo.


lui

no IV, confer a

eguale

re,

Vuoisi che

morisse

nel

nel

pontificato di

Alessandro III, dopo venticinque anni di cardinalato.

nima
do
fu

sua.

Cardinale. Galanda Alessandro III nel i65, ovvero pi tardi, creato cardinale
i

GA LAND,

Gregorio, CardinaGalgano da s. Apostolo fu da Clemente IH a' 2 marzo 1188 creato cardinale con la diaconia di s. Maria in Portico,
le.

GALGANO
Gregorio

diacono, indi verso


affidata
la

il

11

77

gli

fu

e forse pass poi all'ordine de' preti

dal

legazione

medesimo Pontefice di Danimarca, nella

e al titolo di

s.

Anastasia. Di-

versi

Pontefici lo crederono

degno
:

quale impose il sacro pallio ad Assalonne vescovo Roschildense , ad

d'incaricarlo di splendide

legazioni

Clemente

III

lo

invi a quella di
estirpare varie set-

onta

dell'umile ripugnanza di
il

es-

Lombardia onde
la

so; anzi

cardinale oltre l'ammi-

te di eretici, e singolarmente quel-

nistrazione di detta chiesa, l'obbli-

de' poveri di Lione, e degli ari

g a prendere il vescovato den. Saxo Grammatico che


ra, loda
t
il

di

Lun-

ualdisti, contro

quali pubblic al-

ci nar-

cardinale per l'integri-

ed esattezza con
il

p
di

la quale comsuo ministero, n altro si sa

cune leggi; altrettanto d' ordine di Clemente III fece nell'Ungheria e in Alemagna. Innocenzo Ili lo sped di

nuovo
i

in

Lombardia, per
per
le

in-

lui.

durre
te

piacentini a dar convenieningiurie fatdi

GALDINO (s.), Cardinale. F. Valvassi Galdino, Cardinale. GALFRIDO Arturio, Cardinale. Galfrido o Galfredo denominaVOL.
XXVIII.

te soddisfazione

s. Maria Via Lata; lo mand poi in Sicilia a prender l' amaiinistrazione

al cardinal Pietro

in

iwb'&nrvCT/ufc.

reo.

ri4
del regno,
e la

GAL
tutela

GAL
del pupillo
poi
in

cardinale.

In

seguilo

si

poi lo

Federico
rico

figlio dell'

imperatore Enla

Roma
i

ed

entr

nella
,

nobile

VI

e di Costanza,
Io

quale in

accademia

ecclesiastica

ove conti-

morie
del

pose

sotto
lo
III,

la

protezione
sotto

nu

suoi studi.

Papa. Alcuni
III,

dicono morto
altri
le

cittadino Pio
riere segreto

VI

Nel 1794 il conlo fece suo camee cano-

sotto Innocenzo

Ole-

partecipante

norio

glorioso per

sue

nico di
allora

s.

Pietro, posto e benefcio

gazioni.

GALLA
patrizio

(s.).

Figlia del
il

romano

Simmaco

giuniore, fatto

vacati per promozione di monsignor della Genga alla nunziatura di Colonia, poi Leone Xli.

ingiustamente morire
co. Maritatasi
assai

da Teodorile

giovane, e presprezz
ric-

Nel 1798, allorch Pio VI fu dai repubblicani francesi detronizzalo e


trasportato
Galleffi,

sto rimasta vedova,

altrove

prigioniero,

il

chezze e
al

gli

onori, per consagrarsi


di
carit.

come non romano venne


a

ritiro

e alle pratiche

obbligato

Si

fece fare
le

no, presso
stoli

una cella sul Vaticatombe dei santi apodevozione;


il

Pietro e Paolo, pei quali aveivi

va

speciale

dopo
al

aver profuso co' poveri

ricco suo

patrimonio,
Tol. XII, p.

(come
loo, e
rigida

dicemmo

da Roin.n e Termin;tto reflmero governo repubblicano si restitu in Roma , ed appena assunto nel 1800 al ponlifiato l'altro concittadino Pio VII, fu fatto prelato domestico, ed insieme ecopartire
,

tornarsene

alla

patria.

Dizionario

i56 e seg. del macerava il suo corpenitenza.


della
I

nomo
tro. to

e segretario della (congregas.

zione della rev. fabbrica di

Pie-

po

colla

pili

pi

Nell'anno seguente essendo sla-

distinti

personaggi

Chiesa di
alla

nominato

visitatore
s.

apostolico
il

occidente rendevano

omaggio
lei,

dell'

arcispedale di

Spirilo

car-

piet ed al fervore di

ceveva
le

le

che riloro istruzioni applicandosantificazione.

dinal Caraffa di Traietto, quegli lo


prescelse per suo convisilatore. Quindi
il

alla

pi'opria
le

AbFul-

biamo ancora
esilio.

lettere che

s.

storo

medesimo Pio VII nel concide' 12 luglio i8o3 lo cre


,

genzio le scrisse dal luogo del suo

caidinale prete

assegnandogli poi
di
s.

Travagliata negli ultimi anvita

per titolo

la

chiesa

Bartolo-

ni

di sua

da continue e do-

meo

all'Isola; gli confer l'abbazia


di Subiaco, e

lorose malattie,

mori

circa la

meGal-

niillius

poco dopo
Invaso

la

t del sesto secolo.

onorata a'5
di
s.

prefettura della congregazione della

di ottobre.

^.

Ospedale
Pier
a'

disciplina

regolare.

di

la in Roma.

nuovo per ordine dell'imperatore


Francesco
,

GALLEFFI
nacque
in

Napoleone
francesi,

lo

stato

pontifcio

dai

Cardinale. Pier Francesco

Galleffi

1770

da

Cesena Vincenzo

27

ottobre

Galleffi

da
In

da questi obbligato nel 1808 a partire da Roma, onde fece ritorno in seno della propria
fu

Violante

conlessa
i

Fantaguzzi.
suoi studi
filosofa
,
,

famiglia in Cesena.

Dopo
in

l'

impri-

patria cominci

prosotto

gionamento e trasporto
di

Francia
cardi-

seguendoli sino
il

alla

Pio VII, nel novembre del 1809


stali

Bonaventura Gazzola che in quel tempo dimorava nel convento


p.

essendo
nali

costretti

tulli
,

a recarsi
lui

in

Parigi

dovette
il

dei

minori riformati di detta

citt,

ancor

intraprenderne

viag-

\^<

,,

G
gio.

A
vi

L
rimase per
circa
;
,

GAL
lo

>

Ivi

giunto
dieci
altri

do divenuto sotto-decano del


gro
collegio.

sa-

spozio di

mesi

unitai

Dopo

essere interve-

mente

agli

cardinali

quali

essendo poi caduti in disgrazia dell'imperatore Napoleone per le note


esigenze, e per essere
saldi

nuto nei conclavi per le elezioni di Piovili e di Gregorio XVI, fra il compianto generale a' 18 giugno

e fer-

1837 mor
sa della
ss.

in

Roma

d'anni 67.

mi ne' propri doveri, furono nella maggior parte dispersi in diversi


luoghi, con espressa

funerali furono celebrali nella chie-

Trinit

de' pellegrini

proibizione di

cantando
lato,

portare qualunque insegna cardinalizia


,

messa di requie il cardinal Brignole, ove rimase tumula

e privati

eziandio di quanto
dalle rispettive fa-

giusta

la

sua disposizione

a-

loro proveniva
miglie.

vanti l'aitar maggiore, con lapide

Al nostro cardinale fu asla

segnata per dimora


vincia delle
la
ti
i

citt

di Se-

ed iscrizione analoga. Altri funerali furono celebrati nella sua chiesa


parrocchiale
di
s.

dan, e poscia Cliarleville nella pro-

Maria
altri

in

Aqui-

Ardenne al nord Francia. Nel i8i3 chiamati


allora

deltut-

ro
in

nella delta

chiesa tumulante

Subiaco e negli

luoghi di

cardinali in Fontainebleau, ove

sue diocesi, non che in molte chiese di

dimorava

Pio VII,
vi

ivi

il

caril

Roma
di

e di altrove.
s.

Come

ca-

dinale rest

finch

risiedette

merlengo

Chiesa fu pure ar-

Papa. Disperso nuovamente da Napoleone il sagro collegio il cardinale fu mandato a Lodeve, piccola citt della bassa Linguadoca, ove
,

cicancelliere dell'universit

romana:
del

fu aggregato alle congregazioni del


s.

offzio

della

concistoriale

concilio, dell'immunit, de' riti, della

rest circa

posto
tuita

due mesi, giacch deNapoleone dal trono resti,

cerimoniale

della disciplina

re-

golare, delle indulgenze e sagre reliquie, dell'esame de' vescovi


cri
di,

la al

pace

alla

Chiesa

la

li-

in sa-

bert
gli

Pontefice, pot
restituirsi

come

tutti

canoni, dell'economia, degli stue della


speciale per
basilica
di
la
s.

altri

libero in

Roma

riedifi-

nel iSi/j.} ove giunto, fu fatto

Pio VII
e nel

segretario

de'

da memoriali,
basilica

cazione

della

Paolo.

Ebbe
dini

moltissime protettone di ore

1820

arciprete della
della

religiosi

luoghi

pii,

di cht,

vaticana, e prefetto

congredi
s.

terre e castella dello stato pontifcio,


il

gazione della rev. fabbrica


tro, e nel

Pie-

cui

lungo

novero

si

legge
del

concistoro de'

26 mag-

nelle annuali Notizie di

Roma

gio di detto anno, lo preconizz ve-

scovo suburbicario di Albano. Interdi

1837, a pag. 29 e seg. A volere accennare le principali, diremo che


fu protettore dell'ordine de'minori

venne al conclave per l' elezione Leone XII, che nel 1824 gli conla

osservanti

riformati

de' minori
s.

cospicua carica di camerlengo di s. Chiesa, colla quale rapprefer

conventuali, del
cesco;
de'

terzo di

Franmi-

monaci

ed

eremiti ca-

sentanza
sedi

funse

i'

ufficio

nelle

vacanti
e di

per morte di
il

due Leone
nel
alo

maldolesi, de^ chierici regolari


nori,
di
s.

dell'

ordine del
;

ss.

Salvatore

Xll

Pio Vili,
al

quale

Brigida

di
tra

vari monisteri e
i

concistoro de' 5 luglio

i83o

conservatorii;

sodalizi

nomi-

vea trasferito
to,
s.

vescovato di Por-

neremo
falone di

l'arciconfrateruita del

Gon-

Ruffina e Civitavecchia, essen-

Roma,

quella della sanlissi-

ii6

GAL
Trinit de' pellegrini convalee

GAL
cattedrale rinnovala
nel

ma
in

1780 con
ili

scenti,
s.

quella

del

ss.

Rosario
;

disegno del celebre Camporesi architetto

Maria sopra Minerva

di

di-

romano, decorata
di

buoni

versi ospizi

e chiese nazionali, co-

dipinti, essendo quello

dcH' altare

me
te

ancora di ospedali: e finalmendelle citt di


Ascoli,

maggiore opera
derperger
tolo,
:

Cristoforo

Cn-

Cesena,

I-

essa

dedicata a

Maria

uiola,

Civitavecchia, Yeroli, Narni,

Camerino, Genzano, Forlimpopoli, Trevi Cori Sezze Spello Urbania, Arcevia, Civita-Castellana, To, , ,
,

di

ec.

ec.

e di

altri

ventisette

luoghi. Questo illustre cardinale fu

compianto non solo da tutta Roma, ma da tutti suoi diocesani e principalmente da quanti poterono avvicinarlo tanta era la doli ;

Vergine assunta in cielo, ha capied concattcdijile con Civita-Castellana, e con Orte. Il capitolo si compone di dodici canonici con due dignit, V arciprete e l'arcidiacono, quattro beneficiati da erigersi, con cura d' anime di tutta la citt affidata all' arciprete. Aveva quattro case
agostiniani,
I i

religiose,
le le

cio gli

minimi,

Clarisse,

cezza del suo naturale, la mansue-

cappuccini,

ma

per

vicende dei

tudine e l'ingenuit de' suoi costu-

noti

ultimi tempi
i

non rimangono
Il

mi
pi

alle

quali

doti
il

dell'

animo

che

cappuccini.

convento dei
terzo

seppe congiungere
insigni
virt.

corredo delle Nascevano esse

caj)puccini vanta di essere d

fondalo da quell ordine minoritico.


II

da sodi sentimenti di cristiana piet, da inalterabile attaccamento alla santa Sede apostolica, e da amore oltre ogni

suo territorio
eccellente olio.
j>ielra

fertile,

massime

in di

Ha
di

molte cave
peperino, di

calcarea,
di

credere
fu
di

verso gl'ina van-

travertino, e

pozzolana.
al

Prima
vi
Il

digenti, co' quali

sempre largo,

aveva molti

opifici,

presente

pronto ognora
taggio di chi

prestarsi

ne implorava il patrocinio. Queste belle qualit erano da tutti conosciute , come le principali

una fabbrica di maiolica. suo governo dipende da quello


Orte.

di

Fu
il

gi feudo della nobile fa5

miglia Altemps
cato,

con

titolo di

du-

prerogative

dell'ottimo

suo

quale in
Sisto

un
con

alle possidenze
Il

cuore, che traluceva nel di lui dolce ed avvenente sembiante. Le quali

tuttora gode tal famiglia.


tefice

breve

de'

Pon3o

cose, siccome

gli

meritarono in
encomii
e

vita la
il

comune

stima, e in morte

tributo

de' pubblici

del

comune

cordoglio, cosi ne per-

petueranno il nome alla posterit, ed a tutti carissima ne serberanno la memoria.

duAi nostri giorni il Papa Pio VII, con breve de' 20 dicembre i8o5, gli confeim il titolo di citt ducale. Per molti secoli fu citt libera, e
eresse Gallese in

giugno

i585

cato, a

favore degli

Altemps.

di

antica confederazione colla citt

GALLESE
scovile dello

(Gallcsin).
slato

Citt ve-

di Viterbo
il

(fedi),

come

attestano
citt

pontificio nella

Bussi neir Istoria delia

di

delegazione apostolica di Viterbo, posta in vicinanza al Tevere, nella pianura ciscimina. Il palazzo ducale

Viterbo a pag.

Della

3g, ed il Sarzana, capitale de' Tuscaniensi a

pag. 272.

Aveva un

forte

castello

lodato
gli

disegno
sagri

del

Vignola.
la

Tra

edifici

primeggia

espugnato dal duca di Spoleto Trasimondo II , che poi lo restitu a

GAL
s.

GAL
il

117

Gregorio

111.

L'occup ancora

conte Gerardo, indi sconfino da Roberto Guiscardo duca di Calabria.

Gregorio II scomunicato l'imperatore d'oriente Leone l'Is.

avendo

saurico, siccome eretico persecutore

In questo
gli
l'

castello
,

si

fortifi-

carono
a

abitanti

fugare

che riuscirono esercito di Nicol For-

tebraccio, ribelle alla


sa
:

romana Chiealtre

per

queste

ed

lodevoli

azioni,
legi

Gallese fu ricolma di privi-

ed esenzioni dai Papi.


si

L' origine di Gallese


farla risalire alla
tichit,

pretende
anfialeso,

pi

remota

immagini, e del loro il ducato romano spontaneamente si sottomise a lui nel dominio temporale: a quell'epoca il ducato romano conteneva sedici citt, fra le quali Gallese, con altre sette della Campania. Non minor zelo mostr s. Gregorio III, immediato successore di s. Gregodelle sagre

culto

allora

cio sino

ad Aleso o

rio

II le

per

la

sagra repubblica (cio

che vuoisi la fondasse co' suoi greci dopo la caduta di Troia, circa quattrocento trent' anni innanzi la fondazione di Koma, e mille cento
ottant'anni
avanti
l'era
volgare.

per

reliquie dell'

impero

d' occi-

dente, o porzione di dominio ch'eb-

bero per qualche tempo


gl'imperatori greci), o
esso formata iu

in
sia

Italia

confe-

derazione de' romani, e di

altri,

da

Porta qualcuno opinione che l'antica

un

concilio tenuto

Falisca fosse nel suo territorio,


alla

avuto riguardo
falisci

opinione

dei

alla empiet liei 732, per opporsi degl'imperatori di Costantinopoli, e

primitivi

e posteriori: egual-

nel

farsi

restituire

Gallese citt del


II
In.

mente alcuni dicono


territorio

che
di

nel suo

ducato romano, da Trasimoudo

eravi la
di

citt

Fescenarticoli

duca

di

Spoleto,
s.

eh' egli

poi

nia

ma
-

questi contrastati argo-

compage

reipuhlicae,

aUjue

in

menti, se ne discorre agli


Civita

corpore Christo

dilecti exercitiis ro-

Castellana

Blontefiasco-

mani adnecti
fine del

praecepit.
secolo

Verso

il

ne [Pedi], Si gloria Gallese di essere stata

nono

Gallese eb-

una

cine a
fede.
toiis

Roma

delle prime citt viche abbracciarono la


nell' Hisloire
la

be

due

concittadini cardinali, che

ascesero la

cattedra apostolica.
,

Il

Commanville
Ics

de

aichv. et veschez

chia-

o come altri primo fu Marino I chiamano Martino II, figlio di lo

ma
nel

Frescennia
vicariato

sia

Gallesium

Palombo da
sto

Montefiascoue o piutto-

cia del

romano, nella provinPatrimonio di s. Pietro, e disesto,

Gallese, paese de' Falleri, eletto


l'altro fu
il

neU'882;

Piomano
eletto

figlio di

ce che la sede vescovile vi fu eretta


nel

Costantino,

quale era fratello del

secolo

immediatamente
Il

precedente Papa,
JVe' successivi

neirS97,
le

soggetta alla santa Sede.

Lucenti
si

secoli

Gallese soggiac-

neir Italia sacra ecco come esprime sull'origine della sede

que

alle

vicende che provarono


citt.

di

circostanti

Nel pontificato di
ricuperati
alla

Gallese. Caeterum sane constai hanc regionem (parlando dell'anti-

Paolo

II

vennero

santa Sede dodici luoghi fortissimi,

ca Etruria) vetustiores
pi.scopos

habuisse e-

Lvangelium
et

amplcxatam
Gallesinm

primis christianae Ecclesiae temporibus,

non molto lontani da Roma, che erano d'Everso conte d'Anguillara, fra' quali uoveiasi Gallese colla sua
fortezza o castello, che in
Sisto

Faleritanam

tempo

di

pastorales scdes".

JNeli'

anno

780

IV Papa

del 1^71, fu diroc-

1 1

GAL
allia

GAL
rendite capaci di somministrare con-

cala con
clo

poco distante. Quaa-

poti

Paolo IV nel i55^ spogli i nidelle cariche che avevano, ed


il

veniente mensa
1

al

vescovo, Grego-

io XIII, verso

l'anno

iSyG, torn

esili

cardinal Caraffa, al fratel-

lo di questi

Giovanni, duca di Paliamilizie ponti-

ad unirla a Civita-Castellana, Per a' nostri tempi il Papa Pio VII


concesse l'indulto del titolo di cattedrale a Gallese, e decorazione al

no e gi generale delle
ficie

e prefetto delle galere, assegn


di

Gallese per luogo

sua dimora

suo
a'

capitolo

mediante
Pontificum
,

la

bolla

giacch poco prima l'aveva acquistato

Romanorum
l'unione
la
te.

numero 1844 si

da Giulio della Rovere. Nel 1 3 del Diario di Roma


legge

emanata 20 dicembre i8o5, confermando


e
la

concattedralit con

che l'antichissima citt di Gallese onorandosi di poter dire suo cittadino monsignor
Nicola Clarelli,
teso che
lo

sede di Civita-Castellana ed Or-

Ecco

la serie de' vescovi di

G;d-

lese
dell'

del continuatore
Ughelli.
si

come

possessore del-

Il

o annotatine primo vescovo di


episcopus

la prelatura Paracciani,
il

avendo
dignit

in-

Gallese che
s.

conosca Stephauus
ecclesiae
al
,

regnante Gregorio
alla
al

XVI
car-

Gallesinae
si

avea innalzato

come

sottoscrisse

concilio di

dinalizia,

ed
sua

vescovato di

Mon-

leiiascone e Corneto, estern in piti

modi
rono
la

la

gioia.

Per
al

tre sere fual

Costanza l'anno 772, come si ha dal Benius tom. Ili Cond, fol. 217. Secondo l' Italia sacra primo vescovo fu

fatte le

luminarie

palazzo

Donato

che

assistette

al

della prelatura,

ed

palazzo del,

concilio celebrato in

Roma

neir826
succes-

nobile

famiglia
edifizi,

Celestini

non
goncivica

o neir828:
sori
cilio
dell'

furono di

lui

che in

altri

ed

in parlicoIl

laie al palazzo municipale.

faloniere colla

magistratura
altre guise in
1'

Domenico che si port al conromano dell' 855, e ad altro 861 o 863 Stefano che sot;

celebrarono in

avverec

toscrisse

la

condanna

del

nimento ^ ed
alla cattedrale
sa, e

formalit

si

concilio di Costantinopoli

quarto neir868,

tolo,
ci

ad assistere alla mesTe Deurn cantato dal capiper non dire di altri pubbli,

ed in altro concilio romano si legge Stefano vescovo di Gallese, presso

l'Arduino, in
;

Ind.

topograph.
trovossi
ai

segni

di

giubilo

esternati

dai

Concil.

Teodoro che

gallesini

in questa lieta circostanza.


p.

concilii di

Roma

nell'anno 871, cio

L'Ughelli nel tora. X,


seg.
dell' Italia

108 e

nel

pontificato di

Adriano

II

va
si

sacra riporta le notizie della sede vescovile di Gallese


,

notato che altro Teodoro sottoscrisse al concilio di

Ravenna, come
citato,

e la serie

de' suoi vescovi

ha dall'Arduino

e nell'

879
,

cui

nomi

concilii.

si leggono negli antichi Divenuta vacante la sede

intervenne al concilio romano

co-

me

narra

il

Baronio,

Conc. tom.X;
al conci-

episcopale di Gallese, Alessandro


nel

IV

Giovanni che intervenne


lio di

nel

isSa l'uni a Civita-Castellana: 1437 Eugenio IV un a Civivescodi Orte.

Roma

tificato

898, sotto il pondi Giovanni IX; Giovanni


nell'

ta-Castellana anche la sede


vile

che
ne
I

assistette

al

conciliabolo tenu-

Ma

dipoi

il

Pontefi-

to nel in

963 dall'imperatore Otto-

ce Pio

IV

la

ristabil

nel

i562
le

Roma

contro

il

Pontefice
concilio

tuttavolta

non essendo pi

sue

Giovanni XII,

nonch

al

GAL
rumano
concilio

G AL
se-

II

del

964; Giuvauui che


si

continuata
stellana
e

dalle annuali yolizie di


di Civita
-

condo l'Arduino
di

sottoscrisse

al

Roma. Era vescovo

Ca-

Roma
il

del

969;
di

sotto

Silvestro II

vescovo

Gallese

intervenne alla translazione de' ss. corpi e preziose reliquie de' marti-

Orte monsignor Lorenzo de Dominicis di Foligno, quando il memorato Pio MI eresse Gal
lese in concatledrale.

Giovanni e Marciano, secondo il Baronio; Ugo fu al concilio di Piori

In quanto agli uomini illustri di


Gallese,

diremo che Antonio Masrebus

ma
col

nel
II.

1039
jN'on

nel pontificato di
si

3ii-

sa nella sua celebre opera,

conoscono
i

dall

Ldai

gine

et

Faliscorum,

De oriRoma

ghelli

e continuatori

successori di

Uijo per circa

due

secoli,

ma

vi

1546, e pel Sanzi i588, con graargomenti prova che s. Gratiliail

Baronio tom. lII,fol. 532, si ha che nel I i3o sotto Innocenzo II nel concilio

no,

quale sostenne
sotto

il

martirio
insie-

in Fallari

Diocleziano

romano
di

sottoscrisse
il

altro vesi-

me
di

s.

Felicissimo, fosse cittadino


11

scovo

Gallese,

quale visse

Gallese.

b.

Lodovico

minore
1628,

no all'anno ii^i. Finalmente nel 1252, come si detto, il vescovato venne unito a quello di Civita-Castellana ma r Arduino ne' suoi
,

osservante, esimio teologo e predicatore,

morto

in

Roma

nel

era di Gallese. Sopra tutto Gallese


si

gloria di

possedere

le prezios.

Concila dice

che

nel

i285

sotto

se spoglie del

suo protettore

Fa-

Onorio IV
il

si

trova Munalclus epi-

scopiis gallesiiius.

decreto

deli'
,

Bisogna dire die unione non avesse


la

miano monaco cistcrciense, le quali da sette e pi secoli si venerano incorrotte nella sua antica e vasta chiesa,
te

subito

elFetto

o che

chiesa di

racchiuse entro elegan-

Gallese (juantunque realmente unila

magnifica

urna

di

marmo

a quella di Civita-Castellana pro-

costrutta a spese della piissima du-

seguisse a godere della sua dignit


al

chessa Angelica Medici d'Alteraps.

tempo del vescovo Munaldo. Conl'unione


del

Fino

dall'
j

tinu

vescovato

di

transito

epoca del glorioso suo che avvenne li 8 agosto

Gallese a Civita-Castellana, sino al


1

562,

in cui fu ristabilito a Gallese, e

da Pio IV nominato vescovo Giiolanio Garimberti di Siena, vica([uindi


rio della basilica lateianense,

ii5o furono tali e tanti i portenche Dio oper a sua intercessione, che Adriano IV nell'ascriverti
,

lo

nel catalogo de' santi,

il

quarto
bat-

ove riposano le sue ceneri. Dopo la morte di questo vescovo succeduta nel 575, gli successe Gabriele de AleI

anno dopo l'avvenuta sua preziosa


morte, sopprimendogli
cidoriim
lese
ci
il

nome

tesimale di Quardo, a faina miralo appell


i

xandria dell'ordine de' predicatori il quale per la deficienza degli scudi trecento assegnati alla

oltre

Famiano. Galdue memorati PontefiChiesa


diversi
ve-

ha dato

alla

mensa

del

scovi e prelati, fra' quali

cardinal

Madrucci, rinunzi

al ve-

speciale

memoria
di

meritano Gregorio Coms.

scovato, e fu traslato sulfraganeo a

pagni
cro,

vescovo

Borgo
assai

Sepol-

Trento. Allora
lese
<li

il

vescovato di Gal-

domenicano

dotto e ver;

fu

nuovamente unito a quello


al

satissimo nella lingua ebraica

E-

Civita Castellana, la cui serie

vangelista Stefanelli vescovo di Citt

liportala dall' Ugliclli

tom.

della

Pieve

;.

Antonio M'essa re*

120
scovo
di

GAL
Castro;
cardinale
e nel

GAL
i565 Pio
Orsini,
molti
e
altri
si
il

omette

per brevit,

IV
lese,

cre

Flavio

solo basti

riflettere,

che Sisto

gi canonico della cattedrale di Gal-

V
se

nel breve di
in ducato,
i

erezione di Galles.

chiamato

il

cardinal di Cosen-

dato apud

Marcum
cos'i

za per l'amministrazione che tenne


di

anno
viri

585

pridie kal.

julii,

es-

quella chiesa: egli era figlio di

primesi:

Es qua

comphires
tuoi

clari

IVelle

Antonio Orsini conte di Gallese. armi Gallese vanta a uomini illustri, secondo il citato storico
,

successu

temporis,
gloria,
,

vitae,

sanctitate, et religionis studia,


rei

tum
bojuorlis

militaris

tum eliam
praesertim
insignis
tratta

Massa

Giorgio

Saccardini discen-

narum
sunt
".

artiuin

et

dente dai due Pontefici Marino e Homano (seguendo la patria tradizione),

risprudenti

scientia

Di Gallese
degli
s.

ancora
del

celebre generale
;

della

re-

Antonio
Soralte

Elfetti

nell'erudite

Tiberio Tiberi pubblica veneta famoso generale nelle guerre contro


i

Rleinoric di
,

Nonnoso abbate
sulla
ic^.

e
p.

denominazione
Cardinale.To-

turchi,

il

cui ritratto
si

da

esso

massime a

medesimo donato
sagrestia della
jio,

conserva nella
s.

GALLI Tolomeo,
lomeo
Galli, nato

chiesa di

Famia-

dirono

ove per lungo tempo si custole bandiere tolte ai nemici del nome cristiano ; Giacomo che per non iior sotto Eugenio IV
,

da una onestissima famiglia di Como, per cui fu poi detto il cardinal di Conio, avendo ad un penetrante ingegno
unita

soda

piet,

erudizione, elole-

mentovare
ed
in

altri,

che

si

distinsero
in

quenza e singoiar perizia nelle


gali

nelle guerre in

Genova,

Candia

discipline,

trasferitosi

in et
al,

Gallese

Morea. Fra i letterati di ricorderemo Nicol monaco benedettino, rinomato teologo, suoi commencome dimostrano tari ; Antonio d'Angelo rinomato professore di eloquenza, ed autore di molte orazioni ed epistole; fr. Pietro, uomo dotto ed esemplare,
i

giovanile in
la

Roma,
lui

fu

ammesso
Trivulzi

corte del
la

cardinal

dopo
tario
,

di

morte
ultimo

in quella del

cardinal Gaddi in qualit di segree

per

col cardinal

Giannangelo
fiadelmeule e

de' Medici,

cui

serv

con

integrit.

Dive-

che Urbano VI fece commendatore


di
s.

IV,

nuto questi Papa col nome di Pio lo conferm nel posto di se-

Spirito

di

Roma

Famiano

Anlolmi valente avvocato; fr. Domenico minore osservante, egregio


teologo;

i56o gli confer il Martorano in Calabria, dal quale passati due anni lo
gretario, e nel

vescovato di

Famiano Strada

gesuita,

trasfer

all'arcivescovato di Siponto

letterato ed islorico rinomatissimo;

Ottavio Tronsarelli
lo

illustre

poeta

Manfredonia, dove nel 1567 tenne il sinodo provinciale e ne


sia

dell'accademia degli Stenti coronain

Campidoglio
di

Gaspare Tassi
,

protonotario

apostolico

arciprete
s.

prima
lia

Gallese, poscia di
;

Mail

le costituzioni stampate in Venezia ed in Macerata. Vi fond due palazzi per comodo uso degli arcivescovi, uno nella citt, l'al-

pubblic

Cosmedn di Roma e dato biografo Antonio JMassa


in tore di

lo-

tro nella dai

terra

di

s.

audi

12 marzo

i565

l*io

Angelo. Sino IV lo cre

altre opere legali,

ed enco-

miato

dal

Uangiasci.

Il

nome

la

cardinale prete, dandogli per titolo chiesa di s. Teodoro. Sotto Gre-

GAL
goiio XIII nel
alla

GAL
fu
trasfeiilo

121

sede di
Sisto
di

i583 Albano;
nel
1

ducia.

Arricch

la

sua casa,

ma

fu

nel pontidca-

pure

cari late vole

ecclesiastico.

to di

5Sg

pass

al

vescovato
t:elebi
il

Sabina, ove nel

090

GALLI Antonmaria, Cardinale, Anton ma ri a Galli d'una delle principali,

]>lic colle

te

di

sinodo, che pure pubslampe; e sotto ClemenVili nel i6o3 divenne vescovo Ostia e Velklri, decano del sa-

e pii illustri famiglie di


le

O-

simo, per
cui

egregie prerogative di

in

patria

andava fornito, si ihcti stimare ed altrove. Portatosi in


nell'et d'anni

dolesi e del

gro collegio e protettore de'camalregno d'Ungheria. 11


detto Giegorio XIII, allettato dalla
lui

Roma

veni' uno,

il

cardinal Felice Peretti lo prese per


coppiere,
indi lo fece segretario, e fu
eletto

di

prudenza,

facondia

dol-

quando nel i585


col

Papa
della

cezzaj se ne prevalse per


le

i^ciivere
fece
se-

nome
o

di
sia

Sisto

V,

lo tlichiar

lettere

pontifcie,

Io

.scalco

sopraintendcnle
Inoltre
,

gretario di stalo, prefetto del concilio

e de'

riti.

Fond
e

in

Como

il

mensa n suo
di
s.

pontificia.

lo

nomi-

tesoriere privato

canonico

collegio

Galli,

scudi a quella
i

don centomila comunit, affinch

Pietro, nel seguente

anno ve-

ne impiegasse frulli per le doli di povere vergini, che si collocavano in onesti matrimoni. Essendo

scovo di Perugia, e dopo quarantadue giorni a' 1 7 dicembre lo


cre cardinale prete, col
s.
1

titolo

di

Agnese

nel

foro
la

agonale.
legazione

J\cl

commendatario dell'abbazia di s. Abbondio di Como, ripar la chiesa dai fondamenti,

590

gli

confer

di

Ravenna,
rit

affinch colla
a'

sua

auto-

perch

minac-

provvedesse
e

giavi sconcerti

ciava rovina, collocando in pi decente luogo


vi
il

ch'erano in quella provincia,


tro gli assassini
facinorosi,

con-

di

Como

corpo de' ss. vescoche ivi riposavano.


s.

che

Fond una

bellissima e ricca cap-

impunemente ponevano in angustie la Romagna. Nella sua chiesa di


Perugia,

pella nella chiesa di

Giovanni
il

di

che

Piedemoute, dove
ba.

si

elesse la

tomdure

gr
le,

istitu

la

solennemente consaprebenda teologagenerosa somprovvi.'iiola

Don

alla

sua faaiiglia

don
di

alla sagrestia

cato di Treplebe nel ]Milanese, che

ma
ne

di denaro,

assegn la
scudi
l'

avea acquistato
di
;

da

Filippo

cento
della

anno per

Spagna e dopo essere intervenuto a sette conclavi, mori in Ro-

cappella

musica,

e notabil-

ma
lato

nel

1607 d'anni ottantadue,


di cardinalato.
il

quarantadue
davere
fu
poi
in

TumuScala
nella

temporaneamente
s.

di lui ca-

INlaria

della

mente accrebbe il palazzo vescovile. Essendo protettore del santuario di Loreto, compi la magnifica facciata esterna, e con cospicua somma di denaro ivi fond un monte
di in

trasferito

in

Como

piet a sollievo de' bisognosi, ed

menzionata cappella. Encomiato per lunga sperienza e pratica negli affari, conobbe con isipiisila penetrazione maneggi delle coi ti ; fu sagi

marmo
lo
fece

fece

scolpire
l'jgi

la

storia

del santuario. Nel

Gregorio

XIV
lui

patria,

vescovo d' Osimo di che govern pii di vcnfu


1

gio, sapiente

sagace
,

nel

cono-

l'anni, ne' quali


ri
il

largo

di

favo-

scere l'animo altini


in

pieghevole
la
fi-

benefizi

nel
il

5()3 vi celebr
fab-

modo

di

piocacciarscnc

sinodo^ fond

seminario,

12 2
bric

GAL
comoda
sagrestia che airiccln

GAL
dinal Paluzzo Altieri, Clemente
lo

d'argenti, stabil diverse


di

annue

doti

scudi cinquanta per le fanciulle

richiam, e lo pass al governo di sua chiesa, nella quale die luminosi segni di
piet, massime quando rovinata la citt nel 1672 dal terremoto, sovvenne generosamenil diletto suo popolo, e colle te proprie mani si rec ad estrarre
i

jxjvere, e
vita

tutto questo ricav dalla

(iiigale

che menava
ai

pot

pure lasciare
liile

parenti

considtra-

eredit, col

peso di distribuire
scudi;
escluse

in

liraosine tremila

poi dall'eredit

sperando
debito
di

in

essa,

un congiunto, che, avea contratto un


scudi.

dalle rovine

corpi semivivi de'suoi


volle

diocesani

iiuli

placare

l'

ira

ventiseimila

Nel

divina con publ)liche processioni di


penitenza, alle (piali intervenne coi
piedi
scalzi.

iGi5, sotto Paolo V, divenne vescovo d'Ostia e Velletri, e decano del sagro collegio; ivi celebr il si-

Ammirando

tultoci

Innocenzo XI, e ricordevole de'suoi


meriti colla Sede apostolica, nel di primo settembre 1681 lo cre cardinale prete, col titolo di s. Pudenziana, e mentre lo voleva legato di Bologna, a' 24 luglio i683 un'apoplesia

nodo diocesano
dusse
i

nel

1618, v'introil

somaschi, e fabbric
di
s.

con-

vento
scalzi.

Tecla

a'

carmelitani

Dopo aver
in

contribuito col
di
sei Papi , 1620, d'anni

suo voto all'elezione

mori

Uoma

nel

tronc

in

Roma
s.

suoi

sessanfaselte e Irentacinque di

car-

giorni, e fu sepolto in
la

Maria delsua eredi

dinalato,

grestia della chiesa di


raceli,
tizie

venendo sepolto nella sas. Maria d'Asi

Scala,

avendo
la

lasciata

de universale

congregazione

con breve elogio. Altre noquesto cardinale


istoi'iclie

propaganda

fide.

di

leggono

nelle

Memorie

della chie-

sa e de^ vescovi d'Osimo, del (-Compagnoni, nel toni. IV, il (piale fa


alcune critiche sul
di
lui

Antonio Andrea, CardiAntonio Andrea Galli, nato da onesti genitori in Bologna a'3o
nale.

GALLI

novembre 1697,
suoi

fino

dai pi verdi

conto.

anni

profess nella congrega-

GALLI Marco,
in

Cardinale. Mardel cardi-

co Galli de' duchi di Alvito, nacque

Como

dalla fiimiglia

nnl Tolomeo. Ne' pi freschi


di
dizio, viriti severa, e singoiar

anni
zelo

renana de' canonici del ss. dove avanzatosi nelle scienze, fu giudicato idoneo d' insegnare ad altri, siccome laureato
zione

Salvatore,

sua et mostr maturit di giu-

nelle facolt

teologiche.
del

1786 abbate

Eletto nel monistero di Cor-

per

la

giustizia.

Dopo aver

eserci-

bara nel territorio di Bologna, mentre era lettore nella canonica di


s.

tato con lode nel pontificato di A.-

lessandro VII vari impieghi, otten-

Pietro in Vincoli di gi a dimorare


stendere
la
gli

Roma,
tal

prose-

ne
la

la

prefettura dell'Umbria e del-

in

citt,

e a

Marca; quindi fu spedito nunzio a Colonia, donde richiamato a

eruditi

suoi

voti
,

per
della

congregazione

dell'

indice

Roma, Alessandro VII


e nel

lo
s.

fece

vi-

quale era consultore. Era pure aggregato all'accademia liturgica


tuita
le
isti-

cegerente, consultore del

ortzio,

iGSg vescovo

di

Rimini. Indi-

da Benedetto XIV,

nella

quanelle

caricato poscia della nunziatura di

die illustri saggi del

perspicace

Napoli, siccome per quanto


ce

si

suo talento e discernimento,

non godeva

il

favore

del

car-

molte ed

eccellenti dissertazioni

che

GAL
in

GAL
il

123
particolare,

essa

recit,

per cui

Papa
ed Dalla
le

lo
e-

eh'

ebbe per

lui

stima

fece qualificatore del

s. offizio,

per cui lo dichiar protettore


collegio greco, dell'accademia

del
teo,

saminatore de' vescovi. congregazione ottenne


primarie, nel
l'j^o

sua

cariche

logica
quelli

de'
ss.

monaci

betlemiti

di

quella di pro-

del

Salvatore nel

monte

curatore generale, e dopo tre anni


la

abbate generale. Passato altrettanto tempo, e mentre con approvazione di tutti fungeva tal ministero. Benedetto XIV
di
all'

suprema

Kesroano della congregazione di s. Antonio abbate del monte Libano,


e lo ascrisse alla congregazione de-

putata per
orientali.

la

correzione

de' libri

improvviso
a'

ma, ed
s.

lo chiam in Ro26 novembre lySS lo

Mor nel 1767 in Ruma, a'24 marzo, d'anni settanta, e fu


s.

sepolto in
vanti
to,
la

Pietro in Vincoli, ass.

cre cardinale prete, col


Alessio,

titolo

di

cappella del

lo
s.

ascrisse
offizio,

alle

con-

gregazioni del
ce,

dell'indidei
ve-

con semplice composta ma


;

iscrizione
i

Sagra meada lui


di

canonici

sua
gli

dei

riti,

dell'esame

congregazione, per gratitudine,


eressero un nobile

scovi,

indi dell'indulgenze, della di-

monumento

rim-

sciplina
Ji((i'.

regolare, e di propaganda
seguito gli confer la cospi-

petto a quello di Giulio

In

sua
p.

cua carica di penitenziere maggiore, e quella di prefetto dell' indice, con la prott^ltoria di sua congregazione. la tanti onori il cardinale si mostr
to,

II, con la ed elogio composto dal abbate Monsagrati. GALLI A [Galline). Gran paese

elijgie,

dell'

Euru[)a, confhianle all'est col

Reno

sempre eguale
aflabile,

a s stesso, ret-

spirito di

partito.

ed affatto alieno dallo Generoso co' potempli, v'impieg

e le Alpi; al nord coli'oceano Britannico, e la Germania; al sud col Mediterraneo, ed Pirei

nei

ed

all'

ovest
i

coli'

Oceano

oc-

veri
la

e co' sagri

cidentale.
cipali la
la

Erano

suoi funn prin-

maggior parte delle sue rendite, massime in quello di s. Pietro in


Vincoli, al cui titolo era
gli

Mosa, la Senna (Sequana), Loira (Liger), il Rodano (RIiola

passato:
ripu-

danus),
la

fece rifare
le

il

pavimento,

lire

delle navate,

colonne di marmo ed abbellire i prospetti degli altari con vaghe pitture. Con grande spesa fond in quell'insigne monistero la biblioteca, acgrandi
cresciuta poi dal p.
sagrali, e

Garonna (Garumna), e Reno (Rhenus) la divideva all'est dalla Germania. Questa vasta regione non era una monarchia particolare, ma comprenSaona.
11

deva

in origine
tutti

una moltitudine

di

abbate

Monren-

egualmente barbari. Racchiuse poscia il regno di Franpopoli


cia
,

da
Il

altri

celebri

canonici

la

Savoia,

la

Svizzera, una

regolari. dite

cardinale assegn

parte del paese de' grigioni, e tutta


la
-

biblioteca, ci che con quella del ss. Salvatore di Bologna, alla qual canoni-

questa

porzione dell'Alemagna, e dei

pur

fece

ca lasci

in

suppellettili,
s.

morte le sue sagre destinando a quella di


il

Bassi al ponente del Reno. Questa era la Gallia vera ; ma i galli avendo passato le Alpi, e con-

Paesi

quistato la parte settentrionale dell'

Pietro in Vincoli

restante del-

Italia,

diedero

il

nome

di

Galli.

la se

cappella ed
all'elezione

il

mobilio.

di

ConcorClemente XIH ,

anche

alle

loro conquiste.

E
in

que

sta l'epoca della divisione

Gat

1^4

GAL
Cnalpiiin o Cilerioie, e TratisIJtriore,

GAL
fragauci di Agen,
tes,
i

ha
Ja

Angoulme, SaihPerigueux.

alnina o

essendo

slata

Poitiers

e
i

Erano
i

prima divisa poscia in Cispadana, e TraspadanUj e la seconda in Gallia Coniata, e Braccala, e

suoi popoli

pittoni
i

.santoni

biturigi-vibischi,
gli

nitobrogi,
i

pe-

trocorii,

agesinati ed

meduli.
for-

dopo
re,
sti

la

conquista di Giulio
di
in

Cesa-

verso l'anno 4"^ prima


Cristo,

Ge-

La Gallia Aquitanica terza mava la parte pii meridionale


l'Aquilania, che stava lungo
renei e l'Oceano
;
i

delPi-

Gallia

/4quilanica,

Belgica, Lionc.se., e Narbonese.


Gallia in progresso di tempo,

La
eb-

be

delle altre suddivisioni che an-

diamo ad accennare.

La Gallia Aquilanica, una


le

del-

quattro parli generali della Trans,

alpina

al

tempo
la

di

Cesare era
i

compresa
nei,

fra

Garonna,

Pire-

e l'Oceano.
alla

Fu
che

eslesa
la

poscia

sino
dalla

Loira,

divideva
In

aveva Auch per capitale, e conteneva l'arcivescovasuoi sufto di questa citt, ed fraganei, come di Eause od Elusa riunita adAuch^ e Acqs, Lectoure, Comminges, Conseraus, Buchs, Lescar, Ayre, Bazas, Tarbes, ed Oleron. Aveva nove popoli, per cui fu chiamata Noi'enipopnlania , ed erano gli ausci, benearni, i bii
i

("allia
,>-ino

Lionese, dalla sua sortal

gerii,
lli,

consoraui,
elusatei,
i

convenii,

davasi

gente

air imboccatura.
tutta

gli

tarbelli

ed

modo

comprendeva

quella
le

sati.

Alcuni aggiunsero
i

questi
i

parte della Francia, ove stavano

boi,
nali,

sotiati,
i

lactoratci,
i

tor-

Provincie dei Poit, Santongia, Perigord, Guienna, Guascogna, Bearo,

cocosati ed

tarusati.

La
grande
la

Gallia

Belgica

era

la

pii

Quercy, Piovergc, Alvergna, Limosino,


della

e la pi settentrionale del-

Berry.

Era questa parte

Aquitauica divisa in prima, seconda e terza. La Gallia


Gallia

Aqiianica prima, era

la

parte

pii

orientale dell'Aquitanica, e la pri-

Gallia, che aveva a levante la Germania, da cui la separava d Pieno; a mezzod la Gallia Narbonese, a ponente la Lionese, ed il mare di Bielagna, e al nord l'O-

ma

che

si

riconosceva venendo da

Pioma,

avente

per

capitale
I

A^'apopoli
i

ceano germanico. Comprendeva tutta la porzione dell' Alemagna , al

ricnni, oggi Bourges.

suoi

erano
ruteni,

biturigi-cubi, gli aiverni,


i
i

Icmovici,

gabali,

gli

heleuteri,
i

velauni,
di

ed

cadurci.

ponente del Pieno, coli' Alsazia, la Lorena, la parte dei Paesi-Bassi a ponente del Reno, la Piccardia, la maggior porzione della Sciampagna, e
dell' isola

Comprendeva
gli

tutta l'estensione de-

di

Francia.
e

Era

arcivescovati

Bourges

e di

divisa in

Belgica prima,

secon-

All)y coi loro suffraganci, cio Cler-

da. Li Gallia- Belgica


lia superiore
te
si

niont,

Piodez,

Cahors,

Limoges,
la

prima o Galformava colla pare


le

blende, e Puy-le-Vclay. La Gallia

della Belgica, ch'estcndevasi veril

Aquitanica seconda era


pii

parte
A-

so

mczzoch
e
la

sorgenti del

setlcnlrionale
si

della

Gallia

Pieno

della

Mosella.

Comprened abbrac-

quitanica, e

estendeva lungo l'O-

deva

Germania
per

superiore, aveva

ceano; aveva per capitale Bordeaux, e rinchiudeva le diocesi di questo arcivescovato , ed i suoi sui-

'Preveri

capitale,

ciava larcivescovalo di Trevcii, ed


i

vescovati di Mei?., Toul, Verdun,

GAL
Strasburgo, Spira,
suoi

GAL
e pornovi.

2j

Worms,
i

zione dell'arcivescovato di
za.
i

Magoiitreverii,
i

Gallia Lugdunensis seconda era una parte della Lionese


,

La

popoli erano
i

aveva
,

Rouen per
coi
,

capitale
di

vangionij
i

nemeti,

tribocei,
i

metropoli

sutTraganei

B;i-

leuci,
liici,

viroduniensi,
i

medioma-

yeux

Avranches
gli

Evreux, Seex,
I
i

Gallia Belceresi. La ed gica seconda formava parte della Belgica che stava verso il nord, e l'imboccatura del lieno e della
Mosella.

Lisieux e Coutances.

suoi popoli
baloccassi,
i

erano
i

abrincatui,

caleti,
i

gli

aulerci-eburovici,
gli

le-

xovi,
i

sessui,

unelli

venelli,

nia inferiore, aveva


pitale,

Comprendeva la GermaReims per catutto


il

rinchiudeva

paese
il

fra la

Loira, la Mosa,

ed

Re-

veliocassi, ed i saii. La Gallia Lugdunensis terza, era una parte della Lionese occupava l' arcivescovato di Tours ed insieme ca,

no, dal suo


sella

confluente

colla

Mo-

pitale, colle

diocesi

sufFraganee

di

sino alla sua foce.

Aveva per
Vcr-

metropoli Reims, e per sulfraganei


Soissons, Chalons-sur-Marne,

Rennes, Angers, Nantes, Quimper, Vannes, Freguier, e Dol.


^lans
,

raand, Arras,
Senlis,

Tournay, Beauvais, Amiens, Terovai

Cambray,

ne e Boulogne. Erano suoi popoli


gli
i

I suoi popoli erano chiamati cenomani, anducavi, curosioliti, osismii, mauneti veneti redoni , turoni arvii, e diablinti. La Gallia Lug, ,

ubii,
si

batavi,

tungui,
gli

sotto

dunensis quarta, porzione della Lionese, aveva per capitale

quali
gli

comprendevano
i

aduaatrei

Agendicum

tici,

eburoni,

morini,
i

gli

batei, gli

ambiani,
gli

bellovaci,
i

sil-

vanecti,
dui,
i

suessioni,
i

veromonquali
si

o Sens, occupando l' arcivescovato suffraganei di di questo nonie_, coi Chartes, Auxerre, Troyes, Oileans,
Paiigi, e
poli
i

remii,

nervii,
i

ai

Meaux. Erano
i

suoi po-

possono aggiungere
i

catalauni, ed
l'

parisii,
i

meldi,
i

carnuti, gli
tricassi,

toxandri, che occupavano

isola

aureliaui,

sennoni,

di

Zelanda.

vindacassi.

La Gallia Lugdunensis
nese o

Liou-

quinta

La Gallia Lugdunensis o Maxima Sequanorum ,


aveva
la

Celtica era anticamente

parte della Lionese,

Besan-

na gran porzione della


na.

Transalpisud,

Aveva
a

la

Belgica al nord, l'A-

zone per capitale, e Franca-Contea la


,

comprendeva
Eresse,
il

qui tanica, e la

Narbonese
e
le

al

Buse,
to

la

Svizzera: l'arcivescovai

l'Oceano

ponente,

Alpi a

di Besanzone, e
,

vescovati

di

levante. Si divideva in cinque parti distinte, coi nomi di prima, seconda, terza, quarta e quinta. La Gallia Liigdunensis prima, foima-

Belley

di

Losanna,

e di Basilea,

Ta una parte della Gallia Lionese; aveva Lione per capitale e metropoli, ed occupava le diocesi ad essa sulTraganee di Autun, Langres, Chalon-sur-Saone, e Macon. Erano lingoni, gli edui, suoi popoli
i
i

con una porzione di quello di Costanza. Altri vi aggiungono le diocesi di Noyon, Avenches, Vindiscb, Y Verdun, Augusta, e Portus-Abucini. I cui popoli erano i sequani,
i

rauraci e

gli

elvezii.

La Gallia Narhonensis o Braccata,


zioni

formava una
della

delle gran porTransalpina, e fu detta di


i

segusiani, gli ambarri,


i

raandui

Braccata da una specie


gliamento che portavano

abbisuoi a-

biij

boii,

gli

aulerci, ed

bran-

I2G
bi tanti

GAL
col

GA
bracca o hraal-

nome

di

chae. Si estendeva dall' oriente

prima, era una coni rada della Gallia al ponente della VienhniCDsis

l'occidente delle Alpi, che la limi-

tavano a levante, sino ai Pirenei, ed alla Gallia Aquitanica che stava a ponente. Aveva la Lionese al nord, ed il Mediterraneo al mezzod, e
ca,
la

comprendeva gli arcivescocoi Narbona e di Tolosa loro sulfraganei. Era la dimora dei
nese, e
vati
di
,

volsci-arecomici
sati.

tectosagi

e tolo-

comprendeva
contea
di

la

Foix,

Linguadoil Gavau-

Gallia Viennensis terza. o Narhonensis seconda, era la porzione della Gallia che comprendeva
le

La

dan, il Velay, il Vivarese, la Provenza, il Delfinato e la Savoia.

diocesi dell'arcivescovo d'Aix,

e de' suoi

sulfraganei,

avente
albicii
i

Aix
i

Fu

divisa

in

tre

parti,

che

furo-

per capitale. Erano


calurigi
oxcibii,
gerii,
gli
,

suoi
gli

popoli
,

no poscia incorporate nella Gallia Viennese. La Nnrbonese prima divenne la Viennese seconda, la Narbonese seconda Ri la Viennese terza e la Narbonese terza fn la Viennese prima. Quando la Gallia Narbonese fu divisa in prima e
,

memi,
i

gli

salii,

vulgientii,

tre-

svelti,

ed
la

commoni. La
porzione
nelle

Gallia
Gallia

f iennensis

riuarta o Alpcs
della

Jllarittiniae, era

posta

appunto

Alpi

marittime.

La sua

capitale era

Em-

seconda,

la

prima ebbe Narbona


a

biun, e conteneva
Pviom
Seillans,

questo

arcive-

metropoli, ed
sa,

suffiaganei

Tolo-

scovato co' suoi suffraganei


,

Beziers, Nismcs,
;

zes
li
,

e
,

Lodeve, ed Ula seconda Aix per metropoper diocesi sulFraganee Apt,


Frejus,

Senez

Digne, Glandeve,
,

Pieiz

Gap,

Sisteron

ed

Anfibo.

Cemelia o Gemela citt distrutta e Vence, oltre l'arcivescovato di Torino. I suoi popoli si chiamadevano briganti, i capillazii,
i

La Gallia

Pieiincnsis

compren-

ceati,

gli
i

ebrodunci,
i

nerusi,
i

se-

deva la Narbonese e la Subalpina, e non prese il suo nome ultimo di Viennese se non che verso la decadenza dell'impero romano. Fu
divisa in cinque parti, distinta dai

gusii,
i

sonii,
,

taurini,

vagiiiii,

vedianci
e
gli

gli

avantici,

bodioti-

ci

svetri.

La
o

Gallia
Gallia

f ien-

nensis quinta,

Jlpes

Penninae,

era

la

porzione della
nelle

com-

nomi, prima, seconda,


ta

terza,

quar-

[Mcsa

Alpi Greche o Graje, e

e quinta.

La Gallia Viennensis

nelle Pennine.

o Narhonensis terza o Ripariensis, era una contrada della Transalpina, che aveva Vienna per capitale, e conteneva gli arcivescovati di Vienna, Arles ed Avignone co' suoi suffragane di Ginevra, Grenoble, Viviers, Die, Valenza, Trois-Chateaux, Vaison, Oranges,
Cavaillon e Marsiglia. popoli gli allobrogi, i
cavari,
helvii,
i

prima,

La sua capitale era Tarantasia, e comprendeva questo


ed
i

arcivescovato,
nei,

suoi

suffraga-

come Martigni
Vallese.
I

Martinach
si

nel

suoi
i

popoli
di

co-

noscevano sotto
iii,

nomi

pcntroviberi,

salassi,

seduni, verngri,

nautuanti, centroni e medulli.

Questa

Erano

suoi
i

almeno

delle

nota delle principali od distinte provinpii


citt

camatuli,

ce, e delle
quella
nella

delle

Gallie negli
j '

commoni,

desuviati, gli
i

antichi tempi fin qui concorda con

segaloni, ed

voconzii.

La

pubblicata

dal p-

Sirmond
di

Gallia Fiennensis seconda, o Nar-

sua

edizione

de' concili

GAL
Francia, se non che egli
vi

GAL
aggiundc:l

127

ge

le

due

parti
la

e seconda;

germaniche prima prima aveva Mncoi

gonza per metropoli,


di

snffaganei

Po, e comprendeva la maggior parte della Romandiola, i ducati di Modena e Parnia^ la repubblica di Genova, una porzione della

Strasburgo,

Spira, e

Worms,

Toscana,
feirato, e

del
del

Milanese, del

Moni

Germania superiore o Gallia Belgica prima summentovata; la


(Iella

Piemonte.

Erano
,

suoi
i

popoli
i

gli

anamani

boii,

seconda aveva Colonia per metropoli, oltre il vescovato di Tongres,

sennoni,

lingoni, ed

liguri.

Queste divisioni della Gallia erano necessarie per intendere ci che


i

Gallia Cornata formava la maggior porzione della Transalpina, che fu chiamata anche Capei-

La

concili,

le

lettei'e

pontifcie e gli
ci

scrittori

ecclesiastici

dicono

in-

torno
la

alla

posizione delle sedi delgallicana,

Ciiiesa

essendo

nolo

suoi abitanti porluta, perch tavano lunghi capelli. Comprendeva tre gran porzioni della GalBelgica, la Lionelia cio la
i
;

d'altronde che la Chiesa


si

and quai

se,

e r Aquitanica, di cui
.

abbiamo
era

di pari

passo

collo stato, nello

parlato
1'

La

Gallia Ghotica
della

stabilire le

sue metiopoli ed

suoi

antico

nome

Linguadodai
goti.

In quanto alle diverse componenti 1' attuale Chiesa gallicana, vedasi l'articolo Francia, ove sono riportate pure le diverse circoscrizioni delle medesime, oltre le notizie che riguardano la Gallia. Ora passiamo a dire degli altri paesi che portarono il nome
vescovati.

ca, perch fu

posseduta

diocesi

Subalpina era quella parte che prendeva il nome dalla

La

Gallia

sua situazione

a
al

piedi

delle

Alpi,

corrispondente
te.
i

moderno Piemonerano
5

suoi popoli
,

i i

salassi,

segussii

taurini

ed

vagii.

La Gallia Togata
della Cisalpina, e fu

era
cos

di

Gallia.

una parte chiamala

La Gallia Circumpadana,
zione della Cisalpina, prese

por-

un

tal

rome
al

dalla sua

situazione attorno

perch i suoi abitanti portavano delle lunghe vesti all'uso romano. Si estendeva da Piacenza sino ad
e

fimie Po. La Gallia Cisalpina o Citeriore, era la parte d'Italia occupata dai galli. Confinava al noi'd e a ponente colle Alpi, al sud col Mediterraneo, a levante coll'Arsa, che la divideva dalla Dalmazia , col mare Adriatico, col Sino che la divideva dal paese
de'piceni, e coli'

Ancona, avendo il Po al nord e r Apennino al sud. La Gallia Transalpina od Ulteriore era la vera Gallia, e fu chiamata Transromani dovevaperch alpina no passare le Alpi onde giungervi, ed Ulteriore perch era da essi
i
,

pili

distante che la Gallia Cisalpina.

Arno che

la

sepa-

rava

dall'

Etruria. Si
la

comprendela

va

sotto

Gallia

Cisalpina,

Gallia Transpadana formava porzione della Gallia settentriosua nale, e prese il nome dalla
i.a
la

Subalpina, e si divideva in Cispadana, e Transpadana: questi paesi

situazione al di l del Po, in rap-

porto alla

citt

di

Roma. RinchiuItalia,
le pre-

la

corrispondono presso a poco alLombardia. La Gallia Cispala

deva gli stali dei veneti in la Valtellina, il Mantovano,


fetture
le

dana era
la

parte meridionale del-

degli

svizzeri

in

Italia,

Cisalpina che stava al

mezzod

porzioni del Milanese, del

Mon-

i8

GAL
del Piemontese al nord
suoi
il

GAL
loro paese
solto
ijuello
si

ItMialo, e

di

Celi

del Po.
i

Erano
gli
i

popoli

carnii,

lo-Gallia,

da

cui
^

formarono

cenomani,
i

enganci,
leponzi,
i
i

g insubri,
libici,
i

nomi
les.

di

Galates

di
i

Celtn-Gabi-

gl'istri,

levi,
i

gli

oiobilii,
lini,

salassi,

segusii,

tau-

no
dell'

padroni

ed

V(Mieli.
al

quanto sembra galli furodella maggior parte Europa, avendo lasciato dei
di
le

In

quanto

nome

di

Galla,

monumenti
quasi tutte
le

loro

soggiorno in

gran parie dell'Enropa fu cos chiamata, secondo Tolomeo, dalla bianchezza de'suoi abitanti. Gala un
vocabolo greco,

provincic.
slati
i

verisimi-

che sieno
nella

primi popoli
in

stabiliti

Spagna ed
quei

Pori

come se si no bianclii come


desimo autore
Inzia, dal
la

che significa lalle, dicesse che galli soi

togallo,

portando in

paesi

il latte. Il mechiama Cello-Ga-

nomi cVIheri o di Cellibcri. I germani ed altri popoli del nord, co-

me
tutti

delle

isole

britanniche,
celti.

erano
i

nome
in

di

quella

jiarte

gaulesi o
i

Gli Heh'elii,

dell'Asia detta

passato Galazia,
Ponte-l:lusi-

Rhaetii,

oggi

IS'afolia,

vicino al

no
cia
lia,
lia

non
abbia

gi perch quella provin-

Pannonia erano qualche volta chiamaCelli, e qualche volta Gaulen. ti


iVorici,e quelli della
to
in

dato
fece
i

il

nome

alla
la

GalGal-

giacch fu

al

contrario

Adiravano un ente supremo sotil nome di Esns ed il popolo


,

che

la

chiamare Galazia,
ai

progresso

si

cre degli dei che


loro culto.
i

essendosi

galli prestati
li

bisogni
in-

fecero oggetto del

Codel-

dei re di Bitinia, che


vitati a soccorrerli,
stabiliti

aveva

stumavano
la

di

praticare

riti

essendosi poscia

loro

religione ai

piedi

di

una
(
i

ne' suoi

stati.

Qui

non
si

si

quercia,

come
e

dedicata all'ente susacra.

inlciule
Italia

pailare di quella
gli

parte di
disse,

premo, e che per ci era


loro
filosofi

che

antichi,

come
di

sacerdoti

erano
i

distinsero col

nome
la

Gallia CisGallia

alpina

ma

sibbene della
quale,
il

Druidi (Pedi). Allorch romani ebbero conquistata la Gallia vi


introdussero
loro leggi
;

Transalpina,

la

ripetiamo,
detta.

la loro

religione, e le

Gallia

piopriamenle

ma

druidi

estremariti,
si

se vuoisi prestar

fede a Diodoro
a questa bella

mente
onde
in

zelanti

dei

propri
la

Siculo, fu Galata re dei celti, che

servirono di tutta
opporsi
il
i

loro autorit

diede

il

suo

nome

tale

innovazione,
alla

parte dell'Europa.
I

ed eccitare
Gallesi so-

popolo

rivolta,

Galli,

Gailesi , o

no popoli
celti,

discesi verosimilmente dai soprannominali Gomeriti, o lo stesso popolo sotto un nome di-

verso e pi moderno, che loro fu dato, secondo le apparenze, da ta-

romani furono obbligati a spogliarli di una porzione delle loro forze. Dei costumi ed altro che riguardi gli antichi galli, se ne parla in vari luoghi di questo mio Dizionario. Questo
popolo
disceso
in

modo che

luno dei loro

vicini,

allorch seguieglino
di
stessi

dai celti

verso

il

vano
col

distinguersi

tempo

nome

primitivo
di

Gonierai,

romani,
servava

furono attaccati dai portava sempre lo stesso


cui
la stessa
stessi,

Gomcr. Questi popoli furono un tempo meglio codiscendenti


nosciuti .sotto
il

nome, parlava
i

lingua, os-

costumi
dalle

ed era goleggi

nome

di

Celli,

ed

vernato

medesime

g-

GAL
nerali;

GAL
soggetto
uni
a
cui

126
numerosi,

ma

si

trovava
gli

era coperta, e per la poca inabitanti

ilitferenti

governi,
in parte
si

monar:

dustria de'suoi

chici, altri

aristocratici, altri tali in

paite,

ed

democratici
liberi.

queI

st'ultimi

chamavano

ro-

iDani richiesero egualmente l'amicizia

non poteva essa bastare al loro mantenimento. Onde porvi un rimedio, Ambigate re dei biturigi, che verso l'anno 600 avanti Ges Cristo era stato
sta di tutti
i

delle repubbliche e dei re onde diminuiie quella forza che avrebbe potuto opporsi alle loro conquiste;
fra le

posto alla teCeltica,

popoli della

pure per

la

gran

quantit de'boal

fomentarono gelosie
magnifiche

repubquelle
di

schi, risolse d'inviare de'galli

di

bliche per disunirle, e prodigarono

fuori delle colonie. Al dire di Giustino,

ricompense
l'

trecento
le

mila uomini, senza


i

che

abbracciarono

interesse

contare
scirono
veso,

donne e
dei

fanciulli,

u-

Roma.
Secondo qualche autore, popolarono da lungo tempo
lia
i

allora dalla Gallia. Bellonipoti di Ambigate,

galli

uno

la

Gal-

preparossi

passare
sino
ai

in

Italia.

Si

sotto

il

nome

di Aboiigeni, al-

avanz

infatti

piedi

delle

lorch
dell'era

verso l'anno
volgare,

i58o,

prima

mandarono una

Alpi, ma ne fu arrestato dal loro aspetto imponente. Negli ultimi anni

colonia in Ispagna sotto la condotta di

per

del

regno
si

di

Tarquinio,
a passa-

un esperto capitano chiamato Ogmius, o pi comunemente l'Er-

fu

sedotto

nuovamente

re in Italia, ove
se per le Alpi
i

dice vi entras-

cole gaulese.

La

gloria

di in

questa
essi
il

prima spedizione origin


pensiero d'intraprenderne
le

una
si

simi-

Cozie. Sembra che primi gaulesi quivi stabiUtisi abbiano perdute le tracce della loro

attraverso

le

Alpi,

e discesi nelsta-

prima origine, o almeno s'erano


tanto
mescolati
giuntivi

le

belle pianure del Po, vi


altri
il

bilirono degli
sciuti

gaulesi,

conostabili-

sotto

nome

d' Insubri.
si

marono
ni,
i

con altri popoli successivamente, che forla nazione detta dei tirre-

Avanzandosi verso rono pure i veneti


fo Adriatico, e gli

l'est vi

sulle rive del gol-

ombranicii,

om-

od umbri al sud del Po. Gli aborigeni s' impadronirono poscia del cantone di Kie, Jger Reatinus,
bri
tolto
agli
le
I

quali possedevano allora una maggiore estensione del paese che port poscia il nome d'Etruria, ed al quale furono confinati in progresso.

Nella sanguinosa

battaglia
i

che

si

diedero
il

galli
1'

ombri,
si

si

stabilirono

ni fra

Tesino e
vincitori,
ritirossi
il

ed Adda,

tirrei

galli

verso
bro.
biliti

campagne bagnate dal Teerano pur


alle terre,
essi

furono
dei
le

ed

uno

dei capi

siculi

sta-

tirreni

nella

parte del-

in

mezzo

ove Rovolsci

Alpi

verso

lago di Bergamo.

molo fond Pioma, ed i bero in divisione quelle


del
Liris,

eb-

alla destra
tal

essendosi
stabiliti

in

modo
questi

Belloveso lo segu, lo sforz di andare pi oltre, e si stabili nel paese che prese poscia il nome di
Rezia.
Il

sparsi

in

Italia

capo

gaulese

stabili

una

diversi

popoli

della Gallia.

Quan-

tunque essa colarmente


per
la

fosse fertilissima, partila

colonia per la difesa di questo passaggio locch diede origine alla


,

pure gran quantit de'boschi da


VOL.

parte Celtica,

Trento. Si attribuisce anche a Eelloveso lo stabilimento dei


citt
di

xxviu.

j3o
laniiiti;
^eJ

(.al
una
delle ua/ioni
ilei

G
paePiesielio.

A L

Ciinpiilo^lO (P\iii)^ difeso del

Mansette

])oscia cliiainalu CariiUi.


egli allo

Dop(* un assedio .sostenuto vadai

iletle
altri

slablimento di molli
paiiicolai-

lorosamente
condizioni,

romani per
cedere
a

popoli

gaulesi, e

mesi, dovellero
giunse in
tato sfid
sa

gravose

tuenfe a quello de'cenoniani,

ranno
la

(juando
il

all'improvviso

571

prima

di

nostra era^ sotto

Roma

dittatore

M
il
I

l"'ii

i'ondotla di
Altri galli
pi
sti

Elitorio.

rio Camillo,
le

che annullando
a
i

rat-

entrarono per
lingoui
il

Al-

Brenno

ballaglia.
si

Pennine, distinguendosi
i

fra
i

que-

fu

micidiale,

galli

Esabbanrag-

boi,

ed

senoni.

donarono quindi
giunti dal

alla fuga,

ma

Segoveso
za,

passato
il

Reno

presso

prode Camillo
pass tutti a

sulla via
(il

Basilea, e quindi

lago di Costan-

Sabina,
da,

li

di spa-

s'intern nella foresta Ercinia,


pi-a-

dopo avere ritrovato diverse


lerie

onde ninno pot di loro portar la nuova della sconfina in patria.

pianure atte alla coltivazione, e da quivi entr nella Gere

Intanto

galli

^\\\

stabiliti

in

Italia,

in progres'-o

di

tempo altac
,

n)ania. Si
ni

parla

di

altre

spedizio
la

carono nuove
i

guerre coi loniani

di

tali

guerre, di cui

princi-

quali nell'anno

339

dell'era a-

pale fu quella, secondo Giulio Cesare, composta di volsci-tectosagi


,

che
la

si

stabilirono nei dintorni


Hircinia.

del-

foresta

Verso l'anno
poco a poco
grandi
e

4^9 una
nelle
stragi.

peste orribile proveniente

dall'Egitto
Gallie

pass
,

e vi cagion

Nell'anno 36') di
avanti Gesii
Cristo,

Roma,

389

volendo
galli sta-

Ges Cristo conchinsero con un trattato per mia pace di anni trenta. Nel 3o(i g.dli mandarono una nuova colonia in Italia, e non potendo stabilirsi nelle pianure del Po, gi occupate dai galli prima giuntivi, si avanzarono linalniente neir Etruria, dove fniono bene accolti, perch speravano gli eiriisehi
vanli loro
i

Arunte vendicarsi de' suoi compaIriotti,


biliti
si

servirsi

ricover presso
del

ze dei galli conilo


i

vantaggiosamente delle romani.


i

for-

vicino alle Alpi,


fertilit

e vant lo-

ro

la

suo

paese

di

Chiusi, onde capitanali da Brenno


porlaronsi
chiusini

ad assediar

la

citt.

domandarono soccorso
i

ai

Nel 3o2 galli slahiliti nella Magna Grecia fecero alleanza coi sanniti, e marciarono altres contro romani, che batterono da principio, ma in seguito furono da loit
1

romani,

quali spedirono a

Bren-

vinti.
stes,si

Quindici mesi dopo, questi


si

galli

no ambasciatori
eccitarono
i

pcrih
a

desistesse

gettarono sull'Etiiiria, onde


la

dall'impresa, ci che non ottenendo


chiusini
sostenersi
le
,

fare insieme

gueira

ai

romani,
ed

quali cacciato avevano dal loro paese

ed

essi

stessi

impugnarono

ar-

una

porzione di sanniti

il

mi. Q. Fabio, uno degli ambasciatori , nella pugna uccise un gallo


qualificato, ci

forte della

guerra Irasportossi alloresisten-

ra neir

Umbiia. L'ostinata
Decio
il ,

che dispiacrpie lan to a Brenno, che pieno di furore marci su Roma. Vinto l'esercito

za de' romani, e l'eroico sagri tzio

del console

patria, esaltando

a favore della coraggio dei solla

romano ove
ta

il

fiume
i

Allia
si

si

get-

dati

di

Roma, cagionarono

per-

nel Tevere,
nella
citt

galli

avanzaloU

dita dei galli, che furono in


to

segui-

uo

ed

assediarono

poco a poro

sottomessi

Nel-

GAL
ranno 529 Ges Cristo
i\lpi

GAL
e

i3r
le

di

Roma
galli
i

225
;

avanti
le

altri

passarono
i

107 pe messe in fuga


ta, nel

fu ucciso e

sue trup-

dai tigurini-el-

attaccando
allobrogi
,

romani

salii

veti
gli

sui

confini del territorio de-

gli

battaglia
sconfisse.

incominciarono la Fulvio Fiacco li Verso l'anno 126 i ro-

allobrogi.

Ma

forse

non

vi

lu o-

ma

umiliazione maggiore di quella

mani valicarono
corso
degli
la

le
,

Alpi

in

socin

perata da Q. Cepione, dappoich avendo saccheggiato Tolosa nel 06,


1

edui

per

fare

rap'i
ci

vece
se
;

conquista

del

loro

paeri-

da un de'suoi templi centodiemilioni di marche d'oro, e cin-

e verso l'anno

120 o 121

dussero in provincia
te

romana
si

la par-

della

Gallia

che

estendeva
al

milioni di marche d' argento, come narra Giustino ma i 'galli fecero nel seguente anno una ter-

que

Rodano, Mediterraneo, mentre Domizio Enobarbo fug gli allobrogi e gli arverni gi alleati dei romani. Fabio Masdalle Alpi alle sorgenti del

ribile

vendetta di quel sacrilegio. Inconsole,

sino a questo fiume,

ed

di

C. Manlio

e Cepione

proconsole in un solo combattimenal dire di Orosio , perderono to


,

simo colla
Bituito
,

celebre

vittoria
,

contro

ottantamila uomini, oltre sessantamila saccardi o fanti che seguiva-

re degli arverni

mise in
di cento-

no r
Il

esercito.

completa rotta un'armata


ventimila combattenti
principe obbligato
;

valoroso Caio Mario, console


la

indi fu quel in

per
ti

quarta volta, nel 102 avan-

portarsi
la

Rocit-

ma

per implorare
il

clemenza del
la

Ges Cristo, rivendic l'onore romano ad Aix, ove sbaragli inteutoni e gli ambruui, teramente uccidendo loro sul campo di battaglia duecentomila uominij e facendo ottantamila prigionieri. Di
i

senato,

quale

gli

assegn

t d'Alba
nia.

per luogo di sua prigio-

Tale fu il principio delle sciagure dei galli, che non cessarono


poscia
di

essere

oppressi

sinch
il

strepitosa vittoria

ci

resta anco-

Giulio Cesare sottomise tutto

lo-

ro paese.
ta

Dopo

la

guerra degli

al-

lobrogi e degli arverni essendo stala

un magnifico monumento vicino alla citt di Oranges, in un arco trionfale. Il medesimo Caio Mara
rio,

Gallia

Narbonese ridotta
,
i

in
1

essendosi
,

unito al
i

proconsole
nel
se-

provincia
fu

romana nell' anno mandata da R.oma una colonia

Catulo
to

attacc
i

cimbri
si
l'

guente anno,
dentale,
li

quali

erano aperIlliria

a Narbona,

I cimbri ed i teutoni vedendosi cacciati dalle Gallie e dalla Spagna, cercarono di stabilirsi

un passaggio per
pose in

occi-

piena fuga, ne

uccise cento cinquantamila, oltre ses-

in

Italia

colla

forza delle aril

santamila prigionieri.

La conquista

mi

ma non
,

avendo voluto
essi
il

se-

nato romano accordar loro alcuna


terra

del restante delle Gallie eia riserbata alla perizia militare ed al valore di Giulio Cesare, nell'anno

attaccarono
1

console

09, e ne sbaragliarono interamente l'esercito. Scauro, altro


Silano nel
console, essendo

della

Cristo

55 medesima era avanti Ges mentre nell' anno prece,

andato

nelle Gallie

dente

galli

sparsi

nelle

Alpi e-

nel seguente anno, fu vinto dai cimbri.

Quindi il console Lucio Cassio, avendo mal disposto la sua arma-

rano pure slati soggiogati dai roDalla conquista di Giulio mani non ebbero pi esigalli Cesare
.

i39.

GAL
di

G AL
fe-

stenza

nazione

dappoich

lo

che divideva

coi

druidi le fun-

ce egli
,

delle Gallie

una provincia

zioni
il

senatorie, riguardavasi

come

romana e domolla in maniera che non ebbe pi campo a ribellarsi. La govern per nov'anni, ne' quali

corpo de' magnati della nazione,


i

ed esercitava
militare.
1

diritti del

comando
servi
li

loro clienti

sbaragli

gli

elveti

sulla

riva

della Saona, dichiar la guerra ai

seguivano nelle guerre, e da questo privilegio abusivo della fortuna, dalla inferiorit delle armi, dal
disprezzo che avevano per
cee,
le

belgi

ed ed
li

ai

nevii

P.
i

Crasso suo
veneti
,

luogotenente
unelli

attacc

gli

trin-

altri

popoli della Breta-

e dall'alfettazione di

tenere la

gna, e
sti

sottomise. Essendosi que-

poscia ribellati,

Giulio Cesare

li

ce la
il

met del corpo discoperto, si deducausa onde fu soccombente


loro ardito coraggio.

vinse in navale combattimento,


tre

men-

Sabino altro suo luogotenente


gli

Augusto
le

divise le provincie del-

cacci
se
i

unelli, e Crasso sconfis-

sontiati nell'Aquitania.
si

Di poi
tutto

Giulio Cesare
te a

port rapidamenil

Treveri

e soggiog

onde poterle pi facilmente contenere. Ci non pertanto rimaneva ne' loro cuori un possente germe di libert, che annunciosGallie,
si

paese circonvicino; fi per l'Italia, che


li

appena partutti que' popo-

ma

qualche

volta con

degli

sforzi

si

ribellarono.

Ad

onta del

ri-

gore del verno,


pass
ta
i

Giulio Cesare ri-

che quasi sempre la forza dei loro conquistatori seppe rendere inutili. Divisa prima la Gallia in quattro
successivamente ebb(;ro luogo altre divisioni secondo la volont degl* in)peratori romani, onProvincie,

le

Alpi, attacc all'impensa,

rivoltosi

s'

impadron

delle

loro pi importanti fortezze, come Bourges. A lise, Gergoie; fece prigioniero Vercingentorige, ed obbli-

de
le

meglio
Provincie
,

regolarle
si

in

seguito

suddivisero in quatsedici
,

g tutta la Gallia a riconoscere il dominio romano. Dalla descrizione


che Giulio Cesare fece della Gallia ne' suoi Commentari, si rileva che
essa era popolosa,

tordici
cisctte,

poi

in

indi

in die-

compresa la divisione che vuoisi operata da Graziano. Anche sotto il regno di Vespasiano i galli

non

civilizzata:

fecero

dei

grandi
libert, e

sforzi

per la

in

ne racconta il barbaro linguaggio, il rozzo costume, la inufatti

pristina loro

questo uma-

mana
la
di,

superstizione.

Freme,

dic'egli,

essi

no principe ad ini
fatti

am

meglio venir con


armi.

trattato, che obbligarli

natura all'aspetto de' feroci drui-

a riprendere le

Pei cangia-

che al fuoco dannavano le vittime umane, mentre le donne immergevano freddamente il pugnale nel cuore e prigionieri, onde divinare dal gettito del sangue il futuro. La resistenza fatta dalla Gal-

menti
tino
il

dall'imperatore Costan-

Grande nelT amministrazio,

nelle vi ebbero impero due gerai'chie di magistrati, mentre tutti gli uffiziali che comandavano le truppe, come quelli che

ne

dell'

Gallie

ha

alle

armi romane
il

ci

mostra in

essa un' agguerrita popolazione, cui

sedevano nei tribunali portavano tutti egualmente il titolo di magi,

non mancava che


la

beneficio del-

strati.

Il

prefetto

del pretorio dei


si

civilizzazione

per

divenir gran-

galli,

la

cui amministrazione

e-

de. L'oidine de' cavalieri era quel-

stendeva pure nella Spagna e nel-

GAL
la

GAL
lungo
esteso,

i33

Gran-Brelagna,
la

fece per

tempo

sua residenza a Treveri,

che poscia fu trasportata ad Arles: aveva sotto di esso due vicari. Delle diciassette

chiamava pagos , e ch'era esso pure popolato di borghi e villaggi. Molte di queste citche
si

erano metropoli

celebri,

residen-

provincie, sei soltanto

ze dei primi e sedi di

ufiziali

dell'impero,

erano governate dai proconsoli, ed


undici dai
strati

pubbliche scuole, circhi,

presidenti,

tutti

magi-

anfiteatri, templi magnifici, ec. Nelle


si

depositari della pubblica for-

pubbliche piazze chiamale forum,


teneva

za, tutti rappresentanti

l'imperato-

ordinariamente

il

tribu-

re, ed aventi

in

suo
di
le

nome l'amqueste
citt

nale

e le assemblee elettive, trat-

ministrazione
finanza.

della

polizia e della

All'ombra

su-

preme magistrature,
vano
l'esercizio legale

gode-

tandosi ogni affare sempie pubblicamente, anche quando le deliberazioni venivano prese in luoghi
riparati dalle ingiurie dell'aria. Nelle citt

della loro libert, confidando della

propria au-

di

Lione, Arles, Nimes e


,

torit ai loro magistrati. JVelle


lie
si

Gal-

Treveri eravi un tesoriere provinciale di finanza

dividevano
liberi

gli

abitanti in uo-

sotto

il

titolo
Il

di

mini
nii
Il

si

ed in ischiavi, ed i prisuddividevano in tre classi.


cittadini

praepositus tkesaurorum.

tesorie-

primo ordine dei

era

quello dei senatori, le cui famiglie

re generale si chiamava comes sacrarum largitionum ed era una delle prime cariche dell' impero. Le
,

godevano il primo grado, ed aspiravano alle maggiori dignit. Dopo senatori venivano curiali, curiai

sorgenti da cui provenivano le rendite consistevano in fondi di terra, in sussidia

les.

Il
si

popolo era diviso per curie

ma

che si ritraevano in ford'imposte, in gabelle, diiitti

che
li
i

componevano

di tutti quel-

avevano uno stato decente, ed una origine onorevole. 1 possessori, possessores, venivano dopo curiali, ed erano oltre gli aquali
i

gratuiti.

doganali e di confische, ed in doni Tacito ne' suoi annali asserisce che


ti
i

celti
,

fossero civilizza-

da Mercurio e ricevessero da esso un corpo di leggi. Regnando


l'imperatore
Caracalla,
il

dei borghi e delle campagne, quelli che nelle citt stesse non apparivano godere di uno stalo abbastanza convenevole per esbitanti
.<;ere

diritto

romano
nelle

era universalmente seguito

Gallie,

che

divennero

una

delle pi floride

porzioni dell'im-

iscritti

sulle tavole delle cui'ie:

pero.
li

Le
la

Gallie, tanto considerabi-

erano talvolta

chiamati

semplice-

per

loro situazione,

come per

mente

ingenui.

la loro fecondit, e pel coraggio e

Le

Provincie delle Gallie al prin-

genio de' suoi abitanti, dopo avere


respinto per
sforzi

cipio del quinto secolo, e fu la miglior epoca,

contenevano centocininvestite dei


diritti

que
civici

citt, tutte

to le
ti

romani, tutte governate sotleggi municipali da'magistra-

ottanta e pi anni gli che fecero i romani per soggiogarle, cadute finalmente in loro potere, non fuvvi quindi mai nazione pi fedele a quella repubblica,

scelti

da loro

ed aventi
,

le lo-

n alcun

interesse fu capace di
galli
ai
l'

ro

rendite,
ec.

uffiziali

piccole
il

ar-

affievolire

nei

amicizia

mate,

Ciascuna era
territorio,

capoluo-

r obbedienza
propose
ai

romani.
1'

go

di

un

pi

meno

giudei

Agrippa esempio dei

i34
galli,
ai

t^AL
per
,

GAL
ari

persuaderli
i

ubbidii e

romani
il

quali

secondo alcuni
la

dierono agli abitanti per


volta

prima

dappoich Giulio Cesare dice chiaramente che


di
galli,

nome

noteremo che sotto I" impero, malgrado il vigore che mostrarono in molte occasioni, galli non cessa vano di essere oppressi dai romai

ni

abbastanza

forti

per

conteneri'
lui

nelle

loro

lingue

Celli

si

appella-

dei popoli sottomessi, ai quali


to a ve vasi tolto
j

vano, e Galli nella lingua latina. In qual tempo la religione criquali ne sliana stata predicata furono primi apostoli, e quanto
, i

ma

troppo deboli

per
i

impedire a de'nuovi vincitori,

popoli venuti dal settentrione, di

strappar loro questa bella e florida


conquista. Cosi
i

riguarda
lo

l'illustre Chiesa gallicana,


al

visigoti

si

stabilii

dicemmo

citalo articolo

Franof-

cia.
fizio
il

Chiamossi poi canto,


gallicano, la messa,
,

rito,

rono nelle provincie meridionali, borgognoni nelle orientali ed


,

l'oflizio,

franchi nelle occidentali.


bari

Que' barla

rito

il

canto

eh' erano

in

uso

dopo avere sparsa


clero,
goti,
i

desola-

nelle chiese delle Gallie

prima del
Pipino

zione nelle Gallie, non risparmia-

regno di Carlo
suo
padre.

Magno

e di

rono n chiese n
Dio di disgrazia
ni,
i
i

e per

c<il-

Per venerazione alla Chiesa romana ed ai sommi Pontefici, que' due principi stabilirono
nei

borgogno
di

vandali infetti

dell'eresia

Ario diventarono nemici della fede


cattolica
,

loro stali

l'offizio,

il

rito

il

la

perseguitarono

pi

canto gregoriano
in

o
in

romano usato
essi

Roma,

e gi

inlrodolti,

nonch il messale romano riveduto da s. Gregorio i. Prima di quest'epoca la Chiesa


gallicana aveva

una

liturgia propria,

che aveva

es-

sa ricevuta dalle

mani

de' suoi pri-

crudelmente che non fecero quando erano pagani anzi l'avrebbero annichilata da per tutto dove si loro stabilirono, se franchi ed re, fondatori della monarchia gallicana, non fossero stati fedelmenkattaccati al vero Dio. I re di que:

mi
la.
I

apostoli, secondo la Storia delChiesa gallicana tom. IV, lib. 2. Dopo che il re Pipino ricevetliturgici te da s. l^aolo 1 libri della Chiesa romana ordin che
i

sti

ultimi, incominciando
I,

da Clodo-

che nel pontificalo di s. Anastasio II ricevette pubblicamente il


veo
battesimo,
Gallia
,

si

estesero

in
le

tutta terre

la

distribuendo

alle

fossero ricevuti e seguiti in Francia.

Delle liturgie particolari di alcune


rliiese

ed il nome de' galli scomparve onde dar luogo a quelloro truppe,


lo di franchi,

della
ai

Irai la

rispettivi
;

Chiesa gallicana se ne articoli di que-

che pi tardi

si

dis-

sero francesi.

sto

Dizionario
della
il

mentre
storia

le

cose

Del resto dalle


giose

turbolenze

reli-

principali

ecclesiastica

rignai danti

clero e Cbiesa gallial

cana,
ticolo

le

riportammo

citato ar-

Francia. Tulli conoscono e giustamente encomiano la storia


dell' illustre

che in diverse epoche turbarono la Chiesa gallicana, chiaramente viene dimostrato che Dio singolarmente vegli su di essa, conservandovi la vera fi^'de.
e
politiche

Chiesa
p.

gallicana pubgesuita, e

Nessuna parte della Chiesa universale forse

blicata

dal

Longeval

and soggetta

scosse

continuala dai padri de Fontenay,

pi

terribili,

Prnmoy

i;

Berlliier.

riiialmente

v risorse

nessun' altra per tropi possenti nei lumi,

(^
nt'l

A L
virt
de' suoi
,

GAL
ve-

i3:> col

zelo e nelle

cuni

altres

distinte

nome

di

scovi

del

suo

clero

non che
;

libert

della

Chiesa
all'

gallicana,
articolo
le

ne

nella saj^gez/a

de' suoi

sovrani

fu

abbiamo

trattato

Fran-

qmndi n)eritainenle dato loro


romani Pontefici
di
il

dai

rn. Olii riporteremo

parole del

glorioso

titolo

Cristianissimi,

chiamandoli pure
della
il
I

figli

primogeniti
di

Chiesa

ed

p d. Clemente Biagi camaldolese, commentatore del medesimo Bergier, aggiunte al VI dell'articolo

al

regno
di

Francia

medesimo
Pontefici

Chiesa.
-

Della Chiesa gallicana

fa

titolo

Cristianissimo.

lo

scrittore

un sugoso panegiiico.

Alessandro III, Innocenzo HI, e Gregorio scrivendo ai re Filippo Augusto, e Luigi VII, ed ai

Pieso nel senso retto verissimo,

W,

capitoli

di
la

Reims e
Francia,

di Parigi, chialo

marono
poggio
fede,
li

specchio delcattolica

1682, sebbene si appelli del clero gallica" no, sebbene v' intervennero trentasei vescovi, pure n rappresen"

5 giacch l'assemblea del

la crislianil,
e

ed

il

pi sicuro apdella

" tava
'>

la

Chiesa

gallicana

per

il

sostegno

numero, n per
le

l'irregolarit del-

Bergier nel suo Dizionario

decisioni,

per

le
il

materie
fiergier

enciclopedico, nell'articolo Gallica-

ivi

trattate. "

Inoltre

na Chiesa

ci

d un
della

erudito

com,

pendio delia storia


della liturgia

ecclesiastica

Chiesa

gallica-

termina l'articolo Gallicana Chiesa con il seguente periodo. Ci che appellasi la libert

na, riportato pure nel


stessa

tomo

alla

' della
'^

Chiesa

gallicana

non
di

supplimento della Biblioteca sacra, opera dottissima che da ultimo fu tradotta dal francese, e stampata lu Milano. All'apostrofe poi con che terminasi l'articolo " che se in oggi in Francia
voce
del
>

un'assoluta indipendenza
sta

quc,

'

Chiesa verso
fede,

la

santa

ScAc

ossia nella
' sciplina,
'<

ossia

nella di-

come hanno
certi

tentato di

persuadere

increduli (ed in
i

alcuni prelati sostengono e


le

pr-

" novatori).

qualche maniera anche Anzi non vi

moderni
fu

alcuna

Tessano ancora
'

quattro propoessi

Chiesa pi zelante in ogni tempo,

sizioni

del

1682, noi confidiamo


alla

che quella di Francia, per coiiservar


l'

"

che riconoscendo

perfi-

unit della fede e di dot-

ne l'autorit della

Chiesa e del " suo capo, ad esempio dei vescovi

'

loro predecessori le abiureranno sinceramente e per sempre con


religiosa

Sede apostolica; nessuna sostenne con pi forza l'autovil e la giurisdizione del somtrina colla

inesprimibile consolazione,
le

aggiunger
vicari

belle parole che unii

le Chiese per sempre ha ere" duto, come ancora lo crede, che

mo

Pontefice su tutte
:

del

mondo

lustre ecclesiastico fiancese,


di Parigi,

uno

dei

questa autorit non sia ne dispotica,

da questa celebragraziosamente e

ne assoluta, che

sia

sempre
e
li-

tissima metropoli,

regolata (scrive

l'autore)

con
a' 2(S

mia

edificazione

mi
//

scriveva

mitata dagli antichi canoni, e che


"

ilicembre

iB.j':

nostro

gallicanismo in oggi e eslrcniainente freddo, e me ne felicito colla

debba contenersi entro limiti, cui saggiamente le sono slati prescritti. Dun(|uc le libert galliCrine

mia
zioni

patria.
della

Sulle quattro proposi

sono

l'

uso di seguire
dai

la di

Chiesa gallicana, da

a!

.';ciplina

stabilita

canoni

dei

i3G
cinque

GAL
istinto
la

GAL
della

o sei primi secoli della ' Chiesa, a preferenza di quella j> eh' stata posteriormente intro dotta ". La riposta alle ultime
osservazioni del Bergier sulle libert della

nazione; indi

deplora
sta-

contraddizione di molti teologi e


francesi,

giuristi
biliti

che dopo aver

ottimi principi! fondamentali,

di

poi

cadono senza conoscerne


per

la

Chiesa

gallicana

si

pu

vera cagione, cio


nale difettoso

l'istinto nazio-

leggere nell'articolo dell'istessa opera,

prevenzione

il

Gallicane libert ecclesiastiche,


p.

non moderato amore

della propria

ed del medesimo lodato


gi.

Bia-

Tra
voto

le

altre cose egli


tali

fa osser-

vare, che
il

libert

non

hanno
,

della

buona

filosofia

nazione, e la troppa estimazione che hanno di essa e di se medesimi, difetto in cui cadono pi facilmente le grandi nazioni, perch
falsamente credono di essere bastevoli

perci
logica.

nemmeno
Che

della ragione teo-

niuno mai dei cattolici dubit, che non debba essere sempre la stessa ; perch non dipende essa dai tempi, dai luoghi, da qualsisia altra circostanza. Dice
della fede

a s stesse per

la

propria
Biagi
riflessi,
il

esi-

stenza.

Termina

il

p.

suo

dire con questi gravi

dopo

che nella disciplina uopo distinguere lo spirito dalla materia di essa, ed invita a leggere il capo
della disciplina, che
si

aver invitato a sciogliersi dai vincoli delie libert gallicane, chi ne seguace. Subito che qualunque M membro rallenta vincoli col suo
i

capo, sul prossimo pericolo di


,

ad ogni secolo

legge nel Breviario di storia ec-

clesiostia del p. Berti, e le tre ot-

cadere da questo disgiunto di M perdere la vita che con esso go" deva. Codeste libert, appellate
>

time dissertazioni
sulla

dell'

eruditissimo
la

e dottissimo ab. Zaccaria,

prima

" della Chiesa gallirana, diminuiM scono la necessaria comunione alla madre e maestra di tutte le M Chiese, la Romana, ed impongono > grave pericolo di scisma e di il
>>
>>

mutabilit della disciplina, la

seconda

suW
,

autorit di mutarla e
1'

prescriverla

ultima

sulla

forza

obbligatoria di codesta autorit.


chi

non

sa

esservi

luogo alla
storia

Che munon

ribellione.

La

libert

cristiana

r ubbidienza al capo
;

visibile della
li-

tazione del genere di disciplina,


sa

Chiesa

la

propria particolare

nemmeno
la

la

evangelica

berta disgiunta da

questa ubbi-

ecclesiastica.

Che

patrocinapreten-

tori

delle

libert gallicane
la

dono, contro la Chiesa di


re

verit de'fatti, ohe Francia non abbia voluto, di propria autorit, accetta-

dienza un vincolo, che strasciM na a poco a poco al precipi zio ". Se la Chiesa gallicana godeva,

per

concessione

della

Sede

apostolica
ciali

nemmeno
j

regolamenti
concili,

discipli-

o per consuetudine speprivilegi avanti la gran rivotutti

nari, prescritti dal concilio di

Tren-

luzione,

questi privilegi furo-

to

mentre ed

ed un'assem-

no
cia

aboliti

dalla

medesima
col

Sede

blea nazionale de vescovi ne prescrissero


Biagi

apostolica nel ripristinare in Franil

r osservanza.
,

Condii ude
il

il

p.

culto

cattolico

concoi-

con invitare

dotto francese
filosofo

Bergier ad essere pi
francese,

che
retta

dando luogo cio alla ragione, piLi che ad un certo

cieco

dato dell'anno 1801; ed perpridetti ci che se alcuni di vilegi per via di fatto in parte sussistono ancora, pure legalmente

GAL
si

GAL
come
ces-

137

dovrebbono

ritenere

vescovo

di Poitiers.
II.

Labb
si

toro.

VI
nel-

sati.

Arduino tom.
Il

quinto concilio

tenne

Concila delle Gallie.

l'anno 800, sopra Ja

giustificazio-

Il

primo

concilio delle Gallie fu


i

ne de' preti. Angl. tom. I. Nel io4i furono tenuti diversi


concilii

tenuto nell'nnno 4 "^9 contro


lagiali],

pe-

nelle

Gallie

per

la

pace

e contro Nestorio
si

al

dire

del

regno. In essi venne prescritta

di

Lenglet. Vi
del

elessero per cons.

siglio
s.

Pontefice

Celestino
,

I,

e s. Ludi Auxerres Troyes perch passassero in pelaInghilterra a combattere giani. Chiamansi Concilii delle Gal-

Germano
di

la Tregua di Dio o del Signore, che consisteva nel non potersi fare alcun atto di ostilit, dalla sera

po

del

mercoled

di

ciascuna settima-

na, sino alla mattina del seguente


luned, sotto pena di

lie

quelli che

furono tenuti in quedeter-

ammenda.
Il

bando o d Labb tom. IX, Arduip.

ste

regioni,

senza potersene
;

no tom. VI.
citato
col.

minare il luogo tuttavolta il p. Mansi dice che il detto concilio si tenne a Troyes nella Sciampagna s nelle Annotazioni al P^g/, all'anno 4^9> che nel tomo 1 del suo Supplemento ai concilii a p. 3 Piegia tom. IV, Labb tom. II ed Arduino tom. I. Il secondo fu celebrato l'anno 4'>i, chiamato Gallicanuin <\i\\ Dizionario de' concilii, ed Arelaten1
i

1219

I230,

Mansi nel tom. I, fa menzione d'un

concilio
le

tenuto in alcune citt delforse a Poitiers ed a

Gallie,
nel

To-

losa

355

nel

quale

s.

Ilario

insieme ad altri vescovi si separarono dalla comunione degli eresia rcbi Saturnino d'Arles, Ursacio e
Valente.
Il
I,

col.

medesimo 327 e

p.

39.8

Mansi nel tom. cita un altro


nel

se dal

Tillemont, per
cui
si

l'

incei-tezza

concilio

celebralo

^5

nelle

del

luogo in

rantaquattro

adun. Quaapprovarono vescovi


s.

Gallie, cui

presiedette l'arcivescovo

d'Arles Piavennio, e
lettera
s.

nel
s.

quale
I

la

famosa Grande, a
!a

lettera di
s.

Leone
di

il

del

Papa

Leone

Flaviano
legati

Costanti-

nopoli all'oggetto di mandarla per

mezzo

de' suoi

al concilio di

approvata, e colmata di lodi. Quindi opina che il concilio avesse luogo nell' arcidiocesi

Flaviano fu

Costantinopoli,

contro Nestorio
falsi

di

Ajles.
il

Eutiche e
.scrissero

loro

dommi,

e gli

Inoltre
col.
cilio

p.

Mansi nel

tom.

I,

perci con grandi encomi,


s

4^^3
o

f^

memoria d'un connel-

degni di
Il

terzo
i

si

gran Papa. convoc nel 679 con,

adunanza convocata
nella

le

Gallie,

e frse in Parigi nell'an-

tro
s.

monoteliti, nel pontificato di

no 649,
marsi
tino
I,
.s.

quale per

confors. MarOudoe-

Agatone. Regia tom. XVI Labb tom. VI, ed Arduino tom. III.
Il

ai

desideri del

Papa
s.

furono nominati
Eligio

quarto

ebbe luogo nel 688

no, e

come

deputati

del

palazzo de! re Thierri o Teodorico III, nel quale fu deciso che


nel
il

regno, per assistere ai concilii che divisava quel Pontefice di riunire


in

corpo di martire,

s.

Leodegario

vescovo
al

Roma
11

contro

monoteliti.
I,

sarebbe

accordato

p.

Mansi nel tom.

col.

^^^

.38
f.

GAL
cita

GAL
658,
nel
lelati-

/\()6,

un
s.

concilio delle Gal-

lio

tenuto

verso

l'anno

pontificato di

Vitaliano,

menzione del concilio tenuto nel 1099 da Ugo arcivescovo di Lione e legalo apostolico delle Gal
Si

fi

vanienle ad una legazione mandata

lie:

in

questo concilio Rabode ve-

dal

Papa

al

re di Francia, pei'

impegnarlo a far restituire a Monte Cassino le reliquie di s. Benedetto e di s. Scolastica le quali, secondo la credenza d'allora, erano state trasportate nel monistero di Fleury. 11 p. Mansi dubita che que,

scovo di Noyon persistette nel volersi purgare con giuramento dal


delitto di

simonia

di

cui era stato

accusato
ri

lo sfortunato prelato

mo-

poco dopo, secondo la predizione di Ugo, pel sacrilego giuramento.


L'antico autore della cronaca di
p.

sto concilio sia stato piuttosto un'as-

semblea di
tom.
col.

soli

grandi della corte.


p.

Rouen, come narra


III,

il

Mansi

Egualmente dal
1,

Mansi e nel
si

789

e 740,
d'

apprenconcilio

to

339 e 340, distingue sotl'anno i3io tre concilii provincol.

de

la

celebrazione

un

ciali

tenuti

nelle

Gallie Parigi

contro

nelle Gallie l'anno

ne deposto
seppe, per
citate

nella

babilmente
col.

796, in cui venil vescovo di Mans Giule crudelt da lui esersua diocesi, e che prosi tenne in Tours.

templari, cio in
l'arcivescovo di

dalT arcidal-

vescovo di Sens, in

Aubenat

Lo stesso scrittore nel tom. I, 897 e 898, parla d'un concitenuto


nelle

Reims, ed a Ponloise dall'arcivescovo di Rouen. GALLICANA Chiesa. Chiamasi Chiesa gallicana quella delle Gallie {^Vedi), Chiesa di in oggi la

lio

Gallie nell'anno

Francia

Fedi).

839 o 840, nel quale il monistero di s. Otmaro fu soggettato alla giurisdizione dell'abbate di
s.

GalUcanuni. Governo baronale del principe Rospigliosi


voli,
cesi

GALLICANO,

Berlino,
tenesse a

Pallavicino,

distretto di

Tisoli-

e crede che

il

concilio

si

Comarca
di

di

Roma,

nella dio-

Boulogne.
11

Palestrina.

Terra posta
di

p.

Mansi tom.
al

1,

col.

io8i e
tenuto

pra un colle dirupato


ta
sito

tufa

J082, registra un concilio


nelle Gallie
secolo,

toide di colore lionato, che

ha

tut'
il

declinar del
la

nono
cau-

r apparenza di aver occupato


di

in cui

fu sostenuta

una

citt antica,

con caver-

sa del

Papa Formoso,
di
col

ed

vate le ordinazioni da lui


l'amicizia
di

fatte.

approPer

Fulcone
definito
il

arcivescovo

ne Sepolcrali simili per lo stile e forma a quelle de' dintorni di Lugnanoe Valmontone, il perch vuoisorgesse Pedani, citt pervenne ad un grado di potenza, da poter dar nome ad un territorio, dicendo gli antichi scrittori, che Pedo fu intermedia a Labico, Boia, Preneste, e Tibur. l domenicani vi avevano un ritiro delizio.so, e vi esiste una chiesa an
si

Reitns

Pontefice,

che

ivi

piobabilmenle
ni

concilio fu tenuto

latina che

quella citt.

Dal
e
le

p. Mansi tom. X, col. r 99 1200, riportato un concilio delGallie tenuto fra gli anni 999
1

1016, per accordar la libert atl alcune pei'sone, le quali eransi posotto la

ste

protezione

de'

monaci

lica

intitolata

s.

Pastore

dalle

di

Besu.
Nel tom.
Il,

mi, ly'ij

il

M.m-

Prassede e Pudenziana. L'antico tempio parrocchiale


sante sorelle

GAL
dedicato a
s.

3Q

Andrea

apostolo;

vi

VI

si

accamparono,

vennero

dis-

sono altre chiese, ed un piccolo convento detto s. Maria degli Angeli de' minori conventuali, che in

fatti dal dittatore C. Sulpicio. Nei primi del secolo seguente strinse lega coi prenestini e tiburlini, con-

un
na.

alla chiesa

nel

l'Jgg edific la

tro

romani,
si

quali la sottomisepei'

serva di Dio b. Margherita ColonIl

ro con Furio Camillo nel 4'7>


cui questi

Piazza nella Gerarchia care seg. parla pus.

dinalizia a p. 7.3i
re delle chiese di
s.

Antonio e

di

Rocco. Di questo luogo il Piazza celebra fondatore s. Gallicano, uo-

ebbe l'onore del trionfo. Indi decadde, chiamandosi il territorio Regio pedana, e Giulio Cesare vi ebbe una villa, come pure

l'ebbe

Tibullo.

11

Senni a

p.

mo
rit

consolare e potente, assai caro


la

a Costantino, ch'esercit
nell'
il

sua caindi

ospedale

di

Ostia,

ii3 AtWe Memorie di Genazzano, narrando le masse de' beni donate da Costantino a s. Silvestro I, dice
che questi concesse
basilica

pat

martirio in Alessandria. Divicini


si

Gallicano alla

scendono dai acque, che ove

colli

alcune

Ostiense;

ed a pag.
detto

i3q

raccolgono costituiscono un lago detto di s. Prassede, e dall' Olstenio

aggiunge,
de' siri,
liti,

che fu dai nuovi

Gallicano

coloni ivi stabi-

chiamato lago
Gallicano.
Il

essendo passati molti

pedani a

Barrano, nella cui vicinanza eravi


la p.

stabilirsi nella citt di

Scapila, oggi

chiesa sagra a

s.

Passerano, nel territorio di Gallicano. Giovanni XIII nel


cesse Palestrina
in

abbate Mattei nella sua Tavola tapograjica, opina che in questo sito fosse la villa de' Gordiani, celebre per amenit,
splendidi edifizi.

970 con-

feudo a Stefa-

nia

senatrice con tutte le sue per-

magnificenze,

tinenze,
to che

compreso Gallicano.
questo luogo nel

ceresi-

992

Pedani, appellata da Dionisio piccola citt, e forse in origine dipen-

steva col
strimi

nome

di

Gallicano,

Ca-

Gallicanuni,

come

rilevasi

dente
b,

da

Preneste,

essendosi

poi
tri-

dai

emancipata, fu capoluogo d'una

o distretto del Lazio; e tale rango gi occupava l'anno 2 58 di

Roma,
ta

allorch figur la prima volstoria,

nella

per

la

parte
latina,

prese

Pedo
i

nella lega

che on-

de riporre
gi Ilo,

Tarquini
la

sul

trono di

Redivenne questa citt amica de romani, e si conserv fedele nelrotta del lago

Roma. Dopo

documenti di quell'epoca. Nel io5i n' era possessore Teodoro de Rufino, che lo don al monastero di s. Paolo della basilica Ostiense. Senni nota che nel io53 in Il Gallicano fu eretto un monastero benedettini sublacensi. di monaci Nel 1074 s. Gregorio VII conferm la donazione di Teodoro, ma
Pasquale
nel iii5 concedette Gallicanum cimi ecclesiis,fundis, et casalibus, et omnibus
II

Castellimi

le

scorrerie de' volsci capitanate

Coriolano.
essersi

Laonde

Marcio

da dopo

perlinentiis sids,

al

monastero

di

se

di

impadronito di Labico, preassalto Pedo, che altri dicodallo


stesso

Subiaco.

Successivamente

Colonnesi estele

no soggiogato
lano.

Corio-

sero da questa parte

loro possi-

Passata quella vicenda,

Pedo

denze, e divennero anche padroni


fli

torn indipendente;
^07
'

ma
da

nell'anno

Gallicano,

sia

per usurpazione,

S''"'

Induci

Preneste

sia

per acqui^'lo o don;t7nnr. Nella

4o
i

GAL
Colonnesi fecero
\i^'2,
di^i

GAL
VII. Sul principio di ottobre 1622.
si port a Gallicano, feudo della sua casa Ludovisi che lo ave\a acquistato ; vi celebr la

divisione che
loro beni nel
Cesario,

Gallicano,

s.

Gregorio

XV

Camporazio divennero
particolare, che
di

propriet di Pietro Colonna, e for-

m
detto

un ramo

fu
il

festa di

s.

Francesco sull'altare magchiesa e vi

de' signori
il

Gallicano:

giore
s.

della

parrocchiale di

Petrini riporta

modo

della divi-

Andrea,

lasci

una croce
,

142 dice che ancora la chiesa di s. Maria nel i^po dipendeva dai monaci siiMicensi, e che Pietro Colonna susione a p. r35, indi a p.
perstite dell'altro Pietro,
le

d'argento. Gallicano divenne in se-

guito
pel

propriet

de' Pallavicini
di

matrimonio

Pallavicino

Maria Camilla con Gio. Battista Ro-

lasci al-

monastero di s. Silvestro in Capite di Pioma, fondato d;illa b. Margherita Colonna, la tenuta di Camporazio. Ladislao re
del
di JVapoli nel lo

monache

spigliosi, ne fu investito il suo secondogenito, nella cui linea rimane ancora, dappoich stabilito in

questa nobilissima
sessioni

famiglia, che

il

cognome, slemma, rendite

e pos-

i4i4

pi'olittando deldi

scisma

s'

impadron

Roma,
1

appartenenti al fide-commisso del cardinal Lazzaro Pallavicino appartengano al secondoge-

volendo soggiogar Palestrina, a' 2 r ebbe a patti. Trovandosi infermo a Narni, e volendo tornare in iSapoli senza attraversare Pioma, pass a pernottare in Passerano, da love nel d penultimo di luglio per
luglio

nito della famiglia Rospigliosi, prin-

cipe Pallavicino.
Il Petrini annovera tra gli uomini illustri di Gallicano, fr. Bartolomeo di Gallicano de'minori, pio

mano
fece

<Ie'gallicanesi

e zagarolesi

si

condurre in sedia alla basilica Ostiense, imbarcandosi nel Tevere, e morendo in Napoli a' 6 agosto. Nel 14^4 ^3 Marino ove dimorava. Martino V Colonna a'i5
port in Gallicano, e vi rest sino a' i3 agosto. Nel i433
si

1284; il nobile TeoMasi del i4945 ^ Tonlarello del 1545. Al sacerdote d. Gioachino Sabelli di Gallicano, segrereligioso del
Io

tario del

cardinal Bertazzoli vesco,

vo

di

Palestrina
segretari
nel

uno

de' pi

va-

giugno

lenti

che

fossero in

Rodi

ma, dedicai

1826

le notizie
,

dominio dei Colonnesi di Palestrina. Essendo Pontefice Eugenio IV, nella guerGallicano
torn
nel

Pieneste antica e moderna


paesi convicini
al

e dei

compreso Gallicano,

modo che

vien detto all'articolo

ra con casa Colonna, Gallicano per penuria d' acqua nel i434 ^^^ P'"^" sa lai patriarca Vitelleschi, prode

Genazzano, le quali incontrarono compatimento eziandio del cardinal \'incenzo Macchi, quando reil

generale della Chiesa.


p.

Il

Petriui a

cossi

a prendere possesso della dio-

181 dice che


Gallicano,

nel

i44<^

nella

cesi di

Palestrina, dalla quale Gal-

divisione dei beni de'Colonnesi, Za-

garolo.

s.

Cesario e

s.

Vittorino toccarono a Lorenzo Colonna; Stefano ebbe Corcollo, Pas-

quattro miglia e mezzo. Allorquando Pio VII nel 18 16 invit i baroni dello stato
licano distante
pontifcio a rinunziare
dali
,

diritti feu-

serano,
1

Algido e Palestrina. Nel 326 Gallicano fu saccheggiato e


milizie di

fra
vi

pochi

che

li

con.serva-

rono

fu la famiglia Rospigliosi,

spianalo dalle

Clemente

Pallavicini

come abbiamo notato

GAL
all'articolo

GAL
notizie su

i4i

Feudo. Altre
si

nella

Magna

Grecia, e da

Pom-

Gallicano
Petrini,

possono

leggere
;

nel
nel

Memorie

Prenestine

ponio Mela fu chiamata Urbs Gruja; indi ne'secoli cristiani, come


poi
se di
si

Nibby, Analisi de' dintorni di Ro-

dir,

il

popolo

si

compolatina.

ma;

e nel Cecconi

Storia di

Pa-

due

nazioni,

greca e

lestrina. Quest'ultimo, a p. io, par-

L'L'ghelli
l'

vorrebbe dar ragione del-

lando di Pedo, narra che si crede chiamato, o perch era distante da Roma quanto poteva camminare un pedone in una giornata,
cos

antico

nome

di questa citt,

se

cio fu essa cos chiamata dai greci,

tero

o dai francesi che alternativamente;


Gallipoli, e

la
il

possedet-

suo confu

o perch giaceva quasi a piedi del monte Prenestino. In quanto al no-

tinuatore dice che anticamente chia-

mossi
vicini.

che

detta

me
so

di Gallicano
il

che surse sulle sue

Gallipoli

in

tempi

il

rovine,

dalla

villa

Cecconi lo suppone predi Caio Domiziano

Grande

molto suo commercio,


a noi
d' olio,

ed

vasti

magazzini

di cui

Gallicano, o
sistente in

come vogliono
gallo

gli

abi-

ricca, consistono in pozzi scavati

tanti, dalla loro antica

un

impresa coned in un cane.


di

nello

scoglio

medesimo su
il

cui

costrutta la citt:
fertilissimo.
si

suo territorio
quattordici

Altre opinioni sul

nome

Galli-

11

distretto di Gallipoli

leggono nel quello di Pedo.


si

cano

JN'ibby, cos di

divide

ne' seguenti

cantoni: Alessano, Nardo, Poggiardo,

GALLIPOLI
t con residenza

Gallipolitan). Citvescovile, e

Tricase,

Piesicce,

Parabita, Casa-

piaz-

rano. Maglie, Ugento, Piuffano, Gagliano, Scorrano, e Galatone.

za di guerra di regno delie due

terza
Sicilie,

classe

del

nella

pro-

La fede
mi
sto
secoli

vi fu

predicata nei prie


la

vincia di terra d' Otranto,

capoluosor-

del cristianesimo,

go
ge

di

distretto
di

e di cantone,

sede vescovile ebbe origine nel sesotto la metropoli di secolo Otranto, di cui tuttora suffraga,

su
di

un' isola

scoscesa
al

del

golfo

Taranto, riunita

condi

tinente col
pietra, cosi

mezzo
forte

di

un ponte
il

nea.
di

Domenico
Gallipoli,

fu

il

primo vescovo
il

da

resistere al-

sottoscrisse

l'impeto del mare, ed

suo
si

sobdi-

creto

del

Pontefice

Vigilio

decon-

borgo posto
stende
nelle
le

sul continente,

adiacenti

campagne.
questa
egualfor-

di Cesarea, tro Teodoro nell'anno 557. Il secondo fu Giovanni,

Oltre
citt

sue

fortificazioni,

cui scrisse
la

s.

Gregorio
o

i'

episto-

ha pure

un

castello
assai

mente

fortificato.

bene
bella

^5. Sabiniano terzo, che alcuni


il

Sabino fu il pretendono che


Pontefice
di
tal

tificata,

e contiene

una

cat-

fosse

romano
I

molte chiese e conventi, e qualche stabilimento di pubblica istruzione. 11 porto formato da un


tedrale,

nome, immediato
Gregorio
nel

successore

s.

molo
gli

comodo,
lo

ma

di

un

ingressco-

so pericoloso a

cagione
la

degli

604. Dopo di lui abbiamo Giovanni, che intervenne Roma celebrato da al concilio di nell' anno (349Mels. Martino I
chisedecco
pontificato
di

che tonno
del

cingono:

pesca

del
co-

intervenne
di

al

concilio

attivissima

sulle sue

Niceno, tenuto nell'anno 787 nel


questo vescovo

ste.

Gallipoli fu citt grecq

ne temposta

pi

gentilesimo, siccome

Adriano I; dopo non se ne cono-

)42
scono
cuni
altri

GAL
di
Il

GAL
pei'

lito

Ialino

al-

;tpud Ughellius,

Deepisc. Gi/llipuliAll'estm-

secoli.

Rodot, Dell'
iti

origi/it:

tanus, in

additiu Coleti.

del rito
I,

greco

/(alia, nel

tom.

zione del rito avea alquanto prima

386, nana che il p. Ironia nel suo Chron. de minor, ohserv.^ die risplendetleio in questa chiesa cattedrale, s per l'eccellen/.a della virt, s per la dignit della molti uomini illustri sede,
p.

preparata

la

strada
dello

il

totale

abdelle

ritrisce

bandonamento
lettere

studio

greche

era questo mancato


scrisse
il

fino dal

i5ro, come

Anto-

nio de
nel

Ferraris detto

Galateo,

greci

latini,

quali

si

eleggeva-

tritato De sita Fapygiae, intorno alla decadenza della greca erudizione,


Il

no a vicenda
ora dall'altra.

or da
IN'on

una nazione,

a pag. 4'-

altrimenti scri-

Coleti avverte che nel

nono

se-

ve

il

p.

Leandro
altres

Alberti, nella
p.

De*^

colo

Gallipoli divenne
s.

sulFraganea

scrizionc

dell' /(alia

2 34;

'o

della metropoli di
a

Severina; che

conferma
losio
p.
I

Gio. Battista Nico-

Paolo del
I

08
i

successe Baldrico
1

in

Hercule
lngua

Siculo

par.
:

3,

nel
al

o5, ad esso Teodoro nel


i

i58,

oo, con queste parole

Galli-

polis

graeca

erat:

quale nel 74 successe altro vescovo di cui s'ignora il nome; indi lo


fu Corrado nel i 179,6 certo Coconda nel pontificato di Celestino III;

riuti ecclexiaslicus graecus.

finisco,

pus non inuUis ab hinc


et
l'

saeculis
;

alternadni graecus latinusque


regio

sicut

e nel

ii'ji
il

registrato altro ve-

ipsa

graecis
di

piena.
s.

Dal-

scovo,
rato.

cui

nome

pure
la

ignoserie

ordine

monastico

Basilio,

L' Ughelli

continua

che
tu

fioriva nella

sollevato

Nardo, a questa sede un cercitt

di

de' vescovi

io Paolo,

e consagi-ato vescovo l'an.

incominciando da Gregorio, che mor nel i325 sotto Giovanni XXII il quale siccome
,

no
per
cesi

o8

Ln

altro vescovo greco

il

capitolo
del

erasi

diviso

nell elezio-

nome

Pietro resse questa dio-

ne
fer

successore, a Gaufrido pre-

l'anno i34B. Vi
di

ha

tutto

il

Melisio

designato dal

l'ondamento
al

credere,

fine del secolo

XIV

che sino scambievole


al

politano d'Otranto Luca.


fu
fatto

INel

metroi33i

vescovo Paolo, cui succesnel

tosse

l'elezione de' vescovi, ora greci


latini.

sero regolarmente altri pastori. Calisto


III

ed ora
noverati
di

Dal

1396
si

i458,

1458

fece vescovo di

detratti soli tre anni,

leggono ande' vescovi

Gallipoli

Lodovico Spinelli napolela

nel

catalogo

tano, al quale fu concesso per

Gallipoli,

giosi

vicendevolmente relide'minori osservanti, e de'preSi allontana


il

sua chiesa, decimaruni parteni bajulationis

GallopoUtanae

civitatis

dicatori.
p.

dal

vero

il

Leandro,

quale nella citata o-

pera, che nel


rico II re a suo
lipoli

i55o dedic ad EnFrancia,


scrive che
di

149^ il fratello Alfonso Spinelli. Nel i5i3 Leone X commise questa chiesa in commenlo successe nel

di

tempo
si
,

nella chiesa

Gali

da no

al

cardinal

Francesco Remoliconfer in

celebravano in greco

di-

vini

uffizi

dappoich manifesto
estinto sino dall'an-

essersi

questo
I

i5i7 o amministrazione al cardinal Andrea della Valle romano, il quale con regresdi

Lerida, morto nel


indi
la

i5i8;

no
sco

5 3, siccome racconta France-

so nel

15^4

's

cedette a Giroladi
s.

Camardario

gallipolilano,

e'stat

mo Munoz

abbate

Basilio

di

GAL
Scjiiillacej
coli' iiidiillo

GAL
della
i

4J

ileii-

nelle
11

zione dell'cibbazia di CleDiente VII.

Roma. regnante Papa Gregorio XVI,


annuali
Notizie
di

Quesli per rinunzia del


te,

nel

''2g

nomin

precedenvescovo di

Gallipoli

zio sanese,

Federico Peliucci patrisuo intimo cubicidario.


III
gli

morte del vescovo monsignor Antonio Visocchi, nel concistoro de' 19 dicembre i3.\
pei

Francesco

flichiar vescovo

di

Gallipoli

l'o-

Nel

i536 Paolo

die a suc-

dierno

monsignoi- Giuseppe Maria

cessore Palegnus Cibo genovese, di

natura calda e litigiosa, onde per questo ed altri motivi il Papa lo


rileg in Castel
s.

Giove vescovo di Dova, dell' ordine de' minori osservanti, nato in Santerano diocesi di Bari.

Angelo. Nel i5'j5


fece

La
e

cattedrale dedicata in onos.

Gregorio

XIII

vescovo Gio.
pio e ze-

re di Dio, e di

Agata

vergine
edisi

Francesco; e nell'anno seguente Alfonso Errer spagnuolo,


lante, riformatore del clero, e limosi

martire,

ampio ed ottimo
architettura
reliquie.
di
,

lizio

d' antica

ove

venerano molte
lo
si

11

capito,

niero; rifabbric la cattedrale, proaltri

compone
dieci,
il

sette dignit
;

la

cui
nel
Altri

vantaggi alla diocesi, e


fu
trasferito

prima
te

l'arcidiacono
cio

anticameu
arcidiacono
il il
,

i585

vescovi

degni

di

ad Ariano. menzione
na-

erano

1'

r arciprete,
il

decano,
tesoriere,
il

cantore,
vice-can-

sono Vincenzo Capece nobile

preposto,
il

il

poletano fatto da Clemente VII 1 nelr anno 5g5; Gondisatvo Rneda

tore,
rio,

primo e
il

secondo primicevi

ed

vice-tesoriere. Oltre lesille

Rota spagnuolo, traslato dall'Aquila nel 1622 da Gregorio XV; Andrea Massa nobile genovese traslato da Castellamare nel i65r da Innocenzo X, benemerito dell't-piscopio da lui decorosamente restaurato Giovanni Montoya de Cardona nobile spagnuolo, che nel 66 celebr il sinodo; Antonio Geremia del Bufalo; Antonio Perez de Lao
;
1

dignit, nel capitolo

canonici, compiese

le

sono nove due preben-

de del teologo e del penitenziere chiamati porzionari, ed altri preti e chierici inserdieci beneficiati

vienti
le

al

divin culto.

La cura
cui
vi

del-

anime non
in

nella

cattedrale,

ma
la

altra chiesa, in

il

Inie battesimale, che l'unico delcitt,

stra

spagnuolo gli successe nel 1679, accrebbe le rendite della chiesa,


forn di
suppellettili

tra

parrocchia
il

non essendovi eziandio alil curato lo nomi:

na
del

vescovo,

dopo

l'

esperimento
L' episcopio

sagre

la

catil

consueto concor.so.

tedrale, fabbric dai

fondamenti
,

aderente
vi

alla

cattedrale.

Nella

monisfero
volle

per

le

teresiane

ove

citt

essere sepolto,
il

e celebr nel

1699
leti

registr

della

il CoOronzio nobilissima famiglia Filoma-

sinodo. Nell'Ughelli

sono tre conventi di religiosi, e due monisteri di religiose, un conservatorio, alcune confratei nite,

per

ultimo

l'ospedale ed

il

seminario.
nei
in

11

nuovo vescovo
rini

tassato

hbri
fioil-

rino de'chierici regolari teatini,


to

fat-

della cancelleria apostolica

ve.scovo

da Innocenzo XII
la

nel

quarantatre,

verus

auleni

1700:
staur
'.litri

pio, dotto, viituoso,

spien*

lorutn valor

at 2896 diuaioruni

didaniente orn
vescovi di

cattedrale e re-

monetae regni publicis non dtduciis


oncribus.

l'episcopio.

La

serie
si

degli
lesjge

Gnllipoli

GALLIPOLI

(Callipolis).

Ci l

i44
vescovile peii

GAL
li

GAL
comandati da Solimano V anno l'JiSn, ed la prima citt in Eulopa che sia caduta in loro potere:

altre volle sede di

vescovo sino dal


arcivescovo nel

IV secolo, e di X\I, sotto la meesai-

tropoli di Eraclea, Perinthus,

fecero

man

bassa sui gallipoli-

cato di tutta la Tracia.


al

Gallipoli

tani,

ed
di

abbatterono
scienze e di

ogni
arte.

monuDipoi
e presa

presente una citt della Tur-

mento
questa

cliia

europea nella Romelia, capodi sangiacato e di distretto.

citt

fu

assediata

luogo

da
to

Amadeo
il

conte di Savoia detposcia


i

E
la

posta in

uu

sito ridentissimo,

per
labdel-

1 erde,

ma

turchi

cui di fertile terreno, e

ben Liicata sopra un promontorio


costa orientale della
Gallipoli, sulla

tornarono ad impossessarsene.

penisola di

riva

occidentale, e

verso l'ingiesso nord-est del canale


dei Dardanelli
,

cliiamato

qualche

Gallo (s.). JN acque verso l'anno 4^9) ^' assai distinta famiglia, in una citt dell'Alvergna, che venne poscia chiamata Clermont. Rinunziando a tutti i vantaggi del
secolo,

volta stretto di Gallipoli.

la
;

re-

abbracci
di

la

vita

religiosa
,

un vescovo greco vi tlimoia pure un ag, che rappresenta il capudan pasci grande amluiiaglio della flotta ottomana, il quale ritrae da Gallipoli, dai capisidenza
di

nel

monistero

Cournon

si

distinse pel suo fervore nel mortificarsi,

e per l'esattezza nell'adem-

piere tutti gli esercizi della


nit.

comusal-

La sua

piet

e la dolcezza
dei
lo
il

tani

dalle

isole

dell'Arcipelago

della sua

voce nel canto

rendite considerabili.

La

citt

non

difesa che da
lo
fortificato,
:

un vecchio
e

castel-

mi rapiva tutti coloro che devano ed udivano, perci


scovo
s.

ve-

ve-

posto sopra un'altu-

ra
di

ha qualche fontana
bella architettura,

vasti

moschea e ben

Quinziano lo volle presso di s, e lo ordin diacono. Qualche tempo dopo. Teodorico re di


Austrasia obblig
derglielo,
il

provveduti bazar di merci d'o^lli genere, chiese greche, e sinagoghe;

vescovo

a ce-

lo

ritenne a corte fino

ha

inoltre

due buoni

porli e
la

maflotta

all'anno 527, '" cui,

morto

s.

Quin-

giiz/.ini

per provvisionare

ziano, per istanza del popolo ven-

ottomana.

Vi sono alcuni antichi ben conservati ed in ogni quartiere frammenti di scoltura ed architettura. Secondo qualcuno Gallipoli forse ebbe tal nonioiiunienti
,

ne

eletto

vescovo di

Clermont. S.
risplendevirt, e

Gallo nel zelante esercizio del suo


episcopal ministero fece
re

maggiormente

le

sue

soprattutto la sua pazienza, per cui

me

dai

galli,

perch
galli.

la

parola

sisi-

giunse a soffrire

gli

oltraggi ed an-

gnifica citt dei

La sua
tanto

che
la

le

percosse,

senza

dimostiare
,

tuazione vantaggiosa,
tutti

che

pili

piccola amarezza

senza

quelli,

quali vollero conqui-

stare la Tracia, incominciarono col

padroni di questa Giustiniano vi fece costruire


rendersi

citt.

vari

neppur muover labbro. Fu favocolreggialo del dono dei miracoli fiamme le sue orazioni arrest le di un incendio che minacciavano
:

immensi magazzini
stodivano l'ingresso
tide.

di

viveri

di

di

ridurre in cenere tutta


la

la citt,

provvisioni per le truppe


della

che cuProponturchi

da una malattia epidemica che aveva desolate le viliber

poi

Gallipoli

fu presa dai

liiie

Provincie.

Ricco

di

meriti e

GAL
mori sanlamenie \erso anno 553, ed ricordato nel martirologio romano il primo
di

GAL
a'

145
in

opere buone,
I

\6

dottobre,
la

giorno

cui

la

Chiesa onora

sua memoria.
Gallen). Citt

GALLO (SkN)(iS'.
zera
,

giorno di luglio.

con residenza vescovile della


(s.).

Svize di
della

Abbate Irlanda poco dopo


secolo,
si

GALLO

la

Nacque met del

in

capoluogo
sulla

di

cantone
sinistra

distretto,

riva

da genitori nobili e virtuoche lo consagrarono a Dio, metla

Steinach, piccola affluente della Sit-

tendolo sotto
abbati

disciplina de' santi

gne, a circa

Congallo e Colombano, che governavano il monistero di BerEgli fece grandi progressi nestudi, specialmente

due monta347 *^^^ ^' sopra del mare, e a i4o tese sopra il lago di Costanza, in un'amena situazioter,

in

un

vallone fra

cor.
gli

ne,

cinta
di

da

deliziose colline ador-

nella

sacra

ne

belle case villereccie.


di

Ha

tre

Scrittura, e fu

seguirono
terra,

s.

uno dei dodici che Colombano in Inghilnel


5<S5.
s.

sobborghi, ed cinta
fosse:
le
si

mura
;

strade sono assai

larghe,

poscia in Francia

Colombano dal monistero di Luxeul dal re Teodorico, si trasferirono amendue in


Scacciato

con

Il pio Yillomaro, prete Arbon, presso il lago di Costanza, procur loro un asilo in un deserto poco distante da Bregentz, ove essi fabbricaronsi delle celle, e co' loro commoventi discorsi con-

Austrasia.

di

le molte fontane mattoni e quasi uniformemente, sono agiate e polite. principali edifizi sono 1' antica 1 abbazia di s. Gallo, la cui porzione chiamata Pfalz serve di residenza al governo, e contiene la bi-

vi

vedono

case erette in

blioteca
mss., fra

del
i

cantone
di

con preziosi
Quintiliano,

quali diconsi trovati nel


originali

i4i3
Silio

gli

vertirono
torni,

de" pagani

di

que' din-

Italico,

Valerio Fiacco,
i

Amdi

ciocch loro attir delle per-

roiano Marcellino, ed

trattati

secuzioni. Essendosi

Teodorico ims.

Ccevone,

De Jinibiis,

De

oratore.
catte-

padronito

dell' Austrasia,
;

Coloms.

Sono pure
i

rimarchevoli
de'
il

la

bano
lo

si

litir in Italia

ma

Gal-

drale che contiene dipinte le virt

non pot
.sanit,

da pericolosa malattia impedito seguirlo. Ricuperata la


risali
il

miracoli ed cinque chiese,


l'arsenale.

monaci

defunti

palazzo pubblico

lago

di

Costanza,
lo segui-

ed eresse coi discepoli che

vano alcune celle, le quali diedero origine al monistero benedettino divenuto poscia assai celebre, e conosciuto sotto il suo nome. I trionfi da lui riportati sull'idolatria, la merc
della

Tre vasti edifizi compovi nevano il celebre monistero erano ampie sale decorate da pit:

solo

ture de' pi nobili pennelli, ed un monistero poteva contenere

cinquecento monaci.
possiede la scuola
cattolici,

Questa

citt

del cantone pei

sua predicazione,

de' suoi

e-

un ginnasio riformato, ima


due
sessi
,

sempi e de' suoi miracoli, lo fanno riguardare come l'apostolo del


territorio
di

bella biblioteca, molte scuole secon-

darie pei
di

un gabinetto
di

Costanza. Egli

rifiut

storia naturale

medaglie

quel vescovato,
zia

come pure
,

l'abba-

di
i

mente

Luxeul e govern santasuoi monaci fino alla sua


VOI.,

una societ letteraria, una biblica, un orfanotrofio ed un ospedale. S. Gallo assai commerciante, e serve di fondaco
ai

morte, avvenuta circa l'anno 646,


xxviii,

cantoni

vicini

di

IO

i46
Appenzell e
secolo
ili
il

GAL
Turgovia.

GAL
Fin
dal

r abbazia

ed
nel
in

alla

citt

in cjuestu

Xin

commercio

delle tele

nionistero fu sepolto d'anni

95 quanla

in questa citt era di grand' impor-

do mor
s.

646.

Il

monislero di
re-

avendo molto influito al suo ingrandimento la emigrazione da


tanza,

Gallo
di

piincipio segu

gola di

s.

Colombano,
cui
s.

altro irlan-

Costantinopoli di
fabbricatori, che
si

vari

negozianti e
s.

dese

Gallo fu uno dei


nel sedi
i

stabilirono a
di

primari discepoli, e poscia


Benedetto. Nel secolo Vili
naci
si

Gallo per
e di
pi,
il

le

vicende
in

religione

colo ottavo abbracci quella

s.

politica

avvenute a quei tem-

mo-

che favor

modo
la

questo
flori-

occuparono
istituirono

in

illuminare
del

ramo d' industria, che al del XVII! secolo giunse

principio

r incredibile ignoranza
elvetico; e

popolo

un'accademia,
vi

dezza del suo trafTico al pi allo grado di prosperila, consolidalo per


la istituzione

Gosberlo abbate
tanti in

raccolse co-

del
i

banco
disastri

fatta

dal

governo
ciali

dopo

commer-

del 1755.

Ad aumentare sem-

pre pi tale prosperit sembra che

abbia molto influito il vicino lago di Costanza, che somministra nelle


spedizioni
si

numero, e tanlo pregevoli per la rarit ed edizione, che forse non li possedevano le primarie biblioteche d' Europa. L'amore delle scienze non allontan monaci dalla rigidezza del vivere, e conosciutasi la loro perizia anche
dici
i

un comodo perenne. Vi
il

nel governare, e
gli

dai popoli e da-

professa oltre

cullo

cattolico,

imperatori furono investiti del


castelli

anche quello riformato introdottovi

governo di

citt

oltre

fatalmente nel
si

5io.

Nei

din-

torni

vedono

delle belle passeg-

gl'innumerevoli doni in oro e poderi; ed il loro tesoro giunse a

giate, e si

trova una

sorgente

di

superare
scudi.

la

somma

di

trentamila

acqua minerale.

ultimo la popolazione del cantone di s. Gallo superava i cenloquarantamila essendone pi di ottantamila catto,

Da

Quesl' abbazia
leghe dal lago, e
t di

distante

due
prin-

sette

dalla citil

Costanza, e divenne

lici.

cipal
citt

monislero

della

congrega-

La
mente
si

di
si

s.

Gallo,

Faniini

zione elvetico-benedettina nel paese


degli svizzeri, che fu formala nell'an-

sancii Galli,

form successiva-

colle isolate abitazioni, che

erano erette intorno alla celebre abbazia dell'ordine di s. Benedetto, fondata verso l' anno 600 , e che prese il nome di s. Gallo (Vedi), irlandese di nazione, che ritiratosi
in

no iGo-z, o meglio confermata da Clemente Vili, e da lui decorala di vari privilegi, e si compose di nove abbazie di monaci di tre
,

prevosture conventuali,

e di
Il

cin-

que monisteri
nistero di
s.

di

monache.

moarric-

questo
della

luogo, solitario

agli

e-

Gallo sino

dalla sua

sercizi

pi

rigida

penitenza

origine
dal

fu

successivamente

ammiratori delle sue splendide virt form una famiglia religiosa, e ne fu primo abbate, perch ivi fabbric una chiesa che circond di dodici piccole celle, le
cogli

chito dalle liberalit di Carlo


tello,

Mar-

quali dierono la prima origine

al-

suo figlio Carlomanno per avergli procurato gli aiuti d Pipino suo fratello, non che da Luigi il Buono, e da Luigi il Grosso. Accresciuta sempre pi di

GAL
rendite
e
di

GAL
ed
i

147
stalo

piivilegi,

suoi

vuto in qualit di
ralo nella
zeri,

confedesviz-

abbati
l'abbate

divenuti

possenti,

nel

gio

associazione

degli

un muro le vicine case del monistero, onde preservarle certamente dalle devastazioni dej^li unni, che saccheggiavapaesi dell'Europa. no allora tutti
cinse di
i

Aimo

col privilegio di

mandare un

Ma

deputato alle loro diete ordinarie. per quanto mai ne fossero este.si i beni prima delle guerre suscitale

dai calvinisti, essi

Nel
lo

secolo
li

borghesi di
in

s.

Gal-

prendevano propriamente
la citt di
s.

nel

non comi520

furono

patti ti

trib o corsi

Gallo, la quale abbrac-

porazioni. Gli

abitanti

riscatta,

ciando
In tal

il

protestantismo, priv l'abdiritti

rono dalla servit dei


ottennero diverse
imperatori
d'

monaci
;

ed

bate dei

che prima godeva.


citt

franchigie

dagli

modo

questa

non

lasci

Alemagna

da quel

mai

d'essere in dissensione cogli ab-

tempo
gli

di

abbati

continuo lottarono contro in favore , o contro i


nelle loro

bati, e

quantunque

nel

1567

un'alta

quali prendevano parte

diverse guerre. Divenuti considerabili


i

beni dell'abbazia, fu

l'impe-

muraglia li separasse dall'abitato, non fu se non al fine del XVII secolo che un trattato assicur del tutto la sua citt nella sua civile
e politica indipendenza. Al tempo della pretesa riforma,

ratore Enrico che


cipato dell'

la eresse in
:

prins.

impero

1'

abbate di

Gallo divenne onoralo


e

e distinto

per salvare
sacrileghi

il

corpo di
fu

s.

Gallo dai
fiorito
i

come principe del medesimo sagro romano impero poteva levadi

rattori,

interamente

bruciato.
il

Se fino allora era

re un'armata

dieci

in

dodici-

monistero, in quell'epoca fece


la

mila uomini: l'abbate nel


sunse
il

12 i5 as-

pi

grandi sforzi per mantenere in


religione
cattolica;
il

titolo di

principe, altri di-

quei paesi
e se non

cono
ta

nel

1226. L'abbazia fu esentagiurisdizione


del

pot

arrestare
di

corso
al-

dalla

vesco-

ad un torrente

mali,
la

pot

vo di Costanza, ed assoggettala immediatamente alla santa Sede questa celebre abbazia fu una di quelle che produssero la pi parte
:

meno

preservarne
citt.
gli

maggior par-

te della

Non risparmiarono
abbati

poi fatica

pr tempore
regioni
dalle

per depurare quelle


infettanti
eresie, nel

de' grandi

uomini. Nella elezione dell'abbate anticamente aveano il voto non solo i monaci, ma i cittadini
di
s.

e gli

abitanti

del

contado
i

Gallo;

ma

nel

i3oo

moi

che fu loro accordato aiuto dalla sagra congregazione di propaganda Jce^ che concesse privilegi come ai monaci, cos ai parrochi secolari. Gli abbati principi di
s.

naci sostenuti dalla forza

dell'im-

peratore, dalla elezione esclusero


laici.
I
si

mandarono
ne

alla detta

Gallo spesso docongregazioe


fu

borghesi di

san Gallo podalle con-

opportune

facolt;

nel

scia

liberarono pure

tribuzioni dovute all' imperatore, cercando sempre pi di rendersi indipendenti. Nell'anno i4^4 san Gallo si confeder coi cantoni svizzeri

1645 che Pio abbate e principe, in ampia forma le ottenne da Innocenzo X, e fu insieme destinato
prefetto
facolt
si

di

quelle

missioni.

Tali

rinnovavano in ogni qua-

di

Berna, Lucerna,

Glaris,

driennio, e dal

1758
in
tal

in ogni quin-

Schwitz,

Zug

e Zurigo,

e fu rice-

quennio, ed

circostanza

si

i48

GAL
alla

GAL
sagra con-

mandava dairabbale

gregazione una fedele relazione dei


progressi delle missioni.

Nei primi anni del secolo XVIII, Clemente X sommamente s'impegn nel raccomandare a diversi
sovrani l'abbazia di
s.

numero, e lolalmenle diversi da quelli che li aveano preceduti nel vivere, e fu appunto in che il governo di questo anno mista religione del nuovo cantone di s. Gallo, non senza colpa deliscarso
,

Gallo,

alla

l'abbate, soppresse questo antico e

quale

cantoni di Berna e di Zu-

celebre
tutti
i

monastero,

dispose

di

rigo avevano

cagionalo
il

gravissimi

suoi beni a fronte delle pi

danni, procurando
li,

che nella pace


all'antico

di

Papa da quelBade fosse redominio


e

calde
del

premure e rappresentanze Papa Pio VII. Nel 1816 montent

stituita

suo

signor nunzio

ogni

via per
di esso,

splendore.
scritta
te
a'

In

questa pace, sotto17 18, l'abbajic-

ottenere la ripristi nazione

IO giugno
dalla

ma
lo,

riusc

vano ogni

sforzo.
s.

La
Gal-

del monistero costretto dalla disgrazia

soppressione dell'abbazia di

cessit, e
pi,

de' temarticoli

acconsent

ad

alcuni

per essere stata fatta da illegittima autorit, mai stata riconosciuta dalla

che alla religione cattolica pregiudicavano, e per ne die parte a Clemente XI, il quale accolse le di scuse col breve che si legge lui ne\['Epist. et brci'. Clem. .A/, tom.
II,

Chiesa.

Dell'antica

missione degli elvetoil

bencdettini, di cui era capo


cipe abbate
di
s.

prinre-

Gallo,

non
s.

stano che tre abbazie, cio


lo,
si

Gal-

p.
il

677. Tuttavolta consideran-

Einsidlen, e Distenlis.

di

qua

do

Papa

il

memorato

trattato

diramano

le

missioni di tutta la
delle

come
esso
si

contrario alla cattolica fede,

Elvezia.

Superiore

stato

missioni

e ai diritti della Chiesa,

mentre

in

l'eresia,
tici
i

permetteva l'esercizio dele si concedevano agli ereuffizi,

pubblici

1'

istruzione
all'abitadi

della
te

giovent,
s.

mand
che

pure qualche volta il vescovo di Coir e s. Gallo, e qualche volta il nunzio apostolico di Lucerna, che ricevute dalla santa Sede le facolt, le cobenedettine

di

Gallo

un esemplare

questa

costituzione,

ordina-

municava ai monaci missionari. Nel i835 per, dietro le istanze


del p. abbate
di

va fosse conservata nell'archivio del monistero, al cui infelice stalo lo


esortava a procurare quanto potesse di riparare.

Distenlis,
si

il

re-

gnante Pontefice
veto-benedettine

degn

restituiel-

re la presidenza delle missioni


all'attuale
p.

Nel
si
s.

pontificato
in

di

Benedetto
il

XIV

port
Gallo,

Roma

ed umili al Papa un libro, ed un quadro con l'effigie della Beala Verp.

vicario di

abbate di Einsidlen, e dalla congregazione di propaganda fide gli furono assegnate le analoghe facolt.
Dalla rivoluzione del 1798, s. Gallo il capoluogo del cantone del

gine che
l'abbazia
si
:

si

venera nella chiesa delquello di Pio VII vi

in

suo nome,
ca,

il

quale fu ammesso nel


Elveticitt
s.

rec

il

principe abbate.

La

osti-

r8o3 nella confederazione


e

nazione di Pancrazio

Forster,

ulse-

comprende

oltre

la

an-

timo abbate, fu cagione della


Nel

che l'antico principato di


di

Gallo,

colarizzazione di questo monistero.

cui eraio investiti gli abbati be-

1806

monaci

rimasero

in

nedettini.

Va

consultata

la

raccol-

GAL
ta

GAL
di
s.

149
acci 0= dal proprio

degli storici suU' abbaziai

no

fallo

istanza al Papa,

Gallo fatta dal Goldasto nel


deh'

tom.

gnuQo venga governato


vescovo. Al presente
te
le

A Iemali.
s.

re/7i//j,

e Felice

Egger,
2, p.

sono inoltrasanta Sede,


di

Idea ord.
575.
Il

Benedicti libro

trattative
le

cen

la

per dividere
Pontefice Pio VII a' i4
lu-

cattedrali

Coir

e di

s.

Gallo, ed erigere

questa seGallo,

glio

1823

eresse

s.

Gallo

in

vela

conda chiesa
scovato.

separatamente in vecattedrale di
s.

scovato,

dichiarando

cattedrale

La

chiesa dell'antica abbazia, col disposto della costituzione Ecclesias

elegante edifizio, dedicata a Dio


in

antiquitate, e l'un
al

quae perpetuamente

onore del patrono


si

s.

Gallo.

11

capitolo
t,

compone
la

di

due

digni-

vescovato di Coir (P'^edi), dichiarando ambedue i vescovati im-

essendo

prima quella del


resi-

preposto; di cinque canonici


denziali, di otto canonici
di
ti

mediatamente soggetti
postolica.

Dispose

Sede ainoltre con la


alla
sei

foranei,
altri

cinque cappellani, e di
e
chierici

pre-

stessa bolla,

che

il

vescovo abitasmesi a
eleg-

inservienti

al

divin

se sei
s.

mesi a Coir, e
i

culto.
la
le

Tre parrochi

amministrano

Gallo; che
il

due

capitoli

gessero

nuovo

vescovo, e lo pre-

cura delle anime nella cattedrache ha il fonte battesimale, ed


l'unica

sentassero alla santa Sede per l'ap-

parrocchia

della

citt.

provazione ed istituzione canonica; elezione che doveva aver luogo ove moriva 1' ultimo vescovo , ed
in cui
tolo.

L'episcopio contiguo alla


bazia
vi

catte-

drale, nell'antico monistero dell'ab:

un monistero
la
citt,

di

moaltri

dovea portarsi

l'altro capidi

nache presso
tre
di
s.

oltre

Era

allora vescovo

Coir

monisteri
vi

di benedettini,

cio

monsignor Carlo Piodolfo de


hul-Schenstein
fatto vescovo

Bu-

Gallo, di Einsidlen, e di Di

nato in

Inspruck,

stentis;
fio,

pure

un orfanotroed
il

da Pio VI nel concistoro de' 12 settembre i794j questo prelato perci divenne il primo vescovo di Coir e di s.
Gallo
la

un
che

ospedale,

semina-

rio

occupa

parte
e

dell' antico

ricordato
le

monistero.

Ampie sono
di
s.

diocesi di

Coir

Gallo,

unite

nella
il

Svizzera.

Dopo
aprile

ed ogni nuovo vescovo era tassato


nei
libri

sua morte
nel

regnante Gregoiio
de'

della

camera

apostolica

XVI,

concistoro

in fiorini
i-alor

ottocento,

quorum

verus

i835, fece successore il vescovo monsignor Gio. Giorgio Maria Lorenzo Bossi di
naio

inumai computari

palesi

ad

Mons
die

diocesi di Coi-

seplemdecim fere mille Jlorenos illarum parlium nulla pensione gravali, seii

r, e poi nel concistoro de'

27 gen-

ad novem
e

milia

sculala

1843

gli

per

coadiutore

monelae romanac.

con futura successione monsignor Gaspare de Carlab Hohenbalken di Tarrasp diocesi di Coir, fatto contemporaneamente vescovo d'Ippa in parlibiis infuleliuin. Ma esscudo morto nel corrente anno il
vescovo Gio. Giorgio^
tonali di
i

GALLO
sili.

CANE,

Ordini eque-

L'ordine del Gallo vuoisi istituito nel 12 i4 da un Delfino [Fedi) di Francia ossia del Viennepericose, in occasione d'un gran
lo

dal quale venne salvato da Claudi

governi cans.

dio Policr, gentiluomo

Linguagl'in;5le-

Coir e di

Gallo han-

duca, combattendo contro

5o
nella

GAL
qual
battaglia

GAL
Lodovico
Remigio, di cui faccnniio parola
lailicolo
al-

si:

XI
di

conte di Tolosa couiaiidava l'esercito di Filippo III r Ardito re


Francia. Questo signore di
Tu
il

Francia

{^f'edi),

per con-

Podi-

seguenza l'antichit d'entrambi non meno chimerica, dappoich crii

lier

primo cavaliere
il

dell' or-

tici

il

p.

Heliot, Storia degli or-

dine del Gallo, che


stinse

delllno

dini monastici, tom.

con questo nome, perch i signori di Polier avevano per loro slemma gentilizio un gallo nero in campo di argento, rimunerando
cos
(juel
Il

escludono

gli

ordini

del Gallo

Vili, p. 44'*i del

Giustiniani, e quello del Cane, co-

me

sospetti di
egli

loro

esistenza

sic-

come

principe

il

benefizio rice-

esistito

non crede mai abbiano ordini militari prima del


opinioni di

vuto.
^li

Giustiniani, Hist. cron, de-

secolo XII, e delle crociate, e perci rigetta le analoghe

ordini equestri^ a pag. 87, nel trattare de'cavalieri del Gallo e del

Du

Cane

in

Francia

dice

che dopo
dell'

Chesne, nella sua Storia genealogica della casa di Montniorencyj laonde


il

pochi anni

dell' istituzione

or-

sembra

sicuro

che
abXIII.

dine del Cane, ebbe


dell'

luogo
,

quella

solo ordine del

Gallo

che

ordine

del Gallo

col

motto
al priI

bia esistito, sia quello istituito dal


delfino nei primi del secolo

viGiLEs, e che

rimase unito
poi

mo, rinnovato
di

da Filippo

re

Francia, e fiorito sino

all'istitus.

o naie. Gallo o

GALLO

GU ALONE,
sia

CanU-

zione dell' ordine cavalleresco di

gine francese, fu

nomo

Gualone, di oriper sciendiscepo-

Michele.
pag.

11

Bonanni nel
equestri

Catalogo

za e dottrina chiarissimo,
lo

degli ordini

e militari, a

d'Ivoue di Chartres,

monaco ed

XVII, riporta
il

la figura del ca-

valiere del Gallo e del Cane, e di-

ce che
fu
dei

cane simbolo
dalla
circa

di

fedelt,

abbate di s. Quintino dell' ordine di s. Agostino nella diocesi di Beauvais, promosso a questa chiesa ad

preso

nobilissima

stirpe

onta che
I,

il

re di Francia Filippo

Monlmorcncy

l'anno

499

pervertito dalle calunnie dei de-

per loro insegna e d'un ordine, e che con questa Buchardo Monl-

trattori,
te
il

morcncy
nanzi
il

detto

Barbatonda
si

va-

loroso capitano,

presentasse inI,

re Filippo

accompadi

gnato
lieri,

da

una squadra

cava-

che portavano collane con tecon la figura di un cane da esse pendenti. Aggiunge poi che Pietro di Montmorency all' ordine del Cane, per esprimere
ste di cervo, e
il

aveva giurato che duranregno mai avrebbe avuto quella sede. Il Pontefice Pasquale II del 1099 lo consagr contrasse amivescovo in Roma cizia con s. Anselmo, vescovo di Lucca, col quale si ritrov alla risuo
:

cognizione delle reliquie di


sca e ne ottenne
di

s.

Pri-

un osso. Fa quindal medesimo Papa crealo carlegato


apostolico

dinale diacono e
nella

valore

del

guerreggiare, surro-

g quello del Gallo, come animale

di natura bellicosa,

che se vin,

Polonia e Moravia, dove depose due vescovi della provincia di Gnesna, uno de' quali si crede che
fosse Cislao,

ce

prorompe

in

canto

tace

se

perde.
della

Ma

siccome

l'

ordine

del

sa di

che ritenevasi la chieCracovia per indulgenza del

Cane, non

meno

antico di quello

solo Boleslao

duca

di Polonia, sen-

Santa Ampolla

sia

di

s.

za r intelligenza del

romano Pon

1 ,,

GAL
tefice,

GAL
il

e lev al

sagio Ionie
cui
fu
di

fi-

delia
riale,

sagra congregazione concistocui unita


la

glio di

dello duca, a
il

imPei

carica
collegio.

di

se-

posto

nome
al

Uladislao.
il

gretario

del

sagro

Con

buoni
dove
ficio

uffici

d'ivonc,

cardinale fu
l'arigi
,

Iraslrito
col

vescovato di

carattere di legato ponti-

intervenne alla cunsagrazione


nel

del re Lodovico

mente
statuti

VI. Mor santaiii45 e dipoi nel iSyS


in

molta lode ne disimpegno le gelose incumbenze , ed appena eletto nel 17G9 Clemente XIV lo promosse al grave uffizio di segretario della congregazione de' riti, che eziandio esercit con diligenza e
pari integrit. Indi
il

furono stampati
sinodali,

Parigi
il

suoi

successore Pio
rilevante

che

pio

cardi-

VI
rica

lo

promosse

alla

ca-

nale

eman

in

tempo

del suo epi-

di

segretario

della

congrega-

scopato.

zione di consulta, e merit

che

il

GALLO
zio
(jallo

Muzio, Cardinale.

Muda

nacque
famiglia

in
a'

Osiino

medesimo Pontefice nel concistoro de' i4 febbraio 1785 lo dichiarasse


la,

nobilissima
dell'

anno 1721. Dopo

17 aprile aver rice-

vescovo di Viterbo e
e lo creasse

Toscaneldell'or-

cardinale

vuto l'educazione conveniente alregolarmenla sua nascita, e fatti te gli studi, nel pontificato di Benedetto XIV si port in Koma, ed entr nella nobile accademia ecclesiastica;

dine de' preti, conferendogli poscia

per

titolo

la

chiesa di

s.

Anastasia.
dei

Lo
riti,

ascrisse alle

congregazioni
fabbrica
di

di consulla, de' vescovi

e res,

golari,

e della rev.
;

fu

ammesso
prelatura,
la

poscia

dal

Pietro

facendolo protettore
di
s.

della

papa

nella

mandato
qual citt

confraternita

s.

Anastasia, dei
di

governatore a JVarni,

monisteri di
di
s.

Nicol

Osimo

ne ammir nell'eia pi florida il senno e la pi udcnza ; indi divenne successivamente governatore di


Sanseveriuo, di JNorcia,
rino, di

Marziale di Gubbio, e di s. Rosa di Viterbo ; delle confraterss. Nome di Ges, e della Concezione della suddetta citt, di s. Gio. Decollato delta della Mi-

nite del
ss.

di

Came-

Civitavecchia,

e di Prosi-

none, e per tutto fecesi

ammirare

sericordia, e della

confraternita di

e lodare per giustizia e disinteresse.

Maria santissima del divino amore


di

Perci

il

fessore

osimano

suo panegirista e prod. Tommaso Zelui

Velralla,

di

quella

di

s.

Gio.

Battista della del Gonfalone di Ba-

nobi, nell'orazione che a di


logio pronunci nel

e-

gnala, del
e
di

monislero dell'Assunta,
della

giugno 1785, all' occasiune del suo esaltamento al cardinalato, di questi due insigni piegi ben a ragione fece precipuo argomento. Nella carestia del

della

confraternita

morie

Viterbo.

Quanto bene
diocesi,

operasse
zelo, ge-

nelle

sue
e

quale
vi

nerosit

virt

esercitasse,

lo

dimostra
in
esse

la

memoria che ancora


ed in benedizione. ottantuno fu
colpo
1

1764

salv dall'estrema

miseria

viva,

camerinesi indigenti, con obbligare


possidenti a

Giunto

all'et d'anni

contribuir granaglie

sorpreso da

un

apoplelico

ai

poveri, a' quali egli fu largo di

che non ostante


polcro
terbo.
a'
I

pi validi rimein Vi-

limosine.

Clemente XIII, richiaman-

di apprestatigli, lo condusse al se1

dolo a Roma, lo nomin canonico di s. Pietro, e lo fece segretario

4 dicembre i8oi
gli

funerali

furono cele-

i52

GAL
nel
II

GAL
38
eresse in

brali nella cattedrale, ove rest tu-

Galtelly

la

se-

mulato
nerali
dalla
stasia

il

di

lui

cadavere, Attri fufatti

gii

vennero

in
s.

Roma
Ana-

chiesa

collegiata

di

sua titolare, nella quale canil

t la naessa di requie
d.

canonico
si

Filippo Evangelisti,
i

come

leg-

ge nel

numero o5 del Diario di Roma del medesimo anno 1801.

de vescovile sufFraganea della metropoli di Pisa, che confermarono Alessandro III nel 1161, ed Innocenzo HI nel 119H: ma nel pontificato di Alessandro VI, Galtelly fu unito alla metropolitana di Cagliari. Della sede vescovile di Galtelly
tei

tratta

fr.

GALLUZZI
TRO,

GALLOCIA

Pie-

nella sua

Antonio Felice IMatSardinia sacra a pag.


la

Cardinale. Pietio

Galluzzi

280

e seg., riportando la serie dei

i-omano , da suddiacono fu fatto governatore della provinCampagna, ed avendola gocia di


Gallocia

suoi vescovi, che

seguente.

senno e prudenza , nel settembre 1190 10 cre cardinale, e vescovo di Porto. Consagr nel 1204 nella chiesa di s. Pancrazio Pietro II re di Aragona, ch'erasi portato in Roma per ricevere la real corona da Innocenzo III, ci che questi fece solennemente nella basilica vaticana. Innocenzo III deput il cardinale in giudice sopra alcune controversie insorte tra il clero romano. Mor in et molto avanzata dopo il 2 o, avendo concorso col suo suffragio alle elezioni di Celestino HI, e d Innocenzo III. GALTELLY NOKI [Galtdinm). Citt con residenza vescovile in Sardegna, nella provincia di Capo-Cavernata

con

Clemente

III

Bernardo fu il primo vescovo, che ne occup la sede nel 11 38. Il secondo fu Giovanni I del i 173. 11 terzo del i3o2, ma non se ne conosce il nome, che per certa som-

ma

fu accusato

all'

arcivescovo di
,

Pisa da Spontino chierico pisano

onde Tancredi
scovo

vicario dell' arcive-

fulmin la scomunica. Il quarto Antonio I Gerundensis di Girona in Catalogna, dotto teologo e zelante predicatore dell'ordine de' carmelitani, nominato vescovo da Giovanni XXII, e morto a Girona dove trova vasi in qualit di coadiutore del vescovo di quella chiesa nel i33o. In detto anno
fu
fatto

vescovo di Galtelly Mar-

tino;

nel

1345 Francesco
minori
francescani

Gosal;

do
1

de'

nel

gliari, posta sulla costa orientale dell'isola di

Sardegna, divisione

di

det-

poco distante dalia riva destra dell' Orosei e ad una lega dal golfo di questo nome, distante quindici miglia da Nori, ove il vescovo risiede j dopo che Galtelly divenne poco abitata, e d'aspetto triste. Nori o Nuoro una citt posta nel centro della gran catena dei monti orientali, capoluogo di provincia. Galtelly vuoisi che fosse fondata da Galate figlio d'Ercole. 11 sommo Ponlelicc Innocenzo II
ta provincia,
,

366 Arnoldo di Bissalis tedesco, per nomina di Urbano V, dotto carmelitano; nel i4o4 Antonio II; gli successe Paolo romano gi minorit

conventuale d' Araceli


II

nel

1426 Giovanni

Ferreri,

fran-

cescano spagnuolo di Valenza; nel

1427 Guglielmo de Maurana dottore in


teologia
,

dell'

ordine

di

s.

Francesco
bati

con

lode govern cin-

que anni; nel i433 Sebastiano Abspagnuolo di Valenza, dell'ordine de' predicatori
teologia
;

professore di

in sua

nel i45i

morte gli successe Lorenzo Pugiol, de' frati

GAL
mnoii;
di cui
s'
il

GAL
vescovo,
sotto
i

i53
e
il

decimoquarto
il

parroco,

ed

ivi

fonie
alti
i

l^at-

nome, fior Innocenzo Vili nel i486; ed


ignora

tesimale,
citt.
si,

Ales-

non essendovene Vi un convento di

in

religioil

sandro VI che
tificato

telly
ia

ponGalunendola a Cagliari, essendo


successe
la

nel

alcune confi aterni te e


cattedrale.

monte

soppresse

sede

di

di piet.

L'episcopio resta incontro

alla

La

diocesi

am-

cattedrale
apostoli

dedicata
s.

al

principe

pia, e contiene

ventuno luoghi. O,

degli

Pietro,

con capie

gni

tolo

composto
e

dell'arciprete, di otto
altri

hri della
l'ini

canonici,
chierici.
11

di

beneficiati

nuovo vescovo tassato nei licamera apostolica di fioottanta, verns autem illorutn

valor est

2716

circiler

sculoruni
si

Pontefice

Pio VI

ad

istanza

nwnetat romanae, siccome

leg-

del re di Sardegna Vittorio

Amasede

deo

III,

elesse
di

nuovamente
,

la

g nella proposizione concistoriale per la preconizzazioue dell'odierno

vescovile

GaltelJy, con la resi-

nominato vescovo,

denza

in

JVori

dichiarandola sulcui tutla

GALTERO(s.
lania verso
il

fraganea di Cagliari, a
tora soggetta
;

Nato nell'Aqui). 990, e cresciuto nelsi


,

quindi nel concisto-

vera piet,

fece

canonico le-

ro de' 18 settembre 1780, dichiar vescovo di Galtelly-Nori, Gio.


cesi di

golare di Dorat
altri

ed

emerse

sugli

Antioco Serra-Urru di Genoni dioOristano, che ebbe segueni

per modestia, austerit e fervore. Incorso neh' indignazione dei


ri-

suo priore per aver fatto alcune

di successori. Pietro Craveri

mino-

re osservante, nato in Moretta, diocesi

mostranze sull'osservanza della disciplina, si ritir nel borgo di Conflans,

di

sa
a' 7

di Scio

Torino, traslalo dalla chiedal medesimo Pio VI aprile 1788. Alberto Maria
Bannai'
diocesi
di

vicino al quale eravi l'abba-

zia di

Esterp
In

fondata dai canonici

regolari.

quella entrato, fu nel

Saiinas dell'ordine carmelitano, nato in


fatto

Sassari

vescovo da Pio VII a' 17 gennaio i8o3. Monsignore Antonio Maria Casablanca di Genova, ftto vescovo nel concistoro de' 29

1082 eletto abbate, e governolla con saviezza e piet. Per soccorrere poveri si privava egli stesso
i

di cibo e di vesti.

Papa Vittore

l.

informato dei rari talenti che avea per predicare, mandogli verso il

marzo 1819, dallo


sente
il

stesso Pio VII: governa questa chiesa per al pre-

io55 straordinarie
quali Galtero
si

facolt,

delle

valse

per

la

cone

vicario apostolico d. Ciria-

versione

di

moltissimi
di

peccatori,

co Pala,
di
I
'

canonico della cattediale

Mori
molti

agli

11

maggio 1070,
il

Galtelly-JXori.

La

chiesa

catte-

miracoli

illustrarono

suo

drale, antico edificio, sagra a Dio,

sepolcro. Egli onorato pi incipal-

ed a
lo
si

s.

Maria Maggiore.

11

capilo-

mente nel monistero


Esterp, che tuttora
la

di
si

s.

Pietro di
gior-

compone

della dignit dell' ar-

governa colil

ciprete, d'otto canonici comprese le prebende di teologo e penitenziere, di due beneficiati, e di altri preti

regola di
11

s.

Agostino, e
di

no
to

maggio appunto assegnacelebrare


la

per

lui

inc-

c chierici addetti al servizio divino,

moria.

L'arciprete coadiuvato da altri, esercita

GALTER.O
di
s.

(s.)

Iginio abbate

nella

cattedrale le funzioni

Mailino presso Ponloise, nato

i54
se di

GAL
Vimeau in Picardia. mondo per amore di
ti'

GAL
Avvi un altro
di
to
s.

nel villaggio d'Andainville, nel paeLascia-

Galler, inglese

nascita, che fu

trentesimoquar-

lo
za
,

il

peniten-

abbate
II

di Fontenelle,

si

religioso

di

s.

Benedetto
tratto nel
di
il

ii5o,
zo

lodato dal

morto nel Papa Innocendelle

nell'abbazia di Rebais,
si
1

nella dioce-

per umilt, divozione e zelo


nell'

di

Meaux

donde fu

straordinario

osservanza

060 per governare l' abbazia che prese poscia s. Germano,

monastiche

discipline.

GALVANI

Pelagio, Cardinale.

nome
a
lui

di
si

s.

Martino. Gli onori che

Pelagio Galvani nacque di antica e


nobile famiglia di Spagna, essendo

rendevano dai pi ragguarpersonaggi, specialmente dal


1,

devoli

monaco benedettino, o meglio canonico regolare


,

re Filippo

sua uniilt, lo fecero fuggire dal suo monistero. Ritornatovi per obbedire
la

odendeudo

per
si

soddisfare alla
in

sua

divozione

port

Roma

alla visita

dei sagri limiti,

ed aven-

al

Papa,

si

rinchiuse iu una cella,


nella

do nel soggiorno

ove esercitandosi
lenza, avanz

preghiera

nella contemplazione

e nella peni-

di questa citt dato chiare prove di scienza ed integrit di vita, da Innocenzo III fu

fezione

sempre pi nella pern usciva da quella cella

fatto

canonico

di

s.

Pietro

e poi
crea-

nel

marzo o decembre i2o5,


poscia
III

che per soddisfare ai doveri del suo iiilizio. Il suo zelo ueir opporsi ad alcune piatiche simoniache gli procacci delle persecuzioni, che lo fe-

lo cardinale diacono, e

ve-

scovo di Albano. Onorio

gli af-

fid la legazione di Terrasanla,

do-

ve

si

trov presente alla espugna-

cero maggiormente risplendere per la sua pazienza. Mori agli 8 d' aprile 1099.
I

zione di Damiata, la quale fu da


lui al re di

Gerusalemme Giovanni

vescovi di

Rouen,

di

di

Paiigi, di Senlis, avendo verificato molli miracoli operati alla sua tom-

Brienne assegnata in premio del suo valore e colaggio. Ivi consagr

ba

disotterrarono

il

suo corpo

ai

di

maggio

l'abbate Galtero
lat in
te

53 , e nel x655 Montag lo trasooorato


il

con solenne pompa e rito la principale e pi sontuosa moschea di Damiata, da lui convertita in una basilica dedicata alla Beata Vergi-

una cappella magnificamen-

ne

ma dopo un anno

l'

infelice

preparatagli.
d'aprile.

(s.).

gior-

citt

ricadde in potere de' turchi


cardinale, per cui
ero-

no 8

forse per le contioversie insorte tra

GALTERO
ma,
e
fior

Nacque

in

Ro-

il

re ed

il

nel secolo decimoterzo.


di

Desideroso
si

perfezionarsi

nella

penitenza e nella
ritir

contemplazione, a San-Serviliano , piccola

citt della

diocesi di Fermo, dove poco discosto fabbric un monistero , e ne fu primo abbate e mole

Europa. Neil' esercizio della medesima legazione il cardinale ebbe ordine di liasferirsi in Grecia, ove in nome del Pontefice impose la real corona a Turpino principe d'Antiochia,
cesignati fecero ritorno in
,

a cui diede

dello di tutte

virt.

Il

suo cordi
s.

il titolo di re di Armenia. Oltre a ci conferm solen-

po

custodito

nella

chiesa

nemente per parte


ti
i

del

Papa

pat-

Marco

a San-Serviliano, e varie aldel paese


la festa
1'

fissali

fra

la

regina di Cipro, e

tre chiese

onorano, ce-

vescovi e magnali di quell'isola,

leluandone

a'

di giugno.

nella

quale

stabil

un metropolita-

GAL
no
Ilio

GAL
suffiiiganei di
in Italia

i55
,

con

tic

vescovi
INel

re
v.d

corpi

de'

ss.

Mario e Alarla
s.

Ialino.

ritorno

altri

nella chiesa di

Adriano.

Olio io ili yli ordin di recarsi a Verona, dove avea determinato di

Dopo

tanle fatiche sostenute in van-

taggio della Sede apostolica,


jo e grave di et
nel
si

matuCassino

portarvisi col re di

Gerusalemme,

lipos in pace

ed

altri

principi cristiani, per trat-

monistero

di
ivi

Rlunte

tare ellcacemente dell'aiuto e sussidio di

l'anno 1240, ed
le

ebbe onorevo-

Terrasanta

ma

Federico

11

sepoltura con insigne epitaffio.

avendo mancato
recarvisi,
il

promessa di congresso non ebbe luoalla

GALVANI

Giovanni, Cardinale.

go. Allora
te Cassino,

il

cardinale

and a Mon-

dove trov il detto imperatore, da cui ricev il giuramento di passare quanto prima in Terrasanta, lo che non avendo eseguito rimase involto nelle censure fulminate contro di lui da Gregorio IX,
il

Giovanni Galvani francese, vescovo d'Arras, nel iSsy fu creato cardinale da Giovanni XXIJ, altri dicono da Benedetto XII nel iSSy, mentre altri lo escludono da questa dignit, non ritrovandosi il nome del suo titolo, n facendosi menzione di
collegio.
lui

ne' registri

del

sagro
termi-

quale comniise

al car-

Sembra che abbia

dinale la legazione di Sicilia, insie-

me

al cardinal
il

Galfrido, in cui di-

nalo di vivere nel i34i. GALW^AY {Gah'ien). Citt con


residenza vescovile d' Irlanda, nella

portandosi
eccessiva
della

cardinal Galvani con

severit

contro

nemici
ricor-

provincia di
cia,

Connaughut

Conna-

Chiesa romana,
quella

fu paterna-

mente avvisato dal Papa a


darsi di

way

capoluogo della contea di Galo Gallovvay, giace sulla costa


della

mansuetudine che deve praticare un degno ecclesiastico. Vi ha chi crede , non per
senza contraddizione di alcuni autori,

settentrionale

baia

del

suo
al-

nome formala
costa
l'

dall'Atlantico, nella
,

occidentale dell' Irlanda

che questo cardinale


dell'ordine nero,
nel
libro

sia

quei
cui

cardinale
palla

di

Cesario

de'
di

suoi
sottoIII
vi

miracoli, che
scrivere
in

ricusando
bolla

una

favore

de' cisterciensi

d'Innocenzo poco ,
,

imboccatura di un fiume largo, profondo e rapido che serve di scolo al lago Corrib. Questa citt molto antica, Gallovidia Ausobu ha la forma di un parallelogramma, di cui tre lati erano divisi da una forte muraglia fiancheggiata da
, ,

manc che
della
si

non

venisse

spoglialo

dignit

cardinalizia

mentre

sa che il cardinale fu uomo soverchiamente tenace del proprio

torri , e munita di bastioni ed il quarto difeso dal fiume; ma questi bastioni sono adesso in rovina. Galway ha molte strade larghe e
,

parere, intraprendente, coraggioso,


esalto custode de' diritti della
chiesa
,

diritte;

il

maggior numero
diede luogo

delle
alle

sua

sue antiche case

cui
III

privilegi

ottenne che
parlicul'ai

da Onorio
tare
nel
di
s.

fossero con

lar bolla confeiinati.

Consagr
chiesa

Tommaso
della

Canluaiiense
li

sotterraneo

s.

nuove generalmente di pietra , e meglio costrutte. La chiesa parrocchiale un bell'edifizio, di disegno gotico; ha una borsa, l'ospedale, gran caserma d'infanteria, e
prigione.

Alessio di
la religiosa

Roma,

e nel

1228 ebbe

La

pesca delle aringhe e


vi

consolazione di ritrova-

del

sermone o Salomone

assai

i56
attiva,

GAL
ed
11

GAM
diano
la
,

rido.

commercio molto floporlo difeso da un Iurte,


il

fu dichiarata

cattedrale

Beatissima Vergine fu eletta in


11

sicuro e
dioiiide,

comodo

nella parte meri-

protettrice della diocesi.


lo

capitogli ot-

ma
;

pericoloso in quella del


e cos

per ora soppresso,


.sacerdoti
titolo

ma

scltentrioue
citt,

lontano dalla

to
col

che lo componevano
vicari
le
,

che conviene servirsi di batonde trasportarvi le merci. Questa citt manda un membro parlamento. Era Galway una al
telli

di

ritengono

le

parrocchie e

rendite che prima

avevano. Quattro
nella citt, le quali

parrocchie sono
tutte
di
s.

hanno

in

delie pi il forti citt del regno; nel


i6f[i
inglesi,

comune
parrochi

la

chiesa

Nicola, ed
i

rifiut di

ricevere le truppe
le

otto ne sono in
vi

campagna. Oltre
circa altri
in

e protesse

Carlo
Si

dandosi
al

al

truppe del re duca d'Ormond.


si

sono

venti

preti secolari.
il

Mancando
i

Galway

sottomise
nel

maggior generale
;

seminario

giovani ecclesiastici

Ireton
re

iG5i
li

dichiar

pel

vengono per
nooth,

lo

pi educali in
in

Maynella
vi

Giacomo

nel

1690, ed op-

villaggio dell' Irlanda


,

lunga resistenza al general Ginkle, che non pot pren-

pose una

provincia di Leinster
il

cui

collegio

di

s.

Patrizio

fondato
tre

non dopo la battaglia di Aghrim. La citt e la liberty di Galway formano nella contea dello stesso nome una divisione parderla se
ticolare.

nel i7t)3 per l'educazione de' cattolici.

In

Galway

vi

sono pure

conventi, cio di agostiniani,


nicani e francescani,

dometre

come ancora

mouisteri di religiose degli ordini


di

La

sede vescovile

Galway
,

fu

I." di

s.

Orsola;

2." di

sorelle del-

eretta per

organo della sagra congregazione di propaganda Jdc e


con pontifcio decreto del regnante Gregorio XYl dei 2G aprile i83i,

la

Misericordia; 3." della Presenta-

zione della Beata

Vergine. Vi so-

no dun(jue
clero di
te;
il

circa trenta religiosi dei


il

menzionati tre ordini. In genere

dichiarandola snlFraganea della metropolitana di Tuain.

Galway
lire

vive

comodamen-

Galway

fno

vescovo ha
in

da Innocenzo Vili l*apa del i4^^4> formava insieme col suo distretto

duecento

sterline,

una rendila di e gode due


Giusta
iiell'

parrocchie
tobre i835,
si

mensali.

la

un guardianato
no
si

nullius.

11

guardia-

relazione del vescovo, data


i

ot-

eleggeva dal popolo, che era


in

fedeli di

questa dioce,

diviso

trib

ma

succedevano
Il

ascendono

settantamila
1

la
si

grandi sconcerti nell'elezione, atteso


il

massima parte
considerano
t

poveri.

cimiteri

numero

degli

elettori.

me-

adesso

come

proprie-

desimo Gregorio XVI vi deput per primo vescovo a' 27 agosto i83i, monsignor Giorgio Browne il quale dal medesiuio Papa stato

pubblica.

GAMALIELE
la

(s.).

Membro

del-

sella

de' farisei e dottore

della

legge, godeva liputazione

grandis-

ullimameiite
di

Iraslalalo

alla

se-

sima

de vacante
de
te
la

nella provincia di

E'phin , similmente Connacia, laonsede di Galway attualmen-

Gerusalemme. Bench non credesse ancora in Ges Cristo, imped con prudente ragionamento il
in

vacante.

La

chiesa di
il

s.

Nicola,

ove era situato

capitolo del

gmu-

malvagio disegno de' suoi nazionali, che cercavano di fr morire gli Giovanni Griapostoli, Secondo
-s.

GAM
sostomo
s.

GAM
prima
i

107

egli
il

si

conveiri

di
di-

in

Roma,
anni

e nel

54^ amministracon
be-

Paolo,

quale era stato suo


visione
al

tore della chiesa di Policastro, che


sei

scepolo nella legge. Nel 4


fest

in
le

una

^ maniprete Lu-

dopo
il

rinunzi

neplacito di Paolo III al nipote Cesare; inoltre


legato
tutta

ciano
re
S.
s.

reliquie del
(

Stefano
in

primo martiFedi) ^ e le sue.


il

Papa
,

lo

prepose a
,

di
la

Parma

Piacenza
,

e di
in

Gamaliele onorato
,

giorno

Lombardia

morendo

3 d' agosto

mi
s.

si

commemora

r invenzione di

Stefano.

Uberto, Cardinale. Uberto Gamba ra nacque da una


delle primarie

GAMBA R. A

Pioma nel 55g, d'anni sessanta, lodalo siccome uomo consumato nella politica. Il di lui corpo venne
trasferito in Brescia
,

e sepolto nella

famiglie di
delle

Brescia,

chiesa di

s.

Maria

delle

Grazie.

e dalla
cui

professione

armi

in

GAMBARA
sciano,
tosi

Gianfp.ancesco, Car-

divenne eccellente e valoroso, ad onta della contraiiet del genitore


e
si

dinale. Gianfrancesco

Gambara

bre-

de' conti di Virola, applicala

pass allo

stato ecclesiastico,

sotto
gli

direzione

dello zio
s.

ferm
la

in

Roma. Conosciuta

che
leggi

rinunzi l'abbazia di
universit
di

Lo-

Leone X t, come

sua saviezza ed abiliil candore e l'ingenuit si prevalse utilde' suoi costumi


,

renzo di Cremona, allo studio delle


nelle
,

Padova e
Dal-

Perugia
la corte

fu in esse laureato.
di

mente
sped

de' di

lui

consigli,

indi

lo

nunzio in Portogallo, nella qual carica persever anche nel pontificato di Adriano VI, e Clemente VII, il quale gli ordin trasferirsi

Carlo V, dov' erasi trattenuto un anno per ossequiare quel

monarca, dopo
cardinale,

la

morte dello

zio

condottosi in

Roma
;

ote-

tenne

la

prepositura di Virola

in

Francia
I,

nella

corte

di

sercit sotto

Giulio III
le

alcune caquali quelle

Francesco

e poi nel

iSsy

gli af-

riche prelatizie, fra


di

fid la nunziatura

ad Enrico Vili

chierico e presidente di
pontificato di

camera
Questi,
lo

re d'Inghilterra in tempi assai dif-

m\

Pio IV.

molto scabrose. Nel tempo che Clemente VII


ficili,

e in

circostanze

dopo
fer

un anno,
all'

a'

26

febbraio

cre cardinale diacono, poi lo tras-

stette
s.

prigione

assediato in

Castel

Angelo, pertossi da Parigi a Lon-

de'

ss.

Pietro
a

ordine de' preti coi titolo e Marcellino, donde


quello
di
s.

dra, e di

nuovo da Londra
la

a Parigi

pass

Pudenziana.
destin alla

afllne di ottenergli

liberazione, a

Nel

i565 Pio IV

lo

mezzo di un esercito comandalo dal duca di Lautrec. Soddisfatto Clemente VII de' suoi servigi, gli
confer
il governo della citt di Bologna, dove si trov alla solenne coronazione di Carlo V; poscia

legazione di Camerino, che per la

ed
se

morte del Papa non ebbe effetto, s. Pio V lo ammiil successore


all'

intima

confidenza

de'

pi

gravi e gelosi segreti, prevalendosi de' suoi consigli negli affari pi ardui del governo della Chiesa, non

lo ascrisse

Ira
lo

chierici di

camera,
di

e nel

iSsS

dichiar vescovo
III
a'

che
nali

lo

aggreg nel numero de'cardi-

Tortona. Paolo

1539
dogli

lo cre cardinale
in

19 dicembre prete, danss.

titolo

la

chiesa de'

Sil-

supremi inquisitori, atteso l'ardente zelo che mostrava per la dilatazione della cattolica fede, che
con

vestro e

Martino, indi suo vicario

immense

fatiche e spese pr-

i58
mosse sempre
l'Acquanera
tova, e nel
i

CAM
e
difese.

GAM
Ebbe
di

di-

verse abbazie, compresa quella deinella diocesi

quinlaqualtro. Trasferito il suo cadavere in Viterbo, fu tumulato ne!


sepolcro
chiesa di
eh' erasi
s.

Man-

preparato

nella

566

s.

Pio

lo desti-

n vescovo

di

Viterbo, e capo dei


deputati
alia

dodici cavalieri

cura

Maria della Quercia da lui consacrata, ed alla quale avea Auto dono d'un calice d'oro, di sei

degli infermi nella pestifera influenza die


si

lampade

di argento,
Il

e di altri

pre-

afflisse

Roma.

Il

cardinale

ziosi arredi.

suo carattere fu fer-

rese

commendevole
e

pel suo con,

mo
zia,

e severo,

amatore della
s.

giusti-

tegno
giunta
cata

gravila

ecclesiastica

per

divotissimo della

Beata Vergi-

integrit,

prudenza e religione, contal

ne, e del

suo protettore
e fa

Lorenzo
i

discernimento e penetrazione di spirito che fu giudiprodigiosa


,

martire
henefcii

notato

che
la

tanti

che possedeva,
il

maggior
di
tal

il

perch

venne

parte
santo.

portavano

titolo

consultato
affari

sopra

importantissimi

da molti principi d' Europa, che riguardavano suoi opina menti siccome oracoli. Nel 1576 celebr il sinodo nella sua chiesa, in
i

GAMBERINl
berini, figlio di

Anto.v -Domenico,

Cardinale. Anton-Domenico

Gam-

Margherita Zappi, e dell'avvocato Giacomo Agostino


conte Gambei-ini,
patrizi
citt
a'

cui

institu

la

dignit dell'arcidia-

d'Imola,
3
i

cono con quattro


servire
al
;

canonicati

che

neir ordine del diaconato dovessero

nacque in questa bre 1760. Compiti


di

otto-

in patria gli stuquelli

vescovo

nelle

funzioni

elementari, e
e
delle

delle belle
filosofiche,

pontificali

inoltre s'affatic a resti,

lettere

scienze

r antica disciplina che restaui non meno colla parola che


tuirvi
,

sotto

l'insegnamento
civile,

del

proprio
e cri-

genitore intraprese quelli della giu-

coir esempio.
s.

Ad insinuazione di Carlo Borromeo, che il cardina,

risprudenza
di

canonica

minale, e ci a
pontificato

norma

del sistema

le

ebbe ospite in Viterbo fond un magnifico ospedale, accrebbe le


e ristor con

sua famiglia proseguito sino dal


di

rontlite del capitolo,

uditore della

immensa

spesa de' suoi

beni patri-

Leone X, che fece romana rota monsignor Pier Andrea Gamberini, onla

moniali per la pi parte, non solo


la cattedrale

de

scienza legale

si

propag nei
in

che minacciava rovina , ma ancora molte chiese della diocesi, dove col suo zelo e vigilanza gli riusc d'introdiuie e stabilire

discendenti.
nella

Trasferitosi
pontificia

Roma

una custodia
leggi.
lo

esatta delle ec-

acccademia ecclesiastica, continuando gli studi legali si applic pure ai teologici, finch Pio VI lo destin aiutante
nobile
di

clesiastiche
rio

Nel i583 Grego-

studio di monsignor Nicola


Toriglioni

Acudi-

XIII

fece

vescovo di Paleinsinua-

ciainoli

nominato
di

strina, rinunziando a sua

tore di detto

tribunale

della rota

zione alla chiesa di Viterbo. Dopo aver contribuito col suo suffragio

per

la

provincia

Ferrara.

Nel

1798 occupata
de' repubblicani
di agire
il

Roma
si

dalle armi
cessalo
alla

air elezione di tre Papi, nel


la

morte
belli

tolse

in

Roma

a'

1587 5 magcin-

francesi, e

tribunale,

restitu

gio al sacro

collegio

uno

de' suoi

sua patria,
vole

ove attese con


all'esercizio

onoredell'

pi

ornamenti, d'anni

celebrit

av-

GAM
vucalura, presso
li

GAM
di
s.

1^9
congregazione
e
del

primari Iribunafi)-

Paolo,

della
,

delle legazioni, e dell'Italia,


il

speciale
glio
ti

sanitaria

consi-

ch ripristinato
fcio

nel

t8i4,
Forl

governo pontifu da Pio VII


qualit di
as-

economico militare,
alla

uffzi tut-

annessi

conferitale

carica.

inviato a

in

Restituitosi

Roma

il

cardinale,

sessore civile della legazione di

Romagna. Recatosi nel 1818 di nuovo a Roma, il Papa lo fece prelato domestico,

prese

possesso dell'uffzio a' io del

seguente
stesso

marzo, rinunziando nello

indi

uditore di ro'
provincia di

ta per

la

legazione e

Ferrara, e
stinato

come

tale nel

1822 dedise-

anno al vescovato di Orvieto. Il medesimo Gregorio XVI nel concistoro de' 1 8 febbraio 1839 lo promosse a vescovo suburbicario
di

ponente della

congregazio-

Sabina^

con

la

ritenzione
s.

in

ne dell' immunit ecclesiastica, chiarandolo Pio VII nel 1823


gretario del concilio, e della

commenda
sede.
la

della chiesa di
la

Pras-

Avvenuta poi
del

vacanza deltribudi
giustizia,

resi-

prefettura

supremo

denza de' vescovi. Nel medesimo an-

nale
lo

della segnatura

no Leone XII
s.

lo

fece canonico di

stesso

Gregorio XVI, a'2 dicemsegrecarica.


trasfer

Pietro, ed esaminatore de' vescoin diritto canonico, e poscia nel


d' Orvieto,

bre 1840, dalla menzionata


teria
lo

vi

in

detta

1825 vescovo

ed

assi-

stente al soglio pontificio, creandolo cardinale dell' ordine do' preti a'i5 dicembre 1828. Accaduta la morte di quel Pontefice nel febbra-

il

Mor d' anni 80, la notte venendo 25 aprile 1 841, deplorandosi la sua
la

perdita per

sua profonda
s stesso,
di

dot-

trina legale, per cortesia di

modi
inge-

sempre eguale a
te,

pruden-

seguente anno, egli intervenne in conclave in cui rest eletto Pio Vili, il quale nel conio

del

sobrio, ornato

felice

gno, diligente

nell'esercizio de'suoi

doveri, e fregiato di altre belle doti,

cistoro de'2

maggio 1829
titolo
la

gli

ass.

che da vicino

io stesso

ammirai,
fune-

segn

per

chiesa

di

nella particolare benignit con cui


si

Prassede. Ritornato al vescovato ne


part pel conclave
fu elevato
il

degn riguardarmi.
ebbero
luogo
il

suoi

in

cui nel

i83i

rali
s.

nella

chiesa di

alla

cattedra apostolica

Marcello, dove

cardinale Antore-

regnante Gregorio
il

XVI, che menla

nio Tosti
quie,
sera
il

celebr la messa di
fece
1'

tre

cardinale

governava

sua

assoluzione

nella

diocesi,

ed
di

alla

divisione della sein segreteria di

greteria
stato,
ri

stato,

chiesa di

cadavere fu trasferito nella s. Prassede sua commenivi

ed in segreteria per gli affastato interni con biglietto autografo de'6 febbraio i833 l'indi
,

da, ed
alle

tumulato.
della

Appartenne
offizio,

congregazioni del santo

del concilio,
scovi,

residenza de' ve-

vest

della

nuova cospicua carica


per
gli

di

segretario
interni,

alFari

di

stato

dell' immunit, de' riti, del buongoverno, dell'economia, degli

con

residenza

nel palazzo
le

studi

del

censo,

ricusando qua-

vaticano, ed
delle

insieme

prefetture

lunque

protettola.

Di questo
le

ri-

congregazioni

della

consulta
le

spettabile cardinale oltre

Decisiodi aiu-

e della Lanretana,

non che
della

pre-

ni pubblicale nella qualit

sidenze della congregazione speciale

tante di studio del prelato Acciainoli, e tutto l'operato nel dotto esercizio

per

la

riedificazione

basilica

iC3o
dell'

GAiM
sto

GAN
segno r nell'estremit
delle
vesti,

avvocatura, ed altre decisioni rotali corani R. P. D. Gamberi-

bo

o lemche rappresenta la

ni,

abbiamo
della

le

risoluzioni partico-

lettera

Gamma,

per significare Cri-

lari
cilio
il

congregazione del conche portano il suo nome, ed


di

sto pietra angolare,

come nota
nella

dot-

itolo

Sumrnaria prenun
s.

re-

so litlioucs selectae

Congvegationis

Concila,

Urbeveteri

1842. Inoltre
i

tamente Balsamone. Ma ste di Ges Cristo non si tra greca lettera H, cio quale la prima lettera
del Salvatore.
si

vel'al-

vede

un
del

Ita, la

nome
poi

abbiamo pure le omelie, e discorsi per le monache, dati alla luce nel i83i, nel tempo del suo vescovato
di

In

altre figure

veggono
i

alcune

volte

caratteri
il

latini,

quali denotano

nome
let-

Orvieto;

la

Raccolla delle leggi

del santo.
to

Su questo punto va
il

pontifcie, e disposizioni di pubbli-

quanto riporta
4>

Sarnelli
lett.

nelle

ca nmminislrazione, cominciata e continuata in tutti i sett anni e nove mesi in cui sostenne la carica
(li

Lettere eccl.

tom. Vili,

XVllf,

segretnrio per gli aifari

di stato

interni; e finalmente la lettera


storale, e
le

pa-

varie

istruzioni

ema-

che la veste ch' tessuta, o ricamata con la detta lettera si chiama Gammadia, impclocch con la medesima a dritto ed a rovescio si forma la croce in
elicendo,

num.

nate per la diocesi


nai

di Sabina, che

pot visitare.

questo
Veste sacra lavoper lo

modo 1
pii

e che

tali

vesti

GAMMADIA.
la

rata con certe figure in forma del-

GAND
residenza

greca r chiamata GamMacri nella Notizia devocaboli ecclesiastici, dice che questa sorte di lavoro usano greci nelle
lettera
Il

sono pianele dei greci. (Gandaven). Citt con vescovile del regno del
della

ma.

Belgio, gi capitale della

ora

capoluogo
di

Fiandra, Fiandra o-

rientale,

circondario, e di quat-

pianete de' vescovi


iniife

le

quali figure

tro cantoni,

una
che Essa

delle pii belle e

formare molte croci. Si legge in Anastasio Bibliotecario, in vita Leoni IV Fecil vela serica de parasino qua

insieme

vengono a

pi
del
cesi

importanti,

e
in

regno
al

la pi grande fiammingo di-

Geni.

giace

in

amena
Scheldel
varie

pianura

confluente della
Lys, ed alla

tuor habentia tabulas

de chry,

da

della

testa

sodavo cum effigie Christi et " in medio cruces, et gammadias de chrysoclavo cum orbiculis
"
-'
,

canale di Bruges.
autorit
e

sede di

tribunali,

ed anche
o

una

delle citt

pi grandi di Eu-

in quibus sunt iraagines Aposto lorum '. Lo stesso Anastasio

ropa, Ganda,
daviuni.

Gandavum
di

GanJ 1

la

pure piazza

guerra,

Gammadia duo e columnas argenteas octo ". Onde


dice altrove.
*
,

questa voce
ca vesta,

non solamente
qualsivoglia

sicrnifi-

drappo con la figura, e si dice anche Ganimadinni. In alcune chiese di Roma si vedono diverse figure di
santi

ma

forma di triangolo; il suo circuito murato ha quattro leghe di perimetro: ma questo spada zio occupato in gran parte
ed

ha

giardini, ortaglie, campi,

e da

un
,

lavorate

pittura, e

mosaico, o di particolarmente con quedi

gran ninner di canali navigabili che comunicando colla Schelda colla Lys, e eoa due altri fiumi, la Lieve e la INIore, vi formano
,

GA N
veiilicinqiie
le

GAN
isoli^,

i6i
possente
i

o venlisei

liuuile

spagnuoli, nacque

il

mo-

une

alle altre

da pi
ponti.

di

olfan-

narca Carlo
tredici

nell'anno

5oo. Delle

lacinrjue principali
le

Ha mole
Ijen
la-

piazze pubbliche

che condel

strade larglie, diritte

tiene

Gand, quella detta


la

mer,

qualche belledifizio, strade magnifiche lungo canali, quanstricate,


i

cato del venerd


e la

pi
d'

grande,
or-

Rauter o piazza
viali

armi

tit

di

piazze pubbliche, e di
:

pas-

nata di molti
pi bella.
Il

di

alberi,

la

seggi deliziosi

sembra deserta benottantacin-

passeggio chiamato la
si

ch popolata da circa que mila abitanti, alla


dezza

Coupure, che
so.

estende
il

lungo

il

sua

grani

canale di Bourges,
Si

pi deliziodiquelli deltali

sproporzionata.

notabili

monumenti

si

Fra deve

pi

contano

in

questa citt

ricor-

versi
le
il

stabilimenti, e delle
reale,

come
arti
;

dare
la

la

cittadella eretta

dall'impe-

scienze
collegio

sono
reale

ratore Carlo
citt,

per

padroneggiare

l'accademia

alla

quale una sollevazio-

di

disegno, pittura, scoltura ed ar-

ne avea fatto perdere tutte le franchigie ed i privilegi questa cittadella una delle pi vaste di Eu:

chitettura, con
(juadri, e

due musei, l'uno


di antichit.

di

l'altro

L'u-

niversit
1

creata
il

dal re
cui

Guglielmo

non corrispondente diNel 1822 fu incominciata fesa. una nuova cittadella, eh' ebbe compimento nel i83o. Il palazzo pubropa,
di
blico,

ma

nel

1816,

palazzo

uno

de' pi belli edifizi del regno. L'ac-

cademia che distribuisce premi ogni


tre

anni, aprendovisi

una

sala

di

edifizio

assai

bello di

antica

esposizione;
ti

una

societ di belle ar-

architettura.
gli

La

torre altissima che

sta

vicino,

chiamata
:

il

Befroi,

dei

di letteratura , che propone una di premi ogni due anni


;

grande orologio il Cancellieri nella sua opera sulle Campane a pag. 79, narra che in Gand, oltre l'orologio del campanile della citt, che il pi bello, vi sono quelli di s. Bavone, della badia di s. Pietro, e dell'altra di Baucon un
deloo ; e che anni addietro , una mezz'ora prima di mezzogiorno, tre volte la settimana, uu cieco chia-

agricoltura e di botanica, in cui

si

fanno dei pubblici corsi ; una ricca biblioteca pubblica , un' accademia
di musica,

ed una scuola normale

per la educazione dei militari.

Le
s

fabbriche di lanaggi,
floride in questa

un tempo
,

citt

perdettero

molto

della

loro

attivit
la

per

le

guerre domestiche, e
piazzate

rivalit di

mato Francesco Betens


negoziante
drale
in

figlio

andava a primo per suo piacere.


,
,

d'un suonare il
catte-

Anversa sua vicina, ma sono rimda fabbriche di cotone, biancheria da tavola, tele, merletti

cui

si

La ammira l'

ec, per
vi

tacere

di

altri
il

stabili-

altare

menti
cio

utilissimi,

onde

commer patria
,

maggiore,

marmo
ranea,
scovi.
le.

il coro, il pulpito di bianco con bassirilievi, opera di Delvaux, la chiesa sotter-

florido.

Gand
illustri

di

molti uomini

come

di

le

tombe

di

diversi ve-

Daniele Heinsius traduttore di Aristotile, Esiodo, Teocrito e Mosco;


di Torrentius

La

bella chiesa di

11

vecchio castello

s. Michechiamato la

commentatore
;

di

O-

razio

di

Svetonio
di
1

di

Filippo

lazzo, gi

Corte de prncipi, nel cui antico paresidenza de' governatori


VCL. xxvin.

Laensberg astronomo
celebre scultore;

di

Delvauz
detto

Enrico

, ,

i6j.

GAN
GanJ,
il

G
Badins, di
e di
altri
i

N
rilt-iicuduld

di

Oi

Isodocus

francesi

nel

r7o8,

Horatius, di Sanderus,
oltre
lo

mentovalo imperatore CarCla-

V.

I7i4) nel quale anno pass sotto il dominio dell' imperatore Carlo VI, con tutte le altre prosino al

Gand chamavasi anticamente


rineaj ed
i

vincie

de' Paesi

Bassi.

francesi

suoi primi abitanti so-

tortiarono ad occuparla nel


e

i74'>j

Gordoni da Giulio Cesare, De hello gallico^ lib. V. I romani ne impadronirono da prima se


no
detti

ricaduta in loro potere nel 1793, fu conquistata dalle armate dei


coalizzati,
cesi

ma

riconquistata dai franesse-

quindi
soni

vandali,
vi

franchi,

sas-

nel

1795, non tard ad


Francia,

alemanni
la

si

stabilirono suci

re incorporala alla

e di-

cessivamente.
si

Quantunque
loro
citt

gande-

venne

il

capoluogo del dipartimenSchelda, sino alla pace del

vantino

fabbricata

to della

da Giulio Cesare, l'epoca della fondazione di Gand assai incerta;


e

i8f4;

in

questo anno islesso


e
gli

l'In-

ghdterra,

Stati-Uniti
di

quivi
ai
la

bench
di

si

pretenda che avesse


nel

il

conclusero un trattato

pnce
fu

titolo

citt

settimo secolo,
r

3o giugno.
residenza di
i

Nel

'>

Gand

sembra che nell' anno 8 allorch Carlo Magno venne a visitare la flotta che aveva fatto radunare sulla Schelda, questo titolo non le fosse dato generalmente. Verso l'anno 046, una peste fece strage degli abitanti, che ne morirono sino
t , 1

Luigi XVIII, durante

cento giorni che

Napoleone
il

Botrono
parte

naparte occup di nuovo


francese. del

Dal
fu

i83i

Gand

fa

regno del Belgio.


fede

La

predicata

in

Gand
s.

e suoi dintorni pel ministero di

a seicento ogni giorno. Certo che Gand incominci ad ingrandirsi sotto


il

Amando,
trono di

verso l'anno 636.

il

pa-

conte di
le

Fiandra
sue

Baldovino
in

nel

V, che la io53;

fece fortificare

parte

Gand s. Bavone, chiamato prima Allevino, anacoreta del Brabante, convertilo da s. Amando, che
gli
si

zioni

furono

prime fortificacompiute nel 11 19,

quando
di

ritir

amministr la tonsura in un monistero


l'invocazione
di
s.

una delie pi Fiandra [^edi), fu riguardata come la capitale della provincia. Nel primo periodo del secolo XIV, Giacomo d' Artevelle form certi regolamenti pei gandee questa citt allora ricche della
si,

Gand
,

sotto

Pietro

vi

mor verso

la

met

che restarono in vigore sino

al

del secolo settimo. Mossi dal suo esempio sessanta gentiluomini , si dedicarono alla penitenza, e fecero edificare in Gand la chiesa del suo nome, che incominciata l'anno 871,
fu

i5io. Nel
so sotto
il

1576

fu
di

quivi

conclu-

terminata
ufficiata

nel

94'- dapprima
regolari
,

nome
il

pacificazione
di pa-

fu

dai

canonici

di

Gand,
fra

famoso trattato
,

poscia dai monaci


assai divoto di
s.

benedettini.

Fu

ce

Filippo II

e le Provincie

Unite. Luigi

XIV

re di Francia la

no vescovo
il

prese

il

g marzo 1678,
sei

dopo un
la
restitu

Bavone, s. Liviche predic vangelo nelle Fiandre; fu mardi

Scozia,

assedio di

giorni, e

tirizzato nel

nell'anno stesso in conseguenza della

reliquie

6^9, e trasferitele sue da Hantliem nel 1006 a

pace di Nimega.
la

Il

duca

di

Marl-

Gand

borough

prc^e l'anno

1706, ed

nel monistero di s. Pietro divenne anch'egli patrono di Gand.

GAN
Paolo III secolarizz nel i537 il monistero tli s. Bavone, ad istanza dell' imperatore Carlo V. Questo principe avendo fatIl

GAN
per
lato
soli

i63

Poulefce

tumupresso Cornelio. Carlo Macz


due o
tre mesi, fu

d' illustre famiglia, elemosiniere degli

arciduchi Alberto d'Austria ed

to fabbricare nel sito del moniste-

ro
tre

la

cittadella,

trasfer

il

capitolo
di
s.

anni

dopo
la

nella

cliiesa

Gio. Battista,

quale d'allora in
e porta
il

da Paolo V nel 1610 da Ypri trasferito a Gand, e mor nel 1612. Antonio Triest figlio di Filippo signore di Auveghem da
Isabella, fu
,

poi possiede le reliquie

nome

di

s.

Bavone. Mentre
alla

Gand
TourII,

cappellano onorario degli arciduchi fatto vescovo di Bruges, indi nel

apparteneva

diocesi

di

nay, ad istanza del re


il

Filippo

1622, da Gregorio XV, di Gand, mor nel 1657. Filippo Everardo

Papa Paolo IV a' 12 maggio i55g, con Tautorit della bolla Super universa, presso il Bull. Roni. tom. IV, par. I, pag. 35g, l'eresse
in

Vander Woot,
re di

d'antica ed illustre fa-

miglia d Brusselles, nominato dal

scovo nel

Spagna Carlo li, e fatto ve1694 da Innocenzo XII.


suo merito suo esaltamento: fu Malines prefetto di
,

vescovato, dichiarandolo

sutFra-

Gio. Battista di Smet, nato di parenti oscuri, dovette al

ganeo della metropolitana di Malines, sotto la quale tuttora. Paolo

personale

il

IV

stabil

la

diocesi

di

Gand

canonico
pri,

di

pel territorio di quattro

terre, in

quarantasei miglia di lunghezza, e


ventiquattro di laigliezza, assegnan-

do per mensa del vescovo tremila


ducati d'oro dalle decime,
e mille

d' Y1731 da Clemente XII, mor nel 1741- Massimiliano Antonio Vander Woot, oriundo d'illustre famiglia di Brus-

quel seminario,
traslato a

indi vescovo

Gand

nel

cinquecento
sovrano,
di

ducati
cui

dal

medesimo
il

selles,

e nipote del

vescovo

Filip-

concesse

diritto

po

canonico
,

della

cattedrale

di

nominare alla stessa chiesa. II primo vescovo di Gand fu Cornelio Giansenio, nativo di Hulst, uno
de' pi distinti scrittori ecclesiastici
,

Gand

prefetto

del

seminario

fu

ed autore
:

d'

dei vangeli

esso

una concordanza non si deve con-

da Benedetto XIV fatto vescovo nel 1742- ^1 presente governa questa chiesa monsignor Lodovico Giuseppe Delebecque di Wasteno, canonico della cattedrale
di di

Bruges,
ec-

fondere con Cornelio Giansenio vescovo d' Ypri, i cui seguaci chia-

prefetto del seminario, e professore


jus canonico

dell' istoria

maronsi giansenisti. Per ordine Filippo II , Cornelio si port concilio di Trento, ed al suo

di
al
ri-

clesiastica, fu

nominato vescovo di Gand dal re del Belgio Leopoldo


I,

e preconizzato nel concistoro dei

torno lo nomin nel i568 vescovo di Gand, ci che approv s. Pio

V.
nel
i

Cornelio
lui

vi tenne un sinodo iSyo, e mor nel \5'j6. Fra

i3 settembre i838 dal Papa che regna Gregorio XVI. La cattedrale, magnifico edifizio, fu dichiarata tale da Paolo IV la
chiesa di
s.

di

successori
i

sono degni di
seguenti
;

Gio. Battista, sotto


s.

l'in-

particolar menzione

glielmo

drecht

Damaso Lindano di vescovo di Ruremonda

GuDor-

Bavone confessore. due di11 capitolo si compone di gnit, di dieci canonici comprese
vocazione di
le

scrittore ecclesiastico,

fatto vescovo

prebende del teologo e del pe-

i64
nitenziere,
l'firi,
ili

GAN
alcuni canonici

GAN
onovi

(li

cappellani addetti al serNella

vizio divino.
il

cattedrale
e.

fonte battesimale,
la

la

cura par-

rocchiale,

quale viene esercitata


e

da un parroco,
rochi.

da tre vice-parreliquie
vi

Tra
si

le

insigni

che
le-

in essa
fjno

venerano,
il

il

ss.
s.

promosse Gandollu al cardinalato, il quale probabihnente si congettura che poco dopo lo riiiunztasse per attendere con piii (juiele a s stesso, ed al governo de' suoi morimanendo il suo cardinalato naci assai dubbio, come si pu veliere nelle testimonianze che allega Lote III
,

della Croce,

corpo
il

di

Madi
s.

renzo Cardella, nel lom.


pag.

I,

par.

II,

cario

vescovo,
vergine.

ed

corpo

iSy

delle

Memorie

storiche
for-

Colefa

All'erezione della
i\

de' cardinali,
se

ove pur dice che


l'zig.
(s.).

sede vescovile,

capitolo fu

com-

mor nel

posto di cinque dignitari,


l'arcidiacono,
del

cio del

GANDULFO
scovo,
e

Egli
qiial

fu

ve-

decano, del maestro del coro, deltesoriere,


altres

ma

ignorasi
le

di

chiesa,
vita

del

mancano

notizie della
lui.

teologo: vi furono

stabiliti

delle

azioni di

Da

molti secoli
di

due

vicari perpetui,

un maestro

delle

a'

onorato nella
i3
alla

diocesi

Parigi
il

cerimonie, e dodici cantori pel coro.


L'episcopio alquanto distante dalla
cattedrale.

novembre. Esponesi

suo

capo
la

venerazione dei fedeli in

Oltre

la

cattedrale

vi

quella cattedrale, e nel tesoro del-

sono altre undici chiese munite del


battisterio,
tre

medesima

custodita

la

cassa

conventi di religiosi,

sette

monisleri di monache, alcune

confraternite,

due

ospedali,

il

che contiene il resto delle sue reliquie. Questo santo si confuso erroneamente con s. Genulfo, onorato
a'

monte

di
s.

piet.

Insigne la colle-

17 di gennaio^
il

il

quale ere-

giata di

Faralilo,
pii

contavansi
steri

ed in passato di quaranta monid'

desi sia stato

conventi
,

ambo

sessi

nella diocesi

che ampia.

apostolica

Ogni
in fio-

Gahors, e che molte torture per la fede, siasi ritirato nel Berry, e vi sia morto nel luo-

primo vescovo di dopo aver sofferto

nuovo

vescovo

tassato ne' libri

go

detto

la

cella
di

di

s.

Genulfo,

della cancelleria

nella diocesi

Bourgcs.

rini trecentosettanta, constUuti sunt

GANGANELLI
nale.

Lorenzo, Cardi-

praesens in sumnia annua qumdt'dm millium franconun monetae


gallicae.

ad

V. Clemente XIV Papa. GANGRES, Gangra. Citt arnella

civescovile dell'Asia

Paflago-

GANDOLFO,
dolfo

Cardinale.

Gan-

monaco benedettino, ed abbate nel monistero di s. Sisto di Piacenza, soggetto di gran merito e valore, nel sabbato di Pentecoste

del

II

86

fu

da
si

Urbano

III

crealo cardinale, e

crede dell'ordiaconia la
e

dine diaconale,
chiesa de'
ss.

per

chiamata pure Cangria, e Castonwni, compresa da d'Anville nei confini della Galazia. Al dire di Strabene fu molto ingrandita sotto il dominio de' romani, per ordine dell'imperatore Claudio, che gli diede il soprannome di Germanicopolis, dal suo secondo nome. Comnia,

Cosma
da

Damiano,
Il

la

manville
di

la

descrive

come metronell'esarcato

quale
pi

si

esclude

altri.

Cam-

poli della Paflagonia,

nella sua Storia ecclesiastica di

Piacenza, a p.8g, scrive che Clemeu-

Ponto, che venne pur chiamata Theodosia Gansroruni: <\\vcm\t me-

GAN
quinto secolo, ed esarcato della provincia di Paflagonia
tiopuli

GAN
Chiesa
greca e
il

!65
,

nel

nel

deciuiolerzo.

Cinque furono

suoi vescovati sulHaganei, Amaslris,

Pompejopolij Junopoii, Soia e Dadybra. In Gangres fiuono tenuti


i

da vennero ricevuti da tulta la Chiesa, e prima di (juejli del concilio d'Antiochia dell'anno B/ji. Regia tom. Il; Labbc toni. II; Arduino tom. I.
latina
:

riferiti

l)ionLMo

PfiUiQ

due seguenti Il primo si

concili.

Il

secondo

concilio

fu

adunalo
,

celebr
tra

nell'anno
il

in

Gangres nell'anno oj5

per

la

324 o 325, 34 ij essendo


ili

quest'anno e

fede della Chiesa callolica.


cius e Lenglel.

Fabri-

diverse Je opinioni, e
e sulla disciplina. Si
il

sulla

fede
di

GaNGULFO
da' suoi
t,
la

(s.).

Di nobilissima
ed
allevato

compose

quindici vescovi,

pri-

famiglia di Borgogna,

mo
si

de' quali era


l'affare

un Eusebio,
di

Vi
di

genitori nella cristiana pie-

esamin
il

Eustazio

persever sempre Gangulfo nelvirt.

quale si crede che fosse laico, e che professasse la vita degli asceti. Costui e i suoi seguaci per indiscreto zelo condannavaAruietiia,

D'indole coraggiosa, e nesi

mico
venli

dell'ozio,
riella

esercit
,

in

gio-

caccia

serv nelle

ai-mate del re Pipino;

ma

fu

semacdi-

no il matrimonio, dicendo che suno poteva salvarsi in quello


lo.

nessta-

pre

ligio

alle
il

nesimo, e
versa da

massime del timore di Dio


tulio.
la

crislia
lo

questo errore

aggiungevano
,

compagn da per
lui

Adatto

varie affettate singolarit


giorni

come
Chiesa.

il

riusc

donna

alla

digiuno nella domenica, e non nei

quale

si

leg in matrimonio,
lei

e le

comandati

dalla

dissolutezze di

lo

costrinsero a

padri di questo

concilio

informali
li

chiedere una se[)arazione. Ei dedicossi

dei nominati ed altri errori,

condi-

intieramenle

agli

esercizi

di

dannarono con
chiarando che se
toscrivessero,
tizzati,

venti
i

canoni,

penitenza, e profuse

nel

seno dei
delle sue

rei

non

gli sot-

poveri

una

gran

parte

sarebbono anatemae trattati da eretici. I ca-

rendite, finch agli 11

maggio 760
dei
Il

venne pugnalato dal complice


disordini di sua

noni di questo concilio

condanna-

moglie.

suo cor-

no coloro che biasimano il matrimonio, e che abbracciano la verginit


virtfi,

po fu sepolto ad Avaux, nel Bassign, ed alcun tempo dopo fu


trasportato nella chiesa
tro di
di
s.

non per

la

bellezza

della

Piedi

perch credono il matrimonio cattivo. Noi ammiriala

ma

Varennes
Altre

nella diocesi

Langres.
fatte
il

traslazioni

sonosi

mo

virginit,

dicono

padri del

concilio,

e la separazione dal

mon-

do, purch la modestia e l'umilt

non ne sieno disgiunti. Ma noi onoriamo allres il matrimonio, e non condanniamo i ricchi che sono giusti e caritatevoli, e desideriamo che si pratichi tuttoci ch' conforme allo divine Scritture". I
venli canoni di questo concilio so-

onorato il suo cullo celebre in Francia, nei Pacai Bassi e in Germania. GANG, GA NUS o GANNUS. Sede vescovile della provincia d'Europa,
delle sue reliquie.
II di

giorno

maggio, ed

nell'esarcato di Tracia, verso

re di

Mannara

in

nel secolo
li

XIV
i

il maRomania, eretta sotto la metropo-

d'

Eraclea
uniti

in

metropoli
di

cui

no

slati

raccolti

ne' codici

della

furono

vescovati

Cho-

i66
ra e di ce

GAP
Zichna.

ci

A P
Lesdiguieres, capo
i

Commanville

di-

nio del duca di

che

Gano

nel secolo

XV

di-

venne arcivescovato onorario di rito greco. Si conoscono otto vescovi di Gano, cio Giuseppe del 1 347; N. condannato nel concilio de' Palamiti con Efesio, Niceforo Gregora, e Dessio ; Gennadio che sottoscrisse al concilio di Firenze; Gregorio che sottoscrisse al falso concilio

d'opera di Giacomo Richer; rilievi sono di alabastro, e


sa

bassi-

la

masnero.

del

sarcofago di
inoltre

marmo

Possiede
collegio

altre
il
,

chiese,

un
e

comunale,
di

seminario, un
di

museo

pittura

scoltura

d'antichit,

un gabinetto

di fisica,
il

un museo
teatro.

d' istoria

naturale, ed

La sua favorevole
in
Italia,

posizione

di

Costantinopoli

contro l'u-

sulle strade

che dalla Spagna con-

uione della Chiesa latina, dopo la morte di Giovanni Paleologo II;

ducono

Pacomo
cale
di

del 1576; Paisio del 1639; Gabriele trasferito alla sede patriar-

e che da Parigi portano a Marsiglia giova al suo commercio. I suoi dintorni assai fertili, sono sparsi di valli abbondanti di biade, pascoli e selvaggiu-

Costantinopoli

nel

i56(;
del

Gregorio

uomo

pio

dotto
I,

1721.
I

Orit'.ns Chrst.

tom.

pag.

i52.

Gano

pur

detto Gaiios,

me. Vi sono delle cave di marmo, che sembrano essere stale conosciute dai romani, e delle acque minerali.

sangiacato della Turchia


a piedi del Tekir-Dagh.

europea,
di

Fu
Fontcfrancesi
(s.).

gi

capitale

del

paese

dai

GA.ONE
nelle.
^.

(s.),

monaco

Vandregesilo

chiamato Gapencois, e Gapcnchese, f^appinceniis p^gus, o tmclus^ antica

GAP

(^Vapinctn). Citt con resi-

regione di Francia nel-

denza vescovile in Francia, capoluogo del dipartimento delle alte Alpi nel Dellinato, di circondario
e di cantone.
destra
del

l'alto Delfiiialo,

formante oggid
del
Il

la

porzione

occidentale
alte

diparti-

mento
chese
tricorii,

delle

Alpi.

Gapendai
esse-

situata sulla riva

era

un tempo

abitato

Luie,

monte
il

dal cjuale

un scaturiscono acque
al

piede

di

e dai calurigl.

Dopo

re stato soggetto per qualche

lem

minerali, sul piccolo fiume Beuiie,

p a Sigismondo
ni,

re de' borgogno-

quale mette foce

nella

Durenza
dire-

cadde sotto

Merovingi
sotto
i

in

po-

presso Tllard.

sede d' un tribudelta

tere dei francesi, e


viiigi

Carlodi

nale di prima istanza,


zione del demanio,
buzioni,

fece parte del

regno
di

Bor-

e delle contrireale

gogna,
case.

essendo stalo in

progresso
diverse

d'una

societ

d'alar-

posseduto

da

principi

gricoltura,

ec Gap

sta in

una

ga valle formante un' elissi, e cinta da colline che formano i primi scaglioni delle alle montagne che si elevano al di l. L'interno non ameno, sono per edifizi degni
di rimarco,
il

che verso l'anno loco appartenesse ai conti di Forcalquier al tempo di Guglielmo,


:

Sembra

uno
del

di

questi

conti,

la

signoria

Gapenchese fu ceduta al vesco' vo di Gap. 11 vescovo Ottone, volendo


sottomettere
gli

palazzo della prefet-

abitanti di

tura, quello della citt, la cattedra


le,

Gap

l'episcopio,

il

palazzo di giusti-

zia,

e le caserme. Si

ammira
in

nel

che l'avevano fatto prigioniere, associ alla signoria Carlo di Atijou re di Sicilia, e conte di Provenza,

la

cattedrale

il

mausoleo

mar-

come pure

suoi

successori,

GAP
ai

GAP
Gap
rcseio
to

167

quali

vescovi di
al

omaggio sino
poca
il

i447'
poscia
il

quest'e-

delfino,

re di

Fran-

cia, scacci

da Gap

vescovo
si

Gu-

glielmo di Ceiresle, die

era op-

dagl'incomodi del viaggio penoso in Savines, nel d 29 giugno prosegu il Pontefice il suo cammino per Gap, il cui ingresso fu un trionfo per lui, e per la religione. Gii abitanti Io accolsero con

posto al passaggio delle sue trup-

impadron anche del Gcipenchese; ma Carlo VII avendo riconosciuto ch'esso apparteneva al re Renato d' Anjou, conte di Provenza, lo restitu a questo principe, e non fu se non dopo la morte di Carlo del Maina, successore e nipote di Renato, che Luigi XI e suo figlio Carjo Vili ebbero la sovranit di questo paese. Gap, f^apincum, F apiiicensiuiii
pe in

Gap, e

s'

ogni maniera di venerazione, e nei tre giorni che il capo della Chiesa

soggiorn nella loro

citt,

in

fre-

tirbs,

antichissima citJ,
s'

la

cui fonla

quenza ed in folla accorrevano al suo albergo onde baciargli i piedi, ed invocare la sua apostolica benedizione. Partito Pio VI da Gap, sino a Valenza fu sempre circondato dai buoni cattolici, essendovene accorsi sino da trenta miglia distanti, per avere la pia soddisfazione di vedere ed ossequiare il
successore di
s.

dazione

ignora,

Sanson

crede

Pietro.

una
ai

delle citt

de catun'gi, Salvanl'attribuisce

zio dei voconzi, Valois

vocoriani, ed

appoggia questa
diversi
itinerari,

Gap, seconCommanville, fu eretta verso l'anno 4^", o meglio nel IV secosede vescovile di

La

do

sua
altri
rii.

opinione

lo,

dichiarata
di

suffraganea

della
tut-

dei

ne dicono abitatori i tricoMolto soffr Gap nelle stragi longobardi e dei saraceni, e
teriemoti,

metropoli
tora
:

Aix,

come

lo

dai

specialmente

negli

Demetrio fu il primo vescovo conosciuto di Gap, non per ben certa l'epoca in cui fior. S.
Costantino
al
vi

anni
ni,

1282
poscia
i

i644di
la

'

borgognoi

sedeva
il

nel 4^9> 3trovossi

re Carlovingi,

conti

vendo mandato
concilio di

prete Vincenzo
:

di

Provenza,
vescovi

Forcalquier,
possedettero

ed

Riez

nel

suoi

prodella

gressivamente,
provincia.
e
ripresa dai

come dicemmo Dopo essere stata


cattolici

44' egli medesimo al concilio di Oranges; ed nominalo fra i vescovi

presa

che procurarono di
e di

far

ces-

e
J,

dai prosi

sare le discordie insorte tra le chiese d'Arles,

testanti nel secolo

XV

dichiaindi
si

per

la

lega

cattolica,

nato, e fu anzi
r

il

sottomise ad Enrico IV. Nel


fu saccheggiata ed
tenerita

1692
inII

la

nomina
d'Arles,
S.

di

Vienna del Delfiprimo che favoRavennio in veluogo di


fu al
s.

interamente

scovo
rio.

in

Ila-

da Vittorio Amadeo

du-

Costanzo
nel

concilio di

ca di Savoia,
pi

ma in breve risolse grande dalle sue rovine. Al loiquando i repubblicani fiancesi


detronizzalo Pio
prigioniero
in

Epaona
condo
d'

quello
al

di
se-

Carpentrasso
dettero a

nel

527, ed

VI

il

condussero

nel 1799, Valenza del Delfiiialo ove mor, partito da BrianV'i", e do|Jo essersi rimesso alquan

Francia

per trasferirlo a

nel 529. SucceCostanzo i vescovi s. Tigrido, s. Rimedio, e Valleso che sottoscrisse nel 54 uel quarto con
s.

Oranges

cilio

di
la

Orleans.
sede di

cup

Dopo Gap il

Valleso oc-

vescovo Sa-

i68
gitlaiio,

GAP
discepolo di
(lualc
vita
s.

GAP
Nicelo
di

dato,

come
e

l'uso

della

daini. ilica

Lione,

il

condusse per semin

per lui

pel suo diacono.

Indi

s.

pre
jiilc

una

nulla

uniforme
nel

Aridio nell'anno
cielo.
Il

Go4

circa

vol

al

Ic/ioiii

riccviile

da quel sanlo

vescovo Potcmissimo fu

al

vescovo.

Venne perci deposto

concilio di

secondo concilio di Lione, con suo


fialello Salonio vescovo

65o;
dei

ma

Chalons sulla Saona nel da quell'epoca la serie

appellatisi
tefice

ambedue
ili

al

d'Ambrun: romano Pon56o,


inforessi

vescovi di
al la

Gap

interrotta

fi-

no
p
no
tie

720,

nel

quale anno occulei

Giovanni

eletto nel

sede Sinforiano, zio d' AbboIbiidatorc

siccome

malamente

da

Patrizio,

monaikjI-

malo, furono ristabiliti per suo ordine nelle loro sedi, senza nondimeno cambiare il loro modo di vivere^ e furono primi vescovi, che si vedessero a coinbatleic in guerra, e si trovarono nella baltaglia in cui furono in Francia uccisi longobardi, e ne ammazzarono
i
i

stero di JVovales.

Si distinsero

Giovanni di Saint del i.'j.o'); Alessio da Seregno francescano milanese noi 14 'o; Gabriele <li Clermonl del i527; Pietro Paparin
del
I

572,

ec.

Pio VI

fece

vesco?.

Gap nel concistoro de giugno 784 Francesco Enrico


vo di
1

de

molli.

11 re Gonlrano credette suo dovere di farli ambedue rinchiudere un monastero. Cambiarono essi vila in apparenza, fingendo d'essere

la

Uroue de
concoiilato

Vareilles, e
stabilito

siccome

pel

nel
la

1801
sede

da Pio VII colla Francia,


di

Gap
la

fu soppressa,

ricus di

da-

convertiti, e furono ripristinati


sedi
forti

alle
pii

re

sua dimissione, e solo rinun-

vescovili;

ma

pei

nuovi e

disordini in cui caddero, benil

zi nel 18 15. Indi Pio VII pel concordalo conehiuso nel 1817 col

tosto obbligarono

detto re a riu-

re

Luigi XVIII, rislabiPi


fu

il

vesco-

nir

Chalons sulla ijaona nel 5yc), nel quale vennero


concilio

un

vato di Ciap, ne

nominato ve-

scovo l'abbate

Villeneuve,

ma

es-

rin)proverati per la loro passata vita,

sendo morto prima


limento, lo stesso Pio
1

del suo stabi-

e furono altres'i accusati di

fel-

lonia, quindi condannati

a perpetua

prigione, ed essendo poi fuggiti pe-

rirono niiseramente.

Fu

eletto

in

luogo
ce,
s.

ad una sola voArigio o Aridio; n ci voledi Sagittario

VII nel con5 maggio 1823 dichiar vescovo Francesco Antonio Arbaud di Manosch. A questi il regnante Gregorio XVI die in succistoro de'

va
re

meno
la

del

suo zelo per rimettein

cessore nel concistoro de' 19 gio 1837 monsignor Nicola


stino

magAgo-

piet

quasi
al

s|)enta.

una diocesi ov'cra nel 584 inlcrvennc


Valenza, e nel

de

la

Croix

di
all'

Propieus,
arcivesco-

che traslatandolo poi

concilio

di

Verso il un viaggio a Roma per visilare le tombe de' principi degli apostoli, venendo onorevolmente accolto da s. Gregorio I, che strinse
fece

quello di Macon.

585 598

vato di Auch, nel concistoro de'i4

dicembre
di

1840

dichiar

vescovo

Gap

l'odierno monsignor Lodo-

vico Rossat di Lione,

La cattedrale dedicala all'Assunzione della B. Vergine, ed a s.


Arnolfo,
struttura.
di

con
poi

lui
gli

la

scrisse

pi tenera amicizia, e molle lettere, accor


gli

bello
Il

edilizio e
1

di

recente

capitolo

composto

dandogli quanto

arca

domau

olio canonici, fra

quali vi so-

G AR
no
il

GAR
il

Of)
lli-

decano,
il

il

piecelloie,

leo-

more inipoiluno, cagionalo


miiii

in

logo, ed

pciiiteii/icre. Soiiovi

pu-

dal

passaggio
ivi

delle

liTip|ic
si

le alcuni ciuioiiici
'ii'i

oiioiari,

[lieti

e cliieiici,
niservieiili

detti
al

ed alpufri de

che a (piell'epoca
rec
il

avea Inogij,

giovine conte a

Firenze o-

(lioro,

cullo divino.

L'aulico ciipilolo coniponevasi del decano, tell' arcidiacono, del prevosto,


liei

sagrestano, e

di

dodici
<li

canonici,

lii
il

passalo
titolo

il

vescovo

di Giovanni Lami, uno de' pi celebri filologi di quel tempo, indi a IMudena ove pur conlras.-,e amist col Muratori, il pii dotto ed erudito uomo che

ve ottenne l'amicizia

Gap
lo

aveva

di

conte, e alil

fosse

allora
attese

in Italia.

Recatosi in
allo

scudo

gentilizio

aggiungeva
delle

Roma,
prima

principalmente

pastorale da una

parte, e la

spa-

studio delle monete pontilicie. Daj)si

da

tlair alila.

La cura
si

anime

lece

nolo

per una
:

bella

della cattedrale,

esercita

dal par-

dissertazione

intitolata

/)<:'

numivi

roco, clie siede in coro nello stallo


fra
i

mo

argenteo Benedicti 111, che

canonici:
si

tra

le

relicjuie

insigni

che

venerano

nella

cat-

stamp nell'anno 1749- tlou l'aiuto di un catalogo compilato sullo s.


Nicol
secolo
tiella
1

tedrale,

nomineremo

([nelle

del pas.

lenific

in

detta

disser-

liono
presso
le

s.

Arnolfo, e dei vescovo


cattedrale,
vi

tazione la

cronologia

de' l'api del


la
;

Arigio o Aridio. L'episcopio dapla

IX,

confutando

favola
die ims.

olire

la

qua-

Papessa

Giovanna
basilica

in

citt

sono due altre partre

porlanli

notizie suil' oratorio di

rccohie
steri

col

battisterio,

monaed ed
nei

Leone IV,
il

sulla

vaticana,

di

religiose,

confraternite,

sulla parte cui

ospedale.

Ampia

la

diocesi,

aveva in quel secuir popolo romano nella elezione dei


sopra
altri
gli

ogni nuovo
libri

vescovo e tassato
cancelleria

Pontefici, e
ti.

gravi punil

della
(Jorini

apostolica

Tale trattato

[tiucur

fa-

con

trecento settanta, e pri-

ma ma

ne

pagava
a

millequallrocento,

vore di L'enedetto XIV, onde non fu difficile r indurlo a (rsi ecclesiastico,

allora le

rendite della
undici

mensa
lire.

essendovi inclinato.
1

Il

Pa-

ascendevano

mila

pa successivamente nel

74o a'i4
con

GARAMIM

GiusErPK, Cardinale.

novembre
futura
stode

lo

fece

coadiutore

Giuseppe Garampi de'conli di tal nome, nobile di Rimino, nacque in quella citt a'28 o 29 ottobre 1725. 11 suo genitore nulla rispar-

successione del prcfcUo cu-

deiraichivio vaticano, e cabasilica di


s.

nonico della
Nell'archivio

Pietro.
di

attinse

un

tesoro

mi per
cazione

dargli

un'eccellente edu,

cognizioni proprie a diftbndere lu-

letteraria

1'

affid

alle

me

cure di

Jano o Giano Fianco, il quale godeva celebrit come erudito e naturalista; Giovanni Ijianchi da Rimino, poi archialro onorario di Clemente XIV, seguendo l'uso, o l'abuso che alcuni dicono
incominciato ne' secoli

bassi

principalmente sulla storia dei tempi, e i diritti della santa Sede, come si ravvisa nell'erusue
opere,
delle

dite

quali

ulil

mente
questo
lui

profitto per questo


il

mio Diin

zionario,

perch
di

lo

menzione
che

articolo

quelle

di

XV
il

XVI,
di
il

posseggo.

fu quello

che

assunse

nome

Filippo
coadiulo,

Morto a'9 luglio 1751 Ronconi da Pesaro suo


rimase
in

Jano Plunco.

Onde

fuggile

ru-

possesso della

7
Nel

GAP,
prefetto dell'archivio va-

GAIl
conte canoni-

carica di
ticano.

17.55

il

1772, lasciando le prefetture dei due pontificii archivi , le quali egli

co die alle stampe il prezioso libro, che porta per titolo, Memorie eeclcsiastiche apparlenenli all'istoria

consigli

riunirsi alla vaticana,

ed al

culto della b.

Chia-

ra da Riininij e nell'anno seguente in onore della sua patriarcale


basilica,
ci

diede

1'

regole, e orazioni in

opera Notizie, onore dei ss.


,

Martiri della basilica vaticana per


l'esercizio divoto solito
si in

a praticaresposta la
i75()

un all'aichivio, come dicemmir al volume II, p. 288 del Dizionario; allora il Papa fece prefetto dei due archivi Marino Zampini di s. Marino, e ^er coadiutori con fusuccessione contemporaneatura mente nomin Calisto Marini da Pesaro che part col Garampi, e Gaetano Marini da s. Arcangelo.
in

tempo che

sta

ivi

Fu
to

poi

il

loro sacra coltre, con illustrazioni


bloriche.
alla

Clemente
alla

XIV

Garampi dallo stesso nel 1774 trasferidi

Clemente Xill
di
s.

nel
vi

nunziatura

Vienna
il

memorata custodia
prefettura

aggiun-

qui noteremo,

che
II,

tanto

re di

se

la

quella dell'ar-

Polonia Stanislao,
ratore Giuseppe

quanto l'impeassai
si

chivio di Castel
stesso

Angelo. Neil'

i-

comcon-

anno diede alla luce V Illustrazione di un antico sigillo della Garfagnana, con nozioni importantissime sui
sigilli,

piacquero della

erudita

sua

versazione famigliare. Mentre esercitava questo grave uffizio, in tempi

sulla sovranit
,

pericolosi,

Pio VI nel concisto-

de'Papi
sa.

in quel

paese
la

ed

altre

ro de'20 maggio
colla

1776

lo

fece ve-

cose risguardanti

romana Chie-

scovo di Montefascone e Corneto,


ritenzione del
il

Nel 1763 lo stesso Clemente Xlll l'incaric d'una commissione


in
sta

titolo

arcive-

scovile giusta

costume. Allorquan-

Germania, inviandolo ad Augu[tev

intervenire alla pace che in


trattavasi dai principi

do Pio VI nel 1782 si port in Vienna dall' imperatore Giuseppe


II,

quella citt
di
in

per

gli

Alemagna, e poscia lo spedi compagnia di monsignor Oddi


alla dieta di Fj-anctale
,

gnor Garampi
fianco,
il

monsisuo quale nel ritorno che il


affari
religiosi,
(ii

sempre

al

nunzio apostolico
fort.

Papa
di

fece

in

Roma, ebbe
in

l'onore

Profittando di
la

occasione
Francia,
l'Inghil-

accompagnarlo sino

Romagna.

scorse

Germania
la

la

l'Olanda,
terra,

Fiandra, e
rari,

Colmo di meriti e di dottrina. Pio VI lo premi nel concistoro de'i4


fiibbraio
le
1

sempre operoso nell'acquisto

785,

creandolo cardina-

di codici e libri

come a
il

con-

dell'ordine de'preti, rimettendo-

trarre relazione coi primari letterati

gliene la notizia a
riere

Vienna pel corincaricando


berretdella

di

Europa. Dopo che


da

Garamdi-

Carlo

Paris, ed

pi

fu introdotto

nella carriera di-

della
ta

presentazione

plomatica

Clemente XIII,

venuto quuidi prelato, il successore Clemente XIV nel concistoro dei

monsignor Lorenzo Caleppi, allora uditore della nuncardinalizia

ziatura e
(di

poi
il

anch' egli

cardinale

27 gennaio

1772

lo

dichiar aregli

questi

commendatore Camil-

civescovo di Berito in prtibus, no-

minandolo nimzio in Polonia:


pai
fi

pel suo destino ncU'apiile

del

pubblic nel Luigi de Rossi 1843, Memorie intorno alla vita ec). Il numero 1708 del Diario
lo

GAR
(il

GAR
ci

171
il

Roma

del

785,

d
dell'

la

re-

manis.

Il

cardinale divise
risiedere

suo

lazione dell'ablegazione elletluala

monsignor
l'

Calappi,

da impo-

tempo

in

parte
,

in

Ro-

ma
te

nel
nella

collegio

germanico
cui

e par-

sizione della berretta eseguita dal-

diocesi di

era

vesco-

imperatore Giuseppe
il

11

questo
altre

vo,
di,

principe cjuando

cardinale part
tra
le

continuando gli amati suoi stue prepar i materiali per comla

per
cose

Roma

gli

don

porre
ti
i

storia

de' vescovati di

tut-

una pieziosa croce vescovile, che Pio VI acquist dopo la di lui


morie, regalandola a monsig. Maury quando nel i79'2 lo sped a Francfort,

paesi

del

cristianesimo, nell'in-

tolo

tendimento di pubblicarla col tiOrbis Christianus , ci che per altro non pot effettuare; ho
in

qual nunzio pontificio ad

as-

vece

io

la

compiacenza

di

a-

sistere alla dieta

per l'elezione delII,

ver riempilo a

questo vuoto com-

l'imperatore Francesco
legge nel
rio di

come

si

numero 1816
di

del

Dia-

pendiosamenle col mio Dizionario. Il Garampi fu pure autore dell'opera,


alle

Roma

quell' anno.
al

La
il

promozione del Garampi


Cancellieri

cardi-

monete

che altres posseggo, intorno dei Papi Saggi di os:

nalato fu tanta applaudila, che


riporta
il

sen'azione sul valore

delle antiche

titolo
p.

delie

analoghe

composizioni, a

7i5

data e senza frontespizio, essendo incompleta,

monete

pontificie, senza

della sua Lettera

suW

aria di Ro-

come
ti,

lo

l'appendice
la

de'documenimpedito al-

ma. Giunto il cardinale in Roma, Pio VI gl'impose il cappello cardinalizio, gli

avendo

morte

l'autore di correggerla e terminarla.

assegn per titolo la


Gio. e Paolo,
e
lo

chiesa

de' ss.

Tutta volta libro raro per le notizie che contiene, specialmente di


molti
uffizi

annover alle congregazioni di pr* paganda fide, de' vescovi e regolari,


dell'immunit
,

della

Sede apostolica.
rilevasi

Qucslo
to

illustre

cardinale, encomiadal
rev.

della

concistoriale,

vescovo,

come
p.

e dell'indice, non che lo fece protettore del collegio germanico, e di

De
ne,
ta
r

Angelis a

78
la

del

Commen-

tario sulla

chiesa di Montefiasco-

Forlimpopoli.
parti
della

11

cardinale
viaggi
di
in

avendo
varie

ammirato per
virt,

sua specchia-

profittato de'suoi

somma

erudizione,

moa'

settentrionali

Europa, e
nunziatiue
curiosi
,

compianto,
delle

massime dai
in

colti-

residenza

nelle

vatori

scienze,

Roma
67

per acquistare un
rabile
di
libri,

numero
molti

considee
tutte

maggio 1792,
lasciando suoi
tari
il

nell'et di

anni,

esecutori

testamensegretario

singolari,
le

principalmente su
della
storia
,

cardinal
e
il

Zelada

form in Roma una bil)lioleca immensa, il di cui diligente catalogo fu dopo la sua morte pubblicato nel 1796 da Mariano de Romanis in cinque volumi, col titolo di Bibitaparli

di slato,

sunnominato monsi-

gnor Calappi, che inoltre dichiar erede fiduciario. La sua perdita fu grave alla Chiesa, a cui i suoi
gran lumi servir potevano nelle occorrenze di opportuno aiuto, e riusc
di

theca Josephi
logo
et

Garampi

ec.

Cata-

sommo danno
La famosa

alla storia ecclesia-

maleriarum
collo
libraio

ordine
stesso

digesto,

stica.

notis

hibliographicis

instructOj

raccolta

del

de

Ro-

biblioteca da esso venne divisa; manoscritti non furono collocati nella biblioteca
i

172
vaticana,

A
come

Pi

GAR
setta:

disseio alcuni, sibbciic

Felice pur donnlisla, che per

in

gran parte nella biblioteca (gambalunga tli Rimino, e nell'archivio


;

iniern)it

non pot intervenire


conferenza
alla
di

nel

4ii
ed
4<^ i

alla

Cartagine;

vaticano

e le copiose
in

miscellanee
dall'e-

altro

Felice cattolico

che

nel
di

acquistate
l'iiclitissimo

buona parte
di

assistette

conferenza

Francesco

Cancellieri

Cartagine, e fu esiliato da Unnerico


re de' vandali, e mor"i in esilio.

cui servirono

singolare

giova-

mento
pere.

nella compilazione di sue oli

numero 1812
descrive
i

del Diario
infergli

di

Roma
gli

1'

ultima

mit del caidinaie,


fecero

sudragi che

Gardicium. Sede prima Tessaglia, che Commanville chiama pure Cardira, neir esarcato di Macedonia, sotto
vescovile della
la

GARDICIO,

alunni del collegio geri

metropoli di

Larissa,

sul golfo
risale

manico, e
sisten/a del

funerali che con

l'as-

di
al

Zecton

la

sua

erezione

sagro

collegio
s.

furono
Apolli-

celebrati

nella

chiesa di

nare, in cui

come camerlengo
cant
la

del
il

sagro collegio,
cardinal Borgia.
te
il

messa

Tem|Kraneameni\\

di

lui

cadavere
de'ss.

tumulato
e

decimosecondo secolo. GARDOQUI Antonio Saverio, Cardinale. Antonio Saverio Gardoqui nobile spagnuolo, nacque in Bilbao diocesi di Calahorra a' 9 ottobre i747- Dopo avere corso la
carrieia
in
il

presso

r altare

Eustrasio

forense in Ispagna,
nel pontificato di

pass
lo fece
la

compagni martiri, da dove a' 16 novembre fu trasportato alla chiesa del suo
titolo,

Roma

Pio VI,
Spa-

ed

ivi

seppellito

uditore

quale a'2 3 febbraio 1790 tiella sagra rota per


alla dottrina

con onorevole

iscrizione.
il

Amati Sdisse
vita Jos.
.se

(Juolamo Commentario de
card.
,

gna. In questo geloso incarico riunii

Garampi

che poca-

fu superiore

l'imparzialit, che ad ogni riguardo. Sog-

in fjonte al

primo tomo del

giacque alle vicende politiche delle

faloiTO

della biblioteca del defunto.

due invasioni

francesi

di

R.oma
l'eser-

JVel

numero

poi

1986

del

Diario

nel 1798, e nel 1809,

onde
al

di

Roma

riportata la bella iscri-

cizio dell'uditorato rest perci nella

zione

posta nel
dal

deposito eretto al

prima epoca sospeso sino

i8oo,

conte Francesco suo fratello per cura degli esecutori testamentari, con
l'efligie

defunto

nella seconda

mio
VII,

sino al 181 4' In P'cdi sue virt il Pontelce Pio


nel concistoro degli
lo

somigliantisdal

8 marzo

sima scolpila
te

in

marmo

valen-

1816,

cre cardinale dell'ordine

scidtore Cristoforo Prosperi, esil

de' preti.

Impedito da infermit di
nelle ore

sendo
le

disegno e l'esecuzione delparti del

altre

monumento

del-

lo scalpellino

Ravaglioni.
li

pomeridiane di giornea ricevere la l^erretta cardinalizia dal Papa, questi in vece


portarsi
tal

GARI31S o
scovile della

ARDE. Sede
la

ve

nella sera gliela


di

mand

per mezzo
Pentini,
le

provincia di Numidia,
ine-

monsignor
veci.

Francesco
Pontefice

nell'Africa tiopoli di

occidentale, sotto
Cirta.
:

qual delegato apostolico a farne


sue

suoi
al

vescovi

concilio di
a

conoscono tre Vittore che trovossi Cirta nel 3o5, e in


Si

Dipoi

il

gli

as-

sa di

segn per titolo cardinalizio la chies. Anastasia, annoverandolo


congregazioni cardinalizie

mandato

Roma

dai donatisti, per

alle sagre

presiedere in quella citt alla loro

de' vescovi

regolari, del

concilio

GAR
della disciplina regolare, e del

GAR
buon
nll'ove.^l

173

governo;

indi

lo

die in
di

piotelloie
s.

airarciconfrateinila

ftlaculo.

con un distretto lucchese ed il vicariato di Fivizzano. La Garfagnana accerchiata dai monli


disile

Questo
coralo

egregio
dal
le

cardinale,
di

fu de-

Panie, diramazione che presgolfo della

Spagna

Ferdi-

so

il

Spezia

si

slacca

VII della gran croce della Concezione e fu pi mostrato che dato al sagro collegio essendo slato colpito da apoplessia, ed in forza dell'aumentato male, mori a' 27 gennaio 1820. I solenni funerali ebbero luogo nella chiesa di s. Maria in Vallicelia, dove cant la messa di requie il caidinal
, ,

nando

dalla catena degli


sto Ila Ito
di

Apennini: quefu gi

paese

abitato

dai
lo

liguri

apuani, ed un'alta velia

divide dal paese toscano di Ver-

Nelle cavit de' monti si aprono grolle maravigliose, si traggono pure marmi, argille, cristalsilia.

lo,

ec, e dovunque zampillano sasorgenti, e


si

lutari

veggono stagni

De
tali

Gregorio. Indi
del

le

spoglie

mor-

pescosi.

fertile

ed abbondante di
cui ciglio-

defunto furono trasportate


titolare di
s.

bestiame, e sta sul versatolo meridionale dell'Apennino,


il

nella
sia,

chiesa
ivi

Anastala di lui

ed

deposte secondo

disposizione testamentaria, in
alla

mezzo

chiesa con

semplice iscrizione.
Gaeielus.
vici-

GAPiELLA, Gariolia o
cesi

Citt vescovile di P'rancia, nella dio-

ed esarcato di tal nome, na ad Apros, che nel secolo


fu eretta in

XIV
coSisin-

arcivescovato.
suoi
al

Si

del dued limitato all'ovest da un ramo di questa catena ; forma esso la valle superiore del Serchio , e contiene pi di undici mila abitanti. Prezio.se notizie di questo antico dominio pontificio ci diede il dolio Giuseppe Gararapi poi cardilo

ne

separa

dal

restante

cato_,

noscono
nio
si

sette

vescovi:

nale,

nell'opera intitolata Illustrasigillo della

trov

VII concilio
assist
altri
il

ge-

zione di un antico

Garnel

nerale;
di
il

Basilio
;

al

concilio
n'

Fozio

degli

dubbio
settimo

fagnana, stampata in lySg dai Pagliariui


,

Roma
e

dedicala

nome,
al

essendo

Gionel

vanni o

Giovannicio,
concilio di

che fu

i35i
in cui

Costantinopoli

Clemente Garampi principalmente, procederemo


dall'autore
XIII.
al

Pontefice

Laonde

coli'

autorit del

ed Arindino nemici de' Palamati vennero condannati.

Barlaam

alla
lo.

compilazione
Egli dice che

di

questo artico-

Tolomeo anno-

Oriens Chrisf. tom.I,

p.

169.

GARFAGNANA o CARFAGNANA, Coferoniana.


calo
di

Distretto del dudi cui

ver la Garfagnana fra Luni e l'Arno, Lucus Feroniae, il di cui sito fu da Leandro Alberti e dal

Modena,
della

forma

la

Cluverio credulo essere Pietrasanta,


sul
fine cio della
il

parte meridionale, gi dominio tem-

Garfagnana ver-

Sede , avendo Castelnuovo di Garfagnana per capoluogo. Confina al nord col dial sud-est col stretto di Reggio vicariato toscano di Barge, ed il ducato di Lucca al sud-ovest col vicariato toscano di Terra-Santa, ed il ducato di Massa - Carrara ed
porale
santa
;

so

mare.

contigui monti furo-

no in alcuni monumenti chiamati Montes Feroniani e il Luco sud,

detto
/iiiniy

Lucoferonia

Caferonia-

onde sembra verosimile che nome di Garfagnana, altronde il non sia derivato che da Lucofc' ronia, la quale poi si corruppe in

174

GAR
li*<simi altri

GAH
dispose,
io;3.

Caferonanuin, e finalmente in Caftirnanuni, e Carfagnana. L' intro-

al

patrimoni della Chiesa pi Benedetto X del


i

duzione e stablioiento della nostra


volgar lingua, pi vicini

Tnlti

luoghi nentovati eterre e chiese in

mut
la

ne' secoli a noi

rano masse,
vali

corti,

con

sostituzione

del

luoghi

della

provincia

con
in

al

C,

il

nome
In

della provincia di

dominii o
tutta

giurisdizioni

sovrane

quanto al sigillo illustrato, esso un sigillo pubblio del popolo di GarHignana ove
,

Garfagnana.

l'estensione

della

medesima.
al-

Chiunque per
mi
(

altro

rilletler

l'ampiezza ed estensione dei domidella

nelle sue lappresentanze

vollero gli

gran
lei

Contessa

MatUdt
in

uhilanti
e
le la
i

denotare l'universit
casleili,

loro
del-

fedi), facilmente verr

cogni-

propri
figure

e per

mezzo

zione, che a

appartenesse anche
Coiiiilissa

del

Papa e

de' cardinali

questo della Garfagnana, dicendola

Sei\e apostolica, alla cpiale prott'ssavano allora divota soggezione


V.

Leone
fine et

Ostiense

Ligii-

Tusciae, e che Ligunain ci

ubbidienza.

Tusciain proviiicias

Gregorio PaR.

Da
ta

antichissimi

tempi
in

la

san-

pae
sime

(il

VII)

et

E.

devotis-

Sede

possedette

Garfagna-

na tondi propri, e giuri>dizioni, che 192 Cencio camerien go della santa Sede, raccolse in un
neir anno
i

Pi specialmente lo dichiara Giovanni Villani, ove parobtidit.

lando degli

stati

della contessa

Ma-

tilde, scrisse:

dieesi elie

Garjngua-

suo registro,
rie

in
ai

un a

varie

memoegli

spetlanti

dominii e rendite
in-

della
in

camera apostolica. Scrive im Ionio, cio in un rotolo

na et In maggior parte del Frignano fu suo. Infatti Federico 1 in un privilegio concesso nel 11 HI al

comune

di

Barga, luogo della Gar-

scritto

Papa

Benedictus

e legge-

fagnana, promette di far loro mantenere dai nunzi , quos in Karflgnina pr tempore conslituerimus consuetudines bonas et jura , ijuae praedecessores vestri Bargenses liahuerant tempore fel. meni. Comilissae Mnthildis. Questo aduiupie il titolo, per cui la Garfagnana pot appartenere alla Sede apostolica,
,

vasi
rii

aver esso dato in locazione vapatrinionii

ch'erano

nel conta-

do lucchese, e specialmente vi nomina terre in Salduclo Sexto Brancalo, Diraizano, Fividalio, De,

sa

cimo, Boio, Anelano, Controni, CaBasciana , Cisarana , Miliana


,

Bargana, Castellione, Colle, Siliquano Piscaria e Gragno. Dura


,

cio

come una porzione

del

ricco

tuttavia con pochissima diversit la

patrimonio della

contessa Matilde.

denominazione di Gaifgnana, o nei

tali

luoghi

nella

territorii di

Luc-

cato di

ca e Modena, ne' quali questa contrada si estende. Essi sono Saltocchio, Serti , Brancoli, Fivizano,

Decimo, Roggio, Anchiano, Controne, Casabasciana, Cisarana,

Mi-

liano, Barga, Castiglione, Colle, Si-

QuanPapa Benedetto forse sar rVlII del 1012, il quale di mollieo,

Pescaglia e Granganello.

to

al

altrove, che nel pontifiGregorio VII, e sino dall'anno 1077, (juesta gran donna benemerita della romana Chiesa, come cant Donnizone, Propria clavigero sua suededit omnia Petra j Fanitor est caelis suus hatres ipsaque Petri; Accipiens scriptum de cunctis
s.

Notammo

Papa

benignus.

, ,

GAR
Ma
pei elle

GAR
di

175

r islromenlo di ilcUa
disperde,

donazione nelle gravi turbolenze


que' tempi squale II,
rinaovai-la
si

num. 6, ed rerum italic.


pag. 240.
In
fatti

il

Muratori, Scriptor.
toni.

HI,
i !

par.

l,

perci nel-

l'anno IOI2, nel pontificato di Pal'eroica

contessa

volle

zo

II,

nell'anno 33 Innocendopo avere a'4 giugno coro-

in presenza

del cardinal
,

nato

Bernai'do

legato

apostolico

espi-i-

stillo

nieiido di donare, lain ea quae ex hac parie montis cio in Italia, cjuam quae in idlramonlanis partibus habeo quani quae in poste, ,

imperatore Lotario II, invede' patrimoni della contessa Allodiuni honae memoMatilde
:

riae comitissae Mathildis,

quod

uli-

que ab eo b. Petro consiat esse, collalum^ vobis commitlimus, et per

rum Deo propitio acquistura suin, come leggesi nel!' isliomento medesimo, soggiunto
ai

annulum
ut nis

investimus j ita videlicel


et

100

libras argentis singulis an-

codici

del

j)oe-

nobis
et

successoribus

noslris

ma
cio

di

Donnizone, inserito da CenCamerlingo nel suo registro

exolvas,
prietas

post tuum obiluni proet

ad jus

dominium

S. R.

ed espresso a eterna memoria in una lapide, di cui prezioso frammento fu trovato l'anno i63i nel pavimento delle grotte vaticane dove anche al presente si conserva,
,

Se ne diploma nel Labb lom. X, Concil. col. 49^^ ^ "^' Baronio all'anno II 33, num. 3. Morto nel
E.
integritate revertalur.

cum
il

legge

II

37 Lotario
II

II,

il

medesimo
nello

In-

come rimarcammo nel voi. XII, p. 289 del Dizionario. Il Garampi riporta il frammento come l'istro,

nocenzo
viera,

ne

invest

slesso

modo anche

mento a
la

p.

7 e 8, ove
,

si

legge, che

Enrico IV duca di Bagenero del defunto. Divenuto per imperatore Federico I, nulla

pr remedio animne meae , et parentum meorum dedi et obtuli Ecclesiae s. Petri per iute rvenlum Domini Gregorii Papa e eie. Mor la pia e possente principessa nel iii5, e non ostante le due amplissime donazioni fatte a
coDtessa
,

la
st

giustissimi curando romana Chiesa, nel


i

diritti del1
1

53 inve-

degli

allodi

della

contessa
del

Ma-

tilde

Guelfo

fratello

duca En-

rico

IV,

il

quale

perci s'intitolaetc.

va

Marchio Tusciae
comitissae
nell'anno
i

domo
sti

Mathitdis.
1

Dominus Queai

s.

Pietro, l'imperatore Enrico


colla
lei,
s

si

poi

66 concesse
,

rimise

forza

in

possesso

dei

hit:(hesi,

omnem

jurisdictionem
et

beni di

feudali

che
si

allodiali.

jus Marchiae

pertlnentem

ad ad

Con

questo

nuovo
scissure

fomento
tra
il

vieple

domum

comitissae fliathildis, intra

pi gagliardamente
deplorabili
zio e

accesero

sacerdo-

sex milliaria Lucensis Comitatus. Non ommisero per romani Poni

r impero ; ma in seguito nel 1122 il medesimo Enrico V pacificandosi col Papa Calisto 11, si obblig di rendere a
sionis et regalia,
s.

tefici

di

reclamare

contro

queste

violente usurpazioni. Nella pace che


tratt in Anagni l'anno 11 76, plenipotenziari di Fepiomisero derico I ad Alessandro III, di restituire alla santa Sede terram comisi
i

Pietro posse':-

quae a principio

hujus discordiae usque ad hodierdiem, sive tempore patris mei, sive etiam meo oblata sunt, come

nam

tissae

Malhildis
,

ma

ci

non

fu

poi osservato

riporta

il

Barouio all'anno

iiqi'j,

onde continuarono vigorosamente le loro istanze a F-

17G
dciico
I,

OAU
Lucio
III

GAR
1

nel

18

in

Vecit-

lonn, e

Libano in
;

nt'H' islessa

t poco dopo

ma
lei

senza

clic

l'imil

nomine nostro. Ma OUonelV appena ricevuta in Uoma da Innocenzo III limperial coron,
lepcldf,
a'
'}.']

peratore
possesiso

volesse
delle

mai dimettere
re

settembre
fatte,

o
di

ai

ottobre
le

suddette

che

1209, dimentico
messe
cepta.
et
etc.

tulle

pro-

anzi
le
\

alla

sua
di

mani

morte rimasero nelEnrico VI suo Tii^dio


193
et trasfer in

pety'nrando enepil haet

bere irrita,

K'rtnia

omnia prac-

quale nel
Tusciae^

Filippo
lo-

di Svevia
tins

suo

fratello

dominiiun

domini Papae, et infestare minnere omnia jura Ecclesiae,

terram
i

d. Matiildix.
al

Tandem

d.

Papa enm

exeoet

Ma
sua

poi giunto nel


vita,

197
di

(Ine di

mnnicavit. Per Lomlardiani,

per
la

conoscendo
nel

avere fino
l'al,

Tnsciam
i'il.

Oddo impero tor hiemar imperatore

allora
trui,

indchitaraenle usurpato

Partitosi
a'

per

ordin

suo

testamento
al
,

che delta terra si restituisse pa ed alla Chiesa romana


si

Pa28,

come
n.
III

3o di ottobre pass a s. Miniato, dove segn un diploma per la chiesa di Ravenna; ed ai


Toscana,
i3

legi^e

in

acta fniioc. Ili,

novembre
i

era gi in Lucca, doin

ivi p. 49'>-

Quindi Celestino
III

ed

ve

consoli di questa citt

sua
uo-

Innocenzo

con

(elice

successo

presenza, e forse anche per espresso suo ordine,

andarono ricuperando a poco a pocon che patrimoni ricordati co vincita pars Tu.icioe, quatn idem
i

liberarono
e

gli

impcrator
slidernit
dila.

et

praedccessorcs sui abPontificibus, red-

Versilia da qualunque soggezione, che avevano (ino a quel tempo prestamini della Garfagnana
di

Romanis
Celestino

est

Siimnii Pontifis.

chiara

cis, videlicet

Aqiinpendenle,
Qtriciis.

Chri-

stina, et Alonsfnliscoriim, et

cofattm, et

s.

RadiD'Innocendella

comune, siccome lo dislromento che il Garanipi riporta a p. ti. credibile che r imperatore cos disponesse o prota
al

loro
lo

curasse, col palliato pretesto di

li-

zo

III

poi

racconta

l'autore

berare dette terre da ogni indebita


servit
,

sua vita, che per


ioc

Icgatos suos

ad

di

restituirle
;

poi

alla

specialiler

destinalos

reqnirc-

Chiesa

romana

ma

con

segreta
il

hat terram comitissac a civitatibus detinenlibns eam^ e che non volle infeudarne che certa porzione al

intenzione di
possesso.
erasi

ritenersene per s
tal

Un

disegno per non

fors'

anche

ben
ai

chiaramente

vescovo di Mantova, come infatti n'esiste sua bolla dell'anno i2o4, data dal Lalerano 1 id. maji. Nel 1209 l'imperatore Ottone IV di nuovo conferm in perpetuo
alla

manifestato, avendosi lettere d' In-

nocenzo IH, che


I
I

3i di ottobre,
scriveagli senza

novembre

santa
,

Matldldis
Spira
naldi
I

Sede terram comitissac con diploma dato in


aprilis,

kal.

presso

il

Ri-

num. io:
al

e a questo erfetlo

sped in Italia

Volchero patriarca
quale
scrisse
il

verun segno palese di malcontento. Ma poco tard a scoppiare il suo mal animo , e Tolomeo da Lucca registra in questo stesso anno un giuramento, che i lucchesi si fececero prestare per omnia castra Garfagnanae, di pagare al loro co-

d'Aquileia,

Pa-

mune

dazi

e le collette,

secun-

pa inculcandogli, ut terram d. ihildis ex mandalo praedicli

Maregis

duni qiiod Luce.nse comniune poneret , il che non si sar

imfattp

GAR
senza
la

GAR
te

177

connivenza o approvazioimperatole.
Cos pure nel
al cosi

ne
1

tleir
1

5 castra de Garfagnana fece-

nini

juramentum
di

fidcltads

mune

Lucca.

fnalmenle

ha, che nel 1227, Castilionum de

procedura dei suoi ministri, dichiarando nulla ogni distrazione o concessione che fatta si fosse, tam de ducala Spoleti j terra comilissae Maihildis , quain de aliis quae b. Pelri patriogni
,

disapprov

Garfagnana a
tiir

luceiisibiis

deslrui-

monio
sped
ra ad
reSj
i

pertinere
vescovi
di

noscuntur.

Anzi
Spi-

in februario, ubi fueriinl devi-

Metz e

di

cti

Pisani et Garfagnani

et

Filine

ammonire

quoslibel delenlO'

conihiistae.

In

arx de Mozano
biis,

martio capta fiat cimi ninltis homini-

etc,

ad

resignaiioneni cornila'

lus, terrae, et

poderis

quondam
nostrae

co-

qui juvabant Cathanos.


i

mitissae Maihildis^

faciendam

S. R.

romani PontefiOnorio III suo successore, non mancarono di usare


Intanto per
ci

E.

venerabili

mairi

ad

Innocenzo

III,

quam

pertinet pieno jure.

Dato a-

ogni diligenza per la ricuperazione


di

questo e di
della

tutti

gli

altri

patri-

moni
alla

Sede apostolica. Fecero


II

giurare a Federico

di

restituire

medesima
nel 12 19,

la

terra della coni

tessa Matilde,

prima nell'anno
e

3,

pud s. Leonem 8 kal. octobris an. 1220, presso il Baluzio Misceli, tom. I ed il Dumont, p. 44^ Corps Diplom. tom. I pars I p. 161. Avea Onorio III spedito A latrino suddetto, ed indi ai 4 settembre 1220 R.inaldo altro suo suddia, , >
,
,

indi

finalmente

nel

cono
segna

acci avessero dal mentova-

Molte ne ricuper Innocenro III, che nel 12 15 a' 7 di settembre invest a Salinguerra di Ferrara moltissimi luoghi de terra
1221.

to vescovo di
delle

Metz presa
terne

la
;

con-

suddette

ma

quondam
logna,

clarae

memoriae

comilis-

sae Mnthildis

nelle diocesi di

BoI-

Modena, Reggio, Parma, mola e altre, coli' annuo censo quaranta marche d'argento, e
stesso

perch questo sotto vari pretesti ne diferiva l'esecuzione, dopo di avernelo ammonito con lettere dei 5 agosto, torn a nuovamente pregarne Federico II, acciocch adempisse id,

di
lo

quod

regio privilegio, robo,

ralo subscriplionibus principum alias tuis


tera
litteris proniisisti,

et

prile

conferm nel 12 17 a' 17 aOnorio III, il quale per

con

le-

data
III

in

Orvieto.
il

In

edotto
di

volle
pi

se ai

smembrarne castelli di CarMonte Baranzone che concesmodenesi; e nel 1222 infeui

Onorio

ricev

possesso

molti luoghi e terre della Toscan.,


e in ispecie di Vallese e di

Baiga,

d Medicina

ed

Argelata

luoghi

e ne invest Alberto conte di IMan-

ad Enriperch i ministri imperiali andavano a poco a poco invadendo e occupando didella stessa provenienza,

gona, e di altre Az.one di


no, coir
e

Fiigna-

co di Paragnano.

annuo censo
,

due bracchi

un astore con diploma dato


di

dal Laterano.

ritti

le

terre della Chiesa,

Ono-

sta infeudazione insorsero poi


vi

sped Maestro Alatrino suo suddiacono e cappellano a Federirio III

contese
il

fra

Per cagione di quegrail comune di Bolo-

gna, e
castello

detto conte di
assai

Mangona,
Mugello

co

li

in

Germania,
lettera
,

il

quale con

forte

nel

una lunga
a'

data in
r

Aganoa

controversie che Onorio III


se

commi-

6 settembre del
VOL.

r),

pienameu-

a Maestro

A latri no
12

di terminare.

xxvui.

lyS

GAR
tu

GAR
meno
solleil

Gregorio IX non

preside

pontificio

Rccloris
effetto,

Cadap-

cito de'predecessori, in riacquistare e patrimoni della santa diritti i

farnnani. Ci fu senza
poich
di
si
i

lucchesi accesi
i

sempre pi
loro ecces-

Sede, e

ad

esercitare

dominio

furoie aggravarono
fino a
gli

giurisdizione nelle terre di Matilde.

incendiar
altari, la

le

chiese, a

ro-

5 di maggio 1277 conferm Carpi, e castelli di ai modenesi Monte Baranzone coll'annuo censo
Ai
1
i

vinare
gni
il

profanare o-

cosa

Pontefice
togliere

pi sacrosanta. Onde venne alla risoluzione


loro

di

sessanta lire di

piovesini del se-

di

effeltivamentc

la se

novembre ordin l'infeudazione della corte di Quaraalola. Nel seguente anno 1228
nato. Ai

3o

di

cattedrale,
fino ai

la

sede vescovile

i5 agosto
di
tutti

1280 non
questi

aveseccessi

sero

dato

avendo Gregorio IX spedito in Toscana Cencio suo cappellano e suddiacono,


il

conveniente soddisfazione.

Non

ob-

bedirono

lucchesi,

anzi

moltipli-

te all'ubbidienza

quale ridusse finalmennobili e baroi


, i

carono
se e
lo

loro eccessi contro le chiestato


clericale

della sfessa

ni della Garfagnana

quali a'aS

loro citt,

sicch Gregorio

IX

fu

novembre giurarono solennemente


fedelt alla santa Sede, con la for-

costretto di

venire finalmente suo

malgrado
nacciato
del
di

alla

esecuzione del
e
ai

mi-

inola riprodotta dal Garampi a p. i4 e seg. Cencio seguit a risie-

decreto,
ripart
fra
i

27

marzo
diocesi

dere in queste contrade colla qualit di Rcclor Carfanian, e se ne ha menzione in una lettera di Gregorio lXde'27 settembre 1229.

i23i Lucca
di

tutta la

convicini

vescovi,

cio

Pisa,

di

Firenze, di Vol-

terra, di

Luni, e

di Pistoia, affinch

nelle rispettivamente assegnate porzioni

Ma

lucchesi,

quali col

favore

avessero amministrato

ai

po-

aveano gi usurpato il possesso della Garfagnana, mal soffrendo una tale perdita, andavano in varie guise infestando, e usando ogni violenza contro quei sudditi della santa Sede: che per Gregorio IX da Perugia ingiundegl'imperatori
si

poligli ecclesiastici sagramenti;

quan-

to poi
s

al

della

spirituale,

governo, e all' esercizio che della temdella


citt

porale
diocesi,

giurisdizione

e
Fi-

deput

il

vescovo di

renze, affinch l'esercitasse a


della Sede apostolica,,
sce dalle lettere

nome

come

appari-

se ai

20 agosto del 1229

al

ve-

pontifcie

pubbliseg.

scovo di Lucca, d'intimare a' suoi cittadini, che se non avessero subilo riparato i danni fatti, e data conveniente soddisfazione a Cencio rettore della Garfagnana, avrebbe sotprovincia dalla spitratta questa
rituale giurisdizione della chiesa di
uscire dalla citt
il

cate dal

Garampi
Laterano.

a p.

18 e

date dal
la
p.

In seguito Gregorio

IX con
di

bol-

che

il

lodato scrittore riporta a


il

2 3, priv

capitolo

Lucca

tlell'uso

della mitra, e di ogni altra

prerogativa, che godeva per benefidella Sede apostolica. A' 24 settembre l'arcivescovo di Pisa ot-

Lucca, e
clero e
il

fatto

cenza

vescovo,

siccome

si

leg-

ge nelle lettere che il Garampi ci d a pag. 16. In questa lettera i garfagnanesi sono chiamati nostro-

tenne anche
risdizione

l'esercizio

della

giu-

vescovile

nella porzione

della diocesi assegnatagli;

ma

l'amdella

rum

fdelium

de

Cafarnnnno, ed

niinistrazione

delle

icndite

GAR
chiesa fu

GAR
si

179 due
castella di

data a Opizone arcidiae

fece assegnare le

cono, e a Guglielmo primicerio,


indi all'arcidiacono
si

Aquilata
in

surrog Cor-

e Castelnuovo da tenere pegno per quattro anni, per la


di

rado canonico. In questo deplorabile stato rimase la chiesa di Lucca sino all'anno

12 34, cio fino a


i

tanto che

ravvedutisi

lucchesi di

tanti eccessi

commessi, e contro la
la

Chiesa, e contro
si

Sede apostolica,

quattro marche d'argenformola che il Garampi terproduce a p. 27. Ma perch mini coi quali il comune assegnava le sopraddette castella in pegno al nunzio pontificio, sembrato,

somma

con

risolvettero di riconciliarsi colla

medesima. Spedirono dunque due ambasciatori al Papaj esponendogli che quanto ai danni fatti alle chiese, eransi composti col clero; e che quanto alle castella quae in Carfaniana detinuerant occupata le avevano gi restituite; onde sup,

non
i

rono a Gregorio IX equivoci, e abbastanza chiari, quasi che


lucchesi
stessi

volessero custodir-

le
cii,

requisizione de'uunzi pontifi-

plicarono
tuzione
di
Il

tanto
della

per

l'

assoluzione
la

delle censure,

quanto per
dignit

resti-

vescovile,

o avessero separatamente convenuto d farle custodire da persone loro suddite, disapprov il fatto, volendo che una tale custodia si dasse effettivamente a Bernardo canonico fiorentino; quanto a quello per che risguardava la concordia fra
i

ogni

altro

Papa

perduto privilegio. ordin che intanto fino


12 34 facessero
tre-

lucchesi e garfagnini, lodel suo nunzio,

d l'operato
ta

come

al

Natale del
cauzione

di tutto apparisce nella lettera daio

gua
nea

coi garfagnini,

prestassero idola

Spoleto, presso
3o.

il

Garampi
ubbidirono
a
tutti
gli

per

somma
fiorini
,

di
(e-

a p.

quattromila marche di argento


quivalenti a ventimila

In
ordini

sequela
i

di

che,

os-

prontamente
del

lucchesi
;

sieno altrettanti degli odierni nostri


zecchini^ e forse a qualche cosa di
pi), esibissero venti ostaggi, e fa-

Papa

a*

4 settembre
si

due

principali cittadini

obbliga-

cessero

un ampio giuramento
tuttoci che

di

ob-

rono di pagare per il loro comune ogni mese, per lo spazio di anni quattro, lire venti

bedirlo in
loro

egli avesse

della loro

mo-

ingiunto;

sicch ai 5

luglio

1234, Gregorio IX commise a PieGuarcino suo scrittore, di esaminare e ricevere le cauzioni e sicurezze che date avrebbero, per all'assoluzioindi poter procedere ne delle censure, come si legge lettera spedita da Rieti a nella Pietro, addotta dal Garampi a p. 25. Pietro a'26 luglio convoc nella chiesa di s. Martino il clero, e
tro di

neta a Bernardo canonico fiorentino, per le spese della custodia delle menzionate due castella, con istromento che leggesi loco citato. Poco dopo ed ai 4 ottobre, il nunPietro da Guarcino zio pontificio intim al comune di dover spedire al Papa gli ambasciatori, con ampio mandato di soggettarsi a ogni comando e ordine suo, con

lettera riportata

a p.

3i, leggen-

giuridicamente

lo

interpell

sulla
il

dosi nella seguente l'atto col quale

composizione che tra esso e

codi

segu la consegna delle

due

ca-

mune

dicevasi
il

seguita:

dopo

stella.

Scorsero in appresso due anil

che convocalo

general consiglio,

ni,

senza rhe

Pontefice spiegas-

i8o
se ancora
le

CAR
sue intenzioni, riguar-

GAR
ga
lontano,

non

prendino n

fo-

do

alle
i

soddisfazioni

lucchesi. E vevano che in questo tempo abbia vohito

che dar doda credersi

mentino parte alcuna.


sioni
i

Le

posses-

Lucca,

sentire tutte

le

loro scuse
,

querele, rap-

presentanze dere
in

per

proceaffare

questo

gravissimo

con

tulta

maturit. Al fine volenriconciliata citt


le

che garfagnini tengono in o loro permettano tenerle in pace, o gliene rendino il prezzo. Sopra poi le altre possessioni che sono costretti a comprasopra il pedaggio, e sore e
,

do
i

restituire alla

pra

castelli

che

dicono avere

primieri onori,

reintegr

a'

12

lucchesi

nel

distretto della

Garfi-

dicembre i236
le,

la

dignit vescovi-

gnana, determinali da lettere apostoliche,

ne destin pastore

maestro

e
la

privilegi

d'imperatori,

Wercio, ch'egli loda grandemente con lettera spedita dal Laterano. Indi Gregorio IX rivoc tutte le facolt, che gi date avea ai convicini

ricercata
di

verit

senza
dati

strepili

giudizi,

da
e

giudici
il

dalla

Chiesa, decreter
sar
giusto,
i

Papa
Circa

ci che

lucchesi

vescovi, per l'esercizio della

tenuti ad osservarlo.
ni

saranno dani

spirituale giurisdizione nella diocesi.

poi e le
ai

ingiurie fatte alla Chiesi

finalmente
al

ai

i5
di

maggio
Firenconivi

sa ed

garfagnini,
della

riserva alla

1287 ordin
vocati
i

vescovo

provvidenza

ze di portarsi a Lucca, ed
consoli, consiglio e
le

popolo
soddis-

Sede apostolica soddisfazione da decretarsi. lu la lucchesi peimetteranno che fine


i

esporre e dichiarar loro


fazioni,

liberamente
li

si

riedifichino

castel-

che dovevano dare in vi gore del prestato giuramento. Leggesi nel registro tutto
il

della
".

Garfagnana, quando sopra

ci sar
lico

emanato

1'

ordine aposto-

tenore degli

ordini pontificii

fi-a'

quali, tralascian-

do

che spetta propriamente alla chiesa di Lucca, quanto alle cose della Garfagnana, cos'i si dispone: " Perci ordiniamo che conservino la perpetua pace con tutti
ci
i

garfagnini; che

ivi

non
che

esercitino

Tulta volta poco tempo scorse, lucchesi tornarono di nuovo che a inva<lere questa provincia. Scrive Tolomeo, che nel 1240 r.uin ninrchione Palavcino totani Garfagiianani occuparunt. Sembra per che per poco la ritenessero, meni

alcuna
gli

giurisdizione;
gli

tolgano

dal bando
altri

della

uomini di Baiga, e Garfagnana, cosicch


la

sieno sicure per


to di

citt

distiet-

1246 *!' nuovo iveriinl in Gaifagnanani armata mano contra Calaneos, qui amputaverunt manuni cuidani notano Incensi citre nel
vi

che
chesi

Lucca tanto le loro persone, loro beni. Di pi che i luc-

rat candelani
cis

non

sieno pi
della

giudici degli

de dieta ragione quia portalead luminaria s. Cru: propter quani causani pivvoIncensis

abitanti
Il

Garfagnana, e che
e societ fat-

calns
et

populuSy

conibussit
vi'

sciolgano

dai giuramenti, fedel-

destruxit multa villas, castra,

t, patti, obbligazioni
te in pregiudizio

della

Chiesa

ro-

neas, sylvas, et nemora, espressioni per che piuttosto c'indicano

mana, e della libert della Garfagnana. Se nascessero discordie nella

Garfagnana,

ci

che

il

cielo ten-

una scorreria e un saccheggio, che una vera occupazione o reale possesso. Anzi nel 1249 la Garfagna-

GAR
na era tuttavia adeieiite
apostolica,
alla

GAR
Sede
i

181

scrivendo il medesimo Tolomeo, che Fridericus II mperalor vidc.ns lucano!^

favere

Inno-

camminassero d'accordo, tanto coi garfagnini, quanto col Papa, cacciando ministri imperiali dalla Garfagnana: ma Federico 11 trov bene
il

GarfaBonncursiuni de PaduTane lucenses procuraverunt le. ipsiiii cecidi per niarchionem, et Caerant tane ta/ieos praefalos qui amici laceiisium, et Papa e. Eodein anno Palavicinas marchio de Garcenilo

IF', iterato mittit in


d,

modo

di

cattivarsi

l'

animo

dei

gnanain

o sia che facesse cedere da Corrado suo figlio i diritti su


lucchesi,

questa

provincia
di

come pu nou

oscuramente

raccogliersi dal fram-

mento
sia

Tolomeo accennato, o
il

ch'egli stesso ne l'investisse,

fagnana
jcilio

expellitur per lucenses, et

che

sembra
che
di

additare in una
leggesi

sua

niarchionem Bernahovem , ciim aiiCafaneorum. Mancajio qui al-

lettera,

nella collezio-

ne
di

quelle di

Pier delle Vigne,

cune parole
lomeo,

nella

cronica di Tose-

colla

quale

conferisce ai

ma

dal

frammento che

Pisa

e Lucca,

comuni Lunaesanani et

che il re ;ue sembra indicarsi, Coirado figlio di Federico II fosse dal padre investito della Garfagnana, e che poi ad istanza sua medesima ne cedesse ai lucchesi il dominio: cui dominio dictus rex
Tversus cessit,
derici

gli

Garfagnanensem proviiicias, ch'eavea gi prima donate a suo


11

figliuolo.

fatto

si

fu
i

che o in

un modo o nell'altro lucchesi nel i25i avevano gi invasa di nuovo la Garfagnana, e usurpati violentemente diritti della Sede apostolica, sicch Innocenzo IV a' 17 febbraio, querelandosi dei loro atteni

ad
in

instantiam Friet

II

patris
ut

sui,

concessit

lucensihus,
scribitnr

registro
terlio

Incensi

etc.

De

(cio
II,

del

tati, scrisse
il

terzo

figliuolo di

Federico

che

Garampi
il

da Lione ci d a

la

lettera

che

p.
i

36. Seguisuoi sfor-

chiamavasi Enrico padre di Corrado d'Antiochia ) tradunt aliqui,

t
ai

Pontefice a fare
la

per

ricuperazione della Gar-

quod

fuit

dominus Garfagnanae
est di cluni

sed melius
cio del re

de secundo,

to poi all'uccisione di
ufficiale

Corrado suddetto. QuanBuonaccorso di Federico II, che Tolodetto


essere
stata

fagnana fino all'anno \i5\, in cui sperando forse di meglio spugnare i lucchesi colla pazienza che
col

rigore,

scrisse

al

vescovo di
Assisi,

Firenze una lettera da


leggesi
di

che
in-

meo

avea

pro(
i

pag.

38.

Quel che

curata dai

lucchesi e Cattanei
i

Cattanei o Cattani erano capitani o baroni o signori investiti di qualche luogo del principe, e perci
suoi vassalli) della

ne seguisse in tante turbolenze , alle quali in que' tempi fu soggetta la Chiesa e l'Italia tutta, dice il Garampi che non giuna sua notizia.

Garfagnana nel

se

Nicol
fece

IV
nel

nella

1249, sembra ch'ella non si effettuasse che nel i25o, scrivendo in questo anno, che d. Bonacursus occiditur in Garfagnana per niarchionem Bernabovem et Calaneos,
consentientibus
lucentibus.

enumerazione
delle
la

che

1289
che

rendite,

frutti,

e censi,

santa Sede possedeva in vari luo-

ghi, Provincie e regni, ne


l'

annoveanche in Garfagnana, come si

Sin

qui

pare

che

lucchesi

legge nel Bull. Rom. tom.III, par. 2, p. 52; o sia che ne traesse an-

i87.

GAR
rono delle
p.

GAR
zulFe.

Cora da vari fondi, chiese, comuni,

Narra

il

Novaes
Vili,

particolari
;

persone

de' censi

an-

nelle Fite de^ Pontefici, tom.

nui

sia

tavia

in

che si conservasse tutqualche parte di questa


1'

49j che Gregorio XIII per mostrarsi qual era padre comune, sped

provincia
alla

immediata
sia

soggezione finalmente

santa
il

Sede; o
la

che
i

Papa
che

volesse ivi preservare

diritti

Chiesa

avea sopra

delta provincia,

poc'anzi perduti.

duca Alfonso li il veCava Cesare La Magna Cardona, con un breve apo."itolico, per mezzo del quale il duca, siccome bramoso di compiacetosto al

scovo della

Conchiude l'eruditissimo Garampi, che certissimo che nel 1227


popoli e signori della

re

il

Papa, cess
ai

di

fare

ulteriori
l'an-

danni

lucchesi. Questi

per

Garfagnana passarono sotto l'immediato dominio e governo della Sede apostolica, e che sebbene con varie vicende vi si mantennero sino circa l'anno i5i, questo adunque il tempo nel quale egli giudica sia stato formato dai garfagnini il loro
sigillo,

no 1602 ruppero la pace, e suscitarono una lite contro il duca di Modena Cesare d'Este, che si cambi in guerra crudele, la quale ter-

minossi mediante la decisione dell'

imperatore Mattia, che nel 161H

conferm agli Estensi la Gaifagnana. Questa provincia era stata occupata dai fiancesi nel i5o4, indi

col

quale

fecero

pubblica

protesta di riconoscere che il Papa era il loro padrone, e ch'era inoltre

venne
nei
lo

restituita

agli Estensi.

Fece
seco-

primi
parte

anni del corrente


del regno
italico,

un buon padrone, a

differenza

poscia

degli altri, a'quali

erano stali fino allora soggetti, sebbene come patrimonio della contessa Matilde doveva devolversi alla romana Chiesa.

del

principato di

Lucca, con de-

creto di

Napoleone de' 3o marzo 1806. Alla pace generale, dopo il i8i4 la Garfagnana rientr sotto il

Da

altri storici

si

rileva

che al-

possesso de'suoi antichi signori.

La

lorquando era Lucca tiranneggiata da Paolo Guinigi, e che gli fu mossa guerra dai fiorentini, per la
quale e per
te
altri

Garfagnana compone ora


ta

la

quar-

provincia
:

del ducato di
villaggi

Modesul-

na

numerosi
le

occupano
rive

accidenti perdet,

l'erta

circostanti

del

Ser-

dominio e vita trovandosi la Garfagnana abbandonata, e saccheggiata dal pi potente,


si

chio, e fra tutti primeggia Castel-

nuovo,
stra

citt

che giace sulla riva desi-

diedero

di tal

fiume, in vantaggiosa

garfagnini
di

nel

i4^9 a Nicol
di

III
,

tuazione,

formandola comunicazioil

Este

marchese

Ferrara

nedella Toscana col Lucchese. Castel-

dall'anno i446 seguirono varie convenzioni fra


lucchesi,
i

nuovo

capoluogo della

Gar-

marchesi d'Este e quali riconobbero per


i

legittima

la

sovranit

de'

primi.

fagnana : essa murata, ne manca di opporlune fortificazioni. La jegolarit degli edifizi risponde al-

Nate
ca di

nel

i5i7q

nuove
tra

contese e
li

nuove discordie
e la repubblica

Alfonso

du-

Ferrara, Modena, e Reggio, di Lucca pei con-

fini della Garfagnana, la cui valle era dominata d'ambedue, vi segui-

amenit delle vie e dei passeggi. Tuttora sussiste il convento de'cappuccini fondatovi da Alfonso HI duca di Modena, che vesti l'abito giordi quell'ordine, e vi termin
l'
i

ni.

fiorentini

1'

invasero per vo-

GAR
lere di

GAR

183

Leone X, ma poco \i restarono ed il duca di Ferrara Alfonso 1, dopo averlo ricuperalo vi


j

Gargaro, che la sommit del monte Ida. Si conoscono tre vescovi di Gargara Giovanni che sottoscrisse alla
:

prepose

governailo

il

celebre

relazione sinodale di Costantinopoli,


indirizzala al patriarca Giovanni, re-

Lodovico Ariosto. Alfonso II, alti'o duca di Ferrara, costru nelle vicinanze la fortezza che da lui prese il nome di Monlalfonso. Nella provincia di Gaifagnana merita pur

lativamente a Severo d'Antiochia, ed a' suoi settari; Teodoro che in-

tervenne
le;

al

ed

Efraiuj

quinto concilio generache fu presente a

menzione Magnano, montuoso villaggio, che ha vicina la sorgente denominata il Pollone, che scatulisce abbondante da Sassorosso co:

cjuellodi Fozio.
I,

Oriens Christ. iom.


-

p.

704.
o BETH CARME, o Sede vescovile che dagli chiamala ^^rg^erm^, contrada

GARME
GERMA.
arabi

piosi

stallatiti

fontane

cadenti
si

ornano gl'interni meati, e gono belli marmi screziati


colore, dalle viscere de'suoi

trag-

d'Assiria, la quale
t

d' ogni

di

comprende le citAkuka, Sciahar-Kadta, Bua-

monti.

zicha ed alcune altre.

Un

solo ve-

GARBAR. A. Sede
bita,
le

vescovile giaco-

scovo presedeva a tutta questa contrada, sotto la diocesi

nella diocesi d'Antiochia, nel-

giacobita di

vicinanze di Melitene, chiamata

Antiochia.

Costantino

vescovo

di

pure
l'

Carcar, gi

il

castello

piti

Garme

forte della

Siria, sulla

sponda deldel

neh' anno 969, fu esiliato col suo patriarca, per ordine di Nicelbro Foca, a motivo della di lui
ostinazione nell'eresia. Oriens Christ.

Eufrate. Si conoscono quattro dei


vescovi:
le

*uoi

che per

Tolomeo premure di

89, Gosselino

1 1

Iom.
vile

conte di Edessa fu traslatato al vescovato di Samosafa, indi nel


1
i

GARRA
l'Africa
tropoli di

160

i493o bOR. Sede vescodella Mauritiana Cesariana, nelII,

p.

inchiuso nel monistero di Macrona,


i

occidentale,

sotto

la

medei

ed espulsi
vescovi

nipoti

suoi

che avea fatto coadiutori Ignazio


; i

Giulia-Cesarea.

Uno

suoi vescovi, chiamalo Vittore, in-

che accompagn nel 167 Basilio di Cesarea alla visita di sua diocesi;
altro vescovo del
li

tervenne

al

concilio di
s,

Cartagine
nell'

i283, uno di quelche imposero le mani sul capo

convocato da no 255.
dinale.

Cipriano

an-

GARVO oGAVO Bernardo, CarBernardo de Garvo o de Gavo. nacque in s. Liberata, diodi


cesi

d'Ignazio

IV o

sia

Filosseno

Nem-

brod;e Simeone Manemita del 142 i, che poi fu fatto patriarca. Oriens Clirist. tom. Il, p. 1492. GARGARA o GADERA. Sede vescovile della prima provincia di
Asia,

Agen;

figlio

d'una

sorella

cugina di Clemente

che da arcidiacono della chiesa di Coutances in Normandia, a' 19 dicembre i3io


,

nell'esarcato del suo nome,

lo

cre

cardinale prete,

conferens.

in Misia.

Fu

eretta in vescovato nel


fatta

dogli

per
di

diaconia la
de' preti,

chiesa di

.sesto secolo, e la

suffraganea delIda,

Agata
lo

Cavaldimarmo;
Clemente.

indi pastito-

metropoli d'Efeso. Viene situaverso


il

s all'ordine
di
s.

ed al

la

monte

sopra un

Intervenne

ai

pi'oraontorio del golfo d' Adramito.


i'u chiamata

com/.i

per l'elezione di
e

Giovanni
di cai

Gargara dal

monte

XX! l,

dopo

diciotlo anni

i84

GAS
il

GAS
corri

^inalato compi in Avignone

a'

i4 luglio i6o4. La sua mefu subito


il

so di sua mortale caniera nel 1828,

moria
gna, e

venendo onorevolmente sepolto nella chiesa de' frati

venerata in Ispa18 agosto 1786 fu da

minori.
(b.).

Pio

VI

beatificato.

GASPARO
Valenza nel
trare
i

BoN

Nacque a

GASTALDI
nale.

GiROL.^MO

Cardiin

53o. Pio fin da fanciullo, di quindici anni voleva enpresso


i

Girolamo Gastaldi nacque


Genova, e
ai

Taggia, nobile castello del


rio
di fu

territo-

domenicani

ma

debitore di sua
gli avea con sembian-

bisogni dei suoi genitori lo costrin-

fortuna
to

propri talenti. Deformae rimasto

sero

ad acconciarsi

per servitore

dal vainolo, che tratto

presso

un

ricco mercante. Cinqii'an-

un occhio,

ni appresso si arruol in una compagnia di cavalleria ma conserv


,

te disaggradevole,

che non riceveva

alcun com[)enso dal suo tratto, perracchiuse ch ruvido ed incivile natura un gran cervello in corpo deforme. Portatosi in Roma meschino sollecitatore delle cause forensi, servendo alla casa Coslagiiti,
,

sempre

le

pratiche
in

di

devozione.

Trovatosi

pericolo della vita in


,

un
di
s.

combattimento
Francesco
di

fece

voto

di

entrare,

sopravvivendo, nell'ordine
Paola. Soccorso

da' suoi
s

compagni rest libero, ma gravemente ferito, che, giudicaulteriormente


sergli

fu

da quella

mandato

ad

esigere

alcuni grossi crediti in Ispagna ed


altrove, con

to incapace di
vire,

tanto profitto

che al

venne accordato il congedo. Ritornato a Valenza preg di essere accettato nel convento dei minimi, e dopo un anno di ferventissirno noviziato, nel i56i pronunzi
di
i

ritorno pot aspirare alla prelatura


nel

pontificalo d'Innocenzo

X.

Fu prima
dari delle

agi^regalo tra

referen-

due segnature, ed
de' suoi

am-

messo
rit

in varie congr-egazioni.

suoi voti solenni. S grani

do dato saggio
di

Aventalenti, megenedi

furono

suoi
rese

pregressi

nella
reli-

essere eletto da Alessandro

virt,

che

si

modello

di

VII, nel
stilenza,

1657, commissario

giosa

perfezione.

Fu

ordinato prete
alla pre-

rale della sanit in

tempo

pee

e celebr la

prima messa
i

senza de' suoi genitori,

quali eb-

amplissimo giurisdizione. In questo


con
carico
acquislossi

potere
credito

dillcile in-

bero
inato

la consolazione

di

vederlo adi

tanto

venerato

come meritava.
restar
fu

plauso, che ne

riport

in guider-

Sebbene
lUTjile

egli desiderasse

done

il

chiericato di camera,

il

ed

oscuro,

elevato alle

conmiissariato
della Chiesa
;

geneiale delle

prime cariche del suo ordine, e divenne successivamente maestro dei novizi e superiore del convento di
Valenza, poscia di quello
di

campo

Ala-

ed oltre a ci al pubblico un sagingegno e zelo gio di prudenza di cui era dotato, di che lasci mi
di

arnn ebbe

dare

quaz

malgrado la sua renitendue volte provinciale. Fu conunendabile per ausleia pe;

documento autorevole,
giuridico-polilico
della

col

trattato
,

za fu eletto

peste

che

pubblic colle Stampe, ove con molta erudizione

nitenza, cristiana schiettezza

ed

as-

ragiona delle cagioni


de' preservativi
usati

sidua orazione. Travagliato dal male


}

di
in

quella,

di

gotta,

sofferse

pazientemente

Roma

in
il

tempo

del

suo

com-

dolori della sua infermit, e

mo-

missariato,

quale trattato merit

GAS
anco a' nostri giorni di essere riTrastampato con questo titolo ctalus de avertenda et projliganda
:

GAT
narrati pregi
,

i85
,

singolare religione

ed ecclesiastica

mimificenza,
di
s.

come
!\]aria

apparisce dalle chiese


de' Miracoli, e di
s.

peste, politico-legalis,

Romae

i83'i

stolioae.

ex typis reverendae Camerae ApoIl Novaes dice che questo trattato in pregio presso pure gli stranieri. Clemente IX, nel cui pontificato

Maria di Monte Santo in Roma, di che si parla al voi. XII, pag. i47 del DzionanOj ove pur si dice quanto a
ci diede
agli

motivo.

esercit

anche
carica

la presiden-

8
in

aprile

Mori in Roma i685, lasciando la

za delie

dogane e
alla

della
di

grascia, lo

sua eredit all'ospizio


tendi

promosse
coiiomo
blico,

tesoriere

de' converBorgo, e fu sepolto nella


s.

generale, che siccome eccellente e-

chiesa di

Maria

de' Miracoli, do-

amministr con somtna provvidenza in beneficio del pubsenza dimenticare


di
a'
il

ve
col

ai

lati

dell' altare

maggiore

so-

no due

depositi,

uno

del cardinale

proprio.

busto in bronzo, opera del cav.

premio mente X
In
di
s.

tante

fatiche,

Clelo

Lucenti, e due Virt dalle


scolpite

bande

12

giugno

1673
la

in

marmo

dal

Raggi, in-

cre cardinale piete con

chiesa

sieme
l'altro

ai

putti posti superiormente;

Pudenziana per minor conto l' ebbe Innocenzo XI, di cui


l'elezione,

titolo,
il

in

successore

egli

promosse

marchese Benedetto Gastaldi suo fratello, pine col busto di metallo dell'artefice
nominato, e le Virt nei lati vennero condotte in marmo dal ricordato scultore con analoghe
zioni.
iscri-

di contro del

che lo fece nel 1678 legato di Bologna, e dopo due anni arcivescovo di Benevento. Se non che la soverchia sua severit nel

punire in Bologna
cinorosi, con

sicari

fari-

GATEDECOoGATEDEGOGuGLiELMO, Cardinale. Guglielmo Gatedeco o Gatedego di Parma, se-

pericolo di aperta

bellione, siccome protetti


ni

patrizi

vati,

da provoc
nel

lui
il

da alcunon poco aggrasuo richiamo in


del

condo

il

Tiraboschi

nella

Storia

della letteratura italiana, fu cardinale, e descrisse le


fici

Roma
ne
di

1684 prima
,

termipas-

vite de'

Ponte-

sua legazione
intanto
al

essendo
di
s.

da

s.

Pietro fino ad Innocen-

sato

titolo

Ana-

zo
Il

stasia.

Nel governare, bench sempre assente, la sua arcidiocesi di Benevento, ebbe largo campo di
fare

Cardella nelle

IV o VI come altri vogliono. Memorie sloriche


I,

de^ cardinali tora.

par.

I,

pag.

risplendere
gli
Il

la
la

sua

liberalit

164, parla di Gatedeco, tra i cardinali di Alessandro II, il quale fu


eletto

verso
del

amici, e

sua carit coi

Papa l'anno ro6i.


o

poveri.

cardinale nei cinque anni

GATTIA, GATIA
l'Africa occidentale,
ville

GATIAXA.
nel-

suo arcivescovato, si prevalse del vescovo d'Ischia per suo vicario, non a%'endo potuto egli risiedervi, perch ne'primi quattr'anni

Sede vescovile della Bizacena

che Commanchiama Gratiana, sufTraganea

della metropoli d'Adramito. Vittore suo vescovo intervenne alla con-

dimor a Bologna come legato, e nel quinto si ferm in Roma per


le

ferenza di Cartagine del


tro
cio,

4'ij ^U
fu Bonifai

gravi infermit che lo

sero alla tomba. Egli

condusaccoppi ai

vescovo

di

Gattia

uno

de' quattro

vescovi

qiiali

i86

GAT
di

GAT
basciatore lo sped a Luigi XII le

portarono nel 4^4 ^^ Unnerico re de' vandali la professione d fede de' vescovi cattolici d'Africa, per
cui vennero tutti esiliati per coniando di quel principe. Si fa pure menzione di Gennaro vescovo di questa citt, il quale sottoscrisse alla lettera

Francia, con cui


saviezza e

avea

contro-

versie di gravi conseguenze; ed egli


Clla sua
bil

fra

prudenza stadue sovrani ferma cona ci


la

cordia ed amicizia, ed oltre

conchiuse
cia

lega tra

il

re di Fran-

del

concilio

Bizace-

e
lo

la

repubblica veneta.
volte

Carlo

no, la quale fu nel


monoteliti.

64

mandata

mand due
qualifiche

ambascia-

a Costantino figlio di Eraclio, contro


i

tore in Ispagna,

cospicue

onorandolo delle di suo consie

GATTINARA ARBOREO
curio,

Mer-

gliere,

segretario
;

supremo caneh' esercit per

Mercurio Arboreo de' conti di Gattinara ove nacque, ovvero in Vercelli, da nobile e chiara famiglia, ebbe la disgrazia di perdere il padre in tenera et, nella quale cominciarono a
Cardinale.
risplendere in lui raggi lusinghieri
d' indole egregia, e
l

celliere
lo

ministeri

spazio di dodici anni, con gran

soddisfazione di quel

monarca ed applauso universale de' popoli, non


facendosi nell' imperiai
corte
riso-

nata fatta
ai

per
podi

virt, cui
s'

in

appresso secondan-

che prima fosse ben maturata ed approvata dal Gattinara, che colla sua destrezza riconcili lo stesso Carlo V,
luzione

alcuna

senza

do,
sti

pi

innalz col suo merito distinti ed onorevoli.

coi

duchi

di

Milano e

di Ferrara, e

Con-

col

giuntosi in
tredici

matrimonio nell'et

veneto senato, che vedevano di mal occhio quel possente sovrano.


Si

anni con Andrietta degli Avogadri, dama di specchiata nobilt,

n'ebbe una

figlia.

Applicatosi

quindi con vivo impegno allo studio delle leggi, divenne


il

pi fadi

moso avvocato

del suo secolo,

modo che
disperate
lui,
i

nelle
clienti

cause anche pi

adoper ancora con l' imperasi determinasse a ricevere da Clemente VII la corona in Bologna, e dalla cui liberalit ottenne in ricompensa parecchi feudi e baronie. Indi ad istanza di Carlo V, bench assente, il detto
tore, perch

ricorrevano
vicine,

a
e-

Papa

a'

i3 agosto

1529,

essendo
del-

non

solo

dalle

ma
la

gi vedovo, lo cre caidinale

ziandio dalle lontane e rimote regioni;

l'ordine de' preti, assegnandogli per


titolo

ond' che
de'

divulgata

fa-

la

chiesa

di

s.

Giovanni a

ma
le

dell'eccellente sua dottrina nelcorti

porta Latina.

cagione della polo travagliava,

principi

Margherita
del

dagra che

di

mollo

d'Austria
similiano
liberto 11

figlia
I,

dell'imperatore Mas-

vedova
Savoia,
lite

duca Fia suo


in-

di

lo scelse

una minor incomodo dei colleghi veniva posta dopo l' ultifacevasi portare ai concistori in
sedia, che per

avvocato, nella
torno
ai
diritti

che

aveva
la

mo
to,

cardinale del suo ordine, rico-

riguardanti

sua

perto soltanto di un mantello cor-

dote; e colla sua valida interposizione ottenne al Gattinara dal genitore la sopraintcndenza della Bressa

non
che
lo

cardinalizia
le la

potendo vestire motivo a


,

la

cappa

del

mae

affliggeva.

La

scienza

della Borgogna.

Lo

stesso

im-

saviezza

peratore col carattere di

suo

am-

Ini

con

andarono del pari m una sincera piet, della

GAL
quale indubitata fede ne fanno due
mon!teri che

GAU
Insieme
schi,
ra,
lire

187

col

cardinale

Luca Fieristabi-

fond
di

nel castello di
dell'or-

legalo

latere nell'Inghilter-

Gattinara,

uno
s.

monache
l'

Scozia ed Ibernia, per


la

dine
nonici
dii

di

Chiara,

altro di
i

ca-

pace in quei regni

ma

nel

regolari

lateranensi,

sussi-

passare a
il

Dungal

per consacrarvi
fu

dolali che istitu


fanciulle, e
i

per

le

mise-

nuovo vescovo,

insieme
,

col

rabili

fondi assegnati

cardinal Fieschi arrestato


gliato di
,

e spo-

per alimentare agli studi nove giovanetti


di

sua

famiglia

final-

mente r ardente

zelo per la pro-

pagazione della fede cattolica, e per domare i turchi. Mor in Inspruck

quanto aveva e persino Di questo attentalo Giovanni XXII se ne chiam eficacemente malcontento col re Odoardo III, scrivendogli premurose
degli
abili.
lettex'e
,

i53o, d'anni sessanfacinque, e mesi di cardinalato. Trasferito il cadavere per sua disposizione nel castello di Gattinara, da lui restaue per rato quasi dai fondamenti
nel
dieci
,

affinch

punisse

rei.

In

questa legazione

d'anatema

rimase fulminato Roberto Brussio re di

sua difesa cinto


di,

di

fosse e

baluar-

Scozia, e interdetto il suo reame, perch ad onta della sua fede avea impugnato le armi contro l'Inghilterra.

rimase sepolto con una prolissa


chiesa
de' canonici
lui

iscrizione nella

iSig
col

fu

Dopo questa legazione nel mandato nelle Gallie per


i

regolari da

edificata.

Al

sini-

pacificare

popoli

delle
tra' quali

stro lato dell'altare, innanzi

a cui
,

re Filippo

V,

Fiandre da pi
guerra
;

riposa la sua spoglia


fu

mortale

gli

di

vent'anni ardeva
la

fiera
si

eretto

un

nobile

mausoleo, a

ed affinch

pace che

conchiu-

cui sovrasta la statua del cardina-

se fosse stabile, fu

per
il

opera del

con alcuni versi che descrivono le principali sue azioni. Abbiamo da Carlo Denina l' Elogio storico del cardinal Mercurio da Gattile,

matrimonio di Margherita figlia del re, con Lodovico conte di Nivers primoge,

legato combinato

nito del conte delle Fiandre. Inoltre


il

tiara.

cardinale profer

il

suo voto

o Giovanni, Cardinale. Giovanni o de Jean Gaucelin, Galcelino, o Ganzelino, nacque in Cahors dalla nobile famiglia Divona
di
to,
,

GAUCELIiN JEAN

nella celebre controversia eccitatasi

nell'ordine de' minori, intorno alla

povert di Cristo e degli apostoli ; e nel 1842 consagr in Avignone

grande
di
,

spirito,

ed essendo uomo di sublime talen,

pari

dottrina

e specchiata

Giovanni d'Arzel in vescovo d'Utrecht. Guido Terreni vescovo d'Elna gli dedic il suo commentario sul decreto di Graziano. Final-

virt

da
poi

Giovanni
a'

XXII prima
s.

fu fatto vice-cancelliere di
sa,

Chie-

mente dopo avere


anni

il

cardinale imtrentatre

17

dicembre
titolo
gli

i3i6
con-

piegata l'opera sua circa

cardinale prete col

de' santi

Pietro e Marcellino, indi


fer la

carica di penitenziere

magAl-

giore, e nel

1827 vescovo
di
s.

di

romana colla dignit cardinalizia, morendo in Avignone nel 1848 o 1849 lasci chiara fama di s. Il suo nome si
per
la

Chiesa

bano,
trasso

ed

arcidiacono

e di
il

CaipenSalvatore d'Aix. Gi
io

trova scritto tra

nel

i3i7

Papa

avea

spedito

gli elettori di Benedetto XII, non di Clemente VI, ohe tra le altre cose gli commise di

i88
in

GAU
vescovo
di
,

GAU
cembre ii6i, Bull. Rom. totn. ove pur si leggono le p. 398
stituzioni
dell' ordine.
il

Marocco consacrare Biionomo. il domenicano Alfonso GAUDENTI. Ordine de frati


ca^'nlieri

Ili,

co-

della B.
I

Maria Vergine
dell'

dice

che

p.

Barbosa Bartolomeo istitu


Il

Gloriosa.

cavalieri

ordine

l'ordine per l'Italia nel


to Gregorio

militare della gloriosa Vergine


ria

Mala

IX

ed
e

il

235 sotTamburini
1
,

madre
s.

di

Ges Cristo, con

asserisce ripetere
ni

l'origine

regola di
ti

Agostino furono
di

istitui,

nobili

bolognesi

da alcumodenesi i

dal

p.

Bartolomeo da Vicenza
s.

religioso dell'ordine o

Doineni-

co, che poscia divenne vescovo di


quella
vi
citt.

Deplorando

egli le gra-

e continuate discordie tra le fazioni i\e Guelfi e Ghibellini [Fedi),

da Urbano IV la istituzione. Portavano questi cavalieri l'abito bianco ed un mantello bigio, sopra il quale ponevano una croce rossa ; ed alcuni sono d' avviso che ne portassero in petto
quali

ottennero

che tutta dilaniavano 1' Italia, fond quest'ordine nel 1-2 33. Obblig i cavalieri a prendere le armi contro
i

un' altra contornata o orlata d'oro.

perturbatori della

pubbli-

Niuno poteva essere ammesso nelr ordine se non era gentiluomo; era loro nondimeno proibito il portare
gli

ca quiete, e contro coloro che impu-

sproni ed
dorati.

fornimenti dei

nemente violavano la giustizia. Facevano essi pure voto di castit


coniugale, di ubbidienza, e di pr-

vedove e gli orf.ini. I furono Pellegrino Castelli, Castellano Malavole, Ugolin Lambertini, Loderingo o Lodtegc^ere
le

primi

cavalieri

Siccome fu loro permesso il matrimonio, ed unitamente colle commende godevano di molti privilegi e comodi, cos ben presto se ne abusarono, dandosi in preda al lusso ed ai piaceri, senza
cavalli

pi pensare agli

obblighi del loro


;

derensro Aiidal,

Giramon
tutti

o Gruagentiluo-

mente Cacciauemici,
mini bolognesi;
Liazeri da

ordine militare ed equestre quindi che il volgo chiamoUi frati


allegri, frati del
ti

Selania o Scianca
e

buon tempo, o fra'

Reggio,

llainero

de

Adelardo da Mantova, che pur dicesi modenese, ed alprimi cavalieri che tri; mentre fra
Adelardis

pi comunemente Gaudenti, onde da tutti furono cos conosciuti, facendone con tal nome
godenti
,

menzione
tempi.
Sulla
vi

vari

scrittori

dei

loro

poi furono
vi

annoverati
vuoisi

all'ordine,

fu

il

celebre
:

scrittore

Guittone

croce

di

questi

cavalieri
:

d'Arezzo

che

per
il

gran maestro to Loderingo


ti

fosse eletto

primo nominadi

furono diverse opinioni


portare

gli

uni

dissero
glia

una
fra
gli

croce vermiangoli

Andal.

Il

modo

d'otto angoli orlata d'oro, con


stelle

fare l'elezione del generale de' fra-

(jualtro
giori
;

mag-

gaudenti, estratto

dalla loro re-

gola, si legge a p. 25f delle Memorie del beato Benedetto XI, di Antonio Scoti. I detti cavalieri fecero quindi approvare l'ordine dal Pontefice Urbano IV, con la bolla Sol ille K'eriis perpetuo fulgore coruscans, data in Viterbo a' 23 di-

aggiungono alla croce r immagine della Beata Vergine


altri

col santo

Bambino;
la

inoltre

si

pre-

tende che
ai

croce fosse pi lunga


stelle
il

che larga, con due sole

d'oro

due angoli sopra Bernardo Giustiniani,


cronologiche di
tutti gli

traverso.

nelle Istorie

ordini eque-

GAU
stri,

GAU
pag.
re la chiesa

189
titolo
,

tratta di quest'ordine a

dei

carmelitani scalzi
e conpriore de' gau-

3o5,

e lo

santa Maria

chiama t cavalieri di Mater Domini detti

avente

il

medesimo
11

sagrata nel 1719.

Gaudenti. Il Giustiniani passando per Bologna nel 1677, e volendo informarsi dell'identica forma della croce equestre, trov nella casa

denti esisteva in Treviso nel 1787, epoca in cui lo Scoti ivi pubblic la sua opera. Gio. Piero deCrescenzi nella sua opera intitolata, Presidio

uno rolamo
d'

de' successori del conte Gi-

Beutivoglio

una

croce

in

pittura con quattro stelle ai quattro angoli maggiori.


fa

romano, lib. I, fogl. 5ox, osserva, che le costituzioni furono ordinate dal p. Ruffino Gurgo da Piacenza,
penitenziere
pontifcio
;
,

Vi pure chi
con
i

teologo

menzione
il

di

un'altra croce con


in

domenicano
poteva
era

che

nell'

ordine non

fiordalisi all'estremit,

zo

nome

di di

Maria

in cifia,

mezcon

riceversi

chi

prima
a
in

non
due

un cerchio
lisi.

raggi sotto

fiorda-

armato d'oro; che


classi, di

cavaliere
si

sprone

dividevano

Quest'ordine avea delle com, ,

conventuali eh' esattamen-

Mantova Moa Bologna dena e Treviso, come in allri luoghi d'Italia. L'ultimo commendatore di Bologna fu Camillo Volta, che mor nel iSSg, e i beni del-

mende

l'ordine in quella citt furono dati


al collegio di

te osservavano i tre voti religiosi, vivendo ne' chiostri, ed attendendo agli ospedali , e di coniugati che godevano commende , e vivevano come religiosi terziari , armati cavalieri colle loro mogli nelle pro-

Montalto
di
s.

ivi

da
s.

lui e

da

prie case, essendo le

due

classi sot-

Sisto di
s.

V eretto:
Pietro e

le chiese di

Matteo,

toposte al generale dell'ordine; e che

Paolo a Casa-

r abito consisteva
quelli bianchi.

in tonaca

sca-

rata fuori di Bologna, erano altre


Tolte

polare e mantello, questo cenerino,


niani

commende
fu

dell'ordine.
i

Quan-

do l'ordine

estinto,

cavalieri

che

le

Aggiunge il Giustimogli de' cavalieri

che stavano a Treviso, confermarono una commenda non sotto il

vestivano abito bianco al di sotto,


e cenerognolo al di sopra, adope-

nome
di
s.

di s. Maria della Torre, ma Maria Mater Domini nel luoil

rando

neir inverno

le

sopravvesti

foderate di pelli d'agnellino.


Si nota ancora dagli scrittori di
eh' essendo lo scopo suo principale procurar la pace turbata dalle fazioni de'guelf e ghi-

go detto de Fossis, lungo

Sile

quando
moriva,

il
i

cavaliere che n'era priore

quest' ordine

medesimi

cavalieri

ne no-

minavano il successore; forse al tempo dell' estinzione dell' ordine


,

bellini,

le

quali passate di

Germaconti

cavalieri di

Ti'eviso

vi

si

oppoloro
col

nia nelle
d' AltorfFo,

case de' Guelfoni

sero,
si

e per
la

accomodamento
detta

e di Gibelo principe di
le

lasci

commenda

Svevia, che
pitosi

dierono
nelle

privilegio di portare la croce, pas-

in Pistoia

nomi stredue potenti

sando r elezione del priore nel

col-

famiglie de' Cancellieri e Panciatici


,

legio de' nobili e priori della citt.

ed in Toscana

ove allora avdella guerra cii

La
ta

detta chiesa di Treviso edifica-

vampava r incendio
vile, tra

dopo

il

nel 1292,

1289, precisamente and poi distrutta, ed il

di)

priorato e collegio prese ad uffizia-

Neri [VeBianchi e i ed in Bologna si fecero strada, incominciando dai Lambertacci


,

igo
e

GAU
indi

GAU
misero
in
i

Geremei,
l'

tutta
Italia,
la

rovina

infelice

favorendo
Francia, e

che aveva avute a Cesarea dalle nipoti di Basilio. Fu


ranla
martri

guelfi la Chiesa e

uno
norio

dei

deputati che

il

concilio di

impero tedesco. A tali cavalieri di fazioni sembr che quest'ordine, non per zelo della quieghibellini
l'
i

Roma

del \oS, e l'imperatore

Oper

mandarono
causa

in
di

oriente
s.

difendere la

Gio. Cri:

te

comune

si

fossero ritirati

ma

per isfuggire le pericolose tenzoni, e metter le loro vite al coperto, proverbiandoli il pubblico col nome di frati gaudenti. Il p. Bonanni nel Catalogo degli ordini equestri a pag.

sostomo dinanzi ad Arcadio deputazione che non sorti l'effetto desiderato , e che cost la prigionia e
viati.

vari
Il

maltrattamenti agli in-

di
lo

LXXV
s.

discorre

del

cavaliere

di

colloca la morte Gaudenzio nel 427, e Rufino chiama la gloria dei dottori del
p.
s.

Labb

Malia Gloriosa , aeques s. Mariae Gaudentiuni, dice che l'ordine fu estinto da Sisto V, ce ne d
la

secolo
suoi
oltre

in

cui

visse.

Diciassette dei
fino a
s.

discorsi
il

giunsero
di

noi

panegirico
,

Filastrio

figura, e nei
,

disegni delle croci


de' gaudenti
:

suo

predecessore

che
nel

recit

per
Gio.
il

cavalleresche

quella

quattordici
di lui
festa.

anni

giorno della
di
s.

in ordine sta al
le

numero 68

egua-

La
di

chiesa

figura del

cavaliere vestito col-

Evangelista
tirologio

Brescia

possiede

l'abito
ti

dell' ordine,
Il

riporta lo Scop. Heliot

suo corpo, ed nominato nel mar-

a pag. i85.

tratta

romano

a'

25

d'ottobre.

dell'

ordine

nel voi. IV,

cap.

57

GAUDENZIO,
denzio
neir quel

Cardinale. Gau-

della Storia

degli ordini religiosi.

o Gaudeiico, era gi car-

Domenico Maria
pubblic colle
in

Federici nel
in

1787

dinale vescovo di Velletri,

quando
II
,

stampe
la

Venezia

867

fu

eletto

Adriano

due tomi

Storia de' cavalieri

trovasi sottoscritto al concilio, che

Gaudenti.

GAUDENZIO
stato
s.

(s.).

Pare che
la

sia

volta

allevato

sotto

guida

di

Papa celebr in Roma; tuttapongono in dubbio il suo cardinalato, mentre per l'amore dellettere,

Filastrio

egli

vescovo di Brescia, cui chiama suo padre. Morto que-

le

e pel

patrocinio ch'eser,

cit coi

letterali

e per lo studio
storie
sali

sto santo

mentre
il

Gaudenzio

che

delle

ecclesiastiche

in

aveva intrapreso

viaggio di Ge-

gran fama.

Non

intervenne alia conli,

rusalemme
nella

si

trovava
,

a Cesarea
clero

sacrazione di Adriano

perch

in

Cappadocia popolo di Brescia

il

ed

il

quel tempo insieme col vescovo di

stabilirono

di

Nepi
esilio
l'

per

calunnie
dei

si

trovava

in

non volere altro pastore che lui. circa Quindi costretto obbedire l'anno 387 fu consagrato vescovo da s. Ambrogio. Si distinse specialmente per la sua profonda umilt
, ,

per opera

ministri del-

ni

imperatore Lodovico II. GiovanVili lo spedi legato nelle Gallie a Carlo il Calvo, onde esortarlo
le
l'

a portarsi in

Roma
:

ricevervi

e pel

suo zelo indefesso nel pascere il suo gregge colla divina parola. Fece edificare una nuova chiesa, nella quale olire le reliquie di molli santi, depose quelle de' qua.

insegne imperiali

gi sino dal-

87 3

il

medesimo Pontefice aveainsieme

gli

affidato altra legazione,

con Formoso vescovo di Porlo al patti re Lodovico, per rescindere


i

GAU
co'quali quel

GAV
eiasi

J91

principe

obbli-

jiiscopato,

che dur trenlanov'anni,

gato

a Carlo
,

suo

fra tei io

per

la

aduperossi efficacemente alla santificazione del suo gregge ed alla propria,

Lorena
cupata.

fuori

d' ogni

ragione oclegazione

Venne
Vili
al

incaricalo da Gioterza

e vennegli
dagli

fallo

di

purgar

la

vanni

della

diocesi

avanzi

dell'idolatria.
in

neir877

duca

di Spoleti, insie-

Ritiravasi di

quando

quando
cos

in

me
30

al

vescovo Zaccaria. Nell'istesai

qualche

solitudine per e

conversare
i

anno intervenne

concilio di

con Dio,
propri

raccomandargli

Ravenna, e nell'Syg a quello celebrato in

bisogni
alla

come

quelli

delle

Roma
Fozio,
il

per

la

reintegrafuori
di di

anime
i

sua cura affidate.

Fra

zione

di

Non
il

miracoli per lui

operati, narrasi

probabilit

credere, che

prima
,

morire
si

dimettesse

vescovato

che guar istantaneamente un leproso battezzandolo. L' anno 6iq


fu
agli
gli

ritirasse in

Monte Cassino a meCardinale. Gau-

V ultimo
I

delle

sue

fatiche,

nar

vita monastica e ritirata.

di

agosto and a

GAUDENZIO,
s.

eterni

riposi.

godere Egli aveva edifis.

denzio prete cardinale del titolo di


Anastasia, trovossi presente,

cata

una

chiesa in onore di
ivi fu

Me-

come
Ales-

dardo, e
to
in

seppellito;

demolita

testimonio qualificalo, alla donazio-

dipoi da Carlo V,

ne

fatta nel
al

1064

dal

Papa

quella

di

s.

venne traslataVedasto, che

sandro II
sinese.

celebre monistero cas-

d'allora in poi
11

port il nome suo. giorno della sua morte sacro


sua memoria.

GAUDIABA
de
poli

GAZABIA.
Numidia,

Senel-

alla

vescovile

della

GAURIANA.
la
le,

Sede vescovile

del-

l'Africa occidentale, sotto la

melro-

Numidia,

nell'

Africa occidenta-

di

Cirta.

Saturnino,
si

uno

dei

suffraganea

della metropoli di

suoi

vescovi,
di
il

trov alla
del

confe' '

Cirta.

renza

Cartagine

se*

GAVANTO
rici

Bartolomeo

reli-

gueudo

partito dei donatisti. Vit-

gioso della congregazione dei chies. Paolo o barnanato in Monza nel iSyo. E tenuto per uno de' pi famosi ru-

tore, altro

suo vescovo, fu nell'an-

regolari di

no 484 tlel numero de'vescovi di Numidia, esiliati per ordine di Unnerico re de'vandali.

biti,

bricisti

del secolo

GAUGERICO

(s.).

Nacque

ad

rale del suo ordine, e

XVII. Fu genemor consulriti

Yvois nella diocesi di Treveri, e si dedic di buon'ora all'orazione, alia

tore della sacra congregazione de'


nel

virt e al sollievo

de' poverelli.

S.

Magnerico
i

vescovo di
i

Treveri,
talenti
.

conosciuti
lui
,

meriti ed

di

consagroUo diacono Allora Gaugerico raddoppi il fervore nelle

pratiche
zelo

di

piet,

si

diede

i638, in Milano. La sua erudizione si rivolse principalmente alle cerimonie della Chiesa, sulle quali pubblic degli scritti che gli acquistarono fama perenne. Le sue . opere principali sono: un Commentario sulle rubriche del mesi

con

indefesso

doveii del suo


re i fedeli
;

stato

ad adempiere i e ad istruid'essere
di
e-

sale

del

breviario

romano
che

la

miglior edizione

quella

ha

perci merit

per
in

titolo

innalzalo al governo

delle sedi

croruin rituum,

Gavanli thesaurus saseu commenlarus


et

Cambrai

e di

Arras.

Nel suo

rubrica s nnssalis

breviarii ro-

192
mani, nini

GAZ
novi.-i

GAZ
irritato dalla resistenza fattavi, pas-

observadonihux et additionibii'! Merali; le osservazioni del p. Merati rendono l'opera .sua pi preziosa , e formano un compiuto corpo de' riti ecclesiasti2.

s la maggior parte degli abitanti


a
fil
li

di spjida,

ed un gran

nume-

ro

vendette o condusse seco. Quel


la

conquistatore per altro

ripopol
in seguilo

ci.

Manuale episcoporum ,
vistationis

ope-

con una nuova colonia, e ne fece

ra solida e d'ammaestramento. 3."

una

fortezza militare.

Fu

Praxis

episcopalis

et

posseduta dai
quelli
di

re di Egitto,

da

synodi dioecesanae cclebrandae. 4- Decreta sacrae riluiun congregationis,

di

Siria,

restando in potere
nel
la

questi
il

ultimi

regno d'Anprese e sac-

di cui

il

suddetto

p.

Merati

tioco

Grande, che

pubblic un'accuratissima edizione, riveduta sui registri della congregazione, e nella quale furono aggiunti
11
i

cheggi

219 anni

avanti l'era vol-

gare, e sino ad Antioco Epifane per-

secutore degli ebrei, perch non vo-

decreti emanati fin al 1743.


in
si

levano che una sola religione


loro
stati,

nei
la

p.

Gavanto diede
che

luce

mol-

sebbene
di

maccabei
ai

te

altre opere,

possono ve-

tolsero pi

una volta

sirii,

dere citate dall' Argelati.

massime
te

GAZA.
stina,

Citt vescovile della Pale-

e principe de' giudei,


vittoria,

Simone sommo sacerdodopo una


abolendovi
l'i-

zer, dagli

chiamata pure Gazava, Gaebrei Gazaris, dai sirii ^za, e dai greci Jone e Mnoe. Antie celebre
citt

memoranda
dolatria.
I

giudei

si

ribellarono, e

conquistarono Gaza, insieme con altre citt;


te

ca

nella

trib di

prov essa pur anco molin cui

Giuda, a cui l'assegn Giosu, cinta di buone mura^ giace tra Rufa ed
Ascalona, e tuazione fu
vossi avvolta
la
la

vicende sino
cristiana,

l'era

all'anno 98 delfu conqui-

sua vantaggiosa

si-

stata dal

nipote di

Simone

Ales-

causa per
varie

cui

tro-

in

rivoluzioni.
filistei,

Da
le

principio appartenne ai

sandro Gianneo re de' giudei, il quale secondo lo storico Giuseppe, la distrusse quasi interamente. Gaza
rest

e fu Una delle cinque capitali dilloro


satrapie,

sepolta

sotto

le

sue

rovine

governi^

che

sino all'arrivo di
ria,

Pompeo

nella Si-

serviva di limite alla terra promes-

che rese

la libert

a molte cit-

ed ebbe anco il suo re. Pas.sata in dominio degli ebrei, si pose in libert sotto regni di Giovatan e di Acliaz, ma venne riconquistata da Ezechia. Ubbid anche ai caldei
sa,
i

t di questo paese.

Siccome Gaza fu rifabbricata da Gabinio l'anno

693

di

Roma,
la
s.

godette di tale vanprotezione


dice
de'
ro-

taggio sotto

mani:

Girolamo

che fosse
dal

vincitori della Siria e della Fenicia;

ricostruita a

qualche distanza

quindi cadde

sotto la

potenza dei
a Ciro doI

persiani, essendosi resa

po

essere stata assediata.

suoi abi-

primo sito. Augusto don Gaza ad Erode il Grande, re de' giudei, uja dopo la sua morte fu ceduta alia
Siria.

tanti fedeli, ed attaccati ai loro do-

La

Palestina

essendo

stata

minatori, rifiutarono
tersi

di

sottometla

separata dalla Siria dall'imperatore

ad Alessandro dopo
il

presa di
forvol-

Adriano, onde farne una provincia


particolare, questo principe decor

Tiro,

quale perci dovette


vi rest

marne

l'assedio, e

due

Gaza

di

nuovi

priviligi.

Al

tempo

te ferito; indi la

prese e rovin, ed

dc'giudici d'Israele

Sansone essen-

GAZ
do
stato

GAZ
Gaza, porte, che
in
:

193
la

dai

filistei

chiuso

crocesignati fecero
riente ne' secoli

guerra in o-

ne strapp dai cardini le depose su di un monte vicino

il

vino
I

III

re

tempio

di

Dagone che

stava nel-

149

fece
gli

XI e XII: BaldoGerusalemme nel rifabbricar l'antica Gadi

l'antica citt di

Gaza, fu rovesciato

za,

ma

arabi

la

devastarono

da Sansone, quivi rinchiuso quando


i

filistei

eransi di

nuovo impossestra le rovi-

sati

di lui.

Egli mor

ne coi sacerdoti e principi filistei, insieme ad una moltitudine di popolo. La Beata Vergine si ferm
tre ore in

nuovamente. In una piccola chiesa vi si venera la tomba di s. Porfirio, ed dedicata a s. Ilarione, ch'era di Gaza, e che fu il fondatore delia vita monastica in quei paesi. compresa oggid nella Turchia Asiatica,
e nel

Gaza quando fugg nelr Egitto. In progresso gli abitanti


il

pascialatico di

Damasco,

congiunsero
la

culto degli dei del-

circa venti

Grecia a quello delle divinit adorate dai loro antenati. Sotto i romani conservarono il culto di questi

ma

le

Siria, a leghe da Gerusalemme; rovine che vi si vedono atla

sulle coste della

testar

possono

sua passata gran-

dei della Grecia, che


il

avevano

adottato durante
cessori

dominio dei succui

Gaza la gransuo porto chiamossi prima navale, Constantia, Costantina, e


dezza, onde fu delta
Il

de.

di Alessandro.

Gaza Nuova
and

quivi

si

provvisio-

Le

disastrose vicende

nano
il

le

carovane che attraversano


I

soggetta

Gaza
fatto

in

differenti
i

epoche,
dintorni
for-

deserto.

francesi

comandati da

avevano
del suo

popolare

Napoleone, reduci
di
il

dalla spedizione
battaglia contro

porto, e ne avevano
considerabile.

Egitto,

dopo

la

mato un borgo
tunque
nesimo,
i

Quanpaga-

pasci di Soria, e
di

dopo

la

scon-

suoi abitanti fossero assai

attaccati alle superstizioni del


vi

rinunziarono poscia onde


il

Gassar pasci, insieme ai beduini, nel 1799 Presero Gaza, ove Napoleone si ritir lasciando
fitta
il

abbracciare

cristianesimo, motivo

comando

dell'armata al

general

per cui Costantino erigendo il borgo di Gaza in citt, in onore del proprio figliuolo le diede il nome
di Constantia, e le
vilegi,

Rleber; indi a' 21 agosto s'imbarc per la Francia ove cambi il noto ordine di cose. Dal fin qui
detto
distinguere

accord dei pri-

tra

quali

che

non
;

fosse
gli

adunque apparisce doversi Gaza la grande, situata


un' alla
collina,

soggetta air antica

Gaza

ma

su di
di
forti

circondata

abitanti di questa essendo ancora attaccati

nero da
il

realmente all'idolatria, ottenGiuliano l'Apostata, che


il

borgo dovesse riprendere


i

suo

antico nome, e perdere

privilegi

di cui era stato decorato, e

che non

mura, e l'ultima che s'incontra andando dalla Fenicia in Egitto in principio del deserto, da Constantia o Gaza Nuova. Narra Fleury che quando Constantia trovossi sotto la dipendenza di Gaza antica, nell'impero di Giuliano,

sarebbe per

l'

innanzi considerato se

non come
legi

il

porto di Gaza; privi-

nel governo temporale,


allo
il

in quanto

per che in un al nome, gl'imdi

spirituale

ebbe

essa

sempre
il

peratori suoi successori gli restitui-

suo
,

vescovo particolare,
le

suo
i

rono

nuovo. Gaza fu spesso dee

clero
la

feste

de' propri

martiri,

vastata

saccheggiata

allorch

memoria

de' suoi vescovi,

ed

voL, xxvin.

i3

194
confini
ti.

GAZ
del

GAZ
distin-

suo

territorio

395

Giovanni
di

di
s.

Cesarea
Porfirio,

elesse

vescovo

Gaza

che

La
retta

sede vescoTile di
nel

Gaza

fu ela

quarto secolo, sotto

metropoli di

Cesarea, nel patriarPalestina

cato di Gerusalemme, e nella pri-

avendo fatto demolire il tempio di Marte o Marna, il Giove adorato in Gaza, fu crudelmente trucidato dai gentili nel 398. Fra gli
scrittori
ecclesiastici
vi

ma

provincia

di

dipoi

il

Marco
quale

nel secolo

divenne metropoli, al dire di Commanville, il quale scrive che a suo tempo Gaza aveva un arcivescovo greco onorario, che ufliziava nella chiesa cattedrale
der.imosecondo
dedicala a
s.

diacono nativo
scrisse
la

di
s.

Gaza,

vita

di

Porfirio, nella

quale discorre dell'antichit di Gaza,

e che

il

santo ottenne

la

chiu-

sura dei templi


ratore Arcadio.
za,
le
il

pagani dall' impeDella citt di Ga-

Porfirio.

Il

Terzi nella

sagra a p. 268 e seg. tratta di Gaza, suoi antichi pregi ed episcopato. Egli dice che ne fu
sua Siria

de'suoi templi e Dei,

sue
Noris,

medaglie

si

come delpu leggere

De
45

episcopis Siro-MacedoIli;

primo
della
degli

vescovo
apostoli,

Filemone
ed
a cui

autore

num,
t.

cap.

ed

il

Martinelli nel

sinopsi de' profeti,

discepolo
s.
il

Ili, p.

e seg. delia Collezione


Il

indirizz

una

lettera,

e che

Paolo tems.

classica o tesoro delle antichit.

Rinaldi
seg
.

all'anno 398,
delle
fu

num. 96,
di

pio cattedrale era aperto a

Ti-

discorre

gesta

san

moteo
di

martire.

Nella persecuzione

Porfirio,

come

aiutato da san

Diocleziano,

essendo vescovo

il

Gio. Grisostomo presso Arcadio per

mansuetissimo s. Silvano, riport con molti chierici glorioso martirio.

l'abbattimento de'simulacri in
za,

Ga-

lui

successe Asclepio, persoalto

ottenendo pure denari per fabbricarvi una sontuosa chiesa, in


cui pel

naggio di
fu
"visse

intendimento,
concilio
di

che

primo pose

le

pietre fon-

presente al
sino
vi
si

Niceno, e
Costanzo:
l'ere-

damentali, e che intervenne al concilio

all'

impero

Liddense contro Pelagio.


al concilio

JNe-

egli

port per favorire

stora vescovo
assistette
tira

sedeva nel 4^'? ^^


di

sia di

Ario,

ma
nel

giuntovi

cambi
di

Efeso; Na-

sentimento e ritorn cattolico; quindi


gli

fu a quello di Costantinopoli

ariani
lo

conciliabolo

nel

449

>

Cirillo sottoscrisse le letdi

Tiro

ma
chia

calunniarono quale eretico, nei seguenti concilii d' Antio,

tere sinodali

Giovanni patriarcontro Sevenel

ca di Gerusalemme,

di

Sardica
del

fu

dichiarato
gli

ro d'Antiochia scovo Paisio


ta
si

5 18. Del
la

ve-

cattolico.

Allora sdegnati

aria-

ha

risposta fat-

ni

lo

privarono

vescovato, ed
s.

all'ambasciatore di. Svezia relatialla

egli
I,

ricorrendo al

Papa

Giulio
nostra

vamente
smatici

credenza de'greci

sci-

venne reintegrato nel governo


sua
:

sull'Eucaristia.

Cristobulo
sotto
pa-

di

chiesa nel

348

di

trovossi alla dedicazione della chie-

era

gli

era stato surrogato Quin-

sa di

Betlemme,
II.

fatta

il

ziano. S.

Iremio, Ireneo o Irenio-

triarca Dositeo

Pantaleone dopo
studi
in

ne govern nel tempo di Teodosio; vi sedeva nel 363, e mor nel 391 o 393. Enea fu vescovo negli
ultimi anni del quinto secolo. Nel

aver

fatto
in

suoi

Roma
fatto

and

Gerusalemme, e fu vescovo di Gaza sul declinar


secolo

del del

XVI,

nei

primordi

GAZ
seguente.

GAZ
Sede vescovile della Numidia,
l'Africa
,

iQTi

Aggiunge il Terzi, che onorarono la chiesa di Gaza Eusebio, Neslubo e Zenone ivi morti
per
la

nel-

occidentale

sotto

la

me-

fede

sotto

Giuliano

cos

Nestoi-e fanciullo d'alto

lignaggio,

con impareggiabile costanza vi pat


il

chiamata pure Gazabia, Gazopila ec. Antonino la colloca tra Tipasa e Sugo. Salviano uno de'suoi vescovi nel 25',
tropoli di Cirta.
fu al concilio

martirio.

Altrettanto

all'eposs.

ca di Arcadio soffrirono le

Maufu

Cipriano.

ra

Tea

s.

Barsanosio anacoi'eta
di

di Cartagine sotto s. vescovo Augenzio fu uno di quelli che nel 4^4 vennero
Il

illustr

le

contrade
del

Gaza,

esiliati

da Unnerico re
(s.).

de' vandali.
il

creduto
e

autore

celebre moni-

GAZI ANO
terzo secolo
,

Predic
la

vandel

stero che restava

presso Antedona,

gelo nelle Gallie

circa

met

mor verso l'anno 548. GAZARI. Eretici che comparvero in Dalmazia verso la fine del XII secolo. Essi avevano presso a poco le medesime opinioni dei valdesi e degli

principalmente
la

Tours ove piant


scovile.
si

sua sede ve-

Costante nel suo zelo, non

lasci vincere

n dalle contradpatimenti,
e con-

dizioni,
vert
alla

n dai

Albgesi

(Fedi)

loc-

molti

infedeli.

presumere che alcuno di ne avesse portato gli Dalmazia. Credevano errori nella essi che il demonio avesse creato
ch
fa

persecuzione

Per sottrarsi radunava il suo

questa setta

gregge in luoghi sotterranei, e vi celebrava i divini misteri. Dopo avere santamente affaticato quasi
cinquant'anni
per
la

il

mondo

e consideravano
delle

il

mainle

gloria di

Ge-

trimonio
spirazioni

come una
,

sue

a fine
l'

di

perpetuare

s Cristo, and in cielo a ricevere premio del suo apostolato. La il


cattedrale di
t del
il

sue opere. Per

errore pi pro-

Tours

fino dalla

me-

prio di questa setta quello di a-

secolo decimoqaarto
di
lui,
;

porta

ver insegnato che nessuna potenza

nome

reso celebre da pa-

ha il diritto di condannare a morte alcuno per qualsiasi


sulla terra
delitto
;

recchi miracoli

e la sua festa prinil

cipale indicata nei martirologi

e spingevano

il

ridicolo al
si

giorno

di dicembre.

punto
.se

di

credere, che
far

non

potes-

GAZOFILACIO,
cium
.

morire gli animali bruti. Quest'errore non era se non uu' ampliazione di quello di

nemmeno

GazophylaVocabolo che proviene da

gaza, voce persiana equivalente a ricchezze, e nome proprio della citt,

Manele

e degli

albigesi,
ai
i

che

toglie-

nella quale
i

re di Persia

cugre-

va ogni potere

magistrati.

Sponal-

stodivano

loro tesori, e dal

de sospetta che
stessi

gazari

siano gli

coi catari, coi


11

valdesi

bigesi.

Pontefice
coi

od Innocenzo

co phylasso, custodire. E sinonimo di Erario o cassa pubblica. Il tempio di

III
,

Gerusalemme aveva
riporvi
riparazioni
le

tre luo-

condannolli

furono
nier
,

il

compagni e altres confutati da Reyquale appartenendo prima


loro

ghi destinati a
offerte

diverse
del

alla loro setta,

ne abiur poscia
s.

gli

errori, vest l'abito di

Domenico,

memantenimento dei poveri. Il primo chiamavasi AIunel sach, edificato dal re Achaz
per
e
le

desimo,

pel

e scrisse contro di

essi.

quale
fatti

si

GAZAUFALA

GAZAUFULA.

al

conservavano i donativi tempio dai principi e gran

ig6
signori
;

GAZ
il

GAZ
ed
altri

secondo era detto Gazophylaciiim, destiuato per le of-

vescovi e sinodi,

cio che

lsse
le

del tutto proibito di ricevere

ferte dei
te

popolo ; il terzo finalmenchiamato Corbona, che in ebraiserviva

oblazioni degli eretici, degli ido,

latri

de' cattolici

usurai,

o di

co significa cassa,

per

ri-

coloro che
litti

avessero

commesso de-

cevere l'elemosine destinate pel sacerdote, e pei ministri del tempio.

enormi.
di cui

GAZULENA.
l'Egitto,

Del Gazojlaco ne abbiamo


lato altrove,

par-

si

Sede vescovile delfa menzione in

come

nel

volume XIX,
del
Il

pag.

277

278, 293 e 294 del Digazofiiaal-

zionario, discorrendo
cio e della corbona.

Rinaldi

l'anno

34)num.
Cristo
il

II, ricorda

come

Ges

contro

tempio si assise lodando sopra tutti la povera vedova, che per esso diede due minuti di ranel
gazofilacio
,

una lettera scritta all'imperatore Leone dai vescovi di Egitto, e sottoscritta da Massimo Gazuleno. GAZZETTA. F. Diario di Roma. GAZZOLA Bonaventura, Cardinale. Bonaventura Gazzola nacque
in
a' 21 aprile I744> ^da giovinetto profess la regola dei minori osservanti riformati, fra i quali cerc sempre coll'esemplaritk della vita di emulare le virt del serafico suo patriarca anche nei sommi gradi dell' incli-

Piacenza

fino

me. All'anno poi 44> "um. 67 parla dei


offerti

gazofilaci

per conservare
chiamati da
oper. et

gli

denari, usati nelle chiese in


poveri,
lib.
s.

favore dei
Cipriano,

de

eleem.,

to ordine suo.
ti

Alla scienza de' san-

Corbona^ e da s. Paolino nell'epiquale uso anst. 52, Mensa, del


cora scrivono Giustino martiie nelr orat. ad Ant. Pio, e Tertulliano
neir polog.
e.

seppe unire un singoiar cprredo


cognizioni nelle scienze
teologi-

di

che e canoniche,
la

avendo

ricevuto

laurea dottorale nella universit

89.

II

Ferrari

di-

di

Urbino. Passando nel

convento

ce che gazophylacio significa arca,

de' riformati

di Cesena, ivi eserci-

mensa, o borsa comune de' sacerdoti ; ed il Burmanno osserva che nella primitiva Chiesa si usava riporre
ivi si

il

tedre, nelle quali

magistero delle pubbliche catebbe a discepoli


poi

nobili e distinti soggetti, e fra essi

nel

gazofilacio

le

oblazioni

Pier Francesco Gallef nale,


di

cardi-

de' fedeli

per mezzo de' diaconi, ed

ed Angelo

Bandi pronipote
Pontefice fu
volte

tenevano custodite sino a tani sacerdoti giudicavano se dette oblazioni fossero degne di essere offerte al Signore, dappoich non tutte le oblazioni erano ricevute, ma quelle solamente di persone morigerate, religiose, ed esemto che
,

Pio VI.

questo

egli

cos accetto,

che spesse
pi
diffcili

lo

consult negli affari

ardui

della Chiesa, ne'

cui

plari.

In

fatti

nel

concilio

IV

di

Cartagine col canone XCIII fu deciso che non fossero ricevute le


oblazioni de'
litigiosi fratelli,

nempure
75,

tempi in suo ordine lo elesse commissario generale della famiglia cismontana, ed il Papa nel concistoro del primo giugno 1795, con onorevole elogio, lo promosse alla chiesa vescovile di Cervia, ove diede prove lumi-

ambedue vivevano.

Il

meno mono

quelle
i

di

coloro che
fratelli.

oppri-

uose del suo zelo e


gilanza
;

pastorale
nelle

vi-

propri
s.

Cos
liaeres.

mostrando

luttuose
invitto,

insegnano

Epifanio,

vicende della Chiesa

animo

GAZ
pari a quello
lati,

GAZ
prerasse-

ig^

di tanti illusili

soffrendo con
forti

cristiana
,

con lutto universale, ai 29 gennaio 1882, venendo esposto


tefiascone, in quella cattedrale, e

gnazione

travagli

ed
alla

anche
stra-

dopo
suo

fuse-

duro

carcere.

Chiamato
di
civile
,

nerali sepolto nella chiesa

del

ordinaria

consulta

Lione per
ecclesiastica

minario, ove

si

vede

il

busto
dai

r organizzazione
la

con onorifica
figli di

iscrizione,

eretta

delle italiche provincie

malgrado
epoca
,

condizione della nota

si

di,

il

suo fratello Carlo, suoi erecanonico d. Lorenzo, Paolo


:

adoper con plausibili maniere, e vi fece campeggiare i tratti di sua invincibile fermezza al vantaggio della religione, come dipoi sorami applausi riscosse nella famosa assemblea di Parigi, siccome osserva il di lui biografo. Pio VII contando sulle sue virti e lumi lo fece amministratore delle chiese vescovili di Montefiascone e Corneto prima che il vescovo cardinal Maury dasse di esse la
scia

Remigio Gazzola

l'

iscrizione

riportata dal
tato.
Il

De

Angelis,

loco

ci-

cardinale conserv sempre affetto pel suo ordine francescano,

ed al convento dei minori riformati della Madonna di Campagna


di

Piacenza lasci in morte

la

sua
pet-

pianeta cardinalizia, la
torale,
i

croce

rinunzia

pove-

nel concistoro de' 21


lo

febbraio

1820
alle

promosse
diocesi

al

medesimo
egli

e due anelli. Il p. AgoMaria di Padova minore osservante riformato, colle stampe del Bourli pubblic in Roma nel i832 r Elogio funebre del cardinale fr. Bonaventura Gazzola, ec, che destino

scovato.

Quanto bene
unite,

facesse
al

dic al cardinal d. Placido

Zurla.

due
si

ed

semigi

GaZZOLI Luigi,

Cardinale. Lui-

nario,

Commentario
rev.

legge a pag. 78 e seg. del della citt e chiesa

Gazzoli nacque da nobile e di-

cattedrale di Montefiascone di quel

decano

De

Angelis, di che noi

trattiamo all'articolo

Montefiascoin

ne (^Fedi). Finalmente
di

premio

tanti

meriti e gravi fatiche, nel

concistoro de' 3 maggio 1824, lo cre cardinale dell'ordine de' preti,


e poscia gli assegn

per

titolo
all'

la
;

chiesa di

s.

Bartolomeo
,

Isola

e per congregazioni
offiziOj

quelle

del

s.

dell' indice,

della

disciplina

4 maggio 1735. Percorsi regolarmente gli studi, fu dal Pontefice Clemente XIII fatto cameriere segreto di numero, e canonico della patriarcale basilica di s. Giovanni in Laterano. Ammesso nella romana prelatura, merit successivamente di essere nominato governatore di varie citt, ed in prima di Citt di Castello, dove la sua memoria sar sempre in benedizione de' poveri, ospedale, che

stinta famiglia di Terni, nel d

regolare, e della lauretana. In questa

nuova dignit

le

singolari

vir-

per il magnifico per commissione di

t e dottrina del cardinale risplendettero


al

maggiormente.
per

Intervenne
di

conclave

l'elezione

Pio
l'et

Vili,
gli

ma

suoi incomodi e
recarsi
al

impedirono

in quello 0il

Pio VI ivi eresse dai fondamenti, e che arricch di rendite abbondanti per sollievo della inferma umanit, avendone in un all' orfanotrofio per le povere zitelle e
per
poi
le

ve fu esaltato pa che regna.

pontificato

Pa-

bastarde, unito all'ospedale,

Giunto alla grave et d'anni ottantotto, mor in Mon-

ritenuto

sempre

pontificia

l'economica

con facolt amministra-

198
zione, ed
il

GAZ
proprio

GEH
regolamento.

mero seguente
diaconia di

poi sono descritti

Nei governi di Ascoli, di Ancona, e di Loreto a cui pure fu promos*


so,

funerali ch'ebbero luogo nella

sua

lasci caro

il

suo

nome

per

la

sua specchiata integrit nell'amministrazione della giustizia, e per le

s. Adriano , e che dopo questi, secondo la di lui testamentaria disposizione, fu ivi col-

locato in

luogo di deposito
lo
stesso

il

suo
alla

sue incessanti premure, onde con-

cadavere,

per trasportarsi poscia,


Diario,
famiglia

durre al termine le pubbliche strade nuovamente aperte, ed ancora


la

come
chiesa

dice
di

sua

nobile
ss.

in

strada di

Ancona

ed

lavori

Terni, dedicata al
il

Rosario, che

del suo porto. Richiamato da Pio

cardinale essendo vivo avea maee

VI
di

in

Roma,

e destinato

chierico

stosamente abbellita,

dotata

di

camera, e presidente dell' ospizio apostolico di s. Michele, ne perfezion la grandiosa fabbrica, e provvide con opportuni regolamenti alla sussistenza di quel gran luogo pio, stabilimento degno di Ro-

annue copiose
gno
cardinale
,

rendite;
di
le

dicendosi

per ultimo l'elogio


e
del cuore e della

questo

de-

belle qualit

mente di cui and doviziosamente adorno. N' meritevolmente nipote,


dinale
della
il

vivente carprefetto

ma, destinato
dei

al

ricovero

mani

Lodovico

Gazzoli
del
della

tenimento delle persone invalide e


poveri
orfani

congregazione

buongocitt

d'ambo
lo

sessi.

verno, e protettore

di

Pio VII nel


tore

1800

dichiar udi-

Terni sua patria,


to crale, in to
:

il

quale inten-

generale

della

camera

indi

nel concistoro de' 16 maggio


lo

i8o3
dei

ad erigere il monumento sepolnon nella chiesa patria, ma


quella ov' sepolto
nella chiesa del
ss.
il

cre

cardinale

dell'ordine

zio

defun-

diaconi,

riservandolo in petto, pubi

Rosario fu-

blicandolo in quello degli


glio.

lu-

Dipoi
la

gli

confer
di
s.

per

diacolo

nia

chiesa
alle

Adriano;
riti,

rono solo trasportati i precordi. GEGITA o GEGIA. Sede vescovile della Mauritiana di Sitifi
neir Africa
occidentale
Sitifi.
,

ascrisse

congregazioni
rev.

de' ve-

sotto

la

scovi e regolari, de'

della laudi
s.

metropoli di

retana

della

fabbrica
;

GEHON.
tiochia
,

Sede

vescovile

giaco-

Pietro, e delle acque

dandolo in
apostolico
uniti

bita di Cilicia, nella diocesi


della

d'An-

protettore

visitatore

quale

si

conoscono
eletto nel
di

perpetuo

degli

ospedali

di

due

vescovi. Basilio sincello del pa-

Citt di Castello, ed in protettore


della confraternita
di
s.

triarca

Giovanni XIII,
desiderio

Giovanni

1126, ebbe
trasferito alla

essere
;

Decollato

di
ss.

Terni,

della
di

compaPaloms.

sede di

Mitilene
il

gnia del

Sagramento

quest'oggetto
ca

prevenne

patriar-

bara, e delle arciconfraternite di

contro quelli ch'egli voleva esvi

Girolamo, Misericordia, e Morte di Ancona. In seguito di una penosa malattia cronica, cess di vivere in Roma a' 2 3 giugno 1809,
nell'et d'anni

cludere da quella sede. Giosu Bar-

Chetre che
di

Mitilene,
la

pretendeva essendo venne pure escluso,


rest

laonde
anni.
s'

sede
il

vacante
,

tre

settantaquattro, co-

Morto
le

patriarca

Basilio

me

si

legge nel Diario


di

di

Roma

impadron del suo


lettere,

sigillo,

numero 5i

detto anno. Nel nu-

sific

nelle

quali

ne falappa-

GEL
riva che
silio
il

GEL
Ma
Gionega.

199

defunto avea eletto Ba-

a vescovo di Mitilene.

Bened. par. 5, diss. 4j P- 3 19, dove si meraviglia di chi romano lo


Quelli che lo dicono africano, rispondono al
citata

su essendo stato innalzato alla dignit di patriarca col

nome

di

Acol

documento

della
afri-

tanasio Vili nel

ri5o, fu costret-

lettera, ch'essendo egli

to Basilio a ritirarsi a

Gehon,
per

nipote da lui nominato coadiutore,


e

poi

venne deposto
dal

cattiva

condotta

patriarca

Michele.
fu

L'altro vescovo di

Gehon

Abute-

galeb, che trovossi al

concilio

nuto dal 1169. In


to
il

patriarca

Michele
di

nel

un

villaggio

questa
detto

cano ben potea chiamarsi nato cittadino romano, non altrimenti che s. Paolo, essendo di Tarso nella Cilicia afferm essere nato cittadino romano. Or Gelasio , figliuolo di Valerio , e per quanto da alcuni si crede istitutore de' Canonici regolari di Laterano (Fedi), fu crea,

contrada, nel
Salacb.

987

vi

f