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C

DI

3 72*>
ERUDIZIONE

DIZIONARIO
STO RICO -ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

E PI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARI! GRADI DELLA GERARCHI
CHIESA

DELLA

PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI CARDINALIZIE F. PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CUE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
CITTA.
AI

CATTOLICA,

ALLE

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

CONC1LII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT

GREGORIO
AOL. XXXI.

XVI.

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DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -E CC LE SI ASTICA

G
GIO
(jUOVANNI
Tnn^elista.
(s.),

GIO
apostolo ed elo scelse

con

s.

Pietro e

s.

Giacodi

tacque a Belsaida nella Galilea, era figlio di un semplice pescatore nomato Zebedeo, e di
Snlome,
e
fratello
il

mo

per

essere

testimonio
sul

sua
e
;

trasfigurazione

Tabor,
di

di

sua agonia nell'orto degli Ulivi


incaricato con
re
l'

fu

cadetto

di

s.

s.

Pietro

allesti-

Giacomo
che prima
egli

detto
di

Maggiore. Pare
Salvatore

ultima
il

traini al
s.

cena pos
Salvatore.

Pasqua, e durante la suo capo sul seno del

fosse

discepolo di

Battista.

Alcuni

scrittori

Giovanni lo pren-

Allorch
di

Ges dichiar

dono per
quale
sto.
s.

quell'altro

discepolo col

uno mensa con


che
s.

quelli

lui lo

che erano a avrebbero tradito,


s.

Andrea seguit Ges Criaveva


circa

Pietro, secondo

Girolamo, dechi

Egli

venticinque

siderando
stato
il

conoscere
si

sarebbe
Signo-

anni quando fu chiamato con Gia-

traditore,

rivolse a Gio-

ad essere discepolo del Signore, che die loro il soprannome di Boanerges, che sifratello

como suo

vanni, cui sapeva avere col


re re

una santa
gli

familiarit.

11

Signoquale
di

disse

essere

colui

al

gnifica

figli

del

tuono,
viva

indicando

avrebbe
intinto
sta
ni.

dato un boccone
nel piatto,
fu intesa in
il

pane

con
ro

ci quella

fede e quello

questi lispo-

zelo ardentissimo

annunziato
la

la

con cui avrebbeDio legge di


fu

non

che da GiovanGio. Crisostomo


degli

Leggesi
fa

s.

senza temere
mini.
dei
tore,

possanza degli uotestimonio


del

eh' egli
(In 1
la

solo

apostoli

S.

Gioranni

principali

miracoli

Salva-

non

abbandon Ge> durante


passione.

Parecchi
giovine
lino,

credono
corni!

e n' ebbe
d' affetto,

contrassegni parti-

ch'egli fosse
di

quel
di

colari

per cui
col

nel santo
titolo

una

tonaca
e

che

se-

angelo

distinto

di

guiva

C.cmi,

discepolo diletto del Signore.

Ge*

nudo per

uon

che si cadere

salv
in

quai
dfl

mano

6
soldati.

GIO
a
piedi della

GIO
croce
li

Eia quando il Salvatore morendo gli commise la cura di sua madre


,

che

il

diacono Filippo avea cone vi annunzi


il

vertiti,

vangelo.
al

Intervenne nell'anno 5i
concilio di
si

dandolo ad
s

essa

qual

figlio.

Geosser-

primo Gerusalemme, e erede-

non ha sdegnato, come


di

va san Paolo, fratelli, e ci ha


ti

chiamarci

suoi

tutti

raccomandaGiovanni
figli
il

che quivi sia rimasto assai tempo, allontanandosene per qualche volta per predicare il vangelo. Dicesi che la
Partia
le delle
sia

in

questa qualit alla sua bea-

stato

il

teatro principa-

tissima

Madre

ma
il

s.

sue apostoliche fatiche.

Le

primogenito dei suoi


Egli solo ebbe
serne trattato
ta sua

adottivi.

relazioni dei missionari che in questi

privilegio di ess'

ultimi tempi

si

sono

recati alle
gli

come

ella fosse sta-

Indie orientali, contengono che


abitanti di Bassora

madre

naturale, e

di reni

sono

persuasi,

derle reciprocamente tutti


ri

dovefi-

giusta un'antica tradizione,

che
la

s.

del pi tenero

rispettoso
la

Giovanni
nel
loro

abbia
paese.

piantato

fede

gliuolo. Questo privilegio fu compensa del suo coraggio

ri-

Fece
diverse
e
vi

in

seguito
del-

e del

predicazioni in
l'

parti
istitu

suo fervore nel servigio del suo divino Maestro. Secondo s. Girolamo, la sua castit gli procur Ges, egli favore quest' insigne
:

Asia

minore
si

dei
in

pastori.

Dimorava abitualmente
visitare
le

Efeso, n
citt

allontanava da quella
chiese
vi-

che per

dice,

commise
S.
s.

la

cura di una madiscepolo


s.

cine.

dre vergine ad un
gine.

ver-

Sappiamo dal greco Apollonio ch'egli risuscit un morto ad Efeso.


S.

Ambrogio,
Epifanio

Gio. Grisoaltri

Epifanio accerta che


Asia
speciale

il

santo

e-

stomo,

ed

padri

vangelista venne in
disposizione

per una
Spirito
alle ere-

hanno

fatto la stessa

osservazione.
le al-

dello

Allorch Maria Maddalena e

Santo, a fine di opporsi


sie

tre sante donne annunziarono che non aveano trovato il corpo di Ges Cristo nel sepolcro, Giovanni fu il primo a recarvisi. Egli,

di

Ebione
nel

e di Cerinto. Nella

seconda persecuzione
si

generale che

accese

g5,

s.

Giovanni fu
proconsole
fu conin

preso

per

ordine

del

illuminato

Ges che
sembiante

dall'amore, riconobbe gli apparve sotto finto


sulla

d'Asia; e

mandato a Roma dannalo ad essere tuffato


,

una

riva del
s.

lago

di

caldaia d'olio bollente

ma
i

ne usci
quali lo

Tiberiade, e lo addit a

Pietro.

incolume. Questo miracolo non com-

Fu
in

con

lo stesso

Pietro imprigio-

mosse punto
ni

pagani,

nato per

aver
di

guarito

un zoppo
i

attribuirono a magia, e

s.

Giovan-

nome

magistrati

Ges Cristo; ma non osando punirli

venne

esiliato

neh' isola di Pat-

li

posero in

libert,

con minaccie di dicare. Siccome tenne in conto tali minaccie, fu messo in carcere una seconda volta e battuto con verghe. Accompagn s. Pietro a Samaria per comunicare lo Spirito Santo a quel-

proibendo loro continuar a pres. Giovanni non

mos. Col ebbe quelle visioni che riferisce nell'Apocalisse, opera allegorica nella quale d consigli alle chiese d'Asia, predice la grandezza
futura,
i

progressi

del

cristianesi-

che devono succedere nella consumazione de' secoli. L'anno 97 s. Giovanni ritorn in
e
le

mo,

cose

Efeso,

e prese

la

cura di quella

GIO
chiesa,

GIO
ficolt, affront tanti pericoli.

Timoteo che n'era vescovo avea ottenuto la palma


giacch
s.

port tante fatiche, vinse tante dif-

Raccoe

del martirio. Egli

portava, secon-

mandavala come

il

grande

prin;

da
pra

Policrate,
la

una piastra d'oro sofronte, ad esempio del som,

cipale precetto del cristianesimo

quando per l'avanzata sua


ceasi

et

non

mo
era

sacerdote de' giudei

e questa
del

poteva pi fare lunghi discorsi, faportare alle adunanze


e de' fe-

come

il

segno

distintivo
i

sommo
ni.

sacerdozio presso

cristia-

Secondo l'opinione pi
il

comu-

ne, egli scrisse

suo vangelo quandi

do

ritorn

dall' isola

Patmos
gli

sempre ripetea loro di amarsi scambievolmente. S. Giovanni mor in pace ad Efeso, il terzo anno di Traiano, in et di circa
deli
,

principalmente
errori
sparsi

per
di

confutare

novantaquattr'anni.
sopra un monte
Si

Fu

seppellito

da lbione
dalla

e Cerinto
Cristo,

fuori

della

citt.

contro la divinit
perci incomincia

Ges

portava

via

generazio-

polvere della

per divozione la sua tomba, la quale


si

ne eterna del Verbo creatore del mondo. Egli si propose ancora di


supplire alle
tre evangeli
,

operava miracoli, e

edific sopra

questa tomba una magnifica chiesa,

omissioni

degli

altri

quindi insiste
del

parti-

colarmente sulle azioni


tore, dal principio

del Salva-

suo
di
s.

miniGioquali

stero infino

alla

morte

vanni Battista.
lo destinava,

Lo

scrisse in greco,

lingua parlata dai

popoli

a'

ma

ne fu

fatta quasi

subito

doreto
la

una versione in siriaco. Teolo chiama una teologia, che mente umana non pu affatto
d'

che poscia i turchi convertirono in moschea. I greci celebrano la di lui festa a' 26 di settembre, ed latini a' 27 dicembre. La Chiesa commemora inoltre il suo martirio cio il glorioso trionfo da lui riportato uscendo miracolosamente incolume dall'olio bollente, come si detto; e nel luogo dove accadde
i

questo miracolo, presso


ta dai

la

porta det-

romani Latina, venne eretta


i

le sarebbe stato immaginare. Perci gli antichi hanno paragonato il santo evangelista ad un'aquila che 1' occhio s' innalza nell'aere, e che dell' uomo non pu seguire. Per la

intendere, e che

una

chiesa sotto
,

primi imperatori

impossibile

cristiani

chiamata Chiesa Giovanni avanti Porta

{Vedi).
ni
si

La
di

festa

di

san
stata

san Latina Giovandi


gi

avanti la porta Latina celebraa'

maggio

stessa

ragione
il

greci

gli

hanno
per
s.

moltissimo tempo, celebrata in molte

dato

titolo

di

Teologo
altres di
:

ec-

chiese coli' astinenza

dalle opere
di

cellenza.

Abbiamo
a
tutti
i

Gio in-

servili,

ed era una
Inghilterra.

volta

obbli-

vanni tre epistole


dirizzata

la

prima

go

in

cristiani,

massi-

GIOVANM
sostomo
Chiesa.
3
i i
;

Crisostomo

Criil

me
ti
;

a quelli ch'egli avea


le

converti-

(s.),

celebre dottore della


in Antiochia verso

altre

due sono
a
l'

dirette

una

Nacque

ad Eletta,
e

l'altra

Caio: in tutte

il

padre suo, chiamato Secondo,

de

raccomanda

adempimento
Egli
in-

era generale di cavalleria e

coman-

del

precetto della

canta.
e

dava
e

in

Sina
*>

le

truppe dell'impero,

culcava altrui quella carit


ridi

di cui

sua

sloso

avvampava,

per

la

Rimasta
l'annij

quale intraprese lunghi viaggi, sop-

aomavasi Antusa vedova all'et di venavendo oltre a Giovanni an-

madre
< 1

GIO
figlia,

GIO
saggia

che una
za sotto

prese

cura

di essi. Giovanni studi l'eloquen-

Libanio,

uno

de' pi fa-

mosi oratori di quel tempo, ed in breve super il suo maestro; pari avanzamenti fece nella filosofia sotto Andragazio.

ne fugg, e si tenne nascomo sto fino a che furono riempite le sedi vacanti ; il secondo fu fatto vescovo di Raffanea , e siccome dose

vent'anni
vi

prati-

c ai tribunali, e
nascita
illustre

disput anche

vette la sua nomina ad un pio stratagemma del suo amico, si lagn con esso per aver verso di lui cos adoperato. S. Gio. Grisostomo
fece la sua apologia, scrivendo l'am-

con straordinario successo.


e
il

La sua suo raro talento avrebbero potuto fargli conseguire i primi posti dell'impero;

mirabile
egli

trattato

del

Sacerdozio:

non avea anni. Nel 3 74


sulle

allora
si

che

ventisei
al-

ritir

presso

ma

conosciuti
,

pericoli
le

della

vita

cuni santi anacoreti che abitavano


e

mondana
tente,

abiur

vanit del se-

colo, e vestito

un

abito

da

peni-

con lunghe veglie e frequenti

montagne vicine ad Antiochia, dopo aver passato quatti*' anni con essi, due altri ne pass in un
antro.

digiuni distrusse in s stesso l'imperio


delle passioni, applicandosi alla

L' umidit

del

luogo e
gli

le

me
S.

austerit

che

praticava

cagio-

ditazione delle divine scritture.

narono una pericolosa malattia, per


cui nel

Melezio vescovo d'Antiochia, che il conobbe, lo trasse al servigio della Chiesa, e

38 1 fu costretto ritornare ad Antiochia per rimettersi in salute.

dopo averlo

egli

me-

In quell'anno stesso

fu ordi-

desimo

istruito,

tenendolo tre anni

nel suo palazzo, Io

ordin

lettore.

nato diacono da s. Melezio; poscia Flaviano, che a questo succedette


sulla sede di
al sacerdozio

Sebbene dotato
dia e ricco di

di

somma

facon-

Antiochia, lo innalz

preziose

cognizioni,

amava
tanto
s'

la

taciturnit; ci

non per-

intratteneva volentieri sulle

verit eterne con persone virtuose,

e in particolar

modo con
il

Basilio,

uno

de'suoi

compagni
vita

di studio,

ed

intimo amico,
bracciato
stretta
la

quale aveva
monastica.
s.

ab-

Una

nel 386, lo nomin suo vicario, ed incaricollo di annunziare ai popoli la divina parola. Egli sostenne questo importante uffizio col pi grande successo, ed ebbe sempre per uno de'suoi pi essenziali doveri la cura e l'ammaestramento de' poveri. Per dodici

amicizia legava

Gio. Gri-

sostomo eziandio con Massimo, che fu poscia vescovo di Seleucia, e con Teodoro, che divenne vescovo di Mopsuesta, anch'essi suoi condiscepoli; e fu per

anni fu la mano, V occhio, la bocca del suo vescovo. Predicava


pi volte alla settimana, e sovente

anche parecchie
no;
la

fiate

in

un

gior-

sua eloquenza faceva accori

ricondurre
vocazione
dice
,

que-

rere a' suoi sermoni


gani, gli eretici, che

giudei,

pale

st'ultimo alla
indirizzogli
ni,

sua

che

trovavano

due patetiche
trovasi,

esortazio-

nelle quali

Sozo-

pi solide confutazioni de' loro errori; e tale fu il frutto della sua


predicazione, che giunse a far
biar faccia

meno, un'eloquenza soprannaturale. I vescovi della provincia, che conoscevano il merito di Giovanni e del suo amico Basilio, adunaronsi
per innalzarli all'episcopato.
Il

camse-

ad

Antiochia.

Nel

pri-

condo anno del suo ministero apostolico una forte sedizione scoppi ad Antiochia, a cagione di una

GIO
gabella

GIO
imperatore
fu-

9
di

imposta
I.

dall'

Teofilo
golare
le

patriarca
il

Alessandria.
re-

Teodosio

Il

popolo nel suo

Incominci
la

suo episcopato col


casa

rore stritol la statua dell' imperatore, de' suoi

sua

diminuendone
riform
i

due

figli,

e dell'im-

esorbitanti spese;

co-

peratrice Flacilla morta

poco temprocedet-

stumi del clero, raffren l'immode-

po innanzi.
tero colla
i

magistrati

maggior severit contro


abbruciare
vivi
i

colpevoli, e gi parlavasi di condi

femmine, tolse l'abuso de' giuramenti, convert un gran numero di pagani e d'eretisto vestire delle
ci,
ti

fisca

beni, di

e ridusse sul

buon

sentiero mol-

sediziosi,

e di smantellare la citt;
la

indurati peccatori. Fra


si

per cui
rale.
Il

costernazione

era gene,

ve che
to
la

le vedoconsacrarono a Dio sot-

vescovo

Flaviano

bench
si

sua direzione, contavasi

O-

in

et molto avanzata, tocco dalla


re-

limpiade, Salvina, Procula, Pantadia, tutte e quattro distinte per la

disperazione del suo gregge,

c a Costantinopoli per
la

implorare
inla

loro nascita:

l'ultima, vedova di
diaconessa
S'
della

clemenza dell'imperatore, ed
quel celebre discorso,

Timaso primo ministro dell'imperatore


,

dirizzogli

fu

fatta

cui

compilazione
attribuita

vieue
a
s.

principal-

chiesa di

Costantinopoli.

Giovi-

mente

Gio. Griso-

vanni Grisostomo, strettamente

stomo, e che trovasi in gran parte nella sua omelia XXI sulla sedizione d'Antiochia. Teodosio,

vendo, profondeva
avealo
tutto

le

sue

rendite

a sollievo de' poveri; se Antiochia

mosso
il

fino alle lagrime,

comrimand

vescovo col perdono generale del suo popolo. Durante l'assenza di


Flaviano,
il

nostro santo

fu
il

inca-

ricato della cura d'istruire


polo, e continu

pori-

veduto spendere per essi suo patrimonio, lo vide Costantinopoli vendere per il medesimo oggetto la ricca suppellettile che gli avea lasciato .Nettario ed in una gran carestia anche dei
il

dopo
e
col

il

di lui

vasi
fra

sacri.

Fond

parecchi spedali,
stranieri
gli
;

torno
collo

le

sue

fatiche

evangeliche

cui

due per

gli

e le

stesso

zelo

medesimo
1'

sue larghe limosine


dice Palladio,
lemoainierc.

meritarono,

successo: egli era l'ornamento e la


delizia riente,

d'Antiochia e di tutto

o-

il soprannome di I:Infiammato da un san-

perch

la

sua rinomanza s'econfini


la

to zelo per la propagazione del vangelo,


rio

ra estesa fino
ro.

ai

dell'impesede di Cola

mand un
i

vescovo

missiona-

Rimasta vacante
nel

presso

stantinopoli
di

397, per
s.

morte

zo agli
nella

sciti

un nomadi
goti,

altro in
,

mez-

altri

ancora
la

Nettario,

l'imperatore
Gio.
al

Arcadio
Crisosto-

Persia e nella

Palestina.

volle

innalzarvi

Intanto l'imperatore Arcadio


sciavasi

mo; quindi commise

conte d'O-

riente d impossessarsi di esso con qualche stratagemma. Il conte adunque, col pretesto di visitare in sua comprimila le tombe de'martiri,
lo trasse fuori
in

governare dai suoi favoriti: l'eunuco Eutropio, successo nella

carica di

primo ministro

al

tradi-

tore
alla

Rufino, fu
e

eziandio innalzato

dignit d console;
la
la

ma

il

Ilio

della

citt, e lo

mise
conIn

orgoglio
peratrice
fui.
II

sua

ambiaionc

ca-

mano don
a

officiale

che
,

lo

aionarongli

ma

perdita, e l'im-

durr

Costantinopoli

tfavfl

consacrato nel 16 febbraio 3q8, da

Eudossia pure ti coutil popolo lolleTOtsi cullilo di

io
lui,
te.

GIO
e l'armata chiedeva la sua

GIO
morformarsi

esattamente
molti
sinodi
citt
:

dei
s

fatti.

Si

Cerc Eutropio un asilo presso gli altari di cui avea violato tante venne volte i privilegi; la chiesa
bentosto
di soldati
investita

tennero

che nelle vicine ed


altri

ad Efeso e Antonino
deposto,
della
la

convinto di simonia,
vescovi
Licia, e
stessa

vi fu

da
tutta

una banda
lui,
1'

dell' Asia,

furibondi

contro di

della Frigia subirono

e
del

fu

d'uopo di

eloquenza
dell'

santo arcivescovo perch quello

sciagurato potesse

immunit del santuario. S. Giovanni in questa Grisostomo pronunzi


godere

PaGiovanni Grisosqua del 4 0I > s stomo ritorn alla sua sede, essendone stato assente cento giorni,
la

pena.

Dopo
-

festa

di

il

d appresso

mont

il

pulpilie-

occasione
falso

un eloquente

discorso sul

to per dimostrare quanto fosse


to di
ge.

splendore e sulla nullit delle

rivedere
la

grandezze
al

mondane,
esort
il
:

indi

rivoltosi

Ma

amato suo gregsua letizia venne ben


1'

popolo, lo
colpevole
si

a perdonare

presto

turbata
fiere

dalla

malevolenza
SeveriaSiria

al

popolo ne fu comla sedizione.

de'suoi nemici, per cui ebbe a sos-

mosso, e
tropio fu
pri
;

calm

Eu-

tenere

persecuzioni.
di

rilegato nell'isola di Ciil

no vescovo
al

Gabala
di

in

ma

suo avversario
i
,

Gaina,
di

quale
della

era stata
chiesa
1'

affidata la cu-

che comandava dell' imperatore


si,

goti

al servizio

ra

Costantinopoli
del
santo, os

trov

modo

durante
s.

assenza

frnelo richiamare

di
la

farlo
testa
.

dere

dopo pochi mecondannare a perGaina divenuto

dalla cattedra

evangelica

attaccare

Giovanni Grisostomo, e tent di sollevare il popolo contro di lui ;

potente,

ed
di

debolezza
ser

credere che

per la Arcadio , si f' a tutto gli dovesse es,

imbaldanzito

ma

venne

scacciato
Altri
s.

come un
nemici

ca-

lunniatore.
pericolosi

due

pi

aveva

permesso
chiesa

os

domandare

nelP imperatrice
Teofilo
patriarca

Gio. Grisostomo Eudossia ed in


di

una
santo
bile

per

gli

ariani;

ma

il

Alessandria.

arcivescovo,
il

sempre
il

inflessi-

quando

richiedea

suo do-

seppe resistergli ; ed allorquando questo superbo favorito, essendosi ribellato al suo signore,
vere,

pose l'assedio a Costantinopoli, Gio-

vanni

si

rec

da

lui

parlogli

con

tale

energia che lo fece ritrarsi


truppe.

avea scacciato dal deserto di Nitria quattro abbati* accusati di origenismo, ed essendo Giovanni essi stati ricevuti da s. Grisostomo, che ne fece l'apologia, Teofilo punto ai vivo propose di vendicarsi. Eudossia dopo la caduta di Eutropio govern dispoQuest' ultimo

colle sue

Nel medesimo anno 4j i' n0 " stro santo tenne un concilio in


Costantinopoli in cui

ticamente l'imperatore e l'impero. Questa principessa, la quale secon-

do Zosimo, era
delatori,
ricchi
ni a
i

di

una
la

insaziabile
la

Antonino araccusato
di

avarizia, avea riempita

corte di

civescovo d' Efeso

fu

quali

dopo

morte dei
Il

simonia e di altri delitti. L'importanza dell' accusa fece risolvere il santo di recarsi sul luogo, ad onta

impadronivansi dei loro besanatali

pregiudizio degli eredi.


si

del

rigore della stagione, e del

accorava per busi, ed Eudossia risolvette


to pastore
lo

di far-

cattivo stalo di sua salute, per iu-

deporre.

Perci

ella

chiam

GIO
Teoflo, che giunto a Costanlinonel mese di giugno del 43> li
la

GIO
notte

ii

seguente
scosse

essendosi
di

fatte

sentire

delle

terremoto,

con molti vescovi dell' Egitto, che erano a lui devoti, tenne il famoSinodo delso conciliabolo detto
la

Eudossia
dergli

pentita

per lo

spavento

and subilo da Arcadio per chieil

richiamo dell'arcivescovo;
ottenuto
scrisse

Quercia.

S.

Gio.

Grisostorno

locch

subito

al
sti-

venne accusato di aver deposto un diacono che avea percosso un suo


servo
la
;

medesimo una

lettera
,

piena di

ma

e di affetto
.

invitandolo a
il

ri-

ordinato

dei

sacerdoti

nel-

tornare

Quando

popolo

ven-

to

sua cappella domestica ; vendudelle suppellettili appartenenti


dissipatene le rendi-

alla chiesa, e

ne a sapere che il suo arcivescovo ritornava, gli and incontro con fiaccole accese, lo condusse trionfante
in
citt,
il

te

comunicato delle persone, che non erano digiune ; e deposto dei vescovi che non erano nella giu;

ed
lui

suoi

nemici

fuggirono:

di

ristabilimento,

risdizione

della

sua

provincia.

In

queste accuse tutto


falso.
11

era

frivolo

secondoch riferisce Sozomeno, fu ratificato da una adunanza di sessanta vescovi. Sventuratamente questa

santo, che

dal suo can-

calma non dur molto. Esseneretta

to

aveva radunato quaranta vescovi a Costantinopoli , fu citato a comparire ; ma ricus di presentarsi, perch eransi violate aperta mente
noni. Ci
la
le

dosi

una statua
Sofa, se

d'

argento
celebr

in onore dell'imperatrice davanti la

chiesa di
la
ci,

s.

ne

dedicazione con giuochi

pubbli-

leggi

volute dai cail

nulla

meno
di

raggiro

vinse, e
la

fu contro

di lui pro-

e con istravaganti superstizioni che disturbavano il divino ofizio Giovanni Grisostorno non pot s.
:

nunziata
dio,
al

sentenza
fu

deposizio-

far a

meno
i

di

disapprovare quegli

ne, che venne approvata

da Arcail

abusi. L'imperatrice se ne tenne ol-

quale

accusato

santo

per giunta d'aver paragonato l'imperatrice

a Gezabele.
esilio,

Fu
il

segnato

un

ordine di

ed

santo ar-

traggiata, nemici di Giovanni furono richiamati a Costantinopoli, ed egli fu nuovamente condannato , abbench avesse quaranta vescovi
in suo

civescovo congedossi dal suo greg-

favore.

Mand Arcadio
il

nel

ge con un discorso
vente.

il

pi

commoegli

sabbato santo una banda di soldati

Erano

gi passati tre giorni

per

scacciare
:

pastore

dalla

dall'ingiusta

condanna, ed

non

sua sede

la

chiesa fu profanata e

era ancora partito, perciocch il popolo vi si opponeva minacciando

una
che

sedizione.
il

Finalmente senza popolo se ne avvedesse anstesso a mettersi

contaminata di sangue. S. Giovanni Grisostomo ricorse al Pontefice Innocenzo I, il quale annull le


procedure fatte contro di lui. Onorio imperatore d'occidente dichiarassi pure iu suo favore, ma

d
ni

egli

nelle

ma-

dell' ullziale

incaricato di con-

durlo

in

Bitinia.

Tosto

Severiano
deposto

Arcadio

subornato

ricus

la

con-

mont

sulla

cattedra
era

per provare
stato

vocazione del concilio richiesto dal


Pontefice e
al

che Giovanni giustamente


;

ma
il

venne interrotto
cristiani,

santo l'ordine espresso


!

da Onorio, ed intimo li andar*


esilio.

dai clamori

dei

che

ri-

sene

luogo del suo


in

Egli

domandavano

loro pastore.

Nel-

trovavasi

chiesa

allorch

na-

12

GIO
i

GIO
dell'

vette quest'ordine, quindi salutati vescovi che avea al suo fianco

Arabia.
di

Scrisse diecisette

let-

tere

ad Olimpiade, che sono


morale.

veri

entr nel battistero per dare un addio a s. Olimpiade e alle diaconesse che si struggevano in lagrime ; poscia usci per una porta segreta, temendo che il popolo non

trattati

Le

incursioni

degli isauri

menia

lo

che devastavano l'Arcostrinsero a rifugiarsi

nel castello di Arabisso sul

monte

ammutinasse. Un offziale nomaLucio il meno a Nicea in Bitinia, ove giunse ai 20 di giugno


si

Tauro. Ritornato a Cucuso dopo la ritirata dei barbari , poco vi


I suoi nemici instigarono imperatore ad ordinare che fosse trasportato a Pitionto sulle rive

to

stette
l'

del 44-

Poco tempo dopo


s'appicc
s.
il

la

sua
alla

partenza
chiesa di
cui

fuoco

del

Ponto Eusino vicino

alla

Coldi

Sofia
il

e al palazzo
senato.
agli

in
si

chide.

Due
testa

offiziali

incaricati

adunavasi
di
la

Non

condurlo, lo
colla

facevano

camminare

manc
del

addossare
colpa di

amici

santo

quest'incen-

ora

sotto

un

nuda, calvo com' era, sole cocente, ora


dirotta

dio, e parecchi di essi furono posti


alla
voli.

sotto la

pi

pioggia.

Le

tortura

per iscoprire

colpe-

Tigrio sacerdote, dopo essere

sue forze erano sfinite quando arriv a Comana nel Ponto: tuttavia
la
si

crudelmente tormentato, fu mandato in bando ; Eutropio lettore di s. Sofia mor in prigione, in conseguenza degli orribili strazi sofferti. Essi sono amendue nostato

volle

farlo passar

oltre,
s

ma
in-

sua

debolezza

divenne

gran-

de,

che fu mestieri
s.

ritornare

dietro, e fu alloggiato nell'oratorio

minati

nel martirologio

romano

ai

12
del
fu
d'

di

gennaio. Nel mese di luglio


s.

45

trasferito a

Giovannni Grisostomo Cucuso, piccola citt


nei deserti del

Armenia

monte

Tauro, luogo destinatogli da Eusettanta dossia, ove arriv dopo


giorni di penosissimo

cammino

sot-

martire, vicino a ove mor il giorno appresso, 14 settembre del 47> d" p aver ricevuta la santissima comunione. Egli era stato arcivescovo nove anni e sette mesi circa, ed avea vissuto settantatre anni, secondo il p. Stilting. I suoi funerali furono onorati da un condi

Basilisco

Comana,

to
la

un

cielo cocente, estenuato dal-

corso
naci

prodigioso di vergini, di
e di

mostato,

febbre cagionatagli dalle fatiche


,

persone

d' ogni

del viaggio

dalla

brutalit delle

eh' erano

venute
il

guardie, e

dalla

privazione

quasi

te contrade; e

dalle pi remosuo corpo fu ses.

continua del
il

sonno. Il vescovo ed popolo di Cucuso rispettosamen1'

polto presso quello di

Basilisco.

te

accolsero,

parecchi suoi a-

A' 27 gennaio del 438 s. Proclo lo trasportare solennemente a fece


Costantinopoli,
nella

mici

vennero da
per
dei
,

Antiochia e
consolarlo.

da
11

ove venne deposto


Apostoli
in cui

Costantinopoli

chiesa

degli

suo zelo
col:

per

non rimase ozioso


missionari
nelle

d'ordinario
le di

seppellivansi gl'impe-

mand

ratori e gli arcivescovi.


lui reliquie

contrade dei goti


nella Fenicia,

nella Persia,

In seguito furono traslatate

nomin Costanzo

prete di Antiochia superiore generale delle missioni della Fenicia e

a Roma, e collocate sotto l'altare che porta anche il nome di s. Giovanni Grisostomo, nella cappel-

GIO
la
J

GIO
vaticana.
festa

.3
i

del coro della basilica


latini

logono;
dei e
i

">.

il

trattato contro

giu-

celebrano

la

sua

ai

gentili;

16.
17.

otto discorsi
discorso sul-

27 di gennaio, giorno in cui avvenne in Costantinopoli la traslazione del


ai

contro

giudei;
;
1

l'anatema
strenne;
sto

8.

discorso

sopra
in

le

suo corpo

greci
ulti-

19.

sette

discorsi

sopra

i3 di novembre: mi celebrano ancora


di lui, di
s.

questi
la

Lazzaro. Vi sono
attribuite a

ancora

que-

memoria
s.

tomo alcune opere falsamente


s.

Basilio, e di
ai

Gresignis.

Gio. Grisostomo, codel


gli

gorio IN'azianzeno
11

3o
fu

di

gennaio.

me un
zio
;

settimo libro

Sacerdoscherzi;
i

Dome

di

Crisostomo,
d' oro,

che

una omelia sopra


trattato contro
i

fica

Bocca

dato a

un
tili

giudei,

gen-

Giovanni poco tempo dopo la sua morte, trovandosi negli scritti di s. Efiem, di Teodoreto e di Cassiodoro.

e gli eretici, ec.

Il

tomo

II

contiene:
le

1.

vent'u-

na omelia sopra
techesi

statue,
1.
ai

o sulla

sedizione d'Antiochia;
,

due
il

ca-

istruzioni

catecume-

Opere di

s.

Giovanni Grisostomo.
ci

ni;

3.

tre omelie contro

demo-

nio; 4-

Giorgio e Niceforo

assicurano

za;

5.

nove omelie sulla Penitenun'omelia sulla nascita di

che

s.

Gio. Grisostomo aveva


libri.
JN'oi

comdareci

posto pi di mille

mo

il

catalogo di quelli che

re-

stano, giusta l'edizione del p.


blicata a Parigi
in

Mont-

Ges Cristo; 6. un'altra sul battesimo di Ges Cristo; 7. due sul tradimento di Giuda; 8. le omelie sopra la Croce e sul buon Ladrone; 9. un'omelia sulla risurrezione de' morti ; io. una sulla risurrezione di Ges Cristo; II. un'altra sull'Ascensione; 12. due omelie

faucon, detta dei Benedettini, pubdal 17 18 al 1738,


in
foglio, in gre-

tredici

volumi
I

co ed in latino.
Il

tomo
della
della

Esortazioni a
libri libri

1. le due Teodoro; 2. i due Compunzione; 3. i tre Provvidenza 4ve 1'*

contiene:

sulla Pentecoste;

i3. sette pai4>

negirici
rici

di

s.

Paolo;

panegi-

dei

santi Melezio,

Luciano, Ba-

'

*-

bila,

Giuventino e Massimino, PeIgnazio,

bri

contro
;

nemici della vita


il

mo-

lagia,

Eustazio,

Romano,
Donnina
;

nastica

5.

Paragone d'un re e

martiri; dei Maccal>ei, e delle sante

ecclesiastici

d'un monaco; 6. il libro contro gli che tengono nelle loro


case in luogo di sorelle delle fem-

Berenice, Prosdocia e
l'omelia
sui

i5.

martiri

dell'Edit-

to, 16. l'omelia sul tremuoto. Tro-

mine che
7.

diconsi

sottointrodotte;
regolari

vansi nel

medesimo tomo

altre o-

che

le

femmine
cogli

non
;

deil

melie che sono evidentemente supposte.


II

vono abitare
libri
i

uomini
;

8.
i

trattalo della Virginit

9.

due

tomo
parti
:

III
la

vedova; io. sei libri del Sacerdozio 1. il discorso pronunziato nel giorno di sua ordinazione; 1?.. cinque omelie sulla natura incomprensibile di Dio ;
;

ad una giovane

due

pu esser diviso in prima contiene trenomelie


sopra
e

taquattro

belle
della

di-

vi -i
molte

tc>ti

Scrittura,
la

sopra

virt

cristiane;

seconda

delle altre omelie sop a

diverti

rI

3.

sette
;
1

altre
\.
il

omelie

contro
ili
s.

gli

gomenti, e
diciassette

le

lettere del

santo
s

anomei

panegirico

li-

che sono dirette a

O-

i4
limpiade,

GIO
di

GIO
di
s.

me

meritano piuttosto il notrattati che di lettere; e

Matteo, e nulla
cap.

ci

nelle pre-

cedenti sui

quella

al

attribuirsi

monaco Cesario non pu dottore, comal santo


in
essa

i5, 16, 17, 18 dello stesso evangelista.


Il

i4,

tomo VII contiene

il

Com-

battendosi

l'eutichianismo
ai

che non era ancora noto del Grisostomo.


Il

tempi
sessan2. otto

tomo IV

contiene:

i.
;

tasette
discorsi

omelie sulla Genesi


sulla Genesi;
3.

mentario sopra s. Matteo , distribuito in novanta omelie: l'antica versione latina ne ha novant' una, perch la decimanona v' divisa in due. Tutte queste omelie furoin Antiochia, probabilmente nell'anno 3go. Ci ha in questo commentario, oltre alla spie-

cinque odi

no predicate

melie

sopra

Anna madre

Sa-

muele, e tre sopra Saule e sopra Davidde: tutte recitate in Antiochia. II tomo contiene cinquantot-

gazione letterale del testo


lico,

evangedella

un

compiuto trattato

to omelie sopra

salmi.

11

Griso-

morale
Il

cristiana.

stomo ne aveva composto certamente un numero maggiore, perch aveva spiegato lutto
rio.
"vi
il

tomo VIII contiene


sul

ottant'oldi
s.

to

omelie

vangelo
latina

Gio-

Salte-

vanni. L'edizione

di

Morel

Nell'appendice di questo
delle
altre

tomo
a lui
delle

sono
11

omelie
1.

la

falsamente attribuite.

non ne ha che ottantasette, perch prima ne forma la prefazione. Anche queste furono predicate in
Antiochia, nell'anno
3o,4
:

tomo VI

contiene:
sui

s'

aggi-

eccellenti

omelie

sette

primi

capitoli d'Isaia;

2. le omelie sopra alcuni passi di Geremia, sopra Daniele, sopra s. Giovanni ec; 3.

rano principalmente sopra la consustanzialit del Verbo. Avvi nello stesso tomo parecchie altre omelie
a torto attribuite a
s.

Gio. Griso-

due

bei

discorsi
4-

sopra
l

l'oscurit

stomo.
Il

delle profezie;

omelie
5.

sopra
la Si-

tomo IX contiene:

1.

cinquandegli a-

Melchisedecco, contro

gli spettacoli,
;

tacinque omelie sugli


postoli,

atti

ed alcuni

altri

subbietti

nopsi dell'antico Testamento. L'O-

pera imperfetta sopra s. Matteo non di s. Gio. Grisostomo, e di ci ne convengono tutti i critici ella uscita dalla penna d'un ariano {V. le omelie 19, 22, 28 ec), che insegna ancora coi donatisti (omelia i3 e 14) che conviene
:

che furono recitate a Costantinopoli nel 4 ot 2 trentadue omelie sull'epistola a' romani, com'>

poste

in

Antiochia

com'

facile

avvedersene dalla Vili e dalla

XXX.
s.

Seguono
Gio.

vari scritti attribuiti a

Grisostomo,
gli

risguardanti
il

la
i

penitenza, l'elemosina

digiuno,

catecumeni,
zione della

eretici,

l'Annunziala

ribattezzare

gli

eretici.
il

Quest'auto-

B. Vergine,

remisla

re scriveva verso

cominciare del

sione de' peccati,

la fede,

spe-

settimo secolo, e bisogna che fosse latino, perch cita la Scrittura se-

ranza e
Il

la

carit.

tomo

contiene:
sulla

1.

quaranepialtre
2.
il

condo
pera
,

la

Bibbia latina. La sua odivisa in cinquantaquattro


il

taquattro omelie
stola a

prima
3.

que' di

Corinto;
l'epistola

omelie, porta
spiega che

titolo

$ imperfetnon
i-

trenta sulla seconda;

Comgalati

ta, perch l'ultima omelia

mentario sopra
il

ai

una parte del cap.

25

quale

non

diviso

in omelie.

GIO
Vi sono diverse altre opere in questo tomo erroneamente attribuite
al

GIO
scritta

i5 quella

da

Palladio, quindi
egli

che ha
Poscia
discorsi

scritta

stesso.

Segue
notevoli.

santo dottore.
Il

la sinopsi
i.

delle cose

pi

tomo XI contiene:
in

venti-

vi

sono

quattro omelie sull'epistola a quei


d'Efeso, recitate
altre sedici,
sull' epistola

ricavati

tredici omelie o da un mss. di set-

Antiochia;
il

i.

te e pi secoli, e

tradotti

in

lati-

compreso
3.

prologo,

no da Gualtiero

a quei di Filippi, det;

te

a Costantinopoli
sedici

dodici sul-

l'epistola

a quei di Colossi,
sulla

ed

al-

Taylor inglese; ma ad eccezione della prima non sono n del genio, n dello stile di s. Gio. Grisostomo. Seguono vari

tre

prima
,

seconda
re-

estratti

degli

scritti

del

santo

quei di Tessalonica

altres

fatti
ziati

citate a

Costantinopoli; 4- vent'ot-

da Fozio, coi giudizi pronunsui medesimi e colle testimodegli


s.

to sulle

due
5. sei

epistole

Timoteo,
in

nianze
Sinesio,

antichi

come Ndo,
s.

che pare sieno state dette


tiochia
;

AnTito,

Cirillo
ec.

d'Alessandria,

sull'epistola a

Agostino,

intorno alla dottrina


s.
l'

e tre su

quella
altri
s.

guono poi
il

scritti

Filemone. Seche portano


r.

e alla piet di

Gio. Grisostomo.

Trovasi

poscia

Onomasticon
spiegazione

o
dei

nome
Il

di

Gio. Grisostomo.
tren-

Dizionario per
in

la

tomo XII contiene:


omelie
a
altre

vocaboli greci che questo santo us

taquattro
undici

sull'epistola agli

un

significato

non comune;
le
s.

il

ebrei, predicate
2.

Costantinopoli
e

catalogo di tutte

omelie
,

predicate

pate col

nome
in

di

stamGiovanni Griopere
final-

pure a
cate

Costantinopoli
la

pubbli-

sostomo

questa edizione;

prima volta dal p. Montfaucon. Vi sono inoltre quatper

mente

il

dotto editore nota in una

tro
di

omelie

attribuite

Severino

Gabala,
le

diverse

e quarant'otto sopra materie, chiamate anche

tavola generale ci che avvi di pi importante in ogni sorte di materie in ciascun tomo.

sono estratti di scritti di s. Gio. Grisostomo o veri o supposti. Pi una liturgia, che fu composta dopo la di lu morte
quali

egloghe,

prime traduzioni Grisostomo non avvi che quella del p. Fronton le Due (Parigi 1609-13, 6 voi. in
tutte
s.

Fra

le

latine di

Gio.

foglio, gr.
Il

lat. ),

che

sia

esatta.

come tutte no il nome


scrissero la

che ne portagiacch nessun autore contemporaneo, n quelli che


le
;

altre

di

lui

vita,

o parlaro-

Montfaucon l'ha seguita nella sua edizione, ch' la pi compiuta di quante ne abbiamo e non ha tradotto se non le opere che non
p.
,

no

delle sue azioni, dissero

che a-

vesse egli

composta

una

liturgia.

Vennero
zioni,

altres aggiunte due oraalcune altre omelie, tre di-

aveva tradotto quel dotto gesuita. Quelli che possono far a meno deld'una traduzione preteriscal' aiuto

onore di s. Stefano, che non sono certamente scritti da s.


scorsi in

Gio. Grisostomo.

no 1' edizione greca l'atta dal cav. Enrico Saville ad Etone in Inghilterra nel 1G12, in 9 voi. in foglio. Un'edizione greca fu fatta anche a

Nel tom. XIII il p. Montfaucon d conterza del suo lavoro, poi ci d la vita del santo dottore

Verona
glio.

nel

i52(), in
di
s.

voi. in fo-

Varie opere

Gio. Griso*
francese;

storno furono tradotte in

i6

GIO
in

GIO
i

ed ne
il

italiano furono tradotti

sei

talenti

in difesa della

Chiesa. L'im-

libri

del Sacerdozio, dal p. Scipioi

d' Aflitto;

tre libri della

Prov;

peratore Leone l'Isaurico avea nel 726 pubblicato un editto contro il


culto delle immagini. G' iconoclasti
insuperbiti per la protezione di questo principe
,

videnza, da
vestro Gigli
tre cose.

Cristoforo

Serarrighi
,

trattato delle Virginit


;

da Silalcune omelie ed alvol-

si

erano
il

fatti

molli

V. Argelati, Bibl. dei

partigiani

e siccome

guasto della
argine ai
i

garizzatori italiani.

loro eresia allargavasi ogni d pi,


il

GIOVANNI
que
in
sul
finire

Damasceno (s.). Nacdel


secolo

sauto

affine

di porre

VII

progressi del male, scrisse


discorsi sopra
le

suoi tre

secondo alcuni

verso

l'anno

676,
per

immagini.

si

Damasco,

citt

della

Siria,,
;

cui fu detto

Damasceno
appellato

da' sara-

content di scrivere soltanto contro g' iconoclasti ; ma percorse tutta la


Palestina
perseguitati

ceni fu

altres

Mansur

cio riscattato.

Suo padre, cbe

seb-

per confortare da essi. Collo

fedeli

stesso di-

bene
la

cristiano era tenuto in


stessi saraceni,

stima dagli

grande ed aveva

segno

si

rec a Costantinopoli, sen-

za lasciarsi impaurire dalla potenza


di Costantino

carica di segretario o consigliere

di stato, confid la sua

educazione
di rara

favoreggiava
della Chiesa
;

Copronirao, apertamente
e tornato
il

il
i

quale

nemici

ad un greco
virt

religioso,
,

uomo
mare

in Palesti-

e sapere

chiamato Cosimo
dai sail

na, eh' era sotto


liffo

dominio del ca-

eh' era stato preso sul raceni.

dei saraceni, continu a difenla

Questo
nelle

religioso

form
nelle
il

suo

dere

fede cattolica coi dotti suoi


l'

allievo

scienze

virt

scritti.

Dicesi che

imperatoi'e Leo-

con

tanto

successo,

che

califfo,

ammirato
Io fece

del merito di Giovanni, governatore di Damasco. I pericoli da' quali Giovanni si vedeva

ne fu talmente irritato del suo zelo, che ne fece contraffare la scrittura, e immaginata una falsa lettera in cui Giovanni gli prometteva di consegnargli
la

attorniato, e

il

riflesso

della falsit

citt
,

di
il

Damasco

la

dei beni terreni, lo staccarono

ben

rimise al califfo

quale fece per

presto dal
spensati
alle
i

mondo,
suoi
si
s.

in guisa
ai

che di-

ci tagliare al santo la

mano

destra

beni
ritir

poveri ed

chiese,

segretamente
tenne
dietro

nella laura di

Saba presso Gegli

rusalemme, ove il suo maestro


poscia vescovo
lestina.

non certo. S. Giovanni Damasceno mor verso l'anno 754, secondo alcuni, e secondo altri verso il 780 , neh' et di circa
questo
fatto

ma

Cosimo,

di

Maiuma
santificossi

Giovanni

che fu in Panel suo

cento e quattr' anni, com' notato


e la sua maggio. Nel duodecimo secolo fu trovata la sua
ne' leggendari de' greci
;

festa celebrasi ai

di

ritiro colla pratica

di

tutte le vir-

t, e specialmente di

una profonda

tomba davanti
sa della laura
,

la facciala della chie-

umilt e di una cieca obbedienza osservando scrupolosamente gli av-

secondo che
descrizione

narra
di

Foca

nella sua

Pa-

che aveagli data per prima regola di sua condotta di non far mai la volont
visi

del suo direttore,

lestina.

Opere di
1.

s.

Giovanni Damasceno.
dialettica.

propria.

Fu

innalzato al sacerdozio,
i

Il
Il

libro della

gli

fu

permesso d'impiegare

suoi

2.

libro delle eresie,

che

un

GIO
compendio di no alle altre
dice dagli
s.

GIO
Ionia, contro
i

Epifanio. Intorposteriori a

monoteliti
nestoriani

il

li-

eresie

bro

contro

sono

questo santo, prende ci che ne


scritti di

tutte confutazioni degli errori sul

Teodoreto, di
1

mistero dell'Incarnazione.
6.
11 discorso sopra quelli che sono morti nella fede, il quale nou di s. Giovanni Damasceno, come

Timoteo da Costantinopoli, ec. Vi parla peraltro di parecchi eretici

di cui nessun altro autore fa


,

menzione
mettismo.
3.
I

e vi

confuta
della

il

maoortodi

n anche parecchi che si trovano nel

altri

opuscoli
II

toni.

della

quattro
i
:

lihri

fede

nuova edizione
17.

delle
di

sue

opere.

dossa,

quali sono
il

un corpo
tratta di
;

Una

Professione

fede,

che

teologia

primo
attributi

Dio

alcuni autori
sia

non vogliono che


;

e de' suoi

il

secondo

del santo

ed alcune
diverse

Prose,
feste

della creazione degli angeli, dell'

uomo

della libert, della preil

Odi ed Inni per che non si pu


sieno tutte di
lui.
si

assicurare

che

destinazione;

terzo del mistero


il

dell'Incarnazione;

quarto dei

Nel secondo tomo

trova

un
s.

Sacramenti,
45.
I

ec.

commentario
immagini.
,

sulle epistole

di

tre discorsi sulle

Paolo;

2.

Paralleli, cio

com-

il sana dottrina propriamente parlando non che una professione di fede

11

libro della
,

parazioni delle sentenze de' padri

quale

ragionata.
6.
7.
Il 11

con quelle della Scrittura sopra un gran numero di Tenta morali ; 3. parecchie omelie sopra
differenti soggetti.
II p. Le Quien, domenicano, ha dato una buona edizione greco-la-

libro contro
libro

monofisiti.
i

o dialogo contro

ma-

nichei.

8.
f).

La

disputa contro
di

un

saraceno,

tina delle opere di

s.

Gio.

Dama-

Gli opuscoli sui

dragoni

e sui

sceno, con note e dissertazioni, Parigi

maliardi
10.
se

cui

non abbiamo
il

che un frammento.
Il

17 12, due voi. in foglio, la quale fu riprodotta in Venezia nel

libro della Trinit,


di
s.

quale

non

Giovanni

Dama-

stesso p.

sceno,

almeno un
a
sul

estratto delle

1748 con molti miglioramenti. Lo Le Quien avea promesso un terzo tomo che avrebbe contenuto molie opere falsamente
attri-

sue opere.
11.

La La
Il

lettera

Giordauo
digiuno

sul

buite

al

santo

dottore

nel

qual

Trisagio.
12.
lettera

numero
della

era la storia del santo ro-

quaresima.
i3.
libro degli otto vizi
il

mito Barlaamo, e ili Giosaltte figlio d'un re delle Indie. Nel Caliilogus mts.
Bibliotlucar
R. Sinnc

capita-

Bernensis i
di

li:

santo
dalla

dottore

ne

contala
la

aiulore

I.

bibliothccario,
parlasi

otto perch distingueva


gloria

vanagli

stampato nel

17O0,

un

superbia]

con

antichi autori ascetici.


14.
1

manoscritto di un Etymologicon di che soins. Giovanni Damaseeno


,

11 11

libro della

virt e del vizio.

miniitra delle correxioni importanti


pei

5.

trattato della
gli

natura
ili

posta, contro
fisiti
;

ai el

il

trattato

delle

oom monodue >o-

disionari d'

Eskhio e
>,,

di Sui
(1

la

<.ln\ \\\|
lo

llrur.iM

nel

villaggio di

Harnham,

nella

vol

un.

i8
provincia
di

G IO
Deirois
,

GIO
pass
nel
li

erano
in

cos

chiamati perch
cori
le

di-

paese di K.ent,
la

di

s.

ove us alla scuoTeodoro di Cantorbcry,


lettere

visi

molti

cantavano giordel Signore,

no

notte

laudi
tal

e vi

studi
di

ed insieme
il

le

significando

un

massime

piet sotto

sauto ab-

che non
patria sei

dormono
poveri

nome, uomini mai. Giovanni


cenci

bate Adriano. Tornalo in patria si ritir nel monistero di Whitby,


dal quale
alla

coperto di

torn

in

anni dopo,

e scelse

ad

fu tratto per innalzarlo


vescovile
di

abitazione una casuccia in vicinanza o meglio un oscuro angolo della


stessa casa dei suoi genitori e parenti,

sede

poscia pass a quella d'


sci

Hagustad Yorck. La;

anche
avea

questo vescovato
fatto
il

per
dal
di

che senza sapere chi


in

fosse lo

man-

chiudersi nel monistero di Beverley,

tenevano colle loro limosiue. Viven-

che

fabbricare, e

do
la

questo

modo

santificossi coll'o-

quale deriv

suo soprannome
il

razione continua e colla pratica del-

Beverley. Ivi pass


giorni negli esercizi
za e

resto de'suoi

mansuetudine, dell'umilt, della


all'estremo del viver suo
si

della

peniten-

pazienza e della mortificazione. Solo

dell'orazione, terminando felicemente la sua mortale carriera ai 7 di maggio del 721, nel qual gior-

die

no
vo

il

martirologio
di
lui.

romano

fa

men-

zione
fu

Questo santo vescoanche onorato del don dei


di

madre. Mor nel 4^ ? e come avea chiesto fu sepolto nel suo abituro, dal quale egli avea avuto il nome di Cuconoscere
a sua
libila.
I

suoi

parenti

fabbricarono
lui

miracoli.

in

appresso nella di

casa pa-

GIOVANNI
Nato a
porto di mare

Biudlingtox

(s.).

terna e sulla sua tomba, nel


di

rione
chiesa

Brindlington o Burlington,
dell' Yorckshire,

Trastevere a

Roma, una

stu-

di ad Oxford, e ritornato in pal' abito de' canonici prese tria, vi


regolari
di
s.

Agostino.

Divenne
virt,

che porta il suo nome. Appresso a religiosi beuefratelquesta chiesa li fabbricarono il loro ospedale, e poscia nel 640 esseudo caduta la
i 1

ben
e fu

presto

modello d'ogni
e priore del

chiesa

la

riedificarono, ed allora troil

successivamente

precettore,

varono

di
si

lui

corpo;

altri dico-

limosiniere
nistero.

suo

mo-

no che

rinvenue
iscrizione

prima.

Una
legge

Dopo aver

esercitato que-

marmorea
il

che

si

sta carica per diciassette anni, chiuse la sua santa vita a' io ottobre

nell'interno della chiesa attesta che

sacro corpo

si

venera sotto
Il

l'al-

1376. Nella sua vita scritta dal Surio, ed in Walsingham leggonsi molti miracoli operati per sua intercessione.

tare maggiore.

capo

di

questo
di
s.

santo conservasi nella

chiesa

Stefano
naio.

a Besauzoue nella Franca


ai

Contea. Egli onorato


Calidita
(s.).

i5 gen-

GIOVANNI
di

Figlio

un

ricco signore di Costantino-

GIOVANNI
Ebbe per
gno
diare
di

poli

per

nome

Eutropio,

ma dimo-

da Cahstrano (s.). padre 1111 genlduomo


stanzialo nel
re-

rante in

Roma
in et

bandon

ov'egli nacque, abancor tenera la casa


gli

d'Angi eh' crasi


Napoli, e
nel
1

nacque

a Capi-

paterna per andai' a vivere tra


acemcti, religiosi

strano
a

che

dimoravano
i

385. Recatosi a sturiport la ivi Perugia


,

non

lungi da Costantinopoli,

qua-

laurea dottorale

nel

diritto civile

CIO
e canonico, e spos la figlia d'uno
dei
la

010
ed Alfonso
le

19

di

pi

ragguardevoli
insorte
citt e

della citt,

cilic

famiglie

Aragona, rappadegli Oronesi


l

JVelle

contese
fu

nel

41

Lanzicni,

pose

fine

alle

contese

tra questa

Ladislao re di
di

che tenevano in
chic citt, e

discordia

pareo-

Napoli,
la

incaricato

negoziare
viaggi,

calm pi

fiate delle

pace,

per cui fece

pi

violente sedizioni. Eletto


vicario generale degli

due

'volte

ma
che

non
si

avendo ottenuto l'efftto aveva dapprima sperato, i


insospettiti
il

osservanti

francescani riformati
cit
sei

d'Italia, eserlo

perugini

che
di

favorisse
lo

questo impiego per


anni, e

spazio di

segretamente
f.

re

Napoli,

contribu non

poco a

imprigionarono nel castello di Bruf-

consolidare la riforma eh' era stata stabilita

Questa circostanza gli fece seriamente considerare la instabilit delle cose umane, e siccome avea di fresco perduta la moglie, risol vette

da

s.

Bernardino da
le

Siena, del quale imitava


e
la

virt

divozione
e di
lo

ai

santi
11

Ges
nio
cilia,

Maria.
fece

nomi di Papa Eugein

di

consagrarsi

alla

peni-

IV
lo

suo nunzio

Si-

tenza

iell'

ordine di

s.

Francesco,

ed a Carlo
sped
e di

ed

impaziente
i

d'ogni

indugio

si

eia;

tagli

capeUi e

fece dare

alla

Borgogna
carli

VII re di Frananche ai duchi di Milano per distacBasilea,

sua veste la forma d'un abito religioso.

dal

concilio di

si

Ottenuta
tutti
i

la

libert,

ven-

valse di lui nel concilio


ze
coi

di Firen-

dette

suoi

beni,

con cui

per

la

conciliazione

dei

greci

suo riscatto, distribuendo il rimanente ai poveri; poscia enIr nel convento dei francescani
il

pag

latini.

Giovanni da
scorse
il

Capistrano
lo

dopo avere
di
la

attraversato
la

stato
,

Venezia,
Carinola,

Carintia
la

del

Monte
in

in

Perugia:
di

egli

era

Tirolo,

Baviera

allora

et

treni' anni.

Fu

e l'Austria,

predicando dovunque-

provato con ogni sorta di umiliazioni e di penitenze, che il suo


fervore super vittoriosamente. Do-

con grandissimo frutto. Pari successo ebbero le sue apostoliche fatiche nella Boemia, nella Polonia
e
noli'

p la sua una legge


pasto
il

professione egli
di

si

fece

Ungheria
II

nella
ussiti.

Moravia

non pi

fare

che un
lunghi

convert quattromila

Avendo
i
j

d:

solamente nei

Maometto
il

preso d' assalto Co-

e penosi viaggi faceva la sera


leggiera colazione;
sei
Il

una

stantiuopoli nel

maggio

del

e visse trenta-

Papa Nicol
da
principi

V
a

incaric
di

Gio-

anni senza far uso di carne, suo sonno non eccedeva le tre o quattro ore, e questo lo prendeva BOpra le nude tavole, inopie"
il

vanni
i

Capistrano
cristiani
il

esor tare
le
;

prendere
a
a

armi
e
lo

contro
111,

comune nemico
lo

Calisto

che successe

Nicopre-

gando
Egli

rest
e

della

notte

nella

nel

i.jn,
agheria.

mand

preghier*

nella
lo lo

contemplazione,
spirito di

dicare
e

una
L

crociata

nell'Alemagna
vittoria

possedeva
e

conile

neh'

La

dai

punuone,

inspirava
peccatori

coti

cristiani
11,

riportata sopra
CUI In

Maometto
di
I

sue prediche
limati, aveva
particolare
pei

mi

pi in-

per

Costretto
l'assedio

allusi

un'attitudine
gli

vergognosamente
posto
nei

che

estinguere
la

odi!,

Belgrado, viene dagli

rimise

la

pace tra

citt

d'Aqui

utuibuilu uuu

meno

all'ei

io
valore
del

GIO
principe
di
Scolastico.

GIO
Rinunzi
al

Uniade , che allo zelo ed attivit di s. Giovanni da Capistrano, ch'era con lui e che incoraggiva i soldati in meztenendo in mano la croce, ed esortandoli a vincere o morire. Tre mesi dopo questo fatto, Giovanni spir tranquillamente nel
zo
ai

mondo

in et di sedici anni, per dedicarsi


alla

vita contemplativa
si

nei deserti
la

del Sinai, ove

pose sotto

di-

pericoli,

rezione d'

un vecchio anacoreta no-

mato

Martirio.

Dopo
,

quattr' anni di
in

fervoroso

noviziato
il

cui

s'

era

imposto
la

convento
ai

di

Villech presso Sirmich,


i/\.56,

pi rigoroso silenzio, e pi perfetta obbedienza, pronuni

23

ottobre
in

in et

di

zi

voti monastici.

Morto Martiritirossi nel ro-

settantun anno. Leone

approv
per
la

un
cesi

officio

suo

onore

anno 56o, mitaggio di Thole,


rio nell'

alle

falde
celletla

del

citt

di Capistrano,
di

e per la dio-

monte
forse
sa,

Sinai.

La

sua

era

beatific,

Gregorio XV lo Vili lo canonizz nell'anno i6go, e Benedetla bolla di sua te XI II pubblic canonizzazione nel 1724. Il suo corpo trovasi presentemente ad

Sulmona

Alessandro

Elloc, presso
la sua festa
si

Vienna d'Austria, e
celebra
il

2 3 otto-

bre, giorno della sua morte.


S.

cinque miglia lungi dalla chiesabbati e ove si recava tutti le domeniche per ascoltarvi l'oflizio e comunicarsi co' monaci e cogli anacoreti del deserto. Col continuo esercizio della contemplazione ei si acquist una perfetta purezza di cuore , e collo studio indefesso dei libri sacri e delle opere dei
i

pose

Giovanni da Capistrano comdi cui le diverse opere


,

santi padri
pienti

si

rese

uno dei pi
i

sa-

dottori della Chiesa.

Tutta-

principali

sono:

i.

un
lo

Trattato

via egli desiderava celare


talenti

suoi rari

dell' autorit

del Papa,
:

contro

il

le

grazie singolari ond'e-

concilio

di Basilea
3.

2.

Specchio
;

ra arricchita l'anima

sua,

per

ti-

de' preti;
il il

un Penitenziale

4-

more
dell'

di perdervi

il

prezioso tesoro

Trattalo del giudizio finale ; 5. Trattato dell' Anticristo e della

umilt. Scavossi una grotta in


vicina roccia,

una

per

rinchiuder-

guerra spirituale ; 6. alcuni trattasopra diversi punti di diritto ti civile e canonico. Le sue opere
contro
gli

visi tratto

tratto; e allorch ivi sog-

giornava, abbandonavasi con fervore

pi che da
cizi

uomo
e
la

a tutti gli eser-

ussiti

e contro Rockisa-

della

contemplazione.

Ma

la
ri-

na capo di questi eretici in Boesuoi libri Delmia come pure


, i

sua santit

sua

dottrina

la

Concezione della santa tergine, e della Passione di Ges Cristo, intorno a' quali si pu vedere Benedetto XIV, De canon, sanct.,

splendevano senza eh' ei lo volesse, per modo che molta gente veniva da tutte parti a consultarlo. Accusato di gittare
discorsi per
il

tempo
la

in

vani

mercarsi

stima degli

non furono mai

stampati.

uomini, condannossi ad un rigoroso silenzio, e pass

GIOVANNI
verso
1'

Climaco (s.). Nacque anno 52 5, e credesi origi-

senza

parlare

un anno intiero mai con nessuno


:

nario della Palestina.

La
sua

riputazio-

questa prova di modestia die a di-

ne

che

fino

dalla

giovent

vedere la
sepolto

falsit

dell'

accusa

e fu

acquistossi nelle scienze


fecero dare l'onorevole

umane

gli

scongiurato di non tenere pi oltre


il

soprannome

talento che Dio

aveagli

GIO
dato, e di
di

GIO
del soccorso
naffiarlo
tutti
i

2i

non privare

giorni insino a che

sue cognizioni
1'

quelli

che a

lui

producesse frutto, non esit ad obil fiume a cui doacqua fosse molto lontano. Narrasi che avendo ci eseguito per tre anni continui, il bastone produsse dei frutti cui il vecchio romito port alla chiesa, e dispens ai fratelli, dicendo loro Prendete e mangiate il frutto

ricorrevano. Poco appresso, cio verso

bedire, tuttoch

anno 600,
Sinai,
i

fu eletto abbate del

vea attignere

l'

monte
di tutti
coreti

superior

generale

anaPregato dal beato Giovanni abbate di Raita, monastero posto vicino al mar Rosso, di scrivere qualche trattato per la perfezione dei solitari egli
e di tutti gli
di

monaci

quella contrada.

dell'obbedienza". Leggesi in Sulpizio Severo,


le
st'

compose

l'eccellente libro intitolato


,

che Postumiano^
>

il

qua-

Climax
venne Questo

cio

Scala

per
di

cui gli

era in Egitto nel

4 2 vide quefoglie.

l'

appellativo

Climaco.
foggia di

albero coperto di

Questo
gli

libro scritto
di

santo divenne celebre fra


la

anti-

aforismi o

sentenze
sensi
in

prendono gran
role; lo
ciso.
stile

che compoche pa-

chi padri dei deserti d' Egitto, per

sua dolcezza, umilt e pazienza.


l'esercizio

n' didascalico e con:

Avvicendava
ni

della

pre-

la
ta

Contiene due parti la prima Scala santa, composta di tren,

ghiera col travaglio


,

delle sue

madelle

ed
;

occupavasi

tessere

gradi

quali
e

sono altrettante
religiose
,

stuoie
to

ma

il

suo

spirito era assor-

virt cristiane
egli
ili

di

cui

nella contemplazione per

modo,

insegna

la

pratica

saggi consigli; la

mezzo seconda una


per

lettera in

particolare all'abbate di

che sovente guastava il suo lavoro, perch dimenticavasi ci che faceva. Quando parlava di Dio, suoi dii

Raita, sulle qualit di un superiore,

scorsi

e sulla maniera colla quale dei

ve contenersi verso
S.

suoi religiosi.

Giovanni Climaco dopo aver governato quattr* anni con straordinaria saggezza il monistero del

erano pieni di fuoco. Converfi una giovine per nome Paesia , la quale erasi data alla scorrettezza, e divenuta fervorosa penitente pass

monte

Sinai,

ritorn nella sua pri-

ma
zo
ni.

solitudine, ove

mori
et

ai

3o maranla

del

6o5
tal

in

d' ottant'

In

giorno celebrasi

sua

festa.

GIOVANNI
Colobo o

(s.),

soprannominato
la

Nano

per

piccolezza

di sua statura. Ritirossi

con un suo
ro-

fratello nel deserto di Sceti, e quivi

rimanente de' suoi anni nelle mori nel deserto. Quando s. Giovanni fu presso a morire, suoi discepoli lo pregarono di lasciar loro alcune massime proprie a condurli alla perfezione ond'e Io non ho mai gli disse loro seguito la mia volont, n insegnato agli altri ci che non ho prima praticato io stesso ". Spir verso il cominciamento del quinto secolo
il

austerit, e

sotto la disciplina di

un santo

onorato a' i5 di settembre, e nel

mito, adoperossi di tutta forza a vincere s stesso, spezialmente colla


mortificazione e colla umilt. Ordinatogli dal suo direttole di pian-

calendario de' cofli menzionato ai

17 di ottobre.

GIOVANNI
pes,

della

Croce
li

(s.).
,

Figlio cadetto di

Gonzales
1

un terreno arido ne che teneva iu mano,


tare in

il

bastodi
in-

nacque nel

ji a Fonlibera,

presso Avila, nella

Castiga

vecchia.

22
Di
venturi

CIO
anno
vest

GIO
P abito
dei
la

direzione

della

loro

coscienza.

carmelitani nel convento di Medina del Campo, avendo scello quest'or-

Gli antichi religiosi dell' ordine, ri-

guardando
Placenzia
della
stata
;

la

riforma come una

ri-

dine religioso a preferenza di ogni altro per la gran divozione che aveva alla santa Vergine. Nessun novizio

bellione, nel loro capitolo tenuto a

condannarono

Giovanni
apouffiziali di

Croce qual

profugo ed

mostr
di lui,

mai maggior sommissione


maggiore umilt, fervore, ed
alla

quindi mandarono

giustizia

amore
si

croce:

virt che in lui

suo

accrebbero ognor pi. Compi il corso teologico a Salamanca


le

praticando

pi austere penitenze,

a levarlo dal convento per prigione. Se non che conoscendo la venerazione che il popolo d" Avila aveva per lui, lo feove fu cero condurre a Toledo
trarlo in
,

e in et di venticinque anni fu or-

chiuso in una oscura celletta, e

te-

dinato sacerdote. Allorch


sa,
lo,

s.

Tere-

intesa alla riforma del

Carme-

nuto a pane ed acqua, con pochi pesciolini soltanto. Dopo nove mesi
riebbe la libert
pel

fond

il

suo

primo monistero

credito

di

s.

di uomini in una povera casa del villaggio di Durvelle, Giovanni vi passarono appena due si ritir, e

Teresa, e fu fatto anche superiore del piccolo convento del Calvario


posto nel deserto. Nel

i5y9 fond

mesi che
tri

vi

si

aggiunsero alcuni

al-

religiosi,

che nella prima dome-

quello di Baesa, e due anni appresso gli fu affidato il governo del

nica d'avvento del

i568 rinnovaprofessione.

convento di Granata. Nel


eletto vicario generale dell'
sia,

rono con lui la Tale si fu l'origine dei Carmelitani scalzi [Fedi). L'esempio e le esortazioni di Giovanni inspirarono agli altri lo spirito di ritiro, di umilt e di mortificazione. Ardente del
loro

i585 fu Andalu-

primo

definitore

dell'ordine

nel

i588, nel qual tempo fond il convento di Segovia. Questi diversi uffizi non gli fecero mai scemare le
sue austerit,
i

suoi

fervorosi eser-

fuoco della divina carit, nulla agognava maggiormente che di imitare

cizi,

il

suo amore per l'abiezione, e


patire.
IN

l'insaziabile desiderio di

Ges

sofferente,

d'essere
,

parte

delle sue umiliazioni

di portar la
il

sua croce, di per amore di


vi tribolazioni

servire
lui.

prossimo
di gracelesti.

La
di

sua vita olTre


favori
pel

un continuo avvicendamento
e
s.

ammiravasi meno in lui l' amore pel prossimo, massime pei poveri, per gli ammalati , pei peccatori ; amava teneramente eziandio i suoi stessi nemici, e sempre rendeva loro bene per male. Nondimeno le cattive
lui,

Cooper con
fu da
lei

Teresa
direttore

successo della riforma, e nel


fatto

buon i5y6
le

disposizioni
si

covate

contro
nel

di

ridestarono allorch nel ca-

del conre,

pitolo tenuto a
disse

Madrid
la

l5gl

vento

d' Avila,

ove persuase
abusi che

liberamente

sua

sentenza

ligiose a

rinunziare

a' parlatori!

corresse quegli

non sono

compatibili con una vita austera e


penitente.

Le

sue prediche, piene di

gli abusi che si tolleravano o voleansi introdurre da alcuni capi dell'ordine; laonde venne spoRidotto algliato de'suoi impieghi

contro

unzione, erano ascoltate con

somma
vilui

lo stato
tirossi

di

semplice
nelle

religioso,

i-

premura, e molte persone che vevano nel mondo affidarono a

nel solingo convento di


,

Pedi

gnuela

posto

montagne

GIO
Sierra-Morena. Giovanili riguardane do il suo esilio come una felicit,
la

GIO
sua festa
si

23
nel

pose

Breviario

ne scusava gli autori, e non volle suoi amici informassero il die padre vicario generale del modo ingiusto col quale era trattato. Alle accuse che gli venivano intimiate, null'altro rispose se non che soffrirebbe con giubilo qualunque pena, e riponendo in Dio il suo unii

romano a' 1 \ novembre. Il suo corpo trovasi a Segovia, ed un braccio ed una gamba sono ad Ubeda. S. Giovanni della Croce aveva composte alcune opere spirituali in lingua spaglinola, che furono tradotte in italiano, in latino ed in francese. Le principali sono La salita al Carmelo j La notle oscura del:

co conforto,
sterit

si

diede

tutto alla au-

e alla contemplazione, e
coi pi segnalati

fu

ricompensato
ri

favo-

Finalmente cadde malato, n pot a lungo celare il suo stato, e mancandogli aPegnuela necessari soccorsi, il suo provinciale gli propose di passare a Baesa o ad Ubeda. L'amore de patimenti gli fece scegliere il convento ili Ubeda, appunto perch governato da uno de' suoi contrari. La fatica del viaggio accrebbe l'enfiagione che avea ad una gamba, e che fu bentosto accompagnata da ulcere, cosicch si dospirituali.
i

anima ; La viva fiamma dell'amore j L.a cantica del divino amore. Vi si trovano eccellenti massime ed importanti istruzioni intorno a
l'

tutto
rituale

ci

fino al

che avviene nella vita spipi eminente grado


Egli
stabilisce
le

di

perfezione.

delle

regole sicure contro

insidie del

demonio,
dell'

della carne, del

mondo

amor
,

proprio.
di

suoi libri so-

no pieni
leste

saviezza e dottrina cesi

come

espresse

la

sagra
scrit-

congregazione
ti

de'rili; essi

sono

con uno

stile

cos

sublime ed am-

mirabile, che
gione aver egli
infusa.

si

giudica ben a ra-

vette ricorrere ad
rose,

operazioni dolo-

avuta una scienza Colombi*!


la
(s.).

sopport senza mandare un lamento, come con invitta paeh'


ei

GIOVANNI
va
\\^\

Usci

zienza soffrir eziandio

duri trat-

una

delle

pi antiche lnn-

tamenti del

priore.

Ma

venuto

al

glje di

Siena, e funse

primaria

convento

di

Ubeda

il

provinciale, co-

magistratura del

suo

paese

mollo
reli-

nobbe quanto ingiustamente il nostro


santo fosse stalo perseguitato, e disse

onorevolmente, ma con gione. Tatto proposito


sita,

poca
di

mutai
dei

che un
d,\

tale modello di viriti dorer ormai essere conosciuto non solo

rinunzi la sua canea, dispenpoveri


,

s ai

una

gran
alla

pule

suoi fratelli,
il

ma
ili

eziandio da tutil

suoi beni
rosa

e diedesi

pi rigo-

to

mondo. Allora

priore

com-

penitenza, e all'esercizio delle


di

prese l'indegnit

sua

condotta,

opere
nella

misericordia, accogliendo
i

ne chiese perdono al santo, e non tesso mai di deplorare le sue passile stranezze. Giovanni sempre liemezzo a' suoi dolori, spir to in
placidamente
in
a'
i

sua casa

poveri e

^li
le

ampi

prodigava tenere cure. Egli aveva un


malati, ai

quali

tglio

una

figlia,

ed essendogli
l'altra

morto

l'u-

dicembre i5qi,

no, e

fallisi
il

religiosa,
hciii

ven-

et

di

f<)

anni.

Dopo

la

SU

dine
piet.

resto dei suoi


il

per imdi
il

morte

fu

glorificato

molli miracoli
nonizzollo
\\

da Dio con Benedetto \lll ca-

piegariM

ricavato

in
'.

opere
ita

Sua moglie, eh
erasi
di

27 dicembre

1726,

tuosa,

gi

impegn

al

a4
pari
in
di lui

GIO
una
perfetta

GIO
minci
esercizi

a passare i suoi giorni continenza. Molte


si

consacrare

la

maggior
e
della

parte del giorno e della notte agli


della

persone, tocche dai suoi esempli,

preghiera

unirono a lui e si posero sulle sue orme. Tutti insieme soccorrevano i malati ed poveri, li esortavano a far frutti degni di penitenza, a sofi

mortificazione. re alla
carsi in

fine di soddisfa-

divina

giustizia

pens

re-

Africa, per quivi


schiavi
cristiani

procactutti
i

ciare

agli

ferire

volentieri

in

espiazione

dei

loro peccati, e a consagrarsi al servigio di Dio. Siccome essi aveano sempre sul labbro il sacro nome di Ges, furono appellati Gesuati (Vedi). Essendosi di molto accresciuto il loro numero, Giovanni ne form una

congregazione che abbracci


gola di
tettore
s.
s.

la

re-

Agostino, e prese a pro-

che per lui si potessero, sperando ancora di poter ottenere in queste contrade la corona del martirio. Trovandosi a Gibilterra, s'avvenne in un gentiluomo portoghese, che colla moglie e quattro figlie veniva condotto in esilio a Ceuta in Barbaria, e Giovanni per impulso di carit si offer di sersoccorsi
virlo.

Girolamo.
suo
istituto,
;

rec a Viterbo, ove

Nel 1367 si Urbano V apaccordandogli

Appena

arrivati

gentiluomo

cadde

a Ceuta il malato, e ben

prov
ni

il

presto trovossi ridotto ad

un

estre-

molti privilegi

e trentacinque gior-

mo
per
gli

bisogno.
il

dopo mor, ai 3r di luglio, nel qual giorno celebrasi la sua festa.


Nacque nel 49^ da poveri genitori a Monte Maggiore in Portogallo. Per voglia di viaggiare abbandon in tedi

venduto

Giovanni dopo aver suo piccolo equipaggio


i

nutrire

suoi

padroni, travae nell'arte


col

GIOVANNI
1

Dio

(s.).

ne 'pubblici
li

lavori

del libraio, e

assistette

de-

naro
to
ni

che

ne

ricavava.

Ritorna-

in

Ispagna
libretti

vendette
di

immagiper

nera et

la

famiglia

la

patria

piet

gua-

ma

ben

presto,

privo d'ogni socporsi


al

dagnar
ta

di

che vivere.

In

corso,

fu costretto

servi-

ud l'anno
p.

i538

un

Granasermone
d' Avila,

gio di

un

ricco personaggio in
Castiglia,

O-

del celebre

Giovanni

ropesa

nella

del

quale

e ne

rest

tanto
in

commosso che
la

mandre. Nel i522 si arruol in una compagnia di fancustod le


ti,

struggendosi

lagrime riemp di
chiesa, e
si

grida e di lamenti

e serv nelle

guerre che allora


e
la

mise a correre per


do,
i

le

vie gridan-

dividevano la

Fi-ancia

Spacontro

percuotendosi, e

strappandosi
forsennato
,

gna
1'
i

milit anche nella guerra che

capelli
la

come

un

imperatore Carlo
turchi in

V
11

fece

per cui

ciurmaglia
pietre

credendolo
alcune

Ungheria.
e
fecegli

mal esem-

pazzo
stoni

Io

inseguiva a colpi di badi


;

pio de' suoi compagni corruppe la

finche

sua
quasi

virt,
tutti

abbandonare
di

gli

esercizi

piet.

Ritiratosi

dalla

milizia,
si

nel

i536

mosse a piet condussero dal veneradi lui, lo bile Giovanni d' Avila, che conobcaritatevoli persone,

pass nell'Andalusia, e
vigio di
di

pose al serin qualit

una

ricca

dama
la

pastore.

Allora

rimembranza
co-

be non esser esso quale appariva, ne ud la confessione generale, e diegli salutari ricordi, promettendogli la

de' suoi disordini gli svegli in cuo-

sua assistenza.

Ma
di

ritorpa?-.

re

il

pi vivo pentimento, e

nando poscia a dar segni

GIO
zia fu rinchiuso

GIO
si

*5
;

nell'ospedale, e

che vivere, a chi procacciava lavoro

adoperarono
per
guarirlo
,

pi

violenti

rimedi
per

premurosamente
giovanette
esser

da

questa
egli

pretesta

provvedeva alle che dall'inopia poteano

malattia
ispirilo

locch

sofferiva

tratte a peccare, e nulla intra-

di

penitenza

in espiazione

de' suoi peccati

passati.

Giovanni

metteva per ritrarre dalla vita malvagia quelle che vi si erano lasciate

d'Avila, avvisato del


visitarlo,

fatto,

and a
cangiar

consigliollo

pensiero e ad occuparsi di
gior

qualche

A vita s operosa egli univa rigida penitenza, continua orazione e profonda umilt. Dopo
trascinare.
essersi
te

cosa da cui potesse derivare


utile

mag-

per dieci anni indefessamennel

Giovanni si menti del nel suo stato naturale, e si pose a servire per qualche tempo i malati
dell'

ed al prossimo. giov degli ammonisuo direttore , torn


s

affaticato

servigio del

suo
quefa-

spedale, cadde infermo; e di


sta

malattia

furono cagione

le

tiche
di
l'

che

avea

fatto all' occasione

un'inondazione, per

trarre dal-

ospedale,

dal

quale usc
di

acqua molti arnesi

pertinenti

ai

a'21

ottobre

i53g. Dopo un pel-

poveri, e salvare la vita a

un uo-

legrinaggio alla

Madonna
,

Gua-

dalupa in Estremadura ritornato Granata cominci a vender in legne sul mercato, impiegando in
poco guadagno che ne ritraeva. Nel i54o prese a
sollievo de'poveri
il

che stava per affogarsi. Egli procur dapprincipio di non dar a conoscere la sua malattia, per

mo

non
le

essere

obbligato di rallentare
le

sue

fatiche e
s

sue

austerit;

ma

divenne

pericolosa che

non

pigione una casa per ricoverarvi

pot pi
sa,

celarla.

Essendosi di ci

poveri malati,

a'

bisogni de' quali

sparsa la voce,

con operosa carit provvedeva. Cos ebbe principio 1' Ordine della Carit. V. Benefratelli. Gli abitanti di Granata, edificati dello zelo di Giovanni, gareggiavano nel somministrare
soccorsi

una dama virtuonomata Anna Ossorio, venne a


co'suoi
,

visitarlo, e trovollo coricato

questo

pio

stabilimento. L'arcivescovo lo prese sotto la sua

che una sudicia casacca: il povero infermo non avea fatto altro che mettere in luogo della pietra che ordinariamente servitagli di origliere, un
abiti

senza altra coperta

protezione, e somconsiderabili per


il

cesto
le

nel quale
eh' ei

era

uso

riporre

ministr

somme
eccit la

limosine
la
si

raccoglieva fuori
i

renderlo

permanente;

qual
di

e-

per
veri

citt.

Gli ammalati e

po-

sempio

carit

altre

virtuose persone.

Bella prova del-

struggevano in lagrime intorno al di lui letto. Anna Ossorio


tocca a
t

l'amore che Giovanni avea pe' suoi poveri malati, fu un giorno in cui appiccatosi il fuoco al suo ospizio,

questo

spettacolo,
1'

avver-

segretamente
e colla di
di

arcivescovo dello
ridotto
il

stato al
to,

quale era
lui

sauper1

esponendo
salvarli,
li

stesso al pericolo

per
l'al-

autorit lo
lo

trasporti)

l'un

dopo
alle

suase
e lo

abbandonar
i

spedale,

tro sul dorso

frammezzo

fiam-

me. N
entro
i

la

sua carit

reshingevasi
si

condusse in sua casa perch fosse curato ma rapidi prog


;

confini del suo spedale, ina


tutti
i

si

della

sua malattia

tolsero

<>.;ni

estendeva a
vincia,

poveri della prodi

speranza della sua guarigione.


ta
la

Tut-

e a

chi somministrava

gente mostravasi

costernata

26
al

G O
I

GIO
trovava quela

pericolo in

cui

si
;

sciandovi che una


cui
la ni

finestrella

per

sto
t e

uomo
i

di

Dio

tutta

nobil-

poter avere

il

necessario, e dal-

magistrati vennero

a
la

visi-

tarlo

pregandolo

di

dare
il

sua
fece,
si

quale facea pure delle istruzioa quelli che venivano a visi-

benedizione
persuaso
zioni
senti
,

alla citt,

che

tarlo.

Cinque giorni
vedere

della settima-

dall'arcivescovo.

Indi

na
si

si

tratteneva solo con

Dio,

ne

rivolse colle

pi

patetiche

esorta-

lasciava

che

il

sabba to

tutti

quelli

ch'erano pre-

e la domenica, e solo dagli


ni.

uomisola

raccomandando
e
i

ad

essi

Non mangiava che una


il

suoi

poveri
la

suoi fratelli

che

avevano
civescovo

cura dello spedale. L'arcelebr


lui, la

ne mai usava pane, n cibo cotto. Possedeva il dono della


volta
d,

messa nella amministr gli ultimi sacramenti; e Giovanni stando in ginocchio davanti all'altare, spir agli 8 di marzo i55o. suoi funerali furono celebrali I con molta solennit dall' arcivesco-

profezia, e scuopriva a
il

quelli
i

camera

di

gli

visitavano

finanche
;

loro

che pi
il

segreti

pensieri

aveva
e

ancora
guariva

dono

dei

miracoli,

le

malattie coll'olio da lui

benedetto,

per cui
dosio
I

il

suo

nome divenne ben


Teodella
al
ti-

presto famoso. L' imperatore


lo consult
sull' esito

vo,
di

dal clero

secolare

regolare

Granata, dalla corte e dalla no-

guerra ch'era per rompere


di prospero successo,
ratosi,
le

bilt; e

venne sepolto nella chiesa de' minimi di s. Francesco di Paodella


stessa
citt.
il

ranno Massimo, e n'ebbe promessa


il

che

avvedel

la

Avendo
suo

poscia

fermamente ritenne doversi


vittorie
alle

Iddio glorificato
molti
miracoli,
beatific

servo con
lo

sue

orazioni

Urbano Vili

santo.

nel i63o, e Alessandro Vili lo canonizz nel 1690. II suo corpo fu trasportato nel 1664

quando Eugenio prese la porpora in occidente nell'anno 392,

Teodosio

mand
a

al

santo

eremita
di

l'eunuco Eutropio,

con

ordine
,

nella
li

al

nuova chiesa de'suoi discepoGranata medesima dedicata in santo e il giorno della sua mor;

menarglielo

Costantinopoli

almeno
nio
,

di

consultarlo

per

sapere

se dovesse

muovere contro EugeGioviagil

te

consagrato

alla

celebrazione

o aspettarlo in oriente.

della sua festa.

vanni, pregato

messo

di

non obtal

GIOVANNI
Dormienti
nel
(
i

Dormiente
sette
ss.
).

(s.).

V.

bligarlo
gio,
gli

ad intraprendere
disse

GIOVANNI
3o5
il

d'Egitto

(s.).

Nato
ap-

in

bassa

condizione,

prese

mestiere di falegname,

ma
la

che l'imperatore vincerebbe, ed aggiunse che morrebbe in Italia, e che uno de' suoi fipredigli regnerebbe in occidente
:

in et di

venticinque anni
e
si

abban-

zione che verificossi interamente.


Palladio, che fu
poscia

mondo, direzione di un
il

don

pose sotto

vescovo di
la

antico

anacoreta,
quatlr'audel

Elenopoli, e che scrisse


santo, predisse che

vita del

col quale rimase circa dodici anni.

sarebbe

vesco-

Morto questo, pass


ni
in

altri

vo,
ne.

ma

che

avrebbe

a sostene-

diversi

tnonisteri

vicina-

re gravi persecuzioni,

come avvened
e-

to; poscia ritirassi soletto sopra

un
la

Molti distinti personaggi

burrone presso Licopoli, e mur


porta
della

semplari anacoreti ricorrevano a lui


nei

sua

celletta,

non

la-

loro

spirituali

corporali

bi-

GIO
anche s. Petronio con altri uno de' quali fu guasci monaci terzana che lo torrito da una mentava , si recarono a visitarlo
sogni
;
,

OIO
tesoro della sua chiesa.

27 Dava un'umercoled
contile

dienza pubblica in ogni

ed
t

in

ogni venerd, con una bone

straordinaria,

versava

e furono trattati colla pi cordiale


carit nell'ospizio eh 'erasi eretto vi-

nuamente

nel

seno

de' poveri

ricche entrate della sua

sede,

co-

cino alla celletta del santo,


suoi discepoli ricevevano
i

ove

me
che
to

pure

le

considerabili

somme
doviziose

forestie-

rimetteangli

molte

all'eia ri. Cos visse sino di novantanni. Nei tre ultimi giorni di

sua vita non volle


e postosi in

veder nessuno,
per
orare

Un mercante avendo rotsuo naviglio in mare due volte, a lui si rivolse, ed ebbe tanpersone.
il

ginocchio

to
ri;

rese tranquillamente Io spirito nel-

da poter racconciare suoi affaaccadutagli una terza volta sii

l'anno 3cj4 o 3cp,


ai

probabilmente
i

imi
al

sciagura

ricorse

di

nuovo

18 di ottobre, in cui

cofti

e gli

egiziani

martirologi
zione
ai

ne celebrano la festa. I latini ne fanno mendi

suo pastore, che gli fece donare un naviglio appartenente alla


chiesa.

La
si

carila

del
oltre

santo
i

pa-

27

marzo.
(s.),

triarca

estese

confini

GIOVANNI
tiniere.
l'

detto

Y Eternonel-

Nacque
di

in

Amatunta

isola

Cipro, di nobile e ricca

della sua diocesi, e sovvenne molti sventurati sudditi dell'impero d'oriente ch'eransi riparali in Egitto

famiglia.
Gglij

Fu
i

morti
si

maritato ed ebbe dei quali e rimasto vedistri-

dal furor de' persiani. Grandi

somsac-

me

di

danaro ed abbondanti prov-

dovo,
bu
si

segreg dal mondo,


i

vigioni sped a

Gerusalemme
,

a'

poveri

suoi beni,
della

e tutto
cristia-

cheggiata
chiese;

dagl' infedeli

molli
le

diede agli esercizi


piet.

operai egiziani per rifabbricarvi


atterrate.

na
nella

Rapidamente
e

avanzossi
la

Incaric

due.
iu

ve-

perfezione,
della

divulgatasi

scovi ed
sia

un abbate d'andar
i

Per-

(ama
venne

sua
(iott.

eminente santit
di

a riscattarvi
iu
i

prigionieri.

Li
gli

eletto patriarca

Alessanin Ales-

Provvidenza,
porse sempre
a
le
s

cui

confidava,
di

dria l'anno

Arrivato
esatta

mezzi

supplite

sandria fu suo primo


farsi

pensiero
dei

di

rilevanti
lui

spese che superavano

dare una

lista

pofos-

di

forze.

Quanto a
e dei

s vi\e-

veri della citt,

ed ahbench
di

va

poverissimamente
le

praticava

sero in

numero

oltre

settemila

tutte

austerit
colla
uffizi

solitari.

A-

e cinquecento, s'incaric di provve-

dempiva
tutti
il

maggior
del

esattei

dere
gio

ai

loro bisogni.

\el giorno di

gli

suo ministero, e
intatto

sua consagrazione pubblic un

suo /elo per


deposito della

conservare
fede,

ordinamento

contro

la

disu-

il

eguagliava

guaglianza dei pesi e delle misure che davan luogo all'oppressione dei
poveri, e proib ai
.k
1

il

suo amore
;i

pei

poveri
1

kdop
contro d
Col-

vasi

premunire
dell' errore,
1

fedeli

suoi
di

officiali d

veleno

ricondurre
Chii
5
1

ilare

alcuna torta
vi
si

presenti

all'unit

nemici

Iella

per tema che


delle

commettessero
ottomila
nel

l'opera di

Sofronio
li

di

Giovanni

ingiustizie.

Poscia distribu ai
spedali
si

Mosco purg
<-

sua diocesi da ogni

mouister

agli

straniera dottrina, e convert molli


1

pezze doro, che

trovavano

etici,

tra

quali

u va

ini

Pai

ti

28

GIO
domand
di
il

GIO
poter
entrare
nella
si

con Nicela governatore di Alessandria pei* visitare 1' imperatore a Costantinopoli; ma avvertito in lina visione della vicinanza di sua morie, lo lasci a B.odi quindi pass in Cipro e mor qualche tempo dopo ad Amatunta, verso il 6rg, in et di sessantaquattro
; ,

compagnia,
minci

che accordatogli,

rec tutto lieto a Tolosa, e


il

vi co-

suo noviziato agli 8 di-

cembre 1616. Due anni dopo, fatti suoi voti, fu mandato a Cai

hors perch
torica, e
il

vi

terminasse

la

ret-

seguente anno a Touril

anni.

Jl

suo corpo fu in
anni.

appresso

non per

farvi

corso di filosofia,
la

portato a Costantinopoli,

dove

fu

ove merit per


dotta d' essere
del

conservato per molti

L' im-

sua santa conchiamato 1' angelo


i

peratore de' turchi ne fece un dono a Mattia Uniade re d' Unjjheria,

del collegio, e diede

primi saggi

suo

zelo

nell'evangelico
e le

mifeste
vil-

cho

lo

fece

riporre

nella
1

sua
fu

nistero.

Le domeniche
i

cappella

di

Buda.

Nel
nella

53o

trasferito a

Toll vicino a Presbur-

andava a predicare laggi, e ragunava

ne' vicini
fanciulli

con
i

go,

nel

i632
di
agli

cattedrale
I

un campanello, per
primi elementi
stiana.

ispiegar loro

medesima
l'onorano

Presburgo.

greci

della dottrina

cri-

n
in

di

novembre,

morte; il martirologio romano ne fa menzione ai

giorno della sua

Imprese a santificare il borgo d'Andance, da cui sbandi la crapula, tolse i giuramenti e l'impurit;
della
vi

23
sua

di gennaio,
delle

cui

si

pone

la

ristabil

l'uso

frequente
la

traslazione
festa
si

sue reliquie, e la

comunione,
del
ss.

v' istitu

cone
di
si

celebra a'3o dello stes-

fraternita
distese

Sagramento,
le

so mese.

egli

stesso

regole
poi

Discendente
i

Francesco Regis (s.). nobile casato, ebbe natali nel villaggio di Fontecoperta, diocesi di Narbona, a' 3 r gennaio i5g7. Studi a Beziers sotto gesuiti, e dimostr fin dai
di
i

GIOVANNI

quella

santa

pratica,

che

sparse per tutto,


v'essere
re.

ma

di

cui egli deistituto-

riguardato
il

come

Finito

suo corso di

filosofia

suoi

prim'anni

uno straordinario
piet e di
di

fervore negli esercizi di

fu commessa la cuad insegnare le umane lettere a Billon, poscia ad Auch, e finalmente a Puy; nel qual im-

nel

1621,

gli

ra di recarsi

devozione.
fu colto da
tia,
cizi

All'et

diciott'anni

piego non isfugg


rare
a' suoi

fatica

per inspi-

una pericolosa malatfece


gli

scolari

in

un

colf a

da cui risanato
spirituali
la

eser-

more

allo studio, quello

della vir-

per deliberare intordi

t, edificandoli col

proprio esempio.
diede
in

no

scelta

uno
salute

stato

di

vita.

Poich' ebbe insegnato per ben sett'anni


1'

Senti ardentissimo desiderio di faticare

umanit,
di

mano

ai

per

la

delle

anime

suoi studi

nella

compagnia di Ges, e comunicollo al suo confessore, che lo


nella

Tolosa nel 1628, in cui fece rapidi avanzamenti. Nel i63o fu ordinato sateologia

conferm

sua commendevole

cerdote,

ed
e

apparecchiatosi
colla

colla
alla

risoluzione.

In questo
il

tempo
a

es-

preghiera
offerta
la

penitenza

sendo venuto
rez,

p.

Francesco Suavisi-

del santo sagrifizio, celebr


s

provinciale de' gesuiti,


il

sua prima messa con


quelli

grande
assiste-

tare

collegio

di

Beziers,

Regis

fervore, che

che

vi

GIO
vano

GIO
lasciare
N'ello
i

99
le
:

non
la

poterono
lui.

di

In mezzo a

tanti

travagli

sue
tutto

piangere con esso

stesso

austerit erano straordinarie


il

anno

peste

fece
di

sentire

suoi
Ilegis

guasti nella

citt

Tolosa:
flagello

suo nutrimento riducevasi in pacui aggiungeva talne ed acqua


,

riguardando

questo

come
carit,

volta alcun po' di

latte

e
il

qualche
cilicio;

una

occasione

che
la

presenta vagli

frutto; non lasciava

mai

Iddio di esercitare
superiori
carsi
al

sua

ottenne con molte istanze


la

da'suoi
di

e quel poco di riposo che accordava alla natura, pigliatalo sopra una

permissione
degli
fece
si

dedi-

panca o sopra
il

il

suolo.
lo

Nel

i633

servigio

appestati.

vescovo di \ iviers
sua diocesi,
il

L'anno vegnente
di

un terz'anno
accostuma-

la

chiam nelche da cinquantanni


ed
il

noviziato,
i

come
gesuiti

era

centro del calvinismo

va presso
degli studi

al

compimento
affa
ti

teatro delle pi crudeli rivoluzioni.


11

mentre

cavasi

p.

Regis fece
e
rivolse le

dappertutto
sue

delle
1

nel ritiro alla

propria santificaziorecarsi

missioni che produssero


fetti,

ottimi

f-

ne,

fu

costretto di

Fon-

cure

princiIl

tecoperla per
affari della

dar

sesto

sua famiglia.
al

mandato

collegio
il

ad alcuni Quindi fu di Pamiers

pali

alla

riforma
la

de' parrochi.

conte
lui

De

Mothe-Brion entr per


con-

nella via della penitenza, e col

per occuparvi

posto di

un

reg-

suo zelo e colle sue limosine


tribu
le

gente ch'erasi ammalalo.

Nel me-

non poco
imprese

al

buon
fu

esito del-

desimo tempo i suoi superiori , vedendo in lui una vera vocazione per la vita apostolica, lo destinarono
di
alle

pie

del santo missio-

nario.

L'anno seguente
superiori

chiamato
;

dai

suoi

Puy

quivi

missioni.

La
il

cilt

scrisse al

generale della societ, per


missioni
gli

Montpellier

divenne
i

primo

essere impiegato nelle

del

teatro del
si

suo zelo:
pieni
di
i

suoi discor-

Canada,
ni e g'

erano
,

tanta

forza ed
pec-

mandato irochesi. La
e

presso

moconte

risposta fu con-

unzione
catori

che

pi

indurati

forme

al

suo desiderio;
insistette
s

ma

il

ne uscivano vivamente comla

De
il

la

Mothe
il

vivamente
foiosa, che
1-

punti;

sua carit non conosceva


visitava
le

presso

provinciale di

alcun
gli

limite,

carceri

santo ritorn nella diocesi di \


Ivi
si

spedali,

andava d'uscio
le

in uscio

viers.

diede alla conversione


ali

a sollecitare

limosine a pr dei

dei calvinisti, e
abitanti
lard, eh'

istruzione
di
in

>

poveri, de' quali

specialmente
il

era

della

cittadella

Cliev-

sempre
le
,

affollato
li

suo confessionain

erano immersi
soffrire

una pro;

assisteva

ogni
a

modo
dove con
:

fonda ignoranza del


e molto ebbe a

cristianesimo
in
qi

possibile.
res,

Di

pass

Sommic-

capitale

del

Lavonage,
ignoranza,

trov
tutti
i

uni
vizi

crassa

la

paese mezzo selvaggio. Il coni. Mothe fond una missione per-

che

le

tengono dietro

tolse

distruggerli, ed
i<

ebbe
le

la

dolce consola/
cesso;

iif

ili

vedere
pi

sue

petua a Cbeylard, cedendo per tempre ai gesuiti un capitale di mila Branchi pel mantenimento

fatiche coronai.- dal


il

felice suc-

due
in

religiosi

la

elsa

che BfCI
p.

'

rigore della stagione


ili

non

citt

impedivalo

entrare

ne
il

I'

Dopo

per servir loro d qu> sta missione il


la

pi inaccessibili di tutto

pa

ne fece una a Privas,

quale BOB

3o
ebbe meno

GIO
felice

GIO
maturamente esaminato a Roma e giuridicamente comprovata l'autenticit de' miracoli,

Poscia il vescovo di Valenza lo chiam nella sua diocesi, e pregollo di eserriuscita.

fu beatificalo

citare

suo zelo nel borgo di santa Aggreva, posto in mezzo ai monil

ti,

e ripieno di

eretici,

occasione di praticare

dove ebbe molte eroi-

17 16 da Clemente XI; e Clemente XII lo canonizz nel 1737, supplicatone da Luigi re di


nel

XV

Francia, da Filippo

re di Spa-

che virt. Verso


recossi a

la

fine del

i635

gna, e dal clero


festa
si

di Francia.
il

La sua
16
(s.).

passato

Puyficare

Marles nel Vivarese, e l' inverno fece ritorno a quattro ultimi anni della
impiegati

celebra

giorno

di

giugno.

GIOVANNI
scito

Gualberto

U-

sua vita furono


il

a santi-

da una nobile e ricca fami-

faceva
e

Velay. Nelle stagioni estive missioni a Puy, e in quelle d'inverno trascorreva borghi
le
i i

a Firenze, fu allevato con molta cura nelle massime di


glia stabilita

piet e nello studio delle


tere
;

umane

let-

villaggi delle diocesi di


di

Puy,

di

ma

appena entr nel mondo


piaceri, e

Vienna,

Valenza e

di

Viviers.

rest affascinato da' suoi

La

sua fidanza in Dio rendevalo intrepido in mezzo ai pericoli viag:

corse dietro alla corruzione del se-

giava di giorno e di notte, camminava sovente siili' orlo dei precipizi

valicava monti coperti di , neve, e passava torrenti impetuosi per giungere ad un povero popolo

Essendo stalo il suo fratello da un gentiluomo del paese, egli form il disegno di vendicarlo colla morte dell' uccisore, e gi scontratosi con esso in una via, tratta la spada, stava per compiere
colo.

Ugo

ucciso

che
ta

lo stava aspettando.
alfi

Per

la san-

la
l'

meditata vendetta; quando quelinfelice,

sua causa
l'

dittava coraggiosa-

geltandosegli a' piedi, col-

mente
mini
eia

ira

il

disprezzo degli uoe

le

braccia stese in forma di croce,


in

perversi,

procurava
Il

ogni

lo scongiura

nome
il

della

passio-

mezzo per
l'

convertirli.

martirio
ardenti

ne

di

Ges

Cristo, di cui in

quel

oggetto

de' suoi
alla

pi

giorno, eh' era


lebra vasi la
lergli
tali

venerd santo, ce,

desideri! ;

ma

fine

consunto da
all' ulti-

memoria
vita.

di

non votal

tante fatiche e disagi fino

torre la

Un

alto

mo
rit

sofferti,

logoro da tante auste-

parole commossero siffattamente


stesso,

praticate, rest vittima del suo

Giovanni, che rientrato in s

zelo e della sua carit, e

tamente

alla

Lousvec,

mor sandove avea

perdon
il

al

gentiluomo, ed abbracamicizia
,

ciatolo in segno di

segu

cominciato l'ultima sua missione, verso la mezza notte dell' ultimo d


dell'

anno

640, avendo quasi qua-

suo cammino fino alla badia di Minialo, che apparteneva all' ors. dine di s. Benedetto, ove entrato
in chiesa
si

rantaquattr'anni di et. Fu seppellito il 2 gennaio nella chiesa della Lousvec, e la sua tomba divenne

pose fervorosamente
si

ad

orare.

Uscito dalla chiesa,


gli
si

reca

dall'abbate,
e
gli

getta

ai

piedi,

ben presto
a

ogg<'lto di

venerazione
cui

pe molti miracoli con

piacque
servo.

chiede l'abito monastico. Dopo qualche difficolt pel timore che


aveasi del di lui padre,
gli

Dio

di

glorificare

il

suo
di
s.

fu per-

L'eroismo

delle

virt

Gio-

messo
colare

di osservare in abito
gli

da

se-

vanni Francesco Regis essendo slato

esercizi

della

comunit.

GIO
Passali alcuni giorni,
egli
si

GIO
tagli
d'

3i
Oltre
ai

riforme
ligiosi

alcuni

altri.

re-

da

capelli

venissi

un

di

coro

riceveva

anche dei
si

abito da
prestito.
fatto,

monaco che avea tolto a Suo padre, avvertito del


al

fratelli

conversi perch attendessero


esteriori; e
la

alle funzioni

tiene

che
si

corse irato

convento

ma

questa

sia

prima

volta

che
i

tocco dai motivi che aveano deter-

trovano per questo


ci

modo

mona-

minato
do,
vi

il

figlio a ritirarsi dal

monla

divisi

in
si

due

classi. S.

Giovanni

acconsenti e diedegli
Il

sua

Gualberto
la

distinse

eziandio per
i

benedizione.
colla

giovane

religioso

sua

carit
i

verso

poveri, per

pi
si

cuore

compunzione del abbandon alle pi austere


viva
la

assistere

quali

spesso

vuotava

serbatoi

del
in

suo

monistero.
provvigioni

Assi-

pratiche della penitenza, continuan-

curasi che
egli

una grave
le

penuria
del

do
to
i

d e notte
in

sua

orazione

moltiplic

divenne

poco tempo un compiudi

modello
religiosi

tutte le virt, sicch

pomonistero di Rozzuolo, ove parte ; veri accorrevano da ogni


i

del

monistero
del

lo

desi-

gnarono a successore
bate.

Ma

egli rifiut

morto abumilmente tale


visitato
si
il

malati colle sue oraed ebbe anche il dono della profezia. Egli per umilt non ave-

guar molti
zioni,

dignit, e desiderando di vivere affatto solingo,

va

voluto

dopo aver
Camaldoli,

ordini

ricevere nemmeno gli minori, tenendosi indegno di


le

romitaggio

di

ritir

esercitare

a \allombrosa. Quivi trov romiti, coi quali si un egli e il suo compagno; indi tutti insieme

due

Chiesa.
dalla

Il

mcnoine funzioni Papa s. Leone IX,

della
tratto

ce

fama della di lui santit, feun viaggio a Passignano per velui.

lrmarono il disegno di fabbricarvi un piccolo convento, e radunarvi una comunit sotto la primitiva regola austera di s. Benedetta La badessa di s. Ilario don loro il
luogo necessario per
della
la

derlo e intertenersi con


I

Stefano

X detto X

ed Alessandro

II

ebbero

aneli' essi

una particolare venerazione per la sua persona. Mor a Passignano ai 12 di luglio 1073, in et
di sessantaquattr' anni, e
fu

costruzione
il

canoIII.

fabbrica; e

quando

moni-

nizzato nel
II

93
cui

da Celestino
pass
alla
di

stero fu

compiuto, il vescovo di Paderborn, ch'avea seguito l'imperatore Enrico 111 in Italia, venne a consagrarne la cappella. Il nuovo ordine ni approvato nel 1070 da Papa Alessandro II, come anco la regola che vi si osservava la quale
,

giorno

in

questa

vita consagrato

celebra/ione

della sua

festa.

V. Yu.LOMi!Ros\\f.
o
di

GIOVANNI Cwzio
(s.).

Kexti

Xato
di

circa

il

i43, nel villagil

gio di cui porta


cesi

nome,
la

nella dio-

Cracovia, pass

sua
i

Benedetto, con alcune costituzioni aggiunte da s. Giovanni Gualberto Egli ne fu


ora
la

medesima

di

s.

v'me//a nell'innocenza, e compiuti

primi studi pass

.1

quelli di filosofia

e teologia nell'universit di Cracovia,

il

primo abbate, e coli suo esemplo condusse


l

edificante
suoi
il

e divenne dottore e professore

Quidei
1

ino-

insegn

pei

pi .inni
la

con esito

liaci

alla

perfezione.
s.

Fond
di

mo-

(lice,

illuminando
eolla

mente
dodi
alla
111

iiinUto di
ila,
ili

Salvi, quelli (Itila Aio-

suoi

discepoli
1

sui

l'assi^iiano,

Rozzuolo,
delle

formando
co' suui

loro
e

cuori

piei

>

di

Monte Salano,

stabil

discuisi

co

siiui

esempi-

3}
Elevato
a!

GIO
sacerdozio, ebbe
il

GIO
goin
la

Polonia e
alta

nella

Lituania.

Lasci

verno

della parrocchia d'Ilkusi,


il

cui fece risplendere

suo zelo,

sua prudenza,

la

sua

carit stra-

ordinaria verso i poveri. Alcuni anni dopo, richiesto dall'universit,


riprese
il

suo
la

offizio di
;

professore

e lasci
sci
ti
i

parrocchia

non

trala-

per altro di occuparsi, in tut-

momenti

che

il

gli

lasciava liberi, per

suo impiego il bene del

suo sapere, ma nessuna delle sue opere giunse fino a noi. GIOVANNI da Matua (s.). Sorti i natali a Faucon, sulle frontiere della Provenza , da genitori ragguardevoli per nobilt e religione, verso la met del XII secolo. Egli fu sempre infiammato fin

fama

del

dalla
di

sua giovinezza

del desiderio

prossimo,
cazione.

soprattutto colla predi-

perfezionarsi nella pratica delle

Fece il pellegrinaggio di Gerusalemme, ed ardendo del desiderio di terminare i suoi giorni col martirio,

cristiane virt,

ed oltremodo cari-

tatevole

studiava

poveri. Mentre i ad Aix recavasi ogni ve-

verso

turchi

non temette di predicare ai Ges crocefisso. Oltre que-

nerd allo

spedale per
e

servire gli

ammalati,
a casa del

procurar

loro

lutti

sto viaggio fece quattro volte quello


di

que'soccorsi che

poteva. Ritornato
il

Roma

per visitare

le

tombe
piedi

padre, ottenne
ritirarsi

per-

de'santi apostoli,

andando a
il

messo

di

in

un

picco-

e portando egli stesso


lo.

suo fardel-

Questo santo prete, di cui tutti giorni furono consagrati alla virt, fu veduto pi volte privarsi del suo cibo e delle sue vesti,
i

lo romitorio non molto lungi da Faucon, per darsi interamente a Dio; ma siccome le frequenti visite

de*

suoi

amici

non

gli

la-

sciavano gustare quella solitudine cui


desiderava, pens di abbandonare la
cella,

per darli a quelli che ne aveano bisogno; praticava le pi austere


mortificazioni
cilicio,
,

preg
fu

il

padre che
per

il

manteo-

era coperto di e
si

un
fre-

dasse a Parigi
logia.
Ivi

istudiarvi

digiunava
la

dava
;

addottorato, e poco
la

quentemente
t'
si

disciplina

tren-

dopo celebr
spirazione
tutto

sua prima
di

messa.

anni

sua morte egli astenne interamente dal mangiar


innanzi la

Nello stesso giorno per celeste indivis

adoperarsi
riscatto

a
di

carni.

Mor a'24 dicembre i4?3, nel settantesimo anno di sua et, e


furono operati per sua intercessione. La sua veste di porpora, eh' egli aveva portata comolti miracoli

suo

potere

pel

quegli

sventurati cristiani che gesotto


il

mevano
la

duro giogo
si

degli
col-

infedeli, e ritiratosi

dispose

preghiera
i

colla

penitenza

me

dottore,

fu conservata religio-

ricevere

lumi dello Spirito Santo


necessari.

samente, e se

ne

vestiva

il

deca-

tant'

uopo
di

Avendo
,

no della scuola di filosofia il giorno ch'entrava in possesso, facendo-

egli

udito parlare del santo eremi-

ta Felice
cossi

Valois

Vedi)

re-

gli giurare
e
le

d'

virt di

s.

esempi Giovanni Canzio odi


imitare
gli

per pregarlo di riceverlo nel suo romitorio ed istruira


lui

come ne indossava la veste. Fu canonizzato da Papa Clemente XIII,


Kenti,
a'

lo sui
lice

mezzi della

perfezione.

Fe-

ria in

16 luglio 1767; eia sua memogrande venerazione nella

come discepolo, ma come un compagno che Dio gli avea mandato ; ed ennon
riguardollo

GIO
trambi
di

GIO
nella

33

eserctaronsi
virt.
il

pratica

tutte le

Giovanni comusuo
pensiero
di

Allorch lo videro entrare in mare con centoventi schiavi da


fede.
lui
riscattati,
il

nic a

Felice

quegli infedeli
vele,

por-

dedicarsi alla liberazione degli schiavi cristiani,

tarono via

timone del vascello e


affinch perisse

do punto che

non

non dubitanun cotale disegno provenisse da Dio 3 offerse


e Felice
I

lacerarono
in

le

mezzo

alle onde.

Giovanni
fatti

pie-

no
i

di fiducia in

Dio,

spiegare

lutto se stesso pel prosperevole riu-

mantelli de' suoi compagni a


di vele,
si

mo-

scimento.

due

santi

raddoppiaroe

do
la

mise ginocchioni sultavolato


del
col
il

no

le

loro

mortificazioni

pre-

tolda

vascelCrocifis-

ghiere,

alne di

ottenere

da Dio

lo

cantar

salmi

novelli schiarimenti

sulla condotta

so in

mano lungo

tutto

cammi-

che doveano
effetto
il

tenere per recare ad


desiderio inspira-

nobile
carit.
si

togli

dalla

Verso

la

fine

no ; e il vascello in pochi d approd felicemente al porto d' Ostia. Sentendo il santo venir meno le
sue forze, pass a Pioma, ove visse ancora due anni, pure occupato neh' esercitare le opere di misericordia, e nel predicare la penitenza.

del

1197
il

partirono per Pcoma,

ove
li

Pontefice

Innocenzo

III

accolse
il

favorevolmente,
religioso,

appro-

loro disegno, e ne

form un
sotto gli

nuovo
vanni
stro
cia,
il

ordine
ss.

auspicii della

Trinit, di cui Gio-

fu

dichiarato

primo
in

mini-

Mor santamente a' 2 1 dicembre del I2i3, e fu seppellito in s. Tommaso, ove vedesi ancora la sua
tomba;
poscia trasportato in Ispagna.

generale.

Ritornati

Fran-

re Filippo

Augusto aggradi
III,

e favoreggi l'instituzione del loro

ordine nel suo regno. Valcario


signore di Chutillon, don loro

venne Papa Innocenzo XI, nel 1679, ^ ss " a sua festa agli b' febbraio. V. Triil

ma

corpo di

lui

11

'

un

nitari.

luogo nelle sue terre per edificarvi un convento, e divenuto questo

GIOVACI
lier.

(s),

detto di

Mou-

Prete che
egli

fioriva nel sesto ses.

troppo

angusto

diede

ad

essi

colo.

Sappiamo da
e

Gregorio di

Cerfroid, ove edificarono un monistero che fu sempre riputato il

Tours, eh'
Lretagna,

era uato nella


vita

Gran
a

men

ritirata

centro

dell'

ordine dei

trinitari.

S.

Giovanni di Matita recossi a Tunisi l'anno 1202, e liber centodieci schiavi. Fieduce in Provenza
di

Chiuon o Caion, citt della diocesi di Tours. Aveva presso la chiesa una cella ed un oratorio con un
piccolo
colle sue

ammass grandissima quantit


danaro, di
la

che

servissi

a promolti-

curare
furi

libert

ad una

che coltivava mani, e in cui piant alcuni allori, all'ombra di quali usava per sedere legl
proprie
far

giardinetto

tudine di sventurati oppressi sotto


i

e
la

orazione.

Fu
,

seppellito nele
lui

mori di Spagna. Nel 12 io fece un secondo viaggio a maomettani ^li feceTunisi, ove
de'
i

sua

solitudine

pi

malati

guarirono
ne.

per

di

intercessio-

E
in

menzionato
a'

nel

martiroloe d' In-

ro

assai soffrire,

irriluti dei 11
i

ardore
a

gio

romano

27

di giugno,

con cui confortava

prigionieri
i

pure

quelli di

Francia e

sostenere pazientemente

loro mali,
la

ghilterra.

ed a morire anzich rinnegare


vol,
xxxi.

GIOVANNI

P\()L<)

)Ser-

34

CtIO
officiali

GIO
nel-

virono ambedue come le armate di Giuliano


e riportarono
rio
in
la

Rurgos, che
di

gli

diede delle

prove
canobe-

l'Apostata,
del

stima,

conferendogli

un

palma

marti-

nicato della cattedrale: egli posse-

Roma.
del

Essi

doppia
gli

vittoria,

ottennero una avendo conculcato


e

deva ad un tempo tre


nefizi,
la

piccoli

onori

mondo
il

trionfato

della
casi

crudelt dei carnefici.

Collo-

nomina apparteneva all'abbate di Facondo. La sua s. condotta era stata mai sempre ircui

comunemente
362, sotto
Il
il

loro martirio

reprensibile,

ma
,

volendo
i

perfezio-

nel

prefetto Apronia-

narsi
nefzi
,

vieppi

rinunzi

suoi

be-

no.

martirologio
fratelli,

romano
che

dice

ch'erano

era prefetto del

palazzo,

Giovanni e Paolo
,

primicerio della vergine Costanza


figlia

dell'imperatore
sacramentari
di
,

Costantino.
s.

che una cappella , in cui diceva la messa ogni d, predicava sovente, ed istruiva nei misteri della fede. Poscia domand al suo vescovo la

non

riserbandosi

Nei
di

Gelasio e

permissione di passare a Salamanca,

san

Gregorio
liturgia

come

ancora
evvi

ove attese per quattr'anni


teologia,
e
fu
alla

allo

nell'antica

gallicana,

studio della

chia-

una messa propria per questi santi cui nomi sono stati mai martiri, sempre celeberrimi nella Chiesa fino dal quinto secolo, e la loro festa si celebra a' 26 di giugno. GIOVANNI di Reomay (s.). Nai

mato

direzione

delle

anime
s.

nella chiesa parrocchiale di

Se-

aver praticato per ben nove anni delle grandi austebastiano.


rit,

Dopo

e prodotto

dei

frutti

vigliosi colle frequenti istruzioni


vi

merache
in-

to

nella diocesi

di

Langres,

si

fe-

faceva, deliber
il

di

lasciare

ce

monaco a Lerino. Essendo


suo
in
s.

poi

tieramente
si

mondo,
gli

e nel
di

4^3
A-

stato richiamato dal

vescovo,

ritii

fra

eremitani

s.

fond la badia di Reomay gogna, sotto la regola di cario. Divenne celebre per
santit e
in
i

Ror-

gostino in Salamanca, dove

a'

28

Masua

agosto
to di

\6.\ profess
i

voti solenni.

la

Avendogli
ne,
zelo

suoi superiori
nella

ordina-

suoi

miracoli,

mori

esercitarsi
la

predicazio-

et di
la

quasi

cento e vent'anni,
secolo.

annunci

parola di Dio con

verso
gli

met del sesto uno dei fondatori

Evita

straordinario.

La sua

indole

della

soave rendevalo pi atto d'ogni altro a spegnere


dia;
i

monastica in Francia, ed menzionato nel martirologio romano


sotto
il

semi della discorcessare quello

e per lui

videsi

giorno 28 di gennaio.

spirito di

odio e di animosit che

GlOVANiM da s. Facondo di Suiagun (s.). Nacque a Sahagun nel regno di Leos. Fagnndez
ne in Ispagna. I suoi genitori Giovanni Gonzalez da Castrillo, e Sanca Martinez , erano amendue
ragguardevoli per
per
tra'
la

regnava soprattutto tra i nobili in Salamanca, e che prodticeva tutto


giorno
eliciti funesti.

Eletto nel

47

priore del convento, condusse santa-

mente

suoi
,

religiosi

per
il

la

via

dell'esempio

praticando

primo
di giu-

loro nascita e
i

tuttoci ch'esigeva dagli altri. Pas-

le

loro virt. Fece


di
s.

suoi studi

s di questo secolo agli

benedettini

Fagondez
lo

o
di

gno '479,
rati

e molti

miracoli,
la

Facondo, ed abbracciato
ecclesiastico,
si

stato

innanzi e

dopo

opesua morte,

un

al

vescovo

fecero pubblica

testimonianza della

GIO
specchialo
cato da
e
stia

GIO
Fu
nel
ria

santit.

beatifi-

una

cella

separata.

Ivi

pass

tre

Clemente \!1I
nel

iloi,

anni, stando fino

a cinque

giorni

canonizzalo

if>qo

Ales-

per settimana senza prender alcun


cibo,

sandro Vili. Benedetto XIII ordin elio fsse inserito il suo officio
nel

bato e
poscia

la

non uscendone che il sabdomenica per assistere


pubblico della chiesa.

breviario romano, sotto


i?.

il

gior-

all'uffizio

Fu
,

no

di

giugno.
(s.),

fatto

economo
anni

della
esercit

laura

GIOVANNI
zioso.

detto

il

Sileni

e per piatir
l'uffizio.

quel-

Nato a

Psicopoli

nell'Almeassai

S.

Saba

edificalo dalle sue

nia

nel

4^4

rest

giovine

virt Io condusse ad

Elia patriarfarlo

orbato
tira
t>
;

rie'

genitori,

che

con

gran
consiari

ca di

Gerusalemme, per
Allora
dichiarare
era
la

or-

aveanlo cristianamente allevae

dinare sacerdote.
fu

Giovanni
al

rimasto possessore

li

costretto

di

pae
lo

derabile facolt, consacrolla


|iii.

usi

triarca

ch'egli
di

Fabbric a Nicopoli una chieB. Vergine, e sa in onore della un uionislero nel quale, tulio intento alla

preg

tenere

cosa

in se;

laon-

de Elia ricus
za addinne
il

di

consagrarlo, sen-

propria

santificazione,

si

rinchiuse con dieci persone animate dallo

slesso fervore.

L'arcivesco-virt

vo
li

li

Sebaste, conscio delle


Io

Giovanni,
sua

astrinse
e

a lasciare
la

la

solitudine,

malgrado

sua ripugnanza

innalzollo alla

sede

S. Saba tormolto rammaricato, ti tnendo ebe Giovanni avesse in passato commesso qualche delitto; ma ricorso a Dio, seppe per rivelazione la cosa, e lagnossi col suo discepolo perch gliela avea tenuta occulta. Giovanni vergendosi sco-

motivo.

nossene

episcopale di Colonia in Armenia, bench non avesse ancora che ventotz'

perto
laura,

stava

per

abbandonare

la

ma

il

anto abbate ve

lo tratil

anni.

Govern

la

sua

diocesi

tenne promettendogli di serbare


segreto.
i

con molto fruito per Io spazio rli dieci anni, serbando lo spirito del sua slato primiero,
negli
stessi esercizi,
i

e continuando

per quanto

gliel

Giovanni pass qualtr'anni successivi senza mai parlare con nessuno, se non con quello chi portava da mangiare ed -svendo
;

doveri del suo mi* consentivano inster. Poscia rinunzi l'episcopato

stato

s.

Saba

costretto nel
,

5o3 ad
motivo

allontanarsi dalla laura


di

per andare in Palestina,

riti-

rossi
le

nella laura rli s. Saba, il piaavendolo accolto senza conoscerlo, lo pose ai servigi dell'economo. Questi lo occup ad attigner acqua,

una sedizione col insorta, Giovanni si ritir in un deserto vicino,

ove visse

sei

anni

in

assoluto

silenzio,

e portar pietre agli


gati
le,

operai

impiespella-

erbe e ba alla laura nel 5 o, and subito


i

n d'altro si nutr che rli li radici. Richiamato s. SaGiovanni nella


solitudi-

fabbricare

un nuovo

a ritrovare

Giovanni obbediva con g. rude semplicit, conservando un cone

ne,

lo

ricondusse nella

sua

cel-

letla,

tinuo silenzio. S. Saba,

conoscen-

vita

ove continu a menare una la angelo fino al 558, In cui


nell et
lei
rli

do poscia trovatami
occupasse

rioni

straordinari

che
ti

mor
nel

cento e piattr'anni,
p

in

Ini,

volle che'BOfl

etlantaaei

quali ne avea

elio della
rli

contemplazione,
a

deserto.

S.

Giovanni
a'
i

il

Silen-

permisegli

andare

vivere in

zioso

onoralo

di

ni

3G

GIO
GIOVANNI
(.),

GIO
Leilmeritz.
Il

martire. V. Ci-

virtuoso
le
il

canonico,
e
,

ro

(s.).

che
($.),

non cercava

dignit

le

GIOVANNI

martire. V. An(ss.).
( s.
).

grandezze, ricus
cos

vescovato

tonio, Giovanni ed Eustachio

GIOVANNI Nepomuceno
Trasse
di
i

pure la cospicua prevostura di Wischcradt coli' onorevole titolo


di

natali nella piccola


in

citt

cancelliere ereditario del


il

regno.
di
li-

Nepomuck

cune
l'anno

Boemia, posta alverso leghe lungi da Praga


,

Accett in seguito
mosiniere
uffizio

posto
dell'

maggiore
,

imperaqueldi

tori nulla

i33o. 1 suoi virtuosi genirisparmiarono per dargli una eccellente educazione , ed egli al pronto ingegno e alla costante applicazione accoppiava somma dolcezza, piet e candore. Fu mandato alla celebre universit di Praga, ove oltre la filosofa studi anche teologia e diritto canonico
nelle quali
facolt prese
il

tore ed imperatrice
l'

perch

gli

dava
sua
fu

modo
1'

sodi

disfare alla

tenerezza

verso

poveri, dei quali

avvocato ed il padre. La pia imperatrice Giovanna, figlia d'Alberto di Baviera, scelse Giovanni a direttore della sua coscienza, ed avea bisogno di
tal

guida in mezzo

ai

gravi

ram-

grado
tutti

di dottore. Egli avea diretto

marichi che cagionavale la gelosia dell'imperatore suo sposo. Ella a-

suoi studi collo scopo di abbracil

ciare

sacerdozio,

consacrarsi
la
il

ma

vanz sempre pi nella perfezione; la di lei piet non fece che iula

senza riserva a procurare


ria
di

glofer-

nasprire

ferocia

di Venceslao,

il

Dio; e

raddoppiando

quale accecato dalla


passione, prese in

sua

malnata

vore si dispose colla orazione e col digiuno a ricevere 1' unzione sacerdotale. Tosto il suo vescovo gli
affid
il
;

sinistro senso le

pi sante azioni della sua sposa, e concep il sacrilego disegno di obbligare Giovanni a rivelargli
lei
le

pergamo
e
i

della

Madonna

di

di Tein
zelo

primi travagli del suo produssero ammirabili fruiti.

confessioni.

Il

santo

rabbrivid

d'orrore alla strana ricerca, e rappreseulogli colla pi rispettosa


niera,

Fatto canonico della cattedrale non cess di travagliare per la salute delle anime. Il giovane imperatore
Venccslao IV ud parlare del merito di questo servo di Dio, e volendo conoscerlo
lo

ma-

che

ci offendeva del pari la

ragione e

la religione.

L' imperatore,

nomin

predi-

catore nell'avvento alla

6ua corte.

Giovanni si avvide pur troppo quanto questa commissione dovesse essergli ardua e pericolosa, nullameno accettolla e la sostenne con applauso del principe e dei
,

che nou avrebbe mai credulo che nessuno osasse resistere alla sua vofortemente sdegnato rest lont, della ripulsa del suo elemosiniere; tuttavia dissimul il suo dispetto,

rimand senz'altro dirgli. Ma non lard molto a rinnovale con


e lo

minaccie

l'assalto,

ritrovando

il

cortigiani;

anzi

Venceslao

se

ne

santo fermo egualmente a serbare ordin che sdeuzio l' inviolabile


,

modo, che rallcnne per alcun tempo il corso delsenti tocco per
le

fosse

tratto

in

prigione
I

barba-

ramente tormentalo.
e gli bruciarono
i

carnefici lo

sue sregolate passioni, e per dare

stesero su d'una specie di cavalletto,


fianchi e le parti

al

Nepomuceno un
olFcrsegli
la

attestalo di

sti-

ma

sede

vescovile

di

pi

delicate del

corpo

con torcia

GIO
ardenti.
zio,
i

GIO
piedi
la
legati,

37 unisce

In mezzo a questo suppli-

dal ponte che

Giovanni non pronunciava che sacri nomi di Ges e di Maria.


quasi
il

grande alla piccola citt di Praga, a' 16 maggio i3S3, ch'era la


vigilia

Alla fine fu staccato dal cavalletto


ch'era
visit

dell'Ascensione.
soffocato

spirante.

Il

Signore
consola-

mase

dalle

Appena rionde il suo


,

suo servo

in

prigione, e

riempillo delle pi
zioni.

dolci

corpo ondeggiante lunghesso il fiume fu circondato da uno splendore che attir gran folla di
tori.

L'imperatrice venuta a sapere ci ch'era accaduto, and a gittarsi ai piedi dell' imperatore, e le riusc di ottenere che il sauto

spettasi

Allo

spuntare
tradirono

del

giorno

svel l'orrendo mistero, e gli stessi

esecutori
principe.

il

segreto

del

Alcun tempo dopo Giovanni ricomparve ^lla corquella te, ma ben prevedeva che calma non sarebbe di lunga durata ; quindi si dispose alla morte
fosse posto in libert.

Tutta

la citt
;

accorse per
i

vedere

il

santo corpo

canonici

della cattedrale

vennero a levarlo
e
s.

con

pompa
,

solenne,

portaronlo

nella vicina chiesa di

Croce dei
gli

consagrandosi intieramente agli


sercizi

eil

Penitenti

insino a che

avesse-

di

piet,

raddoppiando

ro preparato nella loro


sepolcro pi

chiesa
lui.

un

suo zelo nella predicazioue. Nell'ultimo suo discorso prese per testo le parole Ancora qualche incunea:

degno

di

Allor-

to, poi non mi vedrete piuj al fine dello stesso discorso, preso quasi da Un entusiasmo profetico, piangendo dirottamente, predisse mali che doveano presto piombare sulla Boemia, accommiat dal e si suo uditorio. Poco appresso* mentre ritornava verso sera da Bunti

ch tutto fu pronto, i canonici e il clero, accompagnati da una iunumerabile moltitudine di popolo,


recaronsi in processione alla chiesa
di
s.

Croce, e trasportarono solenil

nemente
re alla

corpo dell'invitto martila

metropolitana. Durante

traslazione parecchi malati di

morbi
e

incurabili
simigliatiti

ricuperarono
miracoli
si

la sanit,

fecero dipoi

zel,

ov'erasi

recato

visitare

la

alla

sua tomba. Si attribuisce alla


g'

celebre

immagine

della B.

Vergine

di lui intercessione la

eh' in gran venerazione per tutta


la

toria che

imperiali

compiuta vitcomandati
,

Boemia, fu veduto dall' imperatore che stava ad una finestra del suo palazzo. Costui sent risvegliarsi tutto in un colpo il suo sdegno e la sua sagrilega curiosit; e fattoselo all'istante condurre
dinanzi
,

dal duca
nel

di

Baviera,

riportarono

intimogli
dell'

di

svelare
,

la

di Piaga, ad essi ricuperare il regno di Boemia. Da quel tempo f illustre casa d'Austria ha sempre avuto una singolare divozione per s. Giovanni Nepomuceno, protomar-

1620

sotto le

mura

che

fece

confessione
morire.
Il

imperatrice
,

santo
nulla

fermo
rispose,

o di nel suo
per
cui

tire

de!

sigillo

sagramentale
della

della

confessione,

e protettole

buosol-

proposito,
\

eoceslao cicco d' ira

ordin

che
di

na fama. nando Il
lecitarono
ne, che
lo

Gl'imperatori
e
la

FerdiIII

Ferdinando
di
lui

fosse

gettalo nel fiume, lostoch le


al

canonizzazio-

tenebre impedissero
tato

popolo
fu

fu
1

poi
\
il

ottenuta

da
e

Car-

accorgersene. Giovanni
nel

precipie coi

VI. A'

aprile dell'anno

1719
fu Uro-

Moldava,

culi:

numi

fu

aperto

suo sepolcro,

38
vato
il

GIO
le

GIO
Pietro d'Alcantara, e da poco tem-

ma

suo corpo affatto spolpato, ossa erano ancora intiere e


unite,
e
la

po introdotta
noviziato
si

in

Italia

nel suo
colla

perfettamente

lingua

rese

ammirabile
penitenza
,

n'era freschissima e

ben conservala. Egli era stato onorato in Boemia come martire subito dopo la

perfezione

della

della

contemplazione e dell' umilt. Tre anni dopo la sua professione fu

sua morte;
to,

ma

per

rendere
il

pi

mandato
dare
in

dai suoi

superiori a fon-

autentico e pi generale
si

domand
si

la

sua

suo culcanonizzamila

zione, e
racoli

produssero

nuovi

Piemonte il convento di Alila, che divenne per le sue cure immagine perfetta di quello che s.
avea un tempo fondato a Estremadura. Elevalo Giovanni, malgrado la sua renitennell'

di cui

fu provata

verit

Pietro d' Alcantara, ancor semplice


chierico,

giuridicamente a

ed a Praga. Innocenzo XIII conferm il culto che gli si rendeva, con un de-

Roma

Pedroso
za,

creto equivalente a
beatificazione,
e

un decreto

di

alla

dignit del sacerdozio, ot-

Benedetto

XIII

a'19 marzo del 1729 ne celebr solennemente nella basilica lateranense la sua canonizzazione. Esiste
nella
basilica

tenne permesso di edificare, alquanto lungi dal convento, e sid pendio


di

una montagna
le

assai

elevata,

un

romitorio, cui fabbric egli

stesso,

medesima
il

un
s.

alta-

portando sopra
gna,
le

proprie spalle, per


le
le-

re ehe

porla

nome

di

Giode-

terminarlo pi prestamente,
pietre e
la

vanni JN'epomuceno, e che fu

calce, e

dandosi

dicato dallo stesso Benedetto XIII.

tanta pena, che le


passi

tracce

de suoi
di

Anche

nella chiesa di

s.

Paolo

di

erano

tinte

di

sangue. Essenfratelli

Venezia avvi un altare dedicato a questo santo martire, e se ne celebra la fsta, assegnata a' x6 maggio, con di voto otta vario. Ne am-

do
per
vie

stato pregato da'suoi

scrivere
la
,

alcune furono

regole

particolari

loro casa, ne fece di cos sa-

che

approvate

dalla

Benedetto XIV e Clemente XIII, il quale ordin nel 1763 che nello stato pontifcio se ne celebrasse l'uffizio a' 1 maggio, permettendo poi nel 1766
pliarono
il

culto

santa Sede. Incaricato poscia della


direzione de' novizi,
tanta prudenza alla
li

condusse con

perfezione del

loro stato, che molti di essi acqui-

starono grande riputazione di santit.

a'gesuiti,

che veuerano questo sandella


al

Allorch giunse
,

dopo
in

molte

to per protettore

buona
clero

fa-

difficolt

riunire
di
s.

provincia

ma,

di

conformarsi

seco-

sotto

il
i

titolo

Pietro d' Alcan-

lare in tal celebrazione.

tara

conventi dell'osservanza d'Inel

GIOVANNI GIUSEPPE
Croce
devoli
(san).

della

talia
egli

stanziati

regno di Napoli,

Nacque da ragguargenitori circa l'anno i654


dipendente dal regno

ad
di

Isola, isola

ne divenne il primo superiore ; ma ebbe a soffrire le pi nere calunnie. Giunto finalmente colla
a far tacere
gli

Napoli. Fin dai primi auni abialla mortificazione e alla pre-

pazienza
ri,

avversaalla

tuossi

diedesi

con novello ardore


osservanza

ghiera, e giovane ancora era fornito delle pi


ci
1

contemplazione, alla penitenza e alla

sublimi virt. Abbracs.

pi

esatta

della re-

l'ordine di
stabilita

Francesco, nella
in

golare

disciplina.

Questo

perfetto

dnna

Ispagna

da

s.

religioso,

favorito di grazie straor-

GIO
dinarie, del

GIO
profezia e
il

dono
vita

di

di

scorsi.

Siccome da
dei

qualche

39 tempo
tri-

quello de' miracoli, prolung


so della sua
ottanta,
e
i

cor-

erasi

introdotta la rilassatezza nella

tifino

agli

anni

maggior parte
nitari,
i

conventi dei

santamente si addorment nel Signore il 5 marzo del l'joy, nel convento del monte s. Lucia
nella citt di Napoli.
Il

dine

si

membri dell' orradunai 0110 nel i5q, e


principali

presero risoluzione di

fondare due
provincia
in
,

Papa Pio

o tre case
nelle
1'

in

ciascuna

VI
ti
il

lo inscrisse nel

catalogo dei bea-

quali

fosse

messa
religiosi,

vigore

i5 maggio del 1789; regnante Pontefice Gregorio XVI, solennemente canouizzollo ai 26 maggio del i83p. GIOVANNI BATTISTA della
giorno
e
il

osservanza delle regole, e fossero


tutti
i

aperte a

ma

colla

permissione di lasciarle per ritornare nel loro primo convento. Allor-

ch la rifrma fu
Battista

stabilita,

il

p.

Gio.

Concezione (beato). Nacque ad Alniodovar del Campo, vicino a Calatrava, li io giugno i56i, da Marco Garzias e da Isabella Lopez, ambedue di antica ed illustre famiglia. Cominci da fanciullo a praticare austere penitenze: portava il cilicio,

fu
,

uno

dei

primi ad ab-

e venne incaricato di governare come superiore il nuovo convento di Val-de-Pegnas. Vedendo egli che la riforma poco pro-

bracciarla

sperava, e che non


avesse
tolta
ai

si

sarebbe
la

otsi

tenuto miglior effetto finch non


religiosi

davasi ogni giorno

la

discipli-

libert

na,

dormiva sopra un
,

asse con

una

di ritornare ai loro antichi conventi,


si

pietra per guanciale


<piasi

digiunava

continuamente in pane ed acqua. Sillatta maniera di vivere gli produsse una malattia di languore, da cui per> si rimise in capo a di\c anni. Intanto avendo compiuto il corso di umanit e di filosofa sotto
la

rec a Roma nel i5g8, per rappresentarlo al Papa Clemente Vili.

Ottenuta da questo Pontefice una bolla che l'autorizzava a stabilire una riforma intera nel suo moniriform stero ed in alcuni altri
,

otto case

numero che
accresciuto.

fu

poscia

direzione dei carmelitani

scalzi,
ali

notevolmente

Ma

per

fu
l'

mandato

dai

suoi

genitori

riuscirvi egli dovette superate grandi opposizioni per parte del di

universit di

Baeza.

Terminali

governo

suoi studi, fece ritorno in patria


risolvette di

Spagna
soffrire

e dei

membri
11

dell'ordine,

rendersi religioso. Doperplessit


nella
scelta

po qualche
dell'

ordine

entr

in

quello

dei

convento di Toledo, ove passalo con fervore ammirabitrinitari

nel

molte persecuGiovanni della Concezione chiamato il fondatore dei Trinitari scalzi, perch una
eziandio
zioni

ed

insulti.

b.

delle pratiche di mortificazione prescritte dalle regole della

le

l'anno
nella

di

prova, ricevette
fu

il

sa-

riforma era

cerdozio,
riori

impiegato dai supecoscienze.


Il

che
a

religiosi dovessero

predicazione e nella di-

pie

nudi; e
titolo

camminare menta egualmente


le

rezione

delle
la

suo raro
delle

questo
stante
delle
li

per

cine
nel

che
il

si

ingegno e

perfezione

sue
l-

pie>e nel rassodarla. Impieg


della

re-

virt lo resero tosto predicatore

sua
lui

vita

governo
e

inoso e confessore

rinomato

ope-

case da

riforniate,

mo-

rando numerose conversioni, e correndo in folla il popolo ai suoi di-

Cordova n'i4 febbraio 16


glorificalo da Dio coU* operasi*

Fu

4o
ne
di

GIO
molti miracoli, e beatificato

GIO
P'
volte superiore,

fu

zelante
:

da Papa
1819.

Pio

VII
di

ai

29
(

aprile

religioso

ed

austero

penitente

s.

GIOVANNI
Nacque

Dukla

beato
citt

).

in Polonia, nella

di

Dukla, e giovine ancora entr fra i minori conventuali. Di poi per consiglio di s. Giovanni di Capistrano, che predicava allora in Polonia, si un agli osservanti. Ammira vasi soprattutto in lui
la

che si gloriava di averlo avuto a maestro e direttore nelle vie della piet , diceva parlando di lui, eh' era per le sue

Andrea

Avellino,

le sue azioni un' immagine della santit. In Napoli gli venne commessa la direzione di

parole e per

un convento

di religiose
,

che gui-

sua regola,

amore per somma premura di


vivo

un

ed istitu un d alla perfezione Monte di piet che divenne assai


celebre.

la pace, purezza ed obbedienza perfetta. Le sue prediche produssero parecchie conversioni di

conservare

Ricus

l'

arcivescovato
il

di

quella citt, a

cui

Papa volea

persone d' alto affare. Divenuto cieco qualche tempo prima di morire,

nominarlo, e continu ad esercitare col il santo suo ministero. Le sue virt gli meritarono da Dio
grazie
singolari;
la

non

ristette

perci di

esercitare le

per cui
di

egli

ot-

funzioni

del

infino alla

avvenne

a'

suo ministero beata sua morte, che 29 settembre 1484, nelsanto


Leopoli.
Il
il

tenne

guarigione
Assistito
s.

molti

amdella

malati, e fu favorito del


profezia.

dono

nell'ultima

sua

la citt di

Papa Cledi
lui culto,

mente XII approv


e concesse
ai

polacchi,

non che

agli

abitanti della Lituania, di onorarlo

come uno
festa
si

dei loro patroni.

La sua

Andrea Avellino e dal b. Paolo di Arezzo, mor ai 3 dicembre i56i. Clemente XIII autorizz il culto del b. Giovanni Marinone con decreto degli 1 1
malattia da
1 ,

celebra ai

19 di

luglio.

Marnone (beato). Venezia a' i5 dicembre 1490, e dopo aver studiato nell'universit di Padova, abbracci Io

GIOVANNI
in

Nacque

settembre 1762. GIOVANNI de Paado (b.). Virtuoso francescano della stretta osservanza, nato nel regno di Leone nella Spagna, il quale fu spedito
dalla congregazione di

stato ecclesiastico, e servi


la

due anni

propaganda
regno di suo zelo per
gli

patria chiesa di
il

s.

Pantaleone.
riceveva-

a predicare

la

fede
Il

nel

Quindi accett

posto di superiosi

Fez e
la

di

Marocco.
il

re dello spedale, dove

conversione degl' infedeli

con-

no gl'incurabili e
rante la pestilenza

gli

orfani; e dunel

cit
tani.

contro

furore dei

maometpa-

che

i528

Sopport colla pi
le

invilla

desol Venezia, diede chiare prove della sua carit. Fu poscia fatto

zienza la prigionia,
altri

battiture ed

tormenti
il

finalmente con-

canonico di
sci

s.

Marco,

ma
per

presto

la-

questo

benefcio

entrare

nella congregazione dei chierici regolari, nuovamente inslituila in questa citt


la

da s. Gaetano Tiene, nelquale fu ricevuto a' 9 dicembre


e
fece
i

i5?.8,

suoi

voti

ai

29

maggio

i53u.

Egli

fu

nominalo

suo sagrifizio col martirio del fuoco nel iG3i, a' 34 di maggio sotto il qual giorno Benedetto XIV inser il suo nome nel martirologio romano, essendo gi stato riconosciuto il suo martirio da Clemente XI, solennemente beatificato da Benedetto XIII nell auuo
,

sum

GIO
1728, ed elevato per lito doppio
scano.
il

GIO
suo
uffizio

41
si

al

vato di

tanto

peso,

ritir

nel

l'

ordine

france-

da Parma (beato). Nato a Parma dond' ebbe il soprannome, dell' illustre famiglia dei
Buratti, fu allevato nella piet,

GIOVANNI

lica

angeche umana. Quindi avendo inteso che greci ritornavano ai


i

convento di Gracchio, dove per trentanni una vita pi

men

loro antichi errori, chiese a

Papa
faro

ed

Nicol
cess

IV
di
in

la

permissione
a

di

entr

nell'ordine di

Venne

Francesco. scelto per insegnare pubblis.

un nuovo
1289,
ti

viaggio

in oriente;

ma

vivere
et di

camente
Napoli, a

la

teologia a Bologna,

Camerino nel ottantanni. Molla

Roma, ed ovunque mostrassi non meno santo ebe dotto. Nel 1^4^ intervenne al concilio di

miracoli

attestarono
i

santit

di
gli

Giovanni, per cui


eressero
gli

camerinesi

un marmoreo

monu-

Lione per rappresentare il suo generale die non pot recarvisi a cagione
ni
di

sua vecchiezza, e due anfu eletto egli

dopo

stesso supe-

renderono pubblico culto, che fu poscia approvato dal Pontefice L'io VI, con un decreto che pubblic la congregazione dei
riti
li

mento, e

riore

generale

dell'ordine.
tutti

Prima
i

5 agosto
di

sua cura fu di visitare

con-

GIOVANNI
TR.0

venti soggetti alla sua giurisdizione,

78 r Perugia e PIES.\ssorF.Kr.\To (beati), am1

di

e di rimettervi la severa disciplina.

bedue dell'ordine
sacerdote
il

de' frati

minori:
di quelli

Convoc parecchi
fra' quali

capitoli generali,

primo,

semplice frale

quello di Metz, e
essi
i

contri-

converso

il

secondo.

Furono

con chiamare

bui

possentemente a rifrati minori alla perfeistituto.


r

che

zione del loro

Il

Papa
sped
il

Inle-

nocenzo IV, nel

j.6,

lo

Francesco invi in [spagna nel 12 ir) e 1220 per propagare il suo ordine, e procurare ai popoli nuovi mezzi di salute. Essi
s.

gato in oriente per trattare


greci alla

di-

avviaronsi a Tutolo, citt

elei

re-

licatissimo affare della riunione dei

Chiesa
de' greci,

romana.
la

Egli

si
il

Aragona, e ^corsero il paese spargendovi la divina parola. Il

gno

di

procacci talmente
rispetto

slima ed

loro zelo

di

dilatare

la

lede

li

condusse

bene
ratore

il

suo negoziato, che l'impe-

Ducas e

il

patriarca di Coinviati
ritorni

stantinopoli spedirono degli


al Pontefice.

Dopo

sett'anni
si

dalla stia

legazione, e

diede a tonel
la

condusse a Valenza, citt allora occupata dai mori, e nella (piale regnava Azoto, nemico dichiaralo de' cristiani. Essi cominciarono annunziare a questo popolo le verit del vangelo, e mostrare la falsit

gliere gli abusi

introdotti

suo

della

dottrina

niaouiellau

ordine, e moltiplicati durante


assenza.
lo

sua

ina tosto furono

presi
ilei

ed
re,

impriil

Convoc perci un
a

capito-

gionati per online


le

(pia-

ia56; ma nemici della subordinazione sollevarono contro di lui, lo si accusarono di credere alle prediDel
1

generale

Boma,

adoperatosi invano per espugna-

re la loro costanza con

lusinghe e
circa

minaccio,
l'anno
1

li

lece
Il
il

decapitare,

i3o.

Papa

Clemente
si
:

zioni

dell'abbate

Gioachino,
1'

che
Sgra-

\l conferm
v
1

culto che

faceva allora grande rumore, e lo sforzarono a lasciare


ullizio.

.1

questi

santi

martiri

rendebene"ili-

detto

XIV

approvi! pel

loro

42
ne,

GIO
la

GIO
sita

diocesi di come pure per Valenza, in cui soffrirono il mardi Tutolo, in tirio, e per quella

ricevette

la

laurea
lo

dottorale.
stato ec-

D. Giovanni abbracci
clesiastico,

e a' 7

maggio

i55j
il

fu

cui sono custodite le loro reliquie,


l'officio

ordinato sacerdote. L'edificante


niera
colla

masuo
Fi-

composto

in
a'

loro onore;

quale

esercit

finalmente Pio

VI

2 aprile

1783
festa

santo ministero., e la
rale

stima

gene-

pubblic

il

decreto della loro bea-

che
li

si

acquist,

mossero

tificazione.
a'

Se ne celebra

la

lippo

re di

Spagna a nominar-

3 di settembre.

GIOVANNI
vanivi (beato).
di
tal

da Pemma-saw-GioNacque nel borgo


diocesi
di

vescovile di Badajoz ; poco dopo egli fu chiamato ad occupare un posto pi eminente. Prilo alla sede

ma

nome
di

nella

Fer-

mo,

e fu

sino

da' pi

verd'anni

ma ch'ei fosse stato consacrato e che avesse preso possesso della sede
di

favorito

grazie
di

straordinarie.
s.

Badajoz, l'anno
d'

568,

il

titolo del

Entr nell'ordine e ne divenne uno


le

Francesco,
regola-

patriarcato

Antiochia in

parlialtres

dei sostegni colla

bus venne a vacare,


l'arcivescovato
to di questa
di

come

sue virt, e zelo per


esso.

Valenza.

Lo

sta-

rit di

Fu mandato
nella
le

in

Frane
i-

ultima diocesi

esige-

cia

per fondare dei conventi nella

Provenza e
stituto.

Linguadoca
pratiche
poi

va delle cure particolari. I mori, che avevano per sette secoli signoreggiata
quasi
tutta
la

per insegnarvi
Egli
in

dell'

Spagna

pass ventici nqu'anni

questo
fu

uffizio,

ad
in

istanza
della
Italia.

dei

religiosi

della

provincia

sebbene fossero stati nel i^()i interamente soggiogati da Ferdinando il Cattolico, conservavano tuttavia,

Marca

richiamato
religioso,

sotto la fede dei


la

trattati

Questo santo

dopo avere

loro costumi e
essi

loro
loro

religione

degnamente occupati diversi posti, mor nella sua patria, in et di settant'anni, a' 3 aprile 127 1. Papa Pio VII conferm il culto che
si

erano ancora possenti pel


le

lo-

ro numero, per
e

ricchezze,

rendeva a questo beato, e permise di celebrarne 1' officio. La sua


festa

andavano sempre crescendo, a malgrado dell'oppressione. Di queve ne aveva soprattutto un sti gran numero a Valenza, dove la
mescolanza delle due religioni portava molta rilassatezza fra' cattolici.

stabilita

a'

5 d'ottobre.

Ribera (beato). Nacque a Siviglia nel mese di marzo del i532. L'illustre suo genitodi

GIOVANNI

Un
le

tale

stalo di
al

cose recava

in;

quietudine

consiglio di Spaglia

Ribera duca di Alcala, marchese di Tariffa e conte di Meralles, che fu governatore dell' Andalusia per qualche tempo vicer di Catalogna
re,
d.
,

Pietro Para fan di

ragioni politiche

e religiose

fa-

e poscia di Napoli, pose

ogni sol-

lecitudine nell'educazione del lidio. o Gli fece cominciare gli studi a Sa-

lamanca,

lo

mand
lo

continuarli
a

ceano desiderare la conversione dei mori, e si pensava die la collocazione di Ribera sulla sede di Valenza avrebbe potuto affrettare il compimento di questo desiderio. second le Il Pontefice s. Pio intenzioni del re di Spagna, e mentre Filippo II nominava Ribera al-

a Siviglia, indi

richiam

Sa-

l'

arcivescovato di Valenza,
gli

il

santo

lamanca, nella cui celebre univer-

Padre

dava

il

titolo del patriar-

GIO
calo
d' Antiochia.

GIO
cerimonia
si

43
seco

La

a' suoi

genitori

per condurlo

della sua consacrazione

fece l'an-

no

i5tg,

e
il

il

Papa

gli

mand
let-

a Genova; e il padre essendo sialo accertato che avrebbe ricevuto una


educazione cristiana, acconsent alla
sua partenza.
sati
11

subito

dopo
tosto
i

pallio,
Il

con una

tera affettuosa.
pi icossi

santo prelato apa todella sua diocesi,

pio fanciullo pas-

indefessamente

eh'

ebbe

tre

anni nella casa dei

gliere

disordini
i

buoni costumi. Multo travagli per procurare la conversione de' mori ma scarso frutto raccolse ; per cui disperando approv e della buona riuscita persuase l'espulsione totale di quee rimettervi
, ,

protettori, fu chiamato a Roda un suo cugino per nome Lorenzo de Rossi, ch'era canonico di s. Maria in Cosrnedin, e aveva saputo il bene che si diceva del suo

suoi

ma

giovane parente. Collocato nel collegio


gressi

romano,

vi

fece

grandi proteologia

gl' infedeli
li
,

ostinati

che

venne
a

ed incorreggibirigorosamente ese-

nelle virt e nelle lettere; ina

mentre

occupa va>>i

della

guila d'ordine di Filippo III, suc-

scolastica,

una
,

infermit

che

gli

ceduto
Sili

suo

trono di

padre Filippo Spagna. Ribera fu


111

11

in-

sopravvenne, cagionatagli da soverchie austerit lo costrinse ad ab-

vestito
t di

da Filippo
vicer della

della digni-

bandonare

tale

scienza.

Intanto de-

provincia di Vacitt

siderando di avanzarsi
nella perfezione,

sempre pi
alla

lenza.

Fond
il

nella sua

arci-

associossi

con-

vescovile
sli,

collegio del

Corpus Chrilo

gregazione della Scaletta,


in

fondata

lo

dot riccamente, e
professori.
le

provfa-

questo
alla

collegio,

ne

divenne
in,

vide di saggi

Egli

uno
tento

de' pi

fervorosi.

Sempre
ogni

voriva tutte spezialmente

pratiohe di

piet,
al
ss.

propria
eziandio

santificazione
in

la
la

divozione

procurava
li,

guisa

Sagramento:
sua umilt,
limosino
nell'et di
la

sua

dolcezza,
le

la

possibile quella dei suoi condiscepo-

sua pazienza,
le

sue

per cui fu
pass in

chiamato

l'apostolo

cure pei poveri,

sue abbondanti
tulli.

del collegio romano.


legio

Da

questo col-

edificavano

Mor

quello
la

dei

domenidi

ottant'anni, a'

6 gennaio

cani,

per seguirvi

spiegazione che

funerali.
tifico
ai

1611, e fu onorato con magnifici Il Papa Pio VI lo bea*

faceva allora della

Somma
:

san

Tommaso un
mato
il

celebre religioso chia-

3o
).

agitilo del

GIOVANNI RATT1STA
si
( il

1796. de Ros-

p.

Gordon

dalla

(piale

spieg*zione trasse tanta

ven.

nella diocesi

Nacque a Voltaggio, 22 febdi Genova


li

che diede poscia prove del suo sapere in parecchie circostanze, in cui fu
utilit,

braio

[698, e fin ciullata mostr in


belle

dalla

sua fan-

necessitato
M'dici
ricale,
al

farlo

palese.
la

In

et

di

s riunite le

pi

anni ricevette
e
li

tonsura cle-

prerogative. Lgli

aveva

dieci

8 marzo 1721 pervenne

anni, allorch

un
a

nobile genovese
col-

sacerdozio.

Esercitando
il

con an-

chiamalo Scorsa, ch'era venuto


la

gelico fervore
ro,
la

santo suo ministeil

sua

.sjMtvi

passare parte della

crebbe
salute

di

molto

state a Voltaggio, edificato dalla di*


\o7i)iii!

delle-

anime;
S.

SUO zelo pn e la fondaLuigi (cu-

servire alla

con cui Giovanni era solito messa nella chiesa parrocchiale di s. Maria, lo domand

zione dell' Oiptio di

Mgti
vani

pei-

alloggiarvi
111

le

povere gioil

(he

Ruma accanavano

44

GI
frutti

GIO
della

pane, fu uno dei

sua carit verso i poveri. Condiscese con grande fatica ad accettare la coadiutoria del canonicato di suo cugino in
s.

poich
gli

egli

mori

allatto

povero,
dello

furono

fatte solennissime esequie,

e
ve

fu seppellito

nella

chiesa

stesso spedale.
si

La

sua santit par-

Maria

in

Cosmedin t
al

alla

morte venne titolare. Egli don tolo una casa che aveagli
il

del quale, nel

1787, ne dicapilasciata

defunto, e scelse invece per sua

dimora un granaio. La fama della


santit del
in
folla

De

Rossi trasse la gente


collegiata
,

che Papa Pio VI per1781 di cominciare il processo della sua canonizzazione che venne proseguito sotto il pontificato di Pio VII, e da ultimo il regnante Papa Gregorio XVI con decreto ne ha approvato le virt
certa,

mise l'anno

questa

fino
si

in di

allora quasi deserta,

quando

grado eroico, per cui si spera vederne sollecita la beatifica-

persuase di ascoltare

le confessioni,

zione.

tanta divenne l'affluenza de' penitenti, che per potervi attendere fu


costretto

GIOVANNI Leowudi
di e di

(il

ven.

).

Figlio cadetto di Giovanni Leonar-

domandare un
s.

breve

Giovanna

Lippi

nacque

per essere dispensato dal coro.


situazione della chiesa di

La

Maria in

l'anno [543, nel villaggio di Diecimo, cos chiamato perch a dieci


miglia

Cosmedin,
centro di
ch'egli

iti

un

rione lontano dal

da

Lucca. per

Perfettamente
si

Roma,

e le gravi infermit
in

corrispose alle cure che


i

presero

aveva contratto

questo luoil

suoi

genitori
la

go, lo foizarono a lasciare


cinalo, e ritorn a

suo

vi-

virt; e
e la sua

formarlo alla sua candidezza d'animo,

dimorare nit dei pellegrini. Egli non


tuttavia le sue opere
sta collegiata;
gli
eli

alla Tri-

tralasci

premura di porsi fin dalla prima giovinezza con divozione speil

carit in que-

ciale sotto

patrocinio della santa

ma

la fatica
il

che pi
i

andava

grado era
spedali
e

dirigere

rende credibilissima l' opinione eh' egli abbia sempre conVergine,


servato
la

poveri degli
pii
i

le

persone

battesimale
di

innocenza.

miserabili
i

del

popolo.

Quindi
Michele,

Egli

desiderava
;

abbracciare lo

prigionieri,
di

giovani detenuti nels.

stalo religioso

ma
nella

per ubbidire
professione

il

la casa
le

correzione di
di

padre

s'

inizi

di
di

femmine
gli

mala
dello

vita

rinchiuse

speziale sotto

un dabbeo uomo
il

nella casa a questa

vicina,

provasta-

Lucca. Quivi
ce
lui

p.

Francesco Rerconfraternita
si
i

rono
prete.
bil
ri,
il

effetti

zelo del santo

nardini, celebre domenicano, lo fe-

Allorch Benedetto

XIV

entrare
istituita,

nella

un catechismo pubblico

pei bir-

che

da chiamava dei
di essa
si

a preferenza d' ogni altro scelse

Colombini, perch

membri

De

Rossi. Egli faticava ancora nel-

colla purezza della loro vita

sforza-

le missioni,

faceva spesso

gli esercizi

spirituali
steri,

d'

un anno

in

pi moni-

sia

Roma,

sia

nelle diocesi

vano d'imitare la semplicit della colomba. Essi erano uomini affatto quali si davano all' ospirituali i
,

vicine,

e continuando nella pratica

razione

alla

pratica

di

diverse

buona, chiuse la sua carriera mortale in et di sessantadi ogni opera


sei

anni,

a'

23

maggio
ss.

1764.

opere di piet e di penitenza, unendosi tutte le mattine e tutte le sere in casa di un tessitore chiamato

spese dell'ospitale della

Trinit,

Forami,

il

quale viveva celibe nel

GIO
ritiro,

GIO
della

4;
fu

unicamente occupato in Dio. Leonardi visse cos'i fino all'et di


anni ; allorch perduto il padre, segu il consiglio del suo confessore che confortavalo ad inventisei

approvato dalla santa Sede, e ottenne anche una casa per istabilirsi in Pioma. Filippo Neri serv utilmente S.
di

Madre

Dio

Leonardi
stanze; e

in
il

queste
ciotto
il

difficili

circo-

traprendere

gli studi, e vi fece

rapidi

cardinale Baro

avanzamenti. Ai 22 dicembre 1572 fu ordinato prete e ritiratosi in


,

nio divenne

protettore di questa

novella congregazione.
tia

campagna comp
teologia; poscia
l'

il

suo

corso

di

contagiosa, la quale nel

fu

incaricalo deldi Lucca.

lece

grandi guasti

in

Una malat1609 Roma, cagion

assistenza di

una chiesa

Eletto capo della

confraternita dei

Colombini, a cagione del suo zelo e della sua abilit, vi facca frequen-

molte fatiche al zelante Leonardi, che si trovava allora col , e che divenne l'infermiere di parecchi dei
suoi
to
il

fratelli

ai

quali

s'

era appicca-

temenle delle conferenze spirituali, come pure in un oratorio ed in

contagio. Egli stesso fu preso

da una lenta febbre


dusse alla
anni.

che

lo

con-

una

chiesa

ch'egli
colle

officiava.

Guai-

tomba
11

ai

d' ottobre

dagnatasi
struzioni

sue

edificanti

dello stesso anno, in et di sessantasei

la

generale

ammirazione
,

processo
fu

per

la

sua
nel

approvazione del vescovo ottenne il possesso di una chiesa chiae


l'

canonizzazione

cominciato

1G23
nel
il

e continuato sino al

1707,

mata

la

Madonna
il

della

Rosa

quale Benedetto
di

XIV

pubblic
11

presa a pigione una casa a questa


unita, istitu
1

decreto che prova l'eroismo delvirti

primo settembre del


de' Chieri-

le

questo servo di Dio.

574

la

congregazione
della
citt

venerabile Giovanni Leonardi autore di alcune opere di piet e di

ci

regolari

Madre
di
i

di

Dio

Lucca non fu la sola che raccolse fruiti del suo zelo: altre parti d'Italia ne provarono i felici effetti. A Pescia egli fond una congregazione di vergi-

[Vedi). La

morale.

GIOVANNI

(s.

),

Papa LV.

Giovanni, cui alcuni, confondendolo con Giovanni 111, gli danno il no-

me

di Catelino

e che

l'Ugurgieri

ni,
tire

sotto
di
si

il

titolo
,

stesso

della Aladi

Dio
la

ed un' altra
ai

preti
;

che

un poscia

barnabiti
di

ri-

chiama Bernardino, nacque in Siena, citt della Toscana, ed ebbe per padre Costanzo. Disputandosi sulla
di
lui

form
"V

congregazione
"\

Monte

patria,

il

p.

Lgurgieri nelle
Jo

ergine, quella di

allombrosa, ed

sue
di

Pompe

senesi

disse

nativo

altre case

religiose.

Fu

incaricato

Siena, e nell'appendice die la-

per qualche tempo dell'amministra*


zione spirituale della chiesa di Sie-

sci

mss. a tale opera conferm la precedente sua opinione, ed aggiunse

na
si

e di

quella

della

diocesi

d'

A-

che

fr.

Pietro Castrucci
sir.i

fioren-

versa nel regno di Napoli. Leonardi


in

tino

occupava cos a tutto suo potere procurare la gloria di Dio ma a riuscirvi ebbe d' uopo di tutta la
;

Settimana stanca, stampata in Todi nel l655, a p. $53, lo conta parimente per saneAll'opposto Sigismondo Tizio sc.
nella

sua costanza per superale


traddizioni che dovette

le

con-

nel
p.
1

t.

delle sue Storie


lo

inedite,

sopportare.
de' chierici

".
j

erede nativo di Populodistrutta


nella
!

Finalmente

l'

iuslituio

nia

citt

46
tifex

G
M.
ejus

O
gli

G O
I

scrivendo: Joanne.s praelerea Pon-

omaggi
stesso
s.

che

prestalo

avrebbe
I

nominis

primus

et

allo

Pietro

In Costantino-

inarlyr gloriosns, sentcntia cuncloj

poli

celebrando Giovanni
il

nella

um

scribentium Tuscus, et ut opiest

cattedrale,

giorno
col
1,
l'

di
la

Pasqua che
gran messa

mo quorundam
puloniensis
".

recentium Pos.

cadea
in

a'

3o marzo,
latina

Papa

Gelasio

lo

lingua

rito

cre cardinale prete del


ss.

titolo dei
,

Gio. e
a'

Paolo
i3

in

quindi

agoslo

Pammachio del 523 fu

coron Giustino Papa che orn


insegne

essendo

romano il primo

imperiali.

imperatore con le Giustino I con


il

eletto Pontefice. Chiamato in Ravenna da Teodorico re ariano, fu da questi mandato in Costantinopoli

gran

solennit

orn
di
lui

Pontefice

delle vesti
I'

augustali, e ne
ai

concesse
:

uso anche
di

successori

nel 57.5, a

richiedere tre cose

Io

regal d'una patena

(T'oro or-

all'imperatore Giustino I; cio, che


gli

nata

ariani

costretti

da Cesare a

ri-

cevere
il

la cattolica

religione avessero

gemme del peso di venti d'un calice d'oro di cinque libbre, di cinque vasi d'argento, e
libbre,
di

permesso di ritornare alla setta; che agli ariani fossero


te; e

loro
resti-

quindici pallii

tessuti
I

in

oro,

quali
scia

doni Giovanni
in

mand

pobasis.

tuite le chiese loro lolle nell'orien-

Roma
ss.

alle

patriarcali

che ninno per l'avvenire fosse costretto ad abiurare l'arianesimo.


Sulla prima richiesta

liche de'

Pietro
,

e Paolo, di

non

fece

Gio-

vanni
re,

alcun molto all'imperatobens parl delle altre due.


ottenesse,
dell' Istoria
,

ma

e dicesi che le

come

ri-

Maria Maggiore e di s. Lorenzo fuori le mura. Tornato il Pontefice a Ravenna , fu per ordine di Teodorico messo in disagiata prigione, in cui dopo aver crealo quindici

porta l'autore
presso
Italie,
il

Miserila,
rcr.

vescovi,

fra'

quali

Lucifero di

Muratori
I,

Script,
Il

Siena, e governato due anni, nove


mesi,
e

toni.

pag. 2o3.

Papa
a
stra-

quattordici
travagli

giorni,

consuspirito

fu

costretto da

prudenti

riflessi

mato
a'

dai

rese

lo

concedere qualche cosa nieri polenti dominatori


perdere
all'alio
i

agli
,

per non
il

27 maggio del 526. Il suo corpo qnattr' anni dopo fu trasportato

suoi,

poich

re

in
s.

Roma
Pietro.

sepolto nella basilica di


la

Teodorico avr

stabilito

esercitare

Vac

sanla

Sede

un

coi cattolici d'Italia,

quanto Giustigli

mese

e ventisette giorni.

no
ed

avesse operato contro

ariani

nell'oriente:

vegga n si

il

Baronio,

Pagi all'anno 528, n. 8. il Giunto Giovanni I a Corinto col Cavallo (Vedi), che gli avea imprestalo un signore, e che poi ninno pot cavalcare, si port nel 525 a Costantinopoli ove fu ricevuto con sommo onore. Dodici miglia prima delle porte della citt fu incontralo da tutto il popolo con cerei, e poi dall'imperatore, che
,

GIOVANNI Il(s.), Papa LVIII, cognominato Mercurio per la sua eloquenza. Nacque in Roma da Pro* jello della contrada di Monte Celio, Pone fu annoveralo d'alcuni fra tefici della famiglia Conti. Essendo
i

cardinale prete del (itolo di

s.

Cle-

mente,
di
s.

fu

creato
in

Papa

nella chiesa
a'

Pietro

Vincoli

di-

cembre
della

del 532. Dichiarato


,

nemico

simonia

che

in

que' tempi
de' vescovi

ammorbava
e

le

elezioni

prostralo

sino

a terra gli rese qnc-

de'Pontefei, ottenne da Malarico

GIO
re
la
fi'

GIO
gno
ni
de' longobardi
in Italia.

\-

Italia,

che questo punisse con


i

Tu due

regia

autorit

simoniaci, cui le

ordinazioni
III

nel

dicembre
tredici
,

Giovanvescovi,
diaconi.

pene ecclesiastiche non giungessero a correggere, ed emanasse analoghe provvidenze. Approv Giovanni li

cre

sessant'uno

treni' otto preti, e

Govern
e venlisei del ">-3, no.
si,

dodici anni
giorni.
v.

undici
a'

mesi,

come

cattolica

la

proposizione dei
:

Mor

i3 luglio
Valica*

monaci
fic
ai

della

Scizia

Uniti de Trie signi-

fu

sepolto nel

ni tale criicifixus est rarne y

La santa Sede vac


e

dieci

me-

monaci acemeti che se non desistevano dal condannarla li separerebbe dalla Chiesa. Veggasi il in P'indie. Muglisi, tom. I, Iforis cap. 3, p. 924, tom. Ili, cap. 1, p. 882 ; Pelavio, Theol. dogmat. tom. IV, lib. 4 ca P- 6 e 7 ; e Lupo, in not. ad cap. io Synodi V. Leggonsi le lettere di s. Giovanni Il all' imperatore Giustinia,
j

venti

giorni.

GIOVANNI
Figliuolo di

Zara

IV, Papa LXXIV. Venanzio Scolare da o Salona nella Dalmazia

diacono cardinale, fu eletto Pontefice a' ^4 dicembre del 6{o. Prima


di
vi

consecrarsi, con

lettera ai vesco-

della Scozia,
la

celebravano
ebrei,
telarsi

condann quelli che Pasqua all'uso degli


fedeli

ed esort quei
dalla

caudei

no

I,

e al

senato di Costantinopoli

rinascente
in

eresia

su questo punto, nel

Labb, Cone.

pelagiani.

Condann

un

concilio

tom. IV, vanni li

cembre
quindici

quattro
r

27
la

1746 e 17D1. Giouna ordinazione nel dicre ventuno vescovi e preti. Govern due anni, mesi, e venlisei giorni. Momaggio del 535, e fu secol.

V Ertesi (Fedi), e l'errore de'monote-

in

de

polto

nella

basilica

di

s.

Pietro.

Dimostr conforme alla retta fedottrina di Onorio I, delle cui lettele abusavano gli eretici, e lo purg dalle calunnie impostegli, con che si legge presso il Lablettera be', Conni, tom. V, col. 1659, che
liti.

la

Vac
que
rino

romana sei giorni. GIOVANNI 111, Papa LXlI. Nacse(]e

sped a Costantino figlio

succes-

sore di Eraclio, pregandolo di rivo-

in

Roma
nell'

nobile

da Anastasio romano, come


lib.

Cate-

care l'Eclesi. Dichiar che

monaci

nana
5,

Evagrio
tefice
a'

Hist. eerl.

ca-

pitolo 16, p.

435,
luglio

e fu

creato

Pon-

18

del
di

56o. RiceSagittario

vette

l'appellazione

Gap, e di Salonio vescovo di Ambrati, deposti dal loro vescovato dal concilio di Lione II. Conferm il quinto concilio genevescovo di
rale,
di

potevano amministrare le parrocchie che a loro venissero commesGiovanni IV trasportare se. Fece dalla Dalmazia le reliquie de" SS. Venanzio, Anastasio e Mauro nella basilica Lateranense. Cre dieciotto

cui
la

fu

zelante
ss.

difensore.

Consacr
stoli,

basilica de'
in

XII Apocardinali-

un prete, e cinque diacoGovern un anno nove mesi e dieciotto giorni; e mor agli ir venendo sepolto ottobre del 64? nel Vaticano. Vac la sede un mevescovi,
ni.
,

e V eresse

titolo

se,

e tredici giorni.

zio
gli

dicesi

avere
a

ordinato

che

GIOVANNI
Ebbe

V.

PapaLXWIY.
Ciriaco
d'

usurpaturi de' beni


tenuti

ecclesiastici

per padre

Antiolo

fossero

restituirli in

ragio-

chia, fu arcidiacono
Pontefice
s.

cardinale del
il

ne quadrupla. Nel nono anno del suo pontificalo ebbe principio il re-

igatone,

quale
\
I

Mudi

al

concilio

generale

qual

48

GIO
di singolare religione

GIO
e

uomo

man-

suetudine, erudito in tutte le scienze.

Ritornato da

questa

legazione nel
s.

barbare scorrerie sulle terre romane. Govern tre anni, due mesi, e dodici giorni, dopo aver in
to,

nelle

683
con

nel pontificato di
le

Leone

II,

una ordinazione
scovi
ti

creati

quindici ve-

port seco
le

imperiali
l'

costituzioni

nove
a'

preti,

due

diaconi.
,

quali
i

no liber romana in
dai
cui per
periali
tasi
l'

imperatore Costantipatrimoni della Chiesa


Sicilia

Mori

g gennaio del 705 sepolto nelle catacombe di


bastiano nella via Appia
tosto nella basilica di scrive
s.
s.
,

e
s.

fu
Se-

in

Calabria

o piut-

tributi

ed altre

gravezze

da
im-

Pietro

avarizia de' ministri

Anastasio

Bibliotecario.

come La

venivano oppressi. Conosciuabilit


in

Sede vac un mese e

venti giorni.

in tal favorevole circostanza la

GIOVANNI
secondo alcuni
,

VII, P.

LXXXV1II.

sua rettitudine, venne impiegalo

valore

Nacque da Platone Ianidega, greco


o

altri rilevantis-

simi affari in vantaggio della Chiesa

Rossano

nella

Calabria

meglio nato in chiamata ,

romana;

indi

luglio del

venne eletto Papa a'a3 685, e fu il primo consecorte imperiale di Co-

anticamente Magna Grecia, diacono


cardinale di
fu
s.

Maria Nuova, e perPontefice


il

crato senza aspellare l'abusiva con-

sonaggio eloquente ed assai erudito,


eletto

ferma

della

primo

stantinopoli.

In una ordinazione nel

dicembre cre Giovanni V tredici vescovi. Govern, quasi sempre infermo, un anno e nove giorni e inori nel primo agosto del 686. Era di singoiar piet , prudenza ,
;

zelo

e dottrina.

Fu

sepolto

in

s.

Pietro.

Vac

la

santa

Sede

due

705. Nell'anno 707 Ariberto re de' longobardi gli restitu le Alpi Cozie. Ricus di accettare e di esaminare i canoni del concilio Trullano, che gli sped l'imperatore Giustiniano II, al quale temeva dispiacere nel condannarli, per lo che venne criticato da
del

marzo

mesi, e dieciotto giorni.

Anastasio Bibliotecario,
tali

perch
in

fra

GIOVANNI VI,
Greco,
figlio
a'

Papa LXXXVII.
del
l'

canoni molli ve n'erano ottimi,


confessa
il

di

Petronio, fu eletto

come

Lupo,

IVolis et

Pontefice

28

ottobre

Dopo
a

la

sua

esaltazione

701. impera-

scholiis

ad canone*

concila

Ind-

iani j laonde doveva approvare quelli

tore Tiberio Apsimaro sped subito

che ne fossero

stati

degni, e con

Roma

l'esarca di

Ravenna Teoanche con


la

apostolica autorit condannare quelli

ilato,

per

ottenere

forza

l'approvazione
all'esarca,

d'un

adare.

il
1'

che lo meritavano, per separare grano dalla paglia, eoin'esprimesi


Anastasio, che
di
col
p.

Ma
si

con tal energia che senza l' insoldati terposizione di Giovanni VI l'avrebbero ucciso. Nel concilio che
l'esercito italiano

Lupo

l'ac-

oppose

cusa

timidezza.

Govern Gioun' ordinazione


,

vanni VII due anni, sette mesi, e


diecisette giorni. In

celebr in

Roma
s.

nel 708, dichiar

cre quindici
e

vescovi

nove
17

preti

innocente

Wilfrido
dal

vescovo
stato

di

due

diaconi.

Mor

a'

ottobre

Yorck,

il

quale

essendo
,

de-

del 707, e fu sepolto nel Vaticano

posto sino

Sede apostolica. mosse a riscattare tutti gli schiavi duca di Beueveu* fatti da Gisullo

692 appell alla La sua carit lo

avanti l'altare della

Madonna, chia-

malo
Sede

oggi del Sudario, che da lui

era stato fabbricato.


tre

Vac

la

sanla

mesi.

GIO
GIOVANNI
Romano,
Tu
figlio

GIO
Costantinopoli (Fedi), pregando
il

Vili,
di

Papa CX. Guido o Gondo


III,

Papa

a confermarne

il

possesso.

A
i

arcidiacono cardinale di Sergio


eletto

concordemente Pontefice, e consacrato a'i4 dicembre delDicesi avere ordinato che l' 872. fosse perpetuamente irl' omicida
regolare, ed essendo prete fosse pri-

questo fine con aperto dolo assicur Giovanni Vili che non solo
partigiani
di

Fozio,

ma

quelli

andi clic

cora

del

partito

d' Ignazio

.Aletodio

avevano

consentilo
alla

Fozio fosse restituito

sua sede.
si

vo

di

celebrare.
chi

Impose
Il
il

pena

di

A
be

tuli

rimostranze

il

Papa

lasci

sacrilegio a
sacri

rubasse dai luoghi

sedurre, e senza ricercare altro, ebla

qualunque cosa.
scrivono che fu
i

Baronio

debolezza di

scrverle

per mez-

ed
ze

altri

primo

zo del
s.

pubblicare

diritti

e le

preminen-

cardinal Pietro del titolo di Grisogono , suo legato all'imped' oliente, e a


di

Coron ed unse imperatore Carlo II il Calvo redi


de' cardinali.

ratore, a' patriarchi


tutti

coloro che
coli'

ricusavano

co-

Francia neh' 875, col quale si port in Pavia a celebrare un conci-

municare
lui

empio Fozio, che con

dopo essersi riveduti in Vercelli, il Papa torn in R.oma. ]Neir 876 scomunic Formoso [Vedi), che gli successe neh' 891; ed
lio,

restitu
;

liberamente comunicassero, e lo alla sede Costantinopolita-

na credendo ci necessario per la pace della Chiesa, a condizione per che Fozio ai legati domandasse

assalito negli stati

della

Chiesa dai
principi

perdono
contra
la

dell'iniqua

sua
d'

condotta
nel

saraceni, ^abbandonato

dai

Chiesa romana.
debolezza
quel

per
io

la

parzialit
fu

mostrata per Curla

Questa

animo
,

li,

costretto

pace da

quei

domandare la barbari coli' annuo


di

Pontefice fece dire ad alcuni

che

Chiesa in

tributo di venticinquemila mancuzi

vernata da
ria
le

una
p.

tempo era godonna come si


,

d'argento, moneta
cui l'avevano
te di

quel tempo,
in

legge nel Lenglet, Princ. della sto-

ed inoltre fuggire dalla prigione


Spoleto,
e

tom. VII,

Ij

e fu

una

del-

posto Lamberto con-

cause che die origine alla (vola


il

chese di Toscana da

Adalberto marlui condannati

per predatori delle citt dello stato pontificio. Quindi dovette pure
uscire

di Giovanna papessa (Pedi), Baronio rilev il disdoro die provenne alla santa Sede per

in;

la

restituzione di

Fozio, e

monsignor
et

da

Roma
la

per sottrarsi dalle


e

de Marca,
lib.

De

concord. sac.

imo
di

insidie di

alcuni signori romani,

3,

cap.

i4, 4> s'ingegn

portatosi per

seconda

volta in

Francia, giunse ad Arles nel d della

Giovanni Vili: questa controversia venne benissimo tratgiustificare


tata
fici,

Pentecoste dell'877 o 8-8; po-

dal p.

Nardi,
p.
1

l'ite
5.

de' Ponte*

scia

torn in

Roma

col conte Bosone,

tom.
fatto,

II,

Conosciuto-i

che
e

avea

adottato

per

figlio,
p.

al

da Giovanni Nili
avea
di

il

passo falso che


conciliabolo
1

modo

detto al voi.
del

XXVI,
In

178

e
?\\

rientralo in s stej
atti

279

Dizionario.

Roma
ambail

proscrive
Fo/10.
della

del

Giovanni
sciatori

X 111

ricevette gli

dell'imperatore
dall'

Basilio,

corruppe legati Chiesa romana, ed iu\i Ma


il

(piale

quale ingannato
VOI

impostore
nella
scile

l'<>

lino in
lo.

Costantinopoli ad annuii. 11

rio, Io avea rimesso

di

Presse in metropoli Oviedo


I

*XM

5o

GIO
II,

GIO
anil

ron imperatori olire Carlo e Carlo che Lodovico III


,

slenza
tori

dei

commissari o
nella

ambascia-

III

imperiali

cousacrazione

Docibile

Grosso, e don al duca patrimonio di il


la citt

di

Gaeta

Traetto

de' Papi essendo caduta in disuso, ad onta del decreto di Adriano II

di

Fondi, acciocch gueri

che
lirla,

1'

avea

proibita,
la

volle ristabi-

reggiasse contro

n do
tre

dieci
a' 1.5
si

Goveranni e un giorno, morendicembre dell' 882, mensaraceni.

perch

possente famiglia dei

marchesi di Toscana s' intrometteva nelle pontificie elezioni, cacciando


il

disponeva a partire
i

per la
principi

Papa
,

eletto dai

suffragi
altri

del
,

po-

Francia per riconciliare


discordi.
ticano.

polo

sostituendovi
col

come

Fu

sepolto nel portico


la

Vasette

avea fatto
detto VII;

suddetto Stefano
disordini,

VI

Vac

santa

Sede

cosi

Giovanni IX, per

giorni.

prevenire

futuri
il

eman
,

GIOVANNI
gliuolo di
Cu

IX, Papa

CXIX.

Fi-

nel

concilio
il

seguente

decreto

Rampoaldo da

Tivoli

presso

monaco benedettino,
Teodoro
s'

e poi dia-

cono cardinale. Alla morte del predecessore


gio
III;

Labb, Cond, tom. IX, p. 5o5, can. X. Siccome la santa Chiesa romana che noi governia-

intruse

Ser-

mo

per

la

grazia di Ges. Cristo,

si

ma

cacciato questi da

Ro1

trova esposta ad ogni morte di Pontefice alla


dell' oro,

ma, fu eletto Papa Giovanni a' marzo dell'898, e consacrato nel fine di agosto. Abrog tutto quello che
era stato
fatto

violenza ed alle corruzioni

perch

le

manca
i

l'

assi-

stenza de'commissari imperiali, trop-

principalmente

da

po necessari a reprimere
e
gli

tumulti
,

Stefano

VI detto VII, contro il e per cagione Pontefice Formoso di esso ordiu nel concilio romano
,

scandali

delle

elezioni

cos\
il

noi vogliamo che d'ora

innanzi

Pontefice
tutto
il

eletto

dai

vescovi e
la

da

che nessun vescovo potesse passare


dalla sua chiesa alla
tificia
:

clero

dietro
del

cattedra ponin detto

del senato e

popolo

domanda romano

legge che

ben presto rest


di
ai

annullata.

Dopo

avere
stati

concilio restituito

primi

ordini

venga consacrato in presenza dei commissari imperiali e al cospetto di tutti i fedeli ". Le riflessioni che
fece
il

quelli che ri erano

degradati

Tommasini
al

su
,

questo
le

dedel
dei

come
nic

ordinati da

Formoso, scomu-

creto di

Giovanni IX

ripor-

cardinali Sergio, Benedetto, i Martino, Giovanni, Pasquale, ed altro Giovanni, come violatori del sepolcro e cadavere del medesimo

tammo

Dizionario.

volume Vedi

I,

p.

299

Elezione
si

Poxtefici, ove pure


sto
ni

tratta di que-

Formoso. Ratific l'unzione


berto,

di

Lam-

ed annull come sorrettizia


e dei Papi fos,

quella di Berengario; proib che nella

argomento. I principi alemanla morte di Arnolfo avendo eletto il giovane Luigi IV, figlio legittimo di quell' imperatore,

dopo

morte de' vescovi


i

scrissero al

Papa una

lettera, colla

sero rubati

loro palazzi

ed or-

din che per ovviare ai disturbi che talora seguivano uella consacrazione
de' Pontefici
,

quale nel tempo stesso che si scusavano d'essere stati per prepotenti
ragioni di sana politica costretti ad

si

facesse

questa con l'assistenza degli ambasciatori imperiali.

Dappoich

1*

assi-

o permissione pregavano ossequiosamente che volesse confermare


agire

senza

ordine
,

del

Pontefice

lo

GJO
la

GIO
concilio

Si
1

loro

eler.ionc.

Nel
dei
il

che
riti-

relebr in
iato per
Sergio

Ravenna,
timore
ratific

ov' erasi

partigiani di

III,

romano

conferm nella dignit imperiale Lamberto, ivi presente. Giovanni IX govern due anni e quindici giorni, e mori a' 26 marzo, ovvero sul principio di agosto del 900.

9 4- Il Raronio ed il Papebrochio credettero sulla fede di Luitprando, che questo Pontefice avesse da Teodora un figlio chiamato Crescenzio ma il
,

sere stala latta nell'anno

p.

ab. d. Felice Pierini

nella storia

tempio et coenobio ss. Bonif. et Alexii, mostra non esser ci vero, come n anche aver Crescenzio con
sacrilego attentalo
fatto morire Renedetto VII, del qual delitto lo vuole reo Ermanno Contratto. Giovan-

De

Fu
s.

sepolto nel Vaticano, e vac la


dieci
giorni.

Sede

X, Papa CXXVI. Egli fu gi romano, n della famiglia Cenci, come da alcuni si scrive., ma di Ravenna, secondo
al dire del

GIOVANNI

Novaes non

ni

coron nel 916


la

tore Rerengario re d' Italia,


le

dopo

funzione

imperail quaconferm alla


in

die
tom.

lo

prova l'Amadesi nella Cro-

Chiesa

romana

le restituzioni e

do-

lolaxi drgli arcivescovi di


II, p.

Ravenna
sto-

80, ed ebbe per padre

Giovanni. Per nelle


riche intorno

Memorie
in

da Carlo Magno, e da altri imperatori. Col di lui soccorso, e con quello di Costantino

nazioni fatte da Pipino,

la terra
nel

di Tossigua-

Porfirogenito

di

altri

no, stampate
dalla

1840

Imola

principi, Giovanni

sconfisse

in-

10,

tipografia Renacci, a pag. 9, r5q e seg., coli' autorit di


si

teramente
rant'anni
stello
di

saraceni,

che da qua-

molti scrittori

vuol provare cbe


di

si erano annidati nel caGarigliano nella Terra di

Giovanni
della

sia

Tossignano,
o Cenci
di

famiglia

Cinci

ori-

ginaria
li

romana, feudataria
e nato nella
la

co' tito-

di

marchesi o di conti

detta
ag-

terra,

medesima;
dal

giungendosi cbe

famiglia Cenci

furono senatori
ni

d'Imola

912
il

Lavoro, aggiungendo alcuni scrittori, ch'egli si mise alla fronte dell'armata, e vi si port egualmente da Papa, che da generale. Spedi un legato a Compostella per venerare in suo nome il corpo di s. Giacomo e dopo aver incontrato in
,

1272.

La

nobilissima

famiglia

Mantova
si

Lgo

re d'Italia,
i

con

lui
,

Cenci-Rolognetti

incomincia

suo

albero genealogico con questo Gio-

vanni X.

Da

vescovo eletto

logna, per opera della

di Bofamosa ime-

Secondo pi critici Giovanni X conferm l' arcivescovato di Reims ad Ugone figlio del
colleg.
,

pudica e polente Teodora che n'


ra
di

il conte d' Aquitania quale non avea ancor compito cinque anni di

invaghila, pass all'arcivescovato


,

et, e perci

il

Baronie
9,

disse

al-

Ra\enna e quindi col favore della medesima in que' Iagrimevoli tempi anche al pontificato 3o
li

l'anno 92

~,

n.

primo
Chiesa

mostro
di
il

che questo fu il che si vide nella

Dio.

aprile del 91 4. a ^ dire di Luitpran-

Dopo
anni,

do, Histor.
riferiscono

lib.
l'

2,

cap.
di
il

i3.

Alcuni

governo di quattordici due mesi e tre giorni, Gio-

elezione
ina

Giovanni
Muraioli,

vanni
tenuto
simi
,

X
il

mor.

Il

progresso fu pi

all'anno 912,

lodevole del

principio,

giacch ot-

Annal. d'Italia all'anno 914 e 917, riporta una bolla, che dimostra es-

pontificato con
Io

mezzi pen<

non

amministr poi

52

GIO
ma
tello

GIO
aveagli fatto

male; oo ti 'ebbe a dire il Baronio, all'anno 9t5, n. 3, che essendovi


entrato

trucidare

il

fra-

Pietro

detto

da

Tossignano

come

invasore, col soprav-

venuto consenso del clero cominci ad essere venerato per legittimo Pontefice. Per opera di Marozzia moglie di Guido marchese di Tola quale era subentrata a scana dominare Roma dopo sua madre messo in Teodora, fu Giovanni prigione, e soffocato con un guan,

perch ivi stanziava la famiglia. Giovanni X fu sepolto nella basilica Lateranense. Poco vac la santa
Sede.

GIOVANNI
L'
cap.

XI, Papa

CXX1X.
in chr.
in

Anonymus Salemilanus
i43,
e

Leone

Ostiense

Chron. Casin. lib. I, cap. 61, narranno che Giovanni romano della

ciale

a'

luglio

del

928, come
lib.

famiglia Conti, figlio di Alberi-

scrive

Luitprando nel

3,

cap.
l'o-

co

console

romano

marchese

11, detronizzando in

tal

guisa

conte tusculano, non gi di Sergio

dio

d'

tronizzato

una donna 1' amore


il

chi

aveva in-

di un' altra, sic-

HI, e di Marozzia, come alcuni hanno copiato da una penna satirica,


lib.

come
nat.
le

osserva
lib.
I,

Rossi, Hst.

Ravenquesti

com' quella
3 Hist. cap.

di

pag.

255, adoperando

12.

Luitprando, V. il Muraan.

parole di Luitprando.

Da

tori,

Annal.

d'hai,

911,

il

infelici
si
l'

tempi fino al secolo passato propag per tutti gli scrittori infamia di cinque illustri persodi
II

quale osserva che ci ammettendo,

naggi accusati
cio

laidissima

vita

Adalberto
le

duca

di

Tosca-

dovrebbe essere stato Giovanni troppo giovane, mentre che, dopo la morte di Guido marito di Marozzia fu essa sposala da Ugo re
d'Italia, ch'erasi

due Teodore madre e fii due Pontefici Sergio III e Giovanni X ; ma dopo tanti secoli si trov nel 1753 un vendicatore della fama di questi, nel p.
na
,

ciecamente
ci
ella

inva-

gliuola, e

ghito della

sua bellezza,

che

dimostra essere pur


re

ancor gioal

vane, e per non in istato di ave-

un
i

figlio

in

et abile

pon-

Fedele Soldani monaco vallombrosano, il quale con rara erudid.

tificato,

verso

commesso a Giovanni XI i5 marzo 93 1, in et sedi

zione e sodezza di ragioni


di

si

sforza

condo alcuni
re di altri di
volta
scesse

venti

anni,

al

di-

purgarli dalle apposte calunnie,


Lettera

venticinque.

Tutta-

nella

nona

verificante

la

discendenza

de' serenissimi

duchi

sembra che Ugo non conoMarozzia prima del matri-

Estensi, e della real casa di Bruii-

swickj dagli antichi duchi di Toscana ec, Arezzo iy53. Il Muratori,

monio, e che in conseguenza esso lo abbia fatto per signoreggiare Roma,


essendo noto
il
il

disprezzo
II,

con

cui
figlio

Annali d'

Italia an.

928,

di-

re

tratt Alberico

altro

fende ancora questo Pontefice, e lo

di Marozzia.

Vedendo Romano

col-

dipinge con

carattere

di

lodevole
sto-

lega dell'imperatore Costantino VIII,

Papa.
ria
di

nella

summentovata

Tossignano, a p. 160 si dice, che il Pontefice fu carcerato e con un guanciale soffocato da

che Alberico II fratello di Giovanni XI avea maggior autorit di questi,

era

Guido marchese
di

di

Toscana,
il

figlio

Alberto

il

Ricco,

quale pri-

dappoich morto il re Ugo si usurpato la tirannia di Roma, cerc di godere di tale superiorit; quindi con preziosi doni ottenne che

GIO
Alberico
II

GIO
a

53

scrivesse

nome

del

Chiesa cattolica
tefice,

Papa suo fratello, a Teolilatto figlio di Romano, che questi avea


fello
Ja

lo vener per Ponconsiderando minor male di soffrire un capo, bench mostruo-

patriarca

di
lui

Costantinopoli,
e

concessione a
del
pallio,

suoi succes-

che infamare con due capi un corpo solo. Nel 97 Giovanni XII
so,

sori

senza

ricorrere
i

ai

con ardore giovanile,


cario di
le

pi

conve-

sommi
tutti
i

onde patriarchi costantinopolitani lo accordarono a


Pontefici,

niente ad un militare, che al ViCristo, prese al suo soldo truppe ausiliari del duca di Spoleto, ed unitele alle sue, guidolle in persona contro Pandolfo principe di Capua, il quale sostenuto

vescovi greci.

La Chiesa

tol-

ler quest'abuso per otto secoli, finch nel concilio Lateranense con-

cesse ai

patriarchi

d' oriente,
il

che
dal
loro

dopo
Papa,

aver
lo

ricevuto

pallio
ai

dall'esercito di

Gisolfo principe di
a quello

potessero

dare
il

Salerno, non solo resist


del

suffragane!,

previo
e

d'ubbidienza
ni

giuramento Giovanni fedelt.


quattro

Papa,

ma

lo

batt fortemente,

e costrinse Giovanni XII a ritirarsi

XI a\endo governato
e
dieci

ana

con disordine e con grave per-

mesi,

soggetto

ora

dila nel proprio dominio, e a do-

Maro/zia,

che alcuni come dicemal


II,

mo

suppongono sua madre, ora


fratello
lo

principe suo
ne, in

Alberico

mandargli proposizioni di pace che Pandolfo gli accord patteggiando con lui amicizia e confederazione.

che tino dal 933


ca
il

tenne prigiocir-

essa miseramente mori

EssendoGiovanni XII travagliato


da
di

principio del gennaio del

vittima

dell'ambizione

della

936, ma-

Berengario

II,

e dal

suo

figlio

Adalberto,

dre e della crudelt di suo


lo, e

fratel-

chiam in Roma il re Germania Ottone I, acci con


esercito
lo

fu sepolto in

s.

Giovanni in
la

un

liberasse
si

da

tale

Laterano.
Sede.

Poco

vac

romana

Ottone I prima con giuramento


vessazione.
alla
stati

obblig
restituire

di

GIOVANNI XII, Papa CXXXIV.


Ottaviano
te
fllio di

Chiesa
tolti,

beni che
scacci

gli

erano
resti-

Alberico

II

con-

indi
II

dall' Italia

tusculano, della famiglia

Conti,

Berengario
tu
alla

ed Adalberto, e

Via Lata, diacono cardinale romano, pronipote di Sergio III e di Giovanni XI, fu eletto, o piuttosto ad insinuazione dei romani si fece egli Pontefice, dopo 20 agosto del 9^6, in et
della contrada
i

Sede il suo. Riconoscente Giovanni XII al re, a'i3 febbraio del 962 lo coron imperatore, essendo Ottone I, dopo Arnolfo, il primo tedesco che fu orsanta

di
il il

sedici

diciotto

anni,
:

prese

tli Giovanni XII forse primo l'apa che nell'elezione lo mutasse. Per la disgrazia di quei tempi infelicissimi, dice il Baronio

nome

nato della corona imperiale, e Giovanni XII il primo Pontefice che trasfer 1' imperio ai tedeschi. Non and guari che Giovanni XII,
avvedutosi che
ni

Ottone
Italia

aspirava

dominio d

di

Roma,

all'anno

g55

nuin.

j,

fu

stimato

pacificatosi
le
i

con Ad. liberto ne segui

meglio tollerare questo potente invasore, che lacerare la Chiesa con Va pessimo scisma; e perci la

parti contro

Ottone

I,

malgrado

laonde adiratosi T imperatore part alla volta di Rogiuramenti


fatti;

54

oro
nel

GIO
sposta alla
falsit

ma

963 con un

esercito che fu
i

del Neller,

me-

ricevuto dai romani,

quali veden-

diante la pubblica difesa della sentenza contraria nel


,

do il Papa fuggitivo, giurarono di non eleggere pi Pontefice alcuno


senza l'approvazione dell'imperatore.

che

fu

sostenuta

maggio dell' anno medesimo. Passali appena tre mesi, il Neller


pubblic e

Questi, passati tre giorni, aduconciliabolo, in cui Giovan-

propose

in

disputa
la

la

n un ni XII
litti,

fu accusato di

enormi de-

sua apologia a'3 settembre, al libro le diede occasione


lato
:

qua-

intito-

fuorch d'eresia, e fu iniqua-

mente degradato dal pontificato ai 6 novembre dello slesso 963, ed


eletto in sua vece l'antipapa

ne

Vili (Vedi), che


fu

due mesi
questo

cacciato

Leocapo a dai romani


in

novus excussiis, sive disceptatio in apologiam pr s. provincia romana Joanneni XII Papam, ut apostalam
reprobante,
et

Pythagoras

corani Ottone

M. imp.

Leonem Vili canonice


ler

eligente

ripristinando

Giovanni
sia

XII.

Papa
dal

stato per

Che somma

Praeside Georgio Chrislophoro Nel-

quam Adeodatus Ens

ca-

ingiuria deposto, e che questa de-

nonicus Leodiensis.... faciebat, stam-

posizione
stata
di
il

Pontificato
vigore,

alcun

lo

non sia dimoeccles.

pato da Candido Blancarte a Liegi nel quale con iscelta nel 1767,
erudizione
Neller.
si

strano

Baronio,
;

Annali
et

convince
in

l'errore del

ad
lib.

an.

963
cap.

Pietro de Marca,

De
,

concordia
I,

sacerdotii
1 1
;

imperii

Rientrato
si

Roma
si

Giovanni XII,
dice,

Natale Alessandro,

vendic,

come

dei

due
la

Misi. eccl.

saec.

IX

et

X,

dissert.

principali

motori della

sua depositagliar

16 ; 1' abbate Francesco Antonio Mondelli con particolare dissertazione se possa sostenersi legittima la
;

zione,

facendo
il

ad
e
a'

essi

lingua,

naso

le

dita;

ed in
del

appresso celebr

26

febbraio

deposizione di Giovanni
ta in

XII

fat-

964 "
cora
i

concilio, in cui

condann

un
il

concilio

romano da Ot-

Ottone I, e l'antipapa, come anvescovi Sicone di Ostia Benedetto di Porto, e Gregorio di Albano, per aver ordinato Leone

tone 1
la

Grande, eh' la VI delseconda decade par. II, p. 1,

ed altri a' quali contrario Giovanni Launoy, lib. 4 Epist. ' a(l

Vili, ed inoltre priv di ogni gra-

Lud. Maresium, t. V, par. 2, n. 27, p. 43o. Co'medesimi pregiudizi

do ed onore
fece
il

gli

ordinati dall'anti-

papa, e spogliandoli della sua veste


loro

del

Launoy contro
Cristoforo

la

Chiesa,
profes-

scrivere

queste

parole:
e perci

Giorgio
sore
di

Neller

mio padre nulla aveva,


concilio

canoni
a'

nell'

accademia di

nulla poteva conferirmi. Nello stesso

T reveri,

23 maggio
:

1766

pro-

pubblic
di

un

pose e sostenne pubblicamente questa proposizione Et Papani accasari posse


viationis

in cui viet ai laici sotto

canone pena di
altare

scomunica

assistere

all'

edam
,

extra casum dedocet


inler
et

e di entrare nel presbiterio

a jide

alia

do

si

celebra
il

la

messa.

quanGiovanni

exem pluni Joannis Xll


(ossia

XXIII) depositorum.
can.
4-

XXII Non obcan.


6,
ri-

XII dopo

governo di

sette anni,

otto mesi, e tredici giorni, mori ai

stante
disi.

dist.

6 o

Comparve

tosto

una

forse a' i4 ' a gg' del 964. Luitprando nemico di Giovanni Xll,

GIO
complice degli scismatici, e adulator, re di Ottone I, nel lib. 6, cap.
i

GIO
tare
il

castigo, che di dodici ne fece


resti-

l'imperatore, che dopo avere


tuito
alla

appresso Duchesne, toni. nevole


il

Ili

pag.

Chiesa Ravenna, ed altre


dai

633, descrive in un modo abbomila morte del Pontefice ma


;

terre

usurpate
rimise
il

Berengari, nel
in

o/>6

Papa

Roma.

Ivi

continuatore di Reginone, beni


a
lui

In-

arid' esso

contrailo,
fa

favo-

Giovanni XIII riconoscente coron imperatore il di Ini figlio Otlonc II

revole all'impeiatore, non


delle
te di
13 u
lib.

motto orribili circostanze della morGiovanni XII, come avverte


disc ipi.
eccl.

967. Se Giovanni XIII fu il primo a battezzare o benedire con


nel

particolare

rito

e
lo

cerimonie

le

Mesnil, Doctr. et

Campane (fedi),
quell'articolo.

dicemmo
il

43,

5.

Su

questo

line

di

Convertiti in questo
i

Giovanni XII veggasi Natale Alesart. ai, ed 1, il Baronio ad an. r)63. Tuttavia
sandro citato, cap.
gli

tempo
gidio

alla

fede
essi

polacchi,

Papa

mand ad
questo

per

confermarli E-

vescovo

tusculano.
sei
;

Govern
undici
set-

scrittori

pi spassionati
la

non

Pontefice

anni,

possono
tezza

difendere

sua

dissolu-

mesi e cinque giorni

mori a 6
fu
di

e vita scandalosa, die fu fatto


giovinetto, senza aver lo spie
la

tembre del
s.

9"i,
le

sepolto in

Papa
rito
zio.

Paolo fuori
la

mura

Roma.
iorni.

vocazione

pel

sacerdo-

Vac
Pietro

santa Sede

undici

Fu

sepolto nella

basilica
la

La-

GIOVANNI XIV, Papa CXLII.


di

teranense.

Poco

vac

romana

Canevanova

vescovo di

Sede.

GIOVANNI MlI.PapaCWWIf.
Giovanni romano,
figlio

mo
pei
111
il

matrimonio
fu
fu

di

per legittiGiovanni, die

vescovo, da
eletto

vescovo di Nar-

Pavia sua patria, diacono cardinale, ed arcicancelliere dell' imperatore Ottone II, fu eletto Pontefice dopo io di luglio del 984, quindi in riverenza del principe degli apoi

Pontefice, e consacrato
del

stoli

si

cambi

il

nome

prese

965. Incorse nell'odio della nobilt romana, perch la trattava con alterigia, e per insorto contro di lui un tumulto
spalleggiato da

primo ottobie

quello di

Rofirdo prefetto di

Roma,
pii.
1

ritirarsi a Caove per dieci mesi fu con Mimmo onore trattato del principe PaudoMb, alle cui richieste nell'i-

fu

costretto

Giovanni XIV. Se ag Giovanni XII, o Sergio IV abbiano pei primi cambiato il nome, vegga l'articolo Nome ni'Pon si tefici. Dopo il governo di t otto mesi, Bonifacio \ Il antipapa, tornato da Costantinopoli, lo cacci in una prigione del Castel s. An.

n
citt.

dell

anno fece metropoli quella Approv ancora l'erezione rito di Maedel


ih
I

li

di

nel

ove nel gnigno del qtt' mufame o di veleno, e fu -epolto Vaticana Vaco la nula Side
die
1

anaii

n
.

nel
1

leguenle nel
In. 11

conivc-

(.lo\
Pontefice
pili

w\i \\
lo,
1

Papi

ILI II.
o85
l

ilio

min. uni du

Piglio di Rohei
nel

ornano, fu eletto
1

scov.le

Benevento
voli

Partendo

uno.
1

dicecabie del
lu

ne

alla
il

di

Rome
alla

per

- 1

critici
| 1

non
li

oootano pai
>

tuire
1

Pontefice

ma
iiii.i

sede,

a pel
1

mpo
onaaci

he
afe
1,

nani
ci

ih
Ite
1

uni. un

impauriti
\lll,

u In
|

In

ni

.11

tu

in

inni

ma non

ono

evi-

que tempi rendeva pienamente

56
tcfice
l'

G O
I

GIO
la

eletto

come vuole Papep.

Toscana
Io

broehio, in

Propylaeo

169, o

III;

e ricorse ad Ottone che saputo dai romani che


,

perch non fu vero Papa come stimano Antonio e Francesco Pagi Crilic. in Baron. ad an. 986, nu-

ne temevano la potenza, subito richiamarono Giovanni XVI, il quale nondimeno fu odiato dal clero,
principalmente

mero
tom.

4>
I,

Breviar. gest.
p.

Rom. Pont.

perch

arricchiva
al-

468, l'ultimo de' quali dice non poter negarsi che prima di Giovanni XV, detto XVI, sia stato eletto Giovanni figliuolo di Roberto poich Mariano Scoto Gotifredo di Viterbo, e pi antichi cataloghi ci dimostrano due
, i

troppo
cuni

propri parenti, onde

hanno ricavata 1' origine del nepotismo. Per mezzo di Leone


la

vescovo di Treveri ottenne


tra

pace

Pontefici

chiamati
fra

col

nome

di

Benedetto VII, e Giovanni XV. In fatto la cronaca di s. Massenzio inserita nel tom. II
della

Giovanni,

Etebredo re d' Inghilterra, e Riccardo duca di Normandia. Nel 993 canonizz solennemente nel concilio Lateranense Udahico vescovo d'Ausburgo, e questa fu la prima solenne Canonizzazione {Vedi).

Dicesi
la

aver questo Papa concitt

Biblioteca

Labbeana

toglie

ceduto
tessa
dieci

di

Ferrara {Vedi)

ogni controversia dicendo, che nel1'

a Tedaldo bisavolo della gran conMatilde.

anno seguente

985

passarono
in

all'altro

mondo
i

tre

Pontefici

anni
cose

fu

insigne
delle e

Govern pi di non meno


lettere
di
,

Roma
XIV,
glio
di

quali

furono

Giovanni
fi-

nella
delie

scienza

che

Bonifacio VII, e Giovanni

militari

guerra,

Roberto, eletto, morti vetutti e tre in detto anno, ci che l'autore di quella cronaca trov degno di memoria. Mor dunque Giovanni nello stesso di-

sulle quali

ramente

me

rileva
p.

Chron.

compose pi libri, coMartino Polono in 3.(4- Mori d'una feb-

XV

bre gagliarda nel 996, a'3o di aprile come dicono alcuni, e fu


,

cembre
mana.

del

985,, e

fu sepolto nel
la

sepolto
di
s.

nel

Vaticano.

Poco vac

Sede

ro-

Maria.

Vaticano, nell'oratorio Breve fu la vacanza

della

santa Sede.

GIOVANNI XV,

detto

XVI,
di
di-

GIOVANNI
pa
fece
stato

Papa CXLIV. Romano, figlio Leone che dopo il matrimonio

CXLVI.
monaco

XVII, antipapa, PaNacque in Pavia, si


e vuoisi sia

cassinese,

venne prete, della contrada Gallina bianca, essendo sacerdote fu elcllo

anche abbate di Nonantola, sebbene altri lo dicono nato in Rossano nella


d/ione,

Pontefice

consacrato nel

Calabria, di bassa con-

dicembre del 985. Viene chiamalo Giovannni XVI da quelli che pongono il precedente nel novero

onde poi nelle cronologie nacquero degli equivoci, anche perch il presente Pontefice ne'suoi diplomi e bolle s'intitol Giovanni XV.
de' Papi,

chiamato prima Filagato. Avea tenuto a battesimo Ottone III, e Gregorio V, come narra il Papebrochio in Propylaeo a p. 175, e col nome di Giovanni XVII
s'intruse nella

cattedra di
principio
di

s.

Piepuni-

tro
del

verso

il

maggio
gli

uo,

travagliato da Crescenzio Numentail quale col titolo di console ocs.

997. Della

sua
gli

orrihile

zione, e

mutilazioni

onde

fu-

cup Castel

Angelo, fuggi

nel

rono anche cavali

occhi, e pei

GIO
che
fu

GIO
i

57

noverato
ai

tra
II,

Papi,
188,

lo

dicemmo

voi.

p.

Giovanni XVI illustralo per Stefano Borgia accademico cortonesc}

XVIII, p. 3^7 del Dizionario. Mori dopo dieci mesi d' antipapato fu di corrottissimi costumi, e venne sepolto in s. Giovanni in Late,

Roma
di

1750.

Questo

fu

il

primo
in
al-

saggio degli studi e vasta erudizione

quel profondo

esso

letterato, ed ammirasi una maturit ed

rano.

tezza di

cognizioni

certo

non da
lu-

GIOVANNI XVII,

detto

XVII I,

giovane di
stri.

meno che

quattro

Papa CXLVIII. Chiamato prima comunemente romano della contrada


di

Biberatica

ma

veramente

Rapagnano o Ripagnano nella diocesi di Fermo, della famiglia Siccone, non Secchi, e non gi di nascita vile come alcuni hanno
che
lo

una pietra palombina ritrovata nel marzo del ir5o nella pieve di s. Maria in Rapagnano o Ripagnano, castello di Fermo, si
In

legge

un' iscrizione
col

che

illustr

Iodato

il Borgia opuscolo da
,

cui

si

ricava, che Giovanni nacque

detto. Quelli
illustre

fanno

della
di-

famiglia Secchi, dicono

scendere dal sangue de' goti, avente to

per
dall'

tronco

Richmero
Severo

ornaverso
patri-

da Sicco o Siccone, e da Colomba in detto luogo, e che passato giovane in Roma vi fu ricevuto da Petronio console, e in s fatta guisa
si

imperatore

applic agli studi

che con
di

l'anno

4^

colla dignit di
;

plauso universale merit


Pontefice
a'

essere

zio e di vicario

che propagossi poi per Milano, Padova, ed altri luoghi d'Italia, celebre
nelle
lettere

giugno

del

ioo3,
II.
il

dopo
co
1'

il

dottissimo Silvestro

EcBor-

identifica iscrizione, cui

e nelle armi, poi unita in parentela


coi

gia congettura a p.
Silvio

21, che

Enea
facesse

Pasqualighi senatori veneti, on-

vescovo
in

di

Fermo
di

de disse Francesco Sforza duca di Milano nel diploma de' 11 giugno i485> che la famiglia Secco si dovea contare tra le prime d' Italia. Padova, 11 conte Orazio Secco di paggio dell' imperatrice Leonora regina d' Ungheria, mori glorioso nell'assedio di Vienna d'Austria fatto
dai turchi.
Il

incidere

memoria

questo

Papa.

in

Joannes ex Siccon. a. rapagnani prop.


adii.

et

Coturno.
ortuni
ci a adeo

limi,

hab.

adol.

Rom.

duci,

Petron.
licter.

Cos.

Doni,

recep,
TJrb.

incub. ut tolo

ap.

pi.

Cardella

nelle

Me-

V.

id.

Jun. A.
Par.

D.
t.

MIIT.
rexit
k.

fucr.

morie
II,

storiche
I,

par.

ni

per

gli

de' cardinali tom. 87, dice che Giovanstudi fatti, e pel merito
p.

Pont, creai.

Eccles.

nani regnat. in Coel. pr. seq. obdorm. in pace.


cio

N09.

tlclle

sue

virt

fu

collocato

nel

clero
bile

ne,
rio

romano, e divenuto rispettaad ogni condizione di persofu tifato cardinale ila Gregodel e
()!)>

Joannes
in

<.<

Siccone

et

Colomba

Le.

notizie

della
ci
i

patria

della
le

famiglia

vera

questo Papa,
1111

abbi, uno da St.lt-

Borgia pia amplissimo cardinale,

propc tinnurn habuit. orlimi Adiate aduleseen* Roman duetti et a Petronio criside demi neeplns adeo licteris v>cubuii, ut lotol rbis

arce Rapagnani

ani

questo

titolo

Monumento

di

appiausu

ipiinto

58
idus
Jiert

G O
I

GIO
nastica,

/unii

anno Domini MIII f Ponti ex creatiti, panini laEcclesiam. Nani regna-

ma non producono monu,

nieri rexit

menti che lo comprovino. Govern altrettanti mesi , ed cinque anni

timi* in eoe lo pritlie kalendas no-

vembris
pace.

seejitenlis

obdormivit

in

Mor maggio del 1009, e


alcuni giorni.
basilica Lateranense.

circa

il

fine di

fu sepolto nella

Per

il

p.

Gia-

Fu

Giovanni XVIII eletto dalla

cobbe

nella sua Bibl.

fazione de' conti ttisculani a' 9 e consacrato Papa a'i5 giugno ioo3.

dice che fu con un epitaffio


riporta
dal

Pont. p. 336, sepolto nel Vaticano


in versi
,

eh' egli
la se-

Govern cinque mesi


giorni.

e venticinque

Vegio. Breve fu

dicembre ioo3, secondo il Pagi, ed a tenore della riportata iscrizione termin di via'

Mori

de vacante.

vere
al

a'

di

ottobre, e fu sepolto

dire del

Ciacconio senza addino-

ne documento, nella cbiesa del inon iste PO di s. Saba in Cella nova; altri dicono pi probabilmente con Giovanni diacono nel libro della
basilica
ni
in

GIOVANNI XIX, detto XX, Papa CLII. Chiamato prima Romano, figlio di Gregorio conte tusculano della famiglia Conti e fratello di Benedetto Vili, da alcuni creduto
,

senza sufficiente fondamento

mona-

co di
di

s.

Benedetto

nel

monistero

Lateranense, in

s.

Laterano.

Vac

la

Giovansanta Se-

de

tredici

giorni.

Anastasio di Roma; da laico s. che era e senza alcun ordine sacro, dopo la morte del fratello (u eletto Papa dopo 6 giugno io?. 4,
i

XVIII, detto XIX, Papa CXLIX. Si cbiam prima Fagiano o Fasano, romano, della contrada Porla Malodia, fu eletto Papa e consacrato a' 26 dicembre ioo3. Prese il nome di Giovanni XVIII, come si legge nelle sue bolle, su di die a vedersi il Pagi, Breviar. geslor. RR. PP. tom. I, p. 4^6. Conferm l'istituzione del
vescovato di Bainberga. Concesse
privilegio degli ornamenti
cali a
il

GIOVANNI

prendendo

il

nome

XIX

come

si

di Giovanni vede sottoscritto in

un diploma riportato dal Mabillon col quale nel Mas. Ita!, tom. Il nel 1026 accord al vescovo di
,

Selva Candida

la

facolt

di

cele-

brare
altri

in

certi
i

giorni

nella

basilica

Vaticana
suoi
alle

divini

uffizi,

ed

in molti
si

diplomi.

Non

pieg

preghiere e ricchi doni de'co-

stantinopolitani, che lo supplicavano


di

pontifi-

concedere
per

che
si

la

loro
il

chiesa
di
le

Bernone abbate
si

di

Riehenow.
rinnov
la

avesse

l'

oriente

titolo

Nel suo pontificato


concordia tra
la
le la

universale,

onde

riaccese tra

Cbiesa romana e
disunite

due chiese
discordia,

latina e greca

l'antica
li-

costantinopolitana
pretensioni
JYIicbele
di

per
pail

come nota

il

Glabro

dell'orgoglioso

triarca

Cerulario, onde

45 pi'esso il Duchesne, Scriptor. tom. IV. Portan-

bro

4> c

P-

nome
la

questo Papa tu messo da


dittici del-

dosi
il

in

Italia
,
il

Sergio patriarca ne' sagri


verso
il

Salico

nel 1026 Corrado II Papa and ad inconlo

sua cbiesa. Scrivono alcuni che


la

trarlo a

Como;
e poi

coron

re

di
le

line

di

sua

vita

rinunzi

Germania,
sta

in

Roma
Roma

con

pontificato,

per ritirarsi nell'abs.

insegne imperiali nel 1027. In que-

bazia de' benedettini di

Paolo di
vita

occasione era in
pellegrino
il

in abito
il

Roma, dove

abbracci

la

mo-

di

re

Canuto

Gran-

GIO
de d'Inghilterra, e Rodolfo
di
III

G O
I

-)

re

guito ne fu eletto arcivescovo, quan-

Borgogna.

Il

re

Canuto,
benignit

grato
usatea' suoi
il

tunque poco atto

fosse al

governo,

alle
gli

distinzioni

come

dice

il

Cai-delia.

Recatosi in

dal Pontefice,

comand
a

sudditi di

trasmettere
s.

Roma
e

Denaro d
ta

Pietro [Vedi).
tra
i

Insori

controversia
s.

Iimogesi

vi acquist molto credito, massime nella medicina, onde divenne archiatra di Gregorio X. Si mostr sempre mecenate ai giova-

Roma

parigini se

Marziale dovesse chiaprimi, o apostolo


i

netti lo

poveri che
molti

si

applicavano

al-

marsi soltanto confessore come con-

studio,

de' quali

provvide

tendevano

co-

di

me

volevano

secondi, Giovanni

XX

del proprio.

con l'autorit della costituzione Ad Pastoralem, presso il Bull. Rorn.


toni.
I,

ecclesiastici, ed aiut Nel dicembre 1273 fu creato vescovo cardinale di Frascati,


la

benefizi

con

p.

34o, e
del

nella
t.

Raccolta
XI,
col.

de

concilii

Coleti

5548, decise a favore de' ed inoltre fabbric nella


vaticana

parigini,
basilica

intervenne al Lionese II, quindi fu eletto Papa in Viterbo a' t settembre 276, e col nome di Gioconcilio generale
1 1

quale dignit

vanni
di

XXI

un

beli' altare
si

al

santo.
il

cardinal
s.

fu coronato a' 20 dal Giovanni Orsini diacono


in

Nel io32 permise che


culto di santo
all'

dasse

Nicol

Carcere

Tulliano.

istitutore
lo

de'ca-

In questo
del
par.

maldolesi

s.

Romualdo,
,

che fu
la

medesimo giorno al dire Papebrochio , in Propylaco


p.

equivalente a beatificazione. Si port


in

2,

Aquileia

ne
nel

consagr

stituzione di

59, n. 1, sospese la coGregorio intorno al

chiesa patriarcale.

Govern pi
s.

di

conclave, per

ordinarla
a'
I
1

in

diversa
riceil

nove anni, e mor

io33, ve-

maniera. Indi
vette da Carlo

7 re

ottobre
di

nendo sepolto in vacante termin


tri

Pietro.
<)

La

sede
al-

Sicilia

a'

dicembre,

dicono

agli

8 novembre.
detto

giuramento per questo regno, feudo della Chiesa romana. Il Papa si


applic a pacificare Filippo
III,

GIOVANNI XX, pa CXCV. Pietro


figlio di

XXI, PaPietro

con
pro-

Gio.

Alfonso

re di

Castiglia

in

Giuliano, nato nobilmente Lisbona capitale del Portogallo, sino da fanciullo si port all' universit di Parigi ad apprendere le
scienze,

cur ancora che il re di Portogallo Alfonso III desistesse di opprimere le chiese del suo regno. Mand legati a Michele imperatore d' oriente
,

nelle quali fece meravigliosi

per

ratificare

l'unione

della
nel

progressi,
stotelica
,

come
nell'
,

nella

filosofia
,

ari-

chiesa greca colla Ialina,


concilio di
la

fatta

astronomia

e nella

e lo diede a conoscere opere che pubblic, delle quatesse un esatto catalogo Giorgio li Eggs , nel suo Pontificio dotto a
colle
p.

medicina

procur con maggior premura di mantenere


II; e
in

Lione

quella parte della Palestina, ch'era

ancora
si

potere de'

cristi. mi.

Govern Giovanni \\l

otto nie-

4^
1

>

e nt-'H e loro
il

Biblioteche

il

senza aver creato alcun cardinale,

Fabricio, ed

p.

Lodovico Jacopo

a p.
fatto
le

38. Restituitosi alla patria fu


e
,

dappoich Eraldo ile Lesini, cli<; secondo il Ciacconio egli cre cardinale,
lo

decano

maestro delle scuoe

fu

invece da
(osse

Nicol

III
piti
il
1

di

Lisbona

poi

arcidiacono

certo che se

rissuto di
tale

della

chiesa di Braga, di cui in se-

vrefobe innalzato a

onore

u.

6o

(>O
il

GIO
Villani.
Il

Giovanni da Parma generale dell'ordine francescano. Mori a' 16 maggio 1277 m Viterbo, perlina ferita die sei giorni prima si fece nel capo, nella rovina d'una bella camera fatta da lui fabbricare presso palazzo della citt da lui restauil
rato, sebbene,

Baluzio per nelle anvite

notazioni

alle
p.

de' Pontefici

di

Avignone
Alberto

689,
lanci

lo dice nobile,

ed

d'

Argentina

autore

con-

temporaneo

scritto

essere di

antica nobilt, ed era in grado di

saperlo perch

fu

come

di robusta

comfamivi-

scovo d' Argentina

mandato dal vein Avignone a


di

plessione, discorrendo co' suoi


gliari
la.
si

Benedetto XII successore

questo
d' a-

prometteva una lunga

Papa;
Cito.

altrettanto sostiene

Giuseppe

detta
<'d

Mentre il Pontefice dormiva u camera repentinamente croll,


egli

Jacopo

siccome

uomo

cuto

e profondo ingegno, di cuore

rimase
tra le

oppresso
travi

e
i

quasi

magnanimo,
tati;,

schiacciato
vinati
;

sassi ro-

ne fu

estratto

semivivo, e
di
ai

dopo
ili
ti

selle

giorni

cess

vivere.

di rara prudenza doed eccellente nelle divine ed u inaue scienze fu da Roberto re di Napoli e conte di Provenza fatto

Alcuni dissero die mor


ai

i5, al-

cancelliere, e per opera di


nifacio

lui

Boproinsta-

16,

ma

nel catalogo de'


di

morque-

Vili

nel

1299

lo

della

cliiesa

Lisbona
a'

vi

sta

memoria:
),

Aera

MCCCXf
16

di

mosse al vescovato di Frejus; Clemente V, dopo avere


bilito
la

XVII
gio

hai. /unii (cio

mag-

residenza
nella
lo citt

pontifcia
d'

in

Papa Joaimcs XX f, qui dedit capitalo domus suas ad faciendum anniversarium. Fu sepolto
obli

Francia
di questa

Avignone

dichiar

vescovo nel

nella

cattedrale

di

Viterbo.

Fu
masfu

dotato di singolare erudizione, som-

mamente

affabile cogl'inferiori,

i3io, col quale carattere interven* ne al concilio generale di Vienna. A' 2 1 dicembre del i3i2 o 1 3 Clemente V lo cre cardinale ve]
I

simamnte letterati, grandemente liberale

co' quali
,

scovo di Porto, dopo


to al

averlo inviatrattare

come not

re

di

Francia per
affari,

Xolora&O da Lucca, Hst. ceri, libro ?.3, cap. nl\. Molti scrittoli dipingono con cattivi lo religiosi
colori, e ci
si

e conchiudere gravi
quali
il

uno

ilei

fu

la

controversia insorta tra


di

re

e l'arcivescovo
la

attribuisce al

poco

gli

altri

conferma
di

della

Lione, e pace
la

amore
frati,

eli'

egli

contro de' quali

ebbe pei monaci e pei voleva pub-

delle Fiandre, la
l'

dichiara/ione del-

innocenza

Bonifacio Vili, e

blicare

un decreto, al dire del MuAnnali d'Italia all'anno ratori, 1277. Fu nondimeno fautore e
protettore
dell'

causa de'templari.
te

Dopo lunga

se-

ordine

de' minori.

Vac

la

santa Sede sei

mesi, ed ot-

di ClemenV, a' 7 agosto i3i6 fu concordemente eletto Papa in Lione, ove col nome di Giovanni Wll ri fe-

de vacante per morte

to o nove giorni.

ce coronare a' 5 settembre dal cardinal Napoleone Orsini


l'ordine de'diaconi.
t

GIOVANNI XXII, Papa CC1V.


Jacopo o Giacomo d' Euse o Eusa nacque in Cabors citt di Francia nell' Aquilania, da Arnaldo racconciatole di panni o di scarpe al
,

primo

del-

Le

particolari-

del
si

conclave e della sua elezio-

ne

possono leggere nel volume


p.

XXI,

223

del Dizionario. Subi-

tljre

di

s.

Antonino, o oste secondo

lo dichiar che

come

il

picdecesso

GIO
re risiederebbe in Avignone
di),
(

GIO
Veotri

6.

e nel fine di settembre


citt

s'

avvi

per tale
tobre.

e vi giunse
articolo

a'

mezzo del veleno, ricorsero alla magia che credevano infallibile, formando Ire
vedendo
fallito l'iniquo

A
le

quell'

abbiamo

piccole figure
al

di

cera,

somiglianti

detto
ti

principali

cose riguardan-

Pontefice,
i

che mettevano dened


anelli,

questo Pontefice, ed i cardinali che successivamente cre in sei promozioni, dicendo il Cardella, che in esse annover al sacro collegio

tro

cerchi

le

passascioccariceves-

vano coi coltelli, credendo mente che Giovanni XXII


se

questi colpi

nella

persona.

Fu-

trentaquattro
i

cardinali.

Tra

seguenti furono suoi paJacopo de Voye di Cahors figlio della sorella , che a s sostitu vescovato d' Avignone, nel morto dopo sei mesi ; Bernardo de Puyet di Cahors figlio di altra soquesti
renti
:

rono presto scoperti gli autori d si nefande cospirazioni, cio il suo


medico,
lati
il

suo barbiere, alcuni precorte,


e

della

principalmente

Giraud vescovo di Cahors, il quale solo fu preso dopo la fuga degli


altri,

quindi processato
Fredol,
il

dal

cardi-

rella,

fornito di

rare qualit

Ar-

nal
de'

quale con sentenza


'

naldo de Voye fratello

del nominato Jacopo, cui fece vescovo d'Avignone; Raimondo Ruffo altro ni-

4 ma SS'

lo

fece

pub-

pote, ed

Umberto duPuy
II

di

Mont-

pellier suo parente.

blicamente degradare, condannanMa dolo a perpetua prigione siccome in questo tempo mori il cardinal Jacopo de Voye sunno.

Odoardo

re d'Inghilterra spe-

minato, per
il

le

magie

del

Giraud,
questi

d un'ambasceria a Giovanni

XXII,

cardinal Fredol consegn

assicurandolo della sua ubbidienza,


santa Sede il soliSimilmente Jacopo li re d'Aragona mand ambasciatori ad Avignone per giurare al nuovo
e

al

braccio secolare, che lo condan-

pagando

alla

ad

essere
,

decapitato,
di

quindi
stato

to

tributo.

abbruciato

dopo
un

essere

condotto
la

al

supplizio
cavallo.

attaccato al-

coda

di

Papa
la

fedelt,

come
della

tributario del-

Corsica e

Sardegna.

gualmente Filippo
cia
la

re

di

EFran-

Giovanni XXII al suo apostolico ministero, con la costituzione Sol oriens, presso il Bull.
Sollecito

dichiar la sua venerazione alSede apostolica, onde Giovanni


nel

Rorn. tom.

Ili,
s.

par.

pag.

i4^>

canonizz

Ludovico vescovo di
gi.

XXII

ringraziarlo

eli

diede di-

Tolosa, stato
Tolosa. Nel
elev al

suo discepolo, ed

verse paterne esortazioni.

Essendo
gueril

eresse in metropoli la cattedrale di

Dionisio re di Portogallo in ra col suo


tefice
s'

seguente

anno

i3i8

secondogenito,
la

PonBer-

intromise per
il

concordia.

Avendo

Papa

saputo

che

nardo d'Ardigia cantore di Poitiers, con alcuui altri malvagi avevano cospirato contro la sua vita,
e quella de' cardinali, che tentaro-

grado metropolitico Saragozza nella Spagna, facendo altrettanto con Sultania; indi conferm con indulgenze la divozione di salutare con tre Ave Maria la B. Vergine al tramontar del sole, al segno del suono della campana,
con
la

no

di avvelenare,

die a formare

il

bolla

de' i3
a' 7

ottobre

3-1-8;

processo a diversi soggetti, che poi


elev al cardinalato. Tali eospirato-

mentre

dipoi

maggio

i-"

concesse dieci giorni

d? indulgenza-

ir>.

G O
I

GIO
volle

a chi genuflesso recitasse tre


In

suddetta

salutazione

angelica,
in

ordinando al suo vicario che quivi la comandasse desime indulgenze. Fu


ventura,

Roma,
meBonavi-

de Puteo, priore della gran certosa, che visse nel principio del secolo XVI. V. Axgelus Domixf, ed

colle
s.

Ave M.aiua. Dopo che Clemente


la

V
in

stabil

come

narra nella sua

pontificia
1

residenza
fece

Francia

ta Enrico Sedulio, cap. r, 3, che nel capitolo generale de'minori

nel

3o5
nel

trasportare

da
una ed
suoi

Roma

palazzo vescovile di Carla

celebrato in Pisa nel

che

suoi

religiosi
i

al

1263, istitu tramontar


salutare
la

pentrasso se non

biblioteca,

porzione
i

dell'

archivio
ultimi

papale,

del sole esortassero

fedeli col suo-

registri

degli

due

no
ss.

della

campana

predecessori,
ziose
titi

poscia colle

cose pre-

tale

Vergine, credendosi ch'essa in ora fosse dal santo angelo


salutata.

furono alla
in

sua

Avignone

ove

morte porvenne fisI

Gabriele

V.

P Oldoino
II,

sata l'abitazione del


stri

Papa.

regi-

nelle Addit. al
p.

Ciacconio tom.

44> che cita il p. Matracci in Pontifcibus Mariani.'!. Questa di vota usanza abbracciata dalla chiesa
di

le
i

per de' precedenti Pontefici e molle altre carte e diplomi, ed


della
in

libri

biblioteca,

che rimasti

erano
nella

Roma, perch

mal

sicuri

Saintes

in

Francia

prima

di

assenza della curia papale, e

questa epoca,

fu dipoi nel i346 ndottata nel concilio di Parigi. Il


I,

nelP universale sconvolgimento della


citt,

vennero
depositati

insieme

al

teso-

Lambertini per nel tom.


2, p.
la

Notif.

ro della chiesa
Asisi,

romana

portati

in

70, num. 11, racconta che divozione della salutazione an-

parte nella te-

soreria e parte in

una camera

so-

gelica,

che dai

fedeli

si

recita

alsi

l'aurora, al

mezzod e
istituita
la

alla sera,

dice da alcuni
II,

da Urbano
e
la

convento de'frali minori, rei qual convento sotto Onorio IV furono gi depopra
la

sacrestia

del gran

almeno
pel

per

mattina

sitate

certe

gioie.

Gli asisinati
di

nel

sera,

felice esito della


il

crociata,

i320, sotto pretesto

aver biso-

e per tutto

mondo

cattolico, e
isti-

gno
del

di
i

denari per assoldar uomini


perugini,
,

ch'essendo durato questo pio tuto cento trentantov'anni, fu


pristinato

contro
della

s'impadronirono
le

ri-

tesoro

in

cui oltre

robe
i

da Gregorio IX

coll'ag-

santa
di

Se<\e

erano anche
cardinali.

giunta della salutazione angelica da recitarsi nel mezzogiorno. Aggiunge il Lambertini, che altri sono
di

deposili

alcuni
scrisse

Gio-

vanni
diverse
rarlo,

XXII

dopo

il

i3^i

lettere a

vari per ricupe-

sentimento che

il

segno di mez-

ma non
Il

si

conosce con qual


consisteva
in

zod fosse istituito da Lodovico IX re di Francia, altri lo attribuisco-

successo.

tolto

no a
deli

Calisto

III

per eccitare
l'esercito

fe-

molte gioie e perle, cose d' oro e di argento d'ogni genere, mobili
sacri

a pregare

per

cri-

profani,
di

insigni

reliquie,

stiano

che
la

va per
tiene

Ungheria combattefede. Finalmente si sosin

gran
libri

quantit

denari,

e molti
il

massime
nel

liturgici,

per cui

non

ritrovarsi di questa trina

Pontefice

13^6 ordin un
le

in-

angelica
antica

salutazione
degli
statuti

memoria pi
di

ventario del superstite tesoro, libri


e diplomi restati,
quali

Francesco

cose so-

GIO
lo

GIO
il

63
della povert

pot conseguire in parie

suc-

la

famosa
dai

questione

cessore

Benedetto
ci
tutti

Dopo
Asisi

XII nel 1339. rimasero nel tesoro di


gli

di
ta

Cristo e degli apostoli, sostenu-

domenicani

dai france-

quasi

originali,

di-

scani.

Dopo
per

la

morte dell'impera-

plomi, ed
chi
libri

infinite

carte, e parec-

della

biblioteca,

ridotta

a'quei giorni a ben poca cosa.

Ed

Enrico VII, essendo stati esuccessori Lodovico di Baviera, e Federico d'Austria, ebtore
lelli

anche
to

di

tutto

questo

fu

fatto

bero

origine

le

funeste

e
il

gravi

inventario per

ordine di Benedetnel

differenze tra Lodovico, ed

Papa

XII,

trasportato

pa-

che da

lui

per disprezzo veniva chiadi

lazzo d'Avignone, grandissima collezione che per


a

mato Giacomo
Lodovico,
gli

Cahors o Prete

non

tutta se

ritorn

Janni. Giovanni

XXII scomunic
la

Roma. Di

luttoci

ne legge
avvilivi

che prese
Fraticelli

difesa
,

defece

dettagliata

descrizione
isteriche

nelle dotte

eretici

[Fedi)

Memorie
ri ella

degli
di

eleggere l'antipapa Nicolo


di),

V
,

(fe-

santa

Sede

monsignor

ed accaddero tutte quelle lagrilo


citati

Gaetano Marini, a p. 10 e seg. Approv questo Papa l'ordine


militare ed equestre di
di),
gli

mevoli cose, e

scisma che dearticoli

scrivemmo
quelli di

ai

ed a

Cristo {Ve*

Baviera,

e di

per l'amore che portava apalatini


di

Con
Rom.
Nel

la

costituzione

Germani*. Redemplioneni
i323,
p.

agostiniani [Tedi), assegn loro


uffizi

misit, dei
t.

18 luglio
Ili,
s.

Bull.

gli

sagrista

bi-

part.

II,

188, ca-

bliotecario, e confessore
il

pontificio,

nonizz

Tommaso

primo

de' quali
di

tuttora godono.

i3s4 approv

Eresse l'abbazia
in

Monte
bruciare

Cassino
il

naci Olivetani,
il

vescovato

fece

TalpieCri-

vescovato di

Aquino. de'moe nel i325 ere^e Cortona. Fulmin


d'

l'ordine

mud, empio libro degli ebrei, no di bestemmie contro Ges sto e la divina sua Madre
;

l'interdetto nella provincia di

Mag-

debuigo
vescovo
;

per

1'

uccisione

dell'arci-

ca-

nonizz da
talupo
costituzione

s.

Tommaso
di

vescovo
Bull.

da CanErfort, con la
t.

dine di

Unigenilus Filius, pres-

enei i328appvov lorPaolo primo eremita. la fra' teologi Eccitatasi nel 1 33 questione se le anime purgate da
s.
1

so
p.

il

178.

Rom. Condann
di
il

HI, par.

II,

nel
di

i3ai

la

ogni colpa ed entrate in cielo godessero prima del giorno finale la


vista chiara di

dottrina

Giovanni
al

Poliaco

Dio, Giovanni

XXII
poi

teologo di Parigi,

quale affermaproprio parai religiosi,


si

come
pinare

dottore privato sembrava o-

va doversi ripetere
roco
la
il

per

la

negativa,

ma

confessione fatta

formalmente dichiar

onde
l'i

teologo

tratt.

Annull
il

esemplarmente il matrimonio
le

me

purgate
I

che le anipassavano a godere


essenza divina.
risolvette

tra

chiaramente
Nel

Carlo IV
ias;
sedi
si

Bello, e

Bianca d'Arelezioni

i3Zi
di

Giovanni
cu-

riserb
in

delle

\\1I
ria

passare eolla corte e


a

episcopali

molte provinole

pontificia

Bologna,

ma non
clic-

abolendo il suffragio del popolo, e come dicemmo all'articolo Francescano ordine, fece alcune dichiarazioni per estinguere
d' Italia,

lo

effettu

perch
re di

attendeva
luoghi

Filippo VI
alla

Francia partisse
della
il

difesa

de' santi

Palestina, pel

quale

argomento

GIO 64 Papa non risparmi


ficando
saraceni
i

GIO
fatiche, paci,

stanza
zelo

nelle
nelle

avversit

di

gran
di

principi cristiani

acci
i

cose

della

Chiesa;
pi.

rivolgessero le loro
di
il

armi contro Nel 1 334 Soria.


tribunale

vasta scienza, di profondo ingegno,


eccellente nel
gati
affari
;

ri-

trattare

intri-

form
egli

celebre

degli

eloquente, sobrio, frue


giusto:

Uditori di Rota [Vedi). Dicesi aver


pubblicato
la

gale,

modesto

essendo

in

favore

de' car-

vivace ancora nella sua et decrepita,

melitani

celebre bolla chiamala


cui
si

era facile ad
collera

irritarsi,

ma

la

Sabbalina, di
silo nel
voi.

X,

p.

tenne propo57 del Dizio-

sua
di

durava
Il

poco;

diceva
fregiato

messa ogni giorno, ed era


altre

nario;
della

e
ss.

comand
Trinit
nella
si

che

la

festa

virt.

suo colore
esile
;

fu
pic-

celebrasse so-

pallido,

e la sua
fu

voce

lennemente
la

domenica

dopo
questo
In-

colo di statura

trovata di cina'

Pentecoste.

Dopo avere

que

piedi
il

quando

marzo

Papa

sofferto apostolici travagli, pale

1759
tato

suo

mausoleo fu trasportrovato
il

cificato

perturbazioni
il

dell

in
,

altro luogo di detta catte-

ghilterra, soccorso
lica

re di
,

Maio-

drale

avendone

corpo
quin-

contro

saraceni

ricevuto

intiero.

Vac

la

santa

Sede

all'ubbidienza l'antipapa, inviato missionari a predicar la fede agi' infedeli,

dici giorni.

GIOVANNI XXIII, Papa CCX V


Baldassare
Coscia

che gravi danni avevano


la

recati

al-

Cossa,

nac-

repubblica cristiana, principalmenchiesa orientale


i

te alla
fatto

dopo aver
co're di

lega contro

turchi

Giovanni conte di Troia signore di Procida, o come altri vogliono di famiglia me-

que

in

Napoli da

Francia, di
e

Sicilia,

di Cipro,

d'Argovere

diocre. Portatosi
to

a Bologna, dedipiaceri

menia, con l'imperatore Andronico


co' veneziani;
di

com'egli

era ai

dopo
,

il

divertimenti, non
nelle
scienze,

no
rea

anni diceiolto

mesi tre

ed ai avanz molto sebbene fosse fatto


si

giorni ventotto, mor per


in

Avignone, a' 4 i334, alle ore nove della mattina, con pi, di novanta anni di et. Tale male gli venne pel dolore che senfi della rivoluzione de' bolognesi contro il suo nipote cardinal de Poyet legato, che fu costretto

una diardicembre

dottore
ritto.
Il

dell'uno

dell' altro

di-

solo favore di
la

Bonifacio
di

IX, ch'ebbe
cacciarsi,

destrezza

pro-

fu

la

sua
1

fortuna, dapsi

poich nell'anno
l'arcidiaconato
di

3g6
e
vi

procur
si
il

Bologna, indi
ottenne

porlo in

Roma,
lo

posto di cameriere segreto del Papi,


il

fuggire.

Termin
la

di

vivere
e

quale

dopo avere
ricevuto
la

ascoltato

messa,

rio apostolico,

promosse a protonotaad uditore di rota,


d' Ischia
,

comunione, e
i

radunaa'
i

vescovo

e poi

a'

?.

"

to avanti a s

cardinali,

quali

gennaio o
cre
diaconia di

nel

febbraio

1402
con

lo
la

raccomand
parenti,
arricchiti,

la

Chiesa,

ed

suoi

cardinale
s.

diacono,

eh' egli

non avea
tesoro
gli

molto

Eustachio. Dipoi fu

e fu sepolto nella catteil

fatto legato della

drale.
assai

Lasci
ricco,

pontificio

logna, dell'esarcato di
delle citt di
ni,

cont
sua

anni

del

BoRavenna, e Ferrara e di Rimiprovincia di

pontificato

dalla

coronazione.
di

Fu

Giovanni XXI 1

erande co-

ta

la

con ordine di far uso di tutforza del suo zelo e destrez-

GIO
za

GIO
all'

65
dice
s.

per

richiamare
in

ubbidienza
le

re attossicato,

come

Anto-

della

santa Sede
situate

tutte

citt

nino
cap.
del
alla

tene

quelle

provincie,

violenza e tirannia,

ch'erano state usurpate dall' altrui singolarmente

Chron. par. Ili, tit. II, Secondo i sospetti 3. concilio di Costanza contribu qualit di questa morte di Ain

5,o

di Galeazzo Visconti che avea occupato Bologna. Le dignit ecclesiastiche non gli fecero cambiare i suoi antichi sentimenti, n la sua

condotta
di

fu

migliore.

successori

Bonifacio IX, Innocenzo VII, e

Gregorio XII non ebbero dal cardinal Baldassare che motivi di disgusto, e l'ultimo lo richiam dalprivandolo del carla legazione
,

dinalato
II
,

anzi

il

Becchetti

nel

t.

cardinal Cosgovernava che per li suoi consigli o piuttosto pei suoi ordini. Nel terzo giorno di conclave in cui erano entrati sedici cardinali, essendone assenti altri sette, fu eletto Papa a' 17 maggio, indi col nome di Giovanni XXI li, a' 24 dello stesso mese fu ordinato prete dal cardinal vescovo d'Ostia, e nel giorno seguente, eh' era do-

lessandro

lo stesso
si

sa,

sebbene

non

pag.

268
che

della

Storia

degli

ultimi quattro secoli della

Chiesa,
lo
e-

menica, fu consacrato nella basilica di s. Petronio, e quindi coronato


dal cardinal

aggiunge
scluse

Gregorio XII

Rinaldo Brancacci.
aetat.

Il

dalla

comunione
il

de' fedeli

Gobelino, Cosmodr.

5,

cap.

per avere usurpato Bologna, la quale


ridotta da
le
lui
il

vescovato di
era
stata
pel-

citt

tri,

90, scrittore contemporaneo, ed alaffermano che molti restarono


scandalezzati per

lui

in

tirannia, e

questa
citato

elezione,

glandi malvagit
contro
la

commesse da
Sede.
Narra*

per aver

il

cardinale vissuto
il

monAnto6, lo
cose

santa

danamente, onde
nino par. Ili,
dipinse

s.

Sigonio nel libro


p.

De

vescovi di

tit.

22,

cap.
nelle

Bologna

^61, che vendette i fondi del collegio Gregoriano cui


diede alla fazione degli Scaccardi, e-

uomo grande

temporali, per la sua fina politica,


e per essere nato fatto pel mestiere
delle

mula
ci
riali

della

Mal traversa, ed
la

oltre a
i

guerre

avendo
la
la

come

si

alien

pecunia e
per
s.

matefab-

dice,

cominciato

sua vita

coll'e-

apparecchiati

la

sercitare sul

mare

pirateria;

ma

brica della basilica di


Assist
al

Petronio.

da nulla
pa da
tificalo

affatto nelle cose spirituali.


si

concilio

di

Pisa contro

ISon vero ch'egli


al

dichiar Pail

Gregorio XII; ed Alessandro


gnit
cardinalizia
e
la

che

s stesso, solo brogli

ponvoi.

in esso fu eletto gli restitu la di-

sua

lega-

XXI,
lit

p.

modo 224 del

detto

nel

Dizionario.
in
lettere

Vequaapo-

zione, con l'aggiunta di quella della

di Teodorico di
di

Meni, che
delle

Marca, e con

la

presidenza di
di

scrittore

alcune altre provincie; avendo col

stoliche e di

abbreviatole

accom-

suo mezzo e con quello


Orsini ricuperato
rigeva, a d lui
in

la signoria di

Paolo Rosi

pagn poi
la Storia

il

dello
1

Papa al concilio, nelScisma d'occidente,


53c>
;

ma, mentre Alessandro


Bologna.
,

vi
si

di-

Norimberga
di
furti

nella

Vita
in

preghiere
vivere

port
infer-

rapa Giovanni XXIII, Francoib?o. Aggiungasi, che


del

Ivi

cadde subilo
nella

an-

mo
de'

tini

di

notte

tichissimo codice

cardinal elezione
di

4 maggi
VO!..

i4io per un
XX"*!.

cristie-

pranica

si

legge della

GG
llosa

GIO
vi-

GIO
scomunic
regni di
il

Giovanni XXIII: quatti fuisse

Ladislao, lo
e

priv dei
lui la

fama

est.

Napoli

Gerusalemme
di

Intanto continuava

lungo

sci-

pubblic

contro

cro-

sma che avuta

i3y8, veniva in Avignone e nella Spagna sostenuto dall' antipapa Beitdetto XIII [Vedi), mentre ad un tempo viveva Gregorio XII
l'origine nel
(

ciata.
tito,

Ridotto Ladislao a mal parabbandon Gregorio XII, es-

Vedi)

deposto
si

nel

concilio

di

sendo l'unico principe che l'ubbidiva e difendeva, e nel \\ 12 si sottomise a Giovanni XXIII, col quale fece a' 1 5 giugno un trattato,
protestando che Lodovico d'Angi

Pisa, che

trattava

da

diversi

popoli

da Papa, e per tale era

non avea
Napoli.

diritto

alla

corona

di

ancora venerato, per cui nel gioved santo del 1.4 pubblic la

consueta
ni,

bolla

in

Coena

Domi-

siccome Ladislao non operava che con l'intendimento di illudere Giovanni XXIII, rompen-

Ma

e scomunic BaldassareCossa, e

do
ni

la

concordia, nel

l'autipapa, con quei cardinali ed altri

esercito

i43 con un occup Roma, onde Giovanfugg a Siena, a Firenze, a


le

che seguivano

il

loro partito. Essende' romani,


i

XXIII

do morto Roberto re Giovanni XXI II sped


zi agli

Bologna, errando per


barde.

citt

lom-

suoi nun-

elettori dell'impero, affinch

Sigismondo di Luxemburgo re d' Ungheria, il quale regno abbandon 1' ubbidienza


gli

sostituissero

di Ladislao mosse Il contegno Giovanni XXII l a rivolgersi a Sigismondo re de' romani per mezzo

di

due

legati,

onde questo prinEuropa, che per che tanto


1'

di Gregorio
la

di

XII, per seguir quelGiovanni XXIII. Per estinlo

cipe vedendosi in gran credito nella

Chiesa, ed in tutta
ai

guere

scisma ordin

che

nelle

disse

cardinali
Io
la

legati,

messe solenni dopo V Agnus Dei si cantasse il salmo Laetalus sum con alcuni versetti. Trovandosi Giovanni XXIII in pericolo
nelle
poli
l'

estinguere
affliggeva

scisma,

di

cader

mani
che
e di

di

Ladislao re di Naal

aspirava

Italia

Roma,

nel

dominio deli4ii si
difenderla;

part

da

Bologna per

Chiesa universale, era d'uopo convocare un concilio generale. Il Papa ci convenne, e fu stabilita la citt di Costanza per il luogo del concilio, promettendogli Sigismondo che vi eserciterebbe l'autorit suprema, vi avreb-

e dichiarando che il regno di Napoli apparteneva a Lodovico d'Angi,

be
gli

gli

onori

di

sommo

Pontefice,

e ne potrebbe sortire
fosse in grado.

quando
la

pi

con

questi

si

mise
agli

in

viaggio

Giovanni

XXI l
il

per
le,

Roma, ove giunse con


de' cittadini
1

gran
apri-

in

questo tempo fece

terza pro-

giubilo

mozione

di cardinali, che in tutto


fra'

tenendogli

la briglia del
il

cavallo
in-

pontificato ne cre sedici,

quali

lo stesso

Lodovico. Indi

Papa

Tommaso

Brancacci suo nipote, ve-

vi questi col generale della Chiesa

scovo di Tricarico. Essendo mortoagli

contro Ladislao, che fu disfatto a Roccasecca nella provincia di Terra


voi.

di

Lavoro, come dicemmo nel


a p.
a't)

XXVII,
Dipoi

289

del
il

Dizio-

8 agosto 1 .4 4- Ladislao, stimolato Giovanni XXIII dai cardinali e da Sigismondo ad effettuare la promessa fatta di celebrare il pro1

nario.

dicembre

Papa

mulgato

concilio,

fu costretto av-

OIO
riarsi

GIO
non
sicura la sua legittimit,
il

67

a quella citt accompagnalo

da gran corteggio, come una vittima ornata pel sacrifizio. Tuttoci che accadde nella celebrazione
del
concilio,
le

Zaccaria, quanto a Giovanni XXIII ritenuto per Papa dubbio, essendo


lut-

tavolta

concilio di Costanza con-

accuse fitte contro


la

scio della
t,

propria limitata
questa condotta

autori-

Giovanni
nunzia
di

XXI li,
e

sua fuga,
la

la
ri-

tenne

per

la
gli

sua deposizione
sizione

prigionia,

deposizione.
atti

Dicono
il

pertanto

Gregorio XII, la depoBenedetto XIII dichiarato scomunicato, e I' elezione di


di

che
i

re

de'

romani
i

Sigis-

mondo,
e molti

cardinali

deputati,
il

ajtri

proposero, che

Pa-

Martino
l'articolo
altri

tutto

viene

detto

al-

pa desse
di

alla sentenza della

sua defosse

Costatila

[le di), ed

agli

posizione assentimento, promettesse


ratificarla,

relativi.

Fu dunque
che
lo
a'

Baldas-

e in

quanto

sare Cossa deposto dal pontificato

mestiere, egli
se ".

medesimo

rinunzias-

da

quelli stessi

aveano
anni

ri-

conosciuto per Papa,

29 maggio
e

que cardinali che

i4-i5, cio
tredici

dopo cinque

giorni che l'avea ottenuto.


vizi,

furono deputati cina Giovanni XXIII si recassero per indurlo ad accettare la condizione. Giovanni XXIII
fatti

In

SVgli veramente avea que'


gli
si

che

si

arrese,

conferm

dipoi

egli

opposero come provati di una maniera invincibile, ma tanto pi degni di un eterno obblio; la
sua umilia
nel

stesso la sentenza della sua


sizione
;

depolaonde ne' concordati di


tra

Narbona
bidienza

Sigismondo e
antipapa
di

legati

e la sua
la

rassegnazione
capaci

del concilio da una parte, e l'ubdell'

ricevere

sentenza della sua


sole
il

Benedetto

deposizione,

sarebbero

XIII
ria

dall'altra, piuttosto a volonta-

ad
stel

espiarli

come

rileva

Berca-

cessione

Giovanni XXIII,
si

nella

Storia del cristianesimo,


cri-

che a sentenza del concUio


ve, ch'egli

ascri-

ove lungamente, e con molto


terio

perdesse

il

pontificato.

descrive la

storia

di

questi

Tante cautele del


tenesse

concilio di

Coegli

strepitosi
Il
t.

avvenimenti.

stanza ben mostrano, quanto


d' oltrepassare
la
il

Zaccaria nel suo Anli-l-bbronio,


di

deponendo
autorit.

Il, p.

cili!

35a, parlando dei famosi conCostanza e di Basilea, conconcilio generale in temla

Giovanni XXIII
Inoltre osserva

sua

Zaccaria, che sase in

tro le assertive del l'ebbi onio, dice:

rebbe ancora a vedere,


decreti sicno stati
fatti

questi

che
di

il

tempo
ap-

po
sa

scisma rappresenta
in

Chie-

universale
si

quelle

cose,

che
di

che il concilio se da Martino


provati.

fosse

ecumenico, e
stati

sieno

allo sciama

appartengono
generale

pei s

scio;

il

concilio

fuori

Come Baldassare nel 4 9


1 1

scapp

questo caso, e quando abbiasi certo


e indubitato Pontefice, senta
la

dalla prigione,

come si port

a Firen-

(Ini si
al

universale,

non rapare* se non


e
ci

ze ai piedi di Martino

creato

cardinal

vescovo

da cui fu di Fra-

come unito
tanto

Pontefice;

da questo si disunisca diviene tosto un conciliabuio melile migliore del


R.

mio,

che se

immense
il

scati, e decano del sacro colli con distinzione di sedia pi eminente, e come ivi mor a' 2?. dicembre, non che delle solenni e-

o del latrocinio d'Efeso. Quindi

sequie fatte nella cattedrale) e del

68
pio di
si
s.

G IO
eretto

GIO
nel temtutto

sontuoso sepolcro
dice nel voi.

seconda e
cato di
s.

nona,
Gelasio

fior
I

nel

pontifi-

Giovanni

Battista,

del

49 2

XXV,

del

Dizionario.

pag. 7 e 32 Nella carcere di


cjuasi

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovanss.

prete cardinale de'


titolo

Gervasio
Vestina
tra
i

Monaco, ove
schi,

stette per

quat-

e Protasio del
ossia
s.

in

tro anni, custodito da alcuni tede-

Vitale,
s.

registrato
I

che non intendevano


di

la

lin-

cardinali di

Gregorio

del 5go.

gua
Tersi

Baldassare, n da
intesi,

questo

GIOVANNI,
s.

Cardinale.

Gio-

erano
,

compose i seguenti che non mostrano meno il

vanni prete cardinale del


sotto

titolo di

ed il suo gusto per le lettere, che la sua passione nel vedersi per la mutazione di sua
suo
spirito

sorte

abbandonato
,

tradito
in

dai

Grisogono in Trastevere, fior Gregorio I del 5go. s. GIOVANNI, Cardinale. V. Giovassi II, Papa. GIOVANNI, Cardinale. V. Giovassi

suoi nemici

rinserrato

una
stato

IV Papa
Cardinale. V. Gio-

cercere

chi

fino
il

allora era

GIOVANNI,
vanni

temuto da tutto

mondo.

Papa.
Cardinale. Giovanni
nella
s.

GIOVANNI,
Qui modo summus eram, gaudens et nomine Praesul, Tristis et abjectus nunc mea
fata gemo. Excelsus solio nuper versabar in
allo,
tire di

prete cardinale del titolo del MaiCristo


sotto

via

Appia, visse
del

Gregorio III
Giotitolo

73

1.

GIOVANNI,
vanni
di
s.

Cardinale.
del
trovasi

prete

cardinale
,

Cunctaaue gens pedibus oscula

Marcello
quelli
di

registrato
III

prona dabat.

fra de7 3i.

s.

Gregorio

del

Nunc

ego

poenarum fundo
deformeni
in terris

volvor in imo,

GIOVANNI,
quemque
ni prete
ss.

Cardinale. Giovantitolo

Vultum
Omnibus

cardinale del

dei
fior

v'idere piget.

martiri

Aquila

e Prisca,
s.

aurum mihi
nec quis

nel pontificato di

Gregorio III

sponte ferebant,

del

73 1.

Sed nec gaza


amcus

j'uvat,

GIOVANNI

Cardinale. Gio-

adest.
vices
,

Sic varians fortuna

adlu-

vanni cardinale arciprete di s. Susanna, intervenne al concilio romano,


celebrato

versa secundis
Subdit, et

da

s.

Zaccaria

nel

ambguo nomine

743 o 74I

dit atrox.

GIOVANNI,
ni consagrato

Cardinale. Giovanvescovo
di

Ferrara
s.

Vac
sizione

la

s.

Chiesa dalla

depo-

da Adriano
III

I,

da

lui e

da

Leone

Giovanni XXIII sino alla elezione di Martino V, due anni, cinque mesi ed otto giorni. GIOVANNI, Cardinale. V. s. Giovassi I, Papa. GIOVANNI, Cardinale. Giovandi

decorato di vari privilegi, vieue

dalla pi parte degli scrittori annove-

rato nel

numero
III

de' cardinali
Il

di

s.

Leone
nel
t.

Ili

795. delle Ant.


bolla

del

Muratori
p.
,

ilal.

12,
in

ricorda
virtti

una

del

780
I

ni diacono cardinale della

regione

della

quale Adriano

elesse

GIO
Giovanni
in

GIO
di
tal

69

vescovo

Ferrara;
bolla
Il

Labb
cila
,

nel
tra

t.
i

IX,

p.

no

de'

Conin

ma
falsa

egli

crede

che

sia

vescovi

sottoscritti

rino

bolla

Guaafferma di aver veduto una data in Laterano a'g marzo


a

cagione della data.

detto concilio, pone nel sesto luogo

Giovanni vescovo
dice Bellitrensis
trensis, per
pista.

di

Velletri,

che
Velico-

in

vece
forse

di

772 contenente
vilegi.

mentovati

pri-

errore

del

GIOVANNI
vanni
cato

Cardinale.

GioSelva
eni

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovannell'

vescovo
si
s.

cardinale di
del

prete cardinale,
s.

853

fu al

Candida,
di

crede che nel pontifi-

concilio di

Leone IV.
Cardinale. Giovan-

Leone
gli

III

795

GIOVANNI,

sercitasse

uffizi

di

bibliotecario

e cancelliere
Egli
tal

della

Chiesa romana.

arcidiacono cardinale della santa romana Chiesa , sottoscrisse nels. Leone IV. Cardinale. Giovanni diacono cardinale fu al concilio
1' il

fu

indivisibile

compagno

di

853

concilio di

Papa, allorquando nella sua fuga da Roma si condusse in Germania, e in Francia da Carlo Magno. Trovossi
celebrato
in
II,

GIOVANNI,

celebrato in
nell'

Roma

da

s.

Leone IV

presente al

concilio

853.
Cardinale. Giovans.

Roma
e

nell'

862

da
le-

GIOVANNI,
ni

Eugenio
gato

col
si I,

carattere di

prete cardinale di
al

Cecilia, inin

apostolico

port dall'impeinsieme a Teo,

tervenne

sinodo

tenuto

Ro-

ratore Lodovico

doro nomenclatore Sergio duca, Quirino suddiacono, e Leone maestro


il

ma nell' 872 da Giovanni GIOVANNI, Cardinale.


ni

Vili.

Giovandecreto

diacono cardinale della santa roChiesa, sottoscrisse


il

delle milizie

per giustificare

mana

Pontefice

dalle

calunnie
travagliato,

cui e-

da Stefano

VII

emanato
896.

contro

ra

iniquamente

come

Papa Formoso

nell'

esegu con felicissimo successo.

GIOVANNI,
ni

GIOVANNI,

Cardinale.

V. Gio-

Cardinale. Giovandiacono cardinale nell' 896 apla

varvi VII Papa. GIOa^ ANNI, Cardinale. Giovanni vescovo cardinale d'Albano, fiori
in'11'832 sotto
I'

pose

sua firma

al

decreto ingiu-

stamente

Gregorio IV, secondo


serie dei

Assemanni nella
di
s.
il

biblio-

emanato da Stefauo VI detto VII contro il Pontefice Formoso. GIOVANNI, Cardinale. V. Gio,

tecari

Chiesa.

Ma
e

il

Galletti

varvi Vili Papa.

dice che
rio

bibliotecario di Gresro-

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovanss.

con pi ragione. Il Cardella opina che sia quel Giovanni cardinale che sottoscrisse la bolla di Gregorio V, di
fu
,

IV

Leone

prete cardinale del titolo de'


del

Silvestro e Martino, fior sotto

A-

gapito

II

[6.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovantitolo

uo

privilegio

pei

monaci

di

Su-

prete cardinale del


,

di

s.

biaco.

Susanna
Cardinale. Giovanni
celebrato da
ncll'853.
Il

registrato
II

tra

cardi-

GIOVANNI,
venne ne IV

nali

di

Agapito

del

q^6.

vescovo di Velletri e cardinale, interal concilio

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandel

in

Roma

LeoBorgia
s.

diacono cardinale venne spedito


II

da Agapito

9 \G

col caratte-

dubita del suo cardinalato,

ma

il

re di suo legato

all'

imperatore Ot-

7o

GIO
I,

do
a
liberare la
col
ni

tone

per

indurlo

diacono cardinale, sottoscrisse nel


la

Chiesa
tuitosi

romana
a

insieme
intervenne

suo
con-

993

bolla di
s.

Giovanni XVI, con


Uldarico.

pastore dalle mani de'nemici. Resti-

cui canonizz

Roma

al

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandi

ciliabolo tenuto dall' antipapa Leone Vili contro il Papa Giovanni XII , il quale richiamato poi dai

vescovo cardinale
tra
i

registrato

cardinali

Albano, di Giodi
si

vanni
rio di

XVI
s.

del

985

fu biblioteca-

romani abrog
liabolo,

gli

atti

del

conci-

Chiesa nei pontificati

destra al

mozzare la cardinale, in pena


fece

mano
di sua

Gregorio

V,

e Silvestro

II;

trova sottoscritto
,

ad una bolla

di

temerit e ribellione, per aver sottoscritto


sizione.

con

essa

la

sua

depo-

Giovanni XVI con la quale conferm privilegi del monistero di


i

Fulda.
Cardinale. Giovandi
s.

GIOVANNI,
Gerusalemme
di
,

GIOVANNI,
vanni

Cardinale. V. Gio-

ni prete cardinale

Croce

in

IX Papa.
Cardinale.

notato fra quelli e sottoscritto ad

GIOVANNI,

V.

Be-

Giovanni
bolla
di

XV,

nedetto Vili Papa.

una

Benedetto

Vili

del

GIOVANNI,
vanni

Cardinale. V. Gio-

lil.

XVII

detto

XVIII Papa.
del
titolo di
s.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandi
s.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovanre-

prete

cardinale

Damaso,
bolla
di

prete
in

cardinale

nel

993
s.

sottoscrisse

la la

Croce
gistrato
to

Gerusalemme, viene
i

Giovanni XVI, per


zione di
Uldarico.

canonizza-

tra

cardinali di benedet-

Vili

del

10 12.
Cardinale. Giovandel
titolo

GIOVANNI,
sottoscrisse nel

Cardinale. Giovanss.

GIOVANNI,

ni prete cardinale de'

Apostoli,

ni prete cardinale

di

s.

993

la bolla

con

la

quale Giovanni
nonizz
ni prete
s.

XV

detto

XVI

ca-

Uldarico.

Susanna, sottoscrisse nel sinodo romano di Benedetto Vili del 1012. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni

GIOVANNI,

Cardinale. Giovande'
ss.

prete cardinale
,

del

titolo
al

di

s.

cardinale

Quattro
s.

Marcello

intervenne

sinodo di

Coronati, appose la sua firma alla


bolla di canonizzazione di

Ulda-

creto a favore di
di
s.

benedetto Vili del 101*2, pel deVillelmo abbate

rico,

emanata

da Giovanni

XVI

Benigno

di

Fluttuarla.

nel 993.

GIOVANNI,
Cardinale. Giovantitolo
ni

Cardinale. Giovanal

GIOVANNI,

diacono cardinale, intervenne

ni prete cardinale del

di

s.

sinodo
del

romano

di

Benedetto

\ HI

Clemente, sottoscrisse la bolla con cui Giovanni XVI nel 993 canonizz
s.

1012.
Cardinale. Giovandel

GIOVANNI,
ni

Uldarico.

Papa

patrizio

romano,
da

fu

GIOVANNI,
rio,
si

Cardinale. Giovan-

crealo

cardinale

diacono

Gio-

ni cardinale diacono
di

ed oblazionaalla

vanni
fer
la

XX
poi

del

1024, che
s.
il

trova sottoscritto

bolla
la

chiesa di

gli conAgata per dia-

Giovanni

XVI
nella

del
s.

993, per
Uldarico
,

conia;

segu

Pontefice (pianNel

canonizzazione di
fu la

che

do

si

port a

cons-agrare la chiesa

prima

Chiesa.

patriarcale

d' Aquilcia.

io36
di

GIOVANNI,

Cardinale. Giovan-

Benedetto

IX

lo

fece

vescovo

GIO
Palesi ri ria, nell'anno seguente inter-

GIO
GIOVANNI,
questo Papa

71

Cardinale. Giovali-

venne

al

coneilio che

vescovo cardinale di Palestrina,


nel
pontificalo
di

celebr in Laterano, e mor in Ro-

fior

ma

d'anni 38, nel io4o.

Fu

sepolto

IX, e nel

io44

in

quello

Benedetto di san

nella sua

diaconia

con lungo epiPrenestini.

taffio in versi,

riportalo dall' Cghclli

nella

serie de' vescovi

Leone IX consagr l' altare di s. Agata nella diaconia di Roma. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandel
la

cardinale nipote di Benedetto

IX

prete

cardinale

titolo

di

s.

del

io33, e veseoxo Lavicanense.

Marcello, sottoscrisse

bolla

che

GIOVANNI,
dinali

Cardinale. Tre carpontificato


di

1026 sped al vescovo di Selva Candida ed altra con la quale quel Papa concesse un privilegio alla patriarcale
Giovanni
nell'anno
,

XX

fiorivano nel

di

Benedetto IX del

io33,
s.

questo
e
tito-

nome, dell'ordine
lari

de' preti,

di

s.

Cecilia, di

Martino, e

di

Grado.

di

GIOVANNI,
ni

Cardinal**. Giovantitolo

Da ma so. GIOVANNI,
s.

Cardinale. Giovan-

prete cardinale del

di

s.

ni

romano
sia
il

figlio
111

Grisogono, nel
bolla di

1026
Selva

sottoscrisse la
in

Silvestro

Giovanni

XX

favore
,

che

di Lorenzo. V. Antipapa: sembra medesimo che il se-

del vescovo di
il

to

Candida ed privilegio da quel Papa accordaalla chiesa di Grado. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-

guente.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovanfatto

romano

fu

cardinale
s.

vescovo di Sabina da
del

Leone IX
di

cardinale suddiacono, sottoscrisse ad un privilegio che Giovanni \\


ni

1049, in sostituzione Giovanni che nello scisma


iiidt ito

altro

di

BeIn-

del

1024 concesse

al

patriarca

di

IX
il

per

cinquanta

giorni

Grado.

occup
Cardinale.
Sottoal

palazzo
al

lateranense.

GIOVANNI,
scrisse

tervenne

concilio

romano
Nel

di Ni-

privilegio della chiesa pa-

col II, e di

lui si fa

triarcale di

Grado, accordato
:

da

monumenti
toni.

Farfensi.
5f), n.
si

menzione nei Mabillou

Giovanni
sta

XX

forinola

del 1024, con queGiovanni per grazia

IV,

lib.

ludi benedettini,

68, degli Alf narra che volenil

del Signore diacono.

do
s.

il

cardinale saccheggiare
di

moAntal

GIOVANNI,
ni

Cardinale. GiovanCalisto in
la

nistero

Farla
alla

si

port con ardi


s.

prete cardinale di

mata mano

chiesa

Trastevere, appose
1.11

sua firma ad

gelo in Tancia, dipendente


prese

da

privilegio di
in

Giovanni

XX

del

monastero, e rovesciato l'altare u


le

1024,
Grado.

vantaggio della chiesa di

sacre reliquie.
residenza

Ma
il

portancielo

dosi alla sua

da
il

GIOVANNI, Cardiale.
ni

Giovan-

sereno divenne procelloso,


cardinale
si

onde

escovo di Porto, vide f anima di benedetto Vili morto


cardinale
\

ricovr in

luogo detto
dirotta
asciutti-

l'Aja, ove

ad

onta

della

1024, tormentata nel fuoco del purgatorio, come narra s. Pier Damiano appose la sua sottoscrizione
nel
:

pioggia

le reliquie
il

restarono
per

Sorpreso
prodigio,

cardinale dd terrore pel


notte
giudi/io
t

nella

una bolla ch'eman il detto Papa per la chiesa di Firenze

divino lu

colpito

d'apoplessia,

per sempre perde

un

lato

del

SUO

7i

GIO
fallo

GIO
Vergine, ed una chiesa sotto l'invocazione di s. Martino, in compagnia di
sei

comcorpo, onde pentito del messo, restitu le reliquie alla chiesa. Altri dicono che questo Giovanni sia Io stesso che il precedente,
che
s'intruse

altri vescovi.

Nello
III
s.

scisi

sma

dell'antipapa

Clemente

nel

pontificato

col

tenne costantemente unito a

nome
s.

di Silvestro III.

Certo che
di cin,

gorio VII, e fin di vivere nel

Gre1088,

Leone IX, alle querele quecento monaci di FarFa

confer-

m
de

privilegi

che

il

cardinale an-

nientava.

Dopo

tante strane vicen-

mor,

passati

quarantanni di

o nel pontificato di Pasquale l. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni cardinale vescovo di Porto, creato da Alessandro II nel 1066, intervenne alla consagrazione della
chiesa
di

cardinalato.

Monte Cassino.

Nemico

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandel

dell'antipapa Clemente III, ad onta

prete cardinale fior nel pontifis.

cato di

Leone IX

1049, e

fu arciprete della basilica vaticana.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovandi

minacce dell' imperatole sempre fedele a s. Gregorio VII, di cui fu uno degli elettoli, e con grande impegno cooper in
delle

rest

cardinale

vescovo
i

Tivoli,
di Vitto-

Terracina all'elezione
II,
riti

di

noverato tra
re l del

cardinali

nel cui pontificato pieno di

Urbano mealla

io55, indi

sottoscrisse al
II.

mor, dopo aver


fatta in

assistito

concilio Lateranense di Nicol

consagrazione di

Lamberto

vesco-

GIOVANNI,
fano

Cardinale. Giovan-

vo d'Arras,

Roma

nel

1093.

ni prete cardinale fu creato

da Stess.

GIOVANNI,

Cardinale. Giovanbasilica dei

del

1057,

nel cui pontifi-

ni cardinale prete della

cato mor.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovans.

XII Apostoli, fu creato da Alessandro II dopo il 1066.

prete cardinale del titolo di

GIOVANNI,
ni,

Cardinale. Giovan-

Marco, registrato tra' cardinali di s. Leone IX, ed intervenne al concilio

francese di nazione,
del

monaco

nel

io5c), celebrato in LateII.

monistero di Dol nella Bretagna minore, da s. Grepoi abbate

rano da Nicol

gorio VII del


dinale prete

1073
del
a'

fu creato car-

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovan-

titolo

de'

ss.

Sil-

vuoisi che sia

uno

di

quei car-

vestro e Martino

Monti.
cardinale,
s.

dinali,

che Nicol II cre in Osimo agli 8 marzo 1 o5g. GIOVANNI, Cardinale. Giovanprete cardinale di Nicol II del

GIOVANNI,
poi
s.

Cardinale. Giovane

ni fu creato diacono

arcidiacono

di

Chiesa

da

ni

Gregorio VII del

io-3, che ab-

io58,
li alla

intervenne
Cassino.

con

Alessandro

dedicazione della chiesa di

Monte
ni

GIOVANNI,
cardinale

vescovo

Cardinale. GiovanTusculano,

bandon per seguir l'antipapa Clemente III. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni monaco e XXII abbate del monistero di
s.

Subiaco

dell'ordine

di

creato da Alessandro II del 1061,


fu presente alla consagrazione
fece
il

che

Benedetto, essendo levita del sacro palazzo, fu da s. Gregorio \


1

medesimo

della basilica di
egli

del
di

Monte Cassino; ed tempo consagr un

nello stesso

1073 creato diacono cardinale Maria in Domnica. s.


Cardinale. Giovali-

altare della b\

GIOVANNI,

GIO
ni di

GIO
II del
s.

73
li,

Gubbio da Urbano

1088

eia,

concorse a quella di Onorio


il

fu creato cardinale prete di


stasia;

Anaindi nel iio5 fu deputato

e mor verso

GIOVANNI,
ni

1123. Cardinale. Giovans.

da Pasquale II alla legazione delnel qual tempo d'ordil' Umbria, ne e commissione del Papa consagr vescovo
di

monaco

dell'ordine di

Benedi
s.

detto, abbate del

monistero

Paolo nella via Ostiense, fu da Pasquale


nale
II

Gubbio
la

s.

Gio-

del

vanni da Lodi, dopo

cui prezio-

prete

del titolo
si

1099 creato cardidi s. Maria


trov
ai
II.

sa morte fu incaricato dalla santa Sede di scriverne la vita, e di for-

in Trastevere, e

comizi

per l'elezione di Gelasio

mare
te

processo autentico

delle sue
ni

GIOVANNI,
da
Pasquale

Cardinale. GiovanII

virt e miracoli, ch'egli fedelmen-

fu

fatto prete

a Pasquale II, sotto del quale mor. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni cardinale diacono creato da Urtrasmise

cardinale, indi lo sped in Francia

legato

apostolico col cardinal

Be-

nedetto, dove in Valenza del Delfinato celebr nel 1100 un sinodo con ventiquattro padri, nel quale furono discusse due gravissime cause, una riguardante Ugono abbate

bano
quello

II

del

1088
di

e
s.

forse

fu in

chiamato

Maria

Cosmedin o scuola
squale
II

greca, che con-

ferm con giuramento quanto Panella sua

di Flavigny, l'altra

Nortgaudo ve-

prigionia
sulle

ac-

cord ad Enrico

investi-

scovo d'Autun; ed un altro ne celebr in Poitiers, al quale intervescovi, di concerto con

ture de' benefzi ecclesiastici.

GIOVANNI,
ni

Cardinale. Giovans.

diacono cardinale di

Adriano,

centoquaranta s. Ivone di Chartres, ad oggetto di esaminare

vennero

ottanta

creato

da

Urbano

del

1088,

e decidere la causa del


I
,

re Filippo

sottoscrisse diverse bolle.

pel

suo commercio riprovevole

GIOVANNI,
ni
Cecilia, creato
i

Cardinale. Giovans.

prete cardinale del titolo di

da Pasquale
fu

II

del

099, intervenne aiconcilii


e
di

di

stalla

Laterano,
di

del

Guanu-

con Bertrada , avendo ripudiato Berta sua moglie. Il concilio colp il re con sentenza d'anatema. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni cardinale diacono in
la

di

s.

Nicola

mero

degli elettori

Gelasio II,
in

Carcere,
di

nel

ri

23

sottoscrisse

e di quelli

che

restali

Roma
visse
si-

bolla di Calisto
s.

II,

a favore del
di

acconsentirono a quella

seguita in

monistero
venza.

Remigio

Pro-

Cluny no al
ni

di
1
1

Calisto li

forse

28.

GIOVANNI,
Cardinale. Giovanni

Cardinale. Giovan-

GIOVANNI,
monaco
di

Monte
II

Cassino, fu

da

Pasquale

del
s.

1099

fatto

nacque da onesti genitori in Bologna, abbracci l'istituto dei dove si avanz talcamaldolesi
,

cardinale prete

di

Eusebio.

Si

mente

nell'esercizio

della

religioil

condusse a
li,

Benevento con
il

Calisto

sa perfezione, che ne giunse

buon
cui

e a di lui persuasione
restitu
al

conte

odore fino
ivi fossero
i

in

Sardegna,

por

Rainulfo
nistero

nominato moinl'e-

Costantino re di quell'isola volle che


introdotti

i beni che gli avea giustamente involati. Approv

per suo mezzo


II
1

camaldolesi. Pasquale
lui

approv
1

lezione

di

Calisto

li

fatta in

Fran-

l'elezione fatta di

nel

in

74

01
generale
della sua
li,

GIO
congre-

priore

gazione, ed

Onorio

secondo alcuni

per gli attuari del Ciacconio dimostrano la falsit.

ne

suo concittadino, nelle tempora del dicembre i 1 26 lo cre cai dinaie, e li confer il vescovato d' Ostia, ch'egli
teneva prima del pontificato.

GIOVANNI
varmi
1
1

Cardinale.
III

Cadel

fu

da

Alessandro
cardinale

5(j

creato

prete

dei

pa

si

prevalse di

lui

nel

Il Pagoverno

sottoscrisse

della

Chiesa, siccome

personaggio
indi
il

di sperimentata

prudenza;

Giovanni e Paolo, e nel 11 78 una bolla di tal Papa, per Oprando abbate del monistero di s. Simpliciano nella diocesi di
ss.

cardinale difese a tutto potere

In-

Milano.

nocenzo
cleto
II,

li

contro l'antipapa Anaalla

GIOVANNI,
vanni
nel

Cardinale.
1
1

dopo avere concorso


Il

marzo del
III

78

fu

Gioda

sua elezione, e averlo conseerato. In-

ancora se ne serv negli a Sari pi ardui della santa Sede, per la quale non risparmi
rischi

nocenzo

Alessandro cono di s.
III

creato cardinale dia-

Angelo, indi

da Lucio
gli
ini-

inviato

legato a Costantinopoli

per ridurre alla Chiesa


scismatici,
i

romana
percosse

ed

enormi
la

procurargli
riti

e di gloria

GIOVANNI,
ni

onde pace. Pieno di memori nel 11 33. Cardinale. Giovanfatiche


,

quali con

quamente
nato
ni

lo

cacciarono, onde

tor-

Roma mor nel 1182. GIOVANNI, Cardinale. Giovanin

canonico regolare della congres.

prete

cardinale del titolo


alle di

di

s.

gazione di
nel giorno

Frediano
ceneri
II

di
1

delle

Lucca , i44 IU

Marco

l'alatine

sottoscrive

molte bolle
ni

Lucio

III del

1181.

da

Celestino
di
s.

creato

cardinale

GIOVANNI,
lombardo
III

Cardinale. Giovannazione, vescovo di

diacono
corse

Maria Nuova ; condi Lucio II, Eugenio III, ed Anastasio IV, nel di cui pontificato mor nel 11 53. GIOVANNI, Cardinale. Giovanni di Napoli nel ii5o fu da Eugenio III creato cardinale diacono de' ss. Sergio e Bacco; concorse
alle

di

elezioni

Toscanella,

mente

da Cle1181J fu creato cardinale prete


nel

del titolo di

Clemente, in tems. po del quale avendo Celestino 111


alla

decorato Viterbo della cattedra vescovile, l'un

chiesa di ToscaL'ieda

nella, insieme
vecchi;!.

Civita-

alle

elezioni

di

Anastasio IV, e di
piale

Intervenne
chiesa
di di

alla

solenne
111
le-

Adriano IV, sotto del

ter-

consagi azione che Celestino


ce
della
s.

min
ni

di

vivere.

GIOVANNI,
francese,

Cardinale. Giovan-

Lucina
nali

Roma.
a
111,
il

In

Lorenzo iu Viterbo ac-

monaco ed abbate benedettino ilei tnonislero di Dol nella provincia di Bourges, in da Eule,

colse insieme

quattordici cardi-

Innocenzo
la
iii')

quale

sagr
nel

chiesa di
trasfer

s.
il

vi conMarco, e poi

i5o creato cardinaben degno pel suo gran senno e valore nel maIII

genio

nel

cardinale

al

e se ne mostr

vescovato

anno
te

di

Albano. Neil' ultimo questo ebbe lite coli abbadi

neggio degli

all'ari

ecclesiastici,

on-

di

Grottal'errata,

riguardante
s.

de lasci alla posterit copiosi monumenti del suo ingegno. Il Panvinio


ss.

diritti

della

chiesa di
il

Nicol di
in
fa-

Nettuno, che
abbia
latta

gli

attribuisce
e

il

titolo
ai

dei

vore del cardinale.

Papa decise Sembra

ch'egli
Stta

Silvestro

Martino

Monti,

una

visita

generale di

GIO
diocesi, e che

GIO
di

5*

perci tenesse ordi-

santa Sede, con l'esercizio delle pi

nazione

in

s.

Maria

Nemi
di

di
s.

sublimi virt, e tra


eroica
carni, n
la

le

altre di

una
dalle

pertinenza

allora de'

monaci

astinenza dal vino

Anastasio,

do
I

di

come dicemmo parlanNemi all' articolo Genzano.


,

sembra

doversi valutare
gli

taccia

che di avaro

die Ro-

monaci per la contrariet che mostrarono sempre ai vescovi, cre-

gerio
tre

Ovedeno
gli

storico inglese.

Men-

si

trovava in Irlanda Innocenscrisse

dendo
r

lesi

loro

privilegi,
gli

caccia-

zo III

diverse lettere, inil

rono dalla chiesa


in

ordinati.

Mo-

culcandogli di eliminare
bile

detesta-

Roma nel 12 io. GIOVANNI, Cardinale.


patrizio

abuso
e
i

ivi

introdottosi,

che

Giovan-

figli

nipoti

succedessero
ecclesiastici.

agli

ni

salernitano,

monaco
1

avi

ne' benefizi

Mor

cassinese, nella Pentecoste del


fu
le

191

nel

1208
il

o nel
1

12 io

in

Roma,
il

da Celestino

III

creato cardinas.

o verso
conio.

2 secondo

Ciac-

prete del titolo di


Celio, indi
la

Stefano a

legato d'Alemamorte del Papa essendo slato eletto suo successore da dieci cardinali, per soffocare

Monte

GIOVANNI,
vanni
lico,

gna.

Dopo

suddiacono,
pontifcio

Cardinale. Gionotaio apostocappellano, insidi

gnito

del

titolo

maestro,

nel

nel suo

nascere

uno

scisma

e di

marzo o dicembre
zo
di
III
s.

120J Innocendiacono
vice-

funeste

conseguenze, con eterna suo nome cede spontaneamente al diritto di elezione, e


gloria del

lo

cre
in
di
s.

cardinale

Maria

Via Lata, e
Chiesa.

cancelliere

Avendo
eccitala
gli

guadagn
cardinal

que' voti

a favore
il

del

Giovanni re

d' Inghilterra

Lotario

Conti,

quale
no-

una

fiera

persecuzione
di

contro
il

rest canonicamente eletto col

ecclesiastici

quel

regno,
e

Padel

me

d'Innocenzo

III.

Questi lo de-

pa per
la

I'

esperienza che aveva del,

cor di onorevoli legazioni, prima


nel regno
di Napoli,

fedelt

saviezza

valore

insieme

col
i

cardinale, lo sped col

per legato,

cardinal

Gherardo,
il

per invitare

baroni di quel dominio a desistere


di

ove rest per due anni; indi in coinpaguia del cardinal Pietro si
trasfer
la

favorire

tiranno
fedeli

ed a mantenersi
11,

Mareualdo, a Federico
tutore.
Si

nelle
i

Gallie

per

stabilir

pace tra

re di Francia e d'Inil

di

cui

il

Papa era

ghilterra, ove persuase

primo a

con lo stesso carattere nella Sicilia, per mantenere nella debita ubbidienza quel1' isola dalla santa Sede data in investitura a Federico II. In questa legazione per la bravura del
trasfer in seguito

riprendere

la

ripudiata moglie.

Fu
In-

onorato nocenzo
ni

di
III,

diverse lettere
e

da

mor

nel

12 io.
ossia

GIOVANNI,
cappellano
di

Cardinale. Giovanpontificio

udi-

tore

rota, nel

marzo o dicemIII lo

cardinale,
stiziere

il

conte di Lameste giu-

bre !2o5 Innocenzo


bolle,

cre car-

con pubblico e solenne giuramento di ubbidire agli ordini della Chiesa romana. Pass in seguito nella Scozia e nell'Irlanda, ed ivi pure diportasi da fedele ministro della
del
,

regno

promise

dinale diacono J sottoscrisse varie sue

intervenne all'elezione di
III,

O-

norio
ni nel

e mor

GIOVANNI,
121
1

12 17 circa. Cardinale. Giovannel

fu

da Innocenzo
prete
del

III

crealo

cardinale

titolo

76
di
s.

GIO
Prassede, indi Io deputo giuin

GIO
e poscia
Jo
fu

dice
invi

una causa,
in dal

legato

oriente, ove

propose per un vescovato della Dalmazia, che non volle accettare. Ottenuto finalmente quanto bradall'imperatore e dal patriardove credesi torn a Basilea che arrivasse coli' ambasciatore del Paleologo in principio di febbraio
ca,
,

imprigionato

duca
la

Teodoro

mava

mediazione Giovanni vescovo di Crotone di nel 12 17 fu liberato. Intervenne


ai

Comneno, ma per

mor verso

Onorio III, e 1121. GIOVANNI Raousi, teologo distinto del secolo XV. Entr da
sagri comizi di
il

1437. Poco dopo


so
il

fu

deputato pres-

Pontefice Eugenio
concilio a' 7
in

IV

in occa-

sione della divisione che manifestossi


nel

maggio
fu

di

quelinviato

giovine nell'ordine di
co;
la

s.

Domeni-

l'anno, ed

appresso

perizia acquistata nelle lingue

per

la

terza

volta a Costantinopoli.

orientali fu per lui

un soccorso per
reconditi del,

penetrare
le divine di'

sensi pi

Scritture

ed

arricchirsi

quanto gli scrittori greci antichi e moderni hanno di pi raro. Prese la

Questa nuova negoziazione non sorrisi fi un esito felice ; Giovanni mise in mare, e arriv a Venezia l'8 febbraio 1 438. Dopo tal epoca la storia di questo legato in-

laurea dottorale

Parigi

nel

1^.16 fu eletto procuratore gela

nerale del suo ordine presso


te di

cor-

Alcuni pretendono col padre Echard, che abbia sempre aderito Basilea, e che dalal concilio di
certa.

Roma,
lo al

sotto

no V, che
teologi

Papa Martinomin uno de' suoi


il

l'antipapa

Felice

sia

stato

fatto

vescovo

d'

Argo

nel

Peloponneso,

concilio

di

Basilea.

Fu

e quindi cardinale,

pure scelto a presiedervi in luogo del cardinale Giuliano Cesarmi che non poteva trovarvisi all'apertura. Giovanni giunse a Basilea nel 4-3 1 e vi peror con molta forza. In seguito parl per otto mattine nel concilio, per combattere la dottrina degli ussiti. Fu spedito a Costan1

mo

al

come scrivemvolume IV, pag. 171 del


il

Dizionario. Altri vogliono che abbia abbracciato


partito
di

Eu-

genio IV,
gli

e che questo
il

Pontefice

conferisse

vescovato

d'Argo

al

suo ritorno dal terzo viaggio di

Costantinopoli.

Secondo l'opinione
visse

pi

comune

egli

fino

do-

tinopoli

in

qualit di legato,

all'ine

d' indurre

l'imperatore
il

Giovanni

Paleologo ed
a mandare
trattarvi
la
i

patriarca Giuseppe

po l'anno 1 44-3- Gli scritti che i. Il di lui ci rimangono sono: lungo discorso da lui recitato nel
concilio di Basilea contro
degli
di
ussiti
,

deputati a Basilea per

gli

errori

riunione;
greci

il

che ottenfatto

riportato

nella storia

ne.

Ma

non avendo
i

quel concilio, e dal

Bzovio nel
ecclesiasti-

nessun conto di quanto


basciatori

loro

am-

toni.
ci.

XVI
Gli

degli
atti

annali
che
di

avevano promesso al concilio, fu Giovanni inviato nuovamente a Costantinopoli con molti altri, e dopo molte conferenze
giunse

2.

della sua legazione


trovatisi
fra
,

a Costantinopoli,
quelli

del

concilio

Basilea

far

sottoscrivere

alcuni

quattro lettere sul medesimo soggetto, che veggonsi manoscritte nella

articoli. Egli trovavasi

ancora a Coil

biblioteca

del

granduca
relazione
,

di

Fi-

stantinopoli

quando

senato
i/j.35

di
Io

renze.
viaggi

3.
in

Una
oriente

de' suoi

Ragusi

a'

3o

dicembre

conservataci da

GIO
Leone
lode di
Allacci.
s.

GIO
sermoue
presenza
sui in

77

4-

Un
in

rossa piana, terminata con le punte

Benedetto, pronunciato a

a martello, e in mezzo di essa era-

Roma

nel

i43o

dei

no
sta

le

immagini

de'

ss.

Gio.

Batti-

cardinali.

La sua opera
ed alcuue

nomi
a
fine

Tommaso.
o

indeclinabili

espressioni

GIOVANNI POLI
NOPOLI.
che

GIOVAN-

della Bibbia, che


in Costantinopoli,

condusse

non

si

trova.

Borgata o piccola citta Giovanni Vili dell' 872 fabs.

GIOVANNI (s.) d'Acri. V. Acri. GIOVANNI BATTISTA e TOMOrdine equestre. In Accona, non in Ancona, alcuni zelanti
(ss.),

bric sulla via Ostiense, per mettere al coperto la basilica di


lo

Paudei

MASO

dalle incursioni

e piraterie

saraceni, e dalle vessazioni delle

ma-

e pii gentiluomini

gli

dierono ori,

snade, onde
ficio

gli

diede

il

suo pontidi

gine per soccorrere


versi ospedali

gl'infermi

da

nome. In processo
distrutta,

tempo
al

loro caritatevolmente accolti in di-

and
voi.

come
del

si

disse

appositamente che poscia furono ridotti in

eretti,

XII,

p.

211
del

Dizionario.
Cit-

comt
ai

GIOVENAZZO (Juvenacen).
vescovile
nella

mende
e
di

a causa delle pingui lascite,


molti
privilegi

regno

delle

due

conceduti

Sicilie,

provincia di Terra di

medesimi dai sommi Pontefici, i quali avendo innalzato i gentiluomini al grado di cavalieri, sotto gli
auspico de'
ss.

Bari, posta su d'

una

roccia in ri,

va al mare Adriatico con titolo capoluogo di cantone. di ducato


,

Gio. Battista e

Tom-

L'origine della
ca, e
si

citt

assai

anti-

maso,
litare

obbligarono quindi a fare la guerra ai masnadieri, per facili

e rendere sicuro

1'

accesso dei
,

pellegrini

a Terra Santa

secondo

chiam Natiohim Juvenacium: le sue mura, e l'elevato castello vecchio dimostrano come fosse un tempo validamente munita.
Rinchiude oltre la cattedrale, fatta Federiedificare dall' imperatore
co
I

alcuni autori che scrissero degli ordini militari

fu

ed equestri. L' ordine chiamato anche di Tolemaide

nel 11 83, diverse altre chiese,

e d'Acri,

nomi

co' quali

si

chiam

vari

ospedali, ed istituti di benefi-

Accona o Accaron. Alessandro IV approv l'ordine, e Giovanni XXII lo conferm sotto la regola di s. Agostino. Alfonso il Savio re di Castiglia, avendo chiamato nel suo

cenza per l'educazione, pei fanciulli


esposti, pei
di.

X
i

mendicanti e vagabonContiene circa settemila abitanti, ed ha il territorio ridondante di olio ed amandorle. cereali , vino
,

stato

molti di questi cavalieri

per

Dicesi che sia stata fabbricata sulle

guerreggiare contro
di benefizi,
gli

mori,

li

ricolm

rovine

dell' antica

Ignatia, e fu
famiglia
del

nel

suo

testamento
ricchezze;

signoria

della

nobile

lasci

considerabili

Giudice.

ma
al
se

per

le

perdite fatte nella Siria,


1'

La sede

vescovile, al dire di

ComBari,

indebolitosi

ordine, venne riunito

man ville,
65 1,
altri

fu
la

eretta

verso
di

l'anno
queo
uel

Gerosolimitano, che in molte cone somigliava l'istituto e lo spirito. Il padre Bonanni, che nel Catalogo degli

sotto

metropoli
nel

pi tardi fanno fondata


sede
,

sta

cio

decimo
ed
altri

ordini militari ne

ri-

decimoprimo

secolo,

perci

porta a p. L1X la figura, dice che l' insegua consisteva in una croce

che alcuni ne fanno pruno vescovo

Pandouo

del

q5i,

Giovanili

78
del

GIO
107
1,
il

GIO
o Moroni. Pietro di Recanati, vescovo del 1 4-7 ' > ottenne dal re Ferdinando un diploma
in

quale intervenne alla solenne dedicazione che il Papa AJessandro


II fece

lino Morola

della basilica di

Mon-

govern venticinque anni. Nel 1096 gli successe Pietro che consacr la chiesa di s. Eustachio di Padula nella diocesi; nel 1 1 1 Bernerio che ottenne dalla regina Costanza le decime sulla citt in
te Cassino, e
,

favore di Giovenazzo
alla

interven-

ne

che in Roma celebr Innocenzo Vili di s. Leopoldo IV, marchese d' Austria.
canonizzazione
Gli successe nel
1

4 f)^ Giustiuo Planoriondo


1

ca

nobile

di

Giovenazzo,

anima del suo defunto marito Boeniondo principe di Antiochia. Orso del 1124 seguendo le parti di Anacleto II antipapa ne ottenne un privilegio. Berto del 1172 speriment con la sua
suffragio dell'

romano. Leone
stitu

nel

vi

co-

amministratore il cardinale Lorenzo Pucci, il quale


perpetuo
la

rassegn
gresso

sede con diritto del redi

Giacomo Tramarino

chiesa la

munificenza

del

glielmo. Paolino del 11


il

re Gu84 consacr

Giovenazzo, e poi fece altrettanto con Marcello Planca pure di Giovenazzo. Nel
te

nuovo battisterio. Pietro nel 1226 eletto dal capitolo, fu confermato da Onorio HI. Leonardo de Sermineto, monaco di Fossa nuova, ben accetto ad Innocenzo IV
per
esemplarit di vita
e
lettera-

1^28 fu da ClemenVII fatto vescovo Lodovico For-

conio, virtuoso ed egregio aquilano.

Giovanni de Piibera spagnuolo del J49 intervenne al concilio di Tren1

to,

il

quale
la

trasfer

le

monache
citt,

benedettine nell'interno della


presso
lo,

tura, nel
sta chiesa.
lo,

12 53 fu promosso a queSalvio eletto dal capito-

chiesa de'

ss.

Gio.

Pao-

e fu

benemerito

ed

esempi. ne
eresse

fu

nel

confermato da Gregorio X 1275. Fr. Giovanni da Traili

vescovo. Sebastiano
nella

Barnaba

cattedrale

de' minori, a'2

maggio

1283 con-

Crocefisso,
rio

ed
la

una cappella al ss. ottenne da Grego-

sagr

solennemente la cattedrale. Fr. Guglielmo inglese de' minori, nel i32Q ottenne dal re Roberto
la

XIII

l'indulgenza perpetua per


visitassero.

quelli

che

Lodati

vescovi

furono

Luciani)

reintegrazione dei diritti spettanti


chiesa.

Giacomo Morola o Moi333 divenne vescovo della patria. Bonifacio IX nel 1390 dalla sede di Tropea trasfer a questa Francesco Balmolino gli successe Grimaldo de Turcoli di Gioalla

roni nel

de Rossi, e Gio. Antonio ViperaDi, Gregorio Santacroce, e Giulio Masi nobile fiorentino, il quale abbell la cattedrale, orn la cappella del Crocefisso, rinnov il battisterio, eresse una cappella alla Beata \ ergine di Loreto, e fuori della
citt
la

venazzo. Nel

i/55 Calisto
di

III

fece
il

chiesi di

s.

Maria
i

della

commendatario
titolo

questa chiesa
la

Misericordia,
a
la
s.

chiam
alla

cappuccini
di

cardinal Antonio de
di
il

Cerda

del

stabilirsi

in

Giovenazzo, e pose
loro chiesa

s.

Grisogono.
nel

Ebbe

a suc-

prima pietra
Carlo.
Il

cessore
d'

vescovo
1

Ettore
>

Galgano

Aversa

4^7
1

dal re
tutti
i

Alfonso

la

cne ottenne conferma di

vescovo Carlo Maranta napoletano, nobile, dotto ed illucelebr


il

stre,

sinodo, pose
chiesa di
s.

la

pri-

privilegi.

Nel

1462

lo

II

fece

vescovo della

Paopatria Ma-

ma
e

pietra nella
ss.

Maria,
Filippo

de'

Giusto,

Carlo

GIO
fuori

GIO
nel
G">-j

79
le

della citt,
alla

fu

pulii

1818,

soppresse

sedi

di

trasferito

sede
Il
l'

di

Tropea da
,

Alessandro VII.

vescovo Michele
episcopio
e
il

Vaginali

rifece

convento
gli
feri,

de' minori
1

conventuali
1

successe nel

come

il

Agnello Aipredecessore de' minori

67

Giovenazzo e Terlizzi, e le assegn alla diocesi di Molfetta [Vedi), di 1820 monsicui fece vescovo nel gnor Filippo Giudice Caracciolo di Napoli, che poi il Papa che regna
cre cardinale,
1

avendolo

sino

dal

osservanti: ristor la cattedrale,

fe-

ce

altri

miglioramenti all'episcopio,
la

consagr

chiesa de'cappuccini, soslui

tenne ancor

grave
si

lite coi cittadi-

833 traslato alla sede di Napoli. Il medesimo regnante Gregorio XVI, ad istanza dell' odierno monarca delle due Sicilie Ferdinando II, restitu
l'

ni di Terlizzi,e

esercit in diverse

pie opere. Nel

1693 Innocenzo XII nomin vescovo fr. Giacinto Chyurdi

a Giovenazzo ed a Terlizzi onore di cattedrali vescovili, laMolfetta;


e

sciandole unite a
concistoro de' 19

nel
fe-

ed antichissima stirpe greca, che in pi modi si rese benemerito di questa chiesa eresse per le povere orfane il pio luogo
lia,

nobilissima

maggio 1837,

ce vescovo di Molfetta, Giovena/zo


e Terlizzi l'attuale

monsignor GioCosenza, essensedi

vanni Costantini

di

detto

il

Monte
la
il

della Carit,

edific

do tulte e

tre

le

immediata

e consagr

chiesa di

s.

Felice,

mente soggette

alla

santa Sede.

ingrand

monastero
di
s.

delle

monaBatti-

La
sacra

cattedrale

di

Giovenazzo
l'

che benedettine
sta,

Gio.

Dio

sotto

invocazione
B. Vergine,

e fece quelle altre

commendeDell' Italia

della Assunzione della

voli

cose che
dell'

si

leggono
,

essendo composto
canonici, compresi

il

capitolo della

sacra

Ughelli

tom.

VII,

p.

dignit dell' arcidiaconato, di sedici


il

770
serie

e seg.

La continuazione
si

della

teologo ed

il

de' vescovi

legge nelle an-

penitenziere
e di
altri

di

venti

mansionari,

Roma. Mentre era Gioveuazzo Paolo de di Mercurio di Camerata, fatto vescovo nel 1731 da Clemente XII, il Pontefice Benedetto XI\ a' 26 nonuali Notizie di

preti e chierici addetti al

vescovo

divino servizio.

La

cattedrale ha

il

batlisterioj e la cura parrocchiale


affidata all' arciprete.

Non

avvi

al-

tra parrocchia,
ti
i

ma

alcuni convenreligiosi

vembre 1749
la

eresse

in

cattedrale
1'

e monasteri di
sessi,
,

d'ambo
e

chiesa di Tei lizzi [Fedi), e

u-

un conservatorio
sodalizi
,

di donzel-

n a

quella

di Giovenazzo,
di

primo

vescovo
Cu

Terlizzi uniti

ed il Giovena770 e Giuseppe Orlandi


Tricase,
fatto

le

diversi
di

ospedale

monte

piet.

GIOVIAMO,
Emiliaua,
ficato
di
s.

Cardinale. Giocadel
titolo
l

monaco
dallo

celestino, di

no prete cardinale
fior

di

S.

Benedetto XIV nel 17I2. Indi di Giovenazzo e Terlizzi ne fu ultimo vescovo Michele
stesso

nel

4g4> ne
I.

ponti-

Gelasio

GIOVIMANO,
viniano
di
s.

Cardinale. Gioprete
del
titolo

Continisi d' Altaiuura, fallo vescovo

cardinale

da Pio \ nel 7 7G, dappoich nella nuova circoscrizione ili diocesi, ohe Pio VII fece ad istanza del re Ferdinando I, per l* autorit della
I
1

Sabina, intervenne al concilio


dell'853, tenuto da
s.

romano
ne IV.

Leo-

GIOVJNINO,
secolo.

eresiarca del

IV
le

bolla

De

uiiliori

domiiiicae,

Lai.

Pass

primi

anni

li

8o

G P
I

GIR
s.

austerit della vita monastica in

monastero governato da
gio, in

un AmbroMilano,

GIRACLA.
tentrionale
,

Citt

vescovile

di

Sardegna, situala nella


all'

parte setSassari.
se-

uno de'sobborghi
si

di

oriente di

dal quale uscito,

rec in
i

Roma,
suoi er-

Giracla o Gisara fu eretta nel


colo XII, e
colo
nel

ove cominci a seminare rori. Dopo esser caduto


piet
si

principio del sela

nell'

em,

XVI
sede

fu

unita ad Otana,

lasci

la

"vita

mortificata
,

qual

nel

medesimo
Alghero

secolo

diede allo

stravizzo
essere

vantandosi

venne

unita ad

(Vedi).

tuttavia di

monaco. Predi-

La

chiesa cattedrale era sotto lins.

cando
ai

egli
,

una dottrina piacevole

vocazione di

Antioco; aveva un

sensi

ebbe in

Roma

molti sesesso.
egli di-

piccolo capitolo

composto
11

delle di-

guaci
]

dell'

uno e

dell' altro
:

gnit dell' arciprete,


di

del decano, e

suoi errori furono molti


la

cinque canonici.

vescovo orin Arder,


il

ceva che
feribile
al

verginit

non era pre;

dinariamente risiedeva

matrimonio che i battezzati non potevano pi peccare; che tanto merita chi digiuna, quanto chi mangia ringraziando Dio ; che in cielo tutti hanno premio
eguale
eguali
,
;

luogo della diocesi, e ne fu

pri-

mo

Pietro del

1 1

6,

che poi as-

sistette

allaconsagrazione della chies.

sa di

Saturnino, fatta dall'arcisulfraganea della


Sassari.

vescovo di Cagliari, essendo questa


sede allora
tropoli
di

e che tutti
parto.

peccati sono
rest ver-

melui
si-

che Maria non


il

Gli

successe
di

gine

dopo

Quest' ultimo

Mariano

Thelle,

dopo

errore fu tenuto ancora da Incmaro, Wicleffo, Pietro Martire, e


lineo, e

sedettero altri

quindici vescovi
riportati dal

Mos.

no
seg.

al

i49

F >

Mattei

con questi anche da SaS.

nella

muele Rasnagio.

Girolamo e

Sardinia sacra a p. 2 1 3 e Questa chiesa fu conosciuta


differenti

Agostino scrissero contro Gioviniano, il quale fu condannato in un


co' suoi seguaci dal
ricio

con

nomi,

cio:

Gira-

clensis,

Bisargensis,

Bisarcluensis,

Pontefice

s.

Si-

un sinodo romano tenuto nel 390, e poco appresso in un altro celebrato da s. Ambrogio in
in

vellensisy

Guisarchensis , Giphardensis, Grapree Gisardensis. Al

sente

vescovo d'Alglrero

mondei

signor Pietro Raffaele Arduini

Milano.
esiliato

Finalmente

essendo

stato

dall'imperatore Teodosio, e

di

anche da Onorio in Boas della Dalmazia , mor miserabilmente fra la crapula e la lascivia, circa l'anno f\.\i. GIOVINO (s.). V. Giova (s.). G O VITA (s.). V. Faustino e GlOYITA (SS.).
poi
sulle

coste

minori conventuali , gi vescovo di Carra li partibus, fatto dal legnante Gregorio XVI nel concistoro de'3o gennaio 1 8 3. GIRAMONA o GIROMUNTA. Sede vescovile nella Mauritiana CeJ

sariana, nell'Africa
to la

occidentale, sot-

metropoli di Giulia Cesarea. Reparato suo vescovo fu alla condi

G1PSARIA. Sede
la Mauritiana

vescovile

del-

Cesariana,

nell'A-

ferenza di Cartagine del 4^4> <\ uu venne esiliato dal re dei van-

frica occidentale, sotto la


li

metroposuo
alla

dali

Unnerico.
(s.),

di

Giulia Cesarea.

Germano
nel

GIRARDO
tenelle.

monaco

di
(s.).

Fon-

vescovo

intervenne

4-H

V. Vandregesilo
Cardinale.

conferenza di Cartagine.

G1UARDO,

Giraldo

GIR
prete
sciola,
leo,

GIR
titolo

8r
arcivescovo

cardinale
ossia

del
'ss.

in

Fa-

Pincio,
di
al

avendolo
al

fatto

sottoscritto ad
in

ta

Nereo ed Achiluna bolla daLaterano da Onorio II nel


de
favore del
nelle

Ferrara,
voi.

modo che dicemmo


p.

XXIV,
eletto

184

del

Dizio-

nario. Si narra
in

1129, a

monistero

di

cui fu

che nel conclave Pio VI Braschi, il


a fare
1'

Vendme

Gallie.

cardinale pot riuscire


nullare l'esclusiva che
tore di

an-

Bernardino, Cardinale. Bernardino de' conti Giraud nobile romano , nacque in Roma ai i4 luglio 172 1, e merit per gli studi e felice ingegno di essere fatto aprile 1763 da Clemente a' 26

G1RAUD

ambasciaFrancia voleva dare al por-

porato Braschi, mostrando una lettera autografa del re Luigi XVI, ove questi dichiarava nulla avere

XIII uditore di rota, e quindi dal medesimo promosso alla nunziatura di Parigi, dichiarandolo nel concistoro de'

da dire contro il cardinal Braschi. Per gratitudine Pio VI accett la


di
lui

rinunzia

all'arcivescovato di

Ferrara, ed offrendogli
rica

quella

ca-

scovo di

6 aprile 1767 arciveDamasco hi partibus. Si


la

che pi

gli

piacesse, egli scel-

se quella di pro-uditore, che

funse
di

guadagn

grazia

del

re

Luigi

sino alla morte.

La benevolenza
a
a
tal

che con piacere la sera faceva una partita di giuoco con lui. Dai numeri 8296 e 83 18 de Diari di

XV,

Pio
lui

VI

giunse

segno,

che
di

spesso lo

andava

visitare nel

bel palazzo in
la

Borgo

palazzo

Clemente
di

Roma del 77 si ha come XIV con breve speciale


1
1

che poi acquist


zi

nobile famiglia

Torlonia, e ne parleremo a Palazdi

l'autorizz,

come nunzio

di Parigi,

ricevere in suo

professione di

nome la solenne madama di Francia

nel

Roma. Quando per Pio VI 1782 si decise di andare a


il

Vienna,
e tanto

cardinale vi

si

oppose,
si

Luisa Maria monaca teresiana scalza nel monistero di s. Dionigi, figlia del
re,

si

disgustarono

eh' egli

astenne di recarsi alla


dienza,

consueta u-

come

il

Papa parprofessione
il

mandandovi
che
il
,

il

proprio udipoi cardinaritor-

tecip in concistoro al sacro colle-

tore Rovarelli che fu


le.

gio la seguita
nelle
cesi

solenne

Prima

Pontefice
sorpreso
il

mani

del nunzio,

quale di-

nasse in

Roma

cardi-

che in questa funzione fu auvestire gli


abiti cardinali-

torizzato
zi.
li

nale da una colica mor d'anni sessantuno e circa tre mesi, la notte

Quindi lo 17 giugno
lo

stesso
di

detto

Clemente XIV anno lo cre


nel

venendo

il

maggio
del

1782, nel
si

detto palazzo di sua famiglia. Nel

cardinale prete,

ma

riserbandolo in
concistoro

numero 768
ta

Diario

racconsuccin-

petto
de'

pubblic

l'ultima sua infermit, e quan-

19 aprile 1773, per cui si legge nel numero 8468 del Diario, che il Papa dichiar cameriere d'onore il conte Stefano fratello del cardinale, acci quale ablegato apostolico
la
gli

to
to.

andiamo a riportare
Il

in

suo cadavere
di
s.

Cu

trasportalo
in

nella chiesa
cella,

Maria

Valli-

sa

il

ove ne' funerali cant la mescardinal Zelada alla presendieciotto

presentasse
cardinalizia.

in

Viterbo
Ritornato
titolo
la

za

di

cardinali
la

indi

fu

berretta

tumulato avanti
lizia

cappella genti-

in

Roma

gli

confer
ss.

per
al

di

sua

famiglia, dedicata alla

chiesa della
VOL.

Trinit

monte

Venuta

dello

Spirito
r,

Santo

Con

XXXI.

82

GIR

GIR
misure, e che il cardinale non era morto, ma fuggito in Francia, dicendosi essersi preso
all'ospedale di
gli
s.

sua disposizione testamentaria ordin la celebrazione di tremila messe in suffragio

ma
veri

lasci

della propria aniduecento scudi ai pos.

un cadavere
ponendo-

Spirito,

della sua parrocchia di

Giapia-

sul

volto la maschera del car-

como

Scossacavalli;
le

le

sue

dinale.
telli

nete nobili

don

al titolo
il

ed alla
al-

chiesa che ne contiene


tri

corpo,

N deve tacersi, che i fraGiraud, allorch Pio VI arm contro le armate repubblicane, corrisposero
all'

paramenti
parrocchia

sacri e calici alla det;

invito ch'egli

fece nel

ta

due

rispettabili

le-

1796

a' suoi

sudditi

di

aiutarlo,

gati ai

conti Alessio e

Ferdinando
consueta didel cor-

suoi fratelli; la paga in vita a molti

ed offrirono trenta uomini con vesti, armi e cavalli, esibendosi pronti


a
militare eglino
slessi

famigliari, oltre la

come

volonI,

stribuzione di
la

tremila scudi a tutta


in

tari,

come
della

si

legge nel tom.

p.

famiglia, ed

luogo

i43

Relazione

dell'avversieh.

ruccio e quarantene dispose sei


sate a

me-

t ce. di Pio

FI, del

monsig.
conci-

cadauno

de' suoi
i

famigliari.

Baldassarre Questo cardinale fu an-

poveri, e Del resto istitu eredi per essi il Papa Pio VI, acci ne disponesse nel modo che credeva pi conveniente, al quale don un quadro di Giulio Romano rappresentante la sacra Famiglia. Nel numero i324 poi del Diario del

noverato

alle

congregazioni

storiale, dell'esame

de' vescovi, del

concilio, de' vescovi e regolari, della


l'

rev. fabbrica,

della visita, e delreliquie.

indulgenze e sagre

Fu

protettore dell'ordine gerosolimita-

no, di quello de' monaci girolamini,


ti,

1787
le

si

legge l'iscrizione sepolcra-

di

quello de' minori


terz'

osservan-

marmo, decorata di vago ornato di fini marmi a pi colori posta sulla sua tomba d'ordine di
di
,

riformati, e del
;

ordine

di

detto Pontefice, perci essa termi-

na con queste espressioni: Cui monumentimi faci uni est fussu D. N.


Pii

Francesco dei monistcri di s. Rosa e delle duchesse di Viterbo, di s. Chiara di Sezze, della ss. Trinit di Todi, de' ss. Filippo e Giacomo d'Ischia, e del Divino Amos.

FI

Pont.

Max. Quem

in

subte-

re di

Monlefiascone

del

capitolo

sidium eeenorum

heredem ex
che Pio
a

e clero di Rimini, del collegio dei


dottori di Viterbo, e delle universit

stamento
erog
nella
1'

reliquit. Si sa

VI

eredit
del

vantaggio dilla

de' candellottari

e cappellata;

fabbrica

Conservatorio

Pio,
a
s.

delle citt di
pi,
l'i
1

Viterbo, Loreto, Kedel

erezione d' una scuola di di-

e di
ino,

s.

Elpidio,

Porto di

segno nelle
inosinc.

Scuole
(in

cristiane

Salvatore in Lauro, ed in altre

li-

re

Mont Olmo, MontefioBarberano, Campi, Capo di


di

Dal

qui detto resteran-

no confutate le calunnie sparse mentre Pio VI era in Vienna, cio


ch'egli avea trovato presso

Monte, Lugnano, e Castiglione della Teverina. Dal suddetto conte Ferdinando fratello del cardinale
nacquero Pietro, Giovanni, Giufra questi si e Francesco distinse il conte Giovanni celebre
seppe
:

l'im-

peratore Giuseppe
ilei

11

dei
lo

rescritti

cardinale

che

autorizzava

di

cose ignorate dal Papa, che peidivisava

commediografo romano,
biografia scrisse
il

la

cui

bella

ci questi

piendere

forti

eh.

Luigi Car-

GIR
(Tinnii,

GIR
gittano
gras.
al
'

83

e
l'

si

legge nel giornale di

Roma
col

Album

nnin. 4?j ^el

83c),

mare col nome di caOccupa l'antica Omphace,


munito ed artificiosamente da Dedalo cretese per
reggia.
il si

ritratto
inciso,

somigliante
del quale
le

del conte,

luogo

bene
sedici
dite,
il

abbiamo
edite

in

edificato

tomi

Opere

ed

ine-

servire a Cocalo di
fortezza

Fu

poi

Roma 1840 pel Monaldi. V. Diario di Roma n. 4o, del i844GIRBA, GERBA,o GIRPA. Vi
citt

che guardava
il

sottopo-

sto Agrigento,

quale

compone

furono due
sto

vescovili di

queGir-

ora di un ammasso di ruderi, che Girgenti vecchio. La citt dicesi


presenta una vista amenissima, ma poco lodala la sua costruzione, ed anguste ne sono le vie. Girgenti ha un castello fortificato ed piazza di guerra di terza classe. Possiede un gran numero di cine,

nome
la

nell'Africa

occidentale,

questa e
ila,

seguente. Questa

detta anche Gisipa, nella prosotto


la

vincia proconsolare,
tropoli
di

mefu
al

Cartagine, ebbe per ve-

scovi

Manilio, che nel


cartaginese,
;

255

concilio

Cipriano
41 1

adunato da s. Quodvultdeus, che nel


vescovi cattolici tro-

se,

compresa

la

cattedrale,

ed amcatte-

pie e ricche case religiose, con vari

con

altri

stabilimenti

benefci

la

vossi alla conferenza di Cartagine;

drale fu costrutta nel luogo

e coi

Urbano, che Unncrico re


clic

nel

4^
al

fu rilegato

de' vandali; e
concilio

da Donalo,
riunito

rottami dell'antico tempio di


ve
;

Gioillu-

un

vasto edilizio,

ben

sottoscrisse

nel

52 5

in Cartagine

da Bonifacio,
vedi

minalo, e di una struttura interamente acustica, per cui ha un notabile


ti/io,

GIRBA

GIRBITA. Sede
Furono

e curioso eco.

Questo

edi-

scovile della provincia

Tripoli,
suoi

oltre a

molti
,

nell'Africa occidentale.

suoi

vescovi

monumenti dei contiene un antico


bassori-

vescovi: Proculo, che fu al


lio

conci-

sarcofago, considerato pei


lievi

Cabarsussa nel 394; Fausto, che intervenne alla conferenza di


di

di

cui

adorno come una

meraviglia dell'arte; esso serve di


fonte battesimale. Ila un'accademia
di studi,

Cartagine, e poi fu esiliato nel

44

da Unnerico; e Vincenzo, che nel

con biblioteca, e copioso


Il

5i5
se,

si

port

al

concilio cartaginela

gabinetto di medaglie.

palazzo

qual rappresentante
Tripolitana.

provinCitt

cia

municipale il pi distinto tra 1 qualche fa palazzi. Questa citt

GIRGENTI
eoo resilienza
delle

(/fgrigentin).

commercio
colo

vescovile

nel

regno

Valle

due Sicilie, nella provincia minore di Girgenti, capoluogo della medesima, di distretto e di cantone. sede di una corte eliminale, e di un tribunale civile. Si estende sul pendio d'una montagna, detta gi colle di Minerva,
della
(piale
si

del suo picMediterraneo scivaio nel 1782, con molo, e munito di baloardo ed opportuno facol

mezzo

porlo

sul

ro;
costa

questo porto il solo della meridionale dell' isola ma


,

non pu ricevere che


vigli.

piccoli

nanel

Presso
il

il

lido

s'

innalza

porto
rio di
Il

caricatore de' grani, giacla

dea
piedi

nella

parte

pi

ch pu

citt

chiamarsi l'empo-

erta

vedeva
ai

un tempio.
di

Con*
fiumi
si

Sicilia

per tale negozia/ione.


circonvicino filile e
al

Uniscono

e>vi

territorio

Drago e Sambiagio,

che

uniti

delizioso.

Presso

Drago

vi

sono

84
due
t
vi

GIR
sorgenti di nafta

GIR
o petroleo;
ci

a qualche disianza

in

all'est della cit-

un'abbondante
attivit
,

miniera di

zolfo

nord si scuopre il luba, le cui eruzioni consistono in


gas idrogeno.

pi lunge al vulcano Maccae

anche palazzo de' giganti. In mezzo a tante rovine Agrigento presenta ancora un tempio intatto nella forma, gi consacrato alla Concordia, di cui sono celebrati
ci
i

gre-

profili,

la

nobile dorica sempli-

cit, e la
il

conveniente ed elegante giu-

Girgenti vecchio occupa


dell'antica

sito alle

sta

distribuzione delle parti. Esso

Agrigento:

in

mezzo

maestose rovine di questa vasta e bella citt s' innalzano molti conventi
;

fra gli avanzi


si

degli

antichi

lungo centoventidue piedi e largo cinquantadue, fu convertito in chiesa, e deve la sua conservazione al corpo di s. Gregorio che vi si venera. Girgenti
fu

templi

osservano quelli di Gio-

patria

d'Empedocle

filo-

ve Atabirio od Olimpico, di Giunone


di

sofo e poeta, di Carcino poeta tragico,


ci,

Lucina, della Concordia, di Apollo, Venere, di Vulcano, di Diana, di Ercole, di Castore e Polluce, di Esculapio, di Cerere, e di Protratto in

di

Acrone capo degli empiri-

di

Metello cantore, di Evhemer,

di

Fcace architetto, e di altri uomini celebri; ebbe ancora molti


illustri

ancora di di gran bellezza, ed altre importanti antiserpina; vi


si

scoprono

ecclesiastici,
il

fra'

tratto dei

vasi

neremo

cardinal
di

nato arcivescovo
scina era

quali nomiLodovico CoPalermo, e pa-

chit.

L'imponente
ed

aspetto

delle
alla

store di altre chiese.


fuori della

Una gran
citt,

pi-

rovine di Girgenti

ricordano

profonda

memoria epoche
famosi
;

avvenimenti
in dieci

venti cubiti, e del circuito di sette


stadi,

essa

si

estendeva

ove

si

conservava

immensa

miglia,
tanti,

comprendeva
dediti
alle

immensa
abiarti

popolazione di
tutti

ottocentomila

quantit di pesce pei pubblici contestimonianza del lusso aviti


:

ed al lusso, ove capolavori del genio degli antichi decoravano le sue mura, avendovi Zeusi dipinto Venere, studiando le forme delle pi
avvenenti
Agrigento.
e
perfette

grigentino

pure

la

grandiosit
e
sepolcri.

dei superstiti sarcofagi

Narrasi del ricchissimo Gellia agrigentino,

donzelle

di

Meraviglioso
il

prodigio

tempio di Giove Olimpico, splendidamente costruito dai siciliani emulatori della Grearchitettonico fu
cia,

lungo

trecentosessanta

piedi

manteneva pubblica mangiare per qualunque numero di forestieri che si trovasquali dai suoi pagse nella citt, gi venivano invitati; esempio che fu poi da altri seguito ed in un giorno avvenne, che novanta cavalieri di Gela arrivati nella cruda
che
tavola da
i ;

largo sessanta, alto sopra terra centoventi.

stagione

in

Agrigento,

trovarono
e tuni-

Negli opposti suoi

portici

pronte altrettante clamidi

stavano i preziosi bassorilievi , cui quello all'oriente mostrava


figiata
la
all'
;

di
ef-

battaglia

dei giganti, e
l'

che per cambiarsi di vestiario. Lo smodato lusso aminoli talmente gli agrigentini, che stretti da duro assedio furono
indotti

quello

occidente smisurati

eccidio

di

ad ordinare,

Troia
questo

gli

avanzi

di

che
gilie

le

sentinelle nelle notturne vi-

edifizio possono dare idea di sua sontuosit, e fu chiamato per-

coltre

non potessero avere pi d'una e di due guanciali. Di A-

GIR
grigento
ci

GI R
una
magnifica
dificaia fu

85
dai
ro-

lasci

quindi, e presa

descrizione

Diodoro Siculo.

so

Pretendesiche Agrigentoabbia presuo nome dal monte Agragas, il


alla

mani l'anno 210. Questa citt fu una delle prime in Sicilia ad essere
occupata dai saraceni, allorch furono costretti a togliersi dall' assedio
di
di

nome comune
fu eretto, ed al

montagna
le
i

ove

fiume che

scorre-

Siracusa

nell'anno

825 o
si

va

ai

piedi.

Furono

cittadini di

828
il

nostra era. Tali invasori


poscia nel

Gela che impresero a

fabbricarla,

ribellarono

935
il

contro
califfo

ma
per

la

colonia per la sua magnifi-

loro governatore, persona ingiue

cenza, e
in

numero
breve
fondata

degli abitanti, sula

sta

rapace

per

cui

madre
primo

patria.

Fatimata mand

dall' Africa
:

un

e-

Credesi
della

nel

anno

cinquantesima olimpiade, cio


avanti l'era volgare:

58o anni

Tudagli

cidide narra che fu


abitanti di Gela

fondata
i

584 ann

avanti

Ges
co.

Cristo.

Il

suo governo talora

fu democratico, e talora

monarchiil

poterono resistere fino all'anno 94> essendo stati soccorsi dai palermitani, anch' essi ribelli ai maomettani. Fu in tali luttuose circostanze , che l'antica Agrigento maggiormente soffr, e fu saccheggiata. Soltanto
nel

sercito per castigarli

Falaride esule della sua patria

Astapilea nell' isola di Creta, fu

primo ad usurparvi
tere.

il

supremo pocon
la

Incominci a

regnare

generosit e colla dolcezza,


della

ma

us

o 1093 fu ricuperata comandati da Piuggero duca di Puglia ; divenne quindi dopo Siracusa una delle citt pi considerabili della Sicilia , ebbe i

1089

dai

cristiani

re le sedizioni.

maggior severit nel reprimeVi per dell'esasi

suoi signori particolari


sorte dell' isola
;

e segu la

soggiacque alla do11

gerato nei racconti delle sue tirannie, anzi


critici

minazione greca, nel


regno.

54

si

sot-

reputa fvola da molti

tomise a Palermo, e fece parte del

la formazione di un toro di bronzo eseguita dallo scultore Pe-

La

fede cristiana fu propagata in


nei

rdio, per dare altrui

lenta

e
vi

tor-

Girgenti

mentosa morte,
egli

la

quale

trov

Chiesa, e

Falaride slesso d' ordine di che sdegnato di tanta atrocit consacr ad Apollo la macchina orrenda.
tere

primi tempi della secondo la tradizione s. Libertino ordinato da s. Pietro ne


il

fu

primo vescovo,
Domiziano
volgare.
j

e soffr

il

mar-

tirio

sotto g' imperatori

Vespasia-

Abbiamo centoquarantasei
di

let-

no

verso l'anno
Altri dicono
la

96
con
nel

Falaride, che

se

fossero

dell' era

autentiche tornerebbero a suo graud' elogio, per la saviezza

Commanville fondata
,

sede

ed umanit
Indi

di sentimenti in esse espressi.


i

suffraganea di Paquinto secolo lermo, e secondo le notizie greche


di

romani

tarono a
citt.

ed cartaginesi si dispulungo il dominio di questa


i

Siracusa

al

presente

suffira-

A m dea re

distrusse

Agrigento
vol-

gaueo Girgenti della metropoli di Monreale. Verso l'anno )(> n'era


vescovo s. Gregorio, al tempo deci' imperatori Valeriano e Gallieno, e mor nel 262. Fra i successori
di
s.

circa 4f ;,n,n

prima dell'era

gare. Dipoi nelle sue vicinanze nel-

l'anno 34o della


cartaginesi

medesima
sconfitti

era,

furono

dai

si-

racusani diretti da Timolcouc. Ric-

mente

Gregorio noteremo particolarPotamione che fior nel s.

86
pontificato di

GIR
s.

GIR
I

Agapito

del

535,
I.

dell'

imperatore

Giustiniano

S. Gregorio II, dell'ordine di san Basilio, trovossi al concilio di Co-

stantinopoli del 553.


la

11

Boiler par-

di

s.

Gregorio nato nel


trent'

55g a
eletto

Pretoria presso Agrigento, che nell'

et di

uno anni
chiesa.

fu

vescovo d questa
poi stata
e mezzo,
vi la

Essendo
ai sara-

citt soggetta

ceni pel corso di

pi

di

un secolo

non vi furono pi vescodopo l' 8^5 sino al 1093, nel qua] anno il duca Ruggero chiam
Sicilia
s.

ne al concilio di Basilea ; il beato Matteo IH da Cimarra de' minori, il quale rinunziato il vescovato, mo45 febbraio r santamente a' 7 dipoi Clemente XIII con decreto de' 2 1 febbraio 1767 ne approv il culto immemorabile. Ne fu successore nel i445 fr. Antonio Ponticorona domenicano di Palermo ; indi nel i45i divenne vescovo fr. Domenico Xart di Barcellona, monaco cistercense; nel 1 4-7 2. Gio1
1

vanni

III

de

Cardelli
1

Coltelli

benedettino; nel

479 Giovanni IV

in

Gerlando suo parente,


la

per occupare

sede

di

Girgenti.

Questa

scelta

venne approvata dal

de Castro di nobile famiglia spagnuola di Valenza, eletto da Sisto IV, indi da Alessandro VI nel

Pontefice

sacr egli

scovo nel
s.

Urbano II, il quale conmedesimo il nuovo vedetto anno 1093. Mor


r
1

1496
delle
il

creato
ss.

cardinale

del

titolo

Aquila e Prisca, chiamato cardinal ti' Agrigento j nel 5o6


1

Gerlando nel
sua
festa
a'

o4, e

si

celebra

Giuliano
Giulio
II

Cibo genovese,
di

fatto

da

la

25

febbraio,
della

ed

ai

cui era cubiculario e


al concilio

20 marzo giorno

sua traslafu a lui

consanguineo, intervenne
generale
nel

zione alla cattedrale, che

Lateranense

V,

mor

dedicata. Gli successe Drogo, secon-

do

la

predizione
sei

del predecessore,
1

i537. Paolo III fece vescovo d'Agrigento Pietro II Tagliavia, che


Giulio III nel
le
1

ma
fu

visse

mesi, onde nel


nel

io5
Al-

553
s.
il

cre cardinaCalisto
;

eletto

Guarino,
11

rri5

del titolo

di

Pao-

berto, e nel
gli

27

Gualterio.

Fra

lo

IV

vi

nomin
di

cardinal Ridolfo

altri

vescovi successori nominedel


1

remo Bartolomeo
do Acquaviva
Pontefice
Orsini
del

172; Rinal\

Pio de' signori XIII nel 1 574


bile di

Carpi

Gregorio

Cesare Manelli no-

1244

Bertoldo
dal

del i3o3, consacrato in

Roma
;

Benedetto XI romano dell'ordine


;

Matteo
de' pre-

Messina; Gregorio XIV nel Francesco del Pozzo nobile messinese; Urbano Vili nel 1624

1590

il

cardinal Ottavio Ridolf


titolo

fioren-

dicatori, eletto nel \'i r j

Ottaviano
del

tino del

di

s.

Agnese, cui die

de Labro nobile palermitano

i35o;

fr.

Pietro

talano, degli

de Curtibus caeremitani di s. Ago-

1627 Francesco Trahina palermitano, terminando la


per successore nel
serie

che

si

legge nella Sicilia sa-

stino del

1392; Gillrte Riccobono

cra con Lorenzo Gioeni e

palermitano, cubiculario di Bonifacio

IX
;

del

1393;

fr.

Filippo

de

CardoPalermo, fatto vescovo nel 1730 da Clemente XII. I di


na nobile
di

Ferrari, carmelitano di
ta
fi-.

Caltaniset-

lui

successori

si

leggono

nelle an-

Lorenzo napoletano cislerciense, nel 1422 fatto da Martino V; Bernardo Bosco canonico di
s.

nuali Notizie di

Roma. Per morte

del vescovo monsignor Ignazio M.011-

temaguo,
rio

il

regnante Papa (nego-

Pietro nel

i.|3(),

che

inlerven-

XVI,

nel concistoro de' 17 gi-

GIR
gno
i844>
dichiar
successore
il

G
tre

II

87
tolte

gi esistenti, furono

circi

dottissimo p.
dei teatini

Domenico Maria Giuconsultore


delle

seppe Lo- Iacono, preposito generalo


,

sagre

anime da questa di ascendendo quelle restate a circa duecento ventimila. Ouni


sessantamila
Gii'genti,

congregazioni de'vescovi e regolari, e


dell'indice,

esaminatore del

clero

della

nuovo vescovo tassato camera apostolica


cinquecento,

nei
in

libri

fiorini

romano
d

e de'vescovi,

non che dot-

quorum

vero

valor

tore in sacra teologia, della diocesi

asccndit

ad decem

mille

plus mi-

Girgenli.

nus durata

La

cattedrale dedicata a

Dio
Il

in

GIROALDO
tenelle.
f^.

monetae neapolitanar. (s.), abbate d. Fon(s.).

onore dell'Assunzione della


gine e di
pitolo
<

13.

Verca-

Va.vdp.egesilo

s.

Giacomo

apostolo.
la

ha quattro dignit,
le

quella del decano,

altre

prima sono
del

del cantore, dell'arcidiacono e


tesoriere
nici,
;

Raffaele Cosmo, Cardinale. Raffaele Cosimo Girolami, patrizio fiorentino, nacque a' ro settembre 16-0, dedicatosi agli studi

G1ROLAMI

vi

sono
il

ventidue
il

canopee

fece

tali

progressi

nelle scienze,

compresi
preti

teologo ed

nitenziere,
diversi
l'

sessanta

mansionari,
cattedrale.

chierici

addetti alIn

ufficiatura

della

questa

un canonico maestro
le

cap-

che pot a buona ragione il pubblico annoverarlo tra pi dotti ed eccellenti teologi del suo tempo. Rinunziato il canonicato che godeva nella metropolitana di Firenze,
i

pellano esercita

funzioni

di par-

si

trasfer
il

Roma
per

roco; avvi un magnifico batlistero, e tra le reliquie ivi si venera con

giunto,
riali

cardinale

do\e appena Renato Impedi

lo

prese

aiutante

stu-

corpo di s. (Merlando vescovo e patrono di Girgenti. L'episcopio ampio e conveniente, resta contiguo alla cattedra* le. Inoltre nella citt vi sono altre
il

gran divozione

dio,

senza pregiudizio di continuare


le

coltivare

scienze, per

l'

avan-

zamento delle un'accademia


eruditi
e

quali istitu nel


nella

i6q5
casa,

propria

che veniva frequentata


letterati
ili
,

da

uomini
si

Ire

parrocchie,

munite
di

del

sacr

che poi
pei

fonte,

una
e

chiesa collegiata,

undici

V autorit

Clemente XI

conventi
tre

monisteri

religiosi,
,

petu, e tuttora per-evera e gran-

monisteri di

monache
di
,

alcuni

demente
di

fiorisce

nell'archiginnasio
il

conservatoni, diversi sodalizi, l'ospedale,


il

o universit romana sotto

nome
cui
(.8

monte

piet,

il

semi-

nario con collegio


alunni
>'

ove
nella

giovani
teologia,

Accademia teologica, di \~ e parlammo al voi. p.


I
,

istruiscono

del

Dizionario
p.
.

nel gius

canonico, e nell'ecclesiasti-

XVI,

mentre nel g riportammo


,

al-

ca

disciplina.

Ampia

la
,

diocesi,

tre notizie

della

medesima

delle

contenente
nella
l

molti

luoghi
,

indicati

dispute, degli

accademici,

e delle

lettera

apostolica

Ecclesiat

sue costituzioni.
rita

questa benemeil

hiversalis,
i

Pontejfit

gio dello

emanata dal medesimo XVI a* i5 magSteSSO .inno lSj|. COn la G


>

ed

illustre

accademia
si

Girocol

lami
frutto

lasci
ile'

diecimila

scudi,

quali

dovessero
,

pre-

quale nella circostansa che


erette

furono

miare quegli accademici


ingegn
ritato.
> i

che
ssera

nella

Sicilia

(piatir

nuove
di
al-

d"i e

te
X.1

lo
lo

me*
in

diocesi,

con disinemln amenti

Clemente

ammise

88

GIR
i

GIR
votanti di senel
ta.

prelatura, indi tra

1373

fu

approvata

e stabili-

gnatura, lo dichiar segretario della

Ne

fu

imitatrice

Maria Garzia

congregazione delle indulgenze, consultore de'


riti

del

s.

offzio,

esaminatore de' vescovi. XIII dopo averlo consacrato arcivescovo di Damiata, nel 1728 lo

ed Benedetto

Alvarez di Toledo, nobilissima matrona de' duchi d'Alva, la quale

impieg
brica di

le

sue

facolt

nella

fabvis.

un monistero, in cui vessero monache dell' ordine di


e
lo

promosse
del
s.

alla

carica
e

di

assessore

Girolamo,
la

dedic a

s.

Pao-

offzio,

dopo

dieci

anni
quella

Romana,
vergini,

la

quale fu discepola
insieme con alsi

Clemente XII
di

lo trasfer

del santo
tre

dottore

segretario e

della

congregazione

come
125

ha da Palla1

de' vescovi

regolari.

Benedetto

dio nel cap.

della sua Istoria.

XIV,

in

lari meriti,

ricompensa de' suoi singoa'g settembre 1 743 lo


di
s.

Clemente XI con decreto del

702

cre cardinale dell'ordine de' preti,


col titolo

Marcello,

lo

fece

permise a tutto l'ordine de'monaci girolamini di fare I' uffizio e messa di s. Paola , considerata da alcuni scrittori dell'ordine
questo, ci

prefetto alla detta congregazione dei


vescovi e regolari, e di
le

monaca

di

quella del-

indulgenze, e prolettore dell'acteologica

cademia Mori in
d'anni

da
2
1

lui

fondata.
1

Roma

a'

febbraio

748
pio,

settantotto

non

compiti,
della

che gi avea concesso Sisto V con rito doppio di seconda classe ai monaci di Spagna. Dipoi Innocenzo XIII nel 1723 concesse indulgenza plenaria nella
festa

con riputazione di dotto e di


e fu sepolto nel
sa

di

tale

santa, a

quelli

che

mezzo
,

chie-

del suo titolo

in

una

tomba

una chiesa della congregazione di Lombardia nel giorno


visitassero

fregiata con

magnifico elogio.

della

festa, confessati e
si

comunicati,
costituzione

o GIROLAMITE, monache. Narra il p. Bonanni a p. del Catalogo degli or-

GIROLAMINE

come
vergini

legge

nella

Inj'unctae
nel

nobis. Vestirono

queste

LXV

principio

una

tonaca
di la-

dini religiosi, part.

II,

Delle,

vergini

bianca,
na, e
si

con pazienza grigia


sottoposero
alla

a Dio dedicate, che non certo


eremitano di s. Girolada questo santo dottore istituito, dappoich siccome egli si ritir dal commercio degli uomini in un luogo presso Betlemme, molti vollero imitarlo e si chiamarono eremiti di s. Girolamo, come not l'Azorio nel libro XIII delle Istituzioni morali. Fra gli altri fior nella Spagna Pietro Fernandez, il quale abbandonata la regia corte, insieme cou alcuni compagni
se l'ordine

direzione

mo

fosse

del p. Pietro Fernandez. Poi usarono tonaca bianca, e cappa nera aperta nella parte anteriore,

senza
sul
la ni.

cappuccio, e con

velo nero
si

capo, al
figura

modo che

vede nel-

prodotta
Girolamini,

dal p.

Bonan-

V.

ordine mona-

stico.
Il

p.

Annibali nel
degli

compendio

della

Storia

ordini religiosi,

nel tom. II, par. II, parlando a p. 32i della congregazione girolarai-

si

un alla

celebre
di
s.

congregazione

na

di

Spagna,
s.

dice che

il

moni-

Girolamo, in un luogo detto Lupiana, vicino a Toledo, clic poi da Gregorio XI

degli

eremiti

stero di

Paola, ove entr

Ma-

ria Garzia, gi esisteva, e n'era su-

pcriora una sorella quando essa vt

GIR
si

ritir

nella sua

tenera

et,

in-

di

Gomez
ledo

essendone uscita con Maggiora pia vedova, and per To-

GIR 89 monache ebbero anche delle oblaZuniga, religiosa del di te. Anna
monistero di
s.

Paolo
nel

di

Toledo,

domandando
carcerati
,

la

limosina
il

pei

descrisse le vite di

seltantaquattro

poveri

quando

re di

monache morte
la

Castiglia

Pietro

il

Crudele, s'invabellezza.

pia fondatrice scrisse

medesimo. Delil Siguenlib.

gh di
era

sua

rara

Allora

ca

ne\Y Istoria dell'ordine eremitas.

Maria fugg all'eremo

di Sisla,

ove

no di

Girolamo,

4, cap. 46.

una congregazione donne, e quando mor


ra
essendosi
la

di
la

di vote

superioquelle

GIROLAMINI, Ordine monastico. Il b. Tommaso da Siena, detto

disciolta,
si

con

per

umilt o per

la

picciolez-

che

componevano

port a Tocui fu

za della statura
fesso

Tommasuccio,
di
s.

pro-

ledo, ove

con l'eredit de'genitori


casa grande,

del terz' ordine

Francei

compr una

sco

ebbe

molti
la

discepoli

quali
vi-

dato il nome di s. Paolo, nella quale vestirono l'abito de'girolamini,


e fecero
i

osservando

medesima regola

voti solenni, finch


ivi

Maria

in et decrepita

mor

braio
il

4^6.

Aveva
si

io febordinato che
a'

vevano sotto la di lui disciplina. Alcuni di questi discepoli, in numero di sette o otto, abbandonati diversi eremi nei quali abitavano
sopra una montagna delle Alpi, si portarono nelle Spagne essendo re
di

suo corpo
di

portasse alla

Maanchie-

donna
sa,

Sisla,

non essendovi
s.
i

cora nel luogo di

Paolo

la

Castiglia

di

Leone
il

Alfonso

ma bramando
fine

suoi parenti di

XI, padre di Pietro


nel

Crudele che
si

farla seppellire
la

nella cattedrale, alai

i35o
in

gli

successe, e

ritira-

fu
,

consegnato
che
lo

padri gi-

rono
della

due

eremi,
di

uno

detto

rolamiui

portarono

cou
lo-

Madonna

Villaescua, vi-

gran

pompa

a seppellire nella

cino

ro chiesa di Sisla. Nel i5io queste religiose furono incorporate, con


altri

ad Ovasco, lungo il Buine Taxunna, e l'altro della Madonna di Castanal, nelle montagne di Toledo.
tiplicarsi

monistcri

fondati nella Spas.

gna, all'oidine di
lora fu
voti

Girolamo
di

nel

capitolo generale di questo, ed al-

che
e

stabilirono
si

fare

Cominciarono quindi a molonde alcuni passarono nel regno di Valenza presso alla citt di Gandia, ed altri nel re,

solenni,
,

obbligarono
il

alla

gno

di

Portogallo,
il

tutti
s.

clausura
ria

lasciato
s.

beale o divote di

nome di Paolo di Maper


stes-

d'imitare
ritirato

dottore

col Bue Girolamo

penitente,
e

che

presele

Gatzia, furono tenute vere monache. Adottarono le

per avvocato
persone,
in

protettore.
di

Molte
illustre,

anche

nascita

se osservanze de' girolamini di

Spa-

gna, cos da nero cambiarono in color tan lo scapolare e la cappa: dicesi

ste

breve unironsi ad essi, e tra queanche Pietro Ferdinando o

che fu Leone \ che assegn loro le costituzioni de'monaci girolamiSpagna, in vece di quelle ni di
delle
religiose

Fernanda! Pecha di Gualdafira ciambellano del o Guadal.ijua


,

re d.

Pietro,

il

quale vedendo

le

barbarie del

suo monarca,
il

perci

di

dova, che
.Li

loro

s. Marta di Corerano state date


i

denominato
la

Crudele, abbandon
vanit del

corte,

rinunzi alle
e
si

Siato

IV

nei

7 3.

Queste

mondo,

ritir

Dell'

eremo del

gq
la

G R
I

GIR
,

Madonna

di

Villaescua

nel

comunemente
della

che fu

imitalo dal suo fratello d.


il

Caujpora, o
a

Alfonso Pecha,

quale perci

fe-

Sepolcro
distante

di s. Maria Maria di s. Colombaia, un miglio


si

dice

s.

ce rinunzia del vescovato di Jaen.

dalla

porla

Romana

di
,

Questo Pietro Ferdinando o Fernandez da alcuni si vuole autore degli eremiti girolamiui di Spagna, perch spargendo persone maligne
essere eglino infetti

Firenze, con

monistero

annesso

ch'eglino cominciarono ad
li

abitare

18

to
ri

degli

errori dei

novembre [3 7o. Per quandunque si narr, alcuni scrittode' girolamini di Spagna fecero
essi
si

beguardi, eretici di quel tempo, e

autore di
ci che

Pietro

Ferdinando,

che

il

loro tenore di

vita

non

era

come

detto

non vero,

approvato dalla santa Sede, cambiarono la vita solitaria in cenobitica e monastica , e spedirono in Avignone al Papa Gregorio XI lo con stesso Pietro Ferdinando,
fi*.

anzi

va notato,

che avendo questi

eremiti
cata a
sta
la

ottenuta
s.

nelle

una chiesa dediBartolomeo apostolo, poviciuauze dell'eremo deldi

Madonna
consiglio

Villaescua
di

col

Pietro da
del
I).

scepoli

Roma, uno de' diTommasuccio, pasnella

permesso dell'arcivescovo
e del e

Toledo,
di

consoli
al

Luen-

sato d'Italia
di
lice.

porsi

nelle

Spagna mani del

aline Poute-

piana,

andarono medesima, e di
trate nel

possesso della

tutte le sue

1370, cio tre anni pri-

Giunti in Avignone ove risiedeva Gregorio XI, ottennero quanto bramavano, poich il Papa per consiglio del cardinal Pietro Corsini, colla bolla Sane petitio, de iS
ottobre
il

ma
si

otteuesse

che Pietro Ferdinando Pecha da Gregorio XI quanto


fabbricarono intorno
nelle quali
altri

detto, e

alla

chiesa molte celle,


gli
p.

dimoravano
parali.
Il

uni dagli

ses. s.

1372

3y3,
il

conferm
di
s.

Ermenegildo
dell'

di
di

loro ordine

sotto

titolo

Paolo,

religioso

ordine

Girolamo, ed oltre la regola di s. Agostino che ad essi prescrisse, diede loro ancora le costituzioni che si osservavano nel convento di s. Maria del Sepolcro, situato
fuori
le

Girolamo,
sia

pretende
fondato dal

che

l'ordine

stato

santo dotto-

Betlemme, che poi non sia mancato mai nella Chiesa, e che
re in
gli

ordini
e

di

s.
s.

Basilio, di

s.

mura

di di

Firenze, e ch'es.

gostino,

di

Benedetto
dello

Anon
Vi

ra dell'ordine

Agostino,

del

sieno che rami del girolamino.

quale diamo qui un cenno. Barto-

sono inoltre
ordine,
i

scrittori

stesso

lomeo
a

di

Bonone
di

pistoiese,

mosso
i3i3,

dal zelo

servire

Dio, cominci

(piali, gli uni asseriscono che l'ordine girolamino abbia avuto


la

vivere nei deserti


lui
si

l'anno

sua origine dai profeti, e che poi


stabilisse

unirono alcuni divoti compagni che nel i33j ottennero da Giovanni di Gaetano Orsini
cardinale
legato
sotto
in
la

ed a

se

Toscana,
regola di

di
s.

poter vivere

Antonio, e dilatass. Girolamo, stendendosi quindi per tutto il mondo, ora mantenendosi da s medesimo, ora mutando nome od uuendosi ad altri,
lo
s.

Agostino
posero

portare

quell' ahito

senza per lasciar mai d'essere l'or-

che aveansi

formato. Nel
la

i34B

si

dine di

s.

Girolamo.

Da

ci infe-

a fabbricare

chiesa che

riscono che

non

solo tutti gli an-

GIR
tichi

GIR
i

9
a
questo, e di

anacoreti, e tutti
degli
stati

santi fon-

quattro,

ed

unirli alla

datori

altri

ordini

regolari

ammettere
gli

solenne professione
della sua congre-

sieno

girolaniini

insieme coi
molti
santi
re-

altri

eremili

loro discepoli,

ma

vogliono altres

che

girolamini sieno
d'

gazione rimasti nella Spagna. Torn Ferdinando in quel regno in-

che
Gli
rigine

altronde
storici

non furono
riconoscono

sieme

al

golari.
altri

giunto a
l'o-

suo compagno Pietro, e Bartolomeo di Lupias.


1

na
ivi

il

primo febbraio

3 ~4> ^ece

dell'

ordine girolamino
terz'

dai

so delle facolt ricevute, edificando

discepoli

del b.

Tommasuccio da
ordine
in

un

monistero a cui
per
la

prescrisse

Siena del
cesco
,

di

s.

Frannel

dei
l'

regolamenti

mantenervi

che
i

mor

Foligno

osservanza, e

fabbrica fu ter-

1377;

quali discepoli passarono

tome

si

detto dall' Italia

nella

minata in meno d'un anno, con abbondanti limosine somministrate


dalla
stesso
di
1'

Spagna, e quivi diedero principio


negli eremi
alla

liberalit

de'

parenti

dello

congregazione
riconosce

gi-

Ferdinando. Rinunzi quinuffizio

rolamina,

che

per

suo

di

priore, e fece eleg-

primo convento e capo dell' ordine quello di s. Bartolomeo di Lupiana, residenza del generale, per-

gere in suo luogo Ferdinando Ya-

nez di Caceras,
lo

sacerdote

ch in questo cominciarono a menare vita cenobitica e monastica lasciando la solitaria. Quando Gregorio
la

l'ordine,

quale era il soil che allora fosse nelperch Alfonso Pecha, il


imitare
la
il

quale

per

suo

fratello

avea
di

rinunziato

sede

vescovile

XI

diede a
s.

questi

religiosi

Jaen, ed erasi unito a lui pri-

regola di

Agostino

le

co-

stituzioni
stiniani

del convento
s.

degli

ago-

di

prescrisse loro
il

Maria del Sepolcro, anche la forma ed


di

della conferma dell'ordine, dalSpagna n' era partito in pelledove cede grinaggio per Roma
la
,

ma

colore dell' abito, che consisteva

in

una tonaca uno scapolare,

panno bianco,

in

piccolo cappuccio, e

monistero ili Lupiana. Dopo l'elezione del nuovo priore, Ferdinando di Guadalajara fond altri
tutti
i

suoi beni

al

s.

Bartolomeo

di

mantello, tutto di colore


za

naturale

monisteri, e
la

li

detto tan, cio lana naturale sentinta, e

del

Papa
avanti

al

un secondo la bolprimo. Intanto sicla


si

di

mediocre prezzo. Di
volle
colle

come
ta

di abbracciare

vi-

queste

divise
vestire

Papa
Pietra
le

medesimo proprie mani


if

cenobitica

questi
in

eremiti

c-

rano

moltiplicati

maniera, che
di

Ferdinando Pecha, il quain poi si fece chiamare Ferdinando di Guadalajara, ed il suo compagno Pietro da Roma. Questi dm; furono anche primi voti solenni nelle mache fecero
d'allora
i i

alcuni di essi passarono a fondale

un
tri

cremo

nel

regno

Valenza

vicino alla citt di Gandia, ed alnel regno di Portogallo, perci

avendo
iu

ni
le

di

Gregorio XI,
poste

il

piale eresse
alla

celle
s.

intorno
in

chiesa

di

Bartolomeo
lacoll

monislero, di

cui

fece

priore lo stesso
di

Ferdin

ni-

do, colla

fondarne

altri

che quelli rimasti avevano abbracciata la vita cenobitica, ed avevano fondato l'ordine di s. Girolamo, vollero imitarli con viveir ancoi essi in comunit, e colle medesime ospruni furono quelli servante. I
udito
Castiglia

92
del

GIR
regno
di
eli

GIR
dall' eletto

Valenza, che

XIII.

remo
stretti
<

Gandia erano
passare ad un

stati

co-

medesimo

Ferdinando fond nel tempo il monistero di


priore di

altro

da

Talavera, e poscia fatto


quello della

>si

fondato in Catalva, e per fare


detta
nel

Madonna
priorato, e

di Sisla, con-

la

licenza

mutazione ottennero la i3y4 da Gregorio XI,


i

sumato
rinunzi

dalle austerit e
il

penitenze,
ritir

si

nel

onde fecero
sarono
quel

voli

solenni, e pen-

a fondar dei conventi in regno, mentre Ferdinando Yanez, priore di s. Bartolomeo di

monistero di Nostra Signora o Madonna di Guadalupe, io cui mor nel 1402, con fama di gran santit

virt, particolarmente

d' u-

Lupiana, fece na
di

acquisto

nel

del celebre santuario della

i38y Madon-

milt, per la quale

non

volle

ricevere

gli

ordini

sacri,

mai bench
e

Guadalupe nell'Estremadura.
di

versatissimo
nelle divine

nella lingua
scritture,

latina,

Quei
tiell'

Portogallo che
di

abitavano
li

quantun-

eremo

Penalonga, dove

que ne

fosse

istantemente pregato.
i

un certo F. Vasco portoghese, uno dei compagni del quali erano Tommasuccio, li.
avea
stabiliti
i

Qui noteremo che

monaci della

passati

dall' Italia
essi

nella

Spagna,
la

Campora seguendo la regola di s. Agostino, come gli altri ad esempio loro, non presero subito il no-

volendo ancor

imitare
le

vita

me
a

di girolamini,

cos

il

cardinal

monastica
degli
altri

ed osservare
,

regole

Doinenichi arcivescovo

di

Ragusa

ricorsero

Bonifacio
di erigere iu moniGirolamo,
privilegi

nome

del Pontefice
del

IX, che

loro

accord quanto do-

con

lettera

mandavano, ed insieme di Penalonga I' eremo


stero
e di

ro la facolt di
lamini
ria
:

Gregorio XII, 1408 comunic lodenominarsi girodi


il

questo monistero

s.

Ma-

dell'ordine

ili

s.

della

Campora, come
il

pi an

godere

degli

stessi

lieo,

divenne

capo della congre-

accordati da Gregorio
li

XI a

quel-

gazione italiana, e poi fu unito alla

di

Castiglia e di
della

Valenza.

badia fiorentina de' benedettini con


bolla di

Altri eremiti
1

Catalogna nel
risoluzione,

3i)3

fecero

la

stessa

Novaes,
p.
1

Eugenio IV del 4^4- H Vite de Pontefici t. IV,


1 i

ed

ottennero

tutto

dall'antipapa

99, dice che


la
in

girolamini ven-

Clemente VII, cui allora ubbidiva erroneamente la Spagna ed altre


nazioni,
pel
fatale

ticinque anni prima ebbero in

RoPie-

ma
tro

chiesa e monistero di

s.

notissimo
di

sci-

Vincoli,

che

poi

pass in
del
ili

ama, e ci ad istanza regina d'Aragona che fabbricare il monistero


ligiosi
ij

Jolanda
loro

propriet de' canonici


ss.

regolari
la

fece
di

Salvatore.

Dopo

morte

Vallaquesti

Ferdinando, l'ordine fece


progressi,

ulteriori

toti. Acquistarono dipoi questi realtri

monisteri, e tra

onde nel medesimo celebrato


pitolo generale.

il

l4*5 in primo

dal

ca-

Majorada, ch'era del terdi cui s. Francesco , i abitatori si portarono da Ferdinando di Gadalajara, e riceverono
nello di

z'ordine di

dalle di lui

lamini,

mani l'abito dei giroapprovando questo caml

biamento

altro

antipapa

Bene-

a quell'anaveva eletto il suo superiore, perlocch le osservanze gi cominciavano ad essere diverse nei moPer mantenere 1' unifornisteri. mit ricorsero 1 mouaci all'anti-

Ogni convento sino

no

GIR
papa
re
i

GIR
,

Benedetto
la

XIII

ed

Ini

lutti

gli

ordini che in quel

tempo

domandarono
capitoli

facolt di

raduna-

generali, e l'antipapa

con una bolla de' 18 ottobre i4'4 ordin che tutti i priori e procuratori de' monisteri si adunassero in avvenire in un luogo atto per
celebrarvi
il

prendevano il nome di s. Girolamo. Per venire a capo di ci, proib ai girolamini di Spagna di convocale
il

capitolo generale
portarsi a
il

co,

mand
pel

loro di

Roma

dov' egli avea intimato

capitolo

capitolo generale,

ma
di

che per
ro
in

la

prima volta
della
di
al

lo tenesse-

Tutti

giorno di Pentecoste del 141^ monisteri di quel regno i

quello

Madonna

Guadalupe,
vocatone,

cui priore

diede
con-

autorit di spedire le lettere


sotto
la

presidenza di

deputarono dodici religiosi, ai quali commisero di fare quel tanto clugiudicato avrebbero pia spediente, raccomandando per d' opporsi con
tutte
le

due padri certosini, e li esent nel tempo stesso dalla giurisdizione dei
vescovi rispettivi.
sta bolla

forze alla

divisata
essi

unione.

In

fatto

seppero

tanto
le

bene
cose

In virt di queil

adoperarsi col

Papa, che

pertanto tennero
nel

loro

restarono nello stato in


lo

cui erano,

primo capitolo generale


stero dalla

Madonna

di

moniGuadalu-

che non riusc a quelli di Pori

togallo,

quali

essendosi

separati

pe

a'

26

luglio

1^1 5; ed elessero

per primo generale

il p. Diego di Alcarona priore di s. Bartolomeo di Lupiana, e da quel tempo io poi i priori di questo monistero sono stati sempre generali, che per conseguenza vi risiedono, e non possono allontanarsi pi di cinque

una congregazione a parte, dipoi ad istanza re di Spagna e ci di Filippo II Portogallo di nuovo furono uniti 5c)5 da Clemente Vili sotto nel medesimo generale. il governo del girolamini In detti due regni
dagli spaglinoli, col formare
1 i

hanno

diversi

monisteri

ed alcuni

ed il monistero di Guadalupe divenne perci come allro caleghe,

magnifici

e ricchi, ne'quali dispen-

Per il p. Bonanni dice che prima di questo tempo l'ordine avea il generale, che ogni tre anni si eleggeva da otto definitori scelti dall'ordine. Tennero poi il secondo capitolo generale nel 14^, il i4'9> terzo nel ed in seguito lo hanno adunato sempre ogni tre anni. Dopo la de-

po

dell'ordine.

sano copiose limosine ai poveri massime pellegrini, e in determinati giorni con maggiore abbondanza
:

colle

limosine di questi
di

religiosi
il

s.

Giovanni

Dio fond

suo pristati
i

mo

ospedale.
in
s

Sono
alta

ivi

sempre

tenuti
spettivi

stima, die
e

ri-

monarchi hanno loro commolti


privilegi
stati
,

partito

diversi

loro religiosi sono

impiegati a

posizione di

Benedetto XIII,
del

e la

riformare nelle occorrenze vari ordini e

legittima

elezione

Pontefice

monisteri
ordini

di

altri

istituti

Martino

ottennero

da

questi

non che
stri.
I

militari

ed

equeo

l'approvazione di quanto
stato accordato

loro ora
sic-

loro pi celebri

conventi

dall'antipapa,

monisteri nella Spagna furono quello

come dopo
tutto anche

alcuni

anni conferm Innocenzo Vili.

di

s.

Bartolomeo

di

Lupiana ca-

Nel i447 appena eletto Nicol V


design di unire in

un

sol

corpo

po dell'ordine, quello della Madonna di Guadalupe considerato pure per tale, quello di s. Lorenzo

94
dell'

GIR
Escuriale

GIR
la

con

cura

della

mutarono
stretto,
al

il

color

tan

dello sca-

biblioteca reale, dov' la sepoltura

polare, che ora portano anche pi


in

dei re di

Spagna e quello di s. Giusto presso Placencia nelFEstre,

nero, ed

hanno aggiunto
mozzetta
,

cappuccio

una

nella

madura,

in

cui

si

ritir

il

poten-

parte anteriore tonda


riore appuntata.

nella

poste-

tissimo imperatore Carlo V, dopo aver ceduto numerosi suoi stati, parte a Ferdinando 1 suo fratello,
i

Quando escono da
lun-

casa portano una cappa nera

parte a Filippo II suo figlio. Robertson parlando di questa risoluzione di Carlo V, dice che in s. Giusto
seppell
nella

ga sino a terra ed assai increspata, e cingono la tonaca con una cintura di cuoio
:

il

p.

Bonauni

nel

solitudine

e
la

nel

si-

lenzio

la

sua grandezza,

sua amprogetti

bizione, e tulli

que' vasti
secolo

Catalogo degli ordini religiosi parte I, cap. CXY1II, ne riporta la figura ed alcune notizie. Questi religiosi si levano a mezza notte per

che per un mezzo

empiuto
e

due

il

mattutino, fanno ogni giordi

avevano l'Europa di di paure; che suoi


i

agitazioni

no mezz'ora
avanti
il

orazione
della

mentale

divertimenti

vespero, e mezza
digiuni

dopo

la

si

limitavano
conservato,
assisteva

passeggiate
il

sopra

compieta. Ai

un
se

piccolo cavallo,

solo

che aves-

alla

cultura

d'un
giorno

giardino, ed a
Ivi

lavori di meccanica.

Chiesa aggiungono quelli di tutto l'avvento, del luned e marted dopo la quinquagesima, di tutti i venerd
dell'anno, dei tre giorni delle legazioni, e delle
vigilie

due

volte

al

all'uffizio divino,

leggeva

libri
le

di

della Pur't-

divozione, e particolarmente

ope-

fieazione e Nativit
gine, e di
s.

re di

s.

Agostino e
nel

di

s.

Bernardo,
rigore

e
le

pratic

loro

intero

regole della vita monastica. Nel-

VerGirolamo. Nel venerd santo digiunano in pane ed acqua, e nei mercoled non mangiano mai
della B.

l'eccesso della

sua

divozione

cer-

carne, neppure

fuori

di

convento.
ogni

cando d'inventare alcun atto di piet, che potesse rendere segnalato il suo zelo , si fece nella chiesa di s. Giusto, bench vivente, e disteso sulla
rali,
al

Adunano
tre

il

capitolo generale

anni, nella terza domenica


il

dopo
al-

Pasqua, in cui
tri

generale
di

ed

superiori

domandano
del
,

essere
uffizio.

bara, celebrare
detto al voi.

fune-

liberati

dal peso
degli

loro
e
le

modo

XXVIII,

Hanno
gli

oblati
(

monache
oblate
:

p.

32 e 33 del Dizionario, oltre quanto di lui dissi all'articolo Germania, ed ivi mor a' 2 settemhre i558. Nei nominati ed altri monisteri de' girolamini di Spagna fiorirono
i

Girolamine
veste

/ edi

con

oblati e le oblate portano

una
ed

bianca

senza
di

scapolare,

un mantello
congregazione lamni

color

tan. Dalla
di

girolamina
d'Italia

Spa-

gna ebbe origine quella

de' Giro-

molti

religiosi

illustri

per nobilt

monaci

(fedi).

di sangue,

per piet e per dottri-

na, ed alcuni di essi furono promossi alle dignit ecclesiastiche di que' regni. Questi religiosi dell' antico

Di quest'ordine, oltre gli scrittoli che parlano degli ordini monastici, ne trattano l'Azorio, Morali istituzioni, e

loro

abito
lu

hanno conservato

nella

solamente

tonaca bianca, poich

Pietro Varga spaglinolo Cronaca dell' ordine. G I ROL A MINI, Ordine monastico,

GIR
o monaci eremiti girolamini dell'osservanza di Lombardia. Autore di questa congregazione d'Italia
fu

G R
I

o,5

che

con
ed

pena

vedeva

introdotti

nell'ordine. Esortava gli assenti


lettere,
i

con

presenti

Lupo

di

Olmedo, lungo
nella
:

della

esortazioni

con

l'

con efficaci esempio alla


alla

diocesi

d' Avila

Spagna,
lo
altri

ove
di

pratica

delle virt, ed

osser-

nacque
della

nel

3^0

alcuni

fecero

famiglia

Gonzalez,

vanza della regola; voleva bandire dal refettorio l'uso delle carni, ed
infondere ne'religiosi lo spirito
ritiro

quella de' Ferrari di


altri

Valenza,
fosse

ed

del

pretendono

ola;

fratello

e della

solitudine.

Prevedenincontrato
ge-

di

s.

Vincenzo
si

Peneri.

Sino da
le

do per,
neralato,

die
e

avrebbe
ritir

fanciullo

attese a

praticare

pi

delle contraddizioni rinunzi al


si

sode virt, e
ze,

applic alle scienle

per
per

qualche

per apprendere
Perugia,

quali

si

por-

tempo

tra' certosini,

formare
della

t a

dove allora lo studio di queste mirabilmente fioriva. Strinse quivi amicizia con Oddone Colonna, che studiava nella stessa citt, il quale divenne poi cardi-

sull'esempio di questi

l'idea

riforma dell'ordine

suo, che con-

tinuamente meditava. Appena si assicur che alcuni religiosi erano


risoluti

secondarlo nelle

sue
s'

sante

nale,

i4'7 Papa col nome di Martino V. Terminati Lupo gli studi ritorn alla patria, e da Ferdinando I re d' Aragona fu
e nel
inviato all'antipapa Benedetto XIII,

intenzioni,
in

che nel
quale

*4 2 4

port

Roma
V,

a' piedi del


il

Pontefice

Mar-

tino
ca
te;

memore

dell'anti-

amicizia l'accolse

amorevolmen-

ed esposegli
sotto
i

il

disegno concepito

riconosciuto fatalmente

in quel re-

d'istituire

gno come
re di
s.

fosse

legittimo successo-

naci

Pietro,
di

pubblica
principi
volle
il

non che alla reGenova ed a diversi


,

qualora
si

un nuovo ordine di motitolo di s. Girolamo, il Spagna girolamini di


ostinati

fossero

in

opporsi all'inriformarli.

d'Italia.

Ritornato a corte,
alle

tenzione
11

che

aveva di
a

re

innalzarlo

prime
genero-

dignit,

ma
le

invece

Lupo
per

Papa chiam definitori Spagna


i

Roma

dalla

dell'ordine,

samente

ricus,

ritirarsi nel

questi
targli

seppero

s'i

bene rappresenili

nionistero di

Guadalupe dell'ordine de Girolamini di Spagna (Tee


vestirvi

che sarebbe stato meglio

di),

come

fece
Ivi

1'

abito

non introdurre novit alcuna, che Martino V li rimand in pace ai


loro

de' religiosi
lo

girolamini.

uni alI'

monister.

Non volendo
affitto

poi
>,

studio delle

umane

lettere
di

o-

che

Lupo

restasse

delus

razione

ed
in

altri

esercizi

piet,

l'autorizz con

una bolla

di fon-

rc'quali s'impiegava
te,
liile

continuamendell'ordine,

dare

onde
per
quello
ih

breve fu giudicalo ai

titolo

tutti

gradi
di
i

una congregazione sotto il Gidi monaci eremiti di s. rolamo, nelle montagne di Cagalla

di

eziandio
nel
la

generale

nella

diocesi

di

Siviglia,

lo

cre

cui

eletto

j.aa,

quantun-

generale
bolle
la

que

egli

per

sua umilt facesse


In

perpetuo di questa congregazione, e gli accord con altre


la

validi

resistenza.
il

questa carica
la

conferma
s.

di

que-t

mostr

suo zelo per


estirpale

regolare
la

regola di
molti
di

Agostino, e tra
la

idi

osservanza, ed impieg tutta


autorit per
certi

sua

altri

privilegi

comunicaeremiti

abusi,

zione,

quelli

degli

alili

96
girolamini.
glia

GIR
Lupo
i

GIR
in

tornato

Impa-

gitt

congregazione

fondamenti della sua nel monistero di s.


sul

Girolamo
s.

dell' Acella

monte
costitu-

Jacopo Occhioni, Modesto Ferrari, Costanzo Gazzaniga, GabrieBergamo, le Monti, Innocenzo da Isidoro da Milano, Girolamo Vali

Cagalla, ed aggiunse alla

regola di

gliani,

Leone

Caccia
p.

ec.

Quindi

Agostino
,

altre
in

rigorose

zioni

cavate

parte
in

da quelle
queste tra

de' certosini.
le

Ordin
che
i

altre cose,

religiosi

non

i-

Antonio di Brebbia, superiore del monistero di Castellazzo, fu convocato nella chiesa il capitolo nel ^.t.5 a' 11 febper ordine del
braio
,

studiassero
tessero uscir

nel

monistero, ne pouniversit,
li

tutti

fecero

la

solenne

da questo per andatela

professione

di

osservare fedelmengi da

re a studiare nella

te tutte le costituzioni

Mare-

mendo che
orgogliosi
alle
;

scienza

facesse

tino

approvate,

e di

ubbidire
ai

che non fosse lecito donne entrare nelle loro chiese, che non mangiassero carne n facessero uso di panni lini se non
infermit
di
,

a
1

tultoci che
a

nelle

sue bolle

stato in

avanti ordinato
Il

naci

girolamini.
i

p.

moLupo amin

maestr
nitenza,

monaci
digiuno,

all'orazione, pe-

nelle

che

digiunassero

trattenendoli

Girolamo (ino a Pasqua, e che avendo dato loro il nome di monaci portassero la cocolla in coro, e fuori del monidalla festa
s.

santi colloqui.

Stabilita in tal

moal,

do dal

p.

Lupo una

perpetua

stero,
dettini.
altri

simile
Il

quella

dei

bene-

p.

Lupo fond

quindi

cinque

monisteri sulle nomi-

nate montagne, ed in breve tempo

monaci di Castellazzo vi lasci al governo il p. Alvaro spagnuolo, e se ne parti. Da Milano pass il p. Lupo a Genova per prendervi il possesso di un altro monistero, chiamato Quarto
leanza coi

ebbe molti seguaci della sua diOttenne quindi il p. Lupo il monistero di Castellazzo lungi un miglio circa da Milano, fatto gi fabbricare da Giovanni Galeazzo duca di quello stato, per gli eremiti girolamini di Spagna, i quali abitandovi sino dal i4oi
sciplina.

per essere
dalla citt,

distante quattro miglia

nel quale trovavasi un monistero di girolamini gi fondaAlfonso Pecha di Guato da d. dalajara. A seconda dell' invito de' monaci il p. Lupo tratt con
il nuovo sistema di vita che dovevano intraprendere; diede lo-

essi

domandarono di essere uniti monaci dell' osservanza, come


no chiamati dai
in pi bolle.
si Il

ai

ro la

cocolla,

prescrisse le

costi-

so-

romani Pontefici
p.

Lupo

essendo-

portato

col,

fece
la

rinnovare a

quegli

eremiti
il

professione,
di
le

ed

dovevano osservare, e ne ricev solenne promessa di perpetua osservanza. Poco dopo avendolo chiamato a Roma Martino V, nel 1426 gli diede il monistero e la chiesa
tuzioni che
de' santi Alessio e Bonifacio sul

avendogli
te

duca

Milano
ricus,

offer-

mon-

molte

rendite

dicen-

te Aventino, gi diaconia cardinalizia,

do che non
la

si poteva accordare povert col superfluo. Nel breve corso di trent'anni divenne quel

gi de'monaci benedettini, indi de'canonici regolari premonstratensi, e tal

concessione ebbe luogo nel seguente

chiostro
fiori

un seminario

di

santi,
i

modo. Era commendatario


monistero
il

di

detto

per uomini dotti, fra

qua-

cardinal

Alfonso

Ca-

GIR
rillo

GIR
i

97
e
stazioni
titolo

spagnuolo,

mentre
a

ormonici
l'abita-

me

nelle

processioni
fatta

pretnonstratensi

che allora

chiesa

che poi fu

car-

vano

erano

ridotti

piccolissimo

dinalizio
de'
ss.

da Sisto

V.
1'

V.
opera

Ciiif>\

numero; come ancora essendo


vasi
l'antico

de-

Alessio e Bonifacio, al qua!

caduti dall'antica disciplina, scema-

articolo

citammo
del
p.

erudi-

splendore del

celebre

tissima
rini,

monistcro e del contiguo magnifico


al

tempio.

Tuttoci

dispiacendo
ri-

cardinal Carillo,

volle porvi

Aeche ne fece l' importante istoria. Questa chiesa col monistero annesso, secondo critici, sarebbe
abbate
d. Felice
i

era amico del p. Lupo, lo giudic attissimo all'uopo.

paro, e siccome
cardinale

posteriore

al

secolo quinto,
s.

in ori-

gine fu consagrata a
e

Bonifacio,

Il

pertanto

ottenne da
de'

poscia dedicata
,

ancora

s.

A-

Martino
prile
i

un diploma

27

a-

lessio

nome
sono

col
le

quale oggi pi

1426, per l'autorit del quacanonici regolari premonstratensi dovettero cedere il monistero e la chiesa con tutte le sostanze che gli appartenevano, al p. Lupo ed ai suoi religiosi. Questi quanto pi presto poterono si trasferirono
le

nota.

Ivi

gio vescovo di

memorie di SerDamasco che vi fu


98,
il

sepolto
le

nell'anno

quado-

dal famoso

Crescenzio

che

min Roma come tiranno fu preposto al compimento del monisteio,

depositando

il

vescovo

nella

nel

luogo,

ivi

diligentemente osser-

chiesa l'immagine

della

Beata Ver-

vando
Inoltre

le leggi
il

imposte dal

p.

Lupo.

gine
vi

Papa Martino

conces-

da lui portata pure memoria


di

da
di

Edessa

Crescenzio

se al p.

Lupo

altri

privilegi

giuntamente a deva la chiesa


e
di

quelli

conche gi goAlessio
e

nipote del
il

precedente, che arricch

de'

ss.

Bonifacio fino dalla sua fondazione,

pi

nel

1428

gli

accord
Gelo-

tutte le

indulgenze
le
il

gi

concedute

a tutte
sissimo
in fece
alla
le
i

chiese di
p.

Roma.
di
la

nuove possidenze, e vi mor monaco benedettino, tra' quali noteremo che fiorirono santi ed illustri religiosi, fra' quali s. Adalberto vescovo di Praga ed apostolo de'l>oemi, s. Gaudenzio suo fratello, s. Anastacenobio
sio,
si

Lupo

mantenere
solitudine,

s.

Bonifacio apostolo de' rus-

questo monistero
rigorosissime

meridionali, finch Gregorio 1\

leggi

spettanti

die la chiesa

chiusura del medesimo, e tra

i23i
rio

ai

ed il monistero ne! nominati premonstratensi.

altre quella che non potessero monaci uscir fuori del chiostro se non per cagioni rilevantissime. Per tal modo monaci girolamini salirono in Roma in grande estimazione, e servirono di edificai

Nel pontificalo del predecessore

Onoassi-Ni-

IH ebbe luogo
chiesa
dai
fatta
,

la

dedicazione

della
stito

dal

cardinali

Papa, da Marco
enezia,
il
.

colai

arcivescovo di
altri

molli
ted

vescovi e prelati,

maraltre

zione agli

altri.
ss.

santo del

121".
quella
a'

Tra
di

lo

La
una

chiesa de'

Alessio e Boni

memorie
menzione Massimi,
nato
sua
al

sepolcrali
di

faremo

am
dei del

facio sul

monte
di
il

Aventino

pure

Leone
aprile

cklle vaiti antiche abbazie pri-

morto
figlie
il

23

vilegiate

Roma,

cui abbati

1012. sepolcro ch'egli


al-

a\ca

.1

sistemano

sommo
XX\I.

Pontefice

mio
;.

Stefano, ed

aNa

lorch celebrava solennemente, eo>OL.

figlia

deposito del

cardinal

9^
liianfrancesco

G R
I

de' conti

Guidi

di

Bagno

con la statua scolpita da Domenico Guidi, che vivendo vi avea fatto degli
titolate della chiesa,

1 1 7 , che il coltizzato di potere

4.

G R p. Lupo
I

restasse

fa-

ricevere

tutti

que' monaci spagnuoli che avessero

bramato passare
gazione
,

nella sua congre,

abbellimenti
secolo
rito

alla

confessione}

di

con

questo per

che

Giuseppe Brippio poeta latino

del

monaci

spagnuoli
i

dovessero

por-

XV,

e dello

stesso

beneme-

tare seco loio

beni, che gi aveistituto.

p.

Nerini

abbate del
1'

stero,

sepolto avanti
Neil' annesso

monaaltare magil

vano dato n altres


i

all'
il

altro

Ordi-

benefico Pontefice, che

giore.

monastero
granito

inonisteri degli eremili


i

girolami-

chiostro retto da ventotto


ne,
tre

colonbigio,
di

ni,

quali

volessero abbracciare le

cio
di

dodici

di

costituzioni
farlo

del p.
la

Lupo, potessero
de' superiori;

granito

rosso,

cinque

con
si

licenza

marmo salino, sei di cipollino, una di marmo bigio, ed una di pavonazzetto.


Il

che

ricevessero vicendevolmente,
sani

non meno
spettivi
stati

che

infermi, nei

ri-

monistero fu ampliato

monisteri,

dai monaci nella mela del decorso

della

come se fossero medesima congregazio-

ed essendo stato comprato nel 1810 da Carlo IV re di Spagna, ne fece una casa di delizia per la sua amena ed elevata posecolo,
sizione, e poi

ne; e che finalmente vi fosse fra loro la comunicazione de' suffragi


pei religiosi

defunti.
facoltizz

In
il

tal

Martino
dilatare

V
i

p.

modo Lupo di

munificamente
loro ritorno.
stero
de'
ss.

dopo averla abitata, la don ai monaci al L' archivio del moniAlessio


e

confini
farvi

della sua congre-

gazione,

delle

aggregazioni,
di

con
al p.

illimitato

potere

Bonifacio
notizie
la

strare, visitare, e correggere

amminiquanto
per
la

conteneva

molle

preziose

Lupo

fosse piaciuto

e creduto

tanto riguardanti essa, che

con-

convenevole,

segnatamente
d'Italia,

gregazione de' girolamini


bardia;
litiche

di

Lomfu

congregazione
il

che portasse

ma

nelle ultime e note po-

vicende,

quando

Roma

occupata dai napoletani, l'archivio


fu pormonistero delle Vergini nella via delle Muralte, e poi venaltri

con

dieciotto archivi

tato

nel

duto
e

come

cartaccia

ai

droghieri

pizzicagnoli.
il

monistero
riunito

Tuttora esiste nel Bollano girolamino


dal
citato
p.

titolo di s. Girolamo, Ballar, et pr cunelorum. Sembrando poscia a lui che la regola di s. Agostino fosse poco confacente alla professione monastica, si affatic per comporre una regola nuova, cavata dagli scritti di s. Girolamo, e presentatala al Papa nel i4^9 Marsi

tino
giosi

l'approv, e sciolse

relila

disposto

dall'

obbligo

di

osservare

Nerini dottissimo,

ma

inedito, e

regola agostiniana. Fatte tutte queste cose,


il

senza

la

munificenza
il

del

lodato

p.

Lupo
alla

volle
visita

come

ge-

monarca che acquist


esisterebbe ne

locale,

non

nerale

recarsi

de' suoi

biblioteca n altro che al monistero appartiene.

monisteri di Spagna, e Martino


gli

diede

l'

autorit

di

comporre
tra
i

Inoltre Martino

dispose, pertra

alcune divisioni insorte


scovi di

ve-

ch
ni di

passasse

buona armonia
i

Castiglia, e lo costitu

amdi
es-

questa congregazione e

girolamibolla
del

ministratore
Siviglia,
il

dell'arcivescovato

Spagna, mediante

quale ria vacante per

GIR
scine stato privato d. Diego Maldotalia,

Gflfc

essendo
s.

allora

il

principale

nato di Annaia,
celebre
concilio

come
di

fautore nel
del-

quello di
to

Pietro dello Spedaietdi

Costanza

nella

diocesi

Lodi,

come
titolo

redi

l'antipapa Benedetto XIII. Soddisfece


il

sidenza del generale, con

p.

Lupo egregiamente

all<-

eonle
della
ta

dello

Spcdalefto, con
e della

l'uso

sue incombenze, e mentre dimorava


in

mozzelta
i

mantellet-

Siviglia
s.

lece acquisto dell' abba-

come

prelati,

e per concessio*-

zia di

Isidoro del

Campo,
il

lo

che
al-

diede motivo ad alcuni di dare


la
s.

ne di Paolo V e di Urbano "Nili col privilegio anco de' pontificali


,

sua

congregazione
in

nome

di

di

conferire a' suoi

religiosi

gli or-

Isidoro.

Pass ancora per ordine


Portogallo in
della

dini

minori. Per questo monistero


e

del
di

Papa

qualit

principale

per
la

altri

situati
xi

in

visitatore

congregazione

quelle parti

congregazione

de' canonici secolari di


vangelista.

solitudine
all'

s. Gio. Eamore della rinunzi ad Eugenio IV

Indi

per

ne chiamata l'ordine de'girolaml ni di Lombardia. Dopo la morte


del
p.
la

Lupo
di
s.

suoi

religiosi

lascia-

amministrazione della chiesa di Siviglia , ed avendone reso conto

rono
scritti

regola da lui cavata dagli

appena giunto da Roma,


nel suo monistero di
s.

si

ritir

a quella di

Alessio, do-

Girolamo, e tornarono Agostino che tutto superstiti monaci ra professano


s.
i

ve

menando una
e santa,

vita

molto aufi.

poich

nel

loro

calendario

rifor-

stera

ne

fu ridotto al

ne

da

una

febbre

ardentissitna

Domand con somma


ti

umilt
di in

san-

sacramenti, e munito
a'

questi

mato nel capitolo generale del i6i4 a'28 febbraio si legge: die. 28 fe.bruarii translaiio s. Augustini episcopi, ac Ecclesiae dottori*,
3

moii
tulli

i3 aprile
,

4^3,

et di
di

duplex, sub cujus regula nos quo(jue


letti

mtatre anni
i

alla

presenza

militamus,

suoi religiosi

piangenti, e fu
tri-

D. Pier Luigi Galabbate cassinense, avendo tro-

sepolto nella stessa chiesa nella

vato nella badia del suo ordine in

buna, con
torno
alla

1'

onorevole epigrafe
in

in-

Firenze, un cronico d'una badia,


poi annessa a quell'altra,
gi
di
e

figura

bassorilievo,

detta

che dice: IIic jacet reverendus in Xp"o pater frater Luppus de Ol-

delle

Campora

parendogli
la

aver scoperto da questo


lo

?-

meto NA~CION ISPANUS BESUSCITATOR F.T REFORMATOR AC PRIMUS GENERALI* l'RAEPOSlTUS ORD1NIS MON ACHORUM HEr.F.MiT\r.r\i
IH JL'S
sc"i

ra

origine dell'inclito ordine giro-

lamino,
lini,
il

mand

al

cardinal

Qu

quale in una lettera latini

Jkronimi

prioroue
DIE
III

de' 3

maggio
italiana

I754
de'
1

e poi con

MONASTERI! QUI OCIIT


A.

un'altra

giugno
al

aprilis

D. mccccxxxhi.
II
i

Poh?.

giunte, indirizzollo collo stesso sen-

Dlfl EUGtHIl PPr. 1111 AttHO TERTIO.

timento del

p.

Galletti,

p.

d.

Filippo
volle

re di
sette

Spagna
p.

nel

>g5
della

Felice Maria .\erini

che

monisteri

abbate g< rale de' monaci girolamini, dir pr<


cur
li

congregazione del

Lupo

di

Ol,

abbattere

le

ragioni del p

medo,

esistenti

ne' suoi

regni

si

(.alletti

con

la

letlcia:

Hyeronin

unissero a quelli degli eremiti

minnae fantiUe
1,1

veler itionumt
/>/>
1
<

rolamini, per cui alla congregazio-

ad

amplisi.

tiri5 j.

ne restarono

soli

monisteri

d'I-

ui.ru

iti-.

Placentiae

Allora

ioo
il

GIR
abbate
Gallclli

GIR
pubblic
e
la

p.

Di

questa congregazione

di

gi-

Lettera intorno

la

vera

sicura

rolumini

origine del ven. ordine de pp. grolamini, Roma i 755, nella quale
egli

non vi sono religiose o monache, avendo il p. Lupo d' 01ne' suoi


statuti

medo

proibito

e-

pi

fortemente

propugna

la

spressamente di riceverne, e sebbe-

V. inoltre il Norberto Caymi monaco givolamino, autore della Vita del ven.
p.

sua prima sentenza.


d.

ne dopo
variati
in

la

di lui

morte sieno
punti
,

stati

alcuni

come
,

in

quello di non istudiare, in questo

Lupo d'Olmedo,
tico
re,

ristoratore dell'an-

per
stati

di

non aver monache

sono

ordine girolamino } e fondatodella congregazione de' monaci


s.

sempre osservati. Radunano questi monaci ogni tre anni il loro capitolo generale,
in

di

Girolamo
In

detta
in

di

Lombargiudiziosa

cui elegi

dia, ce, stampata


i

Bologna nel

gono
ri.

il

generale,
e
gli

definitori,

vi-

754.

quest' opera
vi

sitatori,

abbati

de' moniste-

ed erudita
tizie

sono dettagliate nosi

Debbono
il

levarsi a

mezza notte
posso;

su questa congregazione, e

per dire

mattutino; non
nei

correggono le altre due vite del ven. Lupo, dettate negli idiomi italiano e latino dal p. d. Pio Ros* si. Il p. Annibali nel suo Compendio della storia degli ordini religiosi, parlando del girolamino nel tom. II, par. II, a pag. 33o, dice, ebe il p. Nerini procuratore generale di questa congregazione ed abbate del monistero di s. Alessio, pretese di far vedere nel citato libro ebe il suo ordine fu istituito da s. Girolamo, che da questo santo dottore in poi ha

no mangiar carne
sa,
tri

monisteri

oltre ai giorni prescritti dalla

Chiein al-

sono tenuti a digiunare


molti, e dal

primo di ottobre fino a Pasqua non si deve dar loro pietanza


nelle

sere

di

luned

mercoled e sabbato, cos ordinando le loro costituzioni approvale

da Paolo
all'abito,
i

nel

161

1.

In quanto
to-

sacerdoti

hanno una

naca bianca legata con cintura di


cuoio, e lo scapolare di color tan
a cui
cio.

attaccalo

piccolo
la

cappucpolli-

sempre
a'

du-

In coro e per

citt

ralo nella Chiesa fino


stri;

tempi no-

ma

che

il

lodato Galletti, poi

vescovo
sto,

di Cirene,

con

la

nominafu rispo-

ta dissertazione, cui

non

no cocolla parimente di color tan, e quando sono nel monistero usano la sola tonaca e lo scapolare adoperando la berretta quadia [iure di color tan.
I

zione
della

dimostr la falsit dell' assere quale fu la vera epoca ,


istituzione

frati

conversi vece

hanno ancor
e
lo

essi

la

tonaca bianca,

dell'ordine

giro-

scapolare

tan,

ma

in

lamino nella Chiesa. Benedetto


nel

XIV

della cocolla portano

1755 con
data

la
a'

manum,

costituzione Ro20 gennaio, Bull.

anzi al

presente

un mantello, monaci quando


la

escono non usano pi

cocolla
I

Magn. tom. XIX,


nerale
della

pag. 117, con-

cesse ni detto p. abbate Nerini ge-

cappa color tan. conversi cio quelli che


,

ma una

frati

danno
e
i

congregazione girolaai

irrevocabilmente s
beni
azioni

stessi

loro

inina d'Italia, ed
lui,
fcie

successori

di

presenti
alla

futuri, diritti ed

un posto
tra
gli

nelle cappelle pontialtri

congregazione,

portata-

abbati generali

no un
n; e

abito ed
gli oblati

un mantello

degli

ordini monastici.

che vivono nei ino-

GIR.
mieli usano la veste del

GIR
medesi-

101

don
pauni
to,

la
si

patria,
ritir

e
in

vestito di poveri

mo

colore, che loro scende fino al

un luogo deferaffatto veridi-

ginocchio, a differenza di quelli che

per menarvi vita austera e pe-

stanno fuori dei monisteri, i quali vestono come i secolari. 11 p. Bonanni

niteule.

Non sembra
il

co quanto narra
ch'egli sebbene

p.

Papebrochio,
applicato ben

nella parte

I,

pag.

CXIX
ne

del

siasi

Catalogo degli ordini


la la

religiosi,

par-

presto
tato da

alla

piet,

nel

1377, aiucugi-

di

questi monaci,
il

riporta
del-

Andrea suo
la

fratello

figura, citando

cronista

no, lev a forza

l'ordine p.

Pietro Varga.

sua sorella
in cui erasi

cugina
ritirata

DELLA CONGREGAZIONE del b. Pietro da Pisa, Frati eremiti dell'ordine di s. Girolamo. Riconosce la sua origine dal beato Pietro
citt
a'

G1ROLAMINI

Chiara dal monistero per servire a


beata

Dio, e che dopo averla tenuta rinchiusa per cinque mesi,


dalla di posito
,

commosso
:

lei
si

costanza nel santo pro-

da Pisa, nato in questa 16 febbraio 1 355 da Pietro Gambacorta, e da una donna dell' illustre famiglia dei Galandi in tempo che il suo padre dominava Pisa ed altre citt della Toscana.
tico

determin

d' imitarla

questa assertiva del Papebrochio e


di
le.
1

pochi

altri,

Certo
usc

non pare verosimiche verso il 1375 o


di aver

377

da Pisa, e dopo
e dell'

visitato le pi celebri solitudini della

Va

per avvertito che


di

il

cri-

Toscana

Umbria,

e
si

ferriti-

cronista

questa

congregafosse
figlio

matosi alquanto in quelle, r finalmente iu


quella
detta

zione, dice che Pietro


di

parte del

Gerardo germano

di Pietro

Gamnipote

monte
sei

bacorta, e per conseguenza


di questo Pietro,
in

Montebello, miglia lungi da Urbino, da cui

Cessana

non costumandosi que' tempi ed anche dopo imil

porre
di

nome
i

del

proprio genito-

re ai rispettivi
tre

figli.

Essendo
genitori

egli

scendendo per cercare limosina nei paesi convicini, e con quelle che gli facevauo coloro che lo visitavano, n' ebbe in tanta abbondanza, che
gli

mesi,

di

lui

fu-

riusc

di

fabbricare

nella

sua

ono

costretti

a fuggire per avverPietro, che poi

solitudine
ss.

sa fortuna dalla patria, e seco por-

una chiesa dedicata alla Trinit, la quale fu compita


1

tarono

il

bambino

nel

38o

altri

congetturano che

la

leccio educare

nobilmente,
i

anche
quali
e-

chiesuola fu a lui data da

Oddone

negli esercizi cavallereschi,


gli

apprese molto bene,


di
della

quantune

que attendesse pi
quelli

proposito a
co-

piet cristiana,

minciasse a concepire
to
la

abbonimenper le vanit terrene. Dopo morte della madre quane


,

Colonna vescovo d'Urbino poi Martino V. Accanto a questa chiesa fece erigere una casa capace di molli eremiti, de 'quali poco dopo dodici si unirono a lui, dappoich
essendosi

manifestala

la

vita

santa

del b. Pietro, molti concorsero per

do

la

fortuna

erasi

di

nuovo
suo

di-

seco lui
se dodici: di Pisa,
ta
il

unirsi,
il

e tra

tanti

ne scel-

chiarala

favorevole

per

pa-

primo

fu Pietro

Tucani

dre, ritornato perci al


Pisa,
il

possesso di

nostro beato csseudo alloventicinque,

citt

che si vuole partito da detinsieme col beato Pietro,


il il

ra d'anni
tutte
le

rinunzi a

secondo
il

b.

Pietro spaglino-

mondane

speranze, abbau-

lo,

terzo

b.

Angelo

di

Corsi-

ioa
ca,
il

GIR
quarto
Pietro
il

GIR
di

Antonio
Pieil

a vendicare

la

loro morte.

Trionpro-

Jacobini Faltibene,
sto Arcangelo
di

quinto

f di questa fiera tentazione


strandosi avanti a Dio, ed

tro di Giovanni spagnuolo,


di

se-

adorando

Giovanni
il

Sabba

Gubbio,
il

il

settimo Giovanni di
b.

l'ordine della sua provvidenza, e per confondere di pi il tentatore,


bili

Albania, l'ottavo
Sicilia,

Andrea da
di

afflisse

il

suo corpo

con orri-

nono

Pietro Paolo

austerit,

flagellandolo aspra-

mastro Pietro di Gualdo, il decimo Alessio d'Alessio di Duracchio in Albania, l'undecimo Paolo da Como in Lombardia, e il duodecimo il b. Benedetto di Sicilia, siccome apparisce da un antico dipinto in tavola. Il bealo Pietro Gualcerano che si attribuisce a questa congregazione, visse da eremita nel

co fatto

mente, e stringendolo con un giaca punte, e con un cilicio; raddoppi i digiuni e le vigilie,

adagiandosi quando oppresso

dal sonno, per lo pi sopra la nu-

da

terra.

Intanto
quali

il

b.

Pietro prescrisse

ai

suoi cremiti alcune costituzioni, nelle

comand
la

loro di fare, siccome

monte
ti

di

s.

Berlolo

sopra

Pesa-

egli faceva,

quattro quaresime ogni

ro con alcuni
di

ottimi

altri compagni, tutcostumi e di santa

anno, cio
tecoste,
di
la

comune,

l'altra dal lu-

ned delle rogazioni lino alla Penterza dal

vita, e mori nel i4i8, cio prima che quel conventino e chiesa di
s.

primo giorno
e
la

agusto

(ino all' Assunta,

Berlolo venisse

in potere

della

congregazione pisana, lo che accadde nel i44 2 ventiquattro anni


>

primo novembre lino a Natale. Ordin altres di flagellar'


(piarla dal
S

ili

digiunare in tulli
dell'anno,
e

luneag-

dopo

la

morte del

b.

Pietro Gualri-

d e venerd

di

cerano, laonde questi non deve


tenersi girolamino.

giungere

al

digiuno
i

la

disciplina
di

Non deve

an-

anche

in

tutti

giorni

quare-

noverarsi tra
b.
cati

primi compagni del


il
1

sima. Proib

di

ricevere

nell'ordi-

Pietro da Pisa Bartolomeo Merdi

ne quelli
pito

che

non avessero comanni,


e
quelli

Cesena,
nel

quale

vesti

quedire

dieciotto
i

che

sto abito

4 9, vale

passavano
i

cinquanta. Osservavano
tutte queste cose,
[la-

trentanove anni dopo l'erezione della congregazione. 11 pio fondatore per t'uggire ogni occasione di vanagloria

buoni

religiosi

con l'esempio del loro comune


dre, che
pii,

non

volle essere

chiamato
illu-

Pietro Gambacorta,
stre di

cognome
,

vita

ne faceva altre molte di e persever in un tenore di asprissima fino alla morte; si


notte
il

sua famiglia

ma
suoi

Pietro seguadi

levavano a mezza
il

per
si

dire
fer-

da Pisa, e diede
ci
il

ai

mattutino, dopo
in

quale

nome
sua

di

eremiti
lui

san

mavano

coro a

fare

nell'estate

Girolamo, elello da
tettore di

per prostati

congregazione. Nel

i3q3

a' -xi
il

ottobre

essendo

due ore di orazione, e uell' inverno tre; cibo ordinario era poco pane con pochi frutti o erbe cotte.
secondo
il

padre e due fratelli del beato, da Giacomo Appiani segretario del medesimo padre, il
assassinati

piacere

del

superiore:
nel
la

dovevano ogni giorno accusarsi


refettorio

delle

loro

colpe,

demonio diede un

liero

assalto al

povert

si

osservava

da

essi

con

servo di Dio, tentandolo di andare

tanta esattezza, che tutto

avevano

gir
in

GIR
aveva

io3

connine, ed

il

superiore

no

fatto

poco

dare ad ognuno ci il pensiere di che gli abbisognava. Vita cotanto esemplare acquist loro stima dai

scepoli

del b.

prima anche i diAngelo di Corsica,


terz'ordine
di

fondatore di un'altra congregazione parimenti


venti
di

del

san

ed odio dai libertini, che lacerarono il buon nome di s sanvirtuosi,

Francesco, quattro
della quale
,

o cinque conper una bolla


b.

spargendo maliziosamente che ingannavano con la loro vita semplici, ch'erano lupi coperti con la pelle di agnello per guadagnarsi il credito del popolo, ed osarono aggiungere che la loro
ti

eremiti,

Eugenio IV del i432, furono


a quella
dello stesso

dati
tro,

Piedei

che
nel

in

tal

guisa

and crescene

do
Il

numero
Pietro

de' religiosi

conventi.
b.

vita austera

non era per

virt diessi

Venezia, quivi
affari della
vi

pass da Roma a chiamato da alcuni

vina,

ma

per arte magica da


fecero delle

sua congregazione, e qui-

praticata. Gl'inquisitori per queste


relazioni false,
se ricerche,

rigoroere-

mor santamente il primo giugno i435, d'anni ottanta. Cercano


critici
il

onde questi miti furono costretti ad


essere esaminati.
b.

santi

luogo in

cui
la

fu

egli

se-

uscire di

polto,

bench

pi

probabile
chi di
Io
s.

tratto in tratto dalla loro solitudi-

opinione sembri

quella di
nella

ne per che il

Allora fu
al

vuole tumulato

chiesa
di

Pietro ricorse
il

Papa
pie-

Girolamo
giose

con

monistero
ci

reli-

Martino V,

quale informato
lui

agostiniane,
il

non ostante

namente
a'

della santit di

e dei bolla

suoi discepoli, diede loro


2
1
r )

una

m v irt della giugno I4"2 quale furono esentati dalla giurisdizione degl'inquisitori, annullando le scomuniche, e tutti gli atti avanzati contro religiosi. Superata
i

luogo di sua sepoltura, sebbene il p. Papebrochio affermi che funerali gli furono celebrati in s. Marco. Nel 1601 indarno lo
ignorasi
i

cerc nel detto monistero delle

mo-

questa tempesta,

il

b.

Pietro

coi

compagni vennero
alta

in
i

seguito in pi

stima presso

buoni, ed avenin diversi luo-

do gi
t

dei conventi

ghi, ed in Venezia, in

questa

cit-

dale di

ne fu esibito altro, cio l'ospes. Giobbe, fatto fabbricare da Lucia Contarmi, moglie del

nache di s. Girolamo il nunzio di Venezia Pannocchieschi Delci arcivescovo di Pisa; dopo molti anricerche ad le ni si rinnovarono istanza di Cosimo III granduca di Toscana ma non produssero effetto, e tale fu pure l'esito di quelle eseguite nel 17 17. Nel pontificato di Benedetto XIV, credendo
,

le

monache

di

avere

rinvenuto la

nobile

uomo Enrico
si

Delfino,

il

quale
to.

fece poi

discepolo del bea-

sepoltura del b. Pietro, per mezzo monsignor patriarca ottennero di


dal

Questi

nel

i4^5

si

port in
col

Papa

il

breve,
>'

Riceviamo, del

Roma, ove
b.

contrasse

amicizia

Nicola di Furca Palena, autore


terz'ordidi

1747, p Coruaro,
pag.
te

if? sso

senatore

Flaminio
1,

De
la

eccks.

Venet. dee.

d'una congregazione del


ne
1

i5?.,

facolt di

rinnovare

s.

Francesco,

la

quale nel
seguaci

indagini con l'assistenza del


patriarca, e
le

me-

44^* fu unita a questa stessa del


Pietro,

desimo
le

analoghe

b.

abbracciando

cure del mentovato

senatoie,

ma

l'istituto eremitico,

siccome aveva-

perquisizioni egualmente

riusci-

io4
rono
fu
il

GIR
inutili.
Il

GIR
la
ri,

Papa Clemente VII


titolo

quale oltre all'avere per di fuosopra l'ingresso due


l'

primo a chiamare con


s.

sibille

del

di beato Pietro

Gambacorta fondaGirolamo,
titolo

Baglioni, anche

interno ben apitture, e quain cui effigi la

tore degli eremiti di


indi col

dorno con marmi,


dro
del

ne autorizzarono il culto i Papi Paolo III, s. Pio V, Gregorio XIII, e Clemente


Vili, finch
i

medesimo

Bassano

nascita di

religiosi

dell'ordine

supplicarono
ecclesiastico

Alessandro
in

Vili

di

concedere loro di celebrare


tutto

l'ufficio

l'ordine,
,

lo

Ges Cristo. L'interioha una sola navata con cinque cappelle, due da un lato, tre dall'altro, ed il cappellone grande in mezzo, ossia l'altare maggiore. La prima delle capre parte della chiesa
pelle
ta a
lita
la.

avendo che il Pontefice accord pure sottoscritto il decreto per la beatificazione, nominando per ponente della causa il cardinal Casanata protettore dell'ordine.
lui
Il

a
s.

dritta, entrando, dedica-

di

Onofrio, ed tutta abbelbuone pitture d'antica scuoseconda, sacra


alla

Nella
di

Ma-

di

donna
la

Loreto,

il

quadro

dell'al-

zo XII

immediato successore Innoceni(g3 cona' 9 dicembre ferm il decreto della congregazione


dei
si

tare opera di Annibale Caracci;

Coronazione
le

fu colorita da
altre

un
l'e-

sue scolare, e
segui Gio.
Fa.

pitture

riti dei 5 approvava

di tal mese,
il

nel quale

Battista Ricci da Nova-

del b.

immemorabile Pietro Gambacorta fondatoculto


s.

in

re de' poveri eremiti di

GirolaUrbino.

mo
La
Ili,

in

Monlebello presso

maggiore dalla cornice da Baldassare Peruzzi, e dalla cornice in su da Bernardino Pinturicchio. Segue la
L'altare
fu

gi

dipinto

vita del b.

Pietro sta in latino

cappella

del

ss.

Crocefisso.
il

Nella
del b.

ne' Bollaudisli,

Acta
p.

ss.

j'unii

tom.

cappella seguente

quadro

pure in itaAntonio BonueRoma dal ci, che fu stampata in Salvioni nel 1716. Siccome poi per la riunione della congregazione del b. Nicola di Furca Palena ai girolnmini, questi divennero padroni in Roma della Chiesa di s. Onodie

17;

la

scrisse

Pietro da Pisa pittura

del cav.

liano

il

gesuita

Francesco Trevisani
suoi scolari

mentre due
i

dipinsero

laterali.

11

quadro dell'ultima cappella, rappresentante s. Girolamo, fu colorito da Pier Leone Ghezzi la pittura late;

rale dalla

parte del
Ricciolino.

vangelo

di

Pietro Nelli, quella di contro opera


di Nicol

frio [Vedi) verso quest'epoca, cosi a quanto di essa dicemmo a quell'articolo,

sagrestia la dipinse

La volta della Girolamo Pesci,

aggiungeremo
le

le

seguenti

notizie.

Nel portico

tre storie
s.

fre-

ed il quadro dipinto sulla tavola rappresenta s. Girolamo, s. Caterina, s. Sebastiano ed il b. Nicola

sco della vita di

Girolamo, sono lavori pregevoli del Domenichino, fatti per ordine del cardinal Girolamo Agucchio mentre era titolare della chiesa, secondo l'Alveri: sotto medesimo portico sostenuto da il
colonne antiche evvi
la

di

di

Furca Palena, opera stimata Benigno Vangelini, compita nel


11

164.8.

chiostro del contiguo con

vento
so
frio

de' girolamini

adorno
di
s.

di

venti colonne di
si

marmo, ed
storie

in es-

vedono

le

Ono-

cappellctta

dipinte a fresco

dal cav. d'Ar-

sacra alla Beata Vergine del Rosario,

pino, e sono le prime

quattro en-

GIR
trancio
state le

GIR
,

io5

da

mano

destra

essendo
Sebastia-

altre

colorite
altri

da

no Strada, e da

pittori.

Nel

corridore superiore una bella

Mafre-

donna

col

Bambino

dipinta a

sco dal celebre

Leonardo da Vinci.
i

Nella libreria de' religiosi sonovi


busti del Barclay e del Tasso,
polti
scritti

se-

Vi si celebra la festa di s. Francesco a' \ ottobre, e quella di s. Onofrio giugno. agli 1 1 Fu frequentata di visite da Benedetto XIII, che soleva abitare il vicino convento de' domenicani di s. Maria a Monte Mario. Il Papa che regna Gregorio XVI, portanaltari.

due

in

chiesa,

con alcuni
serviti
al

mano-

dosi su questo

delizioso

colle,

e-

ed oggetti

secondo,

cia

che quivi mori. La rinomata querdi Tasso per a' 22 settembre

1842, e fu celebrata
eh. cav.

coi
i

versi del

Andrea
altro,

Belli,

quali insie-

me ad
nomato
e
seg.
,

albero,
nel

si

che riguarda il rileggono a p. 89


intitolato
feci

gualmente pi volte la visit. Dopo la morte del beato fondatore, il primo generale fu il b. Bartolomeo da Cesena sunnominato il quale fond altri conventi, e nel suo governo, che dur quindici anni,

la

memorata congregazione del

libro

Fiori

b.

sparsi

del
al

quale
voi.

affettuosa

si un interamente a questa de' girolami-

Nicola di Furca Palena


quali

menzione
iscrizioni

XXIV,
chiesa
seg.

pag.

3i5
ed
leg-

ni,

a'

Eugenio IV

accord

del Dizionario. Alcune


di

notizie
si

molti privilegi colla bolla Provenil


del i437. Questi religiosi ottennero

questa

gono a pag. 263 e


tinelli
,

del

Marsacra.

quindi di ricevere
e di tenere ogni
generale,

gli

ordiui sacri,
il

Roma ex
Venuti

ethnica
descrive
della sua
p.
i

anno

capitolo

Ridolfino

questa

chiesa a pag.

965

Roma
1234
giro-

che Nicol V nel i53 ordin che invece si radunasse ogni


tre. Poscia Sisto IV, ed Alessandro VI fecero alcune variazioni intorno ai loro capitoli generali. Nel
1

moderna.

Il

medesimo a

parla dell'altra chiesa che

lamini hanno sul Monte Mario suburbano di Roma, verso il fine delle vigne del colle, chiamata

4 14 essendo ancora generale

il

b.

volgarmente s. Onofrio in Campagna. Essa dedicata a s. Francesco d'Asisi, e fu eretta col

Bartolomeo da Cesena furono stese le prime costituzioni dell'ordine, ed in queste medesime fu moderato
il

con-

rigore prescritto
Pisa,

dal
1

b.

Pietro

tiguo convento dall'abbate

Barto-

da
esse
p.

e dipoi nel

54o

furono

lomeo Neri. Clemente XI a comodo dei vignaiuoli de'Iuoghi circonvicini


l'eresse

in

parrocchia,

quale

conferm Leone XII nel riordina-

ridotte in miglior forma dal Bernardo da Verona allora generale, ed accettate dal capitolo di tutto l'ordine tenuto in Rimiri nel
1
"i

mento
ed
ni.

in

delle parrocchie di Roma cura de' medesimi girolamitre altari,

[a,

dopo

la

protesta di

tutti

capitolari,

che non obbligassero ad


mortale,
i

Ha

dedicato

s.

ed il principale Francesco, e gli


Trinit

alcun

peccato

non

si

potessero

costringere

professori

altri

due

alla

ss.

ed a

s.

dell' istituto a far voti solenni,

quali

Sebastiano. Benedetto
tare

XIII

contaall'al-

ancora non facevano.


generale del
l6aa,

Nel

capitolo

gi questa chiesa unitamente

furono

approl63

maggiore

a' 2

luglio

1728, e
gli

vate nuove costituzioni, abbracciate dipoi anche in quello del

due giorni dopo consngr

altri

io6

GIll
altro del

GIR
del

pubblicate nell'altro

un
tre

644

iG^i. In furono fatte aldi

conventi
e di

nella

diocesi

di

Padova
ere-

Verona, e

quella

degli

dichiarazioni

sopra

queste

miti del

monte

Segestero,

fondali

sono quelle che prein questa congregazione, con aver soppresso


costituzioni, e

dal

b.

Lorenzo. Segui
nel

l'unione di

sentemente
le

si

osservano

questi secondi
dosi
in
s.

1579, e facen-

tra

altre cose

l'astinenza
i

perpe-

religiosi facetua. Siccome poi vano solamente voti semplici, e potevano disporre anche de' loro

giosi

menzione nel martirologio di Alberto da Genova, i relidel b. Pietro da Pisa voglio-

beni,

s.

Pio

con

la

costitur

no che sia stato della congregazione di monte Segestero, e che morisse nel i4jo.

zione

Lubrcum vitae gewis, de' novembre i568, ordin loro di


ve
i

Prima
cende
si

delle

ultime politiche

vi-

fali-

divideva

questa congrecio di

voti

solenni,

lasciando in

gazione in

due provincie,

bert chi non voleva emetterli. In

Ancona
i

e di Treviso, oltre

alcuni

sequela

di

questa

costituzione,

il

conventi nel Tirolo ed in Baviera,


quali appartenevano a certi eremiti,

cardinal Luigi Cornavo


dell'ordine,
s. si

protettore
di

rec al convento

Onofrio

di

Roma,

vi

ricev

l'imperatore Leopoldo

che nel 1695 ad istanza delunirol si

la professione de' religiosi

girolami-

ni

che vi abitavano, siccome fu fatto ancora con altri conventi del medesimo ordine, e questa profes-

sione venne
di

promettendo Agodi s. stino data loro dal medesimo s. Pio V, il quale conferm la coneseguita

osservare la regola

gregazione, nel 1567 accord ai religiosi


i

privilegi

degli ordini

menbolla

no a questi d'Italia, e professando moltiplicala medesima regola si rono poscia in que' paesi con osservare rigorosa mente le costituzioni dell'ordine, non mangiando mai carne, incedendo scalzi, vestendo panni grossi dello slesso colore e forma ili quelli del b. Pietro, portando la barba, ma non molto religiosi girolamim lunga. Quoti
cuoio, con cappuccio
zetta

dicanti, e

nel

S7

con

la

Religioni* zelus

conferm gli altri che gi godevano. Gregorio XII 58 fece altrettanto, ma Paonel lo V derog al privilegio concesso da Martino V, d'esenzione dalla
1
1

usano tonaca legata con cintura ili la cui mozscende


davanti
In
e
di

dietro

sino alla cintura.

casa

portano

berretta quadrata, e quando escono vanno con cappa increspata si-

giurisdizione degl'inquisitori, a'quali


li

no

al

collo,

tutto

di

color

tan,

assoggett.

Alessandro
nel

\ l

e cappello

nero.

Nei venerd
In
tutti
i

deb

avendo soppresso
ne de' canonici
rito,

16%

l'ordis.

l'anno digiunano.

giorni

regolari di

Spii

di lunedi, mercoled e
la

venerd della

e quello de' crociferi,

diede

quaresima

fanno

disciplina,

conventi e monisteri loro alla congregazione del


b.

ed eziandio

ne' luned,

mercoled e

Pietro

da

Pisa.
si-

venerd dell'avvento,

Inoltre a questa congregazione

dono
anni
gra

in

giorni
i

festivi.

anche se caOgni sei


della
sa-

no

dal

53

erasi
di
s.

unita quella
isti-

giusta

decreti

degli eremiti
tuiti

Girolamo,

visita apostolica

da

fr.

mo

Mercati,

Bartolomeo di Giacoquali avevano dei


i

e nella

terza

dell'anno 174*1 domenica dopo Pail

squa radunano

capitolo generale

GIR
in

GIR
superiore,
il
il

io-

cui
in

eleggono
ogni

il

loro

gregationis
lect.

ed

triennio

capitolo

provinciale.
il

Morendo
di

generale,

provinciale

quella

provincia

nella

quale
il

prendeva
in
tra
lai

dimorava il defunto, governo dell'ordine fino


nuovo, che
si

alla elezione del

faceva

caso dai

provinciale dell'alpriori
di

b. Petti de Pisis colac notis '/lustra /.,Patavii 1775; ed il padre Giovanni Battista Sajanelli ha formato le Croniche stampate in tre volumi in foglio da Antonio Zalta in Venezia nel 1708, intorno al primo volume; il secondo volume fu stampato in Pado1

provincia, e dai

Ro-

va da

Gio. Battista Conzalti


terzo dal
i"fi.

ma, di Pesaio, di "\ enezia, e di Padova, quando quei conventi esistevano. Il convento di Montebello era il capo della religione, nella
piale

ed

il

17G0; medesimo stampa-

tore nel

sole.

sono

fioriti

molti

servi

di

Dio, alcuni de' quali con titolo di

Eremiti di FieQuesta congregazione fu istituita dal beato Carlo dei conti Guidi di Monte Granelli di Baeno
nella

GIRQLAMIM,

bealo, e varie persone


la

illustri

per

Romagna
il

toscana, diocesi

di

dottrina e per
11

le

dignit eccle-

Sar/ana,

quale con

Redoue
si

del

siastiche.
te
I

p.

Burnirmi nella parre-

medesimo Monte, Gualterio


tino,

fiorenritir

del

Catalogo degli ordini

ed

altri

compagni,
nel

ligiosi,

a p.

CXXI

riporta

la

figu-

in

luogo

solitario

mezzo
fanno
di

dei

con zoccoli di legno, e barba lunga, ed a p. CXX1I produce la figura d'uno degli odierni religiosi , parlandone compendiosamente. Da questa condiecisetle gregazione sono usciti
beati, tra'quali
il

ra d'un antico eremita

monti di no 386
1

Fiesole (Fedi),
;

nell'aninco-

altri

per
la

minciare

la

fondazione
sotto
s.

qualche
del

anno avanti
quale
il

regola

terzo ordine di
b.

Francesco, della
era gi
professotto
di
s.

Carlo
al

beato Pietro fon-

so, ovvero
la

dire di altri
scritti

ed il beato Nicola propagatore si veuerano sugli altari, ed


dature,
altri

regola cavala dagli L' approv

Girolamo.
VII,

Innocenzo

trentatre fiorirono in
i

santit

ma
pot

prevenuto

dalla
la

morte
la

e miracoli.
della

vescovi Cinque sono medesima congregazione. Gli


poi

non
quale

emanarne
il
1

bolla,

pubblic
^f

successore Gre">,

scrittori

sono
materie,

circa

trenta,

gorio XII nel


larui,

Sacra nonnul8
id.
II,

su diverse

come

teologi-

data in Castro Montis Fiodioecesis,


t.
il

che, scolastiche, polemiche, morali,


isteriche ec.
vari
:

rum
Bull.

Arimin.
Rorn.

jul.,

essi

diedero

alla luce

Ili,

par.

pag.

scritti.

volumi, altri restarono manoDi questo online oltre gli


degli

io.

Mor

fondatore in Venezia,
islabilire
1

dov'erasi

portato per

un
tra

storici

ordini

regolari,

scris-

nuovo convento, a'5 settembre


ed dagli
i

\i~,

sero
rali,
le

1'

Azorio nelle Istituzioni moi3, cap.


II;
t.

storici

annoverato
reliquie
di

I.

Roderico
II,

nelart.

beati.

Le
nel
la

sue

furono
Fiesole,

Quest.

Reg.

qu.
,

3,

trasferite

convento

9; Silvestro

Maurolico
Il

e Pietro

ma dopo
to a

soppressione della conil

Bonacciolo nell'opera intitolila

/'
:

gregazione
nella
la

remo

Pisano.

padre

Giovanni
il

Firenze,
chiesa

>uo corpo fu portavenerato e riposa

Gobati larium ordini*


Battista

ci
s.

ha dato

Bui-

delia
s.

Hieronynu con-

buca di

compagnia Cimiamo. In

detta
segui-

ioS
to

GIR
Eugenio
la
si

GIR
e col
dati.

IV l'approv,
la

In quanto alla
articoli

orciconfratcr-

suo consenso
bracci
no,

congregazione abdi
sant' Agosti-

nita, agli

Arcico> fraterni-

regola

di

s.

come

legge nella bolla

Super
cai.
Ili,
t.

e Carceri di

Girolamo della Carit, Roma, non che Godi

gregem,
augusti
par. Ili,

tlat.

Florentiae

,7

i44'> Bull.
}>.

Rom.

vernatore guarda la
altro

Roma, per

ci che ri-

visita

de' carcerati,

ed
s

33.

Il

Pontefice volle
Fiesole, e di-

relativo,

abbiamo
che

detto le

che
di

si

chiamasse la Congregazione

cose

principali

riguardano
sodalizio
,

s.

Girolamo di
il

celebre
delle

e benemerito

chiar

monistero di Fiesole caprocesso


di

molte e
si

varie opere di pieesercitano


essa
i

po

dell'ordine, e residenza del ge-

t in cui
gregati,
le

suoi ag-

nerale. In

tempo
in

la

dappoich

patrocina
e delle
zitelle;

congregazione giunse ad avere pi


di

cause de' poveri

pupilli

quaranta

conventi
tra
i

diversi

vedove
le

ne' tribunali;

dota

luoghi d'
di

Italia,

quali quello

distribuisce l'elemosine,

Vincenzo ed Anastasio a Trevi, con la contigua chiesa, parrocchia che allora comprendeva il palazzo pontificio del Quirinale, luogo che diede a questi religiosi Paolo V nel 1612. Vivevano questi eremiti con parde'ss.

Roma

massime alcondannate ; amministra l'eredit lasciata da Benedetto Greco, al modo che dicemmo al voi.

donne

XXVIII,
dirige
alla
voi.
il

pag.

21 3 del Dizionario;
di

monistero di
cui

Lungara,
I,

s. Giacomo parlammo ai

p.

ticolari costituzioni,

vestivano di

35
le
lia,

del

35, e XVII, p. 20 e Dizionario: ed ha cura del1

lana color tan, con


pata
nella

cappa
e

incres-

carceri

Inuocenziane in via Giulei

intorno
parte

al

collo,
;

aperta
scalzi

anteriore
cuoio,
di

cingevano

che da dipendono,
il

in

particolar

in

quel

modo modo che


a

cintura di

andavano

descrisse

eh.
,

monsignor Carlo
appartenente

con zoccoli
li

legno,

l'uso de'qua-

Luigi

Monchi D
illustre

poi lasciarono. In
s.

Milano erano

questo

pio luogo, nella sua

chiamati frali di
chiesa

Anna,

dalla

presso
i

cui

abitavano.

Ma

opera intitolata: Degli istillili di pubblica carit, ec, tom. II, pag.

essendosi

religiosi raffreddali nello

2^7,
della

spirito dell'istituzione, diminuiti di

cap. XI, Canta. A

ArciconfraternUa tuttoci si deve

numero, ed essendosi
introdotti molti abusi,

tra di
il

loro

aggiungere ch'essa ha sede nel locale presso la

Pontefice
la

propria chiesa dedi-

Clemente
bolla

IX li Romanus
Di
il

soppresse con
Bull.

cata a

Girolamo,

amministra e

Pontifex, data ai

dirige le cose della medesima, do-

G dicembre 1668,
VI,
p. 3o4-

Rom.
1'

toni.

essi

scrisse
t. I,

Azoi3,

rio nelle Islit. inorai

Iib.

ve mantiene la detta congregazione dei sacerdoti in comunit dell'oratorio, che ivi risiede per decoro
del culto divino,

cap. II

p.

Bonanni nel Careligiosi,

adempimento de'pii
assunte dai sa-

talogo degli
1,

ordini

pari.
la
fi-

legati di messe, ec, e per soddisfare


le altre obbligazioni

p.

CXX,

ove

ne riporta
(s.)

gura.

cerdoti dacch fu cominciato a pro-

GIROLAMO
di

della Carit'
e con-

seguire quauto
tu

s.

Filippo Neri

isti-

Roma, Areicon fraternit


comunit

nell'oratorio, per cui essi saceril

gregazione in

di sacer-

doti sino d'allora assunsero

nome

GIR
di preti dell'oratorio.
i

GIR
Come
ivi

09

ancora

santo.
la

Qui

pure
ai

si

venera ancora
abit,
e

medesimi sacerdoti
feste,

sono per

stanza dov' egli

dove

predicare nella detta chiesa in tutte


Je
le

diede principio
conferenze
Filippini
(

ragionamenti, e
All' articolo

e per udire

assiduamente

spirituali.

confessioni

ed

altro,

come per
anime

Vedi)

abbiamo detto
in

l'assistenza spirituale delle

quando
casa,

s.

Filippo entr

questa

segnatamente de' carcerati, s per confessarli, che per le prediche e per gli spirituali esercizi, che loro si

siccome

ammesso
fra
i

dall' arci,

confraternita

sacerdoti

che

ufficiavano la loro contigua chiesa,

danno due o
na,
in

tre

volte la settimadelle

ricusando
potere con

il

consueto emolumento,
sola
altri

un all'adempimento
medesime
la

contento della
gli

camei-a

di

sacre cerimonie delle


ste nelle

cappelle po-

indefessamente
spirituale

prigioni.
di
s.

occuparsi al giovamento
de' prossimi
;

Quando

chiesa

Girola-

che molti uomini per


dottrina

mo
ti
i

venne

in

propriet
sacerdoti

della con-

nascita, per
insigni

per

piet

gregazione della Carit, furono scelmigliori

che

fosse

nel

ne frequentarono l' oratorio 558 da lui istituito, ed a sue


il

possibile, tanto per l'uffiziatura, che

spese eretto,

quale

il

santo volle
sera
,

per
lo

istruire

il

popolo

ne' doveri

che stasse
quei
pii

aperto
esercizi
s.

ogni

per

cristiani,

come perch
assistiti

venissero neli

neh' articolo

no-

spirituale

carcerati.

minali. Ivi
site

Filippo diresse

le vi-

Questi sacerdoti o pii operai cominciarono subito a conciliarsi la venerazione di tutti per la loro santit di vita, zelo per le anime, dottrina e vestire conforme , che meno la barba lunga e il cappello
,

degl'infermi negli
chiese.
il

ospedali, e

delle sette del


ni
s.

Dicemmo pure
santo con alcu-

modo come
compagni Giovanni
ed
si

port alla chiesa di

barchetta
di

tuttora
fu
si

si

osserva.

Il

primo
di
altri

essi

Pietro Spatario

Arezzo, a cui

unirono subito
Il

il suo ed ove incominci il suo convitto con alcune continuando per ad costituzioni abitare nella casa di s. Girolamo ;

de' fiorentini per

culto

uffiziatura,

ottimi sacerdoti.

Piazza nel-

e finalmente coni' eresse la congre-

V Eusei'ologio romano, trattato VI, capo VII, Di s. Girolamo detlo della Carit a piazza Farnese t
narra che
te
s.

gazione
siedere

dell' oratorio,

e pass a ris.

nella

casa

di

Maria
nel
1

in

Vallicella,

partendo

coi discepoli

Filippo Neri fece parsacerdoti trenlui altres

quella

di

di

tal

collegio di

Qualche
di
s.

Girolamo s. tempo dopo


ossia

da 583.
la

la

partenza

talre anni,
in

ed erano con
altri

Filippo

da questo luogo,

quel
di

tempo
Dio

preti
il

di

se-

congregazione
nita

arciconfraterriivi

gnalata virt,
servo

come

venerabile

Buonsignor Cacciaguerra sanese, Persiano Rosa, che con s. Filippo fond il benemerito e celebratissimo istituto
dall' arciconfraternita

approv ai preti che vi masero di proseguire gli esercizi


istituiti

dal
i

santo:

laonde

conti-

romano
ss.

sacerdoti ad nuarono quanto avea prescritto


nella

esercitare
s.

Filippo
per
cui

della

Tri-

sua

congregazione

nit dei Pellegrini, Francesco


supini
stati
,

Mar-

Pietro

Spada ri

aretini

successivamente confessori del

continuarono a chiamarsi padri, come tuttora, ad onta delle opposizioni insorte e giuridicamente dibattute

io

GIR
Il

GIR
citalo
tutte
le

e superale dai medesimi.

le

chiese
si
il

de' filippini
in

nel-

Piazza
ternita

aggiunge che

l'

arciconfradella
chierici e

quali

riuniscono

coro

a
:

prima

agi' individui

congregazione dei
faceva insegnare
la

preli
le

belle

lettere,
i

musica
al

per

gli

ora tori

sacri
s.

compieta nella sola Vallicella si fa il sermone in tutti giorni. N quanto si detto resta smentito dal non avee
i

cantare

vespero

notturni che dall epoca di

Filip-

re

padri

in

superiore uno di loro.


s.

po sino
to
le

declinare del decorso se-

come

istitu

Filippo,

tutti

colo nelle sere delle feste di precet-

filippini

praticano,

come non han-

da Ognissanti

alla

domenica

del-

Palme avevano luogo nel contiguo oratorio, de'quali pure si parl


all'articolo
sto

Filippini.

Questo one-

no l'amministrazione ile' fieni onde mantenersi, dappoich 1' arcicon fraternit di s. Girolamo li ritiene ed amministra, deputando un prelato
le

e dilettevole trattenimento, esle

fra

loro colleglli,
di

che

tieni-

sendo diminuite

rendite, ora sol-

tanto con iscelta orchestra ed eletta di professori cantanti,


si

suole ce-

lebrare

la

sera della festa dell'Imma-

mentre la congregazione dei sacerdoti, non avendo superiore elettivo, sempre ebbe una rispettosa deferenza al
parli

supcriore

colata Concezione agli


e quello eseguito nel
i

8 dicembre, 8 3 era intij

decano, che sta


riore
nelle

iti

luogo
di

di

supecui
,

per

le

cose interne, per

tolato

Giuditta,

lavoro poetico del


Ferretti,

annuali

Notizie

Roma

celebre

Jacopo

posto

in

Dell' articolo

musica dal valente maestro


Ravalli; questo
rico alla festivit

Pietro

categoria

Ordini religiosi, Congregazioni delle


legge
dell'

alla
in

argomento allegomerit
di

comunit,

si

essere
1

dopo
lippo
doti

quella

seconda e Oratorio di s. l'i-

per

ripetuto in quella dell'anno


I

844della

Neri con
dell' oratorio

superiore,
di
s.
/>.
1

Sacer-

sacerdoti

della
d
s.

congregazione

Girolamo
Pasquale

dell'oratorio

Girolamo
i

della

Carit,

/uno.

Carit vestono
la

come

filippini del-

Marciala decano, eh*

con sottana nera di lana lunga e aperta nel davanti, fermata con pochi bottoni da un lato, e da una cintola o fascia pur di lana nera che tiene chiusa
Vallicella, cio
la

odierno Di questo istituto e chiesa ne fu prelato deputato monsignor Gin. Angelo Braschi, che divenuto Poncol

tefice
i

nome
dell'

di

Pio \

esort
a
la

deputati

arciconfraternita
dei sacerdoti

sottana

usano

collare

aperto

stabilire

nella casa

davanti, con
e liscio
ni

sopraccollare
tutti
i

bianco
filippi-

tavola

comune, per
si

cui allora qual-

come usano

cuno
gazione
versi

ritir.

In

questa

congredie

tranne quelli della Vallicella che

di

sacerdoti
illustri
i

fiorirono

lo
lo

portano pieghettato; il terraiuolo portano lungo come tutti gli


per cui l'abito tutto
filip-

uomini

per

piet
i

per dottrina, fra

quali oltre

no-

altri,

pino.

La

professione

poi

ossia

le

loro obbligazioni,
al

sono l'attendere

confessionale, ed

anche udire
se

le

minati primi sacerdoti che si aggiogarono a Pietro Spatario ed a s. Filippo Neri, sono a nominarsi: Francesco Teseo Raspa deputato
;

confessioni
sti,

degl' infermi

richiele
fe-

detto lo
li

fare
di

il

discorso
,

tutte
si

ini

il

Spagnuolo Leonardo Velfermano Pensabene Tur;

ste

precetto

come

usa in

cheli

poi

fondatore

della

congie-

GIR
gozionc
Vittorio
di

GIR
il

m
ncll' antica

Fermo;
Ancisa

fiorentino

che

vuoisi
s.

fabbricala

dell'

fondatore del

casa di

Paola matrona romana,

monistero delle stabilite in Firenze; e il piacentino Enrico Pietra fondatore della congregazione dei padri della

dottrina

cristiana.

Vanno pure
di Sie;

dove il dottore della Chiesa s. Girolamo fu alloggiato mentre si trattenne in Roma, chiamatovi da Damaso 1 Papa che govern s.
la

nominati Giulio Sansedonio na poi vescovo di Grosseto

Gia-

sto
in

como

Celestino

Pietro Nicola LeoRecanati,

Chiesa dal 367 al 384- In quechiesa luogo fu eretta una onore del santo dottore, e doessere
stata
i

pardi patrizio
tore del
nati,

di

fondaa Reca-

po
la
i

chiesa

collegiata,

collegio di

Ges
il

ottennero
quali

morto

nel

i5o,i;

ven. Giodella

minori osservanti, furono traslocali poscia

vanni Leonardi, poi fondatore

alla
l'

chiesa di san

Bartolomeo
al
s.

Del-

congregazione dei chierici regolari della Madre di Dio; Agostino Adorno, uno de' fondatori de' chierici regolari minori;
tei

isola Licaonia,

dire del Fa-

nucci a quella di
torio
,

Pietro in

Monse-

indi

Benedetto Buonmat-

zione

degli

ebbe la aulicorum
l'
,

congregaurbis,

fiorentino, celebre pei suoi

due
dot-

libri

della

lingua

toscana

il

finch Clecondo il Martinelli mente VII a' 22 settembre i5i/


la

tissimo liturgico Giuseppe Catalano

diede

all'arciconfraternita

della

autore di
re;

rinomate ed

utili

ope*

vanni

Gioche die alle stampe interessanti opere di sacra


l'eruditissimo

vicentino

Marangoni

aduna vasi nella Andrea in Piscinula s. chiesa di none medesimo Regola, la nel quale oggi sagrestia di s. Maria
Carit, che allora
di
gine,

e profana letteratura, fra


la

le

quali

vita del suddetto

servo

di

Dio

Monserrato. V. Notizie sull'oried istituto della ven. arcicon-

Ruonsignore Cacciagliene, e di alcuni compagni suoi, e di s. Filippo in s. Girolamo, Roma 17 12; ove sono raccolte molte importanti notizie
gli

fralemita della Carit in s. Girolamo, riunite neW occasione della sacra visita ordinata dalla santit di nostro Signore Papa Leone

di

questa
servi

congregazione.
di

altri

Dio

Tra nomineremo
di

XII;

le

Consti luliones archicon-

fraternitatis

inoltre

Giuseppe
in

Piossi

Castel

Velerc
se

ed Alberto Cherufni viterbese, noto per diverCalabria;


operette
spirituali,

Charitalis de urbe, breve d' Innoil i6o3 cenzo XII de' 18 settembre 694,

Romae

Ad

pastorale fastigium,

col quale

una delle quali porta per titolo: Del raccoglimento interiore, Roma 1809. Appartenne pure a questa congregazione Francesco Stracchini vescovo di Segni, morto nel 1828.

conferm gli statuti., eie costituzioni da lui approvate, inserite nello stesso breve, e pubblicate nel 1694-

Panciroli ne Tesori nascosti di Ro~

ma,
sa
te,

tratta a p.

375
la

e seg. della chie-

ed arciconfraternita eruditamene

La

chiesa

e
di

la
s.

casa

dell' arci-

dice che

chiesa

era

dei

confraternita

Girolamo
s.

della

minori
a
s.

osservanti

che

passarono
e che fu

Carit e della congregazione de' sacerdoti


dell'oratorio di

Bartolomeo
alla

all'Isola,

Girolamo
al

data

congregazione de' nobili


eretta poi
la

nei rione
lazzo

Regola vicino

pa-

cortigiani
ternita,

in

arciconfra-

Farnese, e

dicemmo

altrove

che

gode tuttora, su di

u
che

GIR
consultarsi
la

GIR
bolla
e.lhnca sacra,
fi

di pu Leone X altrove citata, Illius qui charilas, de' 27 gennaio dell' ann \Sio. Ridolfino Venuti, Roma moderna p. 566 dice, che la chiesa fu data nel i535 al sodalizio,

insieme a tre epitafsepolti

in versi di defunti

nella

chiesa.

Nella piccola parte che ridel

mane
sulla

primo oratorio
da
s.

fondato
Neri,

e fabbricato

Filippo

porta

scolpita in

che nell'oratorio
di
diversi

vi

sono

ritratti

questa

iscrizione:

marmo Primum beati


Nel 1660

benefattori,

che

vi

si

Plidippi Neri Fiorentini Oratoriutn.

praticano ogni
di

sera diverse

opere

Anno Domini fllDLP III.


la

piet, e dal giorno d' Ognissanti


alla

chiesa fu riedificata

in

un

alla

sino

domenica
quello
di

come

in

Vallicella,

in ogni

Palme, Maria in s. festa avevano


delle

facciata estrna

con architetture di
L' altare magbelli

Domenico
fiiore,

Castelli.

adorno
dorati,

di

marmi
eretto

luogo oratorii in musica. Nella chiesa si solennizza la festa di s. Filippo, e l'uffizio


tava,
tutto

metalli

venne
spese

con

disegno di Carlo Rainaldi, e


la

come

proprio
l'ot-

tacciala,

di

Fantino

e di rito di prima classe con e se ne fa

nei suffragi e nell'orazione

Renzi romano,

che quivi appresso


bronzo.
il

commemorazione

ha
coi

il

deposito con Scipione Renzi,

A cunctis.
sua chie-

loro busti di

Su

det-

Quivi
feste

l'oratorio

la

to altare

ammira vasi
la

celebratis-

dove ogni sera, e le mattina e sera, si pratica quanto prescrive s. Filippo, al qual
sa a parte,

simo quadro a
s.

olio del

Dominicliidi

no, rappresentante

comunione

oratorio

presiedo

uno

dei

padri
I

deputato dalla padri fanno la chiese insieme


all'oratorio,
li
i

congregazione.
visita

delle

sette
ascritti

ai

fratelli

Girolamo, il quale fu eseguito in musaico per la basilica Vaticana, e l'originale forma al presente uno de' principali ornamenti della La contigua galleria de' quadri
.

pi diligenti de'qua-

buona copia
dipinto, posta
esso,

di
all'

questo

prezioso
di

ricevono

qualche

premiazione
visitano

antico luogo

e nelle

feste di

precetto

qualche spedale massime quello di


s.

venne operata nell'anno 1797 da Antonio Corsi con maestria. La


cappella della famiglia Spada, che
trovasi la

Spirilo, oltre

l'

infermeria delle

carceri nuove.
Nell'
si

prima

a destra, entran-

annesso
ridotta
egli

ospizio
la

conserva-

do,
dalla
tre

disegno del
giacente in

Borromini

la

con venerazione
a
quale

memorata
,

statua

abito senatrio,

stanza
la

cappella

nel-

parte stessa, insieme alle allavori di

ebbe
s.

spesso lunghe

scolture sono

Ercole
sono
di

conferenze col
lo
la,
s.

cardinal

san Care con

Ferrata; quelle

incontro
,

Borromeo, con
con
s.

Ignazio LoioLellis,

Cosimo
nullessi
finto

Fancelli

gli

angeli ge-

Camillo de
dalle

Felice da

Canlalice. Nel

la restaur

1687 fondamenta, ed
il

abbell con pitture

cav.

Ascanio
si

Pantera di
nella
poi'ta,

Colle,
ivi

come
dal

legge
sulla

iscrizione

esistente

che sostengono un panno venato sono opere di Antonio Giorgetti. Un illustre individuo di detta famiglia Spada, il cardinal Alessandro, gi deputato del pio stabilimento, morendo a' 16 dicembre 18 13
Bartoli
gli

riportala

Martinelli

lasci

per

gli

atti del

pag.

112

della sua

Roma ex

un

legato di diecimila scudi

GIR
espressamente
veri,

GIR
difesa

11

per
1'

la

depoin

una
si

gloria.

Neil' ultima

cappella

per cui
chiesa

arciconfaternita
gli

vede un pregevole
Salvatore
s.

quadro che
di

questa

celebr

solenni

vuoisi del Muziano,


il

rappresentante

esequie, pontificando la

putato
giore

messa il demonsignor Stefano Seerra vescovo di Orope. Verso l'altare magsi

in

atto

dare
In

le

chiavi a
ta

Pietro.

Tutta

soffit-

intagliata

e dorata.

Nell'an-

vede a

mano
ss.

destra l'altare

nesso oratorio, che limane sul lato

del Crocefisso, fatto di

buoni marmi.
Crocefisso

destro

della chiesa,

il

quadro
In

L' immagine
di legno,
l'

del

della
s.

Beata

Vergine,
vi
:

s.

Filippo e

ed quella che
parl
s.

secondo
interior-

Girolamo del Romanelli.


chiesa

1'

antica tradizione

questa
plenaria

indulgenza
festa
di
s.

mente a
celebrava

Filippo, mentre questi

perpetua
si

la
a'

messa innanzi alla medesima. Sul gradino dell'altare si venera una divota immagine della B. Vergine Addolorata, dipinta da Francesco Manno. L' altare
la

Girolamo
tro

celebra

3o

di

set-

tembre, nel quale giorno ogni quatauni il senato romano offre a questa chiesa un calice con pated' argento,

na
fa

e quattro

torce di
si

privilegiato

in

perpetuo.
vi-

cera.

Nella
la

medesima
messa
si

festivit

Nella cappella de'Mariscolti


cina all'altare maggiore,
sull' altare
il

dopo
di
s.

pontificale

la

quadro
la

processione, in cui
cio

porla

il

brac-

rappresentante

Beata
pit-

Vergine con

Ges, e

le

altre

Girolamo, alla quale intervengono moltissime zitelle dal1

ture in cui sono alcuni santi, ven-

arciconfaternita dotate.

nero eseguite da Durante Alberti: sepolcro il prossimo del conte Montauli, con una grande cornice Montauto, disedi pietra detta gno di Pietro Berrettini da Cortona.

GIROLAMO
rici

(s.),
s.

Gesuati, o chie-

apostolici di

Girolamo.
il

P.

Gesuati.

GIROLAMO
nella

(s.),

pi sapiente

dottore della Chiesa Ialina, nacque


piccola citt di Stridone o Strinomium, vicina ad Aqui'eia, circa l'anno 33 1. Suo padre chia-

La

cappella

di

s.

Filippo

al-

l'opposto late, eretta nel


architettata

17 io ed

da Filippo Juvara per

ordine dell'avvocato
tarnori, e
i

Tommaso Anpatroni
tutta infre-

mato Eusebio, uomo


dolio a
il

ricco,

man-

della quale sono

Roma,

di

lui

discendenti,
di

celebre

ebbe a maestro Donato, e fece rapidi


ov'

crostata
giati
rali,
ti

marmi

sopraffini
di

progressi
I'

nelle lettere
si

umane

e nel-

di vari lavori

metalli dovolta
tut-

eloquenza;
lettura

occup assiduamente
classici

con

istucchi

nella

nella
tori
,

de' grandi

auat-

messi ad oro. Sull'altare poi avvi

raccolse

con

fatica

ed

Ja

maestosa statua del santo, scolpita da Pietro Le Gros. 11 quadro di s. Carlo Borromeo nella
seguente
cappella opera di PieBarbieri,

tenzione una

scelta

biblioteca, co-

piando eziandio molti libri di sua mano. La sua giovent non and esenle da trascorsi; ma riconobbe
poscia
i

tro

che color

anche

il

suoi errori, e ne fece pe-

quadro e la volta della sagrestia: nel quadro rappresent la Beata Vergine col Bambino, s. Girolamo,
e
s.

nitenza.
se

Giunto

all'et virile,

si

po-

a viaggiare pi

nelle

contrade
scuole

ove
<

polca
visil

perfezionarsi nelle scienti".


le

Filippo;
voi.

nella

volta

dipinse

celebri

delle

XXXI.

JCfoemorvfc,

ftp.

n4
Gallie.
Si

GIR
mette
in
e
il

GIR
suo
arrivo

di

Apollinare, che spiegava la Scritriputazione, e che

Treveri,

compagnia
parente

d'un suo
per

tura con molta

compatriotta

nome
370.
vive-

non avea
nella

per

anco
Poscia

fatto
si

scisma
nel

Bonoso,

poco
la

dopo

l'

anno

Chiesa.
di

ritir

Quivi prese

risoluzione di

re in perfetta continenza, e cominci a cangiare


i

suoi studi. Passa-

to

in

Aquileia,

ov' era

vescovo

s.

Valeriano, strinse amicizia con parecchi dotti e virtuosi


i

ecclesiastici,

nomi

dei

quali

trovansi

spesso
,

che di videa la Siria dall' Arabia, e che allora era sotto il dominio de' saraceni. Non and guari che la morte g' invol Innocenzo ed Ilas ; ed Eliodoro lo lasci per tornar in occidente. Tuttavia egli stette ancora per quatdeserto

Calcide

ne' suoi

scritti.

Lasci

Aquileia

tr'

anni in

questa

solitudine,

unialle

quanto sembra, per recarsi a Stridone sua patria, avendo inteso che sua sorella erasi sviata dal cammino della virt, in cui egli ebbe la
ventura di rimetterla. Torn quindi

camente inteso
soffrire

allo studio
vi

ed

opere di penitenza. Egli


diverse
sorta
di

ebbe a
gli

malattie;

ma

le

sue pene maggiori


dalle

pro-

venivano

tentazioni

violente
;

a Roma, risoluto di vivere nel


di

ritiro, e

non occuparsi
s.

di

altro

che sopravvennero ad assalirlo e mentre, come dice egli stesso, coperte


le

chede'suoi studi.
lettere al

Scorgesi dalle sue

squallide

membra
la

d' orri-

Pontefice

Damaso
citt.
vi

I,

do sacco, abbronzita
dai digiuni, erasi fatto

pelle

dal

eh' egli riconosceva di aver ricevuto


il

cocente ardore del sole,


scorpioni e delle
del fuoco eterno,
essere
in

estenuato
socio degli

battesimo in questa

Tillefosse
ri-

niont d' avviso che non


battezzato se

fiere

per

timore
di

non dopo
,

il

suo

immagina vasi
alle

perch il santo mette la data della sua conversione al tempo in cui si trovava nelle
torno d' Aquileia
vicinanze del
e Fontanini

Reno;

ma
che

sostengono

Martianay con magavesse


ri-

danze delle fanciulle e la sua mente ardeva d' impuri desideri. S. Girolamo affine di raffrenare pi age-

mezzo romane,

gior verisimiglianza

volmente gli sviamenti della sua immaginazione, alle austerit della


penitenza aggiunse
il

cevuto
to

il

battesimo a

Roma

prima

pi laborioso
linsi

di viaggiare nelle Gallie.

Non mol-

di tutti gli studi, quello della

dopo il suo ritorno a Roma comprese che il soggiorno di questa citt non era favorevole alla risoluzione fatta di vivere in una
perfetta

gua

ebraica

quind' innanzi

tenne sempre molto attento a moderare


partiti
il

suo gusto per


In seguito
la

la
i

lettera-

tura profana.

differenti

solitudine;

quindi

deterin

che dividevano

chiesa di

min
fi

di

andarsi

seppellire

Antiochia, quello di Melezio cio,


quello di Paolino, e quello di
tale,
"\ i-

qualche

assai lontana contrada.

Par,

con Evagrio prete d' Antiochia accompagnato da Innocenzo, da Eliodoro e da Ilas, e con essi travers la Tracia, il Ponto, la BitiGalazia, la Cappadocia e la Fcrmossi qualche tempo ad Antiochia per giovarsi delle lezioni
nia, la
Cilicia.

cagionarongli

molta inquietuil

tudine, venendo egli incessantemente

spinto a dichiarare qual era


tito

par-

che seguiva. Stanco s. Girolamo delle loro moleste e ripetute istanze, e pel cattivo slato di sua
salute,
risolse

di

abbandonare

la

GIR
solitudine, e tornarsene
in

GIR
Antiodi
scrisse
I,

re alle
i

lettere

che

gli

scrivevano
nobilt ed
a gio-

chia presso Evagrio;

ma prima
ne
s.

vescovi

per consultarlo sui con-

eseguire

il

suo disegno

cilii
il

e sulle chiese.

La
a*

replicatamenle al Papa

Damaso

clero

facevano

gaia

per consultarlo intorno alla disputa


eh' ivi agitavasi sul significato e sul1*

varsi

de'suoi lumi,

onde

perfezio-

narsi

nella cognizione
,

della Scritdelle

uso della

parola ipostasi, vale a

tura

nella

pratica

mas-

da ammettere in Ges Cristo una sola ipostasi o tre, colla quale questione ed ambiguit
dire se era
gli
ili

sime della
il

piet.

Egli era

insieme
in

direttore di molte

dame romane,
;
,

commendevoli per
fra
sella
le

le loro virt

ariani ed

sabelliani cercavano
fedeli.

altre di

s.

Marcella
di

di

Adi

allucinare
il

Bench secon-

sua

sorella,

Albina

loro

do
p.

Butler (giacche nel voi.


del

85
)

XIX, Dizionario dicemmo che


un'ipostasi e tre

madre,

dell'illustre

Melania,

professasse

perso-

Marcellino, di Felicita, di Lea, di Fabiola, di Leta, e di Paola colle

ne

non
,

si

abbia

la

risposta di quel

sue

figlie.

Le

lettere

ch'egli

scri-

Papa per certo eh' egli riconobbe con tutta la Chiesa d' occidente Paolino per patriarca d'Antiochia. Anche s. Girolamo lo riconobbe, e ricevette dalle sue mani il sacerdozio prima del finire
dell'

veva a queste dame e ad altre pie persone, sono eccellenti trattati sulle

diverse virt della vita cristiana.


libert

La generosa
s.

con

la

quale

Girolamo avea sovente parlato


1'

contro

avarizia, la

mollezza, e la

anno 377, senza per obbligarparticolarmente ad alcuna chiesi sa. Poco dopo ritirassi nella Palestina,

vanit degli abitanti di


questi
assai

Roma,
,
i

gli

aveva suscitato molti nemici, e tra


ecclesiastici

quali
i

ne

visit

santi luoghi, e fe-

eransi appropriali

in

parte

rime
i-

ce la sua principal

dimora a Beta

proveri del santo dottore.

Per orlatino
;

lemme. Su
si

di

che sono

veder-

dine di
tradusse

s.
s.

Damaso
versione

comment
nel

gli

articoli

lemme.
port

Betlemme e GerusaIntorno all' anno 38o si

Girolamo

dioma

la

de'seltanta

lo

a Costantinopoli, essendone vescovo s. Gregorio Nazianzeno, del


quale grand'
discepolo.

stesso fece dell'edizione ebraica tras-

portata in latino, e con esatta sollecitudine


del

uomo
Papa
s.

egli

si

gloria in

emend

il

testo

Ialino

molti de' suoi


Il

scritti

d'essere stato

nuovo
s.

Testamento,
testo greco.

confron-

Damaso
della

I,

che

tandolo col
Pontefice

Morto
si
:

il

occupavasi seriamente
zione
dello

estin-

Damaso

I,

egli

vide

scisma

di

Antiochia,
concilio
s.

oppresso da mille calunnie


risolse
di

quindi
oriente
.Nel-

avendo

convocato
nel
si

un
s.

ritornarsene

in

Roma

38
rec

o 382,
con

Girolae

per cercarvi un pacifico


l'agosto del
fratello

asilo.

mo

vi

Epifanio

385 s'imbarc con suo


essi

Paolino d'Antiochia. Passato


in

l'in-

Pauliniano, col prete Vin-

verno questi due vescovi tornarono


oriente;

cenzio ed alcuni monaci, e con


giunse a

ma

s.

Girolamo

fu

trattenuto o richiamato a

Roma

dal

Papa che
allri della

lo

adoper nei maggiori

Gerusalemme versola met dell'inverno, donde nella primevi pass in Egitto. Dimor un mi se
1

Chiesa, e lo incorni >cu-

in Alessandria,

ove

si

giov

incito
il

z qual suo segretario di risponde*

delle lezioni del celebre

D;dimo

n6
Cieco
;

GIR
poscia percorse
i

GIR
principali
fine torsoffrire
le

pi crudeli
dei

persecuzioni

monisteri di Egitto, e in

per parte

pelagiani.

Nel

4'

nato in Palestina si ferm a Betlemme. S. Paola, che lo aveva seguito, gli fece fabbricare
la

un moni-

stero, e pose sotto

sua direzione

quello

in

cui

aveva
il

religiose ch'ella governava.

to troppo ristretto

radunato le Divenumonistero che


egli

una masnada di scellerati, mandata da questi eretici, venne ad assalire servi di Dio che viveano sotto la condotta di s. Girolamo. I monisteri furono distrutti dalle fiamme, e monaci e le vergini costrette
i

alla

fuga

alcuni
;

furono

crudel-

abitava

s.

Girolamo,

mand

mente
ai
pi.

battuti
il

un diacono
trattamenti di
in

venne
quei
forte

Pauliniano suo fratello in Dalmazia a vendere una tenuta che ancora


ci

trucidato;

santo dottore scamp

cattivi

avea

onde
;

impiegarne
e intorno

il

furibondi, ritirandosi
torre
la
si
;

una

prezzo ad ampliarlo
quel tempo fece

Eustochia e
le

la

vergine Pao-

fabbricare
Il

anche
santo

salvarono a stento dal

fuoco
,

un

ospizio pei pellegrini.

e dalle

dottore ritirato in una celletta, vestito di ruvidi panni, non cibandosi

e le

armi che persone che

circondavano

loro

appartene-

che di pane bigio e di poche erbe, sebbene travagliato da frequenti malattie non si rimase dallo studiare
re
ai
1'

vano soffrirono ogni sorta di tormenti. S. Girolamo non sopravvisse lungamente a questa persecuzione
vizi
;

ebraico,

dall' attende-

e delle eresie,
la

dopo aver trionfato dopo aver


vita

dei

pas-

suoi
;

Scrittura

commentari sopra la ed occupossi eziandio


indefesso
de' suoi

sato
nella

sua

nelle

fatiche

e
del
el11

penitenza, consunto da lenta

con
tutte

zelo
l'

confutare
tempi.
gli

febbre fu disciolto dai

legami
4"20

eresie

Ai
di

corpo

ai

3o settembre
,

m
le

continui rammarichi che

cagio-

di ottantanov' anni

navano

pericoli
le

dei

fedeli

nione di
p.

secondo 1' opiMartianay approvata dal

oriente, e

perdite

che
gli

questa
scismi

Stilting.

Fu

sepolto sotto

ro-

Chiesa avea sofferto per

vine del suo monistero a

Betlemtrastut-

e per l'eresie, venne ad aggiungersi la nuova dei saccheggi che.


le

me

ma

il

suo corpo
si

fu poi

portato

aRoma, ove

conserva

truppe

di

Alarico avevano por-

tora nella Chiesa di

s.

Maria magla

tato in
ta

occidente.

Roma
e

era

sta-

giore (Fedi).

La Chiesa celebrava

saccheggiata
finito

quasi

rovinala
care:

sua

festa

a'

nell'anno 4 IO >
stia

e un'orrida
di

tempo

di

3o settembre fino dal Beda e di Usuardo, coda' loro martirologi:


nei pi an-

avea uomini e
la

sterminarla

me
tichi

ricavasi

donne
per

abbandonarono
sottrarsi
alla

trovavasi altres notata


,

loro

patria
alla

morte o

cattivit, e

numero
trirli,

rifuggissi a

un gran Betlemme. San


procacciar
lo-

Girolamo nulla risparmi per nuconsolarli,


asilo
;

Sacramentario di s. Gregorio. Non puossi negare a s. Girolamo il merito di una gran fede congiunta a molte altre virt cristiane. Se si lasci prevenire da
e
nel

ro un
t egli

ma
i

a grande stento posottrarsi al furore

Teofilo d' Alessandria contro

s.

Gio.
era

medesimo
Palestina.

Grisostomo, ci fu perch

egli

dei barbari,

quali nel

inva-

uomo,

come

tale soggetto egli

pure

sero la

Ebbe

altres

ad essere sorpreso. Se

fu odiato du-

GIR
inule la sua vita, Io fu dagli ereliei,

GIR
cb nelle ore

7
al

notturne

rubate

lai

monaci e dagli
,
i

ecclesiasti-

ci

indisciplinati
soffrire

quali non pote-

vano
i

eh' egli combattesse o

loro
al

errori

loro

vizi.

Fu

egli

contrario
i

rato dai giusti,


la
i

amalo ed ammiquali onorarono


intraprendeva per

sonno egli scrisse e dett immensi volumi; con l'immagine del Crocefisso e con testa di morto* perch tutto fu occupalo ed intento nel meditare la passione di Cristo; con la tromba all'orecchio, per
quelle parole ch'egli lasci
scritte:

sua santit,
lavori

e videro con gioia


Chiesa.

eh' egli

Surgite
col

rnortui, venite

ad
in

j udiriuni;

l'

utilit

della

questa
del-

cappello o porpora cardinalizia,


esercitato

la

testimonianza che ne rende Potestimonio oculare


di

per aver
presso
s.

Roma

ap-

sluiniano,
le

Damaso
i

quello che ogcol leo-

opere
s.

virt di

s.

Girolamo.

gid esercitano

cardinali;

Agostino chiamavalo uomo santo ed ammirabile, il di cui cuore sembra vagli si pieno d'amore e di zelo per la gloria di
Cristo, die

Anche

ne a

lato,

o perch abitasse
della

nelle

solitudini

Siria,

perch

Ges

non

tem
s.
s.

di

parago-

qualcuno di quegli animali gli si addomestic raccontandosi che mentre il santo leggeva a' suoi di,

narlo a quello di
Sulla patria di

Paolo.

Girolamo ab,

biamo:
pel

Pietro

Stancovich

Della
dal-

patria di s. G /ola ino, Venezia 1824


Picolti; e Giovanni

Capor
s.

rnatino, Della patria di

Girola-

mo, risposta all'opuscolo di Pietro Stancovich, Roma 1828 pel Bourli. In onore di s. Girolamo e sotto il nome di Girolamini [Vedi), furono istituiti diversi ordini religiosi. Viene creduto da molti scrittori di non poca autorit ch'egli ..... ... . D fosse stato creato cardinale da san Damaso I, ovvero in grado corri.

scuola un leone onde tutti fuggirono, ma il santo avendo accolto senza timore il leone, questo alz la zampa addolorata per la puntura di una spina, per cui il santo lo risan, onde l'animale non volle da lui mai pi partirsi altri spiegano il simbolo del leone, con alluscepoli, entr nella

zoppicante

sione alla
di
s.

magnanima
con
di

intrepidezza

Girolamo,
coi

la

quale fece
sua

fronte

ruggiti

voce e
ai

zelo apostolico, e
la

con

la

forza del-

sua eloquenza e dottrina


e

pi

ostinati

famosi

eretici
si

tpondente oggid alla dignit cardinalizia, e per tale trovasi dipinto


in te

tempo; finalmente

suo rappresenta
del
di

antiche immagini, e nelle grotvaticane. Scolpito in

con un sasso in mano cuotersi, per quanto sua aspra penitenza.

in alto di peregli scrive

marmo

in

abito di cardinale fino dal

i4^j

come
Iorio

attesti

il

Piazza nell'
a'

EmeroIl
il

di ionia

3o

Opere di

s.

Girolamo.

settembre.
simboli,
lui

(pule aggiunge che dipintesi


lo

spil-

dottore eoo

vari
lo

tutti
s.

Nel dare l'elenco delle opere di

rappresentanti
azioni.

di

segnalate
in

Girolamo seguiremo
son
poste
benedettini.
11

l'ordine in
falla

Viene
a cui
la

dunque
si

effigiato

cui

nell'edizione

atto di penitente per l'austerit della

dai

vita

diede mila solitu-

tomo
cio

contiene la Biblioteca
tulli
i

dine; con

candela accanto, per*

sacra,

libri

della

Seul

, 1

GIR
che
s.

GIR
tradusse in
5.

tura,

Girolamo
II

L' apologia sopra

suoi

libri

latino dal greco e dall'ebreo.


II

contro Gioviniano. 6.
libro

Il

libro con-

dei

tomo nomi

contiene
in
le

i.

Il
il

tro Vigilanzio. tro


i

7.

Il

dialogo con-

ebrei,

cui

santo
dei

luciferiani.
la

8.

La
di

lettera

dottore

spiega

etimologie

contro

vecchio e
greci
latino.

nomi propri che s'incontrano nel nel nuovo Testamento vengono appresso alcuni frammen:

Origene fatta da Rufino, e l'apologia contraduzione


tro Rufino. 9.
I

dialoghi contro

pelagiani.

ti

dello
2.
Il

stesso

libro tradotti

Nel

tomo

V
di

in

Dizionario dei luosacra per


3.
Il

pere attribuite

sono poste le os. Girolamo, e


questo santo.
s.

ghi

ebrei,

o Geografia
della

una raccolta
danti
la

documenti risguar-

l'intelligenza

Scrittura.

storia di

libro delle Questioni


la

ebraiche sullettere
dell'

Delle

opere di

Girolamo

fu-

Genesi. 4-

Sedici
difficili
Il

sopra
antico

alcuni

luoghi
5.

commentario sull'Ecclesiaste, composto circa fanno 388. 6. La traduzione delle due omelie di Origene sul Cantico dei Cantici verso il 383. Seguono
Testamento.
,

molte edizioni. Martiabenedettino della congreganay zione di s. Mauro, ne pubblic

rono

fatte

in

una a Parigi dal 1693 al 1704. cinque volumi in foglio, che fu molto lodata. Neil' ultimo volume pose una vita di s. Girolamo, che
ristamp in
nel

molte opere risguardanti


Nel

la

Scrit-

francese con aggiunte


nella

tura, attribuite al santo dottore.

1706,

quale difende
,

il

tomo
scritti

III

commentari
furono

di

s.

sono raccolti i Girolamo, che


tempi.
1. Il

santo

dottore

contro Baillet

che

in diversi

Il tomo IV comprende: commentario sul vangelo di

san

lui adopera espressiomolto dure, e contro alcuni critici, che non hanno abbastanza pesato bene termini di cui egli

parlando di
ni

Matteo,
ga

verso
il

il

3g8.

2.

Molte

si

serviva.

Vallarsi,

oratoriano di

lettere in cui

santo dottore spie-

parecchie

difficolt

Testamento.
l'epistole di

3.
s.

del nuovo commentari delPaolo ai galati, agli


I

ebrei, a

Tito,
parte
le

e a
di

Filemone. La
questo
s.

seconda
contiene

tomo

ne fece un' altra a Verona nel 1738, in undici volumi in fovita del santo, e glio, con una con note molto utili: questa edizione fu riprodotta a Venezia nel in 24 volumi in piccolo, con 1 766,
Italia,

Girolamo, che sono divise in molte classi, parecchie delle quali sono veri
lettere di
trattati
;

aggiunte
editore.
fei
Il

e correzioni

dello stesso

marchese Scipione Mafdotti


al
p.

ed

altri

diedero
Vallarsi,

mano

in

le

opere

ascetiche

quest'opera

polemiche, delle quali indicheremo


soltanto le
di
s.

GIROLAMO EMILIANI
NI
(s).

principali,
di
s.

r.

La

vita

Nato

in

llarione,
di
s.

Paolo eremi2.
Il

famiglia nel

o MIAVenezia da nobile 148 r, si diede dappri-

ta e
degli

Malco.
in

catalogo
nel

ma

alle

scrittori

illustri,

scritto

guerre

armi, e serv con onore nelle che la repubblica ebbe a

392, e diviso
opere.
4I

35

capitoli,

nel-

sostenere in quel

tempo
,

ma
,

eletto
sulle
fatto

l'ultimo de' quali parla


3.
Il

delle sue

governatore
frontiere di

di

Castelnovo
vi

libro

contro

Elvidio.

Treviso

fu

due

libri

contro Gioviniano.

prigione e caricato di catene. In tale

GIR
stato pianse sulle sregolatezze della

GIR
le

119

sua

giovent

santific

sue
pe-

sofferenze coli' orazione e colla


nitenza.
si

Ricuperata

la

sua

libert,

Clemente XIII. Nel 1769 la santa Sede approv I' officio in suo onore, e ne permise la recita per celebrarne ogni anno la festa ai 20
di
luglio.

credette tenuto della sua libera-

zione al patrocinio della

Madre

di
le

Dio, e giunto a Treviso sospese

sue cateue ad un altare a


tolato.

lei intisi

Ritornato a Venezia,
intieramente
particola!-

con-

Cardinale. Girorolamo canonico regolare lateranense, della congregazione di s. Frediano di Lucca, dove al dire dello

GIROLAMO,

sacr

alla

pratica di
,

Stadel trasse
III

natali
11
di
il

da
fu

Ales-

ogni maniera di virt cristiane


fece in

sandro

nel

65
s.

creato

modo
la

risplendere

diacono cardinale
va, e mor verso

Maria Nuo-

con larghi soccorsi


verso
i

sua

carit

poveri, in

compagnata da
che
vi

una carestia acmorbo epidemico


strage.

GIRONA
Catalogna,
e
a' piedi
si

1178. (Gerunden). Citt con


estende sul
versatolo
scoscesa,

residenza vescovile di Spagna nella

menava gran
dalla
la
,

Indi

intenerito

sorte

dei

poveri
tolto
in
i

d'una montagna
:

fanciulli, cui

morte avea
li

e la parte bassa

attraversata dal

loro

genitori
,

raccolse

una
,

casa
a

ed

imprese

ad alimentarli
sentimenti
la

inspirare

ad

essi

di

virt, ed
cristiana.
gli

insegnar loro
Simiglianti
stabil
in
altri

dottrina

ricoveri per

orfanelli

Rrescia
,

Ter che riceve 1' Ona sede di un tribunale ecclesiastico, residenza d' un governatore e di un commissario speciale di polizia. Girona o Gerona una citt forte in forma di triangolo, con titolo di du,

Bergamo
d anche Je donne
pertanto
si

luoghi
di

e fon-

cato, capoluogo della provincia del

delle case

ritiro

per

suo

nome
stato
,

suoi

bastioni in buo-

ravvedute.
trovare

Occorrendo
luogo, in cui

no
forti

sono
pi

protetti

da

molti

un
i

il

importante de' quali,


,

potesse informare

membri
cogli

della

nuova congregazione

esercizi

ad essa convenienti, il santo scelse a tale oggetto Somasca, villaggio

Bergamo e Milano. soggiorn lungo tempo nella


posto tra

Egli casa

chiamato Mont-Jouy occupa la sommit della montagna Girona. Quantunque assai ben fabbricata, triste e monotona le strade sono strette, pulite e ben lastricate. Fra le sue tre piazze pubbliche, una
;

che quivi
]

si
i

avea procurato
suoi
discepoli

ed

grandissima.
vabile
si

L'edifizio

pi

osser-

icrci

che
al

furono

la

cattedrale, la cui facl'

letti

chierici

regolari

(/ edi),

quale articolo
le

Somaschi non solo


s

ciata maestosa, e
di di

interno ricco
i

ornamenti

contiene

sepolcri

riporteremo

notizie

di
le

fiori,

do

istituto,

ma
il

ancora

altre

che
vil-

Raimondo Berenger conte di Tolosa, e della sua sposa. La sua


collegiata
la

riguardano laggio mor


di
tia

santo.

In detto

degna
in

di

menzione per
di
stile

il

servo di Dio agli 8

sua

bella

architettura

febbraio

i5^7 da una
i

malatfu
so-

gotico, ed
le

una

delle sue cappel-

contagiosa che

aveva contrat-

to servendo

malati. Egli

venera il corpo di s. Narciso. si Vi sono delle altre chiese, monistee conventi:


si

lennemente beatificato da Benedetto

ri

in

quello

de' cap-

XIV,

e canonizzato nel

1767 da

puccini

ammira un bagno arabo

lao
siede inoltre
blioteca,
la

GIR
Posbi-

GIR
con

di elegantissima architettura.

un

collegio
di

una casa
altri
Il

religiose per

Secondo la pi comune opinione ne fu primo vescovo san Narciso. Comraanville dice che la
cessore.

gratuita

educazione
benefici

delle

fan-

sede vescovile fu eretta

verso l'an-

ciulle,

ed

ed

utili sta-

bilimenti.

commercio
olio e di

poco

flo-

rido

dintorni producono princifrutta,

palmente vino,
novi

e so-

miniere

piombo

e di an-

no 5oo sotto la metropoli di Tarragona della quale tuttora suffraganea. Nell'anno 1017 si voleva dismembrare la diocesi per erigere un vescovato nel borgo di Besalu,
,

timonio.

ma
di

per

l'

opposizione

del

vescovo

Questa antichissima citt menzionata da Tolomeo, da Plinio, da Antonino e da altri, dava un tempo il titolo di conti , e poscia di
principi ai

Aragona.
versi
sciallo

figli maggiori dei re di Sostenne fortemente di-

assedi;
di

nel

i663

Hocquineour,

il maredopo set-

tanta giorni di attacco fu obbligato

a
lo

ritirarsi, e nel

1684

il

marescial;

di

Bellefonds

fece altrettanto

ma

nel

1694

fu

presa dai francesi

comandati dal duca maresciallo di Noailles, e venne restituita agli spagnuoli dopo la pace di Riswich nel 1697. Durante la guerra di successione,

dopo aver giurato

fedelt

Girona non ebbe effetto, perch fu soppresso appena stabilito. Leone X cre il suo cugino Giulio de Medici cardinale, ed amministratore della chiesa vescovile di Girona, indi nel i5iZ divenne Papa col nome di Clemente VII. Per la rinunzia che di questa sede fece a Pio VII nel 18 19 monsignor Antonio Allu, il Papa dichiar successore monsignor Giovanni Michele Perez Gonzalcz, in morte del quale Leone XII nel concistoro dei 27 giugno 1825 fece vescovo di Girona monsignor Dionisio Castano-y-Bermudez, nato nella villa ili Nobes diocesi di Toledo. Al presente la sede vacante.

a Filippo
all'

V,

si

arrese
,

nel

1705
ri-

arciduca Carlo

che riconobbe
di Noailles

La

cattedrale dedicata a Dio,


dell'
Il

per re; e persistendo nella sua


bellione
il

sotto r invocazione

Assunzione
capitolo
si

maresciallo
la

della Beata Vergine.

prese di assalto

citt

bassa,

il

compone
l' 1'

di otto dignitari, cio del-

i5 gennaio
Nel

171 1,

essendosi

gi

arcidiacono

Mayot
dell'

che chiamasi

resa per capitolazione la citt alta.

arcidiacono di Girona, e che la

1809, dopo una lunga ed


:

osti-

prima dignit,
dell'arcidiacono

arcidiacono di
Silva,
,

nata resistenza, cadde in potere dei


francesi

Besalu, dell'arcidiacono di
d'

ad

altre

deplorabili

vi-

Ampudia
del

del-

cende andata soggetta Girona per


le

l'abbate di
del

s.

Filiu,

decano,

politiche vicende, che ancora lala

sagrestano,

del

cantore.

Vi

cerano

Spagna.

Le fede di Ges Cristo si pretende predicata in Girona fino dal


tempo
s.

sono inoltre trentasei canonici, compresa la prebenda del penitenziere, e centoquaranta beneficiati. Nella
cattedrale vi
il

degli
s.

apostoli,

ed alcuni

di-

fonte battesimale

cono che

Massimo ordinalo da Giacomo apostolo ne fu il primo


s.

con

la

cura di anime. L' episcopio

vescovo, e che

Anatalone disce stalo hio sue

contiguo alla cattedrale, oltre la quale nella citt sonovi altre quattro

polo di

s.

Barnaba

parrocchie,

nove

monasteri

GIR
conventi di religiosi, cinque monisteri
gli

GIR
secondo
steri
il

i2i
dell'

contenuto

ultima

di

monache,

il

seminario con

proposilio concistoriale.

Altri

alunni, diverse confraternite, e

nullius sono quelli della

moniBea-

tre ospedali.

La

diocesi

ampia

contenendo trecento cinquanta parrocchie. Ogni nuovo vescovo tassato ne' libri della
lica

camera apostoascendebant
circiter

in

fiorini

mille e quattrocen-

to,

pridetn

vero
Vcllon,

ad
re-

Vergine de-Amer-y-Rossas dels. Benedetto; del ss. Salvatore de Breda del medesimo ordine; di s. Pietro di Camporotondo del medesimo; di s. Pietro de Gallicantu seti Gallicantus,
ta

l'ordine pure di

ceti tieni

sexaginta

mi Ma

e di

s.

Pietro di Rodas, egualmente


benedettini.

galami de
1'

nonmdlis pensi

ambedue

sionibus gravati,

come
di
vi

legge nelConcili di Girona,


i

ultima proposilio concistoriale.


Nella
diocesi

Girona

tra

monisteri nullius

un monisteil

Il

primo fu tenuto l'anno 5


il

7,

io regolare di

benedettini

provvede
bate,
di di
s.

in concistoro
il

che si suo ab-

sotto
te

regno
vi

di

Teodorico.
dieci

Set-

vescovi
,

fecero

canoveil

sotto

titolo

di

monistero
s.

ni

sotto la
di

presidenza

del

Stefano di Banola suffraganeo


:

scovo

Tarragona
il

Giovanni,

Girona

Monaslerii

Stephani
dioecesis.

quale avea pregato

Papa

s.

Or-

de

Banolas

Gerunden
,

Bannoles o Banolas Bannoliae 3 Aquae calidae, piccola citt di

Spagna nella Catalogna, presso Girona. Per morte dell'abbate Benedetto d' Olmera-y-de Desprat il re di Spagna Ferdinando VII nomin
suo successore il via-y-de Berart di
p.

misda di scrivere ai vescovi di Spagna per obbligarli ad osservare la disciplina. Ci fu eseguito dal Pontefice con lettera nella quale

raccomand
una
volta

loro di osservare
i

ca-

noni, e di tenere
1'

concilii

almeno
gli
altri

anno.

Tra
vi si
il

Luigi de Flupredei

punti di disciplina

ordinarono
gioved
la
,

Barcellona

due Litanie
il

la
il

prima
il

posto maggiore del

monistero
di
s.

venerd, e
;

sabato dopo

Pen-

monaci benedettini
ed
il

Cucufate,

tecoste

la

seconda

regnante
lo
,

XVI

Gregorio preconizz abbate di san


Pontefice
nel

ved di uovembre, e
seguenti. R.egia tona.

primo giodue giorni X; Labb toi

Stefano

concistoro

de'

di-

mo
Il

IV; Arduino
secondo
si

toni.

II.

cembre i832. La chiesa abbaziale e parrocchiale dedicata a Dio sotto l'invocazione di


s.

adun
del

nel

10G8,

e fu
di

presieduto dal
legato

cardinal

Ugo
Ales-

Stefano prole

Bianco,

Papa

tomartire, in cui

tra
di

reliquie

si

sandro II,

col l'autorit del (piale vi

venera
vescovo

il

corpo
e

s.

Martiniano
residenza
chiesa.
tal

martire.

La

conferm la tregua di Dio pena di scomunica contro


gressori
:

sotto
tras-

dell'abbate

presso

vi

si

fecero

quattordici

Ogni nuovo abbate tassato nei della camera apostolica in fiotini s5o, verus antan ilhrum valor
libri

canoni contro

gli

abusi del tempo.


fusa

Raluzio toni. IV, Murciae hispan.

d'Agnine
Arduino
Il

toni.

IV, Coutil,
Tavole!!
altri

asserititi'

dere

ad

praesentarum ascen13,000 rinitrr rc^alum


iri

toni.

VI.
nelle

Lcnglet

monetile

de

hclloti

noneupatae

nologithe riporta due

concilii,

1*2
il

GIR
Unnerico

GIS
Cartagine, nel 4^4> fu esiliato
re de' vandali.

primo del 1078, di cui tratta 1' Arduino nel tom. VI; per la lisecondo del il bert ecclesiastica del quale parla pure il Labb 1097, nel tom. X. 11 p. Mansi poi nel
tom. IV,
sinodi
coli.

da

GIS1PA.
occidentale,

Sede
sotto
e.

vescovile

della

provincia proconsolare, nell'Africa


la

metropoli

di

139 e
in

seg. dell'ap-

Cartagine
Il

detta

pure
al

Gasapa.
concilio

pendice, riporta
tenuti

gli statuti di

molti

vescovo Redento fu

Girona.

incerto

1'

anno
il

del primo,

riguardante al-

Cartagine nel 5a5 sotto Bonifacio; e Melloso sottoscrisse la lettera


di

cuni punti di disciplina ecclesiastica;

de' vescovi della

sua

provincia

al

1261

secondo sinodo tenuto nel riguarda i divini oflizi, le


proib ai
preti

concilio Lateranense, celebrato dal

Pontefice

s.

Martino

I.

Altro ve-

ordinazioni de' sacerdoti, e l'accettazione de' chierici


;

scovo chiamato Gennaro intervenne


alla

conferenza di Cartagine.
(s.).

ed

ai

beneficiali

l'esercizio dell' av-

G1SLENO

Visse per

qual-

vocatura, se non gratuitamente pei


parenti e pei poveri; quanto
naci
pei
ai

mo-

che tempo da eremita in una foresta dell' Hainaut, sul fiume Hai-

canonici regolari
Il

soltanto

ne
di

ed
lui

essendosi

ritirate

presso

loro monisteri.
1

terzo

sinodo

parecchie persone desidero-

del

267
le

prese

delle

precauzioni

se di

contro

che commettevansi nelle chiese, come le danze e canzoni disoneste. Il quarto ceindecenze
lebrato nel

d un
to
la

condurre vita perfetta, fonmonistero , che mise sotregola


di
s.

Basilio

o dei
del

monaci

di oriente,
s.

ed
e

intitol

1274

viet ai

laici

di

nome

di

Pietro

di

s.

Paolo.

seppellire con solennit nei


ri

cimite-

Egli govern questo monistero con

pena di seoinunica; si promise che i decreti del concilio di Lerida sarebbero preosservati ; si convenne che
della

chiesa,

con

somma
pii di

prudenza

santit
ai

per
otto-

trentanni, e mor

bre

del

mano ne

681. 11 martirologio rofa menzione, e dice che


stato vescovo.

Iati

prendessero vigilante cura della


;

prima era
la
re,

correzione de' loro dipendenti

fu-

GISORS

(Giwrtium). Citt deldi

rono
gua

fatti

de'

regolamenti
stabilirono
la

acci
la

Francia nel dipartimento d'Eu-

nessun beneficiato ignorasse


latina,

lin-

capoluogo
fertile,

cantone,

in

una
parti

si

diversi

pianura
dall'
le

divisa in
la

due
le

regolamenti
clesiastica,
la

per
al

disciplina

ecdel-

Epte.

Ha

chiesa parrocchiacui
pi
i

mantenimento
delle

di

bella architettura,

maggior propriet
,

chie,

pregiate opere di scoltura

sono di

se

ai

contratti
ai
ai

parrochi,
golari,

matrimoniali monaci, e canonici


parziali

ai

re-

ed

loro

benefizi

e doveri,

non che
o

alle

scomuniche

e ad altre cose.

Giovanni Goujon. 1/ origine risale al 1097 per un castello edificato da Guglielmo re d' Inghilterra, che tra questa e la Francia fu poi oggetto di discordia. Enrico I re
d' Inghilterra

G1RUTARSI
SI.

GIRUS TARAdella

fece

di
nelle

Gisors

una
fu

Sede

vescovile

Numidia
sotto
la

piazza forte, che

guerre

iteli'

Africa

occidentale,
Cirta.
la

presa
del

metropoli di

Feliciano

suo
di

Divenne capitale Vexin-Normand, prima con tie ripresa. contea, poi di ducato.

vescovo,

dopo

conferenza

tolo di

Nel

GI
i
e
1

GIU
di

ia3
opere
pie,

fu

8 dai i4 tenuto un

ai

21

gennaio

vi

iuto,

con

l'esercizio di

concilio,

o meglio

fervorose

orazioni

riconciliazioni

un'assemblea, per la crociata nella quale il re di Francia Lodovico VI,


e il re di Spagna presero ce; Dizionario de condili.
Calisto II ed
la
Il

con Dio,
ai

ed altro; promettendo medesimi fedeli il premio delriservate,


1'

cro-

l'assoluzione delle pi gravi colpe

Papa

anche

ghilterra

vi

Enrico I re d' Inebbero un abbocca-

naria del

giubileo,

indulgenza pleed altre ana-

loghe grazie

spirituali.

Dopo

dire-

mento nel 1120; e Filippo II Augusto n'ebbe pure uno nel 188
r

mo come
due
classi,

giubilei

si

dividono in

ordinari

e straordinari.

con Enrico
la

II

re d' Inghilterra, al-

Giubileo

voce ebrea, e significa


:

notizia

della

lemme
stesso

fatta

presa di Gerusada Saladino. Quivi lo

remissione, riposo, e tromba

poi-

Enrico II rifugiossi nell'anno seguente dopo aver perduto una battaglia contro Riccardo. Gisors nel secolo decorso venne donato al conte d'Eu, in cambio del
,

ch tra gl'israeliti ogni cinquantesimo anno era tempo di generale


remissione,

come
gli

si

legge al cap.

XXV
belle
,

del Levitico; ond' erano in


ebrei esenti

quell'anno
le

da gari-

terre

le

case loro

principato di

DombeSj

riunito alla

corona
vile

di

Francia.

tornavano a' primi padroni, e ricuperavano gli schiavi la libert.

GITTA

GITTO. Sede
occidentale,

vescoforse

Era

anno

di

riposo,

perciocch

dell' Africa

interdetto era di

lavorare la terra

11 suo vescovo Catulino trovossi alla conferenza di Cartagine del 4 1 l con

nella provincia Tripolitana.

o fare tempo;

servili oflzi in quel ed in fine quest'anno era annunciato a suono di trombe dai
altri

altri

vescovi cattolici, e vi riconobdella

sacerdoti

dell' antica

legge.

Altra
voi. Il,

be

l'unit

Chiesa.

etimologia l'accennammo al

GIUBILEO
hilaeum
naria
.

GIUBBILEO,

/ple-

un' indulgenza

straordinaria concessa dal

sommo
versale
,

Pontelice alla Chiesa uni-

101 del Dizionario j il Sarnelne tratta nel tom. delle Lett. eccl. lett. L, num. i3; il p. Menochio nelle sue Sluore al t. I, p.
p.
i

parzialmente

Roma
al-

368, Dell'anno
giubileo
degli

cinquantesimo del
ebrei: e
s.

massime nell'anno santo, o ad


tri

Isidoro
lib.

luoghi e chiese, con


i

piena re-

vescovo
5,

ispalense,

nelF Origin.

missione di tutti

peccati a coloro

Io che degnamente con avere soddisfatto

acquistano
alle

per non dire di altri. II cardinal Jacopo Gaetani nel suo trattato
se
:

giunte; giacch

il

opere inPapa in questo


confessori

Del giubbileo,

cap.

XV,
il

scris-

Beato quel
sia
il

popolo

(piale
infeli-

tempo
da
delle

autorizza
i

ad

sa
ci

che cosa
coloro
,

giubbileo,

assolvere

casi

riservati,

a secon-

che

per

negligenza o

facolt
bolle.

compartite nelle
guerre,
epi-

relative

Nelle

demie,
zie

terremoti ed altre disgrache gravitarono sui popoli, furono sempre paternamente solleciti
i
i

romani

Pontefici,
il

di

eccitare

fedeli

ad implorare

divino a-

lo abbiano con isperanza di perver nire ad un altro ". T IifDULGBifZB. Francesco Antonio Zaccaria nel suo Trattato dell'anno santo stomorale e polerico, ceremoniale mico, con una pratica istruzione

per

inconsiderazione

trascurato

i&4

GI
giubileo,

GIL"
che

per guadagnare il santo ed aggiunte, Roma i8?4,

prima
e

cominciarono
i

sommi
si

XX
gli

riporta

il

a P a gcatalogo critico deanni santi in

Pontefici,

vescovi

allorch

faceva la

Dedicazione
a

della chieai

autori

che degli

sa

(Pedi),

rimettere

popoli
delle

particolari opere hanno trattato. Siccome tuttoci che praticava61 dagli ebrei non era che l'imma-

concorrenti

una tenue parte

loro penitenze.
si

Copiose indulgenze
il

distribuirono a chi visitava


s.

tem-

gine

di

quello
i

che dovevano
dalla

at-

pio di
altri

Giacomo

di

Compostella, o
pa-

tendere
grazia, della
ai

cristiani
il

legge di

luoghi e santuari di gran dii

secondo

cap.
di

X,
s.

v.

il,

vozione, o militavano contro

prima
il

epistola
facile

Paolo
giubi-

gani

ed

eretici,

s'

impiegavano
Certamente concedevano

corinti,

cosa lo spiegare

in altre

opere singolari di religio-

che
lare

giubileo

ossia

anno

ne o
sul

carit cristiana.

che avevano ogni cinquante-

principio

non

si

simo

anno
la

gl'israeliti,

raffigurare
de' peccati,

se

dovesse
olio
fedeli

remissione
Cristo avea
il

ni

che Ges
della

procacciato

spargere

sangue ai nuova alleanza, riconcisuo


mettendoli in
al
i-

non indulgenze di pochi giored anni, riserbandosi le plenarie alle sole Crociate [Vedi), siccome consta da un breve di Alessandro
gli

III

del

7 7, col

quale eventi

liandoli
slato

a Dio, e

concesse

l'indulgenza di

di rientrare
spirituali

possesso

dei
si

giorni a
sa di
s.
;

beni

di

cui
lo

prima
peccato.

chiunque visiter la chieMaria della Carit in Vefu

trovavano privi per

nezia

essa

perpetua,

romani
li

Pontefici quali
spirituali

dispensatodella

tue
altre

si

cominciarono a
indulgenze.
Si
III

e perpeconcedere

de' tesori

Chiesa
e di

dice

inoltre

cattolica, consistenti

ne' soprabbon-

che
leo.

Alessandro
11

danti meriti
tutti
li

di

Ges

Cristo

chiesa di

accord alla Compostella un giubisua Biblioth.


ri-

santi,

dispensano per mez-

Ferrari nella

zo delle loro bolle, costituzioni, brevi ec. di quando in quando parte


questi tesori, e sono le indulgenze particolari a quelle persone che reputano degne; o quando ad una intera nazione ne dispensano
di
in

canon., verb.

Annus sanctus,

porta

le

sentenze di molti scrittol'origi-

asseriscono risalire ri, che ne dei nostri giubilei dai


degli

tempi
nel

apostoli

ed

il

Petavio

maggior copia,
plenarie;
dispensati
la la

si

chiamano
se

intali

dulgenze
tesori

o
a

sono
si

suo Radon, dice che i cristiani nei primordi della Chiesa celebrarono giubilei due cio anni negli
,

benefcio

di

4)

5o.

Altre
dai
i

tradizioni

dichia-

tutta
blica

Chiesa
di

cattolica,

pubin

rano,
liti

che

primi
popoli

secoli

del

plenaria
giubileo.
delle

indulgenza
Il

cristianesimo

furono so-

forma
nel
t.

Ili

Disscrt.

Muratori sopra le

ogni cento anni

ma
loro
sale
la

antichit italiane, nella dissertazione

recarsi iu Roonde ottenere 1' espiazione dei peccati per mezzo dell'univer-

LXV 111,
cati

Della redenzione
molti

depeccolarono

giubileo.

Bonifacio Vili per


dei

per cui
volta

beni

tradizione
celebrati
la

precedenti

giu1

una.

ne' sacri

luoghi, e del-

bilei

in

Roma,
prima

nel

3oo

l'origine delle siine

indulgente, di-

con

celebre
la

costituzione
volta

Anti-

ce

che

dopo

il

mille e forse un-

rpiorum per

pub-

GI
blic
il

GI
concele

>

giubileo

romano,
visitava
la

Anno
tesimo

santo

giubileo,

cen-

dendo a chiunque
cipali

prin-

sono una medesima appelquel

chiese di

Roma

remissio-

lazione di

tempo favorevole,
la

ne ed assoluzione di tutte le colpe pi gravi , anche riservate. A tale clamorosa notizia e promulgazione d'indulgenza si commossero
tutti
i

che ne concede
peccati,

remissione
Bonifacio

dei

dopo che

Vili

regni

della

cristianit
la

occidentale,

per ottenere
solo
le

quale

ne rinnov la celebrazione, e conferm la consuetudine centenaria ; e sebbene Clemente VI ne ridusse la celebrazione ad ogni cinquanta
anni,

bastava

il

viaggio

di

Roma,
,

Urbano VI
anni,
si

lo

restrinse
II

ed

eseguire

opere ingiunte da

trentatre
bil

Paolo

sta-

quel Pontefice.
Istoria

V.
il

il

Vittorelli

che

rinnovasse

ogni venti-

dei giubilei

pontificii,

R.o-

ma i625;
letteraria
ti
t.

ed
II,

Zaccaria,

Storia

p.

83

e seg.

Quar,

cinque anni, il tempo e 1' indulgenza si continu a chiamare giubileo ed anno santo. Fu altissimo

P.

M.,

Trattato

del giubileo
celebrali

intendimento

quello

del

magna-

Venezia
giubilei

1698. Olimpio Ricci, Dei


universali
negli

nimo
re in

Bonifacio Vili di

ripristina-

Roma,

centro
la
,

della religio-

Angelo R.occa, De sacrosanto jubilaeo anno 1600 commentarus Oper. 1. 1, p. 197 e seg. Ed il supplemento
santi,

anni

Roma

i6y5.

ne

di

dell'

Ges Cristo, anno giubilare


tale
i

celebrazione

poich

con
pi
e

una

istituzione

sempre
di

strinse

soavi

vincoli

carit

del

Giornale ecclesiastico di

Roma
bel

riverenza
alla santa

ubbidienziale che lesrano

del

1790,

ove

essendovi

un
si

Sede
a

le

nazioni cattolifede e

trattato sulle

indulgenze,

spiega

che,

come

maestra della
il

ancora cosa
rivi
gli

sia giubileo,

donde de-

capo della religione. Narra


ni ne\V Istoria delle

Berni-

questa parola; del giubileo deebrei;

eresie p.
di

chiami anno santo; sua origine; sue variazioni; perch


il

si

che
ca

nel

pontificato

699, Paolo V
il

e nell'anno
di

1617 Gio. Giorgio dufece

differenza

tra

giubileo

le

in-

Sassonia

celebrare

dulgenze, cio dei privilegi particolari


i

che sono

annessi

ai

giubilei,
alle in-

centesimo terminato da'luterani con un solenne triduo, e coniazione e

quali

non sono

annessi

dulgenze plenarie. Alcuni peraltro col Bellarmino non ammettono questa


il

spargimento di monete coH'iscrizione: saeculum lutheranorum, in memoria


della
setta
;

infelice

propagazione

di quella

pretesa distinzione, dicendo che

giubileo e
lo

l'indulgenza

plenaria

quanto all'elfetto, dicendosi dai Papi in concedere indulgenze plenarie in forma di


stesso in

sono

ad imitazione di tal principe anche il conte palatino fece fare una gran festa in commemorazione del fatale calvinismo, con
e

dispute

dogmatiche,
la

conclusioni

giubileo,
lo

ad

instar

Jubilaci,
nella bolla
colla

come
Quequale duran-

contro

potest

pontificia, regi-

chiama

Sisto

IV

strando
ro

in

esse le cagioni
all'

della lo-

madmodum
sospese le

del

i4?3,
il

alienazione

ubbidienza
I

del

altre

indulgenze

Papa, e
tre

pretesa riforma.

pretesi
le

te l'anno santo,

VI
di

quale Alessandro a ciascuno lucrarlo nella sua diocesi.


pel

riformati celebrarono ancora

al-

primo permise

memorie centenarie
ribellione contro

della
la

loro

funesta

Chiesa

1^6
Confessione
religiosa
la di di

G U
della
tulli
te
i

GI
principi
lo

romana, festeggiando quelle


d'Augusta, della
della

che successivamengiubileo.

pace

ne

chiesero, ed anco nell'andel

Passavia, della furino-

no

slesso

Dopo

il

concordia
e
di

pace
ec.

di

romano

fu

esteso

pure da Nicol

M mister
ta
te

Osnabfuck,
il

V.

Carlo Drelincourt,
de'giubilei
col

quale tratcalvinista

delle chiese riformadi

suo linguaggio
rforrhes

nel

libro intolalo,

Da
avec

labile de

eglises

V examen
romaine
.

V, da Sisto IV, da Alessandro VI, da Clemente VII, da Giulio III Dopo Alese da Gregorio XIII. sandro VI prevalse proso Papi ad esempio di tal predecessore il generale costume di concedere a
i

du
Il

Jubile

de

Feglise

tutto

il

cristianesimo

il

giubileo dodi

Beigicr nel Dizionario

Elicici.

po terminato l'anno santo


Oltre
nie che
la

Roma.

all'articolo Giubileo dice

che questa
bile

descrizione delle cerimola

pratica della

Chiesa
in

romana non
la

accompagnano
la

promulga-

poteva
giubileo

non muovere
dell'
essi

dei

zione, l'apertura,
la

celebrazione e
nel

protestanti; e che

occasione del

chiusura dell'anno santo, riportate


citalo
articolo,
voi.

uno
tre

tra

anno santo 1750 compose un libro in

nel
p.

Vili,

200

e seg. del

Dizionario parle

volumi per provarne l'abuso: il d un sunto, e vittoriosamente ne confuta le storielle


Bergier ne
e
la
gli
i

ticolarmente
dell'apertura
ta santa,

descrissi
e.

Funzioni
del giu-

chiusura della por-

nell'anno santo

sarcasmi.

Altra

confutazione
tutti

bileo

universale.
si

Per questo argoconsultare tutti


e quello
di

presenta la stessa storia di

mento
gli

possono

anni santi da noi compendiata

al-

articoli

relativi,
.

l'articolo

4iuio Santo
in

(redi), ove
spese fe-

Porte Sante
bilei

Oltre

questi

giu-

dicemmo quante immense


cero
i

universali

Papi

pellegrini

d'

tempo, e come ogni nazione furono


tal

Pontefici

ordinari , che i ordinariamente celebrano

ogni

venticinque anni in

Roma,
tutto

e
il

accolli,
tati

albergati,
assistiti
,

serviti,

alimen-

poscia

promulgano
i

per

ed

sovente dalle per-

cristianesimo,
in

nuovi Pontefici

sone pi rispettabili.
All'articolo An.vo

Santo

inoltre

si

parlato non
e di
si

solo della sua

origine

luttoci che lo riguarda,

ma

pure la compendiosa storia anni santi celebrati dai dei Papi, e quando essi cominciarono
fece

XX

dopo il giubileo celebrato in Roma, a parteciparlo per tutto l'orbe cattolico a benefzio di tutti.
L'estensione
fu
del

che per tutto il mondo cattolico straordinariamente ne pubblicano e concedono uno alla loro esaltazione al pontificato, come pure ne concedono altres straordinariamente pei bisogni della cristianit, s in Roma che altrove. Pei giubilei che i medesimi Papi celebrano per la loro elezione e per
altre cause in
p.

Roma

Roma,
del

nel

voi. Vili,

giubileo

romano
fece

210

e seg.

Dizionario ab-

prima
altri

negata,

mente VI con
ed
al

come Ugo re
per

Cle-

binilo

parlato

delle

Funzioni
la

di

Cipro
ago-

processioni dei giubilei straordinari.

principi

lo

concesse
gli

Qui appresso noteremo


parte dei
Pontefici che

capitolo

generale che
allarg

maggior promulgaimpellale

stiniani tennero in Basilea nel

i35r.

rono

siffatti

giubilei straordinari.

Buuifacio

IX

le

mani con

Sisto

V dunque

per

GI
ila

GI
go-

127
ordin
in

Dio un

felice

e salutevole

quale
tre
dalla

pel

fine

medesimo
s.

verno della repubblica cristiana, pubblic il giubileo con la bolla

solenni

processioni

Roma,

chiesa di
alle tre

Maria dell'Anivaticana, la-

Virium,
Boni.
t.

qi5 maggio
II,

585, Bull.
Cherubini,
t.

ma,
ni
ze.

basiliche

p.

49

del

teranense, e liberiana, con tre giordi

e const. V, Bull. Boni.

IV, par.

digiuno, e diverse indulgen-

IV, p. i32 del Cocquelincs. A lucrale l'indulgenza, Sisto V si port processionai mente a'

Innocenzo

pubblic

il

giu-

bileo

dopo
la

la

sua

elezione,

me-

27 maggio

diante

costituzione

Iinmensae.

dalla chiesa d'Araceli fino alla basilica

Alessandro VII, ad esempio del-

a'

di s. Maria Maggiore. Paolo V, eletto a' 6 maggio 6o5, 23 giugno pubblic la bolla
i
1

l'immediato predecessore Innocenzo

X, dopo
prile

essergli
li

succeduto a'7 a-

i655,
t.

14

maggio con
presso
2,

la
il

Quod
t.

in otnni

i-ila,
1

presso

il

Bull.

costituzione
Bull.

Unigenitus,
par.

V,

par. Ili, p.

38, per ottene-

VI,

IV,

p.

pub-

re dalla divina clemenza

uu

felice

governo
gorio

della

Chiesa
il

universale.

Altrettanto fece

successore

Gre-

un giubileo universale pei' un saggio governo. Altro ne promulg a' 21 luglio 656, con la
blic
1

XV.

costituzione

E suprema,
il

loc.

cit.

p.

Urbano Vili, eletto nel 1623, dopo avere concesso il giubileo per
la

127, per implorare


corso
po,
nelle

divino socquel tem-

necessit

di

sua assunzione al trono pontifi-

cio,

per

Ja

pace universale

pub-

come avevano praticato Paolo V, ed Urbano Vili. Indi con la


Omnipctens Deus, loV, p. 293, intim a'26 febbraio i663 altro giubileo
costituzione

blic nel

1628 un giubileo

straor-

dinario

con le preci della divozione delle quaranta ore, nelle tre


di

co citato
per
bilei

par.

principali basiliche

Roma,
due

e in

lo

stesso

fine.

Due

altri

giu-

due

chiese

di

qualunque
stesso
si

ordine
set-

pubblic
il

altres

per

avere
i
r

regolare

in tre giorni di
egli

propizio
turchi,
il

celeste

aiuto contro
1

timane, ed

port nel

primo a'2 marzo

66

mese
rosa

di

aprile

con di vota
alla

numedi
s.

con
cit.
i

la

costituzione

Ex
a'

ano,
7

loc.

processione

chiesa

p.

i3?;
la

l'altro

marzo

Maria in Trastevere, descritta dall' Oldoino nelle Addiz. al Ciacconio, IV, col. 5o2. Dipoi Urbano Vili t. pel felice successo delle armi dell' imperatore Ferdinando li, che guerreggiavano in Germania contro
quelle
1

664 con

costituzione

Quod jatrt,
il

loc. cit.

p.

355.

Clemente l\ con
esaltazione.

la

costituzione

Plaeuit, pubblic

giubileo

nella sua

degli

eretici,

a'

29 maggio
costituzione
t.

Clemente X, eletto a' 29 api ile 670, per ottenere dalla divini clemenza un salutare governo, pub1

63
p.

intim con
il

la

blic

il

giubileo universale straorla

Alias, presso
1,

Bull.

VI, parte

dinario, con

costituzione

267, un giubileo di tre mesi, che poi prorog ad altri tre mesi con la costituzione Alias de' 27
agosto, p. 285; e poscia altro a'i5

inscrutabils, de'

Cui 16 giugno. Dipoi


i

nel

1672 per
e

pacificare

principi

dicembre
stituzione

universale
Supplici,

con

la

conel

muoverli contro il turco comune nemico, a' 5 novembre pubblic un giubileo con la costicristiani,

p.

21)6,

tuzione Inter grax-issimas.

28

GI

GIU
ne processione cui Clemente XI in* tervenne coi cardinali. Minacciando turchi la repubblica di Venezia, i
il

Innocenzo XI, sapendo che l'esercito ottomano marciava su Vienna, ordin pubbliche preci in Ro-

ma,
pei

ed
tutta

un
la

pienissimo
Chiesa,

giubileo
la

Papa intim un

giubileo univerdelle

mediante
,

sale pel felice

successo

armi

costituzione

degli In suprema ii agosto i683, Bull, t. Vili, p.

venete; ed altro universale ne pubblic con la

costituzione

Ubi priBull.
;

281. Alessandro Vili, eletto a' 6 ottobre 1689, per ottenere un prospero governo alla Chiesa, pubblic il giubileo straordinario con la costituzione Coelestis, degli 1 1 dicembre, Bull. tom. IX, p. 6.
Innocenzo XII, eletto a' 12 luglio 1691-, con la costituzione Ad Catholicae, de' 12 novembre, Bull, tomo IX, p. i38, pubblic il giubileo pel l'elice governo del pontificato.

mus,

de' 3

maggio
par.

171 S,
II,

Rom. tom. XI,


altro agli

p.

53
la
il

ed

8 ottobre , con tuzione Curn nos , presso

costi-

Bull.

162, con indulgenza plenaria a tutti quelli che intervenissero alle processioni che
Vili, p.

Magn. tom.

dai

vescovi

si

ordinerebbero

per

due giorni
cessero
prescritte.

nelle loro diocesi,

fa-

altre

pie

opere

da

esso
di

Di
fatte

altre

processioni

Clemente XI, creato

a'

23

no-

da Clemente XI ne' giubilei del 17 18 e 17 19, ne parlammo al citato voi. Vili, p


penitenza

vembre 1700, per


gli

ottenere da Dio

del Dizionario.

opportuni
la
il

lumi

ben govera'

Innocenzo

XIII,
1
,

eletto

agli

nare

Chiesa, inlim

5 febbraio

maggio 172
ro pubblic
ni,

nel

primo

concisto-

1701
il

giubileo straordinario con

la

costituzione

Super-

la costituzione

In supremo, presso Bull. tom. X, par. I, p. li. Per


fiera

presso

il

Bull.

Rom. tom. XI,

par.

la

guerra
l'

che

ardeva
la

tra

la

II, p. 21 3, pel giubileo straordinario per un felice governo.

Francia,

impero, e

Spagna per

la successione di questa,

ad implorare da Dio tranquillit alla Chiepubblic il sa, e pace tra'principi,


giubileo

gio

Benedetto XIII, eletto a'29 mag1723, per ottenere dalla divina misericordia un ottimo e fe-

lice

con

la
cit.

costituzione

Ex
data
cala-

governo del suo pontificato, ai io giugno pubblic il giubileo ucol

eminenti, loc.
a'

pag.

164,
le

ni versale straordinario,

dispoinseriit.

2 dicembre 1705. Per mit che affliggevano nel


stato ecclesiastico, a'
la bolla

sto della costituzione


tabilis,

Cum

Ad

1709 lo 4 gennaio con augendum, Bull. Maga.

presso
p.

il

Bull.

Rom.

XI,
nel

par. II,

3 17,

intimandolo
stesso

concistoro de' 12 dello


se.

medalla

tom. Vili, p. 69, intim il giubileo, con processioni ed altre opere


pie che prescrisse.

La

processione
si

per

che per

questi giubilei chiesa di


la
villa
s.

soleva fare
degli

Indi

nel

1713

Maria
Sisto
il

Angeli, per
a
s.

per c
cit.

l'

epidemia
giubileo

de' bovi

che fece

di

Maria
in

strage nel
il

medesimo
con

stato, pubblila

Maggiore,

costituzione
loc.

dalla chiesa

Papa la fece della Minerva

vece

del suo

Inter diulurnas, de' i4 ottobre,


p.

129, con ingiungere diversi


di

ordine domenicano, a quella di s. Maria in Vallicella di cui era divotissimo per venerarsi in essa san

esercizi

piet,

oltre

una solcn-

GI
Filippo Neri. Dipoi per colle preghiere de' fedeli
sospensione de'flagelli
nacciati,
coi

GI
ottenere
il

129
col
Italia

aiuto,
della

implorandolo
1'

giubileo

divino

che promulg per


bolla

a mezzo
cit.
1

aiuto nelle necessit de'tempi, e la

sublimi, loc.

p. 73
4

da Dio midi-

217, a'29 febbraio

i~3:>. Nel

terremoti, pioggie

poi, discacciati g' imperiali dal

re-

rotte ed altri gastighi, Benedetto XIII eman la costituzione Cum fustus, a 2 gennaio 1728, loc. cit. t. XII, p. 169, con la quale pubblic il giubileo di due settimane per tutta l'Italia ed isole adiacenti, dovendosi a tale effetto sospendere i pubblici teatri. Afflitta poi
1'

gno di Napoli, essi gravitarono sui domimi della Chiesa, laonde il Papa, siccome bramoso della pace universale, con fiducia si rivolse a Dio, pubblicando un giubileo uni-

versale con la
cit.

bolla Ecclcsiae, loc.


p.

toni.

XIV,

9.

Nel
altro

1739
cit.

ai

7.5

aprile

intim

giubileo

e principalmente Roma, 1730, con un'epidemia di raffreddori, il Papa a'20 gennaio, per ottenerne da Dio il termine, conItalia
,

colla

bolla

Quam,

loc.

pag.

nel

367, onde pregare Dio


delle

in

favore

armi imperiali minacciate dai


cui
erasi

turchi,

unito

il

ribelle

cesse

il

giubileo di due settimane,

cominciando nella prima domenica di

Ragoski principe ungarese. Benedetto XIV, assunto


tificato
a'
1

al

ponla
il

quaresima,

prescrivendo

la

7 agosto 1740, nel con1 1

santa comunione, e la visita di


delle tre basiliche, cio
s.

una
s.

cistoro degli

novembre con
,

Giovan-

costituzione Laetitiora

presso
1,

ni in Laterano,

s.

Pietro, o

suo Bull.
il

tom.

I,

p.

pubblic

Maria Maggiore. Clemente XII, elevato


tedra apostolica
a'

giubileo universale per

un

salu-

alla

cat-

tare

12 luglio
a'

i73o,
set-

governo del pontificato, per cui impose per ottenerlo l'ubbidienza


/

per sedervi

degnamente
la

tembre eman

bolla

q Ibi

interna

piitoni.
il

nigoutu?
in

ed esterna alla bolla contro i giansenisti


,

mum,
XIII,

presso
p.

il

Bull.

Boni.

ed

Roma
colle
a'

fece

disporre
nelle

gli

abi-

32, con cui

pubblic

tanti

missioni
stesso

chiese;
si

giubileo straordinario.
ti

Pei frequennel
feb-

indi

20 dello
in
s.

mese

pordalla
,

terremoti con grave danno sennel regno


1

t egli stesso

processione

titi

di
il

Napoli
le

chiesa di

Maria degli
di

Angeli
poi

braio
l'

73

Papa per placare


orazioni,

per
lica
1

la

villa

Sisto

Nebasi-

ira

divina con

pub1

groni, ed ora
di
s.

blic
ai

un giubileo
i

in

Roma

dai

Massimo, alla Maria Maggiore.


lo

Nel
daldivi-

26 tempo

aprile, esortando
fedeli

nello stesso
le

744 minacciato
dalla
peste,

stato ecclesial'

a suffragare
vi

ani-

stico
la

me

di

quelli

che
in

erano

periti.
il

guerra, ricorse

Proseguendo

alcuni

luoghi

no patrocinio,
ti,

Europa Papa al intimando un


e
il

giu-

terremoto, ed aggiugnendosi

l'epi-

bileo per l'Italia

ed

isole

adiacen-

demia de'bovi,
nia
e
dalla

che dalla
erasi

Germadilata-

Svizzera

con la costituzione in Suprcm,:, de'20 novembre, presso il Bull., loc.


cit.

ta nello stato veneto, nel


se,

Ferrare-

p.

[o.

e nella

Romagna, Clemente \II


le

dopo aver preso


provvidenze
voi.
si

pi opportune
al

rivolse

divino

Clemente XIII, creato li \ luglio 758, per un provvido governamento, promulg il giubileo slraor1

XXXI.

i3o

GI
Ut prda questa a
te col

GI
piedi processionalmen-

dinario, con la costituzione

mum,
so
il

degli 1 1 di detto mese, presGuerra, Epitome tom. 1, p. 237. Quindi accompagnato dalla

clero secolare e regolare, ac-

famiglia pontificia, e dal sacro collegio


nali,

composto
a'

di ventisette cardiil

17 novembre
s.

Papa

si

por-

compagnato da ventitr cardinali, e da tutta la sua famiglia nobile, e da innumerabile popolo, alla basilica di s. Maria Maggiore. Nel concistoro poi de' 18 dicembre concesse lo stesso
il

t nella chiesa di
geli,

Maria

degli

An-

giubileo

ove celebr messa; indi dalla

mondo
per

cattolico,

per tutto da pubblicarsi


di

villa di Sisto

ricoperta ne'viali di
si

dai rispettivi vescovi

residenza,

apposite tende, a piedi

rec sino

s. Giovanni in Laterano, seguito da molta prelatura, nobilt e po-

con la lettera enciclica Cum a Deo, de' 22 di detto mese, presso il Guerra loc. cit. p. 23 1,
e
diretta ai patriarchi,
civescovi

polo innumerabile,
col
ss.

che

ivi

bened

primati,
di
tutta

arla

Sagramento precedentemente esposto. Nel 1761 pei bisogni di s. Chiesa, Clemente XIII pubblico in Roma il giubileo di una settimana, da incominciarsi a' 3o maggio in cui cadeva la festa di
Pentecoste:
prescrisse
la

vescovi
il

Chiesa, secondo
velli

costume

de'noa pre-

Pontefici, esort tutti

gare Dio per la speciale assistenza di cui aveva bisogno per ben governare il gregge cattolico. Nello
slesso

visita

di

giorno con

la lettera

apostoli-

una

delle tre basiliche lateranense,


liberiana,

ca

Cum attente, diretta


del

ai

medesimi
stessa

vaticana o
to alla
fece nel

o l'intervench'egli
stesso
il

prelati, spieg le

opere ingiunte per


nella
dell'
1

processione
d seguente,

l'acquisto

giubileo

malgrado
pioggia
s.
,

forma
santo.

dell'

indulgenza
agli

freddo
rito,

la

minacciante
dai

Con breve
r,

poi de'

anno mar-

dal Vaticano alla chiesa di


seguito
cardinali

Spidalla

zo

177

diretto
dello

arcivescovi
pontificio

e vescovi

stato

prelatura,
pontificia,

dalla

famiglia
il

corte

Clemente

XIV

concesse

un

giubi-

e da tutto

clero: per

leo dal gioved santo sino alla do-

lucrare

l'

indulgenze prescrisse an-

cora

digiuno del mercoled, venerd e sabbato, il fare limosina a' poveri, ed il pregare secondo la
il

menica in albis, prescrivendo la visita d'una chiesa, la confessione, la comunione, la limosina, ed altre opere di piet, per ottenere da Dio
opportuni aiuti nelle attuali
cala-

di lui intenzione,

ec.

Clemente XIV,

eletto a' 19

mag1

mit della Chiesa.


Pio VI, eletto
per implorare
se
teatri
gli
il

gio 1769, nel concistoro degli 1 settembre intim il giubileo straordinario per impetrare da Dio un
felice

a'

5 febbraio

77

5,

soccorso del cielo


pontificato, sospespettacoli, ors.

nel governo del


i

governamento ne stabil durata in due settimane con


:

la

ed
le

altri

in-

din

esercizi

spirituali di

I-

dulgenza pienissima
giorni di
la

ingiunse

tre

gnazio,

pubbliche

preghiere

digiuno,

la

confessione,

comunione ed altre pie opere. Per dargli principio egli stesso ai 17 dello stesso mese si port alla chiesa di s. Maria degli Angeli, e

con un giubileo di otto giorni. Riconoscendo in seguito il Pontefice

come
la

segni manifesti de' divila

ni
cia,

gastighi

rivoluzione di Fran-

guerra

ed

altri

inlortum

GI
che desolavano l'Europa,

GI
non
ri-

i3i
fino
dal-

festa

del

Corpus Domni,
1 ,

sparmi
ni di

esercizi di piet,

processio-

l'anno i43>
sione,

per apostolica concesivi

penitenza, missioni, pubbliche

celebrasi
si

un

giubileo.
la

e solenni preghiere
di

giubilei.

Come
le

con indulgenza ancora fece pi


insigni

Nel

1734

celebr per
il

quarta

volle

esporre

reliquie

Domenico de Colonia pubblic colle stampe


volta,

onde

celebre p.

che si venerano in Roma. L' immediato suo successole Pio VII, trovandosi come Pio VI in diverse
gravissime calamit, promulg giubilei,

e per ottenere

il

divino aiu-

sur le j liprimatial de Lyon l'occasion du concours de la Fcte Dieu avec celle de la Nativite de s. Jean Baptiste, qui arin
bile

Lione, V Instruction

de

l'egliie

to nel

governo della Chiesa universale li pubblicarono altres, cosi

ride le

24 fuin

de

cede
il

anne

me

dice

alle

loro biografie,

1734. Ma il romano ripeteremo ancora,


tabile del

giubileo, lo

pi rispet-

Papi Leone XII, Pio Vili, e Greil quale ne gorio XVI regnante
,

cristianesimo,

per

cui

appellasi
to,

comunemente anno sani. Perch in Chiesa invita tutti i procurare con pi forte
la

promulg eziandio
cholera,
di cui

pei

diversi bi-

e con ragione: a

sogni in cui trovossi la Chiesa, pel


e

quest'anno
fedeli

per

altri

avvenimenti
giu-

siamo

stati

testimoni.
i

impegno
le

la

loro santificazione cole


di

S
bilei
si

dunque veduto che

opere di penitenza
si

piet,

dividono in due classi ordinari e straordinari, sono straordinari quelli che


fici
i

onde meglio
seguire
la

dispongano a conla

plenaria indulgenza del

romani Pontecristiano

giubileo. 2.

Perch

Chiesa in que-

sogliono

al

mondo
e

st'anno apre, e pi universalmente,


e pi autenticamente, e pi

concedere dopo

la loro

coronazione,

abbon-

dopo

anche per sopravvenute necessit della Chiesa


l'anno santo,
e dello stato. Gli ordinari
si

dantemente

il

tesoro di cui deposi-

taria del santo de'santi a perfetta san-

ridu-

tificazione di tutti quelli

che ne voes-

cono a

tre,

cio a

quello

diCom-

gliono approfittare.
sere a
delle

Non poteva
e

postella, a

quello di Lione, e prin-

meno che
indulgenze,
al

protestanti nemici
ai giubilei,

cipalmente al romano di cui abbiamo particolarmente trattato. In

mas-

sime

romano

specialmente,

non

quanto a quello di Compostella noto che quando la festa di s. Giacomo Maggiore cade in domenica, a Compostella, ove per antica tradizione riposano le ossa del

facessero guerra.
il

Molti
il

ne novera
p.

Lipenio, alcuni

Fabricio nella

Bibliografia antiquaria a

444

Tra
dati

gli

altri

vogliono essere ricor-

gran-

Teodoro

Thumm

nel

trattato

de apostolo e protettore della Spagna,


l'

De

jubilco antichi istiano, et de in-

vi

giubileo per tutto quel-

dulgentiis,

propriamente il giubileo di Compostella. Simile l'altro di Lione non molto noto. Protettore di quella chiesa prima
ziale

anno; e questo

Tubingae 1625. Gio. Schmidel , De jubilaco romano anni i65o, Amsterdam G54- Giovanni Faes, De jubiErnesto
1

lco

romanorum Pontifcum, Elm16-6.


(s.),

s.

Gio.

Battista.
in

In

quel-

stad

l'anno

adunque

cui la

festa del
la

GIUDA
anche

apostolo, chiamato
in

santo Precursore

concorre con

Taddeo t che

siriaco

si-

i32
sto greco di

GI
s.

GI
nell'Armenia, che dipendeva allora
distinto col-

gnifica lode, confessione j e nel le-

Matteo

dall'impero

de' parti,

ed

era

ri-

t'aggiunto di

Lebbeo, che

secondo

guardata
facente

per

conseguenza
della

come
gli

indica uomo (V inges. Girolamo d'intelligenza. Egli era fragno tello di s. Giacomo il Minore di Simeone vescovo di Gerusalems. me, e di un Giuseppe, e figlio di Cleofa e di Maria sorella della 13. Vergine, quindi cugino germano di Ges Cristo; ebbe moglie e figli. Secondo le costituzioni apostliche
e, ,

parte

Persia; e

armeni onorano ancora s. Giuda e s. Bartolomeo come loro primi apostoli. Abbiamo di s. Giuda una
epistola, ch' l'ultima delle sette ca-

noniche, indirizzata a tutte


se di

le

chie-

occidente, ed in
i

ispezielt ai

giudei convertiti,
ti

quali erano sta-

l'oggetto principale delle sue fa-

egli

occupa vasi

nei

lavori

della

tiche: egli
gli

parla con forza

contro
i

campagna, prima che Ges Cristo


lo

eretici,

principalmente contro
i

chiamasse all'apostolato.
ci

Il

vanal

simoniaci,

nicolaiti

ed

gnostici.

gelo nulla

dice

di

lui

fino

dov' annoverato fra gli apostoli, e poscia non ci nana se non che nell'ultima cena egli chiese al Salvatore perch manifestossi
luogo
a'

nicit

Alcuni hanno dubitato della canoquesta epistola; ma la di


della Chiesa cattolica, che risulta da tante testimonianze
dell'antichit,
l'attribuisce

tradizione

san

suoi discepoli e
la

non

al

mondo.
Santo
per difdottrina

Giuda apostolo,
di

la

colloca nel

Dopo
si

discesa dello Spirito


altri

un

agli

apostoli
la

fondere
fero,

neir universo
e

numero dei libri ispirati. La festa s. Giuda si celebra ai 28 d'ottobre, in un a quella di s. Simeone apostolo, e
i

del divino maestro.

Secondo

Nicc,

corpi

d'

entrambi
proprio

Isidoro

martirologi
,

s.

si

venerano a Roma,
basilica

nel

Giuda predic

Giudea nella Samaria, neh' ldumea, nella Siria Mesopotamia. Leggesi iti e nella
nella
s.

altare nella

vaticana,

nel

quadro
i

rappresentato

ove quanagli

do

santi
di

gettano in
Persia
i

faccia

Paolino, eh' egli


Libia.
Neil'

piant
6?.
il

la

fede

nella

anno a Gerusalemme, dopo


di
s.

ritorn

martirio

Giacomo suo
all'elezione
s.

fratello,

ed as-

sistette

fratello
il

suo Simeone, cui fu affidato governo di quella chiesa. Secondell'altro


la

che con arte magica aveano adunato. GIUDEA. Regione dell'Asia sulle rive del Mediterraneo, fra questo mare a ponente, la Siria al nord, le montagne che stanno al
stregoni serpenti
di
l

del

Giordano

all'

oriente, e

do
la

pi
s.

comune opinione,
in

l'apo-

l'Arabia al mezzod.

La sua
di

lun-

stolo

Giuda mor

Persia per

ghezza presa dalla

Siria Antioche-

ove consegu il martirio s. Simeone. Quelli che lo fanno morire in pace a Berito, nella Fenicia, lo confondono con Taddeo, uno dei settantadue discepoli, che predic la fede in Edessa. Il menologio dell'imperatofede,

na sino all'Egitto, era


raneo
sta

settanta

coll'apostolo

leghe, e la larghezza dal -Meditersino


alla

Arabia Petrea

di

trenta leghe. Anticamente fu que-

regione chiamata Paese, o Tenui

di

Canaan

dal
i

nome

di

Canaam,
di

figlio di
le

Cam,

discendenti del qua-

le

Basilio, e alcuni
la

scrittori

greci

l'occuparono

prima

tutti;
fili-

collocano

sua morte

ad Ararat

poscia Palestina a cagione de'

GI
stei, detti

GI
e dai
questi
le

i33
.

dai greci
e siccome

romani
popoli
cos

al

dominio
il

degli
di

ottomani

Sot-

palesimi,

to

nome

dimoiavano lungo
furono
il

coste,

Santa in generale

Giudea o Terra si comprendevafigli

riconosciuti pei primi, ed rimanente del paese ne port il nome; quindi Terra Promessa in
rispetto alle

no

le

dodici trib dei


la

d'Israe-

promesse

fatte

dal Si-

guore
alla

pi. volte ai

patriarchi
di

bradarla

Giudea particolare, o regno di Giuda, non avea che quelle di Giuda e beniamino dopo la divisione accaduta sotto Geroboale: e
,

mo, Isacco

e Giacobbe

mo

sino alla cattivit di Babilonia,


di

loro posterit; regno

di

Giu-

colle citt
pitale;

Gerusalemme per
,

ca-

da

dal

nome

della

pi considera-

Betlemme, Ascalona
ec.
sei

bile delle trib discese

da Giacob-

Joppe,

Fu

Azot poscia divisa la Giu,

be, che chiamandosi anche Israele

dea

in

parti

cio

in

Galilea

pure detta Terra d'Israele, e finalmente Terra Santa per essere


fu
stata santificata dai

Samaria, e Giudea propria al di qua del Giordano verso il Mediterraneo


lea,
dell'
;

misteri del Re-

ed

al

di

dello stesso

dentore.

E
di

irrigata

dal Giordano,

fiume, in Traconite,

Iturea o Peera goverquali eser-

da qualche torrente, e da un gran

ed Idumea.

La Giudea, prima
,

numero
bano
laad
,

ruscelli

fontane
il

le

arrivo degli ebrei


i

sue pi alte montagne sono


e l'Anti-Libano,
altre pi

Lile

nata dai re cananei,


tere assoluto.

essendo
di

citavano nelle proprie citt un poAllorch

nominate quelle
,

Gadei

Giosu

ne

Hermon, Arnon
le

quelle
il

fece la conquista,

governolla

come

moabiti, quelle del deserto,

Car-

luogotenente del
successero
dici
gli

Signore,

ed ese-

montagne d'Efraim e dei Filistei, Garizim, il Taborre il l'Hebal, il Sion, il Moria ec, olil vangelo chiama tre quelli che
melo,
,

cutore de' suoi comandi, e ad esso


anziani per circa
specie

quia
d' a-

anni.

Dopo una

narchia che dur sette o

otto an-

Montana Judaeae. Lo
selfo
fa

storico Gio-

una vantaggiosa
fertile

pittura di
i

ni fu poscia governata dai giudici durante 3 7 anni, e in fine da vai

questo
tori
si

paese, ed

viaggia-

ri

re,

cio

da

Saulle e

suoi sucdi

ce lo rappresentano in diver-

cessori

sino alla cattivit

Babi-

modi, abbondante di grano, olivi, vino, datteri, mele, balsami e fruita. Questo paese prima abbondava di tutto, ed offriva ovunque

lonia

per 507 anni.


la

Dopo

cattivit
ai re
il

la

Giudea
Persia,

ri-

mase soggetta ad Alessandro


ai

di

poi
1

Grande,

e posci

un terreno
dei, ebrei,

ricchissimo,

com'
I

ce-

suoi successori, ora ai re di Si-

lebrato dalla sacra Scrittura.

giu-

na, ora a quelli di

Egitto

essen-

israeliti

lo coltivavano

dovi per molta diversit

nel

gosa-

sino la

sommit
la

delle

loro

monsa;

yerno
David.
beo,
alfin

particolare
i

del

sommo

tagne, e

quantit del suo bestiadai

cerdote, ed

capi della

famiglia di

me ma

si

pu giudicare
che teevansi presente non

molti

grilzi
al

ogni
si

giorno

Dur questo Slato circa 36t 36o anni sino a (inula Macca1

vedono che
essendo
la

cui

successori,

ristabiliti
la

gli

vasti

deserti

e rovine,

della
in

Giudea

religione,

deplorabile

Giudea ridotta ad uno slato assai dopo che soggiacque

restarono
autorit

possesso della sovrana

sino al

regno

di

Lrude

il

i34
Grande, per
egli

GI
circa
1

GI
anni,

35

quando
senato

de' patriarchi

profeti

giudici

fu

dichiarato

re

dal

regnanti della

Siro-Palestina.

Qui

romano. 1 suoi stati dopo la sua morte furono divisi fra i suoi tre figli, e fu allora che la Giudea fu ridotta in provincia romana. Dopo la caduta dell' impero romano, gli arabi ed i maomettani saraceni se ne resero padroni nel 636. I cristiani nel 1099 vi fondarono il regno di Gerusalemme [Vedi), ed
in fine questa contrada contenente
i

riporteremo quella pubblicata dal eh. Cesare Cant nella sua appludita Storia universale , il quale si protesta che sulla variet de' sistemi intorno alla creazione del-

l'uomo,
te

egli

adott quello
le

dell'

Ar-

di verificare

date.

CRONOLOGIA DEGLI EBREI.


Patriarchi.

luoghi santificati da Ges Cristo,

dalla B. Vergine, e dagli apostoli,

cadde sotto il dominio della Porta ottomana nel 1 5i 7. Comprende essa presentemente i paesi di Gaza, di Elkahil o Ebron di Elhuds o Gerusalemme, di Naplusa 1' antica Sichem, di Hart di Nazareth o Juret-Catfra-Kanna, di Safet, ed in fine il paese di l dal Giordano. La Giudea rappresentata in due medaglie di Vespasiano; celebre il
,
,

Adamo
Set

creato

il il

nato

Enos Chenan
Malaliele

Jared

Enoc
Matusalem

Lamech No

trionfo di Tito per la conquista della

Sem

4963 m. il4o33 3 9 34 4834 3824 47 2 9 4^3g 3729 4569 3674 3542 4^4 4^4 a 3978 33o8 4 2 77 33 49 3908 29 58 34o8 2808
1

Giudea, ed ancora nel foro romano esiste il suo arco trionfale: la Giudea similmente rappresentata in un' altra medaglia di Nerva ; il simbolo della Giudea la palma, albero che prima vi era assai comune , le cui frutta erano buonissime a mangiarsi, comesi legge
in Pausiana.

Diluvio 33o8.

Arpcsad

33o6
.

2868
28^1 2-38 2637

Chenan il giovine
Sale

3 201 3
1

Heber
Paleg

3o4i

Re
Sarug Nacor

V. Palestina, Ebrei,
articoli.

relativi

Nel

tom.
dell'

Ili

della Collezione

classica

avv.

Terah

Martinelli
zie sulla

leggono erudite notiGiudea, sua estensione,


si

Abramo
Isacco

territorio, cosa

fosse

nell'epoca di
i

Giacobbe
Levi

2907 2 777 2645 a5i5 2436 2366 2266 2206


2
1
1

2666 2538
241

2367 2291
2 191

2086 2o5g
1980
i{P

Ges

Cristo

dopo
dopo

turchi

e
di

della sua descrizione

ne'
i

tempi
turchi
;

Cheat

Ges
della

Cristo e

Amram
Mos

2084 2016
1725

1^79
160
5

descrizione ne' tempi di che rimontano a quelli dei Maccabei. L'abbate Terzi nelSiria sacra, a pag. 3i5 e la

sua

Ecateo,

Uscita d'Egitto

i645.
al

seg.

riporta

la

cronologia

storica

Giosu governa dal

i6o5

i58o

GI
Caleb ed
i

GI
Homri 918 Acabbo ..../... 907
Ocosia

i35

vecchij anarchia

i58o-i562

Prima

schiavit

1062-1 554-

Gioram Je
Gioacas

Giudici.

Ottoniele

i554

i5

Gioas

Seconda schiavit i5i4- i 49^

Geroboamo

II.

888 887 876 848 832 ... 817

907 888 887 876 848 832 817 776

Aod

Samgar

1^96
1
1

i4i6

Interregno, 776-767.

Terza schiavit

4 1 6- 396.
i356

Zaccaria

767

766
766

Debora

e Barac

1396
1

Sellum

Quarta
Gedeone

schiavit

356- 1 349.

Manahem
Faceja

Abimelecco

Thola
Jair

*349 ^9 i3o6 1283


1

'^09 i3o6 1283


1261

Faceo Osea

766 754 753 726

754 753 726 718


da

Distruzione del regno

Israele

Quinta schiavit 1261-1 243.


Jefte
, .

Salmanasar
II.

re d'Assiria 718.
di Giuda.

Abisan Ahialon

Abdon
Sesta schiavit

1243 1237 i23o 1220


1

1237 i23o 1220 1212


1 1

Re

Roboamo Abiam

2-

72.
1

Sansone
Eli

172

1S1
12

i5i
21

1 1

Interregno,

1 1 1

092-

Samuele.
Re.
Saulle

*92

1080

Davide

1082 io4o Isboset pretendente 1040 Salomone 1001


Scisma
I.

io4o 1001 io33

962
962.

962 946 Asa 944 Giosafat 904 Joram, dopo regnato 4 anni con suo padre 880 Ocosia 877 Atalia 876 Gioas 870 83 Amasia Ozia o Azaria .... 8o3 Gionatan 752 Acas 737 Ezechia 723 Manasse 694 640 Aruon Giosia 639
Gioacas

946 g44 94 880


877 876 870
83 8o3 ^5i 737 723 694 640 639 608
1

delle dieci trib,

608
.

Re
1

d'Israele.

Eliachimo Gioachino 608 597 Gioachino o Gecouia 597


. . .

Geroboamo Nadab

Baaza Eia Zamri, otto giorni,

962 943 94^ 919

943 942 919 918

Sedecia
Distrutto
il

597

587

regno di Giuda, 587,

da Nabucodnosor IT, re d'Assiria, padrone di Gerusalemme nel

i36
606.

GI
La
cattivit di

GI
Sommi
pontefici giudei.

Babilonia dura

70 anni, 6o6-536.
Profeti ebrei.

Per testimonianza dello storico Giuseppe, a' suoi tempi, da mille


anni; trovavasi presso gli ebrei una non interrotta successione di sommi pontefici, eletti di padre in figliuolo. La lista, per mala ventura, non ci fu trasmessa colla durata del pontificato di ciascuno dei

Si annoderanno quattro profeti

maggiori:
Isaia
v.

8o3
v.

Geremia conBarucv. 63q


Ezcchiello

723 597

Daniele

v.

600 53o

sommi
dotti

pontefici,

le

ricerche dei
in-

per supplirvi
ci

riuscirono

E dodici profeti minori.


Osea v. 8o3 723 Giona ........... v. 800

fruttuose. Noi

restringeremo duni

que

ricordar

nomi

conosciuti,

indicando per alcuni l'epoca approssimativa, in cui esercitarono


sacrificio.
il

gran

Amos
Michea da Morasti
Joele
.

v.
v.

780

749
v.

679
700 700 63o 626 800 608
5
1

Aronne,
ja,

i644" I 6o5;

Eleazaro,

Phinees, Abisua, Bocchi, Ozi, Zara-

Naum
Sofonia

v.
v.
v.

Abdia
o secondo
altri

....

v.

Abacucco

v. v. v. v.

A ggeo
Zaccaria

5i6
5
1

Marajoth, Amaria, Eli, ii5s; Achitob, 11 12; Achia, biatar, Sadoch (regnando Salomone), AchiJoachas, Joanib, maas, Azaria I Josafat, Giojada I (regnando Joas), Azaria II (leZaccaria, Sedecia , gnando Osias), Joathan, Uria, Ne,

Malachia

Saraja (regnando

Possono eziando porsi nel novero


de' profeti ebrei
:

ria,Odea, Selum, Helcia, Azaria III, Sedecia), Josedee, Ges o Giosu, v. 536 ; Gioachino,

Natan

v.
v.

Gad
Achia

1040 1040
r)bo

v.

Addo
Semaja
Jeh
Azaria Elia
Eliseo
.
.

v.
.

v.
v.

v.
v.

946 946 940 940


900 880

462; Eliasib,462-44i governa Neemia 445-43 3;Giojada II 44 " 397; Gionatan 397-35o; Jes 3()<Jaddo 35o-324; Onia 1 3 2 j-3o3; Simone I 3o3-284; Eleazaro 28J260; Manasse 26o-233; Onia II 233-219; Simone II 219-195; Onia 111 195-170; Jes o Jason 172-173.: Menelao, Lisimaco, An;
' :

tioco,

re

di Sria,

impadronisce
Matalia

v.

di

Gerusalemme,

170;

Michea
la

figliuol

diJemv.
v.
. . .

168-166.

Oded
llolda profetessa

v.

860 730 63
6-20

Pontefici e re Maccabei.

Semaja
Esdra

JS

eelamita

v.

/llcitno

Giuda Maccabeo. .166 63


1

161
1

60
\

llahania

v.
v.

620

Giona ta Simone

161
111.
i-i \

\\

i36

GI
Gioanni Ircanol.
Aristobolo
1
.

GI
1

i3 7
s.

36

107

Io

cre cardinale diacono di in

Madella
del-

107

106

ria

Cosmedin
vaticana,

arciprete

Alessandro Junneo

.106
79 70

Alessandra
Ircauo
II

79 70

basilica
l'

protettore
;

ordine de' minori

poi

Urba-

4 4

no

lo

fece dell' ordine


s.

de' preti

Aristobolo
tigono

II
Re

An70

col titolo di

Clemente.

Fu

de-

corato di molte legazioni, la prima delle quali fu quella di Napoli, in


cui
la

stranieri.

sua

destrezza

insieme
di

con

Erode
Filippo, idem
. .

4 av C.
-

d. C.

quella del cardinal logne,


cili

Guido

Bouricon-

Archelao, tetrarca

d.

C.

34
39 36

nel

dopo diversi trattati i35o Lodovico I


colla
I,

re

di

Liode A n tipa,
(lem

i1

Ungheria,

regina

di

Napoli

Giovanna
versale,

Ponzio Pilato procuratore


Aristobolo III

27

34 39
.

Agrippa

44
9

A grippa juniore 44
giudei.

con soddisfazione unidel Papa. Avendo il cardinale ottenuto da Clemente VI colla porpora 1' arcidiaconato della chiesa di Alba in Ungheria incontr non lievi consingolarmente
,

Continuazione de' sommi pontefici

traddizioni con

Andrea vescovo

di

Alba, e con

Tommaso

custode di

quella chiesa. Per la qua! cosa In-

Antigono,4o-35;Hananel, 3o-3o; Jesi, 3o-23; Simone figliuolo di Boeth, 2 3-6; Mattia, 6-1 av. G. C. Joazar verso l'anno 4 dopo G. C.
;

nocenzo VI, con sua lettera, lo raccomand a Lodovico I. Dallo stesso i3 56 fu mandato Pontefice nel
nella

Spagna per comporre


i

le

di-

Eleazaro, Jes, figliuolo

di

Siali,

scordie tra

re di

Castiglia, e di

Caifo,

Ismaele, Eleazaro, Simone, Gionala Simone Teofilo Canleras (Claudio regn.), Mattia, Elionea, Giuseppe, Anania, Ismaele, Giuseppe, Cabi, Anano v. 6 ; Jes
,
, 1

A nano,

Aragona
tregua,
servata.

tra'

quali

stipul

una
os-

che per venne

poco
del

Terminata

la

tregua,

ad
e

onta delle
nal

sollecitudini

cardi-

legato,

ripresero

le

armi,

figliuolo di

Damneo;

Jesi

figliuolo

combatterono con maggior furore.

di

Gamaliele; Mattia, Fanaja.

Fra tante gravi occupazioni

si

ado-

Gerusalemme presa da
gliuolo

Tito, fi-

per per restituire all'antico lustro e decoro 1' ecclesiastica disciplina

di
,

Vespasiano,
dispersione
C.

mina

del

non
della

che

sostenere

gl'interessi

tempio
l

de' giudei,

religione.

Venne

incaricato

<li

anno 70 dopo

sciogliere dalla

terdetto

scomunica Pietro il Crudele

dell' in-

re d

GIUDICE
dinale.

(del)

Guglielmo, Cardel

Guglielmo

de

la Juice,

francese,

Giudice o nacque presili

ragona, che con pubblico scandalo aveva ripudiala bianca figlia ili
Pietro dina di bourbon, quindi fatta uccidere, per tenere presso di se

so Roserio nella diocesi


ges da

Limo-

una sorella di Clemente VI. Siccome celebre e dotto giurceonHillOj lo zio a' 20 dicembre i3J2

femmine disoneste, purch pentito


de' suoi
falli
;

si

disponesse
il

al

ravinerii-

vedimento

ma

principe

i-38
deli

GI
i

GI
motivo del giuramento
eh' essi ricusavano di
di

anche contro p sacrilegamente


sa,

domestici, usur-

fedelt

beni della Chiefratello

prestargli,

fu disfatto

dal

in guerra, e vi
la
vita.

Enrico perde miseramente


cardinale un parecinti della

ne riport favorevole decisione. Gregorio

XI

lo

trasfer
a'

alla

chiesa di
1

Edific

il

Rouen, e poi
lo cre

20 dicembre
prete
del

37

lazzo in Avignone, nei

cardinale

titolo

parrocchia di
poi
fu

Agricola, che dis. cambiato in monistero di monache. Concorse col suo suffragio alle elezioni
d'

di

Innocenzo

VI
dia-

Urbano V,

e Gregorio XI, cui vo-

dopo undici Papa nel il viaggio di Roma fu sorpreso da malattia, e trasportato a Pisa mor d'anni cinquantasette nel 1876,
s.

Clemente.

Ma

mesi,

quando seguiva
,

gliono alcuni che

come primo

lasciando

nel suo testamento


fiorini
,

cinse

cono imponesse la tiara nella cattedrale d'Avignone, ma egli in

quantamila
ai

ignorandosi
Il

parenti, famigli, o poveri.


fu trasportato
nella
in

suo

cemmo,
indetta
e

quell'epoca apparteneva, come dide' preti. Mor all' ordine


citt ai

cadavere

Narbo-

na

e sepolto

metropolitana

28 aprile

del

3y4
Casa

in magnifico avello di

marmo bianfattosi

trasferito nel

monistero di

co con

di Dio, fu sepolto nel coro di quella


chiesa,

costruire

sotto
il

presso

una semplice lapide, mausoleo di Clemente VI.


(del) Pietro, Cardi-

da lui mentre viveva. GIUDICE (del) Marino, Cardinale. Marino del Giudice o di Vulla

sua statua,

GIUDICE

nale. Pietro de la

Montre o de

la

cano, nato in Amalfi, divenne canonico della metropolitana , e poi


arcivescovo nel
1

Juice o del Giudice, francese, nato


in Juice,

362 per

volere di

Limoges, fratello del cardinal Guglielmo, e cugino di Gregorio XI , profess neldove fu s. Benedetto, l' ordine di fatto priore del monistero di s.
diocesi
di

Innocenzo VI, indi ne fece rinunzia a Gregorio XI nel i3y5. Ur-

bano VI gli di Taranto


della

confer
,

1'

arcivescovato

coli'

chiesa

d'

amministrazione Aversa quindi lo


,

Liberata
nel

nella

diocesi
zio

i3/f2

dallo

Agen e Clemente VI,


d'
,

abbate di
nella

Angeliaco

di

Grasse

Gallia

Narbonese.
fu

Divenuto

nell'universit d'Orleans dottore in


diritto canonico
1
,

promosso nel
di

344

a'

vescovato

Saragozza

e dopo due anni trasferito a quello di

Narbona, dove nel 1 35 1 celebr un concilio provinciale nella


chiesa di BezierSj e nel

Ungheria al re Lodovico I, e nelle tempora del38 lo cre cardinale l' avvento prete del titolo di s. Pudenziana camerlengo di s. Chiesa, ed arciprete di s. Maria Maggiore. Le molte legazioni da lui con gran losingolarmente per de sostenute mantenere i popoli nell' ubbidienza
sped

nunzio

in

al legittimo

Pontefice,

gli

acqui-

i368

in-

starono

gran riputazione. Ad onta

tervenne a quello di Lavaur, indi


nel
1

369

si

trov presente alla trass.

lazione del corpo di


d'

Tommaso
Narbo-

Aquino. Nel

i3y4 tenne un conlite

cilio

nella metropolitana di

per di tanti meriti, carcerato in Nocera nel regno di Napoli per ordine di Urbano VI, come reo di lesa maest, fu condannato a morte in Genova nel i385 con altri
cardinali.

na, mosse

una

nella

curia ro-

mana

ai

suoi vescovi suffragane !, a

GIUDICE

(del)

Francesco,

Cor-

GI
dinaie.

GI
sabetta

i3<)

duchi Cellamare, genovese d' origine e nato in Napoli a' 7 dicembre del

Francesco del Gindice dei di Giovenazzo , principi di

Farnese,

questa procuran-

l'elevazione dell'abbate poi cardinal Alberoni, la fortuna del cardinal del Giudice cominci a declinare
all'

do

1647

>

portatosi

Roma
indi

venne
tra'pro-

occaso,

fin

poi

di

ammesso da Clemente IX
tonotari
apostolici,

precipitare a
to

destinato

da

lui

cagione di un editpubblicato, in cui proi-

da

Clemente X alla vicelegazione di Bologna, e poi al governo della Fano, e per ultimo dal citt di medesimo annoverato tra' chierici XI gli afdi camera. Innocenzo fid la presidenza dell' Annona, e secondo il Novaes lo fece governatore di Roma, ed Alessandro Vili ad istanza di Carlo li re di Spagna, del quale la sua famiglia

alcuni libri, del corte dichiarandosi offesa,

bivansi

che
il

la

re

lo

priv della

carica
gli

di

aio del suo

primogenito, e

fece

intendere
rinunziare

che
lora

si

contentasse

di

quella di
il

supremo
la
,

inquisitore.

Al-

cardinale
grazia

torn

in

Italia,

incontr

dell'imperatore
affettuoso

Carlo

era benemerita, a'i3 febbraio


lo cre

1690
titolo

della casa d'Austria, ed olire gl'immensi benefizi che da lui ottenne, fu

VI

come

cardinale prete col


prefettura

destinato suo oratore presso


ta

la

san-

di

s.

Maria del Popolo, a cui agdella congrein


se-

giunse la
gazione
guito la
s.

dell'immunit, ed
carica
,

Sede, ed incaricato d'affari. Dimesso il titolo pass ad essere vescovo suburbicario, e poscia anche
di

di

segretario

del

Ostia e Velletri,

cui

in

morte

offizio

annoverandolo

alle con-

gregazioni del

buon governo,
altre.

dei

compart que'segnalati favori chenon aveva potuto in vita, attesa la brevit

vescovi e regolari, del concilio, dei


riti,

del suo governo.

Dappoich
alla

di

propaganda ed
grazia

Visse

oltre

ad aver
arredi,
le

lasciato

catte-

in tanta

ed estimazione di

drale di Velletri gran quantit di


sacri

detto
della
ri

protettore re, che fece lo corona e ministro degli affa-

don una somma

della

monarchia presso

la

santa

Sede,

nel

pontificato d' Innocenzo

XII. Questo Papa che, siccome suo

da cardinale gli si era moamorevole, a segno di rinunziargli una pingue abbazia, divenuto Pontefice, per l'indifferenza ch'ebbe pei parenti, non gli diede alcun segno di benevolenza; onde
affine,

strato

denaro, con la aggiungere a decoro di quella chiesa, quattro sacerdoti per. la quotidiana uffiziatura, cou l'obbligo di cantare sull' organo, oltre alcune cappellanie con l'obbligo della messa: il riquale
si

considerabile in

potesse

manente
Cooper
XI,
XIII,
del a

fu impiegato in

ornamen-

to e restaurazione di quel tempio.


col

suo voto alle esaltaXII,

il

cardinale
e

lasci

Roma,
fatto

si

rec

zioni d' Innocenzo

Clemente
Benedetto

in

Ispagna, e

fu

primo mi-

Innocenzo XIII, e

nistro

supremo
Indi

inquisitore della

morendo

in

Roma
a'
1

decano
ottobre

monarchia.
Sicilia,

fu dichiarato aio

sacro

collegio

del priucipe d'Asturias, e nel

vicer

di

1725, d'anni settantotto. Trasferito

Monreale.
novella

1698 arcivescovo Giunta in Madrid


di

di
la

Napoli
nella

il

cadavere,
del

rimase

sepolto

chiesa
i.

Carmine

sposa

Filippo V,

Eli-

de'suoi ma^tjioi

i4o

GI
(del)

GI
Cardi-

GIUDICE
nale.

Nicol,

venne

loro

bisogni

senza atten-

Nicol

del

Giudice, nobile

napoletano de' principi di Cellamare, duchi di Giovenazzo, nacque

a'iG giugno
lescenza
za
cui
la
il

1G60. Fino
in

dall'ado-

cardinal Francesco Sfor-

lo

chiam

Roma,

sotto

la

direzione avendo applicato alpiet ed agli studi


nel seminala

derne le preghiere, e non facendo conto del denaro divenne oggetto di universale ammirazione. Si trov presente ai comizi per Clemente XII, e Benedetto XIV, e mori in Pvoma a' 3o gennaio 743, in et di ottantatre anni, ed il suo cadavere fu trasferito nella chiesa
1

rio

romano,
dell'

ottenne

laurea di

del

Carmine

di

Napoli,

tenore
Filippo,

dottore

una e dell' altra legge nell'universit romana. Nel i6o,3 fu ammesso da Innocenzo XII in
prelatura e
stolici, indi

della sua testamentaria disposizione.

GIUDICE
ciolo

Caracciolo

Cardinale. Filippo Giudice Caracdi Villa, nacque 27 marzo 1783, da Francesco duca di Gesso e da Maria d' Artois, ne' quali ad illu-

tra

protonotari apodi

de' principi
il

tra' chierici

camera,
strade
e

in Napoli

colla

presidenza

delle

della grascia, a cui lo

deput Cle-

mente
fece suo

XI. Questi

nel

1716

lo

stre nobilt

si

congiunse

la cristia-

maggiordomo, nella quale incontro carica ebbe un sinistro col cardinal Allhann, che quantunque virtuoso era caldo; persever nella medesima sotto Innocenzo quale
cre
ria

na do
per

piet.

Era ancor
da
s.

fanciullo

quansi

assalito
le

grave

infermit,

reliquie di

Filippo Neri
il

riebbe per prodigio,


l'et

perch nel-

di

anni dieciselte entr nella


Napoli, od'

XIII, e Benedetto
agli

XIII,

il

congregazione de'padri dell'oratorio


del

11

giugno
diacono

1725
di
il

lo

medesimo santo
fecesi
;

in

cardinale

s.

Ma-

ve

esemplare
fu

altrui
al

ogni

ad Martyres, onde fu

primo

virt
degli
le

preposto
e

maneggio
coltivando

ad avere questa diaconia


ni

allora e-

aliali

temporali,
,

etla, e lo ascrisse alle congregazio-

sacre

scienze

le

opere

del

del

concilio,

di

propaganda,

sacerdotale
storo de' 17

ministero.

Nel

conci-

della

consulta,

ed

altre.

Dopo

a-

ver
eoi

continuato
titolo
di

tempo pio-maggiordomo a
per alcun
famiglia e

febbraio 1820 Pio VII Io fece vescovo di Molfetta, non valutando la sua modesta renitenza.
In

presiedere
pontifcio,

alla

palazzo

questo
per Io

ministero fece
la

fu dall'imperatore Carlo

spiccare la vigilanza,
dia,
il

misericordel

VI nominato
austriaci

protettore degli stali


la

zelo

splendore

presso

santa Sede.

Il

culto divino, e la carit pei poveri. 11 regnante Ferdinando II, reputandolo degnissimo di governare

genio predominante di questo cardinale era di fare acquisto di quadri di eccellente

mano,
loro

e di

gem-

la metropolitana

chiesa di Napoli,
nel concistoro

me

che

per

la
il

rarit e bel-

a questa lo

trasfer

lezza

avessero

pregio

della sin-

golarit e
di

preziosit.

Nou
i

manc
dotti,
i

de'i5 aprile i833 il Papa che regna Gregorio XVI, indi in quello
dei
dell'

beneficare
i

altamente

2f)

luglio

lo

cre

cardinale

letterati, scita

commendabili per nae costumi, con tal munifi-

ordine de'
Pontefice

preti.
il

L' avviso di

questa dignit ed
so,
il

berrettino ros-

cenza e liberalit, che talvolta pie*

gitelo

trasmise

GI
mezzo
alla

Gli
nobile Cesal'alto di sui ni l
gli

della

guardia
Costo,

re de' marchesi

deputando

111 volont, crii quale consagr quanto sarebbe rim


1

nalizia
ri
,

cousegna della berretta cardimonsignor Lodovico Altieimposizione avendola la cui


fetta
il

di

sue sostanze.

Mor

ti'

anni cin-

solennemente

re,

tutto dep.

scrivemmo
seg.
la

nel

voi.
:

V,
il

164 e
decor
insegne

del

Dizionario
del

re

guardia
cavaliere
I.

titolo

ed

quantanove, a'?.<) gennaio iN| i, dopo una lunga e travagliosa maanlattia, nel giorno sacro a S. cesco di Sales, da lui adottalo per protettore e modello nel governo episcopale. Sebbene avesse comanI

di

dell'ordine di Franceportatoci
il

sco
in

Dipoi

cardinale

dato che occorrono


cati,
essi

ne' suoi

funerali

in

cui

circa

quattromila
la

ducon-

Roma, ricevette dalle mani del Papa il cappello e V anello cardie


la

se

ne

spendessero
celebrati con
11

trecento,

furono

nalizio,

chiesa

di

s.

fuori

le

randolo
gazioni
regolari,

in pari

mura per titolo, tempo alle congredei


della
dei
riti,

Agnese annove-

sueta magnificenza. ti
gli

cadavere fu sepolto nella sepoltura dedi


lui

arcivescovi,

sotto

la

sagre!

cardinalizie

vescovi e
disciplina

della

cattedrale

di Napoli.

Di

lui

abbiamo
storali

regolare, e
reliquie.
in
il

dell'indulgenze e sacre
il

stampate sei lettere pasu diversi argomenti, \' Elogio


recitato
in

Molto

cardinale

bene

della sua

oper arcidiocesi, ed
cholera
gli

funebre
di

nella

cattedrale,

Mot'f<tta
s.

flagello del

morbo
di

Pio
di

porse occasione
ordinarie

dar prove non del grande amore eh' ei


>uo gregge. Negli undila

morte del s. P. li. Napoli i8^3. Trattalo Cipriano sulla morCecilio


volto
in

talit,

italiano

da

F.

portava
ci

al

anni

che govern
questa in pi
dell

chiesa di

Napoli,
Lieo

modi bene:

con opere
dell'

memorande
1

la

pi

1837. Osservazioni pacifiche sopra di un'opera intitolata le usure, stampala nell' anno i83i.R.oma iSj. Vello scorso an-

G.

C.

Napoli

lodata quella

restaurazio-

no 184+,
1'

in

Napoli,
si

dai

torchi di

ne e
b
1

abbellimento della chiecattedrale, ch'egli intraprese con

Saverio Giordano,

pubbl
chi

Orazione

recitata

nella

inimitabile grandezza d'animo,

non
per

perdonando
rivestirla
ili

spesa
e

veruna
di

marmi

stucchi
>-

metropolitana di Xapoli (del can. d. Luigi Monforte) per le solenni cardinal ar esequie del
Filippo

colorati,
v.i

per

richiamare a nu
g

Giudice

Caracciolo,
e

con
iscri-

vita le
i

antiche colonne di

l-

un cenno biografico
racino).

con

le

nito e
cui

monumenti
latto

sepolcrali, a

zioni (del can. d. Salvatore

Guarha

aveva
colta,

ingiuria
si

un
pag.
storiche

meo
ilei

come
delle

GIUDICE o GII
autorit di
ca,
_

DICI.

Chi

Memorie

ehi
>i
.

giudi1.

vescovi
d.

di

pera

ed arcivescovi di Napoli Lorenzo Loreto. Siffatta onon pule da lui esser


e

fudex, argomento
ti

cognit.
il

V
ilei

11

parlare delle differenI

.,,1

la

di

giudici,

ao

.1

mineiata

condotta
viveva

innanzi

11
,ii

rapp
loro
ei
'"I

ggi

ed

non

perch
in

modesl
Essa po-

clienti;

ma
vii^li

solo i\uc

alcu-

h gale

nindi) mirabile.

na

'.aie

antichi

umilici

tr ancora ricevere

compimenl

palatini

e della

romana

curia,

che

142
figurarono
nei

GI
primi
secoli

GI
della

fudices
palatini.
i

domni

regis,

et

domni Un-

Chiesa. Dei doveri dei giudici eru-

peratoris, e talvolta ancora judices

ditamente ne tratta il Martinetti suo Codice d' economia pubblica a pag. 355 e seg. Il p. Menochio nelle sue Stuore, nel t. Ili, Della perplessit p. 4 4i tratta
nel

Stim

il

Du-Cange che
questo
nogiudizii
assistei

palatini

portassero

me
vano

perch
ai

assistevano ai

del conte del palazzo; loro


giudici
,

ma
re

giudizii

anche
o

degli

areopagili,

d'alcuni altri

chiamati
za

del

del-

giudici in sentenziare. Innumerabili

l'imperatore

che
i

per conseguendai
pala-

poi

e noti sono

trattatisti

di

non erano
Vuoisi che

differenti

quanto risguarda i giudici, e parecchi sono gli articoli di questo Dizionario relativi, come Tribunali di Roma, Congregazioni Cardinalizie , Avvocati, Difensori, Uditori di Rota, ed altri. Pei giudici
in partibus possono vedersi gli articoli

tini.

Pontefici al tem-

po dell'imperatore
che fu assunto

Giustiniano

I,

all'impero nell'anle

no 527, trasportassero
chio lateranense, onde

cause del
uditori

loro apostolico palazzo nel patriargli

Commissioni e Delegati. Il Muratori nelle sue Dissertazioni


discorre delle diverse
antichi
giudici,

o giudici furono latini, e judices


palazzo,

detti

judices pa-

de

aula laterail

nensis, ed ebbero abitazioni in quel

specie

degli

come

attesta

Rasponi,
fine.

delle

qualit che

De

patriarchio

Lateran., in

anticamente dovevano avere, dei giudici minori eletti dal popolo e


dalle citt
,

Questi giudici palatini furono chia-

mati anche giudici ordinarij


stevano ai Pontefici

assi-

dei giudici
Il

palatini

quando

cele-

de'giudici pubblici.

Bernini, Del

tribunale

della

rota,

a
tali

pag.

3,

bravano la messa, ed intervenivano col clero e col popolo alla loro elezione; quindi
in processo di

trattando de'giudici
loro

antichi e

dei

nomi

dice,

che

dottori

furono chiamati Seniores, ConsiliaHi, e Decuriones reipublicae ; e

tempo le loro cariche furono chiamate con altri vocaboli., formandosi di ognuno di loro altrettanti
tribunali.

che negli
stici
ti

atti

degli apostoli

si

fa

spesso menzione di questi ecclesiaseniori,

Anticamente
eleggeva
il

il

clero

romano che
era
in sacer-

come
il

di giudici distin-

sommo

Pontefice,
cio

dagli

apostoli,

onde eglino rape


essi

diviso in tre classi,


doti, in principali

presentavano
dicatura
le dignit,

tribuuale della giugli

del clero, e nel


:

pontificia,

apostoli

restante del

che da

poi con al-

presenza
vi

del
il

medesimo esso alla popolo romano che


consenso
i

tro
11

nome provenne
Galletti,

del cardinalato.

prestava

senza sufs.

Del
gli

primicerio

pag.

fragio, elesse

successori di

Pieprin-

207, dice che

scabini, de'quali

tro

sino all'undecimo secolo.


del clero,

parlammo
ed
della

all'articolo

Conte (Fedi),
minori
si

cipali

primati

della

altrove, erano
citt,
i

giudici

Chiesa romana, erano l'arcidiacono

quali

eleggevano

capo di
tini,

tutti,
il

sette giudici

pala-

dal popolo, a differnza di que'giudici


i

cio
il

Primicerio
di

de' notari
dignit,

che

si

dicevano sacri palalii


eletti

ch'era
il

capo

questa

quali erano

dai
s'

soli

re o

Secondocerio, YArcario
il

o TesoProtoscri-

imperatori, e perci

intitolavano

riere,

Saccellario,

il

GI
nano, il Primario de difensori ed Nomenclatore, tutti uffiziali cospicui della Chiesa romana che
il

GI

i43

Maria Maggiore, molte cose si leggono sui giudici che facevano parte
della

funzione ricoperti
al

di
,

piviali,

hanno
rio.

l'articolo in

questo Dizionain cui

incedendo intorno
cino
al

Papa
soldi

vi-

prefetto di

Roma,

riceven-

Riporteremo alcuni
si

fatti,

do ciascuno quattro
biterio.

per pres-

conosce
curia

la

particolare

influenza

Nella
il

mattina di
nella
lo

Pasqua,
basilica

e potere de'giudici palatini nell'antica

giunto

Pontefice
i

romana
e in
di

nelle

elezioni

lateranense,
quella

giudici

conduceIconiana,

de' Papi,

altri

avvenimenti.
antipapi Pie-

vano nella gran


in

basilica

Nell'elezione del

Conone Pontefice
gli

686

insorsero

tro e

Teodoro, il da gran parte del

primo
clero,
il

portato
secon-

do dai

giudici e dall'esercito;

per

camera detta triclinio. Nell'Ordine romano, scritto da Cencio Camerario avanti l'anno 1192, legge come il Papa dopo la messi sa celebrata in s. Maria Maggiore
tornava coronato
i

togliere lo scisma fu eletto

zo che fu antipapi

un terConone. Alla morte di


e Pai

al

palazzo,
gli
si

sotto

gradini del portico


i

faceva-

questi ne' sacri comizi insorsero gli

no incontro
cati,

giudici

gli

avvoil

Teodoro nominato,
uiuno
coi

ciascuno de' quali


giudici
in

riceveva

squale
giudici

volendo
della

cedere,

presbiterio d'un

meleguino, e nella
piviale
cir-

primati

milizia

cavalcata

romana, con una notabile porzione del clero, si radunarono nel sacro palazzo, e quivi nel

687
I.

ele-

condavano il Pontefice. Nel medesimo Ordine romano si legge sull'elezione del nuovo Papa, che giunto

varono
1 1

al pontificato

Sergio
cui
uniti

Nel
dai
di

questo

alla
i

porta
giudici

del
lo

palazzo

59

fu eletto

Alessandro

III

lateranense,

prendevapre-

soli

cardinali,

per

alcuni
al

no, e conducevanlo fino alla basilica

questi

malcontenti

clero

di

s.

Silvestro,

mentre
le
il

il

ed

popolo esaltarono l'antipapa Vittore IV, che l'imperatore Fedeal

te cardinale co' tabellioni

e co'mesolite

desimi

giudici

facevano

con le armi. Il Raronio narra che alcuni cardinarico


I

sostenne

laudi o lodi. Nel d

che
i

nuovo
gli

Papa
di
ci

si

coronava,

giudici,

li,
i

il

clero,

giudici,
il

gli

scrinali,

scrinari, e gli avvocati

erano
i

vestiti

senatori

ed

popolo
Vittore
Vittore

condussero
consueto

l'eletto

romano IV al
secondo
s.

piviale; nelle cavalcate

giudi-

cavalcavano
,

sagro palazzo, acclamando


il
:

vestiti

ma
11

ornatamente tutti non usavano cavalli


le

Papa
Nel

Pie-

coperti.

Gattico pubblicando
fatte nel

tro l'elegge.

medesimo modo
riferisce
la

cerimonie
dietionis

1046, in bene-

Anastasio Bibliotecario
elezione dell'antipapa

Clementis

II

et

in coro-

Filippo

nel-

nalionis Ilennci et

Agnetis,

dice

l'anno 768.

Nel libro Pollicitus di Benedetto canonico di s. Pietro, diletto a Gui-

che recandosi l'imperatore e l'imfurono inperatrice a s. Pietro


,

contrati alle fosse di castel

s.

An-

do
co,

di Castello cardinale di

s.

Marde-

gelo dal conte del palagio


guita
il

latera-

poi

nel

Il43 Celestino
il

11,
il

nense, e da un giudice dativo. Sela

scrivendosi
nel d del

modo come

Papa
s.

coronazione in

s.

Pietro

s.

Natale portavasi a

Papa con alcuni

ministri

ed

il

144
peratore, ed
il

gi
se

GI
tutte le cause
i

primicerio de' giudici condusse l'im-

ai

giudici

ordi-

secondicero de'giu-

nari, dappoich

primi

prolunga-

dici l'imperatrice;

questa poscia fu

vano

giudizii

con

grave danno

accompagnata alla camera ove avea da pranzare coi vescovi, dal prinricero e
dici.

de' litiganti.

Indi colla costituzione


loc. cit. p.

Romanus
emanata zo XII
tribunali

Pontifex,
a'

375,
i

dal

secondicero

de' giu-

17 settembre, Innocendi

Dell' intervento de' giudici nei

fin

estinguere

tutti

possessi

dei

sommi

Pontefici, e di

e giudici particolari colle


utili

altre cose loro riguardanti, ne par-

loro

non

facolt.

Per comodo
i

lammo
Nella

all'articolo

Curia

Romana.

dei litiganti stabil nel palazzo della

celebre concordia eh' ebbe luogo tra il senato e popolo romano con Clemente III nel 1187,

curia Innocenziana

giudici del

tribunale dell'A. C. al
al

modo

detto

col settimo articolo si convenne che il Papa ne' tempi consueti darebbe ai senatori, giudici, avvocati, ec. i donativi chiamati scrivani presbiterii. Dei giudici dativi palatini, romani, istituiti dal prefetne tratta il Nerini to di Roma nell'erudita opera De tempio et
, , , ,

XIX, pag. 4 2 e se g- Col medesimo zelo conferm Innocenvoi.


la

zo XII con
de'

costituzione

LXXVII
quelle
di

4 dicembre

1693,

Pio IV, Paolo


sopra
na.
le

ed Innocenzo XI

sportule de' giudici e dei

tribunali della corte e curia roma-

no
ri

Per comodo de' litiganti aveaPapi permesso, che si giudifuo-

coenobio
generiche

ss.

Boti, et Alexi.

cassero le cause ecclesiastiche


della curia

Aggiungeremo alcune erudizioni


sui

giudici

al

servigio
II le

della santa Sede.

Marcello

del
leg-

555
gi
ai

prescrisse la
giudici,

forma e
s.

romana, e per spesse volte si commettevano a persone le quali mancavano o di perinascevano zia, o di buona fede
:

e ne ordin a tutti

questi

l'osservanza. Nel

i566
di

Pio

V
di
si

protonotari

provvide

tribunali

giudici

conosciuta probit, dichiarando for-

malmente che dassero se non virt, non gi


teresse.

le al

cariche

non
ed

merito
favore

alla

numero dei non partecipanti ai quali, bench non forniti de'requisiti opportuni, commettevano delle come costituiti in dignit cause ecclesiastica. Volendo per Reneabusi dal gran
, ,

al

e all'in-

detto

XIV

ovviare a questo male,


il

Gregorio XIII con applauso universale ricompr l'ufzio dell'avvocato


ti

che
di
re,

altri

Pontefici, ed

concilio
toglie-

Trento aveano procurato


eletti
, i

fiscale,

tutti

fscala-

con aver prescritto che ne fosgiudici ne' sinodi dioin

della

Romagna, venduti
s.

dal pre-

sero

decessore
la

Pio

pei bisogni del-

cesani

quelli

provinciali; e

Sede apostolica,
il

restituendo
fiscali

riflettendo nello

stesso

tempo che
impedi,

tutti

prezzo. Dei
all'articolo

ne

trat-

questi

concilii

per
si

diversi

tammo

Fisco

(Are//).

menti sempre
celebrandosi
i

differiscono

Innocenzo XII con la bolla Ad radiciluSj de' 3i agosto 1692, Bull. Rom. tom. IX, pag. 364, estinse
diverse
straordinarie
si

primi

non com'era ori

dinato ogni anno, n


gni triennio, con
de'
1

secondi o-

la
1

bolla
,

Qiuwn-is,

giudicature,
e rimi-

che fino allora


privilegio

esercitavano per
prelati,

B*U- Magn. 26 agosto 7 4 tom. XVI, pag. 4'> comand che


i

da molti

vescovi co'i ispelli

vi

capitoli elcg-

GI
gesser questi giudici
detti
si.
,

GI
quando
nei

ifo
tre e

con gran coda

di

palmi

mez-

sinodi non potessero destinarQuindi nell'anno seguente, per

zo mercantili di castorino nero leggiero o Casimiro,


le

soddisfare alle querele de' vescovi

stagioni.
di

da usarsi in tutte Mostre all'intorno, e

Benedetto
pag.
quali

XIV

con

la

bolla

Ad

inilitantis de'

72

casi

3o marzo, loc. cit, prescrisse quando, ed in debbansi da' medesimi


le

velluto operato nero. tonda sino al ginocchio, ricca di gran pieghe a riprese sul bracciOj e con guarnizione interna
di

bavaro Manica

giudici concedere o negare


pellazioni
in

ap-

velluto operato

come

le

mostre.
alta
,

dette
a'
1

cause.

Inoltre

Fascia di amuerre nero

ben

Benedetto

XIV
il

5 febbraio 174 2

col disposto della costituzione

QuanI,

con gran cappio, e con grandi frangie di granoni a canutiglia nera.


Berretta ottangolare di velluto nero, filettato

tum, presso

suo Bull. tom.

p.

120, conferm l'abolizione de' tribunali e giudici privali in Roma,


e
stabiPi

negli angoli di

un
li

cor-

donetto di seta
chi,

nera

che

marle

che

le

cause

avanti

ai

con

fascia

nera alta circa quat-

tribunali de' giudici


sei

non

decise fra

tro dita di velluto operato

come
di

mesi, fossero devolute alle cu-

mostre, e con gran fiocco

seta
pizzi.

rie ordinarie.
tili

Pio VI prescrisse urettamente e ad esemtutti


i

nera nel mezzo dei

quattro

regolamenti pei giudici, e perla

Collare bianco di filoscio ricamato,

ch amministrassero
spedilamente

o di merletto ad arbitrio, lungo un

giustizia,

palmo
istanza.

circa.

pio di Sisto V, invit


sudditi a portare a lui

suoi

qualunque

coda

di

Tribunale di prima Sottana e toga con gran palmi tre mercantili di ca-

reclamo, o alla congregazione a ci

storino o di Casimiro leggiero nero

deputata per l'opportuno rimedio, accordando le appellazioni dai giudici

ad arbitrio, da usarsi in tutte le stagioni. Mostre all' intorno, e bavaro di velluto semplice nero. Manica tonda
spaziosa,

provinciali, al sacro

tribunale
altri giu-

della rota
dici

romana, o ad

ma
,

che

non

da

lui

prescelti. Utilissime dis-

giunga

posizioni pubblicarono
i

sui

giudici

con pieghe a riprese sul braccio, e con guaral

ginocchio
di

Pontefici Pio VII,


il

Leone XII,
e

nizione
alle

interna

velluto

simile

principalmente
rio

regnante Gregocodici
i

mostre. Fascia di

amuerre nefrangie di
di

XVI

coi

noti

regola-

ro

con
nera.

cappio e
Berretta

con

menti,
lari

abolendo

giudici partico-

seta

ottangolare

o privativi. Su questo punto si possono leggere la Raccolta delleggi e disposizioni di pidddica le amministrazione, pubblicata nell'odierno
pontificato, e
la

castorino o Casimiro nero, filettato


agli

angoli con cordoncino di seta


li marchi, con fascia di nero simile alle mostre del-

nera che
velluto
la

Pratica
vestiario

toga, e

un
di

fiocco

di

seta

nera

della curia

romana.
del
dello
stato

nel
di

mezzo
batista,

quattro
di

pizzi.

Collare

Ecco
secondo
interni

1'

indicazione

kingo circa un palmo,


merletto
o
fi-

de' giudici
le

pontifcio

con guarnizione
loscio.

disposizioni del cardinal

Assessori.
ai

Lo

stesso

abito

segretario
de'

per

gli

affari
1

di

stato

assegnato
za,

giudici di

28 settembre
XI.

833. Tri-

colla sola differenza

prima istanche le ma\


I

bunale di appello.
Si
1

Sottana e toga

niche saranno a bocca di lupo.


10

i46

GI
Pelagio
cesi
1,
il

GI
ed ancora praticata
dal

notato che l'abito de'giudici dei tribunali di prima istanza comune pondello stato governatori ai
tificio.

Pontefice
ai franl'

quale divenuto

in sospetto di eresia
tre capitoli,
si

per

af-

fare dei

GIUDIZ1I
Purgazioni.
altre

DI

DIO,
che
ai

Prova
giudici

o
per

Prove

facevansi

volte innanzi
la

conoscere

verit intorno

fatti

nascosti, indagare i delitti o l' innocenza delle persone accusate, col duello, coli' acqua fredda, col fer-

purg colla Professione di fede {Fedi), che nel 55j fece al re Childeberto I. Narra il continuatore del Cronico di Marcellino, che questo Papa Pelagio I accusato dal popolo romano di fazione contro
il

predecessore Vigilio, Pie-

celebrate con Narsete le Litanie, asceso al pulpito nella basilica di


tro,
s.

fuoco : probalio, tentameli, experimentum. Nei tempi antichi altro non s' intendeva per giudizii di Dio che alauni esperimenti istiro, e col
tuiti
gli

ed avendo sul capo il vangelo, si purg con giuramento dall' accusa datagli, come gi aveva fatto Sisto 111

non

gi dalla Chiesa,

ma

da-

ignoranti troppo creduli, e tecristiani


il
,

ce ancora

merari

con

invocare nei

medesimi
le azioni
l'

divino
e

aiuto,

dandosi
del-

a credere che Dio vendicatore delcattive,

4^2, e dopo di lui feLeone III nell'8oo, pel qual giuramento cess subito il tumulto del clero e popolo romano. Che il giuramento sul vannel
s.

difensore

gelo purgazione canonica

legit-

innocenza, con

qualche
verit,

prodigio
cui

rivelerebbe quelle

non

poteva

naturalmente penetrare e raggiungere l'industria umana. Furono tali diverse prove chiamate giudizio di Dio, perch a lui si e se ne rimetteva la controversia
,

tima ed antichissima, pu vedersi nelle decretali di Gregorio IX, libro 5, tit. De purgatone canonica.

N anche
gari
in

tra

le

purgazioni voli

riti usati devono aver luogo questo giuramento detto pure

sagramento, cio
ti

di

giurare davanreliquie
dei

aspettava col risultato


sentenza.
quali

una
dal

giusta
coi

ai

sepolcri
di

alle
il

Questi
si

esperimenti

santi,

che tratta

Ruinart, Act.
s.

uno

purgava
reo,

delitto

MM.

in

praef 70, e

Agostino

di cui credevasi

furono ezianvolgari
,

dio

chiamati

purgazioni

78, num. 3, sopra le armi benedette dai sacerdoti, masnell'epist.

quasi

ed inventate dal volgo, comech anche tra gli ecclesiastici e monaci fossero in uso,
introdotte

sime dai popoli settentrionali, e di


far

giurare

col

preteso

reo

altri

per

testificare

quod
,

ipsi

credimi
scritto

ed approvate venissero con


benedizioni, che
si
:

le loro

eum
nel

veruni jurasse
C. Quoliens,
detti

com'

leggono ne' mesfu loro dato sali e rituali antichi purgazioni ogni qualil nome di
volta l'accusato offnvasi di purgare

De purga lione

ca-

nonica,
res,

perci

compurgato-

rito usato gi

sacramentarii, e conjuratores j da Roftiido arcive,

rimovere l'apposto delitto

con

una di dette prove. Fra queste per non deve aver luogo il giuramento ad sancta Dei cvangela,
antichissima

scovo di Benevento e dal quale ebbe origine la forinola furare quarta rnanu, quinta manu, ec, cio purgarsi col giuramento di quattro,

purgazione

legittima

approvata dai concilii e dai padri

cinque o pi persone tutte favorequesto rito venvoli all' accusato


:

GI
ne usato
legge
in
,

GI
i

i4 7

Italia

anche sotto
apparisce

re

in

un

co' giudizii
Il

longobardi

come

dalla
il

e crucis.

panis et casei, giudizio panis et casei


messa,

367

del re Rotali, presso

consisteva in diverse cerimonie ecclesiastiche,

Muratori,

Rerum

ital.

script,
si

to-

comunione ed

mo

I,

par. 2.

Neppure

deve nola

orazioni

porgevasi all'accusato pa-

verare tra questi giudizii,


tichissimo
nella Chiesa

pur-

gazione per Eucliaristiam, rito an,

ne e formaggio benedetti ; se poteva mangiarne e trangugiarli era


dichiarato innocente, se no, colpevole ;
le forinole
Il
si

come

di-

mostra il p. Cristiano Lupo tom. IV, p. 23o, con questo modo. Allorch l'accusato intendeva di sgravarsi dal sospetto
fatto,
di

leggono presso l'Eccardo.

giudizio della croce di cui trovasi

che

non

si

qualche mispoteva o prova-

di Carlo

menzione nella legge longobardica Magno, consisteva, come dimostr il Du Cange, che quando due
eleggevano
il

re o negare

era egli

con ragioni manifeste, condotto avanti all' altare


Eucaristia,

litiganti
cis, si
ti

j'udirium cruin piedi

mettevano
in

ritti

avan-

ed

alla

ss.

prima

di

la

croce in chiesa, colle braccia

ricevere lo stesso corpo del Signo-

stese

forma

di

croce

per

un

chiaramente l'intenzione sua ad alta voce dicendo: Corpus Domini sit mihi ad purgationem ho die oppure in altra simile forma. Il che fatto, niuno pi
re, protestava egli
,

tempo determinato, finch si recitasse una parte del vangelo, od alcuni salmi. Colui il quale durava
pi a tenere cos in alto
le

braccia

era vincitore, perdendo chi


le

prima

gli

recava molestia, lasciando

la

cu-

abbassava. Alcuni esempi di que-

ra a Dio di punire colui, se falsamente avea negato il commesso delitto o fintamente promesso
,

ste

purgazioni o giudizii
in diversi
:

portati

articoli

di

sono riquesto

Dizionario
i

qui appresso noteremo

qualche altra cosa. Particolarmente i vescovi ed i preti imputati di qualche colpa, costumarono di
,

pi celebri.
Il

primo chiamasi giudizio candare


in

denlis ferri ovvero ar dentis, e consisteva nel


teso reo

celebrare la messa, ed

alla

comucon

mano
,

al

pre-

nione di protestarsi
gazione dunque per

innocenti

un

ferro rovente

che se

invocare Dio vendicatore.

La pur-

nonne

risentiva alcun danno,

com-

Eucharistiam sotto certe forinole fu costumata in altri tempi, perch in essa non
avea luogo
la

pariva la verit d'una cosa, e l'in-

nocenza sua;
rio
si

ma

se

per lo contramentito,
e di

scottava, porgeva indizio credi

superstizione

o ten-

duto certo
essere

avere

tazione alcuna di Dio, siccome ac-

reo

del

delitto

impostogli.

cadeva ne' giudizii candrntis ferri, aquae vel pugnar, ricordati negli statuti

giudizio, quello de' nove,

Gran connessione aveva con questo o dodn


i

beneventani. Di questi adunque

vomeri, sopra
cusata.

quali doveva
la
s.

pas-

andiamo a parlare brevemente, siccome minutamente descritti dal Du Cange in Closs. dal Mintene De
;
,

sare coi piedi nudi

persona ac-

Nella vita di
cap.

Cunegonabbiamo,
questa
.il-

da

imperatrice,
stata

2,

anliq.

Ecrlrs.
;

ritib.
le

tom.

Ili

li1

eh' essendo

accusata

bro
tira,
ri,

III

da
II,

Broli,

Stona
ed

ri-

pissima principessa
I'

d' infedeli;'
I,

tom.

lib.

VI

dal Murato,

augusto
si

s.

Enrico
ella

suo conaoPpalese
Ki

diss.

38, Anliq.

ital.

altri,

te,

esib

di

fa*

148
co,

GI
sputano
gli

GIU
eruditi
se

sua innocenza colla pruova del fuoe per co' piedi nudi senza lesione passeggi sopra dodici ferii
roventi.
vi

Eugenio
la

II

Papa
.

dell'

zione o

824, prova

istituisse

purgaper

dell'

innocenza

Di questo gran
testimonianze
serve
i

sono
,

non contempofatto

ranee
posti
altrui.

che anche

dimostrare sono sottoalle calunnie e maldicenze Vogliono alcuni, presso Gra-

per

migliori

mezzo dell'acqua fredda, nella quale compariva reo chi vi galleggiava dopo l' immersione, ed innocente se andava a fondo. Per la parte
affermativa
lon
nel
si

dichiara
I,
p.

il

p.

Mabildi

tom.
codice

161,

Veterani

ziano, 2,
sti,

quaest.

5, cap. Consulta-

Analeclorum 3 appoggiato su
antico
lo

un
la

20,

che

il

Papa

Stefano

Remense
si

del

seco-

VI dell' 885, scrivendo al vescovo di Magonza Uberto, annuldetto


lasse
la

IX.

Molto

scritto

su

sincerit di
la

questa carta impugna-

purgazione

che
ferro
;

si

faceva

per mezzo di

un

infuocato,

saec. IX, cap.

da Natale Alessandro, Hist. eccl. I, che in suo favore


11

dell'

acqua bollente

ma
ai

questo
critici

riporta quattro ragioni.


cesco Pagi, nel
vita

p.

Franin

decreto assai sospetto


univ. par.

Breviar.
n.

Poni,

come osserva Van-Espen, Jur.

Eccl.

Eugenii II,

i5, del sen-

3, tit. 8, 32. Il secondo giudizio, prova, o purgazione dicesi dell' acqua, senza spiegarsi se fredda o calda. Quello dell' acqua fredda mentovato nella
.

timento del Mabillon , e procura di abbattere le ragioni di Alessandro. Il citato Van Espen, De purgatione vulgari et canonica cap. 4>

16 e

17,

nulla

risolve,

stimanla

legge

LV

di

Lotario

il

preteso
corda,

do meglio
stione,

lasciare indecisa

que-

reo veniva legato con

una

ma
altre

conviene che un
purgazioni

tal rito
,

e gettato in mezzo all'acqua di un lago, se vi era, o di altro luogo a

fu per

molti secoli fatuiliarissimo


volgari.
,

come

A.

preparato; se andava a fondo fino ad un nodo fatto alla medesima corda, per evitare ogni
questo fine
pericolo
di

vero dire ardua cosa sembra

che

Eugenio
i

II

inventasse cotal purga,

e ne ordinasse
fedeli.

l'osservanza a tutti
e forse

sommersione;
delle

giudicail

vasi innocente, se poi contro

na-

Un

altro giudizio
di

il

acqua lo ributtava, era tenuto per reo, quasi che 1' acqua istessa mostrasse orrore di riceverlo nel suo seno. Non
turai corso

cose

l'

famoso
te

tutti

fu quello di
in

pi pas-

sare pel fuoco, di cui

occidenlegge in

non

se

ne trova esempio prima


tuttavolta
si

del

mille,

cosi

dolce

era

ferventis, detto

aquae pure cacabum dalla


il

giudizio

Gedreuo,

di caldaia, noto nella legge Luitprando lib. 5, sotto la forinoinanimi in caldana mitterej la

XX

che sotto Anastasio I imperatore, verso l'anno 5o6, un vescovo cattolico in oriente esib

imperciocch

se

l'imputato di qual-

che

reit,

nel tuffar la

mano
,

nella

bollente

caldaia
il

si

scottava

per

certo tenevasi
all'

ed opposto uscendone sano e salvo la sua innocenza era in sicuro. Didi lui misfatto,

ad un ariano questo partito, ut per ignem, cuj'us esset fides verter, probaretur; recusante ariano, ortodoxus intrans in ignem, illaesu* ex'it. Dai greci forse g' italiani impararono poscia a valersi di tal
prova,
cere
i

principalmente per convinvescovi incolpati


di

simo-

GI
nin.

GIU
sai

149
sfi-

Per questa cagione divenne rinomato s. Pietro monaco vallombrosano, poi creato cardinale e ve-

decrepita,
al

veniva sfidato o

dava
stabili

duello,

per difesa de' loro


,

scovo

Albano da VII, chiamato perci


d'
il

s.

Gregorio
Igneo.

costretto

od anche era diritti ad oneri rio, non era in


agire
di

Es-

obbligo di
in sua
le

persona,

ma

sendo
di

vescovo di Firenze Pietro


accusato
di
s.

vece

mandava

a difendere

Pavia

dai

monistero
di

s.

Gio. Pietro

monaci del Gualberto


nel

ragioni l'avvocato secolare, o sia

Difensore
tente,

{fedi), o altro combatperci


quali

simonia,
fuoco,

io63
quale

appellato

campione
cause
si

per giustificarlo

si

espose alla pro-

o vicario.
si
si

Per

u-

va del

in

mezzo
a
il

al

sassero questi
nelle leggi
la
:

spuri giudizii

vegga-

passeggi

illeso

pas^o lento, ed
fazzoletto tore
lo

longobardiche,

ove

essendogli caduto

nota

giunta fatta sul duello,


Inlentionts
inule per pugna. Allorch poteva chiarire o

indietro

raccoglierlo,

col

titolo

trov intatto dalle fiamme. Questo


strepitoso
atti

leges potest haheri

fatto viene

narrato negli
Villani,
al-

dunque non
le vie

si

di

s.

Gio.

Gualberto fondato-

purgare qualche occulto delitto per


ordinarie della giustizia, conil

re dei
dal
tri.
il

vallombrosani, dal

Baronio, dall Ughelli, e da

certavasi

duello, con

ferma per-

JSon
giudizio

minore fama
del fuoco,

si

acquist
Li-

suasione, che Dio,


tole della
za,

siccome protete della innocenla


vittoria

quando
si

verit

piando prete medesimo al


camenle
lano
alla

milanese
giudizio

espose

concederebbe
la

a chi
i

nel

1102
di

se

meritava.

Non

solo

lon-

per far conoscere elevato simonia-

gobardi,
trionali
cia,

ma
calate

altre

nazioni settenin

metropolitana

Mi-

in

Italia,

Fran-

Grossolano,
le

per cui

vestito

degli abiti
tra

sacerdotali

pass illeso

Per dar luogo a questo giudizio alzavasi una gran


fiamme.
catasta di

legna,

con lasciarvi nel


brac-

mezzo un sentiero largo un


cio,

per cui potesse passare un uoil

ed in Inghilterra ebbero in uso questo barbarico rito, e seco lo portarono ovunque e dilatarono, sino a confermarne per legittimo costume con pubblico decreto. il Prima si battevano solamente coll'usare per armi lo scudo ed il bastone,

mo,

quale se sortiva
di reit

illeso

con-

poi

con

armi micidiali; e

.sidcravasi

innocente, e giudicavasi
il

a chi anticamente restava vinto nel conflitto,

convinto

suo avversario.
la

Altro giudizio di Dio fu


di).

mono-

ante

machia, pugna cio o Duello {VeAntichissima l'origine d queprivato


,

propter perj'urium, quod poenam cotnmiserat } dextera manus amputatami-. Tanta fu poi
in

quei tempi la sperauza

del

di-

sto

combattimento sul quale, su le armi e cerimonie adoperatevi una piena dissertazione


ci

vino
nevoli

patrocinio in quelle abbomibattaglie


private, che
chi

diede
39.

il

Muratori,

Antiq.

ital.

era destinato a combattere, impienotte gava tutta la precedente

diss.

monaca, un vescovo, un conte o altro privilegiato od impedito per infermit o per et troppo fresca o
as-

Se un monaco o una ovvero un ecclesiatico o

senza dormire, in chiesa al sepolcro di qualche santo, per averlo


propizio nel vicino cimento.

Tutti convengono che


Pontefici

romani
giani-

non approvarono

r?o mai
zioni
le

GI
superstizioni
i

GI
delle

purga-

qualunque
si

caso.
tali

Tuttavolta,

come

volgari,
nelle
di

cui

risulta menti

veduto,

prove furono per

venivano
per

prove

considerati

giudizii

Dio

anzi solennesi

mente le riprovarono, come Graziano e dal nominato


decretali

ha
di

dalle

ove
III,

leggonsi
d'

divieti
III,

Celestino
di

Innocenzo
duello,

e
sul

Onorio

III

sul

ferro rovente; e non mancarono imperatori , i quali riprovarono or l' una or l' altra di queste prove
volgari
della
,

massimamente
Il

quella

tempo riprodotte, perch poche consuetudini in quel tempo erano universalmente ricevute: in fatti nel regno di Filippo Augusto, che mori nell'anno 1223, si fa ancora menzione di alcune delle nominate prove e purgazioni volgari, sebbene divenute rare. Certo che Innocenzo III nel concilio Lateranense proib simili giudizii di Dio, come pur fece Onorio III,
qualche
altri

Muratori cerca fino a qual tempo avessero corso quegiudizii, e coli' esempio d' una sti
croce.

Pontefici

concilii
si

laonde
il

ne' secoli
lo

posteriori

tenne

so-

carta del
ghelli
in
i

ii32

riportata dall'

U-

Archep.
patti

Barens., contefra

giuramento per legittima e canonica purgazione, venendo l'iniquissimo uso del duello severamente

nente
ro
I

stabiliti
i

Ruggie

proibito

e represso colle

leggi
la

re di Sicilia e
nella
:

cittadini di

ecclesiastiche

civili.

Contro

Bari,

quale

di

Ruggiero

prova del ferro e del fuoco, e


l'acqua scrisse
sino dal

del-

detto

Ferrimi

cacabum pugnam
vel ju-

IX

secolo

a<juam vobis non judicabit


dicari faciet,

congettura
si
1'

quell'anno non
estinto

era

che fino ancora

del tutto
indi

uso

di essi, e

Agobardo, dotto arcivescovo di Lione, le cui opere furono pubblicate da Papirio Masson nel 1606, e poi da Stefano Baluzio nel 1666
in Parigi.
ratori
Il

conchiude: Veruni par est credere , non diutius illa stetisse illorum cnim exempla saeculo subsequenti (cio nel XIII) nequa:

pi volte citato

MuJ

nelle

sue Dissert.

tradotte

in italiano
dizii

tratta nella

38:

De giui

di Dio, o sia degli

sperinienti

quam

occurrunt.

Gli

statuti

di

usati dagli antichi per indagare


delitti

Benevento ne
questo secolo
pio,
il

somministrano

per

un autorevole esemconcilio

approvato da
nel

quale

Innocenzo HI, generale di


18,
di

o l'innocenza delle persone. GIULIA CESAREA. V. Cesarea, capitale della Mauritiana, ora
Algeri.

Laterano
viet ai

IV

del

i% i5, can.

GIULIA
pi.
illustri

(s).

Era d'una

delle

chierici e sacerdoti

u-

famiglie di Cartagine,

benedizione , o altro purgationi aquae ferventis, vel frignine, seu ferri candentis eie. salvia nihiloniinus prosare

alcuna

ed allorch
insignor
di

Genserico nel
quella
citt,

4^9
fu

si

rito sacro

ven-

duta come schiava


te

di

Siria

a un mercannomato Eusebio. Ella


preghiera, e con
austerit.
la

hibitionibus

de monomachiis

sive

santific la sua schiavit colla ras-

duellis antea promulgalis. In


cia Luigi
il

Franil

segnazione,
virt

colla
di

Buono
alle

limit

giu-

ogni maniera
le

Le sue
seclic

dizio

di

Dio

sole controversie
religiose
I
,

cattivarono

benevolen-

ecclesiastiche
lui

il

di
iu

za del suo

padrone, che volle


in

figliuolo

Lotario

le

abol

co

condurla

un

viaggio

GI
intraprese
alla

GI
delle

i5i
tras-

volta

Gallie.
si

che

le

sue reliquie furono


;

Sbarcato egli a
alla

Capo Corso,

un

gente del paese che stava cefesta in

lebrando una
dii.

onore degl'idin

Giulia

si

tenne

disparte,

ma non

pot

trattenersi

dal de-

plorare altamente

la cecit di
il

quei

a Roma havvene per una parte a Brusselles, nella chiesa della Beata Vergine della Rena. GIULIANA Falconieri (s). Nacque della illustre famiglia fiorentina di tal nome; il di lei padre
portate

pagani. Avvertito di ci

gover-

Chiarissimo era
Alessio
s.

fratello del
il

beato

natore
sebio

dell'isola,

procur
;

che Euil

Falconieri,

quale fu eoa

gliela

cedesse

ma

meril

cante non ne fu persuaso. Quindi


il

Filippo Benizi una delle prime colonne dell' ordine de'serviti. Ap-

governatore
lo

per
iuvit

conseguire

pena

cominci
alla

far
in

uso della
Giuliana
e
alla

ral'a-

suo intento
lo fece

a pranzo, e

gione, sviluppossi

ubbriacare.
nel

Quando

il

vi-

more
virt.

preghiera
in
sedici

morbelle

de sepolto
a se

sonno, fece

venire

tificazione,

un
da
s.

colle pi.
il

Giulia, ed

us lusinghe e mi-

Di

auni lasci
aniellate

mon-

nacele

per

indurla

sagrifcare.

do e
il

ricevette

Le

coraggiose

ripulse
l'ira

della santa

velo

delle

M
e
di

Filippo Benizi

[Fedi), le

vergine eccitarono
natore,
faccia

del goverin
indi

quali
dei

compongono un

terzo ordine

per cui la fece battere


e

serviti,

strapparle
fosse

capelli,

servire gl'infermi
altre
di

furono istituite per e per esercitare


piet.

comand che
forca, e cos
s.

appesa

Giulia

consum

ad una il suo

opere

Quest'ordine
solo,

cui Giuliana fu

non

come
reli-

martirio.

monaci
la

dell isola di

Gorcor-

diremo a
giosa,

quell'articolo, la

prima

gona, eh' fra

Corsica e Livoril

ma

anche

la

fondatrice delle
in picco-

no, vennero a levare

di

lei

monache, crebbe non poco


lo spazio di
si

po per

seppellirlo.
lo

Desiderio re di
trasportare
a

tempo, e
a

la

s^ta

vide-

Lombardia
Brescia nel

fece

costretta
Il
le

fare le funzioni

di

763, ove fu venerato


nella

priora.

dapprima
la

chiesa

dell'antico

austerit

suo fervore e le sue meritarono dal cielo


favori.
1'

monistero intitolato dal


santa,
e

nome

del-

straordinari

poscia fu
s.

trasportato

vento di

Firenze

in

quella di

Pietro. Essa ono-

i34i;

fu

Mor nel conanno i3|0 o beatificata da Innocenil

rata a'23 di maggio.

zo XII, ne accrebbe

culto Bene-

GIULIANA
vergine
perio di
fu

(s.).

Questa

santa
l'im-

detto XIII nel

1729, e 1737,

Clemente
e solennedi
lei

decapitata sotto

XII termin

il

processo di sua ca-

Galeno Massimiano, dosofferto


i

nonizzazione nel

po

avere

pi

crudeli

mente
sta
si

la

canonizz.
nel
ai

La
di

fe-

tormenti. L'antico martirologio mss. ebe trovasi a Corbia, dice ch'ella


tofierse

celebra

giorno

di

sua

beata morte,

iq

giugno.

a Nieomedia

l'autore
a
s.

del

GIULIANI
dinale.

G10. Pietro,
(s.),

CarOspita-

martirologio

attribuito
tutti
gli
la

Giro-

^.Giovanni XXI Papa.


detto
\'

lamo, Beila e
tiroiogisli

altri

marin

GIULIANO
liere.

collocano
febbraio.

sua morie

a
s.

16

di

onorata
Bassi,
fa

Viveva iu Egitto, e avendo sposata una pia donna per nome


Basilissa,
si

modo

particolare oe'Paesi
I
il

diedero
iu

fede

reciproca
continenza.

Gregorio

Grande

ci

sapere

di

vivere

perpetua

i5a
Essi
vita
i

GI
praticavano
ascetica,
gli

GI
esercizi

della
tutti

dei

miracoli.

Mor

verso

1'

anno
venti-

consagravano

loro redditi

a sollievo de'poveri

370, dopo averne passati cinque nel suo romitorio.

no-

e de'malati; anzi
loro casa in
le,

tramutarono
specie di
le

la

minato
il

nel
di
ai

martirologio

romano

una

ospita-

giugno, ed anche o-

curando
Basilissa

ciascuno

persone
ca-

norato
to

di

luglio.
(s.),

del proprio sesso con


rit.

immensa
;

GIULIANO
Saba
,

soprannominasignifica

dopo aspre

persele

che

in siriaco

cuzioni mori in pace

Giuliano

sopravvisse alcuni anni,


te
in
fine
la

e ricevet-

corona del martirio con Celso fanciullo, Antonio prete,


Anastasio, e Marcionilla
Celso.
ti

canuto o vecchio, per la sua prudenza e saggezza. Dopo aver passato parecchi anni in una caverna
vicino alla citt di Edessa, ritirassi
sul

madre

di

monte Sina
al

nell'

Arabia. Egli
delle

Credesi che tutti questi san-

aggiungeva
le

lavoro

mani

patissero
sotto
di
s.

3i3
sta

6 di gennaio del Massimino II. La fea'

pratiche

pi

rigorose di peni-

tenza, e l'esercizio

Giuliano trovasi
giorni differenti.
(s.),

notata

preghiera e della meditazione.


disse
la

in molti

morte

continuo della Predi Giuliano l'Apo-

GIULIANO
la

anacoreta delin

stata, e verso
la

l'anno

370

lasci

Mesopo tamia, nato

occidente.

sua

solitudine
,

per

recarsi

ad
gli

Giovanissimo fu venduto comeschiavo in Siria ; per alcuni anni l'impazienza della schiavit gliene ag-

Antiochia
ariani
,

onde
la

che

confondere spacciavano aver

egli

abbracciata
e

loro comunione. In

grav
dalla
sagi

il

peso;

ma

poi

illuminato
i

questa citt oper

molti miracoli,

fede seppe far

tornare

di-

poich

ebbe

reso un' autentica


verit,

dello suo stato a propria san-

testimonianza
nella sua cella
struire
i

alla
}

ritorn

tificazione.

per

la

Ricuperata la libert morte del suo padrone,


vita solitaria,
s.

e continu

ad

i-

discepoli eh' erano venuti

pass nella Mesopotamia, dove abbracci la


il

ed ebbe

a porsi sotto la sua guida, e che edificarono la Chiesa molto tempo

vantaggio di conoscere
aflievoliva
il

Egli

suo corpo

Efrem. con
ri-

ancora dopo la sua morte. S. Gio. Crisostomo parlando di lui, dice che
era

grandi austerit, e lavorava conti-

uomo

di

prodigi.
lo

Il

martiroai

nuamente
guardavasi
la

in far vele

da navi;

logio

romano
i

nomina

come

un
del

colpevole, e
giudizio di

gennaio, e

greci l'onorano ai

14 di 18

considerazione
facevagli

ed

ai

24

d'ottobre.

continuamente versare lagrime di compunzione. Diede sempre fino alla sua morte ammirabili esempi di umilt e di pazienza, in mezzo alle persecuDio
zioni che furono contro lui suscitate. Leggesi in Sozomeuo che la sua vita era tanto austera che non pareva aver egli corpo e Efrem, che ne scrisse la vita, s.
, ,

di Cilicia (s.). Nacad Anazarbo in Cilicia da un padre seuatore studi sacre nell' ecclesiastico lettere ed entr Durante la persecuzioministero. ne di Diocleziano nel priucipio del IV secolo, cadde nelle mani di

GIULIANO

que

uno

spietato giudice, che per


di
lui

vinfece

cere la
patire

costanza
martirio.
fece

gli

lungo
lo

Per

un

riferisce

che

fu

onorato del

dono

anno intero

trascinare per

GI
tutte le citt della
i

GIU
e

i53

Cilicia,

dopo
ad

xerre, allorch

pass per Brioude


il

pi

orribili

strazi,

essendo

ritornando
indi

d'Arles, circa
trasportato
il

4^';
a

Eges, ordin che fosse gettato nel

ne

fu

capo

mare, cucito
pere.
Il

in

un

sacco con degli


e delle
ai

\ ienna

col
festa

corpo

di

s.

Ferreolo.
ai 28 Tours

scorpioni, dei serpenti,

viil

La sua
ferisce
coli

segnata
di

di
ri-

mare

restitu

fedeli

agosto. S.

Gregorio

corpo

del

santo

martire,

eh' essi

un

gran
per

numero

di

miradi

portarono ad Alessandria, poi in Antiochia, ove s. Gio. Crisostomo ne recit il panegirico sulla di lui

operati

intercessione

questo martire, e parla di una chiesa a lui intitolata a Parigi.

tomba;
virt
si

nel

quale

dice

che

per

delle sue reliquie ottenevan-

GIULIANO, CRONIONE e BESA (ss.) martiri d' Alessandria,


,

ai

molte guarigioni. i6 di marzo.

onorato

sotto

1'

liano
cui
tolto
i

imperalor Decio. Era Giuun vecchio venerando, a


dolori
della gotta

GIULIANO
di

(s.),

primo vescovo
verso la
sa
fine
vi-

aveano
e regla

Mans,
del

che

fiori

il

poter

camminare
Egli confess

del
ta

terzo secolo, e intorno alla

gersi

in piedi.

di-

quale nulla

si

di parti-

co

11 di lui culto ab antimolto celebre in Francia e molte chiese furongli dedicate e-

colare.

Ges Cristo, come Cronione, uno de'suoi famigliari. Furono ambedue legati sopra un camvinila

di

mello, e
te

condotti ignominiosamen-

ziandio in

Inghilterra

sotto

re

normanni. Conservasi il suo capo nella cattedrale di Mans, essendo


state

del popolo per le contrade d' Alessandria ; poscia furono crudelmente flagellati , e
sollazzo
gettati nel fuoco.

bruciate
parte

dagli
delle

ugonotti

la

Un

soldato per
aveali

maggior
nel

sue
festa

reliquie
celebrasi

nome

Besa,

il

quale non

i562.

La

sua

a'27 di gennaio.

GIULIANO
delle

(s.).

Uscito d' una


di

abbandonati per tutto il tempo che si condussero per la citt, ed aveali anche difesi dadi oltraggi
dell' insolente

migliori

famiglie
,

Vienna
nella

popolaccio

venne
dei;

nel

Dellinato

santificassi

arrestato
e

come nemico
sua
fede
fu

degli

professione

delle

armi.

Essendosi

per

la

fermezza nel confes-

Crispino governatore della provincia,

sare la

condannato

alla

dichiarato
si

contro

cristiani,

Giuliano
to

ritir nell'Ai vergila,

non

morte. Questi tre san li sono menzionati nel martirologio romano il


d

tanto per timor della

morte, quanper poter pi facilmente render


ai

27 febbraio.

GIULIANO
Toledo
scienze
la

(s.).

Fu

educato a
tutte
le

servigio

fedeli.

Sapendo che

nella

virt,

e in

persecutori lo cercavano, usci dulia

ecclesiastiche.

casa di una vedova in cui slae diedesi

risoluzione di

Avea latta andare con Gua


[tassare
il

va nascosto,
in

spontaneo
di

dilano suo amico


sto

re-

mano

ai

soldati

incaricali

dei suoi giorni nella solitudine;

prenderlo,

che gli mozzarono il capo presso a Brioude. Ignoratasi il luogo in cui era stato seppellito,

ma il suo vescovo ne lo ritenne, ed obbligollo a dedicarsi al servigio della Chiesa. Nel

680 venne
arcivescovile

inili

ma

Iddio
a
s.

lo

scoperse

mirad'

nalzato

alla
e
vi

sede
fece

col osai nenie

Germano

Au-

Toledo,

rplendere

lui-

i54
te le

Gi
virlh
il

GI
del

proprie

suo miniil

raccogliere ed
figliuoli nella

istruire

dei

teneri

stero; fu

padre de' poveri,


il

so-

dottrina cristiana.

E-

stegno de'deboli,
gli
afflitti.

protettore deal

Presiedette

quattor-

dicesimo concilio di Toledo, e mori

sperim entata per tal modo la sua virt, fu richiamato nel convento, e dopo ripetute prove fu ammesso
ai

nel
agli

lita

690. La sua festa 8 di marzo.


(s.)
,

stabi-

solenni

voti

della

professione

religiosa.

GIULIANO
Montano
Teodulo
(s.).

martire. martire.

V.
V.

con

Gi aliano si diede allora maggiore libert di spirito


tutte le virt cri-

all'esercizio di

GIULIANO
(s.).

(s),

stiane

religiose,

alla

pratica

delle

pi

austere

penitenze,

che

GIULIANO di s. Agostino (b.). Nacque in Medinaceli nel regno di poveri genitori cbe Castiglia, da lo educarono cristianamente, e lo posero ad imparare l'arte del sarto. Egli era molto divoto^ e per
trovare

cercava di celare agli occhi de'suoi confratelli. Sebbene laico e senza


alcuna letteratura
,

egli

predicava

con

tanta unzione e dottrina

che
ofe-

destava
razioni e

meraviglia.
colla

Colle

sue

sua

vivissima

un

asilo

pi

sicuro

alla

sua piet risolse d'entrare nell'ordine di s. Francesco. Ricevuto tra


i

novizi da'padri scalzi della provins.

cia di
diedesi tiche

Giuseppe

di

Castiglia

con mollo fervore di penitenza; ma


la

alle pra-

de ottenne molti miracoli a favore de'suoi fratelli. Era eziandio pieno di carit pei bisognosi, e procurava loro abbondanti limosine da'ricchi, che volentieri ne davano pel gran concetto che aveano
di
lui
essi
:

riputata

egli

stesso

faceva

stoltezza

sua

condotta, fu col'abito

parte con

del

stretto a deporre

religioso,

dendo
d'erba.

solo

per

la

qual cosa ritorn alla pri-

per Nella sua ultima malattia,


levato
il

suo cibo, prens qualche poca suo antico astra:

miera professione. Il p. Torres minor osservante, che conobbe la sua virt, dopo averlo tenuto seco qualche tempo, gli ottenne di poter
rivestire
1'

essendogli
bito,
si

discoperse l'orribile

zio

che faceva delle sue carni


pesantissima
altro

u-

na

catena
il

ferrei

abito

religioso nel

cerchi cingevano tutto

suo cor-

convento della regolare


della
stessa

osservanza
nella

Madonna

di

Salieda

provincia di Castiglia. Quivi


le

ancora furono giudicate


sterit
effetto

sue auindi-

di

singolarit

non reslava che ossa scarnate. Mori agli 8 aprile 606 e il Pontefice Leone del XII lo annover fra' beati ai 23 maggio del 1825.
po, di
cui
1

screta e di sciare quel

pazzia,

e dovette la-

GIULIANO,
prete cardinale

Cardinale. Giuliano
si

sacro
il

ritiro.

Non campropo-

legge sottoscritto

bi per

ci

suo

santo

nimento, e

cacostrusse una si panna in un luogo solitario vicino al convento ove passava le


,

ad una bolla dell' antipapa Leone Vili del 963. GIULIANO Flavio Claudio, soprannominato 1' Apostata perch
abiur
ciare
il
il

intere
zioni

giornate e
e

le

notti

in ora-

penitenze,

usciva che

cristianesimo per abbracpaganesimo. Nacque a Co-

per mendicare uno scarso alimento alla porta del monislero, e per

stantinopoli a'

6 novembre

del

33

da Giulio Costanzo, e fu nipote di

GI
Costantino
la
il Granile. La cura delsua educazione fu affidata al fa-

GI
sotto

i55
Anzi
ci

vari

pretesti.

gli

alti

pubblici

contemporanei
i

fanno
di
cri-

moso Eusebio
donio suo aio
in
lui

di

Nicomedia; Mar-

conoscere un gran
stiani,

numero

tutte

le

procur d'instiUare ottime qualit Iella


cuore.

che

governatori

delle di-

verse

provincie dell'impero,

o per

mente e del avanzamenti


nel
di

Fece

rapidi

ordine o colla approvazione di Giuliano, perseguitarono


Scrisse contro
la

nelle

scienze,

entr

crudelmente.

clero, ed
lettore.

ebbe anche il grado Indi fece un viario in DO


e a

religione cristiana,

e favor

le sette
;

Atene, ove s'applic all'astrologia,


alla

fessandola

di ci

che l'alteravano propago, pretese di

magia,
del
in

tutte

le

lusioni strnse

paganesimo.

vane Quivi

ilsi

provare

falsa la profezia di
il

sto sopra

tempio

particolar amicizia col

fi-

me,
quasi

facendolo

Ges CriGerusalemrifabbricare dopo


di

losof
i

Massimo, che

fu la principal

trecent'anni ch'era stato di-

igione della sua

rovina.

Nel

>

strutto da Tito.

Ma

gli

operai non
le

In
il

dichiarato cesare;

comando
la

delle

ebbe quindi armate nelle GalCostanzo, avvedel


fu

ebbero appena scavate menta, che ne sortirono


tici

fonda-

tanti vor-

lie,

e ne riport strepitose vittorie.

infuocati,

ond'essi

rimasero

Dopo
nuta
si

morte
3 di

di

spenti.
tutti

Questo

fatto affermato

ai

novembre

36

r,

gli

autori di quel

da tempo, ed
Marcellino

rec in

oriente, ove

ricono-

eziandio
eh' era

da
1'

Ammiano

sciuto

imperatore,
occidente.

come

era

gi
del-

pagano. Si pu

vedere

in-

slato in
l'

Rivestito

torno a ci

eccellente dissertazio-

autorit sovrana
i

occupossi a correpresse

nigere
ti
il

molti abusi ch'erano stanel


la

Warburton. Per miseradi mente Giuliano per un colpo di


ne
freccia ricevuto nella

introdotti
lusso

governo,

mollezza, e
;

riform
medesi-

tro

persiani, a'9.7

battaglia congiugno del 3'i>.

la

sua

corte

ma

nel

mo tempo
te
ni)

dichiarassi

empiameni

a favore del paganesimo: ordi-

che
i

si

riaprissero

templi
i

ristabil
fici

Sacrifizi,

institu
,

ponte-

Narrasi, che empiutasi la mano del sangue che grondava dalla sua ferita, Io slanciasse contro il cielo esclamando: Hai iin(o, Galileo! giacch egli aveva stabilito, allor-

ed
le

sacerdoti

e fece

rivivere

quando avesse

finita

la

guerra

di

tutta

pi

superstiziose

pratiche

dell'idolatria,

eh' eso iit egli


-<>

le

compresa la magia medesimo. Fece egli funzioni di pontefice mastutte le

ad ogni modo il cristianesimo. L'opera ch'egli scrisse contro il medesimo fu conPersia, di estinguere

simo con

cerimonie

pa_;

i-

tforzandosi di cancellare
il

in

futata da s. Cirillo d'Alessandria: Giuliano per attacca il giudaismo che la religione pii direttamente

carattere del
delle

battesimo col
Dichiar
loro
le
i

sancri-

cristiana;

siigli a

la

dottrini

di

gue
stiani

vittime.
ili

incapaci

avere cariche nel-

lo

stnio,
di

proib

d'insegnare
lettere,
li

Mos a line di fu la comparire meno uggia <li quella di Platone; m contro la Stoni sacre le medesime
obbiezioni dei
nichei
.

studiare

belle

man

toniti

e dei

1-

caric d'imposte, e
professasse
di
la

tolleranza,

avvegnach ei non lasci


a

dcpi une

pi ebe

pu

gli

scrittori

elmi, e per una inconcesi

condannarne parecchi

morte

pibile

stravagante

sfora di con-

56
il

GI
col

GI
paganesiGiulio figliuolo di Piustico romano,

ciliare

giudaismo che gli ebrei ed i pagani adorano il medesimo Dio, che hanno essi le medesime cerimonie, che Abramo osserv gli augurii, che Mos conobbe gli Dei

mo;

sostiene

contato da alcuni tra' canonici


golari,

reI

fu dal

Papa

s.

Silvestro

creato cardinale
indi a'

diacono

prete;

26 ottobre dell'anno 336


s.

fu creato Pontefice. Assolv

Ata-

espiatori

ed insegn

il

politeismo.

nasio d' Alessandria

dalle

calunnie

Le

principali opere di Giuliano

che

degli ariani, nel concilio di Sardi-

giunsero fino a noi


vola
allegorica,
il

sono: la Fauna Satira dei


,

ca (Fedi), considerato quale appendice del Niceno. Diede a' Nola-

Cesari,
satira

Misopogon
abitanti
in

eh'

una
;

rimedi) l'ingerenza
parteneva, e di

di raccogliere
si

degli

d'

Antiochia
di

tuttoci che alla santa Sede

apdilile-

un
le,
il

discorso

un

onore altro in onore di

Cibeses-

guardar con
le

Diogene
nobilt

genza
gati

gli

atti

donazioni

Cinico, ed

una

raccolta di

ec. Stabili

questo Pontefice nel

santatre lettere scritte con


e purezza di stile, per

deturpata
sofismi.
11

giorno 2D la festivit del Natale (Vedi), ed in tre ordinazioni cre

sovente

da stravaganti
contro
i

nove

o dieci

vescovi,
,

dieciotto

suo editto
dirsi

cristiani

pu
mar-

diecinove preti
diaconi.

quattro

o o cinque

in fatti

un vero sofisma.

Mor

a'

GIULIO
tiri,

ed
il

ARONNE
i

(ss.),

avendo

governato

12 aprile del 352, quindici anni,

bretoni d'origine,

quali sof-

cinque mesi, e diecisette giorni.


sepolto nel cimiterio
nella

Fu

fersero sotto

regno

di

Dioclezia-

di

Calepodio

no.

Il

loro martirio avvenne verso

via Aurelia, e quindi trasporbasilica


lui

l'anno

287,

oppure

nel
1'

3o3

talo nella

di

s.

Maria

in

3o4) a Caerleon sopra


contea di

Usk, nella

Trastevere da
c
la

rifabbricata.

Va-

Monmouth. Sappiamo da
Cambrense,

santa Sede venticinque giorni.


II,

che anticamente si veneravano a Caerleon i corpi de' due martiri, e che vi erano due chiese ad essi dedicale. Sono onorati il primo giorno di
Giraldo
luglio.

GIULIO

Papa
>

CCXXVI.

GIULIO

(s),

martire.

Era

sol-

a' i5 n Albizola, terra dicembre 1 4-4-^ presso Savona, nella Liguria, stato di Genova, da Paffaele della Rovere fratello di Sisto IV, e da Teodora Manerola. Mentre lo zio Si-

Giuliano della Piovere nacque

dato veterano, e serviva nello stesso corpo in cui erano Pasicrate e


i Valenzione prima aveano
,

sto

IV

era religioso francescano, lo

quali
soiferto

poco
il

tempo
offi-

tenne sempre presso di s ne' conventi dei frati minori ; divenuto


cardinale
lo

martirio.
suoi

die

in

educazione a

Fu
ciali

accusato
di

dagli

stessi
il

Nicol Pandolfini poi cardinale, ed


elevato al pontificato, dal noviziato
de' francescani

professare

cristianesimo,

davanti a Massimo governatore della seconda Mesia ; e perci fu decapitato a' 27 di maggio, verso 1' anno 3o2, a Durosloro sul Danubio. E menzionato sotto questo giorno nel martirologio romano. GIULIO I (s), Papa XXXVI.

conventuali

di

Pe-

rugia, ove stava per studiare nell'

vescovo di universit lo fece Carpentrasso nel 1 4? 3, quindi ai i5 dicembre dell'anno stesso lo


,

cre cardinale dell'ordine de' preti,


e

per titolo

gli

diede

il

suo antico,

GI
cio la Chiesa di
s.

GI
tutti
i

>

Pietro in Vincoli
In-

consigli

(Vedi), da Giuliano beneficata.


oltre Sisto

all'elezione

IV dichiar

successivaba-

mente
silica

il

nipote arciprete della

quale lo volenza e
chiari)

ilei Papa. Intervenne d'Innocenzo Nili, il onor di particolare bene-

considera/ione

lo

dicol

lateranense, penitenziere
de' minori.

magNel

legato

a Intere,
della

e spedi

giore, e protettore

cardinal Giorgio Costa in Xarni a


ricevere
il

1476
pa

Io

trasfer

alla

chiesa

d'Ail

ferro

sai r

incia,

vignone, dichiarata dallo stesso Pa-

che divotamente rec


sist
al

in

Roma.

As-

metropolitana,

nella

quale

cardinale fond un collegio denominato della Rovere; indi gli confer pure vescovati di Coutances, di Mande, di Bologna, di Verdun, di Losanna secondo Sammartani. di di Viviers, di Albano, di Sabina Ostia e Velletri nel i4&3, nominandolo eziandio legato d' Avignoi

conclave in cui usc eletto Alessandro VI Borgia, col quale

nel cardinalato

aveva
in

avuto

pub-

bliche e private

inimicizie, per cui

destramente
ghi
poi
d' Italia,

ritirossi

alcuni luoe

indi

in

Avignone,
si

in

Francia,
e la

ove

guadagn
re

l'alletto

stima dei

Cai

lo

Vili, e Luigi XII, n per quante


carezze ed esibizioni
gli

ne.

Tre

volte

si

port col carattere


in

facesse

A-

di

legato

lalere
;

Francia
nella

al
,

lessandro
in

VI
se

re Luigi
nella

XI

e
d'

poi

in

Piacenza
nella

Roma,

mai volle ritornare non che dopo dieci


nel conclave
III,

Marca
del

vincia

Ancona, Patrimonio,
ducato
di

pro-

anni, cio alla sua morte, avvenuta


nell'agosto

Ro-

i5o3; onde
ventisei

magua, Umbria,
iato

nel

Spoleto o
lo
trav-

concorse all'elezione di Pio


visse soli

che
no-

e nella contea Veoaissina.

giorni.

Qui

Alessandro
dal

VI

nel

i5o2
di

vescovato

Bologn
in

quello di Vercelli. Edific

Ro-

ma
XII
la

il

portico
(

alla

apostoli
e

Chiesa de' ss. Vedi ), ne abbell

teremo che narrano g' istorici avere il cardinale mentre stava in Sa vona ricevuto la visita del cardinal Giovanni de' Medici, e del cav. Giulio de' Medici, quali andavano
i

basilica,

fabbric

un palazzo
tis.

per uso e
tolari
in

comodo de 'cardinali

presso la chiesa di

Pietro

Genova la propria sorella Maddalena Cibo; e siccome Giovanni divenne Leone X, e Giua
visitare
in
lio

Vincoli suo titolo, ch'essendo posseduta dai frati di s. Ambrogio

Clemente

VII,

si

rimarc

poi
Ales-

questa combinazione.

Bench
a

cenzo
del
alla

ad Nemus, \lll
SS.

egli la

ottenne da Innocanonici
regolari
i

sandro VI prima
esortalo
i

di

morire ai

pei

cardinali

non

ci

Salvatore, passando
e

frali

chiesa
In

amnister
di

di

s.

Cle-

Papa il cardinale, come narra lo Spondano all'anno i5o3, numero


8,
.

mente.
za
,

Ostia eresse una


nobili
le

fortez-

che decor
il

pittine

mimale
'1
I

riportandone
ni.

Galletti
ih

iscrizio-

al
s.

Risar
a

il

castello
di

Grottafr-

ad onta della potenza del d' Amboise che triregno, secondo la predizione che 11,. esco di Paola aveva latto
e

rata
zia,
.ni

difesa

queir antica abbasegnalati


e
1

in

Francia

il

cardinal della

Rovere,

compart
1

benefizi
pi

questi nell'et di Sessanta ami;, nel

alile
l

lii.

te
1

luoghi
lo
I

di

Etoma 'inchi 1\ Giuliano


,

go
1

tio

Sisto
li

fu

ome

anima

pruno giorno di conclave nel quale erano entrati tirntaeinque o tivnsacri elettori, e pruni clic t' utto

58
serrato,

GI
fu
eletto

GIU
Pontefice
di
sa

fosse

Orsini

marit Felice

sua

figlia

nella

notte
il

dell'

ultimo

ottobre

avuta

in giovent. Giulio II,

cedenfe-

venendo
nel
dello

primo novembre i5o3,


fu
,

do

alle istanze di
le

Enrico VIII,
ceneri
dello

quale

confermato
fatto

co' voti

ce trasportar

zio

scrutinio

nello

stesso

giorno d'Ognissanti. Preso il di Giulio II , fu coronato


dello stesso mese, e a'

nome
a'

Enrico VI nel sepolcro di Westminster, ed ordin il processo per


la

26
a

di

lui
i

canonizzazione,
martiri
,

e
,

cano-

5 dicembre
si

nizz

ss.
,

Giovanni

Be-

con

solenne

cavalcata

rec

prendere possesso della patriarcale lateranense. Siccome personaggio di grande espettazione, il suo innalzamento a tutti piacque.
basilica

Con

lettere circolari
II
i

avvis
della

su-

bito Giulio
esaltazione

sovrani

sua
e

al

trono

pontifcio,

dell'animo cb'egli

aveva
l'

di repri-

mere ed abbattere

impero

degli
cal-

Matteo Isaac , Cristino Atanasio, Lorenzo, Regumilio e compagni, camaldolesi. Nel i5o5 ricevette le ambascerie obbedienziali di Manoello re di Portogallo, cui concesse quanto domandava, del re Enrico Vili, e dei veneziani. Essendo guarito prodigiosamente Luigi XII re di Francia dopo aver preso la ss. Eucaristia, con questa
nedetto
il

ottomani, pel quale fine preg

Papa

fece fare solennissime processi

damente Ferdinando V ed Isabella monarchi di Spagna, che dovessero far


cia,
la

sioni

in quel regno; quindi

ralvit-

legr col re di

Spagna per
saraceni

le

pace

col

re di

Fran-

torie riportate sui


frica,

dell'A-

come

segu

nell'anno seguente;

ed a suo

vantaggio

impose

a'26 dicembre, come dicemmo all'articolo Dispense celebri (Vedi), concesse ad Enrico VIII re d' Inghilterra di sposare la cognata Caterina d'Aragona. Volendo Giulio II purgare
indi
lo stato ecclesiastico dai
piccoli
ti-

una decima sul clero. Eman Giulio II una celebre costituzione contro la simoniaca Elezione del Pontefice (Vedi), ed avendo concepito con la vasta sua mente la sontuomagnifica riedificazione della Chiesa di s. Pietro in Vaticano (Vedi), diede ad essa principio, e con immense spese pot vedere l'esa e
difizio
la

ranni, e ad
alla Chiesa

ogni

costo ricuperare
gli

romana quanto
dominii,

era

stato tolto de'suoi


n con di

ammo-

somma piacevolezza il doge Venezia Loredano a restituirgli Faenza, Rimini, Ravenna, Cervia,
ed
altri

assai

avanzato,

istituendovi

cappella de'cantori per lui detta

Giulia.
privilegi

Conferm
Paola,

ed arricch
di

di

luoghi occupati dai veneti.


prigione in caste!
gli
s.

l'ordine de'minimi

san

Tenendo

Anresti-

Francesco di

e
II

nel
di

i5o6

gelo Cesare Borgia,

intim che

determinatosi Giulio

togliere

non sarebbe
tuendo

libero se

non

che aveagli dato Alessandro VI, ci che


le citt

luoghi

Perugia (Vedi) ai Baglioni, e Bologna (Vedi) ai Bentivoglio, lascian-

do legato

in

Roma

il

cardinal ve-

ottenne

al

modo

detto

all'articolo
altri relatii

vi.
si,

Borgia (redi), ed agli Richiam dall'esilio


e marit
casa

scovo di Frascati, preceduto dalla ss. Eucaristia ne part a' 23 agosto,

Colonnenipote

vi

fece ritorno

a'27
santa

marzo
Sede

Lucrezia

sua

dell'anno seguente in trionfo, dopo

in
la

dote

ivi descritta,

Colonna (Fedi), con quelmentre in ca-

avere ricuperato
quelle signorie.

alla

GI
Nel

GI
all'impeal re
I,

09

i5o7 sped

legati

ratore Massimiliano

ed

di

Francia per pacificare


renze, e per indurre

le
i

loro diffeprincipi

ad

intraprendere la sacra guerra contro


il

Leone X. Non avendo fatto Luigi XII re di Francia d giuramento ed omaggio del regno di Napoli, il Papa ne invest Ferdinando V re di Spagna, e nel i5ii pass
in
li

turco. Nel
la

i5o8
i

fece rinno-

Ravenna. Unite
alle spagnuole,

le

milizie papa-

vare
e dal
detti

Moneta suo nome

pontificia [Fedi),
carlini

inutilmente assa-

furono
al-

lirono
nelle

Ferrara

Bologna
,

giulii.

Intanto

in
la

Cambray
famosa
Massimi-

mani

de' francesi
vi

cadde poco

{Vedi), ebbe

luogo
il

manc che non

restasse prigioII,

leanza
liano
I,
i

tra

Pontefice,

niero lo stesso Giulio

che adBologna,

Luigi XII, e Ferdinando


veneziani,
le
i

dolorato della caduta

di

contro

quali ritenendella

do sempre

citt

e luoghi

per segno di mestizia, o per infondere venerazione si lasci crescere


la

Chiesa, eransi impadroniti di Trieste e della contea

barba. Dimenticando
corsi, alla
la

il

Papa

di

Gorizia.

Rian-

pericoli

testa

delle sue

dotti

veneti alle pi grandi

truppe assedi
onta della
artiglierie

gustie per l'interdetto

fulminatogli

neve,

Mirandola, e ad delie fulminanti


uccisero a'fianchi

dal Papa, e per le formidabili for-

che

gli

che gravitando su loro gli avevano fatto perdere molte citt,


ze,

molli suoi domestici, da generale vincitore vi entr per la breccia


;

ma Ra-

sommessamente invocarono il perdono da Giulio II, che come padre comune formalmente li assolvette dalle censure, ritirandosi dalla

ed altre citt furono prese dai francesi, a costo di gravissime


perdite.
descritte

venna

Tutte queste guerre sono agli articoli Ferrara

lega di

Cambray,
di

e ricevendo le

citl

e
I

luoghi
francesi

ragione

della

Chiesa.

furono di ci altamente rammaricati, presero le parti del duca di Ferrara che ricusava restituire

Francia, Venezia, ed altri analoghi. Pacific Giulio II le potenti famiglie romane de' Colonnesi e degli Orsini, ed in memoria dell'avveni-

a Giulio

li

le saline di

Co-

macchio, e contro
le

di

lui

rivoltarono

mento fece battere una medaglia o monumentale. Mentre il Papa proseguiva la


celebrazione del concilio
fece

Per meglio attendere a quota guerra, il Papa dopo


loro armi.

generale

lega coi re d' Inghilterra e di


coi
I

avere scomunicato suoi nemici pass a Bologna, ci che disapproi

Spagna,
miliano

veneziani e con Massi-

contro Luigi XII: patto

vando
Francia

alcuni
si

cardinali

lini

alla

che

s'intitol

ribellarono, e nel

ConII.

pontificii

domimi
di

sacra unione; ed ai aggiunse per


federazione,

ciliabolo di Pisa (fedi),

osarono
al
li

convenzione
na, Reggio,
nel giugno

Mode-

deporre
QlICSti
voi.
al

dal

pontilcato Giulio

Parma

e Piacenza.

Ma
,

modo che dicemmo


io,

X,

pag.

del
le

Dizionario

depose da tutte

dignit, e proilei

i5i2 Giulio 11 cominci a peggiorare per una diarrea per la quale lungamente langu
:

mulg

la

celebrazione

concilio

generale Laterancnx'ita,

V (ledi),
la
il

ove

17 agosto aggrav talmente, che lu creduto dopo quattro giorni


a'
,

ossequiosa concorse tutta


e

distia-

che termin

successore

morto per pi ore, onde 1' .d>l>.itc Pompeo Colonna poi cardinale, iu-

6o
il

G U
popolo a ricuperare l'antica

GI
collocasse in detta chiesa, e
si

cit

ap-

libert.

Ritornato

il

Papa

in sen-

poggiasse a quel
gi
si

muro dove
II

in

og-

timenti, per
datagli dal
cellotti,

mezzo d' una persica medico Scipione Lanche


I,
il

vede.

Fu dunque

del gran
l'altare

Giulio

il cadavere tumulato dietro

di

Marini

ne' suoi

della cappella fabbricala

da
del

archiatri tom.

pag. 292,
i

sembra
cardinali

Sisto IV, ove

ora

sta

quella
di

dubitarne, chiam a s
e viet loro di dare
quelli
il

coro presso
zo

il

monumento
allo
il

bronil

suffragio a

da

lui

eretto

zio,

cui

duca
della

vedendo il d' Urbino Francesco Maria Rovere suo nipote pentito


da
lui

deposti, e

cadavere come
sercito di Carlo
gliali

proprio nel i^iy


di

furono nel sacco

Roma

dall' e-

profanati, e spo-

dell'uccisione del cardinal Alidosio,


lo

dalla feroce cupidigia de' sol-

perdon. Ripigliando
antiche
occupazioni

il

Papa

le

dati.

con debole salute, ricadde infermo, e nella notte del 20 venendo il 1 1 febbraio i5i3, sulle undici ore, dopo aver nel giorno precedente ricevuto con segni della maggior piesue
,

ma

Dipoi considerando Urbano Vili che il monumento era d'impedimento al capitolo nel giornaliero
lo

esercizio delle sacre

funzioni,

fece
ss.

trasportare

nella
in

cappella
alle

del neri

Sacramento
Sisto

un

ce-

di

IV, di

Giulio

II,

sagramenti, e regolato a sande' suoi


il

gue freddo l'ordine


desti
al

mo-

Galeotto Franciotti della Rovere, e Fazio Santorio sendei


cardinali

funerali

rese

suo spirito
tre

za veruna iscrizione.

Ma

d.

Pietro
basilica

creatore in et di settanl'anni

De Tois
compose
i

sagrestano
l'iscrizione

della

avendone regnato nove,


e ventun

mesi,
in
sei

che ricordando
fu
ivi

giorno,

ne' quali

quattro
terra.

personaggi

posta

promozioni cre ventisette cardinali, compresi diversi suoi parenti, coi


quali fu assai benefico,
all'articolo
di).

in

per
tulli

Appena dunque si legge terra, in un angolo quasi a


ignoto,
il

come

dicesi
(

nome

di

Giulio II

Rovere Famiglia
alle

Vezio,

Fu

sepolto nella basilica vaticeneri dello

rinnovatore dell'incomparabile tempio, e del grandioso mausoleo che


ivi
si

cana accanto

era destinato.
gloria di

donde

fu trasferito nelle sagre grot-

La
ta
al

Giulio

II

era giun-

te secondo alcuni, e

non

nel sonedifi-

tuoso mausoleo o
cato per suo

cenotafio

pi alto suo punto, ed avea oltrepassato le sue speranze. Egli

ordine, ammirandosi
facce
in
s.

avea riempiuto
tutta
del

l'Italia

l'Europa

una

sola

delle quattro

Pietro in Vincoli, del quale, celebre per la meravigliosa statua del

tenore del Vide prima di morire


di
i

suo

nome.
pie11

a' suoi

di

lui

pi potenti
di

nemici.

Mos di Michelangelo Buonarroti ne parlammo ai voi. XII, p. 297,


,

cardinal Filippo
gi con lui

Luxemburgo, riconciliato, gli doman-

e XIII,

pag.

del
stato

Dizionario.
destinalo

Il

mausoleo
collocarsi

era

per

sotto la cupola

vaticana,

d supplichevole la pace per Luigi XII re di Francia, la cui moglie regina Anna, cui il solo no-

ma

avendo spaventato chi doveva spendere al compimento per la vastit dell'impresa, Paolo III sta,

me

di

religioso,

scisma agitava l'animo suo con il duca di Valois e


della corona, gli con termini pieni di som-

rede

presuntivo

bil

che

in

forme pi

ristrette

si

scrissero

GI
messione.
suoi

GI
il

161
alle

Tuttavolta

lugubre
i

penisola. In

quanto

guerre sosven. card.

spettacolo della
tetri

tomba spandendo
tempo
lo

tenute

da Giulio

II,

il

colori su tutti gli oggetti,

che per lungo


agitato,
il

avevano

fece spesso

ripetere, nei
,

sum. Pont, in reb. temp. adv. Barclajum, cap. I 1, dimostra che da lui furono fatte
Bellarmino,
polest.

De

suoi ultimi

momenti

queste

meFosse

giustamente, ed egregiamente confuta


sari
le

morande

gravi parole.

false

accuse
questi

degli

avverde' pi

a Dio piaciuto che io non


stato Papa, o

fossi

mai

suoi.

Fra

uno

almeno che
le

io avessi

maledici fu Pietro Soave, nella detestabile sua

voltato tutte

forze della
della

Chiesa

Storia del concilio di

contro

nemici
li

religione ".
invincibile
co' ri-

Trento. Inoltre per riguardo ad al-

Fu

Giulio

d'animo
di

nelle avversit,
belli,

implacabile
liberale,

n tollerava

essere oltrag-

giato.
se,

Era insieme
magnifico,
e della

corte,

fedele nelle sue

promesse

beaec-

nigno,

costante, ed

cerrimo difensore della libert


clesiastica

dignit

papale.

La sua memoria
alcuni scrittori,
s

fu attaccata

da

cune accuse contro Giulio II si pu vedere Angelo anacoreta di Yallombrosa circa l'anno 1 5 1 1 nel suo Apologedcum pr Julio Papae II contro, consilium Decii ad S. H. E. cardinales, senza nota di tempo n di luogo della stampa. Lo commenda parimente Francesco Guicciardini, non ostante l'essere questo

contrario a Luigi

per essere stato XII, come per


colla
,

un

severo

censore

de'

romani
Giulio

Pontefici,

ma non
di

lascia

di scrive-

aver

egli

con ardore intrapresa pi

re con alcuni francesi, che


II

volte la guerra,

animandola

per

forza

regali

giunse al

sua stessa presenza in guisa


diverse volte corse pericolo
starvi prigione.
lio

che
re-

pontificato, della qual falsissima ac-

di

cusa lo difende giustamente

lo

Sponla

Ma

oltre

che Giula-

dano

citato, all'anno

i5o3,num. 8:
divino, che
ele-

II

fu

dopo morte commendato

a tutta sua discolpa basterebbe


costituzione

altamente nel concilio generale


cusa egregiamente lo difendono
tri

Cimi tarn
la

teranense, dell'una e dell' altra acal-

pubblic contro
resti,

simoniaca
il

zione del Papa. Scrisse

p.

Fo-

autori pi spassionati, dimostran-

dolo doppiamente glorioso, pel sacerdozio

santamente

esercitato,

pel principato valorosamente soste-

tom. Ili, pag. 258, essere stato Giulio II un gran Pontefice dato da Dio, quale abbisognava in tempi tali alla sua
istor.

jMappam.

nuto.
nel

L'Italia

riguarder
Giulio
II

magnanimo

sempre una delle


alla con-

Chiesa; perch alle volte per


lizia
il

madelle

degli uomini
oltre
la

necessario che
le

principali sue glorie, e ne far vanto perenne.


trariet di
cia,
eccl.

Pontefice,

chiavi

Per riguardo
Giulio
il

indulgenze, usi
tenza.

li al

re di Fran-

veggasi

Rinaldi negli strinali

pa

oltre

Certo , l' uso

spada della poche talora il Padella

potest

di

all'anno
tra

i5i3,
le
i

n.

11

12,
il

sciogliere colle indulgenze

od

altro,

dicendo
dio

altre

cose, che

necessario

che

si

serva

anche
cen-

Papa, non
i

solo

francesi,

ma
per

ezian-

della

potest di

legare

colle

tedeschi e gli spagnuoli

vo-

sure.

leva cacciare d'Italia,


starsi
il

acquidella

titolo

di liberatore

In mezzo alle gravi cure del sacerdozio e dell'impero, della pa1

vot. *x\i

ito

GI
intorno

GI
Urbino, ed alcune di
lui

ce e della guerra, in mezzo a famose imprese, formidabili e terribili,

opere,

Bramante Lazzeri, Giulias.

sempre per indirizzate ad un grande e lodevolissimo, per le alte ragioni di principe e di Pontefice, Giulio II non dimentic le
fine

no da

Gallo,

ruzzi, Michelangelo

Baldassare PeBuonarroti e.
s.

Pirro Lgorio come architetti di

Pietro in Faticano, per le loro e-

arti

le

lettere,

anzi

apri

loro

poche principalmente
II, e

paragone
Rose g-

nell'alma

Roma un

asilo pi splen-

relativamente dei meriti di Giulio

dido
latto
il

e potente che
i

non
,

avevano

Leone

X sul

loro secolo,

suoi

predecessori.

Fu

egli

ma
la

1822. In questo opuscolo nelparte


seconda, pag.

primo

veramente

nella sua capitale quel

che form gran segflorida-

44
del

tratta

esclusivamente

delicato

gio delle arti, che ancora

e gravissimo argomento,

parallelo
dicen-

mente

mantiene; fu egli che incominci il bellissimo ed aureo secolo, che poi fece cos glorioso il pontificato dell'immediato successore Leone X. Il pensiero arduo e vasto di demolire la vecchia basilica vaticana, e d'innalzare con tanta maest e ricchezza la nuova,
vi
si

di Giulio

li con Leone X,
II

do che a Giulio
reintegrazione in
stati

deve Roma la gran parte degli

temporali della santa Sede, e che dovrebbe reputarsi terzo suo fondatore. A lui doversi il miracolo delle arti nella
basilica
vati-

cana, opera com'egli l'appella del


secolo e di tutti
i

fu tutto di

Giulio

II;

egli

inco-

secoli

passati

minci l'augusta opera, ne gett le fondamenta, e la prosegu con ardente zelo. Fu Giulio II che abbell Roma di molte opere di Bramante e di Michelangelo ; che diede a Raffaello la commissione di dipingere le stanze in Vaticano 5 che protesse Giuliano da
di

presenti e futuri; per lui tanti subliinf geni


artistici
il

poterono

svi-

luppare felicemente
Giulio
II

loro ingegno,

e prodursi con mirabili

opere.

doversi

il

cortile di

Bra-

mante
palazzo
i

in Vaticano, e l'unione del


pontificio

con

Belvedere;
sicco-

Baldassare
s.

Peruizi

Gallo, e tanti alili

primi elementi del museo, me conservatore de' pi rari

mo-

non peritura fama. Quanto alle lettere, bench non fosse egli dottissimo, form nondimeno nel suo palazzo una doviziosa biblioteca
particolare, diversa dalla Vaticana:

numenti, con situare in Vaticano l'Apollo, il torso di il Laooconte, Ercole, l'Arianna dormente, l' Ercole

Commodiano,
di

Saliustia in for-

ma

Venere

ec.

lui

doversi

il

ebbe carissimi
glione,
il

il

Bembo,

il

Casti-

avanti

al

Flaminio, l'inghirami che sagro collegio ne pro-

condotto sotterraneo che da s. Antonino porta l' acqua al giardino


vaticano e al cortile di
so
;

s.

Damala

nunzi l'orazione funebre, ed altri scienziati, e soleva dire che le lettere sono argento agli uomini di professione, oro ai nobili, diamanti ai princpi. Il celebre avv, d. Carlo Fea a' nostri giorni pubblic l'erudito opuscolo intitolato No:

chiese,

monisteri,

palazzi,

curia e annesse fabbriche a strada

Giulia; questa

strada,

quella

dei

Banchi ed altre ; l'acquedotto dell'acqua Vergine restaurato, cloache, fontane, opere in marmo, in bronzo ; la zecca in Banchi ove fu battuto
il

tizie

intorno

Raffaele

Sanzio da

giulio

il

grosso

per

la

GI
prima
volta.
s.

GI
facondo nella curia
ancora era stato
concistoriale

i63

lui

doversi le faba'ss.

romana,

ove

briche di

Pietro in Vincoli,
a
s.

celebre

avvocato

XII
delle
to,

Apostoli,

mura, nella

s.

Agnese fuori Casa di Lore-

suo

padre

Ciocchi.

La madre

di Gio.

Fabiano Maria

fortezza di Civitavecchia ed opere pubbliche, tutte o eseguite di nuovo con celerit sorprendente, o da lui restaurate. Soggiunge che in morte lasci cinque
la

fu Cristofara

Saracini

altre

dama
in

sanese.

o Saraceni, Per opera del cardizio, in

nal Antonio

suo

Perugia ed
fr.

Siena dov'ebbe per maestro LanPoliti,

cellotto

detto

poi

Am-

milioni di ducati d'oro,

onde Leo-

ne X pot largheggiare profusamente in munificenze coi letterati


e cogli
artisti,

brogio Caterino domenicano che di venticinque anni era stato fatto


lettore di

quella universit,

si

ap-

continuando

le

im-

plic allo studio

delle leggi e del-

prese del predecessore,


ficio

dell'archiginnasio

come l'ediromano in-

l'eloquenza, nella quale fece


profitto,

tanto

cominciato da Alessandro VI. Finalmente il Fea difende Giulio II


dai sarcasmi dei suoi

ancor giovane pot recitare nella quinta


sessione del concilio

che

quantunque

generale

La-

nemici, ven-

teranense

un' elegante orazione


II,

dica molte

delle

sue

opere

attrial-

avanti Giulio

per cui
i

si

guada-

buite a Leone
tri

X
il

da Roscoe ed
,

gn
sti,

la

grazia di tutti

cardinali,

scrittori,

fa

confronto delle
e tutto

e la protezione del Pontefice.

Que-

azioni

de'

due Pontefici
prove,

essendo Giovanni d'anni ventinel

con

le

debite
il

conchiudenli

tre,

i5i2

lo fece

arcivescovo

do che
fu la

pontificato di Giulio

vera epoca del risorgimento


di

e della grandezza stabile


e che
tare
ne.
il
il

Roma,
pordi

secolo

XVI

doveva

nome

di Giulio

non

Leo-

Siccome
il

fronti
si,

tutti i paragoni e consono per natura loro odioeh. Kiccola scrisse contro l'ar-

Manfredonia per rinunzia delche pure dopo ott' anni lo zio con beneplacito di Leone X gli rassegn la chiesa di Pavia, che govern per lo spazio di trentadue anni, con singoiar zelo, somma
di
,

rettitudine, e soddisfazione generale.

Divenne vicelegato
di

di

Romagna,
pontificato

gomento

del

Fea

la

Lettera al

si-

indi
di

Perugia, e nel

gnor avv. Carlo Fea commissario


delle antichit, sul di lui parallelo

Clemente VII due

volte gover-

natore di

Roma,

nell'eccidio della

di Giulio II con Leone X,

Roma
dieci-

quale pel famoso sacco,

come uno
fu

1822. Vac
sette giorni.

la

santa

Sede

de'peisonaggi pi ragguardevoli,

^
III,

GIULIO

Papa CCXXXI.

dato in ostaggio a' nemici, salvando la vita per una cappa del cam-

Giovanni Maria Ciocchi, detto comunemente del Monte, dalla patria de' suoi maggiori, chiamata Monte Sansovino nella diocesi d'Arezzo, per cui anche considerato aretino.
in

mino,

al

modo
p.

narrato nel voludel

me
ove
s.

VII,

193

Dizionario,
della
chiesi,

pur

dicemmo
lui

perci da

eretta in
della

onoro

li

Andrea
la

fuori
del

porta Fla

Nacque

a'

ir)

settembre

jS~

minia, o

Popolo.
e
lo

Paolo

111,

Roma,
le

nel rione di Pai ione, pres-

die per
za
ili

virt

per l'eloquen-

so

case dc'Millini, da Vincenzo


,

Giovanni

famoso giureconsulto

avvocato

mente

lino dalla giovent, lo

amava estremamau-

GI 164 d ad incontrare Carlo ragna, che dopo la


ce

GIU

in

Terdi

te, al

quale erano prima contrari


i

vittoria

gl'imperiali

francesi e

farnesiani

Tunisi portavasi in Roma, lo nomin vicelegato a Bologna, lo fe-

e per opera principalmente dei cardinali di Guisa, di Ferrara, e Crescenzi,

amministratore
lui

della

chiesa di

conchiusero
dell'

la di lui elezione ai

Polignano da

governata
in

per

febbraio, venerd, a tre ore di notte,

un anno,

indi

lo

chiam

Roma

anno

i55o, essendo
di Giulio III,
a'

egli

e promosse ad uditore della camera, carica che sostenne con singoiar


lode,
lo

nell'et
se
il

d'anni sessantadue. Assun-

nome

22

finch

a'

22

dicembre

dello stesso

febbraio

fu coronato

i536
sede, e

Vitale in Vestina, indi di

cre cardinale prete di s. s. Pras1

dal

cardinal
a'

ed
ni,

24 giugno,

Cibo primo diacono, festa di s. Giovanpossesso


nella

nel

543 vescovo

di

Palo

prese

solenne

lestina.

Lo

stesso Pontefice

nomin legato di Bologna e di Romagna, che avea separate da Ravenna; ed anche lo fece presiedere
citt

in

qualit
e

di

legato

alle

di

Parma

Piacenza,
all'

nel

qual tempo ridusse


della

ubbidienza
citt

Lateranense , e pass a desinare ed a dormire la notte Angelo. Nel primo in Castel s. giorno del pontificato lev la gabella del macinato, e quella sui contratti, oltre la munifica liberalit che us verso il popolo robasilica

Sede apostolica

la

di

mano, e verso
avevano
Rinaldi a detto

cardinali

che

lo

Rimini, e compose le civili discordie che ne turbavano la quiete, fomentate principalmente dalle nobili famiglie Gualdi e Tingoli. Inoltre

esaltalo,

come narra il anno, num. 4;> n *


per
la

di nell'anno seguente,
stia,

care-

Paolo
e
di

III

apostolico
concilio

lo deput legato primo presidente al

ordin che il grano fosse venduto a prezzo determinato, regli

stando cos delusi


lo

speculatori che

Trento,
gravi

insieme

coi

avevano

riposto, al
7.

dire

del

cardinali
te

Cervini e Polo.
cardinal

In tutditan-

Rinaldi
di

queste
il

mostr
ta

incumbenze del Monte


fedelt,

Fra le prime cure Giulio HI diremo ch'egli volle ce-

num.

giustizia, diligenza,

ed
fu

accortezza, che per molti anni

stimato
cardinal

non

esservi

il

simile nella

corte romana, ove pure riform col

Guidiccioni
rota.
di

il

sacro

tri-

Y^nno Santo decimo, promulgato dal predecessore, prese le analoghe provvidenze, ed apr la porta santa a'24 febbraio; ed in esso si pose in esercizio per la prima volta la benemerita arcicon fraterlebrare
nit della
ss.

bunale della Per morte


i

Trinit de'pellegrini.

Paolo
ai

III

entrati

cardinali in conclave, le cui par-

ticolarit

narrammo
p.

voi.

XV,
i

p.

286, e XXI,

241 del Diziocar-

nario, dopo aver papeggiato


dinali Polo, Toledo,
viati,

Cervini, Sal-

Farnese con la condizione di non ammettervi esteri presidii, assegnando duemila scudi al mese, onde potesse meglio difendersi; e lo conferm vessilliIndi
lo

restitu

ad Ottavio

stato

di

Parma

{Vedi),

e Carpi, fuori d'ogni speransacri


tutti

fero

di

s.

Chiesa
santa

restitu

alla

za

elettori
i

rivolsero

con'

grazia

della

Sede

Ascanio

cordi

loro

47 4^ vot

Colonna, e Ridolfo Baglioni.

Ema-

ella persona del cardinal del

Mon-

n saggie

disposizioni

sugli eretici

GI
che differivano
ne, e pel
la

GI
loro conversioaffid alla direzione
ai

i65
del santo,

ed
il

primo fece una generale proibizione dei libri ereticali. Di nuovo convoc il concilio generale in

gesuiti

da esso

istituiti,

che

Papa
e di

conferm, e colm di lodi grazie, concedendo ai medegesuiti


la

Trento, che Paolo

III

aveva

simi

penitenzieria
i

di

trasferito a

Bologna, cui sped per

Loreto. Nel
si

i553 avendo

sane-

legato

il cardinal Crescenzi, e per nunzi due vescovi, Pighini di Manfredonia e Lipoman di Verona ;

cacciati gli
si

spagnuoli dalla citt

e fortezze,
cia,

diedero al re di Fran-

ma
la

fu interrotto nel

i552,

per

guerra di Parma, dichiarata dal e da Carlo imperatore ad Enrico II re di Francia perch

onde Carlo sped in Toscana un esercito, che dovendo passare per lo stato ecclesiastico, i
furono guarniti con ottomila uomini dal Pontefice, e pasconfini

Papa

collegato con Ottavio Farnese, co-

s a Viterbo per conciliare le parti.

per quella che i luterani aveano in unione di detto re dichiarata a Carlo V. In questa circostanza, nella dieta di Passavia, l'im-

me

in ni

Non essendogli Roma, e soccorse


il

riuscito,

contro
Giulio
vi

torn saneI.

duca

di

Toscana Cosimo
viet
III

Con

bolla

che

peratore
religiosa,

fu

obbligato
la

per

alla pace quale accord il

contemporaneamente
sacro collegio due

fossero nel
cardinali.

fratelli
il

libero

esercizio

alla

pretesa
III

reli-

Severamente proib

Talmud, em-

gione riformata. Giulio a Firenze il cardinale


zio

rileg

Farnese,
,

pio libro degli ebrei, contenente cose indegne, contrarie alle leggi divine

del

duca

di
alla

Parma

il

cui

ed

alla

fede ortodossa, determinansui

stato in

un
al

giacque

Mirandola sogferro ed al fuoco, or


delle parti
i

do alcune provvidenze
quegli ebrei che
si

beni di

convertissero, co-

luna, or l'altra
perdita
francesi
delle

pre-

valendo, e pi spesso
milizie

francesi con
pontifcie.
I

me per gl'infedeli. Nel i553 con paterna gioia accolse Simone Salaca

monaco

basiliano

patriarca

una diversione in Piemonte, per cui Ferdinando Gonfecero

eletto

dell'oriente, spedito in

Roma

dai popoli nestoriani per essere dal

zaga,
al

lasciata

l'impresa di
di

Parma

Papa confermato

e consacrato, coalla

marchese
Il

corse.

Marignano, vi acPontefice di natura benile

me

fece,

rimandandolo
contentezza
nel

patria

colmo

di

e
la

di

doni

gno, ascolt

proposizioni di pace

ma

dipoi

i555

morte

gli

vi

convenne,
alla

quando

ci

igno-

imped

di ricevere

una solenne amregina


cattolica
il

Mirandola , in un' azione vi mor il suo nipote Gio. Battista Ciocchi. Per questa guerra il Papa si trov costretto ad imporre nuovi dazi ai suoi sudditi che perci mormorarono. Sti-

randosi

basceria di

Maria
la

d' Inghilterra,

quale restituiva

regno all'obbedienza della santa Sede, per la quale molto aveva operato
teria
il

Pontefice.

Riform
il
i

la

dadel

apostolica, e con

l'aiuto

mando
tolica
s.
il

Giulio

III

suo debito provdi

cardinal

Cervini

sacro collegio,
cardinali
non,
chie-

vedere alla
in

vacillante religione cat-

laonde ordin che


potessero governare
sa, le

Germania, per mezzo


in

pii d'

una

Ignazio Loiola fond


Collegio

Roma
che

e dentro sei mesi rinunziassero


altre; assolvette Carlo

Cer manico

(T'ali),

per

le

i66
decime
erogate
proib
esatte

GI
sulla
la
Sicilia,

GI
e

non
;

t.

Edific fuori
la
villa

della

porta
la

Fla-

per
ai

guerra

d' Africa

minia

detta

Vigna di

secolari
;

d' intromettersi

Papa
l'

Giulio, di cui parleremo al-

nei punti d' eresia

beatific

menicano Gondisalvo ma il Lambertini ci attribuisce a Pio IV; canonizz s. Silvestro monaco basiliano, ed istitu la sede vescovile di s. Salvatore nel Brasile. Esort il re di Polonia a reprimere gli eretici ; sostenne 1' ecSpagna clesiastica immunit nella
e nella Corsica
;

doportoghese ,
il

Ville di Roma ; e pel vescovo di Sebaste fece consacrare


articolo

la

chiesa di

s.

Maria

degli Angeli.

Dopo aver

promozioni venti cardinali, e regnato cinque anni, un mese e sedici giorcreato in quattro
ni,

in et di circa sessant' otto anrese lo spirito al

ni

creatore, sulle

ore

io

de'

a3 marzo
grotte
al
voi.

i555, e fu
,

ristabil

il

concor-

sepolto

nelle

vaticane

al

co' tedeschi; coin* dato di Nicol pose i tumulti del regno di Napodal pretendere il fisco li cagionati regio impadronirsi, come nella Spa-

modo
del

detto

XII,

p.

298
gran-

Dizionario.
III

Era Giulio de, di barba


chi vivaci,

di

statura

folta

e lunga, di oc-

gna, de'beni
ch'essi

confiscati

agli

eretici

dalla inquisizione,
si

con prescrivere
ai

applicassero
;

parenti

di naso lungo, e di sembiante alquanto grave; ma di animo benigno, generoso, retto, ed

pi prossimi

e riprese l'ambizione

amante
alle

della giustizia e della pace,


la

dei regolari che brigavano per essere esaltati alle mitre.

quali virt univa

dottrina

Per riguar-

e l'eloquenza.

Fu
1'

particolarmente

vi esort

Europa pi volte V, ed Eurico II, offrendosi a mezzo dei nunzi per mediatore. Per comporre le guerre de' sanesi invi legati in Toscana i cardinali Cornaro e Gaetani. Alla medesima pace esort con somma premura il vicer di Napoli, del qual regno die poi nel i555
do
alla

pace

d'

liberale coi cardinali,

Carlo

come

osserva

nio tom.

III, p.

in maniera, Oldoino in Ciacco7 6, che se qualfatto

che giorno passava senza aver

ad

una grazia singolare, non poteva prendere sonno nella notte seguente: non us minor liberalicome ebbe a t co' suoi nemici
essi
,

provare

il

vescovo di Pavia

Giro-

l'

investitura

Filippo
dal
in
s.

II,

per

la

lamo Rossi;
tre
si

ed
il

al

cardinal

Ma-

cessione fattane

di

lui

padre
l'

drucci vescovo di Trento, che men-

Carlo V.
scrisse

Istitu

Roma

arci,

celebrava

concilio lo avea
gli

confraternita

del
i

Sepolcro

maltrattato, non solo

fece

dare

tutti

principi

cattolici,

diecimila scudi che per certe spese

esortandoli a

somministrare
Soria.

limo-

non avea potuto


III,

ottenere

da

sine per la restaurazione delle chiese cristiane nella


agli

Paolo
tanti,

ma

gliene
il

don

altret-

Conferm
l'

come narra
4-

Rinaldi all'an-

avvocati
dal

concistoriali
il

antico

privilegio di conferire

dottore,

grado di erano usciti l'avo, il padre, e secondo alcuni egli ancora. Rifece il ponte
qual
collegio

Vogliono alcuni scrittoli accusarlo che non avesse corrisposto con Io stesso fervore negli ultimi anni del suo pontificato, al zelo che da cardinale aveva dimostrato per
e
dilatazione
della
la

no i55o, num.

palatino, detto Rotto perch subito

conservazione
cattolica

roviu a cagione della poca

solidi

fede

G IU
poich, concessi

GI
tutto
si

167

dicono,

occupava ne' divertimenti villa, alla quale spesso si


co' cardinali, a

della sua

portava
in
tal-

morte di Giulio III fu la podagra, cui sopraggiunse la febbre che in pochi giorni
vera

causa

della

passar

il

banchetti ed
volta

in

allegria,

tempo onde

l'uccise,

siccome

descritto

nel

diario del

MassareHi eh'

nell'ar-

rispondeva

lepidamente
gli

ai

chivio

vaticano,
11

cursori
se eravi

quando
voi.
s'

domandavano
narramDizionasi

XCI.
to
le

arm. LXI, tomo Panvinio nella di lui vita


la morte al cambiamnmaniera di vivere, al qua-

concistoro, Io che

attribuisce
della

mo
rio.

al
I\Ja

XV, 199
egli

del
villa

nella

pren-

imprudentemente
i

lo consigliaro-

non lasciava di procurare con impegno la buona amministrazione del suo apodeva qualche
sollievo,

medici per salvarlo dai dolori intollerabili della podagra che lo

no

stolico

ministero.

Al
111
,

dire

del

p.

to

tormentavano a segno, che in tutl'anno santo i55o non pot


alle sagre

Berthier fu Giulio
talo dalla sua

poco
nel

rispet-

assistere
scrisse
il

funzioni

come

corte

perch

non

Febei
cap.

De anno
p.
1

jubilaci

aveva bastevole gravit


e poco dispiacque
sudditi,
zioni.
la

tratto,

par.

II,

X,

73. Dalla potra-

sua morte ai
d' imposi-

dagra fu poscia
vagliato,
di

di

frequente

perch
la

li

caric

massime
vita
al
,

nell'

ultimo anno
molest dal

La troppa

affezione pei suoi

sua

che

lo

parenti, e

troppo poca
difetti

dignit

nella sua condotta, fecero porre in

settembre, e poi rinnovatasi con la febbre il condusse al

maggio

dibbio se
lui
le

superavano
lo

in

belle doti
altro,

di cui era

ornato.
stesso

Fu
p.

per

soggiunge

Berlhier,

un Pontefice

zelante

la Chiesa, ed un principe a cui non mancavano n talenti n viste. II Bercastel poi lo d per uno

per

dicono, che vedencontinuamente presdosi Giulio III sato da Baldovino suo fratello a dargli il ducato di Camerino, e sacardinali erano conpendo che
sepolcro. Altri
i

trari,

si
il

tnse

malato per non concibi

vocare

concistoro, e siccome prii

di

que' geni subalterni, che brillanel secondo

ma

gli

piacevano
le

grossolani,

no
nel

rango, e s'eclissano
di
,

come

cipolle

grandi di
il

Gaeta,

primo
di

anima

tempra sana,
per
ese-

ma

corta sfera
ina

nata

guire,

non per comandare.

Ma

va osservato, che coloro

che sono

suo mal essere cominci ad usar parcamente di cimutazione bi delicati, per la qual contrasse il male che disprezzato
per far credere
in

elevati in dignit, sono soggetti ordinariamente a vedersi amplificati o diminuiti nei difetti e nelle vir-

ba.

tomQuesto Baldovino a' 25 luglio i55o ebbe dal duca Cosimo I, con
principio lo condusse alla

t dai sudditi

particolarmente
nemici.

titolo di

marchesato,

la nativa

tu-

dai

partigiani o dai

Diverse cagioni della sua morte


riportano
nei o pii
gli

Monte Sansovino, onde per gratitudine Giulio HI lo soccorse


ia di
sanesi, bench gallese madre. Allora il duca diede una sua figlia in isposa a Fabiano del Monte, figlio bastardo di Bal-

scrittori
a'

contemporatempi,
e

contro
se
la

vicini

quei

non certamente
infingardaggine,

di

poltroneria
leggesi

ed

come

nello
4,

Sfondano all'anno l555, num.


e

dovino, e dal

Papa
la

legittimato

ai

nel citato

Oldoino a

p.

'J^\:

la

i3 maggio

i5").>.

qual

princi-

i68

GI
di

GI
cappella della famiglia del Monte,
architettata e

pessa rimasta vedova pass a secon-

de nozze, con Alfonso duca


ra,

Ferra-

come abbiamo
Ili,

dal
col.

Ciacconio,

Vasari,

dipinta da Giorgio che descrivemmo al voi.

Vit. Pont. tom.

746. Dal

XII,
la

p.

2 34 del Dizionario.

Vac
s.

medesimo Baldovino nacque Gio. Battista del Monte summentovato,


eh' ebbe per moglie Ersilia
se, figlia

santa Sede sedici giorni.

GIULIO,
lio
1

Cardinale.

V.

Giufu

Corte-

Papa.
Cardinale. Giulio
II

Jacopo Cormodenese, la quale god in Roma una grande autorit in tempo di Giulio III, ed anche dopo, come lungamente dimostra il
tese nobile

naturale di

GIULIO,
da Celestino
1

nel

di delle Ceneri

144 creato
s.

cardinale
nel

prete

del

titolo di

Marcello, indi venne da


III
1
1

Alessandro
al

58

trasferito

Tiraboschi, scrivendone la vita nella Biblioteca modenese , tom. II ,


p.

vescovato di Palestrina. Adriano


lo

IV

dichiar legato apostolico, e

167.
Inoltre

Giulio

III

cre

cardi-

nali

seguenti suoi

parenti. Pel

primo elev al cardinalato Innocenzo del Monte, di bassa condizione, perch figlio d'un bombardiere della rocca di
vizio di

con altri due cardinali a Guglielmo re di Sicilia, per pacificarlo con la santa Sede, ci che conchiuse in Benevento, ma fu orilo sped

gine delle dissensioni e Federico


I

tra

il

Papa
cardi-

imperatore.

Il

Forl

al ser-

nale rest costantemente fedele

ad

Baldovino suddetto, che n'era veramente il padre, e perci dopo la morte dell'unico figlio Gio.
Battista legittimato,

Alessandro

III

il

quale
di

lo
s.

invi

con
chio

Pietro
nell'

cardinale

Eustadel
le-

Ungheria per guadagnare


al
,

ma
III,

fece

una

quella

nazione
colla
,

partito

cattiva riuscita. Cristoforo del


te,

Mon-

gittimo Pontefice
ottenere

come

gli

riusc

cugino di Giulio

che l'a-

robustezza
colla

di

sua
degli

dott nella propria famiglia, e meritamente lo cre cardinale. Fulvio


della Cornia, nobile perugino, figlio
di
le

eloquenza

efficacia

argomenti e delle ragioni ; dalle quali mosso quel sovrano, detestato lo scisma dell'antipapa, riconob-

Giacoma

sorella del

Papa,
eoj

il

qua-

lo cre cardinale,

egli se

ne

be Alessandro
visibile della

mostr degno.
nobile di

Roberto de' Nobili,


figlio di

III per vero capo Chiesa cattolica. Quan-

Monte Pulciano,

do
il

poi

il

Pontefice

fu
i

costretto

Lodovica sorella del Pontefice, che lo annover al sacro collegio di cui divenne il principale ornamento, e fu chiamato V Angelo del Signore. Girolamo Simone fili, nobile
d'Orvieto,
rella
figlio

fuggire da

Roma

nel

161, stabil
nell'

cardinale suo
la

vicario

alma

citt,

quale in tempi torbidi e di fazioni fu da lui regolata con


,

di
III,

Girolaina

so-

prudenza e moderazione , che nella sua morte il popolo romano,


tal

di Giulio

che l'innalz
sessan-

per dare un pubblico attestato del suo dolore, comparve per tre giorni
vestito

al cardinalato, in

cui visse

tanni. Questi cinque cardinali furono creati quasi tutti in giovanile et,

a
alla

lutto.

Contribu col
di

suo
cio

voto
II,

esaltazione
III,

Lu-

ed

alle

loro biografie se ne ripor-

Eugenio

Adriano IV ed
di

tano le notizie. Nella chiesa di s. Pietro Montoiio di Iloma vi la

Alessandro III; e pieno

meriti
iu

e di gloria cess di vivere

Ro-

GI
ma
alili.

GI
11 G

169

nel
Il

164, o nel

secondo

pretore per

Labb
riporta

nella collezione dei

un uomo

avere giustizia contro possente che aveala spo-

concilii

un

concilio celebracitt

gliata della

maggior parte de' suoi


accusolla
d'esser
cri-

to
di

da questo cardinale nella


Foligno.

averi, costui
stiana.
Il

giudice voleva obbligarla

GIULIOPOLI,
la

Juliopols.

Citt

a
sa,

sagrificare agli idoli,


lei

ed

a ca-

vescovile della prima Galazia, nel-

gione della di
Giulitta
al

coraggiosa ripul-

Ponto, sotto la meAndra, eretta nel VI secolo. Si pone nella Bitinia, e si chiam da altri Gordo, Gordiucome, o Juliogordus Commanville la denomina Wopolis, o Heliopolis. Il fiume Sangar scorreva antima camente sotto le sue mura
diocesi di

assolse l'usurpatore e

tropoli d'

fuoco.

condann Essendo tutto

preparato pel supplizio, ella si pose di per s stessa sulla catasta.

Sembra che fosse soffocata dal fumo, perciocch le fiamme, innalzandosi intorno
arco,

lei

guisa
il

di

non toccarono punto

suo

l'imperatore
nalzare
di

Giustiniano

fece

in-

un argine che allontanollo pi di 5oo piedi. La Notizia di


che
la

corpo, che ne fu ritratto tutto intiero dai cristiani. Ella pati sotto

Diocleziano circa l'anno 3o3, e fu


sepolta nel gran vestibolo della chiesa di Cesarea. Riferisce s. Basilio,
si

Filippo di Cipro nota


polis e Basilea sono

Hielo-

sede; e nel
la

diritto

medesima greco romano

che nel luogo ove fu deposta

seconda marcata per la XXVIII metropoli. L' imperatore Costanti-

veduta uscire

una sorgente
mentre

di

acqua
le

limpidissima,

tutte

no Duca
ne, di

gli

accord tale distinzioper


subito
le

altre del

cui

la

priv.
di

sire e

dintorno erano salmamalsane, la quale conserva-

Avendo Tarso tenuto

parli

Giulio Cesare, e poi del nipote Ottaviano, fu detta anche Giuliopoli,

va la salute e risanava i malati. Santa Giulilta onorata dai greci


e dai latini ai

3o
(s.).

di luglio.

come
n.

dice
Si

il

Rinaldi

all'an.

conoscono undici scovi che occuparono la sede di primo fu Filadelfo Giuliopoli il che sottoscrisse nel concilio di Andra, ed intervenne a quello di Nicea, ed i successori Fileto, JMelifoni4&:

58, ve-

GIULITTA
Giulitta
(ss.).

V. Qu.rico e

GIUNTANO
ti,

( s.

Nacque

Briou, nel Poitou, da nobili paren-

che

Io

fecero istruire
e
nelle

con cura
Ricee desi-

nelle virt

lettere.

vette la clericale

tonsura,

go,
rio,

Procliano, Pantaleone, MartiGiovanni, Costantino Giorgio


,

derando
si si

di

vivere nella solitudine,

rinchiuse in
costrutta a

una

cella

che avea-

od Ignazio,
tizie

N., e
si

Teodoro,
leggono

le

no-

Chaulnai.
di

Ebbe

cor-

de' quali Christ.


p.

nell'

O-

rispondenza

spirituale

riens

4"^-

Al

presente

degouda regina
giosa di Poitiers,

con s. RaFrancia e reli-

Giuliopoli, Juliopolitan,
lo vescovile

un

tito-

in

partibus,

dell'arci-

vescovato in partibus d' Andra, che


conferisce la santa Sede.

per cui si manvicenda dei doni , i quali consistevano in istrumenti di

davano

penitenza.

Era ricchissima e soggiornava a Cesarea nella Cap(.).

GIUL1TTA

de'suoi
care

Aumentatosi il imprese un monastero; ma


discepoli,

numero
di
edifi-

fu

con-

padocia.

Essendosi

richiamata

al

trariato

nel

suo disegno, ed anche

7o
eli

GI
usurpare
e
i

GI
possedimenti
Clotario
di
lo

accusato

Presso

greci

quattro giuochi pi
gli

del principe. Si rec alla corte per


giustificarsi
,

solenni erano
i

olimpici,

pitii,

i)

re

conferm nel possesso


gli
si

ci

clic

nemei, e gl'istmici, che celebra rotisi in Olimpia, in Delfo, in Argo, ed


le lodi

contrastava, e
terra
di

gli

diede inol-

in

Corinto. Noi

dobbiamo

tre

la

Maire,

dove

fab-

immortali di Pindaro a quei

il suo monastero, uno dei primi della Francia, nel quale introdusse la regola di s. Benedetto*

bric

giuochi, che attraevano

un grane negli
o-

dissimo concorso di spettatori e di

combattenti o di
li

atleti,

Bench abbate, ri tira vasi di quando in quando in una cella appartata,

inpici

anche

di

musici, di poeti,
di storici, ec.

di

artisti,

di oratori,

per attendere
alla

pi tranquilladella penitenza.
si

mente
citarsi

contemplazione ed eseravvicinava al-

nelle opere

Tra le istituzioni che contribuirono notevolmente a mantenere uu legame di nazionalit tra le popolazioni
origini,

Accorgendosi che
la fine della

della
di

Grecia, cosi
,

varie di

sua vita, indic


cari

uno
chia-

caratteri

e di politico

de' suoi pi

discepoli,

mato Auremondo, a suo


re.

successodel
la

ordinamento, debbonsi appunto in ispecial modo noverare le solennit,

Mor

a'

i3

d'agosto

nel qual
festa.

giorno

celebrasi

587, sua

in

occasione delle quali


certe

riuni-

vansi a
tutti
gli

epoche

determinate

Le

sue reliquie,

trasportate

abitanti del territorio el-

a Noaille nel nono

furono nel i56() sotterrate per timore degli ugonotti, e non furono poscia mai pi scoperte.
secolo,

lenico.

Fino dai tempi pi remoti


greca
celebrava
i

ogni

citt

giuo-

chi de' quali faceva rimontar l'ori-

gine alla divinit. Alcuni di questi

GIUOCO.

Ricreazione, sollazzo,

trattenimento allegro, passatempo,


esercizio per divertirsi e sollevarsi,

ludus.
i

In tal

modo
il

si

definiscono
particoladi

cadevano in epoche, che difficilmente potrebbero precisarsi per cause che non possono che congetturarsi, e diventarono vere solennit nazionali
citt.

giuochi o divertimenti

comuni
famosi
i

a
di

tutte le
quelli

ri,

mentre sotto
pubblici
antichi
si

nome

giuopresso

Non meno
i

chi
gli

denotavano

de' greci
rnani,
se

grandi e magnifici spetd'ordi-

giuochi furono quali tenevano fra


i

de'role

co-

tacoli,

nei quali vedevansi

sacre

giuochi

pubblici, che
l'

nario molte truppe di combattenti

facevano o per placare

ira

degli

di

lottatori disputarsi

il

pre-

dei, o per conciliarsi la loro

bene-

mio

dei diversi esercizi del corpo.


le

volenza, o per la salute del


lo,

popo-

Tutte

nazioni antiche ebbero di

quegli spettacoli pubblici, tanto per


divertirsi

o per acquistarne la grazia. Si dividevano tali giuochi in eircensi,


negli

o per

esercitarsi

nell'arte
le lo-

spettacoli

de' gladiatori,

nei

ginnastica,

come per onorare


loro divinit, la

ro

feste, le

memoavvenirela-

giuochi scenici, e questi poi in stain straordinari. biliti, in votivi, ed


I

ria dei

loro eroi, qualche

circensi

furono

istituiti

da

Rodelle

mento, ec, e perci


tivi
si

in molti

molo
di
sei

in occasione del

ratto

articoli

di

questo

Dizionario

sabine, in

parla degli spettacoli

o giuochi

pubblici,

come

dei giuochi privati.

onore del dioConso, cio Nettuno. Furono per lo pi di specie, vale a dire la corsa cou

G U
I

GI
volte
i

171
principio
di

carri o cavalli
al circo,

sette

intorno
verde,

si

celebravano
degli
le

nel
della
i.
I

essendo

divisi

giuocatori

aprile in onore

dea

Gibele
nei

delle carrette
rossa',

nelle fazioni

madre
quali

elei.

cereali,

bianca, e cerulea, e per un

tempo ve ne furono aggiunte due altre, una vestita d'oro, l'altra di


porpora
di
;

la

lotta degli

atleti,

cio
colla

piangevano il rapimento di Proserpina fatto da Plutone, e per otto giorni circa si facevano scaramuccie a cavallo. ?>.
I

mattone

quelli

che colla

forza

floreali, che
7.8

si

facevano
nel

prima

combattevano coi pugni o alla lotta, e si chiamavano anche ginnici, e nudus perch combattevano gli atleti nudi coprendo solo le pudende con brache dette perizoma; il giuoco di Troia, derivato da Ascauio figlio di Enea, che consisteva nel correre fanciulli
velocit
,

ai

di

aprile, poi

principio

a cavallo, formati in isquadroni, e

maggio, acci venissero bene i o per onorare la dea Flora, e si celebravano con ogni sorta di dissolutezze, moderate per da Catone il Censore. 4- I marziali coi giuochi circensi in onore di Marte Ultore, che si celebravano verso la mela di maggio. 5. I capitolini a
di
fiori,

rappresentanti

una

specie di

com-

Giove
servato
altri

Capitolino,
il

battimento;

o combattimento degli uomini con le fiere, o pure le fiere fra loro, in onore
la

caccia

per aver precampidoglio dai galli


:

giuochi capitolini, sacri pure

di

Diana

cacciatrice;

la

battaglia

a Giove, erano tolini, e furono


ziano,

equestre,

ed a
taglie

cavallo
la

o combattimento a piedi con l'uccisione di


navale, cio delle batvascelli,

da
vi

agones Capida Domicelebrarsi ogni cinque


detti
istituiti

anni, ed in questi oltre


tacoli
,

altri

spet-

molti; e

erano
e di

ancora

contese

navali con

che

pri-

letterarie

spirito,

conquistan-

ma

si
,

facevano
poi

in circhi

pieni di

dosi a
sizioni

forza di
e

eloquenti compoil

acqua

nelle

naumachie.
negli

Gli

di

musica

premio che
6.
I

spettacoli de' gladiatori

ordinariaanfi-

al vincitore era stato stabilito.

mente avevano
teatri
tro,

luogo

giuochi romani o
i

giuochi grandi,

in onore dei defunti od alove atrocemente si feri va no od uccidevano erane il premio la palma, o la moneta. I giuochi scenici consistevano nelle commedie, tragedie, drammi, e cose simili, co:

facevano con magniper onorare le divinit superiori, dalle none agl'idi di settembre, in onore di Giove, Giunone, Minerva, e dei Lari di Roquali
si

ficenza e

ma,

me

satire e
ossia

commedie
poemi

ridicole,

mimi
canti,
teatri.

licenziosi

pic-

per la salute del e questi popolo romano. 7. I plebei, i quafacevano nel circo verso la li si

che

si

rappresentavano nei

met
la

di

ottobre, in

memoria

del-

Gli altri tre accennati generi di

ricuperata libert, dopo l'espulsione dei re. 8. I consuali in o-

giuochi erano

gli

stabiliti

deter-

nore di Nettuno circa a'20 agosto,


e ci in memoria del ratto delle sabine. 9. I compitaliz in onore
degli dei

minati,
I

votivi,

e gli straordinari.

giuochi

stabiliti

detcrminati

furono quelli

onore
i.
I

di

che si facevano in qualche deit, ed erano:


lo

Lari, e della dea

Man
i

1.1,

si

celebravano specialmente dai

mcgalensi, per

pi scenici,

servi,

io. Gli auguslali

ed

pth

72

GI
erano
i

GI
di

latini

in

onore

Cesare
ai

giorno anniversario
ta.
i

di

loro nasci-

Augusto,

i.

Gli

apollinari furoconciliare
di

no

ordinali per
la

ro,

ruani

protezione

Apollo

Vi furono pure ludi fuvenlulis, istituiti da Salinatore in occasione d' una desolante peste, che
fece strage della giovent, e
i

ond'essere sempre vincitori de'loro

giuo-

nemici;
conviti
case.

sacrificavansi

due capre,

si

bove e apparecchiavano
porta
delle

un

chi o ludi miscelli, che rappresen-

tavansi
coli.

con varie sorta di

spelta-

innanzi

alla

12. I secolari, che avevano luogo ogni cento e dieci anni, per la salute e conservazione dell' impero i quali essendo imminenti
,

il

trombettiere convocava
esserne
spettatore;
celebrati

il

popolo
furono per

per

questi

specialmente

tre giorni

e per tre notti continue in onore di Giove, di Giunone, di Apollo, di


di

nel

campo

Marzio,

Diana,
ne, e
teatri,
pli;

Latona

delle

Parche,
tutti
i

delle Lucine, di Cerere, di Plutodi coi

Proserpina,
sagrifizi
il

per
tutti

in

tem-

finalmente

terzo giorno ven-

tisette fanciulli

ciulle

ed altrettante fancantavano versetti nel temI

Biondo da Forfi , tradotto da Lucio Fauno nella sua Roma trionfante, parlando de'giuochi dei romani, de'loro spettacoli, e pompe che vi facevano, dice che Cicerone nel primo libro delle leggi dimostra, che non per altro che per ricreare e tenere in festa il popolo furono i giuochi introdotti e ch'erano congiunti con l'onore divino; ed aggiunge che la legge prefiggeva quanto si fosse dovuto moderare col suono dei pifferi perch Plae col canto tone voleva che non vi fosse cosa atta a piegar gli animi teneri, quan, ,

to la variet dell'armonia e del canto,

pio di Apollo.

giuochi

votivi

e-

la

cui forza maravigliosa

che gl'imperatori prima di andare alla guerra, facendo voto a qualcbe deit, promettevaquelli

vano

eccitare

e
i

svegliare

languidi,

ad e

rallentare

pronti,

movendo

gli

no

di

celebrare
la

Dessero

vittoria

quando ne come
, i

otte-

ludi
i

vicioriae istituiti da Siila, ed

lu-

di triumphales ; ed a questi si aggiunsero i quinquennali, decennali,

e vicennali,

no cinque,
giuochi

secondo che regnavadieci, o vent'anni. I


i

animi secondo la diversit de'concenti. Ascanio Pediano ragiona degli ornamenti che usarono gli antichi giuochi e feste, nei loro primi dicendo che quando si celebravagiuochi nel foro, no anticamente solevano ornar la scena th mettai

glie,

di

statue,

e di belle

pitture

straordinari tra
i

romani

in

tavole,

parte
fatte

imprestate

dagli

furono
ti,

funebri, in onore dei


di

mor-

amici, altre
la

venire sino dalegli

consistevano

le ombre, e combattimenti dei gladiatori presso il rogo; ed i giovenali, istituiti da Nerone quando

affine

placarne
in

Grecia

non essendo ancora

dificati

in

Roma

teatri

principi

spuntargli

la

barba,

Vi erano

altri

giuochi straordina-

ri, come i natalizi, e questi erano onorati dal magistrato, perch fatti

Giovenale disse che il popolo romano dominatore del mondo, due sole cose avidamente deCicerone siderava, pane e feste. anche in un'orazione per L. Muanfiteatri.

rena

loda

assai

questi
di

giuochi

rappresentare

dagl' imperatori

pel

pubblici, e dice

quanto grande

GI
sollazzo e piacere
lo,
le

GI
barbaro
in cuore di

73

fossero al poposebbene in altro luogo nover cause, per le quali si credeva


tali

nazione pure

portava
e per

un animo romano,
i

quanto pot imit


ni
:

costumi romaet

che

giuochi
dei,

non

riuscissero

egli die

in

divertimento al po-

n celebrati rettameute, come ancora che sarebbero funesti, ed alla repubblica di futuro danno. Egli spezialmente ebbe in disprezzo ludi scenici, ed i primi cristiani li avevano estreaccetti agli
i

polo

ludos

circensium,

amphi-

theatrum, ut
janus, vel

edam a romani* TraValenlinianus, quorum

tempora sectatus est, appellarctur. Inoltre Teodorico entr a guisa di

un
al

trionfatore

in

Roma,

e diede

mamente
le

in orrore,
vi
si

a causa del-

empiet che
si

commettevano,
Tertulliano,
il

come

legge in

quale dice

che
il

il

teatro
di

era

pro-

priamente
cio
di

tempio
di

Venere,

popolo un congiario, cio centuni vieinti millia modios di grano. Cassiodoro attesta che Teodorico gran cura si prese de' giuochi circensi per dar piacere al popolo
,

una

scuola

dissolutezza e
feste de'ro-

assuefatto

a
egli

somiglianti

spettacoli,

libertinaggio.

Altre

mani enumerammo
rie,

all'articolo

Fe-

ed in molti
feste,

articoli di
si

questo

Dizionario, ne'quali
dio delle
li

parla ezian-

giuochi e spettacodelle

non li approvasse , su di che pu vedersi la dissert. XXIII del medesimo Muratori: Dei costumi degli italiani, dappoi' eh!'' cadde in potere de'barbari VItuttoch
talia.
litari,

pi
Il

celebri

primarie
Il,
le

na-

Alla riserva
de'quali
la

de' giuochi
si

midi-

zioni, citt

e luoghi.
p.
i

grandemente
della

Muratori nel t. sue Dissert. sopra


taliane,
ci

delle
i-

lettava

nazione

de' longobardi

antichit

dacch s'impadron
noscono. Per
franchi

maggior

la

XXIX:

Degli

parte d'Italia, altri non se ne cosotto g' imperatori


l'

spettacoli e giuochi pubblici de'secoli di

mezzo, della quale daremo un estratto con diverse aggiunte. Quali pubblici giuochi e spettacoli

vide

Italia

qualche main

gnifico spettacolo, ed

Pavia nel-

T877, per

le

nozze del duca

BoII,

magnifici

si

dassero
la

al

popolo
del

sone, con la figlia di Lodovico

d' Italia

dopo
di

declinazione

romano impero,
millesimo

e prima dell'anno
era,

nostra

poco

si

pu conoscere, perch non restano che pochi pezzi della storia di


quei
levati
plicit,

ebbero luogo splendidi giuochi militari e siccome Teodorico per tenere in esercizio la giovent avea istituito finti combattimenti e
;

battaglie, che

riuscivano di gustoal

tempi.
i

Oltre

di

che pro-

so

spettacolo

popolo,

si

pu

babile che
nella

popoli di allora, al-

barbarie e nella semnon sapessero e non curasdiletti

congetturare che altrettanto faceslongofranchi e sero in Italia


i
i

bardi.

pavesi

nel

principio

del

che i greci ed i romani avevano con tanta profusione di denaro praticato, e che con tanto studio e
e divertimenti

sero que'

secolo

XIV

continuavano
s

ancora

ad

esercitarsi in

fitte

pugne per

rendersi pi abili nelle vere, zuffe

concorso
dere.
clito

il

popolo correva
goti,

a goin-

Va
re

eccettuato
dei
il

Teodorico,

quale bench

che si chiamarono battaglinole. Aravennati anticavevano anche mente un'altra specie di battaglia ma che talora divennero civili,
i

'74-

01 U
dappoi1'

GIU
vicini colle loro bandiere.

spettacoli funesti e crudeli,

Ma

quel-

ch
tra

in

ogni

fsta

fuori della citt


al-

lo

che fra
si

giuochi degli italiani


credito, e

una parte

del

popolo contro

fu in
gliare,
sia

maggior

il

faceva una finta battaglia, che


greci dominatori
al
le
,

pi famiCuriani habere, ostener corte bandelle corti plena-

poi degener in stragi e carneficine. Forse


i

tener corte, e
delle quali,

pro-

dita,
rie

vocarono o
ne'ravennati
signoreggiarli

meno
civili

tollerarono

gare

per meglio

arie poi

da

altri

con

lo

stesso

scopo

praticata

in

Italia.

In

que'bellicosi

tempi pro-

e delle corti d amore, ne parlammo al volume XVII pagine 98 e 289 del Dizionario. Per conto delle corti bandite una volta celebrate non si deve
,

babilmente usarono finte battaglie anco le altre citt italiane, per far imparare al popolo l'arte e le fatiche
della

tacere

che

vi

soleva
di

interveni-

re un'

immensa copia

cantamistrio-

banchi, buffoni, ballerini da corda,


musici, souatori, giuocatori,
ni

vera

milizia

presso

Modena, Novara, Milano, Orvieto,


Siena
li

ed

altra

simile gente, che coi

ec.

vi

esercizi,

furono luoghi per tan deve tacersi che spetbarbarici


il

loro giuochi

e canzoni d e notte

divertivano

grandi
:

piccoli

in

tacolo
fu
il

favorito de' secoli

Duello [fedi), ed
dalle

Torneo
batta-

[Fedi), derivati
glie,

fnte

chiamandosi il secondo anche giostra che divenne tanto clamo,

furono chiamati in toscano giullari e giuocolari, e con latino d' allora joculares e joculatores. Questa razza di
quelle occasioni
essi

fabbricieri di divertimenti

non par-

rosa e splendida. Altro giuoco militare

tivano
galati
sti
;

mai senza

praticato

dagli

italiani

fu

bene reed era costume che le veessere

quello

meggiare
vani

chiamato bagordare ed are consisteva, che gio,

preziose,

generosi

cavalli,

vasi

d'argento, gioie, ed altre


nate
ai

cose do,

per lo pi nobili, a cavallo, con divisa ed armi eguali magicamente guarniti , o facevano mostra per la citt fngendo battaglie incontrando qualche fra loro, o principe, lo precedevano poi nel cammino con fare deile scappate

medesimi

principi

veni-

vano poi
perciocch

distribuite a costoro, im-

non solevano
i

in

quei

tempi
alle

intervenire
feste
ai

gran
senza

signori
offrir

suddette

doni
e

principi in atto d'amicizia


I

d'ossequio.
e di
corti

signori

di

Mantodei

di

cavalli

combattere spade: in

tra
tal

mostrando di loro con lande e


e

va

Milano
pregi

tennero magnifi-

che

bandite;
di

ed
esse

uno

modo

nel

ii65

principali

era con-

romani onorarono Carlo I d'Angi, fatto da Clemente IV re di Sicilia. Tanto si celebr in Roma dal popolo romano.
Nel secolo X11I spettacoli d'altra
fatta
si

siderata

la

giuocolieri,

talch

grande abbondanza di se ne prendeva


ancora ben
osser-

nota.

Costume

celebravano in Padova per


ivi
fi-

la

Pentecoste, e in Treviso,
il

tempi antichi, che non vi fu quasi alcuna corte di prinanche saggi, dove non si cipi trattenesse ben pagato qualche bufvato nei
fone,

gurandosi
difeso
:

castello

dell'

onest
i

e
i

talvolta

pi d' uno. So-

spettacolo
i

cui concorsero
altri

levano
le

veneziani,

padovani, ed

con-

gran signori ricrearsi dalgravi cure con delle facezie di

G1L
costoro, ed

GI
orsi, cui

'

verit ridendo,
se

anche di udire qualche che niun altro for-

istruiscono a ballare, sono


I

antichi.
sti

avrehbe osato di porgere alle loro orecchie. Rinomati furono


i

pantomimi, che con gerappresentavano qualche azione,


chiamati
mattaccini.

furono
secolo

Nel
si

bulloni

degli

Estensi
se

signori
dilett

di

XV

dagl'ingegni italiani

Ferrara; molto
fonso
Sicilie,
I

ne

Al-

re d'
il

Aragona e
il

delle

due

celebre cardinal Scararu-

cominci a rimettere in piedi l'arte comica e tragica, e poi s' aggiunse la musica alla tragedia. Nei
secoli

po Mezzarota,
de' Medici
,

cardinal Ippolito
slesso

XIII
di

XIV

si

trova

una
imi-

e lo

Leone
e poeti.

massime improvvisatori
mini di
piccoli

X, Uo-

specie

spettacoli
,

chiamati rap-

presentazioni

consistenti nella

cortei

ministrieri,

quasi

tazione di

ministri de'principi, furono

chiamati coloro che coi loro giuochi, lcezie e lepidezze tenevano allegri
i

principi
in

la

nobilt, abitando

talvolta

corte.
in

In

un magnifico
dal fanta-

convito dato
stico

Roma

qualche vera o verosimile, e per lo pi sacra azione. Curioso ed indecente era lo spettacolo che in Venezia ebbe principio nel 1162, e termine sotto Andrea Grilti, assunto al dogado nel i523, dappoich per avere i
veneti

tribuno Cola di

Rienzo, uno
capo,
fu

imprigionato
e

Ulderico
dodici
di

pa-

dei diversi
io di

buffoni, vestito di cuo-

triarca d' Aquileia


nici,
nell'
si

cano-

bue

con

le

corna in
e

ultimo gioved

carne-

giuoco e
il

salt.

differente

vale

tagliava la testa ad

un bue,
il

costume

de' tedeschi

francesi

figura del patriarca, e a dodici porci,

di

quei tempi. Nel

tore Carlo

corte in

e mine tennero della Scala signori di Verona, Carrara signori di Padova, i Maistrioni

IV Metz, cou
splendide

i356 l'imperatenne una solenne


i

figura
i

de' canonici,

mentre
legno,

senatori doge e abbattevano castelli

assalii vaso

ed
in

di

mi;

altre

memoria
gnati

di

quelli
Il

debellati ai

ma-

del Friuli.

patriarca d A-

quileia era tenuto a pagar

l'annuo

latesta

signori

di

Rimini, ed
fu
il

altri

tributo d' un toro, con dodici porci,


si

molti.

Grande pure

numero
del-

altrettanti

pani e del vino: solo

de'poeti popolari, decantatori


le

conserv, fino alla


repubblica, la
sulla

caduta
san

del-

romanze, che dalla cia furono portati in Italia*, regalati con vesti nuove ti furono tro. \ mimi che rarono come gli autichi ad
favole
i

Frane
tut-

la

decollazione
di

del

toro
il

piazza

Marco,
funzione

ed alimpaimitar

resto

della

disdicevole

le

azioni

delle

persone
il

plebee
riso

o
ne-

ridicole,
gli

per

isvegliare

Venezia si37C) dur il costume, che no al dodici donzelle, superbamente veprimo di DB i( stite, erano Del
fu abolito. Nella stessa
1

uditoli,

formando

commedie

con estemporaneo discorso. Ninna l vi fu che non avesse saltimcantimbanchi ciarlatabanchi


,

condotte per portavano si


sta

la

citt, in

altra

volta

come

processione
:

altrettante statue di
li

legno
del
i

questa

detta

delle

Marie
\
1

descritta

ni
ti,

oc.

ciurmadori con
e

bussolot-

dal

Manzi
*

p.

suo Dibolognesi

giuochi spertissimi di

mano,
sparire

in-

scorso.

los

per

aver

viando
cose.
1

sembrando

le

presa a tradimento nel


ta, e

i.'.Si

Pacapetti
i

giuocolicri

condottieri

di

cacciati

tagliati

176

GI
la ridicola

GIU
vedutamente
dei drappi
,

Lambertncci, istituirono

festa della porchetta. Di molte indecenti e ridicole feste e spettacoli


in che si celebrarono in Italia Francia ed altrove, ne trattammo agli articoli Calende, Befana, Epifania, Carnevale, Festa, ed altri, come
,

si assegn per premio onde incoraggiare con

onori nazionali le proprie manifatture.


Altri

premi

si

proponevano
da
ec.
;

pei secondi

onori, ed erano per Io

pi di animali, come di cani


caccia, di falconi, di astorri
,

in

quello

di

Fuoco dicemmo
si

di

e finalmente di

galli

d' altri ani-

quanto tuttora
le

fa nella

cattedra-

d'Orvieto. Della festa e curioso

mali comuni per gli arrivavano alla meta,

ultimi
i

che

quali era-

spettacolo,
chiesa de'
ss.

che

avea

luogo
di
al

nella

no

salutati
,

dal popolo
derisorie

astante con

XII Apostoli ma, ne facemmo menzione


p.

Rovoi.

fischi

e voci

disprez-

zanti.
IS'el

XIV,
Fra
giori

289
deve

del Dizionario.

secolo XIII trovasi gi usata


de' cavalli
stata
la
,

gli
si

spettacoli de' nostri


riferire

magdel

la

corsa

nell'anno

quello

1256 essendo

liberata

Padoil

corso
in

de' cavalli, tuttavia

ritenuto

va da Eccelino,

repubblica forsolennizzarne

Roma,

Firenze, Bologna, ed alI

il

decreto

di

tre citt d'Italia.

greci ed

ro-

giorno con gran festa e di vota processione,


e corso
di
cavalli,

mani

antichi

furono

amantissimi
,

pro-

de' diversi giuochi di cavalli

ed

romani soprammodo
delle corse de' cavalli

si

dilettarono
ne'

nati giuochi circensi


carri

menziocorrendo coi

ponendosi per premio duodecim brachia scharlali } et unus spariverius , cujus pretium non excedebat summam soldorum sexaginla, et
INel

o coi cavalli i cocchieri nel della repubblica erano uomini ignobili e per lo pi serprincipio
vi
;

duae chirothecae di ferro. 1279 in Ferrara, nella festa


Giorgio,
il

di

s.

si

correva
la

per

tre
il

ma
i

corrotti poi

costumi,

non

premi,
gallo.

palio,

porchetta, e
scritto
si

solo

nobili,
si

ma

molti degli

stessi

Dei

bolognesi
s.

che
cor-

imperatori

misero a correre col-

nel

1281 per

Bartolomeo
,

la carretta ne'circbi. /^.Cavalli;, delle carrette se ne parla all' articolo Carrozze, come dei carri trionfali e del carroccio. Essendo andato in

reva al palio con cavalli


il

essendo

to,

premio un cavallo ben addobbauno sparviere, ed una porchetsolamente si correva con ta. N
cavalli,

disuso
italiani

il

corso de' cavalli, fu dagli

ma

ancora

si

us

la

corsa
asini,

solamente con cavalli sciolti , o pur guidati da qualche ragazzo, essendo rarissimo quello delle carrette. Un preripristinato,

ma

d'uomini,
ec.

donne,

meretrici,

Fu

eziandio cosa particolare di

qualora per qualche rotta era costretto il popolo a


que' tempi, che
rifugiarsi
citt,
il

mio
tela,

si

destinava

a' vincitori,

pi consistente
di seta,

in

per lo molte braccia di


lana,

tra

le

mura
facea

della

sua
il

vincitore

correre
dagli

o di panno di
;

palio da cavalli sino alle

porte di
asini

di prezzo

non volgare

onde

poi

quella citt

e
;

spesso

fu chiamato questo giuoco correre


il
il

per disprezzo
battere
corse

quivi inoltre faceva

palio, o correre al palio, che se


palio

altro

non si proponeva, qualche dono si soleva espone. Av-

moneta, con altre cose, e d'uomini a piedi, e di donil

ne pubbliche,

tutto per vendei-

GI
ta

GI
prendendo
,

177
;

e scorno

de' nemici,

cidevano tredici
cipitate

tori

ed erano preTestaccio
sei

Mille

loro

tene
atti
si
"\

ogni
di

sollazzo

ed

dal

monte

esercitandovi
spettacoli

potere.
in

Altri

carrette coperte con palio rosso, ed

usarono
enezia
le
,

Firenze
il

entravi

un porco
che
si

vivo, al cui

spet-

Siena
del
lo
far

cio

giuoco
secoil

tacolo concorreva
1

popolo

innumeGli
in

calcio,

regatte, ec. Nel

abile,

nel

i5^5

fu giudicato
altri

XIV
la

era costume de' romani


de' tori

di

sessantamila

persone.

caccia

non domati
il

giuochi

celebravano

piazza

nell'anfiteatro di
losseo [Vedi),
al

Tito, o sia

Cosi

Navona

nel

gioved grasso, e con-

quale

articolo

sistevano in diverse mascherate, una


delle quali, rappresentante
cito

riport la famosa e malaugurata giostra del

un

eser-

i332. Questa gioslra pure

descritta dal citato

Manzi a

p.

7.5,

composto delle arti della citt, super il numero di tremila perSul carnevale del medio evo in ci diede un eru-

io?, ove produce un documento. Delle corse de' cavalli e

ed a

p.

sone.

di altri, delle caccie de'tori,

che nei
si

Roma, da ultimo

bassi

tempi e ne' tempi successivi

fecero in

Roma, massime
maggio,
di

nel car-

novale e nel
di

coi
,

giuochi
se

ditissimo articolo il dotto storico ed annalista Antonio Coppi, e pubblicato ne'fascicoli 3 e 4 dell' an "

Agone
in

Testaccio

ne

tratta

tutto l'articolo Carneva-

le di
scorso

Roma.

Il Manzi nel suo Dieruditamente discorre dei

no primo del giornale romano II Saggiatore, di cui daremo un breve sunto. Osserva il chiaro scrittore che

quando Roma
i

era ne' suoi

giuochi di
e

Agone e
Il

di

Testaccio,
la

primordi,
li

nostri maggiori, fruga-

degli

autori che ne fecero

de-

e tutti

alla

guerra intenti,

for-

scrizione.
to

Crescimbeni nello Slain

di

s.

Maria

Cosmedin, a
scritto,

p.
ri-

mavano il loro prediletto divertimento colle corse dei cavalli e dei


carri, e

87

e seg., pure ne ha

colle

pugne
eravi

de' gladiatori

portando la bolla di Martino V, con la quale fece gonfaloniere del popolo romano Pietro Astalli, alla qual carica era unita la presidenza
de' giuochi

da principio di comodo agli spettatori e di ornamento alla cosa. Fu soltanto dopo un'ine de'pugili.

Non

edifcio

alcuno che servisse

Testacei o di Testaccio,

e quelli di Agone, sebbene vi assistessero in abito


il

senatore di Roe col senato.


di

ma,
I

coi

conservatori

Da bella

memoria
la

simili

giuosotto

latini signe preda fatta sopra che Tarquinio Prisco disegn il luogo pel circo dipoi detto Massimo, e con rozzi pali innalz pochi palchi, da cui in luoghi distini

chi,

forse quelli
III,

rappresentati

ti

assistessero allo spettacolo


i

pa-

Paolo

possedeva in un quafamiglia Mignanelli.


descrisse

dri,

cavalieri,

la

plebe;
la

per
egli

dro
In

la

romana
il

rendere pi sontuosa
fece
in
tali

festa

poche

parole
p.

questi

occasioni venire
e pugilatori
uria.

Rosub-

giuochi

Casimiro
delle
i <

da

Roma
a p.

ma

cavalli

delia

nelle Aleni,

stor.

-hit re,

urbana Iti
to

Ai rozzi

legni che
lo

386, dicendo che giuochi di Testaccio erano soliti celebrarsi nella domenica ultima del carnevale, cio
nella

da principio

formavano

stecca-

de luoghi destinati a* pubblici edilzi spettacoli, furono sostituiti


tali,

quinquagesima,
voi

in

cui

si

uc-

che

dopo

dieciotto

secoli

di

XXXI.

12

3
ci

GI
attestano ancora
Sciolto
i
1'

GI
la so-

esistenza,
lidit
ilei

l'opera.

impero,

mancarono
celebrare

Roma
delle

mezzi per
i

rileva come 1271 Papa rimprover al vicario temil porale di Roma, perch avesse in-

gorio

del

s>i

spettacoli

sontuosi e
fiere
;

timato a diverse circonvicine


ut

citt

combattimenti
anfiteatri ed
i

gli

circhi

a rovinare.

duelli

cominciarono ed i tornei
settentrionali

comitivam ad urbcni trasmitterent causa ludi di testaccio


certani
vulgariter nuncupati, qui
in

dieta

introdotti dai popoli

in Italia, furono adottati

anche

in

urbe annis singulis exercelur. Altrove dicemmo che alcune comuni di


citt e castella

Roma,

sostituiti

agli

spettacoli
;

mandavano uomini a
decoro
allo

de' gladiatori

e de'pugilatori
delle
fiere

co-

Roma
mento

per

accrescere

me

alle

caccie

furono

spettacolo, e contribuire al manteni-

sostituite

quelle de'lori,

che

con

della pubblica
di

tranquillit.

minore dispendio si avevano dalle Facevansi suburbicarie campagne.


tali

Nel celebre codice

giuochi ogni

qualvolta

lo

ri-

Cencio Camerario abbiamo una disposizione pontificia, in cui ordinato, che


die carnis privii circa vesperas

chiedesse

qualche motivo di pubblico giubilo, siccome si celebraro-

in

in

domo

no
di

nel

i?.65

in

Roma
di

all'arrivo

pauperibus
uiius bos 3

Carlo d'Angi conte

Proven-

domini Papae dentar sex fdandi de pane, et quinque cassine vini.


di

za, destinato re di Napoli, e descrit-

In

vari
la

archivi

Roma
del

si

con-

da Saba Malaspina, cogli onori a lui fatti dal popolo romano, coti

serva

descrizione

notaio

Nardo

Scocciapile,

relativa al car-

me

di

sopra notammo.
ci

deschi

conserv
nel
in
in

la

Monal memoria del11

nevale celebrato nel 1872 con gran


solennit
II

dal

la solnnissima

caccia di
di

tori

fatta

notaio

potente Nantiporto

Malhaleno.
ci

lasci

le

in

Roma

parliamo poca poi


pi
di

i332, questo
i

cui

pure
L'e-

relazioni dei
1

carnevali del
secolo e

i\~) e

articolo.

4^7si

I'1

questo
lo

meglio

cui

romani

de' lem-

nel seguente
lesco

spettacolo carneva-

mezzo
si

sfoggiarono
quella
del

tutta

la

perfezion, divenne pi di-

loro magnificenza in simili


coli,

spetta-

gnitoso e

meno clamoroso, ed

a-

era

carnevale,

ualogo allo spirilo nazionale ed alle

dappoich quanto di sontuoso


teva fornire una
sca,

po-

ricchezze del popolo.

pompa

secolareti

grandezza e le forze del pubblico erario Dolevano somministrare, tutto impiegava!


la

quanto

Di questi giuochi pine negli statuti


lib.

se

ne

trat-

antichi

di

Roma

3,

cap.

209 usque ad

per

le

feste carnevalesche.
il

11

circo

219, mai per il dotto Cancellieri ne pubblic la descrizione come

Agonale ed
erano
tica
i

campo
allora

di Testaccio
destinati ai

promise
s

in diverse

sue opere. Ben-

luoghi

nel!'

archivio di

Campidoglio

si

giuochi del carnevale.


sto oggetto
l'

La

pi an-

conserva un suo mss. inedito in cui


parla delle feste carnevalesche, ed
a
di Agone e ili dopo il secolo XVI a poco a poco andarono in disurestando solo nel primo di so, maggio il giuoco della cuccagna

memoria relativamente a que un islromento dels.

lungo de'giuochi

insigne archivio di
in cui

Alessio di

Testaccio. Essi

Roma,
il

dello thl

te

si legge che nel ii56 monte viene chiamato monpallio. Da un breve di Gre-

GIL
folto

GI
che
cosso nel
Si

I-,,
la

dagli

svizzeri,
di

dice che durante


i

guerra

di

pentiBcalo
Cesta
in

Urbano
si

Vili.

La

Troia
della

greci per minorare la noia

della
in

cuccagna

ripetuta

lentezza

con cui

procedeva
le

Roma

mezzo

al

Iago di piazfransecolo
di-

l'assedio,

e per alleviare
divertissero
di
i

loro fa-

Navona sotto il governo ed anche dopo. Nel cese,


za

tiche

si

con diverse
imitazione
altres

maniere
de' greci,
i

giuochi.

Ad

passato

la

giostra
dei

fu fatta
di

in

romani
I

ebbero

versi cortili

palazzi

come

si

legge nei Diari di


il

Roma, Roma,
quella

loro giuochi.

pi conosciuti e-

dicendosi
brillante

numero

36o5

fatta

eseguire nel proprio

rano quelli del pari o dimori, dei trochi, dei ladri o ladroncelli, il quale ultimo giuoco, secondo alcuni scrittori,
si

dal
il

principe Rospigliosi nel


|(!)3
di

174;

avvicinava
la

al

nostro

numero
cortile

quella

del

1747
l'e-

giuoco degli scacchi, ed esegui vasi


su di una tavola,
fcie

mi

Barberini,

con

di

cui superdi scac-

sercizio

delle

quattro teste ed
il

un
55,
di

era lavorata

modo

torneo a cavallo;
racconta
nel

numero 5c)58
1

chiere.

questi

si

possono aggiuncio quello


dei

come
si

nel settembre

gere due giuochi che detti furono


in appresso d'azzardo,

giardino
del

accanto
e della
bilico

al

fonte

Termini,
cia

die

principio alla cacbufala,

degli ossiccUi, e quello

dadi;
al

toro
in
,

con

tultavolta
fine della
delti

si

osserva
i

che

sino

fantocci

artifiziosamentc

repubblica

giuochi che

con cani ammaestrali per orecchiare tori, e se ne fecero sei in tale anno; ed il nuguarniti
i

furono poscia di azzardo, eravietati.


I

no rigorosamente
ni,

germadel

secondo

la

relazione di Tacito,
alla

mero 570
palazzo
nel

del

in giugno, per la

J780 narra come prima volta, nel

abbandonavano
di

passione

giuoco con tale frenesia, che dopo


avere tutto perduto,
le

o anfiteatro Correa o sia mausoleo d' Augusto, si perla

arrischiala

vano

persone loro, ossia


in

loro
dadi,

mise

giostra

del

toro

della

libert

un

solo

getto di

bufala, proibita 'nostri giorni da Pio Vili: del palazzo o anfiteatro Correa , forma ridotto nella che si vede dal marchese Fran-

cesco Saverio

Vivaldi

Armentieri,
nel

ne

parla

il

Cancellieri
p.

suo
di

Menato
/ione
dei

66. Della

denota*

pubblici

spettacoli

Roma, siccome
nor
di), cos
x
i

n' presidente

mon(lee

Governatore di se ne parla a
spagmsoli
dei
tal

Roma

quell' arliagili

il vinto, bench piti giovane e pi robusto, si lasciava legare, condurre ove voleva il vincitore, e anche vendere agli stranieri. Sant'Ambrogio parlando degli unni, dice che dopo avere arrischiate al giuoco le loro armi e tutto quello che avevano di pi caro o pi prezioso, esponevano -1 ancora al giuoco la loro vi uccidevano per soddisfare il vinci-

e allora

1.

eolo.

Gli

sono
tori;

tore.

DoSSaulx,

in

un

libro

intito-

libili

giostratori

anche
ai.

lato: Dilla passione del giuoco

ti

in
SI

altri
l'i.

lunghi

guglia

tempi antichi fino ai nostri.


alla

prima
1

orgine del

giuoco,
lutti
i
1

lo

Ili

quanto
ancora

giuochi privati, di

instati

se

nt

la

menzione

in

ostantemente in ghi, lo sinopie presso

egw

luoiggi,
1

sd
u

voi luoghi

di

auesto

Dizionario,

come anche

nel

seno delK

i8o
incivilite

GI
e

GI
ma
il

corrotte;
esso

tuttavia

sembra ad

che mai

giuoco

non
ri

fosse cos attivo,

cos funesto,

universalmente esteso, come tra le nazioni odierne. Parlando dei francesi dice, che il giuoco,
cos

accolto da

prima dalla
al
i

nobilt, fu
dis-

introdotto da cortigiani avidi e

occupati fin presso


so quindi sedusse

trono; ch'es-

re franchi e le

i terreni, e pure che li coltivavano ; per cui talora avvenne che in un solo giorno le famiglie dei luoghi ove rimaneva qualche vestigio della servit, passarono sotto il dominio di sette o otto padroni. La passione del giuoco tanto ardente, che qualche volta si perpetu al di l della tomba, e perci

giuocarono

mobili,

ne' feudi quelli

loro famiglie; che sotto Francesco


I

si

cominci

il

giuoco

ad

essere in

racconta avere un giuocatore moribondo lasciato la sua pelle per

favore alla corte, e si fortific sotto Enrico II; che l'esempio di Enrico

coprire
sa

uno

scacchiere, e le sue os-

IV

diede

sfortunatamente

ai

perch se ne facessero dei dadi. A voler dire alcuna altra cosa


de' tanti

giuocatori un'audacia ed
cie di considerazione che

una

spe-

su qualcuno

giuochi
nobile
la

pri-

propagacardinal

vata

sull'antico

giuoco

rono quella epidemia


Mazzarini durante
la

fino nel cenil

degli scacchi

abbiamo

Disserta-

tro delle provincie; che

zione del eh. signore d.


scacchi,

Benedetto

minorit di
e l'in-

Luigi
trigo

XIV

sembr accrescere quel


il

disordine, e che

giuoco

trovaronsi

finalmente

come
si

naturalizzati

alla corte.

Allora

videro

signori francesi pi agiati


l'

Rocco napoletano sul giuoco degli ristampata da Francesco Cancellieri romano con la biblioteca ragionata degli scrittori sullo stesso giuoco, Roma 1817. Si vuole inventato da Palamede all' assedio
di

scorrere
ghilterra,

Italia,

la

Spagna e

l'In-

Troia, quindi usato dai greci, e

non

gi per mostrare

ad

poi dai romani. Altri con maggior

esempio dell'antica cavalleria la loro lealt ed il loro valore, ma per


esercitarvi
il

probabilit ne fanno inventore

un

bramino chiamato
cipio del

Sissa

nel

prin-

mestiere

vilissimo di

secolo, a fine di dare

che nel linguaggio francese detti furono in segiuocatori, e di quelli

una

lezione

chiamato

ad un principe indiano Sirham , eh' era gonfio


;

guito
il

cavalieri

d'industria.
inveisce

Indi

del suo potere

gli

dimostr che

chiaro

scrittore

contro

non poteva n
mediante
nel
t.

attaccare, n difen-

tutte le classi de' cittadini

che vogiuoco nelle loro case con gravissimo dangliono

dersi senza l'aiuto de' suoi soldati,


il

giuocare,

o tener

suo giuoco.

Il

Sarnelli
p.

II

delle Lett.

eccles.

5j,
coragli

no

della giovent. Spesso le

fami-

narra
resse

amici solo si riuniscono per disputarsi col giuoco il denaro che ciascuno possiede; e quante famiglie non furono ridotte alla menglie e gli

come s. Pier Damiani un vescovo che giuocava


Il

scacchi.

cardinal Baronio

ripor-

tando all'anno 1061, num. 4 [


4.2
tal

fatto,

soggiunge.

certo

dicit

per
,

la

fatale

passione

del

giuoco

come ancora innumerabili


g'

furono

individui che

si

trovaro-

dovrebbono gli ecclesiastici aver sempre davauti agli occhi della mente la sentenza dell' Apostolo
epist.

no

pel giuoco alla disperazione! In

I,

Cor.

io,

il

quale c'inselecite
le

alcuni

luoghi

oltre

il

denaro

si

gna,

non

esser loro

cose

GI
che non edificano il prossimo; secondo la qual sentenza s. Bernario

GI
antica, e crede
nel
to di

181
trovarne
l'ap-

Lessico di Papia, scrit-

do dice, che
nella
zi,

le

giochevoli

parole

nel

secolo

hocca de' secolari sono schernella


".

carte
sotto

da

giuoco

ma

hocca de' sacerdoti heIl

Carlo

stemmie
II

loco citato,

ci

medesimo Sarnelli d la lettera XXV


carte

regnare nel
:

In Francia le erano conosciute V, che incominci a i3G4 ma non doves

XI.

giuoco

delle

quanto sia

vano essere comuni a cagione della spesa che dovea produrre la dipintura,

disdicevole agli ecclesiastici. Narra

giacch l'arte

d'incidere sul
ignorata
de' conti
d'
;

che Giustiniano

fu

dispiaccntissi-

legno in
nel

Francia
la

era

mo

in

veder

carte

da
per

giuoco
ed
in

in
virdi
il

i3f)o
1'

camera

ap-

mano

degli ecclesiastici,

prov
te

erogazione

una somma
,

t de' sacri

canoni,
concilio
ai

mezzo
loro

considerabile per un giuoco di car-

santissimi vescovi, ne proih

portato
il

in

Francia

affine

di
sof-

giuoco.
can.
nica,

Il

So impose
ed
ai
fatti

Trullano col laici la scomula

trattenere

re Carlo
di

VI che
il

friva accessi

pazzia melanconica.

chierici
i

deposizione

Narrano

francesi che sotto

regno

se avessero

giuochi che

non
li

seguente di Carlo VII


della loro nazione,

un

pittore

precisa.

Il

concilio
soli

Eliheritano
,

Giacomino Grin-

proib

ai

laici

dandone argomento.
Si lineili,

non Soggiunge il
il

clero

gonneur,

particolari

che

il

di carte, al riferir

nome di giuocatore d'Ammiano Mari


:

cellino

lih. 5, cap. 18, era abbominevole presso nobili romani e che s. Girolamo trattando in

carte da giuoco Francia , e questo pu ammettersi perch le carte di quel genere furono per lungo tempo in Italia appellate francesi. Giacomino orn le carte con oro e

invent
alla

colori,

Apoll., degli

scrittori

ecclesiastici,

creare
lattia.

riporta
re
fatto

che Sinesio per non essevescovo disse di essere


,

con parecchi motti onde rimenzionato re nella mail Sembra per ch'egli le ab-

bia inventale sotto Carlo


se
lo

inclinato

al

giuoco.

Le

carte

da

V, e diffumaggiormente nel regno di CarVII, stabilendole meglio.


de' fiori

giuoco

pii

antiche dovettero essere


dagli

La

re-

disegnate a penna e colorite


a Unni ina tori.

gina

La prima menzione delle carte da giuoco ora in uso, tuttavolta si


vuole attribuire
lo
ai

chiamavasi argine, die l'anagramma di regina, e questa era Maria d' Angi, moglie di Carlo VII; la regina de' quadri
era

primi del seco-

Agnese Sorel
il

quella delle picdi

XIV, od Spagna da
te in
IN.

i33o in Nicol Pepino, nominainventate nel


dalle
ini-

che, sotto

nome

Pallade

inla
Isa-

dicava
bella

la

Pulcella d'Orleans, e

quel regno naipes


I\,

regina de' cuori


di

rappresentava
il

ziali

che l'inventore appose


Ini

Baviera, *otto
Il
il

nome

di

alle

carte da
i

fabbricate;

corto

Giuditta.

che
vietali

giuochi delle carte furono


negli
statuti
di

VII, sotto

redi picche era Carlo nome di Davidde, s.tcstato

un

ordine

cb quel principe era

come
" tanti

cavalleresco,

(ondato

nella

Spagna
1\
a
Il

Davidde
ciao..
I

perseguitato
i

dal

mio an-

verso

r33? da Alfonso francese Johanneau assegna


il

piatir

Scudieri

quepiq

ggero, Lanccllotto,
tulli

La

II

<

ste

carte

un'orgine

ancora

ed Ettore ('alitile,

personag-

182
gi
storici,
, i

GI
due primi
secondi
essi

GI
sotto
lo

Carlo
stesso
la

copia, che ne divenne

assai

ricco.
le

Magno

sotto

Veramente per lungo tempo


te rimasero ci eh'
cipio,

car-

Carlo VII:

rappresentavano
soldati.
I

erano da prin-

nobilt, e tutte le altre carte

sino

a dieci indicavano
lori

co-

medesimi

delle
Il

carte

erano

emblemi
il

militari.

cuore indicava
i

un semplice oggetto di cuun vero balocco da fanciulli; e solo ad un gran pezzo dopo si videro comparire parecchi
riosit,

valore; le picche e
le

quadri rapi

giuochi, fondati sui


di cui

vari

accidenti

presentavano
dettero alcuni

armi
che
l'

fiori

fo-

raggi necessari in

un campo. Creasse
fosse
il

simbolo delle finanze che formano il nerbo della guerra, e certamente


l'

sono suscettive, e moltiplicate in numero di quaranta di quattro specie, e fra noi dette di coppe, denari, spade, e bastoni, avente ogni decina il suo re, cavallo, fante,

asse era

una moneta presso

ro-

asse,

due, tre,

quattro, cinque,

mani.

sei,

e sette. In altri luoghi arrivadieci


Il

La prima menzione poi di carte da giuoco stampate trovasi in un decreto pubblicato a Venezia nell'anno I44 1 j l,e ' quale si legge:
le
o*

no sino a
sembra uno
Ricerche

e sono

in

tutte

cinquantadue.

giuoco del picchetto


inventati,
,

de' primi

nel Giornale di
storielle

Trevoux
su
,

e nelle

Che

l'

arte e

il

mestiere del-

le

carte

da
di
1'

stampate era caduto in basso, a motivo della gran quantit di carte da giuoco con figure dipinte e stampate che venivano di
carte

giuoco del Bullet

si

pretende

trovare nella storia di Francia


rigine del giuoco di picchetto.

o-

Sa-

fuori ".

per
tali

1'

proibiva 11 decreto quindi avvenire 1' introduzione di


in
paese.

uel

muel Weller Singer ha pubblicato 1816 in Londra in un libro


perch stampato con molte figure, e al numero solo di
,

rarissimo

carte

Predicando

s.

Bernardino da Siena sulle scale di s. Petronio in Bologna contro il giuoco delle carte, mosse il popolo a portargliele tutte, ed egli le bruci a' 5 maggio i45>3: da ci Se rilevasi com' erano propagate. lie dolse l'artefice che le formava, e disse al santo piangendo, che gli avea tolto il sostentamento alla famiglia, non sapendo far altro che dipingere le carte. Allora s. Bernardino gli rispose: Si nescis alimi
piugere, liane
te

i5o

esemplari

varie

belle

figure

sulla origine delle

carte

Nel gabinetto delle


alla

da giuoco. stampe, unito


di

biblioteca reale

Parigi

si

conservano molte carte antiche delalcune delle la maggior bellezza quali hanno pure la lunghezza di
,

sei
l'

o sette
Il

pollici,

e tutte sono con

insegna del re Davidde.

giuoco in

cui

si

avventura
di denaro,

una somma qualunque


di

imaginem pinge, ncc


fi-

zardo,

pura industria, o ovvero misto

di
,

puro
cio

az-

parte
Il

omnno pigeli t; e formata la gura del sole co' raggi in una


bella,

d'industria, e

parte d'azzardo.

ta-

giuoco di
t

siccome
al

propagatore

della
,

pura industria quello che dipende unicamente dall'abilide' giuocatori,

venerazione
pose
1IS.

nome
le

di

Ges
note

vi

come
ec.
Il

il
il

giuoco
giuo-

nel

mezzo
ne

sigle

del

pallone, o della palla,


e quello

L'artefice

pklle simili, e

ne

form subito vend in tanta

co del bigliardo,

giuoco di
che dipeli*

puro azzardo

GI
de
te

unicamente o
dalla

(juasi

fortuna,

come

unicamenil giuoco

linguaggio
ti
i

divertimenti
pii

comune s'intendono lutche si danno al


particolarmente
le

de' dadi, e
ec.
il

molti

giuochi di carte,

pubblico, e

giuoco

misto dipende dalla

rappresentazioni del

Teatro (Fedi),
disordini cavolte da
sii

fortuna
po,

e dall'abilit
il

ad un tem1'

opere
die,

in

musica, commedie, trageec.


pii
li
,

come
,

picchetto,

ombre,
per

balli,
il

pei

tarocchi

ec.

Alcuni

di

questi
s

gionali
filiti

delle

giuochi
stessi,

non sono

cattivi

spettacoli

fecero

condannale
e

perch siccome una persona pu cedere il suo denaro ad


un'altra
condizione

non solamente
pagani.
Neil'
di

dai

concilii

dai dai
la

padri della Chiesa,

ma
i

altres

assolutamente,
,

senza

anno
al

cos

pu
sotto

la

persona

fondazione

4 dopo Roma, censori


senato
di

afar

medesima
zione,
sia

darlo

una condicondizione

vendo

proposto

che

questa

dipenda dall' industria, sia che dipenda dall'azzardo. Ma il giuoco di puro azzardo viene proibito ai
laici,

particolarmente
tanto dal
diritto
risico

agli

ee-

clesiastici,

diritto civile,

quanto
i

dal
di

canonico.

Che
della
,

giuochi

furono proibleggi

ti

severamente

colle
ai
si

Chiesa

non

solo

chierici

ma

anco
e

ai

fedeli,

ci

conosce dal

un teatro di pietra, Scipione dimostr che gli spettacoli avrebbero indubitatamente corrotto romani quindi il senato fece vendere i materiali preparati per la costruzione del teatro. Ovidio nella sua famosa apologia diretta ad Augusto, confessa che i giuochi sono semenze di corruzione, ed esort quel principe a sopprimere teatri Seneca Dell' episi.
costruire
i
;
i
.

canone
dal

Elvira

35 degli apostoli, canone 79 del concilio di tenuto verso I' anno 3oo.

42

\
di

II,

sostiene
pii

che non avvi


ai

nulla

Avvi un
Il

titolo speciale
i

nelle

Pan-

dette contro

giuochi d' azzardo.

concilio Lateranense celebrada Innocenzo III, can. i(S, si esprime in questi termini riguardo
to
agli
ecclesiastici
:

IV

buoni costumi, quanto l'assistere a qualche spettacolo. Tacito nel lib. f\, ca [>8 de' suoi Annali riferisce le lagnanze che facevano pi saggi tra romani, quando furono dalcontrario
i

la

Grecia
,

condotti a

Roma

g'

i-

Clerici

ad

alea

strioni
i

vel ta.rillos non ladani, nec luijusmodi ludis inlersint. Il concilio di Trento ed concilii provinciali
i

dicendo tra le altre cose, che buoni costumi lasciali dagli antenati si sarebbero totalmente

corrotti.

Lo

slesso Tacito conside-

ripetono

la

stessa cosa.

Scriveva
al

rava l'avversione dei


gli

germani pei
delle cau-

uno, che
delle

avea perduto
:

giuoco

spettacoli,

come una

carte e

Tale
la

trovato
1'

che

se
Il

della

purezza de' loro costumi.

favorisce
pernicioso
tristo

incoraggia
civil

ozio,

celebre Solone, legislatore d'


si

A-

per

compagnia;
la

tene,

rimedio

contro

noia, ri-

medio peggiore del male medesimo; passione funesta che la germogbare tulle le altre, rovina la
salute, e

oppose allo stabilimento dei teatri, dicendo che Se si fossero tollerali, ben [nesto avrebbero corroili
costumi, ed infievolito
leggi;
e
e
il

igi

delle
la

inelle a secco

la

borsa."'

corruzione

Plutarco la rovina
.dia

attribu
di

quella

In quanto agli spettacoli, che nel

possente

repubblica,

smai

284
degli
ateniesi

GI
per
gli

GI
spettacoli
.

fulminando
cipi

la

scomunica
li

ai

prin-

Sparta non erano


la
gli
li

tollerati.

Sebproi-

e magistrati che e a

permetles

bene
bisca

sacra

Scrittura

non

sero,
si

qualunque
al

persona che
tal

spettacoli,

implicitamente
della

esponesse

pericoloso cimento.

sempre
sone

condanna. Essendosi Giacarica


di

Cos

pure

priv

con

bolla di

impossessato
sacerdote,

sepoltura

sommo

e volendo inte-

ramente corrompere il popolo ebreo, non trov mezzo pi efficace per riuscirvi, quanto quello di
stabilire in

Gerusalemme
Grecia, e

gli

spet-

tacoli

della

disgraziata-

mente ottenne il suo intento. Tertulliano condann gli spettacoli perch fomentano le passioni sono
,

chiunque in detti giuochi restasse morto, e soggett eziandio alla scomunica gli ecclesiastici, s regolari che secolari, che vi assistessero. Per il successore Gregorio Xllf, ad istanza di Filippo II redi Spagna, lev le censure della bolla perci che riguardava i laici ed i militari; ma viet che taecclesiastica
li

spettacoli

si

facessero nei d fe-

contrari ai doni dello Spirito


to,

San-

stivi.

Lo
non

stesso

Gregorio XIII
plebei

nel-

incompatibili cogl'impegni concol

l'anno i5y3 proibii ridotti de'giuochi,

tratti

battesimo, e coll'obbligo
cristiano
le

solo ai

ma

auche

che

ha ogni

di

riferire
vi-

ai nobili,

alcuni de'quali nell'onore

a Dio tutte
vere in

sue azioni, e di

nella

roba
nel

una

disposizione continua
di

Sisto

i586

gravemente puniti. promulg uu


le

di preghiera,

attenzione, di vi-

severo editto contro


si

fraudi che
carte

gilanza e di

penitenza.

Le podetollera-

commettevano
coi

colle
,

da
al-

st ecclesiastiche e secolari

giuoco e
lora
letto

dadi

no una
gasi

gli

spettacoli

come

tollerano

baratteria.

chiamate Innocenzo XI,

e-

infinit di

altri

mali che non

possono efficacemente impedire. Vegil

Butler,
ec.

Vite dei padri, dei

martiri

a pag.

46
la

e seg. delle

sue

Feste

mobili, sui
proibiti

giuochi

1676, voleva essere sovente informato de' costumi della nobilt romana, e proib giuochi illeciti che dicevansi d'invito. Innocenzo XII del i6f)i fece castinel
i

spettacoli

durante

la

domenica, e quaresima, con le osdiversi


;

gare

varie

dame

per

aver

con-

travvenuto

alla severa

proibizione

servazioni

sopra

giuochi
passo di

che
birri,

avea fatto de'giuochi d'azzar-

ed
nell'
s.

antichi

spettacoli

riportando
il

do, e fece dar la corda ad alcuni

ottobre a p. 3o6,
pericolosi
s.

Giovanni
Il

Grisostomo,
pei

quanto
con
la

essi sieno

costumi.

che corrotti col denaro non avevano denunziato i giuocatori principali da essi scoperti. Clemen-

Pontefice

Pio
Bull.
>

V
del

te di

XI

nel

17 19 ordin
di

ai

vescovi
e

costituzione

De

salute,

primo
t.

non permettere

agi' istrioni

novembre 1^67,
part.
II,

Rom.

IV,

saltimbanchi
le

giuocar vicino

al-

p.
i

4 02

viet

con sombestie

chiese e monisteri, e nelle feste


i

mo

rigore

pubblici
di

spettacoli, e

durante

divini

uffzi.

Benedetto
costituzione
il

giuochi de' tori e


feroci, per

altre

XIV
Nihil
t.

nel

1742 con
,

la

cagione

delle morti
in essi
si

profecto
p.

presso

suo Bull.

dei

pericoli ai quali
i

espo-

nevano
ch

giostratori,
alla

ed anche perpiet cristiana,

206, proib gli spettacoli immodesti, che dai giovani nudi


I,

contrari

in diversi

luoghi

delia

Campagna

GI
romana
ne'giorni
tacoli,
si

GI
con iscandalo
agli di Alessandro, Genial.
e.

facevano
festivi.

Dier.

I.

IH,

Intorno

spet-

che

lo

stesso

Dionigi

tiran-

come
in p.

occasione prossima di
il

no

di

Siracusa

soleva

divertirsi,

peccalo,

abbiamo

trattato latino

pilla et follicolo.

Questo era
della

uno
no-

stampato
celebre

Roma
Concilia

nel

iy52, del

de'di ver tinnenti


bilia

prediletti

domenicano,
l'approvazione

trattato che
del

merit

medesimo Benedetto XIV, il quale nel primo gennaio 1748,


co n la
costituzione
t.

romana, massime nel XVI Massi e nel XVII secolo. M. A. pallone nel mi, mentre giuocava a cortile di d. Virginio Orsini a Monte

Inter caetera,
37.5,

Giordano,

si

turb

vedere

il

loco citato

II,

p.

protest
tollera

bargello di

Roma, per

essere reo di

a
gli

tutto

il

mondo
con

ch'egli

spettacoli

sommo ramma-

avere avvelenato il fratello Luca: anche Onofrio Santacroce, che avea


consigliato
il

lieo,

sue opere
spettacoli
di

avendo inoltre nelle dotte ognora combattuto gli

fratello

Paolo ad ucappostato dal

cidere
detto

la

madre,

fu

come
Pio

occasioni prossime

peccare.

VI

nel

1788
di

proi-

b
ile'

qualunque giuoco
luoghi pubblici,
g'

per

azzardo rimovere
ne de-

tutti

inconvenienti

che

che fece da ove avea giuocato a pallone. Ci accadde sotto GemellNel 161 1 1' ambasciatore Vili. di Spagna per diporto and a giuobargello neh' uscire
cortile

rivano.

Dipoi

nel

pene pi severe,
di

1790 con le con la multa


viet
i

care

alla

pilotta

nel

cortile

del

cardinal Farnese con un cavaliere Malta, avendo l' ambasciatore guadagnato duecento cinquanta scudi di

cinquecento

scudi

detti

giuochi d'azzardo, da' quali spesso

provenivano
famiglie,
il

V intera rovina delle dissipamento della gioi

d'oro.

ora
tre

Rospigliosi
cortili,

Nel palazzo Bentivoglio vi furono forni ili

vent,
litti.

le

risse,

pi

enormi degiuochi

uno per

la

cavallerizza,

Le

leggi

odierne sui

l'altro

pel giuoco

del

pallone,
pilotta.

il

proibiti

sono note.
Pilotta,
il

terzo per quello della

Ansul

Si disse giuocare alla

tonio

Scaino fece

un
,

trattato

giuoco
la
il

che mezzana,
in

si

faceva con

una

pai-

Giuoco
Giolito
Jl
1

della palla

Venezia

pel

che

si

gonfiava
radici del

come

555.
del

Pollocronio Clivola,

pallone. Forse la piazza della Vi-

lotta

Quiriuale, avr preso tale denominazione dal sito ove si giuocava alla pilotta. Buon., Fior., scrive: noi lioninio tre ore o quattro alla
alle
pilotla.

Roma

Venezia pallone, l65o. Francesco Saverio Quadrio,


giuoco
intorno
alla
sferislica

t. citer

sia giuoco

chi,

Svelonio,

e.

83, disse

che

Jean Meni, patir sereir l'histoire de la spheristique 011 de hi


-

della palla degli 7 Pierre Milano 1 *> 1

anti-

Burette:

Augusto ej crciiatioui s equorum, et armorum


civilt

campeslres statini post

paumc
delle

des anoiens,

nel

tona.

II

Mem.de
Il si

l'.lcad.

des

Tnscr.

bella

omisil;

<t

ad pilam
Miatte-

197.

primo,
sta,

follicolitnit/iie
I.

transiti.
e.

che
se,

la

giuoco dell'oca quello eoo c\\.\c dadi, sepia una


in

crab., Satani.

Il,

6,

ci

tavola
in

dipinta
giro
a

sessantatre

1-

the Caio Cesare Caligola giuocava alla palla con L Cecilia ('1.1111
malico.

spirale,

come

spice

sano Antonio
Ci.
Battista

.Mani
Fagiuoli.

Biscioni,

Cos rilevasi da Alessandro

Giuseppe

ifh>

GI
descrisse
in

GI
versi
il

Bernei'i

giuo-

progresso di
lazzo della

tempo

di

venne un gingradilo sol-

co

dell' oca,

quello della
e
si

canna-

nastico esercizio ed

un

lendola
nelle

altalena,

leggono
dagli

sue

poesie

stampate
di

abitanti

romana plebe, e degli de' luoghi vicini a Roma.


consiste

accademici Infecondi

Pioma 1678,
dell'alta-

infatti

questo

giuoco

1679.
In
lena,

quanto

al

giuoco

cannofiena
in

cannafiendola,

nominata gente, nel sospendere per mezzo di quattro funi da un architrave una taprediletto
della

(Uncino alcune erudizioni. Esso era


praticato
delle
ferie

vola sulla quale siedono ordinaria-

Roma

nei sei

giorni
alla
in

mente cinque o
l'estremit
in

sei

donne, e

nelritte

latine,

consimile
istituita

della
la

tavola

due

fsta dell' oscilla/ione,

piedi

sono

causa motrice del-

Atene,
d

secondo
del

Igino, per imitare


di

l'alternato molo, che serve alla diall' innalzamento della taambulante: mentre succede l' altalena o cannofiena, le donne allegramente suonano il tamburello e cantano e ripetono ritornelli o canzoni con dialetto plebeo e

moto

corpo

Etigone mopastori
in-

scesa

ed

glie

d'Icaro ucciso dai

vola

ebbriati,

co irato,

messa in furore da Baced appesa ad un laccio;


questa
della

alludendo
instabilit
la

oscilla/ione

alla

vita

umana
al

e del-

fortuna, che dall'alto

basso,
al-

piacevolissimo, cui fanno eco


costanti.

cir-

e dal

basso all'alto
i

vicenda
re
di

In altri luoghi
si

l'esercizio
fa

za

e deprime

mortali. Narra

la

e sollazzo dell'altalena

presso

mitologia che
nia

Ebaio

Laeo-

a poco quale qui lo descrivemmo.

padre d'Icaro e di Penelope, impar da Bacco l'uso della vite, e


diede a bere
il

Era un tempo V alialena una macchina militare formata d'una trave


alta
ficcata
in

vino a'suoi sudditi,

terra

ed

in

cima
lunga

che restandone inebbriati, e temen-

bilicata

un'altra

trave
tal
si

pi

do

in

questo stato
uccisero
tal

di

essere stati
.

per traverso, ed in

modo comchina e l'alquesta mac-

avvelenati,

Icaro
la

Comdi

messa che un capo


tro
si

messo

delitto segu

morte

leva in alto.

Da

Erigone, la quale per compassione idi tlei trasformarono nel seguo celeste

china vuoisi derivata

la

prima
hato un

in-

venzione dei

telegral.
ci

di

Vergine.

Quindi
e

gli

dei
1

Guglielmo Manzi
li,

e-

ispirarono alle mogli degli uccisori


d' Icaro

udito Discorso sopra gli spettacole feste,

implacabile

furioso

ri-

ed

il

lasso degli italia,

sentimento: consultalo dai rei l'oracolo, venne ordinato iu espiazio-

ni

nel

secolo

XIV

con
18 8.
r

note

ed
-1

illustrazioni,

Roma

Diverse

ne
feste

del

delitto

1'

istituzione

delle

erudizioni sugli

antichi
di

giuochi

d'Icaro, coi giuochi chiamati


icarii, e
si

leggono nelle opere


narroti sui e sopra
i

Filippo Buo-

da
ta

lui

celebravano don-

dolandosi sopra una corda attacca-

Vasi antichi di vetro, Medaglioni antichi. Il


nelle

a due alberi

in

memoria
Erigono.

della
ci

Cancellieri
dei

sue

opere parla
di

violenta

morte
la

di

Da

giuochi
in

popolari

Roma,
il

onore di Bacco latini, che avcano per copresso .stume di dondolarsi sopra una corda attaccata a due pini, che iu
deriv
festa

in

massime
cato, per
nel

quella intitolala
le

Mer-

strade,

nel

Tevere,
le

lago

piazza Navona, in diIvi,

versi tempi.

a p. 17, tra

co-

GI
se curiose

GI
d'un
sepolto

187

riporta l'iscrizione
di

facchino

detta piazza,
tli

namloliy e d' alcuni altri giocolaci de tpt, di parla s. Gio. Grisoslomo.


Il

nella chiesa

s.

Onofrio,

ove

si

Marangoni

Delle

cose

gentile-

legge: et digitorum dimicatione singulari.

sche, coli' autorit


p.
sui

del

Baldetli
ci

a
ai

Indi

elice

che da

Nonno
I.

38o

riporta

alcune

udizioni

l'anopolita,

siamo
lo

istruiti,

Dionysiacorum che Imeneo

34,

giuocoli

fanciulleschi

affissi

figliuo-

loro sepolcri.
In
lini

tli Lacco e di Urania, ed ancor Cupido figlio di Giove e di Venere, talvolta si dilettavano giuocare a mora o morra, che il Dizionario detta

Roma
fu

nel

pubblicato

17G8 dal Barbielun importante

opuscolo con questo titolo: Trate de* divertimenti tato de giuochi

lingua italiana definisce


dice

Mora,
si

si

un giuoco noto, che


alzando
e
le

fa

in

due,

dita

d'una

delle

permessi o proibiti ai cristiani. In questo libro si dice che gli onesti divertimenti sono in qualche maniera

cercando d' apponi che numero siano per alzare tra tutti e due, onde fare alla mora, in latino mirare digitis. Nel suo opuscoletto sulle

mani,

necessari

all'

uomo
gli
vi
i

attesa

la

debolezza del suo spirito e del suo

corpo

approvati,

Sette cose

fatali di

Ro-

non purch moderazione. Che


:

santi

hanno
sia
la

dis-

debita
pa-

giuochi di
inai

ma,

il

Cancellieri

riporta

a pag.

role,

motti piacevoli
:

sono

68
Jo.

g3

questi autori che scrisse-

indegni de' cristiani


to difficile

santi

mede mol-

ro sul giuoco
Pacichelli,

antico

della

Ludus
i

morra. paris aut

simi se ne sono servili,


l'

ma

usarne bene
traila
teatrali,

e discre-

impari morrac, in Chirolilurgiae, c)7cap. XII, p. Spanhem. ad


Aristoph. Pintura,
tori
t.

tamente.
trari
la

Indi

delle

specie

degli spettacoli
alla

come cone
al-

8,

818.
1

Mura2
\
i

perfezione cristiana
ile'
il

Analect.

latin.
1.

et

purit
lu

interprete*
v.

ad
p.
si

Ilorat.

a, sat.

3,

me

costumi consenso

onde unanide' pi

gravi

if.

35

il

Cancellieri ags.

autori in condannarli.

Delle
e

commoni-

giunge, che

apprende da
nell'epistola
il

GiuZena,
di

medie piavate
steri.

de' collegi

stino martire,

De' balli,

delle

maschere ed

che

si

usava di fare

giuoco
la

altri

divertimenti carnevaleschi. Dei

imo che rappresentasse


d' Oreste, di

persona

giuochi di

fortuna
resto
;

detti

comune

statura gigantesca, fa-

mente

di

dell'

invenzione dei

cendolo camminale sopra de trampani

medesimi, e del sentimento unani-

(come vediamo una


,

siffatta

me

de' gentili
i

in

condannarli,
e

come

maschera nel carnevale di Roma), cai una fccia mostruosa ed un


ventre pieno di stracci o
(Inili

pur fecero
tori,

santi

padri, gravi au-

le

leggi
il

civili

canoniche,
illecito.

paglia,

essendone
si;
i

guadagno
per
s

Che
1

andasse gridando
le

gran voce,
i

giuochi d'industria e

di

sei
,

(aule
li

restassero spaventali

fanciulsi

eizio

sono

stessi

leciti

si

persone semplici, e
brigate
:

desse
cita
il

devono per osservare


stanze,

varie circoina\\
1 1

spasso alle
p.

quindi

Menochio, che
aver
irati. ilo

nelle

Stame
p.

di./<-

che potrebbero renderli convenienti ed dienti. Tratta


coi a
lei
ili
v

ce

de' giocolar!
Ili,

ii

timenti della
(

pese

inlnhi.
il

Nel

toni.

della
11
1

Cai

<

ia

<

>li ).

quali
/

p.

Mcuocfaio

discolie

Di.Ui fu*

pi oibita

del giuoco del

.88
io

GI
{Ved\j
;

GI
musica
e

della

del

santi

le

cose sacre in
il

testimocose

canto; delle conversazioni e de'conviti

nio per corroborare


to;

proprio det-

del

lusso e delle spese supersi

atto di
si

religione

per
si

le

fanno pei divertimenti, con danno grande al pubblico ed alla religione. Conchiude che l' eflue che

che
Il

affermano

promettono.
il

Bergier cos
:

definisce

giura-

mento

giurare prendere Dio in


verit
di

suberante attacco

ai

giuochi

e di-

testimonio della

un

di-

vertimenti cattivo, ed anche talvolta peccaminoso, essendo la vita del


cristiano di
zione.

scorso, o della sincerit d'

una pro-

messa,
se

fare

una
si

imprecazione
mentisce, o
ci

penitenza

e
r

mortifica-

contro s stesso se

Alcuino Albino nelT epist. 107 detestava Spectacula et diabolica figmcnta, con aggiungere Nescit homo, qui luNell'anno

79

non

si
:

adempie

che

si

si

ha
at-

promesso
di
I

dunque questo

un

to di religione, con cui

professa

stri ones,

rnimos
in

et

saltato res
,

in-

temer Dio e la di lui giustizia. giuramenti cominciarono, secondo

troducit

domimi suam

guani
concilio

alcuni autori, a stabilirsi quasi nell'

magna

eos

immundorum
Cosi
nel
1

sequilur

turba spirituum. Cabilonense

epoca medesima che gli uomini cominciarono ad ingannare; quindi


i

fatta II dell' 8 3 Hislrionum sive scurobscenoraruni et turpium seu ruin jocorum. Anco Agobardo arcivescovo di Lione nel lib. De di-

poeti

dissero

il

giuramento
Allorch

fi-

menzione
_,

glio

della

discordia.
si

la

spens.
ve:

circa

l'anno

836

cos scri-

Inebriai histriones, mimos, tur-

pissinwsque et vanissimos joculatores, quum pauperes Ecclesiae fante discruciali


il

appoggi pi se non che sopra semplici promesse , non solamente il giuramento divent una specie di caparra delle protequella caparra medesima ste, ma non present un appoggio sufficiente alla sincerit e il giuramento
fede
,

non

inle.rcant.

Neil'
col

816

in

appresso fu di necessit accom-

concilio

d'

Aquisgrana

canoopor-

ne

83 ordin:

Quod non

te

pagnato da certe formule, da cerche ne cerimonie e solennit


,

aut clericos quibuscumque spectaculis in scoenis, aut sed antequam uupliis interesse j Thymelici ( cio g' istrioni, musici mimi ) ingrediantur , exurgere
tcal sacerdotes

dovevano guarentire l' inviolabilit. Del giuramento tuttavolta ne ab-

biamo
ceri

alcuni

esempi
del

fra

pi sin-

adoratori
disse al

vero

Dio,

sino dalla pi

eos Convent, atque inde,

discedere.

bramo

remota antichit. Are di Sodoma: io

Atfche nel concilio Turonense del-

levo per questo la

mano

innanzi al

coman7 3, sacerdoti debbano hida, che sirionum turpium et obscenorum insolentias jocorum effugere. IlThieis autore del Traile des jeux et
l'anno 8
1

col

can.

si

Signore, al Dio altissimo, possessore


'; e protest con giuramento che non accetter doni dal medesimo re di Sodoma; ed avendo Abimelecco esatto da quel patriarca, che gli giurasse per il nome di Dio di non fargli alcun

del cielo e della terra

des diverlissemenls, stampato a Parigi.

GIURAMENTO
jusjurauduni
del
,

juramenlum , sacrameutum. Atto giurare o di chiamare Iddio e


,

male, Abramo rispose giuro", e strinse seco

lui

io

ve lo

alleanza.

Elezier fece giuramento ad

Abra-

GI
mo
slesso,

GI
zione de' gentili
e
de' giudei.,

189
agdi

per
,

il

Signore del cielo

che nel cercare una sposa pel figlio Lacco, non scegliecananea. Isacco rinnov r una
e della

lena

giunse

una

nuova
cristiani

proibizione
necessit.

non giuraie senza


I

primi

con giuramento l'alleanza fatta da suo padre con Abimelecco; e Giacobbe a vicenda giur con Labano per il Dio che suo padre temeva. da Abramo e da Il modo usato Isacco nel ricevere il giuramento,
consistette nel

acconsentire di fare
militare, e
i

non poterono il giuramento


si
s\

giuramenti che
,

erifa-

gevano cevano

in

giustizia

quando

in

nome

de' falsi

dei, o

in

presenza de' loro

simulacri, questo
d' idolatria
,

sarebbe slato un atto

porre
la

la

mano

di
;

chi

giurava

sotto

loro

coscia

ad esso furono date varie interpretazioni, che con grande erudizione


sono riportate nelle Stuore del p. Menochio, p. 4 2 6, ca P- ^11, Qual
fosse l'origine
(V e la significazione

per non ricusarono mai di fare de' giuramenti, che non sentissero punto di paganesimo. Dice Tertulgiuriamo, non pei genii dei liano
:

Cesari

ma

per la

vita

salute

o
es-

conservazione dei Cesari, la quale


e

pi augusta di
questi
p.

tutti

genii

una

cerimonia

antica

che
sotto

chi la

sendo
Il

considerati
di

demouii.
parici
,

giurava mettesse la
coscia di colui

mano

Mamachi che

ci

giurava.

a favore del anale Sembra che Dio abbia

De' costumi de' primitivi


tom. I, p. improprio
cristiani
di
Il
,

cristiani

279,
il

co' padri

approvato 1' uso di giurare, confermando con una specie di giuramento le promesse che faceva ad

dire per dio

chiama Bacco,

per Diana, per Giove,


i

de' primi

dappoich tempi stimava-

bramo, per
nesi
e.

cui

si

legge nella Ge-

no

far

22,

v.
il

16:

Giurai per
tua
la
il

me

role.

Rinaldi
7
,

male adoprando tali padanai, cccl. au.


,

stesso, dice

Signore, di benedilli
posterit.

297
dati

n.

dice

che
cui

l'

imperatore
i

e di moltiplicare la In
del
Israele

Massimiano
cristiani

volle costringere
,

sol-

questa

era

forinola

di

nella

milizia

giuramento: Viva
il

Signore,

sempre ve ne fu gran quantit, a


sacrificare ed a giurare sugli altari
co' nemimai altri avevano esigito da loro, massime il giuramento se non secondo il rito cristiano, con la forinola riferita da Vegezio,

ovvero, che
se

Signore mi punisca
la
tal
di

non faccio

cosa.

Era

di

virilmente combattere
ci

proibito agli ebrei

giurare pel
,

ci

che

nome
disse
:

degli dei stranieri

Mos
vostro

Temerete
servirete

il

Signore
11

Dio,

lui solo,

e giure-

rete pel di lui

nome.

prendere

De
role

re
:

inilit.

I.

con queste

pae
la

invano questo santo nome spergiurare, siccome detto nell' Eso-

lo

per

Giurano per Cristo Dio, Spirito Santo e per


,

do
v.

e.

20,

v. 7,

nel

Levitico

e. <),

Queste due proibizioni riguardano egualmente giuramenti


12.
i

si

maest deve

dell'

imperatore

la

piale

dall'

umana

generazione

che

si

facevano

alla

DI

imo/,

dei

giudici

per confermare
si

contratto, e quei che

un mutuo usavano nel


ne]
istru*

parlare ordinario.
vangelo, parlando

Ges Cristo
>

comune

secondo Dio, amare e riverire'. \nSoggiunge lo stesso Vegesio soldati, che valorocora giurano samente formi inno quanto saia comandato dal! imperatore , che non inai abbandoneranno la essi
:

()o

GI
ne ricuseranno
di

GI
11

milizia,
la

romana

repubblica'-'.

morire per Pagi in


n.

secondo

lo
il

stile

di

quel

tempo-

Racconta

Rinaldi all'anno
il

critic.

Bamn. ad

an.

5Y)5,

8,

num.

4?

che secondo
a
s.

5g2, costume
diverse
vi-

del

cap. 9, sulle traccie della legge Vili codice Teodosiano dimostra,

giunsero

Gregorio

appellazioni, essendo

allora in
il

essere stato

giurare

uso de' cristiani il per salutem et Victor inni


in

gore

la

pratica che

vescovo acdi

cusato alla Sede apostolica, e chia-

imperatonim , quantunque in senso assai diverso da quello che facevano gentili, siccome prova r Assemanui, Art. watt, occdcnt.
i

mato da
la

essa, se

non meritava

essere condannato, era costretto per

sua purgazione giurare sopra

il

tonti.

II,

pag.

S. Cornelio

4 12 Papa

corpo di s. Pietro, come fece Leone vescovo di Catania. All'anno poi

del

254

dicesi a-

924,

n.

9,

narra che

avendo ElEtelstano

ver ordinato, che niuno domandasse

fredo congiurato contro

giuramento dai chierici, se non fosse in confermazione della fede; che chiunque giurasse sa rebhe cosa onesta il farlo digiuno, e che niuno fosse costretto a dar giuramento pri-

re d'Inghilterra, portatosi in

Roma

per difendersi col giuramento alla presenza di Papa Giovanni X, ma

spergiurando avanti l'altare

di

san

Pietro, cadde subito a terra, e do-

ma
V.
q.

di
il

aver quattordici anni di et.


cap.
Il

po

tre giorni

mori

nella

scuola

Honestutn ctiam,

11,

degli angli.

5.

12,

osserva

Pdnaldi all'anno 449> " ch'era cosa insolita

La

religione fu

sempre

la

base

del giuramento, e allorch essa de-

richiedere
scovi,

giuramento dai veil narrando che nel sinodo di Costantinopoli, per ordine dell' imperatore, Macedonio tribuno e norichiesto ai taro, avendo vescovi
giurare intorno alle
alla

gener in idolatria, si giur pei diversi idoli. In questo modo gli egizi giuravano pei loro dei Iside ed Osiride, ed ancora per Anobi,
per
il

bue Api, per


e per
il

il

coccodnllo,
culto su-

che dovessero
cose

per

l'aglio

porro o altre
loro

appartenenti
ottenne che

causa

di

piante, oggetti del


perstizioso.
in
I

Etiliche, Basilio
eia

vescovo di Seleu-

persiani
il

prendevano

non
egli

fossero a ci

testimonio

sole; gli sciti giu-

costretti,

dicendo
si

memoria che
ai

non esservi domandasse mai


cio
il

vescovi

il

sacramento,

giuramento. All'articolo Giudizii di Dio, Prova o Purgazioni, dicem-

ravano per l'aria e per la scimitarra, che forse riguardavano come principali divinit. In Atene si giurava il pi delle volte per Minerva, dea tutelare della citt; in
Isparta
si

mo,

che che

il

giuramento l'unica
canonica

giurava pei gemelli

1-

purgazione

ed antichissiin

store e Polluce discendenti per parte della

ma
ivi

sia

ancora

vigore, ed
del

madre
In

loro dai re del pae-

riportammo alcuni esempi


si

se; e nella Sicilia giura vasi per Pi oserpina.

modo come
zione
to
l'
il

pratic qual purga-

Roma
;

le

vestali

giura-

di

calunnie apposte. Accusa-

Pontefice

Alessandro
II

II

dal-

antipapa
se

Onorio

di

simonia,
dell'

vano per la dea Vesta, alla qui le donne marile erano consagrate tate per Giunone, che presiedeva
alla

nel

concilio di

Mantova
col

anno

pace e
i

alla felicit

dei

matri-

10G7

ne purg

giuramento,

moni;

coltivatori

giuravano per

GI
vendemmiatori pei fiacper Diana, gli amanli per Venere e Cupido suo figlio. Giuravasi anticamente non solo per le ma ancora divinit, per tulio quello die apparteneva al loro impero o al loro cullo, per

GII]
stavano genuflessi, alzando
e

inni',
co,
i

si<

n-

cacciatori

dendo
e
gli

usano per toccare l'aliare, oggetti che vi si erano colla

locati,

come

l'evangelo, la croce, le

reliquie e cose simili.

loro

templi, per

gli

attributi del-

Per legge comune nel prestarsi giuramento si toccano santi Evangeli (Fedi) proferendo le
il
i

la

loro divinit,

e per le armi di

parole:

Iddio

ini

aiuti,

fjuesti

cui

particolarmente erano munite.


Salire, i Giovenale
trovasi

santi evangeli. Si pratica

che nel-

IVelle

un lungo catalogo delle armi degli dei, per mezzo delle quali le persone

giuramento un uomo piedi toccando I' evangelio col pollice e gli altri due
l'emettere
il

deve stare
dili
gli

in

accostumate

giurare

sforlo-

della
altri

mano
due

destra aperta,
l'anulare
e

e
il

zavansi di aggiungere peso alle


ro asserzioni.
di

cio

Un uomo,
giuramenti o
le

die' egli,

quel

carattere,

sprezza e
i

conragsi OD
la

fonde ne' suoi


del
sole,
i

mignolo, piegati sulla palma della mano, e se mancassero detti diti polla adoperarsi la sinistra. Se

fulmini di

Giove,
di

donna
petto,

appresser
presso
della

la

sinistra

al

spada
te
di

di

Marte,

freccie
il

A-

e colla destra giurer.


gli

La
il

pollo e quelle di Diana,

triden-

mano
simbolo
alzare

antichi

era

Nettuno, l'arco di Ercole e la lancia di Minerva, e finalmente tulle le armi che si trovano negli arsenali del cielo, secondo fabbricatori delle favole." Valkenaer pubblic nel ij55 un'
i ,

lede,
la

che
quale

solevano
deve.

giurando;
destra,
di

mano

essere la
solo segno

la

non
di

fede,

ma
di

anche

promessa, ed segno

ossequio

di

soggezione,

e
servi,

opera sui riti osservati dagli antimassime dagli chi ne' giuramenti
elici

era

rapporto
alla
la

ai

segnatamente che se manloro

cavano
putata
Crell.,
in

fede veniva

amLuci.

dai

greci.

Narrasi,

che

destra.
j'ure

Vedi dir.
inanimi,

gli antichi franchi per la guerra, giurassero di non rivedersi se non dopo avere vnti loro
i

partendo

De

et poetiti

jndicio criminali, imprimi*

amvolta
di-

putalione,
11
si

Lipsiae

nemici

si

noia che questo giu-

giuramento
dai

704. che una


1

ramento pronunziarono allorch Clodoveo I li condusse contro Alariio Essi avevano altres il costu-

prestava

secolari,

era

stinto

da
i

quello

che
Pei

si

preslava
vari

dagli

ecclesiastici.

laici
i

e-

me
alto

di
le

agitare

di

scuotere

in

rano

modi

di giurare;

sacerdo-

gnavansi

allorch impegiuramento ad eseguire o far eseguire qualche azione. li. un hi, dopo aver abbrac-

loro spade,

con

s interrogavano per la santa conti sedazione semplicemente. Oggi si

p
to,

sta

dai

icerdoti toc* ato

il

pet-

ciato

il

cristianesimo
in

d'ordinario
siili'

giuravano qualche luogo sacro


,

gravi
li,

dovendosi prestare in cinse toccano anche gli evangesi


le

dai secolari toccate


vescovi
1

Scritture.
si

evangelo,

sulla

croce

sulle

Dai
presi

dai
la le

cavalieri
croi e,

reliquie de' santi,


altri

ad esempio degli

toccando

<l

in

cristiani.

In quella

cerimonia

certi casi,

secondo

varie l'unno-

>.

G l
i i

GI
santi evangeli.
e

le,

toccano anche Anticamente, e qualche tempo an-

del

capitolo,

u potevano

non sugli evangeli, una volta rilasciarlo,


cose spirituali.
si

che dopo
to
ti,

s.

Agostino,

il

giuramenil

n
la

riceverlo in

In

si

prestava al sepolcro dei san-

oggi per altro


costituzione

ammette secondo
di

particolarmente sopra
principi
le

cor,

Bonifacio Vili.
rilasciarsi

po dei
sopra

degli

apostoli

e
di

Parimenti
col

potr

dalle
ec.

reliquie

dei

martiri,

universit, collegi, corporazioni

che eruditamente tratta il p. Ruinart. Per cosa di poca conseguenza hastava


la

la

fnv. e

l'assertiva,

fede del giurante, e


il

hastava di
veste, o

economi, sindaci e procuratori, tutte le volte che ne abbiano speciale mandato. Il Rinaldi all'anno <%2, tium.62,
riporta
il

mezzo de'loro

toccare

lem ho della
in

col

modo
lii,

osservato nel giu-

prendere
stensihile

mano,

rendere o-

una qualche moneta ove

era impressa

ne

di

la croce o l'immagiqualche santo. La congrega-

eman un decreto con l'approvazione Leone XII, che gli ebrei in di


zione della sacra inquisizione

di che parlammo pure all' articolo Concilio. Narra che avendo s. Nicol I scomunicato Giovanni arcivescovo di Ravenna, raccolse un sinodo di molti vescovi, e tre volte fece denunziare a Giovanni che vi si recas-

rare nei conci

cause

giudiziali,

in

contratti

se

rendere
lo

ragione

di

e
il

ove

interviene
il

il

nolaro

debbano

portatosi al

concilio

Giovanni,

giuramento toccata l'ane debbano prenon nelle loro sinagoghe, starlo oralorii, o scuole, ma nel tribunale o in altro luogo dal giudice ed in o dal notaio destinato essi. In quanto al presenza di di cui giuramento di calunnia abbiamo tra gli altri Tractalus de jtiramento caltimniae di Del Re, da esso una volta si eccettuavano gli ecclesiastici, che non potevano coprestare
tica sacra Scrittura,
,

Papa
l

accolse

con misericordia.
presa la carta
della consa-

Allora Giovanni,

dove gi

in

tempo
la

crazione avea

fatto

scrittura del

sacramento della

fede
,

con

parole
se-

la ambigue e confuse condo la consuetudine

form
casa

de' suoi an-

tecessori.

salito
,

nella
il

chia-

mata Leoniana
preti,

ove

beatissimo

Pontefice risiedeva co' vescovi e coi


assistendogli

molti
istessa

baroni

principali,

pose

l'

scrittura

stringersi

giurare, e

volendolo
se
altri

sopra
sto,

la

vivifica
i

croce di

Ges

Crilui,

fare vi occorreva, se erano vescovi,


il

e sopra

sacri

sandali di
il

permesso del Papa,


minori,

ec-

ancora

sopra

libro

degli

clesiastici

quello del

pro-

evangeli, e tenendola in
r,

mano
,

giu-

prio superiore.
dall'

Lo che

fu stabilito

udendo una moltitudine innugente


concorsavi

imperatore

Marciano, e

con

merabile di
egli

che

pi legittima autorit decretato da Lucio III, il quale ordin che i


chierici dovessero nelle proprie cau-

avrebbe osservato sino all' ultimo spirito quanto vi si conteneva, ed ancora egli stesso la lesse
nel cospetto di
tutti
".
,

se

giurare

di

calunnia; indi

conordi-

e porsela al

fermato da

Gregorio
,

IX
per

in

sommo
te

ne

ai

vescovi

che

furono
di

Nel d seguennella basilica Lateranense s. NiPontefice


I

autorizzati

nelle

cause proprie

col

con

tutti

vescovi e clero
il

giurare,

ma

nella propria coscienza

ricevette l'arcivescovo,

quale pur-

GI
gossi dell' eresia

GI
cui

93

di

era
lo

stato
rico-

incolpato, ed

il

Pontefice

che si usano fra noi per quelli che fanno il giuramento testimonio
,

munic. Nel gran concilio di Costanzo, adunato nel i4'4 P er estinguere lo scisma, dappoich ad un tempo erano ubbiditi 1' antipapa Benedetto XIII, Gregorio XII, e Giovanni

le

alleanze e
col

trattati

in cui

ci

giuramento, anco coi nostri nemici, testimonio finalmen-

leghiamo
te
le

ricerche de' nostri censori,

quali
severi
il

non

furono
Il

giammai

pi

XX11I, questi alla presenza dell' imperatore Sigismondo giur di rinunziare


tanto
al

che in ci giuramento .
tutti
gli

che riguardava giuramento,


scrittore,

pontificato,

se

altret-

disse

un sensatissimo

non

facessero

Benedetto

XIII

impedisce
attesta
il

spergiuri,

ma

Gregorio XII. Ci avvenne nella cattedrale, dopo aver celebrato la mese scendensa dello Spirito Santo
,

sempre che lo spergiuro maggiore dei delitti. Molti sono


sepri-

do dal trono
ni
la
le
:

si

pose in ginocchio-

esempi degli spergiuri puniti veramente da Dio; gli eretici


gli

avanti

l'altare,
al

ed

accostando
le

scillanisti

sostenevano
lo

non
Gli

essere
eretici

mano
s'

petto profer

paroTalche
la

peccato

spergiuro.

Spondeo,
dal
si

vovo, et /uro.

mente
alzatosi

intener l'imperatore,
soglio,

deposta

corona,
pa, e

prostr ai piedi del Paringrazi della

lo

generosa

manichei avevano l'empio costume di giurare falsamente, per occultare quello che erroneamente credevano. Nel concilio Valentino dell'anno 855 fu proibito che fossero costrette
litiganti

risoluzione

anche per parte del concilio; ma Giovanni non attenfu dedendo poi il giuramento AH' articolo Gregorio XII posto. si dice com'egli avendo giurato di non crear cardinali, per nuove
,

ambedue

le

parti dei

a giurare, essendo cos ne-

cessario
diritto

che uno spergiurasse. Il canonico pronuncia le pene


gli

seguenti contro

spergiuri.

i.

ragioni credette poi di crearli, di-

Colui che spergiura, o che induce un altro a spergiurare, deve di-

chiarando con apostolica autorit non essere tenuto al giuramento.


Alcuni
filosofi capricciosi

giunare quaranta giorni a pane ed acqua, fare in seguito sette anni


di

dissero

penitenza, e finalmente

non
pel

che

giuramenti sono inutili, che quegli il quale non teme di meni

cessar

mai dal farne penitenza


sua
paese
dei
vita.

rimanente di
spergiuro
giudice, nel

2.

Lo
dal

tire,

re.

non avr orrore di spergiuraCi non sempre vero ogni


:

dev' essere

privato
ci

dove

pu

uomo
della

conosce

benissimo
delitto pi
,

che

lo

aver luogo,
possiede,
bile

benefizi

eh' egli

spergiuro

un

grande

menzogna poich aggiunge l'empiet alla mala fede.


semplice

ed essere dichiarato inapossederne altri. 3." Lo

spergiuro non

neppur ammesso
essere
in-

Dice Cicerone 3i, che non


te del
gli

De
vi

otjic.

1.

3,

e.

dopo

la

sua

penitenza ad

vincolo pi for-

testimonio.

4-

Lo spergiuro

giuramento per impedire auomini di mancare alla fede


parola che
la

contra l'infamia quando il suo deNello stile popolare litto noto.


si

ed
le,

alla

diedero;
sacre

testi-

chiamano giuramenti
le

non

solo

monio

legge

delle dodici
le

tavo-

tutte

forinole

nelle

quali ado-

testimonio
voi,,

formule

prasi direttamente o indirettameii:

xxn

i3

94
il

G,u
nome
che
di
si

GI
adun un
te

te

Dio per confermadice,

concilio,
la

maturamenil

anco le re bestemmie, le imprecazioni che facciamo contro noi stessi o contro brutali gli altri , anco le parole ed ingiuriose al prossimo; tuttoevidentemente condannato ci
ci

ma

esaminata
le

cosa,

principe

ottenne di essere sciolto dal giura-

mento per
Reginone
viveva nel

ragioni riferite
di

da
che

abbate

Prum

fine del secolo

IX, apn.
1,

presso Baronio

ad an. 873,

dall'evangelo.

Ges
fatte
altri.

Cristo riprova le
stessi

imprecazioni

contro noi
Il

e contro
to

gli

rispetto
al

che
d'in-

ed ecco come il cronografo scrive. Joannes Papa ini pera torem a juramento, quo se obligarat, auctoritati

dobbiamo a Dio ed

di lui sau-

Dei,

et

s.

Petri absolvit,
,

nome

ci

deve

impedire
,

vocarlo

per
del

leggerezza

tanlo

pi per collera e brutalit. L'abitudine

giuramento

fra

il

po-

polo

de' secoli

un avanzo della rozzezza barbari. Le cose che im-

mento risguardano
la

pediscono l'obbligazione del giurae la materia


persona. In materia impossibile,
il

quod ad afhrmans nihil obesse mortis periculum evadendum coactus fecerat, nec sacra mentu in esse dicendum, quod conlra salutem reip. quamvis cum multis execrationibus fuerat prolatum ". Altri esempi di scioglimento di giura,

mento,
ca, sono

fatto

dai Papi

nella

pie-

nezza della loro autorit apostoliS. Gregorio potendo ottenere dall' imperatore d' oriente Leoche cessasse dal ne 1' Isaurico perseguitare crudelmente il culto delle sacre immagini, e d'invadere le terre della Chiesa romana, nel 730 lo scomunic, ed assolv l'Italia dal giuramento fatto, e dai
i

vana, criminale,
obbligatorio.
vincolata dalla

giuramento non

seguenti.

Una

persona eh' che non legge, o


obbligarsi con conseguenza la
il

II (Vedi), non
,

libera,

non pu
e per
della

giuramento,

mancanza

libert e

divie-

impediscono l'obbligazione del giuramento. Vi sono eincpje cose che fanno cessarne cambiamento noil l'obbligazione la remissisone tabile di materia del giuramento, la commutazione,
to delle leggi
'

tributi,

come
102,

si

ha dal
lib.

Sigonio,

De
726,

regno
p.

Italie,

3,

ad
cap.
,

an.

dal
lib.
I'

Bellarmino,
5,
6.

l'irritazione e

la

dispensa. Sui giu


i

De
citt
te,

Rom.
si

Pont.
perci

ramenti

quando non obbligano

Ribellatasi

Italia

molte

vedersi

Pontefici
facio Vili
tingat,

quanto decretarono Innocenzo HI, e Bonine' capitoli


:

eressero
si

in

signorie privaai

altre
il

dierono

longobardi,
si

Cum

con-

ed
al

ducato

romano

sottopose

de furefur., e ()uann'is } de

Pontefice.

AH' articolo
il

Francia
Pontefice

pactis in 6.

{Vedi)

dicemmo come
depose
sostitu
il

L' imperatore
fatto

Lodovico

II

fu

s.

Zaccaria
III

re Childeri-

prigione da Aldegiso princi-

co

vi
i

Pipino, auto-

pe di Benevento, e messo poi in con giurata promessa di pace, e di non prender vendetta
libert

rizzando
il

sudditi
altri

riconoscere

secondo;

dicono che proi-

del gravissimo oltraggio.

And Loal

b ad essi d' ubbidire a Childeri co IH. Nella famosa questione delle investiture ecclesiastiche

dovico

Il

in

Roma,
;

e ricorse

tra l'im-

Papa Giovanni Vili

allora questi

peratore Enrico IV, e

a.

Gregorio

GI
VII (Vedi), avendo
perato indarno
questi

G1U
adodatosi
il

95

per
di

anni
dre,

mezzi

circa cinque amantissimo pa-

adun un

concilio

nel 1076,
lo

ove scomunic l'imperatore,


sudditi di
di
lui
sciolti
;

di-

chiar decaduto dal reame, e


i

tutti

venne assoluto. Nella biografia di Gregorio IX ( Vedi ) si dice perch quel Pontefice nell'anno 1239 scomunic l'imperatore Federico l, assolvette sudditi dal giuramento, e sottopose all'ecclere
i

dal

giura-

siastico

interdetto

tutti

luoghi

mento
gi
altri

che aveano fatto agl'imperatori d'oriente Papi cio s. Simmaco con


fedelt
ci
,

Anastasio I;
cadio, e
i

s.

ss.

Innocenzo Gregorio II

ad Are Gre-

con Leone 1' Isaurico. Su questo grave punto va consultato il De potest. Sani. Bellarmino Pont, in rei. temporalib. adv. Gugorio
III
,

glielrn.

Barclajum
in

cap.

9; Sfon, >

drati
sert.

Gallio,
2,
p.

^indicala
e

dis^"

2,

533

4^4
p.

a*

tale

Alessandro, Hist. eccl. saec. 6,

toni.

V, cap.
,

2, art.

I,

3^2

dove il cesare si fosse recato. Anche Giovanni XXII nel 32 5 assolpopoli dal giuramento che vette avevano fatto a Lodovico il Bavaio dopo avere ordinato pubbliche preci con indulgenza, per l'estinzione dello scisma. Giovanni XXIII scomunic Ladislao re di nel 141 Napoli e di Gerusalemme, lo priv di tali regni sciolse sudditi dal giuramento, e pubblic contro di lui una crociala. Gregorio XIV rinnov le scomuniche nel 5p contro Enrico III re di Na varr
1 i
,

Bollandisti

in

annoi,

ad Ada

s.

poi re di Francia col


rico
degli

nome
e

di

Encapo

ti,

Greg. die a5 majff p. 616; e Goin Vindiciis Gregori VII, colv\

IV

come
;

calvinista
lo

ugonotti

dichiar
,

perci

loquio XI,

14,

p.

G3r.

Avendo
fatto as-

Boleslao
sassinare

li
s.

re di Polonia

Stanislao
s.

Cracovia, lo stesso

pronunzi
r

il

vescovo di Gregorio VII re decaduto dal trono,


i

decaduto dalla corona ed assoluti sudditi dal giuramento di fedelt. Essendo la Scomunica ( Vedi ) l'arma pi formidabile colla quale gli ecclesiastici difendono l'autorii

liber dalla

fede
di

sudditi, dichiaofficio

della
gli

Chiesa, e tremendi ne so,

incapaci

qualunque

no
la

effetti

noto che
diritti

implica
e la

ecclesiastico sino alla

quarta genede' complici,

privazione dei

civili,

razione

discendenti

scomunic

l'indegno
al

principe,

degradazione dagli onori posseduti dal reo. Nel Diclalus Papae ( del
quale
s.

pose l'interdetto

regno. Nel 12 io

parlammo
)

al

citato articolo

Innocenzo III scomunic 1' imperatore Ottone IV per avere usurpato giuramenti fatti le terre contro
i

Gregorio VII
che
di
leggi"

solenni

sen-

tenze,

acquistarono
,

nome
e

vigore
le
le

sono

riportate
nel-

della

Chiesa
i

sciolse
,

dal

giuracui
i

seguenti.

All' arbitrio

mento
prncipi
all'

suoi
della

vassalli

per

Germania
li.

elevarono
Inoltre nel

imperio Federico
III

1212 Innocenzo
vanni re
i

scomunico Gioperch op,

d' Inghilterra,

primeva diritti ecclesiastici indi suoi vassalli dal nel I2i3 libei ma eraengiuramento di fedelt
i

Papa stanno le irsegue imperiali del romano impero. del Papa il giudicare monarchi. Autorizzati dal Papa ponno sudditi accusare sovrani. Il Papa pu sciogliere dal giuramento i sudditi ih un monarca malvagio.
mani
del
i

Paolo

nel

i()o(3,

con breve dei

96 11 settembre, proib
i

GI

GIU
ai

cattolici di

siastici,

riprovato e condannato da

Inghilterra di prestare al re acattolico

giuramento che questo principe aveva prescritto con

Giacomo

I,

il

f'ormola particolare a' suoi

sudditi.
il

Pio VI nel 1 79 1 , massime col breve diretto al cardinal de Brienue poi deposto, cui lo rimprover per averlo prestato, se ne tratta
al voi.

Conteneva quel giuramento


vere riconoscere

do-

XXVII,

p.

86

seg.

del

ognuno qual sure d' Inghilter-

Dizionario. Eseguita poi dal direttorio

premo

legittimo

francese
pontificio

l'occupazione
e
di

dello

ra lo stesso

Giacomo I, per deporre il quale non avea autorit alcuna romano Pontefice siccome n il
,

stato

R.oraa

nel

anche di sciogliere per veruna scomunica i sudditi inglesi dalla sua obbedienza, dovendo tutti detestare come empia ed eretica proposizione quella, che sostiene aver il Papa
autorit di liberare
l'
i

1798, con la detronizzazione e prigionia di Pio VI, con diversi pretesti, fra' quali quello di non aver
voluto derogare alla

condanna del
per

giuramento,
generali
bligare
i

il

direttorio die a' suoi

ordini

pressanti

ob-

cardinali a giurare,

od a

sudditi

dal-

rinunziare alla sublime


t,

loro digniricusasse ob-

ubbidienza de' principi dal medesimo Papa scomunicati, anzi dover


credere, che n
fice,

e di arrestare chi

bedire; tranne due

che

rinunziai

romano Ponten verun altro pu aver l'auil

rono
ci
il

tutti

gli

altri

preferirono

patimenti

al

giuramento.
i

Oltre

torit di sciogliere gli stessi sudditi

direttorio incaric
altri

da questa obbedienza. Il cardinal Bellarmino scrisse una lunga e robusta lettera


Blakuelle
,

mi

generali ed

suoi

medesirappregiualla

sentanti di esigere

un formale
eterno

all'

arciprete

Giorgio
giurale-

ramento
bile alla

di

odio

mo-

nella

quale dimostrava

narchia, ed attaccamento indissolu-

non
cito.

potersi prestare questo


l'

repubblica

francese e sue

mento, che

arciprete

credeva
il

costituzioni,

da

tutti gli ecclesiastici

questa lettera rispose

re,
:

e da quelli che sotto Pio

VI

aves-

occultando il suo nome col libro Triplici nodo, triplex cuneus, o sia apologia pr jtiramento fidclitatis ; onde il Bellarmino , lasciando il nome supposto di Matteo Torti col quale avea fatta la prima opera, confess essere l' autore di essa, e con lunga e fortissima apologia
rispose col suo
re,

sero occupato qualche posto distinto.

Mentre

nel

1799 Pio VI

era

prigioniero nella Certosa di Firenze, ed appena venne in cognizione che in Roma da qualcuno erasi

prestato alla repubblica francese

il

nome

al

libro

del

e alla prefazione monitoria del medesimo , nella quale impresa fu


seguito da altri scrittori
,

giuramento costituzionale, formalmente lo condann con due brevi, l'uno in data de' 16, l'altro dei 3o gennaio, che diresse a monsignor Francesco Saverio Passeri

che non
la

arcivescovo di Larissa, vicegeren-

ebbero minore zelo


della religione.

per

difesa

te di

Roma, ma che per


a

la

sua

Sul
dell'

famoso giuraEsposizione
dei
civile

assenza furono consegnati

mon-

mento

civico

signor
di
ci
:

principii

della

costituzione

del clero di Francia, che l'assemblea nazionale esigeva


dagli
eccle-

Boni arcivescovo Ottavio Nazianzo che ne faceva le vequesto prelato subito li pub-

blic con

una sua dichiarazione

iu-

GI
dirizzata al clero

romano, non
;

prezgiac-

zando
ch in
siffatto

la

propria esposizione
il

essi

Pontefice dichiarava
illecito,

giuramento da
lui

secondo

GI i 97 avevano giurato, aggiungendo incautamente che frattanto si solleciterebbe la stampa delle ragioni che aveauo mosso i profesprofessori
sori

la

risoluzione

della

congregazione
a ci deputata
,

giurare

le

quali
luce.

in

fatti

cardinalizia

videro poco dopo la

Sventu-

quando

era in Roma con monsignor de Pietro per segretario. Venendo quindi Pio VI io cognizione che i reggitori della repubblica aveano chiesto il giuramento ai professori
la

ratamente il prelato Boni fu circondato dai sostenitori del giuramento repubblicano, quindi ingannato, per cui mise in giro una dichiarazione ch'era contraria alla sua istruzione precedente, e che fu vera
pietra dello scandalo: essa iucomincia cos:
tito

del collegio

romano
ripetere

e del-

Sapienza, temendo prevaricazioni


scandali,
volle

ed Coni

in-

Essendomi

giunto.

Avver-

culcare
breve,

l'apostolica

sua

decisione,
il

mandando

monsignor

giunto

a nostra

notizia^

Pio VI del grave danno che da ci ne poteva derivare, non volle tardare un momento a ripararlo. Sped a'3o

de' 16 gennaio

Intauto

francesi
ai

1799intimarono

gennaio 1799
alle cure

al

preluto Boni

ef-

un

breve, che comincia colle parole


e
di

fettivamente
legio

professori delle

due

In mezzo

alle

gravi

universit della Sapienza e del col-

tribolazioni,

pieno

risentimento

romano

di prestare

il

giuramen-

per dimostrargli per


e
la

to democratico, nella lusinga che do-

la sorpresa provata sua ultima dichiarazione, ed in


il

po di loro gli altri ecclesiastici avrebbero fatto altrettanto. Alcuni del collegio
quelli della Sapienza,

sentire

contegno
istruzione

de' professori

l'errore in cui erano caduti, dapl'

maggior numero non valutando le minacce e le promesse, non vollero acconsentire. Provvidamente avea Pio VI, per ovviare alla salvezza romano, ed
in

poich

non era
corn' essi
il

una
avea-

pontificia decisione

no
al

interpretato.

Prescrisse

Papa

prelato di

ordinare
di

a' professori,

che in virt
dienza eh'
essi

quella sauta obbedella


al proprio Chiesa, non

di

tanti ecclesiastici, surrogato

uua

dovevauo

altra

forinola di
agli

forme
le

giuramento conordini del governo fran-

vescovo e capo
pubblicare
cazioni.
le

accrescessero lo scandalo

dato

con
ri-

cese nella sostanza,

ma

diverso nel-

loro pretese

giustifi-

espressioni, che lungi dall' offenla

Tuttavia essendo stato


a
notificarsi

dere
teva

religione,

non comprometdi

tardato

questo

bredis-

la

coscienza

alcuno.
dal

La

ve di
ni
,

riprensioni

ed

ammoniziofurono

proposta furinola
rigettata, ed
i

fu

governo
volen-

le

giustificazioni

professori

non

pensate;

ma

il

prelato Boni, do,

do

incorrere in dispiacevoli

conse-

po
c

alquanta
il

perplessit

guenze protestarono di essere pronnascendovi per ti ad ubbidire


,

pontificio

breve,
e

pubbliannullanla
i-

do
sua

formalmente
seconda

rivocaudo o
la

ostacolo per parte del


rente.
se
il

pro-vicegescris-

dichiarazione

questi

prontamente
che
a

slruzione fatta sul


lecito.

giuramento
porta

il-

prefetto degli

studi del colle-

Questo atto
i

data

gio,

significandogli

seconda
i

della

nuova

pontificii

istruzione

de'a5 febbraio dell'anuo 1799; laonde quando profcssoii del colle-

98
,

GI
romano ne appresero
sbigottiti
il

GIU
conzone delle avversit e

gio
di

patimenti

tenuto

inviarono

uno

di

Papa Pio VI.


Nel pontificato di Pio VII l'ardei giuramenti che si voldivenne esigere dagli invasori
,

loro

alla

Certosa

per

tratta-

re direttamente con Pio VI, mediante una supplica nella quale

gomento
le

scusandosi

dell'errore
sulla

siccome

caduti

commesso, buona fede

pi grave del precedente dopo che


l'

della dichiarazione

emessa al prelato, imploravano che gli venissero prescritti i modi per riparare allo
scandalo.
Il

all'

imperatore Napoleone avea tolte inerme Pontefice diverse Prostati.

vincie de' suoi

tale effetto

Papa

nella
alla
la

sua fer-

Pio VII dal cardinal pr- segretario di stato Gabrielli, fece comunicare
ai

mezza mai ammise


senza
gli
il

deputato, e

sua prerisposta che

vescovi

di

tali

provincie,
istruzioni

nel

maggio 1808,

delle

per

dare per monsignor Antonio Maria Odescalchi nunzio di


fece

regolare le coscienze sul giuramento di fedelt, ch'esigeva


il

governo

Firenze, fu in tutto conforme alla pubblica ritrattazione del prestato

intruso.
illeciti
i

Pio VII dichiar pertanto giuramenti illimitati im,

giuramento, prescritta nel secondo


breve.

plicando infedelt e fellonia verso


fosse

il

Allora

sei

professori

con-

legittimo governo; asscnfi per che

vinti del fallo

commesso, poco dopo

emisero la loro solenne ritrattazione. Alcuni altri poi che a