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C 3 7&6

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA

CATTOLICA

ALLE

CITTA

PATRIARCALI

ARCIVESCOVILI E

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XXXIII.

XVI.

Iw&emowb,

fi*.',

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


-

HDCCCXLV.

>>

*\ *

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO -E CC LE SI ASTICA

G
G GREGORIO,
tipapa
Antipapa. V. AnAnastasia,

intervenne
s.

al
I

concilio

XIX.
Vili, Antipapa. V.

celebrato da

Paolo

nel

GREGORIO
GREGORIO,
gorio
I
(s.),

GREGORIO,
scovo cardinale

Cardinale.

761. Gre-

Antipapa XXVII.
Cardinale. V. Gre-

gorio da alcuni detto Giorgio, vedi Palestrina, inter-

Papa.
.

Gregorio

Cardinale V. Papa. GREGORIO , Cardinale V. Gregorio III (s.), Papa. GREGORIO, Cardinale. GregoII
(s.),
.

GREGORIO,

venne al concilio adunato nel 761 da s. Paolo I. Ebbe per la debolezza di consacrare, quantunque ripugnante, e costretto da aperta violenza, l'antipapa Costantino, per
avello a
di
ci

obbligato

il

fratello

rio
s.

prete

cardinale
fior
1.

del

titolo
s.

di

Clemente,

sotto

Grego-

rio

HI

del

73

Totone duca di ISepi nel 767. Circa un anno dopo fu preso da un accidente che lo rese
questi

GREGORIO,
rio prete
ss.

Cardinale. Gregodel
titolo

stupido
sacrilega

nelle

membra

con

la

cardinale

dei

mano

inaridita.

Giovanni e
s.

Paolo,
lo

fiorito

nel

GREGORIO,
gorio vescovo

Cardinale.
di

GreSelva-

pontificato di
Si crede

Zaccaria

del 741.

cardinale

che

sia

stesso

che

il

candida
lio

si

trov presente al conci-

cardinal Giorgio.

GREGORIO,
gorio
s.

Cardinale.

Gre-

s. Paolo I, e poi intervenne a quello di Stefano III

celebrato da

prete cardinale del titolo di


di

detto

IV

nel

769.
,

Balbina, detto in altro luogo ar-

GREGORIO
GREGORIO,
gorio vescovo

Cardinale.
Cardinale.
di

V,
Gre-

ciprete
fior

santa

romana
s.

Chiesa

Gregorio IV, Papa.


cardinale

sotto

Papa

Zaccaria

del

Hu
GREGORIO,
Cardinale. Gregotitolo di
s.

Selva-

candida, intervenne al

concilio di

rio cardinale prete del

Giovanni VIII dell'872.

GRE
GREGORIO,
Cardinale. Gregocoi luminosi

GRE
esempi
di

sue

virt

rio vescovo cardinale d'Albano, fu

e eon l'eloquenza ridusse gran nu-

sospeso dal
sacratoli

essere stato nel o,63

romano, per uno de' condell'antipapa Leone Vili,


concilio
il

mero
te,

di peccatori a

vita

penilen-

Si

trova

suo

nome
975

sottoscritto

ad un

privilegio accordato
al

da

J}e~

per cui Maldonato lo chiam uomo potente nelle opere non meno che nelle parole. Consumato dalle fatiche, e chiaro pei miracoli

nedetto VII del

moniste-

che Dio oper a sua

inteices-

ro di Subiaco.

sione,

dopo

dieci

anni di

cardina-

GREGORIO,
gorio

Cardinale.
cardinale

Gre-

vescovo
il

d'Ostia,

mor santamente a' io maggio io44> e venne sepolto in Lulato

sottoscrisse

nato nel ve con ecclesiastica libert profer la sentenza contro il matrimonio di Roberto II re di Francia. GREGORIO, Cardinale. Gregorio vescovo cardinale ostiense,
bibliotecario di santa
sa, nel

romano adu998 da Gregorio V, do*


concilio

cronio nella

diocesi

di

Calahorra,

ove ogni anno nel di anniversario di sua morte si celebra festa solenne. La sua vita fu scritta da Costantino Gaetano abbate di san Baronzio, e stampata in Roma ed
;

Bollandisti ne parlano nel giorno


p.

ioo5
di

bolla

romana Chiead una Giovanni XVIII detto


sottoscrisse

XIX

a favore della
e

chiesa

de' ss.

465. Altri negano ed altre dignit a questo servo di Dio, che si possono leggere nel Cardella, Memo-

9 maggio a

il

cardinalato

Cosimo

Damiano.
(b.),

rie

isteriche
I,

de* cardinali

tom.

I,

GREGORIO
mo
e

Cardinale,

par.

Gregorio monaco benedettino, ed abbate del monistero de'ss. Cosi-

101. GREGORIO, Cardinale. Grogopag.

rio
fior altri

Giorgio
s.

cardinale

vescovo

Damiano

di

Roma, da Beio33
fu

sotto

Leone IX del 1049:


la

nedetto
tecario

IX
di
s.

del

creato

cardinale vescovo d'Ostia, e biblioChiesa.


nelle

Profondo e
sacre
lettere,
la
il

ben
tit

fondato

come ancora venerato per


della vita, acquistossi

san-

credi-

sua esistenza, Cardinale. Gregorio cardinale vescovo di Sabina, creato da s. Gregorio VII, per ordine di questi nel 1077 si port nella corte dell'imperatore Enrico

negano

GREGORIO,

to d'uno de'pi zelanti

vescovi di
secolo,

IV, per rammentargli


rati

patti

giu-

quel miserabile ed
11

oscuro

in Canossa,
ai

e di

non dare amalvagi


cesare

cardinale

dovette

intraprendere

scolto

consiglieri
la

che

un viaggio in Navarra infestata da immensa quantit di locuste, che da gran tempo desolavano il paese,

procuravano
onore.

sua rovina

e dis-

Avendo per

man-

cato alla data fede, non fece alcun

per cui

il

re ed

il

popolo era-

no ricorsi al Papa. Questi intim un digiuno di tre giorni per implorare


ispirato
il

conto dei salutevoli avvisi del cardinal legato, che essendogli negali i
consueti onori, fu obbligato a pai
ti-

divino aiuto,
spedire

si

sent

di

nella

Spagna
egli

re subito dalla corte. In seguito si mostr costante difensore di san

questo

cardinale.

Giunto
segno

in

Gregorio Vii, e mor nel


cato di

pontifi-

ca varr, con un
fug e disperse
i

di

croce

Urbano

II.

L'Oudin dire
Collezione

nocivi animali, e

che

pubblic

una

di

GRE
canoni
fu
intitolata

GRE
se
i

Polycarpo, e die
Cardinale.

privilegi
s.

di

Urbano
di

II

alle

riposta nella biblioteca vaticana.

chiese di
della
r
ss.

Martino

GREGORIO,
gorio VII dopo
il

Gre-

Trinit

della

Tours, e Cava. Moconferma-

gorio creato cardinale

da

s.

Gretrov

nel

11

22 dopo aver

1073,

si

to col suo
listo
II

nome una

bolla di Ca-

con lui al congresso di Canossa, ed unitamente al cardinal Bernardo di Pavia fu spedito col carattere di legato apostolico ad Ulaclislao II re di Boemia, che ambedue accolse con onore. Jaromiro
vescovo di Praga, per lo contrario,

ai

vescovi di Corsica.

GREGORIO,

Cardinale.

Gre-

gorio diacono cardinale di

Urbano II, sottoscrisse nel iog5 una sua bolla spedita in Cremona. GREGORIO, Cardinale. Gredel titolo di
s.

gorio prete cardinale


,

avendo

trattato
si

gati, essi

indegnamente videro costretti a

le-

ful-

Grisogono fatto da Pasquale II nel 1099, approv colla sua soscriil

minar contro di lui la sentenza di sospensione. Di questo cardinale si fa onorevole menzione nel registro
di ni al
s.

zione

privilegio delle investiture,

accordato dal Papa


violenza di cesare.

con manifesta

L'Aubany

cre-

Gregorio VII, e al dire d'alcuper ordine pontificio presiedette


di

de che questo Gregorio sia lo stesso che Guido francese. Tuttavolta


assicura
scrisse
il

governo della chiesa

Sabina.

Cardella
il

ch'egli
concilio

sottolate-

GREGORIO,
gorio fu
creato

Cardinale.
cardinale

Gre-

nel 11 12
,

da san Gregorio VII, che nel 1076 o nel 1077 1 sped a Venezia qual legato della santa Sede, onde assolvere i veneziani dalla scomunica incorsa per aver mantenuto commercio
coi

ranense

in cui Pasquale II dero-

al

privilegio delle investiture.

GREGORIO,
gorio

Cardinale.

Gre-

monaco ed abbate del monistero dei ss. Andrea e Gregorio


al

clivo di Scauro, fu creato carII

prelati

dell' Istria

e
dal

dinale da Pasquale
titolo della

del

1099

del

della

Lombardia

scomunicati

medesima

chiesa, secon-

Papa, che consegn al cardinale due lettere, una per Domenico patriarca di Grado ed ai vescovi suoi suffraganei, l'altra al doge Silvio e al popolo di Venezia, scritte coi
pi
teneri sentimenti
di

do
il

il

Ciacconio, al che vi ripugna

paterno

non essendo allora la Andrea e Gregorio tra le chiese titolari, e solo da ultimo fu dichiarata titolo dal Papa regnante Gregorio XVI. Intervenne
Cardella,
chiesa de'
ss.

affetto.

probabile
il

che

prima

di

questa legazione

cardinale

fosse

incaricato di quella ad Enrico IV,


dalla quale, attesa l'ostinazione di

cesare,

dovette

tornar

in

Roma
GreII

senza aver nulla conchiuso.

ai concilii di Guastalla e di Laterano adunati da Pasquale II , ed ai comizi per le elezioni di Gelasio II ed Onorio II, ne' quali si legge sottoscritto col titolo , ora diaconia, di s. Eustachio , perch
,

GREGORIO,
gorio di Pavia
1

Cardinale.

era veramente

diacono.

Nello

sci-

da Urbano
1

del

088

fu creato prete cardinale di

sma dell'antipapa Anacleto II abbandon il legittimo Innocenzo II,


e dal

s.

Prisca.

Intervenne nel
II

106 con

Pasquale
la,

al
il

concilio di Guastal-

monaci

primo fu spedito legato ai di Clugny, ma senza alcun

e secondo

Panvinio

sottoscris-

profitto.

8
gorio
fu

GRE
GREGORIO,
Cardinale. GreII

GRE
Celestino II lo cre cardinal diaconel
s.

da Calisto

112 3

creato cardinale diacono di

cia in Septisolio, e sottoscrisse

Luuna
GreII

no; che

ma

vuoisi

Gregorio
ss.

che sia lo stesso Tarquinio diacono


Sergio e Bacco.
Cardinale.
nel
1

cardinale de'

bolla diretta al vescovo di Genova.

GREGORIO,
dinale
di
s.

Gredelle

GREGORIO,
gorio nel

Cardinale.
fu

gorio fu da Celestino II creato car-

1123

da Calisto
s.

Angelo

creato cardinale diacono di

Vito,
vesco-

e sottoscrisse

una

bolla

al

Ceneri del 11 44 n ^ il trov presente alla pace conchiusa tra Eugenio

vo di Genova.

IV

e Federico

GREGORIO,
s.

Cardinale.
li

Grenel-

d' ordine del

imperatore, I qual Pontefice pass


in

gorio prete cardinale del titolo di

in

Germania

qualit

di

legato

Balbina, fatto da Onorio

apostolico

per
di

procedere

contro

le

tempora di dicembre ii:*5, o


,

l'arcivescovo
la

Magonza Enrico

come pretende Pandolfo di Pisa creato da Calisto li. Abbandon

quale causa insieme con l'altro legato esaminata, ebbe la sentenza


di deposizione.
Il

scandalosamente il legittimo Innocenzo II per seguir l'antipapa Anacleto II, a favore del quale unita-

cardinale

si

tro-

mente ad altri cardinali scrisse lettere di commendazione a Lotario


II

v presente ai comizi per Lucio If, Eugenio III ed Anastasio IV, essendo assente a quelli di Adriano IV.

Abbandon
III
III,

il

legittimo Alessandro

imperatore.

per seguir l'antipapa Pasquale


e nel restituirsi da Viterbo a
s'

GREGORIO, Cardinale. Gregorio prete cardinale del titolo di


s.

Roma,
caduta

infranse la testa per

una
nel

Balbina, fu creato da Onorio II

da

cavallo,

mor

dicembre 1127. GREGORIO, Cardinale. Gregorio prete cardinale di s. Maria in Trastevere, crealo da Innocenzo II nelle tempora di dicembre 11 38, si fece mediatore della pace conchiusa tra il Papa Eugenio III e r imperatore Federico I. Intervenne alle elezioni di Celestino II, di Lucio II e di Eugenio III, nei
nelle
di

tempora

116S.

GREGORIO,
in Portico,

Cardinale.

Gre-

gorio nel 11 46 fu da Eugenio III creato diacono cardinale di s. Maria

e poscia inviato

le-

comizi del quale era priore o


il

sia

primo de' cardinali

preti

ed a

con Bernardo cardinal di s. Clemente. Depose in Worms Enrico arcivescovo di Magonza, e d'ordine dell'imperatore intim al medesimo l'esilio. Ritornato in Roma Adriano IV lo deput nel 11 55 ad incontrare l'imgato
in

Germania

quelli di Anastasio

IV

col titolo di

peratore Federico
in

che

si

portava

arciprete di santa

romana Chiesa,

Roma,

e poco

dopo mor.
Cardinale.
1

e per ultimo in quelli di Adriano IV, sotto il quale mor.

gorio nel marzo

GREGORIO, Cardinale. Gregorio prete cardinale del titolo di


s.

Greda Adriano IV creato cardinale di s. Maria


1

GREGORIO,

59

fu

in Portico, e vuoisi che sia lo stes-

Prisca, fiori nel pontificato d' Inli

so che

il

precedente.

nocenzo

del

i3o.

GREGORIO,
Gre1

Cardinale.
del
1

Grefu

GREGORIO,

Cardinale.

gorio

nel settembre

190

gorio nel d delle Ceneri del

144

da

Clemente IH

creato

diacono

GRE
cardinale di
to
s.

GRE
,

9
i

Angelo
III

indi spedi-

fazioni
le

de' guelfi e ghibellini, del-

da Celestino

legato

a
1

lettere

quali erano

nella Spagna. Celebr nel

192 un

giorasela delle
rie,

sinodo a Salamanca
to de' vescovi

coli'

intervendi

cio

antesignani magdue famiglie primaMonaldi e Filippi. 11 carsi

dei
,

regni
nel

Leone

dinale con prudenza e destrezza

e di

Portogallo

quale fu di-

chiarato nullo

ed invalido il mada Alfonso IX re di Leone con Teresa infante di Portogallo, ch'erano tra loro cugini germani, in conseguenza di che due coniugi furono obbligati a
trimonio
contratto
i

adoper in modo, che alla fine gli riusc stabilire pace e concordia. Mor nel 1204, per cui la sua esallazione
al cardinalato

deve

es-

sere anteriore alla suddetta epoca,

assegnatagli dal Ciacconio.


dinale. Giovanni

separarsi.

siccome
,

vescovi

di

Leone, Astorga
cilio,

Salamanca e Zacon-

ni 01 ra ricusarono assistere al

perch sostenevano la validit del matrimonio, onde il re ricusava separarsi dalla cugina, il legato fulmin la sentenza di anatema contro i quattro legati, e l'ecclesiastico

CarGregorio nobile siciliano , nato in Messina ai 29 gennaio 1692 da d. Leopoldo de Gregorio marchese di Squii la-

GREGORIO (de) Giovanni,


de

ce

principe

di

s.

Elia

ministro
e degli

delle finanze, della guerra


affari

esteri

di

Carlo

di

Borbone

re delle

due

Sicilie

poi Carlo III

interdetto

gni

poi tolto
alla

ad ambo quando il re

reinsi

re di Spagna, e da Giuseppa

Mau-

s'

ro Grimaldi
bili

d'

una

delle pi no-

dusse

separazione.

Questi

ed antiche
la

famiglie di Messi-

uni poscia in matrimonio con Berengaria sorella d'Alfonso III re di


(bastiglia,

na, avendo

Mauro dato

il

nori-

me

alla

terra di

Mauroianni, e

ed a

lui

congiunta in se-

tenendosi d'origine sveva. Nell'opuscolo intitolato, Saggio genealogico

condo e terzo grado di parentela. Si crede che il legato promulgasse contro di


lui

della

casa
il

de

Gregorio,
fa

Roma

sentenza d'anate-

1828,

suo autore
figlio

discendere

ma, come
beneficio
sersi

si

raccoglie dalle lettele


III,

questa illustre
rio Polzani
,

famiglia da Grego-

d'Innocenzo

da cui ottenne
,

il

dell' assoluzione
lei

per escardinal

nerale
1'

da
il

separato.
l'

Il

di Onofrio geimperatore Enrico I Uccellatore nella guerra contro


dell'

pubblic eziandio
tro

interdetto con-

re

di

Na varr Sancio VII


la

dell'
gli

Corrado I , impero
edifici

e perci
,

fatto

barone
di tutti
citt

superiore
delle

per aver violata


Castiglia.
zi

lega

col re di
ai

murali

di

Non

intervenne

comi,

di

Celestino III

come

assente

Germania, che per ordine di Enrico I dopo l'anno 918 s'incominciarono a fabbricare.

sibbene

a quelli

d'Innocenzo

III,

La

loro di-

nel cui pontificato

mor verso

l'an-

scendenza
militari
al

fior

nei

primari

gradi

no 12

io.

servizio

de' successivi

GREGORIO,
gorio nel 121
creato
1

fu

Cardinale. Greda Innocenzo III

imperatori

cardinale vescovo di Sabina, indi spedito legato in Orvieto a compone le discordie che laceravano qivella citt , divisa dalle

tedeschi. Lodovico e Giovanni de Gregorio venuti in Italia con Federico I , i discendenvi restarono, dirati del secondo mandosi in varie citt, ove in pi

modi

si

stabilirono con lustro. Al-

io

GRE
,

GRE
cardinale, di mediocre dottrina, fu
tutti
figli

berto, Corrado e Viperano fratelli


dei precedenti
di

siccome

encomiato per
altre

somma

probit

ed

altro Alberto, seguendo la sor-

buone
1 1

qualit.

Mor
1

in

Ro-

te dell' imperatore

Enrico VI
in
i

fer-

ma

nella fresca et di sessantadue


luglio
,

marono

la

loro

dimora

Sicilia.

anni, agli

790, e fu esonorifica

Da

Alberto discesero

signori delaltri

posto ne' funerali

e sepolto nella

Ja castellania di feudi, esercitanti

Melazzo e di
magistrature,

sua

chiesa

titolare

con

am-

iscrizione.

bascerie e gradi militari.

Nei pri-

GREGORIO
Cardinale.
rio, fratello del

(de) Emmanuele,
precedente, nacque

mi

del secolo

X Tommaso
alla

de Gredei

Emmanuele de Grego-

gorio

die

origine

linea

marchesi di Poggio e signori di altri paesi; ed il suo fratello d. Francesco fu capo della linea dei marchesi di Squillace e principi di s. Elia. Giovanni pertanto ricevette una educazione propria della sua
distinta
gli

in Napoli (o per meglio dire nac-

que
era

in in

mare,
viaggio
si

mentre

la

madre
in

quando
conduceva

Carlo III
Ispa-

da Napoli
gna)
a'

18 dicembre 1758 da d. Leopoldo de Gregorio marchese di


Squillace
,

nascita, e col crescere de-

principe

di

s.

Elia, va-

anni

spieg

vocazione
,

per

lo

lente capitano e

ministro, e da d.

stato ecclesiastico

e di servire la

Maria Giuseppa
distintissima

Verdugo-y-Qiiada
di di

santa Sede.
la

Dopo

avere celebrata

dama
IH
,

Barcellona.

messa, fu fatto da Benedetto


indi nel
col

XIV

Passato Carlo

Borbone dal

prelato domestico,
ficato di

ponti-

trono
nelle

Clemente XIII,
scudi
di

paga-

delle due Sicilie a regnare Spagne port seco in Ma-

mento di ottomila un abbreviatorato


ne divenne
natore di
il

acquist

parco

mag-

drid d. Leopoldo, e lo dichiar tenente generale delle armate, e ministro


die.

giore nella cancelleria apostolica, e

della

monarchia

e dell' Inall'et

decano, indi goverFano. Lo stesso Papa lo

Giunto
e
di

Emmanuele

di

cinqu'anni dando segni di aurea indole


svegliato

promosse a chierico di camera , con la presidenza delle zecche, essendo gi archimandrita di Messina, Pio VI susseguentemente nel

ingegno,

due

anni dopo fu mandato dal padre in

Roma
tino,

nel nobile collegio


i

demen-

1776
re,
la

lo dichiar

presidente della

grascia, carica ch'esercit

con onodel-

ove istruivansi fratelli d. Carlo e d. Antonio poi tenenti generali nelle armate spagnuole. Ben
presto

nel

1778 uditore generale

Emmanuele

fece

profitto

camera

apostolica, e finalmente

dell'eccellente educazione

nel concistoro de' 14 febbraio


lo cre
preti
,

1785
dei
la

ed istruzione, progred mirabilmente nelle


nelle
scienze,

cardinale
della

dell'

ordine
titolo
al

lettere,

e nella pie-

conferendogli
ss.

per

onde

nel

1774

pronunzi
alla

chiesa

Trinit

monte
alle

nella cappella

pontifcia

pre-

Pincio.

Lo annover
delle

poscia
,

senza di Clemente
latina per
t.

XIV
della

l'orazione
ss.

congregazioni di consulta
scovi

de' ve-

la

festa

Trinidelle

e regolari,
,

indulgenze

Dopo

essersi

occupato

e sacre reliquie
riale,

e della concisto-

gravi discipline per dedicarsi al sa-

e lo die in protettore all'orde'

cerdotale
zio della

dine

monaci

basiliani.

Questo

ministero ed al servisanta Sede, usc dal col-

GRE
1776. Pio VI in diversi tempi lo annover tra i suoi camerieri segreti soprannumerari ,
legio

GRE
di
zia,

11

nel

macchinazione , e con destrezza evaso da Roma col pretesto non


recarsi

dalla

madre
essa

in

Venein
eredit

tra

prelati

domestici, e
del

tra gli

dappoich

trovavasi
all'
si

abbreviatoli

parco

maggiore
il

Roma,
Siena

ma

per
del

adire

per avergliene
tello

fatta cessione

fra-

paterna, prontamente
a' piedi

port in

Giovanni. Fatto arciprete


della

nel
il

Pontefice ad in-

1780

basilica lateranense
,

cardinal

Carlo Rezzonico

lo

no-

formarlo della iniquissima trama, ed a confermargli il suo filiale

il

min suo vicario; indi nel 1783 Papa lo promosse a luogotenentribunale del
vicaria-

te civile del
to,

mentre

il

genitore essendo

amfiglio

Pio VI commend la sua condotta, e Io anim di continuare a mantenersi quale avea dato solenne saggio. Tutto questo
ossequio.

basciatore
ivi

di

Spagna
sul
di

in

Venezia
sepolcro
celebre

mori, per cui l'affettuoso


scolpire
lui

fece

un' iscrizione
vicariato,

dettata

dal

Morcelli. Essendo luogotenente del

Pio VI

affidagli

la

vi-

avvenimento con precisione narra il eh. monsignor Pietro Baldassarri nella sua applaudita ed importante Relazione delle avversit e patimenti di Pio VI tom. Ili, p. 102 e seg. Dall' amorevole accot

gilanza dei politici, impiego


si

in
le

cui

glienza

del

Pontefice
si

incoraggi to
in

fece

molto
i

onore per

im-

Emmanuele
per
parte
prestarsi

ferm

Toscana,

portanti

scoperte eh' esegu. Frat-

in di lui servigio, e

tanto occupati e

dominii pontifcii

armate repubblicane francesi, Pio VJ fu portato prigione in Siena a' 20 febbraio 1798,
dalle

Roma

merit che Pio VI lo ponesse a de* pi intimi affari. E in fatti il prelato si adoper perch
molti cardinali
si

trasferissero
veneti,
II

ne-

e tra
cerati
tite,

cardinali e

prelati

incar-

gli

antichi

stati

dove l'im-

nel monistero delle convervenne compreso Emmanuele,

peratore Francesco
pacifico asilo e

concesse loro

protezione. Inoltre

fu liberato nel d seguente a caro prezzo, e mediante lo sborso di quattromila scudi in cedole, al dire del Baldassarre o meglio a

ma

lavor alla compilazione della bolla Quarti nos, superiori anno, de' i3

novembre 1798, con Papa volle provvedere

la

quale
alle
ai

il

all'elezione

caro prezzo, e per gl'impegni della

madre. Essendo
illibati

egli

in estimaaffabili-

del successore, derogando naloghe leggi per facilitare


dinali

a-

car-

zione per

costumi,

senno e dottrina, i nemici della Cbiesa e dell'augusto suo capo, avendo concepito il diabolico

t di maniere,

il modo di effettuarla, rendendola pi ampia dell'altra emanata in precedenza al medesimo oggetto ai 3o dicembre 1797, Chri-

disegno
il

d'

indurre

Pio
e

VI
di

sti

Ecclesia.

Trasportato Pio
ivi

VI

rinunziare

pontificato,
il

in

Francia,
al

rese la grand' ani-

creare

un

antipapa,

generalissi-

ed i capi della dominante repubblica giudicarono fare cosa grata al popolo di eleggere

mo Dallemagne

Creatore al declinar dell'a1799, indi nel marzo 1800 nel conclave di Venezia fu eletto Pio VII a degno successore. Quegosto
sti

ma

Emmanuele
Inorrid

in patriarca d'ocil

subito destin
attissimo

Emmanuele,
ed
esperto

sic-

cidente.

prelato a tale

come

nei

li
pubblici negozi, gretario
della

GRE
in

GRE
di se-

qualit

delle apostoliche concessioni, sostitu

congregazione com-

quello che descrivemmo a tale


,

posta dei cardinali Roverella,


panella,

Cam-

articolo

secondo
egli

il

benevolo racfece,

Somaglia, incaricata di ristabilire il primiero ordine s in Roma che nelle province, ci ch'esegu con generale
e della

conto eh'

me

ne

favoren-

domelo ancora per mio studio, per quella benignit e compatimento con cui si degn sempre riguaranco in considerazione del egregio suocero Giuseppe Verdesi suo maestro di casa, da lui meritamente amato, lodato e beneficato in vita ed in morte. Non trascorsero per quaranta giorni , che gli venne intimalo di re-

approvazione; laonde in premio nel

darmi

medesimo anno
propose
gretario
concilio,

il

nuovo Papa
di

lo
se-

mio ottimo ed

alla cospicua carica

della

congregazione

del
esa-

nominandolo ancora
in

minatore de' vescovi in


ni.

sacri canod'

Cresciuto

fama

uomo

di
lo

maturo
destin

consiglio,

pr

poco dopo nunzio apostolico

carsi a
ci

Parigi. Disposti

domesti-

affari,

Lodovico Borbone re di Etruria, per cui dimorando in Firenze vol a Pisa il giorno 9 febbraio 1802,
a tributare omaggio di venerazio-

vitto

di

un condonne che dirigeva , gi


e provveduto ad
pio dal

fondalo

sacerdote
le

Luigi
,

Tronci

e chiamato

Cenciose

ne alle benedette che trasportavansi


sta
la

ossa
al

di Pio VI Vaticano giuIl

sua

disposizione.

prelato

guadagnatasi a un tempo l'estimazione del re e della corte, e la soddisfazione pontifcia per

quanto adella re-

vea operato a vantaggio


ligione,
si

ed alla sua cura e direzione affidato da Pio VI, pel quale spese molto, ed assai oper per collocare le donzelle in monisteri o con matrimoni, altre ritirandole in propria casa, nel crudo inverno esegu il disastroso viaggio. Giunto nel maggio al luogo di sua relegazione, volse le sue cure all'assi-

restitu
uffizio,

in

Roma

a fun-

gere

il

suo
g*
le

ch'esercit sino

stenza delle povere


del
ritiro
,

religiose dette

all'infausta epoca del 1809.

poich
invaso

imperiali francesi

Dapavendo

indi

si

un
a

ad

eletto

drappello di padri e confessori della le

provincie della Chiesa e


trassero altrove Pio VII
il

romana Chiesa

guerreggiare

Roma, ne

prigioniero,

quale in partire
il

la-

guerre del Signore. Il consiglio da lui dato a monsignor Paolo


d'Astros vicario capitolare di Parigi,

sci suo delegato apostolico

car-

dinal Di Pietro, e in sua

mancanse
gli

al presente
,

arcivescovo di Toudiligente nel rinin

za
di

il

nostro prelato, autorizzandolo

louse

di essere

eleggersi

un

successore

novarsi l'anno
di
felicit

porgere
,

invasoti lo trasportassero prigione.

a Napoleone

auguri ancorch

Tanto avvenne:
cardinal

andato

esule

il

prevedesse
sedicente

che

il

cardinal
di

Maiuy
si

con sollecitudine e zelo la delegata autorit Emmanuele , e siccome il


esercit

Di

Pietro,

arcivescovo
testa

Parigi

ponesse alla

di

quel capitolo

general

impadronito del suggello pontifcio detto V Anello Pescalorio (Vedi\ il prelato a conservare col segno l' autenticit
erasi

Radet

metropolitano per tributare un simile ossequio, gli frutt l'impri-

gionamento

nella notte del 2

gen-

naio 18 ti, siccome fedele campio-

ne del Pontefice detenuto

in

Savo-

GRE
na,
to.

GRE
a* 22 feb-

i3

e reo di trame contro Io sta-

Dal carcere la Force

minato archimandrita di Messina venendo successivamente aggregato


alle

braio fu
rincorato

mandato

nel forte di Vin-

primarie

cennes, ove pat grandemente, solo


dalla confidenza in Dio,
illustri
fra'
,

nalizie.

congregazioni cardiProsegu il cardinale queldi


nobilis-

la

modestia, e soavit

dalle orazioni e dagli

comqua-

pagni
li

di

sue

sventure,

sime maniere, che nella prelatura l'avevano fatto da tutti amare e


riverire.

tre
,

cardinali

rispettabili
,

Di

Riponeva

le

sue

delizie

Gabrielli , Oppizzoni il p. Fontana Francesco (Fedi), poi anch'esso cardinale, ed il barone di Geramb ora abbate e procuratore generale della Trappa. Agli

Pietro

nell'amore della

fatica,
al

e nell' ado-

perarsi efficacemente

bene della

Chiesa
favore
1

de'

bisognosi.
il

Godendo
,

8 febbraio 181 3
fu

il

nostro
alla

prelato

questo 8 8 lo fece prefetto della congregazione dell' immunit ecclesiaPontefice

presso

nel

riportato a Parigi

Force

stica,
cilio

e nel

1822

di quella del con-

ove
to

trov
;

altri

difensori

gloriosi

della fede

finalmente
,

detronizza-

primo aprile 18 14 fu ridonato con gli altri alla primiera libert. Sebbene sospirasse di vedere prontamente Roma,
Napoleone
nel

ed esultare del pacifico trionfo di Pio VII, si ferm per autorizzazione del Papa a Parigi a ricuperale pi preziosi monumenti che alla i santa Sede appartenevano, divenupreda degl' invasori. Dal conte ti d'Artois, che pel prelato avea grande stima, e che pel re suo fratello assunse
le

che presied sino al i834, in un al collegio di Trevi con essa prefettura congiunto, e del quale fu benemerito dappoich trasloc il collegio nell' antico locale o sia convento de* minori conventuali per cessione che questi gli fecero per cui ebbe luogo il trasferimento con sommo suo dispendio che nulla curava , purch l'educazione della giovent a lui soggetta pro;

fittasse nella
ze.

religione e nelle scien-

redini del governo, otten-

ne
so

il

decreto di restituzione, e poPontefice


il

t umiliare al

prezio-

VII nel conebbe voli, arrivando sino al numero di otto e dell' eletto fu uno de' promotori Leone XII. Alla morte di questi
Alla morte di Pio

clave ogni giorno

triregno e l'anello
la

pesca torio,
de' co-

in

conclave

fu

uno

de' cardinali

non che
dici

maggior parte
estratti

che papeggi; ebbe costantemente

furtivamente
della

da Ro-

numerose
avere
giorno

votazioni,

e
voci
di
,

giunse ad
anzi nel

ma;

indi riprese l'antico uffizio di

ventiquattro
dell'elezione

segretario
concilio
.

congregazione del Carico di gloria e di

eminenti meriti, Pio VII nel concistoro degli 8 marzo 18 16 lo cre cardinale dell' ordine de' preti, assegnandogli per
ss.

titolo

la chiesa dei

Pio VIII, due cardinali votarono in suo favore; tanta era l'estimazione profonda che avea per lui il sacro collegio, di cui fu decoro e bellissimo ornamento, pel cumulo delle
preclare
doti
delle

Alessio
,

Bonifacio

sul

monte

quali era
.

do-

Aventino

che poi ritenne in commenda quando divenne vescovo suburbicario ; ed a* 2 3 settitolo

viziosamente

fregialo

Il

nuovo

Pontefice nella

prima

adorazione
e

in riceverlo all'abbraccio, lo salut

tembre del medesimo anno fu no-

penitenziere maggiore, primaria

, ,

i4

GRE
t
d'

GRE
incumbenze era
felice

gelosa carica da lui esercitata sino

instancabile

a quel punto, e nel concistoro dei

oltre T avere parte operosa pel suo

18 maggio 1829
r

lo

preconizz vepresso

ingegno e
sigli

sperienza, nei con-

scovo suburbicario di Frascati. Sa-

dei Pontefici per affari impor;

sempre
citt

in

benedizione
diocesi
la

tantissimi

era

membro
s.

delle con,

questa

memoria

gregazioni del
sita,

otizio

della vi-

di cos insigne e

benefico pastore,

della concistoriale, del concilio,

che pose fra le prime sollecitudini T amore pei poveri. Vi eresse la nuova parrocchia di s. Rocco; richiam a nuova vita quel seminario gi s rinomato ed illustre ; ripristin
e riordin le antiche

dell'

immunit

ecclesiastica

delle

indulgenze e sacre reliquie, de' vescovi e regolari, di

propaganda ficerimoniale,

de,

dell' indice,

della

dell'esame de' vescovi in sacri canoni,


della correzione de' libri della chiesa

Mala

dri dette Gesuitesse, che richiam,

orientale,

degli

affari

ecclesiastici

riedificando

la

loro

casa

per

straordinari, degli studi, della speciale per la riedificazione della basilica

educazione delle giovani ed educande; edific il pubblico cimiterio, cooper alla costruzione d'una pi comoda via che a Roma conducesse,
e nulla
tralasci di tutto

di

s.

Paolo. Inoltre fu protet-

tore operoso e zelante del sacro militare ordine gerosolimitano, del inonislero del

Bambino Ges
di

di

Ro-

quello che giovar poteva al morale

ma

delle citt
;

ed

al

fisico

di

tanti titoli cospicua.

una citt per Anche nel condi


ri-

Frascati

Bologna e di ed appartenne a diverse


intervenentornate.

scientifiche accademie,

clave che

si
il

celebr per morte


cardinale ricevette
del conto

do

alle

loro

solenni

Per

Pio Vili,

godere talvolta un poco di quiete,

petute testimonianze
cui lo tenevano pei voti cui
i

in

cardinali colleghi,
l'

sempre
sino
al

onorarono

che
gorio

giunsero
Il

diciassette.

regnante
imitatore

numero di Papa Grede'suoi

avendo acquistato una tenuta dell'agro romano, quattro miglia distante da Roma, ivi soleva ritirardella compagnia desi, e ricrearsi
gli

amici

e de' dotti,

ove veniva

XVI,

pre-

decessori nella

stima

considera-

zione verso

ragguardevole porgli

porato, nel
carica

i834
di

confer

la

palatina

segretario

dei

da molti cardinali e signori s romani che stranieri, trattando tutti con splendidezza. Onorarono di loro visita il cardinale e il luogo anche i Pontefici Leovisitato

brevi pontificii, cui

unita la di-

gnit di gran cancelliere dell' ordi-

ne equestre
indi

di

s.

nel
lo

concistoro
trasfer
s.

Gregorio Magno; de' 2 ottobre


chiese

ne XII, e Gregorio XVI. Il tenimento porta il nome di Casal dei Pazzi, da quello della famiglia che

un tempo
via

lo

possedette:

situato

1837
chia,

alle

unite

fuori della porta Pia, a destra della

di Porto,

Ruffina, e Civitavec-

essendo

divenuto

sotto-deca-

niene. In processo di

no del
fece
il

sacro collegio.

cardinale

nel suo
lo

breve

Quanto bene a queste diocesi governo pastorale


Civita-

in

Nomentana, confinante con l'Atempo venne potere del monistero della Pu,

rificazione

quindi

dell'
,

arciconfra-

indicammo

all'articolo

vecchia (Fedi).

tanta molteplici-

Annunziata e per ultimo del cardinale, che nel casino e nel fabbricato oper diversi miternita
dell'

GRE
glioramenti

GRE
.

i5
case

ed

abbellimenti

In

disposizione, fu tumulato nella chiesa di


delle
s.

esercizio di sue virt, ed disimpegno di gravi ugozi, ebbe il dono di una vecchiezza quanto mai pu dirsi avventurosa e felice, libera da quei molesti incomodi che la rendono pesante
all'

mezzo

Giuseppe a capo
teresiane

le

al

fedele

monache
vivente
,

Carmdisepolcro
soleva

tane scalze (Fedi), da lui beneficate


della

vicino

al

propria
filiale

madre, che

con
tare,

affetto di frequente visi-

e noiosa.
to

Nondimeno
vizio nell'
il

et minaccia-

e sul quale fece scolpire

una

da un

organismo vaquale manife,

iscrizione
celli.

scolare del petto,

composta dal lodato MorNella cassa che racchiuse le


vi

standosi in

modo
Non

infrenabile

tal

sue spoglie mortali,

fu posto selui,

fu la violenza del male che lo rese

condo

il

consueto

l'elogio di

sua vittima.

proprio d'una

scritto dall'aurea

penna

di

monsianconel
al

compendiosa biografia il narrare come fu modello di cristiana rassegnazione negli ultimi sette giorni
di sua vita, tra
i

gnor Luca
ra
l'

Pacifici segretario delle


il

lettere latine,

quale dett
fu

epigrafe

che

scolpita
,

dolori e la
sia

smania

monumento marmoreo
cardinale

eretto

del male

laonde

in

pazienza

che in piet edific e commosse teneramente gli astanti. Munito dei santi sagramenti e della pontifcia benedizione, recitata la professione
di
del

marchese d. Emmanuele de Gregorio commendatore dell' ordine di s. Gregorio


dal

nipote

cavaliere di altri ordini

e tenente
milizie.
isti-

colonnello

delle pontificie

fede

alternando
di

l'

invocazione
di

Con
tui

testamentaria disposizione

nome
sereno

Maria

Ges.,

con
de' 7

volto

spir

all'aurora

novembre

1839, d'anni ot-

tant'uno, e ventitre di cardinalaUniversale fu in Roma il compianto per tanto insigne porporato, come l'annunziarono i numeri 89 e 90 del Diario di Roma, deplorandone la sensibile perdita , che
to.

suo erede usufrutlario il marchese d. Antonio fratello, e quindi universale il suo nipote d. Emmanuele suddetto ; benefic diversi famigliali , e particolarmente i pi.
anziani di servizio, oltre quelli pi.
affettuosi alla sua persona ; e lasci per memoria ossequiosa al Pontefice

un

bel

dipinto

del

celebre

la Chiesa, lo

stato, e quelli
fatta.

da

lui

beneficati

avevano
il

di-

Bartolomeo Murillo spagnuolo, rappresentante Ges in croce, con la

mostrare

Papa che defunto una solenne testimonianza


di particolare estimazione,
si

suo vivo dispiacere il regna , e per dare al


rec

Maddalena genuflessa
medesima.
gorio

a pie

della

Fu

il

cardinal

De
,

Gredi

pio

senza

affettazione
di

somma prudenza,
siglio,

avveduto con-

ad

assistere a' suoi

funerali, ed
la

giusto senza rigore, attacca-

compartire sul

feretro

pontifi-

tissimo alla Sede apostolica, tenace


nell' amicizia,

cale assoluzione. I funerali

ebbero

gentile con ogni clas-

luogo

nella

chiesa

di

s.

Andrea

se di persone, di

amenissima conGiulio
nel

delle Fratte, parrocchia del cardi-

versazione, e di singoiar nobilt di


tratto.
11

naie, perci magnificamente apparata a lutto, celebrandovi la messa


di

eh. cav.
della

Barluzzi
Salviucci
l'

coi

tipi

tipografia

requie

il

cardinal

Falzacappa.

pubblic in
teressante e

Roma

1840

in-

Nella sera

il

cadavere, giusta la sua

bellissimo

Elogio sto

i6

GRE
,

GRE
form ottagona
te

rico del cardinale Emmanuele de Gregorio ove sono riportate tutte le iscrizioni, elogio, ed epigrafe di con in facemmo menzione cui fronte il ritratto del cardinale ben disegnato ed inciso da Giuseppe
,

ossia

ad otto punsmaltati
delle
1'

aventi

gli

spicchi

di

colore rosso. Nel

mezzo

punte
effigie

havvi uno scudo tondo con


in
,

Marcucci.
del

Di

questo

dell' elogio

oro di s. Gregorio I su fondo circondata daldi smalto azzurro s. Gregorius Magnus l' epigrafe:
,

pigrafe,

suo autore, e di quello dell'esi legge distinta ed onore-

in cerchio d'oro. L'altro Iato della

croce tutto d'oro,


dello scudo

vole lode nel


rio di

numero 3o
del
I

del Dia-

Roma
equestre

184.1.
(s.)

GREGORIO
dine

Magno, OrIl

pontificio.

re-

Gregorio XVI nel primo anno del suo pontificato, volendo istituire un ordine cavalleresco ed equestre, col quale
gnante
Pontefice

sommo

solo il fondo egualmente tondo, situato nel mezzo, di smalto azzurro sul quale a lettere d' oro Pro Deo et Prinvi il motto nel cerchio d' oro cipe, essendovi che circonda lo scudo la leggenda
,
:

Gregorius
tuccia di

XFI.

P.

M. Anno
la

1.

Per nastro venne*


so, coi

statuita

fet-

ad esempio de' suoi predecessori premiare coloro, i quali commendevoli per virt
,

eziandio
e

si

mo-

strarono

affezionati

benemeriti

della santa Sede, del venerabile

capo, e fedeli a

Dio,

g'

suo impose il
,

seta ondata di colore rosdue lembi gialli. Ai cavalieri gran croci di prima classe fu assegnato per distintivo una fascia di seta dei detti colori , da collocarsi sulla spalla destra, che tra-

nome

di s. Gregorio I Magno suo celebratissimo e sublime predecessore , per la divozione verso quale nell' assunzione al pontifiil

versando
nell'

il

petto
fianco

la

schiena

si

riunisce al

sinistro,

avente

estremit la gran croce, e che


ci dovessero portare dalla

oltre a

cato

avea preso L'ordine venne


lettera

lo

stesso

nome.
con
la

parte sinistra dell' abito


di

una croce
di squisito

fondato

maggior grandezza e
di

apostolica

Quod summis 3
i83i,
sotto-

lavoro, circondata
raggi.

gemme

e di
di

del

primo settembre

Ai

cavalieri

gran

croci

scritta dal cardinal

Tommaso

Bercardi-

nelti allora pro-segretario di stato,

seconda classe fu concesso di porlare la gran croce pendente dal


collo
,

essendo assente da

Roma

il

sospesa

ad una

fascia di

nal Giuseppe Albani segretario dei

seta de'

mentovati colori, ed
cavalieri

altra

brevi pontificii. Stabili l'ordine con

gran croce nella parte


petto.

sinistra

del

quattro gradi di cavalieri


cavalieri

cio

di

Ai

commendatori

gran croci di prima


croci
di

classe,

di cavalieri gran
classe,

seconda

di

cavalieri

commendatori
L' insegna e dichiarato
pei

e di cavalieri semplici.

croce dell'ordine venne

venne dato di potere usare la gran pendente dal collo soltanto con fascia come sopra. Finalmente semplici fu imposto cavalieri ai secondo portare la piccola croce
croce
,

dover essere
litari

d' oro, quella

micivili

1'

uso

comune

de' cavalieri
sinistra
,

sulle

sovrastata di

emblemi guerle

vesti

dalla parte

pen-

rieri, l'altra

per

persone

sovrastata da corona, con le

fron-

de di

smalto

verde.

La

croce la

dente da fettuccia larga un pollice e mezzo coi colori dell'ordine. Dispose inoltre il Pontefice Gregorio

GRE
XVI,
stre

GRE
dinal

17
Gregorio.

che
lui

soli

Papi pro-tempore
l'

Emmanuele de
su
questo

Ad

potessero

conferire

ordine

equede-

emendare poi tante


pubblicate
illustre ordine,

notizie inesatte

da

fondato.

A maggior

coro poi del medesimo, nuove disposizioni eman Gregorio XVI con la lettera apostolica Cimi amplissi-

cospicuo ed stimiamo opportuno riportare qui appresso le due

memorate

lettere

apostoliche

d'i-

ma

honorum numera jure 3 data

ai

stituzione e di restrizione.

3o maggio i834,
de' brevi
pontificii

e sottoscritta pel

cardinal Giuseppe Albani segretario

Sanctissimi
ri

monsignor Angelo Picchioni sostituto del me-

da

Divina

Domni Nostri GregoProvidentia Papae


de
es.

XVI

litterae apostolicae

desimo. Pertanto con questa secon-

questris ordinis

Gregorii

Ma~

da

lettera

dusse ad uno
croce della

bilendone

il

Papa restrinse e rii due gradi di gran sola prima classe, stanumero a trenta; il
il

gni conslitutione.

GREGORIUS
Ad
perpetuam

PP.

XVL

secondo grado volle

che

fosse

di
set-

rei

memoriam.

commendatori
tanta
lieri,

in

numero

di

ed il terzo quello de' cava; composto di trecento individui. Dichiar ancora, che in tali numeri si dovessero comprendere i soli
allo

Quod summis quibusque imperantibus


virtutis et insignia honoris et

maximae curae est, praemia monumenta laudis iis decernere, quos

appartenenti
sori oltre

stato

pontificio

riserbando a s e Pontefici
tal

succes-

rarvi gli esteri.

numero di annoveConfermando le inle

segne de' cavalieri semplici, e quelle


di

commendatore come
nella

avea
lettera

prescritte

precedente

Quod summiSy abol nei gran croci T uso della gran croce gemmata
sul petto, che riserb

concedere a
per
s'ingoiar

qualche

personaggio
,

optime de re publica meritos noid et romani Pontifices verint, praedecessores nostri praestare pr personarum, temporum, actuumque ratione consueverunt erga eos, qui sanctae romanae Ecclesiae imperium ope, armis, consiliis, aliisque recte factis juvarent. Haec reputantibus nobis, ac de honore iis habendo deliberantibus, qui fidelem assiduamque, asperioribus etiani
temporibus, operam principatui navarunt, placuit ex

distinzione

solo

permise
croce
del

loro

F uso
sulla

della

gran
sinistra

semplice
petto
in

more

instituto-

parte

mezzo a placca o scudo con raggi


d'argento in forma di
punte.
Stabili
stella a otto

que majorum ordinem equestrem constituere, in quem homines spectatae in

Sedem apostolicam

fdei,

per

ultimo
ordine
fosse

che

il

ex
tia

summorum
generis,
,

gran cancelliere stre Gregoriano


vi

dell'
,

equeil

tate,

Pontificum auctoricooptentur, quos vel praestanvel


gloria

sempre
il

rerum ge-

cardinal segretario de'pontifcii bre-

starura

vel

insignium

munerum
gravibus
censuedile-

pro-tempore
Albani
cos

e siccome
a*

car-

procuratione, vel
aliis

demum
ipsi

dinal

mori
nelle
di
lui

i834,
tal

figur

pel

dicembre primo con


Notizie
cav-

ex causis dignos
qui

rint,

publico pontificiae

qualifica

annuali

ctionis testimonio honesteutur.

In-

di

Roma

il

successore

de enim

nedum praemiurn
x

virtut

VOI-

XX1UJ.

18

GRE
addi
cg-

GRE
super medio sinistro lalere pecloris,

conferii, seti et stimulos

teris palam est, quibus ad bonum reclumque impensius in dies exci-

tentur.

Quare
litteris

hisce

nostris

apostolicis

equestrem ordinem constttuimus, quem et ex praecipuo nostrae in sanctissimum praedecesso-

innexam vestitui gestabunt alteram majorem crucem y radiis undi(jue ac gemmis circumornatam, opereque magnifico caelatam. Equites secundae classis crucem

magnam,
crucem
fascia

instar

numismatis, latere
,

pectoris sinistro

wra Gregorium Magnum veneraob assumptum tionis affctu, et ipsius nomen, quando humilitati
nostrae impositum pontifcatum su-

habebunt praeter alteram grandem collo ex

appensam. commendatores crucem magnam gerent, quae e fascia colserica

Equites

scepimus, a sancto

Gregorio

Ma-

lo inserta dependeat, privilegio

ta-

gno volumus nuncupari, reservantes nobis, ac romano Pontifici pr


tempore existenti, jus eligendi equites, quos constet virtutum laude, conditionis honestate, splendore

carebunt ferendi numisma , seu crucem


latere pectoris sinistro.

men

praedictum
alteram
in

parvam

Equites quarti ordinis crucem juxta communem equi,


pectus

munerum, atque eximia in rebus sedulitate, communi demum bonorum suffragio commengerendis
dar!.

tum morem', ad
in parte

apponent

vestis sinistra.

Ceterum eos omnes, qui pubblico


hoc
ponlificiae

voluntatis

testimo-

Erit porro

peculiare ordinis in-

signe

crux octangula

ex auro ar-

nio sint honestati, monitos volumus, ut animadvertant sedulo, praemia


virtutibus addici, nihilque
tius

tificiose elaborata,

rubram superaf-

diligen-

ficiem habens, in cu jus medio, veJuti

curandum
praeclare

ipsis

esse,

quam

ut

parvo in numismate, extet


caelata

rebus

gestis

expectatioexcitarunt,

fabre

Magni. Taenia

imago s. Gregorii ad eam sustinen-

nem

ac fiduciam,

quam

dam erit serica rubra, cujus estrema ora flavo colore drtingaatur. Cum vero stati quidam in equestribus ordinibus gradus dignitateto
ili

cumulate sustineant, delatoque sibi honore dignos sese in dies magi?


exhibeant.

Haec

quidem

suscepti

hujusce

consilii ratio est,

haec praecui

cipua muneris

ipsius conditio,
fiet

oru m

qui

iisdem

accensentur

apprime

satis

constanti
fide,

erga
in

quatuor in Gregoriano , ordine gradus equitum praefnimus, quorum primi equites magnae crucis primae classis , secundi equites magnae crucis secundae classis ,
designent
tertii
ti

Deum
atque
sertim

et

principem

proul

aversa crucis parte inscriptum est:


ita
,

boni omnes et quorum maxime


,

ii

prae*

interest

ob
sto

ordinis conjunctionem, de
felicique

fau-

equites commendatores, quarequites simpliciter nuncupabuntur.

nostri

instituti

pro-

gressu gratulabuntur.

Serica fascia praelonga, binis ordinis coloribus piet , dextero hu-

Haec statuimus ac declaramus, non obstantibus in conlrarium fa,

mero
gnani
erit

imposita

transversaque

ad

cientibus
dignis

eliam

speciali

mentione

atus sinistrum propendens, et

ma-

quibuscumque.
s

crucem sustinens , insigne equitum primi generis, qui in-

Datum Piomaeapud

MariamMapri-

jorem sub annulo Piscatoris die

M fa

GRE
ma
septembris anni

GRE
aflfectum
,

Jcj

MDCCCXXXI
I.

Ponlifcatus nostri

anno

ob assumptum ipVuis nomen, quando ad universae Ecet

Th. Card. Bernettus.


Sanctissmi
rii

Divina

Domini Nostri GregoProvidentia Papae


aposlolicae
qui-

regimen evecti fuimus , a Gregorio Magno voluimus nuncupari. Quaproptcr apostolicns dedimus litteras die primo septemannulo bris anno MDCCCXXXI
clesiae

sancto

XVI
nuntur.

lilterae

Piscatoris

obsignatas

quarum

vi
fe-

bus nonnulla de equestri sancii


Gregorii

omnibus notum, perspectumque


stitutionem
,

Magni

ordine

decer-

GREGORIUS
Ad
perpetuam

PP. XVI.
memoriam.

rei

Cum

amplissima honorum

mu-

cimus novi Gregoriani ordinis insimulque praescripsimus, ejus insigne crucem esse octogonam ex auro affabre elabora tara, rubra superficie, imaginem s. Gregorii Magni in medio referentem, taenia serica rubra extremis oris flava sustinendam. Gare insuper significavimus, quibus dotibus viros

nera jure, meritoque parta hominum mentes, atque animos ad vir-

hoc honore

tutem amplectendam , gloriamque assequendam vel maxime excitent, atque inflamment ; tum romani
Pontifices

esse cporteat,

provide

sapienterque
titulos
iis

praecipuos

honorum

tri-

buere ac decernere semper

existi-

decorandos praeditos nobisque, et romanis Pontifcibus successoribus nostris jus reservavi m us ejusmodi equites renuntiandi, quos virtutis et religionis laude , conditionis honemuneris splendore , eximia state,
in

roarunt, qui egregiis animi, ingenii-

rebus gerendis sedulitate, comsuffragio-

que dotibus praestantes

nihil

non

muni denique honorum


pateat esse comooendatos.

aggrediuntur, nihilque intentatum relinquunt, ut de Christiana et civili


ri

Ad

desi-

gnandam autem eorum


qui huic
ordini

dignitatem,
,

republica

quam optime mereHac


sane

sunt adscribendi
est

conentur.

mente

in

nobis

opportunum visum

eum-

ipso pontificatus nostri exordio,

ob tantam temporum asperitatem injucundo et permolesto , singulare

dem ipsum in quatuor altera videre, quarum


magnae
tera
crucis

classes di-

equitibus
,

primi ordinis

alse-

praemium

recte

factis

impertiri

equitibus

magnae

ciucis

itemque ad suas cuique partes demandatas impensius obeundas quoddam veluti incitamentum addere in

cUndi ordinis, terlia equitibus commendatoribus, quarta equitibus tan-

tummodo
iccirco,

constat.

Praescripsimus

animo habentes
ris, qui
fide.,

illi

praeserlim vi-

ut equites a
ordinis

magna

cruce
e

singulari

studio, Consilio,

primi

magnam crucem
praelonga
piet

integritate

nobis, et

romanae

serica fascia
nis coloribus

binis ordi-

Petri

Cathedra e omni ope , atque opera adhaererent , novum equestrem ordinem instituere decrevimus^ qtiem ob praecipuum nostrae praedecessorem sanctissirnum in

dextero

hume-

ro imposita, transversaque ad latus

sinistrUm

descendente sustineant ac praeterea medio sinistro pectoris latere

Gregorium

Magnum

veneralionis

terarci

innexam vesti majorem crucem

gestent alradiis

un-

2o
tlique,

GRE
ac gemmis chcu m ornata m
;

GftE
nostris lilteris

ut equites a

magna
praeter

cruce

secun-

etiam ab integro

dae

classis
,

cem cem

ut supra
nullis

magnani cruappensam , medio

immutare, pluraque decernere, quae ad ejusdem ordinis splendorem augendum, majestatemque amplificali-

sinistro pectoris lalere alteram cru-

dam

pertinere posse videntur. Hisce


litteris
,

coruscantibus
;

gemmis

igitur

statuimus atque
posthac
crucis

man-

refulgentem deferant

ut equitibus

damus
classe

ut

ex
erit

utraque

commendatoribus liceat crucem magnani gerere, quae e fascia collo inserta dependeat, haud tamen cru-

magnae
,

constet
classis.

cui

nomen
et

Nobis vero,

una tantum primae romanis Pon-

cem alteram
nistro; ordinis

in latere pectoris si-

tifcibus successori bus nostris reser-

ut equites

demum

quarti

vamus magna cruce gemmis ornata in peculiaribus

crucem parvam ex communi equitum more in parte vestis sinistra ad pectus apponant. Quin etiam ad removendum quodcumque discrimen, quod in hoc gestando insigne posset con tingere, cujusque crucis schema typis excudi mandavimus, novis quibusque equitibus una cum diplomate traden-

quibusdam

casi-

bus eos decorare, qui nostro, eorumdemque successorum nostrorum


judicio singulari
di

ratione honestan-

dum. Jam vero cum honoris


dignitatis splendor eo

ac

Quapropter eos omnes, qui magnam crucem secundae classis jam fuerint adepti, ad primam classem pertinere o inni no volumus et declaramus Itaque deinceps Gregorianus ordo tribus
videantur.
.

magis
nostri

refill-

geat,

quo minor

est

eorum nume,

tantummodo constabit classibus r nempe equitibus a magna cruce,


commendatoribus,
et equitibus.

rus, quibus confortar

pro-

Nu-

fecto fuisset in votis, in Gregoria-

merum autem
iis

cujuslibet

ex tribus
volentes
,

no ordine constituendo eorum nu-

classibus

praefinire
in

merum
illius

praefinire, qui in singulas

quemadmodum
tiis,

pluribus

mili-

classes essent cooptandi. Sed quoniam eo tunc praecipue spectavimus, ut praemium iis potissimum

vel equestribus

ordinibus pro-

vide, sapienterque

nos

ipsi

factum est, et vehementer optabamus ,

rependeremus, qui incorrupta fide, et egregio in nos, atque hanc sanctam Sedem studio et obsequio
effervescentes id temporis seditionis

piena auctoritate nostra edicimus, atque praecipimus, ut equites a magna cruce numerimi triginta non
praetergrediantur
res
,

comraendatoequites

impetus propulsarent , et
dis principatum

religionis

septuaginta

causanti, ac civilem apostolicae

Se-

tercenti esse possint.

demum Quem quidem


numerum
civili

pr viribus tueren-

singularum classium
iis

pr

haud potuimus extemplo Consilia nostra certis quibusdam limitibus ci rcum seri bere. Nunc vero rebus divini jXuminis ope conversis,
tur,

tantum
Sedis

viris,

qui

aposto-

licae

principatui

subsunt

atque exoptato in pontificiis nostris provinciis ordine restituto, cum fidis


,

fortibusque
in

viris

mercedem
sri-

proposuei imus, in

eam venimus

volumus , propterea quod ad nostrum et successorum nostrorum arbitrium semper pertinebit homines etiam exterarum gentium in cujusque classis coetum praeter hunc numerum adlegere.
praescriptum
Piacterca,
ut hujus ordinis
ratio

tentiam aliquid

coramemoratis

GRE
perpetuo servetta-, ncque temporis Japsu diuturna vetustate ullatenus
imniutetur,
siede nella

GRE
cattedra
vi

21

quando celebrando pontificalmente


o
faldistorio;

mandamus, ut summus
,

nel
ce.
te,

mezzo
Cos
nella
il

suole essere

ab
i>.

actis

Gregoriani ordinis

seu
sit

Macri, verbo
'

una croGremia-

ut dicitur,

maguus

cancellarius

R. E. cardinali a brevibus apostolicis litteris , penes quem equi-

Nel

Notizia de vocab. cccl. Hierolexicon per aggiunge,

che

il

gremiale

si

pone

in

grem-

lum nomina gradus admissionis dies, ac numerus diligenter serve, ,

sacerdote celebrante, quando siede alla cattedra, per conservare

bo

al

tur.

Haec decernimus, atque

sta-

la

tuimus, non obstantibus editis nostris


littex'is, de quibus habitus est sermo, nec non etiam speciali men-

sar delle

pianeta ed impedire che col pomani o del messale venin

tione dignis
tjbus

in contrari

um

facien-

quibuscumque. Nobis quidem sperare fas est, novanti hanc consiIji

qualche modo macchiata o Il grembiale si usa del colore de'paramenti, e il celebrante lo usa allorch intuonato e det-

ga

sciupata.

to

il

Gloria in excelsis

Deo,

si

nostri

instauratjonem

optatum

exilum assequuturam, eosque simili honore auctos, vel in posterum augendos votis nostris, ac fini , ad

pone a sedere, sino al termine del canto del Credo, in cui salendo all'altare pi non Y usa. Alcuni della pialo chiamano finimento
neta.

quem

referuntur,

quam

cumulatis-

Nella

cappella

pontificia

il

sime responsuros, ac pontificia benevolenza, magis, magisque dignos


futuros,

cardinale o vescovo
il

celebrante usa

praesertim quod ipso in insigni inscriptum legant, hoc muqus potissimqm esse, qui P^o Deo

rente, fregiato

et Principe vej

maxime
s.

praestant.

grembiale di seta del colore corcon ricami d' oro , ordinariamente con la croce nel mezzo, e glielo pone il diacono al canto del Gloria, al termine
del quale glielo leva
il suddiacono, ovvero il cerimoniere il grembiain le lo pone e leva il diacono, vece sua il suddiacono, ed in vece
:

Patum Romae apud


annulo
siri

Petrum sub

Piscatoiis

die

XXX

maii
n-

MPCCGXXXIV
anpo quanto.

Pontificata

di

questo

il

cerimoniere.
,

Dopo

le

Pro domino

cardinali

Albano

orazioni siede

A- Picchioni substitutus.

diacono gli viene posto in grembo il grembiale, che gli viene tolto al canto del
e

dal

GREGORIOPOLI.

11

Pontefice

vangelo dal cerimoniere,

lo ri-

Gregorio IV vedendo che i saraceni, occupata la Sicilia, infestavano


i

prende nel tempo del


vi ,
il

discorso se

e del canto del Credo,


l'usa.
il

dopo

luoghi marittimi d'Italia, al cui


riedific e cinse di

quale pi non
si

Negli altri

intero dominio aspiravano, nell'an-

luoghi

pratica che

no 828

nuove

mette e
altri
il
il

leva

il

grembiale,

suddiacono ed in

mina
le,

Ostia (Vedi),, citt vescovi-

celebrante

incomincia

ad

e dal suo

nome
o

|a

chiam Gre-

usare

goriop li.

Kyrie,

grembiale dal canto dei quando a questo si siede.


il

GREMBIALE
le
si

GREMIALE.
il

Quando
diaconi

Gremiate. Drappo prezioso,

qua-

va e mette

vescovo in trono, leuno dei il grembiale

pone

in

grembo

al

vescovo,

assistenti,

come

prescrive

n
il

GRE
cerimoniale de* vescovi.
il

GRE
Quando
per genita
subdiaconi
sacerdotis i
taliter

poi
il

vescovo siede nel faldistorio,

diaconi et possunt ctiaiu

suddiacono,

grembiale lo mette e lo leva il supplendo il maestro


allorch quegli im-

super

di cerimonie

piegato in altre azioni.

Anche

il

Papa quando celebra


il

solennemente adopera
li

grembiale

del colore de'paramenti, con nobi-

ricami
il

d'oro,

ed

in

mezzo
in cifra

la

croce o
sigle.

nome

di

Ges

Custode del grembiale un prelato chierico di camera, che per esercitare questo uffizio siede a sinistra del decano della rota custode della mitra pontificia, in

appodiare. Col tempo, come si fece del manipolo che serviva al diacono e al sacerdote per asciugare il sudore e le lagrime, e al suddiacono per nettare i vasi, si fece anche del grembiale un paramento sacro, bench il manipolo rest sempre di drappo; ma il gremiale solamente quando il vescovo solennemente parato siede in trono o in faldistorio. Nelle funzioni poi minori per gremiale usa anche tovaglie di lino sopra la piaprogresso
di

eam manus

mezzo
cui
il

tecipanti.

due camerieri secreti parNei vesperi pontificali, in Papa nel d seguente celeai la

neta per non lordarla,


collazioni degli

come
,

nelle

ordini

nelle

zioni

e consacrazioni, nella

unbene-

bra

solennemente
il

chierico di

camera che

messa, quel dovr in

dizione delle candele, delle ceneri,


delle palme, ec.

essa sostenere

grembiale, presen-

che altrettanto usa


porgitore

il

qui noteremo Papa, e n'


chierico
il

tarlo al Pontefice, e ritirarlo

quan-

un
il

prelato

di

do si alza in piedi, prender il medesimo luogo accanto al prelato decano, od altro uditore di rota
sostenitore della mitra.
Il

camera,
di

quale finch

Pontefi-

ce tiene questo grembiale o zinale


lino bianco orlato

d'oro, e croce d'oro

con merletto ricamata nel


seta;
vita,,

Sarnelli nelle Lett. eccl. toni.


lett.

mezzo, con

due

fettuccie di

X, p. 2 io, tratta alla Del gremiate ultimo


vescovile.
re,

XCIX,

bianca per legarlo alla


ta sostenitore

va a
di ro-

paramento

porsi a sinistra dell'uditore della mitra


il

Egli pertanto di paresi

papale.

che quello che

dice del

Ma'

Inoltre

il

Papa adopera

grem-

npolo (Fedi) debba dirsi del gremiate, ch'era anticamente una mappula o fazzoletto o pannolino che il vescovo solennemente parato, e

biale o zinale di lino bianco, nella:

benedizione e dispensa degli Agnus Dei; nel gioved santo alla lavan-

da de'

piedi
gli

di quelli

ehe
nell'

rapprealla

sedente in cattedra
no, acciocch
le

teneva in

se-

sentano
ra

apostoli, e poscia
;

mani

quando appoggiava super femora non macsudore


la
sia

mensa dei medesimi


e chiusura della
altre

apertusanta,

porta
altre

chiasse col

sacra
stata

veste

ed in
ai

funzioni,

riportandosi
nozioni

detta pianeta.

Che

map-

rispettivi

luoghi

pula

appare dalla rubrica del messale domenicano, De officio ministrorum altaris in missa ma/ori, che sedendo nelle messe cantate il sacerdote, diacono e suddiacono mappulam cstendeat suossia

tovaglia

sul grembiale di

lino bianco
.

ado-

perato dal Pontefice

Ripigliando

quanto dice il Sarnelli, soggiunge che la mappula divent quel drappo che diciamo gremiale, cos descritto dal Gavanlo a p. 281, do-

GRE
ve parla delle misure
suppelletlile
:

GRE
della

23
nel
di
lib.

sacra

nandos,
e.

etc. ".

Durando

3,

Gremiale longe constet cubitis ci rei ter duobus, late cubito uno tantum, et unciis circiter duodecim, undique cinctum
lasiniarum auro, argento ve intexa-

16,

avendo terminato

parla-

re degli abiti pontificali, in


del grembiale dice
forse

luogo

De

sudario, che
di cui rafiorito

a suo tempo non era mutaegli

to ancora nel gremiale,

rum ornatu".
IlBauldry, maestro dei delle cerimonie, come lo
il

gioniamo, essendo
maestri

nel

chiama

quanto scrive, De acolyto, seu ministro de premiali. I. Episcopus cum pianeta est
Sarnelli, ecco

1270. Egli dunque cosli esprimesi. Est lineus pannus, quem ministrans episcopo semper paratum habet, quod ille sudorem, et omucui superfluum corporis tergat humorein ".

indutus
tos,

gremiali utitur,

et

non

ci, al dire del

medesi-

extra missatn prorsus, eontramulqui utuntur eo etiam

mo
gli
gli

Sarnelli, significa lo studio col


vita

ad vespe-

quale in questa

ras, et

cum

episcopus procedit ad

umani

pensieri, per

rasciughiamo mezzo de-

altare expresse con tra caeremonia-

esempli de' santi padri, co'quali

Unde ad vesperas, et ad processiones nunquam adhibetur, sed


le.

tantum ad missam, est quae coloparamentorum. II. Minister de gremiali ipsum ambabus manibus tenet complicatum , postquam illud e credentia seu abaco coeperit,
ris

siamo corroborati alla pazienza. Perch siccome, egli pur dice, il sudore nel corpo, cos ancora il tedio
nell'anima, alle volte per essere noi

consapevoli

de' peccati

preme

la

fronte della coscienza.

Abbiamo dun-

que

dum
illud et

episcopus
defert

legis introitum, et

ad partem
est

evangelii,
offer dia-

cum opus

illud

cono secundo, aut subdiacono, quid illud sedenti imponet, ut supra dixiuius, postquam capiti ejus mi-

il sudario di lino, castigato con molte percussioni, e mondato, con cui astergiamo i mondani affetti, e anche con David e Giob discacciando la mestizia ci mondiamo.

nel

fine

dice:

Manipuli
est
i

pene
il
il

cadetti
il

quoque Al significalo.
vescovi ed

tram imposuerit. Sed antequam


auferendum ab ipso tradendum ministro,
illud tradit,

ei

presente

celebrante,

auferatur mitra, prius gremiale est

diacono, et
qui
quoties
il-

aut

recipit,

toties

asciugano sudore ed il flusso del naso, i quali sono loro all'occorrenza somcerimoniere ministrati dal assifazzoletti si

Papa con

lud osculali debet, propter reverentiam episcopi, ex Castaldo lib.


I, sect. 5,

stente.

GRENOBLE
Grenoble,
citt

Gratianopolitan).

diligenter,

autem quando eo uteudum erit;


cap. 6. Advertat

con residenza vescodell' Isero,

vile di Francia, nel Delfinato, capo-

praecipue in conferendis ordinibus,


et in unctionibus, seu consacratioui-

luogo del

dipartimento

di circondario e di

tre cantoni.
,

bus eo

debet episcopus saepe, sed istud tunc proprie est mappa linea non gremiale* sericeum. Siuti

sede d' una corte reale


nali

de' tribu-

di prima istanza e di commercio, capoluogo della settima di-

militer
utitur,

ea

mappa

linea episcopus

visione militare

che comprende

dum

tradit candelas,

ramos,
ordi-

distribuii cineres,

et

ungis

dipartimenti dell' Isero, della Drme e delle Alte Alpi, e capoluo-

, ,

a4
godei
1

GRE
3.

GRE
nerale, la cattedrale di gotico stile, ed il teatro. Evvi un bel giardino pubblico e molti altri ameni

circondario forestale. Vi
delle
,

sono direzioni

contribuzioni
dei

dirette e indirette

demani e

dogane,
ipoteche
,

una conservazione delle una camera consultiva

passeggi. Oltre le chiese cattoliche

ve
zi,

n'

una

protestante,

commercio, ed una societ di scienze ed arti. Grenoble piazza di guerra, situata in mezzo alla fertile valle di Gresi vaudan, a' piedi del Rachet, che
delle manifatture, arti e

uno

de' quali pegli esposti,

due ospiuna

una facolt di diritto, una di scienze, un collegio reale, una biblioteca pubblica con pi di
universit,

sessantacinquemila volumi, e con mol-

appartiene alle montagne della Ghartreuse,

una

delle ramificazioni delal di sopra del

le Alpi, e

un poco
del

Drac e dell' Isero che la divide in due parti ineguali. Quella chiamata s. Lorenzo rinchiusa fra le montagne e la riva destra dell' Isero e comunica mediante due ponti, l'uno di pieconfluente
,

una scuola ed una di artiglieria, un museo, un gabinetto di storia naturale, uno di fiti

manoscritti preziosi

di medicina,

una

di disegno

sica, un giardino botanico in cui si danno pubbliche lezioni, ed un de-

posito di stalloni, oltre altri stabilimenti. Questa citt ha pure una gran fabbricazione rinomatissima di

tra

1'

altro

di
il

legno

coli' altra

guanti, e fa singoiar

commercio di
si

parte chiamata
ne,

quartiere di Bolinella

rata fiat, liquore graditissimo che

che

si

estende

pianura
S.

estrae dalle cerase: visi tengono quat-

alla riva sinistra del fiume.

Lo-

tro fiere triduane. L'antica citt avea

renzo cinto d' una debole muraglia,

due sole porte, quella detta

delle Gal-

il

quartiere
difeso

di

Bonne ha

lie,e l'altra d'Italia ;al presente

ne ha

un

da bastioni. Un'antica fortezza chiamata la Bacircuito


stiglia
,

cinque, due sulla riva destra dell'I-

situata sulla

montagna

del

suo nome, domina tutta la citt; l'arsenale che forma un' altra cittadella, sta nell' angolo nord-est di Grenoble, sulla riva sinistra dell' Isero.
11

Enrico IV ordinarono nuovi lavori, onde rendere la piazza inespugnabile, sebbene essi mai ebbero il totale compimento. E prosero, e tre sulla sinistra.

e Luigi

XVI

vi

tetta

da otto

bastioni e

da

fosse

quartiere
situazione

di

s.

Lorenzo
delle

detto anche la Ferrire, a cagione


della sua
a' piedi

profonde che possono essere agevolmente inondate. Grenoble ha


sofferto

frequenti

inondazioni,

la

che in due grandi strade. Bonne, che si pu


roccie,
consiste

non

pi spaventevole delle quali, avve-

nuta nel
di pietra

considerare

come

la

citt

proprias.

i65i, rovesci un ponte ed un'alta torre decorata


A.

mente

detta, cinta dai sobborghi


;

d'un orologio.
stanza, in

tre

leghe

di di-

Giuseppe e Trecloitres assai grande e bene distribuita, per assai

mezzo
la

di precipitosi
il

bur-

roni

trovasi verso

nord

est di

mal
belli

fabbricata. S osservano molti


edifizi
,

Grenoble
di) y

e fra

gli

altri

il

pa-

Chartreuse,
s.

lazzo episcopale e quello di giustizia


di

dedicato a
l'

gran Certosa ( Vefamoso moni.slero Brunone, e capo delcapitale

gotica struttura,

il

palazzo
contesta-

illustre
citt,

ordine de' certosini. Que-

della citt, ove


bile di

dimor
l'

il

sta

un tempo

del

Lesdiguires,

ospedale ge-

Uelfinato signoria del Delfino [Pe*

GRE
d)
gi
>

GRE
i453 Luidi

25
,

e nella

quale

nel

d'occidente, dal dominio dei romani

cia

XI essendo ancor delfino eresse un parlamento,


uomini
altri

Frane fra

pass a quello de'goti, alani

vandali

patria

e borgognoni, e da questi nel sesto


secolo ai re di Francia della stirpe
dei

di moltissimi
gli

celebri,

del cavaliere Baiardo, di

Merovingi

in questo secolo

Gredai

Mably e del meccanico Vaucanson, che hanno delle


Condillac, di
statue nell'edilizio del collegio; codi Gentil-Bernard, di TenBarna ve, e di Gio. Pietro ]Bourchenu de Valbonais, antiquario ed autore d' una storia del Dels

noble

essendo

stata

assediata

longobardi,

pure

cin, di

da Ennio Muramolo. Dopo la morte di Luigi I il Buono, Bosone s'impadron del regno di Borgogna, di cui
fu liberata

questa citt faceva parte,


la conserv per

ma non

finato,

ch
Neil'

Carlo

li

lungo tempo, peril Grosso la prese.


i

Grenoble, bella ed antichissima citt di origine gaulese, ed una delle pi celebri della Gallia narbonese, fu chiamata Accussium da Tolomeo , e port al tempo degli allobrogi il nome di Cularo o Cularone. S crede

855

fu invasa dai saraceni,

quali

non ne furono interamente scacciati che lungo tempo dopo.


Questa parte del regno di Borgogna essendo stata riunita agli stati di Rodolfo II , Grenoble cadde in potere di Corrado e di Rodolfo il Codardo suo figlio che le accordarono grandi privilegi, insieme al vescovo ; laonde da tal epoca i vescovi di Grenoble divisero la loro autorit coi conti del Gresivaudan, che presero pi tardi il titolo di delfini, e non furono interamente assoggettati, che quando il Delfinato fu ceduto ai re di Francia, verso l'anno i477 ^ contestabile di Lesdiguires , essendo governatore
,

essere slata abitata

dai

che dipendevano in un al territorio Gresivaudan dagli allobrogi, e che furono compresi fra i
tri colo res

popoli

delle
il

Alpi.

Sotto

romani

conserv

suo

nome

e fior, poi-

ch per la sua situazione, fu un importante posto militare, in cui Cesare e gl'imperatori romani mantennero sempre poderosi presidii ; laonde Massimiano, mandato nelle Gallie da Diocleziano, la fortific.
Egli ricostru l'antica citt e gitt

del Delfinato
di
sta
le

aument
Molto
secolo

il

circuito

fondamenti della nuova sull'opposta riva del fiume; congiunse le due con un ponte, le circond di
i

Grenoble.
citt

sofferse

que-

nel

XVI, durante
fu presa

guerre

civili.

Pi volte

forti

e vi edific
gli

comodi

alloggia-

e perduta dagli eretici

ugonotti e

menti per

abitanti e pel presidio.

dai

cattolici.

Negli anni

1814 e

^L'imperatore Graziano avendola poscia ingrandita, e collocatavi una guarnigione, prese essa
il

i8i5
il

fu occupata dagli alleati, ed


vi

secondo anno

entrarono

mei

nome

di cit-

diante una capitolazione, e dopo aver


sofferto grave perdita,

di

dal
c|i

Graziano o Gratianopolis , quale sembra derivato quello Grenoble. Si scopersero delle


e degli avanzi di

durante

tre

giorni che restarono innanzi a que-

iscrizioni

monu-

menti che pi non lasciano alcun dubbio sulla rimota sua origine. Nel quinto secolo, caduto l'impero

La seconda occupazione ebbe luogo, perch Grenoble fu la prima citt importante che in Francia avea aperto le porte a Naposta piazza.

leone, al suo ritorno dall' isola

deb

26

GRE
i

GRE
prelati Caracciolo e Spina, l'abbate
il

r Elba. Nel declinar del decorso secolo, avendo onorato di breve soggiorno questa citt il glorioso Pio VI, e nei primi anni del corrente l'immortale Pio VII, qui appresso

Marotti,
del

p.

Gian Pio da PiacenBaldassarri segretario


altrettanti

za, e l'abbate

primo,
il

ed

secolari

della corte, restando presso

ne daremo un cenno.

pa
di Pio

solo ecclesiastico p.
gli

il PaGirolamo
:

Dopo

la detronizzazione

Fantini, e

altri

secolari

il

di-

VI, operata dalle armale repubbli-

stacco fu tenero e
a'

commovente, e

cane francesi occupatrici dello stato pontificio, a'

portarono via ro il gran Pontefice. Dopo averlo tenuto incarcerato a Siena ed alla

20 febbraio 1798 da Roma prigionie-

nel qual

12 giugno giunsero a Grenoble; giorno vi arriv pure il

cav. d. Pietro

Labrador incaricato
i

dal re di Spagna di porsi a fianco


di Pio

VI

e di adoperare tutti
alleggerirgli
i

Certosa di Firenze, lo trasportarono in Francia nel 1799 con penosissimo viaggio.


Nella
cittadella

mezzi per
vagli e le

suoi tra-

schiavit,

di Torino, ove fu chiuso a*


prile, gli

24

a-

quando il cretava che il Papa


tato a Valenza.

pene della dolorosa sua direttorio defosse

traspor-

fu intimato per parte del

A' 27 giugno Pio

direttorio della repubblica, che Gre-

noble sarebbe stato il termine del suo viaggio; ma a Susa invece seppe che Briancon era il luogo assegnato per dimora, non Grenoble ;

onde

al solito

Pio

VI

rispose

sa-

r quello che Dio vorr, sebbene inferiore d'assai ne fosse il soggiorno. A* 3o aprile il venerabile esu le

da Briancon in una carsedendo al lato sinistro il p. Fantini , e rimpetto i due aiutanti di camera Bernardino Calvesi e Andrea Morelli nella seconda carrozza entrarono tre altri famigliari pontificii , ed il commissario
part

VI

rozza,

di

Gap;

gli

altri

famigliari segui-

lasci

Italia

per

entrare
citt

iu

rono a cavallo o sui carretti colle bagaglie. Oppresso Pio VI da leper gli scotimenti cadeva addosso al p. Fantini, che non valendo a sostenerlo cedette il suo posto all'aiutante di camera giuniore. Indi per
,

Francia,

che lo accolse fu appunto Briancon ; ma

e la prima

targico sopore

della carrozza

quando
fice

l'esercito

austro-russo inil

noltravasi pel Piemonte,


fu
trasferito

Ponte-

forti della citt

uno de' sette chiamato Tre teste,


in

s.

Crispino e Savines, giuuse a Gap,


Vizille

onde porre in sicuro un ostaggio


tanto
ragguardevole.
l'esercito

e per

accompagnato sem-

a Susa,

il

Avanzandosi general Muller

ordin che il santo Padre colla sua comitiva per sicurezza fosse mandato a Grenoble, e subito al-

pre dalla divota moltitudine , a' 6 luglio arriv a Grenoble, che Io accolse con venerazione e religioso
tripudio.

La
di

pi issi

ma

virtuosa

marchesa

meno quelli della famiglia che non erano necessari al di lui servizio, cio a dire gli ecclesiastici. Inutili furono le loro rimostranze, quelle
dei municipalisli
tefice: agli

resciallo di

Vaux, vedova del matal nome, della nobile


consolazione
,

casa di Corbeau, ottenne di pote-

re

aver

la

di allog-

giarlo nel suo palazzo


difficolt,

non senza

e quelle del Pon8 giugno partirono per


,

miraille,

buon

coadiuvata dal cav. Ducristiano, e divoto


Il

Grenoble cinque

ecclesiastici

cio

della santa Sede.

Papa

rivide in

, , ,

GRE
Grenoble con paterno affetto i famigliari partili .da Briancon, ed
essi colla

GRE
Baldassarre,

27

Relazione delle avversit e patimenti di Pio f/ ft


nella

massima tenerezza
piedi
:

si

getre-

tom. IV, pag.


seg.

107,
al

160,

191

tarono

a' suoi

essi

erano

tutto narra distintamente.

stati contentissimi della dimora in Grenoble, ove con edificazione eransi veduti servire a mensa da dame travestite da serve , per la divozione che aveano pel vicario

In quanto poi
cessore Pio VII,

degno

di lui sucle
i

dopo che

imperiali francesi invasero


della Chiesa e
luglio

armate domimi

di

Ges
fedeli

Cristo, considerandoli co-

Roma, da questa a'6 1809 trassero il Pontefice prigioniero, accompagnato dal cardinal Pacca,
il

me
Non

compagni

del suo esilio.

quale ne fu separa-

facile esprimere la

commo-

to alla Certosa di Firenze. Prose-

zione che la presenza del Papa produsse in Grenoble , e siccome


tutti
si

guendo
tato

affollavansi al palazzo,

questo

dovette

chiudere,

non valendo
il

il viaggio, Pio VII fu pora Montmeillan ove si riun col cardinale, ed insieme entrarono in Grenoble a' 21 luglio; ivi ne

le

guardie a frenare
dell' apostolica

sioso

popolo anbenedizione

fu

nuovamente separato, e
Il

il

cardi-

nale fu condotto alla


Finistrelle.

cittadella di

onde per calmar una specie di ammutinamento, fu pregato il Pontefice a


gli

Papa venne

alloggia-

to nella casa della prefettura, e vi

contentarlo dal balcone, fra evviva e le di mosti-azioni di osdell'

sequio

esultante

moltitudine

che present un imponente spettacolo di fede e di piet. Procur l'illegittimo vescovo di Grenoble, che secondo la costituzione civile
del clero
l'

rimase negli undici giorni che diin Grenoble, accoltovi con manifesti segni di profonda venerazione , gittando il popolo fiori entro la sua carrozza. Finch rest in questa citt, Pio VII corri-

mor

spose alle

brame

de' fedeli,
,

dando

chiamavasi
di parlare
al

vescovo del-

ogni sera la benedizione

ammet-

Isero

Papa

e di

rimettergli
tato

un

plico,

ma

fu riget-

come
il

intruso che s'intitolava

arcivescovo di Grenoble,

non usan-

do

titolo

di metropolitano con-

tendo al bacio del piede chi poteva avvicinargli, cosi ad ascoltare la sua messa; ma il clero si tenne costantemente lontano, e neppure fu permesso di presentarsi ad

feritogli dal

governo rivoluzionario. parti Pio VI dalla citt per Valenza , ove nel giorno avanti l' aveano preceduto i sum mentovati cinque ecclesiastici passando per Tullins e s. MarcelA' io
luglio

un

vicario generale di Lione, che

era incaricato di

una missione del

cardinal Fesch zio dell'imperatore

Napoleone.
riprese
il

Il

primo agosto Pio VII

per la strada di Valenza, onde per Avignone giun-

viaggio

lino

Pio
tr

Romans, ec. Appena partito VI da Grenoble, a torme en,

se la sera

ad Aix.

Il

cardinal Pac-

popolo nelle camere che ail vea abitato, cattolici e protestanti; altri lo seguirono divotamente lun-

Memorie storiche y ed il commendatore Artaud nella Storia


ca
nelle

di Pio PII, narrano


di questo

il

soggiorno

Papa

in Grenoble.
di

go

la

strada, e sino a Valenza le

La sede
fu eretta
la

vescovile

Grenoble
poscia di-

dimostrazioni dei popoli equivalseso a trionfo religioso.


Il

nel quarto secolo, sotto


;

nominato

metropoli di Vienna

otf

GRE
Il

GRE
vescoI

venne suffraganea di quella di Liou, della quale tuttora.

vo nel
te

61

fu

da Federico
e

im-

peratore dichiarato principe e condi

Grenoble;
lire

ventottomila

di rendita,

prima godeva con


parrocchie.

amplissima
trecento
Jl

diocesi

che conteneva

trentaquattro

cancelleria di Francia del 1227. Guglielmo di Sassenage, nominato in molte carte della certosa, dall'anno 1266 fino al 1329: sembra che sia stato a cagione della sua avvedutezza e prudenza nel trattare im por tat issi mi affari, che i Pontefici lo nominarono protettore de' certosini
legi.

primo vescovo di Grenoble fu Ponnino , che trovossi nel 3i8 al


concilio di Aquileia, con

e conservatore dei loro privi-

gio di Milano, e
siglia.
stinti

AmbroProculo di Mars.

Francesco di Gonzi alcuni lo fanno vescovo di Grenoble, ma non


sia stato cardinale
;

pare

fu bens
Chiesa, e

di lui
i

successori

pi diIsi-

celebre camerlengo
legato d'Avignone,
lui

di

s.

sono

seguenti

prelati:

onde molto di
di

zio

od Esichio che intervenne a


concilii,

parlammo a

quegli articoli: fu

quattro

cio al quarto di

ancora

arcivescovo

Narbona,
della
disci-

Parigi nel 5^3, al primo di Ma$on nel 58 1, al terzo di Lione

esattissimo

osservatore

plina, e rigido

censore

del

clero

583, ed al secondo di Maon nel 585. Ebbone che assistette pure a quattro concilii, al terzo di Valenza neh' 853, a quelli di Langres e di Toul nell'859, ed a quello di Toussy nell'86o. S. Ugo, discendente dall' illustre famiglia di Chleauueuf sull' Isero, vescovo di Lione nel 1080, consacrato vescovo di Grenoble nel 1081 a Roma dal Pontefice s. Gregorio VII egli rinel
:

inoltre

il

suo attaccamento per

la

defunti accrebbero
.

gran certosa, e la sua piet verso i il novero de'suoi Giovanni de la meriti distinti
Croix, signore di Cherrires e condi Saint- Vallili, dopo di avedegnamente coperto importantissime cariche fu nominato vescovo di Grenoble da Enrico IV, e consacrato nel 1607; sembrando nato per essere utile a tutti , mor nel 1619 in Parigi, dopo di avere aste

re

cevette s

Brunone

co' suoi

compaVienna Tournus

gni nel deserto


sa
;

delia

gran Certo-

sistito

agli

stati

generali del regno.

assistette al

concilio di

Pietro
nel
di

Scarron

nominato vescovo

nel ii 12, ed a quello di

nel

iu5;

canonizzato da
aprile

morto uel ii32, fu Innocen'zo II a' 22


Goffredo
certosino,

1620, consacrato in s. Vittore Parigi a' 7 marzo 1621, arrin-

11 34.

nominato nella vita di s. Anselmo, che dall'imperatore Federico I, con diploma del 1161, che si custodisce negli archivi, fu dichiarato conte e principe di

g Luigi XIII a Valenza nel 1622, assistette ali' assemblea del clero in Parigi nel 1626 ed a Nantes nel
iG 41, e parl
conoscono i no a Stefano
si

iu

nome
lui

dello stesso

clero a Luigi XIII in Amiens.


di
le

Nou

successori si-

Grenoble. Solfre-

Camus, nato da

do
sa

certosino governava questa chiepel

sa di

1223: trasport nella chieAndrea di Grenoble prevosti ed canonici stabiliti prima a Campaniuc dal conte Delfino,
s.
i

famiglia distinta di Parigi; da elemosiniere nel 1G71 fu eletto vescovo, e crealo cardinale nel
:

1686

come

consta

da

tip

decreto della

men vita peda Innocenzo XI ni lente ed austcrissima 5 per suo ordine Geuet vescovo di Vaisou,

GRE
Compose la cognita opera, gia morale di Grenoble;
quali

Teolofece

un

gran numero di fondazioni,

fra le

due seminari, e mori nel 1707 lasciando eredi i poveri che sempre avea beneficati. Giovanni
de Caulet di Tolosa fu consacrato vescovo nel 1726, ed ebbe lunghissimo vescovato, morendo nel 1 77 1 ; gli successe Giovanni de Cairol di Narbona traslato da Vence. Per morte di Claudio Simon di Dijon, fatto vescovo da Pio VII nel 1802, Leone XII nel concistoro de' 3 luglio

29 moniste di Montfleury dell'ordine di s. Domenico, in cui animettevansi le sole donne nobili, era situato in cima ad una rupe sulla
rio:
il

GRE

strada della gran Certosa.


cesi

La

dio-

che

conteneva

trecentotrenta-

quattro parrocchie, ne contiene in oggi sole quarantasei, con trecentonovantasette chiese succursali, e
ses-

santacinque vicariati.
tassata
fiorini

La mensa

ad ogni nuovo vescovo in


trecento settanta, ascenden-

do l'assegno del vescovo a quindicimila franchi.

1826 preconizz

vescovo

di

GRETSER
gesuita

Jacopo, pio e dotto

Grenoble monsignor Filiberto de


Bruillard di Dijon, che al presente

tedesco,
il

nato a Markdorf
1

nella Svevia circa

56o. Entr nella


in et di dicias-

ne governa
storale.

la

chiesa con zelo pa-

compagnia

di

Ges
si

sett'anni, e vi

distinse per l'erudi-

La

cattedrale,

ampio

edifizio di

Dio sotto il titolo della Beata Vergine Assunta in cielo. Il capitolo si compone di otto canonici capitolari, di nove canonici onorari e di preti
gotica struttura, dedicata a
,

zione. Coltivando gli studi non trascur 1' orazione , e fu modesto quanto dotto. Fu professore a In-

golstadt
ivi

per
ai

ventiqualtr' anni,

ed
e

mori

29 gennaio 1625. Era


dotti

uno

de' pi

controversisti

e chierici

addetti
il

alla

uffiziatura

de' pi fecondi scrittori del suo secolo. La sua vita fu una continua guerra contro i protestanti, in difesa

anticamente

capitolo

era

for-

mato
da

dalla

dignit del decano,

venti canonici.

Nella cattedrasi

instancabile della fede cattolica, e in

le oltre altre reliquie

corpo di
vi
il

s.

venera il Vittore martire hav:

favore del suo

ordine.

tradusse un gran
nel

Compose numero di opere,

fonte battesimale,

e la cura
dal

delle

anime

si

esercita

par-

roco. L'episcopio attiguo alla

me-

desima cattedrale, essendo, come dicemmo, grande ed ornato edifizio.


Nella citt vi sono tre altre parroc-

che furono stampate a Ratisbona 1734, in 17 volumi in foglio, con questo titolo: Gretseri, Opera omnia, antehac ab ipsomel alidore accurate recognita , opusculis multis , notis et paralipomenis piribus propriis locis in
insertis

chie

titolari, e

due

succursali, tutte

hac
s

editione
ec.

Vi sono ancora cinque monisteri di monache, diversi sodalizi, tre ospedali, due semibattisterio.

munite del

aucta

et

illustrata
v'

In

questa
scritti

collezione

hanno
;

molti

di controversia

v'

special-

nari, uno grande, l'altro minore, con

mente esaurito
alla

quanto appartiene

parecchi alunni.

Prima

in

Grenoi

Croce in difesa del Bellarmi-

ble contavansi circa venti monisteri

no. Tratt a fondo di tutto, e con

e conventi di religiosi
i

d'ambo
il

robustezza, che alcuni chiamarono

sessi:

gesuiti

aveano un

collegio,

asprezza

ma

per
fece

mancanza

di

ed

padri

dell'oratorio

semina-

buona

critica

uso d'alcune co-

3o
se

GRI
che dagli
eruditi

GRI
sono
stimate
diocesi,

che

si

leggono
A' 18
lo

nel

codice
fallo

apocrife.

1898
Cardinale. Griffone
1

della Colbertina,
rota.

e fu

GRIFFONE,
nel dicembre

uditole di

settembre
cardinale
titolo

1 1 34 o 1 1 35 fu creato da Innocenzo II prete cardinale del titolo di s. Pudenziana indi nel il 39 vescovo di Ferrara. Il Papa gli fece dono del corpo di s. Romano martire che da lui fu riposto decentemente dentro un'urna di marmo, quindi lo colloc in una chiesa dedicata a Dio in ono, ,

366

il

Papa

cre
,

dell'ordine de* preti


s.

col

di

Pietro in Vincoli, e

poi

vesco-

vo d'Albano, ed arciprete
triarcale basilica
coi

della pa-

lateranense, dove
,

cardinali Rinaldo Orsini

e di
col-

Belforte,

per ordine del


il

Papa

loc

dentro
i

ciborio sull' altare


teste

maggiore
de'
ss.

nuovi busti colle


e Paolo.
in

re di esso; e Celestino

II

parimenti

Pietro

Fu

depulega-

a di

lui istanza

vori la sua chiesa. "Vuoisi

ricolm d'insigni fache sia

tato con
zioni,
il

decoro

cinque

tra le quali quella

a Pietro

passato

ad

altro titolo, e

mor nel

1147.

GRILLO

Ottone, Cardinale. Ot-

Crudele re di Castiglia, il quale minacciava di sottrarsi all'ubbidienza della santa Sede. Nel 1367 ac-

tone Grillo genovese, consanguineo


del Pontefice Innocenzo IV, fu dal

compagn Urbano
nell'anno

V
fu

in

Roma,

seguente

preposto a

medesimo nel dicembre iiSi o 1253 creato cardinale diacono, dichiarandolo legato

latere in Ger-

vicario o vicegerente della Marca, dell'Umbria e della Toscana, non che delle provi ncie di Marittima e

mania per l'elezione dell'imperatore, ed ivi mor nel pontificato di Alessandro IV. L* Aubery ed il Panvinio non fanno menzione di questo
cardinale.

Campagna
la

nella

quale occasione
descrizione deldi

fece un'esattissima

Romagna

il

cui originale

conservasi
ticano.

nell'archivio segreto va-

Angelico o Anglico, Cardinale. Angelico

GRIMALDI o GRIMOARDI

Stabil il suo domicilio in Bologna, a fine di guardare e di-

fendere quella citt dalle insidie dei

o Anglico o sia Egidio Grimaldi o Grimoardi, nacque nel castello di Grissac,

Visconti

di

Milano,

non avendo

mancato
quello di

di

recarsi al conclave per

diocesi di

Mande
lo

l'elezione di

Gregorio XI, e poi a


che
il

nella Linguadoca, e

non quale
nel

Urbano VI, quantunque


Badella

descrive

il

Godwino

commen-

di questo ultimo pare


luzio ne dubiti.

tario de' prelati e cardinali inglesi.

Nel

tempo

Da
s.

Agostino

canonico regolare dell'ordine di e priore di s. Pietro ,

nella diocesi di Die,

siccome personaggio rispettabile per 1' esemplare di


lui

sua legazione diede nella citt di Mantova per ispecial commissione di Urbano suo fratello, il pallio ad Alberto di Slrenburg arcive-

condotta, e per
virt
di cui

un gran
dotato,

fondo

di

era

scovo di Magdeburgo. Fond nella citt di Apt un monistero di sacre vergini dell'ordine cisterciensc a cui assegn copiose reudite, e in

venne dal fratello Urbano V promosso nel i362 al vescovato d'Avignone, dove allora risiedevano i Pontefici. Pubblic alcune costituzioni pel buon regolamento della

Montpellier edific una casa ai canonici regolari con entrate sufficienti;

fece

lo

stesso

in

Avignone

ORI
con
le

GRI
Benedetto,
le

Zi

monache
Four

di

s.

labro, e

quali dal monistero situato nel bo-

vo
di

di

anno seguente vescoVenafro con l' amministranell'

sco del

presso Villanova,
in

ri-

zione della chiesa


quella
di
il

di

dusse nella
i

citt,

tempo

in cui

Bari

nel
gli

Brugnato, e i53o. In
affid la le-

ladroni militati scorrevano a gros-

quest'anno

Papa

torme per la Li ugnati oca e la Provenza ; a dette benedettine fond il monistero, e gli stabil rense

gazione di Genova, nella

diport con molta saviezza

quale si aven,

do

in tutte le occasioni dato chia-

dite considerabili. L'imperatore Carlo

re prove del suo affetto verso quella repubblica, e del


la

IV

essendosi trasferito
visitare

in

Avi-

gnone a
il

cardinale di

Urbano V, onor un nobilissimo didal


p.

religione.

suo zelo per Paolo IH, alla cui enel

lezione era intervenuto,


gli

i53$
di

ploma
ii eli'

riportato

Fantoni
1

die

il

governo della

diocesi

Istoria d'Avignone pag. 3

2,

col
gi

quale conferm

tutti

privile-

Avignone da altri imperatori, e ne concesse di nuovi. Nella partenza di Gregorio XI da Avignone, accaduaccordati alla chiesa
d'

Albenga, e lo destin legato della Liguria, dove fece risplendere il suo vivo impegno verso la Chiesa,
e quella maschia prudenza
dirigeva
nella

che

lo

trattazione

de' pi

ardui

affari.

1376, il cardinale vi rest con altri cinque cardinali, e nel 1379 si condusse a Montpellier per calmare l'ira e lo sdegno da cui rimase compreso Lodovico d' Angi, a

ta

nel

grandi vantaggi

Questo cardinale rec alla santa Sede,

non
con

solo coll'autorit,
la dottrina, e

ma

eziandio

motivo
regi

del

gravissimo

tu-

con gli esempli di un incontaminato costume, e colla libert senatoria colla quale espose sempre i suoi sentimenti.

multo
tro
i

destatosi in quella citt con-

ministri

contadini

fatti

che da quei in pezzi erano stati


,

gettati dentro

ad un pozzo:

la

sua

valida ed autorevole interposizione

mitig la pena stabilita ai ribelli. Ma alla sua riputazione rec gran


pregiudizio l'aver seguito
dell'antipapa Clemente
r

Mor in Genova nel i543 a' 27 novembre, assistito da' suoi figliuoli che ne piansero la perdita, ed ivi rimase onorevolmente sepolto. GRIMALDI Girolamo, Cardinale. Girolamo Grimaldi, denominato il
giuniore, d'illustre prosapia genovese

le

parti

VII.

Mo-

Avignone nel i388. Girolamo, Cardinale. Girolamo Grimaldi patrizio genovese , chiamato il seniore ,
in

de'baroni di s. Fely o s. Felice nel regno di Napoli ove nacque. Portatosi a Roma nel 162 1 fu da Gregorio

GRIMALDI

XV

ammesso

tra

referen-

in

et giovanile

si

un in
della

matri-

due segnature, e nel 1626 da Urbano Vili occupato nella vicelegazione della provincia del Padari delle

monio con una


tura sua morte

dama
gli

prol'a-

trimonio, e poi nel


citt
di

governo

della

pria patria, la quale con

l'immadel

Roma,

e destinato per ul-

diede tutto
al

timo

alla

nunziatura straordinaria

gio di consacrarsi

servigio
1

a Vienna all'imperatore FerdinanII, dopo la quale pass al governo della citt di Perugia e deiducato d'Urbino in qualit di vice-

Siguore

laonde

a'

1527, mentre
in Castel
s.

Clemente
3.

novembre VII era

do

Angelo,

lo cre cardi-

nale diacono di

Giorgio in Ve-

legato, in assenza del legato.

Ven-

i ,

32

GRI
conclavi, fin
in

GRI
di

ne poscia destinato nunzio a Luigi XIII re di Francia, nel qual tempo ed assente da Roma, quivi Urbano Vili a' i3 luglio i643 Io
cre
s.

vivere nel

i685

Aix, universalmente

compianto
sepolto

dal popolo
fortezza
d'

per

la

sua giustizia e

animo.

Venne

cardinale

prete

col

titolo

di

nella metropolitana.

Eusebio, donde nel

1675 pass
Cle-

al

vescovato di Albano sotto

mente X. 11 cardinal Mazzarini, mentre il Grimaldi era nunzio di


Francia,
bazia di
gli
s.

Nicol, Cardinale. Grimaldi genovese nacque nel regno di Napoli nel castello delNicol
la

GRIMALDI

Pietra, feudo di sua nobile casa,


il

rinunzi la celebre ab-

e compiti con successo


gli

corso denel

Fiorenzo presso Salmuro, la quale per alcun tempo pot governare da se stesso. I suoi rari
talenti congiunti

studi,

si

trasfer in

Roma

pontificato

d'

Innocenzo

XI, che

ad una specchiata
di viil

no

l'ammise in prelatura ed al goverdi alcune citt della Chiesa. In-

prudenza ed insigne probit


ta,
gli

meritarono
di

ministero del-

nocenzo XII lo fece segretario della congregazione dell'immunit, e


poi di quella de' vescovi e regolari,

la

corona

Francia
la

da Luigi

XIV
bolle

in Roma, e nomina all'ar-

finch Clemente

XI

a'

17 maggio
ti

civescovato d'Aix, di cui ricev nel

1706
s.

lo

cre cardinale diacono


in

da Alessandro VII, non avendole in otto anni mai conseguite da Innocenzo X. Giunto alle

i655

la

sua chiesa celebr


il

il

sinodo, fon-

seminario dotandolo d'ampie rendite, ed ebbe di esso una cura


speciale,

Cosmedin, annoverandolo alle congregazioni nominate, a quella de' riti, e ad altre. Indi lo dichiar legato di Bologna, ove sebbene godesse fama d'uomo d'aMaria

nimo

forte e severo, favori

il

pas-

badando

elle

chierici fos-

saggio alle truppe cesaree, forse per

sero bene istruiti

nella sana dottri-

na, nelle sacre cerimonie, e ne'doveri


ecclesiastici
illibati
,

risplendessero

per
le

costumi.

Riguardando

timore di minacciato saccheggio, ci che non sembra che fosse vero. Dimessa la diaconia, pass al titolo di s. Matteo in Merulana, e nel

rendite

ecclesiastiche

come
sollev

pain

1717, d'anni settantadue,


tobre, cess
di

a'

25

ot-

trimonio
diocesi

de* miseri,

li

vivere.

Il

suo ca-

dendosi
nate.

con generose limosi ne, estenla sua liberalit anco coi


splendido mececostituzione
dalla

letterati de' quali fu

Costretto

davere fu tumulato nella chiesa .dei cappuccini presso la porta, con adorna lapide e semplice iscrizione. GRIMALDI Girolamo, Cardinale.

d'Urbano Vili a risiedere alla sua chiesa, quando ebbe quella di Albano ottenne che ne esercitasse le veci il fratello fr. Angelico domenicano.

Girolamo Grimaldi nacque in

Genova di senatoria famiglia, e fu ammesso tra i prelati nel principio


del pontificato di
lo spedi

S'interpose

presso

Inno-

internunzio
al

Clemente XI, che a Brusselles


concilio
cele-

cenzo X, d'ordine della corte di Francia, per la riconciliazione dei Barberini, con ottimo successo, per dopo lungo tempo. Giunto all'et di

poi nunzio in Colonia, indi in Po-

lonia ove assist

brato nel 17 19 dai vescovi grecoruteni, costantemente uniti alla Chiesa

novantanni, e quarantadue
fu a cinque

romana,

quali stabilirono utila

di cardinalato, ne' quali

lissimi

canoni per

riforn

Gftl
che poscia furono approvati da Innocenzo XIII.
sciplina ecclesiastica,

uni
.
,

te

natura fece lodevoli progressi, e si Uscitone nel merit dei premi

Nel

1720

dalla

corte

di

Polonia

1787, nell'anno seguente entr oell'accademia pontificia de' nobili ecin Roma, donde ne sorti 1795, dopo aver compito regolarmente gli studi, massime della giurisprudenza in cui divenne profondo. Qui va notato che nell'accademia il Grimaldi fu amato specialmente da Annibale della Genga poi Leone XII, col quale ebbe
clesiastici

pass a quella di Vienna, dove datosi con straordinario fervore all'esercizio

delle

cristiane

virt

nel

singolarmente della
credito
di

mansuetudine, modestia ed orazione, acquistossi il


prelato
a*

di

santa vita.

Clemente XII
titolo di
s.

ottobre

1730
confer

assente lo cre cardinale prete del

Balbina,

gli

le congregazioni de' vescovi

e re-

intrinseca amicizia, solendo desina-

golari, del concilio, di

propaganda

fide, e de' riti, non che la legazione di Bologna, dove alla mansue-

re in minoribus con essolui domesticamente tutti i d festivi. Indi


ripatri,

tudine seppe unire una


sassini
le

giusta segli

a
le;

vantaggio
e

occupandosi in varie cose di Treia, massime


della

verit, specialmente contro

as-

nella riedificazione

cattedravi-

banditi che infestavano


vie.

per

le

note

politiche

pubbliche
si

cagione di sa-

lute

trasfer alla patria, e passa-

cende solo fece ritorno in Roma nel i8o3, nel qual anno Pio VII
lo

to in seguito a Napoli, soffocato

impetuoso

catarro,

esal

da l'anima
la

ammise
le

in prelatura,
fece

e succes-

sivamente lo

referendario

di

vicino a quella capitale,

sopra

ambedue
ze e

segnature,
reliquie,

consultore

nave che lo trasportava, a* 18 novembre 1733, in et di cinquantanove anni. Trasferito il cadavere Genova, rimase sepolto nella in chiesa di s. Filippo Neri, nella tomba de' suoi maggiori. La repentina sua morte cagion sincero cordoglio in tutte le persone dabbene, le quali deplorarono la perdita di un uomo, che per la sua rara prudenza, piet ed affabilit meritava certamente pi lunga vita.

della congregazione delle indulgen-

sacre

ponente del
s.

buon governo,
chele

presidente di
,

Midel

che

riordin

uditore della
di

segnatura, luogotenente civile


tribunale dell' A.
1'

C,

cui dive-

nutone primo, funse per venti mesi

uffizio

di pro-uditore
,

generale

della

camera

membro

della con-

gregazione
nel

lauretana.

Leone XII
aposto-

1825 aprendo

la visita

lica straordinaria,

di questa lo

no-

GRIMALDI
Nicola de* conti
in Troia
luglio
dici

Nicola,

Cardinale.

min
lo rio

giudice, indi lo dichiar pre-

Grimaldi

nacque
a'

sidente del collegio greco. Pio

Vili

da nobile famiglia

19

promosse
si

alla carica di segreta-

1768. Nell'et circa di quinanni fu mandato da' suoi a


nel

di consulta, nella
offr

quale larga
esteso

campo
pere
gl'
,

al

suo
s.

sa-

studiare le discipline maggiori

lo

propose
nel

rinomato

seminario

di

Frascati,

te dell'ospedale di

a presidenGiacomo depresidenal
fisi-

della celebrit del quale

parlammo
e fela

incurabili,

quale

a quell'articolo, ed ove per l'amore allo studio, e pel pronto


lice

tato molti e savi ordinamenti egli


dett, che tornarono
utilissimi

ingegno di cui l'avea dotato


VOL.

pio luogo sotto ogni rapporto

xxxm.

34

GRI
italiane
te,

GRI
cinque e mezzo
Sede, per
della

co e morale,, specialmente nell'eco-

not-

nomico. Avendo in questa lunga ed onorevole carriera dato saggio di rettitudine, zelo, cognizioni ed attivit, il regnante Papa Gregorio

compianto pel suo attaccamenla

to alla santa
t,

sua piefer-

criterio, saggezza,

prudenza,

mezza, ingegno rapido e profondo,

XVI
la

nel luglio

i832
di

gli

confer

memoria
gusto

prodigiosa,

intelligenza,
le

governatore di Roma, e poi in premio di tanti uffizi egregiamente disimpegnati, ai 20 gennaio 1 834 1 creo cardinale dell'ordine de' diaconi, conferendogli poscia per diaconia la chiesa di s. Nicola in Carcere , di cui era stato vicario del suo amico il caicospicua
carica

ed
le

amore per
arti

antichit

per

per

cui era posses-

sore

di

molti

preziosi

e
cui
s.

impor-

tanti oggetti

ad

esse appartenenti,

e per le altre doti d

andava
Salvato-

adorno. Nella chiesa di


re
in

Lauro

della

congregazione
le

Picena ebbero luogo


sequie,
gi

solenni e-

ninal Vidoni. Indi lo aggreg alle

nelle quali

il

cardinal Lui-

congregazioni cardinalizie della


sita

vi-

apostolica, della consulta,

del
s.

concilio,

della rev. del

fabbrica

di
,

Pietro

buon

governo

della

lauretana, dell'economica, e di quella delle acque.,

nominandolo
di

inol-

tre legato apostolico di Forl. QuiV


esercit

un reggimento

mo-

derazione e di avvedutezza, d'umanit e di giustizia, ed in pi guise


fu

benemerito
della

de'forlivesi.

Fu

proin

Lambruschini segretario di stacome camerlengo del sacro collegio pontific la messa di requie, ed ivi giusta la disposizione del defunto fu tumulato il suo cadavere nella cappella di S.Emidio, la prima delle laterali dopo l'altare maggiore, dove il nipote ed erede conte Grimaldo Grimaldi gli ha eretto un monumento marmoreo ove si vede il busto del cardinale rappreto,

tettore
s.

cappella

Sistina

sentato al
lippo

vivo

dallo

scultore Fi-

Maria Maggiore, delie

arcicon-

fraternite del preziosissimo

Sangue,
quattro

e di

due

altre,

come

di

confraternite.

Lo

fu ancora dell'o-

spedale di Treia, della pia unione


di
s.

Vito diocesi di Fossombrone,


di

e della

mento
citt

compagnia del ss. SagraMacerata; non che delle


Cesena
s.

Gnaccherini, con sottoposta onorevole iscrizione. Tra le sue pie disposizioni testamentarie faremo menzione d'una somma lasciata in favore del pubblico orfanotrofio di Treia, per averne altrettanta lasciata ai medesimo stabilimento la contessa

Santamariabella, cui pure

la-

di

e Treia,
,

e delle
et di

sci gli

arredi e suppellettili della


I

terre di

Giusto

di

Sirolo e di
all'

cappella domestica.
cri

paramenti
li

sari-

Monte
ri

Carotto.

Giunto

e nobili
alle

che

possedeva
in

settantasei
alla

anni un accesso di

umo-

part

sagrestie
s.
,

della cattedrale

testa

ci

l'ultima

ed al petto incominsua lunga e penosa


rassegnazione
e
a-

di Treia, di

Nicola
della

Carcere
di
tal cit-

sua diaconia
Forl e di
t,
s.

cattedrale

malattia, tollerata per settanta giorni

Mercuriale di

con edificante
tulti

e della chiesa di Valcerasa. Fi-

della quale rest vittima,

dopo
in

ver ricevuto
d
11

conforti di no-

stra santissima
il

religione,

Roma
ore

nalmente dispose che il cuore estratto dal suo cadavere fosse traspore depositato nella tato a Treia
,

gennaio

1845,

alle

cappella di sua nobile

famiglia in

GRI
testimonianza perenne del suo
ltto

GRI
afl'illustre

35

patrio.

E
s.

le

due statue
s.

di

defunto leg ogni documento riguardante la sua vita, fe-

marino, alte circa quattro palmi, e


i

conda

di

tante belle azioni.

appi-esentanti
al

Pietro e

Paolo,

dire del defunto appartenenti

GRI MANI Domenico, Cardinale. Domenico dimani patrizio veneto,


figlio

gi al sepolcro dell'imperatore

Ot-

tone
tile,

II

esistente nel
Io

portico o coril

di Antonio doge di Venezia, dotato di sublimi talenti, e dottis-

come

chiama

Torrigio,

simo

uomo non meno

che gran

fi-

della

vecchia basilica

vaticana

ad

losofo e profondo teologo, divenu-

portam Paradisi, ordin che


la

fossero

trasportate in Treia, e situate nel-

cattedrale alla
della

cappella

gentili-

zia

propria famiglia. Sul seII


si

to protonotario apostolico ed arcivescovo di Nicosia, nell'et di trentatre anni Alessandro VI a'21 agosto i493 lo cre cardinale dia-

polcro di Ottone
re
il

pu
il

legge-

cono

di

s.

Nicol tra

le

immagini,

Torrigio,

Le
ec.

sagre grotte va-

ticane, pag.

36 1
6;
il

e seg.;

Sindo-

ne,

Altarium
1 1

sac. bas. vatica-

Dionisi, Sacracryptarum^ editio 1828, pag. 22, 5i, ii4> cne inoltre riporta la tavola ove si vede il mosaico che sta nelle det-

naej pag.

donde poi pass al vescovato di Porto che ottenne sotto Giulio II nel i5ii, avendo rinunziato nell'atto di sua promoz one alla chiesa di

rum

vat.

bas.

Nicosia.

Indi

fu dichiarato
1

protettore de' francescani, e nel


patriarca d'Aquileia.
1

498
nel

Leone

5 4
1

lo

deput
delle

te grotte, e

gi fu sul sepolcro di
il

delle chiese
l'

amministratore di Urbino e Ceneda,


quali

Ottone
tore,
s. s.

II,

rappresentante

Salva-

ultima

rinunzi

nel

Pietro

con

tre

chiavi,

lo Chiesa di

Paolo come dicemmo all'articos. Pietro in Vaticatre

i520 a favore di Giovanni Grimani suo nipote, l'altra nel i522.


Essendo
to
ta
flotta
,

stato

il

genitore
della

spoglia-

no, in

luoghi del

quale parin discorso.

dell'ammiragliato

venetradi-

lammo

del

sepolcro

per

sospetto

di

Abbiamo dilu
mento
rasi.

un'illustrazione di

mento
tro nel
i

avendo
la

disgraziatamente
figlio

luogo patrio, antichissimo possedidi

perduta

guerra di Lepanto conil

sua famiglia:

De

coeno-

turchi,

cardinale
l'afflit-

bio sanctae

Mariae

in

Falle-ce-

momento

fatale in cui

Aggregato inoltre a varie accademie, il cardinale lesse dotti ed


con uno
dei

to padre veniva

trasportato
gli

nelle

pubbliche carceri
tro,

and inconteneramente

ornati ragionamenti,
te e

dopo averlo
di

quali illustr la sua diaconia. Mol-

abbracciato
si

e bagnato di lagrime,

maggiori

cose

ad
della

onore di
patria

esib

entrare in di lui luogo


assegnatagli,
fosse stato
;

questo

ornamento

nella

prigione

di giu-

del sacro collegio

si

possono leg-

rimanervi

finche

gere nell'opuscolo
le

intitolato: Nelseconde esequie solenni fatte in Tre/a al cardinale Nicola de' con-

ridicamente assolto

non potencol genitore,

do

ci ottenere dai giudici, sal le

scale

della prigione
colle

ti

Grimaldi nella
Broglio

chiesa

del suf-

sorreggendo
ceppi

proprie

fragio, orazione
zio

del

conte Venan-

e le catene,
i

mani i non cessando di


a permettergli

d Ajano,

Sanse veri no

supplicar

giudici

i845.

questo dotto personaggio.

almeno

di restare in

compagnia del

36

GRl
ivi

GRI
servirlo.

padre racchiuso, ed Punito Antonio con


t a

Giulio II alla chiesa di Ceneda, e

l'esilio si

por-

con
cilio

tal

carattere intervenne al con-

Roma

dal

cardinale,

e poco
restitui-

generale lateranense V.
lo

LeoCoa'

dopo venne gloriosamente


to alla patria,

ne
leia

nomin

patriarca d'Aquidi

e alla

gnit di procuratore di

perduta disan Marfu


esaltato

col titolo di patriarca

stantinopoli, e

Clemente VII

3
s.

co,
al

ed

in

appresso

maggio i5ij

lo cre ih Castel

dogado

della repubblica.

Aveva

Angelo, sebbene assente, e poi lo pubblic in principio di febbraio 15^8,

questo cardinale nella sua famiglia


lenti,

uomini per virt e dottrina eccelde' quali fu sempre splendidissimo mecenate possessore di una
:

cardinale prete del titolo di


tale.,

s. Viper distinzione gli trasmise a Venezia il cappello cardina-

scelta biblioteca di ottomila volumi,

lizio.

Indi nel

i533

gli

die in

am-

in
s.

morte Antonio

la lasci

alla

chiesa di

di Castello de' canonici


ss.

ministrazione la chiesa di Concordia, e Paolo III, al cui conclave


fu presente, nel

regolari

del

Salvatore
rest

in

Ve-

i534

quella di

s.

nezia, ove fu trasportata,

indi per
incenerita.

incendio fortuito

Tradusse

il

cardinale dal greco in


s.

Tomieres che ritenne per breve tempo. Nel i53o, gli confer con lo stesso titolo il governo
di

Pous

latino alcune omelie di

Gio. Gri-

della diocesi di

Citt

di

Castello,
benefzi

sostomo , e compose altre opere che si leggevano una volta nella


biblioteca del cardinal Sirleto.

colla provvisione
ecclesiastici.

di altri

Do-

po

essersi

trovato presente a quat-

Decorato in seguito della legazione dell'Umbria, e di quella al re di Francia ad oggetto di stabilire la pace, e di quella

tro conclavi, mor da tutti deplo-

rato nel
tre anni.
tia

i523

in et di sessanta-

Adriano VI nella malatdi


visite,
ss.

pi volte l'onor

fu sepolto nella chiesa de' e Paolo

Gio.
legge

con

magnifico epitaffio,
esiste,

pure di Parma e Piacenza, fece per tutto spiccare i suoi rari talenti e singoiar prudenza. Peror con gran facondia ed energia in Busseto innanzi a Carlo V, per
esortarlo alla
fetto.
Il

che
altri,

pi
il

non
si

ma
il

si

pace.,

ma

senza ef-

presso

Ciacconio,

Quirini ed
fosse
tras-

popolo di Ceneda avanz

anzi
il

vuole

che

ferito

cadavere a Venezia e sepolto in s. Francesco della Vigna, come io accenna il Rondinini nelde'
ss.

contro il cardinale al senato veneto, che pubblic un decreto col quale veniva il vescovo
ricorso

spogliato

del
il

dominio della
cardinale
III,

citt.

la Storia della chiesa

Gio.

Non manc
rimostranza
ottenne la
al cardinale
diritti

di
il

farne

e Paolo. Inoltre
si

questo cardinale

a Paolo

quale
dei

encomi del Bembo, di Paolo Cortese, e di tutti gli scrittori del suo tempo. GRIMANI Marino, Cardinale. Marino Grimani veneziano., nipote del precedente, essendo uomo sommerit
gli

revoca del
la

decreto, ed

del Candido, e

reintegrazione

antichi.

Alcuni
Pietro

scrittori

ve-

neti, tra' quali

Giustiniani,

ed

altri, scrissero

che questo cardinegozi sedella

nale era pi adatto ai


colareschi, che
ai
il

mamente
letterati,

dotto,

di

straordinaria

ministeri

eloquenza, e generoso mecenate dei


fu

Chiesa. Dimesso
s.

secondo

titolo di lui assai

promosso nel i5o8 da

Maria in Trastevere, da

GRI
beneficato, ottenne successivamente

GRI
sentare

37
Io

un breve,

in cui

riml'

da Paolo HI nel
stiburbicario
di

i543

il

vescovato
vi
il

proverava di aver sottoscritto


ditto
pel 'sequestro

e-

Porto. Portandosi

de' frutti

dei

per sollievo ad Orvieto,


la

trov

beni ecclesiastici, senza temere l'ira


divina, minacciandolo ancor di pri-

morte nel i546,

ma

suo ca-

deposto in

davere trasferito a Venezia venne s. Francesco della Vi-

varlo della porpora cardinalizia se

non
il

si

correggeva;

tanto

piti

che
co-

gna, presso la
zio cardinale,
di
lui

tomba

gentilizia del

cardinale avea pubblicato un'orsi

nella quale

fu

alla

dinanza, in virt della quale

memoria eretto un nobile monumento. Nella cattedrale di


Ceneda
il

mandava
lunque

ai

vescovi

ed

altri

qua-

prelati,

che in avvenire non


sentenza di

fece costruire

l'organo ed
d'insigni

ardissero di fulminare

campanile che

abbell

pitture, L'Ughelli attesta

che

il

car-

dinale lasci

un erudito commendi
s.

scomunica contro i violatori dell'immunit ecclesiastica, ed in caso che alcuno si trovasse per tal fine
allacciato di cotal

tario sull'epistola

Paolo

ai

censura

doves-

romani.

sero incontanente

proscioglierlo, e

GR1M ANI Vincenzo, Cardinale. Vincenzo Grimani patrizio veneto, parente de' duchi di Mantova, ivi nacque a' 26 maggio i655. Acquistatosi alto credito di saviezza

compartirgli
luzione. Si

il

beneficio

dell'assotutti
i

opposero

per

vescovi con petto sacerdotale all'in-

e di

degna pretensione del cardinale, e nulla temendo il suo sdegno, gli


resisterono

sagacit, ottenne dal

duca di Man-

coraggiosamente.
cardinale
di

Non

tova la

ricca

abbazia di Lucedo

ed attesa la pace per di lui mezzo con singoiar prudenza conchiusa a Vienna tra il duca di Savoia Vittorio Amadeo III e l'imperatore Leopoldo I , ad istanza di questo, e con gran soddisfazione d' Innocenzo XII } venne dal medesimo a' 22 luglio 1697 creato cardinal diacono di s. Eustachio. Fatto poi dall' imperatore vicer di Napoli, vi diede luminosi esempi non meno di giustizia ed equit, che di carit verso i poveri ; e

manc il al Papa
,

rispondere

e di

scrivere

sacro

collegio:

ancora al pensando poi pi.


suoi,

seriamente

a' casi

non
i

fu

si

fermo
ordini

nel

fare

eseguire

propri

, o per non disgustare ulteriormente il Pontefice, che Io cre-

deva provocatore di cesare contro di lui o per cagione dei rimorsi della coscienza. La morte per lo
,

colse nel pi bel corso de' suoi giorin Napoli nel 17 io, in et di cinquantacinque anni, a' 26 settem-

ni

bre, essendo
di

di

bella presenza

quando pass in Romagna, prese il comando delle truppe imperiali,


gi sotto
gli

graziosa conversazione. Aggiunnelle sue biografie


il

ordini

del

conte di
tro-

Daun.
i

Ma
i

volendo estendere oltre


diritti dell'

confini

imperio,

si

il Cardelquale parla del cardinale anche nella vita di Clemente XI, massime ap. 1 io, XCIII,

gono
la

ed

Novaes,

il

v
li

in caso di

non

far conto di quel-

che portatosi
sione della
di
s.

il

cardinale in occadella

del sacerdozio, e di resistere con

festa
,

traslazione

pervicacia ed
rit di

ostinazione all'autoil

Gennaro
a'

solita

celebrarsi in

Clemente XI, mezzo del suo nunzio

quale per
fece pre-

Napoli
il

23 maggio, per osservare


della

gli

prodigio

liquefazione

de)

M
liquefatto;

GRI
ma

GR
pretesa riforma.

sangue di quel glorioso martire , ne prese l'ampolla quando gi era


questo subito s'indur ed anner. Alla qual vista ne concep tal ribrezzo e spavento, che ca-

La sua

festa

ri-

portata agli 8 di luglio.

GRIMO ARDI
nale.

Anglico, CardiV. Grimaldi Angelico o AnCardinale.


Cardinale.
Griso-

glico

duto infermo di dolori atrocissimi


questi gli seguitarono

GRISOGNO,

per quattro

mesi fino
cui

19 settembre, epoca in secondo miracolo il per la festa del medesimo s. Gennaro. Tultavolta in segno di pentimento sped un corriere al Papa,
a'

succede

gono francese, intimo amico di s. Bernardo, merit che Innocenzo li nel dicembre 1 34 o 1 1 35 lo creas1

se cardinale

diacono di
nel 11

s.

Maria in
s.

Portico, indi
Prassede.

38

lo trasfer

all'ordine de' preti, col titolo di


Sottoscrisse

domandare

l'apostolica benedizioil

varie

bolle
1
1

ne in arlicido moriis, che

beni-

pontificie, e

mor
o

nel

i4o o

4-

<

gno Clemente XI subito


part;

ma

il

corriere lo

comtrov morgli
il

GROLAJE
vanni,

V1LL1ERS
V.

Gio-

Cardinale.

Villary

to al suo ritorno,
ce piamente

onde

Pontefi-

ne suffrag l'anima. Francesco Paterno ne compose l'orazione funebre, che pubblic in Napoli colle stampe.

VlLLIERS DE LA GROLAJE GIOVANNI, Cardinale.

GRONINGA o GRONINGEN, Groninga. Citt vescovile delle Fiandre, capoluogo della provincia del
suo
che
Il

(s.).

o GRIMBAUDO Nato a s. Omer, fece i suoi studi con molto profitto nella badia di s. Bertino, ed ivi prese l'abito
monacale. Alfredo
il

GRIMBALDO

nome
va

in

Olanda,
Sta

di

circonda-

rio e di

cantone.

sull'

a gettarsi,

mediante

Hause una
zec.

larga imboccatura, nel

Lauwer

Grande

re d'In-

porto comodo, e pu ricevei

ghilterra, passando presso a questa

re

pi

grossi navigli

mercantili.
di

badia nella sua gita a Roma nell'885, ebbe molli interteni menti con esso; e tornato in Inghilterra,
invitollo

di

sede di un

tribunale

prima

istanza,

dipendente dalla corte suvi risiedono

periore dell'Aia, e di un tribunale

a recarvisi,

e lo

nomin

commercio:

un go-

professore di
sit di

teologia nell' univer-

vernatore di

provincia

ed un co-

baldo

Oxford. Dicesi che s. Grimabbia fatto fabbricare la


s.

mandante di piazza di terza classe. Sono i bastioni circondati di larla citt abbastanza ghe fosse ben fabbricata, con strade regola:

chiesa di

Pietro di Oxford.
di

Do-

po

la

morte

Alfredo

ritirossi

nella badia di Winchester, ed essendo stato compito dal re Odoardo il nuovo monistero, egli ne fu primo abbate. Quivi Grimbaldo si occup nell' orazione e nello studio

ri,

molti ponti
il

chiese

essendo

chiamato
li

passeggio pubblico
edifizi

Le

Plantare. Gli

pi osservabi-

delle

sacre
di

lettere

fino

alla

sua
data.

morte,

cui

s'ignora

la

sono il palazzo pubblico, recentemente eretto sulla gran piazza una delle pi belle del regno; la chiesa di s. Martino, di cui ammirasi
l'alta

S. Elfeago

ne fece disotterrare il corpo, e le sue reliquie, riposte in


cassa d'argento, furono custo-

la

bella

gotica
la
il

architettura e
zecca,
la

una
dite

sua torre; na, l'arsenale, ed

doga-

ponte Rolering-

con gran divozione

fino alla

koog riguardato come un capo d'o-

,,

GR
pera d'architettura.
siede

Groninga posfondata
nel

della bolla

una
di

universit

ritorio

di

39 Super universa, col terGroninga e Drenzie ,

GR

6 4 demie
J
1

celebre riputazione; acca-

artistiche e scientifiche, biblioistituti.

teca pubblica, e diversi utili

patria di

molti uomini

illustri

delle isole Rolluge e Borchim, dichiarandole suffraganee di Utrecht. Per mensa assegn il Papa tremila ducati d'oro delle de-

non che

fra' quali

nomineremo Rodolfo Agri,

cime
fer

e mille

cinquecento

ducati
la chie-

cola dottissimo

Alberto Schultens

concessi
il

da

tal

sovrano, a cui con-

eruditissimo

orientalista,

Giovanni
il

diritto di

nominare

Wesselus,

Abramo

Fronjinins,

ba-

sa.

rone

Ruperda, Hemsterhuis, ec. Quantunque il clima sia d'ordinario salubre, pure nel 1826 vi domin un' epidemia cagionata dalla siccit e dai calori estivi, dopo una
accompagnata da
pretendono
slata eretta
orri-

Dipoi il governo acattolico olandese soppresse la sede.

primavera
bili

inondazioni.

Giovanni, CardiGiovanni Groppero nacque in Soest o Zoest, castello considerabile di Westfalia, divenne quindi proposto scolastico di s. Gereone di Bonna, e arcidiacono di Colonia,
nale.
illustre

GROPPERO

Alcuni
citt sia

che
in

questa

per Io

zelo

della

religione

vicinanza

e per profonda politica, fu riputato

sul

luogo stesso in cui Corbuloforsot-

uno

degli uomini pi dotti del suo


Si

ne, per assicurarsi della fedelt dei

tempo.
disputa

segnal

nella

pubblica

aveva fabbricata una tezza, della quale parla Tacito


frisoni
,

to

il

nome

di

Corbulonis
si

monu-

mentimi; per non


di

fa

Groninga
fortificata

nella

storia

menzione che nel


sta-

ch'ebbe nel colloquio di Ratisbona con Bucero, e coi protestanti da lui pienamente convinti, ai quali fece sempre aspra guerra, anche con rischio di sua vita, riuscendogli tenerli
cesi

secolo IX, e
ta

sembra non essere


che
si
il

lontani

dalla dio-

qualche

secolo

di Colonia; e nell' apostasia di

dopo. Nel
ti

1576
,

arrese agli sta-

quell' arcivescovo
ses,

generali

ed

suo castello fu
stata
restituita

egli

qual

valido

Ermanno Truchmuro si op-

spianato;
alla

essendo

Spagna, il principe Maurizio di Nassau non la riprese che nel i5g4. Fu assediata nel 1672 dalle truppe del vescovo di Munster;

ai di lui empi sforzi. Informato Paolo IV del di lui merito, ai 20 dicembre i555 lo cre cardinale prete, onore ch'egli umilmente ricus con ragioni che addusse. Stu-

pose

ma
all'

furono obbligate di
impresa.

rinunziare
e la
si-

pito
Io

il

Pontefice di

si

eroica virt,

Questa

citt

chiam a

Roma
somma
in

per indurlo ad
lui

gnoria

accedettero
,

all'

unione

di

accettare, e per
di affari di

comunicare con
ai

Utrecht

che

consolid lo

stabili-

importanza. Si
pontificii
la

mento
ancora
ria

della

vincie unite.
alla

repubblica delle ProGroninga appartenne


lega
delle citt ansea-

sottomise
voleri
di
s.
,

il

Groppero

ed ebbe

titolo

chiesa

tiche, e fu

la

capitale della signo-

del suo

nome.
del

La sede
re

vesco-

vile fu eretta dal

Pontefice Paolo
Filippo
II
,

Lucia in Selci, ma pochi giorni dopo mor a' 1 2 marzo 1 558 d'anni cinquantasette, lasciando di s onorarissima fama, e di mirabile continenza.
s.

IV ad
a'

istanza

Fu

sepolto nella

chiesa di
i

12

maggio i55g,

eoli' autorit

Maria

dell'

Anima, ove

di lui

4o
ro
al

GR
e Gasparo posetuata
in

GRO
mezzo a paludi, ha 1' aria poco salubre, quantunque da alcuni anni sia assai migliorata, mentre dal
lato della fertilit e della industria

nipoti Gottofredo

suo sepolcro corrispondente


Scrisse questo pio e dotto

epitaffio.

cardinale

parecchie

danti

donimi

la

pi.

opere riguarpregevole
libro

delle quali

quella intitolata Isti-

sarebbe invidiabile. Citt forte, non grande, ma ben fabbricata, e difesa

tuzione

cattolica,

come
di

di

controversia.

Fu

assiduo

ed

infati-

cabile nello studio,

tenace

me-

moria, di acuto e savio discernimento. I suoi ragionamenti anche


in tempo della mensa si aggiravano sopra materie scientifiche ed

da una rocca con sei bastioni intorno al giro esagono delle solide sue mura: fu chiamata anche Crassetum ; e fiori per uomini illustri. Le sue prime memorie risalgono
al

IX

secolo; nel seguente era do-

erudite, siccome personaggio fornito

di prodigiosa eloquenza e di vasta

erudizione.

Non mancarono

prote-

stanti d'insultarlo
si r-ne

con calunnie, mas-

minata dai marchesi di Toscana, indi da altri signori, e dai conti Aldobrandeschi ch'erano pur conti di Sovana, avendo palazzo e residenza in Grosseto. A questa citt
i

lo Sleidano e Teodoro Beza, stomachevoli e ripugnanti anche al

conti concessero

diversi privilegi

nel

1222.

Nel

precedente
di

fecero
la

buon

senso.
,

La

vita

del

cardinal
Pietro

lega colla repubblica

Siena,

Groppero

scritta

da Gio.

quale poco dopo avendola occupata esigette

Stute in una dissertazione intitolala Susato porporato , fu stampata


in Zoest nel
17
1

dagli abitanti

il

giura-

3.

o GROSSO Guido, Cardinale. V. Clemente IV, Papa. GROSS o CROSS , CardinaV. gli articoli Crosso. le.

GROSS

mento di sommissione con annuo tributo. Anche il vescovo di Grosseto nel 1228 raccomand alla repubblica
stia
i

senese

suoi castelli

di-

e di Roselle, insieme con tutti

GROSSETO

(Grossetan). Citt

beni della mensa vescovile, promettendole l'annuo tributo di lire

con residenza vescovile del granducato di Toscana, nella provincia di


Siena, posta nel centro della vasta

25, e l'offerta di un cero di libbre 12 per la Madonna di agosto.


I

grossetani al

pari

di

molti

e ubertosa valle inferiore dell'Ombrono senese, capoluogo di uno dei cinque compartimenti del granducato. Grosseto residenza

individui della casa Aldobrandesca


fedeli

alla
al

repubblica di Siena tepartito ghibellino,

nevano

onde

del

comil

Federico

II vi

tenne nella citt


generale,

un
e

missario
senese.

regio

a cui

affidato

governatore
I

capitano

governo della

provincia

inferiore

l'onor di sua presenza nel


senesi

1243.
dal
l'inve-

Vi

pure

un

magistracollegia-

ottennero nel

i25o

to

civico,

un

tribunale

vicario imperiale Gualtieri

le civile

e criminale, un
altro

dante militare,

comancomandante

stitura di Grosseto, per cui gli a-

bitanti e

visconti feudatari

degli

della piazza e del littorale; l'uffizio

del registro, delle ipoteche,

un

in-

gegnere di circondario, e l'amministrazione economico-idrauiica pei


bonificamenti della

Aldobrandeschi giurarono alla repubblica di Siena fedelt e ubbidienza. Dopo la morte di Federico
II
i

grossetani

si

eressero

in

maremma,

Si-

comune,

ma

nel

1259

sottomessi

GR
dall'armata senese, quella repubblile

GR
acque stagnanti, ed
i

41
lavori al-

ca ordin l'erezione del


fortezza

cassero

o
;

per

tenervi

guarnigione

indi essendosi
ribellata,
i

nel

1266 Grosseto
tornarono a sog-

l' ultima perfezione condotti avrebbero ritornato al paese il primiero splendore , se la successiva incuria

senesi

non
te

avesse

trattenuto

effetto
il

di

giogarla, e verso

il

1277

gli

Al-

tante benefiche viste.

Ma

regnan-

gnoreggiarla.
libera

dobrandeschi aveano cessato di siCosi Siena divenne


dominatrice
di

granduca Leopoldo II, merc nuove opere idrauliche, e il bonificamento della

Grosseto e

maremma

grosse-

del vasto suo territorio. Nel

i3io
al

tana

fa

molte famiglie feudatarie gi degli


Aldobrandescbi governo senese,
poterono
al
si

rivoltarono

di poter natura fisica

ragionevolmente sperare finalmente ristabilire la


di

questo

suolo nei
il

per un
Grosseto

tempo
sino
la riil

perduti suoi

diritti,

che

grannella
Il
cli-

dominar

i334, epoca in cui Siena cuper. Nel i328 Lodovico


varo, coll'antipapa

duca Pietro Leopoldo trov pi deplorabile condizione.

Bae gli

ma

di Grosseto,

al

par di

quello

Nicol
si

anticardinali di questo,

accamp

presso la citt,
derla.

ma non pot prenNuove commozioni ebbero


i

del suo ampio distretto, generalmente temperato. L'aspetto materiale di Grosseto soddisfacente,

ed

il

commercio

di

cereali

di di

luogo, onde

senesi costrussero

una

bestiame d'ogni specie, massime di


cavalli,

fortezza che nel

i35o

si

trov in

attivissimo.

La pianura

grado

di

servire a

difesa.

Dopo

altre politiche vicende, per Alfonso

Grosseto fertilissima di granaglie e pasture. Sulla spiaggia marittima


a poca distanza dal laghetto
della

V
ed

re d'Aragona, Jacopo Piccinino


altri,

soffr le

conseguenze delle

Trappola, ed
dell'

all'ovest
vi

della

foce

guerre tra Cosimo I duca di Firenze e la repubblica senese, sostenendosi i francesi alleati di questa in Grosseto sino al i55g, epoca della conclusione della pace, che sottomise Grosseto al duca, il quale fece aggiungervi nuove for-

sono delle saline. Alcuni autori pretendono essere que1' antica sta e popolosa citt di Possolonia. Altri la dicono fabbricata
sulle rovine dell' antica citt etrusca

Ombrone

Roselle o Rosella, Roselum. Prosie-

guono ad aver questo nome


di tal citt, distanti
i

ruderi

compite da Francesco I e Ferdinando I. Da tali avvenimenti ebbe origine il suo decadimento, e trovavasi quasi deserta
tificazioni,

cinque miglia da

Grosseto, che romani chiamarono Rusellana Co Ionia, quando in seguidi lunga guerra ne divennero to

granduca Cosimo I canToscana. I palustri dintorni di Grosseto sensibilmente migliorarono sotto i Medici, e cambiarono totalmente di aspetto durante il regno di Pietro Leopoldo, che coll'emissario del viciil

quando
i

padroni, e n'ebbero possente


di nese. Il

aiuto

gi

destini della

vettovaglie nella guerra cartagi-

suo

eccidio

si

attribuisce

dopo le and sempre maggiormente decadendo in guisa da rimanerne appena il vestigio. Vi sono per
alle incursioni

de' saraceni,

quali

no lago

di Castiglione, colPargi natu-

tuttora

grandiosi

avanzi
di

delle

sue
e di
le

ra del fiume, e col canale navigabile

portato sino presso

le

mura

devi

mura, e rottami altri marmorei

colonne

lavori.

Dopo

42
dubbiosa

GR
l'esistenza di

GRO
sposta
alle

ultime escavazioni
anfiteatro,

non rimasta uno splendido che pu dare copioso


osserva-

rapine

de' malviventi.

Altri dicono che

tuasse nel

Rolando ci effet59, bench per alcun


la

pascolo alle archeologiche


zioni.

tempo
nel

vescovi grossetani tenesseloro

ancora, e furono nel


glior

Le terme Rosellane esistono 1822 in mi-

ro di frequente
sulT

residenza

vicino castello

d'Ischia

Istia

forma riedificate dal granduca Ferdinando III. Roselle distante una lega al nord da Grosseto:

Ombrone.

Gli successe Martino

fu gi

seggio vescovile eretto

che si trov al concilio generale Lateranense III adunato da Alessandro III. Tra i di lui successori
si

nel

secolo,
s.

si

conoscono
,

ves.

distinsero particolarmente

scovi sotto

Gregorio
trasferito
Il

Simmaco Papa ; di

e sotto
l

tieri,

cui

Clemente
le

III

nel
la

Gual1 188
giu-

poi

fu

concesse tra

altre

cose
di

a Grosseto. primo vescovo di Grosseto o


di

risdizione sulla

met

tutta

Gros-

seto, consistente in sessanta casalini e

piuttosto

Roselle
nell'

fu

Vitelliano

'

quattro chiese. Bartolomeo d'Amelia


francescano, eletto nel 1278, ed ordinato dal Pontefice Nicol III, che
lo

anno 499 a n* lo chiamano Rolando che assist in detto anno al concilio romano di
che' sedeva

mand

a Costantinopoli per tratdelle

Papa san Simmaco


Balbino,
rio
I

gli
s.

successe

tare dell' unione

due
di

chiese

lo

stesso
la
il

cui

Gregolib.
,

greca e latina. Restauro, altro fran-

scrisse

lettera

i5,

8.

cescano eletto dal


seto

senato

Gros-

Teodoro
assistette

fu

terzo

vescovo

ed

nel

i3o6, fu
si

approvato

da

al

come vescovo di Roselle concilio romano sotto il Ponte-

Clemente V, e
zioni che

fece quelle costitunell' Ughelli.

leggono

Martino I. Ruperto fu a quello adunato da Eugenio II; Raniero intervenne nel ioi5 al concilio di Benedetto Vili: nel noi lo
fice

Angelo Cerretani sanese, fu fatto vescovo nel 1 334- Fr. Giacomo Tolomei minore conventuale, nunzio
di

Urbano VI e
VII. Giovanni

predicatore

della

era Ildebrando. Continuarono

ve-

crociata contro l'antipapa


te

Clemen-

scovi a risiedere in Roselle sino

N. rosellanodel

12

r,

cui scrisse
il

ad due

Pecci nobile sa-

nese cavaliere

gerosolimitano, profu
eletto dal

lettere Calisto II, e fu

XV

vesco-

tonotario apostolico,
capitolo nell'anno

vo in serie. Il di lui successore Rolando nel pontificato d* Innocenzo li , fu il primo che tenne sua sede in Grosseto verso Tanno 1 1 33, in cui sottoscrisse una bolla di detto Papa per l'erezione di Genova in arcivescovato; ei sottoscrisse
il

i4'7> indi conmor nel fermato da Martino V 1426. Allora fu fatto amministratore il cardinal Antonio Casini vescovo di Siena, e vi dur per tredici anni, sino alla morte avvenuta nel i4^9- In quest'anno Eugenio
,

vescovo Rosellano,

ma

poi prese

IV

confer

il

vescovato

di

Gros-

nome

di vescovo di Grosseto. InII

seto in

commenda
;

al celebre cardi-

nocenzo
fece

del titolo

1 1 38 decor Grosseto , e vi definitivamente trasferire la

per

nel

nal Giuliano Cesarini romano, che

di

citt

mor nel i444


grafia
zari
;

l'

Ughelli

ne

ri-

porta lunga ed onorevolissima biogli

sede episcopale di Roselle,

essendo

successe

Memmo

Agaz-

questa desolata di abitatori,

ed e-

nobile sanese, ossia Guglielmo,

GR
ed a
zari
lui

GR
A gazin

43
Fabrizio

nel

i^.5i Giovanni
nel

fece

vescovo

monsignor

sanese,

morto
Pio
li a*

1468, sotto

Sei vi, nato nella diocesi di


nel

Soana

del

quale

portandosi

Siena sua patria,


tropolitana,
e

19 aprile i4^9

1752, che per avere rinunziato la sede al regnante Papa Gregorio

eresse la cattedrale di Siena in


tra' vescovi

medi-

XVI,

questi

nel

concistoro

che

de' 2 ottobre

chiar

suffraga nei

vi

compreso
tuttora.

Grosseto,

che

Io

Nel

i5i2 fu fatto vescovo il cardinal Ferdinando Ponzetti napoletano che mor nel iSzj maltrattato e
spogliato di tutto nel funesto sac-

1837 gli diede in successore monsignor Francesco Mensini di Siena, preposito della metropolitana, che al presente con commendevole zelo governa la chiesa
di
le

Grosseto.
1

839

Ai 16, 17 e 18 apricelebr nella cattedrale il

co di

Roma. Clemente VII ne


il

fe-

sinodo, che pubblic colle


in
et

stampe

Domenico Giacobazzi. Nel i535 Paolo III nomin vescovo Marc'Antonio Campeggi bolognese, che moGiulio III ne ri nell'anno i553. fece successore il cardinal Fabio
ce amministratore

cardinal

Siena,

col

titolo

Consti tutiones

decreta, ec.

La
nore
tire,
le

cattedrale, ottimo e grandio-

so edilizio, sacra a Dio e ad odi


s.

Lorenzo
titolare

levita

marpatro-

gi

della

cattedrail

Mignanelli sanese.
1
)

Nell'anno i5y6 divenne Claudio Borghese nobisanese, celebre per erudizione,

Rosellana, eh'
della
in
i

pure
le

no
che

citt.
si

Fra
ss.
11

reliquie
vi

le

essa

venerano,

so-

morto nell'anno i5go; nel

Giulio Sansedonio sanese; nel Cesare Ugolini sanese , canonico e


vicario generale della cattedrale di

1606 i655

no

corpi

de'

Adriano
capitolo
si

e Fe-

liciano

martiri.

com-

pone

della dignit del preposto, e

Grosseto,
nell'aprile

il

quale tenne

il

sinodo

di undici canonici comprese le prebende del penitenziere e del teo-

1692, che fu stampato, 1699. Giacomo Falconetti patrizio sanese, domenicano,


e mor nel
e priore
di
s.

logo;

havvi pure

il

sacrista,

otto

cappellani, sei chierici, tutti inservienti al sto

divin culto.
la

Dal
cura

prepodelle

Maria Novella,
e

di-

amministrata

venne vescovo nel 1703,

tenne
a-

anime

nella

cattedrale,

ove

il

due
prile

sinodi,

il

primo a*ii e 22
fece
a'

battisterio eh' l'unico della citt.

1705 che
il

stampare

a
a-

La
cora

cattedrale avea gi nel

Firenze,
prile

secondo

22 e 23

suoi canonici,
il

1709 che
;

re a Firenze

fece stampare pumor nel seguente


\v

143 ancapitolo di Roselle, avendo


1

bench

sussistesse

in quell'anno ordinato Celestino II

anno visitando per


ta
la

seconda voldella
col-

che
fra
di
i

beni

della chiesa

grossetana

sua diocesi. Bernardino Pecci

fossero

divisi

per

eguai

porzione
il

nobile sanese,
legiata di
gli
li,

canonico

due

capitoli, e

che

clero
al

s.

Maria

di

Provenzano

Roselle

prestasse

riverenza

con esso nell'UghelItalia sacra, tom. Ili, p. 655


successe, e
la serie

capitolo di Grosseto
gior dignit.

come

di

mag-

Quanto
pi

all'edilzio, es-

e seg., terminata

de' ve-

so fu incominciato nel principio del


secolo

scovi
si

di

Grosseto.
le

Pei

successori

XIII;

moderna

la

possono vedere

annuali Notinel

torre per uso di campanile, siccome

zie di

Roma. Pio VI

1793

eretto nel

1402. L'episcopio un

GR
ma
alquanto dipanile

GRO
della chiesa in
pollici.

buon fabbricato,
no
s

\ij

piedi

stante dalia cattedrale.

Non

vi

so-

e cinque

nella citt altre parrocchie, ben-

tre confraternite; la diocesi con-

L'abbate del rnonistero ebbe giurisdizione temporale e spirituale , che dai Pontefici
tri

tiene

venticinque
diciotto

parrocchie.
si

An-

fu poi attribuita ai cardinali ed al-

ticamente nella diocesi

contavaAttual-

abbati commendatari. Benedetto


al voi.

no
di

monistcri

e conventi

XIV, come dicemmo


p. 2
1

XXVII,
fra
il

religiosi

e di monache.

7 del Dizionario estinse le consulla

mente contiene

ventisei parrocchie,

troversie

giurisdizione

venticinque delle quali plebane, compresa la cattedrale. Ogni nuovo ve-

vescovo di Frascati e l'abbate commendatario di Grotta Ferrata, di-

scovo

tassato

nei

registri

della

chiarando
citata

a*

24

aprile

1747 con
il

la

cancelleria apostolica in fiorini mille, ascendimi vero ad 3ooo scutorum monetae romanae, pensione tamen io73.,o4 scutoruni gravati.

costituzione, che

non avea
diritto
l'

vescovo giurisdizione alcuna sul

GROTTA FERRATA,
Ferrala.

Crypta

Abbazia gi nullius di s. Maria di Grotta Ferrata, con parrocchia e rnonistero de' monaci basiliani, borgo della Comarca di Roma, appodiato della citt di Frascati

temporale e baronale delquale spettava al com, mendatario ; che i monaci e il rnonistero erano esenti dal vescovo; che la cura delle anime apparteneva alla parrocchia del rnonistero;
abbazia

ma
del

che

la

giurisdizione

spirituale

territorio, clero e

popolo spet-

soggetto

quel governo, da
circa tre miglia,

tava al vescovo nella cui diocesi esiste

questa

distante

dalla capitale undici e mezzo. Essa

stesso
vi

concedendo nello T abbazia tempo all'abbate alcuni nuo,

posta su di

un

colle

amenissimo

a destra della via Latina, cinta di valide mura merlate , con bastioni
foggia di castello, che aveva un ponte all'ingresso, sotto di cui era il fosso, che tuttora la circonda, onde ha la forma di fortezza militare, e ne rende grave l'aspetto.

le

Ivi nominammo pure che il vescovo ed il commendatario pubblicarono in soprivilegi.

scritture

e torri a

ta

stegno delle loro ragioni. Tuttavolnacquero dappoi altre contesta-

zioni, e l'abbate

commendatario carsi

dinal Rezzonico volle cresimare quelli

del luogo, ci che


il

era propo-

Abbelliscono e rendono importante la situazione aria salubre,


fertili

sto di fare

cardinal de

York

vesco-

vo

di

Frascati.
i

acqua abbondante,
ti

campagne,

verdeggianti collinette, spaziosi pra-

che tra nedetto

privilegi

per da notarsi concessi da Bela

XIV

con

bolla

Inter
di

te

con ampio viale cui lateralmenfiancheggiavano fronzuti olmi ed


platani.

multa
poter

agli abbati

commendatari

Grotta Ferrata, essendovi quello di


essi,
,

annosi

ci

si

deve agpo-

se insigniti del carattere

giungere

la vicinanza

di luoghi

episcopale

amministrare

il

sacrasola

polosi, tutti importanti

per antiche
boschi,

mento

della confermazione

una

memorie, e
alti,

di

monti pi o meno
folti

volta all'anno nella chiesa del rno-

coperti di

spa-

nistero a

qualunque
per

fedele vi con-

ziando l'occhio fino all'estremit del Capo d'Anzo sul mare, sopra il cui
livello calcolasi la

corresse
se
il

riceverlo,

ond che
usus
est

cardinal Rezzonico volle crequelli del

sommit del cam-

simare

luogo

GR
jure suo, purch per altro lo abbia fatto semel singuls annis. L'abbate commendatario allorch esercitava
la

GR
spirituale e nel

45

giurisdizione

temporale
il

temporale dell'abbazia e del ven. monistero dell'ordine basiliano di Grotta Ferrala, il cardinal Mario Matiei di Pergola,
gi diacono di
s.

sul borgo, vi

nominava un vice-go-

Maria
s.

in

Aquiro,

vernatore ed un cancelliere,

quale privilegio cess del tutto quando ne fece rinunzia l'ultimo abbate commendatario il cardinal Ercole Consalvi, allorch Pio VII nel 1816 pubblic il moto-proprio sull'organizzazione dell'amministrazio-

poi prete del titolo di


gli

Maria deAngeli, e protettore de' monaci


,

basiliani

al

presente

vescovo
gli

di

Frascati, arciprete della basilica va-

ticana e segretario per


stato interni.
tiene

affari

di

Nel di i5 marzo si in Grotta Ferrata una fiera

ne pubblica, conservando le rendite abbaziali. Dopo la morte del


cardinal Consalvi
l'

amministrazio-

ne di esse pass alla reverenda camera degli spogli, finch Leone XII con chirografo de' 7 novembre 1824
riun la giurisdizione temporale al governo, e la spirituale al vescovo suburbicario di Frascati, o per dir meglio dichiar pi. precisamente
le disposizioni

con molto concorso tanto di negoche di altri, altrettanto ha luogo agli 8 settembre. Della celebra tissi ma villa di Cicerone, che molti vogliono sorgesse in questo luogo, e che intendono provare con passi di gravi autori, con le descrizioni che si hanno delzianti
la
villa
,

coi

monumenti
e
critici
,

rinvenuti

presso Grotta Ferrata, e con istudi

di

Benedetto
il

XIV

archeologici

ne parp.

di Pio VII, concedendo ai


basiliani del

monaci

lammo

all'articolo Frascati, e par-

monistero

pieno pos,

ticolarmente nel voi.


rudito

XXVII,
cav.

187
l'e-

sesso dei beni abbaziali


il

mediante

e seg. del Dizionario, citando

canone annuo di scudi seimila trecento alla detta camera degli spogli. Quindi con tal fondo benefic alcuni

Gaspare Servi stampato nel i844> e non nel 18 14 come per errore di stampa
opuscolp
del

benemeriti ecclesiastici e dispose che altrettanto potessero


fare con pensioni
ri
i

impresso.

Con

questo

il

chiaro

di

lui successo-

autore discorre dell'opinione del p. Zuzzeri che pone la villa di Cice-

a mezzo della dateria apostolica.

rone sul Tusculo nella

villa

della

In quanto alla giurisdizione spirituale Leone XII concesse agli abbati

Rufinella, della quale noi pur trat-

tammo

al

pr tempore

del monistero

il

confutazione

nominato articolo, della che prontamente ne

privilegio,

bati

che gi avevano gli abcommendatari, di ammettere

fece il p. Cardoni, sostenendo che Grotta Ferrata surse sugli avanzi


dell'antica villa dell'oratore

l'esame de' testimoni sopra lo stato


libero de' domiciliari, e fare eseguidi matrimonio; e in oggi il cardinal visitatore mediante il suo vicario nel monistero,

roma-

no. Indi produce


ciolati, di

le

testimonianze

re le pubblicazioni

del Cluverio, del Ferrano, del Fac-

Proust, di Strabone, e

persino di Benedetto

XIV, riportandella succitata

il

cancelliere abbaziale usa di tal

do favorevole passo
sua bolla
terrilorii

privilegio.

Pontefice

Finalmente il regnante Gregorio XVI nel i833


apostolico
nello

De

jursdictione episcopi

Tusculani in

uomiu

visitatore

clerum et populuni abbaae Criptae Ferratae,

46

GR
si

GRO
espresse,
te esistente
in
il

giacch quel Pontefice

principio della mac-

che nel luogo in cui questo monistero, ex magis recepla antiquarioriun sententia Cceronis
la fiat. Descrive
te
,

chia

verso

monistero di Grotta

Ferrata, sino alla villa Muti e


latesta,

Maes-

olirti vil-

ove precisamente poteva


l'acqua

le

escavazioni fat-

ser portata

crabra

come

gli

oggetti rinvenuti

presso
alla

viene in certo

modo

contestato da

Grotta
villa
,

Ferrata

appartenente

alcuni avanzi di antico acquedotto


discoperti ultimamente, ed ove po-

parla dell'acqua crabra che

essa godeva,

come argomento che


,

tevano sussistere
che

tutti

quei luoghi

esclude per la sua elevata posizio-

ne

la

Rufinella

notando
il

che

gli
la

antiquari confusero
villa

palazzo e

di Cicerone ch'erano

due cose

vennero indicati da Cicerone stesso, all'ornamento de' quali egli profuse grandi somme di denaro, determinando il luogo di essa nella

diverse,

come

apparisce dall'orazio-

falda del

colle

presso

il

moni-

ne pr

domo

sua, quando dice: Curri

stero di Grotta Ferrata.

domus mihi

in palatio, villa in

TuOrigine del
le

sculano s altera
il

ad
;

alterimi conni-

leni transferebatur
p.

ed aggiunge che

monistero^ chiesa ed abbazia di Grotta Ferrata; delpossessioni e prerogative del


le

Rirker non altrimenti interpreta


11

il

passo nell'orazione undecima pr


eh. cav.

monistero, con
tizie

principali noi

lege agraria.
la

Canina

nel-

che lo
e

riguardano;
quella
degli

riti

sua dottissima

Descrizione del-

in esso osservati^ la serie degli

l'antico

Tusculo
villa

conviene

che

la

abbati,

abbati

questionata
in
la

doveva

trovarsi
del-

commendatari.
e stato presente

La

descrizione

una posizione meno elevata


Rufinella, ed ove poteva

del borgo y
,

del
del-

essere

monistero e sua biblioteca

condotta
ancora

T acqua

crabra

dalle reliquie superstiti

mentre rimangono
,

la chiesa in un alle pitture del

Domenichino.
stero

tracce al di sotto del pia-

chiesa
in

Cenno sul moniche i basiHa ni

no

dell'

arena

dei

ricettacoli
le fiere

che
de;

hanno
11

Roma.

servivano per contenere


stinate agli spettacoli

delle cacce
le

quindi doversi ritenere che


di rovine
la

granverso

de' Basiliani (Vedi), istituito

benemerito ordine monastico da s.

antiche

rinvenute

met

del passato secolo vicino al

in

casino della Rufinella, avessero fatto probabilmente parte della


di
villa

Magno vescovo di Cesarea Cappadocia, dall'oriente si propag in occidente, e molto si accrebbe dopo che s. Pietro vescoBasilio

Tiberio,
la

dando
villa

motivo
di

al

p.

vo di Sebaste,
re,

fratello dell'istituto-

Zuzzeri
collocata

di credere essere stata ivi

fu

da questi mandato a
s.

Roma
fede

Cicerone.

dal

Papa

Damaso
la

del

367, per
dall'ordi-

pag. 87 riproduce la descrizione di tal villa scoperta nel 174.1 sul dorso del Tusculo, ed inserita nel Gior-

dimostrargli

purit
seguita

della

e della dottrina
ne,
fu

nale de' letterati dell'anno 1746 a p. 11 5. Conchiude a p. g3 che la


villa

di

Cicerone

dovea stendersi

che approvato dal Pontefice promulgato in Roma, ed abbracciato da uomini e donne di santa vita. Si diffuse anche in Subiaeo dove
s.

per

le ragioni

che adduce, dal pon-

Romano monaco

ba-

GR
siliano

GR
mona-

47

diede con T abito

cale

cenobitica a

primi documenti della vita Benedetto. Success.

Campania, ed ivi fermarono tutti in un monistero la loro dimora chiamato Vallelucio, o Valle Lupresso Monte Cassino a tal uopo conceduto loro dai benedettini. Dipoi s. Nilo egumeno, ossia capo d'un monistero, insieme a sessanta suoi discepoli venne nella Campagna di Gaeta Tanno o,44j plesso la qual citt edific un monistero che chiamossi di Serperi. Indi nel 997 avendo saputo s. Nilo che Filagato suo concittadino erasi fatto sollevare alla Sede apostolica col nome di Giovanni XVII contro il vero Papa Gregorio V, scrisse in Roma a tale antipapa, vivamente
cio,

sivamente nell'Europa si aumentamonisteri , laonde e massirono


i

me
si

nel

secolo

XI

l'Italia

cont

moltissimi monisteri di basiliani, e

poli

vuole che nel solo regno di Naascendessero a cinquecento,


quello
celebre
di san

mentre da

dipendevano quaranta abbazie, ed ancora esiste la dignit d' Archimandrita (Fedi)


Salvatore di Messina
del medesimo,
I

ma

in

commenda.

ebbero in Roma e luoghi suburbani molti celebri moBanisteri, cio di s. Lorenzo al gno, s. Saba in Cellanuova, s. Silvestro in Campo Marzo, la ss. Anbasiliani

esortandolo

desistere

dallo

sci-

nunziata
Pantani,

di
s.

s.

Basilio all'arco dei

Maria della scuola greca ossia s. Maria in Cosmedin, ss. Silvestro e Martino ai Monti, s. Prassede, ed altri. Essendo alcuni
di
delti
i

medesimo si trasfer nello stesso anno in Roma ove al suo arrivo gli andarono incontro

sma

ed

egli

Gregorio

V
al

1'

imperatore Ottosan Nilo

ne

III,

trattandolo con distinzione.

Dopo brevissima dimora


ritorn

monisteri abbazie privileloro

suo

monistero di SerIII
s.

giate,

abbati

assistevano

il

sommo
come
nel
si

Pontefice quando
detto
ai

celebra-

peri, ove lo visit Ottone duce dal pellegrinaggio di

re-

Mialle

va solennemente e nelle processioni,


rispettivi

chele di

Monte Gargano; ed

luo-

estese esibizioni

ghi. Inoltre a sapersi,

che anche Sancta Sanctorum di s. Giovanni in Laterano vi furono i basiliani lo ebbero un tempo in cu:

santo, questi
sul

che cesare fece al ponendogli la mano


rispose:
nihil
nisi

petto

gli

aliud

rogo ab imperio tuo,


tuae saluter.

animae

ed ivi diedero il loro abito monastico a molti nobili romani. Tra quelli che diedero opera alla fondazione de' diversi monisteri bastodia,
siliani

Essendo s. Nilo in gran venerazione pel buon odore delle sue virt, avendo saputo che principe della vicina Gaeta avea il
stabilito
nirsi

appena morto d'impadro-

in Italia,

uno

si

fu

s.

Nilo

del suo corpo per arricchirne

greco di origine, per nato in Rossano nella Calabria ossia nella Ma-

la citt,

ma,
era

nel 1004 si port in Rodopo aver visitato le tombe

gna Grecia l'anno 910. Avendo perduta la moglie si fece monaco di s. Basilio, e venne ben presto in fama di uomo santissimo; e saraceni minacciavano quando
i

dei principi degli apostoli, de'quali


divotissirao,
si

insieme

co'

suoi
ri-

compagni

trasfer
il

per divina

nuovamente

d'invadere

la

Calanella

bria, fugg co' suoi

compagni

Tusculo onde rinvenirvi il luogo per la sua sepoltura. Giunto nel territorio tusculano ove esisteva il monistero basivelazione verso

48
liano di
s.

GR
Agata (di cui parlamal
voi.

GR
221
del

mo

XXVII,

pag.

Dizionario,
del Mattei

riportando

V opinione

Beata Vergine che tuttora in gran venerazione nella chiesa di Grotta Ferrata, come dicemmo al luogo
citato, veneravasi nella chiesa di
s.

isteriche dell'antico

autore delle Memorie Tusculo, e diriguardanti

Agata de'
si

basiliani, colla pia tradi-

verse analoghe notizie


la

venuta e morte di s. Nilo, e la fondazione del monistero di Grotta Ferrata) in compagnia de' suoi
discepoli Bartolomeo, Paolo e
rillo,

zione di essere una di quelle che attribuiscono alla dipintura di s.

Ci-

sopravvenuta
in

la notte lungi
si

circa tre miglia dalla citt,

rico-

una grotta. Quivi mentre gli altri monaci stanchi dal viaggio fatto a piedi dormivano, s. Nilo e s. Bartolomeo suo diletto discepolo erano intenti ad orare, quando apparve ad essi la Beata Vergine
verarono
e loro

Luca, la quale sotto Gregorio Vili, o meglio nel pontificato di Gregorio IX, fu trasportata nella chiesa di Grotta Ferrata. Lo Sciommari ancora conviene a pag. 127 che l'immagine una delle pi insigni
dipinte dal santo evangelista
si
,

che

venerava non nominando


s.

la chie-

sa di

Agata,

ma dopo

la distru-

zione di essa fu dai romani

tras-

portata in

Roma,
,

finch circa do-

comand che
le

in quel luogo

ad onor suo
pio, nelle cui

erigessero

un tem-

po quarant'anni 1228 o i23o

e verso

il

V anno Papa Gregorio

ro
I

il

pomo

fondamenta ponessed'oro che lor consegn.

IX

Conti, con solenne

pompa

la fe-

ce trasferire nella chiesa di Grotta

servi di

posero nella
della
stessa

Dio per prima cosa rigrotta un' immagine


le

Ferrata dedicata
gine,

alla

come

superstite

Beata Verluogo della

sua custodia

Beata Vergine, ed a posero dinanzi una


,

munificenza de' conti Tusculani, dei


quali trattammo
scati.
all'

articolo

Frail

grata di ferro

che diede motivo ad appellarsi il luogo s. Maria di Grotta Ferrata, che poi reci

qui aggiungeremo, che

cardinal

Carlo

Barberini

abbate

commendatario,

st alla chiesa

appresso edificati,
bazia
lo

monistero in non che all'abal

ed al borgo, come afferma Sciommari. Frattanto s. Nilo coi

la fece coronare con corona d'oro in forma di stelle dal capitolo vaticano a' 16 novembre 1687, nel qual giorno ot-

tenne da Innocenzo
vassero presenti
alla

XI

l'indulgensi

discepoli passarono

ad

abitare nel

za plenaria pei fedeli

che

tro-

monistero di

s.

Agata, abitato pur


al-

funzione.

In

da monaci di rito greco. Noteremo prima di procedere


la

narrazione

della

fabbrica

della

quanto poi all'origine della denominazione di Grotta Ferrata, olsono tre la memorata, parecchi
d'avviso che debba ripetere
il

chiesa e monistero, quanto riguar-

no-

da detta santa immagine^ e la denominazione di Grotta Ferrata. Tale immagine della Beata Vergine
sebbene fosse collocata nella chiesa che poi eressero i detti servi di Dio, in progresso di tempo se ne perdette la memoria , e va avvertito che 1' immagine della medesima

me

di

Grotta dal trovarsi

il

luogo

sotterra circondato tutto di grotte,

cui grandiosi avanzi

ovvero d'antichi maestosi portici, i ancora si vederivatole


gli
il

dono. Altri vogliono

nome
vicine,

dalle ferriere che

erano

ed a questa opinione allude l'epigramma fatto da Giulio Au-

GR
tonio Rdolfi,
in lode del cardinal
casa,
l

GR
mia
citt,

49
e
tutto
il

Francesco Barberini seniore, e riferito dal Piazza nella Gerarchia. Altri sostengono essersi cosi chiamata dalla legione Ferrata, la quale si ricover dentro le grotte sotterranee d'una villa che quivi esistevaj e che poi forse dall' esercito o dalla medesima legione venne donata a Lucio Cornelio Siila dittatore nella guerra marsica; villa che
Plinio chiama Tusculana, e poscia di

suo territorio; disponetene come meglio


vi

piacer ". S. Nilo

gli

domand
glielo

un luogo

atto per orare in riposo^


I

e Gregorio

volentieri

ac-

cord. Questo era


suglio della

un
di
la

piccolo rima-

casa

campagna

di

Cicerone,
ta.

nomato

Grotta Ferra-

Cosi il p. Calmet, il quale sembra essere del sentimento che il luogo gi si nominasse Grotta Ferrata

Cicerone, per averla esso comperata^

prima Nibby non


cerone,

dell'arrivo di

s.

Nilo. Il

solo di contraria opivilla

come

osserva

il

cav. Servi, coll'auIl

nione sul luogo della

di

Ci-

Nibby a pag. i34 dell'Analisi, ed il Cantorit dello

Sciommari.

come dicemmo

colla

sua

autorit parlandone al pi volte ciarticolo Frascati ^ ma crede che s. Nilo nel 1002 ottenesse permesso e terre da Tolomeo conte

cellieri

a pag. 2 1 1 della Lettera 3 riportano un documento dell'XI secolo, ove si dice che si accorda la chiesa di s. Primitivo di Gabio in

tato

di Tusculo, e signore della contra-

enfiteusi a

Luca abbate

del

moni-

da, onde poter

erigere
la

urt

nuovo
soprail

Maria auae ponitur in locum quod nuncupatur Criptaferrata. Dal che rilevasi che nel sestero di
s.

monistero presso
indicata*

grotta

Ma
altri

lo

Sciommari,
e

Rodi

dot ed

gravi autori

afferma-

colo stesso della fondazione del


nistero
,

modi

no che
te

nel territorio

diocesi

comune

era

il

nome

Frascati per la concessione del con-

Grotta Ferrata. Dopo che i ss. Nilo e Bartolomeo ebbero la mentovata visione,

Gregorio I, incominci s. Nilo precisamente nell'anno ioo4 la fabbrica del monistero, e che dalla
grata
di

narra
<7 1

il p. Calmet nel lib. XCVI, della sua Storia universale, ci

ferro
alla

posta

nella

grotta
al

innanzi

immagine deriv
porta.

uniforme a cronache e tradizioni antichissime, che Gregorio I conte del Tusculo, i cui figli poi divennero Papi col nome di Benedetto Vili, e Giovanni XIX detto XX, venuto in cognizione dell'arrivo di s. Nilo nel suo territorio,
eh'

luogo
lo

il

nome che

Inoltre

Sciommari confuta tutte le concon critica e monumenti; I monaci ch'erano rimasti nel monistero di Serperi di Gaetrarie assertive,
ta,

riore

come seppero che il loro supes. Nilo non sarebbe pi col


si

sua vita,
lui

e tratto dalla fama della santit di si rec a prostrarsi ai di


piedi, e
gli

tornato,

partirono subito recanstavasi fabli

dosi al monistero che

Servo di Dio, io non sono degno che voi en*


disse.

bricando,

quando

il

santo
s.

chia-

nel monistero di

Iriate sotto

il

tetto di

un peccato-

re quale io sono; tuttavolta, per* che ad esempio del vostro Signore

stava, ed alla abbate del medesimo, cui gi aveva affidato il governo del moniste-

Agata ove presenza di Paolo

mi avete preposto
sia,

ai giusti,

per

ro in costruzione,
vicina sua morte,

li

avvis
li

della
Il

peccatore che io
voi

eccovi la

mia

benedisse.

xxxm.

5o
conte Gregorio
ciar le

GR
I

GR
si

tosto

port a ba-

rio

F,

alia

presenza

dell'

abbate

mani
il

al

santo che bagn di


si

lagrime,
chiesa ed

quale

fece portare in

Bartolomeo, che il tempio di vasi


rose
vesti
di

inoltre
sacri

provvide

e di

numelo a-

soavemente spir, d'anni novantacinque, a' 26 settembre La sua vita fu scritta del ioo5. dal suo discepolo s. Bartolomeo, e
ivi

preziose,

non che
ed
di

dorn
ch di

vaghe

pitture,

arrical-

libri

per uso
scritti

del coro,

cuni

de' quali
in

propria

fu tradotta in
Sirleto,

latino

dal

cardinal

mano

onore

della

da Cariofilo arcivescovo di Iconio, e da Mettio vescovo di Termoli, senza dire di


altri.

ne e dei

santi. Il

Nel 1628
dal

fu tradotta in lingua italiana p. d. Nicol Balducci.

ve tempo fior, che alimentava duecento monaci, i quali celebravano nel rito greco gli
uffizi

Beata Vergimonistero in bree narra il Rodot

divini,

L'abbate Paolo, ragguardevole per santit di costumi e dottrina, potica

nuamente

nella greca

ed esercitavansi contisalmodia in
;

esso fiorirono diversi santi, ch'edi-

co dopo mori, e in una pittura andel monistero venne decorato


tito-

ficarono per

1'

asprezza

della

vita

per

dalla sottoposta iscrizione col


lo di santo; gli

profondit della contemplazione, pel raccoglimento dello spila

successe Cirillo che

rito

e per la soavit
solo coi

de' costumi.

meritandosi anch'esso di essere ritenuto per santo. Allora i

poco

visse,

Non
di

monaci furono
i

larghi

munificenze
,

conti

Tusculani

monaci vinta
di

la virtuosa ripugnanza Bartolomeo, concordemente lo elessero in quarto abbate del monistero di Grotta Ferrata, avendo venticinque anni. Probabilmente oltre il monistero s. Nilo deve avere eretto anche un piccolo tempio, perch l'odierno edificato da san Bartolomeo, secondo il desiderio che avea sempre nudrito, in onore

potentissimi

ma

essendosi
i

guadafedeli

gnata
doni

la

stima universale,
il

colmarono

monistero

di

ricchi

e di feudi,

onde ben presto


doviziosi
Italia.
s

divenne uno de* pi


l'

del-

ordine basiliano in
vaste

Possestato

dette

tenute,

nello

ecclesiastico,

che

nella
terre

Puglia

Calabria;

e varie

sparse in

quelle provincie erano soggette al-

di

Dio, e dell'immacolata Vergine


la

l'archimandrita di Grotta Ferrata,


il

Maria,

storia ci dice ch' gran-

de

rispetto a quello di
nell'

prima.
tre

Lo

sercitava.
il

quale ampia giurisdizione Si contano fra le

vi

e-

altre,

edific

interno

con
ivi

navi

marchesato
di

di

Rafrano nella dio,

sostenute da otto colonne scanalate di

cesi

Policastro

il

castello

di

marmo

bianco,

ritrovate,

e gi della villa di Cicerone al dire


dello Sciommari,

e nell'esterno

tutto isolato. L'entrata

maggiore

si

form

all'occidente, con atrio decorato da quattro colonne di gra-

Conca, quello di s. Paolo nel territorio di Marino, quello di Borghetto nel Tusculano; casali di Cotrone colla chiesa di s. Andrea, di Ungolo e di Baracala colle
i

chiese
di
s.

nito egiziano,

a cui

si

ascendeva
la

di s. Nicol d'Avellino e Calogero; le rettorie delle


s.

per diversi
a'

scalini.

Dipoi

chiesa

due
e di

chiese di
s.

Nicol
di
;

di

Diano,
nella

17 dicembre 1025 fu solennemente consacrata da Giovanni XIX

Zaccaria

Saxano
la

diocesi di
s.

Capaccio

grangia di

detto

XX,

figlio

del conte

Grego-

Salvatore nella

diocesi

d'Alba-

GR
no, ed
di
il

GR
di
s.

5t
del

monistero

Nicol

dall'autorit ordinaria

vescovo

Morbino nella diocesi di VenoLe rendite annue in progresso tempo ammontarono a circa di scudi centomila, di cui ne impiegavano parte al sostentamento di
sa.

Tusculano, cui
obbedire secondo

avrebbero dovuto
il

diritto canoni-

co, particolarmente orientale,

non

facendo per eglino menzione della


giurisdizione
clero e
il

duecento
destinati
gie,

monaci, compresi
all'assistenza

quelli

dell' abbate sopra il popolo secolare compre-

delle

gran-

so nel

e delle ventidue chiese sogget-

avendo
ritorio

te all'archimandrita di

Grotta Ferdei pel-

monistero, ne n separato dal terepiscopale quello del monidistretto del


diviso,

rata, e parte all'ospitalit


legrini
ai
,

stero, per locch sarebbe stato d'uo-

e alla cura degli infermi,

quali due distinte e magnifiche


destinate

abitazioni avevano

conri-

tigue al monistero. Quello che

dondava era distribuito con sollecitudine ad una turba immensa


di

po di speciale menzione, ne deriva che il territorio di Grotta Ferrata sia sempre stato un membro dipendente dalla diocesi di Frascati, e non mai soggetto all'abbate secolare, n ai commendatari come
ordinari,
i

poveri.

quali esercitar potessero


vescovile
si

Questo insigne cenobio fu accolto sotto


il

piena
zione.

quasi

giurisdi-

patrocinio della Chiesa


Calisto N,

romana da
cui

come

si

leg-

ge in una bolla di Eugenio decide la controversia


i

III,

in

dotto Rodot pienamente informato delle riferite cose. Il quale riportando


legge
nel
la

Tanto

strepi-

monaci, ed Imaco o Imaro vescovo di Frascati sopra la libert delle decime. stato questo monistero comodo soggiorno Gregorio d' Innocenzo III, e di
tosa nata fra

Benedetto

summentovata provvidenza di XIV, aggiunge che nel


in

sentenziare

favore del
i

vescovo

Tusculano,
ri

invest

commendataPrimieramenloro,

di alcuni privilegi.

te,

come accennammo, concesse


del

IX,

de' quali

abbiamo alcune
Ferratemi.

let-

se ornati
la

carattere episcopale,

tere apostoliche spedite colla data:

facolt di conferire la conferma1'

Apud Cryptam

Che

zione una volta


sa

anno
,

nella chie-

monaci di questo monistero illustre abbiano goduto l' esenzione passiva dall' ordinaria giurisdizione dei
vescovi di Frascati,, e che

del

monistero

qualunque

fedele

vere

il

che vi concorresse per ricesagramento. Di abilitare 1

un modelle

monaci
Di

ad

ascoltare
delle

in

essa

le

naco
ziale

esercitasse
la

nella

chiesa abba-

confessioni

cura
tutte

parrocchiale

persone
nel

che
si

distretto,

soggiornavano chiaramente fa
delle

ammettere moni sopra lo

persone secolari. l'esame dei testistato


far

libero

dei
le

domiciliari,

e per

seguire

palese
Calisto

dal
l,

tenore

bolle

di

pubblicazioni di matrimonio.
oltre
alle

Che

Adriano IV, Eugenio III Non per cosa egualmente certa, che i medesimi monaci abbiano del pari goduta 1' esenzione attiva. Sebbene i nominali Pontefici abbiano concordemente dichiarati esenti i monaci
e Gregorio IX.

cause

civili

criminali

e miste, che decidono nel loro tribunale

come baroni
possano
appartemoniste-'
vii

laicale.,

ancora proferir
istanza
nelle
agli

sentenza in prima
civili

cause
vel

nenti
ro,
le

interessi

del

quali

rtione rei,

5z

GR
;

GIIO
purzione e di rito greco. Il Piazza nei suo Eusevologio a p. 327 del tratt.

ratione personae dovrebbero essere


soggette al foro ecclesiastico

ch

si

osservino le regole prescrit-

V,
ni

dice che nel collegio de' basiliain

te dal diritto

comune

nelP esecuzio-

Roma

vi

risiede

il

generale

ne delle

citazioni fuori del proprio

territorio.

li Rodot pubblic il secondo libro della sua opera due anni dopo la morte di Benedetto XIV, sotto del quale avea stampato il primo. Lo Sciommari in ve-

quando ivi si reca, vestendo come gli altri abbati la mandell'ordine


telletta, mozzetta con croce ec. e che per l'antichit del suo istituto monastico precede agli altri, come dichiar Paolo V nella 17 costitu,

ce

pubblic la

sua

nel

1728, e
20 5
sino

zione

tratta de' privilegi dell'abbazia, che


qualifica nullius dioecesis a p.

parole:

Injuncti nobis y con queste Animadvertens ordinem

sancti Basiiii caeteros

omnes reguex

seg.

Dichiara essere
episcopale,

stata

lares antiquitate praecedere, ac

dal principio esente da ogni giurisdizione

eo
tio

Dei ecclesiam,

christianamque

immediatamenSede, e per-

rempublicam ab

ipsius ordinis ini-

te soggetta alla santa

ci l'abbate era benedetto dal Pa-

uberes fructus recepisse, etc. ". Aggiunge il Piazza che tale abbatificia

pa. Riporta la mentovata decisione

te

d'Eugenio III per la lite mossa dal vescovo Tusculano, a cagione che
certo Nilo abbate
di

gli

intervenendo alla cappella pontiene il primo luogo sopra altri generali, siccome asseriscoessersi

Grotta Ferquale
,

no

praticato sempre,

il

rata era stato benedetto da Cono-

canzio ne' suoi diari, Ascanio

MuTam-

ne vescovo

di Palestrina

il

borino,

Giacomo
altri,

Pignattelli,

Paolo
le

ordin pure diversi


risoluzione del

monaci

e la

Papa

in favore del-

analoghe dichiarazioni di Gregorio XIII,

Alaleona, ed

adducendo

l'abbate. Inoltre narra

come

l'ab-

bate godeva

lo speciale

privilegio

Clemente Vili e Paolo V. Indi il Piazza fa il novero de' celebri e


dottissimi santi che fiorirono tra
basi li ani.
i

di assistere al trono del Pontefice,

e due monaci del suo monistero dovevano cantare nella messa pontificale

Riprendendo

la

storia del quars.

del

pistola in

Papa l'evangelo e come lingua greca


,

l'e-

to abbate di Grotta Ferrata

Bar-

di-

cemmo

in tanti

luoghi del Dizio-

seg.

nario , cosi all'articolo Grecia e GREcr, e del loro uffizio di diacono e suddiacono in rito greco, notando che Sisto V nel i586 attribu tal privilegio a due alunni del
Collegio

e narra quella del Pontefice Benedetto IX, eletto nel io33, e ni14.1

tolomeo, lo Sciommari

a p.

pote del conte Tusculano Gregorio


I,

ci

che

noi

facemmo

alla

sua

biografia, ed a tutti quegli articoli

che
il

vi

hanno
di

relazione, insieme altal

greco
alcuni

(Fedi)
ai

di

Roma,

la difesa

che di

Papa ne
Ferrata

fece
d.

dopo che

sacerdoti secolari

monaco

Grotta

Grotta Ferrata. Avverte poi lo Sciommari, che nel monistero di Grotta Ferrata sempre hanno potuto prodi

l'avevano rapito

monaci

Gregorio Piacentini con eruditissimo libro di cui pure parlammo. Solo qui diremo che Benedetto IX a persuasione di s. Bartolomeo
rinunzi
so
il

fessare la regola di

s.

Basilio

an-

pontificato
ai

essendosi re-

che coloro che

non

erano di na-

odioso

romani

per

la

vita

ORO
scandalosa da lui menata,
glio
a'

GR
17 lu-

53

1048, e pentito de'suoi trascorsi fece professione nel monistero ed esemplar penitenza, trovandosi
presente alla beata morte del santo

morto verso il 108 5, Teodosio, Giona, e Nicol. Questo decimo abbate di Grotta Ferrata, essendo pieno di valore, dottrina ed erudizione, godeva la grazia del Pontefice

di lui
!>e

avvenuta nel io65, dopo di che non se ne fece pi menzione, non che mori nel monistero,
nella

Urbano

II,

il

quale

si

valse

dell'opera
giosi.

sua in molti affari reliNata in Costantinopoli la

costante

sua conversione, e

controversia degli azimi, e usando

fu sepolto sul

pavimento nella na-

vata sinistra della chiesa,

come prosepolcrale,
sepol-

va
ra

il
il

Piacentini,

ove

si

vede anco-

violenza per obbligare i a consacrare nel pane fermentato, il Papa nel 1088, secondo il
i

greci

latini

suo

monumento
in

consistente
crale
tilizia

una

pietra

che contiene

per arma gendi

Rodot, o nel 1097 al dire dello Sciommari, spedi all'imperatore AJessio l'abbate Nicol per comporre la concordia tra
le

un' aquila scaccata

mu-

due

nazioni.

saico,
ni,

Tusculacui appunto appartenne Benede' conti

stemma

Fu
riti

ricevuto con

quelle dimostra-

zioni che

detto IX.

Lo Sciommari
oltre
1'

racconta

che a
ziandio

suo tempo

nella lapide se-

col

si dovevano ai suoi meed a chi lo mandava, per cui suo zelo ed eloquenza fren
i

polcrale,

aquila eranvi e-

l'orgoglio de* greci, e liber

latini

due

serafini lavorati

muin
in-

dalle ingiuste oppressioni che avea-

saico nella

parte
essi

superiore, e

no

sino allora sofferte.

mezzo ad
cavo
bronzo,

era vi restato

un

Nilo
cetto a*
di
lui
1 1

II

gli

successe,
in

rinunzi

di croce

che

vi

era prima di

poi l'abbazia, e

con

la

e tolta per 1' irriverenza quale si calpestava, spieganla croce e


i

1 1 36. Dopo furono abbati Teodoreto, e


1

mori 2 novembre
Nicol
fu
II,

buon con-

do che
insigne

serafini

vi fos-

nel
torio

sotto di cui ai

sero posti per


Inoltre difende

memoria
ivi

di

persona

17 settembre

consagrato l'ora-

ecclesiastica

sotterrata.

Benedetto

IX che

dopo
al

Leone IX, di s. mendace Bennone, avesse tentato d'invadere nuovamente la cattedra pontificia, come dal favoloso racconto di essere dopo morto comparso a certo Vado in figura
la

morte

o piccola chiesa presso la maggiore, chiamata chiesa del caquivi dai monaci pitolo, perch
recita vansi

dire del

piccola chiesa

uffici. Questa o oratorio separato, detto dai greci appendix ecclesiae,


i

divini

tiri

d spaventosa

bestia,

dicendogli di
circa l'anno

essere

condannato a perpetuo fuoco.


agli
s.
1 1

anticamente dedicata ai ss. marAdriano e Natalia o Anatolia, e poi lo fu ai ss. abbati Nilo e Bartolomeo, restaurata in seguito
fu

Bartolomeo d' anni ottanta, e tumulato come i suoi predecessori nella chiesa del monistero, fu eletto in abbate Leonzio, che termino di vivere in concetto di santit a'21 dicembre 1077, e
gli

Morto o65

novembre

nel

192 dall'abbate

Ilario,

e de-

1610 dal cardinal Odoardo Farnese commendatario colle sublimi pitture del Domenichicorata nel

no, di
Il
il

cui parleremo in

appresso.

nel suo libro intitolato Primicero , ha prodotto alcuni


Galletti

successero Arsenio, indi

s.

Luca

documenti spettanti a questa abba

Si
zia,

GR
uno dVquali quello con
cui

GR
con buona
sottrarsi dai

parte dei
continui

monaci
pericoli
accolti

per
cui

Giovanni arcicanonico di 8. Giovanni a porta Latina don al suddetto Luca abbate la menzionata
chiesa di
s.

erano

esposti.

Furono
colle

da
o-

Simone abbate
dimostrazioni
nore,
di

pi
e

sincere
di

Primitivo presso

il

la-

affetto
il

Burrano con lo stesso lago fuori di Porta Maggiore di Pioma, con la condizione che il rettore della chiesa si ordinasse sempre

go

di

Rodot. Fra le molte e preziose reliquie che aveano posto in salvo si contavano,

come narra

una croce d'argento


e ripiena di reliquie

fornita d'oro,
di santi;

dall'abbate di Grotta Ferrata, col consenso dell' arcicanonico o arciprete di


tina.
s.

un
;

gran

calice ministeriale

con patena
di

Giovanni a porta La-

un
di

insigne

reliquiario

cristallo

Altro documento dice come Corrado vescovo di Sabina, e vicario di Roma di Eugenio 111, profer

con una
gento, e
serbato

delle
;

spine
sei

della

corona
Basilio
,

Ges Cristo
il

candellieri d'ars.

cappuccio di

sentenza in favore delle chiese


s.

illeso

dopo

otto

secoli

di

Giovanni

porta

Latina, e

di s. Prassede, contro Y abbate di Grotta Ferrata, circa due prati dei casali di Valle Bona, di Valle Colomba e de Rubea. Da altro do-

da s. Gregorio Nazianzeno a Giovanni abbate del monistero basiliano di s. Agata presso il Tusculo, come riporta il Matin Italia
tei

mandato

a p. 123

delle
dei

cumento
Anastasio

poi

si

ha,

come

l'abbate

La dimora
fu tanto
anni.

sue Memorie. due abbati e mo-

Nicol II alla presenza del Pontefice

naci nel monistero di Subiaco

non

IV

e di molti cardinali con-

breve

e dur
i

parecchi

cesse ad Ubaldo cardinal litolare di s. Prassede tuttoci che al suo monistero poteva competere nella pos-

Dappoich avendo
i

romani

rinnovato
tro
i

loro

risentimenti congli

tusculani e

albanesi, per-

sessione di

s.

Primitivo,

nel qual

giorno medesimo
di Giovanni di

un Bono

altro Nicol
di
s.

Marco,

ch protetti dai tedeschi ricusavano pagar loro gli eccessivi tributi imposti, si portarono a guastarne i
territorii.
si I

presenti Gregorio e Ruberto rifiu-

tusculani e

gli

albanealtri

abbate suddetto, e per lui al cardinal Ubaldo, ogni diritto che a titolo di feudo poteva aver acquistato nel fondo di s. Primitivo. Di questo parlammo al voi. XXVIII,
all'

per difendersi, e vendicare


si

affronti ricevuti,

armarono ed

af-

romani, e ne fu deplorabile conseguenza strazi, desolazioni , rovine ed incendi a danno


frontarono
i

p.

85

del

Dizionario.

Successiva-

della
colla

Campagna romana

fini

divennero abbati Conone, Melezio_, ed Ignazio


II

mente

dopo

Nicol

che presiedeva

nel 1 1 54, e poi rinunzi. Gli successe Luca II e poi Eutichio, i quali si ritirarono uno
l'

famosa distruzione del Tuscuoperata da' romani nell'anno lo 119 al modo che narrammo all'articolo Frascati,
s'

col qual

nome

dopo

altro nel
de'
ss.

monistero
le

dettino

Scolastica

detto di Subiaco, per


i

beneBeneguerre del
e
e
i

che succedette all'antico e celebre Tusculo, ed ebbero fine formidabili conti Tuscuintitol la citt
i

lani

benefattori di Grotta Ferrata,

i63,

quando

normanni
il

te-

nella cui
sepolti,

chiesa
1'

alcuni

vi

furono

deschi invasero ostilmente

Lazio,

secondo

Eschinai

di,

Da-

GR
scrizione di

GRO
tefice

55
di

Roma

e dell' agro roi

Gregorio

IX amorevole
come
si

mano

p.

276.

Mentre

basiliani
di

questa abbazia, che


to vi soggiorn e

det-

dimoravano nel monistero


aveano
seco

Su-

fece

trasportare

biaco, le cose sacre e preziose che

portate

per

salvarle

da Roma l' immagine della Madonna, rinnov e conferm le indulgenze concesse dallo zio
dice
gli
gli
il
,

dalla rapacit di tante guerre, te-

come

mendo che
state a'

se le avessero

manife-

monaci benedettini potevarestarne privi, le nanel


il

Piazza a pag. 281, per cui apparve la Beata Vergine , e

no un giorno
scosero
presso

disse: Fili

ad

instantiqm Filli

luogo

loro

assegnato

mei, et domuni
tantibiis

meam

sacro speco, colla speran-

in

octava

istam visiAssumptionis

za di riportarle a Grotta
in tempi tranquilli.

Ferrata

Ma

essendo a

poco a poco morti i basiliani che sapevano il sito ov' erano depositati i nominati oggetti, quelli che
ritornarono all'antico

Beatae Marine Virginia sii remissio omnium peccatorum. Altrettanto riporta lo Sciommari a p. 127,
coli'

autorit d' un' antica


cui

membra-

soggiorno

i-

gnorandolo non poterono ricuperarli. Se non che nell'anno i388 i monaci benedettini ebbero la sorte di ritrovare
ti
,.

si

nobili

monumenil

ed ancora
s.

conservano

cap-

puccio di
di

Basilio, ed

altre sacre

ne riproduce il tenore. Avendo l'imperatore Federico II dichiarato guerra a Gregorio IX che lo avea scomunicato , ed intimato un concilio contro di lui nel 1241 pose suoi alloggiamenti e quelli dell'esercito a Grotta Ferrata , ed in questo luogo ricedi
i

na

reliquie de' basiliani nella sagrestia


s.

vette

porzione

de' tesori,

cio

di

Scolastica,

come

attesta

il

p.

vasi d' argento e d'oro, di

gemme,

abbate Bini a p. 53 delle Memorie di quel monistero stampate nel 1840. Cessatele guerre civili, i basiliani, rientrali nel possesso del

oltre altri

arredi

di

gran valore
del

appartenenti al culto divino, e da


lui
tolti

alle chiese

regno di
soste-

moda

Napoli, per farne

moneta a
In

nistero e degli stabili, rifiorirono,

nimento

della
a'

guerra.

questo

nel

192

erano

governati

tempo e
in
?

Ilario

XIX

Eutichio.

abbate e successore di Sotto l' abbate GiovanIII

21 agosto 1241 mor Gregorio IX , per cui imperatore permise ad alcuni car-

Roma

nicchio,

che presedeva nel 1204,


concesse
pei
in
alla

dinali

che avea

fatto prigioni,
all'

di

Innocenzo

chiesa

recarvisi per procedere

elezione

di Grotta Ferrata
la visitassero

fedeli
le

che

del successore, col patto di rientra-

che, nelle feste

domenidella Beata Vergitutte

re poi nel carcere.

settembre
agli

Celestino

Fu eletto a' 22 IV che mor

ne, degli Apostoli,

e di que' santi
ivi si

martiri le cui reliquie

vene-

coli frapposti

8 ottobre, onde per gli ostada Federico II rest


la
il

ravano,

la

remissione della terza

vacante

sede
di

circa

diecinove

parte de' peccati, e mille anni d'in-

mesi. Dice
la

dulgenza, e negli altri giorni dell'anno la met. Altri abbati furono Teodosio II che mori nel 1222, Jsacco che mor nel i23o, e Nicol III eletto a sua vece. Il Pon-

cronaca
di

Rodot, che secondo Riccardo da s. GerII

mano, Federico
contorni
alla

die
,

il

guasto

ai

Roma

per

sforzarla

resa ; e che nel giugno del 1242, dovendo abbandonare l'asse-

56
dio, lev
il

GR
campo da Grotta
via

GR
Ferabbate.
rio

Avendo
,

nel

1377 Grego-

rata,

port

dal

monistero

XI

restituito a

Roma

la

resi-

due simulacri di bronzo che ornavano una fonte, cio la statua di un uomo ed una vacca di mirabile lavoro, essendo la vacca dis-

che per diche aveano tra loro comunicazione interiore spargeva per diverse bocche limpide acque; indi fece trasportare i simulacri a Lucer ov' erano acposta

con

tale artifizio

verse

fistole

e canali

denza pontificia nel seguente anno volendo evitare i caldi dell'estate, con tutta la sua corte, e preceduto dalla ss. Eucaristia si port in Anagni e fermatosi in Grotta Ferrata allettato dall'amenit del sito, vi dimor due giorni, co,

me

si

legge nel Muratori, Rer.

ital.

quartierati
dati. Il

i saraceni da lui assolNibby riporta alcune con-

tom. Ili, par. II, che ci d la descrizione che ne fece il Massonio scrittore contemporaneo. Dopo l'abbate Giuseppe, lo divenne
script,

getture sulla provenienza di

tali si-

Francesco de

Mellini

romano
Pietro
verso
il

nel

mulacri a

p.

i35.
Nicol

1426, indi

lo fu

Sabuccio de Melpoi
Vitali

All'abbate

IH

successero

lini

romano,

Biagio, llarione del 1272, e Biagio II del i3oo. Abbiamo dal Piazza, e dallo

eletto

XXXIX abbate

i43o:

questi intervenne al
rale di

concilio gene-

Sciommari a
nella

p.

125,
delil

Firenze celebrato da Euge-

essere registrato
le

tabella

nio IV, e fu l'ultimo abbate prima


dell'istituzione della

indulgenze della chiesa, che

Paalla

commenda,

il

pa Bonifacio Vili conferm


fece

chiesa le indulgenze che godeva, aprire


,

quale eletto archimandrita del regiq monistero basiliano del ss. Salvaivi mori il 27 ai47. Qui da sapersi, coni essendosi costantemente osservato il rito greco nel monistero di Grotta Ferrata sino all'epoca del

una
la

porta

santa

per
i

quale
giorni

chiamata entrando ed
e

tore di Messina,
prile
'

uscendo
triti

fedeli
i

confessati

con-

in tutti

di

domenica

tredici volte, potessero liberare un'a-

nima
glio

dal purgatorio. Anzi per


santificare

mevi

concilio fiorentino

in cui
l'

fu

prin-

questo

terreno

cipalmente promossa
chiesa greca
essere stata
cilio, il

unione della

fece

trasportare

da
,
il

Gerusalemme
che potesse
circuito este-

con
essa

la

latina,

dopo
conPiedel-

tanto di terra santa


spargersi per tutto
riore della

stabilita nel

celebre cardinale Bessarione


basiliano, e l'abbate

onde il luogo camposanto. La, detta porta poco lungi dal campanile, avendo scolpito su, d'una, pietra Porta Sancta, come scrive lo Sciommari, che discorre eziandio
chiesa,

monaco
l'

venne

chiamato,

tro in unione di altri

abbati

mediante l' approvazione di Eugenio IV , giudicarono spediente che i monaci di Grotta Ferordine
,

rata, e gli altri delle

provincie di

dell'

indulgenza.

Biagio

II

suc^

Puglia, Calabria e Sicilia celebrassero la messa greca coi


latini,

gli abbati Alessio, Gennaro, Angelo del i3i 1, Pancrazio, Ninfo o Nifo che nel i324 mor in Avignone ove risiedevano i Papi, Antonio, Angelo II, Corrado, Giacomo, Girolamo, e Giuseppe X&XVI

cessero

paramenti
la

e coli' ostia

secondo

for,

ma

latini medesimi mischiatovi per un poco di fermento, come attesta lo Sciommari q p. 207 e seg. Non molto tempo

usata

dai

GR
dopo, col pontificio consenso, minati monisteri adottarono
I'
i

GR
nonel-

57
della

inonistero di Grotta Ferrata difese e

promosse

l'unione
,

chiesa

ostia

la

totale uniformit coll'uso


i

greca

colla latina

principalmente
di

dell'

azimo come

latini.

Quest'ul-

dal trovarsi nel suo tipico

san

tima determinazione probabilmente ebbe luogo quando dopo il concilio

prese vigore la fazione

scismadi

Bartolomeo ordinato sei volte aldi celebrare pontificalmente l' anno dovendosi nella messa l' abbate ,
cantare
1'

tica di

Marco arcivescovo
gli

Efeso
i

epistola

1'

evangelio in

contro

azimi, per distinguere

latino ed in greco,

premessavi an-

monaci
col far
istesso

italo-greci dai marco-efesiani,


s

la

che ritenessero al tempo recitazione delle greche


s.

che l'orazione latina corrispondente alla festivit, che sono la dedicazione del tempio
1'

liturgie di

Basilio
coi

di

s.

Giouffizi

a' 17 dicembre, Assunzione della Madonna, il Na-

vanni Crisostomo
antichi
,

divini
coli'

tale, la

domenica
la

delle

Palme,

la

e mostrassero

abbracla

Pasqua, e

Pentecoste. Quindi lo
il

ciar gli azimi e le vesti


totale

latine

Sciommari eruditamente difende


rito greco-latino,

unione
nel

soggezione

alla

loda

Pontefici

santa

romana Chiesa, aggiungendo


simbolo le parole procedit. In appresso i

che ne furono costanti conservatori,

parimenti
Filioque
Pontefici

e dice osservarsi nella collegiata

Paolo V, Urbano Vili, ed Innocenzo concessero che nelle chiese greche de'basiliani, a pror porzione del numero de' monaci si

greco in Messina celebrandosi col fered altrove mentato nella Grecia, Russia, PoIonia, Calabria, Sicilia, ed altri luocattolica di rito
,

ghi,

come

in

Roma
Il

nella chiesa del

potessero

dai

una o due

medesimi celebrare messe in rito latino,

collegio greco, essendo

egualmente
al

santissimo
lib.

rito.

Rodot pure

siccome venne seguito in quella di Grotta Ferrata per maggior soddisfazione de' fedeli
latini

3, p.

che

vi

si

che in Ferrata l'abbate allorch nelle


ferite

236, n. 1, dice che anquesto monistero di Grotta


ri-

recavano

da

notarsi che

Urba*
del-

solennit
,

celebra
latino

pontificall'

no Vili
l'

ed Innocenzo

nel loro

mente

recita in

orazione

cardinalato furono

protettori

corrispondente al giorno che corre


e dipoi due sacri ministri
?

poi ancora da che Benedetto XIV con la costituzione Etsi persuasimi habemus,
ordine basiliano.
avvertirsi

cantano

epistola e

il

vangelo in

ambedue
certo che

g'

idiomi

e ritiene per

emanata nel 175


abbati,
i

1,

priori e

comand che gli i maestri de' modebbano sem:

questi

monaci

basiliani cominciaro-

no a

praticare siffatto rito

dopo

il

nisteri di rito greco

concilio generale di Firenze, in argo-

pre celebrare in rito greco cum \ina 3 aut duae missae, quae latino
ritu

mento

della sincera loro corrispon-

juxta apostolicas

constitutiones

in ipsis ritus graeci monasteriis 3 in

quibus sex vel plures monachi reperiunlurs celebra ri possunt, per


,

mo-

non nachos simplices, ut dici tur graduatos celebrari debeanl. Osserva Ip Sciommari a p. 209, che il

denza e soggezione alla chiesa romana. Il Piazza \\e\Y Eusevologio citato dice che i monisteri basiliani di Polonia, Lituania, Russia Alba e Nera, rendono ubbidienza al prete archimandrita, eletto dai monaci medesi-

mi per facolt speciale concessa da, Urbano VIII a' 4 ottobre 1624.

58
cui

GR
Considerando Pio
era soggiaciuta
II
le

GRO
disgrazie
dici

greci

mss.

tra' quali

celebre

Y abbazia per
le

l'Eucologio patriarcale,
ra prese cura che
culto
tratta
vi

come ancoil

Je guerre civili

per

invasioni

risplendesse

straniere, per cui deteriorava gior-

divino: di tutto diffusamente


il

nalmente anco nel numero de'monaci, non che la perdita di molti


beni usurpati dalla prepotenza dei signori secolari, per vendicarne le
ragioni,
stero, a'

Bandini

nell'egregio

libro
rionis

De

vita et rebus gcstis

suo Bessa-

cardinalis Nicaeni,

Romae

e farvi rifiorire

il

moni-

1777. Mori il zelante cardinale nel 1472, e subito ne profittarono gli


antichi

28 agosto i/j.62 la dichiar commenda, e ne fece primo abbate commendatario il dottissimo


cardinal Bessa rione

usurpatori per ristabilire


pretensioni con

le

loro ingiuste

nuo-

ve occupazioni.

ci

si

aggiunga

greco

di

Tre-

la divisione poi fatta dai Papi del

bisonda vescovo tusculano, ch'essendo stato monaco basiliano ne avrebbe avuto tutto l'impegno, non essendo stato sufficiente quello usato dall'abbate Francesco Melimi^ creato a tal fine da Martino V, e
poi vescovo
di Senigallia
,

gran corpo delle rendite a benefizio di altre chiese, collegi e luoghi pii, serbandone una parte per l'abbate commendatario unito col capitolo de'monaci, incombendo al commendatario il provvedimento totale del monistero e della chiesa. In quanto al primo abbate del monistero che ne prese il governo dopo V istituzione della commenda, che

dalII
11

l'ultimo abbate
fatto

Vitale

da Pio
di

archimandrita di Messina.
il

cardinale assunse

titolo

ab-

bate

commendatario
i

di

s.

Maria

fu

Luca Manilla,

e della serie dei


si

di Grotta Ferrata,

come

lo usaro-

suoi

successori, questa

produ-

no
ri,

suoi

quattordici

successola

ce dallo

Sciommari a

p.

114

si-

de' quali

riporteremo

serie,

no ad Epifanio Stawiscki
pio e dotto,

polacco,
se-

mentre alle loro biografie se ne possono leggere le notizie. Il cardinal Bessarione prese l'amministrazione e possesso dell'abbazia per mezzo di Nicol Perotti arcivescovo di Siponto, da lui eletto pr-,
curatore
e
vicario generale.

XXXV

abbate della

conda serie. Ad esso successero sino a'nostri giorni i seguenti. Deve notarsi che il p. d. Giacomo Sciommari lodato, primieramente nel 1 73o
fu fatto abbate generale
ne, indi in tale
dell' ordi-

Ordi-

n
legi

il

cardinale

esatto

inventario

e registro degli
la

stabili, diritti, privisi

ed istromenti, e
gli

occup

alri*

anno incomincia la detta nuova serie col p. Demetrio Titi gi stato abbate, Bartolomeo Ulerico, Giacomo Sciommari suddetto, Gio. Cristoforo Pistrucci, Nic-

ricupera dei beni usurpati;


edilizi

stor

del monistero, ar-

cola Olivieri che fu pure visitatore

ricch la chiesa di
lettili

preziose suppel-

provinciale, Alessandro

sacre, delle

quali

ancora

si

Teodoro
ta,

conservano uno de' due stoloni o fenoli, intessuto di oro, e ornato


di

Filocamo, Gatche essendo valente meccanico


Piacentini,

Tommaso
nel

e
ro

geografo fabbric

moniste-

parecchie figure
fatti

rappresentanti

un cembalo, ed
si

inoltre fece

una

alcuni
sto,

della vita di
calice

Ges

Cri-

bella e grande sfera armillare che


tuttora
i

un gran

con

patena di

conserva nella biblioteca,


e
le

bellissimo lavoro, alcuni pochi co-

disegni

piante del moniste-

GR
io e di tutta
della
la

GR
il

%
e
il

badia,

disegno

monistero.

Le armi
si

nme suo

nuova

sacrestia,

ed altro; Gredel

ripetutamente
e
la

vedono frammiinsegna
gentilizia

gorio Pieraggi, Paolo Fasoli, Carlo


Alatici

schiate agli ornati dell' architettura,

romano, benemerito
biblioteca,

mo-

rovere sua
del

nistero e della

vern dal 1796 al cui dal governo francese fu soppresso il monistero. Riaperto questo nel 1 8 1 4 torn ad esserne abbate il Pieraggi; indi Epifanio Mazio

che go18 io, epoca in

domina perfino
colonne
lui

ne' capitelli

delle

palazzo

abbaziale

da

eretto, nel quale oltre

la bella

e soda architettura, altro oggi


si

non
nelle

ammira che

alcuni
,

frammenti
appartene-

di scoltura antica

ritrovati

romano,

storico illustre e

pre-

vicinanze, e che diconsi

dicatore, e Nilo Alessandrini di Su-

re alla villa di Cicerone.

Tra

essi

i833 Luigi Riva romano, che nel novembre dell' istesso anno mor. Il secondo abbate commendatario fu Domenico Astalli nobile romano; il terzo il cardinal Giuliano della Rovere d'Albizola, nominato dallo zio Sisto IV, che d'animo grande fece demopino
,

cui successe nel

meritano
sentante
le sale

osservarsi

due

bellissimi

bassorilievi,

massime quello rappreuna figura assisa con una pantera sotto, collocata in una deldel palazzo.
II nomin quarto abbate commendatario il cardinal Giovanni Colonna romano, sotto la cui amministrazione a' 23 novembre i5oj fu assegnata la separazione della mensa monastica da quella

Giulio

lire

l'antica

fabbrica,

e die princidi-

pio ad

un nuovo chiostro con


,

verso disegno

fortificando

all'

in-

torno l'abbazia con solide muraglie e fossi a guisa di fortezza, seguendo l'uso di que' tempi, per assicurarla dalle irruzioni degli stranieri,

dell'abbate commendatario, facendo


stabilire
il

numero

di

dieci

soli

e dalle potenti fazioni. Nel


ficato di Sisto

ponti-

IV ed

a'

5 giugno
Calabria,
di

1482
li,

Alfonso

figlio di

duca Ferdinando

di

monaci con due serventi, e per ciascuno di essi una provvisione assai tenue per il puro vitto e vestito: e parte di quella per maggior disgrazia del monistero dovea ricavarsi dalle rendite

re

Napo-

che

proveniva-

da questi mandato ne' dominii pontificii con un esercito, prendendo le parti del duca di Ferrara suo genero, alloggi a Grotta Ferrata con tremila fanti, e venti squadre di cavalli. Nell'ultimo anno del pontificato di

no dalla Calabria ed altri luoghi lontani, senza punto per allora stabilirsi il provvedimento delle fabbriche, della chiesa, degli
del noviziato.

studi
il

e
co-

In

tal

modo

piosissimo
naci

Sisto IV, nella notte del

9
la

al

io luglio
1'

i4^4

fu

sorpresa

terra e

danno

degli Orsini,

abbazia dai Colonnesi i quali non ne

furono scacciati che dopo avere recato al luogo molti guasti. Nel

i5o3
eletto

il

cardinal della
col

Rovere
e

fu

Papa

nome

di Giulio II,

onde

ingolfato in

nuove
il

gravi

cure lasci imperfetto

disegnato

numero antico de' movenne ridotto a soli dieci il cardinal Giovanni si serv per sua abitazione del nuovo edifizio, lasciando i monaci dimorare in angusto sito. Alla sua morte, accaduta nel i5o8, Giulio II gli die a successore Pompeo Colonna romano, che nel 1 5 7 cre cardinale, Leone e mor nel i532. Clemente VII fece commendatario il suo cugino
:

6o

GR
re,

GKO
che pur dichiar protettore deU
l'ordine basiliano.
se alla Beata

cardinal Ippolito de' Medici fiorentino, ch'essendo morto nel i535, Paolo III gli die a successore Gio. Maria de' Ciocchi del Monte di Monte Sansovino, che nell'anno seguente cre cardinale, ed in sua morte nel i55o divenne Giulio III.Questi

Fu

egli

ch'eresi

tare

di

Vergine un nuovo almarmi preziosi con due


,

grandi statue di
geli

marmo

vestite di

bronzo dorato, e rappresentanti anin atto di adorazione,

e ripo-

nomin

alla

commenda il
il

nipote del

predecessore

celebre cardinal
il

Asi

lessandro Farnese romano,


fece la soffitta della chiesa

quale

l'immagine antica fattavi trasportare da Gregorio IX, entro cornice di bronzo dorato con angiose
letti

come

simili,

aggiungendovi nel mezs

vede dai suoi stemmi, con


tagli

belli in-

in rilievo di legno; eresse dai

fondamenti il coro con la sagrestia; ordin che si ritoccassero le pitture che adornano d'intorno tutta
la parte superiore della chiesa,

tabernacolo di per le quattro colonne di agata orientale, che per la specialit del lavoro che lo adormetallo, prezioso

zo

un nobilissimo

nano
te

del suo arco con importan-

opera

mosaico

ne

parleremo per ul-

de' secoli bassi, esprimenti in

ordini

misteri delia vita di

due Ges
sof-

timo.

Cristo, essendosi dovuto ricuoprire


il

terzo a cagione della

nuova

fitta,

che prima non vi era, essentetto tutto ricoperto di


il

do
bo;

il

ma

piombo
s.

nel

piomi5o8 era
del-

stato tolto per cuoprire parte

la cupola di

Pietro allora in co-

Nel 1679 mori i' cardinale, ed Innocenzo XI fece abbate il nipote del defunto, il cardinal Carlo Barberini romano, il quale fu zelante e generoso abbate, e termin di vivere nel 1704. Clemente XI allora fece duodecimo abbate commendatario il cardinal Francesco Barberini romano, il giuniore, pronipote di Urbano Vili che i,

struzione. A* tempi del cardinal

Ala

lessandro Gregorio XIII


bolla 58, Benedictus

eman

Dominus, con

mitando
cessori

la

munificenza
si

de' prede-

la quale pubblic sull'ordine basi-

fece la balaustra dell'altare

vano que' provvedimenti di cui altrove facemmo menzione. Dopo la morte di esso, Sisto V fece nono abbate commendatario nel i5&9 il magnanimo cardinale Odoardo Farnese romano, nipote del defunto. Nel 1610 l'oratorio o chiesa del capitolo dedicato ai ss. Adriano e Natalia, il cardinale Odoardo in onore de'
ss.

venera la Madonnero antico, con due porticelle nel mezzo di bronzo ben lavorate, e con lo stemma gentilizio, A lui Io Scioramari dedic il suo libro; e nel suo governo Clena, di

maggiore ove

marmo

mente XI contribu una somma


i

di

abbati Nilo e Bartolo-

meo

lo fece

superbamente abbellidel

re colle insigni pitture


di lui morte

Dome-

nichino, che poi indicheremo. Alla

denaro quando monaci nel 1 7 1 impresero a fabbricare il nuovo monistero, laonde per gratitudine gli eressero corrispondente lapide marmorea. Il Pontefice in minorbus avea frequentato il monistero in

avvenuta nel 1626 Urbano Vili nomin commendatario


il

tempo

di villeggiatura, ap-

suo nipote cardinal Franil

prendendovi da un monaco la lingua greca, onde fu poi in grado


di

cesco Barberini fiorentino,

senio-

tradurre da essa nell'idioma U-

GR
tino quelle opere di cui altrove falui si
la

GR
sagrestia,

6i
sacrarum
prin-

legge onorifica iscrizione nel-

cemmo
(Fed)

menzione. Nel suo pontifiCastel

ove

si

dice,

cato recandosi a
alla

Gandoljo
il

a fundamentis
et

erexerit t perfecerit,
supellectili,

villeggiatura, pi volte

sacra ditaverit

onor
io

di sua

presenza
,

moniste-

cipi beneficentissimo,

eximio divini

e la chiesa
si

massime nel sable

cultus amplificatori, etc. L'iscrizio-

bato in cui

cantava
la

litanie.
vil-

Essendo incominciata
leggiatura pontificia

detta

sotto

Urbano

Vili, indi migliorata da Alessandro

VII, que' Papi pi volte da essa si recarono a Grotta Ferrata: altrettanto fecero Benedetto XIV, Cle-

ne l'eressero l'abbate e i monaci nel 1782. Indi Pio VII dichiar abbate commendatario, e fu l'ultimo, il celebre cardinal Ercole Consalvi romano, che al modo detto, nel

1816

rinunzi alla giurisdizione ba-

ronale.

mente
VII, e

XIII,
il

Clemente XIV, Pio

Tanto nelle invasioni dei francesi repubblicani sotto Pio VI,

regnante Gregorio

come
I

si

legge nei Diari di

XVI, Roma.

Pontefici furono ricevuti talvolta

dai cardinali abbati


ri,

commendataabbati
di

che imperiali nel pontificato di Pio i monaci non furono rimossi dal monistero, come accadde agli altri religiosi, e nella seconda inVII,
vasione fu la consulta di
supplic grazia pel

e sempre dagli

go-

Roma

che

verno e famiglia monastica, che dopo aver orato in chiesa, ammisero


ai bacio del

monistero.
il

Ma

piede

nella

sagrestia

o nel monistero. Il cardinal Barberini mor nel 1738, e Clemente

XII dichiar commendatario il nipote cardinal Gio. Antonio Guadagni fiorentino, che nel 1754
staur ed abbell
la
l'i-

chiesa,

ma

fu

biasimato

il

chiudere

le

temperamento di rinotto summentovate coindi eresse l'altacui avea profesdi


,

lonne
re a

in
s.

pilastri;

governo francese il noto giuramento, ed essendosi i monaci ricusati furono espulsi, restandovi il solo d. Nilo Alessandrini vestito da prete secolare pel governo della parrocchia. Siccome per la umidit i dipinti della cappella de' ss. Nilo e Bartolomeo aveano molto sofferto , il cardinal commise all' insigne pittore barone Vincenzo Camuccini di farli ripu,

esigendo nel

18 io

Teresa
regola
nel

lire

e l'istaurare sotto la sua dire-

sata
giorni

la

e termin

suoi

1763: fu sotto di lui, e dopo la morte del cardinal Giuseppe Accoramboni vescovo TuscuBenedetto XIV eman la bolla Inter multa, con la quale stabil le narrate giurisdizioni dellano, che

questo venne eseguito nel 18 19, per cui vi fu posta analoga iscrizione, ed eretto per ordine del
zione:

medesimo cardinale un busto marmoreo rappresentante il Domenichino. Essendo morto nel 1824 il cardinal Consalvi, Leone XII fece
disposizioni che accennammo, e poi nel i833 il Papa che regna nomin visitatore apostolico

l'abbate commendatario, e del ve-

quelle

scovo Tusculano. Verso questo tem-

po nell'ampio
ti
i

refettorio
di

banchi
di

noce

furono fated evvi lo

nello

spirituale

nel

temporale
il

stemma
nipote

Benedetto
fece

XIV.

Cleil

dell'abbazia e del monistero


dinal
te

car-

mente XIII

commendatario
Carlo

Mario Mattei, che pienamenai


il

cardinale

Rezzonico

corrispondendo

pontificii

de-

veneziano, che mor nel

1799: di

siderai

ha ridonato

lustro al ino-

C>2

GR
abbellita

GRO
hi

nistero,
chiesa,
s

e restaurata

getto di particolari sollecitudini del

nell'interno che nell'ester-

cardinal

no, aumentate le fabbriche, e fatte


tutte quelle beneficenze che andia-

visitatore: l'accrebbe di moltissime opere, parte ricuperate,

altre acquistate, altre


te.

da

lui

dona,

mo

a raccontare, cio

le principali,

qui faremo menzione dell'antanto

e con brevit.

tica

biblioteca

rinomata

Incominciando dal monistero, diremo che per le note luttuose vicende erasi in esso non poco alterata la monastica osservanza, e
stretto
il

doviziosa di codici greci,

come

scri-

ri-

vono il Piazza, lo Sciommari ed il Rodot. Narra quest'ultimo, che i basiliani di Grotta Ferrata congiunsero alla
disciplina

numero

de' monaci a se-

osservanza
lo

della

regolar
:

gno ch'erano

ridotti a quattro,

due

studio

delle lettere

de' quali morirono.

Per

le

provi-

possessori della greca favella erano

de cure del cardinale, e per quelle


de' suoi
l'

bene

istruiti nelle scienze, dediti al-

vicari, e
p.

odierno

specialmente delFrancesco da Lucca


,

la lettura de*

padri, ed occupati alla


passi degli

trascrizione de' loro volumi. Arric-

lettore
vanti,
il

generale

de* minori

osser-

chivano
autori, e
rito
i

la

memoria

coi

quale era stato gi deputato dal cardinale a lettore in fie teologia agli studenti del
rii

imprimevano

nel loro spi-

nobili sentimenti che trascri:

losofia

vevano
fessori
gli

molti erano fra


,

essi

pro-

monistero, l'osservanza monastica


fior:

laonde dodici sono in oggi


coristi, otto

monaci

de' quali sacer-

doti, colla fondata speranza di ac-

crescimento, atteso
vigore. Risplende

il

noviziato

in
fa-

, e Tale era l'amore eh' eglino portavano alle lettere, che fra le angustie delle rendite, alle quali erano ridotti verso

esperti

dotti

letterati

studiosi uditori.

nella

nuova
lo

la

met

del secolo

XV,

e nella pesi

miglia religiosa

la

vera

disciplina

nuria di religiosi

scienziati,

va-

monastica,

vi

fiorisce

studio
quelli
s

levano di secolari calligrafi


trascrivere nuovi codici,

della lingua greca,


della filosofia,

non che

o per o per ridi

della

teologia

storare

gli

antichi.

Uno

questi

dommatica che morale. L'andamento delle cose amministrative essen-

fu Giovanni Roso
di

sacerdote

greco

Candia,
la

il

quale vivea nel i4^^>


lib. I,

do
sto

in grandissima confusione,

il

car-

secondo
81. Era
copioso
s

testimonianza di Montloro
di
la

dinale col suo zelo giunse ben pre-

faucon, Paleograf.
la

ad eliminare cendo impiantare


1

il

disordine,

fa-

libreria

cap. 7, p. ricca di
codici

la

computisteria,
abbaziale, ed

numero
per

eleganti

riordinare

archivio

pregiabili

forma

de' ca-

adottando altri opportuni temperamenti e provvidenze, ne ottenne


felici

risultati co' quali pot corrispondere ai molti pesi che gravitavano l'amministrazione, abbondante-

ratteri, per 1' antichit , e per gli argomenti, che furono reputati degni, e al dir del Piazza per sicu-

rezza maggiore,

da

Sisto
di

V, e da
trasferirsi

Paolo

nel

1614

mente soccorrere
nistero, e

ai

bisogni del

mo-

nella biblioteca vaticana; ed

Urba-

che andiamo narrando. La biblioteca, che costituisce uno de' principali ornamenti del monistero, fu pure ogfare le belle cose

Vili con alcuni di essi volle adornare la biblioteca della sua famiglia Barberini. Ai monaci si lasciarono quelli

no

meno

importanti, e

GR
principalmente all'uso del coro. Nello Spicilegium romanuni
destinati
ci

GR
mila volumi, non compresi
greci
: i

63
codile

trattano

essi

di

tutte
sacre.

che

si

pubblica dal dottissimo car-

scienze,

particolarmente

In

dinal
legio

Mai

in

Roma

coi tipi del col-

Urbano, ecco quanto si legge nel t. II in fine Moniti de fragmentis historicis

ci

..

adivi

Tusculanis pag. i, 2: interdum proximi mona-

sterii

basilianorum, quod vulgo di-

tur Criptae Ferra tae,bibliothecam,

quanto poi ai codici mss. greci nella massima parte, ed alcuni latini, e che in tutto saranno circa duecentotrenta, sembra certamente degno di particolare e distinta menzione un codice greco, che tuttavia qui si conserva, intitolato Eucologio patriarcale.

olim quidem graecis codicibus abunde instructam, nunc aulem valde iraminutara , postquam ejus pars melior et maxima in Vatica-

Questo

pregiatissi-

mo
cilio

codice lo port con s al con-

ecumenico

di Firenze

un cer-

to Giorgio Vari sacerdote greco di

sub PP. Sisto V, Pio VI transiit Alios insuper ejusdem coenobii codices ad Barberiniorum bibliothecam translatos Urbani Vili nutu,
palatium

num

Candia, e fu esso codice di


autorit in quel concilio.
lo

somma
Il

Paulo

et

don

al

cardinal
titolo di

Giuliano
s.

sarmi

del

Vari CeSabina , e

narrat Rodot in Historia graeci apud Italos ritus lib. II, cap. XI. Nec vero dubito quin alia praeterea detrimenta bibliothecae
illi,

ut

un regalo al cardinal Bessarione, da cui venne dipoi, come dicemmo, lasciato in docome nativo a questo monistero riferisce il p. Goar nel proemio
questi ne fece
,

flt, contigerint a lapsu temporis, a loci per politicas conversiones so-

della sua celebre


titolo

opera che ha per


Venetiis
il

Rituale graecorum,

litudine et vastitate, et

ab

homi-

1730, in cui decanta


pilazione del Rituale.

detto co-

num
dex,

quandoque improbi tate. Itaque nec ille famigeratus Aesopi co-

dice, del quale fece uso nella

comni

Ne

parla an-

quem suum

inter

doctos

di-

cora lo Sciommari
7,

a p.
e

XIX,

ditus,

vari

pud Cryptam Ferrata m sertradidit, nunc certe uspiam apetsi

con onore.

Il

medesimo codice
pubblica-

serv nella correzione

paret:

ego suspicor plus fortasse in hac fama latere fabulam, quem fabularum in eo codice umquam extitisse. Modicus igitur illic remanet graecorum codicum numerus ( nam de latinis sileo ) rem asceticam, hagiologicam,
et liturgicam

zione dell'Eucologio greco stampato nella tipografa


di

propaganda

fide sotto Benedetto XIV. Con un codice di questa biblioteca nel 1670
pot completare il Menologio greco della biblioteca vaticana, contenente i pi-imi soli sei mesi, come
si

ferme spectanlium
ibi

vidisse Galeni

tamen me quoque partem,


scio

pu leggere nella prefazione del Menologium graecorum , Urbi ni


1727.

juris civilis tractatum, lexici

frag-

Da

questa prefazione eziani

mentum,

scholia parva ad

Home-

dio rilevasi, che


di

monaci

basiliani

rum, item Odisseam et Iliadis fragmentum, et ut puto pauca alia, inter quae priscarum haeresum, si bene memini, quandam Historiam
".

Ferrata furono quelli Grotta che dal greco tradussero in latino tutto il mese di agosto, su di che
a vedersi una nota del dotto
Piacentini, inserita nel fine della
p'.

La

biblioteca contiene

circa sei

p*.

64
1

GR
De
sepulchro
cose
fatto

GR
un
nuovo oratorio migliore
Costru presso
la

3 della sua opera

Benedica IX. Riprendendo

dell'antico.
l'

chie-

istoria delle

fatte dal cardinal visitatore, rivendic un'eredit di scudi seimila lasciati

al

monistero dalla marchesa


in tre doti

con ampio campo santo con cinque sepolture per la parrocchia, ed in mezzo una bella cappella con contiguo oratorio per
sa
il

cimiterio

Passerini, coll'annuo peso di scudi

la confraternita del

ss.

Sacramento

novanta da erogarsi
altrettante
ta

ad

e cinque piaghe; oltre l'erezione di


altri
ri

povere zitelle di GrotEssendosi nel 1 834 quasi perduta l'acqua Tepola, della quale furono benemeriti gli abFerrata.
bati

edifzi,

dei lavatoio, e restau-

di

parecchie
,

mura merlate

e fab-

demolendo quelle che deturpavano alcuni luoghi. In mezzo


briche
alla

commendatari cardinali Ales-

piazza del castello vennero


fonti a

e-

sandro Farnese e Carlo Barberini, che dal luogo detto Squarciarelli veniva in gran copia nel monistero, con detrimento pure delle famiglie che ne partecipavano, il cardinale colla spesa di circa quattromila scudi ne ottenne il ri-

due copiose comodo, massime


rette
alla clausura

pubblico

nelle fiere;

ed

fu posto miglior can-

cello

di

ferro.

Volendosi

entrare

dalla porta

principale della chiesa

doveasi passare per l'atrio chiamato

torno pi abbondante di prima, e siccome pure restaur ed orn il


fonte ad

uso pubblico, nel 1837 fu eternata la beneficenza con iscrizione scolpita in

marmo. Passando

che serviva per Essendo divenuto deforme, tranne l'altare di marmo in cui si venera una statua della Beata Vergine col Bambino , chiamata la Madonna delle
dai greci Nartece,
le funzioni parrocchiali.

a dire quanto riguarda


il

la chiesa cardinale vigilando sul decoro di essa, l'ha provveduta di molti sa-

Grazie, rimossi

piccoli

fabbricati

cri arredi, altri

restaurandone, e

ri-

pulendo la sagrestia che ha il quadro di s. Carlo Borromeo dipinto dal padre Angeletti; restaur il
soffitto

deturpavano, questi vennero diroccati con l'atrio dai fondamenti, sostituendovi un nuovo Nartece con disegno di gusto semi-gotico pi solido, pi regolare e pi

che

lo

grande

del

demolito; sulla porta

e tutte le parti che ne ab-

principale venne collocato in

mar,

bisognavano; e conoscendo quanto riusciva incomodo per la sua ristrettezza il coro, lo ingrand per quasi due terzi di pi, per cui da undici stalli che conteneva, oggi ne ha venticinque di noce ornati d'impellicciature d'ulivo.

mo

lo

stemma
sulla

de' basiiiani

con

iscrizione sacra alla Beata Vergine,

mentre

porta laterale
i

all' in-

saputa del cardinale,

monaci per
l'an-

gratitudine collocarono la di lui ar-

me

di

marmo

con

iscrizione e
il

Gli die

mag-

gior luce, e fecevi dipingere al naturale sei santi basiiiani , con lo

no i843. medesimo

Inoltre
stile

cardinale

col
il

semi-gotico orn

stemma

dell' ordine. Per tale ingrandimento del coro avendosi demolito per met l'oratorio interno de' monaci, vi fu ricavato un coietto ed una stanza, quindi venne

rimanente del prospetto esterno della chiesa al disopra del Nartece,

con
ciata

analoga e corrispondente fac,

quanto semplice altrettanto


,

decorativa

facendovi

innalzare in

marmo

lo

stemma

del

Papa che

GR
regna, e sotto a grandi lettere
pigrafe
spice.
:

GR
l'eil

65

Gregorio
tal

XVI
si

P.

M.

auil

novato caso di vedere riunita in un cardinale per la quinta volta


la

In

modo

nobilit

giurisdizione sulla diocesi di Fra-

principale ingresso

del

tempio,

scati

e sull'abbazia di Grotta Fer-

per renderlo pi
niente, vi
si

comodo

e conve-

form innanzi l'ampia


Negli scavi
fatti

dappoich altrettanto era avvenuto nel i565, nel 1626 e nel


rata,

piazza suindicata.
pei

fondamenti del Nartece, si rinvenne notabile quantit di frantudi pregevoli


teste quella di

marmi, e fra alcuGiano bifronte; pi diversi mattoni di terra cotta con iscrizioni ed arabeschi, degli avanzi di bel mosaico, e quelli di un gran condotto di piombo.
Altre beneficenze del cardinal visitatore
zioni
tro,

mi ne

cardinali Alessan1750, quando dro Farnese, Odoardo Farnese, e Gio. Antonio Guadagni abbati commendatari divennero vescovi Tusculani. A ci devesi aggiungere che
i

il

cardinal Bessarione
fu fatto
,

li

quando daPio primo abbate commencardinal

datario

era

vescovo
*

di

Frascati sino dal

i449J ea ^ ^" vaes avverte che nel 1468 torn


vescovato
di

in

sono le generose sovvendenaro e vestiario, ed alfa

al

Sabina da

lui

gi
ot "

occupato.

Nella mattina dei

che

distribuire alle famiglie

lobre

1844 M Pontefice Gregorio


col solito corteggio, dalla vil-

povere della parrocchia, oltre i premi ai fanciulli e fanciulle che frequentano l'insegnamento della dottrina cristiana
;

XVI,
port
la

leggiatura a

di

Castel

Gandolfo

si

Grotta

Ferrata

ricevuto

l'aver stabilito a co-

dal lodato cardinal visitatore e dal-

modo

monaci e della popolazione un medico esercitante anco la


de'
tre posti

monastica comunit. Dopo aver


benedizione del
ss.

fatto orazione in chiesa e ricevuta


la

bassa chirurgia; statuito


gratis nel

Sacramento,

seminario

diocesano

di

pass nella bella sala della biblio-

Frascati, ad altrettanti poveri grottaferratesi,


i

quali ascendono a pi
in

di seicento,
si

vece di quelli che


al

mandavano
coli'

seminario
della
;

no,
na

alternativa
di

romanomie per

ove ammise benignamente i monaci al bacio del piede, e fu servito con decoroso rinfresco, del quale ne fru pure tutta la famiteca
,

glia

pontificia, ricevendo dal cardi-

d'

uno e
di

due giovani
il

nale un astuccio con parecchie del-

non dire

altro,

cardinale dal

valente incisore Nicola Cerbara fece incidere


de, l'altra piccola, con

due medaglie, una granl'immagine


nella chiesa,

della B. Vergine col divin Figlio in

braccio, che venerasi

da una parte, e
de'
ss.

dall'altra

con quelle

medaglie d'argento. rec ad ammirare tutti i nuovi edifizi, gli abbellimenrestauri ed altro fatto ti, i molti per le indefesse ed intelligenti sollecitudini del cardinal visitatore, per cui il borgo, la chiesa, il monistele

nominate
il

Indi

Papa

si

Basilio

Nilo e Bartolomeo;
1'

ro e le adiacenti

fabbriche

hanno

come ancora
da
Nicola
della

fece incidere in

Sangiorgi

rame immagine

preso un florido e nobile aspetto,

onde

il

Pontefice estern al cardi-

Madonna. Nel concistoro dei 17 giugno 1844 essendo divenuto


il

nale la

sua

piena

compiacenza e
di

soddisfazione, ricolmandolo
ritati

meil

vescovo Tusculano
rio Mattei, in certo
VOJ-.

cardinal
si

Ma-

encomi.

Poscia

passando

modo

rin-

Papa a

Frascati per recarsi all'ere-

XXXIII.

66

GR
,

GR
ivi

ino de' camaldolesi

ancora fu

dell'antico,

maggior ampiezza,
,

re,

ricevuto dal cardinale.

golarit
le

e solidit
3

il

sotterraneo
luce

La
ti
:

chiesa, secondo alcuni che la

pitture

maggior
si

ed una

descrissero,

venne divisa

in tre par-

porta di pi, oltre l'altare migliorato siccome


narrato. Erraro-

nel Nartece, atrio interiore

stibolo,

o venella chiesa propriamente


ss.

no coloro che
il

asserirono,
essere
il

compreso
vestibolo

detta, e nella cappella de'

Nilo

dotto Nibby,

I Bartolomeo. L' antico Nartece descritto dallo Sciommari a p. 123,

o Nartece demolito pi antico del rimanente della chiesa, ovvero che


il

spiegando

le

colonnette

dell'altare
pontifi-

Nartece e

la

chiesa edificati fos-

adorne
cie,
le

di

musaico, chiavi

sero in tempi pi a noi vicini, chia-

scacca te, a p.

Agnus Dei, un giglio ed aquii65 e 166. Quenuo-

mando

st'altare ritrovasi tutt'ora nel

vo Nartece, con nuova predella di platano con due gradini di marmo, li Nibby a p. 139 opina che gli
stipili

la chiesa tempio moderno, restauri ramperch confusero mentati del cardinal Guadagni per riedificazione, mentre che tanto il
i

Nartece che

da

s.

la chiesa furono eretti Bartolomeo, come abbiamo

antichi

della

porta esterna
stati

detto
chiesa
bile,

disopra

coli' autorit

dello

del
tolti

vestibolo

medesimo sieno

Sciommari.

Come non

vero che la

da qualche fabbrica

del terzo

non

presenti nulla di osserva-

secolo di

nostra era, e che l'archicoli'

trave sia stato formato

orlo su-

come dice qualcuno, esistendo quei monumenti surricordati


ed altro che

periore di un sarcofago antico, a-

andiamo a
chiesa
gli

indicare.
stipiti

vente

nella

chiave

incastrato
:

un
que-

Entrando

in

di

toro, scultura de' bassi tempi


sti

marmo

della porta
,

antichissimi

stipiti

ed architragli

ve costituiscono in oggi
della porta di detto
ce.

ornati

nuovo Narteaggiun-

sinistra della porta

ge eh' eravi una memoria del 1619 di Faustina Terenzi di Nettuno, ivi

pampini e grappoli ne ne' primi tempi del cristianesimo per denotare la chiesa. Sull'architrave pure di marmo evvi un'iscrizione greca che lo Sciommari cosi
traduce:
gressuri
ebriet te

sono ornati di simbolo comu-

Januam Domus Dei mextra


deponile

improvvisamente morta per caduta di

curarum
inlus beni'
,

cavallo:

il

busto in

marmo
iscri,

ut

judicem
si

di Faustina

con

la sottoposta

gne

inveniatis.

Sulla stessa porta

zione di quanto le accadde

serve

espresso in musaico,
Cristo con la

vede Ges
sinistra,

ora di ornamento al nuovo


santo.

campo
si

qui avvertiremo che neldel

e al dire di alcuni,

Madonna a come

di Nib,

V interno

nuovo Nartece

tro-

by

va tuttoci che si trovava nell'antico, tranne il detto busto , le sepolture parrocchiali, e


la

Bartolomeo a destra le due prime figure quella monaco di minore statura


,

s.

e fra
di
,

un

forse

cassa

di

pietra con antichi geroglifici che

da

eredesi

molto tempo non esisteva pi, e che sia quella che riceve
l'acqua
della

ordin il lavoro eh' coevo all'erezione dell'ornato della porta; locch non vero, ma benquello che
s

quanto

andiamo a

descrivere.

fontana esistente nel


Nello stesso
trova di pi

giardinetto

de' novizi.
vi
si

Alla desti a di Ges Cristo la donna con l' iscrizione greca


tti

Mafi-

nuovo Nartece

Dei , a

sinistra

s.

Gio. Battista

GR
com' confermato
che accosto
cursor.
dalle lettere gre*
vallini

GRO
pittore

67 1259 ed
al-

mosaicista e scultonel

alla di lui testa


s.

latino vogliono dire

che in Joannts Praealla figura

re nato in
lievo
p. di

Roma

Giotto.

Lo Sciommari

In

ordine poi
il

piccola che vedesi tra


la

Salvatore e

Beata Vergine, ciedesi comunemente che sia Giovanni XIX, da cui

125 dice che secondo le antiche memorie la chiesa avea quattro altari, il primo col tabernacolo ove
ss.

era riposta la

Eucaristia,

il

se-

nel

1025

fu consacrata la chiesa,

perch rappresentato in abito pontificale con mitra in capo, stola, e


nella

condo con immagine della Madonna, il terzo pur dedicato alla medesima ed ai ss. Quaranta martiri, il

mano

destra

un bastoncello
si

o aspersorio, come
le

osserva nel-

figure

del

pontificale

romano

quarto detto de' morti, ch'era s. Nicol. Osserva, che per concordare ci coi tre altari che
sacro a

stampato nel i66r, ove a p. 261


e
il

3o4

descritto e

rappresentato

al

ora vi sono, conviene supporre che primo di settembre 1577, essenil

vescovo cos vestito coll'asperso-

do commendatario

cardinal Alesdel soffitto

rio.

Tanto

si

legge nel giornale mss.

sandro Farnese autore


l'istesso altare

che fece il p. Filippo Vitali monaco in questo monislero , ed in cui si conserva, col quale esat-

e del coro, sia stata riposta

sopra

l'immagine di Maria Vergine dipinta da s. Luca, che stava


in
sa,

tamente

viene

descritto
il
,

lo

stato

un

altare sotterraneo della chie-

della chiesa,

prima che
restaurasse
le

cardinal
e facesse

ed era custodita

da una grata

Guadagni
1'

la

di ferro dorato, e cos viene a spie-

coprire le colonne e

pitture che
vi

garsi la

mancanza

del quarto altare.

abbellivano
L' interno

non che quanto


della

Nel

detto

fu

fatto nel 17.54-

credersi

luogo sotterraneo pu essere avvenuta la visioai


ss.

chiesa
alla

ha

tre
,

ne della Madonna
sono tre
s.

Nilo e Barvi

navi

e
il

in fondo

maggiore
fatto

tolomeo. Al presente nella chiesa


altari,
il

che ha
saico
,

pavimento
la

a moim-

maggiore, quello di
s.

venerasi
di

prodigiosa

Basilio, e l'altare di

Teresa fon-

magine
evvi

Maria Vergine, di cui facemmo pi volte menzione, ed


il

datrice de'carmelitani scalzi. L'altare


di
le
s.

Basilio decorato

da due

bele.

nobilissimo
descritto.

altare

egual-

colonne di

granito orientale,
della

mente gi

L'arco grande che lo sovrasta fregiato con insigne mosaico antico, detto da alcuni forse del Cavallini , ove
sono
stoli
,

rimane nel principio

nave sinistra. L'altare di s. Teresa che si vede in principio della nave destra
succeduto a quello in cui
si

ve-

rappresentati

dodici
sei

aposicco-

nerava

il

ss.

Crocefisso,
il

che

nel

che

assistono
di

per par-

1754 fece demolire


rato

cardinal Gua-

te

al

trono

Dio:
il

ma

dagni, sostituendovi l'attuale lavotutto di stucchi in gran par-

me,
simo

per quanto dice


p.

diligentis-

Vitale nel suo interessante


e per

te dorati.

Vi
,

fece riporre

il

quadro
sotto la
s.

giornale,

quanto
tutti,
il

dicesi

ge-

di

s.

Teresa

e nell' urna
il

neralmente

da

mosaico
fu
fatto

mensa

dell'altare

corpo
s.

di

Euri-

come

quello del

Nartece

frasio Martire di

nome

proprio,

fare dal santo abbate

Bartolomeo,,

trovalo nel cimitero di


no.

Saturnidel-

non pu

essere opera di Pietro Ca-

Dalla parte

del vangelo

^8
l'altare

GR
di
s.

GftO
il

Teresa
vi

medesimo
scolpire

ni ventinove, e fece questo prodigio

cardinal Guadagni
in

fece

dell'arte moderna,

cio nel 1610,

marmo

l'indulgenza

plenaria

come

si

legge nel bel soffitto varialui

perpetua concessa al medesimo da Benedetto XIV, nel d festivo alla santa titolare, con breve de'5 agosto 1755.

mente dorato e da
di lui busto

disegnato:

il

che

ivi si

vede, lo scolp

Oltre

il

monumento

sesi

polcrale di Benedetto IX, in cui

la scultrice romana Teresa Benincampi. Sotto di questo un antico vaso di pietra adorno di geroglifici,

legge l'iscrizione Sepulcrum Bene-

entro
si

di

cui, al

dire dello

dica PP.
scrizione

IX,
greca

merita menzione
affissa

l'i-

nel

muro

conserva l'acqua benedetta nell' Epifania, secondo l'uso


de' greci
:

Sciommari,

presso l'antica porta del campanile,

il

vaso sembra
,

dell'

XI
la

ed ornata da una specie di mosaico. Lo Sciommari a p. 109 la riporta anche tradotta e la illustra.

o XII secolo
le genti.

avente

scolpita

pesca allusiva alla conversione delL'altare tutto composto


di ricchi

La

iscrizione fu

quivi
il

trasportata

dal fons Piscari, forse

luogo del-

marmi, e le due grandi colonne di esso sono di giallo an:

l'abbazia

di

s.

detto
di

anche
Velletri

di

Maria del Peschio, del s. Bartolomeo


quale

tico

incontro
di

sia

nel

davanti

dell'altare evvi parimenti


la

una

bel,

Peschio, nel territorio della Faggiola


,

balaustra

pregevoli

marmi

anticamente

intersecata

al monistero di Grotta Ferrata, concessa poi da Adriano IV alla mensa Tusculana. Questa

spettava

re di

da quattro pilastri pumarmo, che servono di base


reggono
Il

e sostegno a quattro egregie colonne


di africano, le quali

l'arco

iscrizione

contiene

nomi

de' pri-

superiore della cappella.


dell' altare

quadro
,

mi
l

tredici
il
,

quali
II

egumeni o abbati , fra i decimo terzo che fu Nicocostrusse

di

questa cappella
Caracci
Nilo
la
,

di-

pinto a olio dal


senta
i

rappre-

che

l'aula

della

ss. titolari

e Bartolo-

chiesa ad fons Piscari3 ove fu eietta l'iscrizione, la


al

meo che pregano


tranne questo,
ti

ss.

Vergine

quale appartiene

tutti gli altri

dipini

ii32.

sono a
di
s.

fresco,

rappresentanti
s.

A
giore

comu
si

epislolae dell'aitar

magnave

e nella

corrispondente

minore,

entra nella famosa capss.

pella dedicata ai

Nilo e Barto

Bartolomeo a siuislra, e le immagini di vari santi e sante, sono del Domenichino che inoltre dipinse il
fatti
,

Nilo a destra, di

Ionico abbati del monistero, ed or-

paese di detto quadro.


dell'odierno

A premura
visitatore,
il

nata

di

cospicue

pitture
finto,

a fresco

cardinal

fra pilastri di

marmo

che giu-

cardinal

stamente riguardami come capoladi Domenico Zampieri detto volgarmente il Domenichino , eseguiti per ordine del cardinal Odoardo Farnese abbate commendavori
tario,
il

camerlengo ha fatto restaurare da Giovanni Galli il quadre dell'altare. E cominciando dalstesso,

l'altare

sulla parete
l'

si-

nistra se guardasi

altare, e a de-

stra di esso stando sull'altare, vi


il

a cui raccomand il pittore suo maestra Annibale Caiacci, al


le

miracolo dell'ossesso
le

figlio di

Po-

heutto, liberato per


s.

preghiere di

quale avea commesso

pitture della

Nilo coli' olio della


l'

appella. Era allora Domenico d'an-

cesa dinanzi

lampada acimmagine della Ma-

GR
donna , facendole ungere la bocca da un monaco sacerdote, mentre il santo genuflesso sta pregando la
quale con una

GR
mano
fece

69
cenno ad

una colonna che


se.

precipitosamente calava sopra di lui che si fermas-

Madonna

questo

dipinto

si

dice

Questo comando trattenne prola

dagl'intendenti opera sorprendente.

Sopra nella lunetta rappresentata con figure pi piccole la morte di


s.

Nilo nel monistero di

s.

A-

gata, e la sua
ta

traslazione a Grot-

colonna acci non in poca distanza s. Bartolomeo di lui maestro e superiore, ponendosi gli occhiali stassi intento a guardare il disegno e
cadesse; mentre

digiosamente

Ferrata

con

seguito

numeroso

Dirimpetto alla pittura dell' indemoniato effigiata la Beata Vergine, che assidi

monaci

piangenti.

pianta della nuova fabbrica della chiesa di Grotta Ferrata. Gli ultimi due dipinti veggonsi sulle pareti a
la

destra e sinistra del vaso suddetto;

sa in
geli

mezzo alla gloria porge un pomo d'oro


i

degli anai ss.

e a sinistra di chi guarda


cio dal lato del
scritto, effigiato

il

vaso,

Nilo

e Bartolomeo,

quali genuflessi di-

stendono le mani per riceverlo. In due nicchie finte laterali dell'altare si vedono le immagini de'ss. Odoardo ed Eustachio tutelari del cardinal Odoardo Farnese e della sua
famiglia
ducale.

deBartolomeo, che ottiene colle sue orazioni che si dilegui un terribile temporale, che minacciava la distruzione delle mesteste
s.

quadro

si

sul

granari.

Fuori
il

dell' altare

Nilo

di essere riposte nei dirimpetto a questo , s. inginocchioni in se raccolto

punto

sulla parete sinistra

quadro ve-

pregando viene benedetto da Ges


Cristo che
destra,
distacca
dalla croce la

ramente meraviglioso, rappresentante Ottone III che con tutta la corte visita
s.

per

quel

motivo
p.

che

lo

Nilo nel

monistero di
suoi

Sciommari narra a
ti

Serperi presso Gaeta, uscendogli in-

della

nicchia del

i35. Ai lavaso, in due

contro
le
l'

il

santo con

tutti
il

mofra

finte

nicchie sono dipinte


il

naci colla croce ed


teste

turibolo:

tue, rappresentanti
il

re

due staDavidde ed
dell'

pi

visibili
il

del seguito del-

profeta Isaia.

Ne'

sesti

arco

imperatore,
di
in

trasse se

pagni
ci

Domenichino ristesso ed i suoi comstudio Guido e Guer,

dell'altare espressa l'Annunziazio-

ne della

ss.

Vergine coll'angelo. En,

tro la piccola cupola sono varie fi-

no

quello

della

corte

con

gure di santi

e nella sommit

il

manto verde che scende da

cavallo,

Padre Eterno

in atto di benedire

ritrasse monsignor Gio. Battista Agucchi suo benefattore. Invaghitosi

poi di

una donzella

di Frascati,

la

colori sotto l'effigie di quel gio-

con sorprendenti stucchi finti. Nei quattro medaglioni sotto la cupola sono effigiati i quattro evangelisti. Finalmente sopra il cornicione finto di

vine nobile vestito di abito virile,

tutta la cappella

fanno vaga

con

la

piuma bianca
si

sulla berret-

vista le figure dei ss. dottori della

ta turchina, che

ritira dalla fu-

chiesa greca, Basilio


nasio, Gregorio

ria del cavallo imperiale.

Di contro

a questo dipinto un altro miracolo di s, Bartolomeo o per dir meglio operato da Dio alla sua
,

Magno, AtaNazianzeno, Cirillo Alessandrino, Nicol di Mira, Gio.

Crisostomo e Gio. Damasceno con paramenti sacri. Vi sono ancora le


figure esprimenti la Fede, Spera**-,

presenza a mezzo di un monaco,

il

7o

GR
ti.

GR
stata fatta nel

za, Carit, Temperanza., Fama, Giustizia e Fortezza. Queste figure sono intramezzate con istorie dipinte

i3o8 da Nicola ConCancellieri nelle sue

Francesco
p.

Campane

i52, narra che

il

car-

di terra verde, fra pilastri di stuc-

dinal Scipione

Borghese nipote di

co finto, senza parlare di altre pitture e decorazioni di questa preziosa cappella


,

Paolo V, essendo titolare della chiera di s. Grisogono de' carmelitani,


restaur
il

sopra

le

due porte

campanile, e

vi

fece

le

della quale in medaglioni ovali so-

no

dipinti in

uno
s.

s.

Adriano mar-

campane; e questo fu in compenso delle campaue antiche ch'egli fece togliere e portare alla

lire, nell'altro
glie,

Anatolia sua
disse,

mo-

sua ab-

perch,

come si
de'

a' detti

bazia di Grotta Ferrata, dove sono

santi era

prima dedicata. In quanss.

ancora, con gran rammarico de'carmelitani, perch queste erano pi


grosse e di miglior suono.

to ai sacri corpi

Nilo e Bar-

tolomeo,

si

sa che fino al

i3oo

fu-

Lo Sciom-

rono visibili in questa chiesa, e pubblicamente venerati; ma s'ignora affatto dove dipoi venissero nascosti, come si ha pure dallo Sciommari p. 217, nota XXXV. Si ha nondimeno per indubitato, che venissero nascosti

mari ed
il

il

Cardella non dicono che

cardinale fosse stato


,

commendadell'erudito

tario

ma

l'autorit

Cancellieri

da

rispettarsi.

Per

al-

tre notizie su Grotta Ferrata,


nistero, chiesa,
si

mo-

presso questa

me-

desima chiesa di Grotta Ferrata ti grande l'ardore di questi odierni


Il

monaci per rinvenirli. campanile ha sette ordini, e

monaci, abbati, ec, possono consultare principalmente i seguenti autori: Carlo Bartolomeo Piazza, La gerarchia cardinalizia , stampata nel 1703 in

pri-

ne avea un ottavo, che fu demolito da un fulmine, essendo commendatario il cardinal Alessandro Farnese
:

ma

Roma, p. 279 e seg. Domenico Barnaba Matlei, AI emorie i storiche


dell'antico

Tusculo

Roma

1711.

allora

marmo
della

cadde una colonnetta di ch'era sulla cima del cam-

Giacomo Sciommari dell'ordine di s. Basilio, Note ed osservazioni isteriche spettanti all' insigne badia di

panile, sostenente

un pomo di

pietra

forma di quello d' oro donato dalla Beata Vergine ai ss. Nilo e Bartolomeo , il quale credesi ritrovarsi ne' fondamenti del campanile, secondo il Passeri e Io Sciommari. Questi a p. 124 narra che le quattro campane, di armonioso
suono, furono rifuse col metallo di quelle ch'erano nel monistero di s.
Agata, ed
in

Grotta Ferrata, ed alla vita , che si prepone, di s. Bartolomeo If^ abbate, tradotta e raccolta da un anSi promuove la buon fine di Benedetto IX, con la giunta in fine di un canone inedito greco -latino in onore del santo padre Benedetto Roma 1728. D. Gregorii Piacentini motico

codice greco.

difesa del

nachi
ero
nis

Cryptoferratensis,

De

sepnl-

una ve

n' incisa la

Benedicti
in

IX

Pontiflcis

Maxi-

memoria: la pi grande di queste campane sul fine del passato secolo


si

ruppe, ed

il

cardinal
le

Rezzo-

nico
nel

commendatario

fece rifare

zione,

179^, come dichiarasi dall'iscriove si legge che l'antica era

tempio monasterii Cryptar Diatriba in qua , ejusdem Pontificis piui obilus vindicatur, atque ad mss. codices aria inlustranlur et castigantur, llomae 1747. D. Gregorii Piacentini abbaFerratae delecto

GR
fis
s.

GRO
lo ecclesiastico nella

7!

Mariae in

Via Lata Veli-

Campagna

ro-

trarum ord. s. Basilii, De siglis veteruni graecorum opus posthumum, mine et de Tusculano Ciceroni* Crypta Ferrala D. Basilii Cardoni abbatis s. Basilii de Urbe ejusdem
ordinis. Disceptatio apologetica, ac-

mana; e Piazza nell' Eusevologio romano tralt. V, cap. XL, Notizia


della

chiesa di

s.

Basilio

Magno

Roma, laonde ne daremo un cenno. Urbano Vili riguardando


di

Tusculano M. T. Cicero nis mine Crypta Ferrata adversus p. Joan. Lucani Zuzzeri soc. Jesu,
cedi t

De

D. Basilio Cordoni, etc. Disceptatio


apologetica, Romae 1757. Pielro Pompilio Rodot, Dell'origine, pro-

amorevolmente l'ordine antichissimo e benemerito de' basiliani, con bolla de' 17 dicembre i63i ordin Io stabilimento d'un collegio in Roma ove aveano posseduto tanti
monisteri , acci fosse comodo soggiorno de' superiori dell'ordine , ed insieme palestra letteraria di dieci

co in

gresso e stato presente del rito greItalia, osservato dai greci,


e albanesi,

monaci

studenti, da mantenersi con


de' monisteri
delle

monaci basiUani

Roma

le rendite

Proe
di

1760, lib. II, cap. XI, pag. i83 e seg. Francesco Cancellieri, Lettera al
dottor Koreff ossia

vincie del
Sicilia.

regno

di

Napoli
i

In seguito di ci

basilia-

V Aria di Roil

ni acquistarono la

chiesa

parrocs.

ma
di

ec,

ivi

Grotta
pitture

1817. Oltre Ferrata , alle


la

parlare

chiale con contigua casa di

Gio-

p.

289

297
le

riporta

descrizione che del-

del

Domenichino fecero

vanni in Mercatello, non nel rione Monti come dice il Rodot, ma in quello di Campitelli, venduta loro
dalla pia casa
de'

Gio. Pietro Bellori e Gio. Battista


Passeri.

catecumeni

per

Oltre a ci su queste pit,

quindicimila trecento scudi, acquisto

Piclurae Dominici Zampieriy vulgo Domenichino, quac extant in sacello sacrae aedi Cvyture abbiamo

ptae Ferratae adjuncto, nunc pri-

approvato dal Papa a' 7 agosto 1634. In questo luogo i basiliani aprirono un'insigne accademia di lettere greche e latine, frequentala da
1

mum
1762.
sioni.

tabulis aeneis incisae,


Si

Romae

hanno anche
ivi

altre inci-

numerosa e nobile comitiva terati, de'quali era mecenate


dinal Francesco
di

di letil

car-

A. Nibby, Analisi de' dintor-

Barberini seniore,
pontificato

ni di

Roma,
in

1837,
i

t. II,

p.

33

somma

autorit nel

e seg.

dello zio.

Anche

Roma

monaci

basi-

il

chiamato principe cardinal Francesco Maria Branfu

Ne

Uani nel rione Trevi hanno un ampio monistero , chiamato in oggi


ospizio perch

cacci,

e segretario Gio. Battista

Dogli

ni
il

fiorentino; al Brancacci

successe

abitato
e

dal

solo p.

cardinal

de

la

Cueva. Fra

procuratore generale
la

suo

com-

accademici che
za nominar menzione il
i

la nobilitarono, sen-

pagno, e da quei basiliani che dalSicilia e da Grotta Ferrata si


recano pei loro affari in quella citEsso esiste presso la piazza Barberini, con chiesa annessa. Di quee del monistero scrissero
i

basiliani

p. Riccardi

meritano , maestro del

sacro palazzo,

Leoue

Allazio,

Luca
teati,.

t.

Olstenio, Vincenzo

Riccardi

no,

Gio.

Battista

Cantumpsirito

sta
tati

ci-

Pietro Lasena, Francesco Arcudio,

Rodot a pag. 180 dell'opera


sla-

mentovata, Dei ministeri nello

Conachio de Rossi, Pantaleone Ligaridio, Giuseppe Carpani , Gio.

72 Andrea Staurino, Gio.

GR

GR
Battista Ridi

uuccino, e Nicola de Tadeis. La prima accademia fu adunata a' 3 giugno 635, l'ultima a' 3 agosto 1 64o. La disposizione e il metodo era
i

Benedetto XIV. La chiesa nel 1682 fu nobilmente restaurata dal

p.
il

generale d. Apollinare Agresta, quale alla vecchia fabbrica del monistero aggiunse un nuovo brace ampli
l'altro
le

spedito e profittevole.

Da vasi

princi-

cio,

celle

1'

abitazio-

pio da un accademico con una dissertazione sopra qualche articolo controverso dell'ecclesiastica disciplina,

ne
niti

generale d. Pietro

Menera

nel

1704.

La

biblioteca

ricca di cento sessantatre codici greci

delle morali questioni adattate


si

a
al

scritti

a penna, raccolti dagli andiplomi di

coloro che

erano

consacrati

tichi
li

monisteri dei regni di Napo-

servigio della Chiesa. Altro accade-

e Sicilia, ed alcuni

mico dava fine alla dotta e ta adunanza colla risoluzione dubbio ricavato dalle greche
gie.

fiori-

essa

di

un

litur-

vennero pubblicati da Montfaucon, Palaeogr. graec. lib. 6, p. 391, 396, 397, 4 IO 4 '3, 4 <2 8- Se>

Diversi accademici furono pro-

condo

il

Piazza
s.

la

chiesa

fu edifi1

mossi da Urbano Vili e da Alessandro VII. Ma l'accademia basiliana dopo cinque anni cess d'eed i suoi fasti descritti dal Carponi, furono stampati in Roma
sistere,

cata in onore di

Basilio nel

683,
corpi
e Se-

e vi fu collocata

una

particella del
i

braccio di tal santo, e


de'
ss.

tre

martiri Ireneo,

Primo

condo.

1682 da Ignazio de Lazaris. Anche il collegio per mancanza di


nel
rendite ebbe breve durata, perch
i

GROTTAMARE.
Famiglia.

V. Peretti,

monisteri di Napoli e Sicilia non

GROUSBROECK o GROESBECK Gherardo, Cardinale. Ghede' baroni di Grousbroeck o Groesbeck del ducato di Gheldria nella bassa Germania, prima canonico e poi decano del capitolo di Liegi, e di quello di Aix la Chapelle, ed abbate di Svelo, per la sua i563 fu piet ed erudizione nel

vi contribuirono, e la

somma
s.

d'ac-

rardo

quisto della chiesa

di

Giovanni
es-

in Mercatello

sue case non

sendosi potuta pagare, dovette l'or-

dine abbandonar tutto,


vasi

come

rile-

da una bolla d' Innocenzo X de' 9 dicembre i644- Dipoi compr la chiesa e le case una pia compagnia di camerinesi, che dedic la chiesa a'ss. Venanzio ed Ansovino,

come

si

disse al voi. VII, p.

vescovo di Liegi , e meritamente, dappoich nella sua persona rinnov gli esempi e la condotta de* vescovi de' tempi apostolici. Apeletto
plicatosi
libri

56
le

del Dizionario.

Quindi l'ordine
l'e-

con minor prezzo

di soli scudi mil-

santi,

seriamente alla lettura dei si pose a predicare con


al

cinquecento trenta acquist


piazza

gran fervore
rit della

suo popolo

le

ve-

difizio e la chiesa

che tuttora posBarberini


s.
;

fede, a fine di

tener da

siede presso

gli

esso lontana la peste spirituale dell'

diede

il

nome

di collegio di

Basi-

eresia, eh' erasi

insinuata sino al-

lio, e fu destinato soggiorno della

le

porte

della

citt,

massime

nei

curia dalla dieta di

s.

Salvatore di

Messina adunata li 1 marzo 1669, collegio che si sottopose alla direzione di un abbate mediante bolla

trambusti del 1572. Alle prediche aggiungeva le private correzioni, imdubbiosi, piegandosi in consigliar
1

in consolare gli

afflitti

in

visitare

GKO
g*

GR
Tratt una causa
sette anni
,

73
et di dicias-

infermi, e in prenderai cura del-

in

ie

vedove e de' poveri, a

vantagsuoi

di

ventiquattro

fu

gio de' quali fond alcuni ospedali,

fatto avvocato.
si

Nel

161 3

stabilis.

Welle frequenti guerre difese


sudditi
dalle
scorrerie
e

a Rotterdam, e ne fu nominato

violenze

sindaco;

ma

il

suo attaccamento a

de' nemici,
in
essi

invigil

illesa

perch restasse l'antica fede, e fond

Barneveld, decapitato nel

1618 per

nella citt
steri la

chiese, conventi,

moniri-

aver favoreggiato il partito degli Arminiani o Rimostranti {Vedi\


f'

ed

ospizi.

Solo Masselt, piccoessendosi


di

condannare Grozio
perpetua
prigionia

che aveva
partito, castello

citt della

diocesi,

seguito e difeso

lo stesso

bellata a persuasione
stro protestante, in

un minibreve tempo fu

a
di

nel
si

Lovenstein.

Egli

liber
in cui
dei

ce-

da

richiamata all'antico stato, e trattati i colpevoli con molta bont, anzi s'interpose mediatore
lui

lnndosi in

un

forziere

sua
li-

moglie
bri, e

gli
si

aveva mandato
rifugi
nei
in

Paesi

Bassi

presso la governatile

delle

Fianfos-

cattolici,
il

poscia

Francia,
gli

dove

die, a favore dei ribelli di Utrecht

re Luigi

XIII
In
la

assegn una
recatosi

ch'essa voleva punire, sebbene


sero
tornati
al

pensione.

seguito

ad
di

loro

dovere
sorpresero

per

Amburgo,
*

regina

Cristina

opera d'un gesuita. Nell'assalto in


cui
citt
eli
i

geusi calvinisti
di

la

Svevia lo fece suo consigliere nel j 634, ea invioll ambasciatore in


Francia, dove risiedette undici anni.

Liegi,

spirito e

mostr tal fermezza valore, che fugati tali


i

nemici

preserv

suoi
;

dall' infe-

Mori poi a Rostock nel 164^, mentre ritornava in Olanda. Egli

zione de' loro errori


ii

indi frastorn

era certamente uno dei pi gran-

disegno da essi concepito, di tenere le loro assemblee a s. Tron,

si scus con Luigi da Nassau capo de'novatori, con rappresentargli che le leggi dell'impero vietavano si fatte assemblee e conven-

uomini del suo tempo per la sua erudizione profonda e svariata. Non vi ha soggetto ch'egli non abdi

bia trattato: teologia, politica,

giti-

imprudenza

matematica,

storia,

critica, poesia,

lingue, tutto gli era

ticole.

La fama
di

delle gloriose

azioni

famigliare. Si potrebbe formare

una

e zelo

questo

prelato
di

essendo

biblioteca colle opere che sortirono dalla sua penna. Noi

venuta

cognizione
febbraio

Gregorio
all'ini-

accenneremo
relazio-

XIII, questi, bench assente,

soltanto quelle che

hanno

prov viso

a' 1

iSySlocre
,

cardinale dell'ordine de'preti, dignit

che god soli ventidue mesi sendo morto nel i58o, di anni
santatre.
s.

esses-

ne con questo Dizionario. i. Annolationes in totani Scripturam sacram. Questi commentari sono
di
altri

Fu

sepolto nella chiesa di


elogio,

molto superiori a quelli degli ma non vanno esenti critici


,
:

Lamberto con magnifico

da

difetti
il

in

qualche luogo egli


e
il

fa-

Ugo, celebre e dotto scnttore, nato a Delft in Olanda nel i582. Egli fece progressi cosi rapidi negli studi, che a ott' anni

GROZIO

vorisce

socinianismo
fa

pelagiaal
telet-

sto per
terali

nismo, e spesso trovare


d'alcuni
il

violenza

le

spiegazioni
nei

passi

quali

compose
sostenne

versi
tesi

latini,

e a
la

quindici
filosofia,

chiaro che

su tutta

profeta scrittore parlava immediatamente di Ges Gii-

74
sto.

GUA
Fu adunque
vo
s

GUA
di

per confutarlo che il gran Bossuet fece stampare un supplemento alle sue note sui salmi, col
do, in
titolo di
2.

Arezzo.
peso,

11

virtuoso religioso
liberato

adoperossi per

essere

da

grave

ma

fu

obbligato

Supplenassai

rassegnarsi; laonde
del gran pensiero di

tutto occupossi

Psalmos;

De

ventate re-

promovere

la

ligionis

christianae,

trattato

gloria di Dio, la salute dell'anime,

stimato, e che fu tradotto in francese, in greco, in arabo, in


se,

ingle-

e la riforma del clero. Passati circa cinque anni, Clemente XII fratello

in tedesco, in persiano, in fiamin esso

di

sua

madre
s.

a'

24 settemprete

mingo:
se a

non solamente

pre-

bre

1731

Io cre

cardinale

difendere la religione

cristia-

na dagli empi che

l'attaccano nel

Martino a' Monti, inviando ad Arezzo monsignor Aldel titolo di


toviti

seno stesso del cristianesimo;


confuta eziandio l'idolatria,
il

ma
mao-

colla qualifica

di
la

ablegato
berret-

apostolico,

per portargli

Poe' sie sacre, che furono stampate alnel 1601, le quali, anche l' Aja senza altre opere, avrebbero potuto fargli un gran nome. Le opere teologiche di Grozio vennero alla

mettanismo e

il

giudaismo.

3.

ta rossa. Indi lo ascrisse alle principali

congregazioni

cardinalizie

colla

prefettura di quelle della di-

sciplina regolare, e della residenza

de' vescovi

nel

1732

lo

dichiar

vicario di

Roma,

e nel

1738 abmassi-

luce

in

Amsterdam
ristampate
si

nel

1679, e
nel

bate commendatario di Grotta Ferrata, di cui

furono

a Basilea

fu benemerito

trovano delle interpretazioni alcune volte contrarie alle verit dei dogmi, e Bossuet nel suo trattato sull'usura accus Grozio di avere avanzato su tale materia dei principii falsi, ingiusti,
contrari alla Scrittura, e smentiti
tutta
la

1732. Vi

me
sa.

pei restauri operati

nella chie-

da

tradizione.

GUADAGNI
dinale,
patrizio

Giannantonio, CarGiannantonio Guadagni, fiorentino, nacque a' i4

Nel 1756 sotto Benedetto XIV divenne vescovo di Porto e s. Ruffina, ove fece la visita pastorale, consacr la chiesa di s. Maria di Castelnuovo, che benefic in diversi modi, erigendovi pure una cappella in onore di s. Teresa. Fece edificare sulla strada Flaminia la nuova
chiesa dell'ospedale,
rettore

promovendo

il

ad un canonicato

della col-

settembre 1674.
la

Da

canonico del-

legiata di Castelnuovo, coll'obbligo

cattedrale

di Firenze,

e dopo

d'intervenire al coro
volevasi da

essersi
le

addottorato in Pisa in

ambo
Rodedi-

zioni dell' istessa chiesa.

ed alle funQuesta colerigere in

leggi
la

ed

aver

appreso

in

legiata

lui

ma

pratica,

comech

assai

concattedrale colla chiesa Portuense,

to alla vita divota, profess l'isti-

per cui

avanzatane supplica a

tuto de'carmelitani scalzi di s. Teresa in Arezzo, ad onta della contrariet


de' propri

Benedetto XIV, questi la rimise alla congregazione concistoriale, che


per
fece
rescrisse

congiunti.
i

Coi
pi

dilata

quando
carica di

suoi

meriti

consegui

gradi

nuove

istanze la

morte tron-

ragguardevoli dell'ordine, al quale fond in Pisa un convento, e per


le

c tutto.
vicario di

Nella cospicua

istanze del

granduca

di

Toscavesco-

mostr sollecito nell'adempierne scrupolosamente


si
i

Roma

na, Benedetto XIII lo fece

doveri 3 profuso co'poveri, per cui

GUA
menava
te
si

GUA
pi volri-

75
nella

vita frugale, anzi

uno

de' pi rimarchevoli del

spogli delle proprie vesti per

sico.

Si

ammirano

Mesmedesima
pittori

cuoprirne gl'ignudi. Divenuto splen-

vari

quadri dei pi insigni


scuola

dido esempio in
la

Roma

d'ogni

bel-

della

spagnuola

essendovi

virt, vi

ni ottantacinque a'

mor santamente d'ani 5 gennaio 1 759,


concla-

profuse molte ricchezze nelle tante


sue lampade
redi d' oro e
,

e vasi, e sacri ardi

dopo
vi di

essere intervenuto ai

argento, ricchi di

Benedetto

XIV

e di
s.

XIII.
la

Fu

sepolto in

Clemente Maria del-

pietre

preziose.

La

chiesa

di

san

ordine, Scala, chiesa del suo ove vivente erasi apparecchiata la tomba con semplice lapide da lui composta. Indi nel marzo 1763 si cominci in Roma il processo delsua beatifical'ordinario per la
zione.

Francesco pu quasi dirsi magnifica quanto la cattedrale, ed d'una


conregolare il vento da cui essa dipende vasto, e rinchiude nel suo recinto quat:

architettura pi

tro

altre

chiese

sullcientemente
la

grandi. Pregevole
gli

chiesa decollegio

agostiniani.

L' antico

GUADALAXARA (Guadalaxara
in Indiis).

de' gesuiti
l'

in oggi occupato dal-

Citt con residenza veoccidentali


della
ossia

scovile nel!' Indie

universit, la quale per minore di quella del Messico: nell'an-

Guadalaxara o
messicana
nale,
lisco,
tile

citt

repub-

blica del Messico o


nell'

confederazione
t

America

settentrio-

capoluogo dello stato di Xagi capitale della ricca e fer-

vede ritratta la sanad imitazione della sacra cappella di Loreto. 11 seminario un vasto fabbrihavvi pure ben distribuito cato
nessa chiesa
ta casa
di
si

Nazaret,

provincia del

suo

nome

gi

un
e

collegio, la scuola lancastriana,

chiamata intendenza. Essa lontana oltre sei leghe al nord -ovest dei Rio Grande, contornata da feracissima pianura.
stizia

due

ospedali.

Imponente
le

l'e-

difizio della zecca, alla

quale per

non giungono pi
,

verghe delle

La

corte di giu-

ha

giurisdizione

su

questo

stato, e

su quello di Zacatecas.

Ha
ali-

miniere di Estancias, di Palmareco che sono tuttora e di Bolagnos inattive. Sono rinomate le pipe, ed
i

strade spaziose e dritte,


lastrico.

ma

senza

bei vasi di

terra odorifera
la

delle

Le molte fontane sono mentate da un beli' acquidotto


circa quattordici
za.
se,

sue fabbriche. Si deve

fondazio-

di

ne
a

di questa citt agli spagnuoli,

miglia di lunghez-

Nuno

di

Guzman
la

che

Le
tra

case sono generalmente basle

ad
lo

edificarla nel

quali

si

distinguono qual-

V. Altri

i53i chiamano Guadala-

ed imprese sotto Car-

che palazzo d'imponente aspetto, ed alcuni pubblici stabilimenti. Le molte sue chiese, e vari conventi magnifici, insieme ad altri pregi la fanno collocare fra le pi belle e pi La considerabili citt americane.
sua cattedrale un vasto edifizio, sormontato da due campanili mal;

far.

La
Paolo

sede vescovile fu
III stabilita nel
1

prima

da

5^o a Com-

postella, sco, altri

nello stesso stato di Xali-

nel

con Commanville dicono i548; e da Giulio III fu quivi trasferita nel i55i: dichiarata suffraganea della metropoli di Messisuo veIl primo

grado

la

bizzarra sua architettura,

co lo tuttora.

questo tempio pei suoi

ornamenti

scovo fu Pietro

Gomez Mala ver

di

, ,

76
cesse

GUA
Pietro
d' Ajala

GUA
francescano,

Granala, morto nel i55i. Gli succonsacrato nel

sono venti canonici, comprese le prebende del penitenziere e del


teologo,
altri

i555, e morto nel


altri vescovi

non che

de' porzionari,

ed

i56o. Fra

gli

che oc-

preti

e chierici addetti al ser-

cuparono questa sede, noteremo Pietro Suarez d' Escobar agostiniano primo professore di teologia nell'universit di Messico, nominato vescovo nel i5o,o, e morto nello stesso anno, prima di andare
,

vigio divino.

Per un prete curato,

coadiuvato da alcuni cappellani, si funge la cura delle anime nella


cattedrale, nella quale
in

distinta

cappella

il

fonte battesimale. Vil'

cino ad essa resta

episcopio.
si

Olcon-

al

possesso del suo vescovato. Gioprofesdi

tre la cattedrale, nella citt

vanni Sanchez di Talavera


sore di
teologia

tano altre quattro parrocchie, tutte

nell' universit

munite

di battisterio.

conventi

Aical, consacrato

nel

i635, ab-

con
tre

religiosi

bandon
presso
i

il

vescovato
di

gesuiti.

per ritirarsi Giovanni Ruitz de


nella dio-

nisteri

sono sette, ed i mocon monache sono sei ; oldi

un conservatorio
e

donzelle

Colmenarez
cesi

Bundia

diverse confraternite
rii.

due semina,

di

Cuenca, rettore e professore

Ampia

la diocesi

la

sola

dell'universit di Aical,

nominato
di

citt

ha sessantamila

abitanti.

Ogni

vescovo nel

1646.
del

Nel
re

VJ ad
Carlo
nel

istanza
111

1777 Pio Spagna


alcune

eresse

un

altro vescovato

nuovo vescovo tassato ne' regidella camera apostolica in fiorini trentatre, verus autem llorwn
stri

Messico,

smembrando
questa di

valor

est

trigfnta

circiler

milla

diocesi, fra le quali

Gua1780

dalaxara, pel
istitu

miglior servizio spi-

rituale de' popoli.


il

Perci nel

Sonora, che comprendendovi i territorii di Sonora e della California, provvide alla lontananza in cui erano dai vescovi di Durango e Guadalaxara. La serie de' vescovi di Guadalaxara

vescovato di

ponderimi monetae illarum partium. GUADIX (Gaudixen). Citt con residenza vescovile della Spagna nel regno di Granata , situata sul pendio d'una collina nel mezzod

una ridente campagna, circondata


da
collinette
,

e bagnata

da

quat-

tro torrenti, sulla riva sinistra del

del
si

secolo passato

del

cor-

rente
zie d

legge nelle annuali

Not-

Roma. Essendo morto Giuseppe Michele Gordoa della diocesi


di

fiume del suo nome, e sul declivio della Serra Nevada di Alpuxaras, che procura alla citt una temperatura pi bassa che non comporta la latitudine. Vi risiede un tribunale ecclesiastico ordinario, una ricettoria

Guadalaxara,
questi
1

fatto

vescovo dal

regnante

Papa Gregorio
nel

XVI

nel

principale
officio

delle

imposte,

i83i
1

concistoro

degli

ed un
le

speciale di polizia.

E
e

luglio

836

dichiar successore

cinta di

vecchie

e forti

mura

V odierno monsignor Diego de Haranda di Puebla de Los Angelos.

sue strade sono scoscese e male lastricate. Rinchiude una gran piazza, sei
la

La

cattedrale, splendido edifizio,

fontane pubbliche, una beloltre

sacro a

Dio

ed alla Assunzione
11

cattedrale, diverse chiese e case

della Beata
tolo
si

Vergine.
di

suo

capi-

religiose,

l'ospedale.

Fra
de

compone

cinque dignit,
il

suoi

uomini

illustri

nomineremo

il

prima

delle quali

decano:

vi

poeta drammatico Antonio

JNi-

Gli A
va de Mesena.
1

GUA
soil

suoi dintorni

martirio a Cordova nelP 853.


citt sino all'epoca

77 Da

no
li.

ticchi

in

grani,

frutta e pascofu
il

questo tempo non ebbe pi vesco-

Guadix, Gaudicium,
colonie

una del-

le

romane

sotto

nome
,

di

Acci ovvero colonia Accitana, inanche sede vescovile il cui primo vescovo fu san Torquato. I mori presero questa citt come molte altre di Spagna, e ne furono padroni fino al 252 , nel quale venne ricuperata da Alfonso X il Saggio re di Casti glia e di Leone mori la ripresero poco dopo, e bench ostinati a difenderla,
di
1 ; i

mentovaprimo nuovo vescovo fu fr. Garcia de Quijada francescano, morto santamente nel i522. seguenti Tra i di lui successori sono i pi distinti fr. Antonio Guevi
la

ta del

i49 2

Il

vara
fo di

francescano

della

stretta osistori ogra-

servanza, predicatore ed

Carlo V, nominato nel i528,

e fu autore di diverse opere,


dell'

come

Oro logio

de* principi. Gio. Oro-

zio di

Covarruvias del

1606, au-

dovettero

cederla

di
1

nuovo

nel

tore delle opere sugli del

Emblemi, e

i48i, o meglio nel 4^9> a Ferdinando V il Cattolico che vi fece


ristabilire la

Tesoro della lingua castigliad' Alcal,

na. Fr. Giovanni di Montalvan do-

sede vescovile nell'an-

menicano, professore
cett nel
riusc

ace

no i49 2 dal Pontefice Alessandro


VI.

1707 per ubbidienza,


molte opere
sulla

zelante ed esemplare

vescoteo-

La sede
l'anno
nel

vescovile

fu

eretta nel

vo

scrisse

primo secolo

della Chiesa, indi neldi

logia, in

lettere pastorali, sulla pe-

5io

fu fatta sufraganea
fu

Toledo;

ma quando
di

ristabilita

I49*2 venne sottoposta alla

me-

tropolitana

Granata,

di

cui

nitenza e la simonia, morendo in odore di santit. Fr. Michele di s. Giuseppe de' trinitari, procuratore del suo ordine in Roma, consulto-

tuttora suffraganea. S. Torquato, uno


de' discepoli dell'apostolo
s.

re di diverse

congregazioni
1

fatto

Giaco-

generale nei

mo,

fu

il

detta oggi

primo vescovo di Acci, Guadix, nella qual citt

1750:
pere
,

fu

74^> e vescovo nel autore della Bibliographia


e di altre erudite o-

critico- sacra,

giunse verso l'anno 64. Dopo aver predicato il vangelo, e convertito


alla vera fede gli abitanti, tra' quali

morendo compianto l'anno

Luparia
tirio

illustre

dama,

pati
di
si

il

mar-

nella persecuzione

Domiconserdi

seguente. Francesco Alessandro Boccanegra y Jiabaja venne nominato vescovo nel 1757, amato e rispettato dai diocesani per le sue belle

ziano, e le sue reliquie

qualit. Fr.
di

vano nel amnister benedettino

dell'ordine

s.

Bernardo a Lorca Girolamo, fatto


Fr.

Cassanova. Furono suoi successori,


Felice verso l'anno 289, che mor in

vescovo nel

1773.

Raimondo

odore di santit; Liliolo che intervenne al terzo concilio di Toledo; Paolo del 607, Chiarenzo del 637,
Giuliano del 647, Magnano del 655 che fu presente a diversi concilii
in

Magi dell'ordine della Mercede, promosso al vescovato nel 1798. Fr. Marco Cabello y Lopez dell'ordine di
agosto
s.

Agostino, fatto
nel

vescovo
de'

da Pio VII

concistoro

20

Trodoaro fior nel 720 tempo dell'invasione degl'infedeli. S. Fandila di Guadix soffr
di Toledo.

1804. Giuseppe de Vagra di Baracaldo diocesi di Calahorra, fatto vescovo da Leone XII nel concistoro de' 25 gennaio 1838,

GUA
fa

GUA
due borghi. Nella piazza principale
prospetto
la

per morte di Giovanni Giuseppe Gordon. Al presente la sede vescovile

chiesa collegiata, al
castellani
vi

di

Guadix
chiesa

trovasi vacante.

dintorno dei
stabilita

muri

a Dio sotto l' invocazione della Beata "Versine Maria dell'Incarnazione. Il o suo capitolo si compone di sette essendo la prima quella dignit vi sono inoltre sei cadel decano nonici colle prebende teologale e
cattedrale

La

sacra

una fabbrica di maioliche. l capoluogo di governo ed ha soggette le comuni di Fossato e di Sigillo contornate da ragguardevoli
,

casali.

Fossato

la

via consolare

detta del Furio volge al nord ovest,

penitenziale,

altrettanti

ecclesiastici

mentre mente

ali* est
1'

si

supera
per

comodaandare
a

A pennino

delti porzionari,

non che alcuni cape chierici in-

pellani,

ed

altri preti

Fabriano, riunendosi a Cancelli coll'allro ramo meno agiato, che da

servienti al culto divino. Nella cat-

Nocera
qua.

vi

si

dirige per
di

tedrale vi la cura d'anime, che


si

La comune

Capo d'acGualdo Tadivil-

esercita

dall'arciprete

ivi

il

no

tiene appodiata la Pieve di Coni-

fonte battesimale, e le

sagre

reli-

presseto,

e co' suburbani tredici

quie. L'episcopio alquanto distante dalla

lagi conta circa

cattedrale.

Oltre

la

detta

to abitanti.

cinquemila duecendistante la citt da

parrocchia, nella

citt

ve ne sono

Nocera nove miglia.


Fossato.
l'anno
glio di

allre quattro, tutte


tisterio.

munite del batVi ancora una chiesa collegiata, nove conventi e monisteri di religiosi, tre monisteri di monache,
il

Comune

che

fu edifi-

cato unitamente ad una rocca nel-

980 da Lupo
Monaldo conte

detto Vico,
di

fi-

Nocera. Nel

seminario cogli

alunni.

996

l'imperatore Ottone
90. Nel

HI cre
fu

Ampia
luoghi.

la diocesi contenente molti

Ad

ogni nuovo vescovo la

Vico conte n fino al


ai
li

di Fossato, che lo
1
1

208

domidonato

mensa
celleria

tassala nei libri della can-

perugini da Bolgarello Bolgarelsignore di esso. Nel I25i fu ven-

apostolica in fiorini cinque-

cento, verus
est

autem illorum valor duodecim millium circiler ducatortini tllius monelae aliquibus peti-

sioiiibus gravati.

duto ai Gubbini , ma nel is58 torn ai perugini. Nel 1378 fu donato a monsignor Guglielmo Cellole dottore perugino. Nel i44 2
fu
assalito
vi

GUALDO
dinum.
bria,

Tadino, Validum Tavescovile

da

Francesco

Sforza

Citt

dell'Um-

ma non

pot entrare. Nel i5oo


dal duca del

distretto di Foligno nella de-

fu saccheggiato

legazione apostolica di Perugia, se-

lentiuois Cesare Borgia.

de
si

un governatore, nella dioceNocera, per cui da alcuni chiamato Gualdo di Nocera. Sor6'

grotta scavata sotto


co, alla quale
si

il

VaVi una monte Cuc-

di

ge alle lide
territorio

degli

A pennini, con
,

scende per un'apertura recondita ; in essa sono vari scherzi orditi dalla natura: quivi vi

misto di piano

colle

dicesi
si
i

che

a'

tempi

de'

romani
persoue,

monte:
va
la

nel sottoposto piano esiste-

rifugiassero duemila

celebre citt vescovile di

Ta-

ed

romani
il

di

ci avvertiti,

metutti

dino, dalle cui rovine ebbe origine


l'odierna
fabbricati
citt.

diante
perire.
ivi

fumo
fu

ve

li

fecero

Ha

molti

racchiusi

e buoni da mura con

11

monistero di
eretto

monache
nel

esistente

1309.

, ,

, ,

GUA
uomini illustri nomineFra remo Cesare Gherardi che altri chiamano Fermo dotto giureconsulto, creato cardinale da Paolo
i

GUA
e quindi con destrezza
si

79
entra nel
piedi di dia-

suoi

foro di circa

tredici

gennaio 1621. Il paese in colle ed in piano; ha mura che Io circonda , diversi fabbricati ed un borgo. V. Gabriele Calindri Saggio statistico storico del pontificio stato, p. 281. Sigillo. Comune che fu gi chiaagli

ir

metro, e verticale all'orizzonte per novanta piedi. Penetrati nella grotta si trovano pi gallerie, una delle

quali lunga cento piedi, larga

cinquanta,

ed alta

cinquantatre
vi

tutta incrostata di stallatati:

una
pia
;

terza galleria ancora pi


la

am-

mato
bria.
e, nel

Svillo ed

anche
le

Elvillo. Plidell'

nio lo cont tra

citt

UmVi-

Fu

fabbricato dai longobardi,

quarta pi magnifica e perch lunga , un miglio, ed alta migliaia di piedi, dopo la quale vi una pericolosa voragine ripiena d'acqua. Il

grande

delle altre

994 venne ampliato da


il

paese in piano e monte; presenta diversi


li

co detto

Lupo,

figlio

di

MonalIII

buoni

fabbricati,

fra'

qua-

do conte

di Nocera.

Ottone

im-

rimarchevole la piazza ornata

peratore nel 996 ne investi il medesimo Vico col titolo di vicariato, il che dur fino al i23o. Fu
poi

di

due
in

portici,

con

buone strade

cinti

parte di mura, con piccocostruiti


le

lo

borgo. Inoltre nel territorio sodal prode rovine delil

rovinato dalle scorrerie

e fu

no due ponti
la

quindi nel 1274 riedificato ed ampliato dai perugini. Nel 1287 fu


concluso che Sigillo dovesse dare
ra nel giorno di
quivi
ai

console Flaminio, e

famosa sua

via.

V.

citato

Ca-

lindri

perugini ogni anno una libbra di ces.

a p. 4<>5. Pieve di Compresselo.


territorio
la

Castello

Ercolano. Era

del

di

Gualdo Tadino
di

una

rocca, ed era

una

delle

dopo

distruzione

questo
la

fu

cinque governate da

un

castellano
,

edificato

da alcuni
fu

nobili e citta-

che
nel

vi mandavano i perugini e 1378 fu ordinato che se ne fabbricasse un'altra. Nel i432 furono risarcite le mura, ed altretli

dini tadinati.
di

Dopo che
infeudata

regione

Tadino

imperiali,
sto al

duchi Compresselo fu sottopoai


il

vicariato di Vasculi sotto

tanto fu fatto nel i464- Pio

andando in Ancona, pernott in questa terra. Nel i5oo soffri il sacco dal duca Cesare Borgia che andava a Firenze. Nel 1^29 Clemente VII che portavasi a Bologna si ferm anch' esso in questo paese. Tra quelli che vi ebbero i natali nomineremo Ottavio Monconi vescovo di Catanzaro in Calabria nel

conte Offredo, quindi venne eretto


in contea ed assoggettato ai peru-

primo conte fu Rodolfo fiMonaldo, come si ha dall'istoria di Perugia del p. Gatgini


:

il

glio del conte

ti,

e dal Pellini.
fu

In seguito
a

Com-

presselo

sottomesso

Gualdo

che in tempo delle fazioni lo reai perugini, per liberare il forte ueir interno di Gualdo che
stitu
si

1572.

poca distanza
quale
si

vi la grotsi

riteneva dai

medesimi perugini.

ta pi. grande d'Italia che


sca, nella
te

cono-

accede medianin

una corda

fissata

un acero

Di poi Compresselo torn alla soggezione del governo di Gualdo Tadino ove trovasi tutt'ora. Compresselo presenta
delle antichit
,

unico albero in quella prossimit,

cio

8u
la

GUA
residenza de' suoi conti.
il

GUA
menti, delle anticaglie
ivi

delle Ioni e dei ruderi, avanzi del-

scoperte,

La

chie-

come

di

un

pozzo; e del

deca-

sa parrocchiale sotto

titolo del-

la Beala Vergine assunta in cielo, con suo pievano o rettore. Sotto Compresselo esile dipendenze di

dimento e distruzione di Tadino, non che de' suoi vescovi. Tadino adunque secondo il Borgia ripete
quali
la

sua

origine dai pelasgi,

stette

la

chiesa del gi antico

mo-

nistero di Valderasina, dedicala al

passando dalla Tessaglia nell'Epiro per consultare il famoso


oracolo di Dodona, e quindi in
talia,
ivi
si

principe degli apostoli, ed oggi de-

I-

voluta alla

giurisdizione

della fa-

unirono

agli

aborigeni

miglia Castalda.

venuti dall'Arcadia, e ricevuti da

Gualdo Tadino, come dicemmo, provenne dalla distrutta Tadino


citt
i

che
vi
essi

Pico per discacciar da essa i siculi dell'Umbria si erano specialespulsi


i

cui
di

ruderi

si

osservano alla
miglio

mente impadroniti,
edificarono

quali

distanza

pi di un

da

molti luoghi, e fra

Gualdo.

L'abbate

Stefano Borgia

Tadino.

Questa

citt

situata

poi cardinale, dopo essere stato no-

presso la via Flaminia, secondo Lu-

verato accademico filologico di Fer-

mo

nel

7S

pubblic
terza

in

Roma
produIstoria

cano veniva irrigata nella sua regione da dodici sorgenti d'acqua


limpida e fresca, fra
le

colle

slampe

la

sua

quali alcu-

zione

letteraria

intitolata:
nell'

della citt d
e

Tadino
delle

Umbria,
ricerche
indiriz-

ne erano mirabili a sanare infermit, laonde a loro conservazione


fu

relazione

ultime

costrutto

un bagno a
1
.

spese del

fatte sulle sue rovine.

Fu
s

tadinate
pr
la
l'

Omio
1

zato quest' opuscolo al celebre Pro-

nel

75

Firmio, e si discoDescrivendo Plinio

spero Gori, cui parve

bello,

che

divisione fatta
Italia
in undici
sesta.

da Augusto delregioni, pose


Il

volle inserirlo nella sua raccolta delle

Taque-

Silloge letterarie o smbole rofu cagione di lunga lite


il

dino nella
sta

governo

di

mane. Per
tra

l'autore ed

p.

d.

Mauro
letterati
si

Sarti

camaldolese,
vi

ed

altri

che
ve-

presero parte,
e

come

pu

dere nella Bibliografa storica delle citt

luoghi dello stato pontiarticolo

fcio,
citt

all'

distrutta

Zaccaria, voi.
la

Capra Montana Marca e nel VI, p. 2i3 e seg. delnella


;

citt fu da principio libero essendo dichiarata municipio, quindi esercitato da un conte, poi da un patrizio romano, e finalmente da un duce che si appell con nome regio, come Antico re in Camerino, Taurino re nell'Umbria ec, le

quali
lapidi

nozioni

rinvenute

Storia letteraria d'Italia. Giut.

mato ancora

apprendono dalle in Tadino chiaTaino. Questa citt


si

seppe Colucci nel

VII,
ci

p.

99

e seg.

era luogo di fermata degli eserciti

delle Antichit picene

ha dato un
il

compendio
to Borgia

di

quanto

scrisse

dot-

ne\V Istoria, dicendo che

che da Roma passavano nelle Gallie e nell'Alemagna; parlando l'antica storia di Tadino delle feste che
celebravano
lizie.
i

Tadino
sito

Umbria, e del da esso occupato; che Tadino fu lo stesso che Tagina nominata da Procopio indi tratta della condizione di Tadino, de' suoi mouufu citt dell'
;

tadinati al passaggio

de' patrizi e de' duci colle loro

mi-

ri

Sebbene l'annalista Baronio narche prima di s. Feliciano, di cui

GUA
parlammo
di),
altri

GUA
Foligno (F:

all'articolo

fede di
storia

recassero nelF Umbria la Ges Cristo^ tutta volta l'idi Tadino racconta che ivi

Giuseppe Valeriani Discorso accademico sopra la vita e meriti di

la fede vi fosse recata

da detto sanossia

to vescovo di

Foro Flaminio

Forfiamma (Vedi), per cui dopo qualche tempo Tadino ebbe l'onore della
secolo.
di

Fecondino vescovo di Taino, Macerata 1660. In esso vi qualche cenno storico della storia dell'antico Tadino o Taino. Si crede quindi, che vari anni questa sede rimanesse priva di vescovo, finch
s.

sede vescovile
L'istoria
di

nel quinto

fu eletto Cipriano

che
I

si

port

al

Tadino

parla

concilio

lateranense
s.

celebrato

dal

diversi vescovi

che ne governaI'

pontefice
noteliti

Martino

contro
il

mo-

rono la chiesa, sacra tom. X,


tre seguenti.

ma
p.

Ughelli, Italia
i

nel 649.

Anche
la

Borgia

167, riporta
fu

soli

non parla

di altri vescovi di

Il

primo

Gauden-

no, e solo dice che

Tadisua diocesi

zio, che l'OJstenio nella Geografia sacra chiama Laurentius, che in-

tervenne
co.
Il

al

concilio

499 adunato
letto nel 599,

dal Papa
s.

romano del s. Simmaes.

nel 1007 fu unita alla chiesa di Nocera (Vedi), come vi rimane tuttora, in quel tempo chiamata Arx Nucerina^ Rocca Nucerina, gi di

secondo fu
nel
I

Facondino

pontificato di
il

vati

Tadino, cui unironsi pure i vescodi Rosella ed Usenti. Per


e seg.
si

Giegorio

Magno,

quale scrisse
destinazione

dalla storia dell'antica

due

lettere per la sua

4i3

Tadino num. ha che Nocera non

a questa sede, una diretta a Gaudioso vescovo di Gubbio, che co-

era allora citt vescovile, e che fu

fondata dalla
stea

riunione de' tre vee che

me
in

viciniore

gli

ordina che vada


vicina,

scovati di Rosella,
,

Tadino

citt

ch'essen-

e Usenti

Tadino e Pleil primo vedi

do priva del suo pastore la visiti, e procuri che dai tadinati sia eletto vescovo chi ne fosse degno, vietando di preporvi un forestiere,
qualora
tera
di
la

scovo fu

Adalberto abbate

un

cenobio nella rcca Nucerina, ove si diressero i tre nuovi vescovi mandati

dal

Papa

in

quelle desolate

chiesa tadinate

non man-

regioni.

Altrettanto riferisce l'antiil

casse d' idonei soggetti. L'altra let-

ca cronaca Eugubina, ed
e nella biblioteca

codice

Gregorio I fu scritta al clero e popolo di Tadino o Taino, per la sollecita elezione del vescovo, attesa la morte seguita da luns.

esistente nel seminario di Foligno,

vaticana, ove

go tempo del proprio pastore. condino ebbe per arcidiacono


ventino,
il

S.
s.

FaGio-

quale dopo

la

morte del

vescovo, avvenuta a'28 agosto del

pure altro codice contenente la vita di s. Facondino, e pubblicato dai Bollandisti a' 28 agosto. Laonde sembra indubitato, che la sede vescovile di Nocera ebbe Origine da quella di Tadino, l quale vant capitolo di canonici colla dignit d'arcidiacono.

607

sembra che per alcuni anni


la chiesa, anzi
s.
il

governasse
dice che a

Borgia
il

Facondino successe

discepolo Juventino nel pontificato


di Bonifacio III. L' Ughelli riporta

X
re

inno e Yoremus composto in onodi s. Facondino. Abbiamo di


vor..

xxxnr.

Tadino soffri molti disastri in vaepoche il primo fu sotto Totila, allorch venne in Italia co'suoi goti nel 545, e si accamp in Tadino, come si ha da Procopio De 6
rie
:

82

GUA
disastrosa

GUA
di Tadino avvenne per parte di Alboino re dei longobardi, che ricopri tutta l'Ita-

bello goticoj e tanta desolazione vi

vicenda

produsse, che decaduto dall'antico

splendore divenne castello. Nel num. i io dell' Imparziale di Faenza 3 foglio periodico interessante
,

lia

di

stragi.

La

terza
fu

desolazione
nel secolo
al

de'

3o

sofferta

da

Tadino

gennaio
eav.

843, evvi un
il

articolo del

Adone Palmieri,

quale par-

Vili, per opera di Luitprando, tro re longobardo, che molto

lo

lando degli uomini illustri di Gualdo Tadino, narra che il vivente avvocato cav. Giovanni Cajani gonfaloniere della citt, peritissimo an-

danneggi. Altri mali soffr Tadi no dai saraceni ed altri barbari,


da' quali
fu
disastri

per poco risorta,

finalmente

distrutta

ed
dell'

cora nella
di

archeologia

studiando
la

gliata al suolo a'

tempi

eguaimpe-

antichissime scritture, e

cronaca
se*

Gualdo compilata
istesso
,

nel

XIV

ver seguito

ratore Ottone III nel 996, per ale parti di Crescenzio

colo da fra Paolo letterato di Gual-

Numentano
scacciato

console

do

a vista d' irrefragabili documenti ha potuto stabilire, che nell'ultima guerra di Totila in Itafu egli nel

da

Roma

il

romano, che Papa Gregorio

V parente
zio in

dell'imperatore, avea fatportatosi Crescenil

to eleggergli contro l'antipapa Gio-

lia,

sele speditovi

552 estinto da Narcon possente eserciGiustiniano


I.

vanni XVII,

Tadino avea assunto


i

nota-

to

dall'imperatore

me
cuni

regio. Stanchi

superstiti

Che Narsete

imbattutosi con Toti-

dinati delle sofferte oppressioni, alsi

la nella vallata ch' sotto Gualdo, ove come dicemmo si fermavano gli eserciti che recavausi nelle Gallie ed in Germania, ivi lo sconfisse dopo che Totila avea fatto decapitare s. Ercolano primo vescovo di Turrena. In tale incontro sei mila goti rimasero uccisi nella gual-

nascosero nelle selve

delle

montagne, altri si ricoverarono alla Rocca Nucerina, fortificandola per sicurezza, ed altri nelvicine
le

proprie
altri

terre edificarono

forti

ed

edifizi

inespugnabili.

Gli

avanzi del distrutto Tadino in progresso di


ficazione

tempo servirono
delle

nell'edi-

dese pianura,

per

cui

d'allora in
Il

chiese
altri

di

Gualdo

poi fu chiamata delle

rotte.

cada-

Tadino,
in

venendo
preziosi

trasportati

vere

di Totila fu spogliato dai militi


I

Perugia, fra'quali debbonsi noi

di Narsete, indi abbandonato. lo presero,

goti

verare
gnifico

marmi
del
b.

del

ma-

ed inselvandosi nei convicini colli, lo portarono a Capra oggi Capraia, ove gl'inualzarono un sontuoso monumento, i cui ruderi tuttora si appellano sepolcro di Totila,

deposito

Benedetto
I

XI
ci,

Pontefice romano, esistente nels.

la chiesa di
gli

Domenico.
medaglie,
altri

mosaigl'idoli

anelli, le

bench

altri scrittori lo

ponespatrola vitgli

anche d'oro, ed di bronzo che si

monumenti

sero altrove. Finalmente narra, che

rinvennero successivamente negli scavi, sono prove


della ricchezza, cultura, e lustro

Narsete avendo implorato


cinio della B. Vergine,
toria nel

il

piano di

dopo Gualdo

cui fiori Tadino.

e-

un tempio, che sussistendo si chiama ancora la chiesa di Maria Vergine delle rotte. La seconda
resse

di

Rimasto quasi deserto il suolo Tadino, ignorandosi i propriedelle

tari

diverse

possidenze,

gli

imperatori ne infeudarono vari ca-

GUA
che dediti alla piet fondarono molti eremi e monisteri con generose dotazioni ne' luoghi
pitoni,

GUA

83

monistero di 1. Donato di Gualdo fondato nel 1080 dai conti della rocca Flea, parimenti di Gualdo, di-

circostanti.

11

pi antico quello

pendente un
vellanense:

tempo con
anche
del

titolo di

di

Terra Santa situato al vertice dell' A pennino sopra Gualdo Tadino, ove recavansi ad orare nominati ss. Facondino e Gioventii

priorato dall'eremo e monistero

A-

questa

abbazia
ve-

fu devoluta al seminario Nucerino

per

le

premure

medesimo
i

no ;
s.

ivi si ritir

a far vita solitaria


istitutore dei

scovo. Diverse volte


strali

santi clau-

Romualdo abbate
suo discepolo
vi
si
s.

abitatori di
i

tali

cenobi pro-

camaldolesi, lungamente vi dimor


il

curarono riunire
ti,

dispersi tadina-

Pier Damiani,
s.

Giovanni di Lodi poi vescovo di Gubbio, s. Rinaldo vescovo di Nocera , ed


e

recarono ancora

ma inutilmente, dappoich opponendosi alla riunione taluno degli antichi conti, di nuovo gii aggregati popoli tornavano a subire
desolazione
e

servi di Dio. Frattanto nel 1006, per munificenza di Pietro figlio del conte Attone della regione di Taino, si fond il monistero nelaltri

dispersione
11

tanto

la

valle di Ratina,

in

onore del
le

83 epoca in cui esist il primo Gualdo nelle vicinanze dell'antico e primo monistero di s. Benedetto , quanto nel
nel

avvenne

principe degli apostoli, dove quasi

per un secolo abitarono che di s. Benedetto, fra


fior

monaquali

le

12 io in che tornossi a fabbricare secondo Gualdo in un colle detto Val di Vorgo, consunto poi per
il

Armingalda figlia del fondatore Pietro, prima abbadessa del medesimo, ed ivi sepolta. Questa abbazia ad istanza dell'odierno
la

b.

incendio
schela.

procurato

da

certo

Ba-

Dal Saggio genealogico della casa de Gregorio, di cui parlammo


all'articolo

vescovo di Nocera fu concessa


seminario.

al

suo

Anche beni
i

del moniste-

Gregorio (de) Giovanni cardinale (Vedi), si ha che Lododell'im-

ro ed abbazia di s. Benedetto fondato nel 1008 al disotto di Gualdo dai conte OfFredo figlio di Monaldo,
trasferito

vico de Gregorio capitano

peratore Enrico

VI

fu

signore di

Gualdo

e di Gironda nell'Umbria;

poi

nell'interno

di

e che da esso nacque Goffreduccio

Gualdo nei i25i, ad istanza del medesimo vescovo furono da Pio VII nel 18 17 e nel 18 18 uniti alla mensa di Nocera , col titolo
di abbate al vescovo, e cogli onori

de Gregorio che nel

1227

vend

ambedue

le

signorie alla santa Se-

e privilegi goduti dai precedenti

abbati

commendatari
il

essendo

la

chiesa matrice e principale di Gual-

do, per cui

vescovo

vi

deputa un
tale

vicario con cura d'anime:

u-

nione l'implor ed ottenne l'attuale vescovo pei danni sofferti dalla mensa di Nocera nelle ultime politiche
vicende.

de nel pontificato di Gregorio IX Tanno 1227, con istromento registrato da Cencio Camerario, De proniptarum p. 235>, che si conserva nell'archivio pontificio, ed altro istromento de' 2 maggio 1235. Sembra che Gualdo avesse una rocca, o con tal nome venisse denominato, perch il suddetto Stefano Borgia nel
toni.
Ili,

pag.
di

204

delle

Memorie

istoriche

Merita

pur menzione

il

dice che maestro A latrino rettore di Spole-

Benevento,

84
to nel

GUA
n35
compr
la

GUA
met
del
fu libero
in principio

pel
,

mento-

girone o sia della rocca di

Gual-

a' tempi di Gregorio IX e di Benedetto camerlengo. Forse sar

do
la

vato privilegio imperiale sotto la protezione del Papa e de' perugini,

come

risulta
la

da da

memorie

del

vendita di Goffreduccio. La desolazione prodotta a Gualdo dal-

i25i e 1260:
scelto dal

giurisdizione giu-

diziale esercitavasi

un podest
,

mosse la compassione dell'imperatore Federico II figlio di Enrico VI, quando. Terso il 1237
l'

incendio

consiglio
i

popolare
si

cui

presiedevano

consoli che

crea-

pass per questo paese


gualdesi
,

confort
al

forse

per

trarli

suo
lo-

vano dal medesimo^ quindi Gualdo fu sottoposto al ducato di Spo* leto. Il nella Istoria p. Bonucci
del
di
b.

partito, disegn loro


calit
il

una nuova
case,

a fabbricarvi
di

circuendo
co-

ra che reduce dalla

Gregorio X, a pag. 75, narguerra santa

nuovo Gualdo

mura con

Palestina

piose elargizioni, ed accordando e-

ghilterra, nel

Edoardo l re d' In1273 portandosi ad


il

ziandio agli
di
privilegi

abitanti

un diploma
autoriz-

ossequiare in Orvieto

Pontefice

ed

esenzioni,

Gregorio

dovette

fermarsi
la

zandoli a crearsi magistrati


dest.

e po-

Gualdo
lindri
si

di

Nocera,
nel

ove

regina
il

Siccome per
il

il

sito

ove sor-

moglie Leonora partor.

Ed

Ca-

ger doveva

parteneva
nistero di

ai
s.

nuovo Gualdo apmonaci dell'antico moBenedetto,


il

Gualdo sottomise a Perugia. Avendo s.


diceche

1292

si

ottenne

Francesco
religiosi

d' Asisi

permesso della nuova costruzione, mediante istromento de' 3o marzo 1237, regnante Gregorio IX, e Federico II. In esso si dice, che Fanio abbate del monistero concede in enfiteusi perdai medesimi

conventuali

fondato a' suoi un convento

fuori di

Gualdo,

ferirono nel

in questo si tras1293, costruendo son-

tuosa chiesa e convento,

ed

l'u-

nico cenobio di religiosi possidenti

petua a Pietro di Alessandro

sinil

che sia rimasto in Gualdo. questo tempo fu fondato il


stero di
ta
s.

Verso moni-

daco del
cale

castello di

Gualdo

lo-

per edificar la nuova citt con condizione che il comune dovesse pagare annualmente all' abbazia di
s.

di

s.

Agnese fuori della porMartino di Gualdo, colla

cui soppressione fu poi eretto nella

Benedetto libbre
che
vi
si

dieci di

buona cera
e che
i

nella festa di tal santo,

forensi

conduces-

sero ad abitarvi appartenessero alla

parrocchia dell'abbazia. Cosi fonil

cattedrale di Nocera il canonicato appunto detto di s. Agnese. Nel i328 ebbe origine in Gualdo l'ordine de' monaci del Corpo di Ges Cristo (Vedi). Nei primordi dello stesso secolo venne fon-

dato

nuovo Gualdo, e crescenvi


si

dato

il

monistero

delle

do

di

popolazione,

condussero

benedettine nella chiesa di


cia fuori di

ad abitarvi i religiosi agostiniani, erigendo chiesa e convento, a' nostri giorni pur ceduto all'attuai vescovo di Nocera, che ide d'istituirvi il pio stabilimento delle prime

Gualdo,
s.

in cui

monache s. Lunel I375


s.

fu trasferito nella chiesa di

Ber-

nardo, oggi

Sebastiano, attese le

comunioni-gei giovani gualdesi. Circa poi al governo di Gualdo, esso

guerre di que' tempi, e poscia tradotto nella locale di s. Maria Maddalena. Il presente vescovo alle benedettine sostitu
le

monache

del

GUA
Bambin Ges.
Gualdo
i

GUA
dal cardinal

85
Monte
le-

monisteri di

Quindi sursero in s. Chiara

Antonio del
e

gato

lalere

governatore

per-

v'esistevano le Clarisse, nel luogo ove oggid stato situato l'ospedale, quindi quello di s. Margherita
fuori
si

petuo di Gualdo. Essendo stato di nuovo Gualdo sottoposto al ducato Spoletino,


lo

negli ultimi del seco-

della

porta di

trasferirono le

Donato, ove dette Clarisse. Sino


s.

da Alessandro VI dato a Lucrezia Borgia, insieme con alfu


tre citt e terre dipendenti dal

XV

dal principio del

medesimo

secolo,

menelle

massime per l'assenza de' Papi in Avignone, Gualdo soggiacque al dominio di diverse fazioni, finch
fu ricuperato a quello pacifico della

desimo ducato.
a

Il

Garampi

Osservazioni sulle monete pontificie, pag. 24 1 parla della deputazio-

santa Sede,

come si apprende da un breve di Urbano V del i5 maggio 1870. Anche Bonifacio IX


della
i

ricuper G*ualdo al dominio


tributi.

ne di un commissario che fece Giulio II, per l'esazione delle nuove monete in Gualdo nel i5o8, a mezzo del cardinal camerlengo nella persona di Antonio de Albergaco,

Chiesa, e per essa- ne fece esigere

Nel
il

r.44

Eugenio IV sops.

to bolognese, fratello di Domeniche sino dal i4$3 avea otte-

presse

monistero di

Benedetto,

e colle sue rendite eresse


ficio

un bene-

ossia

commenda

abbaziale nel-

la

sua chiesa.

qui noteremo che

nuto sua Tita durante da Sisto IV il cancellierato e camerlengato di Gualdo, colla facolt di poterne per altri esercitare l'uffizio, e pare che
a ci deputasse Antonio.

questa
di se

abbazia aveva avuto sotto molte chiese, come si ha da


di

sicco-

me

al

camerlengo di Gualdo speti

una bolla
in

Alessandro

III

data

tava l'esigere

proventi

della ca-

Benevento agli 11 agosto 11 69, in conferma di altre bolle de' suoi predecessori Innocenzo II ed Adriano IV. Ne' Commentari di Pio II, lib. II, pag. 36, si narra che i guaidesi e quei di Nocera si renderono a Nicol Piccinino, bench per altro la fortezza di

mera
re
il

apostolica, cos a lui furono


gli

imposti
nete.
ficato

ordini per fare esegui-

nuovo regolamento delle moAssunto nel i5i3 al pontiLeone X, Gualdo fu per lui

eretto in legazione, ed ebbe l'ono-

re di essere governato da

un
il

car-

Gualdo
in

siasi

manle
ti-

dinale con titolo di governatore per-

tenuta perfettamente costante per


ragioni della Chiesa

petuo,
zionato

il

primo

de' quali fu

men,

quella

cardinal

del

Monte

che

rannica invasione. Ci accadde nel pontificato di Eugenio IV. Il Novaes nella Vita di Nicol del racconta che quel Papa re1 44?> staur ed orn la chiesa di s. Benedetto. Nel i49 fo Gabriele da

tante beneficenze gli compart. Nel

i53o Gualdo fu visitato da Clemente VII nel mese d' aprile, nel
viaggio che fece per lo stato pontifcio,

probabilmente reduce da Bodi


eri-

logna dove avea coronato Carlo V.

Gualdo ministro provinciale


nori osservanti, fond
al

de' mi-

Dai gualdesi fu supplicato


gere
la

suo

or-

chiesa

di

s.

Benedetto in

dine

il

convento nel

locale
ss.

sotto-

collegiata, lo che concesse,

ma non
dice che

posto all'attuale della

Annunziata, il quale dappoi venne in maggior elevatezza costrutto nel i5i2

fu spedita la bolla

anzi

si

voleva istituirvi

il

capitolo dei ca-

nonici colla dignit d'arciprete. Nel

86
i533
fece

GUA
cipio, s

GUA
luto ai magnifici priori

secondo governatore il cardinal Andrea Matteo Palmieri. Nel i539 Gualdo fu onorata an-

del

muniistanza

nelle cause civili che cri-

minali, giudicate in

prima

Paolo III: questi nell'anno precedente nomin governatore il cardinal Antonio Pucci, e nel i5^y il cardinal Gio-

che dalla presenza

di

dai podest,

come

rilevasi dagli

o-

riginali esistenti

nell'archivio

mu-

vanni
viati,

Salviati.
la

Dopo
tori

morte

del cardinal Sal-

Quindi dopo i mentovati il governo di Gualdo venne affidato ad un commissario con immediata dipendenza dalla sanicipale.

governatori

volendo i legati o governadi Perugia e di Foligno estenla loro giurisdizio-

cra congregazione di consulta, pri-

dere 6U Gualdo
ne,
i

gualdesi

ricorsero

a Giulio

HI
il

nipote del cardinale del Monte,


legato, ed
particoin considerazione

che si mantenne in vigore 181 5, dopo il qual tempo fu istituito 1' odierno governatore. In Gualdo eravi il collegio dei dotvilegio

fino al

per ottenere un nuovo

tori

notari

delle

arti

distinte

Papa

con opportuni
giosi

privilegi:

Nel i56g

larmente del defunto zio, con benigno breve invi a Gualdo per perpetuo protettore e governatore Baldovino del Monte suo fratello,
cui successero nella legazione
dinal Fabio Mignanelli,
il

furono chiamati in Gualdo i relicappuccini , per cessione fatta

dal cardinal Serbelloni


tario di
s.

commenda*
(

Benedetto

del
i

quale
pre-

il

car-

furono pure
lati

commendatari
s.

nel

i556

Battaglini e Borgia poi

cardi-

cardinal Carlo
zio

Caraffa nominato

nale) con beneplacito di


e nel
1

Pio V;
i

dallo

Paolo IV, e nel i56i il cardinal Giannantonio Serbelloni nipote di Pio IV: i due ulticardinali

-4

ivi

si

stabilirono

mos.

naci silvestri ni

nella

chiesa

di

Nicol, fondandovi decente monistero,


il

mi

uno dopo

l'altro

fu-

quale fu soppresso anni ad-

rono commendatari dell'abbazia di s. Benedetto di Gualdo. Nel i566 il cars. Pio V fece governatore
dinal Tiberio
successe
Crispi
nell'ottobre del

dietro, e le rendite devolute al ve-

scovo, che nel monistero colloc

un
p.

convitto di preti.

Monaco

silvestri-

romano, cui medesimo


cardinal

no e zelante
d.

della patria

fu

il

anno

il

cardinal Giannantonio Ca,

pizucchi

nel

56g

il

Ma*
il

Paolo Ginocchietti, abbate di s. Stefano del Cacco di Roma, e procuratore generale di sua congregazione.
Il Papa regnante Gregorio XVI, prendendo in benigna considerazione le prerogative di Gualdo, e quelle dell'antica Tadino sede ve-

diucci di Trento,

nel

1578

d'Angennes de' signori di Rambouillet, che dopo aver dimorato a Gualdo mor in Corneto nel 1587, ov' era governacardinal

Carlo

tore.

Le

leggi colle quali

si

gover-

scovile, col

breve
itti

nava Gualdo risultano dai municipali statuti, che diconsi estesi da Bartolo di Sassoferrato celebre giureconsulto, indi riformati dai cardinali go-

dis majestatem
a'

Apostolicae Seq u decet, dato

5 marzo i833, innalz Gualdo

medesime si apprenprocedura nelle cause, ed il diritto di appellazione ch'era devovernatori. Dalle


la

de

rango di citt, col nome di Gualdo Tadino, la quale con entusiasmo ed indicibile riconoscenza ebbe la consolazione di accoglierlo tra le sue mura il luned 20 settembie
al

GUA
t84i
d,
i

GUA
siso sul

87

mentre da
pei*

Cancelli vi

Fabriano per giunse verso il mezzo-

medesimo

e corteggiato dai

transitando
resa

una strada
dai

traI
i

versa

agiata
di

gu.ildesi.

nominati prelati, ricevette al bacio del piede il governatore, il magistrato municipale, ed il clero secolare e
regolare. Nelle ore pomeridiane il santo Padre onor di sua presenza il monistero di s. Margherita, ove ammise al bacio del
le

fabbricatori

terraglia

furono

primi a dimostrar la loro esultanza con un arco trionfale innanzi


l'ingresso della citt.

Presso a

tal

luogo
jani

il

gonfaloniere Giovanni Catesta

piede
del

monache, insieme

alle

suore

alla

del

pale, insieme al
tificio,

corpo municigovernatore ponrispettosi

Bambin Ges ed a

varie signore

della

omaggi popolazione, mentre un drappresent


i

delle principali famiglie di Gualdo, che a tale religioso oggetto ivi e-

ransi

pello de' primari cittadini attaccan-

portate. Nella sera vi fu generale illuminazione, mentre il Pon-

do cordoni
era
il

di seta alla carrozza

ove

tefice

graziosamente ricev
ossequiarlo.

Pontefice, a

mano

la

trasporta-

desiderarono

quanti Nel se-

rono avanti la chiesa di s. Benedetto, passando sotto altro arco trionfale, e preceduti da dodici fanciulli uniformemente vestiti che spargevano
fiori.

guente mattino avendo celebrato la messa nell'altare che descrivemmo


al

voi.
y

XVlf, pag. 246 del Dizioricevette


il
il

nario

clero

il

Tra

il

plauso de' gualdesi

il

natore, ed

magistrato
loro
il

govermunici-

santo Padre fu ricevuto sulla porta


della chiesa

pale, e dichiarato

pontificio

da monsignor France-

sco Luigi Piervisani zelante vesco-

Nocera col clero, dai monGiuseppe Pecci vescovo di Gubbio, e Lorenzo Parigini vescovo di Urbania della diocesi di Nocera, da monsignor Bonifacio Caiadi

vo

signori

gradimento per tante affettuose dimostrazioni, si avvi per ascendere nella Carrozza per recarsi a Nocera e pernottare a Foligno. Giunto
nella pubblica sala del

de

il

Pontefice
in

l'effigie

sua

comune vimarmocon

rea scolpita
prof.

busto

dal valente
ivi eretta

ni gualdese, allora vicario apostoli-

Adamo

Tadolini,

co di Cagli e Pergola, ed ora vescovo della medesima diocesi, e da

marmorea iscrizione a perpetua memoria del suo soggiorno in Gualdo Tadino, onde rinnov il suo grato animo, e tutti paternamente benedicendo prosegu il viaggio, dopo
aver fatto cavaliere
s.

monsignor Gioacchino Pecci delegato di Perugia, al presente arcivescovo di Damiata, e nunzio di Bruxelles. Dopo aver ricevuto la
benedizione dal
col ss.

dell'ordine di
il

rescovo diocesano
sotto

Gregorio

Magno
i

gonfaloniere,

Sagramento precedentemenil

date delle dimostrazioni a vari gualdesi, e soccorso

te esposto,

Papa preso
si

il

bisognosi.

V.

la

baldacchino
parato
alloggio,
stata

rec

al

vicino pa

Narrazione

del

viaggio fatto dal

Jazzo municipale e di governo, pre-

Papa
del
seg.,

convenientemente

pel

suo

Gregorio XVI per la visita santuario di Loreto , del cav.

donde dalla loggia sovrada padiglione compart l' apostolica benedizione al numeroso ed acclamante popolo. Passato il
Pontefice nella sala
del trono, as-

Francesco Sabatucci, a pag. i63 e ed il numero 79 del Diario di Roma del 1842, in cui descritto come i gualdesi celebrarono
l'anniversario del ricevuto onore.

88
Fiori

GUA
Gualdo
illustri,

GUA
tempo per
i

in ogni

duchi di

Parma

e di Lucca.

Nel-

uomini
tovati

ed
il

oltre
i

summenIn

l'arte salutare, Castore

nomineremo
b.

seguenti.

santit di vita,

Peregrino mor-

to nel vicolo Contranense nel ioo4;


il b. Majo consigliere del comune, morto nel 1270; il p. Margio nel-

Durante della mentovata famiglia, medico di Sisto V, poeta laureato, ed autore di opere; non che Giulio, altro medico che scrisse utili trattati. In
poesia
del
i

fratelli

Tromba
In

scrittori

l'antico

convento de' conventuali,


ivi

poema

sulla presa di
lodati.

Trebisonpittura

defunto
la citt

nel

i3oi

il

b.

Angeai

da, oltre altri

lo eremita rinchiuso, protettole del-

Matteo da Gualdo

fiorito

dopo
dipinse

la

e territorio, che

manc
i

met
do

del secolo

XV, che

viventi nel

1824;

il

b.

Pietro

morfran-

fresco e su tavola, nel

a primo mos.

to in Rigali nel 1367, oltre

esistono le sue opere in


,

An-

cescani Fava, Ginepro e

Giovanni

tonio d' Asisi

il

Ernicola discepoli di s. Francesco. Cospicui per dignit furono, Andrea di Pietro di Giunta de Benci
arcivescovo di Colonia e consigliere dell'imperatore Sigismondo; An-

ronazione della
stente nella
di

quadro della coBeata Vergine eside' francescani

chiesa

Gualdo, ec. ; e Avanzino Nucci che fiori nei primordi del secolo XVII. Ai nominati storici che scrissero di
rio

tonio

Umeoli vice-camerlengo

di

s.

Chiesa, che Sisto

IV ed Innocen-

zo Vili incaricarono d' importanti

commissioni

Francesco Bonfigli ge-

nerale de' minori

conventuali , poi vescovo d'Ascoli in Puglia; Porfirio Feliziani segretario di

Paolo V,
;

Gualdo aggiungeremo DaDurante , nell'Istoria della famiglia Trinci, con memorie di Foligno, Nocera e Gualdo; e Lodovico Jacobilli, Vita de santi e beati di Gualdo e della regione di Taino nell 'Umbria Foligno i638.
,

vescovo di Fuligno e letterato


vetti

Sal-

Il

dotto

Vettori

nel

suo

Fiorino

prelato palatino che visse nel-

d'oro a pag.

469

avverte, che sicnella detta opera


al

la

le fiori

secolo XVII ; nel quaancora Marcantonio Bongrazi uditore d'Avignone, e decano

met del

come
tratta

il

Jacobilli

di

proposito

capitolo II

della storia di

di

s.

Pietro di

tal

citt,

per

non
della

dire di altri.

In giurisprudenza ce-

Gualdo e delle sue varie vicende non crede che in ci gli si debba in tutto prestar
,

lebre fu Giandiletto

Durante

fede.

famiglia Zuccari, autore della


tela

Cau-

GUALTERIO,
terio o Valler

Gualden.se e di altre encomiate opere; e qui va notato che tal famiglia conservasi ora ne' conti

fu

Cardinale^ Gualcreato vescovo


II

d'Albano da Urbano
quindi lo
incaric

del

1088,

della

legazione

Zuccari Duranti di Fabriano, cui appartenne eziandio Castore Durante.


Inoltre in giurisprudenza
si

d'Inghilterra al re Guglielmo, presso di cui adoperossi in

modo, che

devono
del-

Urbano
le

II

fu riconosciuto legittimo
il

lodare
la

Nicol
di

Morone
il
;

uditor

Pontefice in tutto
occasione
s.
il

regno. In ta-

rota

Firenze;

Spinola,
di

come
legali

Giambattista precedente autore

cardinale

consegn
di
il

Anselmo arcivescovo

Canpai*

Mansueto Rosati podest d'Ancona, ed il marchese


opere

torbery nel pontificio


lio arcivescovile,

nome

Gioacchino Mattioli, accettissimo ai

che dal santo preIato fu ricevuto col pi profondo

,,

, , ,

GUA
rispetto, essendosi portato in abito
to al

GUA
di quella

89

pontificale e a piedi
al cardinal

scalzi

incontro
il

citt. Pregoverno so appena il possesso della chiesa,

legato che recava


in

sa-

celebr

il

sinodo in cui promulg

cro

ornamento

un' urna

d'ar-

gento, dei quale rivestitosi celebr


subito la messa.
sottoscrisse

savissime leggi, accomodate al bisogno della diocesi e all' indole dei


diocesani.

Questo cardinale
gli atti

Non

vi fu

in

quella citfosse

concilio di

1096 Nimes per


nel
di
s.

del

t famiglia

povera,

che non

della

terra

conferma Egidio fatta da


la

Raimondo
na
di

conte di Tolosa a favore

sovvenuta con limosine segrete, n lite o controversia che dalla sua prudenza e dolcezza non

da

lui

del monistero di

Clugny

in perso-

rimanesse
composta.

sul

momento

sopita

Odilone abbate cluniacense

Non

tralasciava di visi-

e ad una lettera dello stesso Urbano II ad Ugo arcivescovo di Lione segnata nel 1099, come ancora ad una bolla di Pasquale II spedita nel 100 a favore dei monaci
di Clugny.

tare tutti gl'infermi aggravati, quan^ tunque di bassa condizione, a' quapontificia compartii li con facolt va nel punto estremo l'apostolica

benedizione
genza.

colla

plenaria

induldi

Ebbe grande impegno

GUALTIERI
Carlo Gualtieri
to,

Carlo, Cardinale.
patrizio di Orvie-

visitare la diocesi e di formarsi un,

datosi di proposito allo studio

delle leggi,

ad insinuazione del carfu fatto avvoca-

buon seminario per valersene a vantaggio della medesima; prendendo cura in pari tempo delle vedove e
de' pupilli, e delle altre misere per-

dinal Pamphilj suo parente, e poi

Papa Innocenzo X,
to concistoriale
,

sone,

cui

prescrive
il

il

concilio
sia

di

rettore dell'archi-

Trento che

vescovo

padre e
il

ginnasio romano, avvocato de' po-

tutore, e singolarmente delle sacre

ed incaricato degl'interessi che passavano tra la casa Pamphilj e la camera apostolica. Non contenveri,
to

vergini, per le quali fond

mo-

nistero delle cappuccine. Edific in

Massignano
de'
la
ss.

un tempio

in

onore

di essere perito nella scienza le-

Felice ed Adauto, celebri per

gale, volle erudirsi nelle


tere,

buone

let-

moltitudine de' prodigi, con

un

e nell' arte oratoria e poetica


si

ospedale a

comodo

de' pellegrini
vi

in cui

distinse tra

primi del suo


esercitato

che da ogni parte

concorsero

tempo. Dopo
singolare
a'

avere
i

con
lo

equit

detti

impieghi

marzo i654 Innocenzo


diacono di
s.

con entrate sufficienti pel mantenimento de' sacri ministri, ed oltre a ci aument le rendite della mensa arcivescovile.

cre cardinale
crazio,

Pan-

Dopo aver gover-

perch in quel tempo tutte le diaconie erano occupate, e nello stesso tempo arcivescovo di Fermo, dove venne accolto con giubilo e plauso universale,

nato quattordici anni quella chiesa, avendo sperimentato con gravi malattie riuscirgli contrario il clima,

non

sola-

mente per
le

la

fama che correva

del-

sue qualit personali,


e

ma

ezian-

con beneplacito apostolico la rinunzi al nipote Giannotto Gualtieri e recatosi in Roma consacr la chiesa di s. Agnese in Navona, ve-

dio per la recente


ria di

viva

memo-

nendone dichiarato
dinalizie,
il

protettore.

Ar

Trivulzio Gualtieri suo zio,

scritto in diverse congregazioni car-

che aveva con gran lode presiedu-

suo voto veniva sopra

p
gli

GI
altri

GUA
d'Inghilterra,

applaudito per rettitudine


s.

siccome avvenuta in
quello

e dottrina. Dalla diaconia di


crazio pass al titolo di
s.

Pan-

Parigi
I

come

che

godeva

Eusebio,

intima confidenza di quel sovra-

perch essendosi
la

Clemente IX per
per
assistere

solennit del Natale portato al*


basilica Liberiana

mosse

no. Nel 1701 Clemente XI lo proal vescovato d' Imola ove


,

la

messa solenne, che doveva ceda un cardinale che tardava a venire, n trovandosi tra i
alla

sbors molte migliaia di scudi per erigervi il monte frumentario a sollievo


della

lebrarsi

povera

gente

per

cardinali
senti
tutti

vescovi

e preti

ivi

pre-

mezzo di un ben inteso edifizio ampli notabilmente la parte superiore del palazzo episcopale; quiadi a' 17

chi

potesse supplirvi,
nelle

avendo
i

celebrato
il

proprie capalterare
di-

maggio 1706

lo cre

as-

pelle,
riti

Papa per non


antiche
il

sente cardinale prete del titolo di


s.

le

consuetudini

chiar

subito

cardinale dell'or-

prolettore

Grisogono, legato di Ravenna e della Gran Brettagna.


nel

dine de' preti col detto titolo, acci potesse in quella mattina can-

In appresso
sa

1709

dalla

chie-

tare

la

messa, essendo egli digiuno,

perch
in essa

come

dell'ordine de' diaconi

dovea ricevere la comunione. Favori col suo voto le elezioni di tre Papi, e mori in Roma nel primo
del

d'Imola fu trasferito a quella di Todi, vi fond il seminario, e dopo cinque anni ne dimise liberamente il governo a Clemente XI. Nel 7 3 si port ad ossequiare a
1 1

Parigi Luigi

XIV,

il

quale lo ac-

1673

in et di sessantanni.
trasferito in

Il

colse con distinti

segni di

amoredelle

suo cadavere

Orvieto

volezza, lo insigni dell'ordine dello Spirito Santo,

fu sepolto nella cattedrale, nella sua

ed

arriccili
s.

cappella gentilizia che resta in quella

della

Madonna
ove
gli

dipinta
fu eretto

dal Si-

due pingui abbazie di di Reims e di s. Vittore

Remigio
Parigi.

di

gnorelli,

un

se-

mi-busto marmoreo, con magnifico


elogio inciso su

Contribu col suo voto alle elezioni d'Innocenzo XIII e Benedetto XIII,

marmo

nero.

GUALTIERI
tieri
si

Filippo Antonio,

morendo 1728 in

in

Roma

a'

aprile

et di sessantanove anni.

Cardinale. Filippo Antonio


di

Gual-

Trasferito in Orvieto venne tumulato nel celebre

nobile di Orvieto de' marche-

duomo con
tomba

magnifico
dello zio.

Crognolo , nipote del precedente, nacque a' 24 marzo 1660


nella
cesi

elogio, nella istessa

GUALTIERO,
tiero fu

Cardinale. Gual-

terra di

s.

Quirico, arcidioce-

Fermo. Portatosi a Roma, dopo fatti gli studi ebbe largo


di
di esercitarsi

to cardinale

da Calisto II nel 1 123 creadiacono di s. Teodoro,


ai

ed intervenne
II

comizi di Onorio
il

campo zo XI

sotto Innocen-

nel

1124, sebbene

Ciacconio

co* suoi

talenti nel

governo

delle citt e provincie

dello stato

ecclesiastico, e nel pontificato d'In-

confonda con altro cardinale. GUALTIERO, Cardinale. Gualtiero o Valtero merit che Adrialo

nocenzo XII nella vicelegazione di Avignone, che sostenne dal 1696


al

no IV

nel

marzo

del

i5q

lo creas-

se cardinal

vescovo d'Albano, e di-

1700, e poi alla nunziatura di Francia, durante la quale assist

in

morte Giacomo

II

re cattolico

venne di molta autorit nella curia romana. Ebbe luogo tra gli elettori di Alessandro III, e procur

GUA
che in tale elezione n il clero, ne popolo romano, ma i soli cardiil
nali
vi contribuissero

case sono tutte in pietra,

g ed hanno degli ameni giardini che riuni-

GUA

col loro suf-

deriv l'ostinato scisma di Vittore V antipapa, che elessefragio.

Ne

scono l'utile al delizioso. Le piazze pubbliche grandi e quadrate, si

ro alcuni cardinali malcontenti


ti

urli-

al clero e al popolo.
I

L'impera-

possono dire magnifiche. Possiede oltre la cattedrale molte chiese, ed uu collegio ben dotato che gode i
privilegi di

riconobbe e sostenne colle armi il pseudo Pontefice, laonde costretto Alessandro III a
fuggir da
il

tore Federico

universit anteriore di

dodici anni a quella di Cusco.

Fu

questa citt fondata

Roma

di

questa

affid

da Francesco Pizzarro nel i539, e chiamossi san

governo al cardinale che vi presied con mirabile saviezza e prudenza in tutto ii tempo del funesto scisma
titolo di

Juan
simo

della Victoria^ in
sull'Inca

della vittoria

riportata dal

memoria mede-

nella di lui assenza, col

vicario o

vicegerente

a-

postolico.

marzo
marico.

11

1178 o nel 79, con universale ramnel

Mori

Manco che avea spagn uoli in alcuni altri combattimenti. Avvenne questa nella pianura di Chupas nel di 16 settembre i54.2. Chiamasi la citt anche Huamagna, e nelle ansconfitto gli

Cardinale. Gualda Innocenzo III del 1 198 creato cardinale diacono di s. Maed ebbe l' incomria in Portico benza di portarsi in Francia col
tiero fu
,

GUALTIERO,

nuali Notizie di
ta cos:

Roma registraGuamagna ed Ayacucho unite neW Indie occidentali. La sede vescovile di Guamagna
161
1

fu nel

istituita

dal Pontefifece suffraga-

carattere

di

legato apostolico, per

ce Paolo V, che la

esterminar l'empia setta degli albigesi,

la
lo

dell'arcivescovo di
tuttora.

me

che in Tolosa e nelle prossicitt recavano immensi danni

Ne

fu

Lima, come primo vescovo


agostiniano
i

Agostino
trasferito

di

Carsaval

alla cattolica religione. fetto


il

A
II

tale

ef-

da

Papa

gli

consegn energiFilippo
re

lui successori

Panama. Tra di nomineremo Francedi di


diritto

che

lettere

per

di

sco

Berdugo professore

Francia, e per
tro
ostinati

altri

principi, a fine

canonico nell'uni versit

Siviglia

di muoverli a prender le
si

armi con-

ed inquisitore di Lima,
poi a Cartagena.

traslocato

nemici della fede, e concesse indulgenza plenaria a chi


contrito e confessato di sue colpe,

Fr. Gabriele de

accinto

si

fosse alla santa

impresa.
in

GUAMAGNA
(de
vile,

ed
et

AYACUCHO
Ayacuquen
vesco-

Guamagna

Indiis).

Citt con residenza

Zavate domenicano, morto prima di andare al possesso di sua sede. Fr. Antonio Conderina agostiniano, prima vescovo di s. Marta, morto nel 1645. Antonio de Castro fu nominato, ma non accett. Andrea
Garcias trasferito in seguito
xillo.

Ayacucho
rica

capoluogo del dipartimento di nel Per stato dell'Ame-

aTrunomi-

Francesco

di

Godoi

meridionale, situata in una


riviera
di

nato nel

pianura , sulla picVinoqua. Il suo aspetto bello, ed i suoi borghi sono ornati con viali d'alberi. Le
bella e vasta

i65o nel pontificato di Innocenzo X. I vescovi di Guama-

cola

gna del secolo passato e del corrente, sono notati annualmente nelle

citate

Notizie.

L' ultimo

vesco-

i*

2
di

GLIA
Guamagna
de Cos, nato
nel
fu

GUA
Pietro Grocitt

vo

tieres

nella

di

Piora

Per

fatto

vesco-

vo da Pio VII nel concistoro dei 16 marzo 181 8. Dopo lunga sede vacante, il regnante Pontefice Gregorio XVI nel 1837 eresse in vescovato Ayacucho, l'un a quello di Guamagna, e ne fece primo vescovo nel concistoro de' 17 settem-

la mensa tassata camera apostolica in fiorini trentatre, verus aulem ilio* rum valor ad 16000 circiter pon* deruni ascenda illius monelae, seu ad tatidem scutata monetae roma-

nuovo vescovo
ne' libri della

na?.

GUANTO,
della

Chirotheca.

Veste

mano. Chiamasi ancora borsa

della

mano
,

secondo

bre i838 Giovanni Reymundez di Los-Reyes. A questi nel concistoro de' 12 luglio 1841 die in successore l'odierno monsignor Giacomo Giuseppe de Ofelan di Arequipa, primicerio di quella cattedrale. Ayacucho il sito ove accadde la fa-

greco

ed

anche

il vocabolo Doctyliotheca ,

guaina delle dita ; in latino si trova manica, perch difende la ma-

no dal

freddo, cos
i

appellandolo

l'Ordine romano;

rabbini lo chia-

mano domus digkorum


Talmudico Buxtorfii
tichi portassero
io,

mosa
gtiuoli

battaglia

data
ai

dal

general
spa-

in Lexico 3o3, i4o6 Si pretende da alcuni che gli anp.


f

colombiano
nel

Sucre
d

realisti

guanti

fatti col

cuo-

9 dicembre

che pose fine alla la Spagna, ed distante per trenta leghe al nord da Huanca-Belica, pitta sul fiume lauja, celebre capoluogo delle miniere d'oro, di argento e di mercurio nelle vicine montagne.

1824, dominazione del-

le

pi atto a resistere agli urti delspine o di cose somiglianti , o

a riparare dal freddo, ed anche per


difesa della
ti;

mano

ne'

combattimen-

in

progresso se ne fecero guai>

niti

di ferro, di pelli, di lino, di

lana, di seta, e di altre cose tessute


Sarnelli
nella lett.
fatte coi
ferri

a maglia.

Il
,

La

"

cattedrale, ottimo ed elegan-

nel

tom.

Lettere ecci.

te' edificio,

sacra a Dio, ed alla


Il

LXXVII

tratta:

Se fuso

Beata Vergine Maria.


tolo
si

suo capi-

de' guanti sia antico, e che signi*

compone
la

di tre dignit, es-

ficaio
ta
il

sendo
di

prin^a quella del decano;


colle

cap.

guanti pontificali. Egli ciXXVII della Genesi che


la

due canonici

prebende del

descrive

quando Giacobbe ebbe


d' Isacco
pelli

penitenziere e del teologo, di


ecclesiastici

due
e di

benedizione
le

cuoprendosi

detti

porzionari,
sufficienti

mani con
di

di capretto, per

due cappellani con


visioni.

prov^
fonte

consiglio

sua
del

madre Rebecca
il

La

cattedrale

ha

il

acci

lo

credesse

peloso

Esa.

battesimale, e la cura d'anime, la quale viene amministrata dal parroco.

L'interprete

testo

congettur
fossero fat-

che

le pelli

di capretto di guanti,
nell'
il

L'episcopio

alquanto
esiste,

dir

te in

forma
le

dovendo ain

stante dalla cattedrale.

Altra par-

doprar
lai

dita

apprestare

bencinque monisteri e conventi di s religiosi, due monisteri di monache, lo spedale ed il seminario.

rocchia nella citt non

circostanza
si

cibo.

Manicae
coperti

pur
cos

dicono

que* guanti

di ferro pei
vestita

soldati; e colla

mano

Amplissima

la

diocesi,

contenen-

te diverse citt,

e Iqoghj,

Ad

ogni

un servo d'Anna percosse Ges Cristo, forse Malco da risanato quando s. Pietro gli lui

GUA
recise l'orecchia dexlera ferreae chirothecae armata, scrissero s. Bernardo e s. Vincenzo Ferrerio, per cui dal colpo il Signore cadde in terra. L'uso de'guanti s'introdusse nella Chiesa e nelle cerimonie ecclesiastiche fino dai primi tempi, donde provenne la consuetudine di venir concessi ai vescovi ed altri prelati nei
:

GUA
essi

93

chiamati bracciali o soprama-

mezzemaniche, epmanicion. Onorio Augustudunense, che visse


niche,
nei primi anni del secolo XIII, nel

pontificali. Il p. Filippo
suita, nella

Bonanni ge-

sua Gerarchia ecclesiastica considerata nelle vesti sacre ,


nel cap.

LVII eruditamente

discor-

re e? guanti usati dal vescovo, al

suo trattato De gemma animae lib. I, cap. 21 5, afferma che l'uso dei guanti fu prescritto sino dal tempo degli apostoli, e di tal parere furono poi diversi scrittori, tra'quali Giuseppe Visconti, De rit. miss. t. IV, lib. 3, cap. 37; Emmanuele Gonzalez in Prim. decret. tit. i5, De sacra unctione num. 34; Bulengero lib. I, opusc. 4, e molt'altri
presso
il

modo

che andiamo a dire, aggiungendovi ci che altri autori ne


scrissero.

Morino,

De

sacris ordi-

natonbus. L'Oldoini nelle Addict.

ad
vesti

Tra
triarchi

le

del

Pontefice, dei
de' ve-

cardinali, vescovi e preti, dei pa,

degli

arcivescovi

Ciaccon. in Vita s. Clementi* I, col 91, citato dal Novaes, chiaramente scrisse che quel Pontefice, historicorum ali quorum testimonio

scovi

e degli abbati

mitrati
si

hanno

l'uso de' pontificali,

che an-

noverano i guanti; ma non tutti quelli che ne scrissero furono concordi nell' assegnare
l'origine

lege sancivit Romanus Pontifex renunciatus sacrarum vestium usum in missae sacrifcio: episcopos pedo, sacro amictu, sandaliis, et chi-

il

rothecis ornavit, archiepiscopos item


pallio.

cominci nella Chiesa l'uso profano, o dir vogliamo civile ed antico. Molto ne scrisse Gio. Battista Pacichelli, Schediasma de chirothecis, Neapoli 1693.
in

tempo

cui

si

Per non

cita

ver un auto-

re pi antico in conferma, laonde

Dell'uso sacro dei guanti

come

in-

n l'Anastasio, n il Platina fecero di ci menzione nella vita di I. Clemente I. Aggiunge il Bonanni che in nessuna immagine antica
del Salvatore e degli
le

dumento proprio
tutti
si

de' vescovi,

da

apostoli, tra
fatte di

suppone, e ciascuno ne adduce qualche misterioso e simbolico significato. Avverte il citato Sarnelli, che la chiesa greca in vece di guanti usa due braccialetti di drappo, uno per braccio, detti manipoli, e lo stesso fanno i maroniti

molte che

si

vedono

music-

saico in

Roma

e in altri luoghi, ap-

parisce forma alcuna di guanti,

come

di

questi

veruna

menzione

quando prendono
la

il

libro

del

vangelo, ponendo

felonio o pianeta, e
s

mano sotto il colla mano co-

ne fecero Tertulliano nel trattato De pallio, n il Bullengero, Advers. Casaub. diatr. 3, nella descrizione delle vesti usate dagli apostoli. L'immagine del Salvatore fu sems la

coperta lo prendono: nell'ordi-

pre espressa colle mani nude, e covide Antonio Monaco nel temdi
s.

nazione del prete, quando impone


l'ordinatore la
pallio.
I

pio

Sofa

in

Gerusalemme,

mano,

la

cuopre col
,

manipoli de' greci


al

come

dicemmo

loro

articolo,

sono da

com'egli riferisce nel tom. II del suo viaggio. La pi sicura notizia .che si ha dell'uso de'guanti ve-

94

GUA
De
divins offr

GUA
qualcuno accordate. Nella Chron. Cassin. lib. 2, cap. 81 si legge, che s. Leone IX del 1049 conferm a Ricario abbate di Monte Cassino ed a' suoi successori il privilegio di
usare
la

fistiala dall'autore

cis i il quale al titolo Qualiter episcopus in romana Ecclesa ordinetur, ne fece menzione col nome di manica, e procedendo poi alla consacrazione o sia benedizione dell'abbate, si fa menzione de' guanti, dicendosi Tane tradal ei chi:

dalmatica

sandali e

guanti nelle principali feste in tem-

rothecas, et
fa

baculum dicens ec. S per menzione de' guanti usati

dai vescovi dall'abbate Ratoldo, vis-

suto nell'anno 986, nel suo rituadi cui fece menzione Ugo Menardo nell'appendice al libro De Sacraments di s. Gregorio I, alla
le,

parola

Manicae
il

tempo, quando

usate in detto vescovo nel pren-

derle diceva le seguenti parole:

messe solenni. Altrettanto Rinaldi a detto anno. Abbiamo inoltre che Clemente IV nel 1265, praeposito Beatae Mariae Magdeburg. intcr missatn usum chirothecarum concedit, come si legge inLeuckfeld, Antiquitpraemonstralensibus , p. 1 1 3. In seguito 1' uso de' guanti ne' memorati tempi ed altri venne accordato a tutti gli abbati mitrati. Nel i6o5 si rinvenne il cadavere di Bonifadelle

po

riporta

il

Dgna

manus nostras custodia servet

Christi

cio Vili,

morto

nel
coi

i3o3,

vestito

pontificalmente

guanti di seta

Ut tractare queant nostrae monumenta salutis.


Altrettanto
asserisce
fol.
il

vescovo

Saussay nel
plia

335

della

Pano-

episcopale, affermando essere antico l uso de' guanti nella chiesa occidentale. Che i Papi li usas-

sero da antichissimo
dall'avere Vittore
II

tempo si rileva del io55 con-

fermato scovo di

al

cardinal

Umberto

ve-

Selva
i

Candida e succes-

bianca fatti ad ago , ben lavorati ed ornati di perle, mentre le altre vesti erano quasi tutte nere. Domenico Giorgi, Gli abiti del sommo Pontefice paonazzi e neri, a p. 34, racconta che anticamente i Papi nella mattina del venerd santo usavano paramenti neri , e solo dopo l'adorazione della Croce si levavano guanti, che a suo credere dovevano essere pure neri. I cadaveri dei Papi si seppelliscono con
i

sori, tutti

privilegi goduti dai pre-

guanti di seta rossa


cardinali

e quelli
,

dei

decessori, tra' quali l'uso di tener


la staffa al Pontefice

vescovi e preti

non che
paonazza.

quando a

ca-

dei patriarchi, arcivescovi e vescovi,

vallo nella seconda festa di Pasqua daila basilica vaticana recavasi alla
i

con guanti
il

di

seta
i

Dice

Sarnelli che

guanti sono

lateranense, che perci ne avea

guanti
fa

usati

in quella funzione,
il

e ne
cri,

testimonianza anche
eccl. 3

Mai

Not. de\>ocab.
Nello
s'

verbo Car-

paramenti messali che si adoperano sino al Lavabo, ond'errano quegli artisti che rappresentano i vescovi, i cardinali e i Papi con piviale

dinali*.

stesso

secolo

XI

e guanti
,

eh' contro
i

riti.

guanti

incominci

concedersi

Inoltre dice
cali

che

guanti

pontifi-

anche

agli abbati

con altre iusegue


(Fedi), alcu-

debbono

essere inconsulti, cio

pontificali e

V Anello

lavorati con ago,

come

la

veste del
l'integri-

ne delle

quali gi

erano state a

Redentore, per denotare

GUA
chirothecae sunt inconsutiles, quia actiones Pontificis
t della fede:

GL A
bus
concorde*.
miss.

ci

>

debent

recta fidei esse


antq.
rit.

Gemm. de
Gavanto
rothecae

Ed

il

habenda sunt intelliguntnr quae opera ab omni inquinamento mundata sunt, ne modicum fermenti totam massam corrumpat " E
:

scrive

pag.

260:

chi-

debent esse contextae, et circulo aureo insigniter in exlrenia

vi

per che in quel circolo d'oro, che s richiede, si esprime l'ineff-

bile

nome

di

Ges, eh'

il

Santo

parte ornatae.
co, rosso,

guanti sono sempre di seta del colore corrente, bianI

de' santi.

paonazzo e verde. Ordinariamente sul dorso della mano hanno ricami d'oro rappresentanti la croce, o il nome di Ges in sigle,

guanti nelle mesprende dalle mani del cardinal diacono ministrante che lo veste sul trono ove ha inIl
i

Papa usa

se solenni, e

li

tuonato l'ora di terza

dopo

la

dali

od

altro

e talvolta nell'estre-

matica:
guanti in
rato,
il

al

cardinale

presenta

mit sono ricamati d'oro con qualche fregio. Di qual forma e materia

un

piatto d' argento du-

prelato a ci destinato vo-

fossero
,

guanti negli antichi


il

tempi

dice

Bonanni
Segni

ignorarsi.

Dal
pali,

vescovo

di

Brunone,

nella esposizione delle vesti episco-

segnatura che funzioni Al Lavabo prima di partire dal trono il Papa depone i guanti e V anello che gli vengono
tante
di d'accolito.
levati
ti.

argomenta che si usassero mentre scrisse: Quaeris fortasse cur manus quoque lineis chirotiecis induantur ? respondeo
si

dai cardinali diaconi assistenil

di

lino,

Quando
la

Pontefice deve dare


la

dopo
zione
il

messa

solenne vaticaua

benedi,

dalia loggia

dopo
guan-

breviter, ut castae sint.


ti

Dai decrenella

termine di essa
ivi
I

asceso sulla se-

del zelantissimo cardinal arcives.

dia gestatoria
ti

riprende
i

scovo

Carlo

fu

stabilito

e l'anello.

cardinali,
i

vescovi

parte IV degli Atti della chiesa milanese lib. 2, che dovessero essere tessuti a maglia e di seta, ed orlati

nella parte estrema con cerchio

d'oro, e che nel


di

mezzo
pi
si

dalla parte
il

superiore vi fosse espresso

nome
ai
il

Ges, e

di

usassero di

e gli abbati prendono guanti ove assumono i paramenti sacri , e li depongono al Lavabo : i guanti vengono levati dal diacono e suddiacono. I guanti non si adoprano nel giorno del venerdi santo, Caerem. episc. lib. 2, cap. 29, come nep-

quattro

colori,

corrispondenti

colori usati nelle vesti,

secondo
Il

rito nella Chiesa stabilito, eccettuan-

esprime, acci sia venerato il bacio, che in molte occasioni si d alla mano del vescovo celebrante. Del quale rito si
si

do per Ges vi

il

color nero.

nome

di

pure nelle messe de' morti, lib. 2 cap. 1 1, perch sono funzioni meno solenni, e i guanti appartengono alla solennit, ai dire del Sarnelli. Questi poi osserva che il mistero de' guanti
pontificali chiail

rissimo dalla orazione che

vescosa-

vo dice
ne,

vestendosi di

questo

pub
il

consultare
i

il

Bona,
il

il

Bosio

cro ornamento. Circumda,

Domi-

Grutero,

quali diffusamente ne

manus meas munditia novi ho,

trattano; dicendo

Durando Per
:

minis

qui de coelo descendit: ut


tuus,

chirothecas quoque in mani bus e-

quemadmodum Jacob dilectus


pelliculis

xempla sanctorum, quae

in

operi-

haedorum

oper.tis

ma-

,,

g6
blato
patri

GtJA
benedictionem o,

GtJA
lib I,
e.

nibus patcrnam
cibo

potuque

gratis-

mistero

5^, ove pur disse che cori i vescovi velano le mani

sitno, impetravit: sic et oblata

per
,

co' guanti

manus

nostras

salutari

hostia

et

gratiae tuae benedictionem merear:

per Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui in similitudinem carnis peccati pr nobis obtulit semetipsum ". Si parla prima della mondezza del Salvatore, di
cui implora
di

per dare a conoscere , che devono operare non per pompa, ma per piacere a Dio. Essendo questo sacro uso de' guanti pie*

no
te

di piet e di divoti misteri, sta-

to quindi comprovato costantemen-

dopo

la

prima

istituzione della

aver circondate

le

Chiesa militante; ed introdotto nel* la gerarchia ecclesiastica, anche per


significare la differenza
del

mani ; e per crede il Sarnelli che ab antico si adoperassero di color bianco solamente, come furono posti

vesco*

al

di

cui nel n. 8

cadavere di Bonifacio Vili e. 12 dice che


,

vo dal sommo sacerdote della legge antica, a cui come osserv il Braunio, De vestibus summi sacerdoti^ hebraeoruniy cap.
lecito offrire sacrifizi

3
si

non era
piedi

guanti pontificali
stit

e la

denotano mondezza. Dipoi


le

la
si

ca-

che

coi

allu-

mani nude,

poich

sarebbe

de
li

alle pelli di capretto, colle

ricoperte
la

mani

di

quaGiacobbe,
e

ottenne
la

paterna

benedizione,

contravvenuto alla legge di Dio usando vesti non prescritte. A* sacerdoti e chierici minori
fu proibito
1'

rappresentano Cristo ricoperto delnostra spoglia

uso de' guanti nel temsinodo


di

mortale.

Cos

il

po
la

in cui assistono alle funzioni del-

vescovo con mettersi i guanti implora la celeste benedizione della


grazia divina
,

Chiesa, dal

Ravenna

nel 1607, e solamente permessi di

acci sia accetto a

Dio

il

sacrificio,
il

come

fu grato

ad
III,

forma modesta e ordinaria, in tempo d'infermit o di viaggio. Il

Isacco

cibo e la bevanda di Gia-

Garampi

nelle

Memorie

ecclesia-

cobbe,

come

osserv Innocenzo

stiche p. i5, narra che nelle costi-

De

myster. missae, cap. 3g. Finalil

tuzioni del capitolo provinciale celebrato dagli

mente spiega
quale e
si

senso

allegorico
il

eremitani di
si

s.

Ago-

che Giacobbe rappresenta Cristo,


rivest
le

stino nel 1290,


si,

proib a religio-

mani
i

di

pelli di

acci

capretto, cio port


ti,
li

nostri pecca-

de

serico,

non portassero cingulum aut bursam, aut chiro*


Il

scont nella croce,


s.
1

come
contr.
signi-

thecas, ec.

Lonigo, Delle

vesti

si

espresse

Agostino
o.

lib.

purpuree,
stir

mendac.
ni
le

cap*

Moralmente
,

27, parlando del vequotidiano e solenne de' cardip.

ficano che intendendosi per

le

madeve

nali, dice

operazioni

il

vescovo

celare alcune volte l'opere

buone,

e alcune volle per edificazione del

che quando essi sono in non devouo portar guanti. Egualmente non li deve portare chi ammesso alla presenza del

cappa

popolo manifestarle, e per ora copre co' guanti le mani, e ora le scopre. Gemma de antiquL rit. missae lib. I, e. 2.5. Dice il Macri, verbo Chirothecae , che il medesimo significato riconobbe Innocenzo III,

sommo
lando

Pontefice.
dei

Il

Sarnelli par-

guanti

delle
,

donne

ai

fa osservare tempi del Petrarca che prima etano notati di vanit que' secolari che usavano guanti

delicati-

11

Fivizanio,

De

ritu ss,

Cnm

GUA
cw
a p, 112 tratta:
militia

GUA
Chrothecae in
quid.
11

97
capoluogo
della

nella provincia di Beira,


di

ecclesiastica
cellieri

ne' suoi

Pontificali p.
il

Can82 ,

comarca. Sta sul versatoio setdelle

tentrionale

montagne
presso
e
la

ha notato che quando


vaticano fa
l'

canonico

Serra di Estrella,
destra
del

riva

ostensione delle tre reliquie maggiori, assume guanti ros-

Mondego,
che
altri

cresciuta

sulle rovine dell'antica

per rispetto alle medesime. Anticamente in Francia non era persi

Jegaedita

Jgaedila o chiamarono

messo
bassi

ai

giudici

di sedere in tri-

bunale, e giudicare co' guanti. Nei

tempi

faceva

parte

dell'ar-

matura un guanto
to di ferro
Si
,

assai forte guarni-

detto anche manopola.

Lancia Oppidana, distante vent'una lega da Coimbra capitale della provincia. E una piccola citt difesa da antiche mura fiancheggiate da torri , e da una cittadella. Evvi una bella cattedrale, con altre cinese,

portava sempre l'elmo, e quel


in tutte le antiche

due

ospedali,

un

colle-

guanto

comparaltrove,

gio,
II

ed

altri

edifzi

e stabilimenti.

se di cerimonia.

Notammo

palazzo vescovile grande,

ma

che quei vescovi che avevano dominio temporale, in segno di questo quando celebravano pontifical-

di

mediocre architettura. Questa citt, chiamata ancora Guardia e Gardia fu fondata nel 1 99 dal
}
1

emblemi di giurisdizione sovrana, ponevano da un lato dell'altare tale manopola. Quel


mente, tra
gli

re
cia

don Sancio

sul luogo di

Lan-

Oppidana, le cui rovine si ravvisano a poca distanza, che ne fe-

guanto parimenti gettavasi allorch volevasi sfidare un nemico a combattere in Duello (Fedi). Prima che Corradino, superstite della
nobilissima casa degli svevi to di Napoli,
trasse di
,

ce

un riparo contro
il

le

incursioni

de' mori ne' suoi stati, ci


fece dare
ta.

che

gli

nome
ed

Ivi

negli

che tuttora poranni 18 io e 181


i

fosse

fra g' inglesi

francesi

ebbero
circa

decapitato sulla piazza del mercasi

luogo diversi combattimenti. La co-

mano un

marca

di

Guarda contiene
,

guanto, e in mezzo a numerosissi-

centoseimila abitanti

ma

la citt

mo

popolo
,

lo gett per

vestitura

dichiarando
i

segno d'insuo erede

nelle ragioni sopra


poli e Sicilia,
stiglia
figlio

regni di Na-

Federico di Cadi sua zia. Fu prond.


il

to

un

cavaliere a pigliar

guan-

to, e portollo

poi a Pietro III re

ne conta da duemila cinquecento, che godono salubre clima. Il portoghese Novaes nella vita di s. Darnaso I suo compatriota, dice che quel Pontefice secondo alcuni presso il p. Le y tao, nella Synops. de Eccles. milk. p. 1 35, nacque nell'

d'Aragona, che poscia mosse guerra al re Carlo I d' Angi. Inoltre scrissero su questo argomento, Jo.
Nicolai, Liber singularis

Idagna oggi Guardia

citt

ve-

scovile della

provincia di Beira.

La sede

vescovile al dire di

Com-

de chirotheDissert.
,

manville fu eretta in Sgedita, seu

carum usu
Jo.

et

abusu, Gissae 1702;


,

jgitama, seu Egitania, nel quin-

Gottfr.

Boehme

de

pignore per

chirothecam

Lipsiae

1674, ed

altri.

Guarda nel decimoprimo secolo. Anticamente era suifraganea della meto secolo; indi fu trasferita a
tropoli
di

GUARDA
VOL.

(Aegitanien). Citt con


del

Braga,
al

in

appresso fu
di

residenza vescovile
XXXIII,

Portogallo

sottoposta

patriarcato

Lisbo-

98

GUA
della diocesi di Porto, fat-

GUA
vera origine, progresso e rovina di Guardia. Questa piccola citt fu

na, e lo tuttora. Per morte di monsignor Carlo da s. Giuseppe de

Azevedo

molto
del

danneggiata
edifizi.

dal

terremoto
ro"vi

to vescovo di

Guarda

nel

1823 da
Pontefice

26 giugno 1806, dappoich


Nei
dintorni

Leone XII,

il

regnante

vin molti
al

Gregorio XVI, nel concistoro de'2 luglio i832 nomin a successore, l'odierno vescovo monsignor Gioacchino Giuseppe Pacheco e Souza di

una cava di gesso.


le,

La sede

vescovi-

dire del Sarnelli,

Man.

cron.

degli arciv.

di Benevento, p. 244 fu istituita l'anno millesimo dall'ar-

Alenquer nel patriarcato

di Lisbona.

civescovo di Benevento, e
fatta

di esso

La

cattedrale, di antica struttura,


il

suffraganea.

Il

primo vescovo
si

dedicata a Dio sotto

titolo della
Il

di

Guardia, di cui

faccia

men-

Beata Vergine

Maina.
essa
si

capitolo
di

zione, Pietro, che

sottoscrisse al
s.

numeroso
ii

di

compqne

sinodo provinciale di

sette dignit, essendo la principale

civescovo di Benevento
al

decano,
il

con

ventidue canonici,
il

Milone arioj5; trovasi quindi notato Ilario che fu


nel
concilio generale
11

fra' quali

teologo ed

peniten-

lateranense III
III.

fruendo intiera prebenda, oltre altri quattro che ne godono la met. Vi sono ancora venziere,

tutti

nel

79

sotto Alessandro

Un

altro Pietro
sotto

fu vescovo guardi ense

tidue cappellani addetti al


sei

coro, e

chierici

pel servigio della sacri-

stia

della

chiesa,

ed

anche

il

sacrista.

Nella

medesima

cattedrale

vi

il

sacro battisterio, e la cura


esercitata

d'anime
te.

da un sacerdocit-

L'episcopio dalla cattedrale aldistante.

quanto
t

Vi sono nella
battesimale,

altre

quattro
di

parrocchie tutte

munite
di

fonte

convento di

religiosi,

un un monislero
confraternite,

Innocenzo VI l'anno i354, mori in Avignone poco dopo la sua consacrazione. Marco Cibo genovese, eletto dal suo parente Innocenzo Vili nel 1490 mor nel i494- Giacomo Lomellino del Campo di Rodi, fatto vescovo nel i556 da Paolo IV, morto arcivescovo di Palermo. Carlo Carafa napoletano nel 1067 treslato da Bojano. Giovanni Domenico Jacono nobile Li-

ma

ciensis,

chiaro per belle doti, fu pro-

monache, alcune
il

ed

seminario cogli alunni. Ogni


tassato
nei
libri
fio-

nuovo vescovo
della cancelleria
rini

apostolica in

866

asseritur

ad

praesens

mosso al vescovato da Paolo V nel 1617: dicendoci l'Ughelli che di sua famiglia fiorirono Antonio vescovo di Pozzuoli, e Ferdinando cappellano regio e vescovo di Castro.

ascendere
oneribus.

ad 2800 circiter sculo mo,

Giacomo

Pedicini

beneventa-

neiae romanae

omnibus deductis
o Guar-

GUARDIA ALFERIA
dalfiera.
di

no chierico regolare de' minori fu eletto vescovo di Guardia da Clemente IX nel 1669, e mor nel
1

Citt vescovile del regno

Napoli nella provincia del contado di Molise, alla riva del fiume
Tiferno, lontana da Benevento per

1'

688, zelante e dotto vescovo. NelUghelli, Italia sacra tom. VIII,


si

pag. 296,
scovi di

legge la serie de' vein

Guardia, essendo

essa

Morcone, Campobasso
miglia quaranta.

e
vi

Lupara
scritto-

l'ultimo Gio.
to

Non

Andrea Moscarelli, fatvescovo nel 1703 da Clemente

re che abbia saputo rintracciare la

XI,

La continuazione

della serie

si

GUA
pu leggere
di
nelle annuali

GUA
Notizie

99
i

primo convento

che

francescani

fu ultimo vescovo de Lamia di Cassano preconizzato da Pio VI nel conci-

Roma. Ne

Francesco

storo de' i3

novembre 1775, e gola

vern lungamente

diocesi.

Pio
uti-

ebbero su quel moutc, e che- ora non hanno gi pi; in luogo del quale tengono, con tutti privilegi del primo, quello di s. Salvatore. Guardiano anche nome proi

VII
liori,

colla lettera apostolica

De

prio dell'ordine
in Inghilterra.
Il

della

giarrettiera

1818, soppresse questa sede, e l'assegn ed uni a quella di Termoli (Fedi). La sua cattedrale sacra a Dio, ed alla Assunzione della Beata Vergine, ed uffiziata da due dignitari l' arcidiacono e l'arciprete, con vari cakal.
julii

guardiano o cu-

stode

supremo

dell'ordine della giar-

nonici.

gran maestro negli altri ordini. In Inghilterra si chiamarono guardiani o custodi della spiritualit o dello spirituale, quelli quali iu una diocesi avevano giurisdizione spirituai

rettiera quello che chiamasi

GUARDIANO,
ufficio

Custos.

Che ha
cusi

le in

tempo
gli

di sede

vacante. Tali

e obbligo di guardare e

erano
vincie;

arcivescovi nelle loro pro-

stodire, custode in antico

diceva

pure d'una

carica

delle

in certi stati. Per capo,

maggiori o gover-

i decani ed il capitolo di Cantorbery erano guardiani dello

spirituale

in

tutta

la

diocesi,

du-

natore di conventi di
confraternite, ed altre

frati, di

comarci-

rante

la

vacanza di quell' arcive-

pagnie ossiano confraternite,


pie

scovato.

unioni,

guardiano religioso si scrive in latino caenobiarcha ed hetaeriarcha , con vocaboli greci.


e
simili.
Il

GUARDIANO del santo Sepolcro di Gerusalemme. Religioso francescano de' minori osservanti ed
,

anche riformali quando


dal ministro generale

vi

eletto

Guardiano
chiamasi
la
officio
il

nell'ordine

francescano

dell'ordine,

superiore del convento,

perch
ta

la

custodia della
osservanza. Vi

cui carica detta guardiania,


di guardiano,

provincia solamente
alla

Terrasanapparte
costile parti-

mente dura
ri
ti,

tre anni.

ed ordinariaTra i mino-

nente
colari

tuito poi in dignit

per

osservanti, ed osservanti riforma-

per legge costituzionale dura

un

prerogative e giurisdizione che gode ed esercita con poteri di


superiore di provincia, residente in
Salvatore,

solo anno, o meglio

da congregasi

zione in congregazione provinciale.

A
il i

pi.

lungo tempo

rielegge con

Gerusalemme nel convento come custode de'


di

di

s.

santi

dispensa dalla legge, che pu dare


ministro generale. Guardiano tra
francescani

luoghi

Terrasanta

e del san-

to Sepolcro, e commissario apostolico di tutta la

nome ed

ufficio in-

missione eh' egli goper


e l'isola di Ci-

trodotto proprio dal

santo

fonda-

verna. Commissario apostolico


tutta la Palestina

tore nella regola. Quello di Geru-

salemme, chiamasi Guardiano del santo Sepolcro (Fedi), uffizio e dignit con giurisdizione finche dura nella carica. Il guardiano del santo Sepolcro propriamente si chiama guardiano di Monte Sion, pel

pro, annessa alla missione di Ter-

rasanta;
spizi

semplicemente
Siria

supe-

riore monastico de' conventi ed o-

della
le

e dell'Egitto, ove

per

missioni
i

hanno U supremo
apostolici.

comando

vicari

L'ori-

ioo
gine del
p.

GUA
guardiano del santo Se,

GUA
e
si

polcro antichissima
in conseguenza

ripete

il Redentore rese l'anima all'eterno suo

della

vita,

il

Golgota su cui

dell'affidata custo-

dia de' santi luoghi ai francescani,


al

Padre, e Gerusalemme le cui strade e i luoghi furono santificati e


bagnati del prezioso sangue di Ges, ed in cui fu
la pi sincera
ai
il

modo che andiamo ad

accenna-

quanto analogamente si detto agli articoli Francescano Ordine, Gerusalemme, e Giudea. Per conoscere meglio l'importanza ed autorit del p. guardiano del sanre, oltre

di lui

corpo seluoghi
piet,

polto, nudrirono verso

tali

medesimi

si

ed portarono pieni di
venerazio-

tenera

religioso entusiasmo, in

to Sepolcro, e l'antichit della sua


origine,
ci

ne eziandio
cero, e dei

sembra
i.

indispensabile

dimora che vi feprodigi che vi operadella


gli

premettere alcune

nozioni

che

lo

rono
li

la
i

Beata Vergine,
della

apostoil

riguardano:

Sulla costante veluo-

discepoli.

S. Paolo per

Misino

nerazione de' popoli pei santi


ghi di Palestina, i." Delle

mo

diede esempi

sua
e

divo-

limosifedeli

zione
ni

per

Gerusalemme;
i

ne
ai

fatte in

ogni tempo

dai

dai tempi apostolici

primi

cristia-

poveri e chiese di Gerusalemme.

3. Delle grandi cure

sommi
i

adoperate dai Pontefici, e da quasi tutti

dimostrarono la loro somma divozione pei luoghi santificati dalla


nascita, dalla presenza, e dalle por-

principi della cristianit,

massime
e
nel

tentose gesta del Salvatore del

mon-

nel declinare del secolo

XI

do; recandosi a
gi

visitarli

personagsantit di
s.

decorso del XII, onde togliere dalle

distinti

per

scienza,

mani

degli

infedeli

santuari di
posses-

vita,

e dignit,

fra' quali

Ales-

Terrasanla.

Dell'antico

so de' frati minori sui santuari predelti, e delle

premure dimostrile

nelle occorrenti circostanze dai Papi e dai

sandro di Cappidocia ed il vescovo Firmiliano, mentre il santo Sepolcro era ancora coperto dal terrapieno e dall'infame simulacro di
driano.

principi cattolici acci se-

guitassero ad averli in custodia.

Se prima della grande opera l'umana redenzione s' ebbe in


nerazione Gerusalemme,
e
se

del-

Venere erettovi dall'imperatore AIl p. Agapito da Palestina minore riformato, nelle Notizie
di Terpag. 21

veivi

storiche intorno ai luoghi

rasanta,

Roma 1793,
la

divotamente accorrevasi da tutta la Palestina per adorarvi il vero Dio


nel tempio, giusta
la legge mosaica,
il

e seg., prova

venerazione ch'eb-

bero
verso

fedeli dei
il

primi secoli della


santo
Sepolcro, e

prescritto dal-

Chiesa verso
gli
i

molto pi accrebsi

altri

santuari della Pale-

besi, e divent universale

fatta

stina, e

pellegrinaggi perci intra-

religiosa

venerazione,

quando

a-

ci che

dempiutosi intorno al Messia tutto ne avevano scritto i prosubentr la nuova legge di feti,
grazia.

prima ancora di Costantino Magno, ad onta che Adriano aveva eretto templi agl'idoli sul
presi; e

santo

Sepolcro,

sulla

grotta di

Avendo
i

presenti nelle

loro

Betlemme
cristiani,

per

tenerne

lontani
la

menti
cep
il

fedeli de'
la

zareth dove
divin

primi secoli NaBeata Vergine con-

e per

estinguere
santi.

me-

moria de' luoghi


porto

Mostrando
del

Figliuolo,
al

Betlemme
l'autore

l'imperatore Costantino grande tras-

dove comparve

mondo

per

la

memoria

santo

GUA
Sepolcro, fu invitato a sentirne

GUA.
un
qua ne viene
che divide
te del
i

ioi
;

sollecito

1'

oceano

ragionamento da Eusebio vescovo di Cesarea. Commosso da ci il pio

britanni

dal rimanen-

mondo, non pu n anch'es-

monarca
vori

grato

ai

tanti

fa-

so essere
quelli

un

ostacolo al fervore di

ricevuti

da
del

Dio, intraprese
secolo

nei primi anni

IV ad
pagani
ogni

abbattere
e gentili
,

il

falso culto dei

a promuovere per

dove la cristiana religione, ed a richiamare quindi all'antico suo splendore


il

che veder vogliono i luoghi da loro conosciuti per fama, e per le scritture. Di qui pu giudicarsi, che pensar si dee delle nazioni pi orientali, come degli armeni, de'persiani,

degl' indi, degli etiopi, e so-

sepolcro
riferisce

di

Teodorico

Ges Cristo. come Costantii

no

rivolgesse tutti

suoi pensieri
il

e cure ad amplificare

culto del

pra tutto di quelli, che hanno tra loro tanti monisteri, come sono gli egizi, i quali insieme con quelli del Ponto, della Cappadocia, della Siria e della

vero Dio, e l'impegno di adorna-

con sontuosi edifizi il sepolcro, facendo primieramente abbattere l'infame delubro. Quindi l'imperatore scrisse a s. Macario vescovo di Gerusalemme, che la basilica da fabbricarsi sul santo Sepolcro doveva in tutte le sue parti sorpasre

corrono in
questo

folla ".

Mesopotamia qua acEra s grande


de* divoti
s.

concorso

popoli

nei santi luoghi, che

Girolamo

tardando a terminare i suoi commentari sopra Ezechiele profeta, ne


addusse per iscusa
prestare a ricevere
l'essersi
i

pellegrini

dovuto che
di vi-

e maest le pi superbe fabbriche del mondo. Sant'Elena madre di Costantino ,


sare in magnificenza

portavansi copiosamente in Betlem-

me
te

ov' egli

dimorava e cess
s.

vere.

Anche
quanto
egli

Agostino fu coerenscrisse
s.

recandosi

per motivi
,

di

piet in
essa

Girolamo.
citt

Gerusalemme medesima la
quindi
lo

volle

portare

Anch'

assicura che nella

a Macario ; eresse splendidamente quei


lettera

santa abbondava ne' tempi

suoi
i

il

numero
li

de' fervorosi cristiani,

qua-

templi di cui parlammo all'artico-

vi

Gerusalemme ed
Tornati
i

altrove,

con

e-

gnore,
dell'

attendevano a lodare il Sicon iscorno de' giudei, i


il

dificante zelo.

quali avendo messo a morte

re

santuari della Palesti-

na nel loro splendore, rest vieppi animata la piet de' fedeli verso i medesimi, e cominciarono senza alcun timore a portarsi a venerarli da tutte le parti dei mondo, come narra s. Girolamo, che ivi dappresso consum i migliori anni
di sua vita
,

perderono per sempre il temporale regno, e furono ignominiosamente esclusi dalla prediletta loro Gerusalemme. Aeterna
gloria
,

mava
za

s.

Girolamo que' santuari


si

ne' quali

consum
la

nella

pienez-

nella

sua
le

epistola a

grande opera di nostra redenzione, ed avrebbe amato che l si fosse portato, per cosi
de' tempi
dire, l'intero
i

Marcella.

Qua vengono da
e
il

ogni

mondo: a

quasi tutti

parte

solitari

vergini, che

suoi amici scriveva di portarsi in


invitandoli
,

sono come

fiore della

Chiesa, e

Gerusalemme,
esclamare
fede
il
,

con
sino

le

come

che l'abbelliscono. Chiunque nelle Galhe si distingue per la sua piet,


tante
preziose

gemme

pi energiche espressioni
egli

ad

una parte
adorare

della

venire

ad

Ges

102
soffr,

GUA
detest
del
i

GUA
peccati del suo popolo in

Cristo ne' luoghi ove nacque, visse,


colle sue gesta e co' suoi
strepitosi. Il

e spir in croce, santificati miracoli

contemporaneo

s.

Gio-

vanni Crisostomo, vivendo ancor egli nel Levante, attesta del concorso
de' popoli a

una omelia pronunziata nella festa s. Natale del 635, quando assediata Gerusalemme da Omar successore di Maometto, non fu loro permesso di celebrare quella festa
nella grotta di

venerare

santuari di
co' gentili

Betlemme come
pass

si

Palestina, e disputando
si

costumava. Non
la

molto ebe
al

servi di questo fatto per prova-

tomba

del Salvatore, e gli altri

re la divinit del Redentore. L'al-

santuari

soggiacquero

dominio
s.

Gregorio Nisseno, ad esempio di s. Basilio suo fratello, si port a visitarli, bench poco favorevole a'sacri pellegrinaggi, e rest soddisfattissimo nel mirar i luoghi ove eransi effettuati i
tro coetaneo
s.

degl' infedeli.

questa epoca
alla

Ma-

ria Egiziaca convertita

visita

de'santi luoghi,

si

die a penitenza;

ed
sto

esisteva un vamonistero abitato da molti moin

Gerusalemme

naci destinati a lodarvi l'Altissimo,

misteri dell'
1'

umano

riscatto,

e nel-

osservare l'esemplare condotta di

mantenutivi dalla piet del popolo e dall' imperatore d'oriente. Nel1'

chi avea la sorte di viverci vicino,

come

le

divote

vergini

Eustazia

Ambrosia e Basilissa. Non molto dopo l'et de' nominati padri, fior
Teodoreto,
popoli
stina
il

quale fa testimoniannella

za dello straordinario concorso dei

che

portavansi

Pale-

per cristiana piet. Anzi non


i

potendosi tutti

fedeli

portare per,

sonalmente a venerarli se ne facevano trasportare della terra, che per antonomasia chiamarono terra
santa, col qual
lata
la

Vili secolo esistevano sulla sommit del monte Sion monisteri, ne' quali con fervore si attendeva a lodare il Signore. Dell' antichissimo apostolico costume di sovvenire con limosine i fedeli di Gerusalemme, e conservato invariabilmente in tutti secoli della Chiesa, il citato p. Agapito ne parla a pag. 61 seg., narrando prima
i

le

sovvenzioni

date

ai

bisognosi
le

dagli apostoli, che vendute


sessioni

pos-

nome

fu

appelsi

Palestina.

Tale terra
nelle

con-

beni dei convertiti, ne distribuivano il prezzo secondo il


e
i

servava divotamente
case,

private

bisogno di ciascuno; quindi

adopravasi contro
si

le arti dia-

ro origine
colte

le

collette

boliche,

poneva

ne' fondamenti
tal-

e sopra ergevasi una chiesa, e

spontanee di domenica, le quali,


lo ai corinti,
si

ebbeovvero racelemosine ogni


scrisse
s.

Paoa Ge-

volta in onore del santo Sepolcro,

spedissero

e nei cimiteri
stessi

o campi

santi.

Gli

eretici

donatisti

riguardava-

no

in

Africa con

venerazione la

terra proveniente dai luoghi di


lestina.

Pagli

rusalemme. Il medesimo apostolo i romani a seguir l'esempio degli achei , dai dei macedoni e quali veniva inviato con limosine poa Gerusalemme, e sovvenirne
avvis
i

Con
tati

lo scorrere

degli

anni

veri.
s.

Lo
i

spirito

di

beneficenza di
apostoli ver-

abitanti di

in braccio

Gerusalemme eransi gitad una vergognosa


onde
il

Paolo e degli
bisognosi

altri

so

di

Gerusalemme,
e
si

rilassatezza,

patriarca

s.

So-

pass ne' primi

cristiani,

tras-

fronio compianse

e pubblicamente

fuse ne'posteri, n

mai

si

vide

man-

GUA
care.
i

GUA
in tutti in

io3

Il

secoli

Baronio rileva che sono state mandate

da
le

Getut-

Svevia eletto nel il 98, a cui essendo state riferite


Filippo
di

rusalemme copiose limosine da


te le parti del cristianesimo.

circostanze
di

deplorabili
,

de* cri-

Nella

dimora di s. Elena in Gerusalemme, non si limit ad edificare maestosi templi, ma si occup a sollevar i poveri massime della citt, invitando spesso alla sua mensa
alcune vergini consacrate
re,
al

ne mostr singolare dispiacere, laonde adunastati determin soccorrerli, ti gli in cui coe l'esegui con editto mand che si raccogliessero limostiani

Terrasanta

Signo-

servendo loro con

mirabile u-

milt.

Fra

molti
si

ragguardevoli
distinti

personaggi

che
secoli

trovano

neVemoti
sognosi
s.

nel

praticare atti

di generosa
di

liberalit

verso

bi-

sine per tutto l'impero. Nel i5i6 Enrico Vili re d' Inghilterra eman un diploma in favore dei santuari di Palestina, diretto al padre guardiano e frati minori osservanti dimoranti in Gerusalemme presso il sepolcro di Nostro

Gerusalemme,

uno

Signore,
ta

che

il

p.

Wadingo
an. 134*2,
il
i

ripor-

Giovanni l'Elemosiniere patriarca d'Alessandria, il quale dopo che Cosroe re di Persia port la desolazione nella citt, ad essa spedi
con quantit
e
di denari, fruvesti
altri viveri
i

negli

Annali ad

num.
allo-

52. In

questo diploma

re,

ra zelante

cattolico, loda
i

religiosi

non

solo per ricevere


in tutto,

pellegrini,

Crisippo

soccorrerli

praticando pu-

mento,
correre
soffi-ire

per soc-

re altri uffizi di

carit;

ma

perla

bisognosi, confortandoli a

singoiar cura che aveano nel

mansanti,

Magno imperatore
atti

con pazienza. Anche Carlo distinse con si


liberalit
Il

tenere con

decoro
il

luoghi

e principalmente
glorificandolo

santo Sepolcro,

di

verso
califfo

la

chiesa
si-

incessantemente con
nostra

gerosolimitana.

Aaron

inni, cantici e sagrifizi,

gnore

dell'oriente, pregiandosi della


sti-

manifesta

della

siccome prova futura ri-

sua amicizia, e facendone grande

surrezione. Li conforta a sopportare


gli

ma,
ci

gli

cede

il

diritto

sul

luogo
per-

santo in Gerusalemme.

Ed

che

il

patriarca

mand

all'im-

peratore
cro

le

chiavi del santo Sepol-

e del Calvario, oltre

uno

sten-

dardo a mezzo di due monaci, ai quali Carlo consegn invece preziosi

doni pei sacrosanti luoghi

e
ri-

oltraggi e vessazioni che ricevevano dai turchi, ed assegn loro annui scudi d' oro mille, per mezzo del gran maestro di R.odi. solo furoI romani Pontefici non no benefici verso i santi luoghi con spontanee limosine, ma adoperaronsi con calore in tutte le

gi nel precedente

anno avea

occorrenti circostanze, affinch venissero


imitati in

cevuto
to

il

principe reliquie del san-

tutto

il

cristia-

Sepolcro eziandio

mandate dal

patriarca.

Seguendo l'esempio dei


raccogliessero

nesimo. Nel secolo XIII si distinse Urbano IV, il quale era stato
legato
volle
della
zio

suoi antecessori, l'imperatore ordi-

di Terrasanta, e
tutti
si

nel

1263

n che

si

spontanee

oblazioni pel restauro

delle chiese

che da Francia

gli

ecclesiastici

pagasse per lo spa-

gerosolimitane.

Tale cristiana
tata

condotta fu imi-

da molti imperatori, massime

cinque anni la centesima parte de' benefizi che godevano, da impiegarsi in sovvenimento dei
di

104
fedeli

GUA
di

GUA
e

Terrasanta;

consimile

cio

raccolta volle
se in di

il Papa che si facesGermania dentro lo spazio

tre anni, incaricando dell'esecugli

zione

arcivescovi di

Magdebur-

go e di Colonia; come ancora prcur sussidi per tutto il resto del


tose

medesime piepremure fu il successore Clemente IV, eccitando Egidio arcicristianesimo. Delle


di

da Innocenzo X a' 19 seltembre i645, Clemente X a' 19 settembre 167 1 Innocenzo Xf, Alessandro Vili a' 8 novembre 1689, Innocenzo XII a'29 settembre 169 1, e con altra de'14 febbraio 1696, Clemente XI a' 18 novembre 1701, Innocenzo XIII a' 21 novembre 172 1, e da Benedetto XIII col
, 1

vescovo
sine,

Tiro

raccogliere in

breve apostolico Salvaloris mini nostri Jesu Christi,


esso che

et

de'

Do29
in

Francia con sollecitudine le limosecondo l' incarico ricevuto da

novembre 1724, comandandosi


i

patriarchi, arcivescovi e

Urbano IV. Sebbene Adriano pochi giorni visse nel pontificato, pure us insigni atti di liberalit
verso la

vescovi nel portare o


relazione dello stato

mandare

la

delle proprie

chiese alla

santa Sede,

assicurino
stato

Terrasanta,

si

adopr

di avere eseguito

quanto era
di

perch venisse imitato dai fedeli, Passando dal secolo XIII a quelli a noi pi vicini, abbiamo che Ur-

loro imposto.

La /congregazione
da
fide,

propagan-

con

sue

lettere circolari

bano Vili con


Salvatoris

l'apostolica

lettera

spedite a'
se ai

de' 7

febbraio

Bull. Rovi. tom.

V,
tutti

par.
i

1625, V, pag.
rjs-

3oi, comand a
peltive loro

patriarchi,

^febbraio iy35, diresnominati prelati il breve di Benedetto XIII, e con premurosi termini ne raccomand la pronta
esecuzione.

arcivescovi e vescovi che nelle


diocesi

Quando

Pontefici eb-

facessero

rac-

cogliere delle limosine

almeno due
i

volte all'anno in favore di Terra-

santa, e che esortassero


tori

predica-

raccomandarle

a'fedeli

ap-

bero notizia che alcuno osasse ritenere, alienare o convertire in qualsivoglia altro uso pio mobili o immobili appartenenti a Terrasanta, lasciatigli o per legato o limosina, non mancarono
vi

punto due volte all'anno neh' avvento ed in quaresima, e che col fossero poi puntualmente spedite per mezzo de'sindaci e commissari
quasono a tanto uopo istituiti. E -ve ne sono specialmente in Italia molti; e sino in America, ed anle

con opportuni

rimediarprovvedimenti,

Alessandro Vili col breve


juncto

Ex

in-

della serafica religione, dalla

conferm altri somiglianti brevi emanati da Sisto V, Paolo V, ed Urbano Vili, vietando sotscomunica latae setito pena di tentiae, da non assolversi se non

che

nelle

isole Filippine.
frati

comfrati

dal solo

romano

missari sono
niinoli
i

minori,

in caso di

cercatori
le

spediscono
santa.

, ed ogni anno elemosine in Terra-

sona di

Pontefice fuorch morte, a qualunque perritenere, alienare o con-

vertire in altre opere pie

La

costituzione di

Urbano

vi! I fu poi confermata ed avvalorata con altrettante costituzioni


riportate

que cosa mente ai

qualimappartenente legittimasanti luoghi. Anche Pio

nel

Bollarlo,

che

inco-

minciano colla

parola

Salvatoris^

nel 1778 a'3i luglio promulg una bolla in cui conferm tutti i provvedimenti fino allora pie-

VI

GUA
per la conservazione e sovvenzione del santuario del santo Sepolcro e luoghi
31

GUA
per s o applicar
limosine pei
ta,

io5

pel culto divino,

Gregorio XIV, e Benedetto XI V* dichiar ancor egli illecito ritenere

ad

altri

usi

le

santi

di

Palestina.

fedeli,

affinch

Raccomand non manchino


i

ai

bisogni
la

di

Terrasanlatae
dei
patriarchi,

di

rinnov

scomunica
ai

opportuno aiuto
Francesco,
dire
li
i

religiosi

di

san

sententiae.

Ordin
i

quali entrati a custo-

arcivescovi, vescovi,
luoghi, e a tutti
lari

ordinari

santuari dacch dagl'infedea' cattolici,

superiori
'

rego-

furono sottratti

e pro-

seguendo tuttora a custodirli, quantunque vessati dagl'infedeli suddetti

gazione

qualunque ordine, congreed istituto, ed altres ai parrochi, rettori ed amministratodi

con

affronti,

prepotenze

ri

di chiese, in in

virt
tutti

di
gli

santa ubstati

crudelt, e dai greci scismatici con


frodi ed insidie.
religiosi tali aiuti,

bidienza,
tolici,

cat-

Debbonsi a

quei

affinch possano

il decoro possano anche soccorrere que'fedeli, che ivi vivono miseramente, e ridotti quasi a

conservare e promuovere
quelle chiese,
e

almeno quattro volte all'anno in tempo di avvento e quaresima per mezzo de' predicatori, e
nelle loro

di

pubbliche funzioni in cui


popolo, di
far

parlano
santa, e

al

racco-

gliere limosine in aiuto

di Terrai

schiavit. Cos parlava

Pio VJ, che


essere
possialla

per sovvenire

religiosi

eziandio diceva,
bile

non

destinati alla custodia

de' santi luo-

che

religiosi

destinati
santi

ghi, e per
tolici

il

sovvenimento
in
tutti
i

de' cat-

custodia

de' luoghi

reggano
limosine,

domiciliati

Palestina.
fedeli

Eche

alle occorrenti

spese,

se sovvenuti

sort

ancora
si

non vengono con copiose

nell'ultima

testamentaria

disposi-

o se vengono loro sottratte quelle che dalla piet de' fedeli gli era-

zione

ricordino

de' santi luoghi,

con

lasciar adessi

qualche limosina o
quelli

no

destinate.

Attendono

essi

non

pio legato, inculcando ai notari di

solamente a rendere a Dio religiosamente il dovuto culto, ad amministrarvi i sagramenti della Chiesa, ed a propagarvi per quanto possono la cattolica religione; ma ricevono ancora i pellegrini negli
ospizi, istruiscono la

raccomandare a
cedendo
il

che fanno

testamento quest'atto

religioso.

Con-

Papa a

chi contribuir
le

limosine per Terrasanta

indul-

genze stesse
santi luoghi,
te
li

concesse

come

se

Papi ai personalmendai
parteci-

ne'rudimenti deli

visitassero,

facendoli

religione

nelle lettere

fan-

pi delle orazioni
si

ciulli

cristiani;
sussidii

cooperano
alla

con pedelle

cuniari

onest

fanciulle, collocandole in onesti

marado

trimoni;

riscattano

non

di

dalla schiavit

i cattolici ; alimentano e ristorano ne' tempi di penuria i poveri anche infedeli, ed esercitatisi frequentemente in altre opere di misericordia. Quindi il

pie, che fanno dai religiosi e fedeli dimoranti in Palestina, e da quelli che vi si recano in pellegrinaggio. Inoltre lo stesso Pio VI con notificazione del cardinal Colonna vicario, manifest al popolo romano
le

ed opere

determinazioni prese intorno

al

sovvenimento de santuari nella Palestina, e per sollevare i religiosi


dai debiti
contratti per

Pontefice ampliando
predecessori,

le

bolle

dei
di

pagare

le

comprese

quelle

esorbitanti contribuzioni dell'ultima

io6

GUA
Tuttora in
si

GUA
sone, donne,

guerra degli ottomani.

monaci,
quali

religiose,

diversi stati della cristianit

rac-

capo

delle

parecchi

arcive-

colgono limosine pei santi luoghi di Palestina, e nell'impero austriaco si fa la colletta in tutti gli ansettimana santa. Questa pia da ultimo nel 844 fu unita al commissariato generale
ni

scovi e vescovi,

tragittarono dalla

Germania
ra
il

in Palestina,

come nar-

nella

Baronio a tale anno, numero 63. Nell'undecimo secolo vi

istituzione

stabilito in

tale

anno dall'imperiti

governo, e posto sotto la direzione dell'arcivescovo di Vienna, per vegliare


agl'interessi

Roberto duca di Normanche recatosi colla sua corte a venerare la tomba del Redentore, seco port molti doni preziosi.
dia,

and

Al

declinar
in

dello

stesso secolo

si

della

religione

trasfer

Gerusalemme
,

in qualit

cattolica in

Terrasanta.

di pellegrino
di divozione,

pieno

di

fervore

In quanto alle grandi cure adoperate dai Pontefici e dai principi


cristiani

certo Pietro d'Araiens


,

nella
sione.

Picardia

eremita di profes-

nel togliere dalle


i

mani dePaleva-

Questi

rest
la

estremamente
cui

al' infedeli

luoghi

santi di

commosso per

barbarie
il

era

stina,

rammenteremo che dopo


Gerusalemme era andata

rie strane vicende, alle quali la cit-

t di

sog-

giacendo dall'et di Abramo, nella

popolo cristiano in tutta la Palestina, e per la profanazione de* pi importanti santuari del cristianesimo , anche pei
racconti del

trattato dai saraceni

quale credesi edificata, sino


lo

al seco-

patriarca

di

Gerusa-

cadde finalmente, mentre imperava nell'oriendi nostra

VII

era,

lemme Gedeone o meglio Simeone. Avendo ambedue risoluto d'implorare l'aiuto de' principi di occidente

te Eraclio, nelle

mani
le

de' saraceni

l'anno 636, e port

dure cate-

per liberare

santi luoghi

dalla

ne

di sua

schiavit

per lo spazio

d'anni 4^3, sino a che liberata dai crocesignati , torn in potere dei
nell'anno 1099. Dentro lo spiacevole lasso di tempo degl' incristiani

dominazione maomettana, col mezzo di Urbano II venne promulgata

una
giusta

numerosa
il

sacra

spedizione,

progetto che gi ne avea

dicati anni
deli

non tralasciarono
ri

fe-

formato s. Gregorio VII, invitando Enrico IV ad intraprenderla. Il


Pontefice concesse l'indulgenza ple-

a costo di stenti e pericoli di

portarsi dalle pi

mote
il

parti d'oc-

naria
del

tutti

quelli

che
si

fregiati

cidente

per venerarvi
e
gli

santo Se-

segno

della

croce

fossero

polcro

altri

santuari.

Occu-

spontaneamente portali nell'oriente


per togliere
ni
la

pavansi ne' sacri pellegrinaggi quasi

Palestina dalle
Cos

ma-

lutti

quelli

che specialmente e,

rano dediti alla vita divota altri per penitenza. V. il Claber nel lib. 4, e. 6, apud Pagium ad an. io35,

ebbe principio la prima Crociata (Pedi), che fu seguita da molte altre per la saraceni Terrasanta, e debellati
degl'infedeli.
i

num.
toni.

6. Il
II,

Mamachi, Antiq. p. 3f, reca una

chri.st.

Gerusalemme

fu presa dall'esercito

lista

di

cristiano, e Goffredo

salutato re:

ragguardevolissime persone che an-

darono

in

pellegrinaggio nella

Pa-

lestina dal

IV

fino

al

XII

secolo.

Nell'anno 1064 pi di mille per-

cadde Gerusalemme in mano dei Crocesignati (Vedi) a' io luglio iogg, in giorno di venerd, ad ore ventuna, e ne' recinti della santa

GUA
citt
ci,

GUA
sci

107
al

per tutto eccheggiarono cantie


il

inutile,

insieme

costante zelo
e

benedizioni,

plauso

della
si

de'

Papi nel
soccorsi

mandare
per
la

promuo;

letizia cristiana.

In questa guerra

vere

Palestina

vuole che sieno periti settanta mila saraceni. In processo di tempo i


conquistatori
della

tutti gli sforzi fatti

dai cristiani

non

furono valevoli a togliere dalle mani de' turchi


i

divenuti
del luogo
,

immemori
comincia-

santuari,
gli

santit

do
ed

conformi

non essenumani desideri

rono a guerreggiare tra loro, ed a condurre vita biasimevole; ed il

agl'imperscrutabili divini consigli,


alle vedute della provvidenza. Finalmente passando a parlare
i

male giunse
il

agli estremi di

sotto Bal-

dovino IV re

Gerusalemme, ed
;

dell'antico possesso ch'ebbero


ti

fra-

patriarca Eraclio anch'egli poco


de' propri doveri

minori de' santuari della Palesti,

memore

sicch

na

tanti disordini

produssero

la totale

dammo un

perdita e rovina del regno di Geru-

salemme

e de'santi luoghi. Saladino

soldano d'Egitto con cinquantamila

uomini prese Tiberiade, e Gerusalema' 2 ottobre i 187 bench Saladino dicesse prima che avrebbe ridotto in frantume il sepolcro di Ges Cristo, pure mentre comand che fossero profanate tutte le chie-

me

articolo Francescano cenno di essersi portato s. Francesco d'Asisi nella Siria per convertire saraceni al vangelo, e per questo spargere il sangue se gli si fosse presentata opportuna occasione. Si espose con intrepidez-

gi

all'

za a molti pericoli per presentarsi


al

in

sultano di Babilonia, ed entr Damiata. Probabilmente fu pure

in Palestina, e forse ivi apr case


al

se

eccettu quella

del

santo Se-

polcro, accordando al patriarca


raclio che

E-

gitto

suo istituto; ed il sultano d'Eo meglio d' Iconio, rest non

ne trasportasse seco tuta


Dio.

to l'oro e l'argento che ivi era sta-

poco commosso dal cristiano coraggio con cui gli parl il santo
sulla

to consacrato

Vitriaco

Giacomo di due figliuoli di Safeddino guardavano il santo Sedice che


latini,
i

caducit

delle

cose

umane.

polcro con cinque cavalieri

e che

due

fratelli sparti vansi

ogni

Consta dalla bolla, Si ordinis fra* trum minorimi, spedita a' 29 gennaio is3o da Gregorio IX, che vi erano fin d'allora francescani nella
Palestina; in questa bolla
si

anno

che sommavano spesso a ventimila saracenati la qual somma lascia supporre grandissimo il numero de' pellegrini
le

offerte

comanda-

va a

tutti

prelati e superiori, del


,

cristianesimo
patriarchi

che

ivi

arrivavano
il

citt santa sotto

Giacque la governo di Sa.

e segnatamente ai Antiocheno e Gerosolimitano, che punto non si opponesalla

sero

piet

di

que' fedeli
case

ladino e
ni,

suoi

successori
1

33o an-

quali volevano
giose

edificare

reli,

dron

perch nel 1 5 7 se ne impaSelim I imperatore de' turchi. Quindi i Pontefici promossero


quelle
altre

per uso de' frati che anzi porgessero ad


so.

minori
essi
i

soccor-

Nati

dunque appena
nel
la

minori

crociate
,

pel

ricupero

francescani

cattolico

mondo
soddis-

di Terrasanta

di

cui

parlammo

riceverono
fazione
di

consolante

altrove, portandovisi in persona diversi potenti sovrani


eserciti

vedersi vicini alla


venerabili
i

con numerosi

stodia dei
si

santuari

cuove

di

crociati.

Ma

lutto

riti-

effettuarono

misteri

di nostra

o8
redenzione.
Il

GUA
Terzi nella Siria saserafica religione

GUA
Gretsero,

De
I,

sacris peregri nationi-

cra, dice che la


d'Asisi
,

bus

lib.

cap. 8, confuta V

impu-

essendo

ancor
i

bambina

piant nella Palestina


di

fondamenti

nuove provincie; e
mirabilmente

nello spirare

del XIII secolo, resa gi adulta, e


diffusa
in

denze di Ospiniano; il Wadingo ad an. 1342, numero 39, parla dell' edificante condotta tenuta dai francescani riguardo a' pellegrini
,

molte pro-

ai

quali

danno

alloggio nei
di

vincie d'Europa, per la piet della

conventi
santa
,

e negli ospizi e

Terra-

regina Sancia consegu nella citt

Gerusalemme il santo Cenacolo sul monte di Sion e la custodia della gran tomba del Redentore. Nel 1257 esisteva sicuramente neldi
,

Gerusalemme. Dal suddetto anno 12^7 sino al 1291 proseguirono i francescani ad


segnatamente in
abitare pacificamente nella Palesti-

la

Siria

e nella Palestina la pro-

na

custodendo

gelosamente

quei

vincia de' minori indicata, dal Terzi,

santuari, ed occupandosi con tutto

poich
nistro

in tale

anno

il

Pontefice Alesal

sandro IV diresse una bolla


e religiosi della

mi-

medesima
gi ac-

concedendo loro l'indulgenza

l'impegno in opere salutari. Dovettero per uscirne dopo che a* 2 maggio 1291 il sultano Melec-Seraf, presa Tolemaide, trucid venticinquemila cristiani.
tini

cordata aicrocesignatinel concilio generale lateranense IV, qualora prose-

Atterriti

la,

da

lagrimevole

carni ficina

guendo ad occuparsi a vantaggio del


cristianesimo,

ed inseguiti a morte
principe, dovettero
Siria,
la Palestina,

dal

barbaro

avessero

compito
il s.

il

corso della vita ne'santi luoghi. Nel

1260

si

celebr in

Narbona

ca-

di

abbandonare la quanto eravi sacro e venerando. Calmata la


e

pitolo generale, convocato da

naventura generale
nella serie delle

Bode* minori , e

provinole fondate

da lui in quel capitolo la trigesima seconda fu la provincia di Terrasanta, divisa in due custodie, cio di Cipro e della Siria. Questo onore compartito all' umile minoritico istituto, fu celebrato da molti scrittori, come da Benedetto Accolti, De
bello sacro lib. 4; dal

minori clan, i destinamente fecero ritorno ai santuari che avevano dovuto abbandonare alla profanazione ed agl'infiera persecuzione

maomettani. Le cronache dell' ordine riferiscono che nel 1 333 portandosi il p. Rogerio Guarini d'Aquitania in
sulti

de' fanatici

antiche

Armenia, pass dall'Egitto, e da quel sultano ottenne che un piccolo

DuGuet,

7/ se-

numero

di

francescani

potesse
il

polcro di Cristo par. 2, cap. 12, il quale dopo aver accennata la deferenza che Saladino ebbe verso i
santuari di Palestina
i
,

con

sicurezza

dimorare
,

presso

santo Sepolcro
fossero
i

e vuoisi

che otto

religiosi
i

narra

come

rono. Tuttavolta

che vi ritornaminori non posi-

francescani ebbero

il

permesso di
e di a-

terono lungamente godervi pacifica


vita,

stanziarsi in

Gerusalemme

ne

vi

conseguirono slabile
se

vere anco

un

ospizio nel santo Se-

curo
1

domicilio

non
il

nell'

anno

polcro, con famiglia religiosa

comitalia-

342, in cui Roberto


j

Saggio re

posta di francesi, spagnuoli,


ni
i

di Napoli

e la pia regina Sancia

e tedeschi, quasi rappresentanti

sua moglie, come eredi delle ragioni


sul

deputati della Chiesa cattolica.

Il

regno di Gerusalemme

otten-

GU
nero con grosse somme di denaro, e con replicate suppliche al sultacessi

GUA
anche
seguito
altri

09

luoghi

per fabreli-

bricarvi conventi ed

ospizi.
i

no d'Egitto
giosi di
s.

la

permissione

a' reli-

In
giosi
te

proseguirono

Francesco, acci con ogni


del
i

a dimorare con qualche quie-

sicurezza potessero dimorare presso


la

presso la chiesa del santo Sepol-

chiesa

santo Sepolcro
misteri
uffizio;
,

per

cro, e se per alcun

celebrarvi
recitarvi
il

sacri

e
e

per

ne
poi

furono

allontanati,
le

breve tempo tornarono

divino
Sion.

che

ad abitarvi per

premure dei

potessero avere un piccolo convento


sul
cia

principi cattolici. Il Rinaldi all'anno

monte
il

di

La regina Sansul

fece a sue spese fabbricare

i4o3, num. 25, narra come Tamerlno avendo stabilito col suo esercito,

monte

convento, perch servisse


chiesa nel

ch'era

un milione

di soldati,

di abitazione a dodici religiosi, fa-

di

distruggerei! santo Sepolcro, fu

cendovi fabbricare una


cui recinto
si

nerando

comprendesse il veCenacolo. Vi deput e


in
,

impedito miracolosamente, e rest confuso per la noia che gli diero-

no
bi

mantenne
tre secolari

servigio
affinch
i

de' religiosi

i bruchi. Per tal cagione Zalesoldano d'Egitto e di Soria, ve-

primi

non

attendessero che a lodare e benedire


te
la

Dio giorno e notte. ClemenVI dimorante in Avignone con bolla Nuper Charistimae 3 data

da s formidabile nemico, mand ambasciatori al gran maestro di Rodi si pacific


dendosi liberato
,

coi

cristiani

ed

in

ossequio

del

santo Sepolcro concedette varie cose.

21 novembre 134^, conferm in perpetuo la disposizione dei reali coniugi. Quindi il Pontefice scrisse il breve Gratias agimus al mia'

Permise che
sul
i

si

riedificassero le chiese

monte

Sinai

ed in

Nazaret, e

luoghi ov' erano

ne.

A' cavalieri

memorie cristiadi Rodi permise

lodando principi di quanto avevano fatto nel far onorare i menzionati sacri luoghi. Nel possesso dei santuari francescani vi dimorarono con tuti

nistro generale de' minori,

che riaprissero l'ospedale di Gerusalemme, con esenzione pei pellegrini


,

e giurisdizioni

pei

dipendenti

dall'ordine gerosolimitano. Deside-

roso
ri
i

Giovanni XXIII che

mino-

ta

quiete e soddisfazione

del loro

proseguissero a dimorare presso


detti santuari pacificamente, rinispeciale

spirito,

attendendo

alla

propria ed

all'altrui

santificazione.

Non

tarda-

nov e conferm con


bolla

sua
i

rono per i maomettani a maltrattarli con ingiuste vessazioni, quando mossi di ci a compassione Pietro

Cum a

nobis del 14 io,

tutti

privilegi e grazie

concedute

ai

minori

IV

re d'Aragona, e Giovanna

dimoranti nella Palestina. Nel pontificato di Martino vi furono nel

ne scrissero nel al soldano d'Egitto, pregan1 363 dolo che comandasse a' suoi ministri di Palestina che cessasse di molestare
i

regina di Napoli,

Levante alcuni che tentarono


entrare
essi

ecclesiastici cattolici,

fare

allontanare

francescani dal santo Sepolcro, per


alla custodia. al
Il

Papa
di

religiosi

di

s.
si

Francesco.
rileva che
i

Dalla lettera del re minori gi avevano

commise Grado
,

l'affare

patriarca

due

arcivescovi
apostolica

nel

Betlemme, e da quella della regina, la domanda che venissero ai religiosi con-

14^0, con
blicato
il

la lettera

Ad

assiduum servilium.

Fu

letto e

pub-

decreto a favore de' fran-

no
cescani nella
la bolla

GUA
cattedrale di

GUA
Mantosepolcro di

va, confermandolo Marliuo

col-

Salutare studium. 11 di lui successore Eugenio IV per nel i44^


la

David , e che perci conveniva pi una moschea che una chiesa, come fu fatto. S'interpose presso la Porta ottomana il
re
di

aggiudic

custodia de' luoghi santi


ai

Francia

Francesco II,
Allora
il

ma

esclusivamente
ti

minori osservanritengono. Ales-

nulla ottenne.

Papa Pio

che

tuttora

la

IV, inerendo
to

alle

suppliche del'p.

sandro VI concesse al p. guardiano de' minori osservanti della custodia del santo Sepolcro, qual vicario apostolico
,

Bonifacio da Ragusi, che n'era sta-

guardiano, e che fu poi vescovo di Stagno trasfer alla chiesa


,

di creare

cavalieri

del-

di

s.

Salvatore

tutte le. indulgenze

l'ordine equestre del Santo Sepolcro

ch'erano
del
la

state concesse alla chiesa


si

(Fedi), e di mettere loro


ce:
altrettanto

la

cro-

monte Sion, come


bolla

legge nel-

X,
ed

approvarono Leone Clemente Vili Urbano Vili


,

altri

Pontefici

come

si

legge

nel p. Flaminio da Latera,


nel

ManuaGiu-

le de' frati minori, pag. 2 32.


lio
III

Divina disponente grada, Bull. emanata il 21 luglio 1 56 1 pecul. Terrae Sanclae, p. 90. Dopo circa quarant' anni nuovi mali minacciarono i minori osser,

i55o
i

istitu

in

Roma

vanti,
poli,

decretandosi in Costantinola
si

la confraternita

del santo Sepolcro,


principi cattolici,

che dovessero abbandonare


i

e scrisse a tutti

Palestina, e che

loro santuari

esortandoli a somministrar limosi-

convertissero in

moschee.

Cagione

ne per

le

restaurazioni delle chiese


Soria.

di questo funesto ordine

cristiane nella

Intanto

nel

natico

minori osservanti doconvento sul monte di Sion , n pi poterono conseguire quel santuario. Questo
i

i55g

frati

vettero sloggiare dal

fu un famussulmano, che persuase Maometto III e suoi ministri che le armi ottomane sarebbero semi

pre vincitrici contro


il

cristiani, se
altri

santo Sepolcro e
santuari fossero
,

gli

convi-

era

il

principalissimo convento dei

cini

tolti

dalle lo-

minori in Palestina, donde furono


trasferiti in quello di
s.

ro mani

e se dalla

custodia

dei

Salvatore nel

recinto della citt, ch'era

un

anti-

medesimi allontanati per ne fossero i francescani


1'

sempre
quindi
i

co monistero, ed ove risiede il p. guardiano con pi di quaranta ree da questi custodito il tempio del santo Sepolcro dentro il quale dimora d e notte una
ligiosi,
,

imperatore

decret

che

sacri

arredi esistenti ne' santuari di Palestina


si

trasportassero in Costan-

tinopoli.

Divulgatosi
del
di

il

fatto, e

vegli

nuti

a notizia

medesimo
e

piccola famigliuola di

frati,

che

si

ambasciatori

Francia

della

cambia a vicenda a qualche intervallo di tempo, per essere sempre


freschi

praticarvi

divini offici.

repubblica di Venezia, presentarono al divano le pi vive rimostranze, altamente protestando, che qualora si fosse dato corso all'emanato decreto, s'intendeva gi rotta l'a-

Alcuni

uomini
tale

invidiosi

furono
del

la

Cenacolo, dappoich persuasero Solimano II imperatore de' turchi , che nel luogo ove dimoravano i francescani sul monte di Sion vi era il

causa di

abbandono

michevole intelligenza che passava e tra la Porta e le due potenze che un tale attentato sicuramente
,

non l'avrebbero' sopportato con

in-

GUA
differenza
cristiani.

GUA
altri

in
semloro usurparono
i

tutti

gli

principi
III
il

anni.

Il

Terzi dice che

greci

Ritir

Maometto
i

pre
i

infesti ai latini,

decretato, e proseguirono

religiosi

due santuari

del santo Sepolcro,


sia
il

a rimanere in
gli

Gerusalemme, e
lo

ne-

e di

Betlemme o

santo Pre-

altri

conventi ed ospizi di Pa-

sepe, con

tutte le grandi navi dei

lestina,

come racconta

Spendano

due templi.

all'anno 1599, nuin, 6. Quanto al protettorato esercitato dalla Francia

E
i

in

fatti

nel

1684

trova vansi

frati

minori

fuori della custodia

l'oriente

da tempo immemorabile sulcristiani in o sia sopra


i

del santo Sepolcro, ed ecco

come
segre-

scriveva V ab.

Urbano Cerri

esso dimoranti, ne
articoli

parlammo
,

agli

tario della congregazione di propa-

Costantinopoli

Francia,

ganda

fide, a p.

Gerusalemme, e Grecia. Lungo sarebbe il riportare tutte le soverchierie e le contumelie successiva-

lo slato della

89, Istruzioni delcongregazione di pro-

paganda

mente
lestina

sofferte dai
,

minori nella Padi

Nella Palestina o vi sono ministri della congregazione di propaganda


fide.

Terrasanta

non

commesse contro
scismatici.
il

loro

fide,
vanti,

ma

conventi di
in

minori osser-

dai turchi dominatori, spesso provocati dai greci

uno

Dimo-

ranta frati,

Gerusalemme di quauno in Betlemme, e

rando

essi

presso

santo Sepolcro,
recinto,

abitando dentro

lo stesso

ma

in

un

sito

de' religiosi,

diverso da quello avevano a proprio uso


cappelle
nella

un altro in Nazareth di minor numero sotto l'ubbidienza del p. guardiano di Gerusalemme, quali seri

vono
di

al

santo Sepolcro: e sebbene

alcune

sacre

gran-

chiesa fabbricata da Costantino im-

peratore. Nemici costanti


tici

gli

scisma-

contro

latini

il

Pontefice e

questo santuario ultimamente sono stati spogliati dai greci , che con denaro hanno dal gran visir spuntato un tal possesso, nondime-

la

Chiesa cattolica, non mai potesoffi ire

no adesso

rono
scani
la
p.

in

pace che

france-

s' intende, che detti padri possano ricuperarlo mediante l'in-

nell'augusto tempio facessero


figura
,

tercessione de' principi cristiani


si

mos-

primaria

e che

il

loro

dalle caldissime istanze fatte loreplicati

guardiano sotto un umile ruvido


ivi risiedesse in

ro con

brevi

della santa
di

abito

qualit di

comSede

memoria
gran
detti

di

Clemente X, e
di

una

missario apostolico, e che per ispecial

somma
padri

denari raccolta da
cristianit ".
la

concessione

della

santa

nella

A
re-

ufficiasse

nelle feste solenni


i

in abiti

quanto ascendesse

considerabile

pontificali, creasse

cavalieri del san-

somma
ligiosi

di

denaro procurata dai


vedersi

to Sepolcro, e godesse altri singolari


privilegi.
tici

pu
,

presso

Animati dunque gli scismagreci da iniquo livore, seppero

Gubernatis, Orbis Seraphicus,


p.

4^6

voi.

cio
si

de IV, furono cento


il

p.
t.

scaltramente nel 1674 adoperarsi presso i turchi oltre lo sborso di


,

mila scudi.

Non

mand

la

som-

grosse

somme di
rimossi

denaro, che

bedel

a Costantinopoli per ricuperare direttamente dalla Porta i luoghi santi, com' erasi ideato;
p.

ma

nemeriti

francescani
dalla

furono
custodia

dalla

ma

il

Porta

Pietro Marino

Sormano

ministro

santo Sepolcro, e ne furono

ama-

generale de' minori stim bene, col

ramente

privi

per circa quindici

parere d'Innocenzo XI, di maudarla

ii2
in

GUA
lo

GUA
pio oggetto
I,
il

dono per

stesso

dosi riconoscente. Innocente XIII ai

all'imperatore Leopoldo

quale

i3 settembre
scriptum, presso
II,

1721,
il

coli'

autorit
infrapar.

trovavasi allora in angustie per ve-

della costituzione

Cum ad
Bull.

dere attaccati

suoi stati con for-

Rom.

midabile esercito
sterminio alla
ratore aggradi
tera

dai

turchi

che
l'e-

assediando Vienna minacciavano


cristianit.
il

pag. 228, concesse al p. guardiano del santo Sepolcro la facolt


di

L'impedono, e con letp.

poter

conferire

il

della confermazione,

sagramento dove non vi

riportata
il

dal

Gubernntis
prometten-

sieno vescovi cattolici.


I

ringrazi

p. generale,

re di

Francia come protettori


in

do che terminata la guerra in cui tra gli artitrovavasi impegnato


,

de' latini o franchi

oriente, lo

coli

delja

futura pacificazione colla

Porta , uno sarebbe stato sicuramente, che i venerabili santuari della

sono egualmente sempre stati dei francescani per mezzo de' propri officiali residenti nel Levante. Lodovico

XV

nel

1725 eman un main cui tra le altre

Palestina

si

dovessero restituire

gnifico diploma,

ai francescani

minori osservanti cu-

mulativamente a quelli riformati. L'imperiale e solenne promessa il p. Agapito la riporta a p. 1^1. Colla mediazione ancora dell'ambasciatore di Luigi XIV re di Francia, nel 1690 Solimano III con firmano de*26 aprile, che producemmo all'arGerusalemme, reintegr i ticolo minori dell'antico possesso de'santi
luoghi di

i suoi suddimoranti nella Palestina, che riconoscessero il p. guardiano del

cose
diti

comand

a tutti

convento di
stolico
lui

s.

Salvatore in Geruparti,

salemme come commissario


in

quelle

e
le

apoche da
funziosi

dipendessero in tutte
ecclesiastiche.

ni

In pari tempo

espresse nel diploma che prendeva

sotta la regia protezione

il

p.

guar-

Gerusalemme e di Betlemme. Dipoi nel 1720 Acmet III, altro imperatore de' turchi, eman
in
col

diano e

religiosi,

e insieme le loro

parrocchie, cappelle, conventi, case,


ospizi ch'essi

hanno o avranno
in

nel

un diploma
francescani,
tutti
i

favore de' religiosi

quale

comand a
non
osas-

Levante e detto XIII


costituzione
Bull.

a'

Bene3 marzo 1727 con la


Terrasanta.
i

suoi sudditi, che


in

sero
i

alcun

modo

molestare
nella

Rom.
che

t.

Loca sancta presso il XII ? p. 188, conferi

medesimi dimoranti
i

Pale-

m
di

tutte le indulgenze concesse a

stina presso

santuari

del cristia-

quelli

visitano
,

luoghi

santi

nesimo, dovendoli

considerare co-

Palestina
li

e a' religiosi

france-

me

posti

sotto la

sua

imperiale

scani che
tatre

custodiscono, in sessan*
de' suoi

protezione. Si determin

Acmet

ili

bolle

predecessori

ad un atto s generoso, per le efficaci premure che gli fece il conte Vir-

mont
li

inlernunzio in Costantinopo-

che nella costituzione rammenta cominciando da Gregorio IX nel i23o. Benedetto XIV colla costituzione

dell'

imperatore

Carlo

VI.

Ci

Cum ad
t.

nfrascriptam, dei
,

saputosi dal

Papa Clemente XI ne
il

9 gennaio j^i

Rullar.

Bened.

dimostr singoiar compiacenza, ed


agli
1

XI P',

luglio scrisse subito


al

bre-

I, p. 28, approv al p. guardiano del santo Sepolcro dei

ve Accepirnus

conte

Virmont,

minori osservanti
ministrare

la facolt

di

am-

encomiandone

lo zelo, e dichiaran-

nell'assenza

de' vescovi

GUA
latini
In

G U
il

11 3

cresima, purch
t'osse

snero

crisma

benedetto

de' vescovi cattolici. Pio

da alcuno VI con la
de' pre-

se circostanze volute no dispotico ".


11

da un gover-

p.
si

guardiano del santo Sepol-

sua costituzione Inter caetera con-

cro

elegge nel capitolo generale,

ferm tutte
decessori
stodi

le

disposizioni

in favore de' religiosi di

cuIl

osservanti

o dal ministro generale de' minori col consiglio di alcuni


e
cos

de luoghi

Terrasanta.

padri dell'ordine,
presenta alla
nalizia di

eletto

si

Spagna Carlo IV nel 1793, per mezzo del suo ministro plenire di

congregazione

cardi-

potenziario presso la sublime Porta, al


il

sere investito della facolt di

propaganda fide per escom-

manifest
titolo di

le

pi
III

sultano Selim

vive premure onde ottenere


de' santuari

missario apostolico di tutta la missione ch'egli governa.

Prima

il

p.

protettore
de' frati

di Palestina, e
vi

minori che
e subito lo

abitano dappresso,

consegu per un
dal divano.
Je

Termina

firmano emanato il p. Agapito


con
osser-

sue Notizie storiche intorno ai


di Terrasanta,

luoghi

guardiano durava nel governo tre anni, secondo lo statuto approvato da Benedetto XIV; ma ora dura la recente dis^ sei anni, secondo posizione del regnante Papa Gregorio XVI emanata nel 1841 col breve In supremo. Con questo il
Pontefice

vare

complesso de' principali avvenimenti relativi al santo Sepolil

dopo
p.

avere

istituito

il

vicariato apostolico d'Egitto,

con-

cro, e rilevare l'avveramento del vaticinio del

ferm
vilegi,

il

guardiano
i

del santo

profeta

Isaia

In quel

Sepolcro

in

tutti

suoi antichi pri-

giorno
se,
il

il

gitale posto
le

germe della radice di lesguai segno alnazioni invochedi


liti
il

dichiarandolo

indipendente
la

nella giurisdizione stina e Cipro,

sopra

Pale-

le

nazioni, lui

non

che

superiore

ranno, ed
glorioso.
si

sepolcro

sar

questo dice conservar-

dai

turchi

ad

onta
fu

delle tante

monastico di tutti i conventi ed che sono nella Palestina nella Siria, nell'Egitto, in Cipro ed
ospizi

micidiali guerre per


te,

esso
il

sostenu-

in
si

Costantinopoli.

luoghi

dove

come mirabile
,

modo con
i

estende

la

giurisdizione
registrati

cui la provvidenza assist

poveri

guardiano sono

del p. nel pi

francescani

per la

continua pro-

volte citato articolo di

Gerusalem-

fusione

di

denaro

sborsare, per

che dovettero contentare l'avidit


de' turchi,

me. Dei privilegi del guardiano del

santo Sepolcro di
tratta
il

Gerusalemme ne
nell'

ed
cos
si

avarizia

insaziabile
.

Quaresmio

opera:

scrivendo

Avea

ad

esser-

Elucidalio Terrae Sanctae, Antuerpiae

con borse

alla p.

mano

nell'accesal con-

1639, e
i

so del

nuovo
s.

guardiano

mente a lungo
I.

ne discorre eruditanel lib. 1 del tom.


pi speciosi circa
i

vento di

Salvatore

in Gerusa-

Dir qui
1.

lemme;
legrini

nel ristabilimento di quelle

secolari.

chiese; nell' introducimento de'pel-

Pu

ricevere al terzo ordine,


il

poveri nel santo


nelle guerre

Sepolcro;
ot-

ed
sto

istituirne

ministro,-

per au-

ne' novilunii; nelle


figli;

nascite de'loro
della Porta
cristiana

torit concessa
III.

dal Pontefice Cali-

tomana con qualche


tenza, ed
in

po-

2.

Instituire
i

come
8

vicario apo-

altre

mille capriccio-

stolico

cavalieri del santo Sepol-

voi..

xxxin.

-**n

* i.4

gla
per concessione di Alessandro

OCA
vedersi la recente

ero,

opera degli

oril

VI, fatta nel ferm Leone


finalmente

1496;

il
1
1

che
;

cone cos nella


Il

dini cavallereschi di

M. Bresson,

nel

5 6

quale ne

parla

beni,

ma

il

cav.

Benedetto
bolla

XIV

Bandini che

sua celebre
veste degli

In

supremo.

ivi si dice rappresentante dell'ordine in Francia lo fu

guardiano con particolari


abiti

formole,

per poco tempo.


3.
piti

spada il lo ( per procuralionem), e gliene spedisce il diploma, ove pure sono


registrati
gli
uffici

ed insegne e di candidato, o chi per quel-

in

Poteva (dappoich ora non uso) creare dottori in sai

cra teologia per concessione


vocis oraculo di
dici
riale.

vivete
i

Leone X;

giu-

gli

obblighi
poi
ri-

notari, per facolt

impe-

dell' investito.

Le
I.

qualit

chieste sono:

Nobilt antica o vita


si

4-

Benedire,

con

l'applicazione
croci della
ss.

more nobilium, dappoich


de che
i

richie-

delle indulgenze, le

chiedi tori dell'ordine sia-

Trinit

per concessione di Alfon-

o almeno vivano da nobili, come per nobili uffici che negli stati esercitano, o per civile educazione o dottrina
nobili antichi,
in societ

no

so Paleoto, d'autorit de'padri dello stesso 5.

ordine della ss. Trinit. L'uso de'pontificali, e n' in


e
gli

possesso
6.

e professione nobili, o

si

mantenga-

ab immemorabili. Dare la p'ima tonsura


il

contegno di signori. Ben si vede che vogjionsi anche ricchezze , ma non sono espressamente richieste ; bens si suppongono, perch

no

in

ordini minori, e conferire

sacra-

mento

della

confermazione.
ora

Del

quale privilegio

che
i

sono in

senza esse non


re nobilium.

si

pu vivere mode' solenni


di
il

Uno

ob-

a Gerusalemme, non usano guardiani di Gerusalemme. E pare essere


oriente vescovi cattolici, e vicini
stato

blighi de' cavalieri

prestar la
loro brac-

un

privilegio dato a' frati mi-

loro opera, ed anche

nori in

generale

come
infedeli;
il

missionari

cio a loro spese in pr della Terra-

nelle parti degli

imperoc-

santa,

quando questa ne ha
a'

biso-

ch, come

osserva
2,

Quaresmio

gno, com'era
ciate.

tempi

delle

cro-

tom.
ta

Anche

de' grandi servigi fatti


ti-

a Terrasanta possono essere un


tolo a ricevere
il

diploma

di

ca-

p. 497 della ^tosecundum Innocentini IV, Clementem V, et Joannem XXII non posse illuni fraI,

lib.

edizione

II. Fee costumi veramente cristiani. III. Cento zecchini veneti per elemosina, secondo la citata

valiere del santo Sepolcro.


cattolica,

tres exercere nisi

cum

noviter con-

de

versis i

ob favorem fidei **. Inoltre il p. guardiano di


altre

Geil

rusalemme gode
e privilegi

prerogative

bolla Benedettina. L'ordine fu

isti-

che
solo
il

sarebbe
qui
frati

lungo

tuito da Goffredo Buglione, ed altri

narrare,

aggiungeremo
guardiano che di Terrasanta

tri

dicono da Carlo Magno, ed alsin da s. Giacomo; pivi proba-

che tanto
i

padre

missionari e

bilmente da tenersi autore GofBuglione, anche perch escludono 1' istituzione di critici
fredo
i

godono di grandissimi ed amplissimi privilegi circa l'amministrazione del sacramento della penitenza,
nel riceverlo e nel darlo; e
la

ordini equestri prima delle crociate.

circa

Di questo insigne

ordine e da

celebrazione del matrimonio dei

GUA
fedeli cattolici
deli.
ti

esistenti

tra

g' infe-

custodia praesidium. Fare la guardia,

Va pure

notato, che tra tansi

vale fare la

sentinella,

veggono in oriente, e capi di tante sette o eretiche o scismatiche, primeggia il padre guardiano di Gerusalemme, come rappresentante della chiesa e poprelati che

bare, excubias agere.

excuGuardia, o

guardia del corpo, o Soldati della guardia, ec. vagliono quelli che assistono alla persona del principe, praetoria colwrs. Romolo primo

polo latino,

la cui

persona e rapai

presentanza
presso
turchi,

in riverenza

ca-

pi delle altre religioni, e fino api

quali

amano

la

Roma istitu una guardia corpo chiamata de' celeri da Celere che ne fu il capitano, il quale vuoisi che uccidesse Remo.
re di

del

'

umilt francescana, e si scandalezzano, anzich edificarsi, della pom-

Furono anche chiamati Flexumines, Trossuli, ed Equites o cavalieri.

pa e del
capi
l'

fasto

di

chi

volesse dei
oltre

Per non dire

di
fol.

altri
1

principi,

di

religioni

innalzarsi

scrisse Svetonio,

usato.

GUARDIE.
corporis.
Il

Excubiae, custode* Muratori nella diss.


e dell'etimoall'

44> dell'imperatore Sergio Galba e sua guardia del corpo. Sergius Galba delega et equcstris ordinisjuvenes, qui

XXXIII
colo

Dell'orgine

manente annulorum aureorum usu


evocati appellarentur,

loga delle

voci

italiane,

arti-

Guardie, dice che


p.

se voglia-

mo

credere al Maffei nella


dalla

na illustrata, lib. XI, gannano coloro che

Vero3i5, s'inlingua

excubiasque cubiculum smini agerent L'antica guardia del corpo de'Pontefici erano Cavalleggeri (Vedi),
circa
.

germanica traggono questa voce. Imperciocch dic'egli che tal voce

pu
fatto

essere stata usata in


il

Roma

fino

dai tempi di Mario,

quale erasi
di servi

(Vedi)j Guardie nobili. Poi vi sono la Guardia Svizzera, Vedi Svizzeri guardia PonTificia ; la Guardia Civica, della
e
le

Lande

spezzate
le

la

presente sono

un accompagnamento
a' quali

quale
la
si

astati

die

il

nome

di

Var-

parlammo all'articolo Civica; Guardia per gV incendi, di cui


Pompieri pontificii;
della
agli
articoli
la

Tutta volta il Muratori soggiunge che dal germanico Warten, o TVardan degli antichi teutoni, in significato di vedere, midie.

tratta a

Guardia di Finanze,
se

quale
parla

ne discorre

Dogane
si

e Milizie pontificie, ove


degli altri corpi di

rare, osservare,
italiani
cesi

fu

mutato

dagli

in

e spagnuoli

guardare, come i franche pronunziano


poi
fu
ai

guardie al servigio della santa Sede.

GUARDIE NOBILI PONTIFICIE. Individui dei dominii della sarita Sede di nobile condizione, guardie del corpo della sacra persona del

garder.

Trasferita

questa
custodi

voce
in

alle sentinelle

ed

del corpo

palazzo

de' principi,

significato di custodire, e di mi-

sommo
lo

Pontefice

per cui hanno


a ca-

rare ed osservare che nessuno ne-

luogo nelle sue

intime camere, e
a piedi ed

mico

si

accosti.

Il

Dizionario deldice che guarin

accompagnano
si

la lingua italiana,
dia sust.

vallo ove

reca, tanto nelle sacre


in

verb. da guardare,
del

funzioni, che
di

ogni

altro luogo

significato del custodire, e aver cura, l'alto

Roma

e dintorni, nelle villegIl

custodire; custodia,

giature e nei viaggi.

corpo del-

ufi
la

GUA
pontificia
,

GUA
rag-

guardia nobile

guardevole e distinto pei membri che lo compongono, e pel sere in vigio che presta al Papa sede vacante al sacro collegio dei dipende da monsignor cardinali
, ,

novembre 1800. In esso sul nostro argomento decretato. fu ' 5. Inoltre la medesima congre1

20

gazione ha
lo

fissato

bile de' cavalleggieri

segnato lettera
posta

guardia noal ruoD, la quale pola

come

maggiordomo

prefetto dei sacri pa-

tr essere

in

attivit

allor-

lazzi apostolici,

ed comandato da un capitano comandante col grado di tenente generale. Questo corpo il primo e il pi rispettabile
di ogni
sa

arma

negli stati della Chie-

romana.

La guardia
ni

del corpo de'


sino
fu
al

romaCa-

Pontefici

termine del
de'

secolo decorso,
valleggieri,

quella

ch sar di piacimento di Nostro Signore di ordinarla , ed essere montala nel modo e forma, e con quei regolamenti che verranno stabiliti, sempre per altro sotto la subordinazione e dipendenza di monsignor maggiordomo pr tempore". Colla nominata lettera D fu disposto, che la guardia de' cavalleggieri
si

Mililes levis armaturae,

da noi fatte sembra originata prima d'Innocenzo Vili eletto nel i4&4> come diche
per
le

ricerche

due

tenenti,
foriere,

componesse di due capitani, un aiutante istruttore,


tre

un

cadetti

capi trup-

pa, trentasei cavalleggieri, due trom-

cemmo
gnavano
tificia

a quell'articolo in

un

alle

onorevoli attribuzioni che disimpe-

ed alle prerogative che , godevano. Rimase la guardia ponde' cavalleggieri in certo

mofeb-

do

disciolta,

allorquando

a'

20

braio 1798 i repubblicani francesi, occupata Roma e lo stato della


Chiesa.,

be ed un maniscalco, in tutto teste quarant'otto, con trentasei foraggi. Di questi, trenta ne furono assecavalleggieri gnati ad altrettanti che aveano cavallo, lasciandone sei smontati delii meno anziani per le guardie a piedi. Il vestiario da
rinnovarsi ogni quattr'anni
bilito

fu sta-

proclamarono
il

la repubblica,

per

e trassero prigione

gran Pio VI che

Per
gieri

la

quaranluno individui. spesa annuale de' cavallegfissata


la

mor in Francia. Nel marzo 1800 in Venezia gli fu dato a successore il


glorioso Pio VII, che portatosi poscia

fu

somma
le

di scudi

novemila, comprese
tuali

spese even-

necessarie,

o giubilazioni da
di

Roma
,

per

le

circostanze
ri-

accordarsi in
ti

un numero
i

mol-

de' tempi dovette operare molte

individui, in

vece dei tredicimicavalleggieri.


ristabiliti

forme
dante
lazzi

fra
il

le

quali quella riguardella

la

che

costavano

sua sacra persona, e l'amministrazione de' paservigio


apostolici.
a'

Questi per non

furono

dopo che

luglio

composta di tre giordomo, e d' gretario, che vi corrispose con queldal le disposizioni che, approvate Pontefice, furono da lui corroborate col moto-proprio: L'economia
del pubblico erario, sottoscritto ai

operarla nomiuna congregazione cardinali, del magun prelato per se-

Ad

corpo fu sciolto nele fino alla l'epoca repubblicana formazione della guardia nobile
il
,

prestarono
cie

il

servigio nelle pontifi-

anticamere e nel palazzo apostolico i Capotori, al modo che di-

cemmo
li

in

quell'articolo.

Frattanto molti cavalieri, fra'quadiversi della primaria nobilt s

di

Roma

che delle provincie pon-

GUA
tifcie,

GUA.
lodevole
e

117

animati

da

un

zo di

Ponuna memoria che umiliarono a Pio VII, nella quale s' impegnavano di prestare
tefice, sottoscrissero

disinteressato zelo pel sovrano

monsignor maggiordomo il particolar gradimento e volendo


,

quindi venire alla effettuazione del progetto ha parimenti ordinato di

commettere
disposizioni.
1.

al

medesimo prelato

gratuitamente
vello.

loro

servigi

alla

l'esecuzione delle seguenti analoghe

santa Sede formando un corpo no-

Lande spezzale (Fedi), detti ancora cavalieri delia guardia di Nostro


i

no

Tale anche

offerta,

a cui

si

uniro-

Si

dichiara

che

nell' erigersi

cavalieri

delle

questo nuovo corpo di cavalieri, che

non oltrepasser
il

per ora in tutto


e le

numero
i

di sessantadue individui,
forieri

Signore j delle quali parlammo pure in diversi


luoghi,

compresi
leggieri

due tromdisciolta

come

al

vo-

be, l'antica guardia detta de' caval-

lume VII,
degn
il

p.

del Dizionario,
al

rimane

affatto
lo

piacque oltremodo
questo nuovo
zate, e degli
,

Papa che
i

si

soppressa,

come

gi

di

fatto

accettarla, riconcentrando in

per
de.

gli

effetti

delle

passate vicen-

corpo
aboliti

privilegi

ed

servigio delle abolite lancie spez-

cavalleggieri

pontifcii

mediante
stato
,

un
data

dispaccio

del

cardinal Ercole Consalvi segredi


in

tario

degli

Siccome per il benefico cuore di sua Santit non sa soffrire che nel formarsi il nuovo corpo de' cavalieri vengano gl'individui dell'antica guardia esclusi, senza averne almeno un qualche compenso, dichiara che resta

maggio i8or, e diretto a monsignor Giuseppe Gavoni maggiordo-

assegnato ai

me-

desimi a titolo di giubilazione una

mo

e prefetto de' sacri palazzi, del

seguente tenore.

Dovendosi procedere al ristabilimento della guardia del corpo di


Nostro
Signore

mensual pensione a forma delle contemporanee disposizioni, che se ne danno a monsignor maggiordo-

mo
li

a parte, la quale pensione do-

come
il

richiede

il

vendosi godere solamente da queldi

servigio personale della Santit sua,

numero,

alla

morte

di cia-

non meno che


cipato,

decoro del prinla

ed essendo stata presentata


rispettosa
of-

a sua Beatitudine
ferta fatta
ri sottoscritti,

da un corpo
i

di cavalie-

quali per dimostra-

re

il

loro

fedele
la

attaccamento al
si

sovrano, e
dichiarati

loro personale divo-

scuno di essi passer in parte ai sopranumeri, ai quali rester assegnata stabilmente in riflesso del minor tempo per cui si trovano essi di aver prestato il loro servie quello gio. L' uso della divisa della coccarda propria de' cavalleg,

zione verso la Santit sua

sono
senza

gieri,

ad

essi

viene conservato, co-

pronti

servire

me

la

loro

soggezione alla giuris-

alcnu emolumento il santo Padre, il quale nell'essersi degnato di accogliere con sentimenti di sovrana
soddisfazione
di

dizione del prelato


2.

maggiordomo.

questo
e di

rispetto

contrassegno attaccamento dei

Nel nuovo corpo che si erige delle guardie nobili, si dichiara che rimarranno incorporati i cavalieri

detti

delle

lancie spezzate,

detti

cavalieri, lo
,

ha anche
al

accetdi

quali

tato

ordinando

segretario

con eguale disposizione di attaccamento al sovrano hanno aderito

stato di farne loro sentire per

mez-

alla

divisata

incorporazione

n8

GUA
li

GUA
ne apparterr la scelta. V. Di due capitani che avranno il grado di brigadieri. VI. Finalmente di due comandanti che avranno il grado di tenenti generali. 4- Essendo necessario per preparare la formazione del nuovo corpo, e per organizzare le due compagnie di nominare fin da ora rispettivi comandanti ed uffziali, i Sua Santit ha nominato per i due comandanti il duca d. Giuseppe Mattei , e il duca d. Luigi
Braschi Onesti, gi capitani dell'antica

conservando il soldo che godevano, sebbene perdono l'antica denominazione e l'uniforme: per essi e
i

loro sopranumeri nel

po godranno
delle

nuovo un grado pi
altri

coralto

guardie comuni.
tutti
gli

Si dichiara
delle

che

cavalieri

lancie spezzate che sono sparsi per


lo stato pontificio e fuori
di

esso,

e che non sono in attualit di servigio, conserveranno l' antica deno-

minazione,
incorporati

uniforme e

distinzioni

loro vita durante, ne s'intendono

ma nel nuovo corpo come gi ascritti ad un corpo non pi, esistente , seguitando
,

bens

za nulla

guardia de' cavalleggieri, seninnovare intorno ai due

per altro a godere

le

antiche

pre-

coadiutori

rogative, senza per che se ne crei-

no da ora
3.

in poi di nuovi.

, e cosi pure ha nominato per i due capitani il cav. Giovanni Ricci , e il marchese Pietro

da quecorpo di tutti i cavalieri composto di due compagnie, il quale avr la denominazione di Guardia nobile del corpo , ed enSi dichiara eretto sin
il

sto giorno

Frangipani gi cornette della guardia antica j e quanto ai due aiutanti ha nominato il maggior cav. Lorenzo Giustiniani per aiutante
della

compagnia del duca Mattei


capitano conte Saverio Porti

trer in attualit di servizio al pri-

ed

il

mo

mese Esso sar composto di


del prossimo

di giugno.
tutti

per aiutante della

compagnia del
duchi Mat-

cava-

duca B rschi.
5. 1 quattro nominati,
tei

che saranno divisi ne' seguenI. De'comuni, che si chiameranno guardie nobili col ranlieti,
ti

gradi

se

e questi sarango di capitani no cavalieri sottoscritti nella memoria e che in seguito si sottoscrivessero, non addetti da prima al servizio di sua Santit. II. Dai sopranumeri delle lancie spezzate, che si chiameranno cadetti col rango di tenenti colonnelli. III. Dalle
, i ,

marcheFrangipani , avranno il soldo mensuale a tenore della riduzione fattane dalla congregazione di riforma de' sacri palazzi apostolici.
e Braschi, cav. Ricci e

Gli
loro

esenti

avranno
la

il

soldo

nella
I

qualit di

lancie spezzate.

cadetti

avranno

successione

detto soldo
loro
zate.

come V avevano
i

nella

lancie

spezzate di

numero, che

si

prima qualit Tanto due


cadetti

di lancie spezaiutanti,

quan-

chiameranno
lonnelli

esenti col

come
qualit

rango di coavevano nella loro


di

to

e guardie comuni, aa titolo di foragsui

v ranno per ora

antica

lancie

spezzate.

gio

un assegno mensile
assegnati

nove

IV.

Da due

aiutanti dei

comandan-

ti delle due compagnie, che saranno sempre presi dal corpo, ed avranno il grado del rango da cui saranno tratti dai comandanti ai qua-

per la guardia del corpo, detratte le pensioni mila scudi


dell'antica guardia de' cavalleggieri

titolo

di

giubilazione
col

il

tulio

da decorrere

primo

di

giugno

GUA
prossimo. Dichiara
Santit che

GUA

119

finalmente sua

non volendo fare troppo lungo uso del gratuito servigio delle nuove guardie del corpo, in
vista del dispendio a cui esso ser-

the coll'aggregazione a questo corpo non resti in verun modo pregiudicata la loro anzianit , ed il grado che godevano in detta truppa. 7. Per l'ammissione finalmente
nel

vigio

li

assoggetta
la

misura che per


pensioni
al

intende che a morte dei pen-

tempo

successivo de' cavalieri

sionati cavalleggieri,

ricadranno
delle

le

che vorranno aver 1' onore di entrare nel nuovo corpo delle guardie nobili,
todo.
di
Il
si

maggiordomato, verr
la

terr

il

seguente

mela

ad accrescersi

somma

men-

cavaliere

che

desiderer
co-

sualit del soldo a tutti gl'individui

essere

della guardia del corpo,

da mon-

sua

istanza

ammesso presenter ad uno dei due

signor

circostanze dell'erario
tessero

maggiordomo, quando le non permetprovvedere


pi
sollecita-

mente.
6. Si dichiara che il nuovo corpo rimane sottoposto a monsignor maggiordomo, in tutto e per tutto,

come

gli

era

sottoposta

l'

antica
poi

mandanti ; questi la passer al corpo che sar rappresentato dall' unione de' due comandanti, di due capitani, di due esenti, di due cadetti e di due guardie nobili ; e quando sar ricevuto a pluralit di voti segreti, si passer a monsiguor maggiordomo da cui dipender
l'approvazione e la
biglietto.

guardia de' cavalleggieri.

Si

spedizione del

degnata sua Santit di esprimersi, the non accorder ad alcuno s in Pioma che nello stato ecclesiastico, l'onore della divisa di guardia nobile, volendo che questa sia uni-

Nel medesimo giorno

1 1

maggio

camente

riservata

que' cavalieri

che
di

nuovo corpo
vizio.

portarsi da formeranno il detta guardia, che

sar per essere in attualit di ser-

Che
,

se taluno di

essi

creder

di

lasciare

servizio

prima di ott'anni tale dovr subito deporre la


Io

1801, Pio VII nomin coadiutore ai comandanti il principe d. Filippo Mattei , che non pot divenire effettivo essendo morto nel suo feudo di Giove nel medesimo anno a' 16 ottobre; nomin pure coadiutore ai comandanti il principe d. Paluzzo Altieri. Col n. 4 1 del Diario di Roma de' 23 maggio fu
pubblicata la nota de'cavalieri
ponenti
biglietti
il

com-

divisa e la coccarda, e qualora

nuovo corpo

delle guardie

venga ad abbandonare innanzi che


siano terminati tre anni
tr
,

nobili nominati

da sua Santit con


capitani.,

non po-

di segreteria di stato, cio

n tampoco essere in appresso in qualsivoglia grado ad alcun altro corpo della milizia ponSiccome per si trovano tificia. presentemente annoverati nel corpo, e potranno in appresso ascriversi degli altri, i quali erano gi in addietro arrollati nelle truppe di linea, o in quella della marina, essi ad ogni buon fine si vuole ed espressamente s'intende dichiarare,

due comandanti, due

due

ammesso

aiutanti, sei esenti, otto cadetti e

venticinque guardie nobili/alle quali

fu aggiunta un'altra

come

si

leg-

ge nel numero 4^ di detto Diario, ove pur si dice , che a' 4 giugno
festa del

Corpus Domini, Pio VII


in
,

portando

cramento
dia

processione il ss. Saera seguito dalla guardai

nobile composta di cavalieri, e

comandala

duchi

Mattei

i2o
Braschi
,

GUA
stato,

GUA
e se ne dar dalla

che per la prima volta prest il suo servizio in bellissimo uniforme. Avendo poi il corpo delle

partecipazione

a monsignor

medesima mag-

guardie
di

nobili

fatta

istanza

al

giordomo, perch abbassi gli ordini corrispondenti al corpo, ed al


generale delle poste per preparargli
l'

Pontefice di essere distinti in qualit

corrieri nobili straordinari,

l'occorrente

all'esecuzione deldel regalo che oal cor-

ad

essere spediti, in vece

d'uno dei

incarico affidato alla guardia no-

quattro corrieri di gabinetto, a portare la

bile.

siccome

nuova

della
il

promozione al
trovano assenil

gni cardinale
riere,
sa,

nuovo faceva
le

cardinalato, e

berrettino rosso a
si

detratte

spese

della cor-

quei soggetti che


ti

delle tre parti che se

ne

face-

da

Roma quando

Pontefice

li

va, restando

salva

quella che goripartirsi

crea cardinali, colla protesta di


tivo che

non
il

deva
fra
i

il

corriere,

da
si

per
gene-

voler percepire la parte del dona,

quattro

corrieri

di

gabinetal

come diremo

fruiva

to, le altre

due
poste

davano
al

corriere di gabinetto, al quale per

rale delle

cardinal se-

non pregiudicarlo liberamente gliela lasciavano. Pio VII ritrovando


giusta la

gretario di stato, questi per


la

sempre

rinunzi a favore della guardia


delle guardie sorpassasse quel-

petizione
altri

in riflesso
stati

an-

nobile. Se poi la spedizione del nu-

cora che negli

le

guar-

mero

die nobili sono impiegate nelle missioni pi decorose

lo di quattro, di gabinetto
,

numero
la

de' corrieri

del principato
delle

partizione
di

dovr
ai cor-

come certamente una


giori
al

mag-

concedersi

ai

corrieri

numero

per

Roma

la promozione

come
rieri

quelli di

che supplivano

cardinalato, e per dare alle guar-

gabinetto in loro mancan-

die

un
gli

attestato di sua piena sod-

disfazione

che

onorato servigio prestavano, annui pienal'

per

o pel maggior numero de' nuoAvendo quindi Pio VII nel concistoro de' 28 settembre
za,

vi cardinali.

mente

all'

istanza,

e con dispaccio
,

del cardinal Consalvi

in data
fece

dei

27 settembre 1801, ne

parte-

1801 creato cardinale Antonio F* Zondadari arcivescovo di Siena, a questa citt ed al nuovo cardilice

cipazione a monsignor maggiordo-

nale colla notizia di sua esaltazio-

mo

per l'esecuzione.
nel

Venne
la

perci
decre-

ne e
la

il

berrettino rosso, fu spedita

dichiarato

dispaccio

guardia nobile marchese Vincenal

tata destinazione delle guardie nobili

zo Costaguti,

presente tenente in

a recare
di

ai

novelli
la

cardinali
di

pensione

col

grado di brigadiere
s.

fuori

Roma
ed
sino
il

notizia

loro
rosso,

generale del corpo, e commendatore dell' ordine di


fu
il

esaltazione

berrettino

Gregorio, che
tale onorifisi

come pi
privilegio

decorosa, derogandosi al
allora

primo ad avere

goduto

dai

cenza, quale tuttora


le

esercita dal-

tificii

quattro Corrieri di gabinetto ponLa guardia nobile ( Vedi).


dal

guardie nobili al
al voi.

modo

che

di-

cemmo

V,

p.

164, i65, 166

che ogni volta sar spedita, verr


scelta
stato,
i

cardinal

segretario

di

e 172; IX, p. 3 io, ed altrove. Il secondo ad esercitare questo uffzio.


fu d.

corrieri di gabinetto

tire,

che pur destinava quale tra doveva parcon biglietto di segreteria di

Pompeo

de'principi Gabrielli,

a'9 agosto 1802 spedito in Palermo


all'arcivescovo

Domenico Pigna liei li

GUA
db

GUA
ni
investiti

121

Belmonte creato cardinale; ed il terzo fu d. Lorenzo de' principi Giustiniani, a' i 7 gennaio 180 3 speper tre nuovi cardiLionali,

dilo a Parigi

cio de Belloy arcivescovo di


,

Parigi

Fesch arcivescovo
altri

di

ne, e Boisgelin arcivescovo di Tours.

Vi sono

esempi che una guar-

dia nobile fu spedita a

due o

tre

cardinali dimoranti in

un medesigiorni
il

mo
glio

luogo, anzi

a' nostri

conte Gio. Battista Pandolfi a'2 lu-

rango di capitani sopra generosi e ben ornati destrieseguiti dal corpo di cavalleria ri chiamalo dragoni. Quindi il Cancellieri riporta sul nuovo corpo della guardia nobile le seguenti importanti notizie: E stata surrogata con decreto della congregazione economica del sacro palazzo apostolico, approvato da motu- proprio di Nostro Signore, alle due compagnie della guardia soppressa de' ca vaidel
,

i832

fu spedito

a Madrid al
Tiberi
,

leggieri,

in

cui

soli uflziali

erano

cardinal

Francesco
al cardinal

ed

nobili.

Lisbona
stiniani:

Alessandro Giue da

La formazione che prese in questo accompagnamento fu la sei

dal re di Spagna fu fatto


della

guente. Oltre

quattro esenti che


dritta

cavaliere

Concezione,

marciavano
sua

alla

e alla sini-

quello di Portogallo dell'ordine di


Cristo.

stra degli sportelli della carrozza di

Alle biografe
il

de' cardinali

Santit,

venivano
che

alla
i

testa

riportiamo
notizia e
ti

nome
ad

di quelle

guarla.

die nobili che


il

essi

portarono

berrettino rosso, se crea-

assenti

da

Roma
furono

e le decora-

zioni
p.

di cui

fregiati.

Ed

a
e-

162 del gernpio che


t la

voi.

notammo un

guardia nobile porberretta a chi era destinato


la

ablegato.

Attualmente non hanno


le

pi luogo

partizioni del

dono

che sono della guardia nobile soltanto, che inoltre ha un decoroso

compenso
ria de
ci
,

pel viaggio.

due avevano una divisa di panno rosso scarlatto con paramani e collo di panno turchino celeste, con gran gallone d'oro all' intorno che formava la sua guarnizione , una sciarpa di lana rossa e gialla con gran fiocchi d'oro a granoni lunghi circa un palmo, aventi il nome di PP. Pio cappello bordato con punto di Spagna e pennacchiera al di dentro di piuma bianca, con un pennactrombetti
tenenti

preceduti da due
generali

FU

Francesco Cancellieri nella Stosolenni possessi de' Pontefip.

chio sopra

della

coccarda compodi struzzo di

sto di quattro

piume

479

se -

descrivendo

color rosso, e quattro di giallo. Indi


i

quello preso da Pio VII a' 22 no-

due brigadieri con un gallone


,

vembre 1801,
lati

dice che

dopo

pre-

pi stretto
cappello,
stessa
ni

come
i

nella sciarpa e
la

referendari di segnatura a ca-

due aiutanti con

vallo,

incedeva

parimenti a cavalnobile

divisa,
,

ma
loro

con

petti

turchi*
,

lo la
testa
i

guardia
duchi

d.

avente alla Giuseppe Mattei e

celesti

e senza

gallone

coi

distintivi

del

rango ne' paradi gallo-

B raschi nipote di Pio VI, comandanti della medesima col rango di tenenti generali, e poi i
d. Luigi
,

mani, portando tre righe


ne, col

pendone
in

della sciabola

rica-

mato
chi

oro

brigadieri, gli esenti graduati

come

maglia rossa

una sciarpa di e gialla con due fioced


piccolo

colonnelli, gli aiutanti e

cadetti
i

d'oro, e con

bastone di

tome

tenenti colonnelli, e

comu-

legno nero con

pomo

d'avorio. Poi

, ,

m
un
ri

GUA
esente con la stessa divisa, fuo'

GUA
sciabola

del

pendone
e

della

Leonardo de duchi Bonelli , conte Filippo Carpegna, marchese Giacinto


del

della sciarpa,
tanti
;

distintivi

degli aiu-

Bufalo

Carlo Ciocchi

che portavano bandiere riccamente ricamate le con Io stemma del regnante Poncadetti

due

Mercurio Vittorio Celiano, Giovanni Martinez, Filippo Stefanori, con-

iefice,

e ventiquattro
tre

comuni

for-

mali a

sopra otto righe, ed un

te Angelo Petrignani. La seconda compagnia formasi del Comandante duca Braschi. Brigadiere, Gio-

esente che chiudeva la marcia, for-

vanni Ricci. Aiutante, conte Saverio

mando
muni
pi

in tutto

il

numero

di

qua-

Porti. Esenti,

d.

Girolamo Co-

ranta cavalieri.
era in

Il

vestiario de' co-

lonna, cav. Francesco Bernini, conte

tutto simile a quello

Filippo della Porta Rodiani. Ca-

degli esenti, fuori che nel gallone


stretto

detti,

nel

cappello,

e nella

d'oro senza calzamaglie lunghe di panno celeste con giaco simile e con piccoli coturni. L'armamento era di sciabola con un paio di pistole, e la bardatura
bandoliera con fiocco
granoni, essendo
tutti

in

de' cavalli era


di

guarnita di gallone
a seconda
delli

varie

altezze,

differenti

gradi

ad eccezione

di

quelle
dieri,

detenenti generali e briga-

marchese Emilio Massimi, marchese Clemente Muti, marchese Antonio Nunez. Guardie nobili, d. Baldassare de' duchi Cantarelli Pietro Salimei , marchese Rinaldo del Bufalo, marchese Stanislao del Drago, marchese Girolamo Muti Papazzurri, Paolo Martinez, Giuseppe Sa razzarli, Giuseppe de'duchi Boncompagni, Tommaso Pichini, Serafino Novi, Fausto Sassi, conte Giacomo Negroni, Tiberio Pichini, conte Pacifico

che avevano le sciabrache preziosamente ricamate sopra di un

Carradori, jCornelio

Sutter-

mann, Francesco Lucernari, marchese Lorenzo Caucci. Giunto che


fu
il

panno celeste. Questi sono i nomi che compongono le due compagnie. La prima formasi del Comandante duca d. Giuseppe Mattei.
Brigadiere, marchese Pietro Frangipani.

santo

Padre

alla

patriarcale

basilica lateranense,
di

questa guardia
il

una porzione smont per asla

sistere

Papa dentro

basilica

Esenti,

il

conte Alessandro

e un'altra and a schierarsi avanti


fabbrica che la gran porta della guarda l'obelisco, dove attese sua Santit, che al ritorno, ripren* dendo la sua primiera posizione, scort fino al Quirinale. Questa

Cardelli,
ci
,

cav.

conte

Antonio CicciaporMichele Moroni , con-

te

Camillo Marescotti. Cadetti , marchese Antonio Maria Ossoli, conte Antonio Negroni marche,

se

Francesco Ceva, d.
Gabrielli,

Pompeo

dei

guardia
gli

si

unisce giornalmente nedegli antichi caarticolo

principi

aiutante,

cav.

stessi quartieri

Lorenzo de' principi Giustiniani. Guardie nobili, marchese Mario Orsini, d. Gaetano de' duchi Cantarelli
,

valleggieri

(al

quale

ne

parlammo),

in quel

numero che
ed in conduce nella

viene destinato di servizio;

conte

Melchiorre

della Porta,

buona ordinanza

si

marchese Giacomo Teodoli , marchese Vincenzo Costaguti Onorio Earuich, conte Girolamo Cavalletti, marchese Angelo Costaguti, d.
,

seconda anticamera del Quirinale distribuendo ivi le sue sentinelle siuo all'anticamera secreta. La sua

occupazione cessa, termiuata eh'

GUA
!

GUA

23

udienza

del

Pontefice, e sino al

giorno susseguente non pi impiegata. Nelle cappelle ordinarie


otto

ove furono ricevuti da monsignor Maccarani prefetto della medesima, ed ivi congregati unitamente a quei
nobili confratelli, fra' quali era an-

comuni con un cadetto e un

esente stanno all'ingresso della qua-

noverato
requie

lo

stesso defunto principe, alla

dralura, e due alla porta che dalla

stanza

de' paramenti

introduce
il

in

cappella.
si

Allorch
in

poi

santo
stac-

Padre
sa, dal

conduce

qualche chiesi

corpo

de' cavalieri

cano dieci comuni ed un cadetto a cavallo. Due vanno avanti alla croce pontifcia, e gli altri rimangono alla scorta di sua Santit
presso il suo seguito. L'esente di guardia va allo sportello della carrozza

solenne messa di da monsignor d. Lorenzo de' duchi Mattei zio del morto e venne accompagnata da musica dei cantori della cappella pontifcia invitati da monsig. Giuseppe Gavotli maggiordomo de'saassisterono

cantata

cri

palazzi apostolici,

il

quale

ivi

nei consueti sedili alla testa di tut-

ta la nobile pia

adunanza

assiste-

mano

destra.

Altri otto

con un cadetto a piedi si trovano a guarnire la chiesa ove si trasferisce il santo Padre, usando la sciabola,

va alla funzione funebre. Dopo tal messa fu fatta la solita assoluzione intorno al vago catafalco eretto in
quell'oratorio
,

soddisfacendo

con
no-

simile atto di religione quella


bile e

come fanno
il

tutte le volte in

pietosa congregazione al diil predetto consuperiore ". Nelle an-

cui prestano

servizio a piedi. Inol-

voto affetto verso


fratello

tre le guardie

nobili oltre

il

ser-

vizio del palazzo

apostolico presta
i

nuali
lo

Notzie

di

Roma,
,

all'artico-

quello di quartiere, ed

servigi di

Famiglia

Pontificia

dopo

passeggiata de' cavalli, e d' istruzione. ( Nella prima istituzione usavano ancora la carabina , che poi Leone XII tolse). Fra i privilegi accordati a questa guardia deve an-

cappellani d'onore extra urbem, e

noverarsi quello di essere stata destinata

per

le

spedizioni

straordi-

narie, che possono occorrere

per

sovrani

o per i nuovi cardinali che stanno fuori della capitale, co,

prima dei camerieri segreti di spada e cappa ed a tutte le Noti' zie del 1801 venivano registracavalieri di guardia o i ti tutti siano lande spezzate ed i sopranumerari aV onore coi loro titoli e patria. Nell'anno 1801 i primi furono sette, i secondi trentotto. Nelle Notizie del 1802 per la pri,

m'

gi seguito nella elezione del

Zondadari arcivescovo di Siena ". Fin qui il Cancellieri. Il numero 101 del Diario di Roma de' 19 dicembre i8or riporta quanto segue. La guardia nobile di sua Santit volendo suffragare l' ultimamente defunto princardinal
cipe d.

volta, dopo i detti cappellani, prima dei nominati camerieri segreti, sotto il titolo di Guardie

ma

nobili del corpo


ti
i

si

riportarono tutlo

membri che
uffiziali

componevano,
guardie.
i

che
dell'

semplici

Occupando nuovamente
per ordine leone
lo stato

francesi

imperatore Napopontificio,
tutti
i

Filippo

Mattei loro
si

vice-

capjtano, lunedi mattina

porta-

corpi delle milizie

del

Papa por;

rono in uniforme alla congregazione de' nobili nella chiesa del Ges,

tavano

la

coccarda gialla e rossa

ma dopo

che Pio VII

si

rinchiu-

&
se
in

GUA
certo

GUA
proprio padie.

modo

nel

Allora
al

diversi

individui
lo

ap-

lazzo Quirinale,

adottato

la

avendo g' invasori medesima coccarda, ed


milizie pontifcie nelil

partenenti
di

corpo

supplicarono

incorporate
le

le

ammetterli nuovamente nel medesimo, ci che benignamente accondiscese


il

loro truppe,
fece

Pontefice
distribuire

nel
alle

Papa

nel

modo che
fu scritto

marzo 1808
confuse cogli

dicesi nel biglietto

che

guardie nobili, perch non fossero


altri
lui

corpi, la

nuova

ad ognuno di essi dal cardinal Bartolomeo Pacca pro-segretario di


stato, in data de'22 settembre 1 8 4 concepito in questi termini. Le
1

coccarda da
sta

dei

colori

formata e compobianco e giallo, la


pontifle
i

quale divenne
cia,

la coccarda che tuttora non solo

guarcorpi

die nobili

usano,

ma

tutti

militari della
stati

santa

Sede.
il

Disguloro co-

di

ci

francesi,

mando
le

militare nel giorno 7 apri1808 effettu un cumulo di

violenze nel palazzo Quirinale, re-

sidenza di

Pio VII, fra


delle
della

le

quali

si

deve
nel

comprendere

l'occupazione
guardie nobili

del quartiere

palazzo
il

Consulla,
Pistoiesi

come
nella

prove di fedelt e di attaccamento che il signor cavaliere N. N., come individuo spettante al corpo delle guardie nobili, diede alla Santit di Nostro Signore in tempo dell'ultima invasione francese, sono rimaste cos scolpite nella sua memoria, che ha desiderato sempre l'occasione di potergli dare qualche attestato del sovrano suo gradimento. Avendo ora mostrato il medesimo il pi grande interesse
di

not

eh.

Erasmo
t

prestare alla Santit

sua

grafin-

Vita di Pio FII tom. II, p. 21 3. Quindi molti ufliziali e guardie di tal nobile corpo furono segno di
persecuzioni e
violenze per la loro fedelt al Pontefice, e parecchi

tuitamente l'onorevole servigio,

che non venga ripristinato il corpo delle guardie nobili, sua Beatitudine considerando questo desiderio

come una nuova


si

testimonian benigna-

vennero trasportati
di

alla

detenzione

za di attaccamento,

Castel
a'

s.

Angelo.

Nel seguente
il

mente degnata
dare
al

di aderirvi, e di accor-

anno

16 gennaio mor

coman-

detto signor cavaliere N. N.

dante duca d. Giuseppe Mattei, ed luglio Pio VII a' 6 fu fatto dai
francesi

l'onore di servire la sua sacra per-

sona fino

a tanto che

prigioniero,

trasportato

stabilita la ripristinazione

non venga ed il nuo-

via da

Roma.
i

La

divina provvidenza nel 18 14

vo impianto del corpo delle guardie nobili. Si porge pertanto il riscontro


al

a Pio VII suoi temporali domimi, ond'egli ritorn trionfante in Roma a'24 maggio: volendo poi
restitu

detto

signor

cavaliere

N. N. di questa

sovrana

graziosa

mostrare
nel forte

la

sua gratitudine alla guarera stata detenuta Angelo, dichiar il Paindividui


la

dia nobile che


s.

condiscendenza, abilitandolo a potere indossare provvisoriamente la bassa uniforme ". Nel numero 2 3
del Diario di

Roma

di

detto anprincipe d.

pa a

tutti

g'

del corpo,

no, incominciando dal

che sebbene per

circostanza del-

l'occupazione francese non prestas-

Paluzzo Altieri coadiutore dei comandanti del corpo, e che assunse


il

sero pi servigio,
riconosceva sempre

non ostante li come sue guar-

comando

nella

ripristinazione
te della guai'*

provvisoria d'una pai

GUA
dia
ir

GUY
ri11

i^5

questa circostanza, viene

portato
vidui

di tutti g' indiil novero che bramarono e furono ammessi a prestare il servigio al

nel

maggiordomo Naro, medesimo anno e mese, cio


prelato

a'i5 detto,
d.
le

trasmise

al

principe

detto

modo

in

numero

di trenta-

Paluzzo Altieri comandante delguardie nobili la mentovata ore ruolo:

tre cavalieri.

Quindi dal numero 26 dello stesso Diario siamo avvertiti, che partendo Pio VII a' 5 ottobre 18 14 per la villeggiatura Castel di Gandolfo , fu scortato dalle guardie nobili, che in quel giorno ripresero V antico servigio, ci che not pure il Cancellieri nella sua Lettera al dottor Kore jf P a o- 2 43- Tuttoci avvenne sotto il maggiordomato di monsignor Benedetto Naro. Nel seguente anno con dispaccio del cardinal
Consalvi segretario
di stato

ganizzazione
del seguente

La prima

Organiz~ zazione delle guardie nobili di sua o


tenore.
Santit.
11

maggiordomo de'sacri

il

palazzi apostolici

superiore del
nobili di

detto corpo.

Le guardie

sua Santit saranno formate di due

degli

8 novembre,
ripristin
il

Pio VII riordin e corpo: il dispaccio diprelato fu


termini.
e-

retto al

mentovato
in

compagnie in forza eguale; ciascuna avr un capitano comandante con il grado di tenente generale; un tenente con il grado di brigadiere; quattro esenti con il grado di capitano; sei cadetti con il grado di tenenti ; un aiutante da nominarsi dal comandante a suo piacimento nella classe dei cadetti nella rispettiva compagnia senza au*

spresso

questi

di

La
at-

mento
con
I
ti
il

di

teste;

quaranta guardie

Santit di Nostro Signore grata ai

grado

di sotto-tenente;

un

fo-

contrassegni

di

rispetto

riere,

due

trombe ed
militari

un

mozzo.

taccamento, che ambirono di dargli

distintivi

sono conservasar

vari cavalieri
delle

spettanti

al

cor-

a seconda del rango nello stato

po
il

sue guardie

nobili

dopo
capi-

attuale.

La prima compagnia
dal

suo

glorioso

ritorno alla

comandata

capitano

coman-

tale,

offrendo

un

gratuito servigio

alla

sua sacra persona fino a tanto


fosse ripristinato
il

che

loro corpo,

dante principe Altieri, il quale corrisponder in qualunque affare che riguarda il suddetto corpo, con il
cardinal segretario di stato, e con

non volendo ulteriormente permettere, che le medesime prestino un tal servigio senza alcun emolumento,

venuto nella
guardie

determinazione

di

ripristinare

l'enunciato
nobili

corpo
secondo
tesi

delle sue

l'organizzazione annessa, e col sol-

monsignor maggiordomo, che avr responsabilit che sia la mantenuta una egual disciplina in ambedue le compagnie, e io riguardo al servizio e agli ordini generali, ed in fine che nella ciraltres

do rispettivamente assegnato a
nore
del

costanza di prestarsi
la
le

il

servizio col-

ruolo che

parimenti

presenza delle
disposizioni ed

due
il

compagnie,
ap-

Se ne porge pertanto il riscontro a monsignor maggiordoacclude.

comando

mo
ch

de'sacri
si

palazzi apostolici, per-

compiaccia di

dare

per

le

sue parti una sollecita


alle disposizioni

esecuzione

sovrane".

partengano al suddetto capitano comandante. Per l'ammissione poi degli individui, che vorranno entrare nel corpo delle guardie nobili, dovr ciascuno di essi per essere ara-

i?.6

GUA
al consiglio

GUA
corpo, eh'
dei

messo presentare l'istanza ad uno dei due comandanti. Questi la passer del

per dal capitano della compagnia nella quale serve l'individuo la bandoliera, e ci si praticher e-

rappresentato

dall'

unione

due

gualmente ne
bilazione.

Ile

circostanze di giu-

comandanti, dei due brigadieri, di due esenti, di due cadetti e di due guardie nobili, e quando sia ricevuto a pluralit di voti segreti, si passer a monsignor maggiordomo da cui dipender l'approvazione e
Ja spedizione del biglietto.

La

razione

sia

il

fo-

raggio sar passato

dal

maggior-

domato secondo
che
si

il

grado militare,
ruolo,
esso
si

osserva nella cavalleria pon-

tificia ".

Quanto

al

compose
nati,

degl' individui
al

Essendo
corpo

fissandosi

sunnomicorpo l' annua

stato stabilito

in fine

che ciascun
nel

somma

di scudi venlicinquemila ot-

individuo

eh' entrer

tantotto.

debba

essere fornito di

cavallo con

bardatura nobile, e dell' uniforme di gala, si riceveranno per questi articoli per una sol volta scudi duecento, purch sieno pagati in dieci giorni. Se l' individuo presenter

Essendo morto a'o, febbraio 1816 duca d. Luigi Braschi Onesti^ uno de' due comandanti del corpo
il

delle guardie
servigio,

nobili

in

attivit di

un buon cavallo
settanta,
i

gli si

va-

Pio VII a' i3 febbraio nomin suo successore il principe di Palestrina d. Francesco Barberini.
Nel bando generale delle poste di

luter scudi

quali
degli

anscudi

dranno

in

diminuzione

Roma

e stato ecclesiastico,

emanadi

duecento. Gli individui da doversi

to a'24 agosto

dal

cardinal BarsanII,

ammettere
ra

dovranno
alli

essere

dagli

tolomeo Pacca camerlengo


ta

anni diciotto

trenta,

di statu-

Chiesa, e riportato

nel voi.

e struttura regolare, di

costu-

mi ed educazione senza
ranno
forestieri

eccezione,

di nobilt ragguardevole, e se sa-

dovranno

fissare

il

188 della Raccolta delle leggi stampata nel 836, coll'articolo 18 venne prescritto. In occasione di dare nuove delle promozioa p.
1

loro domicilio in
doliera per
le

Roma.

La bandovendosi

ni

ai

signori cardinali
fuori di

che

si

troal

guardie

vano
le

Roma, apparterr
di

dare all'ammissione d'ogni individuo che entrer nel corpo da monsignor maggiordomo,
ritirare in caso
di

solo eminenlissimo signor cardinasegretario


le

slato

lo

scegliere

dovendosi
di giu-

morte o

guardie nobili del corpo di sua Beatitudine quello che creder


tra

bilazione, o di

dotta di

non lodevole conqualcuno ammesso nella

pi opportuno ed idoneo
dizione, in coerenza del

alla spe-

nuovo
1

si-

guardia, sar a carico del maggior-

stema
sotto
il

stabilito

da

Nostro Signore

domato. Le ottanta carabine senza


baionette, per prestare
il

22 settembre

80

i, coti

servigio

biglietto di segreteria di stato

di-

in anticamera, e le pistole pel ser-

retto

monsignor maggiordomo
palazzi
si

vigio a cavallo sono egualmente a

de' sacri

apostolici;

in

caso

carico del

maggiordomato.

Final-

poi che

mente non si accorder ritiro dal corpo che dopo anni quindici di
servigio,

abbiano a fare spedizioni di tali nuove ai parenti del nuovo porporato (di che trattammo al
citato articolo

permettendoglisi solo l'uso

Coprieri

ed

altro-

della piccola

uniforme,

ritirandosi

ve), o a

qualunque

altra persona,

GUA
ed in caso ancora di spedizioni di
altre nuove,
siastico,
s

GUA
stato

127

nello

eccle-

zo Altieri, nel d seguente divenne capitano comandante il lodato principe di Palestrina, ed in pari

del

come in qualunque parte mondo, il sopraintendente gedelle

temil

po
ra
p.

il

Papa

dichiar

capitano
Altieri.

nerale

poste
,

soltanto

possa

principe d.
il

Clemente

Nar-

spedire corrieri
altro spedisse,
tisse
st'

per

le

e qualora alcun o per s stesso parposte, ovvero per quequalsivoglia altro

citato Pistoiesi

nel

tom. IV,
le

218, che bramando nobili pontificie che il


dre benedicesse
1'

guardie

santo Paloro

effetto in

mo-

elegante stendaral

do mandasse senza licenza in iscritto del medesimo sopraintendente


generale o suoi ministri delle
ste,

do militare

appartenente
si

corpo, Pio VII

compiacque acper cui


le

po-

cogliere le loro istanze,

sar tenuto pagare quanto a-

vr guadagnato per simigliarne nuova, ec". Qui noteremo che donai

tivi

che
li

ricevevano

le

guardie in

effetti

ritenevano per loro, ed a


pontificato di Pio

tutto

il

VII

die-

dero parte delle somme che ricevevano al sopraintendente delle poste,

montate in gala e precedute dalla musica si portarono in colonna nella cappella di Paolo V nel palazzo Quirinale alli 3i maggio 1820, e form in esso un quadrato aperto. Entr il Papa nella cappella coi cardinali
nobili
palatini Galeffi,
salvi,
lati

guardie

ed

ai

corrieri

al

modo

detto

Gabrielli e Connon che corteggiato dai pree dagli individui dele

di sopra.

Nel pontificato di Leone

palatini,

X'II dichiar la segreteria di stato,

l'anticamera segreta e di onore,

che ci che ricevevano le guardie, sia in denari che in effetti dal nuo-

giunto

all'altare

assunse

gli

abiti

pontificali, e seduto sul

faldistorio

vo cardinale, fosse tutto loro, senza darne parte a veruno. Sotto


l'odierno pontificato poi, con ordi-

innanzi al medesimo altare, prima

impose
Velletri

il

sacro

pallio

al

cardinal

della Somaglia
,

ne del cardinal segretario di stato, venne compensato con scudi duecento il sopraintendente, e con
scudi cinquanta

vescovo d' Ostia e indi bened lo stendardo'

quatper ogni creazione di cardinale cui la guardia porta la notizia ed il berrettino, somministrando tali somme l'edei

ognuno

corpo presentatogli da un ministro ecclesiastico secondo il rito del pontificale romano. Indi il prindel
cipe Barberini capitano
te

tro corrieri di gabinetto

comandanil

genuflesso ricev dalle mani del


lo

Pontefice

stendardo benedetto,

rario

pontificio,

cos

quelle
di

alla

quale fu immediatamente preso dalesente, e portato al cenl' ultimo


tro del corpo
:

guardia pel
di

viaggio

andata

l'apostolica

benedi-

ritorno.

Nel
le

1818 tornandosi
annuali Notizie di

zione
la

compartita ad esso

termin
del

a pubblicare

funzione.

Nel

numero 4^
di

Roma,
tifcia
ti

nell'articolo
si

pubblic
uffiziali

il

Famiglia Ponnovero di tutil

Diario
si

di

Roma

detto

anno
si

legge la descrizione di

tale fun-

gl'individui

di cui formavasi e

zione.
disce
te,

Questo stendardo
presso
il

cusio-

corpo,

guardie.

A' 9

capitano comandan-

marzo 1819 essendo


da Pio
re di

stato elevato

e nella processione del

Corpus

VU

alla
il

dignit di senatod.

Domini
esente.

viene

portato dall' ultimo

Roma

principe

Paluz-

Tale

stendardo

diverso

i28
dal vessillo
eli

GUA
santa

GUA
Chiesa,
il

romana
al corpo,

che non appartiene


le

qua-

tuzione, che per la qualit degl'in* dividili che lo compongono, depri-

prtalo

dal Vessilli fero {Vedi)

marchese Filippo Naro Patrizi vestito colla montura onoereditario


raria di capitano delle guardie nobili,

principato. Quindi volendo in seguito de' lumi forniti da una lunga esperienza provvededel

mo ma

ed

il

pi rispettabile d'ogni arnostro

le

in mezzo medesime

ai

due capitani
stessa

del-

re

alla sistemazione

nella

solenne

zione migliore

del

ed organizzamedesimo, nel
il

processione

Corpus Domini. del Questo stendardo o vessillo formato al modo che diremo al citato articolo. Quanto allo stendardo del corpo delle guardie nobili, esso di drappo bianco di seta rasata di forma quadra con ricami e frangie in granoni d'oro, ed in mezzo havvi lo stemma del Papa regnante. L' asta dello stendardo foderata di velluto rosso con trine e chiodi d'oro, e termina con una lancia di metallo dorata. Da questa estremit pendono due bende volgarmente chiamate cravatte della bandiera, con la epigrafe rica,

modo

pi conciliabile tra
Pontefici

deco-

ro di cui dev' essere corredata una

truppa, che
la

onorano di
i

tanta fiducia, e della custodia delloro sacra persona, ed

riguarci

di dovuti

all'economia che
di

sia-

mo

prefissi

seguire

in

tutte le

nostre

operazioni,

a sgravio
erario
e

magno-

giore del nostro


stri

de'

amatissimi sudditi, abbiamo di-

sposto quanto segue.


1.

La guardia

nobile

pontificia

sar composta di settantasei


vidui, e questi
tani,

indicapi-

saranno

due

l'uno de' quali far le funzio-

ni di

mata

in oro:

Guardia Nobile Ponultimo esenconcerto delle tromdall'

comandante del corpo, ricevendo e comunicando gli ordini a


ci

tificia.

In tutte le occasioni lo sten-

seconda di
sciplina,
consigli
,

che verr
a

stabilito

dardo portato
te,

nel regolamento d'istruzione e die


e

ed allora
del

il

presiedendo
l'

tutti

be

corpo

eseguisce

analoghe

armonie.
INel

comander la compagnia; un tenente, un sottoaltro

pontificato di

Leone XII per

tenente,

sei

esenti,

un

esente aiu-

suo ordine ebbe luogo una nuova organizzazione e riforma delle guardie nobili pontificie, quindi la pub-

tante maggiore, otto cadetti, cin, ,

un foriere due quanta guardie trombe, un intendente di scuderia, blicazione del regolamento di di- .un armiere, due caporali garzoni. 2. L'esente aiutante maggiore sciplina come andiamo a riportasar scelto fra gli esenti ad arbire. 11 Pontefice con chirografo da lui sottoscritto a' 17 febbraio i824) trio del comandante del corpo, sal,

eman
Fra
stre
i

la

seguente organizzazione.

molteplici oggetti delle no-

signor
3.

va l'approvazione del nostro monmaggiordomo pr tempore.


Si

cure non potea sfuggire ad una particolare considerazione quello della

manterranno a spese del


,

guardia

nobile pontificia,
il

corpo numero trenta cavalli cio cinque per i cadetti, e venticinque


per
4le

destinata a prestare

servigio pi
alla nostra

guardie.

prossimo ed immediato
po, tanto per
il

stessa persona, e costituente

un coristi-

fine della sua

Niun individuo sar posto a far parte del corpo se non giustificher di essere probo e di spec-

GUA
cliiata

GUA
non prover
,

129
o
altri,

religione, e se

re agi' impieghi

civili

e gli

una nobilt generosa d'anni sessanta, senza

servir di particolar requisito l'es-

speranza di dispensa

se avr un'et inferiore ai

trenta,
ve-

e maggiore ai quarant' anni.


5. Gli ufficiali

ed

esenti

si

stiranno

ed equipaggeranno a tutcadetti e le guardie


si

te loro spese.
6.
I

ve-

stiranno a tutte loro spese.


7. Il foriere, le

dente di scuderia
caporali garzoni
spese del corpo.
'

trombe, l' inten1' armiere ed i


vestiti

saranno

purch dusuo servizio abbia dato prove non equivoche di religione e di buona morale; ottenendo bens g' individui indicati un impiego qualunque cesseranno di far parte del corpo, e non avranno pi diritto al soldo loro. Quelli che attualmente godono di un altro impiego , purch sia compatibile col servizio del corpo potranno ritesere addetto al corpo,

rante

il

nerlo.

8. L'

impiego di capitano essendalle


principali

i3. Gli uffiziali degli altri nostri

do

scelto

famiglie

corpi potranno essere ammessi nella

dello stato, quei che

tenerne
rifico.

il

Si

vorranno sosrango meramente onoaccorda per' a ciascuno


di

tri,

guardia nobile a preferenza d'alqualora vantino un fedele sere possano giustificare quanto
prescritto all'articolo 4

vigio,
si

di essi

una ricognizione annua

zecchini d'oro cinquecento a titolo


di gratificazione.

14.

Non

essendovi fin qui alcudiritto agli

na disposizione, che dia


bilazione,
il

annuo del tenente resta fissato a scudi 720; quello di sotto-tenente a scudi 600; quello di esente a scudi 5^o; quello
9.
Il

soldo

individui del corpo di avere la giu-

da ora innanzi si riterr cinque per cento sul loro soldo


stabilir nel

per la cassa delle giubilazioni, che

di esente aiutante maggiore a scu-

54o; quello di cadetto a scudi 36o quello di guardia a scudi 3oo; quello di foriere a scudi 240 ; quello di tromba a scudi 96; quello
di
;

d'intendente

di

scuderia

scudi

corpo medesimo. individuo del corpo che otterr un permesso di assenza, dovr rilasciare tre quarti del proprio soldo per il tempo che non avr prestato il servizio, a prosi

i5.

Qualunque

120; quello di armiere a scudi 60 ; e quello di caporale garzone


di

fitto della

cassa suddetta.

16. Gl'individui che saranno giubilati

scuderia a scudi 96.


io. I capitani

avranno
quarto
compiti

diritto

per

un
di

fe-

saranno decorati

dele servizio di anni dieci

compiti
di

dell'ordine di Cristo.

ad un
si

del soldo,
alla

11. Gl'individui
il

che d'appresso
tro-

venti compiti
trenta

met,
tre

anni anni
,

disposto

dell'articolo i.

quarti

di

vano nel caso

di essere riformati

continueranno a far parte del cor-

po

coli'

attuale

loro soldo,

fino a

quaranta compiti all' intero soldo. Gli anni di servizio comincieranno a decorrere dalla pubblicaanni
zione
del

tanto che non saranno in altro

mo-

seguente ordine. All'opsi

do provveduti
stabilita

salva la riduzione
9.
uffiziale,

portunit

all'articolo

ne
esente,

ai

servigi prestati

avr una consideraziosin qui con

12.

Qualunque
vo!.,

onoratezza.
17.
Si

cadetto, e guardia potr concorre-

former un regolamento

xxxm.

t3o

GUA
del corpo dal

GUA
primo
di

d' istruzione e disciplina

aprile

prossimo
,

di

a cura dei capitani, e


bito nel

ci

vena

esi-

far parte della

medesima

restan-

termine
della

di quattro

mesi
di

dalla data del presente ordine, per

do in conseguenza qualunque servizio.


2.

esonerati

da

organo

nostra

segreteria

Pei

riflessi

anzidetti

e per-

stato, per essere

d noi sanzionato.

guardo

Nel regolarne il vestiario si avr rialla decenza senza compronecessaria, ed


di
1'

mettere l'economia
evitando
18.

indecenza

un

lusso

ch risentino gli effetti della sovrana munificenza, accordiamo agl'individui riformati (fino a tanto che verranno in ogni altro equivalente modo provveduti ) la continuazio-

dispendioso.

ne del medesimo soldo che hanno


fin

Le

disposizioni del presente


la

qui percepito, esclusi soltanto

ordine avranno

loro piena ese-

foraggi in quei
le

gradi che secondo

cuzione a datare dal di primo del

regole del corpo rimaneva a loil

p rossi m o ni a rzo 1824". Riforma del corpo delle guardie


nobili pontificie, in sequela del pre-

ro carico
vallo
,

mantenimento del ca-

e ci perch quel peso era

inerente al servizio attivo dal quale

cedente chirografo, egualmente sottoscritto

vengono a restare esonerati mela

da Leone XII

a'

24 mar-

diante
3. la

seguente disposizione.

zo

1824. Con nostro chirografo segnato li 7 febbraio prossimo passato stabilimriforma, e pi precisa organizfissandone

provveduto colmaggiore rettitudine ed imparAffinch sia


riforma, attesa l'eguaglian,

zialit la

mo la
li

za de' meriti

abbiamo deliberato

zazione del corpo delle guardie nobipontifcie


alle
,

il

completo

che prevalga l' anzianit in guisa che debbano godere il soldo in ritiro

guardie inclusivamente minore di venlinove teste da quelfino


lo

quelli
i

pi

anziani
risultano
al

in ciascun

grado,
il

quali

eccedenti

che per

lo passato

lo costituiva;

numero
i

stabilito

quindi essendoci egualmente a cuore l'economia della


soggetti che
rifico

della guardia, per cui


lutti

completo rapporto a
ai

pubblica amin tale

graduati

inclusivamente

ministrazione, e l'equit verso quei

ammessi

ono,

corpo

sonosi ivi dedicati

e
il

con tutta fedelt hanno prestato


Pontefice
guisa

ordiniamo l'osservanza deled ingiungialo specchio annesso mo al nostro monsignor maggiordomo di formare la classificazione
cadetti,
,

servizio presso la pei sona sacra del


,

delle guardie sulle

medesime

basi.

volendo provvedere in

4.

Siccome

per

consideriamo

mentre
taggio

che le nostre disposizioni tendono al pubblico van-

non

solo

evitino

il

privato

che per qualche partioolare circostanza potrebbe a taluni essere pi accetto di variar condizione da
quella che per
la

pregi udizioj

ma

ridondino general-

mente in utilit , disponiamo ed ordiniamo quanto segue.


1.

t gli concessa,

propria anzianivolendo noi profe-

curare ogni mezzo onde questi


delissimi sudditi

Tutti quegl' individui che ecil

restino beneficali,

cedono
te

numero

delle teste fissa-

accordiamo

al

nostro

monsignor
dei

nel
il

riferito

chirografo a costi-

maggiordomo
provare
il

coli' intelligenza
le

tuire
le

coipo della guardia nobi-

capitani del corpo

facolt di ap-

vengono riformati, e cesseranno

concambio dalla riforma

GUA
ni

GUA
bre
( in

i3i

servizio, e viceversa, fra indivi-

dui del
casi

medesimo grado

quei

Leone XII nomin capitano coadiutore il duca d. Pio Bruschi


Onesti.

che ponderate
siavi
il

tutte le circo-

A
i

seconda
capitani

del

prescritto

stanze io creder conveniente), pur-

dal

ch
resti

reciproco consenso,
il

non
sol-

alterato

numero

delle teste

prontamente formarono il regolamento d'istruzione e di disciplina analogo alle


riportate disposizioni, e lo sottopo-

Papa

in servizio,

ne l'ammontare del

accada entro un mese ordinando espressamente che dal


do, e ci

sero a

Maria
tit

della

mezzo del cardinal Giulio Somaglia segretario di


San,

primo maggio
li

si

rimangiano
stabiliti.

ruo-

stato, all'approvazione di sua

definitivamente
5.

in

tutti

e singoli

articoli

ed
la

Sebbene rapporto
in

agli

altri

a'

18 dicembre 1824 ne ordin


la
le

individui addetti alla guardia, consistenti

pubblicazione al corpo, e
esecuzione. Tutte

esatta

be ed

altri inservienti

medico, chirurgo, tromnon contemnella riforma,

disposizioni e-

manate da Leone XII a vantaggio


di questo illustre, rispettabile e benemerito corpo, si fecero nel maggiordomato di monsignor Francesco Maria Marazzani Visconti. Nel 1825 in Roma nella stamperia de

plali o diminuiti

non

militino le

medesime

circostanze, e

perci
guali

provvidenze

non possano aver luogo epur tuttavia


,

volendo
le

anche a questi estendere


benefiche
disposizioni
,

nostre

Romanis

fu pubblicato l'opuscolo

commettiamo a monsignor maggiordomo di sottoporci un progetto di compenso adequato alla durata


di

Regolamento di disciplina pel corpo della guardia nobile pontificia^


diviso in dieci articoli.
Il primo titolo tratta della formazione del corpo dei soldi 3 ca,

servizio

ed

ai

meriti

ri-

spettivi ".

Nelle
del

annuali Notizie di

Roma
corpo

valli,

foraggi e del servizio:


diviso in

il

cor-

medesimo anno 1824, colo Famiglia Pontificia ,


delle

all'artiil

po fu
date

due brigate coman,

guardie nobili
i

fu

riportato

dopo

greti di

primi quattro camerieri sespada e cappa, ed avanti ai soprannumerari. Si riportarono per


soli
,

umziali

inclusiva mente agli


descritti
i

la sela prima dal tenente conda dal sotto-tenente, ambedue divise in due mezze brigate. Prescrive i requisiti per essere guardia, fra' quali quello di godere un assegnamento di scudi dieci mensili

esenti

non essendo pi

sopra redditi certi e disponibili


dichiara
i

comuni. Dopo 1' ultimo esente per la prima volta nella categoria del corpo delle guardie nobili fu registrato
il

vessillifero

ereditario,
del

il

componenti il consiglio di ammissione, cio quattro umziali, due esenti, un cadetto e una guardia, i quali ultimi
quattro
te
scelti

membri

1827 fu posto immediatamente dopo i capitani delle medesime guardie. In apquale


nelle

Notizie

per turno. L'aiutan-

maggiore sar il relatore. Ammesso che sia l'aspirante, il decreto del consiglio l'aiutante

presso anche

gli

umziali in pensione
esenti

sar

portato dal-

inclusivamente agli

vennero
quelli

riportati nelle Notizie,

dopo

iu attivit di servizio. Nel medesi-

mo

anno 1824

il

primo seltem-

maggiore a monsignor maggiordomo , onde ottenere dal santo Padre l'approvazione. 11 servizio che prester il corpo sar a

i32
tit.

GUA
sua Sanr loro
gli

GUA
na del santo Padre saranno sotto la dipendenza dell'escute. Comunioneordini che relativamente
ricever dai suoi supeservizi
al servizio
riori.

piedi e a cavallo presso

Ogni volta che il santo Padre andr in pubblico, cavalcher alla

portiera dritta

un

uffiziale del cor-

po.

La

gavetta di servizio ordina-

Nei

di

citt

di

rio sar composta di

un

cadetto e

sei

guardie.

un Un tromba
esente,

campagna cavalcher
dritta della
tit.

alla portiera

carrozza di

sua Sanaprir e

per turno l'accompagner in anticamera ed andr a riprenderla.

In

mancanza

del foriere e ca,

vallerizzo di sua Santit

Durante l'anticamera questa gavetta sar


sottoposta
agli

chiuder lo sportello della carrozza.


la

ordini

di

Scendendo

il

santo Padre dal-

monsignor maestro di camera per


affari

carrozza lo seguir. V. Maggior-

di servizio.

Quando

in occa-

domo, Camerieri segreti

dovr esservi un rinforzo, monsignor maestro di camera ne dar 1' ordine all' esente.
sioni straordinarie
Il

di spada e cappa, Foriere maggiore, Caval-

lerizzo maggiore, Viaggi de' Pontefici,

servizio di quartiere

sar d'ore

Titolo terzo.

Villeggiature de' Pontefici. Doveri del sottoIl loro posto in anticamera segreta

ventiquattro. Sar composto di

un

tenente, tenente, capitano, e capi-

cadetto e di due
di questo
servizio

guardie.

Il

capo

tano comandante.
palazzo sar
1'

avr

la

stretta

responsabilit della custodia e go-

essendo

camerieri

segreti

e cor-

verno

de' cavalli

custodia

delle

non che della armi e di tutti gli


,

teggiando a piedi Nostro Signore quando va in sedia, il sotto-tenente preceder il capitano, ed il tenente preceder il capitano comandante. Il capitano ordiner il servizio giornaliero. Ricever giornal-

oggetti esistenti in quartiere, e delle

camere dei magazzini


di camera,

superiori.
se-

V. Maestro
Treni

Camera

greta pontificia, Udienza del Papa,


pontificii.

mente
Doveri
della
dell' esente.

rapporti

di

ogni servizio

Titolo

secondo.

unitamente
te.

al capitano
i

comandane
le

guardia, del cadetto e

Ricever

ricorsi
.
. .

supplii

potr stringer discorso di matrimonio senza aver presentata l' i-

Non

che

degli esenti ec.


:

dar

con-

gedi di dieci giorni


in sedia,

stanza al capitano, il quale la passer al capitano comandante da


cui ne sar fatto inteso monsignor maggiordomo. Il congedo assoluto
si

corteggiando a piedi Nostro Signore quando sar


aneler sul lato sinistro.

otterr col beneplacito sovrano.

L'esente per diritto della sua classe cameriere segreto. L'esente di


servizio sar

sempre immediato
altro

alla

sacra

persona di sua Santit.

Esdi

sendovi per
servizio
diritto.
,

un

uffiziale

cesser per
la

allora

il

suo

Tanto
gli

gavetta di servimilitari

In assenza del capitano comandante avr tutte le attribuzioni di questo, a cui dar rapporto allorch riprender il comando. Il capitano comandante comunicher con monsignor maggiordomo, coll'eminentissimo segretario di stato, con altre magistrature e dicasteri per rapRicever affari del corpo. fapunir le mancanze. porti
i
. . .
.

zio,

quanto

altri corpi

r
e

gli

ordini del giorno.


degli aspiranti;

Ricever
i

addetti al palazzo od a qualunque


altro servizio

le istanze
le

ricorsi

immediato

alla perso-

suppliche degli

ufliziali,

esen-

, .

GUA
ti
. .

GUA
ziale di cui sar

i33

Dar

congedi limitati pre-

segretario.

Avr
depotrom-

vio

il

ne per

parere del capitano, dandoparte a monsignor magRilascer


le

in

consegna

il

sito del vestiario

magazzino ed altro.
il

di
Il

giordomo.
i

patenti

ed

ba dovr prestare
di e a cavallo...

servizio a pie-

buon servizio firmati da monsignor maggiordomo e da lui stesso. Provocher da monsignor maggiordomo i comodi e le
certificati di

porter giornalagli
uffiziali

mente
esenti
,

gli

ordini

ed

ed rapporti ai capitani. L'intendente di scuderia avr cura


de' cavalli e della

riparazioni necessarie nei locali addetti al servizio del


tieri
,

scuderia ....

corpo, quar,

caporali
polizia

garzoni
de'

corpi di guardia
individui.

scuderie

manterranno la quartieri e camere antutti


i

camere degl'
al consiglio di

Presieder

nesse, e faranno
vizi.

bassi ser-

amministrazione e al consiglio di ammissione. In caso di vacanza sceglier un esente per a-

L'armiere custodir le armi. Titolo quinto. Del vestiario, dei distintivi, dei gradi, delle bardature e delle armi.
Il

iutante maggiore col l'approvazione

vestiario del ca-

monsignor maggiordomo. Essendo regolare il passaggio da guardia


di

pitano comandante fino alla guardia


inclusiva mente

sar

carico

a cadetto,
so lo

all'

occorrenza egli stes-

dell'individuo; degli altri individui

eseguir:

non

cos

nel pas-

ander a carico del corpo.


rio sar di

Il vestia-

saggio da cadetto ad esente, da esente


casi

due

sorte, di gala, cio,

ad uffiziale, giacche in tali ne far rapporto a monsignor maggiordomo per averne l'approvazione sovrana. V. Sedia gestatoria.

e giornaliero.
in abito rosso

Il primo consister ad un petto, mostreg(

giato celeste, guarnito in oro


i

per

capitani ed

uffiziali

la

guarnizio-

Titolo quarto.
tante maggiore,

Doveri dell'aiuforiere,
,

ne sar in ricamo), cappello bordato d'oro con pennacchio bianco,


calzoni bianchi
vali
forti,
,

tromba,
caporale

guanti

gialli

sti-

intendente
giore

di

scuderia

speroni d'argento.

Il

se-

garzone, armiere. L'aiutante sar

mag.

condo consister in

abito blu
piccoli

ad

potr comunicare ordini


l'istruttore del
tutti
i

un

petto,

mostreggiato celeste, e

corpo. Inter-

filettato rosso

con

galloni

verr a
il

consigli,

e ne sar
i

segretario.

Sorveglier
al

locali

d'oro al collo, ai paramani ed alle saccoccie, cappello con bordo


nero, pennacchio nero, guanti neri,

appartenenti
istanze
pei

corpo,
e

de' quali
le

terr inventario, e

promuover

calzoni celesti, stivali forti, speIl

bisogni
Il

riparazioni

roni d'acciaio.
co.

ferraiolo sar bian-

opportune.
la

foriere

disimpegner

Le guardie avranno
dorata
d'

nella gala

contabilit in generale, e parti-

giberna

con
,

porta-giberna

colarmente former il preventivo annuale, i rendiconti mensili e generali.

di gallone

oro

e giornalmente

Far mandati

ruoli mensili, esige-

giberna di corame nero, con porta giberna simile. Gli esenti, i cadetti

in depositeria

con

gi-

e le

guardie

avranno nella
>

rata del capitano comandante, ter-

gala
gli

un centurone
tutti

di gallone d'oro

r la cassa, effettuer
ti

pagamen-

uffiziali

ricamato.

..

assister

al

consiglio di

am-

te

poi

Giornalmenavranno il centurone

ministrazione, ed al consiglio par-

di

corame

ner,o.

GU

ufficiali,

esen-

i34
ti
,

GUA
cadetti
i

GUA
avranno
le

e guardie
fiocchi
il

La bardatura
campagna),
la
vi
il

consister
(

in

gual-

spalline,

al

cappello, e la

drappa, coprifondi

valige

per la
cele-

dragona secondo
dente
agli

grado corrispondelle truppe pontificie. Il capitano comandante ed il capitano avranno tre ordini di ricamo al collo ed ai paramauffiziali

tutto di

panno

ste filettato rosso; in quella di ga-

saranno de'

galloni.
uili/.iali

Le

selle

e bardature degli
ti

saranno a loro

carico..

ed esenLe armi
dritta

ni, e tre

stelle

d'argento sulle spal-

consisteranno nella

sciabola

line.

Il

tenente e sottotenente due


il

ordini di ricamo,
le, il

primo due

stel-

secondo una come sopra. Tutti gli uffiziali avranno la fascia che giornalmente sar di seta celeste ed oro, nella gala oro ed argento.
Il
ti

con fodero di acciaio bianco, e pistole. Le armi saranno fornite dal corpo a tutti g' individui ec. ec.
,

I
1'

giubilati

e quelli
,

che avranno

uniforme ad onore
di sopra.

avranno lo
indicasoltan-

stesso

vestiario giornaliero

vestiario delle

trombe parimensar
,

to

Faranno uso
Del

di

gala

e giornaliero
rosso

ce-

to dell'uniforme giornaliero.

leste

mostreggiato

pennac-

Titolo

sesto.

consiglio

di

chio giallo. 11 vestiario del foriere sar un solo rosso ; non avr spalline,

amministrazione, del consiglio piccolo d'amministrazione, e del consiglio di


to,

ma un
ed
Il

ricamo

al collo, ai

revisione

all'

abbigliamen-

paramani
vita.

ai bottoni

dietro la

ec. ec.

vestiario dell'intendente di

scuderia sar blu mostreggiato rosso, e filettato celeste

senza distinti-

va militare. Quello de' caporali garzoni e dell'armiere sar bli

Titolo settimo. Dei gradi del corpo corrispondenti a quelli delle truppe pontificie, degli onori e dei privilegi. Capitano comandante e
capitano, tenenti generali. Tenente

mo-

streggiato rosso, e filettato celeste:

e sotto-tenente, brigadieri generali.

non avr per forma


iutante maggiore
tivo

militare. L'a-

Esenti

colonnelli.

Cadetti
dieci

te-

avr per distinpic-

una

fascia,

ed inoltre un

colo ricamo al bavaro ed ai para-

mani.

Gli esenti

avranno un baal voi.

guardie, venti guardie , tenenti. Terze venti guardie, sotto- tenenti. Foriere , maresciallo
nenti colonnelli.
d'alloggio in capo.
sciallo d'alloggio.

Prime capitani. Seconde

stone (ne

parlammo

IV,

p.

19 del Dizionario) di ebano lungo circa un palmo, che porteranno infilato al petto sul lato sinistro.

Tromba, mareGodranno gl'in-

dividui del corpo presso d'ogni argli onoL'uniforme delle guardie potr portarlo chi ha prestato quindici anni di onorato servizio.

ma

delle truppe pontificie

L'esente di servizio porter in mano bastone simile, ma lungo

ri

relativi.

palmi

tre circa

(il

bastone se-

gno ancora
l'esente,

comando che ha durante il tempo del suo


del
i

La

patente sar equivalente a car-

ta di sicurezza.

Ogni individuo posenza licenza.

servizio, sopra tutti


ri

corpi milita-

tr andare a caccia

che sono di guardia al palazzo apostolico, comprensivamente al corpo, di guardia detto la reale). La sella sar di mezzo maneggio, i finimenti saranno guarniti di metallo dorato.

Per

le

esecuzioni e sequestri abbi-

sogna Yexequatur del capitano comandante e di monsignor maggiordomo. Per la festa di s. Pietro e
nelle altre occasioni che
si

dispen-

GUA
sano medaglie d'argento, gl'individui del corpo ne avranno. Per la candelora si distribuiranno le solite
candele.

U
ranno
esse
i

35

pizzi

della

coltre;

dietro

un

cadetto, e tutti col cappello

in

testa.

Per un cadetto quattro


sei

Quando
(

il

santo

Padre
al

cadetti ai pizzi della coltre; segui-

distribuir la
glia

comunione

alla fami-

r un cadetto alla testa di


die a piedi coli'

guar-

nobile

ne trattammo

voi.

arma

funerale.

IX, p. 167 del Dizionario, ed altrove), gl'individui del corpo vi avranno luogo. Il corpo delle guardie
nobili

Per un esente e per V aiutante maggiore quattro esenti alle coltre,

un

esente alla testa di dodici guar-

essendo

destinato

alla

die con

un

cadetto.

Dovranno

se-

custodia della sacra persona di Nostro Signore, non interverr alle

convoglio gl'individui appartenenti alla mezza brigata del


guire
il

pubbliche funzioni, se non quando v'interviene sua Santit, e si ritirer subito che la Santit sua si ritira, o manda contro ordine, in
seguito del

riore.

defunto nel grado eguale ed infeSar poi permesso di unirsi a questi anche ad altri del corpo
di

qualunque grado
il

essi

sieno

poril

quale

non
,

interviene.

teranno

cappello in testa.

Per

Famiglia pontificia, Cappelle Canonizzapontificie , Concistori zioni, Funerali, e gli altri articoli relativi a funzioni che assiste o ceove viene descritto lebra il Papa anche quanto riguarda il corpo del-

V.

sottotenente e tenente quattro eseuti

le

guardie

nobili

le

cui

trombe

immediatamente quindi un plotone diviso in due sezioni comandate da due esenti. Nel tempo della messa due guardie armate saranno presso il cadavere. Per il capitano quattro
alla coltre, l'altro uffiziule seguir
:

suonano un concerto
della basilica, allorch
si

nell'ingresso
il

esenti alle coltre, seguiranno


ufficiali

Pontefice

subalterni

quindi

la

due comi

porta
feste

ai

vesperi

pontificali

per

pa snia formata in sezioni. Nel tem-

Je

di
si

Natale

e di

s.

Pietro
solen-

quando

reca a celebrare
fa

nemente, e quando
dell' ostia

l'elevazione
consacrati.

del

calice

Prima do il

il

concerto avea luogo quanportavasi


,

Pontefice

in

sedia

ed all' elevazione delle dette specie sagramentali , nella messa cantata alla presenza del Papa da un cardinale. Le trombe de' cavalleggieri allorch
nella basilica vaticana

nella cappella pontificia nel sabbato

po della messa quattro guardie armate circonderanno il cadavere. Per due esenti il capitano comandante e i due uffiziali subalterni alle coltre. Seguir il capitano, l'aiutante maggiore, ed il foriere. Quattro guardie armate intorno al feretro. Nel tempo della messa un cadetto e quattro guardie armate circonderanno il cadavere. Per qualunque grado spettano le spalline all'aiutante maggiore; cappello, pennacchio, stivali, speroni
naliero
)

santo
celsis

s'in tuonava

Gloria in exil Deo, suonavano alquanto.

(tutto gior-

Titolo ottavo. Degli onori funebri per gl'individui del corpo.


si

Non

faranno onori funebri se non a richiesta degli eredi e a loro spese. Nel trasporto del cadavere di

trombe. Qui noteremo, che nel numero del Diario di Roma del 1 8 1 3 si legge: Ebbero luogo domenialle
1

ca scorsa
la

le

solenni
s.

esequie

nel-

chiesa

di
d.

una guardia quattro guardie

ter-

funto duca

Eustachio pel deLuigi Braschi One-

sti

i36 GUA primo comandante


alla

GUA
delle guar-

die nobili di sua Santit.

Assiste-

rono

funebre
di

mera

segreta

funzione la caNostro Signore ,


e

arrestato che da altra truppa, sar immediatamente consegnato al quartiere


al
sia

medesimo corpo,

delle guardie nobili.


vile de' sacri palazzi

L'uditore
apostolici

ci-

coi monsignori

maggiordomo
il

mae-

fa-

stro di camera, e tutto


le

corpo del-

le

funzioni di fiscale del corpo,

guardie nobili".

onde promuovere l'amministrazione


,

Noteremo ancora
rali

degli

individui
,

che ai funeprimari della


i

della giustizia, sostenere la giuris-

dizione, e tutt' altro riguardante


diritti,

camera
clesiastici

segreta
la

intervenendo
s

privilegi

le

prerogative

membri che

compongono

ec-

delle

guardie

nobili.

Nel caso in
avesse
princi-

che secolari , vi prendevano luogo i capitani delle guardie del corpo de' cavalleggieri, e i cavalieri lande spezzate finche esistettero.

cui altro

tribunale

piato atti criminali contro qualche

soggetto spettante a questo corpo,

Dopo

l'istituzione

delle

guardie nobili, che successero ai primi ed ai secondi , facendo parte i loro uffiziali ed esenti alla ca-

capitan comandante diriger a monsignor maggiordomo una memoria di officio, nella quale reclail

mer

la

trasmissione degli

atti, ec.

Monsignor maggiordomo sar capo

mera

segreta,

come

si

detto al

V
ra.

consigli di disciplina e di guer-

citato articolo, ne' funerali di qual-

che primario individu appartenente alla

medesima

vi

prestarono
del

assi-

In seguito sar umiliata da monsignor maggiordomo al santo Padre copia della sentenza per farla

stenza alcuni dello stesso corpo.


in fatti nel
rio di
si
i

approvare.

numero io4

Dia*

Le guardie
1841, ed a'23

nobili sino all'anno


aprile,

Roma

del 1807, riportandosi

funerali celebrati a monsignor

petto le ghiglie

usavano sul d'oro, alle quali


che portavano

Gavotti maggiordomo,

legge che

con beneplcito
i

pontifcio fu sosti-

vi assisterono le guardie nobili.

Da
pel

tuita la bandoliera

ultimo

ne' funerali

celebrati

cavalleggieri e le

medesime guar-

marchese Scipione Sacchetti cavallerizzo maggiore, v' intervennero


il

die nobili nei primi anni della loro


istituzione, la quale fu assunta nel di

tenente

sotto-tnent,

esenti delle

e quattro guardie nobili, in un


segreta
ecclesiastica

seguente da
po.

tutti

membri
si

del cor-

La

bandoliera di due specie,


porta a
si-

all'anticamera

giornaliera e di gala, e

e secolare.
Titolo nono.
plinari, e
'

traverso del corpo

dalla spalla

Delle

pene

disci-

nistra al fianco destro.


liera giornaliera di

La bando-

come

applicate, c. ec.

Titolo decimo.

Del consiglio di

disciplina del
ra, ec. ec.

consiglio di guer-

Solo diremo che tran-

panno celeste da sbarre di galloncino d'oro, avente in mezzo sul petto una placca di metallo dofilettata

e traversata

che un individuo del il caso corpo commttesse disordini in teatro od altro pubblico spettacolo cui allora spetter la punizione a monsignor governatore di Roma ,

ne

rato, ornata
la
cifra

du trofei
centro
le

militari col-

nel

inargentata
triregno e

G. N. P. Chiude
altra

due estremit

placca

simile col

chiavi incrociate.

qualunque individuo

appartenente

gala

formasi cV

La bandoliera di uu gallone d'oro

GUA
con scacchi nel mezzo di seta celeste, ed ha le due medesime placche. La bandoliera per delie guardie o
tiro
ollziali

GUA
scari, Cardinale.

i3 7
della no,

Guarino

bile famiglia bolognese

Guarini

della Foscari o Fuscari per

parte

in pensione
la

o in

riil

materna, fu canonico regolare della


congregazione di
s.

come

giornaliera,

ma

gallonano ancor questa


corpo.

di argento: in
si

morte,

no come vuole

il

p.

Maria del ReTrombelli, o

deve

restituire al

La

bandoliera del foriere

come

quella delle guardie.


delle

La banpanno

doliera

trombe

di

rosso, nel resto essendo eguale alle


altre bandoliere. Inoltre le guardie
nobili in sede vacante assistono ai

novendiali ed alle congregazioni generali che tengono i cardinali; H accompagnano nel solenne ingresso

in conclave e nella sera di esso ogni loro cella ha una guardia nobile armata , al modo che dicem,

come vogliono il Ciacconio e l'Oldoino di quella di s. Frediano di Lucca, ovvero al dire del Sigonio, del Suarez e di altri, canonico regolare nel monistero di s. Croce di Mortara presso Pavia , o finalmente canonico della cattedrale di Bologna come dimostra il Lambertini nel tom. delle sue opere p. 58i e seg., il quale si protesta di non voler prendere parte nella ri-

soluzione della questione. Ricusato

con

pari umilt e costanza


di Pavia,
si

il

ve-

mo
la.

agli

articoli

Conclave e Celai

scovato

sottrasse

da

Lo

ripetiamo,

rispettivi
si

artrat-

quel formidabile peso con sene in luogo occulto,


sorti finche

fuggir-

ticoli

di questo Dizionario

ta di
le

quanto riguarda
le
uffizi

il

corpo del-

guardie nobili e

onorevoli in-

sacrato

il

non nuovo

fu eletto

donde non e con-

vescovo.

Non

pot

che disimpegnano. Il regnante Pontefice Gregorio XVI, pienamente soddisfatto di questo cospicuo corpo, per la disciplina che mirabilmente osserva pel zelo con cui disimpegna il serper la costante fedelt ed attaccamento verso la sua sacra persona , e per altri singolari pregi che lo distinguono, meritamente riguarda i nobili individui che lo compongono con ispeciale benevolenza ed affezione, avendogliene date in pi incontri
della
vizio e le sue attribuzioni,

cumbenze ed

per egualmente disimpegnarsi dall'accettare il cardinalato, ed il vescovato di Palestrina, che gli confer il suo parente e concittadino Lucio II, nelle tempora dell' avven-

ii44 cne bench in et pressoch ad accettare con espresso le due dignit. Inoltre il
to dell'anno

l'obblig decrepita

comando
Ponteficavalli,

ce

gli

fece
di
il

molti

doni, e fra gli

altri
i

alcuni

bellissimi

quali

cardinale fece tosto vengli

dere, con
distribu
il

altri

donativi,
ai

prezzo ricavato

e ne mi-

chiare

prove:
di
s.

gran croce

ha decorato Gregorio Ma-

serabili, in sollievo de' quali

fond
,

gno il capitano comandante, il capitano e il capitano coadiutore; e


del grado ed insegne di

commenmedesimo
del

un ospedale sotto di s. Giobbe e lo l' invocazione dot di rendite sufficienti, non lasciando in egual tempo di predinella sua patria

datore
ordine
stesso.

cavaliere

del

care al popolo

molti

individui

corpo

alla sua cura affidato con assidua frequenza l'evangeliche verit. Dubitando per il

GUARINO

(s.),

Foscari o Fu-

cardinale di non adempiere piena-

, ,

i38

GUA
ai

GUA
,

mente
fuga:

suoi

doveri
il

due
si

volte

nizzato da Alessandro III.


tirologio
si

Nel mar-

tent di lasciar
la

vescovato con la
volta

dice,

che

il

di lui cor-

prima

ricover

po riposa

nel sacro speco di Subiaco,

donde
III;
la

in Bologna, onde si potrebbe forse ritenere , che sepolto

fu richiamato da Eugenio

in Palestrina, fosse poi stato

tras-

seconda volta in Ostia, donde per non cadere nelle mani de' saraceni che nell'anno n5i o ii54 infestavano quelle
stretto

portato nella sua

patria.

Certo

che

spiaggie,
in

fu

coe

corpo fu dai sacerdoti preneslini riposto in urna di marmo, che collocarono nel sotterraneo delil

trasferirsi

Roma,
di

la

loro cattedrale, dove


Vitelleschi
di

il

cardinal

quella probabilmente fu l'occasione


io cui sottoscrisse

Giovanni
trov

Corneto
e
p.
le

nastasio IV.

una bolla Ben presto per


,

se

Ane

quelle

sacre

ossa
11

fece

trasportare a Corneto.

abba-

torn in Palestrina

ove riassunto

con pi fervore

il

sacro ministero,

te Trombelli nelle Memorie storiche di s. Maria del Reno, alla p.

sentendosi mancar le forze, un giorcanonici, e prono chiam a se testando loro di non aver altro di
i

190 e

seg.

si

di

parere

che nel
essere
il

martirologio

asserisca

proprio che

le

misere

vesti

che invi-

dossava, predisse ai medesimi la


trovato presente

cina sua morte. Alla fine dopo essersi

corpo di s. Guarino in Bologna perch bolognese ed ascritto al clero della citt. Il Lambertini o sia Benedetto XIV, nel suo trattato dei santi bolognesi, parla a lun-

alle elezioni

di

Eugenio III, Anastasio IV, e Adriano IV, essendo vissuto quinanni nella dignit cardinalizia,
si
i

go
di
li,

di questo punto. Oltre


s.

la vita

dici

se

Guarino riportata dall' Ughelne trova un'antichissima in


di

chiaro per meriti e virt


nel Signore
et
di
a'

ripos

fine

un
nel

libro
di

contenente
sant'
r >

le
,

6 febbraio

settantacinque
i

i5g, in anni come


il

opere
in

minori

Agostino
*

stampato

i49

ea

esistente

scrivono

Bollandoti, l'Ughelli,

Roma

nella biblioteca Corsini, es-

Ghirardacci,

ed

il

Cecconi
i

nella

sendo raro.

Storia di Palestrina,

quali ripro-

GUARINO

GUARINI

Ilde-

vano

le

opinioni del Ciacconio, del

Piazza,

Ghini, del Suarez, del Masini e del i quali pretendono che mo-

brando, Cardinale. Ildebrando Guarino o Guarnii nobile di Bologna,


fratello

del precedente, omesso dal

risse di centodieci anni.

Sembra

pe*

r che menlre

tutti
il

abbiano equivocato,
nella

Ciacconio nella storia de' cardinali, e supplito dal Masini nella sua

Petrini

Storia di

Bologna perlustrata
e dal
p.

par. II, p.

x,

Palestrina, avendo con critica e diligenza esaminata la morte del cardinale, la stabili in anni centotre,

Trombelli nelle sue

Me-

epoca memorabile per


ticare la

gli

strepitosi

prodigi co' quali Iddio volle autensantit

del suo servo. Ebnella


il

morie a pag. 222, fu creato cardinale nelle tempora dell'avvento del 11 44 dal suo parente Lucio nelle MeII. Avverte il Cardella morie storiche de' cardinali, che alcuni scrittori

be onorevole
chiesa di

sepoltura

sua
lui

hanno

attribuito

al

Palestrina, ed

di

nome mano

si

legge nel martirologio ro-

cardinal Ildebrando Grassi, quanto riguarda questo cardinal Ildebran-

a'

6 febbraio, siccome cano-

do Guarini, ed aggiunge che

questi

GUA
1 55 come rilevasi da mor nel un antico necrologio. GUARNA Romualdo, Cardinale. Romualdo Guarna nato nobilmenSalerno , chiaro non meno te in per dottrina che per prudenza, fu da Pasquale II del 1099 creato cardinale diacono di s. Maria in Via Lata, quindi spedito con Pietro vescovo cardinale Portuense ed
i

GUA
to cardinale.
all'elezione
ili

,3c,
nel

Assist

conclave

Giovanni
i

XX11, e

chiuse in pace
pontificato.

suoi giorni in quel

GUASTALLA
t

(Guastallen). Cit-

altri

personaggi, legato alla citt di


,

per istabilire Renevento coi normanni. Calisto II lo


civescovo di sua patria
e nel
cr,

la

pace

fece ar-

nel

1121,

mese

di

settembre

lo consa-

come narra il Fulcone nella sua cronaca. Compose questo dotto cardinale una cronaca dal principio del

mondo

fino a' suoi tempi


santi, e
il

alcune vite di
di

breviario
i

cui sino al
di

1587

si

servirono

con residenza vescovile nel ducato di Parma, capoluogo del distretto del suo nome presso la riva destra del Po, non lunge dal confluente di questo fiume e del Crostolo. E questo uno de' punti i pi importanti che vi sieno sul Po. Guastalla pure ducato, che forma attualmente un distretto del ducato di Parma, dal quale lontano quattro leghe , e trovasi rinchiuso tra il ducato di Modena ed il regno Lombardo- Veneto, da cui viene diviso dal Po, e si appoggia all'ovest del fiume Crostola sua lunghezza di tre lelo
:

canonici

quella

metropolitana

ghe e
ficie

tre quarti

Ja

larghezza di
e la super-

nella recitazione del divino uffizio,

tre leghe e

un quarto,

aver compartito immensi benefizi alla sua chiesa, fini in pace suoi giorni poco dopo il 1121, come accenna il Ciacconio , e rie

dopo
i

di circa quattro

leghe.

Dap-

mase

in essa sepolto entro

un madiverse

gnifico avello.

Sottoscrisse

prima vi dominarono i Torelli. Appartenne anticamente al ducato o ai duchi di Mantova, ed era la residenza di uno dei rami dell'illustre famiglia Gonzaga, che ne godette
st
il

lasio

GeNoteremo che questo cardinale non va confuso con un albolle, e concorse all'elezione di
II.

principato,

il

quale acquiTorelli

dalla

contessa

Luigia

superstite di sua nobilissima famiglia,

tro

arcivescovo

di

Salerno

dello

e fondatrice delle Guaslalline

stesso

nome
III,

e cognome, che da

Eu-

(Vedi),

delle Angeliche (Vedi).


in

ovvero da Anastasio IV nel ri 53, o nel 11 54 ottenne il governo di quella chiesa, la di cui vita viene riportata nel tom. XXI degli opuscoli scientifici di Angelo Caloger, pag. 147, ch' totalmengenio
te diverso

Fu

eretto

ducato

Guastalla

in citt dall' imperatore

Ferdinandi Fer-

do II nel 1598, a favore dinando Gonzaga. La citt castello e molte chiese, ed di belle mura. Altre volte
to considerevole,

ha un

cinta
fu mol-

dal nostro cardinale.

ma

tuttora im-

GUASCOGNA
nale.
Gallie,

Pietro,

Cardinelle

portante

ed

insieme elegante pei

Pietro

da

Guascogna
e abbate

monaco

benedet-

monistero di s. Severo di Roslagno nella diocesi di Tarbes, fu da Clemente V del i3o5creatino nel

suoi edifizi ed altri pregi che l'adornano. Guastalla, V'astalla e nel medio evo Guardastalluni, al dire del Muratori nella XXI disseit. delle Antichit italiane, era una coi-

i4o
le anticamente

GUA
compresa
al

GUA
nel
ter-

di

Parma

(Vedi), e dato con que-

ritorio di Reggio, e fu

come

dire-

sto all'arciduchessa d' Austria


ria

Ma-

mo
di
s.

anche soggetta

monistero Sisto di Piacenza, ci che il


dissert.

Luigia che n'

la

sovrana.

La

chiesa di

Guastalla, parroc-

Muratori riporta nella

XLVI.
e

chiale col titolo di pieve sotto l'in-

La
no

citt

fu pi

volte
se

assediata

presa. Nel

1702

ne impadroniro-

vocazione de'ss. Pietro e Paolo, ebbe origine nel nono secolo, fu consacrata nell'anno

gl'imperiali, e nello stesso

anno

996

dal Pontefice

apri le sue porte al duca di Ven-

dome

ed all'esercito francese , il , quale l'abbandon nel 1706, per cui vi rientrarono g' imperiali e vi
posero guarnigione, impadronendosi

Gregorio V, quindi nobilitata nel seguente secolo da due concilii che


riporteremo per ultimo.
blic
le
Il

p.

Ire-

neo Affo nel 1774 in Parma pubAntichit


e

pregi

della

l'imperatore del ducato dopo la


Essi

chiesa

morte dell'ultimo duca di Mantova.

nel

1734

la

resero alle

Guastalla > nelle quali narra che Angilberga moglie di Lodovico II imperatore, ebbe da
questi in
stalla.

di

truppe di Francia e di Spagna;

ma

ben
VI,

presto,

dopo

l'arrivo di

nuove

truppe imperiali tedesche di Carlo mura il si diede sotto le sue 9 settembre dell' anno stesso, fra 1 queste ed i francesi, un sanguinoso ed ostinato combattimento, nel quale questi ultimi

to

dono la chiesa di GuaAvendo l'imperatrice fondaalle monache benedettine il mos.

nistero di
za, gli
la,

Sisto fuori di Piacenla

don
cui
al

chiesa di

Guastal-

per

nella giurisdizione fu

sottratta

vescovo
dalle

diocesano di
i

rimasero vincitori uniti coi sardi. Dipoi nel 1746 il

Pieggio, e gli lasci ancora

suoi
il

beni.

Perduto

monache

do-

generale austriaco

Brown

la

tolse

agli spagnuoli; quindi l'imperatore Francesco I convenne nel trattato di Aix la Chapelle nel 1748, di cedere il ducato di Guastalla alSpagna Carlo duca di l' infante di Parma. Dopo varie vicende la citt ed il ducato nel 1796 vennero riuniti alla repubblica italiana. Nel 1806 a'3o marzo fu da Napoleone Bonaparte dato il ducato in dote ed appannaggio a sua sorella Paolina moglie del principe Borghese, la quale vendette la citt e alla repubblica italiana il ducato per sei milioni di franchi, ritenendo per il titolo di duchessa di Guastalla. Riunito il ducato al regno d'Italia, a questo rimase soggetto sino al 18 15, in cui per le risoluzioni del congresso di Vien-

minio della chiesa di Guastalla, il vescovo di Reggio investi Bonifapadre zio marchese di Toscana
,

della contessa
di

Matilde, della pieve

Giorgio. Divenuta la

Guastalla e della cappella di s. pia Matilde


dominii, restitu
di
s.

erede dei paterni


la

chiesa alle

monache

Sisto;
1

per da questo monistero nel 1 1 fece da Pasquale II espellere le monache, e sostituire i monaci benedettini di
s.

Benedetto di Polirone,

essendone allora abbate Odone. La chiesa di Guastalla, sebbene nella


diocesi di Reggio, continu

ad

esse-

re esente, e soggetta alla santa Sede. Indi


i

fine del secolo

monesi

la

monaci di s. Sisto nel XII cederono ai cresignoria che avevano su


quale in seguito fu oc-

Guastalla,

la

na fu

di

nuovo annesso

al

ducato

cupata da Barnab Visconti. Dopo iL i/|.i3 incominciarono a governar

GUA
la

GUA
,

4i

chiesa gli arcipreti

dipendenti
alla

talora dal vescovo di Reggio, sen-

17 settembre 1773. Il suo successore Pio VI, con breve apodata


a'

za

diminuirsi

la
gli

soggezione

stolico de'

santa Sede che

avea sottoposti al vescovo di Reggio. Nel i4?6 la chiesa ottenne da Sisto IV territorio separato, e

all'abbate
la

3 giugno 1775 concesse potere amministrare confermazione a' suoi diocesani,


di

divenne

diocesi.

Ol-

tre a ci
pontificia,

l'arciprete

di

collazione

ed era inclinato a stabilirvi la sede vescovile. Finalmente, essendo morto il dotto abbate de' conti
Scutellaria
i

dal

dominio de' Torelli


la

guastallesi

supplicaroper-

essendo passata

citt

quello

no
ch

la
il

regnante Maria Luigia


Pontefice Leone

de'Gonzaga, sotto il piissimo Cesare Gonzaga ottenne privilegi, autorit e prerogative proprie di

XII dasse

compimento

a quanto volevano fa-

un

re diversi suoi predecessori.

ordinario di quei tempi.


eretta

La
di

chiesa

Emula
sia

la

duchessa di Angilberdi Teodora d'AsGonzaga, beneme-

Dio e del principe degli apostoli dentro


lui

da

in onore

ga, di Matilde e

Darmstadt
pel suo
de'

mura della citt, fu consacrata i5j5 dal cardinal s. Carlo Rorromeo. Nel i585 questa chiesa sali
le

rentissime della chiesa di Guastalla,

nel

religioso zelo

con de-

creto

a gran lustro per


rante li

Fersignore di Guastalla, daple istanze di

poich Sisto soppresse l'arcipretura della pieve di Guastalla con


l'autorit della bolla

assegn cinquemila franchi in dote del nuovo seminario, e con altro de' i4 agosto dello
del proprio patrimonio
alla

6 marzo

1828

stesso

In supremae
s.
,

anno mensa

altri

seimila

trecento

vescovile, in aggiunta

a
Io

apostolicas, eresse in abbazia nul~


lius la

duemila
addietro
cos
la

settecento

goduti

per

nuova

chiesa di

Pietro

con un collegio di canonici e vi trasfer la giurisdizione goduta dall'arciprete della pieve. Dipoi Ferrante III duca di Guastalla era intento a farla dichiarare
lo rap

tenne che con

dall'abbate. Provveduta mensa e il seminario, otdal medesimo Leone XII


bolla
de'
1

settembre

1828
stalla

erigesse a citt vescovile

Guaa

seggio

e-

con

tutti

diritti,

onori e

piscopale dalla santa

Sede,

quanIl

prerogative
tal

delle

altre

elevate

do
suo

la

morte

a' viventi.

grado;
la

quindi
chiesa di
la

costituendo
s.

successore Ferdinando Carlo nutriva lo stesso desiderio, e stava

cattedrale

Pietro,

buono
diocesi

edilzio,

sottopose con la
alla Se-

Innocenzo XI per erigerla


scovato,

in

ve-

immediatamente

quando alcune

circostanze

sopravvenute ne impedirono l'effettuazione; n miglior riuscita per le difficolt de' tempi ebbero le intenzioni

duca

di

istanza

di Ferdinando Rorbone Parma. Clemente XIV, ad della principessa Teodora

de apostolica. Eresse il capitolo componendolo di cinque dignit, dichiarandone prima quella dell'arcipresedici canonici comprese te , di del penitenziere le prebende e del teologo, di sette mansionari, di

due prebendari,
chiesa.

oltre altri preti e

duchessa vedova di Guastalla, accord all'abbate aumento di giu-

chierici addetti all'uffiziatura delia

Quindi

il

Pontefice

aggree

mediante la costituzione Illustrium pcrsonarum,


privilegi,

risdizione e

al

territorio dell'antica abbazia

quelli ancora

di

Luzzara

Reg-

.U
scovato di

GUA
in

GUA
sciatori
ni,
le

&iolo, dipendenti

passato dal ve-

di

Enrico

re de' roma-

fileggio,

ed

allora dal-

e
II

la

conlessa Matilde.

Pasqua-

l'ordinario di Palina, per le apostoliche lettere de'2

dicembre 8?. 1 emanate da Pio Vlf. L'episcopio


1
1

fu stabilito aderente alla cattedrale,

e la

tassa

per ogni nuovo ve-

che la provincia di Emilia non sarebbe pi soggetta alla metropoli di Ravenna, per cui non le rest che la provincia Flaminia. Vi si us molta indulgenza ai vescovi
dello scisma dell'antipapa

decret

scovo venne registrata ne'libri del-

camera apostolica in fiorini trecento, ascendimi vero ad 1800 air* citer sciita monctae romanae. Nel concistoro de'i5 dicembre 1828 Leone XII dichiar primo vescovo monsignor Giovanni Neuschel uula

tempo Clemente III, purch non fossero essi n usurpatori, ne simoniaci, ri colpeordinati
nel
altri
le

voli di

delitti

e vi

si

rinlai-

novarono
ci

proibizioni fatte ai
le

di

dare

investiture

ecclesia-

garese di Scepusio, cappellano della

stiche.

regnante duchessa, traslatandolo


vescovato in partibus di Troia.

dal
11

Labb tom. X, Arduino tom. VI, e Martene, Thes. t. IV. GUASTALLINE, Congregazione

Papa che regna Gregorio XVI, nel concistoro de' 2 novembre j836 lo trasfer alla sede vescovile di Borgo s. Donnino nello stesso ducato di Parma, ed in egual tempo preconizz vescovo di Guastalla l'odierno monsignor Pietro Zanar1

religiosa e collegio.

Con

tal

nome

furono chiamate due comunit diverse di donzelle, che furono fon-

date a Milano nel i533 circa


la,

da

Luigia Torelli contessa di Guastal-

vedova di Luigi Stanghi gentiluomo di Cremona, unica erede

<!i,

nato nella

badia di Fontevivo

del ricco patrimonio del conte


chille Torelli

A-

nella diocesi di

Parma,

rettore di
dell' u-

suo genitore.
si

Luigia
dedic
piet.

quel seminario,
niversit, ed
dale.

professore

esaminatore pro-sinoil

appena rimasta vedova interamente agli esercizi

di

Nella cattedrale vi

fonte

Da

principio

accolse
il

in

sua casa

la cura d'anime, quaamministra dal parroco; ed ivi venera nsi molte reliquie. Nella citt non vi sono altre parrocchie, \i un convento di religiosi, ed un monistero di monache.

battesimale e
le
si

le donzelle nobili,

di cui

onore
biso-

era in pericolo a cagione di

gno; ricover ancora e prest generoso soccorso alle donne di cattiva condotta, situandole in un'al-

tra

casa

sotto
s.

il

patrocinio

della

Concilii di Guastalla.

11

primo

fu celebrato nel

ioop

dal Pontefice

Urbano

li.

Il secondo fu adunato dal Papa Pasquale li a' 22 ottobre 1 06, contro le investiture, e per condurre sulla retta via ed in grembo alla Chiesa alcuni prelati e sa1

Maria Egiziaca. Nel i534 ottenne da Paolo III un breve col quale fu autorizzata ad istituire una congregazione di donne le quali professassero la vita religiosa sotto la regola di s. Agopenitente
stino,

secondo

gli statuti

che avrebdi

be

stabilito

l'arcivescovo

Mila-

no, e di fare per le

bricare una chiesa


stero.

medesime fabed un moui-

cerdoti

scismatici.

V'intervennero
gli

molti vescovi e chierici,

aiuba-

to

Guastalla

Questa contessa avea vendua Ferdinando Gou-

GUA
7aga, e perci

GUA
queste,

143
che
il

impieg ottantadue

con

la

differenza

le

mila scudi per comprare in Milano ventiquattro case nella parrocchia di

angeliche
tello

non portavano
di

manottobre

che dal principio

Eufemia, ove fece edificare un ampio monistero ch'ebbe compimento nel i535, ed una
s.

bella

chiesa

sotto
di
s.

il

titolo

della

Conversione

Paolo.

A secon-

Pasqua inclusive: in petto portavano una croce, e in dito un anello d'oro con un cuore simile, avente incisa l'immagine del Crocefisso. Le loro costituzioni poscia
sino a

da

del pontifcio breve, la contes-

furono
lo

scritte

dal cardinal

s.

CarMila-

sa scelse sei

monache domenicane
di
s.

Borromeo
12 maggio

arcivescovo di

del monistero

Lazzaro,

pernelle

no, ed approvate da
a'

ch
sero

alla
le

nuova comunit insegnasreligiose

1625.

Urbano Vili Le monache

osservanze,

agostiniane angeliche di Milano fu-

quali istruite, ricevettero l'abito di


religione nel
\i
si

ritir

i536. Nel monistero la benemerita e geneil

rosa fondatrice, assumendo


di Paola Maria
;

nome

indi

venne deter-

minato che
desse
liche
il

la

nome

congregazione prendi religiose Angequesla nuova de-

(Fedi).

Con

nominazione Paolo III le conferm nel i536, esentandole dalla giurisdizione dell'arcivescovo di

Milano,
visita

ed

assoggettandole

alla

direzione
regolari di
biti

del generale
s.

de' chierici

Paolo
le

detti
in

Barnaaggiunclau-

(Fedi).

Laonde

vece di ma-

dre o sorella
sero al
lica.

religiose

loro

nome

quello di Ange-

In principio

non avevano

questa per fu messa nel i55j, quando le religiose vollero dedicarsi ad una vita interamente claustrale, e vi s' impegnarono con voli. Allora Paola Maria Torelli usci dal monistero e fond un'altra casa senza clausura, ed istitu in essa il collegio che dal nome
sura,

della sua patria e signoria

chiam

rono soppresse nelle vicende politiche nei primordi del corrente seloro monistero venduto, il colo; indi rifabbricato ad uso di abitazioni particolari ; mentre la chiesa di s. Paolo fu dichiarata sussidiaria della parrocchia di s. Eufemia. Il monistero o casa che la Torelli fece edificare dopo uscita dalle angeliche, tra Porta Romana e Porta Tosa, dicendosi comunemente il collegio di Guastalla : lo dot di rendite sufficienti al mantenimento di diciotto donzelle nobili ed orfane, alle quali per lo spazio di dodici anni viene provveduto di fornendo il quanto abbisognano collegio la dote a quelle che si maritano. Quelle che ne hanno la cura vivono come religiose. L'abito delle guastalline diverso da quello delle angeliche, essendo nero ed eguale a quello delle secolari quanto alla figura, mentre le secolari vestono di color turchino. Questo benefico istituto fiorisce in Milano, con trenta zitelle, aventi per supe,

Guastalla, e
di appellate

le

donzelle furono in-

riora

una

distinta
delle

dama

milanese.
ha

guastalline, chiaman-

Del

collegio

guastalline

dole

l'

istitutrice figlie
le

Siccome

religiose

Maria. guastalline od
di

Milano, e degli

scrittori
il

larono, ne tratta

p.

che ne parFilippo Bodegli

agostiniane angeliche furono,

come
di

nanni
riporta

nel

Catalogo
II,

ordini

dicemmo

in principio, istruite dalle

religiosi,
la

par.

pag. CI,

ove ne

domenicane,

vestirono

l'abito

figura.

144

GUA
o

GUA
VASTAF.
blica
,

GUASTAV1LLANI
VILLANI
Filippo,

due

collegi e

Cardinale.

gratuite.

Nel 1821

molte scuole Guatimala fu

Vastavillani Filippo, Cardinale. GUATIMALA ( de Guatmala in Indiis ). Citt con residenza arcivescovile, capitale della repubbli-

incorporata al Messico,
di

ma

pi tar-

io luglio 1823 con una costituzione analoga a quella degli


e
a'

Stati-Uniti

si

rese indipendente.
l'

Do-

ca e federazione degli stati di Guatimala , e del circondario di Sacatepec nell'America settentrionale e centrale, sede del medesimo gover-

po

l'epoca della rivoluzione

istru-

ha ricevuto grandi miglioramenti, e l'industria manizione pubblica


fatturiera
dei

e le arti
,

vi

fecero
di

pur
gi

no federale. Trovasi alle monte Agua non lungi


del fiume Guacalat,
,

falde del

progressi

contandovi

dal corso

fertilizzata

da

molte fabbriche. Questa citt l'emporio di un commercio considerabile, principalmente col Messi-

sotto un cielo numerosi ruscelli puro ed un clima generalmente dolce. Questa citt forma un perfetto quadrato diviso in quattro quartieri, suddiviso ciascuno in due circondari. Le strade sono larghe, dritte ed in gran parte lastricate; le case quantunque basse a cagione dei terremoti, sono eleganti, comode e cinte da giardini spaziosi con

co e con Vera Cruz. Al nord-est evvi un sobborgo importante, diviso in

due

quartieri
,

ed in quatla citt

tro circondari

come

la

fornito di acqua mediante


l'

un

Del-

acquedotto

lungo due leghe,

cui costruzione cost


vagli.

immensi

tra-

Si osserva

pure presso

la cit-

il

monistero del Carmelo sopra


collina, in deliziosa posizione.

serbatoi d'acqua.

La
ben

piazza pubblilastricata

una

ca

assai

larga,

ed

abbellita

da

portici e begli edifizi;

Guatimala fu fondata nel 1775 dopo il terremoto che distrusse quasi


interamente
tedrale
,

nel centro evvi

Si osserva la cattedrale,

una bella fontana. non molto


bellissima aril

l'antica,

tranne la catvasti

uno
,

de' pi

templi

grande,
chitettura

ma

una moderna,
di

americani
dali;

alcune chiese ed ospeecco


la

palazzo aril

ed

perch

si

chiama
sede del-

civescovile e quello del governo,

Guatemala
l'antico

Nueva:

la

palazzo pubblico,

cale. Inoltre
fra
le

vi

quali
di
s.

la dogana, la zecsono diverse chiese, meritano menzione

vescovo

quella
il

Teresa e quella detta cosi monisteri , conventi, ospedali, ospizi ed altri Sta-

Pantheon

governo e quella dell'arcifurono trasferite nel 1776. Guatimala o Guatemala l'antica detta Guatemala Antigua, gi capitale di una delle tre udienze o divisioni del vecchio Messico o nuovi

bilimenti.

L'universit

di

s.

Carlo
II

fu fondata nel

1676 da Carlo

re

va Spagna, gnuoli per

la

fabbricarono
di

gli

spa-

mezzo

Ferdinando

di Spagna, ed approvata

da Innocenzo XI con la costituzione Suprema de' 18 giugno 1687, presso il Bull. Rom. t. Vili, p. 438, con dodici cattedre.

Cortez nel io23 circa. Altri la dicono fondata nel i524 da Alvorado; altri che
vi
a'

21 luglio i54

fuv-

posta la prima pietra,


s.
,

venendo
di

Havvi pure un'accade-

intitolata

una societ di economia rurale, un museo di storia naturale, una biblioteca pub-

mia

delle belle arti,

a Compostella

Giacomo apostolo
e perci

denominata eziandio San Jago de Guatemala. Ma i due vulcani di Agua e di

GtJA
Fileg
la

GUA
sempre
in
si

ij)

travagliarono

guisa che nel corso di cent'anni

metropolitana, e gli assegn per suffraganee le sedi vedi

Spagna

in

trov quasi distrutta, e se ne cangi l'area in sito pi opportuno. La sede vescovile venne istituita

scovili

di Comaygua, Nicaragua e Chiapa. Essendo allora vescovo di


ti

Gua
ne
detti

inala Pietro

Pardo, ne diveni

da Paolo IH nel i547, e fatta suffraganea della metropoli di Messi-

il

primo arcivescovo. Tuttora


tre

vescovati sono suffraganei

Papa primo veMaroquin celebre predicatore, che mori nel i563.


co.

Ne

dichiar

il

scovo Francesco

Pio VII i5 marzo 18 5 ne fece arcivescovo il vivente monsignor Casansa'


1

della chiesa di Gualimala.

furono Bernardino nominato nel i564j morto nel i566. Gomez di Cordova dell'ordine di s. Girolamo, che mor nel i5y4- Giovanni Ramirez domenicano, nominato neh6og, che

Suoi successori

y-Torres, nato in Jaca, traslato dal


titolo episcopale di

di Billalpando,

Rosa in parti-

bus; ed

il

regnante Gregorio

XVI

27 gennaio i843 ne dichiar coadiutore con futura successione monsignor Francesco


nel concistoro de*

termin di vivere l'anno seguente. Giovanni Cavezasdomenicano^ fatto successore, morto nel i6i5. Pietro de Valencia di Lima eletto nel i66j manc a'vivi nel medesimo anno. Giovanni Zapata agostiniano, eletto nel 16-22, mor nel i63o. Agostino d'Ugarte preconizzato in di lui luogo; indi trasferito ad ABartolomeo Gortrequipa nel 164 zalez inquisitore del Messico nominato vescovo nel i6^5 sotto il
' ,

Garcia Pelaez
t,

dell arcidiocesi, gi

professore di teologia nell'uuiversi-

parroco di

tica

s. Giuseppe dell'anGualimala e canonico onora-

rio della
il

cattedrale

conferendogli
in

titolo

arcivescovile

partibus

di

Bostra nelle parti degl' infedeli.

La
s.

cattedrale, ottimo edilzio,

sacra a Dio sotto

l'invocazione di
Il

Giacomo
delle

apostolo.
tre

capitolo

composto
giore
sei

di

dignit, la
il

mag-

quale

il

vescovato di
dice

Verapax

fu

decano, di canonici comprese le prebende


quali
preti e chierici addetti al ser-

unito a quello di Gualimala.

Cm-

del penitenziere e del teologo, e di


altri

che questa unione segu nel 1607. Col nome di Verapax nello stato di Gualimala vi sono la citt di tal nome detta Verapax o Coran ed il dipartimento. Il paese fu primieramente appellato dagli spagnuoli Tierra de Guerra, dal carattere bellicoso dei nativi che fu loro impossibile di sottomettere per la via delle armi. Carlo V gli die il nome di Verapax perch abbracciarono il cristianesimo che loro predicarono i domenicani alla met del XVI secolo. Benedetto XIV a' 1 6 dicembre
manville
,
,

vizio divino.
vi
il

Nella

cattedrale hav-

fonte

battesimale

la

cura
sa-

d'anime amministrata da
di

due

cerdoti rettori. L' episcopio, palazzo

buona

struttura,

non molto
Nella

lungi

dalla

metropolitana.

sono altre cinque parrocchie munite di battisterio , cinque


citt vi

monisteri e
altrettanti

conventi

di di

religiosi

monisteri

monache
luoghi

tre conservatorii, alcuni

pii,

otto sodalizi,

il

collegio de' poveri,

l'ospedale ed
lunni.
tassato

il

seminario cogli a-

Ogni

nuovo arcivescovo
camera a-

S743

elev
voi.

la

sede
Indie

vescovile

di

ne' registri della

Guatemala

nelle

occidentali

postolica in Ooriui trentatre, asser'

XXIUf

1*

46
dttnt vero

GUA
ad
ultra
1

GUA
cole torri. Sulla collina a dritta del

0,000 ponde-

ra

llus

monelae, qua

ad

espres-

fiume, un forte ed un ridotto ne


difendono
il

so consensu

archiepiscopi absentis
sui

passaggio.

Il

clima vi

coadjutor

ad decentem
poterit.
(fife

conin In-

gruam fru
diis
)
.

sano, quantunque caldissimo. La sede di Guayana nelle Indie


occidentali fu eretta

GUAYANA
le della

Guayana

dal Pontefice

Citt con residenza vescovi-

Guayana o Gujana spa-

gnuola , ora della regione Colombiana della repubblica di Venezuela,

Pio VI, che nel concistoro de' 19 dicembre 1791 ne dichiar primo vescovo Francesco de Ybarra di Guacata diocesi di Benezuela. Pio VII agli

nell'America meridionale, capi-

it agosto 1800

gli

die in successore

tale della provincia del

suo nome.

chiamata

ancora
costruita

s.

Tommaso

della

Guajana ed Angostura. Fu
foce
del

sull' Orenoco, Carony, e rimpetto all' isola di Faxardo; ma distrutta da Adriano Sanson alla testa degli olandesi nel 1579, in seguito sulle due rive dell' Orenoco costru la seconda citt Antonio Berreo che 588 altri chiamano Barrio, nel o i5gi. La terza ebbe origine nel 1764 da Gioachino Moreno di Mendoza governatore, ed occupa

dapprima

alia

Giuseppe Antonio Mohedano della diocesi di Toledo; ed a questi nel concistoro de' i5 marzo 18 15 Giuseppe de Silva-y-Olave di Quaiguil. Leone XII fece dipoi vicario apostolico
di

questa
di

chiesa

Mariano

Fede, che nel concistoro de' i5 dicembre 1828 nomin vescovo in partibus di Tricala. Il regnante Pontefice Gregorio XVI nel concistoro de' 1 2 luTalavera
Santa
glio
1

84 1
,

dichiar vescovo, l'odier-

no monsignor Mariano Fernandez Fortique di Mariana di Caracas.

il

declivio d'

un

colle sulla destra

La sede
poli
di

suffraganea
s.

della metrodi Benezuela.

riva dell' Orenoco.

Larghe e

dritte

Giacomo
s.

sono
e

le

strade

parallele al fiume,

La

cattedrale dedicata a Dio in


di

le traversali

ascendono

la collina.

onore

Tommaso
si

apostolo: a

La

citt

non grande,

ma

le case

cagione dell'antichit e cattivo stato dell'edifizio,


ti

sono tutte in pietra di solida struttranne quelle del basso po, polo che abita capanne di loto o di canna. 11 fiume inonda spesso le basse vie, ed i cocodrilli sovente entrano nella citt, e fanno pasto di chi in essi miseramente s'imbatte. Sarebbe importante il suo commercio se la foce dell'Orenoco fosse meno lontana, dovendosi navigare per cento leghe e pi artura

sta dai

fondamencui

fabbricando altra cattedrale


Il

sar sostituita.
dignit,
le

capitolo

non ha
teologa-

ne

le

prebende

penitenziale,

ma
,

solo

comdi

ponesi di due canonici e di un beneficiato

cappellano
cattedrale

non che
vi

preti e chierici inservienti alla chie*


sa.

Nella

il

sacro

fonte, eh' l'unico della citt, e la

duamente
la

rimontarlo.

Il

palazzo

curato.

del congresso posto sopra

una

bel-

cura parrocchiale si amministra dal Non havvi palazzo vescovile, ma una casa assegnata per abitazione del vescovo. Nella citt non vi sono altre parrocchie, vi l'o-

piazza magnifico, essendo vi-

cina la dale
to,

principale

chiesa.

L'ospepie-

un

bello e vasto stabilimen-

spedale ed un collegio in luogo di


seminario.

vagamente sormontato da

La

diocesi

ampia

GI
contenente
diverse
]

GUA
Papa regnante Gregorio
dismembra/ione
liche,

i4 7

quattro provincie, con


e

XVI

con
,

citt

frutti

della

molte parrocchie. mensa sono tassati


apostolica

di

altre

diocesi

per l'autorit delle lettere aposto,

In supremo beati Pelri daIV kalenda februarii 1837. Quinad 4ooo argenteos monetac Ma- di nel concistoro de* i5 febbraio rum partitini) nempe ad tolidem' i838 ne dichiar primo vescovo romana sculata. l'attuale monsignor Francesco SaGUAYAQUIL ( Guayaqulen ). verio de Garaycoa, nato in GuaCitt con residenza vescovile della yaquil, parroco nella medesima sua
ne' libri della cancelleria
in fiorini trentatre,

ascendunt vero

te

repubblica dell'Equatore nell'Ame-

patria della chiesa

matrice e par,

meridionale, capoluogo della provincia del suo nome, sul fiume


rica

rocchiale di

s.

Pietro

vicario

fora-

Guayaquil. Mediante questo diqueste due e nuova comunicano insieme per un ponte di legno. assai ben
visa
in antica
:

neo, consultore della sacra inquisizione, rettore del seminario e professore di teologia.
tefice sottopose

Inoltre

il

Pon-

parti per

questa sede sufhaganea al metropolitano di Lima, e


il

fabbricata

in

legno,
j
,

rinchiude

costitu

capitolo j la

mensa e

la

qualche
tive

beli' edifizio
Il

ma

strade.

porto

con catuno de' pi

diocesi al

accennare.
cra a Dio
postoli
s.

modo che andiamo ad La cattedrale, edifizio


ed
al principe degli
11

importanti
tiere
di

grande Oceano, difeso da due forti, ed ha un candel

solido di recente costruzione, sa-

a-

costruzione

il

principal

Pietro.

capitolo

si

com-

arsenale marittimo della repubblica,

pone

di
il

due

dignit,

prima delle

non che una scuola


risiede
la

di nautica.

quali

decano, di due prebendiversi

Vi

marineria

militare,

de canonicali pel teologo e pel penitenziere, di


beneficiati,

e vanta

un buon collegio. Il suo commercio vi richiama un gran

numero

di

navi straniere, essendo


in

maggiori e minori chiamati, il cui numero sar accresciuto pel decoro


del

considerabile massime
del paese:
il

prodotti

culto

divino.
la

La

dignit

del

popolo ha delle abi-

decano

esercita

cura delle anibattesimale.

tudini asiatiche, e le

donne

si

fan-

me
le
,

nella parrocchia della cattedra-

no rimarcare per
za.

la loro

avvenen-

in cui

il

fonte

Questa

citt

fu quasi intera-

L'episcopio
si

mente ridotta in cenere nel 1764 da un incendio. Nel 1770 il redi Spagna Carlo III ne ordin la cote

non esiste, ma presto provveder non mancando deabitazioni,

centi

ed

essendosi

gi

stabiliti

de' fondi.

Oltre

la

catte-

prontamenGuayaquil fu una delle prime citt che scossero la dominazione spagnuola. Verso la
struzione, e fu quindi
ripopolata.
fine

drale

vi

sono

diverse

parrocchie

nella citt, alcune famiglie di religiosi,


tuti,

confraternite ed altri pii


al

isti-

insieme
alla

seminario eh' con-

del 18 19 indipendente,
si

si

costitu

in

istato

tiguo

cattedrale.

La

diocesi

ma

po

riun alla
,

poco tempo dorepubblica di Co-

contiene Y intera provincia di Guayaquil con trentacinque parrocchie.


I

lombia

e poscia a quella dell'


vescovile

E-

frutti

quatore.

ogni
fu eretta dal ne'

La sede

della mensa vescovile ad nuovo vescovo sono tassati libri della camera apostolica in

148
fiorini

GUB
trentatre, verus

GUB
aulem
ilio-

Pontefice,

la

prima del 1102 a

fa-

rum
cter

valor est quatuor millium cr-

GUBA.

sculatorum illarum partium. Sede vescovile nella Mede' giacobiti nella dio-

sopotamia

vore della chiesa di Firenze, la seconda del no5 a favore del monistero di s. Polirono nel territorio di Mantova.

cesi d'Antiochia,

una

delle sette cit-

GUBBIO
residenza

(Eugnbin).
dell*

Citt con

t vescovili vicino

a Mitilene. L'As-

vescovile

Umbria,
Urbi-

semani nomina cinque vescovi, cio Dionigi trasferito da Guba a Mitilene nel ii 02, Lazaro del 12 16, Gregorio Abulfaragio del i222,Barsuraa nipote di Lazaro, che successe

nella legazione apostolica di

no e Pesaro, antichissima e nobilissima, posta


d' Italia,

quasi

nell'

umbilico
terri-

gi appartenente al duca-

to

di

Urbino e Pesaro, con


cento
di

a Gregorio,
le

imposero
zio

uno di quelli che mani al patriarca Igna-

torio di circa

miglia.

si-

tuata

alle

falde

uno

de'

monti

IV
fa

Suppl.

454,
cilio

nel 1283. 11 p. Mansi nel de concilii t. I , col. 453 , menzione di un falso con-

di eutichiani tenuto in questa

Apennini chiamato Ingino, e circondata di grosse ed alte mura, bagnata dal fiume o torrente Camignano che quasi per mezzo la
divide, restando per essa
diversi
ponti.

citt

nel

585,

al
il

quale presiedette
giovane,
patriarca
e

unita

da

Pietro
degli

detto

eutichiani

ad

Antiochia,

vennero condannati come apostati Probo e l'abbate Giovanni , perch abbandonando gli errori degli eutichiani erano riennel quale
trati nella fede

A' tempi degli umbri e de' romani era tutta nel piano, ove trovansi non equivoche vestigia di

sua grandezza.
l'antico

Non perden-

do
cosi

di vista

teatro, e pochi

ruderi delle

mura

situate vicino al

del concilio di Cal-

detto Mausoleo,

vantava pi

cedonia.

di quattro miglia di circonferenza.

GUBBIO Giovanni, Cardinale. Giovanni da Gubbio fu creato cardinale prete col titolo di
sia
s.

Ma

le

vicende cui furono soggette


fazioni, le

tutte le pi cospicue citt d'Italia,

Anasta-

gl'incendi, le guerre, le

da Urbano II del 1088. Pasquale II nel 1 io5 lo destin alla legazione dell'Umbria, nel qual tempo d'ordine e commissione del Pontefice

rapine non poco le nocquero. Dopo aver sofferto dagli ungaresi l' ul-

timo

eccidio, fu dai

superstiti

cit-

tadini riedificata nel

917

sul dorin

consacr

in vescovo
patria,
la cui

per
s.

la

so del detto

monte Ingino, met

chiesa di

Gubbio sua vanni da Lodi, dopo


sa

Gio-

prezio-

piano inclinato, met in piano perfetto, ed della figura di un trapezio.

morte fu incaricato dal Papa di scriverne la vita, e di formare l'audel

Al presente ha quasi un miglio di diametro e tre di circuito. Gode


d

tentico processo sulle virt: e miracoli

un'aria

assai

salubre,

possiede
special-

medesimo
nel

ch'egli fedel-

terreni fertilissimi,

colli

mente
fini
tale,
il

esegu e trasmise in

Roma
morla

mente
olivi.

vestiti

di

ubertosi e pingui

a Pasquale li,

cui pontificato

L'antica citt chiamavasi Ju-

corso di sua

carriera

lia

Iguia,

ma
il

sul di lei

nome va

dopo

di essere intervenuto ai

consultato

celebre Agostino Steu-

comizi di sua elezione.

Appose

sua firma a due bolle dello stesso

co nella sua opera De perenni phistampata in Venezia , losophia ,

GUB
aputl
nel

GUB
vere.

i49
di

Dominicum Nicolinum, ore voi. Ili, p. 208 vi l'interes-

de al mss. perch asserisce cose non

Non
ad

basta

il

nome
per

Giulia

sante opuscolo:

De nomine
qua

urbis
legi-

dato quel

Iguvio
di

far

credere

suae Eugubiam quod corruple


tur
iit

che pretendesi

nel mss.
di

Le

apud

scriplores, et

ratione

assertive

Lucano e

Floro

proferendomi.
restati,

Delle sue antica-

glie,
ti

oltre gli avanzi de'

monumensi

non valgono a provare che Termo fuggisse dall' Umbria, a preferenza


di

negli scavi

che

fecero

Cicerone, che dice essere fuggiPiceno.


;

e van facendosi, vennero alla luce


preziose

to dal

Anche Cluverio

se-

memorie archeologiche, che


mo-

esercitarono lo studio di molti dotti


,

rigettano le sue ragioui e quelle di Manuzio. Si pro-

gui Steuco

si

e chi sa quanti pregevoli

numenti si trovino tuttora Giuseppe Colucci, Delle


t picene toni. XI, a p.
tratta
1

sepolti.

antichi'
seg.

dimostrazioni che quando Cesare acquist Tignio, acquist anche il Piceno , il che fa supporre

va con

47 e

delle antichit
1*

d'Iguvio oggi

Gubbio. Divide
punti o
articoli,

il

argomento in due primo diviso in

che Tignio fosse nel Piceno. Dal tempo che Termo impieg per andare da Tignio a Corfinio si prova che non fu Iguvio , in pi modi
L'antico

XLIl , il secondo in . bell'articolo primo discorrendo del


silo,

XXVII

Iguvio

appartenne

agli

umbri
1'

non ebbe per da

questi

del

nome,

della origine d'Igu-

origine.

Gli etruschi possederono

vio

delle sue

monete,
sito
,

svilupfu
ela

Iguvio,
datori
,

ma

non ne furono
Io

fon-

pa questi punti. propriamente nel


siste

Iguvio non
in

cui

oggi
l'

Gubbio
Ughelli
,

ne

voleva
stante

ma
il

dove poco

di-

dalla

presente

situazione.

furono i pelasgi e gli aborigeni. Si produce l'opinione del Passeri, che ripete l'origine da gente venuta di sbarco, e le opposizioni del Guarnacci,
a cui
si

come non

Gubbio
so
di
il

fu pi verso

basso, presIl

risponde. Questi greci


altro

non
i

torrente

Camignano.
stato

nome

furono
siculi

che

siculi.

Come

questa

citt

soggetto a

pervenissero fino ad Iguvio.

varie scorrezioni
e
il

quello primitivo ; pi antico fu Ikuvium, la cui


si

etimologia

ripete

dal

greco.

Il

Delle antiche monete iguvine. Opinione del Reposati circa al tempo fino a cui dur agli iguvini questo diritto di far

ch'ebbe negli aurei secoli romani fu Iguvium, lo stesso che Ikuvium. Si cerca come un tal nome si corrompesse ne* tempi pi
bassi, e l'epoca del

nome

moneta. Osserva-

zione

opinione del Carli, e sul monumento riferito dal Reposati.


suli'

All'articolo secondo discorrendo

il

ed

Eugubium.

nome Egubium Come gli antichi

Colucci della
vio, svolge

confederazione, degli
seguenti punti.
Gl'i-

avvenimenti, delle antichit d'Igui

scrittori

abbiano nominato Iguvio.


si

Passi controversi di Cesare e di Ci-

guvini furono

confederati

col

po-

cerone, ne' quali

preteso tro-

polo romano.
tato

Difesa del passo ci-

vare

il

nome

d'Iguvio

parimenti

scorretto.

Sospetti che possono ca-

dere sullo Steuco, primo autore della correzione, e motivi che lo mossero a farla.

da Cicerone a favore degl'isono nominati I fulginati da Cicerone nel grado de'municipii


guvini.

delle

prefetture.

La parola

vi-

Non pu

prestarsi fe-

ziata di

Gcerone

si

pu facilmen-

i5o
te correggere

GUB
ci

GUB
genere
dei
istesso

con Iguvinatium che in Fulginatium. La confederazione


degl' iguvini

fu del

ed il Brandimarte procurarono diminuire la gloria di Gubbio romana, e specialmente il primo, che

della

confederazione

ca merli.

non contento

di far derivare

il

nonei

G' igirvini

unirono cogli umbri nella guerra de' romani, e


si

non

me

d' Ikuviuni
gli

dal greco,

di

gare che
fondatori,

umbri ne
farne

fossero

nemmeno

coi

popoli d'Italia nella


ascritti

di

possessori

gli

guerra sociale: furono


trib clustumina.

alla
si

etruschi, opinioni bastantemente ri-

Memorie che

gettate

da quanti

scrissero a' nostri

hanno

negl'istoria

degl' iguvini.

giorni intorno l'antichissima stirpe


degli

G' iguvini prendono in cura il re Genzio prigioniere de romani: se ne argomenta la fedelt verso la romana repubblica. Di un tempio antichissimo degli igubini; se ne precisa la situazione. Si d un' idea della prima inaugurazione di questo luogo. Dalla prima semplicit si pass all'erezione del tempio; nume che in esso venne idolatrato, cio Giove A pennino: ivi si conservavano le sorti, e si davano gli oracoli. Si cerca fino a quale epoca stesse in piedi il tempio, e del suo nome Giove. Iscrizioni antiche appartenenti a' magistrati
scrizioni nelle quali
seviri.
;

umbri, cerca

di

accusare

il

dottissimo Steuco

siccome

falsato-

re di codici, e cosi togliere a

Gub-

bio alcuni interessanti punti d'istoria risguardanti la caduta della re-

pubblica
di

romana, e

le

conquiste

Cesare.
far

Non
lunga

essendo qui oppor-

tuno
tal

disamina intorno
d'

controversia, per essere convinti

in contrario

uopo consultare
favore di

quanto scrissero

in

Gub-

bio l'accurato p. Sarti, De episcopis Eugubinis p. LI, e Marcello


Franciarini nella Dissertazione in-

torno

l'antica

citt

d'Iguvio oggi

ii

sono espressi

Di un pubblico e privato sacerdote iguvino. Iscrizioni onde si rileva qualche professione od arte esercitata da alcun iguvino ; altre riguardanti nomi di famiglie,
tra le quali meritano di essere notate le spettanti alla famiglia Gal-

Gubbio nell'Umbria nominata da Slrabone e Tolomeo nelle loro geografie , edita nel tom, VII degli
opuscoli del p. Caloger.
le

Ma

se

il

Colucci err nella prima parte delantichit d'Iguvio,

molto

bene

scrisse nella seconda.

Le
Giove
te

vestigia del

famoso tempio di
furono
fece

A penni no

discoper-

da cui ebbe origine il poeta Gallo amico di Properzio. Dell'an* tico teatro degl' iguvini, ed idea tolta dai vestigi che ne rimangono sua iscrizione, cosa fece Gneo
la
,
:

sul principio

del secolo passato,


riattare

quando Clemente XI
la

via Flaminia, fra le terre della

Sulpizio nel teatro; sua epoca. De-

ruderi d'
tista

un

antico sepolcro, che,

si

veggono presso Gubbio. Gio. BatPasseri scrisse:

Scheggia e di Cantiano, in una prola piaggia de' bagni dalla parte settentrionaje d' Iguvio, presso la pubblica strada eretta dagli iguvini per essere stata questa

minenza detta

De

magistra-

ridotta

con

magnificenza

romana

tibus et sacerdotiis primitivae reip.

dal console Flaminio, per

Iguvinae. Exst. in ParaUp.


foJ.

DempsU
il

prese

il

cui ne nome. Nella parte australe iguvini

256.
uotarsi che

della strada municipale gli

Deve per

Coluc-

eressero anche

un tempietto a Mar-

GUB
Ran1782 pubblic in Venezia l'opuscolo: Del tempio di Marte Cyprio, e de' suoi mot lumen ti disotterrali nella campagna di Gubbio nelijSi, con fite Cyprio.
^liiastci
Il

GUB
ria

i5i

conte Sebastiano
nel

come

Brancaieoni

prigionieri.

romani trattassero i re Fra quelli che scrisse-

ro su questo

monumento

vi fu

Gio.
etru-

Battista Passeri, che nella sua ope-

ra sulle pitture etnische,

De

gure.
colle

Indi

in

Perugia

nel

1784

scorum sepulchris praeserdni Pe~ rasino, Io chiama sontuosissimo sepolcro etrusco.


cora
lateri
Il

stampe del Riginaldi, pubblic l'altro opuscolo intitolato: Giunte

suo interno an-

intatto
di

presenta

una

cella

e correzioni all'opuscolo di

Mar-

composta
di

grandi massi

quadrisenza
di

te

Cyprio.
gli

Il

Col ucci
picene.

riprodusse

travertino connessi
bellissimo

ambedue

opuscoli nel tom.


Il

XV

calce;

un

cornicione
le

delle Antichit

medesi-

ordine etrusco divide


la

pareti dal-

mo
tico

stamp

archeologo Ranghiasci nel 1781 in Perugia il libro Dell'anteatro

volta formata di eguali massi di


:

travertino

la

camera ha venti

pie-

iguvino.
si

ne' suoi

avanzi

Questo teatro vede presso il


far pari-

di di lunghezza, venticinque di lar-

ghezza, e circa diciotto

di altezza,

sepolcro di cui
rola,

andiamo a
ruderi

pochi

ne sono

sebbene la base dev'essere pi profonda ; l'esterno bench diruto presenta


tiche
te

masti in piedi. Nell'illustrazione no-

una fabbrica rotonda. Le an-

minata si dice essere opera romana in forma di semicircolo, l'e:

terme sono ricordate pi voldaVincenzo Armanni nel tom. I,

stensione del prospetto di palmi

pag.

676

677

delle sue

lettere.

romani trecento quindici


il

tutto

Vi erano anche
tili,

altri

templi demene de'bassi

semicircolo di palmi quattrocento

ora distrutti.

settantacinque, per cui l'intera cir-

Dalle iscrizioni

romane

confetenza
stato
bellito

di

palmi settecento.

tempi che veggonsi sparse in vari


luoghi della citt, delle quali
lo p.
il

Dalla sua iscrizione ricavasi essere


restaurato, coperto

so-

da

Gneo

ed abSulpicio per fe-

Mauro

Sarti nella sua opera

De
co

episcopis eugubinis ne pubblic

steggiare le vittorie di Azio riportate

cinquanta, non solo rilevasi l'anti-

da Augusto nell'anno
la

vanti

3i anostra era. Si crede rovire dei

nome

della
le

vium 3

ma

citt eh' era /gwprimarie magistratu-

nato al tempo di Desiderio

re esercitate dagl'iguvini, la vene-

longobardi,
distrutto.
Il

da' quali

fu

Gubbio
lo

razione che avevano

a
del

Giove Aloro

sepolcro situato pocitt,

pennino,
nicipio,

la

nobilt

mupatrie

co lunge dalia
vollero eretto

ed aldini

ed

altre importanti

ad un re degli eugubini che chiamano Gobio, da cui

e storiche notizie.
seri

Lo
et

stesso Passacrificiis

scrisse,

De

diis,

dicono essersi appellata Gubbio la citt; questa congettura sembra favolosa e ridicola.
Altri

Io dissero
degl'illirici,

innalzato a Gepzio re

iguvinorum syntagma. Exst. iti Paralip. Dempst. lib. De Etru. reg. fol. 249, Lucae 1767. Abbiamo da Annibale Olivieri, Spiegazione di alcuni monumenti degli antichi pelasgi trasportata dal francese

consegnato prigione dal senato romano agli eugubini nell'anno 586 di Roma; ma anche tale opinione
pare
falsa,

alcune osservazioni sopra


simi, Pesaro

sapendosi bene dalla

sto*

1735.

Ma

le

con medeeugub

i5 2
tre

GUB
e
studiate

GUB
a quanto avea dettp
il

tavole di bronzo, celebri in tut-

Passeri, le
le

ta

l'Europa, ammirate

tradusse intieramente, e

dichia-

da tanti dotti, sono per Gubbio il pi interessante monumento di sue


antichit, che conservandosi nel pa-

r scritte in lingua etrusca. Carlo Riccardo Lepsins sostenendo essere

umbra

la

lingua .degli
cos

antichi
l*

lazzo del

comune,

al dire

di alcuni

bronzi, vuole esser quello

antico
il

uno de' pi rari e pregiati monumenti etruschi. Queste tayole furono scoperte nel i444> come vogliono alcuni, in una sotterranea
sono
cella

umbro

dialetto

pure pensa

gesuita p. Gian Pietro Secchi, co-

me

dichiar

da ultimo

nell'acca-

demia romana

di archeologia, parmissili, e dei sei

presso Dantico teatro eugubi-

lando delle ghiande

no. Sono in
tengonsi pel

numero

di sette, e ri-

alfabeti i Italia (Fedi); essere state


scritte nel secolo terzo di

maggior monumento

Roma, e

al-

dell'umbra paleografia.
pio
alcuni

Da
le

princi-

cun poco dopo quelle


gico,

in latino.

Dice
litur-

archeologi

accusa-

contenere un codice sacro o

rono di falsit, noverandole tra le imposture di Annio da Viterbo ;

ma
mio

in appresso tutti gli scienziati

si

volsero ad illustrarle.
le

Lo Spanhe-

sospett scritte in carattere

greco antichissimo o cadmeo, ed i padri maurini le fanno rimontare


ai

tempi anteriori.
il

Il

Reinesio
nel

le

disse puniche;

Bouguet

1732

ne diede l'alfabeto etrusco latino, ina Bourguet sapendo che nel Cortonese non molto lontano da Gubbio avevano abitato pelasgi, e che ivi avevano sofferto fame, pestilente, e disgrazie gravissime, decise contenere un flebile canto misto di preghiere agli dei per allontanare

ove sono nominate le trib, soggette ed alleate degli eugubini, dando eziandio un cenno sulle monete primigenie iguvine ; ed anche il prof. Grotlefend di Annover scrisse intorno agli eugubini bronzi con una straordinaria dottrina. Sir W.m Bentham nella sua Etruria celtica pubblicata in Du-r hi ino, vuole che contengano la relazione d'una conquista fatta nell'

Irlanda dagli eugubini, sostenen-

do essere la lingua celtica, e dandone l'analoga interpretazione. Di


il

questo dicesi al presente occuparsi dotti eh. Brami, e con anziel


i

tante calamit, e perci


vieri,

li

treni pelasgi, facendogli eco


il

chiamava V Olied
il

Bardetti,
cav.

il

Gori,

ne aspettano il lavoro. Queste tavole sono ora ben a ragione custodite gelosamente nella sala di detto palazzo, ne havvi intelligente e colto
straniero

Lami.

Il

Maffei disse dappri-

che

recatosi

in

Gubbio
il

ma

che contenevano un contratto tra gli etruschi ed alcuni altri popoli,

non ami
Passeri,
b.ros

osservarle.

V.

citato
li-

In Thomae De.mpslerii

quindi ritrattandosi and sul-

le vestigia de'

Passeri

ed

il

nominati scrittori. Il Lanzi specialmente,

su di esse studiarono, e grati gli eugubini ambedue li ascrissero tra


la loro nobilt.
11

primo
,

le

chia-

de Etruria regali Paralipmena, qubus tabulae eidem operi addilae illustrantur. Accedunt dis-. sertationes de re nummaria etrusconinij de nominibus etruscorum, et notae ad Tabulas Eugubiuas, Lucae

rituali, e

ne diede

la traduzioil

1767 con

figure.

Prima del
furono

ne con eruditissime note

secon-

Passeri le tavole eugubine

do or

togliendo,

or aggiungendo

pubblicale dal dotto Gip. Qiipkuiio

GUB
Carli.
le
gli

GUB
esisteva, e

i53
stabi-

La famosa

zecca

mi romani
lit

11 4,

e di tanta

monete furono quivi battute daeugubini fin da quando la citretta dagli etruschi
la zecca
i ;

pe! lata,

per essere di pietra viva scarche anche dopo pi secoli

t era

esistet-

te altres
i

in

Gubbio

sotto
vi

con universale stupore si conserva. L'acquedotto comincia dal monte


Calvo, e per linea retta
nell'

Feltreschi e

Rovereschi;

fu

cammina

conservata da

Urbano Vili,

sospe-

sa alcun poco da Benedetto

XIV,

il gran muraglione del bonaccione, e dopo

Ingino passando sopra

continu sino al pontificato di Pio VII. Abbiamo da Rinaldo Reposati,

il

corso di due miglia circa

si

fer-

ma

nel centro della citt dalla paiv

Della zecca di Gubbio 3 e delil ZaZecche d'Iquale per

le

gesta de duchi d' Urbino, Bolo-

donde
ti.

gna 1772, 1773. Ne parla


netti nella raccolta delle

in un vasto ricetto, separa per mezzo di vari canali per dare acqua agli abitante superiore
si

Passa quest'acqua in condotti di

talia al

tom.

I,

della

sasso vivi incavati a


pello,

forma

di scar-

ne diede giudizio l'Effemeridi


terarie di

let-

sostenuti

dappertutto
cosi

con

Roma. A'

nostri
i

giorni

grosse
go,

mura, ed
in

alto e lar-

ne trattarono ancora dotti gesuipp. Marchi e Tessieri nella rinomata opera L' aes grave del
ti
i
:

Museo Kirckeriano, ovvero


nete primitive dei popoli
lia.

le

mo-

vi vanno da principio al fine. Le ineguaglianze poi deb llngino sono corrette da altrettan-

che

comodamente
piedi

due uomini

dell' Ita-

ti

archi di

pietra,

opera

in

vero

di
citt di

romano ardimento; ne manca-

La
mente

Gubbio

primiera-

abbellita dalle pubbliche strali-

de, che per la loro ampiezza e

no alcuni di sospettare, che forse anticamente ivi n' esistesse uu altro, sopra cui fu il presente forcipali
s.

vellazione possono bene stare al con-

fronto di quelle
citt dello stato

delle

pi insigni

mato. La citt ha e pubbliche,


Lucia, di
s.

sei

porte

prin-

pontificio; cinque sono le principali. Rimarchevoli sono i suoi acquedotti, prolungati con ardita e romana costruzione per tanta estensione di suolo, ed

s.

denominate di Croce, di s. Ubals.

do, di
la

Agostino, di

Pietro, e

Marmorea. E fornita di borghi, ed ha in oggi una popolazione di


quelle

arricchiscono

la citt
Il

colle

acque

5ooo anime, ascendendo a 14000 La del contado superiore.


potrebbe

degli Apennini.

bonaccione, gran-

sola citt per l'ampiezza

de conserva di acque racchiuse, che discendendo dai monti Apennini danno principio al fiume Camignano lungo palmi romani 45o, largo 3oo, profondo io5. Se ne valsero gli eugubini per dare acque alle varie manifatture della
,

contenere
secoli

i5ooo

abitanti, anzi nei

XII e XIII
di

ascesero al

nu-

mero

27,000. E divisa in quattro rioni o quartieri, che prendo-

no nome

dalle rispettive chiese, e

citt, e in ispecie

a quelle della la-

sono di s. Giuliano, di s. Martino, di s. Andrea, e di s. Pietro. Ognuno de' quartieri ha la propria bandiera, quello di
s.

na, giovando ancora ai

molini per

macinare.
scoglio e Calvo

Sono
i

uniti

durissimo due monti Ingino


sopra
pal-

insegna

un

falcone,

Giuliano ha per quello di san

mediante un muro di

Martino una corona , quello di penne di struzzo, e s. Andrea tre

i$4

GUB
li

GUB
la

due tromboni o clave, e quello eli Racchiude Gubs. Pietro una rosa.
bio cinque piazze, cio
quella di
s.

dignit del priore,


i

con

sei

la

grande,
s.

mansionari: segne corali


mozzetta,
i

primi hanno
del rocchetto
la cotta

le iu-

e della
e l'al-

Antonio, e di s. Lorenzo, ed il mercato di cos vasta circonferenza, che


Martino,
di
al

secondi

muzia.

Fu

fondata da Gio. Batti-

sta Cristi ni nel

dire

del

Reposati

corrisponde

1640, e dotata di molta' rendita nel 1763 da Gabriele

in
le

grandezza quasi al foro Agonadi

Triangoli.

La sua

cattedrale

Roma. Due

delle dette piaz-

antichissima

e di stile gotico.

La

ze sono in parte adorne di portici.

facciata osservabile per le

quat-

Gubbio possiede
di chiese,

buon

numero

tro figure degli evangelisti scolpite


in pietra.

tanto del clero secolare,

dedicata a Dio in onoafricani

che regolare, molte delle quali a-

re

de'

ss.

martiri

Maria-

dorne di pregevoli pitture, nella maggior parte eseguite dai medesimi eugubini, tra
di
le

quali

merita

essere osservata

detta
di
s.

del

Nostra Belvedere, nella

Donna
chiesa

no e Giacomo, e venne rifabbricata dopo un incendio da s. Ubaldo che n'era il priore: iu appresso ancora fu da altri pi volte ristorata, e specialmente da Marcello Cervini

Maria Nuova, celebre a (Fresco di Ottaviano Nelli; e ad ognuno noto quanto ivi fiorisse tal nobile arte, da Odorisi l'amico di Dante sino al vivente ed ottuagenario conte Annibale Beni. Oltre
il

poi

Marcello

II,

la

cui

arma

in pietra

vedesi nel profascicolo

spetto esterno.

Nel

VI
lato
II,

del giornale di

Gubbio

intito-

Estetica

cristiana,

dell'

anno

pag.

259

e seg. riportata

santuario di
s.

s.

Ubaldo,

vi

sono

le chiese di

Felicissimo,

di san

Secondo antica canonica de'lateranensi, e

la bella ed erudita lettera scritta da Gubbio a' io luglio 1844 dai eh. Luigi Bonfatti, intorno ad al-

di

s.

Ambrogio

de'

me-

cuni

dipinti

della

cattedrale

di

desimi canonici regolari.


di
s.

La

chiesa

Francesco bella eziandio per


Nella chies.

lo stile gotico esterno.

Gubbio, diretta al chiar. Gaetano Giordani ispettore della Pinacoteca della pontifcia accademia di
belle arti in Bologna, cui

sa di

Pietro, gi de'
de'

monaci
di

Oli-

ho

l'o-

vetani, ora
si,

monaci camaldole-

vi

un sarcofago

marmo

nore di essere ascritto. Per la sua importanza ne riporteremo qui appresso un sunto.

che venne illustrato dal Passeri, che ne' satiretti, ne'genii,


bianco,

Questo tempio situato nella parte

e nelle
versi

sei

figure atteggiate in di-

pi elevata della citt


il
1

si

eresse

modi

credette ravvisare
stagioni
,

simnella

fra

i5o e
1

180, e forse ne fu
architett la cat1
1

boli

delle quattro

architetto quel

Giovanni da Gub-

figura posta
del

mezzo il ritratto defunto, e ne' due grifi situati


iu
teste dell'

bio che nel


sa di

if[0

tedrale d'Asisi, e nel


s.

63

la

chie-

nelle
sole.

urna

simboli del
collegiata

Vi

inoltre

una

di

s.

Cristina

vergine

e martire
s.

ora situata nella chiesa di


ria

Ma-

de' Servi,

il

cui capitolo fer-

Maria Maggiore detta del Vescovato nella stessa citt. Sebbene il muro della facciata, probabilmente per minacciante rovina dopo possa tre secoli rifabbricato, non
fissar

mato

di otto canonici,

uno de'qua-

l'epoca

dell'edificazione,

tut-

GUB
tavolta
il

GUB
a
frontespizio,
finestra di
fascia

io->

piccolo fregio situato

guisa di timpano sul


l'ornato della

spaziosa
,

assiso sul sepolcro, che l' angelo annunzia alle donne la risurrezione. Quest'opera nel i5ii fu allo-

forma rotonda
fogliame,
scolpite
le

la

sottile

semigotiche
i

iscrizioni

gata all'artista dal celebre plastico eugubino Giorgio Andreoli per la

sotto

cinque

simbolici
Cristo

propria cappella, a
tare

sinistra' dell'al-

bassi

rilievi

rappresentanti
nel

maggiore
e
il

in
i

essa

Timoteo
degli a-

gli

evangelisti, tolti

dall'antico,
prospetto,

esegu a fresco
postoli,

principi

ed
i

incastrati

nuovo
il

dieci

maestosi archi a sesto acutetto


dell' in-

to

che sorreggono
il

terno,
il

loro

modo

di costruttura,
l'or-

timido e secco cornicione, e

tografia del coro sopra cui elevasi


il

Padre eterno con allegorie. Nella quarta una delle migliori opere di Federico Brunori detto il Brunorino di Gubbio, che vi dipinse la Vergine col Bambino, ed i ss. Giorgio e Gio.
evangelista.

campanile ne

sono prova

sicudi

Nella

quinta

l'euguGes,
l'altro

rissima della

memorata epoca

bino

Virgilio Nucci

colori

sua primitiva erezione. Il vescovo Marcello Cervini verso la met del secolo XVI sollev alquanto l'antico pavimento, con danno dell'antica

preso nell'orto.
famiglia
il

Nella sesta

eugubino Benedetto
Gabrielli

Nucci

per la
^ece

nel

1577

architettura,

la

perdita

di

quadro stupendo di s. Tommaso apostolo, che pone la mano nel


costato del

molti affreschi

de' migliori

pittori

eugubini

pi la decor d'organo,

settima
sti,

opera famosa del famigerato Reginaldo Letischio, con incassatura di


legno a
tutto rilievo

risorto Maestro. Nella vede il battesimo di queforse di qualche discepolo del


si

Cigoli.

Nell'ottava
di cui
si

il

s.

Bartolodet-

del

celebre

meo,
Basili

fa

autore Pierangelo
il

intagliatore

Antonio Maffei eugubile

no. Diecinove sono


la

cappelle del-

to

eugubino. Nella nona Benedetto Nucci figur

s.

cattedrale, ed

incominciando da

baldo. Nella decimasi vede la

UNa-

quelle

della parte sinistra di chi entra nella medesima, nella prima vi una tavola di Sinibaldo Ibi

perugino, discepolo di Pietro


nucci pur di

Van-

tivit di Ges, importante tavola che vuoisi disegno del Pinturicchio, ed esecuzione di alcuni altri discepoli del Vanucci. Passando alla

Perugia,
la
i

bilmente espresse
col

ove miraBeata Vergine


Nicola vesco-

destra parte della cattedrale, nella

divin Figlio,
di

ss.

s.

vo

Mira,

e Sebastiano, e

ed

in

alto

un baldacchino
seconda
Riscatto,
s.

due

angeli.

Nella

cappella
la

Giacinto

Brandi
del
figure.

ben dipinse
Nella
terza

Madonna

prima cappella la conversione di Paolo di Virgilio sunnominato. Nella seconda Benedetto Nucci pur nominato vi fece la Vergine coi Bambino, e i ss. Pietro , Paolo Francesco, Ubaldo, e Gio. Battista,
oltre
il

Onofrio

ed altre Timoteo della


s.

ritratto di

Ottavio Baldi -

nacci committente della tela. Nella

Vita egregiamente

effigi

Mad-

dalena, con alcuni putti

che suo-

nano e cantano;
tavola
si

all'

indietro della

vede
santa,

il

Redentore appae
in altra

rire alla

banda

Forte Gabrielli d'un Gaetano Lapis. Nella quarta trovasi una ragguardevole pittura di Dono Doni d'Asisi, rappresentante Ges caduterza
il

b.

discepolo del cagliese

1*6
to otto
ii

GUB
peso della croce. Nella
di

GUB
da alcune
Cristo.

no

incognita
storie

mano
vita

ricamate
di

quinta vasta cappella dedicata alla

della

Ges'

Madonna
dicesi
il

i654 Loreto, nel l'eugubino Francesco Allegrini, che


miglior discepolo del cav.

Non mancano in Gubbio buon numero di palazzi, nella maggior


parte forniti di torri giusta
il

d'Arpino,
sotto in su

con
la

molta
color

perizia

del

co-

a fresco. Ol-

stume
tutti

de' bassi

tre la

l'Annunziazione,
ta

Coronazione della Vergine , la venuta della sanl'effigie

sufficiente
di

tempi hanno un disegno; sono formati


:

pietra calcarea, e in

modo
Tra

casa a Loreto,
vi

di

vari
la

da

far concepire

un'idea dell'anti-

vescovi e martiri,

rappresent

ca dovizia de' signori eugubini.


questi
ni
palazzi

consacrazione della cattedrale, e la


traslocazione del corpo
di s. Giovanni da Lodi: lateralmente all'in-

quello del conte Beall'ester-

interamente conservato
vanta
l'

gresso in

due
il

bassorilievi di

mar-

mo

vi

deposito

del

vescovo
tela

Alessandro Sperelli, e in una parte


la Nativit di [Viaria,

buona

di

onore di avere alloggiato i Pontefici Martino V, e GiuII: vi sono parecchi quadri lio che meritano essere veduti, e tutte le opere originali del famoso Paolo
no,

Antonio Ghepardi. Nella


pella
il

sesta cap-

Beni.

Il

palazzo detto

della
citt,

Corte
ov'era

medesimo
il

Allegrini effigi
set-

posto in cima della

genuflesso

b.

Villano. Nella
di

l'antica fortezza fabbricata

dai du-

tima qn discepolo
dine del
vescovo

Virgilio di-

chi d'Urbino, che per lungo

pinse l'Annunziata. Nell'ottava 4'orSperelli


il

po signoreggiarono
sorge di fronte alla
cesco di Giorgio
se.
Il

Gubbio.
di

temEsso
,

cav,

cattedrale

Sermei dopo il 1644 color egregiamente l'icona in cui si vede s. Giovanni da Lodi in abito pontificale, che conferisce il sacerdozio a s. Ubaldo. Nella nona ed ultima cappella havvi un'opera lodatissiraa di Dono Doni, che pel can. Alessandro Zeccadoro lavor in tela

fu eseguito con disegno


di

Fransane-

Martini

cortile bellissimo

d'ordine

misto o composito, quello che si usava dagli artisti del e XVI

XV

secolo.

Le

finestre

le

porte,

ed

camini nei loro

stipiti

e davanzali

di pietra serena azzurrina

sono

tutti

Cristo

deposto in

grembo

alla

Madonna. Sono
gistrato;

lodati rabeschi i a chiaroscuro negli scranni del mal'intaglio

a basso rilievo, lavoro eseguito sulle copie de' migliori rabeschi antichi.
rito,

Questo palazzo
II

in

parte pe-

dello
;

sgabello

e fu incominciato

da Federi-

vescovile del

coro

tre

quadretti

co

in legno esistenti sulle pareti della


sagrestia,

compimento da Guid'Ubaldo
figlio.

ed

alcuni

quadretti

di

duca d'Urbino, e condotto a I suo Nella piazza grande ove sorpalazzo


Galeotti

scuola eugubina sovrapposti all'antico sarcofago

geva

il

e la eu-

che

serve di

altare

gubina

zecca, innalzasi ora

quello

nella cappella eretta presso la scala


Il

del conte Francesco RanghiasciBran-

minore,

capitolo possiede

to

non sono molti anni. un monumenpregevole, cio un piviale in


magistero
nel
secolo

caleoni attualmente

benemerito

zelante gonfaloniere, cameriere d'o-

cui con sottilissimo


fine del

nore di spada e cappa del regnante Gregorio XVI, il quale nel 84


1

decimoquinto furo-

con breve apostolico

gli

confer

il

, 1

GUB
titolo e
se,

GUB
ai

i$7

le

prerogative di marche-

distinzione che

pur concesse

11 palazzo municipale del comune, magnifico e sorprendente edi-

di lui discendenti.

La

facciata prin-

ficio,

fu eretto nel principio del se-

cipale di questo
l'essere di

palazzo

oltre

al-

colo

XIV, allorquando con


rest
al

la cac-

un bellissimo disegno, lunga non meno di trecento piedi

ciata de' ghibellini,

assoluta
della

padrona
citt
la

libero

governo
:

romani
il

alle

spaziose
vi

gallerie

parte guelfa
della citt,
la

torreggia nel

alla

rara libreria

ha ancora u-

nito

teatro; e ad
il

uno

de' lati del


la chie-

palazzo
sa di
vi

marchese eresse

s.

Luca

dai

diosa villa

ha formato altres ad uso inglese, per

fondamenti, e ampia e granfar

e maestoso da domina. Venne innalzato con disegno di Matteo di Giannello di Maffeo detto Gallapone, cittadino di Gubbio, a cui

mezzo

ogni fianco

perugini
il

dovettero
del

afeli

anno
dei
1

cosa gradita alla nobile di lui consorte Matilde

i333

disegno

palazzo
nel

Hobause
quali

di

tal

na-

Priori o

comunale,

37

zione;
vata, ne
bella.

per

le

cose

questa
ele-

quello della fortezza di Porta Sole.

parte della citt eh' la

pi
la

Questa grandiosa ed
costruita
di piccole
latere, tolte dal

isolata

mole
Cal-

forma senza dubbio


palazzo

pi
pre-

pietre

quadri-

Nel medesimo

Raucui fu

-vicino

monte

ghiasci evvi

una numerosa e
s

vo, e priva di qualunque


trave, di
al

legno o

gevole collezione di quadri,

un'architettura

tendente

aggiunta quella

nota

posseduta
di es-

gi dal nobile eugubino conte Gia-

como Ranghiasci, che merit


sere fatto vescovo
luglio
di

miglioramento in un' epoca nella quale appena da altri artisti si osava abbandonare il sesto acuto,

Sanseverino,
osservano

da Pio VII, nel concistoro de' 22


18 16. In essa
ottanta
si

ben dimostra la perizia dell'autobare. Sopra un ampio piantato


sano gigantesche costruzioni, ai lati delle quali sorgono due grandi pamezzo lazzi congiunti insieme per
di

pi

di

tavole assai

conservate

e pregevoli

bene da Giotto
di

fino a Pietro perugino, e

oltre

alcuni

archivolti,

sopra

cui

a trecento da questo alle


scuole
;

sicch

moderne a ragione pu dirsi


la

situato

un grandioso terrazzo o piazdalla quale


si

contener quasi
l'arte

intera storia del-

dal suo risorgimento. Giotto,


,

Giottino, Pinturicchio

Mantegna,
ossia Sas-

Spagna, Sinibaldo, Salvi

vede la ben coltivata sottoposta campagna. Il pi alto munito di merli e di campanile o torre, fu detto palazzo del
za pensile,
bellissima prospettiva della

soferrato, Baldassare Peruzzi, Leo-

pubblico, per distinguerlo dall'altro

nardo da Vinci, Correggio, Guido Reni, Domenichino, Tiziano, Tintoretto ed altri non pochi abbelliscono questa pinacoteca, -visitata continuamente dai viaggiatori, e dagli artisti. Evvi inoltre una raccolta di vasi etruschi, di monete,
d'iscrizioni
ziosi

che fu chiamato pretovioj serviva quello a fare e discutere le leggi, questo a metterle in esecuzione dappoich nel primo risiedevano il
gonfaloniere di giustizia
soli,

e
il

con-

nell'altro

il

giudice e
pel

pode-

st.

Oltre

le abitazioni

magi-

antiche, e di altri prearcheologici,

strato e pe' ministri, vi sono le sale

oggetti

nella

per

gli

archivi e

per

libreria interessantissimi codici.

di piet,

e nel basso

monte il ampi magaz-

58
fini

GUA
per l'annona. Meraviglioso
in
il

OLA
cose, che ascese la spesa
dell'eredell'

vedere
piano
doli

un

salone

ultimo

una

fonte

da

cui

sorgeva

l'acqua, la quale al dir

del

Con.

i6336, soldi 2, e denaro 1, forse di moneta ravennate. Sopra la porta dell'antica aula
zione a lire
consiliare

sorprese
la

Leandro
nel

Alberti

scolpita

V epigrafe

In oggi
stata

residenza

municipale
palazzo
si

Concordia
se

parvae

res

crescunt.

trasportata

del
ri-

podest,

ma

con fondamento

tiene che far ritorno in


s

un luogo
degli

L'attuale teatro fu costruito a speprincipalmente de' nobili nel 1727, con quattro ordini di palin

decoroso. Nella sala dell'odierna

chi

forma semicircolare: ne fu

residenza a perenne

memoria

architetto e pittore principale


rizio Lottici
di

Mausi

uomini pi illustri eugubini, se ne vedono le immngini con analoghe


iscrizioni; nell'archivio poi
si

Parma,

cui

ag-

giunse
tioli.

il

concittadino Giovanni Matsi

convo-

Al presente par che


di

voglia

servano

libri

delle

reformazioni,
molti

restaurare o riedificare pi comodo.


Gli stabilimenti
neficenza

raccolta preziosissima di

pubblica beg' in-

lumi in foglio, la quale comincia dall'anno i326 e segue non interrotta fino al 1808. Ivi sono pure molte pergamene ed altri libri
,

sono
i

l'

ospedale per
,

fermi

d'ambo

sessi
:

magnifico

e
nel

vasto fabbricato

incominciato

spettanti

ad

epoca

anteriore
palazzi

al

i3oo.

Questi

due

furono
compiti

incominciati nel
nel giorno
1

i332,

e
1

novembre
il

349-

1741, venne compito nel 174^; furono suoi principali benefattori Antonio Gioia patrizio eugubino, e la sua figlia Marsilia marchesa dall' Arena Pucci, i quali gli lasciaro-

qui

cade
i

opportuno
coniugi

ricordare

come
ed
patrio,

nobili

Ranghiasci

no la loro eredit. A quest'ospedale vennero eziandio assegnate le rendite degli antichi spedali di
s.

Hobause
il

con

generoso
di

amor

Ma-

essendo

e Pesaro

Urbino cardinal Giuseppe Allegato

riano, del Giunta, di


di
s.

s.

Vittorino,

Lazzaro pe' lebbrosi, gi fuori


di

bani,

si

esibirono restaurare questo


.

della citt,
ti

quello

maestoso monumento a loro spese


11

di

lana

e della
il

de' mercancompagnia dei

cardinale grad

il

lodevole desirediger-

bianchi, ec: oltre


lati

curare

ma-

derio, e spedi a

Gubbio per

di

ogni classe e luogo

ne il piano l' ingegnere cav. Giuseppe Riccardi, per cui ne fu pubblicata artistica descrizione, con disegno del prospetto del palazzo, con la distribuzione 22 deli Album
\'

anno quattro zitelle ad esso unito l'ospedale demedesimo gli esposti, eretto dal priore, con un consiglio di nobili
ogni
ne.

dota eugubi,

e cittadini, e dipende dal cardinal


legato
:

de' 4 agosto

838.
che

Il

progetto per

usciti
li

che

sono

maschi

non
no,

per

anche eseguito

per

le

pi non

riceve; le

donne posso-

molte
co

difficolt

ma

sperasi

superate.
a

vi si frappongoche siano fra poSe ne legge altra

no tornare, e co' lavori pensano a vestirsi, mantenendole il luogo pio,


che loro assegna dote se si maritano. Contigua all'ospedale vi la chiesa, appartenente una volta agli
antichi monaci avellaniti. L' ospizio
de' pellegrini

descrizione

pag.

37
dal
di

zione

pronunziata
Ranghiasci,
,

Oramedesimo
dell'

conte

cui

terremo
le

proposilo

ove

si

dice tra

altre

accanto

al

vecchio

gun
ospedale,
tre giorni
:

GUB
ricevuti

i5 9 ed erudita
e ne lod

vi

sono
fondato

per

presidente marchese Francesco B.anghiasci lesse

fu

per

testa-

una dotta

mento
per
per

del

sacerdote

Gio.

Matteo
cardinal

orazione,

in

cui ringrazi chi avea

Grotti, ed unito al grande spedale

cooperato
i

all'istituzione,

decreto

del

vescovo

grandi vantaggi.

Ulderico
le

Carpegna.

L' orfanotrofio
1

Appartiene

alla
il

classe della

pubnel

donzelle fu aperto nel

634

blica istruzione

liceo situato
,

benemerito pastore, indi accresciuto di rendite dal vescovo Sperelli e da due illustri dame eugubine, cio Laura de' conti Gabrielli ne* Conventini , ed Angela de' conti Ubaldini. Il vescovo Antal
,

da

centro della citt


dei conti

nel

palazzo gi

Ranghiasci.
della

Nel

844
a

stato ampliato

e restaurato, ag-

giuntovi
spese del
l'

l'edifizio

chiesa

comune, e per cura delattuale gonfaloniere summentovaIn esso


s'

geletti

lo

trasport
gli

nella
i

via

dei

to.

insegnano oltre

le

cose

Cavalieri,

procur

beni di alcelebre
ar-

elementari,
torica, la

la

grammatica,
la

la retil

cuni luoghi
chitetto
ladier.

pii

soppressi, e lo rie-

filosofia,

legge, e

dific con disegno del

disegno.

Inoltre

romano cav. Giuseppe VaAvendolo beneficato Pio VI,

dell'estinta

una lascita famiglia Ondedei sono


per
citt in

mantenuti dalla
studi
ni

Roma

agli

permise che dal suo nome si chiamasse Conservatorio Pio, riservandone ai Pontefici gran parte della
giurisdizione.

di giurisprudenza

due giova-

per anni cinque, e dalla congreecclesiastica per

gazione Sperella un nobile nell'ac-

pie per la

Vi sono le maestre buona educazione delle


giovi-

cademia

anni dieci.
degli oziosi,

Le accademie
no

di

Gubbio

donzelle. L' orfanotrofio pei


netti
la

de' sonnacchiosi3 e degli anziosi

han-

ebbe origine nel

1822 per
di

assai contribuito

all'amore delle

pastorale sollecitudine

moncu-

signor Massi, e per


degli

le cristiane

re de' primari cittadini,


orfani

in

favore
ivi

abbandonati, che

sono istruiti nella piet e nelle arti meccaniche Oltre il monte frumentario , ed altri sussidii pei po.

veri,

si

danno annualmente parec,

e di esse accademie a lungo parlano Vincenzo Armanni ed il Quadrio. In oggi l'accademia degli anziosi rimane sospesa ; ultimo principe ne fu il preposto Ignazio Ondedei essa ha per impresa il mare con un naviglio, ed una conchiglia in atto di aprirsi col motto
lettere,
:

chie

alle fanciulle sia per monacarsi che per maritarsi. Sono

doti

Doncc optata veniat,


l'

allusivo al-

esse conferite

dall'

ospedale
,

dalla dalla

congregazione

Biscaceianti
s.

compagnia
gregazione
del

di

Antonio, dalla condella

acqua che aspetta. Il professore di eloquenza Vincenzo Locateli', nel 1840 colle stampe di Antonio Magni in Gubbio, ci ha dato: Commentario

nobile
e

Madonna
della
del

sopra
di

secoli della letteratura eu-

Ponte,

dal

capitolo

gubina.

qui noteremo che l'arte


sal

collegiata.

Nel

num.
iS^.5
si

i3
della

Dial'isti-

miniare

molta fama
del celebre

in

rio di

Roma

legge

Gubbio per mezzo

Ode-

tuzione

utilissima

cassa

di

risparmio in Gubbio,
si

della

quale

tenne
a'

la

za

26 dicembre

prima generale adunan844> e d ove I


1

rigi fiorito nel secolo XIII , su di che Gio. Battista Passeri scrisse il discorso che contiene la storia delle

pitture in maiolica

di

Gubbio,

160
exst.

GUB
nella Stor.
11

GUB
celebre p. ab. d. Luigi Ranghiasci de' canonici regolari lateranensi, autore della preziosa opera, Bibliografia storica delle citt e luoghi dello stato pontificio con suppl'

Pes. fog. 307.


Localelli

de foss. dell' Ag. medesimo prof.


e

lodato

benemerito
e

del giornale letterario ed artistico,

che per sua


si

intelligente

zelante

direzione e cura dal gennaio

andava

in

1843 Gubbio pubblicando


intitolato:

mento, della quale profitto grandemente in questo mio Dizionario,


nel

dalla tipografia

Magni, ed

1827 don
tutti
gli

la

rara ed impor-

Giornale di letteratura
l'

ed

estetica

tantissima
di

collezione
storici
;

cristiana compilato nel centro del-

Umbria,
e

cui illustri

e cospicui

lodata opera
te
la

da lui fatta nominati nella laonde probabilmen-

collaboratori sono notati nella pri-

libreria di

Gubbio

l'unica

ma
le

successive

dispense.

Questo

che contenga tanti

storici dello sta-

dotto, utile

periodico,
di arti

mente
belle

ed applaudito giornaprendendo esclusivamira la letteratura e le


ispirate

to pontifcio, d'alcuni de'quali pochi

ne sono possessori
rit.

per

la

loro ra-

Anche

il

comune va aumen-

dirette

dal

cristianesimo, siccome d' indole religiosa trattava principalmente di sacri

argomenti appartenenti
arti
affini
all'

alla elo^

quenza,

alla poesia, all'architettura*


;

pittura ed
logia, alla

archeo-

simbolica, ed alla critica

tando questa patria biblioteca per opere che di frequente le dona, e quivi pure sono i ritratti di molti eugubini illustri. Il eh. conte Francesco Fabi Montani, nelSebastiano Ranl' Elogio storico di ghiasci Brancaleoni, Roma i844> a
le
p. 6, dice ch'egli

con rivista di opere antiche e moderne; non che a dilettevoli variet


di

era fratello del loda-

poesie

moderne, biografie,
ed
altro.
11

aneddoti
patria,

storici,

pro-

padre del vivente marchese Francesco; e che a cura di quest'ultimo quanto prima verr
to p. abbate, e

fessore Locatelli pass in Asisi sua


il

ristampata con
la

giunte e correzioni

giornale rest sospeso, ed

importante Bibliografia

memo-

a sperarsi che sia continuato. Rimarchevole pure in Gubbio la libreria

rata.

Fior ancora Gubbio per uomini illustri

pubblica,

istituita

dal

non
pub-

per santit di vita, per


arti,

mai abbastanza encomiato vescovo


Sperelli,
il

dignit, per
scienze
pregi.
altri
,

per

lettere,
altri

per

quale ad uso

del

per armi ed

distinti
,

blico lasci la sua vasta biblioteca


coli'

obbligo di tenerla ogni giorno aperta, e dotandola per l'acquisto


di
si

ed Oltre i gi nominati che nomineremo in quest' articolo, la beata Santuccia Terrabotti di


le

nuovi

libri.
i

In

questa

libreria

Gubbio

fu fondatrice del-

conservano

rinomati

mss.

di

religiose

benedettine
:

dette

dal

Vincenzo Armanni eugubino per sua disposizione e del fratello can. Francesco Maria. Di Vincenzo Armanni si ha Archvio Armanno, ovvero i titoli e gli argomenti in modo di catalogo, per cui si mo
:

suo
e

nome

Santuccie
si

della

beata
erudite
ec-

dell'

ordine

leggono
e seg.

notizie nel

Ga rampi, Memorie
382
,

clesiastiche p.

dissert.

XV.

Altri santi sono quelli

notati

dai p. Sarti cap. VII,


tate illustre*
,

Viri sanetiecclesia

stna di che sorte siano

mss. Boil

qui in
,

Euin*

logna

1682.

questa

libreria

gubina Jloruerunt

oltre quelli

GUB
dicati
si
:

GUB
Sono
b.

iGt

in questo articolo.
b.

es,

degli

Armanni detto V rmannino


a

la

Agatella,

s.

Albertino
il

il

amico
dedic

b.
il

Arcangelo Canetoli,
b.

Baldo,

Benvenuto,
s,
il

la

b.

Cecilia, la

(su di
prof.
tale

Bosone d' Agubbio cut suo libro della Fiorita che pu consultarsi il eh.
,

il

b. Castora,

Domenico
b.
il

Loricato,
il

s.

Locatelli
libro,

Felicissimo,

Felice,

te Gabrielli,

b.

ForFrancesco Nanb.

nel saggio sopra pubblicato nel suo gior-

ni,
la

il

b.

Francesco agostiniano, Francesca , la b. Franceb,


,

scbina

la

b.
s.

Gennara

la

b.

di Estetica cristiana, anno 1." mese di agosto e seg. ); Paolo Beni amico e difensore del Tasso; Giacomo Beni riformatore del pa-

nale

Pier Damiani, il Rinaldo vescovo di JVocera,s. Raniero arci vescovo di Spalatro e 'martire, s. Sperandia di cui

Margherita,
,

trio statuto;
ti
,

il

Griflolino,

il

Picot-

b. Pietro

s.

il

p.

Sarti

ne
il

la

vita

il

b.

Sperandio,
porta

b.

Tommaso da Cori-

stacciaro; quindi nel cap. Vili


il

Cantalmaggi scrittori di patrie istorie ; Francesco Bozzi prete Antonio Condoli ; dell' oratorio ; Gio. Francesco Lazzarelli celebre poeta giocoso ed uno dei restauratori della satira italiana; non che
il

calendario

della

chiesa

altri

massime

quelli

usciti

dalle

Eugubina.
Parecchi
saltati

famiglie nobili che

poi nominere-

eugubini

furono

c-

superiori

d'ordini
,

reli-

ed al careugubini, Gubbio, Gherardo Marioni o Maironi, e Girolamo della Porta morto nel 1812:
giosi
,

a sedi vescovili
.

dinalato

Furono Giovanni da

cardinali

mo. Vincenzo Armanni nel primo volume delle sue lettere scrive, che nel 1571 alla battaglia navale di turchi, si trovaLepanto contro
i

rono a combattere trenta eugubini


col

comando

di

gente condotta
oltre
altri

da

loro, cio
sei

ventiquattro capitani

del fratello e

nipote

di
al

quest' ulvoi.

colonnelli,

e quattro

timo ne parlammo
p.

XIV,
Gub-

295
i

del

Dizionario.

Appartendi

gono a famiglie
bio,
philj

orionde

cardinali

Gio. Battista

Pam-

poi

Innocenzo
altri.

X,
e

Accoramboni, Nicol
Antonelli ed
trina furono

Giuseppe Leonardo

Celebri per dot-

principalmente

slino Steuco vescovo di

AgoChisamo in

maggiori e sei capitani uffiziali ch'erano senza compagnie, essendosi inoltre in quel gran conflitto trovati molti nobili eugubini , tra i quali dodici capitani , che assistevano Francesco Maria II della Rovere duca d' Urbino. D. Giovanni d' Austria naturale di Carlo V e
generale della lega, in una
rivista

Candia

uno

de' migliori scrittori

del secolo

XVI,

bibliotecario della
,

sentendo nominar tanti capitani di Gubbio esclam Que es esto Gub:

Vaticana.
vedersi

Bosone

sul

quale

bio ?

Es major de Napoles

marispo-

Francesco Maria

Raffaelli,

jor de Milan, o que es?


stogli

1'

Della famiglia, della persona, deimpieghi 3 e delle opere di M. Bosone da Gubbio, trattato : exst.

inter Delie. erudit. Florentiae ij55.

essere una citt del duca di Urbino ivi presente, se ne rallegr assai con lui. La nobilt eugubina assai co-

Contiene questo
al secolo

libro

molti

belli

spicua e conta nobilissime famiglie


oltre le mentovate, ed

pezzi di storia eugubina

spettante

anche estere
l'origine, sic-

XIII

XIV.

Armanuo

che da essa ripetono


1

voi. XXXIII.

162

GUB
i

GUB
i

come sono
i

Boi-romei,
i

Carpegna,

possedette

un palazzo

nella

piazza

Grillo,

Malvasia,

Mancinforte,
Granelli, de-

Vaticana
ture ed

discorre delle

magistra-

ed altre distintissime. De' Gabrielli,


de' Marioni, de'
gli

onorevoli commissioni affamiglia


fu

Monte

fidate a diversi della


gli

da-

Armanni
ali ri

de' Bentivogli,
nell'

e di

eugubini, e che
altri

signora di
11

molti
al

veggonsi

archivio

Tolentino ed

luoghi.

citato

Armanno documenti che


:
',

risalgono

Ga rampi
e 2 58

nelle

Memorie

a pag.

38

iooo. Vincenzo Armanni pubblic Famiglia Bentivogli sua ori-

parla della

famiglia

Branil

caleoni, alla quale nel

i364
cede

car-

gine, chiarezza e discendenza;

Fa-

dinal legato

Albornoz

Mer-

miglia Pamphilj

Lettere scritte a
diversi

catello, castello di

nome proprio

sotto

generi,

Massa-Trabaria, data loro poi in feudo da Bonifa-

lom. 1, Roma i663, tom. II e III, Macerata 1674. Questi tre volumi contengono lettere di vario genere scritte con eleganza , erudizione e alcune di queste appardottrina tengono alla genealogia intorno a
:

zio

IX

e Giovanni XXIII, indi pas-

s agli

Ubaldini ed ai duchi d'Urbino; ed avverte che Raffaele Brandi

caleoni

Rimini,
tre

che

mori

nel

1692, raccolse in
t
di

tomi quantiche
passa-

memorie

spettanti alle fami-

diverse famiglie di
stato
ecclesiastico.

Gubbio e dello Nel numero del-

glie della

patria,

mss.

rono ne' suoi


Brancaleoni di
tratta

eredi.

Della famiglia

le prime sono gli Andreoli, gli Armanni, Beni, conti di s. Crii

stina,
i

Nuti,
:

Barzi,

Baldassini,
lettere

s. Angelo in Vado Sansovino citato, cos di quella d'Urbania, di cui fu un

pure

il

Pamphilj

le

medesime

apprestano eziandio notizie storiche spettanti a Gubbio. Il conte Sebastiano Ranghiasci ci ha dato Notizie genealogiche della Jamiglia An:

relli

tempo signora come si ha dal Tonelle Memorie di Castel Du(1

rante.

Marchesi, Della
Brancaleoni.

citt

di
ri-

Spoleti, riporta alcune

memorie
I

guardanti
di, di

patrizi

dreoli di Gubbio originaria di


via, Perugia

Pa-

eugubini sono

stati investiti di feu-

sovino

nell'

1778. Francesco SanOrigine e fatti delle


tratta di

privilegi, e decorati delle insegne equestri degli ordini geroso-

famiglie

illustri d'Italia,

limitano, teutonico, di

s.

quelle de'Bentivoglio, de' Gabrielli,

come ancora avendo


to
i

in

Stefano; gran connobil-

e de' Marioni.

Il

eh.

Castellano,

letterati

si

sono pregiati semloro

Lo stato
lebra
colo
la

pontificio, a pag.

532, cee dice

pre di aggregarli alla


t
,

famiglia Gabrielli,

che vuoisi
III,

fosse gi potente nel se-

quando Eudossia
s.

Gabrielli

ricovr in sua casa

Secondo, tendi

tando, sebbene non

gli riuscisse,

che si resero colle loro opere benemeriti della citt, come Luigi Lanzi Lodovico Jacobilli ed altri: di quest'ultimo, tra le opere che pubblic, notequelli
,

massime

sottrarlo dalla persecuzione dell'im-

remo

Biblioteca

Timbrine, e Vite

peratore Massimiano. L'Alveri, Roma in ogni stato, parla erudita-

de''santi

beati dell'

Umbria,
la

loro reliquie.

mente
nel

della famiglia
II,

Accoramboni
37 e
in
seg.
:

Anticamente
gubini
stessi

regge vasi

citt

tom.

pag.

la

co' propri statuti

formati dagli eu-

chiama nobile ed antica


bio donde
si

di

trasfer

GubRoma, e

l'anno

i326, confer-

mati dal cardinal Egidio Albornoz

GUB
nel

GB
terna come tutte
lo slato pontificio

iG3

i3o4, riformali dal giurecon-

le altre citt del-

sulto conte
della

Giacomo Beni, autore


,

ed a seconda del
di

jursconsultorum

opera De privilegiis con approvazione altres del duca d' Urbino Francesco Maria li, l'anno 1624, e quindi da Urbano Vili nel i632. La
celebre

relativo

motu- proprio
lo
il

Leone XJI.
sino

Ha un
dal

cardinal protettore, e

i843
di

cardinale

Mario

de' conti Mattei della


trizi

Gubbio, vescovo

Pergola padi Fravatidi


affari

prima
goli;

usc in
la

seconda
tipi

1678
te ed

coi

pel TrianMacerata nel del Piccini, con noin

Gubbio

scati,

arciprete della

basilica
gli

cana, e segretario per


stato
interni
;

illustrazioni

del

giureconsul-

Antonio Condoli, e le addizioni di Francesco Romaguera, nella terza edizione che splendida si fece in Girona da Girolamo Golol nel i685. Il Garampi a pag. 25o nel riportare un brano di questi statuti, de nobilibus et magnatibus s non solo osserva che le famiglie
to

amplissimo cardinale fu alunno del seminario come l'odierno vescovo, di che ne conserva amorevole rimembranza.
questo
Pel
to

solenne

possesso

del

cardinal

Mattei, la sera de'7 maggio di det-

anno ebbe luogo


della
le

nell'aula

maspube

sima

residenza

municipale,
letteraria

dopo

altre dimostrazioni di
,

blica allegrezza

una

dichiarate nobili

dono
dice

distinte

non tutte si per cognome;


riformati
legato

ve-

musicale
porporato,
sci

accademia ad onore del


nella

ma
al

quale

il

gonfalo-

che
del

gli

statuti

niere marchese Francesco Ranghia-

tempo

cardinal

Albor-

Brancaleoni pronunzi analoga*

noz, poscia vennero

espressamente

orazione. In essa
clare doti del

confermati dal vicario del cardinal

enumer le prenuovo protettore, ed


il

Pietro di Stagno, mandato da Gregorio

espose la fiducia che

magistrato

XI

per vicario e
di
s.

legato a-

poneva

nella sua benignit


i

ed au-

postolico in Italia a'

Per
di

la

festa

4 luglio 1371. Ubaldo eugubiprotettore

torit; narr

pregi antichi e

mofasti

derni di Gubbio,
della patria, espose

rimembr

no, vescovo e principal

sua patria, eleggevasi il contestabile, il quale doveva essere uno


de' pi nobili cittadini
,

spazio di tredici

giorni

e per lo avea este-

quanto era d'uopo a renderla pi florida , inculcando ai concittadini la concordia: che quando Gregorio conchiuse
,

XVI

diede per protettore agli euil

sissima giurisdizione, cessando quella

gubini

cardinal
essi

di

lutti

gli

altri magistrati.

Con

incominci per

Mario Mattei una novella e-

grande formalit H poneva in possuo ufficio, pel quale riceveva pubblicamente. La magistratura era composta del gonfaloniere, e dei consoli che pi volte
sesso del

nell'anno cambiavansi

dodici nobili

poca di pace, e di risorgimento nel commercio, nelle arti e negli studi* Questa orazione elegante e robusta, per volere del magistrato e concittadini merit che in Gubbio fosse pubblicata colle stampe, con
questo titolo
:

componevano
za,

il

consiglio di credenall'

Pel solenne possesso


i*

e quattro presiedevano

an-

del nuovo protettore di Gubbio

nona, ne alcun cittadino secondo poteva ricusare dal il suo grado si sostenere le cariche. Oggid si go-

gnor cardinale Mario

3Iattei, ora*

zone del gonfaloniere conte Fran*


cesco Ranghiasci Brancaleoni ec. ec.

164
Se ne
fa

GUB
onorevole
beli* estratto, nella

GUB
memoria con dispensa 38
vessillo

stabilimenti

tal
la

uopo
sua

edificati.

un

Crebbe
ne, che

in

guisa
i

popolaziole loro

deW Album, anno X.


La citt alza il proprio composto di cinque monti
vrastano altrettanti
lo.
gigli

come
gli

romani

co-

lonie, cosi
i

eugubini

mandarono
alcu-

cui sorastel-

loro cittadini a

fabbricare

con
cui

ignota l'epoca

in

Gub-

ne terre e ville, quali tra le altre furono Pergola, Costacciaro e Cantiano.


Il

bio incominci ad usare di tale impresa. Francesco Maria Picotti nella sua storia eugubina mss. cos esprimesi. Allorch le citt d'Igovernavano a consoli, talia si

eh. Castellano dice ch'ebdi

be

la citt

Gubbio

estesa

giu-

risdizione sui circostanti luoghi


solo,

ma

infino ai limiti della

non Marche

ca, essendosi da' suoi popolani,

scudo vermiglio cinque monti bianchi vi scolpi , o che sia per li cinque colli che sono pi vicini alla citt, le genti dei quali principalmente concorsero alla di lei restaurazione, dopo che
lo

Gubbio sopra

giunsero
mila,
tela
t'
i

numero di cinquantaedificati a comodo ed a tual

paesi di Pergola, Terra-San-

ungheri l'avevano del tutto dio che sia per cinque altissime cime de' monti Apennini che nel territorio eugubino si trovano,
gli

Abbondio, e Costacciaro. Dipendono dal governo di Gubbio le comuni di Costacciaro, di Scheggia , e di Pascclupo (dell'eremo

strutta,

che sono

le

tiano, Catria,

due montagne di CanMonteaguto , quella


in
di
ses.

nome ne VI, pag. 3o2 e seg. del Dizionario ), coli' appodiato Isola Fossara. Di Costacciaro e della Scheggia, con l'autorit dei
de' camaldolesi di questo
al voi.

parlammo

della Scheggia, e quella di Costacciaro, in

Castellano

del

Calindri

princi-

guo

di

mezzo alle quali dominio il monte

palmente, daremo
appresso
;

un cenno
dopo
si

qui

in

quanto a Pascelupo
la
,

la guerra santa del

Ubaldo, l'antico Jngno. Dopo per 1098, in memoria di mille eugubini che vi militarono, furono aggiunti il rastello e i gigli ch'era l' insegna che portava il supremo duca Goffredo di Buglione, e ch'egli concedeva a quelli che in detta gloriosa impresa
il

esso ebbe origine

distru-

zione del forte Castellaro


citt di Tiego,

e della

che

elevava

un

miglio e mezzo dal paese odierno,


la quale distruzione segu nella battaglia

fra Narsete e Totila sotto le

mura
dri.

di Sentina,

secondo
vi

il

Calin-

Nel territorio
ss.

l'abbazia

favorirono

".

La

giustizia

vi

de'

Bartolomeo ed Emiliano dei


della
s.

amministrata
distrettuale

da un governatore nominato dal Papa per

Congiuntoli, la cui chiesa


figura di

organo della segreteria per gli affari di stato interni, ed ha la citt un consultore che la rappresenta nella legazione di Urbino e Pesaro. Gubbio grandeggi ne' secoli XII e XIII pel commercio e per le
arti specialmente

le saie,

della lana e delvedendosi tuttora nella piazgli

Paolo di Roma, e la facciata sorprendente per l' elevazione e pel lavoro. II paese ha fabbricati cinti di mura, con piccolo borgo. Inoltre ha nella sua municipale amministrazione gli appoCastidiati Baccaresca, Bi sciita, glione- Aldovrandi 3 Coccorano, ColSanpalombo, Febbino s Pelroio
,

za del mercato

avanzi dei vasti

ta- Cristina

f'alcodale,

oltre

GUB
Del Monte Cucco Apennino poche miglia lontano da Gubbio abbiamo da Forte
suburbani
villaggi.
Il

GUB

i65

ponte che volgarmente chiamasi

Gabrielli, Descrizione delle

grotte
fra gli
;

di

Monte Cucco, che


Gabrielli,

sta

opuscoli scientifici del Caloger

da Girolamo

Lettera

la Bolle d'Italia, ha sofferto per qualche deterioramento, ma si d sovente opera a ristaurarlo. Esso fu fatto ad imitazione dell'insigne ponte di Cagli, che ora si vede solo per la met, e detto ponte Mal-

Gio. Battista Passeri,

nella quale
nelexst.

si descrive tutloci cie osservo

le

Grotte del i63.

Monte Cucco:
de'foss.
dell'

Ho; il ponte elevato dal valente Fabbri dal fondo del fosso che sotto scorre ascende a palmi romani trecentosedici di
i

nella citata

St.

Ag.

Pes. fog.

piloni

lunghezza ed hanno palmi duecento,

Borgo e comune Costaceiaro soggetto alla diocesi e distretto di


.

venti,

arriva
ci

Gubbio, posto
te
tificato

alle

falde del

Monfor-

lo

mentre la luce dell'arco palmi novanta. I grechiamarono Schissa? secona

Cucco, e gi

validamente

ed aumentato dagli eugu-

bini nel secolo XIII,

come

ante-

murale
il

a* loro possedimenti.

territorio giace
;

in

Tutto piano ed in

do Eustochio, che il Passeri crede derivi dalla parola barbara scheit 3 che significa scindere. Si d il vanto da molti scrittori a questa
tica

terra di essere succeduta all'an-

ha grandi e belli fabbricati cinti di mura. Il Garampi a pag. 391 delle Memorie fa menzione d'un antico monistero
di
s.

monte

Luccoli}

cui popoli superstiti

dalla rovina
di Totila,

di

Narsete

vincitore

parte

edificarono

Canle

tiano, e gli altri ritornarono a ri-

Maria
ro.
Ivi

di

Vianova una
s.

delle

monache
Costaceiaarcipre-

formare nuovi
coli,

alberghi

presso

santuccie, situato presso


esiste

loro patrie rovine. DeU'autico


Luccolis, castello
nel

Luevedi

chiesa

citt

tale dedicata a
lista,

Marco evange-

scovile diroccata

territorio

ed un antico convento di minori conventuali che possiedono il corpo del b. Tommaso da Costaceiaro. Di questo luogo fu monsi-

Gubbio, tratt Giuseppe


ne.

Colucci
notizie

nel tom. XIII Delle antichit pice-

Chi bramasse altre


il

di

LqccoU legga

p. Sarti,

De

episco-

gnor
tri

Fauni

Massarelli

segretario

pis eugubinis pag.

del concilio di Trento, e diede alillustri

personaggi.

io e 141, ove ancora tratta dell'origine di Cannano soggetto al governo di Cagli,

Scheggia. Terra e
getto
alla

comune

sogdi

distretto e diocesi

di

Gubbio-

diocesi

distretto

Neil'
forti,

erto

del

monte erano due

Gubbio, posta nella strada Flaminia o corriera del Furio,


in viciil

nome
detto

che hanno lasciato al sito il di Pian di Castello. Nel pen-

nanza del quale

trovasi

ponte
nella

dio dal
il

monte Petrara, e

nel sito

singolare costruito mirabilmente dal-

l'ingegnere Giuseppe Fabbri

fine del presente secolo in forma ovale o di circolo perfetto, per con-

era l'ampio e famoso tempio di Giove Apennino o Pennino, ed unito a quello era il bosco sacro a quella

Campo

delle

griglie

giungere due montagne, chiamate una del Bandito, l'altra de' Bagni

deit,

come narra
asserisce

il

Calindri, che

inoltre

essersi
le

rinvenute

da quelli che

ivi

prima

esistevano.

presso, tal

tempio

famose tavole

i66
eugubine

GUB
di bronzo,
citt di

GUB
vendute
nel

Gubbio. Alla Scheggia


quali

erano sogdella

j456
le le

alla

famiglia Vici,

Gubbio dalla una donna della qua1801


vi
si

gette diverse ville e castella, fra le

Pascelupo,
,

il

castello

trov. Nel

rinven-

Branca
altre.

la

torre de' Calzolari ed

ne pure un idolo di bronzo assai pregevole, i rottami di una maestosa colonna, ed una grande aquila di

Ora passeremo

notare le
Iguia
in-

principali vicende dell'antica

e di

Gubbio cronologicamente,

metallo corintio interessante.


le

di della sua chiesa e seggio vescovile,

Oltre

iscrizioni

che

riporta
distante
le

il

analogamente a quanto gi
citt
si
i

si

Calindri,

pochi
si

passi

da

questo borgo

rinvennero

vesti-

accennato. L'origine dell'antica

per-

gie di antiche sontuose

fabbriche,

con una fonte che si crede quella stessa che somministrava le acque alle terme. Quivi ancora si rinvennero depositi , mosaici , avanzi di

de fra remoti

pi alcuno giunse a dirla fabbricata da un nipote di No; altri, e con pi probabilit, dagli antichi
le
:

memorie

de' tempi

popoli di Etruria-; per

critici

con-

marmi, monete, idoletti, bagni, volle sotterranee, frammenti di statue, un busto di marmo con due teste di uomo e donna, ed iscrizione. Con molte pietre del summentovato tempio si fabbric il ponte
del Sentino

vengono essere una


citt

delle pi antiche
il

dell'Umbria, edificata dopo


stirpe

diluvio da quegli antichissimi popoli

di

osca

detti

in

prima
il

erotri per aver posto a

coltura

territorio della

nel

1789,
di

l'altro

umbroni

per

Campania, ed indi aver da per tutto


i

detto

la
a*

Botte

Scheggia.
fu

Nel
ter-

fabbricate case murate,

quali a-

1648

4 marzo

questo paese

vendo cacciate tutte


storali
si

le

trib
di

fatto terra

da Innocenzo

X:
e

il

occupanti

l'Italia
il

pamezzo,

ritorio giace in piano, colle


te
;

mon-

estesero su

tutto

paese piano

matrice dedicata a Dio in onore de' ss. Filippo e Giacomo, la cui tavola dell'altare venla cjiiesa

di

qua e
le

di l dell'Apennino, altre
citt

do-

ve tra

fabbricarono
secoli

Gubbio
la

circa cinque

avanti
nei

ne dipinta di buona scuola perugina; il quadro della Beata Vergine del Rosario del Nucci,
altro della

fondazione di
antichi

Roma. Gubbio
fu

tempi

potentissimo,
si

ed

dalle sue

celebri tavole

rileva es-

Madonna

di Battoni.

Vi

sere stato signore di nove trib a


paesi,

sono diversi

fabbricati

con borgo

confederato

munito

di

torre quadrilatera, altra

popoli
di

della

Toscana.

essendovene nel palazzo comunale, la quale molto antica e ben


conservata. Quivi la direzione postale

GrefFolino,

morto

con alcuni Valeriana d'anni no-

per tutti i luoghi limitrofi, ed in poca distanza si trovano le falde del famoso monte Catria, del
quale,

vanta nel i3oo, che scrisse la patria istoria, quale mss. conservasi nel memorato archivio Armanni, e la cronaca di Gualdo di cui facem-

mo

parola a quell'articolo, ed

altri

come
s.

del vicino celebre

mo-

autori vogliono che sia stata resi-

nislero di

Croce di Fonte Avel-

denza di

un
si

re,

e per
;

la

chiar

lana, ne parleremo all'articolo Per-

marono

citt

regia

ma

dalle stesil

cola, essendo ora compreso in quella

se tavole

viene in cliiaro che

diocesi,

non

pi

in

questa di

governo de'prjmigeni

eugubini

fu

GUB
repubblica, cio a somiglianza del
tefici.

GUB
Non and
fo

167
l'occup con

guari, che Aistul-

Lucuinone
ti

degli etruschi, erano retda un magistrato detto Poemo-

re de' longobardi
fare

altre

terre della Chiesa, minaccian-

in potere de' romani Datasi poco prima dell'intera soggezione dell' Umbria, cio dopo la met circa del secondo secolo dalla fondane.

do

altrettanto

quelle

del
il

ducato

romano
III

Non potendo
che
restituisse

Papa Stefano
citt

ottenere dal prinle

cipe longobardo
e luoghi

zione di

Roma,

fu

loro fatta al-

usurpati,

ricorse al

leata aequissimo

ac santissimo foemunicipio.
tra

patrocinio di
cia,
il

d(ire y e dipoi dichiarata

Pipino re di Franquale nell'anno 7 55 si porItalia,

Welle guerre

civili

Pompeo
essi

t in

e con

V esercito coi

Giulio Cesare, ognuno di

pro-

strinse Aistulfo

restituire

luo-

cur guadagnarla
tito;

al
il

proprio

par-

ghi invasi,

quali insieme a

Gub-

a tale effetto
il

d Termo,
quale
la

secondo
si

primo vi manCurione al

citt

arrese, laonde fu

bio consegn al Pontefice a mezzo di Fuldrado cappellano e legato regio. Divenuto re de' longo-

da Giulio
lia Iguvia.

distinta col
Il

nome

di

Ju-

bardi Desiderio,

ingratamente

oc-

di
si

lui

nipote Ottadivenuti
lui

viano Augusto
allorch
arbitri
i

port in Gubbio

soldati

romani
fra

delle

contese

e la

superba moglie di Ma re' Anton io, avevano letto questa citt a luogo per decidere amichevolmente i proquindi Ottaviano le pri diritti; compart de' favori per cui gli eugubini nel loro teatro celebrarono la vittoria che riport su Marc' Antonio. Narra il Garampi nelle Memorie a p. 58, che nella dimora fatta da lui in Gubbio nel ?49>
i

armi diversi dominii della Chiesa romana, nonch Gubbio, che molto rovin, minacciando fare altrettanto a Roma ; ma Adriano I invocando la possente
colle

cup

autorit
nel

di
fece

Carlo
al
al
il

Magno,

questi

773

prigione Desiderio, e

die termine

regno

longobardo,
il

restituendo

Papa
e

tolto,

ed
di

ampliandone
co
la
I

principato. Lodovi-

imperatore,

successore

Carlo

Maguo suo

padre, conferm
del

restituzione ed ampliazione

osserv
pellata

nelle

antiche

pergamene
citt

dell'archivio,

che la Ugobbio, che


si

fu ap-

latini disse-

ro Tguvium ed

Eugubium;
deform

poi nei
in

barbari secoli
bio,

Egu-

Ugubio, A gobbio, e Gubbio. Occupata l'Italia dai barbari, massime dai goti, Gubbio segu l'infausta sorte delle altre citt,indi fu sog-

dominio della Chiesa, nel quale atto vi comprese Gubbio, ci che pur fecero altri imperatori, massime Enrico II il Santo. La citt continu ad essere sotto il dominio temporale de' Papi, tranne qualche tempo che la signoreggiarono gl'imperatori.
il

Dopo
dagli

nominato eccidio

operato
citt

uugheri, nel
quelli che vi

917

la

fu rifabe tra

getta agli esarchi di Ravenna, dai

bricata nella presente

area,

quali per
dell'

fuggire

la

persecucione

imperatore Leone l' Jsaurico capo degli eretici iconoclasti, verso la met del secolo ottavo, con
volontaria
alla santa

dedizione

si

sottopose

Sede ed

ai

romani Pou-

ebbero parte si nomina Pietro Pamphilj, figlio di Araanzio ch'erasi stabilito nell'Umfamiglia si propag bria, ove la e divenne possente con l'acquisto di molte terre, e col titolo di con-

>68
te.

GUB
la

GUB
citt^

Per trecent'anni
l'azioni;

fu la-

riosa la fazione guelfa, questa

cit-

cerata dalle
ciate di

nelle
si

cro-

t giunse al
ria,

colmo della sua

glo-

Terrasanta cui
i

ascrisse-

poich

al dire di

uno

storico po-

ro

gli

eugubini, in una spedizione


crocesignati

ascesero

mille, in

altra a mille

duecento.

Nell'anno
I
s.

che erano nell'Umbria, nel Piceno e nella Toscana repubbliche guelfe, che non avessero a podea rettore, a capitano del popolo un nobile guelfo da Gubbio.
st,

li 55 l'imperatore Federico
leva distruggere Gubbio,

voTe-

ma

baldo che n'era allora il vescovo fece cambiare divisamente a cesare. Sembra che fino da quest'epoca gli eugubini incominciassero a tenere per l'impero, e sebbene qualche volta tornavano a parteggiare
per
siccome stettero per Innocenzo III o meglio per Onorio III, contro Federico li, tuttala Chiesa,

Nel
citt

i3oo
nelle

a' 23 maggio cadde la mani di Uguccione del-

la

Fagiuola, di

Federico conte di

Montefeltro, degli aretiui, e di aldella santa tri ghibellini nemici

Sedei Sentita una tal novit Bonifacio VIII, che allora [trovavasi in nagni, nel d 27 seguente con

sue speciali lettere dichiar


dinale Napoleone
rettore
in

il

carsolo

via lo spirito della citt fu per cir-

Orsini
e

non

uu secolo e mezzo ghibellino. Tennero per Corrado IV e Manca


fredi contro

spirituale

temporale,

Innocenzo

IV.,

Ales-

sandro IV, Urbano IV, o Clemente IV; ma dopo la rotta di Benevento e la morte di

rono

di tornare

in

Manfredi cercapace con la

Chiesa. Urbano IV per togliere gli eugubini a Manfredi cerc di assolverli da ogni censura, e di pi quasi in premio della loro sommis-

ma insieme legato apostolico nel ducato di Spoleto, Marca Anconitana, e contado di Perugia, ad effetto specialmente di debellare la citt di Gubbio, quam hostes nuperrime subjecernt; siccome in fatti col suo valore e con l'aiuto dei fedeli della Chiesa in poco tempo
la

ricuper

a'

dinale concesse

24 giugno. un diploma

11

car-

d' in-

sione

accord loro la

investitura

della citt di Cagli

con un breve

dulgenze allo spedale di s. Lazzaro verso il 3 1 marzo i3oi dimo-

dato da Montefiascone a' 2 febbraio 1 263. Nel seguente secolo e dal

rando
egli

in Gubbio. In quest'anno termin la legazione e la ret-

|234 incominciano
nologiche
sino
al

le

notizie cro-

i52i, fatte su Gubbio dall'abbate Lue' Antonio Gentili, nella sua Lettera contenente la disamina delle memorie storiche di Pergola, con un compendio cronologico degli avvenimenti della terra di Pergola di Gubbio dall'anno 1234 al i52i, Venezia
J7 3 7Bonifacio

Marca, per lo che ai 18 giugno Bonifacio VIII cre rettore in temporale Pietro Gaetani
toria della

suo nipote, e in spirituale maestro Andrea da Gubbio: il suo successore Benedetto XI nel i3o3 costitu

rettore nel temporale

Remantiche

baldo

da
di

Trevigi.

Nelle
si

memorie

Gubbio
i

trova avervi
all'anno

risieduto talvolta

legati pontificii;
risale

Vili

a'

22
il

novemsuddetto
secolo

l'epoca pi.
11 00. Nel

rimota

bre 1297 conferm breve di Urbano IV.

i3o2

in

Firenze Caute

Nel

Gabrielli

sentenzi

barbaramente
vivo
il

XI V

allorch iu

Gubbio

rest vitto-

ad

esser

bruciato

sommo

, ,

GUB
poeta Dante Alighieri, se fosse mai Tenuto in potere della curia, che
nello

GUB
fece governatore

t6 9
nel

e vicario perpetuo

spirituale
la

temporale.

imputavalo di baratterie per odio maligno di fazione. Dante si port a Gubbio ove ebbe ospitale e
generosa accoglienza dall'eugubino Rosone, nella cui casa compose una gran parte della Divina Commedia,
di

morte se ne fece tiranno il vescovo medesimo Gabriele Gabrielli, onde per evitare mali
di
lui

Dopo

maggiori

il

Pontefice Bonifacio

IX gli

concesse ancor lui la citt in vicariato.

L'occup quindi Antonio

Montefel-

che rende
iscrizione

testimonianza
posta
nella

tro settimo conte d'Urbino, per cui

l'onorevole

ne

pass

il

torre dei conti Falcucci.

Feltreschi e Rovereschi,

dominio ne' successori onde Gub-

La
onde
citt
i

famiglia

Gabrielli

divenne
leggi

bio segui

celebre per lo
suoi

studio

delle

individui

e
la

luoghi ricercati
distributiva

erano dalle ad eserci:

le sorti ed i destini del ducato d' Urbino (Fedi). Nel i/ia Gubbio fu onorato dalla presenza

di

Papa Martino V, che da Firensi

tare
tale

giustizia

di

ze

port in

Roma

ove entr

ai

ascendente alcuni

abusarono
esercitata

e Jacopo Gabrielli nel i336 spinse


tanto la tirannia da
in Firenze
,

9 settembre. Nel i^Sj questa citt fu assalita da Boccolino da Qsimo,


il

lui

quale erasi dichiarato prin-

che questa

repubblica
proi-

cipe nella sua patria,


l'

ma

fall

nelII

eman un
b
di

decreto col quale

impresa.
il

Il

Pontefice

Giulia

non solo ai Gabrielli, ma a qualunque altro cittadino di Gubbio. Eppure a reprimere l' anarchia fu il medesimo Jacopo richiamato di poi
conferire

magistrature

essendo

Maria
bino,

I
si

suo nipote Francesco della Rovere duca d' Urport in Gubbio. Final-

il quale prepar la via all'odiosa dominazione che vi esercit poscia il duca di Atene. Verso la met

morte di Francesco Rovere, ultimo duca di Urbino, avvenuta a' 28 aprile i63r, questo ducato e la citt

mente Maria

per

II della

di

Gubbio
il

ritornarono
d.

al

pieno

dello stesso secolo


delle fazioni
,

XIV,

profittando

dominio della Chiesa. Urbano Vili


sped

della residenza dei

suo nipote
di

Taddeo Bare

Papi
brielli

in

Avignone., Giovanni

Ga-

berini prefetto
rale di
sesso di
s.

Roma

genepos-

sottopose al suo dominio la

Chiesa

a prendere

propria patria.

Accorse il cardinal legato Egidio Albornoz, e ricuper alla Chiesa la citt di Gubbio. V. Guerriero Berni gonfaloniero di Gubbio, Chronicon Eugubinum ab

to

di

Gubbio, dichiarando legaUrbino il proprio fratello


Barberini
s.

Antonio
titolo

cardinale

del

di

Onofrio.
rest

D' allora in
al go-

poi

Gubbio

soggetta

anno
italice

i35o

usque ad an. 1^71 scriptum mine pri/num promss. cod. vat. Exstat inter
t.

diit

verno de' legati o presidenti di Urbino e Pesaro. Nel 1797 i repubblicani francesi occuparono la citaverla fatta t, dopo come praticavano da per
fece

Rer. Hai. script,

XXI. Poco
ritornata

doal

insorgere,
tutto
;

po che dominio
Gabrielli
scitate

la

citt

era

indi

della

Chiesa,

Gabriele de

vescovo di Gubbio sunuove turbolenze se ne impadron , per cui Urbano VI lo

regno italico nel dipartimento del Metauro. Restituito Pio VII nel 18 4 ai
parte
del
1

suoi dotninii,

Gubbio

rientr sotto

170
quello
e

GUB
pacifico

GUB
santa
il

della

Sede

della Chiesa.

Il

p.

Sarti nella sua

quando nel Papa Gregorio


in

1841

regnante

eruditissima

opera
tale
,

De
epoca

episcopis

XVI

intraprese la
,

Eugubini, sembra credere che


bio fino

Gubil

visita del santuario


eill spedi

Loreto la Fabriano una depudi

da

avesse

proprio

vescovo

speditovi

forse

tazione,

composta del
, i

gonfaloniere

dallo stesso principe degli


s.

apostoli
dall'es.

e di due anziani
Pontefice
di voti

per umiliare al
sentimenti di sua

Pietro, e

pu desumersi

sordio della famosa decretale di

fedele sudditanza

omaggio che
,

fa

accolto

con

particolare

benignit.
oltre
i

Per
citati

la

storia di

Gubbio

Innocenzo I a Decenzio vescovo di Gubbio. Il medesimo p. Sarti riprova T opinione di quelli che senza critica pretesero riporre nel catalogo de' vescovi della chiesa

autori

e
si

quelli che

poi no-

possono consultare i seguenti. Giovanni Blavio, Theatruni civitatum, il quale riporta la descrizione di Gubbio fatta da Vincenzo Armanni. Antonio
Concioli,
,

mineremo,

Eu-

gubina

Secondino ed Agapio martiri, consacrati dal Papa s. Dionisio circa l'anno 261, dei quali si
i

santi

parla nei celebri


ss.

atti del

martirio dei

Eugubinae
brevis
civ.

civitatis

hono rifica
in

et

descriptio.

Exst.

Statu.

Mariano e Giacomo appartenenti alla met del terzo secolo. Neppuall'

i685. Marcello Franciarini, L'antica citt d' Iguvio, oggi Gubbio neW Umbria, no-

Eug.

edit.

re accorda

Ughelli che
Silvestro

sedesse

in questa cattedra Leonzio ordinato dal Pontefice


s.
I

l'an-

minata da
nelle loro
si

Strabne
geografe,

Tolomeo

no 324, che
al concilio

si

crede abbia assistito

dissertazione:

romano

convocato
vescovo
['

da
ne
e

legge nel tom. VII degli

Opu-

quel Papa.
sua Italia
seg.

Da

questo

scoli scientifici del

Caloger, iy3i. Bonaventura Tondi , L' esemplare della gloria, ovvero i fasti sacri
e
militari

incomincia la serie

Ughelli nella
I,

sacra

t.

p.

602

Vuoisi che a Leonzio

succedes-

politici

della

citt

di

sero Probo,

Tunnio, Paolo, Felii

Gubbio, Venezia i684- Angelo Torsano, Orationes auae de Umbriae,


ec.

ce, e Dionisio, Sarti


li

quali per

il

p.

dice
del

sognati

da

alcuni

Giorgio Marchesi, Della


i

citt
i

estensori

catalogo

de' vescovi

di Gubbio, ove

Bentivogli,

Bi-

eugubini del secolo XVII.

certo

scaccianti della Fonte,

ed

Branca

e senza controversia l'episcopato di

sua

sono singolarmente ricordati, nella opera intitolata, La galleria


Sebastiano Ranghiasci Brancaleoni,

Decenzio, essendo notissima la decretale scrittagli da s. Innocenzo I


eletto

dell'onore. Nell'Elogio sullodato di

Papa

nel
1

4 2
r

>

ul

extat in

decretai, dist.
dist.

a p. 11, si legge il titolo delle opere che stamp, ed a p. i5 l'elenco delle opere inedite, nella

Quis nesciat, et 23, e che non uno, ma pi


,
i

e pi ne fossero stati
ri,

predecesso-

maggior parte riguardanti la di Gubbio, s le prime che


conde.

storia
le

menzione senza nominarli in detta decrede' quali


si

fa espressa

se-

tale.

Nomineremo
i

tra

successori

La
della
a'

luce del vangelo e

le

verit

fede

furono
,

quivi
nei

predicate

pi celebri per sanDecenzio tit, zelo, ed altre qualit. Il Pontefice s. Gregorio I deput Gaudi

tempi

apostolici

primordi

dioso

vescovo

di

Gubbio,

cui

GUB
alcuno d l'epiteto di santo, a visitine la

GUB
come sopra dicemmo,
cui
fu
,

171

chiesa

vescovile

il

clero

e popolo di

Taino o Tadino come


presiedervi
si
il

commesso il processo di s. Giovanni da Lodi. In seguito nell'anno 126


1

vescovo viciniore, e per


al

leggesi

vescovo di
sia

nuovo vescovo,
s.

quale

crede

quantunque
dicesi
sini

Gubbio Stefano, ignoto V anno preS.

fsse

Facondino. Fiorentino che


celebre
concilio
la-

ciso di sua elezione.

Ubaldo che
e
in

intervenne al
111

della nobile

famiglia Baldastuttora
Jesi,
ss.

teranense., tenuto dal

Papa Stefano

nobile

di

Gubbio
ed

detto

nell'

cilio

IV nel 769. Bennato, che anno 826 sottoscrisse al conromano. Domenico che fu a
JNicol
I

esistente in Pesaro

fu

allevato

nella canonica de'

Magli

riano
studi

Giacomo, terminando
s.
1

quello adunato da Adriano II nel-

nel seminario di
1

Secondo.

1*871, o meglio da

neldi

Nell'anno

18 gi

Io

vediamo priocattedrale, e

l'86i. Bench il contraria opinione

p.

Sarti

sia

re del capitolo della

pure il dotto preposto Reposati ha provato che fu vescovo di Gubbio il b. Lodolfo Patnphilj eugubino del 1 oog, fondatore del celebratissimo eremo di s. Croce di Fonte Avellana, che fu

riformare
i

disordini eh' erano tra

canonici

in

comune con
ebbe
sugli
istruirsi

pio
forza

ne indusse tre a vivere lui, ed il loro esemin poco tempo molta


altri.

Ubaldo
di
s.

si

rec

ad
re

sulla

disciplina regola-

un seminario
ni
illustri.

di

santi
lui

di

uominel

nel monistero

Maria in

successero

Porto
nel
la

de' canonici regolari, esistente di

io32 Giuliano, enei 1049 Teobaldo o Tedaldo, ambedue eremiti avellanensi ed a questi Guido e s. Ro;

territorio

Ravenna; prese

loro regola, e la port a

Gub-

bio,

dolfo,
ti

la

cui vita riporta


1

il

p.

Sar-

ove gli riusc di farla adottare dal suo capitolo. Incendiata la cacanonicale e
il

a
p.
il

p.

seg..,

aggiungendovi
s.

sa

chiostro

del

49

quella

di

Pier Damiascrisse

capitolo,

Ubaldo ne rifabbric una


la
:

ni,

quale
la

essendo stato ne

del santo
ch' egli
s.

vescovo
vita

maestro an-

pi bella, e

vita
il

regolare e co-

mune
sue
di
nel
le

vi

fior

Gara in pi
della

nelle
vita
,

insieme a quella di
ripor-

Domenico Loricato, ed
tra
le

Memorie discorre comune osservata dai


varie loro

canonici

e
II

tata

sue

opere.

Verso

il

pratiche.

Onorio

1068

fior

Mainardo, altro
1

religio-

dispensarlo dalla sede


di

vescovi-

so del monistero dell'Avellana. Al

vescovo Piusuco nel


s.
l'

io5

successe
del-

Giovanni
Avellana,

di
la

Lodi
cui
tal

priore
scritta

Perugia a cui era stato eletto, volle che fosse vescovo della sua patria nella circostanza che recatosi

vita

da

in

Roma

per definire
sulla

le

verdel

eremo ripormori tata dal p. Sarti a p. 64 d' anni 80, e Pasquale II commise

un monaco

di

tenze del clero

elezione

successore del vescovo Stefano


to circa
il

morri-

1128,

lo

riconobbe

il

processo
al

delle

sue

gesta

e mi-

pieno
scrisse

di

Spirito Santo,

come

di-

racoli

cardinal

Giovanni

da

ce Tebaldo suo successore che


la

ne

Gubbio.

vita,

io

stesso

Papa
altri

altro

s.

Giovanni da Lodi successe

Giovanni,

uomo

per virt e

che lo consacr , non scrissero Innocenzo II

come
:

di

questo
Celesti-

per dottrina esimio, quello stesso,

Papa, e del suo successore

72
II

GUB
PUghel li riprodusse due
a
let-

GUB
vescovo
quale
nel

no
tei e

1171
nel
11

cui

successe
sotto

dirette

Benedetto

prepo-

Benti voglio
l'

88,

del

sito,

ejusquc fratribus

in ecclesia

episcopalis sedis beati

Mariani Eu-

imperatore Enrico VI concesse un diploma di privilegi agli


eugubini, riportato
dall' Ughelli,

gubinae cwitalis Domino familiari' tibus. Dopo aver Ubaldo sedata

in-

una

fiera

sedizione

insorta

nella

sieme a quello di Celestino III col quale questi ne accord altri ai

citt, la salv dall'eccidio

cui

la

minacciava Federico
fatto

I,il

quale avea

saccheggiare

Spoleto.
le

Vene-

Gubbio. Nel 1 io,3 fu vescovo Marco monaco benedettino dell' Avellana, che intervenne con
vescovi di
altri

rato

da

tutti

per

beneficenze

dodici vescovi
della

alla

consacra-

fatteagli eugubini, per Io spleudi-

zione

chiesa

dell'Avellana,

do novero

di sue virt,
a'

mori co16 maggio


111

me
li

visse

santamente
quindi

1160,
92

Celestino

nel

fatta da Giulio cardinal legato. Innocenzo III riprovando l'elezione del vescovo Rinaldo eletto dai ca-

solennemente a richiesta del vescovo, clero e ppolo di Gubbio. Il suo corpo nel tempo in cui fu vescovo Bentivoglio, che ne promosse la canonizlo canonizz

nonici, nel

1206 invece

elesse
l'

il

b.

s.

Villano, sotto del quale

im-

Ottone IV rilasci un diploma di privilegi agli eugubini,


peratore
presso
l'

Ughelli

il

b.

Villano fu
s.

zazione, fu portato nella

cima del

uno
ria

di quei vescovi che in

MaV iu-

monte Ingino, ove si venera tuttora con un continuato miracolo intatto. Paolo V con bolla de' 26 ottobre 1606, Bull. Rom. tom. V, par. Ili, p. 160, ordin che la sua memoria fosse celebrata dalla
Chiesa universale nel giorno di sua

degli

Angeli

promulg

dulgenza della Porziuncula, e mori prima del 1240. Paolo Alberti


fiorentino

dopo

di

lui

fu

elevato
l'

all'episcopato, sotto di cui

impe-

ratore Federico II nel

1244 ema_

beata morte con rito


libitum
,

semplice

ad
di

n un diploma col quale confermo a Gubbio la signoria su varie terre.

che

poi

l'

urbinate Cledi di

Fr. Benvenuto

francescano nel

mente XI nel 1701 prescrisse rito semidoppio. Fra le vite Ubaldo principale protettore s. Gubbio, ve n' una in italiano

1278
do
sa

fu consacrato vescovo da Niil

col III,

quale diresse ad Ubaldell'

priore, ed al capitolo della chie-

di

Eugubina
,

ordine

di

s.

A-

Federico Falcucci, stampata in Perugia nel 1606, ed un'altra di Mi' chelangelo Eugenio di Gubbio ,
pubblicala in
atino
la

gostino

la

lettera

Petitio

vestra.

Roma

nel

1628. In

Nel 1295 ne divenne successore l'eugubino Ventura, scelto da Bonifacio VIII che rigett le richieste del capitolo in

Teobaldo priore dell'Avellana, e immediato successoie di s. Ubaldo siccome questi


scrisse
,

favore

di altri

avea profetizzato
gosi

si

legge

nel-

per nel i3o2 cedette per morte di Ventura, ed a favore di Francesco priore della
soggetti; a queste
chiesa, che fece consacrare da

l'opera del p. Sarti a p. g3. Vegi

Tom-

Bollandisti,

Ada

ss.

ad

d.
s.

maso vescovo
to

di Cagli, allora det:

XVI

maii,

De
o

gloria

postuma

C'witas Papalis

Francesco nel
febbraio con-

Vbaldi.

seguente
Offreduccio

anno

a'

21

Offredo

divenne

voe un sinodo diocesano, ove de-

GUB
cret
utili

GUB
Nell'anno

73

costituzioni.

13^6
trasfer

Giovanni XXII a questa da Fossombrone l'eugubino


Gabrielli
di
;'

abbazia dell'Avellana. Si merit il nome di padre de' poveri e di rifugio degl'infelici, e rinnovo nella
il pavimento; laonde divenuto perfetto modello de' vescovi, nel i53oy Paolo III lo cre cardinale, dignit che accett per

Pietro
scovi

indi

furono

ve-

cattedrale

Gubbio, nel 1370 fr. Giovanni Aldobrandino nel 1379


de
Gabrielli

Gabriele

eugubino

enei 1 384 Lorenzo Corvini romano, ambedue nominati dal legittimo Urbano VI, mentre a questa sede l'antipapa Clemente VII in Avignone dichiar vescovi di Gubbio prima Adaavellanita,

monaco

obbedienza,

fini

di vivere

uni-

venalmente compianto nel 1 54' venendo sepolto nella cattedrale,


ove
la
citt di

Gubbio
die

gli

eresse

onorevole monumento,

Paolo
cessore
il

III

gli

a degno sucPietro

mo

parigino, poi

Arnoldo.

Inno-

celebre

cardinal

cenzo VII nel i47 promosse al vescovato Francesco de Biliis eugubino , abbate de' benedettini di s. Pietro, che mor nel cin 1 444 successe Antonio Severio urbinate vescovo di Cagli. Sisto IV nel

Bembo

patrizio

veneto,

ma
1

per
car-

alcune differenze nate tra il dinaie e gli eugubini, nel


'1

544:

Papa

lo

trasfer
,

Bergamo
di
tutti

delle sue gesta

come

cardinali, ne trattiamo alla sua biografia.

i475 nomin vescovo il proprio segretario Leonardo Grifo, ma avendolo poi traslatato a Benevento, nel 1482 fece amministratore di
questa
chiesa
il

Paolo
Cervini

III trasfer

allora dal

vescovato di Reggio a questo,


cello di

Mar-

Monte
s.

cardinale del titolo di

Pulciano Croce in

nipote
della

cardinal
nel qual

Girolamo Basso
la

Rovere, che

govern sino

al

1^2,

tempo subentr

a governarla

Fran-

maggio ne per procura , indi nel fine dell'anno si port alla Trovandosi in visita della diocesi.

Gerusalemme, che
possesso

nel

prese

cesco della Rovere pur di Savona.

Gubbio
clero,

intento

alla

riforma

del

Di questa citt fu pure Antonio Ferreri che Giulio II fece vescovo eugubino nel i5o4, e nel seguente anno cardinale. Nel i5o8 Gilio II deput amministratore della sede Federico di Campo Fregoso genovese, arcivescovo di Salerno, ad istanza di Guidubaldo duca d' Urbino suo zio materno; quindi sotto d lui e ad istanza di Francesco Maria I duca d'Urbino, Leone con la bolla Constitutus in specula del i5i4, secolarizz i canonici re-

i554 Giulio III lo chiam in Roma, per fare altrettanto col romano e colla corte. Nel seguente estate si restitu a Gubnel

con zelo al applicato bebio ne della diocesi , che dovette abbandonare per morte di Giulio III, i555 fu sublimato e nell'aprile
al

pontificato

col

nome
per

di

Mar-

cello

II, ritenuta

chiesa di Gubbio.
la

Fu

anche .la benemerito del,

diocesi

della

cattedrale

per

golari del capitolo della cattedrale


in

numero
:

di

undici

con
III

un

pre-

posto

nel

i535 Paolo

lo fece

quanto superiormente dicemmo, onde il popolo eugubino per riconoscenza gli eresse una statua, come scrive l' Ughelli. Mor dopo
ventidue giorni
di
gli

effettivo

vescovo eugubino, ed
della

ab-

pontificato,
successe
,

bate commendatario

pingue

Paolo IV

che

a'

29

a 74
bio
il

GUK
di

GUB
GubSavelli
trasfer
di

inaggio dichiar vescovo


cardinal

Giacomo

romano: Pio IV lo all' arci vescovato j 56


1

nel

prima pietra nella fabbrica del convento de' cappuccini , come si vede dall' iscrizione posta nella
la

to, sostituendo alla


il

sede

Beneveneugubina

facciala

della

chiesa di

s.

Nicola.
lo

Urbano Vili
trasfer
alla

di

lui

fratello
Ini
1

rotto di 4 giugno
universa.*;

il

Mariano Savelli, medesimo Papa ai


colla
il

i638 o 1639 chiesa di Todi


nel
,

di-

563,

bolla
Bull.

Super
Roni.

chiarendo successore Orazio Monabli perugino, vigilante pastore,

presso

ed a questi concesse
collegio

l'

erezione del
della
ossia

tom. IV, par. II, p. 4 r 7> eresse in metropoli la chiesa di Urbino, e tra le sullraganee che gli asse-

de'canonici

secolari

chiesa del
di
s.

Corpo
con

di
la

Cristo,

Cristina,

bolla Exibita

gn
alla

esente ed

comprese Gubbio ch'era immediatamente soggetta Sede apostolica, purch vi accevi


il

squideni,

octobris idibus i64' Quindi Urbano VIII nel 1644 gli


il

die a successore

celebre e bene-

desse

consenso

del

vescovo

di

Gubbio, per cui il vescovo Mariano finche visse non volle mai riconoscere Urbino per metropoli,
Inoltre
sotto
il

merito Alessandro Sperelli patrizio d'Alisi, gi vescovo d' Ortona, e sufFraganeo del vescovo di VelleEgli fu largo di molte benetri.
ficenze con la sua chiesa, e le principali
Il

di

lui

vescovato,

per

le

preghiere

di

Guidubaldo
il

superiormente
dell'

le

notammo,

quarto duca d'Urbino,


bolla

Pontefi-

commentatore

Ughelli dice,

ce Gregorio XIII, col disposto della

Injunctum
,

nobis
7
kal.

opostolicis

che fu sommamente caritatevole, che costru due cappelle nella cattedrale, istitu
fico
le
s.

servtutis

data

1571
essere

dichiar che

preposto
questa

decembris niuno poteva canonico della

tre
s.

canonicati, edi-

chiese di

Maria
I*

in

Prato

di

Nicola
il

eresse

orfanolro-

cattedrale di

nato

Gubbio, senza essere citt. Mariano mori a' 19 settembre 1599 e fu sepolto nella cattedrale, ondeClemente Vili nel seguente anno nomin a questa sede Andrea Sorbolonghi di Fossombrone. Urbano Vili nel 1628 fece vescovo Pietro Carpegna romano, e per sua morte nel i63o il di lui fratello Ulderico
in

fio,

miglior
la

seminario, don al

pubblico

biblioteca, e fu autore

di quelle opere
li

che enumera, le quacon pi diffusione riporta il p. Sarti a p. 244- H Novaes nella vita di Benedetto XIII narra che
lo

Sperelli
la

nel

1660

mosse

lite

contro

metropoli d'Urbino

sul-

V esenzione della propria chiesa avanti la congregazione de' vescovi


e
regolari,
la

Carpegna, che nel

633 cre

car-

quale

non
si

avendo
la

dinaie: questo egregio


1 1 1

pastore nel

risoluto cosa alcuna,

credette

e nel 638 celelDr il sinoG3 do che fu unitamente stampato in

chiesa

Eugubina interamente

libera

dalla giurisdizione metropolitica dei-

Perugia
spese
il

restaur e

stabil

sue

l'arcivescovo d'Urbino. Mori questo

seminario
disciplina.
in

perfetta

che ridusse a Nel suo vesco-

gran vescovo

d'

anui ottanlatre,
di-

XIV

vato fu stabilito

Gubbio

il

trisi-

kalendas februarii 1672. Nel 1690 Alessandro Vili

bunale

dell' inquisizione,
1

avendo

chiaro vescovo di

Gubbio

Sebastia-

no dal

63

con solennit gittato

no

Pompili

Bonaventura

nobile

GUB
d'Urbino
e

GUB
di

75

canonico

quella

metropolitana, e fu benemerito del


seminario. Nel

natis suffragane^, Urbini 1727, typis ven. cappellae ss. Sacramenti

1706 Clemente XI

lo trasfer alle cbiese di Montetia-

apud Antonium Fnntuzzi. Non meno erudita della precedente questa

scone e Corneto, ed a Gubbio die per pastore Fabio Mancinforti nobile di

dissertazione

ove con sfoggio


Pio IV, e
dev'essere
l'altra

di

dottrina
la

il

prelato dimostr, che

Fermo,
la

agli

11 aprile

1707,

dopo
di

bolla di

dichiarando non intendere pregiudicar

Benedetto XIII

sogaltra

sede

quella di Urbino

getta la chiesa di
di

Gubbio

all'

pendente del suffraganaFinalmente questa decise Benedetto XIII a' 23 maggio 1725 con la bolla Circumspecta, presso Bull. Rom. tom. XI, par. l, p. il 417. Con essa conferm il decretato da Pio IV, e dichiar la chiesulla lite
to.

Urbino, come a sua

metropoliragioni

tana, dandosi sfogo nel corpo della


dissertazione alle contrarie

antecedentemente prodotte a favore di Gubbio dal profondo giureconsulto cardinal De Luca. Note-

remo, che

sa

di

Gubbio soggetta

al diritto

do

metropolitano d'Urbino , imponensulla questione perpetuo silen-

la chiesa di Gubbio fu nuovamente dichiarata immediatamente soggetta alla santa Sede come lo tuttora, dal Pontefice

zio.

Non volendo Fabio


libert
della

pregiudichiesa

care alla

eu-

illas

gubina, la rinunzi, e fu fatto arcivescovo titolare Neapolitano. Quindi Benedetto

XIII

nel

concistoro

Pio VII, con sua bolla Ecclesias del 12 dicembre 1818. Dopo la morte del vescovo Cavalli, Benedetto XIV a'20 novembre 1747 esalt a vescovo di Gubbio
,

de'

26 settembre 1725 nomin vescovo di Gubbio fr. Sostegno Maria

il

concittadino

Giacomo Cingali
Clemente

di

Cavalli dell'ordine

de' servi di

Maria, nato in Ovilio, diocesi di Alessandria della Paglia. Sulla memorata questione sono a vedersi
le

tanini,

due seguenti opere. Giusto FonCommentatiuncula de amPontificis, ut

XIII nel 1768 diede in successore PaoOrefici di Faenza ; ed a lui lo Pio VI nomin Ottavio Angelelli bolognese, nel concistoro de' 14 febbraio 1785. Indi Pio VII a' 26
Bologna.
questi

settembre

18 14

fece

vescovo

di

plitudine peculiaris provinciae stim-

Gubbio Mario Ancajani

di Spoleto.

mi

romani melropode qua episcopatu eugubino Romae 1723. in eadem posilo 3 Dotto e ben condotto lavoro del
litae,

Lo

stesso

Pontefice

Pio VII

nel

concistoro de* 27 giugno 182 1 dichiar successore monsignor Vin-

cenzo Massi di
cidiocesi di

s.

Elpidio

nell'ai*-

celebre prelato letterato, col quale


intese dimostrare essere
citt e diocesi di

inclusa la
nella pro-

Gubbio
e

vincia

romana,

perci
il

come

di

Questo degno prelato, gi vicario generale del suo immediato predecessore, colla sua consumata prudenza e modi af-

Fermo.

Papa, cosi dal medesimo conchiude dover dipendere immediatamente il suo vequesta metropolita
scovo. Nicola Antonelli
nale, Dissertano

fettuosi,
si

neir esercizio
la

della

carica

procacci

benevolenza del pub-

blico, in guisa

che fu ascritto nel


eugubini, di cui
pastore

poi cardi-

de Eugubina caUrbi-

novero de' ne divenne

patrizi
il

quando monarcivescovo

thedra metropolitanae sedis

signor Ancajaui

pass

176
nella

GUB
propria
pallia.

GUB
Ademp
zelante
le

nel ginnasio, decorato dalle analo-

parti di

amorevole

ve-

ghe
ste

iscrizioni

egregiamente compo-

scovo con tanto affetto al sue gregge, e singoiar cura delle anime, che per non lasciare la sua diletta chiesa, pi volte costantemente ricus
le offerte splendide cariche

dal pubblico professore di belle

Vincenzo Locatelli asisiate. Di altre dimostrazioni di profondo


lettere

cordoglio dei gubbini, del loro lo-

di

le-

devole desiderio di
riposassero

volere

che
gli

le

gato apostolico in Sardegna, di arcivescovo d'Urbino e di Spoleto, e di segretario della congregazione de* vescovi e regolari in Roma, carica che porta ordinariamente alla

spoglie mortali del pianto

pastore
fu

nel

luogo

che

tanto caro in vita, e di

altro che

riguarda
tratta
il

l'encomiato

prelato,

ne

dignit cardinalizia. Per volere del

numero 16 del Diario di Roma del 84 1 A riparare tanta


1
-

regnante Papa Gregorio


signor Massi accett nel

XVI mon1839
la

perdita per la sede di

nunziatura

apostolica
di

presso la real corte

laonde

nel

concistoro

Torino Sardegna de* 11 nodi

Gubbio, il che regna, dopo avere nel mentovato concistoro fatto vescovo

Papa

in parlibus
il

vice-amministratore

vembre

lo traslat alla chiesa

ar-

Giuseppe Pecci prevosto della cattedrale, che col suo zelo e


conte
virt rese
dell'antico

civescovile in parlibus
nica, dichiarandolo

di

Tessalo-

meno
r

sensibile l'assenza

un tempo amministratore della sua amata chiesa di Gubbio. Compianto e venead


rato da tutti, mor in Torino a' io gennaio i84-i ove nella cattedrale metropolitana V arcivescovo Luigi Fransoni a proprie spese gli fece
}

pastore,

in

quello 'del

primo marzo

84 1

lo elev

a ve-

scovo della propria patria che paternamente nello spirituale governa. La cattedrale dedicata a Dio,
sotto
l'

invocazione de'

ss.
si

Mariano
venerai

e
di

Giacomo
diversi

martiri, ove
reliquie,
fra'

celebrare

solenni

funerali,

dopo

no molte sacre

ed

corpi
quelli

quali recit l'orazione funebre

del

santi,

quali

defunto, lodandone altamente la dottrina, la piet,


la

dei santi titolari sopraddetti,


tirizzati

mar-

modestia,

le

nell'Africa nel

25g.
presso

MonCo-

tante preclare sue doti.

Giunta a
i

signor

Dupuch

vescovo d'Algeri ha
di quell' epo-

Gubbio T

infausta notizia,

gubbi-

scoperto

un' iscrizione

ni che con pubbliche preci aveano

stantina, che
ca,

sembra

implorato da Dio la guarigione del loro benigno pastore, nella cattedrale


quie.
gli celebrarono pompose eseMonsignor Giuseppe de' conti

luogo
santi.

che indica precisamente il del martirio dei medesimi


Egli fin dall'anno
all'

1842

fece

richiesta

Pecci di Gubbio vescovo


ropoli in partibus
stratore della

di

Cesa-

vescovo di Gubbio delle reliquie dei nominati odierno


ss.

vice-amminichiesa, ceil

martiri, le quali furongli ripro-

medesima

messe come desiderava, subito ch'egli si porter in persona, come scriveva, a riceverle colle proprie ma-

lebr la messa di requie, ed

ca-

Antonio Menghini pronunzi l'elogio qual si conveniva


nonico
d.

ni.

Un

vicario

curato

ad

nutum

a personaggio

s
l'

rispettabile. Il sonil

tuoso feretro
ni JNini

ide

cav.

Giovan-

del capitolo, e coll'approvazione del vescovo, esercita le funzioni di par-

professore

di

architettura

roco in essa cattedrale.

Non havvi

GUB
in ssa fonte battesimale,

fcufc

177
s.

ma
s.

bens

miti agostiniani
furi di
in
s.

in
i

Caterina,

l'unico esistente nella citt nella

citt;

riformati
s.

minori
I

unita chiesa parrocchiale di


Battista, dov'

Gio.

Ubaldo, e in
s.

Girolamo

pure altro
Il

vicario

cappuccini in
steri
s.

Nicol.

ed i ; moniSpi-

curato o pievano.
cattedrale
si

capitolo della
della dignit

delle

monache sono

Quelli di
S.

compone

Marziale, benedettine; di

del preposto, di

quindici

canonici

rito,

comprese

le

prebende del teologo


preti e chierici ad:

canonichesse regolari; di s. Lucia, domenicane ; di s. Benedetto, eiarisse

e del penitenziere, di otto mansionari, e di altri


detti
al divino servigio
i

urbaniste;

della

ss.

Trinit,

il
l'
.

prepouso del

sto

ed

canonici

hanno
cappa

rocchetto

della

Questo

o riformale; del Buon Ges, Cappuccine; di s. Antonio di Padova, del terz'ordine di s. Domenico. Come ancora vi sono
dell'osservanza
in

collegio di canonici antichissimo,

Gubbio

diversi sodalizi, oltre gli

ed un tempo siccome accennammo era governato da un priore, nel

numero
Ubaldo.
fin

de' quali fu
11

il

glorioso

i.

enumerati pii istituti. Quanto al seminario aggiungeremo, che sebbene esso ivi si aprisse non mollo

lodato

odierno vescovo

dopo
ci,

il

concilio

di

Trento,

cio

da quando

era preposto della

uria casa di educazione pei chieri-

stessa cattedrale,

autentici

compil sopra gli documenti dell'archivio caeruditi


Il

nondimeno il seminario propriamente fu eretto a' 28 aprile i638

nonicale un esatto catalogo dei priori


,

gli

pubblicazione.
pag.

bramano citato Garampi


ne

la

dal vescovo cardinal Ulderico Carpegna, nel soppresso monistero delle monache di s. Elisabetta. Dipoi ri-

47
in

parla del castello di Be-

conoscendosi

angusto

pel

numero

gno
s.

Montefeltro nella
i 1

pieve di

abbondante

de' giovani,

fu restau-

Leo, che nel


iqi88 gi

36 era propries.

rato coll'acquisto di parecchie case


vicine dal vescovo
riel

t della canonica di

Mariano, e
iri

Giacomo Cingari
si

nel

era

passato

doluo-

1746? come

legge nell'iscri-

minio

deila cattedrale

con

altri

ghi di quelle vicinanze. L'episcopio,

zione appostagli dal canonico Ottavio Angelini in allora rettore del

buon
vi

edifzio,

prossimo

alla

cat-

medsimo seminario.

E
e

fornito di

tedrale.

Oltre di questa nella citt

sono altre tre chiese parrocchias. Giovanni con il battisterio, Pietro, e s. Domenico; prossime s. alle porte della citt sono le parli,

Copiose rendite, di molti maestri, e posti gratuiti, due de' quali istituiti

dal vescovo Sperelli,

ne furono
personaggi

alunni

diversi

illustri

fra' quali

a cagione

di

onore no-

rocchie
gostino.

di

s.

Secondo

di
vi

s.

A-

Inoltre nella citt


e monisteri

son
reli-

mineremo l'attuale vescovo. I frutti della mensa sono tassati ad ogni nuovo pastore ne'
libri

otto conventi
giosi,

di

della

cancelle-

sette

monisteri di
vi

che, dappoich

sono

monamonaci
s.

ria apostolica in fiorini seicentotrentatre, ascendenti

a circa scudi due-

camaldolesi nel monistero di


tro;
i

Pie-

canonici regolari

laleranensi

mila cinquecento di moneta romana, non gravati da veruna pensione.

di

s.

Salvatore
in
s.

domenicani
ventuali in
voi.

Secondo; i s. Martino; conFrancesco; gli erein


s.
i

Sui vescovi eugubini


seguenti autori.

scrisse-

ro

zarelli,

Catalogus

Giacomo Lazepiscopomm ci12

XXXIII.

78

GUD
De
episcopis eugubnisj
et

GUE
(s), vescovo di s. Malo. Era del paese di Galles, consacrossi per tempo al servigio di Dio, e divenne abbate di un mo-

vitatis Eugubii, Perusiae i65i. D, Mauro Sarti monaco e cancelliere

GUDVALO

camaldolese,

praecedit

de

civitate

ecclesia

eugubina dissertalo, Pisauri 1 7 55. Opera grandemente lodata per l'identicit delle notizie, dottrina, critica e perspicacia

nistero

posto

presso

uno

scoglio

nella piccola isoletta di Plecit. Pas-

s in Cornovaglia, poscia

con cui con-

vonshire, ove fabbricossi

dotta. Del medesimo la Lettera al giornalista sopra l'opera De episcopis eugubini. Exst. nel Giorn.dei lelt. di Roma dell' anno 1755, pag. 248. In questa lettera il p. Sarti va correggendo alcuni abbagli da
esso presi nell'antecedente
faticosa

taggio che presto


nistero,

si

nel Deun romicangi in mo-

avendovi
si

la

sua specchiata
discepoli.
nell'

virt

tratti

molti

Non
prolo e-

molto dopo

trasfer

Armori-

co, ossia nella Bretagna, ora

vincia di Francia, e
lesse

s.

Malo

opera, e colla scorta della sua estesa erudizione altri

scopale

suo successore nella sede epida se fondata ad Aleth ,

monumenti pro-

duce, che illustrano sempre pi la citt e chiesa eugubina. Antonio

che oggid porta il suo nome. S. Gudvalo resse l'episcopato con esimia santit: vi rinunzi poscia a
cagione della sua et molto avanzata, e si ritrasse a
stessa diocesi.

da Orvieto, nella Cronologia della


provncia
l'

serafica

Umbria^ tratta s. Girolamo nella

riformata deldel convento di


diocesi di
s.

Guern,

nella

Permise a molti mo-

bio. Degli eremiti di

presso Gubbio, che nel

GubAmbrogio 1 348 rice-

naci di unirsi a lui;

ma

vivea
,

iu

unicauna grotta da essi diviso mente inlento a prepararsi alla morte,

verono la regola di s. Agostino dal vescovo Pietro, ne discorre il Ga-

cui soggiacque alla

fine dei se-

sto secolo o sul

principio

del

se-

rampi a

p.

io3.
(s.).

guente,

a'

di

giugno, giorno nel

GUDULA

Nacque
s.

nel Bir-

bante, ebbe per madre


divelle presso

Amalber-

ga, e fu allevata nel monistero di


s.

quale nominato nei calendari di Bretagua. Egli ha diversi nomi, secondo i diversi paesi in cui viene
onorato.
le

Gertrude sua pa-

Le sue
de'

reliquie,

durante
poscia a

rente e matrina. Morta questa santa

scorrerie

normanni furono

664, Gudula ritorn alla casa il conte Vitgero, vot a Dio la sua virginit, e condusse
nel
di suo padre

trasportate nel Gattinese,

Montreuil-sur-Mer, e di l a Gand, ove vennero collocate nel monisteio di


tutore
s.

un' auslerissima vita, fra l'orazione,


i

Pietro.

digiuni e la pratica

di

tutte

le

GUELFI,
equestre

Ordine

equestre.

Isti-

buone opere proprie


fino alla morte

del suo stato,

dell'ordine
de' guelG

cavalleresco
fu
il

ed

che

avvenne

agli

principe

8 di gennaio del 712. Il di lei corpo nella chiesa di s. Michele di Brusselles, che la onora come sua particolare protettrice. Nel Bracante ella detta s. Goule o Ergoule> e in Fiandra s. Goelen. 11 d 8
gennaio segnala
la

d'Annover, poi re della gran Bretagna nel 1820 col nome di Giorgio IV. Nel congresso di Vienna, ove le principali potenze
reggente
dierono sesto
di
alle cose

degli

stati

sua

festa.

Europa, l'articolo 26 tratt del regno d'Annover. In esso fu sta-

GUE
che il re del regno unito della gran Bretagna e dell' Irlanda, avendo sostituito al suo antico
bilito

GUE
no anniversario
Differenti poi della
le

79

fondazione.

sono

decorazioni

titolo di

elettore del sacro

impero,

quello
dalle

di

re

di

romano Annover
ri-

Le prime hanno una corona di quercia, le di alloro intorno allo altre una
pel civile e pel militare.

(Vedi), e questo essendo stato

scudo, tanto della medaglia, quanto della decorazione


militari
:

conosciuto

potenze europee,
della

in quella dei
la

e dai principi

e citt libere

due spade sostengono


la

Germania, i paesi che fino allora avevano composto l'elettorato di Brunswich-Lunebourg furono mutati

corona della croce dell'ordine. Oltre questa decorazione,

cui

for-

in

regno.
poscia

Il

detto

principe

reggente
la

Giorgio

IV

re

della gran Bretagna,

per eternare

memoria di questo avvenimento, come ancora per dare una ricompensa pubblica a quelli che con segnalati servigi avevano bene meritato dello stato, a'r2 agosto i8i5
fond l'ordine de'guelfi.
gli

medesima per tutte le classi, e non differisce se non in grandezza, i membri della prima classe portano una medaglia, commendatori una croce sul sinistro

la

ma

lato
civile

dell'abito,

differendo

cos

il

dal militare.

Tra

la

corona

il

cavallo bianco vedesi in

allo

scudo
Il

l'epigrafe:

mezzo Nec asperd


da cui

Con

dar-

terreni.

nastro

di seta

l'istitutore
le

conservare

un tal nome volle rimembranze dei ce-

suol pendere la croce dell'ordine


di colore

turchino con fbbia d'oro.


il

lebri suoi antenati,

dappoich essi vantavano discendere da quelli che seguirono le parti di Guelfo duca di Baviera, il quale al dire di alcuni diede origine alla famosa fazione de' Guelfi (Fedi) ch'era contraria a quella de' Ghibellini (Vedi).

In seguito

medesimo
ed uni
sotto
-

istitutore

dell'ordine fond

ad

esso

una medaglia
soldati

L'ordine composto di
differenti,

tre

classi

e di

un numero

di

mem-

e che si distinsero in valore e prudenza sul campo di battaglia. La medaglia contiene l'effigie del principe reggente da un lato, motto: Verdienst e dall'altro il ums Valeriana , cio benemerito
pei
ufficiali

bri

indeterminato.

La

dignit di

della patria.

gran maestro sempre unita nel re d'Annover. La gran croce non si conferisce che ad individui i
quali

GUELFI. Famosa
circa al secolo
la

fazione

che

principalmente dal secolo XII sino

XVI

funest Con quel-

hanno gradi

di luogotenenti

contraria de Ghibellini (Vedi), la


Ita-

generali, e per servigi prestati.

Germania, e massimamente V
lia.

croce di Commendatore nel militare

Si

diede poi

il

nome
il

di Guelfi

non
il

vi

si concede se non a chi abbia grado di generale maggiore non ordine fissato per la terza
:

quelli

che tenevano

partito
si

del

Papa e
le

della Chiesa, e

chia-

marono
vano

Ghibellini quelli che seguiparti


degl' imperatori fino

classe,
ri

ossia

per quella de' cavalie-

semplici.

Tutte
i

le

persone
le

inla

dall'epoca in cui cominci la cele-

signite di quest'ordine

assumono
festivit
il

bre vertenza
l'

tra
le

il

sacerdozio e
eccle-

nobilt personale,
rogative inerenti.

diritti e

presogior-

impero per

investiture

La
si

siastiche.

Varie

sono

le

opinioni

lenne dell'ordine

celebra

degli scrittori sull'origine delle fa*

i8o
zioni de' guelfi

GUE
e
de' ghibellini, e
ai
il

GUE
padre contro
il

il

figlio,

il

fratello

molte

ne

riportammo
Denina,

relativi

con

fratello

facevano

guerra, e

articoli. Il

Delle rivoluzio-

chi pi poteva uccideva o scaccia-

ni d'Italia

tom. II, 1. 9, e. 11, cos scrive. Fiorivano nella Ger-

va l'altro, brugiando o atterrando


gli edifizi,

le torri

ed

palazzi del-

mania due

principali famiglie, l'una

la
te.

parte che rimaneva soccomben-

chiamata degli Arrighi di


linga, e l'altra
fio,
cte'

Ghibe-

Ed
i

a tanta cecit
popoli e
le

giunsero

le

Guelfi d'Altdol-

citt,
talia,

provincie d' Is'innol-

nella quale

pel

matrimonio di

che divise chi per l'uno, chi


partito, tanto

Azzo d'Este con Cunegonda figliuoIII s'innest la casa la di Guelfo d'Este chiamata poi perci Guelfaduchi Estense, da cui discesero Fedi), di Modena, e ( di Ferrara, quelli di Brunswich e di Annover. Dalla prima di quelle due famiglie, cio dalla Ghibellina, erano usciti pi re ed imperatori, come
i

per

l'altro

trarono accaniti nelle gare, che se una citt confederata ed amica del
partito

contrario

si

dichiarava

non

solo ne diveniva la dissoluzio-

ne della

lega e

dell'amicizia,
si

ma

subito nasceva guerra, e

cerca-

vano

fazioni contro di

quella, quin-

di desolazione di citt e famiglie,

il

terzo,

il

quarto, e

il

quinto Ar-

rigo.

Nell'altra detta
stati
i

de' Guelfi e-

rano
chi,

per pi anni famosi dustessi

ed esilii e confische alle parti soccombenti, altri fuggendo e divevendo fuorusciti. Altri narrano che
sino dalla
differenza
delle
investii

quali gareggiando di poten-

za e di credito cogli
ratori,
la

impe-

ture tra
guelfi,

il

Papa

e l'imperatore,
il

avevano molte volte turbato quiete dello stato ". Ottone di

seguaci del

primo presero

nome

di

e quelli del secondo di


;

ghi-

Frisinga,
cap. 2,

De

gesl.

Feder.
vuoisi

lib.

II,

parlando delle

mentovate
ripete-

due
re

famiglie,
il

da

cui
delle

principio
,

memorabili

fazioni

Duae

liae,

come si esprime. romano orbe apud GalGermaniaeve fines famosae faecco


in
:

ed aggiungono essere slata la parte della Chiesa pi amata che l'imperiale, perch le citt d'Italia con l'aiuto della Chiesa speravano preservare la loro libert, mentre sotto l' imperatore temevabellini

no
si
,

di perderla.

Ghibellini pertan-

miliae hactenus fuere

una Henri-

to erano per lo pi quei

marche-

corum de Gheibelinga, alia Guelforum de Altdorfo. Altera imperatores, altera magnos duces producere solita. Istae .... frequenter se

bili

noche godevano feudi dell'impero, per essere indipendenti dalle citt libere che sempre miravano
assoggettarli alla loro giurisdizione.

conti e castellani, ed altri

invicem
Il

emulantes,
de' guelfi

reipu-

blicae quietem multoties perturba

Alcune

citt

per erano ghibelline,

runt

".

primo

ceppo
prinAtti-

d'un gran numero di case cipesche, fu contemporaneo ad


la,

ond' essere ben trattate dagl'imperatori, per aver bisogno di lor protezione, e

non

essere ingoiate dalle

secondo Hurter. Lo spirito di parte in poco tempo s grandemente and crescendo, che non solo le citt,

pi

vicine

potenti.

Generalmente

ma

ancora

castelli

le

famiglie

parlando, i nobili ed i signori italiani ordinariamente aderirono alpopolo segu la il l'impero, ed


Chiesa o
la

infett,

talch odii funesti mossero

parte guelfa o naziona-

GUE
le.

GUE
tanto a se
stessi
il

181 dominio e goFin


qui

Questa oltrech dai Pontefici, fu pure sostenuta dai re di Francia

verno delle
il

citt

libere.

e dai

re

di Napoli

Angioini.

Muratori.
i

Non manca

chi affer-

Tante
ti

stragi,

tante guerre talvolta

mi, che
lini,

nomi

di guelfi e ghibel-

sopirono zelanti vescovi ed eloquenpredicatori,

d'origine tedesca, solo s'introsotto

non che
le

religiosi
le

di

ducessero in Italia
II,

Federico

santa vita;

ma

tregue e

paci

ebbero corta durata.


Il

sebbene gi preesistessero i die contro versi partiti in favore


l'imperatore,
seguaci
della

Muratori,
cap.

oltre

quanto delle
scrisse nella

santa

due diaboliche
par.
I,

fazioni
1

delle Antichit

Ean-

Sede o dell'impero. Tali nomi si udirono per la prima volta come


grido guerriero delle rispettive parti,

stcnsi,
lich.

nelle Disseti,

italiane ci

sopra diede la LI

le

dell'o-

nella battaglia di

Winsburg

in

rigine e progressi delle fazioni guelfa


lia,

Svevia nel ii4o>


al di

ha

due

rivali

e ghibellina o gibellina in

Itala-

trono imperiale,

Corrado duca

che almeno per tre

secoli

cerarono le viscere di questo nobil regno ; male popolare degli animi, che niuno per avventura fu pi pernicioso e di maggior durata. 11 Muratori osserva che la

Svevia e Franconia, che prevalendo fu l'imperatore Corrado III, ed Enrico il Leone duca di Sassonia, della casa

Welf che

noi di-

mania
ostinata

degli
e

italiani

fu

talmente

furiosa,

che

pieno di

sorpresa e meraviglia non sa spie-

giungesse la
gibellini

gare come a tanta pazzia e delirio gente d'allora. Egli

dice che col


si

nome di ghibellini o designarono coloro, che


i

o seguitarono
derico
agli
I

discendenti di Feaffezionati
la

ciamo Guelfo, e perci meglio conosciuto colla denominazione di Guelfo VI duca di Baviera. E in fatti all'articolo Baviera, parlando di Welfo o Guelfo VI fratello di Enrico il Superbo duca di Baviera, demmo un cenno sull'origine e tremende fazioni de'guelfi e ghibellini. Guelfo ch'era lo zio del giovane Enrico, combatt in favosuo nipote contro che avea disposto del ducato di Baviera in favore del suo fratello Leopoldo margravio di Austria, dopo averne spogliato i Guelfi, ed il suo nome fu il grido di guerra ne' suoi seguaci; mentre quelli di Corrado gridarono il nome di Weiblingen, che noi appelliamo Ghibellino, nome proprio d'una citt delWurtembuighese,sed
re del

imperatore, o
augusti

pupillo
III,

altri

amavano

loro

Corrado

signoria e felicit: all'incontro quei

che abbonivano il loro dominio, troppo talvolta grave e molesto, si chiamavano guelfi. Questa fu ne' piincipii l'intenzione e mira dei
primi professori e difensori di quelle due rivalit. Col progresso poi
del
ti

tempo restarono
gli

cos affascina-

animi

de' popoli,

che senza
fossero

talvolta

considerare

onde

patrimoniale

della
alla

famiglia

sveva

nate queste fazioni, ne se favorissero o contrariassero gl'imperatori,

d'Hohenstauffen

quale

Corra-

do

entravano e con pertinace odio perseveravano in esse, l'un contra l'altro sempre macchinando per reprimere gli avversari, e tirare sol-

apparteneva ed ivi era nato, per cui i suoi partigiani dicevansi weiblingi o waiblingi, parola che la

pronunzia italiana fece cangiare in


quella di ghibellini.

La

rivalit tra

i8a
le

GUE
di Svevia e di

GUE
Bavie-

due case

ra divise per lungo tempo la Ger-

mania. Siccome la prima incominciando da Corrado III e Federico imperiale, la il trono I occupava
seconda ricerc l'alleanza del Papa^ e le contese successivamente insorte tra la santa Sede e l'impero si
confusero con
te
la rivalit tra le prefa-

poich una parte del collegio degli elettori innalz alla dignit imperiale Filippo duca di Svevia che era di sangue ghibellino, e 1' altra
scelse

Ottone IV

che

discendeva
fu

dai guelfi, che

come

tale

pro-

tetto e riconosciuto

da Papa Innole

cenzo

III,

contro

pretensioni
II
figlio

eziandio

di

Federico

di

di

due case* dacch le guerre civili Germania si distesero sull'Italia.


i

tra gl'imPapi per le donazioni fatte alla santa Sede dei territorii della contessa Matilde, cugina

Inoltre le controversie

peratori ed

Enrico VI ed allora fanciullo. Correndo l'anno 1200 Innocenzo III cre cardinale il suo cugino Giovanni Conti, che spedi legato apostolico in Orvieto, per comporre le
discordie tra le fazioni de' guelfi e
ghibellini,

dell'imperatore, furono l'origine di

de' quali

erano capi

le

gravi discordie per le pretensioni a


tali

dominii degP imperatori, onde


le fa-

due primarie famiglie Monaldi e Filippi. Dipoi nel I2i5, insorta


in Firenze grave rottura,
leggesi

alcuni dissero aver suscitato


zioni in favore dei

siccome

Pontefici e de-

da una

storietta antica cre-

gl'imperatori.

Il

Manenti nella Sto11

ria d'Orvieto, all'anno

68 narra
e dal-

ch'essendo partito da
l'Italia

Roma

Federico

I,

fiero persecutore

della Chiesa e de' Pontefici, nel cui

governo l'anno
le

i5o,

ebbero origine
favor della

due

fazioni, guelfa a

duta di ser Brunetto Latini, fra ed Buondelmonte Buondelmonti Oddo Arrighi Fifanti, fu convenuto che il primo sposasse una parente del secondo. Ma Galdrada Donati avendo rimproverato il Buondelmonti come pauroso di
,

Chiesa, egibellina per l'imperio, gli Orsini co' Savelli e il popolo roma-

Fifanti

e degli liberti,
,

il

persuase

no

se la tennero sempre co'guelfi; e che Matteo Orsini e Pandolfq

Savelli distrussero

palazzi de'Conti,

de' Colonnesi, e dei prefetti di Vico,


i

prendere una de' Donati, e nella mattina degli sponsali un degli Uberti coli' Arrighi uccise per vendetta il mancator di parola } onde tutta Firenze
a lasciar quella
e

quali avevano assistito FedeI

fu sossopra, e divisa in due parli,

rico

nella sua

ma. Quindi
tato
i

nel

permanenza in Roavendo teni 179

prendendo
sioni.

nomi

di

guelfa e

di

ghibellina, e successero varie ucci-

nominati personaggi di en-

trare armati in citt, furono corag-

giosamente respinti dagli Orsini e


dagli altri guelfi.

Fatta poi la pace tra i Buoudelmonti e gli Uberti nel 1239, Riuieri uno de' primi die la sua figlia in moglie a Neri Piccolino
fratello di

Queste fazioni che furiosamente avevano combattuto nel lungo impero di Federico
la lotta col
si

Barbarossa

nelIII,

Farinata degli Uberti. Quindi accadde che gli Uberti , Lamberti, Caponsacchi , Amidei,
Contigagalandi, Bogolesi, e Fifanti

Pontefice Alessandro
nei
1

riaccesero

98 1

dopo

la

morte

del di lui figlio Enrico VI, e

andarono a Campi in servizio dei e loro Bertaldi e Buondelmonti


,

fliveiuiero nell'Italia generali.

Dap-

seguaci guelfi

e a tradimento fu-

, ,

GUE
rono
assaliti

GUE
Onde
parte
e
i i

i83
Angi,
,

dissero

ed uccisi. chiamiamoci

guelfi

della

prima casa
di

d'

marfio-

della

chesi d'Este

Ferrara

Carrato-

Chiesa o santa Sede,


ni
si

ghibelli-

ra di Padova, e la repubblica

appellarono parte
II,

dell'

impe-

rentina

Nicol
et

da

Jamsilla

ratore Federico

per cui essendo


dell' eresia
i

mo

Vili Rer. itaL,

questi scomunicato

da Gregorio IX,
ghibellini

nomina guelfos

anno 1^65 gibellinos romaall'


,

vennero
in

poi

incolpati

nos, con poscia aggiungere

Jaco-

de' patarini.

Ritornati
la

Firenze sconfitti,
Allora Neri
moglie,

guerra
al

ci-

vile subito

incominci con

infinita

bum Napolionem, caput g bellinorum Urbis, propter gibellinatem ab Urbe dejectum. Quando Gregorio

strage.

mand
figlia

patra-

X
la

si

port
i

Firenze
coi

per

ri-

dre
la

la

come

di

conciliare

guelfi

ghibellini

ditore,

die

onde Panieri Buondelmonti al conte Pannocchino, ma


ella

per

frode usata dai


l'

primi
citt
,

ful-

min
parli.
la

interdetto alla

e ne

dichiarando
di

di

essere
il

moglie
di

Dopo che X impero


Svevia,

Neri

gli
:

permise

conte

casa di

rimase

spenta lunga-

rimase ostinata guerra Buondelmonti, e gli Uberti e Filanti, e vennero ritenuti i guelfi

monacarsi
i

fra

tori

mente vacante, i seguenti imperabadando alle cose di Germania


lasciarono

languire
i

l'

autorit
di guel-

per traditori, e
rini.

ghibellini per pata-

loro in Italia, onde


fi

nomi
,

Federico
,

II

riemp
fazioni
il

l'Italia

di
,

e di ghibellini perderono la loro e


di
la

guerre
bellini

odii

interne

a
in

originale significanza

causa

cagione di essere
,

apo
il

de' ghi-

loro divent
sto per che
il

contesa

personale

questo fu
fazioni

tempo

o municipale ambizione, con quei

cui

queste

s'ingrandirono.
ridurre in pace
cardinal

ghibellini

amavano
i

Alessandro
i

IV per
il
i

potere assoluto, mentre

guelfi

guelfi e ghibellini di Firenze, vi


b.

spedi legato

Tesoro
nel

Beccaria;

ma

primi

sospettando
capo.
I

che

fosse favorevole
gli

a'secondi,
il

erano fautori del governo popolare, sebbene alcuni capi guelfi tiranneggiarono le citt , ed altri ghibellini si mostrarono seguaci della
parte popolare. Talvolta
i

1258

mozzarono

le

citt e

Nel concilio generale di Lione

privati

variarono
guelfo,

parte:
si

Dante

fu deposto dall'impero Federico II,

fu

prima
;

e poi

fece ghi-

onde il suo figlio e successore Corrado IV ed il nipote Corradino


,

bellino
poi

Ugolino prima ghibellino,


,

guelfo

indi ritorn

ad essere
le

ultimo della casa d' Hohenstauffen,


sostennero
trettanto
le

ghibellino;

insomma,
i

secondo

parti

ghibelline:

al-

private passioni e interessi le citt,


i

fecero
il

Ezzelino

mano, contro
crociata

quale

da Romosse una
i

popoli, e

nobili

cambiavano
I

fa-

zione secondo le
volta

circostanze.

Tal-

Alessandro

IV,

Della

come Federico
avevano
i

Federi-

Scala in Verona, i Visconti a Milano , e quasi tutti i signori o tiranni d'Italia tennero
le

co
di

II

fatto

co' ghibellini
i

estendere
d'

cio

poteri

ed

medesidel

conquisti,
lo
1

capi guelfi

come Caril
il

me
tito

parti.

Il

Papa,

capo

par-

de' guelfi, aveva sua alleata la

re di Napoli,

Angi e Roberto agognarono

Savio domi-

lega delle citt di


alleati

Lombardia, ed
i

nio d'Italia,
fa

quando

la

parte guella

pur anche

re

di

Napoli

voleva la libert e

repubbli-

i8|
ca, e
i

OUE
ghibellini
i

OUE
sensioni e turbolenze fra g' italia*
ni, e di recar
la

la tirannide, poi-

ch allora poche parti

legittimi

principati in
sussistevano.

pace a
a
i

tutti,

senza
stabil
,

d'Italia

impegnarsi

in
fatti

parzialit

veruna.

Quanto
all'

fece

Bonifacio
,

Vili

per

Giunto
la

in

Milano,

sopire queste fazioni

Io

dicemmo

concordia fra
i

Torriani guelfi
nel

articolo Bianchi, col qual


si
i

nome
e
i

Visconti ghibellini. Alla morta


j

e con quello di Neri

chiamaroguelfi

di questo principe

4 una
suc-

no o amalgamarono
ghibellini.
vili

parte degli elettori


cessore Lodovico

elesse
il

in

Inasprite le

guerre

ci-

IV

Bavaro, che
il

per la Toscana,

Romagna,

calando in

Italia

riaccese

fervo-

Marca Trevigiana,
fi.,

riaccese dai guel-

re di partiti, aumentati dalle gravi vertenze eh' ebbe con il Papa Giovanni XX li che lo scomunic. Col succedersi de' tempi furono

ghibellini, bianchi e neri, Be-

nedetto

XI per
per

pacificarli
il

sped a
di

Firenze
I?rato;

legato

cardinal

ma
il

questi vedendosi oltragl'

veduti

Pontefici

g'

imperatori
indifferen-

giato fulmin

interdetto alla citi

divenire in egual
ti

modo

ed
i

Papa scomunic
morte Clemente
Italia

guelfi

alle contese de'guelfie de'ghibelli-

ed
to

neri. Alla sua

fu elet-

ni,

senza che perci quelle antiche


si

successore

il

fazioni

estinguessero.
pi.

Comunque
gli otiti

quale
bellini

vedendo
,

1'

dilaniata

non avessero
e
gli
affetti

soggetto,
le

dalle fazioni

come

de' guelfi e ghi-

ereditari

Francia la resionde sette Pontefici dimorarono ili Avignone. Ai rispettivi articoli massime delle
stabil jn

vano
pei

vive:

antiche
ricevuti

mantenevendette da
gratitudine

denza

pontificia,

esercitare o un' antica


benefizi

dalle

generaf-:

zioni precedenti, assicuravano la

citt

italiane,

come

Forl,

Urbino,

deit de' gentiluomini

Ravenna ed
tificio,
si

altre nello stato pon-

i principali avvenimenti, conseguenze delle fazioni

riportano
e

in discorso

delle

parti che senella citata


le

due partiti, ai vessilli che seguitati avevano i loro antenati. Si vedevano con istupore ridestarsi guerre civili da calnngo tempo assopite, da che
ne'
i

guirono.

11

Muratori

pi

de' partiti

facevano risuonare
di

dissertazione

enumera

citt
e,

che

seguirono

diversi partiti,

quangli

nomi di guelfi e pi non avevano

ghibellini

che

significato.

Du-

do

cambiarono. Grandi e continui


li

furono

rante l'et minore de' figli di Gio. Galeazzo Visconti primo duca d'i

studi della potente repubblica

fio-

rentina, per

lo

pi.

attaccata alla

'4 2 ^ a Lom$\ bardia fu posta sossopra da tanto

Milano dal i4p3


spirito di

setta de' guelfi,

per

abbattere
i

la

partiti,

che non

si

col-

contraria

, i

per incitare
principi

collegati

legava ne

con
di
si

k]ee

religiose,

ne

ed anche

lontani
,

a far

con

fini

libert,

ed

il

quale

fronte agi' imperatori

impiegando
1

spiegare

non

poteva,

altrimenti

immense somme d'oro. Tanto specialmente oper quando nel 3 1


cal in Italia l'imperatore Enrico Vii, collegandosi con Bologna ed altre guelfe citt. Intenzione di

che per odio o vendetta. In


al

Roma
esiste:

principio del secolo

XY

vano
quella

ancora

le

due

fazioni

di
i

de' ghibellini

erano

capi

cesare era eh quietare

le

tante dis-

Colonnesi ed i Savelli, l'altra dei guelfi era principalmente diretta.

GUE
dagli Orsini
;

GUE
e
gli

i85
licito
le

gli

uni

altri

ne, et

infamia,

sia

ima-

molestavano
fece di
sette.

Innocenzo

VII,

che
i

gini de'contravenienti dipingere sot-

tutto per sopire pestifere

tosopra al

modo

de' perfidi,

et cru-

Nel detto secolo

tuttavolta

deli traditori

nella faccia del

Cam-

nomi

di guelfi e ghibellini

diven-

pidoglio, et in altri lochi pubblici

nero poco meno che ombra tradizionale, sebbene vive rimanessero le conseguenze delle fazioni, e qualche reliquia qua e l. In seguito unitisi i Papi agl'imperatori per estinguere i governi a comune in
Italia,
si

dal popolo frequentati in perpetua

commemoratione
de loro scelerata
nelle
storie

et testificatione

vita ".

L' Azzari
chiesa
di

mss.

della

Reggio attesta che in


nel

quella

citt

i5iq

le

dette fazioni

non eraancoripe-

le

parti guelfe

ghibelline

no ancora
tuti
civili

estinte.

Pi. tardi
tali

spensero colle repubbliche popoe solo qualche scintilla di tan-

ra e fino al

i53o
nelle

nomi

lari,

vennero
di

ultime
Il

guerre

to in tanto

surse

ravvivarne

il

Toscana.

Ghirardacci

nome ed

principia

Dopo

l'

estin-

scrivendo nel i5g6


logna, dice
reliquie
di
il

le storie di

zione della casa Visconti nel mezzo del secolo

che

ivi

ancora
e

Boerano

XV,
i

sione degli Albizi


so T epoca stessa,

e dopo l'espulda Firenze, ver-

ghibellini

di guelfi.

duchi di Mila-

veramente ed il governo di Firenze d'essere veramente guelfo, l'antica rivalit venne a poco a poco
cessando
d'essere
ghibellini,

no

Muratori che V una setta portava le sue bandiere, le sue vesti, il cappuccio o cappello diverso dall'altra; e che avreste

Conchiude

distinto

un

guelfo

dal

ghibellino

dal colore e forma delle vesti, dal-

posta in oblio.
resciallo

Nondimeno
risvegli

il

ma-

Trivulzi nell' ultimo anno

maniera varia de' capelli o sciolti o legati in treccie, e dalla forinola la

del secolo volta


il
i

XV

ancora una
e

del saluto, e fino


tagliare
11
il

partito

guelfo,

l'arm

in

contro

ghibellini.

vagliolo.

da certi riti pane e piegare il toFioravanti, antiqui Rom.


ch'essendo
delle

Nel pontificato d'Innocenzo VIII,

Pont, denarii, racconta


il

l'anno
Chiesa

1488,
si

nel

dominio della
i

leone insegna
senatori di

monete

se-

rinnovarono

tumulti

natorie romane, congettura


i

averlo

delle fazioni, e quelle

de' guelfi e

Roma

adottato,

come
,

ghibellini presentarono occasioni alle

fece

Brancaleone
i

del

ii5i
insegna,

per
re-

citt

di

Todi,

Foligno, ed in

aver

ghibellini
volatili

preso l'aquila

alcuni luoghi della

Marca
segu
tra

di scuoil

gina de'
i

per

onde
il

tere l'ordine pubblico. Sotto


tificato

pon-

romani come
Tuttavolta

guelfi pigliarono

di

Giulio

li

in
i

Camprimi
i

leone re de' quadrupedi per distintivo.


il

pidoglio la concordia

p.

Casimiro da

baroni romani guelfi e ghibellini,

Colonna,
Conti, e
il

gli gli

Orsini,

Savelli,

a pag. i5o nelle Memorie storiche d'Araceli, dice che Cle-

Roma

Anguillaia: ne riporta
dall'

mente IV concesse

l'aquila per in-

documento cavato

archivio

Sforza, il Ratti nel tom. II, p. a83, Della famiglia Sforza. Questo documento termina cosi: che in perpetua et memoiosa damnatio-

segna agli esuli fiorentini della fazione guelfa, perch con Carlo I d'Angi aveva combattuto genero-

samente contro Manfredi naturale


di Federico
II.

All'articolo Fjescri

186

GUE
insegne

GUE
accanto
sole.
all'

Famiglia, dicemmo delle


date dagl'imperatori
ci,
ai

altra

guelfi

due

loro segua-

che i ghibellini usavano per istemma Y aquila nera con delle sbarre o liste perpendicolari, e che guelfi tali sbarre le ponevano a
traverso,

Sulle fazioni de* guelfi e ghibellini

sono a

consultarsi

l'

Istoria

della casa d' Annover,

scritta

da

Scheidio, e Y Istoria di
del
p.

Alemagna
de' guelfi

quando
di

in

come fecero i Fieschi Genova divennero capi


Altri

Barre.

L'origine

e ghibellini e de' loro


sai

nomi

as-

parte guelfa.

poi

scrivo-

no che fu pure insegna de' guelfi un leone diritto verso la parte de-

bene dilucidata dall' illustratore degli Elementi della storia per


la giovent delle scuole, che fu
il

campo bianco; e de' ghibellini un leone diritto ma verso la sinistra in campo nero. Dell'insegna
stra in

gesuita

Saracinelli

neh' occasione
nella

di trattare di queste fazioni

par.
n.

IV, cap.

II,

dell' Italia
si

1,

guelfa

de' fiorentini

ne trattammo
della

6, della

Toscana, che
Bettinelli

stam-

all'articolo Firenze:

moneta
il

parono dal
Inoltre
si

in

Venezia.

guelfa di Firenze ne parla


tori
lo.

Vet-

nel suo Fiorino d'oro illustraIl

do,

lib.

possono vedere il Bion2 Decad.) il Sigonio, De


lib.

Cancellieri nel trattato delle

regno Ital.
4,
e.

173, osserva che non deve recare meraviglia la quana pag.


tit

Campane

di torri

ancora

esistenti

in

Rofa-

2; il Villani lib. Spondano, Annali eccles. all'anno 1228; il cav. Flaminio del Bagno nelle Dissertazio-

78

lo

ma, ed
talia,

in quasi

tutte le citt d'I-

avanzi sicuramente delle


guelfe
e

zioni

ghibelline, le quali

anche nelle loro torri ebbero ciascheduna un modo diverso di architettarle,

per distinguersi

pi.

fa-

ni sopra Visiona Pisana, ivi 1761, tom. I, par. I, dissert. IV, pag. i5i e seg., e la classica opera che si va pubblicando in Torino, Monumenta historiae patriae edita jussu regis Caroli diberti,
nei tom. Ili e IV, sui travagli
cati

cilmente,

come pu

vedersi

nelle

re-

Memorie genealogidie della famglia de Gondi orionda di Firenze,


ove sono rappresentate
le

da queste fazioni principalmente nel Genovesato, Liguria e

torri di

Piemonte.

ambedue

le

fazioni,

nelle quali a-

GUERRA SACRA.
te, e per le guerre

V. Crociadai

veva preso alternativamente parte questa famiglia. Questa variet consisteva nel numero diverso de' merli: ve n'erano alcune dell'altezza di duecentoquaranla piedi, e spesso
di

sostenute
dai
se

Papi

l'articolo

Milizie

Pontificie;
principi,

di quelle combattute

nella principal parte


ai
rispettivi

ne tratta
stati

articoli

degli

dueceutosessanta
di taglio
di

con
piedi.

muri

di

regni.

pietre

grossezza

di
vi
sa-

GUERRIERI GONZAGA
re,

Cesa-

quattrocentocinque
eia altra apertura
lire in
le

Non

Cardinale. Cesare de* marchesi

per

poter

Guerrieri Gonzaga nacque in

Mana' 2

cima che un buco, pel quaper una scala di corda saquelli

tova

da

nobilissimi
i

genitori

livano

che

le

difendevano.
i
l'

marzo 174*2, no giovinetto

quali lo

mandaro-

in

Roma

per appren-

Ordinariamente negli edilzi bellini avevano tre finestre

ghi-

dere un'educazione conveniente alla


sua condizione
s

una

morale che stu-

GUE
dementino dei padri somaschi. Terminato il corso
diosa
nel
collegio
stabilita.

GUE
intimo amico,
rica

187

portantissimo argomento per cui fu

da Pio VI ascritto tra i prelati camerieri d'onore allorquando lo destin ablegato a


degli studi
fu

Nel 1824 Leone XII suo lo promosse alla cadei


le

palatina di pro-segretario

memoriali, e per
restaur

sue
l'

preghiere

portare

la

berretta

rossa in

Ma-

drid al di lui zio nunzio di Spagna, Luigi Valenti Gonzaga di Mantova, creato cardinale a' i5 aprile

chiesa diaconale di

antica sua Adriano, che ne avea molto bisogno personags.


:

ed

abbell

gio di grandi affari e

parlatore, eb-

1776, per cui ricevette dal re Carlo III


il

donativo

del

proprio
e

ri-

tratto contornato di brillanti,


si

legge nei numeri

4^>

come 216 del


se-

be egli sempre fama di religiosissimo non meno che di severissimo in tuttoci che si appartiene ad ogni maniera d'integrit e rettitudine.

Diario

di

Roma

di

quell' anno.

Intervenne a

tre conclavi

per

Nell'epoca della prima e della

le elezioni di

Leone XII, Pio Vili,


regnante

si

conda invasione francese il prelato e rec a Mantova , a Firenze ad Orvieto presso i marchesi Gual,

e Gregorio
fice.

XVI

Pontevolle
al-

Am

assai la caccia,

ne

giammai accettare

protettoria

tieri

suoi nipoti, coi quali


il

poi so-

leva passare

maggio

e l'ottobre

cuna. Arrivato neil'et di ottantatre anni, e tredici di cardinalato,


fu colto da apoplessia
in

nella villeggiatura di

Corniolo

si-

Roma

gnoria dei medesimi. Pio

VII nel
Spirito in

marzo 18 16
re
Sassia, indi

lo fece

commendatos.

ove cess di vivere la mattina dei 6 febbraio i832, dopo aver beneficato alcuni suoi antichi famigliari.

dell'arcispedale di

8 1 6 tesoriere generale, siccome fornito di molta attieconovit, ingegno e cognizioni


nel
1

di

lui

funerali
di

furono
s.

cele-

brati nella chiesa

Trastevere, e

vi

Maria iu celebr la messa


il

miche ed amministrative. Nel concistoro de' 27 settembre 1819 il medesimo Pontefice lo cre cardinale dell'ordine de'diaconi, assegnandogli

e fece le solenni assoluzioni

car-

dinal
Il

Giacomo Filippo Fransoni.


la

cadavere, giusta

testamentaria

disposizione del defunto, venne tras-

per diaconia

la

chiesa

di

s.

portato nella chiesa di

s.

Bonaven-

Adriano al Foro romano, ed annoverandolo alle congregazioni del


concilio, della rev.

tura alla Polveriera


ni,

de' francesca-

ed

ivi

fu

tumulato con onore-

fabbrica

di

s.

vole iscrizione, presso la

tomba

del

Pietro,

del

buou governo,

delle

cardinal
parente.

Silvio Valenti,

altro suo

acque, e di quella economica. Sic-

come
VII

il

cardinale essendo ancora

GUEVAftA
Cardinale.

tesoriere era stato proposto

da Pio

Ninno Ferdinando, Ferdinando Ninno de


di
citt

alla presidenza de' catasti nel-

da lui istituita, fu poscia dichiarato da quel Papa presidente della cardinalizia Congregazione del censo ( Fedi) , al
la congregazione

Guevara de' conti be per patria la


nella Spagna.
te

Onnate ebdi

Toledo
cor-

Ammesso

nella

di Filippo II,

tata

dopo aver merinell'universit Complutense la

quale
essa
il

articolo

si

dice

come

di

laurea di dottore in
gi,

ambe

le

leg-

cardinale ne fu benemerito

fu per la sperimentata sua pru-

sino quasi alla sua morte, nell'im,-

denza, dolcezza e liberalit, eletto

i88

GUG
di

GUG
Granata
tanta
sod-

presidente del regno


nel quale impiego die

redo

di

tante

doti,

si

guadagn

l'estimazione de' Pontefici, che suc-

disfazione al detto re, che a di lui


istanza

cessivamente
verse
cariche
fu

lo

Clemente Vili i5g6, sebbene assente


cre
cardinale

a'

5 giugno

cospicue.

promossero a diPrimieraluogotenente
del

da Roma,
ordine dei

mente
del
s.

fatto

lo

dell'

tribunale dell'A.
offizio

indi

assessore

preti,

chiesa di

e poscia ebbe per titolo la Biagio dell'anello. Dis.

ossia della

sacra

in-

quisizione,

donde Benedetto
della

XIV
con-

venne inquisitore generale della ed amministratore della Spagna


,

lo trasfer a segretario

gregazione

de' vescovi

regolari.

chiesa di Siviglia. Nella

sua

per-

Clemente

XIII

a'

24

settembre
per
a
titolo

manenza
le

in

Roma
i

fece risplendere

1759
la

Io

cre cardinale dell'ordine

sue virt, e
nel

talenti di cui era


esito degli
affari
:

de' preti, e gli assegn

fornito,

buon
la

chiesa della

ss.

Trinit

Mondi-

che tratt per


anzi dice
il

corte di

Spagna

te Pincio.

In

questa

sublime

Bentivoglio che ne'due

gnit continu nell'usato tenore di


vita,
te
i

conclavi di

Leone XI,
protettori

e di Paolo

sempre celando modestamensuoi meriti. Intervenne al con-

V,
i

egli

sostenne

quelle parti
di

che
ingesenti-

cardinali

Spagna
l'

clave in cui rest eletto

Clemente
imrev.

tennero ne' precedenti. Per nuit cui esponeva i suoi

XIV,

fu annoverato alle congrega-

zioni de' vescovi e regolari, dell'

menti fu caro

ai

Pontefici

ed

ai

munit, della segnatura


della
visita

di

grazia,

monarchi
le per

di

Spagna;

e rispettabi-

apostolica,

della

piet,

n>or in Siviglia

ne

fabbrica, e prefetto di quella della


disciplina regolare.
di
lizi

primi del

1609, ed ebbe
Pier

sepoltu-

Fu

protettore

ra nella chiesa de' gesuiti.

diverse congregazioni
,

sodadella

Girolamo, Cardinale. Pier Girolamo Guglielmi nacque da nobile famiglia in Jesi a' 4 dicembre 1694, ed ebbe
per genitori Camilla Galvani, e il dott. Gio. Lodovico, il quale, valentissimo
ai

GUGLIELMI

tra

cui

della
di
s.

congregazioIppolito

ne de' chierici
ternite della
ricordia

Carit nel Messico, e delle confra-

Madonna
s.

della Mises.

e di
delle

Pietro di Jesi, di
di

Maria

Grazie

Senigallia,

in
figli

legge,
di

ispir

trasporto
giurisprudi

e di altre.

suoi

studiare

ottant'anni

Giunto all' et di circa mor in Roma a' i5


I

denza, per cui

Pier
si

Girolamo

novembre 1773, per breve malattia

buon grado
savio
e

vi

dedic,

siccome

di

febbre e catarro.

funerali

costumato faceva mostra di un ingegno adatto a l grave studio. Tale ne fu il successo, che venne mandato in Roma a percorrere onorevole carriera nella prelatura.
Ivi

furono celebrati nella chiesa di s. Maria sopra Minerva, in cui cant la messa il cardinal Boschi, e
prest assistenza
il

Papa Clemente
di

XIV. Lasci
vizio scudi

alla

famiglia

ser-

in

poco

d'ora

si

fece

ammirare non meno


virt,

nella profon-

dit della scienza legale

essendo dotato

d'

che nelle aurea in-

dole, morigeratezza,

prudenza
pel

ed
cor*

duemila oltre il corruccio e quarantena secondo i ranghi, e a mezzo del patriarca monsignor Lascaris esecutore dell' ultima sua volont. 11 suo cadavere privata-

umilt. Venuto in fama

mente fu trasportato

nella sua chie-

GUG
%a
titolare,

GUG
la

189
i

ed

ivi

venne sepolto.

Sede

pontificia, cacciarne

car-

Nella cattedrale di Jesi sua patria


si

dinali,
tori
vi

vede un

monumento marmoreo
ancor
gi

e sostituir loro quattro dotche avrebbero fatto quattro nuo-

eretto al

cardinale

vivente

evangeli.

Nella

biblioteca
i

Am*
pro-

dal suo fratello Gaetano, nella ricca

brogiana di Milano trovansi


cessi
fatti

cappella gentilizia
e sacra a
sistente
s.

de' Balleani

al

finire del
i

secolo XIII

Gio. Battista,

e concol ri-

contro Guglielmina e
seguaci,

suoi

stolli
il

in

una

iscrizione
Il

dai

quali

processi

eh.

tratto

del

porporato.
dipinta

capitolo
colloc
nel-

della

medesima
effigie

cattedrale

la sua

in tela

l'aula

capitolare tra le altre de'vedi quella

ne ha tratta la vera storia di questa rea femmina, illustrata con una sua bella dissertazione, che pure conservasi manoPuricelli
scritta

scovi e cardinali, a lato

nella stessa biblioteca.

del fratello Antonio arcivescovo di

Urbino, con analoga iscrizione onorifica.

GUGLIELMINA
Boema, eretica e

falsa

Guglielma taumaturga
a

del secolo XIII. Recatasi

Milape,

no, col linguaggio d'urta ispirata e


col l'esteriore della pi austera

o Eremiti di s. Guglielmo, Ordine religioso. Furono detti guglielmiti i religiosi fondati da s. Guglielmo di Malevai, confuso da molti con altri santi del medesimo nome, cio con s. Guglielmo istitutore dell'ordine di Monte Vergine, con Guglielmo fondatore
de' canonici

GUGLIELMITI

nitenza, seppe

bene contraffare

regolari

della

che

si

procacci molti proseliti par-

ticolarmente fra le donne, e mor con fama di santit nel 1281. Le sue furfanterie essendo state scovenne perte dopo la sua morte
,

il

suo corpo
di

disotterrato e abbrule

cialo.

False per furono


lei

accuse

Guglielmo I e IX duchi d'Aquitania, e con altri. Gli stessi guglielmiti credono che sia stato loro padre 1* ultimo di questi duchi convertito da s. Bernardo, e della stessa opinione sono ancora i padri agostiniani che
valle degli Scolari, con

fatte alla

setta

di

atti

ab-

bominevoli di lascivia: i suoi errori furono piuttosto pazzi aborti di fantasia e stolte frodi di donnesche finzioni, le quali in quel

l'hanno espressa nelle lezioni assegnate nel proprio breviario per la


festa
critici

di

questo santo. Affermano


il
s.

che

vero fondatore de'gu-

glielmiti

Guglielmo

il

Grande

tempo

trovarono
I

fede

veneraigno-

zione presso

non pochi

deli'

rante volgo.

suoi proseliti sostelo Spirito


il

eremita di Maleval o Malavalle, il quale mor a' io febbraio 1 i5j nelle braccia di Alberto suo discepolo, indi canonizzato nel

nevano
nile;

ch'ella era

to incarnato sotto

sesso

Sanfemmi-

1202 da
il

Innocenzo
stato

III.

Si pretende che sia

morta soltanto secondo che risusciterebbe avanti il giudizio universale ; che salirebbe in cielo alla veduta de' suoi discepoli; e che per suo vicario in terra lasciato aveva Maifreda monaca dell'ordine delle umiliate:
ch'era
la carne;

un gentiluomo
nella

francese,

quale dopo aver menata una vita


libera

milizia

si

convertisse a

Dio, e nel
tuario di
s.

11

36 visitasse il sanGiacomo di Galizia, e


di
1
1

secondo alcuni quello pure

Geru-

salemme,
portasse

indi
nella

nell'anno

53

si

questa doveva occupare

iu

Roma

Toscana, cercando

, ,

190
farvi

GtJG
servire a

GUG
no presso
nell'orto,
la

Dio e ferm egli in fatto nell'isola di Lupocavio, nel territorio di Pisa, dove a lui si unirono vari compagni, quali non volendo poi ascoltare ne suoi consigli, n le sue esortazioni, furono da lui abbandonati. Si ritir allora in una foresta del monte Pruno, dove parimenti gli si unirono altri discepoli, che non dispenitenza.
S
i
i

una solitudine per

di

lui

cella

tumulato
all'or-

diedero principio
il

quale presto si dilat per V Italia per la Francia, per la Germania, e per la Fiandra. Nella origine non ave,

dine de' guglielmiti,

vano questi religiosi altra regola che gli esempli di s. Guglielmo, onde camminavano scalzi, digiu-

dai primi giunsero ancora a caricarlo d'ingiurie ed a cacciarlo


simili

navano continuamente, e praticavano molte altre austerit. Gregorio IX moder assai il loro rigore, permise ad essi di calzare, e li
assoggett alla regola di
detto.
s.

da quel luogo. Torn


di

egli all'isola

Bene-

Lupocavio,

ma

suoi primi se-

guaci non avendo voluto riceverlo,

Nel

1*248 Innocenzo

IV con sua
generale e

ne and nel distretto di Siena, e ferm la sua dimora nella diocesi di Grosseto, in un luogo detto lo Stabile o la stalla di Rodi ossia Stabulimi Rhodis 3 chiamato ancora Malavalle per l'orrore e spavento che ispirava. Stabil Guglielmo quivi il suo soggiorno nel 1 155, non avendo da principio per suo ricovero se non una buca nella
se
terra, in cui abit finche
il

bolla diretta al
frati eremiti

priore

accord loro molti pri-

vilegi

comand che
il

dopo

la
si
s.

morte del generale


eleggesse

successore

secondo
essi

la

regola di

Benedetto da

professata
s.

insie-

me

all' istituto

di

Guglielmo. Nel
fatta

1236 Alessandro IV avendo


fessavano diverse regole
,

l'unione di molti eremiti che pro-

per

for-

signore

mar un ordine
eremitani di
s.
i

solo

col

nome
i

di

di Buriano
gli

fece

mosso a piet di lui fabbricare una cella. Per


,

Agostino, vi furono

quattro mesi

egli

visse

qui

solo

menando una

vita asprissima ed ammirabile; ma nel 11 56 si fece suo discepolo il sopra nominato Al-

anche compresi guglielmiti, quali sebbene piegassero ed ottenessero di vivere secondo la regola di s. Benedetto e 1' istituto di s. Guglielmo, ci
niani

berto, nelle cui braccia spir, arricchito da Dio del dono della profezia

non ostante gli agostiandarono al possesso di molti

loro conventi.

Urbano IV

nel

1263
di

di

altri,

e munito de'

ss.

viet a quelli che


sato

avevano profes-

sagramenti amministratigli

da un

nell'ordine
gli

de' guglielmiti

sacerdote della vicina terra di Castiglione. Rinaldo ch'era stato medico di sua ultima infermit si assoggett all'ubbidienza di lui, e con

passare tra

agostiniani senza la

permissione della Sede apostolica, laonde alcuni che fatto aveano tal
passaggio ritornarono all'ordine di
s.

Alberto ne eredit lo spirito; ambedue seguitarono a vivere secon-

Guglielmo, di cui

il

concilio di

Basilea nel

^5, prima
in quell'epoca
in
,

che dii

do

le

massime e
e

glielmo,

esempi di Gufabbricando un eremo


gli
il

venisse conciliabolo, ne
privilegi:

conferm
,

l'ordine
cio

angusto con una cappella sopra

era
di

diviso

tre

provincie
,

sepolcro del defunto, ch'essi aveva-

Toscana

di

Germania

di

, ,

convento delFiandra di Rodi o di Malavalle la stalla ch'era residenza del generale, ed il capo dell'ordine chiamato poi di s. Guglielmo, essendo stato distrutto nelle guerre senesi coi fiorentini, e dopo che da orrido deserto per industria de' religiosi divenne sito ameno, fu dato agli eremitani
e Francia.
Il

i 9r l'immagine del fondatore stamche pata particolarmente in Francia

CUG

lo

rica di ferro,

rappresentava vestito d'una locon sopra una tonail

ca con pazienza, avente

capo coed
i

perto
piedi

di

morione
nudi.

di

ferro,

affatto

Da

questa

egli

vuol

dedurre che
fosse

l'abito

de' gu-

di

s.

Agostino, e
nel

quindi

in

comIn

menda
Parigi

i564 da Pio IV.


il

avevano

dei bianchi

convento detto mantelli, blancs-manreligiosi

una tonaca con pazienza bianca, come riferisce Choppino nel suo Monastico lib. I, sebbene questi soggiunga che dopo la
glielmiti

loro riunione agli agostiniani, l'abito


Altri

teauXy

da

certi

dell'ordiistituiti

bianco

ne

de' servi di

Maria.,

in

fu mutato in nero. dicono che l'abito de' gugliel-

Marsiglia, che

portavano

mantelli

miti fu simile a
ciensi,

quello

de' cister-

bianchi,

quali essendo stati

sop-

e che

si

servivano del loro

pressi nel

ne, Filippo

secondo concilio di LioIV nel 1298 con ap-

breviario

nell' ufficiatura.

Sansone
questa
in

Hujo
Parigi

parigino,

religioso di
1

provazione di Bonifacio
loc nel loro monistero
miti,
villa

Vili
i

col-

congregazione, nel
il

588 stamp

gugliel-

libro

De
nel

ventate vitae et
bolle
1

che allora
di

dimoravano nella
allora in poi quei

ordnis
rifer
dell'
il

s.

Guilelmi; diverse
lib. 7,

monte Rosso, mons-Rouge,

Mireo

cap.
di

5,

presso Parigi.

Da

Origine

benedettina;
il

que-

guglielmiti furono chiamati de'bian'


chi mantelli sino al 16 18, nel quele

st'ordine tratt ancora

Volter-

rano nel
la

anno

vi
s.

subentrarono

benedi

ed Onofrio nelcronaca all'anno 1160.


lib.

dettini di

Vannes
s.

Vanno
alla

GUGLIELMO
ni

(s.), eremita di

Verdun,
gazione

indi quelli
di

della

congre-

Malavalle, istitutore dei

guglielmi-

Gregorio
l'ordine
ri

XV

Mauro, con una

quale bolla uni

questo priorato. Negli ultimi tempi

o guglielmiti. Credesi che fosse nato in Francia, e che si fosse dedicato alla milizia. Volendo poscia

ebbe

circa dodici moniste-

far

penitenza

de' suoi peccati,


il

nelle Fiandre,

ed uno di mona-

recossi a

Roma, dove
gli

Papa Eu-

che in Montpellier, essendo governato da un superiore ch'eleggevasi ogni quattro anni col semplice titolo
di

genio III
gio a
ti

ordin

il

pellegrinag-

provinciale.

religiosi

di

Gerusalemme. Guglielmo parii45> e passati otto anni nei santi luoghi, ritorn in Euronel
si ritir in un luogo deserto Toscana. Forzato di assumere il governo d'un monistero deldi Lupocavio, nel territorio l' isola di Pisa, presto se ne allontan per e la sregolatezza de' suoi monaci;

Parigi

possedevano

una

porzione
e
le

pa, e

delle reliquie del

fondatore,

della

monache di Montpellier parte del suo capo. Alberto compagno del santo venne onorato col nome di
beato.
11

p.

Bonanni nel Catalogo


I,

degli ordini religiosi par.

pag.

passato sul monte


stretto
risolse

Pruno
solo

fu colo

CXVII,
la

tratta di questo, e riporta

a fare lo stesso. Per


di

che

figura di

un

guglielmita, e dice

menar

una

vita

tgi
far

GG
questo santo;
deli'

cui erasi inutilmente

adoperato di condurre ad altrui, e nel i i55 Ferm dimora in un' orrida valle
di

tal

fu

1*

origina

ordine dei
s.

Guglielmili [Fedi),

o eremiti di
di

Guglielmo.

posta nel territorio di Siena, nella

che appellavasi allora lo Stabile di Rodi, nome che di poi venne cangiato in Malevah quello di Malavalle o Guglielmo non ebbe dapprima per
diocesi

Grosseto

(s.), arcivescovo Bourges, discendente dagli antichi conti di Nevers , fu educato

GUGLIELMO

nelle lettere e nella piet

tro

1'

Eremita

suo

zio

da Piematerno ,
succes-

arcidiacono di Soissons.
lo stato ecclesiastico
,

Abbracci
Soissons e
ritir

suo abitacolo che una caverna ; ma avendolo

sotterranea
il

e fu
di

signor di

sivamente canonico
di

Buriano non guari dopo scoperto, in cui fecegli costruire una cella pass quattro mesi senz' altra compagnia che quella delle bestie, vivendo di quel!' erbe medesime che vedea esse mangiare. Nel mese di gennaio dell' anno seguente rice,

Parigi

poscia

si

nella

solitudine di Grandmont_, e vi

mein-

n austera
sorta
tra
i

vita.

Una

contesa
di

religiosi

coro

fratelli

conversi,

avendo poscia turei

bata
s

la

pace eh'
ordine

vi

godeva, pas-

un discepolo per nome Alberto. Guglielmo consumava tutto il suo tempo nella preghiera, nella
vette

a Pontigny, dove fu priore. Nel 1 186 fu eletto abbate di Fontaine-Jean


nell'

de' cisterciensi

nella diocesi di Sens, poi di Ghalis


nella

contemplazione e nella
sue mani
rigore
,

fatica

delle

diocesi

di

Senlis.

Mentre non
nel
ri-

trattavasi

che non mai intieramente


coli'

con tanto estingueva giamsete

pensava che a

santificarsi

poso del chiostroj venne nominato


arcivescovo di Bourges nel

la

nemmeno

1200.

onorato col dono dei miracoli e con quello della profezia ; e mor santamente fra le braccia del suo caro discepolo
acqua.
a*

Fu

Egli accett questa dignit per sola

obbedienza, e spargendo copio-

se lagrime nell'

abbandonare

la

ca-

ra sua solitudine.
cesani
religiosi

Fu

pei suoi dio-

io febbraio
suo

5^7.

Venne canogiorno nel

ci
,

eh' era

stato

pei

suoi
di

nizzato da Innocenzo III, e ricordasi


il

un

modello
3

perfetto
di carit,

nome
gli

in

questo
,

povert, di dolcezza
penitenza.

di

martirologio
tutti

romano

altrii

Un

non che in medico, nomato

Ebbe

provare
del

delle

opposizioni per parte


pitolOj e degli officiali

suo ca-

Rinaldo, erasi unito ad Alberto poco


innanzi la morte del santo. Essi seppellirono insieme
il

corpo del loro bea-

to maestro nel suo piccolo giardino;


attesero a conformare
la loro condotta alle massime ed agli esempi

ed ebbero ; vedere molte persone divote unirsi a loro per condurre la stessa vita. Questi solitari,
lasciato
di
la

che avea loro

consolazione

re Fine trionf colla sua fermezza, e pi ancora colla sua profonda umilt. Acceso di zelo alla veduta degli eccidii che cagionava 1' eresia degli albigesi, ei ne convert parecchi, e disegnava di recarsi a far loro una missione, allorch la morte rapillo, ai io gennaio del 1209. Il Papa Odel

lippo Augusto;

ma

il

cui

in

rio

numero aumentava di giorno un romitocon una cappella sulla tomba di


giorno, edificarono

norio

III

lo

canonizz

nel

1218;

ed

che conservavasi nella cattedrale di Bourges, fu abil

suo

corpo

GUG
bruciato
S.

GUG
i56*2.

193
in faccia alla

dagli ugonotti nel


in

Un'altra volta chiuse


lo

Guglielmo onorato
si
il

molte

stesso

principe

porta
esso

della

chiese di Francia, e

celebra la

chiesa, perch

avea

condan-

sua festa

giorno

io gennaio.
di

GUGLIELMO
duodecimo anno

Norwich
il

(s.),

nato molte persone senza osservare le forme della giustizia; ed avendo


alcuni
ufficiali

martire in Inghilterra,

quale nel

del re

sguainato la

dell'et

sua

fu

vittima dell'odio implacabile degli


ebrei contro la religione
cristiana,

Essendo

egli al servizio di

un conebrei se

ciapelli di

Norwich,
di

gli

lo tirarono in casa qualche giorno

prima

della festa

Pasqua

del-

l'anno 11 37, e dopo averlo crudelmente maltrattato lo conficcarono


in croce, e
gli

spada per punire un tale atto, il santo vescovo porse ad essi il collo, dicendo d' esser pronto a morire per la causa di Dio. Ma il re che avea somma venerazione per Guglielmo rientr in se stesso, e peccato, penitenza del suo fece Quindi si adoperarono ambedue
,

nel procacciare
S.

la

gloria

di

Dio.

trafssero
la

il

fianco

per mettere

in beffa
Il

Ges

Cristo.

giorno
il

di

morte di Pasqua
le

Guglielmo mor circa il 1067, essendo gi da quarant'anni eh' esua' gli era in Danimarca ; e la
festa

legarono in un sacco
della citt

di lui cor-

segnata

il

2 di
( s. ),

settembre,

p, e lo portarono presso

porte
es-

GUGLIELMO
della

fondatore
di
nel

per bruciarlo;
scoperti,
lo

ma

congregazione
in

religiosa

sendo

stati

lasciarono

Monte Vergine.
monte, e

Nacque

Pie,

sospeso ad
cappella
di
5.

un

albero.

Nel
il

luogo

et di quindici anni

in cui fu trovato
,

venne eretta una

conosciuta sotto

nome

desiderando dedicarsi agli esercizi si rec in pelledella penitenza


,

Guglielmo ai boschi. Il corpo di questo santo, che fu glorificato per molti miracoli , venne trasportato nel 1 144 ne l cimitero della chiesa cattedrale, e sei mesi dopo fu collocato nel coro della medesima. Il suo nome notato ai
inglesi.

grinaggio a
lizia.

s.

Giacomo

nella

Ga-

Ritirossi poi nel

poli

dove

visse

regno di Nasopra un monte

deserto, nelle austerit della pi ri-

gorosa mortificazione, e nell'intima

unione con Dio. Essendo stato scoe perci interrotta la sua perto
,

24

di

marzo
(s.)

nei

calendari

contemplazione

si

trasfer in

un

luogo
,

GUGLIELMO
Roschild nella essendo prima

vescovo
il

di

chiamato Monte Vergine , posto tra Nola e Benevento; ma

Zelanda,
cappellano

quale
del

seguitovi dalla sua riputazione,

non
di

re

pot
pie

tralasciar

di

ricevere

molte
e

Canuto, ed avendo accompagnato questo principe in uno de' suoi


viaggi
dall' Inghilterra
,

persone

che
la

domandavano
sua

vivere sotto

guida,
gli

marca

ivi

predic

il

in Danivangelo e
d' idolatri,

praticare con esso lui


della vita ascetica.

esercizi

In tal guisa ebcolloai

convert
nistero,

gran numero
il

be origine
ca nel

la

congregazione detta di
si

Esercit santamente
e

pastoral mi-

Monte tergine (Fedi), che

con

petto

sacerdotale

m 19.

S.

Guglielmo mor
1

rimprover a Svenone re di Danimarca il suo matrimonio incesluoso colla


figlia

del re di Svezia,

142, ed menzionato in questo giorno nel martjrologk) romano. La sua congre2 5 di giugno del

voi. XXX1H.

i3

, ,

94
cui
,

GUG
non
fu
lasci

GUG
alcuna
a

gazione, a

regola
quella

scritta

assoggettata

V estrema povert della sua casa , e per una lunga serie di prove
interne;

di

s.

Benedetto

dal

Papa

ma

egli

trionf

di

tutto

Alessandro UT.

colla sua

dolcezza e pazienza. Dola

GUGLIELMO
scbil in

(s.), abbate d'EDanimarca. Nacque a Pa-

po aver governato
per

sua abbazia

ben

trent'anni,

mor

santa-

rigi

da

nobili

parenti

verso

il

iio5, e
s.

fu

educato

nell'abbazia

Germano de' Prati, sotto la di direzione di Ugo suo zio che n'era abbate. Alla fine de' suoi studi ricevette il suddiaconato, quindi fu

mente nel i2o3, a' 6 d'aprile, in cui se ne celebra la festa ; e fu canonizzato da Papa Onorio III.

GUGLIELMO
eletto

(s. ),

vescovo di

san Brieux o Brioco

in
il

Bretagna,

nominato canonico
di
s.

della

collegiata

1220, molto faticato e con


il

verso

quale avea
nella

frutto

Genoveffa

che non era

an-

diocesi

sotto

suoi

predecessori

cora regolare. I suoi confratelli che avrebbero dovuto amarlo ed onorarlo per le sue molte virt non le considerarono invece che

ed
l'

erasi

reso

commendevole
costumi
e
,
,

per

innocenza de' suoi

per

la

sua

dolcezza

carit

amore
vesco-

alla

mortificazione. Nel suo


i

come una censura


dotta
di
;

della

loro con-

vato fece suoi tesorieri

poveri, e

perci tentarono di liberarsi inducendolo a rinunziare al suo canonicato, e non essendo ci


lui

non contento
quanto
correrli.

di

distribuire ad essi
,

possedeva

prendeva
altri

an-

cora a prestito dagli


sulla

per soc-

loro riuscito

lo

nominarono
,

alla

Ordinariameute
terra.

dormiva
alle

parrocchia

d'

Espinay
11

soggetta al
III,

nuda

Assiduo

fun-

loro capilofo.
il

Papa Eugenio

zioni del suo ministero^ niente tras-

quale trovossi a Parigi nel 1 i47> informato della loro mala condotta,
li

curava

che

proprio
stesso

non
lo

fosse

a
di

nutrire in se

spirito

scacci

e sostitu
e

loro dei

raccoglimento.

canonici

regolari.

Guglielmo ab,

bracci questo

istituto

merit

Mor circa l'anno 1234, ai 29 di luglio, giorno nel quale posto nel martirologio romano.

d'essere eletto sottopriore.

La

ri-

Fu
il

sepolto nella sua catte-

putazione di sua saggezza e di sua santit essendo giunta a conoscenza


di

drale, e

suo corpo fu disotterra-

Assalonne
nella

vescovo
,

di
il

Roquale

1248. Innocenzo IV Io canonizz cinque anni dopo, secondo


to nel
il

schild
|j

Danimarca
a
Parigi
,

Baronio.

aveva conosciuto nel


sludi

suoi

tempo dei domandollo


sua
fu
diocesi
vi

GUGLIELMO
di

( s. )

arcivescovo

Yorck,

figlio

del con le Erberto,

per riformare un inonistero di canonici


regolari
della
nell' isola di
si

e di

Emma
al

sorella del re Stefano.

Rinunzi

mondo

di

buon' ora

Eschil.

Guglielmo
e ne

per dedicarsi unicamente a Dio, e

rec nel

1162,
ivi

eletto

impieg

le

abbate. Trasse
pratica di

la

sua vita nella


mortificazioni.

mento

de' poveri.
,

sue ricchezze a sollevaRicevuti gli orfu fatto tesoriere


della

una continua preghiera


austere

dini sacri

e delle pi

Ebbe

a soffrire

non poco per cauche Io


per
,

sa di alcuni polenti signori

metropolitana di Yorck , sotto il pio ed erudito arcivescovo TurslanOj il quale avendo in seguito rinunziata la sede, vi
fu eletto

perseguitarono

come

pure

Gu-

GUG
glielnio nel
1

GUG
sua rara perizia in
gi

95

i44
;

dal maggior nu-

ambo

le

leg-

mero
genio

de' canonici

mail Papa Euin

nel

1073

fu

da

inganno per gl'intrighi dell'arcidiacono Osberto, escluse Guglielmo, e colloc su quella sede Enrico Murdach monaco cisterciense. Guglielmo si ritir presso suo zio Enrico vescovo di Winchester, e pass self anni unicamente intento all' orazione e
III, tratto
alla

creato cardinale

Alessandro II diacono , e fatto


successore
s.

bibliotecario e cancelliere di santa

Chiesa;

quindi
titolo

il

Gre-

gorio VII lo trasfer all'ordine dei


preti col
Io di
s.

Grisogono, e

penitenza

finch morto Enrinel

co di
to di

Murdach

ii53_,

fu elet-

e
sio
11

nuovo arcivescovo di Yorck, da Anastaricevette il pallio IV, successore di Eugenio III.


i

ebbe seco quando stipul l'accordo con Landolfo principe di Benevento nel medesimo anno 1073* S trov pure col Papa a Canossa, e sottoscrisse una bolla confermativa di tutti privilegi concessi
i

ai

predecessori di
di

Lamberto
le

vescoil

vo

Bologna.

Ma abbandonato
parti

santo vescovo mostrossi pieno di


suoi nemici, ne fece

Pontefice

per seguire
si

di

carit verso

Enrico IV,

gitt

all'obbedienza
III,

alcuna vendetta di coloro che aveano con nere calunnie procacciata Ide dei saggi la sua esclusione. regolamenti per Y utilit e la santificazione

dell'antipapa Clemente
fu spogliato delle

onde
e

sue

dignit,

fulminato della sentenza di anatema. Persever in tal miserabile stato


II,

della

sua

diocesi

ma

sino

al

pontificato

di

Gelasio

non ebbe tempo di recarli ad effetto, essendo morto poche settimane dopo d'esserne entrato in possesso
agli

alla cui

elezione nel

iiiStroche
re-

vossi

presente,

donde
falli

rilevasi

pentito de' suoi


stituito
ai
II.
s.

fosse stato

di

giugno
lo

ii54
e

Fu
il

sep-

primieri

onori

da

Pase-

pellito nella cattedrale,

Papa
il

squale

Mori nel 11 20, e fu


Sabina, al qual
le vite de'
I

Nicol

III

canonizz

circa

polto in

titolo

1280. Nel 1284 furono collocate sue reliquie in una cassa riccamente fornita, e durante questa cerimonia si operarono molti mile

probabilmente era passato. Scrisse


questo cardinale
Pontefici

romani
questio-

da
Si

s.

Nicol

fino a Pa-

squale

II.
gli

muove gran

racoli.

Celebravasi
principale

la

festa

di

que-

ne

tra

storici

intorno a questo

sta traslazione a' 7


la

di gennaio,
si

ma
Gu-

cardinale, che da alcuni, e tra gli

festa

celebra agli
di
s.

di

giugno.

La

cassa
al

glielmo fu rubata
rinchiuse in

tempo
si

della
,

dallOldoinOj e dal p. Jacopo Carlo nella sua Biblioteca pontificia, si crede essere lo stesso
altri

da

s.

pretesa riforma, per le sue ossa

una

scatola,

sepsotto

pellirono poscia nella navata

che Guglielmo Gatedego parmigiano, nominato per cardinale dal dottissimo Tiraboschi nell' Istoria
scrisse
il quale Papi da s. Pietro sino ad Innocenzo IV, o VI

una

pietra di

marmo.
Cardinale.
s.

dell' italiana

letteratura,

GUGLIELMO,

GuSa-

le

vite de'

glielmo cardinale prete di

bina, registrato dia' cardinali di


s.

come

altri

vogliono.

L'

Oudin

nel

Leone

III

del

GUGLIELMO
dinale. Guglielmo

795. o Pietro,

Car-

Pietro per la

suo Commentario degli scrittori ecclesiastici tom. II, pag. 4 ,0 > P ro " va e sostieue con buone ragioni,

96
fiorito nel
II,

GUG
non
pontificato di Alesla

GUG
canonizzazione di
riporscritto
s. Domenico, per quale sostenne non poche fatiche. Gregorio IX informato dell'

che questo Guglielmo Pietro


sia

sandro

ina che debbasi


1

tare all'anno

36o, avendo

immenso

frutto riportato

da Gu-

le vite de' Pontefici

dopo
il

il

cardi-

glielmo nelle mentovate regioni, lo

nal Nicol Roselli, detto

cardinal

d'Aragona.

rimand di nuovo nel accompagnandolo con


ai cristiani

settentrione,
efficaci

brevi
ol-

GUGLIELMO,
listo
II

Cardinale.

Gu-

di quelle parti,

dove

glielmo, di nazione francese, da Ca-

tre all'avere ridotto gran moltitu-

creato nel

ii23 cardinale

dine

di

scismatici

all'

unit della
i i

vescovo di Palestrina. fu presente alla consagrazione della chiesa di

Chiesa cattolica , riformati stumi del clero, e confortati


cipi cattolici

co-

prin-

Grisogono di Roma fatta dal Paa' 6 giugno di detto anno. Indi Calisto II lo deput legato in Germania, dove nel 1 1 33 consacr Brunone in arcivescovo di Cos.

ad impugnare
ribelli,

le

ar-

pa

mi contro
br
la
il

g' infedeli

cele-

concilio di
si

Scheltingen nel-

Svezia, a cui
il

trovarono pre-

senti

re Enrico XI, Jadero arci-

lonia,

prese

cognizione

in

una

causa riguardante il vescovo di Erbipoli ; poscia pass nelle Spagne


col

vescovo di Upsala, e i grandi del regno , nel quale furono stabiliti utilissimi canoni intorno alla disciplina ed al celibato

medesimo
al

carattere,

presie-

de' chierici.

d
i
i

concilio di Vagliadolid
:

nel

L'ardente suo zelo per la cristiana


religione lo rend assai accetto

36

fu presente a quello di Piil


1 1

ad

4' termin di vivere. Intervenne ai comizi d'Onorio II e d' Innocenzo II, e si leggono le sue sottoscrizioni in due bolle col nome di Willelmo vescovo Prenestino.
sa, e verso

GUGLIELMO,
me
vuole

Cardinale.

Gu-

glielmo, di nazione piemontese co-

Onorio III, Gregorio IX, ed Innocenzo IV, ed ebbe la sorte di visitare s. Edwige duchessa di Polonia mentre era inferma, ed alla quale comand che nelle malattie facesse uso di carne. In ricompensa de' suoi gran meriti nel dicembre del 1244 Innocenzo IV lo
cre cardinale vescovo
di

l'Aubery,
il

o lombardo

Sabina.

come
norio
ti,

scrive

Ciacconio, nel

fu fatto vescovo di
III,

1222 Modena da O-

che per l'egregie sue donel

e per sua opera la Svezia e la Norvegia ridussero all' obbedienza della si

Indi riassunse la legazione,

specchiata onest di costumi, e

santa Sede, ed impose solennemente


la

non
la

ordinaria dottrina,

1225
il

reale

corona

lo spedi legato nella Livonia e nel-

re di Norvegia.
glio
alla

ad Aquino V Per attendere me-

Prussia

per

predicare
nazioni, con

vane
di
e-

conversione degl'infedeli,

gelo

quelle
di

ampia
fatti

sino dal

i23i fece a Gregorio IX


rinunzia
del

facolt

ordinare vescovi

spontanea
di

vescovato

erigere cattedrali,
segu, riducendo

come

di

Modena, e
il

carico di sante ope-

non pochi di quei barbari alla cattolica religione. Dopo la sua missione ritornato in Ro-

razioni fu dal Signote chiamato a

goderne
ne.

premio

nel I25i, in Lio-

Ebbe

sepoltura nella chiesa dei

ma
s.

fu nominato vice-cancelliere di

Chiesa, ed ebbe gran parte nella

domenicani, con un nobile e magnifico elogio. Abbiamo di questo

GUG
cardinale

GUG
riportata

197

una

lettera

da

grandi Biblioteche dei padri, e che

Mabillon ne' suoi antichi


a pag. 4$3, in cui sua promozione.

Analccti
notizia di

vennero
te

altres stampate molte volseparatamente. 3. Un libro sulla

GUGLIELMO,

celebre scrittene

eeclesiastico del secolo

XII, nato a

Liegi da nobili parenti. Abbracci

maniera di contemplar Dio: opera che venne attribuita a s. Bernardo, ma che 1' autore della Biblioteca dei cisterciensi dimostr

monastico, e nel 1 1 19 fu abbate di s. Thierri o Teodorico vicino a Reims. Prima ancora di farsi monaco leg con s. Bernardo quella stretta amicizia che
lo stato eletto

non appartenergli.

4-

trattato

della natura e della dignit dell'a-

mor
fisica

di D'iOj

eh'

una continua-

zione dell'opera precedente. 5.


del

La

dur tutto
ta,

il

tempo

della loro vi-

sebbene non abbia mai potuto effettuare il suo desiderio di stabilirsi presso quel santo. Segnal
il

dell'anima, o trattato della cognizione di se medesimo. 6. Lo specchio della fede,


e

corpo

il

quale propriamente
trattato delle
7.

parlando

un

tre

virt teolol'og-

suo zelo nel primo capitolo gebenedettini,

gali.

L'enigma

della fede:

nerale dei

tenutosi a

getto di questo scritto l'eccellen-

Soissons nel ii3o, coi saggi regolamenti che vi propose. Quattr'anni appresso rinunzi la sua carica per
ritirarsi

za e la semplicit della fede.

8.

Dii

sputa dei

padri

cattolici

contro

dogmi
lettera

di Pietro Abelardo.

9. Una

nell'abbazia di Signy del-

indirizzata
gli

l'ordine dei cisterciensi,

dove conin

contro

errori di

s. Bernardo Guglielmo di

sacr

il

restante de' suoi giorni nel-

Conches, che

voleva

far

rivivere
lettera

lo studio., nella contemplazione,

quelli di Abelardo,

io.

Una

difesa e per gl'interessi della reli-

sulla Eucaristia

indirizzata all'ab-

Fu il primo che fortemente oppose alle erronee innovazioni di Abelardo, siccome mostr il maggior zelo anche contro altri novatori pericolosi del suo tempo. Viveva ancora nel 11 4$, e non sapgione.
si

bate Ruperto

risguardante aldel

cune

espressioni

suo

trattato

degli uffizi divini. 11.


intitolato
:

Un

opuscolo

Del corpo
12.

e del

sangue

di Ges Cristo.
tario
tici

Un commen-

morale sul

piamo nulla

di certo intorno all'e,

(imperfetto). i3.

Cantico dei canUn grao com-

poca della sua morte


precedette quella di
s.

se non che Bernardo, la

ai

mentario siili' epistola di s. Paolo romani. 14. Uno scritto in tre


contro
la

11 53. ai 20 agosto del Guglielmo autore di molte opere e quasi tutte eccellenti, che furono per la maggior parte rac-

quale fu

libri

dopo

l'apologia di Abelardo, sua condanna pronunziata

colte nel

tomo IV

della Biblioteca

Guglielmo autore eziandio di altri tre commentari sul Cantico de' cantici, e
nel concilio di Sens.

dei cisterciensi stampata

a BonneFontaine nel 1669. Ecco l'ordine


:

di

un

libro

sulla

vita di

s.

Ber-

nardo, che
suddescritta.

mancano
si

nella raccolta

dato loro in questa raccolta


raccolta di meditazioni in
di dodici, sopra diversi di piet,

1.

Il

trattato della vita solitaria. 2.

Una numero

stampate,
noscritto
sulla
il

Oltre queste opere conserva ancora masuo libro delle sentenze

argomenti
in

fede, in cui

seguendo
dell'

s.

Ago-

che trovami

tutte le

stino e

Boezio,

tratta

essenza

98

GUG
di Dio, della triste

GUI
parole
:

e degli attributi

Voor Moed , Bcleid ,


il

nit delle Persone divine e dell'unit della loro sostanza, della crea-

Trow:

cio per

coraggio,
:

la
si

sag-

gezza, e la fedelt

la

croce

po-

zione

degli

angeli,

dell'

uomo,

ec.

Un

altro scritto inedito di Gugliel-

mo

un

trattato

delle

relazioni

divine, contro gli errori di Gilberto de la Porre: collegio di Luigi


la biblioteca

del

XIV

a Parigi ne
ricco
di

possedeva

un esemplare

note marginali del p. Labb. Altre opere di Guglielmo furono perdute, e fra queste

moltissime

let-

ne sul petto sospesa ad un nasUo color d'arancio con orli di colore turchino scuro. Oltre a ci gran croci portano uno scudo o piastra d'argento ottagona dal sinistro lato del petto, ed i cavalieri di seconda classe hanno una croce d'argento. I soldati tanto di terra che quali siano d'un grado di mare, superiore all'uffiziale, qualora sono
i i

tere ch'egli avea scritte

nardo e ad
gi.

altri distinti

a s. Berpersonag-

decorati della croce di

cavalieri di

Logico sottile ed esatto, teologo profondo, mistico ragionevole e


sublime, interprete savio
delle di-

seconda classe ricevono l'aumento d'una met del loro stipendio , e


del doppio
gniti

quando vengono

insi-

della croce di cavalieri di priclasse.

vine

Scritture

scrittore

chiaro

ma
Era

metodico, eloquente, pio,

Gugliel-

GUIBORATA
d' un' antica

o Viborata
famiglia

(s,).

mo

l'autore del
pii

suo

secolo
s.

somiglia

d'ogni altro a

che Ber-

della

Svevia nell'alta Alemagna, e fino


dalla

nardo.

pi

tenera
della

infanzia

pratic

Ordine equestre, fondato da Guglielmo I re dei Paesi-Bassi, principe d'Orange NasI,

GUGLIELMO

gli

esercizi

piet

cristiana.
fat-

Essendosi
to
lui,

suo

fratello Ittone
ritirossi

prete, ella

presso

di

sau, allorch le

antiche
le

provincie
gi pro-

unite de' Paesi-Bassi, e


vincie Belgiche

per aver maggior agio di servire Dio ed il prossimo, e feceper visitare


sepolcri dei santi

formarono il regno de' Paesi- Bassi, secondo il decretato del congresso di Vienna nel i8i5. Ne fu primo re tal principe, che volendo celebrare il suo avvenimento al trono, ed istituire un premio
pei militari del

ro insieme un pellegrinaggio a Ro-

ma
il

apostoli.

Dopo
a

il

ritorno

persuase

fratello
s.

ritirarsi

nell'

abbazia

di

Gallo, mentre

essa

continu

medesimo

regno,

qualche anno a vivere nel mondo, menando per vita ritiraper


tissima e penitente.

fond quest'ordine cavalleresco, dandogli il suo nome, e celebrandone


l'istallazione
a'

Ad

onta della

sua austera ed

irreprensibile

3o

aprile

6.

dotta, fu accusata di

avere
col

conavuto
pro-

Divise

l'ordine

in quattro

classi,

un commercio incestuoso
prio fratello;
in seguito in

cio di gran croci, di


tori,

commendaclasse,

ma
una

la

sua innocenza

di cavalieri di

prima

trionf della calunnia. Si rinchiuse


cella presso l'ab,

di

cavalieri

di

stabilendo che la

seconda classe dignit di gran

bazia

di

s.

Gallo

poscia

in

devoluta al re. Consiste la decorazione ed insegna equestre in una croce otta-

maestro

fosse

sempre

un' altra presso la chiesa di s. Magno, dove visse trentaquattr'anni


iu
I

modo

pi angelico che

umano.

gona smaltata

di bianco,

con que-

suoi miracoli e le predizioni re-

GUI
sero ben presto celebre il suo nome. Ebbe due compagne, EU chi Idi nobile donzella che visse seco lei santamente, e Vendilgarda nipote di Enrico re di Germania, la quale essendosi ivi rinchiusa credendo di essere rimasta vedova, al ritorno del marito fu obbligata di rendersi a lui.
fatto

CUF
indi
gli

90

confer
s.

chiesa

di

per diaconia la Giorgio in Velabro.


alle

Inoltre lo

annover

congrega-

zioni cardinalizie del concilio, del-

l'immunit, del buon governo, dei


vescovi e
regolari
;

lo

nomin
de' caps.

protettore
pellai-i

dell'universit

di

Ravenna, e
s.

di

Leo;
Sadi

Avendo

gli

Ungheresi

della collegiata di

Lucia

di

nuove scorrerie nel paese, sorpresero Guiborata che pregava


nella

vignano

della

confraternita

Maria
ra di
Jattia,
t'

Vergine
s.

Addolorata

eretta

sua

cella,

e infuriati per

non

nella chiesa

parrocchiale della ter-

averle trovato addosso denaro, l'uccisero

Mauro. Dopo breve

ma*

con tre colpi


i di

sul capo, ai

mannaia iti maggio del 9*25.


di

nella fresca et di cinquan-

Rachilde sopravvisse a lei ventini anni travagliata da continue infermit.

otto anni passati, e circa venti tre mesi di cardinalato, mor in Roma
a'
1'

23 aprile 1780,
doti che lo
si

compianto per
altre belI

Le

reliquie di queste

due

animo suo generoso ed


celebrarono
,

sante furono
di
s.

deposte

nella

chiesa

le

adornavano.
nella

fu-

Magno. S. Guiborata nominata nei martirologi di Germania e in quello dei benedettini.

nerali
di
s.

chiesa

Marcello

ove cant messa e


il

fece le solenni assoluzioni

cardi-

GUIDI

Romu aldo
tal
a*

Cardinale.

nal Visconti; indi privatamente fu

Romualdo Guidi
de' marchesi di
in quella citt

nobile di Cesena

trasportato nella sua diaconale chiesa di


s.

nome,
suoi

nacque

Giorgio in Velabro, allora


agostiniani
il

5 febbraio 1722.
i

de' religiosi
ivi rest

scalzi

ed

Dopo aver

fatto

studi con-

sepolto

suo cadavere con


All'occasione
in

venienti alla nascita,

servire la santa Sede, fu


in prelatura
te
,

bramando di ammesso
da Clemendel

onorevole

iscrizione.

della di lui

morte

Cesena dalla
fu

e fatto

nobil famiglia

Guidi
di

celebrato del

X1I1 luogotenente
,

cardinal

un solenne triduo
quie
in

funerali ese-

vicario

indi

segretario

della con-

suffragio

dell'

anima

gregazione del buon governo. Cle-

mente
ca
di

XIV
di
s.

lo

promosse
in

alla

cari-

commendatore
Spirito

dell'arcispeSassia
,

defunto nella chiesa di s. Michele arcangelo, detta la Casa di Dio; e nel d ro giugno 1780 dall'avvocato

dale

al

Tommaso

Lacchiui

nobile
della

quale rec considerevoli

vantaggi,
,

cesenate e pubblico lettore di giu-

facendo diversi acquisti

riforman-

risprudenza
citt

neh' universit
fu recitata
,

do l'amministrazione, introducendo
migliori discipline pei medici, chi-

medesima,
di

analofu
le

ga orazione
fatta

funebre

!a

quale

rurghi

ed

assistenti
,

in

beneficio

pubblica
di

ragione

per

ed aumentando il museo anatomico. Con tali benemerenze poscia il suo parente e concittadino Pio VI, nel concistoro del primo giugno 1778, lo cre
degl' infermi

stampe
cesco,

Gregorio Biasini.

GUIDI DI

BAGNO
in

Gio. Fran-

Cardinale. Giovanni

Fran-

cesco de' conti Guidi di

Bagno nac,

que

nel

i568
dai

Firenze
di

ma

cardinale

dell'

ordine

de' diaconi

oriondo

marchesi

Monte-

2op
Jello

GUI
in

GUI
i

Romagna; impieg

suoi

fosse fanciullo.

Rassegnata
nel
1

la

chiefatto

primi anni nell' universit di Pisa e di Bologna per istruirsi nelle


discipline legali e filosofiche, sotto
Ja disciplina

sa di Cervia,

635

fu

vescovo di Rieti, dopo di aver in Cervia istituito il monte fui men-

del

famoso

Giacomo

tano a vantaggio
te.

della povera genil

Mazzoni. Portatosi in Roma nell'et d'anni dieciotto, fu ammesso in prelatura, e segui Clemente Vili

In Rieti celebr

sinodo che

fu dato alle stampe, nel quale ri-

quando
tere in

recossi in

Ferrara

ed

il

e Io zelo che avea


stica disciplina
cesi,
:

splende la sua vigilanza pastorale, per Y ecclesia-

cardinal Aldobrandini legato

let-

ne

visit

la

dio-

Francia. Tornato in
la

Roma
goverstato

abbell la cattedrale
soffitto
,

con norendite

ottenne

vicelegazione della Mar-

bile

aument

le

ca e della

Campagna, ed

il

della

mensa
et di

vescovile, e ne

ampli
a cagio-

no

di

parecchie citt

dello

ed accrebbe l'episcopio; finch giunto


all'

ecclesiastico,

e tra le altre di quel-

settant' anni,
gli

le di Orvieto,

Fano

Fermo. Nel
della
,

ne del clima che


cevole
,

riusciva
il

nove-

1614 Paolo

lo

incaric

nel

i638

rinunzi
alla

yicelegazione d' Avignone

dove in

scovato Reatino. Si restitu in Ro-

ferenze con la corte di

quel tempo trattenevasi per le difFrancia il


celebre cardinal Richelieu, col quastrinse

ma
zio,

ove fu ascritto
e

congregas.

zione di stato, a quella del

ofli-

le

amicizia
lo spedi
;

sincera.

Gre-

gorio

XV

nunzio straorpass
in
lo

dinario a Parigi

quindi col carat-

ad altre delle principali ; ed mor neh' et d' anni settanivi tatre, nel 164.1, con rammarico di tutti, massime de' letterati de' quali

tere di nunzio ordinario

fu protettore, e molti ne teneva

Fiandra
stria.

alla corte d' Isabella d'

Au-

in

propria casaalla

Il

cadavere fu tu-

Urbano Vili
a
Parigi

nel

1627
assistere

mulato nella sua


eretto

titolare,

venendo

fece vescovo di Cervia, indi lo ri-

mand
gato

per
re

il

chiesa e la

memoria tra la sagrestia un bel marsua


di

cardinal Barberini suo

nipote
di

le-

moreo
te

monumento
,

eccellente

latere

al

Francia.

scultura, che lo rappresenta seden-

Imbattutosi
gliato di
pellettile
,

per

viaggio

con

un

suU' urna
,

vestito

degli

abiti

picchetto di soldati eretici, fu spotutta la sua preziosa supci

pontificali
Il

con elegante iscrizione. Masini ed il Bayle fanno di lui


;

eh' egli

soffr

con

molti elogi
1'

e tale
la

disinvoltura. Restituitosi nelle Fian-

vozione verso

anni fu trasferito nunziatura di Francia presso Luigi XIII, di cui guadagnatosi il favore, lo indusse ad impugnar le armi contro gli eretici ugonotti.
alla

dre, passati sei

immagine
di
s.

fu la sua diBeata Vergine, che che si venera nella

chiesa

Maria

de'

Roma,
con
gento.

essendo

prelato

Monti in l' adorn


d' artestain vita

magnifica

decorazione

^Alla fine sto

Urbano VIII
lo

a'

3o agoprete,

generoso mento in cui lasci la paga

Fece

un

1627

cre
a'
a.

cardinale

a'

suoi

famigliari

considerabili

e lo pubblic
col titolo di

Alessio, dignit
gli

19 novembre 1629 che


pre-

legati al re

ed

alla regina di
si
,

Fran-

cia;

ma quando
s

dovette eseguifu la

in

disse

una mortale malattia la propria madre,

re la sua volont
dit trovata

sua ere-

bench

tenue, che

non

fu

GUI
possibile effettuare le di
sizioni.
lui

GUI
dispoecclesiastica,

aoi
dell'esilio
,

in occasione

Gabriele

Naud

bibliotecaci

del celebre cardinal

Mazzarini
tal

rio di questo

cardinale

lasci

della prigionia del cardinal di

Gonnun-

Lessua in funere Jo. Francisci cardinali? a Balneo, Romae 1641 ; e Liberto Fromondo teologo di Lovanio, Laudario funebris Jo. Francisci a Balneo Ut. s. Alexii cardinalis academiae Lovaniensist Antuerpiae 164 r-

dy.

Dopo
di

aver compita
Luigi

ziatura, in cui assist alla corona-

zione

XIV,

a'

9 aprile
s.

1657 Alessandro VII


bio, in
lia,

lo cre car-

dinale prete del titolo di

Euse-

un a

vescovo di Senigalla

chiesa che per

sua avanzata
il

GUIDI DI BAGNO
dinale.

Nicol, Car-

et presto rinunzi. Allorch

Pacon-

Nicol

de' conti

Guidi di
nacdel
citt
al dire

pa iuvit
il

il

sacro collegio

Bagno,

fratello del precedente,

que
di

in

Mantova, ovvero
ne' dintorni

correre alla guerra contro il turco, cardinale vend le sue pi rare

Battaglini

della

Rimini, dove la sua nobile famiglia godeva pingue patrimonio


Il

e preziose suppellettili, insieme al proprio palazzo e vigne che pos-

sedeva
per cui

nel
offr

territorio
la

di

Albano,

di antichissimi feudi.

cardinal^Gizio

somma
con

di trent'ot-

ro
g'

amo Colonna

suo
egli

materno

tomila scudi a generosa difesa della

insinu che abbracciasse lo stato

causa
riti

cattolica,

singolare

e-

vedendo che ci avea fatto il fratello maggiore Gio. Francesco, cangi idea, ed a persuasione de' parenti spos Teodora Gonzaga nobilissima dama e datosi al mestiere delle armi miecclesiastico,
lit

ma

roismo. Finalmente

pieno

di

mor tranquillamente
d' anni

in

meRo-

i663, e fu sepolto nella chiesa de' cappucottanta nel


cini col solo

ma

nome

e titolo

cardi-

nalizio, scolpito in

semplicissima la-

nell' esercito

pontificio.

Sotto
lo

pide.

Gregorio
la

XV

difese valorosamente

GUIDICCIONI Bartolomeo, Cardinale.


trizio

Valtellina, ed

Urbano VIII

Bartolomeo Guidiccioni pa-

dichiar generale delle milizie della Chiesa nella Marca d'Ancona, e


poi in Ferrara, carico che sostenne con fama d'integrit, valore ed

lucchese, illustre

non meno
e teologi-

per la sua piet, che per la perizia

delle

scienze

legali

che, alle quali congiungeva


verit catoniana, con

una

se-

applauso de' popoli nello spazio di sette anni. Morta la moglie ed il


fratello

somma

lode,

integrit e

cardinale

abbandon
e
si

la

prudenza occupossi lungamente nel servire in nobili imil

professione militare,
di

appigli
,

pieghi

cardinal Alessandro
il

nuovo alla vita clericale per cui Urbano VIII gli confer una ricca abbazia goduta dal fratello,
lo elesse

nese, che conosciutone


fece vicario generale di

Farmerito Io

Parma, go-

commissario delle truppe

vernatore dell'abbazia di Subiaco, ed uditore generale della Marca.

papali nelle tre legazioni, lo spedi

Bramoso
la,
si

di

menare
in

vita

tranquilvilla

nunzio in Toscana, e nel 1647 Innocenzo Io trasfer con egual

ritir

patria

nella

incarico a Parigi.
il

Vi

rest in tutto

godere della campagna ed abbandonarsi agli adi

sua propriet, per

suo pontificato, soffrendo immentravagli a difesa

mati suoi studi, e nella

meditazio-

si

dell'immunit

ne delle massime eterne. Divenuto

7.01
il

GUI
IH, Io il Guila

GUI
obbedienza al Papa.' Il suo cadavere , trasferito alla sua patria Lucca, fu sepolto nella cattedrale con magnifico elogio scolpito in

Farnese Pontefice Paolo

consueta

chiam subito a Roma, ma diceioui modestamente si ricus, ed allora il Papa per espresso comando l'obblig a recarvisi, e nel i539
lo

marmo

d'ordine

di

Nico-

fece

vescovo di

Teramo
dicembre
s.

e
lo

suo
cre

l Guidiccioni suo nipote,

che fu
Alessan-

datario, ed a' 12

replicato dall'altro nipote

cardinale prete,
titolo
la

assegnandogli per
Cesareo.
,

chiesa di

Lo
ri-

nomin
vicario

prefetto di segnatura

dro vescovo della medesima. Scrisse il cardinale diversi opuscoli che passarono inediti nella biblioteca
Barberini, e venti voluminosi trattati

formatore del tribunale della rota,


di

Roma,
Nel
di

penitenziere
1

o commentari sull'uno e
diritto,

l'al-

maggiore.

i544

dichiar e
nel

tro

posti

nella

biblioteca

amministratore

Chiusi,

vaticana.

Uomo
i

giusto, di caratte-

i546 vescovo di Lucca, chiesa che dopo quattr'anni rinunzi col beneplacito
lessandro,

re integro e schietto, nulla

muo-

vendolo
il

riguardi dalle leggi delIl

apostolico

al

nipote
al

A.-

l'equit e del dovere.

Castaldi,

avendo rassegnato

Padi

pa anche quelle di

Teramo
ne' suoi

Chiusi, su di che viene lodato da

Paolo
Ili

delle

Preci

diari.

Caro ed altri ne fecero splendidi elogi, e quando mor, Paolo III disse essere morto quello che meritava succeVestrio, Annibale
dergli nel pontificato, siccome spec-

Tanta era l'estimazione che Paolo


avea pel cardinale, che nulla nel suo pontificato intraprese senza consultarlo,

chio di virt, d'illibati costumi, e


vaso di scienza e di erudizione.

do approv
s,

per la gregazione di cardinali. Alla di lui perspicacia si deve che Trento fosse scelto a luogo pel concilio generale, per maggior comodo della nazione alemauna e delle altre
regioni

fece quancompagnia di Gequale destin una conla

come pur

GUIDO
sa.

(s.),

abbate di Pompodi

Nato nel

villaggio

Casama-

re,

poco distante da Ravenna, eb-

be da' suoi genitori una educazione cristiana, la quale svilupp le felici inclinazioni eh' egli avea per
la

virt.

In

un

viaggio

fatto

Roma
le;

ricevette la

tonsura
si

clerica-

transalpine che
i

mandar

vi

ritornato in patria

pose sot-

dovevano

loro vescovi. Egli inol-

to la direzione d'
ta

un santo eremiil

tre fece parte principale della con-

nominato

Pietro,

quale tre
nell'abba-

gregazione di cinque cardinali stabilita

anni appresso lo
zia di

mand

da P<olo
tal

111

sugli

affari

ri-

Pomposa

nel Ferrarese, di

guardanti
meriti

concilio.

Colmo

di

cui era investito, e che faceva go-

non meno che di gloria, inla morte con volto ilare e con animo tranquillo, in Roma,
contr
in et
di otta n t'amai, nel cagione d'una caduta da

vernare da un altro in sua assenza.

Guido pass per

tutte

le

ca-

riche di quel monistero, fino a che


fu obbligato di

F&4$
lui

latta

no

di quel di

assumere il goverRavenna. Verso il


a

per

essersi

impacciato nello strascico

998
rire
la

fu richiamato

Pomposa

in

della cappa del cardinal

Sant'An-

qualit di abbate. Egli vi fece fiola

gelo, nella cappella pontificia,

men-

piet, locch attrasse sotto

tre

portavasi

al

trono

a rendere

sua disciplina un gran

numero

GUI
di

G.UI
si

2o3
I

persone,

tra

cui

cont Al-

sciarlo

tornare

Laken.

disagi

berto suo padre, e Gerardo suo fratello.

del viaggio e gli altri mali sofferti


gli

Fece erigere un nuovo


i

modella

cagionarono una gravissima ma,

nistero per ricettare tutti


scepoli,

suoi di-

lattia

di cui

mor
I

ai

di

set-

che guid nelle


a'

vie

tembre 1012.
nella chiesa
in

suoi resti riposano


gli

perfezione co' suoi discorsi e co' suoi

che
,

fu
il

innalzata

esempi. Mor

3i marzo 1046, a
,

Anderlecht

presso

suo se-

Borgo
vasi

s.

Donnino

mentre

reca-

polcro.

a visitare l'imperatore
III

Emila

GUIDO
discepoli di

(b.),

canonico
,

di Cimisi.

co

a Piacenza. Questo principe


trasportare a Spira,
scelse a

Nacque a Cortona
s.

e fu

uno

dei

lo fece
citt
lo

qual

Francesco
alle
gli

d' Asisi

considerazione

de'

suo prolettore, in gran miracoli


per sua
intercessi

che

lo

form
la

pratiche

della

vita religiosa, e

che
3i

Dio
di

sione.

La

oper sua marzo.

nunziare

commise di andivina parola. Anima-

festa

celebra

il

lo dallo stesso spirito del

suo padre spirituale, oper delle meraviglie

GUIDO
munemente
derlecht.

GUITTONE
detto
il

(s.),

co-

colla semplicit

Povero

d'

An-

suoi discorsi.
vita,

La

santit

Nacque

di poveri

genitori

in

un

piccolo villaggio vicino a Bruse fu allevato nella virt.

sterit,

selles,

Un

ch'ei pregava nella chiesa della


di

massime le davano nuova forza alle sue predicazioni. Mor a Cortona ai 12 giugno i25o. Il Papa Gree

ed unzione dei della sua sue grandi au-

Madonna
da

Laken
,

mezza lega
rimase
il

gorio XIII permise


ficio

di

farne

l'of-

Brusselles

il

curato

nella sua patria, la

qual pera

stupito a vederne la piet ed

rac-

missione fu poscia
l'ordine di
s.

estesa

tutto

coglimento, e
nervi
in

gli

propose di rimadi

qualit

bidello,

ci

eh' egli accett di


tre di

buon grado. Olmassima


esat-

Francesco, che l'onora nel giorno 12 di giugno. GUIDO, Cardinale. Guido cardinale

adempire

colla

vescovo
di

Ostiense

fior

nel
del-

tezza tutte le parti del suo uffizio,

pontificato
l'

Giovanni

IX

passava sovente
orazione
,

le

notti
il

intiere

in

e castigava

suo corpo

con rigorose

penitenze.

Un

merpro-

898, perch si trova sottoscritto ad un privilegio accordato da quel Papa alla chiesa di Lucca non
,

cante di Brusselles avendogli


negozio, perch fosse in
soccorrere
,

nel

904

in

cui
si

Giovanni

IX
in

era
:

posto di prenderlo a socio nel suo

morto, come
sar forse nel

legge nell'Ughelli

grado

di

900, epoca

cui

i poveri com'era incliGuido lasciossi sedurre ed abbandon la sua chiesa, dove per ritorn ben presto dolente del

mor

il

Pontefice.

nato

GUIDO

WIDO,
del

Cardinale.

Guido o Wido fu le da s. Leone IX

creato cardina-

1049, delss.
s.

suo

fallo.

Intraprese poscia

il

pel-

l'ordine de' preti, col titolo de'


Calisto e Giulio., o sia di
in

legrinaggio di
santa,
-volte
sett'
.

Roma
in

e di

Terra-

Maria
al

dove

recossi

per

Ritornato

patria
il

ben due dopo


lo

Trastevere

ed

intervenne

concilio di Laterano tenuto da Ni-

anni di assenza,
casa

sottodecano
al-

col
di

II.

Il

del capitolo di

Anderlecht
,

Alessandro

Panvinio ne' cardinali II che nel 1061 suc-

loggi in sua

volle

la-

cesse a Nicol II, ricorda

un car-

204
cinale

GUI
Guido
del titolo
a'

GUI
de'
ss.

Sil-

confer la legazione di

vestro e Martino
si

Monti, che non

conosce se sia questo

od

altro.

Germania a Corrado III re de' romani, quali lo avevano chiamato in Italia coni

GUIDO,

Cardinale. Guido pro-

tro

il

Pontefice.
il

Ma

cesare accolse

babilmente monaco di s. Savino di Piacenza , fu creato cardinale prete del titolo di s. Balbina da Pasquale II , in morte del quale nel

con distinzione

legato, e gli con-

cesse tutto ci che

santa Sede. Vivendo


si

bramavasi dalla Innocenzo II


Pisa, nella
chiesa
nel
di
s.

trov al concilio di
citt

1118
Gelasio

intervenne
II.

all'elezione

di

qual

edific

la

Sottoscrisse a

tre bolle

Torpete. Mor in

Roma

11 53,
ele-

di questo Pontefice spedite in Pisa,

dopo

essere

intervenuto

alle

e con lui
colleghi

si

ritir

nelle Gallie,

dove
coi

zioni di Celestino 11, Lucio II, ed

nel monistero di

Clugny procede
il

ad
,

eleggere

successore

Calisto II
li.
Il

nel cui pontificato

mo-

Poggiali nella

Stona di Pia-

sua avea fatto costruire un ricco ed elegante ciborio, ed alla sua tomba fu scolpito un lunIII, e fu sepolto nella

Eugenio

titolare,

in cui

cenza tom. IV, p. 93, afferma che termin di vivere nei 11 25, ed il

go

epitaffio in

versi.

S.

Bernardo

lo disse

uomo

per

consiglio, pru-

Campi

nella storia di

tal

citt

lo

denza, dottrina, grandezza d'animo,


e preclare azioni celebre ed insigne.

crede piacentino.

GUIDO,
sto
li

Cardinale.

V.

Cali-

GUIDO,

Cardinale.
II

Guido da

Papa.
Cardinale. Guido ve-

ministro dell' altare

lateranense fu

GUIDO,

da Innocenzo

nel

ii3o o 11 33
di
s.

scovo di Tivoli fu creato cardinale

creato cardinale diacono


pollinare, altri dicono di

s.

A-

da Onorio II, e ad una sua bolla dei ai luglio 11 26 sottoscrisse. GUIDO da Vico, Cardinale. Guido da Vico o de'conti Caprona, pattizio pisano, insigne per piet

Adria-

no, ovvero prima lo fu d' una dia-

conia poi
registr
le

dell' altra

il

Ciacconio

ed erudizione, nel ii3oo 11 33 Innocenzo II lo cre cardinale diacono


de'

Cosimo e Damiano. Fu incon Matteo vescovo cardinal Albanese, e con s. Bernardo


ss.

caricato

a quietare i tumulti eccitati in Milano dall' intruso arcivescovo Anselmo, e dopo aver felicemente ci
eseguito venne
spedito
legato
in

che sottoscrisse. Mor probabilmente dopo il 11 38. GUIDO da Castelfidardo, Car< dinaie. Guido nacque a Castelfidardo nella Marca, da ministro dell' altare lateranense fu da Innocenzo II nel ii3o o 1 1 33, o nel 1 i4o al dire del Novaes, creabolle
to cardinale dell'ordine de' diaconi.

Trovossi presente
Celestino
II

alle

elezioni

di

e Lucio II,

non che a
suoi gior-

Francia, ove ricev una lettera di

quella di Eugenio III, nel cui pontificato

Bernardo contro 1' eretico Arnaldo da Brescia; indi nel 11 46 intraprese di nuovo la legazione di Lombardia d' ordine d'Eugenio III che lo promosse alla carica di cans.

chiuse in pace
il
1

ni verso

i45.

GUIDO,

cese di nazione, chiamato

Cardinale. Guido, franda s. Berpieno


di
zelo

nardo uomo
religione,

di

celliere

di

s.

Chiesa

vacata

per

morte del cardinal Roberto, e conosciutolo per

uomo

di

valore gli

tempora dell'avvento 11 44 fu da Lucio II creato cardinale diacono di s. Maria in Pornelle

GUI
tico,

GUI
il

ao5
slabilit
si
i
,

o come pretende
III

Frizonio

da Eugenio
essersi

in

Viterbo.

Dopo

trovato presente alle condi-

fermezza e del vacillante suo trono a perseguitare fieramente


conosceva
la

diede

vescovi,

zioni della

pace stipulata tra Eue Federico


I

e a violare l'ecclesiastica
t, del

immuni-

genio

IH

Barbarossa,

mori nel 1 56. Sottoscrisse alle bolle di Eugenio III, Anastasio IV ed Adriano IV, e trovossi presente ai comizi dei due ultimi. GUIDO da Crema, Cardinale. V. Pasquale IH Antipapa.

mente

che con lettere fu da CleIV acremente ripreso. Il

Meursio ed il Pontano errarono confondendo questo cardinale con


Il

Guido vescovo cardinal di Sabina. primo narra che il cardinale intim un congresso o concilio in
Slesvico,

GUIDO
nale.

GUIDONE,
fu

Cardi-

dove

il

re e la regina ri-

Guido o Guidone driano IV nel marzo


ria
lui

da A-

del
s.

n5g
Ma-

creato cardinale diacono di


in

Aquiro, e sottoscrisse una di bolla a favore di Enrico padi


il

cusarono di portarsi, col pretesto che quel luogo non fosse per essi sicuro. Del che forse sdegnato il cardinale, tanto pi che il re se

ne appell

al

Papa,

si

condusse
seguitato

triarca

Grado

li

i3

gennaio

come

legato

a Lubecca,

ii5g:
Crema.

Ciacconio con buone ra-

da alcuni

vescovi,

dove

fulmin
il

gioni lo crede lo stesso

Guido da
,

sentenza d' interdetto contro


e contro tutti coloro che

re,

avevano
la

GUIDO
naie.

di Borgogva CardiGuido francese di Borgogna,

ricusato di portarsi a Slesvico,

quale sentenza fu
cesi

estesa

alla dio-

essendo abbate di Cistello,


tosi

portadel

Burglanense, in punizione delviolenta

Roma

per alcuni

affari

la

morte data
gli
si

da

quei

suo monistero, Urbano IV in Viterbo nel dicembre 1262 o 1263


lo cre cardinale prete del titolo di
s.

cittadini al loro vescovo Olao.


piti

Comdi cui

in

Danimarca

affari

era stato incaricato,


celebr nel
vinciale di

trasfer col-

Lorenzo
di

in Lucina.

Qual
che

fosse

il

lo stesso carattere in

merito
si

questo degno personaggio


il

rileva dalla lettera

Papa
ove Io
per
oliva

Germania, e 1267 il concilio proVienna , nel quale si

nel promoverlo scrisse al e capitolo del suo ordine


,

generale

chiama uomo angelico,


lo

illustre
,

pubblicarono alcuni canoni di riforma, che sono diffusamente riporLabb* tati dal Lambecio e dal

splendore

della
di

scienza
essere

fruttifera

degna

trapian-

tata nel

giardino della Chiesa. Cle-

mente IV lo sped legato in Danimarca, ad oggetto di sedare le discordie civili da cui quel regno era
sconvolto, Io che esegui con pari valore e prudenza, avendo celebrato un sinodo in Lubecca, e riconciliati gli animi de' grandi e degli ottimati col re Enrico VII, il quale anzich mostrare la sua gratitudine alla Chiesa, da cui ri*

lacerato e

ove sbagliato il nome di Guido o Guidone con Simone; quindi pass in Polonia, dove fu ricevuto ed accolto con venerazione da Boleslao V detto il Pudico, e dal vescovo di Cracovia; quivi parimenconvoc ti nella citt di Breslavia

un

concilio

nazionale

nel

giorno
,

della Purificazione di

Maria

col-

T intervento di otto vescovi di quei dominii, a fine di ottenere soccorsi per Terrasanta. Dopo di che il
cardinale

ebbe ordine

di

passare

206

GUI
Germania, dove
provincia
di
la ri-

GUI
Pietro, e ciascuna avea
il

nella Svezia, Francia e Sassonia, e


nell'alta e bassa

suo no-

me come
prima
la

descrive

il

Mallio.

La

in

Colonia
del
i

nella

esisteva

dove
vi

al

presente

Brema
forma
tutti

tenne un sinodo per


clero, a cui

porta santa, e chiamavasi porta

intervennero

Guidonea, perch
ni

stavano alcu-

vescovi di que' luoghi. Chia-

deputati detti con

voce

longo-

mati quindi a Vienna i vescovi di Praga, Passavia, Frisinga e Ratisbona, quei di Brixen e di Lavant con gran numero nella Carinola
,

barda Guidoni, come si pu vedere in Attilio Serrano, De 7 cecles. Questi offiziali guidavano i
'

pellegrini e forestieri all'altare degli

di abbati, arcidiaconi e decani, ce-

apostoli e per la chiesa,

inse-

lebr un secondo sinodo provinciale,

gnando

loro

corpi santi

sepolcri

in

cui furono pubblicati diecino-

de' Pontefici, de' cardinali, degl'im-

ve canoni, simili a quelli ch'erano stati stabiliti nell'antecedente sino-

peratori^ dei

re,

delle
;

regine, ec,
i

e le cose pi notabili
legrini alle volte

quali pel-

do

di

Colonia, pubblicati dal

cita-

to Lambecio. Chiaro finalmente per meriti e per gloriose fatiche, nel si ripos nel Signore 1272 o

erano condotti in chiesa in processione con candele accese in mano, per cui a questo effetto sotto al portico e campanile vi

1273, dopo
li
il

di

essere

stato

uno

etano
ai

venditori di candele.
ci

de' sei cardinali all'arbitrio de'qua-

Al dire del Mallio

praticavasi

compromise l'elezione di Gregorio X, quantunque forse occupato nelle legazioni non intervenisse a quella di Clemensacro collegio
te

anche
del
1 1

d'Alessandro III 59. Sopra la porta Guidotempi

nea Pietro II re d'Aragona fece appendere qual trofeo lo stendardo


e la lancia
de' saraceni
tolta

IV.

Miramolino re
vittoria

Guidones. Ministri quali avevadel palazzo papale , no la cura di guidare i pellegrini


i

GUIDONI,

nella

che
III

ri-

alla
citt

visita
di

dei

luoghi
Il

sacri

della

B.oma.

collegio di questi

ministri era chiamato ScJiolae Giri-

imperatore avea fatto altrettanto con la bandiera, lancia e corona prese ad Alboino re ungaro. GUIENNA. Provincia della Franport sopra di
essi.

Enrico

donimi,
mss. di

come
Cencio

si

legge

nel diario

cia
1'

che

Camerario;
vi

nella basilica vaticana

onde era una

Aquitania, che

comprende quasi tutta romani divisero


i

in tre provincie, cio

molti

brani

porta nomata Guidonea, della quale


s.

parlammo

all'articolo Chiesa, di

prima Aquitania, della seconda, ed interamente la terza delta


della

Pif.tro in Vaticano, per la qua-

Nvernpopulonia.
nell'anno
cilio

In
si

quest'ultima

le

erano introdotti da
i

questi

mi-

1073

celebr un con-

Cos il Macri 3 de vocaboli cccl. Francesco Maria Torrigio^ Le sanistri

pellegrini.

chiamato di Guienna o di N-

nella

Notizia

vernpopulonia sopra varie lagnanze esposte al Papa s. Gregorio "VII.


Pagi, ad
le

cre grotte valicane,

nello

spiegare

lume ami.
(

e Lenglct nel-

cosa significhi

la

voce

longobarda

Tavolette cronologiche.

segue.

Guidoni, narra a p. 582 quanto Ancora anticamente erano


le

GUIGNERO
RO
(s.).

s.

).

V.

Fingadi

cinque

porte della basilica di

s.

GUINAILO

(s.),

abbate

Lan-

GUI
devenech nella bassa Bretagna. Era
figlio di

GUI
di

9.07

Romolo

e di Letizia,

amen-

due
nell'

per nobilt; fu allevato abbazia di Landevenecb, e ne


chiari

nacque a Joinville nella Sciampagna a' 17 febbraio i5?.5. Fino dall'adolescenza si dimostr virtuoso e sapiente nemico dei
Scozia,
:

divenne poscia abbate,


in capo a sett' anni.
sto

carica che

sollazzi

de' passatempi

nei

te-

accett a condizione di rinunziarvi

neri suoi

anni

altro

piacere

non

Passato
in
vi

que-

tempo

si

rec

Inghilterra

mostrava che nella conversazione di uomini dotti e letterati ; frugale. nel

con dodici

religiosi,

predic la

vitto,

umano

e gentile, ouenel ragio-

fede di Cristo,

convert
di

un
in

gran
molti

sto

di

costumi, sensato

numero
e

di

peccatoti e
la

pagani,

nare, divenne l'oggetto dell'

ammitre-

ristabil

regolarit

razione universale. In et
dici

di

monisteri. Tornato nella Bretagna,

anni fu da Paolo
nel
1

III

promosdi

un

signore della diocesi di

Quiml'

so

538
vi

all'arcivescovato
il 1'

per, nella quale era posta


zia di

abba-

Rcims, dove fond


nel
1

seminario, e
universit, ed

Landevenech

gli

don un

548

eresse

fondo di sua propriet per fabbricarvi un monistero ; e un altro ne fond pure nell'isola di Groie. Quindi il desiderio di un'assoluta solitudine lo fece passare in Cornovaglia, ove costretto a prendere
sotto di
s

un nuovo
zione

e pingue canonicato pel

penitenziere.

Quindi

colla reale \m-

consacr

successivamente re

dei discepoli,

fabbric

un romitaggio, 3 di novembre
reliquie,

nel
del

quale

mor

ai

570.

Le sue

rono nel
beil

dopo varie traslazioni, fu1007 collocate in una


a

di Francia Enrico li nel i5|'", Francesco II nel i55o,, e Carlo IX nel i56r. Altra universit fond a Pont--Musson , e ne diede il governo a' gesuiti, e d'ordine regio intraprese la riforma della Sorbona. A' 27 luglio i547 Paolo III
lo

cre cardinale assente dell' oidicol


titolo

chiesa eretta in suo onore


;

Cor-

ne de' preti
e nel
di
1

di

s.

Cecilia,

e la

cattedrale di
di

gloria

pure
o

Vannes si possederne una


vescovile

548 coadiutore
la

del vescovo

Metz, di cui prese possesso


provvista
di

nel otto

parte.

i55o, oltre

GUIRA
della

GIRA. Sede
in

delle pi pingui abbazie


eia.

di

Franistanze
,

Numidia

Africa di cui era


col

Enrico

II,

per

le