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C 3 /.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI

SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

DELLA
AI
RITI,

SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E

AI CONC1LII , ALLE FESTE PI SOLENNI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. XXXVI.

XVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLV1.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

INN

INN
di Molfetta.
la vivacit

LNNOCENZO VIII,P. CCXXIII.


Giambattista

Questo ultimo che per


del talento assai l'amalo
1

Cibo nacque in Ge-

nova da nobile famiglia nel fi, da Arano senatore di Roma e vicer di Napoli, e da Marzia dei Mare, Sino da fanciullo die segni di animo grande e di cuore assai
generoso, a cui corrispondeva
taggioso
notabile

min
di
s.

va e l'avea in molto pregio^ datario, ed ai 7 maggio


cardinale
legato

no-

47^

lo cre

prete

del titolo
s.

Balbina, e poi di

Cecilia

non che
co III

latere a Federi,

un vanPer

ed

elegante
si

aspetto.

tempo

trattenne col paI

dre nella coite di Alfonso


Napoli, e di Ferdinando
glio.
I

re di
fi-

suo

Indi

si

condusse

in

Padova
i

dove
gli
li

in quella

universit attese alettere,

studi delle

umane

quastrin-

compiti, trasferitosi in

Roma

se

amicizia

col

cardinal Calandri-

ci

fratello uterino di

Nicol V, fino
lui

ad aver comune con


ne, con tal

l'abitazio-

gusto e piacere di quel

porporato, che per la sperimentata sua fedelt ed industria gli affid


il governo di tutte le sue cose, e per vari gradi gli ottenne da Pao-

imperatore ed a Mattia Corvino re d' Ungheria, legazione per che non sort effetto. Gli commise oltre a ci il governo di Roma, allorquando Sisto IV a cagione della peste si ritir a Campagnano nel i47^; incarico che esercit con somma vigilanza, prudenza e quiete della citt. N minore fu la saviezzza ed il valore che mostr nel governare la fu legato in citt di Siena, dove tempi scabrosi. Per opera di lui pace tra il Pontefice, si stipul la di Napoli, il duca di Miil re
lano
fosse

ed

fiorentini.

Quantunque

lo

nel

1467
cui
nel

il

vescovato

di

Savona,

da

venne da

Sisto

IV

trasferito

1472

quello

povero manteneva numerosa ed onesta famiglia, quamole trattava con tal soavit e derazione che si rese oggetto di
cardinale

INN
stima.

INN
la

comune
Sisto

Dopo

morte

di

trarono nella grazia del Papa. Con-

IV

entrarono
nel

in

conclave

ferm

diritti

nella

Guinea ed

in

ventisei cardinali, pi

meno
avendo
ricusato
gli

seil il

altre terre de' saraceni

concessi dai

condo

altri,

quale

suoi predecessori, ed approv l'or-

cardinal

Marco Barbo

dine delle
ne.

monache
i

della Concezio-

triregno che undici elettori

da-

Ribellatisi

baroni
il

del

regno
I,

vano,

rivolti tutti al cardinal

Giam-

di Napoli contro

re Ferdinando

battista,

Papa

in

concordemente l'elessero eia di cinquantadue anni, ai


1

ricorsero al

Pontefice
e
del

come

supre,

mo

signor loro

reame

ed
sua

29
va

agosto del

4^4> giorno sacro

egli nulla calcolando l'anteriore

alla decollazione del santo cui porta-

relazione con
la

quel sovrano,
innocenti
e

prese
delle
il

nome, sebbene il Sandini, Vitae PojiL, dica prima di tal giorno.


il

difesa

degli

ragioni della Chiesa.

In memoria

d'

Innocenzo

IV suo

muovere

guerra

al

Volendo Papa ,

re

sotto

degno ed
se
il

illustre concittadino pre-

pretesto dell'irregolarit di sua elezione, incominci a suscitar la guer-

Innocenzo Vili, e conferm i capitoli che tutti i cardinali aveano giurato in conclave, argomento che trattammo all'articolo Conclave. Indi fu coronato a' 12 settembre, e nello stesso giorno si port con solennissima pompa a prender il posd'

nome

ra civile ed a guadagnare Virginio


Orsini,

che

colle sue genti

scorse
si

fino alle porte di

Roma

pro-

cur soccorsi dai forestieri e dal duca di Milano. Allora Innocenzo Vili fece lega co* genovesi e co' veneziani, e diede
il

comando

delle

sesso

della

basilica

lateranense

sue truppe a Roberto Sanseverino


col

funzione che descrisse


te
il

minutamen-

grado
poi

di generale,
il

per cui

ne

celebre cerimoniere Giovanni

cre

figlio

Federico cardi-

Burcardo nel suo Diario^ nella Mantissa codicis juris geni, di' plom. di Gotfredo Guillelrao Leibnizio pag. i5i. Questa descrizione
y

nale. A'

6 gennaio i485 canonizs.

z solennemente
il

Leopoldo detto

pi esatta ed importante, per quelli che v' intervennero, delle


la

IV marchese d'Austria. Pro4^6 la guerra inseguendosi nel torno a Roma, Innocenzo Vili senPio,
1

za aspettar

il

soccorso di
di

Francia,

precedenti,
articoli

per

cui

ai

rispettivi

conchiuse col re
la

Napoli la pace,
a'

riguardanti i ceti delle persone che vi avevano luogo ne


riporto le nozioni.

quale fu pubblicata

12 ago-

sto; ed in essa tra le altre condizioni in

favore della Chiesa


si

romaoltre

Le prime cure
cipi cristiani,

d'

Innocenzo Vili

na,

il

re a questa

obblig pagar
d'

furono di conciliar la pace fra' prinper bandir la crociata contro i turchi, e per darne egli stesso l'esempio cominci dal terminar la guerra di Sisto IV coi
veneziani, fece cessare ogni
ostilit

annue ottomila oncie


la chinea.

oro

re
tre

Mancando poco dopo il non meno a questa che alle alcondizioni, fu dal Papa scomuil

nicato e privato del regno, di cui


trasfer

diritto

in Carlo VIII re
le

e lev le censure ch'esso avea contro di loro fulminate

di Francia, per
rie

ragioni eredita-

per
ond'

V usuressi

pazione di Ferrara

nel-

se

che esso vi avea. Quindi si volil santo Padre a procurar la

l'anno seguente venendo assolti rien-

quiete e la felicit di

Roma,

ri-

INN
conciliar
i

INN
a
pacificare
i

cittadini,

minacciava
ridurre

la

Sicilia

l'Italia

7 per

stitu

Colonnesi cogli Orsini a' quali requanto loro apparteneva , ed

a
ri

reprimere
della
i

principi

violato;

i fedeli a dura schiavit. questo fine mand il vescovo d'Orte legato in Germania , con

libert

ecclesiastica

pera-

ci riprese

fiorentini

perch

ci

diploma del primo settembre, acraccomandasse a tutti i principi


la

veano messo nuove gabelle


clesiastici,
i

agli ec-

spedizione.

Le

sollecitudini

parimenti quali non volevano dare il posi

veneziani

del zelante
il

Pontefice

non

ebbero
i

desiderato fine, dappoich


re

prin-

sesso del vescovato

di

Padova

al

cipi

attenti alle private guerre


Il

nuovo
stesso

cardinal vescovo. Nell'anno

favorirono l'impresa.
poli,

non d'Un-

Innocenzo Vili, per estinfuoco della guerra acceso in Inghilterra per l' antica contro-

gheria confederato di quello di Na-

guere

il

versia della

successione
le

di

questa

corona

fra

castro e di

due famiglie di LanYork, conferm le ragionell'

ni dello scettro a favore della pri-

ma,
di rico

dispens
della

impedimento
fra

parentela che passava

En-

Lancastro e Isabella erede de'duchi di York, dal qual matrimonio nacque Enrico Vili. In Boemia essendosi rinnovata l'eresia degli ussiti, il Poncasa
di
tefice accorse

VII

ad annientarla. Nello
re
di

stesso

tempo venendo pregato da

conche infestavano i suoi stati, bandi la crociata. Nel 1487 rinnov colla repubblica veneta la lega colla Chietro
i

Casimiro

IV

Polonia,

procurava sostenerlo a prePapa ; Massimiliano I re de' romani faceva guerra al re di Francia ; quello di Scozia era impegnato in altra guerra; Giovanni re di Danimarca era in discordia co' principi del suo regno; re di Polonia guerreggiava coi il cavalieri di Prussia. Nel dominio poi della Chiesa si erano rinnovati tumulti il re di Napoli, violati i diritti di essa, occup la citt di i Rieti ; il duca di Calabria Alfonso suo figlio occup la Campagna romana; i duchi di Bracciano s'impadronirono di Perugia, e le fagiudizio del
:

turchi e

tartari

zioni

de' guelfi e ghibellini presta-

sa

romana ; e vedendo che il dominio de' turchi dilatavasi per la Germania e per l'Italia, ed ivi per
di

rono occasione alle citt di Todi, Foligno ed altri luoghi della Marca di scuotere il dominio della Chiesa onde il Papa per mettervi rimedio preg Federico III e gli
;

altri lui
i

principi di

mandare presso
per
li

di

Bocolini tiranno

Osimo, pube
per
faci-

loro ambasciatori

25

blic la sacra guerra dichiarando-

di marzo, co' quali tratterebbe della

ne capo
.

l'

imperatore,
le

guerra

col

turco

della quale

litarla
siastici.

ordin

decime

agli eccle-

tratt in fatti

che gli estremi supplizi avessero luogo nella piazza di ponte s. Angelo, come meglio dicemmo all' articolo
stabil

Nel

1488

promise
sercito

di sostenerla

e di assistere
,

Papa, che con vigore personalmente all'econ


essi il

quando questo fosse comandato dal re di Spagna o di


Francia o d'Inghilterra.

Governatore

di

Roma.
il

Ma

il

pro-

Nel detto anno continu

Pa-

getto
effetto,

del

Papa

non

ebbe

alcun

pa ad esortare
alla

principi
il

cristiani

guerra

contro

turco,

che

contro

per lo che nulla si esegui turchi. Nata grave conte-

1NN
come
questi

INN
assegn quarantamila ducati d'oro e gli don la sacra Lancia colla spuuga e la can-

sa fra Dorotea regina di Svezia e

Stenone governatore del regno, a


cagione
s'

d'una

fortezza,

il

Papa

interpose

come

arbitro, deputandella
concilia-

na
s,
si

servite

nella

passione

di Ge-

do per negoziatori
zione
gli

Cristo; inoltre in

detto

luogo

arcivescovi di
i

Lunden

d'Upsala, ed
e
di

vescovi di Roschild

accenn come certo Macrino tent di avvelenare Zizimo ed il Papa,


p.

Stregnes.

Non
alla

essendo
1'

essi

quando

era giunto in

Roma

il

venuti a capo de' tentativi, re fu

affa-

avocato
fu

santa

Sede e
;

Antonio Milan guardiano di Gerusalemme, ed ambasciatore del


soldano di Egitto, il quale desiderava il principe per metterlo al comando dell' esercito che voleva

giudicato in favore della regina

Stenone
di

minacciato
purit

delle cen-

sure, se negava
zelo per la

obbedire.

Ripieno
fede

della

muovere contro Bajazetto


questa condizione prometteva

l.
il

A
soli

Innocenzo Vili eman costituzioni contro i maghi che infestavano varie provincie di Germania, ed altri
eretici.

dano

di

trattare

benignamente

cristiani di
stituire

Palestina e di loro re-

In

questo

tempo
il
il

insorse

tutte le conquiste che consi

nuova
e
il

discordia fra

santo Padre

tro

turchi

sarebbero

fatte.

Ab

re di Napoli,

quale fece git-

lar nel

mare

baroni che aveano

parteggiato per la Chiesa, e ricus

ad

essa di pagare il censo; onde Innocenzo Vili nella festa de' ss. Pietro e Paolo dell' anno i4^9 Io cit sotto pena di scomuni-

Roma, descrivemmo quello che il Papa fece fare al principe Zizimo. Mentre all'articolo Chiesa di s. Pietro in Vaticano si descrisse la cappella da Innocenzo Vili ivi fatta edifil'articolo poi Ingressi solenni in

care per riporvi l'insigne


del sacro ferro.

reliquia

ca a

pagarlo entro
mesi.

lo

spazio

di

Inoltre all'articolo

due

Adiratosi

perci

quel
ostil-

sovrano, minacci di

entrare

mente nello stato delia Chiesa, e per mezzo del suo ambasciatore si appell al futuro concilio. Vedendo il Papa che le sue paterne ammonizioni non pruducevano alcun
con editto degli tembre dichiar aver lui
profitto,
1

Chiesa di s. Croce in Gerusalemme venne detto come ivi si rinvenne ss. Croce, che il Pail titolo della pa si port a venerare. A' 28 gennaio i49 2 fu dopo
diverse pratiche conchiusa la

pace

set-

ogni ragione
esser

questo

romana, che marvi Carlo


il

perduta al regno di Npoli ed tornato alla Chiesa per tratt di chiaVili re di Francia ,
appartenergli
il

per mediazione del re di Spagna, tra il r di Napoli ed il Pontefice, obbligandosi Ferdinando I pagar l'annuo tributo, non usurpare
l'autorit pontificia nel conferire
benefizi
,

non

intromettersi
ecclesiasti'ci,

nelle

cause de'giudici
disfare
si
i

e soducci-

quale sosteneva

figliuoli
lui

de' baroni

reame come legittimo erede del re Renato di Angi. Nel voi. XVIII, pag. 62 e 63 del Dizionario dicemmo come fu data al Papa la
custodia di Zizimo
fratello

da Nel mese
e

spogliati

della

roba.

di

maggio

si

port a Ro-

ma

il

nipote del re a
al

domandar
per l'avo

perdono
dele

santo Padre

di

Ba-

e pel padre,

ma

poi ni uno fu fe-

jazetto II imperatore

de' turchi, e

all'osservanza delle coudizioni

INN
stabilite.

INN
tempo Innofare Innocenzo VIII

9
in

In

questo

vantaggio

cenzo Vili, che avea concesso le decime a Ferdinando V per cacmori dalla Spagna, ricevetciare
i

della Chiesa,

ma

travagliato da lun-

ghissime malattie dovette finalmente soccombere al male, e dopo il governo di sette anni, dieci mesi e ventisette giorni, con sessanta anni di et mori la notte del 25 venendo il 26 luglio i49 2 fra le cinque o sei ore. Fu sepolto nella

te la

fausta notizia della presa di

Granata, per cui in


cellieri

Roma

furono
il

celebrate solenni feste, che


descrisse a pag.

Candelle

268

sue Dissertazioni

epistolari.

Frat-

tanto Giovanni Pico signore della Mirandola propose in Roma novecento questioni estratte da autori
latini,

basilica

vaticana,

nella

quale

fu

trasportato al

modo

che

narrammo
del Dizior
s.

nel voi. XII, pag.

297
di

greci, ebraici

e caldei sopra
in

narioy dalla cappella

Seba-

le scienze,

per difenderle
e

blica

disputa, e le

pubsostenne col suo


in

stiano incontro quella della PurifV

cazione

e siccome fu scolpito nel

straordinario

meraviglioso ingeciascuna
di esse se

suo
va
voi.

sepolcro

che

sotto
I*

di lui
,

il

gno,

come consumato
;

Colombo scuopr
letto

America

cos

lingua

ma

siccome tra

ne trovarono alcune poco conformi


alla

XXVI l,

quanto aggiungemmo nel pag. 3 12 e 3i3, nel


patria, e dell'interdet-

dottrina della Chiesa

cos

il

riportare le sue notizie riguardanti

condann. Per sotto il successore Alessandro VI avendone Pico spiegato il sentimento, furono approvate. Non meritano credenza quelli che sull'ausanto
le

Padre

Genova sua

torit
lib.

di

Raffaello

da

Volterra,

7 Geographiae p. 80, scrissero avere Innocenzo Vili concesso ai

da lui fulminato con dispiacere di tutti i genovesi. Era Innocenzo Vili di statura grande, bianco di carnagione, di presenza ed aspetto bello ed amabile, e di ottime qualit dotato. Misericordioso co' poverelli, di costumi
to contro di essa

norvegi di consecrare

il

calice sen-

za vino. Altra calunnia contro In-

nocenzo VIII fu inventata da Domenico da Viterbo e Francesco


all'anno

dolce ed affabile in guisa tale, che o concedesse o negasse niun da lui partiva dolente o mesto, ed amantissimo della pace, per cui
di lui cos cant

come si ha dal Rinaldi , i49 num. 22 , i quali spacciarono aver detto questo Papa, che la privata fornicazione non
Maldente
5

Giano

Vitali

Non minus
nomine
Virtus

Innocuus fuit
erat

hic,

quam
Pacis

factis,

era proibita.
ci furono

L'uno

e l'altro per-

cuius

maxima

fatti

condannati al capestro, quindi abbruciare per or-

amor.

dine del Pontefice, in pena della loro scandalosa audacia, non ostante

Ne

sia
il

una riprova
p.

conta

ci che racAntonio Baldassarri nel

che

parenti loro per liberarli


fsco,

offrissero al
tri

oltre tutti gli al-

averi, sediciinila
si

scudi

d'

oro

suo Compendio delle vite di alcuni uomini illustri pag. 224, cio che Baiil cardinal francese Giovanni
ve tratt di radunare un concilio contro Innocenzo Vili, e che questi

come
po.

pu vedere
l'eresie,

nel Bernini,
toni.

Storia di tutte

IV

21

3.

Gran

cose

pensava

di

geucrosamentc

gli

condon un

, .

io
s

INN
:

INN
illustre

indegno attentato a questo cardinaie il Papa avea affidata la custodia del principe Zizimo, e per
lui

femmina
di
Piatti.
il

di

diocesi
disse
il

Novara,

Gravegna nella e non come Usavano prima i


della

dovette sostenere una differen-

Facchinetti

cognome

Noce,
fa-

za

quando
In

la

Francia lo ricus per

e in

fatti

questo

albero forma la
questo

promozione cre Lorenzo Cibo suo consanguineo, Pantaleone Cibo suo pronipote Nicol Cibo suo fratello, e Giovanni de Medici che fu poi Leone X, fratello della moglie del suo figlio Franceschetto, de quali come degli altri palenti, e di quanto il Papa fece per essi , se ne tratta all'articolo Cibo Famiglia. Innocenzo Vili fu
legato.

una

loro arme,

ma

congiunti alla

undici cardinali, tra' quali

miglia
casato,

Titta continuarono

per la adozione che fece questo Papa de' discendenti di sua sorella Antonia moglie di Antonio
Titta
Dolfi
bili
il
,

da

Trento, come si ha dal Cronologa delle famglie no-

di

Bologna

pag. 294. Sopra

scrisse Angelo Rocca un Commentario, che dedi-

detto

stemma

co a
tettore

questo

Pontefice,

criticato

per aver

istituito

cinquan-

de' letterati.

gran proGiannantonio

tadue
le

offiziali

piombatoli delri-

sino dall'adolescenza seppe conservarsi


illibato

bolle

apostoliche, da' quali


ducati
d'

nel costume per. Tedelle

ca v

venliseimila
il

oro

sercizio
virt,

continuato

cristiane

Ampli
postolici

collegio

de' segretari a-

e della
in

frequente meditazio-

fendere

venali, e ci per didominii della Chiesa giacch avea dovuto impegnare per
i

pur

ne

della morte.

Avendo
in

fatti

suoi

studi

Bologna,

questa citt
di dotto-

prese nel
re.

i544 U grado

centomila ducati

molte

gioie,

d'oro la tiara, e vasi d'oro e d' ar-

ma

Quindi parti alla volta di Roove fu segretario del cardinal


,

gento a diversi mercanti di Roma. Prese per suo motto analogo al nome, ed al salmo i5: Ego au-

Nicol Ardinghelli
so a
far

dal quale pas-

parte

della famiglia del

cardinal Alessandro Farnese nipote


di

lem in innocentia mea ingressus sum. Che la memoria d' Innocenzo Vili fu gloriosa, tale ce la dimo-

Paolo

III,

che

in suo

nome

lo

mand
il

in Avignone, della qual

citt

Farnese

era

arcivescovo

Uberto Foglietta in Elogiis clarorum lgurum. Da ultimo in Milano nel 18 19 stata pubblicata la Vita d'Innocenzo Vili del
stia

e legato, affinch vi facesse le sue veci. Dipoi venne fatto governatore


di
di

Parma, dove

acquistossi

fa-

ma

uomo
lo

giusto e

prudente.

Serdonato. Vac la
dici

s.

Chiesa quin-

Paolo IV
dell'una

nomin referendario
la

giorni.

e dell'altra segnatura. Pio

INNOCENZO
Giannantonio
ai

IX, Papa
in

CCXL.

IV avendo
stro a'
egli
il

conosciuta

sua inle,

Facchinetti

20

luglio

i5ig
da

nacque Bologna,

grit lo dichiar

26

vescovo di Nicagennaio i56o, essendo


nel

ove

questa

famiglia

senatoria era

primo vescovo che

i56i

stata trasportata

Novara, per

fosse inviato al concilio di Trento,

mezzo di Antonio Facchinetti della Noce o di Navarino di lui padre,


che i5i4, e vi sposo Francesca Titta o Festi de'Ciui,
vi
si

dove diede saggio


saviezza,
religione.

di sua dottrina,

zelo

per

la
s.

cattolica

rec nel

Spedito

da

Pio

nel

i566 nunzio

apostolico al se-

INN
nato Tcneto,
zio di
in) pieg
1' sei anni conchiudere la famosa lega contro vittoria i turchi, che produsse la sua di Lepanto. Restituitosi alla

INN

11

per Io spaopera sua per

dal cardinale Andrea d'Austria nel portico avanti la basilica vaticana,

il

chiesa fece

scintillare,

come

lucer-

ove solevano i Pontefici benedir popolo ne' giorni solenni ; mentre il Piatti vuole che a'2 novembre avesse luogo la coronazione. Agli

na
agli

posta
occhi
di

sul

candelliere,

innanzi

8 novembre, e non
legge nelle
Ili, p.

a' 6,

come
Vat.

si
t.

del

suo popolo preclari

note

al

Bull.
festa

esempi
si

virt, tutto

impiegando-

181, siccome
port

de'santi

nel

sacro
nella

mente
gelo.

predicazione del

ministero e singolarvan-

del suo antico titolo, con gran so-

lennit

si

a cavallo

d'

una

A
a

cagione
alla

per del
sua,

clima
fu co-

mula a prender
silica

possesso della ba,

contrario
stretto

sanit

lateranense
si

dopo

il

quale
chiesa
vi

rassegnarla
di

liberamente
l'an-

in

lettiga
ss.

rec in

detta
,

nelle

mani
di

Gregorio XIII
in vece lo

de'

Quattro
le
I

Coronali
al

fece

no
ti bus

i575, che
e

nomin
in paroffizio
;

orazione, e

nella

camera contigua
bacio del
Gio.

patriarca

Gerusalemme
del
1

ammise
piede.

monache
cerimonieri

consultore

s.

Paolo
ci

indi a* \i

dicembre
prete
col
lo

583
titolo

lo

cre
ss.

Mucanzio e Paolo Alaleona


dero
del
la

die-

cardinale

de'

descrizione

della funzione

Quattro Coronati,
congregazione
del

conferm nella
s.

possesso.
1'

offizio,

lo

Secondo

antico costume scris-

ammise
golari.

in

quella de' vescovi e reassistito ai

se Innocenzo

IX
ai

la

nuova

della

Dopo aver
le

con-

sua esaltazione
colle loro

patriarchi, arci-

clavi

per

elezioni

di

Sisto

V,
nel
le

vescovi, primati e vescovi, affinch

Urbano VII e Gregorio XIV, primo de' quali papeggi, per


frequenti malattie di Gregorio

preci gli
felice

ottenessero da

Dio un
cristiano.
la

governo del popolo

XIV
pre-

fu dal

medesimo
in

incaricato di
al

di

s.

Pio

Conferm subito la bolV di non alienar le


Chiesa romana, e proche Roma fosse provil

siedere

sua vece

tribunale

terre della

della segnatura, ci

che esegui con


e

test di voler

fama
denza.

di

grande
la

integrit

pru-

veduta

di

tutto

bisognevole, co-

Dopo

morte
nel

di

Gregorio
giorot-

me

di

soccorrere
al

l'indigenza

del

XIV
te

cinquantasei
cardinali
di
,

o cinquantasetsecondo
ai

popolo,

quale

lev diversi tri-

buti imposti da Sisto V.

cagio-

no

conclave,
elessero

cio
i5c)r,

29

ne della grande
re
il

carestia fece calari-

tobre dell'anno

con mirabile
scrutinio
il

prezzo delle derrate, ed a

concordia

nello

parare in

Roma
in

la

penuria

del

con

voti

scoperti al

pontificato

grano prese
mila
scudi,
in

prestito

quarantail

cardinal Facchinetti cheavea settantadue anni passati. Prese il nome di

riserbando
Castel
s.

tesoro

Innocenzo IX, e privatamente si fece coronare a'3 novembre, secon-

per maggiori calamit. Accolse con affetto e stima Vincenzo I Gonzaga


eh' era

Angelo

do T Oldoino
Ciaccopio,

nelle

aggiunte

al

duca

di

Vtae Pont. t. IV, p. ^4o. Il Ciacconio avea scritto che Innocenzo IX era stato coronato

se della

Mantova, che tratt a specamera con magnificenza,

ed in concistoro lo fece sedere sopra r ultimo cardinale diacono.

12

INN
che obbligato
sue udienze.

INN
quasi sempre a
letto,

Al re di Polonia Sigismondo III mostr il suo dispiacere per l'avvenuta ribellione, e promettendouna congregli assistenza deput
gazione
di
cardinali.

essendo andarvi
le

perci a

Innocenzo
tanta

IX

fino dal suo in-

Dichiar

di

gresso al pontificato
saviezza,

voler sostenere la lega in

contro
alleati
se.

Enrico IV, e cinquantamila scudi

Francia promise agli


al

belle speranze,

si condusse con ed annunzi cosi che si rese egual-

una promozione di cardinali vi comprese Antonio Facchinetti della Noce de marchesi di Via nino suo pronipote. Concorrendo nei primi giorni del pontificaIn
?

medue

mente caro
al

al clero,

alla

nobilt,

popolo ed ai ministri stranieri ; ma questo fu ancora un di quei Papi che avendo fatto concepire
grandi speranze, esse non
il

si

pote-

rono n smentire ne avverare.


dal

Fu

secondo il solito, diversi cardinali per pregarlo di qualche favoto, re,

cadavere privatamente trasferito


Quirinale
ceneri
al

Vaticano, ove le
nelle

ricus a tutti

di farlo,

prote-

sue

trovansi

sagre

standosi nulla

risolvere senza
;

ma-

grotte, nella

terza nave.

Era Innocorporatura

tura riflessione
tani
d.

e al cardinal Gaegrazia per

cenzo IX di
di

venerabile sembiante,
,

che

gli

domand

alta

statura

e di

Giannantonio

Orsini,

offrendo

gracile

per

cagione

de'suoi conti-

di denaro, rispose voobbedienza non denari. Da questo ben si comprende, che se il

una somma
ler

nui digiuni,
cibarsi che sera.
gli

essendo solito di noti

una volta
i

il

giorno la
arredi
fogsi

Fra

suoi

preziosi

suo pontificato fosse stato


go,

piti lun-

fu trovata

una pittura a
una

sarebbe
pi.

riuscito

un modello
e
corri-

gia di

un
vi

piccolo

specchio che

del

felice

governo,

piegava in due parti, in


le quali

del-

spondente

alle

belle speranze con-

era dipinto
la

cepite dai romani, che in lui

amrare
vita,

e nell'altra

miravano un
qualit,
liberalit
,

complesso

di di

come innocenza
magnificenza,

rale, con cui branza della

un teschio, un funefomentava la rimemmorte alla quale si

pompa

di

maturit

disponeva
storia

ogni
si

giorno.
sacro

1/ esatta
collegio

di

consiglio, esperienza negli affari.


lui

di lui

legge nell'orazione
al

Mentre per da

aspettavansi

funebre recitata
dal
so
ta
p.
il

gran cose a vantaggio della Chiesa, che accenna il Vittorelli nelle


aggiunte
al

Benedetto Giustiniani, prescitato Oldoini.

Vac

la san-

Ciacconio
in

morte
clisse

il

rapi

239, tempo di un
p.

la
e-

della

luna,

a'3o

dicembre

1591, dopo dieci giorni di malattia e due soli mesi di pontificato. Nel bollano vaticano ed in altri scrittori si legge che mori a' 29 di-

Sede un mese. INNOCENZO X, PapaCCXLVI. Giambattista Pamphilj nacque in Roma a' 7 maggio \5ji da Camillo e da Flaminia del Bufalo Cancellieri,

ambedue
nipote

di nobili famiglie

romane,

dei

cardinali

In-

avvenne nella avanzata venendo il 3o. notte Qualche tempo prima della sua morte il calor naturale l'avea talmente abbandonato, che restava
cembre,
perch ci

nocenzo del Bufalo Cancellieri e Girolamo Pamphilj, che creati tali nella medesima promozione da Clemente Vili, entrambi morirono nel 1610. Fra la nobilt che nel se-

INN
minario romano riceveva la prima educazione, si applic Giambattista
quella
del

INN
concilio
s.
,

i3
segretario

di

quella del

ofiizio

e protettore del

con
giori

successo

alle

lettere

Istruito di poi

nelle

scienze

umane. mag-

regno di Polonia, Dopo la morte di Urbano Vili i suoi nipoti cardinali

per

le

principali

universit

Barberini,

nel

conclave

in

d' Italia,
le

in et di venti

anni prese

cui
nali,

entrarono

cinquantasei
esaltare
il

cardi-

insegne di dottore. Clemente Vili


fece

volevano
il

cardinal

lo

in

primo luogo avvocato


in

Giulio Sacchetti per cui era impe-

concistoriale e poscia uditore della

gnatissimo

cardinal

Panciroli

rota

romana

vece

di

suo

zio

cagione dell'antica amicizia che a-

Girolamo
tata con

fatto cardinale nel

1604,
eserci-

vea con esso,

ma

il

cardinal Al-

nella quale onorifica carica

bornoz

vi

si

oppose

con

venti-

molta lode per venticinque anni, scrisse con mirabile erudizione settecentocinquanta decisioni,
le quali in

quattro colleghi. Il cardinal Guido Bentivoglio per sentimento comune


era portato al trono pontificio, go-

tre volumi,

al

dite

dendo giustamente

la

stima gene-

del Novaes, conservami in gran pre-

rale del sacro collegio,

ma

essendosi

gio

dai

principi

suoi eredi.

Doria Pamphilj La sua profonda sciengli

za nell'una e l'altra legge

ot-

ammalato dovette uscir dal conclave e poco dopo mor. 11 cardinal Francesco Cenni ni giunse ad
avere ventisei e ventotto voti a suo
favore, essendogli propensi
nali spagnuoli.
la
i

tenne
sacra

la carica

di canonista

della

penitenzieria.

Gregorio

XV

cardi-

conobbe una singoiar destrezza nel maneggio degli affari


che
in
lui

Concorreva
perci

di

poi

maggior parte
,

nel cardinal

Pam-

pi scabrosi, per l'intima amicizia che li avea legati da prelati, lo mand nunzio alla corte di Napoli, donde lo richiam Urbano Vili per darlo per compagno colla qualifica di datario al suo nipote cardinal Francesco Barberini nella legazione alla Francia ed alla Spagna, nella quale Giambattista si prest con tanta soddisfazione del suo principe, che questi lo nomin patriarca di Antiochia in partibus e nunzio apostolico in Madrid alla
corte di Filippo IV. Inoltre Urbano Vili lo cre cardinale a' 3o agosto

philj

il
il

quale
cardinal

trario
rini

avea conAntonio Barbe-

che gli procur l'esclusiva dalla Francia, quale per fu tolta al moall'articolo

do che narrammo
elusiva (Vedi),

Es~
suo

per opera del car-

dinal Teodoli e del marchese


fratello.

Quali poi fossero

vi

delle disgrazie

motide' Barberini in
i

questo pontificato, per le quali fuggirono in Francia, oltre quanto si


disse all'articolo Barberina si possono leggere il Muratori ne' suoi Annali) ed il Piatti nella vita di questo Papa. A' 16 settembre 1644

1627, e poscia bench assente lo a' 19 novembre 1629, annoverandolo nell'ordine de' preti e
pubblic
conferendogli per
di
s.

nell'et di

settantadue anni,

il

car-

dinal Pamphilj rest eletto Pontefice


il

titolo

la

chiesa
suc,

nome

con quarantanove voli, e prese a" Innocenzo X, avendogli


il

Eusebio.

Lo

fece
in

pure

gi predetto

pontificato

s.

Feli-

cessivamente legato

Germania
prefetto

ce da Cantalice
sta

cappuccino.
di

Quei

prefetto della congregazione dell'im-

elezione

riemp

giubilo
lo

munit

ecclesiastica,

di

suoi concittadini,

che

ma nife-

i4

INN

INN
d'un grande spirito ed ingegno, si dice ch'ella ebbe sul cognato tanto da cardinale che da Papa un grande
ascendente.

starono con segni di allegrezza, con molte poetiche composizioni, di cui

menzione il Novaes nella vita Papa, ed in questa oc* casione fu per la prima volta ilfa

di questo

Govern
le

essa dispotica-

mente
esterni.

la

di lui casa e

molti affari
,

luminata

la

cupola
articolo

vaticana

come

Riceveva

suppliche

fa-

dicemmo
ottobre

all'

Fuoco. A' 4

ceva accordar gl'impieghi,

dispo-

fu

Carlo

de

coronato dal cardinal Medici primo diacono,


vaticana
apersi

se,

nelle scale della basilica

e a' 2 3
ta

novembre

in lettiga

e con solenissima

pompa

por-

t a prender possesso della

basili-

pene e delle ricompenne' consigli ed era il canale delle grazie. Tale autorit esorbitante suscit mormorazioni ed accuse gravi ; si giunse ad affermare che la condotta di d. Olimpia
delle

neva

entrava

ca lateranense

nella qual

funzio-

era

un misto

d'orgoglio, d'avidit

ne descritta da Fulvio Servanzio Lorenzo Banck ed altri riportati


dal Novaes,
il

e di corruzione.
ze,

Il Papa importunato dai clamori e da gravi istan-

magistrato e popolo
particolari

temporaneamente
Nella
sala

l'allontan dal

romano
zioni.

fece

dimostrasubito
soc-

palazzo.

regia

del

Vaticalapidi

Innocenzo
corsi ai

X
i

prest

veneziani per la guerra di turchi con alcune

no Pio IV avea posta una de in onore della difesa che


Venezia. Questa
stata
tolta

A-

Candia contro
galere;
istitu

lessandro III fece la repubblica di

una

congregazione
di

memoria essendo

di prelati per trattare


la

sgravar

biti

camera apostolica dai gran deche aveva e per conseguir la


,

pace fra i principi cristiani ordin che si accrescesse il


del

ed
peso

da Urbano Vili nelle vertenze eh' ebbe colla medesima, sicfu restituita da Innocenzo come amante della pace e nemico

di aver disgusti coi sovrani. Grati


i

pane

ordinario

in
ai

vantaggio
cardinali

veneziani di tal contegno,

rista-

de' poveri.

Conferm

bilirono colla santa Sede la

buona
.

Francesco ed Antonio Barberini la legazione di Urbino e di Avignone; decret


il

armonia ed
bilt
la

ascrissero alla loro no-

famiglia

Pamphilj

Con
che
or-

disarmamento
dal

delle

una

costituzione Innocenzo

X ordin
le

truppe

assoldate

predecessore

ai cardinali di

qualunque
le

stirpe

per la guerra di Parma, abolendo le gabelle a tal fine introdotte; ri-

usassero

il

solo titolo di

Eminenza

{Vedi)) e che

loro

armi

form
stolica,
il

le

spese della

camera apo-

nassero col solo Cappello cardinalizio

scelse a segretario di stato cardinal Gianjaeopo Panciroli, e

[Vedi). Nel

i645 approv

il

culto del b. Bernardo

restitu

e l'abbondanza. A'

ad ogni provincia la quiete 4 novembre cre


il

Tolomei fondatore degli Olivetani. Nel marzo


dei 1646 aveva il do d'Este richiesto
III
la
;

cardinal

Rinal-

cardinale
philj

nipote

Camillo

Pam-

a Ferdinando
dell'

nobile romano, figlio del de-

prolezione
gli

impero
,

in

funto suo fratello Pamflio e di d. Olimpia Maidalchini dama di Viterbo.

Roma
I

spagnuoli per

cono-

scendo

la contrariet di

Francesco
d'

Fra
di

le

tante

cose

che

si

duca

di

Modena

fratello del car-

narrano

questa

donna dolala

dinale, verso le

due case

Austria

INN
imperiale e spngnuola, talmente at-

INN
col riconquistar
il

i5
alla santa

regno
vece

traversarono
rest privo.

il

negoziato,
ripulsa
di

che ne

Sede;
str

ma
al
gli

egli

in

sommini-

La

Vienna
la

vicer

fece al cardinale ottenere

pro-

d'oro e

doppie permise di far leva d'uotrentamila


stato
ecclesiastico.

tezione della Francia

la

quale non
que' car-

mini nello
1

Nel

trascurava di acquistare
dinali che pi potenti

erano nella
di

647 il Papa fece senatore di Roma Girolamo Inghirami ed accrebbe


le

coite di

Roma. A questa giunse


tempo l'almirante
Ca-

prerogative

in quel
stiglia

de' senatori e conservatori

ed onorificenze di Ro-

gna,

il

ambasciatore del re di Spaquale subito si dichiar di


il

non

volere invitare

cardinal d'Eci

ste alla cavalcata

pel suo ingresso


il

solenne in

Roma. Oltre a
il

ma, al modo che dicesi all'articolo Senato Romano. Conferm i dottrinari istituiti dal b. Cesare de Bus, non che la congregazione delle vedove di Dol istituita per maggiormente propagare il culto dell'immacolata Concezione, la vigilia quale comand ad istanza della

palazzo di Spagna fu pieno d'armi


e di gente armata, onde
nale per
cardi-

non
il

restare oppresso

arm
da Tutto

anche
in

egli

suo, facendo venir


di

Modena gente

coraggio.

imperatore che si osservasse con digiuno. Dopo aver confermato


dell'

Roma

disordine,
versi

s'incamminava a serio quando il Pontefice, diprincipi


s'

l'estinzione dell'ordine de'

ss.

Am-

brogio e Barnaba
presse

ad

Nenius, sopreligiose,

cardinali e

impie-

due congregazioni
s.

garono per l'accomodamento ; ma volendo l'Estense difendere le sue convenienze a nulla si arrese. A' 16
aprile nell' incontrarsi
di questi
le
si

quella cio di

Basilio

degli

ar-

carrozze

due

ministri

ud

un

meni e l'altra del Buon Ges di Ravenna perch aveano traviato dal primiero spirito. Per la cattiva intelligenza tra il Papa ed i Bar,

tiro di pistola, e ci diede occasione


alle genti

berini

cardinali di questa
in

famiil

dell'almirante di far fuo-

glia fuggirono

Francia presso
il

co, per cui alcuni

onde temendo
ver
la

gli

rimasero uccisi, spagnuoli di ricefamigliari

re Luigi

XIV

ed

cardinal Giulio
il

Mazzarini primo ministro,


tefice.

quale

pariglia dai

del

era potentissimo e nemico del PonIl ministro accolse i Barbecon ogni distinzione , si dice che ne ricav grosse somme di denaro, che gli servirono nella guerra che sosteneva contro la casa d' Au-

cardinale fuggirono ed abbandona-

rono il loro padrone, esponendolo ad ogni pericolo, che forse avrebbe corso, se il cardinale non avesse ordinato alla sua gente di

rini

non
Paop-

offenderlo
disordini
si

in

modo

alcuno. Altri

stria,

gli

fece conferire

cariche
si

prevedevano,

ma

il

e dignit. In

Roma
i

le

cose

spin-

pa con suprema autorit


pose e
di
li

vi si

sero agli estremi per le disposizioni

tronc, riconciliando a' 3


i

emanate contro

cardinali fra-

maggio

due personaggi che

si

pacificarono.

Nel 1646 Massaniello sollev il popolo in Napoli ed altrove contro


il

vicer,

rono

per cui Innocenzo

alcuni

consiglia-

Francesco ed Antonio, ed in vece in Francia si minacci una qualche rappresaglia. Tuttavolta si venne a sentimenti pacifici. Innocenzo a riguardo del re rimise
telli

profittarne

nella sua

grazia

Barberini, spos

i6
d.

'

INN
colla

INN
,

Maffeo

sua pronipote
il

bre

cre
Carlo.

cardinale

di

lui

fratello

Papa approv il culto immemorabile del b. Nicol di Flue.


il

Innalz alla

medesima

di-

In quest' anno a
il

Fermo

fu ucciso

gnit Orazio Giustiniani di Andrea Giustiniani principe di Rossano che

governatore, onde Innocenzo


sped

avea preso in moglie la sua nipote d. Olimpia, e perci fatto da lui governatore di Castel s. Angelo.

monsignor Lorenzo Imperiali con truppa comandata dal conte David Vidman, per punirne gli autori. Nel dicembre 1649 si
vi

Fece pure cardinale Michele Mazzarini fratello di Giulio, nella spe-

ranza che questi deponesse


contrariet e facesse restituire

la

sua

Piom-

bino

al

principe

Nicol Ludovisi

nipote di Gregorio

XV,

che aven-

do sposato Costanza Camilla Pamphilj altra nipote del Papa , questo lo avea fatto principe assistente al soglio e generale delle galere

quale conventi d'Italia di dare un' esatta nota di tutte le rendite loro, e del numero de' religiosi che in essi abitavano, vietando intanto la vestizione di nuovi religiosi. Qui aggiungeremo, che poi nel i652 si
decreto,
nel
i

pubblic

un

venne

ordinato

a tutti

comand
randae
t.

colla costituzione Instali*

de'

i5 ottobre, Bull. Rom.


3,

pontificie con altre cariche. Intan-

VI, par.

pag. 2 33,

la

sop-

to l'altro nipote

cardinal
tutti

Camillo
affari

pressione di tutti que'conventi nei


quali, per ragione del piccolo

sopraintendente di

gli

nu-

dello stato ecclesiastico,

avendo
la

ai

mero
condo

de' religiosi,

non

si

poteva

21 gennaio 1647 rinunziata


pora, per continuar
za nella famiglia,
si

por-

osservare la regolare disciplina, segli statuti

la

discenden-

di

ciascun ordine,
si

spos

con

d.

e nello
a'vescovi
bitrio le

stesso

tempo

die facolt

Olimpia Aldobrandini principessa di Rossano pronipote di Clemente


Vili, e fu fatto generale di santa Chiesa. Inoltre nel 1647 Innocenzo cre cardinali Baccio Aldo-

di convertire

a loro ar-

rendile
pii

de' conventi sop-

pressi in altri

e sacri usi.

Da
la

queste provvidenze ebbe origine

cardinalizia Congregazione della d*

brandini parente della principessa,


col
titolo

di

s.

Agnese a piazza
Maidalchini

Navona,

Francesco

nobile viterbese nipote di d. Olim-

pia Maidalchini, nell'et di diciassette

anni ed

illetterato. Nelle bioi

grafie di tutti

summentovati caraltre

dinali sono riportate

notizie

riguardanti Innocenzo X.

Essendosi
la

conchiusa

nel

1648

pace di Munster o di Westfalia o d'Osnabruck tra l'impero, la Francia e la Svezia, il santo Padre trovandola ingiuriosa allo stesso impero e perniciosa alla repubblica cristiana, la

sciplna regolare (Vedi). Narra il Novaes che nella vita mss. di d. Olimpia Maidalchini si riporta un lungo dettaglio di tale disposizione, come invenzione del cieco Fagnani nemico giurato de' frati, per trovare un mezzo d'arricchire maggiormente d. Olimpia Maidalchini, la quale ricevette trecento doppie d'oro per ogni convento che si levava dalla lista di quelli che si doveano sopprimere; laonde avendo essa ottenuta la grazia che restassero nel!' antico stato pi di cin-

riprov

e con-

quecento la borsa

conventi,
della

colarono

nelcinil

dama
(

pi di

dann.

Con

decreto de' 21

novem-

quantamila doppie

sar meglio

1NN
centocinquantamila) di regali. Se questo vero, come si pretende
dire
in
coli*

INN

Chiesa di s. Giovanni in Lalerano (Vedi), termin la Chiesa di


s. Pietro in Vaticano (Vedi), e per maggior polizia della medesima proib con scomunica di prendervi il Tabacco (Vedi) censura che
%

detta

storia,

nulla ha che fare


quella
si

avidit

di

huon
tale

Pontefice, cui

donna il proponeva

utilissimo alla disciplina ecclesiastica

provvedimento, come dicono nella sua vita il Bagatta ed il Brusoni, e negli annali il Muratori.

tolse poi

Benedetto
in

XIII.
la

per

la

sua famiglia

Eresse Chiesa di s.
(Vedi),

Agnese
situata

piazza

Navona
al

All'articolo

Castro (Vedi)
1'

si

in

mezzo

Palazzo

Pam-

detto che per

uccisione di quel

philj (Vedi) di

vescovo, Innocenzo
se
la

ne sopprescitt,

sua famiglia, ed il Collegio Pampini j (Vedi), da lui

sede, fece spianar la


pei

istituito

con juspatronato

coi motivi
di

quali

fu

il

ducato

chiesa a' suoi discendenti.

come la La detta

Castro

tolto al

feudatario
di

O-

doardo Farnese duca


riunito

anche Famiglia.
miglia
conte

Parma, e alla santa Sede: si pu leggere F articolo Farnese


Essendosi estinta la facolla
,

Malatesta

Sigismondo

morte del Innocenzo X

ordin
lica
eli e
si

che per la camera apostoprendesse possesso de' feudi


essa

adorn con sontuosa fondue minori egualmente belle, e siccome la prima decor di nobile guglia, se ne tratta all'articolo Obelisco di piazza Navona. Avendo d. Olimpia Maidalchini comprato il castello di san Martino presso Viterbo, il Papa
piazza
tana, oltre

l'onor di sua presenza,


iiullius,

Io dichia-

da

vestitura.

avea ottenuto con inMorto ancora il duca

r principato, e la chiesa
di che

abbazia

Fulvio della Cornia e


stinta
la

con esso

e-

famiglia

investita di

di-

il santo Padre da un commissario ne fece prender possesso per la camera, alla stessa quale incorpor pure le terre che lasci morendo Malatesta Baglioni, siccome di ragione della Chiesa. Giunto Fanno i65o, Innocenzo con gran fervore celebr F Anno

verse terre,

parleremo all'artilo Pamphilj Famiglia Per essa Innocenzo form la vasta ed amena Villa Pamphilf (Vedi) sulla via Aurelia, mezzo miglio distante dalla citt. Fabbric in Ro.

ma
la

le

celebri
citt

Carceri (Vedi), nel-

santo

XIV (Vedi),
fece

al

modo
d.

descrit-

to in quell' articolo, insieme al be-

rinnov ancora ed ampli molte strade, e quella che da essa conduce a Frascati, citt che onor di sua presenza rinnovandone la porta s. Pietro. Sul Campidoglio (Vedi) fece edificare
qual

ne

che

in

esso

Olimpia

un

bel palazzo,
ivi

per cui

il

senato
sta-

Maidalchiui.

romano
di

fece collocare

una
il

Queste cure proprie


lante

un

ze-

tua di bronzo rappresentante


nefico Pontefice, con
te onorevole iscrizione del
p.

be-

supremo pastore non impedirono punto ad Innocenzo X quelle ancora di un magnanimo principe attento sempre al popolo che
,

corrispondengesuita

Guglielmo Dandini, nella quale

fece l'epilogo di sua storia e dello

governava allo stato ond' era sovrano , ed all' abbellimento di Roma. Bin novo magnificamente la
vol, xxxvi

sempre dimostr nelFamministrazione del suo duplice ministero. Di questo zelo d' Innozelo ch'egli

feiwnU,

fi/

i8
cenzo
fra

INN

INN
autentici,

sono
altri,

documenti
la

gli

spedizione ch'egli
di

che sentiva per lui il Pontefice, il quale nel vederlo provava una violenta

fece in

Irlanda

nuccini con

monsignor Ribuona quantit di de;

commozione

di cuore

laon-

nari per difesa de' cattolici


tenti soccorsi
di

po-

truppe

denaro
di

con cui

sino

dal

i6o5 scamp
l'isola

dall'invasione

de'turchi

Malta a* cavalieri gerosolimitani, la Dalmazia ai veneziani, e la Polonia al re Ladislao VII, al quale


diede trentamila scudi.
sione che ottenne

de nella mattina de' 19 settembre i65o, avendo egli allora trentacinque anni, lo cre cardinale, l'adott per nipote col cognome e stemma de' Pamphilj e colle rendite, onori e preminenze di cardinal nipote. Tuttoci fece Innocenzo col con,

siglio del

cardinal

Panciroli segre-

La

conver-

tario di stato e

dal protestantidi

to;

ma
1'

smo

nella

Germania
di

Odoardo

gn
ciroli

primo suo favorisi guadaanimo del Papa che il Pan1'

adottato tanto

Oderico duca di ^Vittemberga, del duca di Alsazia-Luneburg, di Ernesto e di Eleonora landgravi d'Assia, di Wolfango Federico di Hoffman barone di Moravia, di Erardo conte di Truchses e di molti altri che possono vedersi nel p. Giovanni Kraus, in Exemplis conversionum ad cat. /idem : alcuni di essi si
conte palatino,
videro
a'

perdette interamente la benevolenza pontifcia: per se non moriva nel i65i avrebbe veduto la caduta del rivale. Il cardinal Astalli in un punto fu spogliato degli onori sopra di lui cumulati e della maggior parte delle rendite che a dovizia gli aveva il Papa concesse. Ricus la chiesa di Ferrara, ed allora venne rilegato nel suo feu-

piedi

del Pontefice
accolti.

con

do

di

Sambuci,

ordinandosi nello
processo sopra le

paterna
te della

benevolenza

La

stesso

tempo un
sue
i

nuova che nell'anno santo


propagazione
del

ricevet-

supposte
fino sopra

colpe,
trascorsi

che

si

estese
;

vangelo
in

giovanili

se

nell'Indie orientali, nel

Congo,
nella

non che

la

mancanza

delle neceslo fece

Goa, in Tunkino e Finalmente la lettera


l'

Cina.

sarie prove per


affatto svanire.

verificarle,

scrittagli dal-

Fu

caricato ingiu-

imperatrice della Cina Elena, doricevette

stamente
tra
gli

di
altri

altri

gravi

delitti,

po il battesimo eh' essa con altri della famiglia.

fedelt

al

aver mancato di Pontefice che tanto lo


di

La
ciuta

rinunzia

al

cardinalato del

nipote d.

Camillo essendo dispiaad Innocenzo X, lo espulse da


Decorsi
esilio,

Roma.

circa quatti*' anni

avea ingrandito ; ma la sua conosciuta innocenza determin il cardinale Jacopo Corrado a rifiutar le rendite ecclesiastiche conferite a
lui,

parendo al Papa che la sua decrepita et avesse di bisogno d' un supremo ministro che lo sollevasse dalle sue cure, pens di adottare per nipote monsignor Camillo Astalli nobile romano, chierico di camera, e presidente del|e carceri, di cui il maggior merito era la viva simpatia

da questo

come suo
vacanti,

successore nei
dei quali

titoli

pretesi

non po-

teva veramente essere spogliato senza

zione di
si

una formale e solenne verificaun delitto tale, che seco


pena
della privazione

recasse la

de' benefizi,

riconosciuta

per vera

dal processo e dalla


se

relazione che

ne doveva

fare in

pieno conci-

INN
storo. TI

INN
rest
nel

cardinal

Astalli

e per pi spesso di

prima

fa-

pa

suo feudo sino alla morte del Papel resto pu vedersi la sua
:

ceva vedere fuori di casa, nel ca-

biografia.

Nella vita mss. di d.


origine

Oper

der di agosto fu attaccato da una grave malattia, nella quale die egli
riprove evidenti della sua
delle sue rare virt,
dall'
col.

limpia

si

legge, che la disgrazia di

piet e
si

questo cardinale ebbe

come

ha

Spagna del Bartrattato che maneggiavano berini con d. Olimpia e col Papa,
aver esso
avvisata
la
i

Oldoino, Vit Pont. tom. IV, 661. Abbiamo la Relazione


e della

dell'ultima malatta
d'

morte
la"

di acquistare per la
il

loro famiglia

Innocenzo

tradotta dalla

regno di Napoli. Avendo poi Innocenzo X trovato reo di falsificazioni di brevi, dispense ed alfavorito e gran tre grazie il suo confidente monsignor Mascabruni
sotto-datario, gli fece tagliar la testa,
la

dna neW

italiana favella
,

da Do-

menico Moneta romano Roma i655, per Francesco Moneta. L'autore di tale libro
tino,

ma

vuoisi

Per dodici giorni


fu in pericolo,

Germano Alinome supposto. la vita del Papa


l'agonia
,

come narrammo descrivendone


all'

ma

dur
poa par-

storia

articolo

Dateria apole

per nove continui


polo

ci che dal

stolica.

romano

fu attribuito

Continuando
turbazioni pel
se

in

Francia
di

per-

ticolar

provvidenza di

Dio

affine

libro

Giansenio,

di

poter meglio purgare in vita la

ne ricavarono le cinque famose che il Papa dopo maturo esame condann con applaudita bolla. Di questo grave argomento ne trattammo con qualche
proposizioni,
diffusione

soverchia autorit
cessa
nell'

che

avea
d.

con-

sua

cognata

Olimpia

verno,
fu

amministrazione del suo goil quale se molto per ci biasimato sino dal principio,
dell' influenza

33 e ove pur diseg. del Dizionario, cemmo degli analoghi libri da Inal

voi.

XXVII,

p.

a cagione
sta

che

queci
lo

donna ambiziosa godette, e

per molto tempo, tanto pi


dipoi,

fu

nocenzo
disgusti

X
tra

condannali,

quindi

Roma
il

la

Francia
detto di

duta
ta
la

quando dopo averla il Papa avendole

essa persostitui-

riguardanti
cesco

cardinal Gio. Fran-

Paolo

de

Gondy

Retz, potente avversario del cardinal Giulio


eresse
in
I'

nuora principessa di Rossano, questa non riparando le mormorazioni, diede motivo a diverse
satire.

Mazza ri ni. Innocenzo


di
s.

universit
e
il

Tommaso

d.

Manila,
nella

vescovato di Ro-

cella

di

Guascogna, oltre quello Acquapendente in luogo di CaEresse


Nel

In seguito risal di nuovo Olimpia Maidalchini al primiero favore, di cui non seppe mai farne uso con moderazione: tale si ravvisa nella sua vita stam-

stro.
di

parimenti

il

vescovato

pata nel 1666 colla


Costantinopoli
sotto
di.
il

falsa

data di
Leti

Prato e V un a

quello di Pi-

da Gregorio
di abbate
se

stoia.

i654 approv il culto immemorabile del b. Bernardino


da
tale

finto

nome

Guai-

Nel 1670
colla

ne pubblic aldi
Raglisi,
in essa

Fellre

anno

minore osservante. In continuando Innocenzo


incomodi, che

tra

da un

data anonimo che


falsa

di-

a soffrire alcuni

ce essere

stato

testimonio

ocula-

per altro procurava di dissimulare,

re di ci che scrive. Altra nel

16S1

20

INN
:

INN
forzava d'ora in ora in qualunque

senza data di luogo, che fu FirenVita d ze, e con questo titolo d. Olimpia Maidalchini Pamphilj

luogo ad

essere,

fra preziosi arredi,

principessa di
ta
ce.

s.

Martino, cogna-

oggetto stomachevole. Quindi sempre pi cresceva nello stranimento,

d Innocenzo

sommo

Pontefi-

Quindi , che se la Chiesa non ebbe occasione di lamentarsi di questo Papa, degno veramente d'alta

per cui priv del supremo generalato, senza apparente ragione, il

memoria per
si

le

sue
in

eccellenti
lui

qualit,

lament

di d.

Camillo, non solo esisua presenza , ma imponendo alle guardie di respingerlo se compariva in anticamera;
nipote
d.

liandolo

dalla

Olimpia, che tutto fece per oscurarle nei suo favore. Si narra che
nel
fine

tolse

il

generalato

delle

altre cariche al

principe

galere e Ludovisi

del
d.

pontificato

tutte

le

cure di

Olimpia furono rivolte

marito della nipote, e ci con un breve in cui Io accusava d' ingratitudine.


nistri

a vegliare sulla salute d' Innocenzo X. Sia che ella temesse per lui

In una parola, molti milicenzi,

inferiori

quasi tutti

alcun tentativo
sia

d'avvelenamento,
1'

minacci, e
t
:

tutti

per certo spaven-

che tenesse necessario

assog-

all'articolo Famiglia. Pontificia.

gettare

un
i

vecchio

malaticcio ad

riportammo
d'

lina regola di vita rigorosa, assiste-

il novero di quella Innocenzo X. La lunghezza del

va a
sciava

tutti

suoi pasti

non
lei

la-

male vinse

la

robustezza della comsi

entrare alcuno in credenza

plessione, e vi

aggiunse
,

la

mala

ed
Il

in

cucina

senza

che

vi

si

regola del vitto consueto

trovasse presente. cardinal Sforza Pallavicini, gi


della

cuni gagliardi accidenti d'


viso,

con alimprovvita.

onde

medici dubitarono che


gli

religioso

compagnia
il

di

Ges,

mio

di questi

togliesse la

nella vita mss. di


scrive che giunto
1

Alessandro VII, giorno i3 agosto

Bisognava dargli il funesto annunzio, e d. Olimpia procuravagli la


dilazione di
s

65 4? sopravvenne al Papa Innocenzo X una leggera dissenteria, aggravata dalla fama comune, e molto pi da lui stesso, che volendone mostrare la leggerezza, nella vicina
sta dell'Assunzione volle
farsi
fe-

trista

nuova;
il

ma

cardinali

Azzolini e Chigi,

quale
gli fu

lo successe col

nome
che

di Alessandro

VII, vinsero l'ostacolo, onde


data

prima
i

ves.

impedisse

qualche insulto sacramenti, al riceviil

dere come sano, portandosi a Maria Maggiore, onde talmente

mento
se

de' quali

Papa

si

dispo-

si

con mirabile prontezza e tran-

scomposero
ch'egli

gli umori mal non guari mai pi

disposti,

quillit, per

di quel

lo

mezzo del p. Gio. PaoOliva generale della compagnia


Ges, suo predicatore e confesInnocenzo fece entrare nella

male, restato pi ostinato che violento. Nell'infermit usciva di casa

di

sore.

pi spesso che prima,


i

quasi

fug-

sua camera
ro
:

cardinali, e disse lo-

travagli della gendo s stesso e mente e del corpo, che si rendevano insopportabili a se e agli alsenza per poter evitare un tri,

voi vedete dove


le

vanno a

ter-

minare tutte
Pontefice.

grandezze del

sommo

la Chiesa, e la

Raccomand ai medesimi buona scelta del succhiamacardinal Cecchini, ch'es-

molestissimo effetto di quel male, che con imperio incontrastabile lo

cessore, e tra essi vi fece

re ancora

il

INN
seiulo poco innanzi caduto di grazia,

INN

IT

tiicato,

goduta anche prima del pongli avea tolta la dateria, bandito dalla sua presenza fino
la

negli atti solenni, e tolta

pro-

didentro sulla porta principale, fra questa e l'organo; fu fatto con disegno di Giambattista Maini, e col busto di bronzo rappresentante il Papa con triregno e piviale, eoa

cione
gliela

di

cardinale
tuttavia,
il

povero.

Non
tor-

un braccio
re.

restitu

n fece
per

Ma

le

alzato in atto di parlasue ceneri riposano nels.

nare in

Roma
aver

cardinal

Astalli

la

piccola cappella di

Francesca

dicendo
nersene.

ragioni

tratte-

situata dalla parte sinistra del

magchie-

Rimise in grazia i due nipoti Pamphilj e Ludovisi, a'quali


restitu
gli
uffizi
tolti,

gior ingresso della


sa.

medesima

e gli
alla

ammi-

e
in

Molte notizie su questa chiesa, sopra Innocenzo le pubblic

se di

buona maniera

sua pre-

Roma
ce.

il

Cancellieri nel suo


il

Mer-

senza. JVel resto esercitavasi in atti

frequenti

di piet , cambiata in un'improvvisa mansuetudine queldi

T acerbit
costante
zione,
si

trattare

eh' essendo

palazzo Panfiliano nel Circo agonale, narrando a p. 1 15 che d. Olimpia Maidalchini, essendo partita dal palazzo, e andata in
cato

ed

in lui

dopo

la

sua esaltainasprita

quello di sua figlia d. Olimpia Giustiniani alle quattro fontane, al prin-

era

oltremodo
il

nella malattia.

cipio del

i655 tent
le

di

ritornarvi,

Arrivato dunque
gio
1

Papa

a*7

mag-

ma non
va,

fu permesso dal p. Oli-

655, assistito dal

p. Oliva, sulle

ore quattordici rese il suo spirito a Dio, in et danni ottantuno cominciati,


ci

ed aggiunge. Il povero Papa si ridotto che non avea neppure piti un cucchiaio o una scodella.
era

avendo governata laChiesa


temuto,
niente

die-

Era rimasto
dosso, e con

colla

sola camicia in

anni, tre mesi e venti tre giorni,

una

copertaccia, e can-

assai

amato,

non

delliere d'ottone,

che prima che spi-

senza qualche gloria e


cessi esterni,

felicit nei suc-

rasse divent di legno.


gio.

Vi di pegsi ri-

ma
lui

inglorioso e mise-

D. Olimpia
la

Maidalchini

rabile per le continue tragedie do-

cus di far
pellire, al

cassa e di farlo sepvi

mestiche
parenti,

fra

ed

molti

suoi

che

rimediarono

altri

ora

esaltati,

ora

depressi
il

al p.

modo che dicemmo

nei voi. VI,

dal suo favore,

come

scrisse

cita-

to cardinal Pallavicini. In sette


otto promozioni cre
dinali, tra' quali

quaranta car-

206, e XXIII, p, 82 del DizioE pure d. Olimpia Maidalchini, secondo il contemporaneo dianario.
rista Gigl,

due divennero Pontefici, Alessandro VII ed Innocennon lasciando die un sol zo XI cappello vacante. Nella sera degli 8
,

tornata

a palazzo do-

fu privatamente trasferito alla basilica vaticana,

po la morte del Papa, si port via due casse piene di denari, che stavano sotto il letto del defunto. Laonde il p. Pallavicini gesuita poi
cardinale,

ove rest sepolto. Venne dipoi trasportato ad un deposito

e testimonio
si

di

inu-

mani avvenimenti,
la

espresse nel-

cominciato dal principe

d. Camillo suo nipote, e terminato dal figlio di questo Giambattista nella loro chiesa a s. Agnese, la sera dei 4 gennaio 1677. Questo deposito al

suddetta storia

con queste

me-

morabili parole. Grande insegnamena'Ponteici, per imparare qual corrispondenza d'alletto possono a-

to

spettare dui parenti,

per cui talo-

2i
ra pongono

INN

INN
vate di numerosi
delle
figliuoli,
il

a rischio la cosciendi za e l'onore. Era Innocenzo corpo alto e robusto; avea la fron-

nome
per
scrive

quali avea

presso di se

soccorrerle.
il

Ci nondimeno,

te

ampia

e rugosa, gli occhi


le

bian-

chicci,

barba rara, e

guancie di
era di

t.

color sanguigno; in

somma

Muratori negli annali d'Italia XI, inclinava il santo Padre non poco all' economia ed al risparmio,
scusandosi coll'aver trovato esausto
l'erario pontificio,

sembiante bruito pi dell'ordinario,

bench per
stoso
e

altro di aspetto
Il

severo.

Reni per vendicarsi


tre
se, nel

maecelebre Guido di lui che mendi


s.

bramando
i

costan-

temente
ti,

di

non aggravare

suddi:

era cardinale avea sparlato

siccome effettivamente osserv anzi per sollevarli, nell'occasione


il

suo quadro di
le

Michele ar-

dell'anno santo, come osserva


ni nella

Man-

sembianze sotto la figura del demonio, e quando ne fu rimproverato si difese col dire, che se per azzardo si somigliava non era sua colpa, ma disgrazia dei cardinale di aver una fisonomia s deforme. Innocenzo fu nelle doti dell'acangelo ne ritrasse

sua storia a p.

solo lev la gabella di sei

193, non paoli per

nibbio
vea
e

al

macinato,

ma

voleva del
scudi,

tutto sopprimerlo, al quale effetto a-

preparati
solo

seicentomila

nimo di conomo

risoluta fortezza, sobrio, e-

delle

spese superflue,

ma

duecentomila per porre in opera il benigno divisamente Da Francesco Felice Mancini si ha il Compendio della vita ed azioni di Papa In.

mancavane

nelle necessarie

splendido, di ma-.
di

gnifica beneficenza,
stia,

rara

mode-

prudente nel governare, savio

e circospetto nel parlare, tardo nel


risolvere e per difficile di far grazie

all'improvviso,

onde

nel

tempo
monsicitt

nocenzo X con il racconto della sua ultima infermit e morte, stampato senza nota di anno n di luogo. In latino ne scrisse la vita Andrea Taurello, che fu stampata in Bologna nel i644> c * dalla
nascita all'esaltazione al pontificato,

ch'era datario del cardinal Barberini


si

acquist
si

il

nome

di

con questo

titolo

De

novissima e-

gnor non

pu. Amantissimo delriceveva per la


suoi ministri.
il
i

lectione Innocentii

X liber singularis.

la giustizia,

memoriali de'poveri,
re in freno
i

affine di tene-

Quindi
cardinal

che trovando infedele


Astalli
lo

De Innocen' pracmissa est conclavi Fabii Chisi, postea Alexandri VII, Slesvini i656. De elcctione Urbani
Levrai Nic. Moltken,
tii

vita,

all'altro

favorito
il

troncar

modo detto, ed Mascabruni fece capo. Era ancora affettuopun


al

Vili

et

Innocentii

Pontificuni

sissimo de'poveri, per riguardo dei


quali visitava in

persona

le

piazze

le strade

a fine d'informarsi del-

la copia, della

misura
centomila
i

e del

peso

del pane. Ai

scudi che

solevano

annualmente

Pontefici

commentarii historici duo, Helmstadii i65r. Joh. Georgii Rossteuschei, Historia Innocenti X3 Vittembergae 1672. Luca Bertolotti, Elogium ad Innocentium X. V. Mazzucchelli, Scrittori italiani t. IV, p. 1069. Antonio Bagatti, le Vite d Innocenzo e di Alessandro VII, Maz-

distribuire in elemosine,

molte sov-

zucchelli

t.

Ili,

p.

63.

Vac
(ven.),

la Se-

venzioni aggiunse in favor loro, e xli parecchie famiglie romane gra-

de apostolica

tre mesi.

INNOCENZO XI

Papa

INN
CCL. Benedetto Odescalchi nacque ai i6 moggio 6 i da Livio e da
1
1

INN
contro
il

23
esi-

duca

di

Parma, per
messe

gerne

le

imposizioni

Paola Castelli in Como, alla cui nobilt era

detta guerra.

Innocenzo

lo

per no-

aggregata

la

famiglia, del

lustro ed antichit della quale parlasi

glia.

Odescalchi FamiTerminali da Benedetto primi studi coi gesuiti, che per industria de'suoi maggiori eransi stabiliti in
all'articolo
i ,

min presidente generale della stessa Marca o sia governatore di Macerata; poscia acquist un posto
di

chierico di camera, sebbene pa-

re

che

il

chiericato

piuttosto lo
"Vili.

conseguisse
tutti

da

Urbano
talenti,
,

In

Como

in

et di vent'anni pass a

questi

uffizi

diede

saggio

per applicarsi allo studio Roma e poscia in Napoli ove prese le insegne di dottore. Narra il Cardella ch'entr
delle scienze, quindi in
nella carriera militare al sei-vizio del-

Genova

mirabile
zione e

de' suoi

moderagli

dolcezza

meritandosi

applausi di quelli che govern. Es-

sendo
lo

in et di

stesso

trentaquattro anni, Innocenzo a' 6 marzo

Spagna nelle guerre di Fiandra, dove si trov in grande pericolo di perdere la vita per un colpo di moschetto, che lo fer sopra una spalla
la.
Il

1645
fer

lo cre cardinale dell' ordine

de' diaconi, e per diaconia gli conla

chiesa de'
;

ss.

Cosma
poi
titolo
all'

Da-

miano
di
s.

passando

ordine

la

vita

Bayle nel suo Dizionario neld' Innocenzo XI, e dopo


dicono eh'
egli

de' preti

ebbe per

la chiesa

Onofrio. Nel

1646 Innocenzo

lui pi altri francesi,

fosse
in

stato

militare

in Polonia

o
n.

Fiandra;
ss.

ma
lib.

il

Lambertini,
cap.

De

X Io mand legato a Ferrara, esprimendosi nel breve colle parole: mittimus patrem paupemm ; dipoi
nel

canoniz.

Ili,

XXI,

i65o
di

Io fece

vescovo di No-

i3, afferma che ci sia indubitata-

vara, venendo consagrato nel duo-

mente
talo

falso.

A questo

errore adotoccasione

mo
citt

dal

Bayle,

diede

randosi
del

Ferrara nel i65i. Dichiaper il clima di quella


al
il

un altro della famiglia Odescalchi, che milit nella guerra di Fiandra. Su di che si pu consultare il conte Anton Giuseppe Rezzonico nella sua dissertazione De suppo:

contrario
cardinale,

temperamento Papa nel i656


quale diede

lo liber
al

da

tal

sede,
d.

di

lui

fratello

Giovanni Ma-

sitidis

milita ribu?

stipendili

Bene-

dirli

Odescalchi, qui Ponlifex

ma-

ximus an. 1676 Innocentii praenomine fidi rcnunciatus Comi


}

come lo chiama 1' Ughelli, ma veramente Giulio Odescalchi, monaco benedettino, riserbando in favore del cardinale una pingue penria

sione, la quale

Benedetto lasci

li-

1742; dove pienamente


la

menzogna

di

fatto

combatte stato mi-

bera al
di
veri,

fratello,

coll'obbligo bens

distribuirla
in

interamente

a'

po-

litare di

Benedetto. Ritornato egli


nel

cui benefizio impieg con-

in

Roma

pontificato di

Urba-

siderabile
tre
le

quantit di denaro, ol-

no Vili,
tecipanti;

questi lo

fece protonota-

somme
in

trasmesse
I

oli'

im-

rio apostolico del


indi

numero
della

de' parlo

peratore Leopoldo
Polonia
turco,
sussidio
di
si

ed
della

al

re di

Innocenzo

no-

guerra
il

min
Marca,

presidente

camera, e
quel tempo

che contro

essi

avea mosso
in

poi commissario del soccorso della


nella

come

rileva dagli

guerra

di

canoniz. Innoc.

Xl\

Ada. summar.

24
p. 27. Sciolto

INN
il

INN
nedetto

cardinale de' pesi

che religiosamente prudenza resse il fratello fmo al i666_, epoca di sua morte, seguitando il cardinale a soggiornare in Roma ove erasi restituito, veniva stimato da tutti qual model
vescovato,

XIII con pi impegno, nel dopo pranzo de' 20 settembre

e con

1676
in

cardinali

tutti

si

recarono
la

cappella

baciargli

mano,
la
le-

ci che basta per

gittima
Chiesa.
scalchi

elezione

compiere del capo

della

dello di piet.

Sorpreso il cardinal Odeda questa novit proruppe

Intervenne ai conclavi di Alessandro VII e di Clemente IX in quello di Clemente X avrebbe egli


:

in singhiozzi, e

domand in grazia un momento per risolvere. Quindi disteso


colla faccia in terra, in
1'

senza dubbio occupato la suprema


dignit,

cui

lasci

autentica
pregolli

del dirotto

per

le

sue virt

ed alla

suo

pianto,
altro,

ad eleggere
li

riputazione

che

godeva nel sacro


pi fervide istanindotto
i

un

eh' egli
di

suggeriva, e

collegio, se colle

ze non

avesse

cardinali

Clemente X, al dire del Cardella. Ma il Novaes narra

ad

eleggere

non addossargli un peso, pel quale non erano bastanti le sue forze. Costanti non di meno i sacri elettori, massimamenscongiur
te
il

eh' egli sarebbe allora

stato eletto
di Buglione
1'

cardinal

Cibo,

porporato di

Papa,

se

al

cardinal

somma
lo
gli

integrit

e di singoiar ze-

non
sa

fosse

stata

sospetta

austeri-

pel

t della sua vita, per la qual cau-

decoro della Chiesa, non permisero pi tempo a delibeaccettare


di

maneggi
avvisarne

1'

indugio necessario

rare, anzi lo minacciarono in caso


di

ad

Luigi
egli

XIV

re

di

non

prolungar

il

Francia, e se
se per
gliosi

stesso

non aves-

conclave^ con discapito della santa


Chiesa. Ci voleva solamente questo per vincerlo onde fatto nel gior:

mezzo

del

cardinal Rospi-

nipote del defunto Clemente

IX, suo gran confidente, distornati dal loro impegno i sacri elettori, che gi in esso concorrevano co-

no
ebbe

seguente
eletto

lo

scrutinio
voti,
nell'

in

cui

diecinove

accesso

rest

Pontefice, secondo la
s.

con gran parte di suffragi siccome consta dalle testimonianze del cardinal Giuseppe Renato Impestanti
riali

predizione di

Giuseppe da Coi

pertino, con tutti

voti

a'

set-

e del cardinal Fabroni, riferi-

tembre, nel qual giorno ottennero i polacchi un' insigne vittoria so-

te nel processo della canonizzazione

dello stesso

veti.

Innocenzo XI,
la

p.

5y

e 281.

Dopo

morte

di Cle-

pra i turchi. Preso il nome di Innocenzo XI, fu pubblicato al popolo circa le ore 21 dal cardinal
Maidalchini primo
fu solennemente
lenne,

mente

entrarono

sessantasette

diacono, e poi
a'

cardinali in conclave, ed oltre quan-

coronato

ot-

to su di esso
p.

dicemmo

al voi.
i

XV,

tobre, nella qual funzione, non so-

288 del Dizionario, dopo diversi trattati, pe'


gli

cardinali

ma
agli

bassa

celebr la messa.

quali fra

Indi

novembre

prese

in

altri

il

cardinal

Celio Piccolo-

lettiga aperta solenne possesso della

mini
voti,

giunse

ad

avere vent' otto


al-

basilica

lateranense.

non avendo pi riguardo


dall'

la resistenza del cardinal Odescalchi, proposto

che lo descrissero cerimoniere Bona


presso
il

Fra quelli nomineremo il e 1' anonimo


il

Orsini poi

Ite-.

Cancellieri,

quale nella

INN
Storia de possessi riporta
il

INN
novefilari,

15

ma

diffalc

ro delle descrizioni e composizioni stampale per 1' elezione, coronazio-

soldo, dicendo

era in guerra
di
farla.

gran parte del che la Chiesa non ne avea intenzione

ne
re

e possesso d' Innocenzo XI, nel


il

qnal giorno
ai

Papa

fece distribui-

poveri

altrettanti ai
la

cinquemila scudi, ed cattolici polacchi per


entr nel palazzo

vittoria

riportata.
egli

Appena
vaticano,

Riform la tavola di panon ammise al suo servizio persone le quali non fossero raccomandate dalla loro modestia e bont de" costumi. Subito con lettere di proprio pugno avvis i
lazzo, e

alle

due

ore

di

notte,

sovrani di sua esaltazione e


sigli

li

con-

chiam
figlio
lo,

se

d. Livio

Odescalchi
efficacia

alla

pace,
se
lo

unico di suo fratello d. Carg'

trasferirsi,

promettendo di volevano, a quaper la meimpegno preesortandoli

intim

con

che

lunque
scrisse

citt

cattolica

seguitasse co' gesuiti

suoi studi
lo stato

desima. Collo stesso


ai

che
visite

non mutasse
si

punto

nunzi
le

che procurassero
forze

in cui

trovava,
regali

ne
si

non ricevesse come suo nipote,


di

l'unione de' monarchi,

voltar

loro

contro

il

che

contentasse

abitare nel

turco,
riportati
egli

divenuto pi
trionfi,

insolente pei

palazzo da s occupato mentr' era


cardinale, ne
si

assicurandoli

che

frammischiasse in

non avrebbe
istanza
di

mancato soccorPietro
II

veruna guisa nel governo. A tutti questi comandi obbed esattamente il degno nipote, allora in et di ventidue anni, ed affinch egli non si
potesse

rerli

generosamente.
re di

Ad

Portogallo, Innocenzo

Xr

eresse in

metropoli

s.

Salvatore del Brasile,

lagnare

della
il

sterit dello zio,

troppa aumedesimo Pa-

ed

in

sedi
s.

vescovili

Olinda,

s.

Se-

bastiano,

Luigi

tutti nel Brasile;

cedette i suoi beni patrimoche con quelli che gi godeva ascendevano alla rendita di quarantamila scudi, dicendogli che
gli

pa

niali,

tanto

tenersi

poteva bastare per mannobilmente senza aver bisogno della rugiada del Vaticano.
gli

conferm 1' ordine di san Paolo primo eremita nello stesso Portogallo, ed a questo concesse 1' uffizio e messa della B. Vergine del Carmine, che Benedetto XIII estese
poi a tutta la Chiesa.
poli

Ad

istanza

del re di Francia eresse in metro-

Biserbossi tuttavia

il

santo Padre
persona, onde

Alby con cinque vescovati per


Per esaminare
i

dai suoi beni seicento scudi annui

suffragane!.

costu-

per

le

spese di sua
in

che

tutto

il

pontificato
delle

non

prese

un quattrino
le
i

rendite

mi di quelli che nell' avvenire si dovevano promuovere alle dignit, massime a quella episcopale, Innocenzo

pontificie,

quali
debiti

invece ampli
della

XI

istitu

una

congregazioaltretegli

per saldar
lesse in

camera,

ne

di

quattro cardinali ed
prelati,

e per le necessit della Chiesa.


segretario di
stato
;

Ecarai

tanti

volendo

che

il

meriti de' pretendenti soltanto,


gi le preghiere de' protettori

non
che

dinal

Alderano
Altieri

Cibo
la

lasci

Paluzzi

parenti
altri

del

Papa
dei

magnificano sempre
loro
clienti
,

le
il
i

qualit dei
necessario
benefzi ecnella

defunto, e ad
titoli

pompa
di

fossero

che

godevano

gener.de

capitale per ottenere


clesiastici,

della

Chiesa e di altre patenti mi*

come dimostr

grau

, ,

26
bo,

INN
cardinal Ciall'articolo

INN
della camera.

risposta die diede al

In concistoro
le

ripro-

da

noi

riportata

le

carrozze e

livree

sfarzose
es-

Canonicato (Fedi). In virt del suo virtuoso pensare comand e prescrisse a tutti i vescovi, che per niun conto conferissero gli ordini sacri a chi non avesse patrimonio o beneficio, e rinnovando il decreto di Alessandro VII ordin che i pretendenti ai medesimi ordini

de' cardinali.

Voleva

sovente

sere

informato
Proib

de' costumi

della
i

nobilt romana, facendo


dissoluti.
i

esiliare

giuochi

illeciti

prima

di

riceverli

si

ritirassero per

d'invito; e trovando che i baroni a cagione del lusso si aggravavano di debiti e non pagavano i mercanti, ordin che si pagassero dal governo il quale se

che diconsi

dieci giorni a fare gli Esercizi spi-

ne sarebbe rivalso sui debitori; indi

rituali (Vedi).

Moder ancora
ordinandi
ci

la

proib ai mercanti

di
si

far

cre-

libert di dispensare nell'et e negli

diti,

altrimenti

non

sarebbero

interstizi

agli
ai

stessi

prescrivendo
de' quali
si

ministri per

mezzo

dispensa,

solamenrichiede

te che per la loro


la giustizia.

fatica

Severamente comaud donne che incedessero nelle chiese vestite modestamente e col capo coperto. Rinnovando decreti
riconosciuti.
alle
i

Piaccomand caldamenl'istruzione nella

di alcuni
ai

suoi predecessori, ordin


di

te alla

giovent
la

medici

abbandonar
il

g* infer-

dottrina cristiana, ordinando insie-

mi, se questi da loro avvisati


ricevessero

non
il

me
sta
agli

che per
i

negligenza di quefossero promossi


e le zitelle
alle
il
il

dopo

terzo giorno

chierici

non

sagramento
rigoroso
degli
ebrei,

della

penitenza.
le

Con
usure
alle
i

ordini

maggiori,
abilitarsi

editto

represse

non

potessero

doti.

ed a

provvedere

Ma

non si ferm provvedimento con


della

qui
cui

zelante
at-

necessit

de' bisognosi
piet.

restaur

Papa

monti di
riform
i

Con ottime
della

leggi

tendeva continuamente
gio
disciplina

al

vantag-

tribunali

curia

ecclesiastica.

cancelleria..

Nella Toscana e nella

Lombardia
e

Nel

1677

conferm

Innocenzo

riform
in

religiosi

predicatori;
ss.

Venezia quelli de'


dell'abito che

Giovanni

XI il culto immemorabile del b. Amadeo di Savoia. Non potendo


tollerare la vendita degli
nali,
uffizi

e Paolo, restituendo questi alla


destia

mo-

ve-

cominciavano a tralasciare; poich sebbene l'abito non faccia il monaco, dall'abito certamente questo si conosce,

soppresse

il

collegio

de' ven.

tiquattro

segretari
il

apostolici

Nel

1678 approv
bile

culto

immemorao
le

del b.

Ildegario

Ollegario

come

osserv

l'Eggs,

Pontificiwn

arcivescovo di Tarragona.
costituzione prescrisse

Con una
spese ed

docturn, in Vita Innocentii XI. Viet alle

monache
sorta
il

di qualsivoglia or-

altro riguardante la canonizzazione


de' santi.

dine

ogni

di

musica nelle

Frattanto
in

si

vide nuovala differen-

chiese loro, ed

farne professione

mente messa
per
le

campo

coll'aiuto di persone esterne.

Dopo

za delle regalie col re di Francia,


quali ebbero luogo le quat-

aver introdotta nel suo palazzo la moderazione, abol porzione de'cavalleggieri, guardia accresciuta senza necessit

tro famose proposizioni

del

clero

gallicano che
re, ricusando

il

Papa
le

fece

brucia-

con

sommo

aggravio

dar

bolle ai tren-

INN
ta

INN
concesse alla Spagna
l'uffizio

27
e mes-

vescovi nominati dal re. Di tutto

clo se
cia.

ne

tratta all' articolo


diversi

Con

brevi

XI conferm
scovi
vicari

l'elezione
apostolici

FranInnocenzo che i ve-

sa della Beata Vergine della

Mer-

ed a' io marzo 1 68 1 canonizz per equipollenza s. Raicede;

nella Cina aveano fatto di s. Giuseppe sposo della Beata Vergine, per protetto-

mondo Nonnato
intento

cardinale.

Innocenzo
dilatazione

XI

Sempre promuocattolica

vere
fede, lidie
alla

la

della

re di tutte
chiarato

le

loro missioni

e quel-

vide premiate le sue apostofatiche

la del re di
il

Spagna che avea dimedesimo santo protetPrese


ener-

con

alcuni

successi

religione

vantaggiosi.

Volenal-

tore de' suoi dominii.

dosi riunir alla Chiesa

romana

gica provvidenza sugi' inquisitori di

cuni popoli scismatici

dell' oriente,

Portogallo, ed
beatific

a' 23 giugno 1679 solennemente il b. Turibio vescovo di Lima. Inoltre approv il culto immemorabile dei beali Giovanni Canzio, Giuliana

Biagio arcivescovo di Samaco nella provincia Scirvaciense presso il mar

Falconieri, Pietro Regalato, Pietro

con lettera de' 20 aprile 1682, e Maidirio vescovo di Samaniri con lettera del maggio i683, supplicarono il santo Padre che
Caspio,
spedisse in que' paesi missionari,
i

Armengol, Antonio di Strancone, e conferm s. Ignazio in protettore della Biscaglia. Per quanto riguarda ci che fece Innocenzo XI contro gli errori de' giansenisti, massime sull'uso frequente della comunione, e sul segreto e penitenza della confessione, ne trattammo al citato articolo Feancia. Applicato sempre il Pontefice al buon regolamento della Chiesa universale , molte costituzioni pubblic
che a questo fine assai giovarono,

quali istruissero

loro popoli nella


il

fede cattolica, ch'essi sotto

gio-

avevano quasi del tutto abbandonata. Nello stesso temp Ignazio patriarca d'Antiochia, Eutimio vescovo greco di Tiro e Sidone, e Giuseppe patriarca dei caldei abiurando l'eresie rientrarono nel grembo della Chiesa. Nel
go

ottomano

1688

poi

il

Papa

ricevette
di

pubblica ambasceria del re

una Siam

con donativi,
se

a' quali egli

corrispo-

Approv

l'

istituto

de' chierici

re-

golari dell'Assunzione di lo e l'altro dell'Assunta

PortogaU
di

Lisbo-

splendidamente. Di quanto fece Innocenzo XI per la famosa liberazione di Vienna dai turchi che
l'aveano assediata, concorrendovi
il

Conferm parimente delle monache recollette


na.
vi nella

l'istituto

della

ss.

nipote d. Livio con diecimila


di,

scu-

Trinit della redenzione degli schia-

ne parlammo

ai

voi.

XVIII,
pag.

Spagna. Eresse

in

pubblica

pag.
del

77 e 78, e

XXIX,

168
altro

universit quella di Guatimela nelle

Dizionario, insieme

ad

Indie occidentali, e quella di


di

s.

relativo. All'articolo Arciconfrati:r-

Tommaso

Manilla gi

istituita

con minor estensione da Innocenzo X. Per implorare il divino aiuto nelle calamit che allora angu-

nita del ss. nome di Maria, dicemmo che fu istituita in oceasio-

ne di tal liberazione, e per Innocenzo XI, che approv


dalizio, ordinalo

avere
il

so-

stavano
giubileo

la

Chiesa

pubblic

un

per tutta

la

Ghie-

universale
de' i5

straordinario,

sa

la

festa

del

ss.

Nome

Maria

Con breve

febbraio

1680

(fedi).

2t8

INN
novo

INN
l'abolizione.

Nel 1686 il Papa dichiar nulla la vendita fatta dal principe di

di Francia, e per

Se ne offese il re mantenersi nelle

Masserano feudatario della Chiesa al duca di Savoia, di Masserano, Crevacour, Quirin, Flexia e Rissi sen-

sue pretensioni sped in


basciatore
il

Roma amLavardi-

marchese
la

di

no

il

quale colle sue imprudenze

permesso della santa Sede. tempi condann Innocenzo XI alcune opere contrarie alla disciplina ecclesiastica ed alza
il

provoc dal Papa


sa nazionale di
s.

scomunica con-

In

diversi

tro di lui e l'interdetto alla chieLuigi.

Per rapostili.

presaglia
fece altre

il

re

occup Avignone e

l'autorit

suprema del Pontefice


cui

ro-

dimostrazioni

Di
pi

mano,
vaes
al

il

novero riporta

XXX
,

Nodella sua vita. Ail

questa seria differenza ne abbiamo


parlato all'articolo Francia, e
ali'

vendo Luigi
eretici

XIV

ridotto e poi

in-

articolo Immunit' ove

si

tratta

vocato l'editto di Nantes contro


ugonotti
il

gli

Papa bench
disgustato
col

per diverse ragioni


re,

ancora delle franchigie. All'articolo Quietisti diremo della condanna che fece Innocenzo XI delle proposizioni tratte dal libro di
le

non pot

dispensarsi di render-

Miche-

gliene grazie con

un breve
per una
atto

de' i3

Molinos. All'articolo Inghilterra

novembre i685,
degno
si

revoca
eroico e
,

stimata giustamente
di
s

gran

monarca

come
et
I,

legge

nel

Guarnacci,

Vitate
t.

res gesiae Pont. Rotnanor.

in

Vita Innoc. XI. Nel medesimo anno approv il culto immemorabile


del b.
case

abbiamo narrato come il Giacomo II avendo ristabilito la cattolica religione, il Papa sped un nunzio a Londra ed il re un ambasciatore a Roma non che il ritiro di quel monarca in Fran[Vedi)
re
, ;

cia,

e del breve che Innocenzo

XI

Simone da Lipnica. Con le acquistate da Tommaso Odecanonico


di
s.

scalchi

Pietro
1'

( il
i

a Luigi XIV, ringraziandolo della generosa ospitalit. In due promozioni cre quarantatre carscrisse

quale nel

1684 incominci
,

ed

fi-

dinali,

zio dell' Ospizio apostolico,

[Fedi)

e parente del Papa questi essendo cardinale fond o rinnov l'Ospedale d s. Galla [Vedi), che da
d.

Livio fu riedificato

e dotato di
di

rendite

con

giuspatronato

sua

famiglia, ci che approv nel

1686

Antonio Pignattelli che divenne poi Innocenzo XII, e concittaCarlo Ciceri suo amico dino e parente, avendolo gi fatto vescovo della comune patria Como. Vi comprese pure Benedetto Pamphilj pronipote d'Innocenzo X, per restituire la dignit che avea da
fra quali
,

Innocenzo
stesso

XI

con sua bolla. Nello


I

lui

ricevuta.

anno canonizz per equipols.

Ora
s

mentre Innocenzo XI
si

co-

lenza

Stefano
il

re di Ungheria. sino dal

utilmente

affaticava nell'ampontificato,

Avendo
principio

Papa protestato
del

ministrazione

del

a 6

suo

pontificato
i

che

non avrebbe ammesso


avessero rinunziato
cevole diritto delle
al

nuovi am-

basciatori de' sovrani, se

prima non
che

giugno dell'anno 1689 cadde gravemente infermo di s fiera malattia, che per quasi un mese stette sull'orlo del

preteso e no-

sepolcro. In questo
nelle
:

franchigie
ai

tempo
Signore

si

esercit

pi

belle

volevano godere intorno


lazzi,

loro pa-

virt, spesso ripetendo


i

Accrescete

nel

1687 con bolla

ne ria-

dolori,

ma

accrescete

pu-

INN
re la pazienza. Fece dire dal car-

INN
do
di

29

dinal Colloredo penitenziere


giore

magpregadi

comprato dal nipote. Seguitando il male ad aggravarsi,


Ceri

che
in

l'assisteva,

a'

cardinali
li

nei primi di agosto

1689
santo

si

dispe-

radunati
lui

palazzo, che

r della
il

salute

dei

Padre,

va di sostituirgli un
errori; e che
di

successore
i

quale agli 8 dal cardinal Colloil s.

migliore, che correggesse


i

suoi

redo prese
a'

Viatico, e

cadendo
gli

centoventimila scu-

10 in un

mortale

deliquio

adunati per soccorso dei poveri ed isgravio de' dazi, voleva


lui

da

fu conferita l'estrema unzione. Nel

giorno seguente non avendo


di

forza
di
fe-

che

s'

impiegassero nelle medesime

fare la solita professione


il

opere. Quindi permettendo, gi

mo-

de, gliela lesse ad alta voce

detto

ribondo,

che

si

accostasse

letto d. Livio suo nipote,

al suo che da

cardinale
sulla

ed

egli

stese

la

mano

carta per

comprovar l'animo

cinquanta giorni non avealo potuto vedere,


gli

suo. Quindi ricev con singoiar piet

raccomand

di

non

l'assoluzione, e le indulgenze del

impicciarsi nel governo futuro, gl'im-

Rosario, del Carmine e della buo-

pose l'obbligo di far


cause pie,

impiegare in
nel

come vedrebbe
la

suo

testamento,

somma
Santit

di

centomila

scudi, e lo bened.

pote, che sua

Rispose il niaggiugnesse
gli

na morte, in presenza de' generali de' carmelitani e de' domenicani dopo la quale santade' gesuiti mente spir a' 12 agosto 1689,
, ,

circa le ore ventidue, in et d'an-

pure tutto quello che


grado,
finch
egli

fosse

in

ni settantotto passati

e di
,

glorio-

avesse

capitale

so

pontificato

anni

dodici
Il

mesi
va-

da poterlo eseguire. Ma il santo Padre a questa generosa esibizione


gli

dieci

e giorni ventotto.

suo ca-

davere fu sepolto nella basilica


ticana,

ricord l'esempio

de' loro

ani

nel nobile

deposilo di cui
p.

tenati,

sempre
si

libralissimi

verso

facemmo

parola al voi. XII,

3oo
ri-

poveri e

afd alla

piet di lui.

del Dizionario, erettogli

dalla

Tutto esegu

poi

il

generoso

ni-

conoscenza d' Innocenzo XII.

pote, per riguardo al quale

aven-

Fu
illustri

Innocenzo

XI uno

de' pi,

do un ambasciatore avvisato il santo Padre che il suo sovrano avea


preso
sotto
la

sua

protezione

la

famiglia Odescalchi, quegli pronta-

mente
dignit

gli

rispose che

non avea n
teneva la
prestilo

casa n famiglia,
pontificia

e che in

abbiano governata la Chiesa, e che non dovette la sua esaltazione se non al proprio merito, dagP istessi eretici come si legge anche applaudito nel toni. V dell' TLstoire des PaPontefici, che
,

da

pes

pag.

Dio,
renti,

non per

benefizio de' suoi pa-

17 34-

263 dell'edizione dell'Aja Era egli s sollecito della


s

ma

per vantaggio della Chiepopoli.

giustizia,

zelante della disciplina


s

sa
1'

de' suoi

Tuttavolta

ecclesiastica,

alieno di

e dei

imperatore Leopoldo I dichiar d. Livio principe del sacro romano

suoi, che fu

Fu

nemico del nepotismo. attento al bene del cristia-

impero, e dopo la morte del Papa gli confer il ducato del Sirmio col
titolo di

nesimo e al sollievo do' suoi sudper molte diti, che per queste e
altre

altezza.

cenzo

XI

altro

Quanto ad Innonon fece per d.


il

virt insigni delle

quali

era

doviziosamente fornito, milit che

Livio che dichiarar ducato

feu-

dopo

la

sua morie

si

formassero

3o
i

INN
la

INN
camera, aitale non otte* nemmo che in tempo di Urbano
ricato di

processi per

sua canonizzazio-

ne, rammentandosi moltissime grazie da Dio conseguite per mezzo di lui, che i romani acclamarono
subito per santo, procurandosi
tutti

Vili

nostro predecessore.

Lo

stes-

so confess

ad

altri

personaggi, ag-

qualche sua reliquia o Agnus Dei da lui benedetto ; onde fu diviso piti volte a' fedeli il manto che copriva il suo cadavere, e se non
si

fossero rinforzate le guardie alla

giungendo, eh* egli n con regali, n con industria avea procurato di essere cardinale, e che a N. non avea mai fatto altro donativo, se non di due mule, le quali gli mand dieci anni dopo aver
ricevuto
il

custodia del medesimo,

non
alla

si

sa-

cappello,

in

occasione

rebbe potuto resistere


ta

violen-

che ritorno dal suo

vescovato

di

piet

del

porzione di
va.

popolo, che voleva ci che gli appartenecritica, nel


et

Novara.
Innocenzo XI sald considerabili

Pietro Bayle, pi insigne nella

debiti

della

detrazione che nella

suo
II,

arricch inoltre

camera apostolica, di due milioni


parsimoper soci

Dictionnaire
p. i546, con doni

historique

criti-

di scudi, frutto

della sua

que, della terza edizione


scrisse
fatti

tomo

nia,

non

ostante centomila scudi


all'

che Innocenzo
persona
lo

XI

che invi

imperatore

potente
prelatizia,

corso della guerra contro

turchi,

avea ottenuta una carica


la

quale

facilmente

conduceva
il

per lo stesso argomento ottocentomila a Giovanni III re di Polonia,


e pi di

alla

porpora.

La sua
4j

causa, dice
ss.

mezzo milione che impiecolle

Lamoerlini,
cap. 3i, n.

De
1

canon,

lib. Ili,

co' poverelli,

donzelle, e

non

si

sarebbe po-

nella riparazione delle chiese e delle citt

tuta introdurre per la beatificazio-

del suo stato.


alle

Dava
le
ss.

straor-

ne, se

postulatola

prima dileguato,
sta calunnia.

non avessero come fecero, que-

dinarie limosino

famiglie pofanciulle.

Nella biblioteca della

vere, con dotar anco Aiut T ospedale della


de' pellegrini
;

Trinit

Vallicella
sto santo
siglio e

si

trova una vita di quedirezione pel


cardinal
di

lev

le

imposizioni

Pontefice, scritta col conp.

colla

Ca-

poste pel ruolo de' soldati, ed una carne, collo sborso gabella sulla
di

rafini

del

Colloredo,

molte

migliaia

di

scudi

delle

ambedue
dalla

filippini

gran piet
eh' egli
stesso

quale

consta

con gran somma di denaro soccorse le comunit per


proprie rendite;
estinguer
i

non avendo voluto


gnit ecclesiastica
ziosa
,

una dia persona ambidare

censi

nella

Romagna
distri-

e nel regno di

Napoli fece

ed interrogato arditamente da un ambasciatore, che raccomandava il pretendente, s'egli per l'addietro avea mai procurato dalla santa Sede i propri avanzamenti gli rispose con mansuetudine Signor ambasciatore, con tutta coscienza vi confessiamo di non a:

buire

centocinquantamila

scudi ai

di questo dimostrano la carit di questo Papa verso i popensione consiveri. Assegn una

poveri, e molte

monete

Pontefice nei motti

derabile alla regina di Svezia Cristina ritirata in Roma. Si gi

detto altrove, che negli


ficii

stati

ponti-

ver in vita nostra desiderato


dignit alcuna, eccettualo

mai
chie-

antichissimo e pi antico an-

un

cora de' tempi di Paolo III l'uso

INN
di

INN
i

3i

ripartire sull' estimo

pesi

blici.

col

Abbiamo una carta V, riferitaci da monsignor

pubdi Ni-

avesse voluto mortificare il re. Monsignor Filippo Bonamici segretario delle lettere
te

latine di

Clemen-

Fontani ni,
perni,
Italia
p.

De

Anlq.

Hortae,

cip-

XIV

pubblic in

470 (anche

altre citt di

e dedic a Pio

Roma nel 1776 VI, De vita et reDei Iiinocencomnientarus.

aveano in quel tempo i loro catasti; ed in una bolla di Eugenio IV presso il Bullar. Carpag. 197, si parla della tassa, dell'estimo e del catasto di Pistoia),
iaci,

bus gestis
ti
Il

veri,

servi

XI

Poni.

Max.

quale,

del

come scrivono gli autori Nuovo Dizionario storico se


,

ebbe molto incontro presso


ti

dot-

in

cui

si

ordina,

che
in

Advenae,

pel

sapore della buona latinit

et forenses, qui

civitate, et terstabilita (for..

ritorio praediclis

bona

se stablia) quovis titillo possident.


allibrati,

di

eorumque bona hujusmoimmobilia, secundum antiquam


diclae
civitatis

con cui fu scritto, incontr la disapprovazione del gesuita Le Forestier, allora o meglio gi revisore de'libri per l'assistenza di Francia
nel collegio

consuetudinetn

in

riguardo
tario
si

di

romano, che perci io, quanto nel commenvi

ipso catasto descripti,

et

annotati,

asserisce sul proposito del

ac omnia et siugula onera ratione

giansenismo,
dite.

fece

alcune
tuttavia

note
ine-

bonorum eorumdem
modolibet neantur ".
allora
il

id ipsos quo-

interessanti, rimaste

contigentia

subire

te-

Oltre a ci
Pitoni,

abbiamo da Gio.
Vita

catasto formato a suo


differenti

Ogni paese per avea momaniere, finch nel 1682 ordin e


di

Battista

d'Innocenzo
Pitoni

XI
1

Venezia

per Leonardo

do e

in

Innocenzo

XI

fece eseguire

una rinnovazione

1692, e per Giovanni Albrizzi 695, Vita d'Innocenzo XI P. O. M. Vac la santa Chiesa un mese
e venti tre giorni.

catasto generale per tutto lo stato,

perch servisse appunto di norma per la leva de' pubblici pesi. In-

nocenzo
di
sibile,

XI

accoppi una fermezza

INNOCENZO XII, Papa CCLII. Antonio Pignattelli, nobile napoletano, nacque a' 12 marzo 161 5 in
Spinazzola, feudo di sua casa nella Basilicata,
I

carattere che talvolta era infles-

allorch credeva che la sua


i

da Fabricio Pignattelli

opinione o

suoi interessi
la

andas;

principe di Minervino e da Por-

sero d'accordo con


tale carattere fu

giustizia

da

lui

per intero
celebri

spiegato nelle

dispute

che

Carafa figlia del duca d' And ria. Pignattelli Famiglia. Compiti i primi suoi studi in Roma nel se*
zia

Francia sulle sulle quattro proposizioni


colla
ne,

ebbe

regalie,
gallica-

miliario

romano
le

collegio

romadottore

no,

prese

insegne
ascritto

di

e sulle

l'arcivescovato ed

lonia

il

Postulando Cocardinal Guglielmo di Fufranchigie.

nell'uno

e nell'altro diritto, e poveline


all'ordine

elettorato di

co dopo

gerosolimitano.

slemberg portato dal re Luigi XIV,


e Giuseppe Clemente
il

dusse nella
in et di

Urbano Vili lo introprelatura quando era


Ur-

di

Baviera,

vent' anni, e nello stesso

secondo ad onta che il primo avesse avuto piti di lui quattro voti. Fu opinione
prefer
il

Papa

anno
bino.

lo

fece vice-presidente d'

Innocenzo

1'

invi inqui-

che in

tale

incontro Innocenzo

XI

sitore a Malta nel 1 (>{(>, indi governatore a Viterbo, e poscia nun-

32
zio a Firenze
-vile

INN
col
titolo

'

INN
torio

arcivesco-

vescovi

regolari,

dove
fu

di

Larissa

nelle

parti degli

forse per la poca pratica della euria

infedeli.

Io spedi
di

Col medesimo carattere Alessandro VII alla corte


all'
i

non

riusc felicemente. di

Indi

Polonia, in cui ridusse non mei

no

magnati
del

obbedienza del
vescovi alla co-

re Casimiro, che

camera del Papa, nel qual posto lo conferm Innocenzo XI, il quale nel primo settembre 68 1 lo cre cardinale
fatto

maestro

munione
cui
1'

romano

Pontefice da

prete

coi

titolo
lo

di

s.

Pancrazio,

erano

divisi,

e gli

unit

della fede

armeni alda cui aveano


nunziatura

Dopo un anno
Faenza,
di

fece

vescovo di

poi

legato
nel

di

Bologna e
altre pie

apostatato.
Io trasfer

Da
di

questa

finalmente
Napoli,
e religiose
trodusse,
le

1686 arcivescovo
le

quella

Clemente IX nei 1688 Vienna, do v e fra le


vantaggio della

dove tra costumanze


fu la

altre sue fatiche a

una

che v* indivozione deia-

religione, fece imprigionare e

manmi-

quarant'ore.
de' poveri,

Mostrossi cosi

in

Roma
da
alla

1'

eresiarca

cav.

mante
cT

che per sovvenisi

lanese Gianfrancesco Borri, che sos-

re alle loro

miserie
delle

priv

pi.

tenuto
regioni

molti grandi
purit
della

di quelle

una
d'

volta

necessarie supla

recava

impunemente gran
fede.

pellettili,

contento per
vile

sua pergrossola-

danno

In

sona
no.
I

molti regni d' Europa avea questo impostore fatto risuonare il suo nome, spacciando falsi prodigi, specialmente quelli di rendere miracolosamente la sanit, per cui gran

di vesti

una mensa di panno


studio,

assai frugale, e

sacerdoti
allo
le

bisognosi,
le

ma

apperii

plicati

zitelle

colanti,
fanciulli

femmine
e

convertite,

orfani, trovarono nel carasilo

numero
lui

di

persone

ricorreva

dinaie

rifugio.

Dopo
si

la

medico sicuro da ogni male, e sperandone con fiducredendolo


eia la
sollecita

morte

di

Alessandro
in

Vili
si

rin-

chiusero
sino

conclave

quarantatre

guarigione,

sicch

cardinali, a'quali poi


altri

aggiunsero
di sessanta-

ebbe vasto campo a


carceri
a'

trafficare

con

al

numero

proftto della loro semplicit. Nelle


di

cinque,

le

cui
voi.
Il

particolarit

nar-

Castel

s.

Angelo mor
,

ramino

al

XV,

p.

288 del
trattato

settembre

i6g5

alle quali

Dizionario.
a favore de'
rio

cardinal Colloredo
il

fu condannato per eretico visionario,

mise subito sul tappeto

ta

o piuttosto autore di una setche appena nata ebbe fine, e


il

due cardinali GregoBarbadigo poi beatificato, e


quale
cospirarono
tutti
i

eh' egli stesso solennemente abitu.

Pignattelli pel

Ritornato in B.oma

Pignattelli nel

quasi

cardinali con cinquantarest eletto

ponlificato di Clemente X, per richiamo del cardinal nipote, altro premio non ebbe ai suoi gran me-

tre voti,
tefice
a'

laonde
12

Pon-

che il semplice vescovato di Lecce nel 167 1, che fu da lui amministrato per pochi anni con fama d'integrit e zelo. Tuttavolta richiamato di nuovo dallo stesso
riti

1691, nell' et di settantasei anni. Col nome d'Innocenzo XII fu annunziato al poluglio

polo nella loggia della benedizione dal cardinal Sacchetti. Coronossi


nel Vaticano a' i5
di detto mese,

ed

ai

i3

aprile
si

del

1692

colla

Papa

in

Roma,

lo

dichiar segre-

solita

pompa

port

in lettiga a

INN
prender possesso della basilica laUranense, funzioni che descrissero quelle relazioni che si leggono nel
Novaes, e presso
il

INN
altre simili dignit,
nessi

33
cui erano an;

cospicui

asseguamenti
si

le

quali cariche solamente con necessit

Cancellieri, Sto1

urgente

sarebbero potute

ria de possessi, p. 3

3.

Dalle prime

cure
di

d'

Innocenzo
assicurati
i

XII
sacri

restarono
elettori

subito

aver

scelto

un

Pontefice,
della

che

nato era pel bene


suo, n dei
p.

si avrebbe unicamente riguardo al merito di chi ne dovesse essere provveduto. Con questa riforma Innocenzo XII risparmi annui ottantamila

rinnovare, nel qual caso

Chiesa non pel

scudi al tesoro

pontificio

eh* egli

suoi parenti.

Al voi. XXIII,

87
egli

avea trovato esausto ed aggravato


di debiti. Perch la bolla fosse sempre eseguita, obblig a giurarla
i

e 88,
la

parlammo
e del

della sua famiglia

domestica
scelse.

modo come
a'

Dopo aver

i5 settem-

cardinali
i

allora

presenti in

bre 1691 canonizzata per equipollenza s. Margherita regina di Scozia, ed a' 12 novembre pubblicato
il

Roma,
eletti.

cardinali nel loro ingresi

so in conclave, ed

Papi appena
guisa la speparenti, che

Tolta

in

tal
ai

giubileo

universale

per ottener

ranza d'arricchirsi
egli

da Dio un prospero governo della Chiesa, cominci a compiere la grand' opera incominciata da Innocenzo XI. Colla bolla dunque
ftontnuni decet Pontificem, de' 2 giugno 1692, Bui. lom. t. IX, p.

mai

lasci

accostare a

rest Innocenzo

XII
in

in certo
gli

Roma, moaveva
essi

do senza
dato pre
la
i

congiunti che
poveri, che
nipoti,
la

natura, e

vece di

sostitu

chiam sem-

suoi

facendo di tutto

260,

estinsc

affatto

il

nepotismo,

per bandir
distribu
i

mendicit.

questi

grande autorit e gli esuberanti vantaggi che pel passato aveano goduto i parenti e nipoti de' Papi. Con questa bolla, che fu lodata anche dagli eretici che perci innalzarono ad Innocenzo XII
ossia la

piccoli

doni
essi

veva, rigettando quelli

che ricedi qualche


applic
il

considerazione

ad

suo privato patrimonio, e per ospedale il magnifico palazzo lateranense, cio pegl' invalidi e per
le

una
i

statua

in

Wurtemberga,
i

il

fanciulle,
s.

destinando

santo Padre viet severamente che


Pontefici potessero arricchire
lo-

di

Michele
al

a Ripa
quale
per
uni

V edilizio grande pei


i

fanciulli,

poveri

ro parenti co'beni della Chiesa, e dichiar che ai Papi era lecito


soltanto
il

fanciulli letterati
arti

educarli nelle

meccaniche, e principalmente
lana;
edilzio

soccorrerli

con quella

in quella della

che
pari-

moderata liberalit, colla quale avrebbero sollevato le necessit degli

prese
lico

nome di (Vedi). Ad
il

Ospizio
esso

aposto-

riun

estranei,

per

la

qual
i

causa

prescrisse che ai
fici

parenti

Pontedi do-

non potessero dare pi


perci
cio

dicimila scudi di

rendita annuale.

menti l'ospedale da Sisto V eretto a ponte Sisto, ed insieme al palazzo lalcranense dispose che il pio stabilimento costituisse propriamente

Soppresse
spesso
Pontefici,

quei
i

titoli

che
dei

l'ospizio

apostolico, cui

assegn
degli

ingrandivano

nipoti

corrispondenti rendite, onde tuttora


fiorisce

generalato

della

con

meraviglia

Chiesa e delle galere pontificie, ed


vol. xxxvi.

^lanieri.

Non

solo in vita,

ma

an-

34
co
in

INN
romana
dilzio

INN
eresse a

morte il Papa benefic i poverelli, dappoich nel suo testamento li chiam eredi, meritandosi in vita e dopo morto il glorioso titolo di padre de'poveri. Nel

Monte

Citorio

l'e-

che descrivemmo a quell'articolo , che per lui fu chiamato della Curia Innocenziana. Proib egualmente che gli uffizi e magistrati

1692

il

Papa riprov
del

il

titolo

di cui

dignit di Elettore

sacro

ro-

nale della
di) fossero

si compone il tribuCamera apostolica (Fe-

impero, che l'imperatore a\eva dato al duca di Brunswick ed Annover, siccome protestante. Si port a Civitavecchia [Fedi) e
la

mano

venali

l'avvenire.

Eman

vendibili per provvidenze sui

Vacabili (Vedi); soppresse la legazione d' Avignone (Vedi); a vantaggio della

benefic al

modo

detto a quel-

camera apostolica

di-

l'articolo.

Nel medesimo anno 1692 ebbe Innocenzo XII la consolazione di dar fine alle famose vertenze tra
la

rendite dei cardinali vicecancelliere e vicario, e dichiar mele

minu

glio

quanto
e

riguarda

le

sportule
di

de' giudici

Tribunali

Roma

corte di Francia e e
sulle

Roma
di
agli

sulle

franchigie

regalie,

che

tenemmo
ca.

proposito

articoli

i6g3 Innocenzo XII approv il culto immemorabile della b. Giovanna figlia del re di
(Vedi). Nel

Francia ed

Immunit'
la

ecclesiasti-

Portogallo, del b. Pietro


corta
,

Gamba-

Pacificatasi

santa Sede colla


le

Francia, Innocenzo XII accord


bolle da

tanto

tempo desiderate

da trenta o trentacinque vescovi Fin da quel momento il Papa, fedella Francia, cerc mezzi di costringere l' imperatore a far pace con essa. Al

dele

alleato

tutti

epoche delle beate Maria del Capo, Maria Torribia della Cabeza , Umiliana de Cerchi o Circulis, Elena Enselmina, Zita vergine, ed Osanna de Andreasis; nonch dei beati Agostino di Dalmazia vescovo, Giovane

in

diverse

ni

Tomko

vescovo Bosnense, e Gia-

medesimo articolo Francia si disse quanto fece Innocenzo XII contro


Quietismo; e per quest'ultimo anche all'articolo Fenelon. Nel 1692 ancora, Innocenzo XII approv il culto immemorabile della b. Maria de Soccos. In diversi tempi conferm
il
il

como

Bitotto. A'

i5

marzo
la

1693
si

ordin che per tutta

Chiesa
la

Giansenismo ed

celebrasse per otto giorni

festa

le

dell'immacolata Concezione. Estese concessioni fatte da Clemente

ne' collegi

de' gesuiti
nel!'

di

s.

Fede

di

Quito

Indie occidentali,

le regole
giosi
lari

costituzioni

dei

reli-

dichiarandoli vere universit, ed eresse i vescovati d'Alais e Blois in

della Mercede, de* preti secodella


ss.

Francia. Nei

1694 somministr
veneziani

co-

Trinit de'pellegrini,
s.

piosi sussidii all'imperatore

di

quelli di

Lucia

di

Bologna,
carit

do

ed

ai

Leopolch'erano in

e della congregazione
di
li.

della

s.

Ippolito nell'Indie occidentail

Estinse

santo
giudici
le
liti

Padre

diverse
i

guerra col turco; ed aiut il regno di Napoli afflitto dal terremoto le conseguenze dei soccorsi con:

straordinarie giudicature, e tutti


tribunali
e

tro

il

turco possono leggersi all'arCostantinopoli.


il

particolari, ria' giudici or-

ticolo

Procur

di

mettendo tutte
dinari: ed a

frenare

lusso, sorgente fatale d'in-

comodo

della

Curia

numerabili disordini; e curando la

IJIN
rifrma degli ordini regolari, cio
ili

INN
pani,

35
al voi. II,

che

descrivemmo

quelli

decaduti dall'aulica osserla

pag.

33

del Dizionario.

Fece dei
delle

vanza, perfezion zione della

salutare istitu-

preparativi pel

diseccamento

cardinalizia

Congrega-

paludi Pontine,

ma non
il

pot

man-

zione della disciplina regolare {Ve-

dar ad

effetto

divisamento. Iu
le
i

Nel medesimo anno 1694 canonizz per equipollenza i santi


di).

Roma

fece

fabbricare

due Dosudditi

gane {Vedi)j
d'

sgrav
per
il

di

Giovanni
lois

ili

Malha

e Felice di

Vass.

alcune gabelle, ed acquist

la citt

fondatori dell' ordine

della

Albano {Vedi)

la

camera

Trinit della redenzione desi schiao


vi.

apostolica.

Compr

teatro di Tor-

Nel

l6o5 avendo

sofferte

mol-

te disavventure lo stato pontificio,

Innocenzo XII facendo le parti di padre e di principe prest pronto soccorso con magnanima liberalit, tanto per le conseguenze prodotte in Roma e luoghi suburbani per
l'inondazione
del

impedirne le rappreed assegn ad un suo concittadino napoletano, con breve de' 16 novembre 169-7, un luogo perpetuo nel collegio degli
per

dinona

sentanze sceniche,

avvocati concistoriali. Sulla confessione e sui confessori

eman prov-

Tevere

quanto

videnze per

la

contesa eccitatasi iu

per quelle del terremoto nella provincia del Patrimonio e luoghi con-

Portogallo fra l'arcivescovo di Bra-

ga

ed

il

vescovo di Leiria ed
la

al-

Germania {Ve' di) non solo riportammo quanto fece Innocenzo XII per la guerra contro turchi, ma ancora come
vicini.

All'articolo

cuni regolari. Insorta pure


troversia
se
i

con-

Carmelitani {Vedi)

fossero stali istituiti da Elia ed


liseo

Econ

profeti

impose

silenzio

seppe resistere
tensioni
dell'

alle arroganti preambasciatore cesareo

Giorgio Adamo conte di Martinilz, che merit essere richiamato dal suo sovrano, senza essere ricevuto ad udienza dal Pontefice alla sua
partenza.

pena di scomunica. Conferm le indulgenze a coloro che accompagnano il s. Viatico. Determin che i parrochi e confessori prima d'ini

cominciare
tirassero
dieci

il

loro ministero
esercizi

si

ri-

in

spirituali

per

giorni,

ed

ai

primi prescrisse

Avendo
i

il

santo Padre

esortato

applicare pel popolo la messa nelle


feste.

sovrani cattolici alla pace,

ebbe

A' 24 marzo

1699
di

si

por-

la

compiacenza
in

di vederla nel

1697
tardi
la

t a stabilirsi in
si
il

Roma Maria
incontrare

Ca:

conchiusa in Riswick,

e pi

mira regina vedova

Polonia

anche
di di
gli

Carlowitz.
il

Prov pure

Papa

la

fece

fuori

soddisfazione che

duca Federico
abiur
ele-

della citt,

Sassonia essendo stato eletto re

venienti
ricevette

all'alto

Polonia

solennemente
;

con quegli onori consuo rango, e la con paterne distinzioni.


la

errori di Lutero

inoltre Innotale

Promulg
no santo
t aprire
il

celebrazione dell'

An-

cenzo XII avea


poi ricev

favorito

XVI {Vedi), ma

non po-

zione a mezzo del suo nunzio,


tore regio. Trasferitosi

benignamente l'ambasciail

Papa
il

Nettuno
iY

fece

fortificare

porto

la porta santa, n vecompimento. Nel principio della primavera del 1700, Innocenzo XII ad onta di sua infermi-

derne

Amo

{Vedi), e ricevette dal ca-

t,

si

sforz per passare nel sabba


al

pitolo d'Anagni l'omaggio de' sette

to in Albis dal Quirinale

Va

, ,

36
benedizione
i

INN
colando gradi
castigare delle
pellegrini

INN
ed
impegni.

ticano, affine di consolare colla sua

Fece
per

che porta-

dame

pei giuochi di
i

vasi
bileo
;

in

Roma all'acquisto del giuma tornato poi al Quirinale


il
il

azzardo
catori.
stici

vietati,

e punir
tutti

birri

non aver denunziato


Volle che
i

alcuni
gli

giuoe co-

e seguitando

male a peggiorare,
p.

ecclesia-

chiam a

se

Casini

predica-

lasciassero le parucche,

tore apostolico, col quale fece una confessione generale di tutta la sua

strinse

parrochi

alle

conferenze

di coscienza.

Per

l'efficace

riforma

gran piet i sacramenti della Chiesa, mor santamente nella notte seguente a'27
vita; e ricevuti

con

degli ecclesiastici teneva la lista di quelli che credeva meritar correzione,

onde

ridusse

molti

a vita

settembre
dici

1700,10

et

di

anni ot-

pi costumata. In quattro promozioni cre trenta cardinali, lascian-

tantacinque, mesi
,

sei

e giorni un-

e di pontificato

anni nove

mesi

due e
delle

giorni

quindici.

Nel

do tre mente
il

soli

cappelli

vacanti.

Tal,

fu alieno dai

parenti

che
e
si

Diario
cesco

memorie

isteriche deldi

cardinal Francesco del

Giudice,

l'anno del giubileo 1700,


Posteria,
e

trovansi

Franminuta-

eh' era tale,

abbandon B.oma

mente

descritte l'esequie di questo


il

Pontefice

seguente
seg.

conclave,

rec in Ispagna, per non aver ricevuto dal Papa alcun segno di benevolenza. Innocenzo XII era cosi

tom. II, pag. 86 e ancor vivente fatto

Avea
ss.

egli

moderato
secondo

colla
gli

sua
del

persona
dati

che
dal
il

erigere

sotto

ordini

sino

l'arco presso la cappella del

Sa-

primo

giorno

pontificato,

cramento della basilica vaticana una modesta urna di marmo senza verun ornato per servirgli di sepolcro,

maestro di casa non poteva oltrepassare per la sua tavola la spesa


di tre paoli al desinare, perch la sera

ma

il

cardinal

Petra

per

non prendeva

altro

che

una

magnifico ed elegante monumento di cui parlammo nel voi. XII, p. 3oo


gratitudine vi fece erigere quel
del Dizionario.

chicchera di

cioccolata

l'inverno,

ed un sorbetto
gelo assegn

nell'estate.

Al con-

trario per la propagazione del van-

Era Innocenzo XII doviziosamente fornito di tutte quelle doti


si

che

trovano in uno de' migliori Ponera delicatefici. Nella continenza


to,

nell'austerit rigoroso, nella fa-

un fondo alla propacinquantamila scudi per le missioni d'Etiopia, ed altro di centomila per quelle della Cina. Nel d della sua morte applic quarantamila scudi per redimere schiaganda
di
vi,
lico.

tica

avaro

nella giustizia

inflessi-

bile, facile nel dispensar favori, os-

ed in aiuto dell' ospizio apostoMalgrado per queste ed al-

sequioso co' principi


trattasse di

ove per
di

si

tre esorbitanti spese impiegate nelle

religione,

costumi,
della san-

cose che

abbiamo

indicate, e maldati

della difesa della

fede e

grado

gran soccorsi
il
i

Gia-

ta Sede,
costanza.
bile

era

egli

d' insuperabile

como

II

re cattolico d'Inghilterra

Per

tutti

concedeva

affa-

per ricuperare
federati

regno, e ai conturchi,

accesso,

ne a
il

veruno
luned

seppe
d' ogni
Io ri-

contro

ripose
s.

negar
chiese

udienza nel

milione di scudi in Castel


gelo.

un An-

settimana.
si

Quando

bisogno

Al suo benefattore Innocenzo


eresse
nella basilica

mostr severo, non

cal-

XI

vaticana,

INH
presso la cappella del coro,
gnifico mausoleo.
di

INN
un maII

37
chiesa
de'
ss.

confer per titolo la

Che Carlo

re

Quirico

Giulitta,

nominandolo

Spagna chiedesse consiglio ad Innocenzo XII per dichiarare il suo


erede alla monarchia, e che il Papa favori la Francia , lo afferma
l'Ottieri
t.

protettore di Portogallo.

Lo
Nel

desti-

n
g
il

legato di Ferrara,

ma
d'

egli pre1

di esserne dispensato.

709

promosse a vescovo

Osimo, e

I,

lib. II, p.

santa
giorni.

d'Europa 272 e 388. Vac la Chiesa un mese e ventisei


nella sua Storia

nel

17 12 lo trasfer alla sede di Viterbo, che rinunzi a'i5 marzo


1

INNOCENZO XIII, Papa CCLIV.


Michelangelo Conti romano nacque primogenito di Carlo Conti duca di Poli, e d'Isabella Muti a' i3

do po

9 per attendere con pi comopoco stabile salute. Dola morte di Clemente XI si rinalla sua

chiusero in conclave quaranta cardinali , a' quali poi si aggiunsero


altri

quindici.

cardinali

Cunha

maggio

i655
nel

in

terminato

Roma. Avendo romano collegio

Pereira

portoghesi

giunsero in
era fatta,

Roma quando
come
e Borgia

l'elezione

suoi studi ed educato alla discipli-

successe ai cardinali

Belluga
malattia
cardinali

na del cardinal Giannicol suo zio, Alessandro VIII lo fece suo cameriere d'onore, e nel

spagnuoli.
dal

Per
i

uscirono

conclave

1690

lo spe-

Paracciani che
letto

mor

nel

suo pa-

di al doge di Venezia con lo stoc-

lazzo nello stesso giorno che fu eil

co e berrettone benedetti. Innocenzo XII T introdusse nella prelatura e lo mand governatore ad Ascoli,

Papa, e Salerno che riendell'elezione.

tr

un giorno prima
principio
del

Sul
re
il

conclave

molti

poi a Frosinone, indi a Vi-

sacri elettori

concorsero ad elegge-

terbo nel
frire

1693,
citt

dov'ebbe a
grano
la

sof-

cardinal Paolucci,

ma ebbe
Allora
cardinal

nella carestia a fine di provdi

l'esclusiva
i

dall'imperatore.
rivoltatisi

vedere la
veri.

di vi-

cardinali,

al

tenore delle facolt accor-

Conti, agli 8
gerlo

dategli dal

Papa

ridusse in mile

maggio 1721 tutti concordemente cospirarono ad elegPontefice


,

glior forma, e
le

ne ampli

case e

e prese

il

nome

contrade assai male


a

ridotte

dal

terremoto. Oltre a ci fu deputato

commissario
8

vegliare
stato

che

non

introducesse nello
il

ecclesia-

stico

pestifero contagio
i

che mi-

nacciava

confini. Passati

due anni

d'Innocenzo XIII. A' 18 fu coronato dal cardinal Benedetto Pamphilj primo diacono, ed a' 16 novembre si port in lettiga con solenne cavalcata a prender possesso della basilica lateranense con grandissima
de'

Innocenzo XII lo dichiar arcivescovo di Tarso in partibus, e nunzio

pompa

sommo

tripudio

apostolico

ai

cantoni
nel

cattolici

romani suoi concittadini. La sua relazione ed il novero delle dimoelezione


si

nella

Svizzera,

donde

1698

lo

strazioni fatte per la sua

pass collo stesso carattere in Portogallo, ove rest dodici anni. Clemente XI, in luogo del prelato Fi-

e coronazione,
cellieri

riportano dal Can-

e dal Novaes. Della sua famiglia domestica trattammo al voi.

lippucci che rifiut


a'

il

cardinalato

XXIII, pag. 90
beneficenze che

del Dizionario.

Dei
se

7 giugno 1706

lo

cre

cardigli

suoi parenti e delle

onorificenze e

nale prete, e tornato in

Roma

loro compart,

38

INN

INN
de aiuto all'ordine Gerosolimitano (Vedi) minacciato in Malta da' turchi, e provoc anche quello del sacro collegio. Ai canonici della Ger-

ne parla al voi. XVII, p. 79 e 80. Nei primi giorni dopo la sua esaltazione, Innocenzo XIII si fece portare a palazzo alcune pagnotte, prese all'improvviso da ciascun fornaio, per osservarne la qualit ed
il

mania superiore

concesse

le

indul-

peso,

affinch

il

pubblico

non

fosse
il

defraudato ; e per dimostrare suo animo generoso al re Gia-

como III d'Inghilterra, gli assegn una pensione di ottomila scudi, indi deposit per la ricupera del suo

genze di quelli lateranensi in alcune feste. Ad istanza del re di Spagna eresse l'universit di s. Giacomo di Lione di Caraccas nell'America meridionale, e decret che la festa di s. Antonio di Padova si osservasse con precetto nella Spa-

regno centomila scudi. Pubblic

il

consueto giubileo straordinario per ottenere il divino aiuto; deput una

gna e nell'America soggetta a quel monarca. Corresse e miglior le costituzioni

degli ospitalari della cons.

congregazione per

bondanza

in

mantener l'abPtoma e regolare i


peste che affliggeva
si

gregazione della carit di


lito nella stessa

Ippocit-

America. Accrescen-

prezzi delle vettovaglie; e per l'estinzione della

do

singolari pregi dell'illustre

t d' Anagni,

dove

la

sua famiglia

diverse provincie

port
s.

in pro-

cessione di penitenza a

Maria Maggiore. Sebbene amico del re di Portogallo Giovanni V, presso il quale


volle

traeva l'origine, Innocenzo XIII accord onorevoli insegne co-

Conti

rali al capitolo della cattedrale.

So-

lennemente protest

sulle

disposidi

era stato nunzio, non


rirlo sulla chi, e
si

favo-

zioni prese nel congresso

Cam-

vertenza del nunzio Bi-

bray

danno

dei diritti

sovrani

mostr d'animo fermissi-

della santa Sede sui ducali di Par-

mo, come si pu vedere all' articolo Nunzi apostolici [Fedi). Confer-

ma

l'ordine teutonico ed

suoi pri-

e Piacenza. Nel maggio 1723 onor di sua presenza il capitolo generale che i minori osservanti

vilegi.

Ai

penitenzieri

lateranensi
al
il

celebrarono in Araceli. Essendosi nella

accord alcuni privilegi, ed guardiano del santo Sepolcro


ter conferire la

p.

Spagna
che

rilassata

non poco
s

la di-

po-

sciplina degli ecclesiastici


lari

rego-

cresima

canza

di vescovi, e consuete limosine per Terra Santa.

manraccomand le
in

secolari

il

Papa procur

di correggerla

recchi decreti in

prontamente con pauna bolla de' i3

Approv il culto immemorabile del b. Dalmazio Moner, e decret che la festa del ss. Nome di Ges si
celebrasse da tutta la Chiesa
versale. Nel

uni-

l'investitura
Sicilie

1722 die solennemente del regno delle due

all'imperatore Carlo VI, col consueto annuo tributo, riserban-

do

al

solito

per

la

santa Sede
e

il

maggio 1723. In Roma ordin che bambini si battezzassero entro Nel tre giorni dopo la nascita. concistoro de' 20 dicembre pose fine alla causa del cardinal Alberoni, per lo che in quello primo del seguente anno gli die il cappello cardinalizio. Rinnov la costituzione de' predecessori sul genere dei
i

ducato di
pero
tal

Benevento

Pontecor-

traffichi degli ebrei; e

ripar

fon-

vo, abilitandolo a ritenere coll'im-

regno. Generosamente die-

damenti del ponte s. Angelo. animar i ruteni a venire al

Per
cat-

INN
tolicismo,
il

INN
ch'essi
i

39
e

Papa decret
di

professione

di

fede,

mor

a'

erano

capaci

possedere

loro

marzo 1724,

sulle ore

ventitre

7 e

beni ; quindi approv il culto immemorabile del b. Andrea Conti. Quanto alle vertenze colla Francia sulla bolla

mezza, con sessant'otto anni , nove mesi e ventiquattro giorni di et,


e due anni, nove

mesi e ventino-

Unigenitus

di

Cle-

mente XI , egli segu le tracce di questo immediato suo predecessore,


e scrisse al duca d'Orleans reggente
di

ve giorni di pontificato, nel quale in due promozioni cre tre soli


cardinali, cio
il

proprio fratello, A-

lessandro Albani in restituzione della

Francia

in proposito

biasim
e
si

l'accomodamento del
espresse che la sola via

1720,
di

conci-

liazione era un' obbedienza

non

e-

quivoca o
ra.

finta,

ma

leale e since-

Indi condann una lettera non poco violenta che sette vescovi opponenti gli avevano indirizzata. Cos Innocenzo XIII difese la bolla di Clemente XI emanata per estin-

porpora che avea ricevuto dallo zio, Du Bois ad istanza del reggente di Francia, e non senza sua ripugnanza. Lasci quattro cappelli vacanti, ch'egli ne per le preghiere dei parenti, ne per quelle de' cardinali non volle provvederne altri, rispondendo non appartenere pi. ormai
e
a questo

mondo. Fu

sepolto nella

basilica vaticana

guere interamente

il

giansenismo.

posito di
ferito

ove ora il deLeone XII, e poscia trasgrotte,


p.

Giunse finalmente il tempo in cui la divina provvidenza avea destinato ad Innocenzo XIII la partenza da questo mondo. Dopo un'infermit cominciata ne'primi di marzo

nelle sagre
voi.

disse nel

XII,

come si 3oo e 3o2


il

del Dizionario. Allorch

cadavecardiil

re
to

si

dovette incassare,
svenne. Nello
del

il

nal fratello nello scuoprirgli


si

vol-

1723, per ordine


a'

de' medici era

stesso

gior-

passato

26

aprile al feudo di sua


,

no
in

della

morte

Papa giunse

casa chiamato la Catena Poli


voi.
,

e poi a

Roma

la notizia

che Comacchio

come indicammo al citato XVII. Ritornato in Roma fu


con segni
ossequio
,

veniva definitivamente restituito alla

santa Sede, a seconda delle trat-

accolto dai concittadini


di particolar giubilo

tative per lui conchiuse colla corte

ed

ma non
si.

tard molto a riammalar-

Essendo il suo corpo estremamente grasso, e non volendosi egli confidare dopo la morte del suo cameriere ad un altro, per farsi aiutare a raccogliere le viscere che spes-

Vienna. Era Innocenzo XIII di corpo grosso, di statura sopra la mediocre, di sembiante tondo e serio, ma piacevole, bianco mischiato di rosso , avea gli occhi biandi

chi e

il

naso largo

schiacciato.

Con

tutti

manteneva

un

porta-

so
la

gli

cadevano
gli

grassezza

una rottura cagion una idroda


allora

mento grave e maestoso, volendo


rialzare la gravit

del principato

pisia,

e la rottura sino

oc-

eh' egli credeva

un poco abbattuta
predecessore.

un'infiammazione interna, gli venne un' ardente febbre. Quindi avvisato dal suo medico Nuccarini del suo imminente
cultata

dall'amabilit del suo

per cui

Ne' complimenti di congratulazioni rispondeva con seriet, a quelli ancora che con esso aveano qualche
confidenza.

pericolo,
i

si

mun

il

Papa

di

tutti

Non

gli
,

mancava

sagrameuli, fece e

sottoscrisse la

modestia

ne umilt

ma

stimava

4o
la

INQ
magnificenza e
lui

INQ
religione, qual in
fatto,

gravit del suo

carattere, per lo che


di

niuno meglio
la

primo bene
ziandio

de'popoli,

come come

il

e-

seppe conservare

dignit

pontificia,

e la munificenza del suo

il pi forte baluardo della pubblica sicurezza, si riputarono ob-

grande animo.

Con poche

parole

bligati a
la,

proteggerla e a difender-

mai alterarsi, ma sempre con prudenza rispondeva e felicemente sbrigava qualunque affare. Amato da tutti grandi , i
gravi, senza
essi

ma

occorrendo, ancor colla


ostile

spada
perci
accol-

da ogni

attentato;

non pochi

di essi

non

solo

sero volontieri,

diedero

contrassegni del pi
espresse

vivo cordoglio alla sua morte; ed


il

popolo romano

il

suo
san-

dolore colle lagrime.


ta

Vac
e

la

pur con istanze questo energico riparo contro le serpeggianti eresie, sempre infeste all' altare insieme ed al trono. Vi sono inquisitori gesollecitarono
nerali
e
inquisitori
particolari
:

ma

Sede

due

mesi
III,

ventisette

giorni.

gl'inquisitori generali sono in

Ro-

INNOCENZO
INNOCENZO
S.
,

Antipapa. V.

ma
lari

cardinali della congregazione


i

Antipapa XXXIII.
Cardinale.

della sacra inquisizione,

partico-

V.

sono

consultori della
altri

medeeh' essa

Papa. INNOCENZO, Cardinale. Innocenzo viene annoverato tra cardinali di s. Gregorio VII dell' ordine de' preti, ma infelicemente ne
I
i

Innocenzo

sima, e

gli

ministri

tiene in diverse citt e luoghi dello stato pontifcio.


sitori
I

grandi inquidi

di

Spagna

Portogallo

abbandon l'obbedienza per


re
il

segui-

partito dell'antipapa
del

Clemen-

erano nominati dal re, e dopo venivano confermati dal Papa. I protestanti ed altri nemici della Chiesa cattolica

te III

1084.
ed

hanno inventato
degli

le

pi
il

INQUISITORI
NE.
to

L' inquisitore
uffizio
gli

INQUISIZIO un uffiziale
per
inquisire

ridicole e false imposture contro

santo

uffizio

inquisitori,

del tribunale dell'inquisizione, sanstabilito


eretici.

contro

L'inquisizione

benigna istituzione del benemerito tribunale dell'inquisizione. L'autorit della


contro la salutare
e

un mi

tribunale

ecclesiastico

con am-

suprema universale inquisizione


la

del-

pia giurisdizione, istituito dai som-

congregazione
Pontefice,

cardinalizia
prefetto
il

in

per inquisire e punire coloro che dommatizzano contro la fede cristiana e generalmenta contro la religione. Questo tribunale eietto fu dapprima in Francia e poscia in Italia, nella Spagna, in Portogallo e nell'Indie
Pontefici
de'

Roma, che ha per

som-

mo

si

estende, trattanfede,

sopra qualunque persona di qualunque gradosi di cause di

do, condizione
vescovi,
vi

dignit,

ossiano

magistrati,

comunit,
lui

ha
.

privilegio personale o

loca-

per estirpare gli errori mori saraceni, degli

de'giudei^
infedeli

le eh' esenti

dalla

di

giurisdi-

zione

Costringe

sotto

pena
i

di

degli eretici.

Quantunque
vi

l'inquisi-

zione appartiene alla


ecclesiastica,

giurisdizione

ebbe gi una gran


potest;

parte la
cristiani

civile

poich

giudiscomunica i magistrati ed eseguire i suoi decreti, ed ci ad in genere g' inquisitori procedono contro gli eretici ed i fautori o
ricettatori di
essi,

regnanti,

riguardando

la

contro

sospet-

INQ
ti

INQ
contro
quelle verit, che nella
se

4i
loro
cre-

di

una
di

falsa

credenza,

quelli
sitori

che impediscono agli inquiesercitare liberamente il


ri-

loro uffizio, e contro quelli clic


chiesti a

denza sono comuni coi cristiani , invochino o facciano sacrifizi ai demoni, e cerchino d'indurre an-

prestar la loro opera per

poterlo

eseguire

si

ricusano,

an-

che i cristiani ad eseguirli, se pronunzino delle bestemmie ereticali,


ed in molti
altri
casi.

corch siano principi, magistrati e pagani che vecomunit; contro


i

All'articolo

nuti

alla

fede

battezzati
il
i

ritor;

nano a
contro
i

professare

paganesimo
sortilegi

che con arti superstiziose tentano danneggiare il prossimo; contro gli astrologi
giudiziari,

malefici ed

Congregazione della santa romana ed universale inquisizione detta del santo offzh (Fedi), non solo si disse tutto ci che riguarda essa ed i suoi ministri, ma ancora
IMuquisizione e gl'inquisitori
nere.
in

ge-

divinatori e

ma-

ghi,

molto pi

fatto patti col

se questi abbiano demonio, ed abbia-

L'origine dell'inquisizione

si ri-

pete dall'abbominevole e fatale au-

no apostatato
contro quelli

dalla vera

religione

mento

dell'eresie, e

quale

zelante,

che

impediscono
la

ai

energico

ed

opportuno

provvedi-

bramosi

di professare

vera fede

mento per
mani
poi

estirparle,

della vigilande' ro-

e di abbracciarla; contro chi predichi dottrine scandalose e contrarie


alla religione;

za e paterna
Pontefici.

sollecitudine

Da
di

Costantino
concerto
e
leggi

in

ccn'uo quelli che

tutti

gl'imperatori cristiani acolla

in pubbliche lezioni o dispute, ed anche in discorsi e scritti privati sostengono che la ss. Vergine non sia stala concepita senza macchia originale; contro chi usa litanie nuove non approvate dalla sacra con-

veano

stabilito,

Chiesa,

discipline

penali,

che si mantennero sempre in vigore contro gli autori e propagatori delle eresie e degli

scismi.

Lu-

gregazione de*
lebra la messa
fessioni

riti;

contro
ascolta

chi cele

concose

non essendo sacerdote; consollecitanti

tro

sacerdoti

abboccato nel li 83 o 1 84 in Verona coli' imperatore Federico I, sopragli affari della repubblica cristiana, di concerto con lo stesso cesare, unendosi il concio
111,

dopo
i

essersi

turpi nell'atto della

confessione o

corso delle due potenze per l'estirpa-

immediatamente
testo della
nistri

innanzi

dopo

zione dell'eresie, nel concilio di Ve-

di essa, o nell'occasione

medesima

o col precontro i midella

del

sagramento

peni-

tenza, che negligentino di avvertire


i

rona (Fedi) eman la costituzione Ad abolendani diversarum haeresuni pravilattm, quae in plerisque mundi partibus modernis coepit
temporibus pullulare,
vasi

penitenti dell'obbligo di
i

denun-

vigor

debet

ziare

sollecitanti,
siffatta

o che insegnano
obbligazione, e
falsi

ecclesiasticus excitari, la quale tro-

non
tri

esservi
i

registrata
toni.

nel

Labini
osserva
,

Sac
l'ori-

contro
fede.

testimoni

e calunnia-

Concilia,

X, pag. 1737. la
si

che

depongono in causa di Procedono di pi gP inquisii

questa costituzione
gine

dell' inquisizione
si

dappoich
d'in

tori contro
zi

cristiani apostati, ani

con essa
formarsi

ordina

ai vescovi
stessi

possono procedere contro

giu-

per loro

o per mez-

dei

ed

altri

infedeli

se

neghino

zo

de' loro

delegati

commissari,

4^
delle

INQ

INQ
ed abbatterli Innocenzo III deleg l'apostolica autorit a diversi monaci cisterciensi, ai quali successe-

persone sospette d'eresi a > ea inoltre si legge, che dopo aver la Chiesa impiegato senza frutto contro
Ja
i

colpevoli

le
li

pene

spirituali
al

ro
co.

domenicani,

principalmente a

medesima

abbandonava

questo fine

istituiti

da

s.

Domeni-

braccio secolare, per esercitare contro di loro le pene temporali. Si

unirono dunque le due podest temporale per l'estirpazione delle eresie; e la Chiesa adoper a quel fine le scomuniche
spirituale e

siccome i baldanzosi eretici tenevano in Tolosa un nido de'pi velenosi, ed ivi i zelanti delegati
pontificii

ed

predicatori

attende-

e le

altre
i

censure,

mentre

so-

vrani e
rali.

magistrati s'incaricarono della applicazione delle pene corpoS ordin la distinzione in di-

vano a combatterli con pi vigore, cosi il gran Pontefice dopo avere nel 1208 scomunicato il detto conte, in quella citt stabil il primo
tribunale dell'inquisizione, cos chia-

mato perch
quelli

faceva inquisizione di

Tersi gradi d'individui delle perso-

ne cadute
stabilirono

nell'eresia, cio sospetti,

convinti, penitenti

e recidivi,
di

si

che nascostamente dommatizzavano, e li castigava severamente, come tra gli altri narra Van-Espen,
Jur.
3,
eccl.

ciascuno pene proporzionate. Dopo


i

per

essi

univ. par.
I

I, tit.

di ave-

3.

cisterciensi

22, cap. sostengono

re assoggettati

colpevoli alle pe-

ne

spirituali,

si

abbandonavano

al

che i primi inquisitori deputati da Innocenzo III furono Pietro di Castelnati

braccio secolare, affinch si infliggessero ai medesimi le pene corporali. L'inquisizione per venne
poi

o Castelnuovo, Rodolfo ed Artutti

noldo,

tre

abbati del loro

ordine, e legati
Il

della
il

santa Sede.

da Innocenzo III (Fedi). Oltre quanto abbiamo detto a quell'articolo, ad Albigesi e ad Avignone, dove
stabilita

pi formalmente

p.

Echard ed
il

p.
il

tendono invece, che


port

Cuper preprimo che


fu

nome
il

di

inquisitore

Corrado di
secondo
p.

Marpurg,
il

francescano

facemmo

la

breve

storia

dell'ori-

gine e progressi
giose che ne

degli

albigesi,

lare secondo
s.

delle conseguenze politiche e

reli-

Cuper, e prete secop. Echard. Se poi Domenico, che fu un portento


sia

provennero, qui aggiungeremo, che Innocenzo III per impedire che gli eretici albigesi distesi per la Francia, massime ^per la Provenza e Linguadoca , non
potessero dommatizzare segretamente,

cogli albigesi,

stato

realmente
si

inquisitore, cosa contesa. Certo

che

questi

come
alla

cisterciensi

dedicarono
eretici

conversione

degli

con

un fervore prodigioso,

dappoich diramati in pi

set-

te con incredibile furore adultera-

vano le cattoliche verit, e depravavano tutto il sacro culto anche in Ispagna ed in Italia, prese le
provvidenze pi
facenti

come sembra certissimo che solo dopo la morte di s. Domenico, e nel 1229 o 1233, il tribunale dell' inquisizione sia stato affidato ai domenicani,

ed

il

loro generale dichiarato

inquisitore della cristianit.

energiche e

condi

alla potente

protezione

Pietro di Castelnuovo della Linguadoca, monaco ed abbate cisterciense,

Raimondo VI conte di Tolosa loro pertinace fautore. A deprimerli

primo

inquisitore e le-

gato

apostolico, in odio della

fede

INQ
e
a*

INQ
martirizzato
di
il

43
di
i

del

suo

officio,

fu

vescovo

Raimondo
il

Falgario
frati

16 febbraio

1208 per opera


conte
di

domenicano,
nori. Risent
tolica

clero

ed

mi-

Raimondo
nel

VI

Tolosa',

il

discapito della cat-

per cui Innocenzo III lo canonizz medesimo anno. Per il Lambertiui,

religione Gregorio IX,

ed a

rimettere in

campo

le

discacciate

De canoniz. ss. lib. I, cap. XXIX, num. 9, avverte, che Innocenzo 111 non l'abbia formalmente canonizzato,

religiose famiglie,

che
la

riguardava

come una
cielo

forte milizia spedita dal

a sostenere

Chiesa, dichia-

ma

soltanto appro-

r legato apostolico
civescovo di Vienna,

vato

il

martirio, sperando di cano-

Giovanni aril quale adoil

formalmente quando ne avrebbe esaminati ed approvati i miracoli, per dargli allora gli onori di santo, ci che rilevasi dalle sue costituzioni 3i 32 in codice e Fontanini p. 4 1 > 4^ ^eggansi i
nizzarlo
:

peratosi con valore, restitu

ve-

scovo alla sua chiesa,

ai

domeni-

cani l'inquisizione delegata, e

calmar
loro
i

per animi sediziosi, e toglier motivi ai lamenti, accoppi


gli

all'inquisitore

domenicano
il

un

in-

Bollandisti, Act.

ss.

mariti

tom.

quisitore francescano,

quale con
il

I,

ad

diem
il

5, p.

4 11

1 esse

umilt

dolcezza

temperasse

costituzioni

Papa

niun culto di avea


cano-

collega se rigoroso.

La promiscua

santo concesse a Pietro, mentre lo

decret

ad

altri

che

sia

inquisizione delegata contro f erenei frati domenicani e fraucescani,


1

nizzato. Alcuni scrittori

hanno cons.

continu

nella
all'

Francia

fuso Pietro

di

Castelnuovo, con
eretici

Bel!

Italia sino

anno ultimo di

Pietro da Verona domenicano, martirizzato

Innocenzo IV. Inoltre Gregorio IX


pubblic
et
la

dagli

manichei
a'

ai

bolla

Excommunicamus

aprile

1252,

e
in

canonizzalo da

Innocenzo

IV
Il

Perugia

24

anathenializamus universos ereticos i neh' anno nono del suo pontificato,

marzo 1253.

Pontefice Gregorio

indi

nell'anno
Ille

undecimo
generis
al

IX, ad istanza di s. Raimondo di Pegnafort domenicano, conferm in Tolosa il primo tribunale del1' inquisizione gi eretto da Innocenzo
ri
i

colla

bolla

Immani

pervicax inimicus i diretta


re de' frati predicatori di
dia,

prio-

Lombareretici,

lo costitu esecutore della pre-

III,

nominando per

inquisito-

cedente

bolla
le

contro
si

gli

domenicani, il cui santo fondatore avea faticato con flice successo nella conversione degli albigesi, perlocch il padre Giovanni di Gabaston scrisse un' Areligiosi

Ambedue
Labb
leggi
t.

bolle
p.

leggono
e 335.

nel

XI,

334

Innocenzo IV riform
il

con

utili

tribunale

della sacra

in-

quisizione contro l'eresia,

per cui
e

pologia,

qne s. Domingo ftte ci prermer Jnq itisidor^ Valenza 1621. Attendendo i zelanti religiosi domenicani a combattere con vigore
le

presso alcuni autori ne fu considerato

come un
le
i

altro

fondatore,

ripart

provincie

per

l'

inquis-

zione tra
catori

due ordini
ed

de' predi-

false

dottrine
settari,

degli

albigesi

ed

sia

domenicani, e dei miinvest


i

altri

loro

troppo
il

austero

nori francescani,
vinciali

progli

sembr
e

a' tolosani

loro contegno,
li

della

podest d'istituire
per

sollevatisi

contro
essi

cacci

da

apostolici inquisitori. Cos

ebbe prinle

Tolosa, e con

espulsero anche

cipio

stabilimento

altre

44
l'

INQ
il

INQ
tribunale del,

provincie ancora
inquisizione
,

suo regno
dipendenza

il

tribunale

dell' inqui-

come Lombardia Romagna, Marca Trivigiana ed altre,


cilie

sizione sotto l'autorit del re e in

de' vescovi

del quale

tranne

il

regno delle due Sia motivo

per

le

pretensioni dei re sulla

nomina

degl'inquisitori,

d una compita descrizione il Bercastel, e veramente imparziale nel1' Histore de VEglise, tom. XVI,
pag.

de' privilegi

loro concessi dai Papi.

Solo per qualche tempo in tali regni esistette 1' inquisizione, cio dopo averla il re Ferdinando V fatta
stabilire nella

235 e seg. A' 17 settembre i485 fu mortalmente ferito nel


di

coro della metropolitana

Sara-

gozza

il

b.

Pietro de Arbues ara-

nel dicembre nel

Spagna. Il Papa mor ia54- Alessandro IV


in

gonese e primo inquisitore d'Aragona, dagli ebrei in odio dell' inquisizione


;

12 55

stabili

Francia
s.

in-

ne mor colla palma del


riconosciuto
il

quisizione di consenso di

Luigi

martirio, per tale

guardiano de' francescani di Parigi, ed il provinciale de* do menicani erano grandi inquisitori. Secondo la bolla di Alessandro IV doveano consultare vescovi. QueIX.
Il

p.

Alessandro VII. Secondo


resti

p.

da Fo-

gesuita nel suo

Mappamondo
re di

storico,

ed

altri,

il

Spagna
cardi-

domand
nal Pietro

a Sisto IV l'erezione del

tribunale per le istanze del

sta

nuova

giurisdizione
al

irragione-

Gonzalez
nelle
il
1'

de

Mendoza
Tultavolta

volmente spiacque

clero
,

egualper cui

arcivescovo di
il

Toledo.

mente che
il

ai

magistrali

Musantio
y

sue Tavole ero-

potere degli inquisitori and pre-

nologiclw

Lenglet

ed

altri
tri-

sto

ad indebolirsi. Abbiamo dal Wadingo, in Annal. minor, ad an. 1289, num. 14, che il Pontefice

attribuiscono

introduzione del

bunale dro VI
castigar

nella

Spagna ad Alessannell'anno i49^, consideche

Nicol
di

IV ottenne dalla repubblica Venezia l'istituzione del tribuassegnamento convenevole

randosi necessario in que' regni per


quelli
la

abbracciando
cattolica,

nnle dell' inquisizione in quello stalo, coli' pe' loro ufliziali e ministri a spese

per
poi

politica
la

religione

profanavano con orribile mescolanza di giudaismo e maomettismo, dopo


le vittorie

del pubblico erario.

La

repubblica

riportate

da

aggiunse
il

al

consiglio
tre
II

inquisitoriale

patriarca, e

de' suoi

magifr.

strali

o senatori.

discorso di

Paolo Sarpi sull'inquisizione dello stato di Venezia, fu egregiamente


confutato. L'autorit di questo
tri-

Dice un moderno scrittore, per quanto vogliasi calunniare e sparlare del tribunale dell'inquisizione di Spagna,

Ferdinando

sui mori.

ad essa

la

monarchia dovette per


Il

tanti anni la sua pace.

bunale fu moderata. Narra il Rinaldi all'anno i3i2, num. 21, che il concilio generale di Vienna, per abbattere tutte l'eresie, molte delle quali condann, ampli l'autorit
degli inquisitori e de' vescovi

Pontefice

Alessandro
dall'

VI

medesimo con un
,

breve

riportato

Eimerico
p.

post. Director, in litteris ap.

86,

diretto agli inquisitori di


dia, soffoc la

Lombar-

si-

curezza gna,

della

fede.

Nel

1478 ad
re di Spastabil

magia eh' erasi propagata in Germania ed in Boemia, ove questa eresia si chiamava dei
fossari

istanza di
il

Ferdinando V Papa Sisto IV

nel

che

o fossariani , poich quelli l'abbracciavano, in profonde

INQ
tosse e in romiti

INQ
s*

45
s.
:

nascondigli

insi-

citta

e consultore

del

oftzio,

li

tanavano, alfine di esercitar pi

pubblic nel suo libro


t

Apwrismi
tratta
s.

diramente
lit,

le

loro laidissime bestia-

senza differenza di

di sesso,

come nota

il

persone e Tritemio in
,

inq itisi to rum nel quale vera Historia de origine


tionis

la

inquis'

Lusitaniae,

i5oi con eccessi che vedonsi altri enormi nel Bernini, Sforia dell'eresie t. IV, p. 216. Quando gli spagnuoli conquistarono l'America, ivi pure stabilirono l'inquisizione. Clemente VII
an.

Chron. Spanheim

sturas
legatimi

cujusdam

adversus impoSaavedrae, qui


mentitila

ponlifcium

in

hoc

regnimi

invexisse

eam falso
dorneniNoli-

ereditar. Pietro Monteiro

cano pubblic
zia

colle

stampe,

generale

della

santa

inquis-

ordin agli inquisitori


ve contro pedire
sia
i

di

procede-

zione del regno di Portogallo,

col

religiosi

di

qualunque
per
ira-

catalogo degli inquisitori, depu'atit

ordine in materia di
i

ftne,

promotori

e notari.

Nei

regni

di

funesti progressi

dell' ere-

luterana.

Spagna e di Portogallo fu stabilito un consiglio supremo d' inquisizione, con la stessa autorit della congregazione del s. offizio di Ro-

Ad

islanza
111,

del re di
il

Portogallo

Giovanni VII con


dell'anno
il
1

Papa
1

bolla de'

53

1 ,

stabil

Clemente 7 dicembre nel suo regno

ma. Tutte
lari

le

inquisizioni

partico-

tribunale

dell'inquisizione;

ma

furono assoggettate al consiglio supremo. L'inquisitore generale deila Spagna per va confermarlo tutti
il
i regni, dovePapa. Questo in-

pretendendo il re di Spagna che il tribunale portoghese fosse soggetto a quello di Spagna, lo stesso Giovanni
di
III

quisitore generale
quisitori

nominava
i

gli in-

fece

passar
di

dalla

corte
il

particolari,

quali

per

Vienna a quella

Roma

suo

ambasciatore Vasconcellos, per ottenere dal Pontefice Paolo Ili che il


tribunale portoghese fosse indipen-

non potevano esercitare la loro caHca senza il consenso del re. Di pi il re teneva un consiglio per
queste materie nel luogo ove trovavasi
il

dente dallo spagnuolo: ci che accord Paolo III con bolla e'i 3 maggio

sidente, e tal consiglio

grande inquisitore o preaveva una

i536.

Il

re la

fece

pubblicare in

giurisdizione
affari

suprema su
l'

tutti

gli

Evora
fondato

a'
il

11 ottobre, restando ivi primo tribunale dell'inal

riguardanti
lutti

inquisizione. In

Portogallo

gl'inquisitori

era-

quisizione di Portogallo,

quale

segu quello di Lisbona nel

e poi quello
tro di

di
nell'

i53g, Coimbra, e l'aiAsia


soggetta al
1'

no nominati dal re e confermati dal Papa, da cui ricevevano le bolle. Finalmente Paolo III nel \5f\i
eresse in

Goa
Ai
ai

Roma

la rispettabile car-

dominio
orientali.

portoghese, per

Indie

dinalizia congregazione della

sacra

Paolo
ni.

III

medesimi tribunali 16 agosto i547 con ~


furono depodella tordell' in-

romana ed ud versa le
del santo

inquisizione

cesse parecchie grazie e giurisdizio-

Tali

documenti

sitati

nel regio archivio

oftzio, indi confermata ed ampliata da Paolo IV e da altri Pontefici. Quegli stessi poi che gridavano con pi forza contro Tin-

re del Toinbo. Per quelli


quisizione di

quisizione, confessarono

tuitavolta

Lisbona

il

p.

Antodi
tal

che
gli

sovente
eccessi

le

mo

de

Sousa

domenicano

di

imputarono deonore che non conis'

46
mise, e
si

INQ

INS
maggiori nemici della santa Sede, rispose il cardinal Francesco Albizi, senza nota di stampa, che fu
la

cercarono menzogne onde renderla odiosa. Certo che forse in nessun luogo quanto in
Italia
si

mantenne

la

maggior modell'in-

tipografia

di

Propaganda fide

derazione nelle procedure

nel 1678, colla Risposta all'istoria

quisizione del santo oflizio; dolcis-

sima e paterna

fu

sempre

la

con-

dotta tenuta dal tribunale

di

Ro-

ma; moderatissima pure


stati

in tutti gli

d' Italia.
si

Molto
l'

scrisse sulla storia

del-

inquisizione composta Paolo Sarpi servita. Giacomo Pasqualone, Sacro arsenale ovvero pratica delVoffzio della sacra inquisizione, Genova i653, e Roma 17 16 e 1730. Pane, Della pu-

delta sacra
fr.

da

inquisizione e degli inquisitori, e

nizione degli eretici,

del

tribulet-

quanto li riguarda, laonde citeremo qui le opere di diversi autori. Il Backro teologo inglese ci
di

nale della santa


tere apologetiche,

inquisizione,

1789. Del Bene,

De

officio

s.

inquisilionis,

Lugdu-

diede

il

libro,

De

inquisilione 3 tra-

ni 1666. Reginaldo Gonzalvio

Mon-

dotto in tedesco da Federico Tieffense, e pubblicalo in Hafniae

tano, Sanctae inquisilionis hispani-

1674*
sen-

Filippo Limborgio, Historia inquisitionis,

cui sub/ungitur
iZo'j

liber

tentiarum inquisitions

Tholosanae

cae artes alquot dclectae ac palam. traductae, Heidelbergae i568, opera che offende vivamente il ministero spagnuolo, e della quale si
fece la versione francese nell'anno

ad an. 1327, Am1692. Opera curiosa che passa come scritta con molte verit. Nicol Eimerico, Directorium inquisito rum ,cum commentaris Francisci Pegnae, Romae 1587. L'edistelodami
zione veneta del 1607
retta.

ab anno

seguente

col

titolo

Relation

de

Vinquisition d' Espagne 3 senza luo-

go

tipografia, ne di stampatore. Plettemberg nella Notitia con.' gregationum, a vedersi Congredi


Il p.
s.

meno

cor-

gatio
gli

offcii,

pag.

619
et

e seg., e

Giacomo

Marsollier,

Histoi-

articoli

Inquisitor

Inquisi,

re de Vinquisition et de son origine,

tionis.
s.

1693. Francesco Manfredi, Rislretto de processi delVitiquisizione


di Sicilia nel 1640. Cesare Carena, De officio sacrae inquisitions
et

V. l'articolo Ges Cristo Domenico e s. Pietro martire,


equestre

ordine

che

si

conferiva
isti-

dai religiosi inquisitori, siccome


tuito in difesa della cattolica

reli-

modo procedendi

in causis fidei,

gione.

Cremonae i64i,e Bononiae 1668. Lodovico Paiamo, De origine et


processu
triti

INSEGNA D'ONORE,

Phalerae.

offcii sanctae inquisilionis, ejusque dignitate et utilitate, Ma-

Segni ed ornamenti di distinzione, di cui parlasi, secondo le persone

che

li

godono,

ai

loro rispettivi ar-

1589. Anselmo

Dandini

De
sa-

ticoli. Il

suspectis et haeresi,

Romae

1703.

Guasco ne Riti funebri dei romani, p. ^.5, prova che nei con-

Fr. Paolo Sarpi, Storia

della

vogli funebri

cra inquisizione, Serravalle i638. Piti, il Discorso dell'origine, forma, leggi ed uso dell' inquisizione nel dominio di Venezia, i6y5.
Alla quale,

recavansi le insegne appartenenti alla dignit del defunto, ma per segno di dolore si por-

cos le

come opera d'uno

dei

tavano rivolte a terra a rovescio, armi di que'militari che intervenivano al funerale. Al quarto

1NS
Pontefice
sce ia iKl pallio,
s.

I IN

47

Clemente
ai

si

attribui-

degli

abiti

ed

insegne pontifcie,

concessione

agli

arcivescovi

sedente nella sedia pontificale, colla


la

ed

vescovi diverse in-

corona
Chiesa

in capo, e colle chiavi del-

segne vescovili. Dal

codice

vatica-

incrociate

tra

le

mani.

no 556o,

citato dal Piazza nella sua

Gerarchia, si deduce la concessione fatta dall'imperatore Costantino


il

Mentre celebravasi il concilio di Costanza, ad estinguere lo scisma Gregorio XII rinunzi alla supre-

Grande,

delle insegne imperiali a


I

ma

dignit,

e nel

concistoro

che

s.

Silvestro

del
S.

3i4 ed
il

ai
I

Papi

il

tenne
papali
fu
;

a Rimini depose le

insegne

suoi

successori.

Silvestro

ma morendo

in

Recanati
pontificie.

capo coronato della tiara, poi ornata di due corone, indi di tre, onde prese nome di triregno. Nel 5i4 il Papa s. Ormisda mand a Clodoveo I re dei franchi il donativo d'una coro-

primo Papa che port

sepolto colle insegne

L'antipapa Clemente Vili rinunzian-

do

l'antipontificato nel

i4 2 9

s i s p"

gli degli

Martino

ornamenti V. Essendo

pontifcii sotto

supremo ge-

rarca Nicol

nel i449> l'antipa-

na d'oro. Portandosi nel 52 5 s. Giovanni I in Costantinopoli, coro-

tificato,
gli

pa Felice V rinunzi il pseudo-pononde in premio il Papa


concesse l'uso di alcune insegne

n solennemente l'imperatore Giustino I, onde fu il primo Papa che


orn l'imperatore
imperiali. E Giustino I orn con gran pompa il Pontefice delle vesti augustali, concedendone l'uso a lui ed ai suoi successori. Benedetto Vili coronando nella basilica vaticana l'anno 1014 l'imperatore s. Enrico
li,

pontificie.

Paolo

II

represse l'orgodi

colle insegne

glio degli
to,
i

arcivescovi

Beneven-

quali

facevano uso di alcune


L' insegna
le

insegne e cose, sole proprie del ro-

mano

Pontefice

della

Chiesa romana sono


ciate col

chiavi incro-

gonfalone. Nel solenne in-

gresso che fece

Urbano
Ridolfo

V
il

in

Rosi-

col

donargli lo scettro imperiail

ma

nel

366,

Varano

le

ed

pomo o

globo d'oro cinto

gnore di Camerino port

gonfa-

di gioie e sovrastato dalla croce, al-

lone della Chiesa e le chiavi sopra


il capo del Papa. Innocenzo IV pel primo concesse ai cardinali l'insegna del cappello rosso. Quando i

cuni dissero aver


reali,

formato
di

lo scet-

tro imperiale. Delle insegne imperiali,

ducali, e

altre con-

cesse da'Pontefci,
nalizie,
ai tanti

come
ec.

delle cardise

Papi mandano

ai

novelli cardinali

abbaziali,
relativi

ne imposta dal sovrano del luogo, e in sua mancanza da un cardinacardinali nel le o da un vescovo; ma il p. Ri19, non prese le insegne pontificie finch non conferdia nel t. VI, p. 32i delle Chiese marono l'elezione cardinali rimasti fiorentine, narra che Clemente X
articoli.

ne tratta Eletto Pa-

assenti la berretta rossa, questa vie-

pa

in

Francia Calisto
r

II

da alcuni

in
in
te

Roma. Nel 1294


il

s.

Celestino

V
di

cre cardinale Francesco Nerli


niore nunzio di Parigi,
il

il

giuri-

concistoro rinunzi solennemenpontificato


le
,

quale

si

spogli
Il

cevette la berretta cardinalizia dalle

tutte

insegne

pontifcie.

suo
dai

mani
gina

di

Maria Teresa d'Austria


Francia
,

re-

successore
nel

Bonifacio Vili, essendo


assalito
si

di

nella

chiesa

di

i3o3

in

Anagni

suoi

nemici,

lece

trovar vestito

Xournay dei monaci benedettini. Vedi Imperatori, Re, Duchi, Cardi-

48

INT
egli

INT
lo
".

nali, Vescovi, ec. ec. Bandiera, Sten-

regga
la

secondo la
Chiesa priva
gli
uffici
,

volont
tde-

dardo, Sigilli, ec. ec. Abiti, Paramenti e Vesti sacre.

sua

L'interdetto

una censura
i

colla
li

quale

INTERDETTO
Censura e pena

( Interdictum

dell'uso di certe
i

cose sante, codivini,

ecclesiastica.

Fino

me
ra

sacramenti,

dalla sua istituzione la Chiesa sem-

l'ingresso nella
ecclesiastica.

chiesa

la

sepoltusi

pre tenne a dover suo


re indegni della sua
e

il

dichiara-

L' interdetto

di-

comunione quei
la

vide in

personale, locale

e misto.
le

membri he non rispettassero ne sua dottrina, n le sue leggi, ed


quali avesse indarno rivolte
nizioni
la
ti

L'interdetto

personale

colpisce

ai

ammo-

persone immediatamente e le priva dell'uso delle cose sante in qualsiasi

e censure.

Il

separare dalistituzione

luogo. L'interdetto locale colil

comunione
fedeli

della Chiesa gli erran-

pisce

luogo immediatamente, ed
si

antichissima

impedisce che vi
celebri la

ascolti
vi
vi
si
si

vi

si

del cristianesimo, fondata sulla po-

dest divina che


cesse

Ges

Cristo con-

no

che sacramenti o che


messa,

ricevi-

dia la

segnatamente a s. Pietro primo suo vicario in terra, e principe di tutti gli apostoli. Us di questo divino potere s. Paolo contro un incestuoso di Corinto, e ne usarono sempre romani Pontefici,
i

sepoltura. L'interdetto

misto com-

prende il personale ed il locale, e cade per conseguenza sulle persone


e sui luoghi. L' interdetto tanto locale che personale
si

divide in ge-

nerale
detto

ed

in particolare.

L'inter-

ogniqualvolta

cos

esigette

il

loro

sacro dovere del ministero apostolico. Si

ebbe pi volte ricorso


reprimere
la

all'in-

cade sopra un luogo universale, cio un luogo che ne contiene molti altri

generale

quello che

terdetto per

tirannia

da

lui

dipendenti,

come un
ec.

regno,

feroce di alcuni

feudatari, che

non

una

diocesi,

una

citt,

L'inter-

rispettavano ne la santit degli alta-

detto locale particolare quello che

ne i diritti dell' umanit. Si adoper pure contro principi e repubbliche che commettevano enorri,

mi
e

profanazioni,
delitti,

pubblici

scandali

cade sopra un luogo speciale, e non sui luoghi che ne dipendono, talmente ch'essi non ne formano n parte n l'accessorio. Cos 1' interdetto d'una chiesa
particolare,

ingiustizie,

usurpazioni,

un

interdetto
sulle cap-

crudelt, lesione dell'immunit ecclesiastica

bench cada

e de'diritti de'chierici;
i

non
e

pelle ch'essa rinchiude, e sul cimiterio


altri
detti.

che contro
gli

matrimoni
Scrisse
3:

illeciti,

che

le

attiguo, perch

gli

adulteri.

in psalm. poenit.
se

Innocenzo 111, Non fore al Pontefidi

luoghi profani non sono inter-

Da

ci

ne consegue che

l'inter-

permesso

a'prelati

detto di tutte le chiese del

mondo

ce

principalmente
di

castigare
essi

non sarebbe che


ch
la la

particolare, per-

principi secolari,

quando

negaloro
ri-

moltitudine delle chiese nul-

no

dare soddisfazione pei

influisce sull'interdetto generale,


il

trascorsi,

bench non debbano

per
i

quale

necessario che tutti

sponderne dinanzi agli uomini, ma solo innanzi a Dio ? Ma s che tanto loro permesso, bench il cuore dei
re sia in

luoghi che dipendono da una chie-

sa sieno interdetti. L'interdetto per-

sonale generale quello che colpisce direttamente

mano

di Dio, ed

una comunit, cio

INT
in

INT
un corpo
se nell'interdetto, vi
si

49
pu celebra-

quanto

essa costituisce

particolare.

Questo interdetto vin-

cola tutti
in

membri
ch'essi

di quel corpo

quanto

ne fanno

parte.

L'interdetto personale particolare

divino a voce bassa e suono delle campane. Quando una cappella o un cimiterio sono interdetti , la chiesa eh' ad esre
l'uffizio
il

senza

quello che cade sopra


te

una o mol-

si

contigua non perci interdet-

persone particolari, come particolari, cos l'interdetto che fosse

ta,

perch l'accessorio non


il

tira

con

se

principale; all'opposto allorch


interdetta,
il

imposto a mille o diecimila persone che avessero cooperato ad una cattiva azione, sarebbe sempre un interdetto particolare, perch egli sempre tale fino a tanto che non imposto ad una comunit, come

una chiesa

cimiterio
il

contiguo lo pure, perch

princi-

pale attira seco l'accessorio.

L'origine dell'interdetto viene


alcuni attribuito a
nel
s.

da

1073,
del

ma

altri

Gregorio VII casi abbiamo*


il

Quando l'interdetto comunit imposto al clero, il popolo non vi soggetto, e quando imposto al popolo, il clero ne secolare n regolare non vi soggetto. Quando
.

anteriori.

E
42
>

in

fatti,

Bercastel,

Storia

cristianesimo, nel

voL

Vili, p.

tratta di alcuni inter-

detti locali del sesto secolo.

Nel

58S

e principalmente cid
nella
s.
il

per ordine della


di

imposto al clero,
vi

religiosi

non

regina Fredegonda, un assassino trucattedrale

sono parimenti sottomessi, a meno ch'essi non siano parrochi o che non possedano alcun ufficio consimile,

Rouen

il

vescovo

Pretestato,

mentre esso

cantava

mattutino col suo clero.


si

o che l'interdetto non sia espressamente imposto a tutte le persone ecclesiastiche. Quando un

Prima che

fosse fatta giustizia delle*

il vescovo di Bayeuxv Leodovaldo, come primo suffraganeo

schiavo sicario,
della

interdetto colpisce

una
gli

famiglia, soecclesiastici
i

provincia, consult

vescovi
fe-

pure interdetti che ne fanno parte.


ciulli,

no

della Francia. Col loro parere

I vescovi,
i

fan-

ce

chiudere

tutte

le

porte
si

delle

gl'insensati,
,

pellegrini, gli

chiese di

Rouen, finch
;

fosse troil

stranieri

non

sono

compresi

in

vato

l'omicida

s'imped che
Bercastel,

un

interdetto generale. L'interdetto

popolo

assistesse al servizio divino.

personale
imposto,

generale

particolare
lo

questo,

dice

il

une-

non comprende quello che

ha
lo

ma

l'interdetto

locale

comprende, eccettuato il Papa. Quando una citt interdetta, i suoi sobborghi e gli edifici vicini lo sono pure, quand'anche i sobborghi stessi fossero sottomessi ad un altro
vescovo.

sempio degl'interdetti ecclesiastici, a cui si potrebbero unirne altri in gran numero di que' tempi antichi.
Alcuni anni prima, essendo stata profanata con molta effusione di san-

gue
s

la

chiesa di
farvi

s.

Dionigi,

si

ces-

di

l'uffizio,
,

colpevoli

Quando

la

chiesa princiinterdetta, le

furono

scomunicati

fintanto
la

che

pale di

un luogo
si

non avessero

soddisfatto

pena

chiese inferiori, tanto collegiate che parrocchiali che

delle loro colpe.

trovano nello

stes-

so luogo., devono osservare l'inter-

detto quanto all'esteriore;


se

ma

se es-

non sono nominatamente


YOL. xxxvi.

espres-

Leone vescovo di dominazione dei goti, per obbligare un signore di quella nazione a restituire un terreno ecclesiastico che aveva usurpato, si

Agde

sotto la

5o

INT
s.

INT
predatore di beni di chiesa, essen-

Andrea, ove pass la notte in orazioni, e la mattina spezz le lampade che pendevano dalla volta dicendo: Non risplender qui la luce se prima non
rec alla chiesa di
sieno siati restituiti
i

do
tro,

stato di nascosto sepolto

in
s.

un

cimiterio presso la chiesa di

Pie-

cinque

volte

prodigiosamente

fu trovato gittato fuori.


to
s.
il

Termina-

beni della ca-

racconto, Odelrico abbate di

sa di Dio. Avendo
sa,
il

Roberto

II

re

Marziale, richiesto dai vescovi del

di Francia, contro le leggi della Chie-

sposata Berta sua consanguinea,

suo parere, consigli che contro i sediziosi nemici della pace, interdicessero tutte le terre del Limosino;

Papa Gregorio V nel concilio romano del 998 decret ad ambedue sette anni di penitenza; ma i
reali
il Ponscomunico tutto il regno di Francia dichiarandovi V interdetto

che
salvo
ni, e

non
i

si

seppellissero
i

i
i

defunti,
pellegri-

chierici,

poveri,

coniugi ripugnandovi,

gl'infanti
si

da due anni in gi,


portasse alcuno a sep-

tefice

ne tampoco
pellire

in altro

vescovato;

che

si
i

nella

celebrazione

de'divini

uffizi,

celebrassero solamente in privato


divini uffizi, dandosi

nell'aministrazione de'sacramenti, e
nella

nondimeno
penitenza
le

il

sepoltura
il

a' morti,
il

vette

re ed

berto

II

non
il

si

ne assolregno finche Rosepar da Berta.

battesimo a chi
articolo
il s.

lo

chiedesse e in
la

di

morte
;

Viatico

presso all'ora di terza

Racconta

Rinaldi all'anno

io34,

si

suonassero nelle chiese

campadivote

num. 9
concilio

e seg., che fu celebrato


in

un

ne, nel
in

qual

tempo
la

tutti prostrati

Limoges, ove il vesi lament dei secolari potenti che turbavano e tribolavano la Chiesa, usurpandone
scovo Giordano
beni
e
i

terra

porgessero a

Dio

preghiere per
gliassero in
altari,

presente tribolasi

zione, e per la pace; e che


tutti
i

spogli

sacri

templi

stri

ed
la

ziata
ziosi

opprimendo suoi minipoveri, onde fu sentenscomunica contro i sedii

come

nella Parasceve, e s'ale croci

scondessero
ti.

gli

ornamen-

nella celebrazione

della

mesi

sa solenne. Nel

quale

atto tutti

messe nondimeno, che doveansi celebrare a porte chiuse, si parassero gli altari, ma terminato
Alle
sacrifizio
si

tenendo in mano candele accese, le gittarono a terra dopo che il diacono che avea canebbe terminato di tato il vangelo leggere ad alta voce nel tribunale
vescovi
e preti

il

spogliassero.

Vedi

Scomunica.
detti

Questi esempli d'inter-

sono anteriori a s. Gregorio al quale articolo ris portiamo le Censure ecclesiastiche

VII (Vedi)

avanti l'altare

la

sentenza di sco-

munica; ed allora vescovi e preti gridarono: Siccome questi lumi si


estinguono ne vostri occhi, cos
della
li
1

( Vedi ) da lui sentenziate. De'principali interdetti se ne parla ai luo-

ghi rispettivi, tuttavia qui appresso

s'e-

ne

accenneremo
Innocenzo
di

diversi

rimarche-

stingua l'allegrezza de'perturbatori

voli.

santi, se

pace nel cospetto degli angenon faranno la condealtra

gna penitenza. In

azione

il

vescovo Caturcense narr,

come

giu-

dizio visibile della vendetta divina,

che

il

cadavere d'uno scomunicato

II a cagione dell'arciBourges da lui fatto, e ricusato da Luigi VII re di Francia, nel ii4* pubblic l'interdetto nel reame che dur tre anni ; ma Celestino II col solo segno della Be-

vescovo

INT
riedizione
il

INT
il

5?*

(Fedi)

assolse
i

re

ed

popolo, tutto annunziava


lutto,

tempo

di

romani dall'eretico e rivoluzionario Arnaldo da Brescia, ferirono il cardinal Gherardo di s. Pudenziana gravemente, onde il Pontefice Adriano IV sotregno. Sollevati

di sciagura e di pubblica pe-

nitenza.

Continuando
i

il

re a resiste-

re al capo della Chiesa, Innocenzo


III sciolse
li

di

lui sudditi

e vassaldi
fe-

dal

Giuramento (Vedi)
si

topose all'interdetto tutta


stigo

Roma,

ca-

delt.

Intimorito Giovanni da tanl'assoluzione, e fece

non mai per


citt,
uffizi

l'addietro pro-

Tato dall'alma
sa cessare gli

e fece in esdivini

dal

sino al
a* 2

mercoled

santo, che
i

cadde

marzo

i55. Allora

senatori, co-

mostr pentito, ottenne il suo regno tributario della Sede apostolica con annuo censo. Al citato articolo Innocenzo III, parlammo ezianto rigore,

Papa

stretti dal clero e popolo romano, giurarono avanti il Papa, che avrebbero cacciato da Roma e dal suo

dio dell'interdetto ch'egli fece pro-

suoi seguaci; Arnaldo e onde avendo Adriano IV prosciolto


distretto
i

nunziare dal cardinal Pietro di Capua legato nel concilio di Dijon nel 1099 ne 1200, dopo aver esaurito replicatameli te le paterne am^

si riempirono d'allegrezza, lodando e benedicendo il Signore. Degl'interdetti

la citt dall'interdetto, tutti

monizioni, su
di

tutti

gli

stati

del

re

fulminati dal

magnanimo
(

e zelante

Francia Filippo Augusto, fnch'egli non troncasse l'adultero suo commercio con Agnese di Merania, e
ripigliasse la regina

Innocenzo III

Fedi), ne parlam-

mo

a quell'articolo.

voler qui

ri-

legittima sposa.

La

patetica e

Ildemburga sua com-

cordare solo que' d'Inghilterra e di


Francia, primieramente
quello
to nel
d' Inghilterra
(

diremo di Fedi). Es-

dita storia di quel

movente descrizione che nell'applauPapa ci diede il eh. comm. Hurter, non riuscir qui

so fu formidabile siccome provoca-

superfluo
te,

12 12 dal

re Giovanni op-

pressore dei diritti della Chiesa, bi-

il riportarla in gran para cagione di sua importanza e per prendere una vera idea dell'in

gamo, ed uccisore del

nipote.

Dal
pubsi

terdetto.
tare,

Si
il

momento
chiusero,
le sacre

in cui l'interdetto fu
il

che
la

legato

deve prima per noavea facolt di


sia
la
il

blicato contro
si

regno, le chiese
gli

porre in

interdetto

re solo

spogliarono
e le
di

altari,

con
glia

sua concubina,
i

sua famiparil

immagini

croci ven-

e tutti
sia

luoghi dov'essi dimotutto


il

nero coperte
suolo.
1

nero e deposte sul


sacramenti ai
dalla peni-

rassero,
te di

regno o

ministri del Signore cessai

esso,

ma

il

legato prefer

rono d'amministrare
fedeli,

partito pi rigoroso.
Il

dal

battesimo e
i

concilio di Dijon

fu

convocato

tenza io fuori,

quali continuaroin

no a

conferirsi

privato,

il

pri-

cardinal Pietro pel giorno di s. Nicol, e v'intervennero gli arcivescodal


vi

bambini, il secondo a'moribondi. Quelli che morivano veniai

mo

Reims, Besancon e di Lione, Vienna, diciotto vescovi e molti abbati:

vano
tri,
i

sepolti fuori dei cimiteri.

tea-

non
,

solo

il

re invitato rieiw

giuochi,

le feste,

tripudi fu-

portarvisi

ma

dai

suoi

deputati

rono egualmente sospesi. Le campane non suonarono pi, le vesti, cibo, l'audameuto esteriore del il

fece protestare essere nulla qualun-

que deliberazione, ed appellarsi t| Papa, Essendo il cardinale autori*-

52
lunque
il

INT
non ostante quail

INT
re,

zato a procedere

appellazione,
,

secondo
sto-

furono privati della parola di Dio e delle pratiche religiose che fortificano l'anima in
della vita e la
taglie
tutte
le

Lenglet
,

Princpii

della
}

vicende
vi

ria

in

Filippo
concilio

Augusto

appelfu-

sostengono nelle bat:

l ancora al
turo.
Il

concilio

generale

del

mondo
I

pi non
le

ebdel-

dur sette giorni, a capo de' quali il suono lugubre delle campane annunzi verso la mezza notte la fatale sentenza. I
vescovi

be

chi annunziasse

verit

l'eterna salute.

sacerdoti pi.

non

insieme coi preti


al

si

pordelle

tarono in silenzio e
torcie alla cattedrale,
nici

lume

dove i canostavano pregando Dio ad aver misericordia dei colpevoli. Un velo


coperse dappoi
cefisso,
le
l'

corpo e sangue di Ges Cristo, tacque il canto de' servi di Dio, ed appena fu conceduto in qualche monastero supplicare il Signore, fuor della presenza dei
consacrarono
il

laici,

a voce bassa, con porte chiu-

se,

nella solitudine della


affinch
la

mezza notsua
grazia

immagine

del Cro-

te soltanto,

reliquie dei santi furono

trasportate nelle arche sotterranee,

movesse L'organo
volte

gli

animi

alla

penitenza.

piti

non

fece risuonar le

e
to,

le

fiamme consumarono

le
il

specie
lega-

de'templi, e

un

sepolcrale sii

sagramentali.
colla stola

Dopo

di che

lenzio regnava col

dove

fedeli ai

violacea, dinanzi al

veano per lo innanzi


celebrare che per
tissimo.
I

fatto udire

popolo, pronunzi in
Cristo l'interdetto
ti

nome

di Ges.
gli

loro inni e cantici di gioia sia

per

su tutti

sta-

ringraziare l'Al-

del re

di

Francia,
il

finch quegemiti de-

cerei

furono spenti in mez-

sti

non troncasse
il

suo adulterio;
i

zo alle preci funebri;

un

velo na-

e fu generale
gli

terrore e

scose la vista del Crocefisso; le

im-

astanti.

Il

legato ordin quindi


fosse pubblicato pas-

magini de'suoi pi
sori

gloriosi confes-

che l'interdetto
sati

giacevano in terra, quasi fug-

trenta giorni,
il

per tentare
si

se

gissero
i

una generazione maledetta;


si

nella dilazione

re avesse mutato

corpi de'santi

toglievano dalle
si

consiglio. Questi

non
il

mosse pun-

loro casse o teche, e


sul

stendevano

to,
si

onde spirato
il

termine, portos-

pavimento

della

chiesa coperti

cardinal legato in Vienna del

Delfinato, allora soggetta all'imperatore, ed in altro concilio di ecclesiastici

con un velo nero. Le croci, le immagini ed i sacri ornamenti degli


altari,

segni di santit e di religio-

band pubblicamente l'interprelati del regno di detto. Tutti Francia ebbero quindi ordine di
i

sa
si

pubblicarlo nelle loro diocesi e d'invigilare per


la

sua esecuzione, sotto

pena dell'immediata sospensione degli uffizi ad ogni vescovo che operasse contrariamente a questa sentenza, e ad ogni ricalcitrante di do-

giacendo disper, pavimento, n laici ne sacerdoti osavano baciarli o toccarli con mano. Il cristiano passando tutto tristo avanti il tempio, con un fuggitivo sguardo sentiva l'ardente deconsolazione
sul

siderio di

ritornare in quella chie-

sa dove

il

cuor suo avea


dolcezze
le

spesso

provate
di

le

della presenza

ver andare per

la festa dell'

Ascenquel

Dio

ma

porte

sione a giustificarsi in persona a Ro-

Non pi
st

conforto ne fiducia

erano chiuse. si deri-

ma

dinanzi alla santa Sede.


i

Da

negli animi,

come provavano

giorno

fedeli in tutta la

Francia

nel venerar le sacre immagini e

INT
ceverne interni
ne; e
sensi di edificazio-

INT
un negro

53

come

se l'aria stessa e la luce

polo a penitenza sotto il pronao del tempio, e solo la domenica, e


vestito

fossero contaminate,

ve-

degli

lo le ricopriva.

acci ogni cosa

La donna

uscita

ornamenti di lutto. da parto non poil

spirasse lutto e confusione,

non pi

tea venirne a ringraziar


re che nel vestibolo, ed

Signosolo
il

suono di campana, salvo che il lugubre squillo d'un monastero dopo


il

ivi

pellegrino riceveva
del suo

la

benedizione
Il
il

transito d'un

fratello ricordava al
i

compiuto pellegrinaggio.

cristiano la morte,

misteri,

la

su-

Viatico dal sacerdote consecrato


cato in sull'albeggiare ai
di,

prema
ligione.

partita

consecrata dalla reconcesse


pulsatio
il

venerd nella solitudine, veniva re-

Lo

special favore del suosi

moribon-

campana non che per una sola e ita


no
della
timi sit
sit

ut nec mul-

intervallimi

nec

negata era loro l' estrema unzione. Vietata era la sepoltura in luogo sacro, salvo i preti, i mendicanti,
i

ma

prolixa.

ai

monaci

di

suono Grandmont, a que' loconcesso

Fu

pellegrini ed
si

crociati.

Pi non
stri

registravano
i

sui

regi-

ro monasteri cio lontani dalle abitazioni, e per

de' monasteri

nomi
Quelle

dei

pa-

chiamale

religiosi

droni n dei
feste,

servi.

grandi

sparsi nelle

volta le
torri e
si

campagne campane si

al lavoro.

Taldalle

quelle gloriose solennit del-

tolsero

la
il

vita cristiana

che accoppiavano
il

nascosero in sotterranei.
santificata in
si

Signore
altari,

ed
il

vassallo

dinanzi

La

vita gi

tutte

agli

convertivansi in giorno

le sue importanti vicende,

trov
presso

di lutto, e
ste
s

tempo trascorreva

tri-

espulsa fuori della Chiesa;

l'uomo

non
Dio.

battesimo dei fanciulli, non pi festevole, era triste e silenzioso, amministrandosi il saIl

avea pi giorno

intercessori

che per le agnelle. Sparite erano la musica e


pel

pastore

del

le feste,

tutte le brigate,

tutti
le
il
i

gli

cramento privatamente. Le nozze,


anzich essere celebrate sull'altare per cos della vita, stringevansi
dire sopraje
sali

ornamenti e fnanco spesso re del corpo , e persino dersi la barba e il tagliarsi


pelli;

curaca-

universale digiuno, proibizio-

ne

di

mangiar
l'

carni,
,

non pi
fatali

traf-

tombe laonde
;

gli

spon-

fico ne' mercati

con

consenegli

del principe ereditario di Fransi

guenze per
atti

industria

generale. I

Normandia. Le coscienze inquiete non potevano spesso aver sollievo n di confessione, n di assoluzione. In questa pittura dell'interdetto nel suo maggior rigore, deve notarsi che il legato
cia

fecero in

notari coscienziosi passavano

pubblici
di

sotto

silenzio,
,

come

non degno

ricordarsi

il

nome

del principe, e segnavano la


solo dal regno di Cristo:
te

data Regnan-

Christo, della qual formula trat-

tuttavia avea permesso


re,

il

conlessa-

ta

diffusamente Natale Alessandro,


eccl.

ma

in porticum ecclesiae. L'af-

Bui.
cap.

tom. VI,

sec.

XI

XII,

flitto

pi non era

consolalo

dalle

gevasi

parole del sacerdote; pi non poril cibo della vita a colui

io, art. 5, p. 637. Nel terzo giorno dopo la Candelora fu messo


in esecuzione l'interdetto per quasi tutto
il

che

n' era

famelico

non pi acqua

reame

di Francia.

La magpi sacri

benedetta.

Al ministro dell' altare era solo conceduto d'esortar il no-

gior parte de' vescovi,

de' capitoli

e de' curati tennero per

54
i

I JN

T
spirituale

INT
1282 sottomise
detto,
la

doveri
i

del ministero

Sicilia all'intersiciliani

che
1!

riguardi

verso

al

principe.
gli

pei

famosi vesperi
1'

paese fu coperto di lutto, e

ossia

per

orrenda
oltre

strage

fatta

storici

rammentano con lacrime quell'infelice tempo, in cui il cristiano pi non salutava se non sospirando
bito
il
il

dei francesi,

l'aver solenne-

cristiano,

essendo proisaluto.

mente scomunicato Pietro III re d'Aragona complice di tal crudelt ed invasore dell' isola, ove vuoisi

vicendevole

Parec-

che l'interdetto durasse settanta

chi fra que' fedeli uscirono dal re-

anni al dire del Rinaldi. Nicol


nel

IV

gno
il

solo per goder le consolazioni

ed in varie contrade popolo sollevossi, costringer volendo i preti ad aprire le chiese ed a celebrare i sacri misteri. Finalmente Filippo Augusto si sottomise alla Chiesa, e l' interdetto
della Chiesa,

Portogallo l' interdetto postovi da Gregorio X sedici anni prima, per 1' oppressione che faceva Alfonso III dedi
gli
ecclesiastici.

1289

lev dal regno

Bonifacio VIII
il

nel

1294 scomunic

re di

Danimarprigionia

fu levato

nella

vigilia dell' Esalta-

ca Erico VIII e mise a tutto il regno, per

l'interdetto
la

zione della Croce. Al


livo delle

suono

giu-

dell'arcivescovo di Lunden.

Lo

stes-

to delle

campane, al discopritnensacre immagini, allo spasi

so Bonifacio Vili, per la difesa dell'

immunit

ecclesiastica,
il
l'

scomunic

lancarsi le porte de' templi,, la giu-

Filippo

IV

Bello re di Francia,
interdetto

bilante moltitudine
furia
nelle

precipit in
i

chiese

a contemplar

santuari chiusi da oltre sette


si,

me-

a udire
alle
:

sacri cantici, a dedi-

al regno ; che trattammo all'articolo Francia. Considerando il successore Benedetto XI, che ove

e sentenzi

grave

argomento

carsi

pratiche

del

culto reli-

pecca

la

moltitudine
il

conviene
rigore,
re ed
la

al-

gioso

quasi trecento

persone

pe-

quanto moderare

assolil

rirono nella calca.


Altri

vette dalle censure

il

re-

no
rio

memorabili interdetti soseguenti. All'articolo Grego(Fedi),

gno, senza nominar ne


nica ne
l'

scomulegato

interdetto.

Il

suo

che

nel

dicemmo di quello 1273 tal Papa fulmin


Firenze,

cardinal Albertini di Prato, per le


fatali

fazioni de' guelfi e ghibellini,

alla citt di

dovi transitare nel


la

ove doven1275, mentre


la

die sentenza di scomunica e d' in-

traversava assolveva
tolto

censura,

rinnov da Innocenzo V. Quando Martino IV nel 1281


l'interdetto, poi

ma

poi uscito dalla citt

Nel i355 Innocenzo VI interdisse il regno di Napoli e la regina Giovanna I pei censo non pagato. A mezzo del vescovo di Senez Innocenzo VI scoterdetto contro Firenze.

fu

eletto

in

Viterbo,

la
,

citt

era

munic Pietro
l'

re di Castiglia pei
il

allacciata

dall' interdetto

per ca-

suoi adulterii, e pose


interdizione.

regno nel-

gione dell'arresto fatto in conclave


di

Urbano VI decret
ne' luoghi
si

due cardinali, onde fu punita ancora coll'atterramento d'una parte delle mura ed obbligata ad eri-

nel
fosse

i38g che
l'
i

ove

vi

interdetto

potesse

cele-

brare

divini uffizi e la festa


colle

del
delle

un ospedale: per l'interdetto il Papa pass ad Orvieto a farsi coronare. Lo stesso Martino IV nel
gere

Corpus Domini

porte

chiese aperte, ci che poi Martino

estese a tutta l'ottava, nella

me-

INT
desi 'na

INT
il

5i

che Bonifacio Vili l'uvea permesso nelle feste di Natale, di Pasqua, di Pentecoste e delguisa
di

nunzio apostolico. Dell' interdetpoi cui Innocenzo


s.

to

XI

sottopose

la chiesa di

Luigi de' francesi di

l'Assunzione e Concezione
ria

Ma-

Roma, a
Immunit
Degli

cagione del
si

marchese di
all'

Vergine e sue ottave. Gli analoghi decreti di Urbano VI, Alma Mater ed In festivitatibus, li pubblic il successore Bonifacio IX. Della scomunica, famoso interdetto e solenne

Lavardino,

discorre

articolo

ecclesiastica (Vedi).
dell' interdetto

effetti

di

sopra se n' parlato

nella narra-

zione di alcuni interdetti, qui dun-

assoluzione

di

Sisto

que
pali.

ricapitoleremo
Gli
effetti

le

cose princi1'

IV

per

le

sentenze pronunziate con-

che

interdetto

tro Firenze nel

i47^> P er

1*

ucci-

sione dell'arcivescovo di Pisa, arresto del cardinal Riario,


delitti,

produce consistono nella privazione di alcuni sacramenti, degli uffizi

ed altri ne parlammo all'articolo FiDell'interdetto


ful-

divini

della

sepoltura ec-

renze

(Vedi).

da Innocenzo Vili contro Genova sua patria nel 1489, a vedersi l' articolo Genova. Giulio Il nel i5o9 P er punire la repubblica di Venezia che opprimeva gli ecclesiastici ed avea occupalo
diverse
citt

minato

Durante un interdetto generale non si pu amministrare la ss. Eucaristia ad alcuno, tranne in punto di morte, potendosi precedere in tal caso col suono del
clesiastica.

campanello
siastici

il

Viatico.

Gli

eccle-

nominatamente

interdetti

terre

della

santa

Sede, sottopose
terdetto,

gli stati veneti all'in-

non possono portar quel sagramento, che in mancanza di coloro che non lo sono. Per consecrar perci
ostie necessarie permesso dire messa una volta la settimana a voce bassa, senza suono di campane, e a porte chiuse. Si possono
le

e siccome
la

la

repubblica,
II,

malgrado
erasi

costituzione di Pio
al

appellata
il

futuro

concilio

generale,
pellazione.

Papa condann Di tuttoci, come

l'apdella
II,

confessare le

persone
quelle

sane

solenne assoluzione di Giulio

se
,

malate,

meno
1'

che

amhanno
prete

ne parla negli articoli Venezia Ferrara, ed altrove. Inoltre Giulio


II

provocato
interdetto

interdetto.

Un

pu
1'

confessare bench
si

sottopose

all'

interdetto

le

citt

illecitamente.

Non

pu ammini-

di

Pisa e di Lione, per aver dato

strare
1'

asilo

ai cardinali ribelli, che intentarono un conciliabolo contro di lui.

estrema unzione, n ordinazione, per questa si pu

ne

fare
1'

in

mancanza
unzione
si

di
si

sacerdoti

Pei*

l'aspra differenza

avvenuta nel

estrema

pontificato di Paolo V coi veneziani per grave lesione de' diritti della

chi

uon
si

pu dare a pot confessare. E dubpossa

Chiesa e de' chierici, nel r6o6 quel Papa intim alla repubblica un monitorio

con interdetto ed
ed
i

altre pe-

amministrar il samatrimonio durante quaulo al battesimo 1' interdetto ed alla cresima permesso conbio se

cramento del
;

ne.

teatini

cappuccini, tran-

terirli

dalla seconda sono

escludi

ne quelli del Bresciano e del Bergamasco, partirono perci dal territorio della
suiti

quelli colpiti
ticolare.
sia

da un interdetto parinterdetto
sia
la

L'

locale,

repubblica, cos

ge-

personale impediate
de' divini
uffizi

celebrasi

in

forma

di processione, oltre

zione

che

so-

56
sa,

1NT
d' essi

INT
erano
1'

gliono fare dai ministri della Chie-

parte,

come

lo

sono

tranne
1'

le

feste

su

m mentova te.

ancora,
alcuni
ai
pi,

Europa ed

altre regioni

Durante
ti

interdetto generale tutdella sepoltura eci

avrebbero

sono privati
e
gli

tempi,

mancato, massime in d'un freno potente


principi,

clesiastica, eccettuati
giati,

laici

privile-

formidabili
duelli
legali
civili,

non

ecclesiastici

che non
i

che
alle

ai

e volontari,
alla

sono

nominatamente
e
gli

interdetti;

discordie e

schiavit

che hanno ricevuto i sagramenti sono privi della sepoltura ecclesiastica, perch essa non ne utile, ne necessaria,
fanciulli,

adulti

a tanti altri mali che 1' uomo perverso fa al suo simile. I canoni de'concilii e le decretali

domestica,

come

sacramenti.

Quanto

ai

casi
i

sottoposti all' interdetto, sei sono


principali.
i.

di cenper simili cagioni. Dall'altra parte non si deve tace-

de' Papi

sono pieni

sure fulminate

Quando una
i.

citt

re che alcuni pastori della Chiesa,

consiglio o aiuto a quelli che mal-

abusando

trattano
riceve
gli

un

cardinale.

Quando
Quan-

usurai pubblici. 3.

do

oltraggiasse

4- Quando hanno sepolto

qualche Pontefice. o laici dei religiosi


nelle loro chiese
alle

armi spirituali, coabusa della ragione e di altri doni celesti, le adoperarono in certe epoche con eccessiva
delle
si

me

spesso

frequenza, e

talvolta
cagioni.

per

leggiere

cimiteri persone
fatto

o quali aveano
scegliereb-

o non

giuste

siccome

la forza delle

esterne

applicazioni

promettere eh'
le

essi

bero
essi,

loro

sepolture

presso di

o che non le cambierebbero punto. 5. La sepoltura degli eretici ne' luoghi ov' essi sono sep6. Quando vengono ammesse in una chiesa ai divini uffizi persone nominatamente interdette; intorno a che va notato che dopo la bolla Ad vitanda scandala, non vi pi interdetto locale che non sia denunciato. Vi sono le pene imposte a chi viola
pelliti.

quanto pi spesso esercitata, di tanto vien meno, cos g' interdetti ed altre canoniche pene perdettero a poco a poco della salubre ed utile loro efficacia. INTERIM. Specie di regolamento provvisionale

pubblicato per or-

dine

dell'

imperatore
pacificare
g'

Carlo
la

nel

i548 per

Germania.

Diversi furono

Interim concessi

da Carlo V in materia di religione agli eretici di Germania, finche


si

celebrasse
il

il

concilio

generale

interdetto, sia

coli'

interdizione

ma

pi famoso ['Interim
si

nelle chiese, sia


irregolarit,
sia

Dell'

incorrere in

gusta, perch l'atto

d'Auform duquella

ancora colla scomunica. Finalmente, quanto a coloro che possono levare


to,
1'

rante la dieta
citt,

celebrata in

interdet-

ove nella dieta del i53o ebbe gi luogo la famosa Angus tana
Confessione (Vedi)) forinola di fede
de'luterani

questo

sia

generale,

sia locale,

sia personale,

non pu

essere leva-

compilata

dall' eretico

to che da colui che ha giurisdizio-

Filippo

Melantone.

riparare

ne nel foro
regole

esteriore.
g'

Senza queste

gravi danni delle moltiplici eresie,


il

austere

interdetti

non

avrebbero prodotta 1' impressione profonda che da principio facevauo;

Pontefice Paolo III stabili la celebrazione del concilio generale, ad onta della ostinazione e contrariet
tedeschi
fautori

e senza

1'

ecclesiastiche censure on*

de' principi

degli

INT
eretici,

INT
in
ai

57

laonde

si

apr

Trento
confini

berga,

nel

i545,

citt

posta

dell' Italia

e di Germania.

Per

la

strage che fece poi la peste ne'congregati, stim


rirlo nel

Michele Heldingo vescovo di Sidonia suffraganeo di Magonza, e Giovanni Agricola d'Eislebeu compatriotta di Lutero, quello stesso che

bene il Papa trasfei547 a Bologna, malgraed


altiere
il

avea travagliato
alla

lantone

con Meprima confessione di

do

la

ripugnanza

misi

nacce
le

dell'imperatore,

quale
III

Augusta, e che poi si era fatto capo degli antinomiani, ossia di


que' luterani duri e
i

disgust

pure

con
per

Paolo
tal

per
il

senza ritegno,
la

sue pretensioni su

Parma

e Pia-

quali

cerna. Restalo

discordia

sit

negavano persino delle buone opere

neces-

prescritte

concilio interrotto, e dubitando Carlo

dal

in

tale

intervallo di qualche
i

sconvolgimento, giacch
il

turchi e
,

vangelo ; dicesi per che Giovanni a quel tempo avea abiuraabiurare le passate to, o voleva
eresie.

re di Francia erano in
gli
ereti-ci

spesso

suoi

stati,

armi e tumultuavano nei eccedendo i diritti d' un


il

In ventisei

articoli

capi-

toli

tre teologi in termini


i

gene-

rali

abbracciarono
della

principali

dom-

sovrano temporale, concep

chi-

ini

religione,

de' sacramenti
della Chiesa, e

merico disegno di pacificar

la

Gerin-

e delle

cerimonie
della

mania
l'eresia,

col

conciliare

due cose

due

affatto

contrari

all'economia

compatibili

come sono la fede e a mezzo di una formola


che
facesse

di

fede,

interinalmente

dottrinale regola pei cattolici e luterani, sino alla decisione


definiti-

va

e solenne del concilio generale,

medesima, cio J di concedere il matrimonio a sacerdoti, e la comunione sotto amcio il bedue le specie ai laici primo tollerarlo in que' preti che avevano rinunziato al celibato, la
e disciplina
,

e spedirla a tale effetto nella dieta che allora gusta.

celebravasi
e

ad

Au-

Progetto assurdo
in otto

ingiu-

seconda tollerarla in ogni luogo ove erasi introdotta. Oltre quanto di esso regolamento dicemmo al voi.
Ili,
p.

rioso ai padri del concilio

che asessioni

ii3

del Dizionario,

come

veano gi deciso
molti
articoli,

delle sue conseguenze, aggiungere-

disonorante

per

mo

col Bergier,
lo

che
stato

tali

articoli

tutta la Chiesa, di cui faceva cre-

concernevano

del

primo

dere la

fede versatile

talmente

uomo

avanti e dopo

la

caduta; la
fatta

oscurata sui punti essenziali


battuti dai novatori,

com-

redenzione degli

uomini
le

da
del

che i fedeli quasi non sapevano pi cosa credersi. Questo regolamento provvisorio voleva l'imperatore farlo comporre da alcuni teologi de'due partiti per meglio conciliare i luterani coi
cattolici;

Ges. Cristo; la giustificazione

peccatore; la carit e
la fiducia

buone opere;

deve avere che Dio peccali la Chieci abbia perdonato sa e le sue vere note, la di lei poche
si
i ;

dest ed autorit,
il

di
i

lei

ministri,

ma non avendo

Papa ed
generale

vescovi;

sacramenti

potuto questi accordarsi tra loro, incaric tre celebri teologi che formassero degli articoli sui punti controversi tra le parti.

in

sacrifizio della

ed in particolare; il messa; la commemola


;

razione de' santi,

loro intercessiola

Essi

furono

ne ed invocazione

preghiera

Giulio Paflugio vescovo di Norini-

pei morti, e l'uso de' sugi amenti.

58
Sebbene
s
i

INT
teologi compilatori di
di
tri

INT
Io

accettarono

fatta professione

fede assicu-

difenderlo.
to
1'

e scrissero per Molto meno fu accettaprotestanti


:

l'imperatore ch'era interamente ortodossa, il Pontefice non voile giammai approvarla, non solo perch non apparteneva a cesare prorassero

Interim dai

Bu-

cero,
lo
si

ed altri rigettarono col pretesto che vi comprovava e ristabiliva 1* auquesti pretesi

Muscolo,

Osiandro

nunziare sulle materie di fede,

ma

torit pontifcia, cui

anco perch la pi parte degli arenunziati in termini ticoli erano ambigui, tanto propri a favorire l'errore, come ad esprimere la verit.

riformatori sognavano aver distrut-

Nondimeno Carlo
il

persistet-

te

nel presentare
altri
gli

regolamento,
libello,

o come
a tutti

lo

chiamano

per conimperatore adoper tutta la sua autorit per farlo accettare, sino a bandir dall' impero Magdeburgo e Costanza che ricusavano sottomettervisi, cos
ta,

onde

molti

scrissero
1'

futarlo.

Ma

poich

ordini dell'impero aduunite

nati nella dieta d'Augusta, speran-

quelli che lo ricusarono rono Rigidi, quelli che

si

chiamaaccetta-

lo

do

cos

principi
altri

armi dei luterani come avea fatto con


tenersi
le

rono, fra' quali


stanti

gli

elettori prote-

di

Brandeburgo

e Palati-

Interim, e la dieta accettando-

no, Interimisti o
indifferenti,

Adiciforisti cio

a'i5 maggio 1 548 lo conferm con una costituzione imperialo, egli


le.

asserendo essere meglio


religione
ai

servirsi

della

secondo

il

Carlo

lo

promulg quindi
latino,

in

tempo,
die,

conformarsi

voleri del-

tedesco e
s

in

riservando a
ne'

l'imperatore, che fomentar discor-

dubbi che potessero nascere, e con pene pei trasgressori. Paolo III con avveduto consiglio per allora non fece
la dichiarazione

riservandosi per

il

diritto di

adottare

rigettare

ci che loro

doglianze
editto,

per

pregiudizievole

sembrava buono nella costituzione imperiale. G* interimisti vennero anche detti generalmente Luterani
rilassati

ma

esso eccit grave

rumo-

re nel cristianesimo, e venne chia-

distinsero

Luterani ancora in

molles

Si

altre classi,

mato Interim come decreto o regolamento provvisorio, ordinato finch il concilio non pronunciasse la
decisione e
la

cio in
riali,

Cesarei, Politici ed

Impe-

quelli
1'

mente

che ricevettero interaInterim di Carlo V; in


per
dai
ministri

regola di ci che apfede,


di

Lipsici quelli che lo abbracciarono

parteneva
visi

alla

conformarInterim
fu

emendato
Lipsia, con

di

a tutti

gli stati

dell'impero ger1'

manico.

Da

molti

chiamalo Intentus, perch alla morte dell' anima conduceva quelli che 1' abbracciavano ; altri lo paragonarono alle forme simili e
riprovate
dette
Etiotico,
di
tre

nuovo Interim in cui ammettevano la confermazione si e r estrema unzione co' riti e cerimonie della Chiesa, e si rigettavano molte sentenze di Lutero ;
ed in Francici, ch'erano
ri

predicato-

Ectesi e

del

marchese
cose

di

Tipo
lo

(Vedi),

imperatori
ricu-

che
psici,

alcune
cos

Brandeburgo, innovarono e
Interim
de'
li-

greci a' quali fu

assomigliato Cari

commutarono

nell'

V. In generale
il

cattolici

detti

dai

teologi della

sarono di sottomettersi all'Interim,

perch favoriva

luteranismo

al-

Franconia autori di tali mutazioni. Dall'Interim derivarono delle set-

INT
e guerre die lacerarono le, sempre pi la Germania. Perci T Interim una di quelle opere
litigi

INT
rosa condotta, e
li

5V)

premun della

con cui volendo accordare due partiti

secondo il bisogno nei due sopraddetti articoli, dove non soffrisse pregiudizio alfacolt di dispensare

opposti,
tutti

si

perviene
due, e

a disgu-

cuno
gione;
la

la

purit

della
i

nostra

reli-

starli

spesse volte

ma

trovando

nunzi

che

Tale si fu l'esito di quello di cui pnrliamo ; non rimedi a niente, fece morvieppi
inasprirli.

pentinacia

de' protestanti

non

cedeva in
predicatori,
religiosi

modo
per

munione del

calice,

alcuno dalla coe che i loro

morare
rani.
ler

cattolici,

ed

irrit

lute-

la

maggior parte

per

altro

un assurdo

vo-

liare

dare un temperamento, e palle verit cui piacque a Dio

in

non riducevansi veruna guisa ad abbandonar le


apostati,

mogli
pot

che sacrilegamente avevano


il

rivelare,

come

se

dipendesse

da
si

prese, cos

zelante Pontefice
frutto

non
per

noi l'aggiungervi o

diminuire;

ricavar
de' suoi

alcuno
Interim.

devono professare e credere come


ci

mezzo

nunzi.

furono trasmesse
e
dagli

da Ges Cri-

INTER1MISTI. V.

sto
1'

apostoli.

Fu dunque

INTERNUNZIO APOSTOLICO,
Internunlius apostolicus. Officio
dignit di
Pontefice

Interim attaccato gagliardamente da molti scrittori non meno protestanti che cattolici. Tra primi sono Gaspare Aquila, Filippo Melantone, e Giovanni Calvino. Tra i secondi, Roberto Canale vescovo d' Avranches, col libro: Antidotum ad proposila per Interim non per
i

quello che

il

sommo
qualifica

manda con

tal

ad una corte
tarvi
il

straniera per eserci-

ministero del Nunzio apo(Vedi),


in

stolico

mancanza

del

nunzio medesimo, ambasciatore o legato del Papa. Siccome V officio


e dignit
ziatura,
zio
di

modum, quam
ligionis
1

praeter

omnem

re-

questi

si

dice

NunAl
in di

modnm
et

oliata,

548,

Parisiis

Lugduni i54g. Corrado


col

cos quello

dell'i nternun-

chiamasi
la

Inlernunziatura.
santa
la

Clingio
trattato:

teologo

francescano

presente

Sede
corte

tiene reale
in

In

De securitatc conscientiae. Roma Francesco Remeo genee in

Lisbona, presso
Portogallo,
tibus col
titolo

un arcivescovo
e

par-

rale de* domenicani,

Germade' pri-

grado

d' inter-

nia Nicol

Eobadilla
di

uno

inimio straordinario e delegalo apostolicoj ed in Rio-Gianeiro, presso


la corte

mi
gasi

della
il

Ges. VegPallavicini, Istoria del conc.


lib.

compagnia

imperiale del Brasile,

di Trento

X, cap. 17. Per ovche


dall' Inte-

un prelato
col
titolo

domestico
d' internunzio

del

Papa,

viare a' gravi mali

apostolico

rim potevano provenire, Paolo


nel
scovi
1

III

ed

inviato straordinario.

54<3 spedi in
di

Germania

ve-

INTERSTIZIO,
tervallo
to dalle
stici

Interslitium. In-

Fano,
in

Ferentino
postolici,

Verona, e di qualit di nunzi adi

o spazio
legqi.

di

tempo

regola-

Gl'interstizi ecclesia-

trattare

piena con con Carlo

autorit

di

la

maniera

secondo

sono gl'intervalli di tempo che le leggi della Chiesa vi de-

pi efficace per mettervi un giusto


riparo.

Raccomand
una

a questi proe manic-

ni urosamcule

dolce

vono essere tra il ricevimento di un ordine e ((urlio di un altro ordine superiore. V. Ordinazioni,

60

INT
Introitus. Il prlnci-

INT
mi
ti,
i

INTROITO,
cpio della messa,

cardinali dell' ordine

de' pre-

che consiste in una antifona composta ordinariamente di qualche versetto di un salmo.

quali lo

baciano nel petto e

nella guancia, al
voi.
le

modo

gi detto al

La

parola introito deriva da introil'introito

IX, p. 19 del Dizionario, con analoghe spiegazioni. Il Pontes.

tus che vuol dire entrata, ingresso,

fice

Celestino

del

4 2 ^,

seconcap.

perch

si

dice al princi-

do Valfrido, De rebus

eccles:,

Macri in fatti nella Notizia devocab. eccl. dice che l'introito cos\ nominato perch si canta mentre il sacerdote entra nel sacro altare, e perci nel rito ambropio della messa.
Il

9, ordin si cantasse nel principio della messa: Antplionas ad introi-

timi dicere Caelestinus

Papa quadra-

gesimus quintus
in gestis

instituit, sicut legitur

siano chiamasi Ingressus, Ingressa;

ovvero perch si cantava mentre il popolo entrava in chiesa. Nel Giorgi


t.

Pontificum , cimi ad e/us usque tempora ante sacrificium lectio una Apostoli tantum et evange-

lium
s.

legeretur.
I

Sebbene prima di
si

II,

cap. 7, p. 4o, ed in

Ducan-

Celestino

cantava

l'introi-

ge e Carpentier, l'introito si chiama Ingressa, Ingressarium, o Invitatorium. Da s. Gregorio I viene chiamato Antiphona, perch al suo

to

come

si

raccoglie

da
lib.

Cassia3,

no,
i 1
.

De
Per

instit.
il

monadi,

cap.

tempo

si cantava dal coro alternativamente, mentre il celebrante u-

Baronio all'anno 4 1 afferma che questo Papa facesse tal decreto per la Chiesa romana, e fu il cardidell'istesso sentimento
che
il

sciva dal sacrario, ovvero celebran-

nal Bellarmino,
16.
Si
il

De

miss.

lib. 1,

cap.
tut-

do il Pontefice quando dal trono andava all'altare. Tuttoci denotava


ra,
la

cantava

anticamente
poi per
dice
il

to

salmo,

ma

lamenAgosti-

venuta del Salvatore in terTessaloni


-

to del popolo,

come

s.

come nota Simeone

no serm.
viarono
tifona
dicesi

11 5,
le

De

cense, lib. De tempi, cap. De mystag. Anzi per alludere alle parole del profeta Abacuc, Deus ah austro veniet, solevasi anticamente a tale effetto collocare
il

messe

temp. y si abbrecantandosi sola-

mente un
;

versetto del

salmo

coll'an-

alla fine di
il

questo versetto
di tutti

anche
si

Gloria Patri (Vedi),


i

trono
sito

del vescodella chiesi

come

dice in fine

salmi,

vo
sa,

nella

parte australe

secondo
versetti

l'uso della Chiesa, fondato

nel

medesimo

ove

vedo-

sulla tradizione

degli apostoli.
troparii,

Dei
si

no
s

erette le sagrestie
lo

antiche; co-

chiamati

che

confermano alcuni ragionando della processione mentre il celebrante dalla sacrestia s'incammina verso l'altare,
nel lib.

con queste parole:


te
sit
,

De divin. offc. Ab australi parortum


esse,
liabet

cantavano avanti o insieme all'introito, sono a vedersi g|i articoli Libro e Tropus. Inoltre ne' primi secoli della Chiesa sembra che l'introito fosse soltanto il Dominus vobiscum
(Vedi), colle lezioni della sacra Scrittura. Nel rito
troito

declarat

Dominimi Jesum

parte

meridionali

ambrosiano per
il

l'in-

nani Hierusalem in meridio


Bethleetn,
venit.

non ha n
il
,

versetto

del

a quo loco

ipse Salvator

salmo, n
duplica
se

In questa

processione, quan-

Gloria Patri, n si eccetto che nelle mes-

do
te

il

Papa celebra pontificalmendai


tre
ulti-

viene incontrato

da morto. Ommettesi il medesimo in quelle delle quattro pi

INT
solenni vigilie delle
ferie

INT
dette de
si
fti

61

novellamente battezzati.
di

La

teril

exceptato,

quando

nell'uffizio

reci-

za domenica dell'Avvento prende

tano
della

le litanie,

e dei tre giorni delnel decorso


in
tali

nome
la

Gaudete

dall'introito dels.

le rogazioni,

come pure
s

messa. Nella festivit di

Aga-

messa
il

om mettono
t

ta

vergine e

martire

si

canta

un
,

evangelium Yoffrenda, il confrattorio ed il transitorio. Rappresenta l'introito le reiterate preghiere dei santi padri del Testamento vecchio in chiedere il sospirato Messia, che per si replica, come nota Innocenzo III, De mist. missc lih. I, cap. 18. Nella messa della domenica seconda dopo l'Epi fatti a comincia l'introito Omnis terra adoret te, per la seguente ragione riportata dal Macri. L'imperatore Augusto avea ordinato che
giorni

post

introito
colle

particolare,

che

comincia

parole

Gaudeamus omnes
la

per denotare

singolare e straor-

dinaria allegrezza con la quale an-

al martirio,

mostrando costanza

virile,

osservandolo

Durando

nel lib.

47* Nella festa de'ss. Gervasio e Protasio martiri comincia l'introito, Loqueliir Dominus pa7, cap.

da

tutte le citt soggette all'impe-

ro romano venisse una persona in Roma, portando un pugno di terra per mostrare il vassallaggio all'impero. Di questa terra
monticello, sopra
al
si

cem, composto da s. Gregorio I, perch in tal giorno si stabil la pace romani, l'imperatore e il re dei tra longobardi Agisulfo. Quello della Beata Vergine, Salve sancta parens, fu composto dal poeta Sedulio. Vi sono pure alcuni introiti irregolari,
i

tratti

non dal

salterio

e salmi di

form un

Davidde,
libri

ma

dai profeti o

da

altri

del quale fu poi

della Scrittura,

come sarebbe

tempo
si

dei cristiani edificata


in
tal

chiesa

dedicata

una domenica

Laonde

canta questo introito per


la

nel giorno del santo Natale: Puer uatus est nobis, tratto da Isaia al cap. g; e nell' Ascensione di Cristo:

mostrare

grandezza del supremo


la terra,
i

Viri Gallaei, tratto degli Atti


gli apostoli al cap.

de-

monarca adorato da tutta assai pi: degnamente che


ri

i;e talvolta sono

cesa-

formati

ad

libitum dalla Chiesa, co:

romani, come osserv

il

Duran-

me

sarebbe

Gaudeamus omnes

do nel lib. 6, cap. 19. La quarta domenica di quaresima chiamasi


Laetare dall'introito della messa. L'introito della feria quarta dopo
tale

domenica
il

tutto allude al san-

to battesimo,
si

perch in

tal

giorno
rileva

faceva

terzo e pi solenue scru-

diem festum celebrantes sub honore etc. Si (lice l'introito della messa sempre allo stesso modo col Gloria Patri, come sta registrato nel messale, fuorch nel tempo di Passione, perch gl'introiti sono della Passione di Cristo, e perch
y

Domino

tinio

dei catecumeni,
lib.

come
Il

vicina

l'

umiliazione
si

del

nostro

Durando,

6, cap. 56.

saba-

Capo; onde
ta alla
lo
le
ss.

tace la lode
il

dovu-

domenica di Passione denominato Sitientes dalla prima parola dell'introito della mesto precedente la

Trinit, perch
alla

Figliuo-

quanto
altre

natura lo stesso col-

divine persone.

La prima

Nel sabato santo e in quello della Pentecoste non si canta l'introito cominciando la messa dal Kysa.

ragione addotta da Durando lib. 6, cap. 60, la seconda da A inalano


lib.

4>

ca P*

20# Senza

il

Gloria
si

rie cleison,

perch

si

prega pei neo-

Patri e come sta uel messale

di-

62
sai Rom. par. Messa.
tio.

INT
I,
tit.

INV
pagarono un tempo
tronizzazione
e
i

ce pure nelle messe de'defunti. Glis7, rub.


1.

Papi

nell'in-

V.

consecrazione, aral-

gomento che trattammo pure


l'articolo

INTRONIZZAZIONE, InthronizaCollocare nel trono ovvero nella


il

Elezione de' Pontefici.


il

sua sedia vescovile

vo

consecrazione.

immediatamente Questo uso


secoli

nuovo vescodopo la sua


risale ai

L'intrusione

ed INTRUSO. godimento di un benefizio o l'esercizio di una cari:

INTRUSIONE

primi
s.

della Chiesa, scrivendo


ne'epist. 9:

ca senza buono o legittimo titolo r intrusione produce una incapacit perpetua


in

Pier

Damiano

Bea-

colui che intruil

tus Valerius episcopus


vider successorem

dum

sibi pro-

so, di possedere
le

benefizio nel qua-

magnani Augusliera
collocato

intruso; altres l'intruso in-

num ecclesiae Hipponensi inlhronizat.


Appena
il

vescovo

sulla sua sede

faceva al popolo

istruzione, e questo

una primo sermone


suoi

capace di possederne alcun altro secondo alcuni teologi , che dicono che l' intrusione produce l' irregolarit, e l'irregolarit produce l'inabilit generale ai

eia chiamato
vinciali

discorso intronislico.
ai

benefzi. L'intru-

Scriveva in seguito

compro-

so

dunque quello che entrato

per dar loro conto della sua fede ed entrare in comunione con essi, e queste lettere appellavansi

per forza in possesso d' un benefzio di sua propria autorit e senza

un

titolo
Il

canonico
diritto

od almeno
qualifi-

intronisi che

Chiamossi

poi

colorato.

comune
che

Inthronis ticum quella

somma

di de-

ca per

intrusi

quelli

avendo

naro che

vescovi

solevano paga-

molti benefzi incompatibili, ancora

re a fine di essere installati;

ma era questo un abuso e fu dichiaralo simoniaco e condannato col VII canone del concilio generale Late-

vogliono averne

altri simili

per ambisi

zione o per avarizia; quelli che

fan-

no provvedere

di benefizi

senza l'aufosse

torit del collatore,

quand'anche
;

ranense

III,

tenuto
III.

nel

11

79

dal

Papa Alessandro

V. Cattedra, Faldistorio, Sedia e Vescovi. Anticamente anco i romani Pontefici venivano intronizzati dopo la elezione e dopo la consagrazione, ordinazione o benedizione, tanto nella Chiesa di s. Giovanni in Laterano, come

che fanno dare dai collatori dei benefizi che non sono ancora vacanti,
egli sospeso a quell'epoca
si

quelli

e quelli eh' entrano in

un benefizio
V.
Benefizi

senza alcun diritto, di loro propria


autorit o per forza.
ecclesiastici.

INVENZIONE
Festa.

dicemmo

in quell'articolo e nell'al-

V.

il

voi.

della ss. Croce, XVIII, pag. 234


tra-

tro d'Ingressi solenni in


nella chiesa di
s.

Roma, che
Vili, p. principal-

e 2 35 del Dizionario.

Pietro in Vaticaai

INVESTITURA, Dominium
dere.

no,

come 168, X,
nel

si

not

voi.

Lo

investire, in significato di

pag.

268,
p.

mente
del

XVI,
di

3o6, 307 e 3o8


cio
sulla

concedere dominio o un feudo, ed anche l'atto col quale s'investe. La parola

Dizionario,
s.

sedia
tut-

investitura
,

deriva

dal

lati-

o cattedra
tora
si

Pietro
quella

che

no

investire

che

significa

vestire

venera
detto

in

basilica.
si

Cosi
parla

nel

ultimo
delle

volume
tasse

dell'

abuso

che

ed ornare; ed perci che investire ed infeudare sono sinonimi, e significano ambedue mettere in possesso

INV
e investire del feudo colui
il

INV
quale

63
talvolta all'in;

ad

altra persona.

Per rinvestitura
erbosa
tal

presta giuramento di fedelt al signore dominante. L'investitura propriamente dunque un atto con cui il signore che ha il dominio su di

d'un campo
vestito
gli
si

davasi
zolla

una

altra

un paese, investe di un feudo, o di una porzione d'un feudo, di una terra o di una dignit un suo
vassallo,
il

metteva tra le mani un bastoncello chiamato festuca, oppure un pugnale e una spada per denotare la podest che al nuovo possessore si concedeva di cambiare,

quale
servigi

si

obbligava con
fedele
i

distruggere, tagliare, rovesciare

giuramento
rendergli
chiesti.
i

di essergli

e di
ri-

ed

doveri

Dal
si

diritto civile

pass po-

operare sul suo fondo tutto quello ch'egli credesse opportuno. In alcuni casi si ponee generalmente

scia quel

vocabolo
dissero

al diritto
investiti

canode'be-

va in dito

all'

investito

un

anello

nico, e

ecclesiastici quelli che al nefizi possedimento di que' benefizi erano legittimamente ammessi dal Pa-

pa o da altri collatori ecclesiastici, o anche dai patroni ecclesiastici o laici. Laonde l'investitura de'benefizi eziandio un atto col quale si dichiara e si conferma il diritto risultante dalla

consegnava una moneta, una pietra o qualche altra cosa che fosse emblema di dominio. Cos sovrani accordavano l'investitura di una provincia, consegnando all'investito uno stendardo o
o
gli
si
i

una bandiera.
Il

Muratori nelle Dissert. sopra


dei feudi,

le

antichit italiane, parlando nel-

collazione

di

la
1'

XI

dice

come

davasi

un

beneficio fatta dal collatore leti-

investitura con vari simboli, cio

gittimo in favore di un nuovo


tolare.

colla

tradizione

d'

V.

Benefizi

ecclesiastici

una coppa
teva nelle
lo.
Il

d'oro, d'

un bastone, di un ramo d'alsi

ed Investiture ecclesiastiche, mentre all'articolo


la

bero o altra simil cosa che

metalla
e-

Feudo (Fedi), sua definizione, parlammo


sua
i

oltre

della

mani Ducange

del

nuovo

vassal-

nel Glossario

sua differente specie,


datari, ed
siastici.

origine,
feu-

voce Investitura ne riporta vari


sempli.

de' doveri e cose riguardanti

Ma

allorch

si

trattava dei

ancora

de' feudi

eccle-

Investitura

de'feudi

nomi-

nossi dapprincipio la concessione originaria del feudo o l'atto

d'infeucol-

si dava l' investitulanceam et cqfanonum, come apparisce da quella che l' imperatore Enrico YI diede al po-

maggiori feudi,

ra per

dazione
lo

in

appresso
il

s'

indic

polo di
t

Cremona per
i

la

loro cit-

stesso

vocabolo

ricevimento
prestato

nel

iQ^. Solevasi dare l'inve-

della fede e dell'omaggio

stitura

dal nuovo vassallo, per mezzo del quale il vassallo medesimo veniva
investilo

anche per virgarn ovvero per baculum, e tal modo usarono


solo
i

non

principi o signori
i

laici,

ed

impossessato

del

suo

ma
la

feudo. Gli

atti

d' investitura

erano

ancora verga o

romani Pontefici col(Fedi). colla Ferula

anticamente accompagnali da alcuni segni esteriori o simboli, co'quaesprimeva la traslazione che li si

con quegli

atti

facevasi delle

pro-

Antonio degli Elfetti nelle Memovie di s. Nonnoso, p. 81, discorrendo de' feudi come s'investivano, dice che Cencio Camerario nella donazione della contessa

priet o del

possedimento da una

Matilde

ri-

64

INV
:

INV
per la quale il Pontefice dichiarava che per essa non intendeva pregiudicare in nulla i diritti che altri potesse avervi. Del modo come concedevasi questa investitura delle

porta la formola della rinunzia sopra i jus e dominii per cultellum, feslucani innodatam, gantonem et

gavalionem terrae, atque


arbori*

ramum
i

me ex

inde foras expuli 3

carpini^ et absentem
sessi

me feci;

pos-

due

feudali poi ed investiture


si

mag-

Sicilie ne parlammo all' articolo Concistoro [Vedi), massime in quel-

giori

facevano

per

Iradilionem

lo di

baculi, anuli, per


leatn, et

cuppam

argen-

porta

Clemente XIII, in cui il cerimoniale eh' ebbe


Chinea.
Il

si

ri-

luo-

fustem mirtinum. Aggiuni no tari de' suoi tempi (1675) usavano ne' possessi inferioge
che
invece degli antidelti, glebas
e-

go nel

1760, e pu eziandio vedi


lui

dersi l'articolo

ri

vellendo,
et

ramos incidendo, herbas

do

flore s legendo, portas claudenet aperiendo : per regulam s'inle

vestivano

abbazie,

ex festucare

Benedetto XIV nel 1748 a' 12 giugno eman la costituzione Concreditum, presso il suo Bull. tom. I, p. i45, sopra la rinnovazione delle investiture e delle altre concessioni de' beni di domipredecessore

era dal vecchio padrone al nuovo

nio diretto della camera


ca.

apostoli-

dare un ramo del predio venduto, spossessandosene. 11 Borgia nella sua

V. Censi

della

santa
date
dominii,

Sede.
dalla

Delle altre

investiture

Breve
rale

istoria del

dominio
che ligius

temponelle

santa Sede de' suoi


della Corsica,
della

come

della
Sicilie^

Sede apostolica
dice
significa
,

Sardegna, di
se

due

homo,
che formole
Nella
le in-

Parma
la
ai

e Piacenza, ec.

ne par-

ligius

homagium non
e

loro articoli.

vassallo

vassallaggio

spesso ripetute ne'diplomi delle investiture

INVESTITURE Ecclesiastiche. Pretensione ch'ebbero gl'imperatori,


i

ne' giuramenti.

re,

principi, di

medesima opera prova come


ti

altri signori,

duchi, i conti ed mettere in possese coll'anello quei


de' loro
stati
,

vestiture delle Sicilie date per tansecoli

so col pastorale

dalla santa Sede, sono at-

vescovi ed abbati

ti

evidenti del suo sovrano


le

domiesse

quali prestavangli fede ed


pei feudi

omaggio
Diversa

nio sopra
zione,

medesime; che
atto
di

da

essi ottenuti.

non sono un

mera divo-

per era secondo


e

le

varie dignit,

rendono l'investito giue vero e proprio vassallo della santa Sede; che sono affatto diverse da quelle de' regni
sto possessore,
offerii

ma

tributari a

s.

Pietro, di che

secondo i vari uffizi, la forma con cui conferivasi l'investitura dei benefizi ecclesiastici ; il vescovo riceveva quell'investitura per mezzo del bacolo o bastone pastorale e
dell'anello, l'abbate per
solo bacolo,
il

trattiamo all'articolo
tari alla santa Sede
delle

Stati
;

tribu-

due

Sicilie

era

che quella data dalla

canonico col

mezzo del mezzo


i

del libro corale, ec. Sopra

diversi

santa Sede per aver

nell' investito

modi

e formole di concedere le in-

un conservatore
diritti,
il

e difensore de'suoi

vestiture,

pu

vedersi l'articolo In-

ad ogni nuovo Papa il giuramento di fedelt, e confuta quanto venne detquale prestava
sulla

vestitura. Oltre
all'

quanto dicemmo
sulla
i

articolo

Feudo

sua

origi-

ne, qui

noteremo che

francesi as-

to

clausola

dell'investitura,

segnano

alle investiture la

seguente

INV
origine.

INV
Chiesa

65

Avendo

la

comn-

nato a possedere molti feudi sotto Pipino ed il suo figlio Carlo Magno de' quali arricchita 1' aveano
,

giormente piaciuto. Il pi delle volle concedevano essi l'investitura delle chiese non ad uomini saggi
ed esemplari,
creature e
sioni
ai

ma

sibbene alle loro


le

la

liberalit

de' principi

tanto
i

in

cortigiani che meglio


viziose

Francia quanto in Germania,


scovi e gli abbati trovaronsi

ve-

sapessero adularne
;

pas-

impea pre-

e siccome

erano

sempre in

gnali da queste concessioni


stare tra
le
il

mani

del principe condi

bisogno di denaro, sia per far la guerra, sia per alimentare il lusso
e la

cedente

giuramento

fedelt e

prodigalit necessaria al deco-

l'omaggio de' feudi da esso avuti , e di riceverne ^'investitura per mezzo del bacolo e
dell'anello,

ro della loro grandezza, mettevano


perci le abbazie e
l'
i

vescovati alil

senza

incanto, e ne conferivano

pospi.

per
essi

che

principi

pretendessero

sesso a chi poteva

comperarlo

con questa cerimonia conferire


alcun potere spirituale.
1

ad
piti

caro.

Fu

questa la fonte e
i

la scaturi-

antichi re d'Inghilterra

esercitarodiritto.

gine di tutti
ciascuno,

mali della

Chiesa

no egualmente
In
pel
tal

il

medesimo

modo

vescovi e gli abbati

vincolo

del

feudalismo erano

non polendo giungere alle dignit ecclesiastiche se non a forza d'oro, si studiava di rammassarne
tutto quel pi che venissegli fatto;
e per tal

influenzati

e soggetti al potere tem-

porale con fatalissime conseguenze.

modo una

turpe cupididei

Nel secolo

il

governo feudale
la

in-

gia, la dilapidazione

vase tutta la societ;


si

guerra non

poveri,

vessazioni,

estorsioni

beni dei an,


trisi-

salli,

mezzo de' vasaveano accordato le terre sotto il canone del servigio militare, n gli stessi prelati furono esclusi da queste lusincol
ai

mantenne che
quali
i

gherie senza
ste

principi

numero furono le conseguenze di questo falso


I

stema.

vescovi e

gli

abbati,

in*

nalzatisi al

loro grado per simonia,

non potevano godere


torit
sti

ghiere

seducenti

gratificazioni.

sopra

loro inferiori

Grandi feudi essendo congiunti ai vescovati, tenevano soggetto il vescovo a tutte


le

sedotti dai cattivi

veruna aue que; esempi de' cadi

pi,

desiderosi
,

leggi

del

feuda-

pareggiare
zioni

si

di poterli un \ abbandonavano di
alle

lismo, e l'obbligavano a fornire in

buona coscienza
della
tal

prave inclinadi

tempo

guerra un certo contingente d'uomini e di cavalli , e a cavalcare in persona all'esercito,


di

natura, e distruggevano
ec-

per

guisa ogni ragione


disciplina.

clesiastica
i

D'altra

parte
as-

ogni qualvolta

il

signore

del feudo

vescovi stavano quasi


dalle
loro

sempre

lo avesse intimato.

Ma

ci

che pone-

senti

diocesi,

occupati

va
sa

il

colino allo scandalo della Chieil

siccom' erano
quell'

che i principi, massimamente di Germania, si aveano arrogalo di nominare senza l' inera
diritto

alla guerra che in epoca di barbarie non aveva mai fine, o se questa per avventura lasciava luogo ad un istante

tervento

dell'autorit

ecclesiastica

di

tregua e di riposo,
alle

intrattenuti

a tutte le dignit
si

sacerdotali

che

dalle assemblee generali della


zione,

nasi-

trovavano nel territorio de' loro

quali venivano

come

vassalli,

chiunque

fosse loro

mag-

gnori e primi

membri

dello

stato

VOL. xxxvi.

66
convocati
alle
,

INV
non potevano sottrarre cure del governo un momento
agli
il

INV
*d'

impinguarsi a danno
Altri in vece

di

quelle
la

greggi di cui trascuravano


lute.

sa-

da dedicarsi
chiesa.

affari

della

loro

Inoltre

seguito della corte


e siccome
residen-

eccedevano nella vanit delle pompe, pascendo stordi

era per la maggior parte composto


di vescovi e di prelati;

mi

falchi

e di cervieri

per

le

cacce,

nulla

curando
le

poverelli.

quella

non aveva mai una


gli

Abbandonavano
seguir
g'

loro chiese per

za

cos

ecclesiastici lo

passavano

imperatori, e ferivano le
funeste conseguenze delle
le

la vita

per

pi viaggiando, quasi

prescrizioni de' canoni.

ramminghi
cia,

di provincia in provin-

Ecco

le

e stando

sempre quali umili


persona
I

investiture ecclesiastiche,

quali

servi

intorno alla

di

un

furono da taluni riguardate come

dispotico signore.

disordini per-

un

semplice

affare

di.

cerimonia.

tanto del clero derivavano tutti dal


sociale sistema

Un' immoralit profonda


fettata e

avea
:

in-

dell'epoca,

prin-

corrotta

la

societ

la si-

cipalmente dalla corrotta fonte delIl vescovo l' investiture. s. Anselmo, uno de'pi prudenti ed eruditi uomini del secolo XI, nella
diss.
II,

monia e l'incontinenza aveano quasi


per contagio invaso
traggiosa
il tempio e la Chiesa, la disciplina caduta in ol-

non curanza,
i

il

disprezzo

fa

un

patetico

quadro dei

de' sacerdoti divenne quindi


ne,
si

comu-

disordini provenienti

dalle investi-

ture ecclesiastiche, che chiama sor-

gente
rici,

della

simonia,

falce
I

che

canoni come i decreti salutari della santa Sede. In tal modo si esprimeva
sacri

conculcarono

assaggia le radici della fede.

chie-

sperando di ottener dal principe le maggiori dignit della Chiesa, l'abbandonavano per attaccarsi esclusivamente a lui , disprezzando vescovi e i propri superiori. Gli i uni dispensavano 1' oro fra' cortigiani per comprarsene il favore e le raccomandazioni; gli altri non facevano riserbo di cosa alcuna, a fine di potersi vantare aver servito
la

pure il contemporaneo s. Pier Damiani, ed alcune sue lettere sono piene di lamentazioni e di gemiti,
facendo la pittura delle
investiture

violenze,

scelleragini e nequizie derivate dall'


,

che pur deploravano

tutte le persone probe


di Dio,
ta

e timorate perch vedevano minacciaper cos dire la santa Chiesa e


il

derelitto

cristianesimo.

II

siste-

ma
agli

delle investiture

affidava

l'e-

corte dieci anni, al seguito

del

lezione dei successori degli apostoli

temporale sovrano,
i

impoverendosi

uomini
:

del

secolo

ed

ai

so-

e soffrendo disagi de' viaggi. Talvolta si giunse a conferire la su-

vrani

esse

erano

una

manifesta

blime dignit di vescovo a servi, buffoni o dissoluti, perch essi non vizi e potevano riprender peccati de' grandi di cui erano creai

diritti della Sede dappoich le investiture consistevano ancora nella nomina

usurpazione dei
,

apostolica

regia de' vescovi


il

e degli abbati; e

ture.

simoniaci

falsi

pastori
del-

vedere esigere da essi il giuramento di fedelt, conceder loro il


de' beni ecclesiastici col-

non pensavano che a


l'enorme prezzo che
il

rifarsi

godimento
la
lo,

loro

costava
si

consegna dell'anello e del bacosimboli


del sacro potere, fatta
laiche,

vescovato e l'abbazia, ne
altro

pro-

ponevano

scopo

che quello

da mani

spiaceva a molti e

IN
suscit

V
Vuoisi

INV
tammo
di).

gravi

malcontenti.

all'articolo
s.

67 Germania (FeGregorio

che
to

il

primo ad impugnar l'abuso

Riguardo a

V li,
sa-

delle investiture ai sovrani, sia stail

alla

sua biografia diffusamente depetto

considerandosi

Papa Gregorio VI nel io45, come un'eresia pegIl

scrivemmo quanto con


sa per

cerdotale oper a bene della Chiel'estinzione della simonia, per l'osservanza della disciplina ecclesiastica, ed in confermare la con-

giore della simonia.


estirpar dalla Chiesa

suo disce-

polo cardinal Ildebrando,


s

volendo

fatale

mer-

cimonio e renderla indipendente dalla supremazia imperiale, pieno

danna
tosi

delle riprovevoli investiture

ecclesiastiche, con tutti quegli strepi-

primieramente Alessandro II nel 1061 a promulgare contro la simonia una bolla, colla quale stabili vescovi, di qualunque chiesa che esserne essi fossero, non potevano legittimamente investiti, se non in quanto stabiliti erano dall'autorit e che quindi coloro che del Papa vescovi diventavano per l'elezione del clero e del popolo, bench condi
zelo,

magnanimo
il

indusse

Pontefice

avvenimenti eh' ebbero luogo. aver paternamente ammonito Enrico IV, lo scomunic, lo depose dal regno, e sciolse i di lui sudditi dal giuramento. Ridotto il principe alle pi grandi umiliazio-

Dopo

ni,

affett

pentimento, indi divenne


fece
III,

pi perverso di prima, gere l'antipapa Clemente


seguit ostinatamente
tefice,
il

elege per-

recandosi tre volte

buon Ponin Ro-

sentita

fosse l'elezione da' principi,

ma

coll'esercito per farlo prigione.

non erano
tali

vescovi legittimi, perch


nella

elezioni
infette

maggior
di

parte

Fuggi s. Gregorio VII in Salerno, ove mori acerrimo difensore della


libert ecclesiastica. All'articolo
"-

erano
nia.

sospette

simo-

Divenuto Pontefice Ildebrando nome di Gregorio VII nel col 1073, formalmente condann le investiture ecclesiastiche, che
i

sclusiva (Fedi),
sia

parlammo

dell'ere-

degli

Enrichiani

sostenere

che

l'imperatore

che osavano avea

prin-

autorit sull'elezione pontifcia, perci condannati dal concilio di

cipi

chiamavano
in

regalie, decretan-

Qued-

do

che coloro i quali ricevessero dai laici, ancorch re, duchi e principi di qualunque
concilio,

un

limburgo.

nazione,

le

investiture delle chiese,

tanto

essi

che quelli che

le

confe-

1086 gli successe Vittore quale nel concilio di Benevento viet con pena di scomunica il dare o ricevere dai laici le
Nel
il

III,

rissero fossero scomunicati,

non doda qua-

investiture ecclesiastiche di qualun-

vendosi riconoscere per vescovi, abbati e chierici quelli che

lunque

persona

laica

ricevessero

que si fosse dignit; egual condanna fulmin Urbano II eletto nel 1088, il quale nelT anno seguente
essendo consultato intorno
gli

vescovati, monasteri, abbazie o qualsivoglia altro


co.

sco-

benefizia

ecclesiasti-

municati
rispose:
nicati
in

scismatici

enriciani

Enrico IV re de' romani, a cui


fu

per parte del Papa

intimato
tra

il

Noi teniamo per iscomuprimo luogo l' eresiarca

decreto, rest irritato, e nacque la

famosa

fatale

differenza

il

sacerdozio

l'impero

che

dur
ripor-

antipapa usurpatore della Chiesa romana col re Enrico 1F j in secondo luogo coloro che gli aiutano
di denaro e di consiglio, o gli ub*

cinquanta anni circa,

come

68

INV
da
loro
le

INV
di-

bidiscono, ricevendo

gnit ecclesiastiche
quelli

in terzo

luogo
degli

e pei mali che sovrastavano ai romani, fu forzato a concedere al re,

che con

loro
nella

comunicano.
Storia

Agnello antipapi t. I,
Cos

che senza violenza ne simonia potesse dare le investiture ai vescovi

p. 281. Morto infelicemente Enrico IV, e continuando la differenza delle investiture, Pa-

squale
le

II,

che avea rinnovato con1'

condann 106 nel conGuastalla, l'anno 1107 di cilio nel sinodo Trecense, Tanno 1108
tro di lui le scomuniche,

ed abbati del suo regno coli' anello e col bacolo, purch l'elezione fosse libera ed il possesso fosse dato senza simonia. Appagato di ci Enrico V ricondusse il Pontefice
a'

medesime

anno

in

i3 aprile

vette la

sue mani anno ricecorona imperiale, non sene


dalle
dell' istesso

Roma,

nel

concilio

di

Benevento. Ritor-

za grave dispiacere de* veri zelatori

nato Pasquale II in Roma, vi si port pure nel r 1 1 1 con un esercito Enrico V re de' romani per ricevervi la corona imperiale, mentre

della

libert

ecclesiastica,

pel

concesso privilegio delle investiture,

bench
stituire

1'

imperatore
Chiesa

giur di rele

alla

romana
alla

ter-

avendo

sino

allora seguito

le

re

orme
all'

del genitore Enrico IV, per

Difendono quelli che noteremo


tolte.

Pasquale

II

sua bio-

conseguirla

promise

di

rinunzia!*

grafia, e la

Chiesa rest commossa


usata,

investiture delle possessioni ecaltre

tanto per T enormit del privilegio

clesiastiche, e fece

convenzios.

che della
peratore

violenza

per cui

ni e le giur. Neil' atrio di


tro,

Pie-

diversi concilii
,

facendo
il

mostra
re

di

sentimenti
i

scomunicarono l'imcondannarono le invee dichiararofra


i

cattolici,

baci
II

genuflesso

stiture ecclesiastiche,

piedi

Pasquale

tre volte
vatiesiil

no

eretico chi le
il
1

sosteneva,

nel volto.

Ma

nella basilica

quali anche

concilio di Gerusa3.

cana prima

della

coronazione

lemme

del

1 1

Pentito

il

Papa
1 1

gendo il Pontefice da giuramento di desistere


Enrico V re Pasquale
si

cesare

della violenta concessione, nel

12

dalla pre-

nel concilio Lateranense


il

condann

tensione delle investiture,


fece

adirato-

privilegio

delle

investiture al

con dolo arrestaII con molti cardinali e prelati della Chiesa romana, e li condusse tutti prigioni in Sabina, e come scrivono Pietro Diacono e il Cardinal d' Aragona apud Trebienni, a' 12
ti

modo
cilio

che dicesi in quelT articolo

febbraio. Lasciati tut-

sotto sicura

guardia, Enrico

ritorn colle

sue

genti

in

Roma,

per cui temendo i romani grandi sciagure, si portarono dal Papa a scongiurarlo di concedere a cesare

Quindi nei 11 16 nell'altro conLateranense approv gli atti de' nominati concilii, e solennemente condann con perpetua scomunica il pravilegio, cos chiam il privilegio che avea sottoscritto nel padiglione di Enrico contro sua voglia; rinnovando i decreti di s. Gregorio VII contro tutti i secolari di qualunque grado che con-

ferissero

le

investiture,

e quegli

quanto
vit,
tosi

bramava.

Erano
di
II

decorsi

cinquantacinque giorni

dura schiainteneri-

quando Pasquale
per
le

che da essi le ricevessero laonde irritato cesare si avvi a Roma con un esercito, ed
ecclesiastici
:

miserie de' compagni,

il

Papa

si

ritir

presso

norman-

INV
ni suoi

INV
nuta in
1

69
8
settembre
si

feudatari ed in Benevento.

Worms

agli

Enrico
lico

continu

tribolare

il

122. In essa l'imperatore

u-

sauto Padre,

e questi con aposto-

mili ai legali del Papa, ricev da


essi

coraggio rinnov le scomuniche contro di lui e delle investiture. Tornato Pasquale II in Romn, vi mor a'21 gennaio 1118, ed a'i5
fu eletto a
(I edi),
dell'
il

l'assoluzione delle censure peralle

ch rinunzi formalmente

pre-

tensioni delle investiture ecclesiasti-

che, e promise restituire alla Chiesa

successore

Gelasio
la

II

romana ed
e beni

a tutte le altre, gli e

quale temendo

furia

stati

eh' egli

suo
si

padre
legge

imperatore,

che

poco

dopo
Frangiorinsie-

avevano
riferito

usurpato,
nel

come

giunse in
cia,

Roma,

part per la

nell'atto di questa solenne rinunzia

no

delle
all'

dopo averlo in Capua nel palme scomunicato

Bull. Ro/n. tom.

II.

Il

Pontefice all'incontro con sua carta in

me
lui

antipapa Gregorio Vili da


cattedra romana.
11

data de' 2 3 settembre


all'

1122

intruso nella

accord

Cluny a' 29 in dopo quattro giorni cardinali che lo avevano seguito elessero Calisto li, di sangue
Gelasio
1
1

Mor
i

imperatore che le elezioni de' vescovi ed abbati del re-

gennaio

19, e

gno teutonico si facessero liberamente e senza simonia o violenza


presenza e col consenso delimperatore o de' suoi messi e nascendo discordia fosse questa rimessa al metropolitano coi vescovi
alla
l'
,

imperiale

e
II

reale

come
di

figlio

di

Guglielmo

conte

Borgogna,

siccome quegli ch'essendo gi arcivescovo di Vienna avea condannato


le investiture,

provinciali.

L'eletto poi

prima

di

ed

in

lio

tenuto nella citt

un altro concidiReims essen-

essere
dall'

consacrato
l'

doveva

ricevere
colla

imperatore
stati,

investitura,

do Papa, alla presenza di Luigi VI re di Francia rinnov la condanna e la scomunica contro Enrico V. La deplorabile scissura tra
il

tradizione o consegna dello


degli

scettro

cio di

tutti

beni che
re-

riceveva dalla corona,


galie spettanti alla

e delle
,

chiesa
alla

eccet-

sacerdozio e

l'

do,

dopo aver

lacerato

impero continuanla Chiesa

tuate le

appartenenti

Chiesa

non meno

nello spirituale che nel

romana. L' investito doveva toccare o baciar Io scettro con rispetto.


Nelle altre parti dell' impero, con-

stati suoi, non fu di minor danno alle forze dello stes* so impero per le sanguinose guer-

temporale degli

secrato che fosse V eletto, nel ter-

mine
te

di

sei

mesi egli prenderebbe

re che

ne

furono

conseguenza, e
III,

l'investitura delle regalie


collo
scettro.

egualmenla

pei scismi sostenuti successivamente dagli antipapi

In sostanza la con-

Clemente

Al-

venzione, che chiamasi per

sua

berto, Teodorico, Maignulfo o Sil-

vestro IV, e Gregorio Vili.

Tutto sembrava progredire ad una generale perturbazione, allorch Iddio tocc


la
i

rinomanza Transazione Callistina, e tiensi pel primo concordato fra i due poteri, determin che in avvenire
i

vescovi e

gli

abbati fosse-

cuori di tutti, e

ro

eletti
il

dal

clero e dal
antico,

popolo
alla

controversia delle investiture ec-

giusta

costume
V

predei

clesiastiche fu
ta per
Jl

pienamente aggiustadi

senza
delt

per
all'

dell'imperatore

mezzo dei legati e di Enrico V, nella

Calisto

suoi legati, che

eletto giurasse fe-

dietu te-

imperatore, e che

questi

7o

INV
de' beni
sistere.

IWV
non
del-

nella tradizione simbolica


si
l'

servisse dello scettro, e

anello

pastorale,

come
,

abusi-

vamente
principi

prima perch i concedendo le investiture con tali ornamenti ed insegne del potere ecclesiastico, con tali cerimonie sembravano confefaceva

Quindi nel concilio generale Lateranense II, celebrato nel ii39 dal medesimo Innocenzo li, si decret un canone contro le investiture
laicali.

temporali

Federico

re

de' ro-

mani

rire l'autorit

spirituale.

Si

con-

venne

inoltre,

che
i

vescovi

ademtempo-

pirebbero verso
rali a tutti
i

principi

regno cominci a rinnovar l'abuso delle investiture, ma vi si oppose il Papa Eugenio III. Narra il Rinaldi all'anno i 169, num. 29, che avendo inteso il Pontefice Alessandro
nel principio del suo
III

doveri ed ai servigi

darsi

loro dovuti a motivo dei loro feudi o delle loro regalie.

terra dal
zioni dei
ti,

impedimento re Enrico li
vescovi per

in

Inghilele-

nelle

Questo celebre accordo venne solennemente confermato nel concilio ecumenico Lateranense I , il primo generale di occidente, celebrato dal Pontefice Calisto II nel marzo ii23. In questo modo si pose fine alla questione
delle

le sedi

vacan-

minacci di punirlo; indi eman una costituzione contro chiunque avesse preso dalle mani de' laici

l'investiture delle
esse,

chiese

o dei
i

beni di

e mandolla a tutti
s

vescovi d'Inghilterra, ove

enor-

investiture

ecclesiasti-

me
i

che, ossia delle pi infami


de' benefizi,

vendite

alla Francia,

alla contesa

si pose termine che inondata avea di sangue 1' Italia e la Germania. Si calcola da alcuni, che in sessanta battaglie che date furono sotto il regno di Enrico IV, ed in altre sessant' otto combattute sotto il di lui figliuolo e successore Enrico V, perissero per s strana pretesa pi di due milioni d' uomini. Il cardinal Enrico Noris ci ha dato l'ope-

come

abuso ancora regnava. Quanto non hanno mai avuto suoi re dissensioni o contese col
Pontefice relativamente alinvestiture; essi ne godettero

sommo
l'

sem-

pre pacificamente anche nel pontificato di s. Gregorio VII. Sotto


i

Papi

successivi
all'

per

re rinun-

ziarono
del

investitura

per

mezzo

bastone

dell'anello,
essi

o bacolo pastorale e abbench non avessero


preteso, del pari degli
,

giammai
sovrani

altri

di

dare

la

potenza
esterni

ra intitolata
clesiastiche 3
Il

Dtlle

investiture ecl'j^.i.
li,

spirituale
ai

Mantova

prelati

con che

siffatti
li

segni

ricevevano da loro.
lece

Pontefice Innocenzo

essen-

Questa contestazione
re

maggio-

dosi abboccato nel

ii3i in Liegi con Lotario li re de' romani e successore di Enrico V, gli promise la corona imperiale se difendesse e
conservasse
i

rumore in Inghilterra, per cui Anselmo arcivescovo di Cantorbery procur al regno una convenzione, in

virt della quale la santa

diritti

della

Chiesa

e della Sede apostolica. Tutto proal

Sede conservava il diritto d' investire i vescovi quanto allo spirituale, e

mise Lotario II, ma proponendo Papa con minacce il ristabilimento delle condannate investiture, con animo forte Innocenzo II ricus di farlo, onde il re lasci d'in-

mandava

loro

soltanto la

croce e l'anello pastorale,


il

re riceveva da

essi

il

mentre giuramenai

to di fedelt per riguardo

loro

possedimenti e privilegi temporali.

INV
Quindi anche in Inghilterra venne accettato il regolamento di Calisto Jl, e perch sotto Enrico li erasi rinnovato in parte Y abuso, Alessandro HI vi pose rimedio al mo-

INV
to nel principio del

71
Salterio, solo

dar Dio, e secondo l'ordine descritvariandosi secondo la qualit


l'uffizio

delnel-

e delle
de'

feste.

Il

Macri
eccl.

la

Notizia

vocab.

dice

do
sa,

detto.

Che

proibito all'ecclei

che

nell'uffizio
si

mozzarabico V invi-

siastico

dare in feudo

beni di chie-

tatorio

e facendolo occorre

cito apostolico

il Benepla(Vedi\ altrimenti

chiam Sonus; che nelle regole monastiche detto Versus aperitionis 3 ovvero Responsorium
e

nullo, perch

il

dare in
lo

feudo

e-

hortationis;

che

in alcuni

antiil

quivale ad alienare,
al
voi.

trattammo
del Dizio-

chi cerimoniali gli vien dato

noSi

XXIV,

pag.

228

me

di

Antiphona

invitatoria.

nario.

ora mette per nei tre giorni della

INVIATO

Ordinario o Straorinvia-

settimana santa,
Alcuino,

onde

al

dire di

dinario, Ablegatus. Persona

ta da un principe sovrano o da una repubblica ad altra signoria o

tiamo,

De div. offc, non imima piuttosto detestiamo il

monarca, a cagione di negozio o di complimento. Al presente in Roma presso la santa Sede il re di


Baviera tiene un inviato straordinario e ministro plenipotenziario ;
il

pessimo consiglio de' giudei contro Cristo che con quell' adorazione nel detto triduo de'suoi patimenti il
,

beffeggiava venerandolo per ischer-

no

inoltre

gli

apostoli

in allora
gli

erano dispersi non per invitar


altri

re del Belgio

un invialo

straor-

alla sequela
il

di Cristo
lib.

come
72
,

dinario e ministro plenipotenziario;


cos'i

dice

Durando,

6,

cap.
fra

l'imperatore del Brasile,


di

il

re

ma

piuttosto

a confortarsi
costanti

di

de' Paesi Bassi, la regina


togallo, l'imperatore delle

Por-

loro a restare
Cristo.
sta

in

seguire

Russie,

Si

ed
il

il

re di Sardegna. Attualmente
la

dell'

ancora nella feEpifania per non imitare


tralascia

prelato rappresentante

santa

siliana,

Sede presso l'imperiai corte Braporta il titolo d'internuninviato straordina-

Erode che simulatamente dimostrava voler adorare Cristo bambino,


secondo
observat. cap.
i

zio apostolico e
rio.

V, Ambasciatori, Diplomazia e Nunzio apostolico. INVISIBILI. Eretici luterani rigidi seguaci di Osiandro, di Fiacco Illirico e di Swerfeld, i quali pretendevano che non vi fosse Chie-

Micrologo , De eccles. 4 ; ovvero perch Magi non furono invitati ali ail
1

dorazione,
espresse
16.
il

come
citato

pastori,

come
al

si

Durando

cap.

5 De
pa

L'Amalario aggiunge al cap. ord. Antiph.,che cantando il


il

mattutino nella notte di Natale


nella basilica di
s.

Pa-

sa

visibile.

fratelli

della Roseinvisibili.

Maria Magl'

Croix furono pur detti

giore,

non

si

diceva

invitatorio

INVITATORIO
o
si

Irwitatorium.
si

forse per

additare

che
col

essendovi
ivi

L'antifona o versetto che


recita

canta
prinil

col
to
il

lo stesso presepio,

appunproprio
alla

comunemente

al

bambino Ges

cipio del mattutino, avanti

sal-

vagito invitasse
lui

mo

Fenile exuUemus, e
in

si

replica

adorazione.

popolo il Finalmente
si

di

l'invi-

almeno
setto,

parte dopo ciascun veril

tatorio

neppur

dice
in

nell' uffizio

per invitare

popolo a

lo-

de' defunti,

cio

quello

che

si

7*
elice

IPE
fra

IPP
il

l'anno, eccettuato

giorno
il

conoscono
fu
al

sei

vescovi d' Ipepa, tre

della

loro

commemorazione e

de' quali furono,

Mite o Mita che


Nicea
;

giorno della morte, ed ancora ogni qualvolta si dicono i tre notturni,

concilio

di
al

Euporo
concilio

che

intervenne

primo

come

si

ha

dalla rubrica
tit.

generale
le

d'Efeso; e Gregorio che trovossi al


concilio nel quale

del Brev.

Rom.

19. L'invitato-

rio varia alcune volte,

come per

to Fozio
zio.

dopo

la

venne ristabilimorte di s. Ignavescovile

sante vergini e

martiri,

dicendosi
in con-

Laudemus Dcum nostrum


versione beatae, etc.
della conversione di
s.

IPPA, Hippa. Sede


della Mauritiana di

L' invitatorio
Paolo, che

Si tifi nell'Afri-

ca occidentale,
di Sitifi.

sotto la metropoli

incomincia

Laudemus Deum

no-

strum in conversione, fu composto da Ermanno Contratto. Invitatoria110 tra' cisterciensi si chiam quello che avea l' incarico di cominciare V uffizio divino. IJNZAP ATI. Eretici spagnuoli condannali dal concilio di Tarragona tenuto nel 124' Furono cosi chiamati dal portare le scarpe forate nella parte superiore in segno di povert, ed in questa superstizione riponevano tutta la loro perfezione. Furono auche detti poveri di

IPPA, Hippos, Sede


sotto
il

vescovile

della Siria nella seconda Palestina,

patriarcato di Gerusalem-

me,
dal

circa

quattro
di

miglia

distante
nel

mare

Genesareth

pro-

spetto di Tiberiade.

Fu
e

citt rino-

mata

pei suoi orti


le

ragguarde,
i

vole per
hippeni.

sue

fabbriche

cui

abitanti sono

da Gioseffo chiamati
la
ai

Pompeo Magno

risto-

r dai gravi danni patiti


degli Antiochi,

scorrerie degli

non meno arabi. Augusto


gli

tempi che dalle


in

Lione.

considerazione che
vescovile

abitatori trae-

IPATA, Hypata. Sede


liria

vano l'origine dai


se ai

greci,

l'aggiuntra
la

della Tessaglia, nella diocesi dell'll-

dominii dei Seleuci, onde poi


disordini
e
la

orientale,

sotto

la

metropoli

nacquero lunghi
citt

di Larissa, a piedi del


ta sul golfo

monte Oeconci-

nazione
se

giudaica.

Olgui-

Maliaco. Pausiano suo

traggiati gli hippeni in mille


se dagli ebrei,

vescovo
lio

assistette al

primo
di
il

d'Efeso, nel quale segu col suo


il

metropolitano
rio,

partito

Nestoconcilio

ne vendicarono con uccider quelli che ivi voleansi rifugiare all'approssimarsi di Vespasiano.

opponendosi affinch
si

La

sede vescovile fu eretta

non

aprisse
d'

prima

dell'arrivo di

Giovanni

Antiochia

de' suoi

nel sesto secolo sotto la metropoli di Nazareth, e negli atti de' concilii

orientali; prefer

l'abbandono della
dell' eresiarca.

Chiesa a quello
vile della

evvi una lettera scritta da Cono vescovo di quella chiesa a Giodi

IPEPA, Ifypaepa. Sede


prima provincia
sotto la metropoli d' Efeso,
il

vescod* Asia

vanni patriarca

Costantinopoli

presso
la

mentre in un sinodo gerosolimitano convenne Teodoro altro suo


vescovo.
i

monte Imalo
erezione

vicino a Sardi,
al

Da
la
,

cui

risale

secolo

ss.

Eugenio e Macario
fede
tra'

Ippa trassero l'origine che conpi crudeli


pag.

quindi verso l'anno 1190 fu dichiarata metropoli onoraria dall'imperatore Isacco


li

fessarono

tormenti

per

ordine di Giuliano

l'Angelo. Si

l'apostata, Siria

sacra

277.

IPP
Al presente
titolo

IPP
Ilippen,

73

Ippa

un
il

ivi

tal

uopo chiamato. Saputosi

vescovile in partibus sotto

dall'

patriarcato pure in partibus di

Ge-

loteo
sta,

rusalemme. Per morte di Sebastiano Brisciani, che ne avea portato il titolo, il regnante Gregorio XVI i843 fece vescovo a' 17 gennaio d' Ippa monsignor Gaspare de Cari ab Hohenbalken, deputandolo coadiutore
nel
al

imperatore che Ipparco e Finon erano comparsi alla feordin che fossero condotti al

tempio della Fortuna, ed obbligati


a sagrifcare. Ipparco e Filoteo pei
primi, poi
tri

successivamente
cristiani,
dell'

gli

al-

cinque nuovi
al

compar-

vero

cospetto

imperatore,

vescovo

di

Coir e

s.

che

Gallo, al quale

essendo
il

succeduto

gennaio

i844>

Pontefice nel concistoro


prile

medesimo de' 24 ail

i845 ha
a

conferito

titolo

monsignor Francesco Garda Contarines di Cordova, arvescovile

invano di vincere con lusinghe e minaccie la loro fede ; laonde caricati di catene furono rinchiusi in carceri separate. Qualche giorno appresso subirono un altro interrogatorio, in cui avendo
tent

nuovamente
furono

ricusato di sagrifcare,
sull' eculeo,

cidiacono della cattedrale di Ante-

distesi

e rice-

quara nel Messico.


(s.), martire, il quale Samosata, sotto Y imperatore Massimiano, neh' anno 297, insieme a s. Filoteo, s. Giacomo, Abido., s. Romano s. s. Paragro, e s. Lolliano. Allorch 1' impera-

vettero ciascuno venti colpi di sfer-

1PPARCO

za sopra
cossi

le spalle, indi

furono perpetto e sul

sofferse in

con coreggie

sul

ebbero sofferto questo tormento, vennero ricondotti in prigione, ove rimasero quasi senza cibo dal i5 aprile fino ai 21
ventre.
di giugno.

Quando

tore, ritornando
siani,

vincitore de' peri

Poscia

condotti un' al-

fece

celebrare

giuochi pel

quinto anno del

mosata,
tanti
si

ordin
per

suo regno a Sache tutti gli abirecassero al tempio della


assistere
ai

Y imperatore questi invitti confessori, che sembravano piuttosto scheletri che uomini vivi si dimostrarono pi che
tra volta dinanzi
,

Fortuna
solenni

sagrifizi

mai fermi
dar
la

nella

loro risoluzione di
;

che si dovevano offerire Filoteo, ragagli dei. Ipparco e guardevoli per la loro nascita e pei posti distinti che occupavano, avendo da tre anni abbracciato la
religione cristiana,
si

vita

per Gesti Cristo

per-

locch V imperatore

irritato oltre-

modo

crocefissi.

ritirarono in

una camera per passare il tempo della festa in orazione. Cinque dei
loro amici, cio Giacomo, Paragro,

condann tutti ad essere Prima che fosse eseguita la sentenza, avendo 1' imperatore esortato ancora Ipparco ad obbedire, questi mostrando la calva sua testa rispose Siccome non
li
:

possibile,

secondo

il

corso ordinala

Abido,
li

Romano

e Lolliano,

quaa

rio della natura,


sia

che

mia
di

testa

^rano ancora

pagani,

recatisi

di

nuovo coperta
Il

capelli,

visitarli,

restarono

maravigliati di

meno

ancora eh' io muti risolu-

trovarli genuflessi dinanzi

una cro-

zione".

crudele imperatore

gli fe-

ce;
si,
si

ma

commossi
:

dai loro discor-

ce attaccare sopra la testa con chiodi

desiderarono di essere anch' esbattezzali

una

pelle di capra, e dissegli

mot-

locch
di

fu

eseguito

teggiandolo.
testa

Ecco
di

la
:

calva tua
sugrilca

da un

prete

nome Giacomo,

coperta

capelli

74

IPP
tirologio
festa sotto
il

IPP
romano
colloca
la

adunque .... Ipparco mor sulla croce in poco tempo ; Giacomo,

sua

giorno

22
in

agosto,
fine del
la

Romano
tati
ci.

Lolliano

vissero infino

al giorno seguente, e

furono

stilet-

come pure Usuardo. I rano la sua memoria


mese
te di gennaio, e

greci ono-

dai carnefici sopra le loro eroFiloteo,

confondono

Abido e Paragro furono distaccati mentre vivevano ancora. L' imperatore fece
ficcare dei chiodi nella

sua storia con quella del sacerdo-

romano

dello stesso

loro contesta,

tire

di Porto.

S. Ippolito

nome, marcompose
di cui

e coquesti

un gran numero

di opere,

mand che
te;

crpi

di

tutti

marliri fossero

gettati nell'

Eufra-

alcune giunsero fino a noi in tutto od in parte, ed altre sono perdute.

ma un
Easso,

ricco cristiano per noli

Le prime sono

le

seguenti:

me

ottenne segretamente

un
nia

libro

sull'Anticristo;

un

Ciclo

dalle guardie

per

una somma
li

di

pasquale; un'omelia

sulla

Teofa-

settecento danari, e

seppell not-

tetempo in un podere
neva. La loro 9 dicembre.

eh' egli teai

festa si celebra

diversi frammenti dei suoi ; commentari sopra molle parti della Scrittura; alcuni frammenti dei

IPPOLITO
lire e
fior

(s.),

vescovo,

marche
la

dottore

della

Chiesa,
patria,

suoi trattati contro tutte le eresie, ed in particolare contro quella di Cerone, di Elia e di Noet; uno
scritto sui

nel principio del

terzo secolo,

doni dello Spirito Santradizione


intitolata:

Ignorasi

ancora
s.

la

sua
nel

to e

sulla

apostolica;

famiglia e la sede ove fu vescovo,


Il

un'omelia

Di un
dell'

solo

Papa

Gelasio

suo

libro

Delle due nature d Ges Cristo,


10

chiama metropolitano dell'Aralo

Incarnazione, contro l'eresia di Noet; varie parti di altre sue omelie;


in tre persone, e

Dio

bia, e diversi greci

dicono ve-

finalmente

diversi

frammenti del
Platone,
e
della
infi-

scovo di Porto in

Italia.

A
s.

detta

suo trattato contro


lettera

di Fozio fu discepolo di

Ireneo,

tolato: Dell'universo,

sua

non che

di

Clemente Alessandrino,
di Origene. S.

ad una regina, che credesi


l'imperatrice Severa

e precettore

Gio.
altri

sia stata

mo-

Grisostomo,
scrittori
teti

Teodoreto
gli

ed

glie di Filippo, nella

quale tratta-

onorevoli,

chiama

danno epiGirolamo lo uomo santissimo ed eloecclesiastici

va dell'Incarnazione, e della risurrezione de'morti. Egli compose

s.

una

quentissimo. Alcuni martirologi collocano la sua morte sotto il regno

cronaca fino all'anno 222, ma non potuta scoprire nei si fu ancora mss. greci che si conoscono. Si

d'Alessandro,
l'anno

che

visse
s.

fino

al-

compiange
tato

la

perdita del suo tratdel

Gregorio di Tours ed altri antichi dicono che egli ricevette la corona del martivo durante la persecuzione di Dedo nel 25 1. Quest'ultima opinio-

235;

ma

sul digiuno

sabbato; di
:

Se titolo un cristiano debba ricevere la comunione tutti i giorni; de' suoi inquello che aveva

per

ni

sulla

sacra

Scrittura;

de' suoi

ne avvalorata dalla confutazione che fece s. Ippolito dell'eresia di


Noet, la

libri

Dell'origine
di quelli

del

bene e del

male;
ec.

contro

Marcione,
un'edizione
di

quale

cominci

a comIl

Non

avvi

ancora
le

padre

circa

l'anno

245.

mar-

completa di tutte

opere

s.

IPP
Ippolito;
la

IPP
quella
di

75

migliore

sotto
festa

Fabricio,

stampata in greco ed in

latino ad Amburgo nel due volumi, con molte

1716
utili

in

regno di Gallo; e la sua celebra ai i3 d'agosto. Onorasi nello stesso giorno un


il

si

an-

altro

s.

Ippolito martire,

il

quale

notazioni.

Nel

i55[,
di

scavandosi
s.

era
fu

un

soldato che avendo


vegliare
s.

avuto

presso
fuori di

alla

chiesa

Lorenzo
nelle
di
s.

l'incarico di

Lorenzo,
battezzato

Roma,
di

trovossi

ro-

da esso convertito e
col
sia

vine di un'antica
polito martire

chiesa

Ipsta-

nella prigione, e pochi giorni

donel

Porto,
in

una

tua di
ai
ri

marmo
lati

seduta
incisi

cattedra,

po fu coronato 258. Vuoisi che


lito

martirio,
stato
sulla

seppelvia

cui

erano
cicli,

in caratte-

nelle catacombe,

di

greci

due
vi

ciascuno di otto

Tivoli, nel
la

campo Verano,
basilica

presso
s.

anni.

Non
il

fu

dubbio che
e
la

fosse
sta-

patriarcale
,

di di

Lo-

questo

ciclo

pasquale
dei

renzo
Gli

nel

cimiterio

Ciriaco.

tua del santo dottore. Trovossi pure una tavola


tutto venne
titoli

antichi

calendari
della

delle opedi
lui.
Il

no

del genere
i

sua

non parlamorte ;
se-

re che sono certamente


trasportato
blioteca del Vaticano,
in oggi
getti

ma

martirologisti dell'ottavo
fu

nella

bi-

dove anche
og-

uno

dei principali

della curiosit de'dotti. Della

statua di

marmo
s.

di

tal

santo, co-

messo in pezzi da due furiosi cavalli. Siccome non ci fanno sapere dove abbiano preso questa circostanza, alcuni scrittori sospettano che abbiacolo dicono che

me
nella

del suo corpo

Chiesa di
(Fedi), lo

che si venera Lorenzo in Daqueldei

no confuso questo martire


cedente:
tuttavia
sofferto

col pre-

possibile

che

maso

dicemmo a

abbiano
chi

ambedue

lo stesso

l'articolo.

genere di martirio. Secondo parec(s.).

IPPOLITO

Era uno

venticinque preti delle antiche chiese o parrocchie di Roma. Ingannadi

^ -tUifrcile critici a decidersi quale di questi due santi sia stalo trasportato a s. Dionigi in Fran-

ipocrisia di Novaziano e Novato, ebbe la mala sorte di aderire per qualche tempo allo

to dalla

cia,

e a chi debbansi attribuire le


s.

reliquie di

Ippolito che

si

cu-

scisma.

Ma

espi questo

fallo

con

una pubblica ritrattazione e con un glorioso martirio; poich essendo stato preso con
cristiani,

Lucca, a Brescia, e nelle chiese di s. Lorenzo a Roma. Vi furono pure molstodiscono a Colonia,

ti

altri

martiri che
d' Ippolito.
(s.),

hanno portato
martire.

molti

altri

il

nome

fa per ordine del prefetpiedi a

IPPOLITO
Marcello
(s.),

V.

to attaccato pei

due indoi

diacono.

miti cavalli, e trascinalo fra


i

sassi,

IPPOLITO
dottrina

Galantini

(beato),

dirupi e

le

spine,
1

fino

a che fu
gli

fondatore della congregazione della


cristiana.

fatto in pezzi.

fedeli raccolsero

Nacque

in Fi-

sparsi
le

brani delle sue carni e delvesti,

renze

il

14 ottobre
panni.
i

sue

li

seppellirono nelle
Il

tessitore di

i565, da un Mentr' era aned

catacombe
s.

di

Roma.

martirio di
iti

cora fanciullo,

padri gesuiti, che


1'

Ippolito, la cui storia leggesi

ne
di

conobbero

innocenza

il

s.

Prudenzio, ebbe luogo ad

Oltia

fervore,

lo destinarono

a maestro

oppure

a Porto,

Dell'

anuo 252,

una

classe di giovanetti, ai pia-

76
li

IPP
egli

IPP
verit della fealla

insegnava

le

de,
alla

esortandoli

anche
delle

piet,

frequenza
a

chiese e dei

sacramenti. Di dodici anni fu prescelto

ingiuste che gli furono intentate, abbiamo parlato al voi. XX, pag. 262 e seg. del Dizionario. 11 b. Ippolito ebbe anche

e delle accuse

capo

del novello istituto


s.

a soffrire oltraggi

personali.
vizio

Comforza,

della dottrina cristiana eretto in

battendo
la

egli

il

con

Lucia del Prato per opera del cardinale arcivescovo de Medici, che fu poi Papa Leone XI ; ed egli vi si applic con quello zelo e con quella felice riuscita che appena si avrebbe potuto attendere dall' uomo pi assennato. Intorno quindici anni, siccome si era ai dato alle pratiche della penitenza,
desider di entrare nell'ordine dei
cappuccini,

due giovani scostumati insidiarono sua vita. Fingendo che un ammalato


lo
lo

richiedesse
uscire

di suo soc-

corso,

a notte avanzata di casa, e giunti su di un ponte lo precipitarono nell' Arno.


fecero

La
cati

B.egina
s.

degli

angeli

e
lui

il

pa-

triarca

Francesco, da
pericolo,
lo

invo-

in

quel
dalle

trassero
il

salvo

acque.
gli

Vide
autori

fatto,

ma

a cagione della de-

e ne riconobbe

un amitali

bolezza di sua
rigettato

complessione ne fu
volte.

co d' Ippolito,
sarlo

ma
la
il

furono

le

pi
il

Gli

una
di
lire
si

volta
gli

Salvatore,

apparve mentre o-

sue preghiere, che

non pot
di
lui

pale-

che

dopo

morte.

rava, e

comand espressamente
secolo per istabi-

Colle sue orazioni

beato estinse
;

rimanersi nel

pi volte T incendio

oper alcue
fece

una

pia

congregazione, dove
i

ne
altre

guarigioni

istantanee,

istruissero particolarmente

pi

rozzi del
religione.

popolo
Ippolito

nei
s'

misteri della

adoper allora
opere di
di giungere al

evidentemente prodigiose a vantaggio del prossimo. Trionf infine colla sua miopere

molto

tult'

uomo

per queste

rabile

pazienza

di

tutte le perse-

carit;
fine
in

ma prima

cuzioni e calunnie, ed ebbe la con-

bramato dovette passare d'una


e sostenere
in
s'i

solazione di vedere la sua congre-

altra congregazione,

gazione crescere e fiorire ogni gior-

gran numero, che valsero a formarne un eroe di mansuetudine e di pazienza. Finalmente nel 1602 molti facoltosi di Firenze avendo eretto a tale oggetto un nuovo oratorio che fu intitolato ai ss. Francesco e
persecuzioni
e travagli

no pi bella. Avvicinandosi il mine di sua vita, di cui ebbe


to presentimento, raddoppi
zelo,
le
i

ter-

cer-

sue

preghiere

il suo furon pi

lunghe,

digiuni

pi

rigorosi,

suoi ragionamenti pi fervidi. Egli

Lucia, Ippolito
zionare
la

si

dedic a perfe-

sua

istituzione

con nuo-

rend l'anima a Dio il 20 marzo del 1619, cinquanlesimoquarto di sua et ; e i suoi funerali furono

ve regole che volle approvate dall'

accompagnati da
digi.
Il

moltiplicati proil

arcivescovo.

Lo

scopo primario
era quello di
cristiana.

famelico,

pupillo, la ve-

della

congregazione

insegnare la dottrina
questa

Di
dei

congregazione,

detta

dova, la periclitante donzella, l'infermo, il prigione, per lui tante provveduti e soccorsi, ne volte
piansero

Pan- Chetoni,
ne
il

della sua propagaziomolte altre citt, di quanto beato istitutore fece per essa,
in

amaramente
il

la

perdita.

Tali furono le opere della sua carit,

che

cardinal de Medici lo

1PP
chiamava
di Firenze.

1PP
1'

77

meritamente

apostolo
pel

Poltcn o Poelten, paese dell'arciducato d'Austria nell'impero austria-

Dopo

essere stato per

pi

di

due
XII

secoli

venerato

co

sotto

dell'

Ens,

capoluogo
del

del

pubblico

concetto

di

sua

santit,

circondario superiore

Wiener-

Leone

con
1825,
fra
i

decreto
lo
beati.

del

20
so-

settembre

annover

wald, giace in una pianura presso la sponda sinistra del Trasen. E


cinta di

lennemente
fzio,

buone mura e
si

ben
tre

fab-

La cattedrale, ampio
sotto

e solido edi-

bricata, e divisa
tieri;

in quattro

quarpiazze,

l'invocazione

della

vi

osservano

Beata Vergine assunta in cielo, ed ivi sono in gran venerazione le insigni reliquie di s. Ippolito martire e di s. Agostino. Vi il fonte battesimale con la cura d'anime, quale amministrasi dal canonico
curato.
Il

diversi edilzi,

stabilimenti
citt

fab-

briche.

Deve questa
di
s.

l'origine

ad un capitolo
ri

canonici

regola-

dell'ordine di

Agostino, fondaconti

to nell'ottavo

secolo dai

A-

dalberto ed Oltocaro,
nel

e soppresso

capitolo

si

compone

di
il

1784. Questa

citt

nel

17/j.i

tre dignit,

prima
le

delle quali

fu presa dai
resi.

francesi e dai

bava-

prevosto, e di sette canonici senza

comprendervi
le

prebende teologaL'episcopio

La
stanza
II, in

sede vescovile fu

eretta dal

e penitenziaria, oltre altri preti

Pontefice Pio
dell'

addetti al divin culto.

17 85, ad iimperatore Giuseppe


nel

VI

prossimo alla cattedrale decentemente ornato e di solida struttura. Oltre la cattedrale nella citt vi sono due altre chiese parrocchiali

luogo dell'antica e ricca abcui origi-

bazia e per la soppressione del ve-

scovato di Newstadt, la

ne
fece

risaliva

al

XV

secolo. Nel con-

munite del
convento de'
cesco,

sacro

fonte.

religiosi

di
,

s.

Evvi il Fransemisi

una confraternita
e
l'

il

nario

ospedale.

La
met

diocesi

de' i4 febbraio 1785 ne primo vescovo Enrico Giovanni Kerensdi Maestricht, ultimo vescovo di Newstadt, al quale il me-

cistoro

distende circa nella

della pro-

vincia dell'Austria inferiore,

comcit-

t,

prendendo quaranta parrocchie, castelli e terre. Ogni nuovo


scovo tassato ne'
libri

veca-

della

mera

apostolica

rum
tinn,

vents

ad fior. 5oo, quovalor ascendit ad quinsentala

decim mille jlorenos illarum parseu

ad

romana

cen-

quinque supra sepie ni mille (7125), nulla pensione gravignti


vati.

tum

desimo Pio VI nel 1 794 die in successore Sigismondo Antonio ab Hohenwart della diocesi di Lubiana, traslatandolo da Trieste. Pio VII ne fece vescovi, nel 1806 Godefrido Giuseppe Crutz de Creitz di Maestricht, e nel 18 16 Giovanni Nepomuceno de Dankesreither che trattato da Pel la in partibus. Nel 1824 Leone XII ne dichiar vescovo Giuseppe Cristoforo Paner, traslatandolo da Dulma in partibus, e nel

IPPOLITO
de' fratelli
voi.

(s.),

Congregazione

della

Carit,

fedi

il

cessore

1827 gli diede per sucGiacomo Frin boemo. Il

X,

p.

3i del Dizionario.
(s),
s.

IPPOLITO
stria

ITyppolitl Cit-

concistoro del

Papa che regna Gregorio XVI nel primo febbraio i836

t con residenza
inferiore,

vescovile nell'Au-

preconizz in vescovo Gio. Michele

chiamata

ancora

8.

Wagner

di Lintz,

traslatandolo

78

IPP
il

IPP
migliore ed
assai
il

da Belgrado e Semendria; indi per sua morte gli die a successore nel concistoro de'3o gennaio 1843 l'odierno vescovo monsignor Antonio

pi

fertile

paese

di tutta la
te

Barba ria. Fu anticamenconsiderabile, e sopra


i

pi

tutto al
di

tempo che sussistevano


quali

re

Buchmayr
lalandolo

della stessa diocesi,

tras-

Costantina, ai

Bona era

da Ellenopoli in partibus, gi ausiliare e vicario generale

tributaria.

l'impero
gli

Dopo la decadenza delromano venne in potere de-

dell'arcivescovo di Vienna.

La

se-

de

vescovile,

come

nella

sua eredella

ta

arabi o saraceni, e fu governaper molto tempo dai suoi capi


1

zione,

tuttora suffraganea

particolari.

re di

Tunisi se

ne

metropoli di Vienna

d' Austria.

impadronirono

in appresso, e vi e-

IPPONA, Hippo Regius, Bona. Sede vescovile


frica

ressero delle fortificazioni. Barbarossa l'assedi con ventidue galere, se

della

Numidia

nell'A-

occidentale. L'attuale citt di


es-

Bona chiamasi anco Ippona per

ne rese padrone e la incorpor nel regno di Algeri. Carlo dopo a-

sere a questa succeduta, laonde pri-

ver

ma

di

parlare d'Jppona
di

daremo un

i535 Andrea Doria con un poderoso


preso
Tunisi,
nel
cito

invi
eser-

cenno

Bona. Questa citt e porto di Barbarla della provincia di Bona e Costantina nell' Algeria,
sizione siccome situata sul

trov

che abbandonata dagli abitanti. Qualche tempo dopo fece smantelquesta


citt

per prender

posta in ridente e deliziosissima po-

lare le sue fortificazioni,

ma

ripre-

mare

fra

sa dagli algerini la ripopolarono for-

il capo Rosa all'est ed il capo Hamrah all'ovest: la campagna assai

feconda,

ma

sicuri e la

il porto non de'pi rada pericolosissima; in

arabo Bona viene chiamata BlaidAnaba. cinta da un muro che cade in rovina, e difesa da un castello e da un forte di qualche considerazione, eretto sopra
el-Aneb, o
un'altura nel i5oo circa. Sotto Lui-

nuovamente. Nel 1607 granduca Ferdinando I, toscani assalirono e presero Boi na, onde per memoria fu eretta a quel sovrano in Firenze una statificandola
il

sotto

tua

equestre.

Avendo

francesi

nell'anno
ri,

i83o

conquistato

Alge-

dipoi s'impadronirono anche di


il

Bona, e tuttora sotto


della

dominio
di

Francia.

XIV i francesi avevano a Bona uno stabilimento che abbandonarono dopo la rivoluzione. Nel i8o5
gi
gl'inglesi

Ippona a mezza lega


citt

Bona,
di-

cio le vestigie della celebre antica

che fu quasi intieramente


dal
califfo

ottennero

la

permissione

strutta

Oduian l'anno
Ippona contriornamento per
templi, colon-

di formarne uno, ma non pare che ne profilassero. I contorni di Bona abbondano di giardini ed offrono

65 1. Le rovine
buiscono
l'effetto

d'
lei

al

di

pittoresco di quei maestosi


di archi,

belle passeggiate, e tra


dotti
gioie,

suoi pro-

frammenti

abbondantissime sono le giusda cui si desume che i na-

ne, acquedotti e volte, che

no

sfidare

il

sembratempo, e perpetuare la

zionali fabbricando la citt la chia-

massero Beledel-Ungeb , cio a dire luogo delle giuggiole. Il nome di

memoria della grandezza romana; scavando a poca profondit si scuoprono spesso dei mosaici, e rottami
di antichi
utensili
si
;

Bona

le

venne

dato dai marinari

all'imboccatura
i

e commercianti europei, per essere

del Seybouse

vedono

resti

del

IPP
porto romano, dove l'anno di

IPP
Roma
diflotta

79

707 era stazionata


]\

la

con cui
rovisi

Sitio luogotenente di Cesare

strusse quella di Scipione.

Le

Vincenzo Calza console generale pontifcio nell'Algeria, a p. i5o e seg., dopo aver parlato eruditamente d'ippona, nella sua Algeria, stampata in
nel 1844* Massacrando e devastando vandali la Numidia, popoli spaventati si rifugiarono ad Ippona, Cartagine e Cirta, com'erano le citt pi forti di quelle parti; fu allora che s. Agostino scrisse sui Doveri dei pastori le di cui citt divengono prei
i

ne del convento
riconoscono a
to
passi
di

di

s.

Agostino

Roma

Ippona, e le traccie della chiesa che si dice avesse cenlunghezza e trenta di


vescovile d'Ippo-

larghezza.

La sede
di

na fu
to
la

istituita

nel terzo secolo, sot-

metropoli

Cirta

Julia.

Il

primo vescovo diesi conosce

Teo-

gene martire, che intervenne nel i55 al terzo concilio adunato da


Cipriano
vescovo di
Cartagine.
Il

da del nemico,
scovo Onorato
il

quella lettera al ve,

cittadino

si

dove il santo ed mostrarono tanto granI vanIppona per

secondo Fidenzio del 3o4; il terzo Leonzio ; il quarto Faustino donatista; il quinto Valerio che nel 3c)o ordin sacerdote per acclamazione
s.
il

di

per divozione e coraggio.


la resistenza

dali nel 4*^9 assediarono

mare,
ci

dur quattordi-

mesi, nel

qual

tempo

il

santo

gran

dottore della Chiesa

agostino (Vedi). Ivi egli fond uno stabilimento da cui sortirono pi sapienti ed illustri vescoi

vescovo mor prima di veder cadere la sua citt in potere dei barbari, che segu nel dicembre o meglio

vi

dell'Africa,

Alipio

suo concitta-

dussero in
teca, soli
stino,
alla

a'28 agosto 43o. I vandali ricenere quasi tutto, ma


e la biblios.

Evodio di Uzale, Possidio di Catana Profeturo e Fortunato di Cirta, Severo di Milevi, ed Urbadino,

rispettarono l'episcopio
e che

beni posseduti da

Agolegati

morendo avea
Il
il

no
r

di Sicca.

TI

vescovo Valerio Io

sua chiesa.

suo corpo ripotermivein-

prese per coadiutore nel

39 5

mo-

s in Ippona, finch verso

poco dopo. S. Agostino scrisse ad Ippona le sue Confessioni nel 397, la Citt di Dio dal 4i3 al 426, e nel medesimo anno incominci le
Ritrattazioni. In Ippona,
fatto in Tagaste,
chierici,
istitu

ne del quinto
scovi
africani

secolo, per sottrarlo


i

dal crescente furore de' vandali,


lo

trasportarono

come avea una casa di donde derivarono Canoi

Sardegna, donde nell'ottavo secolo fu trasferito a Pavia nella chiesa di s. Pietro Coelo aureo. L'attua-

nici regolari e gli agostiniani

(Ve-

di).
di

In Ippona sotto la direzione Perpetua sua sorella riun in un

ospizio

un numero
a Dio, da

di

vergini con-

sacrate
le

cui

provennero

monache Agostiniane (Fedi), su di che pu ancora vedersi l'articolo Monache. Di alcuni uomini di som-

d'Algeri monsignor Antonio Adolfo Dupuch implor ed ottenne dal Papa Gregorio XVI un breve apostolico pel vescovo di Pavia, onde conseguire una reliquia insigne, cio una porzione del braccio di s. Agostino, ed a tale le effetto
il

zelante vescovo

prelato
3.

si

rec in quella

mo
po

merito, e in ispecie nell'arte me-

dica,
di

che fiorirono
s.

in Africa al
il

temcav.

Agostino, ne tratta

Ritornando in Afriil ca approd prima prelato in Marsiglia, ove unironsi a lui altri sei vescovi francesi per accompagnarcitt nel

184

80
lo a

IPP
questa
terra

IPP
il

su cui

santo

niani eremitani vi contribuirono,

avea sparso tanto


ligione
le

splendore di re-

e di dottrina, e nella qua-

avea seduto pastore glorioso per


.

quando contiguo alla chiesa s'innalzer un convento, di mandarvi una famiglia reliquali sono pronti,
giosa. Contribuirono opera altre persone.

quarant' anni

Dupuch ad Ippona
pompa,
depose
alla
le reliquie

Giunto monsignor con religiosa


sei vescovi

pure

alla pia

presenza dei
di
s.

Successe nella sede d'Ippona a

s.

Agostino in
eret-

un monumento, espressamente
to sul luogo stesso

Agostino Eraclio, proposto dal santo a sua vece sino dal 4 2 ^. Dopo
di Eraclio

veva

il

ove in vita asanto dottore con tanto efesercitata


la
il

non

si

trova altra

men-

zione

-de'

vescovi d'Ippona sino a Ser-

ficace zelo

di lui

pa-

storale

carriera.

Indi

medesimo
al

vescovo di
te

Algeri

verso la line di

vando arcivescovo di questa sede s. Gregorio VII, il quale con lettera rinconsacrato dal Pontefice
grazi l'emiro
lo

detto anno invi in

dono

regnan-

Gregorio XVI un tavolino rotondo con sua base di marmo bianco, e composto di frammenti di vari marmi trovati in Ippona, ed appartenenti
della
alla
Il

mussulmano che glieavea proposto per degno. Siccol'universo intero fu


s.

me
nel

sempre ogdella

getto delle cure di

Gregorio VII,
chiesa
al-

1076

si

occup

sua

antica basilica
nel gradire
il

africana, e

scrisse

molte lettere
in

Pace.

Papa

l'uopo di riformarla,
quali compianse
la

una

delle

donativo ordin che


in

fosse collocato

trista

condizio-

una

delle sale del

museo

cristia-

no
le

esistente nella biblioteca

Vati-

cana, siccome

monumento, che fra molte memorie raccolte in quel


ricorder pure
dell' antica
i

ne dell' Africa, ove allora non erano tre vescovi a poter ordinarne canonicamente un altro. Trascorsero trecent'anni senza che Ippona avesse
pi
il

raro museo,
ziosi

pre-

suo vescovo
nel

nemmeno
si

titola-

avanzi
Il

cristianit

re, finche

i3j5

trova Gio*

africana.

vescovo

Dupuch non

solo intraprese l'erezione d'una chiesa in onore di Dio, e sotto l'invo-

vanni che ne port il tibus. Il Morcelli nel

titolo in
t.

par'

della sua

Africa Christiana
ta r successori in

p.

cazione di

s.

Agostino

in

Ippona,
dila prii

numero

i84>ne ripordi qua-

sull'antica area, e col

medesimo

rantadue
venuta
poli

segno dell'antica, gettandovi

Menochio
la

ma

pietra,

ma

vi

celebr

divini

a Bartolomeo anno Di179,5. sede d' Ippoua un titolo


inclusive
dell'

misteri,

non che

diverse ordinaziocappella,

ni, cio nella

temporanea

che contiene l'altare precariamente eretto per depositarvi la detta preziosa reliquia, sito

in partibus della metropure in partibus di Cartagine, ne furono gli ultimi ad esserne fregiati, monsignor Gregorio

vescovile

appunto ove

si

Zelli

della congregazione benedetti-

eriger

la chiesa, la

quale non an-

na

cassinese di

Vetralla, che Leotraslat alla chieAsisi,

cora incominciata a fabbricarsi. Per

ne XII nel 1827


sa residenziale di

questo edifizio

il

vescovo
a

Dupuch
i

l'odierno

mand una

circolare

tutti

ve

scovi del mondo, anche in pardbus onde volessero contribuirvi, e ne ot-

Pontefice nel 1882 a quella d'Ascoli che con zelo governa; non che

tenne

successo.

Anche

gli

agosti-

monsignor Paolo Berretta di Catadallo stesso Leone nia, nominato

IPP
gennaio XII 1828. Al presente in Ippona vi
nel concistoro

IPS
28
dine de'preti sino alla propria
te,

81

de*

morcon-

per
di

non contravvenire
Nicea,
il

al

un ospedale
s.

sotto

l'invocazione

di

Agostino, e le sorelle della Carit

venute di Francia.
Concili

quale proibisce di crear un nuovo vescovo vivendone un altro. L'assemblea acconsent a quecilio

sta dichiarazione.

S. Agostino epist.
t.

d Ippona
agli

2i3; Bai uzio, Concil.


Diz. de'
coite.

I,

p.

371;

II

primo
,

si

adun

8 ottobre

IPSISTARI o IPSISTARIANI.
Eretici del quarto
secolo che professavano di adorare l'Altissimo, che
in greco dicesi Hypsistos j

del 3cj3
lio

e fu presieduto da Aure-

di

Cartagine. Megale di
di

Calama
gli

primate
tri

Numidia e

tutti

al-

ma sem-

primati delle provincie d'Africa

vi assistettero,
cilio
s.

ond' chiamato cond' Africa.


Il

generale

dottore

Agostino, ch'era
si

allora

semplice

bra che per Altissimo intendessero il sole, poich adoravano come i pagani il fuoco ed i baleni, osservavano il sabbato, e distingue-

sacerdote, vi

trov

presente. S

vano

le

carni

in
gli

monde ed imebrei.
agli

tratt in questo concilio della fede

monde come
gliavano
massalieni, ed

Rassomieuchiti

e della disciplina ecclesiastica, e fu-

quindi
ai

o
inse-

rono fatti quarant'uno canoni, che vennero inseriti in compendio nel terzo concilio di Cartagine. Regia t. Ili; Labb t. II; Arduino t. I; Diz. de concilii. Il secondo si tenne nel 394 o 3c)5
sulla disciplina
s.
.

cellcoli.

gna s. Gregorio Nazianzeno nelT orai. 19, che g' ipsisterii o ipsistariani erano originariamente giudei da molto tempo stabiliti nella
Persia,
i

quali

si

lasciarono traal culto

In

questo concilio

scinare dai
co,
i

maghi

del fuo-

Agostino fu ordinato vescovo d'Iple

ma

che per altro abborrivano


de' greci.

pona contro
voglia,

regole, e contro sua

sagrifci

vivente Valerio, per autori-

IPSELA, Hypsela. Sede


vile della

vesco-

t del concilio.

Regia

t.

Ili, e

Diz.

prima Tebaide
nel

nel pa-

de conc.
Il

triarcato di

Alessandria, le di cui

terzo ebbe luogo nel

^11. An-

rovine

veggonsi

luogo
i

detto

tonio di Fussala vi fu deposto.


gli

E-

Sciotb nel Said,

dove

copti ebil

avea sorpreso
il

il

primate e in
I.

bero

pure
di

un
Sciotb.

vescovato sotto

appresso

Papa

s.
s.

Bonifazio

N'eb-

be tanto dolore
leva piuttosto
di

Agostino che voil

nome nel IV
tropoli

Ipsela fu eretta

secolo suffraganea alla


di

me-

lasciar

vescovato,
rista-

Antinoe.

Arsene ne fu
scismatico

quello che veder

Antonio

ordinato

vescovo

dallo

bilito.
Il

Diz. de concilii.

Melezio, ed
set-

essendo stato creduto

quarto nell'anno
nella chiesa

4^6 a'26

ucciso, gli eusebiani


s.

tembre
tri

della Pace.

S.

Atanasio
in cui

Agostino che avea seco lui due alvescovi, cio Religiano e Mar*
tiniano, oltre sette sacerdoti, e tutil

distrutta nel

ne incolparono questa calunnia fu concilio di Tiro nel


al

334,
fu

Arsene comparve. Esso


santo, diI che contro

sempre affezionato
al

to

popolo d'Ippona, dichiar suo


il

chiarando
tutte
le

Papa

s.

Giulio
fatte

successore nel vescovato


te Eraclio,

sacerdo-

inquisizioni

ma

lasciandolo nell'or-

di lui

nella

Mareotide,

dovevano

vol. xxxvi.

82
al concilio di

IRC
si

IRE
trov
nella

essere molto sospette. Egli

sua epistola

ai

romani
quale

Gio-

Sardiea, e rese sem-

vanni, a

cagione
concilio

del
di

Flacit-

pre giustizia
christ.
t.

a
p.

s.

Atanasio.

Oriens

viano
t,

patriarca

Costantinopoli
in

II,

Sede vescovile della Frigia Salutare, prima nel!' esarcato d' Asia, sotto la metropoli di Si mia o Sinnada, eretta nel quinto secolo. Questo luogo altres celebre per la famosa battaAntigono glia tra e Demetrio contro Seleuco, Lisimaco e Cassandio, nell' anno 3oo avanti l* era nostra. Antigono fu ucciso sul campo, Demetrio fugg in Grecia, e
i

IPSO POLI,

600. Hipsus.

radun un
ove
si

quella

parl dell'eresia eutichia-

na,
la
al

onde Giovanni sottoscrisse alcondanna d'Eutiche, come pure


concilio di

Galcedonia,

ed alla

lettera de* vescovi di

sua provincia
e

all'imperatore Leone; Eustazio che

fu al settimo

concilio generale

Dionigi
patriarca.
p.

che

fu

a quello di
christ

CoI,

stantinopoli sotto

Luca Crisobergo
tom.
(s.).

Oriens

88.

vincitori
I

si

divisero fra loro gli

IRENE
dottore

(s.).

V. Agape

stati.

vescovi d' Ipsopoli o Ipsus

IRENEO

(s.),

che si conoscono, furono Luciano che sottoscrisse al concilio di Calcedonia ; Gelasio che trovossi al settimo concilio generale ; Fozio

della

vescovo di Liane, Chiesa e martire.

Nacque verso Y anno 120, probabilmente


discepolo
di di
nell'

Asia

minore,

e fu

di

s.

Policarpo vescovo
s.

che intervenne all' ottavo, e Tommaso che fu a quello di Fozio. t. I, Oriens christ. p. 842. Al presente Ipsopoli, TJypwpolitan, un titolo vescovile in parlibus che
conferisce la

Smirne,
confutare

e di
1'

Papia. Alfine

eresie del suo

temsi

po, eh' erano


di
filosofa

un misto
della

di

favole,

e di

cristianesimo,

applic

allo studio

mitologia

santa Sede, sotto la metropoli pure in partibus di Sinna o Sinnada. J\e furono per ul-

e dei differenti sistemi

filosofici dei

pagani

laonde
e
il

si

rese capace di
il

esporre ogni errore in tutto

suo

Gillow, ed il vivente monsignor Giorgio Priinster di Leithen diocesi di Bressanone, fatto dal Papa regnante nel

timo

insigniti

Tommaso

lume

di

scoprirne

la

fonte, e

divenne

terrore degli eretici. S.


lo

Policarpo

mand
primo
al

nelle Gallio,

concistoro del

primo febbraio

836,

ove s. Lione
nel

Potino
lo

vescovo di
;

elev
fu

sacerdozio
al

deputandolo ausiliare e sulfraganeo all' odierno vescovo di Bressaunone monsignor Bernardo Galura. 1RCANIA, Hircanis. Sede vescovile

187

deputato

Eleuterio per

pregarlo di

Papa s. non leorien-

vare dalla sua comunione


tali

gli

che continuavano

a celebrare

della

Lidia

nella

diocesi

la

Pasqua
Al

lo

stesso di

che

gli

e-

d'Asia, sotto la metropoli di Sardi, eretta nel


situata

brei.

suo

ritorno
s.

a Lione fu
Potino, che

nono

secolo.

Essa
di

era

eletto successore di

nella

pianura

questa

aveva

versato

il

proprio

sangue

provincia, detta Ircana, dalla colonia che


i

persiani

dall' Ircania.

Fu

vi condussero chiamala anche

per Gesti Cristo. Egli ridusse alla fede colle sue predicazioni quasi tutto il paese, e divent il capo
delle chiese delle Gallie, cio delle

Horcanus
scovi
:

Myrum. Ebbe per


s.

ve-

Ansicrito che

Paolo saluta

Provincie

vicine

alla

Xarbonese,

IRE
che govern con eguale piet, zelo e dolcezza. Fu per combattere speT eresia di Valentino cialmente che s. Ireneo scrisse i suoi cinque libri contro le eresie. Confut pure gli errori di Fiorino e di Blasto: il primo con una lettera che pi non abbiamo, intitolata Del:

IRE
della chiesa detta di
s.

83
Ireneo so-

pra
in

monte, sino all'anno i562, furono disperse dagli ugonotti. Il suo cranio fu trovato da un cattolico, che lo raccolse e lo depose nella chiesa primaziale di s. Giovanni. S. Ireneo aveva scritto in greco diverse opere; ma noi
il

cui

monarchia o unit di Dio, e che Dio non e V autor del peccato ;


la
il

non abbiamo
zione latina

se

non una tradusuoi cinque libri

dei

secondo

col

suo
la

trattato Dello
la

contro
greci

le

eresie; alcuni

frammenti
autori
I
;

scisma. Essendosi rinnovata

di-

riferiti

da

diversi
s.

la

sputa intorno

celebrazione della
s.

lettera al

Papa

Vittore
e

conser-

Pasqua,
nacci
i

il

Papa

Vittore

miper

vataci

da

Eusebio,

quella che

vescovi

dell'

Asia di scoscrisse

contiene la storia dei primi martiri

municarli. S. Ireneo

gli

di

Lione,
e
di

indirizzata ai cristiani

indurlo a non essere soverchiamente severo, dimostrandogli con egual


forza e
rispetto,

d' Asia

Frigia,

in

nome

di

quelli di

Vienna
edizione

e di
delle

Lione.

La

eh' egli

potea a
tollerare

migliore
nel

opere del

cagione delle

circostanze

santo dottore
rigi

quella fatta a Padal p. Massuet.

per
di

qualche

tempo

la

differenza
si

1710

pratica nel punto di cui


;

tratsi

tava

ma
agli

nello

stesso

tempo

oppose

asiatici,

Pasqua
lettera
esito,

nella

celebrando la domenica. La sua


il

vescovo di Sirmio o Sirmich, capitale della Pannonia, ora villaggio d'Ungheria. Era ammoglialo quando fu fatto vescovo;
(s.),

IRENEO

ottenne
sa

maggior buon
pace alla Chiepi nulla di

ma

dopo

la

sua ordinazione serb Al

e restitu la
si

la continenza

sa.
s.

Non

quasi

della Chiesa.

conforme tempo

ai

canoni

della per-

Ireneo da questo tempo fino al suo martirio, che soffr egli insie-

secuzione

di

Diocleziano e Massi-

me
ni,

ad una moltitudine
sotto
1'

di cristia-

miano fu arrestato per ordine di Probo governatore della provincia,


-che lo fece crudelmente tormentare
dei.

imperatore

Severo,

il

quale nell'anno 202 mosse fiera persecuzione contro i cristiani. Giusta

per

indurlo a

sagrificare

agli

un

antico epitaffio

che leggesi
lavorato

Tutta la sua famiglia era immersa nel pi vivo dolore. Vedeaintorno mglie , i
di
lui
la
,

sopra Lione,

un
il

pavimento

a
fu-

si

madre,
che uniti

la
ai

mosaico nella chiesa

del santo in
quelli
lui

figliuoli

numero
I

di

che

parenti e agli amici lo scongiurava-

rono

martirizzati

con
greci

era di

no piangendo
stesso

di

aver piet di

lui

onorano s. latiIreneo ai 23 di agosto, ed primi dini ai 28 di giugno ; e cono che mor di spada. A Lione la sua festa fu trasportata nel nuovo breviario ai 29 di novembre.
diciannovemila.
i
i

di

loro.

Ma

egli

eroica-

mente fermo
la

nella sua

fede soffr
torture
;

prigionia
gli

ed altre
fu

fi-

nalmente
zo del
nel

troncata la testa

e gettato nel fiume, ai 2 5 di

mardetto

3o4-

11

suo

nome

posto

Le sue

reliquie

sonosi custodite a

martirologio

romano a

Lione in una cappella sotterranea

giorno.

84

IRE
IRENOPOLI,
Irenopolis.

IRK
Sede
nel
la

renopoli, Irenopolilan

un
la

titolo

vescovile della seconda Cilicia

arcivescovile in parlibus senza suf-

patriarcato

d'

Antiochia

sotto

fraganei

che

conferisce

santa

Anazarbo, la cui esecolo rezione risale al quinto essa chiamasi anche Neronia dal nome di Nerone. Tolomeo, s. Atanasio, Teodoreto ne fanno menmetropoli
di
:

Sede.
rio

Papa che regna GregoXVI, a' 12 marzo 1837 di*


Il

chiaro

arcivescovo
in

d' Irenopoli

residente

Roma

pei

pontificali

e per le
greco,
il

sacre

ordinazioni in rito

zione, e gli

atti

de'concilii

e'

inse-

gnano
so fu

il

nome

de'seguenti vescovi

che ne occuparono la sede. Narciche intervenne al concilio di Ancora ed a quello di Neocesarea,

monsignor Stefano Missir di Smirne, gi alunno del collegio Urbano di propaganda fide. IRENOPOLI, Irenopolis o Bagdatum. Sede episcopale della Bavivente
bilonia nell'antica Caldea.
riani
I

uno

de' principali vescovi ariani,


altres

nesto-

ed

assistette

al

concilio di

nel

nono
ancora

secolo

v'istituirono

Antiochia nel 335, a quello di Sardica, quindi ritirossi a Filippopoli

una sede
siedette

arcivescovile,
il

ed

ivi

ri-

loro patriarca.

mor

prima del

35g.
anni

Indimo
dopo
al

IRROUTSK, IRRUSTR
KUTSKI. Sede
beria
,

o IRdestra

sottoscrisse

al conciliabolo d'Efeso,

vescovile della Sisulla

ma

ritrattossi

due

situata

riva

concilio

di
la

Calcedonia. Basilio oc-

cupava

sede

d' Irenopoli sotto

V imperatore

Giovanni che fu scacciato nel 5i8 come monofsito. Procopio che fu al conciAnastasio.

deli'Angara, di un vescovo greco, dipendente gi dall' arcivescovo di Tobolsk , in oggi indipendente La citt d'Irkoutsk capoluogo
del governo di questo

nome, e

re-

Mopsuesto, riunito nel 55o per ordine dell' imperatore Giustiniano I. Paolo che sottoscrisse ai
lio

di

sidenza

del

governatore
orientale
al

generale

della Siberia
sia
asiatica,

nella Rus-

confluente dell' Irchie-

capitoli

in

Trullo.

kut.

Vi

si

contano trentatre
delle

IRENOPOLI,
nella
la

Irenopolis.

Sede
sotto

se,

dodici

quali

in

pietra,
al-

vescovile della provincia


diocesi
d' Antiochia

d' Isauria
,

due conventi, due ospedali ed


tri

stabilimenti

la

cattedrale

fu

metropoli
delle
i

di

Seleucia,

eretta

nel quinto secolo, e conosciuta per

mezzo
guenti

notizie,

e per

gli
i

atti

de'concilii,

quali ricordano

se-

vescovi.

Giovanni

che

fu

1746. Ha un ricchissimo gabinetto mineralogico , una vasta prigione, ed una copiosa biblioteca. Questa citt il fondaco d'un commercio considerabilissimo,
fondata nel
di
pelliccerie

al concilio di Nicea.

Menodoro

rap-

presentato al concilio di Calcedonia

che delle
nord-ovest
bricata

tanto della Siberia colonie russe della costa


dell'America.

da

Basilio suo metropolitano.


le

Pao-

Fu

fab-

lo che sottoscrisse

lettere delle

secondo

alcuni nel

166 1 3

sua provincia mandate all' imperatore Leone. Giorgio che appose la sua firma ai canoni in Trullo. Euschimone il quale trovossi al
concilio
di

e secondo altri nel

1691. La gran,

quantit di porcellane, smalti,


biglie

moCina danquel

ed

altri

oggetti

della
le

che

si

trovano nelle Case,


di

Fozio

nel

pontificato
I-

no

l'aspetto

una

citt di

di Giovanni

Vili. Al presente

paese.

IRL
IRLANDA, IRELAND,
Hibernia.

IRL

85

Regno dell' impero britannico, ed una delle isole Britanniche, la piti grande dopo la Gran Bretagna, tra 5 1 presso e all'ovest di essa
,

Irlanda dagl'i inglesi; ed Irn o Etyn o Erin da quelli del paese. Tutti questi nomi provengono dalla
parola hier che in lingua irlandese
significa
il

ponente, perch

il

paese

e 55 16'di latitudine nord, e 7 35' e 1 2 4 di longitudine ovest.


20'

situato al

ponente

dell'

Europa.
parola suolo

Altri dicono derivar

dalla

bagnata all'est dal canale del nord che la divide dalla Scozia, da cui distante quindici miglia;
all'oriente dal

Erynland che
se

significa in irlandeIl

una
al

terra occidentale.

dell'

Irlanda

montuoso

al

nord

d'Irlanda,

mare burrascosissimo Mare Hibernum, Ocea-

ed

sud, e paludoso nell'interno,


attraversato
colline.
altres

eh' per

da
le

mts Ilibernusj gran canale dell'Oceano occidentale o Atlantico, a cagione de' venti che vi dominano, e delle correnti formate da molte
riviere che
vi
si

catene

di

Molte

sono

montagne qua e col sparse, ma non di grande elevazione monti d Rippure o Wickolw al sud
:

si

scaricano.
all'est

Questo
dell'Ir-

di

mare che

estende

landa, forma

gran canale di s. il Giorgio e di Bristol, e divide l'Irlanda dall' Inghilterra propriamente detta, da cui distante quarantacinque miglia.
fra

La sua lunghezza
il

dal nord nordest al sud sud-ovest,


il

Nephin nella pared il Croagh- Patrick al sud-est di Clewbay sono di qualche rilievo. Frequenti ed ampie sono le foreste irlandesi , e somministrano in copia il legname da costruzione. Fra i moltissimi laghi disti nguonsi l'Era ed il Neagh
Dublino,
il

te

occidentale,

capo Clear ed

quasi di cento leghe

capo Malin, , e la sua


all'ovest,

per la loro estensione di circa trenta miglia di lunghezza e dodici in larghezza.


Il

maggior larghezza
fra
i

dall'est

Derg

celebre

per an-

proni ontorii di
,

Howthoad e
nella

tiche tradizioni
perstizione,
si

Sleynehead
leghe.

di

sessantaquattro

non scevre da sued il Lean o Killarney


del
sito

Cesare
statistica

Moreau
e

sua

ammira per V amenit

opera

politica

sull'Ir-

e pel gradevole spettacolo che offre ne' suoi


deliziosi punti di vista,

nel 1827 non si conosceva ancora esattamente la superficie di quest'isola, che di fatto calcolata 31,874 miglia quadrate (20,379,608 acres inglesi); da Newenham a 31,370; da Wakefield a 32, 201. Gli addentellati delle coste rendono cliniQuesta reci le un calcolo esalto. gione fu chiamata Jerna da Orfeo,

landa, fa osservare che

nelle precipitose
ti,

cadute de' torren-

e ne' suoi smisurati macigni per

lo

pi ricoperti di frondosa verzu.

ra

Il

Shannon

il

principale

fiume dell'Irlanda. Sorge nel lago di Aller, e passando per due altri
laghi cio

Longh-Ree

navigabile per tutto

Longh-Derg, il suo lunga


i

corso di miglia centosettanta, ed

Strabone

ed

Aristotile;

Inverna

pi grossi basi ii n vnli


dosi rimediato

lo

rimontano
essen-

dai greci non che da Tolomeo Pomponio Mela, Giovenale e Solino; Iris da
ventiteli

per un considerabile tratto,

Diodoro Siculo;
antichi

I,

dagli

bretoni

medianle un canale all'ostacolo che vi frapponeva una catena di rupi, la quale ne occu-

quelli del paese di Galles; Irtland,

pava

l'alveo presso Killaloe.

Ricevo

86
re,
si

1RL
piccole
rivie-

IRL
armenti nudriti
scoli

per via oltre trenta


arricchisce

cogli

ubertosi

pa-

delle

acque

di

suoi

straordinario.
il

vari laghi, e forma presso a cinquanta amene isolette ricoperte di

alimenta soprattutto
landa, sono
i

Ci che popolo d'Irterra;

pomi

di

ed

alberi e di verzura.

Il

Barin
si

al-

rinomata
le

la

sua

coltivazione.

Fra

tro considerevole fiume, che


nell'Atlantico
il
;

getta

piante

ha una

specie di fiore a

Barrow,

il

Liffey, il Boyne, il Noie ed il Suir si

proprio, che dicesi rosa hyber*-

nica.

scaricano

nel

mar

d' Irlanda.
al

11

mano
la

Le manifatture delle tele foril primario ramo della nae delle mussoline.

Blachwater esce nel mare


dell'Irlanda.

sud
offro-

zionale industria. Estesa pur quelde' cotoni

Moltissime baie

Le

no
la

alle

navi ne' dintorni dell'isola

fabbriche dell'acquavite e della birra erano numerose


:

pi comoda stazione.
facilitano

Vari

ca-

ora

sono di-

pure le interne comunicazioni. Il maggiore ha venti leghe di lunghezza, e congiunge da Dublino tra il Shannon ed il Lifnali

massime quelle dell' acquavite, mediante la tanto celebrata


minuite
,

mare d'Irlanda coll'Atlantico. Neagh porta a Newry, ed un terzo recentemente costruito da Philipstown imbocca nel Shannon verso Longford.
fey
il

Altro dal lago

delia societ di temperanza, di cui fu benemerito fondatore il padre Teobaldo Matthew; istituzione che in questi ultimi anni ha avuto tanti associati, con felici risultati. A' 3o ottobre 184
istituzione

in

Cork

sul

monte

Patrick, a

me-

11

clima dell'Irlanda

general-

moria del glorioso


opera di amore
gittata la

successo di tal

mente
re.
Il
,

pi
suolo
la

la sua latitudine

temperato di quanto sembri promette-

fertile

ricoperto di terra quale posa a qualche

solennemente fu , prima pietra di una bella torre gotica monumentale. Il commercio, sebbene
soggiaccia sovente
della

profondit in un letto di macigno.

a penose restrizioni,

mascol-

Le paludi occupano
lioni di

circa

due mirenderle
si

sima importanza, e
l'Inghilterra,
colla

si

pratica

iugeri,
di
;

si

cura incessane
chia-

Francia,
e

colla

temente
coltivabili

asciugarle
i

Spagna,
le

col

Portogallo

coli'

A-

terreni paludosi
11

merica. L'industria delle tele risaall'epoca del

mano

bogs.

granito
;

e la pietra
si

conte di

Stafford,
sotto
la

calcarea sono comuni

trovano

ch'essendo

vicer

d'Irlanda
I,

pi cave di finissimo e bel marmo, miniere di argento, di ferro, di

regno semente
il

di

Carlo

fece venire

di lino

dall'Olanda, e mol-

piombo,
sile.

di

rame

e di

carbon

fos-

ti

operai della
la

Francia.

Da quel
del
lino e

Non mancano
come
berilli,
1 l'

altres

pietre di

tempo
la

coltivazione

pregio
spri.

amatiste e dia-

fbbrica delle tele presero


Il

una

lupi che

vi

commettevano
al

rapida estensione.
milioni di franchi.

banco

dell'Ir-

per

innanzi molti guasti, furono

landa ha di capitale settantacinque

del tutto esterminati

tempo
di
le

di

Dal

1825

forcitt

Cromwell. Ogni specie


rettili

velenosi

m
li

banchi

nelle

principali

vi

sconosciuta per
di
s.

bedi-

della provincia

d'Irlanda, dei quail

nedizioni

Patrizio,
di lui.

come

stato assai rinomato


istituito

nazio-

remo parlaudo
no
eccellenti
,

I cavalli so-

nale,

principalmente

il

numero

degli

O' Connell. La

da prima moneta fu

IRL
coniata sotto gli scandinavi, e
l'Ir-

TRL
eh' esercitano,
t,

87
la

non per
sociali

necessi-

la

landa el)be sino ai nostri tempi sua moneta particolare, presetistessa


di

per

le

(cnicnte essendo quella dell' Inghilterra


la

per uno slancio proprio cuore. Lo


colto
tuosi,

ma

convenienze, spontaneo del straniero che

quest' isola.
affari

11

viaggia nell'interno dell'Irlanda, ac-

movirnento per degli


striosi

ind-

sempre

co'

modi

pi

affetcir-

minore
Molti
isola

di

quello d' Ina vapore

crede bentosto di essere

ghilterra.

battelli

mnntengono
fra
gli

delle

comunicazioni
e
l'Inghilterra,
fra
fra

quest'

condato da' propri cittadini e cotigiunti. In genere la civilt verso i forestieri, e l'induramento nella fatica, costituiscono
il

vanno e vengono Holyhead ed Howlh, gli altri


uni

carattere della

nazione
superiori
stessi

irlandese.
i

Per

le

classi

Liverpool e Dublino. Altri bastimenti, forse non tutti a vapore,

divertimenti

dell' Inghilterra.

sono gli La lingua

vanno
1'

pure
ec.

dalla

Scozia

Inghilterra a Belfast,

o dalWaterford,
d'irlandedegli

degli

irlandesi antichi

un

dialet-

to celtico,

mescolato di molte paportate


dalle

Cork,
si

Una

quantit
delle

iole gotiche

colonie
inglesi,

specialmente

classi

belgiche

scandinave
essendo

ed

artefici

emigrano

in Inghilterra
;

per

L' Irlanda
se

stata

Y ultimo

cercarvi del lavoro


nell'

altri

emigrano
anni al-

asilo dei celti,

nell'idioma irlande-

America, e

tutti

gli

ritrovar
di

si

deve

il

dine migliaia d' irlandesi s' imbartano per quella vasta regione, ove si trovano molte colonie quasi

mero
tiche

termini e di
al

maggior nufrasi appar-

tenenti

loro linguaggio.

Le an-

vite de'santi ci conservarono

interamente popolate d' irlandesi,


I

costumi

gli

usi

delle classi

superiori della
si

societ nell'Irlanda

molte parole irlandesi che risalgono secolo e seguenti: qualche frammento di libri sacri giunge
al sesto

rassomigliano
,

oggid

quelli

sino al

decimo
di
piti

secolo; niente es-

deli'Inghilterra

e poco diversifica-

sendovi

prezioso e veneradi questi di

no nelle abitudini. L' Irlanda prduce gli uomini i pi robusti e le donne pi belle d'Europa. Gli abitatori della campagna sono ordinariamente poveri, abitanti in rucasolari. 11 popolo conserva molte somiglianze degli antichi costumi nazionali. A ciascun consticani

bile tra gli scritti

remoti, che
nac,
e
secolo

gli

annali

tempi Tigher-

qualche altro seritto del decimoprimo. 11 popolo irlandese parla ancora l'antico gaelieo ch'era sparso altres nell'Inghil terra ; quest' idioma , come si
dice,

meno

alterato
,

meno me-

voglio funebre tutti

gli
si

abitanti

scolato nell'Irlanda
di
sta

che nel paese


inoltre

persone del

vicinato

riuniscono
pel

Galles e

nella
si

Scozia. In que-

seguendo
di

il

morto, in testimonianza

lingua
libri

conservano
e
si
il

rispetto

ed
la

amicizia

de-

alcuni
altres

antichi,

pretende
gaelico

funto e

per

famiglia superstite,

che

anticamente

Gl'irlandesi

sembrano generalmente
vesti loro piuttosto

dell'Irlanda
colari

avesse caratteri parti-

aver cercato nelle

che non rassomigliavano ad


alfabeto,

una difesa contro il freddo, che un mezzo di abbigliamento. Si distinguono


i

alcun altro
sce

ma

si

asseri-

grandi

uclf ospitalit

che non si sia potuto produrverun mouumcnto veramente re

88
autentico, che

IRL
comprovasse
Patrizio
sia

IRL
Y
esi-

comparvero molti autori


ti

cui scritli-

stenza di questo alfabeto particolare,

consistono principalmente in
ascetici
,

Vuolsi che
il

s.

stato

bri
passi
alla
essi

primo ad insegnar agi' irlandesi almeno il romano, giacche prima di tal santo gli antichi jilanplesi gi avevano un alfabeto, Geoghegan risguarda la lingua irIn landese come lingua madre.
l'alfabeto,

contengono singolari che possono servire


i

quali

storia della

mente umana;

in

sono dipinti i costumi nazionali , ed il carattere particolare


dei tempi.
1'

La

principal

gloria del-

irlandese

letteratura di

aver,

sostanza

la

lingua irlandese
si

un

puro
assai

dialetto celtico, e

riconosce

per cosi dire, conservato il sacro fuoco della scienza quando esso
,

nobile,

dolce

copioso. Nel
si

si

estingueva in quasi tutta


alla

1'

Eu-

lato

occidentale

dell'isola

man-

ropa
te

tieue tenacemente,

ma

nell'opposta

caduta dell' impero romano. Dalla Irlanda principalmengli

parte
valso,

la

favella
l'

inglese

ha pre quasi

anglo sassoni trassero

le

lp-

antico

idioma
ci

andato mati i
esisteva

in oblio.

Gli annalisti chia-

ro prime cognizioni. In una pregevole opera del secolo decimoset-

quattro maestri,
nel

hanno

timo

si

vede una

lista

cronologie^

conservata la lingua irlandese

come
e
se-

quinto
delle

secolo

guenti.

La
pi del

coltura

lettere

fu

in-

da circa l'auno 4^ Sino a quel tempo. Vi si contano quasi duecento nomi il secolo decimo quello che ne condegli autori irlandesi
:

trodptta neir Irlanda sino dai teni-

tiene

meno

degli

altri.

Usserio

remotissimi

dello

stabilimento
celebridell'isola,

Ware
la

illustrarono

coi

loro scritti
sulle

cristianesimo.

Molta

patria. Altri

camminando
i

t acquistarono

le scuole

loro tracce
successori.
Il

ne divennero
sapere
fu
il

degni

Due

irlandesi nel
si

ia Francia
cpio

fecero

791 portandosi ammirare pel


ebbero prin-

precur-

soie

del

genio, e

tutta l'Europa

loro sapere, e da
le
si

essi

quali

prime universit, fra le noverano quelle di Parigi


I

e di Pavia. Alfredo
terra consult
irlandesi
nell'
ai

re d'Inghil-

891
far

tre

abili

intorno

mezzi

eh' egli
le

rende omaggio ai rari talenti di J un Burks e d un Sheridan. Il conte di Charlemont offre 1' unione di un'alta nascita e di una grande letteratura. Nella mineralogia si vede brillare il nome di Rirwan,
senza parlare degli
Ne' tempi moderni
storici
dell'

dovea

usare
gli

per

fiorire

altri autori

di

scienze nel suo regno.

Camden

os-

ogni genere che l'Irlanda produsse,


i

serva che

anglo-sassoni andavain

poeti
si

e gl'i-

no anticamente
prendervi
gettura che
1*0
il

Irlanda per ap-

le
i

lettere sacre; e con-

medesimi prendessedagl' irlandesi,


gli

loro

alfabeto

e
ri

si

fonda su questo che


si

an-

glo-sassoni

servivano

di

caralte-

somiglianti a quelli che usano ancora gl'irlandesi quando scrivono nella loro lingua. Sino dall'introduzione delle lettere in Irlanda

sono onorevolmente distinti. Le opere di Switt, di Goldsmith, di Moore, e di molti altri sono state accolte eoa plauso in tutto il resto dell'Europa. Gli scrittori che parlano dei1' Irlanda , sono particolarmente Keating, il quale ne compil una storia esatta, che venne tradotta
Irlanda
in latino; CoJgan, Pietro

Lonibar-

IRL
do,

IRL
cav.

89

Ca ruderi

ec.

Il

Giacomo
riguar,

Dublino
delle sue

risiede

1'

accademia reale
altre cit-

\\ are

fu quello che scrisse la noeccellente


gli

irlandese, che pubblica la raccolta

minata
dante

opera

memorie. Molte
della

autori

d' Irlanda

dal
:

grandi
le

provincia

hanno
scuole

quarto al decimosettimo secolo opera che venne considerabilmente aumentata da Harris di Dublino.
Sulla storia dell'Irlanda
to O'Halloran, l'abbate

pure

loro

accademie
letterarie.

e societ

scientifiche

Le

vuoisi che in

tutta

l'

isola

ascendi-

hanno

scrit-

ne

dodicimila.
se ne

L' Irlanda
;

ha
ul-

Mac Geo-

molti giornali politici e dotti

ghegan, l'opera del quale stimata, ed in tempi pi. recenti M.

timamente

tiquattro a Dublino,

Dermott e Moore. Ma pi diffusamente ed eruditamente di tutti i moderni scrisse sulla storia delle
ecclesiastiche antichit e letteratuil rev. dottore Lanigan gi professore di sacra scrittura e storia ecclesiastica nell'uni-

ed altrettanti

pubblicavano vensette a Cork a Limerick, cinque


si

a Galway, quattro nella contea di

Antrim
riche quali

ec.

Se

getta

un colpo
si

d' occhio sulle


dell'

diverse epoche sto-

ra dell'Irlanda

Irlanda

e se

chiede

monumenti possono apparte-

versit di Pavia.

nere a ciascuna di esse, si vedr che gli antichi edilzi essendo stati

Per 1' istruzione pubblica V Irlanda non ha che una sola universit a Dublino, il cui fabbricato
consiste
iu

costruiti

in

legno, sino dai see


di

coli
si

decimoprimo
le

decimosecondo,

deve credere
vestigia.

due

grandi

quadrati.,

pi

con

stamperia, ed un gode alta rinomanza. L' arcivescovo Leech ne progett il suo stabilimento verso 1' anno
biblioteca,
essa

impiegata pei
I

non ritrovarne La pietra per era monumenti funebri.

parco:

o monticelli di terra onore dei morti di una estrazione o di un merito distinto,


elevati
in
nell' Irlanda.

barrows

1 3 i i ; ma sorpreso dalla moi te, Alessandro Bicknor o Bilanore suo

non mancano
vano pure
tribuiti
ai

Si

tro-

alcuni
druidi,

successore ne

fece

il

compimento.

monumenti come pietre

atiso-

Questa utile fondazione si sostenne con lustro sommo per circa quarant' anni,
le

late, innalzate

dalla

mano
dell'

dell'uo-

mo.
al

La conversione

Irlanda
di

allorch le

mancarono
regno di
lord
d'u-

cristianesimo promosse la costru-

rendite.
1'

Durante

il

zione di un gran
se

numero
Si

chie-

Elisabetta,
si

universit di Dublino

di

monasteri.
fossero
di

pretende

rialz sotto gli auspicii del

che

ve ne

\n quest' isola

deputato Sydney,

col

mezzo
la

mille e pi

questi

ultimi,

ma
poco

na

volontaria

contribuzione.

Con

in origine tutti

questi edilzi

una

carta
la

particolare

regina

considerabili

furono,

perch eretti

conferm ne furono
e Carlo
I,

nuova

fondazione, e

con vinchi

intrecciati,

o con legnascritti

benefattori

Giacomo

me
di

squadrato. Si vede negli


s.

che la dotarono generosamente. Sonovi professori in tutte


le facolt
,

Bernardo che una chiesa copietra

struita in

tenevasi per
1

una
que-

ed amministrata
il

sot-

rarit nell' Irlanda.

capi scandidi

to la sorveglianza di diversi
stri,
i

mini-

navi
st'

devono
pietre

per
nelle

prima

primi de' quali sono

can-

epoca

aver

introdotto

V u><>
dei.

celliere

ed

il

prevosto.

Inolile a

delle

costruzioni

9
castelli

IRL
e delle fortezze. Credettero

IRL
mali
la

cattolica
ai

Irlanda per trassuoi la preziosa

di aver
rifugi

qualche

volta bisogno di
de' quali
si

mettere
eredit
stinta

posteri
fede.

sotterranei,

con-

della

Essa
per
le

si

di-

servano alcune stampe. Si devono


riferire all' istessa

mai

sempre

vittorie

epoca
di

trincie-

riportate dai suoi nemici spirituali,


il

ramenti circolari
nesi, e
la

attribuiti ai

da-

pi fiero de' quali speriment

qualche cappella, tali sono quelle di Glendalock o Glenclalough Porta ferry, Killaloe, Saulabbery Doulach s.
costruzione
,

empio sua degna


nell'

Enrico
figlia

Vili

nella

Elisabetta,
dell'

che
al lo-

colla

sovversione

Irlanda cre-

derono trovare un appoggio


ro di

e Cashel.

Quanto a
obelischi

quei castelli
nella Scodi
fi-

rotondi chiamati
zia,

Duns

ma
cosi

nuovo introdotto iniquo sistedi pretesa riforma, onde far


onta maggiore
Il

e agli

carichi

alla

Chiesa rol'

gure ed ornamenti, appena ne esiste qualcuno nelP Irlanda. Vedesi per ancora una specie di antichit che risale ai primi tempi
del cristianesimo, e consiste in torri

mana.
vadere
chiarati

loro primo passo fu


sedi
le

in-

le

vescovili,

ed approdi-

priarsene

rendite.

Furono

vescovi

persone laiche

coniugate

venute

dall' Inghilterra

rotonde,

il

cui ingresso sta

ad una
il

e dalla Scozia, senza ordine e senza carattere sacro, e colla

grande elevazione
e
le

sopra
aperte
simili

suolo,
;

quali

sono

in alto

sione di reggere
1'

queste torri strette,

a grosse

autorit

commisanime con quelche pu dare una pole

colonne,

si

trovano
di

specialmente
chiese, e

test

secolare.

siccome a questo

in vicinanza
si

antiche
diverse

sistema ne potevano,
adattarsi
di
i

ne dovevano
pi.

formarono

congetture
edifzi.

cattolici

ibernesi, quin-

Bull*

uso di questi piccoli


di

contro

di

essi

uscirono le
,

principi
cessit

del paese sentirono la ne-

severe

leggi

penali

empi

giura-

avere

delle
alla

fortezze,

ed

menti, confische de' beni, esclusio-

attaccati
struir
cliiese
fatti

molto
e

religione, cocastelli,

ne

da

impieghi
dell'

civili

e militari,
de'

fecero

in

pietra

privazione
genitori,

eredit
dalla

propri

monasteri
dall'

da

architetti

bando

patria, coloe scozzesi

venire

Inghilterra e

dal-

nie di eretici inglesi

im-

la

Francia, essendosi
moltiplicati

questi edilizi
lo

piantate fra loro, ed eretici predicanti spediti in questa

assai

dopo

stabili-

misera ternell'
ali'

mento

degP

inglesi

nell'

Irlanda.

ra

per

precipitarla

abisso

Nel numero delle antichit di questo paese si pu metter qualche ornamento d' oro trovato in una palude presso a Cui leu nel sud.

de' mali.
la

Venne

tolta

Irlanda
di-

facolt di

servire,

dove per

ritto ereditario era signora; distrus-

La

religione
1'

dello

stato in Ir-

landa
te della

anglicana, e ci a frontra' cattolici

sproporzione
Il

ed

protestanti.

numero
sono

de'cat-

tolici

fra
gli

sette agli otto milioni,

Enrico VIII le chiese cattoliche, obblig cattolici a ripararle per uso degli eretici ; gli stipendi dovuti ai ministri cattolici passarono in potere de' falsi pastori riformati ; si mult quello che non
se

ed

mentre
pi

anglicani

al

pi.

interveniva alle
nica lutti

prediche e comu;

otiocentomila. Cominciando da tem-

nione di protestanti
i

ogni

dome-

remoti

ha

sofferti

gravissimi

cattolici

padri di fami-

IRL
glia

IRL
furono
costretti

per

se e suoi

a sborsare una somma. Con nuovo genere di crudelt si pretese fulminar la scomunica, non accordandosi 1' assoluzione se non ve-

niva riconosciuta

la

nuova autorit.
stettero costanti

mancipazione guadagnando annualmente nuovi partigiani, finalmente fu vinta mentre moriva Leone XII ed eleggevasi Pio Vili. Mediante la sospirata emancipazione furono abolite le leggi penali e
rimessi
i

Tutti
nella

coloro che
vera
e
si
i

cattolici
i

al

possesso di
altri

pura

religione
in

dei

quasi tutti
diti

diritti degli

sud-

loro

padri

chiusero

orride

della

Gran Bretagna,
cattolici

prigioni, ed cadaveri di quelli che ne morivano si seppellivano in luogo profano. Si ebbe cura
di

tunque tante
questa
ai

quanoppressioni usate da
e
irlandesi

non

aprir scuole
eretici

e di

fondare
cos

isti-

possano cancellarsi dalla memoria, pure il governo britannico ha tolto quella

tuti

per
la

sovvertir

pi.

facilmente
to che

giovent. Dal

momen-

onorava

T Irlanda fu soggiogata dai


recente
della

macchia, che tanto dissuo nome. Tuttavolta protestanti hanno


il
i

re protestanti dell' Inghilterra sino


all'

nell'Irlanda quasi tanti

arcivescovi

epoca
la
g'

emancipaera

vescovi
,

quanti
e
di
si

zione,

religione

cattolica

cattolici

ne hanno i godono le rendite


ve
anzi
i

per
vile

irlandesi
ai

un
:

ostacolo

onde
ci-

del

clero

questi,

il

bill

di

giungere

posti

eminenti nel

emancipazione
in

lasci
tutti
i

protestanti

e militare

un

cattolico

non

possesso di

beni che uri-

poteva neppur sedere nel parlamento,


i

cattolici

potevano eleggere

surparono essi forma, e delle

all'epoca della

grosse rendite che


la

suoi

rappresentanti;

ma

questa

un
1'

tempo
I

arricchivano
protestanti

Chiesa
nel-

ingiusta esclusione divenne da lun-

cattolica.

hanno
vuole
di

go tempo
cattolici.

1'

oggetto

dei
degli

pi vivi
irlandesi

Irlanda

quattro
vescovati.

arcivescovati
Si

rechimi dalla parte

dieciolto

per-

Questo
contro
la

funestissimo stato
cui

tanto che

l'arcivescovo

d'Armagh
rendita,
il

di

cose,

reclamava
tiranneggi
secoli.

la
il

Ubbia 37^,000 franchi

ragione e

natura,

quello di Dublino 35o,ooo,

ve-

popolo irlandese per tre


ogni sessione del
folla di petizioni

Ad

dai cattolici
testanti

parlamento una erano prodotte tanto quanto da quei promossi


e

scovo di Londonderry 3 75,000, e 3oo,ooo quello di Elphin Le


.

rendite
in

degli

altri

vescovati sono
questi
calcola

proporzione

di
si

enormi
a

che

ad

essi

unironsi,

compassione alzando la voce


a
1'

appuntamenti;
chi
la

tren*

ladue milioni cinquecentomila (raurendita

dell' umanit mancipazione

domandando
blanda,
o

ela

annua

del

clero

dell'

protestante in
si

Irlanda,

somma

che

sua riabilitazione.
posta a
tali

La
sul

resistenza op-

dividono circa mille settecento inascendere


la

giuste

domande
di

fon-

dividui. L' ultime investigazioni dei

davasi in

parte

timore, senza

commissari
sterline

fa

rendita

dubbio chimerico,
stituzione

vedere
dai

la

co-

attuale della chiesa irlandese a lire

rovesciata

cattolici,

6^0,71 5. Nel
sessanta

835

vi

e-

e
il

la

Gran Bretagna
spirituale

rimessa sotto

rano

ottocento

parrocchia

materno
santa

dominio delcausa
della e-

protestanti con

meno

di

cinquanta

la

Sede.

La

protestanti per

ciascuna, con

una

IRL
Emely
nes,

IRL
ch' unito

rendita complessiva per dette parrocchie di lire sterline 58,ooo. In

Cashel,

Fer-

Irlanda alcuni anni addietro

si

tro-

Galway eretto dal Papa regnante, Kerry ed Aghadoe uni,

vavano d' anglicani ottocentocinquantamila di presbiteriani sei,

ti

Rildare e Leighlin
,

uniti,

RilRil-

lala

Rillaloe

Rillfenora
,

centoquarantamila , di altre sette ventuno mila. Pare che adesso


tutti

questi
il

eretici

sieno

discesi

sotto

milione, e
e per

come dicemmo
conversioni che

a circa
grazioni

ottocentomila, per le emile

Rilmore , Limerick, Meath, Ossory, Raphoe, Waterford e Lismore uniti. Clemente X col breve Credito, nobis, de' io luglio 1671, Bull, de prop.
uniti

maeduagh

fide, tom.
gli

I,

p.

175, decret,
e vescovi

che

seguono. Essendo
ole, cio l'Ultonia

V isola geograficamente divisa in quattro provino Ulster, Lagenia

arcivescovi

d'Irlanda
i

non potessero
cali

esercitare

pontifi-

fuori

del

regno.
il

Riportere-

o Leinster, Momonia o Munster, e Connacia o Connaught, cos quattro, e colla medesima denominazione sono le provincie ecclesiastiche della Chiesa cattolica, presiedute le

mo
cui

qui
si
i

appresso

moclo
santa
e

con
Se-

propongono
per

alla

de
si
ti

sacerdoti

essere

promosvescova-

agli

arcivescovati

d'Irlanda, e coadiutore dei

me-

metropoli

da quattro ha
il

arci-

desimi,

vescovi coi loro suffragane!. Tiene


il

secondo il decreto della cardinalizia Congregazione di pro(Vedi),

primo luogo ed
dell'Irlanda

titolo di

paganda fide

Cum ad

primate
di

l'arcivescovo
la

Armagli che ha soggetta

pro-

gravissimwn eleconis Iliberniae episcoporum, del primo giugno 1829,


spedito a' 17 ottobre fetto generale della

vincia d'Ultonia. Gli succede l'arci-

essendo pre-

vescovo di Dublino, che riport


titolo

il

medesima

il

di

primate

della

provincia

per privilegio,
politano

provincia di Lagenia.

che ha soggetta la Il terzo metro quello di Cashel, che


la

Mauro Cappellaio, ora Papa Gregorio XVI, nel pontificardinal d.

cato di Pio VIII.

Appena vacata una sede


vile

vesco-

ha soggetta
che
vati,

provincia di
quello di
la

MomoTuam,

in Irlanda per

qualunque modi

nia. L' ultimo

tivo,

o di morie, o
rinunzia, ec,
si

traslazione,

ha
ed

soggetta

provincia di
arcivescovescovati, che

o
il

di

deve eleggere

Connacia.
i

Tutti

questi

vicario capitolare
Il

venti tre

sacri canoni.

a tennre dei metropolitano della


la

formano ventisette sedi hanno articoli in questo Dizionario nel quale pur 1' hanno que'luoghi che furono sede vein

tutto

provincia dov* seguita


za dev'essere informato

vacan-

vescovili

della

me-

desima, e della seguita elezione del vicario, ed in appresso prescrive per


via di
lettera
al

scovile,
cilio.
I

vi

si

celebr alcun

connei
i

vicario

che

nel

concilii
si

sono

descritti

luoghi ove

celebrarono. Ecco
odierni

nomi
vi

de' venti tre

vesco-

giorno ventesimo dalla data della lettera debba congregare tutti coloro che hanno diritto di proporre
tre soggetti al

per ordine alfabetico. Achonry,

sommo

Pontefice per
alla

Ardagli, Clogher, Clonfert, Cloyne


e

esserne

uno

scelto dal

medesimo
Quelli
tale

Ross

uniti,

Cork, Derry,

Down

sede vescovile vacante.

e Connor

uniti,

Dromore, Elphin,

debbono intervenire a

che unione

, ,

IRL
sono
i

IRL
dove
Il

93
di

parrochi,
i

vi

il

l'arcivescovo

cattolico

Dublino

capitolo

canonici.

vicario

deve

avvertire entro detti giorni dalla data della lettera ricevuta dal

siglio

metrotal

incominci ad aver luogo nel conche dirige le scuole di tutto il regno, ed a ricevere dal gover-

politano, tutti

sacerdoti detti di so-

no

pra, che
sito

si

tiene

Y unione nel
alla

per devenire

alla scelta dei tre

somme di denaro da impieper la istruzione pubblica ; quindi gran parti di tali somme
le

garsi

candidati

da

proporsi

santa

s'impiegano
delle scuole

per

il

Sede per vescovi. 11 metropolitano o uno de' vescovi della provincia da lu delegato deve assistere a tale riunione quale prima di farla si deve celebrare la messa dello Spi,

cattoliche.

mantenimento Nel 1840


vigilanza dei

fu dalla sacra congregazione risoluto di rimettere alla

vescovi

il

sistema

nazionale
tale

d' in-

segnamento, ed a
dirizz ai quattro
l'

effetto

indel-

rito
si
i

Santo,

finita

la

medesima
sede

arcivescovi

viene per voti segreti a proporre


tre

Irlanda la lettera

Quantam
de'

ne-

candidati.

Se

la

che

godi gravitatemi

16

gennaio

vaca arcivescovile,
ci che conviene

allora

tutto-

184.1, circa l'educazione nazionale

all'arcivescovo
seniore
il
i

della giovent: cattolica. Questa lettera


degli
se.
si

devoluto al vescovo
provincia.

della

Dopo

ci

metropolitavescovi della
i

Annali

legge nel voi. XII, p. if delle scienze religiodal

no congrega mi
e
dei

tutti

Sino

1829
le

furono

dalla
e se-

provincia, e fa loro conoscere


tre proposti

no,

santa Sede abolite

prime
e

dai

parrochi

conde
ste.

feste

di

Pasqua

Penteco-

trovatili

senza
in

eccezione

debsi-

Si desider conservata la festa

bono munire di gillo una carta

sottoscrizione e

di
la

forma

di

supsen-

Giovanni Battista: di toglierebbero la facolt i vescovi, ma


s.

plica e di semplice relazione,

rest

fisso

l'obbligo
si

della

messa.
si si

za speciale raccomandazione, da
darsi a

man-

Colle limosine che

raccolgono

Roma

alla sacra

congrega-

fabbricano

le

chiese

nuove
delle

zione di propaganda
chi credono

fide,

dicendo
scelga

mantengono
tasse delle

quelle che esistono.

Le

degno
il

dell'episcopato,

dispense

procla-

perch poi
dell'

santo

Padre

mazioni dei matrimoni servono per


gli

nella terna quello che crede

degno

utensili
si

delle chiese.

In tutte le

arcivescovato o vescovato.

Lo
ed
i

diocesi

stesso
gliere

metodo
i

si

pratica nello sceI

tengono spesso le conferenze de' casi morali ; ed proibito al clero usare


abiti

coadiutori.

vescovi

ecclesiaIl

parrochi
venire

che non
tali

possono

inter-

stici

fuori

che nelle chiese.

clero

mandano i loro voti sigillati. Giacomo III ultimo re cattolico della Gran Bretagna, morto in Roma nel 1766,
a
unioni,

vive dei proventi parrocchiali e dei


sussidii

e pie oblazioni

de' fedeli
i

giacche, lo ripetiamo, esistono


ni

bele

del clero

cattolico

in

tutte

avea

il

diritto di

nominare
Bull,

ve-

diocesi,
testanti.

ma
I

scovi d' Irlanda, su di


diversi

brevi

nel

che de

vi

sono

sono in potere de' procapitoli che esistono

Prop.,

come
720.?,

nel tom.
di

IV, pag. 2 3,

Cam
ac-

Clemente XI li.

Dopo

cordala l'emancipazione

ai cattolici

non sono che tinon esercitano le funzioni corali. Per Io pi adempiono V uffizio di parrochi, e non si uniscospogliati di tutto,
tolari,

94
no che

niL
nelle eiezioni

IBL
de' vescovi.
si

pirati
sti

venuti dalla Norvegia:

que-

canonicati e le dignit

conferi-

monaci erano
Quanti

delti canonici res.

scono dalla santa Sede e dall'ordinario, secondo le regole della cancelleria

golari della congregazione di


trizio.

Pa-

fossero

monasteri
si

apostolica.

parroebi d'Ir-

di

questa congregazione negli ultis'ignora, anzi non


,

landa sono dispensati dall'applicare

mi tempi

co-

pr

populo

in

que' giorni
si

festivi

nosce che esista

poich nella pro-

abrogali, in cui

lavora.

uso in Irlanda

le

parrocchie

Sono in men-

vincia ecclesiastica di

Tuam

nel

1797

sali, ed hanno questo nome perch tengono il luogo della mensa vescovile, e sono amministrate dall'or-

erano ridotti a soli sette, avevano cinque parrocchie, e pretendevano


il

diritto

di

presentare

curati

diritto

che veniva loro contraddetto


ordinari, in favore
de' quali
sette anni

dinario per mezzo di e

un

vicario

dagli

come

tali

vengono assegnate dalla

fu decisa la causa

dopo

Sede

apostolica.

Una

parie

delle

di contesa. Leggesi nell'Origine dello stalo

rendile riservata al vescovo,

ima parte
bile

al

vicario,

ed che amoviparrocordiagli

den, assai dotto antiquario,

monastico di R.ogero Twische i

ad nutum. Anche due

monaci
e
forse

di

chie sogliono riservarsi


nari, perch
11

somigliatiti

Bangor erano poco disda quelli di s. Basilio,


la

clero in

tutte le diocesi

abbiano onde vivere. esem-

erano

stessa cosa

con
ir-

essi.

Tanner pure vuole che

le re-

plare, ed attende all'istruzione pro-

gole de' primi monaci bretoni e


landesi avessero

pria ed a quella del gregge.

Ora

pas-

molta rassomiglians.

seremo a dare un' idea

di tutti gli

za con quelle degli orientali. Usserio prov avere

ordini monastici e religiosi

d'amin

bo
lei

sessi

che

furono

stabiliti

d'Irlanda fondato

la

Congallo abbate gran badia di

Irlanda, e poi de' collegi


si

che per
s.

fondarono.
Patri-

L'apostolo dell'Irlanda
zio era

monaco di professione, onde il monachismo mirabilmente vi propag, come lo propagarono di


i

Bangor in Irlanda verso l' auno 55o, non quella di Bangor nel paese di Galles, come Camden asser falsamente. Qualunque sia stato il
fondatore di questa ultima, essa era

molto celebre
il

al

tempo
i

di Gildas,

lui

successori
ivi

nel

chiostro.
il

Fra
o

quale nomina

decreta

mona-

monasteri

edificati

pi cele-

bre
naci

fu

quello di Benchor
de' quali

Ban-

gor, capace di pi centinaia di


,

mosal-

chorum, e monachi votimi. Sappiamo dal medesimo Usserio, De anancora liquit. Brit. e. 18, esservi
quattro
di

uffizio

era

il

regole

scritte

nell'antica
quella

meggiare senza interruzione giorno in questo e nolle monastero si form quel s. Colombano che da
:

lingua irlandese.
s.

La prima
i

Colombano, ed era seguita nella monaci Scozia e nelle chiese che


aveano fondato
fra
gli

s.

Teodoro

Papa

del

Gzp venne
.

scozzesi

anIn-

paragonato a s. Benedetto. V Colombano, congregazione monastica. Uscirono dal medesimo monastero

glo sassoni al
ghilterra,

settentrione
si

dell

dove
s.

mantenne

fino al

tempo

di

Wilfrido,

dal quale

monaci che subirono il martirio in uno stesso giorno per opera degli idolatri
di

Benchor que' molti

santi

seconda, che di s. Congallo, scritta in tal lingua che ora non si intende pi. La
fu cangiata.

La

IRL
terza quella di
s.

IRL
Mocuda o
di
,

95

s.

Cartacei discepolo di

quale fond
thin nel

il

s. Congallo il monastero di Rai-

Fininno a Clonaid, de' quali uno fond l'abbazia


ni,

discepoli di

s.

di

Birra

in

mezzo

all'

Irlanda, e
altri

West-Meath, e l'altro a Lismore, ove egli Cu primo vescovo, morendo nel 637. La quarta
regola quella di
le
s.

mori

nel 564,

secondo
il

nel

572; e
loga
,

l'altro appellato

vecchio,

e ancora pi celebre, figlio di Fiud-

Ailbeo,

il

qua-

innalz
il

nella

provincia

di

predicava in Irlanda nello stesso tempo ehe s. Patrizio, e fu primo

Connaught

grau
il

Cluain-Fearta, non
Clonfert. S.
se

monastero di monastero sumla

vescovo di Emely
di

nella

provincia
originario.

mentovato, cui successe

sede di
sorella

Munster

di

cui

era
s.

Brendano

il

vecchio scris-

Albeo o Ailmonastero, di cui pose a primo abbate s. Eudeo divenne tanto celebre per la santit di quelli che lo abitarono, che fu detto 1' Arran de santi.
Nell'isola di

Arran

una regola e fond per sua

bio fond un
;

celebre

Briga un monastero vicino a Tiiam, che si chiamava Inachduin, ove monel 578. San Fintano abbate di CluainAidbnech, nella provincia di Leinster, e maestro di s. Congallo,
r

Fra

pi
si

illustri

discepoli

di

s.

faceva osservare nella sua

com unit
e
i

Congallo
tore di
stifica
s.

conta s. Luano fondacento monasteri, come te-

una

regola

assai
si

rigida,

suoi

religiosi

non

nutrivano

che di

Bernardo, di cui

il

prin-

cipale era posto nella provincia di

erbe e di radici, e coltivavano la terra colle proprie mani: spir nel


sesto secolo. Nello stesso
r
s.

Leinster, tra Ossory

e Lesia

oggi

tempo
l'

fio-

contea

Queen ed era detto Chiain -Feartha.- Moina o la solidi


,

Cainico, che fond

abbazia

tudine delle meraviglie.

San Lua-

no scrisse una regola monastica che fu rinomatissima, e che si dice essere stata approvala da s. Gregorio I: mori nel 622. Ecco
i

nomi

de' principali santi

antichi d'Irlanda,

dicendoci
Sani'

l'Uspri-

serio che ve ne fiorirono

anche

ma
ster,

di

s.

Patrizio.

Abbano

abbate
e di
il

figlio di
i

Cormac
nel

re di Lein-

fond

monasteri di Kill-Abain
Leinster
:

Magharnoidhe
s.

pretende consccrolo da I, Patrizio, mor verso 5oo dopo aver fondato un moil nastero sulla eosta meridionale di Leinster, che fu chiamato Beekerin o Beg-Erin, cio piccola Irlanda.
ll)ar,

suo zio

che

si

Achadh-bho ove anticamente aveano sede i vescovi di Ossory, e mor nel 599. San Finiano Lobar od il leproso, discepolo di s. Brendano, fond il monastero di lnisFallen nel paese di Desmond e quello di Ardfinan nella contea di Tipperary, e mor verso il 61 5. San Coemgen o Keivin, morto nel 61 5, fond la badia di Gleandeloch, che divenne sede episcopale, poi unita a Dublino. San ColmanElo fond il monastero di LandElo nella contea di King, e manc nel 610. Sant' Aidano vescovo di Ferns fond un gran numero
di
,

di chiese e

di

monasteri,

morendo
i

nel 632.

Il

fervore col quale

pri-

San Tigernake vescovo

di

Clogher,

fond l'abbazia di Cluanois o Clones e vi pose la sede episcopale, moreudo nel 55o. Due sunti Blenda-

mi irlandesi abbracciarono la fede, non si raffredd per molti secoli. Mariano, parlando dell'I rlandu nella

sua cronaca, sotto


eh' essa

l'anno
di

674
santi.

dice

era

piena

96

IRL
ci case.

IRL
Sulla storia de' domenicani
in

Molta celebrit eziandio godevano I monaci che le scuole dell'isola. si davano all'orazione e all'istruzione dei popoli in Irlanda
bassi

Irlanda abbiamo, YHibernia


sive

Do-

minicaha
p.

Histria provinciac

ed in
cio

Jscozia erano, al dire di alcuni, nei

tempi chiamati celdees 3

servitori di Dio, dal latino cultores

Dei. Nei secoli susseguenti l'Irlan-

Hiberniae ordinis predicatonim, del Tommaso de Burgo vescovo di Ossory, Coloniae Agrippae 1762. osservanti riformati nelI minori 1' epoca indicata aveano sessantasei

da ebbe molte case e molte


vincie di

pro-

case coi rispettivi guardiani di-

benedettini
;

come anco
l'ordine dei

pendenti da

un

provinciale e da
si

di altri religiosi

ma
s.

quattro definitori, che

eleggeva-

canonici regolari di
fior
si

Agostino vi

sopra

tutti
la

gli

altri, e

da

essi

prendeva

piti

parte
della

dei

ve-

scovi e

degli altri pastori inferiori.


la chiesa
ss. Triavea la

tengono in Dublino. Questi facevano e fanno il corso degli studi nel convento di
si
s.

no ne' triennali nevano e forse

capitoli

che

si

te-

Dublino

Isidoro

di

Roma;
chiesa

di

questo e

nit

de' canonici regolari

della

contigua
voi.

preminenza
le era

sulla cattedrale, la
l'

qua-

mo
ne

al

XXVI,
Ivi

dedicata sotto

invocazione
di

del Dizionario.
fu

ne parlam162 e i65 p. dicemmo che


p.

di

s.

Patrizio. L'abbate

questa
e

ornamento
il

il

Wadingo
il

casa,
altre,

come anche
sedevano fra

quelli
i

di alcune

annalista dell' ordine, ed

p.

Ha-

lord,

pure alcuni
consultare
la

priori

che
Si

aveva godevano

rold o Araldo,

quale compendi

quegli

dello stesso privilegio.

possono Storia monastica d' Ir-

landa, pubblicata a Parigi nel 1 690 ; ed il Compendio degli annali ecclesiastici d'Irlanda^ pubblicato in Pioma dal p. Porter nel 1691. Jacopo Ware ha eziandio parlato dei
principali monasteri d' Irlanda.

Prima lo facevano annali. ancora in quello di Capranica alienato, o in quello di Praga, o nel1' altro di s. Antonio in Lovanio. Oggi in Irlanda si trovano circa cinquanta padri di questo istituto. Gli agostiniani avevano ventitre
case o conventi sparsi per
1'

isola.

Ebbero
il

in

Roma

da Clemente XII

di

Evvi in Irlanda una provincia domenicani presieduta dal provinciale e suo vicario generale. Questi erano eletti in Dublino nel capitolo

piccolo convento presso la Chies.

sa di

di) y distrutto

Matteo in Merulana (Vecon questa nella priil

ma

invasione francese:
Berrill

p.

priore

che suole ivi tenersi ogni triennio. Nel pontificato di Benedetto XIV possedeva ventinove case o conventi con un discreto numero di religiosi presieduti da un
priore. Solevano
di
i

ne prese possesso il primo aprile 1739. Ebbero ancora da Clemente XIV, per organo della congregazione di propaganda fide^ a'5 agosto 177 1, per

Tommaso

mandare

agli stu-

una

sol

volta la

grazia speciale di

o nel convento contiguo alla Chiesa di s. Clemente {Fedi) di Roma, de' quali tutloro
professi

poter vestire dodici novizi da collocarsi in uno o pi conventi, de


licentia ordinario rum.

Molto
il

ristret-

tora, o in

s.

Croce
si

in Lovanio.

Da
cir-

to

oggid pare

che

sia

numero
il

ultimo in Irlanda

trovavano

di essi in Irlanda. Al presente han-

ca cinquanta domenicani, con tredi-

no

in

Roma

la

chiesa e

conti-

IRL
Convento
sterula,
di

IRL
Maria
in
ai

97

di

s.

Povoi.

monasteri di
in

cui

parlammo

monache, che vivono comunit in case che chiamano

VI,

p.

216,
I

e XI, p. 5i

del Dicalzati
ri-

monasteri,

ma

senza certi obblighi

zionario.

carmelitani
in

di clausura.

tornarono
la

questo
secolo

regno circa
;

met

del

passato

sotto

Benedetta

XIV

aveano ricuperate,
delle altre

Ritengono il nome di scuole, ma che sieno istituti monastici lo conoscono gli stessi acattolici. Avrebbero dovuto esser questi,

non senza
di
essi
si

opposizione

in virt dei

decreti
di

particolari

corporazioni, sedici residenze. Molti

della congregazione

propaganda
e
ai

applicavano all'istruzione
e con frutto.

fide del
7
spettivi
diretti

4 febbraio 1664,
1743,
soggetti

del
ri-

della giovent,

Non

maggio
dai

avendo
ri

essi

conventi nazionali fuoregolare in paesi


i

ordinari,

ma

pi erano
alcuni

del

regno, andavano ad appren-

superiori

regolari. In

dere
scalzi

la disciplina

questi

ultimi

tempi

per

cattolici.

Vi

erano

carmelitani

sotto

un

vicario provinciale,

monasteri specialmente in Dublino sono passati sotto la giurisdizione


dell'
re.
si

ed

cappuccini

che

facevano

il

arcivescovo

chiamato

visitato-

noviziato

in Francia.

Evvi
di

iu

Ir-

Sparse nella

diocesi d' Irlanda

landa

una

provincia

gesuiti,

con

tre collegi,

una

casa,

ed

ulti-

tuti.

trovano monache di diversi istiCos in Dublino si trovano

mamente
scolastici

circa settanta,

tra

padri,

le Clarisse,

domenicane e
e le seconde
ricognizioni
si

teresiane.

e fratelli

coadiutori. L'i-

Le prime
gono cande
zioni,
colle
:

manten-

stituto

de' fratelli

provato nel so mautiene


i

monaci fu ap1820 da Pio VII. Esla

delle edu^

esse

vita

comune
Istruisce
i

e fa

ed
si

hanno comode abitaun decente oratorio. In


tre

tre consueti

voti.

ponel

Galvia
Clarisse,

trovano

monasteri di

veri

fanciulli

gratuitamente

leggere e scrivere, nella dottrina cristiana e nell'aritmetica. Il superior generale esercita la carica
nio.

un
da

trien-

Le

regole sono state con pic-

cole variazioni

desunte

quelle

dei fratelli della dottrina cristiana.

domenicane e agostiniane. In Drogheda havvi un monastero di domenicane. In Longro dioCork havvi un convento cesi di di teresiane. In Waterford di domenicane. La nobile Onorata Nagle irlandese aveva istituito una
alla

Quest' ultima

congregazione
e
nel

fu e-

retta in Francia,

1724

a P"

congregazione di vergini dedicate educazione delle povere fanciulle.

provata

da
Il

Benedetto XIII, colla


Iti

Nel
altre

1791
di

il

vescovo

di

costituzione
t tis solio.

Aposlolicae dignidi

Cork
ed
in

ottenne

fondare

quivi

breve

approvazio-

citt dell' Irlanda delle


il

ne

di

Pio VII,
si

Ad

pastoralis di-

case di simil natura da Pio VI,

gnita tis,

legge

nel tom. IV, p.

379

del

Bull, de Prop. de'

5
in

set-

quale accord ad ogni casa quelle indulgenze, che sono state concesse
all'

tembre

detto

alla regola di

anno 1820, essi fratrum


ss.

un

istituto
si

delle

orsoline.

Final-

laico-

mente

trovano
case

stabilite in Irlan-

rum monachorum
to
il

scholarium, sotInfante Ge-

da molte

delle

sorelle della

patrocinio del

s, e della

Beata

Vergine Maria.

Carit e della Misericordia. L'istituto delle sorelle della Misericordia fondato dalla

Si trovano in

Irlanda anche molti

nobile
7

Caterina

vol. xxxvi.

98

1RL
alunni
quelli

IRL
che durante il loro corso accademico si sono segnalati per rari talenti e per irreprensibile condotta. Per amministrare lo
stabilimento
fu

Mac-Auley, che vi consacr i suoi beni, ha per oggetto 1' istruzione delle povere fanciulle, 1' assistenza
delle

giovani

pencolanti,

la

cura
e
le

degl' infermi.

Questo
di

istituto

decretato dal godi


ci

sue regole furono approvate dalla

verno

inglese
il

che

fossero

propaganda nel 1840. Nell'Irlanda evvi ancora il celebre collegio di Maynooth, il quacongregazione
le collegio,

incaricati

lord cancelliere

ed

tre capi
stanti,

giudici

d' Irlanda prote-

insieme
signori

con

sei

nobili

come

universale per tut-

privati

cattolici,

e di pi

che ne facta 1' Irlanda, merita ciamo una particolar descrizione.


II

collegio di

Maynooth

situa-

to nella contea di Rildare, provincia di

undici prelati egualmente cattolici. Questo corpo di amministratori venne rivestito del potere di nominare gli alunni nelle vacanze dei
posti,

Leinster,
del

nel

villaggio

baronia di Salt, suo nome, nel-

indi nel
:

1800
i

fu

cambiato

nel personale
ti

quattro protestansoli

arcidiocesi di Dublino, e distante

lasciarono di essere amministra-

circa dodici miglia

da quella
1

citt.

tori,
ci,

onde restarono
sei

cattoli-

Fu
il

fondato nell'anno
titolo

79^

sotto

cio

laici

ed

undici

eccle-

del

glorioso

s.

Patrizio.

Dapprima fu dal parlamento d'Irlanda provvisto di entrate e possessioni, che ammontavano ad annue
lire sterline

che tuttora fungono 1' uffzio ; con questo per che gli amministratori laici sono semplicesiastici,

mente onorari
facendo
gliere
gli

di

nome,
Gli

tutto

quattordicimila. Tali
poi

ecclesiastici.
il

ammii

assegni furono

confermati dal

nistratori
il

hanno
gli

potere di scedel
i

parlamento d' Inghilterra, sebbene dopo breve tempo le rendite vennero ridotte a novemila lire sterline.

presidente

collegio,

professori,

scolari,

ministri, e
,

tutti g' inservienti necessari

come
gli

Ad

onta

di

una somma

si

ancora
affari

di

sorvegliare

a
si

tutti

scarsa

per

vasto, gli
collegio,

uno stabilimento economi e tesoriere

cos

di esso.

Le

cose
di

risolvono

del

per
bri

maggioranza
per

voti,

essendo

mediante la loro saggia economia, poterono successivamente


aggiungervi considerabili fabbricati,

sufficiente la presenza di sette

memVi

qualunque

decisione.

per

lo

che

ora capace
superiori

il

colle-

sono ancora i visitatori nominati secondo le leggi esistenti, componendosi


di
di

gio di contenere quattrocenlottanta

quattro
:

protestanti

alunni, oltre
sori

e profes-

tre cattolici

essi

per non posinterloquire

del medesimo. Alcuni anni dopo lord Dunboyne nobile irlandese cattolico lasci morendo una

sono in

alcun

modo

in ci che riguarda l'esercizio della

religione cattolica, la dottrina, e la


disciplina dello stabilimento, restan-

considerabile

somma

allo

stabili-

mento, per mantenervi


alunni, assegnando

altri

venti

do

la

sua intera amministrazione e


disciplinare
negli

a ciascuno ses-

direzione
nistratori

ammiAl
cattolici
1'

santa
to

lire

sterline

annue. Questa

e visitatori

cattolici.

fondazione fu chiamata stabilimen-

presente
1'

sono
di

visitatori

Maynooth

Dunboyniano. JXel collegio di solo sono ammessi per

arcivescovo
di

Armagh,
ed
il

arci-

vescovo

Dublino,

conte

IRL
Fingal.
I

IRL
del
collegio
assai negletto

99
ornamenti
Ri-

superiori

e senza
di

consistono

nel

presidente,
in
tre

nel

vi-

Per mancanza
conoscendo
il

fondi le sue cap-

ce-presidenle,
1'

decani, nelnel prodi di

pelle sono piccole e disadorne.

economo o procuratore,
in

fessore dello stabilimento

Dunteolo-

boyne,
turale

tre

professori
di

gia, nei professori


,

filosofa

na-

governo inglese non essere sufficiente al mantenimento del collegio le annue novemila lire sterline, tir Roberto Peel ca-

di

sacra Scrittura
,

e linirlan,

po
ge,
te
i

del

medesimo^,
alle
la

nell'anno

gua ebraica
dese,
di

della

lingua
lettere

present

camere
quale,

logica

e metafisica e

di
lin-

mediante

i845 una legnon ostan-

rettorica,

di belle di

clamori dei protestanti, l'asfu notabilmente


alla

gua

francese,

umanit, e della

segno pel collegio


accresciuto
sino
lire

seconda classe di scrittura, in tutdiecisette. Il numero degli alunti


quattrocentottanta, duecentocinquanta de' quali sono mantenuti gratis dal governo; gli altri pagano ventuna lire annue e si
ni

somma
tal

di

ventiseimila
sir

sterline.

Sebbene

Roberto arrischi con


tutta
la
i

mosuo

zione
sizione

stabilit

del

ministero, ed

deputati dell'oppoal bill,

hanno cooperato
nell'

pu-

provvedono loro del necessario,

co-

re

il

famigerato oratore

irlandese

me

abiti,
la

libri,

ec.

vescovi soli
solo venen-

O'Connell,

accettare e ringradell'Irlanda
il

hanno

facolt

di

nominare dei
che studiano
Fra'suoi

ziare da parte

con-

candidali pel collegio,

venuto

bill,

ramment

essere

un

dovi ammessi

quelli

niente la

somma

accordata, in con-

per

lo stato ecclesiastico.

fronto di quanto gl'inglesi dovreb-

pure vi studiarono per qualche tempo, sono a nomonsignori Murray arciverarsi vescovo di Dublino, Slattery arcivescovo di Cashel, Crotty vescovo di Cloyne e Ross, Foran vescovo di
presidenti, che
i

bero

agl'irlandesi.
ai

Quanto

collegi d'Irlanda fuori

del regno, godeva gi la nazione iber-

nese quattro posti nel Collegio Urbano


di

propaganda fide (Fedi) in Roma. Negli ultimi anni per l'arcidiocesi


Dublino
ivi

Waterford e

vari altri, di cui molti

di

stata fatta la fon-

furono anche professori nel collegio, come per dire di due monsignor MacHule arcivescovo di Tuam, chiamato da suoi connazionali cattolici
il

dazione di un
questo collegio
zione.

altro
sei
'

alunnato.

In
se

attualmente
tutti

ne mantengono della medesima na-

Comune

vescovi
e
fiori-

leone

di

Giuda,
il

ed

il

celebre

d'Irlanda esiste in
sce
il

Roma

controversista sacerdote Mac-Guire.

Collegio Irlandese (Fedi), idal

In

principio

collegio

fu eretto
ir-

stituito

cardinal Lodovico
di

Lu-

esclusivamente per la
landese;

missione

dovisi nipote

ma

da ultimo fu permesso
le

anche

ai

vescovi forestieri di otte-

Gregorio XV. A. questo collegio monsignor Blake vicario generale dell'arcivescovo di

nere sacerdoti da Maynooth per


rispettive loro missioni
,

Dublino don
di

la

vistosa

somma
Sogliono

ed raro

scudi

diciasseltemila.

che non
ministri
il

ottenghino

il

numero

di

esservi circa cinquanta alunni, che

da loro
rest

richiesti.

collegio

mal

Finora provveduto,

adempiendo

le

costituzioni proprie

approvate da Leone XII,


proftto a se stessi,

sono di

ed in

conseguenza

l'intiero edilzio

di edificazione

ioo
al
li

IRL
e di speranze all'Irlanda.
il

IRL
ni
il giuramento. In questo collegio, fondato da Urbano Vili, resta ancora qualche parte

popolo

prestavano

prolettore

cardinal prefetto

generale pro-tempore della congredi propaganda fide. Attualmente n' benemerito rettore monsignor Paolo Cull' irlandese cameriere segreto soprannulen merario del Papa regnante. Altro

gazione

dei

beni, che in

virt di
degli

un
8

delu-

creto del re
glio

Leopoldo

i833
a

si

plicare

sperava di potere apvantaggio della chiesa


al

irlandese o
in

collegio

di

questa
cos

collegio esiste in

Roma
di
s.

nel

memodei

B.oma, approssimandosi
In

alla

rato landa,

convento
per
utili

Isidoro

mente

del testatore, per opera del-

minori

osservanti
fornire

riformati d' Ir-

l'internunzio.

questa
usciti

dei

consegu

1'

intento

qualche parte si poich colle ,


si

missionari. Di
ti

qua sono

mol-

rendite decapitali superstiti

man-

ed

operai

evangelici, par-

tengono in
vi

Lovanio
gli

giovani che

molto numero. dipende dalla congregazione di propaganda,


rochi e vescovi in

spediscono
Degli

ordinari dell' Ir-

In

quanto
resto

alle

missioni

landa.

altri

due

collegi

di

nel

soggetto

ai

superiori

dell' ordine.

dei

collegi
si

Per la soppressione Lovanio e Doway di


i

molto

accrebbero
s.

religiosi

del

collegio di

Isidoro, per cui eb-

Anversa e di Doway pu dirsi solo, che dipendevano anch'essi dal nunzio di Brusselles, che fin dal 1694 appena ciascuno poteva mantenere sette alunni che studiavano nel seminario vescovile di Anversa e

be

sussidii

che

avevano
la

quelli.

neh' universit
essi

di

Doway,

Sogliono esservi
sionari.
Il

istruiti

dodici mis-

Belgio,
la

Francia

il

che dovendo contribuivano


della messa.
collegi

essere

sacerdoti

al

luogo l'elemosina
in

Portogallo e
ch'essi
i

collegi
la

Spagna ebbero anper mantenere ed


il

La Francia aveva due


uno
Parigi,
l'al-

ibernesi,

accrescere

religione in Irlanda.

tro in Bordeaux,
esiste

quello di Parigi

Quattro ne ebbe

Belgio.

Il

pri-

tuttora.

Il

primo manteneva

mo
ci

era a Lilla, fondato per dodi-

alunni della

sola

provincia

di
sa-

sotto la cura di quattro sacerdoti deputati dagli or-

centoventi alunni

La geni a. Erano
sidente.

diretti

da un
'il

dinari delle quattro provincie, cia-

cerdote secolare, che n' era

pre-

scuno per
prestavano
collegio di

la sua.

Non avea

il

col-

Non aveva

altra

rendita

legio rendita fssa, gli

alunni
il

non
col-

che quella proveniente dall'associazione de' cadaveri. Studiavano le


sole lettere

giuramento., ed

legio in qualche

modo
si

esiste.

Nel

umane
;

e pochi tendeforse per nel,

vano
la

al sacerdozio

rivoluzione

francese

certo

che pi non esiste. Il collegio di Lovanio diretto da un prete secolare dipendeva dalla congregazione di propaganda per mezzo del nunzio di Brusselles. Aveva dalla dateria apostolica scudi duecento quaranta annui e dei sussidii dalla congregazione di propaganda. Gli alun-

mantenevano ventiquattro alunni, che si ammettevano per concorso e prestavano il giuramento consueto. Nella capitale del Portogallo vi erano

Bordeaux

due
s.

collegi ibernesi,

uno detto
di
s.

di

Patrizio, l'altro dei

domenicani
Patrizio

irlandesi.
gli

In quello

alunni potevano essere ordinati


titolo di

missione.

Da

esso usci-

rono molti uomini

insigni per scien-

IRL
za
c per piet, e che giunsero alle

IRL
a tutti
desi
i

tot
coHegi irlannella

rettori

dei

prime dignit nella patria Irlanda:

fondati

nelle

Fiandre,

H
1

fabbrica soffr nel terremoto del


Il

Francia, Spagna e Portogallo di poter


far

755.

detto del

tenere
e

domenicani Rosario poter manventicinque religiosi per le


collegio dei
ss.

promovere

gli

alunni agli ordini


testimonianza,

colla
la

loro semplice

missioni dell'Irlanda e della Scozia


di

qual facolt doveva durare sinch l'Irlanda tornasse intieramente


alla

qualche

isola dell'

America,
ri-

fede.

Godendo

la

chiesa ir-

anzi in Lisbona stessa attendevano


alla

landese

pace

perfetta

ed intiera

conversione
dal

degli

eretici
.

chiamativi

commercio
i

Pel

libert, per le istanze dell' arcivescovo di Dublino a nome di tutti


gli

detto terremoto

beni urbani pecollegio

ordinari

del regno,
la

la

santa

rirono
soffr

la

fabbrica del

Sede nel

i835 abrog

bolla di

non poco,
ristauri
esiste
.

ma

pie offerte
sari

de'fedeli

mediante le ebbe necesi

Urbano

Vili. Questo privilegio di

Al

presente
collegio
collegi
.

in

Li-

ordinare indipendentemente dai vescovi si volle conservare ai collegi


pontificii,

sbona
la

un

Anche
in

ne'quali la dimissoria

si

Spagna ebbe

pi

d
di

dal

cardinal

prefetto generale

luoghi per gl'irlandesi. Vi fu in Madrid, il cui patronato era preteso

propaganda e dai cardinali proNel


voi.

tettori.

dal

capitolo

dei parrochi

e
le

XVII

degli

Annali delsi

beneficiati.

Nel collegio

inglese di

scienze
in

religiose

che

pubbliriportasi

Valladolid
gl'irlandesi.

erano
In

ammessi Salamanca

anche
questi

cano

Roma,

a p.

229
Il

un

articolo intitolato:

governo

ebbero altro collegio dotato dalla piet de' monarchi, sotto la direzione de'gesuiti; frequentavano gli alunni l'universit ed avevano costituzioni
stella

della chiesa anglicana in quesCisola,

proprie.

Anche Compoirlandese,

che cos dice. Tutto il mondo cristiano conosce che in Irlanda esiporzione di quella che ste una chiamasi Chiesa anglicana stabilita
per legge. Non s'ignora egualmente quale enormissimo aggravio sostenga la massa intiera del popolo
irlandese,
cattolica

aveva un
era
secolare

collegio

di cui

rettore
delle

a vicenda

un

prete
vincie.

Nel
altro

1600

Clemente
in

quattro ProVili
Alcal
di

eh' essendo

quasi a

tutta

fond

collegio

astretta

pagare

Henares
sto della

pegli

irlandesi, col dispo-

costituzione

Ex

injuncto

mantenere sontuosamente quel clero anglicano, il quale non rende


alcun servigio spirituale che a
settecentomila
dei
soli

nobis.

Le
in

sue
canoni,

entrate,
di

dono

del

baron
stenti

Giorgio
trenta

Silveira,

consi-

nove milioni di

potevano mantedestinati
alle

abitatori dell' isola.

Con

tuttoci

il

nere

alunni

missioni

della patria

o a

servire

governo inglese fermamente stabile nel proposito di mantener salvi ed


illesi
i

come

cappellani ne'reggimenti. Essi


il

pretesi

diritti

e le entrate

eleggevano

rettore

alternativa-

pecuniarie

della

chiesa

riformata
pubblici

mente
vevano

dalle
in
vi

quattro provincie. A-

d'Irlanda, veramente mostruosa; ed


i

Madrid

l'ospizio
le

di

s.

recenti

fatti,

noti

pei

Giorgio e
autunnali.

passavano

vaca DM
concesse

diari,

Urbano

Vili

apertamente lignificano a quali pericoli possa condurre e


ben

102
la

IRL
chiesa stessa e l'impero britan-

IRL
sede di Pietro
la

non poter

sussistere

nico questa ingiusta pertinacia. In

Chiesa, e senza Chiesa


cristianesimo.

luogo degli Annali pertanto, perch viemmeglio apparisca la mostruosa istituzione e sussistenza
tale

servi

non esQui noteremo


cardinal,

che

T Irlanda
gli

ebbe un
la

protettore

presso
altri

santa
cattolici.

Sede,

di quella chiesa,

si

produce un do-

come
getta

regni

cumento autentico dal quale si raccoglie l'assoluto dubbio sopra i

L'Irlanda da molti
all'

secoli sog-

Inghilterra,
di

e la costituserv di

dommi fondamentali del cristianesimo, e la mancanza assoluta di


un governo
mente
d'Inghilterra
sce in esso
ecclesiastico,
la

zione

politica

questa

modello a
al

quella

dell' altra.

propriaunita

1800

ebbe

il

suo
Il

detto, per

chiesa

separato, cio

due

Sino parlamento camere de' core era rappre-

d'Irlanda. Appari-

muni
cer,

e de' pari.

eziandio

manifesto in

sentato dal lord luogotenente o vie nessun atto di qualche importanza si poteva dir valido se non era in prima sanzionato

qual condizione

abbia condotto la

pretesa riforma protestante le dette


chiese, che per loro

somma

sven-

tura recisero il vincolo di unit che prima le teneva collegate coll'inconcussa cattedra di Pietro, ve-

dal re e dal consiglio

della

Gran

Bretagna.
irlandese
cui

Dopo

la

riunione, cio

della soppressione

del
nel

ra ed

unica

fonte della

vita

cri-

avvenuta

parlamento 180 1, in

stiana. Il

documento o
all'

petizione

del protestante
blino,

arcivescovo di
alta

Du-

quello di Londra incominci a regolare esclusivamente g* intedell'

presentato

camera

ressi

Irlanda

come regolava

del parlamento

britannico a'4 lu-

quelli dell' Inghilterra e della Sco-

glio 1843, sottoscritto da circa duecento membri della chiesa stabilita in

Irlanda,

tra 'quali

il

ve-

governo lo stesso nei tre Scozia ed Irlanda, e soltanto si trovano delle


zia,
il

regni d' Inghilterra,


leggi di polizia
ritto

scovo protestante di Rildare e parecchi altri


landesi.
si

di

comune
e
l'

di-

ecclesiastici

e laici

ir-

fra

l'

Inghilterra

Irlan-

In questo
di

documento non

da.

Ora

quest' isola amministra-

tratt

minuti

dommi

ma

ta

sibbene della sostanza e fondamento di essi. L'evangelo e la pratica


costante di
tutta
la

da un lord luogotenente nominato dal re d'Inghilterra, e che


segretario dell' Irdi

corrisponde col

Chiesa,
fino a'

dal

landa

col
affari

segretario
dell'

stato
ri-

suo

cominciamento

nostri

per

gli

interno. Egli
di Dublino,

giorni, c'insegnano

che
degli

le

questiosotto-

siede nel castello


tiene
sta

ove

ni religiose

debbono

essere

poste al
de'loro

giudizio

apostoli e

legittimi successori.

Ma

la

riforma ha riformato lo stesso evangelo, dimodoch oggid i laici

una specie di corte, compoun segretario privato, uno steward od intendente, un ciambellano, uno scudiere, vari gentildi

debbono
credere

prescrivere qual

domma

suoi

uomini di camera, paggi, ec. I appuntamenti sono di seicenfranchi; pre-

discredere per e quale giuugere all'eterna salute. Per ogui giorno si ha una novella pro-

tosettantacinquemila
siede

ad un

consiglio
i

privato

cui

membri sono
ri

principali funzionaJN el
r

va del

grande

assioma: senza

la

dello stato.

1827

la nobilt

IRL
irlandese era rappresentata da duecentodieciotto individui, cio cinque

IRL

io3

pari

del

sangue

reale,

un duca,
settantasei

quattordici
conti,

marchesi,

quarantotto visconti, settanta

baroni, quattro

mogli

d' individui
di

che

godono

la

dignit

pari

questo corpo di nobilt elegge ven-

tuno
classe,

membri
onde

in

vita

della

sua

sedere

nella

camera

dei

pari della

hanno pur

diritto di sedere

Gran Bretagna, ove un ar-

civescovo e tre vescovi protestanti,

con Dundalk por capoluogo. Meath con Trini per capoluogo. Queen'scounty o contea della Regina con Maryborough per capoluogo. WestMeath con Mullinger per capoluogo. Vexford con Vexford per capoluogo. Wicklow con Wicklow per capoluogo. Munster. Gare con Ennis per capoluogo. Cork con Cork per capoluogo. Kerry con Tralee per capoluogo. Limerick con Limerick per capoluogo. Tipperary con Clonmel per capoluogo. Waterford con

che operano a vicenda in ciascuna sessione. I comuni sono rappresentati da settantaqualtro Knights o
cavalieri, e

quarantuno burgesses o

borghesi, in tutto centocinque rappresentanti eletti unicamente fino al

stanti.

lyuS, come Fin qui


i

pari, dai
i

soli

prote-

popoli d' Irlanda


la

Waterford per capoluogo. Ulster, Antrim con Belfast per capoluogo. Armagli con Armagli per capoluogo. Cavan con Cavan per capoluo go. Donegal con Donegal per capoluogo. Down con Downpatrick per capoluogo. Fermanagh con Enniskillen per capoluogo. Derry con
Coleraine per capoluogo.

hanno inutilmente reclamata


voca
dell'
;

re-

unione
forse

del

loro

parlail

con

Monaghan

per capoluogo.

Monaghan Ty-

mento

ma
di

non lontano
al

momento
siderato

tanto

dagl' irlandesi de-

rone con Ornagli per capoluogo. Queste contee si suddividono in


citt pi popolose delsono Dublino capitale del regno, Cork, Limerick, Belfast, Waterford, Galway, Kilkenny, Clon-

ritornare

possesso

baronie.
l'

Le

de' loro diritti.

Irlanda

L'Irlanda,

come dicemmo,
,

divi-

sa in quattro provincie, che sono


nauglit, Leinster

Con-

Munster ed Ulster , che comprendono trentadue contee,


delle quali
i

mei e Londonderry.
L' organizzazione giudiziaria rassomiglia anch'essa a quella dell'Inghilterra.
giustizia,
leria, del

come de'capoluoghi ecco nomi. Connaught. Galway il cui capoluogo porta egual nome. Leicon Carrick-on-Shannon per Mayo con Castlebar per capoluogo. Roscomnon con Roscommon per capoluogo. Sligo con Sligo per capoluogo. Leinster. Carlo w con Carlow per capoluogo. Dublino con Dublino capitale del regno per capoluogo. Kildare con
capoluogo.
JNaas per capoluogo.

Vi sono cinque

corti

di

cio, quella della cancel-

trim

banco del re e delle cause comuni, dello scacchiere e le assise. In primavera ed in estate si tengono i tribunali detti delle assise quan-

do
tal

giudici delle corti

della legge

comune
fine
circuiti.

girano perle contee; per


l'

Irlanda

divisa

in

sei

Per

le sessioni

trimestrali,

Kilkenny con
King'sl'hi-

ciascuna contea
visa in

d' ordinario di-

Kilkenny

per

capoluogo.

county o contea del

Re con

Ijpstown per capoluogo.

Longford

quattro distretti, e le sessioni hanno luogo alternativamente in diverse citt. Lo sceriffo convoca
il

con Longt'oid per capoluogo. Louth

gran giuri, che quasi polreb-

o4
besi

IRL
paragonare ad un parlamento

IRL
desimo secolo
dese
si

provinciale, attesoch
di

pu disporre
dei
vi

la popolazione irlanraddoppi. Oggi se si sta

una considerabile porzione


fondi.
Neil' Irlanda

pubblici

agli schiarimenti di Cesare Moreau ascende ad otto milioni cinquecentoraila.

un
di
a'

solo ordine equestre, quello cio

Sono

cattolici
;

sette
gli

mi,

Fedi ) fondato 5 febbraio 1783 dal re Giorgio


S.

Patrizio

lioni

cinquecentomil
i

angli-

cani,

presbiterani e
,

metodisti

e
gli

III.

gran numero di porti e di ancoraggi rende comoda la navigazione sulle coste dell' isola ; se ne contano cento trenta. Taluno
Il

quelli di altre sette


ebrei,

compresi

un

milione.

Cenni

storici,

civili

ed

ecclesiastici

di

questi

porti
piti

pu

sostenere

il

del regno d'Irlanda.

confronto dei

vasti e belli del-

ne sono quattordici capaci di ricevere vascelli anche da guerra, tali essendo quelli di Bantry, Belfast, Carlingford, Cork, Dinve
gle,

l'Europa,

La conoscenza di questa ragguardevole isola rimonta a' remoti


tempi de'
de' greci.
fenicii,
Il

de' cartaginesi

cominciamento della

Sligo, ec.
di

la baia

Il porto o piuttosto Bantry uno de' pi

storia d'Irlanda avviluppato dalle


favole.
i

vasti e

sicuri

del

mondo;

le

magfra

greci

giori flotte possono stazionarvi


la costa e
l'isola

dell'

Sembra che allora quando non avevano sul nord-ovest Europa che cognizioni tanto
anni
addietro
della

chiamata

Bear-

incerte quanto quella a cui trova-

Island, eh' situata in questa baia.


Il

vansi ridotti alcuni


i

porto di Cork osservabile per


sua profondit; tutta
Inghilterra
la

popoli moderni relativamente alle

la

marina

isole

che
la

sono

al

nord-est

dell'
visi,

ed

potrebbe ancorarvascelli vi trovano una

Siberia,
delle

Irlanda

formasse una
.

isole

Cassiteridi

Allorch

sicura difesa dietro tre piccole isole.

Giulio Cesare fece la sua spedizio-

U porto di Swilly, nella contea Donegal, ha egualmente bastante capacit per la pi gran flotta. Con qualche eccezione, le coste dell' Irlanda sono in generale sicure , e possono essere avvicinate dai nadi
vigli

l'

ne nella gran Bretagna, parla delIlibernia come di un' isola che


la

avea circa

met
i

dell'estensione di

quella che percorse. Durante tutto


il

tempo che
la
coli'

romani conserva,

rono
aver
]i

loro conquista

dovettero

senza molto pericolo.

che cingono l' Irlanda numerose, e la maggior parte piccole e poco importanti. Al nordest di Dublino sta la piccola isola

Le isole non sono

Irlanda delle relazioni che

posero a

portata
e perci

di

prenderne
ce

conoscenza,

Tolomeo

ne diede una carta alquanto esatta. L' impero romano non estese

Lambey,
venerato.

resa sacra per

un pozzo

giammai
quisti,

fino all'Irlanda

suoi con-

La

popolazione dell'Irlan-

ma

ebbe anzi a
nella

soffrire fre-

da cresce mirabilmente. Nel i632 al dire di William Petty non contava che un milione circa di abitanti. Tommaso Dobbs nel 1712 ne calcol due milioni e quasi centomila: verso la fine del me-

quenti molestie
delle provincie

occupazione

britanniche, per le

spedizioni marittime degli scoti, che

minore isola alla maggiore portavano le loro aggressioni. Quindi che g' irlandesi primitivi dedalla

IRL
rivat

IRL
si

jo5

dalle antiche colonie

res-

goti

provenienti

dalla
il

Germania,
carattere dei

sero sempre colle proprie leggi, ed

ch'essendosi alterato
belgi,

ebbero lunga serie e non interrotta di re nazionali. Verso la line dell'impero d'occidente l'Irlanda essendo stata meglio conosciuta, i romani ebbero agio di scoprire che
quelli

perdettero anche
il

quasi

del

tutto
versi

loro nativo linguaggio. Difra

matrimoni

questi
le

popoli

scancellarono ben tosto


ginarie fattezze.

loro oridifficile

Allora
;

fu

che
gli

la

dominavano, e
risiedeva

fra le

di distinguerli fra essi

gli scozzesi

mani de'quali
erano
scoti

l'autorit,

per, e tutti quelli

che

discende-

o scozzesi, e da ci venne che diedero a quest' isola il nome di Scotio,, denominazione che conservarono nelle opere loro tutti gli scrittori sacri sino al secolo XI.

vano da qualche colonia gotica si distinguevano per maggior ferocia,


in

vece che

le

trib di origine gaela

lica

erano

conoscibili per

dol-

cezza de' loro costumi, e per le lo-

Ad una tal epoca questo istesso nome essendo stato applicato al


paese che abitano oggid
zesi,
gli

ro pacifiche inclinazioni.

Anche

gli

storici

scozri-

questo paese, e fra


herty, Kating,

l'antico
i

nome

d'

Hibernia

moderni di O'FlaO'Halloran, Valgli altri,

prese

suoi diritti e prevalse nel-

lancey, parlano di colonie


fenicie

greche,
Essi

V Irlanda. Si crede che questo nome, e secondo alcuni, anche la parola gotica Irlanda, non sia che una modificazione di tryn } termine nativo che significa paese
dell'ovest.

del

Ponto-Eussino.
altri

danno

elenchi di re, e racconti di

battaglie

ed

avvenimenti,

al-

cuni de' quali

non

per altro fon-

E
dil

probabile

che

primi
stati
i

abitanti
gaulesi
i

dato sopra nessun autentico documento. Plowden istesso, che scrisse


di recente,

dell'

Irlanda sieno

comincia
fatti

la

sua storia
nella
storia

venuti dal continente, e che


loro fratelli, avendo
1'

guy-

a mille anni prima dell'era nostra,

abbandovenire

ma
ili

per
cui

certi

nata

Inghilterra

per

d'Irlanda non oltrepassano l'epoca


il

congiungersi

ad essi, accresciuta abbiano questa primitiva popolazione. Verso il tempo in cui belgi s'impadronirono del sud dell' Ini

cristianesimo fu introdotregione.

to

nella

San

Rerano o
o

Chierano, detto
a

Piran

Pierano

nel paese di Cornovaglia, era nato

ghilterra, alcune

trib di goti, che

avevano con

essi

un'origine comu-

Ossory o in Cork in Irlanda. Tornato da Roma, ove avea fatto

ne, passarono al sud dell' Irlanda

Sembra che
quale
al
i

sia

lo stesso popolo al
il

un viaggio, convert alla fede sua madre e molti altri pagani e que;

romani diedero
loro
all'est

nome

di

ste conversioni precedettero di tren-

scozzesi, allorch le

conquiste

t'anni la

venuta di
il

s.

Patrizio, sela

nord e

dell'Irlanda,

incursioni loro nelle

eie pr vi nei e macele-

condo

Usserio,
s.

quale mette
nel

nascita di

Kerano

352, ed

rittime romane, la fecero conosce-

re e acquistare con qualche


brit.

1/ Irlanda per fu talmente


di

inondata
ciate dal

trib

celtiche

scac-

continente e dalla
i

Gran

lhetagua mediante

progressi dei

i! suo ritorno da Roma in Irlanda nel 4 02 Questo santo pass in Cornovaglia per ivi disporsi alla morte, ove per alcun tempo visse da romito sopra quella costiera quindici miglia lungi da Padstow,
,

106
e mor

IRL
assai vecchio. Usserio

IRL
conta

nero
pale.

fregiati

del

carattere

episcoarci-

altri santi d'Irlanda,

ch' voce esse-

S.

Albeo fu consecrato

re vissuti qualche
s.

tempo prima che


a
predicar in
Il

Patrizio

venisse
il I,
s.

vescovo di Munster e pose la sua sede ad Emely, poi trasferita a


Cashel. Riferisce Giovanni di

quest'isola
s.

vangelo/

Pontefice
ordi-

Celestino

eletto nel

4 2 3,

mouth che
to
di

s.

TynKerano o Chierano,

n vescovo

Palladio, greco d'o-

rigine, diacono

romano, e

lo sped

soprannominato Saigrio, appellas. Pierano o Piran nel paese


ni

legato nell' Irlanda per la

convergli scoz-

sione dei popoli, tra'quali


zesi

Cornovaglia, che visse trent'anin Irlanda prima di andare a


venti
,

stabiliti nel paese aveano qualche tintura del cristianesimo. Vuoisi che s. Celestino I abbia ordinato san Palladio vescovo per gli

Roma, ove ne soggiorn


ch'essendo stato
se trent'anni

consecrato

vesco-

vo torn nella sua patria, ove giun-

prima
autore

della predica-

scozzesi
rarsi

incaricandolo
stesso

di

adope-

zione di
dello

s.

Patrizio, e

mor a detta
nel

nello

tempo a ren-

stesso

paese

di

der cristiana un' isola barbara, che V Usserio crede doversi intendere

Cornovaglia vicino a Padstow. Usserio,


scita
il

come dicemmo, pone


di

la

na-

Anche il Rinaldi all'anno 429, num. 8, parla della legazione


l'Irlanda.
di
s.

questo santo
vuole che

nel
sia

Tynmouth
s.

352 ed uno dei


piantar

Palladio, che navig

in

Hi-

dodici che

Patrizio consacr ve-

bernia e predicovvi per ordine di


s.

scovi, per dargli


la

mano

Celestino

il

vangelo.

Gli auvite di

fede in Irlanda. G' irlandesi Io


il

tori
s.

irlandesi delle diverse

chiamano
santi.

Patrizio

dicono che
la

s.

Palladio

Nel

i836

primogenito de' loro si pubblic: Letdi


sul

apostolo degli scozzesi,

cui missio-

tera

ne fu anteriore a quella di s. Patrizio, venne cacciato dal paese dal re di Leinster, e aggiungono che torn nelle parti settentrionali della Bretagna, ove dapprima aveva esercitato il suo zelo: egli mor verso l'anno 4^o a Ford un capoluogo del territorio di Mernis. Osserva 1' Usserio, che dalle vite di
s.

Giovanni

a Tommaso Moore Monk Mason


,

Arr.
cri-

stianesimo primitivo d'Irlanda. Nella Storia d'Irlanda di recente pubblicata dal

celebre poeta
si

Tommacon prove

so

Moore,

dimostra
il

indubitabili che

primitivo cristia-

nesimo,

predicato

da

s.

Patrizio
dif-

apostolo dell'Irlanda, in nulla


la disciplina della

feriva dalle odierne credenze e dal-

Albeo, di
s.

s.

Declano, di
rilevasi

s.

Ibaro

Chiesa cattolica.

e di

Onerano,
santi

che questi

quattro

predicarono separa-

tamente la fede in diverse contrade d'Irlanda loro patria, alcun tempo prima della missione di s.
Patrizio.

Fondatore tultavolta dell'illustre chiesa d'Irlanda, ed apostolo della medesima s. Patrizio, chiesa che
pel corso di tanti secoli fu
s

fecon-

da

di

eroi cristiani, che

popol di

Ibaro era stato convertito


e
i

santi

gran numero di straniere conlino

nella

Gran Bretagna,

tre
i

altri

trade, e che
si

avevano imparato a
cipii

Roma
Gli

prin-

mostrata zelante nel


il

ad oggi sempre mantenefede, a

del cristianesimo.

autori

re
di

deposito

della

fronte
lei
si-

della loro vita ci dicono,

che

ri-

tutte le persecuzioni

mosse a
l'Irlanda

passarono in Irlanda,

che ven-

dall'eresia.

siccome

IRL
no dai primi tempi di sua conversione produsse un grandissimo nuto di cui

IRL
Dio
servissi
alla

107
conver-

nia o Irlanda, perch fu lo stromensione generale di

mero
di

di

santi,

meritossi quindi

il

quest' isola.
s.

Fedi
passas-

titolo ' Isola

Albano
s.

dt santi. Coll'autorit Butlcr accenneremo le


del

Scozia. Si vuole che

Patrizio do-

po
zio

la

sua seconda

cattivit
ivi

principali gesta

suo

apostolo.

se nelle Gallie,
s.

ed
di

vedesse suo
e
s.
il

Nacque

Patrizio verso la fine del

Martino
fede
nel

Tours

Gersansi

quarto secolo nel villaggio della Gran Bretagna, ch'egli chiama Bonaven Taberniae. Pare che dai suoi
genitori Calfurnio e Concessa fosse

mano
to la

d'Auxerre. Predicando

suo paese,

cise recarsi in Italia,

deove vuoisi che


s.

ricevesse
la

dal

Papa

Celestino

romano da un
l'altro.

canto, bretone dalnell'et

sua missione per l'Irlanda,


lib.
II,

come

Trasportato

di

se-

tra gli altri afferma


to,

dici

anni schiavo in Irlanda da una


di barbari, ivi fu ridotto a

aelat.

6,

Mariano Scoad an. ^3i.


nel

torma
nelle

Sembra
s.

inoltre dalla confessione di

pascere le greggi sulle montagne e


foreste.

Patrizio eh' egli fosse fatto

Tra

patimenti visse
e
sei

da buon cristiano, con pazienza piamente. Ispirato da Dio, dopo


anni abbandon
se,
il

proprio paese diacono, prete, poi vescovo per andare a predicare il vangelo agl'irlandesi.

Non

si

dubita che

padrone

di cui

non
si

sia stalo

molli anni preparandoapostoliche che vo-

era schiavo, per tornare al suo paee giunto al porto s'imbarc in

alle

funzioni

leva esercitare.
di consecrarlo

Quando
vescovo,

si

tratt di

un

bastimento. Passati alcuni anni


ricadde in ischia-

nella sua patria

riebbe la libert dopo Quindi tornato alla casa paterna, Dio gli fece conoscere per molte visioni che si voleva servit,

ma

due

mesi.

prov molte contrariet dal canto della sua famiglia e del clero del paese che disapprovavano il disegno della sua missione. Patrizio in mezegli

zo a tante opposizioni fu vinto nel-

vir di
landa.

lui

per
le
i

la

conversione dell'Iraltre

Tra

cose

gli

parve

vedere tutti
verso di
re
il

figliuoletti

del paese

dal seno delle loro madri stendere


lui le braccia, e implorasuo soccorso con lamentevoli

grida.

vero,
s.

come notammo
agli

di

sopra,
la

che

Palladio

incominci
scozzesi

da Dio ch'egli invoconsolato da una visione e rassodato nel primo proposto. Allora date generosamente le spalle alla famiglia, lasci la sua nobilt per servire una nazione straniera, e consacr la sua anima a Dio, per andare a portare il nome
la

perplessit

c,

e ne

rest

sua

missione

con

di la

Ges

Cristo fino all'estremit delrisoluto


la

quelli stabiliti
vesi

in Irlanda,

per credere essere

non desempre sta-

terra,

di

tutto soffrire
Il

per seguire
ro suo
zione.

sua vocazione.

ve-

ta la religione cristiana all'alto sco-

nome

era

Mann,
la

prese quel-

nosciuta in quest'isola, dappoich essa


vi

lo di Patrizio

dopo

sua consecrasante disponell' Ir-

era penetrata per mezzo dei


s.

bretoni innanzi l'arrivo di


dio,

Palla-

Animato da queste
sizioni

ha mostrato Usserio dietro a parecchi antichi monumenti. Questo per non toglie a s. Patrilo

come

pass san
ivi

Patrizio

adoprarsi a iptgnera l'idolatria, che quasi uuiversalmente


landa, per
vi

zio

il

titolo di

apostolo

dell'I ber-

regnava:

la

percorse da un ca-

io8

IRL
all'altro e
si

IRL
fin

p
alle

spinse

dentro
ti-

sedizioni

contrade
ai

pi remote, senza
si

cipe

sopra tutto da un prinper nome Corotico, il quale


;

more
le

pericoli cui

esponeva

La sua

predicazione rafforzata dal-

sue sofferenze ebbe meraviglioso

a quanto pare regnava in qualche cantone del paese di Galles. no* to che i bretoni, dopo essersi af-

successo, dappoich un'innumerabile

moltitudine di
battesimo.
Il

pagani chiesero

il

santo dopo averli

maestrati nei misteri della fede,

amam-

dominio de'romani nel 409, epoca in cui essi abbandonarono la Bretagna, si crearono difrancati dal
versi piccoli re, del

numero

de'quali

ministr ad

essi

questo sacramento;
a rassodarli nel-

era Corotico. Questi sebbene cristia-

poscia adoperossi
la religione che

no

di professione, la

sua condotta non

aveano abbracciato. Confer gli ordini sacri a molti pii ministri che lo secondarono nelle
sue
apostoliche
fatiche
;

corrispondeva per nulla alla sua religione; e


s.

Patrizio gli

l'odio-

so

nome

di

tiranno.

Costui

fece

persuase

molte femmine a

vivere vedove e

continenti; consecr molte vergini a


Gesti Cristo; istitu molti santi
naci che praticavano
i

una discesa in Irlanda, e pose a ruba tutto il paese, in cui s. Patrizio avea da poco amministrata
la

model

consigli

neofiti
to

vangelo
bile fu

dimodoch

assai considera-

un gran numero di che portavano ancora l'abibianco del loro battesimo. Il ricresima a
in questa

il

numero
si

di coloro

che per

spetto dovuto alla religione, massi-

opera sua

misero sulle vie della


terreni a chi

me
t

circostanza,
il

non po:

perfezione. I novelli convertiti vollero


far parte dei loro beni

rallentare

suo

furore

molti

di

questi poveri neofiti furono bargli altri

aveangli arricchiti con quelli del cielo,

baramente scannati, e
nati
via e

meche
scoz-

sempre il pi. perfetto disinteresse, n mai accettar volle cosa alcuna, onde il suo ministero non venisse ad essere diss.

ma

Patrizio mostr

venduti
le

ai

pagani
gli

abitavano
zesi

contrade fra

ed
s.

pitti.

te

Patrizio
il

Dopo aver inutilmenammonito Corotico


mal
fatto,

onorato,
coli

anzi talvolta restitu

pic-

riparare
in

e ricevenil

presenti che
altari.

alcuni mettevano
la

do

vece

insulti

beffe,

san-

sugli

Egli spinse

sua gesuoi

to scrisse

una

lettera circolare,

ove

nerosit fino a

dare
ai

gl'istessi

dopo
lo

di aver parlato della sua in-

beni

ai

fedeli

ed

pagani.

Quan-

degnit personale, dichiar che Dio

do

visitava le provincie dispensava


ai

avea stabilito vescovo d'Irlanda,


qualit egli sepa-

larghe elemosine
lare con
gelo.
lui

poveri e facea

e che in questa

dei regali agli stessi re

onde agevo-

rava da Ges Cristo e dalla sua co-

questi

progressi del van-

munione Corotico,
ch'erano
fatto;
si,

tutti

quelli

Molti figliuoletti trovarono in


spese
della loro e-

stati

complici del suo mislimosine,


in sino

un tenero padre che prendeva


le

proib di mangiare con es-

sopra di s

di ricevere

ducazione, e la cura di allevarli al


servigio degli altari. Difficilmente
si

che non abbiano soddisfatto a Dio colle lagrime d'una sincera penitenza,

potrebbe
ste

credere
il

quante pene

gli

reso la libert ai discepoli di


Cristo. In questa lettera
si

ebbe a costare

quesue imprese, nelle quali dovetesito di

buon

Ges

ve-

te sostenere infiniti

rovesci e per-

de espressa la somma tenerezza che suo gregge, e il il santo avea pel

IRL
vivo dolore
dati:
si

IRL
che di
sua
zione di
Patrizio,
egli

109

che

sentiva pei truci-

confortava

per in consiin
eie-

morte

che prima della ebbe la consola-

derar
lo coi

ch'essi

regnavano su
cogli apostoli

profeti,

e coi

vedere quasi tutta l' Irlanda adorare il vero Dio. Fond


s.

martiri.
tico per
la

Giocelino

dice che Coro-

Patrizio

tre

monasteri,

uno

in

miseramente, e attribuisce sua morte alla divina vendetta,


santo apostolo tenne pi con-

Armagli, l'altro si chiam Doninach- Patirai cio chiesa di san


y

Il
cilii

Patrizio

il

terzo
il

Sabhal
santo di
,

Pachienelle

per

istabilire

una buona
di
i

di-

draig.
se

Riemp
di

sciplina

nella

Chiesa

cui

era

scuole
i

l'Irlanda

stato
\i
si

il

fondatore:
regole
giusta

canoni che
di

trovano

hanno per obbietto


piene
s.

alcune
Credesi,

saviezza,

Bernardo

la

buoni studi fiorirono per lungo tempo. Queste scuole divennero tanto celebri, che gli stranieri vi accorsero d' ogni
quali la piet e

tradizione del paese, ch'egli fissasse la

parte pel
passato

tratto

di
gli

molti
altri

secoli

sua

sede primaziale in Ar-

e l'Irlanda, che

popoli in

Pare dagli atti del primo da lui celebrato e da altri antichi monumenti, eh' egli oidinasse dei vescovi per l'Irlanda. Altri affermano che s. Patrizio istimagli.
concilio
tu tutti
i

vescovati d'Irlanda.

San

primo anno di sua missione predicar Ges Cristo in mezzo all'assemblea generale dei
Patrizio

os

nel

trattato da paese convegno generale di tutti quelli che volevano coltivare il loro ingegno collo studio delle scienze, e istruirsi nelle massime della pi alta perfezione. S. Patrizio mor in pace verso l'anno 4^4? e fa riposto il suo cor-

aveano
il

barbaro, fu

p a

Down

in

CJltonia,
il

in

una

re e degli stati di tutta l'Irlanda,


la

chiesa che prese poi

suo nome,
11 85.

quale teneasi

ogni anno a Tare

e dove fu

scoperto nel

La

ra o Themoria, nella provincia di

sua

festa

notata a'iy

marzo, e

East-Meath,
principale
l'isola.

dove risiedeva
citt

il

detto

La

monarca di tutta di Tara era il


dei druidi, e

la sua memoria stata sempre in grande venerazione nella chiesa di Irlanda. Avvi una tradizione, che
s.

principale

soggiorno
figlio

come
paese.

la capitale
Il

della religione del

Patrizio colle sue benedizioni abbia liberato quest' isola da ogni


velenoso,
n' alcuno.

di Neill, che allora

animale

era
il

il

monarca,
e contro

dichiarossi
la

contro

non ve
bastone
rici

ed certo che Pare che il


gli

santo

dottrina che

di Ges, sul quale

sto-

annunziava ; ma ci non punto del frutto de'suoi


Molti principi
gli
altri
il
il

imped
discorsi,

irlandesi

te

cose

hanno raccontato tanmeravigliose, altro non


il

si

convertirono, e fra
di

fosse

che

bastone pastorale di

s.

padre

Benigno, che
di
s.

Patrizio

e de' primi
:

arcivescovi di

fu

primo successore

Patri-

Armagli
te

era custodito anticamencitt,


Il

zio nella sede di

Armagli.
di

La

lo-

in

questa

ma

nel

i3bo
o
spac-

ro conversione fu seguita da quella

era

Dublino.
s.

purgatorio
si

dei re di Dublino,
figli

e di sette
ght.

del
s
il

re di

Munster Connau-

pozzo di
ciarono

Patrizio, di cui

tante

cose false,

era una

Da ultimo

abbondanti becielo sulle fati-

caverna posta in un'isolrlta del lago


Dearg, sulle frontiere della contea

indizioni sparse

no
di

1RL
nell'Ultonia.
fece

1RL
Pacaverna
Il

Fermanagh
i497 P er
di

una circostanza

pa
nel
cio

chiudere

questa

far cessare lo spacle

cos singolare, che merita di essere notata ; il popolo conserv i suoi costumi feroci e

certe fole superstiziose,

selvaggi,

nello

quali

trovavano

credenza

tra

la

stabilivansi

poco tempo appresso chiusa nuovamente per ordine di Enrico Vili. Non si tralasci per questo di visitarla, o per farvi orazione, o per
gentaglia;

ma

fiorirono
la

stesso tempo che ovunque monasteri, che al modo narrato, onde


la

fu riaperta.

Venne

Irlanda o

Scozia divenne

ce-

lebre per tutta la cristianit.

Non
che

vero,
i

come

scrissero alcuni,

vescovi caddero nello scisma per


affare dei Tre Capitoli,

praticarvi delle

austerit a imita-

1'

ma

stret-

zione
altri

di
santi,

s.

Patrizio
si

di

molti

ti

dalle persecuzioni

che

ritiravano spesso
in
altri

di essi,

ricorsero

mosse contro con lettera alla


il

in questo

luogo o
della

simili

Chiesa

romana.
s.

remoti,
agli

per darsi pi liberamente


contemplazione.
Ceratini, per

Pontefice
verit,

Rispose loro Gregorio I, il quale


essi

si

esercizi

studi di fare ad

conoscere la

Giacomo
altri,

non

dire di

che

poi

abbracciarono, coRinaldi
all'

Vita di s. Patrizio a Bologna nel 1686. San Melo nipote di s. Patrizio, fu primo vescovo d'Ardagh: al suo tempo fiorirono molti irlandesi che si resero commendabili per la loro santit, grande essendo il fervore col quale g' irlandesi abbracciarono la fede.
scrisse la

me

si

ha

dal

anno

che fu

pubblicata

592, num. 6. L' Irlanda stata sempre attaccata alla santa Sede, e ne ha sempre riconosciuto il primato, come ha provato di recente con incontrastabili argomenti il dotto e benemerito sacerdote don Daniele Rock gi alunno del col,

legio

inglese di

Il

zelo di
del piti
1'

s.

Patrizio fu coronasuccesso, poich


di

Lettera

to

felice

Fra

le

Roma, nella sua a lord Giovanni Manners. altre cose, comprova che pris.

ebbe
naci,

infinito

gaudio
il

vedere

ma

di

Patrizio

cristiani

erano

uscir dall' Irlanda

tanti santi

mo-

che illustrarono

Belgio, la

pochi in Irlanda, e radamente disseminati per 1' isola, i quali per

Germania

e la Francia, ed irlan-

dese fu quel santo

monaco

Gallo,

aderivano a che Pietro


;

Roma
la

alla sede di

chiesa irlandese ebfu


i

che tanto cooper alla conversione degli elveti, e che fond la celebre abbazia di s. Gallo, al modo che dicemmo al suo articolo. S. Congallo abbate d' Irlanda, di cui ab-

be a fondatore un Papa, qual


s.

Celestino

I,

il s.

quale

v'invi
s.

primi apostoli
trizio,

Palladio e
serie

dando

cosi principio alla

Panon

mai

interrotta

de' vescovi;

biamo
illustri

gi parlato,

fu

uno

de' pi

fondatori
paese, e

della vita
si

monaebbe

stica nel

dice che

che uno de' canoni statuiti in un sinodo presieduto da s. Patrizio, decret, ogni disputa o dubbio do-

sotto di se sino a tremila monaci.

fond molte chiese e un grande monastero nelV isola d' Inis-Cathaig, e mori nel 544- La conversione per di queS.

Senano

vescovo

Sede apostolica; da quel punto in avanti prest sempre implicita obbedienza; che segnatamente
versi
riferire

alla

che

la chiesa irlandese

nel

VII

secolo

si

sottomise

senza

sta

isola

alla

fede

fu seguita

da

limitazione alcuna ai decreti de'ro-

IRL
mani
Pontefici, toccanti la contro-

IRL
T Irlanda,
mitra di
la

m
la

e levatasi
testa,
la

sua propria
Pontefice

versia della celebrazione della

Pa-

pose sopra quelil

squa; che

missionari irlandesi, pri-

del prelato. Di poi


III

ma

di passare in altre regioni

per eil

Eugenio
to

in

un

concilio

nazio-

vangelizzarle,

imprendevano
essere
di

viag-

nale di Rells nel


dal pontificio

11 52,

presieduCristiano

gio di
dell'

Roma, per
a* gentili;

investiti

legato

autorit

predicare
irlandese

e insefe-

gnare

che l'ortodossa
fu

vescovo di Lismore, per mezzo del cardinal Giovanni Paparo o Pa peroni, altro suo legato che sped nell'

de della

chiesa

alta-

mente commendata da
tolicissimo.

Alcuini, cat-

Irlanda, conferm

quattro

ve-

scovati di

Armagh,

di Dublino, di

rimase per lungo tempo molti capi, che senza dubbio erano sovente in guerra gli uni cogli altri, e quindi alternativamente vincitori e vinti. I
L'
isola

Cashel

e di

Tuam,

e diede ad o-

divisa

fra

gnuno di essi il pallio arcivescovile. Neil' adunanza convennero, oltre a


molti re e
principi
irlandesi,

tre-

mila
illustri

ecclesiastici.

Queste quattro
state

danesi e

gli

scandinavi nel nono


1'

se-

sedi

erano
altari,

occupate

colo sopravvennero, e desolando colle

loro incursioni

Irlanda,

s'

impa-

dronirono
di

di

una parte
signori

delle coste,

cui

rimasero

per quasi
riprese dai

molfurono martirizzati. Altri dicono che due erano gi arcivescovati,


gli

da molti no sopra
ti

pastori

che

si

venera-

tra' quali

due
citt

secoli,

ad

eccezione di alcune
loro

due
tutti

che

furono

poi

furono esaltati a tal grado, ebbero il sacro pallio arcio Gelasio d'
di

capi indigeni.

Le

irruzioni scandi-

civescovile,

nave apportarono al paese frequenti stragi ed abborrita soggezione. Briam Boroimhe, re o capo della provincia di Munster, s' impadron al principio del secolo

Gregorio

Dublino,

Armagh, Donalo di

Cashel, ed Edare di

Tuam.

XI

della

maggior
ucciso in

parte

d' Irlanda,

ma

fu

Regnando nell' Irlanda Dermont o Dermot re di Leinster, il re di Meath Rotherigo suo competitore lo invest, assistito da una
sediziosa fazione,

una
al

battaglia
re
di

che diede

onde
di

il

re legitII
si

nel

1027

Leinster ed ai

timo invoc
rivolse al

1'

aiuto

Enrico
questi
di

danesi suoi

alleati.

Nel

1090

Gil-

re d' Inghilterra.

Allora

berto vescovo di Limerick, in un Trattato tu la chiesa diretto ai vescovi

Papa Adriano IV
1'

na-

zione inglese, acci

lo autorizzasse
il

e al clero tutto d'Irlanda,


in

di-

ad occupar
fice

Irlanda; ed

Pontedel

chiar
tutte le

termini

espressi

che

colla

Bolla

Laudabilter
t.

debbono ridursi sotto il governo di un solo vescovo, cio Cristo e il suo vicario, il beato apostolo Pietro e il
della Chiesa
sulla sua cattedra. Di139, nel pontificato d'Innocenzo II, s. Malachia arcivescovo di

membra

n55,
gli

Bull.

Rom.
di

II,

concesse

potere

35i, occupare
p.

T Ibernia

senza

pregiudizio della

santa Sede, con

censo annuale di

Papa sedente
1

poi nel

alla medesima da pada ogni casa, come si ha da Giraldo Cambrense, Hibernia ex-

un denaro

garsi

Armagh
dalle

si

port in
del

Roma a
il

prendere
Inno-

pugnat.

lib.

II,

cap. 6. L'autenticidi

mani

Papa

pallio.

t di questa bolla

Adriano IV

cenzo

II lo fece

suo legato per tutta

viene contestata

da

diversi storici.

ii2
Senza
entrare

IRL
in questa

IRL
contesa,
strarla,

quando era

gi

da lungo
il

sembra per che tale opinione non sia del tutto da dispreizarsi, dappoich diverse forti ragioni sono in suo favore. Per brevit qui ne riporteremo soltanto qualcuna. i. Il
Pontefice
fa

tempo morto Adriano IV,


fini
1
1

quale

di

vivere nel primo settembre


4-

5<j ?
il

Enrico

II

non otteune
si

mai

possesso dell'Irlanda in vir-

t di nessuna bolla, mentre

era

nella

citata bolla

un

gi impadronito di Cork, Limerick

costumi delche fa quasi dubitare che non fossero o pagani o barbari anzi la bolla dice in
s

quadro

terribile de'

la

nazione irlandese,

ed altri luoghi, molli anni prima che avesse ardito spacciar la bolla. 5. Se pure vi fossero stati degli abusi da correggersi in Irlanda, la
s.

fine,

come motivo
fatta

della concessioII,

ne

ad

Enrico

che quel

re avesse da seminarvi e piantarvi

la vera religione cristiana. Ora come si pu combinare siffatta descrizione


in collo

Sede avrebbe stimolata a questa impresa non gli esteri, ma i prelati ed il clero nazionale, il quale fu illustrato in quell'epoca da moltissimi

santi
s.

dottissimi

vescovi,

stalo dell' Irlanda


in

quel

secolo,

cui

fiorivano

tanti

santi

dotti

prelati,

tante
virt

chiese
veri

insigni

tanti

monasteri
le

Malachia arcivescovo di Armagli, *e s. Lorenzo arcivescovo di Dublino: dal grembo di cui la santa Sede avea poco prima scelto
nella persona di
di

come

domicilii di

tutte

evangeliche? Sei magnifiche chiese


cattedrali

Lismore

il

Cristiano vescovo suo legato apostolico,

furono

di

nuovo

fabbri-

e eh' era cos specchiato che strap-

cate, eranvi quattordici


signi
di

priorati in-

canonici regolari, dieciolto


soli

p dalla penna nemica di Giraldus Cambrensis il seguente elogio. Il


clero di questo paese assai

monasteri pei
altri

cisterciensi,

oltre

com-

molti stabilimenti pii che fuin

mendevole
tra
le

per

la

sua religione, e
si

rono
dati

quel secolo medesimo fonpiet de' fedeli


i.

virt in cui

distingue

dalla

dei

preeminente nella prerogativa della


castit.

principi

irlandesi.

La

stessa

Sono

membri

del clero

santa Sede era in quell' epoca persuasa dell' ottimo


stato della
reli-

attenti e diligenti
alle

al salmeggio

ed

ore canoniche, alla lettura ed


orazione, stando
chiese
Si
ritirati
ai

gione
1
1

in
,

Irlanda,
soli

quattro
in

che nell' anno anni prima del


bolla dicesi
il

alla

nelle

loro
uffizi.

per

attendere

loro

tempo
fatta,

cui

questa
III

esercitano

altres nell'asti-

Eugenio
delle

aument

nu-

mero due a
di
il
lii

sedi

arcivescovili

da

quattro, ed in testimonianza
alla

nenza e nella frugalit di mangia* re. Sicch la maggior parte di essi digiunano quasi tutto il giorno
fino alla sera,
piti

rispetto

nazione

vi

mand
3.

quando hanno comeconomici


d.
3.
".

cardinal
ai

Paparo
fosse
II

legato coi pal-

tutti

gli

uffizi

Gi-

rispettivi

arcivescovi.

Se

rald,

Top. Heb.

6.

Tutta-

questa bolla

autentica, perla

via se fosse necessario

di

adopera-

ch Enrico

non

produsse sul
d' Irlanda,

re

principio dell' invasione

opera degli esteri per riformare qual si fosse abuso vero o


1'

quando gli sarebbe stata di maggior giovamento? Perch lasci correre quasi vent'anni prima di rao*

preteso nella chiesa irlandese, non

da credersi che la santa Sede avrebbe affidata tale impresa agli

IRL
inglesi.
rici

IRL
sto-

u3
approv ad

Mentre narrano diversi

Papa Alessandro
Enrico
sti

III

che i vescovi di quella chiesa quasi unani inamente volevano separarsi dalla Chiesa romana, per
condiscendere
alla
al

II

fatta conquista, e que-

la

uni

al

ra Polidoro
lib.

Virgilio,

suo regno, come narHist. Angl.

volont

del re

Guglielmo
so secolo, heler
nella

II

principio dell'istesriferisce
s.

Urbano
di
far

come pure
vita
il

Mo:

288. Essendo Pontefice il re Enrico II gli speun' ambasceria perch volesse


i3, p.
III,

di

Anselmo

coronare re d' Irlanda uno dei


figliuoli.
Il

aggiungono che
sorta che
il

clero era di tal

propri

Papa
il

spedi in

santo prelato Lorenzo

Inghilterra

per

legato

cardinal

per farli vedere al santo Padre, ne mand di quelli scelti che vennero per convertire 1' Irlanda, centoquaranta condannati di scostumatezza per essere assoluti in Roma, bench avesse egli la facolt di

Ottaviano Conti, col donativo di una corona reale formata di pen-

ne
la

di

pavone

tessuta

in oro,

con che

quale il cardinale vanni secondogenito


altri

coron Giodel
re,

chiamano e
lord-vicer

considerano pri-

Laonde dal sembra che la suddetta bolla non si possa ammettere


assolverli

in

Irlanda.

mo
se

d' Irlanda.

Tutta-

sin

qui detto

volta T intera popolazione irlande-

per

troppo ferire 1' onore della santa Sede, da cui dicesi emanata. Qui noteremo che
autentica

senza

cui

non fu sottomessa; il paese in dominavano g' inglesi rinchiu-

era allora

V Irlanda

divisa ne' cin-

que principati di Munster, Ulster, Meath, Leinster e Connaught.


All' orticolo

Inghilterra,

ripor-

tammo
il

tratti principali della storia


i

d'Irlanda. Nel

169

g' inglesi

sotto

comando di Riccardo Strongbow conte di Pembroke sbarcarono nejIrlanda, col quale


del

deva le attuali contee di Dublino, Meath, Louth e Rildare, e forse qualche distretto vicino, chiamandosi tal paese the englshpale o palizzata inglese; ma tali possedimenmolto considerabili, ti non erano per lo che i re d' Inghilterra non avevano a quell' epoca, e nella successiva sino ad Enrico VIII, che
il

titolo

di

signori
di questi

dell'

Irlanda.

1'

mezzo
sovrano

fu ricon-

E nemmeno
ti
1'

possedimendominio, che
agi' irlandesi

dotto l'ordine, e ripristinato


nell' esercizio

Dermot
potere.
si

pot

sostenerne
il

pacificamente

Inghilterra

suo
riusc

Le armi
la

inglesi

per

non pi

anzi pi volte
di

allontanarono, e seguita ben presto

ricuperare
vi

la

propria

indipenal di

morte del re Dermot, in nome di Enrico II fu preso possesso dell'isola. JNel 1171 o 1172 questo re vi

denza, e
dentro,

furono

delle brevi e-

poche, nelle quali tranquilli


esercitarono
il

al

di

fuori
l'I-

sbarc

in

persona
;

per

prosperamente
talia

commercio, e
secolo

farne

l'

intera conquista

ond' essa

rigurgit

nel

XIV

di

invasa

da

un' armata
molti
d'

possente, e

ottime manifatture irlandesi.

divisa fra

principi

che non che

Innocenzo
sottoposto
il

III

avendo scomuniall'

andavano
da quel

accordo,
all'

fu obbligata

cato Giovanni

re d' Inghilterra, e

sottomettersi

Inghilterra,
lasci

regno

interdetto,

punto

non

pi di

intimorito

il

principe

delle

confece

dominarla,
vol.

considerandola
xxxvi.

come
Il

seguenze,

domand perdono,
alto
di

una provincia della

monarchia.

un solenne

sommissione in

Brt>wvo*vt oftaj,

berne**

m4
tarle
i

fRL
do
di

IRL
agl'inglesi
stabiliti

favore della santa Sede con assog-

nell'

Irlanda

reami

d' Inghilterra

di

sposare donne
nelle loro

del

paese,

e di
della

Irlanda, e fu contento di riceverli


in

servirsi

transazioni

feudo qual vassallo della Chiesa


,

lingua

romana
tro,

obbligandosi

all'

annuo

il denaro di s. Piepagar trecento marchi per l'Irlanda e settecento per l'Inghilterra ; ci che rinnovarono altri

tributo, oltre
di

nazionale. Questi oltraggi proseguirono a mantenere per cos dire una linea di demarcazione fra i vincitori ed i vinti , coi

quali

la

politica

inglese

avrebbe

dovuto
sparsa

cercare di produrre un'in-

re,

come Odoardo

II

nel

tera trasfusione.
1

L'Irlanda essendo
di

con Papa Giovanni XXII. Frattanto

di

monasteri,
la
il

conventi
del po-

non cessarono gl'inglesi di tomettere pienamente l'Irlanda


loro obbedienza;

sotal-

e di

chiese,

divozione

polo

contenne

patriottismo

na-

la

ma

gl'irlandesi

zionale.

Nella loro

ardente

brama
pesante,

punto non
replicati,

abbattuti

dai

disastri

di scuotere

un giogo tanto
per loro re
il

fecero

ogni

sforzo

onde
i

riconobbero

famoso
prinil

sostenere con

intrepidezza la lotta

Perkin
cipe che
di

Warbeck, quel
si
;

falso

ineguale,
tentativi

e
di

ridussero al

nulla

faceva credere

duca

Riccardo

II.

Prima

di

questo tempo nel restante dell'Ir-

York marono

ma
tutte
simili

inutilmente
le

consu-

loro

forze

onde
Allor-

landa non soggetta all'Inghilterra, i capi delle trib conservavano pur anco qualche indipendenza, che an-

sostenere

pretensioni.

ch nel secolo XVI Enrico Vili, onde seguire pi liberamente il


corso
delle sue

dava per scemandosi a misura che


gl'inglesi
l'isola.

passioni

scosse

il

pi

si

fortificavano

nel-

salutifero freno della santa Sede, ed

Gl'indigeni
gli

chiamarono
scozzesi,

in
nel

abbracci
sa,

la pretesa

riforma religio-

loro

soccorso
Scozia.

i3io Odoardo Bruce


re di
si

fratello del

dicono alcuni, che tutta la porzione della popolazione irlandese che


origine
inglese,

fece

Irlanda coronare a Dundalk in quare dell' isola,

Sbarcato in

era di
segui
il

fatalmente

lit

di

ma non

es-

suo cattivo esempio, mentre gl'irlandesi veri rimasero cattolici sene con maggior verit asseriscono
tutti
i

sendo molto sostenuto contro gl'inglesi, e perduta avendo una battaglia, si vide obbligato di rimbarcarsi

za riformare alcuno de'loro usi. Altri

che
presi

nativi d' Irlanda,


di

comin
II

insieme
1

co'

suoi

partigiani.

quelli

origine inglese,
la

Nel 1 3 8 il partito scozzese fu interamente espulso dall'isola. Ri-

generale rigettarono

riforma.
si

partito del governo inglese

com-

maneva
glia

un

principe
di

indipendente
;

pose di gente sbarcata di fresco iu


Irlanda, che pigli
testanti.
il

Della provincia

Ulster

sua

fiil

nome

di pro-

ed unica erede sposando duca di Chiarenza terzo figlio

Allora

g'

irlandesi

altro

di

non cercarono che


servato

l'alleanza delle

Odoardo

III

port questa provincia

potenze europee, che com'essi con-

agl'inglesi nel

anno il kenny e composto d' inglesi termin d'imporre un giogo umiliante


alla popolazione

i36i. Nello stesso parlamento sedente a Ril-

Frattanto

aveano i domini cattolici. Enrico Vili fu il priche aggiunse


quello
di
titoli

mo
agli

re

d' Inghilterra

altri suoi

re

indigena, pioiben-

d'Irlanda, e da quell'epoca

questa

IRL
isola

IRL
come
un
re-*

Ut
regina, la di-

fu

trattata

Pio

scomunic
eretica e
i

la

gno.

chiar
la

sciolse dal giura-

Dopo
nel
1

morte

di

547 mont sul Odoardo VI, ma essendo figlio questi morto nell'anno i553 gli sucfiglia di cesse la sorella Maria Caterina d'Aragona, che il padre
avea
ripudiato
di

Enrico VII! trono il suo

mento

sudditi

scomunica a
Elisabetta
desi
blici

fulminando la , chiunque l'obbedisse.


i

spogli
di

cattolici irlan-

del diritto

occupare

pub-

impieghi, attesoch rifiutavano


al

sempre
di

per

sposarsi
della

con
senil

premazia
glese
in
,

Anna
tenza

Bolena, ad

onta

governo inglese la sued obbedienza in punto religione. La dominazione inIrlanda

Clemente VII contro


le

incominciata nel
secoli

divorzio, e

censure

ecclesiasti-

1172
stese

per pi

non

si

e-

che da lui da Paolo

fulminate, e rinnovate

mand
tolico.

tolica

III quando Enrico Vili bando la religione catEssendo Maria zelante catsped subito alla santa Sede

in

che sopra poca parte dell'isola, ed i limili della sua giurisdizione furono soggetti a frequenti
alterazioni;
tutta
l'isola

ma

si

diffuse

sopra
della

negli ultimi anni

un' ambasceria
della

pel

ristabilimento

regina Elisabetta, ne
se
al

onninamente
1'

religione

ne' suoi

domini^ e

non

se

poco dopo

esaltazione

per rendere obbedienza al Pontefice.

trono di
Il

Giacomo

I,

che fu nel
i

Laonde Paolo IV tolse le censumaggiormente accrescere re, e per


la

i6o3.
vili,

successo delle forze della


pi.

regina fu ottenuto co' mezzi


col

dignit

della

regina

e del suo

tradimento,
e la
:

gli

assassini!,

marito Filippo II re di Spagna, con bolla de' 7 giugno i555 erestise T isola d' Irlanda in regno tolo che senza 1' approvazione del:

le

stragi

fame
fu

cagionata

a
il

bella

posta

cos

compiuto

soggiogamento degl'irlandesi; nessun popolo al mondo fu trattato con


altrettanta crudelt che
l'

avevano VI. Nel i558 la regina Maria mor, quindi la religione cattolica fu bandita nuovamente dall' inglese mola

Sede

apostolica

le

irlandese.

dato Enrico Vili e Odoardo

Esso non ottenne


diritti

il

godimento dei

provenienti dalla condizione

di

narchia, perch
la

essendole successa
figlia

sorella

Elisabetta,

per

della

Bolena,
si

come

educata alla

riforma,

qualifica di
glicana,
i

usurp la mostruosa capo della chiesa andalle

espulse

loro chiese

vescovi cattolici,

abol la messa,

ed esercit una crudelissima tirannia sopra tutti quelli che mostraronsi costanti nella fede romana, per lo che pi. di quattro quinti degl'irlandesi furono segno delle sue persecuzioni, essendone esenti quegli abitanti che designammo col

del 16 12, alla promulgazione dello statuto di Giacomo I. Dal 1172 sino a tale anno il popolo irlandese non fu dal governo conosciuto negli atti che sotto il nome di nemici irlandesi. Durante lo stesso periodo gl'inglesi non potevano contrarre matrimonio cogl'irlandesi, non commerciar con essi; e chiunque di origine

suddito prima

inglese

poteva

uccidere

un

irlandese

o donna, nulla pativa, meno una lieve multa pecuniaria. Il regno di Giacomo I si distinse pei delitti commesi a danno
degl'irlandesi sotto pretesto di

proin

nome

di

protestanti.

Il

Papa

s.

testantismo

mai non

fu

vista

n6
in

IRL
la

IRL
tinue persecuzioni religiose, scoppi

devastazione seno alla cristianit eguale alla operata da Giacomo I


Irlanda.

La
il

giurisdizione

del
tut-

guerra civile, e nel 1641 si avventarono terribilmente contro le


inglesi

parlamento estendendosi sopra


ta l'Irlanda,
sol

numerose colonie
si

e scozze-

re

vi

cre in

un
il

introdotte in Irlanda
I

da Giacoloro ser-

giorno quaranta borghi chiusi,

mo

per consolidare
e ne
fecero

il

confer

tredici

protestanti

vaggio,
strage.

spaventevole

diritto di
essi

nominar

in

ciascun

di

Per

le

vicende cui soggiac-

due

membri
della

del parlamento;
i

e ci a fine di privare
diti
cattolici

suoi sud-

loro giusta

Carlo I, i cattolici dimenticando tutti i delitti commessi a loro danno, si strinsero colla
l'

que

infelice

naturai
Inoltre

parte di

rappresentazione.

tenacit della
tito

disperazione al parprotestanti irlandesi,


tutti
si

onde portare un colpo vigoroso alla popolazione ed


I,

Giacomo

del re.

chi
tore
sti

prima
di

chi dopo,
ligi

di-

alla religione

degl'indigeni,

confi-

chiararono
nel

al

potere

usurpa-

sc tutte

le

terre degl'insorgenti, e

Oliviero Cromwell. Que-

le distribu fra gl'inglesi e gli scoz-

che appartenevano alla sua corte o che avevano combattuto per lui. Il clero era gi stato spogliato di una gran porzione delle sue ricchezze che furono cedute al clero protestante. Queste privazioni diedero una gran forza al partito
zesi

portossi a domar l'icon un' armata che mise tutto a fuoco e sangue ; le stragi di quel tempo sono sino a'nostri giorni visi-

i65o

sola

bili.

Le

stragi poi eseguite nella cat-

Cashel, a Litneriek, a Drogheria e Wexford non si possono descrivere. Si cacciarono i


disgraziati
cattolici

tedrale di

inglese,

ma

la

esacerbazione

dei

ne' deserti

di

che accrescersi maggiormente. Vi furono varie covinti

non

faceva

Connaught, e pubblicossi per ordine di Cromwell che qualunque


cattolico

spirazioni

onde tentar

di

ricuperare

fosse

ritrovato

l'indipendenza;

gl'inglesi

ne previ-

altra parte del

in alcuna regno dopo un de-

dero l'esplosione e confiscarono altre terre, in modo che la popolazione indigena cadde sempre pi in
povert, e gl'inglesi
si

corso di tempo,
ciso senza
stribu,

potesse essere ucalcun giudizio. Egli dii

come
fra

re precedenti,

le

arricchirono
proprietari
I

terre

conquistate
la

fra

suoi partidella

spese

dei
Il

legittimi

giani, o

gente
tal

sua
l'Ir-

del suolo.
spicio

regno di Carlo

co-

corte.

Conquisa in
,

modo

minci nel 1625 sotto diversi auLa forma della spogliazione e della ruberia cangi, ma la sostanza rimase la stessa la commissione d'indagine spogli il popolo
:

landa

fu

di

nuovo

spogliata

di

alcune delle sue

utilit,

privandola
bestiami
e

per
dalle

anco

de' benefizi

che ritraeva

esportazioni

de'

delle derrate per l'Inghilterra.

Nel

cattolico

irlandese
di

di

oltre

un
lapi,

milione
estesa
di

iugeri di

terra

da

voro, e d'una superficie ancor

Innocenzo X sped monsignor Rinuccini con buona quantit di denaro per

i65o

il

Papa

in

Irlanda
e

campagne

tolte
ai

ai loro

aiuto
tolici.

difesa degli

oppressi

cat-

padroni, e concedute
tori del disertamento.

rapaci au-

Vinti e

non

Nel 1660 ebbe luogo con Carlo

domi

gl'irlandesi irritati dalle coa-

figlio

del decapitato Carlo

I,

la

IRL
ristorazione del real trono.
listi

IRL
I

117

rea-

ghil terra in perpetuo. Dall'altro la-

inglesi e scozzesi

vennero reinle

tegrati ne* loro beni, cio

proi

priet tolte ai cattolici irlandesi,

solennemente si stipul in favore del popolo cattolico irlandese, che i beni e la libert de' catto
tolici

quali avevano combattuto sino


l'

[al-

goderebbero della

stessa

pro-

ultimo sangue a difesa del re contro il potere usurpatore. Il duca di York, dipoi
gliossi

tezione legale che quelli degli altri


sudditi, ed in ispecie,

che verrebbe

Giacomo
terreno
irlandesi

II,

pi-

ad

essi

conceduto

il

libero e illimi-

per sua porzione da ottaniugeri di


a' cattolici

tato esercizio di loro religione. Gl'ir-

tamila
nenti

apparte,

landesi

soddisfecero

agli

obblighi

il

cui

assunti nel trattato colla pi scru-

solo delitto era quello d'essere stati

polosa

esattezza

amici

padre di lui lo sfortunato Carlo I, e nemici de' suoi nemici. Ci nondimeno,


e
sostenitori

del

inglese viol

ma il governo ; compiutamente il tratoffr


il

tato, appena gli si punto per farlo con


fatta

buon
colla

sicurezza. Sif-

radicato

era

nella

nazione

ir-

violazione

fu

operata

landese l'attaccamento al principio


di

una
II

lealt,

che quando

Giacoreli-

mo

per aver professato la

promulgazione del pi astuto ed iniquo codice, che abbia mai contaminato gli annali della legislazione.
I

gione cattolica fu cacciato nel 1688


dal trono dai suoi sudditi
nici, egli
si

principali tratti della vio-

britan-

lazione del trattato di Limerick, e

rifuggi in Irlanda, e
i

la nobilt irlandese cattolica,

bor-

ghesi ed

il

popolo

si

strinsero a lui

dintorno per sostenere i suoi diritti alla corona, quindi sparsero il proprio

che ributta in leggerli, sono riportati nel capo V della Memoria storica sopra V Irlanda e gl'irlandesi di Daniello O'Connell, tradotta
dall'inglese dal cav. A. de Bayer,

sangue

con

un coraggio ed

Torino
tolici

843

pel Marietti. Questo

una perseveranza degna di miglior sorte. Uniti alle donne gl'irlandesi cacciarono da Limerick, con grande sconftta, Guglielmo III d' Orange
che avea usurpato
Stuardi, e di
il

trattato fu spesso invocato dai catirlandesi in progresso, contro misure dei governo inglese, come fosse ed esser dovesse una gua-

le

trono

degli

rentigia contro l'arbitrio;


glesi

ma

gl'in-

cero:

egli

Giacomo II suo suoper guadagn la fa-

mosa

tando

Boyne, anniencon tal colpo decisivo le speranze degl'irlandesi. Limerick,


battagli..- della

in cui eransi

rifuggiti

gli

avanzi
capitol.

del partito degli Stuardi,

che un tale atto non dice tuttoci che gl'irlandesi vi leggono, e che d'altronde non concerneva esso che quelli che trovavansi rinchiusi nella citt di Limerick. Nel 1705 Clemente XI altamensostennero

sempre

L' esercito irlandese forte di trentamila uomini, la nobilt irlandese,


i

borghesi ed

il

popolo

capito-

del vescovo di aver benignamente accolto, e largamente sovvenuto i


te la

lod

piet

Chartres

per

larono coll'esercito della Gran Bretagna. Essi


trattato di
civile
a'

cattolici

cacciati dall' Irlanda,

nello
Il

3 ottobre
riposero
il

1691
la

col
la

rinnovate stragi e

proscrizioni.
nel
all'

Limerick
,

spensero

guerra

nazione
dell' hi-

medesimo Pontelce comand vivamente


Giuseppe
1,

1709 racimperatore
di

irlandese sotto

dominio

al

cardinale

Lam-

n8
berg,
al

IRL
granduca di
sovrani,
i

IRL
Toscana,
e
dell'Ir-

ad

altri

cattolici

landa assai travagliati dai magistrati inglesi, esortando detti personaggi a procurar l'osservanza detrattati di pace Limericense e Galviense.

eguali

Nel 17 13 Clemente XI energiche raccomandazioni


al

aveano le mani in opera a vessare, perch non trapassarono il milione primitivo. Giunse finalmente il tempo del raddolc mento del codice penale o persecutore. Nel 1775 r ostinato rifiuto del parlamento britannico di far giustizia all'America

inglese

fu

vinto
esercito

col

sangue.

avanz
lo
cia,

nuovo
duca

imperatore

VI, a Luigi
ed
al

XIV
di

re

di

CarFran-

Nel 1777

un

britannico,

nel fiore della sua forza, fu costretto a rendersi a Saratoga, a de'miliziotti

Savoia.

Bene-

detto

XIV

poi, dolendosi

che molti
risiedeva-

gi

vescovi dell' Irlanda

non

seguente

disprezzati. Neil' anno non essendo pi tempo


essa

no

nelle loro chiese personalmente,

d' accordi coli' America,

pro-

ed altri formalmente non vi risiedevano, poich sebbene vi fossero colla persona, non esercitavano i
doveri dei
diresse

clam la sua indipendenza , e fu perduta per sempre per la corona


britannica.

Gli

antichi

nemici

in

loro

ministero,
esortazioni

a tutti

Europa
Il

dell'Inghilterra, profittando

ed Pontefici sempre e tanto caldameni

le sue residenza che

per

la
i

delle circostanze gli

sacri

canoni

governo
della
la

inglese

tempo
zione

di calamit

vennero sopra. ebbe in quel una grave lesperienza.


di

te

inculcarono,

colla

costituzione
>

sua

fatale

Grave, data a'i5agosto i74 r #"# Magn. tom. XVI, p. 3o,. Per riguardo alla residenza formale , li scongiurava ad imitare que' vescovi nel luogo de' quali
ti,

Esso per
conciliarsi

prima volta cerc


col

Y Irlanda,
il

modificar

nel

1778
il

codice penale.

Questa
sulle

modificazione parific in favore dei


cattolici

erano entraMalachia,
s.

potere e

diritti

cio

s.

Patrizio,
s.
s.

s.

s.

propriet a quelli goduti


testanti
stare,
;

dai pro-

Lorenzo,
s.

Colombano,

Riliano,

abilit

cattolici

ad acquio come

Vigilio,

Rumoldo

es. Gallo.
si

Che

sia

come

afttaiuoli

se alcuno di loro

non

credesse

proprietari assoluti, qualsivoglia di-

bastante a portare questo peso, do-

mandasse

alla santa

Sede

il

coadiu-

tore, che gli sarebbe stato concesso,

presentato per idoneo. Frattanto pro-

cio quello che gli avrebbero

sopra immobili per un termine qualunque. Non poteano per acquistare, n per compri ta, n per locazione, diritti provenienti da
ritto

feudi.

seguendo
irlandesi
tolico

la

persecuzione contro
il

gli

Nel

1782 l'Inghilterra

si

trov

per ridurre
tal

popolo

cat-

da

sola in conflitto colle pi gran-

nella

pi abbietta

miseria,

onde con
si,

ra religione,
e
li

mezzo estirpar la veDio benedi gli oppresa


sette

di potenze del globo. Le flotte combinate de* suoi nemici, con esempio

rarissimo ne' suoi annali marittimi,


s'

fece giungere
altra

mi-

innoltrarono
nel

trionfanti

senza
,

lioni,

come

volta

moltiplic

ritegno

canal

britannico

ci

Israele ne'ceppi della cattivit.


tre l'accrescimento

Men-

che produsse una nuova modificazione del codice penale.


riconciliata, die alla

enorme

de' per-

L' Irlanda
britandi gente di

seguitati giunse a tanto, fa stupire


il

flotta

decremento

de' protestanti

che

nica ventimila uomini

IRL
mare e da sbarco, Rodney d' inseguir
cese
alle

IRL
missione alla carriera
franchigia elettorale;
tata
ti
i

ii)

e pose in grado
la

legale,

e la

flotta

fran-

ma
al

fu riget-

Indie

nella fazione contro

valor

irlandese
,

dove , de Grasse, il emulando la braoccidentali


la

pe' suffragi complessivi di tut-

membri
francesi
tutti
i

parziali

governo.
gli

Prima
citi

del finire del

1792
:

eser-

vura inglese

die

vittoria

alla

sconfissero

da
i

ogni

bandiera

d' Inghilterra,

oppresse le

banda
si-Bassi

loro nemici

Paee

forze navali del nemico, salv

non
l'o-

furono

conquistati

un
tutti

solo le colonie americane,

ma

torrente di repubblicanismo

spinto

nore eziandio della corona


nica, e sparse d'allori

britan-

dal
gli

poter
stati

militare

minacci

una pace, che


Il

dell'

Europa. La prudenza
britannico
cattolici,

senza ci sarebbe stata ignominiosa


altrettanto che disastrosa.

del
di
bill

gabinetto
cattivarsi
i

consigli

tem-

present

un

peramento del codice nel 1782 fu una seconda ricognizione del debito verso
l'

per allentare ancor di vantaggio il codice penale., e nell'anno

Irlanda. I cattolici fu-

rono

resi

abili

ad acquistar beni e
per
atti

diritti feudali

fra

vivi

seguente ne present un secondo che conduceva o piuttosto restituiva privilegi pi ragguardevoli ai


cattolici.

per successione. Si fece di pi. Do-

Per questi due


ai

bill

il

fo-

po novanta anni di persecuzione contro T istruzione, i cattolici per la prima volta furono abilitati ad aprir scuole., e ad allevarvi la loro
giovent nelle lettere e
gione.
nella relitristi

ro fu aperto

cattolici;

poterono

diventare avvocati,
siglieri
sidici
,

non per conalle

del re; poterono essere caucuriali


;

appartenere
;

corporazioni

laicali

far

parte del

Malgrado

le

anteriori

gran-giuri

della

magistratura;
sino al gra-

vicende,

l'Irlanda

mantenne sem-

giungere

nell'esercito

pre il proprio parlamento, inviando visi dal monarca della Gran Bretagna
gli

do

di

colonnello
elettorale

acquistare

il i

diritto

nominare

un

lord

luogotenente.

Fra

membri
alcuni

del parlamento.

Osservano

avvenimenti del 1782 va rimarcato, che il parlamento irlandese, il quale sostenne l'indipen-

denza

legislativa

dell' Irlanda,
ai

non
verso

che siffatte concessioni del governo furono pi. dettate dal timore che non da un sentimento di giustizia o di amicizia. La guerra della rivoluzione era in procinto di

solo riusc di
stituenti,
la

vantaggio

suoi co-

ma

fu altres leale
al

scoppiare;

il

repubblicanismo
ai

corona e utile

potere britan-

stendevasi in mezzo

protestanti

nico,

come
dati

quello de' ventimila uo-

e particolarmente
del

tra' presbiteriani

mini

a Rodney. Dieci anni

si

nord
il

dell'

Irlanda,

essendone

succedettero di grande e
prosperit

crescente
,

Belfast

focolare pi ardente.
al

per

l'

Irlanda

essendo
felice

portava assai
la

Imgoverno britannico

l'Inghilterra in
stato,
l'

pace.

Questo

staccare dalla parte degli avversari

aumento progressivo
rese

delle
gli

ricchezza e l'intelligenza de'cat-

loro propriet
irlandesi di
politici.

impazienti
i

tolici

d'Irlanda.
i

Laonde
il

la nobilt

ottenere
tal

loro

diritti

cattolica,

borghesi,

commercio

fine

presentarono al-

e le altre

camera irlandese de' comuni una petizioue intesa a conseguire l'auila

educale si sepaclassi rarono interamente da quelle parsaviezza delle conti, grazie alla

120
perati.

IRL
grado
canto
il

IRL
pi vivo dibattimento dal
legislatura
della
il

cessioni e de' mezzi concilianti ado-

irlandese

Francia repubblicana volendo profittare delle disposizioni de-

La

venne
to alla
l'

regno definitivamente uniGran Bretagna ; e da quelle

sempre impazienti di scuotere uh giogo che ancora era pesante, invi loro un' armata sotto
gl'irlandesi,
il

epoca

isole

britanniche presero

il

regno unito della Gran Bretagna e dell' Irlanda. Di tredi

nome

comando
;

de* generali
sino dal

Humber
loro
e

cento

membri

cento

sessantadue

Sarazin
essa

ma

sbarco

prov
per
l'

dei

rovesci,

quindi

votarono per l'unione, ma l'opinione pubblica manifestassi ben chiara


colle petizioni

questa spedizione non fu di alcuna


utilit

di settecentomila insoli

Irlanda. Questa ribelvuoisi

dividui opposte a
narii.
l'

tremila unio-

lione del

1798

indubitabil-

mente fomentata
il

col fine di
in

porre
di

Mentre l' unione progrediva^ atto dell' habeas corpus fu soogni


;

governo britannico

grado

speso;

libert

fu

spenta in

distruggere l'indipendenza legislati-

Irlanda

la

legge

marziale procla-

va dell'Irlanda
ne.

e d'operare l'unio-

stromento eletto a quel fine era quasi di troppo potente per le mani inabili che lo trattalo

Ma

vano; e
genza
si

se

la

ricchezza,

l'intelli-

mata, e Trequentemente adoperata Nessuna protezione della vita e della libert ; 1' opinione pubblica soffocata; ordinarie le procedure delle corti marziali. I meela tortura.

T educazione

de' cattolici
ribellione,

tings

convocati
e dai

legalmente dagli
,

fossero congiunte alla

sceriffi

magistrati

dispersi
la

questa probabilmente avrebbe


scito.
Il

riu-

dalla
dell'

violenza

militare;
;

florido

commercio

delle

Irlanda

soppressa

il

voce popolo

manifatture, la ricchezza territoriale e la prosperit generale


dell' Ir-

irlandese

abbandonato
la

deserto.

L' unione e
seguirla
plesso,

corruzione per conin

landa, che
gredito dal
ecclissata

rapidamente

avea profolla

cost al governo
dicesi,

comi

1782

al

1799, venne
dal padei

siccome
cariche,

tre

milioni

a questa epoca. Una


irlandesi

di lire sterline.
di,

Le
i

dignit,

gra-

di bravi

emigr

le

seggi

arcivescovili

trio suolo, e gli annali

militari

e vescovili protestanti, furono trafficati,

due mondi ne
fama.
allora
Il

hanno eternata la governo inglese che sino

almeno
in

si

asserisce

da alcue
di
voti

ni

quali

mezzi

di

corruzione,

avea lasciato sussistere il parlamento, stabilito immediatamente

scambiati
nel

correspettivo
in

parlamento

favore

dell'u-

dopo

la

conquista,

credette do-

nione. Cosi per l'indipendenza legislativa dell' Irlanda, cos

ver sopprimerlo, facendo credere che lo faceva affine di cattivarsi la popolazione con un vincolo di pi, o meglio per dirigere pi facilmente gli affari

fu con-

sumato dal governo inglese il grande atto a danno dell'Irlanda. Avendo questa il diritto a centotto
sopra
totto
il

d'Irlanda.
1'

Quelli che

totale di

seicentocinquanlord
Castletolse

maledicono

unione, dicono che fu


dall'azione

rappresentanti,

inflitta agl'irlandesi

com-

reagh di suo arbitrio ne


otto,

via

binata del terrore, della forza, della frde e della corruzione. Nella tor-

non lasciandone
soli

all'

Irlanda
avesse

che

cento.

Ma

s'egli

nata del primo gennaio 1801, mal-

calcolate le rendite relative di eia-

IRL
scuri

IRL
una
camera
,

121
rigettata
forse

paese
a

diritto
bri,

avrebbe il centosessanta no ve mem,

V Irlanda

fu

spesso

dall' altra.

La

corte,

intimodell'alto

e a centosettantasei se gli eled'

rita dalle

rappresentanze
rifiutava

menti
tiva

una

rappresentanza relasolo

clero
di
le

anglicano,

sempre
se

consistessero

nella popo-

proporre una misura


faceva

in cui

lazione e nell'entrate.

Almeno

l'Jr-

destramente
trono;
gli

scorgere la

landa doveva avere centocinquanta membri al parlamento, ma un terzo


gli

caduta della religione anglicana,


forse del

irlandesi stessi

fu tolto.

alienavano molti
e

membri
il

del par-

Lo
in

scopo preteso dell'unione era


consolidare

lamento, giustamente rifiutando al

quello di

comporre
gli

governo inglese
vento
nella

diritto

d' inter-

un

sol

corpo di nazione

abi-

loro

ecclesiastica

am-

tanti delle

due

isole; l'Irlanda

non

ministrazione,

volendo

continuare

dovea pi a lungo rimanere estranea al benefzio della britannica


libert; la religione dc'suoi abitanti

mente dipendere

persecuzione
privilegi,

una nota due nazioni doveano identificarsi merc gli stessi


non dovea
essere pi
le
;

costantemente a trattare e direttadalla santa Sede. Per gli anglicani incominciarono a divenire pi tolleranti, e gli uosi

mini pi alluminati dell'Inghilterra dichiararono per la causa dell'emancipazione.


desi,
I

le

stesse leggi,
si

le

medesi-

cattolici

irlan-

me
di

franchigie. Pitt

comport con

rientrati

per ben tre volte in

dignit

quando rinunzi alla carica primo ministro, vistosi ricusar


III
il

da Giorgio
nione
di

potere di
contratto
i

ademall'

possesso del potere prima della riforma, non perseguitarono mai persona al mondo. In processo di

piere all'impegno

u;

tempo

rappresentanti
la
il

irlandesi
della

emancipare
tal

cattolici

fecero traboccar
vittoria, e

bilancia
bill

ma

una

dignit fu

poco dopo
,

vinsero

della ri-

lasciata cader nel fango

pel

con-

forma

parlamentaria
dei

inglese,
di

ma

sentir eh' egli fece


stro,

ad

essere mini-

dovettero contentarsi

centocin*

rompendo
la

la

sua promessa e
fede.

violando

propria

Dopo
il

que membri, avevano cui


pari
il

centosettantasei

diritto.

Vinsero del
scozzese.

trentasei anni di

agitazione

po-

bill

della riforma

polo irlandese ottenne quasi a forza


il

Egualmente e quale
rollario vinsero
il

inevitabile co-

bill

di

emancipazione,

al

mo-

bill

della rifor-

do narrato

all'articolo Inghilterra,

ma

1829, ed accennato pi sopra. Poich fu sancita l' emancipazione, il popolo inglese pot a suo bell'agio convincersi delle frodi adoperate per tenerlo in timore e sospetto intorno alla reall'epoca del
ligione e lealt
de'cattolici.

municipale inglese, e quello pure della riforma municipale scozzese,


ottennero
il

ma non

bill

di

riforma

parlamentaria come quelli dell'Inghilterra e della Scozia.


in

L'Irlanda sente

Quan-

do

gl'irlandesi
al

chiesero

l'emancisuc;

cuore l' ingiustizia che tanti anni sopra di lei. Il popolo cattolico irlandese provvede a quattro arcivescovi, venticinque

fondo pesa da

al

pazione
cessive

parlamento, questa queagitata


in

vescovi, parecchi decani, vicari generali, e

stione fu

tutte

le

pi di
pei

tremila parrospiritua-

sessioni

parlamentarie
irlandesi

ri-

chi e curati,
li

bisogni
sette

soluta a favore degli

da

di

presso

milioni

di

122
cristiani,

IRL
contribuisce in

IRL
somma
al

nevolenza.
signorile

Men
il

vita

tranquilla e

mantenimento d'una gerarchia colla quale non trovasi in comunione, e di provvedere alla chiesa del

nel castello di

Denynane,

e fece allevare

suo Daniello pri-

minor
il

numero.

Argomento grave
degradadi

di lagnanze nel popolo irlandese

vedersi sottomesso alla

zione ed al
cui

giogo

dell'unione,

a Saint-Omer e poscia a Doin Francia. Quivi il giovine O' Connell ricev quell' educazione generosa, e quelle impressioni che produssero col tempo s felici ri?

ma

way

non cessa reclamar la revoca come la restaurazione del parlamento domestico. Le pregiudizievoli

sultamenti. Studi

il

diritto

fu
I
il

ammesso ad avvocare nel 1798. suoi concittadini gemevano sotto


peso delle
incapacit
inflitte

conseguenze
dell'

dell'

unione, e

la

dalle

falsit

idea di

eguaglianza dei

diritti

degli irlandesi a quelli degli

meschine e gelose leggi dell'Inghilterra; leggi che autorizzavano un


figlio

degli scozzesi, secondo il vocabolo unione, sono provate nella importante citata Memoria stoinglesi e

apostata

col

passare al prosuoi

testantismo, a cacciar dal tetto do-

mestico
cattolici

il
;

rica

sopra

l'Irlanda

gli

ir-

landesi.

al lo

L'associazione formatasi col con-

davano diritto protestante a chiedere un cavalod una vacca, od altri beni del
leggi
il

padre e che

fratelli

senso del

revoca

dell'

popolo irlandese per la unione e la restaura-

vicino cattolico, fissandone egli stesso

prezzo

leggi

che vietavano
al-

zione del parlamento, dichiar che


si

al cattolico d'
tri

avere in sua casa

sarebbe continuato a vivere uniti


si

se

fosse
si

fatta

giustizia

se

le

o forchette che d' una certa forma, e questi attaccati alcoltelli

franchigie

fossero semplificate
si

ed
de-

la

tavola.

O' Connell
s

sensibile

ad

estese; se le corporazioni

fossero

ingiurie e a torti di
t,

rea

quali-

modificate; se
putati irlandesi
in giusta

il

numero

dei

entr nella sua politica e brilcarriera.


il

si

fosse accresciuto

lante
al

Da
suo

quell' ora

sino

proporzione; e finalmente

presente,
le

se

il

sistema delle

decime

si

fosse
li-

talenti,

tempo, i suoi sue sostanze furono con-

abolito, e renduta

interamente

secrate alla liberazione de'suoi paesani.

bera

la coscienza. Eloquente e potente sostenitore dell'associazione iril

Egli possiede un' eloquenza di


sottilissimo

primo grado, e
legale;

acume

landese
nell,

celebre Daniello

autore della

O'Conlodata Memoria.

doti che l'avrebbero innal-

zato al

sommo
la la

di

sua

professione,

nacque a Derrynane-Abbey, contea di Kerry, provincia di MunEgli


ster in
J

ed arricchito

sua

famiglia.

Risulla

provando
fisica
;

forza fisica, svel l'on-

Irlanda, verso l'anno


antenati

774*

nipotenza della forza


ferrare la libert
rali.,

morale

erano capi dei Clan di O' Connell in Iveragh e Gare. La memoria del suo padre Morgan si mantiene sempre
fu chiaro per sociali

suoi illustri

insegn agi' irlandesi


colle

di

af-

armi mo;

non
e

colle materiali

a cerca-

re

suoi diritti coi mezzi costitulegali


.

uomo che domestiche virt, guadagnandogli la sua beneficenza ed ospitalit 1' uni versai beviva ne' paesani, siccome
e

zionali

Questo difensore

instancabile de'dirilti religiosi e politici

della sua povera patria, avenvia

do tentato ogni

per

ottenere

IRL
dal parlamento

IRL
il

123

britannico
e

radin-

tutto
tro

il

clero.

drizzamento
giustizie

de* torti

delle

canoni,

Contiene trenlaquatrisguardanti per la

commesse verso l'Irlanda, non avendo finora potuto conaltro capo tutta
iutiera
la

maggior parte
ro.
ai

Con

tali

seguire l'intento, ha corso dall'uno


all'

chierici

la condotta del cleregolamenti si ordina che saranno separati

sua

dalla

Chiesa se
e

non
se
i

sono

vestiti

isola

nativa,

sommoveudo

l'intero

popolo irlandese colla potente sua voce a domandar con unanimi voti

non hanno i capelli corti come romani. Comanda inoltre che le donne degli
modestamente,
ostiari,
ri,
1'

dal britannico

parlamento

che
il

e degli altri chierici inferioquali


allora

si

tronchi
in

il

nodo

legislativo,

ai

era

permesso

un corpo riunisce dal 1801 in qua le due isole; che si ristami di nuovo il parlamento irlandese abolito dal famoso Pitt con far melate promesse che non ebbero mai elfetto. A questa chiaquale

averne,

se

non

non compariranno mai velate. Il nono canone


qualunque
Il

proibisce

frequenza soi

spetta e pericolosa tra


le

monaci e

vergini.

nica le

mata
ta
l'

dell'

agitatore
rispose

eloquente tut,

parate

decimosettimo scomuvergini che si saranno secon tra il loro voto, accorla

Irlanda
si

per

ogni
e

dando loro
che
si

penitenza, nel caso

canto

adunarono

assemblee,

ciascuno paga in volontario tributo un soldo, pel denaro necessario a

poter accorrere al dispendio di una s grave e s vitale contesa. Dall'altro

dall' adultero, e che non soggiornino pi nel luogo stesso con quello. Il decimonono scomunica una donna, che abban-

separino

dona
altro sent
;

il

canto

cattolici

inglesi, tut-

toch

sentano

commiserazione pei

marito per isposarne un ed anche il padre se accona queir adulterio. Inoltre


e sco-

loro conculcati fratelli irlandesi,

pertanto sembrano inclinare al

non man-

questo concilio proibisce di ricever


nelle chiese limosine, pagani

tenimento dell'unit legislativa dell'

impero britannico, per quelle ra-

e conseguenze religiose accennate nel voi. XII, pag. io5 e


seg. degli
ligiose.

gioni

gue

il

Annali delle scienze reTuttora O'Connell prosiesuo meraviglioso sistema di


che abbanper darsi alle vio-

municati ; e comanda un digiuno di quaranta giorni per tutti quelli che domandano il battesimo. ConJ cil. t. III, p. 1478; Diz. de concilii. Il secondo concilio sembra adunato verso lo stesso tempo del precedente. Si attribuisce a
s.

Patrizio,

eccitare la popolazione alla revoca,

quantunque non
trassegno
suo.
lui

porti

alcun coneh' esso


sia

senza per consentire

particolare

doni

la

legalit

Forse

deve

attribuirsi al

di

lenti reazioni.

nipote, giacche va avvertito che


d' Achery e ne- li Mortene tomo IV,

nello Spicilegio

Concilii d'Irlanda

Anecdota
par.
Si ,

di

trovansi
il

molti canoni che


di
s.

primo concilio fu celebrato nell'anno 465. Questo concilio porIl

portano

nome

Patrizio,

ta in fronte

il

nome

di

s.

Patrizio

apostolo dell' Irlanda, ed indirti* zato ai sacerdoti, ai diaconi, ed a

sono di alcuni suoi successori. Su di che va consultato Wilkins, Cond. Briian. et Hibcrn. t. 3. In questo concilio vi si I, p.
essi

ma

124

IRL
stabiliti,

IRR
mati
i

leggono alcuni canoni rimarchevoli, ii secondo proibisce di non ricever nulla dai pagani fuori del cibo e
del vestimento, qualora

o per meglio dire conferquattro arcivescovati di ArCashel


i
;

magh, Dublino,
assegnandosi loro
ganei.

Tuam,
t.

non

si

possetti-

vescovi suffra-

gano avere
zar coloro
simbolo,

d' altra parte.

Il

Labb
t.

t.

X
la

Arduino
si

VI

reo dice che non bisogna ribattez-

Angl.
II
1 1 t.

I.

che hanno ricevuto il da chiunque lo abbiano poi ricevuto. Il nono toglie ai ministri della chiesa, che sono caduti
nei peccati canonici, ogni speranza
di rientrare nel

sesto

concilio

adun nel
Mansi,
Tavolette

86,

sopra

disciplina.

II, col.

733;

Lenglet,

cronol.

IRREGOLARIT. Irregolare,cio(*
che non
dini sacri,
ni,

ministero, lasciatiil

conforme alla

regola,

do loro

tuttavia

titolo.

Il

duodeci

colui eh' inabile a ricever gli or-

mo
si

dichiara,

che

quelli

che

noti

fossero renduti degni


sacrifizio,

di parteci-

e per conseguenza

ad esercitarne le funzioanche a pos

pare del
Concil.
conclii.
11

no trovar
t.

soccorsi
Ili,

p.

non vi potrandopo la morte, 14B2; Diz. dei


fu

sedere un benefzio. L' irregolarit


in sostanza

un impedimento
a
dire

ca-

nonico,

vale

stabilito dai

terzo

concilio

tenuto nel

canoni della Chiesa, che deriva da certi difetti e da certi delitti, ed il quale fa
gli
le
s,

684,
si,
i

e giusta l'avviso del p.

Man-

che un

uomo non pu
non ha, u

ricevere

canoni

di

esso,

e di alcuni

ordini che

esercitare

altri del medesimo tempo, od anche pi antichi, formano ci che chiamasi Codice d! Ibernici, di cui

funzioni tanto di quelli che ha

trovasi

una

parte

nel

succitato

Spicilegio e nei mentovati


ta
del

Anecdoe
consi-

quanto della giurisdizione agli ordini stessi, ne finalmente essere provveduto di un senza aver beneficio ecclesiastico
ricevuti,

attaccata

Malterie. Diverse

ottenuta una dispensa. Si distingue


la irregolarit in quella

derabili

penitenze

furono

da
si,

questo
i

concilio,

imposte specialmente

di diritto

divino, e in quella di diritto ecclesiastico.

contro

peccati d' impurit.

Man-

In
le

virt

della

prima,

le

Suppl. t. I, col. 5 1 3 e 5 14. quatto concilio ebbe luogo Il


1097. Venne in esso presenta-

donne e
sono

persone non battezzate


a
ricevere gli ordini
ecclesiastico
gli

inabili

nel
ta

sacri, ec;

per diritto
gli

una

supplica,
di

allineile

Anselmo

e pei canoni,

eunuchi,

uoi

Cantorbery erigesse in vescovato la citt di Waterford, ed affinch ordinasse vescovo un monaco per nome Malco, e tutto venne accordato. Labb t. XI; Arduino t. VI; Angl. t. I. 11 quinto concilio venne celebrato nel i52 nel monastero di Mei1

vescovo

mini privi bigami, i

di
figli

qualche

membro,

illegittimi, ec.

sono

pure esclusi dagli ordini sacri, e sono dichiarati incapaci di esercitarne


le

fuuzioni.

Dunque

la

irre-

non sempre un delitto, n una pena, poich pu dipendere da un difetto naturale involontario,
golarit

liford

dell'

ordine cisterciense, nel

mese

di

ottobre.

Lo

presiedette in
III
il

nome
dinal

del

Papa Eugenio
legato,

car-

come quello della nascita, o di una azione innocente, come delle seconde nozze; ma pu essere anche volontario, e provenire da
ita

Paperoui

e vennero

IRL
delitto,

ISA.
omicidio, daldell' irregolarit

1*5
il

come da un
del

concilio ge-

la reiterazione

battesimo, dal

nerale,
soli

il

Papa
il

solo,

perch
lo

essi

disprezzo di una censura, ec.


ecclesiastico

Ogni

hanno

diritto d' instituire

scomunicato o sospeso
eli'

delle
1'
l'

irregolarit,
di

come
i

prova
dal-

od

interdetto,

esercita

una fun-

esperienza

tutti

secoli

zione de' suoi


irregolare.

ordini, dichiarato

origine della Chiesa sino a noi.

ISABELLA
si

(b.),

sorella

di

s.

L' irregolarit
petua,
in

divide in pertotale,

Luigi

IX

re di
la

Francia,

nata nel
anni,

temporale,

parziale,

1225.

Tutta
1'

sua vita, specialtredici

quella

che

deriva

dal difetto,

mente dopo
fu consacrata

et di

ed io quella che deriva dal peccato. La perpetua non si toglie che colla dispensa ; tale quella che deriva dall' omicidio. La temporale
cessa per
il

all'

orazione, alla let-

lasso

del

tempo;

tale

quella che deriva


et,
1'

dal difetto di

tura e al lavoro, fuggendo le pompe e i diletti della corte. Decisa di rimaner vergine, rifiut di sposarsi a Corrado figlio primogenito che dell' imperatore Federico 11,
le

la

quale
richiesta.

cessa

quando

si

ha

era stato
tre

proposto.

Ella digiu-

et

La

totale esclude

nava
va;

giorni per settimana, sen-

esercizio d' ordine, e

da qualunque ordine, da qualunque da qualunque

za quelli a cui la

Chiesa obbligacibi assai

non
e
ai

mangiava che
di

beneficio.

La

parziale

non esclude

comuni,

questi
le

assai

poco,

che da alcuna od alcune di queste cose. Quella che deriva dal difetto s' incorre a motivo di qualche indecenza non colpevole dalla parte del soggetto. Quella che deriva dalla colpa fondata sul fallo del soggetto.

vivande pi squisite della sua mensa. L' umilt era la virt da lei prediletta, per cui volle che il monastero di Longpoveri

dando

Champ
tasse
il

dai

lei

fatto fabbricare por-

nome

di

Umilia di Nostra

Vi sono

otto sor-

Signora. Ella lo fond l'anno

i25a

ta d' irregolarit che

derivano dal

difetto, ossia otto sorta di difetti

producono Y
i

irregolarit. Essi
di

che sono

per le religiose di chiamaronsi poscia

s.

Chiara, che

urbaniste, dal

nome
mitig
regola.

di
il

Papa Urbano IV, che


rigore
la

difetti

di nascita, di

ragione, di

corpo, di et,
dine.

libert, di ripu-

Dopo

della loro prima morte della regina


in questo

tazione, di bigamia,

di mansuetuVi sono cinque peccati che producono 1' irregolarit, cio l'o-

sua madre,

ritirassi

mo-

nastero, ove diede continui esempi

micidio, la reiterazione del battesi-

mo,
dini,

la cattiva
il

ricezione

degli or-

cattivo esercizio degli ordi1'

ni stessi,

eresia.

La causa

finale

poi o

il

fine

dell' istituzione
1'

delle

irregolarit,

gione
Dio,

la

onore della relimaest del culto di


ne' suoi
certi
li

sebbene non ne vestisse 1' abito. Guglielmo di Nangis and errato dicendo, eh' ella avea fatto professione della regola di s. Francesco ; imperocch tutti gli scrittori che di lei parlarono, dicono che la sua cattiva
delle pi rare virt,

salute

le

fu

d'

impedimento

per

eh' esige

ministri la

contrarre
gli

un

simile

impegno. Nein-

esenzione
certi
difetti

da
che

peccati o da disonorano agli


efficiente

ultimi dieci anni della sua vita

fu travagliata da

una continua

occhi de' popoli.

La causa

fermit,

che

sostenne

con eroica

126
pazienza.
coli,

ISA
Ebbe
ai
i!

ISA
dei mira-

dono

questo ordine consiste in una eroce d'oro fiorgigliata, la quale si appende sul petto, sospesa ad un

mor
in

11 febbraio 1270,
quarantacinque

essendo
anni.
to di
Il
s.

et di

suo corpo vestito dell'abiChiara, fu sepolto nel

nastro di seta color di perla cogli


orli

mo-

turchini.
(s.).

come ella medesima aveva desiderato. Urbano Vili permise


naslero,

ISACCO
sci
sta

Nato

in

Siria,
la

lavi-

l'oriente per

isfuggire

che
in

fosse

dissotterrato

ed esposto

dei

danni che
si

l'eutichianismo

una

cassa alla pubblica venera-

faceva nel suo paese; e passato in


Italia,

zione.

Leone

X
di

dichiar Isabella
alle religiose

stabil

nel

territorio

di

beata,

e permise

di
f-

Spoleto. Si ritir in seguito in

Long Champ
sta
ai

celebrarne

la

d'

agosto, la
estesa

qual per-

piccola

luogo deserto, ove fabbricossi casa, non avendo voluto


accettare nulla de'beni che
gli

un una
fu-

missione
cescano.

fu

da

Innocenzo

XII nel 1696 a tutto l'ordine fran-

rono
stero.

offerti

per fondarvi un

monaai-

ISA BELLA li Cattolica, orarne


equestre.

Ricevette quanti discepoli,


di

da
a
le

ultimo
virt,

cui porse l'especial-

Fu

istituito

do VII re
sul

di
il

da FerdinanSpagna nel 181 5,


suo ristabilimento

sempio

tutte

mente d'un

perfetto distaccamento

per celebrare

trono, che occupato da

Napoor-

leone, questi lo avea dato al proprio


fratello

Giuseppe.

Con questo

dine
intese

cavalleresco

Ferdinando VII

premiare que' suoi sudditi che rimasti fedeli a lui, e zelanti dell'onore e della gloria spagnuola, aveano combattuto costantemente la

li govern santamente fino oltre la met del sesto secolo, epoca in cui mor. Fu seppellito nel suo romitorio, donde poscia venne trasportato a Spoleto, e deposto in una chiesa che port il suo nome, e che avendo

dalle cose create, e

preso dipoi quello del santo martire


ai

Ansano
canonici

pass
regolari
S.

dai benedettini

contro

gli

stranieri invasori del-

che

la

posse-

Spagna. E perch da tutti si comprendesse che questo faceva il re a premio de' valorosi, che col sangue aveano sostenuto la dignit della Spagna, credette bene di dare all'ordine
il

dono ancora.
to in
si

me

nominaparecchi martirologi, e masnel romano, agli 1 1 di aIsacco


(s.),
(s.).

prile.

ISACCO
V. Sapore

vescovo
di

martire,

nome
di

della

pia

celebre

regina

Castiglia
la

e di

ISAIA
lorosi

(s.).

Fu uno
di

quei vaCristo,

Leone

Isabella, detta

Cattolica

confessori

Ges

per quel

titolo glorioso

dato dalla

santa Sede al suo degno consorte Ferdinando V re d'Aragona, col qual matrimonio si riun nuovamente la possente monarchia di Spagna. L' istitutore Ferdinando VII diede all' ordine opportuni statuti,

che soffersero il martirio insieme con s. Elia (Vedi^ a Cesarea nelPalestina, sotto l'impero di la Massimiano Galerio e di Massimino, l'anno 309. Egli onorato il giorno 16 di febbraio unitamente a quelli che furono compagni del
suo martirio.

nomin
del

cavalieri
.

primi

personaggi
razione

ed

regno La decoinsegna equestre di

ISAURIA.
minore
ai

Provincia
della

dell'

Asia
e

confini

Panfilia

ISA
della
Cilicio,

vicina

alla Pisidia,

ISA ISAUROPOLIoISAURA,
ropolis.

127
Isaii-

che

fa

presentemente

parte della

Sede vescovile

della diocesi

Caramania soggetta ai turchi, che la chiamano Sauria. situata in parte alla estremit del monte Tauro, ed in parte sul monte medesimo
licia
;

d' Asia, nella Licaonia, e gi capitadell' Isauria, fu citt grande e beu fortificata. Chiamata poscia Isaura vetus fu prima distrutta da

le

il

resto
la

si

esteude dalle

Perdicca;

gli

assediati ridotti all'e-

montagne verso
e
la

Panfilia, la Ci-

Frigia.
citt

Prese

il

nome

dalla

sua
(Fedi),
isauri

capitale chiamata

Isaura o lsaura e quindi Isauropoli


I
,

suoi abitanti chia-

tempo le provincie vicine commettendo orribili eccessi, furono vinti da Serrili, che da ci prese il soprannome d'Isauro. La
loro
citt

mati molto

che

infestarono per

stremo perirono tutti neh' incendio da essi medesimi dato alla citt. Rifabbricata in seguito, venne per la seconda volta distrutta da Servilio, n pot risorgere, perch nuova di Augusto non I' Isaura

1'

antica Isaura

rifabbricata,

ma
si-

un* altra distante dall' antica, e


tuata pi al sud-est,
la

quale non
Al-

pot eguagliarne
la Licaonia,

lo

splendore.

capitale

essendo
distrutta,

stata

cuni scrittori collocano Isaura nel-

da questo
sti

generale

gusto ne costrusse una nuova.


popoli
e
resistettero

AuQue-

ed

altri

nella Pisidia,
lui

con
nel
il

valore

come s. Basilio, perch al di tempo alla Pisidia apparteneva,


stabilita

a-

agli

arabi maomettani

colo,

rimasero

sotto

VII sedominio
inva-

vendola solo l'imperatore Teodosio


nella provincia
vi
la

d' Isauria.

dei greci

imperatori sino

all'

La

sede vescovile

fu eretta nel

sione dei turchi

Seldgiukidi.

quinto secolo sotto


Iconio.

metropoli di
epistola

L' Isauria divent


clesiastica
il

provincia ecsotto

Sembra
si

dall'
il
il

46
I-

nel
di

quarto secolo, dopo


Nicea,
il

di

s.

Basilio,

che

vescovo d'

concilio

pa-

saura

arrogasse

diritto di or-

triarcato d' Antiochia. Furativi ag-

dinare dei vescovi


cole citt del suo

in

tutte le pic-

giunte alcune

citt,

e qualche bor-

distretto,

consi-

go

della Cilicia Trachea, principal-

derandosi come dipendente da det-

mente
tropoli

Seleucia

che
la

fu
sedi

fatta

me-

cou

trenta

vescovili

per suffiaganee, e era


cui

Cataonia che

una parte della Cappadocia, fu anche unita la citt di ClauGl'imperatori levavano an-

metropolitano di Licaonia o Ne furono vescovi, Ilario che sottoscrisse nel 38 1 il testamento di s. Gregorio Nazianzeno,
to
di

Pisidia.

trovossi

al

primo

concilio

di

diopoli.

Costantinopoli. Callistrato, al quale


indirizz
s.

nualmente
che
la

su di essa un tributo chiamavasi tributo isaurico.


il

Giovanni
sue
lettere.

Crisostomo
Ezio
rap-

una

delle

Secondo Jerocle e Leone


sua capitale chiamossi
(Fedi).

Saggio,
Seleucia

presentato al concilio di Calcedonia

Fu

soggetta
fino
al

al

patriarca
del-

da Onesiforo suo metropolitano. Zenone cui si va debitori degli atti

d' Antiochia,
l'

tempo

del

martirio di

s.

Siro

e di

s.

imperatore Leone III del 717, detto T Isaurico perch n' era originario, il quale assoggrt lolla alla
sede di Costantinopoli.

Giulia.

Al

presente Isauropoli, /-

s.uiropolitan,
in

un

titolo
1*

vescovile

partila*,
in

sotto

arcivescovato

pure

parlibus

d' leoni),

che

n8

ISC
Sede. L' ultimo

ISC
da una citdominava la citt di questa si vedono ancora delle reliquie sopra una vicina montagna. Vi si sono rinvenute numerose antichit romane, cio medaglie, stap
fortissima, e difesa

conferisce la santa

che ne fu decorato fu monsignor Lodovico Taberd alunno del seminario delle missioni straniere in
Parigi, fatto da

tadella che

Leone XII

vesco-

vo

d' Isauropoli e vicario apostoli-

co della Cochinchina

a' 18 settembre 1827, poi vicario apostolico interino di Calcutta. Al presente ne

tue e sepolcri.

Caerleon non solo fu capitale del


paese
di

Galles,

ma

antichissima

porta

monsignor Domenico le Febvre_, alunno del nominato seminario, per essergli stato conferito a' 26 febbraio 1841 dal regnante Gregorio XVI, il quale nel
il

titolo

ed insigne

sede

vescovile che nel

quarto secolo divenne metropolita-

na
nia

nella provincia

romana Brilanverso V anno

Secunda
la

indi

52 r
a

1844
la

1 fece sicario apostolico del-

sede vescovile fu trasferita LandafF da s. Dubrizio o Du-

Cochinchina occidentale. ISCA o CAERLEON o

bricio, e

CAR-

nevia o

Menew da

poco tempo dopo a Mes. David, cio

LEON, Iseo. Silurimi, Civitas Legionum. Citt vescovile d'Inghilterra presso


1'

ottant' anni
s.

prima

dell'

arrivo di

il

canale di Bristol e sulattraversato


pietra,

Uske

eh'

da un
s'innal-

Agostino in Inghilterra. Nella vita di s. Dubricio per si legge eh' egli fu consacrato vescovo di

bel ponte di

talvolta dan-

Landaff da

s.

Germano
1'

neggiato dalla

marea che

nodo tenuto

circa

in un sianno 446; e

za sino a trenta piedi. Anticamente

questa citt del principato di Galles,

del
la

quale

n'

era

la capitale

che allorquando fu trasferito sulla sede arcivescovile di Caerleon nel 495 ebbe a successore s. Teliao

che a Londra per grandezza ed importanza, ma oggid ridotta a sole due o tre avendo anche le case in strade, parte rovinate. La chiesa fondata all' epoca della conquista, e che accuratamente si restaur, un bel modello di architettura di quel tempo. Di tutti gli edifzi di Caerleon non sono riconoscibili che le

non

cedeva

su

quella
s. s.

di Landaff.

Nella

vita

poi di

Davide
Dubrizio
gli

si

narra in vece
arcivescovo
il

come
la

di

Caerleon

cedette

governo delconcilio del


s.

sua chiesa

in e
i

un

5i2
vi
1'

5 19,

perch

Davide

si

ricusava,

padri del concilio

s.

obbligarono ad accettare. Quindi Davide ottenne di trasferire la sede di Caerleon, citt allora po-

rovine di
gli

un

anfiteatro, detto da-

abitanti la

Tavola
si

rotonda del
pretende che

re Arturo, perch
ivi

a Menevia oggid s. polarissima, Davide, luogo solitario e ritirato, ed ora in comunicazione per mezzo
del

istituisse

quel

re l'ordine dei

porto

di

Milford.
s.

Dipoi
fu-

cavalieri di tal
ni
si

nome. Nei dintordelle

tanto Caerleon che

Davide

lavorano

miniere di

ferro,

e vi sono delle fucine ad uso della marina. Questa citt oc-

cupa il luogo d' lsca Silurimi, la pi considerabile stazione romana


del paese
dei siluri.

rono assoggettate all' arcivescovo di Cantorbery primate d'Inghilterra. Di Chepstow o Ferita- Silurum ne parlammo in fine all'articolo
Inghilterra, trattando del vicariato come luogo apostolico di Galles,

Era un

teca-

ISC
di
co.

ISC
apostoli-

129

residenza

del

vicario

boreale.

Le

strade sono larghe e drit-

te; frese'

acqua

zampilla dalle va-

ISCHIA

(Isclan):

Citt

con

resi-

rie

fontane, recatavi dal

monte E-

denza vescovile nel regno delle due


Sicilie nella

provincia di Napoli, ca-

pomo mediante un lungo acquedotto d'una lega. L'Epomo, che


occupa il centro dell'isola, un vulcano estinto l'ultima sua eruzione avvenne nel i3o2. I migliori edi;

poluogo

di cantone, sulla costa nord-

est dell'isola del

suo nome, ove ha


l'isola

una
dagli

piccola baia:

d'Ischia
le

antichi

fu

celebrata per

lizi

consistono nella cattedrale, nel


fabbricati.

sue acque minerali, di cui la vestale Attilia Metella speriment la salutare efficacia. Tali acque, dal ter-

palazzo vescovile, nel seminario ed


in
altri
il

Bisogna traverdalla

sare

campo formato

lava

remoto del 1728 in parte fatte sparire, non formano sole la celebrit d'Ischia, ch' separata dalla costa

d'Arso, detta anche di Cremote, che


si

eleva a cinquanta piedi di altez-

za,

per giungere ai rinomati bagni

per un canale largo due leghe,

d'Ischia,

ed in uno stretto spazio presenta concentrate tutte le bellezze che leggia-

dal paese. Si

che sono per essi divisi vede in una prossidelizia del


al pie

ma
re
essa

collina
delle
si

dro
di

dovizioso
Ischia

rendono
^

il

golfo

una casa di due Sicilie, ed


il

di

Napoli.
,

Iscla

ria

situata

sopra
si

una

Alenarupe di
altezza

discopre

villaggio
di

no

le

due sorgenti
di

basalto,
di

che

eleva

all'

minerali,

natura

ove soacque termomuriatica, a

seicento

piedi

dal

livello

del

quaranta gradi di calorico,


li

mare. Troncata a mezzo nei fianchi sud ed ovest, si veggono su dolce pendio gli avanzi di una citt costruttavi nel

medio evo, circondata

le quachiamano Fontana d'Ischia e Formello: ambedue hanno casa annessa dove si prendono i bagni. La Soprabbondanza delle acque forma
si

da giardini. Sono oggi quegli ediabbandonati , e sull'alto della fizi rocca esiste solo la cittadella o castello. Tutto lo scoglio unito all'isola mediante un molo, ovvero istmo artificiale, con un ponte levatoio,

un

ruscello,

che a pochi passi

si

get-

ta nel sottoposto

lago d'Ischia didi sab-

viso dal

mare per un banco


del

bia, all'estremit

quale praticato un canale di comunicazione. Il circuito del lago non supera tre
quarti di miglio, ed
torio di lave di
il

e
sul

si

sale

alla

cima
Si

per

fondo un

uua
d

galleria coperta,

praticata per

cratere formato all'est dal


s.

promon-

lo pi

massiccio.

riguar-

Pietro a Panta-

nel

medio evo come


nelle

fortezza inesi-

nello e al nord

spugnabile, e sulla rupe ebbero

curo
te

asilo

guerre

cittadini

pacifici.

Ma

nel ritorno della quiestabilirsi

ed ovest dalle colline vulcaniche di s. Alessandro. Al sud d'Ischia si entra nella ridente pianura di Campagnano; la fertilit
dotto che attraversa
il

non tardarono a

nella

del suolo, le fonti e la vista dell'acquevillaggio, re-

amena

riva dell'isola posta di rimcos'i le

petto, e gettarono
ta dell' odierna

fondamen-

citt d'Ischia, chia-

cando ad Ischia le acque di Buceto, rendono il soggiorno piacevole ed


amenissimo. Nella suddetta fortezza,

mata anche
hanno
i

Celso.

Sicura stazione

bastimenti
VOL. xxxvi.

lungo

le

due
nella

come luogo tenuto


accessibile, ritirossi

allora quusi innel

coste del

molo e specialmente

1496 Fer*

i3o
donando
st
II

ISC
re di

ISC
allorch

Napoli,

Carlo Vili re di Francia conquiregno; e nel i5oi fugg in il


re di

Federico III, menSpagna Ferdinando V insieme al re di Francia Luigi XII dividevansi il regno delle due Sicilie. Nel 1807 l'isola d'Ischia fu preIschia l'infelice
il

tre

Lateranense III celebrato da Alessandro III, e sottoscrisse dopo Sergio metropolitano di Napoli. Amenio divenne vescovo nel 1206; Salvo nel i3o5, che concesse le derale

cime

al re Carlo terremoto devastata

II

per

aver

il

l'isola.

Clemen-

sa

dalle truppe

inglesi

e siciliane

che poscia

sta antichissima citt,

l'abbandonarono. Quesecondo Stra-

te VI nel i348 fece vescovo Tommaso canonico marsicense; ed Innocenzo VI nel 1359 fr. Bartolo-

meo

de

Busulari di Pavia, dell'or-

bone

e Plinio,
i

avrebbe avuti
e

per

dine eremitano di
tello
le cui

fondatori

calcedonii

deli'Eubea.

s. Agostino, fornito di preclare doti e dottrina, fra-

Cadde
niani
;

in potere de' greci


i

devoi

del b.

Giacomo domenicano
si

goti,

lombardi ed
altres

nor-

ceneri
s.

venerano nella chieerettogli dal

manni l'occuparono
le guerre, di cui

successi-

sa di

Domenico suburbana ad

vamente. Spesso presa e ripresa nelil regno di Napotempo il teatro, li fu per s lungo Ischia fu pure esposta alle incursioni dei corsari dell'Africa. Allorquando comandava in Ischia il marchese del Vasto, il pirata Ariadeno
Barbarossa irritato contro quel prode capitano, che gravi perdite avea
fatto soffrire
a'

Ischia, nel

monumento
Pavia.

comune
t'anni,

di

Bartolomeo do-

po aver governato la diocesi trenmor nel 1389 e volle esil

ser sepolto presso


cesse

fratello. Gli sucil

Paolo Strina, ed a questi

cardinal Baldassarre
sa

Coscia o Cosgli

de'signori di

Procida, per vole-

re di
r

Bonifacio

IX che

confe-

turchi, fece
di

una

di-

scesa

dalla

parte

cheggi

questo
,

Forio e borgo , non


e tutto
il

sac-

questa chiesa in dassarre nel 1410

commenda.
fu creato

Bal-

Papa
Aldi

che

dai cardinali dell'obbedienza di

Panza, Barano

territo-

rio sino alla porta del castello, por-

essandro Giovanni
fu fatto

V,

e prese

il

nome

tando seco quattromila isolani che furono venduti come schiavi. Tutta volta i danni della guerra, congiunti ai naturali flagelli che tanto spesso desolarono Ischia,

(Vedi). Andrea vescovo da Gregorio XII,

XXIII

non

di-

quale era stato eletto GioNel 1419 Martino V dal vescovato di Senigallia trasfer a questo Lorenzo de Ricci nobile
il

contro

vanni

XXI II.

minuirono
polazione,

la

numerosa e
i

bella po-

fiorentino

che

giacche

suoi

abitanti

i436

traslat a

Eugenio IV nel Ra vello. Nel i453


alla sede d'Ischia

sembrano partecipare
t del suolo.

alla fecondi-

promosse Nicol

La sede
sesto

vescovile d'Ischia, seconvuoisi

do Commanville,
secolo,
si

eretta nel

Michele Cosai spagnuolo abbate cisterciense, dotto, prudente e lodato per altre egregie qualit. Giulio
II nel i5o4 traslat a Castro Bernardino de Leis romano, che nell'anno precedente da canonico della basilica

ma

prima del

1170
dichia-

non
rala

trovano

vescovi.

Fu

suffraganea dell'arcivescovo di

Napoli,

come

lo

tuttora.

Il

pri-

lateranense era stato fat-

mo

suo vescovo fu Pietro che nel 1179 intervenne al concilio gene-

to vescovo d'Ischia; ed ivi trasfer

Donato Strinco vescovo

di Castro.

ISG
Nel
1

ISC

i3i

534 Clemente VII nomin vefr.

scovo
vi di

Agostino Falivenia decer-

Maria, traslatandolo da Capri,


opuscoli in

VII a' 26 giugno dell'anno 18 18. Per sua morte, il regnante Papa Gregorio XVI, nel concistoro dei
21 aprile 184^, fece vescovo l'odierno monsignor Luigi Gagliardi
di Melfi,

dotto predicatore, ed autore di diversi

lode della Beata


III

Vergine. Giulio

nel

i554

di-

nato in Barletta, canoniedilzio


il

chiar vescovo Virgilio Rosario spo-

co della cattedrale.

lpino canonico
tyreSj indi

di

da

s. Maria ad MarPaolo IV fu creato

La

cattedrale,

di antica

struttura, sotto

titolo dell'As-

cardinale e vicario di
la

sua morte Pio


poi

IV

nel

Roma. Dopo i56o gli


ad
Asisi

sunzione della Beata Vergine, eoa


il

fonte

battesimale
si

e la parrocdall' arci-

diede in successore Filippo Geri di


Pistoia
,

chia che

amministra
dignit

traslato
fece

nel

prete, terza

del

capitolo.

i564j per
il

cui

cardinal Innico

commendatario d'Avalos. Fran-

Questo si compone di tre dignit, la prima delle quali il primicerio,


la

cesco Tontoli di Siponto de'somaschi

seconda
la

l'arcidiacono, la

conferm
te.

il

sinodo del predecessore

terza l'arciprete, con tredici canonici

Innico Avalos nipote del preceden-

compresa

sola

Clemente

se a

1672 promosquesta sede Girolamo Rocca di


nel
la cattedrale

penitenziere, otto

tro
tisti

beneficiati
,

prebenda del ebdomadari, quatchiamati quaranpreti

Catanzaro, che restaur

ed

altri

chierici

e l'episcopio, ed altrettanto fece con

sacri

ministri.

L' episcopio prossi-

diverse chiese della diocesi; pei suoi

mo

alla cattedrale.

Oltre la cura di
nella
citt evvi

grandi meriti Innocenzo XII lo voleva creare cardinale.


to,
il

anime

di

questa,
chiesa

Essendo morgli

un' altra

parrocchiale
di

col

Papa

nel

1692

die a suc-

sacro fonte,

un monastero

mo-

poletano, che

Michelangelo Cotignola naaument le prebende, ristor la cattedrale che abbell con pitture di Paolo de Mattei celebre
cessore

nache, un pio sodalizio , ed il seminario. La diocesi si estende nel


circuito
di circa

venti

miglia.

Onei

gni nuovo
libri

vescovo

tassato

dipintore, rifece dai fondamenti

l'e-

della

camera

apostolica

in

piscopio e fu
ficenze
.

largo

di

altre bene-

fiorini

cinquanta, ascendimi vero

ad

Luca Frapani napoletano divenne vescovo nel 1699, e fu zelante e benemerito Clemente XI
.

tria fere

ducatorum millia

illius

monetae 3 panini a fundis provenienti a, partini ab aerario publico


persolvenda.

nel

lo fece succedere

da Gio.

Maria Capecelatro
tano.

patrizio napole-

La

serie de'

vescovi d'Ischia
Italia sa-

la

ISCPIlRIONE(s.). Al tempo delpersecuzione di Decio dimoraEgitto


,

riportata dall'Ughelli,
cra, tom.

va in
cui

presso

un

ufliziale

VI,

p.
si

continuazione

annuali Notizie

23o e seg., e la pu leggere nelle di Roma. L'ultimo


Pasuc-

serviva

in

qualit di
di

agente.
al

Avendo
di

rifiutato

obbedire
fu

suo padrone, che aveagli


sacrificare
agi' idoli,

ordinato

vescovo
zato

del

secolo passato fu

squale Sansone di Napoli, preconiz-

ucciso con

un

piuolo

che

da esso g' im-

da Pio VI nel 1792, ed


di

il

cessore fu monsignor Giuseppe d'A-

port cos

mante

Procida,

fatto

da

Pio

merse nel ventre. S. Ischirione ricorona del martirio la ih U' anno 2 53. E nominato DqI

i3a
martirologio

ISC
romano
o
ai

ISC
11
di

di-

cembre.

ISCRIZIONE

INSCRIZIONE,
I

ed erudite nozioni scrisse il celebre Luigi Lanzi nella prefazione della sua opera intitolata Inserir
:

Inscriptio, Titulus. Titolo, contras-

ptionum
esalta
la

et

Carminimi
1807.
Ivi

libri

tres,

segno, soprascritta.
scrittori

nostri antichi

Florentiae

parlano
diverse

d'

immagini forsegnate
di
iscri-

lingua

giustamente latina per s fatti

mate

di

materie

con caratteri e
zioni scolpite
zioni

iscrizioni,

nei fregi, e di iscrialle sepolture.


1'

componimenti , sopra ogni lingua moderna. Tali sentimenti eziandio estern il non men celebre p. Cesari

apposte

Alculeg-

nella

lettera

che

scrisse

all'al-

ni definiscono

iscrizione

una

tro
relli

dottissimo p.

Alfonso

genda, o una enunciativa chiara e precisa incisa sul marmo o altra


sugli
blici

pietra,
edifizi
,

sul
sui

rame,

sul

bronzo,
di

che sullo stesso avea interpellato, dappoich sebbene egli tanto era appassionato delle

Muzzaargomento lo

monumenti pubcondi

bellezze,

eleganza e purezza del-

privati,
la

ad oggetto

servare

memoria

qualche

persona, di qualche singolare avvenimento, o anche di comunicare

italiana, per la quale con successo profondi ed indefessi studi avea fatti, pure con ingenua

la

lingua

imparzialit confess, che la lingua


italiana

d'imprimere
o

nella

mente una

non
nelle

si

prestava

come

1'

i-

sentenza

un

pensiero profondo

dioma
ferire

latino, e doversi questo preiscrizioni.

un
la

e morale. L'iscrizione storica, dice poeta francese , figliuola di


consacra
la

Tuttavolta
mirabili

non mancarono
liani,

chiari scrittori ita-

Mnemosine,
data
dei

origine e
;

in

darci esempli di
il

grandi avvenimenti

iscrizioni,

cui studio

sembra ora
i

sacra,

consolazione

annunzia un Dio o serve di alle tombe; morale,


1'

avverte

uomo

dei

beni

dei

mali; eroica,
raggio alle

infonde

grande co-

gloriose

imprese.

Non

molto coltivato. Il costume d'incidere nomi, le azioni o altre memorie sulle pietre monumentali, fu adottato ne' tempi pi antichi dai fenicii e dagli egizi,
dai quali poscia pass ai greci. Questi

par degno certamente di lode quel poeta, il quale venendo alla scelta del linguaggio pi opportuno, opina che la dotta oscurit del
latino

innalzarono nella cittadella di Atene

colonne sulle quali


giustizia

notarono che

l'

in-

de' tiranni
la

usurpata
gli

pi

conciso,
alla

non

pu mai

avevano

suprema

autorit, e

paragonarsi
e di tutte

chiarezza volgare

Anfizioni fecero collocare sopra

un
in

del francese, ed anche dell'italiano,


le

mucchio
onore
nel
lasso

di pietre

un

epitaffio

lingue moderne.
dice
stile

Un

de'guerrieri eh' erano periti


le

sentimento

grande,

inoltre,

difendere
del

Termopili
si

Col

poche e vero

parole,
,

uno imprimono
sulla

semplice

tempo
alla

scrissero sulle

nelle

menti
delle

colonne

e sulle tavole alcune legreligione,


il

una
cose.

vantaggiosa

ricordanza

gi relative

Ma
e

maest, espressione,
dell'

ni regolamenti per
le citt.

ed alcugoverno delscolpirono

brevit
latino,

concisione

idioma

Finalmente
sul

si

massime come esso adatto, e si presti naturalmente a quagravi lunque genere d' iscrizioni
,

sul

marmo,

bronzo, sul
la

rame
paese

e sul legno,

storia del
gli

il

culto degli Dei, o

elementi

ISC
delie scienze, e cos
d pace,
le

ISC
pure
delle
le
i

i33
gentilesche

trattati

sua opera,

Delle

cose

memorie
i

guerre,

Je alleanze

de' popoli,

epoche,

e profane trasportate ad uso ed ornamento delle chiese, tratta delle


iscrizioni gentilesche, loro vari nomi, e quanto usate dai gentili nei loro templi ed opere pubbliche.

in una
rabili

parola tutti

fatti

memopi
vivi

istruttivi.'
si

In

Italia

che altrove
iscrizioni,

conserv l'uso delle


i

tanto onorarie per


defunti,

e per
tori

quanto indicative

Dice ch'esse appellaronsi titoli, epigrammi, monumenti, memorie,


elogi,

delle opere pubbliche, dei loro au-

note, scritture,

soprascri-

o fondatori, ed anche talvolta


stabilite

zioni,

come

raccolse Pitisco in Le-

delle leggi

a loro riguar-

xic. antiquit.
il

roman., verbo Titulus,


sola diffeiscrizioni

do; e questo doveva ben avvenire in un paese che direttamente avea ereditatala nobilt,
cit,
la la

quale osserv questa


le

renza fra

ed

titoli

sempli-

concisione della lingua del

Lazio.

Non

si

videro in alcun pae-

ed eleed anche nei bassi tempi, ne' tempi dell' ignoranza, in cui perdute erano a
se iscrizioni

tanto

ornate

ganti,

quanto

in Italia,

che il titolo come una parte ed un compendio dell'iscrizione, e che l'iscrizione diffusamente spiegata. Indi descrive come furono le iscrizioni adoperate talvolta dagli antichi fedeli per chiudere i
loro
sepolcri
ne' cimiteri
;

per usi

cos'i

dire le
se

barie,
sai

buone lettere ; la barben si osserva, entr asnelle iscrizioni


altri
al

diverse nelle chiese, e

de

di

queste in
iscrizioni

numero granRoma, e per qua!


vi

meno
in

dell' Italia

cagione oggid
delle

non

sieno pi;
scolpite

che

quelle degli

paesi.

Al
vi-

eh' erano

ripristinarsi

de' lumi,

rinascere
si

delle lettere

e delle scienze,
il

sopra are a Dei dedicate, sopra are sepolcrali ; di alcune di queste trovate ne' sacri
singolari
cimiteri,

de

pure

rivivere

buon gusto
queste
moltiplicasla

e delle pi

delle iscrizioni; e

sebbene
si

iscrizioni

gentilesche, dei

straordinariamente
sero,

loro

templi, e di molte iscrizioni di

trovaronsi

per

parte conformi agli


li
,

maggior antichi model-

alcuni

sommi

Pontefici co'loro no11

mi

nelle chiese.

Buonarroti nelle

allontanarono dal vigore e dal gusto dello stile lapisi

poche

dario.
11

Martinetti
t.

nella
II,

sua

Colle-

sopra alcuni frammenti di vasi antichi di vetro, nota che le iscrizioni antiche private seguitano neir ortografia la pronunOsservazioni
zia

zione classica

p.

187, par-

corrotta.

Dice
,

pertanto
si

lando dell'antichit delle iscrizioni, fa menzione d'una statua eretta in Cilicia per ordine di Sennacherib, con una iscrizione in lingua caldea,

dotto archeologo
dire che

che non
le

quel deve

sempre
fuori

iscrizioni

dovo
sieno

sono

cose

di

regola

tutte de'tempi dell'ultima antichit,

che a futura memoria descrivesse la vittoria da lui riportata. Quel re di Ninive fior 712 anni avanti T era nostra. Quanto alle iscrizioni

perch ben
stessa,
cos,

si

sa,

che

nell'

auge
pochi

e nel secolo d' oro, per dir


latina, in

della lingua

luoghi, e
di

da
si
i

pochissimo
parlava

numero
coloro
la

dei

sepolcri

ne

parlammo
nella

persone

cori precisio-

all'articolo Epitaffio

(Fed). L'eru-

ne, secondo

dettami

di

ditissimo

Giovanni Marangoni

che ne prescrissero le

regole e

134

isc

ISC
ropa, e fra queste molte di
indicate dal Mazzocchio. Nel
usc

ripulirono; quindi che cosa

si dovr dire di coloro, e cosa credere della gente idiota, e particolarmente delle iscrizioni composte, non con pubblica autorit, ma dai pri-

Roma
1

da esso vedute nelle chiese, e non

588

una

raccolta copiosa dello

Smet-

zio, coll'aggiunta

dell'eruditissimo

vati, e
dotti.

senza

la
il

censura

de' pi.

Osserva
antiche
funerale

Buonarroti

che

nelle

iscrizioni

sepolcrali

talora vi

sono espresse Y acclamadel


vivente, e poi
del morto, co-

zione

rapportando quelle di Roma in copia maggiore de'soprannominati collettori. Nel i5gj Giacomo Boissard vesontino stamp in Liegi un tomo con rami
bellissimi, ne' quali
gliati

Giusto Lipsio,

la risposta a

nome
;

veggonsi intagentile-

me

in dialogo
tali

e che contenevano
cri-

tutti

monumenti
loro

parimenti
stiani,
cise.

acclamazioni de'
inoltre che
le

schi
ri,

di

Roma,

are, urne ed ossuaiscrizioni,

certe sentenze brevi e

coniscri-

e cinerari colle

Avverte

con qualche diversit


chio circa
ne.
i

dal Mazzocle

zioni in verso
riti

talora

nomi propri
verso;

fuori
i

hanno insedel numeper


piglia-

luoghi dove
poscia

rinvenusci
di

Quest' opera
alla luce nel
,

ro del
le

che

cristiani

nuovo
le

loro

iscrizioni

funerali
,

del Panvinio

1627, fra quelil quale eziandio


s

vano le lapidi de' gentili scrivendo da rovescio, e talora dalla stessa parte dell' iscrizione^ o cancellandola o lasciandovene parte o
tutta, e

raccolse
zioni
insigni
tutti

gran
di

quantit
altri

d' iscri-

come

monumenti
di

dell' antica

Roma. Pi

segnalossi in questa nobile

ed

che

le

iscrizioni funerali dei

utile

cristiani talora

contengono pi no-

impresa Giovanni o Giano Grutero, ragunando, per quanto


fu possibile
,

mi

di morti,

e di diversi e di diffe-

gli

tutte le iscrizioni

rente tempo,

venendo
si

le

iscrizioni

sepolcrali dette istorie

da Commo-

diano, autore che


di

crede de'tempi

Costantino.

greche e latine da ogni parte del mondo, e le diede alle stampe nel i6o3, correggendone moltissime, che dai suoi predecessori scorrettis-

Quanto
iscrizioni,

ai

collettori celebri delle

sime erano

slate pubblicate,

au-

Giacomo

Mazzocchio

li-

mentando considerabilmente

la rac-

braio e
senza

stampatore in Roma, non molta e lodevole fatica, raccolse gran quantit delle iscrizioni
antiche gentilesche,
le

colta incominciata da Smetzio. Fu stampata in Heidelberg nel 1601 col titolo Corpus inscrptionuni.
:

quali affisse
e le diede
in foglio

Indi

vi

aggiunse

le

Nolae RomaTironis
et

trovavansi per la
alla luce in

citt,

dedicato al

un volume Papa Leone

norum velerum Annaei Senecae


sato poi di

Tallii
,

lavoro

sorpas-

l'anno

i5i7,

col privilegio dello


:

stesso, in-

titolandolo

quae Urbis.

Nel

Epigrammalum aiiiii534 Pietro Aluce

La grand' opera nuovo alla di


grossi

molto dal Carpentier. del Grutero usc


luce
in

quattro

volumi, accresciuta colle angiunte


di

piani diede alla

un

altro to-

notazioni e

Gio. Gior-

mo

d'iscrizioni

in foglio, in Ingol-

gio Grevio, stampata in

Amsterdam

stadt, nel quale n'espose

mero
talia,

gran nuda molte citt d' Ie da molte altre parti d'Euraccolte

nel

tutti

1707, in cui sono riportati rami del Boissard. Gi nel i 1682 Tommaso Reinesioavea slam-

ISC
palo a Lipsia in un gran volume: Sintagma inserptionuni antiquaruni
nini primis
orni ss a est

ISE
1784 Andrii Andreae cura
Pataviae
18 18.
(Isernien).

i35
editimi,

Romae
reeentio

veleris, quartini

ISERNIA
due
di
Sicilie

in

vasto Jani

residenza vescovile del

Citt con regno delle

Gori diede
nel

Grutheri opere. Antonio Francesco Firenze in alla luce

nel Sannio, provincia di


di

Molise,

capoluogo

distretto

volumi di antiche iscrizioni si de' greci che devoniani esistenti in Toscana ed un altro volume colle iscrizioni del monumento o sia colombaio dei

1726

1727 due

una posizione amena una collina sopra degli Apennini, bagnata dal Cavacantone.
situata in
liere,

influente

del

Volturno,

il

liberti

di

Livia

Augusta.

Simil-

monte Rotaro gli sta a ridosso. una delle pi antiche citt del regno, perch
citt

mente Lodovico Antonio Muratori


die alla
luce in Milano nel

fece parte
;

delle sette

1789

del
di

Sannio

possiede

degli

quattro volumi in foglio d'ismzioni col titolo Novus Theseg.


:

avanzi
pel

antichit
del

veterum inscriplioniim in praccipuis earundem collectoribus


hactenus praetermissarum. Pier Luigi

saurus

terremoto cadde, poich

romane ; i8o5 assai


distrutta
edifzi
gli

ma
dein

venne
fra

gran parte,
vi

che

perirono

deve contarsi
in

la bella

Galletti

pubblic

una

raccolta
le

cattedrale. Nelle sue vicinanze Siila

d' iscrizioni

dividendole secondo
quelle di

fu rinchiuso

un

passo angusto
sortilo

nazioni a cui potevano interessare.

dai

sanniti,

ma

essendone
,

Incominci da
Inscriptiones

Venezia,

per uno stratagemma


re di
fitt

e col favo-

Venetae

infimi aevi

una notte oscurissima, approdi questa

Romae

extantes,

Romae

1757. Die-

de alla luce nel 17^9 quelle di Bologna; nel 1760 quelle di Ro-

ritirata per circondare il campo nemico di cui s'impadron. I romani vi aveano man-

volumi a spese della camera per disposizione di Clemente XIII; nel 1761 quelle della Marca d'Ancona; e nel 1766 quelle del Piemonte.
in
tre

ma

dato
di
scita

una
di

colonia

nelP anno

4^7

Capitolina

Roma, 265 anni


Ges
Cristo.

avanti la na-

Fu

pi volte

devastata dai longobardi, dai saraceni e dai


sta
citt

terremoti. Gloriasi que-

Stefano Antonio Morcelli gesuita fu tenuto l'uomo che meglio possedesse lo


zioni
stile

di

aver dato

la

nascita a

Pietro
stini,

Morone,

istitutore de' cele-

conveniente alle

iscri-

e poi nel

1294 Papa
lo

s.

Ce-

latine,

genere

nel quale su-

lestino

altri

dicono nato nel

per di molto
ro e

Emmanuele Tesau-

castello di

Molise.

Ebbe

gi titolo
il-

ed in tutte le solennit si procurava di ottenere qualche iscrizione della sua felice penna: mor il dotto ecclesiastico nel 1 821. Di questo argomento abbinino di lui De stilo
:

Guido Ferrari;

di

principato

appartenente alla
Isernia.

lustre casa del

Vasto, ed in latino
Plotino
discepolo
predicas-

chiamasi

Aesemia seu
che
s.

Credcsi

dell' apostolo

Pietro
e che

vi

se

il

vangelo,

la

fede criin
I-

iuseriptionum
Ptouiuc

latinorum

libri

1780.

Inscriptiones

III, com-

stiana fosse gi

ben fondata

sernia

al
I.

mcntariis subjccts,

plionum

1783. Jnscrinovissimaruni ab anno

vestro

tempo del Papa s. SilCommanville dice che la


prima
del-

sede vescovile fu eretta

i36
1'

ISE
dinal
s.

ISE
1471, ed ebbe
in suooessore
il

anno 4 3 so ^ l * a metropoli di Capua, di cui tuttora suffraga nea. Il suo primo vescovo s. Benedetto, del

car-

Carlo Borromeo commendatario; per sua cessione s. Pio

quale parlasi dal Bollando,

Acta
?

ss.

diem

WW&

Al dire

datario,

nomin Cesare Costa commendopo del quale lo divenne

dell Ughelli, verso

successe
s.

1* anno 4 2 g u Lorenzo nel pontificato di Innocenzo I ; indi Eutodio che

chia che fu
bate.

Camillo Caetani patriarca d' Antioil LII ed ultimo ab-

fu

al

sinodo
;

romano

di

s.

Ilario

Riprendendo
d' Isernia,

la

serie de' vescovi

nel

465
>

quello

di

Mario che intervenne a Papa s. Simmaco nel


si

Bonifacio lo fu nel 758, Odelgario neh' 877 , s. Land nel

499

Innocenzo Mario, che

tro-

v presente agli altri sinodi celebrati da quel Pontefice. Ma Lucenzio nega che i detti quattro
vescovi fossero successori di
silio,
il

946, il quale in un terribile terremoto con molto popolo per.


Arderico
fior

nel

964, pel cui

fa-

s.

Bagli

Pandolfo e Landolfo principi longobardi, mediante diploma dovore

primo

lo

fu

Seniense
d' Isernia

altri
il

Tifernati.

Sembra dunque che


sia

secondo

vescovo

595, a cui scrisse il Papa s. Gregorio I. Tutta volta vuoisi che Sebastiano sia piuttosto stato vescovo Seriniense non Aeserniense, e che sino al 639 questa sede non abbia avuto vescovo, come rilevasi da un diploma del Pontefice Giovanni IV. Quindi l'Ustato

Sebastiano

del

narono Isernia al conte LandolGerardo del 1023 fu consecrato vescovo di Boiano Isernia e Venafro, chiese che al dire dell' Ughelli erano gi unite. Pietro di Ravenna che gli successe, essendo stato consecrato vescovo di Vefo.
,

nafro

d' Isernia

circa

il

1059,
di

sottoscrisse nel

1071
:

una bolla

Alessandro

II

ego

Petrus Vena?

ghelli

riporta

il

catalogo degli abdi

monastero s. di Volturno, di cui furono primi abbati s. Paldo morto nel 720, e s. Tato morto nel 728. Il decimosettimo ed ultimo abbate fu Maio, che nell'88o fu decollato co'suoi novecento mobati

del

celebre

franus episcopo. Gli successe nel 1 090 Leone vescovo d Isernia e Venafro; indi nel iii3 Mauro vescovo d' Isernia

Vincenzo martire

do
che

e Venafro, Rinalvescovo d' Isernia e Venafro,


nel
concilio generale dell'an-

naci dai saraceni,

quali incendia-

no 1 1 79 si sottoscrisse episcopus Venafranus, a cui Lucio III concesse nel 1182 quei privilegi che si leggono nella bolla, In eminenti. Ed aggiunge l'Ughelli Ex hoc privilegio habemus usque ad haec tempora Venafranam ecclesiam cura Aeserniensi fuisse conjunctam, quae paulo post dissoluta unione sum recepit pastorem ". A Dario successe nel i2 3o Teodono o Teodoro che nelle turbolenze tra Gregorio IX. e Federico II da questi fu esiliato e poi fatto morire; i
:

rono
Altri

depredarono il cenobio. dicono che i monaci uccisi


e

furono cinquecento, e quattrocento fatti schiavi. Dopo vent' anni il

monastero

fu

riedificato,

e ne fu

XVIII
Suoi

abbate

Godelpero.
fu

Fra

successori

XXIX
s.

abbate

Amico che Urbano


cre cardinale di

rusalemme;
so

il

XLIX

nel 1090 II Croce in Geabbate fu Ordi

Orsini

vescovo

Teano

nel

tesori

le

cose

di

pregio

delle

ISE
imperatore furono portati in Boiano, indi ne fu porzione redenta mediante una somma di denaro. Nel 1267 il
dell'

ISE
ni

chiese per ordine

napoletano, nunzio

alla

i3 7 repub:

blica di Venezia, e poi

a Napoli

intervenne

capitolo elesse

fr.

Enrico da

s.

Ger-

mano
p
la

dell'ordine de'minori, e con-

fermato da Clemente IV: esso comchiesa


di
s.

con onore al concilio generale Lateranense V, e siccome inclinato alle lettere ed all' erudizione fu amico del Sannazzaro. Nel i5ii Adriano VI confer il vescovato al cardinal Cristoforo
forlivese,
al

frati

minori. Altro

fr.

Francesco dei Enrico fran-

Numai

che nel

i52/\. Io
;

rassegn

cescano nel i33o fu eletto da Giovanni XXII, ma essendo morto nel


seguente anno,
il

nipote Antonio

fu

benemerito
collegio dei

della cattedrale

e del

capitolo elesse

fr.

canonici. Paolo de Corte napoleta-

Giovanni de' Concivi, che sebbene consecrato dall' arcivescovo di Capila fu ricusato dal Papa, il quale gli sostitu Guglielmo di Citt di
Castello, e poi

no nel

1600

da

Clemente Vili
fu

fu traslatato da Ravello; prudente,


dotto, eloquente,
le

venerato per
fu vice-

sue virt, ed in

Roma

nomin
Nel

il
1

Concivi
Cle-

vescovo

di

Calvi.

348

gerente e vicario della basilica Liberiana, non che prefetto di Bene-

mente VI dichiar vescovo d' Isernia fr. Filippo Ruffini monaco dell' ordine di s. Domenico pei suoi meriti e somma piet Urbano V nel 1367 lo trasfer a Tivoli, ed Urbano VI nel 1378 lo cre car:

vento e di Spoleto.

Alessio Gero

maoddio

di

Terni, celebre giure-

consulto, successe al precedente nel nel

1606, ed a questi Marc' Antonio 161 1, anch' esso profondo le-

gista.

dinale. Bonifacio

IX

nel

38g

fe-

Nel 1640 Urbano Vili fece vescovo Marcello Stella romano ;

ce

vescovo

d' Isernia

e cardinale

Innocenzo
Bollini

nel

i653 Girolamo
gi
;

Cristoforo
la

Maroni

romano.

Dopo
all' e-

romano,

procuratore
il

morte del vescovo Nicola,

poca dello scisma d' occidente, Gregorio XII nel i4*4 dichiar vescovo Lucilio, mentre Giovanni

suo degno abbate celestino, gli successe nel 1657. Giovanni Saverio de
generale de' celestini
fratello

XXIII
nico

nel

i/\.i5

die successore a

Leone di Ariano, nel 1717 Clemente XI lo fece vescovo. L'Ughelli


l'

Nicola Bartolomeo de Pardo cano-

nel tom. VI, p.

366

e seg. del-

i4i8 Martino V essendo a Ginevra nomin vescovo Giacomo del Monte Aquila di Venafro, che avendo il terremod' Ostia.

Nel

Italia sacra riporta la serie dei

vescovi d' Isernia, quale

vien conNotizie di
di

tinuata

dalle
la

annuali

Roma. Dopo
fro,

morte
1,

Donato
ri-

to rovinata la

citt,

ripar

1'

epi-

Liquoro ultimo

vescovo di Venaessendo
sede, nella nuo-

scopio e la cattedrale, ed in questa


fu

accaduta nel 181


la

sepolto
nel

nel

1469. Innocenzo
elesse

masta vacante
nel regno delle

Vili

i486
in

questa
luca-

va circoscrizione delle diocesi fatta

chiesa Francesco de

Adamo
i4,8
gli

due

Sicilie

da Pio

no
a
lio

insigne

piet

e dottrina.

VII, mediante

la

lettera

apostolica

Alessandro

VI

nel

diede

De

successore

Costantino Castriota

julii

dei re di Epiro.
Il

Nel

fece vescovo

i5io GiuMassimo Ccrvi-

dominicaey quinto kal. 1818, la sede vescovile di Venafro fu soppressa ed unita ad della quale il medesimo Isernia,
utiliori

i38

1SI

isi
dinato sacerdote della chiesa d'Alessandria da s. Atanasio , che lo
incaric
le
dell' uffizio

Papa fece vescovo a' 1 5 maggio 1818 Michele Ruopoli di Nola che ebbe seguenti successori. Nel 1823 Salvatore Maria Pignattaro di Napoli domenicano, che Leone XII trasfer da s- Severina. Nel 1825 Adeodato Gomez Cardosa, dal medesimo Papa traslato da Cassano. Nel 1837 a' 19 maggio 1* odierno monsignor Gennaro Saladino di
i

di

ospitaliere

cui funzioni consistevano nel rii

cevere

poveri

gli

stranieri
i

nel provvedere a

tutti

loro bi-

sogni spirituali e corporali. Egli fu


d'

esempio a quella
:

citt

colle

sue

Napoli, fatto dal regnante Pontefice Gregorio

non indoss mai pannilini, ne us bagni, n mangi carni, n sazi mai l'appetito. Rimase semvirt

XVI.

La
cipe
essa

cattedrale,

Vedi Veivafro. nuovo edifizio,


il

pre attaccato a
difese

s.

Atanasio
la

ne

generosamente

memoria

sacra a Dio sotto


degli
si

titolo del prins.

apostoli

Pietro. In

dopo la sua morte. Fu altres per molto tempo amico di Teofilo patriarca d' Alessandria,
il s.

venera con gran


altre reliquie,
il

divozione,

quale

lo
I,

oltre

Nicandro martire,
citt
;

corpo di s. patrono della

invi a

Pioma

al

Papa

Damaso

e cerc di farlo eleggere arcivesco-

vi

il

fonte battesimale, e
si

vo di Costantinopoli. Avendolo poscia

la

parrocchia

canonico del

disimpegna da un capitolo, coadiuvato

Teoflo preso in avversione, lo

da altri preti. Il capitolo si compone di due dignit, dell' arciprete eh' la prima, e del primicerio, di
le

quattordici canonici comprese prebende del teologo e del penitenziere di otto ebdomadari ,
,

dalla sua chiesa, e poi anche dai deserti di Nitria ov' erasi ritirato, frammischiando la sua causa con quella di alcuni di quei solitari eh' erano caduti negli errori
scacci

degli origenisti.

S.

Isidoro

si

rifus.

gi a Costantinopoli nel 4oo, ove

di

quattro

cappellani,

di altri

Gio. Grisostomo lo accolse alla sua

preti e chierici.

L' episcopio aNella citt

comunione
fare,

avendogli
solitari

per

fatto

derente alla cattedrale.

insieme coi
la

che lo ac-

non

vi

sono altre collegiate o par-

compagnavano,
vano.

una chiesa succursale alla cattedrale. Vi sono due conventi di religiosi, un monastero di monache, dei sodalizi, un ottirocchie, tranne

sa degli errori che loro

condanna espress' imputala

Questa
il

fu

cagione
in

che

spinse Teofilo a scrivere

un' opera
cui lo

contro

santo

dottore,
S.

mo
libri

seminario

con

cento alunni.
tassalo nei
apostolica in

tacci di origenismo.

Girolamo

Ogni nuovo vescovo della camera


cinquanta,
circiter

mette Isidoro tra


egli

gli origenisti,

ma

fiorini

ad 3ooo
vati

ascendimi vero ducatorum aeris

neapolitani nonnullis oneribus gra-

inganno dalle accuse di Teofilo, il quale avealo anco prevenuto contro s. Gio. Grisostomo per modo, che tradusse in
fu tratto in
latino l'opera suddetta. S.

Isidoro
"

ISIDORO
detto

n' Alessandria'
,

( s.

),

mori a Costantinopoli
onorato tanto dai
latini.
gli

Zenodocco

cio

spedaliere.

Nacque

in Egitto verso l'anno 3 18,

Alcuni autori
il

visse molti anni solitario sulla

mon-

sia

s.

Isidoro

tagna di Nitria, e fu iu seguito or-

martirologio

romano

44> ea greci che dai credono ch'enominato nel ai 1 5 di gennel

ISI
che il martirologio parli in questo luogo di s. Isidoro prete ed eremita di Scetti, che mor alcun tempo avanaio;
pi

ISI

i3g

ma

probabile

edilae s cimi multis anliquis optimele

notae manuscrplis codcibus coniparantur, et inde circiter bis mille


locis supplentur et

ti

il

391, e

di

cui parlano Cassia-

ISIDORO
,

di Siviglia

emendantur. (s.). Nato

no

e Tillemont.

ISIDORO

di

Pelusio

(s.).

Sort
citt

figlio di Severiano a Cartagena governatore di quella citt , e di

da una famiglia nobile


d'Alessandria d' Egitto,
tela
filo
i

della
in

paren-

con quella dei patriarchi Teoe


s.

Teodora dama di gran piet, ebbe per fratelli s. Fulgenzio vescovo di Cartagena, e s. Leandro vescovo di
Siviglia.

Cirillo.

Avendo

distribuito
so-

Si

consacr fino dalla giodella Chiesa,

suoi beni ai poveri,

ritirossi

vinezza al servigio
nistero con
lo studio

ed

pra una deserta


alla

montagna

vicina

apparecchiossi alle funzioni del mi-

citt

di

Pelusio, ove visse de-

dicato intieramente allo studio


alla

ed
sua
dot-

preghiera,
la

ed

acquist
della

tanta

grande applicazione aled agli esercizi di piet. Si un a s. Leandro per dar opede' visigoti
inla
fetti

autorit per
vita e
trina,
l'

santit

ra alla conversione

eminenza della che sebbene fosse

sua
egli

della eresia ariana, e


di esso, nel

seme

morte

dopo 600 o 601

fu

plice sacerdote, agiva

nondimeno
dei

eletto a successore.

Studiossi a tutla disciplina

parlava sovente,
il

come

se fosse stato

to potere di ristabilire
nella chiesa di

padre ed

il
il

maestro
difensore,
i

primi
il

pastori.

Fu

ed

pi
di

ma

dei

Spagna, e fu l'aniconcilii che si tennero a


Pi esedette nel
in cui

dotto e celebre fra


s.

discepoli
di cui

questo

fine.

619

al

Gio.

Grisostomo

fu al-

concilio di Siviglia,

disput

tres

compagno

nelle

persecuzioni.

pubblicamente
della
setta

contro

Giunse ad un' estrema vecchiezza, e mori verso 1' anno 449- I greci sua festa latini celebrano la ed nel 4 febbraio, che credono essere
i

degli

acefali

un vescovo nomato
,

Gregorio, venuto dalla Siria. Confut con


degli
s

forti

ragioni

l'

eresia

eutichiani, la quale avea ori-

il

giorno

della

sua

morte. Aveva

ginato quella degli acefali, che Gre-

composto

molte

opere
ci

che
le

non
quali,

gorio abiur

istantaneamente l'erla

giunsero fino a noi,

restano per
,

rore
al

per

abbracciare

dottrina

duemila e dodici
utili

lettere

cattolica.

Presedette altres nel


concilio
di

633
Toed

tuttoch brevissime, sono

piene di

quarto celebre

ammaestramenti, e
scritti

sono
s.

pa-

ledo.

Le

infermit della vecchiezza


lo zelo

ragonate agli

di

Basilio

non diminuirono punto


il

per l'unzione e la piet, ed a quelli di s. Gio. Grisostomo per lo zelo.

fervore di
sei

s.

Isidoro.

Negli

ulti-

mi
t

mesi della sua

vita

aumenle

La migliore
i638, Francesco

edizione
in

quella
in la-

con

una

tale

larghezza

sue
dal

di Parigi
tino.

greco ed

limosine, che vedeasi recarsi da lui

Arcudio vi fece molte eccellenti osservazioni critiche, che furono stampate a Roma
nel

una moltitudine
mattino
cinarsi
sa,

di

bisognosi

alla

sera.

Sentendo avvi-

167 1, sotto questo titolo Isidorianae collalioncs, quibus Isidori


:

suo fine, si rec alla chieil ove coperto d'un cilicio e asperso il capo di cenere , ricevette la
santissima

Pelusiotae cpislolae ointies hacltnus

comunione; quindi rac-

ISI
cotnandossi alle preghiere degli assistenti, rimise ai suoi debitori

darsi j un* altra Preghiera per non

quanpopolo
ai

to gli
alla

dovevano,
carit
f

esorl
fece

il

e
l'

distribuire

cadere negli agguati del demonio. io. 11 libro Della natura delle cose ovvero del mondo, indirizzato a
Sisebuto re de' goti, per rispondergli a diverse domande filosofiche
ch'esso avevagli fatte.
11.
I

che ancor gli restava. Dopo di che ritorn al suo palazzo, ove mor in pace ai 4 aprile del 639. Fu sepolto prima
poveri tutto

argento

Com-

nella sua chiesa, poscia trasportato

nel
tista

i6o3

in

quella di

s.

Gio. Bat-

della citt di Leone. Celebrasi

mentari sopra i libri storici delV antico Testamento, dei quali non ne abbiamo a stampa che una parte, sebbene s. Isidoro avesse spiegato tutti
i

la

sua festa

principale

ai

d' a-

libri
Il

del
libro

vecchio TeDelle
alle-

prile,

particolarmente nelle

diocesi

stamento.

12.

di

Siviglia e di

Leone che l'ono-

gorie della sacra

Scrittura.
i

i3. I

rano come loro patrono. S. Isidoro venne sempre riguardato come il


pi illustre dottore della chiesa di

due
zati

libri

Contro

giudei, indiriz-

a Fiorentina sua sorella. i4- I


Delle sentenze ovvero del
bene
:

tre libri

Spagna. Di lui abbiamo; 1. Una Cronica, che comincia dalla creazione,

sommo
tutta

opera
di

tratta
s.

quasi

dai

finisce
2.

all'

anno
e

626
dei

di

Ges
3.
le
I

Cristo.

U Istoria
degli

re

Papa. i5. lettere. 16. La Regola dei monaci, divisa in ventiquattro capitoli, e indirizzata alle
religiose di

Morali Molte

Gregorio

de' goti, de' vandali

svevi.

venti libri Delle origini

del-

Honori
Il

nella

provincia

etimologie. 4*

Catalogo degli
5.
11

Betica.

17.

libro

Del combattiil

scrittori

ecclesiastici.

libro

mento

delle virt e dei vizi, di cui

Della
6.
I

vita e

della morte dei santi


dell'altro

molti dotti fanno

autore

beato

dell'uno

Testamento.
offici
I

due

libri

Degli
7.

divini
libri

ovvero ecclesiastici.

due

Ambrogio d' Autperto, abbate di un monastero d' Italia nell' ottavo secolo. 18. Il Commentario sopra
il

Delle differenze ovvero della propriet dei verbi; e quello Delle


differenze

Cantico dei cantici.

19. Il libro

Dell' ordine delle creature.

Non

si

Ovvero

della

propriet

ha nessuna prova che


sia

il

Glossario

del discorso. 8. I due libri Dei sinonimi ovvero dei soliloqui, i quali

che porta il nome di s. Jsidoro veramente di lui. Furono fatte


varie edizioni di queste opere;
la

l'uomo
dotti

sono una specie di dialogo tra e la ragione: il libro Del

ma

migliore

quella

dell'

A re vali,

mondo, di cui tutti i non fanno autore s. Isidoro, cavato pressoch interamente da
disprezzo del
quest' opera
;

pubblicata in

Roma
( s. ),

ISIDORO

nel 1797. contadino spa-

gnuolo, nato a Madrid


genitori, la cui scarsa

da

poveri

lo stesso dicasi

della

fortuna non
coi loro

Regola della vita. g. Diverse opeun Discorso di morale, cio di conforto a un penitente molto spaventalo dai giudizi di Dio j le Lamentazioni della penitenza (opeuna Preghiera per dora poetica) mandarvi a Dio la grazia di emenre
:

permise loro di farlo educare nelle


scienze
;

ma

g'

ispirarono
loro

esempi e

colle

istruzioni l'or-

rore al peccato e l'amore di

Dio,

Giovine ancora si pose al servizio di un gentiluomo di Madrid, chia-

mato Giovanni

di Vergas,

per la-

ISI
rorare
de' suoi
le

isi
sa,

141
onorata

sue terre e coltivare no


atto di religione,
di

morta
santa
il

nel

1175,

poderi. Egli faceva del suo

come
stato

lavoro
e

un

metvolon-

in Ispagna, essendo suo culto solennemente ap-

tendovisi con ispirito

penitenza,
la

provato

da

Innocenzo

XII

nel

proponendovisi di fare

1697.

mentre la sua mano guidava l'aratro, la sua mente conversava con Dio e con le beate intelligenze. Prese in moglie Maria
t di Dio, e

ISIDORO
tore. Isidoro

Mercatore, o Peccail Mercante o Pec-

cator viveva come credesi


vuoisi che
ritirasse

odi' ottavo secolo, detto Mercatore perch


si

Torribia, cui scelse per le virt che rendevanla commendevole; ma dopo averne avuto un figlio che

Magonza

con
se

certi

mercanti, e Peccatore fordi alcuni antichi ve-

ad esempio

mor
il

giovane,

due

sposi

risol-

vettero vicendevolmente di passare

rimanente de' loro giorni nella 11 padrone d'Isidoro, che conobbe le virt, e la piet di
continenza.
lui,

che nelle loro firme aggiungevano tale qualifica per umilt. E autore d' una raccolta di canoni che per lungo tempo fu attribuita
scovi,

s.

Isidoro

di

Siviglia,

cio

dei

diegli
all'

licenza di
uflziatura

assistere ogni

canoni de* principali


tisi

concilii

tenunella

giorno

della

chiesa.

neh" Africa,
apocrife

nelle Gallie,

Egli per

non ne
i

abus;
assai

ma
di

al-

Spagna, ed in Roma.
tres
le

Contiene aldi

zavasi tutti
n' ora

giorni

buo-

decretali

pi

per poter soddisfare alla sua divozione e ai suoi doveri. Caduto


nella malattia di cui mor, predisse l'ultima sua

da Clemente I del 93, fino as. Silicio morto nel 398. Sonovi per alcuni
di
s.

sessanta o novantasette Papi,

ora,

e vi

si

pre-

scritti

veri,

par

raddoppiamento di fervore si egli addorment nel Signore ai i5 di maggio del 1170,


con
:

un

decreti di
tefici

come le epistole e i un gran numero di PonSilicio fino

da

s.

s.

Zac-

in

et

di

quasi

sessantanni
la

molti miracoli
santit.

attestarono

sua

morto nel 752. Ma gi di questo argomento ne abbiamo parlato nel voi. XIX, p. 190 del Dicaria

morte,

il

Quarant' anni dopo la sua suo corpo fu trasportato


s.

zionario. Francesco Antonio Zaccaria

nel

tom.

del

suo

Ariti- F-

dal cimiterio alla chiesa di

An-

broniOy diss.

III, cap. 3, p.

283,

trat-

drea, poi deposto nella cappella del

vescovo, ove giace tuttora fresco ed


intatto.

Fu
1

beatificato

nel

9, e canonizzato

da Paolo V da Grela

gorio
di

XV

nel

1622;

ma
fu

bolla

sua

canonizzazione

pubbli-

tando delle decretali degli antichi romani Pontefici, discorre di quelle d' Isidoro Mercatore ; le confrma come sua raccolta, rende ragione dei due suoi soprannomi, in che tempo tali decretali furono divulgate, io
qual luogo,
zale
false
;

cala da Benedetto XIII. S. Isidoro viene invocato come uno dei santi

se

in

Roma
fondisi

autoriz;

quanto sieno propagate


se
in esse
la

se

tutelari

della

patrono della

Spagna e come citt di Madrid

il

pon-

tificia

autorit

nominato nel martirologio romano il d io marzo; ma in Ispagna si


celebra
la

la

disciplina.

se abbiano guasta ; Conchiude col Baro-

nio

che

delle

decretali
la

d' Isidoro

sua festa

a'

i5 di questo
di lui

non abbisogna
la quale dalle

Chiesa

romana,
di

mese.

Maria Torribia

spo-

promesse

Cristo

142
deriva
la

isi
sua
grandezza,
la

ISI
e
colla
sia

abiur

il

greco scisma, e molto

certissima

tradizione

conferma.
Pontefista

La grandezza del romano ce non alle false decretali


poggiata,
ai

ap-

si adoper per la riunione della sua chiesa colla latina. Neil' istesso coucilio generale, Eugenio IV ai

ma

agli antichi

canoni, e

18 dicembre i4^9
nale prete
cellino
l

lo

cre cardide'
ss.

pi venerabili padri della ChieIl

col

titolo

Mar-

sa cattolica.

can.

d.

Giuseppe
di
teo-

e Pietro, e

poi

da Nicodi

Maria Graziosi, professore

fu fatto

vescovo

Sabina.

logia doramatica nel seminario ro-

mano,
la

nel

1840 nell'accademia
dissertazione
voi.

di

religione cattolica lesse questa bel-

Terminato il concilio part per la Russia, dove per ordine del Pontefice Eugenio IV ne promulg i
decreti, e
in lo

dotta

(che
pag.

fu

stesso

volle

eseguire

pubblicata nel
degli
se)'.

XI,

354
de-

Mosca, dove dal


III

granduca Ba-

Annali

delle

scienze religiocritica,

silio

fu

posto in carcere, e con-

progressi della
le

ludendo
si

malfondate speranze dei


illustrare

novatori, fornirono nuovi e prezio-

documenti ad

la sto-

dannato ad essere arso vivo. Ma scampato quasi per miracolo da tale infortunio, si rec a Roma, donde Nicol V lo sped a Costantinopoli per adoperarsi a pubblicare
il

ria de'

Parlando del preteso trionfo de'novatori per


Pontefici.
la scoperta delle false decretali rac-

romani

decreto
i

dell'

unione, e per

con-

colte dal
gli

Mercatore,

ricorda

che

fermare denza ;
avesse
di
s.

greci nella cattolica cre-

ma
si

indarno,

quantunque
nella
il

eruditi scrittori cattolici


tali

dimomerci

ottenuto
Sofia

che

chiesa

strarono che nel pubblicar

pubblicasse

decreto

n v'intervenne ne potea intervenirvi la frode de' romani Pontefici,

dell'unione, che nell'ecumenico concilio

fiorentino

era

stato

solenne-

checche in contrario abbia immaginato Febronio, o abbia recen-

temente sostenuto Gio. Antonio Theiner nella Dissertatio hislorico" canonica de pseudo Isidoriana canonum collectione, stampata in Breslavia nel 1827.

mente sottoscritto dai greci. Questi dopo poco tempo ricaddero negli antichi detestati errori ; ma ben
presto per divina
disposizione
fio

pavista

garono

greci

il

di loro perfi-

dia, di cui fu

testimonio di

lo slesso cardinale, nella

presa

di

ISIDORO

di Tessalonica,

Car-

Costantinopoli espugnata

da

Mao-

dinale. Isidoro detto di

Tessaloni-

ca dal luogo di sua nascita, quan-

tunque
p.

nel tom. II, 3 de cardinali, con altri lo voglia nato in Costantinopoli. Greco di nazione e monaco dell'ordine di s. Basilio, abbate nel monastero di s. Demetrio di Coil

Dattichy

122,

De fiori

metto li imperatore de'turchi a'29 maggio i453. Il cardinale in quella terribile catastrofe poco manc che non vi perdesse la vita, quale scamp per diversi stratagemmi
essendosi fatto sotto
glie

mentite

spo-

trasportare a

neir isola di Scio,

Pera, e quindi donde pass in


Piccolomini
le particola-

stantinopoli, intervenne
di

in

qualit
di
rito

Candia.

Enea

Silvio

arcivescovo
,

di

Riovia

racconta distintamente
rit di tale

ruteno

al concilio

di Firenze, in-

sieme all'imperatore d' oriente, dove a nome delle chiese della Bus-

avvenimento , e dice, che avendo Isidoro trovato tra i tanti morti un uomo che lo somi-

ISI
gliava, lo
dinalizi
,

ISL
abiti

i43

Testi

co' suoi
il

car-

lasci

suo

cappello
al
ta-

rosso

vicino

quel

cadavere,

quinto concilio generale ; ed Ignazio a quello di Fozio nel pontilicatodi Giovanni VIII. Oriens chrisL

quale appena veduto da' turchi,


gliarono
tutta
la

tom. IX,

p.

io33.

testa

portandola
in

per
di

l'infelice

citt

cima

un'asta col cappello rosso, persuasi

che

fosse il capo del cardinale. Tuttavolta questi cadde poi in ischia-

V. Tsmaelismo e Maomettismo. 1SLE o ISOLA s Insulanum Luogo del contado Venaissino. Vi fu tenuto un concilio nel 1 2 58 da
Rostano
e
di
di

ISLAMISMO.

vil, dalla quale


d' involarsi, e

ebbe pur la sorte dopo diverse vicenin


III in

Capre,
di

arcivescovo di
altrettanti
gli

Arles, assistito

da quattro vescovi
asstatuti

de giunse sano e salvo dove ottenne da Calisto


ministrazione
la

Roma, am-

dai

deputati

senti.

Vi

si

pubblicarono

chiesa

di

Cervia,

molti altri concilii

della

stessa

che govern per brevissimo tempo. Pio 11 lo elesse patriarca di Costantinopoli, ed


st
il
il

provincia,

e ve se ne aggiunse

uno
il

suo zelo

gli

acqui-

nuovo, che fu di non dare che solo camice al fanciullo di cui


fosse

si

titolo di

apostolo de' greci e

padrino.
di

Era questo
veniva

l'abito
il

Intervenne ai conclavi in cui furono eletti Nicol V, Caliruteni.


sto III

bianco
novello
fonte.

cui

rivestito

battezzato,

sortendo
p.

dal

e Pio

li,

mori
ai

in

Roma
vatial-

Concil. tom. IX,

i335.

nel

i463 o i4^4

2 7 aprile, ed
basilica

ISLEBIAN1.

ebbe sepoltura nella


cana. Scrisse

me

a coloro

questo noquali seguirono gli


Diedesi
d'Isle-

questo
delle

cardinale

errori di

Giovanni Agricola

cune
tempi,
libro

storie

guerre

de' suoi

bia o Eisleben in Sassonia, teologo

citate dal

De.

Torrigio nel suo Cardnalibus scriptoriin

luterano, discepolo e
di Lutero.

Questi

compatriota due predicanti

bus, ed

un commentario
vangelo di san
vaticana
,

lingua
il

non furono

greca sul
la

Luca,

cui manoscritto

fu depositato
,

nel-

tra loro d'accordo per lungo tempo, perch Agricola prendendo troppo alla lettera qualche

biblioteca

riporta-

passo
ge

di

s.

to
se
,

dal

da Sisto sanee da Roberto Gorio nella sua


Possevino
alla storia degli
scrittori

giudaica,

Paolo circa la legdeclamava contro la

appendice
ecclesiastici

di

Guglielmo Cave,

legge e contro la necessit delle opere buone, per cui i suoi disrepoli furono chiamati Antinomiaiiif
cio nemici della
legge.

p.

104.

Veramendi

1SINDA, ISINDUS

scu PISIN-

te

non

era

necessario

essere

DUS. Sede

vescovile della

seconda
la

Pamfilia, nella diocesi d' Asia, sotto la metropoli


di

Pirgi

cui

molto dotto, per conoscere che s. Paolo, quando [tarla contro la necessit della legge, intende la legge cerimoniale e non
rale;
la

erezione risale

al

quarto secolo. Fu,

legge

rono suoi vescovi


tervenne
sio
al

Cirillo

che
;

in-

ma

prelesi
inai

riformatori
le

monon
at-

concilio di Nicea

Edequa-

esaminarono
tenzione.

cose

con
di

che fu a quello d'Efeso,

al

Riusc a Lutero

perri-

le prima si oppose, poi sottoscrisse; Marcellino che trovossi al con-

suadere ed obbligar Agricola a


trattarsi,

ma

questi

nondimeno
tulio

lail

cilio

di

Calcedonia

Talleleo

al

sci dei

discepoli che coi

144
errori

ISO
gli

ISO
mostr chiaramente quanto valgano la fede e la carit ad ispirate forza e coraggio ad una semplice

calore continuarono a professare


del

maestro.

ISMAELISMO.

Pretesa religioagli ara-

ne che predic una volta


bi Ismaele figlio di

donna allorch
re la
religione
perseguitati.

trattasi di

difendeministri

Abramo

e di

suoi

Agar schiava egizia, che nacque 1906 anni avanti l'era nostra. Egli lasci una numerosa posterit, della quale
la

ne

francese,

Durante Giovanni

la rivoluzio-

quale

emi-

Genesi

ci

ha

lasciato

l'enumerazione.
lo stipite di
tali.

Si riguarda

come
oriendagli

come pressoch tutta la nobilt del suo paese, non pot tornare in patria se non in tempo
grato,

molte nazioni
considerato
loro

del consolato.

Allora fu che
ottenere

si

concolle
il

Ismaele

dusse a Parigi per

arabi

come

padre

come
ben-

sue istanze che fosse

cancellato

l'autore del

loro

linguaggio,

suo
li

nome

e quello

de' suoi fratel-

ch la loro prima origine, secondo la maggior parte degli interpreti, provenga da Jectan figlio di Heber. La conformit del nome fra islamismo ed ismaelismo ha fatto che vari dottori maomettani han-

dalla lista fatale degli emigrati.


solo fine egli intrapre-

Per questo

se quel viaggio,

ma

la divina
altri

prov-

videnza avea formato


sulla sua persona.

disegni

Per una

circostan-

za totalmente fortuita, per

un

le-

no confuse sovente queste due cose; ed hanno sostenuto che la religione insegnata da Maometto ai suoi seguaci, e che chiamano Islamismo o Maomettismo (Vedi\ altro non sia che quella che introdusse negli arabi
il

game
si

contratto nel seminario, era-

stretta

intima amicizia fra


di

Gio-

vanni ancor giovinetto, e l'abbate

Giuseppe Fesch
egli

Corsica,

anche
sa

in

et giovanile.

Ognun

che ordinariamente nelle

famiglie,

detto Ismaele.

massime
i

nelle corse,

comuni

Questi fu padre di dodici figli da cui uscirono altrettante trib, degli

sentimenti

affettuosi

sono o contrari,
fra questi
alle

quindi

l'amicizia

nata

arabi,

le

quali dal settimo

sela

due giovani divenne comune


loro famiglie,

colo quasi tutte

abbracciarono
poscia

falsa religione dell'impostore

Maoo

metto, chiamati mussulmani.

turchi

ed a tutta quella di Bonaparte stretta congiunta del Fesch. Per lo che allorquando es*
sa bandita dalla Corsica
si

ricove-

Giovanni Gioacchino Saverio, Cardinale. GiovanGioacchino Saverio d' Isoard ni nacque ad Aix il 17 ottobre 1766,

ISOARD

r sul continente, trov nella famiglia

Isoard l'ospitalit pi cordiale, e


servigi cosi segnalati

ne ottenne

che

da una

delle pi antiche

famiglie

della Provenza.

Ebbe

la
il

sventura
genitore,
l'e-

non si possono giammai cancellarci Viva in fatti si mantenne la memoria de' medesimi, non ostante la
prosperit e contrariet di opinion
ni politiche, per cagione delle
li

di perdere assai presto


il

quale

gli

lasci in retaggio

qua-

sempio delle pi
giunto ad un
illibato.

belle

virt, con-

le

due famiglie

si

videro collo-

nome che fu sempre Educato cristianamente e


genitrice,

cate in

ste fra loro.

con molta cura dalla


sta,

que-

come dotata

di

singoiar piet,

oppoMentre Giovanni tro* vavasi a Parigi, il Fesch divenuto cardinale, come il suo nipote Napoistato e condizione

ISO
leone

ISO
importanti servigi alla religione.
la
la

145

Bohaparte divenne primo console, fu nominato ambasciatore o


meglio ministro a Roma. Il desiderio di non separarsi dal suo amico,

Ma

sua tenera e

filiale

affezione al-

Sede apostolica spicc specialmente nel 1809, epoca di deplorabile ricordanza. Nella

indusse

il

cardinale a far
la

nominare

Francia del sacro tribunale della rota. Giovanni innalzato, senza sua saputa, a questa cospicua carica, ebbe grande

Giovanni uditore per

corrispondenancora nelle sue moltissime lettere al cardinal Fesch


za officiale e pi
eh' era

allora

in

Parigi, scorgesi

dilcoll di accettarla,

provando

in

chiaramente quanta cura il prelato mitigar 1' ingiusto si dasse per


odio
i

gran ripugnanza a servire al nuovo governo repubblicano, a cagione de' suoi sentimenti, e quan-

e le sinistre

prevenzioni che
francese conceil

capi del governo

pito

aveano contro

tunque
tavia

la

sua piet

l'invitava

ad

tro la santa
egli

Chiesa.

Papa e conQuante volte

abbracciar

lo stato ecclesiastico, tutsi

fece argine agli ordini violenti

non

era fino a quel pun-

di cui

to

determinato
il

non ostante
vigi

ad entrarvi. Ci cardinal Fesch poocchi


i

re che
derli
te

ebbe contezza, o per impedisi eseguissero, o per renacerbi.

meno

Da
di

queste aper-

nendogli innanzi agli

ser-

dimostrazioni
manifestate
a*

che avrebbe
vinse

egli

potuto

prel'u-

volte

dolore tante per fino colie


santo Padre,

stare alla religione accettando

lagrime
lui nutr

piedi del

ditorato,

finalmente

ogni

scrupolo nell'amico. Questi giunto appena in Roma, si rese segnalato per quelle virt

che abbellirono per l'illimitata


santa

tutta la sua vita, sia per l'angeli-

ca sua piet,

sia

sua divozione

alla

Sede,

per
li,

le

altre sue doti


gli

ragguardevoil

che

conciliarono la stima e

l'amicizia di quanti

conobbero,
il

non che
a'

del Pontefice Pio VII,

quale dichiarollo

uditore

di

rota

ma

5 giugno 1804. La citt di Rosi rammenta ancora della soa-

che per Pio VII e che mai non. si estinse. Quando finalmente il sacrilegio giunse al suo colmo col violento trasporto del capo della Chiesa da Roma, da questa ne part anche il prelato e si condusse a Parigi, sperando poter recare qualche vantaggio alla religione e alla Chiesa ; ed a questo nobile fine egli consacr tutti i suoi sforzi. A quel!' epoca il governo imperiagli le di Napoleone offr sovente
affetto

deriv quel tenero

carichi

luminosi,

atti

solleticar

ed amabilit del suo carattere e della sua squisita gentilezza. I suoi amici numerosi non dimenticheranno mai il diletto che recava la sua conversazione intima e fa migliare, n i poveri gli effetti della sua inesausta carit. Funse molte volte le veci di ambasciatore
vit
di Francia,

T
te

ambizione;
rispose

ma

egli

costantemenil

che

finch

governo

continuasse a perseguitar la Chiesa


rifiuterebbe di entrare a parte con
lui,

anzi ebbe

il

coraggio di pro-

testar altamente

giamento
tinuando
il

che

contro ogni cana mano a mano


stati pontifcii,

operavansi negli
di
le
il

con-

come

esigeva

il

diritto

pubblicamente
uditore
leggi
di

a portar
rota,

della sua carica, nell'assenza dell'am-

titolo

non
roma-

basciatore ordinario, e

si

giov mai

ostante
presso

che aveano sopTutti


i

sempre

di tale opportunit

per recare

tribunale.

VOI.

XXXVI

io

i.{6

ISO
amicizia
in
dell'

ISO
uno
di

ni che in quel tempo, o per effetto della persecuzione o per trattare


ailari spesso scabrosi,

e
tal

dell' altro,

sappiamo che una


parte
la

memoria

fu

tarsi

dovettero poralla capitale dell'impero fran-

base

tuttoci che

trattossi

dal cardinale.
il

cese,

sperimentarono
e officiose
del

le

cure

amo-

meno
tante
e

prelato

revoli

prelato. Nel

Ci nondiche avea date luminose prove di atalla

i8i3, quando Napoleone era maggiormente irritato col santo Padre, e gli aveva impedita con severi
1'

taccamento
zia,
si

Chiesa
alle

ai

sani

principii dell' ordine e della giusti-

trov esposto
de' malevoli.

persecudifeso

ordini

ogni
collera

comunicazione,
di

zioni

Ma

egli

Isoard
di
lui

prefer

esporsi

al-

con fermezza
l'

perseveranza daldi

la

per
si

avvisare

autorit

benevolenza

Pio

Pio VII

di

cosa di

somma imporrec dal

VII, finalmente nel

18 17

con apofficio

tanza, ed a tale effetto

plauso del
colleghi,

sacro collegio e de' suoi


il

Papa
fine ai

in

Fontainebleau. Dio pose mali che desolato aveano


i

riprese

suo

di

uditore
alcuni

gi

con

tanta
essere

onoratezza
stato per

r Europa, e
respirare
in

popoli

pace,

tornarono a ritornando nel

esercitato.

Dopo

cia,

18 14 i Borboni sul trono di Franed il Papa a Roma, ove si

condusse nuovamente il prelato, sebbene Luigi XVI li nomin all'

decano della rota, ad onta che qualche ulterior nemico maneggio voleva ritardargli la sua esaltazione, Leone XII premiatore del merito senza umani
anni
riguardi,
a'

uditorato

monsignor
al voi.

Salamon,

lo

cre

cardinale prete
gli

come dicemmo
1

XXVII,

p.
le

25 giugno 1827,
di
s.

concesse

il

37

del

Dizionario.

Ma
1'

per

titolo

Pietro in Vincoli, don-

tante vicende sparito era pubblico diritto ; laonde

antico

de nel i83r pass


ss.

a quello della
Pincio, e lo

doveasi

Trinit

al

Monte
del

crearne

altro.

Il

celebre cardinal

ascrisse
cilio,

alle congregazioni
J

del con-

Consalvi avea pi volte

avuta occasione di conoscere a prova il fi-

de

riti,

buon governo,
speciale per di
s.

delle

acque,

della

no

tatto

politico dell' Isoard,

fa-

la riedificazione della basilica

ceva grandissimo conto della sagacit de'suoi giudizi, e della

Paolo. Nel
cia,

1828

ritorn in Fran_,

giustez-

za

delle

sue vedute. Quindi pripartire


pel

ed
di

a'

ove fu fatto duca e pari i5 dicembre il medesimo


lo

ma

di

congresso

di

Papa
per
le

preconizz

arcivescovo
ai

Vienna, il cardinale tenne con lui lunghe conferenze, e gli richiese

Auch.

Intervenne
di

conclavi

una memoria
questioni che

sopra

le

importanti
essere trat-

doveano

tate dalla diplomazia,

su tutto quello che

ed in ispecie concerneva la

romano. Questo documento, che potrebbe chiamarsi un modello di cognizioni


prezioso
e di saviezza, esiste

Chiesa e lo stato

Pio Vili e del regnante Gregorio XVI, per la quale egli prov una gioia particolare, onde il suo cuore e la sua delicata coscienza se ne rallegrarono coucordemente. Tornando
elezioni

nella sua
le

arcidiocesi

rivolse

tutte

ancora, e per testimonianza di ragguardevoli perdell'

sue pastorali cure a edificar colgregge, il quale il le sue virt rest afflitto quando apprese essere
il

sonaggi, che godettero

intima

cardinale destinato alla chie-

ISO
sa

iso
vacata per
ci
lace, e cinta di

147

arcivescovile di Lione

morte del cardinal Fescli; ma non ebbe effetto essendo morto


Parigi
li

mura. Commanville neir Histoire de tous les archv. et


vesch. p. 4.1, 2 20,
alfabetica

in

e della tavola
si

cadavere
nella

1839. Il suo 7 ottobre ebbe decorosi funerali


dell'Assunzione,
indi

127,

dice che

trovano

dei vescovi d'Isola fino dal


colo, tra' prelati di
,

VII

se-

chiesa

rito greco, col

giusta la
sizione
fu

testamentaria

sua dispo-

nome
di

di

Nesiai
cita

che

la notizia

trasportato nelle
d'

tombe

Leone

questa sede
Severina.

come
I

suf-

degli

Aucb. Il pi bello e compiuto elogio che si possa fare di questo illustre porporato
arcivescovi
si

fraganea di
latini

s.

vescovi

erano egualmente suffraganei


di
s.

dell'arcivescovo

Severina.

Il

raccoglie dalle parole pronunzia-

primo vescovo
via;
il

fu Arenolfo che nel


al

te

dal Pontefice

in

udir l'infausta

1046 intervenne
il

concilio di

Pa-

notizia di sua morte,, le quali co-

me
s. il

si

dice

sono

queste

Oggi

la
;

secondo fu Luca del 1092; terzo Giovanni isolano del 1 128,

Chiesa ha perduto
cardinal
e
d' Isoard

un

gioiello

al cui
la

tempo

il

b.

Luca abbate

del-

era tutto oro

chiesa di

s.

Costanzo

in diocesi,

puro
nel

rotali

Le sue decisioni stampate in Roma 1827 in quattro tomi in foglio.


nitido.

gliela

don con
gli

tutte le pertinenze.

furono

Tra

l'Ughelli

ISOCRIST1. Nome
che comparve
verso
la

VI

secolo.

Dopo
si

una setta met del morte di Nondi


la
i

che chiama Insula mediterranea nomineremo: Vurnaro del Matteo o Mattia del 1239, 1 i4g,
altri

vescovi d'Isola,

il

quale col consenso del


la

capitolo

no monaco
tottisti

origenista,

di lui

se-

cedette alla

disposizione d'Innocen-

guaci o settari

divisero in pro-

zo IV, con
piscopale

quale con alcune con*

o telraditi, ed in isocristi. Spacciarono questi che alla fine dei

dizioni esent dalla giurisdizione eil

monastero

di

s.

Ste-

secoli,

epoca della risurrezione, gli apostoli dovevano nelP onore e nel


essere

fano dell'ordine benedettino. L'antipapa Benedetto XIII


to vescovo Pietro,

premio
Cristo.

pareggiati

Ges

ma

Questa proposizione
nel
concilio
di

fu con-

lo cacci dalla sede,

vi avea fatGregorio XII ed in vece nel

dannata
cristi,

Costantiiso-

i4io

elesse fr.

Gualtiero domenipiet e dottrina

nopoli del 553. Si chiamarono

cano, degno per

perch

isocristo significa
isocrisli

egua-

le

a Cristo. Gli

sono consi-

Cesare Lambertini arcivescovo di Trani, traslatato nel iSbg da Giulio

derati

un

ramo

degli origenisti:

II; poscia nel

i5^5

cedette la

per Origene non avea mai dato motivo di spacciare siffatte assurdit.

sede in favore del nipote


so

Tomma-

Lambertini, mles sancti Pauli,


di Paolo III. Gli sucOnorato Fascitello d'Isernia,
nelle lettere

famigliare

ISOLA,

Insula. Citt vescovile del


Sicilie,

cesse

regno delle due


da, distretto e

nella pro-

cassinese, versatissimo

vincia di Calabria Ulteriore secon-

umane
de
che

e divine,

lepido poeta, on-

cantone di
del

Cotrodella

stimato
in
lo

dai contemporanei che


dottrina.

ne, intersecata dal fiume Pilaca, ai


piedi
Stella

fiorirono

Giulio

III

occidentali

Monte
di

avea dato
lo cre

precettore del
del

Sibilla,

cinque
golfo

miglia diSquil-

cardinal Innocenzo

stante dal

mare o

i55i

vescovo. Pio

Monte, nel IV no*

148

ISO
nel
le

ISO
scrizione delle diocesi del regno del-

min
lo

1S62 Annibale Caraccionapoletano nipote di Onorato,


zio

due

Sicilie,

successore dello
di questi:

per

le

istanze
i

sola, e l'un

soppresse questa d'Ia Cotrone(Vedi) t con la

nel

i5S5, avendo

tur-

lettera

apostolica

chi saccheggiata la

cattedrale, de-

kal. julii

De utiliori, quinto 18 18; e fece vescovo di


Feudale d'Isca

dicata all'Assunzione di
gine.,

Maria Verfuori
della

Cotrone Domenico
diocesi diSquillace.

siccome

esistente
la

citt,

Annibale

decor di magniil

fiche suppellettili; stabil

nume-

chiesa cattedrale d'Isola ha dieci canonici, quattro dei quali sono dignitari, cio
l'arcidiacono,
il

La

ro dei canonici^ istitu il seminario, assegnando loro rendite col proprio patrimonio. Nel 161 4 Paolo fe-

decano,

il

cantore
diocesi
sei

ed

il

fosse

Bench la poco estesa, contenne


tesoriere.
(dell')

ab-

ce vescovo Andrea
trizio

Giustiniani pa-

bazie.

genovese,

sommo

teologo do-

ISOLA

Roffredo

Car-

menicano, e commissario del s. offizio. Per sua morte il Papa a' 12 febbraio 161 8 nomin successore Gio. Antonio de Maximis patrizio romano, figlio di Carlo signore di
Montefortino,
e di Clarice

dinale. Roffredo dell'isola, detto per

equivoco Rainaldo dal Panvinio seppur non avesse ambedue i nomi,

nacque
fu
del
col
sino.
1

in

Arpino diocesi
e poi abbate di

di

Sora,

monaco
19
1

Monte Casprete

Giusti:

Celestino III
lo

nella Pentecoste

niani sorella del cardinal Vincenzo

cre
ss.

cardinale

prelato di varia letteratura erudito.,

titolo

de'

Marcellino e Pie-

che avea

in diversi

offizi

servito la

santa Sede; mori nei 1623.

Urbano

tro. Oltre all'esser uomo di gran senno, di specchiata prudenza e di ec-

Vili nel 1628 fece vescovo Alessandro Bichi sanese, che nel i63o trasfer a Carpentrasso e poi cre cardinale. Giuliano Viviani nel 1639 Urbano Vili lo dichiar vescovo d'Ischia, che govern con singoiar lode: pubblic colle stampe, Praxim juris patronatus Roniae. Domenico Carnovali calabrese, peritis-

cellente letteratura, era dotato d'una

fortezza

d'

animo
mani

incomparabile.
di

Con

essa ricuper colle truppe

periali,

di altri

imTancredi e piccoli tiranni ed ingiusti


dalle

usurpatori, parecchi castelli


tenenti ai suo
altre cose^ fatta
tolse la citt di

apparmonastero; e tra le
di truppe,
s.

una leva

Germano

dalle

simo

nelle lingue e nelle sacre let-

tere, fatto

vescovo nel i645 da In-

Diopoldo che se n'era con aperta violenza reso padrone, e la


di

mani

nocenzo X. Domenico Votta di Cosenza nel 17 17 Clemente XI l'esalt al vescovato. L'Ughelli nell'Italia

cinse di

buone mura a
in avvenire

fine di pie

sacra

ci
t.

d
IX,

la serie dei vescop.


si

vi d'Isola,

5o6

e seg, la

cui continuazione
nuali Notizie di

legge nelle anve-

Roma. L'ultimo

scovo fu Michelangelo Monticelli di Rossano, fatto vescovo a'2 1 luglio

1766 da Clemente XIII, che dopo lungo governo mor al termine del
secolo decorso. Pio

da somiglianti prepotenze. Ricuper eziandio la citt di Sora ed altre terre ch'erano state tolte alla Chiesa romana, a cui subito le restitu. Per le quali benemerenze prima da Clemen* te IIIj e poi da Celestino III e da Innocenzo III, ottenne considerabili privilegi pel monastero cassinese^
servarla
fra' quali

quello di fulminar di scogli

VII

nella circo-

munica

usurpatori de'ben di es-

ISO
so,

ISO
dalla di lui

149
il

quantunque

esenti

so

il

Digesto, che poi circa


si

i4o5,

giurisdizione. Accettissimo all'impe-

come

crede, pass

ad interpreta-

ebbe l'onore di accoglierlo con Costanza sua moglie in Monte Cassino, e poi lo accompagno nel suo ritorno in Germaratore Enrico VI,
nia; speriment gli effetti dell'imperiai

re nello studio di Pavia. In et di


dieciotto anni nel
in

1378 si congiunse matrimonio con Bartolomea Lufigli,

dovisi, la quale fecelo lieto di cin-

que
ne.

tre

munificenza per se

e pel

suo

La
da

funesta

monastero, a cui quel principe fece dono di cinque castelli, e mostr per Roffredo tale stima ed affetto,

decapitato in
to
lui

maschi e due femmimorte di suo padre Bologna pel tradimencontro


la

ordito

propria

patria,

che

stabili di

non ammettere

che dar voleva in mano dei Visconti di Milano, fu cagione deldel figlio,

giammai
si

alla

sua grazia qualunque

l'esilio

e della

confsca

da cui avesse ricevuto onta ed offesa, se non se per mezzo della mediazione di
fosse principe italiano,

de'suoi

beni a

cui fu

condannato
le

nel

1389. Frattanto aggiustate


studio, e
forse fu allora

cose, rimasto vedovo, tutto diedesi


allo

Roffredo. Innocenzo
varie lettere, in
riprese

III

gli

scrisse

che

una

delle quali lo

pass ad insegnare in Pavia. Ritor-

perch non

con qualche risentimento, si opponeva con petto

nato in patria

si

fece aderente del


si

partito della Chiesa, e tal

acquist

forte alla rilassatezza che incomincia-

va ad introdursi in Monte Cassino.


Addossogli in seguitola commissione
i monaci di s. Paolo fuori mura, tra' quali andava declinando la monastica disciplina come di fatti esegui con ottimo successo

di visitare

delle

fama di prudente e scienziato uomo, che dovendo il cardinal Baldassarre Cossa legato di Bologna portarsi nel i49 a l concilio di Pisa, volle in sua compagnia con altri letterati V Isolani. Divenuto il cardinale Giovanni XXIII, non manc
di valersi
di
lui

e con notabile accrescimento di nuovi

in vari negozi per


gli affi-

monaci. Finalmente dopo di


legalo d' Innocenzo

esIII,

averlo sperimentato abile, e

sere stato

del quale col suo suffragio avea

fa-

vorita

la
il

elezione,

comp
nel

gloriosa-

commissione di portarsi con amplissima facolt a comporre alcune differenze insorte in Forl. Ivi
la

mente

periodo di sua mortai car-

sollevatasi la fazione popolare con-

riera in

Monte Cassino

1209 o

tro

12 12. Erasmo Gattula nella storia

Monte Cassino, t. I,, p. 398, scrive che Roffredo ebbe l'onore di accogliere in quel celebre monastero Innocenzo III che vi giunse a' 23 giugno 1208.
di

ISOLANI Giacomo,
Giacomo
la,

Cardinale. Jacopo Isolani o dell'Isodetto ancora Oscleani, nato inBo-

con i nobili divoti al Papa prudenza e destrezza calm il tumulto, ed indusse la citt a ritornare all'obbedienza della Chiesa, per cui vi fu destinato a legato il cardinal Lodovico Fieschi. Avendo Giovanni XXIII abbandonata Roma a cagione di Ladislao re di
,

Napoli, giunto in Bologna, a*

20 a
i

28 settembre
di
s.

i4*3, ne premi

logna,

uno

de'sedici riformatori della

meriti col crearlo cardinal diacono

sua patria, celebre professore di legge


civile

Eustachio, donandogli quattrofe-

medesima, dove nel i383 spiegava con oppiatinegl'universit

mila scudi. Passato un anno lo

ce legato della provincia del Patri-

i5o

ISO
e di molti
altri

ISO
luoghi,

monio

con

le

lodi

del

cardinal
la

Isolani

T assegno di cinquecento fiorini al mese. Dissip i tiranni che l'occupavano, e restitu la provincia al pontificio dominio. Tornato Giovanni XXIII in Roma, indi partitone pel concilio di Costanza, di-

suoi meriti verso

santa

Sede,
la chio-

conferendogli in

commenda

chiar

il

cardinale legato dell'al-

con autorit di suo vicario nel temporale e nello spicitt,

ma

molto si valse della di lui opera nel governo dello stato e della Chiesa. Amicissimo di Filippo Maria duca di Milauo, questi nel i4^4 gli affid il governo della citt di Genova, cui presied per circa quattro anni, al modo
che narra
par.
I,
t. IX, Martino sped legato in Francia per

sa di Melfi; poscia

rituale sopra tutto lo


siastico.
I

stato

ecclescris-

il

Muratori, Annali
118. Inoltre

padri del concilio


luglio
i/\.i5

pag.

sero a' 2.5

al

cardi-

lo

nale una lettera di


zelo per la Chiesa e

lode

pel

suo

sedar

per
valore

resistere

con
gli

intrepidezza
sforzi

contro

i tumulti eccitatisi in quei regno, lo che essendosi da lui eseguito con vantaggio, mentre si re-

di

Paolo Orsini, che arin

stituiva

Roma,

fu

colto

dalla

mata mano era entrato


forza, parte co' suoi
al

Roma,
,

morte d'anni
s.

settant'

uno

in

Mi-

e la metteva a rumore. Parte colla

lano, e fu sepolto

nella

chiesa di

modi

riusc

Maria

di

Calvenzano, ovvero nella


s.

cardinale di liberarsi da
e di ricuperare

tali

mo-

basilica di

Ambrogio maggiore.

lestie,

molte terre occupate dai baroni, come ancora


d' indurre

La
d.

vita del cardinale scritta dal p.

Celestino Petrarchi

monaco

ce-

Giovanna

II

regina di

lestino nel

Napoli a lasciar libero dalle sue truppe Castel s. Angelo. Poco dur la quiete del cardinale, imperocch entrato in

Roma

Braccio da
capitalo
in-

1762, fu nell'anno stesso pubblicata nel tom. I delle Miscellanee di Lucca. Un' altra antica fu divulgata nel 1771 con erudite note e documeuti, da Petronio Belvederi
nal

Montone perugino, celebre no che militato avea per


nanzi
lo,

bolognese.
nelle sue

Il

cardi-

Garampi

al

soldo della Chiesa, fu coin

clesiastiche

a pag.

Me/norie ec161 riporta per


dichiarazione

stretto ritirarsi

Castel

s.

Ange-

disteso
fatta

un' autentica

e implorar soccorso da Giovan-

da questo cardinale

certi

na
si

Questa, bramosa di renderbenevolo il futuro Pontefice pei


II.

eremiti denominati

fraticelli.

Coraspazio

pose varie opere di giurisprudenza.

suoi interessi, prontamente sped in

ISOLE.
di
te,

L'isola quello

soccorso de' romani


za Attendolo
espulse da
,

il

che

famoso Sforin un baleno


nel

terra

pi piccolo del continenin


la

circondato

ogni
la

parte

dal-

Roma

Braccio colle sue

l'acqua,
l'

come
la

Gran- Bretagna,
Sardegna,

truppe.

Eletto
i

frattanto

no-

Irlanda,

Sicilia,

vembre
il

4 7 Martino V, conferm
dignit e facolt
dal

la

Corsica, Malta, Rodi,


ec.

Opro,

cardinale nelle

concessegli

deposto
portatosi

Giovanni
il

XXIII.

Papa

nel

cistoro

nuovo 1419 iti Roma, nel conde' 29 settembre, alla preDipoi

ec, le quali tutte hanno articoli nel Dizionario. Lo hanno pure quelle altre isole che con-

Candia,

senza di ventisei cardinali pubblic

tengono statij e quelle che furouo o sono sedi vescovili. Cos delle Isole Jonie se ne tratta agli arti-

ISP
coli

ISR
,

i5t
i

Grecia Corpi Inghilterra, Zante e Cefalonia. Cos delle isole Canarie o Fortunate se ne parla
,

quell' articolo.

Cos

delle

isole

dell'

Arcipelago se ne

discorre agli

Anagni affront nemici che volevano imprigionarlo, ed il cardinale ebbe il coraggio di non abbandonarlo. Dipoi per ordine di Clemente V si trasfer in Inghilterin

articoli

Santorino, Sira,
ec.

Tie,

Misi

ra in
lir

qualit di legalo per istabi-

cone ) Scio,

ec, per non dire di

la

pace

tra

altre isole. Negli articoli degli stati

re di
sist

Francia,
nel

Odoardo I ed il quale ottenuta asfunerali del

parla delle loro principali isole, ed


in
altri

i3o7
i

ai

mo-

articoli
ci

ancora.

Benedetto
di
i

narca inglese, e concesse indulgenza

Bordoni
Tutte le
loro nezia

diede la descrizione

tutti

fedeli,

che

in suffra*

isole

del

mondo

con

gio della di lui

anima

recitato a-

nomi antichi e moderni, Vei528 con figure. Abbiamo pure, L'isole pi famose del mondo descritte da Tommaso Porcacchi da Castiglione aretino, e intagliate da Girolamo Porro padovano, con l'aggiunta di molte iso-

vessero l'orazione domenicale

e la
essere

salutazione

angelica.

Dopo

ai conclavi di BenedetClemente V, mor in Avignone nel i3io o nel i3ii, e

intervenuto
to

XI

trasferito

il

cadavere in
nella
basilica
di

Roma

eb-

be

tomba
il

vaticana,

Venezia i5j6. Borneo BoFortuna , dopo la Nuova Olanda pu considerarsi come la maggiore delle isole conosciute. Questa vasta isola del grande Oceano
le
, ,

presso

sepolcro

Bonifacio Vili,

na

con breve
sraele

iscrizione.

ISRAELITI.
ossia

Discendenti

d'

credono che Borneo possa essere la gran Java nominata da Marco Polo, che asser avere tremila miglia
:

di figura quasi rotonda


alcuni

Giacobbe figlio di Isacco e di Rebecca, che furono dapprima chiamati Ebrei da A bramo, e in seguito Israeliti da Israele, padre di elodici patriarchi, che egli ebbe dalle sue mogli Lia e
di

di

circuito.

Nuova

Olanda

dalla

Rachele, e dalle fantesche di esse;

maggior parte de' geografi chiamata quell'isola immensa, o piuttosto quel continente che

Giudei dalla trib di Giuda, che trovossi molto superioe finalmente re alle altre

chiamae

dopo
tredici

la

schiavit di
di

rono Notasia, e
poi Australia.

di

Auslralasia
dell' isola

Babilonia.

Col

nome

trib

si

Borneo e dell'isola della Nuova Olanda, se ne discorre all'articolo Oceania (Fedi), altra parte del mondo.

Ma

distinsero le
di

grandi famiglie

sraello.

ISPANI
tro Ispani

Pietro, Cardinale. Pie-

composto il popolo d'IEbbero elleno per capi undici figli di Giacobbe, cio Ruben, Simeone, Levi, Giuda figli di Lia;
cui era

spagnuolo , vescovo di Bourges, a'i5 dicembre i3o2 Bo-

Dan, Nephtali figli di Baia fantesca di Rachele ; Gad, Aser figli


di Zelfa

nifacio Vili lo cre cardinale vescovo di Sabina secondo 1' Ughelli,

fantesca

di

lia

Issacar,

contraddetto da Bernardo autore di

una cronaca
il

de'

romani Pontefici,

la

quale anticipa di quattro anni sua promozione. Si trov al la-

to del

Papa quando Bonifacio Vili

Zbulon figli di Lia, oltre una fiDina ; Giuseppe e glia chiamata ed i Beniamino figli di Rachele due figli di Giuseppe, Efraim e Manasse, che Giacobbe adott pelore prima di morire. figli poche
;

i52
Lia
pri
i

1SR
e Rachele tennero
figli

ISP
come
profiglio

di

Salomone

le

sole

trib
Il
il

partoriti dalle loro fani

tesche.

Compresi

due
i

seppe essendo
cobbe,

tredici

nondimeno

la

Giufigli di GiaTerra profigli di

Giuda e di Beniamino. gno delle dieci trib prese


di

re-

no-

me
le

di

due trib

regno d'Israele, quello odidi regno di Giuda.


israeliti

messa venne distribuita soltanto in dodici parti; non dovendo la tri-

Questa divisione degli


essere considerata
delle disgrazie

pu

come

la

sorgente
sugli \-

di

Levi

essere
terra,

occupata

nel
at-

che

in seguito op-

coltivare la

ma

sempre

pressero
sraeliti

due

regni.

Ma

taccata al servigio del

tabernacolo
cio
dall'

e
to

del

tempio.

Nel

deserto,

sono a vedersi gli articoli Ebrei, Giudea, Gerusalemme, quelli


in essi citati, e
li

quando
si

g' israeliti usciti

Egit-

tutti

gli

altri

che

recavano sotto
Levi,

la

condotta di
la
tri-

riguardano.

3Mos nella Terra promessa,

ISSA
o Jesse
scrisse

Cardinale
vescovo

Issa

o Isse
sotto-

b
ad

di

come
il

scelta

da Dio

cardinale,

esercitare

sacerdozio, era col-

locata intorno al
altre dodici

tabernacolo, e le
tre

una bolla di s. Leone III nell'anno 8o5, riguardante un privilegio


s.

accampavano a

accordato

al

monastero di

tre
il

unitamente, ciascuna secondo proprio rango. In viaggio le tre


la

Anastasio alle

ISSA
di

Acque Salvie. ISSO. Sede vescovile

prime trib facevano come


seconde
leviti

van-

Siria sul confine di questa, cit-

guardia ed erano seguite dalle tre dopo queste venivano i ;

t marittima della Cilicia, costrutta dalle

Amazoni, ingrandita dai


romani."

ed

sacerdoti

coll'arca del

Seleuci, e resa illustre dai

Signore, e con tuttoci che apparteneva ai tabernacolo ; quindi le


altre trib, e finalmente le tre ul-

Erodoto e Filone Biblo narrano quanto fior un tempo in fortune ed in ricchezze, mentre delle sue
cospicue fabbriche ancora resta qualche avanzo, sebbene il mare abbia
sepolto
cidio
i

time erano come

di

retroguardia.

Nella divisione fatta da Giosu della Terra promessa,

met

della trib, di

Ruben, Gad e Manasse ebbe-

migliori resti

dopo
la

1'

ec-

de' saraceni.

Quivi

prima

ro la lor parte al di l del Giordano. Tutte le altre trib e f altra met della trib di Manasse ebbero la loro parte di qua da questo fiume. Alla trib di Levi non tocc porzione determinata come alle altre, ma soltanto ebbe alcune citt che le furono assegnate sulle parti delle trib stesse.

volta fu vinto Dario, e fugata l'ar-

mata persiana da Alessandro l'anno 333 avanti l'era nostra, facendone


la

famiglia prigioniera; ed allora la


fu

Le
la

chiamata Nicopolis, cio poi cambiato col nome di Laiazzo da cui prese la denominazione il golfo. Altri dicono che Nicopolis a poca distanza.
citt citt

di

vittoria,

dodici trib

restarono

unite sotto

Era

sotto la

metropoli

di

Tarso,

un medesimo capo
morte
trib
di
d' Israele

fino

dopo

distante sessanta miglia d'Antiochia,

Salomone. Allora dieci abbandonarono la casa di Davidde, e riconobbero Geroboamo per re, mentre rimasero sotto la dominazione di Roboamo

ed Achele suo
un'epistola
p.

sinodica.

vescovo sottoscrisse Siria sacra


Issa,

90.

Al
titolo

presente

Hyssen,

un

vescovile
la

in partibus

che conferisce

santa Sede, sotto

IST
Y arcivescovato pure in parlibus di
Cesarea.
I

IST
driatico,

i53
Trieste all'ovest

quello di

e quello di Quarnero all'est; dagli

STONI A,
antica

Histonium, Istonium.
e
vescovile
d'Italia
inte-

altri

lati

questo circolo ha per


il

li-

Citt

miti al nord

circolo di

Gorizia
la

nel paese di Peligni, in oggi

ed

il

golfo di Lubiana,

all' est

ramente rovinata, e presso la quale surse la citt di Vasto sui conCiteriore, colla fini dell' Abruzzo
provincia di
all'

Croazia civile

ed

il il

littorale

un-

gherese, ed all'ovest

regno

Lom-

Capitanata,
Istonio
si

in

riva

bardo-Veneto. L' Istria in generale montuosa. principali suoi I


fiumi sono
il

Adriatico.
colle

govern

l'Isonzo, la
la

Dragogna,
1'

prima

proprie leggi, indi fu

Quieto,

Draga

Arsa.

La
e

municipio, e poi colonia de' romani. Fu citt molto nota, e di sue

costa

presenta qualche laguna, sone' dintorni di


;

prattutto
di

Grado

magnificenze rimangono tuttavia avanzi da poterlo


sa
attestare.

Aquileia

essa

forma

pure
quelli

Non

si

molti porti
di Pola,
delle

rinomati,

come
Il

con

precisione

quando mutas-

Rovigno, Quieto,
,

Umago
clima
Il

se la

in quella

sua denominazione 'Istonio di Vasto di Ammone\

Rose

e Premero.

dell' Istria

caldo e

sano, tranne

ma me

pare certo che se cambi nonon cambi mai 1' antico sito. Tra gli uomini illustri nati in Igiovistonio da mentovarsi il
Valerio,
di
figlio

le

lagune e parti paludose.


nelle

ve-

stito

persone

civili

simile

all' italiano,

ma

quello del minuto

popolo

si

avvicina

netto Lucio

di L.

La
l'

lingua

al dalmatino. similmente accostasi al-

Pudente,
tolino

il

quale, essendo d' anni

italiana,

ma

in

alcuni luoghi

si

tredici, ne'giuochi

Giove Capidottrina
e

parla la
in

illirica

o schiavona,
di

anzi
si
i

fu

per

la

sua

molte

chiese

campagna

grande vivacit d'ingegno


to
in

corona-

celebrano anche in questa lingua


divini
offizi.

Roma

tra' poeti
;

latini
il

per

Gli

istriani

riescono

sentenza de'giudici

per

che eb-

ottimi nella navigazione e nel traffico,

be in patria
s.

una statua con analoga iscrizione. Da un diploma di


Gelasio
I

molto

bravi

nella

milizia

marittima.
li

del

49 2

>

citato nel de*

citt

Le sue pi considerabisono Capo d' Istria, RoviPirano,


Trieste,

creto, dist.

24, can. 3, sembrerebvescovile,

gno,

Pola,
.

Citt

Nova,

be che
fosse

l'antica citt d'

stata

Histonium ma non si
vescovi.

Parenzo mente si
colo.

che
di

ordinaria-

pone

nell' Istria,

non

fa

conosce

alcuno

de' suoi

politicamente parte

questo cir-

L'Ughelli ne parla

nell' Italia

sa-

La maggior
di
il

parte degli abi-

cra

t.

X,

p.

116.

Fu

poi Istonio

tanti sono

origine slava,
restante

comin

successivamente devastata dai goti,


dai longobardi e dai saraceni.

ponendosi

d' italiani

ISTRIA,
regno
ste, Illirico

Histria.

Circolo

del

nel governo di Triela

di

cui

forma
in

porzione

pi

meridionale e la pi considerabile.

to

composto
il

gran parte
profondi

d'

una

gran numero, e di pochi tedeschi, boearmeni e greci. I polacchi, mi, i dalmati, gl'istrioni, che s'impadronirono in diversi tempi del paese, ov' essi ora abitano, sono origine. Nel Rinaldi schiavoni di
i

penisola,

cui istmo determinagolfi

all'anno

Goo

si

legge
1'

come

gli

schia-

da

due

dell'-

voni

predarono

Istria,

posero

i;>4

IST
e

IST
Aquileia.

morte i soldati che vi trovarono. V. Venezia ed Illiria. L'Istria non solo occupa l'antica ffistrci) ma ancora una piccola
ne' ferri

Quasi coetanea

alla

fon-

dazione della loro repubblica fu la ingerenza de' veneziani nell'Istria, i


quali a titolo di

protezione preseabitanti contro


slavi,

porzione della

Carnia, e la estre-

ro a
gli

difendere

gli

mit occidentale del paese dei Japides. Secondo alcuni corrisponde all' antica Liburnia. Questo paese faceva anticamente parte dell'llliria;
conquistato
dai

attentati

de'corsari

e dei

principi

mediterranei

circonvicini.

Cess per altro ogni loro influenza


sull' Istria
il

quando

pass

essa

romani
lo

fra

la

sotto
titolo

patriarcato

d' Aquileia, col

prima e

la

seconda guerra punica,


essi

di

marchesato, per donazione


nel 1024, e da Enrico 1061. Ripigliarono ascenveneziani in questo paese,

una
zato,

colonia di

rese civiliz-

imperiale, confermata poi da Cor-

mentre

gl'istriani

antichi ven-

rado

II

gono

descritti

me

popoli

d'

anche da Livio coindole fiera. Questa


fu nei primi

IV

nel
i

dente
ra

provincia non

tempi
dodici

dacch fecero
il

prigioniero di guer-

compresa
legioni

nell'Italia,

ma

lo

divenne
Colla

patriarca Volcherio coi suoi


canonici,

allorch Augusto
le

divise

in

dodici
si

per cui

scemosle

contrade

italiane.

l'autorit

patriarcale nell'Istria,

monarchia romana declin pur anco


lo

e da tal epoca incominciarono


citt

splendore dell'Istria che fu de-

le

terre

istriane

pas-

solata dalle

armate

d'Attila. Estinto

sare
to
si
il

per volontaria dedizione sot-

d'occidente, pass questa provincia agl'imperatori d' o1

l'impero

romano
vi

veneto

dominio.

Nel

5o

sottoposero spontaneamente alla

iente,

quali

tenevano un tribuostrogoti in Italia,

possente
citt di

repubblica di Venezia la
Pola,
indi

no. Entrati poi

gli

anche 1' Istria diveune loro preda, ed re goti la dominarono pacificamente sino all'anno 54o, in cui fu loro tolta colla Dalmazia da Giustiniano I imperatore di Coi

renzo,

Umago, Muggia

Rovigno, Paed altre,


si

ma non
stabil

furono dapprima posseduNel secolo XIII


il

te pacificamente.
iu

vero

dominio veneto
citt
dell' Istria,

in molte

terre e

stantinopoli. Alboino co'suoi longo-

come pure
resa la
del Friuli,

nel secolo

XIV,

finch

bardi non

pose

piede nelP

Istria,

repubblica veneta padrona


acquist anche intieral'Istria nel

che rest soggetta all'esarcato olientale d'Italia. Carlo Ma^uo che estinse il regno longobardo, s' impadron col Friuli anche dell'Istria
vicina
,

14^0; ed eccettuando Trieste, la contea di Pisino, ed altri piccoli luoghi fatti


sudditi

mente

alcuni

luoghi

della quale
al

della casa d'Austria, ne


il

ri,

furono donati dallo


triarca d'

stesso

pa-

tenne
in

possesso

sino

al

1797

Aquileia Paolino, e consuccessori, sotto

in cui fu

pure

ceduta
del

all'Austria

fermati poi a'suoi

conseguenza
del

trattato

di

un governache prese poscia il titolo di marchese, prima dipendente unicatore,

V impero de' franchi Aveva allora V Istria

e de' tedeschi.

Campo Formio. Per la


na

pace di Viendi-

1809

fu l'Istria unita alle

Provincie

illiriche,

form un

mente dall'impero,
dente od annesso

indi o indipen-

partimento del regno d'Italia, finch nel 18 4 ripass sotto il do1

al

patriarcato di

minio austriaco.

IST
Nella famosa controversia dei tre
capitoli,
lirici
i

IST
in

\55

vescovi
di

africani

ed

il-

ad esempio

Pelagio S

Pa-

ta

pa del 555, desistettero dall'ostinadifesa de'medesimi; ma i vescovi

monte Durdone, inde in Berceto, deinde in Parma, deinde in Regio et exinde in Mantua, atque in monte Silicis, simulque et universum Exarchatum Ravennati um,
sicut antiquitus erat,
cias

d'Istria,

delle

Venezie
potersi

della

atque provin,

Liguria rimasero
persuasi di
re
i

pertinaci,

come

non

condanna-

Venetiarum et Istriae nec non cunctum ducatum Spoletinum

tre capitoli

senza ingiuria del

seu

Beneventanum
provincie
poste

Pipino nel
la

concilio di

Calcedonio, e per forscisma


sino
I.

754 avea donato


Pentapoli,
7>3o
eransi

l'Esarcato e

marono
di di

lo

che dur
al

pi

che sino
la

dal

cento
s.

anni

pontificato

sotto

prote-

Sergio

Pare
1

per che

il

zione e difesa del


fice.
Il

romano Pontee

Pontefice Onorio
guesse prima di

tal

del 62 5 estintempo lo scisma

solo confine delle Venezie

dell' Istria

in questa descrizione

per
con-

de'vescovi d'Istria, che da settanta

fines

alquanto oscuro per

anni difendevano

tre

capitoli.

S.

to dell' Istria.
finasse

Che

l'Esarcato concolle

Sergio

poi

del

687

colla

sua

prudenza

riconcili

colla

Chiesa

ben.
to

si

da un lato comprende;

Venezie,

sta-

ma non
come

romana
ratasi
gilio

quella

di

Aquileia, sepadi

finora

schiarito

potesse

fino dal

tempo
e

Papa Vidi

del

548

predecessore

11

Pelagio I,

per non voler condan-

nare
gio
I

tre capitoli;

laonde

s.
il

Ser-

soppresse interamente
scisma.
sedi

menoti-

morato
zie

Quanto
vescovili

alle

delle

dell' Istria

anche 1' Istria. prende la cosa per un parodosso, e se Carlo per estremo confine da quella parte della restituzione o dono fatto alla ChiePipino nomin V Istria, da sa crede che avesse buon fondamento
avere per confine

Borgia non

antiche,

non che
Istria,

delle odierne,

come
Pola,

di

porvela.
si

dimostrarlo
al

il

mede-

Capo
ec,
si

ci'

Parenzo
vedere
e seg.
ai

simo

appella

patrimonio che

possono

rispettivi
il

articoli.

Eruditamente spiega

Bor-

gia a p.
istoria

283

della

Breve

la santa Sede possedeva nell'Istria, raccomandato da s. Gregorio I Magno del 5o,o ad un notaro per

del dominio temporale deldicesse

la

Sede apostolica, perch l'Esarsi

amministrarlo, coWepist. 49, lib. 4> possesso epist. 9, lib. io, e nel
del quale ella continuava ai tempi
di

cato

che confinava
ci
il

col-

l'Istria,

quindi

sembra importansuo parere. Pri-

Carlo,

come

indica

una
I

lettera

te qui

riportare

del

778, che
in

Adriano

g' indi-

mieramente narra come Carlo Magno fece il primo suo dono alla santa Sede, e come lo compi con confermar quello del re Pipino di
lui

rizz

per narrargli

un grave scon-

cio accaduto

persona di Maurile

zio vescovo dell'Istria, destinato dal

Papa a
quel

raccogliere

pensioni di

padre.
I

Presso

il

biograf

di

Adriano
nita

questa conferma va u-

alla

donazione

dello

stesso

patrimonio , epist. 6 , t. I, cod. Carol. Credi mus, quod jain ad vestrae a Deo protectae Excellentiae

Carlo, ed

spiegata
>

per fincs a
insula

aures pervenit
Histriensi

de
,

episco-

questo modo.

A Lunis cum

po

Mauricio

qualiter

Corsica, deinde in Suriano, dei ode

dum eum

fidclem b. Pctri, et no-

i56
slrum
graeci
,

IST
cognovissent
,

IST
nefandissimi

luoghi

sebbene
di
tal

delle

Venezie

ai

qui

in

praedicto

ibidem

tempi
sto

Pontefice riputavansi

territorio

residebant

Histriensi, et

dell'Istria,

segno certissimo che queerasi gi

dum
cius
tri,

per vestram Excellentiam di-

nome

comunicato ad
per lo
dirsi

spositus fuit

praenominatus Mauriepiscopus ut pensione b. Pequae in superius nominato


exigeret
,

una parte
sarcato
colle
la

delle

Venezie:

che a ragione pot

che Y E-

territorio

et

eas

nobis

dirigere

deberet

zelo

ducti

tam
pro-

confinasse nel secolo VIII Venezie e coll'Istria. Anche Carnia fu in alcun tempo detta

praedicti graeci,

quamque

ipse Hi-

Istria,

e lo prov

il

Farla ti, Illyr.


t. I.

strienses, ejus oculus eruerint,

sacra, in prolegom.

ponentes

ei,

ut quasi ipsum torrivestrae

ISTRICE, Ordine
l'

equestre. Dal-

torium

Histriense

Excellentiae

tradere
si

debuisset

sublimi M
.

Certamente quando
re
all'antico
si

dovesse stadell' Istria


,

esempio di Filippo duca di Borgogna, stimolato Carlo d'Orleans, nel i43o per dimostrare al mon-

sistema

do

sapersi egli solo difendere,

men-

non

saprebbe mai combinare

il

suo confine con l'Esarcato, ancorch sia noto che questa provincia, come si detto, fu da Augusto
separata
all'Italia,

dall' Illirico,

attribuita

essendo incontrastabile che

niuna delle sue terre toccava quelche poi si dissero Esarcato, e ch'ebbero per confine le Venezie. Ma se riflettasi che il nome d'Istria fu nei bassi tempi dato talvolta a tutte o ad una parte delle medesime Venezie, si vedr chiaro il perch nella donazione circoscritta per fines si nominasse colle Venele

da molti provocato, istitu in Orleans un ordine di cavalieri, a' quali diede per insegna una collana d'oro, da cui pendeva la figura di un' istrice colle parole: COMINUS ET EMINUS, cio da vicino e da lontano. Il Monstrelet in vece narra, che Filippo duca di Borgogna nel i44 P ose a ^ collo di Carlo d'Orleans quando torn daltre era
l'Inghilterra, ov'era stato prigione,

la descritta collana
il

e che poscia

suo

fratello

Luigi

XII

re

di

zie

anche

l'Istria.

Trattavasi per-

Francia prese per impresa V istrice a cui sovrappose una corona. Dappoich tale animale provisto

tanto di confine di luogo, che ora

d'armi dalla natura in modo, che


provocato
si

dicevano Venezie ed ora Istria; laonde per certezza di terminazione


si

raccoglie in s stesso,
aculei

e scaglia gli

pungiglioni

conveniva nominarle ambedue, com' costume di fare ove un luogo di confine a pi denominazioni

da

tutte le parti,

per ferire chi Io

assalisce,

lascia ai cani scoperta


es-

parte alcuna di s, onde possa


sere offeso.
Il

soggetto.

Che

poi questo
il

p.

Bonanni parla

di

non

sia

un
alla

capriccio,

Borgia

si

appella

sinodica
nel
i

del concilio

questo ordine a pag. L del Catalogo degli ordini equestri.

romano tenuto
s.

679 da Papa
monoteliti. In

ISTITUTO
stitutio.

INSTITUTO,
che
,

In-

Agatone contro
leggonsi
e

Regola

prescrive

un

essa

sottoscritti

Orsino,
delle

certo genere di vita


di

come

quella

Benenato
tino, in

Paolo

vescovi

un ordine
autore.

religioso, e

chiamasi
il

chiese di Ceneda,

Oderzo
Istriae.

ed AiI

istitutore quello

che ne fu

pri-

provincia

quali

mo

Istituto

propriamente

ITA
significa

ITA
ordine,
si

i5 7
famiglia
il

istituzione,

divisa-

Irlanda, discendente dalla


reale.
grifizio

mente. Pi recentemente
c
il

appli-

Dopo

aver fatto a Dio


si

sa-

nome

d'istituto

ad

alcuni

della sua virginit,


del

riti-

corpi scientifici.

r a pie

monte Luach
religiose
di

nella

Pietro, Cardinale. Pietro Isualles o Isualia nato in Messina di mediocri genitori , pei
specchiati suoi costumi ed eccellente

1SUALLES

diocesi di Limerick, ove fond

un

monastero
sotto
il

di

conosciuto
rac-

nome

Cluain-Credhail.

Quivi

ella visse in

un continuo

ad onta dell' oscurit di sua nascita, nel i497 fu fatto da


sapere,

coglimento, e nella pratica costante della

pi

assoluta

mortificazio-

Alessandro

VI

arcivescovo di Reg-

ne

sino alla beata sua morte, che


a'

gio e governatore di

Roma

ndi

avvenne

i5

di

ad
bili

istanza di

Ferdinando

II

re di

Facevasi altre volte

gennaio del 569. la sua festa nel

Sicilia,

a cui avea reso


il

considera-

servigi,

Papa a'28 settembre

monastero di Cluain-Credhail, in tutto il territorio di Huaconail , e


a

i5oo

lo

pubblic cardinale prete col


s.

Rosmida

nel paese
la

di

Nandesi
di
,

titolo di

Ciriaco, e poscia lo fece


s.

che oggid
nella

baronia

Desse
e che

arciprete di

gato di

Maria Maggiore, leBologna e Romagna. DiGiulio II in Ungheria,

contea di Waterford

fu

il

luogo della sua nascita.

poi collo stesso carattere pass per

ordine

di

ITACIANI. Nome di quelli che nel IV secolo si unirono ad Itacio


vescovo
te di
sti.

ove
ni,
cipi

si

trattenne per circa sett'an-

di

Merida o

di

Sossebia

assai

stimato dai pi gran prin-

nella Spagna, per sollecitare la

more

per la straordinaria sua denza, godendo in tal tempo

pruil

Priscilliano e dei priscilliani-

ve-

noto che

V usurpatore

scovato di Vesprin. Restituitosi nel

crudele Massimo, che regnava nelle


Gallie e nella
tenziato la pena di
priscillianisti,

i5o8
tire

in Italia, gli
la

convenne

par-

per

perti e

Boemia dov'eransi scomoltiplicati in gran nume-

Spagna avea senmorte contro i


,

la

ro alcuni eretici detti fossari, fra i quali si contavano persone assai distinte e potenti.

ch

si

eseguisse

qual sentenza persi adoper Itacio.

Non

essendo conveniente ci ad
i

un

Avendo

saputo
I

il

vescovo, Itacio ed

suoi fautori fu-

Papa che
retici,

il

re Ladislao

voleva
e-

rivolgere le armi contro


lo consigli a

siffatti

tentar

le

vie della conciliazione.

prima Mor nel

i5ii in Roma, o secondo altri in Cesena ov' erasi ritirato, dopo aver avuto la disgrazia che una parte delle truppe eh' erangli state affidate da Giulio II per toglier Bologna ai Bentivoglio, restassero sconfitte. Il suo cadavere ebbe tomba
nella basilica Liberiana. Intervenne
all'

rono guardati con orrore dagli alvescovi, e da tutte le persone dabbene, laonde furono condannati dal Papa s. Silicio, da s. Ambrogio e da un concilio di Torino. L' imperatore Massimo tent per lungo tempo di persuadere I. Martino di Tours a comunicare cogli
tri

itaciani

tuttavolta

il

santo poi do-

vette cedere per salvar la vita

ad

alcune persone,
tosto

ne fece ben penitenza. Finalmente Itacio

ma

elezione di

Giulio

II,

essendo

fu deposto e

mandato
Classica,

in esilio.

assente per quella di Pio III.

ITALIA.

nobilissima,
dell'

ITA

MIDA

(.),

badessa in

bella contrada e penisola

Eu-

i58
ropa
di cui

ITA
boreale.

ITA
Pu
essere

meritamente chiamata il giardino , la pi meridionale e la pi doviziosamente favorita dalla natura ; sotto 1' antica Roma domin la maggior parte del

Italia

asso-

migliata giustamente ad una

gam-

ba umana, o ad uno da
la

stivale cogli

speroni la cui imboccatura riguaril nord, e la suola sudest, il sua punta essendo rivolta al sud-

mondo
sono
:

conosciuto.

suoi

confini

al settentrione la
la

catena delle
confe-

ovest, cio

si

accosta

alla

Sicilia.

Alpi che

separano dalla
e
dall'

La sua maggior
nero
nel
al

larghezza dal Brendi

derazione
d'Austria
;

impero,

il

impero medesimo mare Adriatico ed il masvizzera

promontorio

Vetulonia
trecento

all'oriente

il

mare Tirreno,
miglia
;

di

re Jonio; a mezzod

il

Mediterra-

neo; all'occidente questo stesso mare e le Alpi che dividono I- Italia dalla Francia e dalla Savoia. E
altres l'Italia attraversata in quasi

media da Pescara a Gaeta, oppure dal golfo di Manfredonia a quello di Policastro,


sessanta
la

di

novantotto;
fino

dalla

foce

del

tutta la sua lunghezza da

una

gio-

ad Ancona di cento ottantasette. La lunghezza da s. Gottardo sino al capo Sparavento


di seicentonovanta, e di

Tevere

gaia di

alti

monti, chiamati
le

gli

A-

quasi ottonell' isola

pennini. Oltre

alpine

vette, la

cento fino al capo Peloro


di
Sicilia.

Apennini , che pu riguardarsi come una diramazione di esse, penetra dal ducato di Genova nell'Italia, che attraversa si catena
degli

Al settentrione
,

sono
l'

il

regno

Lombardo -Veneto

Italia
il

austriaca, l'Italia svizzera ed

re-

gno sardo. Nel centro


Chiesa,
il

gli stati

della

nuosamente
isole

in fino all'estremit sua meridionale, ed hanno pure le

ragguardevoli monti. Le magil

giori

sono
sa,

sommit delle Alpi italiane monte Bianco, il monte Roil

la repubblica di s. Maried granducato di Toscana i ducati di Lucca, Parma e Modena. A mezzod il regno delle due

no,

Sicilie,

l'Italia

francese,

l'

Italia

l'Ortler, l'Iseran,

Ginevra,

il

inglese.

Non

vi

regione

in

Eu-

Cervino o Malterhorn, il Viso, ed il gran s. Bernardo celebre pel passaggio militare de' francesi, e sopra
tutto

ropa che in una eguale estensione di terreno annoveri al pari d' Italia
s

grandi,

belle,
,

frequenti

pel

suo

ospizio

eh'

forse

e popolose

citt

borghi

ville

l'abitazione pi alta del


tico.

mondo
il

an-

Sulla vetta degli Apennini o

contandovisi delle prime circa mille, dei secondi mille trecento, e


oltre
la

nelle loro dipendenze stanno

Cor-

ventimila villaggi.
principale,
gi

Roma

n'

no o gran sasso d' Italia lino, il monte della Sibilla,


,

il il

VeGar-

citt

centro e

metropoli della repubblica ed impero romano.

gano,
tri

il

Vesuvio e F Etna.

due

pi attivi vulcani europei con alminori presentano imponente


e
talora

ripartita

al

presente

ne' se-

tremendo

spettacolo nel

guenti tredici diversi stati sovrani, con politica divisione di un' estensione differente.
I.

confine australe, cio


l'Etna o Gibello.

il Vesuvio e Questa celebra-

Il

regno di Sar-

tissima regione situata fra il 5 17 e 1 6 19 di longitudine, ed


il

37

54' e 4^

di latitudine

degna che comprende l' isola e regno di tal nome, il principato del Piemonte, il ducato della Savoia, ed il Genovesato gi della repub-

, ,

ITA
blica
di
,

ITA
Torino
del
n*
la

i%

Genova.
residenza
II.

della
oltre
ra.

signoria
il

della
di

capitale

re e

sede
sviz,

ducato
del

Garfagnana Massa e Carra-

dell'arcivescovo.
zera, ossia
il
i

L'Italia

Modena

capitale del ducato,

cantone Ticino
territorii

che

residenza

comprende

di

Lugano,

vescovo. VII.

Il

sovrano e sede del ducato di Lucca


il

Locamo,

Bellinzoua e Mendrisio con qualche porzione di quelli dei


III.
Il

comprende
l'antica

tutto

territorio

del-

repubblica

di

Lucca.

Al

Grigioni e del Vallese.


l'imperatore d'Austria,

real-

presente capitale del

ducato, residell'arci-

gno Lombardo- Veneto soggetto


il

denza del duca


vescovo la

sede
di

quale vie-

citt

Lucca. Per

ne

rappresentato
e

vicer

diviso

quello dell'

da un arciduca due governi antico ducato di Milain

no, e quello dell'antica repubblica

un articolo per del congresso di Vienna, colla morte della duchessa di Parma , il duca di Lucca regner sul ducato paterno di Parma, e
unito
Vili.
lo stato di
al
Il

delle provincie

Milano la capitale lombarde, e sede dell'arcivescovo ; Venezia la cadi

Venezia.

Lucca sar allora


di

granducato granducato
tutti
gli

Toscana.

di

Toscana
suoi

pitale delle provincie venete, e se-

comprende
stati
;

antichi

de del patriarca. Il vicer risiede alternativamente nelle due citt. L' impero d'Austria possiede altres
lutto
il

pi in forza
e la piccola

del

trattato di

Vienna acquist
sidi!

lo stato dei

Pre-

parte

dell' isola

Tirolo italiano, colla mag-

dell'Elba, che dipendeva altre volte

gior parte del governo di Trieste nel

dal re di Napoli;

il

principato di
ce-

regno
di tra

dell' llliria,

IV.

Il

principato
situato

Piombino

colle sue pertinenze,

Monaco,

piccolo

stato

l'intendenza generale di Geno-

duto ultimamente mediante un annuo assegnamento o livello, dal


principe
forza del trattato di

va e quella di Nizza.

Prima

della

rivoluzione
sotto la

questo

principato
della
di

era

Boncompagni , il quale in Vienna lo posla gli

protezione

Francia
mettervi

ed
di

il

re avea

diritto

una guarnigione; ma col congresso Vienna questo diritto fu trasfere di

rito al
la

Sardegna.

Monaco
Il

capitale di questo

principato, e

residenza del principe. V.


to di

duca-

dipendenza del granantichi feudi imperiali di Vernio, Montauto e Monte Santa Maria. Firenze la capitale del granducato, residenza del sovrano e sede dell'arcivescovo. IX. Lo stato della Chiesa o del Papa

sedeva sotto
;

duca

pi

Parma composto de' ducati di Parma Piacenza e Guastalla, meno alcune frazioni situate
,

comprende
Avignone e
ceduto
alla
,

tutti

paesi gi posse-

duti dalla santa


il

Sede,

eccettuato

contado

Venaissino

a sinistra del
stria.

Po, e cedute all'Au capitale di

Francia nel trattato di

Parma

lutto

il

Tolentino
del

contro

il

quale
all'

emise

ducato, residenza del sovrano e sede del vescovo. VI. 11 ducato di

protesta Pio VII, e qualche frazione

Ferrarese
stato

ceduta

Austria.
in

Modena composto del ducato di Modena propriamente detto, e dei


ducati
di

Lo

pontificio

diviso
sei

ventuna
zioni,

provincie^ cio

leganelle
di

Reggio e

Mirandola;

e quindici

delegazioni,
la

dei principali di Correggio, di Carpi

quali

sono comprese
e
il

Comare

e di Novellala

e d'

una parte

Roma

Commissariato della santa

160
casa
eli

ITA
Loreto. L'alma

ITA
Roma

la

meca-

tropoli del cristianesimo

sono situate nel Mediterraneo e nel mare Tirreno,


isole italiane

Le

pitale dello stato e sede del

som-

oltre

il

piccolo arcipelago napoleta-

metropolitano della provincia romana, primate d'Italia


,

mo

Pontefice

no

di

Tremiti

nell

Adriatico,
golfo di
al

gli

isolotti

nel fondo del

Tacapo

e patriarca d'occidente. X.

La

re-

ranto,

e gli scogli vicini

pubblica di

s.

Marino nello

stato

Nan, sopra uno


chi posero
il

de' quali gli anti-

pontificio, situata tra Cesena, Rimini e Urbino, composta della citt


di

soggiorno di Calipso.

La
all'

Sicilia

al

sud
si

di

Marino sede del governo, e diversi villaggi. Il sommo Pons.

ovest, che

alla Corsica
dell'

fra

e la Sardegna contano insieme le maggiori isole

tefice

tiene questa piccola ed antica

la sua protezione. XI. Il regno delle due Sicilie composto degli antichi regni di Na-

repubblica sotto

Europa; tuttavia questa ultima, come pure Malta, Gozzo e Cornino, che il canale di Malta divide dalla costa
Sicilia,

meridionale della
all'Italia

poli e di Sicilia
sessi

eccettuati

pos-

non appartengono

che avea nella Toscana, cio


,

lo stato de' Presidii

una

piccola

parte dell'isola dell'Elba, ed il diritto di sovranit sul principato di

che per la loro posizione, costumi e linguaggio ; la Corsica divisa dalla Sardegna mediante le Boc-

Piombino, che in forza del congresso di Vienna furono dati al granduca di Toscana. Napoli la citt capitale del regno delle due
residenza del re e sede dell'arcivescovo. XII. L'Italia franceSicilie,

che di Bonifacio. La Sicilia staccata dal regno di Napoli dal Faro o stretto di Messina, all' ingresso nord del quale stanno la voragine
Scilla

di

Cariddi

lo

scoglio
;

di

celebre

nell' antichit

ha

essa la

forma
le
1'

d'

un

triangolo, di

se, ossia

l'antico

regno

dell'isola

cui

capi

Faro,

di

Corsica, che appartiene oggi alla

marcano
estende
di Eolo,
l'

Boeo sommit;
di
il

e
al

Passero

nord

si

Francia. XIII. L' Italia inglese, cio


l'isola di Malta con quelle che ne dipendono, gi dell'ordine gerosolimitano che sono possedute
,

arcipelago
all'

Lipari o

ovest

gruppo del-

Egadi, ed
largo,
le

al sud-ovest,
isole

ma

pi

al

di

Pantellaria,

dal re della
i

Gran Bretagna. Tutti


sono monarchici,

governi

italiani

Linosa e Lampedusa, che tutte dipendono dal regno delle due Sicilie,

ad eccezione
s.

della repubblica di Marino. Pei sovrani diritti di alto dominio, il Papa ogni anno solennemente protesta pei tributi non pagati dal ducato di Parma e Piacenza, e pel regno delle due Sicilie, per tutelare le ragioni che
stati
i

come

Capri,

Ischia e Procida,
di Napoli, e

all'

ingresso del golfo

Vandotena
all'

e Ponza

un poco
Toscana e
le

pi
la

ovest.

Fra

la

Corsica sta l'arcipelago toscano, o-

ve facilmente
di

distinguonsi
scogli

isole

Elba

dagli

di Pianosa,

su quegli
ca.

ha

la

Sede apostolinegli

Dappresso

calcoli statistici del

celebre Serrislori, pubblicati

Cristo, Giglio, Giannuti e Gorgone, e dalla piccola isola sarda di Capraia. La Sardegna cin-

Monte

Annali di

8 4 5, il numero totale della popolazione italiana ascende a ventiquattro milioni.


statistica del
1

ta
fra

da un
le

gran

quali
all'

numero d' isole, nomineremo le Interorientale


delle

medie,

uscita

ITA
bocche
eosta
di

ITA
Asinaio sulla
line
s.
il

i6t
i

Bonifacio,

quenti

si

avanzano nel mare


i

pro-

nordest,
e
s.

ed

in

Pio

montoni, essendo

piti

rinomati

capo Tualada ; questa proiezione ed il capo Carbonaro formano al sud


tro

Anlioco,

presso

quelli del Circeo, d' Argentano, di

Gargano e
vento.
Il

di

pi estremi di

Cumero, dopo i caLeuca e di Sparti compreso

il

golfo di Cagliari, essendo situato


sulla costa ocdall' Alberti la

quello di Oristano
cidentale.

clima

dell' Italia

Abbiamo

nel clima caldo dell'

Descrizione delle isole appartenenti


all' Italia,

pre ne' limiti


ratura,
offre

della tutte

Europa ; semmedia tempele

Venezia i588 con figuOrlandi,

gradazioni

re.

Cesare

Compendiose
citt

dall'Alpe rigida all'ardente Lilibo,

notizie sacre e

profane delle

ne

il

gelo

invernale
i

vi
estivi

mai

ec-

Italia e sue isole adiacenti, Pe-

cessivo,

ed

calori

rugia
te

1770. L'Italia generalmenbene irrigata. L'antico Eridano

da vicine
venticelli
il

montagne o opportunamente mitigati:


limpidissimo
e

sono o da marini
puro, e

oggi

Po

il

principale
italiani,
il

tra

nuAlpi

cielo

merosi fiumi

quale sbocsulle

quanto

mai
bello.

pu

dirsi

eminente-

cando dal

monte
al
il

Viso

mente

Quindi

la salubrit

Cozie discende

Piemonte
con

e for-

dell' aria

invidiabile in ogni pun-

ma
che
foci
1'

poscia

limite

de' vari stati

to della regione, se la costa palu-

bagna,

gittandosi

molte

sulla costa veneto-ferrarese nel-

dosa si eccettui del Mediterraneo da Livorno a Terracina, le quali

Adriatico,
di

dopo aver
leghe

nel lungo

vanno
gli

in parte

ad

eliminarsi per
Il

corso

duecento

raccolto
alla

ultimi

provvedimenti.
di

suolo
atto

copiosi influenti.

Nuoce
ripari

navi-

dappertutto fertilissimo, ed

gazione, e sdegna talora con grandis-

ad ogni sorta

vegetazione.

La

simo
il

danno
il

e
1'

argini, la

variet del suolo e la bellezza del

rapidit delle sue acque.

Ticino,

Tevere,
e

L'Adige, Arno, il

trada

Volturno sono
gli

amenissimi

primeggiano di Garda. L'Italia assai ricca di acque minerali calde e fredde; si


citano fra
le

pure celebri. Tra numerosi laghi quelli di Ginevra e

clima fanno nascere in questa conuna quantit di piante diUbertosi pascoli e fertili verse
.

pianure

sono

in

pi,

luoghi.
vi

Gli

animali d' ogni specie


no, e se ne
taggi.

prosperaoffro-

traggono grandi vane


i

Le

foreste

monti

altre,

negli stati sardi,

no

legni altissimi

alla costruzione.

q iel le di Aqui, Aix, s. Gervasio, ed Oleggio ; nel regno lombardoveneto, le acque d'Abano e di Recoaro ; sono pure rinomate quelle di

Silvestri animali, volatili, pollame ve ne sono a dovizia. Le coste marittime, le rive de' fiumi e de' laghi

rigurgitano di vario e squisitissimo


pesce.

Lucca

quelle di Giuliano, quelle di

Le
in

ricchezze

minerali cone poco opreziosi


ferro,

JNocera, ed alcune altre in

Toscana,

sistono in poco argento


ro,

e nei dintorni di Napoli molte sorgenti

ed
,

molti

ma meno

gazose. Principal golfo l'Adriati-

metalli,
ec.

come piombo, rame,

co che spesso mare viene chiamato;

con

vengono poscia quelli di Taranto, di Genova, e della Spezia con pi baie e seni di minor conto. Frevol. xxxvi.

zolfo,

abbondanza di vetriolo, allume, ec. I marmi, gli ale

labastri,

pietre e

le

argille e-

gualmente non mancano e sono di


1

i6a
varie
di
specie.

ITA
Le
roccie

ITA
calcaree e
e

serpentino

delle

Alpi

degli
bel-

A pennini somministrano marmi


lissimi
;

andiamo qui appresso a registrare, poich la rnaggioranza trovasi invasa dal fatale
gusto di moda,
e pochi
delle
si

essere quelli che

si
i

citano

principalmente,
del Vicentino;

conser-

nelle Alpi,
nell'

marmi

vano
della

nella

purit

massime
pittura e
i

Apennino settentrionale, il vermare della Bocchetta, ed il portore di capo Porto- Venere sul
de
di

buona

architettura.,

scoltura.
valieri

Gli architetti
di

sono
s.

ca-

accademici

genovese ; il marmo staCarrara, nel principato di Massa e Carrara ; il diaspro di Barga, i verdi di Firenze e di Prato, che imitano il verde antico,
territorio

Roma, Clemente
Salvi,

Luca: in Folchi, Gaspare

tuario

di

Luigi Canina, Luigi Poletti, Giovanni Azzurri, Antonio Sarti ;

in Firenze, Pasquale Poccianti; in

Milano,
Pietro
in
s.

Carlo Amati;
Bianchi.
i

in

Napoli,

ed il marmo nero di Pistoia in Toscana ; il sub-apennino toscano,


il

pittori

sono

Roma,

cavalieri accademici

di

lapislazzuli

ed

il

giallo

di

Luca, Giovanni Silvagui, Ferdi*


Cavalieri, Filippo

Siena

e la broccatella

di

Piombii

nando

Agricola,

no

V alabastro
i

di Volterra,

por-

fidi,

cristalli

di

rocca della valle


calcedonie della
pietre preziose;
d' avanzi

d' Aosta, agate

Francesco Coghetti, Francesco Podesti , Alessandro Capalti, Natale Carta, Pietro Paoletti; dopo i qua-

Toscana, ed
lave,
basalti

altre

quantit

vulcanici nei dintorni dei mentovati

Roma molta opiniomodenese e Nicola Consoni romano: in Torino, Carlo Ali

godono

in

ne, Chierici

Vesuvio
L' Italia

ed

Etna e

nei

monti

Euganei..

rienti; in Milano, Luigi Sabatelli e Francesco Ayez accademici di san

alla

proporzionatamente , sua estensione, risorse, ed ec-

Luca;

celienti ingegni, avrebbe potuto avere maggior industria e pi com-

in Bergamo, Giuseppe Diotti accademico di s. Luca; in Venezia, Liparini, Schiavoni e Demin; in

Firenze,

Collignon

Bezuoli;

in

lercio,

se

g'

incoraggimenti
utili

fos-

Modena, Malatesta;

in Napoli,

Guerin
,

sero proporzionati, e le
nicazioni

comu-

ra e Marsili. Gli scultori sono:

da non

perte

risalissero

molto tempo aad un' epoca pi


italiane
artefici

Roma
ni,

il

commendator

Fabris

Finelli,

Tenerani, Rinaldi,
s.

Tadoli-

lontana.

Le

citt principali

Benaglia, Bienaimes, tutti acca-

per altro abbondano


manifattori,
al
i

di

demici di

Luca,
in

non che BenAngelini

quali possono stare


quelli
delle
altre

zoni, Laboureur, Gnaccherini, Galli

confronto di

e Lucardi

Napoli,
il

nazioni pi

industri

dell'Europa,

Venezia, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino, Bologna, Vicenza,


Brescia,
citt,
si

Verona,

oltre

molte altre
per
la

distinguono

loro

induslria ed attivit. Dalle ricerche


fatte sui

viventi architetti,
i

pittoii

e scultori italiani,

quali sostengo-

Baruzaccademico di s. Luca; in Venezia, Ferrari, Zandomeneghi e Bosa accademico di s. Luca; ed in Milano, Sangiorgio, Cacciatoli, Monti e Marchesi accademici di s. Luca. Roma sempre la sede, il capo ed il centro
cav.
zi;

e Cali; in Bologna,

in Firenze, Bartolini

no in Italia la buona scuola greco romana, i distinti sono trovati

delle

belle arti, e dirige


il

sapiente-

mente

gusto artistico delle altre

ITA
nazioni,

ITA
magistero
e
Ivi

i63

che

ivi

rccansi a studiare,

o a perfezionarsi
nel

nel

bello delle arti


il

medesime.
il

teremo la prolusione di Vincenzo Monti, sull' obbligo di onorare i primi scopritori del vero in fatto
di

s'insegna

vero bello e

grande,

scienze;

ma

pochi presero a tratsi

che oltramoute (e pur troppo anche da


qualche scuola italiana, come osserv nel i844> hi un suo discorso recitato nell'accademia di san

a confusione del mediocre

tare dislesamente di

importante
ul-

e gloriosa materia.

timo

di

tempo,
si

ma

Fra questi, non ultimo


di

di

merito,

fu

il

eh. professore

francesco
nelle sue

Rambelli
Lettere

GianLugo, che

Luca

di
)

Roma
all'
si

il

cav.
si

Clemente
preferisce

d.

Domenico
e
in

Folcili

antico o

Maria

Ferri, intorno invenzioni

per moda, o
glio.
gli

uguaglia per orgo-

scoperte italiane,

stampate
c01
tipi

Moi

In

Roma
e

migliaia nascono
le

dena nel
e
Rossi,

844

Vincenzi
carte

artisti
belle,

e migliaia professano
fra questi

adun
tiene
il

in

brevi

arti

moltissimi

principali ni in cui

trovati antichi e

moder-

tra

eminentemente si distinguono. Alvolta Venezia e Genova tenevano il primo posto fra le nazioni
commercianti, singolarmente per gli articoli del Levante, ma dalla scoperta del

primato Y Italia, appieno quanto gli stranieri venianle ingiustamente usurpando. Il pregio, l'utilit, l'iiiia
lei

rivendicando

mensa erudizione
merit
sa
i

di siffatto lavoro

Capo
nel

di

Buona Speranza,

avvenuta

i486, e dall' incremento delle marine francese, inglese ed olandese, tranne alcune relazioni col Levante, assai decaduto.
All' Italia,
vilegiata

bella, utile

che dimostra
cessare

encomii per si ed importante intrapreonora Y Italia, perch ne


pi
alti

le

sue

infinite

ricchezze
it*

in

fatto d' invenzioni,


dall'

e perch

ascrivere

falsamente

terra

dal cielo priculla


le

altrui

ci

eh'

vero

ed

unico
vietato

da essere maestra e
arte

vanto
dalla
solo ci
titolo

italiano.

Essendoci

d' ogni

scienza

a tutte

brevit

nazioni, e che nel

Propinomio
nel

stani-

di darne un sunto, permetteremo riportare il


lettera,

pato

in

Venezia
per
il

chiamata
nazioni

voce

1676 comune

viene
delle

d' ogni
gli

dai quali

si

debbe
lebri,
i

eziandio
quali

Paradiso del mondo, si Y averle precorse


discoprimenti
spesso o
le

ne' trovati e

pi. ce-

argomenti che 1' egregio e dotto scrittore ha in ognuna trattato, essendo ancora autore di varie opere erudite, epigra rileveranno
fiche,

inverecondamente

vennero negati, o lungasi

storiche, biografiche e poetii

che.

Ecco

titoli

delle

lettere. Gali,

mente
quero
;

oscuri e dimenticati

giac-

Lavater,

Mesmer

prevenuti.

Appli-

o arditi stranieri a s stessi attribuendoli, rapirono le palme e le corone di che i soli veri e modesti

cazione dell'elettricit metallica aila

terapeutica.

Scoperte

varie di
:

storia

naturale.

Globi areostatici
militare
di

trovatori

italiani

si

avevano

seminatore.

Architettura

ad onorare. Fu, vero, alcun henemerilo che a quando a quando lev la voce, assicurando a noi or questo or quel ritrovamento ; come a cagione d' onore rammen-

F. Marchi. Scoperte
tista
ci.

Alberti, e

Leon BatLeonardo da Vin-

Angelo Poliziano previene Bacone e gli enciclopedici Delia ordinata


classificazioue

dello scibile.

164
dini inglesi.

ITA
edifzi.

ITA
GiarClinica, anatomia,

Trasportamento degli
Della

patologica. Sco-

pittura a olio.
la

perte di

Marcello

Malpighi. Sco-

Scoperte

riguardanti
strane

medicina.

perte di Girolamo

Segato
Ponti

Giudi

Intorno alcune
bert.

opinioni di

seppe
ferro.

Tranchina.
Litotrocia.
le

filo

Montesquieu, Rousseau, e d' AlemPlastica. Circolazione del san-

portar

Del traspitture da muri, tele ec.


Priorit delle
scienze e di
di

Mine.

gue.

Valvole
di

delle

vne, ed altre

Economia pubblica.
accademie italiane
arti

scopette

Gio.
cose

Battista
.

Pittura
di

scagliola

Canapi. Usurpazioni

sulle

straniere.

Scoperte

di

diverse in

mediche. Scoperte

Leonardo da
Sordo-muti.
no.

Pisa. Filatoio.

Archi-

Alessandro

vapore.
setti.

Volta. Macchine a Imbalsamazione degli in-

tettura militare.

Carte

da giuoco.
Carta di
lastrichi
li-

Chimica.

Belle arti. Veterinaria.

Emen-

Tessuti di vetro e
italiani

di

Pozzi
le

dazione degli orologi a ripetizione. modenesi detti Artesiani. Belarti

bitume. Trovati
lografa
gli

di

cristal-

e botanica

fatti

suoi

da-

conosciute prima dagl'


da' greci.

ita-

estrani.

liani
tica,

che non

Diplomastorici,

perte di

Matematiche pure. ScoLazzaro Spallanzani. Me-

medaglie, dizionari

ec.

dicina legale; scoperte di Gabriele

Invenzione degli occhiali.


t

Irritabili-

Faloppio, inoculazione del vaiuolo.

ed altre scoperte di Tommaso Cornelio. Viaggi e scoprimenti di


terre. Stenografa. Lazzaretti.

Meccanica. Scuoprimenti di Bartolomeo Eustacnio. Idraulica. Artiglierie.

Rino-

Grande apparecchio, appalaterale,

plastica. Orologi.

Termometro, baIl
.

recchio

ed

altre scoperte

rometro,

igrometro.

telescopio.

chirurgiche.
altri

Del

melodramma ed
di

Microscopio.

Bussola

Nautica

trovati musicali pertinenti agli

geografia antica. Metodo di

mutuo

italiani.

Trasmissioni

segni per

insegnamento, scuole della domeniscuole del povero, scrittura ca, doppia, stampa. Scoperte ottiche newtoniane prevenute da nostrali.
Telegrafo, telegrafo
tico.

via del

magnetismo.
Ottica.

Agricoltura.
scoperte

Elettricit.

Altre
di

di medicina.

Tromba

Diez

ri-

elettro- magnep.

vendicata al Ramelli e al Cavalieri, ed altre cose toccanti la fisica.


Filosofa,

Sistema del

Malebranche

prevenuto. Trasfusione del sangue.

e forme soggettive
gorica
Balli,

dubbio metodico; critica di Kant. Pitadella

pendolo all' orocompasso di proporzione, scoed altre del perte astronomiche Galileo. Orologio a specchi. Di due usurpamenti fatti di fresco all' Italia, e quindi delle scoperte di Francesco Maurolico. Fr. Paolo autore di varie scoperte, e previene molti pensamenti di Locke. Del trasporApplicazione del
logio,

madre
giuri.

scuola greca.

a fogcambio. Elettrometallurgia. Acqua forte. Del


gia di

lotto, ipoteche, scuole

Lettere

di

primato degl' italiani ne' ritrovamenti che riguardano le arti del disegno. Sul quale ultimo argomento il Rambeli lesse nell'accademia delle belle arti di Bologna egual
discorso,

tare ogni figura disegnata in carta

quale

parte
nel
1

pubblic

per mezzo
riflettori

de' raggi

solari.

Nuovi

pe' grandi

do

aretino.

telescopi. GuiStrumenti musicali. Car-

844In generale gli italiani sono ben fatti di corpo, hanno lo sguardo
colle

pure

stampe

ceri

penitenziarie.

Panni

feltrati.

vivace e

penetrante, e conservano

IT.V
un che
di

IT A
il

i65

mezzo

tra

carattere

francese e la gravit spaglinola. So-

e molto
o;
i

no appassionatissimi per la musica, atti ad ogni scienza e ad


i

arte.

La

loro fisica struttura

ed
ri.

il

brio della loro fisonomia ser-

v spesso di modello ai loro pitto-

T immaginazione. Quello della poesia estemporanea, detto volgarmente improvvisare, presso che comune in Italia, ed esclusivo a questa nazione. Napoli e Venezia sono le scuole principali del teatro in musica. Dalla prima di queste
citt

Mostrano un carattere maschio.


pensatori, politici, calcolatori,
risolversi,,

uscirono tanti

valorosi
in-

Sono

compositori da
cantare
le

sorprendere e
dire

tardi a

ma

determinati

altre nazioni

co'loro ca-

e previdenti onde superare qualun-

pi d'opera, potendosi

merita-

que
cano

rischio e difficolt.
di
diletti,

Non manEssendo
l'I-

mente che

il

gusto del teatro ita-

esagerati per altro

dagli scrittori stranieri.


talia divisa in

molti

stati, 'cosi

o-

gnuno presenta una qualche


renza nella

diffeIl

maniera

di

vivere.

sia divenuto il gud'Europa. I Raffaelli, Buonarroti, i Tiziani, i Leonari di da Vinci, i Palladi, i Corregi, Canova , sono i principi della i

liano in musica

sto generale

vestiario degl'italiani

differisce

di

scuola di pittura, scultura


chitettura. Molte furono
le

ed

ar-

poco da quello ch'


le nazioni vicine.

in

uso presso
il

donne

Oltre
al

Ferrano
i

che professarono
te

coltivarono le

ed

altri

autori

che descrissero
presente

scienze e le arti con riuscita, e mol-

costumi degl'italiani,
professore
d.

il

con celebrit
la

su di che merita

Lodovico

Menin

ci

leggersi

Biblioteca

femminile
Leopollibri

ha dato
te
le

l'elaborata e dottissima o-

italiana,- raccolta, posseduta e descritta

pera intitolata:
scritti

nazioni e di

lutti i

costumi di tuttempi de-

dal

conte
Crescini

Pietro

do Ferri padovano, Padova 1842


tipografia
.

ed

illustrati,

Padova

i833.

Molli

In essa nella parte prima antica a

abbiamo
liane.
Il

pag.

5og

e seg., e nella parte se-

donne itaTomassini nel 184 1 pubin

lode

delle

conda del medio evo dalla pag. 3 fino alla 497 descrive i costumi degl' italiani, pi ci d un magnifico volume d'atlante con tavole di
costumi
cipali
italiani

blic

in

Foligno

la

Galleria

giovanette
secolo
re di

illustri italiane

che nel

XIX fiorirono
virt.

in ogni gene-

loro

cose prin-

La
i

lingua italiana nata dalla corvi

del

medio

evo.

te peraltro g' italiani


si

Generalmenbench sobri,
magnifi-

ruzione della latina che

operarono
la

gerghi diversi dei popoli barbari che


l'

uniformano
e

tutti

nella

occuparono
tra questi
il

Italia

dopo

caduta

cenza

nel

soverchio

modo
fssi,

di

dell'impero romano. Alcuni filologi e

spendere. Si
t abbia
i

pu
i

dire che ogni citspettacoli

Muratori nelle Disseritaliane,

suoi

ed
la

tazioni sulle antichit


fatto

ha

ogni stagione
minati.

suoi spassi

deter-

La

fertilit
il

del

suolo,

dolcezza del clima,

vago
dire

spetta-

chiaramente vedere che nella lingua italiana sono passate molte voci che originariamente appartealle

colo di tutte le cose naturali, han-

nevano
antichi,

lingue dei popoli


degli

pi
osci
, ,

no generato per
taliani
i

cos

negl'

i-

specialmente
lingua stessa

principii

del

gusto,

e le

degli umbri, degli

etruschi, ec.

migliori disposizioni ai talenti dei-

che nella

del

Lazio

i66
gi formate.

ITA
e
frasi
il

ITA
italiane
p.

trova varisi parole

quelli,

monumenti
e
si

de'quali
nello

si

constato

Da

ultimo

Gio.
di

servano

leggono
de*

Pietro Secchi della

compagnia

pontifcio. Stanislao Bardetti sca-isse:

Ges, nella dissertazione nell'accademia romana


logia,

che lesse d' archeo-

Della
siij

lngua

primi

abitatori

d'Italia,

come

si

ha dal

numero Zj
84-5, distinse
lo

LuccheDella illustrazione delle lingue

Modena 1772.

del Diario di
sei

Roma

antiche e moderne e principalmendell'italiana, Lucca 1819. Cominci l lingua italiana a prendere qualche regolarit ed eleganza sulla met del secolo XI l
te

diversi alfabeti

per

meno
l'ai-

usati nell'antica Italia, e sono:

fabeto de'cosi detti aborigeni o lati no,

diffuso dai

romani e partico-

larmente dalla Chiesa cattolica in tutla l'Europa; l'alfabeto greco-arcaico o pelagisco, letto in serie di lettere o in contesto di lingua sopra monumenti trovati fra noi, segnatamente a Cere ; l'alfabeto elrusco, letto

nella corte

dei

re di
nella

Sicilia; di-

vent popolare

Toscana e si diffuse per tutta l'Italia. Essa venne perfezionata ed ingentilita dal gequell'epoca
la

nio di Dante, Petrarca e Boccaccio,

Dopo

lingua italiana

in

moltissime

reliquie

pot gareggiare colle pi colte, pi

dell'antica Etruria,

ed ora
sulla
i

anche
tazzetta

sonore e pi copiose lingue d'Eu-

in

serie

alfabetica

ropa

laonde
il

il

secolo

XIV
della

chia-

trovata a

Bomarzo entro

posse-

mato
gliarsi

secolo d' oro

lingua

dimenti del principe d. Marcantonio Borghese, data da questi al dotto gesuita per essere esaminata;
l'alfabeto

italiana.

Sebbene non possa eguaalla greca ed alla latina,


si

tuttavolta

ritiene per la

miglio-

umbro, pi abbondante
proprie,
restituito colle

re d'Europa.

ricca,

maestosa, so-

di lettere
ta vole

nora, regolare
ne, varia
piena di forza
tre

nella sua

costrui-

eugubine; l'alfabeto osco, notabilmente distinto e riconoscitito da tutti nelle iscrizioni osche; e fnalmente 1' alfabeto euganeo in varie iscrizioni degli euganei o veneti antichi, che aspetta ancora oidinatori e sapienti interpreti.
Il

nella sua

modificazione,

lingue di

e di grazie. Le alEuropa hanno condi

servato pi

durezza

accenti e
di quei

pi grossolane

espressioni

popoli feroci. Sulle lingue influisce

me-

desimo
i

religioso poi disse sei essere

ancora l'asprezza del clima, e quello dell'Italia ha un vantaggio maggiore di quello


delle
altre nazioni
italiana fnal-

diversi alfabeti per lo

di questi

non

si

meno, perch pu dubitare; ma


eugamessae

europee.

La lingua
quella

soggiunse che distinguendo, e forse a

mente

lingua

armonica,

buon

dritto, l'alfabeto
l'alfabeto

neo dal veneto, e

che si adatta pi facilmente alla musica ed alla poesia. L' Italia ha


diversi dialetti popolari. Nella

pico dall'osco e dal

greco, otto

mag-

non
que
che

sei

sarebbero

gli

antichi alfa-

gior parte della


le

Lombardia
popolo

e nel-

beti de' nostri popoli. L'Italia


iu

adundi

Calabrie

il

basso parla

Europa

la

sola

nazione
e

possa vantare

sei

generi

scrittura

almeno nell'antichit,
anzi aggiungere
alfabeti

un gergo grossolano: a Venezia si parla un dialetto particolare eh ' grazioso; il dialetto di Genova
difettoso,

possiamo
questi
sei

che di quattro sono

cos quello di

Napoli sebitaliana

bene

espressivo.

La lingua

ITA
meglio

ITA
lingua etnisca, e
di

167
altre antiche

parlata in Toscana, e la
e

pia

pura

meglio

pronunciata

d Italia
arti,

per servire alla storia dei


lingue,

parlasi a Siena.

Egualmente ben

popoli^ delle

delle belle

romani, che anzi non hanno difetto nel pronunziarla. Notabile un passo dell'Ercoparlata dai colti

Firenze

[824.

Sulla
italiana,

lingua
inco-

sulla

letteratura

Jano del Varchi, nel quale

si

dice

che quasi

tutti

coloro

quali seri-

minciando dal secolo XII a tutto il secolo XVIII, con il novero e pregi de' letterati che fiorirono in
tali

vono o nella lingua o della lingua volgare, la chiamano italiana o italica, dove quelli che la dicono toscana sono pochi, e quelli che
fiorentina pochissimi.
tavia,
vella

epoche, e colle loro opere,

scris-

se

dottamente

il

nio Riccardi nel

proposto Antosuo Manuale d

ogni letteratura, Milano


l'Agnelli, cio

1839 per

parlando
italiana
,

Lasca tutdella lingua o faIl

la

nomina

la

no-

o volgare, o toscana, o come vuole il Trino, italiana. Altroveil Varchi dice di non sapere
stia bella,
se
la

da p. 2o3 a p. 298. All'articolo Lingua riporteremo altre opinioni sopra Y origine della lingua volgare o italiana,

Non
taliani

nostro scopo
i

il

poter nep-

pure indicare
illustri

nomi

di tutti gl'i-

toscana

sia

la

lingua scelta

e ricevuta per le scritture, perch


li

in ogni

che si segnalarono genere di scienze, letteraarti; e

Castelvetro a' suoi tempi scrivenla

tura, e belle
di

molto meno
in santit

do

chiamava, ora nostra ed ora


I

quelli

che
parte

fiorirono

italica.

nostri

antichi

scrittori
i-

e dignit

ecclesiastiche,

avendo

la

dissero
talico,

indistintamente italiano,
:

maggior

di

questi

articoli

ed anche italo il Petrarca L'antico valore negl'italici cor non ancor morto. Alcuni usarono ancora il verbo italianare in sidisse,

nel Dizionario, o facendosene chia-

ra menzione ne' luoghi che guardano, come alla patria


ceto cui appartennero.
labile
il
i

li

ri-

al

incalcodi

gnificato di fare italiano, e


vini

il

Sai-

numero
sessi

degli italiani

accenna che il nome di blanche fileur fu mutato per italianarlo in bianco fiore, il che prova, se

ambo

santa vita

che si distinsero per con vantaggiosa edificaaltri,

zione degli

molti

fondando
tuttora

non
pi
si
si

altro,

che anco ne'passati tempigliavano ad imprestito o


parole di altri
lin-

ordini e congregazioni religiose, la

maggior parte

delle quali

italianavano
e

guaggi
cese.
11

specialmente del

fran-

sono in isplendore. Egualmente sono innumerabili i santi ed illustri

Baldinucci parla

di alcuno

Pontefici, cardinali, vescovi, pa-

che contraffaceva il parlare di diverse persone italianate, nel signifcare per

dri, e prelati d'ogni sorta

che

fio-

rirono in
re
azioni

un complesso
e
dottrina;

di precla-

vevauo
liana.

che quelle pigliato acostumi o la favella itafinalmente chiala

benemeriti
delle
arti,

sommamente
delle scienze,
lia,

eziandio

L'Algarotti

e della gloria d'Ita-

m
ce o

italicismo

maniera

italiana,

parola applicata

per Io pi a vodive italiano usato


scrivere in
altra

come ancora della propagazione della fede, conversione e civiliznon solo in molte parti di Europa, ma in quelle delle pi remote regioni del resto del glo-

modo

di

zazione

nel favellare
lingua.

V. Luigi Lanzi, Saggio di

168
bo;
tiche,

ITA
per cui sostennero inaudite fa-

ITA
mezzi
di
difesa
;

per
di

prima

ed un
il

sparsero
tirio.
tisti

grandissimo numero sangue per glorioso mar-

dopo
ra

di questo

tempo

eresse anco-

sontuosi

templi
bel

forma ora
si

Quanto agli scienziati ed arnomineremo solo quelli che si


eminentemente, scegliendire
gli

longobarda, ora moresca, donde


origin
il

gotico
la

italiano.

Se

distinsero

do per
migliori.

cos

ottimi
secoli

fra

ne eccettua nitana che

per

scuola

saler-

fu riputatissima, ed

un
usc

Risalendo
di

ai

antesi

genio inventore della musica, Gui-

riori all' era

cristiana,

non
i

pu

do

aretino, che peraltro


soglie

non

ommettere
Pitagora
,

ricordare

seguenti.

dalle

dei

templi,

nei quali

Diodoro
rone,

Siculo,

Archimede , Teocrito , Ennio, Plauto,


il

Terenzio, Catone

vecchio, CiceCatullo,

per gi sino dal pontificato di s. Gregorio 1 fioriva il canto ecclesiastico, che i Pontefici propagaro-

Lucrezio,

Cesare,
Nipote,

Vitruvio,
stio,

Cornelio

Sallu-

Varrone, Virgilio, Properzio, Ovidio, Tibullo, Orazio Fiacco. Scorrendo poi come a volo sui secoli posteriori all' epoca istessa abbiamo riputato opportuno di separare i nomi secolo per secolo. Si ommelteranno per sei seTito Livio,
coli

Europa. Depure eccettuare Silvestro II, s. Gregorio VII, ed il cardinal s. Pier Damiani., Il XII secolo, bench presenti il maggior possesso che andava prendendo lo studio della dialettica e
in diverse parti di

no

vesi

della filosofia scolastica,

non va
fatte

esul

sente

dalle

osservazioni

secolo precedente.
te
il

posteriori all'epoca istessa, cio

secolo
,

XIII
e

dal

VII
VII
di

al

XII inclusivamente, e

brillante

Sorge finalmencon un'aurora tutto annunzia in

ci per le seguenti ragioni. Nel se-

quest'epoca la celerit dei progressi

colo
poeta,
di

nomi
vi

di

oratore

di
,

dello spirito

umano, cosicch un
trascina

filosofo,
,

di

astronomo

moto

universale
le

meraviil

retore

sono

quasi

scono-

gliosamente
belle arti.

menti verso
lettere

per-

sciuti; nell'VIII

le scorrerie de'bar-

fezionamento delle
Secolo
zio,
cito.

e delle

bari, le guerre de'longobardi, e le

sollevazioni
Italia

interne dei

signori di
la
lette-

primo:

Fedro,
il
:

Velleio

non permisero che


vi

Patercolo, Quintiliano, Quinto Cur-

ratura
Ja

fiorisse; nel

IX

la

storia,

Petronio, Plinio

vecchio, Ta-

poesia, la dialettica, la giurispru,

Secolo secondo
Silio italico,

P. Pap. Stail

denza
te

tutto

si si

riferisce

al sacro,

zio,

Plinio

giovane,

cosicch

non

vi

trova

un sapien-

X
lo
il

veramente di prima sfera; nel la sola denominazione di secoferreo ne dimostra abbastanza


carattere; nell'XI pochi scritto-

T. Svetonio, Giovenale, L. A. Floro, Aulo Gellio, C. Galeno. Secolo Dom. Ulpiano Secolo quarterzo
:
.

to

L. C. Lattanzio,

s.
:

Claudiano. Secolo

V
.

s.

Ambrogio, Leone I
Boezio,
s.

li
il

sollevarono

a qualche eleganza
de'notari e
si
i

Magno
:

Secolo

sesto

barbaro
;

latino
la

dei

cronisti

pittura

restrinse

a segnare rozzamente
torni
,

e l'architettura
fortificare

nudi consi occup


le

Secolo decimoGregorio I Magno terzo Innocenzo III, s. Bonaventura cardinale, s. Tommaso d' Aqui*
no,

Guittone d' Arezzo, Accursio,


,

unicamente a
desolate, e

citt

Brunetto Latini
Gi,

Guido Cavalcante,
Inno*

ad

erigere

castelli

Cinaabue, Marco Polo,

ITA
Latino Frangipane Orcardinale, Pietro dalle Vigne, sini Flavio Gioia, Arnaldo di Lapo. Secento IV,
colo deci moq ti a ito
:

ITA
del Pozzo,

169
Guglielmini,
Gio.
cardinale,

Domenico
Cassini,

Lorenzo Magalotti

Bonifacio Vili,

Dante
Pistoia,

Alighieri,

Giotto,

Cino da
GioSe-

Francesco
i

Petrarca,

vanni Boccaccio,
colo
Alberti,

due

Villani.

decimoquinto:

Leon

Battista

Barbaro, Pico Matteo Boiardo, Pio li, Francesco Zaba iella carLuigi dinale Agnolo Poliziano Pulci, Annibal Caro, Lazzaro Bramante, Cristoforo Colombo, Americo Vespucci, Leonardo da Vinci, fr. Giocondo, Andrea Mantegna
della Mirandola,
,
,

Ermolao

Giovanni Bona cardinale, Gio. Battista de Luca cardinale , Gio. Vincenzo Gravina. Secolo decimottavo: Francesco Bianchini, Clemente XI, Gio. Battista Vico, Antonio Vallisnieri, Eustachio Manfredi, Guido Grandi, Pietro Giannone, Lodovico Antonio MuZeno, Scipione Apostolo ratori, Frugoni, Giulio Maifei, Innocenzo Alberoni cardinale, Antonio Genovesi, Giuseppe Tartini, Jacopo StelGio. Battista Morgagni, Vinlin, cenzo Petra cardinale, Francesco
Benedetto XIV Maria Zanotti Metastasio > Lambertini Pietro Francesco Soave, Agostino Paradisi Paolo Frisi, Gaetano Filangieri, Carlo Goldoni, Giuseppe BuoTiraboschi, Cenafede, Girolamo sare Beccaria, Gio. Rinaldo Carli, Daniele Concina, Giovanni Poleni, Lazzaro Spallanzani, Alfonso VaGiacinto Parini, rano, Giuseppe Sigismondo Gerdil cardinale, Gregorio Fontana, Domenico Cimaro,
, ,

Domenico

Secolo decimosesto
riosto,

Raffaele Sanzio,

Baldassare Castiglione, Lodovico A-

mano, Paolo

Francesco Berni, Giulio Ro111, Michelangelo BuoMacchiavelli, Pietro

narroti, Nicol

Bembo cardinale,
JNicol

Luigi

Alamanni,

Tartaglia, Onofrio Panvinio,

Daniele Barbaro, Jacopo Sansovino, Benvenuto Cellini, Jacopo Vignola


o Baroni, Giorgio Vasari, Tiziano

Andrea Palladio, Jacopo da Ponte detto il Bassano, Gregorio XIII, Guglielmo Sirlelo cardinale, Jacopo Robusti detto il Tintorelto, Torquato Tasso, Francesco Marchi, Andrea Cesalpino, Ulisse Aldrovandi, Annibale Caracci, VincenVecellio,

sa,

Vittorio

Alfieri,

Saverio Betti-

Melchiorre Cesarotti, Ricati padre e figlio, Vincenzo Giordani, Antonio Toaldo, Alessandro Volta, Brugnatelli, Leopoldo Caldani, Carnelli,

zo Scamozzi. Secolo decimosetlimo


Gio. Battista Marini,
fr.

lo

Denina,

Lagrangia, Angelo

Ma-

Paolo Sarpi, Enrico Calterino Davila, Alessandro Tassoni, Gabriele Chiabrera, Urbano Vili , Galileo Galilei , Guido
Reni, Evangelista Torricelli, Roberto

ria

Quirini cardinale,

Marco

scarini,

Egidio

Forcellini,

Gozzi,

Antonio
Gio.

Conti,
Battista

FoGaspare Francesco
Pergolesi,

Algarotti,

Pietro Verri, Luigi Lanzi, Francesco Bartolozzi,


gnesi,

Bellarmino cardinale, BonavenCastalpi,

tura Cavalieri, Benedetto


Silvio

Antoniano cardinale, Salvator


Alfonso Borelli,

Rosa, Gio.

Cesare

no Garampi
li,

Maria Gaetana ALorenzo Pignotti, dementiGiuseppe Galvani Vannetti


, ,

cardinale,

Tommaso Ma

Baronio
cardinale,

cardinale,

Paolo Segneri,
Redi,

scheroni,

Marcello Malpighi, Giulio Mazzarini

Francesco

Luca

Felice Fontana, GagnoAntonio Cesari, Giuseppe Piani, Ennio Visconti, Cirillo, Cotogno,

Giordani, Vincenzo Filicaia, Andrea

Belzoni,

Giulio

Perticali,

Ippolito

170

ITA

ITA
accresciuto sino al
ta ricevuti

Pindemonte, Antonio Canova, Andrea Appiani, Vincenzo Monti, Stefano Antonio Morcelli, Francesco Mengotti, Francesco Antonio Zaccaria, Francesco Fontana cardinale, Melchiorre Gioia, ed altri molti. Ma quanto fiorirono le scienze,
le lettere

1738, Torino J 1738. Ruolo de cavalieri di Malnella

lngua

d'Italia,

e le arti in Italia, e quali


in ogni
lustro,
si

1763. Francesco Sansovino, Origine e fatti delle famiglie illustri d'Italia, Venezia i582. Francesco Zazzera, Della nobilt d'Italia, Napoli 1628. Giampiero Crescenzo Corona della nobilt d'Italia,

Malta

uomini

illustri
il

accrebbero
di,

tempo ne pu vedere
citt, e

Bologna

i63o. Andrea Scotti,

ne* seguenti autori. Lodovico Aral-

Scriptores rerum italicarum, Fran-

L' Italia nobile nelle sue


i

ne' cavalieri,

quali sono
s.
1

slati in-

signiti della croce di

dis. Stefano, Venezia

Giovanni e 722. L'Italia

i6o5. Pietro Burmanno Thesaurus antiquitatum et historiarum Italae, cura et studio Jo. Georgii Graevi, Lugduni Baia voi*.
cofurti

nobile e virtuosa mostrata in

com-

An.

1704 ad 1725. Pompeo


in corso).

Litta,

pendio, Parma e Macerata


delle accademie

647. Pao-

Delle famiglie celebri italiane jMWa-

lino Mastai Ferretti, Notizie storiche

no (opera

Girolamo Tirabo-

d'Europa ec,
o sia

Roma
le

schi, Storia della letteratura italiana,

1792. Giuseppe Garoffi Malatesta,


L'Italia accademica,
ac-

cademie aperte a pompa e decoro delle lettere pi amene delle citt d' Italia, Rimini 1688. Giacomo Guglielmo ImhofF, Genealogia
viginti illustrimi! in Italia

Roma 1782. Abbiamo pure il Compendio che ne fece Lorenzo. Zeno1800. Giuseppe Mani, Venezia riano Mazzolali detto Partenio nelRomae 1773, a De italorum in litteris principatu ad Jlorendnos; ed a pag. 294, De italorum iti
le

sue Orationes,

pag.

247

ci

diede

fa-

miliarum, Amstelodami 17 io. Girolamo Henninges, Theatrum genealogicum omnium aelatum, et mojiarchiarum familias complectens,

artibus picturae, sculpturae


chilecturae principatu
nos.

et

ar-

ad

fiorentilette-

Lombardi, Storia della

Magdeburgi 1598. Giovanni Mani llon, Museuni italicum, seu colleclio

ratura italiana nel secolo- XVIII, Modena 1827. Luigi Lanzi, Storia
pittorica dell'Italia dal risorgimento
delle belle arti fino presso alfine del

veterum

scriptorum
eruta
,

ex

bi-

bliothecis

italicis

Lutetiae

Parisiorum

1724. Giorgio Viviano Marchesi, La gallera dell'onore, ove sono descritte le segnalate
s.

XVIII secolo,
ta edizione.

Firenze 1 834, quinGiovanni Rosini, Stoitaliana

ria della pittura


coi

esposta

memorie del sacro ordine di


P.

Stefano

M.

de' suoi ca-

valieri,

1775. Gio. Maria Mazzucchelli, Gli scrittori d'Italia,


storiche
vite

Forl

monumenti, Pisa 1839. D' Agincourt Seroux, Storia dell'arte col mezzo de' monumenti, dalla sua decadenza nel IV secolo fino al
suo risorgimento nel

cio notizie

critiche inscritti

XVI, con ag-

torno

alle

ed agli

dei

giunte italiane,

Mantova 184 '-Leodelle


belle

letterati d'Italia,

Brescia ij53. Bartolomeo Pozzo, Del ruolo de' cavalieri gerosolimitani continualo 3

poldo Cicognara, Storia della scoltura

dal risorgimento
181
3.

dal

arti in Italia fino al secolo di

Na-

gran priore

fr, Roberto Solaro,

ed

poleone, Venezia

Giovanni

ITA
Andres, Dell'orgine, progresso e stato attuale

ITA
Romatematiche
civili,

171

ze filosofiche, nelle teologiche, nelle


e fsiche, nelle scienze

d'ogni

letteratura,

ma

1808. Francesco Antonio Zac-

nell'erudizione e nella storia,


lettere

caria, Storia letteraria d'Italia,

Ve-

nelle nella

nelle

arti

belle e
egli

753, terza edizione; Excursus luterani per Italiani ab an. 1 7 J\i ad an. 1752, Venetiis 1754; Iter liti enezia
1

lingua.
*

In

sostanza

di-

chiara
trice,

che

l'Italia

essendo crea-

conservatrice e redentrice del-

rarium per

ab an.i'jS' ad an. 1757, Venetiis 1762. Lodovico Antonio Muratori, Antiquitates Italiae medii aevi ex ingenti copia diplomatimi et chartarum veterum, mine primum ex archiviis Italiae deproniptae, Medi ola ni 1739. Novus thesaurus veterum inscriptioItaliani
niui in praecipuis

europea destinata ad ocil mondo e a diventare universale, si pu meritamenla civilt

cupare tutto
te

salutare

col

titolo

di

nazione

madre
vile

del genere

umano. Nel che

consiste quel

che

la

primato morale e ciprovvidenza le ha as-

segnato, e eh' io

mi propongo

giu-

earundem

col-

stificare col presente discorso ". Altri

lectionibus

hactenus

praetermissa-

rimarchevoli
civilt

argomenti sono
popoli

rum, Mediolani 1739. Rerum italicarum scriptores, ab anno aerae diri stianae 5 00 ad i5oo, quarum potissima pars nunc primum in lucem prodit ex Ambrosianae, Ealiarumque insignium bibliothecarum codicibus, Mediolani 1723; Rerum italicarum scriptores ab annos aerae christianae 1000 ad 1 600, quartini potissima pars nunc primum in lucem prodit ex Fiorent'mae bibliothecae codic. Florentiae 1748. Vincenzo Gioberti per ultimo ci
stensis,

la

degli altri

deriva

dal cattolicismo; l'Italia nazione


creatrice;
l'

Italia

non

deve invil'Italia

diare alle altre nazioni;

fu

sempre
nazioni
;

la
il

pi.

cosmopolitica
si
;

delle

suo principato
nella religione
il

fonda
il

soprattutto

cat-

tolicismo

sistema unico e unidell'Italia

versale;

servilit
il

mo;

derna
sugli
tica
;

verso

genio

forestiero

amatori
l'Italia

dell' architettura

go-

prima
;

nella

gerarla

chia de' popoli

l'Italia

pi

nazione universale;
unica conciliatrice
zione
ai

la

religione

ha dato l'opera primato morale e


ni,

intitolata:

Del

delle

scienze e

civile degl'italia-

di coloro che le coltivano; esortasapienti d'Italia, aftinch


l'

della quale sono state fatte tre

edizioni,

terza

in

due una

in

Brusselles,
d' Italia,

la

rinnovino

accordo della religione


;

citt

ma

colla scienza

di

alcune glorie

vi-

data di Brusselles, dalle stampe di Meline, Cans e comp.


colla falsa
1

venti delle scienze e lettere italia-

ne.

Il

Gioberti aveva fino dal prinSil-

844

e perci

viene

delta

terza

cipio dedicata la sua opera a

edizione.
re e
les

Vi ha pure una

"posterio-

vio Pellico,
lore poetico,

uomo

insigne

per va-

vera terza edizione di Brussel-

non meno che


e

per
nei

vi

con prolegomeni. Questo scrittore svolge col suo ingegno gravissimi

grandezza
di

d'infortunio
cristiana.

saldezza

virt

Ma come
alla
l'

argomenti ad onore d' Italia, come del primato d'Italia rispetto all'azione. L'Italia, egli
dice, principe

prolegomeni premessi
za edizione di
si

vera ter-

Brusselles,
di

autore
in

fatto lecito

uscire

una

negli ordini universali,

nelle scien-

lunga e violentissima

inaili festazio-

7i

ITA
te la

ITA
fece
il

ne d' ira contro il venerando e sempre benemerito istituto della compagnia di Ges; cosi il Pellico ha stimato debito di sua fedelt
religiosa,
libello
il

dotto servita

p.

Cou-

stantino Batti ni professore


niversit
di

dell'

pubblicare contro quel


protesta,
nella

una

quale

solennemente dichiara di non ammettere affatto quelle condannevoli prevenzioni. La protesta stampata e ristampata in molti giornali,

opera che porta per titolo: Apologia de secoli barbari, Bologna 1823, seconda edizione corredata di nuove aggiunte. Dei quattro secoli cosi delti d'oro, che brillano nella repubbliPisa,
coli'

ca delle lettere, due ne conta


talia,

1'

I-

quello di Augusto
biografia
il

quello
ul-

leggesi

eziandio

negli

Annali

di

Leone X. Quanto a questo


di

delle scienze religiose serie seconda,


voi.
I,

timo, alla

Giulio

II

pag.

126, compilati in Ro-

dicemmo come
opin, che
il

dotto Carlo Fea

ma
n.

dal prof.
di

Giacomo

Arrighi.
lib.
I,

secolo
di

XVI

dovea
II

Dionisio

licarnasso

XXVII,
come

versione del Mastrofini,


si

ecco

esprime

sull' Italia.

non Leone X. Dei grandi uomini e delle donne celebri che produsseportare
il

nome

Giulio

di

Se
lia

paragonasi

una

terra

con

ro le scienze e le arti dai pi antichi

un'altra di eguale grandezza, l'Ita-

tempi,

come

di

quelli

viventi,

si

per mio giudizio

la

migliore

nell' Europa e dovunque Io non pongo la ricchezza della terra in una specie sola di prodotti, n invidierei di abitare dove pingui sono le campagne, ne vi scorgo altro bene, se non tenuissimo ma quella regione chiamo la migliore,
;

propone trattare il eh. cav. Ignazio Cant nel suo Panteon pittoresco, che nel declinar
del

1844

ha incominciato a pubblicare in Milano, opera che riuscir utile ed importante, massime ad onorare e rivendicale gli italiani illustri. Dap-

la

quale

sia

bastantissima a s stes-

come si legge nel suo proemio, dopo aver pubblicato un vopoich


,

sa,

e che

meno

abbisogni

dell'al1'

lume

intitolato

l'

Italia
nel

scientfica
egli

trui.
lia

Sono poi persuaso, che

Ita-

paragonata con altra qualunque, appunto sia la terra datrice


d'ogni frutto e di ogni utile". Si vuole che gir etruschi abbiano imparalo
le
le arti

contemporanea, con critica ed


rica intende
fe

Panteon
le

imparzialit

sto-

rifondere
,

biogratutte ve-

degl' italiani

quasi
,

nute
la

d'oltremonte

che

perci

dagli egizi, che

greci

sentono troppo di forastiero. In esse


parte italiana viene
esatte,

apprendessero dagli etruschi, e che


l'

sacrificata,

caduta
greci
tichi
ze.

Italia

nel

barbarismo,
e
le

e le notizie de* nostri

scarse e

non
ita-

abbiano

restituito ai
le

loro anscien-

sempre
liani

persino

molti

institutori

arti

defraudati nelle loro scoper-

Ma

l'apologia de' secoli barbari,

ossia del

medio evo o dei tempi

di

quali,

mezzo, come sogliono chiamarsi, i come noto, si estendono

te ; in vece tenendosi in siffatte opere pi in conto qualche secondarissimo individuo di Francia o

d'altro
d' Italia

paese, che

non

le

glorie

dall'anno cinquecento dell'era vol-

pi luminose.

gare fino all'anno mille cinquecento,

Va
eh.

grandemente encomiato

il

secoli

comunemente

screditati

Salvatore Betti professore e

se-

e vilipesi, egregiamente ed utilmen-

gretario perpetuo dell' insigoe pon-

ITA
tificia

1TA
di
s.

73

accademia romana
dialoghi,

Luca,

battista

Giuliani somasco

chiama
i

pel

suo dotto libro intitolato:

il-

ricco tesoro di patrie glorie

diaillu-

lustre Italia,

Roma

tipo-

loghi del prof. Betti


stri

1841-1843 due parti. Opera che dedic al conte commendatore Pompeo Litta,
grafa delle Belle arti
in

immagini

di

per le quanti in
,

Italia

crebbero l'abbellimento e la grandezza del proprio paese. Dappoich


egli fa

siccome tutto inleso da molti anni a celebrare le glorie italiane, e che


fu applaudita

osservare, che

il

lodato auin
Italia

tore

celebr

coloro

che

due
i

letterati

da molli come dai che qui nomineremo,


rilevarono
i

fiorirono per virt politica e mili-

quali

ne

singolari

tare; per la filosofia che ivi condusse a sublime altezza ; per


te

si

lo

pregi e bellezze.
si

In

essa

Y autore

studio delle antiche memorie, pardifficilissima

sdegna
il

contro

coloro che bar-

dell'umano

sapere,

bari tentano imbarbarire noi, guastarci

e per quello delle lingue.


eziandio quegl' italiani che citano nel vario

Celebr
si

bello delle arti,


stile,

contamiscemarci

eserlet-

narci la gloria dello


la

campo

della

potenza del pensiero, con quella loro novit stranissima, o a meglio


dire vecchi e stravecchi deliri. Ri-

teratura; quelli che coltivano

le ar-

vendica egli

all' Italia ci che insolentemente lungo tempo si arrogarono que' greci di l dal mare, i quali con vanit incredibile soli
si

ti sorelle, avvegnach l'Italia per quante vicende soffr, volle mai sempre ne' suoi figli lasciare un segno

dell'antica

grandezza, e

Roma
la

n'

magnanima provvidenza de' sommi Ponsplendido testimonio per


tefici,

volevano

civili

e principio di
si

che tennero viva

la

sapienil

civilt agli

altri,

mentre

pote-

za italiana. In siffatta guisa


Betti

eh.

vano quasi dire barbari a confronto degli egiziani.

Con Pitagora

con
prese

la

sua
le

scuola

principio la filosofa

avendo avuto umana, da lui


discorrere
italiana,
le

con zelo e patrio amore, ingrand ne' petti italiani la stima di loro medesimi, e mantenne in vita ed immacolata la fama de'maggiori,

mosse

per

come ancora
cuore

volle
si

ritrarre

glorie

della

filosofia

la

e distogliere coloro che


sti

sono poforse

quale certamente fra noi in grado

in

la straniera imitazione.
gli stranieri,

eminente si mantenne, anche allorquando nuove tenebre di barbarie


e d' ignoranza
si

Essendo noto che


di

noi pi accorti,

trassero

molte

stesero su tutti

cose dalle nostre stesse mondiglie,


e le presentarono poscia

popoli.

Non
,

si

primere
storici,
cos

ci

pu abbastanza esche ha detto degli


ed
oratori
italiani;

come gem-

me
il

poeti

delle glorie militari di nostra

la

Finalmente osserva Betti, che non ultima gloria, anzi prima della bellissima penisola,
forastiere.
fu,
il

patria

e
e

de' conquistalori.

In

tal

ogni tempo
nella

voler conservata

modo,
veva
in
il

con pi

diffusione scri-

sua maggior purezza e intereligione,

eh.

professore

Giuseppe

I-

grit la

da cui per molparte

gnazio Montanari, intorno all'opera


discorso, nella distribuzione
4-*

tissima

principal

deriv

tanta virt e sapienza


ni.
il

negl'italia-

del giornale

romano V Album, anprima


il

Essa veramente fu che invigor


;

no IX. Nella

distribuzione
eh. p.

braccio a valorosi campioni


la

essa
ci-

poi dell'anno XI,

Giam-

che addit

vera politica dei

74

ITA
reggimenti; in
lei
i

ITA
filosofi
rii

vili

accademie
arti

letterarie, istituti di belle

conobbero un sostegno;
poeti trassero le loro pi
ispirazioni
;

da
la
la

lei

e di

beneficenza.

cagione

sublimi
reli-

d'onore
collegio

ne

altro

che
a'

nomineremo il pontificio Urbano di propaganda fide


le
s.

gione direttamente guid


agli artefici,

mano
le

per tutte
stolico di
di
s.

nazioni, l'ospizio apo-

ed infuse

musici

Michele,

1'

arcispedale

soavi e

non pi udite melodie. Qui

Spirito, la pontificia accadedi


s.

permesso aggiungere, e sia in solenne rendimento di grazie a Dio onnipotente, che appunto per la maggior gloria della
sia

mi

mia
la

Luca

di

Roma

;
;

il

colle-

ancora

gio di marina in Venezia


pei

la scuo-

veterinaria e la scuola
cadetti

militare
la

in

Milano

reale

santa

nostra

religione

intrapresi

scuola di artiglieria e del genio in

coraggioso questa

mia qualunque

Modena

molte scuole

di

medicina,

compilazione del Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica , e la prosieguo intrepido con tal costante
alacrit e indefesso

ed ostetricia in pi luoghi; tra le accademie di bellf irti sono le pi distinte, oltre la menchirurgia
tovata di
s.

amore, che nepfati-

Luca

quelle di
;

Bo-

pur sento

il

peso della grave


la

logna, Milano e Venezia


della societ italiana

altre di

ca; essendo ferma

mia
di

fiducia

scienze e lettere, fra le quali quella


delle
;

in Dio, cui interamente

l'offrii,

avr la compita

consolazione
la

che vederne

scienze
dell'i-

residente a

Modena

quella
,

pubblicazione, s'egli
il

mi
di

stituto italiano di

scienze

lettere

continuer
cui sinora

lume e
stato

la

forza

mi

largo e be-

ed ha

arti

che risiede a Milano, e che


nelle
citt

tre sezioni

di
le

Veacca-

nigno.
vi

nezia,
Italia

Padova e Verona;
di

La pubblica istruzione in sommamente accurata.


universit
di

demie
cadia
;

religione cattolica e del-

Cele-

l'archeologia in
le

Roma,

oltre

1'

Ar-

bri sono le
di
di

Roma,

Bologna, di Padova, di Pavia,


Siena,
di

Pisa,

di
,

Napoli, di

Palermo, di Catania di Torino, di Genova, di Cagliari, di Sassari, di Parma, di Modena, di Lucca, ec.
Moltissimi sono
collegi ne' quali
i

licei

convitti,

s'

insegnano
rettorica
,

le lin-

gue,
gica,

la
gli

storia, la

la

lo-

elementi delle scienze mafisiche,

tematiche e
de' copiosi
de' chierici.

per

non

dire

seminari ad

istruzione

Molte sono le scuole si apprendono gli elementi delle lingue antiche, ed i


secondarie ove
principii della storia e delle scien-

accademie della Crusca e dei Gergofili in Toscana. Sono pi di cinquantacinque le biblioteche pubbliche aperte, contenenti i pi preziosi monumenti, ed una quantit innumerabile di volumi ; molte ne possiede Roma, fra le quali primeggiano la Vaticana e la Casa* natense ; in Milano l'Ambrosiana in Firenze la Laurenziana, in Venezia la Marciana, per tacere delle altre. Il solo breve elenco delle naturali curiosit che trovansi par,

zialmente raccolte nei vari gabinetti


pubblici e privati, sparsi
le citt

in

tutte

dell'Italia, e

ze

delle scuole primarie

ove s'imin

gono

alla

che appartenmetallurgia, alla minera-

para

leggere,

scrivere ed a

logia, al
tabile,

conteggiare.

Egualmente
i

gran

numero sono

gabinetti scientifici,

regno animale, al vegeformerebbe un grosso volume. Molti sono i musei di numis-

ITA
matica,
le

ITA
capi
d'o-

raccolte dei

pera d'arte,
antichit
le quali
le,

come

statue, quadri

ed

d'ogni genere, alcune deldi

denuo cura Joannis Georgii Grcvii recenstae, ec. Amstelodami 1707. Bernardo Monlfaucon Diarium
,

una dovizia

incredibi-

Italicum,

sive
,

e di un inestimabile valore.
solo

tutti

nomineremo

il

Vaticano, arricchito dal gnante Gregorio XVI dei musei etrusco ed egizio. L' Italia rinchiu-

Tra museo Papa re-

blothecarum
titiae

monumentorum bimuseorum, etc. Noitinerario


ita-

singulares in

lico collectae, Parisiis

1702. Quan-

de una moltitudine
antichi
stinti

di

monumenti
; i

interessantissimi

pi diil

monete italiane scrisseVincenzo Bellini, De monetis Italiae medii aevi hactenus non evulgatis, quae in privato museo
to
alle

ro

di

Roma
gli

sono

il

Colosseo,

servantur,

una cum earumdem

ico-

Pantheon,
to,

archi trionfali di Ti-

nibus postrema dissertalio,

Ferra-

e di CoGrande, le colonne Traiana ed Antonina, gli obelischi e le catacombe. A Napoli la tomba


di

Settimio Severo,
il

stantino

175D- 1774. Gianrinaldo Carli Rubbi, Delle monete e delle istituzioni


delle

me

zecche

d Italia,

del-

l'antico e presente sistema di essa,

di

Virgilio, gli avanzi dell'accadedi

mia

Cicerone a Pozzuoli,
Il

le ro-

Aja 1754. Guid' Antonio Zannetti, Nuova raccolta delle monete e zecche
d'Italia,
e
dell'

vine sotterranee di Ercolano

di

che pu
Argelati

servire di

Pompei
di

tempio

della

sibilla

parte ultima
raccolta

continuazione alla
3

Tiburtina a Tivoli; l'arco trionfale

Augusto a Fano, quello del medesimo a Rimini, quello di Traiano in Ancona; l'anfiteatro di Verona, quello di Pola nell' Istria, quello detto l'arena di Padova, ec. ec.

1775.
per
le
:

dotti gesuiti

pp.

Bologna Marchi
in

e Tessieri nel

i83g
del

pubblicarono
Puccinelli

stampe

Roma

Aes

grave del museo


le

Kircheriano, ovvero

monete' pri-

Quanto
tre
la

alle curiosit

naturali, ol-

mitive de' popoli dell'Italia

media

grotta

del
il

Posilippo vi
lago

ordinate e descritte, aggiuntovi

un

quella del Cane,

d'Averno,
ec. ec.

la grotta della sibilla

Cumana

Antonio Francesco Gori, Museum etvuscum exhibens insignia vetevum elruscorum monu-

Abbiamo

da

ragionamento per tentarne la illustrazione. Finalmente nel 843 coi tipi della rev. camera apostolica si pubblic la dottissima opera inti1

tolata

La moneta

primitiva

menta

aereis

labiilis

CC

nunc

monumenti
in

dell'Italia antica messi

prmum
tiae

edita et illustrala, Floren-

1737.

Amadeo

Benigni,

rioru/n intra Italiani

Vamonumentoin

nati

rapporto civnologico e ravvicialle opere d' arte delle altre


civili

nazioni

dell'antichit

per de-

rum

inscriptiones
descriptis,

ex pluribus
Stregae

itinere

17 15.

durre onde fosse /' origine ed il progresso delle arti e dell' incivilimento. Disseriazione del dottore Achille

Janus Griller, Inscriptiones anti-

quae

totius orbis

romani

in abso-

Gennarelli

coronata

dalla

corpus redaclae, olim auspiciis Josephi Scaligeri et Marc


Felserj
dii

lutissimum

pontificia

cum

notis

Marquardi Gu-

accademia romana d' archeologia il di 21 aprile 1842. La religione dominante in Ita la cattolica, quale professano
gli ituliani,

emendatati

et tabulis aenei

a
et

lia

Boissardo

confectis illustratati

tutti

tranne una picco-

176
lissiina

ITA
parte
della

ITA
popolazione di
principi
degli

Apostoli

ivi

ed

al-

Italia,

che segue

altri

donimi. Que-

trove innumerabili sono


se sacre reliquie,
stianit.

le

prezio-

sta

frazione suddivisa in valdesi,


valli del

tesoro

della cridella reli-

che vivono nelle


in
vari

Piemon-

Lo

spettacolo

te; in calvinisti e luterani stabiliti

luoghi,

principalmente

lia,

gione grande ed augusto in Itaed il servizio divino vi si esercolla


in

nelle primarie citt di

commercio;
nel regno

cita

maggiore

splendidezza

in pochi greci che trovansi a Venezia, Livorno, Trieste,


delle

massime

Roma, ed
il

in peculiar

modo

nelle sacre

funzioni che ce-

due Sicilie ed altrove, e che parte riconoscono nella maggior

lebra od assiste

Papa

coli' inter-

vento del sacro collegio


nali,

de' cardi-

autorit

del

sommo
come

Pontefice.
della

de' patriarchi, arcivescovi, ve-

Degli italo-greci,

Ma-

scovi e prelati,
gi

primarii personag-

gna Grecia, se ne paria all'articolo Grecia. Vi sono pure gli ebrei tolRoma, e vivendo lerati anche in
sparsi
gli

del magistrato

romano, curia e
con decoro ec-

famiglia pontificia,
clesiastico

ed

imponente
degli

magnis.

altri

in
citt

vari luoghi

ficenza.

principi

apostoli

massime
cianti.
vi

nelle

pi

commergerarchia

Pietro
genti,
in

primo
s.

Pontefice e

vicario

Il

clero

secolare e regolare

di Cristo, e

numeroso,

come
i

la

furono
i

ecclesiastica.

Numerosi sono ezianconventi,


i

Italia
;

Paolo dottore delle quelli che sparsero salutiferi lumi del vanil

dio

monasteri,

con-

gelo
la

avendovi
sede
la
;

servatorii, le

pie case, gl'istituti di


d'

santa
,

della
in

pubblica beneficenza
re,
fi
,

ogni geneorfanotro-

na

prima

primo fondata Chiesa romadignit ed au-

come
monti

spedali, ospizi,
di

torit

piet ed altre bene-

fiche istituzioni.
i

Quasi da per tutto magnifici, essensono dovi stato impiegato alla loro pompa e decorazione tuttoci che le arti hanno prodotto di pi grande, e tuttoci che il gusto ha saputo immaginare di pi bello e di pi
templi
vi

ed ambedue poi sigillarono col sangue la propria confessione con glorioso martirio. Essi

lo

patirono

nella

prima

delle

dieci

persecuzioni della

Chiesa pi
al-

insigni, nella

quale come nelle


tutti

tre

pi

di

ne soffrirono
la

gli

italiani,

restando

nobile

terra

d' Italia consecrata

nobile.

In

Roma

neh'

immenso nua nominarsi di s. Gio-

prezioso

mero
le

di chiese

sono

patriarcali

basiliche

ed inaffiata dal sangue di tante migliaia e confessori di valorosi campioni della fede di Ges Cristo. Sino dal

vanni in Laterano, s. Pietro in Vaticano una delle meraviglie del mondo, s. Maria Maggiore, e la risorgente
basilica

primo secolo
si

della Chiesa in Italia


sedi
vescovili, e poi

fondarono

le

metropolitane, e successivamente

di

s.

Paolo.

Il

in grandissimo

numero

si

aumenil

duomo

di Milano, quello di

Firendi-

tarono

le

prime,

essendone

pri-

ze, quello di

Orvieto, per

non

mate

il

sommo

Pontefice, patriar-

re di tanti altri celebri templi, che

sono
tanti

pure decoro
venerabili
in

all'Italia.

Tra

ca d' occidente, e capo della. Chiesa universale. Che le ordinazioni dei

santuari

eh' essa

vescovi d' Italia

appartenevano al
primordii del cri-

possiede,

Loreto

evvi la santa
la

Papa

sino

dai

Casa,

ed in

Roma

tomba

dei

stianesimo, lo

andiamo a dimostra-

ITA
re col Zaccaria, che

ITA.
ne tratta nel
t.

177
co' loro suffta-

questi

due vescovi
dal del

suo

dnti-Fdbronio,

II,

p.

66

ganei fossero
litico

diritto

e seg.

Papa

staccati

metropoper consen-

Antichissimo, cio dai tempi de-

che i romani Pontefici godono su tutto l'occidente, affermando s. Innocengli

apostoli,

il

diritto

timento e per volont di lui medesimo. Allora poi fu determinato, che i nuovi metropolitani seguisse-

che tutte le chiese occidentali aveano speciale obbligazione di osservare le tradizioni della Chiesa
ro
I

come per lo innanzi quando ro, non erano metropolitani, ad essere ordinati dal romano Pontefice. Nondimeno a' tempi di Pelagio I del

romana, perocch
talia,

cosa

manifesta
1'

556

era gi antico costume, che i

era che nessun altro in tutta


nelle
Gallie,

I-

nelle Spagne,
Sicilia^

neir Africa,

nella

e nelle

interposte isole avea chiese istituite,

se

non

se

quegli,

quali dal

venerabile
ordinati.

apostolo

Pietro, o dai

successori di lui erano stati vescovi

due metropolitani di Aquileia e di Milano si ordinassero tra loro, s per che per ordinazione che una faceva dell' altro, 1' ordinato non divenisse suddito dell' ordinatore. Ma questo costume nato era per consentimento del Papa, il
quale
alla

quasi

Ai vescovi di Roma nativamente apparteneva il


ordinazioni
;

lunghezza e

difficolt

del

viaggio avendo riguardo, condiscese

diritto delle

di tutti
diritto

vescovi neh' occidente


fu

che

a questo nuovo rocch proprio

1'

stabilimento, pediritto patriarcale

dapprima

patriarcale

insieme

ordinazione

de' metropolitani

e metropolitico.
clesiastiche assai

Le

metropoli ece solo nel

delle sue diocesi o del suo patriarcato.

tardi,

Quanto

a' vescovi

suffraganei,

IV

secolo
nell'

ben avanzato cominciaoccidente

ne fu

rilasciata a' metropolitani la

rono
stessa,

neh' Italia
il

consecrazione,
pre, che al

ma

a condizione semPontefice, al-

per la qual cosa


solo

solo ro-

romano
patriarca
1'

mano

Pontefice fu quasi per quatil

meno come
vescovi,

appartenesse

tro secoli

metropolitano di
1'

di confermare

elezione de' nuovi


il

occidente, tranne

Africa,

e a lui
le

prestando

consenso alle
di

per

conseguenza

appartennero

loro
de'

ordinazioni.

Coli' istituzione

ordinazioni di tutti

i vescovi. Essendo per la propagazione della fede cresciuto il numero delle chiese nell'occidente, si pens ad istituire metropolitani, come lo erano nelJ' oriente. I primi vescovi che nel-

due metropolitani
si

Aquileia
il

e di Milano
pliato

era

ristretto

di-

ritto metropolitico del


il

Papa

am-

patriarcale.

Intanto egli

seguiva ad aver
lia,

soggetto nell' Ita-

oltre le dieci provincie suburbidi


il

le

provincie

soggette al vicariato

carie che al vicario

Roma
Piceno
delle

ap-

d' Italia

(perocch nelle
soggette

provincie
al

partenevano,
nonario,

anche

Ansette

suburbicarie e
di

vicario

eh' era

una

Roma

assai pi tardi s'introdus)

provincie sottoposte al vicario d'I-

sero

metropolitani

fossero

metro-

politani dichiarati,

furono dopo la
s.

met del secolo IV ai tempi di Ambrogio i vescovi di Milano


d' Aquileia.

avea Ravenna per capo, dopo la met del quinto secolo fu pur Ravenna per privilegio
talia,

finch

apostolico eretta
clesiastica
;

in

metropoli ecmetropolitito

Ne

da dubitare che

il

nuovo

VOL. xxxvi.

178

ITA
Magno
ritto

ITA
per

rimase allora dell' ordinazione del Papa. Quello che nell' erezione di Milano, Aquileia e Ravenna ad
ecclesiastiche metropoli, fu

mezzo
al

di

s.

Agostino
di-

suo vicario
terra,

suo immediato
le

acquistate

chiese d'Inghil-

pratica-

avrehbe pure potuto riserbatuttavia noi


fece;

che le metropoli ecclesiastiche crebbero in Italia, fu stabilito cio, che i metropolitani dal Papa, i suffraganei da' metropolitani, sempre nondimeno con licenza e saputa dello stesso sommo
Pontefice, fossero consacrati.

to a misura

re a s le ordinazioni de' loro vescovi,

anzi

ad

Agostino ingiunse di ordinare due


metropolitani,
i

quali potessero cia-

scuno nella loro provincia ordinare dodici vescovi, e sempre dovessero in avvenire essere nel proprio sinodo consacrati, sottoponendo non-

Anche
i

nell'Illirico

si

riserbarono
ordinazioni
esercitare
vi-

Papi

il

diritto delle

dimeno l'uno
tano e
i

l'

altro

metropolifinch fos-

de'metropolitani e de' vescovi prvinciali,

vescovi

da loro ordinati
vicario della

lo fecero

ivi

all'autorit di Agostino.,
se vissuto,

dai vescovi di Tessalonica loro


cari, sicch lecito

non
fosse,

fosse

in quel-

le diocesi

ordinar

alcun

vescovo,

metropolitano
senza
i

o provinciale,

il

loro

consenso.

Avrebbero

Sede romana. Quindi Onorio I scrvendo all'arcivescovo di Cantorbery, rinnov la disposizione di s. Gregorio I, che i metropolitani d'Inghilterra
fossero ordinati

come

Papi anche nelle altre occidentali provincie potuto usare allo stesso modo, cio chiamare a s 1' ordinazione de'metropolitani, e a questi

nel sinodo, dicen-

a questa condiscendenza, acciocch non fosse neessere

do

venuto
s

cessano
sino

per

lunghi
affaticarsi

spazi

di

lasciar quelle de' vescovi provin-

terra e di

mare

sempre
mili-

ciali;

come avrebbero potuto


per
le

pre-

Roma
per

per
le

1'

ordinazione
della

Spagne, ed altre provincie meno da Roma disgiunte che non erano non ad l'illiriche. Se noi fecero argomentare perci che non avessero la podest. Abbiamo detto che quantunque i metropolitani di Ascrivere per le Gallie,

dell' arcivescovo.

Ragione che
provincie

ancora

Spagna, delle Gallie e

dell' Africa,

come ognun
ria

vede.

Il

dotto Zacca-

ne d

le

analoghe spiegazioni,

e che se
essere
diocesi,
di

nel!' Illirico

commisero

ai

vicari le ordinazioni, ci fecero per


l'

quileia e di

Milano all'ordinazione
nulladi-

Illirico

del

Papa

appartenessero,

due

state

composto di tre o nell' imperio


quello
de' suoi

meno

per la lunghezza e difficolt

Teodosio

in

del viaggio,
dfficultate
1
si

pr longnquitate aut
itineris,

figliuoli sottoposte

per

la civile

am-

come Pelagio
tra

ministrazione
la

all'impero orientale,

esprime,
si

fu

disposto che

loro
te.
si

ordinassero scambievolmen da meravigliar-

Macedonia cio e la Dacia; laonvide necessario reputarono che


i

Dunque non

cari

in

quello

istituiti

avessero

eia

che per le provincie di Frane di Spagna, tanto pi. Ioniane da Roma, non esigessero i ro-

maggior possanza,
pi.

e con ampiezza
autorit

splendida

di

rappre-

senlassero le veci del


tefce,

romano Pon-

mani Pontefici
tropolitani.

d'eseguir eglino per


de'loro

s stessi le ordinazioni

meI

acciocch col favore degli imperatori d' oriente, cui nel civil

Avendo

s.

Gregorio

governo

erano

soggette,

greci

ITA
patriarchi, colle diocesi de'qunli e-

ITA
tro vescovi suffraganei.
sei vescovi

179

vescovi suffraganei. Torino con quat-

rano confinanti, non ne usurpassero la spirituale dominazione. In progresso di tempo il vicariato ecclesiastico d' Italia

Genova con
quattordici

suffraganei, oltre tre di

Corsica.

Ravenna con
suffraganei.

pose delle seguenti ma con ottantacinque vescovi suffraganei.


vi

comprovincie. Rosi

vescovi
sette

Bologna con vescovi suffraganei. Venezia


patriarcato

eretta in

nel

XVI

se-

Fermo con nove


suffraganei
.

vesco-

colo coll'unione di

Urbino con nove Firenze con Siena dieci vescovi suffraganei con sette vescovi suffraganei. Pisa
suffragane!.

do, con sei

Gravescovi suffraganei. Aquiquello di

vescovi

leia eretta in patriarcato nel seco-

lo sesto

soppressa nel

XVIII,

con Lucca per suffraganeo, poi erettain arcivescovato, e con quattro vescovi

della

Corsica per suf-

con venticinque vescovi suffraganei; Lanciano e Nazareth per non furono provincie ecclesiastiche. In seguito molte sedi arcivescovili e
vescovili
si

fraganei

Chieti

con
*

quattordici

soppressero, altre

ne

vescovi

suffraganei

Lanciano

Capita con venNapoli con nove vescovi suffraganei. Sorrento con tre vescovi suffraganei. Amalcinque vescovi suffraganei. fi con Salerno con tredici vescovi suffraganei. Benevento con ventisei vesenza suffraganei.
ti

furono erette, come ancora ebbero luogo diverse circoscrizioni di Diocesi (Vedi).

vescovi suffraganei.

quest'articolo ripor-

tammo
italiano

il

numero

che ogni stato


delle

contiene

medesime

al presente,

cio oltre

Roma
e
Italia

sede

del

sommo

Pontefice,
,

Venezia

sede del

patriarca

com-

scovi

suffraganei.

Coma

con

cin-

prende
e

novantasette

arcivescovati
vescovati.

vescovi suffraganei. Siponto con tre vescovi suffraganei. Naza* reth senza suffraganei. Tran con due vescovi suffraganei. Bari con

que

cento
la

cinquantasette

Dopo
e nel
eretto

stampa di
in

quell' articolo

1844

M P a Pa regnante ha
arcivescovato,

Siracusa

quattordici vescovi suffraganei.

A-

nei.

cerenza con nove vescovi suffragaTaranto con tre vescovi suffragane!. Brindisi con un vescovo suffraganeo. Otranto con tto vescovi suffraganei.

Noto , Caltanisetta , Trapani, AciReale e Pitigliano in vescovati, cio le prime cinque sedi appartengono alla Sicilia, la sesta, dichiarata concattedrale di Soana, alla

vescovi
sette

Rossano con due suffraganei. Cosenza con


suffraganei. S.

Toscana.
di
effetto

Va

avvertito che re-

iezione

Aci-Reale
alla

vescovi

Seve-

avere
nia.

per dovr prima vacanza


e di Catadal-

rina con dieci

vescovi suffraganei.

delle sedi

di

Messina

Reggio con venti vescovi suffraganei. Palermo con sei vescovi sufMonreale con quattro fraganei.
vescovi
sei

Riceve
la

l'Italia

al presente

religione
di

cattolica,

apostolica

suffraganei.

Messina

con

romana,
tale,

cui

possiede

la capi-

vescovi

suffraganei.

Cagliari

lo stesso

pregio che aveva dali

con sei vescovi suffraganei. Oristano con cinque vescovi suffraganei. Torri o Sassari con dodici vescovi suffraganei. Milano con sedici

l'impero,

allorch vedevano

suoi

imperatori
gi
il

soggetto alle
allora

loro legconosciuto.
italia-

mondo

Sull'esame de'novelli vescovi

180

ITA
gli

ITA
articoli

ni sono a vedersi

Con-

pub.

ad Constantinorum tempora
illustravit,
et

ob-

gregazione dell' esame de' vescovi , Concistoro, ed Esame de' vescovi. Per gli autori che trattarono delle
sedi vescovili
talia
,

servationibus
p. Jo.

auxit

delle abbazie d'I-

ne parlammo all' articolo Geografia, come a tutti i parziali

articoli degli stati, sedi patriarcali,

Conradus Schwarlz, Lipsiae 1731. Luca Holstenioj Notae in geographiam sacram Caroli a s. Paulo , Italiam antiqua Cluverii, et thesaurum geographicum Ortelii, Romae 1666. Il lodato Zaccaria
nelle sue Dissertazioni varie italia-

arcivescovili

e vescovili, e

ancorch

non pi

esistenti,

de'luoghi ove

ne a storia
nenti,

ecclesiastica apparte-

furono celebrati concilii. Quanto alla Italia sacra d' Ughelli in quel-

articolo

citata,

opera

utilissima
essa
si

1780, nella quinta dimostra quanto convenevole cosa sarebbe che si compilasse una
storia ecclesiastica dell'Italia,

Roma

alla storia sacra e profana,

addisi

prima volta in Roma nel 1642 in nove volumi in foglio, i quali ebbero il loro compimento nel 1648. In progresso di tempo il p. Lucenti, altro dotto cisterciense, vi fece un tomo di supplemento, il quale nella nuova ristampa fatta dal Goleti stato incorporato per la maggior parte ed unito all'opera intera. Non opubblic
per
la

tando trebbe

il

modo che
tenere.

in

essa

po-

scrivendo in
all'Italia,

Per quanto vado questo mio Dizionario


articoli relativi

negli innumerabili

porto lusinga di avere in

qualche modo, ma compendiosamente, corrisposto alla prima parte del desiderio di


s

profondo

let-

terato.

stante tutte queste aggiunte e correzioni, restano molti errori per


la

ha portato anticamente nomi, che nel buio si perdono de' secoli pi remoti. AbL'Italia

molti

altri

sua vastit, che rettificarono e corressero gli storici che descrissero a


parte
Il

bastanza

per

il

nome
il

chiaro

di

Saturnia, fra
la tradizione

tutti

pi antico, e
del
felicissi-

le

storie delle sedi

vescovili.

costante

Marchesi succitato ci diede una Lettera in cui si scoprono alcuni


addizioni dell Italia sacra di Ferdinando Ughelli. Exstat negli opuscoli
errori,
si

mo
a'

regno

di

Saturno,

che ispir

che

trovano

nelle

poeti le seducenti idee sulla decantata et dell'oro, e che fu con-

sacrata

dai ludi o

giuochi

satur-

nali anteriori a

del Calogeri
Olivieri

t.

XIII.
la

Ed

scrisse

Lettera

Annibale sopra
le ai

terna la

Roma, rendono ememoria della sua origiGianicola o Enoed Italia eziandio,

naria coltura nazionale. I vocaboli


poi di Ausonia,
tria,

alcuni vescovi
li.

ignorati dall' Ughele giunte

Alcune

correzioni

Tirrenia,

andiamo
rispettivi

facendo
articoli.
ci

ancora

noi

Pietro Giuseppe

Cantelio

diede:

Metropolitanum
hi-

urbium,
storia

seu

romanae tantum
et

civilis,

ecclesiastica, ubi

provennero da racconti favolosi, e dai popoli o dai re che ne abitarono diverse parti, ovvero dai primi ch'ebbero contezza della regione, laonde facilmente da un tratto di essa alla
totalit
li

Rom.
lario,

sedis dignitas etc. explican*

applica-

tur, Parisiis

1684.
orbis

Cristoforo Cel-

rono.

Quelli

che

la

chiamarono

Notitia

antiqui,

sive

geographia plenior ab crtu Rerum*

Ausonia fecero derivarne il nome da un figlio di Ulisse e di Circe,

ITA
oppure di Calipso; quelli che la nominarono Giancola o Enotria,
lo fecero dal

ITA
dare come
il

181

bel paese che

ppen-

nin parte, e 7

mar

circonda, e l'Alil

soprannome di Enotrio dato a Giano secondo re latino, composto da una radice greindica
il

pe, siccome la

defin

Petrarca.

Quelli che chiamarono l'Italia col

nome

ca che

piantatore

delle

vigne
tri

che a lui attribuiscono; aldicono che si chiam Enotria dalla copia e bont del vino che
il

di Vitelia o Vitalia dicono che forse fu cos detta pei racconti favolosi de'greci pei bovi d'Ercole,

pel

vitello

scampato

da

Ercole, ovvero

pei

bovi eccellenti
Italia.

suolo

produce, ovvero da EnoLicaone, che dall'ArItalia,

che produce

la

regione d'

tro figlio di

Qualche

altra

opinione

sulle

di-

cadia

venne in

o da Enosi

verse denominazioni
de'suoi

d'Italia le ri-

ch io re de'sabini. Tirreni a

disse

da Tirreno

fratello

di

Lido re di
il

Libia, che portatosi

nelle coste di

Etjuria diede

a quel mare

suo
e

parlando , primi abitatori. Essa ha sempre avuto per suoi confini il mare Jonico, e Tirreno, e Adriatico che la

porteremo in appresso

nome. Italia
dirozz: vuoisi

da

Italo re degli e-

separano

dall'

Africa,

notri o de'siculi

ch'egli incivil

dalla

Grecia, dall'antica

Dalmazia
Gallio,

che fosse figlio di Telegono e di Penelope, il che ancora ci ricondurrebbe alla progenie di Ulisse
Italo figlio di
;

e dalla Liburnia, e
pi che la

inoltre le Aldalla

dividono

Transalpina
dalla Rezia.

per
la

altri

jfenno

oltramontana e Siccome conviene die geol'Itastessi

od

Oenotre.
greci

Pi gene-

stinguere

termini naturali
legali

ricamente
zione sua

dissero

Maai
si

grafici, dai
lia

e politici,
gli

gna Esperia, alludendo


occidentale

alla posi-

non ha sempre avuto


poich

rispetto

confini,

ne' tempi

remoti
applicato

medesimi, e distinguendola con

questo

nome
alla

non
sola

era

nobile aggiunto dalla Spagna, che

quasi che

parte media,
Grecia, cio
Basilicata,

pi specificamente chiamavasi Yultinia


1'

oltre a che la
le
i

Magna
la

Esperia.
fu

Altri

dicono

che

due Calabrie,
paesi vicini ne

ed

Esperia da Espero figlio di Atlante, che scacciato dalla Spagna venne ad abiItalia

chiamata

componevano una
sta fra le Al-

parte. Tuttoci che


pi,

l'Arno, e

l'

Esis degli
il

antichi,
di

tare questo paese.


so di

Ma

in

progres-

oggi Jesi, portava


lia

nome
i

Gal-

tempo

Italia o guaggio osco, prevalse, e da un angolo della odierna Calabria, ove un re Italo sali
in
la

denominazione di Vitelia, secondo il linla

Cisalpina;

ma

dacch

romani
Gallia,

ebbero soggiogata
alle Alpi.
politici
I

questa
poi

estesero le frontiere dell'Italia sino

termini

legali

meglio
estese a

per

rinomanza, o immortale gloria


alta
di

dei

confini d' Italia furono

vari secondo
si

dell' Italica

scuola

Pitagora,

si

avvertire
lo

vuoii tempi, ciocch attentamente, dappoi-

poco a poco infno a detutto


il

ch
si

stesso

paese dagli
si

antichi

signare
dalla

paese

circoscritto

scrittori

ora

afferma

Italia,

ora

Grecia e dalla GalHa Cisalpina, e da vari famosi


popoli abitato,
rali
i

Magna

nega,
nella

f i

come ben osserva il J\l afsua Verona illustrata, lib.

cui
la

termini natufecero riguar-

IV,
si

e geografici

e. 79. Inoltre gli scrittori stesparlano talora dell'Italia non le-

i8s
gale

ITA
ma
solo naturale,

ITA
come
qual-

che volta Catone e Polibio. Dei paesi che portarono il nome di Gallia ne parlammo all' articolo Gallio, (fedi), ove pur dicemmo dei
confini
dell'Italia, e di

ducato di Spoleti e la Sabina. La quinta comprendeva il Piceno, Pi-

cenum, abitato dai picenti, da cui vennero, come dicemmo, i picentini. Essa si estendeva dalla riviera
del

quello

del

memorato
;

Esis

sino a quella

Rubicone.

di Matrino, Matrinus, oggi la


alle diverse divisioni
all' Italia

Piom-

Quanto
si

che
,

ba

tutto ci

formava

la

pi gran

sono date
la

antica

al

tempo
gusto

degli imperatori
divise

romani Auregioni

in

undici

o provincie. La prima comprendeva il Lazio antico e nuovo, Lalium vetus et novum, con tutta la

della Marca d' Ancona, ed una porzione dell' Abruzzo Ulteriore. La sesta comprendeva l'antica Ombria o Umbria, che corrisponde ad una parte della Marca d' Ancona, ad una parte della

parte

Campania (la cui distinzione dalla Campania romana, dalla Campania napolitana o felice
la

Romagna

facemdel

fiorentina, al ducato di Urbino, ad una porzione del territorio di Perugia, al contado di

mo

nel

voi.
)
,

XXVII,
capitali,

p.

262

Citt di Castello,

e alla pi gran
di

Dizionario

ov' erano
lo

Roma

parte
settima

del

ducato

Spoleti.

La

Capua come
di

che cor-

comprendeva
i

l'Etruria ove

risponde alla cosi detta

Campagna

stavano
loro

toscani e gli etruschi. Il

maggior parte della Terra di Lavoro. La seconda regione comprendeva i Picentini, passati dal Piceno, Picenum, in una parte della Campania, e g* irpini parenti dei sanniti, ci che corrisponde ad una parte del Principato Citeriore, ove sta Salerno, ed a
e
alla

Roma,

oggi lo stato del granducato di Toscana , lo stato di Lucca, parte della Garfagnana, alcun poco dello stato di Genova,

paese

lo

stato

di

Massa

Carrara,

il

ducato di Castro, il Patrimonio di di Ronciglios. Pietro, il contado


ne,

una parte
e
tutto

del territorio di Pe-

tutto

il

Principato

Ulteriore.

terza
lia

comprendeva

gli apulii,
i

La Apui
i

rugia,

quello d' Orvieto.

o Puglia, i dauni, messapi , i salentini,


lucani

peucezi,
calabri,

L' ottava comprendeva la Gallia Cispadana, cio a dire la Gallia di qua del Po, ove sono oggid gli
stati

ed

bruzi.

Tutto questo

di

Parma

e di

Modena, par-

paese forma una parte del Princi-

pato Citeriore, una porzione della Capitanata, i territorii d' Otranto


e di

Mantovano, il ducato della Mirandola, ed il Bolognese, parte del Ferrarese, una buona porzione
te

del

Bari, la

Basilicata,

1'

alta

della della

Romagna,

e la miglior parte
fiorentina.

bassa Calabria.

La quarta compreni

deva
ni,

il

Sanno ed

popoli frenta-

marcucini, peligui, mars, vestie sabini che

La nona comprendeva la Liguria, oggid la costiera di Genova, una parte del

Romagna

ni, sanniti

occupava-

no una
Ulteriore

gran
;

parte
la

tutta

Abruzzo Citeriore, una


dell'
il

parte della Capitanata,


di

contado
del

Piemonte, il marchesato di Saluzcontado di Nizza, la pi il zo, gran parte del Monferrato, e la parte del ducato di Milano al di
l

Molise,
di

Terra

qualche Lavoro,

porzione della

del Po.
la

La decima comprendesta-

una parte

va

Venezia o Venizia, ove

ITA
vano
ni,
i

ITA
bria
;

i83
;

popoli veneti od eneti, carjapidi.

3.

il

Piceno suburbioario
;

istri,

Ci

forma

al d

4- la Valeria

5.

il

Sannio

6. la

d* oggi

forse
zia

tutta T Istria, dovendosi aggiungere parte della Croail

e delle Carniche,
il

Friuli,

il

una parte del Trentino, il Vicentino, la Marca Trivigiana, una porzione del Veronese, il Dogado, il Polesine di Rovigo, e la maggior parte del Ferrarese. La undecima finalmente comprendeva la Gallia Transpadana al di l del Po, ci che rinBellunese,

Cadorino,

chiude oggid una parte del Veronese, la pi gran parte

del

Man-

tovano,

il

Bresciano,

il

Cremonese,
la Valtel-

la Calabria ; 7. la Lucaed i bruzi; 8. la Sicilia; 9. la Sardegna; io. la Corsica. Dipendevano dal vicario d' Italia 1 la Venezia e 1' Istria ; 2. V Emilia; 3. la Flaminia ed il Piceno annonario; 4 k* Liguria, alla quale alcuni aggiungono la Toscana e l'Ombria annonaria; 5. le Alpi Cozie; 6. la prima Rezia; 7. la seconda Rezia. Questi differenti paesi furono da principio posseduti da diversi popoli, nel numero de* quali erano i romani. Il paese

Puglia e
nia

una parte del Trentino,


lina,

di questi
te

ultimi era originariamentra confini


si

tutto

ducato di Po, i sudditi degli svizzeri in Italia, la signoria di Vercelli, alcun poco del Monferrato, parte del Piemonte, la valle di Aosta, ed alcu-

Cremasco, tutto il Milano al di qua del


il

rinchiuso

assai

ri-

stretti,

ma

eglino

estesero poco

a poco, ed invasero non solamente tutta T Italia, ma ancora la miglior


parte delle altre parti del

mondo.
il

Devesi qui osservare,


riato d' Italia,

che
di

vica-

ne estremit del Delfnato. Strabone che visse al tempo dell' imperatore Traiano, divide l'Italia in otto sole parti, la Venezia cio, la Toscana, la Liguria, Roma od il Lazio, il Piceno, la Campania, la Puglia e la Lucania. L'imperatore Traiano divise 1' Italia in
diecisette
il

da

alcuni scrittori

detto

anco

vicariato

Milano,
il

riserbava quasi parzialmente, peri


paesi che ne dipendevano,
d' Italia,

nome

provincie,
fatto

e Costantino

Grande

qualche cambiamendivise
in
la

to nella ripartizione delle provincie


dell'
cesi

impero, o parti,
1'

la

tre dio-

delle quali

princi-

che venne loro dato per distinzione ed opposizione alle altre provincie ch'erano del vicariato della citt, cio di Roma, che appunto ci che significa suburbicarie, con cui distinguevansi le dieci provincie da quello dipendenti. Quindi facilmente s' intende ci che vuol dire il concilio di Sardica, nella sua lettera alla chiesa di

pale era
a

Italia.

Egli la sottomise

due
il

vicari,
titolo di

dei

quali V

uno

a-

Alessandria, conservata nelle opere


s. Atanasio. Vi si legge che il mentovato concilio venne composto

vea
1'

vicario d' Italia, e

di

altro

quello di vicario di

Roma.

Conserv
dell' Italia

Costantino
esse

la

divisione

di

Roma,
s.

d* Italia,

della

Campa-

in diecisette

provincie;
vi-

nia, della Calabria e

della Puglia;

dieci di

dipendevano dal

cario di
d' Italia.

Roma, e sette dal Erano dipendenti

vicario

stola
zi.

Atanasio stesso nella sua e pi ai solitari vi aggiunge i bruvi

dal vi-

Roma

nominata
i

per uua
vescovi a-

cario di

Roma
2.

il

Lazio

e la

provincia intiera,

cui

Campania;

la

Toscana el'Om-

vevano

assistito

al

suddetto conci-

184
ho, quanto
i

ITA
deputati della santa
il
;

ITA
talla geografico -storico-poltica,

Ve-

Sede
riato

e V Italia per tutto

vica-

nezia 1727. Filippo Cluverio, Italia

appunto

d' Italia,

del quale

antiqua,
et

iteni

et

Sicilia,

Sardinia

era Protaso di

Milano, Severo di

Corsica,

Lugd uni Batavor. 1624.

Ravenna, e Lucilio di Verona ; venendo benissimo distinta dalla Campania e dalle


urbicarie,
altre provincie sub-

Cipriano Elchovio, Deliliae Italiae, Ursel. i6o3. Jodocus Hondius, Nova et accurata Italicae hodiernae

che

non

erano del
il nome Simmaco

vi-

cariato d' Italia. Nello stesso senso

deve pure intendersi


talia

d'I-

di cui

si

serve

nel-

121 del libro settimo e da ci nacque appunto che si dasse lungo tempo dopo il nome di regno d' Italia a questa
la sua epistola
:

parte solamente.
Descrissero in vari tempi la bella Italia, centro del cattolicismo, e

Lugduni Batavor. 1627. Giovanni Jansoni, Theatrum urbium Italiae, Amstelodami. Libellus provinciarum romanarum editus ab Andrea Scotto. Exstat cum Itinerario Antonini. Gio. Antonio Magini, L'Italia data in luce da Fabio suo figliuolo, Bologna 1620. F. Manfroni, Microscopio Manfronio rappredescriptio,

sentante

che appellano madre le nazioni per lei illuminate ed ingentilite, i seguenti


autori.

le provincie della Marca, Romagna, Umbria, Patrimonio e Campagnaj le diocesi, citt, terre

Leandro
il

Alberti,

Descrizione di tutta l'Italia, nella

anime comunione di ciascuna non compresa Roma, Fermo 1700. Fee castelli di esse, e tutte le

di

quale

si

contiene

sito

di essa,
citt

dele

Onofri,

Sommario

istorico,

Vorigine, e le

signorie

delle

e dei castelli,
si

gli

uomini famoi

ed il fioretto delle croniche delle pi famose citt del mondo, con i


corpi santi che in quelle
no, Venezia i663.
si

che l'hanno

illustrata,

monti,

trova-

laghi, fiumi, fontane,


niere, ec.

Bologna

bagni e mi55o. Ripurgata

Abramo

Ortelio,

poi e con aggiunte di Rorgarucci fu in Venezia stampata nel i58r,

Teatro del mondo, Anversa 1608. Salmon, Lo stato presente di tutti


i

paesi del

mondo
con

naturale, poli-

a cui fu unita
isole

la descrizione

delle

tico

e morale,

nuove osservaantichi

spettanti all'Italia.

Guglielmo
or-

zioni e

correzioni degli

e Giovanni Blavio,
bis

Theatrum
et

moderni viaggiatori, Venezia i74


Francesco Sa uso vi no, Ristretto delle pi notabili e famose citt d'Italia, Venezia i5j5. Andrea Scotto.
Itinerarium
Italiae
,

terrarum, Amstelodami
Italiae

1640;
et

Theatrum civitatum

admirandopraeet

rum

ad

aevi veteris,

sentis temporis

faciem expressam,
Civitatum

GermaniaeFrancesco
,

Amstelodami 1642;

que
la

Coloniae
,

1620.
poste

admirandorum Italiae pars altera, in qua urbis Romae ad/niranda


aevi veteris, et hujus saeculi continenlur, Amstelodami 1643. Flavio

Scotto

Itinerario
delle

d'Italia

col,

notizia
1

d'Italia

Roma
sileae

761.

Raffaele

Volterrano,

Biondo,
i55o,;

Opera

omnia,

Basileae

Commentariorum Urbanorum, Bai53o. Carlo Emanuele Fon-

Roma

istaurata

lustrata, tradotta in

ed Italia ilbuona lngua

tana,

U Italia

nobile e

virtuosa in

da Lucio Fauno, Vinezia i558. Antonio Federico Busching, La T'-

compendio ec, Parma e Macerata 1697. Girolamo Andrea Martignoui,

Spiegazione della carta istorica

ITA
1721. Gio. Enrico Pflaumern, Mercurius italicus hospL fidus per Italiae praecipuas rcgiones, et urbes dux, indicans,
delV Italia,

ITA
pubblicata

ID
di

Roma

Y opera
:

Francesco

Antolini intitolata

inaugurati o
ferrea,
te

da

explicans
visu

quaecumque

in

iis

sunt

augusto

ac si tu digna, Augustae Vindclicorum 1625. Giulio Cesare de Solis, origine di molte citt del mondo, e particolarmente di tutta r Italia, Venezia i5g3. Agostino Turioni, origine di molte citt del mondo, e particolarmente di tutta V Italia, Viterbo 1619. Cav. Antonio Federico Botte, Carla po-

I.

Opera
regno

Italia del

Dei re d'Italia con la corona Odo acre fino al regnanimperatore Ferdinando tratta dagli annali di Muratori, e dalla storia
no
d'Italia
la

del

del

Sigonio.

Quanto
articoli

riguarda

coronazione

dei re d' Italia,

si pu vedere agli Corona Ferrea, Coronazio-

ne de' re , Imperatore ed Impero. Essendo stati re d' Italia molti re


di

Francia e
d'Italia

di

Germania vanno
serie

stale
zia

ed

itineraria

Italia,

Vene-

letti

quegli articoli. Alla

dei
ta-

i845.
All' articolo

re

premetteremo
dalla

una

Roma riporteremo
romani
degli
:

vola

estratta

Notizia delle

la serie

degl' imperatori

dignit dell' impero

romano, perci

qui daremo quella dei re d' Italia

cronologicamente; quella
sarchi
si

e-

pu

leggere

all'

articolo

che appartiene al reggimento deldel quale poi daremo un l' Italia, cenno. Alcuni dignitari del mede-

Esarca. Ai rispettivi articoli degli stati sono riportate le serie de* re,
duchi, principi,
ec.

simo hanno

articoli

nei Dizionario.

sovrani d' alcu-

Notitia dignitatum Italiae.

na parte nologia
pi
:

d' Italia. All'articolo

CroPraefectus Praetorio
Praefectus Urbis
Italiae.

de'

romani Pontefici abi

biamo datoquella de'Papi ed Antipa noto che


Pontefici sono
in
Italia,
i

pi.

Romae. Vicarius Urbis Romae.


Vicarius
Italiae.

antichi
nel

sovrani

anzi

ne
o-

resto dell' occidente,

ne

in

Comes

rei

militaris.

riente nessuna famiglia principesca

Dux
et

limitis

per Rhetiam

primam

pu vantare
Ai
dici,

anteriore
articoli

sovranit.

secundam.
Provinciae XVII.

relativi

parliamo delle

sovrane famiglie degli Estensi,

Me-

Gonzaga,

Rovere,

Farnese,

Visconti, Sforza, Malatesta, ec. ec.

Consulares
striae;

Vili.

Venetiae

et

I-

e di altre sovrane famiglie che

si-

Aemiliae; Liguriae; Flaet Piceni


;

gnoreggiarono
nel

in Italia.

Parigi

miniae
carii

Francesco Giffart si pubblic colle stampe Gencalogies historiques des rois,


presso Pietro
:

1736

sciae et
;

Tuannonarii Umbriaej Piceni suburbiCampaniae Siciliae.


;

Correctores

II.

Apuliae etCalabriae;

empereurs etc,

el

sons souveraines

de toutes Ics maiqui ont substitc


;

Praesides VII.

jusqu

present

excosces

duini

Brutiorum. Alpium Cotiarum Rhetiae I; Rhetiae II; Samnii

Lucaniae

et

des cartes gcnalogiques


meilleurs auteurs.

tiivc.s

des

Milano nel

Valeriae; Sardiniae; Corsicae. Sub praefecto Urbis administraliones quae sequuntur.

1838

coi

tipi

del Pirotta venne

186

ITA
Sabini.

ITA
Felices juniores.

Praefectus annonae ; Praefectus vi* gilum ; Comes formarum, alvei


Tiberis, et cloacarum;

Comes
fori
;

por-

tecoti

Honoriani juniores.
juniores.

tus; Magister census; Rationalis

Trisigavi juniores.

vinorum
operanti

Tribunus

suarii

Mauri Honoriani
Galli Victores.

Consultaris

aquarum

publicorum ; statuarum ; Curator horeorum galbanorum ; Centenariusportus; Tribunus rerum nitentium. Sub vicario Urbis Romae provinciae X. Campania; Tuscia et Umbria; Picenum suburbicarium ;
Sicilia
;

Curator Curator

Octaviani.

Thebei.
Mattiaci juniores.

Septimani juniores.
Regii Germaniciani.

Prima

Giulia.

Secunda Giulia.
Tertia Giulia.
Placidi Valentiniani Felices.

A pulia et Calabria ;
;

Brutii

et

Lucania

Samnium

Sardinia;

Corsica; Valeria.

Gratianenses juniores.

Sub

vicario Italiae provinciae VII.

Marcomanni.
Pontennenses.
Fexillationes autem sunt.

Venetia et Istria ; Aemilia ; Liguria ; Flaminia et Picenum annonarium ; Alpes Cotiae; Rhetia I; Rhetia II. Comes Italiae sub dispositione vir. illustr. Magistri peditum praesentatis

praeest.

Numeris XXXVII,
VII.

Comites seniores. Equites promoti seniores. Equites brachati seniores.


Equites cornuti seniores.

et vexillationibus

Comites

alani.

Numeri
Joviani seniores.

sunt.

Equites Mauri Feroces. Equites Constantes Valentianenses


juniores.

Sub duce

limitis

Re-

Herculani seniores.
Divitenses seniores.

thiae

et II.

Equites Stablesiani

seniores, augustani. Equites Stablesiani juniores,

Tungricani seniores. Pannoniciani seniores.


Ooesiaci seniores.

ponleOeni, nunc

Fabianis. Equites Stablesiani sub-

montorio.
Praefectus legionis
Vallato.
III, Italicae

Cornuti seniores.
Brachati seniores.
Petulantes seniores.
Celtae seniores.

par-

tissuperioris Castra

Regina nunc

Praefectus legionis
tis

III, Italicae par-

Heruli seniores.
Batavi seniores.
Mattiaci seniores.
Jovii seniores.

superioris

deputatae

primae
pr

submontorio.
Praefectus legionis
III, Italicae

parte media praetendentis a Vi-

Victores seniores.

mania Cassiliacum usque Cambiduno.


Praefectus milit. Ursariensium
tiae.

Cornuti juniores.

Leones seniores.
Exculcatores seniores.
Grati.

Gun-

Praefectus legionis

III, Italicae trans-

ITA
vectionis specierum deputatae foetibus.

ITA
Praef. Sarmat. Gentilium per
tius et

187
Bru-

Lucaniam.

Praefectus legionis

III, Italicae trans-

vectionis specierum deputatae Teriolis.

Item in provincia Italia


Mediterranea.

Praefectus Alae

Flaviae Rhetorum, Quintanis. Tribun. cohort.


I.

Praef. Sarmat.
viensi.

Gentilium ForofulPatavio,
Taurinis,

uovae batavorum, Batavis. Trib.


cohort. Ili brittorura Abusina.

Opitergio,

ronae, Cremonae,

VeA-

Praefectus Alae
laris Vallato.

II.

Valeriae singu-

Trib. cohort.

VI.

quisseu Tortonae,Novariae, Vercellis, Samnitis, Bononiae in Aemilia, Quadraris et Eporizio, in

Valeriae Rhetorum,
doro. Trib. cohort.

VenaxomoI.

Herculeae
co-

Liguria Pollentiae.

Rhetorum Parroduno. Trib. hort. V. Valeriae Frigum


nianis.

Pi-

Sub Magistro Officiorum.


Fabricae VI.
Concordiensis Sagittaria.

Trib. cohort

III.

Hercu-

leae

Pannoniorum

Coelio. Trib.

Gentis per Rhetias deputatae Teriolis.

Veronensis Scutorum et

Armorum.

Praefectus

Numeri barbaricariorum,
sive

Mantua

Loricaria.

confluentibus
Praef. Alae
II.

Brecentiae.

Cremonensis Scutaria.
Ticinensis Arcuaria.

Valeriae Sequaco-

nurum Vimania. Tribunus


hort

Lucensis Spartana.

Herculeae Arbore.
.

Pannoniorum,

Sub

Cornile

sacrarum largitionum.
Italicarum.
Italiae.

Comes largitionum
Item praepositurae Magistri militimi praestantium a parte pedi'
Rationales
tres.

Summarum

tum

in Italia.

Summarum Urbis Romae. Summarum trium provinciarum Siciliae,

Sardiniae, Corsicae.

In provincia Venetia inferiore. Praef. classis Venetum Aquilejae. In provincia Flaminia. Praef. militimi

Prepositi
bis

Thesaurorum quatuor. Ur-

juniorum italicorum
class.

Ra-

Italiani AquiMediolanensium Liguriae: Augustae Vindelicensis Rhetiae II.


lejae:
:

Romae: per

vennae. Praef.

Ravennande civitate
classis

Procuratorcs Monetae duo

Urbis

tium cum Ravennae.

juris ejus

Romae,

Aquilejensis.

In provincia Liguria. Praef.


civitatis

Comnensis cum juris ejusdem Comi. In provincia Campania. Praef. class. Misenatium e Miseno.
Item in provincia
t

Procuratores Gynecii quatuor. AVenetiae inferioris : quilejensis Urbis Mediolanensis Liguriae


:

Romae: Canusini

et Venusini in

A pulii.
Procurator
Italiae.

Linificii

Ravennanliuin

Italia.

Procuratores Baphiorum tres. Tarentini Calabriae: Cissensis Venetiae et lstriae


ciliae.
:

Praef.
liae

Sarmatarutn Gentilium Apuet

Syrucusaui Si-

Calabriae.

188

ITA
Cornile

ITA
va
,

Sub

rerum privatarum.
tres:

Savona

Albegna ed

altre

citt.

Rationales

rerum privatarum
,

per Italiani: per


et suburbicarias

Urbem Romani regiones cum


per Siciliam.

parte Faustinae

Rodoaldo 65 r. Ariperto 660. Fu cattolico. Partorito 688. Fu di gran piet, e venne scacciato dal fratello minore Gundeberto.

Rationalis rei privatae per Italiani.

Procuratores

rei
:

privatae quinque

per Siciliam per Apuliam et Calabriam, sive saltus Carminiacenses


:

Gundeberto 662. Grimoaldo 671. Essendo ariano


fece cattolico.

si

per Italiam

per

Urbem
regiones

Garibaldo.

Romani: per urbiearias rerum Juliani.


Strie cronologica dei

Cuniperto 700.
rato.

Fu

pio e

mode-

Luitperto 700.
sessantasette

Ragumberto 702. Usurp


al

il

regno
ni-

re d'Italia cogli anni della loro

morte, con alcuni cenni sui loro

precedente Luitperto suo pote cugino.


Ariperto li 712. prudente.

avvenimenti memorabili.

Fu

molto pio e
stato tutore e

Odoacre 49 3. Re degli eruli, fu il primo a dirsi re d' Italia. Teodorico 526, Re dei goti: aggiunse alle antiche leggi
tre centocinquanta.

Asprando 712. Era

poi vendicatore di Luitperto.

romane

al-

Luitprando 744- Diede saggio or di ottimo , or di pessimo principe.

Atalarico 534- Mor per dissolutezze nel fiore degli anni.

Teodato 536. Vitige 54o.


Ildebaldo
Alarico

Ildebrando 744- Dopo sette mesi fu scacciato dai sudditi. Rachisio 75o. In questo anno rinunzi per farsi monaco benedettino.

54 1. 54 1. Questo
uccisi

e nel

il

prece-

Aistulfo 756.

dente furono

medesi-

Desiderio ultimo re de'Iongobardi,

anno a tradimento. Totila 552. Teja 552. Fu l'ultimo re


entrati
in
Italia

mo

che successe nel 756 ad Aistulfo, fu imprigionato nel 773; ed


de' goti

Adelchi o Aldagiso, da
ciato

lui

asso-

nel 4/3.

nel

767,

mor
fin
il

nel 788.

Alboino 572. Fu il primo dei re longobardi venuti nel 568; vinse i gcpidi ed uccise il loro re

Con

Desiderio

regno dei

longobardi cominciato nel 568; impadron del regno Carlo s'

Cunimondo
Ardarico.
Clefo 573. segui

ch'era successo al re

Magno.
Carlo Magno. Era
re di Francia,
fu

Ucciso

da

un

servo

e
s.

nell'anno

800

dal

Papa
e coro-

un interregno

di dieci anni/

Leone

III

dichiarato

Antari 5o,o.
Agilulfo 616.

nato imperatore d'occidente, impero ripristinato da quel Pontefice.


.

Adoaldo 624. Arivaldo 63o. Rotali 646. Tolse

ai

greci

Geno-

Pipino 8 io. Figlio del precedente. Bernardo 818. Fu dichiarato re

ITA
da Carlo Magno suo avo. Luigi 1 il Pio 84o. Fu pure imperatore e re di Francia, primogenito di Carlo Magno.
d'Italia

ITA
fece

189
gli

monaco,
il

non potendo pi
aveita-

sostenere

regno, che

vano
liani,

dato

molti

signori

essendo figlio del marcheII,

Lotario

Luigi

855. Imperatore ancora. Imperatore ancora. Carlo II 877, il Calvo. Imperatore e re di Francia: era figlio minore di Lodovico I. Cadorna nno 880. Imperatore. Carlo III 888, il Grasso o GrosI

se d'Ivrea.
S.

II

875.

Enrico
re

per noi

il

come

d' Italia,

1024.

Imperatore

ancora.

Corrado

so.

Con
Carlo

lui

fin

il

lignaggio

I 1039. Era duca di Franconia e poi imperatore, col nome di Corrado II il Salico. Enrico II io56. Imperatore an-

di

Magno
e
d'

in Italia.

cora.

Guido 894. Era


di

figliuolo del

duca
di

Enrico
cora,

III

1106.
col

Spoleto

una
fu

figlia

ma
fu

nome

Imperatore andi Enrico


scomunicato

Pipino re d'
peratore.

Italia;

pure im-

IV
za
:

per la

precedente avverten-

deposto e

Arnolfo 899. Imperatore ancora. Luigi III 903. Era figlio del re di Provenza.

Lamberto 910. Regn


alle

in

mezzo

turbolenze;

fu

pure impefigliuolo del

ratore.

da s. Gregorio VII. Corrado II noi. Premorto al padre Enrico IV, il quale lo fu pure del seguente imperatore Enrico V. 25. Imperatore anEnrico IV

Berengario

924. Era
Friuli
,

cora

si

pacific

col

Pontefice
la

duca

di

ambizioso

Calisto II, terminandosi

gra-

scellerato

come Guido suo emu-

ve differenza delle investiture ecclesiastiche.

lo; fu pure imperatore. Rodolfo 926. In quest'anno si ritir nel suo regno di Borgogna, avendo ceduto la corona d' I-

Lotario

III

11 37.
II.

Era

duca di

Sassonia, ed imperatore col no-

me

di Lotario

ad Ugo suo emulo. Ugo 945. In questo anno si fece monaco, avendo regnato venti
talia

Corrado III ii52. duca di Svevia.


ratore.

Era

figlio del

Fu

pure impefratello di

anni.

Federico
sti

1190. Era

Lotario II 949. Berengario II ed Adalberto 966. Nel 962 perdette Berengario lo

Corrado, ed ebbe gravi


col Pontefice

contra-

Alessandro

HI
del

e colla lega

delle citt italiane.

mani dei Germania, per lo pi imperatori, e se non coronati dal Papa, solo re de'romani. Ottone I 973. Era ancora impescettro che pass nelle

Enrico

1197.

Era

figlio

re della

ancor lui imperatore, col nome di Enrico VI. Ottone IV 12 18. Eia duca di
precedente, ed

ratore.

Ottone Ottone
cora.

II

III

983. Imperatore ancora. 1002. Imperatore anIn quest' anno


si

Arduino ioi5.

Brunswick, divenne imperatore, e fu scomunicato e deposto dal Papa Innocenzo III. Federico II i25o. Era figlio dell'imperatore Enrico VI. Con lui propriamente fui il regno d'I-

190
talia,

ITA

ITA
rebbe il parlare di tutti, laonde ne accenneremo alcuni, dappoich ai
rispettivi
si

sebbene gl'imperatori continuassero a farsi coronare colla corona ferrea. Fu scomunicato e deposto nel concilio generale di Lione I dal Pontefice Innocenzo IV.
Brevissimi cenni
istorici

altri

analoghi

articoli

parla dell'origine de' diversi po-

sul? origi-

poli. Annio da Viterbo, Pier Leone Casella, ed un anonimo del 1 391, sognarono non poco su questo punto, per cui non se ne vuole

ne degl' italiani; sull' antico go~ verno di Romaj sullo stato civile d' Italia nel tempo della repubblica e dell' impero romano;
sui

far conto.

Sembra

bizzarra opi-

nione quella di
tati,

Edmondo
altri

Dickinlui
ciil

son e di parecchi

da

che

No

in

persona

fosse

principali

talia nelle

avvenimenti d' Idiverse sue epoche ;


italiana;
sul

condottiere della prima colonia popolatrice d'Italia.

Mariano Valguardi

sulla

repubblica
italico, e

nera die vanto


aborigini o
sto

primi

itali

agli

regno

sopra

concilii

aborigeni, e sotto queintese


i

d' Italia.

nome
eolici.

progenitori dei
li

latini
I
lia

e de'romani, e

volle gre-

pensano che l'Itanon s'incominciasse a popolare


pi
critici

ci

non pi secoli dopo il diluvio, perch in que' remotissimi tempi non era per anco aperto lo stretGibilterra, e che continui to di fossero i monti di bila e Calpe.
se

diversamente pens Teodoro Richio ; e seguendo Porcio Catone e Caio Sempronio li


fece venire

Non

da Acaia. Filippo Clugli


il

verio soli indigeni d' Italia ricono-

sonii,

scendo gli umbri, i siculi e pare che a costoro dia

aupri-

Ond'
se

che
tra

non avendo
nell'
le

il

Medi-

mato. Per attribuirlo


sonosi
assai

agli etruschi

terraneo alcuno sfogo

non

Oceano, cime de' monti pi


livello

industriati

autori

di

bassi, dovette

il

di

questo

mare

crescere a tale di soverchiail

re tutto

nostro paese, finch col-

molto nome, tra' quali monsignor Guarnacci, ed hanno scritto su ci con grandissima erudizione. Fu oliburpinione di M. Freret, che
i

l'andare degli anni o per terremoto

ni,

siculi,

gli

eneti

primi fossesedici
secoli

o per
per
tra
i

forza delle

acque
aperto

stesse,
il

ro che dall'Illirico passassero a popolare la vuota


innanzi
la

altra cagione,
detti

passo

Italia,

monti , scaricossi nell'Oceano gran porzione del nostro mare, e and a mano a mano l'Italia alzando il capo dalle acque che T avean sommersa, e invitando
nelle riaperte contrade gli abitatori.

nascita di

Ges

Cristo.

All'abbate Quadrio venne vaghezza di dar questa gloria qualunque


olla
tori

Valtellina,

cui primi abita-

chiama
i

reseni. Questi
itali,

sono per
essi

esso

primi

e con

certi
tir-

si

assai

difficile
il

lo
di
i

stabilire a

tyrani che
reni.

poi

si

chiamarono
celti

chi

debba
quali

titolo

primo

a-

A
di

favore de'

sotto
si

nodi-

bitatore d'Italia, tra


li

tanti

popo-

me

umbri

di liguri

ai

viene

dagli
le

autori at-

tribuito,

secondo

varie loro opile

chiar Jacopo Durandi. Il p. Bardetti prese a provare che i liguri,


gli

nioni, o forse

anche

loro

incli-

umbri e

taurisci, questi

gerdi

nazioni particolari.

Lunga

cosa sa-

mani,

gli altri

due

celti

galli

ITA
origine, primi abitatori della Gallia

ITA
che
cia,
l'Italia,

191

detta poi

Magna Gre-

Cirtom padana,
si

sono
il
;

quelli a

cui

vuole

dare

nome

il

fu prima che da verun altro occupata dagli ausonii. Stefano, scritautorit,

vanto di

primi

itali

e da questi
antichi popoli

tore di

esserne discesi

gli altri

degli ausonii.

chiama Nola citt Strabone afferma che


nella penisola
lib.

d'Italia, aborigeni, siculi, aurunci, ec.

fabbricarono
averli fatti
ni,

Temesa

Lungi dal prender partito, lasciamo ognuno seguire su di ci quella


che pi gli aggrada. Su questo grave punto si possono consultare il p. Bardetti De primi
opinione
:

de' bruzi. Livio


i

Vili, dopo di medesimi che i calecitt,

d loro
e

tre

Ausona, Mi-

turna
vien

Vescia.

La

prima
can.

citt

collocata

dal

Pratilli

abitatori

d'Italia,

Modena 1769.
Guarnacci,

nella sua

Via Appia, dov'era

Ses-

Pietro Goslino, Origine dell'Italia,

sa Aurunca.

Venezia

i556.
,

Mario
o
i

Origini italiche

siano memorie
di

Gesualdo nelle sue Osservazioni sopra la storia della via Appia, dopo di avere
il

Ma

etnische sopra l'antichissimo regno


d'Italia, e

provato
e
degli

la

diversit

degli ausonii

sopra

lei

primi abi-

aurunci,

congettura

che

tatori nei secoli pi remoti,

Roma

Ausonia essere

potesse

non molto

1785. Storia dell'Italia dai suoi primi abitatori dopo il diluvio fiJ no a nostri giorni, Torino i834Italia avanti Giuseppe Micali, il dominio de' romani, Firenze 1 8 o e 1821. Storia degli antichi popoli italiani, Milano i836. Mazzoldi,

lungi dalla terra delle Fratte, fabbricata dalle rovine d'Ausona. Ser-

vio
altri
gli

per

stima,

che per
dicendosi
;

aurunci
per lui

non

vogliansi

intendere che

ausonii, cosi

in greco gli

aurunci
citato
lib.

ed un anti-

co siracusano

da
VII,

Strabone,

Origini

italiche

e della diffusione

e Aristotile, Poi.

fanno

dell incivilimento italiano nell'Egli'


to,

medesimi che
opicii, creduti

gli

ausonii anche gli

Fenicia e Grecia, Milano 1840.

Bareni, Delle orgini italiche, Brescia


1

Da
i

antichissimi tempi
il

da Polibio diversi. pur vennero


de'quali fan de-

84

pelasgi,

nome

li

Dei popoli che anticamente quaprima, quali dopo sono venuti

in

ha Ha,

pi notizie scrisse
I

il

mari

da Phaleg, che fu il quarto dopo Sem figlio di No. L'origine loro altri la vuole dalrivare molti
l'Attica, altri

chese Maflei.
dii,
libi

primi furono
egli

li-

dalla Laconia,
;

altri

secondo che narra Erodoto nei


I ;

dalla

Tessaglia

lo

che non mestati


Il

rna

ci

dice

sul solo
il

raviglia,

per essere
i

in

tutti

detto di

questi

popoli, per cui


gli

questi
della

luoghi
loro

pelasgi.

tempo

Maflei

pi

cose
i

oppone.

Gli

ausonii furono
dotti

secondi,

non convuole
il

do alcuni

ricordati

venuta in Italia, seconda Diodoro lib.

da

Ausone,
dissert.

come

XIV,

fu quello del diluvio di


li
i

Deu-

Kichio nella
gli

De

prim. Ita-

calione, che

fece sloggiare dalla

liae colon, cap. 2: pi cose dicono

Tessaglia, tra

cui abitatori avetutti,

autori

di

questi

ausonii. Essi,
lib.

vano, a
pelasgi
il

detta di

tenuto

secondo Dionigi di Alicarnasso I tennero e denominarono il


,

la-

to
lib.

occidentale d' Italia.


Ili,

Plinio noi

primo luogo; e per secondo il computo di tal diluvio 34o anni prima della guerra di
Troia. Dionigi
lib. I,

cap.

10, scrive similmente

racconta che

192
alcuni pelasgi

ITA
originari

ITA
del Pelolestrigone, converr dire che
conii, discacciati
i

la-

ponneso, costretti a lasciar la Tessaglia, giunsero ad una foce del

lestrigoni*!, di

nuo-

vo

la fabbricassero.

Da
i

questi vari

Spineto; indi valicando l'Apennino vennero nell' Umbria,


detta

Po

abitatori sort

Italia

vari suoi

nomi

suindicati,

per

cui

qui solo

poi tra
sociatisi

gli

aborigeni, co'quali as-

godettero

gran

tratto di

paese, e

stettero insieme

con

essi

riporteremo qualche altra opinione. Da Ausono fu detta Ausonia, ed Enotria da Enotro, siccome da
Italo,

nel luogo

che

fu edificata
sterilit

Roma.
della

nome

di

altro

condottiero

Indi
terra
di

afflitti

dalla
altre

fu detta Italia,
tioco

e da

disgrazie, molti
1'

come vogliono Ansiracusano e Dionigi di Alib.


I.

loro

lasciarono

Italia;
si

po-

licarnasso

Ellinico per la

chissimi che restarono


in Cortona, citt
bria, e in

restrinsero

vuol

cos

detta

da

un vocabolo
Vitello o

insigne dell' Um-

antico che

significa

To-

qualche luogo degli aborigeni. Macrobio scrive che dei pelasgi furono antica colonia gli
metropoli de' quali era sta-

ro, della quale opinione erano stacitati da GelBochart seguito dal Mazzocchi ha creduto, che il nome d' Italia sia una voce fenicia derivata da itar o tra, che signiti

Timeo
lib.

Varrone
Il

fio

XI.

ernici,

citt come AlaBochari poi ed il Meursio vogliono che i pelasgi fossero gli stessi che gli etruschi ed i tirreni, ci che prova essere falso coli' au-

ta

Anagni o altra
Il

tri.

fica pece, di cui

parte d'Italia che

abbondava quella fu la prima di


detta Saturfigura-

tutte cos chiamata. Oltre a questi

torit di Dionigi di Alicarnasso, e

nomi T
nia,

Italia

stata

con

altre ragioni gravissime

il

Maf-

nome

indicante la sua ultima

fei. Sopra i pelasgi pu vedersi il Bonhier nelle sue Remaraues sur Herodole, ove ne tratta assai bene. Entro molte et prima della venuta di Ercole, Oenotro padre d'Italo condusse in Italia dal Pe-

antichit,

avendo

gentili

to in

Saturno

figliuoli

No, come ne'suoi Giove, Nettuno e Plutone


il

che
fet.

si

divisero

mondo,

tre

fi-

gliuoli di

Fu
il

No, Sem, Cam e Jadetta Chana, o da Ercoin lingua egiziana, co-

loponneso una mano di arcadi , cui vuol Pausania, lib. VIII, essere
stati
i

le,

quale

me

primi greci passati in

Italia.

Riferisce
fuggiti

Erodoto come

certi

focesi

a Reggio possedettero nell'Enotria una citt, che a suo tempo chiamavasi Hielsa, detta in seguito
dai
latini

lessico il FavoChon, o piuttosto da Saturno stesso , come dimostra Mazzocchi , dimodoch C/ionia il e Saturnia sono sinonimi. Dai gre-

vuole nel

suo

rino, chiamavasi

ci

fu appellata Esperia, per la ra-

Velia.
lib.

Afferma

gione stessa
latini

Dionigi d' Alicarnasso,

V,

esser

che chiamato

Esperia hanno
la

Spagna,
essi

cio

venuta ne'
la

lidi

colonia di laconii molti secoli

rovina di

una dopo Troia, regnando Lidi

Terracina

perch l'Italia era ad tal tale, traendo un


spero
sera.
la
,

occidendella

nome da E-

stella

annunziatrice
il

curgo. Strabone
ta dai laconii.

lib.

IV, e Solino

Finalmente
che
Jafet

Martinetti nel-

cap. VIIIj vogliono

Ma
vi

se

Formia edificavero, come


ebbero sede
i

sua Collez. clas.

do

p. 307, parlanoccup e popol

dice Plinio,

che

l'Europa, dice

esser

comune

opi-

ITA
iione de' dotti
lli
il
,

ITA
figlio
celti,

93

che Cethim
il

bench Erodoto
dai
ligi,

li

faccia di-

Giavan

e nipote di

Jafet, dasse
all'

scesi

popoli della Colchide,

principio ed

nome

Italia,

o come
e Sesto

altri

dicono
li
i

dell'Albania,

die appellasi duini, Cethim o


tini

Cheti

Pompeo
Furono
i

vuol originati
liguri robusti

in

ebraico,
e
tra

come vogliono
s.

dai siculi.

padri,

questi

Girolamo,
e.

e forti contro

disagi della guer-

Gcn.
inqitit,

e.

io, e

Geremia
Cittim,

i.

Ite,

ra e delle fatiche.
bitanti
tra
il

Gli euganei ae l'Alpi


,

ad

insula s

quas

vel

mare
il

furola

Jlaliae,

vel

debemui
Gen.
bi
y

oaidentalium partitivi intelligere Tostato , Il


.

no

sloggiati

da

Antenore
quale
scacciati
essi

dopo
dalla

presa di Troia,

fattosi ca-

1.

e.

Necesse

est confileri

u~

p degli
flagonia,

eneti^

Pa-

Num.

Osserva

24, dicitur de Chittim. perci il Martinetti che

venne con

nell'intimo

Chittim nipote di Jafet dovette popolare l'Italia molto tem-

Cethim o

p dopo
regno
glie

che

Nembrod
perch
di

fond
le

il

mare Adriatico. Questi secondo la pronunzia di qua furono detti veneti, e di qui la denominazione di veneti agli aseno
del

heneti

di Babilonia,

fami-

bitanti

tutti

di

quel

tratto,

e al

babilonesi erano gi adulte ed


nei contorni
la

tratto

stesso di

stato veneto.
si

Gli
ri-

esistenti

Babel, ed
di Jafet

euganei

scacciati dai veneti

all'incontro

discendenza
tutta

tirarono ne'monti, in quelli princi-

spargeudosi
parte

per

dell' Asia,

dovette

l'Europa e impiegar

palmente che ora formano


li

le

vai-

bresciane,
in

come
luogo

dice

Plinio, e
il

molto tempo ne' viaggi e nella conoscenza de'luoghi, ed appena Cethim nipote di Jafet pot condurre dopo mollo tempo una colonia
nella regione, cui diedero
d'Italia.
il

anche
ro

Verona. JNV monti


fu

lo-

principal

Stonos, e

stella

nome

Catone annover trentaquattro caappartenenti a questa gente, Gli euganei pare credibile che fossero o etruschi o venuti dallo
luogo.
Il

Altri
i

antichi abitatori dell'Italia,


vi

stesso

nome

di euganei

si

occuparono pi luogo, e vi furono pi permanenti, incominciando dal tratto d'Italia detto


quali

vuole un soprannome di onore dato a questi


li

popoli, per distinguer-

da

altri

popoli dello stesso loro


di

Gallia Cisalpina,
I

furono

seguenti,
tra
il

ceppo. Gli etruschi occuparono

liguri

cio

gli

abitatori

nuovo

Varo

e la Magra , furono quelli propriamente il cui paese fu detto Liguria. Poich oltre questi vi sono stati i liguri montani, che de-

nominarono
liguri

le

Alpi Liguri. Se fosse


ai

vera l'opinione d'Eustazio che d


per autore un
di

maggior parte dello stato occupato dai veneti, e costrinmedesimi a ritirarsi alle i sero spiaggie del mare, finch imitisi formarono un solo popolo, che bravamente si difese dai galli, e li tenne sempre di l dal Chiesio.
la

certo
il

fratello
si

Albione,

Ligure qual Ligure

Catone,
fa
i

appresso

Plinio

lib.

XIX,
Dio-

veneti di
li

stirpe troiana.
in

oppose ad Ercole allorch and


cerca de'buoi di Gerione, sarebla

ne poi

pone

quelle parti prilib.

in

ma
non
li

di

Antenore. Strabone,
veneti

IV,

be pregevole
opinione
si

derivazione del

loro. Circa l'origine loro, pi


,

nome comune

alieno dall'opinione di quel

che stimano

una propache
col

che sieno venuti dai

giue di

que' galli

belgici

VOL.

XXXVI.

l3

'94

ITA
di

ITA
rali

nome

veneti erano sull'Oceano.

del Lazio e primitivi.


li

Tucidi-

Ma
sotto
eli

noto,

che

la

prima
fu

inva-

de
si

fa

gente

italica,

e che di es-

sione de' galli in

Italia

quella

Tarquinia Prisco quinto re Roma epoea assai posteriore.


,

Anche un passo
mostra
li
i

di

Polibio

lib.

II,

and in Sicilia un eoccupandone parte, o denominandola dal loro nome, sortito da essi, secondo Dionigi, da
dall' Italia

sercito,

veneti

non aver

dai gal-

Siculo re degli ausonii, che regn


fra gli

Ariano in fine, come pu vedersi in Eustazio sopra il Periegetto, stima che i veneti siano
l'origine.

passati
vinti
assiri.

in

Europa
scacciati

per essere
dall' Asia

stati

enotri conforme lo stesso dopo Morgete. Ci in cui molti convengono si , che nessun autore antico ha detto che i siculi fosse-

dagli

ro toschi, e che
in
Sicilia.

toschi passassero

All'Italia ossia all'Etruil

Venendo
abitatori

in

gi dalla Gallia Ci-

ria

stato dato

nome
che
gli

di

Meofoslidii

salpina quali

hannovi
pi

altri

antichi
si

nia dai poeti;


dall'

lo

derivato
etruschi
i

d' Italia
gli

rinomati,
Si

opinione che
fossero detti
lib.
i

presentano
,

umbri.

stimano

sero venuti dalla Lidia; che


poi
il

questi dice Plinio, la pi antica gente dell'Italia, siccome cos chiamati dai greci per essere sopra*

meoni
XIII.

lo avverte

geografo,

Debbono

poi

rammemorarsi
secondo
di

sabini, cosi detti,

vanzati alle pioggie dell' inondazio-

alcuni,

da Sabo

figliuolo

ne della
iiell'

terra.

Quindi
poi
i

egli

pens,

Etruria essere
i

stati gli
lidii.

umbri,

Sanco, genio del loro paese. Strabone li chiama popolo anti-

indi

pelasgi, e

no dunque detti dai o ombri o ombrici

greci

Furoumbri

chissimo e indigeno, da cui,

come

aggiunge
ceni,
zi,
i

lo stesso,
i

da ombros, che significa secondo loro pioggia impetuosa, etimologia contrastata,

sanniti,
III.

derivarono i pilucani ed brui

lib.

Anche
dai

Vairone
sabini.

fa

sanniti
disse

discesi

Fu

chi

ma
il

difesa

dal

p.

Bardetti.
di

Plinio

sannite quel Capi che fond


altri

e con
popoli

esso Stefano

Bisanzio e
questi

Cluverio

vogliono

detti

Capua, e secondo Troia, e secondo


berino o Tiberio
ba.

venuto da

altri

avo

di

Ti-

umbri dal fiume OmbroGli umbri furono celti essi ne. pure d'origine, e circa il paese da
loro
abitato
in
Italia,

Silvio

re d' Al-

Ma
sia

Patercolo
stata

vuole

che Ca-

pua
schi,

fondata

dagli etru-

Zinodoto
questi
Rieti,
li

Tito
fu
;

Livio
il

afferma, che

scrittore della

storia

di

umindi

Volturno
quella citt

primo

nome

di

bri

li

fa

indigeni

di

si

aggiunge, che nelle

cacciati

di l dai

pelasgi

fa

pas-

monete
tere

di

sar
si

il

Nar

oggi la Nera, e fermare chiamarsi

etnische.
i

Capua si veggono letVengono in terzo


famosi per
Il

intorno alla stessa,

luogo

volsci,

le

guer-

sabini, al

che ripugna Catone. Nel Lazio e contigui luoghi sono dericordanza priposti
i

re co' re di
si

Roma.
il

paese di esla

situato tra
Il

Lazio e

Camdili-

gni di particolare

pagna.

Cellario
le
;

annovera
metropoli

mieramente
abitatori

siculi

da
i

Pli-

gentemente
possedettero

citt

e luoghi che
fu,

nio in quarto

luogo
e

tra

primi
di

la

al

d' Italia,
li

Dionigi

dire di Strabone, Suessa

Pomezia,

Alicarnasso

chiama popoli natu-

e lo conferma ancor Dionigi, ben-

ITA
che poco
liolo

ITA.
dica

95

appresso
la

che Codella

presa ogni terra considerabile

ora

Taceva

figura

loro

moltissime, e la pi parte di queste

metropoli Ebbero anco Terra ci ne, chiamala Anxur nella loro lingua.
l\Ja,il

saranno appartenute
questo
altre
il

agli

etru-

schi, signori quasi di

tutta Italia.

ripetiamo, sulle diverse opidei

Non
delle

luogo di parlar
de' celebri

nioni
l'orse

primi abitatori de'luoghi,

notizie

meglio
gente

articoli.

ne parla ai loro Restando per ultimo gli


se
cosi

possenti etruschi, del loro governo


regio,

della

loro

lingua,

arti

osci,

antica,

che poco

scienze in cui tanto si segnalarono,


delle loro forze militari, e de' loro
all'arti-

ne parlano gli scrittori greci e romani, per essere al loro tempo di gi svanita. Pare che si ritragga da Plinio , che stessero tra i volsci e gli ausonii. Festo li fa deregione della nominati da una Campagna detta Oscos* Il nome
di Etruria
vasi

avvenimenti. Se ne tratta
colo Toscana, mentre

agli articoli

Lazio e
bratissimi
articoli

Roma parleremo
latini
,

dei celeai

come

tanti

che li riguardano. Passeremo a dare una


l'Italia,

tavola

e di etruschi
latini,

non

troi

geografica degli antichi popoli che

usato che dai

poich

abitarono
i

compresivi anche

usarono quelli di Tirrenia tirreni, ed i romani dissero e anche tuschi, quali nomi sono stati dati anche a tutta 1' Italia. Alla venuta di Enea, dice Livio I. I, che P Etruria empiva del suo
greci
li
i

venuti dopo la fondazione di

Ro-

ma,
gar

ma

sar indispensabile

riepilo-

gi dette di sopra.

brevemente alcuna delle cose Questa tavola

estratta dalla citata Storia d'Italia

nome
come

tutta la
al

lunghezza dell'Italia

dalle Alpi

mar

siciliano, e

nota

due mari che P abbracciano, P uno era detto Toscano,


de'
e l'altro Adriatico, da Adria colo-

dai suoi primi abitatori, che la ricav dall'ultima edizione del Cluverio. Anche M. de P Iste diede una carta assai distinta co'nomi degli

antichi

popoli
il

delle
di

antiche

citt,

che

barone
I

Saint-Odill
tra

nia de' toscani.

Aggiunge
di
i

lo stesso

pubblic nuovamente con moltissi-

Livio, che le colonie

questi a-

me
il

correzioni.

liguri posti

veano occupati
dal

passi tutti di

qua

Varo

e la
il

Po sino alle Alpi, eccettuato un angolo su! mare. Per autorit


di

gustico, e

Magra, e il mare Lifiume Po sino a Piaassolutamente teneliguri


di

cenza, dividevansi in pi popoli. I


liguri cosi detti

Plinio

le

foci

del

Po furono
dove Polibio

scavate dai toschi, e


lib.

vano Genova, Savona, Novi, Sestri


e Porto-fino.
I

esalta

le

pianure di
pi
felici d'

Lom-

vagiesi erai

Europa, dichiara che furono prima tenute dai tirreni, e quando se ne impadronirono i galli, dicono gli autori concordemente, che ne scacbardia
le

come

no

nel

marchesato

Saluzzo;
il

li-

guri
rato.

stazielli
I

abitavano
liguri

Monfer-

liguri intemelii
I

stavano pres-

so Ventimiglia.

ciarono
degli

toscani.
fu

etruschi,

Quanto alle fama essere


il

citt

ingauni erano in Albenga, nel Finale e nei luoghi vicini. I liguri apuani avePontremoli.
garuli,
,

state

vano
liguri
ti
,

V'erano pure
e
certiceati.

anticamente in

Italia

millecentono-

lapiuni, creati, friniacelelati


I

vantasette citt, sotto

qual no-

veliati

me

da credersi, che

fosse corri-

taurini posti tra la

sinistra

del

Po

196
e
la

ITA
radice
delle

ITA
e
il

Alpi,

fiume

gi dell'Adriatico, sino al fiume Ci-

Orco, diedero il nome alla citt di Torino, gi espugnata da Annibale

sano presso a Capo d'Istria. La loro capitale fu Aquileia; indi veni-

ed ora reggia del re sardo. zi e gl'ideonni erano popoli

coz-

vano
il

Cividal del

Friuli,

Zuglio

di

due

di cui restano ora alcuni vestigi, tra

regoli nelle Alpi; la capitale dei pri-

mi
la

fu Susa.
valle

salassi
il

abitavano nel-

che taglia

fiume

Dora:

capitale di questi era Aosta detta

Au-

monte della Croce e il fiume Tagliamento, tre miglia sopra Tolmezzo; e Udine. Appartenne anche a questi popoli Norcia ora Gorizia,
citt

gusta Praeloria, perch fu fabbricata d'Augusto., e perch fu l man-

prima

dei tau risei,

quali

di

l dalle
rici.

Alpi furono poi detti nopoi


nella

data
sti

una colonia
I
il

di

pretoriani;

Trieste similmente, prima citt


colonia de'romani,

poscia Ivrea.
circa

leponzi erano po

degl'istri

lago maggiore a Bellinvicini.

entrata
Gl'istri

provincia dei
il

carni

zona e luoghi
tra
il

Gli
il

euganei

abitarono
di
i

paese che

a
:

Iago di

Como

e
fra

fiume Aeuganei
I

forma
tico,

penisola entra nell'Adria-

dige. I pi celebri

gli

tra

fiumi

Cisano ed Arsia

furono
di

saruneti* posti nella valle


nella Valtellina.
dell'

Chiavenna e
alla

vennoni
I

sorgente

Adige.
I

camuni
Ohio.

nella

Val Camonica.
furono

truraplini o triumplini presso al fiu-

Pola fabbricata dai colchi, mentre perseguitavano Giasone e Medea; indi vengono Parenzo, Capo d'Istria e Castel Nuovo. De'galli cisalpini. Questi furono
la loro capitale fu
altri

me
ti

beti

condotfugalli,

traspadani, altri cispadani.

da rono

Reto
i

toscano,
scacciati

quando
dai

galli

traspadani

furono

libici,
I

capi-

toschi

tale de'quali

fu Vercelli.

levi,

ca-

dalla regione

Circompadana. Stavagli

pitale de'quali

fu Pavia, ed ebbei

no

questi sopra

euganei., tra la

ro anche Novara. Gl'insubri,


forti tra
i

pi

sorgente del
loro

Reno

e del

Dravo;
gli

la

capitale fu

Trento;

altri

pitale
stri

ebbero per caMilano, poi furono loro illugalli


itali,

luoghi

pi

cospicui furono

Coir,

citt

Lodi,

Feltre e Belluno. Verona, citt chiarissima in ogni tempo, fu fabbricata di concerto dagli euganei
reti.
I

Gli orobii ebbero


e Berlasina.
I

Crema e Monza Como, Bergamo


le

cenomani, de'quali fu
citt

e dai

Brescia la capitale, ebbero


assai illustri
di

veneti erano
il

alla

riva del-

Cremona

e di

Man-

l'Adriatico tra

Po

e la sorgente

tova, gi fabbricate dagli


I

etruschi.
gli

della Brenta, la capitale de'quali fu

Padova

fabbricata o accresciuta da
lor condottiere;

Antenore

bench

anani o anamani che confinavano coi liguri, e abitavano attorno a Piacenza,


galli

cispadani erano

Oliverio voglia questi veneti piuttosto popolo illirico.

poi colonia de'romani e celebre an-

Gli altri loro

cora pel superbissimo anfiteatro che

luoghi pi celebri furono Adria fabbricata in prima


dai toschi, Este,
di cui

avea vicino
ta
ti

alle

mura,
I

il

quale repi
for-

st incendiato

quando
boii,

fu espugnai

Vicenza j ed Aitino
starono che
il

non

re-

da Cedrina.
tra'galli

nome

e qualche se-

d'Italia

dopo

gl'insubri,
,

gno presso il fiume Sile; e inoltre Treviso, Oderzo e Concordia. I carni

fu

loro capitale Bologna

dinanzi

detta Felsina, quand'era capitale dei


toscani.

tennero

il

rimanente della spiag-

Ebbero

inoltre

Parma, Bres

ITA
sello,

ITA
ne
il

197
Toscana;

Reggio, Modena, Imola, FaenI

fiume che
li

taglia la

za,
gli

Forl.

senoni,

gli

ultimi de-

ma

dai possedimenti sul

mare Meetruschi,
li

antichi galli, venuti in Italia, atra

diterraneo

scacciarono

gli

bitarono

Ravenna

e Jesi

una

e da quelli sull'Adriatico
ritirare
sti
i

fecero

parte del paese degli umbri, e stabilirono per loro capitale


lia,

galli

senoni. Distrutti quei

Senigal-

dai romani, furono


la

confini del-

fatta poi

colonia de'romani, doda' quei luoghi


dis-

l'Umbria dall'austro
caso
il

Nera, dall'ocset-

poch
cacciati
tato.

furono
i

Tevere e

il

Ronco, dal

da M. Curione DenPompeo vinse Mario in quegalli

tentrione l'Adriatico, e dal levante


la

sorgente del fiume Jesi fino a

sta citt

e la

saccheggi.

quella della Nera.

Le sue

citt

pi

De' toscani e degli umbri. Gli etruschi, parlando della sede che tennero pi stabilmente, ebbero il paese tra
la

celebri nella spiaggia dell'Adriatico fu-

rono Ravenna, Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia. Pi a dentro Cesena,


Sarsina, Urbino,

Magra, il Tevere, l' A pennino e il mare Mediterraneo. Voglionsi le docitt


capitali

Sentino, Jesi,

Ca-

merino. Di

dell'Apennino Gubbio,
di Castello,

dici

di

questi popoli:

Bevagna, Spoleto, Citt


Nocera,
di,

Eolsena, Chiusi, Perugia, Cortona,


Arezzo, Citt di Castello o Civitacastellana, Volterra, Grosseto e
veteri, le

Asisi,

Spello,

Foligno, To-

Terni, Narni, Amelia, Otricoli.

Cerquali ancora rimangono. E

De'
I

siculi,

de' sabini e del Lazio.

Veio poche miglia lungi da Roma; Vetulonia presso Piombino, Mazza, Rosella su d'un colle vicino a'bagni di Roselancora le rola, dove si vedono
inoltre le gi rovinate,

da prima coumbri, stendendosi in gi fino al mare. Da Italo loro condottiere vuoisi cognominato questo paese per la
siculi

confinarono

gli

prima volta
ro
Lazio.
1

Italia,

e poi

dopo

il

lo-

discacciamento Saturnia, e
la

poi

vine di questa citt; Tarquinio, di


cui

sabini entrarono a posse-

pur restano

le

vestigia

sopra

dere
il

parte

del

Lazio posta tra


il

Corneto.
li,

Dopo

queste citt capita-

fiume Nera e

Te verone. La
dopo
la

furono

citt assai distinte dell'an-

capitale di questi fu Rieti,


citt

Luni ora l'Erice, la quale abbench posta al di l della Magra, pure era dei toschi, Pitica

Etruria,

chiamata Cures, che Leandro vuol che corrisponda al luogo or


detto

Torri,

il

Cluverio al castello
Olstenio a Corrodi

sa,

Livorno, Populonia
le

di

cui re-

Vescovio, e Luca
se,

stano
nia,

memorie

vicino a

Piom-

presso

il

monastero

Farfa

bino, Telamone, Costa ora Ansido-

Le
te

genti di questa citt furono detcureti, e


i

Gradisca affatto distrutta sotto

Corneto, Civita Vecchia, e Alsio ora Palo. Pi dentro cranvi Nepi Sutri, Viterbo, Orte, indi Erbano
ora Orvieto, Soana, Saturnia rovi-

che
ti.

da essi vogliono alcuni romani fossero appellati quirialtre citt pi

Le

celebri de' sa-

bini furono Norcia,

Cutilia, le cui

nata
l

presso

Soana

stessa

Siena,

sono presso Civita Ducale, Amiterno, i cui vestigi stanno presrovine


so

Firenze, Pistoia, Lucca. A'toscani di


dal
bri.

l'Aquila,
il

inoltre

Ereto,

se-

Tevere si univano gli umQuesti da principio assai pos-

condo
tondo,
tana.

Cluverio, ora Monte Rola Mene N omento ora


latini
il

sedettero lungo l'uno e l'altro


re, e

ma-

antichi

aveano
e l'Anio

il

da

essi fu

denominato Ombro-

paese

tra

Tevere

98

ITA
Te verone
si

ITA
Circello
;

sia

fino a

po-

li

detti

aurunci.

picentini o

pci-

scia

computarono
gli ernici,
i

nel Lazio gli

ni stavano di l dall' Apennino, confinanti coi sabini


i

equi,
sonii,

volsci

gli

auil

cogli

umbri

tra

ed

il

fiume Garigiiano fu

fiumi Jesi e Aterno, ora detto Pe\\

loro confine.
le

Capo

del Lazio

si

vuo-

scara.

loro paese diceasi Piceno.


sul

da molti che sempre sia stata lioma; tra le citt principali si contano Tivoli, Palestrina, Gabio, Tuscolo e Ariccia, Civita Lavinia, Alba Longa, Lavinio ora Patrica, Laurento ora Paterno, e Ostia.
Presso
si

Ebbero
Castel

mare Ancona

fabbrica-

ta dai siracusani e colonia de'greci,

Nuovo ora Flaviano,


il

Castel

Tronto, dove
te in

fiume Tronto met-

mare

per incerto se fos-

se nella destra di
.

dove

si

unisce
incerti

il

Teverone,
I

strano

vestigi di

moAntemna

questa foce ove ora Torre Segura, o alla sinistra ov il porto d'Ascoli ), Osimo, Setino,

Collazia e Fidene.
stretti

rutuli assai ri-

ptempeda ora Sanseverino, Tolen-

ebbero Atdea per capitale. Gli equi ebbero Carsu la ora Arsoli, Valeria o Varia or Vicovaro, poi Subiaco e l'Algido. Gli ernici ebbero Anagni, A latri, Veroli e Ferentino. I volsci confinavano cogli ernici stendendosi verso il mare ove Anzio distrutto, gi capitale de'vol sci,

Fermo
I

Ascoli

Teramo

ed

Atri.
ni

vestini confinanti

de'piceuti-

di

cui

rimane
;

il

promontorio

avevano Civita di s. Angelo, CiPenna, Avia ovvero Avella, ora Aquila. I maruncini seguivano dopo i vestini verso il mare, avendo assai angusta estensione; di loro era Tieti o Chieti. I peligni confinavano coi vestini e coi maruncivita della
cini,

Capo d'Anzo
gono alcuni
lo;

Circeo, di cui riman-

e fu loro capitale Corfuio

di-

vestigi a

monte

Circel-

strutto, che fu la fortezza stabilita

Te tracina

detta

Anxur\

l'Agro

da'popoli
le
i

italici
i

nella guerra socia-

Pontino ora Paludi Pontine, ove Ponziano per testimonianza di Plinio dice essere stale
venti tre citt,

contro

romani.

Se ne vedono

ruderi sette miglia lontano da Sul-

mona
stra
I

capo delle quali era Suessa Pometia

e tre miglia

posta tra

Velletri e Cori.

Citt

che poi fu capitale de'peligni, lontano dalla riva dedel fiume Aterno ossia Pescara.

de' volsci

quali

si

furono Velletri, Piperno, disputano l'onore di capi-

ta le^ Cori,

Norba o Norma che

ai

marsi continuavano dopo i peed i vestini avevano Alba Fucense distratta, detta volgarmente
ligni
:

tempi
Segni,

di Plinio era distrutta, Sezze,

Albe e Alba
rea.
1

sul

lago

Fucino ora
li-

Sermoneta, Frosinone, Falvatera, Aquino, Monte Cassino, Atina, Arpino, Arci, Sora, Fregella che fu ove ora Ponte Corvo, o Ceprano, secondo il Cluverio, e Inter-

Celano, e inoltre Marrubio ora Morfrentani o


ferentani sul

do
sto

di l dai marrucini e dai

peli-

gni avevano Ortona,

ramna ora
sonii

l'isola

di Sora.

Gli au-

Lanzano e Guad'Amone. I samniti, detti ancora sabelli, che voglionsi derivati dai
possedettero
il

ebbero Gaeta, Foudi, e For* mia ora Mola. Vuoisi che gran parte di questi

sabini,

paese detto

Samnio, da una
del cui sito

citt

che

vi

era,
i

popoli sieno

stati chiagli

non

resta

memoria;
f

mati
e

opicii, quali osci;


i

siccome che

luoghi di
Gl'irpini

questo paese erano Boia-

ausonii posti tra

confini dei volsci

no, Iseruia, Sepino,

li

e Telefe.

Teano Sedicino

sieno stati

popo-

discendevano da' samniti,

ITA
possedevano Benevento, Ariano, Avellino e Consa. I campami, che voglionsi derivare dagli opicii, ovvee
pulii

ITA
raessapi, essendosi poi
ta
i

199
chiamae calabri
della

la

Messapia Calabria

suoi abitatori; siccome la

met

ro dagli osci, abitarono la


,

Campa-

nia felice ora detta volgarmente Terra di Lavoro, in cui vi avevano Linterno o Literno, ora la Torre di Patria, luogo del volontario esilio

Calabria stessa adiacente al golfo di Taranto fu il paese de'popoli detti


salentini.

Dopo
il

questa costituzione

della Calabria, la Puglia


te tale fu

paese tra

il

propriamenfiume FrenI

di

Scipione
di

africano

Baia
e

tone e

la

detta Calabria.

luoghi

antico luogo
sul

delizia de'romani,

celebri della Puglia furono

Teano,

golfo di

Pozzuolo, tra esso

Cuma; Miseno ora Monte Miseno;


Pozzuolo, Partenope ora Napoli; Er-

cui
le

Appuloora volgarmente Civitate, di non resta che piccolo vestigio delsue mura; Gerion, or Dragonara;

colano

volgarmente Torre di Greco; Pompeia, ora volgarmente


ora
l'uno e
l'altra

Scafati,

coperti dal

Aequulanum ora Troia, Arpi, di cui si vedono le rovine presso Foggia, Ascoli di Puglia,
Siponto, Lucer,

Vesuvio,

inoltre

Sorrento.

Pi
che
cui

dentro
si

terra

avevano

Capua,
le

Venosa, Achirontia ora Acerenza Canosa, Canna, Salpe, Ruvo, Bitonto,

vuol fabbricata da'toschi,


dalla

Egnatia or terra d'Anazzo. NelOtranto, Castro,


Nella penisola

rovine veggonsi

no

due miglia lontamoderna Capua; Suessa


Sessa
;

la Calabria Brindisi,

Gallipoli e Taranto.

Auruncii, ora
silino

Venafro; Ca-

celebre

per

l'assedio soste-

nuto contro d'Annibale. Di esso non rimane che il ponte CasilinOj e sorge sopra l'antico suo sito la nuova Capua. Avevano ancora Tiano, Caiazzo, Calvi, Aversa, Acerra, Nola e Nocera de'Pagani. I picentini si stendevano da Sorrento ossia dal promontorio di Minerva sino al fiume Silaro; furono una colonia degli altri picentini l condotta dai ro-

Nardo, Lecce, e Rudia non pi esistente e gi patria di Ennio. I lucani derivati essi pure dai
samniti, presero
di Lucio loro
sotto g' irpini e
sotto la condotta
il

capo
i

paese posto

picentini dall' u-

no
ra

all'altro

mare

sino ai fiumi o-

Leino e Cochile. Ebbero sulla spiaggia del Mediterraneo Posidetti

donia rovinata, ora Pesto, Velia gi celebre porto, eBuxento orPolicastro;


dalla

parte del golfo di Taranto,


di

mani:
Gli

la

loro capitale fu

Salerno.

Metaponto or Torre
clea,

Mare, Era-

appulii

tennero

la

Puglia, che

dinanzi Siri e ora nelle reli-

dal fiume Frentone va sino alle foci

dell'Adriatico:

si

dividevano
tra

in
i

quie delle sue rovine Policore, Sibari, che giunse a contener trecentomila
abitatori,

appulii dauni, ch'erano posti

ne pi

esiste.

Dentro

ter-

fiumi Frentone e l'Aufido, ora Lofanto; in appulii peucezi, eh' erano


posti

ra avevano, Potenza diversa dalla picena, e Grumento or Clarimonte.

dal Lofanto

sino a

Brindisi

bruzi provenienti dai lucani


il

e Taranto, bench una parte di questa

tennero

resto dell' Italia fino aldi


Sicilia.

Puglia Peucezia
;

sia stala

abita-

lo stretto

Ebbero

nella

ta da'pediculi

in appulii

messa-

spiaggia verso ponente Cerili or Cirella,

pi, posti sul resto della Puglia, ch'en-

Clampetia or Amantea,
distrutta

Tem-

tra nel

mare
sono

in

forma
stessi

di

penisola.
gli

psa

1 calabri

gli

che

ap-

Torre Loppa, Terina or Nocera, Lamelia or


vicino a

300
sant'

ITA
Eufemia,
Scilleo
sulla
testa

ITA
benefizi

da

lui fatti ai

latini, questi

dello scoglio
giio.

detto Scilla,
dallo
stretto,

ora Sci-

credettero di vedere in
to
la

lui

ritorna-

Reggio; dall' altro mare Caulonia or Castel Veteri, Squillace, Crotone, Petelia or Belicastro, Rossano. Entro il capo de'bruzi, Cosenza e presso ad essa verso settentrione vi era Pandosia, col fiume Acheronte celebre per la rotta e per la morte quivi incontrata da Alessandro re degli epiroti. Fuvvi ancora la fal

Di

un nuovo Saturno, onde dopo sua morte come tale lo venera-

rono. Discendevano quei di Pallanzia dalla citt fondata da Evandro

quando
di

co'suoi

arcadi

si

rec

nel

Lazio, sessantanni prima dell'eccidio


Troia.
si

tali

primi seguaci

di

Piomolo
ti

unirono molti fuoruscii

de'luoghi circonvicini, e poscia


:

sabini
di

da

lui la citt prese

il

nome
Cin-

mosa
dai
lentia,

citt

d' Ipponio,

detta

poi

Roma,

romani

gli abitanti.

romani
ora

Vibo o Vibona VaMonte Leone. Magna


il

quecento
galli

e pi

anni stette

Roma

a sottomettere tutta l'Italia, avendole

Grecia

che
to

sta

propriamente e tra Taranto

paese
stret-

lo

di Sicilia.

Prima
la

fu

detta
e

Matut-

gna Grecia anche

Sicilia

lungo contrasto; dopo duecento anni i romani conquistarono il meglio dell'Europa, e gran parte dell'Asia e
i

fatto

il

qual tempo in

ta quasi l'Italia, le cui spiaggie

ma-

dell' Africa.
i

Incominciamo

dunque
coll'indi-

rittime occuparono

greci colle lo-

principali avvenimenti d'Italia dola

ro colonie. Cos Cluverio nel luogo


citato.

po

fondazione di
sotto

Roma,
i

car le conquiste che


gli

romani fecero
e

Tralasciando di narrare

avdi-

nel l' Italia


I

re.

venimenti

riguardanti

gli

etruschi
si

re di

Roma

ebbero molte

ed

re latini e di Alba, quali


ai citati

lunghe guerre
ni.

coi popoli circonvici-

ranno

articoli,

cos

pure

Romolo

coi cenninesi,

co'orustu-

della fondazione di

Roma,

passere-

merini, cogli
rini,

antemnati, co'cammeco' veienti.

mo ad
l'Italia,

accennar quelli principali delaccaduti dopo la fondazione


Solo qui prima notela

co' fidenati,

Tulio

Ostilio terzo re di

Roma,

cogli al-

di

tale citt.

banesi, di
sabini.

remo che Romolo


sto,

fabbric

748

anni avanti la nascita di Ges Cri-

ovvero 752 anni avanti o 753,

nuovo co' fidenati e coi Anco Marzio quarto re di Roma, di nuovo co' veienti. Tarquinio Prisco quinto re di Roma,
co' latini,

corrispondenti agli anni del

mondo
epo-

cogli

etruschi, e di
il

325 1,

essendo queste

le

tre

vo
coi

co' sabini.

stata fondazione.

che pi celebri della tanto contraPrimi seguaci di Romolo furono parte degli abitanti delle piccole citt di Saturnia e
di

settimo

ed
,

Tarquinio ultimo re
di

nuoSuperbo

di

Roma
dilat
si

volsci

nuovo
e
le

co' sabini.

Ora
il

in

queste guerre
territorio,

Roma
nelle

suo

paci

Pallanzia, e

di

quei

troiani di-

scendenti da coloro ch'eransi portati

nel Lazio con Enea,

dopo

l'ecci-

dio di Troia.
di

Quanto

agli abitanti

Saturnia, essi discendevano da quel re latino Sterce successore di


la

Giano, che

fabbric

merc

nemiche , che poi pi volte tornarono a ribellarsi, e nelle medesime invi colonie romane. Cinque di queste colonie ne fond Romolo, cio Cecina, Antenna, Crustumio, Camelia e Fidene. Panvinio e il Sigonio vi
rese confederate
citt

ITA
aggiungono
d'A licarnasso
te

ITA
;

201

Medul
ci

liti

ma

Dionigi

dice solo, che mol-

famiglie

di

Roma

per

Medullia passarono godere dei vantaggi


di

della dolcezza

Romolo. Ne
altre,

furo-

ne poi aggiunte tre


del commercio,

ma non
comodo

per conquista, bens o per

Marcio Tremolo gli ernici; (minio Bruto gli equi ; e Curio Dentato sabini. Pi consoli domarono galli, rotti specialmente in Toscana da Cornelio Dolabella ; Tito Curancanio soggett la Toscana sino al fiume Arno ; Papirio Cenopieii;
i

come

fu

Ostia fon-

sore
i

Calvilio
i

Massimo

lucani,

data da Anco, o per opportunit di larvi svernare i soldati, come fu Se-

sanniti ed

bruii; Appio Claudio

picentini
i

Decimo Bruto
e
i

M.
la

gna
cini,

stabilita

da Tarquinio

il

Superi

Fabio

salentini

messapi;

bo, o per tenere in soggezione

vi-

Gallia Cisalpina fu
C. Marcello.
I

conquistata da
si

stesso
sci.

fu Circeo, che fond lo Tarquinio per raffrenare volQueste colonie altre erano afi

come

veneti

diedero spona'

taneamente compagni
carni e
g' islri
i

romani;

vinseli

Sempronio

fatto

nuove, cio fondate

in

luoghi

Tuditano;
i

ove non erano

in avanti citt, altre

stabilite in citt \inte e distrutte

che

popolar

si

volevano. In queste alcusi

Emilio Scauro; Alpi, Appio Claudio Bello. Nella guerra ch'ebbero co' galli L. Emilio Paolo, e
liguri
salassi, e gli altri delle

ne volte
cittadini,

vi

riteneva parte de' vinti


vi
si

C. Attilio Regolo, narra Plinio nel


lib. Ili,

e solo

inviava

un
al-

che nell'anno di
si

Roma 529

supplemento
tre
gli

di cittadini

romani;

sotto detti consoli


Italia
la

armarono in
settecentomicavalli.

volte

traspiantati a
vi
si

Roma

tutti
tutti

contro
e

galli

abitanti,

spedivano

fanti

ottantamila

Le
de-

nuovi da

Roma

e presi per lo

pi

parziali e principali guerre


ni coi

devoniale

no n case
pagna.
si

da plebee famiglie, che non avevain citt, ne poderi in cam-

diversi
in
;

popoli d'Italia,

scriviamo
ghi
versi

La porzione
in

del terreno
ai

che

articoli

compendio agli analoivi pur dcesi dei distorici dei

dava

dominio

nuovi colodi

avvenimenti
con
altri

popoli

ni

era a'tempi di

Romolo
il

inger

a testa. Espulso
il

re
1'

quinio

Superbo da
la

Roma
era

due Taranno
e

italiani

popoli e nazioni,

delle loro glorie e vicende segnalate.

Le popolazioni
erano
ro
le

del"

nord

d'Italia

245, avanti proclamata

nostra

5ocj,

in

origine selvaggie, indipentra


lo-

la

repubblica, ebbe inil

denti e sempre in guerra


;

cominciamento
li.

governo de'conso-

colonie greche che


varie

ingenti-

Lo erano nell'anno di Roma 252 Spurio Cassio e Opiterio Virginio, quando romani domarono gli aurunci. Quindi le altre principali coni

lirono

contrade,
del
i

formarono
gli

successivamente delle
e le nazioni
schi,
i

repubbliche,
etrusanniti, ec.

centro,
i

latini,

romani,

quiste stabili sotto


lia,

consoli nell'Ita-

presentarono in diversi
rie confederazioni.
Il

furono

le

seguenti. Camillo dit-

tempi vagoverno ro-

tatore vinse e conquist Veio; Cin-

mano
tale,

Fabio Ambusto tiburtini Quinto Fulvio quei della Campania o Campagna; M. Torqualatini; Emilio Ma merli no e Gaio to Manco i volsci; Publio Filone gli
cinnato
i

prenestini
;

la

essendo essenzialmente milistoria per molli secoli non

che
sforzi

una continuazione
per estendere
a
il

dei

suoi
ter, i

proprio
vicini

ritorio

spese
la

de' suoi

quali per

loro poca

unione

glie-

,, ,

202

ITA
che
la

ITA
,

ne diedero tutta la facilita. Circa due secoli avanti Ges Cristo i romani padroni della parte centrale ed australe dell' Italia portarono la guerra in Sicilia, ne occuparono la maggior parte, fecero altrettanto colle piccole isole sparse ne'due

portata dal prode Scipione nel cuore dell'Africa libe-

guerra

r dagli stranieri

l'Italia,

col

ri-

chiamando
Vinta

le

forze

de' cartaginesi
patria.

per difender la minacciata

compiutamente Cartagine senza contrasto romani divennero


i

mari,
sola

come
potenza

la

Corsica e la Sardei

assoluti

gna, ed attaccarono
delle forze,
bilit

cartaginesi

padroni di tutta l'Italia; poich i cimbri ed i teutoni, che


settendi
resi-

che potesse opporre aumentate anche dall'a-

trionale,

ne saccheggiarono la parte non erano capaci

e dal calcolo.

La prima guerdiversi

stere alla

mirabile disciplina
poscia

milicivili

ra punica present eventi

tare de' romani, e le guerre

tanto in terra, in Sicilia, nelle Spa-

scoppiate

nell'

interno

non,

gne ed in Africa, quanto sul mare, ove i romani ebbero da principio la sorte contraria.

La secon;

da guerra
cartaginesi

fu

pi
sino

interessante

vollero

colpire
dalle

la

po-

tenza

romana
il

radici

aveano per oggetto che la partecipazione al diritto che dava il titolo di cittadino, e non mai la intenzione di voler formare degli stati separati. Ad assuefare gli animi italiani alla dipendenza, mirabilmente
contribu
l'artifcio,

portando
di
lei

teatro della guerra sul

con che
,

Roma,
di
al-

proprio territorio, e traendo


popoli della Gallia
Cisalpi-

sotto l'aspetto di amicizia

vantaggio dallo spirito indipendente dei

leanza e di partecipazione alle sue


glorie, trasse
stanti.

popoli circo-

na, che fino allora avevano respinto


il

giogo

inauditi sforzi

romano. Annibale dopo pervenne non sola-

vincere i popoli che si trovavano sul suo passaggio , ma ad attraversare con sommo ardire le Alpi, e pose i romani sull' orlo della loro perdita. Famose furono
le sconfitte cui

mente a

Vari furono i modi con che i romani governarono i vinti. Dopo l'associazione politica, della quale sotto Romolo furono mediatrici le rapite sabine, si continuarono a contrarre quelle societ guerriere, che
servirono di tutela alla
vile,

libert

ci-

rimanendo
in

pattuiti
di

scambiedi

soggiacquero sul Ti;

voli aiuti

caso

aggressione.

cino e sulla Trebbia


disastro de'

indicibile

il

Fino dalla famosa pace

Regillo

romani
la

al

Trasimeno,
giornata
di

fu stabilmente sanzionato da

terribile

fatale

di

Postumio
blicisti

il

gius latino, che

Anio pub-

Canne.

La

repubblica

Capua

innalz lo stendardo della rivolta

la

riguardarono come base delromana grandezza, e che fu il


pi
alle

ma
ed

ed Annibale vi fiss la sua sede; non ricevendo per soccorsi da


Cartagine,
i

tipo delle
zioni
,

vantaggiose
genti alleate

condifosse

cui

fall

nella sua

impresa,

lore

romani con perseverante vaopponendosi al passaggio di Asdrubale, sulle sponde del Melauro cancellarono l'onta di Canne. N pi propizio successo ebbe

conceduto di aspirare. Eccone l'atto scolpito sopra una colonna di rame. Tra' romani e tutte le citt
latine sar pace vicendevole finch
il

cielo

la

terra

avr

lo stato

lo sbarco di

Magone

nella Liguria,

medesimo; u faranno guerra fra loro; n la chiameranno gli uni

ITA
sugli altri

ITA
;

2o3
i

da altre regioni
il

ne

le

carsi.
i

triumviri

decemviri o

daranno libero
soccorreranno
forze nelle

passo
altri

gli

uni

gli

guerre,
le

egualmente
delle guerre

spoglie
I

con tutte le divideranno e le prede


giudizii dei

comuni.
si

contratti
dieci
te

privati

compiano

tra

giorni ne' tribunali della genil

ove accade
senza
i

contratto, e niuno