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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI E PI CELEBRI SCRITTORI ECCIESIASTICI , AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA

ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CUE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

DELLA

CHIESA

CATTOLICA

ALLE

CITTA

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

AI CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. XLV.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLVII.

,0

DIZIONARIO
DI

EKUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

n
MET
IVjETZ {Meten). Citt con residenza vescovile e forte di Francia nella Lorena, capoluogo del dipartiraento della Mosella, di circondario e di tre
tuite di
ca,

MET
d* agricoltura e industria, scuole gra-

diverse cose, societ medie

d' arti

mestieri
di

vatorio,
prestiti^

cassa

con conserrisparmio e di

cantoni^

distante

leghe da
rigi,

Strasburgo, e 6i

3o da Paal

ed

altri stabilimenti.

Giun-

gendo a Metz dal


sella

lato ovest, la

Mo-

in

un

bacino
della

magnifco,
e

confluente
Scilla.

Mosella
della

della

Capoluogo

terza divi-

due rami che comunicano insieme mediante due canali che formano l' isola Sauley, e
divisa in

sione militare, e della

XXJI

conser-

scorrendo
il

separatamente attraverso

vazione forestale, sede d' una corte

nord
Il

vi

formano

l'

isola

Chamil

reale dalla

quale
tribunali

dipendono
di

bire.

ramo

occidentale

pi
di-

dipartimenti della

Mosella

e delle

considerabile,

quello dell' est


correnti, che
ov'
il

si

prima istanza e di commercio. Avvi una chiesa concistoriale riformala, ed una sinagoga concistoriale, le diredi

Ardenne;

vide in due
prefettura e

formano
gelile

la piccola isola
il

palazzo della

teatro.

La
si

che
in

viene dal sud appena


alle fortificazioni

pervenuta
divide

zioni dei

demani e

delle contribu-

che

zioni dirette ed indirette,

una conscuole

due rami, uno


piazza
l'

de' quali circonda la

servazione delle
borsa, direzione
reggiraentarie
legio

ipoteche; camera,
del genio;

all'est,

l'altro

percorre
riunirsi

interno

di

Metz,
;

onde
i

e d'artiglieria, di pi-

tosto al

primo

verso

trinciera-

rotecnica militare; accademia, colreale


;

societ
arti,

delle

lettere

scienze

ed

d'

incoraggimento

menti di Guisa innalzati nel i552 dal duca di tal nome, la Seille si congiuDge al braccio orientale della

6
Mosella.
ste

MET
Le
diverse correnti di que-

MET
gran spesa sotto Luigi XVI, e dove risiedono
pubblico,
il
i

due

riviere sono attraversate

venti ponti.

guerra

di

da Metz una piazza di prima classe assai imporla

tribunali;
della
l*

il

palazzo

quello

prefettura,

collegio reale,
gli

ospedale milita-

tante, sia per

difensiva che per

re,

arsenali e le caserme di di-

l'offensiva; alle
ficazioni

sue antiche
sostituite

forti-

verse

armi,

il

mercato coperto e
,

furono
gli

opere imde'

mense, sotto
scialli

ordini

mareil

nuovamente fabbricalo le chiese della Madonna, di s. Vincenzo e di


s.

Vauban
sue

e Belle-Ile.

Si cita-

Simeone,

il

tempio riformato,
e di lavoro,
la

la

no

fra le

opere

principali,

casa di

carit

bi-

forte della

Double-Couronne
Carlo
la

e quel-

blioteca della citt,

ed

il

teatro la

lo di Belle-Croix:

voleva
di

cui facciata adorna

di portici di

da principio
Metz.
sulla riva
l'

tentare

presa

ordine toscano. Vi sono altie quattro

L'antica
destra

cittadella,

situala

biblioteche
pii

quella

della

citt
le

della Mosella al-

contiene

di

3-2,000

volumi,

ovest, era

vastissima

ed assai
si

forri-

altre sono quelle del vescovato, dell'

te; fu

in parte smantellata nella


le

artiglieria

e genio,

e dell' ordine

voluzione, e

sue fosse

converpubbli-

degli avvocati.

Metz ha pure gabiil

tirono in

un

bel giardino

netto di storia naturale e giardino

co ed in estese piantagioni. Al sud


della citt evvi
il

botanico,

ne' dintorni

vivaio
rin-

Pat, fortificazio-

dipartimentale.
polveriera
il

Questa piazza

ne avanzata che occupa il sito della naumachia che romani aveano


i

chiude grandi stabilimenti militari;


la

una

delle piii belle


di co-

stabilito

a Metz. Si entra nella

cit-

del regno;

grande arsenale
di

nove porte, fornite di ponti levatoi, Metz eretta in parte sopra un poggio, che va a terminat per

struzione, la fonderia reale di cannoni, la

fucina

artiglieria,
si

ec.

Neil' isola di
il

Chambire

trovano
il

re

all'

estremit
i

dell'

angolo

che

bel

poligono
di

dell' artiglieria,

formano
ce segna

corsi della Mosella

e del-

campo
ne,

manovra

della guarnigioil

la Seille, di cui la piazza di


la

s. Crosommit. L'interno

una

nitriera artifiziale e

por-

generalmente
ritte e

bello

di

un vivo
la

aspetto; le strade

sono larghe, dipiazza

bene

lastricate;

Vi fioriscono molte manifatture, ed il commercio importante. Questa citt patria di molti uomini illustri, fra gli altri
to della citt.

Quartier
passeggio

Coislin bellissima, e la
cittadella
;

del maresciallo

Fabert,

di

David,

spianata della

offre

uu

Carlo e

Giuseppe
Ferry

Ancillon,

Carlo

amenissimo altre piazzo sono adorne di arcale, che danno un'idea dell'antica Metz. Un gran

Fieux, cav. di
predicatoj'e,

Mouhy, Beauregard
ministro protenaturaliscrittore,

stante,
sta,

numero

di

edifzi

pubblici
;

degni di osservazione
cattedrale,

tali

sono sono la
insi

Buchoz medico e Giacomo le Ouchat


Desrosiers
,

Pilaslre

lo

sfortunato

monumento
1064,
la

gotico

cominciato nel

di cui

am-

primo areonauta Sebastiano Ledere ingegnere, geografo e incisore,


i

mira

l'

arditezza e
eh'

sorprendente

generali
il

Gustine e Lasalle, Lacraec.

leggerezza, e

sormontato da

telle

vecchio

Gli
il

ebrei sovillaggio
si

una torre U palazzo

traforata alta

SyS

piedi;

novi numerosi.
di

Presso
vi

del

governo

cretto

con

Jouy-aux-Arclies

vedono

MET
ancora
17 archi d'acquedotto romano, che conduceva Je acque del

MET
do l'autorit
col

proprio vescovo,
assai flo-

ma

sotto la protezione dell'impero,

villaggio di Gorze, distante da


tre leghe,

ad

una
la

Metz naumachia esisud di


si

e fu allora che divenne


rida pel

stente

verso

estremit
territorio

questa piazza. Nel

tro-

vano sorgenti salse. Questa antichissima

citt

che priil

commercio coli' Alemagna. Nel i444 i' l'e Carlo VII l'assedi, per Renato duca di Lorena, ma conserv la sua prima libert sino al i552, in cui fu
suo
presa dal contestabile
fece erigere

ma

della

rivoluzione

luogo del paese


poca
assai rimota.

capoMessio nella Lore-

era

di

MontmoII,
il

rency generale di Enrico


le vi

quae

na, fu fondata dai gaulesi in un'e-

una
il

cittadella

Nel IV secolo incominci a prendere il nome del popolo de Medioniairic, assai possennella

fu riconosciuto re

come

ristaurato-

il

difensore

della

germanica

libert.

Nell'ottobre dell' istesso an-

te

Gallia

Belgica,

divenendo
fu adot-

la

sua capitale,

nome che

no fu Metz assediata con 100,000 uomini da Carlo V, che dopo 65


giorni d' inutili
alla ritirata dal
sforzi

talo sino agli scrittori del


lo.

IX

seco-

fu

costretto

Ci non pertanto dal principio del il nome del popolo de Mc'

n'
di

diomalrici e quello della citt si cangiarono nell'altro di Meltis o

duca di Guisa che era governatore. Per i vescovi Metz continuarono ad ammet
sovranit
degl* imperatori
le

tere la

Metae,

la

cui origine sconosciuta.


i

ricevevano da

loro

investiture

Allorch se ne impadronirono romani era gi importantissima, dandole Tacito il titolo di Socio-civitas; essi vi

rendendo loro
Luigi XIII

fede
al

ci sussistette sino

ed omaggio i633, in cu
so
di

dichiarossi signore

scopersero hei

monu-

vrano

de' tre

vescovati

Metz,

menti.

Fu

chiamata

pure DivoduCivitas

rum Mediomairconim,
diomatricoriim.

Me-

Toul e VerduHj^ lo che fu anche confermato pel trattato di W^estfalia

Fu una
Gallia,

delle pri-

me

citt
la

della

che deposi

nendo

sua antica barbarie,


sul

sia

1648, e precisamente per Dall'epoca della occupazione fatta da Enrico li , Metz


nel
l'articolo 44'

incivilita

gusto

de' romani, di-

perdette

diritti
il

di citt

libera,

stinguendosi per varie opere veramente magnifiche. Fu interamente

rovinata nel

ch sotto
scia
la

il

^5i dagli comando


Gallie,

unni, allord'Attila en-

suo commercio e vi eresse la popolazione ; quel re un parlamento pei vescovati di Metz,

diminuirono

trarono nelle
di Ostrasia

Divenne po-

del regno fianco o Aulrasia, spesso anco chiamato regno di Metz, e che prese verso l'anno

capitale

Toul e Verdun, godendo il vescovo di Metz il titolo di principe dell'impero. Metz fu ancora l'antica

sede de' re di Lorena.

La HI
veri,

sede
della

vescovile fu

eretta nel

rena [Fedi).
cellatore,

855 il nome di LoNel 928 Enrico l'Ucd'Alemagna,


sino al

secolo

nella

provincia di Tre-

cui

metropoli
poscia

il

fu falla

imperatore
questo
in

sufFraganea,
di

ma

lo

se ne impadron,
cessori di

e rimase ai suc-

monarca

Besangon e lo Commanville, che


prelese al titolo
di

tuttora.

divenne Dice

secolo XI,

cui

pervenne a go-

di

vescovo di Metz arcivescovo o


di

vernarsi colle proprie leggi, dividcn-

prototrono.

Il

primo vescovo

8
Metz fu
polo di
dizione
s.
s.

MET
Clemente romano
Pietro,
discela

MET
ziando nel

62q per

ritirarsi
vi

nel rao

secondo

tra-

nastero di Remiremond,

della e

chiesa,

speditovi da

gS. l' anno Giuseppe Cajot nelle Antichit di Metz, prova che s. Clemente non ha potuto essere mandato da Roma da s. Pietro, e che si rec nelle

Roma,

mor verso

mor nel 641, donde le sue reliquie furono portate a Metz nell' abbazia del suo nome, dal successore s. Quirico o
Goerico,
di
s.
il

quale costru

la

basilica

Pietro.

questi

il

Chenu d

Gallie
I

verso la

met del

III secolo.

ss. Celestio o Celestino e Felice che ve l'aveano seguito da Roma, occuparono successivamente la sede. II quarto vescovo s. Paziente greco fond fuori le mura della citt la chiesa di s. Giovanni Evangeli-

per successole Dodo, poi Glodulfo, sia s. Clodoaldo figlio di s. Arnolfo, che il Butler dice eletto ad

onta di sua ripugnanza vescovo di Metz, ove mor nel 696, e parte di sue reliquie furono poste nella chiesa del suo

nome

il

suo
figlia

fratello

Ansegisio spos Regga

di Pi-

sta

nel

iigS
s.

si

scoprirono
di
s.

le

sue

reliquie nella chiesa

Arnolfo.

pino da Landen, da cui nacque Pipino padre di Carlo Martello cep-

Gli successe

Vittore, che fece o-

po

de' Ciu-Iovingi

di

Francia.
s.

norevolissima comparsa nel concilio


di

742 divenne vescovo


go nipote
di

Nel Crodeganlo

Colonia del

346

indi fiori

s.

Pipino che
al

sped
poi

Simeone onorato nell'abbazia


pones, ove
veliquie nel

di Se-

ambasciatore
invitandolo

P&pa

Stefano III

furono

portate
poi

le

sue

in

Francia, e
:

ad

770; e
il

Sambacio

Astolfo re de' longobardi

nel

755

che fu come

predecessore sepols.

cangi

il

capitolo della cattedrale in


regolare, e
figlio

to nella chiesa di

Clemente, ove

pure venne deposto il successore s. Rufo, cio nelle catacombe di Metz.

una comunit 766. Drogone


l'

mor nel

naturale

deU

Dopo
s.

di

lui e nei

primi del
s.

se-

colo divenne vescovo

Adelfo, indi

imperatore Carlo Magno, fu prii ma monaco a Luxeuil, divent poscia arcicappellano, ed ottenne il palio

tore che fu testimonio nel


la

Firmino greco, Legonzio, s. Au45i delpresa della citt fatta dagli unni.
altri

col

titolo di

arcivescovo,

nella

qual
concilii
l

qualit
:

presiedette

molti
stabi-

il

Papa Sergia
Alpi;

li lo

Metz noteremo Aigulfo, nato da una figlia del re Clodoveo, che ampli le rendite della mensa cui il Chenu, Ardi. et episc. Galliae, d per successoun s. Arnolfo o Arnoaldo nici pote del re Dagoberto, e Papulo che eresse presso le mura la chieDegli
vescovi di
,

vicario apostolico in tutte le Profu

vincie di l dalle

abbate

commendatario di Saint-Tron presso Liegi, e mor uelT 855. S. Bennone primo canonico di Strasburgo, poi eremita sul monte d' Ercel
il vescovato imperatore Enrico, ma nel 928 malevoli lo sorpresero a alcuni Metz, gli cavarono gli occhi ed aU

presso Zurigo, ottenne

dall'

sa di
8.

s.

Siniriaiio; quindi regi^tra

Arnolfo o Arnoldo discendente de' primi re di Francia, che spos


cui

tre parti, e lo

misero fuori di
le

sta-

Doda.da

ebbe

s.

Clodolfo o Clo-

to di esercitare concilio di
tori

sue funzioni.

doaldo, che fu esso pure vescovo di

Metz; eletto dal popolo nel 6i4>

la

Duinsburg pun gli audel delitto, e Rennone rinunt


il

QiogU^

si

fece

monaca, mei liaun

ztato

vescoviito

otlenne in

com

MET
penso un'abbazia per vivere. Teodorico consobrino dell' imperatore

MET
pe
Jauffiet
della
diocesi
d'

9
Aix.

1823 Giacomo Francesco de Bossen o Bessgn della diocesi di Beily.

Ottone
sfer

I,

nel

984

dall' Italia
di
s.

tra-

nella

chiesa

Vincenzo
l'

Per sua morte

Gregorio

XVI

nel

martire molli corpi di santi, e fon-

la

chiesa
s.

cattedrale sotto

in-

concistoro de' 27 gennaio i843 dichiar l'odierno vescovo monsignor

vocazione di
figlio
si

Stefano. S. Teogero

Paolo Giorgio Maria Dupont Desloges di Rennes,

del

conte di Metz, nel


Il

1100
Calli-

canonico della cat-

fece cluuiacense.

cardinal Stedi

tedrale di sua patria, vicario generale d' Orleans.

fano del
sto II.

II

20 era nipote
figlio

Giacomo

del

duca

di
le

La

cattedrale,

una

delle pi bel-

Lorena, discendente di s. Arnolfo, sontuosamente edific V abbazia e il


monastero, accrebbe
le

chiese della

Francia,

sacra a

rendite della

1260. Per morte del vescovo Reginaldo de' duchi di Bar, il capitolo elesse due, onde

mensa,

mor

nel

Dio sotto r invocazione di s. Stefano protomartire. Il capitolo si compone di nove canonici, compreso il teologo, il penitenziere e il maestro del
nici

canto, di altrettanti canoi

Giovanni XXII
rico.
Il

sostitu

in vece

En-

onorari, oltre

pueri de cfioro;
solennit
gli

vescovo

Ademario dichiai
Arnolfo posta fuori

intervenendo

nelle

esente dalla

giurisdizione vescovile
s.

alunni del grande e del piccolo


minario. Anticamente
il

se-

l'abbazia di
le

capitolo a-

mura, ci che conferm il carlegalo. Nei i384 ilinal Guglielmo fu nominato vescovo Pietro di Liixembttrgo [P^edi) che l' antipapa Clemente VII cre anticardinale, beatificato nel 1527. Corrado Bayer
del

vea dodici
nonici.
la la

dignit

ventililo ca-

Nella

cattedrale vi

pure

parrcchia, alcpianto distante dal-

quale evvi
e

l'episcojiio,
edifizio.
sei

amplissi-

mo
citt

decente
vi

Inoltre nella

sono

chiese

parrocchiali
di

i4i( eresse

conventi de' doIl

col

battislerio,

due conventi

rereli-

menicani e carmelitani.

cardinal

ligiosi,

e cinque

monasteri di

cardinal

Lorena del i53o; il Roberto di Lenoncourt, morto nel i533; il cardinal Carlo di Lorena, morto nel i574; il cardinal Carlo di Lorena, morto nel 1607; il cardinal Anna d' Escart de Ginry, morto nel 161 2, cui successe Enrico o Gastone Foix, figlio
Giovanni
di

giose, diverse confraternite. Ire ospedali,


il

grande e piccolo seminario, ed

monte di piet. La diocesi vasta, comprendendo tutta la provincia

di

Mosella.

JVella

citt
la

eianvi
prin-

Ire chiese

collegiale, di cui
ss.

cipale era quella del


I

Salvo lore.

benedettini
s.

della
vi
s.

congregazione

naturale di Enrico
cardinali,
si

IV. Quanto
le

ai

di

Vannes
s.

avevano
Arnoldo,

quattro
s.

possono vedere
ne' seguenti

loro

abbazie, cio
cenzo,

Vins.

biografie. Gli ultimi vescovi

furono
,

Sinforano, ec. Allorch


fu a

preconizzati

anni

se-

Leone IX
chiesa di
s.

Metz

consacr la

condo

le

Notizie

di

Roma.

i'j33

Arnoldo. Nel 970 TeoXIII, di poter l'ab-

Claudio de Saint-Simon di Parigi, traslato da Noyon. 1761 cardinal Lodovico Giuseppe de Lavai Montmorency, traslato da Condom. 1806 Gaspare Giovanni Andrea Giusep-

dorico vescovo di Metz, ottenne dal

Papa Giovanni
bate di
s.

Vincenzo usare della dal-

matica

e de' sandali.

Anche

le

mo-

nache benedettine avevano

tre an-

IO
tiche abbazie,

MET
s.

MEU
s.

Pietro,

Maria

sette

orazioni
I,

sull'imperatore Loera stato


interdetto

s.

Glossinola.

Eravi un'ottava abiSya,


la

dovico

cui

bazia, quella di Ponlifroy, trasferita in citt nel

quale era

dell'ordine de'cisterciensi, e regola-

r ingresso in chiesa, indi gli misero la corona in capo, ed Ebbone di Reims che aveva contribuito alla
deposizione del
principe, sulla
tri-

comunit religiose di le domenicani insegnavano la teologia. Nella diocesi, che prima era pi ampia, si contavano altre dodici abbazie, con moltissimi stabilimenti religiosi. Clemente IX concesse a Luigi XIV re di Francia e suoi successori, di poter nominare le chiese, monasteri ed aldiocesi di Metz. tri benefizi della Avanti la rivoluzione il vescovo godeva 1 20,000 lire annue di rendita, e pagava 6000 fiorini per le bolle. Al presente i fi-ulti della mensa sono tassati ne' libri della camera
re.

Tra
i

Metz,

buna ad alta voce pubblic che r imperatore era stato ingiustamen


te deposto.
Il

Arduino
concilio

t.

II.

sesto

nell'

SSg

a'

28

per riconciliare Carlo il Calvo e Lotario suo nipote, eoa Luigi il Germanico, il quale fu assolto dalla scomunica con divei'se
maggio,
condizioni
t.

non

accettate.

Labb
concilia-

Vili.
Il

settimo

nell'

863 o

bolo e perci non

riconosciuto, a-

vendo approvato il matrimonio di Lotario con Valdrude sua concubina, perch


la
i

apostolica in fiorini

870.

legati

non eseguirono
Ivi.

volont del Papa.

Concini di Metz.
Il

primo

fix

tenuto nel

55o, e
vescovo
;

L' ottavo neirSGg, in cui fu deferita la corona di Francia a Carlo Calvo, a pregiudizio di Luigi II il
fratello
di

fuvvi
di
t.

consacrato

Cantino
t.

Lotario. Regia

t.

XXII

Alvernia. Regia

XI

Labb

V; Arduino
Il

t.

II.

secondo nel Sgo in ottobre contro Egidio arcivescovo di Reims, convinto di lesa maest e deposto: Crodielda e Basina monache ribellate contro r abbadessa, vi furono
ricevute
alla
III.

Labb t. Vili. Il nono neir888, tenuto da Ratbodo arcivescovo di Treveri nella


chiesa di
la
s.

Arnoldo,

per

ristabilir

piet e la disciplina, e fu

proi-

bito ai signori di prender parte alle

decime

delle

chiese

di

giuspa-

comunione.

Ivi; Ar-

trouato.

duino
Il

t.

7^3 contro g' incefurono statuiti i regolamenti pei pedaggi de' ponti. Regia
terzo nel
stuosi, e
t.

XVU;
III.
Il

Labb

t.

Vi;

Arduino

Regia t. XXIV; Labb IX; Arduino t. VI. t. Il decimo nel 1240, contro l'imperatore Federico II. Lenglet. 1 252, presieIl decimoprimo nel duto da Giovanni cardinal legato.
Mansi, Sappi,
t.

t.

11,

p.

479-

quarto neir834> in cui fu astolto Lodovico I il Pio, scomunicato da Ebbone arcivescovo di Reims. Regia t. XXI ; Labb t. VII. 11 quinto neir 835. I vescovi avendo celebrato la messa in s. Stefano,
sette

MEVN, Magcfunwn.
cia,

Citt di

Frana-

dipartimento di
sulla

Loiret, capo-

luogo di cantone, in situazione

mena
suoi
te

riva destra della Loira.

Assai ben fabbricata, rimarcabile pei


prodotti, segu

sempre

la

sor-

arcivescovi

recitarono

di

Orleans, fu molte volle pre-

MEZ
sa e

MEZ
e
dagli

II
,

ripresa
:

tlagl' inglesi

spettore delle scuole

che

in

pari

ugonotti

il

rato sotto

suo castello fu ristauLuigi il Grosso. Nel-

tempo dichiar sufiraganeo mia nella Prussia orientale.

di

War-

1*89 1 vi fu tenuto un concilio, nel quale venne determinato che l'abbate di s. Pietro di Sens sarebbe
eletto dai sufiVagi liberi de'raonaci.

MEZZA LUNA,
lE.

Luna crescen-

Labb

t.

IX; Arduino
(s.),

t.

VI.

Ordine equestre. Si dice istituito nel 1269 da s. Luigi IX re di Francia, anco col titolo del Naviglio, o della Doppia mezza luna,
di

MEVENNO
leggenda
gli

abbate.

La sua

cui

diede

il

collare ai suoi tre

nome

di

d comunemente il Conardo- MeK'enno. Usci


e
ricca

figli, fratello

e nipote,

ed a molti

si-

gnori francesi, per animarli ad accom-

da nobile
les,

famiglia
nel

della

pagnarlo nel suo secondo viaggio per


liberare
cristiani, e vuoisi che terminasse colla morte dell' istitutore, ma i critici lo credono chimerico. Quelli che pretendono che abbia esistito, dicono che il collare era ini

provincia di

Gwent

Soult-Wail

e pass a

predicare

vangelo

nell'Armorico con grande edificazio-

ne e buon successo Fond un monastero sulle sponde del Meu, di cui fu abbate verso il fatto 55o, e stabil in esso una mirabile osservanza. Altro monastero fond presso Angers , che popol de'suoi discepoli, e che visitava sovente per mantenervi il fervore. Mor verso r anno 617, e non pochi miracoli resero celebre la sua tom.

treccialo di conchiglie

ba.

La sua
delle
il

festa

notata
di

come

solenne nei calendari della maggior


parte
sotto
diocesi
1

Bretagna,

marine d'ardoppie mezze lune di oro, con un naviglio pendente bianco in campo rosso, e colla punta screziata di bianco e verde. Piuttosto sembra questo essere stato r ordine degli Argonauti ( Fedi ), istituito da Carlo IH Durazzo re di Napoli, che il p. Boiianni a p. 71 del suo Catalogo attribu a Carlo I d'Angi re di Sicilia, e lo
gento, e di
dice estinto sotto Pio II; parlando
di quello della
s.

giorno 2

giugno.

MEZO, Amyzon.
della provincia di

Sede vescovile
Caria,
esarcato

Nave o Naviglio
di

di

Nicola

vescovo

Mira,

eh'

d'Asia, sotto la metropoli di Slauropoli, eretta

appunto quello
p.

nel

secolo, nell'A-

degli Argonauti, a 86, e scrivendo ch'ebbe termine


la

sia

minore, tra banda, distante


Mileto, presso

Magnesia ed Alatrenta miglia da il mare Egeo. Al


Ainyzonei
in
,

dopo

ovvero nel

presente
titolo

Mezo

un

vescovile

parlbus

sotto

l'arcivescovo

pure in parlibus di che conferisce il Papa. Per morte di Michele a Santander, Gregorio XVI nel concistoro dei
Stauropoli,

morte di quel principe, i448> perch lo soppresse Renato d'Angi cacciato dal Irono di Napoli da Alfonso V d'Aragona. In tale anno bens Renato 11 in Angers istitu o ripristin
l'ordine dei

cavalieri

della
s.

luna, sotto la protezione di


rizio

Mezza Maudecod'oixi

martire,

consistendo

la

i3 giugno 1844 i^e insign monsignor Francesco Grossmann di Rob-

razione in una
coir epigrafe
scere,
in

mezza
di
si

luna
nel

Loz

(lode)

cre-

wen,

diocesi di
di

Warmia, canonico
questa
gi
cattedrale, e

lettere

color

celeste,

capitolare
vicario

per significare che


nel crescere in

acquista lode
e in
gloria.

generale,

parroco e

i-

virt

la

MEZ
questa

MEZ
rota

Da

tre catenelle

mezza luna, che per pendeva da collana o


giri,
si

Scarampo ovvero dell'Arena, padovano di basso e oscuro lignagsecondo alcuni, che


di
altri

catena d'oro a tre

conoscedei

gio,

dico-

va

il

valore

la

generosit
vi
si

no

Treviso;

pel

suo valore ed
si

cavalieri,

perocch

attacca-

egregie doti e gloriose azioni


se chiarissimo
utile alla
la al

re-

vano tante verghette d'oro travagliate a maniera di cilindro, oppure


tanti puntali
te

mondo, ed assai Chiesa. Studi in Padova

volte

si

glia

e in e
I

da stringa d'oro, quanerano trovati in battaassedi di citt, dal nusi

medicina e le scienze naturali, n trascur le buone lettere, le quali il

poscia nella

sua vita formarono

mero
valore
fatte.

de' quali

giudicava
azioni

del
essi

suo amore,
distratto

gloriose

da
il

pre

sebbene quasi semda aflFari gravissimi

cavalieri

portavano
cremisi

manil

tello di

velluto
di
la

rosso, e

maresciallo

velluto

bianco
dello

con
stesso

fodera

sottana

una mezza luna d'oro pendente da una


drappo,
e sul braccio destro

ed occupato. Portatosi in Roma, dove a'quei tempi soprattutto erano in pregio le armi e gli uomini di valore, a motivo degli usurpatovi e piccoli tiranni, che di frequente

infestavano lo stato ecclesiastico,


si

catena pur
nella
figura

d'

oro,

come
dal

si-

vede
Bo-

tutto

diede alla professione della

prodotta

p.

milizia,

nanni. Si compose l'ordine di cin-

voglia

quantunque l'Ammirato Io medico di Eugenio IV e


imprese,
sotto

quanta

compreso il capo col titolo di senatore o presidente. ]I re Renato mai assunse tal titocavalieri,

suo cameriere segreto.


illustri

Dopo molte il comando


die-

del cardinal Vitelleschi, in cui

lo,

ma

solo quello di

mantenitore.
fosse

de
di
altri

prove
coraggio

di

marziale
superiore

Slabin pure che

niuno
se

amprin-

e a quelle di
in

fortezza

messo nell'ordine

non era

capitani,

venne

sostituito

cipCj duca, marchese, conte, visconte, o almeno non fosse nobile per quattro generazioni, e ch'essi fosse-

di

lui

luogo nel governo delle trup-

pe

pontificie.

La prima

impresa,
gli

che come capo


quist eccellente

dell' esercito

ac-

ro esenti da eccezioni vili. L'assemblea dell'ordine, che appellavasi anco V Ordine


di

reputazione e noquella di acde' fiorentini

me

assai

celebre, fu

Anjou
s.

si

teneva
di

correre in aiuto
federati
col

nella chiesa di

Maurizio

An-

Pontefice,
totale al

gers. Gli statuti prescrivevano diverse

una
col

sconfitta

condare famoso Nie


di

pratiche religiose e regolamenti.

La
il

Piccinino capitano della

Lom-

seconda

persona dell'ordine

era

bardia, per cui vendic dalla tiran-

cappellano o limosiniere, che doveva essere arcivescovo o vescovo, essendone primari ufficiali il canceli

nide di Francesco Sforza la Marca

liere,
il

il

maestro
il

delle

suppliche,
il

tesoriere,

registratore, ed

re

d'armi, alcuni
differenti

de' quali porta,

d'Ancona, e ricuper altre parti delChiesa da molti usurpatori e nemici oppresso. Grato il Pontefice a Lodovico, che gi dal vescovato di Tran avea trasferito
lo slato della
all'

vano

mantelli

come

di-

arcivescovato di Firenze, col

pa-

stinto era qiidlo del senatore.

triarcato di Aquileia nel

14^9, cui

MEZZA ROTA SC ARAMPO

Lo-

il

Sigonio aggiunge

il

vescovato di

dovico, Cardinale. Lodovico Mezza-

Bologna, sebbene quel

comune non

MEZ
mai riconoscerlo e riceverlo per vescovo, a' 22 giugno o nel primo luglio 144^* '^ *^''^^ cardinale prete di s. Lorenzo in Dam;iso
volle

MEZ
del suo titolo, e con
costru de'nuovi.

i3

gran spesa ne
gravi

Ebbe alcune
di

differenze

col

caidinal Barbo, poi

e camerlengo,
vicecancelliere.

sebbene
II

altri

dicono

Paolo perch

li,

nipote

Eugenio IV,

medesimo Eugelegazione

con gelosia la soverchia potenza che esercitava sotto


di lui
di

vedeva

nio

IV

Io

incaric della

lo zio e a

preferenza. Giun-

a Filippo Maria duca di Milano, al doge di Venezia, ed alla repubblica


di

to

cardinal
to di

fiorentina.

Dopo

la

memorala
fece cosa

Lodovico che il Barbo bramava il vescovaPadova, egli con pretesto di


notizia
ai

vittoria

Eugenio IV
senza
la

non

condursi

bagni, vol

in quella

momento
e per

consultarlo prie

citt e quindi

a Venezia per attral'

ma,

singolare destrezza
gli

versarne indarno

edtto,
zio
Io

prudenza

ond' era fornito,


gli

affis'i

r emulo
in

presso
Il

lo

mentre poneva

la

direzione di lutti

affari

discredito.

Papa Nicol
di

lo

ecclesiastici
tificato,

che

politici del

suo poneh' egli


il

trasfer al
gii

vescovato

per cui
JNicol

sembrava

diede

la

Albano, e pingue abbazia di Chiapot


il

solo lo amministrasse sotto

nome
gli

ravalle.

Non
per

caidinale sfug-

del

Papa.
fu

nel

i^5^

gir la taccia degli storici


ranei,

confer
di cui

l'abbazia di
il

Monte

Cassino,

avere

pel

contempoprimo tra i

e che poi un alla


naci, ci
la

primo comuiendatario, mensa de' moche approv con sua bolIII.

porporati mantenuto in copia cani


e cavalli, numerosa famiglia e preziose suppellettili,

imbandita men-

Calisto

Questi lo sped colle


i

sa
di

lauta e

sontuosa,

come

altres

truppe della Chiesa contro


ci

turchi,

essere stato dedito a'conviti ed al in

e capo della piccola flotta che per-

giuoco, in cui fama che


sola
di

una

mare. Riport quindi diverse vittorie, poich con piccolo corpo di soldatesca diede agi' infepose
in
deli

notte perdesse con

Alfonso re

Napoli ottomila

ducati, perdita

solenne

sconfitta

presso

Belseimi-

grado, ove ne lasci


la sul

morti

che niun pregiudizio gli dovette recare come il pi ricco di quante persone e famiglie private fossero
per
tutta
1'

campo,

colla

perdita di ses-

Italia.

Intervenne

a
di

santa pezzi di cannone, bagaglio e

quattro

conclavi, e

per quello
passati

stendardo militare. Lo stesso fece presso Rodi, dove con poche navi

Paolo
la

II

concep

tal

rammarico per
ponel

sua esaltazione, che

fug e disperse una numerosa


ta de' turchi, e tolse loro dalle

flot-

chi mesi

mor

di affanno

^65,
il

ma-

d'anni 64.
sa
titolare

Fu
di
s.

sepolto nella chie-

ni tre isole
tuitosi

dell'Arcipelago. Restifu accolto

Lorenzo, dove

Roma,
gioia

dai ro-

canonico della

medesima
la

Antonio
vesti

mani con
le,

e plauso universa-

Tocco ne ruppe
dolo
e
il

tomba, spogliandelle sacre

con

sommo
la

onore

dal

Papa
consi-

per avidit

e dal sacro collegio.

Avendo

dell' anello

cardinalizio,

per cui per quadi

derato che
fiori

piazza di

Campo

dei

sepolcro rest

negletto

stavasi negletta, e

ridotta pa-

ranta anni,
segretario

finch la

liberalit
di

scolo e ricettacolo di cavalli, la fe-

Enrico Ilunis arcivescovo


to,

Tarane

ce lastricare di
versi
edilzi

pietre.

Adorn
alla

di-

del sagro

collegio

contigui

baslica

tesoriere,

per

dare

al

defunto un

i4
contrassegno
di

MEZ
stima ed
affetto,

MEZ
a
tori

di

rota,

dal

medesimo

fu

proprie spese

gli

fece costruire

un

magnifico
sto antico,
la

avello,

lavorato sul gutrasferito nel-

che poi fu
Il

sagrestia

de' canonici,

con

ele-

promosso nel iSyS a vescovo di Rieti. Sebbene assente, nell' istesso anno a' 18 o 28 settembre Urbano VI lo cre cardinale prete del
titolo

gante
tulli
i

iscrizione.

cardinale lasci

di

s.

Marcello, e per singola-

suoi beni mobili, che

monta-

re distinzione gli

trasmise a Boloil

vano a enorme somma, a Nicol e Luigi Scarampi suoi famigliari o nipoti come li chiama il Novaes, quali presero la fuga. Ma Paolo
i

gna
le

il

cappello cardinalizio,
lui

qua-

fu

da

ricevuto con gran

pom-

li

che

gli

avea accordato

la

facolt
li

di fare testamento, tuttavolla

le-

pa e solennit nella chiesa di s. Domenico, da Giovanni di Lignano insigne giureconsulto. Dotato essendo di coraggio superiore all'ordinario, di

ce

arrestare

a Castelnuovo,

cari-

sommo

spirito e singolare

chi d'oro e di argento. Li

fece ri-

destrezza nel
fu

maneggio
Napoli

degli affari,

tenere sotto onesta

custodia finche

inviato a

dal Pontefice

non furono
adunati
ti
i

tutti

insieme raccolti e

beni del cardinale, e dacirca scudi

insieme coi cardinali di s. Ciriaco e di Venezia, al re Carlo III Durazzo, che coli' aiuto di

ad

essi

duemila, ed
oltre
il

Urbano VI

alla famiglia

settemila,
il

sail

lario di

due mesi,

Papa
ai

fece

rimanente distribuire
ra
d' Ungheria.

poveri, alle

chiese, e parte l'impieg nella guer-

Gaspare Veronese contemporaneo narra, che il cardinale quando fece testamento non avea pi 1' uso libero della ragione, e che il Pontefice giudic
storico

regno di Napoli, acciocch presso quel principe si maneggiassero tutti d'accordo con calore ed efficacia perch si eseguisse quel tanto che il re aveva
il

occupato avea

promesso
cato di

in corrispondenza dell'aiuil

to prestatogli, cio di cedere

Capua
i

e di Amalfi a

duFranavvisor-

cesco Butilli nipote di

Urbano VI.
si
il

non
sa,

convenevole che tante ricchezze, che derivavano dalla Chieessere

Giunti

cardinali a Napoli,
il

dero subito che

re faceva

dovessero

passare in

mano

di

persone
diritto.

che non
Ne' beni

vi aveano alcun immobili poi, e


si

do alle istanze de' rappresentanti, non essendo disposto a compiacere il Papa. Ci non pertanto il cardinale di
le
s.

nelle terre e possessioni che

vater-

Ciriaco appoggi con forza

lutarono
reno,
nipote,

cinquemila
eredi

rubbi di
fratello e

richieste del

Papa,

il

veneto

si

istitu
i

quali in
il

un brevissimo tempo
pingue patrialla

un

regol
le

con ambiguit, bilanciando


il

ragioni delle parti,

solo cardi-

dissiparono

ricco e

nal Reatino, cos detto dal suo vescovato, trovando indebite


sioni di
le

monio,
dicit.

fino

a ridursi

menCardi

pretenri-

Urbano VI, non seppe


a cooperare

MEZZAVACCA Bartolomeo,
dinale.
illustre famiglia

solversi

che acquistas-

Bartolomeo Mezzavacca,
studi
in essa a nella

se

bolognese, compiti
scienza
nel
legale.

suoi

Tenne

laureato

Passato indi

Roma,

1 369. ottenne da

nominate signorie un gioviperduto nella mollezza e nel lusso, che contribuiva non poco al discredilo del pontificato, on
le

nastro

de piuttosto sostenne
re.

le

ragioni del

Gregorio XI

un posto

tra gli ud-

Ritornati

cardinali

Roma

MEZ
senza aver nulla conchiuso,

MIC
Urbano
Viterbo.

iS
Gonlelorio

Narra

il

che

VI ne frem di sdegno, e preso in grave sospetto il cardinale di Rieti, mont in ira col re Carlo III, contro del quale determin di portarsi

alcuni cardinali

adunati nel castel-

lo di Luzzara, alla

morte
di

di

Urbano

VI, in disprezzo
violento,

del suo

carattere

trattarono
il

eleggere in

armata mano per indurlo colla forza a mantenergli le promesse, e inti-

successore
posto.

cardinale bench

detran-

Mori dopo tante vicende

ai

cardinali di doverlo seguire.

Negando per
consenso di
stali

unanime obbedire, intent un riquesti


di

goroso processo,
belli

per cui sarebbero

in seguilo riguardati

come

ri-

quillamente in Romanci iSgG, ed ebbe sepoltura nella basilica di s. Maria Maggiore, dove in antica tomba insieme col suo nome si vedono scolpite le insegne di sua
famiglia.

e contumaci se dentro

un dalui,

to termine

non

si

univano con
di

MEZZOD',

o/"f/i/ie

equestre.

Que-

minacciandoli

inoltre

privarli

st'ordine cavalleresco della croce del

Siccome per il cardinal di Rieti era pi di ogni altro sospetto al Papa come fautore del contegno di Carlo III, e fomentatore della disobbedienza degli altri cardinali, lo priv con
tutte le formalit della dignit car-

della porpora cardinalizia.

mezzod nel Brasile, venne istituito nel dicembre 1 826 da Pietro I imperatore del Brasile, per premiare que' sudditi che lo avevano eoa
zelo e valore assistito nel

sottomet-

tere le Provincie ribelli del Brasile,

ed ai cardinali di s. Ciriaco e di Venezia assegn il termine di quattro giorni a produrre le loro difese; se non che interposti
dinalizia,

dopo le turbolenze scoppiate a Fernambuco, e gli avevano appianato la via al trono, venendo proclamato

La
te

imperatore del Brasile nel 1822. decorazione consiste in una crosi

parecchi ragguardevoli personaggi in

ce d' oro che

appende nella par-

furono ambedue rimessi in grazia del Papa. Solo del cardinal Mezza vacca non volle senquesta causa,
tire

sinistra del petto.

MIC ARA Lodovico, Cardinale. Lodovico Micara nacque in Frascati


a'

ragione alcuna di difesa. Spa-

ventato esso dalla severit del Pontefice,

pronto e
sto
tra
i

12 ottobre 1775, dotato di felice ingegno, ben preprofessare


vita

prima d'incappargli
Avignone
dall'

nelle

ma-

volle

religiosa

ni, si

invol con segreta fuga, e reca-

cappuccini, in cui merit per


essere eletto

tosi in

antipapa Cle-

diversi gradi

ministro

mente VII ader


congiura

allo scisma, e

tram

contro Urbano VI, alla quale presero parte cinque cardinali che furono puniti coli' estremo
giudizio
in

generale del suo ordine, quando gi Pio VII per la sua dottrina ed e-

loquenza avealo promosso a predicatore apostolico. Divenuto


fice

Genova.

Bonifacio IX,
nel
lo

successore di

Urbano VI,
altri

primo
restitu

anno del suo pontificato


insieme con
gnit col
titolo

Pontesuo amico Leone XII [Vedi), gli affid varie incumbena'20 dicembre 1824 '^ ze, indi
l'antico

alla primiera didi


s.

cre
prete,

riserv in

petto

cardinale

Martino

ai

Monti, perch

il

suo

antico tito-

pubblicandolo a'i3 marzo 1826 con quell'onorevole elogio che

lo eia stato conferito

altri, e decoroUo delle legazioni di Genova e

ad

riportammo nel voi. XXVII, pag. i5o e i5i del Dizionario, parlan-

i6

MIC
di

MIC
confecini,

do ancora
Quattro.

sua famiglia,
abilit
il

in cui celebr la solenne mes-

rendogli per titolo la chiesa de' ss.

sa

il

cardinal Vannicelli, ed

ivi

fu

Lo

per un

tempo

sepolto secondo la sua disposizione.

ad esercitare
fizio

supremo magistero
apostolico.

Nei Diari di

Roma

n.

del suo ordine, ed a continuare l'ufdi

nelle Notizie del giorno


si

46 e 47? ^ num. 28,


gli

predicatore
alle

In-

leggono

gli

onori funebri che


Frascati,

di

Io

annover

congregazioni
regolain

resero la citt di Velletri, la

citt

dell'indice,
re,

delia disciplina

e seminario di
zioni

con

orale

dell'esame

de' vescovi
affari

sacra e

necrologiche celebranti
meriti.
in

sue

teologia, degli

ecclesiastici,

qualit, scienza e
le

Amorevodedi

poi lo fu pure a quella de' vescovi e regolari, dichiarandolo presidente


della

colla famiglia

gran parte la
vitalizie,

benefic con pensioni

deputazione

permanente
lo

dei

stinando

la

principal

porzione

Conservatori di

Roma

[Vedi). Gre-

sua cospicua eredit in


pii
istituti,
i

favore del
descrigli

gorio XVI nel 1837 vescovo di sua patria,


lo

nomin
quale
beneficitato

conservatorio di Frascati e di altri


ci

alla

che meglio

facendo l'ordinaria dimora, con zepastorale esercit


quelle
nel

veranno
eredi

suoi biografi,

quando

fiduciari
le

ne avranno pubbli-

cenze che
voi.

accennammo
p.

cate
ve,

disposizioni.

Di aspetto graegli
vest
p.

XXVn,
sotto-

218. Divenuto nel


colle-

con bella barba,


detto nel voi.
(s.),

al

1843

decano del sacro

modo

XXVI,
ordine
di
il

iS^.

gio, prefer restare nella

chiesa di

MICHELE
di Portogallo.
le,
I

equestre

Frascati, in vece di passare a quelle

V. Aia

s.

Miche-

di

Porto,

s.

Ruffina e Civitavecgli

che

si

estinse sotto

re Sancio

chia,
fer

ed
la

il

medesimo Papa

conriti.

figlio
il

del
p.

prefettura
nel

de' sacri

pure
figura.

fondatore, e ne tratta Bonanni nel Catalogo


la

Quando

i844
ai

successe

al

de-

degli ordini p. 80, riportandone

canato del sacro collegio, Gregorio

XVI
stia

lo

trasfer

vescovati

d'Odi

MICHELE
di

(s.),

ordine

equestre

Velletri e alla

legazione

Napoli.

Fedi Armellino, ordi-

Velletri, colle prerogative e protet-

torie

inerenti alla
qualifica
;

sua

ragguardestato

ne non ancora
degli

il

pi esistente, di cui parla! p. Bonanni nel Catalogo


84,

volissima

essendo

ordini p.
figura.

riproducendoordine equestre

protettore anco di Frascati, del conservatorio pio e della confraternita


di
s.

ne

la

MICHELE

(s.),

Andrea
ai

de'pescivendoli. Inter-

di Francia. Pretendono alcuni scrittori che Carlo VII re di Francia avendo abolito l'ordine della Stella [Fedi) istituito da Giovanni li, per disprezzo impose il collare di tal ordine al Bargello^ ed ordinando suoi Birri portassero delle che
i

venne
eletti

conclavi

in

cui

furono

Pio Vili, Gregorio XVI e Pio IX. Visse parcamente o nel seminario di Frascati o nel convento
de' cappuccini
di
in

Roma,
Velletri.

solo

breve tenjpo pass

Fi-

nalmente dopo lunga e penosa infermit, mor in Roma a*24 "^aggio 1847, nell'almo 72 di sua et.
1

stelle sulle

casacche, avesse intenzio-

funerali

si

celebrarono nella chie-

sa della

6S.

Concezione de' cappuc>

ne d'istituire un altro oidine sotto r invocazione di s. Michele arcangelo, antico protettore del regno diFrancia, lo che a cagione di sua

MIC
morte non pot mandare ad to, e che Lodovico XI suo
per effettuare
se
le

MIC
effet-

17

figlio

sue brame

istituis-

potevano guerreggiare senza farne consapevole il consiglio, ed i francesi non potevano


cavalieri

non

l'ordine

in

memoria
dai
sul

dell'insi-

servire principi stranieri e far lun-

gne
leans

vittoria riportata
gl'inglesi

francesi

ghi viaggi

contro
chele

ponte

d'Ors.

Per
e

eresia,

ove
si

tradizione che

Mi-

valieri

permesso del re. catradimento o vilt venivano privati dell'ordine,


senza
i

fece

vedere in aria a favo-

quando
i

a questo erano
lasciar quelli

ammessi

re de' francesi. vico


sto

Certo che Lodo-

doveano

XI Io fond nel primo d'agoi4^9 ^^^ castello d' Amboise,


di
soli

che aveano, ricevuti dai Papi, imperatranne re e duchi. Nell'ammissione tori,


al

composto
il

Ireiitasei
il

cavalieri

pagavano
scudi
gli

tesoro

dell'ordine

^o
per
,

gentiluomini, e che
capo; ne cre
si

re ne sarebbe

d'oro,

l'equivalente

subito quindici, e
pri-

gli altri

riserb nominarli nel

mo
Io

capitolo,

ma

il

numero
cavalieri

mai
per

ornamenti della chiesa del Monte s. Michele in Normandia, destinata da Lodovico XI per celebrarvi
i

complet. Diede

ai

divini

uffizi

e ricevervi

be-

composto di conchiglie intrecciate da doppio legame, poste sopra una catena d' oro da cui pendeva vma
decorazione un
collare d' oro

nefizi

le
;

fondazioni

in favore

dell'ordine
le

ma

poi dichiar
feste

che

cerimonie
si

e le

dell' ordi-

ne
s.

celebrassero nella cappella di


situata
nella
;

medaglia rappresentante
cangelo
in atto
di

il

santo aril

Michele
in

corte del

cacciare

de-

palazzo

Parigi
le

tuttavolta
e
le

non
fe-

monio, o atterrare un dragone. Quedovevano cavalieri collaie sto


i

pare
ste
si

che
d'

assemblee
tali

facessero in

luoghi. Alla
venti messe.
di
s.

portarlo

dovunque ogni giorno,

tran-

morte
veva
Nella

un cavaliere ognuno docelebrare


della
festa

ne quando erano coU'esercito, portando allora la semplice medaglia pendente da una catena d' oro, o da un cordone di seta nera, e questa mai potevano lasciare; la divisa o motto poi era: Immensi (remor Oceani, secondo la pia credenza, che il santo arcangelo con tempeste

fargli
vigilia
i

Mive

chele
to di

cavalieri

doveano

col

portarsi alla chiesa vestiti con

man-

damasco bianco lungo, bor-

dato d'oro, ornato di conchiglie e nodi d' amore fatti di ricamo, e foderato
coperta
di

ermellino,

colla testa

disperdesse

nemici

della
ap[iros-

di

cappuccio

cremisi. Nel

Francia tutte

le volte

che
al

si

di seguente alla messa

presentava-

simavano
s.

nell'

Oceano

monte

di

no

cavalieri all'offertorio

una mo-

ove fu fondata un' abbazia in suo onore, e per la sua apparizione ivi accaduta ad Autberto o Otberto vescovo d' AvranMichele,

neta d' oro, indi pranzavano col re. Assistevano al vespero in mantelli
neri

con

cappucci

simili,
re.

violetto

essendo quello del

ches verso l' anno 706, per cui in Francia se ne celebra la festa ai

16 ottobre. 11 gran collare dovea duecento scudi d'oro, ma senza gioie, dovendosi in morte repesare
stituire al

Intervenivano ancora al mattutino de' defunti per l'anniversario, e nel giorno seguente alla messa offrivano un cero d'una libbra col proprio stemma. Nel d
appresso assistevano alla messa cantata in onore della Beata Vergine.

tesoriere

dell'ordine.

i8

MIC
di
s.

MIC
Michele di molto decaduto e comune, a cagione delie persone ch'erano decorate, non essendovi che pochissimi nobili , onde in Francia si diceva per proverbio: le collier de s. Michel toutes btes, o l'ordre des bctes de sommej ordin dunque Enrico IH, che chiunque venisse decorato della
croce dello
Spirito Santo, dovesse ancora prendere quella di s. Michele nel d'i precedente al conferimento della prima, laonde le armi degl' insigniti venivano ornate dei

Nel 1496 Alessandro VI, ad istanza di Callo Vili, figlio di Lodovico XI, conferm questo ordine.

In principio uffzialt dell'ordine erano il cancelliere, il registratore, il tesoriere e 1* araldo, che portavano vesti lunghe di ciambellotto bianco foderate di panno celeste con cappucci di scarlatto, ed il cancelliere era semplice ecclesiastico ; ma Francesco I vari il collare, sostituendo ai doppi nodi un

cordoncino in memoria di sua madre Anna di Bretagna, istilulrice dell'ordine della Cordeliera [Vedi).

due
lieri

collari,

ed

essi

chiamati cava-

Enrico

II

nel

j548 ordin
i

nel

degli ordini

del re. Tutlavol-

capitolo di

portassero
intrecciate

Lione che mantello di


di
trofei,

cavalieri
tela d' ar-

ta
si,

introdotti nell'ordine nuovi abu-

gento ricamato di tre

mezze lune
seminati
di

lingue e fiamme di fuoco, col cap. puccio di veluto cremisi pure ri-

ed avvilito dai particolari che avevano ricevuto senza dar provedi nobilt e de' servigi prestati, queste esigette nel 1661 Luigi XIV quando oper la riforma comlo

camato;
mantello
puccio di

che
di

il

cancelliere portasse

pleta dell'ordine; quindi


fece

nel

i665

velluto

bianco
cremisi
di
;

e cap-

velluto
il

che

il

preposto ed
nie,
il

maestro
il

cerimoe

regolamento, prer osservanza degli scrisse statuti compresi in sessantacinque capitoli,


e ridusse
cavalieri

un nuovo

tesoriere,

registratore

cento
lui

il

numero
oltre

dei

r araldo avessero un mantello di raso bianco ed il cappuccio di raso cremisi , e che portassero una catena d'oro con conchiglia simile pendente ; e che lutti i cavalieri
presenti assistessero
col re

da

scelli,

quelli

dello Spirito Sauto, e che tra essi


fossero compresi sei
stituiti

ecclesiastici
uffiziali

codel-

in dignit, e sei
reali,

le

compagnie

e ninno potesse

per

la

essere decorato

dell'

ordine

di

s.

solennit dell'ordine nella cattedrale


di

Lione
s.

ai

sta di

Michele,

primi vesperi della fee nel seguente

giorno
vesperi
II
;

alla

gran

altri

dicono
santa

messa e secondi che Enrico


si

volle

che

divini uffizi

celedi
II

brassero
e Carlo

nella

cappella

Vincenues,

Avendo

Francesco

IX per diverse circostanze aumentato grandemente il numero iSyS il re Enride'cavalieri, nel


co III fond l'ordine dello Spirilo Santo [Fedi)y principalmente per ridurre a nuovo splendore questo

Michele se non fosse cattolico, ben costumalo nobile per due generazioni, con altri requisiti ; che ogni anno tutti i cavalieri si riuniranno capitolarmente nella sala de' francescani di Parigi, per- esaminare i regolamenti necessari al mantenimento dell'ordine, presiedendo l'assemblea un cavaliere deputato dal e che la cnjce dell'aulica forma re
, ;

e figura fosse
di

|)ei'

u)et

pi piccola
ri-

quella dello Spiiilo Santo, u


della
di

serva

culuiiibu

che

sta

nel

mezzo

questo,

iuvece dovendovi

MIC
r immague in ismaUo di >. Michele, pendente da nastro nero; tutti poi doveano portar la spada,
essere
ni
di

e senza

MIC '9 ammettere petizione, uomiun merito distinto, non fa,

tranne

mentovati

sei

ecclesiastici
l)ianclie, co-

ed uHkiali, e le scarpe me si pu vedere a

cendo differenza di nascita, di condizione o di religione e nessun membro pu essere eletto senza il beneplacito del
sero che vi
to
sei
re.

p. 8i del p. Bonanni, che ne riporta la figura nel Catalogo degli ordini equestri.

Gli statuti prescrisesseie dieciot^

debbono

gran croci, otto


cavalieri, e

ufliziali,

trenta-

Le

regole
il

dell'

ordine

le

registr

dodici

cavalieri o-

ancora
rigi

Sansovinn, e l'ultima edi-

norari,
laici.

tanto

ecclesiastici

rione degli slalnti fu stampata a Panel 1725. Luigi XVIII destin quest'ordine per decorare i primari scienziati ed artisti, e quelli che si fossero distinti con nuove

Pio VII

col

breve,

quanto Quoniani

iuler niilitares cquestres ordines, dei

invenzioni ed
slato,

intraprese
ristabilito

utili

allo

5 febbraio 1802, Bull, Boni. ContiXI, p. 284, dichiar ad t. onore di questo ordu>e, che quegli ecclesiastici che ne fossero insigniti
nualio

avendolo
la

con ordi-

godessero
i

1'

abito prelatizio
de' prelati

e lutti
Il

iiiMa de' 16

dopo
fu

novembre i8i6j ma rivoluzione del i83o non


(s.),

privilegi

domestici.

pi conferito.

Carlo Angusto, con foglio governativo de' i4 settembre


regnante Luigi

MICHELE
1693
Colonia,

ordine equestre

di Baviera. L'istitu a'29 settembre

di

Giuseppe Clemente elettore come duca di Baviera, nella sua residenza di Monaco; indi venne solennemente confermato dal re di Baviera Massimiliano Giuseppe, nella
reali,

1846, pubblic il regio decreto col quale stabil, che quest'ordine del merito di s. Michele si componesse di
le,

membri
trentasei

dell'

di

ordine nazionagran croci, di sesdi

santa

commendatori e

trecento-

venti cavalieri.

La

dignit di gran

revisione
11

degli oi'dini

maestro,
viene

coli'

agli

settembre
scopo
cattolica,
il

1808.

II

conferita

approvazione del re, ad un principe del


lo era
il

suo primiero
la

sostenere

sangue, ed

ultimainenle

religione

difendere
il

l'onore divino,

cui

si

aggiunse
i

duca Guglielmo di Baviera duca di due Ponti Bii^kenfeld. Sullo scudo


di
s.

dovere

di

soccorrere

difensori

Michele, nella faccia della devi

ton decreto de'6 agosto 18 IO nella nuova conferma e riforma degli statuti dell'ordine, chiamandolo Ordine del merito di s.
della patria,

corazione

l'epigrafe:

Quis ut

Deus?

Sulle quattro parti della croiniziali


/7/e/rtJ,

ce vi sono le

P. F. F. P.
fidelitaSy far-

che significano
iitudo,
vi

Michele. In

principio

l'ordine

si

perseverantia.
;

Nel rovescio

compose
croci
gli

di

tre classi, cio di


il

gran
a
cui

la leggenda

Dominus potens

che formano
e

capitolo, de,

in praelio.

uftlziali

de' cavalieri

MICHELE
DELLE ISOLE

GIORGIO
maggio
Malta
,

(ss.)

pi tardi
sere

fu

aggiunta

la
:

quarta
per
es-

JoNiE, Ordine equestre.


de' 2 3
isola
all'

classe de' cavalieri

onorari

Pel trattato
fu ceduta
l'

i8i4
e
e

ammesso ad una
classi
Il

delle lie pri-

di

sue

me

bisogna daie

prove

di

dipendenze
quello del
ste
le

Inghilterra

per

nobilt.

gran maestro nomina cadi suo proprio

novembre 181 5 po-

valieri onorari

moto

isole

Jouie sotto la protezio-

20
ne del

MIC
MICHELE
Chiesa onora
cangelo,

MIC
ARCAiTGEto
s.
il

sovrano della gran Bretagna, il re Giorgio III eresse l'ordine di san Michele e di san Giorgio a'27 aprile 1818, pubblicandosi
gli statuti a'

(s.).

La

Michele come ar-

od

primo
il

principale

degli angeli,

come
;

capo dell'ar-

12 agosto, indi

riformati

da Giorgio IV
poscia dal
i"e

1826,

5 aprile Guglielmo
li

IV
la

il

17 ottobre

i832.

11

re deldel-

gran

Bretagna

sovrano
del

l'ordine;

un
il

principe

reale n'

gran

maestro,

sangue ed at-

nome significa: il suo Dio ? Qitis ut Deus ? Daniele parla di s. Michele nei caegli seppe nelle sue pitoli X e XII visioni, che 1' angelo custode della Persia erasi fortemente adoperato in favore di questo paese, e che
mata
celeste

chi simile a

tualmente il duca di Cambridge Adolfo Federico; in caso di assenza viene rappresentato dal lord pri-

Michele,

al

quale

era

affidata la

guardia
tutti
gli

degli

ebrei, avea

rimosso
cattivit.

ostacoli

che

si

franietteva-

mo

commissario

dello

stalo

libe-

no
avea

al

loro

ritorno dalla a

ro e indipendente della repubblica delle isole Ionie. L' ordine si com-

Gabriele
fatto

disse

Daniele,

ch'egli
sforzi

per ci

grandi

in

pone
croci,
lieri.

di

tre

classi,

cio

di
di

gran
cava-

di
Il

commendatori e numero de' gran


di

croci

stabilito

so

il

non compregran maestro, quello de'comquindici,


di
venti,

veotnn giorni, e che Michele essendo venuto in suo soccorso, tutte le dillicolt erano state superate. Parlando Daniele della
Persia

per

crudele persecuzione di Antioco,

si

inendatori
valieri

quello de' ca-

esprime

cosi:

Allora

si

lever

di

venticinque.

Ciascuna

di

Michele, questo gran principe, ch'


il

queste tre classi piglia posto subilo

nome medesimo dell'ordine del Bagno [Vedi); da ci e dal limitato numero de'cavalieri di
dietro

quella

del

lo

protettore dei (igli del tuo popo" ; il che significa che questo
difensori de-

arcangelo verrebbe in soccorso dei

Maccabei e degli
gli

altri

ogni classe, deriva che l'ordine di


s.

Michele

e di

s.

Giorgio
della

sia

di-

che sia stalo Michele quell'angelo che condusse


israeliti.

Credesi

stintissimo.

La

placca

gran
di di

gli

ebrei

nel cui
:

loro

viaggio nel

de-

croce che forma l'.insegna de'cavalieri,

serto, e di
dell'

dicesi nel

cap. XIII
il

composta

di

sette raggi
liste

Esodo
il

Mander

mio ante ".

argento, separati da piccole


oro, e per di sopra
in rosso la
si

gelo,

quale vada innanzi a


s.

vede impressa croce di s. Giorgio lo


:

L' apostolo
tesa

che

Giuda riferisce la conMichele ebbe col demosepoltura


del corpo di
la

scudo posto su
epigrafe
I

tal

croce
s.

ha

1'

effi-

nio per

la

gie dell'arcangelo
:

Michele, colla
nevi.

Mos, e raccomanda
milt e
la

piet,

l'u-

/iispiciuni mclioris

commendatori oltre la decorazione portano una placca d'argento,


e nella decorazione evvi l'immagine
di
s.

questo
tentossi

modestia coli' esempio di arcangelo, che lasciando i


e
le

rimproveri

maledizioni
al

con:

di dire
ti

Giorgio sullo scudo, colla legfesta

Il

Signore

suo avversario soggioghi ". S. Giocap. XII,


altro
ci

genda suddetta. La
l'

solenne del-

vanni
fa la

nell'Apocalisse,

ordine

suole

celebrarsi
il

con ma*
Giorgio.

descrizione di

un

com-

gnifjca

pompa

2 3 aprile, giorno
s.

battimento

ia cui cade la festivit di

tra Michele ed il demonio, a motivo della Chiesa figu-

MIC
rata

MIC
fuggita

2r

dalla

donna

ch'era

chiese

di

oriente.

Dio le aveva preparato un ritiro. Fu da questo passo che venne conchiuso, che l' arnel

deserto, dove

quella

sul

La seconda Monte Gargano, di cui


all'articolo

parlammo
DI

Apparizioive
.

cangelo

s.

Michele
di

era

il

tutelare

ed
na.

il

difensore della Chiesa cristiafesta


s.

La
ai

Michele

si

cele-

bra

29

di settembre dal quinto

secolo in poi. Essa


stabilita

era certamente

nella
l'

ne riporta
te

Puglia nel ^()3, e se istituzione nell'occidendella


sul

alla

dedicazione
di
s.

celebre

chiesa

Michele
Napoli

(largano,
nel

oggi
di

Monte Monte sant'Angelo


;

arcangelo La terza quella che il santo arcangelo fece ad Autberto od Otberto vescovo d'Avranches, su di uno scoglio chiamato la tomba od il periglio del mare, nel golfo tra la Normandia e la Bretagna, dove tiovasi l'abbazia di s. Michele: questa apparizione accadde verso l'anno 706, e la festa fu sempre di poi celebrata in Francia ai 16 di
SAN

Michele

regno
la.

per ci
di
di
s.
s.

ottobre,

f^.

MANpnEDOMA.
(beato).
citt di

detta
chele

Dedicazione
martirologi

MiGiro-

MICHELE DE'SANTI
Nacque
in

nei

Catalogna, nella

lamo, di
chele sia
di
le

Beda,
festa,

ec.

Bench

s.

Mi-

non)inalo solo nel

titolo

questa

apparisce per dalangeli.

orazioni della Chiesa esserne ogi

\ich, a' 29 seltembie i^gr, di Enrico Augemit e di Margherita di Monserrada, ambedue ragguardevoli per casato e per probit.
Essi
si

getto tutti
vasi
te
la

santi

Celebraaltre

presero
fino

grandissima
del

cura

nello stesso gioino in occiden-

dell'educazione
il

loro

figliuolo,

dedicazione

di

molte

quale

dai

pi

verdi anni

chiese intitolate del


lo,

santo arcange-

principalmente di quella ch'era

mostr molta inclinazione alla piet. Perduti i genitori, uno de'suoi


zii

mole Adriana. Il culto di s. Michele e degli angeli non fu meno celebre in oriente posciach Costantino ebbe abbracciato il cristiasulla

incaricossi

della

tutela di

lui,

e
Il

lo

allog

presso

un

mercante.
di

suo primitivo
di

spirito

fervore e

Sozomeno che imperatore fece fabbricare in onore del santo arcangelo una chiesa che si chiam Michaelion e nella quale Dio oper dei miraconesimo. Sappiamo da

questo

li

era questa forse quattro miglia

lungi da Costantino[ioli. Nella stessa


citt
s.

non venne meno fra le* occupazioni del commercio, alle quali accudendo eziandio con somma esattezza, si merit l'ammirazione del suo padrone e di quanti il conobbero. Sentendosi chiamato ad un genere di vita pi perfetto, partecip al padrone la sua
mortificazione
risoluzione
religioso
;

eranvi f|ualtro chiese dedi-

di
si

entrare
a
al

nello

stato

cate a

Michele, e crebbe

il

nu-

rec

Barcellona, e

mero
di

di

esse (Ino a quindici, tutte

and a presentarsi

superiore di
nel quale

fondazione imperiale.

un convento
fu ricevuto.
ve,
fece
s.

di

trinitari,

La Chiesa
tre
tre

cristiana celebra inol-

Dopo

tre

anni di proil

apparizioni di
quella di

Michele.
sa
di-

professione a Saragozza,

La prima

Colossi nella
si

3o
casa

settembre
vi
I

1607,

in

un'altra

Frigia, della quale

non

dell'ordine.

stintamente
fissata
a'

tempo, la cui festa 6 di settembre in tutte le


il

ad Alcal, e
vo
i

Nel 16 19 pass pronunzi di. nuosuperiori Io

suoi voti.

man-

il

MIC
motto
della
:

MIC
partenza
corte
del

darono a cominciare gli (tudi aldi Baez l' universit a Salamanca termin il corso di teologia, e fu
ordinato sacerdote.
to
egli
si

del

nostro

cardinale

dalla

dell'impera-

tore in occasione

nuovo Papa.

Da

quel

momenin

D' ordine

occup
opere
gloria
la

interamente

Gregorio II, il cardinal legata depose Giovanni pseudi


8.

tutte

quelle

che
di
11

potevano

do patriarca
di

costantinopolitano,
del

procurare
salute

Dio
suo
i

la

universale sentimento

clero

delle

anime.

merito

popolo colloc sopra quella sede


santissimo

e le sue virti indussero


telli

suoi fra-

Germano
te

arcivescovo di

ad eleggerlo due
del
a

volte supe-

Cizico, soggetto insignemente zelandella

riore

convento
egli

di

Valladolid,

purit della cattolica fede.


a

casa

cui

rese assai

grandi

Restituitosi
s

Roma dopo
vide
il

tante e

servigi.

Iddio lo innalz ad
di

un

algli

egregie

azioni,

termine

to

grado

contemplazione,
di

de' suoi

giorni

verso

l'anno 720.
Cardinale.

ed il potere di far dei miracoli. In capo ad alcuni anni di fatiche a vantaggio della religione, termin la sua santa carriera nel iGaS, trenprofezia

diede lo spirito

MICHELI

Giovanni,

tesimo quarto di sua vita.

Il

Papa

Giovanni Micheli nobile veneziano, uomo di gran talento e pari dottrina, nipote per canto materno di novemPaolo II, fu da questi a* 2 bre 1468 creato cardinale diacono
i

1779. Michele cardinale prete fu incaricato da Colo

Pio VI

beatific nel

di

s.

Lucia
fatto

in

Scplisolio, quindi nel

MICHELE,
Papa

Cardinale.

1471
cui nel

vescovo
di

di

Verona, a
ag-

i485 Innocenzo Vili


la

stantino
si

del

708

di trasferir-

giunse

chiesa

Padova,
e

in Costantinopoli, col

carattere di

mostrossi padre de' poveri

dove mece-

apocrisario all'imperatore Anastasio,

nate de'
il

letterali.

Tuttavolta scrive
cardinale rinun-

per congratularsi nel pontificio no-

Marcelli contemporaneo canonico

me
lo

di

sua assunzione
fede

al

trono imper
ri-

di

Padova, che

il

periale,

come ancora per confermarortodossa, e


vescovi

zi subito alla chiesa di

Padova, e

nella

conciliare colla Chiesa molti


penitenti,

ch'erano miseramente caduti. Fu di tal facondia ed erudizione fornito, che colla forza degli argomenti e colia perspicacia e vivacit dell'ingegno

mai ne prese il possesso, quantunque r Ughelli ed il Ciacconio affermino averla tenuta tre anni. Mentre

governava

quella
alla

di

Verona,

Sisto

IV

restitu

cattedrale la

convinceva co-

loro che avevano opinioni contrarie ed opposte alla caltolicn fede. Gregorio Il immediato successore di Costantino lo conferm nella antica carica, quantunque il Baronio sia d'opinione che un altro cardinale dello stesso nome,- rliverso dal nostro, fosse da

che godutempi i pi remoti, e l'imperatore Federico HI, essendo di ritorno da Germania,


dignit dell'arcidiacono,
to

avea fino

dai

passando per Verona prese alloggio lo nell'episcopio. Innocenzo Vili


decor
della
ficio

del

titolo

di

patriarca
Io

di

Costantinopoli,

quindi

incaric

legazione

dell' esercito

ponti-

quel Pontefice spediSi crede

contro Ferdinando

re di

Na-

lo a

Costantinopoli.
sia Io

per
gli

polij

ed

egli

con

che

stesso,

tanto pi che

denza e destrezza
s

ammirabile prusi maneggi couell' Italia


la

aatich

scrittori

non

fanno

alcun

bene,

che

stabil

MIC
pace tanto desiderala. Siccome per
era assai ricco e dovizioso, pei maneggi di Cesare Borgia che accusollo
litti,

MIC
tasei

3
i356.

anni, a'ig

santa Sede approv

giugno il suo culto nel


la festa al di del-

La

ad Alessandro VI
fu posto in Castel

di falsi des.

la

1737, e ne fiss sua morte. capoluogo

Angelo,

MlCONE(Mconen).
vile,

Citt vesco-

perde miseramente la vita a mezzo di nn potente veleno, apprestatogli da un domestico, che


e vi

dell'isola del

suo no-

me
li,

nell'Arcipelago, nel dipartimensettentriona-

to greco delle Cicladi

ne pag la pena sotto Giulio II. Mor il cardinale nel i5o3, in et di 5'/ anni, e 35 di cardinalato, essendo
vescovo di Porto, chiesa che avea ottenuta da Alessandro VI nell'agosto

sulla costa occidentale, a

60

le-

ghe da Tripolitza, con porlo buonissimo, e

pi

di

4000

abitanti.

L'isola di Micone o

Miconi,

My-

conos,

1492.
nella

Rimase sepolto
chiesa
di
s.

in

Ro-

ma

Marcello,

forma triangolare, che al nord ha l'altro porto di Panormo ; gli abitanti cogli idrioti sono
di
i

presso al lato destro della porta, in

riputali

pili
Il

abili

un magnifico
r urna
ficali,

e antico sepolcro, sulvedesi


la

cipelago.
si

prelato

di

marini dell'ArTine [Fedi)

del

quale

statua

del cardinale vestito in abiti pontie nella sua base si legge onorevole iscrizione. Lasci per te-

ne,

anche vescovo di Micoove all'occorrenza manda un sacerdote, e vi rimane una chiesa


qualifica
cattolici,

con pochissimi
digeni.

almeno

in-

stamento la somma di quattordicimila scudi per la fabbrica della cattedrale di Verona, a cui inoltre

MICROLOGO.
stimata sui
della Chiesa,
riti

sulle
si

Operetta assai cerimonie


attribuisce

don
le

tutta

la

sua ricca suppellettichiesa di Pa-

che

da

dividersi colla

Giovanni
tolata:

scrittoi'e

francese, o piutinti-

dova. Tutti convengono nell'elogio di personaggio di gran dottrina,


protettore

tosto italiano, del secolo XII,

De
il

ecclesiaslicis ohservalo-

uomini eruditi e padre dei poveri. MICHELINA (beata). Nata a Pesaro d' illustre famiglia, fu madegli
letterati, e

nibus, che

Berlendi, Delle oblazio-

ni all' altare, edizione seconda, chia-

ma
riti

libro ripieno di santa e vera eru-

dizione, e che merita in materia di


di

ritata

in

et di dodici anni

ad un

essere

ad ogni altro
sia

piepo.sto;

signore della casa dei Malatesta.

ma

dice

non
ne

potersi certamente as-

vent'anni perdette lo sposo, e poco dopo l'unico figlio. Questa doppia perdita, che vivamente la

serire chi tratta a p.

stato
seg.

l'autore:

ne

io3 e

riportando pu-

com-

re le diverse opinioni, e parlando del

mosse,

la

distacc affatto dal

mon-

do, e la decise ad entrare nel terzo

ordine di
t

s.

Francesco. La sua piea' suoi

parve

follia

genitori,
in

quali la fecero rinchiudere


torre;

una
ne
delle
fare

Micrologo, libro di musica composto da Guido d'Arezzo monaco pomposiano (su di che F. Musica), e del Micrologo della vita di Carlo Magno, Enrico Warthon, nel suo

ma

rimasta
darsi

in

libert, se

supplemento
ture, a pag.

all'Usserio sulle

scrit-

giov per

alla

pratica
e

35g

cita

un

libro mss.

opere di

misericordia,
alla

per

col

nome
:

un viaggio

Terrasanta.

IMori

titolato

d'ivone di Chartres, inDegli uffizi ecclesistici,

nella sua patria, in et di ciuquau-

e dice, che questo libro lo stesso

24
il

MIC
Micrologo

MID
Micrologo ad Anversa nel i565, ed annient la sua edizione di /\.o capitoli. Indi nel i56B Melchiorre
Hittorp inser il Micrologo nella sua Raccolta degli scrini liturgici
.

stampato tante che di cui finora veiamenle volte, e non se ne conosce bene l'autore; ma mentre negli stampati desso composto di soli 62 capitoli; nel di Warthon in vece se ne rass. contano 71. Gli otto primi, che

Venne
mente
trovasi

altres

pubblicato

posteriore

nella

Biblioteca de padri, e
t.

mancano

nelle nostre edizioni, trat-

nel

XVIII

di

nuella di

tano del mattutino


na, del vespero e
11

e delle

laudi,

Lione. Si possono
parti del

delle ore di prima, terza, sesta, no-

Micrologo:

della

compieta,

nono capitolo
il

sull'introito del-

guarda secondo

la
il

due prima ricelebrazione della messa rito romano; la seconda


<listinguere
la

la

messa: con questo capitolo che

tratta delle

diverse
il

altre

pratiche

comincia
testa

Micrologo stampato
di

in

della Chiesa sotto


s.

pontificato di

dell'opera del mss.

War-

Gregorio VII.

Vi
le

sono

riferite

thon leggesi il nome d'Ivone vescovo di Chartres, locch esclude

dettagliatamente
delle quattro
tro seguenti

parti dell'udizio

qualunque

equivoco.

S
di

pu

ag-

giungere sull'asserzione

Warthon

che la scrittura del mss. corrisponde al tempo nel quale viveva Ivone, cio alla fine del secolo XI od
al principio del
sasi

Trovansi pure diverse osservazioni sulla disposizione degli ufizi dell' avvento ,
sulla

tempora e domeniche.

delle quat-

notte
festa

di

Natale,
s.

sull'

ulhzio
degli

della

di

Stefano

Xll. L'autore qualsi

Innocenti, sull'uffizio della domenica e dell'ottava della Nativit, sulla

del Micrologo,
delle e

occupa della
della

spiegazione
chiesa

cerimonie
si

festa

dell'Epifania, e

sulle

do-

romana,

d ad onore
s.

meniche che seguono.

di averne imparate molte dalla hoc-

MIDA

(s.).

f^.

Ita

(s.).

ca stessa del dotto


rio VII, eletto nel

Grego1078, morto nel

Papa

MIDAIUM,
re,

Medaeuin, Medaiuin.
d'Asia,
sotto
la

Sede vescovile della Frigia Salutanell'esarcato

io85. La prima edizione del Micrologo dovuta a Giacomo Le Fevre d'Etaples che lo fece stampare a Parigi nel i5io, col nome di Bernone abbate di Richenou o
Augiense.
Ivi

metropoli di Sinnada, eretta nel secolo. Ne furono vescovi Epifanio

nel
al

1527

fu

ristamd'

che fu al concilio di Calcedonia; Giovanni che intervenne a quello di Costantinopoli sotto Menna; Costantino che fu al
nerale;

pato insieme

trattato

sul sagrifizio delia messa.

Eckio Giovanni

concilio
ai al

geca-

Teodoro

sottoscrisse

Cochlee ne fece una terza edizione a Magonza nel suo Specchio dell'antica divozione verso la. messaj raa pubblic i soli primi' 22 capitoli del Micrologo che riguardano
particolarmente
la
la

noni in IVulloj Giorgio fu


concilio generale; e
lo
di

VII

Metodio a
chrst.

qiiel-

Fozio, nel pontificato di Gio-

vanni Vili.
p.

Oriens

tom.

I,

84 1.

celebrazione deldi

MIDDELBURGO

Middclbitr-

messa ; su quella rono fatte l'edizioni

Cochlee fudi Venezia nel

gnni o Mediohurguni. Citt vescovile de' Paesi Bassi, capoluogo della provincia di Zelanda, di circondario e di cantone, a 28 leghe da

iSay e
lio

di

fece

Roma nel 1590. Pamenuovamente stampare il

MID
Aiusterdam,
in

MIE
all'isola

25

mezzo
si

di

Waiclicien, che

trova

alle

boc-

mezzo di Walcheren. In origine era un piccolo villaggio, che


nel
i

che dello Schelda sopra un largo canale, e comunica col mare del
nord;
canale
scavato
nel

signori di iJorsselle

ingrandirono

poscia, e
nel

fecero

cingere di

mura

r8i6

1817
to

in sostituzione dell'antico
citt

delia

porinteramente colmo.

iiSa. Dopo un assedio di 22 mesi la citt fu presa agli spagnuuii nel i574, da Gugliehno i princij>e

E
sta

residenza del

governatore

della

d'Orange,
riunita
fece
alle

capo

de' confederati,

provincia e di altre autorit.


citt, di

Que-

e
cui

Provincie-Unite, di
al 16 inaggio ceduta alla Francia

forma quasi semicircogrande e bella ; le sue fortificazioni fiuono in parte distrutte, n)a conserv de'ripari con bastioni, cinti da una fossa larga e profonda. Il palazzo pubblico situato nella gran piazza osservabile per la sua gotica architettura, e sopra
liuc,

parte sino

1795,
fu

in cui

incorporata nel
ottobre.
nel

territorio

fhmpri

cese a' 2
jiia

Compresa
della
il

dipartimento
delle

Scheldelia
nel

da, divenne poscia

capoluogo del

dipartimento
Schelda.

Bocche
la

G' inglesi

presero

vi

sta

un'alta
di

torre;

la

facciata

1809
r
isola

nella

loro

spedizione contro

adorna

venticinque statue

degli

di

Walcheren,
evacuarla
vescovile,

ma

furono

antichi conti e contesse di Zelanda.

costretti

nel

medesimo
di

La
viali

piazza

Rotonda circondata
e di
bei

di

anno.

d'alberi,

fabbricati

La sede
Filippo
ta
li

ad istanza

detti

dell'abbazia,

e cos\ pure dels

re di Spagna, fu istituia'

l'edilizio

deiramiiiiragliato;
la

os-

da Paolo IV

12 maggio loSg
universa,
dichia-

serva inoltre

chiesa di

s.

Pietro,

culla bolla

Super

antica cattedrale, che contiene molli

randola suliraganea della metropoli


d'

bei

mausolei,
delle

gii

edilizi

della

Utrecht. Stabil

la diocesi nel ter-

compagnia
mercio,

Indie e
i

del

com-

ritorio di

56

niii^lia

di

lunghezza
al

gli arsenali,
il

fabbricati del

e
gli

33

di

larghezza,

ed

vescovo

pubblico peso,

Water
come
i

ed

Molenpubblici passeggi. Vi
quartiere
scientifici

sono diversi stabilimenti


la societ

d'oro annui dalle decime, e millecinquecento ducati da detto re , cui die


ducati

assegn

tremila

zelandese per tutti


e scienze,
di

rami che ha

di letteratura, arti

biblioteca,

museo

storia

naturale, collezione di medaglie e di oggetti rari. Un tempo il suo com-

nominare a questa primo vescovo Nicola Castro o de Castel, ma i suoi successori non risiedettero mai a
il

diritto

di

chiesa.

Ne

fu

mercio era assai considerabile; no-

Middelburg, perch la citt e tutta la Zelanda avea abbracciato le

mina
{)octa

otto

membri
gli

agli

stati

di Ze-

nuove

fatali

opinioni religiose della

landa, e tra

altri

fu patria del

Adriano Beverland, e del teologo Melchiorre Leydeker. I dintorni sono paludosi e pregiudizievoli,

onde il vescovato dur soli tredici anni. Al presente Middelburg un decanato della
pretesa riforma,

missione d'Olanda, con otto stazio'


ni,

l'uragano del

iS-j

cagion

altrettanti pastori e pi di

2000

terribili

guasti alla citt.

cattolici

Middelburg
prese
il

(piazza

di

mezzo)

con una chiesa. MIESGIllERTO. Sede vescovile


sotto
il

nome

dalla sua situazione

armena

cattolico di

Sis,

di

26

MIO
Precursoi-e

MIQ
che
cui
alle acre

cui furono Tescovi

funzioni che
in

vi

celebr,

fu al concilio di Sis, e
scrisse
christ.
il

Wierse

e l'accompagn

diversi

luoghi

Papa Innocenzo XI. Oriens


I,

t.

p.

i436.

Cristoforo, Cardinale. Ciislofoio de Migazzi de Valle a Sullelturin, nacque da nobile famiglia in

MIOAZZl

Trento
nelle

a'

20 ollobrc 17
secondo

i4'
la

Educato

scienze,

sua distinta condizione, ben presto mostr desiderio di abbracciare lo


stato ecclesiastico, e
scia
la

che Pio VI onor di sua presenza, incedendo nella carrozza pontificia ; e nella messa pontificale che celebr nella metropolitana nel giorno di Pasqua, il cardinale fece da vescovo assistente al trono ed all'altare. Nella partenza di Pio VI si trov nell'abbazia di Molk, ove gli
celebr
la

messa
il

ed augur pro-

vocazione.

ne effettu poBenedetto XIV


di

spero viaggio. Per l'elezione di Pio

VII non pot

cardinal recarsi al
e

lo dichiar arcivescovo

Cartagiriten-

conclave di Venezia,

finalmente

ne in parllbus, quindi colla


zione
del
titolo

giunto alla et grave d'anni ottantotto e mezzo circa, mori in Vienna a'i4 aprile i8o3, venendo esposto

arcivescovile,

nel

concistoro

de'

20 settembre
vescovato
di

lySG
Vacci

lo traslat al

in Ungheria,

e nell'anno seguente
lo

ali

ma""io

trasfer alla chiesa

arcivescovile

di

Vienna d'Austria.
nel
lo

Clemente XI l
iioven)bre
dell'ordine
la

concistoro de'2 3

1761

cre

cardinale

sua metropolitana decorosamente, ed ivi rest sepolto, avendo goduto quarantadue anni la dignit cardinalizia. Fu compianta la sua perdita per le virt ed eccellenti pel zelo doti che lo fregiavano ,
nella

de' preti,

rimettendogli

pastorale
fatti
all'

pei

benefizi

da

lui

monsignor Mantica di Udine, cameriere segreto e segretario d' ambasciata dello stesso Papa, poi cardinale. Jntervenne successivamente ai conclavi di Clemente XIV e Pio VI, ed ebbe per titolo la chiesa de' ss. Quattro Coronati, divenendo poscia
berretta cardinalizia per

arcidiocesi.

MIGLIORATI
nale.

Cosimo,

Cardi-

V. Innocenzo Vili Papa.


Giovanni, Cardidi Sul-

MIGLIORATI
nale, Giovanni

Migliorati

mona,
rog
al

eccellente

dottore nel dirit-

to canonico,
di

Bonifacio

IX

lo sur-

lui

zio cardinal

primo cardinale
7/ioni

dell'ordine de'preti.
alle

nell'arcivescovato di

Cosimo Ravenna l'ani

Venne annoverato
de'vescovi e
fide, de'

congregapro-

no i4oo, ove introdusse


litani,
s.

regolari, di
riti
,

a'quali concesse
Battista.

paganda
genze
fatto

delle

indulclie

Giovanni

carmetempio di L'Agnello non


il

sacre

reliquie,

non

Solo diminuisce la sua dottrina,

ma

protettore dell'ordine de'


di
s.

mo-

naci

Paolo primo

eremita.

Allorch Pio VI nel 1781 si rec n Vienna dall'imperatore Giuseppe


11,
il

cardinale

si

rec

ud

ineoncastel-

Irarlo
lo di

e ad ossequiarlo nel

Sluppach, e nella sua inanen/.a in Vienna ricevcile

pertesti-

aggiunge che giammai risied nella sua chiesa, e non fu gran fatto economo de' beni ecclesiastici. Divenuto lo zio Papa Innocenzo VII, i4o5 lo cre cardia' 12 giugno nale prete di s. Croce in Gerusalemme, coir amministrazione perpetua della sua chiesa. Intervenne
ol

monianze

di particolare slima e be-

concilio di

Pisa
ai

ed

ai

conclavi

nevolenza dai

Poulelce.

Assislclle

eh'

ebbero luogo

suo tempo, ino-

MIG
rendo in

MIL
venne
trascelto
al
s.

27

Bologna nel i4'o> o fu


chiesa di
iscrizione.

sepolto nella

Petronio

con semplice
le.

governo della Marca,, e nei i5/\.i da Paolo HI alla vicelegazione di Bologna, dove
essendo legato
Ferreri,
ricev
il

MIGLIORATI

Cosimo, Cardina-

cardinal Bonifacio
tal

Cosimo Migliorati romano, denominato Orsini a cagione della ma-

Pontefice
il

che

ritornava da

Lucca dopo
citt
1*

collo-

dre ch'era di questa illustre famio come pretendono altri napoletano c|ual discendente d' Innoglia,

quio avuto in quella lo V, che nel i54o

con Caravea nomial

nato
tal

al

vescovato

di

Lucer. Con
concilio

cenzo VII. Profess nell'ordine di s. Benedetto, e fu abbate di Farfa,


quindi da

carattere

intervenne

di

i479 Sisto IV fu nel promosso ad arcivescovo di Trani, i48o a cardinale ed a 5 maggio


prete del titolo di
s.

Trento, e fu uno de' vescovi che si distinse per la sua dottrina, in premio della quale e degli altri
suoi meriti Giulio

HI

a'

20 dicem-

Sisto.

Ma

do-

bre
del

i55i
titolo

lo di
s.

cre cardinale prete


Silvestro in Capite.
e con felice successo
i

^po venti mesi di cardinalato colpito da fulminante apoplesia, termi-

Indi lo fece prefetto della segnatura


di giustizia,

il

corso de' suoi giorni in Brac-

ciano nel

i48i

trasportalo al

delegato a Siena per quietare

tu-

monastero di Farfa fu ivi sepolto in un mausoleo di marmo.

multi

destatisi

in

quella citt, che

trovavasi in gran pericolo per aver


cacciato
il

MIGNANELLI
Fabio Mignanelli

Fabio, Cardinale.

presidio

spagnuolo di
la

patrizio sanese, sog-

Carlo V.

Due
alla

anni dopo

sua pro-

getto assai inoltrato nelle

buone

let-

mozione
vato di
lio III

tere e nelle scienze, laureato nell'una

porpora fu dal vescoLucer trasferito da GiuGrosseto.

l'altra legge nell' universit della


lesse

a quello di
ci

Vensenza

patria, nella quale

pubblica-

ne oltre a
la

deputalo,

ma

mente
fatto

per

alcuni

anni,

avendo
fa-

successo, insieme

molti

progressi in

quella

Baume,
certi

col cardinale de comporre una molesta

colla.

Trasferitosi
sorella

a
del

Roma,

spos

e spinosa controversia sui confini, e su


castelli

Antonina
pari

cardinal Ca-

occupati
Pietro
sotto

molli

podiferro, che ad
pudicizia
delle lingue

esimia bellezza e
la

danni

fatti

nella
di

Campagna romana
di Toledo Paolo IV
.

univa
greca

cognizione

dalle truppe

e latina, quale

vicer di

Napoli

dopo averlo per mezzo


in

fatto lieto di

un

figlio,

Mori

in

Roma
col

nel

iSSy

in

ripu-

di

cui

propagossi poi

tazione di gran cardinale, d'anni 61,

Roma

la

prosapia
dalla

Mignanelli

dopo aver
buito alle
sa di

suo suffragio contridi

morte gli diede agio d'applicare l'animo alle cose di chiesa. Ottenuto un luogo
essendo rapita
tra gli avvocati
concistoriali,

elezioni

Marcello

e Paolo IV, e fu sepolto nella chies.

Maria

colla

cuna funebre
stificazione,

della Pace senza almemoria. Scrisse un

mediazione del
ro fu

cardinal Capodi feral

libro sul peccato originale e la giu-

destinato nunzio

senato

che dedic
di

ai

Vienna a Carlo V, dove condusse ad ottimo fine le incumbenze delle quaveneto, e poi alla corte di
li

gregati
1

nel concilio

padri conTrento.

M LAWO GiANiODovico, Cardinale.

Gianlodovico Milano da Valennella

era stato incaricato. In appresso

za

Spagna,

quantunque

gio-

28

MIL
di eia,

MIL
fordi

vane
nito
listo

ma

di

gran senno

Pavia,

questa

citt

comunica

e d'ultima

indole, lo zio Ca-

col

ed

a'

IH lo fece vescovo di Segovia, 20 febbraio 14^6 lo cre


a'

Po, e quindi col mare Adriatico. residenza del vicer, d'uu coman-

cardinale prete, pubblicandolo


chiesa de'

j8

settembre, e conferendogli per titolo

la

ss.

Quattro. Dipoi
di

lo

nomin vescovo

Lerida, lega-

Bologna e coramissiirio apostolico per sedare le controversie


to di

do militare e di un governatore; di nn magistrato camerale, di una corte d'appello, di un tribunale civilcj di uno criminale ed uno di commercio, di una congregazione centrale, e di un istituto imperiale
ti,
ti,

e reale di scienze, lettere


di
ec.

ed ararcitt

ch'eransi eccitale nel principato di

un' accademia

di

belle

Catalogna
cellona, tra

e nella
il

contea di Bardi

comune

quelle

ha

la

Questa celebratissima forma di un poligono

irre-

Provincie e
na.

Giovanni re d'AragoII

golare.
stioni,
tello

E
alla

cinta di
lo

mura con baspazio

Dopo
di

essere intervenuto ai con-

tranne

dai Por,

Paolo II, essendo slato assente da quelli di Sied Alessto IV, Innocenzo Vili sandro VI, mor nella Sj)agna in et decrepita nel i5o8, dopo 52
clavi

Pio

porta

Tenaglia
queste
tale

dpve

non avvi
di

che

un semplice
;

muro
fortifi-

ciiconvallazione

cazioni sono per deboli troppo per


servire di difesa.

Un

circuito

anni di cardinalato, e fu sepolto in

che rinchiude

gli

anticlii
sei

sobborghi
principali
si

Lerida nella chiesa di

s.

Anna

dei

ha

dodici

porte, cio

domenicani^ a norma di sua mentaria disposizione.

testa-

e sei

minori.

Fra

le

prime

di-

MLk^O

{Mecliolanen). Citt con

residenza arcivescovile, antichissima


d' Italia, nobilissima
])itale

stinguono r Argentea della ora Orientale e Renza per corruzione che dicesi anticamente dedicata al
sole; incominciata
nel

e magnifica ca-

1784
non

e cosui

del regno

Lombardo- Feiieto

strutta in

due

spartili

edilizi

capoluogo del governo del suo nome, di provincia e di quattro distretti che rinchiudono no(f^edi),

disegni
alloia
sti

dei

Piermarini_,

ebbe

vanlotto comuni ; a 5o leghe da Venezia, altra capitale di detto re-

sul

compimento: demulilisi quedue fabbricali, venueio eretti sito slesso due grandiosi corpi
di

ad uso

barriera,

secondo
la

il

di-

i4o da Vienna, i io da Roma , e 160 du Parigi. Longitudine 6', 5', 16"; latitudine nord est 45", 8', -" posta in una pianura

gno

segno dei Vantini;


strutta nei
il

Romana

co-

1098 per condecorare ricevimento di Margherita d'Audestinata


di

stria,

sposa a l'ilippo
di

HI
Mi-

fertile e

ridente, circondata a qual-

monarca
vori; la

Spagna e duca
pietra e

che distanza da amene, ubertose e deliziose collinette, e dolcemente inclinata dal nord ai sud, sulla riva sinistra dell' Olona. Mediante tre canali navigabili, il Naviglio grande, che viene dal Ticino, il canale Martesana, che deriva dall' Adda e che circonda la maggior parte della citt propriamente quello delta, e

lano, tutta in

Ticinese,
di

detta

con Ijei laanche di

Marengo,
la,

recente costruzione, e

d'architettura del marciiese Cagno-

decorata da
porte

un muestoso arco

isolato di magnifica costruzione.

Le
dei

altre

maggiori sono
Couiasiua,

la

Ver-

cellina,

disegno del
la

Canonica,

i8o5;

iabbricula in

MIL
pietra arenaria, e compita nel

MIL
1826
del

29

a spese de' negozianti


eretta
nel

e la

Nuva,

1812,
e di
le

sui

disegni

e tneritano il pome di palazzi, essendo fra questi osservabile quello vastissimo e di giandiosa
bellissime

professore Zanoia, tutta ptuedi pietra

architettura della famiglia Serbelloni,


la cui facciata

arenaria,

elegante ordine
sei

imponente,

ma-

minori quelle della Tosa o Tonsa, Vigentina, Lodovica, Poilello del castello, 1' Arco
corintio.

Sono

gnifico l'atrio interno,


il

ed

elegante
distin-

cortile

adorno

di

portici,

guendosi nel mezzo della facciata un


bellissimo pezzo architettonico con co-

della piazza d'armi, Tenaglia.


secolo
la

Dal

XI
le

sino al fine

del
sei

passato
porte,

lonne

isolate,

che forma una mae-

citt

dividevasi

in

stosa loggia, decorata d'

un grande

oltre

minori dette Pusterle, con


proprio, quali vedonsi ans,

bassorilievo di stucco rappresentante alcuni avvenimenti storici di Mi-

stemma
gio.

cora nello stendardo di


Alle dette porte
si

Ambro-

lano del teupo di Federico


gli
ti

I.

Fra

possono ag-

altri

pubblici edifzi,

giungere due altii accessi per le barche del canale Caviglio, le cui acque , derivale dall' Adda e dal
lago di
so
la

principali,

monumenrami diversi di amcivili


,

ministrazione, e stabilimenti
militari
citt,
si

giudiziari
il

sparisi

per

la

Como, entrano
porta
JVuova,
il

in citt pres-

distingue

palazzo

della

qual

canale

corte

rifabbricato

nel

passato se-

coli' altro

Naviglio delle acque pro-

colo, sugli avanzi dell'antico palazzo

venienti dal Ticino e dal


giore, oltre
il

Lago Mag-

ducale, con facciata di ordine joni-

beneficio dell' irriga-

co moderno,
ni,

disegno di Piermari-

zione neir adiacente pianura, e quello della

navigazione felicemente conall'

tinuata fino

Adriatico, da dove
fino
alla
il

giungono
e
la

le

merci

riva,

con vasto cortile, magnifico scalone, adorno ne* suoi ricchi e comodi appartamenti di belle pitture, distinguendosi soprattutto il gran
scalone
di

formano particolarmente
cilissima de' paesi

comodo
fa-

ordine
Il

corintio,

detto
arcive-

ricchezza della citt per la

delle cariatidi.
scovile,
alla

palazzo

comunicazione colla
e luoghi
vicini
ai

stessa

dono

dei

duchi
ristorato

Visconti,

canali

medesimi, massime pel trasporto dei prodotti e materiali d'ogni genere,

ed ornato dall'arcivescovo Guido Antonio Arcimboldi, sul finire del


secolo nel

bramantesca,

XV

come
to,

di

massi di

marmo

e grani-

di cui

tante belle colonne e nu-

merosissime

adornano questa

citt.

i494> diviso in due separati cortili, il pi magnifico dei quali d'ordine di s. Carlo venne
costrutto
dal
Pellegrini, di cui
del

Essa fabbricala in generale con poca regolarit ; le strade sono be-

del

pure

la

facciata

palazzo,

ne

lastricate, alcune larghe, tutte con canali coperti e sotterranei che


le

quale per altro non fu eseguita che la sola porta maestosa, ed il suo

ricevono

pioggie,

senza

l'

incon-

compimento
Piermarini
bitazione
:

lo
la

ebbe dal ricordato


bella galleria fu do-

veniente

de' stillicidii,

e s'immet-

tono ne' canali


ri

sotterranei maggio-

destinati allo spurgo

della

citt

nata dall'arcivescovo Monti, con ade' canonici maggiori, i


beneficiati

comodo

degli

abitanti.

Le

case,

minori abitando
all'

nell' o-

generalmente ben fabbricate, hanno da tre a cinque piani; molte sono

spizio
stesso,

parallelo
il

arcivescovato
al

quale

sta

annesso

duo-

3o

MIL
il

MIL
cui

tao. 11 palazzo del governo,

numento

dell' antichit,
stile,

sia

per

la

interno consiste in

un ampio quadrato arcato con colonne, e due belle ed ornate scale, che mettono
a vari comodissimi appartamenti, i quali servono di residenza al governatore, e a
diversi
uffizi

purezza dello

sia

per la invi

ponente grandiosit che na ; vi si entra per due


granito roseo, che

domi-

cortili cir-

condati da portici con colonnati di

vengono

riuniti

apparte-

da uno de'suoi
servendo
ed
il

tre grandi vestiboli,

nenti al governo, con gran facciata

gli

altri,

uno d'ingresso,
sala
:

adorna di una loggia grandiosa.


11

terzo di comunicazione ed ac-

palazzo della contabilit, edifidi

cesso ad

una gran
del
uffizi

le

ampie

zio

Fabio Magnone,

altra volta
s.

abitazioni tanto del

piano terreno,

collegio Elvetico, e di cui


il

Carlo fu
la

quanto
per
la
gli

superiore
della

servono ora
ivi

primo a concepire V idea per

direzione genecollocata
:

educazione de' seminaristi svizzeri, e per opporsi alla propagazione dell'

rale della contabilit,

repubblica Cisalpina
il

vi

aveva po-

eresia sotto la

direzione degli u-

sto

corpo

legislativo
il

de'giuniori,

miliati.

Ne
per

fu benemerito Gregorio
gli

e
la

il

regno d'Italia
il

ministero delGli elvedi

XIII, che
affid
ai

die

nuova

vita

e lo

guerra,' poi
nel
i

senato.

la

istruzione scientifica

tici

giugno 1797

cessarono

gesuiti in

di

dopo
frutti

Brera nel iSyg, quinaverlo sovvenuto col suo

asse privato, nel


i

i584
:

gli

assegn

godere posti nel collegio, e i beni furono dati all' ospedale maggiore in compenso de' soldati infermi che
avea
slcibili

della

commenda
benefizi,
vi

della
s,

Ma-

mantenuti.

Pei reclami degli


ri-

donna
che
gli

del Prusseno

oltre
il

assegn
di

Carlo suo cula

svizzeri,

l'imperatore d' Austria


posti

^4
lire,

gino cardinal Altemps

um

sua

nel

i84t
sei

per alcuni elvetici coir annuo assegno di


in

commenda
vi

Mirasele,

acciocch

1000
per

onde studiare
la

Milano

avessero posto

24

chierici della

anni

fisolofia

teologia.

diocesi di

Costanza.

Gli alunni ve-

La
bliche
in
ria

direzione generale delle pubcostruzioni,


s.

stivano di saia rossa. Vi erano

am-

acque e strade

messi
vallesi,

giovani
cui

grigioni

svizzeri,

piazza
:

e specialmente di Friburgo
i

reale
la

Marta, colla stampeprima era nel palazzo

e Soletta,

cantoni nominavasei

detto

canonica.

La

stamperia

no quattro
il

posti;

posti
si

vescovo di Coir. Vi

avea studiava
vi

reale, gi ducale, onorifico

vantaggioso

stabilimento,
di

ed assai con nu-

teologia

dommatica

e scolastica, sa-

mero
di

considerabile

torchi, cio

cra scrittura, santi padri,


le

non che
caerrori di

trentasei,

ove sonovi
agli

impiegali pi
oltre
alle

controversie

per acquistare
gii

cento trenta

operai,

pacit di

confutare

persone addette

uffizi

di

am-

Lutero, Zuiniglio e Calvino. Soppres-

ministrazione, con fonderia di scelti


caratteri, litografia,
tiera, ec.

da Giusc'[)pe 11, fu destinato ad uso di residenza del governo di allora: 1' edifizio fu fatso
il

collegio

calcografia, car-

grafia

L'introduzione della tipoMilano generalmente in


di
il

to dal magnifico cardinal Federico

assegnata ul

Borromeo.
brica
il

La

sua

architettura
fab-

1469, su importante documento


Archiatri
tifcaudo
t.

che d
Marini,

bellissima, e

non teme questa

II,

p.

209

e seg., ret-

confronto di qualunque

mo*

il

Sassi che

dottameute

MIL
Sdisse dell'origine dell'arie
e
de* progressi
i

MIL
tute in

3*
parimenti in continuasse ivi

Milano; che
de' re
goti

d'imprimere
in

libri

in

tempi
la

Milano,

cui

ora

sonovi pi

di

4o

lipogiafe.

La zecca un gran,

dioso
relto

monetario e1778, considerato come uno de' migliori esistenti, tanto per macchine che quantit delle la
slabilitnenlo nel

servono alla fabbricazione delle monete, quanto per l'ottimo sistema


inlrodollo, e per la scelta degli artefici

sembra Veramente Federico I distrutta Milano non soppresse la zecca, ma da s. Mattia alla Moneta dove stava, la stabil in un vicino villaggio, dove si coni moneta imperiale, imitata per tutta Italia, e che fra milanesi ebbe
prerogativa
della zecca,

molto

credibile.

^
'

corso nominale fino al


stituto

1778. L'i-

ed operatori

di

ogni genere,
i

geografico-militare, grandio-

ammirandosi

in esso tutti

conge-

so

gni necessari alla

fusione
:

e parti-

e dalla
to,

ed utilissimo stabilimento eretto sovrana munificenza protetin

zione dei metalli

il

suo gabinetto

cui vedesi
di

numismatico fu trasferito a Brera nel 1817. La zecca di Milano risale ai tempi dei romani, essendo conosciute le due monete d' oro di Luitprando e Desiderio re de' longobardi,
ivi

zione

una ricca collemappe, carte geografiche,


relativi,

stromenti
ca.
11

e scelta

bibliote-

monte

del

Veneto,

edifizio

regno Lombardod'ordine jonico,


eretto
sui

disegno di
liani,

Piermarini,

battute. Stabilita l'im-

caseggiati dell' antica

famiglia

Marindi
del-

munil, Lotario diede privilegio di


batter moneta
all'

ed aperto
di

il

5 settembre i753,

arcivescovo,

come
la cit-

col

nome

conte della
dell'

citt,
;

e con l'impronta
costituitasi

riaperto nel

Monte s. Teresa, i8o4 sotto quello

imperatore

t a repubblica, rivendic tal diritto

regio, battendosi

monete
di
s.

colla

cro-

l'amministrazione de' fondi del debito pubblico, nel luglio i8o5 denominato Monte Napoleone, dal

ce patria
gio:

e l'eflgie

Ambro-

Azone Visconti
in

impresse
il

pi-oprio

primo ne nome. Osserva


pel

Muratori, diss.

XXVII, che

fino

da antichissimi tempi cominci questa nobilissima citt a goder il pregio della zecca e del batter moneta, a fronte della vicinanza di Pavia poich tanta sempre fu la dignit e lo splendore di questa me;

18 4 al 1821 provvisoriamente chiamato Monte dello stato, e che nel gennaio 1821 assunse la denominazione presente di Monte del regno Lombardo- Veneto stanno in
:

questo
([uelli
te,

locale

riiuiiti

vari

uflci

cio della prefettura dei

mon-

e della

commissione
pubblico.

liquidatri-

ce del debito

tropoli dell' Iiisubria, che

non meimperain essa

no
tori

re longobardi, che g'

franchi e tedeschi, a riserva di


I,

Di questo monte, chiamato volgarmente Monte di Milano, meglio ne parlammo ai voi. XVII, p. 45 e seg., e XL, p. i59 e 162 del Dizionario.

Federico
sovente
la la

vollero

sempre

La

direzione

conservato
i

qucH' onore,
re

perch ivi ed imperatori posero


piesero talvolta
(

risiede in

una porzione
collegio

generale del censo dell' antico


de' gesuiti, a-

edificio del

loro sede, e vi

datta perci ai vari suoi


cui

Corona ferrea

l'ali)

anzi an-

che sotto gl'imperatori cristiani nel secolo IV, si trovano monete bat-

ullici, per vennero disposte nel piano superiore vastissime gallerie, con colonne isolate, e con grandi sale per

32
la

L
t

MIL
pongono fornirono
necessarie
agli
Il

formazione e riunione delle mappe, per g' ingegneri geogiaf, ed altre ad uso di archivio. Sul cele-

tutte le
uffici

comodidi
tutti

questi

tribunali.

casino della no-

bre censimento milanese, tanto encomiato ed ammirato, diremo che sotto Carlo V nel r543 fu ordinato un estimo generale e reale
di

bile societ,

nella

contrada

di

s.

Giuseppe, occupa un vasto fabhricato, che le serve di

adunanza sino
il

dal dicembre

18 15, e

cui dise-

tutto

lo stato

milanese, compito

gno
che
il

in

origine del Bramante,

ma

i584, e posto in esecuzione nel 1599. Carlo VI nel 17 18 istitu una giunta al censimento nuovo, per compilare un nuovo e diligennel
te estimo

cav. Cagnola abbellnell' in-

terno con elegante e ricca decorazione.


la

Numerose

sono

le

sale,

ma

pi grandiosa quella che serve

generale

il

valore di
revisione
eh' ebbe

alle
za,

grandi accademie ed alla dantutte per

<;iascun

fondo; quindi Maria Tere-

sa

1749 ne ordin la e compimento, operazione


nel

derne pitture.
ciet

adorne di buone moFondata questa sofu

nel

1799,

ripristinata nel

fine nel

175^7

ed

esecuzione nel
il

181 5: in questo
palazzo
nola nel
alia

luogo
Il

sorgeva

il

1760. Aggregato
cato di Mantova,
il

al IMilanese

du-

de' Torriani.

magnifico

ne fu

ordinato
allo
stato,

palazzo innalzato da Leonardo Spi-

censimento.

Venute

1591, e che poscia pass


Cusani,
fu di recente
detta
del
dalla
Il

dopo la rivoluzione, le provincia di Beigamo, Brescia, Crema e la


Valtellina, indi
altre
il

famiglia

acquistalo

societ

formanti

il

Giaidino.
e le parti
edificio

suo cortile decoroso,

regno
neto,

italico,

poi

Lombardo-Vetutte

fu

voluto

estendere a

il censimento, che con lode si sta ora perfezionando. L' uffizio del dazio grande, e quelli delie finanze e

che compongono questo sono ricche, bene intese e migliori artisti ebbero grandiose;
i

parte agli ornati delle sale, di recente

accomodate, vedendosi

unito al

tesoreria

occupano

il

uaesloso impo-

fabbricato

un giardino

ridotto an-

so Marini,
di

nente palazzo altre volte di Tommacon facciata composta


tre ordini

ch' esso a vaga forma, con passeggi,

d'architettura, ed

il

cui interno, formato da portici con

d'acqua ec. Il casino e societ del Giardino originato nel 1793, nel 1818 acquist
grotte, cascate
il

colonne,

fa

risaltare

una
per
degli

perfetta
la
ric-

palazzo di architettura Palladia-

armonia
chezza
e

coli' esteriore,

na.
l'

profusione

ornali.

Vi sono altri casini, come delUnione, del Commercio, ec.

Diverse e grandiose sale nel piano


terreno ornate
di

buone
del

pittiu-e,

e Marina, che

servono per
destinato,

la
il

cassa

tesoro e

Passando dalla strada detta Isara da porta Orientale mette a porta Nuova, presentasi
de' pi
ricchi e magnifici

delle finanze;

superiore essendo
lo fu,

uno
lazzi

pa-

come
Il

per alloggio
altre

architettonici moderni, in tut-

de' principi.
Clerici
civili

palazzo

volte

te

le

la

residenza

de' tribunali

no,

innalzato nel

sue parli decorosamente ador1790 dal conte L' interno

di

di prima istanza, di appello, commercio, e della pretura urbana o tribunale di conciliazione. appartamenti che lo coniI vari

Lodovico di Belgioioso.
sit

e l'esterno annunziano la grandiodi chi


lo
il

fece

costruire,
del

non
suo

meno che

buon gusto

MIL
al'chitelto
se.

MIL
piazza cosi

33

Leopoldo Polack vienneEsso adorno di statue, bassoMerita pitture a fresco. rilievi e


pure particolare osservazione
lissimo giardino
il

corpo

di

nominata, ed il gran guardia nella piazza dei

Mercanti.
la vasta

Le

piazze in generale sopiccole, tranne

bel-

no piuttosto

per

annesso

sul diseil

piazza
di

gno

dello stesso architetto,

quale

un muro
citt dalle

d'armi, chiusa da cinta, che separa la


amenissimo.
Sul lato

dacch fu dato in propriet al principe vicer , fu considerabilmente


ingrandito colla

campagne, e ,che serve

di

passeggio

unione
alla

dell'

orlo

sud-est di questa piazza ed al confine delle antiche

die apparteneva

cosi detta Ca-

mura, Galeazzo

II

nonica. Dei quattordici archivi sono


i

signore di Milano fece

erigere nel

pi importanti quelli notarile, delstato,

lo

diplomatico, di
quello
della

giustizia,
s,

della guerra,

capitolare di

Am-

i358 un castello che prese la denominazione di Giove, dall'antica porta Giovia soppressa ed incorporata nella fortilicazione del castel-

brogio

curia arcive-

poco prima di s, Carlo. Fra le caserme merita particolare menzione quella


scovile pati

grave

incendio

medesimo, il quale dopo la sua morte fu demolito dai cittadini nel 1378. Il suo successore e figlio Giolo

magiiinca
piazza d

di
s.

s.

Francesco,
eretta

sulla

vanni Galeazzo
nello stesso

Io fece
assai

ricostruire

Ambrogio,

nel

luogo del convento de' francescani, anticamente basilica Naboriana, ed una delle pi grandiose e bene in-

che in questo genere di edifizi veder si possa; ne fu architetto r ingegnere militare Rossi, del cui disegno pure 1' altra caserma del Castello nella piazza del Foro, e che
tese
fa

pi forte^ con alte muraglie e di profonde fosse munito, e questo dur sino_ alla morte di Filippo Maria ultimo de' Visconti, cio sino al i447' Amluogo,

mutinatasi
dal

la

citt

col

pensiero di

reggersi in repubblica, fu di

nuovo

parte del fabbricato interno, stato

riservato dall'antica fortezza


della sua demolizione nel

prima 1801 ; ha

popolo rovinato e demolito; IVel 1430 impadronitosi della citt Francesco Sforza marito di Bianca Visconti, fu da esso col consenso
de' cittadini per
la

terza volta ri-

una porla maestosa, d'ordine dorico, costruita in granito rosso. La caser-

fabbricato con

ma
tal

di

cavalleria di
il

s.

Simpliciano
di

occupa

monastero nome, e presenta una ricca


soppresso
facciata,

maggiore ampiezza e solidit, avendo sostenuto in vari tempi lunghi assedi. Finalmente disse, vennero nel 1801, come si
atterrate tutte le esteriori fortificazioni, e

regolare

grandiosi

e co-

nel

loro

luogo

formosti

modi

ed ampie scuderie. Altre grandiose e comode caserme si sono stabilite, e trovansi distribuite
cortili

nella citt

dopo

la soppressione dei la

monasteri, e

sono
dell'

caserma di
s.

una vastissima piazza detta del Castello o del ForOj e vi si sostituirono al luogo delle antiche mura, de' ben ordinati viali pei pubblici passeggi, ombreggiali da piante sotiche.
All' estremit della

cavalleria e fanteria in

Vittore
l'altra
di
tal

grande, quella

Incoronala nel

piazza

d'Armi

borgo
di
s.

di

porta
di

Comasina,
s.

nel

Angelo nella piazza


voi. XLV.

nome, quella

Euslorgio nella

termin l'arco di trionfo ordinato nel i8o4) ma iocominciato nel 1807 a capo della
si

i838

34
strada del

MIL
pirlo coir

]\1IL
machia, avendovi
torno. Nel giorno
vi
si
il

Sempione, di cui dovea portare il nome, tutto noanno di Crevola, ed elevato dalle fondamenta sul grandioso e ben immaginato disegno del cav. march. CagnoJa, in

comodo
17

di riem*

acqua che scorre


il

all'in-

giugno 1807

corse,

occasione delle nozze del prindella Vittoria, in ri-

una
indi

primo spettacolo di successivo dicembre regata, presente Napoleone


diede
e
nel
j

cipe Eugenio vicer: dovea fregiarlo

si

fecero

ascensioni

areosta-

una statua

liche, fuochi spettacoli.

d'artifizio,

ed

altri

cordo della
fasti

battaglia di

Jena, e

Napoleonici.

Le vicende
i

politi-

gior

un'estremit del magdiametro stanno le carceri,


i

Ad

che fecero rimaner sospesi lavori, ma ricominciati per munificenza di Francesco I, ordin che condotta compimento un'opera s fosse a dedica, colbella, accettandone la r inauguramento di Arco della Pace.

compite nel
torri;

all'altra

827, fiancheggiate da parte una porta


di

trionfale dorica

granilo, bellisla

sima. Nell'asse minore

porta Li-

bitinaria fa fronte al Pulvinare, sul

Dodici grandiosi
le

bassorilievi
la
Il

fi-

quale sorge uno de' pi insigni porliei moderni con otto colonne corintie di

gurano

imprese che

pace tor-

granito rosso pulito. Senci

narono, oltre sei busti. sopraornato di bronzo


Pace, tratta
valli,

grande
la

za parlare di altre piazze,

limi-

figura

teremo a

citar quella de' Mercanti,

in cocchio da sei camentre quattro fame da ciascuno degli angoli ne annunziano

posta nel centro

della citt,

fian-

cheggiata da alcuni fabbricati di antica origine, ed altri di bella architettura,

l'arrivo.

quattro

colossi
il

sdraiati
il

ch'ebbe prima
che
ivi

il

nome
ora

in alto rappresentano
cino,
il

Po,

Tico-

di piazza di Tribunali, a cagione dei

Tagliamento e l'Adige. Al
si

tribunali

esistevano,

nord
strusse
il

dell' atterrato castello

sotto

il

cos detto

anfiteatro

governo italiano od arena,


del

trasportali al palazzo Clerici, e poscia quello di piazza de'Mercanti, per-

disegno lodatissimo
accrescere

Canonica,

lino de' pi insigni cdifizi, fatto per


il

ch quivi questi si adunano, quasi ad una specie di borsa, essendo stala per tale oggetto formata una sala
nel fabbricato con portici. In questa

decoro

e lo splendore

della citt di Milano, che

mancava
di

piazza

hanno

le

loro residenze vari

ancora d' un
genere.

monumento

questo

pubblici

dicasteri

ed

uffici

cio

Questo ampio e sontuoso recinto nel genere antico, ad imitazione del circolo di Caracalla, di

r archivio pubblico commissione centrale


za,
la

notarile,
di

e la

beneficenla

cassa

di

risparmio.,
1'

condelle

lungo braccia 4<^o> forma elittica e largo 200, e vedcsi cinto da un


,

gregazione
ipoteche,
la
la

centrale,

ufficio

camera

di

commercio,

muro
da

altissimo in pietra, e circon-

scuola elementare maggiore norla

dato sino ad una

certa elevazione
al

male,
nasi,

direzione generale de' gindelle scuole ela

comode

gradinate

disopra
di

e r ispettorato

delle quali evvi

una piattaforma

Icmentari
del

normali,

delegazione
di
polizia,

sufficiente larghezza,

passeggio

che offre un ombreggiato ; pu conte-

primo circondario
il

ed

gran corpo

di

guardia miculto caltoli-

ire

nere quasi 4^,000 spettatori, e serd circo, d' ippodromo e di nau

litare.

Per

l'esercizio del

MIL
co numerosissime in Milano sono le pi celebri e rinomachiese. Fra
i

MIL
gotico

35

ti

edifzi

dell'Italia,

vanta Milano
di

la

sua

cattedrale

metropolitana o

duomo, dopo
costante
raviglia

quella
di

Roma,

il

Tra i primi che diressero la fabbrica, si trovano Simone da Oisenigo, Guarniero da Sirtori, Marco Bonino, Matteo da Campione. Incominciando da taoltramontano.
le

oggetto

uni versai megigantesca e

epoca,

si

vuole

avervi operato

per

la

mole
e

i83

architetti.

La forma

singolarit del disegno di gotica co-

quella
dall' est

di

una

interna croce latina diretta

struzione

ardila

bizzarra

sorric-

air ovest,

e divisa

in

cin-

prendente per
za
delle

magnificenza e
la

chezza, osservabile per

leggerez-

masse
che

piramidali,

per

la

que navate, delle quali quella di mezzo al doppio pi larga delle altre; S2 grossi piloni di marmo
quasi ottagoni, dell' altezza di brac-

moltitudine delle statue, sculture


bassirilievi
s'i

in

ogni parte

l'a-

entro che fuori, per cui dornano non dubitarono alcuni di chiamarla r ottava meraviglia del mondo. Questo tempio tutto coslrutto in

4'> dividono queste navate e sostengono le volte gotiche, e quattro altri pi grossi sostengono la cupocia
la

del centro della chiesa per la cupola Galeazzo Maria Sforza chia:

marmo

bianco,
dicesi

estratto dal

monte
;

m
solo

tre architetti di

Strasburgo,
'a
.

ma

Gandolia,

occupi

il

luogo di

verso

il
il

i49o

fece voltare

un famoso tempio

di Minerva esso ebbe principio l'anno i386 il i5 di marzo, ma non piacendo a Gian

Lodovico
re

Moro

La
di

maggio
s.

lunghezza del
sul

duomo

metri
Pie-

148,109:
tro di

pavimento
.

Galeazzo

Visconti

questa

sua priil

Roma

fatta di

palmi 6o5,

ma

costruzione,

non

parendogli
alla

cio metri i35,


s.

16;

s.

tempio

corrispondente

magni-

Maria

del Fiore

Pietro 187; di Firenze

ficenza di quella che destinava capitale d'Italia, fece disegnarne

uno

che

non
e

avesse

il

pari
gli
si

nello stile

Larghezza, compreso lo 1 55,72. sfondo delle braccia, metri 87,80; larghezza totale delle cinque navi,
metri 57,67. Altezza della maggiore nave, dal
la volla,

nuova

desse una forma nel iSSy. Fu il tempio compito nelfacciata per ordine la di Napod' allora,

ed ordin
pii

grandiosa

pavimento

al

colmo del-

metri 46,80; della cupola fino all'impostatura della lanterna,

leone, che
d' Italia
:

vi

si

fece

coronare
si

re
il

metri
tura
statua

64,25
al

da questa impostametri

tal fine

vend
;

belvedere,
e
piedistallo,

patrimonio della fabbrica, che produsse

della cuspide piena, metri

27,37; i2,5o;
^,i6.

un

milione

mezzo

e dei

metri
la

promessi

cinque

milioni

dal

fon-

Dal pavimento, compreso


guglia di
in
siile

grande

do di religione, Napoleone ne diede due soli. Vuoisi che Gian Galeazzo ordinasse V erezione del tempio in conseguenza di un volo fatto alBeata Vergine, perch gli intercedesse figli maschi. S' ignora chi ne fu il primo architetto, si nomila

rame dorato
la

moresco, e la statua della Beata Vergielevazione totale di

ne Assunta,
metri

questo superbo cdifzio, ascende

108,28. Alla sinistra entranil

do vedesi

bel battistero a
isolato,

foggia

di tabernacolo

formato da
pr-

na

un Gamodia
sebbene

tedesco,
lo siile

ma non
ricordi
il

una grande urna

di

porfido,

certo,

veuiente, senza dubbio, da qualche

36
antico

MIL
bagno
alle

MIL
che serv
di

ronfiano,

di
s.

guari, conservasi

deposito

sacre

spoglie

postovi

il

il santo Chiodo, i46r. bell'architrave di

Dionigi vescovo di Milano, con


santi

altri

legno nell'arcone
Crocefisso
di
s.

del coro, vi

il

martiri, e che

da

s.

Carlo fu
la

Corbella,

secondo

destinato a

conservar l'acqua bat-

l'uso particolare del rito

ambrosiano,

tesimale
dei

per

immergervi
secondo
il
;

testa

bambini,
lo

rito
le

am-

brosiano quivi professato

colonne

che

antico
capitelli

detto
di

circondano sono di marmo macchia-vecchia, ed i

avendone riportata la ragione nel voi. Dizionario, del XVIll, p. 272 mentre nel voi. XI li, p. 98 e 99 parlammo della mentovata reliquia. Questa metropolitana, come caporito,

vorali.

Gli altari,

bronzo mirabilmente lale cappelle sono


a
colori
diversi,

serve di esempio alle altre chie-

se dell' arcidiocesi, e la
l'

forma delde' busti,


il

in
desi

marmo
il

e ve-

altare,

del tabernacolo, degli os-

tutto

adorno

di

bassirilievi

tensori!,

degl'incensieri,
tipo di quei

in ogni genere, pitture pregiale e la-

sono

il

che
la
il

rito

ri-

Vi si dislingue la statua in marmo bianco di Martino V, il quale consacr l'altare maggiore ; quella pregiatissima Bartolomeo, opera di Mardi sco Agrati, che rappresent il sanvori finissimi e ricercati.

chiede.

degna soprattutto
riposa
di

di

mis.

nuta

osservazione

sotterranea

cappella, ove

corpo di

Carlo Borromeo,
lare,
rilievi

forma ottangoornamenti
i

con
,

la

volta coperta di bassi-

trofei

ed

assai

to

scorticato,
sul

portante
il

la

sua

rilevali

di

lastra d'argento,
gli

quali
ri-

pelle

dorso;

magnifico
di Gio.
di
s.

moe

ricordano
marcabili
grossa
tanti

avvenimenti
negli

pi

numento

sepolcrale

Giacoin

della vita del

santo, ed

mo

de Medici, zio
di

Carlo

otto cariatidi

angoli, pure di

marmo nero del cardinal Marino Caracciolo governatore di Milano; il deposito di Ottone Visconti detto il Magno, e di Giovanni, zio e nifratello

Pio IV; quello

lastra d' argento,


le

ra|)presen-

sue virt:

lavori

d'are del
si

gento
Lilla,

sono
del

doni

dell'

arcivescovo

duca Borromeo,
1'

cardinal Quirini. Nel 1817


gi e rinnovossi

can-

pote, arcivescovi e signori di Mila-

aspetto di questo
dell'arrese pi

no,
di

cui sovrasta

la

statua sedente

luogo con
elegante
e

nuovo disegno
magnifico.

Pio

IV;

il

mausoleo
gli

con

tre

chitetto Peslagalli, che lo

busti rappresentanti

arcivescovi

Sull' altare

Giovanni, Guido e Gio. Francesco Arcimboldi, oltre tanti altri monumenti sepolcrali, lapidi, ec. Il coro
fu

posa

il

sarcofago
abito
Il

che

contiene

le

spoglie mortali del santo arcivesco-

vo in
di

pontificale, arricchito

disegnato

dal

Pellegrini,

e gli

gioie.

sarcofago composto di

stalli

di noce furono bellissimamen-

una

cassa pesante

4o^o

oncie di
di
di

te intagliati su

disegni de' migliori

argento,

con

rarissimi
in

cristalli

maggiore sotto un tempietto di bronzo sta un magnifico tabeinacolo pur di bronzo doralo, coi dodici apostoli
cinquecentisti. Nell'altare

monte
Filippo

legati

argento,
di

dono
i

IV
vi si

re

Spagna,

cui

slemmi

vedono apposti

in oro

massiccio.

Una grande
il

finestra oriz-

attorno,

il

Salvatore in

alto,

zontale, praticala nel


chiesa, illumina

pavimento della

molli
i'

rilievi,

dono

di

Pio IV. Nel-

sotterraneo, e

abside, ridipinta e dorata

non ha

luogo

ai

fedeli di

poter assistere ai

MIL
divini uffici ch'entro vi
si

MIL
celebrano.
tezza di

37

Tutte le pitture che adornano questo tempio sono de'priini maestri di


Italia.
ti
1

slronomi dell'osservatorio di Brera nel 1786, ed ha il gnomone all'al-

73

piedi.

vetri

dipinti

rappresentan-

Alle
tificali

diversi fatti storici, aggiungono maggior lustro alla sua maest, ma lo rendono un poco oscuro; il BrenBertini, benemerito ta, e pi il
dell' arte,

pomposissirae funzioni ponservono moltissimi sacri ar-

redi e

paramenti che

si

conserva-

Due tesori possedeva questo duomo di Milano


no
nella sagrestia.

rinnovarono

le

finestre

quello
lo

della metropolitana e quelfalli

cadute

per

una salva

di
11

all'epoca

repubblicana.

cannoni suo pa-

de' doni
d

s.

Carlo,

che

nel
si

della sua

festa

esponevan-

^B ^^

vimento di marmo a colori diversi, fatto a compartimenti con disegno arlifizoso, fu compito nel i835.

parte

nel sotterraneo, parte sul

balaustro superiore.

d
la

alla

zecca
;

al

Gran parte antempo della reFra


le

La

straordinaria quantit di statue

pubblica

il

rimanente unito nelmeridionale.


tesoro, capo di

interne

ed

esterne

che
si

adornano
fanno
a-

sagrestia

questo
scendere

sacro

edifizio,

ricchezze di questo

a pi di 2800, e dicesi giungeranno a 34oo circa quando d'ogni grandezza saranno collocate per compimento degli ornali e della

arte del cesello

una Pace d' 010 donata da Pio IV, con due colonne di lapislazzuli, croce a tredici

chiesa.

Neil' esterno

la

profusio-

diamanti, e vari cammei, probabilmente lavoro del Caradosso. In

ne delle
gl' intagli,

colonne, delle
dei
lavori

statue, de-

mezzo

delle medaglie, de' bassi-

rilievi,

pregiati

d'

ogni

rilievo si rappresenta Cristo deposto in grembo alia Madre con quattro altre figure, e di sotto la

sorla, gareggiano
za,

colla magnificen-

balena che rigetta Giona, in alto

il

polendosi dire francamente, che

Padre Eterno

e angeli.

Un

evangeli-

quanto la scultura e 1' architettura ha di pi bello, tutto fu posto in


opera
all'

adornamento

della faccia-

pergamena, ricchissimo d'oro e gemme, con Crocefisso d' oro da un lato, e altre figure, doslario antico su

ta di questo tempio,

porle, delle

pregevole
in

la

che ha cinque quali singolarmente maggiore Le statue


.

nato
ss.

dall'

arcivescovo
statue
e
d'

Ariberlo da

Canl.

Due

Ambrogio

aigenlo dei Carlo dono la


,

marmo
tante

bianco, poste sopra tutto

prima
orefici.

della citt,

l'edifzio

e che

sembrano
d' occhio.

staccate
il

seconda degli Croce d' oro per le procesla

come
glie

punte, formano

pi
sta-

sioni

capitolari, pesante oncie

370,

imponente colpo
terminate
e
gotici
il

Le gu-

con veutuna
paliolto

ed abbellite di
arabeschi
di
,

gemma. Il magnifico pesante 5ooo oncie d' ar-

tue

superano

gento, regalo di monsignor Taver-

finora

numero

80, oltre alle


essere in tulle

24 minori, dovendo
facciala

na canonico, fatto nel i835, per non rammentare altro. Una degna
piazza anteriore

i35 ad opera compita. Verso la degna di osservazione una grandiosa meridiana, che aitraversa

manca

al

dietro al quale era anticamente

duomo, un
queposso-

campo
sta

santo. Molti descrissero


si

per

intero

il

tempio:

fu

insigne cattedrale, che


nella
p.

con diligenza e

somma

accuratezza
a<

no leggere
nese
t.

bibliografia mila,

eseguita sotto la direzione degli

386

Milana

il

38
suo
territorio,

MIL
fra' quali

MIL
Gaetano
di

antichi dipinti. L'interno

co-

Franchetti che ne pubblic la Sto182 r. lu ria e descrizione nel


detta bibliografia sono pure gli autori che fecero la storia e illustra-

strutto in tre navale di gotica ar-

chitettura
le

con magnifiche cappel-

e pitture pregiate.

Anticamente
di
s.

nel

coro
si

della

basilica
i

Am-

rono

la

maggior parie
le

delle chiese

brogio
ciali.

tenevano
chiesa di

concilii
s.

provin-

di questa citt.

La
di

Fra
di

altre

numerose

chiese

Passione, innalzata nel

Maria della i58o in for-

zione
s.

Milano meritano particolar menquella di s. Maria presso una delle pi ragguarCelso,


per
la

ma

croce latina, con torreggiantanto nell'interno, quanabbellitre navi,

te cupola,

to neir esterno riccamente


ta.

devoli

sua architettura,
pei capi
d'
la

divisa

in

con

al-

delle pi ricche

opera
quale

trettante porte, e contiene otto cappelle per parte;


altra
di
s.

dell'arte

che l'adornano,

forse

pi di ogni

ebbe principio nel i49'> P^^' o^'" dine di Gian Galeazzo Maria Sforza, nipote di Lodovico il Moro, sul disegno del Bramante ; quella di s.
Lorenzo, che dev' essere antichissima. Distrutta dal fuoco nel 1071 l'antica chiesa. Tenne rifabbricala in pi piccola forma, e questa pure rovinala dal tempo, s. Carlo ordin si rifabbricasse quella ora Martino di esistente, col disegno
Bassi
;

adorna
ed

di pitture.

La

chiesa

Stefano maggiore, altre volte

collegiata

ora parrocchiale

la
s.

cui fondazione viene altribuita a

Marliniano vescovo, e prima chiamata s. Zaccaria. Nel secolo X [ devastata dalle fiamme, fu quindi rifatta, non per colla maest della precedente, e venne denominata
s.

Stefano

al

Broglio ed

alla

Ruo-

ta,

La

chiesa

attuale fu coslrulla

d' ordine
di
dipinti

dorico, ricca di
pregiati,
,

al

tempo dell'arcivescovo Visconti,


s.

sculture,

di

successore di
ta nel
tre

Carlo, e perfeziona diviso in

monumenti
si

sepolcrali

fra

quali

1596; r interno

distingue quello antico di


il

Galla
gran:

navi, con sei

arcate per parie,

Placidia, figlia di Teodosio


de, e del di
lei

marito Ataulfo
1'

coro

con cappelle corrispondenti, ed un maestoso, il tutto adorno di


pitture

pure osservabile
saico,

antichissiaio

mo-

e di

statue.

La

chiesa di
vasto

che dicesi mostri Cristo disputante coi dottori. La chiesa di


s.

s.

Paolo, superstite del

mo-

nastero delle

agostiniane dette an-

Ambrogio, una
rispettabili

delle

pi auliche
della
cill,

basiliche

edificala nel

887 da
i

s.

Ambrogio,
vicino ai

che
le

vi

celebr

divini udlzi e vol-

in essa

essere sepolto

corpi

de' gloriosi

martiri Gervasio

e Proiasio, in onore de'quali l'avea


fabbricala.

geliche, con bella facciata ricca di ornamenti ; di una sola nave di ordine corintio, saviamente architettata e di bei dipinti adorna. La chiesa di s. Nazzaro grande, basilica edificata nel 882 circa ad onore dei quindi della Nazzass. Apostoli, e

Era

in origine divisa in

riana pel capo di


sa trasportato

s.

un mino con tre porte, ma vennero riunite nel i5o7 , e si form una chiesa sola, decorala da un atrio o cor-

due

chiese,

separale da

da
a

s.

Nazzaro in esAmbrogio. F'orchiesa


il

ma

vestibolo

questa

grandioso

sepolcrale

edifizio

con
8
al-

cappella deilicala alla Beata

V'eigi-

tile

rettangolo, con

portici udorui

ne Assunta, costrutto nel

i. il

MIL
la

MIL
le
il
il

39
cristiani

bramantesca dal maresciallo Gio.


Trivulzio, dello

pi antiche di Milano, risguar-

Giacomo
no
della

Magno,
soggiordi

data

come

uno

de' primi

che vivo volle prepararsi


morte.

edifizi,

di cui

viene da
lo

alcuni res.

La
di

facciala

putato

fondatore
di

stesso

Eu-

questo
drata,

vestibolo

figura

quaporle

slorgio nel
il

ma non
di

ridotta al
,

termine,
tre

IV nome dopo
ss.

secolo,

assumendone
slata dedi-

essere

ornata

pilastri

con
all'

cata ai
pi

Re Magi. Ne'primi tem-

che

danno accesso

interno, di

era ben lontana dalla citt,


alle

ma

figura oltagona, semplice, e conve-

niente al carattere dell' edifizio, slato piti

volte ristaurato

e rimoder-

nato, con statue e pitture.


sa di strutta
s.

La
si

chie-

Alessandro in Zebedia, co-

ed devastamento de' barbari, fu varie epoche riedificata; nel secolo XIII rimodernata ed ingrandita, e finalmente ridotta con maggiore resoggetta quindi
al

incursioni

come attualmente

trova

golarit e decoro,

come

si

trova al

1602, con la forma d'una croce greca, con magnifica cupola, spanel
zioso

presente,

con
tre di

tre

porte corrispondell'interno,
statue,

denti alle

navate

coro,

comodo
titolo di

presbiterio

adorno
s.

belle

cappelle,

menzionata questa chiesa sino dal


secolo
le,

monumenti
giore,
il

e pitture.

La

chiesa di

XI f,

col

parrocchiabarnabiti,
i

fu data

nel

XVI
nel
di

ai

quali

soppressi

fine del

secolo

Maurizio delta il monastero magposta secondo alcuni ov'era tempio di Giove; l'interno di
sola

passato,
ti

vennero

nuovo
possesso

ristabili-

una

nave con buoni

freschi:

nel

1825
di

nel

di

essa

dedicala prima alla Beala Vergine,


nel secolo
Il

una parte dell' auadorna di buone pitture, ed il suo altare maggiore vedesi ornato di pietre duie stimabilissime. La chiesa di s. Maria
coli'

assegno

lico collegio.

XII lo fu a s. Maurizio. monastero serve al presento di

ricovero a varie religiose di diversi s.

soppressi monasteri.

La
dal

chiesa di

Vittore al Corpo, basilica di an-

presso

s.

Satiro^

innalzata sugli a-

tica

fondazione,

che

nome
la

di

vanzi

di

un

profano

tempio,

dal

Porzio, figlio di Filippo Oldani suo

duca Lodovico Sforza il Moro, sul disegno del Bramante, formata di tre navi, adorna di bronzi dorati,
sculture, dipinti a fresco, statue, ec:

fondatore

nel
di

4,

prese

denocor-

minazione
vi

Porziana,

ma

essendoil

stalo trasportato nel

3o3

po

del

martire

s.

Vittore,

fu

da
pre-

composta di due chiese unite, cio di s. Maria falla dal Moro, e

eli

quel tempo chiamata col


sente.

nome

Da
I

essa

s.

Ambrogio
imperatore

ricu-

s.

Satiro eretta

dall'

arcivescovo

l'

ingresso

all'

Teo-

Ansperto nell' 869. La chiesa di s. Sebastiano eretta per voto della


citt

dosio

reduce dalla strage di Tes-

salonica.

UtKziavano da antico
e
i

un
il

in

occasione

della

peste del

capitolo

monaci

cisfercicnsi,

1570, con disegno del Pellegrini, che riusc una delle pi belle di Milano, con tre porle ihe danno
ingresso all'interno,
il

primo dura tuttora


la

cogli

onori del-

nobilt imperiale. Dicesi che nel

quale corriper
la

spondo
sa di

alla

bellezza esterna

sua semplicit ed elegatiza.


s.

La

chietra

monastero de' cislerciensi fosse sepolto Bernardo re d'Italia figlio di Pipino. Divenula 1' antica chiesa cadente dal tempo, venne riparata
nel

Euslorgio,

annoverata

990

dall'arcivescovo

Arnolfo,

io
dettini,
Ji,

MIL
stabiliti
i

MIL
bene*
seco-

ed in essa furono

struzione, ed

che
nel
i

\i tetter alcuni

indi

pass

in

abbazia,
fu

e finalagli
oli-

roente
Tetani,

iSoj
quali

data

delle quattro che anticamente esistevano fuori della citt, e che si vuole fondala da s. Ambrogio sotto il titolo della Beata

una

eressero

l'odierna
sul di-

bellissima chiesa nel

iS^i

4oo
di

Vergine. Seppellito essendovi nel s. Simpliciano, prese il nome

segno di Galeazzo Alessi perugino:


l'interno fatto a croce latina, in
tre

questo
di

santo
croce
di

1'

interno

della

chiesa

costrutto

in tre

navi in

navi separate
,

da

piloni,

archi

con

belle

cappelle

con con
s.

forma

latina

con cupola,

pitture

di merito.

La
nel

chiesa di

Maria

delle Grazie, di gotica archi-

buone pitture. La chiesa di s. Maria Incoronata formata da due chiese unite fra
loro,
ciata,

e va adorno

tettura,

fabbricata
i

luogo ove
milizie

esistevano

quartieri

delle

con eguale e semplice facessendo di eguale forma il lo-

del

don

duca Francesco I Sforza, che nel i463 il fondo ai domexiicani per fabbricarvi la chiesa ed il convento, unendovi somme grandiose. Lodovico il Moro nel i49^ prese ad ingrandire questa chiesa in forma di croce latina sui disegni del Bramante, ma per le di lui
vicende rest l' opera imperfetta, per ripiena di fini lavori di cotto, stemmi, medaglie ed emblemi. La
facciata semplice di gotica architettura,

interno con due presbiterii, da poco tempo restaurato ed abbellito. J-.a prima fu eretta ad onore della Beata Vergine Incoronata nel i^5i dal duca Francesco Sforza Visconti, e la seconda nove anni dopo, da Bianca Maria di lui moglie, che dedicolla a s. Nicola di Tolentino: essa va adorna di depositi e di monumenti. La chiesa di s. Angelo che serviva altre volte coli' annesso grandioso convento ai minori os-

ro

come
e

lo

l'interno, fatto

servanti, di costruzione
te,

imponen-

tre

navi

con grandiosa
disegno del

cupola,

ampio coro
ri

cappelle semicircola-

con facciata di due ordini e l'interno di una sola nave che si alnel

ne' lati,
la

Bramante,

larga
getta

presbiterio:

ed il contiguo chiostro. Degne sono di ammirazione le belle opere a (ver


SCO
e
le

come

magnifica sagrestia

diverse

vicende,

bench sogpure si
preziosi
di

conservarono molti freschi


e varie
?ione.

pitture

degne
di
s.

ammiraFedele

pitture- pregiate
la

che

a-

La

chiesa

dornnno
pintura

chiesa

le

cappelle,
di-

bellissima architettura del Pellegrini,

esistendo ancora
del

1' avanzo della famoso Cenacolo

non
:

avendo
i

per

la

facciata
al

di

compita
possesso nel

gesuiti

n'entrarono

Leonardo da Vinci
verbi grandiosi cortili,

nel

refettorio

nel
vi

del vasto convento, che contiene di-

1773

iSGq, ma soppressi subentrarono i canos.

del

militare: (|uivi

s.

ed ora ad uso Pio V vistapalazzo pontif-

nici della

cappella ducale di
Scala, cessati
essere
i

Madelle

ria della

quali, con-

bili la inquisizione.

Il

tinu

ad

nel

numero
il

cio di

Roma

possiede due arazzi rapil

parrocchie, conservando
cappella
edfizio

titolo

di

presentanti

detto Cenacolo, e ne
nel voi. IX, p.

ducale.

Di questo insigne

facemmo parola
del

5o
s.

due

Dizionario.

La

chiesa

di

tettonici della

sono gli ordini archisua bella facciata, ed


^

Simpliciano,

baslica

di gotica co-

elegaotissiniQ

sorpvendeale l'ini

MIL
terno,
rintio,

MIL
principi diedero per
tal

41

composto con colonne pregiate e con


cupola,

del solo ordine co-

un loro
sta

opera pia palazzo ed alcune case e


vari ospedali sparsi
diocesi,

magnifica

spirandovi tutto
di

giardini vicini, ed essendosi a que-

grandiosit e bellezza. Fra i numerosi stabilimenti


beneficenza, ospedali
altri
,

aggregati
la

per

citt e
le

e riunite

orfanotrofi ed

eziandio

rendite dei

luoghi

pii

vanta

Milano
pei

l'o-

fu perci detto

medesimi, maggiore. La sua


12 aprile
questa
,

spedale
la

maggiore,

quello militare,
pazzi,

fondazione
i45'6.

segna l'epoca

Senaura

od ospedale

Antonio Filarete, detto l'Al'

r ospedale dei benfratelli per gli uominij e quello delle sorelle della carit per le donne, l'orfanotrofio
civile

verulino, fu

architetto di

fabbrica

di gotica

architettura

la

maschile, e quello delle don-

quale forma un perfetto quadrato con portici inferiori e superiori.


Possiede nove
li, il

ne,

il

luogo

pio
il

degli

esposti

cortili,

uno

de'qua-^

luogo pio Trivuli\, il pio istituto delle monache, il due collegio delle nobili vedove;
delle puerpere,

te
le

pi vasto, trovasi perfeltainennel mezzo. La distribuzione delpresenta la fi'gura


:

crociere

d'u-

pie case d'industria, sia per

gli

uodi

na croce greca

nel

797

fu dato

mini che
vi
si

per

le
:

donne
il

privi

giornaliero lavoro
accoglie
;

di

numero che circa 2800 al


la

compimento zione di un
fronte al

alla

fabbrica coll'ere-

fianco

mancante.
di

Di

magnifico ingresso

della

giorno
sa

il

monte
contro

di piet,

casd'as-

di risparmio, la

compagnia
i

porta maggiore sta la chiesa na forma. Non avvi parte


ai

buoche
e
ra-

relativa

sicurazione

danni,

ed

il

bisogni dello
sia

stabilimento,

lazzaretto.
strazione

Aggiungasi
di

l'amminibeneficenza,
di
carit,

non

disposta con ordine

centrale

ra intelligenza. ospedale
bilimenti
:

questo grandioso
i

chiamata
ta

congregazione

sono
il

uniti

seguenti sla-

nella quale vennero concentrali tren-

e pi luoghi pii elemosinieri, e


la

che annualmente distribuisce

som-

luogo pio di s. Corona, che somministra il comodo de'medici, chirurghi e medicinali a tulli
i

ma
Il

di

circa

800,000

lire

milanesi.

poveri
la

infermi della cill; quello

a p. CIX delle sue Notizie, dice che l'ospedale di


eh.

Cattaneo
ricetta

detto
ta

Senaura, posto fuori

di

por-

Tosa, ed a poca distanza, vasto


destinato al ricovero ed cura de'pazzarelli. Questo locavolta de' gesuiti, capace

Milano 24,000

nel corso d'un


.

anno
per

fabbricato
alla
le,

infermi

Meritando

alcuni degli

accennali

stabilimenti

altra

una qualche breve vr il primo luogo


maestosa
posta fra

indicazione, al'ospedale

per un
i

numero
ne

di

4^0

posli,

fra

giore nella contrada del

magsuo nome,

le

fano e
di

di

ed imponente fabbrica due basiliche di s. Stes. Nazzaro grande. Deedifizio alla

sono de'gratuiti ed altri a carico delle famiglie o dei comuni. Provvidi e filosofici regolamenti
dirigono questo
istituto,

quali ve

nulla viene
cire,

trascurato onde addolla

vesi questo

generosit

per quanto possibile,


quegli sgraziati.

sor-

Francesco Sforza duca di Milano, non che della di lui moglie Bianca Maria, ed alla contribuzione volontavia del

te

di

Altri stabilimenti sanitari

con pen-

sione trovansi eretti in questa citt


sotto

popolo

milanese.

dellj

provvide

discipline,

da

abilj

4i
professori
degli
esposti

MIL
assistili. Il

MIL
Maria
ci,

benefico islitiUo

Gaetana

Agnesi,
i

la

quale

puerpere sta nel soppresso monastero di s. Caterina della P.ota, ed in esso sono ane delle

dopo aver
venne
questo
in

brillato fra

matemativolontaria
letteraria

a nascondere

luogo

la

sua

nualmente mantenuti pi
individui de'due
erasi

di

4<300

sessi. Neirospedale da prima destinato nn luogo per la tumulazione de' cadaveri ma ritrovatosi col tempo troppo angusto ed incomodo, si pens a

rinomanza, prestandosi all' assistenza ed al soccorso delle persone in esso ricovrate. La benemerita istituzione sotto ii titolo di s. Giovanni di Dio ebbe luogo fino dal i588, ed opera veramente dedi

farne uno pi vasto


dall'abitato
,

e pi lontano
il

e scelto

luogo op-

gna e caritatevole. Con V acquisto una porzione del luogo, da pri-

portuno,
chiesa a

si

eresse

nel
,

1698

una

ma
se
di

abitato

dagli

umiliati,

si

erestitolo

chiamata s. Michele de' nuovi sepolcri, la quale oggi non forma che il corpo di
croce
greca

r ottimo stabilimento

col

ospedale de' religiosi benefratelli,


quali

a sollievo de' poveri


tadini infermi,
tosi
i

mezzo
gtiito

della fabbrica

attuale.

In se-

ed onesti d questi
in

cit-

pie-

ingrandita, formossi

un

ma-

religiosi

laureati

medicina,

gnifico portico all'intorno della chiesa,

chirurgia e farmacia, vengono assie provveduti colla maggior cura in lutto ci che pu ad essi abbisognare sino alla loro perfetta
sliti

nel quale

si

pose un continua-

to

numero

di

sepolcri,

pi

alti

da

terra,

affine di

preservarli

dall'ac-

qua sorgente, e fu chiamato Fopporticato fu perfezionato il pone nel lySi ; ma ora il luogo diventer magazzino della strada ferra:

guarigione.

Col

mezzo
di

di

ricche

dotazioni, e disegno
lardoni,

Pietro Gi-

nel iSaS s'ingrand con nuova e grandiosa fabbrica que-

ta,

ed invece
ne' cimiteri
di

morti
di
s.

si

seppellisco-

st'

ospedale,

il

di cui

esterno prese

no
ed

Gregorio, al

una
gante.

foima
In

pi
origine

regolare
lu

ed

ele-

Genlilino,
il

porla

Romana,

ec.

fondato

pei

comunale nel i838 decret un ampio camposanto. L'ottimo stabilimento di beneficenza ch'ebbe principio nel 177 1, e di
consiglio
cui fu fondatore
il

convalescenti dell'ospedale u)aggiO'


re,

secondo

l'

intendimento
1

di

s.

Carlo;

ma

nel

842
fece

il

sacerdote

Luigi

Sormanni

costruire

a
dei

principe Antonio

proprie spese una sala per


de' convalescenti
benefratelli.
dell'

comodo
nel

Tolomeo
proprio

Trivulzi,

che

destin
le

il

ospedale
eretta

palazzo

a ricevere
sessi

per-

La

chiesa
s.

sone d'
t
di

ambo
60
il

superiori all'e-

iSgS dedicata a
celi.
11

Maria

Ara-

anni,
villo,

incapaci

guaa cui con-

dagnarsi

pia opera

con
corse

benefica

liberale

oiano

anche 1' imperatrice Maria Teiesa, fu chiamato luogo pio Triquale ampliato poscia da vulzi, il
altre

pio ha acquistato il Maria di Loreto per erigervi un nuovo ospedale, col capitale perci lasciato dalla marche-

luogo
s.

locale

di

sa

Luigia Visconti

Castelli,

coi

sopravanzi sempre crescenti dell'ospedale dei


benefratelli
stesso,

pie

largizioni,

ora

capavi

do-

ce

per

5oo

persone,

che

tro-

vendo
regolari

servire

per

gli

ecclesiastici
le

vi

vano ogni sorta di soccorso. Quimuri nell'anno 1799 la celebre

e secolari infermi, per


civili

persone

decadute, e forse per

MIL
allre ancora.

43
1488

Nel

i836
Ciceri

la

contessa

prendente

edifizio
il

eretto nel

Lama

Visconti

proprie

da

Lodovico

spese fece alzare

dalle

fondamenta

della

pestilenza

Moro, in occasione del 146 f> avendo


il

r ospedale delle fate-bene-sorelle , con disegno di Giulio Aiiiisetti ; ii vasto ed ordinato edifizio fu aperto nel 1840, ed alidato alle suore deila carit.

contribuito alla generosa impresa

cardinal Ascanio Sforza suo fratello.

Questa fabbrica allora non comfu

pita,

ridotta nel

Sulla piazza di

s.

Ambro-

lo presente, al re
di

i5o6 allo statempo di Luigi XI [


coi

gio,

nel soppresso

vasto monastero

Francia, in quell' epoca signo-

de'cisterciensi, fu
le

stabilito

l'ospedain

re di dal

Milano,

ma

fondi lasciati

militare.
la

La

fabbrica del Braconsiste

conte

Galeotto

Bevilacqua
di cui

al-

mante,

quale
divisi

due

l'ospedale grande,

tuttora

grandiosi cortili, con

circondano,
ridoio.

portici che li da un lungo cor-

propriet. L'edifizio pressoch qua-

drato,
tinuo,

ha

il

portico arcuato e con-

Non

avvi niente di pi

ma-

sostenuto da colonne, termi-

gnifico di questi cortili, dorico l'uno,

nato da sole tre parti, gira all'intorno,

jonico l'altro, con colonne. L' inter-

no

dell'

antico

refettorio

presenta

mere,
il

giudiziosamente

dava accesso a 296 caprovvedute

grandiosit e magnificenza. Nel vasto

de' necessari

comodi e
canale
di

ventilazione;

monastero soppresso de' benedettini,


fu trasportato
civico

profondo

acqua

viva

l'antico

orfanotrofio

che scorre
la nettezza

all'intorno,

serviva al-

maschile,
II

luogo assegnatogli
a
benefizio

da

Giuseppe
i

dello

stabilimento,
naci,

colle

rendite

de'

quali concentr nel


s.

momona-

ed impediva qualunque comunicazione coli' interno. Questo lazzaretto fu di grande soccorso nelmemorabili in le quattro epoche
cui la peste fece
e
stragi in

stero

di

Simpliciano,
1'

aggiun-

Milano,

gendovi

anche

entrate della sop-

pressa inquisizione e quelle dell'al-

bergo de'
cortili

pellegrini.

due grandiosi
edifizio
si

di

questo

vasto

1629: oggi ridotto ad abitazioni private. Milano ha la gloria che nel 1828 fond la cassa di risparmio, il primo besoprattutto nel
nefico stabilimerito di questo genere che
si

credono

opere

del Bramante.

Fin

dal secolo

XVI

primere
biPi

la

pensandosi a sopmendicit, s. Carlo sta-

fondasse in Italia.
le

Le

scienze e

arti,

coltivate

nel

iSyS un ospedale de'menFatto arcivescovo di Mila-

dicanti.

no

cardinal Federico Borromeo, fece costruire la solida e semplice


il

splendidamente con zelo in questa molti stabilimenti , citt, contano accademie, biblioteche, licei, ginnascuole, ec, annoveransi, collegi,
dovisi
in
il

fabbrica
degli

per applicarla
di

al
i

ricovero
sessi
,

palazzo delle scienze ed arti


arti,
la

orfani

ambo

la

Brera, l'istituto di scienze, let-

quale venne poscia destinata a benefcio

tere
le
il

ed

r accademia delle bel-

delle
il

sole

femmine.
di

Accre-

arti,

pinacoteca, la biblioteca,

sciuto

numero
porzione

queste,

ne fu

gabinetto numismatico, l'osservala

collocata

nell'antico

mo-

torio,

scuola

d' incisione
arti,
il

ed

al-

nastero delle cappuccine, indi riunite allorch fu ingrandito 1' orfanotrofio.

tre scuole di

belle

la

biblio-

teca

Ambrosiana,
dorati,
il
il

gabinetto dei

Appena

fuori
il

di

porta

bronzi

conservatorio di
il

Oriente situalo

lazzaretto, sor-

musica,

seminario,

collegio

44
Longone,
il
il

MIL
collegio Calchi-Taeggi,
militare,
il

MIL
limenti,
si

la unione delle

numepina-

collegio

l'

istituto

dei

rose sale che


coteca, nel
si

compongono
tutti
i

la

sordi e muti,
stalla,
il

collegio
di
s,

della

Guail

qual prezioso
chiese
si

deposito

collegio

Filippo,

riunirono

quadri pi ine monaaggiunsero

collesio della
s.

Visitazione

detto di
di
s.

signi
steri

delle diverse

Sofia,

il

liceo e ginnasio
il

soppressi,

e vi

Alessandro,
di
s.

ginnasio

comunale
elementare
ele-

Marta,

la

scuola
la la

maggiore normale, mentare femminile,


rinaria, ec. ec.

scuola

scuola vete-

Non

riuscir discaro
di

almeno un qualche cenno


ni
11

alcu-

di questi

scientifici

stabilimenti.
sotto
il

pi

rimarcabile,

tanto

anche molti quadri di gran valore, comprati dalla munificenza del governo italiano, sotto cui ebbe vita questo raro deposito, adorno delle opere di Raffaello, Guido Reni, Albano, Domenichiuo, Palma, Giorgione, Gentile Bellini, Mantegna, Francia, Cima, Tiziano, Paolo Veronese, Carpaccio,
dri
si

rapporto dell'architettura, che sotto quello della sua


destinazione,

ec.

Oltre

a'

qua-

trovano

qui

pure

riuniti

senza dubbio
Ee ed arti
in

il

palazzo delle scien-

bassirilievi,

modelli di busti e stad' invenzione,


d' incisione,

Brera,
e

uno
di

de' pi

tue,
ri
ti

disegni

lavotol-

grandiosi e

imponenti

Milano,
interno

premiati

gessi

con bella

facciala,

con
il

dai migliori originali, busti, vasi,


ec.

magnifico, sede

sempre
e
sotto

delle

bliche scuole,
dell'

imperatrice
lei

Maria

pubgoverno Teresa e
di

candelabri,

La

biblioteca rico-

suo principio dalla munificenza di Maria Teresa. Nel lySS


nosce
il

de'

(li

successori

arricchito

diversi

rami sentemente

di scienze,
il

essendo preil

la congregazione dello sfato fatto avea l'acquisto della celebre libre-

complesso ed

cen-

ria

l^ertusati,

che
e di

unita
s.

alle

altre

tro

ed elevati istituti di pubblica istruzione. Vi s'insegna grammatica, rettorica, logica, matematica, fisica, diritto, istoria, botanica, chimica, anatomia, econode' pi celebri

due

di

Brera

Fedele, ven-

ne collocata
scienze ed
stose sale nel

in questo palazzo delle in

arti,

ampie e mae-

1770.

La

benefica

mia

politica,

diplomazia, architetdisegno, pittura ed


stabiliti

tura, scultura,
incisione.

sovrana fece l' acquisto di gran porzione della preziosa libreria del famoso Alberto Haller, quindi i di
lei

Sono
di

in

questo
l'

successori gareggiarono nell' ar-

palazzo l'istituto

di

scienze,
la

ac"

ricchirla di novelli tesori


te

con

iscel-

cademia
ca,
la

belle

arti,

pinacote-

opere

della

biblioteca

di Fir-

biblioteca
e mss.,
il

ricca

di rare edi-

mian
sione

zioni
tico,

gabinetto
e

numisma

ed altre ancora. La soppresaggiunse de' corpi religiosi

r osservatorio astronomico, la
d' incisione,

scuola

quelle di di-

seguo, pittura, architettura, scultur


ra,
gessi,

ornato, prospettiva,

anatomia,
imperiale
unito

pure nuova e numerosa suppellettile d'ogni specie di libri, oltre ai doni ed ai legati numerosi; che se questa biblioteca non abbonda
di
lia,

ed

altri

oggetti di belle arti.

mss. e codici,

come

altre d' Ita-

Avvi
vi
si

piu'e

un
le

ginnasio

primeggia per nelle opere del-

con tutte

sue

scuole, ed

le

scienze esatte, e per tutte quelle

trova un orto botanico.

Uno

pi dispendiose e classiche, relative


ai

de' pi grandiosi e pregevoli slabi-

viaggi ed alia storia

naturale. \[

MIL
prezioso stabilimento del gabinetto

MIL
Fra
i

45
di cui

liberali

istituti

pu

numismatico

ebbe

principio

nel

Tantarsi Milano,

evvi la biblioteca
delle antiche

i8o3
conii

nella zecca, colla raccolta dei

Ambrosiana, nel luogo


tata
di

e coi pezzi sottratti alla fue meritevoli


costituito
il

scuole pubbliche, ftibbricafa e dofondi dal cardinal Federico

sione
ne.

di

conservazio-

Fu

gabinetto reale

Borromeo
vi
l'

cugino
dall'

di

s.

Carlo,

ed
daltale

delle medaglie

con decielo 6 mag-

aperta ad uso pubblico nel


raccolse

1609;
e

gio

1808, ed arriccbito da quel pe-

occidente
di

riodo con molti altri musei.

Comclasse
rispet-

oriente

tal

copia
di

libri,

prende questa
antica

collezione la
colle

e la

moderna

tive loro

diramazioni,

ed correbi-

data di ricca e scelta analoga


blioteca.
sferito

Questo
nel

gabinetto

fu tra7,3

che subito in maraviglioso modo se ne sparse la fama nelle pi rimote contrade. Al cullo delle scienze e aggiunse delle lettere il cardinale
rarit e

numero

mss.,

per sovrano decreto

gen-

lo studio

delle lingue persica, ebrai-

naio
ze

1817
ed
arti,

palazzo delle scien-

ca, caldea, arabica, siriaca,

armena,
dottori
,

ed

aperto

al

comodo

e costitu

un
l'

collegio di

del pubblico. L'osservatorio astro-

cui altro aggiunse

che appell

tri-

nomico
1

fu

innalzato dai gesuiti nel

lingue, per

italiano, latino

e gre-

766, sul

disegno
quel

Boscovich. Questo
desi

celebre p. stabilimento vi,

del

co; ed un terzo degli alunni, onde


ne' linguaggi
esotici

fossero eruditi
de' seminari;

da
in

tempo

molto
dei pi

gl'ingegni

pi

eletti
il

pi

seguito, arricchito
esteri

preziosi

islromenti.
la

In

vici-

ora superstite tori. In questo


ingrandito
della
coli*

collegio de* dot-

grandioso edifizio,

nanza trovasi
istituita

scuola d' incisione,

architettato da Fabio

Mangone, poi
della

dalla

munificenza austriaII,

area

chiesa

ca sotto

Leopoldo
sala

formata

d'una lunga
d'

ed ottimaoiente

disposta,

bene illuminata adorna


Brera ebbe
quale
ivi

Rosa, con facciata di ordine dorico, in molte stanze vedesi disposto

un magnifico deposito gene*


produzioni
delle arti

un numero
di
classici

considerabile di stamautori.

rale delle
scienze

pe

d' ogni

paese, vari

oggetti

origine dagli
gioso del

umiliati, ordine reliil

di storia

naturale, pezzi
scultura,

di antichi-

milanese,

fab-

t e
gessi,

di

pitture, modelli,

il convento nel luogo regada Algiso del Guercio, chiamato praedium e volgarmente breda o brera, onde conserv l' antico nome. Abolito l'ordine, s. Carlo destin il locale e gran par-

bric
lato

nici, ec.

busti, lavori meccaContiene pi di i4o,ooo volumi, e pi di i5,ooo mss. prestatue,

ziosi,

contandovisi

le

Antichit giu-

daiche di Giuseppe Ebreo, tradotte

in

latino

da Ruffino,

sopra
;

te

de'

beni
vi

ai

gesuiti,

quali nel

papiro egiziano del


Virgilio
scritte di

secolo

un un

1572

aprirono
e

collegio

pubbli-

del

Petrarca,

con
di

note

co, e coi denari del sauto, di

Tomfe-

sua

mano,

e con minia-

maso
cero
nel

Crivelli

del

municipio,
edificio,

ture;

il

prezioso

volume
il

Leodalla

un

maestoso
.si

eh'

nardo da Vinci, detto


lantico,

codice At-

quello di cui

parlato,
la

venendo

restituito
tredici

nel

1816
*i

18 IO disfatta

chiesa antica

Francia dei
sua

volumi che di
presero tra

per dare spazio

all'

accademia.

mano

nel

1796

46
le altre

M
cose
gii

MIL
della sua

agenti

sotto

opporlunissime

discipline

accademia nazionale, onde gli altri dodici sono restati nella biblioteca dell' istituto di Francia ; la cronaca dei Papi, di Martino Polono; un Dante su pergameta del seco-

r insegnamento di celebri maestri e


professori,
s'

istruiscono nell' arte del

canto, del

XV

lo;

il

Decamerone
da

stanipato
;

nel

1471
nel

Valdarfer

il

Virgilio

anche della vi sono 1^ piazze gratuite, 16 j)er i maschi e 8 per le donne, oltre ai posti di pensione. Molti allievi si sono gi
composizione musicale:
distinti sui

suono ed

membranaceo stampalo
1470; una
della corrispondenza
s.

Venezia
di

pubblici teatri per sin-

considerevole serie
epistolare

Carlo e del cardinal Federico; alcune cose di Galileo, ed altre rarit. E noto che dai paliinsesli di
questa biblioteca
si

trassero le let-

tere di
ti li

Frontone, e vari frammendi Cicerone, che furono stampadal dotto

cardinal

Mai,
la

come

ed intelligente Or musica vocale ed istrumentale. Il seminario maggiore o teologico, secondo il disposto dal concilio di Trento, s. Carlo si nel i564, che affrett di aprirlo poi colloc nelle case presso il ponte di porta Renza, e lo dot con alcune possessioni degli umiliali, e
golare
capacit

secuzione della

anche l'Omero miniato,


gotica della Bibbia di

versione

con decime
Io

sui
i

beni

ecclesiastici

Ulfila, inter-

diressero

gesuiti,

poi gli oblati.

pretala e illustrata
tavio
Castiglioni,

dal

conte Otnovit.
si

ed

altre

IVeir ultima sala della biblioteca

ammirano
tita,

varie

produzioni

assai

bene alloggiare gli alunni, s. iSyo cominci la magnidisegno di Giufica fabbrica, sul seppe Meda, ampio quadrato eoa

Per

Carlo nel

pregevoli del

pennello e della
il

ma-

portico a colonne binate di granito,


e riusc

distinguendosi

cartone raris-

uno

de' pezzi

pi
in

insigni

simo originale della scuola di Alene dipinta nel Vaticano da Raffaello,

dell' archilellura

moderna

Mila-

alcuni

quadri di
maestri.

primi autori,
di

e vari
artisti

disegni a
e

penna
Il

celebri

questo seminario arcivescovile dipendevano quel della canonica, quello sopra Arona fondalo
no. dal cardinal Federico,

Da

reggimento

quel di Ce-

amministrativo della biblioteca Ambrosiana affidato ad una congregazione di conservatori, tra i quali senza elezione e in vita un ecclesiastico della famiglia

lana posto

sul

territorio

veneto

quel di

Monza

e quel di Poleggio.
il

Non bastando
rici,
il

seminario

maguso

giore al crescente

numero

de' chietal

Borromeo,
Vedasi
l'

governo

restitu a

mancando
:

questo,

il

setolare an-

la

canonica. Questa fu istituita nel

ziano della medesima.

o-

puscolo
lidori,

La

biblioteca ydmbrosiaci,

na, epistola, del

ab. Luigi

Po-

loSy fuori di porta Nuova al tempo de' concubinari, acciocch preti migliori vivessero in comune,
secondo
gli
i

Milano
grandiosa

i83i.
canonica de' cano-

canoni.

Vi
i

si

posero poi
s.

La
nici

umiliati, aboliti

quali,

Car-

regolari

lateranensi, unita alla

lo

ne

fece

un

altro
gli

chiesa della Passione, fu dal gover-

60

chierici

sotto

seminario di oblati ; il go-

no

italico

nel

1808
di

convertita in

un

conservatorio

musica,

dove
sesso,

1798 r avea dichiarala propriet dello slato. Dopo la sopverno del


pressione del

giovani dell'uno e dell'altro

monastero e

chiesa

MIL
de' cislerciensi dedicata

M1L
a
s.

47
con
la

Luca,

la

moglie di
;

venne questo locale convertito in un bellissimo ed utile stabilimento


per
nel
gli

decorazioni
te
il

Barnab, indi dopo

belle

sua morcollegiata
il

marito nel

i384 ottenne che


in

orfani militari, e fu aperto


sotto
il

Urbano VI
rini,
tali

l'erigesse

1802

nome
Luca.
allora
il

di
Il

colle-

con padronato,
Archiatri,
grazie
1

ma
t.

avverte
I,

Ma-

gio militare di
rale

s.

gene-

p.

io4j che

Theuli,
benefico
il

in

ministro

Regina aveva
dall'

della guerra,

concep

disegno di

nel

383

antipapa

oUenute Clemente

stabilimento, e ne pi attivo e zelante protettore sino alla fine della sua vita. In esso stanno riuniti 3oo allievi, la

questo

divenne

Vlf, con di pi una ricca indulgenza a chi visitava la chiesa. Il


teatro della Canobbiana, cos chia-

mato
ca e

dall'antica scuola di

dialetti-

maggior parte
sul

figli

de' bravi

morti

morale

filosofia,

chequi
del

vicino

onore o che furono altrimenti benemeriti della patria.


dell'

campo

esisteva, fondata

da Paolo Canobio, fu

eseguito sul disegno

medesimo
:

La

utilissima

istituzione de' sordo-

Piermarini,
la

ma
e

in

pi piccola forma

muti, dalla munificenza governativa

facciata bella e regolare, e l'in-

ultimamente trasporTosa ne! borgo di s. Calocero, e stabilita pel mantenimento di trenta maschi ed altrettante femmine, nell' antico pasostenuta, fu
tata

terno

comodo
questo e
il

ben decorato, poiquello


di

da porta

ch

della

Scala

hanno

vanto

aver veduto re-

staurarsi

lazzo

Sforza-Pallavicino,
a
tale

espressa-

la pittura decorativa. Per mezzo di due archi comunica colr imperiale reale corte, e fu aperto

mente
JN'el

uso
s.

riaccomodato.
si

collegio di

Filippo

alle

chiesa di

fanciulle una compiuta, religiosa e nobile educazione, potendo gareggia-

1779. Sulla gi soppressa Salvatore fu eretto il piccolo ma elegante teatro Re, che
nell'estate
s.
il

prese

nome da

Carlo

Re suo

posses-

re coi pi distinti e rinomati delle


principali citt: fu istituito nel i8i
i

sore, che lo fece costruire


te

ultimamen-

a spese dello stato.


altri

collegi

di

Per non dire di femmine, nominereGuastalla, di cui

ridipinto nel

con disegno del cav. Canonica, e i836. Ivi il buon ar-

ciprete Datco

aveva nel
s.

787

fonil
.

mo

quello

della

dato

la

chiesa di

Salvatore, e

parlammo

all'articolo Guastalline.
sette
teatri,
li

Milano possiede
grande, detto
eretto
di
s.

della

Scala, perch

primo spedale di trovatelli o bambini abbandonati che al mondo si conosca. Per essere nel centro della
citt

sull'area

dell'antica chiesa

assai

frequentato

il

teatro

Maria della Scala, uno dei


grandi e magnifici
dell'Euro-

Carcano, cos
prietario
1

detto dal suo

pro-

pi
ni,

pa, con architettura del Piermariaperto ai pubblici spettacoli nel

Giuseppe, fu eretto nel 8o5 con disegno del cav. Cano-

1779,

e recenleme?ite

rimodernato

e dipinto, con due ampie sale e molli comodi luoghi; riesce de' pi
sonori,
liscia

merc
di

la

curva della volta,

poca centinatura. La chiesa di s. Maria della Scala era stata edificala da Regina della Scae

ove anticamente esisteva la e monastero di s. Lazzaro. E assai elegante ed armonico, ma poco frequentato per la sua lontananza dal centro della citt, il teatro di Lentasio, di semplicissima forma,
nica,
chiesa
cos detto per essere slato costruito

nel

i8o5

nel

silo

della soppressa

48
chiesa

IVIL
e
della

MIL
lana e quella
introdotte nel
quali
delia

monastero del Lentasio eretti da un arcidiacono di quel cognome. Ove esistevano la chieil sa ed monastero de' ss. Co-

seta fu*

ronvj

ii48

dagli
ses-

umiliali,

alimentavano
pel
le
le

santamila

operai

lanifcio,

sma

Damiano sorge un
di'

elegan-

tissimo teatro
relto da

declamazione, eil

quarantamila per guardevoli sono


stoffe

seterie.

Ragdi

fabbriche

una

societ che assunse

di

seta in ogni generCj e con


lavori
in
tali

nome
dietro

di

Filo-Drammatici. Per
i

l'ad-

oro ed argento;
altri

ed

due erano

teatri delle

madel

metalli

istromenti di mate*
chirurgia, armi, ec.
;

rionette,

ma

ora rimane quello solo


,

malica,

fisica,

detto del

Fiando

dal

nome

concie ed altre
rie,

fabbriche; slampe-

proprietario,

to Girolamo dal protagonista


ferrino.

comunemente chiamamonDa poco in qua se ne


corrispondente al
altre

librerie,
fiori

litografe;

manifattu:

re di
delle
te e

e frutta

finti

alcune
chiese,
i

tante fabbriche sono premia*


privilegiate.

pose uno

ponte
d'essele

Oltre

le

de' Fabbri.

Fra
sedici

le

cose degne
si

re vedute in Milano,

osservano

colonne

in

marmo

bianco

ed i pubblici stabilimenti, si trovano in Milano anche presso privali cittadini non poche gallerie, biblioteche e musei contenenti
palazzi
i

d'ordine corintio, composte di quat-

molti oggetti d' arte

meritevoli di
la

che stanno lungo il corso di porta Ticinese, e che formatro


pezzi,

osservazione.

Come

copiosa racCastel-

colta di quadri

della casa

no
desi

il

monumento
di

pi

grandioso
citt.

barco, cominciata con quella de'conti

delle antichit

Creterme Erculee, fabbricate da Massimiliano


questa

Simonetta,

poi cresciuta
attuali

conti-

una parte preziosa

delle

nuamente
possessori,
stribuiti

dagli

sontuosi

ove

in

22

locali

sono di-

Erculeo.
le

Le opere che
di

trattano del-

antichit

Milano sono
di

nota-

pi di mille dipinti d' ogni scuola, incominciando dall' et


di
leria

te nella

citata bibliografa

milane,

se.

Il

corso

porta
vari

Orientale
palazzi
,

Cimabue sino ai Borromeo ha


migliori

viventi.

oltre

La gal4oo quale

fiancheggiato
pili

di

il

dri delle

scuole;

altre

gradito

frequentato
popolazione.
I

tralte-

pi

rimarchevoli

sono
la

le

gallerie

uimento
blici

della

pub,

Lillo, Melzi, Archinto, Scotti-Galle*


rati
,

giardini

deliziosissimi

con
11

ec.

Celebre

biblioteca e

luoghi per

.spettacoli

popolari.

museo Trivulzio;
private la

fra le biblioteche

principio della strada del


rie,

Sempio-

Lilla la

pi copiosa,

opera delle pi dispendiose e didicili che siasi intrapresa sotto il cessato governo italiano. Le strade
ferrate di

3o,ooo volumi; le racTaverna, Mulazzani, colte Verrij Uboldo, comBeccaria l' armeria
contando
;

Monza, e quella Lombardo-Veneta che conduce a Venezia. Milano contiene in genere di fabbriche e manifatture lutto ci che
serve al bisogno,
al

posta di mille e pi
di

pezzi d',armi
di

difesa e

da

oflesa

epoche
in

di-

verse, riunita e messa

bell'or-

dine dal
assai

cav.

Ambrogio

Uboldo

comodo
arti

e al

importante
nel

la serie degli scu-

piacere della vita.

Le

meccaarie

di e degli elmi, la cui erudita de-

niche sono quivi lodevolmente coltivale


al

scrizione fu

1839

e 1841 pub-

paro delle

liberali

1'

blicala dallo slesso colto possessore.

MIL
11

MIL
Pelagio Pelagi,
diverse;
conti
nel
>

49
fece

museo
e

del

cav.

la

citt

ne

acquisto

consistente in raonumenli antichi di

nazioni

di

epoche

il

cipale
sei

iSrg. La congregazione municomposta d' un podest, e


il

gabinetto mineralogico fondato in sua casa dal conte Vitaliano Borro-

assessori, oltre

consiglio

com-

posto di sessanta nobili, e principali

meo,

ec.

ec.

negozianti.

spese della citt

Nel 12 15 per cura del podest Porca novarese furono Brunasio compilati gli statuti di Milano, testi-

coipo di zappatori pompieri, istituito nel 181 1. llcaratteie morale de' milanesi li mostra
inclinati

mantenuto un

monianza

di

mero

e misto

impe-

alla beneficenza, alla tran-

ro; magistrato supremo era allora podest, risiedendo la sovranit il


nel consiglio
tuti
civili

quillit
vita, ai

d'animo,

ai

comodi
delle

della

divertimenti, senza pregiuarti e

generale.

Questi
ogni

sta-

dizio

dell' industria,

perderono
aboPi

vigore

manifatture, e de' buoni studi, che


distintamente
vi
si

coir unit imposta dal codice Napoleone, che

coltivano.

La
l<i

ogni

legislazione

dovizia e bont

de' cittadini, e

spontanea. Franchigia nazionale fu


il

ricchezza degli stabilimenti pubblici

senato, istituito

da
di

Luigi
stato

XII.
antica
la

provvedono generalmente
indigente.
Il

alla classe

La congregazione
termin col
citt

dialetto

milanese

di
i-

1796.

Ab

antico

fondo, grammatica e costruzione


taliano,
le

per stemma
e ulivi,

porta in

bianco

ritiene alcuni

modi, parodei trova-

la croce rossa,

me

con ornalo di palsimbolo di pace e di


viscontea,

e pronunzie e

de' suoi diversi do-

minatori,

moltissimo
gli

guerra.

L*

arma

che fu

dori o poeti provenziali che canta-

quella dello stato^ ed ora divenuta propria del regno, la biscia d'azzurro in campo d'argento, con
fanciullo rosso
fauci
Tol.
:

rono
t
(

le

armi,

amori,
e

le cortesie.

L' attuale popolazione


di

della

cit-

Milano

de' Corpi
)

santi

nascente

dalle

sue
nel

villaggi

presso diverse porte

di

di

sua origine
p.

parlammo
della

circa

200,000 anime; anticamente

XXIX, Lo stemma
e
diocesi
di

59

del Dizionario.
citt

ecclesiastico

per era assai maggiore, e nel secolo contava quasi 3oo,ooo

XV
;

Milano

delle

immagini di s. mezzo ai ss. Gervasio e Protasio, Tales ambio dejencoir epigrafe sores. Il palazzo della citt, nomi:

compone Ambrogio in
si

abitanti

ma

le

guerre e

le

pesti-

lenze

ad un tempo ne diminuirono non solo la grandezza e l'opulenza, ma anche la popolazione.


Nello spazio
cio dal
infatti

di

666

anni,

nato

Broletto,

stava in piazza dei

964
da

al

i63o,
volte,

la citt

venquali

Mercanti, ove
re della

ancora sorge
del
la

la tur-

ne
la

affltta

contagiose
fra

pestilenze
le

campana
suona

comune, che
;

per quattordici

ogni sera

rintoccata

ia

pi crudele

fu ne' tre anni che

prima

fu dov' la corte.

La

torre

precedettero al
riferisce Pietro

Napoleone della Toire, e fu abbellita dal podest Bossi. Quello dove ora siede la municipalit, vastissimo corpo aperfu eretta nel to in

1272 da

i363, che secondo Azario vi perirono


fatale

ancora
al

75,000 persone; del 1461


il

fu

quella
in cui

che die origine

lazzaretto; quella del

1576
s.

due ampi
voi. xi\.

cortili

portico,

rifulse

prodigioso zelo di

Carlo

fabbricato

da Filippo

Maria Vis-

Borromeo; e nell'ultima del i63o

5o
morirono 25o sono
gli

MIL
20,000
persone.

MIL
Circa
Poeti,
conti,

DoUino,

Bellincioni, Biffi, Vis-

gl'israeliti

ed altrettanti
l'

Raineri, Maggi,

Alessandro

acattolici.

Tn Milano

aria vi

Verri, Parini, Monti. Medici, Piro-

salubre, n frizzante,

massime dopo
risaie dalle

n rilasciata, che furono tolte le

vano, Varese, Sacco,


tari,
i

Rasori. Milii

Torriani,

Visconti,

Tri-

sue vicinanze.

p.

877

vulzi, Serbelloni, Medici.

Scienziati
Piatti,

della bibliografia

milanese, dell' o-

scrittori

diversi,,

Maino,

pera citata, sono riportale le storie famiillustri o nobili di persone glie milanesi. Molli santi e sante
milanesi

Paciolo, Maioragio, Alciato, Carda-

no, Benzoni,

Busca, Cicerano, Ot-

tavio Ferrano, Gregorio Leti scrittore maligno. Cavalieri, Ceva, Beccaria, Frisi, Lecchi, Pini,
riani,

accrebbero
si

fasti

della

Chiesa, su di che

possono vedere

Regi,

O-

Bosca, Martyrologinm ecclesiae


diolanensisy

Me-

Sacchi,

Carpani,

Marchesi,

gloria de sand milanesi,

rirono altres
lanesi

nelle

Sormani, La 1 761, Fiogran numero di miarmi e per valorose


i6g5.
lelleralura
cui e nelle
le

Romagnosi, Custodi ; donne la celebre Agnesi che ottenne vma cattedra di maCarli, Gioia,

e tra le

tematica
gna, e
la

nell'universit

imprese,

nella

di Bolofamosa Manzoni che s'il-

belle arti, di

discorrono
p.

o-

lustr nella poesia. Nelle arti e nelle

pere bibliografiche notate a


e 385.
il

384
lo

scienze tuttora fiorisce


di chiari

un

eletto

Tra

gli

altri

nomineremo^

numero

ingegni.

Milano
vescovi,

poeta

Ialino

Cecilio Stazio,

diede alla Chiesa

universale, oltre
di

storico Valerio

Massimo, Salvio Giu-

uu grandissimo numero
cinque

liano compilatore dell' Editto perpetuo e prefetto di Roma, gl'imperatori romani Elvio Pertinace e Giuliano Didio,
altri

sommi
Il

Pontefici, cio Ales-

sandro

Baggio o
Pio
al

Badagio,

Ur-

bano
rio

III

Crivelli, Celestino

IV Ca-

nominati di sopra ed ed oltre che ricorderemo, fra g' innui

stiglioni.

IV

Medici, e Grego-

XIV

Sfrondati

oriundo di Crecollegio
i

merabili

illustri

milanesi

registre-

mona; ed
li

sacro

se-

remo i seguenti. Nella storia, Corio, Calco, Ripamonti, Giulini, Oslo,


Puricelli,
galli,

guenti cardinalij ad

ognuno de'quadell' esaltai

premetteremo l'epoca

Verri, Allegranza, FumaBianconi. Nell'architettura,

zione, e tulli
le

cme

Papi hanno

loro biografie.

Giambattista e Sanlo Corbelli, Soler, Agrippa, Giacomo della PorBassi. Nella pittura ta, Tibaldo, parecchi usciti dalla scuola del Vinci,

dagio.

Anselmo Buggio o Bas. 1088 Conte. II 38 TomGuarino Foscari. II 44 smaso. 55 A rdizzone Rivoltella. ii65 s.
1061
1

Lomazzo, Crespi,

Campi, ProGirolamo
e

Caldino Valvassi-Sala.
to Crivelli,

lyS UberIII.

caccini, Bossi,

Appiani. Nella scul-

poi

Urbano

1182

tura,

Marco

Agrato,

Guglielmo della Porta, Buonvicino,


Rusconi, Albertolli. Altri artisti, Caradosso, Saracchi, Cristiano Sanlo
Agostino, Guzzi,

198 Uberto Tcrzago, Uberto Pirovano. 1227 Goffredo CaAlbino.


I

stiglioni,

poi

Celestino

IV.

1^44

Goffredo
nio Casati,

Castiglioni.

1281 Glusa

Domenico dc'Cam-

mei, Giovanni delle Corniole, Jacopo da Trezzo, Birago, Rossi, Delfinoue, Paladini, Pigino, PcUizoue.

1288 Pietro Pcregrossi. 1375 Simone Brussani. i4i Branda Castiglioni. 14^9 Gerardo Landriani de' Capitani. i456 Giovanni

MIL
Casliglioni. 1473 Giovanni Arcimboldi. i483 Gianiacopo Scalfenali. 1484 Ascanio Maria Sforza. i493 Giannantonio Sangiorgi. 5oo Antoi5i7 Scaramuccia nio Trivulzio.
1

MIL

5i

Antonio Eugenio Visconti. 1776 Giovanni Archinlo, Angelo Maria


Burini.

Antonio Bugnani.
la.

1789 Ignazio Busca. 1794 1801 Gian FiCrivelli.

lippo Gallerati Scolti, Lorenzo Lil-

Trivulzio, Agostino Trivulzio.

i535

Jacopo Simonetta. 154^ GiovanSfonni Moroni. i544 Francesco 1^49 Giannangelo Medidrati 1557 Antonio Trici, poi Pio IV. i56o Giannantonio Servulzio. Carlo Borromeo. i56i belloni, s. Lodovico Simonella. i565 Carlo "Visconti, Francesco Abondio Castiglioni, Alessandro Crivelli, Francesco Alciato, Francesco Crasso. S'jS Renato Birago. i583 Nicol Sfondrati, poi Gregorio XIV. i587 FeBorromeo. i588 Agostino derico Cusani. 1^90 Pietro Emilio Sfondrato. iSiQi Flaminio Piatti o Pla.

1802 Carlo Carlo Opizzoni.


Fuori
crescono
te
di
i

1804
Milano

delle

mura

di

boi-ghi e

nominatamen-

quello degli
s.
i

Ortolani e quello Goliardo. Importantissimi socontorni del

no

lano,

ma

solo

de' principali.

contado di Miaccenneremo alcuni Un miglio circa da

Milano \i la strada che riesce due miglia all' abbazia di Chiara' valle [J^edi). II monastero and in
parte distrutto,
cisterciensi

avendovi cessato

nel

1797;
rovine

la

chiesa

delle pi notabili della diocesi.


edificala
sulle
il

Fu
pi.

d'

una
dicesi

to.

iSgS Alfonso Visconti. i6o4 Ferdinando Taverna. 1621 Giulio Roma. 1629 Teodoro Trivulzio. i633 Cesare Monti. i652 Luigi Alessandro Omodei. 1 654 Giberto Borromeo, i657 Camillo Melzi. i6(36 Alfonso Lilla. 1667 Vitaliano Visconti. 1670 Federico Bor1681 Federico Visconti. romeo. i6go Ferdinando d' Adda, Luigi Omodei. iGgS Jacopo Antonio Morigia,

vecchia verso

fine del secolo XllI,


stile

ed
in

di

quello

che

go-

tico, divisa

in tre navi,

attraversata

gli

cima da un lungo braccio che La nad figura di croce ve maggiore tutta dipinta dai fiamminghi, e finisce nel coro con sedili di noce diligentemente intagliali. L' altare maggiore ha pre.

gevole dipinto, de' quali nelle cappelle

Federico

Caccia,

Celestino

Vi

la

ed altrove ve ne sono altri. cupola con campanile con


quivi ebbero sepolcri
i

1699 Giuseppe Archinlo. 1712 Agostino Cusani. 1713 BeErba Odescalchi. 1715 nedetto Bernardino Scotti. 1717 Giberto Borromeo. i73g Gaetano Stampa, Marcellino Corio. 1 743 Gioacchino Besozzi, Giuseppe Pozzobonelli. 1 747 Gio. Battista Mesmer. 1753 FabriSfondrali.
zio Serbelloni,*Gio.

bei lavori:

Torriani,
strada

gli

Archinli ed

altri.

Nella
il

Pavese,

un miglio lunge
della
di

famoso
Certosa

castello di Binasco, sorge la


(

Fedi )
il

Pavia,
d'

uno
I,

de' pi sontuosi edifizi

Eut.

ropa. Bice
p.
,

Marini,
di

Archiatri

io5, che Gian Galeazzo Visdisgustato

Francesco Stop-

conti

Urbano
il

VI

pani, Carlo Francesco Burini.

1756

perch non pot avere


re,

titolo di

Alberico
Crivelli,

Archinlo.

17^9

Ignazio

segu

le

parti

dell'

antipapa
affettagli

scalchi,

Antonio Maria Erba OdeGiuseppe Maria Castelli.

Clemente VII, quando con


la

ed apparente

religiosit

fece

1766

Vitaliano

Borromeo.

1771

cader nel pensiero di Tuler edifica-

Si
re
la

MIL
magnifica
Certosa
di

MIL
Pavia,

con per
tanti

un tempio
ofFerirvisi

di quaranta altari giornalmente altretla

no due cappelle sontuosamente ornate in angolo vedesi il mausoleo


:

del
ture.

fondatore,
Il

ricchissimo di scol-

pi

sacrifizi,

qual

cosa

fu subito dall'antipapa approvata con bolla degli i r luglio i 394, die riporta nel t. II, p. 53, avvertendo che r ignor lo stesso p. Tromby.

Gian
de' pi

magnifico monumento d Galeazzo , isolato , uno

grandiosi per la mole e per merito d' arte. A molte finestre sono bellissimi vetri colorati ; ed
agli
altari

Per la prima pietra vuoisi gettata da Gian Galeazzo agli 8 settembre 1396. Il Visconti verso il 1399 vi chiam i certosini che compirono splendidamente V edilzio vi stettero fino al 1782, e vi furono reintegrati nel 1843. Del tempio alcuni reputano architetto Enrico Gamodia, altri Marco da Campione lo stile non gotico tedesco, ma
,
:

laterali

dei bracci della

sono quattro stupendi candelabri di bronzo. La cupola tutta dipinta a buon fresco. Ricca ba*
croce,

laustrata sta innanzi all'altare


giore,
il

mag-

quale tutto commesso a


e
fregiato
di

gemme,
scolture.

vaghissime
consisacre-

Sono degni pur di derazione la vecchia e nuova


stia,
il
;

lavatoio e
il

il

refettorio de'mo*

piuttosto di quello che allora dominava, ha queir eleganza che sul principio del secolo XV appariva
in tutte le arti del disegno.

Ha

tre

gran chiostro coi ventiquatcon orticelli per le abitazioni de'religiosi, ispira venerazione e raccoglimento. La Certosa
naci
tro
casini isolati,
citt.

navi

e forma

di croce

latina; la

facciata di stile

bramantesco fu co-

forma come il Vaticano una piccola Bench soggiacque a molte

minciata nel 147^ ^^^ disegni di Ambrogio da Possano, adorna di gran numero di scolture ed ornati pi squisiti del secolo XV. La
i

dilapidazioni, questo

monumento

ancor grande. Prima di questa celebre Certosa, nella strada del

Sem-

pione altra n'era stata fondata nel

porta che mette al tempio opera d' Agostino Busti, ricca di superbi fregi e storie a bassorilievo, fra le quali primeggiano la fondatione fatta dal Visconti,
e
il

i349 da Giovanni Visconti


scovo
nel
e signore di

arcive,

Milano
il

finita

i353,
si

quando
il

Petrarca di;

morava presso
te
:

Visconti
la

pi vole
il

tras-

restaurarono

chiesa

porto delle

di lui

spoglie mortali

nel tempio, la cui interna veduta veramente maestosa. La volta dipinta ad oro ed oltremare con
stelle

monastero questa chiamasi la Certosa di Garegnano. Il Lago maggiore o Verha'


no,
ti
i

sulle

sue

riviere

sui

monoffre
vi
si

d'oro;
fregiali

piloni

rivestiti

di

nelle

valli

circostanti
,

marmo,
tordici

di statue; le quat-

pi svariati
i

prospetti

cappelle nelle navi ornate di

vedono
le

begli orrori selvaggi del-

preziosi
schi, di

marmi,

di

tavole, di affredi
paliotti

Alpi,

e
la

le

bellezze

pittoresche

bassorilievi,

di

squisito lavoro.

Un

cancello

magni
co-

fico introduce alla crociera del

vo,

che precede il santuario gli stalli ne sono intagliati con artifi;

cio finissimo.

Nella crociera spicca-

sponda orientale appartiene al regno Lombardo-Veneto, da Sesto a Pino; l'occidenBrisstati sardi sino a tale agli sago; e fra Brissago e Pino ambedue le sponde al cantone svizzero
dell'Italia:

MIL
del

MIL
lago,

53

Ticino.

Questo
d'Italia,

nno

ilei

a cui conduce un'agevole via sparsa


di

pi

ampi

nutrito

spe-

alcune

cappelle.

Fu
degli

innalzato
abitanti

cialoienfe dalla

Toce e dal Ticino;


di

nel

1697 a

spese
e della

ha acque trasparenti che contengo-

de' contorni

famiglia Bor-

no

varie

specie

pesci

delle

alcune delle quali grandissime, In ampio seno si presentano sulla


tratte,

tezza, e

romeo. La statua ha 28 metri d'al20 il piedestallo di granito: testa, piedi e mani sono di bronil

riva

orientale Aligera,

Arona
fanno
l'

sul-

zo fuso,

resto di grosse lastre di

occidentale,

che

si

all'altra

prospetto,

gloriose
;

una ambe-

due del nome de' Borromei e verso la met delia riva occidentale evvi la baia delia Toce, ove si trovano le famose /.yo/e Borromee. Artgtra ha favolosa origine, chiamossi
anticamente Stazzona, vi fu stazione militare, poi emporio di fiorentissimo commercio. I conti di Angera o Angleria ebbero origine, se-

rame, mentre le barre che queste sostengono fanno scala per salir sino al capo. 11 disegno del Cerano, l'opera di Siro Zanella
e
di

pavese

Bernardo
del

Falconi

higanese;
Valicata a
la

mirabili le proporzioni.
sinistra
ta

Lago maggiore
si

pun-

di

Belgirate,

in

quel seno

del
tate

lago in
isole

cui sorgono le dccan-

Borromee, che emergere come un mazzo

vedonsi
di
fiori,

condo
bardi,

la

tradizione,

dai

re

longola

Prima
s.

presentasi alla vista l'isola di


l'isola

ed a

loro
della

si

attribuisce

Giovanni, segue

Madre che
l'

costruzione

rocca.

L' arcivetoltala
ai

sorge in mezzo del seno, poi


la

iso-

scovo

Ottone
la

Visconti,

Bella, gi Isabella dal

nome

di

Torriani,

fece rifabbricare ed oralla bat-

nare di pitture allegoriche


taglia

da
i

lui

vinta

a Desio.
gli

Dopo

una d' Adda moglie di un Borromeo, che in parte nasconde la Su' penare. L' isola di s. Giovanni delta
cesi

Ottone,
ser
zi
il

Visconti e

Sforza pre-

Isolino, e la

titolo di conti

d'Angera, anai

anco de Pescatori,

Superiore che difanno bei

usarono conferirlo

propri pri-

mogenili. Filippo Maria Visconti nel


die in feudo questa signoria Borromei, che tennero molla cura della rocca, ed il cardinal Feai

1439

contrasto colla sfoggiata magnificenza delle isole Bella e Aladre, e questa resa pi vaga dalla natura
fa

bel contrasto con quella, in cuitutti


i

r arte raccolse
ti,
il

suoi

ornamen-

derico, rivendicatala dal fsco, la in-

ingegni e graziose bizzarrie.

Fu

grand
11

vi

aggiunse nuovi
de'

edifizi.

conte

Vitaliano

Borromeo che
tale

giardino contiguo ha

romane

e-

nel

1637 trasform
di

scoglio in

pigrafi.

Feudo

Borromei fu pus.

un luogo
dieci

ricercate

delizie,

con

re Arona, nella cui rocca atterrata


nel

giardini posti a scalinata, con

1800, nacque
titolo di
citt.

Carlo; accretrafilco,

ridente selva d'aranci, di folto bosco d'allori,


statue,
di torri,

sciuta a' d nostri

dal

eb-

d'archi,

di

be

chiesa di
teatro, le
le

La maggior sua corretto stile. Il nuovo


le bel-

d'

un grandioso palazzo
le squisitez-

ove sono profuse tutte


ze,
i

pubbliche scuole,
le

case e

pulite vie,

la

rendono

Lustro maggiore le viene dal famigerato colos>o di s. Carlo,


pregevole.

formano un appartamento a musaico da stupore. Inoltre nell' isola Bella una


cui

sotterranei

galleria

che sorge sopra un prossimo colle,

quella

Madre

con pregiate tavole; ed in sonovi cinque giav-

54
dini,

MIL
ed ampio bosco d'
per
oltre
allori,

MIL
d'a-

da,

Maurizio,
il

s.

Gerardo. Grandi

beti e cipressi.

dioso

seminario, con due porgranito


il
;

Faremo

ultimo

parola

di

tici

di

88 colonne
il

ele-

Monza

quelle dette altro-

gante

teatro,

bello
il

ponte sul

ve, come all'articolo Corona ferrea, ove dicemmo di essa e del tesoro della basilica di san Giovanni Battista, edificata dalla regina Teodolinda, la quale in essa ripose
i

Lambro, ampio
nicipale,

collegio de' baril


l'

nabiti, ragguardevole

palazzo

muI

importante

archivio.

dintorni offrono una serie di

ame-

doni
sotto

di

s.

Gregorio

I,

ac-

cennati

air articolo
i

Longobardi.

ne ville, oltre la villa reale, delizia degna di principi e rinomata in tutta Europa; il parco reale uno
de' pi vasti d'Italia,

Monza

romani fu chiamata Moguntia, perch Augusto ne fece


di
ritiro

un luogo

pei

soldati

che

aveano combattuto aMagonza; poi fu detta Modoelia, e Teodorico re de' goti vi eresse un palazzo. Sotto
I

comprendendo ri,ooo pertiche di terreno. 11 palazzo venne eretto nel 1777 dall'arciduca Ferdinando con disegno
di

Piermarini,

ove

l'

Appiani

di-

pinse la favola di Psiche.

longobardi divenne la favorita


I

rele

sidenza d'alcuni loro re; e Federi-

Milano, Mediolanwn, gi capitaGallia Cisalpina di tutta la


volte residenza degli
occidentali

co

v'ebbe un palazzo. Soggiacque a


a' milanesi

[f^edl), e pi.

varie vicende, secondo che fu contraria o favorevole

imperatori
Italia,

de' re di
dell'

da Carlo venne data in feudo ad Antonio di Leyva governatore di Milano, indi fu da Antonio venduta per 3o,ooo ducati ai conti Durini, ed ora ha titolo di citt ; e per industria, popolazione, e vanto di antiche e recenti memorie primeggia fra tutte le terre del contado
:

non

che capitale

Insu-

bria,

nome

antico di quella porzio-

ne della Lombardia [T^edi) fra l'Adda e il Ticino, i cui popoli chiamaronsi insubri, i quali secondo Tito Livio erano celti o gauli
;

vero per che sotto


subri
ti

il

nome

d' in-

si

comprendevano pure moli

popoli,

primi
;

de' quali

erano
il

milanese.

La

basilica
coi

fu ingrandita

venuti dal nord ro

sembra che
fossero

lo-

nel secolo
teo
stile

XIV
di

disegni di

Matdi

nome

primitivo

ombri,
valo-

da

Campione.

gotico,

La marmi

facciata

significante nella
l'osi.

loro lingua

bianchi
statue e

neri,

con

bassorilievi,

a-

Vaghe ed incerte sono le opinioni del nome Milano, come sulla

rabeschi,
la

ha

sulla

porta maggiore
del

origine

de' primi

abitatori

del

statua in

rame dorato
del

Pre-

suolo milanese. Risalgono alcuni alle

cursore. L'alto diosa

fabbrica
1'

campanile granPellegrini, che

origini

etrnsche,

supponendo

disegn pure
Il

elegante batlisterio.
dipinti:
dall'

tempio ha tre navi, ed adorno


pregevoli
l'altare

.di assai
ricco di

Olenio 0(1 Olano Galeno, lucuraone etrusco, venuto nell' Insnbria, introducono di quella altro capo nazione detto Medo, e da que'due
riimiti, deducono quello di Milano o Mediolano, come accenna r Alciali. Altri la credono cos detta quasi in medio aniniiim, perch posta tra i c|M6 fi unii Ticino ed

maggiore disegnato
con
bassiriliovi

Appiani,
e

nomi

paliollo d' argento dorato,


,

gemme
s.

snaalti.
le

Delle altre chiese di Monza,


ipler^ssanti sono

pi

Maria

in

Islra-

MIL
Adda; ricorrono
la
altri

MIL
ad
origini
gali

SS

verrebbe queldenominazione ad indicare una citt posta in mezzo alle terre ed


celtiche, dalle quali

che istituite dodici citt chiamarono Etruria nuova, abbiano questi ultimi ad essere
dagli etruschi,

considerati
latori

come

principali

abiessere

come ora direbbesi mediterranea. Sembra priva di fondamento la supposizione del ritrovamento di una troia col tergo laalle pianure, e

del milanese,

sembra

tuata
ta

quasi una certezza che Milano, sinell' Insubria, sia stata fooda-

od almeno ingrandita
di

nell'

nulo

solo per

met,

all'

epoca in
riediQ-

Sgo piima
loveso
nell' Italia

Ges
dei

Cristo,

anno da Bel-

cui Beiloveso determinossi alla fab-

capitano

gallo-insubri

bricazione o

piuttosto alla
;

(redi)

superiore, e ni-

cazione di Milano
dai versi di

si

abbracci tut-

pot di Ambigato principe de' celti.

lavia quella tradizione, confermata

Ciaudiano e di Sidonio Apollinare perch riguardandosi Milano a qualche epoca come una seconda Roma, vi si trov una certa conformit con Roma medesima, ponendosi la troia quasi al
,

turigi,

Beiloveso con una banda di biedui, arverni, gessati e am-

dopo aver cacciato dal paecom|M le Ogni borgata ebbe essi. opere di un capo gallo; con rozza e robusta
barri, se gli etruschi, colla pace

religione

veneravano

le
i

forze della

confronto colla

lupa allattatrice di

natura,
e

imponendo
ai
fieri

druidi

leggi

Romolo
che
subri
i

Remo.

Se per vero

superstizioni
lo

galli
si

giunti in Italia, cogli in-

fossero salvata
patria,

Quanto prov Roma, che


popoli.

collegarono pi facilmente,

dai valorosi
costitu

difensori della

perch
citt

trovarono

il

nome

corrispondente a
di

una quella di un
di
il

un
se

tesoro apposta

da non toccare
galli

non

quando

loro boigo o villaggio, sotto

no

minacciassero,

me
pi

Milain,

presso
il

Autun,
di

con-

Da prima Milano non


borgo,

viene supporre
antico

nome
venuta

Milano

ma

ben

presto

fu che un divenne il

della

de' galli,

Alla tedesca lingua di quei popoli,

luogo principale de' galliinsubri-cisalpini ; il perch conoscendo Ro-

May-lnnd,
fertile

o paese di maggio, e propriamente in gallico 3Ied-lan,


paese,

ma non

potersi

tenere sicura fin-

e Mcl-lan, in

alle

pianure,
si

onde

altri

mezzo Medioln-

che non dominasse la Gallia Cisalpina, com'essa intitol 1' Insubria, perci Lucio Furio e Caio Flaminio consoli romani
coli' esercito
;

niim

riscontrano in Francia.
le

Omsui

varcarono
sconfitti
si

il

Ho

mettendo
storici

opinioni
ci

che

alcuni

ma

rifu-

e filologi

lasciarono

giarono
lia

tra'

cenomani,

dalla

Gai-

primi abitatori del suolo milanese, e non disputando se tal preminenza


si

venuti
i

sul

bresciano e
allearono

sul ve-

ronese,
sa

quali disertando la caus'

debba accordare,

secondo Stra-

nazionale,

ai

ro-

bone, ai primi discendenti di No, o agli orobii, secondo altri, oppure agl'insubri, la cui principale re-

mani, che senza tregua molestava-

no

1'

Insubria.

Allora

galli

ten-

sidenza dicesi essere stata

nel

luo-

go chiamato Hnudii Campi o Castel Seprio, e passando stil diilibio


se quei

tando l'estremo caso, nel 123 furono vinti da Marco Claudio Marcello e Gneo Cornelio, e Virido-

maro ultimo

re

de' galli-cisalpini
indi

due popoli

vinti

e soggio-

rest ucciso sul

campo,

Mila-

.^6

MIL
ai

MIL
Maressere

no soccombette
co
vi

vincitori, e

tutto

mirabile,

abbondanza
doppio mupalazzo,
fe-

entr trionfante.

Dopo che
dal

d' ogni cosa, belle case,


ro,

Mario a Vercelli sbaragli una nuova irruzione di cimbri,


le

circo,

teatro,

templi,

conso-

zecca, terme,

marmorei
costumi

portici,
all'

Publio Cornelio Scipione Nasica, l'anno 191, seguita la ritirata di

condi
vidiare

ingegni,

antica,

per cui quasi non avea di che in-

Annibale (il quale da Milano aveva ricevuto opportuni soccorsi), la


Hallia Cisalpina
vincia, e

Roma. Frattanto non


erasi

solo

l'evangelo
lano
nel

propagato

in Mi-'

fu ridotta

proti-

nella

regione,

ma

fioriva

Milano

fu onorata del
dell'

tolo di

primaria citt
e
sotto

Insubriaj

soggetta per a leggi

e
del
la

magistrati
di
di

romani;

il

consolato

Pompeo
seconda

fu onorala

nome
citt

Roma, come
delle

pi ricca
della

sangue de' suoi martiri, e Costantino imperatore nel 3i3, dopo aver dato in Milano sua sorella in isposa a Licinio imperatore, vi pubblic la legge ove tollerava qualunque religione, primo passo a
render dominante
la

e maestosa
provincia.

altre
altri

vera,

legitti-

Tra

gli

l'ebbe in

mando
no.
l'Italia

l'esercizio del

culto cristia-

governo Cicerone, e poi Bruto cui i milanesi eressero una statua. Giulio
ti

Inoltre
in

dividendo
parti,

Costantino

due

stabil

Milano
e
la

Cesare gi
la

nell'

anno 4^ avanconcessa
alla
la

capitale

della

settentrionale,

nostra era, avea

residenza di

un

vicario distinto

cbe

cittadinanza
Cisalpina, e
alla

romana
ftlilano

Gallia
ascritta

venne
i

trib Onfentina, perci teneva


voti
li

governava sette provincie: la Liguria nella quale era compreso il miFlaminia, ii lanese, l'Emilia, la

comizi propri, e raccolti

Piceno
r
Istria,

annonario,
le

la

Venezia cole
le

mandava suggellati valere come fossero


za.

Roma, per
presen-

Alpi Cozie,

due

dati di

impero la Gallia rest r immediata tutela del senato romano, e solo a' tempi di AdriaNeil'
,

sotto

Continuando Milano ad aumentare in ricchezza e magnificenza, giunse al suo pi alto grado di splendore, a segno che gli stesRczie.
si

no

vi

fu spedito
il

un
i

prefetto,

pro-

imperatori

vi

fissarono

la

loro

teggendo
citt,

popolo
di

difensori della

ordinaria residenza nel secolo


e nel principio del V.

IV e
Cos.

specie
il

tribuni.

Ad
i

abbat-

dominio di Roma, germani minacciarono le sue provinole e onde sembr agl'imperaJ' Italia,
tere
tori

Parteggiando
stanzo per
Atanasio,
ivi

l'imperatore
ariani

gli

nemici di

e trovandosi in
fece
s.

Milano,

necessario

risiedere pi
vi

vicino

nel

355
il

con violenza conLiberio,

alle Alpi.

po, poi
cessario

Prima quando

stavano a temdifesa

durre
gli

Papa

ma non

la

rese

ne-

dividere l'impero,

Massistacitt, e

miano
l'abbell
stra era,

Erculeo

vi

si

ferm
la

abbandonar la difesa di s. Atan.'tsio, onde 1' esili in Tracia. Nel 365 g' imperatori Variusc
fargli

bilmente, cnse di
poscia

mura nell'anno 2^5


abdic

lentiniano
tra
si

Valente,
l'impero,
in

essendosi
il

della no-

loro diviso

primo
la

all'impee
in

tenne

la

parte occidentale, e non

ro nel 3o5. Il poeta Ausonio quindi celebr


sontuosit
di

console
versi
le
ivi

in

Roma ma
sede.
II

Milano ferm
s.

sua

L' itnperatore
incaric

Valentidi

Milano,

dicendo

niano

Ambrogio

MIL
tlissuadere
dall'
1'

MIL
e

57

imperatore
1'

invadere
il

Italia,

Massimo di domanimgli

dargli

cadavere

.dell'ucciso

peratore
lasci
Il

Graziano; e
i

morendo
suoi

raccomandati

figliuoli.

dominio di essi, che incominciarono quel regno che lasci il nome al paese, scegliendo per sede Pavia. Il re Alboino impose a Milano per duca uno de'capi dell' esersotto
il

santo in pi incontri con sacer-

cito,

che
e
gli

sparli

fra'

suoi

fidi

le

dotale franchezza parl all'imperatore Teodosio


lano, e
gli
I

terre,

abitanti
:

ridusse a con*

viet

mentre era in Mila comunione e

dizione di servi

il

duca pose sua


in

corte a Cordusio, curia diicis, epo-

r ingresso alla basilica Porziana do-

ca

fatale e

terribile,

cui

rest

po l'eccidio

di Tessalonica.

Teodosio I spartito in r impero, Costantinopoli fu metropoli


tale
dell' orientale
,

Avendo due tutto

Milano oppressa e negletta. Il Papa Adriano I, avendo invocato il


soccoi-so

di

Carlo

Magno,
del re

questi

dell' occiden-

coir imprigionamento
derio,

Desi-

Milano
l'Italia,

da

cui

dipendevala

nel
al

773 o poco dopo die


regno
longobardico, e

no
la

l'Africa,

Gallia

termine
principio
I

Spagna, la Bretagna, il Norico, la Pannonia, la Dalmazia e mezza Illiria. Ma venendo presa e saccheggiata Milano nel 4^2 da AttiIo

a quello

nuovo

d' Italia.
il

longobardi aveano tenuto


assoluta soggezione,

cle-

ro in

e Carlo

Magno

per consolidare

il

suo
gli

p-!

re degli

unni,

cess

di essere

tere lo lce intervenire alle assemblee, considerandolo

residenza

degl' imperatori,

come
in

come

altri

cess allora di essere metropoli dell'

possidenti. In tal
toril
di

modo
il

crebbe l'au-

Insubria.
degli

JVel

4?^ cadde

po-

episcopale,

e l'arcivescovo

comandati da Odoacre, che si proclam re d'Italia, dando termine all'impero d'occidente. Nel 493 Teodorico re dei
tere
eruli

Milano divenne

personaggio

pi ragguardevole di Lombardia, e contrappeso all'armata potenza dei


conti,

ci

che

il

popolo

vide

vode-

goti

se

ne

fece

padrone,

ma

la

lentieri.

il

maggior depressione della citt ed pi grande suo avvilimento fu nel 539, quando soggiogata da Unipote e

In processo di tempo, sotto


boli

successori

di

Carlo

Magno,
altri
il

l'arcivescovo di

Milano

cogli

raia

generale
le

di

Vitige,

vescovi pi volle elessero

re in
arcive-

trovossi
i

spogliata
escluse

de' suoi abitanti,

Lombardia.
la la

Il

magnanimo

quali,

donne date
tutti

ai

scovo Ansperlo da Biassono, ricinse


citt

borgognoni,

furono

crudel-

di

forti

mura, verso 18 79,


e

Tanto fece Uraia considerando Milano ribelle e partrucidati.

mente

ristor dalle passale rovine, l'ab-

bell

con

edifizi,
s.

singolarmente
I

teggiare per gl'imperatori greci che

coH'atrio di

Ambrogio.
conferirono

vescocoro-

pretendevano
nuti
di

l'Italia.

In
citt

fatti,

-ve-

vi fatti potenti,

la

Belisario

e
I,

Narsete
la

generali

na

d' Italia

non

Giustiniano

divenne

suddita degl'imperatori d'oriente, e


inoh'i

de' fuggili ripalriarono.

Men-

nelI'SSS ma ad italiani, Berengario duca del Friuli fu coronato dall'arcivescovo Anselmo.


Gli
di
di

pi a per cui

stranieri^

cominciava a ricingerla di mura, venuto in Italia nel 568 Alboino coi longobardi, Milano pass

tre Narsete

disputarono quella dignit

re

Geimania;
Spoleto,

poi

eletto

Lamberto duca da una fazione

58
assedi anche

MIL
di
s.

MIL
Ambrogio. Ottone
i

contraria all'nrci vescovo di Milano,


e prese Milano nelle

per repri-

mere
nobbe

suddetti signori feudatari irrefarsi

r8g6.

Qui cominciarono
le

gare
l'ar-

quieti, per
i

amici

comuni

rico-

fra vari re, duranli

quali

privilegi che gi eransi pro-

e il popolo crebbero di importanza perch gli emuli cercarono amicarseli con doni e pri-

civescovo

cacciati.

Quando Landolfo
l'

arcivesco-

vo ottenne
conte
di

intera giurisdizione di e
si

Milano,
i

nominava
opposero,

vilegi.

Intanto

sopraggiunsero

gli

magistrati,
falliti

nobili

ma
feu-

devastare le campagne, e Milano si accrebbe colla distruzione di Pavia ordinala nel 924 da

unni a

nell'impresa accettarono
esso.

di

da

Eriberto da

Divenuto arcivescovo Cant, pretese ch'essi


e
II

Berengario condottiere degli unganel 945 vi si tenne la li o unni prima dieta per l'elezione del re
:

fossero suoi vassalli,

vintili

nel

d' Italia,

Passata nel
ai

962

la

coro-

ferro, e Io tratt

na imperiale
di),

tedeschi,

fu l'Italia

unita alle sorti di

Germania (P'c

non perch gl'imperatori pro-

la corona di splendidamente e per soggiogare lo forn di truppe Ingelosito i pavesi l' imperatore della potenza clericale, imprigion
.

io36 invit Corrado mania a venire per

re di Ger-

priamente la padroneggiassero, ma ne aveano l'alto dominio, governandosi


i

Eriberto che fuggito rientr \a Milano per difendersi, e per


carroccio, sul quale

manteil

principati, le repubbliche e

si-

nere l'ordinanza militare invent


pose

gnorie a proprio piacere, solo obbligati

lo sten-

all'omaggio

di

sovranit

al servigio militare.

Gli elettori del-

disse

l'impero sceglievano il re di Germania, che ad Aquisgrana prendeva la corona d'argento; poi sceso
in Italia,
i

Ambrogio, come si Carrozze ed altrove. L'arcivescovo nel loSy trionf dell'imperatore e de'noljili, che
dardo
di
s.

all'articolo

dovettero sottomettersi, talch trovandosi sotto


la giurisdizione
i

signori

e vescovi

lo ri-

mede-

conoscevano, indi consecrato re d'Italia a Milano o a Monza colla corona di ferro dall'arcivescovo di
Milano, passando a Roma vi ricevea dal Papa la corona d'oro e il
titolo d'imperatore:
i

sima
va

liberi cittadini e
il

vassalli, re-

st costituito
il

libero
i

comune. Ossermilanesi furono

Muratori che

de'primi a mettersi in libert, cac-

ciando

ministri cesarei ed eleggen-

lombardi

gli

pagavano il viaggio, e l'imperatore n' andava e spesso non ricompariva pi


fare
,

done de'propri, prendendo qualche forma di repubblica. Le guerre intestine


nicolaiti

prodotte
diei'ono

dai
1'

simoniaci

signori

tornavano a

ultima

mano

ogni
;

loro

voglia

come

indi-

all'emancipazione
loro capo
io4'2.
ta
la

della

plebe mila-

pendenti
articoli,

cose tutte trattate a'ioro

nese; gi avea cacciato di citt col

conje Coronazione, Impero,


relativi.

ed

Francesco Antolini: Dei re d'Italia inaugU' rati o no con la corona ferrea , Milano i838. Valperto de Medici ai'ci vescovo di Milano, invilo Ottone I a venire in Jtqlia, eie incoron re nella basilica
altri

Vedasi

Lanzone, Eriberto nel Verso questo tempo si riporprimaria


origine
de' famosi

avvenuta quando l'imperatore Enrico III occupata


Uniilinli (P^edi),

Milano mand
soch
v,
i

in

Germania
che
vi

prestro-

tutti

cavalieri

quali

vestironsi di

bianco, ed

MIL
ollcnnero ripalriare
dal ven.
,

MIL
onde
ri 17.
liunili

59

Meda

furono

apjMovati

PaIl pa Alessandro II pertossi a Milano e nel 1067 vi canonizz s. Arialdo diadalla santa Sde nel

ed Innocenzo II mand loro per legalo s. Bernardo, il quale ricevuto con sorami onori li riconcitore,
li
ti

colla Chiesa, essendo stali sedot-

cono, martirizzato anno a' 28 giugno


simoniaci

nel

precedente
e
nel

da Anselmo vescovo intruso. Volendo Federico I Barbarossa rimettere l'impero


i

dai nicolaiti
;

in vigoria,

concubinari

questi

predecessori aveano
i

dopo che domato feui

1076

martirizzarono

pure

s.

Er-

datari coll'alzar
volle

comuni, a questi
colle

lembaldo nobile milanese, che Urli reduce da Francia canonizz in Milano nel 1096, Nel logS Milano si sottrasse interamente nel politico da ogni dipendenza dall'impero, regnando Enrico IV, che essendo in guerra col Papa non po-

por

freno

armi. Prese

bano

le parti

te terre
,

molmassime Tortona togliendo a Milano dazi e la giurisdizione, dopo essersi imde'Iodigiani, e devast

de'milanesi,

padronito
blocco
nel

della
11 58.

citt
I

con

lungo
alla

miTanesi

usar della

forza.

Alla
II
t.

crociata
si

sua
loro

partenza
il

cacciarono nell' anno


indi
ripresi
la
i

promulgata da
ciarono molti
Selvatici,
i

Urbano
milanesi,

assoi

seguente
contro

presidio,

"'quali

diritti,

portarono

guerra

Ro, i Roci, e Ottone che conquist in oriente che divenne lo scudo della serpe, la gloriosa insegna dello stalo. Precrociati T arcivescovo Ancedette selmo da Boisio con un braccio di
Visconti
i

quanti

avevano

secondato

l'imperatore, e riedificarono Tortona. Tornato

Federico I con pi robuste armi, con centomila uomipi di


la

ni, cui associaronsi le milizie di

trenta citt italiane, spaventate dal

s.

Quelli che

Ambrogio, e vi mor di ferite. tornarono con AngilPusterla e


il

crescente potere
t
sa,

di

Milano,
si

cit-

come ben

forte

pose in difemalattie la

berto

Senatore Settata
chiesa di

ma

la

fame
li

le

fondarono
Sepolcro.

pio luogo delle quats.

costrinsero a cercar patti. Federico


1

tro Marie, ed altri la

in

Roncaglia
i

accett,

esigendo

d'
i

imporre
al

magistrati, ci
l'

Governandosi
consoli, la
di

milanesi coi loro


infuse

milanesi ricusando,

prosperit
sui

dominar
vicine

vicini,

ciarono guerre
citt

fraterne.

smania cominTutte le
sola

pose
se

bando

dell'

che i imperatore li impero fece


,

mutilare chi poteva prendere, e pol'assedio

a Milano

nel

1162,
con-

Tremavano

alla

Inesorabile
dizioni,
agli
sili

non

volle accordar

minaccia de' milanesi di fare uscire dalle porte il terribile carroccio ;


quindi Milano
Italia.

la

prese nel marzo, ordin

abitanti

che

tulli

uscissero

e-

al70ssi
la

essere considerata

punto prima citt


al

di

nelle vicine terre,

abbandonanaltri

di

dola al

furore

degli
la
I

italiani,

Lodi venne ridotta in cenere nel II 11; Como nel 1127 diroccato dopo dieci anni d'attacchi
indi

che

vi

sfogarono

loro invidiosa

rabbia. Federico
distrusse le

guast,

ma non
di
freil

mura coronate
,

Pavia

Cremona furono mii

quenti
sale

torri

non

vi

sparse
i

nacciale coU'esercilo. Intanto


lanesi

mi-

come

dice la leggenda:

seguirono

le

parti
II

di

Cor-

lanesi

soffrirono cinque anni di

midu-

Vado HI contro liOtario

imperf^-

vo esilio prima di ripalriave.

fio

M
Non and
I

M
Italia.

L
si

guari che considerali da

Federico
qiiistata,

gl'itiiiani

come gente
essi

con-

giurarono

difendersi

cre in Milano im magistrato col nojne di podest, venendo a ci eletto Uberto Vis1

Nel

186

e riedificar Milano, che nell'aprile vide i suoi emuli concorrere I 167


al

tura

ci che
ratore.

suo risorgimento e fortificazioni, non pot impedire l'impe-

piacentino; questa magistraper and soggetta a varie vicende secondo le dominanti faRisorta pi bella
e vigorosa

conti

zioni.

Papa Alessandro
principi

III

bened

di

prima,
e

Milano

si

vide

poscia
dei

questa concordia di italiane volont,


e vari
forti

involta nelle civili discordie, per le

contribuirono con-

famose

deplorabili

fazioni

denaro ; allie citt si unirono alla famosa lega lombarda che formossi contro Federico I sino
e
al numero di ventitre ; cio Milano, Creoona, Lodi, Bergamo, Ferrara, JJrescia, Mantova, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Bolo-

Guelfi e Ghibellini [f^edi).

Eccoci prossimi
nii

a parlare de'pri

dominatori di Milano, i Torre o Torriani, ed i Visconti. La faraiglia Torriani o della Torre credesi
francese d'origine, e la stessa che quella della Torre di Auvergne.

gua, Ravenna, Bobbio, Rimini, Modona, Reggio, Parma, Piacenza, Tortona, Vercelli, Novara. L'imperatore

Due
Italia

di

questi

signori,

venuti io
in

nel secolo XII,

fermatisi

Como
sfo
si

per

le

nozze di due signorQ


cui

sbuffante

pose

lombardi
i

al

eredi di Valsassina, ottennero que-

b'jndo

dell'impero, ed
italiani

milanesi
le

dominio, per

discendenti

ed

altri

per interrompere
e
il

dissero conti di Valsassina, passa-

coinunicazioni fra Pavia


ferrato, di

Mon-

parte imperiale, fabbricitt

carono
*o

la

d'Alessandria della
1
1

Milano, e fattisi protettori popolo contro la nobilt, vi acquistarono onoj'i, poteri e ricl'ono a

del

J'aglia (Fe^j). Indi nel

76

pres-

chezze.
dagli

La

famiglia Visconti viene


signori
la
II

Legnano a'29
che
si

maggio
su

riporta-

antichi

d'

Anghiera.
altri

rono gloriosa
J,

vittoria

salv

Federico confondendosi coi


il

Alcuni per

fanno derivare da
re d' Italia
,

Berengario
dalla
Flavia.

cadaveri, venendo sconftto lutto

famiglia

imperiale

Angela

soli

suo esercito: la coorte milanese di 900 uomini, delta della morte,


faceiido prodigi
di

per essere

Furono chiamati Visconti .tati lungo tempo luopolitico delil

valore

decise

gotenenti nel governo


l'arcivescovo
di

A mediazione di AlesSandro Hi nel 1177 si combin dall'imperatore una tregua colle


dclla vittoria.
citt

Milano,
fece

quale
.

hiogotenenle

dicevasi
si

Vicecoines

Questa
nobilt
riani

famiglia

capo della
i

ie
la

lombarde, e preferendo di averamiche, \n Costanza {l^edi)^\m'h


pace
ai

rappresentanti della lega


il

liMnbarda, assicurando loro


to di

dirit-

di Milano contro Torcon cui ebbe lunghe risse, finch rimastane vittoriosa ottenne la signoria della patria. Nel 1199

eleggere
leggi

propri

magistrati,

e darsi
.M)tto

e governi municipali,

una
1

determinata

protezione

dell'

iuq)ero germanico. Allora Fe-

derico

divenne alleato de'milanesostenere


i

repubblica di Milano ed la popolo di Lodi si sottoscrisse pace onorevole e lega, crescendo Milano in edifizi , manifatture e per studi, ne'quali divennero celebri
tra
il

per

suoi

diritti

in

Qberlo dell'Orto

legista,

Giovuiv

MIL

MIL
lo

6t
contro
i

ni

medico. Milano ebbe per


;

pi

Federico
milanesi.

II

dalla

guerra

nemiche Pavia e Cremona amiche Piacenza, Crema, Novara, Vercelli, Verona, Bologna, Faenza e Treviso mulabili Como, Lodi e Bergamo. Non avendo milanesi buon
;
i

1240 o
per
prolettore

Pagano della Torre nel 1242 era slato nominato


dal
la

gratitudine

popolo
nobilt
,

suo

contro

do-

po

il

quale

sangue
di

cogl'imperiHli
la

da
,

cui

era
e

clamato
bunizia

venne il nipote proanziano della credenza


alla
:

stala dislrulta

citt

nelle lolle
II,

carica equivalente

dignit

tri-

Enrico

Vie

Federico

figlio

nipote

del loro antico nemico, se-

guirono i loro avversari e parteggiarono per Ottone IV che incoronaro-

de' romani Pagano per l'amore conciliatosi del popolo milanese, e per la sua moderazione e rare doti fond la grandezza di sua famiglia. L'arcivescovo cedendo
i

no re

d'Italia,

ond' essere soccorsi

nella conquista delle citt

de. Sostenendo Innocenzo III

lombarFede-

diritti

di conte,

si

riserb di bat-

tere moneta,

riscuotere

un pedagraggua

derico

II,

guaci di

scomunic Ottone IV,

milanesi se-

gio

alle

porte ed
d'oro.

altro,

perch dive-

gliandosi la loro entrata ad ottanta-

nuto

ribelle alla

Chiesa, al
di quel

modo
Papa.
-vinti

mila

forini

detto alla biografa

In seguito

milanesi

furono

dai cremonesi, prendendo parte per Enrico contro l'imperatore suo padre. Federico II tolse loro diverse citt, che poi ricuperarono, e Gre-

intanto impedivano ordinamenti civili, cio quello della credenza di s. Ambrogio, quello della credenza de'consoli, e quello chiamalo la motta: i diritti della sovranit stavano nel conconsigli
di solidit

Tre

gorio

IX

sped legati a Milano per

siglio generale,

la

nobilt favoriva

riconciliarla

con quelT imperatore nel 1236, favoiendo milanesi. Tuttavolta volendolo affrontare rei i

per

lo

pi

ghibellini

aderenti al-

l'imperatore, che per segno aveano


il

colore rosso, mentre bianco era

il

starono

milanesi sconftti

a Core

contrario de'guelf segnaci del Papa, a-

tenova
della

nel

1287,
la

proteggendo
Torriani

vendo per loro

la

plebe, che al suono

scortando

loro ritirata

Pagano
signore

della martinella del

Torre

o
:

tendo sotto lo stendardo

duomo combatdi s. Ambro-

della Valsassina

il

carroccio tolto
fu

gio prevaleva. Altri interni guai per

loro da Federico

mandato
militare,
i

Roma
di

da questi nel Campidoglio.


II,

Impazienti

ricuperare la gloria

milanesi ripresero ardire,


costringerlo
alla
ritirata

poterono

nel i23g, combattendolo compiuta-

mente:
1

nella battaglia

si

distinse la

coorte detta degV in coronatij per nel

241
li,

soffi

irono altra rotta da Federi-

dopo aver rinnovata contro di lui la lega lombarda a Mosio sul mantovano. Inutilmente il cardinal
co
Conti, poi Alessandro IV, erasi portalo in

Milano furono l'eresie de' catari e patarini che aveano pi denominazioni: s. Pietro da Verona pel suo zelo rest da loro martirizzato. Reduce da Lione, ove avea deposto Innocenzo Federico li, nel i25i IV giunse a Milano ricevuto perci con grande onore, e vi dimor due mesi, portandosi poscia a Brescia. Avendo i milanesi nominato il suddetto Pagano protettore del popolo
ambrosiano, specie di sovranit dedispiacendo ai nobili mocratica
,

Lombardia per rimuovere

questo re popolare, e mal riuscendo

62
coU'opporvi
signore
il
i

MIL
chiam a tiranno Ezzelino III da
Visconti,
il

MIL
popolo capila

Romano, che per

tanato da Martino della Torre ni-

pote di Pagano, prendendo


ce bandita contro di lui

croAles-

sandro
Nel
bili,

IV,

l'incontr
insorte

da ed

Nel voi. XXXII, 275 del Dizionario narrammo come Gregorio X Visconti di Piacenza nel 1273 si rec in Milano agli 8 ottobre nel monastero di s. Ambrogio, e lasci la
triarca di Aquileia.
p.

272

uccise.

citt ai

12 di

detto mese

nell'in-

1253

essendo

altre

terdetto perch
fiutare Ottone;
fece nel

era ostinata in ri-

dissensioni

cisa

fra il popolo ed i noManfredi Lancia marchese d'Infu creato signore di Milano

non che quanto

vi

ritorno,

sottoponendo alla

per tre anni, essendo dopo nominato per anni cinque


il

marchese Oil

scomunica la fazione de' Torriani, che avevano tentata l'uccisione di Ottone ed occupate le sue rendite
ecclesiastiche.

berto Pallavicino che prese


di

titolo

Dipoi
coi

l'esule

Ottone

capitano

generale.

Martino della Torre popolo scacci dalla


coir arcivescovo
loro capo, re de'milanesi;

Nel 1257 anziano del


i

raccolte forze, coi vassalli della se-

de episcopale,

nobili

e coi ghi-

citt

nobili

Leone e Perego divenendo primo signo-

ma
la
i

nel seguente an-

a Desio i Torriani a'2 1 o 27 gennaio 1277, li sconfisse, e mand a morir di fame e di rabbia nel castel Baradello Nabellini sorprese

no si conchiuse Ambrogio, tra


nella
ti

pace della di
il

s.

poleone
chiuso

che
in

comaschi
di

avevano
ferro
;

nobili ed

popolo,
i

una gabbia

quale

si

bilanciarono
della

dirit-

de'primi con quelli del secondo.

Morto Martino cesse nel 1263


lo

Torre

gli

suc-

Filippo suo fratel-

col

dominanti disordini, venne per cinque anni nominato signore di Milano Carlo di Angi. Napo o Napoleone della Torre, figlio del famoso Pagano, pi tardi alla morte di Filippo
perpetuo,
attesi
i

nome ma

di

podest

e signore

terminando di vivere in prigione anche altri suoi parenti. Entrato Ottone trionfante in citt, fu gridato arcivescovo e signore temporale, incominciando da lui la fortuna di
chese
di

sua casa

signore Guglielmo

poscia nomin Lungaspada mar,

Monferrato
colla

colla

lusin-

ga
i

di
partiti

sedare
poi

autorit

sua Nel

dominanti
scacci
il

in citt.

l'anno

265
lo

gli
;

successe nel
I

titolo

e nel potere

e Rodolfo

re dei

romani
ritti

nomin suo
fece

vicario
i

imdi-

periale, per cui

rivivere

gi spenli degl'imperatori.

Dodi

vendosi

eleggere

1'

arcivescovo

marchese, e vi govern solo, facendo nominare nel 1287 capo del popolo Matteo Visconti suo nipote, e l'anno dopo podest di Milano con ampi polestato nominato anche v', essendo vicario imperiale dall' imperatore

1282

Milano, come meglio diremo parlando degli arcivescovi, popolari


i

portarono Raimondo zio di Martino suddetto de'Torrianij e nobili


i

Ottone Visconti

il

Papa Urbano
sotlopose la

IV favorendo
citt

questo,

avendo 1' investitura da Adolfo nel 1294, confermatagli da Alberto I. Morto Ottone nel 1295, impaurite le citt lombarde del crescente dominio di Matteo I dello Magno
Rodolfo,
della

ed

citt

e stato

air inlerdelto che

non
poi

lo

vo-

leva:

Raimondo divenne

pa-

che gli era successo nella signoiia, stabiluono in Pavia una lega contro

M L
I

M
Nel

L
suo
figlio

G
fu
vi-

di

esso,

ma

egli

scoperta una con-

iSiS

Azzone

giura ordita a suo danno la distrusse; tuttavolta

proclamato signore e nominato


za
la

nel

i3o2
opera

fu costretto
de' Torriani

cario imperiale; ristor la grandezdi sua


citt

alla

fuga

per

famiglia,

fece
la

cingere
miglio-

ricondotti in citt dalla loro fazione.

di

nuove mura,
con pitture
il

Torre nipote di Napoleone divenne perci signore delmediante gli aiuti dei la patria,
della
guelfi,

Guido

r, nobilit

di

Giotto

e
la

di

altri

palazzo di corte, alz


s.

torre di

Gottar<lo col

primo

del patriarca d'Aquileia Rai-

orologio che suonasse in Milano, e

mondo

suo

zio,

e di Alberto Scot-

fu

to signore di Piacenza, che

con ne-

ra gratitudine
Scotto per
la

indi

gli

tolse.

Lo

ricuper. Divenuto

Cassone

Gastone
di

suo

parente

arcivescovo

Milano,
lo

per gelosia
rinchiuse coi

primo de' Visconti che si diapertamente sovrano, e che fece porre sulle monete il suo nome ed effgie. Gli turb la qinete a mano armata Lcdrisio suo cugino. Alla di lui morte nel iBSg
il

chiar

Guido nel
tre fratelli

iSog
cos

il

concilio

generale

gli

die succesil

nella torre d' Anghieri,

sore lo zio Luchino, che dilat

rompendo
miglia,

l'unione

di

sua
i

fa-

dominio, introdusse l'ordine in Milano


e la pubblica sicurezza, culla

facendosi

nemici
in Italia

suoi

partigiani.

Venuto

l'impe-

ratore Enrico Yll per

corona in
pace, nel
teo
I,

prender la Milano e sistemarvi la i3io vi ricondusse Matriconcili


coi

lo

milanesi, del sovra-

monarchia assoluta nel i34i) dopo essere stalo nominato col fiatello arcivescovo Giovanni 11, vicario di Milano e delle citt soggette da Benedetto XII, coli' annuo
tributa di
Isabella del
le

ritornandolo in possesso

diecimila fiorini d' oro.

no potere
l'impero.
I

col

titolo

di

vicario del-

Avvelenato Luchino da sua moglie


Fiesco, nel
l'

Torriani
dalle

vennero con
assaliti,

i349 prese
arcivescovo

Guido all'improvviso
sempre
conti:
cacciali

e per

redini del governo

truppe tedede'Vis-

sche coU'opera e maneggio

Giovanni 11 suo fratello, che compr Bologna e Genova, proteggendo le


arti

Guido

si

ricovr in

Cremona,

le scienze,
i

e colmando di odi esse e


il

dove mor nel i3i2, e la sua famiglia non pot pi ricuperare la signoria di

nori e doni

cultori

Petrarca da

lui

chiamato a Milano;
l'

Milano.

Un ramo

de'Torriani
ti-

avendo
che
liti

ricusata
fece di

ollerta

signoria
fazione,

ritiratisi

nel Friuli vi fiorirono col

gli

Roma una
vedere
i

tolo di conti di Valsassina.

Matteo

disgustata dal
in

Papi slabila

assoggett Alessandria, Tortona, Piacenza, Pavia,

Avignone dal i3o5. Per


lo

Bergamo, Lodi, Como, Cremona, Vercelli, Novara; ma scomunicato per eretico, si ritir a mo1

invasione di Bologna, Clemente


nel

VI
li
gli

i35o

scomunic, e interdisse

Milano, per non essere Giovanni

rire tra

canonici di Crescenzago.

comparso
sped

in giudizio; indi

il

Papa

Nel 1822 gli successe nella signoria Galeazzo I suo figlio, che fu per perdere ogni cosa per le sue im-

prudenze Lodovico
ciati,

e
il

lascivie

si

alle
i

con
cro-

un legato ordinando restituir Bologna, e che deponesse o l'arcivescovato o il dominio temporale; ma Giovanni 11 vestito pontilcalmente,
nel
lo,

Bavaro, sconfisse

duomo

alla

presenza del popopastorale


in

spieg

tirannico dominio.

moslrossi

col

una

64

M
e la spada

L
dicendo
della

MIL
Chiesa
e
degli
ecclesiastici.
dall';

mano
al

nell'altra,

P uno coW aldal Papa, cit tra. Ci saputosi recarsi in Avignone, il Visconti a e l'arcivescovo promise di comparire. Narra il Corio, seguito da alda altri ligettato , che vi tri e mand innanzi il suo segretario ad
legalo:

diftudero

Venne finalmente abbattuto


sercito

che

gli

mosse contro,

co

mandato
Savoia.
figlio

da Amedeo

VI
nel

conte d'
il
it

Galeazzo
zio

II

successe

Gian Galeazzo
cacci lo

iSyB,

quale

Bernab

nel

castello di

Trezzo a morir di cre-

apparecchiar

le

cose

necessarie per

dodicimila cavalli e seimila pedoni;


saputosi da Clemente VI, ci che chiam il segretario, e rimandollo a Milano con dire al suo signore che sospendesse il viaggio. JN'el iSSa
l'arcivescovo fu assolto, e data Bo-

pacuore o di veleno nel i385: fu padre di trenta figli legittimi o naturali che sparsero in Italia, in

Germania
glie coi
ra, di

e in

oriente

la
le,

stirpe

de' Visconti; e

sue fiduchi d'Austria, di Baviecoi principi d'In-

maritando

Wurtemberg,

logna

in

vicariato per dodici


di

anni
fio-

ghilterra, di Cipro e di

Gonzaga,
1

le

coll'annuo censo
rini,

dodicimila

loro doti gli costarono pi di

due

e subito centomila,
il

come

rife-

milioni di fiorini d'oro.


se

milanesi

Fantoni nella Storia d'Avignone; aggiungendo il Novaes che il Papa rinnov in lui l'investitura di Milano. Morto nel i354 Giovanni II, Matteo II, Bernab e Galeazzo li
risce

ne rallegrarono di veder estinto Bernab e giurarono obbedire al nuovo signore, che tenendo ventuna citt soggette, allest il diadema
,

per coronarsi re d'Italia,


ri

cui signoil

per mandarono

fallito

disegno.

suoi nipoti spartirono lo stato, serban-

Gian Galeazzo sped


dinale
e

in

Boemia suo
V, per

do Milano eGenova
mor
I

indivise, partegli

ambasciatore Pietro. Filargo, poi car-

giando per gl'imperatori. Matteo


nel

Papa

Alessandro

i356, ed

fratelli si distin-

ottenere dall' imperatore Venceslao


le

sero per crudelt, e

Urbano V nel 363 condann Bernab usurpatore


ed

insegne

e titolo di duca di
i

Mi-

lano, e lo consegu nel

SgS anco
sborso

di diverse terre della Chiesa, quale

pei successori,
di

dicesi

collo

eretico

empio
i

comprendendo
lui

nella sentenza

di

discendenti:

centomila scudi, dominando altre trentacinque citt. Gian- Maria che


gli

pi inlim

la

crociata

con

induldi
i

successe nel

i4o2, non
grandezza,
feroce
ai

profitt

genze

chiunque
al

contro

lui

della

paterna

che per
e insen-

pigliasse l'armi. Ritornato nel

364
lo

mostrarsi tiranno,
sato
:

Bernab
guari

suo

dovere, non and


di
il

si

abbandon

capitani di

malmenar

nuovo

slato della Chiesa,

perch Urba-

no

ricorse all'inqjeiatore
si

Carlo

ventura condottieri di truppe mercenarie e senza sentimenti di onore, onde occuparono alla Chiesa an-

IV, acci
frenarlo,

recasse in Italia a raf-

che Bologna.
e

J\on

paghi
di

del sac-

concedendo indulgenza a chi l'avesse seguito. Divenuto Papa Gregorio XI dichiar guerra a Bernab, e gli form altro proces,

cheggio, allettavano anche dominio,

Facino Cane impadronito di

uno

essi

erasi

.so

lo

cit

presentarsi alla san-

molte citt lombarde, anzi del governo di Milano stesso, tanto che, allorquando Gian

ta

5ede,

dichiarandolo

persecutore

Maria nel

i^\i

fu trucidato

ia

MIL
%. Goliardo, al fratello Filippo Malia non reslava che Pavia. Ma Fi-

MIL
Filippo
luglio
di

65

Maria Visconti, ultimo sua stirpe, mor d' apoplessia ai

sposando Beatrice da Tenda, rimasta vedova di Facino, n' ebbe in dote i vtisti
lippo, accorto e
spietato,

i5
ti

144?

>

senza prole legitdi

tima, e lasciando erede de'suoi sta-

Alfonso

re d' Aragona e

possedimenti di questo, poi la lece accusare per adultera e morire.


C-inoscendo
e
la

Napoli suo strettissimo amico. Ma milanesi che avevano elevato i


i

che

la

forza era

lutto,

Visconti al
tornati

comando,
,

si

credettero

forza stava

in

mano de'menal conte

liberi

ode

costituirono

tovati

duci

s'

appoggi

Vaiirca repubblica ambrosiana. Per pretendevano pure a questo paese

Carniiignola prode condottiero, e a

Francesco Sforza pi
lui,

foilunato di

l'imperatore Federico
do, e

IH come

feu-

figlio

del celebre

Muzio Alten(rai-

dolo di Colignola, della qual


glia

Carlo duca d'Orleans come discendente per linea materna dai


Visconti
,

parlammo nel voi. XXII, 299 e 3oo del Dizionario ed


IS'el

p.
al-

gli

ultimi
al di

per Valentina sorella dedue duchi; aspirando al-

trove.

concilio

di

Costanza eb-

tres

be fine il lungo scisma, e l'eletto Martino V recandosi nel i4i8 in Italia, da Pavia si diresse a Milano, dove giunse a' 12 ottobre, splendidamente trattalo dal duca Filippo ;
16 ottobre inaugur l'ara massima del duomo, ed ai 17 parti per
a'

duca
la

dominio del ducato Luigi Savoia nipote di Filippo,


si

repubblica di Venezia, e principretese

palmente
Sforza

come

marito

da Fiancesco di Bianca, e

siccome adottato per figlio dal defunto, e sostenne le sue ragioni con forte esercito. Per la pace d'Italia

Brescia.

fu
di

successore Eugenio IV 11 grandemente tribolato dal duca Milano con insidie e lunghe

s'interpose

coi

pretendenti

Ni-

col

V,
il

nell'anno
cardinal

i448 nomin

guerre

che
:

a' loro

luoghi

descri-

vemmo
gn
di
il

inoltre

Filippo
di

parteggi

pel conciliabolo di Basilea, ed ago-

dominio
elesse

Roma

il

conci-

Giovanni MoriFrancesco alfum Milano, e ridotti all'estremo i milanesi, mandarono a Vimercato a fare a lui la dedizione , ed ecco
legalo nense.

Intanto

liabolo

antipapa col

nome

la

dinastia
di

Sforza

sottentrata alla

V, Amedeo YlII duca di Savoia, vedovo di Maria figlia del duca Filippo. Pel duca guerregFelice

signoria
glio del di

Milano.
in

Egli

era

fi-

celebre

Muzio Altendolo

Colignola

Romagna
prese
il

prode

giarono nello
col Piccinino

slato

pontificio

Ni-

guerriero

che

cognome
servito

e Francesco Sforza, impadronendosi della Marca ed altri luoghi. Solo ne! 144^ Eugenio IV si pacific con Filippo, il quale

Sforza per la

violenza onde tutto

voleva a suo modo.

Avendo

sotto gli stendardi della Chiesa,

Gio-

vanni XXIII
Chiesa.

lo

nomin conte

di

Co-

diede

la

sua
allo
di

figlia

naturale Bianca

tignola e gonfaloniere della


Il

romana

in isposa

Sforza.
,

La

corle fe-

ce sfarzi
reali

lusso

s'

di

Francia
le

imparent coi di Germania,


si

risparmi

duca Francesco generoso i danni e l'onta della


militare,

sconfitta, fren la licenza

fiorirono

manifatture,
la

migliol'o

abbell con edifizi Milano, e favor


j

l'agricoltura,
si

ricchezza e
in

letterali

pulenza

accrebbe
XLV.

Milano.

gnificarlo.

che corrisposero col maFederico 111 portandosi

VOL.

66
R Roiiia
peratore,
nel
-vi

L
Nicol

MIL
da Costantinopoli,
in Milano furon d'eccitamento agli studi. Il duca Lodovico il Moro con 600,000 zec-

^52 a coronarsi imprese pure da

jiceverla a

corona longobardica, invece di Milano, per non essere

chini di
se la

rendita polca
di

dirsi

felice,

coslrello a riconoscere
3Vel

duca

lo Sforza,

i4^4 Nicol
i

all'Italia,

ottenne pace con trattato conchius in


fiorentini,
il

non gli avesse preparato il castigo. Divenuto nel 1498 re di Francia Lodovico
giustizia

Dio

Lodi, tra
Milano,i

duca
vi

di

veneziani

e poi

fece

conti, pretese
si

XII, come nipote di Valentina Visil ducato di Milano,


colleg coi

accedere
citt
alla

Alfonso
iiorle
al

V.
di

Le

quindici

veneziani

con Acostrinse

Francesco, nel

1466 passarono

degenere

figlio
i

lessandro VI, e nel alla fuga il Moro,


tentato di
II

i499
il

quale
il

avea
re

Galeazzo Maria , clie rifiutando materni consigli, disgust i signoi47^ '' assassinarono nel ri, che
nella chiesa
figlia

di

s.

Stefano
,

(la

sua

naturale

Caterina

maritata

Baimperatore de'turchi. Egli avea pur deposto l'allro nipote Francesco Sforza nato nel 1490, che poi mor nel i5i2. Lodovico XII
jazello

muovere contro

a Piiario, e di cui parlammo ad Imola e Forl sue signorie., fu nva di Cosimo I granduca di Toscana).

compens
figlio

il

Papa con dar


Borgia
Entrali
'"
i

suo
di

Cesare

il

ducato
francesi

Valenlinois.

a'6

In

quel

frangente

Bianca

ollobre

i499

Milano, Gian Gia-

seppe conservare il dominio al fanciullo Gian Galeazzo Sforza, e nell'anno seguente


Sisto

como

Trivulzio posto dal le a governatore di Milano, scontent i


ciltadini,
i

IV

spedi

in

quali

richiamarono

il

Milano legalo il cardinale de' ss. Nereo ed Achilleo, acci non accadessero
innovazioni.

]Moro, riporlalovi da gcnli tedesche


nel
diigli
1

La
,

vedova
figlio

5oo, Poco dopo abbandonato svi/zeri da lui iissoldati, a' o


1

del defunto,
il

Bona
dello

di

Savoia, prese
pel

aprile

francesi

per tradimento lo

governo

sialo

fecero piigioniero sotto


lo

Novara,

minorenne
il

del figlio. Bianca fu al-

lontanata, e

Lodovico Sforza dello per aver introdolli nel suo giardino di Vigevano, e poi a Milano, i gelsi) zio del fanciullo

condussero in Francia, ove mor iniseramenle a Loches nel i5o8.


al

Moro

(forse

Quanto,
tosi

cardinal

Ascanio Maria
,

Sforza, fratello del duca

inimica-

con Alessandro VI, fu contemfallo

Tisurp

la reggenza , quindi eccit Carlo Vili re di Francia alla conquista del regno d Napoli, a scendere in Italia. Allora acceler la morte del giovane duca nel i494. Lodovico gli succedette e nel ^c)5 assunse il ducato di Milano, investitone con diploma da Massimilia-

poraneamente
valta dai
to

prigione in Ri-

veneti,

preso a tradimen,

nelle

da Corrado Laudi e venuto mani del re di Francia, per


nella tornel

tre anni lo tenne chiuso

re di

Bonrges,
li

solo rilasciato
;

i5o3
di

pel conclave di Pio III

quin-

Giulio

viet

il

suo
I

ritorno,
ri-

no

re de'romani.
,

con edifizi Urbino, e

Adorn Milano favori Bramante da il gran Leonardo da


ini-

come avea promesso.


preso Milano,
vestitura nel
I
il

francesi

re ne ottenne l'in-

i5o5 da Massimiliano
II
si

Vinci dalla cui scuola uscirono


tuortali pittori,

con diploma.

Molti

greci

fuggili

Qual padre connine, Giulio

MIL
Cambray. I rilii dalla lega di francesi ne restarono tanto rammarimossero guerra, ma sedussero alcuni cardinali nazionali e spagnuoli. Questi osarono
cati

M
esso

L
Parigi,

67
Nell'arla

stampati

in

chivio

Valicano

rarissima

che non solo

gli

edizione, che fu fatta in quel

tem-

po
bate

in

pergamena, a
Subasiense
poi
di

spese dell'ab-

Zaccaria

Ferre-

convocare un conciliabolo a Pisa per deporre il Papa, indi passaro-

rio, protonotario

cente concilio

questo sedivescovo di Se-

no

a tenere

il

detestabile congres-

baste

e d

Guardia,

uomo

dot-

so in Milano,

ove
la

il

clero stiman-

tissimo e di gran credito nella corte

do contaminala
le
rii'onsi
'

citt

chiuse loro

romana.
Stabilitosi

porle de'templi,
a

Lione.
n.
gli

per cui trasfedice 11 Rinaldi

all'anno
soluzione
a'
1

i5ii,

4'>

^^^^

ta'^

ri-

scismatici

la

presero

2 novembre,

e giunsero in Mi-

dicembre; ed al n. 5o racconta che Giulio li scomunic senatori di Milano ed i maei


lano a'7
strati

delle citt di
i

Lombardia per
del re di Fran-

secondare
cia

voleri

nel riscuotere

inique

imposte,

in Lombardia il dominio francese, dur fino al i5i2, in cui dalle armi della quadruplice lega, promossa da Giulio 11, fu rimesso nel ducato di Milano Massimiliano Sforza figlio del defunto Moro, ricevendone l'investitura da Massimiliano I ed francesi colla giornata di Novara furono rincalzati olire le Alpi. Tuttavia il duca Massimiliano Sforza non potendo
; i

comprendendo in tal sentenza TriRipamonti nella Storia vulzio. 11 lib. della chiesa di Milano 4,
, 1

reggere

al

me, che
collegati

gli

peso delle enormi somconveniva pagare ai


lo

che

sostenevano in tro-

scrive,

che

il

cardinal Carvajal,
sediziosi,

ca-

po

de' cardinali

fu quivi
di

no, e pi alle possenti armate condotte nel i5j5 dal nuovo re di

eletto antipapa col


tino;

nome

ma
o
al

vi

equivoco
loro

Marndla
af-

Francia
io
tale

Francesco

I,

fu
il

obbligato

anno a
poi

cedergli

notizia,
fatto
lesarsi

tale

elezione
fra

rest

e
te

mori

nell'anno
di

dominio, i53o. Natra


il

occulta

senza

pa-

alcune gelosie

stato

pubblico, non

essendovi

alcuno scrittore contemporaneo che

ne parli, n facendosi menzione alcuna di ci nella palinodia di detto cardinale in tempo di Leonel concilio Lateranense ne {Vedi) da Giulio 11 opposto a questo conciliabolo. Gli altri cardinali furono Brissonet Borgia, Brie, Sanseverino, con altri riferiti dall' annalista Spendano con altre notizie all'anno i5ii, n. 11 e 16, anno i5i3, n. io. 11 Marini, Archialri t, I, p. 24^ > "^t che la

mossero questi a collegarsi contro di lui coU'imperatore Carlo V, il quale cominci ad


re e
affacciare pretensioni
sul

Leone X,

milanese,

accresciute poi pel suo

con Renata di di Francesco I furono

matrimonio Francia. Le truppa


sconfitte in

Lombardia dall' esercito papale e cesareo comandato dal cardinal le* gato Giulio de Medici, poi Clemente VII,
il

quale entr trionfante

iix

piima
tenuta

sessione del conciliabolo


in

fu

Milano a' 19 novembre i52i, cacciandone i francesi. In mezzo alle turbolenze di que' tempi vide Milano, ma per poco tempo ancora,

Milano
si

a'

gennaio
di

un

principe
il

della

famiglia
:

Sforza

i5i2, come

legge negli atti

reggerne

ducato

fu questi

Fraa-

68
Cesco

MIL
IF fratello di

M
di

IL
con
suo
testa-

meno
dagli

di

lui

Massimiliano, non infelice ed agitato ora

miglior fortuna,

amici

svizzeri

ed

altri,

ora
scac-

dai nemici, ora rimesso, ora


ciato dalla sua dominazione, di

buon

mento chiam alla successione del ducato di Milano Carlo V, prevedendo che diversamente sarebbe stato sempre la preda del pi potente
se

cuore

perspicace

senza forza di
del paese.
si

ingegno, ma rimediare all'agonia

per

che lo avesse invaso^ e fortal motivo non lasciollo ad

trov in

Nel i522 Francesco II Genova allorch vi giunil

il

alcuno di sua famiglia, come scrive Ratti, Della famiglia Sforza. Lo

se

Adriano VI,
inquieto

quale
sacco

si

mostr
alla

assai
citt.

pel

dato
della

scudo de' duchi Sforza era azzurro con una pantera avente un fiore
d'oro nelle branche.
lendolo detto
Sforza

Dopo
i

la

battaglia
si

Bi-

Da Muzio
il

At-

cocca

francesi

ritirarono dal-

passate di nuovo le iSaS tornarono ad assediare Milano; costretti ad abbanl'Italia,

ma

Alpi, nel

Grande, e da Antonia Saliinbeni, nacque Bosio Sforza sli[)ile de'conti di s. Fiora, che tuttora fiorisce nel duca d. Lorenzo,

donarlo,
gati

furono battuti
Abbiategrasso.
la

dai

colle-

erede delle fortune


Perelti,

prerogaec.

ad

Nell'anno

tive de' Conti,


(/^e/5?;)

Savelli

i52 4> '" cui

peste fece stragi in


I

signore di

Gemano ec.

[Vedi).

Francia un'armata, riconquist Milano, ma perduta la battaglia di Pavia, nel parco della Certosa venne fatto prigioniero e trasportalo a Madrid, e Francesco II ricuper Milano nel iSzS. Caduto questi in sospetto degli spagnuore di

Milano, Francesco

ritornato in Italia con

duca

Carlo V, come erede del defunto e delle ragioni di Alfonso V,


iNIilaiio

divenne duca di
nei cui

nel

i535,

sterminati

possessi,

come
questo

goccia d'acqua

nell'oceano,

ducato

perdette

ogni

importanza.
d.

Vi pose per governatore

Anto-

nio di Leyva, principe d'Ascoli spa-

li, e bloccato nel castello di Milano, ne cede loro il possesso nel seguente anno. Carlo V, mediante

gnuolo, che restandovi poco tempo,


fu succeduto

dal

cardinal

Marino
quella
legge
si

Caracciolo napoletano, e da
serie di

grossa contribuzione, investi Fran-

governatori
pag.

che

ducato di Milano, avendone ceduta ogni ragione su di esso il re Francesco I a Carlo V pel trattato diCambray nel 1529. Colla morte di Francesco II, ultimo duca nazionale, senza figli, n della prima moglie figlia di Cristiano II re di Danimarca, n della seconda sorella di Carlo V,
cesco
II

ne' diritti

del

nel

t.

I,

territorio.

87 di Milano e suo Girolamo Morone illustre


scaltro

milanese e conte di Lecco,


politico,

cerc scampare dalla rovi-

na gli Sforza e la patria, poi congiungere l'Italia in una lega che


era perita. Carlo
del
i''49>

ne salvasse l'indipendenza, ma essa V con bolla d'oro


stabil

l'ordine

di

sucdi-

fn'i

il

dominio

di sua famiglia nel

cessione di questo

ducato

nei

declinar di ottobre

i535,
i

la

quale

avea dato
ria alla

a Milano

summento-

vati duchi, l'imperatrice Bianca

Ma-

suo figlio Filippo II re di Spagna, al quale come feudo dell'impero l'uvea infeudalo il
scendenti di

Germania, Ippolita regina di Napoli, e Dona regina di Polonia. Francesco II, principe degno

luglio

1546, onde rest

lo stato

unito alla Spagna, con malcontento de'railanesi^ che chiamano de*

MIL
piorible la

MIL
la

6g

sua dominazione, per-

lunga e

fatale

guerra di successioaustriaci

ch
ili

il

goveinatoi'e civile e militare


in lotta col senato della
j

ne. In essa la

Francia pel duca d'Aiigli

sempre
le
1

gi Filippo V, e
schi

tede-

citt,

e noti sono gli arbitrii,

ca-

per l'arciduca
il

Carlo

disputai

pricci,

molti.

prepotenze ed avidit di re di Papi investendo


i

ronsi
cesi

paese.

Primieramente

franII

pel testamento di Carlo

nel

iSpagna delle due

Sicilie,

v'inseri-

vano
i

il

permesso
si

di

ritenere anche
JNel
1

la signoria del

milanese.

559
il

1700 occuparono Milano, ma nel 1706 il principe Eugenio di Savoia avendo battuto colle armate
imperiali
i

milanesi
sulla

rallegrarono nel vededi


s.

francesi
all'

sotto

Torino,

re

cattedra

Pietro
si

conquist
I
il

concittadino Pio iV, che

mostr
conces-

imperatore Giuseppe ducato di Milano, che unito a


di

benefico
se
il

colla

patria,
il

cui

quello

Mantova

form
il

il

posdi

privilegio che

collegio dei

sesso conosciuto

sotto

nome

giurec o dottori nobili fornirebbe a

Lombardia
rossi

austriaca, di cui dichiala capitale.

Home un uditore di rota ed un avvocato concistoriale, presentando una terna al Papa, il quale uno ne sceglieva, come riportano
il

Milano

Dopo molriconosciuta

te guerre
la

e lunga

desolazione, colfu

pace
il

d'Utrecht
signora del

l'Austria

milanese,

es-

Bernini,

Del tribunale della


ed
il

ro-

ta pag. 53,

Cartari,

Sylla-

Cons. p. i54 e iSj; e l'arcivescovo a Milano. Giuseppe

bum

adv.

s.

Jl

volle

proscrivere

quest'ultimo
l'arcive-

privilegio eleggendo fuori

duca di Milano l'imperatore Giuseppe I, indi Carlo VI suo fratello, venendo tal possesso confermalo dal trattato di Rastadt de' 6 marzo 1714 la^'^" cato a' 7 settembre da quello di
sendo,

primo

scovo nella persona di Filippo Visconti, lo che avendo penetrato il


collegio gi
lo

avea ascritto

tra

dottori.

Per

lo stesso principio,

du-

Poscia per la successione di Polonia, per nuove guerre, agli II dicembre 1783 entrarono i gallo-sardi, e Luigi in Milano
.

Baden

rante

fu nominato Caprara di Bologna, mentre a Bologna si mand l'Opizla

repubblica
il

arcivescovo

zoni di Milano.

La

carit splendi-

da e operosa
la del

del santo arcivescovo

e cardinale Carlo

Borromeo, e quel-

magnifico suo cugino succese imitatore cardinal Federico

sore

Borromeo, furono i soli conforti che nella dominazione ebbero i


milanesi nel tristo
Je stragi

re di Francia ne divenne duConchiusa dopo tre anni la pace, fu il ducato restituito a Car1736 lo VI, che lo ricuper nel colla pace di Vienna, tranne l'alto milanese cio il Monferrato, l'Alessandrino, la Lomellina, la Valsesia, Novara e Tortona che aumentarono i domini! del re di Sardegna,
ca.
stesi

XV

poi nel
nel

i743

sino al

Ticino.

loro stato,

che

delle pestilenze resero an-

cor pi terribile.

Successivamente furono duchi Milano i re di Spagna austriaci,


lippo

di

Fi-

IH

nel 1598, Filippo

IV

nel

162 1, e Carlo II nel i665, per la morte del quale nel 1700 ebbe luogo

1741 Carlo VI, gli era succeduta la figlia Maria Teresa, la quale acced all' ultima cessione per conservare il resto. Per altra guerra gallo-ispani occuparono Milano nel 1745 a' 16 dicembre, ma mentre l'infante di Spagna d. Fi' lippo ivi pensava a feste, gli soi

Morto

f
praggiunsero
austriache,

MIL
nel

MIL
le

1746

truppe

gitto creato

onde a stento fugg; fitrattato d' Aquisgrana nel 1748 consolid questo dominio
nalmente
il

e apri lungo alla casa d'Austria, periodo di pace. Maria Teresa moder la potenza de'governatori, die

prima console, alla testa della sua armata vinse aMarengo, ricuper la Lombardia, a'i giugno rientr in Milano, che venne proclamata di nuovo capitale della
risorta repubblica Cisalpina, la quale nel

congresso di Lione del 1802,

nuovo sistema alle magistrature, e nel 1780 gli successe il figlio Giseppe
II

presenza di Bonaparle divenuto primo console, prese il nome di


alla

gi correggente. Questi af-

repubblica

frett le

riforme,

limit

il

potere
molti
a'

clericale, abol

seminari
nel

corpi

religiosi, e

1784

i4

febbraio

concordato con Pio VI, perch ai duchi di Milano appartenesse la nomina dei
Tescovi e benefizi nella
austriaca: questo

conchiuse un

italiana, di che parlasi a Italia, insieme al concordato fatto con essa da Pio VII, ed all'erezione dell' Italia in regno con Milano per capitale e capoluogo del dipartimento d'Olona. In pi luo-

ghi

Lombardia
filosofo

principe

soppresse pure

il

senato

di

Milano,

rappresentanza nazionale, e riform li sistema giudiziario, istituendo li


polizia,
gli
11

fratello

successe nel

Leopoldo II che 1790 cass molte


alla
citt
i

innovazioni,
privilegi,

e restitu
lo

per

che

gli

eresse

un
Nel

busto

e coni

una
sul

medaglia.
trono

1792

mont

imperiale

Francesco II, che poi dopo la rinunzia d'imperatore romano prese il nome di Francesco I. Per la rivoluzione di Francia, i francesi condotti da Bonaparte, vinta la

battaglia

di

Lodi, entrarono
la

in Milano
a'

proclamando
1

libert

inaggio

796.

Da Milano

co-

democrazia, e nell'anno stesso si proclam ia repubblica Cisalpina, di che si

me

da centro

si

diffuse la

disse a Italia, dichiarandosene Mi-

lano capitale. Per nel 1799 dopo la battaglia di Verona, francesi furono costretti a ritirarsi, e con essi entrando le truppe cisalpine,
i

dicemmo come Bonaparte divenuto imperatore de' francesi, nel i8o5 s'incoron nel duomo re di Italia a' 26 mnggio, scegliendo a vicer Eugenio Beauharnuis suo figlio adottivo, il quale vi stabil la sua residenza. Il regno d' Italia si aument nel 1808, e formossi di ventiquattro dipartimenti. Procedendo nel i8i4 l'impero francese e la fortuna di Napoleone al suo termine, questo costretto ad abdicare le corone di Francia ed Italia, cede al principe Eugenio la sua rappresentanza, che invece parper Monaco (bench il senato ti del regno italico voleva doinandarlo alle potenze per re), mentre una rivoluzione trucid Piina ministro delle finanze. A' 28 aprile gli austriaci entrarono in Milano, che 181 5, all'erezione del regno nel Lombardo- Veneto, per decreto dell'imperatore d'Austria Francesco I, divenne la sede d'uno de' due governi in cui trovasi diviso
il

regno,

ed

a' 3
il

fece

dicembre l'imperatore vi suo solenne ingresso, nomi1

in

Milano

a'

26

aprile gli austriaci

nando per
tello
gli

vicer

nel

1818
Nel

il

fra-

tinitainente ai russi: quest'epoca fu

arciduca
il

Banieri.
figlio

i835
a'

chiamata
fit

restaurazione

austriaca,
dall'

successe

regnante impoI,
il

1800 Bonaparte reduce

E-

latore

Ferdinando

quale

MIL
settembre i838 venne coronato re nel duomo di Milano, con quella plendida pompa che descrivemmo iir articolo Coronazione de' re ; seguila dal magnifico banchetto narrato air articolo Convito. In occaione che gli scienziati italiani tennero in Milano nel i844 '^ 'oro sesta riunione, la citt di Milano Mioffri loro r opera intitolata lano e il suo ttrritoriof in due magnifici tomi ricchi di belle incisioni. Ne furono collaboratori dotti e chiarissimi Bartolomeo Catena, Giuseppe Sacchi, Giovanni Strambio, Giacomo Ambrosoli, Giuseppe
:

MIL
Vindiciae

71

de adv. s. Barnabae, doversi da questo cominciare la serie de' vescovi

di Milano. Gli suc1

cessero

nel
s.

s.

Caio

romano

i38 s. Calimero , nel 193 s. Mona, nel 282 s. Materno, nel 3o3 s. Mironel

97

Castriziano,

nel

cle o Mirocleto, al cui


la

tempo

fu data

pace alla Chiesa e fu nominato


di

primo arcivescovo
nero
in
I

JMilano.

seguilo

nel

3i5

s.

VenEu-

storgio

greco, la cui elezione deil

scrisse didiisamenle

Puccinelli nel

Zodiaco della chiesa milanese, eseguita in Milano mentre appunto


governatore, e conje in seguilo venisse approvata dall' impen' era

Balsamo
piglio
,

Crivelli,

Ambrogio Cam-

Litta-Biumi,

vanni
fu

Albino Parca , Pompeo Carlo Zardelti, GioLabus, Luigi Tatti, Achille


redazione generiusc
I,

ratore. Nel
nel
1

33 s. Prolaso Algisi, il 35 s. Dionigi Marliani quale dopo aver governata la chie1


,

Mauri, e Cesare Coutil, cui inoltre


incaricato della
dell'

sa

milanese
in

circa quattro
esilio

anni, fu

mandato
riana,
forse nel

dalla

fazione a-

rale

opera che
Nel
toni.

impor-

tantissima.
si

pag.

49

parla degli storici di Milano, ed pag. 369 e seg. si riporta la


fu

dove termin i suoi giorni 365. In questo frattempo accadde l'intrusione di Ausenzio,
vescovo
scovo
ariano,
il

bibliografia milanese. Nel

anno
tizie

pubblicato in
civili

medesimo Milano No^


:

da

Gregorio,

quale fallo vefalso vescovo

naluraii e
,

sulla

Lomdei va-

bardia
dott.
lenti
11

opera

pregevolissima
altri

Carlo Cattaneo e di
collaboratori.

di Alessandria, fu chiamato espressamente dall'imperatore Costanzo da Cappadocia in Milano, dove non era conosciuto, e venne introdotto
in

vangelo fu predicato ai milanesi, secondo la divulgatissima tradizione,

Ad
s.

chiesa a mano armata. Ausenzio od a meglio dire a Dionigi, nel 374 succedette s.

questa

dall'apostolo

s.

Barnaba,
nel-

Ambrogio
per
ta
la

prefetto

della

Liguria,

perci

venerato per fondatore

cui santit, dottrina e apo-

52 della chiesa di Milano, e primo suo vescovo, luttavolta l'impugnarono critici di chiara fama. Lal'anno
;Sciando nel grado di probabilit l'opi-

stoliche fatiche, talmente fu illustrala

chiesa di Milano, che da


il

es;

so prese

nome
non
d' allora

di

Ambrosiana
i

onde
rono.

fedeli

meno che
cos
la

ve-

nione

che s. Barnaba sia stato in Milano e vi abbia lasciato nell'unno 53 per primo vescovo s. Anatalone greco, o il santo qui lo mandasse da altrove, o qui personalmente lo costituisse vescovo, sembra dopo le
addotte
dal Sossi
nelle sue

scovi fin

chiama-

F.

s.

Ambrogio ad JVemus,
Ambrogio,
santo

ordine religioso, e
nache.

mo-

Di

questo

gran

parlamin

mo

alla

sua

biografia e

molti

prove

luoghi, e biografie

hanuo que' san-

7?
ti

MIL
vescovi riportali dal Butler.

MIL
Qui
rato dalle innovazioni clandestina-

solo

noteremo,
della

che

questo
latina
il

santo
intro-

mente

introdotte. Allorch
il

s.

Carlo

dottore
1'

chiesa

pubblic Federico

rituale,

e
il

il

cardinal

dusse nella sua chiesa


unfjziatura, 'secondo

canto neldella
vigilie, le

Borromeo
altri

messale nel

V uso

1609, ed

dipoi, dichiararono

chiesa orientale,

ordin

sempre
no

di voler

compose
liturgiche

inni, prefiizi, preci,

forme
alle

servare incorrotto

mantenere e conil rito ambrosiaOltrech parliadel rito


si

alquanto

conformi

e sue liturgie.
delle

mentre noto che le diverse costumanze nella Chiesa non offendono in verun modo la di ilei
greche,
unit,

mo

cose
ai

principali

ambrosiano

rispettivi articoli,

quando
11

la

fede

la

medeornalo,

pu vedere Ambrosiano bito, LiTURGiA, massime al della liturgia


di

sima.

rito

ambrosiano

ed accresciuto splendidamente con utili addizioni da s. Ambrogio, per cui ne prese il nome, non fu istituito da lui, ma deriva dai primordi della sua chiesa e della nascente cristianit, la quale avea forme religiose semplicissime, poi aumentate e rese pi. maeabbellito
stose
greci,

esso

ritti

ambrosiana, e IIito, Scrissero Andreucci, Hier. Eccl. De ambrosiano. Casola, Rationala


:

caeremoniarum

i499'

Manuale

dai

molti

vescovi,

massime
cospicui

per santit
s.

zelo

ambrosinnuni, 1490. Muratori, Antiq. meda aevi. diss. LVll. Mabillon, Mas. ital. t. I , observ. de ritu ambrosiano. Piusca, Rito ambrosiano, grandezze della chiesa milanese, 1641. Perego, La regola del canto fermo ambrosiano^ 1622.
Sellala,

che precedettero
sti

pertanto

gli

Ambrogio. Quediede maggior deIl

Misteri e sensi mistici del-

coro

ed incremento.

rito

della

chiesa ambrosiana fu praticato an-

cora fuori
e in

della diocesi

di Milano,
Il

chiese anche

lontane.

Du-

rando e il Pagi afl'ermano, che ai tempi di Carlo Magno 1' uffizio ambrosiano pi che il gregoriano p romano si osservava. Ancora nel
secolo

Tortona 1672. Sormareligionis ac litnrgiae medolanensis. Missale ambrosianum, 1548. Breviariuni ambrosianum, 1549. Psalterium ambrosianum, i556, Sacramentarium anila messa,
ni.

De

erta

brosianum. Rituale sacramcnloriint

ad
s.

usuni mediolanensis ecclcsine

XVI
il

la

chiesa di
uffizio

Capua ue gli stesl'u-

sava
si riti

medesimo
di

della chiesa di

Milano;

pure quella
antico
il

Bologna.

Fino
si

ab

rito

ambrosiano
fcsle,

Carolo institutum. Caeremoniale anibrosianum , '619. Offtciatura della settimana santa illustrata da cenni istorico-lilurgici, 1821. Parlando il Bernini, Istor. delle eresie^ del decreto universale fatto da s.

conservato nella sua integrit, tran-

Leone IX sopra
chierici,

la

continenza dei
lo

ne l'aumento

di

ed

alcune

aggiunge che
della

rinnov

accidentali modificazioni, portale dal-

nel sinodo di
ecclesiastici

Pavia, giacch molti

l'indole de' tempi

e dai

nuovi ac-

Lombardia erano
incontinenti, e

crescimenti
cazioni

tali

introdotte modifi-

allora

simoniaci ed
ecclesiani

richiesero allrettanle parti-

colari riforme.

Cos pure talora


di

si

sianam

ripristin la pratica

abbandonato^

ovvero

qualche rito venne depu-

ambroromanis legibus subjacere. E ci ebbe principio dall'antica divisione dell'Italia in dua


millantavano, non

debere

MIL
diocesi,

MIL
al

73
in

Urbicaria soggetta

Papa,

vere

l'ordinazione
il

Koma,
suoi

re-

Italica vescovo di Milano al {Fedi l voi. XXXV, p. 176, .77, 178 e 179 del Dizionario), e per

ed

stando

diritto

all'arcivescovo di
ai

Milano
di
il

di

chiamare
di

sino-

vescovo

Pavia,

incomin-

l'istessa

ragione molti sinodi

si

dis-

ciando
t,

sero
quali

di

RotDa, altri d' Italia, dai piovennero diversi riti, che


la

da ci la loro immunidopo la met del secolo IX. s. Onorato successero, nel 578
II,

tuttavia
differenti

chiesa di Milano ritiene


dalla

romana,

alla

di
si

cui

sede

s.

Ambrogio medesimo

mo-

str obbedientissimo,

ma

altrettanto
;

nel SgS Costanzo de per la cui consecrazione s. Gregorio I diede il consenso, non potendosi ci fare senza l'annuen-

Lorenzo

Cittadini

tenacissimo
ci egli
si

in conservarli

e per-

za

del
il

Papa,

come

tale

anno

trodurre

oppose a chi voleva innella sua chiesa le cericirca


s.
il

monie romane
Successori di

battesimo.

Ambrogio

furo-

no, nel 397


nel

s.

Simpliciano Soresini,

35 e 36. Nel 601 Diodato, nel 63o Asterio sepolto, in Genova come tre suoi jiredecessori, nel 64 Forte, nel 649 s. Giovanni Bono che ritorn
scrive

Rinaldi, n."

400
s.

4o8
niano

Venerio Oldrati, nel Marolo, nel 4^3 s. Marlis.

alla

antica

sede

Milano
nel

verso

il

6o,

dove moi'

655 o

6to.

Osio,

nel

Landriani, nel
cardi, nel

4^^ s. Glicerio 438 s. Lazzaro Bec,

^- Eusebio Pagani, Gerunzio Bescap nel 465 s. Benigno Bossi, nel 4?^ s. Senatore Seltala, nel 4?^ * "Teodoro de Medici, nel 490 s. Loren-

449

Fioriiono quindi, nel 660 s. Antonino Fontana, nel 661 s. Mauricillo, nel 667 s. Anipelio, nel 6'j'2 s. Mansuto Savelli, nel 681
Crespi,
s.

nel

462

s.

Benedetto
l,

nel

725 Teodoro

nel

74o 742
che

s.

Natale, nel 74' Arifiedo, nel Slabile, nel 745 Leto Marnel

zo

Litla,

nel

greco, nel
cheri, nel

5i2 s. Eustorgio II 5i8 s. Magno de Trin53o s. Dazio Agliati, il

cellino,

759 Tommaso

Grassi,

Belisario
certarsi

quale con alcuni privali si rec da generale greco, per consul

dicono il primo che pi'opriamente trovasi intitolalo arcivescovo. Nel 784 Pietro Olilrado
alcuni

modo

d' agevolar

la

Papa Adriano
con
s.

o Oldrati di Milano, segretario del I; and in Francia

cacciata de' goti e altri

barbari, onde Uraia stermin Milano. Indi furono vescovi, nel 552. Vitale de Cittadini, nel 556 Frontone scis.

Leone

III

ed

ottenne dal-

l'imperatore Carlo Magno, nel qua-

avea rinnovato 1' imle tal Papa pero d'occidente, molli privilegi per
la chiesa milanese combatt l'arianesimo con tanto zelo che l'imperatore soleva chiamarlo il martello ilegli ariani, e mor neir8oi o neir8o3.
:

matico, nel
li,

566
s.

nel

568

Ausano Crivels. Onorato Casliglioni.


Milano,
s.

All'epoca dell'imminente venula dei

longobardi

in

Onorato
a

che
clero,

n' era

arcivescovo

rlirossi

Gli
s.

successero Odelperto,
Biglia,

nell'SiS

Genova

colla

dove

maggior parte dimoiarono fino

del
a
s.

Giovanni Bono, nel quale intervallo di tempo si dice che i vescovi di Pavia si tolsero alla podest del
pielropolitano

i)eir8i8 s. Buono Casliglioni, neir 822 Angilberto I, neir834 Angilberto II Puslerla che ottenne dall' imperatore Lodovico I Pio la conferma di tutti i

Anselmo

milanese,

con

vice-

privilegi

accordati

alla

chiesa

di

74

MIL
re
il

MIL
della chiesa loro,
i

Milano da Carlo Magno, e mori neirSGo. Fu allora eletto Todone, neir868 Ansperto Gonfalonieri, nel1*882 Anselmo II Capra, nell'SgS Landolfo Grassi, nell' 899 Andrea da Carcano, nel 906 Aicone 01drati,

ijuali,

come pupreten-

patriarca d' Aquileia,


sinodi
il

devano ne'
do
1

luogo pi onoII,

revole. Perci

Clemente

al

mopag.

dello

nel

volume
,

XV,
ordin

70

del Dizionario

che

nel

918 Gariberto
92
r

di

Be-

1'

arcivescovo di

Ravenna

ne' conci-

6ana, nel

Lamperlo,

nel

98
nel-

lii

abbia

il

lato dritto del

Papa, e
il

liduino francese, nel


Colla.

986

Arderico

se quello
sinistro,

l'

occuper l'imperatore,
si

Morto questo arcivescovo

come

legge

ancora nel

l'ollobre 948, gli fu per consenso di Berengario marchese d' Ivrea, gi


fallo arbitro dell'Italia, sostituito

Rinaldi. Sotto

Ma-

nasse,
di

prima arcivescovo di Arles, poi Verona e di Mantova, gran fautotal

l' arcivescovo Guidone ebbero principio le opposizioni de' ss. Arialdo ed Erembaldo che fecero alla simonia ed alla incontinenza che avevano preso piede

re di

principe; alcuni del

clero

nella

chiesa
i

milanese,

perch

ab

e del popolo aderenti alla corte lo accettarono, ma la maggior parte


del clero

antico

preti

pigliavano
abilitati

moglie,

pretendendo esserne
concessione di
la
s.

da una
al-

e del popolo di JMilano,

Ambrogio; ma
l'

die voleva giusta l'antico costume

disciplina ecclesiastica allora tro-

un

prelato milanese, elesse

il

prete

va vasi conveniente
libato [Fedi),

esigere

il

Ce-

Adelmano Menelozio, quindi nacque scisma nella chiesa milanese,


termin coir elezione di Valperto de Medici nel 9'ji3, avendo due competitori o di buona voglia o per forza ceduto r arcivescovato. Valperto
e
i

massime per evitare


i i

che

dur cinque

anni,

che divenissero ereditari benefizi e le cure, e che gradi ecclesiastici non si dassero per nascita, com'era avvenuto de' civili e militari,

ma

solo per merito.

Accusalo Guisiifatli dis-

done che avesse parte a


ordini,
nia,

assistette

al

concilio

di

Ravenna

principalmente
pericolo
il

della simo-

nel

967

ArnoKb,

e mori nel 969. Nel nel 974 Golofredo,


nel

970
nel

dopo
il

varie vicende, a prevedi

nire

essere

deposto,

979 Landolfo da Carcano,


Arnolfo da Arsago.

998

prese

partito di rinunziare sponall'

taneamente
nel

arcivescovato,
e
il

ri-

Eletto nel
l'iberto

ioi5 o

da Canili, assistette anno al concilio di Roma sollo Benedetto Vili, e mori nel io4'>, venendo sotto di lui istituito

1018 Enel me-

mandando r
il

anello

bastone

pastorale all'imperatore Enrico III,

desimo

quale secondo

vestiture

ecclesiastiche

l'abuso delle In[Fedi) sul

fatto gli sostitu

4'

ordine degli umiliali. Suo succesfu


s.

stiglione, ordinario

Golofredo da Casuddiacono della


segretario
il

sore

Guidone o
li

Velale, a lempo del quale

Vidone da il Papa
nel

chiesa
stesso

milanese e

dello

Guidone;

ma

popolo non

Clemente

celebrando
contro
la
i

1047
i

volle riceverlo,

ed Erembiddo cbe

un

concilio

simoniaci

sostenuto dal Pontefice


si

romano

gi

quali

agitavano
di

Chiesa, insorse
fra
di
gli

occupava

a procurare
di

una ca-

grave controversia
scovi

arciveri-

nonica
si

elezione

arcivescovo, vi

Milano e
alla

Ravenna

guardo

dignit e

premincn/>a

oppose di modo e armata mano, che per molli anni lo costriu-

MIL
te

MIL
e

7S
onnina-

andare errando
requie.

ne' luoghi forti

che

escludere

volevasi

dell'arcivescovato,

senza
i

lasciargli

mai

Secondo
Guidone;

cataloghi
il il

de* vescovi milanesi lo di santo a

dammo ma
colori,

tito-

Berlo

mente ; ma il partito contrario che seguace di cesare stava per l* investitura, e voleva ricevere l'arcivescovo dal principe, mosse tal sedizione, che
il

nini

citalo

lo

chiama

Guido,
lo

cardinal

legato e

lo

dipinge
tanto
simi

con

cattivi

dice

stesso Attone, a stento salvarono la


vita
;

sostenitore de' nicolaiti e


infesti

siuoniaci,

e quesl' ulticno
il

prese

1'

espe-

alla diocesi

che pochissenza
vescovi
altri

diente di ascendere

pulpito nella
arcivesco-

erano

quelli

ordinuti

vicina chiesa maggiore, e rinunzia-

prezzo.

Pretese

con

re nello stesso giorno

all'

che il Papa dovesse essere lomhardo acci compassionasse la loro fragilit, e hench fosse eletto tale
il

vato;

cos

per alcun

tempo

si

vuole che
ro.

A Itone
vi

e Gotofredo renelle case lo-

stassero quali privati

milanese Alessandro

II,

l'arcive-

Poco per
;

scovo
si

continu a
alla

perseguitare chi

quilli

dimorarono tranGotofredo protetto da Enottenne


di essere

opponeva

simonia

ed alla
narra
n.
il

rico

IV

consa-

incontinenza.

ltrellanlo

crato
ra
in

dai suliruganei

presso Nova-

Rinaldi
seg., e

all'anno
nel

1066,

16 e

principio

del

1073, e conti-

1067, n. i, dice che Alessandro II per rimediare a tanti dislurhi, sped\ inutilmente a Milano per legali i cardinali Mainardo vescovo, e Giovanni prete. Inoltre Alessandro li conferm heni
i

nu a

tentar

tutto per uiettersi in

possesso della sua sede

sostenuto

ed Attone ; Gregorio VII, si port a Roma, ove il Papa radunato un concilio nel gennaio 1074, condann Golofrcdo col suo clero,

da

s.

le

giurisdizioni

dell'

arcivescovo di

e dichiar nulla
tone,

la

rinunzia

di At-

Milano, e furono tanti che ne mostrano la possanza, dipendendo da moltissime chiese, monasteri, lui
pievi in
diocesi
,

come
tutto
in

estorta

per

violenza.

Con
vuto
rio

ci Attone n fu riceMilano, n consacrato in


s.

commenda

poste

in

altre

arcivescovo, anzi avendo

Gregofine

ed alcune con giiuisdizio,

ne
lo

giuspatronato
e
il

fra

le
il

quali
castelec.

VII nuto in
febbraio

in

un secondo
verso

sinodo tela

Roma

del

Monza

suo distretto,
di

d'Angera, quel

Brescia ec.

Mor intanto Guidone nell' agosto 107 1, ed allora KremhaUlo cun maggior premura tratt dell'elezione di un nuovo arcivescovo. Coll'intervento
in
fatti,

1075, fra le altre cose dichiarato, che non fosse pi lecito ai sovrani il dare le investiture dei vescovati e delle abbazie, n ai nobili

daie simiglianli investiture agli


scelti

ecclesiastici

ad

ufllziare
si

le

ed

alla

pre-

chiese di loro giuspalronalo,


cese di

riac-

di

senza del cardinal Bernardo legato Alessandro II, radunati gli ecclesiastici

modo

la

civile alle

discordia

in

Milano, che venuti

mani aper-

laici,

gli

abbati

tamente quei che stavano a favore


delle investiture col partito contrario,

monaci,
clero

ed

anche
e

non pochi
popolo,

del
nel

forense
fu

del

Erembaldo
ermi
i

stesso

vi

fu

ucciso colle
tal

1072

eletto

Attone,
al

non cueletto,

alla

mano. Dopo un

fatto

randosi dell'abusiva investitura che

milanesi, senza tener alcun conto


di

dava r imperatore

nuovo

De

Gotofredo, u di Attone,

ri*

76
volsero
il

M
nuovo

L
all'
.

MIL
eiezione di
flotta
li,

pensiero

di

Genova per Costantinopo-

un
ad

arcivescovo

Nominati

pertanlo quattro soggetti, spedirono

dove mor nel settembre iioi. Grossolano gi vicario generale ,


part
,

Enrico IV
e
i

un'ambasceria per
del

lascialo dall'arcivescovo

chiedergli

un vescovo, a nome
del

quando
cessore

fu

Anselmo IV nominato sucdi

clero

popolo

giacch

ostante

decreti

e le

non scomuniche
il

nel

principio

settem-

bre
le

1102;
s.

ma

pontificie,

ricevere volevano
dall'

nuoil

opposizioni

poco dopo prov del prete Liprando

vo

arcivescovo

imperatore,

di

quale
cilio

nomin
s.

Tedaldo.

Ci

non

nia,

Paolo, che lo accus di simosostenne la sua accusa col


il

approv
co

Gregorio VII, e nel condel 1079 lo scomuui' e depose, anco per non essersi

giudizio del fuoco, secondo

costu-

romano
a

me
ma,

di

que'tempi.

Ritiratosi a

Ro-

nel

concilio del

iio5

fu di-

portato
i

Roma.
col

Riconciliatisi
il

poi

chiarato innocente
sede.

e restituito alla

milanesi
fu

Papa,

partito di

Ma

Tedaldo
obbligato

abbandonato,

ed

egli

dosi
tito

per buona in
di
il

ritirarsi

ne' forti dell'ar-

non tenenMilano, il parLiprando imped a Grossotal

sentenza

civescovato, onde mor in quello di

lano

possesso della chiesa

e dei

mensa, bench tentasse Pier Damiani, e s. Gregorio VII 'riuscirvi colla forza. Nell'anno i i 1 ridussero la metropoli milanese in part per Gerusalemme, ed allomaggior soggezione al Papa, aboli- ra in Milano riveduta la sua caurono le tasse simoniache che gli sa fu giudicato non doversi tenearcivescovi esigevano per le ordinare per arcivescovo. Indi nel genzioni, e li costrinsero a giurare somnaio Il 12 gli fu sostituito Giormissione alla santa Sede. Inoltre dano da Clivio, ci che approv Gregorio VII ridusse il clero Pasquale II. Gli successe nel s. 120 milanese al celibato, ed il voto poOlrico o Oldrico, gi vicedomino polare vener sugli altari quelli della chiesa milanese, e per sua eh' eransi opposti alla simonia ed morte nel 1126 fu nominato Anal concubinato. selmo V Pusterla, che fu scomuniNel 1086 fu arcivescovo An- cato e deposto da Onorio II per selmo III da Ro, il quale tenne aver coronato in Monza Corrado l'arcivescovato fino a'4 dicembre HI. Insorto nel i 3o l'antipapa logS: due giorni dopo vi fu sosti- Anacleto II contro Innocenzo II tuito Arnolfo III di porla Orientale. successore di Onorio II, Anselnel

Arona

io85.

Alessandro

li,

s.

beni della

Ambedue
nolfo III
scovi di
se.

questi arcivescovi ebbero

l'investitura
fu

dal

principe;

ed Ararcive-

l'ultimo degli
vi
si

Milano che
Bovisio,

sottopo-

Nel
di

1097 succedette

Anselmo

tenacemente ader allo scisn vi si distacc neppure quando per opera di s. Bernardo i milanesi abbandonato l'antipapa obbedirono a Innocenzo II. Pertan-

mo

ma,

IV da
sa

prevosto dalla chie-

to nel concilio provinciale del

33

Lorenzo: and nella Siria con un'armata di crociati per la conquista di Terra Santa ; ritorn
s.

Anselmo
approv

fu

deposto
e

e
,

scaccialo
ci

dal popolo
il

dal clero
nel

che
di

Papa
s.

concilio

alla sua

chiesa sul finire del

1098,
colla

Pisa, Ricus

parli di

nuovo

nel

11

Bernardo d'essere arcivescovo, ed in vece Robaldo vo-

MIL
covo d'Alba restato dopo
lio
il

MIL
conci1

77

a Milano ad esercitar le funzioepiscopali, fu


eletto

ni

nel

ii35

e govern sino al termine del i ^5. Nel 1146 divenne arcivescovo OLerto da Pirovano, che per {scansare
s
j

cenzo III nel novembre 1 2 3 elesse arcivescovo Enrico Settala, nobile e virtuoso cittadino d Milano, che govern con grandissimo
zelo

anche

in

mezzo

alle civili

tur-

le

persecuzioni di

Federico
ili

I,

bolenze insorte a quel tempo. Avea creduto assicurar la pace a

rifugi presso Alessandro

con

Milano

colla

elezione

di

quattro

GalJino Valvassi Sala arcidiacono questi nel di sua patria Milano ;


s.

podest a ninno
il

de'partiti
i

conten-

denti sospetti, presso

quali fosse

1.166
bardia.

fu creato

cardinale
di

e arci-

comando

del governo d Milano,

vescovo, non
arcivescovi

Noteremo

che legato che


,

Lomgli

tornato poco tempo prima


sere repubblicano,
in

tutti

ad esconseguenza

cardinali,

hanno
,

bio-

della pace d

Costanza.

Ma

la

cosa

grafa nel Dizionario. Contribu alla


edificazione d* Alessandria
di

and ben
la

altrimenti,

giacche deli-

e pieno

beratosi l'arcivescovo a
crociata
di

mentre predicava nella sua chiesa contro i manichei o catari, mor'i nel 1176. Gli successe Algiso da Pirovano, e dopo di lui Uberto Crivelli cardinale nel 11 85, che a' 25 novembre fu eletto Papa col
zelo

dinghetto

partire per Gerusalemlne, ArMarcellino mosse il po-

polo a

tal

sedizione contro

nobdi,

cacci fuori della citt cogli agenti dello stesso arcivescovo , il


li

che

quale non tard

recarsi

a Milano;
faci-

nome
mor
no,

di

Urbano
19

IH

[Fedi).

See

ma
le,

il

ripararvi
la

non

fu cosi
civile

guit a
a'

ritenere la

sua chiesa,
11

perch

ottobre

87.

Allora

fino

venne sostituito
eh'

Milano da

Carda,

che
rio

dur al 12 25, n venne composta coir interposizione d Gregodiscordia


nel

ebbe per successori nel Oberto U da Terzago cardinale; nel II 96 Filippo da Lampugnano (al quale Innocenzo 111 nel 1198 concesse di promovere agli

IX.

1195

Mori Enrico
sostituito

1280, e
di

gli

fu

Guglielmo
sino
al

Rizolio, che

govern

1241.

Ma

fatto

ordini sacri quelli che avessero

ri:

cevuto qualche
tutti
li

ordine dal
dal
1

Papa

ha

ricevuti

regnante

Leone da Perego, si riaccese pi che mai la discordia civile, e si ripigliarono le armi si dalla parte del popolo, che da
arcivescovo
quella
de'nobili.

84t il suo Pio IX nel dicembre cameriere segreto partecipante e

Fu

in

questa oc-

segretario
fu di

d' ambasciata,

come

lo

Gregorio

XVI,

monsignor

Edoardo Borromeo nobile milanese,


ticolarit

con quelle singolari e distnte parche celebr nel numero 8 del Diario di Roma del 847, con bellissimo articolo, il nobilissimo e degno concittadino conte Ce1

Torre o Toniani, gi dalla Valsassina venuto ad abitare in Milano, s dichiar difensore del primo. Fra i nobili figuravano i Visconti, gi molto distinti; nel 252 per le
della
1

casione che

Pagano

dissensioni

tra

giunsero
della

al

popolo ed nobili punto, che questi ultiil

mi coH'arcivescovo
ri

e cogli

ordina-

sare d

Castelbarco);

nel

1206

il

cardinal
il

cardinal

Uberto Pirovano; nel 121 Gherardo Sessio. Inno-

ciati

metropolitana furono cacdalla citt ed occupali loro


i

benefizi.

Parve

in

seguito

che

le

.7

M L
1

MIL
ma
la

cose pigliassero accomodarnenlo,


nel

gosto
la

17.57

torn

ad

infierire

Leone co'suoi aderenli dovette ritirarsi a Legnano: ivi trattossi ancora delcivile discordia, e l'arcivescovo
la

aver governalo gran prudenza e mirabile saggezza. Gli successe a' 21 ottobre Ruffino da Frisselo, il qua1

295, dopo
con

citt

le

non
al

visse

che pochi
luglio

mesi, cio

pace, e

si

arriv a segnare

un

fino

compromesso di tutte le differenze Papa Alessandro IV, di cui l'arcivescovo non vide il risultalo,
nel

1296 ; onde Bonifacio Vili nomin arcivescovo Francesco da Parma, che morto
21
nel
I

8,

il

capitolo elesse Cassone

perch nell'ottobre dello slesso anno mor. Kel ii5S l'esito del comproniesso fu la suddetta pace
di

o Gastone Torriani canonico ordinario della metropolitana e decano chiesa d'Aquileia. Di lui indella
gelositosi

due

Ambrogio, abbracciala dalle Le nuove discordie e turbolenze furono tali che non si pot tentare prima del 19.60: voti andarono divisi in modo, che
s.

Guido

della

Torre signo-

fazioni.

re di

IMdano, suo parente, l'imprigion incorrendo nella scomunica. coron Uscito dal carcere, nel i 3
i

alcuni

volevano
della

arcivescovo

Rai-

mondo

Torre nipote di Marlino e arciprete di Monza, ed altri Francesco Sellala, ordinario della metropolitana. Erano gi scorsi quasi

Enrico VII qual re di Lombardia. Avendo poi Giovanni XXII trai3i7 al pasferito Cassone nel
triarcato d'Aquileia,
il

capitolo pro-

cedette all'elezione di

Visconti, terzogenito

mente

cinque anni senza che concordefosse stala vdliniala la prov-

signore

della

citt,

Giovanni II Matteo I continuando in


di

questo
eli

modo

nel
di

ricuperato diritto

vista al vacante arcivescovato,

quan-

elezione;

che

non

facendo
l'elezione

do il Pontefice Urbano IV per mezzo del cardinal Ottaviano Ubaldini suo legato
trasti
,

alcun caso Giovanni XXII, e sicco-

me

avea a

s riservata

a finire

con-

dell'arcivescovo di Milano, nel traslatare


il

nomin arcivescovo Ottone


nobile famigliare,

Visconti gi suo

a succederlo

Cassone avea nominato Aicardo da Intifr.


di l' opposizione che se non sosten-

a'22 luglio 1262.


lanesi di

JVegarono

midei

mano minore conventuale. Questa


elezione

accettarlo per arcivescovo,


le

incontr
I,

e tante furono
partiti,

opposizioni

dello Matteo

che n lo stesso Urbano IV, n Clen)ente IV, n Gregorio riuscirono a superarle anche col mezzo delle censure, venendo fatto

ne
sci

la

nomina

del capitolo,

non

la-

Baimondo
de' nobili
,

patriarca

d'

Aquileia

che Aicaido si recasse a Milano. Quindi la di.scordia tra il Papa e il Visconti divent assai rissentita, durante la quale Giovanni

Allora Ottone, gi unito al partito


deliber

XXII eman
breve
di
le chiese

nell'agosto
riserva

1822
di

il

ottenere
;

colla

generale

tutte

forza

colle

armi

ci

che non
dei

patriarcali, arcivescovili

e di

avea
pi

potuto
blandi:

conseguire con mezzi


vincitore
infatti

vescovili, del

patriarcato d'Aquileia
di

delle

provincie

Milano
I

con celebre battaglia, entr in Milano nel seguente giorno, e n' ebbe il dominio spirituale
e temporale.

Torriani

Ravenna, ec. Matteo nel giugno mentre


riconciliazione, che

era

morto
la

tratlavasi

solo ebbe luodi

Mor Ottone

li

a-

go

nel

1329

sotto la signoria

m
Azzotie.
fr.

MIL
Allora Giovanni li abbanpa,

MIL
non ottenne
li

79
rocaisi alla

donato il partito dell'antipapa Nicol V, che era stato eletto da Lodovico ilEavaro, fu da Giovanni XXII
fatto vescovo di iNovara, e

chiesa che
to nel

sua 8 ottobre 1376. Morsettembre i4o'> ^ dopo


di

quasi

siccome
ottenu-

Aicardo non avea mai


gli

un anno Bonifacio IX traslaNovara fr. Pietro Filargio che nel i4o5 Innocenzo VII cit
t da

to di recarsi a Milano,

die l'am-

cardinale,

ritenendo
eletto

l'arcivesco-

i332 con l'annua pensione di i5oo fiorini. Poscia Benedetto XII riconciministrazione
della sede nel
liati

vato nel

concilio di

Pisa a'

gno 1409 venne


sandro V,
il

quale nel

26 giuPapa Ales14^9 stesso


Francesco

interamente colla Chiesa


concesso a
fr.

Vis-

conti, fu
carsi

Aicardo reil

nomin arcivescovo da Creppa minore


suo vicario generale.
rio

fr.

osservante, gi

a IMilano, ove fece

suo inniori ai

gresso a'4 luglio

i33c), e
il

Per GregoXII allora vivente, tenendo per


il

12 agosto. Allora
politano per
la

capitolo metro-

illegittimo

concilio di

Pisa,

men-

seconda volta eles-

tre l'antipapa

Benedetto Xlll prose-

se Giovanni li Visconti, ma Benedetto XII non ne fece alcun caso, n si ridusse mai a confermarne
la

caso della nomina

guiva nello scisma, non fece alcun di Francesco, e

nomina, e Giovanni

11

seguit a
stalo

nomin alla vacante chiesa nel 1409 Giovanni 111 Visconti figlio
di

diportarsi

come
,

non

fosse

Vercellino.

Intanto Francesco o

nominato

e la cosa

dur

fino al
al-

fosse
la

1342

in cui

Clemente VI, senza

cuna considerazione alla precedente nomina, di sua autorit a'6 agosto


lo

ni

di vivere o per potenza del competitore Giovan/\.i 1, 111, rinunzi a'23 febbraio

che cessasse

ed ebbe

dichiar

arcivescovo di

IMilano.

Capra, Questi

Con
pa
la
si

questa
serie

elezione fatta dal

Pa-

cominci

senza inlen'uzione

tembre
niva
nio
al

degli arcivescovi

nominati
esclusiva-

dal

Ponlefice, fino a quella di Fidel

anni di

lippo Visconti

1784

IV

Bartolomeo vescovo di Cremonagi mor in Basilea a' 3o set1433, mentre col interveconcilio, e dopo quasi due sede vacante, fu da Eugenominato arcivescovo Franin

successore

mente, come accennan>mo di sopra. Nel 354 mori Giovanni 11, e


1

cesco Picoolpasso

de'Latnbertini di

gli

successero Roberto Visconti, nel i36i Guglielmo il Pusterla, nel 'i'j a' 18 luglio Simone Brussani o Borsa no, fatto da Gregorio XI che lo di!<pens dall' obbligo della residenza, e vennero nominati due
vicari

Bologna, gi vescovo di Pavia , e mor nel giugno i443j onde Eugenio IV


a'

24

agosto

gli

sostitu

generali,

indi

nel

i'ij5 lo

cre cardinale; nella quale occasio-

ne avendo rinunziata la sede, gli venne sostituito a'26 maggio 1376 Antonio de' marchesi di Saluzzo,
gi vescovo di Savona,
le differenze
ti
il

Enrico Rampini lortonese, che nel 1446 cre cardinale. Per sua morte nel i45o gli successe Giovanni quale avea depoil III Visconti, sto nel concilio di Costanza la dignit avuta da Gregorio XII, conducendo cos vita privala, nomina-

quale per

da Nicol V per interposizione Francesco Sforza, gi divenuto signore di Milano. Morto nel i453,
to
di

che Bernab Visconsignore di Milano avea col Fa-

Nicol

gli

surrog

Nicola
di

AmiPia-

dano cremonese, gi vescovo

8o
cenza,

M L
I

MIL
vivere

che

cess di

pochi

delle sue

preclare
il

virt; Io Tole*

avendo rinuiiziuto Timoteo Maffei, gU succedelte i'v, Gabriele Sforza fiatelio del duca
mesi dopo,

ed

va consecrare
ci

cardinal de Medi-

mente
gli

che fu poi Leone XI, Vili volle far lui


di
s.

ma
l

Clefun-

Francesco, dotto agostiniano, prelato


distinto

zione nella chiesa

per virt, e govern santaal

Angeli, titolare

Maria dedel cardmale:


dotto
pasto-

i4^7- I"d' fu arcivescovo Carlo Nardini da Forl; nel 1461 Stefano Nardini forlivese
di
lui

mente sino

questo pio, zelante e


re moi

settembre i63i. Gli successero, nel i632 Cesare IMonli,


nel

nipote e

nel
'1

i473

cardi-

creato

Ciudinale

nel
,

i633;

nel

nale;

nel

i4^4

cardinale

Gio-

i652 Alfonso
le

Litta

fatto cardina-

vanni Arcimboldi,e per sua rinunzia Guido Antonio Arcimnel 14B8


boldi;
nel
boldi. Nello stesso

nel

Il

Visconti,

1666; nel 1681 Federico cinque mesi dopo, il


cardinale;

i497 Ottaviano Arcimanno Alessandro


il

primo
nel

selteml)re, creato

i6()3
al

Federico

IH

Caccia, e-

VI

fece

arcivescovo
1

ferrarese
in otto-

levato
nel

cardinalato

nel

1695

cardinal Ippolito
bre, che con
Io

d'Este

1699
sei

Giuseppe
mesi,
a'

Archinto,

indulto di
al

Leone
Ippolito

X
II

passati

i4

novem-

rinunzi

nipote
creato

bre fu insignito della dignit cardinalizia.

d'Este ferrarese,
nel i538,
di
il

cardinale

quale pure con patto

Clemente XI
arcivescovo
di

nel

17 12 nomin

ne fece rinunzia nel i55o a Gio. Angelo Arcimboldo,


regresso

Milano

Benedetto

luba
XII

Odescalchi, e nel
nel

1718 car-

cui

succedette
gi

nel

i555

Filippo
lio-

dinale; per sua rinunzia Clemente

Archinto,
tna e
cro,

governatore di
di

vescovo
nel

morto

Borgo s. Sepoli558. Quindi Pio

IV, creato cardinale il nipote s. Carlo Borromeo a'3 i gennaio i56o,


nel
della

1737 gli surrog Gaetano 1739 crealo cardinale; Benedetto XIV nel 743 elesse a' i5 luglio arcivescovo GiuSliimpa, nel
1

seppe Pozzobonelli,
la chiesa de'ss.

lo

consacr nele Cario,

febbraio

Io

fece

arcivescovo
e
fu

Ambrogio

ed

comune
illustri,

patria,

uno
e
il

a'9 settembre lo cre cardinale: egli

de' pili

pi

benemeriti

pi grandi prelati

della Chiesa,

perch oltre
molti

sua biografa, in celebriamo la sua santit, incomparabile zelo e magnaalla

articoli

nime
lui

azioni.

Non

solo

abbiamo

di

govern sino alla morte avvenuta nel 1783. Questo fu l'ultimo arcivescovo nominalo dai sommi Pontefici, poich r imperatore Giuseppe II con editto de' 9 maggio 1782 ordin che non si ammettessero
per
zioni

medaglie divozionali e monumentali; ma lo Scilla, Delle monete pontificie ^, 371, riporta quelgalo.

r avvenire
le

nella

Lombardia
e
le

austriaca
di

provviste

colla-

qualsivoglia
fino a quel

benefizio ec*

da s. Carlo come leNell'anno i584 a' 27 novembre gli successe Gaspare Visconti, e mor nel iSgS; laonde Clemente Vili gli sostitu il cardinal Federico I Borromeo, degno cugino di s. Cario, ed imitutoie
le

coniate

clesiastico,

tempo
vigore

fatte

dalla santa

Sede
;

in

delle

riserve di cancelleria, di

qualunque

sorla fossero
tedrali,
i

e che le chiese cat-

come Milano, Mantova, ed


vescovati
dello stato
d' allora

quattro

di
ia

Milano,

dipendevano

MIL
poi dalla
regia

MIL
la

81

nomina e presen-

tazione sovrana, ci che fu poi regolalo col concordato con Pio VI.

prudenza e con esemplare telo, quando invitalo ad intervenire alla generale dieta in Lione, composta
dai

Quindi vacala la sede, la nomina nuovo arcivescovo fu differita ad alcuni mesi, nel corso de' quali portatosi Giuseppe II a Roma, col
del

rappresentanti

singoli

corpi
della

de' cisalpini, per

una riforma
tal citt,

repubblica, portossi a
colpito di apoplessia

cess
a'

Papa

concili

la

provvista

della

visamente di vivere

dove improv3o dicembre


vicario

Milano; e recatosi in seguito in Roma anche il nominato Filippo Visconti di Massino diochiesa di
cesi

i8or.

Il

capitolo

nomin
del

capitolare

quello

defunto,

Bonaparte

qual

presidente
italiana,
il

della

di

Novara, fu questi
preconizzato

a'

i5

giu-

nuova repubblica
all'arcivescovato
battista

gno

1784

in conci-

cardinal

nomin Giam-

storo arcivescovo di Milano

VI, previo

il

consueto

da Pio esame co-

a
il

Intere di Pio

Caprara bolognese, legato VII a Parigi, che

rani Pontifice. Nel 27 dello stesso mese fu consacrato nella chiesa dei ss. Ambrogio e Carlo, condecoralo
indi
col pallio.

de'

Governando
milanese,
i

il

Vis-

Papa preconizz nel concistoro 24 maggio 1802. Perla coronazione seguita in Milano di Napoleone a' 26 maggio i8o5, il cardinale
s

conti la chiesa

francesi

rec

alla sua

sede; indi
il

nome

della repubblica

s'impa-

ritorn a

Parigi,
fu

onde

regime

dronirono della Lombardia, indi proclamarono la repubblica Cisalpina.

dell' arcidiocesi

dato a monsi-

Fra

le

innumerabili
quella
de'

leggi

pubblicate a

regolamento del nuofu

gnor Bianchi in qualit di vicario^ giugno e mori il cardinale a' 2 18 IO in Parigi: di lui oltre alla
biografia, a cagione di sua rappre-

vo stato, vi
nerale

i5

set-

tembre 1798, che disponeva


de' vescovati,

in ge-

sentanza, ne trattammo in pi luo-

indipendente-

mente del
qui ridire
dai

tutto dalla podest e dai

canoni della Chiesa.


gli

Lungo sarebbe
ai

oltraggi die la reli-

gione ricevette in
stri

un

suoi minisi

repubblicani;
di

giunse a

trattare la

soppressione d'ogni corecclesiastici

vacante fu nominato monsignor Carlo Sozzi. Balzato finalmente Napoleone dal trono, l'imperatore Francesco I provvide alla vedovanza di questa chiesa, nominando monsignor Carlo Gaetano conte di Gaisruk) nato ai
ghi.

In sede

vicario

porazione
colari,

come

capitoli,

ec.

anco sepoich
ordine
:

cesi di

7 agosto 1769, in Clangenfurt dioGurck, gi da Pio VII fatto

r intera abolizione
s'

d' ogni

regolare gi tenevasi per eseguita

a'20 luglio 1801 vescovo in partibus di Dervas, e sufTraganeo e vicario generale del vescovo di Passavia.
11

impedirono
i

le

processioni,
religiosi
si

si

scio-

glievano

voti
gli

si

pro-

Papa

lo

preconizz

arcivescovo

teggevano

apostati;

permise

nel concistoro de' iG

marzo

1818,

che

il

Papa
i

be, cos

scherno della plecardinali, in un pubblico


fosse

ed a'26 luglio
colto

si

rec Milano ac-

con giubilo universale. Leone


a'

ballo datosi sul


il

teatro;

si

esigette
illecito

XII

27

settembre

1824
la

'o

cre

giuramento,
1'

dichiarato

cardinale prete, e per


te portatosi al conclave,

sua mor-

dalla santa

to

Sede. Governava intanarcivescovo Visconti con tutta


VOI,.

l' eletto Pia Vili nel concistoro de' 18 maj^giof

XIV.

8a iSag
gli
s.

M IL
g'

MIL
descritta nella serie cronologica di
tutti

impose
in

il

cappello cardide' 2
la
1

nalizio, e

quello

detto

gli
s.

arcivescovi,

cominciando
il

confer

per titolo
della

chiesa di
alle con-

da

Barnaba fino a Filippo Visi83o.


Ivi
si

Marco,

annoverandolo

conti,

ricorda

pri-

gregazioni
scovi

concistoriale, ve-

vilegio che

ha

1'

arcivescovo di Mii

e regolari,

residenza de' ve-

lano

d'incoronare

re d'Italia,

scovi e

immunit.

Ritorn in Ro-

per r elezione di Gregoi'io XVI e di Pio IX, ma il secondo lo tro-

ma

quale soltanto cede al Papa. Paladini, Della elezione degli arcivescovi di Milano, 1834. Ripamonti,

no

v gi eletto. Restituitosi in Milamor d'anni 77 a' 19 novembre 1846; personaggio di rare


qualit, zelante
s onorata
siderio.

Historiarwn ecclesiae
sis,

mediolanen-

161

7.

L' arcivescovo di

Milano
slessi
,

ebbe
dei

pastore^

lasci di

molti

vescovi

suffragane!, tre
essi

memoria

e perenne de-

quali divennero
politani,

metroaltri

Fu

eletto vicario

generale
della

cio

Genova
si

Torino e

capitolare

l'arcidiacono

me-

Vercelli, altri

separarono,

monsignor Giuseppe Rusca, che annunzi la perdita dell'arcivescovo con quell'elogio che si legge nel numero 97 del Diario di Roma, mentre nel numero 102 riportata la descrizione de' solenni funerali, in cui pronunzi dignitoso elogio monsignor Rignarai catropolitana

tornarono ad incorporarsi. Al presente sono otto i vescovi sulfraganei di Milano Pavia, Brescia
:

Mantova, Bergamo, Cremona, Como, Lodi e Crema, la quale ultiappartenente gi alla metropoli Bologna, ed a questa milanese la sottopose Gregorio XVI nel i835.
di

ma

nonico
il

della

metropolitana,
sepolto

indi

Fedi Eustachio da
sertatio

s.

Uboldo, Dis-

cardinale fu
s.

innanzi la
in

de

metropoli mediolanensi,

cappella di

Agata quasi

mez-

zo

augusto tempio metropolitano. Della pubblicata sua necrologia fa cenno il voi. IV, pag. 285
all'

Del 1 699. Giambattista Castiglioni, jns metropolitico della chiesa di Milano. Gio. Rinaldo Carli, Del diritto

ecclesiastico metropolitico d' 1-

degli

Annali

delle scienze religiose,

talia e particolarmente

di

Milano

serie seconda.

Nel concistoro de'

e d' Aquileia,

giugno 1847 l'*'o ^^ trasfer a quemonsignor Bartolomeo dei conti Romilli di Bergamo, fatto n^l 1846 da Gregorio XVI vescovo di Cremona. Per gli arcivescovi di Milano si possono consultare. Ughelli, Italia sacra t. IV, p. i e seg. Sororigine apostolica della mani,
sta sede

antiquo jure lanens'is in episcopuni


Negli

1786. Muratori, Z>t; metropolitae medioticinensem.


t.

necdot.

I,

p.

221.
Il

La
alla

cattedrale dedicata a

Dio ed

Nativit di Maria Vergine.


tolo fu

capi-

sommamente
gli

distinto

con oCledella

nori,

titoli

e privilegi prelatizi;

mente XI
,

concesse

l'

uso

chiesa

milanese e del

rito

della

stessa t 17^4- Basilicapetri , Suc' cessores s. Barnahae apostoli in ecclesia

mediolanensi

1628.

Sassi,

capo mitra di cui va ornato il anche nell' annua processione del Corpus Domini fuori del tempio, solo tenendosi discoperti quelli che

Archiepiscoponini mediolanensium :
series

adempiono

sacri

uHici

sotto

il

hislorica-cronologica,

i'j55.

baldacchino, a

dilTerenza dell' arci-

Villa, Fasti dellfi

cJUeta milanese

vescovo che fuori del tempio pi'occ*

MIL
de mitrato. Anlicamenfe ebbe
cardinali
insigniti
i i

M
suoi
oltre
al

83
le

celebrante

ostie

ed

il

titolo di

cui

andarono

vino;
alla

ma

anche

la

rimembranza
si

canonici
d'Italia,

delle pi cospiil

della limosina

pecuniaria sostituita
conser-

cue citt
riporta
divisi

ed

Minatori ne
del

primitiva obblazione
in

un documento
in
preti.,

io3cx),

qualche

modo

nella chiesa

diaconi e suddia-

metropolitana,

poich ancora nelle


del Signore
clero

coni,

venendo

anche appellali or-

domeniche
si

e solennit

dinarii sanctae mediolanaisis ceciesiae, e costituivano il collegio dei

pratica dal
Il

un'oOferta in

denaro.
agosto

tempo

delle sospese fun-

primari canonici.
politano,
ritiene
zioni de'tre

Il

capitolo metro-

zioni del capitolo

tuttora le distinclero che

ordini presbiterale, diaIl

dur sino al i5 i8o5, epoca in cui il carduial Caprara ottenne la restituzione de' due
cio:
selle
capitoli,

conale e suddiaccnale.
tropolitana,

risiedeva quotidianamente nella

me-

dignit

quale ora sta, (quattro dice


primiceil

prima

dell'abolizione

l'ultima proposizione concistoriale),


l'arciprete, l'arcidiacono,
l'io,
il
il

179B, era composto come segue: cinque dignit, cio l'arcidel


prete,
il il

prevo.sto,

il

teologo,

pe-

r arcidiacono,

il

primicerio,
Visconti, ed
il

nitenziere

ed

il

dottore

prebendadia-

prevosto di

nomina

to

otto
,

canonici
canonici

ordinari sacerordinari

decano
il

tre personali, cio

teoil

doti

otto
tre

logo,

penitenziere rnaggiore ed
dieci

coni, coni,

canonici ordinari suddia-

dottore prebendato;
ordinari
sacerdoti;

canonici
canonici

un

maestro
del
lettori,
i

delle

cerimonie,

dieci

un maestro
tari
ci
,

coro,
sei

quattro no-

ordinari di prebenda
altri

suddiaconale,

otto

mazzeconi-

dicono
;

dieci

diaconi e cinque

suddiaconi
vasi

questo chiamavasi capiil

la

due cappellani delfamigHa Vimercati. Nel 1810 vi


compresi
il

tolo maggiore,
il

seguente noraina:

fu aggiunto

vice-maestro

delle

capitolo

delle

sacre

un maestro cerimonie; due sottominore


ordinarioli
;

cerimonie, e nel
di

1821 altro canoil

nicato sacerdotale ordinario sotto


titolo
s.

maestri; un maestro del coro; quattro

Tommaso,
se

eretto

notari detti
lettori
;

cin-

Costanzo
nell'anno

Gallarati

Scolti,

da d. mentre

que
ri

maggiori, e dieci lettodicci

i836
della

ne aggiunse altro
arciprete,

minori

mazzeconici o
di

ma-

diaconale
Il

famiglia Vittadini.
del capitolo, cinque

ceconici, magistri

scholanmi , com-

parroco

monsignor

presi

due

cappellani

nomina

prima dignit
so
il

Vimercati; quattro penitenzieri, oltre


il

coadiutori, sei penitenzieri

compre,

gi

nominalo canonico ordinario;


maggiore,
della

maggiore, due

sacristi

un
di

vi-

un un
tori

sacrista della sacrestia

ce-sacrista,
Io,

un

sacrista

dello scuros.

altro

minore
;

un

sotto-

o
le

sotterranea
ostiari,

cappella

sacrista

minore
la

ventiqiialtro can-

Carlo, selle

nove

chierici

per

musica,

dodici ostiari,

per

messe,
il

dieci

cantori

nove chierici per le messe; finalmente dieci vecchioni e dieci vecchione, formanti la cos detta scuola di
s.

preso

maestro di cappella,
portieri.

comdue

organisti, dieci vecchioni, dieci vec-

chione, e due

Ambrogio, e due
di
s.

portieri.

La

scuola

Ambrogio

nelle

messe solenni

della

metropolitana

Milano era abbondantissima di comunit religiose, e ancora al tempo della rivoluzione ne contava 82 di

84
religiosi e

MIL
12 di reIigioe. Al presente Milano di religiosi vi sono bci

MIL
Concila di
Il

Milano.

in

nefratelli

ed

barnabiti; in
nel cantone

MonTicino

za
i

barnabiti;

cappuccini.
le

Religiose

in Milano,
le

sono

salesiane,

agostiniane,
le

fatcbene-sorelle,
carit; al
le

figlie

della

344 '" Verbo pei gli eusebiani per non vi cattolici vollero condannare 1' empia opinione di Ario. Reg. e Labb t. II.
favore della dignit del
:

primo

fu

tenuto nel

Varese agostiniane; a Claro nel cantone


sacro
di
le

Monte

Il

secondo concilio nel 346: l'im-

Ticino
chie in

benedettine.

La
le

diocesi

peratore Costanzo essendo in Milano vi fece venire s. Atanasio. I vescovi cattolici

ripartita in sei

regioni;

parroc-

Milano e nei sono 36, comprese le


nali, la

corpi santi
sette stazios.

vere
dagli

il

nuovo

ricusarono sottoscriformolario mandato

orientali, e

dichiararono che

cattedrale

cio,

Stefano

s. Nazaro grande, s. LoAmbrogio, s. Vittore al corpo e s. Simpliciano. Fu Gregorio XIII che ad istanza di s. Carlo concesse alle prime sette chiese di

maggiore,
renzo,
s.

bastava quello di Nicea. Gli ultimi non poterono otteneie la condaima


degli ariani.
11

terzo nel 347>

Sozomeno lib. III. numeroso perd' Italia,

ch radunato
e da quella
sacio

da questa provincia contro Urvescovi


ariani,
i

Milano

le

indulgenze e prerogative
chiese di

e Valente
si

delle sette principali

Ro-

quali
no,
sa,

ritrattarono e riconciliaro-

ma.

Il

Villa scrisse;

Le

sette chie-

almeno
tre

se di

Milano

ossia

basiliche sta-

in apparenza, colla Chieabbracciando la fede Nicena, che

zionali,
diocesi

1627. Le parrocchie della sono 725, di cui 678 in


e

dopo
di

anni
vi fu

ritrattarono.

Fozio
t.

Sirmio
t.

deposto, lieg.
t.

MI;
la-

Lombardia,
parrocchie
si

52

negli stati esteri,

Labb
11

II;

Arduino

I.

che colle suddette 36 formano 761 in tutto, o 766 come


legge nella citala proposizione. Agli

quarto nel 355, chiamato


falso

trocinio e

conciliabolo

Vi

articoli

Abciconfraternita
s.

di

s.

Ame

intervennero moltissimi vescovi tanto d'oriente che d'occidente, e ven-

brogio e di

Cablo

de' milanesi,

nero
dir la

esiliati

quelli

che per non tral'

Chiesa de'ss. Ambrogio e Carlo delS ia NAZIONE LOMBARDA AL CoRSO potr vedere quanto riguarda quel uno sodalizio e il sonluoso tempio
, ,

fede

e abbracciar

eresia

ariana non

vollero sottoscrivere la
s.

condanna

di

Atanasio. Alla do-

manda
berio,

de' legati del

Papa

s.

Li-

de' pi belli di

Roma.

J3ella

cap-

pella papale per la


lo,

festa di s.
si

Car-

in cui

il

Pontefice

reca col

che si condannasse Ario, Costanzo imperatore sostenne che la dottrina d' Ario era cattolica, con
queir assolutismo
ne del
popolo.
la

treno nobile, e prima in cavalcata, e. della importante sua origine, se

proprio del suo

carattere, a fronte della

ne

tratta

nel voi.

IX,

p.

92

del

commozioTemendosi che si
ove
di

Dizionario. Ogni arcivescovo tas-

sollevasse,

terza sezione fu cele-

325o, ascendendo le rendite a circa i4)000 scudi. Amsato in fiorini

brata in palazzo,
sili

Costanzo

ela

que' vescovi che non fecero

pia i'arcidiocesi.

sua volont, cio

Atanasio e

condannare s. comunicare cogli euses.

biani, fra'quuli

Dionigi vescovo

MIL
di

MIL
vescovi

85

Milano;
e

gli

altri

per

L' undecimo
invasioni

nell'

879
che

o
le

880
sue

sorpresa
puniti
Il

violenza

sottoscrissero,

per scomunicarvi Aliene per


sacrileghe,

e molli se
.

ne pentirono
t.

e furono

disprez-

Labb

JI.

zando
in

la

censura

il

concilio l'acIvi.

quinto

nel

38o

favore di

cus
Il

al

sommo

Pontefice.
nel

una vergine calunniala,


Indica.
11

chiamala
t. I.

duodecimo

1009,

presie-

Baluzio;
nel

Arduino

sesto

3go,

fu

tenuto se-

condo la pi comune opinione a motivo d' Itacio e di alcuni altri vescovi che aveano procuralo presso l'imperatore Massimo la morte
de' prisciilanisti, la qual cosa aveali
resi

Arnoldo arcivescovo di Milano, che vi depose Olderico, che Enrico V avea posto nella sede d' Asti cacciandone il vescovo. Ivi.
Il

duto da

decimoterzo nel
e de' monaci.

1098 per
Ivi.

la

riforma del clero, di


intrusi,
Il

alcuni vescovi

odiosissimi. Giovinano

monaco
vi
,

milanese,

nuovo

eresiarca,
fautori

fu

decimoquarlo nel 11 17. Pagi


decimoquinlo
nel
11 35,

condannato
nit

co' suoi

che

a tale anno.
fu collocalo sulla

sostenevano errori contro la vergidella


s.

Madonna,
Papa.
II.

riprovati gi

da

Siricio
t.

Reg.

t.

Ili

Labb

H
s.

settimo nel ^5i, convocalo da Eusebio vescovo della citt, ad


s.

ove Milano Robaldo, che con s. Bernardo aveva restituito all' obbedienza d' Innocenzo II milanesi. Mansi t. II.
Il

sede

di

11

decimosesto nel

1287, tenuto
arcivescovo

istanza di
scrisse
la

Leone

I, di

cui sotto-

a'

12

settembre
dai

dall'

con altri venti vescovi, diretta a Flaviano di Costantinopoli, sull'incarnazione del Verbo. I pontificii legati narrarono il brigandaggio d' Efeso, e quanto si gemeva in oriente, e portarono al
lettera

della citt Ottone, assistito


ti
i

da mol-

vescovi e

deputali di tutti

capitoli della provincia.

Vi

si

or-

din l'osservanza delle costituzioni


pontificie e delle leggi
II

di

contro

gli

eretici

si

Federico aggiun-

Papa una
di slima

lettera del

concilio piena

e riverenza.

Reg.

t.

VII

sero sei articoli di disciplina ecclesiastica, vietandosi agli ecclesiastici


di

Labb
i

t. Ili; Arduino t. I. L'ottavo nel 679 o 680 contro monotelili, e vi si riconobbero

entrare ne' monasteri di donzelle,


ai

ed

religiosi

religiose di assi-

stere al

sotterramento

de' defunti.
t.

le

due volont e le due operazioReg. t. XVI ; ni in Ges Cristo Labb t. VI; Arduino t. III. Il nono neir 842. Ramperto ve.

Reg.

t.

XXVllI;
t.

Arduino

Labb VII. Nel i3ii

XI

sotto

r arcivescovo Cassone fu tenuto un


concilio sulla disciplina ecclesiastica,

scovo di Brescia vi fece approvare

ma
Il

forse in

Bergamo.

l'immunit del
fondalo de'
Il
ss.

monastero da lui Faustino e Giovila.


T.

Mansi, Sitppl.

t.

860 per volere Papa s. Nicol I, presieduto da Tadone arcivescovo di Milano, e "tenne scomunicata V adultera Endecimo
nell'

decimosettimo nel novembre 1291^ dall'arcivescovo Ottone e suoi suffraganei, per la liberazione della Palestina, perduta interamente

di

colla
;

battaglia
vi
si

d'

Acri

de'

i8

maggio
Il

fecero venlinove caIvi.

noni relativi alle crociate.


decituottavo
il

gpltrude moglie di Bosone. Ivi.

primo con-

86
cilio

MIL
provinciale
di
quelli

MIL
celebri
ec.

VI

si

trovarono undici vescovi,


coli'

che

tenne

l'arcivescovo

Borromeo,
portiamo.

che

per

s, Carlo l'importanza

e l'arcivescovo

autorit di viIvi.

sitatore generale
Il

apostolico.

de' suoi canoni,

in pii

luoghi

ri-

Lo tenne

coi suffragane!
\i

in settembre

i565, e

fu rice-

ventesimosecondo, provinciale V, fu tenuto nel 1579 ^^ * Carlo, che ne fece l'apertura, con tutti
gli

vuto il concilio di Trento, e vennero fatte molle costituzioni divise in tre parti; la prima riguarda la fede cattolica, la seconda i sacramenti tanto in generale quanto in
particolare, la terza
l'

stati

della

provincia
si

come
all'

nei
"'

precedenti.
ti

Vi

fecero regolamcnfede,

appartenenti alla

amalla

ministrazione
carit, alla

de' sacramenti;

cura, rimedi e precaudi

amministra-

zioni in

tempo

peite; al sacra-

zione de' luoghi


steri

pii, spedali,

mona-

mento
Il

dell'ordine, ec. Ivi.

vescovi vi fu

ec. Fra i Guido Ferrcri. S. Carlo quantunque assai giovane, vi presiedette, e si fece am-

di

monaci,
il

ebrei,

ventesimoterzo

provinciale

cardinal

VI, fu tenuto da s. Carlo nel i583 con nove vescovi, facendone l' apertura con discorso in cui esort
i
'

mirare

pel suo zelo ed eloquenza.


i

colleghi a

menar
Ivi.

vita

apostolica.
discipli-

Ne

diresse tutti
i

decreti,

raggi

vescovi

pi

ed incovecchi ad os;
.

Si fecero

3i capitoli sulla

na

ecclesiastica.
11

servarli.
t.

XV
Il

Reg. t. Arduino

XXXV
t.
;

Lahb
cede-

ventesiraoquarto

provinciale

X Ada

i5gg. decimonono, provinciale II, nell' aprile iSGg, tenuto da s. Carlo coi vescovi di sua provincia. Consiae Mediolanenss,
tiene tre parti
cattolica,

VII, fu tenuto nel 1612 dal cardinal Federico Borromeo arcivescovo.

Synodus VII prov.


FediMtzKS'io.

MILASA.

riguardanti

la

^ede

r amminisli'azione de'sagramenti, e le altre obl)ligazioni pastorali; il sacrificio della messa,


1'

Ebbe per pa(s.). dre Merwaldo, secondo figliuolo di Penda re de' meroiani. Entr nella
religione monastica, e fu eletta ba-

MILBURGA

dessa di

uffizio

divino,

il

culto della chie;


i

Shrop.

Il

Wenlocli nella contea di suo esempio e le sue solresero

sa e gli
diritti

della

pii, ec.

beni ed i ed i luoghi L'arcivescovo l'apri con


ecclesiastici

lecitudini

questo
le

luogo un
virt.

chiesa,

santuario di

tutte

Ella

nou era

distinta dalle altre sorelle

un
III,

discorso degno di
Il

lui. ivi.

che per un

ventesimo concilio, provinciale


s.

medesima
di

sommo dispregio di s ma quanto essa cercava


altrellanto

fu tenuto da
pel

Carlo nel i5'jZ


della

umiliarsi,

Iddio

la

in aprile,

ristabilimento

glorificava agli

occhi altrui. Pass

disciplina ecclesiastica, la santifica-

della presente vita in sulla fine del

zione delle
delle scuole

feste,

lo

stabilimento

della

dottrina cristia-

na, ec.
Il

Ivi.

ventesimoprimo , provinciale IV, fu tenuto da s. Carlo nel maggio 1576, sulla fede e altri punti

d dottrina,

sui

sacramenti, sui

vescovi e altri uiinistri della chiesa,

iioi si scoprirono le sue reliquie sotto le rovine dell'antica abbazia di Wenloch, venendo ivi edificato un monastero dicluniacensi. ti'iG maggiodello stesso anno se ne fece il trahlato, e furono operati molli n)iraeoli, giuMalincsbury e di sta Guglielmo
settimo secolo. Nel

MIL
Hai'psfield.
il

MIL

87

Questa santa onorala giorno 23 di febbraio, che si


slato

crede essere

quello delia sua


Sorella

che la B;de siavi stata predicata da s. Paolo apostolo; fu prima chiamata Lelegeisy Piiyasa, Anactora,
ed ora Palatsha. Ne furono vescovi s. Cesario che soffr il martirio con s. Tirso e co' suoi compagni
sotto l'imperatore

morte.

MILDREDA

(s.).

di

s.

Milburga, del sangue reale di Mereducata nell' abl)azia di cia, fu Chelles in Francia, ove vol a Dio
la sua
terra,

colo

Decio nel III seEusebio, Ambracio, Giacinto,

virginit. Tornata in Inghilvenne eletta badessa del mo-

Giorgio, Epifanio, ec. Oriens chrisl.


t.

I,

p.

917.
{Mlilen).
Citt

nastero di
isola
si

Minstrey,

nella

piccola

MILETO
residenza

con
della

Thanet. Settanta vergini recarono tosto a lei per essere


di

vescovile
nella

nel regno delle

due

Sicilie,

provincia

governate. Ella

riguardavasi e
le

come

Calabria Ulteriore

seconda,

capo-

l'ultima di tutte,
loro stato.
ligiose
s.

guidava col

proprio esempio alla perfezione del

Annover Ermengida
quale
Inghilterra.

Ira le sue re,

sua

zia,

il

culto della

era

celebre

un
fi-

tempo
nire

in

Mor

sul
le

del

settimo

secolo, e

sue

io33 monastero di s. Agostino a Cantorbery. Guglielmo di Malmesbury riferisce che erano custodite eoa molta venerazione, e che si fecero
al

reliquie furono trasportate nel

di cantone, distante una lega mezza da Monteleone, antica citt de'bruzi, Milelum. . bene fabbricata su alto monte, e tra i suoi migliori edifizi si noverano l' episcopio e la cattedrale. Ruggiero I Sicilia vi nacque nel 1097 , i-e di e suo padre il conte Ruggiero normanno, che 1' avea conquistata, vi fu sepolto nel i loi. Fu molto dan-

luogo

neggiata
stesso

a'

5 febbraio

1783

dallo

assai

miracoli per la loro virt.


a*

La

sua festa segnata

20 febbraio.
nella diocesi

terremoto che cagion tanti danni a Messina e alla Calabria. Dopo che Dario rovin la celebre
citt
leti

MILETO.
provincia
d' Asia,
dell' Asia

Sede vescovile della


Caria,

di Mileto
si

di

recarono
presso
il

[Vedi] d' Asia, i mifondare questa


porto
dell'antica
ciica otto miglia

una

delle pi antiche citta minore, e capitale della

citt,

citt di

Meda ma
Il

Jonia, eretta nel

secolo sotto la

metropoli di Stauropoli,

poi arci-

vescovato nel IX.


lele
cia,

Fu

patria di Ta-

uno

de' sette sapienti della

Gre-

e della famosa

di Pericle.
edilzi

Fu

Aspasia moglie ornata di superbi


le
:

conte Ruggiero norfond il cospicuo monastero della ss. Trinit e s. Michele arcangelo di monaci greci basiliani, ed resse il superbo edificio della cattedrale della Beata Vergine
distante.

manno

vi

e di templi, celebre pel suo


arti
il

di

s.

Nicola,

che
II,

dicesi

consa-

commercio, per

e le scien-

crata da Calisto
cattedrali di

cui un le
di

ze che vi fiorirono

gran nume-

Tauriana e

due Bivona

ro delle colonie inviate altrove da questa citt molto contribu a renderla illustre. Assai soffri per
te

o Vibona quasi dai saraceni alterrate. In ambedue i templi Ruggie

parla

ro
rio

vi

trasport le

de' re di

Lidia,

ed

greci

lo di

Proserpina.

colonne di quelAllorch Grego-

conquistarono al
sia.

loro arrivo in Aapostolici

XIII fond in

Roma
1

il

colle-

Dagli

atli

sembra

gio greco, vi UD nel

58 1

la detta

88
elebre abbaza
di

MIL
della
ss.

MIL
Trinit e
postolica,

Michele bano II avea


s.

arcangelo, che

Urpro-

senza la citt
della
ss.

ed onorando di sua preconsacr la chiesa


coli' assistenza

posto sotto

la

Trinit

del

tezione della chiesa

romana. In prole

vescovo. Rinaldo gli successe e ri?

gresso

di

tempo

fastidiose

liti

che turbavano la tranquillit del vescovo e del collegio intorno alla giurisdizione che ambedue preten-

devano
zia,

di esercitare sopra

l'

abbaunirla

indusse Clemente

XI ad
col

pila

meqsa

vescovile,

peso di

dovergli corrispondere l'annua pensione di scudi 2400, con bolla del primo agosto 17 17: di questa abbazia Natale Maria Cimaglia ne pubblic l'erudita istoria in Napoli nel

[i39 da Innocenzo II conferma de' privilegi della sua chiesa. Quindi nomineremo i vepi distinti , o meritevoli scovi di menzione. Anselmo ottenne da Alessandro III conferma alle immunit godute dalla sua chiesa, e intervenne al concilio di Laterano
port nel
la
III.

Pietro del

1200

famigliare di

1762. La detta pensione costitu la yera dqta del collegio greco fino al 1766. Allora
pat
fra
la
il

per

le

controversie
la

santa Sede e

corte

di Napoli,

vescovo
a

cess di pa-

garla, e

suppl
,

tal

mancanza

Clemente XIII

assegnando al collegio scudi i5oo annui sulla dataria apostolica, ed un tal sussidio gli fu conferm(tq da Pip VI nel

Innocenzo III. Per morte di Domenico una parte del capitolo elesse Arnoldo monaco, l'altra fra Deodato di Capua domenicano, il quale nel 1282 fu confermato da Martino IV. Saba eletto nel 1286 dal capitolo, venne approvalo da Onorio IV. Nel 1298 Andrea abbate cistcrciense di s. Stefano di Bosco, dotto e insigne per virt, prescelto da Bonifacio VIII a preferenza di Manfredo Cifono di Mileto,

ambedue

eletti

dai canonici.

?776.

La
.

sede

vescovile fu

eretta
vi

da
un

Gregorio VII nel 1073;


verso
il

di Andrea, gli sostitu Clemente V nel Manfredo suddetto canonico decano.

Tuttavolta alla

morte i3ii
e

quelle di Taiiriana e
^i)t

Fibona

{P^e-

In questa dignit
successe
il

nella sede gli

1086, suffraganee di Jleggio, come lo divenne Mileto,


santa Sede.
Il

concittadino

F'azaro, eletto

da

Goffredo Giovanni XXII


porla

poi dichiarata immediatamente sog-

pel

1328;

zelante della disciplina,

primo vescovo fu Arnolfo consecvato da s. Ciregovio VII nel 1073, ed ottenne dal suddetto Ruggiero conte di Sigetta alla
filia

fece alla cattedrale elegante

e la

campana maggiore. Nel 1396


Benedetto
Enrico,

l'antipapa
la

XllI confer

sede ad
nel

ma

Bonifacio

molti beni e diversi privilegi,


nel

JX

1077. Gli successe Gaufrido del i094> pel 099 Eberardo che da Pasquale II fu confermato in vescovo di Mileto, Tauriana e Vibona, e nei privilegi concessi da Ruggiero. Gau-

fnorepdo

lagni

1398 nomin Andrea d'Ai4o2 napoletano, indi nel

Hiosforo, indi
1

Corrado Caracciolo, creato cardinale da Innocenzo VII. Per aver seguito Alessandro V, Gregorio XII lo depose. Giovanni XXIII nel i4m
elesse Astorgiq

Agnensi,e

lo era al

frido del

II 19

fu

da

Calisto

II

concilio di Costanza in cui fu creato

dichiarato colla sede di Mileto m>

Martino

poi fu fallo cardinale

piediatamente soggetto

alla

Sede a-

^a Nicol V.

Antonio

Sorbilli di

MIL
o Monteleone, Eugenio IV nel 1435 lo elesse, che istitu il seminario nel i44o- Cesare CaeMileto
tani abbate
cistcrciense del
tini

M
renne surrogato
di

89
Maurizio Cen-

fr.

Ascoli

nipote del cardinale,

traslato

da Massa Lubrense, versanelle


il

i464;

tissimo

lettere;

interamente
1'

cui successe
tissimo.
il

Narciso

catalano dot-

perfezion
tare

seminario, orn
della
in altro

al-

Sisto

IV

nel

i48o nomin
che
sail

maggiore

cattedrale, e-

nipote

Giacomo

della Rovere,

resse di
lo di
s.

nuovo
il

luogo quella

eresse nella cattedrale


crario.

nuovo

Nicola, visit

diocesi

Nel

i5o4

traslato

a Sarno,

celebr
cesso

sinodo. Nel

1640

fu suc-

divenne vescovo Francesco Alidosio, che creato cardinale abdic nel i5o5. Giulio II gli sostitu il proprio nipote Francesco della Rovere di Savona, che trasferito a Camerino nel i5o8, nomin Andrea Valle creato cardinale da Leone

da Gregorio Ponziani nobile romano, dotto filippino, che Urbano Vili avea spedito in Inghilterra

per

affari

ecclesiastici,
si

ove
re-

per
se

le

sue virt e prudenza


la

celebre.

L' Ughelli e suoi contiserie de' ve-

nuatori terminano
scovi di
p.

X. Fece l'organo nella


incominci
il

cattedrale,
si

palazzo vescovile, e

sacra t. I, 942, con Diego Maurelli di CoMileto,


Italia

dimise con regresso nel


successe Quinzio

iSaS. Gli de Rustici romaepiscopio e collo-

senza del
vicini

1662,

Ottavio
r,

Paravie

milanese del 168

Dome-

no, che

comp
s.

1'

nico Antonio
di

c nella

cattedrale la statua mar-

de Bernardinis nobile Lecce, Iraslato nel 1696 da Ca-

morea
Innico

Nicola; indi nel i566


il

stellanela.

Le

annuali
i

Notizie

di

fu fatto amministratore

cardinal

Roma
Ercole

registrano
d'

seguenti.
de'

iSyS il suo Maria de Alessandri gli successe d' Urbino. Nel i585 M. Antonio Tufo napoletano, che
Avalos, e nel
Gio.
sicario

Aragona

lessano, arcivescovo di

lyaS duchi d'APirgi. 1734

Marcello Filomarino napoletano 1756 Giuseppe Maria Caraffa teatino di

pi altari edific

nella

cattedrale,

Nola, traslato da Trivento.

ove fece
lettili,

trono e don suppelcelebr il sinodo e perfezioil

Dopo lunga

sede vacante nel 1792

Enrico Capece

il

seminario.
Felice

Nel
Centini
diocesi,

1608

Gio.

Battista Leni, poi cardinale; gli sucpesse


fr.

indi cardi-

Minutolo filippino XII nel 1824 preconizz vescovo fr. Vincenzo Maria Armentano domenicano, di
napoletano. Leone

nale: visit la
clero,

riform

il

Normanno
sua morte

diocesi
il

di

Cassano. Per

celebr

il

sinodo, e

regal

regnante
1'

Pio IX nel

preziosi

ornamenti
e degli

alla cattedrale.

concistoro de' 12 aprile


die in successore

1847
di

gli

Di
fie.

lui
si

altri

cardinali ve-

odierno vescovo
Caquella metro-

possono vedere le biograsuo vicario gli fu sostituito nel 161 3, cio Virgilio Capponi con immensa fanobile ascolano fu acerrimo difentica govern,
scovi
Il
:

monsignor Filippo Mincione


pua, e
politana.

canonico di

La
sotto
la

cattedrale dedicata a Dio

r invocazione
Bari,

di

s.

Nicoe

sore dell'

immunit e delie calunnie appostegli, onde furono puniti gl'impostori, e rest onorevole mepoo^ia di sue virt. Nel i63i gli

di

vescovo;

moderno

bellissimo

tesimale,

con fonte batavendo il terremoto roedificio


le

vinata l'antica; tra

reliquie che v^

9
si
tji

M
s.

L
il

MIL
corpo tempi di PetiHano d Cirta donatista- Severo scrisse a s. Agostino nel 4o9- Olialo II del 420. Benenalo esiliato dal re Unsecolo
a'

.venerano,

nomineremo

IV

si

compone

Fortunato martire. Il capitolo di cinque dignit, la pri-

ma

delle quali

arcidincono,
la

la

quinta eh' l'arciprete ha


delle

cura

anime;
le

di

tredici

canonici,

comprese

prebende

del

teologo

e del penitenziere, di mansionari otto beneficiati


di
altri

cappellani corali, e

preti

chierici.
edifizio,

L' episco-

pio,

mediocre
in

alquanto
oltre
la

distante dalla

cattedrale,
vi altra

quale
iita,

citt

chiesa par-

rocchiale.

Vi pure una confraterluoghi


pii,

nerico nel 4^4- l^eslitulo intervenne nel 553 al concilio di Costantinopoli. Dopo il quale non si conoscono altri vescovi, sino a Giovanni del i4oo; Gerlato del i^iZ; Emrnanuele del 1672 ; Giacinto de Faldanna del 1675; Gio. Ignazio Blauhouschius del 1679; e Caio Aslerio Toppio del 1728. Morcelli, Africa christ. t. I, p. 228. Al pre-

diversi

l'ospedale

sente Milevi, Milevitan,

un

titolo

ed

il

seminario.

La

diocesi

am-

vescovile in partihus- che conferisce


il Papa, sotto r arcivescovato in partibus di Cartagine. Pio VII nel

pia e contenente

i3o luoghi. Ogni


tassato

nuovo
della

vescovo

ne' libri

camera
in

apostolica in fiorini

1801

lo

die
a'

ad Angelo Cesarini
3

393,
della

proporzione delle

rendite

consecralo
tedrale di

ottobre nella
dal suo cardinale

cat-

mensa, che ascendono a circa


ducati.

Frascati
il

gran
di

5ooo
roLi.

protettore

duca

MiLETOPOLI.
MILEVO,
la

Fedi Melito-

York:
nel

di

questo prelato

parlammo

voi.

XXVn,

p.

i55 del Di-

Milevum, Milevis. Sede vescovile d'Africa nella Numidia,


sotto
citt

zionario ed altrove. Gregorio


a'

XVI

metropoli di Cirta,

la

cui

fu celebre pei

due

concilii

che
nel-

i4 febbraio 1840 fece vescovo di Milevi monsignor Guglielmo Bernardo Collier della congregazione
anglo-benedettina, e vicario apostolico dell' isola

vi

si

tennero

ed

situata

la

parte

orientale della

Mauri lia-

Maurizio in Africa.

na Cesariense, presso la foce del fiume Ampsaga Oggid chiamasi Mela o Meelah. Ne furono ve.

Concila di Milevi.
Il

scovi

Polliano

che

intervenne al

concilio di

iato

I,
i

Cartagine nel a55; Olsanto che scrisse verso il


libri

sotto

primo fu celebrato nel 4o^> il Papa s. Innocenzo I e gli


ed Onorio.

imperatori Arcadio

Fu

870
no,
tal

suoi

sullo

scisma

dei

Donatisti [Fedi)

contro Parmeniacelebri

questo un concilio generale di tutte le Provincie d'Africa. Vi presiedette Aurelio di Cartagine, e ven-

uno

de' pi
S.

vescovi di

setta.

Agostino

Oliato, vescovo di
,

chiam s. venerabile me-

nero confermati
e di Cartagine,

concilii
fatti

d'Ippona cinque ca-

fi.

moria e dice di lui come di Ambrogio, che potrebbe essere una prova della verit della Chiesa cattolica, quando essa venisse appoggiala sulla
stri.

noni di disciplina,
i

nuovi

vescovi

ordinandosi che cederebbero agli


antiche.
;

anziani, secondo le regole

Reg.

t.

IV; Labb

t.

II

Ardui-

virili

de' suoi mini-

no

t.

I.

Onorio viveva nel dechnar del

11

secondo venne tenuto nel 4 16,

MIL
sotlo
il

MIL
suddetti,

Papa e imperatori
provincia di
s.

nobilitava

persone e cose
seguir
titolo
la

91 non ba-

coir intervento di sessantuno vescovi

stava

per
il

milizia per
milite,

della

Nuinidia,
I

meritarsi

di

ma

quali crisseio a
cbiedergli la
di

Innocenzo
di

per
per
la

per conseguirlo
reschi fatti

condanna
e loro
toglieva

Pelagio,

ed

occorrevano guereroico valore proPerci


virt
il

Celestio
eresia che

partigiani,
di

vato in
della

battaglia.

fiore

mezzo

nobile

giovent

correva al

necessit delT orazione

pegli

adulti

combattere, e di
se,

gareggiava

e del battesimo

pei

fanciulli.
i

Fupe*

e di coraggio nelle

comuni impreEra
l'

rono

fatti

otto canoni contro

fdanzosa e

anelante di averne
uniai

Ingiani,

e ventisette sulla disciplina,


il

in

premio
e

la cavalleria.

quali trovansi sotto

nome
non

di

Mi-

nica

apprezzata

ricompensa

levo nelle collezioni

ordinarie.

Ma

marziali travagli, e finch

non
i

sagio-

tranne

il

XXllI,
gli

che
altri

leggesi

livano al grado di cavalieri,

sono o del primo concilio di Milevi, o di quello di Cartagine del 4i8> o di qualche altro concilio. 1 pi celebri vescovi che vi assisterono, sono Silvano di Zomma primate della
altrove, tutti
:

vani

chiamavansi

nell'esercito ar-

migeri, scutiferi e scutarii portanti


lo

scudo de' cavalieri

nelle giostre

e tornei.
schia, o

Mentre

sfavasi aspettando

alcuna battaglia

perigliosa

mica-

dopo riportatane
I

vittoria, si
la

provincia,

s.

Alipio,

s.

Agostino,

conferiva- a' nobili


valleria.

scudieri

Severo di Milevi, e Fortunato di Cirta, che furono lodati nello zelo


e vigilanza
di
s.

militi

o cavalieri furono
occasione
di

creati

anche

in

ma-

pastorale dalla risposta

gnifica

Corte [Vedi) bandita, o al-

Innocenzo I, il quale condannominati eretici, in data 27 gennaio 4'7> dopo aver consulta-

l'arrivo di sovrani o principi rag-

guardevoli, o in altro solenne

av-

venimento del

sovrano

o del p*

suir argomento il concilio romano. Reg. t. XIV; Labb t. II Arduino t, I.

to

polo. L' istituzione

de' militi, chia-

MILFOUD.

Citt e porto della

mati poi cavalieri, ascende ai secoli barbari, quando le orde de* goti, longobardi, franchi, germani, occupata
dine.
1'

parte sud del paese di Galles, contea d'Inghilterra, fondaVj nel 1790, che riceve le acque del Clelby e del

Italia,

introdussero quest'orgl'italiani

Anticamente

disse-

ro militi que' soldati che guerreg-

Douledge. cos ben difesa che potrebbe contenere con sicurezza r intera marina inglese. O in questo luogo o in Milfort d'Irlanda, nel II 52 fu tenuto un concilio, e ne paria il Pagi a tale anno.

giavano a
si

cavallo,

mentre
di

fanti

dicevano pedites e da taluno mi-

liies.

Ma

il

nome

milite prese

poi a indicare que' nobili eh' erano

con

ispeciali

cerimonie decorati del


di

cingolo militare,

cui

facemmo

MILITE,
mente
litare

Milcs.

Titolo antica-

parola a Fascia,

essendo primario
il

assai onorato,
il

bench

si

di-

ornamento
golo

de' militi

cingolo e la

cesse anche milite

soldato o mi-

spada, dicendosi propriamente cinmilitare


la

ch'esercita
[J^tdi).

l'arte della

Mi-

spada
di

cinta

ai

lizia

Valeva prima ([uanlo

fianchi de' ricevuti

all'onore delia

gentiluomo e Cavaliere [P^edi), pevch allora la milizia pi che altro

mdi^ia, diverso

per

quello dei
del

romani

che

V usavano

puri

92
cavalieri e
ti

MIL
pedoni. Anche
principi
gli adul-

MIL
La
fica

parola

milizia,

miliiia,

signi-

gli

stessi

furono bra-

propriamente
,

l'arte della guer-

mosissimi
ria; ministri

dell'

l'ebbero

onore della cavalle* i podest o altri


giurisperiti
,

ra; militare

militaris,

o soldato,
fa

miles, quegli ch^esercita l'arte della


milizia,

ed

si

che

vi

appartiene o

pro-

crearono
olti'e

militi

talvolta
:

avanti la

fessione d'arme,

porta dell' episcopio


milites

vi

furono ini

dato,

condotto

da soldare, assolal soldo, mercede

lUeraii

ed
si

milles

conduclus.

Truppa, per turma e

concedeva con molte solennit e apparato di armi, cavalli, mense, ec. II principe o cavaliere conferente 1' onore percuoteva il collo o la spalla dell'inginocchiato novello, colla spada presa dalle sue mani, pronunciando le parole Esto probiis niiles. Alcuni hanno creduto che in Miclerici.
:

Questo onore

squadra di soldati, agrnen, acieSy turma. Milizia dicesi anche per esercito di gente armata, e per ordine di grado cavalleresco, come dicia-

mo
tari

discorrendo

degli

ordini

mili-

ed equestri. Milite [F^edi) si disse anticamente il soldato. L'arte della guerra il complesso delle
cognizioni necessarie

lano vi

fosse

un
s.

ordine

militare

una moltitudine
organizzarla,
battere,

di

per condurre uomini armati,


farla

sotto l'invocazione di

o
liti

de' militi di
dell'

s. Ambrogio, Ambrogio, o mi-

muoverla,
alla

com-

invigilando
Il

sua con-

arcivescovo e arcivescovato

servazione.
consiste

genio
talento
gli

della
di

guerra
adattare
e di

di Milano,

come

furono

Amizone

nel

ed Erembaldo, distinti personaggi. Ai rispettivi articoli si parla degli


ordini militari
s.

opportunamente
antivedere
le

eserciti,

migliori combinazioni
fra

cavallereschi. 3Iiles

con sangue freddo e prontezza,

Petri fu grado dato

dai Papi a
alla
nell'

mezzo
ti

ai pericoli e alle

crisi.

Le

ar-

quei
t

che

innalzavano

digni-

militari consistono nella cognizioscieutifci


i

regia,

come
p.

leggesi

ordine

ne de'melodi
ci,
l'

e meccani-

romano XIV
sei
ital.

presso Mabillon,

Mu'
s.

che

dirigono

particolari ^delcos
la
la

4o8.
iti

Nel

1080
b.

azione e l'uso dei mezzi:


lattica,

Gregorio VII

nell' investire

GuiscarPetri

strategia, la

l'artiglieria,

do

lo

assunse

specialem

fortificazione, l'organizzazione, l'am-

militem. Cosi

fu praticato da Cle-

minislrazione delle armate, sono arti

mente V quando unse e coron in Avignone Roberto re di Sicilia. MILIZIA. Ordini equestri sotto
il

militari,

gliari
vi

che devono essere famiun generale, ma in tutto


delle

deve concorrere l'esperienza. In


il

titolo

di

Concezione della miliCristo,

fine,

mestiere

armi,

la

zia

cristiana [Fecli);A\ Gesi Cri-

vita consacrata ai

travagli
si

militari;

sto milizia {Fedi); di Gesti


s.

e questa espressione

applica par-

Domenico
(^Fedi)

s.

Pietro

martire
istituire

ticolarmente a coloro
sercitano.

che

vi

si

e-

milizia (Fedi); di

Gesti in Aleniavolevasi

gna
sotto

che

Allorch
del

si

divisero

domini
governi
la

Paolo

V.

Dicesi

milizia per
gli

mondo
fu

nacquero
necessaria
l'

grado cavalleresco, laonde


militari ed equestri

ordini

legittimi,
zia

mili-

hanno

articoli.

per arrestare

invasione, e sta-

f^edi Cavalieue, Milite.

bilire

una

difesa

per
l'

tranquillit

MILIZIA O TrU^-A

PONIIFICIA.

del

popolo.

Vei'so

anno

aoooj

MIL
cio

MIL
cominciava
la

93
;

quando
alla
in

il

mondo
il

iscrizione ne' i-egistri


all' et

la

a riprodursi dopo

diluvio,

Abra-

facevasi
battere.

stabilita

seconda per com-

mo
nati

testa di
fletta,

3i8

soldati radu-

Pene severissime erano mia coloro,

accorse in difesa dei

nacciate

che

artificiosa-

suoi ricchi armenti e delle sue terre, e disfece

mente
e

si

sottraessero alla iscrizione,


si

l'armata combinata di
tre

punito

sarebbe

colla

morte

Codorlaomor e de"* leati, che avevano


per usurpare
le

re suoi al-

chiunque avesse
alla

rifiutato

obbedire

fiatto

una lega
i

propriet di A brasodi lo di

mo.

In

tutte le guerre giuste,


lo
i

seconda requisizione. Non potevano esimere alcuno dal servizio personale se non che la sordit, le
malattie incurabili, e
ti
i

hanno Abramo, ed
vrani
stesso

stesso

diritto

gravi difet-

soldati

hanno

di

conformazione.

Nella

repub-

merito de' prodi difensori

blica

d'Atene

giovani

all'et di

Abramo.
personale,
alla

La

milizia

dunque

nel

l'apporto strettamente sociale e

non

18 anni erano gi esercitati nelr armeggiare ; all' et di 20 anni


essi

una

professione utile

facevansi inscrivere sui registri

ed originata dal diritto della natura, anzich dal diritto


societ,

della to
le

partenza
insegne

e rimanevano sotfino
all'

et

di

4^

delle

genti,

poich

sostiene

la
i

le-

anni.

Pi lardi

nel

VII

secolo

gittima dilsa,
accreditati

come provano
:

pij

Callnico d'Eliopoli insegn a' greci

giuspubbiicisti

Grozio,
cap.
I;
Ij

la

preparazione

di

sostanze in-

De jure
Domat,
niseo,

belli

etpacis,

lib. I,
1.

cendiarie,

che
;

bruciavano
questa
di

ancora

Da droit public De jure majest.


milizia

Ar-

ncir acqua
prese
il

composizione
greci
in

I.

I.

un
la

nome

fuoco greco, e
i

punto non pi controverso, che


necessit della
ritto
di

r uso che ne fecero


r loro
J^edi
li

assicu-

nasce dal di-

immense

vittorie

mare.
na^ui-

natura non gi dal diritto


Gli antichi popoli eraguerrieri,

Montiflori,

De pugna

delle genti.

cominent.,

Genuae j582;

Schef-

no
la

tutti

prima

pure nazione che


l'egizia

si

dice che
la

feri,

De
i

mililia navali velerum,

Ub-

facesse
gli

saliae

G54- E. Sue, Storia della


militare

guerra fu

contro

afri-

marina

antica

di

tutti i

cani, con)battendo in quel conflitto

popoli, Livorno
soldato, per cui
coltori,

i843. Gli spartani

con
ebrei

fruste,

che

poi

furono

dette
gli

solo gloria vansi della professione di

falanghe, secondo Plinio. Presso


i

non erano n
arte,

agri-

maschi giunti all'et di 21

artieri,

giacch era bandi-

anni, riguardavansi
li

come

disponibi-

la fra di essi lo

qualunque

che
il

soses-

per

la

esenzione
boli
;

guerra: non accorda vasi che ai malati e ai devi

facevansi in esse esercitare

so debole e gli schiavi. Gli africani, eccettuati


si
i

si

narra

mone non
JNella

che prima di Saloera il costume nelle


della
cavalleria.

soli

cartaginesi, quagli sciti

tutti

gli

asiatici,

nomai

guerre di servirsi

Persia parimenti alcuno

non
I

era esente dal servizio personale.


greci
sti

tutti

erano soldati, e sottoporequisizioni; la

due

prinia fa-

ccvasi
di

allorch giunti erano all'et


anni, e questa

sio sia erranti dell'Europa, cambri e teutoni, lutti erano soldati, e combattevano in massa. Presso romani, durante la repubblica, e al cominciare della monarchia, non esistevano se non che

di

i4

serviva

per

due

classi

del

popolo,

guerrieri

94
ed
sole
i

MIL
colliTatori
fatto a

MIL
terre.

delle

Dopo
inlro-

lis

hstorarum,

Moguntiae

5^7,9.

r assedio
dotto

Terracina dal conin poi, fu

Ammiano

Marcellino indic
gli
facili

la

mai

Servio

Hala
di

niera con cui

antichi lanciavano

pagare i soldati, giacch prima era la paga il bollino o preda che a ciascuno riu-

r uso

per ad estinguersi pel troppo rapido moto, nell'opera Delle guerre de romani
:

fuochi da guerra,

sciva di

fare.

Servio

Tullio stabiPi

tradotte

da Alessandro Braccio, Vei

Ja

due diverse et per la milizia. JVelprima compresi erano tutti i cit-

nezia i584- Presso

brutleri ed altri

popoli della Geruania l'esercizio del

tadini dai 17 fino ai Dalia prima et traevansi

47
i

annisoldati

cavalcare e dell'armeggiare a cavallo

era

il

passatempo e
Cos

la ricreazio-

che

adoperavano nelle guerre ; g' individui delia seconda tenuti erano di riserva per la guardia
si

ne
fino

de' fanciulli.
dall'

pure i catti et pi tenera erano iaddestrati


negli
esercizi
t

struiti

ed

della citt. L'esercizio per di qua-

della fanteria, e presso gli svevi


servizio della

lunque
dall'

funzione
di

non

dispensava
le

guerra
di

si

faceva

al-

obbligo

portare

armi, e

ternativamente durante un anno da

da questo alcuno non andava esente se non giunto all'et di 55 anni.

un

certo

numero

famiglie,
I

al

quale altro ne sottentrava.

posse-

La

coscrizione costituiva
il

il

pri

primo diritto del cittadino. I liberti non erano ammessi nelle legioni se non in caso di grave pericolo imminente; non si ricevevano generalmente nelle legioni se non coloro che dicevansi cittadini a buon diritto, oplimojure cves. La milizia romana era divisa in tre classi la prima nominata sacramentum, com;

mo privilegio,

dimenti degli assenti impiegati nella milizia, erano amministrati o lavorati da coloro che rimanevano
nelle loro case.
.sotto
i

Presso

franchi, e
dinastia,
la

re della

prima
e
d'
i

la

nazione intera costituiva


Sotto Carlo
sori

milizia.

Magno
classe

suoi succes-

alcuna

uomini

non

era esente dal militare servigio. Figalli no a Clotario I non erano ammessi nelle armate francesi, non ricevendosi in queste se non che franchi, borgognoni ed alemanni. Filippo I Augusto cre il primo in Francia una milizia stabile, e da esso assoldata; e Carlo VII istitu
i

prendeva tutti i cittadini indistintamente ; la seconda chiamata conjuralio, componevasi di coloro che risposto avevano al grido di guerra
del

generale
1'

incaricato

di

co-

mandare
senato
la

esercito,

dopo
la

avea dichiaralo
dicevasi
se

che il guerra ;
e

le milizie dette

franchi arcieri
era
di

cia-

terza

evocaiio,

non

scun distretto
ministrare

obbligato

.som-

formavasi

imminente
lizia

pericolo.

non che nel caso di Vedi La midi


Polibio,

uno

que' militi, e a
di guerra.
dicesi

romana
e

di

Ti'

mantenerlo in caso prima leva regolare


to Luigi
la

La
e

fatta sot-

io Livio f

di

Dionif^i

d Alicar-

XIV

soppressa nel 179

nasso dichiarala da Francesco Patrizi, Ferrara i583. Lipsie, Z>e militia romana , Anluerpiae i^gS.
Savilio,

milizia,

successe l'arruolamento

volontario, e fu istituita la guardia

nazionale,

ma
ai

la

legge

del
i

'793
giovani
fosse-

De
De

militia
1.

delbergae
drino,

160

romana, HeiAppiano Alessan-

mise
dai

in

requisizione tutti

18 sino

4^ ^nni che
;

civilibus

romano rum

bel-

ro celibi

o vedovi

la

coscizionc

MIL
finalinenle

M
nel

L
il

9.5

fu

istituita
i

1798,

pi recenti

s'introdusse
Il

metodo
tratta

con

sottoporvi tutti
a' 2.5

francesi dai

delle coscrizioni.
nella
disserl.

Miu-atori
:

20 un
I

anni,

la

quale

legge in

all'altra delle milizie

fu adottata

comunali, da varie potenzestraniere.

Della milizia dei secoli rozzi in Italia, parlando ancora delle fortificazioni delle citt
castella

XXVI

In Italia variai'ono straordinariamente le disposizioni riguardo alle

di

que'iempi, in cui

si

milizie,

massime

col

variare dei

tempi
la

e de' governi.

La

maggior
a-

parte de'sovrani che

sursero dopo

caduta

dell'

impero romano,
assoldate
:

evano
di

milizie

queste

formavansi
volontari
serciti

d' ordinario

col

mezzo
Gli

ed alte mura, formate di marmo o di mattoni cotti. Dice egli, che quando barbari vennero a sottomettere le contrade italiane nel secolo V, portarono seco costumi della propria milizia, ed ivi la dil'uso di cingerle di
i i

ebbe

buone

arruolamenti.

e-

latarono. Cacciali
stiniano
a
I,

goti sotto

Giu-

che scesero in diTerse epoche nell'Italia , variarono pure le forme e i regolamenti delquesti pigliossi l'ile milizie; da
stranieri

torn
la

per
in

alcuni anni
discipli-

rimettersi

eccellente

na militare
nio

romana
in

Italia;

ma

essendo succeduti
i

questo
le

domidal-

dea dai principi italiani di assoldare stranieri, e quindi comparvero


le

longobardi, franchi e tedeschi,


militare prese
di

l'arte

lezioni

diverse

compagnie
detti

sotto

la
i

l'uso

quelle nazioni.
Italia
il

Era non

guida de' cos


quali per

condottieri,

un dato tempo, e con un dato numero di soldati si obbligavano


al

poco scaduto in golamento della


toci

buon
sotto

regli

milizia

ultimi imperatori romani;


i

servigio di questo o di quel

barbari

ci

con tuttrovarono tanti

principe, e sovente

l'uno all'altro.
ti

Il

passavano daleh. Ercole Ricotin

vestigi delle

vecchie ordinanze, tan-

nel

1844

pubblic
citt

Storia delle compagnie


in Italia.

Torino: di ventura
tuttavia

Le

italiane

nelle loro lotte

civiche o

ebbero milizie dette urbane, e in quel disai

dominanRavenna, che poterono imparare molto nella professione militare. Per anch' essi ebbero spade, sciable, fonde, dardi,
to de'romani che de'greci
ti

ncir esarcato

di

mazze, lancie,
di,
dell'

archi e saette^ scuil

stroso periodo tutti

cittadini

era-

elmi, corazze, stivali, e

resto

no
la

soldati,

come
i

galli

e tra

avveniva tra i germani. Ristabilita


citt,

armatura che anticamente si us. Adoperavano ancora tende e


padiglioni, e

pace tra

le

terminate
si

quasi

tutti

gl'istru-

quelle aspre

contese, ancora

vi-

menti da espugnare
ze, gi

citt

e fortez-

dero in molti stati corpi di milizie urbane, che in Francia dette sarebbonsi nazionali, e di queste milizie

adoperali

dai greci e

ro-

della
gli

citt

approfittarono

so-

vente

stranieri

che
i

vennero
tedeschi,

a
i

mani. Conservarono le nazioni settentrionali dominanti in Italia le loro antiche ordinanze nella milizia. ]\on si udivano gi ne' loro esercili
i

guerreggiare in
te

Italia,

nomi

di legioni,

turme
e

francesi, gli spagnuoli, ec.

Finalmen-

manipoli, coorli e simili;

pure non
truppe
e
,

ciascuno de'molti

sovrani in cui

mancava
v'erano
terni
:

ordine
uffiziali

nelle

l'Italia

and

divisa,

ebbe

un

eser-

primari

subal-

cito assoldato, e

solamente iu tem-

anch'essi

avevano un

gene-

96
rale

M
comandante,
duci
a'

L
e
sotto
di
lui

MIL
di

Carlo, e sotto

di lui nipoti; e
esse-

vari

con subordinazione
maggiori,
col
vessillo

dei

nel secolo

continuavano ad

minori

o stendardo, poi bandiera, da bando, insegna ; ed una volta bande si cliiamarono le brigate de' soldati.
Nei primi del secolo
nesi

re forzati a militare vescovi e chie-

XI

mila-

famoso carroccio pel mantenimento dell'ordinanza militare, e ne parlammo agli articoli Carrozze , Campana , Milano, ed altrove. Essendo anche
inventarono
il

nei

bassi

tempi
n'

la

milizia

mestie-

erano esclusi i servi, e solo ammesse le persone libere. Erano ancora esenti dalla milizia secolare coloro che entrare d'onore,
ti

Di questo abbominene trovano esempi anche dopo il mille. Finalmente, quanto milizia alla de' secoli rozzi in Italia^ se taluno mancato avesse di portarsi all'armata, ad una grave pena pecuniaria veniva condannato, e Lodovico II caric pili forti le penali. Ogni persona doveva alimentarsi del suo, e poteva mandare un sostituto alla
rici

in

Italia.

vole costume se

guerra.
Il

sommo

Pontefice, qual sovra-

nella milizia ecclesiastica

per ser-

no temporale degli stati della chiesa romana, non altrimenti che qualunque altro
conservarlo
,

vire

Dio
si

non

era

di

dovere
Sar-

che
nelli,

mischiassero nel sanguinoso


:

mestiere delle guerre

dice

il

che il primo esempio di vescovi armati nelle guerre si vide nel 570 nella guerra de'Iongobardi contro i borgognoni Tultavolta
,
.

pel

genio de' principi ambiziosi


soldato

conquistatori, che vorrebbero ognu-

no

fosse

che

tutti
le

corloro

ressero ad esporre per essi


vite,

perci ne' vecchi secoli s'introai

dusse e durava

tempi
vescovi

di

Carlo

Magno V abuso
i

di
i

obbligare anche
a comoccasione di
ci,

chierici

e fino

parire colle

guerra

armi in pretendendo
beni
al

godevano
sottoposti

regali,

ed

perch erano
nep-

a ed a premunirlo dalle violenze che minacciassero insulto od invasione Ed perci ch'egli mantiene milizie, arruola soldati, e munisce di guardie que' luoghi che ne hanno bisogno. Molti Papi che veneriamo sugli altari, ed altri per prudenza, equit e virt insigni, non dubitarono di prendere coraggiosamente le armi a tutela, o per ricuperare i loro stati ; mossero guerra giustamente a'nemici , si difesero valorosamente, e seppero col mezzo delle armi sostenere i diritti del loro dominio temporale , il pi antico che esista j come pure
principe, tenuto

difenderlo

peso de'vassalli,

lcero
le

alleanze,

s'

ibterposero per
neutrali
I

pur godendo esenzione gli abbati, donde poi vennero istituiti i loro
Difensori (Fedi). Carlo

paci, e

restarono

fra

principi guerreggianti.

rapporti di

Magno
j
i

e-

alleanza, di neutralit, di guerra


di

sent

lutti

preti

dall'obbligo di

pace, sono nati col mondo, poiriferiti

concorrere

alle

armate

immensi
mali che
trop-

ch sono
tificia,

nel principio della

essendo

gli

scandali ed
al

Genesi. All'articolo Famiglia

Pon-

risultavano

clero

da questa

po indecente usanza. Tuttavia ad della mentovata disposizione durava sotto Lodovico I Pio figlio
onta

parlando dell'origine di essa, dicemmo che dopo la pace data da Costantino alla Chiesa, cominciando a risplendere la maest pontificia,

MIL
queirimperalore ne diede luminose dimoslrazioni ai santi Pontefici Melclade
e Silvestro
I,

MIL
dati e uffiziali
il

97

che accompagnavano

Papa

nelle funzioni pubbliche, per

ed

a questi

assegn una squadra di venticinque nomini armati per di lui custodia,


servien/cs arinorum, poi detti
zieri del
stenti.

MazPapa [ledi), ancora esis.

rimuovere la calca del popolo ; praefedi navales, di cui si disse a Marina ed in altri luoghi ; e i duchi de' militi, ed i magislri viililiun. Per la ricupera e difesa degli stati
della Chiesa contro
greci,
i

Volendo l'imperatore Giustili

niano

incarcerare

Sergio

I,

ro-

niani cacciarono da

Roma

le

guarfu la

die per ci spedite, e questa

i longobardi e i Papi s. Gregorio III, s. Zaccaria, Stefano HI ed Adriano I prudentemente si collegarono coi re

prima volta che le armi in difesa


tanto fecero in
.sore

gl'italiani

presero
Altret-

franchi. Sotto

Adriano

del

772

de' Papi.

favore del

succes-

incominciarono propriamente i Pontefici in Roma il pieno esercizio


dell'
le

Giovanni VI del
esponendosi
de' Pontefcij

701, contro
piuttosto

r esarca,
soffrire
i

a
la

cose

amministrazione e sovranit nelcivili. Fedi Sovranit' dei


Galletti nel

maggiori pericoli

per

Pontefici.

salvezza
indifesi

che

lasciarli

Osserva
p.

il

Prniicero

nelle

mani

de'greci.

Da

que-

sto

ed a crescere quella de'romani Pontetruppa si dichiafici, pei quali la Papi si rava, senza che perci
forza degli esarchi,
i

tempo mancare la

pertanto

cominci

tempi gi primanella chiesa romana eranvi duchi e conli laici, com' erano quali avevano i titoli di esoli, i
18,

che

in

questi

minentissimi,

maestri de' militi, e


superista,

sopra

lutti
tra'

il

eh' era
Il

il

abusassero di questo
rj

favore militaalla
il

primo

magnati

secolari.

li-

che anzi
e
il

si

opposero

ven-

detta de' soldati. Verso

780 Ro-

ma

suo ducato

dosi volontariamente a

sottoponenGregorio s.
il

II, sotto di lui ebbe origine


niinio temporale delia santa

do-

volendolo
e

occupare
il

Sede; Lui|prando
l'incontr,

bro pontificale di s. Leone IV fa menzione di Graziano erainentissimo maestro de' militi, e del romano palagio egregio superista e consigliere, e poco pi sotto lo chiama Gratianus Romanae Urbis superistae.
si

re de'iongobardi,

Papa

Dal ceto di questi primati governatori delle assumevano


i

ammansi
do certo

rese ossequioso.
sollevati
s.
i

Avenalcuni

citt,

duchi

de' militi, del

Tiberio

anch'essi

non meno

ed erano Primicero e
adoperati
nelle pi
il

nel ducato romano,

Gregorio li
ribelli.
le

degli altri chierici


ne' pi
difficili

uffiziali

spedi milizie contro

Sic-

scabrosi affari
legazioni.

come

milizie pontificie e questo argomento, tratta in vari luoghi del se ne


delle cose

riguardanti

Aggiunge

Gal-

letti,

Dizionario, cos senza

tutti

citarli,

noteremo tendosi ad
li

col carattere corsivo, poessi

che dopo ancora che il Papa per spontanea dedizione de' romani divenne signore temporale di Roma e suo ducato, siccome non pu
negarsi
pei
clie

vedere un maggior
in

dettaglio, limitandoci

questo ad
parsol-

primi

accennar solo
gli

gli

avvenimenti. Ne-

maniera
governo,

il suo dominio fosse tempi aristocratico, di che restava ne' magnati

antichi
dei

ordini

romani

si

una parte

dell'
i

ia

Dragonari, Maggiorenti,
VOL.
XLV.

cos'i

amministrazione del suddetti primari mi7

98
nislri,

MIL
uffiziali,

MIL
e
laici
si

chierici

cacciare
superstiti

dallo slato della

Chiosa
i

mantennero nulorevoli, ed in grado di molla potenza, come nei primi secoli intervennero eziandio nelr Elezione de Pontefici; Io ohe specialmente si conosce quando si pone mente all' interregno dell'impero, dai 924 ili cui mori Berengario, fino al 962 allorch Ottone I
fu coronato dal Pontefice Giovanni

longobardi

ed

greci

Gref;orio

IV

fortific

Ostia per dinapoletani


il

fenderla

dai saraceni. Questi furo-

no
in

poi

combattuti
s.

ilai

mare per
egli
esercito,

Leone IV,
i

quale

partendo

stesso per Ostia

con
e si

un

vinse

saraceni,
alla

servi

de' prigionieri
Citt

fabbrica

della

Leonina

in

difesa della

XI r, poich
38
detti

nello

spazio

di

quei

basilica vaticana.

Qui noteremo che

anni, per la resistenza de' sud-

nella

chiesa greca,

come

nella

lati-

magnati romani, non poteroPapi innalzare all' impeno mai


i

na,
slri

vi

furono anticamente de'mini-

incaricati a

mantenere
rispetto
ai

1'

ordi-

ro alcuno de' re d'

Italia,

quali cer-

ne

la

sicurezza

nelle assemblee

tamente
all'altro.
ti

in

quel
e
si

frattempo
successero T
i

mancarono mai
pontificii

non uno

cristiane,
sacri
si

ed

il

dovuto

ai vi

templi ed
loro.
ai

misteri che

Nell'VIlI secolo
ministri,

suddet-

celebrano, e ne Iralliamo

a' luo-

erano anche
li

ghi

Non

era in

allora

per-

detti

servilia,
I,

come

chiam A-

messo
mati

militari di
assistere

presentarsi arai

driano
lu

parlando de' pi cospicui


s.

per

divini

ufGzi

personaggi intervenuti al sinodo da

o per qualsiasi altro

titolo.

Questa
nella

tenuto in
il

Pietro, cio
il

il

bi-

costumanza
chiesa

tollerala

in

oggi

bliotecario,
il

sacellario,

notaro,

Duca, ed altri. Nel ritorno che ITI in Roma, dalla s. Leone Magno, fu rivisita fatta a Carlo
fece

cevuto come in trionfo, e venne


certo

in

modo adombrata

la

pompa

venne introdotta dopo il IX secolo. Air articolo Cappelle Pontificie ed altrove si dice che chi riceve la comunione dal Papa non deve cingere la spati, i, cos se gli somministra l'acqua allatina,
la

usata poi dai Papi nel Possesso, ove

Lavanda
si

delle

intervengono come nelle altre funzioni le milizie pontificie; tra quel-

luoghi
scio,

parl

delle
si

mani; in diversi armi che in


tengono a rovenovendiali
signis oh-

segno di duolo

che incontrarono s. Leone III si nomina multaque milida. Neil' 800 rinnov l' Impero di Leone s. occidente in Carlo Magno, con farne la Coronazione m s. Pietro alla presenza dei magnati e delle milizie. Carlo Magno lascialo il titolo di Patrizio romano, pel quale era
li

come

nel triduo della settima-

na

santa, e ne' funerali

IH

de* Pa|)i,

P'eggasi, Barlhius ad Sta-

lium,
versis,

1.

IH, p. 428,
et

De

conversis

ad huniwn
Arnia
et

cuinsi-

spidibus.

Beuwitz,
iisus.
le

gnii

vertendi

De

Blasi,

Co-

stume di deporre
entrare
vendiali,
diarista
in chiesa.

tenuto difendere la Chiesa , Roma dominii pontificii, prese quello


i

riporta

il

armi prima di Quanto ai noconlempornneo

d'imperatore cogli slessi e maggiori obblighi, della quale avvocazia de-

che in quelli di Innocenzo XIII, intorno al tuinuK)


Cecconi,
assistevano in
vestili

^V Imperatori
lo
III

oiiclie a

quelP articos.

piedi

cavalleggicri,
forrain
ui;i-

e
si

ne

parla.

Inoltre

Leone
is*

di

casacche rosse con

colleg colla Francia per

iuolo nero, e con

candele

MIL
ho accese
zieri

MIL
i

99
comandali

di

cera gialla, ed

maz-

della

Chiesa.

tedeschi

slavano colle mazze calate.

da Werner o Guarnieri svevo, perirono a


il fl

Nel
iso
i

916 Giovanni

co\

soccor-

di

spada per affrontare


le

de' principi sconfisse interamente

nemico pi numeroso, quando


pontificie

saraceni,

annidati da

^o

anni

liei

castello di

Garigliano, alla fronsi

te

dell'armala, e vi
s

port egualPriiicpxi
I,

erano in rotta: essi erano stati condotti da Germania in Roma dal Papa, il quale avea
niilizie

tnente

da Papa che da generale,


t.

come affermano Lenglel,


della storia

VII, par.

e Bors.

gia, Storia del

dominio della
p.

Sede
soldo

nelle Sicilie

64,

n. al

XXXV.
suo

Giovanni
)e
leto,

XII

prese

fama di valente guerriero; gli altri comandanti dell' esercito pontificio furono Rodolfo principe di Benevento, e il duca Argiro. Fu s. Leone IX biasimato per aver poco prima stabilito nel concilio di Reims:
ne
qiiis ctericonini

truppe ausiliari del duca di Spoe Unitele alle


sue,

armato
di

di

pestarci aul
servirei.
11

arma militaria mundanae mlitiae dela

lorica e di elmo, guidolle in

per-

Pontefice per avea di-

sona contro
il

il

principe

Capua,

chiarato santa

guerra

contro
si

quale

lo

disfece

complelatnenle.

normanni,
tacciare di

perch

non
il

potesse

Giovanni
e
vi

XF

detto

XVI

era peri
di

mundanae
t.

militiae.

Di-

to delle cose militari e

guerra,

fende

s.

Leone IX
Il,
,

Borgia,

Meil

Benedetto radunato copioso esercito riport completa vittoria sui saraceni; e devastando i greci la Puglia obbligolli a ritirarsi a mezzo di Rodolfo principe di Normandia. Autore propriamente della milizia papale, si fa Gregorio VI del io44) secondo il p. Cristiano Lupo, Cond, t. Ili, p. 365j altri aggiungendo che pel primo organizz la truppa pontificia nel Suo slato, dandole ordine e divisa, perch l' Italia
cotnpose
nel
de' libri.

VlIIy

1016

morie stor. Bellarmino

p.

i5, citando
II,

cap.

De
il

potest.

sutn. Pontif. in reh. temporalib.

ad-

versus Barclajum

ed

libro di

Giovanni

di Cartagena, Propugnacnlum calholicuni de j lire hello romani Ponlifcis adversus ecclesiae

fura

violantes,

Romae

1609.
ai
il

Egli

dice, che

non disconviene
temporali,

Papi,

come

principi

maneg-

armi materiali, al pari ch' permesso ai principi secolari, e nello slesso modo che con lode
gio delie

era piena di

ladri,

laici

inva-

l'adoperarono in difesa della patria


i

devano le possessioni di s. Pietro, non potendo soccorrerlo l'imperatore. Occupando i normanlii


i

fortissimi

Maccabei

ch'erano in-

patrimoni della Chiesa,

s.

Leo-

sieme sommi sacerdoti e principi, e Mos pure sapientissimo pontefice e principe, contro gli amorrei perturbatori del Suo popolo; n fu gi
s.

ne
tro

IX

nel

o53
,

arm
e

milizie

proprie, e condusse egli stesso conloro l'esercito

bench vinto
Unfredo
i

il

e prigioniero, diede la legge ai vincitori


,

quando con
perdono
:

loro

Leone IX, come alcuni scrissero, primo ad usare le armi, facendo il Borgia il novero di que'Papi, che prima e dopo di lui l' imbrandirono. In proposilo riporta
te scritto
di
s.
il

capo
le

corsero a baciargli

piedi, e

seguena Eugelib.

chiedergli

e assoluzione del-

Bernardo

colpe

tutto

concesse

il

Papa
feudo

nio IH,
4.
'

De

considerai, cap. 3,
tu

in

un

al

paese occupato

in

Quid

deauo usurpare

gi-

oo
tentas,
in

Mi L
queni
semel
?

MIL
jussus
ta-

diuai

msmo.
grini

es ponere

vaginam

quem

l'abbondanza di pellearmati, che senza disciplina

Ma

men, qui
iiiihi

tuuuj

videtur

non salis attendere verbum


negai,
gla-

senza

comando
di

ingrossava

una

banda immensa
i

truppe, ritaid

Domini dicentes sic: Converte dium tuum in vaginam. Tuus


go, et ipse tuo forsitan

pi grandi successi perch


i

eretsi

attendersi,

che potevano molte violenze


transito,

nutu,

inaspirono
tali
si

paesi di
il

e di-

non tua raanu evaginandus.


quin
ret,
si

Alio-

menticandosi

dignitoso

scopo di

nullo
id

modo ad
Ilio,

te

perline-

spedizioni, da alcuni storici

non
dei
si

et

dicenlibus aposlolis: Ec-

dettagliarono

che

le

colpe

ce gladii

duo
salis

non respondisset
sed nimis
et
est.

Dominus,
lis

est,

Ci convenuto, che
paiticolari.

non
tali

ostante

imprese

molto
il

Uterque ergo
scilicet
is

ecclesiae, et spiritua-

giovarono,

per

arrestare

tor-

gladius,

materialis:

rente de' mussulmani, e per lo slesso progresso delle lettere


zazione,
oltre
i

sed

ro

et

quidem pr ecclesia; ille ab ecclesia exercendus

veest,

e civilizarfuli-

vantaggi che rec


citati

eie. ". Veggasi inoltre il Gretsero, Exanin. mysler. Pless. cap. QQ ; ed il Viltorelli nelle aggiunte al Ciacconio, Fit. Pouf. t. HI, col.

neir arte della guerra. Ai


ticoli
si

vedr di quanto zelo Papi, per la rono infiammati


i

berazione
testa delle

de' luoghi

santificali

dal

821, 822, ove lungamente accenna

Redentore, e chi

voleva porsi alla

un gran numero
tefici,

di rinomali

Pondifesa

Crociate. Calisto
l'esercito

II

nel

che o fecero o persuadettero


di far
la

1121

condusse
all'

de' nor-

ad

altri

guerra in

manni
si

assedio di Sutri ove eia-

pure Enrico Luigi Chastaigner de la Rochepizay nella Apologie cantre ceux qui diseit, qu'il nest pas perinis aux
de'loro stali. Veggasi
ecclsiasliqiies

d'avoir recours
ncessit,
1

aux

armes
Nella

en cas de
biografia

di
si

s.

6 1 5. Gregorio

1' Antipapa Gregorio Vili. L'assedio fu comandato dal valoroso cardinale Giovanni di Crema, con un valido corpo di truppe romane: arrestato 1' antipapa fu presentato a Calisto II sopra uu cammello colla faccia rivolta indietro.

rifugiato

VII

ampiamente

dice

come qual

Nelle Antichit longobardiche milanesi , la dissert.

collegalo della gran contessa Matil-

XIX

tratta sopra

de, fu da questa difeso dalle armi


di

alcune indecenti
re usale
vinti,
i

e ridicole

manie-

Enrico IV e di tro adoper eserciti

altri;

e chi al-

una
cui

volta coi vincitori dai


in

allo stesso fine.

esempi

molti Itoghi
in

Urbano

II

nel

logS promulg

nel

producemmo. Onorio //essendo


Benevento
i\e\

Clermont la prima Cromussulmani e saraciala contro ceni, con diversi premi spirituali ed esenzioni ai Croccsignati, per fare la sacra guerra a qua' barbari, e liberare da loro i luoghi sanPalestina nel discorso il Pati di pa fece conoscere lo stalo lagrimevole deli' Europa, vicina ad essere
concilio di
i
:

1127, Ruggiero norSicilia

manno
citt
fice

conte di

circond la
il

di lo

soldatesche;

ma
i i

Pontechi
lo

scomunic

in

aiutasse,

domand

nel

un a 28

soccor-

so neir assemblea di Capua, e l'ebbe copioso. Per accalorare la spedizione,

Onorio

II

concesse indul-

genza

plenaria delle

pene canoni-

tutta inondata dalle orde dell' isla*

che

cosa in qua' tempi assai rara,

M L
I

MIL
i

IDI
fti

perch erano ancora in vigore canoni penitenziali) a chiunque pentito, confessalo e comunicato morisse in quella

airinlerdetto, e Arnaldo

brucia-

dette pene

guerra, e la met di condon a chi confessalo e pentito non vi fosse rimasto morto. Presto si mosse l'armala dealleali,

gli

con prospero successo


liberata

to dal prefetto. Adriano IV inoltre scomunic Guglielmo I re di Sicilia, per le ostilit commesse nel regno di Napoli, indi gli dichiar la guerra per quella mossa agli stati romani dal re; e siccome questi r incominci con devastare coni

Jienevenlo

fu

dalle

gravi

torni
sa
il

di

Benevento, a difesa di essi

nn'naoce de* potenti normanni.


sti

Que-

Papa

rec con naolte sol-

travagliando
li si
si

popoli di Puglia,
Al-

datesche, e vi fu riconosciuto supre-

Onorio
ti

rec a Troia, ove mol-

mo

signore dai
Il

baroni della medefunesti succes-

bamni

colltgarono con
si

lui.

sima.

re blocc la citt, e Adriai

lora

Ruggiero

sjccamp in vista
il

no IV per impedire
si

dell' esercito

pontifcio,

quale di-

della

guerra,
l'

si

pacific,

gli

minuito dalla diserzione de' soldati per la penuria de' viveri e di paghe, mosse il Papa a concedere al conte l'investitura della Puglia. Innocenzo II nel si un con Lo1 32 tiirio II, per scacciar col dilu esercito da Roma l'antipapa Anacleto II condann nel concilio Laleranense II Arnaldo da Brescia, che sosteneI

concesse
cilie.

investitura delle

due

Si-

Alessandro III ebbe un pontitravagli, perch Federico I sostenne colle armi gli antipapi che insorsero contro di lui, che per fu difeso da diversi popoli. Sotto Celestino III i romani dificalo pieno di

strussero

il

Tusculo: abbiamo narall'

va non potersi salvare


quali

chierici

che

ralo le guerre che precederono tal


catastrofe
articolo Frascati.
Il

possedessero fendi o benefizi slabili,


i

appartenevano a' laici. Essendosi impadronito della Puglia Ruggiero duca di Sicilia, il Papa si arm e gli mosse guerra, ma con insidie fu imprigionalo coi cardinali, da Guglielmo suo figlio. Trattalo onorevolmente dal duca, lo riconobbe per re, e Io invest
solo
.

uccessore

Innocenzo

IH

rivendi-

cando
nii,

alla

Chiesa molti suoi domi-

e per sua difesa, sostenne quel-

le

guerre, che con diftusione riporalla

tammo
rio

sua

biografia.

Grego-

IX

fu in
II,

gravi dissensioni con


il

Federico
contro
a
il

quale
di

movendogli
il

duca

Spoleto,

Papa

delle

due
i

Sicilie col

Gonjalone. Ria Lu-

bellatisi

romani

arnaldisti

con un esercito marci sul Campidoglio per reprimerli,


cio II, questi

un esercito con)andalo dal caidinal Giovanni Colonna, e Giovanni di Brienne re di


reprimerlo sped

Gerusalemme
i

colla qualifica di ca-

ma
nio

ferito

da un sasso mor. EugeI

pitano generale delle milizie papali,


quali ricuperarono le occupate ter-

i49, aiutato dalle nel tiuppe del re Ruggiero, trionf dearnaldisti

IH

gli

ron)anij sempre rivoil

luzionari
il

per ristabilire
di
patrizio.

Senato e
contenti

Prefelto
del
i

Roma, non
Sollevati

termin nel 1280 conchiuso con Federico II in s. Germano. Milone vescovo di Beauvas con buon corpo
re.

La guerra

col

trattato di pace

pi

nuova-

di

truppe
Ira

si

port a
e

soccorrere
le

il

mente
1
1

romani da Arnaldo, nel 54 Adriano IV sottopose Roma


.

Pontefice; indi pullularono


re
i

gueri

romani

Viterbo, ed

103
beneventani
a

MIL
difesa

MIL
di
l'

IX

armarono contro

Gregorio imperato-

ciare

il

tiranno

Manfredi dalle due


Chiesa, e poi
di

Sicilie, feudi della


essi l'invest.

re invasore delle terre ecclesiasticlie,

Gregorio
ai

emanando
si

ma

a cagione de Ghibellini soccom-

leggi pel

Conclave, ne dichiar custoquali articoli

bettero.

Continuarono le vertenze di Federico II con Innocenzo IV^


pel

de

il

Maresciallo,

parla

quando armaronsi truppe pev


conclave, ci

quale

il

cardinal Capocci voma,in Sicilia vestilo pon-

difesa del

che

dioesi

no combatt
tificalmente,

ancora

Goverpiatore, parlandosi
vacante comandava

cinto

di

spada

di quello del conclave, e quali sol-

corazza,

con che
Indi

ispirando corag-

dati in sede
niaresciallo,

il

gio alle milizie pontificie disfece le


cesaree.
la

e quali ora dipendono

Innocenzo IV bandi V imperatore. Quando Manfredi, bastardo di Federico II, volle occupare il regno di Napoli, in questa citt si port Innocenzo IV con un esercito, cacrociata

da

Ini.

Martino

IV

sostenne

pa-

contro

recchie guerre per ricuperare e di-

fendere

suoi

due cardinali Fiesclii Guglielmo ed Alberto conte di Lavagna e Generale, di s. Chiesa. Morto il Papa in Napopitanato
dai
nipoti,
li,
i

cardinali intimoriti per

la vit-

i dominii della Chiesa con truppe ausiliarie francesi, come si disse a Forl ed altrove. Quanto a Bonifacio Vili, si pu yedere il suo articolo e quelli relativi. Nel secolo XIV si celebra l'invenzione della polvere da cannone in Europa. Pare che da remotissimi tempi gi la conoscessero cinesi.
i

toria

riportata

da

Manfredi
elessero

sulle

Altri la attribuiscono al

reSalomonCj

truppe

pontificie,

pronta-

mente Jlessandro IV ^ che colle anni de^ crociati rintuzz quelle di


Ezzelino
genovesi,
III,

il IX secolo ne parl Marco nell'opera intitolata: Liber ignium^ insieme ai Fuochi d' artifi-

dopo

greco
zio.

e pacific
il

veneti cui

Altri
in
si

al

medico arabo Mesue,


scritto

secondo

pietoso e

pa-

fiorilo

piincipio di detto secolo.

terno costume de' Papi, pel quale spedirono apocrisari, legati e nunzi in tutte le parti, interponendosi efll-

Molto

sull'invenzione

della polveie e

sulla
se

sua anlichil.

Quanto all'Europa
tore
il

ne

fa

inven-

cacemenfe con
nazioni,

tutti

principi e

le

tedesco francescano lcttol


altrimenti nominato

come ai loro luoghi notiacon che impedirono guerre, spargimenti di sangue e infiniti mali. Nel 1261 Urbano IV coli' armata de' crociati disfece le truppe tedesche

do

Schwartz,

mo

Costantino Angliksen, che la ritrov in Colonia, occupandosi in operazioni chimiche nel i3?.o ovvero
nel

r36i. Osservano alcuni, che nel

di

Manfredi
i

di queste

crociate con-

secolo precedente eravi stata qualche


ricerca che poteva

tro

perturbatori della pace e libersanta Sede, ne


al
voi.

condmue a

tale sco-

t ecclesiastica, gli eretici, scismatici,


e

perta, descritta dall' inglese

monaco

nemici della
le
.seg.

ri-

portiamo p. 3oi e

notizie
del
la

XVHf,
Mon-

Dizionario. Urrocca di

Ruggiero Bacone in un libro pul)blicato a Oxford nel 1216, De nullilate magiao. Pare che l'uso della
polvere
verso
il
I

bano IV fabbric

in

Europa

avesse principio
gli

lefiasconey che altri Papi fortificarono

338, non per uccidere


per attaccare
le

uo-

^d abbellirono. Clemente

/^chiam

mini,

ma
si

fortezze.

^a Francia Carlo

d'

Angi per cac-

Non

deve tacere

che nel

i3i^

MIL
li

MIL
uumenti
t.

io3
ti

Giauata, assediando Caza, diede fuoco ad una macchina che


re di

V,

p.

XXII, e

fab-

produsse terribile esplosione

e nel

bricavano in Santarcangelo; furono suoi generali Ridolfo Varani ed il


nipote

1342,
fonso
di

all'assedio di

Algesiras, Al-

Gomez
se

Albornoz,

pei*

non

XI adoper armi da fuoeo


sia
1'

dire di altri), laonde delle sue guer-

e micidiali. Qualunque
eh' essa

autore
cangia-

resche gesta
luoghi.
forti

questa grande scoperta, certo


port uu
notevole
intera rivoluzione Del-

Eresse
e

ne parla in molti o riedific diversi


ecclesiastico,
;

nello stato

come

mento e una
l'

in

ForPi

Spoleto

e delle terre
le

arte militare; invenzione che for-

ricuperate ne present

chiavi in

ma
Ora
re,

epoca negli
si
il

annali del

mondo.

vorrebbe sostituire
cotone esplosivo

alla polve-

pi carri a Urbano V. A questi successe Gregorio A/, che dichiar la


guerra a Bernab Visconti signore
di

fulminante,

o
re,

colon-polvere,

ma

ad

onta

di

Milano,

perch

molestava
il

le

molti fautori

non pare che prevaleconseguenze soge pe-

terre della Chiesa, inviando a

perch sinora nella preparazioe

batterlo

un
duca
il

esercito sotto
di

comcoman-

ne

nelle sue

do
che

del

Savoia,

dicendolo

getto a

troppi inconvenienti

alcuni

primo

Papa
da

avignonese
quella citt

ricoli, ed necessaria uu'aulorizzazione speciale, per cui molli gover-

propriamente

arm

milizie pontificie,

e le sped

ni
lo

ne proibirono
smercio.
il

preparazione e Sull'origine dell'artila

glieria,
epist.

Cancellieri

nelle Dsseri.

p.

252

e seg. ripoj-la

una

bi-

che ne trattar rono, come di altre anni da fuoco, e della polvere da alcuni chiamata diabolica, da ^\\.y\ creduta utile.

blioteca di scrittori

con Galeotto Malatesla generale della Chiesa, e per legato il cardinal Pietro d'Estain, il quale prese a soldo Giovanni Aucuto inglese capo d'una compagnia. Anche il predecessore Urbano V con Carin Italia,

lo

IV avevano
Luigi
contro
e

preso

ai

loro

sti-

pendi
Inoltre

Gonzaga
i

signore

di

Mantova,

Visconti

slessi.
i

Stabilita nel

i3o5 da Clemente

Gregorio
di

V
cia
ti

la

residenza pontificia in Fran-

fiorentini,
il

XI scomunic mand a combatterli


Ginevra,
poi

e in Avignone^ molti prepotenproliltarono dell'assenza de'Pon-

cardinal

anl''j'j

tipapa Clemente
restitu

FU,
la

e nel

teflci

da

Roma,

per

usurpare

le

in

Roma
dai
colle

residenza

pa-

promuovere ribellioni, come si pu vedere a' luoghi loro, ed a Giovanni XXil, Benedetto XII, Clemente VI, ed Innocenzo VI. Questi nel i353 sped in
Italia
il

terre della Chiesa e

pale,

ricevuto

romani
e

e loro

Banderesi
dianti.
Il

insegne,

tripu-

cardinal di

Ginevra, di
bree quat-

carattere crudele, con seimila


toni e guasconi

a cavallo,

celebre

cardinal
pontificol

tromila
dite

pedoni
le

fanti,

ricuper

Egidio

Albornoz per legato e cadell' esercito

vari luoghi,

come Cesena, ma inaubarbarie della


il

po
le

supremo

furono

sol-

cio collettizio che

arm, e
e nel
faceva
il

qual'e-

datesca.
fo

Poscia

Papa

fece

Rodol-

sa (a

ricuper tutto suo tempo


pontificio

il

tolto alla Chie-

i358
uso

e
in

Varano capitano morendo nel 1378


aspra guerra.

della Chiesa,
lasci l'Italia

sercito

delle

bombarde, secondo

Fautuzzi,

Mo-

Urbano

FI

che

gli

successe

vide

io4
insorgere
il

MIL
funesto e lungo seismo,
dall'

MIL
clesiastiche,
cilio di

deposto quindi nel convoi.


si

che

soslenulo

antipapa

Cle-

Coitanza. Nel
del

XXIV,

mente VII e
<li

successori, fu cagione

p.

gS

Dizionario

narr co-

mollissime guerre
mali.

e d' indescri-

me
in

vibili

Nel

sped
sercito,

contro

iSyg l'antipapa Urbano VI un efu sconfitto prespontificie,

formalmente Giovanni XXIII Bologna fece capitano generale Uguccione Contrario, gi generale

che

jier

maresciallo della Chiesa: fu pudi

so

Marino

dalle milizie

ed allora fu che il Castel s. Angelo occupato dai francesi, questi lo consegnarono ai romani questa vittoria il Pontefice la celebr con processione a piedi scalzi. Pi tarA, e nel iSSy, vedendosi Urbano
:

suo generale Gio. Gonzaga. Coli' elezione


re

Francesco Marti1'

no

riebbe pace

la

Chiesa e

I-

terminando , guerre. D' ordine


talia

le

funestissime

di

Martino
diverse

furono fatte

in

Roma

bom-

barde, delle quali fino all'invasione


francese se ne conservavano in Castel
s.

VI
tutti
li

senza esercito
i

e denaro, invilo

vescovi

ad esorlare
la

premio delle prendere le armi per


col

popoindulgenze a
i

Angelo
stato.

ze

dello

e nelle altre fortezLaonde sino dai

bandita

priraordii

del secolo

XV
le

esisteva

crociata,

somministrare denari per far guerra ai scismatici nemie


della

un principio
glieri

del corpo

degli arti-

pontificii

e addetti al

manegser-

ci

Chiesa,

intanto che

sol-

gio delle

bombarde,
le

quali
della

dati pontificii fecero a pezzi

Angelo
che
gli

vivano per
lo ta

batterie

mura.

prefetto di
l'

Roma, come
.

fautore del-

Questa potente arma, gi nel secopiecedente


pei
la

antipapa

Bonifacio
il

IK
e
il

dicemmo

esercita-

successe fortific
lico,
il

palazzo apostoCastel
s.

Campidoglio
si

primi dalle milizie papali, e pi anni avanti del i38o, in cui


eransi vedute

Angelo, e
Napoli

fece

rispettare pi dei

predecessori. Aiut

Ladislao

re di

per la prima volta, scrissero alcuni, bombarde nella guerdi

con

quattromila
di

cavalli

ra
i

Chioggia

Ira

genovesi ed
loro canno-

seimila fanti

che prese Bonifacio


pontificie

truppa papale, con Capua ed Aversa. Sotto


fu capitano delle

veneti che ne fecero uso, conser-

vandosi in

Genova un

IX
il

conte di

armi Carrara. Dipoi

ne
sco

di

cuoio preso in

tale

occasione.

A Bartolomeo
si

Coleoni bergamadell' artiglieria

Uonifacio

contro

IX pubblic la crociata Onoralo Cactani conte di

d
fatto

il

vanto di avere pel priuso


nella

mo
glia

di

Fondi, scismatico, che tentava arrestare il Papa, se le guardie di Cam-

campagna,
nella
li

sanguinosa batta-

data nel

bolognese alla Moli-

non l'avessero respinto coi Colonna. Quindi Innocenzo dovette reprimere diverse sommospidoglio
se de' ghibellini
le
li

25

luglio

FU

1467,
i

in favore

de' veneti,

contro

fiorentini
II

co-

contro

Guelfi, e
i

mandati da Federico Qui noteremo feltro.

Monteche le armi
di

sue guardie rintuzzarono


a
Ponleinollc.

ribel-

da (oco
circa
la

portatili

furono inventate

Lo

scisma incru-

met
in

del secolo
dalle

XV, ed
attuali,

del,
i'u

quando contro

Gregorio

XII

erano

assai

differenti

eletto

successe

Alessandro V, al quale Giovanni XXIII, adatto

cliiaroandosi

principio

cannoni

da mano,

consistevano semplicedi

pi alle cose militai], che alle ec-

mente

in

un tubo

ferro foralo

MIL
la

MIL
e ballele,

to5

un

focone senza cassa

alla

cui

ria.
si si

Acciocch non rinculassero vi aggiunse un uncino d'appoggiaro di sopra un' asta di legno

Aiconay

doven partire da facendo perci lega con


testa

diversi sovrani.

Inoltre Pio
i

li

sos-

tenne
sta

le
i

metallo, onde presero

nome

d' arai
sol-

ed

guerre contra MalateManfredi, signori di Hi-

chibugi, e divennero
dati a
piedi,
pivi

comuni

min
li

e di Faenza.

Tra

cardina-

leggieii

essendo

quelli de' cavalieri.

Poi s'introdusa miccia, e di-

sero

gli

archibugi
nel
indi

che cre vi fu Francesco Gonzaga, sempre occupalo nelle armi ed esercizi militari. Paolo II del
i46/f fu benemerito
Italia,

minuiti
schetti,
(letti

peso

chiamaronsi moquelli

s'inventarono
I

ruota.

granatieri
destijiali

presero
a trar le
cui
s'in-

nella
le

della pace di che solennemente pubblic Chiesa di s. Marcoj spedi


i

tal

nome perch

milizie pontificie contro

Malae a
del

granate nel secolo

XYl

in

testa, e

fabbric varie Fortezze dan-

ventarono, prima essendo chiamati in

done
degni
re
di

il

comando
fu
il

prelati

Francia
all'

figli

perduti, perch servendo


alla

ecclesiastici.

Ad

istanza

antiguardo e
era
:

sicurezza dei

Fiancia
della

fianchi delle colonne,

come ove
erano
i

pi
pii

cardinale Balve,
gli

costretto creare quale dedito a-

grave
esposti
l'

il

pericolo,
il

allari

considerati

nerbo delsoldati.

in

rocchetto
delle

esercito,
ed.

ciano meglio pagati, vedegli altri

testa
li

guerra, fu veduto mozzetla porsi alla truppe. Allorch Paolo


e
s.

stili
JN'el

armali

cre cavaliere di

Pietro, Ber-

secolo

XVI

ebbe luogo
in
il

l'in-

venzione
gliono
nette

delle

pistole

Pistoia,

duca di Ferrara, gli calz i sproni Napoleone Orsini generale


so
di
s.

onde ne presero
molti.
i

nome, come

vosi

Chiesa.

Sotto Luigi
fucili

XIV

Sisto

IV
re
di

sostenne la guerra con-

introdussero
:

armati
si

di baio-

tro

il

Napoli e

il

duca

di

V invenzione

atlribuisce a

Scarmelte,
ra

ma
che

esse

fecero in guer-

Ferrava, e presso Velletri le sue milizie riportarono celebre vittoria,


in

perdere l'uso della


dirsi

spada.
si

Ora
fac-

memoria
s.

della

quale

edific la

pu
cia

la

guerra

Chiesa di

Maria
contro

della Pace. Ini

pi colla

geometria, che
testa vale

colla
assai

di si colleg

veneziani, no-

polvere, perch la

minando
tificio

vicario

dell' esercito
figlio

ponre.

pi delle braccia.

Alfonso
Sisto

di

detto

Eugenio I F sostennediverse guerre contro


i

Sotto

IV

fu generale

delle

suoi nemici ed usurpatori

de'dominii della Chiesa, ed ebbe a


celebri generali
i

milizie papali Virginio Orsini. 11 bisogno di denaro per fare questa

cardinali l^itelkschi
aiut,
il

ed
re;

altre guerre,

lo

costrinsero ad

e Mezzarota.
re di

Eugenio IV
i

alcune azioni che produssero censue fu al dire del

Ungheria contro turchi, inviando per legato il cardinal Giuliano Cesalini che rest morto sul campo. Calisto III ha la gloria di aver pel primo nel i455 formalo la ponlilcia Marina, per reprimere le
conquiste de' turchi, contro
i

Bonanni

il

pri-

mo

che prese

gli

Svizzeri per guar-

dia del Papa. Nel

i484 gh
termin
quali
si

successe
la

Innocenzo

FUI:
coi

guer-

ra coi veneti,

alle in

un
la
gli

ai

genovesi, per resistere a quel-

quali

mossagli dal re di Napoli e daOrsini, dichiarando generale del-

Pio II promulg

la

crociata nava-

io6
la
jd

MIL
la

MIL
tratt perfettamente
le
i

Chiesa Roberto Sanseverino. T>nncrociala

sue

numein

contro
del

twrchi

in

rose truppe, e pose


isfato

successori

favore de'polacclii, ed altra ne pro-

di

figurare nel
;

mondo come

inulg
lui,

difesa

cristianesimo.

possenti sovrani
se
il

e dicesi che pre-

Sotto lnno<:enzo Vili,


principi
del
al

o avanti di

nome

d' Alessandro per l'am-

guardia Elevato
f"^ I,

ad avere origine la corpo Cavalleggieri


.

pontificalo

Alessandro
dell'eserci-

mirazione sua verso il conquistatore macedone. Alla sua morte. Cesare colle sue numerose truppe voleva

gi

prodegenerale
egli
si

comandar
polo

nel
i

Conclave j
cardinali,
i

ma

il

pofe-

to

ecclesiastico,

uni

in

al-

difese

quali

leanza

cojitro
col

Carlo

Vili

re

di

cero armare
l'eletto

quattromila

soldati

marchese di il/<i/oi'rt dichiaralo apo dell'esercito: il Papa pubblic la lega in s. Marco dopo la messa al snono delle campane di Campidoglio e delle
phiese di l\oma.

Francia, e

Dipoi

Alessandro

Vi, vedendosi in Boma Carlo Vili con forte esercito, si col leg col re
di

Pio III dovette salvare in Castel s. Angelo Cesare, che poco prima era stato lo spavento d' Italia. Come lo zio, Pio III avea intendimento di riunir poderose forze, e marciare contro il formidabile nemico del nome cristiano.
Il

di lui

successore nel
tal

i5o3

fu
for-

Francia

per
i

la

conquista

del

Giulio II, che assunse

nome

milanese, e fra

cardinali che creo

se per intlicar la grandezza de'suoi

che nel mestiere delle armi pareggi migliori capitani di (juel tempo. Pandi la crociala contro turclji, alleando.si
i
i

vi fu Ippolito cVEstf.

pensieri e la virt militare,, con cui

procur d' imitare Giulio Cesare. iNel fermo intendimento di ricuperare


alla

Chiesa

le

(.erre

occupate

a tale edetto con molti principi, e

dagli stranieri

o dai tiranni, riprese


fece

promettendo
Dichiar
suo
il

recarvisi

in

persona.

quelle che riteneva Borgia, che dalle

famoso Cesare
f'essiilifero

Borgia
generale
dell' eil

galere

pontificie

condm-re
part

figlio,

in

Ispagiia,

nel

i5o6

da

della Chiesa; e
jiiMcito cristiano

comandante
contro
j

Kouia coir
di

esercito,

impossessandosi
e facendo
il

turchi

IJologna

e Perugia,

caidinal d' Aubusson


dell'

gran maoslro
.

gonfaloniere

e capitano generale

ordine

Gerosolitnitano
la

Indi

Cesare fece
ai Sin'dli

guerra

ai

Colonnesi,

ed
il

agli Orsini;

ed
di

in

pi

Mantova. Renitente la repubblica veneta a restituire Faened altri luoghi, conza, Rimini marchese
di

incontri

Papa
l'

ademp con miuffizio

chiuse

il

famigerato trattato d'

al-

rabile destrezza
|io

capitacolle

leanza di
la

Cainhray. conilo di essa;


le

generale,

milizie pontificie

meptre Cesare s' impadron


e

quale per

gravi perdile fatte nel-

dello

principali
to,
rie
li

citt

luoghi dello stq-

guerra implor e ottenne perdono dal Papa. Allora gli mossero guerla

imprigionandone o sagrificandosignori, come si dice in mol11

ra

iduca

articoli.

Papa

fece edificare

il

anco per scjstenere il Ferrara, p Giulio li per. meglio allcudervi pass a Bologna,
i

francesi,
di

forte

di

Civita

Castellana,

sulle

ivi

unendo
la

le

proprie
si

milizie

alle

rovine della rocca anticy, poi compilo da Giulio II e Leone X. Warffifjo

spnguuole, dipoi
na, e

port in Raven-

sua armata fu rotta dal ne-

g' istorici

che Alessandro VI

mico, mentre col soccorso degli spa-

MTL
evil cader prigioniero due volle: dolente ancora per la caduta lasci crescere la bardi Bologna si

MIL
in

107
II,

gnuoli

gravi imparziali scrittori. Nell'anno


cui
fu
eletto

Giulio

ebbe

ba. Tultavolta lungi dall' abbattersi,

e dimenticando
testa
la

pericoli

corsi,
as-

luogo quel celebre Duello tra francesi ed italiani, i quali vinsero con decoro e gloria ancora delle milizie

alla

delle

proprie milizie
della

pontifcie, 9ui

alcuno di

essi

ap-

sedi

Mirandola

famiglia

parteneva.

Pico, nel pi rigido inverno, fissanflo


il

Leone

nella

seconda

guerra

quartiere vicino alle batterie.


la

del suo predecessore era stalo spe-

Difendevano
figlio

piazza
e della

Galeotto

li

dilo legalo e governatore di

Romadell' e-

di

Luigi
del

vedova di
Tri-

gna, onde trovossi alla lesta


sercilo pontificio

questi
vulzio,
al

figlia
il

maresciallo

quale
Gio.

Luigi

l'

avea tolta
III

fratello

Francesco

pro-

letto dal Papa. L'artiglieria


ficia
si

ponti-

copr di gloria, ed

il

Papa
la

da generale vincitore

entr per

che comandava, sbamemorala battaglia di Ravenna. Appena creato Papa perdon ribelli Colonnesi, ma vedendo che francesi tentavano invadere di nuovo il ducato di Milano, deliraglialo nella
i

breccia pella piazza a' 20 o 12 gennaio i5ii, mettendo in possesso della Mirandola Gio. Francesco
III.

ber impedirlo, e
soccorso
degli

si

valse
:

perci del
i

svizzeri

francesi

Proseguendo
e
altri

la

guerra, strinse
,

perduta la battaglia di Novara, nel giugno i5i3 ripatriarono. I veneti


rimisero
le

lega

coir imperatore
d'

coi

re

di

loro conlese all'arbitrio


i

Spagna
quegli

Inghilterra,

con
alla

del Papa, ed

fiancesi

si

pacificarono

principi

descritti

e furono assolti dalle scomuniche di

sua biografia, patto che si chiam sacra unione. Stando Giulio II in

Giulio

li.

Ad impedir

la divisione d'I-

talia fra la

Ravenna,
dinale
lo

nel

marzo

svizzero

1 5 1 cre carMatteo Schiner


1

Leone

Francia e casa d'Austria, si adopr energicamente;


fa-

Lango per aver procuralo al Papa un soccorso di truppe svizzere,

per volendo ingrandire la sua njiglia , convenne che Luigi


facesse

XH
mi-

un nuovo tentativo

sul

avea spedi- lanese; ma per morte del re, bench il Papa inclinasse alla pace, si to nunzio nella Svizzera de Grassi, il quale in Berna conchiuse la evi\ trov obbligato collegarsi col duca ^i tremila fanti. Sebbene agli i i di Milano, gli svizzeri, l'impero e
pel quale Giulio II
aprile
le

i5i2 perdette
di

la

memorabi-

la

Spagna.

Francesco

vinse,

ed

battaglia

tiglieria

Ravenna, ove l'arpontificia die prove di cree


il

allora ga,

Leone

ritirandosi

dalla le-

scente perfezione,

qardinal

le-

gato Medici indi Leone


ricolo
di
II

corse pe-

restar

prigioniero,
1'

pure
tutta

alleossi con lui; Pi tardi teinendo il suo ingrandimento gli mosse contro l'imperatore, e ordin a Marc' Antonio Colonna di u-

Giulio

riemp
a' suoi

Italia

nir le milizie papali alle imperiali


indi
col

Europa
vedendo

del terrore

del suo
i

nome,

piedi

pi potenti

nemici. Questi fu un

Papa dato da
il

Dio secondo
perch
^al
le

bisogni de' tempi,

impadron del ducato d' Urbino che die al nipote, don guerra che es^iur il tesoro pontificio. Nel i52o Leone
proprio esercito
s'

sue 'azioni furono lodale


di

riprese
le

Fermo

e Perugia, e rivolse
il

copcilip

Latcrano

ip'

e da

sue armi contro

duca

di Fer<

o8
indi
i

m L
I

M
Carlo

L
s.

ara,

si

uni

per
e

i523
giore,
sa fu

nella chiesa di

Maria Magmes-

cacciare

francesi

da

Milano,

e tra

le

solennit della
la

procurare nuovi
ti

stati

a' suoi

paren-

promulgata
1'

confederazione,

Medici, dicljiarando capitano gedella


di

dicendo

Oriiz famigliare di Adriadella

nerale

Chiesa,

Federico

II

no VI e autore
del viaggio, che

Descrizione
lega per rel'Italia

marchese
riale,

Mantova.
milizie
i

Le

galere

siffatta

pontifcie unironsi alla flotta

impee di

primere chi osasse invadere


si

le

del

Papa

pot fare

dal

Carlo
lano,

espulsero
il

francesi da

Mivit-

gione di

diritto,

Papa a tutta ramentre quando il

ove entr
e qiial

cugino cardinal

Pontefice vede

che a nulla giova-

de Medici, poi
torioso
col cardinal

Clemente VII,

legato dell' esercito

no le armi spirituali, pu senza dubbio muovere le armi temporali


per
difendere
s stesso e
rilevasi
gli altri

Lango, ricuperandosi an-

cora

Piacenza. Avendo Pio II attiibuite alla guerra contro il turco le rendite dell' allume di

Parma e

cristiani,

come

dal

capo

DilcctOy

De Lagna,
in

de sent. excom. in sexto. annotatore delTOrtiz, l


Il

Tolfa,

Leone
s.

ne affid l'ammi-

proposito queste osservazioni.

nistrazione
soldati di

all'

ordine de'cavalieri o

Burmanno,
le

giustissimo difensore del-

Pietro da lui istituito.

Serv a Leone

il

suo parente Gio-

de

vanni de Medici, detto delle bannere, da quelle compagnie di

cose di Adriano VI, quando giunge a questo passo, si sforza di mettere in campo molta erudizione ecclesiastica, colla quale mostra che
ai

ventura che a lui obbedivano, a vantaggio della Chiesa e per espellere d'Italia gli
stranieri.

chierici

si

proibisce

1'

uso delle

Adriano FI mentre era nella Spagna, ne part con ima numerosa armata navale e quattromila soldati giunto a GeEletto
successore
;

armi temporali. Ma tutta quella erudizione non viene a conto. Se il Papa legittimamente i-e temporale, dunque aver deve la sua milizia

disciplinata,

le

sue

fortifi-

cazioni ben guarnite, e conscguen-

sofferto da questa rimprover Prospero Colonna e Federico II marchese di Mantocitt,

nova, pel sacco

temente

far

uso a tempi discreti ed


di

opportuni
stalo.
Il

queste

difese

delio

va

capitani

dell' esercito

pontifcio

negare poi al Papa la capacit di avere legiio tem[)i)rale,


stesso
i

ed iuqjeriale nella conquista


lano.

Colla truppa
seguito,

r avea
talia

di Mispagnuola che cacci da Rimini


l'I-

che voler gettare a terra di natura e di legislazione, che rendono legittimi e


lo
tutti

principii

Malatesta.
dai

Vedendo minacciala
francesi,
si

slabili

lutti
i

rei-ni

della

terra.

Ma

un

in

lega
tut-

coloro
il

quali cercano di abbattere

con Carlo
ta
Italia,

V
in

principati di
ai

un

feudatari dello
tutti

dominio prendono il
portare tutti
per impedir

temporale
coltello per

del
la

Papa,
punta".

stalo ecclesiastico,

promettene fanti
la

All'articolo Costaxtinopoli, nel rii

do un contingente
secondo
lega
le

di cavalli

soccorsi dati in de-

proprie forze. Perch

riuscisse

vantaggiosa

alla

re-

pubblica cristiana,

Adriano VI
a'

ace;

compagnato
altri

dai cardinali, prelati


si

modi dai Papi l'ingrandimento della potenza ottomana, laccmujo menzione come Adriano VI promise soccorso
nari, truppe e altri
al re di

nobili,

port

agosto

Ungheria contro

turchi.

MIL
Questo non potendo effettuare percli
le

MIL
altri
vi

109

compresero Enrico Vili re


egli solo

precedenti guerre aveaiio eil

d'Inghilterra, col titolo di protetto-

sausto

tesoro

pontificio,

l'

am-

re;

ma

strinse particolare

basciatore ungherese Ralbo credendo


Q provenir

da

lentezza,

non conil

tento che fosse slato spedito

cardi-

nal de Vio con (niarautan)ila ducati,

ebbe l'audacia

di

dire al Pontefice:

Francesco l, eh' era uno della lega. Ci offese Carlo V, che subito pubblic la guerra al Pontefice. I Colonnesi uniti al nemico presero parte ai disastri, fecero
alleanza

con

Beatissimo Padre, Fabio Massimo con indugi salvo un tempo la repubblica romana quasi perduta; vostra Santit all' opposto,

gi le

d
di

l'ultimo

tracollo.

con induGi ai

Adriano VI esisteva l' archiamata Birri, che ai nostri giorni Pio VII soppresse nel i8i6. Clemente VII ebiie un pontifitempi

ma

politica

Campagna, ed occuparono Ceprano e Banco allora Clemente VII a' 24 gennaio 5i& pubblic una bolla, esortando baroni e feudatari del regno di Napoli a prendere le armi e difendere gli stati della Chiesa che assolvette d.il
scorrerie nella
:

Giuramento
Minitio

di fedelt,

contro

(Co-

lonna, e fu stampata subito da

F.

Calvo
clletto,

tipografo apostolico,
luoghi.

cato iiifciicissirao e burrascoso,


Je

per
se-

ed

nflissa ne'soliti

La

bolla

l'u

catastrofi

lacrimevoli

che

lo

vuota di

e poco

dopo ven-

gnalarono. Primieramente nel


nella chiesa di
s.

Giovanni
il

in

iSaS Laisti-

terano pubblic
tro
tu
il i

la

lega fatta con-

turco, e

verso

iSaG

ne da Moncada generale di Cailo V, e dai Colonnesi sorpresa la Cut Leonina, saccheggialo il Vaticano, onde Clemente VII salv la
vita in
ivi

Luoghi de' monti, per supplire all'armamento ausiliare delle milizie da lui destinate al soccorso
di
i

Castel

s.

Angelo

al

modo
tregua
su-

narrato.

Dopo

breve

patteggiata con

Launoy generale
imperiale

Carlo

contro

turchi (poscia

premo
bone
ci

degli imperiali, Carlo di Bor-

per

se ne servirono generosamente le nazioni cattoliche, con gravissimo danno del tesoro pontificio, che perci

Papi

successori

coli' esercito

compofanati-

aiutare

sto di cattivi spagnuuli e di

tedeschi

Luterani,
plebi

non che
e

di su-

venturieri, ladroni, sicari, e del

enormemente s'indebit). Indi vedendo accrescersi smisuratamente la


potenza
di

cidume
circa

delle

italiane,

di

quattromila

ebrei,

non

volle

Carlo

in

Italia

dodi-

aver riguardo alla tregua.


delle pioggie
i

Ad

onta

po

la

disfatta
la

de' francesi, per


i
i

e delle nevi,

traver>()

fndere

regione, agli

giugno
di-

monti

di

Arezzo, e

giunto nelie

iSaG
Tersi

fece

lega

in

Cognac con

vicinanze della capitale del


fnse

mondo

principi, e
testa
le

pa
si

alla

per esservi il Pafu chiamata Santa

lega, e per
disse

funeste

poi

Lega funesta a
tranne
altri
gli

conseguenze sua
svizzeri

Santit, poich

per ed essendogli negato, infervor le sue truppe colla promessa di ricco bollino, ed ai 5 maggio i527, profittando d' una
di chiedere
JNapoli,
il

passaggio

andare a

ed
agli

fiorentini, gli

mancarono

densa nebbia, assedi Roma.


t

La

cit-

accordi, e
la

Roma,

danno gravit su Can)pagna e la Toscana.


il

fu presa

il

giorno seguente, do-

po aver fatto
capitani

In questa lega

il

Guicciardini con

pontifcii

qualche resistenza Orazio Baglioni,


i

..

no
velli,

MIL
nella peste,
visse,

Valerio Orsini, Giampaolo da Cel'e figlio di Renzo, Giaujbatlista Sae Ranuccio Farnese.
Il

Moncada poco sopravucciso all'asi

e r Orauges fu
di

nemi-

sedio
zani

Firenze. Quindi
e

terraz-

co enli per porla s. Pancrazio e per porla Settimiana ad ore 22. -Di-

de' feudi

tenimenli di casa

per quanto pot la Cill Leonina Camillo Orsini, ma essendo


fese

Colonna si recarono a Roma, rapinarono quanto era avanzato al ladroneccio


altro
militare,

cio

immensa!

Ucciso

il

BorbonCj
il

gli

successe nel

quantit di utensili, e di ferrameuli,

comando
sercito
il

principe d'Oranges. L'ed seguente

non pi essendovi. Immen-

nel

guadagn
quandi

rione Monti, e corse


si

Roma

to
al

estende
;

dal
la

monte

Giaiiicolo

Laterauo
soldati,

prima strage fu
,

700
fu

e la guaidia
pezzi

svizzera

furono le taglie d' ingenti somme, che i soldati posero senza distinzione alle cose ed alle persone, che tassavano di grosse contribuzioni a titolo di riscatto, operanse

poi

n)essa in
il

seguendo
pi

per

due mesi
con
barbarie,

pi crudele saccheggio
le

commettersi
le

inaudite

nulla rispettandosi,

nep-

pure

chiese, le reliquie de' santi,


uccisi,
altri
i

molti religiosi

vilipesi

enormemente^ contaminali
cri degli slessi Pontefici

sepol-

da masnadieri. Di tali documenti pubblic il Saggiatore, giornale romanoj n. 1 I, anno primo. 1 confederati intanto non si presero vepensiel'O di Clemente VII, solo neti ordinarono al duca di Urbino di

do

in

tutto

taglie diversi inediti

per trame le
vergini

lutto arrischiare per liberarlo


i'e

cose preziose, e

violandosi le femle

di

; ed il Francia troppo laidi sped aRo-

mine

persino
alla

sacre

ma
colo

Lautrec con un

esercito. All'arti-

Scamp

generale

carriflcina

Germania sonovi
le altre,

relative noli-

Clemente \llcon chiudersi in Castel s. AngdOy ove ne'sette mesi che vi si


tenne assediatOj
pot resistere alle

zie, cos

negli altri analoghi luoghi

riportiamo

come

della parten-

za del barbaro esercito imperiale, avil 17 febbraio i528, menClemente VII Stava rifugiato in Orvieto, accompagnatovi da Luigi Gonzaga detto Rodomonte, cugino del marchese di Mantova, poi generale delle truppe pontificie. Per

immense
cati

forze

attacchi,

nemiche ed ai replimediante la bravura


pontificia.

venuta
tre

dell

artiglieria

La

pi

pane e carne, e la pi fiera pestilenza aumentarono le calamil dall'alma citt, che vide alemanni e spaglinoli contendersi con micidiali discordie e uccisioni, rubamenti e le prede. "Venne osservato che tra soldati periti di peste, maggiore fu il nucarestia di
i

tremenda

nello
soli

slesso

giorno.

Amico

d' Ar-

mero
di

di

quelli

che ne'pi
i

fieri

mo-

con alcuni patrizi ed alquanagli stipendi del ti cor.'si ch'erano popolo romano, infrenabili e sempre avidi di bollino, entrarono in Roma, guastando la ripa del Tevere,
uccidendo
spagnuoli
sessi,

avevano derubalo monasteri Nota il Ferlone, Dc'viaggi clt l'api p. 2{)4) ehe due anni dopo niuno de'soldali che saccheggiarono Room
era pi vivo, e
tato
le

tedeschi
e nelle

d'ambo
chiese, e

negli spedali
i

predando
artisti

loro beni, benstabiliti

ch fossero
in

pacifici

rapile ricchezze

passarono in altre mani.

indubi-

che Lauuoy

o Laniioy

mor

derubando anche qualche monastero. In egual tempo Colonna malmenavano la Canipu-

Roma,

M
signori
Altieri

r>

1,1
pel passaggio de-

gna romana, uiassine

le

terre dei

i5j3 Giulio III


gl'

come gli (li voti al Papa, ed i Leni, per cui Cleuieuscomunic i pi edatori e te VII gli obblig alia restituzione. Clemenche stettero te VII e i cardinali
rinchiusi con lui
gelo, per duolo
in

imperiali che recavansi a Siena,


i

guarn
ficie.

confini

del

proprio stalo
ponti-

con 8000 uomini


Il

di milizie

successore Marcello II, di

rigide

virt,

voleva

licenziare

la
il

Castel

s.

Ancre-

guardia

svizzera,

persuaso che

eransi

lasciali

vicario di

Cristo

non

scere la barba: che Carlo


il

prese

per sua difesa


sivoglia
milizia,

delle

ha armi

bisogno
di

qual-

lutto,

e die dimostrazioni di dola

solendo diie
cristiani

che
col

lore per

prigionia
lo

sventure di Roua,
trove.
ti

Papa e dicemmo aldel

parecchi principi

pi

gli

scrittori

^ero che ci quasi da tutfu preso per lina i-

segno della croce che con gli eserciti furono in molti incontri dilesi
contro
i

pi polenti
il

nemici

sli-

pocrisia,
te
il

ma

se piace

quanto

riflet-

mar meglio che


ucciso dagli

Papa

restasse

Verri, Storia di

cap.
Isse

XXV,
in

p.

Milano t. Il, 25 1, sembra che non


Pail composta di quali non ricoliberare

empi, che dare esemAl


principio
del

pio di vergognosa paura, odi maest

suo potere

poco neceasariu.
pontificalo
di

pa,

essendo l'armata
i

Paolo

//^

si

deve

gregari stranieri,

l'origine della

nobile guardia delle


di lui

noscevano che

generali dai quali

Lanate spezzale. Sotto


luogo
lippo
la
li,

ebbe
molti

erano pagali, essendo l' araatij collettizia, e radunala jjer tempo ed


oggetto determinato. Finalmente in

lmo.<>a

guerra contro Fiji.iriossi

di

cui

in

Bologna
tia
il

nel

i53o
e
I

segui

la

pace
fe-

come Fecsinone, Caraffa, Geutazzano, e Cave ove si fece la


articoli,

Papa
di
lui

imperatore, ove

pace

il

re di Francia sped dieciin

ce

la
i

solenne

Coronazione.

mila uomini
tefice,

soccorso del
al

Ponsviz-

Tra
VII,
dici,

cardinali creati da Clemente

che prese

soldo

gli

nomineremo
che lungi dal

Ippolito de Alevestire

zeri

e l'artiglieria

pontificia
fece della

tan-

da car-

to nell'invasibne

che

Cam-

dinale, tranne le indispensabili cir-

pagna
tre

compariva con divisa da generale, armato di spada ; o Odetto de Coligny, che preferendo l'applicazione delle armi e la milizia,
costanze,
alla dignit ecclesiastica, fu

il, duca d'Alba, che nella oppugnazione d'Ostia del i556, ed al-

fazioni
la

che
nel

occorsero,

mostr
If^,
il

vieppi

sua importanza e perizia.

Gli successe

155^ Pio
spedito

poi de*

quale era slato


III
tificio

da Paolo

posto dalla porpora.

Paolo IH, per impedir


ra tra Carlo

la

gueri,

e Francesco
indi

si

commissario dell'esercito ponneir Ungheria e Polonia contro il turco e luterani, esseni

port a JVizza;

Lucca ac-

do generali
Vitelli

delle milizie Alessandro


indi
lo

compagnalo da
vallo,
lizie,
si

i5o

soldati a ca-

e Giambattista Savelli;
cardiiiale,

e da

200
s.

a piedi di sue mi-

essendo

Giulio
delle

HI

e poi a Brusseto nella dioce-

mand
zie della

soprintendente

mili-

fece

Donnino. Paolo HI Colonna, ed istitu i Paolo j cavalieri o soldati di s. in Perugia fabbric la fortezza. Nel
di

Borgo

Chiesa inviate contro Ot-

guerra

ai

tavio Farnese duca di

Parma. Pio
e

IV soccorse Fdippo
liano
11

11

Massimi-

contro

il

turco, e Carlo

112

]\I

L
rina papale
na, al
debiti

MIL
Marc' Antonio Colonquale s. Pio V decret gli

IX

contro

gli

ugonotti, per cui la

camera apostolica contrasse


per un milione
di

scudi.

Fu

gene-

onori del trionfo, al

modo

che de-

rale della cavalleria pontificia,

Do-

menico Massimo giuniore, ch'erasi segnalalo nell'assedio d'Ostia e neldi Palianoj mori da prode nel combattimento navale di Lepanto, comandando una galera

scrivemmo a Ingressi solemviin Roma, ove facemmo cenno delle pompe trionfali degli antichi romani,
e di que' solenni ingressi in cui in-

la battaglia

tervennero

le

milizie della Chiesa,

incominciando dal tempo di Adria-

Avendo sposato il suo Annibale Altemps prefetto delle armi pontificie, con Ortensia Borromeo, a' 5 marzo delpontifcia.

no

I.

Quanto

alla soldatesca

della

nipote

citt

che accompagn in ordinanza con abiti pomposi il Colonna, essa


squadroni,
in
il

era divisa in tre

pri-

l'anno

1.565

nel

cortile di

Belve-

mo
dieci

d'archibugieri

i36

file,

e
di

dere
senti
lo

ebbe
alle

luogo uno
finestre

magnifico torneo, cui


il

splendido e furono pres.

per

fila;

il

secondo

era

picche di

i5o

file, il
i

terzo d'archii :

cardinal

Carsi

Borromeo con

aliri

ventidue car-

dinali,

e seimila cavalieri,

come

legge nella Narrazione del inaraK'iglioso torneo rappresentato dall' eccellcnliss.


sig.

3 file quesquadroni erano fraraezzati da alcune file di alabarde, ed altre di spadoni a due mani, ed altre di
sti

bugi o moschetti di

paggi con spada e

rotelle per or-

conte

Annibale Al-

temps generale governatore di s. Chiesa, nel nuovo teatro di Belvedere, l orna i565. Nel i566s. Pio amando \o Stocco e Berrettone benedetti, insegne solite donarsi ai capitani benemeriti della

namento degli squadroni. Avanti di questi andavano come per capi due
sergenti

maggiori a cavallo,
e Cencio
di

DomeToffia,

nico Jacovacci

religione, al

"vittoria riportata nelle

duca d'Alba per la Fiandre conFiljppo


li.

tro

gli eretici

ribelli di
.'

Per
se

sicurezza
il

Venaissino

Avignone e contado Papa somministr gros-

somme,
Francia
Cario

milizie pontificie e

mupoi

nizioni da gueria.

Per sostenere

con bastoni in mano, armali di corsaletto con calze di velluto, berrettino ed una banda rossa e gialla, con tre alabardieri a piedi colle bande de' medesimi coloii. Seguivano poi per ordine le squadre degli archibugieri precedute da due tamburini vestiti di rosso, con calzoni di velluto nero, ornati da passamano d'oro, con stivaletti incerati,
con
tra
colletti

in

la

cattolica

religione

e maniche

di

maglia,

dalle guerre degli ugonotti,

mand
5ooo
Sforza

berrette con

piume

bellissime. L'al-

scudi, e
fanti, di

\\ 4^oo
cui
s.

centocinquantamila
cavalli
fece

con

met di queste squadre aveva un sergente maggiore, cio Fran-

generale
le

cesco Spannocchi, vestito


altri,

come

gli

conte di
di
ria

Fiora,

quali milizie

con

file

di alabardieri

vestiti

contribuirono alla segnalata vittoria

di

velluto

variamente,

con paggi,

Moncontorno. D' immensa glotriplice la riusc a s. Pio V


contro Selim
II,

cinque per schiera, con celate, penmorioni doni e scudi, e sopra


i

alleanza concniusa

ayevano
torchine.

soldati

le

banderuole

per

la

battaglia navale vinta a Le-

panto, esscudo

gcneiale della

Ma-

Eravi dopo questa la squadra delle picche, avanti di cui

MIL
procedeva
pi
file,
il

MIL
magj+iore
P'^gg"

ii3

sergente

Gian Pietro Muti con 54


sparsi

in

Gennari nel 1847 pubblic in Roma Della santa triultimo


Natale
:

e vestili a livrea ornatissima, con morioni, scudo e

plice alleanza

del

santo Pontefice

pennacchio.
vestiti

Dopo

questi erano

12

alla

turcliesca.

Aveva questa

Pio contro Selim 11^ battaglia di Lepanto e trionfo di Marc Antonio Colonna, racconto storico con
note, giunta e brevi cenni
sull' in-

squadra ventisette insegne tramez7.ate

nelle sue

seta di vari

compagnie tutte di colori. Vi erano quat-

civilimento ottomano.

Wel pontificato di Gregorio


l'antichissima milizia

XIII

con calzoni di velluto ed archibuselti, superbamente vestiti, seguiti da sette file di spadoni a due mani, e cinque file
tro capitani
di alabardieri,

urbana del magistrato romano, ed anche la guardia


pontificia

detta

Capotori, suc-

ceduta
tuite

alle sette coorti

urbane

isti-

dopo
della

quali

ince-

deva
letlo,

il

corpo

picche, tutti ben

berrette di

squadra di con corsavelluto con piume,


vestiti

da Cesare per l' interna tran* qiiillit della citt, venne meglio riorganizzata. Questo Papa forn grandi
aiuti

a Enrico III re
gli
II

di

Francia

calze

bianche

di

tela
altri

d' argento
in

contro
Filippo

ugonotti

si

colleg con

con trine d'oro; berrette avevano

luogo di

per liberare Maria Stuarsue


milizie

capo morioni con pennacchi, e calzoni d'ormesino cangiante; altri avevano in capo capin
pelli
all'

da; e colle

represse

fuorusciti dello stato pontificio, ci

ungaresca, calzoni di raso

che con miglior successo fece poi Sisto V^ il quale istitu una congregazione
cardinalizia
della

paonazzo con trine d'argento. Succedeva la squadra de* moschetti, innanzi alla quale andavano venti paggio e cafile di alabarde con pitano vestiti superbamente; poi seguivano le file de'moschetti. De\esi rimarcare, che tanto nella guerra delle Fiandre, che per mare
sulle galere pontificie, le artiglierie

sopra

gli

armamenti
lizia

marina
il

e 'a miCohellio,

papale.

Nottia,

Veggasi Congregatio
et

XVIII.
servanda

classe

paranda,

De ad
Con-

status ecclesiastici defensionem.

confinibus status ecclesiastici conservandis. Ed ancora in cap. de Militibus s. Petrij s. Paugregatio


li;Piis; Lauretanis; et
tutti

XXI. De

di

s.

Pio

si

fecero molto onore,

de Lilio, quali
i

e molti
milizie

uflziali

e soldati delle altre

hanno

articoli.

Gregorio Xlf^
svizzeri,
di
cavalli

dierono riprove di
e perizia
Il

sommo
come
in
il

sped

in Francia
fanti

seimila

valore
altri

militare,

duemila

e mille

incontri.

Papa

ricevette

milizie pontificie

comandate da Er-

Colonna

alla presenza di molti car-

l'omaggio degli schiavi legati, i quali il Papa fece condurre parte al luogo
preparato, e parte in Castel
gelo.
s.

dinali e gran personaggi, e

An-

cole suo nipote in aiuto della lega, con molte somme di denaro, deviente Vili per impossessarsi del ducato di Ferrara ricaduto alla santa Sede, pose in piedi numeroso
esercito; indi fece dividere le artiglierie

Oltre
di
s.

le

onore
nel

medaglie coniate in Pio V, Clemente


piastra

celebrarne la beatificazione fela

ce battere

ove

si

vede

con Cesare d' Esle duca di Modena, da Mario Farnese generale Questo delle artiglierie pontificie.
Pontefice
geloso
dell'

espressa la vittoria di Lepanto.

Da

onore

delle

voi. XLV.

iterv&wwant

4ov^6^,
i

9> iprS/P/mnXJiisb. rte^

ii4

MIL
ce delle

MIL
milizie,

armi della Chiesaj ravvisando come le milizie nazionali sole, e le buone istituzioni sono quelle che mantengono gli sfati indipendenti, e vedendo il grave danno che ne veniva di dovere talvolta assoldare
al

delle

fortcz7o,

principalmente di quei che miineggiano le artiglierie e de' bombardieri.

Saverio Marini

Memorie

di

s.

di fuori istrutti

artiglieri,

volle

Barbara, Fuligno 1788, parlando dell'origine della particolare divozione de' militari
osserva che deve

subito provvedere
siglio
i

con saggio conspeciale per


cos

verso la santa,
ripetersi

ad una scuola medesimi formando


,

verso la

per o-

met

del secolo

XIV, o

dall'

inven-

gni piazza dello


dieri leali,
i

stato de'
si

quali

bombarcomponevano

zione della polvere da fuoco, o dac-

ch questa cominci
uso fra
le

ad
acci

essere

in

dei capi delle arti e mestieri,


di

come

milizie,

per
la

sua
pol-

radori

armaiuoli, di polveristi, di carqui noteree di ferrari.

mediazione stasse

lontano qualunsito

que fulmine dal


vere custodivasi,
veriere presero
il

dove
di

mo, che
rari,
ri

nel

i55o

in

Roma

era

anzi tutte le pol-

slata eretta la confraternita de' Ter-

nome

s.

Bar-

spadari, archibugieri e lancias.

bara

e ci per quel

fulmine, col
lei

in

Eligio presso l'ospedale del-

quale nel punto del di


fu incenerito

martirio

la

Consolazione.
e
in Castel

Questa scuola con


s.

Dioscoro empio suo pala


la

forma nobile

Roma
(

nuova si apri in Angelo nel i5^^


quel!' articolo

dre ed uccisore, avendo confessalo


santa intrepidamente
na.
il

fede cristia-

come narrammo a
ai

Aggiunge,

che
tal

potrebbe forse
protezione alle
dal secolo
d' Italia
bi-

insieme
successori
rio

privilegi

concessi

dai

principio di

inclusivamente a Gregoe dell'

milizie derivare

ancora
le

XVI,
i

che

annua benedizione Papi davano al presidio mitreno de' cannoni e mor-

XI, cio quando


e le famiglie

citt

priticipali

ebbero
unite

litare col

sogno
di
in

di

alzare

Torri
la

alle

prima che la 'j5 anni Francia ne avesse una simile^ poich non vi fu aperta che nel 1679, prima a Douai, quindi trasferita a
tari), cio

proprie case, o di ridurle a foggia


torri.

Avendo

santa

abitato

una
sue

torre, rinchiusavi dal crudel

Metz, e poscia a Strasburgo. Non si deve tacere che di tali scuole di bombardieri gi altre ne esisteTano tra i toscani ed i veneziani,

rappresenlandosi in tutte con questo simbolo, nel vedersi obbligate le famiglie pi cospicue ad abitare nelle
le

padre, e

immagini

torri ed

ivi

guardarsi dalle aggres-

ma

pregio principale

ed

esclusi-

sioni

de' nemici,
fin

pu ben
ad

crederai
i

vo dello stato ecclesiastico lo aver costituito il corpo di artiglieria in corpo di arte. Provvide inoltre Clemenle Vili che ne fosse riunita una confraternita, in l' ufl^icialil con regole, statuti e privilegi particolari,

che
litari
il

d'allora e queste e

cominciassero
s.

patrocinio di

miimplorare Barbara.

La

esecuzione poi delle provvisioni

e ordini di Clemente Vili sull'artiglieria della


al

sa di

s.

ed altare nella vicina ChieMaria in Tiaxponlina, solfo


s.

romana Chiesa, si deve capo de' bombardieri Castellano


9.

e prelislto eziandio di Castel


gelo,

An-

l'invocazione d(dla gloriosa

Bar-

bara vergine

e nnrtire, protettri-

Aldohrandini (altre notizie riporUuniuo altrove di quePietro

MIL
sto

I\ITL
nel
voi.

ii5
delle

personaggio,
p.

come
de!

Vili. Forse

la

guardia

Co-

XXVII,

^'j

Dizionario),

e al consiglio ed aiuto di Amerigo Capponi. Con tanto zelo e impe-

razze a cavallo, ebbe origine sotto Paolo V, o almeno sotto Innocenzo

X:

estinte nel
11

1798, non

si ri-

gno

si

prest

r Aldobrandini, che
si

pristinarono.
lizie

divenuto cardinale
glieri

fece dichiara-

e forti

Papa aiut con misomme, T imperatore


II

re protettore del corpo degli artie


della

Ferdinando

contro

il

Palatino

loro

confraternita,

che
cap.

il

Piazza

descrisse
tralt.

XXVI,

IX
si

<\e\V

ancora nel Eusevodi

che voleva togliergli la Boemia, e per la vittoria riportata, Paolo V ordin ringraziamenti al Dio degli
eserciti.

logio

romano.

Ivi

dice che la

pagnia

di castello
altri

compose
uffiziali,
le

comun
i

questo

capitano e di

oltre

bombardieri; che tra


cesse al sodalizio
la

grazie con-

Tra i cardinali creati da Papa, vi furono Lodovico di Lorena, che poco usava 1' abito divisa cardinalizio, preferendo la
militare,
colla

fuvvi quella del-

quale

accompagn

liberazione di
feste

due prigioni
s.

nelle

nella guerra del

due

de' loro protettori e


s.

Mice-

e
gi

si

Poitou Luigi XIII, batt pi volte al duello ; Luifatto dal

chele arcangelo

Barbara,

Nogaret de la Vallette,
di

lebrando

maggior solennit ; che nobilmente orn e dot la cappella in s. Maria in Traspontina, la prima a mano destra, col quadro della santa dipinto dal cav. d' Arpino, mentre le
la

seconda con

Francia luogotenente delle armate, biasimato qual soldato licenzioso e prelato guerriero; e Guire

do Benlvoglio, che
re di Fiandra.

descrisse le guer*

d truppe
II

manGregorio e denaro a Ferdinando


ribelle

XV

pitture della volta

e le storie del

contro
il

il

Palatino;
nella

soc-

suo martirio sono di


setti,

Cesare Rosdi

corse

re di Polonia
i

guer-

eseguite

sui

cartoni

detto

ra contro
sito
la

turchi; prese in depoValtellina per

artista;

che vi faceva celebrare quotidianamente la messa, suffragi ai


defunti,
militari,
pie.

contrastata
fratello d.

mezzo del
visi,

Orazio Ludocavalli

dotando
ed

le

zitelle

figlie

di

che

comandava 5oo

esercitava altre

opere

Quindi nel
di

1602

si

pubblic:

Compendio
bardieri,

delle istruzioni de'

bom-

Manilio

Orlandi. Per

queir incidente
BiRni, nel
prese
corsi
al

che

indicammo a
Vili

i5oo fanti di milizie pontificie. Urbano Vili fece generale della Chiesa, prima il suo fratello Carlo Barberini, poi il nipote Taddeo: morto il primo nel i63o, in Araceli
gli

i6o3

Clemente

furono celebrati solenni


quali leggonsi nel
p.

fu-

suo

soldo seicento soldati


ve-

nerali,

Casi-

di

nazione, e duecento archicavallo, incaricandoli

miro, Memorie della


raceli p.

chiesa d'

A-

bugieri a
gliare alla

4^7 o 4o8. V'intervenla

custodia

del

palazzo a-

postolico

e di altri luoghi di

Roma.

cardinali e cant nero di Ferentino, il vescovo

messa
Sul

coli' assi-

Paolo
arrolare
cio, nella

imped"

ai

veneziani di

stenza del magistrato romano.


letto

soldati

nello stato pontif-

guerra coll'arciduca d'Au;

stria

per l'insolenze degli ussocchi ed a lui si deve la fortezza di Ferrara,

funebre fu posta una corona d'oro: Giulio Cenci pronunzi l'orazione funebre. De' funerali de'Generali di s. Chiesa, parlammo a
quell'articolo.

incominciala

da

Clemente

Urbano Vili sostenne

ii6
molle guerre
LE DI
s.

MIL
coi

MIL
allri

Farnese, ed

principi collegati: airarticolo GErrERA-

duca di Modena e dalla Toscana, solo nel 1644


io dai
veneti, dal
si

Chiesa parlammo de'suoi gedi quelli di


tal

conchiuse
e

la

pace dai

cardinali
lo stato

nerali,

come
altre

altri

Papi,

Bonghi
vati

Bichi,
i

dopo che
per

colle notizie di
t,

cospicua digni-

s'indebit,

sudditi

vennero grasostener
i

ed

riguardanti le milizie
la

con

tributi
il

le

pontificie.

Conchiuse
le

pace nel

guerre, onde
rini suoi

1627 per
tellina,

controversie della Val-

nipoti

Papa ed Barbepatirono amare cri-

che

sottrattasi ai grigioni, la

tiche.

Gli avvenimenti bellicosi che

Spagna voleva unire al milanese; ed al comandante le truppe del

Papa furono consegnate


insorse la guerra

le

fortezze

della provincia per demolirsi.

Per
la

per

la

successio-

ne

al

ducato di Mantova, onde

quiete d' Italia fu


bata. Nel
il

nuovamente
le
il

tur-

ebbero luogo per l'occupazione del ducato di Castro, la guerra sostenuta nel 1643 contro Francesco I duca di Modena, ch'ebbe luogo al tempo stesso ai confini del sanese e del perugino con Ferdinando II granduca di Toscana, aggiunsero

1687 per
e

scissure tra

cardinal Medici
soldati corsi,
le

contestabi-

le Colonna,

Urbano Vili assold


perch
di

3oo

notte

nuove glorie alle milizie della Chiemassime all'artiglieria pontifipari dell'arte militare cia, che al prendendo ogni di forma migliore,
sa,

spalleggiassero

ronde

de' birri.

cominciava a
battaglie.

fir

sentire

la

sua

A
si

mediazione del Papa nel 1639 ottenne una sospensione di armi

terribile influenza sulla sorte delle

Di qui

nella guerra insorta per morte del

Vili
il

determinossi

duca di Savoia. Nel i64i marciarono contro il Farnese 6000 fanti e 5oo cavalli con buona artiglieria, essendone comandante il marchese Luigi Mattei che s' impadron della
rocca di Monta Ito e di
pili

corpo, a

che Urbano ad ingrandirne dargli nuove attribufu


l'

zioni,
fatti

a propagarne

istruzione.

In

divenuto
del

Taddeo
e

Barberini
delli

nipote
la

Papa

generale
fu

Chiesa, capo de' bombardieri,

Urbano
e del

Castro j di Vili aument il suo


i

esercito e fortific

confini
:

del fernelle di-

fortezza di Ferrara, dal marchese di Bagno, on-

9 novembre i636 nuova scuola nella

aperta una

rarese

bolognese
fatte

de aver
ziate in

g' istruttori

alle

compail

Terse fortificazioni

Papa, si distinse il Vincenzo Macularli, che poi cre


cardinale, peritissimo nell' architet-

da questo domenicano

gnie de^ bombardieri eh' erano stan-

Romagna.

Dopo
in

com-

battimento di Nonantola, rono da lodarsi, bench


le di

cui fu-

perdenti,
la le

tura militare. In questa


il

si

rese

sommo
il

milizie

pontificie,

per

virt

bolognese Francesco Marchi, cui


preferenza

pochi oppostisi contro

numequel

eh. Rambelli d

sopra

rose

degli Estensi guidate da

Vauban.

Alla splendidezza del duca

fulmine di guerra
brill

Montecuccoli, non

Melzi d'EriI si deve la magnifica edizione di Francesco Marchi Ar:

certamente

pi

l'

arliglieria

per fazioni di terra che ne manca-

chitettura militare illustrata

da

Lui-

rono
s'

ma

nel

seguente pontificato
fatto

gi Marini,

Roma
il

pel

de Romania
pi viva
(a

illustr

in

quelle di mare, aven-

18 IO.

Prolungandosi

do Urbano Vili

(ndere ot-

guerra, essendo

Farnese soslenu-

tanta pezzi d formidabile arliglie-

MIL
bronzo della Minia ad Marlyres. In
ria

MIL
chiesa
di
s.

117
per armare

col

le

eravi

il

bisognevole

Roma

fece

18,000

soldati,

come

afferma

il

costruire diverse
lo

forti ficazioiii,

per

stato rinnov

diverse fortezze, e

Bologna nel 1628 rifabbric Forte Urbano, per cui fu coniata una medaglia colla sua pianta e s. Urbano vescovo. Nel secomodelo Xni l'avevano elevalo nesi, chiamandolo Castel-Leone, ma
tra

Modena

Venuti, che la chiama una delle pi fornite d' Italia. Poco dopo lo Chattard nella Nuova descrizione del Vaticano t. II, p. 382, t. Ili,
p.

364,
la

'

descrisse,

onde ne darevaticana

mo un
ha

cenno. L' armeria

dislrutlo dai bolognesi ne fabbricarono un altro poco dopo, il quaridotto con pi le venne appunto

architettura militare, per mezzo di

prima corsia lunga 666 palmi, la seconda a due navi lunga 261, la selleria 108, non oltrepassando le altre due i 60 palmi. Nell'armeria evvi una lapide di marmo ed iscrizione di Urbano Vili,
e sono
glioni,
la
il

Mola da Urbano Vili, onde ne


Gio. Battista

Como, da
prese
il

dipinti

in
il

quattro

medaDio,

no-

furore,

flagello di

me. Pio VI
nel

lo

fece

risarcire,

onde

guerra, e la
vani

desolazione; ed ia
le

1779

^"

coniata una medaglia

altrettanti

quatti'O
stato

prin/^i-

per memoria;

ma

ora

ridotto a

pali fortezze dello

pontifcio,

ergastolo militare, per deposito dei


veterani e per quartiere de' soldati.

cio

Castel

s.

Angelo,

Civitavec-

chia, Ferrara, e destra della

Forte Urbano.
vi

Per

le

notizie di
il

questo

forte

si

porta d' ingresso


fortezza. Nella

Gaetano Giordani nell'importante opuscolo: Guida per V accademia di belle arti in Bologna p. 73.

pu vedere

eh.

effigie
vi

della

prima
delle

corsia

sono due armature d' uodritte in


piedi,
dicesi

mo

di ferro

quali

quella a

destra

aver
sca-

JNarra

il

Martinelli,

Roma

ricer-

servito a Cailo di

Borbone ucciso
nell' atto

cala, p. 72, che


de' ss. Bonifazio

presso la

Chiesa

presso
lar le

s.

Spirito
di

di

ed Alessio eravi r Armilusiio dove si riponevano e conservavano le ai mi de' romani;

mura
il

Roma

nel

1527,
palla di

mediante
fucile

colpo d' una

che

ma

Sisto

incominci nel palazzo


biblioteca
l'ar-

cosciale (lo

vede inipresso in uu che sembra corrispondere


si

vaticano

presso la

a quanto

dicemmo

col Torrigio

ed

meria poulificiti, quale proseguita da Paolo V, nel iGaS venne com-

Xlll, p. 255 del Dizionario, ed incontr compatimento nel


altri nel voi.

da Urbano Vili, fornendola gran copia d'armi e di militastrumenti, per armare pi di ri quattromila M)idati, con gran numero di supeibe artiglierie, e per memoria fu coniata medaglia, ove il prospetto dell' armeria si vede
pita
di

eh.

Gaetano Giordani, per quanto

rilev nella nota

4^3

del suo prezioso

ed eruditissimo libro, Della venuta


ili

Bologna di Clemente

VII

Car-

lo

V);

l'altra

evvi

tradizione

che fosse quella che usava Giulio II. Vi sono anche altre armature

Dontificia al
scio
1'

^ alicano, e nel rovedi

immagine

Urbano

YIII.
al-

simmetricamente disposte, come elmi, armature con partigiane e lancie


a guisa di
trofei.

Quest' armeria fu yurnentata da


tri

quindi
carabine,

sciable,

Papi,

massime da Clemente XI

archibugi

pistole,

squa-

e Benedetto

XIV,

a leu)po del qua-

droni, ed altre

armi per

fanteria

ii8
e cavalleria,
sjjoste

MIL
sono con
ordine
tll-

MIL
nel di seguente
notte,
il

\erso due
i

ore di
moltisfalla
si-

nelle lastelliere delle scanzie.


allri

senatore,

conservatori

quindi

elmi, corazze, schie-

ed

caporioni di

Roma, con
romani,

ne, bracciali, cosciali, spingardi, bajonelte,

simi giovani

nobili

bandiere, ed allre armi ed

una iucamisciata
dere
di
cia

{^incamiciata,

insegno militari. Clemente

XI
vi

e Beal-

gnifica scelta di soldati per sorpren-

nedetto
l'

XIV avendo
dell'
i

concoiso

incremento
posti

armeria,
Il

fuiO'

notte

o uscire addosso al nemico all' improvviso, con cami-

no
ri

loro slemmi.

secondo
selleselle,

fece

lavorare armi in paesi stranie-

ria

ed in Roma, venendo la formata di staffe, stivali,


palroncine, ed altro
il

che si mettevano sopra l'arme per riconoscersi fra di loro ), anda rono al palazzo pontificio con bellissimo ordine

cavallo, con

lor-

briglie,

occor-

de

accese

in

mano,

e nella piazza

rente alla cavalleria. Vi

luogo
gli ar-

ove quotidianamente lavorano

Vaticana fecero come una giostra, con diversi intrecciamenti, aggiran-

maroli, e pel custode dell'armeria,

do

in

mano

quelle

fiaccole

altret-

come

per conservare

gli

scarti

del-

tanto eseguirono
lazzo vaticano

nel corlile del pa

le arnu' rotte, e

quelle che debbonsi

con

risarcire.
si

Al presente l'armeria trovaalquanto diversa dallo stato del se-

zione

del Papa,

molta soddisfache dalla camera

diede loro la benedizione.

colo passato,
to,

ma

ottimo

n' lo sla:

e fornitissima di

armi

Grego-

Nel principio del pontificato di Innocenzo X fu ristampata la Relazione della

rio
Il

XVI

l'onor di sua
Barberini

presenza.

Corte
stato

di

Roma

di

nipote di

Urbano VIII, cardinal


,

Lunadoro,

coli'

autorit del
delle

quale
milizie

Antonio
milit

generalissimo
il

dicemmo
nerale DI
nerali
fiziali

dello

delle milizie pontificie (sotto

quale

pontificie d' allora


s.

all'

articolo

Geuf-

da generale Achille Eslanid'Italia,

Chiesa, dei diversi gestato maggiore,

pes, gi generalissimo di Francia nella

e dello e

guerra

quindi creato car-

soldati eh' erano

80,000,

dinale), nel

fece celebrare

1624 in piazza Navona uno splendido Toriieoj

dei quali spettacoli se ne parl anco

a Giuocui, come si ha dal Novaes, Di altra magnifica festa data in tal


piazza
dal

con 3,5oo cavalli, senza paga, ma solo con privilegi ed esenzioni, oltre i corsi al soldo del Papa. Il medesimo autore a p. 2 1 e 26 riporta quanto segue. Vi ancora
in palazzo
il

cardinale

nel

1642 a
car-

generale

delle guar-

Cristina regina di Svezia, con

die, dichiarato

ro trionfale, carosello (o garosello,


sorta
di festeggiamento a cavallo, ludus trojanus ) e combattimento notturno. Il carosello fatto nello

da sua Santit per breve con duecento scudi al mese


di provvisione,
il

quale

tiene

luogotenente, che tra denari e parte di

piazze di Campidoglio, ed in quella


di
s.

Pietro, ove lo vide Giulio III

palazzo ha scudi ottanta il mese pagati dalla camera aposlolica, ed ancor esso nominalo con
dia sono

per

la

sua esaltazione,

lo

descrissi

nel voi.

X,

p.

92

del

Dizionario.

Un

altro quasi simile spettacolo al'e-

breve pontificio. Nella detta guard'ordinario due compagnie di cavalleggeri, di cinquanta


per

\eva avuto luogo per festeggiar


lezione di

Alcssaodro

VI.

Poich

il

compagnia; nominando pure Papa capitani e gli alfieri per


i

MIL
breve.
svizzeri,
)ii

MIL
di

119
servilo.
la

Una compagnia
con capitano e
tutti

trecento
del-

mini nello
essere
stretto

stalo

-ecclesiastico,

uffiziali

pi fedelmente

per Co-

stessa nazione.

Dodici lancie spezca[)ilani


rifor-

ad
il

intraprender Farnese,
di

guerra

zate,

che sono

contro
milizie
citt.

per

l'uccisione
fece dalle

mati,

con
i

scudi

quindici
alfieri

mensili.
ulliziali

del vescovo

Castro,

Tutti

capitani,

assaltare

e demolir quella
dell' eser-

de' cavalleggieri

e de' soldati, tanto

Furono commissari
i

a piedi che a cavallo, sono pagali all'usanza di guerra, oltre le maneie e regalie

che di continuo hanapostolico,

no dal
di
zeri
ci

ove sta guardia continua cinquanta svizpalazzo


ripartiti

camera Luigi Alessandro Oniodei, e Giangirolamo primo Lotnelli'no, poi cardinali il fu anche provveditore generale delcito
chierici di
:

due

le fortezze

dello

stalo,

generale

in

due guardie, dodie

delle truppe.

Da

antichissimo tem-

cavalleggieri

quattro

lancie

spezzale.
di

Clemente Vili per opera Mario Farnese generale delle ardi

po presiedono alle milizie pontifiun prelato Chierico di camera, ed uno di essi sostiene lo stocco
cie

mi

Ferrara,

fece

in

quella ford' ogni

e berrettone

benedetti

nella notte

tezza

un' ai-meria,

ripiena

e giorno di Natale, Alessandro

FU

d'armi da guerra per armare 2o,ooo fanti ed un' armeria in Bologna per armarne 10,000.
sorte
,

incontr

una

grave

vertenza con

Luigi

XIV,
all'

Roma
soldati

^'cl

pontificato di

Paolo
in

lo stes-

per l'affronto fallo in ambasciatore Crequi dai perci per quali corsi, i
alle milizie

so

Mario introdusse

Tivoli

mae-

l'avvenire furono dichiarali inabili

stranza
Sorta
le

perfettissima per fare ogni


e di quel-

ad appartenere
cie
:

pontifi-

d'arme da guerra,

tutto

si

narr a Francia, Aviarticoli. Cle-

Castel
fanti,

armi ne form un' armeria in s. Angelo |)er armare 12,000


ed un' altra armeria per ar-

gnone, ed

altri relativi

mente IX diede molli


nuazione della guerra servendo egregiamente
delle galere;

soccorsi alla
la

repubblica di Venezia, per


di
1'

conti-

marne 5,000 nel palazzo valicano; e due ainieiie simili in Ancona e in liavcMina; pi fece fare 80 pezzi d' artiglieria. Da questo si pu vedere, come il Pa[)a sia gagliardo di forze, che ha armi per armare
centomila uomini, e anco lutti vassalli bellicosi, che in guerra fanno riuscita mirabile ". Innocenzo nel i645i aiut ve-

Candia,
artiglieria

e per

la

sua mediacolla

zione

si
:

pacific la

Spagna
delle

Francia

del funerale

che fece cemilizie

lebrare al
pontificie,

generale

facemmo parola
p.

nel

voi.

XXVIU,
mente
ra,

57

del Dizionario. Cle-

X
i

tolse la

met

della tassa

imposta
capitani

alle

milizie per detta guerle

i turchi nella guerra Candia, e l'artiglieria delle galere pontificie si mostr peritissima; ma ordin il disarmamento delle truppe

neziani contro

riform

corazze,

facendone

di

marchesi Santacroce e Cavalieri, quindi diminu il numero delle soldatesche,


le

cui

spese

assoldate dal

predecessore

Urbano

Vili, Nel 1646 soccorse il vicer di Napoli per la rivoluzione di Massaniello, con trenlamila doppie d'oro
e con permettergli
far leva d' uo-

ascendevano a centomila scudi. Innocenzo XI concorse alla liberazione di Vienna, assediata dai turchi, e per memoria isliu X Arciconfraternila del ss.

Nome

di

Maria

120
la

MIL
di esso.

MIL
gli

festa

Nel 1689

suc-

chine, tenendo in

mano un lungo

cesse

Alessandro Vili, il quale premuroso del decoro di Roma

archibugio
di
la

attaccato
gli

pelle,

che

quando

il

governatore

gli

domand

sinistra,

ad una cinta pendeva dalla spalavendo attraversata al

se a sgravio del tesoro doveansi di-

petto altra cinta parimenti di pelle,

minuir le milizie, rispose. Le compagnie de' soldati ( ed erano allora servono d'onore al piti di 4000)
principe e di difesa alla citt
la
,

dalla quale pendeva la scarsella munizione, ed una baionetta a cortella d' un palmo e mezzo con
di

al-

quale

non sono

di

peso
il

Sa-

rebbe meglio di scemare


ro de'birri di cui
in tal guisa

nume-

lungo manico di legno da porre in cima degli archibugi, avendo alr arcione le lerzetle, e le spade al
fianco.

Roma

piena, e

Tutti avevano cappelli uni-

s stessa ".

tornerebbe in Alessandro Vili quindi


sugli
sti-

questa

formi, ornati

con

galloncini d' ar-

gento, e alla

eman
))endi

varie provvidenze

tura

della

banda destra nell' alfiocco nero falda un


nera.

e privilegi delle milizie, con-

corvatta e

borsa della parrucca di


Si portarono a sino alla
di

cedendone anche a quelle urbane. Innocenzo XII tra i provvedimenti che prese sulle milizie, sop.

tela sangalla

scortar
della

la

strada

piazza
il

fontana prima
piffari

salire

presse
la

generali della Chiesa e del-

Campidoglio.

Al passaggio di Clee
gli

alabardieri di monsignor
tore di

marina, e concesse privilegi agli Governa-

mente XI
to,

altri

stro-

menti fecero un armonioso concere dipoi

Roma, ed
s.

ai
Il

patentati

di

seguitarono
corazze al

la

compa-

Castel

Angelo.
gi

goni pontifcii
sto

tempo

possesso

preso

corpo de' drasembra che a queesistesse, poich nel nel 1701 da Cle-

gnia delle

mente XI, si legge nella descrizione del Valesio. A ore 18 e mez-

Laterano ". Per la ujorte di Carlo li ebbe principio la lunga guerra della sucin tanti cessione di Spagna, che Clemente XI descrissi, e articoli
padre

qual
l'

comune
alla

protest
di

al-

due compagnie di dragoni, nuovamente fatte, per la piazza di s. Pietro. La prima comandata dal marchese Spada, e l'altra dal marchese della Penna. Precedevano a ciascuna di queste i
za partirono le
ervilori del
cavalli a
ligia.

impero ed

Francia

essere

neutrale. Tuttavia gli imperiali occuparono Coniacchio, ed altri luoghi di Ferrara, con pretesti, ed
inutili

furono

le

lettere

pontificie

piene di robuste

ragioni

e pater-

capitano a cavallo con


il

ni avvertimenti, dirette a
I,

mano, e
il

paggio di vaall'arcione, e
i

Leopoldo quasi sempre chiudendo le orecragione, dicendo


i

Seguiva
fila di

capitano con spada

chie la forza alla

in

mano
erano

e terzetta

poi una
li

dragoni, dopo

qua*

Clemente XI tra le altre. Che Pontefici romani non debbono mai


pigliare le armi, ne entrare in lega

tre a cavallo

con

piffari e

e due lan)burini con tamburo sull'arcione della sella. Seguiciufoli,

Ta

il

resto

de' dragoni

con

il

loro

tenente, cosi la seconda compagnia.

contro i principi cattolici, per qualunque loro comodo o vantaggioso interesse; ma solamente quando vi siano astretti da una precisa e indispensabile necessit, o titolo di di-

Erano
no

dragoni con giubbe di panrossDo

di color

e mostre tor>

fendere

il

dominio

temporale, e

MIL
sopra tutto la religione se stasse in
lizie

MIL
a

121
tra

cinquemila

cavalli

pericolo". Nel
sulla neulralil

1702 fu pubblicala
arojata, l'opera in-

fanti,

com'erano prima

della guer-

ra.

Doveri dei principi neuIrali verso i guerreggiand e di quelteressante:


li

verso

li

sudditi.

Per

la

stessa

Di ci se ne offese la Spagna, perch Clemente XI colla cautela usata gi da Clemente V, avea riconosciuto in Carlo VI il titolo di
la

neutralit, fino
pontificalo.

dal

principio

del

re di Spagna, senza approvarne

Clemente XI con rigore viel di far leve d' uomini per soldati nel suo stato, promettendo cinquanta scudi di premio e la liberazione d'un esiliato a chiunque denunciasse un reo d' ingaggiainenli. Vedendosi quindi necessitalo a mantenere sovrani diritti della santa Sede in lui depositati, Clemente XI divis respingere colle armi gl'imperiali; e per non aggravare sudditi lev da Castel s. Angelo mezzo milione di scudi dei
i

dignit e pregiudicare chi l'esercita-

anco ad esempio della Francia che a un tempo riconosceva Giacova,

mo

III

cattolico pretendente, e
eretico, e

GuCie-

glielmo HI
Inghilterra.

regnante in

Intanto nel
istitu

1716

Bologna una scuola d' arte militare, usando del genio del general Marsigli che generosamente e con traspoito singolare la provvide d'ogni specie di modelli d' opere forlilizie e di armature che raccolse in un gabin

mente XI

cinque che

vi

avea riposti Sisto V,


reintegrazione
di
le

netto militare, di cui


rola
all'

facemmo pa-

ussegnando
d'

per

articolo Accademie. Nel ce-

retidile dell'abbazia
.

Chiaravalle

lebre istituto dell' accademia di belle

Ancona Quindi si arrolarono 20,000 soldati, e n' ebbe il comando il conte Luigi Ferdinando Marfcilio

arti

di

lologna,

cui

mi

van-

to appartenere, pregiatissima l'o-

ploleca, o raccolta d'

arme antiche

Marsigli
le

bolognese, che sped

da
si

ofiesa

e difesa, con altri arne-

contro
di

truppe
stato

dell'imperatore,
generale;
si

attinenti all'architettura militare,

cui

era
in

ma

le

fondata dal lodato Marsili nel


in sua casa,
stre
istituto,

1709

azioni

principio

fecero

con

e poi donata

all' illu-

poco vigore; a Ficarolo


to

l'altro g-

decoro dello stato pon-

nerale pontifcio Paolucci fu costretunirsi


ai

tificio,

poscia aumentata col

museo

francesi,

poich voleil

Cospiano, ed eruditamente descritta


dal
eh.

vasi

piuttosto

intimorire

Papa

Giordani
conte Ulisse

nelT encomiato
Inoltre
in

per guadagnarlo. Dipoi g' imperiali agirono al modo detto a FerraBA, e fu allora che il Papa man-

opuscolo, Guida.

Bolo-

gna

il

Gozzadini, che

illustr

d col per generale il piemontese Anlon Domenico Balbiani, e pens


ritirarsi

egregiamente la vita del famoso capitano Kamazzotto de' Ramazzotti, possiede


raccolta di rag-

in Castel

carsi

per

Angelo, o resicurezza in Avignone,


s.

guardevole armeria.
tra le altre
celebri

In
le

Italia sono armerie di

Ma

r imperatore
venne
fnvvi

vedendo
alla

l'

ener-

Milano
cipali

di

Torino, e delle prinaltre


ai

giche parti che ne


sovrani,

presero diversi

pace
fra

al
le

mocon-

anche di facciamo cenno

nazioni,

ne

loro articoli. Cle-

do detto a Germania;
dizioni

mente XI
por
1'

nel

1716 soccorrendo!

quella che Clemente


ridotto tulle
le

veneti che guerreggiavano coi turchi


assedio di Coif, con galere

XI avrebbe

sue

uii-

12
e
artiglieria

M
rechile,
:

MIL
per
facili-

pontificia,

serva,

col

suo

aiutante

maggiore.

targli le

con

editto de' 12
i

che banditi dei ottobre dicliiar dominii della santa Sede che non fossero rei di lesa maest, parricidio o Joro
Grassazione,
i

Per morte di Benedetto XIII, trovandosi commissario generale delle armi Giacomo Sardini di Lucca
chierico di camera,
il

sacro collegio

quali

si

arroil

nel confermare
se

ministri lo rimos-

Jassero in questa

guerra dando
di

dalla carica,

ed

in

vece

vi

so-

nome
la

al

nunzio

Venezia,

terminata
porta diede
lizia

campagna, restassero
liberi di ripatriare. Ri-

r altro chierico di camera Francesco Ricci romano, che l'eletstitu

interamente
il

to Clemente

XII conferm, poi nel


governatore
la

diarista
a'

Cecconi, che Cle-

1741
Nel

fatto

di

Roma.

mente XI
la

29

settembre
di

1720
s.

1780
la

pel possesso di

Clemente
cavalcata

solita

benedizione alla miCastel

XII,

fanteria segu

e bon)bardieri

come
pagnia
di

sotto

Benedetto XIII, mentre

rinale.
l.

Angelo, nel coitile del palazzo Qui11 p. Rfenochio nelle Stuore


Il,

talvolta v'interveniva
.

una

sola

com-

Nel

1736,

senza

notizia

cent. Vi,

cap. ^5, tratta:

Del

Clemente XII,

alcuni spagnuoli

costume della Chiesa di benedire le arali de' soldati e le bandiere. Vedi Bandiera, ove parlasi anco della benedizione de' soldati, che antica-

segretamente ingaggiavano per la guerra di Napoli il basso popolo anche con inganno. I trasteverini,
i

borghigiani

ed

monticiani
gli

si

mente chiamavasi consecrazione.


Pontifc.

1^.

ribellarono

contro
g'

arrolatori

Romanum, de

henedictioet

liberarono

ingaggiati,
il

minac-

ne

noi'i mililisj

armoriimj ensis ;

ciarono
l'

gravemente
di

palazzo del-

traditio ne vexilli bellici.

ambasciatore

Innocenzo XIII pose a disposizione di Giacomo IH una cospicua

Papa
e

fece difendere

da quattro pezzi
riuscito

Spagna, che il da i5o fucilieri di cannone, non


frenare
il

somma
po
le

per

ricuperare
di

il

regno.

essendo

di

tu-

Nel possesso

Benedetto XIII, do-

multo
ai

alle corazze, agli

svizzeri

corazze, chiudevano la caval-

birri.

Anche

nel possesso di
otto

ed Bedi

cata otto compagnie di fanteria coi

nedetto

XIF
fiato,

compagnie
di

loro

capitani,
si

insegne

ed

officiali,

fanteria col concerto

vari stru-

che poi
dizione,

squadronarono nella piaz-

menti da
cata,

seguirono la caval-

za laterauense per la solenne bene-

e tamburi,

suonando trombe, timpani e sparando moitalelti


funzioni

compagnie essendo squadronate per ove passava, andavano a poco a poco riunendosi. Subito Bequali

e cannoni. Dell'intervento delle milizie

nedetto
uffizi

XIV

riform

il

soldo degli

pontificie alle

che

si

militari, e soppresse

5oo

sol-

i;elebrano dal Papa,


legio

dal sacro col-

e da altri, se ne parla a Cappelle Pontificie ed altri articoli, ove notammo che all'elevazione, le
sole

Muratori negli An' nali, che lo stipendio delle truppe del Papa era allora s ^pingue, dio
dati,

dicendo

il

il

semplice soldato

potea

dirsi

pa-

guardie nobile levano il cappello;


funzioni precedono
te generale,
il

svizzera

si

nelle

solenni

gato quasi a proporzione degli ufie di ziali negli eserciti di Francia

Papa il tenencomandante in capo le


ausiliari
di
ri-

truppe di iiuea ed

Germania. cambiamenti il Papa li oper I nelle milizie eoa molo-proprio dei

MIL
28 dicembre 1740. con
l

MIL
cui
fctabi-

ia3
nominali corpi

dell'interno. Tutti

la

forza militare dello stalo:


la

vari

corpi

compo1792- Dipendevano sero sino al questi da diversi comandi rappreprelati Maggiordomo, sentali dai
componevano,
e la

golarit, e

non erano organizzati con molta renon avevano le medesidiscipline.


Il

me

soldo

stes.so

e le
assai

competenze di vestiario erano


diverse, e fuori quasi

d'una

giusta

commissario delle armi,


generale, e segietario della

Tesoriere

proporzione.

corpi dipendenti da

Congreco-

gazione di consulta.

Il

primo
della

mandava
al

corpi di truppa addetti


particolare

servigio

sacra

persona
postoiici,
zeri.
Il

del

Papa

e de' palazzi ae
sviz-

monsignor commissario delle armi godevano in fatti un soldo maggiore degli allrij e questi formavano la massima forza della truppa, allorch fu stabilito un presidio in
Bologna,
provincia.
a

cio cavalleggieri

spese

per
la

di

quella

secondo avea il comando reggimento delle cos detto del guardie, che formava parte delle
guarnigioni
di

Sotto

dipendenza di
generale

detto

prelato

un

officiale

presiedeva alla disciplina della trup-

Roma,

de' presidi!

pa in Homa, e nelle provincie


ofilciali

altri

delle piazze forti, cio Civitavecchia,

superiori

col

titolo

di

go-

Ancona (per
si

cui recandovisi

Papi

vernatori delle armi esercitavano lo


stesso

mo
te

trovarono a riceverli, come notamai loro articoli ), Ferrara, For-

incarico.

Il

comando
truppe
ai

delle
le

fortezze

delle

che

Urbano, Comacchio,
s.

Perugia,

guarnivano, era affidalo


stellani,
i

vice-ca-

Ascoli,
le

compagnie

Leo, Anzo, ed altre; deldi cavalleggieri che


i

quali corrispondevano con


tesoriere,
il

monsignor
riore

battaglione

facevano servigio presso


legati,

cardinali

de' corsi riconosceva per

suo supe-

de' corazzieri a cavallo e dei

vistosissimo
provinciali

numero
luoghi
di

delle

milizie

un colonnello dipendente dai segretario di consulta, il numero


enunciati corpi di

e civiche sparse sino nei


dello
alle
stato.
11

degli

truppa fu

pi
terzo

piccoli

presiedeva

guarnigioni
s.

delle fortezze

Castel

Angelo,

memorato moto-proprio di Benedetto XIV stabilito in 8273 uomini, non compresa per la guar
dui

Civitavecchia,
ronsi
vi
si

Ancona (onde trovaque' Pouleflci che


di

dia svizzera e
valleggieri
zioni.

le

compagnie de'cae nelle


lega-

a ricevere

in

Roma

porlaiono) ed allre

minore
e

La

spesa mensile

ammontava

entit,

composte

di

fanteria

bom-

bardieri per servigio


rie,

delle artiglie-

non che

della

al

servigio della

finanza,

truppa destinata la quale

i5,77i, corrispondenti ad 189,262^ non per compresi i soldi e foraggi de'cavaU li dei corazzieri. Lo stesso Cenea
scudi

annui

scudi

olla sislemazione delle


tificie

Dogane ponebbe a cambiarsi nel 1786 coll'atluale corpo delle guardie di finanza. Il quarto infine, ossia monsignor segretario di consulta,

detto

comandei

costituzioni 44 27 febbraio 1742; e Romanae Curiae praestan1 i5, iiam, XII kal. jan. i744> ^"o Bull. i, p. 53 e 209, stabiPi che non t.
colle

XIV,

Quantum,

de'

dava
corsi,

il

cos detto

batt.iglione

tulle le cause de' soldati,


1'

come per
venissero

diramato parte nella

domi-

innanzi,

ma

quelle riguardanti le

nante, parte in
di conliai, e

alcuni posti e citt

sole

militari

incombenze
dal

parte in taluni luoghi

decse soltanto

commissario,

124
cie

MIL
le

MIL
ad
al-

coiitioversie spettanti

battaglione, con colonnello, capitani

tri triijunali si

deoidessero dai coiu-

e subalterni
dizione,

iifiziali,
i

sotto

la

giuris-

Riguardo poi alle cause capitali, quantunque il preiadiritto di to commissario aveva condannare ancora a morte i solpetenti
giudici.
dati
rei

come

posti

che custodiva-

no, del segretario di consulla,

come

si

detto. Inoltre

pievenire
nascere
veriera foro

Benedetto XIV, a pericoli che potevano


della poi-

di gravi

delitti,

usava deindi

da un incendio
pontificia,

gradarli

dall'ordine

militare,

ch'esisteva
al

nel
s.

rimetterli al giudizio

del tribunale

romano

presso la chiesa di

del governo.

11

Villetti

nella
t.

Pracap.

Bonaventura, ordin
Banchieri,
pe,

tesoriere
ri-

lica dtlla curia

romana,

II,

come
porta

presidente delle
s.

27, not, che il commissario delle armi non ebbe giurisdizione contenziosa nel civile, perch toltagli da Benedetto XIV ; in criminale,

marina
la

e Castel
di

Angelo, che

presso

s.

Paolo

e la

piramide di

Caio

Cestio,

erigesse

un apposito
la

edifizio

per custodire
rileva-

per mezzo
fu

dell'

uditore criminale,
esercitarla sopra
i

polvere e per lavorarla, e veudall' isciizione

abilitato

ad

ne compito nel 1732, come


si

soldati di

fanteria

e cavalleria tanstato.

postavi, polveriera
artiglieri.

lodi

Roma
della
si

che dello
riforma
nel

nor-

eh' custodita dagli

ma
XIV,

di

Benedetto
ri-

CUintnle
sesso

Xlll
la

prendendo posdo[)0
le

legge

Lunadoro

nel

1758,

corazze

stampato nel 1774 * "> ^^^ commissario delle armi, che Roma venne guardala da un reggimento diviso in nove compagnie di soldali

seguiva tutta

fanteria; indi nel

17^9
ninna

proib che in sede vacante in


citt
si

ficessero

armamenti

di milizie.

Dichiar conuuissario geil

detti

rossi,

tra le quali
di

compaconil

nerale delle armi


di
1

nipote chierico

gnie una era

granatieri;

servando
titolo

al

principale

uffiziale

camera Gio. Ballista Rezzonico quale fu premuroso di raccoglielo

di

tenente generale, con

co-

le e formare l'aichivio n)ililare che

lonnello, maggiore, capitani, tenenti

mancava, e
sulla

colloc nel quartiere

ed

alfieri.

La soprintendenza
affidala
al

delle
di

piazza del

monte
e

di

piet.
la

Al

truppe

fu

chierico

presente l'archivio presso

pre-

camera commissario delle armi, con ampia giurisdizione sui quartieri e fortezze; da lui nominandosi alle cariche secondo la volont del Papa, ed emanandosi gli ordini pel
regolamento
eravi
il

sidenza
di
il

delle armi,

l'

abitazione

monsignor presidente, ov' pure


quartiere de' dragoni, sulla piazdella
Pilolla,
forse cosi

della

delle

truppe.

Allora

prelato chierico di
di

camera

quanto notai nel voi. XXXI, JNcI 1762 p. i85 del Dizionario. Clemente XIII a' 26 maggio pubper
blic
le
il

prefello

Castel

s.

Angelo, che

un moto-proprio, riguardanprivilegio del foro,


s.

presiedeva alla guarnigione di essa,


colla slessa

pel
cl>e

presiil

autorit

che

il

coma
citt
pii

dio di Castel
letti

Angelo,

Vil-

missario esercitava
lui

sulle

milizie

riporta a p. 84, 'oco citalo; e


all'articolo
tesoriere generale

soggette.

Le porte
e di
altri

della

ne parlammo perch
allora
il

finalmente,
circospetti,

luoghi
custo(lili

Marina, non era


lo

venivano

dai

commissario del
iollo i'iu VI.

mare, e

ioldali

cori,

formanti

numeroso

divenne

Tale carica

MIL
affidata

MIL
cagei

125

era

mera,

col

nd un chierico di tilolo di commissario

loro conti di soldo in ogni mese,

e rimetterli agli incaricati camerali

nerale

del
di

mare
s.

e colla soprinlen-

denza
a
lui

Castel

Angelo, per cui


i

che ne facevano liquidazione. I prelati che comandavano diversi cori

erano
di

soggetti
Castello,

e soldati
rittime,

bombardieri ed avea giu-

pi
gli

servivansi
afiari

per
e

il

disimpegno dedel

degli
oflicio,

individui
soltanto

loro

risdizione sulle torri e fortezze

manavi

proprio

monsi-

come

sulle

galere

Essendo morto nel 1764 conte Lodovico Manfioni Fichi il tenente generale delle truppe ponponlificie.
tificie,
il

gnor commissario generale delle armi aveva una segreteria espressa-

suo

cadavere

fu

vestito

nobilmente colla Spada impugnata, e il Bastone da un lato. Nella pompa funebre segu il feretro due pezzi di cannone, sino alla chiesa di s. Maria del Popolo, sulla cui piazza furono fatte salve di moschelteria e

mente istituita per disbrigare le incombenze correlative. Nelle cavalcate pei possessi di Clemente XIV e Pio VI, e per quelle delle quattro cappelle annuali, le chiudevano tutta
la

fanteria

del

battaglione
alla

dei

soldati rossi.

Quanto
,

cannoni,

come

si

legge

nel

numero 7257
INell'anno

del Diario di

Roma.

mente Xlll
dolfo,
la

precedente allorch Clesi port a Castel Ganbandiera del quartiere


il

reale

fu

secondo

solito

portata

all'abitazione del Manfroni, per custodirla sino al ritorno del Pontefice,

truppa di finanza che allorch monsignor Ruffo tesoriere generale, con suo editto 3o aprile 1786 impose la gabella alle Dogane de'confini dello stato pontifcio, stabil contemporaneamente presso le dogane stesse dei picchetti armata sotto la denodi forza minazione di guardie doganali, colr incarico di
sorvegliare
il

nominala da sapersi

confine,

ed accompagnala dal battaglio-

afllnch le merci che s'introducevano

ne de' fanti alemanni. Tanto Clemente XIII, che Clemente XIV, ora con ordini del cardinal segretario

si

esportavano fossero recate


a dazio.
di
tale

alle
11

dogane ed assoggettale

numero

forza nel

primo suo

di stato, ora con particolari moto- propri, fecero delle variazioni

nella

forza militare, variazioni che portarono sempre auniento nel numero che and gradatamente crescendo sino al 1790, in cui la

spesa

ammont
scudi

scudi

4^3, 802,

impianto ascese a circa 3oo teste. Aumentate per le dogane ed eslese le gabelle, si aumentarono pure le guardie, in modo che all'epoca dell' invasione francese erano giunte al numero di 600, compreso il maggiore, il capitano, il tenente,
il

oltre altri

2430*30 erogati nel

sotto- tenente, e in

l'aiutante

resi-

mantenimento
al

della truppa addetta

denti

Roma

sotto la

esclusiva

servigio

della finanza.

L'ammila

dipendenza del
Il

tesoriere.

nistrazione della
di cui
si

truppa nell'epoca
presso

numero 1954

del

Diario di

parla, era

comdei

putisteria camerale, dalla quale sor-

tivano
soldi in

mandati pel pagamento

corrispondenza del bisogno,


allora altra
di stabilire

1793, descrive il funere del conte Enea Caprara bolognese, comandante generale delle truppe ponlificie, in s. Lorenzo e Damaso
;

Roma

i corpi non aveano incombenza che quella

ed essendo cavaliere

di

s.

Ste-

fano,

dopo

le

consuete

assoluzioni

i:i6
i

MIL
dell'

MIL
gli

cavalieri

ordine

celebra-

Floll con Basville,


tici,

come pi

fana-

rono funerali

particolari.

Nell'anno

precedente temendo Pio VI un'aggressione ostile dalla Francia rivoluzionata,

specialmente dalla
si

parte

del Mediterraneo,
tire le

pens a garan-

spiagge e ad accrescere conla

siderabilmente
lo stato

forza militare deldi trup-

con 6000 uomini


,

pa

regolata

e
i

circa

65,ooo

di

ne restarono vittime, ed il secondo fu ucciso. Laonde Pio VI, perch vacato il commissariato delle armi per la promozione alla porpora di de Pretis, lo confer al detto conte Gaddi, acci in tempi cosi calamitosi restasse affidato a un capo di professione militare; quindi vedendo che si mirava a
detronizzarlo, Pio
in

volontari. Tutti

feudatari dierono

VI

dovette porsi

un contingente

truppe con artiglierie che avevano ne'loro castelli;


di
altri

molti cardinali,- prelati e

manmoneil
i

darono
rie,

alla

zecca

le

loro argente-

e convertite in cospicua

ta

r offrirono
al

al

Papa. Questi chiadella


milizia
lo-

m
pi

comando
reggimenti
i

grado di difendersi, aument le truppe e ne die il comando al general Colli, a questo fine mandatogli dalla corte di Vienna. Ne' primi del 796 furono dai francesi invase le provincie di Bologna e Ferrara, ed il Papa fu obbligalo a
1

dato generale, che organizz


in

cor-

gravi

sacrifizi.
la

Intanto

in

Roma
si

si

battaglioni, e-

organizz

guardia

nazionale

o
fe-

guagliandone

soldi e

dando
i

loro

Civica, che tuttora fiorisce, e

una militare
sidii

attitudine. Tutti e
delle

pre-

cero reclute, contribuendo


stabile

il

conte-

delle

piazze

fortezze

furono pertanto posti sopra un piede regolare, e furono assegnati a cadaun corpo gli officiali superiori, che doveano comandarli. Estese il generale le sue cure al regolamento amministrativo, e sebbene non ne compilasse in isciitto il metodo, pure comunicando ai corpi le formole, colie quali
rispettivi

un reggimento di fanteria vestito ed armato, diviso in quattro compagnie, due delle quacomposte di granatieri, con doli poi duca il marchese dici cannoni Giovanni Torlonia imo squadrone o compagnia di cavalleria compoColonna
;

sto

di

80

preslai'si

conti,

stabili

dovevano dare i un sistema


fu

co

il

teste, offiendo ancora di gratuitamente col suo banmarchese Camillo Massimo

una
mati
ni,

compagnia
e

di

5Q
;

uomini
il

ar-

uniforme e semplice che


to
in

esegui-

tre

cannoni
il

principe

appresso
Il

perch

riconosciuto

Giustiniani ed

principe Barberi-

utile.

successore tenente generaall'intro-

le

Gaddi die compimento


timori,

dotta sistemazione. Cessati alquanto


i

ognuno 37 uomini con armi e cavallo; il principe Chigi 26 uomini armati coi cavalli, de' quali 56
duca Sforza- Cesarini il 20 cacciatori a piedi armati; il banchiere Acquaroni somministr vesti e armi per trenta conti Giraud armi, cavalli e fanti; 3o uomini, per non dire di altri, oltre quelli che si tassarono in mensili
ne forn
il
;

furono
eretti

allora

riformati

vari

corpi

per

la

custodia

conte Carradori

delle

spiaggie,

fu coi
la

medesimi

guarnita di truppa

legazione di

Romagna, che
mezzo
del
in

ne mancava, per comandante Gaiidini

Crescendo
gere
la

Roma

gli

emissari dei

repubblicani

francesi

per

sconvol-

contribuzioni,

come

fratelli

l'ischi

pubblica

tranquillit,

La

che olfrirono scudi

3o mensili du-

MTL
l'ante
l'

MTL
le

157
condizioni
si

avmainenlo,

loro

perso-

ce che
fece

con umilianti
Tolentino
il

ne come volontari a
tri sei I

cavallo,

ed

al-

23

febbraio

volontari parimenti a cavallo.


invitati

romani

dal

cardinal

Busca segretario

di

stato, corrispo-

sero generosamente ad una illimitata contribuzione pel nuovo arma-

1797 con Bonaparte, onde il confine dello stato si testrinse a Pesato. Tra gli alili sacrifizi, Pio VI fu obbligato rinunziare a qualunque
coalizione contro la Francia, a negare l'ingresso ne' suoi Porli a' vascelli

mento che produsse 323,000 scudi e annui. Pio Vi form una 1 3 1,000
congregazione militare, composta del
segretario di stato
del celebre
assessore,

nemici de' francesi, a ricevere


le

guarnigione in Ancona, licenziar


truppe,
ec.

come

presidente,

contribuire

1600
col

cavalli,

monsignor Consalvi per bench non chierico di

Allora Pio

VI

metallo dei

camera, del general Gaddi, del contestabile Colonna, del colonnello Colli, e de' marchesi Massimo, Patrizi, ed Ercolani poi cardinale, con assoluta plenipotenza. Risoluto
il

cannoni fece coniar moneta, di cui penuriavasi, ed a risparmio di spese


i

riform
volontari

la

milizia,

congedando
e gli
uf-

di

cavalleria

fziali stranieri,

riducendo a quattro
la
il

Pa-

soli

reggimenti
e
la

truppa regolare.

pa di respinger la forza colla ordin ai sudditi il suono

forza,

Inoltre diminu
fjziali

numero

degli uf<

della

la

paga,

licenziando quasi

campana
sa,

martello, levarsi in mas-

tutta

civica,

operazioni

eh' eseil

e colle armi
patria.

combattere
a'

il

nedel-

gu

il

general

Colli.

Questi
i

pri-

mico a
la

difesa della religione e

mo

maggio pubblic
di

nuovi regoil

Quindi
il

22
al

gennaio

lamenti, in vigore

de' quali
le

coli-

1797
di

confer
le

comando generale
truppe

mando
nea,

tutte

tutte

sue

baron

delle milizie

truppe urbane e

di

della

Colli tenente maresciallo al servigio

dell'imperatore.

Avanzandosi sopra
,

Faenza
1797
glia del

francesi

a'

febbraio

ebbe luogo

l'infelice

balta-

marina fu affidato alla congregazione militare. La forra totale venne stabilita a 994? uomini, de' quali sei individui per lo sialo maggiore
generale,

Senio, in cui

fiu'ono sba-

8935

cio

di

fanteria,

ragliate le milizie papali.


dati

Molti sol-

dierono prove
la

di

valore, mas-

520 e 4

di
<^''^'

cavalleria,

482
ne

d'artiglieria
fu

genio, e
in
il

calcolato

sime

batteria destinata alla dife-

l'importo

annui scudi 636,332,


soldo
degl' impiegati

sa del

ponte, comandata dal prode

compreso
segreteria,

capitano

Carlo Lopez,

che

poi fu
il

nei tre dipartimenti

economici, cio
e udito-

colonnello del corpo

d'artiglieria,

commissariato
1'

quale

trovavasi
Il

ben

riordinalo in

rato,

continuandosi

amministra-

compagnie.
generale

che
ie

il

comandante in capo non pot impedire potente nemico continuasse


Colli

zione de' fondi

dalla computisteria

conquiste sino a ^lacerata,


la

come

non pot impedir


di

profanazione

la nuova invasione nemica consumandosi nei primi del i7g8,cagiov il discioglimento di tutta la truppa pontifcia. Per la morie

camerale, finch

Lordo. Fermatosi a Foligno fesapere a Pio VI che trovavasi in una posizione vantaggiosa colla truppa; ma il Papa prefer la pace

dell'imprudente generale Diq)hau|t, perito nel conflilto coi dragoni pontificii

e coi
il

rossi,

la

Francia

oc-

cup

resto

dello stato,

Roma,

128
e Castel
s.

MIL
Angelo, perch Pio
inutile

MIL
VI
funzione del solenne possesso,

pom-

ad

evitare

spargimento di

pa che

fu

preceduta e seguita dai


vestiti

avea ordinato alle milizie opporre resistenza. Proclamata la repubblica romana, Pio VI fu portato via prigioniero a'20 febbraio, e mor in Valenza di Francia nel 1799. L'interessante
sangue,
di non
dettaglio
di
tanti

dragoni a cavallo
detto nel
voi.
Il

al

modo
del
ne' suoi

XVII,

p.

ii3

Dizionario.
Possessi a p.

Cancellieri

4^

descrive

l'ordi-

avvenimenti
nei

si

nanza delle milizie, e com'erano vestite ed armate. Quindi la forza militare fu adattata alla diminuzione delle
strettezza

possono

leggere

biografi

del

Provincie,
in cui

ed

alla

ri-

gran Pio VI, massime nella Relazione de' suoi patimenti e avversit
di raonsig. Pietro Baldassarri,
I

dopo r invasione
il

suddetta
rario.

si

trovava

pubblico

e-

voi.

Gli

aumenti e

e n. Eletto Pio

della

forza successero

decrementi rapidarnente

VII

nel

1800
nella
in
,

in

in

Venezia,
di
ai

gli

fu restituita quella par-

te di stato

non ceduta
e

pace

proporzione delle circostanze politiche e de' pesi a' quali dovea soggiacere il governo. Non si pu quindi

Tolentino, e pottossi

Roma
bolla

riportare

lo

stato

della

forza,

luglio,

pubblic

la

Post diiUunias, tertio kal. novembris, in cui dichiar che i militari non goderanno alcun privilegio di
foro
privativo
li

sempre variato dal 1801 al 1808, in cui avvenne la seconda invasione francese. In questo lasso di tempo il colonnello Angelo Colli ( figlio di Francesco di Paola che nel

nelle

cause

civili

come ne

avea

privali Benedetto

1793 era tenente colonnello


truppe
fatto
pontificie, indi

delle

XIV,

dovranno solo godere privilegio di non poter andar il soggetti ad alcuna esecuzione, senza che V exequalur sia sottoscritto
e che

nel

generale

di

brigata,

1801 morto

nel

dal loro legittimo

superiore,

exe-

qualur non necessario se l'esecuzione si facesse sopra stabili. Dichiar pure che per la forza di teria
e di

1802), comandante dell'artidel Castel s. glieria ed eziandio Angelo, fu quegli che resse la scuola speciale d'artiglieria, e ne dett
le

lezioni,

piene di tutto lo scibile

del tempo. visato


d'

Avendo Napoleone
dell'

di-

mare

si

continuasse

il

sistema

impadronirsi

intero

d'una congregazione militare, dipendente dal cardinal Segretario di italo, secondo l'ordinamento di Pio
VI, e
t;he

stato pontificio,

torment Pio VII


esigenze e passaggi

con
di

continue

l'obbligo allora prescritto

di render conto a

monsignor

teso-

truppe francesi, che doveansi mantenere, indi gli propose una lega offensiva e difensiva con gli altri

riere della erogazione degli assegna-

principi

italiani

per

la
il

difesa

menti ad essa da lui pagati, debba intendersi per la piena camera nel suo debito tempo. Disciolte le cacorazze, le lancie spezzate ed valleggieri. Pio VII nel 1801 istii

della

penisola, ed essendosi

Papa
inamge-

rifiutato,

come

di

altre cose

missibili.

Napoleone ordin

al

nerale Miollis l'occupazione di Roma, sotto altri simulati pretesti,

tu

la

Guardia
poi

nobile
lo

poniificiaf

ch'ebbe luogo
e

a'

febbraio
s.

cui consegn
s benedetto,

stendardo da
nella

impossessandosi di Castel

1808, Angelo,

ed

intervenne

ponendo

otto

pezzi d'artiglieria

MIL
innan/.i
11

MIL
Quirinale.
fu

29

al

portone
di

del

barone

Fries

dichiaralo
tenente
co-

venne chiamalo da Chaleaubrinnd codice infernale, perch egli dice,


che senza calcolare
zionale,
la

dal

generale

Herbin
tanto
di

guardia
lev

na,

lonnello delle truppe di guarnigio-

mediante
a lui

la

coscrizione

ne
dosi

in

Roma,

fantera

ne'Iuoghi

soggetti

un

cavalleria, che di artiglieria, dicen-

nell'ordine del giorno, che

le

milione e trecentotrentatremila uomini al mese. Caduto il governo


pontificio e assoggettato fino al
alla
1

milizie pontificie
in
ti,

non riceverebbero

avvenire alcun ordine n dai pre-

dominazione
sudditi servire
in

di

Francia,

mi-

insultanti.
se,

n dalle donne, con altre parole Il governo militare francedopo aver incorporato nelle sue
il

litari e

pontificii

che dovetstrepitose
di valore

tero

diverse

campagne, dierono prove

le

truppe del Papa, imprigion ed


colonnello comandante cav.

e perizia militare, e merilaronsi alti encomi. Gli artiglieri pontificii che ne seguirono le parli, ressero a meraviglia la fama e riputazione

esili

Giuseppe
sando
tagli;
la

conte Bracci per

essersi

serbato fedele al suo principe, ricudignit di generale offeril

de'loro

maggiori, e

sopra

tutti

il

ed

conte Filippo Resta che


serviva
nelle
mili-

suddetto Angelo
di

Colli,

che
e
nella

colmo
di
fati-

sino dal
zie

1791

onori mor di
alla fine

stenti

cesi

con distinzione, rifiut dai frangrado di colonnello, onde il


persecuzione, per non
prigionie e

che

del

1812

famola

sa ritirata
stola,

di
si

Russia, presso

Vi-

fu segno alla

dove
la

trovava
riserva

comandante
dell'artiglieria

dire di altri onorati uffiziali e soldati

di

tutta

che patirono
Nel
voi.

ves-

italiana.

sazioni.

XXXI II,

p.

i'24
es-

lo

Questo valoroso ufTiziale che in quella

fu

il

so-

spedizio-

del

Dizionario,
la

dicemmo che
pontifcia

ne ricondusse intero tutto l'immeriso parco affidatogli, senza

sendo

coccarda

gialla
gli

neppure

e rossa, ed
invasori. Pio

avendola

adottata
la

perdere

un
gli

pezzo
si

VII form

coccar-

mentre
nuiti.

altri

ed un carro, trovarono assai


dimi-

da dei colori bianco e giallo, che tuttora usano i corpi militari della
santa Sede.

danneggiali

grandemente

La
di

parola coccarda
origine

o
i

Caduto
poleone, e
sospirato

il

gigante di guerra Naritornato nel

cocarda
soldati

francese,

i8i4

il

della qual

nazione,
coq,

portan-

do

sul cappello

piume

di gallo,

che
tal

in francese dicesi

quindi

cappello
e
il

per quelle piume coquarde. o cocarde;

cominci
alle

chiamarsi

Pio VII alla sua Sede, monsignor Sanseverino poi cardinale, commissario provvisorio delle armi, ristabil la guardia civica.

Quindi fu riorganizzata dalle cognizioni e zelo del tenente generale Bracci,

quando

piume

fu surrogato

nastro, e al nastro ci ch' proai d nostri la


si

priamente
coccarda,

cocarda o
usare lo

dal conte Resta e da altri la truppa pontificia in quel miglior mo-

continu ad

slesso nojne.

Finalmente a' 6 luglio 1809 Pio VII fu strappato da Ro;

do che poterono permettere le angustie del tesoro, la mancnnZa dei mezzi d'armamento, e di tutt'allro
necessario per tanti oggetti che esi-

ma come prigioniero me le altre dello sfato


alla

la

citt co-

soggiacque

geva
pa.
Il

il

nuovo impianto

della trup-

coscrizione, per quel codice che

conte Bracci, dopo aver sof-

VCL. XLV.

i3o
ferlo prigionia

MIL
e privazioni, era stastalo,

MIL
i

to

uno

cle'primi a
ai

baciare

piedi

rappresentato da monsignor governatore. A completare il corpo


de'carabinieri concorsero le

a Pio VII
vasi

passaggio

del Panarestitui-

truppe

ro, allorch gloriosamente

gi denominate dipartimentali, che


si trovavano nelle legazioni e nelle Marche, ed uno quadrone di gendarmi, ch'era iu queste ultime provinciej truppe che nella resti-

Roma,

perci

nominato
di

generale di brigata, quindi tenente


generale.

Una compagnia

Poniil

pieri destinata alla estinzione degli

incendi, fu conservala sotto

co-

mando

di

direttore.

un tenente colonnello Avendo il governo franil

s^'te

tuzione delle medesime erano pasal soldo del governo pontili-

cese sciolto

corpo

delle

guardie
lo ri-

doganali,

il

pontificio subito

pristino nel i8i4> indi venne rior-

dinato ed accresciuto sino


circa dal

looo
le

la truppa di linea divicorpo del genio, in corpo di artiglieria, nel reggimento dragoni, nella fanteria composta di tre reggimenti, con quattro colonnelli e
ci.

Oltre

sa

in

tesoriere

monsignor Er-

tenente generale comandante in capo- Erasi nella stessa epoca notabil-

colani. Restituite

nel

i8i5

le-

gazioni e parte della Marca, venne

lente aumentata
za,

la

truppa di fnan-

ampliata provata
11

la

forza

militare,

poi ap-

coi

regolamenti

ammini1817.

piedi e a cavallo, dipendenti dal prelato teso''ere

divisa in sei corpi a

strativi pubblicati nel fine del

generale,
daziali

ed

istituita,

come
i

conte Resta con un

battaglione

dicemmo
diritti

di sopra, per garantire


e

part per le legazioni,

da dove e-

reprimere

conl'an-

vacuarono 8000 austriaci, laonde bisogn che agisse con molta pruclenza ed avvedutezza. Era gi stato creato nel 1816 il primo reggi-

Irabbandi. Ci avvenne nel tesorieiato di monsignor Guerrieri

"o '817,
i"o

quale port il numedelle guardie doganali a i3oo,


il

mento

de'carabinieri,

il

di

cui

re?

eman un regolamento
>'

di

disciplital

golamento de' 32 ottobre si a p. 263 del voi. VII della

legge

di servigio,

dando a
la

Rac-

linppa un nuovo
'^ise

impianto,
e

di-

colla delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello sta'


to pontifcio j e

in

ispezioni

vice-ispezioni

doganali, ossia in compagnie

nel

1817

fu for-

mato
sto

il

secondo

reggimento. Querigorosa
il

e tenenze, alla direzione delle quali noniin de'capitani, tenenti e soltotenenti, cio venne ripartitamenle stabilita

corpo

con

disciplina

militare

assunse
DI

servigio
si

della

la

residenza

in quelle

prin-

polizia (della quale

parla a
in luogo
si

Godei

cipali

citt dello

stato

riconosciute

\ERNATORE
il

Roma),

pi adattate
servigio

soppressi birri, con cui

miglior
giustizia

doganale.

formar centro del Stabili ancora


legni
e Ci-

sistema

esecutivo della
oggetti tanto

e di
ri,

polizia,

nccessa-

in

monsignor Guerrieri alcuni mare nei porti d'Ancona

tendenti a formare la tranquildelle

vilavecchia, col

nome

di

guardadeti-

lit

provincie e de'popoii.

coste e scorridore

doganali,

carabinieri divisi a piedi ed a cavallo ebbero


totale leste

due colonnelli, e nei 2280, e vennero assegretario di

nandole a percorrere e guardare dal contrabbando i due litorali


pontificii,

ponendo su
sotto
la

di

essi

circa

soggettali al cardinal

80 maviuari

direzione di

MIL
pure alcune brigate di cavalleria per sorvegliare la parte interna de'medesimi liesperii uffiziali
:

MIL
ministrazione
binieri,

i3i
corpo
de' caradelle ras-

forn

del

non

che

l'offizio
il

segne, e formato

battaglione dei

torali.

Le circostanze di Marittima e Campagna infestate dalle conventicole de'raal viventi

veterani che prima era costruito da due compagnie dette di deposito, affidandosi al medesimo l'am-

(quanto

fece

il

ministrazione delle prigioni


gastoli

ed erdi

governo per
Fbosiivoive),

estirparli,

lo dissi

militari in quella circostanIl

aveano fatto nascere un corpo armato, detto talvolta dei


bersaglieri, talvolta
cacciatori.

za

istituiti.

dipartimento
Il

mare-

rina
st

dopo

l'invasione del

1808

de'centurioni o
provinciale
alle antiche

inattivo.

reggimento

sostituita fino dal

La truppa i8o4
era

goni
tre

ebbe 38
il

uffiziali

dracompresi i

milizie urbane,

stata
sulle

nuovabasi

mente organizzata

del

piano del 5 dicembre i8o3, sanzionato con moto-proprio di Pio


VII, *d era stata anche estesa nelle Provincie di seconda ricupera ; laonde
si

, uno de' quali reggimento, e 554 dragoni Richiamati gli antichi bombardieri e i reduci artiglieri,

capo-squadroni

comandante
.

si
li

form un corpo
il

di

col capo battaglione, e


totale della

36 uffizia960 canli-

nonieri,

forza di

gimenti

compose di diecinove regcomandati da altrettanti


ebbero
tre

nea ascese a 9207

teste,

con l'an-

colonnelli;
le

reggimenti

nua spesa comprese


di

di
le

scudi

684,966, non

eventuali, e quelle pel

Provincie di Marca e Romagna, due Bologna, Ferrara, Lazio e Sabina, Marittima e Campagna, Umbria ed Urbino; uno solo n'ebbe la

carabinieri di scudi

l'annuale
lo stato

326,85o; quinimporto della spesa


militare
fu
di

per

scudi

provincia del

Patrimonio.
il

Esisteva

pure
gio,

in

Roma

corpo riorganizzato

di truppa civica che vi preslava servi-

con suo brigadiere generale co-

mandante e due colonnelli. Finalmente era al soldo del governo una compagnia di cannonieri e pompieri
urbani, composta di cittadini di Bologna, e addetti alla guardia

1,011,817. Nel 1818 compresi la marina, la truppa provinciale, i pompieri di Roma, gli artiglieri urbani di Bologna, il corpo di finanza, i bersaglieri o centurioni, le guardaciurme ed i fazionieri di
Ferrara,
l'epoca
le

spese in tutto

somma-

rono a scudi 1,3 13,714.


la

quel-

congregazione

militare

d'o-

era composta del cardinal segretario di stato presidente, del prelato

nore di quel cardinal legato, non che al servigio di quattro pezzi di artiglieria da campagna appartenenti

assessore

non

chierico

di

camera;

e per deputati, del contestabile Co-

alla

stessa citt, e al riparo desi

lonna, del tenente generale, di cin-

gli

incendi; e

erano

formate in

que brigadieri

generali, di

due

te-

Civitavecchia ed Ancona due

comla

nenti colonnelli,

uno

segretario ge-

pagnie
sotto la
tesoriere.

di

guardaciurme
di

per

nerale, l'altro commissario in capo


di

custodia de' condannati alle galere,

guerra, dell'avvocato uditore gefiscale della

dipendenza

Fu

monsignor egualmente organizindi


eretti
c\iie

nerale, del
vinciale, l'eccelsa

truppa prola

del

capitano aiutante del*


cui
se-

zato
uffici

il

ministero,

congregazione,

di

commissarialo

per

l'

am*

greteria era alla Pilotta.

i32
Nel

MIL
1821 per
le

MIL
rivoluzioni di
stato
vi

venne portala
ro di circa
di

la

Irtippa
teste,

al

numeobbligo
con-

Napoli e Piemonte, nello


f(i

i6oo

coli'

grave effervescenza, massime nel


lega/ioni,

sorvegliare e difendere dal


le

le

onde
si

le

milizie pontie mol-

trabbaiido tutte
niinistrazioni.
a
ste
si

memorate am1

ficie
li

prestarono
le

utili servigi,

E
si

qui noteremo, die


di

loro capi

distinsero

per

zelo

detto
di

numero
il

ed energia, e

truppe
cos

austriache
allorch
poscia
le

forza

circa 600 temantenne e tuttora

traversarono
recarsi a
partii'ono.

lo

stato pontificio per

mantiene

corpo delia
al

truppa
si

Napoli,

ne

doganale, quale

presente

comdi
sot-

Sembrando
si

che

pone d'un
altrettanti

ufficiale

superiore ispetcapitani,

l'annua spesa eccedesse


tesoro pontificio,
cipio

forze del

tore in capo, di

dieci

pens sul prin-

tenenti, di quindici
di

del 1822 sotto Pio VII, ad una nuova organizzazione e rifor-

totenenti,
genti, di

cinquantacinque sercaporali, di

centosessanta

ma
nel

della

truppa pontifcia. Infatti


si

marzo
si

pubblic

il

piano,
le

il

centonovanta vice-capoiali, di 10^7 comuni, di trenta uomini di cavalleria,

qiiale

lasciando
limit
la

intatte

altre

compreso un maresciallo
gli

armi,

a formare

ed

or-

brigadieri, di
di
i

settaiitadue individui
ufficiali.

ganizzare
ministero.

Fu

truppa di linea e suo stabilita quindi la

marina compresi

Sono

detti individui divisi in

nove comg-

frza della fanteria, cavalleria e artiglieria in

pagnie e tre tenenze isolate dipeiidenti da

9,000 uomini, non comdi

monsignor

tesoriere

presi

figli
i

truppa, e furono ac-

nerale, e dal direttore generale dei-

cresciuti

soldi e

competenze
il

per
altri,

alcuni gradi, e diminuiti per


.

Fu
del

eziandio

ridotto

personale

ministero

economico,
di

furono
e

aboliti

molti comandi
li

piazze,

dogane in rappresentanz:a del le capo del corpo, il quale come dicemmo l' ispettore in capo di questa forza armata, L'importo del mantenimento di
tutte le
milizie pontificie ascese nel

quei che

furono trasferiti come aiutanti maggiori nelle truppe provinciali. Segu a questo l'altro piano per la detta truppa

coprivano

1828 ad annui
Elevato
to
in

ducati

i,242,25q.
pontifica-

quell'anno al

nominati aiufurono passati al soldo di riforma, e gli antichi reggimenti e


i

provinciale, con cui


tanti

Leone XII, conosciuto il bisogno di migliorare l'amministrazione economica dello stato, ed (intruppa e di ogni cornel settembre 1824 nomin una commissione composta
cora della

squadroni furono
glioni
j

ridotti

in

battanella

militare,

cora' erasi

praticato

truppa di linea; tuttavolta la truppa provinciale rest coli' antico si.stema del i8o3. Nel 1823 essen-

del

prelato

Nicola

chierico di

camera,

Maria Nicolai del marchese

do

tesoriere

il

prelato
alle

Crislaldi

furono incorporate
ganali
si

le

cos

dette

guardie,

truppe doche

Carlo Giberti Mattoli, e del cav. Angelo Galli computista (poi generale della camera), la quale egre-

giamente corrispose
no,
col

allo zelo
la

sovra-

ritenevano
di

dall'amministrazione
e delle privadelle

presentargli

Memoria

de' dazi
tive
delle

consumo
citt

nelle

legazioni

Marche, e con questo

mezzo

preliminare alla discussione sul piano di riforma della truppa pontificia, e metodo di amministra'

MIL
zione, eoa

MIL
sommario,
e
delle

i33

relazione e
sulle

con
quel

notizie

variazioni

tenuto anche per tre anni la presidenza delle armi, e nel 1828 cologoro dalle fatiche domand ed ottenne onorato ritiro col grado di capitano generale, a condizione pe-

truppe papali da Benedetto XIV a tempo importante libro di qui ci giovammo compendiosacui
:

me

mente.
co
di

Allora

era assessore

delle
chieii-

armi Domenico de Simone


camera, fatto

da

Pio VII

r di riassumere il servigio ad ogni cenno sovrano. Dipoi nel luglio i83o Pio Vili ordin che il dettaglio
della
tuisse

(poscia cardinale),

ma

da

Leone
dell'an-

contabilit
alla

militare

si

resti-

XII promosso a prefetto nona senza rimpiazzare 1'


to.

presidenza
di linea,

delle

armi
esi-

assessora-

per

la

truppa

con poi

In conseguenza

il

Papa

sop.
isti-

presse la congregazione militare


tuita
nel

1797, che
della

aveva

avuto

camera la contabilit; e confermando il Gaconsiglio, vi aggiunse il cav.


bire alla computisteria della
lassi

l'esercizio

contabilit militare

generale
ed
il

di

brigata pensionadivisionario,

sino

1828, de' 17 marzo, e


al

con

moto-proprio

to,

conte Filippo Resta comcolonnello


dallo stesso
di

restitu la contabili-

mendatore
il

t alla computisteria della

camera.

quale

fu

Alla congregazione sostitu la presi-

minato generale
dante
tutte
il

brigata

Papa nocomanpontificie,

denza delle armi, cui confer tutte le facolt della congregazione, tranne
la

le

truppe

giubilando
ci.

tenente generale Brac-

detta amministrazione
nel

riunendelle

Inoltre nel

i83o

il

colonnello
d.

dole

prelato

presidente

del

reggimento de'dragoni

Pom-

armi, the dichiar dover essere un


chierico di camera,

nominando

pel

peo de' principi Gabrielli pubblic due utili libri, oltre il regolamento

primo monsignor
ni,
al

Giuseppe Ugoli-

quale destin tre consiglieri con voto consultivo, ma ad libitum del prelato il convocarli, e che
il

che avea loro dato nel 1817. Istruzione cristiana ad uso degU individui del reggimento de' dragoni
pontificii.

Ristretto

dell' istruzione

generale comandante dovesse coa-

diuvare monsignor presidente nelle sue operazioni. Istitu pure il consiglio

economico
si

militare, avanti
gli

il

quale
colt
la

portassero

adari
in

amfa-

sopra l'esercizio e le vianovre della truppa a cavallo, ec. Ottimo libro pure quello pubblicato in Venezia dal cav. Giuseppe Battaggia, intitolato: Doveri del
teorica

ministrativi che
decidersi

non erano
dal

soldato.

presidente

pei'

Mentre una gran parte


pontificio
si

dello stato

truppa di linea, dal


e

governatotesoriere

rivoluzionava, a'2 feb-

re pei carabinieri,

dal

braio
rio

i83i divenne
il

Papa

Grego-

per
lati

la

truppa
dal

di finanza.
il

Tali preconsiglio

XVI,

quale

per

richiamare

composero

detto

all'obbedienza

presieduto

cardinal

segretario

le provincie insorte dovette notabilmente aumentare le

di stato, col computista della

came-

milizie pontificie,
straniere.
Il

ed assoldarne delle
oltre

ya per consulente, e col segretario


della

generale Resta,

presidenza per segretario. Nel


di

pontificalo

Leone XII,
Bracci

oltre

il
il

eomando
tpueote

delle truppe

pontificie,

quanto fece in Roma, si port al Corese per impedire ai ribelli l'avanzarsi; quindi il governo ricuper immeusi capitaU iu

generale

ayea

sos-

armi,

cau-

i34
do

MIL
i

MIL
Intanto sul finire del i83i in Ferrara

nonij munizioni e cavalli, disaiinancarabinieri


p.

defezionali.
della
citata

Nel

il

general

Zamboni organizz
Nel regolasui dei

Tol. VII,

61
la

Rac1

cacciatori

a cavallo.

colta vi

notificazione

de'

mento emanalo nel i832


litti

giugno 183 I suU'aiTuolauiento yolontaiio per le truppe di linea, onde questa accrescere di 8000 uomini per la tranquillit generale de'sudditi; ed a p. 75 le dispoprovvisorie del primo tembre sull'organizzazione ed
sizioni
setatti-

e sulle pene, su

queste

mi-

litari

vennero
leggi
le

dichiarali
.

suggelli

alle

comuni
milizie

Nel

gennaio
il

i832

pontificie, sotto

commissario apostolico cardinal Albani, si avanzarono a Cesena ed a Forti, ove nacquero le note zutfe,
in cui
le

vazione

della

truppa
il

ausiliare

di

milizie

l'artiglieria

si

riserva, istituita in varie

provincie
codi-

fecero onore,
i

dello stalo,

sotto

generale
di
linea,

tedeschi,

furono richiamati ritirandosi a Pesaro le

ma

raalidante
le armi,

le

truppe

truppe
febbraio
francesi,

del

Papa.
fu
vi

Intanto

a'

23

pendentemente dalla presidenza


portali a

del-

Ancona
che

il

con onori e privilegi rivi p. 80. Indi a p. 86 dispaccio sulla concentrazione

occupata dai posero guarnigione.

nella presidenza delle

armi
la

di

vasi

rie amministrazioni militari

che

trovavano la truppa polizia ed

divise,

tranne
le

civica,

Nel 1832 stesso gli svizzeri assoldati dal governo pontificio, passarono nelle legazioni. Nel voi, VII della Raccolta si riporta a p. iio il regolamento provvisorio organico del
corpo
de' carabinieri
li

di finanza,
i

guardie di

pontificii,

e-

guardaci urme.

A
ai

pag.

manato
posto

gennaio i833, comteste.

90

le

disposizioni intorno

rap-

di

2486

p.

i38

ii

porti di contabilit fra la presiden-

za delle

armi

la
p.

computisteria

regolamento per la formazione di un corpo di volontari paulificii nelle

della camera;

ed a

92

il

regodel

quattro legazioni, del primo giu-

lamento

d' interna

disciplina

gno 1833,
pense.

con privilegi e
p.

ricom-

consiglio delle armi.

Le truppe auriti-

i52 l'organizzazione
militare de' ber-

striache intervenute pel ristabilimrn-

del corpo politico


saglieri
pontificii,

10 dell'ordine pubblico, eransi

con regolamento
a piedi ed e

rate sino dal luglio dalle legazioni.


11

de'

dicembre i833,

conte

Domenico Bentivoglio
Rieti fu

te-

cavallo, per

Roma
Ascoli
,

provincie
Vellelri,

nente colonnello de* carabinieri, do-

di Benevento,
Rieti,

Prosinone,

po

la difesa di

dichiaralo
le

Spoleto,

Fermo

e
se-

colonnello e comandante

truppe
ed en-

Camerino. Nella divisione della


greteiia di
stato la presidenza

per rimpiazzai-e
e dragoni
soldati
tal
a'

gli austriaci,

del

tr in Kimini con

160 granatieri

consiglio ecottomico militare


tribuita
gli

fu at-

10 luglio; circa
poi
il

5ooo

al cardinal

segretario per

in

tutti

si

riunirono in

affari

di

stalo interni.

Nel voi.

citt sotto

nel

dicembre

suo comando, cui venne surrogato il

tenente colonnello-Barbieri, ora co-

i55 8 gennaio i834 del cardinal commissario delle quat


della Raccolta sonovi, a p.
la

IX

circolare degli

mandante
pi tardi
tu

della piazza di
il

Roma,
s.

tro

legazioni,

in difesa

<iel

corpo

Bentivoglio fu nominadi
Cattici

de' volontari pontificii; a p.

i56

il

cumuuduulc

Angelo.

rcgolumculo relativo

ai

lucri,

pr-

MIL
pine
piazze

MIL
alle

i35

ed emolumenti speltanli

decisione delle cause criminali contro


i

169
to

e guarnigioni militari; a p. miglioramenti prescritti tan-

bersaglieri pontificii, quali si

leggono
la

p.

49

^^^

^ol.

XIII
scuo-

quanto nel esliario ed equipaggiamento delle truppe di linea, de' 29 dicembre 1834, con quanto riguarda l'amneir organizzazione,

della Raccolta delle leggi.

La

de' bombardieri, per

le

vicende

de' tempi rimasta alquanto negletta

missione de' cadetti ne' corpi di esse,

a malgrado le cure Lopez e Porti, si


felici

dei

colonnelli

riapr con

pi

e loro riparto
la

nelle
delle

venendo
l'altra

met

compagnie, promoxioni
ni

auspicii sotto
1

nel

836

in

Gregorio XVI Castel s. Angelo, colla


dell'attuale co-

all'officialil

riservata

cadetti,
tale or-

vigilante

direzione
del

ai sotto-ofliciali.

Con

mandante
Sleuart,
il

corpo coram. Carlo

dine
preso:

del

giorno
di

lo

stato

militare

quale fu sollecito di rior-

in attivit
i.

servigio

venne

com-

Ministero della presiden-

za delle armi,
to

g3

individui. 2." Sla-

maggiore generale, cinque. 3. Stato maggiore di piazza, trentadue.


4-'*

Genio, ventuno. 5." Artiglieria,


individui

982
validi

con 168
:

cavalli.

6."

regolamento con superiore approvazione ; quindi la scuola risorse con lustro maggiore, come dimostrano i premi e gl'incoraggimenti che si merit, onde si hanno scelti officiali e cadetti da servire in ogni bisogno, come sono
il

dinare

Fanteria

indigena

veterani e inattivi

periti in ogni

ramo riguardante
le

l'ar-

553; battaglioni

6552.

te

e persino

opere

murarie e
si

7." Cavalleria indigena: reggimento dragoni 734, con 571 cavalli; cacciatori a cavallo 263, con 202 cavalli.

fortilizie.

Nei numeri 70 e 73 del

Diario di

Roma 1837
conte

legge la
liraqpi

morte del
di

Giuseppe

8.

IMarina,

29

individui.

una compagnia
reggimenti
di

di artiglieria,

Pi e due
se;

Fano capitano

generale in ritiro

delle truppe pontifcie, e la biografia assai onorevole per l' illustre e benemerito defunto, che pieno di attaccamento per la santa Sede, pel suo servigio istitu col proprio una prelatura, essendo stato modello di

fanteria

estera,

condo

le

rispettive

capitolazioni

l'artiglieria

con i47 individui ed 88

cavalli,! reggimenti di
tutto.

^iS/^

teste in

Pi r arma politica composta di un reggimento di 2774 carabinieri con 4i' cavalli; un corpo di bersaglieri 923 con 84 cavalli. La presidenza delle armi fino dal primo settembre avea pubbliordine
del giorno
al

lde al sovrano,
ligione.
Il

d'integrit

e re-

generale Piesta nel

i838

divenne tenente generale comandante le truppe di linea, ausiliarie e di riserva, indi marchese di Sogirano.

cato

sulle

di-

Nel febbraio
cre

i838 Grego-

scipline relative

servigio interno
pel minacciani

rio

XVI

cardinale Ugolini, e
delle

de' corpi. JNel


te cholera

i836

nomin presidente
gorio
Fabrizi,
gli

furono

istituiti

cordoni

che

rmi Gremorendo poco

sanitari

nate
essi.
1

anche marittimi, ed emapene contro g' infraltori di


volontari pontilioii furono di-

dopo
lato

sostitu

monsignor Giacode' funerali cede' chierici di

mo A madori
Fabrizi,

Piccolomini. Del pre-

come

visi

in quattro brigale, sotto la di-

lebrati coir assistenza

pendenza di ciascun legato; e furono pubblicate le norme per la

camera

del

tribunale

camerale,
di tutto

come pure

colla presenza

i36
lo slato

MIL
c(dla,

MIL
mentre
a
p.

maggiore della truppa ponne parla con lode nel tifcia, se nuuieio 4? tl<^' Diario di Roma.
Frattanto sul Unire del
francesi

275

vi

l'i-:

stru/.ioiie

della presidenza delle ar-

i838

evacuarono
e
gli

la

fortezza di

mi suir amministrazione de' militari condannati alla detenzione. Nel medesimo anno il cav. Angelo Calderari

Ancona,

austriaci

partirono

tenente

colonnello

de' cara-

dalle legazioni.

A' i5 giugno
il

i84o

binieri

pubblic

r utile

Manuale
al

venne emanato
tasi

regolamento pel

dei

soUo-ufJiciali

e carabinieri

corpo sanitario militare, come ripora


p.

servigio della

santa Sede per

i-

162,
ivi

voi.

XVIII
si

della
il

saluto politico- militare. Nel i844*'

Raccoltaj

a p.

184

legge

16 aprile
disposizioni

si

emanarono favorevoli
sulle giubilazioni

regolamento pei cappellani militari, ed a p. 202 la concessione all'amnnistrazione cointeressata delle polveri, di

della
le

truppa

di

linea;

a'3o aprile
tenente

at-

tribuzioni

del

generale

poter fabbricarne altre due


;

qualit
la

a p.

2 38
il

poi

si

riporta
l'or-

comandanti; a' i4 giugno il regolamento sulle peicezioni straordinarie


delle

convenzione fra

governo e
per
lo

piazze

delle

trup-

dine

gerosolimitano

stabili-

mento dell' ospedale militare che ad esso affid il Papa, lutto avendo narrato nel voi. XXIX, p. 289
del

pe pel disimpegno de' vari servigi ; ed a'i6 dicembre il regolamento organico amministrativo per la truppa pontifcia indigena permanente,

Dizionario,
l'ospedale

Ma

nell'

ottobre
fu
resti-

riportato nel
della

volume XXIF, pag.


11

1844
tuito

militare

181
le

Raccolta.

totale del-

all'antico locale
s.

dell'arcispeSassia,

teste

indigene fu

di

93

3,

dei

dale di
si

Spirito in

come

cavalli

870;
le

pi

3366

carabinieri

dir

meglio parlando
Intanto
il

di questo

e bersaglieri, con

Ospedale.
bri

successivamente
de'

comprese
erano
di

5 11 cavalli, non truppe di riserva e


nel
le

fu aumentalo

numero
il

mem-

quelle estere.

Le prime
seconde

componenti
la

consiglio militare

4628,
la

1842 4o95,
la

presso

presidenza delle armi, cosostituto

volontari
tutta

pontifcii

4^35;

spesa

me

d'

un

commissario
delle armi,

di

truppa nel i843 ascese


di

camera
sigliere

vice-fiscale

del

a
il

scudi

1,878,217. Noteremo che


piazza
di

direttore della sanit

militare consanitarie,

comandante

Roma
de-

per

le

materie

riceveva la spada degli


funti,
ti;

ullciali

dell' ispettore

centrale, ec.

A' 7 acadetti,
die-

come
nel
tale

praticasi

in

diversi sta-

goslo

84

la

presidenza delle ar-

ma

in quello della Seie aposto-

mi
i

pubblic
di

r ordine

sui

lica,

pontificato

di
tolto.

Gregorio
Il

quali

dovrebbero avere scudi


rendita mensile; ed
a'
i

XVI

uso

fu

Papa
C'"e

ci

9 agomatridoti.

Gregorio
cardinale

XVI
il

nel luglio

i844
delle

sto

ordme

riguardante

presidente

armi
e

moni de'militari e rispettive Mancava un codice penale


re,

Giacomo
gli

Amadori

Piccolomini,

milita-

rio
zia

ed anco a questo provvide GregoXV! col regolamento di giusticriminale e


disciplina

monsignor Lavinio de Medici Spada^ che in pari


sostitu l'odierno

tempo

fece chierico di

camera. Fi-

militare
si

del

primo
voi.

aprile

i84'2, che
p.

leg/irte-

ge nel

XX,

77

della

nalmente ncir agosto 1846 il regnante Pontefice l'io IX riunendo le due segreterie di slato sotto il

MIL
cardinale segretario di stato, questi
divenuto

MIL
generale e
ni,

137
divisionadi
verifi-

degli

uditori

presidente del consiglio


militare.

del

capo
e
del

dell' uflicio

economico

cazione
le

primo

verificatore;

Ecco le provvitlenze prese dal <^'" Papa che regna nel 1847
'''^''

nomine

del direttore dell'arme-

ria,

del direttore

generale,

dell' i-

versi

corpi della

milizia

pontifcia.

spettore e sotto- ispettore


nit
ti

della

sa-

Prima noteremo die


sione del

nella

proces-

militare, dei generali, e di tutaltri


uflziali

Corpus Domini,
le

per

la

gli

superiori

fino

Prima
rono
a chi

volta

gli

guardie nobili usaelmi in vece dei cappelli


e
ric-

punte, di elegante lavoro

maggiore inclusivamente; e le destinazioni de' comandanti de' corpi e de' forti. A' 5 luglio il cardinal
al

per ornamenti. A' 6 aprile

fu

Gizzi
la

segretario

di

stato
cui

pubblicij
il

una commissione per le riforme militari, comporta del prelato


istituita

notificazione
di

con

santo

Padre decret
pliare
la

ricostruire e
di

presidente delle armi,


colonnello
in

dei

principi

guardia civica

amRoma,

Rospigliosi, Barberini e Gabrielli, del

con norme fondamentali, nominan-

Armandi,
e

di

Lovatti

do
d.

il

Papa

comandante

generale
di
il

qualit di segretario. Col molo-

Giulio

Rospigliosi

principe

proprio,

Come
del

nostro principale

Zagarolo, che ne avea esercitato

desiderio, de' 12

giugno, sulla
seguenti

isti,

grado sotto Pio VII,


a Civica:
resa
gi

al

modo

detto
si

tuzione
si

consiglio
le

de' ministri

questa guardia

leggono
1

disposiziodi

ni.

monsignori

governatore

grandemente benemerita. A'3o luglio 1847 il cardinal Ferretti segretario di stato,

Roma,
sette

tesoriere generale, e

presi-

eman

il

regolanello
di

dente delle

armi fanno parte dei ministri che lo compongono.


e

mento per
stato
stato,

la

guardia civica
alla

pontifcio.

Nella segreteria

La

direzione, la custodia
dell'

l'ampontif-

nella

prima sezione

po-

ministrazione
cia dal

armeria

tesoriere

passano alla precontinuer

sidenza delle armi. INIonsignor presidente


delle

armi

ad

esercitare le sue attuali


ni

attribuzio-

nenza militare, fu destinato minutante Liberato Bruto lenente colonnello nella truppa di linea. Dui febbraio jS46dal eh. cav. Francesco Gherardi Dragomanni si pubblica
in

unitamente al consiglio militare, osservando il regolamento organico del 16 dicembre i844- Monsignor governatore proporr le nomine
de'
ri

Firenze un applaudito Giornale


italiano j ed
il

niililare

num.

89

riporta una erudita bibliografia militare

comandanti ed ufliciali superiodelle armi politiche e dei vigili

Roma

o pompieri, e dei capitani dell'uno


e dell'altro corpo.
riere
ficiali

moderna, in anno il eh. cav. Luigi Bavari romano, colonnello delle milizie pontifcie ha pubblicato: L'uoitaliana, antica e

nel corrente

proporr
di

le

Monsignor tesonomine degli ofdel-

mo

di stato, meditazioni- filosofiche-

politiche.

Tra
fatte

le

utilissime conside-

superiori e dei capitani


finanza.

le

guardie
de'

Monsignor
proporr
le

presidente

delle

armi

nomine
tori

membri

del

consiglio,
ispet-

non di importanza sono quelle da lui saggiamente ed eruditamente instiluite sulla milizia, avendovi tratrazioni
dall' autore,

minor

del segretario generale, de^^li

tato
gliQ

nella
di

parte

militare

il

della-

sotto- ispettori,

dell'

uditore

que' principi!, che solo pos-

i38

MIL
ne fosse
il

MIL
vero autore, e lo avesse
il

sono rendere un inililare perfetto, ed una truppa utile allo stato, cio Sulla milizia, nella meditaz. X:
fortezze e piazze forti. MILLENARII. Nel

posto sotto

nome
il

per accreditare

secondo e terzo secolo della Chiesa, si chiama' rono cos quelli i quali credevano
che Ges Cristo alia fine del mondo verrebbe sulla terra, e vi fon-

devano gli altri gno de* mille anni goderebbero di una felicit piuttosto spirituale, che
corporale, ed escludevano le volutt
de' sensi.

di s. Giovanni suo errore. Creche i santi nel re-

Per bisogna

ancora

osservare, che la maggior parte

noa

temporale pel corso di mille anni, nel quale i fedeli goderebbero una felicit temporale aspettando l' ultimo giudizio, ed una ancor pi perfetta felicit greci li hanno chiamati in cielo i Chiliasti, teroine sinonimo a millenarii. Questa falsa opinione era fondata sul cap. 20 dell'Apocalisse, dove dicesi che martiri regneranno con Ges Cristo per mille anni ; facile per conoscere che que:

derebbe

un regno

tenevano questa opinione come un domma di fede. Vi furono eziandio un'altra specie
quali
di

millenarii,

sostennero

che di
dell*

mille

in

mille anni

cassassero in

favor dei
;

dannali

le

pene

inferno

anco

questo capriccio

era fondato sopra

una

falsa

interpretazione dell'

ApoSusa.

calisse.

MILLES
Nato
nella

(s.),

vescovo di
dei

provincia

razichiti

sta specie di profezia,

oscurissima in

Persia,

o razichei, fu allevato alla corte di ed occup un posto rag;

s stessa,

non

dev' essere presa let-

guardevole ueir armata


avere abbraccialo ritir ad Ilam o
sa,
si
il

ma dopo
si

teralmente.

Credesi che

Papia ves.

cristianesimo
presso

scovo di Gerapoli e discepolo di

Elam

SuPre-

Giovanni

evangelista,

l'autore, altri provano

ne sia stato che in ori-

ove
gli

converl'i molli

infedeli.

ordini sacri,

non and mol-

gine viene dagli

ebrei.

Fu
s.

seguita
eccle-

da alcuni
siastici,

padri
s.

scrittori

to che fu eletto vescovo di Susa. Egli spieg instancabile zelo per la

come

Giustino,

Ireneo,

distruzione del vizio e dell' idolatria,

Vittorino,

Lattanzio, Tertulliano,
altri

ed

Sulpizio Severo, Q. Giulio Ilarione,

ebbe -perci laonde prese la

molto a
e
si

solhire;

risoluzione di ab-

Commodiano, ed

meno
due
e

noti.
vi

bandonare

la

citt,

mise

in

cie.

necessario

di

osservare
di

che

viaggio per recarsi a


to visit
s.

Gerusalemme
discepolo di
alla

furono
lui

de* raillenarii

spei

e ad Alessandria. Essendo in Egits.

Gli uni,
discepoli,
di

come Cerinto
insegnavano
Cristo
di

di

Ammonio
s.

che nel
terra,
i

Antonio, e
visit

nel ritorno

pa-

regno
giusti

Ges

sulla

tria

Giacomo
Siria.

di

Nisibi,

godrebbero
la

una

felicit cor-

porale,

quale principalmente condej

donde pass nella nodo che si teneva


riformare
dotti
gli

In

un

si-

a Seleucia per

sisterebbe nei piaceri

senso

abusi ch'eransi intro-

padri non abbracciarono

mai que-

nella
i

disciplina,

e per ascolvescovi
colla

sta sciocca opinione, anzi la riguar-

tare

lagni

che

parecchi

darono come un eriore. Perci dubitarono molto se dovessero mettere l'Apocalisse nel

movevano contro Papas, che


avea cagionato uno scisma,
le!
s.

sua superba ed arrogante condotta

numero

de'li-

Mil-

bri caaouici,

lenieudo che Ccriutu

parl a costui con molta forza,

MIL
e gli

MIL
punito,
lini

i39
e

predisse che sarebbe

nobile romano, fino dalla puefu


di aspetto

come avvenne, giacch


salito

fu tosto as-

rizia
sto,

grave

mode-

da una paraUsia. S. Milles, ritiratosi a Mescne sull'Eufrate, and ad abitare con un romito. Il

che sino d'allora presagiva ben fondate speranze di un' ottima espettazione della
vita e de'
i

signore di cjuesto luogo, t:h'cra infermo da dieci anni, riebbe la sanit per le

suoij
alla di

quali

riuscirono

costumi conformi

opinione concepita di
se
in

preghiere
fu

del santo, e

non deve recare tanta


et
di
seti'

questo
nato

miracolo

segnilo

dalla

glia,

quiameravianni fu da
lui;

conversione di molli infedeli. Ritornella

Giovanni XXIII fatto canonico della

provincia

dei

razichei,
d' idola-

basilica

lateranense.
in
lui

La nuova
im-

battezz
tri
;

un gran numero
in

dignit eccit

maggior

ma
di

forza dei

sanguinosi ela

pegno per
cui

applicarsi allo studio, ia

ditli

Sapore contro
egli

religione
nel

cristiana,

fu

preso

34 1.

Ambrosimo
gni della

prete e Sina

diacono,

suoi discepoli, furono pure

compacatene,

super gli eguali e quelli che erano pi di lui. Conosciutasi da Martino V la prontezza e felicit del suo ingegno, volle che di proposito
si

sua sorte. Condotti tutti


di

dedicasse
quali

alle

leggi

canodella

tre a Maheldagar carichi


soffrirono

niche,

nelle

riport

nell' ar-

una crudele

flagellazione,
sagrili,

chiginnasio
laurea.

romano
eflelto

l'onore

costantemente ricusando di
care al sole
li.

come

si

voleva sforzar-

Finalmente Ormisda Gufrisio gofattosi ve-

vernatore della provincia,

per il Papa gli assegn una pensione sufllciente per mantenersi negli studi, quasi presago dell'oltima riuscita che avrebtale

nire Milles davanti, minacciolio

di
la

ammazzarlo
gli

se

non

gli

mostrava
11

verit della sua

religione.

santo

con barbaro governatore, interrompendo il suo discorso, trasse il pugnale e glielo immerse nel fianco, mentre JN arsele suo fratello
fermezza
;

rispose modestamente,
e
il

ma

be falla, e dell' aiuto che col tempo doveva rendere alla chiesa romana. Eugenio IV lo ammise nel novero degli abbreviatori, nel quale uffizio ebbe sempre a cuore di
sollevare
te,

e favorire

la

povera gen1'

da

cui

neppure

riceveva
gli

in-

tero delle propine che

spettava-

feri

il

santo
di

dall' altro

lato.

Amal

no, condonandone sempre una porzionCj per cui del


si guadagn l'amore Avendo determinalo per Eugenio IV di cambiare af-

brosimo e Sina furono condotti

sommo
pctto
l'

due

colline

poste

rimlapi-

pubblico.

una

all'altra, e quivi
1

dati dai soldati.


tiri

corpi de' tre mar-

ilto

il
i

capitolo

lateranense

con

furono

portati
essi

nel castello

di

togliere

canonici secolari
regolari, e facendo

e resti-

Malcan.

Sono

nominati

nel

tuirvi

premu-

martirologio roniano con molli altri martiri persiani ai l'i di aprile


;

ma

menologi
di
i

menzione ai io no in cui forse


pellirono.

greci ne famio novembre, giorcristiani


li

sep-

aveva mandato oratore a Firenze, perch rinunziasse, non pot indurvelo, n con minacce, n con promesse. Sdegnato il Papa contro di lui, deput tre ragguardevoli soggetti, due dei
ra
al

Mllini, che

MILLINI o xMELLlNI Giambattista, Cardinale. Giambattista Mil-

quali divennero poi

Papa Nicol V,

e Paolo

II,

e l'altro cardinale, cio

i4o

MII.
Achilleo,

MIL
con
della
di

Amico Angifilo vescovo dell'Aquila, per fare severa inquisizione sopra


i

incredibile

soddisfai

zione e piacere di tutta

Roma. In

costumi
i

la

couclolta
le

del Mil-

occasione
za

violenta

lini,

quali

dopo

pi

accurate

Galeazzo duca
della

morte di Milano, ad istan-

diligenze

pronuziaronlo
vita.

concordevol-

mente
nio IV,
le

d' integra
il

Morto EugeV^
il

supplic

successore Nicol

onninauiente mutare

capitolo

madre che ne Papa, fu spedito il cardinale ad onta della grave sua et e nel cuore dell' inverno in Lomduchessa
il

chiamato a se il che ad ogni patto dovesse rinunziare, ed egli a malincuore finalmente cedette. Tutta
lateranense, onde
Millini, g' intim

bardia, col carattere


sedare,

di

legalo per

come

fece, colla

sua autori-

t e prudenza, in compagnia di Lodovico duca di Mantova, i tu-

\olta
sul
S.

il

Papa gradi
lo
,

la

rinunzia,

multi e
t,

le

discordie nate nella

cit-

momento

dichiar vicario di
alle

Pietro

e soprintendente
si

o-

blazioni e limosine che


alla

oiiivano
il

che esegu anche in Genova, liducendo la popolazione di vota al suo doge, contro di cui erasi rilo

basilica

vaticana, alla quale

bellala.
ti

Milliui comparti insigni

benelzi, co-

e di gloria,
di

Finalmente pieno di merie da tutti amato,


vivere
nel

me me

avea fatto colla lateranense,


narra Jacopo Lauro nel suo
1

coli-

cess

in

presso

Roma

Monte Mario 1478 d'anni 78,


nella

bro Defainilia Milliiia, Piomae


Inoltre Nicol
di

636.

ed ebbe sepoltura
s.

basilica di
tre

gli offri

vescovati

Pietro,

donde

dopo

mesi fu
s.

Sulri e di Anagni,

ma ambedue

trasferito

nella chiesa

inodestamente ricus. Assegnato da Calisto III per compagno del cardinal Alano Gelivo, a Carlo Vili
re di Francia, a fine di comporre
i

del Popolo, e

Maria venne collocato nella


di
al cui

sua cappella gentilizia,


lato

manco
colla
in abi-

vedesi

un' urna

antica,
vestita

statua del cardinale


ti

tumulti di quella monarchia,

dagn

si guatalmente 1^ grazia del re, cl)e lo destin suo ministro in Roma presso la santa Sede. Sotto Pio 11 fu surrogato a Rhode nella ca-

pontificali e giacente,

la

sua base evvi


elogio.
11

fico

mentre nelun magniPlatina ne scrisse la


inciso

vita accuratamente.

MILLINI
le.

GiANGAftziA,
Millini

Cardinaro-

rica di collettore delle

lettere

apo-

Giangarzia

patrizio

stoliche

Germania, in cui riusc giusto ed integerrimo, che a cos'i nulla valsero le promesse e doni.
in
i

nato in Firenze dove suo padre viveva esule, visse sotto la


disciplina
zio

mano,

ma

del cardinal Castagna suo


di

I^aolo

li

per

la

sua specchiata con-

per canto

madre,

il

quale
sua

dotta e giustizia Io

nomin suo

u-

poi divenne

Papa Urbano VII, ma


dalla

ditore e datario, nel quale impiego

regn
ze,

pochissimo. Sino

non ebbe
gli,

difficolt affrontare

all'oc-

giovent diede di s ottime sperane

correnza lo slesso Pontefice, e que-

nel

pontificpto di nel collegio

Sisto

fu

gli

la

i468 confer la chiesa di Urbino colritensione delle cariche. Sisto IV


invece di olfcudersene, nel
stesso

ammesso
ti

degli avvoca-

conf'e^'iiiandolo nello
a'

impiego,
lo

i8 o IO dicembre
prel
de'

1476,
ss.

cre

Greavanzalo fra gli uditori di rota. Clemente Vili l'ebbe seco nel viaggio a Ferrara, e lo
concistoriali, dai quali sotto

gorio

XIV

fu

ordinale

Neieo

ed

assegn per

compagno

al

cardiue^l

MIL
Gactanl legalo a lalere in Polonia per islabilire la pace tra quel re quindi volle e la casa ci' Austria
;

MIL
fizi

141
riedifi-

alla

chiesa
le

d' Imola, e

cata tra
s.

altre

cose

la

chiesa

di

Maria Maddalena

alle convertite,

che si unisse al cardinal Pietro AIdobrandini legato in Francia per benedire le nozze tra Enrico IV e Caterina de Medici. Paolo V conoscitore de' suoi
e destrezza, lo
talenti,

che minacciava rovina, e ricuperati


a quella
in

pia c*sa alcuni fondi dati

de'

che ntlesa la qualit tempi erano andati in oblivione,


enfiteusi,
la

integrit

ed arricchita
suppellettili

cattedrale di sacre

incaric della nunre di

e di statue di

argento,

ziatura a Filippo Ili

Spagna,
di

ne fece nel

e dopo un anno circa,

nell* et

34
de'
sa
l'

anni, agli

11

settembre
piete
del

i6ofi
titolo

spontanea rinunzia nelle mani di Paolo V, peich le sue cariche non gli permettevai

161

lo cre cardinale
ss.

no

farvi

residenza.
in

Il

Papa

lo

ten-

Quattro. Essendo questa chiedallo squallore


l'abbell
e nel
di

ne sempre
sigliere

deformata
antichit,

deldi

luogo d' intimo cone partecipe delle cure pi


sentulle

ed

orn

gravi del pontificato, non intrapren-

nuova tribuna,
la

ristorarla eblx;
riti'ovarvi

dendo cosa alcuna senza prima


tirne
il

consolazione
le

nel

di

lui

parere,

cose

1624

reliquie de'ss.

Quattro Cos.

che

lo

tenevano
dal

ronati, e parte del capo di

Seba-

cupato. Nel
trasfer

stiano martire, collocate nella confessione dal


altri

grandemente oc1629 Urbano Vili Io titolo di s. Lorenzo in

Papa

s.

Leone IV. Due


il

Lucina,

anni

si

trattenne

cardinale

in cui era passato, al vescovato di Frascati, e trovossi pre-

W^^
Wt.

alla corte di

e tornalo nel

Madrid quale legato, 1607 in Roma, l'u

promosso a vescovo d' Imola, indi occupato nella legazione di Germania,

di Gregorio ed Urbano Vili, ne' quali ebbe molta parte, e fu vicino ad essere elelto Papa. Con tutto l' impegno si

sente ai conclavi

XV

per riconciliare

insieme l'imMattia re di

adoper
Cesi

col

cardinal

Rartolnuieo
il

peratore Ridolfo con

presso Paolo V, aHlnch


s.

ma-

Ungheria, lo che ottenne con estrema soddisfazione dell' imperatore e del


cistoro di

Papa,

il

quale
lodi.

nel

suo

Maria in Campitelli, ne' cui fondamenti gitl il cardinale nel 1619 la prima pietra,
gnifico leupio di
fosse

ritorno lo ricolm in pubblico con-

dato

alla

congrci^azione

dei

somme
suo

Compiuta
Paolo

chierici regolari della

Madre

di

Dio,

questa legazione,
lo destin

lo stesso

come

segu.

Nell'anno santo

1625

vicario

in

Roma,

apr e chiuse la

porta santa della

nella
tificati

qual carica persever ne' pondi

basilica Liberiana, e d' anni

mor nel 1629


s.

Gregorio Vili. Nel 16 II Paolo


fece

XV
V

ed Urbano
inoltre
lo

Sy

non
al

compiti.

sepolto nella chiesa di

Rimase Maria del


lui

arciprete della basilica Liberiail

Popolo, dove
sua
cappella
ecclesiastica

lato

destro della

na, a cui

cardinale don preziose


e sacri arredi, e di pi
del
s.

gentilizia,

da

con
son-

suppellettili
lo

magnificenza ornala, fu

ascrisse alle congregazioni

eretto alla

sua

memoria un
lui

olfizio,

de'

riti

ed

altre,

colla

pro-

tuoso
in

mausoleo, col di

busto
natu-

lettoria

de' carmelitani, de' minislri


e

degl' infermi

de' benefratelli.

Do-

rale,

candido niaroio e con magnifico


di

assai

al

epitaffio.

La

po aver comparliti

segnalali bene-

vita

questo cardinale fu descrit-

i42
ta da Decio
rio,

MIL
e

MIL
stesso
fatti

Memmolo suo segretastampata in Roma nel i644-

bene

afletto

al

re,

come

di

lo

diede a divedere quel mo-

Al cardinale avea predetta l'ora morte s. Giuseppe Calasanzio, assicurandolo che non avrebbe mandella

narca, nel

rammarico
corte

che

prov
lasciar

allorquando fu
partire dalla sua

costretto a
il

prelato

cato di assisterlo nel suo passaggio.

decorato della porpora.


ficenza,
la

La magni-

Fu uomo

di

mente

blime, e grandeggi

per

quadra e suprofonda
le

generosit e la splendilui

dezza usata da

nella nunziatura,
.

scienza e molteplice erudizione, per

una
se,

felice

spericnza in tutte

co-

per grandiosa
degli

avvedutezza nel
alFari,

ed incredibile, essendo giunto non solo a diminuire notabilmente le rendile della sua
doviziosa
famiglia,

fu sorprendente

maneggio

e per una assidua vigilanza nella cospicua carica di vicario


di
il

ma

a gravarsi

eziandio d' immensi debili, per supplire


alle esorbitanti

Roma.

Si

dice

spese da

lui

die

ambisse

pontifcnto, e nel

fatte nella Spttgna.

questa straor-

conclave per Urbano Vili ebbe in suo favore ventidue cardinali, con
alia
testa
il

dinaria ed eccessiva generosit, sep-

pe accoppiare

cardinale Scipione Borscrittori


al

mo
ta

increddiile,

una fortezza d' aninon solo per difesa


ecclesiastica, insultaregi

ghese. Molti
nei

contemporale

dell'immunit
talvolta dai
altres

dedicarono

cardinale

o-

ministri,
di sua

ma

pere loro.

per

l'

onore

rappreCasliglia,

MILLI NI Savo,
Millini

Cardinale. Savo

sentanza, che nelle differenze incontrale col

nacque
minori

in

Roma

da antica

presidente

di

ed

illustre
i

famiglia.

Esercitati

cop

lode

impieghi nella corte

che gli fece dai soldati arrestare la propria carrozza, usc da ogni contrasto con

romana ne' pontificali di Alessandro VII e Clemente IX, si avanz sotto Clemente

somma

riputazione,

me-

diante

pubblica

e notoria soddis-

X
cui

quello di segre*

fazione datagli dalla corte.

Laonde

tario della congregazione del

buon

governo, di
in

ponente, indi fu

prima era stato mandato nunzio Ispagna. In quel tempo tale nunrischi

con plauso universale Innocenzo XI il primo settembre 1681 lo cre


caidinale prete di
s.

Maria del Po-

polo, ed insieme vescovo di Orvie-

ziatura era piena di


coli,

e peri-

a cagione di Luigi

XIV, che

inorgoglito

dalle vittorie, andava macchinando nuove conquiste sulla monarchia e sul Papa, come quello

dove profuse co' poveri pi di che ritir dalle rendite della chiesa, alla quale fece immensi spirituali e temporali benefzi. Per
to,

ci

che pretendeva
scritti

estendere
i

diritti

della regalia oltre

termini

pre-

fssati

dal

generale conci-

r inclemenza del clima contrario al i6g4 Insuo tempernmeiilo, nel nocenzo XII lo trasfer al vescx)vato di Sutri e Nepi, dove lutto si

lio

di Lione. Innocenzo

XI ne avea
del
al

diede a promovere

la piet,

il

cul-

avanzato querele
cipi

alla corte de' prin-

to divino e la disciplina del

clero.

singolarmente a quella

Dimesso
quello di

il

primo

titolo

pass

re di Spagna.

Convenne quindi
la

s.

Pietro in Vincoli, ove

prelato usare

pi raffinata prudi

restaur

e con
il

gran magnificenza
tito-

denza ad oggetto
il

non disgustare Pontefice, e rendersi nel tempo

ampli
lari

palazzo de' cardinali


basilica.

contiguo a quella

Fu

I
I

MIL
nel

MIL
del Popolo
gentilizia,

143
cappella

numero

de' cardinali elettori di

nella

propria

Alessandro Vili, Clemente XI, e

Innocenzo XII e mori nel lyoi

d'anni 57. Venne sepolto in s. Maria del Popolo, in cui al manco lato di sua cappella gentilizia, vivente erasi apparecchiato la tomba, cio

ove innanzi l' altare si vede una lapide splendidamente adorna e fregiata di magnifico elogio.

Benedetto

XIV

in

occasione

di sua guarigione
a'

fece

dispensare

poveri ventimila scudi della suderedit.

nn

magnifico

avello

espresso

in

detta

con elegante epitaffio da lui stesso composto. MILLIIVI Mario, Cardinale. Mario Millini nacque inRoma dalla nobi-

bianco

marmo

MILLO
Gianiacopo

GiAMAcopo, Cardinale.
Millo
de' marchesi di

Tubine
sale di

e di

Altare,

nato in Caperfezioteologia.

Monferrato, portatosi a Ro-

nome, feconda d'uomini illustri. Educato sotto la disciplina del cardinal Savo suo zio,
lissima famiglia di tal
si

ma

attese

con

ardore a
della

narsi

nello

studio

diede alla

vita

ecclesiastica

ed

in et di
essere

4^

anni

entrato

nella

carriera prelatizia, ebbe la sorte di

fortunatamente amicizia col prelato Lambertini, poi cardinale e vescovo d' Ancona, fu da lui condotto in quella citt per vicario
generale, e
collo
stesso

Contratta

ammesso nel 1725 da Benedetto XIII tra gii uditori di rota, in cui divenuto decano, e nel 1784
Clemente XII reggente della penitenzieria, ad istanza della regina Maria Teresa d'Austria, presso
sotto

carico

lo

port seco in Bologna, quando Cle-

mente XII
vato.

gli

die

quell'arcivesco-

Divenuto
fece

Lambertini
in

Bene-

detto

XIV, subito chiam


sub

Roma

Millo, lo

uditore, e nel

quale era stato posto in aspetto assai vantaggioso dal cardinale Pasla

1743 datario, quindi a'26 novembre 1753 lo cre cardinale prete


del titolo di
fetto della
cilio,
s.

siona,

allora

nunzio
a'

di

Vienna,

Benedetto
lo cre

XIV

io

aprile
s.

1747
Prisca,
dei

cona;re2:azione
di
lui

Grisogono, e predel conin


affari
ri-

cardinale prete di
consulta,
fu

valendosi

lo

ascrisse alle congregazioni

levantissimi, pel
gli

gran

favore

che

riti,

della

de' vescovi

concesse.

regolari, e del concilio;

quindi podalla
stessa

in

Roma

nel

Mor improvvisamente 1757 d'aiuii 63, ed


nella

co dopo
regina

destinato

ebbe sepoltura
re,

chiesa titolalato della

ambasciatore in Roma presso il Papa, il quale gli confer la prefettura della congregazione
Il

suo

nella quale al

manco
vede

porla

maggiore

si

erettogli

del concilio.

cardinale molto

si

un nobile ed elegante monumento, colla sua immagine scolpita in for-

adoper
quileia
si

col

Pontefice, affinch

la

ma

di

medaglia in bianco marmo,


sovrasta

celebre causa del

patriarcato d' A-

e sostenuta da

conducesse ad esito felice, come in fatti avvenne. Alla fine dopo aver lasciati parecchi insigni

marmo, che
crale,
stogli

una statua pur di 1' urna sepolepitaflio

con
dal

onorevole
nipote

po-

marchese

Carlo

monumenti
e
istituiti

di sua piet e religione,


i

Francesco Millo.

suoi eredi

poveri, che

MILO. Fedi MEtos.

sempre avea amati, cangi in Roma il tempo coir eternit nel 1756 di
anni 7^, e fu sepolto
in
s.

MILONE,
nuto
li

Cardinale. Milone, ve-

alla

luce nelle Gallie,


lo cre

Urbano

Maria

nel

lOQQ

cardinale ve-

U
nel
I

MIL
indi
in
si

scovo di Palestrina,
Jl

to3

lo

sped

legato apostolico,

ove

Pasquale Francia adoper

pagitn o
libert

discorso

in

favore

della

della

stampa per qualunque


3.

sorta di

libri.

Teniire,

libro de-

con relo per l'estirpazione della simonia, intervenendo al concilio


di

testabile sul diritto generale de'popoli.


la

4- Sulla

vera leligione contro


del

Reiins. Trovossi presente


li,

all'

ele-

propagazione
prelatura
del

papismo.
6.

5.

zione di Pasquale

ed assist alla
vogliono
io5.

Della

vescovile.

Del-

sua consacrazione.

Alcuni
il
i

l'origine

governo
7.

ecclesiastico,

che morisse verso


TAMO.

contio rUsserio.
contro

Difesa

dei ri-

MILOPOTAMO.
MILTA. Sede
il

V.

Mellipo-

mostranti contro Hall. 8. Apologia


i

rimostranti.
civile
.

9.

Trattato
materie

vescovile di Cilicia,

della

podest

nelle

cui- vescovo

era suffraganeo della


Terzi, Siria sacra,

ecclesiastiche

io.

Considerazioni
i

metiopoli di Seleucia, nella provincia

per allontanar
cenari.
di

dalla chiesa

mere

d'Isaurla.

Il

II,

Note
sul
re.

sopra

il

discorso

dice che
sottoscrisse

Mois

vescovo di
sinodica

Milta,
delia

Grisfith,
al

timore
12.

di

Dio

l'epistola

rispetto

Mezzo
i4-

facile

provincia all'imperatore Leone. Milta,

per formare una repubblica libera.


1

Milieu,

al

presente

un

titolo

3.

Jrlis
et

logicae.
Ialina.
.

Poemata

vescovile in pnrlibus sotto

Selucia,

anglica

i5.

Epistolaruni

gli

ultimi a portarlo furono Giu-

familiariun

16.

Lilterae senatus

seppe Calvo, e monsignor Casimiro

anglicani, Cromwelli, reliquoruwque

Dmochwski

di

Knzmicz
,

diocesi

di

Minsk, attuale suffraganeo in Curlandia di Vilna e preposito di


quella cattedrale, fatto da Gregorio

pcrduellium nomine, ac jussu r.onscriplae. 17. Il Paradiso perduto,


tradotto da Rolli. Queste ultime

due

XVI
bre
gran
I

nel

concistoro

de' 17

dicemde'pii

opere sono nell'indice de'libri proibi18. Carattere del parlamento e ti.


dell'assemblea
de' teologi.

840.
Giovanni.

Tra

le
il

MILTON
geni

Uno

poesie di Milton, fu assai esaltato

e de'pi

tersi

scrittori

Paradiso
sulla

perduto

che r Inghilterra abbia prodotto, nacque a Londra li g dicembre 1608. In Cambridge nell'et di 17
anni gi scriveva componimenti poetici

tentazione
dell'

di in

poema Eva e
versi

epico
sulla
inglesi

caduta

uomo,

non rimalo, per la sublimit grandi immagini, de'peusieri


e spaventevoli,
della

delle
arditi

in

inglese
al

ed in latino, d'una
sopra della sua
fu
tra
eia.

poesia

forte

bellezza

di

ed energica,

dell'

invenzione, della
e della cadenza.

Nella
virilit

giovent
si

puritano, nella

forza, dell'armonia

pose

gl'indipendenti
vecchio,
co-

Questo poema ebbe moltissime edizioni


in
1

e gli

anabattisti;

ma

in

Inghilterra,

e fu

tradotto
nel

come
si

stanco

d'ogni sorta di sette,

pi lingue.
1

Milton

stamp
e la

stacc da

qualunque conuuione,
pi
a'

non

frequent

alcuna

as-

un secondo poema tazione di Ges Cristo,


67
razione dell'uomo

sulla ten-

ripa:

seiid)lea,

morendo
Sulla

i5

novembre
molte odella ciiie-

che

intitol

//

1674 d'anni 66.


pere
sa
la
:

Scrisse

r.

riforma
e
sul

anglicana,
chiesa
in

governo
2.

del-

paradiso riconquislato. Avendolo egli posto al disopra del primo , che trovasi die luogo allo scherzo
,

Inghilterra,

Arco-

bens

Milton

nel

paradiso

per*

MIL
duto,

MIL
Nel
la

145
i i

non

nel

riconquistato.

1788

liich pubblic a

Londra
opere
ci

completa
cero poi

raccolta

(Ielle

di
fe-

Milton, colla sua


altri

vita,

che
di
,

con giunte.
(s.).

MILVIDA

Sorella

s.

del Milburga e di s. Mildreda sangue reale di Mercia; abbandon anch'essa il secolo per ritirarsi nel monastero d' Estrey, fabbricato da Egberto re di Kent, nelle vicinanze di Cantorbei'y ; e dopo aver

winnebago, menomoni, bianchipeonays ed i foxi chi fanno con esse un gran commercio di pelliccerie. Sembra che la sede vescovile di Milwanchia sia nel distretto di Huron, che ha il Forte Brown, accantonamento militate; s. Maria, ragguardevole rocca costruita sulla sponda occidentaouisconsin,
i

le la

dello stretto di
l^rateria

egual

nome;

del cane, grosso

borgo

posto alla sinistra del Mississip,

mu-

dato
virt,

l'esempio
secolo.

delle
la

pi

eroiche
setti-

nito di fortificazioni. Gli abitanti del

mori verso

fine del
la

paese di Wisconsin furono

menomati

mo
di

Menard pone

festa

dalle guerre coi conllnanti irochesi,

questa santa vergine, che chiama


,

Ahlgiut

ai

16
di

di

febbraio

ma

Wilson

dice,
1

me

ai

che si legge il suo nogennaio in un antico

ed loro avanzi dalla vita cacciatrice passarono all'agricola, ahbracr.iando Col nome d'irocheil cristianesimo.
i

si si

designa

la

confederazione

delle

martirologio inglese manoscritto,

sei

nazioni, nella

quale

compreu-

MILWANCHlA
ritorio
di

Milwanchien).

Citt con residenza vescovile nel ter-

deansi i mokaAvki, gli oncidas, gli cayugas ed i luscaonondogas,


i

Wiskonsin o Ouisconsin
Uniti di

roras: ospitali, indipendenti e guerrieri,

negli

Stali

America,

isti-

mal

si

tuita dal

Papa Gregorio XVI,

suffra-

le; e gli europei

piegarono a vita molse ne valsero a

ganea della metropoli di Baltimora, e ne fece primo vescovo l'odierno


monsig. Giovanni Martino Kenny,
ai

vicenda nelle guerre,


ro seminarono
nientarle.

come

fra

lo-

inimicizie

per

an-

ao novembre
di

i843. JVel territorio Wisconsin gi aveaerelta l'altra


vescovile
di

Alla biografia di Leone XII dicemmo del capo-irochese che


si

port a

Roma,

e de'doni e di-

sede

Detroit
di

[Pedi).

di

stinzioni

che

ricevette

dal

Papa

Questo

territorio

Ouisconsin
il

conosciuto ancora sotto

nome

Nord-ovest o Norlh-west,
lato dalla

cos appel-

Gregorio XVI nel primo anno del suo ponti fic. ito ricevette riverntissime lettere de' capi con-

Quindi

sua posizione nella parte

vertiti delle trib degli


gl' ipsilingi

irochesi, de-

settentrionale degli Stati Uniti, nella

e degli

algoncbini,

nel

regione mediterranea ed interna dell'unione.


Il

paese

piano, per
il

varie colline

bacino

del

generalmente dividono Mississip"i da quello

Diario di Roma coi numeri 12, 1 5, e nel supplemento del

i832

il

numero
bella
il

delle Notizie
tali

del giore la

no sono riportate
eh.

lettere,

dei

gran

laghi.

Fra

le

numerose
di

versione che ne fece in versi

sue riviere una quella

Wisgetta

prof Barola,
inviati
li

colla

descriziodetti

ckonsin

o Ouisconsin,

in

generale
si

ne de' doni
al

dai

capi

larga e poco profonda,


nel Mississip.
dalla

Papa, che
vaticana.

ripose nella biblioNeil' erigere

Le

rive sono abitate


stesso

teca

questa
attri-

trib

dello

nome. Le
sono
gli

sede vescovile, Gregorio

XVI

principali

trib

indiane

bu alia sua giurisdizione spirituale

voL. xiy.

10

i46
il

MIN
e

MIN
negli

territorio di Wiskonsin,

cipe

dell'

impero, e
Il

signore

d'

un

Stati

Uniti

si

chiamano
cos

teniloiii

piccolo dominio di
cpie

quattro

o cin-

que' vasti
ra non

tratti di

paese che anco-

hanno

grande popolaIl
il

zione da poter essere eretti in slati

di

propriamente delti. Wiskonsin, secondo


popolazione di

terrilorio

una
stata

abitanti.

ha 3i,ooo La sua estensione non


censo,
circa

primo vescovo fu s. che mor nelr8o5. Nel 1469 il duca di BrunSAvick con alcuni conti suoi alleati intraprese invano 1' assedio di Minleghe.

Eremberto

sassone,

den,

ma
la

nel
se

i^ig
ne

il

vescovo

di

Hildesheim

ancora determinata, e la cit* Milwanchia o Milwanckie sta sul lago di Michigan nella contea di gradi di laMilwanckie, ed fra
t di
i

i529

mo

vi

impadron. Nel introduzione del luteraniscagion molti torbidi; ti


si

capitolo

rilil
al

dalla

citt
dell'

perci fu posta

bando

che im-

titudine settentrionale

^i

e 43, e di

pero nel
la la

longitudine
e

io

ii

all'ovest di
capitolo,
la chiele

rendersi a Carlo

i538, e costretta ad arV nel i547. Nel

Washington. Non ha sinora


s'

guerra de'trenl'anni Tilly prese


citt

ignora a chi dedicata

sa cattedrale,
zie

poche essendo
di

notiri-

nel 1626, e nel i634 se ne impadron Giorgio duca di Lula

che

si

hanno
siffatte

parli cos

r.ebiwgo. Gli svedesi

presero nel
il

inote e di

nascenti chiese.

i636,

la

soslennero

contro

ca-

MINCIO

Giovanni, Cardinale, r.

Benedetto X, antipapa. MINDEN, Minda. Citt vescovile

ne rimasero padroni sino al 7 settembre i65o, in in cui forza ddla pace di Munster nel
pitolo, e

degli stati prussiani, provincia


,

di

1648

la

cedettero a
elettore
di

Federico Gu-

Westfalia

capoluogo
confluente

di

reggenza
Pasta u,

glielmo

Braiideburgo

e di cii'colo, sulla

riva sinistra del


del

onde indennizzarlo, unitamente ad


alili

Weser

al

paesi,

della porzione della l'oalla

20 leghe da Munster. una delle pi antiche di Germania, posta in


vantaggiosissima
bricata in parte
in parte in
ta di

merania ceduta scovato che ne


pato fu allora

Svezia.
il

Il

ve-

formava

princi-

situazione, e fab-

secolarizzato, essen-

sopra

alture, ed

done vescovo
krol.

IJeinardo di
de' vescovi

Malindi

una pianura, ed cinfortificazioni, aumentate e lii8i4Il

La

serie

Miu-

den

si

legge nel Chronico Miiidt-n^i,

parate nel
traversa
il

ponte che atin

Francofurti
cattolici
il

1607.
vi la

Conservarono

Weser

pietra, d'e-

libero esercizio della loro

legante forma. Racchiude tre chiese cattoliche,

religione, e
tre
cati

possedono
calledrale;
divisi

Ira le ali

calvinista;

due luterane, ed una un ginnasio, due orlaospedali e molte


di

chiese

canonicatlolici

per sono
i

fra

Dotrof]

quattro

ed

protestanti.

La

citt nel

1679

fabbriche,

principalmente
la

birra.

fu attaccata

dai

francesi,

che pi

Ne' dintorni avvi


lica,

Porla fVeslfa-

tardi

nel
1

montagne attraversato dal Weser. Questa citt


passaggio nelle
col

loro nel
francesi

1757 la presero, lolla 758 dagli annoveresi


;
i

vi

rientrarono
d'

nel

7 Ty,

paese

all'

intorno, fu eretta iu
s.

ma

la

evacuarono
la

nell'istesso

anno,

vescovato da
lo

Leone

III,

e dola-

dopo
si

perdila

una

battaglia
dai france-

Colonia.

da Carlo Magno, suffraganeo di Il vescovo divenne prin-

nelle sue

vicinanze.

Fu

presa di

uuovo

nel

1806, <pnu-

MIN
di

MIN
di

i47
fami-

riunita al

regno

Weslfalia

principato della
glia

nobilissima

pel trattato di Tilsit, nel


l'

1810 alimpero francese e nel dipartimento dell' Ems superiore, e restituita alla

Pignatlell,

feconda di
al

uomini

Prussia nel

1814.

Vaticano il glorioso Innocenzo XII, ed al sacro Questa collegio cardinali,. molli


illustri,

che die

MINDO, Mynda, Myndus.


vescovile
della

Sede

piccola citt di Puglia situata so-

provincia di Caria,
la

pra un
suoi

ameno

colle,

eh' una ra-

nella diocesi d'Asia, sotto


poli di Slauropoli, eretta

mefio-

mificazione del
i

nel

se-

monte Grosso. Tra uomini celebri, nomineremo


dedicata
la sola

colo: fu chiamala sinch e Mcntesche.


sia

Jniyndus Questa citt dell* A-

il

cardinal Francesco Antonio Fini.


cattedrale

La

all'Assun-

minore era situata all' estremil d'un istmo un poco al nord di Alicarnasso tra i golfi Ceramico e Jassio. Si conoscono quattro veArchelao che assist e sotscovi toscrisse il primo concilio d' Efeso; Alpio od Alfio, che trovossi al concilio di Calcedonia Giovanni 1 che fu al VI concilio, e Giovanni II
:
:

rione di Maria,
della
citt,

parrocchia
consiste in

e la

diocesi

un borgo, ed in pochi villaggi che formano un' altra parrocchia. Commanville dice che la sede vescovile fu ereUa nel 1069 sotto la naetroItalia l' Ughelli, poli di Baii; e
sacra
t.

V'II,

p.

746, principia apla

punto
scovi

in

tale

anno

serie de' ve-

intervenuto al
t.

VII.

Orlens

chrst.

I,

p.

917.

Al

presente

Mindo,

Alynclen, un

titolo

vescovile in

pnrtihus sotto Slauropoli, e Leone

con Bisanzio, che l' annotatore Lucenzio dice piuttosto di Lavello; laonde Innaco del 1071 vero primo vescovo, ed assistette il
alla

XII

Io

confer a

monsignor

Gio.

consacrazione

della

chiesa di

Battista Sartori-Canova,

fratello u-

Monte Cassino

terino e inseparabile amico del cuoje del gian

Canova
ed
nel

di

Possagno,
gli

sommo
tdiimi
lonth,

scultore, di
respiri,

cui raccolse

da Alessandro li. Gli successero: Trasmondo; Leopardo del 1197; Riccardo, cui scrisse Innocenzo 111; Pietro Cidonilia,
fatta

esegu

la

vodel pa-

trasferito a

Bari nel
fr.

I256;

Bivia-

massime
nobile

compimento
in

no
ta

sontuoso tempio
tria.

innalzato

1276, e domenicano,
del

Antonio di Gaepenitenziere di Bo-

monumento
e del

quasi

em-

uifacio
de' pi

VIII.

Ora faremo menzione


altro.

lo

del

Partenone

Pantheon,

benemeriti vescovi di Miner-

che dal pielato fu consecrato, indi con Esposizione illustrato dal eh. Missirini. Ora il regnante imperatore

vino, e di

qualche

Dall' ulti-

d'Austria

l'ha

onoralo

della

memorato, sino a Leonardo enon ne letto nel \^i&, l'Ughelli registra veruno: Roberto de Noe
nio
di
te

croce di seconda classe della coro-

Puglia, dotto, santo ed eccelleo-

na
;il

per aver contribuito pubblico bene nella provincia di


di ferro,
di

predicatore domenicano, nel i497

fu traslato
Sassolini

ad Acerra. Fr. Antonio

Treviso in tempi
grandiosi lavori

carestia,

con

toscano, generale de' con-

e sovvenzioni.

ventuali, insigne teologo,

Clemente
vescovo.

MINERVINO
giio
tia

MINERBINO,
nella provilidi

VII
fatto

nel

iS^S

lo

fece
di

Mincviiim. Citt vescovile del redelle

Gio. Vincenzo
nel

Micheli

Lavello,

due

Sicilie,

di Bari,

capoluogo

cantone,

i545, mor decano de'veAlscovi e centenario nel iSqG.

.i48

MIN
Anglona del Michele de Rossi
di

MIN
gistralo nel
se

tobello Carissimi

ir

43,

al

quale succes-

1617. Fr. Gio. nolano , procura lore generale dei GBi-melilani, del i633: gli successe fr, Girolaiuo Zambeccari domenicano bolognese. Francesco Maria Vignola di Venosa del i663. Nicola Pignaltelli napoletano eletto nel 1719. Con questi termina la serie
,

nel

1179
i

I^'ccardo
III.

che fu

al

concilio di

Lalerano

NomineFr.

remo

principali

successori.

Giovanni di Alessandria agostiniano del i348. Fr. Melillo Sabanico di Andria agostiniano, fatto nel i3qo da Bonifacio IX. Giovanni Doiidei

monaco
venne
al

celestino del

i435, intersi

1'

Ughelli, a
si

pitolo

tempo del quale il cacomponeva delle dignit


cit-

concilio
il

generale di Fi-

renze, sotto

quale
il

rinvenne

di arcidiacono, arciprete, primicero,

cantore, e dieci canonici. Nella


t vi erano

due conventi di relimonastero di monagiosi ed un che, due confraternite e 1' ospedale. La mensa consisteva in annui scudi
seicento,
tassa
i

corpo di s. Riccardo vescovo e patrono della citt. Fr. Antonello de' minori fu traslato da Gallipoli nel i4'^2, e con-

nella cattedrale

temporaneamente vescovo
e
fr.

di

Andria
furono
:

Monte

Peloso,
di

come

lo

con

quaranta

fiorini

di

Antonio

ad ogni nuovo vescovo. Ecco


registrati

dria,

Giovannotlo di Anche nel i463 restaur la cat-

vescovi

nelle

annuali

Roma. 1 734 Fabio TroyMontalbano diocesi di Trili di carico. 1751 Stefano Gennaro Spani di Carinola. 1776 Pietro Silvio di Gennaro della diocesi di Capua. Dopo lunga sede vacante, nel 1792 Pietro Mancini di Capitanata. Dopo altra notabile sede vacante, Pio VII colla lettera De uliliori doNotizie di

tedrale; Roggero di Atella; I\Iarlino Soto Major spagnuolo morto nel i477> ^^^^ colloc nella catte,

drale diversi

corpi

di

santi,

bene-

merito
Peloso.

della

cattedrale

di

Monte
Fiori

Gli successe

Angelo

nobile di Andria, eccellente in dottrina,

piet e

virt,
la

che splendiedi-

damente orn
fic
la

cattedrale,
di
s.

cappella

Riccardo, e

minicae,
presse
l'
il

tal.

julii

vescovato

di
di

1818, sopMinervino e

ristor

l'episcopio.
gli sostitu

Alessandro

VI

nel

149^

Girolan)o Por-

per un tempo fu unita a Monte Peloso^ Fedi), dei cui vescovi qui riil novero porteremo, per supplire a quell' articolo.
Il

incorpor a quello quale nel secolo

Andiia

la

XV

cari nobile romano. Per demeriti Leone X ne spogli in concistoro Andrea Pastore d' Andria, surrogandogli nel i5i6 il concittadino Simone de Nor, indi nel i5i7 facendone amministratore il cardinal

primo vescovo fu
s.

s.
I

Riccardo

Nicola Fieschi,
subito
al

Questi
Gio.

la

rassegn

ordinato da

Gelasio

Papa

del

nipote

Francesco

492, ed ascritto nel martirologio da Urbano Vili. Dopo di lui sino al 781, dice 1' Ughelli nell'Italia tacra t. VII, p. 919, che solo fior
Cristoforo che intervenne al
II

Fieschi, che
la chiesa,
si

govern
rec
Fieschi,
al

lungamente
concilio
di

Trento, e mor nel


cesse

i565. Gli suce


di

Luca

nel

i582

con-

cilio Niceno ; ma il Coleti avverte ch'era vescovo d' Andros nel mare Egeo. Altro vescovo N. viene re-

Montagnana diocesi d' Otranto, Iraslato da Nicotera. Nel i6o4 Antonio Fran-

Luca Antonio Resta

chi napoletano, chiaro per prudcu-

MIN
za
zi

MIN
lica

'49

Alessandro Strozpatrizio fiorentino, di esimie vire letteratura.

monaco celestino di Barletta. 1791 Salvatore Maria Lombardi di

t,
se

nominalo
fr.

nel

1626, cui succesdi

Felice

Franceschini generale

de' conventuali.

Alessandro Egizi

Maddaloni, sotto del quale Minervino fu unito ad Andria. 1822 Giambattista Bolognese di Chicli,
traslato
te

Minervino
ledrale,
niile

del iGSy,

benemerito pasi

da Termoli. Per sua mor-

store, e del
1;

culto

divino della catde'poveri, e


di

Gregorio
luglio

XVI

nel

concistoro
l'o-

amante
si

u-

de' 2

1882 preconizz

fi

che

content

un

solo fa-

migliare. Pietro

Vecchia veneto ablet-

dierno vescovo monsignor Giuseppe Cosenza di Napoli, canonico di


quella metropolitana.

bate cassinese, versato in ogni


teiatura,
Italia,

La mensa

del
^i'"

uno

de' primi

oratori

di
il

vescovo ascende a circa


cat.

44^9

trasferito

a Melfi

dopo

1690. Indi fu vescovo l'integerrimo Francesco Antonio Tri veri, conventuale di Biella. Nel 1697 Andrea Ariano napoletano pio e dotto, coche santific il clero, riform stumi del popolo, fu generoso coi
i

MINGRELIA.
Russia asiatica,
col

Provincia
al

della

confinante
la

nord
gene-

Caucaso che
e
colla

divide colla Cirin

cassia

Imerezia,

rale paese assai

nionluoso, e in cui

poveri,
stica,
la

difse

l'

immunit
pitture
il

ecclesia-

le ramificazioni del Caucaso vi si prolungano quasi ovunq.ue Zaiika


:

abbell

con

ed altro
seminario,

la

pi

considerabile

citt della

cattedrale,

eresse

Mingrelia, presso Iskuriah, che oc-

dai

fondamenti
gli

fabbric

mente mente

l'episcopio. Nel

nuova1706 degnaAdinolfi
il

cupa

il

luogo

dell'antica citt di

Dioscuria. Produce eccellenti frutti,

successe

Nicola

abbondante
buonissimi
pili
vi,

selvaggiume,
pascoli.
Il

e sonovi

napoletano, che ingrand

seminario,

commercio
donne dede'tur-

Ibnd il monastero della Concezione, consacr la collegiata dell'Annunziata, fu

considerabile quello degli schiae specialmente delle

padre
sue
vesti.

de' poveri

cui

stinate a popolare gli

harem

dispens
le

le

sostanze e persino
Neil' Ughelli

chi

e persiani.

Gli

abitanti sono

proprie
si

per

in generale belli

ultimo
dell'

registra

Gio. Paolo Torti


provincia di Bee

sime

le

e ben fatti, masfemmine, che portano abiti

Ospedaletlo

come

le

persiane,

ma

scostumati

nevento,

benedettino
del

abbate di
benefi-

Monte Vergine
c
ti

1718:

ed allevati nel l' ubbriachezza


destrezza che
n'

ladroneccio
:

ed

al-

il

furto ritenuto

la

cattedrale, decor con dipin-

non

disonora, e chi

l'episcopio, fu limosiniero,
il

am-

convinto viene punito con leg-

pli

njonaslero
belle

delle

cassinesi, e

giera

ammenda. Credono essere


l'

un'o-

fece altre

opere.

Le annuali
i

pera di carit
ti,

uccidere

Notizie di

Roma

guenti vescovi

contengono d'Andria. 1726

sefr.

nerli, e gli

non avendo il modo ammalati senza speranguarigione.

neonadi mantei

Cherubino Tommaso Nobilione, domenicano di Sorrento, traslato da


Avellino.
d'

za di
si

La
classi;

popolazione
quella dei

divide in tre

1743

Domenico
da
di

Anelli

And ria,

trasferito

A cerno.
Reg-

1757 Francesco Ferrante


gio di Calabria.

1778 Saverio Pa-

dchinandi o principi, de' sshour o nobili, e de rnonial o borghesi, Nei gran cio il popolo minuto. pranzi si fauao arrostire bovi, por-

5o
e montoni
si

MIN
interi.

MIN
In occasione
i

ci

stianesimo, vuoisi
secolo, e

avvenuta nel

ed e si battono il ventre con i capelli, urla spaventevoli: questo barbaro costume dura quaranta giorni, dopo i quali, sepolto il morto si fa un festino. Tutti sono obbligali andare o
stracciano
vestili

di duolo

comune con

quella della

Giorgia. Alcuni pretendono che que-

popoli debbano la fede cristiana ad un cerio Cirillo, che gli schiavoni chiamano Chiusi, e che vivea neir 806. Forse la religione si era
sti

alla

guerra,

ma

senza
il

ordine

estinta in queste regioni


zio di
l'

nello spa-

disciplina,

quindi

principe

pu

tempo che
secolo, e
I

scorse

dal
la

al-

radunare facilmente un'armata numerosa. Questa contrada che corrisponde in tutto o in parte alla
Colchide
degli
antichi, fece

Vili

Cirillo ve

rav-

viv.
al

mingreli
presso
il

mare

mostrano in riva fiume Corax una


asseriscono

parto

gran chiesa,
predicato
s.

ove

aver

dell' antica

Iberia o regno di

Gior-

Andrea;

ma
Il

questo e

gia [J^edi), ed ora governata da un principe che porta il nome di


dadiaiiy cio a dire
stizia
:

un
vi

fatto

insussistente.

primate o
sua
vita
il

principale vescovo
si

della Mingrelia
in

capo della giu-

reca una volta


l'

era anticamente vassallo dei

per consecrarvi
crisma.

olio
i

santo ed

sovrani di Rarthli;

ma
il

verso

la fi-

Anticamente
il

mingreli
d'

ri-

quedadian Giorgio si dichiar vassallo della Russia, che gli assicur, come a' suoi
egli scosse

ne dei secolo
sto giogo.

XVI,

conoscevano

patriarca

Antio-

Nel i8o3

chia; furono poscia sottoposti a quello di Costantinopoli.

Hanno per due


chiamati
il

primati nazionali
tolico,

Cat-

discendenti,
ci

il

tranquillo possesso di

uno per
la

la

Mingrelia, l'al-

che riteneva.

Non ha una

fissa

tro
ci

per

Gioigia. Dei suoi dodi-

residenza,
l'

altro,

da un luogo alsempre accompagnato dalla


va

ma

vescovati, sei

ne
ridotti

restarono, gli
in

altri

pu dire in generale essere questo un paese assai povero, abbandonato all' ignoranza ed al dispotismo. La religione dominante ha molta analogia con quella dei greci, ma mista ad una quantit di superstizioni, che si pu riguardare come una vera idolatria. Escorte.

Si

venendo Commanville,
degli

abbazie.

ffist.
p.

de

toiis les

ar-

chev. et \>tsch. a
la

3 14 e seg. pardella
altri

arcivescovi e vescovi
,

Mingrelia
paesi
uotizie

dell'

Imerezia

ed

in essa compresi,

come

delle

ecclesiastiche

de' medesimi,

alcune delle

quali

citato articolo
il

riportammo al Giorgia. Ecco poi


sedi
vescovili

sendo

il

popolo

corrotto, la

reli-

novero

delle

di

gione consiste in pratiche esteriori,


spesso abusive.

Mingrelia. S. Giorgio,
triarcale di

chiesa
distante

pa-

Essi

hanno quattro

Pijuvila

una

quaresime, e per
s.

speciale patrono

lega

dal

mar Nero,
:

Giorgio, che lo pure dei gior-

capitale del paese


poli nel

da Rusc divenne metroe dieci e

giani, essendo

lui

dedicata

la

secolo,

patriarcale
nel

principale cattedrale.

La

popolazio-

colla dignit di

cattolico

XVI;

ne
^e,

si

compone

di

(u(niglie giorga-

armene,

tartare

ed ebree. La

Miugrelia divisa io tee diocesi governala ciascuna da un vescovo.

Dandars, Mu(|uis, Dedias, Ciais, Scacon chiesa dedicala alla lingicas Trasfigurazione, e con sepolcri pei
principi di Miugrelia; Scandidi neli'iiucrczia,

Lu

couvcvsiuue dc'mipgreli al

cri-

con chiesa sotto

l'

invoca-

M
zione de'
ss.

N
Cotalis capito

MIN
idolatrico;
ai
il

i5i
battezzare
si-

Marlirij

non

tale dell' Iraerezia;


Iole del

Usiuguel capipaese
della

no
i

sette anni

circa

e col vino

Guriel,

altro

nobili,

credendo
il

bastante a conrigori del di-

Mingrelia; ed
de' circassi e

Avogasie nel
di

paese
chiese

seguir la salute eterna la fede dei


genitori
;

Abcas.

Le

lasciare

poi

vescovili antiche, e
:

poscia sop-

giuno e
i

presse, sono
pui'ias
latini,

Chiaggi abbazia, S\de' teatini

quali

luogo
Copis

missionari

loro in
essi

a' monaci , immersi pi di scelleraggini, bastando tra

dell' astinenza

vivevano

abbazia,

Obnggi

gi

lo

squallido volto

per renderli

hiogo di sepoltura de' principi, Sebastopoli rovinata dalle acque, ed Anaiguie,


forse

venerabili.

l'antica

Eraclea,
Si

ret
l'

L'imerezia o Imerizia o Ime un antico piccolo regno delnella MingreliSj ora provintlella

sulle rive del

mar
il

Nero.
clero,

dice
la
i

Asia

che
preti

vescovi e

come
e che

cia

Russia asiatica, confinante


la

nazione,

sono

lussuriosi,

col

Caucaso che
e colla

divide colla Cir-

possono ammogliarsi, ed anco


i

cassia

Giorgia, delta anco-

^^ B[

passare a seconde nozze:


basiliani, chiamati berres,

monaci
vestono

ra Iberia

mente
Rioni
,

come
stesso

monaci

greci,
di

metodo
delle
voti

vita;
di

vi

tengono lo sono anordilibe-

o Gurgistan. E interacompresa nel bacino del il quale il corso d' acqua


della

pi considerabile

Mingrelia,

che
re di
stico.

religiose

tale

ed
cos

ne, senza

clausura,
lo

fiume Fasi degli antichi, detto per l' abbondanza de'fail

abbandonar

stato

monache po-

giani che
sta

E
i

facile a concepirsi,

poli

quali lianno aggiunto ai pre-

vi sono all'intorno. Quecontrada cinta da montagne coperte di neve, possiede ricche mi-

giudizi
gli

ed
i

air

antipatia
grossolani

de' greci
in

niere e sorgenti

minerali.

La

ve-

errori

pi

fatto

getazione favorita
pascoli

dal clima, con

di
sti
Il

religione,

non sono molto dispomissionari


latini.

superbi e suolo fertilissimo,


la

ad

ascoltare

malgrado
me.
Il

inerzia
di

degli

abitanti,

Terzi, Siria sacra p.


della

3i2
,

e seg.,

con quantit
de' greci,

capre e selvaggiunelle

traila

nazione colchica, e dei


e
circassi

commercio
armeni
vaaio
delle

mani
essen-

popoli

sarmati

ossia

ed ebrei,
l'

della Mingrelia, ove la favola narr

done
gli

il

principale

infame

che Giasone
nauti e

vi

giunse cogli argod


vello

traffico

donne comprate per


paese ragesso
:

prese
le

d'oro me-

harem,

e diffonde nel

diante

che
getti

Medea. Racconta sarmati e circassi sono sogal patriarca de'colchi o minarti


di

guardevoli

somme

tuttavolta
il

diminu dopo che


nito alla Russia.
di

paese fu riubelli,
i

Gli abitanti sono

greli,

e che
vi
i

penetrandovi
loro
il

nicani

fecero

domeun bene immenso,


i

razza giorglana ed assai


la religione

professano
giani,
i

greca:

gioril

essendo

principali
il

errori

circassi

g'

imerezi sono

superstizioni,

negare

purgatoi

torio, le orazioni

de' santi,

sacra-

popolo pi bello della terra, e di rimarchevoli forme eleganti. Rotais o


Kutais, capoluogo,
re
si

menti della penitenza, dell' estrema unzione e del matrimonio ; l' abborrire l'immagine de' santi, a'quali

pu consideraNel
secolo
della

come

la

sola

citt.

XIV

r Injerezia faceva parte


per cui
a

invece

mingreli rendono

cul-

Giorgia,

quell' articolo

i52

MIN
delle sue notzie ecclesiagid

MIN

parlammo
stiche; al
il
i

principio del secolo


1

XV

re Alessandro

divise gli stati tra

suoi

tre Hgli, e diede al

maggiotitolo

re r Imerezia,

eh* ebbe
col

allora sodi

vrani

indipendenti,
re,

Meppe o

re

dei

re.

Questi
agli

dell'immenso impedi Caucaso antico quanto la storia, ed abitagiorgiani, gli to da molti popoli: trib turche vi osseti, ed alcune si stabilirono; quanto agl'indigeni, r origine si perde nella notte dei
adiacenze
Il

ro

russo.

nome

comandarono per molto tempo


abcas, ai mingreli, ed ai

tempi.

La provincia

della

Russia

popoli di

Guriel paese della

Colchide, dopo

ch'ebbero
gl'

il giogo deimperatori di Costantinopoli , e

tutti

scosso

europea chiamata Caucaso, formava per r innanzi un governo, lito1822, e prende il Io abolito nel nome dalla catena del Caucaso,
dalla

poi di

quelli

di

Trebisonda,
il

col
;

quale per
fertile
si

separata

me-

qual paese confina


nel secolo
la

Guriel

ma

diante una
provincia

pianura. Questa

XVI
li

essendosi ribellati,
sotto

divide in due porzioni

Porta

ottomana

pretesto

distinte: i." la linea del

Caucaso o

la

di

proteggerli,

rese tributari l'u-

parte
sacchi,

militare,
,

che
e

si

compone

di

no dopo
d'
di

l'altro. Nel 1774 '' >*e Imerezia fu esentalo dal tributo dare ogni anno ^o fanciulli e

fortezze

ridotti

stazioni

de' co-

dipende
il

dal

generale in

capo comandante
vinoia
del

corpo d'armala

Pel trattato de' 24 luglio 1783 si mise sotto la protezione della Russia, e nel 1804 Sadonzelle.

40

ta slabilito nella Giorgia; 2.

pr-

lomone li si assoggett volontariamente a quella potenza, ricevendo suoi successori annua pensione. Il
i

Caucaso propriamente della, che forma la parte civile di questo governo, e da cui dipendono sobborghi delle fortezze, ed i
i

1 1

villaggi appartenenti allo slato

Guriel
sa porta

nel

18 12
titolo

fu
il

ceduto

dai

nobilt.

Molte
che

fortezze

di

ed alla questa
solo

turchi alla Russia, e


il

capo

di es-

provincia furono costruite


ni

200 anun
il

di

luogotenente

prima

si

vedesse

generale russo con

pensione:

Be-

villaggio russo. Stavropol

capodivi-

tom o Batum
della regione.

la maggiore citt

luogo

della

provincia, che
circoli, nella

si

Dovendo

poi parlare

de
ni,

in

quattro

maggior
giorgia-

dello stato delle missioni cattoliche


della
so,

parie popolali di cosacchi,

Mingrelia, Imerezia e Caucadi questo

armeni, Caucasi, tartari e

boe|
^

daremo anche

ultimo

un brevissimo cenno. Il Caucaso una massa di montagne, che occupa V istmo fra il mar Nero ed il mar Caspio dalla
foce del
sia.

mi. Le orde de'nogaesi, turcoraani, kalmucchi vivono come nomadi e coprono le steppe delle loro innumerevoli mandre. Sopportando
,

molti
al

Kuban, appartenenti

all'A-

a malincuore la soggezione dominio russo, l' imperatore

Si

contano pi di ventiquattro
alle

sovente
loro

obbligato
presente
II

reprimere

le

nazioni di lingua e costumi diversi,

irruzioni
al

e ribellioni,
n'

abitando

sue

radici

molti

che
ra.

ed an viva la gueredificare dal

popoli similmente di costumi e di

Caterina
di

fece

una
di

lingua did'erenti,
le

bellissime essendo
i

catena
fino qI
circa

fortezze

mar Nero

donne.

Tutti

paesi

rinchiusi

nel sistema

del Caucaso

sono

og-

mar Caspio, 3oo leghe, per

nello spazio

tenere a freno

MIN
rfiiidacia delle popolazioni.
ciusia poi

MIN
La
Cirdersi,

i53
indusse
la

un

tempo
di

con-

prende
(in
i

< una tontrada i;lie coni ginn parte de' paesi posli detli mari, ed lia per limite

gregazione
le

propaganda,

alla

qua-

sono soggette le dette missioni, a permettere le confessioni per interpreti,


i

fiumi

Ruban
del
in

e Terck, e

le

moni

Nella Mingreia entrarono


regolari teatini, della misli

tagne
circassi

Caucaso.
varie trib

Sono

divisi

chierici

indipendenti,

sione di Gioigia, fondata


gio

4 magcon

ciascuna delle quali

pe o guerra

Ciipo,
fra

ha mi princivivono scnipre in
principale citt

1626,
la

vi

predicarono

fruito

fede,

e siccome incontra-

loro.

La

Anapa,
baia

con buon
del

porto, su
JN'ero
:
i

di

una
se

mar

russi

ne irapadiunirono nel 1791. L'attuale governo de' circassi feudale


;

rono il favore del principe^ ebbero da questo in dono la chiesa, l'abitazione, e de' servi per loro bisogni. Le cose progredirono felicei

mente
tini

la

loro soggezione alla


colla

lUissia

sino al 1660, in cui per mancanza di soggetti

teasi

ri-

meramente nominale,
di

quale
tra

tirarono dalla missione,


tardi
ai

donando pi
perci di-

sono
dizi

[requeiile in guerra. Gl'in-

cappuccini

quanto aveano

del

cristianesimo

sono
e vi

col

acquistato,

ed era

circassi
zi

pi manifissti,
rito

anchieS(<no

conservata un'anticliissma
di

sa

greco
diversi

lutlavolta

venuto loro propriet. Questi nuovi operai non meno che primi avendo spiegato gran zelo nella coli

involti

in

dendo
ferno.
la

esservi

errori, non cren paradiso, n ini

tura di questi popoli, fu accresciuto


il

numero
ai

de'missionari fino a venla

Essendo ancora
vi

teatini nelil

ti,

quali

propaganda

dava

missione di Mingreia,
chiesa

princi-

annui scudi trecento, oltre sessanta


di
viatico.
JVt^l

pe de'circassi

peneti colla sua


e

1688

il

principe di
il

armala, arse
teatini,

la

casa dei
di

Giorgia col
tcsin)o,

figlio ricevettero

bat-

la
libri,

libieria

numeiosa

essendo

vescovo

del paese
il

duemila
fiigg"!

nelle

e vi fu
zie

onde il p. llasponi montagne del Caucaso, bene accollo. Ecco le nolimissioni


cattoliche
si

monsignor Eutimio,
i

scrivendone
la

principe ad Innocenzo XI. Nel

1692
dei

cappuccini
assai

dopo

guerra

sulle

nella

persiani

sollrirono.

Nel

Giorgia (oltre a ci che


quell'articolo,),

disse

dello

principe

torn

a farsi

1701 maodelia

Mingreia, Iraerezia
del popolo

mettano, restando de'principi


stirpe de're

e Caucaso.

diberia

il

soloBavinobatab-

La massa
segue
la

giorgiano
e
preti,
:

tez7ato nel

1692,
il

tutti gli altri

religione

greca scismatica,

bandonando
gia

cattoicismo.

La Gior-

con patriarca
ignoranti
,

de' nionaci

ipocriti

ed immorali

formava parte della diocesi d'Ispahan, ed a nome del vescovo vi


esercitava piena giurisdizione
fetto
il

hanno molte
anco
lici

chiese e la bella cat;

pre-

tedrale di Sion
gli

vi

sono numerosi
I

pr tempore della missione; in


di

armeni

scismatici.

catto-

seguilo fece parte del vicarialo patriarcale

di

questi luoghi, che forse


altri

non

Coslanlinopoli,

dove

giungono a i5,ooo,
sono di rito latino,
lueno.

pochi
rito ar-

cappuccini hanno ospizio. Essi

non

altri di

La lingua giorgiana
difficolt

presen-

tando grandi

per appreu-

poco soffrirono dai principi giorgiani, e dai russi che s' impadronirono del convento e della chiesa, ma

^4

w
si

N
di
lia,

MIN
ed ospizio. La chiesa
di

poi conhilinii'ono

nll' etlificay.ione

Tiflis

nllro convento con

chiesa.

Lo mis-

cost scudi

Ialina ed nuova ed antica. La nuova si stabili nelle due provincie di Leres e Sciaragnli, dove

sione

pu

considei'fiie

{innenn,

<livisa in

ySoo, somministrati da Alessandro T, ed altrettanti dalla piet de' fedeli. Il campanile colorilo ad liso russo ha tre campane.
Il

concistoro di Vilna sempre tent

si

rifugiarono

alcune

fao)iglie

ar-

di

ridurre in suo potere


In Rutais
vi

la

missio-

mene

evase dal dominio ottomano;


si

ne.

capoluogo

dell'Ime-

r antica
Abascia,
si

trovava

slal)ilita

nella

rezia

chiesa dedicata alla


I

Madi ri-

(iiorgia, jVlingielia, Imere/.ia,

Guria,
luoghi

donna, con
to tre

3o
e

cattolici forse

Akaizike,

ne'qiiali

armeno;
ne
delia

de' suoi sette ospizi,

trovavano 26 chiese parrocchiali armene ma povere, come povero


)! clero armeno. Quello latino
vive

rimasero.
e'i

La

missione ha
i

beni stabili
di

mobili, oltre

sussi-

propaganda. L'Abascia didalla

con

(pialche

comodit
dai

possiede

pendeva
tais.

parrocchia

di

Ku-

de' tondi

acquistati

cappuccini,

Akaizike
di

una

cilt
tal

capoluo-

coir esercizio

della medicina, alla quale sono autorizzati qualora sieno


periti nell'arte e l'esercitino gralni-

go

provincia di

circa

7000 armeni

cattolici,

nome, con con due

chiese latina ed armena, ospizio, ed


altre chiese

tamente.

Ci

che poi

ritiae dalle

cattoliche ne' dintorni.

spontanee

otter te, serve alla sussisten-

Vi sono monaci
preti

mechitaristi

e sei

za de' missionari, e in beneficio della

armeni. In Chamogi nel Chiesisteva


gesuiti,

missione. L' opera dei missionari in


questi luoghi consiste nell' assistere
i

rovano
stita

una missione

assi-

cattolici,

battezzare
la

qualche

infe-

dele, e
gli

procurare

conversione ded' altronde


le

con casa e bella ijSS. I popoli chiesa perita nel leschini ed ossi mostrano buona
dai
disposizione ad abbracciare la fede.

armeni,
religione

poich

leggi proibiscono ai
la

paesani cambiar

Quattordici luoghi dipendono


zike. Sciaragali

d' Akai-

greco-scismatica

domi-

nante.
Tiflis

una provincia, ed in Alessandropoii si fabbric una chieper


e
le

il

capoluogo
governatore

della Giordella mis-

sa

rifugiate famiglie

cattoli-

gia, residenza del prefello

che,

sione e

del

generale

con

selle

missionari, e

bell'ospiscuola,
ci-

zio de' cappuccini,


liiiterio, sodalizio

con

dipendono .sei luoghi. Ozerghetti nella Guria ha la sua chiesa e molte famiglie cattoliche, avendola edificata Costantino Orlone
schi

ed ospedale. Aveutentato
l'

polacco cattolico.

Gambria
chiesa.

nel-

ilo

il

governo

espulsione

r Ambascia
e
vi
si

ha

de' cattolici

poveri,

de'missionari

latini, questi

ftuono difesi

fabbric

una
di

Nel

dal console francese barone

Chapelle,
cini
ri

ma

ultimamente
i

de la cappuc-

Caucaso ebbero
ospizio
i

nel secolo decorso

cappuccini
volle

Mosca,

Fu
mis-

lo

furono, sebbene

missiona-

tentato

pi

riaprire la

di

Gori, Kutais

e Tiflis

aveano

dall'imperatore di Ru.ssia annui scudi

sempre con
tima volta
sionari

sione dalla parte della Giorgia, ma inltilice successo. L' ulvi


si

centovenli.

citt,

con

fortezza

Goii una piccola russa con qua-

portarono tre misdi


s.

Iella

congregazione

ranta famiglie cattoliche,

con chie-

Gio.
ni

IJattista,

con

monsignor Leo-

0 dedicata a Ges, Giuseppe e

Ma-

vescovo armeno.

Furono creda-

MIN
li

MIN
tali

55
gli

meicauli, e

come
di

accolli

con
uia

al

luogo del tribunale,

ha

eret-

ufTiciose

ripiove

ospitaiil;

ta

una statua marmorea rappreseneffigie, scolpila


le

scopertosi
livi di

ch'erano venuti per moreligione, si cambi la slima

tante la sua

dal eh.

Pam paloni. Tra


li

chiese principa-

in

disprezzo, e furono di luogo in luogo perseguitati, e non senza dif-

nomineremo
di
s.

tedrale
ridotta

ficolt

salvarono
ai

la

vita

in

Giorgia.
il

nel
in

le seguenti. La catMaria e s. Genesio, 1488 nella forma e

Anche
fiotto

giorni

nostri

tent

pre-

inviarvi

qualche
assistere
i

missionario,
soldati

almeno
lacchi,

per

po-

cui si trova, dipoi nel 177.5 adornata di statue e stucchi. La chiesa e convento di s. France-

luogo

ne scrisse al governatore, ne ebbe alcuna risposta, perch il governo non vuole che la propagazione della credenza greca dominante, non
acconsentendo
la alla

sco de' conventuali, un

colosso che
colle tu-

s'innalza sulle balze


faceo, sostenuto

d'un
la

da immensi fondapi gran-

menti
citt.

da muraglie^

predicazione delliova

diosa delle vecchie


fatta nel

fabbriche della
al

cattolica.
citt

Alle falde del Caucaso


di

L'origine risale

121
1

t,

ri-

nella

Nuka

si

una
fab-

colonia

di

piemontesi

che

vi

modo

1276, poscia nel 343 nel che si vede, terminando un


sanminialese
chiesa

bricarono una chiesa.

benefattore

MINIATO
t

(s.).

{S. Miniati). Cit-

con residenza vescovile del grannella provinducato di Toscana cia di Firenze, capoluogo di co,

1480. Si rimarca il sepolcro di Baldo de' Frescobaldi di Firenze, tumulatovi nel iSSg, e
nel
tra
le

convento

sue tavole dipinte, dicesi


di

la

munit e
tuata

di

giurisdizione.

si-

migliore quella
valsa

Corrado.

in-

sul angusto d' una dorso lunga collina, che la percorre per

un buon mezzo miglio j biforcando air ingresso ed all'egresso fra le fiumane dell'Elsa e dell' Evola, le quali hanno foce in Arno, due miglia
colli
fertili,

da gian lempo l'opinione, che la chiesuola di s. Miniato in loco Quarto, dalla quale ebbe nome in seguito il paese, ora
ivi

esistesse

citt
tialo

omonima
e
inferiore.

v.

Miniato, Sanininel

Saniminiato

Val

d'Ar-

settentrione

dalla

citt.

sanminiatesi

sono
di squisiti,

ameni
di in

e
vi-

ben

vestiti

oliveti,

gneti e di

fruiti

clima
nebattra-

dolce e sano,

tranne qualche

un miglio e mezzo pieve e borgo di s. Genesio, dovette esseie ben diverso dall'antico loco Quarto di s.
in

no go

Ma

pare che illuo-"

discorso,

distante dall' antica

bia in alcun
le

tempo
la

dell'

anno. Fra
l'

Minialo.

Tutlavolta

la

tradizione

strade

carreggiabili

che

inserita negli statuti del

comune,

ri-

versano
rio regio

avvi

regia postale
il

Li-

vornese. Vi risiedono

commissadi
pri-

formali nei 1359, dice che la festa di s. Miniato martire, difensore e

ed

un tribunale
nel

patrono
s'insign,

della
si

terra del

cui

nome

ma
un
te

istanza eretto
vicario regio
i

i838,

oltre

celebrasse a'aS ottobre

ed

altri

uffizi.

Ri-

nel

detto luogo de frati


e

minori.

La

conoscenti

sanminiatesi al regnanII

chiesa
e

convento
di

de'

ss.

Giacomo

granduca Leopoldo
tal

per

l'isti-

Lucia fuori

porta, de'domeni-

tuzione di

tribunale collegiale,
del

cani ga volti, gi esistente nel secolo

e della residenza
sulla

commissario,

XII, nel qual tempo esisteva pu1'

piazza di

s.

Bastiaqu, davanti

re

ultva chiesa

de'

ss.

Giacomo

.')6

MIN
i

M
cui l;eni furo-

N
sotto
il

Filippo a Pancoli,

me
ie

alla

piazza

maggiore,

no incorporati
lo
'i

nel

i49'
poi
il

^1

capito-

poggio della rocca, avendo


l'episcopio.

di (ion-

(iella

collegiaU

cattedrale,
(piale

Innocenzo
eresse di

Vili,

nel

ne rimonta verso
colo

La prima fondaziodel sela met


;

1487
de.

nuovo

tal

collegiala

o collegio di canonici

con preben(bori
di

XVII, sotto il vescovo Pichi aumentalo dal vescovo Poggi nel

Questa

chiesa
la

dicesi

principio del

XVI 11,

nel

corren-

porla, perch
ie
'/i

porta vecchia del molto innan-

te dall'odierno

oltimo vescovo, che


innalzare
dai
fon-

mura

castellane

nel

1841

fece

di arrivare alla porta di Ser

Ro-

dolfo, che scende a Cigoli e alla badia di s. Gonda. Ap|)artenente al


capitolo, nel

damenti, e nel 1842 fregi il locale d'una ricca biblioteca. Fiorisce


il

seminario,
dieci

essendovi
e

attual-

i336
di

fu

ceduta

ai

do-

mente
fra

cattedre,

circa
Il

70
con-

menicani, ed
nella sagrestia,
tiche,

ricca,

segnatamente
tavola

seminaristi e
s.

collesriali.

buone pitture an-

servaloiio di

Chiara
nel

fu

fondato

bellissima essendo la

per

le

francescane
di

del

Pozzi milanese, situata nell' al-

lasfilo

per Paolo Porli^iani da Sano


il

i379

tare della crociera


l^elii.

corna
il

ci'aii-

miniato, chiamato
6.

monastero
fu

di

Di mano

maestra
del

sepol-

Paolo, e nel

1785

ridotto a

cro in
ni di

marmo
Chellino

medico Giovandel

conservatorio con con villo di edu-

iSanminiali,

nel

i64t. L'oratorio

morto ss. Cro-

cande, ed istruzione giornaliera


donzelle.
tino,
Il

di

un edifizio a croce greca cupola dirimpetto al palazzo comunitativo, riedificato nel 1718, essendo 1' antico del secolo fatcefisso

monastero di s. Marpresso la porla Faognana, ora

con

distrutta,

un grandioso
secolo

fabbrica-

to posseduto nel

XI

dai

mo-

XV

naci di
edificato

s.
il

to per riporvi il ss. Crocefisso che avea accompagnali sanminiatesi


i

Ponziano di Lucca, indi monastero nel 346 vi


1

nelle solenni peregrinazioni


ti

penitens.

de' battuti.
sulla

La

chiesa di

Ste-

fano
gi

costa, antica
nel secolo

parrocchia

furono trasferite le monache di s. Agostino di Aloritappio fuori di porta Poggighisi, ma meglio vuoisi che le monache vi passassero nel

esislente

XII, fu di-

dichiarata

prioria

nel

1752,
s.

nel

tempo che n'era


nico Bonaparte.

rettore

un canoCa-

i524, quindi dal vescovo Corsi nel 1672 ottennero vivere secondo l'idopo il stituto di s. Domenico; e
18 17 serve di che professano
ospizio
la

La

chiesa di

religiose

terina gi degli agostiniani, die no-

slessa

regola.

Il

me
lala
gli

alla

distrutta
,

porta

poi

appel-

Poggighisi
agostiniani
nel
il

avendola
secolo
del
fu

edificata

nel

XIV,

indi

soppressi

declinar

XVI li,
cangiato

(piando

fabbricato

mdi' ospedale.

La

chiesa

dell'

An-

convento de'cappuccini fuori di Sanminiato si erge sopra una collina limgi mezzo miglio da Sanminiato, nel 1609 edi(calo nel terreno che fu donalo dalla piet del sanminiatese Gioacchino Ansaldi. Il gran-

nimziata, parrocchiale, fu per ([ual-

duca Leopoldo
Caterina, in bel
vari

nella

piazza di

s.
i

che tempo
ni

uITiziala

dagli

agostinia-

fabbricalo riun
della
citt

i522. Bella e ben situala la fabbrica del seminario, che ha dato uosino dal

spedalelli

del

snlnnbio, oltre qm^llo contiguo dei


geltatelii
alliliulu

allo spedale della

M
Scala
di

MIN
chiesa
ss.

iS'j
di

Siena.

Nella

del
Ti-i-

lato) perch

oriondo

Sanmi-

siipprcsso
nil, nel

rnoiiaslero della

1818

fu

stabilita la

comlo-

nialo fu l'egregio mio amatissimo avo materno Gio. Antonio Bencerini,

pagnia della Misericordia, e nel


cale le pubbliche scuole del

nato

in

Roma, ma
civile

figlio

di

liceo.

Giuseppe
re

di

e possidente fa-

L accademia
nii

be

degli Eiittlcti, a cui pregio e vanto appartenere, ebun tenue principio nel secolo

miglia di Sanminialo, che per aveesercitato


la

chirurgia
in

ne

feci

onorala menzione

fine dell'arti-

XVI
titolo

da alcuni giovani studiosi col di Jfjdati, che si afidarono


protezione
li,
il

colo Medico; e qui

per

affettuosa

memoria
di

di

fatto alla

del
si

gran-

degno avo che tanto teneramente mi am, dir che fu


del
beila

duca Cosimo
accettarne
la

quale
la
si

degn
titolo

persona, di statura
di

alla

prolezione col

dignitosa,

tratto nobile
leale,

ed

elo-

di presidente, te
il

ma dopo
istituto

sua morestinse.

quente, lepido, collo,


so,

religio-

letterario
fu

caritatevole sino cogli

ebrei, di

Invano

tentato

di

richiamarlo
II,

animo generoso.
Sanminialo, nobile ed
t,

in vita sotto Francesco

provarono
lo alcuni

di

invano ottenere qualche sucpassato secosanminialesi. So-

illusile

cit-

fu feconda d'ingegni
i

celebri
le

in

cesso sul declinare del


studiosi

tulli

tempi

ed

in

tulle

seiie.

Senza parlare de'grandi uomini che


diede alla Chiesa,
fra'

lamente nel 3o dicembre 1822, dando incremento ad un letterario privato esercizio che in Sannnniato tenevano alcuni giovani ddigenti, si
riusc

quali fiorirovescovi e

no

cardinali, arcivescovi,

prelati; nelle scienze

tissimo
cati,

il

merito

di
al

noMichele Mercitato articolo

naluiali

d'istituire

di

aprire

con
e

che dichiarai

solennit
lettere,
la

l'accademia

di scienze

per la retta istruzione delil

Medico; Giovanni Pieroni discepolo di Galileo, matematico e architetto nilitare alla

giovent, che prese

nome

di

corte

di

Piaga,
di

che d'allora in poi conservasi operosa ed onorevole, anco per essere presieduta dal sanminiaEuteleli, e

Altro Giovanni fu archilttlo


slruccio, ed autore della

Ca-

Ione CacLodovico
i

ciaguerra di Ponlremoli.

tese

cav.

Pietro

Bagnoli.
si

Questa
vescovo

nuova fondazione
della

deve

all'illustre

benemerito concil ladino e


propria
patria
il

rispettabile

monsignor Torello
cagione di

Pierazzi,

onore

qui

ed a rinnovo la
gratitu-

Fra maggior grido sono a rammentarsi Ranieri Bonaparle , Pietro Mercati Cosimo Tellucci Giovanni Sauminiati Furono vaCardi
originario
di
di

Cigoli.

medici

lenti

in

diritto,

Ansaldo

Ansaldi,

mia
dine

indelebile e indicibile

Michele Boninconlri,

JN'icol

per

avermi

spontaneamente

parte. Nelle scienze divine e


li

Bonamora-

nome

proposto socio corrispondente, e in del corpo scientifico trasmes-

primeggiarono Pietro Comeslore,


fr.

supposto de'Mangiadori;
Porligiani
;

Marco
Ja-

so con distinti

modi

il

corrispon-

Tommaso

Ansaldi.

dente diploma accademico. L'inattesa aggregazione all'accademia sanminialese

mi

riusc

infinitamente

copo Bonaparle gentiluomo sanminialese autore del Ragguaglio di tulio l'occorso ogni giorno nel sacco di
trov

gradila, principalmente

(come

nel

Roma

del

i52'j,

in cui

si

ringraziarlo notificai al lodato pre-

presente.

Dicesi

che dislese

i58
questa storia

MIN
presso
gli

MIN
Orsini in
tico
stipite di

cotanto

celebre

ra-

Roma,

e l'editore di

Colonia

lyTG
pri-

trasse l'autografo dall'arcliivio

mo mo
gno
fu

sanminiatese. Napoleone fu uostraordinario, che tiuni l'ingedi

Ronaparte di Sanminiato. Lavoro veiidico, imparziale, veramente importante e pregevole, e non and esente dall'essere attribuito ad altri , cosa che spesso
vato della
famiglia

Cesare e

la

fortuna di Alesin capo delGararopi nei

sandro: avea ventisei anni quando

nominato generale
d'Italia.
Il

l'armata

tentano fare produzioni^

g' invidiosi delle

altrui

ma

con

poco successo

Saggi sulle monete poni. pag. 52 deW appendice, parla d'un Nicol di Buonaparte da Sanminiato dericus
setten)bre

perch
terati

la

verit prevale. Distinti let-

furono Lorenzo Bonincontri, Ugolino Grifoni primo cavaliere e

Lucanae dioec, ct: Pio II nel i4^8 destin tesoriere


Spoleto,
di

del ducalo di

Perugia
registra-

maestro dell'Altopascio,

senza dire

e di Todi; indi nel


tore
delle
lettere

1460

di vari di casa Pioffia, n del gi encomiato Bagnoli. Celebre guerriero fu il barone de Mangiadori seniore che Dino Compagni ramment con lode nella vittoria riportata in Campaldino, come franco ed esperto cavaliere, e che peror l'esercito prima di attaccare la battaglia, sebbene la fama di lui rest offuscata dal contegno rivoluzionario ch'egli da vecchio nel
,

apostoliche,

nel

qual tempo
del

era

eziandio

chierico
II

sacro

collegio.

Paolo

nel

Norcia e delle montagne di detto ducato, chierico di camera nel 1 4^8,

1466

lo fece

governatore

di

ed arciprete de'

ss.

Celso e Giulia-

no di Roma. Fuvvi anche un Jacopo Buonaparte chierico della diocesi

di
il

ne

Lucca, che nel 14*^9 ottenposto di nolaro della camera

i3o8 tenne
le
le

nella

sua patria.

Fra

apostolica.

famiglie illustri meritano specia-

Intorno a questa famiglia Bonaparte


si

ricordo

quelle

de' Mangiadori,

sparsero diverse genealogie


le differenti
si

de'Borroniei e de'Bonaparte,

oltre

secondo
titi,

passioni e par-

che nacque in Sanminiato a' 2 3 luglio i4oi Francesco Sforza, il prijTio duca di Milano di sua famiglia, onore della milizia italiana, dicendo il Suiionelta che dopo Giulio Cesare non ebbe l' Italia altro generale da mettergli al paragone. Borromei di Milano, come di1

per cui
d' Ascoli

fece

ria
ivi

della

anche origijiaMarca, dicendosi


patrizia

essere

stata

insigne e

XllI e XIV, donde pass in Toscana, ed un ramo in Corne' secoli

sica {^Fedi),

come

si

legge

nelle
;

Meni,
angine
edita

ascolane

mss.

del Pastori

e nella Meni. dipi, della primitiva

cemmo

a quell'articolo, provengono
si

ascolana
e citala
p.

dell' ani.

e noi.

da Sanminiato, ove

estinse

il

ra-

fani. Bonaparte di

De

Angelis, in-

mo

ch'aravi rimasto nel

1672. Esi

gualmente da Sanminiato

stacc

un ramo
diede
al

di

quella
l'

prosapia

che

mondo

unico ]Na[)olcone

Bonaparte, fulmine di guerra, il quale negli ultimi del secolo XVI II visit in Sanminiato il canonico d.
Filippo Bouapailc^ ultimo
dcll'uu-

da De Miuicis, Mon. Pare certo che il casato Bonaparte o Buonaparte sia oriundo da Treviso, conosciutovi Magno, di Carlo fino dai tempi giusta le notizie che si trovano nelStoria della nobilt europea la

Permani

So.

del Wcncslrier, che scrisse

mollo

iu-

MIN
anzi alla rivoluzione francese.
Se-

MIN
col
il

59

condo quello
di

storico,

riscontro

cronache fiorentine,
staccatosi

primo
di

ra-

mo
si

dal

ramo

Treviso

che presso di lui conservavansi autentici documenti. Queste parole bastarono per asserire, che Bonaparte di Toscana provenissero
i

allog in Firenze ne* primi del I200, riuscendo famoso Corrado Bonaparte che colla sua fanuglia non volle mai rinunziare nella repubblica al suo grado gentilizio; fatto avvenuto molto prima che si parlasse de' Bonaparte di Bologna e di Ascoli. Questi si condustali

da

quelli

d' Ascoli.

Nelle Notizie di

Mari e Ita
sono

Ricci dell' Ademollo, ve ne

intorno ai Bonaparte, massidi

me

Toscana e di Corsica. Finalmente nelle Notizie ist. di Ca-

nino, di cui

parlammo
eh.

all'articolo

Farnese, del
pubblicate dal
stellania

com. Visconti (e

sero in

citt,

vi

salirono in
la s

principe di tal caCarlo Bonaparte, che riului

fama, probabilmente verso


del secolo Xlll.

met
fat-

nisce pel di

matrimonio con

la

In

Ascoli

principessa

Zenaide, primogenita ed
dell'ex re di Spai

to casato risplendelte principalmente

unica superstite

per opera del valoroso Giovan-

gna Giuseppe suddetto,

due rami
vi

Bonaparte, stato podest del comune a Firenze nel i334, per quel che apparisce nel l. XVll, p. 109
ni
(Iella
s.

primogeniti della fauiiglia),

ri-

portata l'ascendenza per linea retta

mascolina del principe

Raccolta del

p.

Idclfonso di

Caduta la repubblica di Bonaparte furono da' Medici confinati aSanminialo. Un Luigi di questo cognome, odiando la dominazione Medicea, port il suo
Luigi.

di Canino e Musignano. Essa incouiiuca con Giovanni Bonaparte da Treviso, cndi


(|uella
aneli) citt,
il

Firenze,

sole e rettore

quale nel
a giurar

11
la

83

in

Piacenza
l'iui-

pace stabilita con


1

peiatore Federico

nel

trattato di

domicilio a
di

Sarzana
stabilirlo

{^Fedi), e quinin Aiaccio,


cit-

Costanza. Figliuolo e nipote di Gio-

and a

vanni probabihnenle

lu

Bonaparte

ebbe stabilimento la famiglia Bonaparte. Ci viene provato ancora dall' istanza fatta nel 1789, da Giuseppe Bonaparte fralel maggiore di Napoleone Bonaparte, al granduca di Toscana Leopoldo I, al fine di essere ammesso, come antico patrit

principale di

Corsica, ove

che si stabil Gabiiele suo


del

in

Sarzana, da dove

discendente,
stabil

prima
il

i567

si

in

Aiaccio,
1

cui figlio
patrizio

Girolamo

era nel

594

fiorentino.

Si a^^giunge dal

Visconti che

la discenilc-nza di

Gio-

vanni in Treviso,
tutto
gi

rauiu perci di-

verso da quel di Sarzana, vant a


il

zio fiorentino,
di
s.

nell'ordine militare

secolo
in

XiV

molli personagin

Stefano.

Nel

1796
il

avi-ndo

illustri

toga ed

armi, co-

Napoleone riconosciuto ed abbracciato qual


lo

suo parente,

memora-

canonico Bonaparte, con cui si stinse il casato in Sanminiato, questi maritando in Ascoli la sua nidisse eh' era

un Giovanni podest di Fienze nel i334> che altri attribuiscono ad Ascoli, un Oderico capij

me

tano de' fiorentini nel

3/^5
di
s.

e che

r altro probabile ramo


to al Tedesco, disceso
di
figlio

Minia-

pote Jakson col nobile Carlo Lenti, contento che i assai


in

suoi tornassero

Ascoli

dove ab

aulico aveauQ parentado illuslrej di

da un altro Bonaparte di s. Nicol di Fu'tnze, non and privo di uouuni illustri. Questo Bonaparte di >.

i6o

MIN
che nel

MIN
999
la

Nicol lo dice forse lo slesso di Bo-

era gi popolato, cirdi


fossi.

napaile da Sarzana pure


tato.

rammennel

condato e munito intorno


Vuoisi che

Bonnparle
1

di

s.

Nicol di Firegistralo

distinzione del luogo

renze nel

260

Quarto
s.

sia

forse la distanza di cir-

gran consiglio di quella citt, detto per antonomasia ghibellino, perci bandito co' figli dal partito guelfo
nel

ca quattro miglia

della

chiesa di

Miniato a Quarto da quella anGenesio. Figli di tichissima di s.

1269.
del

Un

de' figli di

lui,

per

Odalberto
Indi
si

furono

Ugo
i

Tebaldo.
di
s.

nome
1256
si

Ildebrando, fu consigliere nel

nominano
tra' quali

Lambardi
ai

comune
s.

di

Siena,
al

donde

Miniato, appartenenti

nobili di

trasfer a

Miniato
s.

Tedesco.

Corvaja,
verso
la

La

citt
si

di

Miniato, in origine
nel secolo

met

del secolo

castello,

crede da alcuni fondala


I,

dall'imperatore Ollone

nacquero altro ri; mentre nel


i

Fraolmo fiorilo X, da cui Fraolmo e Ranie991 si trovano fra


di
s.
i

X, mentre altri l'attribuiscono alrVIll ed a Desiderio ultimo re dei longobardi ; n mancarono scrittori
i

signori

del castel
s.

Minialo
nobili

nel

piviere di

Genesio,
figli

Ugo
bili

Fraolmo
s.

quali dal

nome

di

Pancoli dalo

furono in
di
la

ad

una sua

contrada e

ad

una
an-

Ugo. Tali Lambardi o nofalli i Minialo rammentati neldi

chiesa ora disfatta, e supposta

bolla di Celestino 111, diretta nel

ticamente tempio

pagano dedicalo
i

1194
ira
le

Gregorio
s.

preposto
del nel

della

a Pane, fecero risalire

suoi

pri-

pieve di
quella di

Genesio, cui conferm


cliiese

mordi all'et romana. Il fatto meno soggetto a controversia che


forse la

molte
s.

suo piviere
caslel di
s.
il

Maria

vera origine di questa


arcivescovile

cit-

Miniato,

rilevandosi

inoltre che

t trovasi registrata in

un documendi

castello fino dal

secolo

XII era
la

cir-

to

dell' archivio

condato
fu
in

di

mura. Attesa

sua dibolla

Lucca
le
si

de' 16 gennaio 788, nel qua-

sianza dalla pieve, nel

1286 con
s.

legge

la

fondazione

d'

una

concesso alla chiesa di


s.

Maria
facol-

chiesa falla
il

verso l'anno
s.

700

sotto

Minialo

il

batlislerio,
i

con

titolo

di

Miniato in loco Quarconfini

t di

poter seppellire

ujorti

della

to,
s.

dentro
Genesio.

del

piviere di

parrocchia. Ci avveniva dodici anni

il

Muratori
chiesa di

che pubbliche in

piima che
borgo
epoca
di
s.

sanminiatesi
1'

nel

c tale

istromento,
la

rilev
s.

1248 portassero
al

ultimo

eccidio

quel tempo
sto

Miniato

era im semplice
fino

oratorio

soUopoalla
si-

dre patria,
tale

Genesio quasi loro masembrando che verso


tulli
si

dalla

sua
di
s.

erezione

gli

onori della pienella

chiesa plebana

Genesio,

ve

matrice
s.

trasferissero
in
s.

tuala presso la confluenza dell' Elsa


in

chiesa

Arno

e forse quattro miglia di-

.slante dal

luogo Quarto. Mezzo

se-

colo dopo, nel


chiesa di
s.

luogo ove fu questa

Miniato insieme all'antico litolare di s. Genesio. Di questo santo tratlainmo all'articolo Macerata, parlando di

Maria

Miniato a

Quarto

si

ri-

Sangenesio

grande terra

di

(juella

corda un castello di propriet d'Odalborlo nobile lucchese, il quale nel

provincia. Nel

12^7 apparisce
s.

se-

guita r unione della pieve di


nesio
alla

GeIl

938
s.

ricev ad enfiteusi

la

chiesa di

chiesa

di

s.

Maria.
s.

Mintulo situata uel suo castello,

luogo del Caslel

vecchio di

Mi-

MIN
niato, dov'
le
la

MIN
gli

rocca, la cattedrail

altri

luoghi

s.

Miniato e

s.

Ge-

e l'episcopio die
della

titolo

de' terrieri

terra.

ad uno Le ventidue

nesio.
I

In
il

lyi,

Castel

questo frattempo, e nel di s. Miniato, fu ascoi

parrocchie superstiti dell'antico pievanato di s. Genesio sono state contemplate suburbane, e dipendenti

salito,

preso e malmenato dai lucin

chesi
stretto
stello.

guerra

pisani, nel

di-

de' quali era

allora
fiorentini

il

ca-

immediatamente
di

dalla cattedrale,

il

E
i

siccome
i

doveal

prima dignit quella del suo pievano precui capitolo considera per

vano difendere
ritorii,

pisani e

loro ter-

sanminiatesi
di

ricorsero

posto.

comune
il

Narra
renzo

sanminiatese storico Lo-

tati

Firenze per essere aiua cacciare i lucchesi dalla paIl

Bonincontri,
1

che
in

non
di

solo
s.

tria.

primo

giudice della
in
.

corte
,

Ottone
Miniato,
di

fond

il

castello

imperiale residente
fu

Mmiato

ma

istitu

esso la redegli appelli


il

sidenza d'

un giudice
con
l'

nazione tedesca,
si

per cui
epiteto

paedi
s.

certamente Giovanni, istituitovi verso il 121 1 dall'imperatore Ottone IV, e pronunzi sentenza in

se

distihse

una causa

sul

castello

di
s.

Monte
Maria.

Miniato al Tedesco. Tuttavolta l'ocome castello rimonta rigine del pi vetusta, e si disse ad epoca l'istituzione e sede de' giudici imperiali in esso ebbe luogo assai pi i3 tardi. Ricordano Malespini nel rammenta con Buberto o Rimbervicario dell' imperatore lo tedesco Enrico V, che risiedeva in Sanminiato del Tedesco, appunto perch
i
i

Bicchieri, nella chiesa di

Tale imperatore erasi portato in s. Miniato nell'ottobre 1209, e nel febbraio era slato nel borgo s. Geassoggett allji nesio. Nel i33o si
giurisdizione

sanminiatese

il

ne

di

Castel Falfij e nel

comui^Si il
caal

conte Ranieri Piccolino, antico


stellano di
s.

MiniatOj ven(|

co-

mune

rappresentato dal podest del

dell'imperatore vi stavano dentro, e facevano guerra alle citt e alle castella di Toscana che
i

vicari

luogo, la sua porzione del castello


e curia di

Tonda.
la

Indi

nel

per istromento
riale
stello
si

del notaro

i23i impecaal

non obbedivano all' impero. Che se trovasi a' 20 gennaio t 178 nel palazzo imperiale di s. Miniato 1' imperatore Federico I,e vi ritorn con

fece

dedizione
seguita da
i

del

uomini di
stesso,

Camporena

comune
si

quella

di Vignale.

numerosa corte nel luglio ii85j e neir anno seguente in agosto il di lui figlio Enrico VI ; non per
questo che
ro in Nel
fin

sanminiateFrattanto con la protezione dell' imperatore Federico II, di cui essi uniti ai
pisani sostennero
le

ragioni in

To-

d' allora
i

risiedesse-

scana, crebbero ogni giorno pi in

vicari imperiali. Miniato s. iqo vi fu stabilito il marescalco Arrigo Testa legato imperiale in Toscana, il quale in una casa Genesio ricev a nel borgo di s.
I

potere ed in onoranza;
nel
luglio del
s.

raiS
e

sia perch Federico li

recossi a

Miniato con numeroso


di vescovi;
lui

corteggio di principi
sia

perch dal di

padre Enrico
irapc;*

mutuo
Servigio

dal

vescovo di Volterra per

VI
la

era stala designata corte

dell'

impero
titolo
di

mille

marche
fra

riale,

nella quale alcuni popoli del-

d' argento,

lasciandogli fino alla rea

Toscana
annuali

dovevano recare
;

tri-

stituzione,

regalia,

buti

sia

perch
I i

si

altribui-

voL.

xty.

i62
la

MIN
1'

MIN
ghibellini

sce a Federico li

edificazione della

sanminiatesi

sofferti

per

rocca di

s.

Miniato,

quale po-

conservar la fede al trono


fredi.

di

Man-

sia
ti

co dopo serv per prigione di stato; finalmente perch dai documensincroni risulta che lo stesso Feli

Nel

1272

Carlo d' Angi re


vicario della santa

di Sicilia,

come

primo a stabilire un vicario imperiale con residenza fisderico


fu
il

sa in

s.

Miniato.
di

Sede in Toscana, prescrisse il modo per eleggere il podest, e nel 1278 destin per tale Diego Cancellieri di Pistoia. Dipoi a richiesta dei
ghibellini

Uno
tedeschi

questi

Tcari
il

imperiali
titolo

l'imperatore
nel

Ridolfo di
in
i

che

presero
s.

di

Ausbourgh
scana
i

1281 invi

Toquali

castellani di

Miniato, fu Geraril

suoi vicari generali,

do
di

d' Arnestein,

quale a

nome

stabilirono la loro residenza in San-

Kainaldo duca di Spoleto, e vicario in Toscana, nel giugno 1228 band e condann montepulcianesi a mille marche d' argento per non aver obbedito a' suoi ordini onde riformare la Toscana ; ed in una carta del 1282, Gerardo viene quai

miniato, dove solevano ricevere dai


sindaci de' diversi
paesi
il

giura-

mento
alla

di

fedelt coi diritti dovuti

corona
nella

imperiale,
rocca.

ordinaria-

mente

Dopo

per

la

giornata fatale
fino al

della

Meloria,
i

cost tanta perdila


li

ai pisani,

che qual'ap-

lificato
Italia.

legalo

dell'imperatore

in

1284 erano
del

siali

Non

si

pu

dire

se questo

poggio pi solido

vicario

im-

vicario fu propriamente quello che

periale nella Toscana,

questi

dov
con
stessa

die

il soprannome di Tedesco a Sanminiato, n se chi cuopri 1' ufficio di castellano di Sanminiato fos-

accomodarsi
gli

coi

fiorentini

altri

paesi della

lega guelfa, e

tornarsene in
cosa accadde
valle Fieschi

Germania, La
nel

se

sempre vicario
,

generale in To-

1286

Prinzi-

scana
s.

come pure se il nome di Miniato Tedesco, Minialum Tea,

de' conti di

Lavagna,
Celo-

e ott'anni

dopo
le

a Gianni di
in

tonis

provenisse al

luogo per

a-

na, venuti tutti


riacquistare
i

Toscana

per

ver ne' bassi

tempi
il

tenuto costan-

ragioni dell' impero,

temente

il

partito degli imperatori

quali

per altro dovettero ripartircoi

germanici, poich
nuni. eccl.
stione in

Lami ne
tal

AJo-

ne con poco onore, dopo un accor-

Fior, spieg

que-

do

fl\tto

popoli
questi

della

lega

modo da non

riandiuvi

guelfa, senza che

ultimi vi-

sopra. Manfredi
lico
II,

naturale di Fededi Sicilia nel

cari imperiali tenessero pi residen-

qual re
al

1260

za fissa in Sanminiato.
i

In tal frat-

invi da Foggia

accordava

un comune

privilegio che
di

Sanminiadi

to e segnatamente ai ghibellini
esso, oltre le franchigie

sindaci del tempo, e nel 1291, comune di Sanminiato fecero lega coi fiorentini, lucchesi ed altri della

del pedag-

gio delle merci

che passavano dal beni distretto sanminiatese, lutti


i

garsi a

lega guelfa toscana, per obblinon permettere pi alcuna

rappresaglia. Nel

1294 furono

ter-

de' banditi e ribelli di fazione guelfa,

minale
nel

le

vertenze a cagione

dei

dichiarati di

propriet della co-

confini col

rona d'Italia, purch compresi nel


distretto

comune di Fucecchio, qual tempo Sanminiato era go-

della

stessa

comunit, e
de'

ci

ia

rcompeusa

danni

dai

vernata pel militare e giuridico da un podest e da un capitano del

MIN
popolo, mcfitre per
altrettanti

MIN
legati de'fiorentini.

i63
Cacciato
la

reconomico la reggevano dodici buoni uomini con


consiglieri.
i

Ugucparte
ri-

cione da Pisa e da Lucca,


guelfa

Poscia furono

dominante
il

in

Sanminiato

eziandio stabiliti

confini col conta-

cuper
i

castello di Cigoli custodi-

do
e

fiorentino ed
si

circostanti

comuni,

to dai ghibellini. Alla pace del

i3iG

fecero

convenzioni

per impe-

pisani restituirono ai sanminiatesi


torri
i

dire rappresaglie nel territorio. Nel

dieci

castelli

iSof ser Giovanni di Lelmo da Comugnori sciisse un diario degli avvenimenti pi notabili di Sanminiato, pubblicato
t.

no

fuorusciti, indi

che ritenevaSanminiato si

confeder col duca


berto re di Napoli.

di Calabria vi-

cario di Firenze del suo padre

Ro-

dal Baluzio

nel

Mentre

l'anti-

delle

sue

Mifscellanee, e dal

papa Nicol
re Roberto
ti

Lami
I

nelle sue

Delle, eriid.

con Lodovico il Bavaro erano in Pisa, il capitano del


si

sanminiatesi nel

i3o7
le

coi

fio-

rentini, sanesi
il

ed

altri guelfi

presero
ville dei

sue

e con

acquartier colle genquelle di Firenze in

Castel

di

Gargonza e
aretini
il

dintorni,

agli

e
i

fuoruscili

bianchi. Verso
i

iSog

Ciccioni,

Sanminiato, predando poi sul contado pisano. Per la conchiusa concordia, i pisani promisero non accordar
pii

Mangiadori ed_ altri nobili combatterono contro il popolo, cacciarono i signori XII del palazzo, ed capitano del popolo da Sanmiil libri cogli statuti niato, bruciando del comune, perch erasi stabilito che i nobili fossero tenuti dar caui

rappresaglie
i

danno

de'sanminiatesi,

quali stabilirono al-

trettanto a favore de'pisani, a de'Ioro


di

mezzo XII governatori. Le masnade


Scala

Mastino della
Nel

ebbero

la

peggio quando fecero


territorio.
1

scorrerie nel

347

Malpigli e

zione di mille fiorini di non offen-

dere

alcun
in

popolare.
la

capi delia
la

rivolta, riformata

terra,

die-

Mangiadori tentarono sommossa a difesa de' masnadieri da loro assoldati, per cui i sanminiatesi per cin-

rono

piena

balia

Retto

dei

que anni
dia del
le

si

Gaglianelli di

Lucca

fatto

podest.

comune
e

posero in balia e guardi Firenze, il qua-

Continu il servaggio di Sanminiato, finch non suscitossi discordia tra Malpigli ed i Mangiadori, per i
gli

tra le

altre cose

ordin
di

popolari
si

grandi

che i Sanminiato

riguardassero

come

fiorentini

omicidii

e devastazioni

eh* eb-

viceversa, e fortific la rocca.

bero luogo dalle azioni. La signoria di Firenze nel i3i2 mand gente a guardare Sanminiato da
quelle calato

Giunto nel i355 l'imperatore Carlo IV a Pisa, Sanminiato gl'invio messi per riconoscerlo in signore,

dell'imperatore
in
Italia

Enrico VII
Pisa;
solo
pisani, e

nel baciargli
li

piedi,

per di-

ed

stinzione
te

lev da terra e ricevetpacis^ e ci per la

Camporena
Morioro
ciofie
stelli
si si

fu

presa dai

ad

osculuin

ribell.

Divenuto UgucPisa,
diversi

aifczione

che

l'

signore

di

ca-

avea
la

al

castello

impero per antico dove soleva esservi


e dei
in

alienarono dall'obbedienza

residenza degl'imperatori

de'sanminiatesi
sani.

per aderire

ai

pi-

loro vicari,
alle

per trovarsi
accolse

mezzo

Nella battaglia di

Montecatini
restarono

grandi e buone citt di Toscanel

molli

nobili sanminiatesi

na. Sanminiato

i356

vittime nella sconfitta, siccome col-

due

volte

come suo

signore, Carlo

i64
IV. Nel
presso

MIN
i365
Cascina,
Ciccioni
nella gran
baltagia
gli

MIN
e
la

dove
pel

co' fiorentini
tra

lo

Mangiadori che avcano servirepubblica furono fatti cavae

militavano
Piero

sanminiatesi,

questi

lieri

cittadini

fiorentini.

suo

valore fu
il

per

esentarono
tranne
torre
del

dai dazi

Questi sanmifio-

armato
polo
nel

cavaliere.

Sollevato
cacci
gli

niatesi,

dichiarandoli

cittadini

1867
indi

uffiziali

rentini,

qualche

eccezione

fiorentini,

torn a sottoporvisi

pei ghibellini, e

continuando a custopalazzo pubblico,

con patto di eleggere il podest e capitano fra i cittadini fiorentini


guelfi.
ta,
ti

dire

la

quella di

Palla

Leoni, ed

L'accordo ebbe corta durai

panile della pieve. Nel


a

il camiSgG and

ed
dal

sanminiatesi, forse fomenta-

cardinal Monfort
in

vicario di
attizzati

de'

Carlo IV

Toscana, e

da

tre cittadini di

grandi autorit, Lo-

il tentativo di Benedetto Mangiadori per dar la patria a tradnnento al signor di Pisa Jacopo Appiani. Pi tardi nel f4^5t essenil

vuoto

dovico Ciccioni, Jacopo Mangiadori e Filippo di Lazzaro de' Borromei,

dosi scoperto
lini

trattato

de' ghibelall'

per dare Sanminiato

impe-

continuarono nella ribellione ; laonfiorentini posero l' assedio a de Sanminiato coi fuorusciti che tenei

ratore Sigismondo, cost


complici.

la

vita ai
alla fe-

Firenze corrispose

delt de'sanminiatesi, con assolverli


dalle

vano
fronte

Cigoli

Monte

Bicchieri

prestanze fatte,
le

con patto di
fossi

Bernab Visconti signore di Milano comandati da Giovanni Auguto, e dei


de' soccorsi di
,

restaurare

mura,

e torri.

Nel
al

i526
preposto

colla

bolla

Romanus
concesse
collegiata

Pontifix,
molti nuovi
si

Clemente
privilegi, di

VII

ghibellini,

lo

presero a'

9 gennaio

della chiesa

Come ribelli furono decapiBorromei, Lodovico e Biagio Ciccioni, venendo il loro patrimonio incamerato. Tra figli del Borromei fuggiti a Milano dopo il traiSyo.
il

tati

a quelli

conformi quaun abbate mitrato.


Fi-

Tre anni dopo essendo caduta


lo

renze in potere delle armi di Car-

di

Clemente
a

VII,

il

gico fine del loro padre,


gherita, che poi
si

Marmarit a Giovanni
fnvvi

governo, compreso
miniato, fu ridotto

quello di

suo San-

monarchic(x,

Vitaliani di Padova, dal qual matri*

monio nacque Jacopo Borromei,


milanese che diede tra
cardinal
gli

gi

sottoponendo fiorentini e sanminiatesi al duca Alessandro de Medici nipote


di

Vitaliani, stipite dell'illustre famiglia


altri
il

quel
i

successero
nastie, dai

Pontefice, al quale granduchi delle due dii

s. Carlo alle chiese romana ed ambrosiana. Nell'ultimo giorno di detto anno per trattato conchiuso tra i comuni di s. Miniato e Firenze, si convenne che in avvenire si chiamasse Fiorentino e non pi al Tedesco, e che i notari prendessero 1' indizione ed anno conforme usava Fu-enze, che corrispondeva ad un anno pi tardi dello

quali

sanminiatesi,

mo-

costantemente fedeli, furono generosamente ricompensati. La chiesa maggiore di s. Minialo era gi prepositura plebana nella diocesi di Lucca, traslocata dalla antica del sottostante borgo di s. Genesio, quando la repubbika fiostrandosi
sino dal 140^, tlue anni aver conquistato Pisa ed il suo territorio, concep il disegno di

rentina

dopo

stile

pisano

fino

allora

usato dai
de' Malpt-

anminialesi.

Ed

alcuni

erigerla in cattedrale, e fare di

San-

MIN
miniato la sede di un nuovo vescovo con assegnargli una gran parte del paese dipendente allora nel
politico dalla di

MIN
circa

i65

20 miglia dal fiume Elsa


fu

sino oltre la Cascina.


Il

primo vescovo
di

Francesco No-

signoria di

Firenze,

ria

nobile fiorentino, canonico della

neir ecclesiastico

dal

vescovo di
nell'

cattedrale

Firenze, designato da

Lucca.

tale

effetto

agosto

Gregorio
il

XV, e per

morte

di esso di-

1409, per mezzo del suo ambasciatore Giovanni Ristori, fece presentare istanza ad Alessandro V. La idea aveva allora quel gostessa
verno per innalzare
la

chiarato nel

1624 da Urbano Vili,


ai

quale colla bolla AposloUcae ser-

vitutis, nel
il

1626 concesse

canonici

privilegio della mozzetta

paonaz-

collegiata di
tal

Prato

in

cattedrale,

ma

disegno

non ebbe luogo. Si efiettu bens nel 1622 per le premure della granduchessa Maria Maddalena di Austria restala vedova di Cosimo
11,
ti

Mori nel i63i Francesco compianto per le sue virt, e gli successe nel 1682 Alesza e del rocchetto.

sandro
traslato

Strozzi

nobile

fiorentino,
si

da Adria,

che

distinse

per pastorale vigilanza,


giustizia,

integrit e

e libera governatrice de'vicariadi

Colle e di Sanminiato, ad
il

i-

cesano

stanza della quale


rio
la

Papa

Gregoeresse la

Nel

celebrando il sinodo dioprimo dicembre i638. 1648 vi fu trasferito Angelo


nel
s.

XV
bolla

a'

17

dicembre, mediante
excellent,

Pichi di Borgo

Sepolcro arciveesimio
e di
1

Pro
s.

scovo

d'Amalfi,

preai

chiesa di
e
la

Miniato in

cattedrale,

clare doti ornato. Indi net

654

terra in

nobile citt con resi-

19 ottobre fu

eletto

vescovo Pietro
di Firen-

denza del vescovo proprio, dichiarandola suffraganea della metropoli di Firenze. Nella medesima sono noverati popoli, pievi, monasteri e spedali che furono staccati tutti
i

Frescobaldi nobile fiorentino, canonico della metropolitana


ze,

Lorenzo, fornito di molta erudizione, e rispettabile per probit; ma mori in Firenze a' 12
priore di
s,

dalla

diocesi
ivi

parrocchie

Delle 118 rammentate, 27 eralucchese.

dicembre lasciando desiderio di s. Nel i656Gio. Battista Barducci nobile

no
8.

filiali

dell'antica prepositura di

fiorentino

degnamente

gli

suc-

Miniato, 22 suffraganee della cols.

cesse

come

di

perspicace ingegno e

legiata di

Maria a Monte, ed
chiese
parrocchiali

al-

tre

6q

tra

e
si

chiaro in letteratura, e fu lodatssi mo vescovo, morendo ai bagni di


s.

conventi.

Nelle
le

118

parrocchie

Cassiano.

Nel

1662

gli

venne
nobile

compresero
chio,
di
s.

collegiate di

Fucec-

sostituito

Mauro de

Corsi

s.

Croce, di

Castelfranco,

e di
pievi,

Monte, oltre 19 parte delle quali comprese nel


ter-

Maria a

abbate camaldolese, lodalo per dottrina, religione ed alfiorentino


tre

virt;

celebr

il

sinodo

a'

17
la

distretto fiorentino, alcune nel


ritorio

luglio

1667,

rifece

ed

ampli

sanminiatese,

parte

nel

sacrestia della cattedrale;

ripar ed

pontado pisano, in una superfcie che si estendeva e tuttora si conserva per circa
di INievole
alla

49

miglia da pisane

Val
in

base

meridionale
larghezza

orn la collegiata di s. Maria a Monte, essendone arcipreti i vesco- vi pr tempore, e mor nonagenario nel 1680, dopo aver aumentato la

delle

colline

superiori

mensa

di

rendite,

risarcita

l'

aula

Val

di

Tor,

ed ia una

dell'episcopioj e stabiliti al capitola

i66
tre

MIN

MIN
Assunta, e sotto l'invocazione di s. Genesio. 11 capitolo si compone
della

annui anniversari. Giacomo Antonio Morigia barnabita milanese, nel 1681 divenne vescovo; comp
la

prima dignit
le

del preposto

memorata

sacrestia,

traslato

del decano, di undici canonici

come

nel febbraio

i683

all'arcivescovato
cardinale. In

prese
ni

prebende
altri

del

teologo

di Firenze, fu creato

del penitenziere,

di dieci

cappella-

suo luogo nel 1682 fu dichiarato \escovo Michele Carlo Cortigiani


nobile fiorentino, preposto della collegiata
d'

e di

preti e

chierici

adeser-

detti al divino servigio. Nella catte-

drale avvi
cita la

il

battisteiio, e

vi

Empoli

celebr
il

tre

si-

nodi, eresse in
trasfer in

parte

seminario,
la

luogo pi ampio

capcat-

cura delle anime il preposto, coadiuvato da un cappellano curato prossimo alla cattedrale
:

pella dell' episcopio,

don
s.

alla

l'episcopio,
lazzo

buon

edifizio,

gi pa-

tedrale

il

legno delia

Croce, fu
e

de' signori

XII. Attualmente
s.

chiamato
dolore
si

padre

de' poveri,

con

popoli della diocesi di


riuniti

Miniato
dile

\ide dai sanminialesi nel

sono

in

98 cure

ripartile in

In suo Francesco Maria fiorentino, maestro generale de' servi di Maria, professore di
traslocato

1703

a Pistoia.

caposesti,

comprese 22
dalla

chiese

luogo Poggi

successe

pendenti
quali
1 1

cattedrale.

Fra
il
;

cure
s.

costituiscono

ca-

posesto di
il

Maria a Monte
;
1

18
ca-

teologia neir universit di Pisa, en-

caposeslo di Fucecchio; i3

il

comiato per piet e dottrina; celebr il sinodo a' 18 giugno 1707,6

posesto di Montopoli
sesto
di

il

capo-

Lari;

12

il

caposeslo di

mor

sacra

1719. L' Ughelli, Italia 269, con lui termina la serie de' vescovi di s. Miniato, quale proseguiremo colle annel
t.

Palaia;
cesi

8 parrocchie nell'altro
della

Ili, p.

caposeslo di Poiisacco. Questa dioall'epoca

sua

erezione

nuali Notizie di

Roma. 1719 An-

comprendeva cinque conventi dentro la citt, e non meno di sei nel


distretto
;

drea Luigi Cattaneo di Pescia. 1785 Giuseppe Suares della Conca fiorentino.

cinque monasteri di don-

ne
per

in
la

1755 Domenico
s.

Poltri di

diocesi.

Bibbiena diocesi d'Arezzo, traslalo

diocesi

ed altrettanti sparsi Al presente tutta la sanminiatese nou conta pi


citt,

da Borgo ne Fazzi

Sepolcro.

1779 Brunodi
Pisa.

di selle conventi e monasteri, e

due
nel

di

Calci diocesi

conservatorii;

cio

in

citt

1806
Pisa.

Pietro Fazzi della diocesi di

suburbio

Per sua morte

il

gorio

XVI

nel

concistoro

Papa Grede' 23

giugno 1834 preconizz l'attuale monsignor Torello Pierazzi di s. Miniato slesso, dottore in sacra teologia ed in ambe le leggi, gi professore
di

teologa

dommatica

nel

seminario, vicario generale del predecessore, e in sede vacante vicario


capitolare.

convento de' frali conventuali, quelli de' domenicani e de' cappuccini , ed il conservatoNel distretrio di santa Chiara. to due conventi di frati minori osservanti a Fucecchio e a s. Romano; un monastero di fiancescane a Fucecchio, uno di agostiniane a 8. Croce, ed il secondo conservatorio in s. Maria a Montopoli. Ogni nuovo vescovo tassalo ne' libri
il

La
dicala

cattedrale, bell'edifcio, dealla

della
2'i'ij

cameru apostolica
usccndcudu
lu

in

fiorini

Bculu

Ver^tue

Muriu

rendile

della

MIN
mensa a
cesi
si

MIN
dussero Francesco in Asisi,
reto, a
cill
il

167
a Losantuari
a Paola,
altri

circa

mille scudi. Per ale


dio-

tre notizie

su questa
Diz.

Roma

ed in
si

pu leggere
nel suo

benemerito
slor.

per
il

divozione.

Ritornati
ritir

Repelli,

della

santo giovine

mezzo mi-

Toscana,
nache.
/-^.

all'articolo

Sanminiato.

MINIME
Fu

PAOLOTTE,
da

mo-

Minimi.

MINIMI o PAOLOTTI,
religioso.
istituito
s.

ordine
Fraii-

luogo soU tarlo, possessione de' genitori, che gli permisero menarvi vita spirituale e santificante. Sembrando a Francesco
glio distante, in

luogo

esposto a
nell'

visite,

si

Cesco

di

Giacomo
Tuscado,
lie.

Paola [Vedi), nato da Marlorilli e Vienna di


in

nascondere

incavatura
di

and a d' uno

scoglio, senza

bisogno

direzione,

Paola
sorella

nella

Calabria
Sici-

perch istruito da lume


turale.
glio era
radici

soprannae
le
gli

Citeriore, nel
Biigiila

regno delle due


di
i

La
il

cella

scavata nello scol'erbe


e portava

Vienna si marit ad Antonio, cui due figli essendo andati in Francia, uno cio
Pietro,
l'altro
vest

suo

letto;

che

riceveva

per carit

servivano per cibo,


la

sul-

l'abito

de' minimi, e

carne

aspro

cilicio.

La fama
la
si

di

per

nome Antonio

spos

sua santit sparsasi per


molti volendo imitarlo

Calabria,

Giacoinelta Molundrini, da'quali discesero molti personaggi illustri, che

fecero suoi
il

seguaci e discepoli, mentre

santo

avendo
cariche

esercitate

in di

quel regno
presidenti,
di

le

cospicue
di

di

consiglieri

stalo,

maestri
si

di

avea 19 anni. Nel i435 usc dalla solitudine, e co'compagni torn nella possessione de' suoi, ed ivi gett
le

suppliche, ed altre simili,

gloriadi

rono

pi

di

essere

pronipoti

questo gran santo, che delle cariche islesse. Francesco fino all' et di i3 anni ebbe a maestri i geniquali ne secondarono l'ini tori,
clinazione alla piet, alla solitudine

fondamenta del suo benemerito Vi fabbiicarono celle eoa cappella in cui cantavano insieme
istilulo.

le

divine lodi, e perch'essa fu for-

air astinenza,

non

faticarono

mollo per
a cui
tenuti

incainminarlo nella via


voto fatto

del cielo, e renderlo gradilo a Dio,

per
ili

si

credevano

restituirlo,
il

massime quanvoto per la sua


liberato

do rinnovarono
conservazione,

allorch fu

da imminente cecit. Quindi lo consegnarono ai frati minori del convento della citl di s. Marco, ove vest per volo 1' abito di que' religiosi, che port per un anno, ia
cui proib
ni
vita
di
s

a s. Francesco d' Asisi, venne loro dato il nome di eremidi s. Francesco. Passali quasi ti dieci anni, i cittadini di Paterno luogo per fabbrigli esibirono un carvi un convento, ed egli ve lo stabil nel i444> ^ ^^ ' secondo Crescendo il numero dell' ordine. de' religiosi e le limosine, con licenza dell' arcivescovo di Cosenza Pirro nel 14^2 fabbric Francesco altro convento in Paola. ]Mentre lo stava edificando gli apparve s. Franse dedicata

cesco

d' Asisi,

gli

ordin

farlo
l'

pi

grande,
iu

manifestandogli
dell'

in-

a s slesso l'uso de'pane delle


carni, e

grandimento
giorno
erezione
di

ordine

che che
i

di

lino

tenne

giorno

aumentava

colla
il

austera

ed esemplare, che
i

nuovi conventi
osservanza
dillo

dest meraviglia ne' religiosi che lo


lestituirouo ai geaitoii,

santo tutti visitava,


ligiosi
all'

animando

re-

quali cou*

regole

i68
mandole
pendi
coli'

MIN
dargli

MIN
ma
di

che loro avea dato a voce, conferesempio, e cogli stumiracoli che da per tutto Dio operava a sua intercessione. Diffondendosi sempre pi il buon odore di sue virt per la Sicilia,
le

essere benedetto, l'umilissimo Francesco doman-

scusa

ed

citt

dell' isola

desiderarono

a-

Terlo, particolarmente Milazzo, acci


vi

lui tal grazia, per cui pieno stupore part. Giunto il prelato a Roma ne inform il Papa ed i cardinali, e ci facilit le grazie che dalla santa Sede furono con 1' approvazione accordate all' ordine. Infatti

d a

fondasse

un convento. Determiandarvi, cerc


l'

Sisto
i

IV
al

nel

natosi Francesco di

saminati
cesco

privilegi

concessi a

i473 avendo eFran-

4a alcuni mannari
negandoglielo
il

imbarco,
sua
il

ma

ed

per

la

povert,

vescovo
di

di

suo ordine dall'arciCosenza e dal vescovo

santo stese

sull'onde

proprio

con due compagni, pass felicemente il Faro di IVlessina, ed approd con sorprendente ammirazione di chi lo
mantello,
e salitovi sopra

s. Marco, nell'anno seguente li conferm colla bolla Sedes apostolica, dei 2 3 maggio, Bull. Roni. t. Ili,

par. III,p.

i36, col

titolo di

eremiti

di

s.

Francesco

d' Asisi,

e crean-

vide alle spiaggie di


vi

Sicilia.

Avendo-

do r
gli

istitutore generale

dell'

ordine,

dimorato quasi quattro anni, nel 1468 torn in Calabria, dove sollev i poveri da un' estrema carestia e fond nuovi conventi. Intanto i prodigi che Dio operava per suo mezzo, mossero il Pontefice Paolo II a mandare in Calabriej

esent questo dalla giurisdizione deordinari. Si

bilmente

dilatando

and quindi miraanche per la,

venerazione verso Francesco, acclaqiato da tutti per taumaturgo e


depositario delle
grazie, desiderani

uno
ne
l'

de' suoi prelati domestici a

fi-

di esserne

arcivescovo di Cosenza,
il

consigli
la

meglio informato dalquale il prelato a recarsi in Paocol

ed abboccarsi
lo

santo.

Questi

do ognuno di avere presso di s suoi (igli, avendo luogo di frequente nuove fondazioni. Turbando il demonio la pace de'religiosi, gli suscit contro Ferdinando I re di Napoli, il quale da Paterno voleva far a detta

appena

vide

volle

baciargli la

citt

condurre
a fronte
Il

pii^ioniero

perch da trenlatre anni sacerdote, con meraviglia del prelato che tanto era, il quale per lo tacci
d'indiscreta rigidezza
e

mano

Francesco,
popolo.
restandoiie

sau de'chunori del

capitano d ci incaricato intimorito , e pi dallc^

singolarit

pericolosa, per l'uso

continuo che

faceva co' discepoli de' cibi quaresimali.

rassegnazione del santo in seguirlo, torn a Napoli e persuase il re a lasciarlo alla divozione dei calabresi.

Lo

ascolt tranquillamente

il

Lo
coli

strepito

de' suoi

gran mir^^-

santo, e
cibi

dopo aver detto che


accesi, e

tali

giunse
re di

erangli stati ordinati dal cielo,


de' carboni

XI

prese

manegassisti-

fermo,
brevi

ma
con

di Luigi Francia gravemente insolo pot averlo per du


all'

orecchio

giandoli seguit

a dire che

cui
lui.

Sisto

IV

l'obblig

to da quella virt divina che ope-

a recarsi da
al

Obbed Francesco

rava

in

lui

tante

meraviglie, non

capo della Chiesa, e a'^ febbraio

dubitava sostenere i rigori della pi aspra penitenza. Spaventato il preialOj gli


si

i48'2 part in

compagnia del maereale,

stro del palazzo

che

all'

uo-

giit a'piedi

per doman-

po

erasi portato ia Calabria. 11 sai\:

MIN
lo fu

MIN
e
solazione di
nella

.69

ricevuto in Napoli dal re

dal popolo
lico

come un

legalo aposto-

vedere diffuso l'ordine Spagna, ove Ferdinando

o un sovrano,
Il

ed

in

Roma
fosse

e Isabella dierono

il

nome

di frati

cardinali andarono a visitarlo in tre-

no.

Papa

l'onor

come

un

ga,

della vittoria al convento di Malaperch'essa era stata liberata


le

principe, lo fece sedere in

una sedia
udienze lo
in

dai mori per

orazioni

e predidi

eguale
ore.

alla sua, e nelle tre

zione del santo;

come pure

ve-

trattenne sempre da
gnit ecclesiastiche,

tre

quattro
a dile

Voleva Sisto IV elevarlo

derlo confermato da Innocenzo Vili estimatore di Francesco. Questi ve-

ma
di

il

santo

dendo r ordine
pose nel
la,

moltiplicarsi,
la

com-

ricus con quella profonda umilt,

1493

sua prima rego-

con cui die

il

titolo

suoi frati, n volle essere

minimi ai mai pro-

cia fu

che ad istanza del re di Franapprovata da Alessandro VI


Aferitis religiosae vilae,

mosso
plice

al

sacerdozio o altro ordine,


della

colla bolla
ai

contento

condizione di semal

26
il

febbraio,

Bull.

Rom.

t.

Ili,

laico.

Parl
di

Pontefice

del

par. Ili, p.

227.
di
,

quarto volo che pensava


vedendo
lo,

vita

quaresimale
nell'ordine, e

bi

nome

stabilire

cesco
tenti,

d' Asisi

Quel Papa cameremili di s. Frano di romiti peni-

che
la

difficoltava

concederpre-

presa

mano

del

nipote car-

dinal Giuliano

della

Rovere

con cui fino allora erano chiamati questi religiosi, in stali quello di frati minimi, come volle
il

sente, disse che questi per

l'avrebil

fondatore.

Neil'

anno

stesso

fu

be accordato,
pontificato,
ci

predicendogli cos

che

ripet

poi

in

Francia.
fece

Con solennit Luigi XI ricevere

e distinzione
il

dato principio dalla regina Anna al convento di Nigeon presso Parigi, che fu detto de buoni uomini, hons

santo, che
prefs-

hommes,

pel

titolo

di

buon uomo

lo persuase che

avendo Dio

so

il

numero

de'nostri giorni, biso-

che alcuni motteggiatori della corte sotto Luigi XI diedero al santo


;

gnava
lui,

ciecamente
figlio

sottomettersi

morendo rassegnato
li

nelle sue

mani,
Vili,
s.

pi ancora
lo

Francesco,
di

Carlo padre onor consult anche per


del del
gli

defunto,

oppure perch minimi furono dapprima stabiliti nel bosco di Vincennes, in un monastero dell'ordine di Grammont, che chiamavasi dei
i

buoni uomini. Alessandro VI

conle

affari

stalo,

fabbric

coni

ferm

altres

nel

493

tutte

venti di Plessls
ligiosi del

e d'Amboise,

re-

quale mantenne colle sue

Trovandosi poi il re nel ^^5 in Roma, somministr mezzi per rendere sontuoso il convento che il santo fondava pe' religiosi francesi, venendo poscia fabbricata la magnifica Chiesa della ss. IMnit al monte Pincio (^P^edi), la quale in un al convento pussederendite.
i

mnimi dai suoi predecessori, e loro comunic tulli i privilegi de' mendicanti. Nel i497 ad istanza dell' imperator Massimigrazie accordate ai

l'ono

religiosi

fino

ai

disgraziati
il

Francesco alcuin Germania, i quali subito vi fondarono tre conventi, e vi si stabilirono in maniera che presto ne furono edificati altri. In Francia il nuovo re Luigi Xil trattenne il santo, e lo facol*
I
,

liano
ni

mand

s.

de' suoi

alunni

avvenimenti che chiusero


passalo. Il sanlQ

secolo

lizz

fondare

ovunque

conventi

ebbe pure

la

con-

esenti

da

imposi:;ion,i.

70
^^el

MIN
i5oi
sua
dieci

MIN
s.

perfezion

France-

tri.

Mor

nel

venerd

santo a' 3

sco

la

prima
i

regola,

con

ri-

durre a
la
il

tredici

capitoli

ciie

componevano,
perpetuo \oto

con

islabilirvi

della vita

cibi

c|uaresinial;

nell'anno
un' altra

seguente la

fece

approvarti da

Alessandro
regola
e

VI,
pel

i mirache Dio oper per glorificare il suo servo, che Leone cui il santo in giovent aveagli profetizzato il pontificato, con breve riportato da'Bollandisti, jcta ss. a-

aprile
coli

iSoy. Furono

tanti

insieme con
terz'

pril.

t.

I,

p.

i65, lo dichiar bea-

ordine
di
il

dell'uno

dell'altro

lo e concesse a tutto l'ordine l'uffizio de'confessori,

sesso

cui parleremo. Nel

i5o6

prendendo

suoi

avendo
altra

santo

fondatore data un'

religiosi

dal

nome
lui

e dalla patria del

mano a queste due regole, ed avendo composta la terza per le monache, di cui pur tratteremo, furono tutte e tre in detto anno approvate, massime il quarto voto, da Giulio II, gi cardinale della
Rovere, colla bolla Diuluni

fondatore anche quello di PaoloUi,

mentre a
poli

di

onore
li

il

re di

Na-

aveano dichiarato citt Paola. Quindi Leone X nel primo maggio i5iq, essendo la domenica in Albis, colla bolla Exe Filippo
celsus,

ad

sa-

data in

tal

giorno, loco

ci-

crum ordinem
Ili,

Alini niorurn, quinto kal. augusti, Bull. Rorn. t. Ili, par.


p.

tato p. ^'/5, solennemente lo cano-

nizz; ed a'

25 marzo i52i

colla

273, ove pure

si

riporta la

bolla Licei p.

bolla
nis,

Fir Iute

cospicuo s sacri ordi'

emanala nello slesso giorno sulla conferma e concessione dei privilegi, avendone aggiunti altri
nuovi ed a
;

5oo, accord all'ordine de' minimi o paolotti 1' ufiizio con oliava, da trasferirsi nel luned
in Alhis,

quando
nel

la

festa

del santo

cadesse nella
Sisto
la

settimana di Pasqua.

ricolm di grazie

religiosi,

i585 ordin
t.

colla bol-

richiesta dell' istitutore gli


il

die

in protettore

cardinal Bernardino

Carvajal.

Lo

slesso

Giulio

II

ap-

prov ancora un Corretlorio, in cui Francesco accenna le penitenze s. da imporsi a chi manca nell'osservanza della legge di Dio, della Chiesa e della regola
;

p. i4f che detto uilizio fosse celebrato cou rito doppio per tutta la Chiesa. Clemente Xll col breve Adjutor^ t. XIV, p. 33o, del primo ottobre

In codi,

IV, par. IV,

1738, concesse l'iudulgenza plenaria


a tulli quelli che in onore del santo
s.

e perch alcuni

facessero

tredici

venerd, che

non
li,

volevano

che

questi

religiosi

Francesco di Paola ancor viven-

godessero de' privilegi loro accorda-

compose il santo anche un ceremoniale per la recita del divino


ufiizio,

te raccomandava a' fedeli, quando da Dio volevano impetrar qualche grazia, confit^ssandosi e comunican-

e per
si

le

funzioni ecclesiastialla

dosi in ciascuno di detti venerd, e

che,

prepar

chiudendosi nella cella to di Plessis, ove attese

morte rindel convensolitario

recitando tredici

Pater ed Ave in
Cristo

memoria
apostoli,

di

Ges

e
di

degli
piet.

con

altri esercizi

ad accrescere
riti.

il

tesoro de' suoi


a' religiosi

mel'os-

Indi a' 18

marzo

1739, col breve


il

Raccomand

l'amor

IVuper, p. 36o, conferm l'elezione

di Dio, la carit

scambievole,

che

del santo
Sicilie

fece

regno delle

servanza della regola e vita quaresimale che


li

due

per protettore. Nella bacollocata la sua

distingueva dagli ai

silica

vaticana fu

MIN
sttua
(li

MIN
da Gio.
Pizzullo sacerdote
pei minimi Clemente XI

171
calabrese
il

marmo

scolpita

avea

Laltibla Maini, incoulro a quella di bronzo di s. Pietro. Nel primo gennaio i5o8 religiosi

edificalo
colla bolla

convento.

de'iG mart.

zo

1716, Bull. Maga.


al

YIII,

p.

celebrarono

il

capitolo

gene-

45^7, concesse

generale e

pro-

Roma, convocato dal p. Bernardino Cropulato, eletto dal santo prima di morire per vicario generale in

curatore generale dell'ordine


sto nelle

ed
la

al

il poCappelle pontificie [Vedi), secondo di sermoneggiare nel-

rale fino
fu fatto

al

primo capitolo,
il

e vi

seconda festa di Pascjua e nella

generale
il

p.

Francesco
allora era
ss.

terza di Natale, al
voi.

modo
119
XIII
s.

detto nel

Binet francese,
nit de'Monti.
sto capitolo,

quale

IX,
ai la

p,

34

del
nel

Dizio-

correttore del convento della

Tri-

nario.

Benedetto

1729

Fu

ordinato in quei

diede

minimi

della

provincia ro-

che quelli
il

quali

non
voce
dei
colla

mana
la

chiesa di

Salvatore del-

avessero osservato
passiva
Il

voto della vita


privi

Corte.

Avendo
ai
il

s,

Francesco di
nella priulli-

quaresimale, fossero
attiva e
superiori.

di

Paola permesso

frati

nelle elezioni
s.

ma
zi,

regola

canto ne' divini

Papa

Pio
Boni.

V
de'
t.

ma

tolto questo nella

secomUi,

bolla Apostolcae Scdis,

9 noIV, ordine

gli

permise quello solo


e da questa
a'i'edeli
Il

che

somial-

vembre 1567,
par.
II,

Bull.

gliava al compitare senza note

p.

4^3, dichiar

cune,

dissonanza
solili

ne
il

mendicante questo de'minitni, col godimento di tutti i privilegi dei mendicanti, comprendendovi le morado accadeva, che i minimi passavano tra i cappuccini, s. Pio V lo proib espressamente colla bolla Sedis Anodi stolicae,

veniva noia
detto
ligiosi

udire

canto gregoriano.

perch Benebolla

XIV, ad

istanza di alcuni recolla

nache.

perch non

dell'ordine,

Boai

inaiius, de'

22 gennaio
p.

ijS:^, Bull.

Bened.
frati

t.

IV,

181,

ordin che

monache

paolotte,

nel

gi emanala a' 6 ottobre detto anno, loco citato p. 399. Sisto


la

coro

e nelle altre funzioni


solo canto

usasse-

ro del

nel

i585

don
poi

ai
s.

minmii

chiesa e convento di

Andrea

delle Fratte che

descriveremo.
dell'ordine

In principio

generali

Essendo protettore dell'ordine il cardinal Carlo Rezzonico nipote di Clemente Xlll, questi a'2 i marzo 1763, col breve Bontanwn Pouiigregoriano.
fcent, presso
il

governavano

solamente tre anni, ma nel i6o5 con autorizzazione pontifcia il loro governo fu prolungato fin a
tal
sei,

Bull.

Bom.

Conti-

nualio,

t.

II,

un

religioso

34^, concesse ad del medesin)o un posto


p.
i

ed

il

primo che
l'

per
fu
il

perpetuo
gregazione
stituzione

tra

consultori della con-

tempo

esercitasse

ulllzio

de'riti.

Pio VI colla code'

p.

Stefano Dugier, eletto nel capitolo generale celebrato in Genova. Camillo Painphilj nipote di

XXX

Curn
ven.

in ecclesia,
beatific
a'

22
set-

agosto
teujbre

1786,
il

io

Innocenzo

sua moglie

d.

O-

spagnuolo,
1

limpia Aldobrandini

principessa di

53o

da

Gaspare de Bono Valenza nel Giovanni de Bonox e


nato in
,

Rossano,
la
a'

nobilmente chiesa di s. Francesco di Paola Monti, presso la quale Giovanni

riedificarono

Isabella

Manzon

fattosi

religioso

nel

i56o, morto u'i4

luglio

del

1604 d'auui 74-

Diversi

religiosi

172

MIN
re
l'abito.
i

MIN
un mantello della lunghezza
del<

ne pubblicarono la vita. Lo stesso Pio Vi colla costituzione BenediDomitius, de' ii settembre cius
1786,
nel
relia
a'

17 detto beatific
<i^

il

veo.

Sino dal secolo passato tanto sacerdoti che i laici vestono di saia nera, portano le maniche della
tonaca
larghe

Nicol di

1649
nel

Longobardi, ove nacque Fulvio Saggio e Aufattosi

quasi

come
1

quelle

della cocolla monastica, e fanno uso


del cappello
ecclesiastico.
l'uffizio

Pizzini,

oblato
in

de' uii-

sacer-

niuii

1669,

morto

Roma

doti

recitano
rito

divino seconsenza canto,

a' 12 febbraio 1709 d'anui 60. La sua vita di monsig. Giuseppe Maria Perimezzi de'minimi vescovo d'Op-

do
ed

il
i

romano,

ma

frati laici

dicono trenta Paler

pido (poi
pollo in
s.

arcivescovo

di

Bosra, e

laudi,

segretario dell'esame de' vescovi, se-

Francesco
dal
p.

di

Paola

fu

pel mattutino_, dieci per le ed altrettanti pel vespero, aggiungendo alle ultime Ave il Gloria Patri. Recitano altri die-

ed

Ave

lista rapata

Liborio

Maria

ci

Pater ed Ave

per
in

l'

uffizio

dei

Tedeschi poslulatore della causa.


L'abito de'miuimi, secondo la loro
regola, essere deve
lionato,
di

morti, col

Requiem

fine

dell'ul-

tima
pel

di

queste. Gli oblati ne dicono


venti,

panno

vile

mattutino
de'morti,
cose

per

le

altre
l'uf-

tessuto

con

lana

natural-

ore cinque,
fzio

come ancora per

mente scura, e della stessa maniera debbono avere il cappuccio, con


scapolare ad esso attaccato,
le avanti
il

quaalla

o col molte
nella

terminando sempre Gloria o col Requiem. Altre


prescrisse
a'suoi
il
,

fondatore

e dietro scende fino


circa,

regola

frati
il

come

la

met

delle coscie

nell'e-

fiequenle

orazione,

silenzio

in

stremit tondo, lutto legato

con
co,

cordone
lore

di

lana
in

dello

stesso

ogni teupo nella chiesa, nel chiostro, nel dormitorio, nel refettorio

annodato
del

cinque

luoghi

mentre

si

ed a loro beneplacito possono


virsi

ser-

ghi dall'ora

mangia, ed in tutti i luodi compieta fino a priseguente. Nell'osservanvita

mantello, simile nella


alla

maallo

ma
za

del

di

teria

e colore
zoccoli

tonaca ed
di

della solo

quaresimale

proib

scapolare. Portavano a loro elezio-

non

mangiar carne,
sorta
di

ma

anco
e

ne
di

sandali

corda,

ra ova, ogni

latticini,

giunchi o di altre erbe,


del secolo

ma

dai

tuttoci che dalla carne deriva,

ancasi

primi
calzati

XVII

incedono

co fuor di convento, tranne


d'infermit grave.

per dispensa, costretti a ci


colla nudiil

A
si

tale effetto vi

dalla continua vita quaresimale, che

sono
la

ne' conventi

sembrava incompalibile
t de'piedi,

claustrale ove

come

asserisce

padre

gro, e l'esteriore
grasso.
la

due infermerie, mangia di maove si mangia di

Baldassare d'Avila generale dell'ordine, nel suo libro intitolato:

Oltre
i

giorni prescritti dal-

Maed
tona-

nipnlns inininiorum. Gli


i

oblati
la

laici

devono

portare

ed i laici digiunano dal lunedi di quinquagesima sino a Pasqua, e dalla festa


Chiesa,
chierici

va,

la

quale scende fino alla

mela

d'Ognissanti sino
tutti
i

a Natale
Natale. Gli

ir^

t delle

gambe,

dello

scapolare

mercoled e venerd dell'anil

parte

.^ola

anteriore col

cappuccio,
esservi

no, eccettuato

oblati
fe-

nel loro cordone

hanno da

digiunano ogni venerd, e dalla


sta
di
s.

quattro nodi

soli,

^ possono porta-

Caleriua

sino

a Nata-

MIN
le.

MIN
eleggono
san
titolo

.173
t.

Ogni anno
i

minimi

Della famiglia Sforza

IT, p.

291,

nei giorno della dedicazione di

Michele
di

superiori locali col

chiama considerabile, con giardino, e descrive come un museo quando


era propriet
Pizzullo
della
le

correttori,
pili

r uffizio
la vi

ne possono esercitare d'un anno, facendosi

di
il

Gio.

Giorgio.
ai

Il

don
il

palazzo

minimi

elezione dai religiosi de'rispetliconventi. Questo ordine illustre,


in

sua nazione calabresi, nel quacollegio degli studi,


al

stabilirono

diffuso quasi

tulle le

provincia
dal suo
il

fabbricandovi
santo,
re,

del

mondo

cattolico,

che

una chiesa secondo la mente del


i

loro

testato-

istitutore

ebbe per divisa


sino alle

molto
vicende
nazio-

tutti

cui

beni

ereditarono,

Carit,

ultime
e

ponendo per
a destra
la

gratitudine nel

1646
Marti-

formavasi delle assistenze


ni di Francia,

dell' altare

maggiore quelil

Spagna ed
rispettabili

Italia.

Es-

iscrizione

che

riporta

so
ti

ha dato e uomini

alla

Chiesa diversi san-

nelli

per Del

piet,

44 6> sacra. Siccome


p.

Roma ex
i

elhnira
la

minimi aveano
ai basiliiini

dottrina e dignit ecclesiastiche^ vescovili

chiesa de'
ti,

ss.

Sergio e Bacco
nella

Mon-

ed arcivescovili.

fonda-

ora de' monaci


trasferirsi

ruteni,

tore
lito

e dell'ordine

scrissero

Ippo-

Marracci, Benedetto Gonone, Francesco Lanov nelle croniche di


esso,
si,

nuova chiesa ottennero da Gregorio XV, oltre r approvazione del collegio, che vi
nel

g' istorici

degli ordini religio-

riducesse

il

j'us

oltre Luigi

Doni d'Atlichy, Siaordini de' minila


,

devano
sino al

nell'altra, e

parrocchiale che godur parrocchia

ria generale
vii.
Il

degli

1824
tratt.

in cui la soppresse

Leone

p.

Bonanni riporta
religioso
rei.

figu-

XII.

Il

Piazza

neW

Euscvologio ro-

ra

di

un

minimo
p.

nel

mano
del

Catal. degli ordini


il

8oj ed
nella

legato Pizzulli a

XI, cap. VI, discorre s. Francesco di

Capparroni

la
Il

riprodusse

sua Raccolta.

generale ed il procuratore generale risiedono in Roma. Al presente generale il reverendiss,


p.

Paola, onde collocare ogni anno due donne cadute in peccato nel monastero delle convertite, con cento scudi

per cadauna. Parla anco-

Gaspare
riti,

Montenero
procuratore
p.

ra del
di

collegio

che

doveva essere
maestri
loro
pel

consultore

de'
il

e.

3o studenti
altri,

religiosi, co'

generale
Piazzoli.

reverendiss.

Paolo

ed
della

dell'

entrate
1'

ma
ti

minimi hanno in Roattualmente le quattro seguenI


s.

mantenimento e per
chiesa,

ulfizatura

mediante l'eredit deltratt.


il

chiese.

l'encomiato benefattore. Nel

Chiesa di
nel

Francesco di Paola,
Monti.

XIII, cap. XXII, dice


cospicua ne divenne
libri
la

Piazza, che
libreria

rione

Abbiamo

dal

pei

diarista Valesio, che

Giovanni Piz-

legali

copiosi

mss. regalali

lullo di

no, canonico di

Regina diocesi di Bisignas. Lorenzo in Da-

maso, a"* 2 1 febbraio 1623 compr suir Esquilino e alle Carine dal duca Gio. Giorgio Cesarini (meglio si dica dal suo figlio Giuliano 11) per scudi i2,5oo" un palazzo presso
s.

dal calabrese d. Carlo Selvago di Terranuova, pubblico lettore in legge neir universit romana ; poi Pietro Moretti
ti
i

romano
di

suoi

libri

vi aggiunse tutmedicina e di al-

tre materie e

scienze,

per cui

di-

venne utile,

rinomata

e di orna-

Pietro in Vincoli, che

il

Ratti,

mento

al

convento.

Ridolfino Ve-

174
nuli,
risce

MIN
Roma
che
il

ivi I

N
Stefano

ralo, e la
ficata

p. p?, rifeconvento venne restaucliiesa nobilmente riedi-

moderna

lafe di
gini

s.

Michele,

Peru-

dipinse

l'arcangelo, e Giacolaterali.
la

mo

Triga
di

La

cappella

summentovata AldobrandiniPampliilj romana, con ardalla

seguente ha
pitture

Concezione ed altre
il
i

Stefano Pozzi,
la

quale

chitettura di Gio.
la

Pietro Morandi:
fu

dipinse pure
dell'

volta
il

facciala

per

compila

pi

ultima che ha
di

laterali ed quadro di s.

tardi,

come diremo. Nel

secolo pas-

Giuseppe
dente
crestia

Avellino: nella preceil

sato,
p.

verso il 1760, per opera del Francesco Zavaroni da IVIonlallo

cappella

b.

Nicola del

palermitano Manno.
e
la

La
del

bella

sa-

generale dell'ordine, fu rifatto magnilicamente il convento, accrescendovi


trione
rettoni
il

camera

captolo

fabbricato rivolto a settencol

disegno
del
la

di

Luigi

I3e-

furono architettate da Filippo Breccioli nella sacrestia lo sfondo della volta stupenda opera di Sas:

allievo

Sassi,

non che

soferrato.

Delle lui^elte, nelle quali


del

rimodernata

chiesa, decorandola

dipinta la vita
tro
ci,

santo, quat-

della elegante facciala

esterna, co-

sono a olio

di

Agostino Masuc-

me
di

afferma

il

Vasi

nell' Itinerario.

e tre di Filippo Luzi; vi dipin-

L'altare

maggiore architetlin*a Gio. Antonio de' Rossi vi un


:

se

pure Pietro

Argenvilliers. Nella
il

cappellina contigna,
di Francesco
la

Cristo
i

morto
e
festa
a'

grandioso

panno

fatto

di

stucco,

Cozza,

laterali

tinto di color di

broizo, che di

qua

volta

sono
ogni

del Pozzi.
vi
si

La

e di l con belle cascate, sostenute da vari angeli della stessa materia, forma come tin gran padiglione. Nel primo altare a destra la s. Anna di Filippo Luzi, e la volla a
fresco di

del

santo litolare

celebra
il

aprile,

ed

qualtr' anni
alla

se-

nato romano Chiesa di


te,

fa

chiesa l'obladelle Frat-

zione del calice d'aigento.


s.

Andrea

Onofrio Avellino napoletano. Nel secondo il quadro copia d' uno che sta nel coro, e rappresenta s. Francesco di Paola i
:

nel

rione IH Colonna, con parDicesi delle fratte dal no-

rocchia.

me

della

contrada,
fuori
al

perch
della

al

dire

del Panciroli, Tesori nascosti, anti-

laterali

e la

volla
il

seppe

Chiari,

sono di Gitiquale espresse in


risuscita
i

camente era
perch fino
ta di
orli

citt,

secolo
di

XV
fratte

fu coper-

uno
tori

il

sanlo che
santo che

murail

cinti

o
si

siepi

caduti dalla fabbrica, e neir alil

e per collina degli orlicelli

chia-

tro

fa gli occhi,

na-

m
ma

il

vicino

Monte
Il

Pincio a pie
chiesa,

so e la bocca ad

un bambino che

del quale sorge.


assai

Panciroli chiae
nei

n'era nato privo. Il quadro di s. Francesco di Sales nella terza caplaterali, sono di Antopella, ed
i

aulica

la

1600
ge

era gi parrocchia con


ss.

com-

pagnia del

Sagramenlo

aggiun-

nio Grecolini.
ticella

Il

deposilo sulla porPallavicini fu e-

di

Lazzaro

XIV, per avere con singolare umilt ricusato il car<1iualato, con architettura del cardinal Fuga, e col busto scolpito dal
retlo da Benedetto
CorsDi.

che ricevutala i minimi nel i585 da Sisto V, ottennero licenza di edificarvi il contiguo convento. la chiesa era Il Venuti narra che stata prima posseduta dalla nazione scozzese, con ospedale incontro
rifatto

Dall' altra

banda

uell' al-

da Gregorio XIII, ora ora-

MIN
Iorio della confraternita parrorclilale,

MIN
ciata,
la

175
cupola

tribuna,

la

ed

il

la

quale nel

1618

acquist
la

il

bizzarro campanile che oscilla

visi-

sito dagli scozzesi.

Dopo

pretesa
gli

riforma avendola abbandonata


scozzesi,

bilmente al suono delle campane, e che descrive il Cancellieri a p. 17G


delle sue

dal

i5'j4-

'" po*

l'

uffizio

Campnne,

ove

produce

lina

confraternita

sino a

Sisto

un brano

del Diario del Valena, dal

memorato, sebbene era divenuto patronato della romana famiglia del Bufalo de'marcbesi di Fighine, la cui arme si vede in rilievo sulla porta maggiore. Inoltre il Venuti
che Leone XI, eletto nel i6o5, avea ordinato la riedificazione della chiesa dai fondamenti, ma
riferisce

quale apparisce che Gregorio XIII


die la chiesa
eh' erano
al
ai

minimi

calabresi

convento del Pincio coi francesi. Il campanile rest imperfetto, quanto all' intonacatura, e

nemmeno

le

altre opere del

Borro-

visse

27
si

giorni. Nella iscrizione pe-

r che

legge nella chiesa

si

dice

che nel 1612 il marchese Ottavio del Bufalo Cancellieri intraprese di


riedificarla cos magnifica

mino ebbero termine. L' interno d' una sola nave a croce latina, ed il pavimento di scelti marmi lo fece fare il duca d. Giovanni Torlonia. La tribuna, la cupola e le
lunette furono dipinte a fresco da Pasquale Marini, e fu la sua prima opera. L'altare maggiore ha un quadro a fresco rappresentante il martirio dell' apostolo s. Andrea, dipinto da Lazzaro Baldi quello
:

come ossi

SI vede ; I iscrizione viene riportata a p. Sj dal Martinelli, il quale opina che la chiesa si chiamasse

Inter hortof,

de

fratlis

in

de Ursix in Pincs, et Fico nemorem^ es-

n sinistra

di

Gio. Battista

Le-

sendovi stalo trasportato il jus parrncchiale di san Giovanni della


ficoccia

nardi

quello a destra lo color in

24
la

giorni Francesco Trevisani. Nel-

del

collegio

de' maroniti.

prima cappella a
fresco
si

sinistra

le pit-

La

fdbbrica

rest

in

varie

parti

ture a
te degli

attribuiscono ad

imperfetta, e specialmente nel campanile che non fu mai intonacato,


e nella
ciata,

parte

superiore della

ftjc-

che finalmente nel 1826 venne compita con semplice architettura sotto
tetto
sciali
la

Avanzino Nuoci. La cappella seguenAccoramboni ornata riccamente di marmo nero, e contiene due medaglioni co' ritratti di prelati di quella famiglia ; essa
consacrata pinse
al

direzione
Belli
,

dell'archi-

Crocefisso.

Nella ter-

Pasquale
dal

coi denari la-

za cappella Lodovico
il

Gimignani dis.

celebre cardinal Consalvi


II

quadro
il

rappresentante

Venuti scrive che Ottavio mor poco dopo che s'incominci r opera, lasciando fondi
a
tal

uopo.

Michele. Dice
pella
i

Venuti che
s.

la

cap-

era dedicata a

Oliva, e che

religiosi

sostituirono
dell'

per proseguirla.
riedificazione
si

Architetto di tale

magine quelle
cezione, di
di
s.

alla sua imImmacolata Con-

vuole Gaspare Gueril

ra da Modena, altri dicono

filip-

arcangelo, e fllithel s. Caterina da Siena. In questo

pino p. Gio. Battista Guerra, che presied a quella di sua congregazione.

Dopo

la

sua morte
al

pimento fu
il

affidato
la

comil Borromiuo,

quale fece

cappella della ero

altare apparve la ss. Vergine a' 20 gennaio 1842, e quale la rappresenta il maestoso quadro erettovi, ad Alfonso Maria Ratisbonne, ricchissimo ebreo di Strasburgo, il quale gi-

7^
1'

MIN
un
cogl' istromenti
l'

MIN
della

rnndo per la chiesa vide lutto ad


trailo sparire
edifzio,
il

passione deldella crociata

abbagliante che tutto


fu

ed una luce circondava;

altare

maggiore

come, innanzi l'altare di s. Michele, da dove appunto usciva la luce, ed alzando gli occhi vide sull'altare medesimo, bella e raggiante Maria Immacolata della Medaglia benedetta i^Vedi) (la quale portava al collo, postagli per convertirlo dal barone Bussierre ), che colla mano gli fece segno d'inginocchiarsi, come obbeIrasporlato,

senza

saper

sono del Bernini, che scolpiti pel ponte s. Angelo, Clemente IX onde non esporli all' intemperie, li mise
a disposizione
proleltore de'
del nipote
il

cardinal

Jacopo Rospigliosi,
care nel
detto

quale
li

come
collo-

minimi
luogo.
e
la

fece
Il
s.

cesco di Sales
di

b,

FranGiovanna
l'altare
di

Valois nella cappella seguente

di

Francesco
Il

Romolo;
colonne

ornato con due


santa.

porta
se-

diente esegui.

Fu

quindi sollevato

quadro dell'altare che


s.

piangente, e di
il

repente

abbracci

gue, rappresentante
del

Carlo

s.

cristianesimo. A'
ricevette
il

3o

di detto
la

me-

Francesca romana, in
rali,

un
la
i

ai

late-

se

battesimo,
dal

cresi-

Cozza.

Finalmente
laterali

la

ma

la

comunione
Patrizi
vesti

vicario

cappella del
il

battislerio

dipinse
di

cardinal
s, indi

nella chiesa di

Gein

Gimignani,

tranne
e
di in

l'abito de'gesuili

Bellavia siciliano
Jacovacci.
sa
i

Domenico
ed
il

Francia.

Non pu abbastanza

espri-

Vi sono
quali

questa chie-

mersi

la

fervida divozione della po-

deposili di vari personaggi


fra'

oltremonricordata immagine, eli, verso la guale a quella comparsa a Ratisbonne; la cappella divenuta un santuario assiduamente frequentato
polazione di
e di

Roma

artisti,

sono notabili:
Bracci

deposito del cardinal


gnini, scolpito

Carlo Calca;

dal

quello
e-

del cardinal Pier


retto

Luigi Carafi,

dalla veneiazione de' fedeli,

che con-

con disegno del Posi ; quelli della duchessa d' Avello, e del cav.
Queirolo; quello di Nicol Simone
de' duchi di

tinuamente
satrice

ricevono

innumerabili
Il

e segnalatissime grazie dalla dispen-

Baviera,

morto

nel

gran Madre di Dio.

qua-

1734; quello

del nipote del

re di

dro della cappella seguente, di Maria Vergine ed alcuni santi, fu colorito da Giuseppe Cades. La quinun quadro di s. ta cappella ha Giuseppe del Cozza. Segue la cappella della crociata,

Marocco
morie

[Vedi).

sepolcrali

Sonovi pure medell' archeologo

Giorgio Zoega, del filologo Girola-

mo
ni,

Amati, del
Oreste

chino Pessuti,

dedicala

s.

matematico GioacGimignaKiprenskoi russo, de la


de' pittori

Anna, non ancora compita


tettata
d

e archi-

Roche
trice

francese,

della

celebre pitdello e ni:

dal

Vauvitelli

il

quadro
vi

Giuseppe

Botlani che

efligi
la

Rauffmann, e scultore Schadow. Nella bella


Angelica
eleganti

la santa,

essendo del Maini


altri

sta-

tida opera con

incisioni

tua sotto r altare,


di

dicono del
il

Monumenti

sepolcrali
celebri
visitali

eretti in

Ho-

Pacelli, e rappjesentante
essa.

transito

ma

agli

La cappella incontro
e

deric-

lettere

uomini ed arti,

per

scienze,

da

Oreste

dicata a S.Francesco di PaoIa_,

Baggi, disegnati dal cav. architetto F^

ca di

marmi

bronzi, architettata
i

M. Tosi

lenente d' artiglieria,


;

Roma
voi.

da Filippo Barigioni;

due angeli

184G, tipografia Monuldi

nel

MIN
in che
tilmente
tali
si

MIN
signori gendella Luce. Ne' primi del

177

chiaiissimi

r^So

pas-

compiacquero dedicarmi
e descritti
delta

sando un cieco pel vicolo delle Mole vicino

sono riportali
inente
i

egregia-

alla

chiesa, entr nel pian

monumenti
di
ec.

Kau(I-

terreno di casa rovinosa, ove caden-

mann,
Gmelin,
il.

Pessuli,

Amati, Zoega,

do

sassi
la

Nella sagrestia la volta

verso
quist

e cementi , rivolgendosi parete prodigiosamente riacluce in vedere su di essa

fu dipinta

da

Giacomo Triga, ed
dal Gimifresco in

la

Crocefisso

sull'altare

r immagine di Maria col


cinta
di

Bambino
splendore.
escla-

gnani. Nel chiostro dell' annesso con-

straordinario
luce, invitando

vento
di
s.

vi

sono

pitture a
i

Per un movimento naturale

cui sono

espressi
di

fatti

della vita
:

luce,

pieno di

Francesco

Paola
Cozza,
le

alcune

giubilo quelli del

vicinato ad
la

am-

lunette sono

del

una

di

mirare

il

portento e

grazia ri-

B'iancesco Gherardi,
versi
ferto.
artisti
:

altre di di-

cevuta, laonde

grandissima e uni-

parecchi

hanno

sof-

versale fu la sorpresa, e
te

rapidamenSubito aced infermi,

ne

fu

piena
ciechi,

Roma.
storpi

Chiesa di o
.V.

s.

Salvatore in Corte
nel rione

corsero
e furono
la

Maria della Luce,


Trastevere, con

XI 11
notizie,

parrocchia.

Della sua

denominazione ed altre del suo storico rettore della medesima, ne parlammo

come

al

35

suo articolo, e nel voi. del Dizionario ; altre

XXT,

p.

qui ne

aggiungeremo. Che ivi fosse stata corte o curia, o tribunale o carcere, si pu vedere anche il Nardini
p.

472,
il

nelli,

Roma antica, ed MartiRoma ex ethnica sacra p.


il

prontamente esauditi dalimmagine, che alla meglio si orn per la pubblica venerazione. I minimi bramosi di trasportarla in questa chiesa, ne segarono il muro con licenza del cardinal vicario, ed agli 8 agosto solennemente la collocarono vicino alla porta maggiore in apposito altare, ove la piet de' romani accorse a tributarle omaggio e copiose
discoperta
oblazioni, colle quali
si

pot rifabdi

298:

Venuti

p.

1024
il

dice che

bricar la chiesa minacciante rovina^

tal curia fu

chiamata

tribunale di

per cui

si

spesero
la

pi

i5,ooo

Aurelio, e che forse prese


tre
il

come
de

al-

scudi. Indi

miracolosa immagine

nome

dalla famiglia
le

Ciir-

chiamata
si

della

Luce

tbus,

rappresentando
san

antiche

detto, fu

trasferita

da quanto con nobili


l'altare

pitture dell'altare maggiore la


te

di

morPimmenio o Pigmenio
maestro di
dal

fregi nella

tribuna dietro
in

principale, ov'
ne, e
si

gran veneraziopratiche

suo primo
Giuliano

parroco, e

scuopre ogni gabbato e in

l'apostata, descritta

tutte le feste, con di vote

Mauro; aggiunge che ivi si venerano corpi de' ss. Pimmenio, Poli

e concorso di popolo.

lione

e Melice
s.

martiri,

e le

reli-

Chiesa di s. Giovanni Latina {Vedi).

a porta

quie di

Bonosa fondatrice del-

l'antichissima chiesa del III secolo.

Del secondo

e terz'ordine

Pietro Bombelli nella Raccolta dell'

de' minimi.

t.

imm. coron. dal cap. di s. Pietro, IV, p. i4i, descrive r invenzio-

ne e manifestazione della
VOt.
XLV.

Madonna

Minime o Paololte monache. Superiormente si rifer che s. France12

178
SCO di Paola

MIN
non
solo

MIN
compose
la

IV, allorch
ci

si

rec in Francia.

Le

regola pei religiosi,


le

ma

monache, e per le due sessi che avessero

ancora per persone dei


voluto ab-

religiose di detto

monastero
Andujar,

chi

prin-

pio furono

soggette ai correttore
d'
le

del convento
s.

ma

poi

bracciare l'istituto de' minimi, onde

Francesco

sottopose all'obbe-

iene ad
monache,

essere

egli

fondatore

di

dienza del

provinciale di
si

Spagna,
solo iu

tre ordini.

La
le

regola

per

delle
il

onde
con
dici,

in appresso

moltiplicarono

quali

compongono

molti

monasteri

non
nel

secondo ordine, fu 1' ultima delle tre composte dal santo, avendo scritto prima quella delle persone d'ambo i sessi o terziari perch
costituiscono
s.
il

quel regno, ove se ne contarono un-

ma

in Francia

1621, ed

in

Italia.

La

regola delle

monache

poco diversa
giosi,

terz* ordine.

Avendo

da quella de' relin differisce se non nelle coesse per

Francesco mandalo nella Spagna il alcuni p. Germano Lionet con altri de' suoi frati per istabilirvi l'ordine de' minimi, d. Pieti-o di Lucerna Olii non contento di aTer fondato un convento di questi con Manella citt di Andujar, ria Alfonsa sua moglie diede ancora la sua propria casa per convermonastero di religiose tirla in un

se necessarie alla diversit del sesso.

Hanno
il

conseguenza anche
de' digiuni,

voto di perpetua vita quaresimale,

le

medesime osservanze
orazione

silenzio,
si

e altre cose che

osservano dai miniuii. Vi ha difi

ferenza tra
rettrici,

correttori e le
i

cor-

perch
le

primi

si

eleggono
tre.

ogni anno,

seconde ogni

Nel
il

rione Monti alla Suburra presso


bel convento de' minimi, nel

medesimo ordine, e due sue nipoti Maria e Francesca, nate dalla figlia Elena, furono le prime a \edel
tirvi

lySo

r abito nel
p.

495^, dato loro

dallo stesso

Germano,

sottopo-

nendosi al governo del p. Giovanla chiesa di questo Ili del Bosco primo monastero fu dedicala a s.
:

un monastero di paoda suor Maria Diomira, e con architettura di Francesco Fiori la contigua chiesa de' ss. Gioacchino e Francesco di Paola, come si ha
fu fondato
lotte
dall' Itinerario

del

Vasi. In questa
.sepolto

chiesa

nel

1780

fu

nella
fon-

Elena.

Non avevano
le

in quel
s.

tempo
Franl'ap-

cappella del Crocefisso


data, monsignor
di Veroli,

da

lui

legola particolare,
Cesco per
nei

perch
la

Vittorio Giovardi
de' votanti di se-

monache
cui

compose
II

decano
Il

i5o6

in

Giulio
Inter
vergini,

gnatura, e

deputalo
p.

vigilantissimo

prov con quelle del primo e terzo


ordine, colla
bolla

caeteros.

Nel

i5o5

il

santo in segno di aftali

Luigi Doni, che fu poi vescovo di Rielz, nella storia generale di questo suo ordidelle religiose.

fezione verso

ch'era-

no allora otto, mand a ciascuna una corona, dono che soleva fare
agli

ne descrive le vite di alcune monache minime spngnuole e italiane, morte in concello di santit, alle
quali
si

amici

e benefattori dell' ordi-

debbono aggiungere
tra
le

altre

ne.

Queste

corone sono

stale

la

francesi,
la

quali suor Gabriel-

sorgente di
la

moltissimi prodigi, per

Touquart

di

Ges Maria,
pass
ul

che

compartiva il santo, per facolt concessa di he uedir corone candele da Sisto


benedizione

che

gli

dal terz' ordine

secondo,

fondando di
uella citt di

questo un monastero
Abbc\ille, di cui ella

MIN
fu fatta corretlrice, e

MIN
dopo avervi
negli
esercizi

179
di
statuti, fin-

vano

alla

di

lui direzione, servisse-

dimorato molti anni


di

ro loro di regola

piet e

mortificazione continua,
il

mor santamente nel iSSg:


nastero di
Soissons fu
il

mo-

secondo

monastero eretto in Francia, ed entrambi furono approvati da Grenell'anno 1623. L'abito gorio

XV

ch nel i5or compose pel terz'ordine la regola che approv Alessandro VI nel i5o2, e conferm Giulio II nel i5o6, insieme a quelle del primo e secondo, formandone tutto un corpo. Questa regola

delle

religiose

minime

simile a

contiene sette
terziari

capitoli:
ai

primiee sol'osser-

quello
sul
ro.

de' religiosi

dell'ordine,
nel

ramente prescrive
relle,

fratelli

velo bianco ne portano altro neIl

terziarie,

p.

I3onanni

Catalogo
ripro-

vanza de' comandamenti


della Chiesa.
citar
I

delle vergini consacrate

a Dio, ne
5'j,

chierici

di Dio e devono re-

riporta la

figura a p.

uffizio divino, e gli altri dire

dotta nella

Raccolta

dal

Capparilella vi-

pel mattutino

sette

Pater ed Ave;
compieta e per
ore

roni, e dice che nelle croniche del


p. ta

altrettanti per le

laudi, cinque pel

Lanovio, e nel cap.


del
*'

II

vespero, tre per la

fondatore, d'Isidoro toscano

ognuna

delle altre

canoniche,

pag. 4o4>
paololte.
le

parla

delle

monache
Francesco

Abbiamo:

Costituzioni dels.

rev.

monaclie

di

con aggiungere in fine ogni volta Gloria Patri, ed ogni giorno tre il altri Pater ed yve, e dopo 1' ulti-

di Paola della citt di Roma. Terz' ordine. Pel tempo in cui


san Francesco
l'istitu

ma
ziari

il

Requiem

pei

defunti. I ter-

e le terziarie debbonsi confes-

questo

do-

sare da' sacerdoti


correttore

loro assegnati dal


dell'

vrebbe chiamarsi secondo, poich molto prima di portarsi il santo stabil in Calabria un in Francia modo di vivere per le persone
dell'uno e l'altro sesso, viventi nel secolo. Rilevasi dai processi di sua
canonizzazione, aver
il

generale

ordine, e

comunicarsi nel gioved santo, PenSono tecoste , Assunta e Natale. obbligati ascoltare la messa con divozione, pagar le decime dovute ai

santo in Cadivisa

centi,

labria distribuito a diversi secolari


il

cordoncino

eh'

la

del

da impieghi indeed altre vanit. E loro vietato mangiar carne dalla festa di s. Lucia sino a
curati, astenersi

non

intervenire a festini

medesimi pure apparisce che andando il fondatore


terz'ordine. Dai
in
vi

Natale,
alle
i

ne*

tre

giorni

precedenti
confessori
in-

comunioni

prescritte, e in tutti

Francia e passando
lasci

per Altiglia
di terziarie
le

mercoled,

potendo

una comunit
di

dispensare,
altre

come
pie.

dal digiuno,

in

numero

dieciselte,

quali

opere

Sono

in libert

di

avevano per correttrice certa Perna, e per direttore


cerio che
sti
il

sacerdote Ser-

osservar la vita quaresimale, devono per vestire d'un colore quasi simile

ra parimenti terziario.
il

Non

per

a quello

de' minimi, cingendosi


soli

santo formasse per quc'

di

un cordone con due

nodi,

in

Italia

alcuna regola,
gli

ma non
della

pu negarsi che
ni
si

esempi
le

che ricevono dal correttore, nelle cui mani, se vogliono perseverar nelfessione,

sua santissima vita, e

esortazioreligiosi
si

che da

lui

da* suoi

r ordine, debbono poi far la propurch abbiano compiti


quindici

facevano a quelli

che

afllda-

anni

d'et.

superiori

i8o
esiste
il

MIN
domenicano
Benedetto
terz'

MIN
Boccasini,
poi

maggiori de' minimi, ne'luoglii ore


ordine,

Papa

deputano un
il

correttore ed

una

correttrice, prin-

pal cura de' quali

conservare
fratelli

in perfetta amicizia gli ascritti, che


si

devono amare quali


visitandoli

sorelle,

nelle

e infermit
In

e consolandoli

nelle

afflizioni.

Toledo

furono

istituite

terziarie

monastero con voti solenni, che terminarono per estrema povert, ed alcune fiorirono per santit di vita. Ora il terzo ordine de' minimi comprende solo secolari de' due sessi, che in alcuni
claustrali viventi
in

confermar la tregua fissata per due anni da Carlo II, tra il re di Francia e Guido conte delle Fiandre. Questa commissione 1' ademp con tanta soddisfazione del Papa, che a' i5 dicembre r3o2 lo cre cardinale vescovo di Porto confermandolo nel governo dell'ordine, col titolo
per
,

XI,

di vicario

generale, fino

al

nuovo
le-

capitolo, ed inoltre lo dichiar protettore dell'ordine

medesimo, e

gato in Francia. Trovossi presente


ai

conclavi di Benedetto XI
nel concilio di

e Cle-

paesi vestono

come
di

religiosi

le

mente V, e

Vienna

monache. Tra
illustri

essi

molti furono
piet,
s.

per nobilt

come
FranVin-

con argomenti tolti dalla teologia, difese con eguale impegno e successo la memoria Mor nel i3i2 Clemente V avea
di Bonifacio Vili.

la b. Grazia

da Valenza,
di

cesco diSales, ed altri servi di Dio,

in

Avignone,
la

ove
resi-

come

s.

Giovanni

Dio,

s,

trasferito

cenzo de Paoli,
inoltre

e la b.

Giovanna
Luigi

denza
nella

pontificia,

ed ebbe sepoltura

di Valois, fondatori di altri ordini;

chiesa

del

furono

terziari

XI,
di

mezzo
ce
tratti

di Giotto,
al

suo ordine. Per famoso pittore, fevivo


s.
i

Carlo

Vili

e Luigi

XII

re

esprimere

principali

Francia.

della vita di

MINIO GioviNNi, Cardinale. Giovanni Minio da Morrovalle, nella


diocesi di

convento d'Asisi
ture.
ta

in

Francesco nel trentadue pit-

La

vita del cardinale fu scrit

l'ordine francescano,

Fermo, profess neldove divenuto


tra-

da Isidoro uomo celebre. MINISTRI DEGL' INFERMI,

celebre dottore di teologia, fu


scelto

Crociferi, chierici
religioso.

regolari, ordine
s.

da Nicol IV a
apostolico,

lettore del

Ne
i55o

fu

fondatore
in

Caa'

palazzo
frati

e poi

dai suoi

millo de Lellis

[Vedi), nato

nel capitolo

tenutosi in Ana-

maggio

25 Bucchianico dioillustre.

gni nel

presente
voti

1296, a cui volle trovarsi Bonifacio VlIIj venne a


eletto

cesi di Chicli,

da famiglia

Sua madre avea 60 anni


lo

quando

concordi

generale

del

partor, e
di

prima

di

darlo alla

suo ordine, cui studiossi di richia-

mare all' antica disciplina. Nel tempo del suo generalato s. Lodovico
vescovo
di Tolosa,

primogenito di

avere in seno un una croce in petto, cui si univano altri fanciulli ornati del medesimo segno. Il padre coluce sogn
fanciullo con

Carlo
le di

II

re di Napolij profess nel-

me

militare poca

cura

si

prese di

lui

mani

la regola di s.

Fran-

sua educazione,

onde

impar ap-

cesco

nel

convento
di

di

Araceli di

Roma
Per
trasfer

nella vigilia di Natale 1296.

pena a leggere e scrivere, ma bengiuoco. D'anni 18 si si die al


nitore,
il

ordine
a

Bonifacio
in

Vili

si

arrot nelle milizie venete col ge-

Gant

compagnia

del

quale essendo morto pres-

MIN
$0

MIN
vanti,
i

i8i

Loreto, rimasto Camillo solo perch aveva eziandio perduta la madre, non pot condursi a Veimpiagale nezia, anche per essersi

quali lo

rifiutarono a ca-

gione della piaga che gli rest finch visse. Allora design d' istituire una congregazione di persone
secolari, pel
lati

le

gambe.

Curandosi
1'

in

concep abborrimento
e

pel

Fermo mondo,
rec in

servigio

degli

amma-

vocazione di vestir

abito fransi

massime nell' ultima agonia, avendone osservato il grapoveri,

cescano.

tale elFello

ve bisogno nell'ospedale

stesso; laon-

Aquila, ove lo zio era guardiano del convento di s. Bernardino, ma

non
rarsi

volle riceverlo.
in

Allora Camillo

risolvette portarsi

Roma,
s.

e cu-

de nel iSS? si unirono a lui Bernardino Norcino della Matrice, Curzio Lodi aquilano, Francesco Profeta di Randazzo, Lodovico Aldobelli

neir ospedale di

Giacomo,

Benigno. Si
nell'

adunavano
ospedale,

o-

ove fu ammesso come inserviente per alla cura degi' infermi, indi licenziato pel suo naturale focoso e dedito al giuoco. Torn pertanto

gni

giorno in un
preci e

piccolo oratorio

da loro eretto
recitavano
tazioni.

ove

facevano medi-

san

inesprimibile

come Cae con,

ad
ta
to.

ascriversi

nel

iSSg
la

alle

milizie

millo, avente
sigliere

a confessore

venete,

ma

per

guerra termina-

Filippo Neri
via

s'inol-

co' turchi,

presto

venne

licenzia-

trasse nella

della perfezione, e

Ridotto

in

miseria, trov rifu-

gio dai cappuccini di Manfredonia,

con quanta fortezza d'animo, sublime carit, amore e pazienza assistesse agi' infermi

che r impiegarono alla costruzione d' una fabbrica, Frattanto Dio avendolo illuminato, nei giorno della
Purificazione
te
laico;

in

tutti

loro

bisogni anco spirituali, e con


to fervore
11
si

quan-

esercitasse nelle virt.

fu accettato

per

fra-

demonio
i

invidioso di tanto bene,

ma

scorso poco

tempo

lo

lasciarono in libert

per la riaper-

tura d' una piaga.


all'

ospedale di
si

s.

Torn in Roma Giacomo per la


di
vita.

mosse superiori dell' ospedale a ordinare che l'oratorio fosse disfatto; per Dio consol il suo servo,
esortandolo a
perseverar

nell'im-

cura, e
ti

rese di edificazione a tut-

presa, ed assicurandolo di assistenza.

pel

cambiamento
fu,

Guain
,

Animato dal divino


bili

patrocinio, sta-

rito

che

volle
tra'

far

ritorno

di

formar

la

sua congregazioe per con-

Manli'edonia Risoluto

cappuccini
il

ove

ne fuori
siglio di

dell' ospedale,

poco rest rinnovandosi


di

darsi

suo male. tutto a Dio, e


al

consacrarsi interamente

servigio
s.

degl'infermi nell'ospedale di

Gia-

como,
pitale

si

rec nuovamente nella cacristianesimo.


dello
uffizio

determin ad ordinarsi sacerdote, per meglio giovare agli ammalati, ed aver pi seguaci che l'aiutassero, poich il suo fine principale era quello di
si

un amico

del

Gli

am-

assistere negli estremi

della vita

ministratori

stabilimento gli
di

aftidarono

1'

economo, che
Il

moribondi, e di aiutarli a rendere piamente V anima a Dio.


Persuaso
cessaria
la

esercit con

fedelt e diligenza.

Camillo eh' eragli nelingua latina,

suo spirito essendo agitato pel voto


fatto di

non

si

entrare
cappuccini

nell'

ordine

di

s.

Francesco, prov d' essere


io
tra'

ammes-

vergogn d' anni trentadue di andare ad impararla dai gesuiti nel


collegio

minori osser-

romano,

in

mezzo

ai

fan-

}82
ciuUi. In

MIN
poco tempo piofilt tanstudio,

MIN
di

to nello

che avendole pia

persona

assegnato
,

una pensione

giugno un breve in cui si permise al fondatore ed a* suoi religiosi di portare sui loro abili una croce di
color tan,
altri

36
dale

scudi

fu
i

ordinalo
superiori
l'

sacerdote.
dell' ospe-

per

distinguersi

dagli

Poco dopo
gli

chierici

regolari.

Non avevaogni

conferirono

uflziatuia

no
rio,

essi

allora

chiesa n oratocostretti

della chiesa di santa


lacoli al Popolo,

Maria dei Mi
il

e perci erano

ove

santo

cre-

giorno ad uscire, per andare a celebrare o ascoltare


chiesa de' gesuiti,
la messa nella ove eletto avevano anche il loro confessore. Abbandonala la casa alle Botteghe osciu'e, ottennero con alcune condi-

dendo poter liberamente dar principio alla sua congregazione, rinuncio all'impiego di economo; nel
chiesa, e

settembre i584 prese possesso di tal ordin a' suoi compagni


di

con assenso Gregorio XIII. Poco rest in questo luogo, perch essendosi maialo

vestire abiti ecclesiastici

zioni dall' arciconfraternil del

Gon-

falone la chiesa di

s.

Maria Mad-

r abbandon
casa
alle

co'

compagni e
oscure,

prese

Botteghe

continuando l'assistenza degl' infcroai. Crescendo mirabilmente la sua congregazione, che dicevasi del p. Camillo, delerrniu che si chiamasse degli assistenti o ministri degli infermi. Sisto V per l' utile grande che derivava dal nuovo istituto, r approv colla costituzione Ex omaibiis, a' i8

dalena con alcune case contigue, che poi fecero rifabbricare magnificamente al modo che si dir. Si aument quindi il loro numero, e Camillo pass a fondare una cas. sa in Napoli, conducendo seco doilici compagni. Il cardinal Gio. Evangelista Pallolta

j
I

gliene esib

un'altra

da farsi in Bologna; ma il non pot accettare, perch


de' suoi discepoli

santo
molli

per mancanza di
si

marzo i586j Bull.


par.

patrimonio, non

potevano ordi-

Hom.

t.

IV,

IV,

p.

191, e

permise agli alunni di essa di vivere in comunit, di fare i voti semplici di povert, castit e obbedienza, ed il quarto di assistere moi

nar sacerdoti. Si pens a ci rimediare con otleneie da Sisto V di erigere la congregazione in ordine regolare, e ne parlarono al Papa

ribondi, eziandio in tem[)o di peste.

Diede loro altres licenza di eleggere un de' loro sacerdoti per superiore, il quale non potesse eseicilar
di
1

due cardinali Laureo e Pallolta, quale ne die incombenza alla congregazione de' riti. Per suarnori

il

te

del

udzio

che
per
la

per tre anni, e


citt.

questuare

Agii 8
s.

aprile fu
luillo,
il

eletlo in

superiore

Cu-

Gregorio XIV col breve Jlliiis, 21 seltembre iSyi, Bull. Boni. V, par. I, p. 3o6, approv la l. loro maniera di vivere stabilita dal fondatore, il quale ordinava che la
povert de' suoi
degli
fosse

quale subito prese un com-

come

quella

|>(igno

e and per lioma a chieder

ordmi
ulizuj

mendicanti. Prescrisse

r elemosina, ma non Uovo che un pane ed alcune frulla. Il Ciudinale Vincenzo Laureo vescuvo di Mun-

che
il

si

eleggesse

un prcfcLlo generale
perpetuo,
del

cui

fosse

quattro

consultori
vita

con pure perpetui,


prelello
il

dovi e

pruteltore della

congregaa' j:6

cio durante la

rjone, la cui conferma avea ottenu-

generale; che subito eletto


rule faeessero uclle sue

geuei

i^i^tu

V, oUcuue pure

waui

vo-

MIN
(i

MIN
castit,
i

i83

solenni di

povert,

ob-

dali,

furono compilati nuovi legoiGoo, culla bulla Superna dde' 29 dicembre, Bull.
t.

hedienza, e di assistete

nioribou-

lamenti, approvati du Cleiueute Vili


nel

di; che
t'osse

il

numero

de' fratelli laici

doti;

maggiore di quello de' sacerche dimorando giorno e notte


degli inferrai

spositione^

Roin.

V, par.

II,

p.

3^5

nella

negli spedali a cura

non prendessero altra ricompensa che quella sponlaneaujenle olferla dai superiori degli spedali; e che si
destinasse

quale bolla furono riformate molte ordinazioni che si trovano nel sum-

mentovato breve
fra le qual^
al

di

Gregorio XIV,
perpetuit

fu tolta la

una

ciisa

pel

noviziato,

generale e consultori.
i

Tuttavolin seguito

Kello slesso
li

breve Gregorio

XIV

la

religiosi

lasciarono

esent dalla giurisdizione de' ve-

questo impiego, ed in altro capitolo

fecovi,

sottoponendoli

immedialade' bene-

gv^nerale,

inenle alla santa S^e, eli dichia-

l'ottobre
zio
la

l partecipi
dettini,
nici

de' privilegi

adunato in Roma nel8. Camillo rinuucarica di superiore, che fu


1607,
vicario generale, e

mendicanti,

gesuiti,

canoiri-

conferita al p. Biagio Opperti, pri-

e chierici

regolari.

ma

col titolo di

Innocenzo
cevere
il

IX deput Paolo
d'

poi in

un

altro capitolo tenuto

nel

beri arcivescovo
la

Epidauro, a

1608 con quello


io
si
il

di generale. Sciol-

prufessione dui fondatore,


poi quella de' suoi

fondatore da ogni imbarazzo


all'

quale ricev
tal

diede tutto

orazione, agli ealla

religiosi agli

8 dicembre iSgi.Dosi

sercizi di

carit,

ed
il

penitenza

solenne professione
la

accese

e mortiricazione, dalle quali oppresso,

maggiornienle
verso
g'

carit

del sanlo

e ricevendo

s.

Viatico dal

mese di marlo 1592 ottenne nuova conferma dell'ordine da Clemente Nili, die agli antichi aggiunse nuovi priinfc'imi,

nel

cardinal Ginnasi protettore dell'ordine, vol


al

paradiso in
e
fu

Roma

ai

i4
se

luglio

i6i4> d'anni 64, un megiorni,

e venti

onorevolchiesa di

vlegi.

Nel medesimo anno


cardinal Laureo,
ai

utoren-

mente sepolto
s.

nella sua

do
t>.

il

assistilo

da

Camillo, lasci l'eredit


inCcrmi.

ministri

ilcgl'

Quindi

il

sauto pass

u Napoli

ed a Loreto, e tornato in
beni della
i

Ruma
redit
jjcr
i>i

coi

conseguita e-

soddisfece

debili contratti

la

fabbrica della casa, e poscia


a dilatar

Maddalena, dove illustrato da Dio con moltissimi miracoli ia gran venerazione il suo corpo. Egli avea fondato case dell' ordine anche a Bologna, Genova, Firenze, Ferrara, Messina, Mantova ed altri luoghi, come in Ungheria. A Napoli,

applic

l'ordine,
in

introdusse

ancora
la

assumersi

cura

dell'

che Milano con ospedale. Ra-

in Nola,

in

Roma
come
e

ed altrove,

fu spettacolo di carit uell' assistere


gli

appestati,

dun dipoi il capitolo generale in Roma, dove furono eletti quattro


consultori, col carico di stendere le
costituzioni, per servire di

suoi

figli

allora

suo eroico spirito. prendeva viva cura dell'anima,

lo furono i dopo, pieni del Non solo il sauto

ma

regola a

tutta la congregazione, e nel


vi

1099
es-

convoc il secondo, sendo stato ammesso il


i

in cui
di
lui

pr-

yello di assistere

malati

negli spe-

corpo degl' intermi, vegliando che si seppellissero quando indubitatamente erano divenuti esdaveri, ordinando a' suoi religiosi di continuare le oruiiou pegli 4go-

anco

del

i84
nzzauli alcun

MIN
de Lellis

MIN
scritta in

tempo dopo che sena* bravano aver mandato l'ultimo re* spiro, per precauzione, e non permettessero che loro
sto
il
si

italiano

un anno

dopo
terbo

la

sua morte dal discepolo p.

Santi Ciccatelli, e stampata in Vinel nei nel

coprisse
la

to-

i6i5,

fu ristampata in

volto per

impedire

respi-

Napoli

1627, e con giunte in

razione, finch
bitata

non

si

avesse indu-

Roma
no

1746
in

tradotta in

lati-

certezza della

morte. Bene-

dal

gesuita

Pietro

Halloix

fu

detto

XIH
le

a'

24

luglio
in

1728

ne

approv

virt

grado eroico,

e Benedetto

dopo averne approvato i miracoli a' 26 settembre 1741, e permesso a'5 marzo ij^'
colla

XIV

Anversa nel i632. Nel 1726 il p. Pantaleone Dolera stamp in Roma quella da lui compilala. Da ultimo, e nel 1887, fu esaminata e confrontala coi propubblicata
cessi

costituzione
il

De

congregaliot.

della
scritta

canonizzazione
dai

la

stessa

nis, presso p.

Bull.

Magn.

XVI,

vita

padri

Ciccatelli

74> che il suo corpo fosse trasferito in luogo pi decente di detchiesa, agli

Dolera, e cos correit fu stampata


in

Roma
Dopo
la

dal tipografo Marini.

ta

8 aprile colla bolla

morte del fondatore

l'ordi-

In virtutibas, loco citato, solennenenie lo beatific, canonizzandolo colla bolla Misericordiae, de' 28 giugno 1746 Bull. Bentd. XIF \, li, p. 75, a' 29 detto ; indi con decreto 8 gennaio 1752 ne con,

ne prosegui a dilatarsi, e pass anche nella Spagna, ed in altri paesi. Nel 1687 Urbano Vili col breve Exponi nobis, a tenore delle costituzioni della congregazione, ordin che i capitoli generali si tenessero ogni
sei

cesse l'uffizio e messa con rito dop-

annij ed essendo insorta


tra'

la

que,

pio negli stati sardi, e con decreto dei

stione

sacerdoti

ed

frati

29 maggio
do
a'

a quelli ereditari di ca-

quali erano prima impiegati anche


nelle cariche della religione, preten-

sa d' Austria.

Clemente XIII avena'

25 novembre 1758 concesso

dendo
sopra

questi secondi
de' chierici,

la

precedenza

18 luglio si celebrasse la festa con detti uffizio e messa con rito semidoppio, a' i5 dicembre 1762 ordin che in tutta la Chiesa cattolica si flicesse lo
stesso uffizio colle lezioni

che in

Roma

Alessandro

VII

con breve del 1662 decise a favolaici, re di questi ultimi contro ed accord ai religiosi molle indulgenze a beneficio degli infermi. Qui
i

del secon-

noleremo che Innocenzo XI


agosto

a'

3i

do e
detto

terzo

notturno
approvati

orazione

1684

stabih col breve

Ex-

messa tutto

proprio, gi
a'

da Bene12 marzo

XIV

1753 con rito semidoppio, che Clemente XIII con decreto de' 16
settembre 1767 elev a doppio minore. Con simile decreto' permise a' ministri degl' infermi, ad istanza del re di Sardegna, che nell' assistere a'

poni nobis, che i fratelli laici non potessero pi occupare la carica di consultori; e che Innocenzo XII ai 20 agosto 1697 col breve SolliciUulo pasioralis, tolse ai medesimi
fratelli
laici

la

voce attiva e passiinfermi


la

va.
ai

Inoltre Alessandro VII concesse


ministri degli
s.

chiesa

moribondi potessero recitare


il

di

Maria
nel

in

Trivio, che descri-

nelle litanie

nome
La
vita

dei

loro fondi

vemmo

voi.

XI,

p.

2o5

del

datore
s.

s.

Camillo

dopo quello
di
s.

Dizionario, quanto all'origine; laon-

Fraucesco.

Camillo

de qui faremo parola

di altre cose

MIN
che
la

MIN
religiosi

i85
maggiore,

riguardano.
indi

nel

partendo

dall' aitar

ha

cunvenliiio annesso
viziato,

vi

posero

il

nore-

due

belle colonnine

di verde antiil

serv

di

residenza del

co, in

mezzo a
di

cui

procuratore generale.
staurata
nel

Avendola
religiosi

battesimo
rielte a di

Cristo d'

quadro col uno scolaro


e per

1573
i

anti-

del Palma, di cui sono pijre le stofresco colorite


ne'Iati

chi proprietari,

ministri

degl' in-

molto l'abbellirono. La chiesa ha una sola nave con quattro cappelle senza sfondo, ed il cappellone maggiore
fermi fecero
altrettanto,

sopra all'arco. Sull'ultimo altas.

re

Maria Maddalena del peruvi

gino Scaramuccia. Nel mezzo della


chiesa
del

la

memoria
lato
si

sepolcrale

nell'

estremit
di

superiore.

11

pavipareti

cardinal Luigi

Cornaro.
vede
dal

Nella
la Piesi-

mento
e la

puliti di

marmi,

le

sacrestia
t

da un
fresco,

sono ricche
volta

stucchi messi a oro,

ad

olio,

e nella

volta altra
p.

co' suoi

peducci tut'a
reatino Antonio
pel
colorito.
Il

mile a
stri

dipinte

Bardi viil

dipinta colle storie della Eeata Vergine, condotte dal

tolomeo Morelli genovese de' minidegl' infermi. Nella


volta

Gherardi,

lodate

cina

stanza

primo altare a destra ha un quadro di s. Francesco Caracciolo, postovi di recente, e prima v' era un Crocefisso con Maria, s. Giovanni e s. Maria Maddalena, di Gio. Francesco Bolognese, di cui sono
laterali
i

miracolo

Gherardi dipinse operato da s. Camillo


il

al

romano
Palma.
ticana,
tori,
i

Crescenzi,
il

sulla

porla
del

della sacrestia

Cristo

morto
che

Qui
tra
le

noteremo,

nella

navata pi'incipale della basilica


ministri degl'infermi
s.

Va-

quadretti
di

statue de'santi fondavi col-

ria

ad olio colle storie Vergine il Crocefisso


:

Matra-

fu

locarono quella di
pita da

Camillo, scol-

sferito
dritta.

un

s.

r altare maggiore a secondo altare prima avea Pontefice decapitato da un mapresso


Il

Pietro Pacilli.

Clemente XI nel 17 14 diede la chiesa di s. Giovanni in Mica Aurea in Trastevere ai religiosi, perch fosse loro pi agevole nella regione assistere moribondi. Clemente XIII col breve, /Id aiigendani, de'4 marzo 1760, Bull. Roni.
i

nigoldo, pittura del p.

Cosimo capin

puccino, ed ora

sta

presso l'altare

grande a
del
lati

sinistra,
il

ed

suo luogo

fu sostituito
siciliano

s.

Camillo

de Lellis
:

Gaspare Serenar!
sono
storie

dai

dell'arco

cinque

piccoli

affreschi colle

della Passione

del padre Cosimo. L'aitar maggio-

re

ebbe

gi
il

adoranti
dal

ss.

Palma

una gloria d' angeli Sagramenlo, dipinta che color pure due
i

2g4> concesse da applicarsi anche ai defunti, a quelli che confessali e comunicali venerassero il ss. Sacramento esposto nelle chiese
t.

Conlinualio,

I,

p.

indulgenza

plenaria,

de' ministri
festa di

degl' infermi

in

ogni

quadri
fii

laterali.

In

seguito

1"

altare del

precello, nelle quali

Ro-

rinnovato con
e
rari

architettura

ma

nominato Gherardi, con marmi pregevoli


,

espone nelle due chiese dell'ordine. Pio VI nel 1781 per risi

tanto
;

nella

mensa

chiesta della regina

Maria

I,

mand
per pro-

che nella balaustra


nerasi
ria
11

ed in esso ve-

in Portogallo dodici religiosi

un'antica immagine di MaVergine col Bambino in piedi.


altare
dall'

pagarvi

il

nou

nel Portogallo,

beuemerilo istituto, cio ove gi esisteva,

primo

opposto

lato,

ma

nelle

Indie soggette

quella

86
Neil'

MIN
in

MIN
x.

corona.

vanni
stenza

Ospedale d Laterano [Fedi) per


delle

Giol'assi-

cappello ecclesiastico,
di

tan

sostituirono
la

la

ed alla croce rossa, che


il

spirituale

malate,
e

in

portano sopra

sottana e

mantel-

luogo
pieti

de' confessoii
secolari,

cappellani

lo nella parte destra. Ai quattro voti

con
nel

autnii/.za/.ione di

solenni ne aggiungono quattro


plici,

Gregorio
t;()|locati

XVI
i

i836

vi

furono

ministri

degi' infei'mi,
laici.

cio sei padri e

due

Uno

dei

primi priore, altro sotto priore.


(I

semnon variar cosa alcuna nella maniera che osservano in servire g' infermi, se ci non fs^e per un bene maggiore e con autodi
rit

oltre

r occuparsi delle cose spi-

apostolica;

di

non

procurare
d'ac-

rituali,

soprintendono

alla

disciplil'isti-

cosa alcuna dagli spedali, n


cettare mai per

na

degli

uon)ini che servono


cpiattro

qualunque ragione
temporale degli

llilo; gli altri

padri

com

r amministi'azione
gnit

|)iono

doveri del sacro ministero,

spedali; di non procurare alcuna di-

fS'iendo

uno
di

di

essi

giorno e notte
per qualunque
di

n direttamente, n
ordine, e di

indiret-

.sempre
bisogno.

guardia

tamente,
dell'

neir ordine,

ftiori

Con

beneplacito

detto
i

non

accettarla

se

Papa
nistri

nel

pi'incipio del

degli
s.

inflermi

miiBSg permutarono la
Trivio e an-

sia

loro conferita, senza la dispensa


i

pontificia; e di avvisare
se

superiori
di aver-

chiesa di

Maria
,

in

alcuno

di

essi

procura
di in

conventino con chiesa e convento de' ss, Vincenzo ed Ananesso

ne.

Fanno due anni

noviziato, e

non sono obbligati


tar r ufllzio divino,

coro a

reci-

descrveremo, Chierici regolari minori ( Fcoi tp), chiesa e convento che subito listorarono ed abbellirono, e l'ulTi%.inn con splendidezza e decoro. l^apa regnante nel luglio 1847 )l col breve Inler plurima, nell' arcistasio

Trevi,

che

ma

bens a fa

re

ogni giorno un' ora di medita-

zione, e a fare la disciplina, ed

una

astinenza in tutti

venerd. Nel cail

pitolo generale eleggono

prefetto

generale
assistenti,
i

ed

quattro
i

consultori
provinciali,

ch'eleggono
i

ppedrde di
flegi'

s.

Spirito

in

Sassia, ai
i

prefetti,

visitatori

e gli altri nfreligiosi


di

canonici regolari
infermi,
dei

sostitu

ministri
e
assi-

fi/.iali.

Hanno

questi

delle

per

la

cura
pel

case

di

professione,

noviziato,

iitenza

malati,

governo
qne' pri-

della
ll

unita

pariocchia, concedendo
e segretario

archivista
gi

ed anche infermerie. Queste due ultime case possono possedere ; anticamente non le prime, alle quali
era permesso soltanto di avere una
casa di
giosi

\ilegi

goduti dai canonici dallo

stesso

Pontefice

confeniporanea-

campagna, acciocch
possano
sollevarsi

reli-

niente soppressi. Indi agli


sto sedici indi-idui
religiosi

ago-

alquanto
ed
utili-

presero
nel

dal ministero laborioso ch'esercita-

possesso del grandioso

slabiliuiento
lesciille

no con tanta
t pubblica;
la

edificazione

con
nuui.

quelle

solennitii

ma Clemente

XIII col-

64

del

Diario di Roma.
degl' infer-

bolla

L'abito
mi, chierici

de' ministri

sto

Inter plurima, de'24 ag**' 17641 concesse che anco le capotessero


di

regolari,
al

del ben morire,


ro simile a

delti ancora che diulano ca-

se professe .sono
laici
i

possedere.

Vi

Ira

loro,

.sacerdoti,

fidati

ritalevolnienle chi

lo

quello degli

brama, nenllii, con

primi

o conversi, ed due sono

oblati,
legati

de'qiiali

con voli

MIN
solenni, e gli oblali fanno solamente
J

MIN
infermi
si

187

voli semplici, e
uffizi

sono impiegali

negli

della

casa.

sono sempre mostrati degni figli di s. Camillo, e molte centinaia ne furono vittime. Quanto
ai

In questa congregazione fiorirono


diversi servi di Dio, e parecchi per-

religiosi
il

illustri

per sapere, sebli

bene
al

loro istituto

obbliga vei

sonaggi
rirono
cino
inillo

per dottrina e per opere spirituali che pubblicarono. Fioillustri

gliar le notti, e
letto

consumar

giorni

de' moribondi,

pure abbiapubblic

in
il

santit
fratello

di

vita,

princi-

mo diverse opere
Il

pregevoli di alcuni.

palmente

Bernardino Nordi

p.

Gio. Battista Novali


le
:

priujo
,

compagno

san

Ca

varie opere, tra

fratello
se,

morto nell'anno i583. Il Giovanni Baudinch irlandeconfessore della fede in Londra,


in

quelle intitolate
res
;
Il

nomineremo Eucharistici amoquali

De
p.

M.

eminentia Deiparae V. Nicol du Mortier professo-

morto

Pioraa

nel

1612.

Il

p.

re dell'universit di Lovanio,

Etymo-

Francesco

Corradi

messinese,

del

logiae sacrae graecolatinae, opera

quale .sono registrati alcuni miracomorto in Napoli nel 1G18. Il p. li,


Pier

importante e

rara.

Il

p,
,

Feliciano
lasciando

Bussi, Storia di

Viterbo

per

la

to in
ti

Francesco Pelliccioni , chiaro sua innocenza e carit, morGenova servendo gli appesta-

manoscritte altre opere esistenti nella

biblioteca della Maddulena.

11

precasa
pross.

fello

generale

risiede

nella

Giovanni Coccarelli zelante uiissionario nell' Olanda ; mori servendo gli appestati in Manleva, nel i63o. Il p. Giuseppe Romaguerra^ ucciso in odio del minel

1625.

Il

p.

di

s.

IMaria Maddalena,

ed

il

curatore

generale in

quella de'

Vincenzo ed Anastasio a Trevi. Al


presente
prefetto generale
il

re-

verendiss. p. Luigi

Togni, e procu-

nistero a

Madrid mentre assisteva un moribondo, nel 1640, Il p. Gio.

ratore generale
rio

il

reverendiss. p.
di

Mail

Lipari. Scrisseio
il

questo orp.

Ballista C^ontronibus,

uomo
al

di

eroi-

dine
Santi

p.

Ippolito

Malacci,

chiamato in Roma il padre morto nel i65i. Il


ca
carit,
cli,

suo tempo

Ciccatelli de'minislri
,
i

degl' in-

de' poverelli,
p.

fermi

padri

gesuiti

Pietro Hal-

Andrea
zelo

Sila

loix e Gio. Biitlisla


tori

Rossi, gli scrit,

acceso

di

fervido

per

degli ordini

legolari

ed
di
p.

il

p.

conversione degl'infedeli, fece il giro del Messico, del Per, del Brasile,

Bonanni nel suo Catalogo ne riporta anco la figura a

essi

64.

di

allre

parti

di

America

Abbiamo,

CoUeclio

constilulioinini

per

cionverlirli

zione

della

e propagar la divoBeata Vergine. Il p,

apostolicarum
ntslrantiuin

ad

religionem cleri-

corttni regulariiun perlinentiuin


in/irrnis, ^ottae

mi-

\incenzo
sua

Dui unii

celebre

per

la

1770.

innocenza, penitenza

e carit,

In

B-oma

hanno
s.

le

tre

seguenti

morto in Palermo nel 1718. Il p. Martino d' Andrez Perez .spagnuolo,

chiese.

Chiesa di
nel

Maria Maddalena,
Il

ed

allri

riportati
p.

nelle

Memorie
del-

rione

storiche del
lo
sles.so

Domenico Regi

contiguo
stanza

Colonna. convento entro


III

nuovo

la

cui

ordine.

Va

notato, che in

abitata dal

santo fondatore

tutte
fililo

le

pestilenze

l'Italia

che hanno afda Sisto V inclusiva

de'minislri degl'infermi,

mutata
XI,

in

una divota cappella, fu


puQlilicuto
d'

eielto nei

iMeule al chulera,

miuisln degli

luuoccu^o

cou

iS8
disegno
cliiesa
di

MIN
Carlo
Bazzaccheii.

MIN
La
Venula
in

propriet di
del
p.

vemie nella riedificazione incominciala dall' aichiletto Gio. Anfonio de Rossi, e rimase compila nel pontificalo d' Innocenzo XII, da Carlo Quadrio ; poi Giuseppe Sardi eresse la facciata esterna, con
troppi ornali, essendo
le

penitente
a
la

de' ministri

una dama Simonio degl' infermi, con pena


Cesare
venerazione,

questi la

cede per collocarla nel-

chiesa alla pubblica


n'

del

ebbe in premio la guarigione male che l'affliggeva, e cosi


il

due statue

ebbe quella immagine


la Salute,

titolo del-

superiori di Giuseppe Canarie, e le

Compartendo subito
i

l'im-

Paolo Campana. L' interno della chiesa ha iorma di croce latina con sei cappelle, comprese le due della crociera, ed il cappellone maggiore ornato sontuosamente con buoni marmi, con opere di stucco e ricche dorature; il pavimento formalo
laterali

alla

porlaj

di

magine segnalati benefizi, cardinali Borgia e Sandoval ne fecero dipinger copie che spedirono in spagna, ed il capitolo vaticano
!

la

coron
colta

nel
t.

i66y,
Ili,

Bonibelli

p.

come narra il 83 della Rac:

delle

immagini coronate

la

cappella patronato della nobile fa-

di
la

politissime pietre
volta

le

pitture del-

le

altre

dal cornicione

ni su

sono
gli

lavori di

Michelangelo

Cerruli;

angoli e la cupola ven-

Simonetti. Seguita poi la magnifica cappella della ciocera, dedicata a s. Camillo, il cui corpo riposa sotto l'altare: il disegno della

miglia

la
l'

nero colorili da Stelano Parocel, e predica di Ges alle turbe Delabside

della

cappella

di
il

Francesco

Nicoletti

palermitano,
fu colorita a

quadro

col santo
la

tribuna
bolognese.
nobilissimo

di

liano

Milani

AureSopra la
per

opera di Placido Costanzi,


fresco dal

volta

cav. Seba-

porla

un
:

coro

stiano Conca, e

due

suoi allievi di-

l'organo, tutto fornito di bizzarri in-

pinsero
renar!

laterali,
ss.

cio Gaspare Se-

organo uno dei e venne eseguito dal tedesco Giovanni Corrado, riputatissimo artista. L'antico quadro della prima cappella a dritentrando in chiesa, era lavota, ro di Gmseppe Ghezzi ora la captiigli

dorati

l'

Camillo

Filippo,

migliori di

Roma,

quello di contro Giovanni Pannozza.

Nella contigna cappelletta pros-

sima alla porlicella di fianco, si venera un prodigioso Crocefisso, quello medesimo che nell' ospedale di
s.

Giacomo
e

stacc

le
s.

braccia
Catnillo
nell'
la

dalla
ani-

pella

essendo

patronato
il

del

cav.

croce,

parl
a

Agostino Rem-l^icci,

quadro granFrancesco di dipingere

mandolo

proseguire

de

rappresentante
in
estasi,

s.

incominciata di l'ondare

opera sua con-

l^aola

lo

fece

dal cav.
lo

Tommaso de Vivo. Quelminore della seconda cappella fu eseguito non da Leone Ghezzi, ma
viene attribuito
al b.

giegazione: ed ivi pure una Maddalena di legno miracolosa. Ridolfino


p.

Venuti nella 335, dice che


del
ss.

Roma moderna
vi

fu istituita
Crocefisso,

la

comunemente

compagnia
nel

che

Angelico da Fiesole. Rappresenta la Beata Vergine col Bambino in atto di benedire, copia di quella che si

venerd e feste
Il

vi

esercitava al-

venera nella chiesa di


Popolo, e
vi

s.

Maria del
s.

soleva orare

Pio V.

quadro dell' altare principale con s. Maria Maddalena penilenf^ di Gherardi da bassorilievi laterali in marRieti
cune divozioni.
;
i

MIN
mo
sono
scollure
del

MIN
Bracci
;

189

gli

ornati di

marmo

dell'altare

e del
coi

ne in cielo in questa chiesa ove la La congregazione fu traspoitata


.

cappellone
segni del

furono eseguiti
Nicoletli.

di-

volta
fresco

della
il

sacrestia

la

dipinse

L' altra magnidella

nominato Pesce. Dicemmo


diziotrasfer
s.

fica cappella della crocer, gi

nel

voi.

famiglia Torri, ora della

Ossoli, fu

nario,

XXVI, p. 2 34 l'el come Gregorio XVI


chiesa
la

cominciata con architettura di Mattia de Rossi e compita dal Bizzaccheri


ni
:

in questa

parrocchia di
si

Luigi de'francesi. Nella chiesa

cele-

ben ornata con


dorature,
di

marmi
di

fis.

con
del

quadro
Baciccio

brano ancoia le feste di s. Camillo ai i5 luglio, e di s. Maria Maddalena


la

JN'icol

Bari

ossia
;
i

penitente a'22 dello


la

stesso niese,

Gio.

Battista
laterali

Gaulli

genovese

per

quale
fa
l'

il

senato

romano ogni

due

sono pitture del bolo-

biennio

oblazione del calice di oblazione si fi Camillo, per con-

Ventura Lnniberti. La cappella appresso ha per quadro s. Lognese renzo


sto,

argento
ra
;

e di quattro torcie di ce-

la
la

medesima
festa

Giustiniani,

del

napoletano

per

di

s.

Luca Giordani, detto Luca fa priee si crede coloiito in una not:

cessione di Gregorio

XVI
eroe

nel
di

i838.
carit

Quella

del
si

santo

monsignor Farsetti lo scolpi il Mazzoli. L'ultima cappella sacra all'Assunta, con quadro di Girolamo Pesce, fu oinata
te
il

deposito di

sempre

celebra con solenne

pom-

pa e concorso di popolo. Pio VII con breve de' 26 gennaio 1816 ac-

dal Nicoletti a spese

della congreivi

cord a tutti fedeli d'ambo i sessi che visitassero in questa chiesa


i

gazione delle
retta,
le

dame romane
si

e-

il

ss.

Sagramento chiuso

nel cibo-

quali

dedicano
le

all' assi-

rio,

specialmente nelle ore pomeri-

stenza delle povere inferme negli spedali della citt;

statue di

mar-

diane e nella sera, le stesse indui-' genze che si acquistano visitando


la
ss.

mo
la

e di stucco nelle nicchie lungo

Eucaristia esposta

in

forma

navata,

rappicsentanli
quelle sopra
le

parecchi
al-

di

quaranl'ore.

santi,

sono di Paolo Morelli ed


i

tri scultori:

confessio-

nali

rappresentano

virt che debla

Chiesa di s. Giovanni in Mica Aurea della della Malva in Trastevere. Ne parlammo nel voi. XXVI,

bono accompagnare
11

confessione.

Piazza

ntW

Etisevologio

romano

tralt,

X, cap. V, parla di detta condell'Assunta, dell'edifidirezione della

167 e i94j "t^l d"'6 t^lic Leone XII nel 1824 riun la sua parrocchia alla chiesa di s. Dorotea, perp.

gregazione
fanno, sotto
prolettrice.

ch
lo

la

chiesa nel declinar del seco-

cante loro istituto e pie opere che


la

passalo

dama

demolila
di

dai

minacciando rovina (u facoli religiosi con


nel periodo di
la

La congregazione fu ii6i4 nella chiesa dei ss. Simone e Giuda a Monte Giordano, con regole approvate a' 28 maggio 1629 da Urbano Vili che l'arricch d'indulgenze. Si compone di 63 dame in onore degli anni che
stituita

riedificarla

cento
descri-

nel

anni.

E
la

siccome citammo
il

zione che ne fece

Venuti, eccola.
tre picco-

Era
le

chiesa spartita in

navi, la cui

l'oper

ultima restaurazione Antonio Ronchi (Giacinto

Brandi
bellita
selli

vuoisi abbia

vissuto la
la

ss.

Vergine,

per cui festeggiano

sua Assunzio-

dicono altri), avendola abcon pitture Alessandro Vaper ordine di d. Urbano Da-

rgo
sunti
zione,
la

MIN
pilastri,

MIN
con cupola
semiisferlca.

miano romnno ex generale de'Ge[Vedi), con


la

Ha

l'annessa

abita-

cinque

altari,

due

collocati nell'avan-

quale con

la chiesa n questi

Clemente XI allorch Tolle sopprimere il suo ordine. Elanvi nell'altare maggiore il quadro colla Beata Vergine, ed ss. Giovanni Battista e Giovanni evangelista, disegno del Brandi che vi fece due angeli, eseguendo il resto il
concesse
i

tempio, due sulle braccia o traversa della croce, il quinto o maggiore


neir abside. L' edifizio in costruzio-

ne prosegue con lode


tigua
la

ed ha con-

casa religiosa.

stasio

Fincenzo ed Anaa Trevi con parrocchia nel rione II Trevi, posta da un lato
Chiesa de' ss.
delia

discepolo Vaselli, il quale colla direzione del maestro dipinse ancora a sotto in su la volta della chiesa.
Il

piazza

in

cui

la

sontuosa
si

Fontana di Trevi [Fedi). Non


conosce l'origine,
rocchia
e Sisto

ma
il

era gi

par-

vanni
poi

quadro di s. Girolamo e b. GioColombini nell'altare a dedi

quando da

fu eretto

stra, era

Giambattista

Passeri,

rinale per

Gregorio XIII palazzo Quiresidenza de' Papi mase perci


il

da altro rappresentante s. Camillo de Lellis, pittura di Gaetano Lapi da Cagli. Nel seguente altare veueravasi un'antisostituito

sime
st

nell'estate,
la

palaz-

zo e tutta

famiglia pontifcia renella sua

compresa
vi
si

giurisdizione

parrocchiale, per cui fino a

Leone

chissima immagine della Madonna,


di

XII
vi

celebrarono

funerali di
de' quali
ri-

maniera gieca.
eravi

sinistra

della

moltissimi palatini,

molli

porticella

un

bassorilievo in

furono pure tumulati, come


a'

creta

rappresentante

Ges avanti
le

Pilato, e questi

lavandosi

mani:

siccome
si

derivava da un cimiterio, leggeva 1' epigrafe: Ex sacris aNel

Siccome Sisto V a' 27 agosto \5go fu il primo Papa che mori nel vicino
loro luoghi.

marcammo

palazzo

Quirinale,

perci
i

fu

egli

renariis.

i845

il

p.

Luigi Toprefetto

gni

pel

secondo
di pie

sessenio

generale

de' ministri

degl'infermi,

per via
nella

oblazioni incominci

Precordi ancora il primo di cui [Fedi) entro un vaso ben sigillato furono trasferiti, come si fece vi in dello co' suoi succes.sori morti
palazzo, de' quali resta la

primavera riedificazione la della chiesa che gli stava tanto a cuore, con disegno di Giacomo Moaldi architetto

memoria

greca con
pio iu

romano, a croce una specie di avantemriscontri


di

perenne in due iscrizioni marmoree che leggonsi scolpite lateralmente nella tribuna o cappella maggiore.

La prima

del seguente tenore.

due colonne e

D.

O.

M. SIXTVS
IN

P.

M.

POIfTIFICnS AEDIBVS

QVIRINAtl AMPLIATIS

ET IN IISDEM PRIMVS SVPRE.VIA MORTALI VITAE

EXPLETA PERIODO AD HANC APOST. PALAT. PAROCH. ECCLESIAM VT EANDKM EXIMIIS AVGERETVR HONORIBVS ET SVIS PRAECOnniIS FORTIGNE DELATA BOMANORVM l'ONTIFICVM MONVMENTA RELIQVIT

DE

XXYII

AVGVSTI MUXC

tM
La seconda
allreltarite

N
i

MIN
precordi

191

iscrizione ne contiene

quanti sono

pontifcii

deposti nella cappella sot-

terranea.

La prima

dice cos: Pras-

Clemente XIV, Pio VII, Leone XI f. Pio Vili e Gregorio XVI. La memorata cappella sotterranea per contenerli, la fece edificare Benedetto

cordia Leoni s
Quirinali dit
L' ultima
ecco

XI

P.

M.
si

ohilt

in

XIV, per
stola della

cui dalla

parte dell' episi

XXV II
come

Jpr.

MDCK
esprime:

tribuna
P.

legge: Bene'

dictus
U'fcuni

XIF
loco

M.

suninioruni Ponet

Grcgorius
ticano die

XJI P.
I
Junii

M.

ohiit in

Fapie-

praecordia huniili
sita

oh-

MDCCCXLFI.
i

sciiro

construclis

novis

Mancano
cordi
di

nella detta cappella

locida/nenlis

in

honestiorern

tunmi

Urbano

Yll,

Grej^orio

luni inferri j'nssit

anno
si

MDCCLF l.
pre,

!X1V, Innocenzo IX, Clemente Vili,

Del modo come


cordi
pontificii
li

portano
parroco
della

Urbano Vili,
morirono
perci
nelle
i

e Benedetto

XI 11 che
deposti

a
il

questa chiesa
di

e e

nel palazzo

Vaticano, e
contigua
sotto

come

riceve

essa

precordi
grotte

furono
della

assistito

dai

religiosi

casa,

sacre

loro tumulazione, ne
rola
nel
voi.

tenemmo
186
falle

pa-

basilica.

iXou vi sono

quelli d' Ine^i.stenli

Vili,

p.

del

Di~
lu

nocenzo
la

XI, perch

zionario.

Nelle

spese

per

sua immagine in busto nella eapcui

fragio di

Beata Vergine del Sufparleremo, n quelli di Pio VI morto in l'aUnza (/>di) di Francia e col depositali dopella della

morte di Pio Vili, leggo che furono dati al parroco di questa chiesa per suo emolumento scudi venpi scudi seltanlidue e bai. 5o lacinque met del prezzo degli stem;

p jN'el

essere stali trasportali


voi.

in

Uoma.

mi

pontificii

alissi

nelle

mura

e-

XXVI li,
palazzo

p.

42

del Dizio-

slerne delle basiliche patriarcali.

nario

die Leone XII nel sotQuirinale dalla parrocchia de' ss, Vincenzo ed Anadissi
il

Questa

chiesa

per

essere

stata

trarre

parrocchia del celebre cardinal

Maz-

zarini Giulio, questi nel i65o magni-

stasio,

per
stesso,

averla istituita

nel
(ci

pa-

ficamente
travertini

la

restaur ed ingrandt
la lacciaia

lazzo

per ordin
all'

che

nell'interno, e fabbric

di

ommisi avvertire
vere, e
nel

articolo

Cada-

Dizionario)

morisse
rinale,
i

al

voi. Vili, p. 181 del che sebbene il Papa Valicano, oltre del Quisi

Martina Longhi il giovane, che per la quantit e aggruppamenti delle colonnu


con
disegno
di

chiamasi dal Pascoli,


detta questa chiesa

l.

ll,p. ^117,

//

precordi

depositassero iu

canneto di Marlin Lungo.


il

Fu

puic

detta chiesa, alle cui pareti esteriori


si

Tempio dclLi

attaccano

le

morii

slemmi

de' defunti Pontefici, del quale uso

ancora a p. 55. Laonde Vincenzo ed Anastasio vi sono precordi di Sisto V, Leone XI, Paolo V, Gregorio XV, Innocenzo X, Alessandro VII, Clemente IX, Clemente X, Innocenzo XI, A-

ne

parlai

faina, per le due fame con trombo che SODO nella facciata, in mezzo alle quali, scrivono alcuni, vi il busto
della
zarini
gli

in ss.
i

famosa Ortensia Mancini- Maznipote del cardinale, il quale

die per dote venti o trenta milio-

ni di lire,

come

descrissero alcuni; nui


vidi, solo

quel busto io noi


di

un'erma

le^sandru Vili, Innocenzo

XH,

Cle-

donna

sotto l'arme del cardinale,

mente XI, Innocenzo XII 1, Clemente XII, DcucdelloXlVt CleiHeuleXlll,

assai

distante dalle
nella

fame. Narrano
p.
1

Venuti

Honiu moderna

86,

i9'2

MIN
Roma ex
e 36i
,

MIN
ethnica sa-

e Martinelli,

Rosa, o
scucci

meglio di
al

Francesco Paaltri.

cra

che incontro la chiesa di s. Silvestro a Monlecavallo o Quirinale vi fu la chiesa di Salvatore de Corneliis (che il s.
p.

3i8

romano

dire di

La

prima cappella a sinistra presso tale altare ha la divotissima immagine della

Madonna
al

del Suffragio o

Marangoni chiama pure


,

Ist.

ss.

Sanctonini
de'

delle Grazie dipinta in


sco.

mtu-o a fresuo
In-

de

Milzia),

come

Contribu
la

particolare

posto

nell'antico

Fico

neli, col convento di s. da Pio IV concessa ai Girolamini

CorGirolamo,

cullo

piet

del

cardinal Bene-

detto Odescalchi,

che divenuto
l'

eremiti

di Fiesole [Fedi),
la

ma

de-

nocenzo XI, nerazione ne


vilegiato
pei

in

contrassegno di vealtare pri-

dichiar
definiti

convento sotto Paolo V per ampliare il palazzo del suo nipote cardinal Borghesij ora Rospigliosi, il Papa nel 1612
molita
chiesa e
il

dispose che
ivi

le

1677, e sue interiora fossero


nel
sot-

deposte in vece di collocarsi


il

to

in

compenso

gli

die la

chiesa dei
colla

altri

con quelle degli Papi. Questa imtnagine col


presbiterio,
e tra
i

santi

Vincenzo ed Anastasio
casa.
i

Bambino;
r,

prodigi che opedi

contigua

Venendo

poi

nel

strepitoso

fu quello

Angelo
il

1668
zioni

soppressi

girolimini da Cle-

vSpadasanta sargente

suo divoto,

rnente IX,

questi colle
ai

sue abitar;;golari

quale
fianco,
cui
il

avanti
la

la

chiesa

essendoglisi

r accord
la

chierici

scaricata

pistola

che

teneva

al

minori nel

1669, che per sborsacasa tredicimila scudi,


dai

non

soffr lesione

alcuna, per

rono per
indi

capitolo vaticano, ad istanza

riedificarono

fondamenti
passato, e

de' chierici

minori,
a'
il

le

impose

la co-

l'annessa

casa nel secolo


la

rona d'oro

i3 marzo

resero pi maestosa

tribuna, con-

me
p.

riporta

Rombelli

1679, conel t. IH,

correndovi generosamente Clemente

/\.5

della Raccolta delle

immagini
Giuseppe,
ri-

XII 1. Finalmente questi religiosi la cederono ai ministri degl' infermi, nel

coronate.
tiene ora
di

La seguente
il

cappella cons.

Transito di

modo
rarono

detto di sopra,
il

quali

risto-

Giuseppe

Tommasi
1'

pesarese, pri-

tempio specialmente nelle cappelle. Entrando in chiesa, il qua-

ma

essendovi

Annunziata del
L' ultima

cordato

Rosa.

cappella

dro della cappella a destra fu dipinto da Pietro de' Pietri, che vi


espresse
il

Crocefisso.

Il

s.

Tommapri-

so d' A{[uino nella seconda cappella

Antonio di Padova di tal ed patronato della famiGregorio ; di recente il glia de marchese Emmanuele l'ha abbellita,
aveva
s.

pittore,

del

Procaccini, essendovi
s.

decorata
olio

e dedicata
il

al

sacro Cuo-

ma

un

Girolamo

della

scuola di
fa-

re di Gesi,

quale fece colorire a

Santi di Titi: patronato della

dal

Zannetti.
la

Le

scollure di
di

miglia Cioja.
il

Nella terza

cappella

stucco per

chiesa

sono

Gioti-

s.

Gio.

Battista eh' eravi prima

vanni Ledus.
tolari
vi la
si

La

festa de' santi


a'

fu
si

lavoro di

Francesco Rosa
s.

ora

celebra

22

gennaio,
il

vede ornata
a

di stucchi e pitture,

dedicata
col

Camillo
ss.

ciborio pel

ed de Lcllis, Sagramento. Il

per

quale

ogni
fa

quadriennio
1'

senato
cia di la di

romano

oblazione del
tor-

calice d' argento

e di quattro

quadro dell' altare maggiore coi ss. Vincenzo e Anastasio dello stesso

cera, e la rinnova
s.

per quelfon-

Francesco Caracciolo

MIN
datore e
sente
vi
la

MIN
Al
prescallo
gesuiti
;

T93
nelle

cliieiici
si

minori.

e ministro

il

case

dei

celebra
di
si
s.

anche
lis,

festa

suienminente Camillo de Lelil

secondo

superiore.
i

Al

nascere della pretesa riforma


dicanti

pre-

e nel

1846

festeggi

pri-

presero

il

titolo di

ministri

mo

centenario
del

di

sua

canoii/.za-

rione, con quella

pompa

descritta nel

numero 61
sfer,

Diario di Roma.
lUinister,

evangelo e delia parola di Dio Calvino die il nome di ministri ai pastori della sua chiesa;
del

santo
:

MixMSTRO,
che
re.

Jdinini-

il

nome

solo di

ministri loro riessi

Apparito!'. Colui che cuinistia,

masto, e siccome
to

senza confron-

ha
S.

il
:

maneggio
significa

\\

governo

rendono

assai

minori servigi dei

delle cose

ancora servito-

sacerdoti

cattolici,

naturale
di essi.
si

che
dice

Paolo
dei

ministri di
satori

chiam gli apostoli Ges Cristo, e dispenDio. Allorch


si

sieno rispettati
Ili

meno

latino ministro di stato

misteri di

a
le

ncgoliis publicix; dell' mleriio, ino;

un

ecclesiastico

dice ministro del-

deralor iiunerum publicorani


relazioni
estere,

del-

la Chiesa, egli

si

riconosce servitore
e
se

relationibus

della

societ

de* fedeli,

prestasse

loro alcun servigio


al

non man-

rerum
ra,

exterarum;

della

marina,

rei maritimae:

praeesse^ della guer-

cherebbe essenzialmente
del

dovere
condotta
il

praeposilus rei btilicae; di finanmagisler

suo stato.

La

viziosa

za,

publicanorumj

pleni-

di alcuni

non deve scemare


le

no-

potenziario, /fga^M*

cum
in

liberis

manla

stro rispetto per le verit del vangelo;

dadi
liberis

,'

plenipotenziario

presso

poich non valgono


serve

ragioni

santa Sede,

oralor
il

Urbe

ciiin

dell'indegnit dello strumento di cui

inandatis.

regnante

Pio

Dio a far conoscere la sua volont: t d'uopo dunque^ rispeltasi

IX

nel

1847

a'

12 giugno con
il

mo-

to-proprio
nistri,

istitu

consiglio dei misegre-

re

ministri della religione, qualunsia


la

composto

dei cardinali

que
le

loro vita.

Con

lo

spiri-

tario di stato presidente, camerlengo^

lo elevato a

loro funzioni
al

virt

Dio debbono esercitare debbono unire la sapere, e proporsi Ges


; i

e prefetto delle

actpie

e strade,

dei prelati uditore della

vernatore di
rale,

camera, goRoma, tesoriere gene<lelle

Cristo a loro modello. Sui ministri


della Chiesa
concilii

e presidente
si

armi, dei

fecero diversi

quali ministri
coli.

parla ai loro arti-

canoni,
I

come
I

quelli
di

d'Arles

del

In
d'

virt del

lodato moto- prole

Toledo del 674, can. fi; di JNicea del 787, can. io; e di Magonza dell' 81 3, can. 14 ; per non dire di altri, parlandosi ai
3 4> can. 2
;

prio

ora in poi
ne'

nomine
,

dei

Consoli
pontificii
steri
,

pontificii [f^edi)

ministri
porti
al

principali

e-

saranno

proposte,
dalla

Padi

rispellivi
i

articoli di cpuinlo
il

riguarda
co-

pa,

e spedite

segreteria

sacri ministri ed

loro santo mi;

slato.

nistero, d'ogni

grado e dignit
sono
o hanno
generali,
il

me

de' ministri

de' sacramenti, cio

quelli

che
di

lo

poil

Dei diversi ministri dellal santa Sede, ne ragioniamo a' loro luoghi, come Nunzio apostolico ^ ec. All'articolo Inviato riportam-

tere di
titolo
riori

amministrarli. Prendono
ministri
i

mo

il

novero degl'inviati
e
ministri

straor-

supedel ri-

dinari

plenipotenziari
Inoltre
il

generali

de' minori osservanti,

che ora sono in


re d'

Roma.
tiene

de' conventuali, de' trinitari

nnover

vi

ud ministro

VOL.

XLV.

i3

194
residente,
nistro
il

MIN
duca
di

MIN
Lucca un miil

chiesa elegantemente parala di nere

plenipotenziario,
Sicilie
il

re delle

gramaglie, erasi intorno costruita una

due

tenziario,

un ministro plenipogranduca di Toscana un

bancata parimenti a lutto guarnita, nel cui centro posava il feretro,


coperto dal
nistro, e
gentilizi di
Cfv.

ec. Veggansi gli Ambasciata, Diplomazia, Immunit', Legato e gli altri relati vi. Nel voi. XXVIII, p. 65 e 7 I del Diziona-

ministro residente,

articoli

cappello, dalla spada, e dalle diverse decorazioni del mi-

circondato degli
incaricato
di

stemmi
e

sua nobile famiglia.^ Dal


d'affari

rio

parlammo

delle

pompe
e
in

funebri

Noyer
del

degli

ambasciatori

ministri di-

consigliere

plomatici che

muoiono

Roma.

verno
i

legazione del real goBelgio, furono ricevuti

L'ultimo ministro plenipotenziario morto in Roma fu quello del re dei belgi, barone Vanden-Steen de Jehay, ed ecco quanto pubblic il nu846. > Dopo che il corpo ne' giorni i5 e i6 maggio rimase esposto col massimo decoro alla pubblica vista
1

del corpo diplomatico, che vennero collocali in una tribuna appositamente innalzata presso
il

membri

coro.

Erano

altres

occupati vari

mero 4o

del Diario di

Roma

posti

attorno

al

feretro

da

distinti

soggetti belgica,
stici,

appartenenti

alla

nazione

nelle sale

ornate a lutto del palaz-

alla
il

non che da vari ecclesiaed impiegati aderenti medesima legazione, fra i quali
artisti,

zo occupato dalla regia legazione, ove diversi altari a tal uopo eretti servirono in ciascuna mattina alla celebrazione di molte messe, nella sera del 16 venne eseguito il solenne trasporto delle mortali spodefunto alla chiesa parrocchiale di s. Maria in Via Lata. Un distaccamento di granatieri preceglie del

console del Belgio in

Roma. La

messa fu solennemente cantata da monsig. Scerra vescovo d' Orope , canonico priore della chiesa, il cui
capitolo e clero vi

prest assistenfu

za".

Il

cadavere
in

trasportato a

Brusselles, ed
i

questa circostanza
1'

canonici della chiesa pretendevano


il

che
se
I

loro parroco

accompagnassepoltura.

deva

il

funebre convoglio, e numedi


staffieri

fino al

luogo

della

roso stuolo
della illustre

e domestici

parenti del defunto


essere a

dichiararo-

famiglia del

defunto
la

no non
citt

ci tenuti,

perch

con

ceri

accesi

circondava

car-

l'analoga legge
di

particolare della
i

l'ozza

ornala a
il

bruno,
Il

entro

cui

Roma, ed

ministri esteri

giaceva

cadavere.

convoglio era
di altre

non sono
ziali

obbligati alle leggi par-

seguito da copioso

numero
della

carrozze dopo quelle


famiglia; fra
le quali

prefata

fesa

prima d'ogni
stato;
le

altra appariva

quella del cardinal

portando a loro diGuide dplomaligne f Paris 1837, di Carlo de Martens. Invece il capitolo addusse
de' luoghi,

l'autorit della

Lambruschini segretario di e ad essa venivano appresso


te altre
dell' eccellentissimo

la

contraria

di

Pinheiro-Ferreira

mol-

commentatore
quale

corpo
del-

tale opera, ed il d'opinione favorevole alla

di

diplomatico,
tiluomini.
tieri

non

che

quella

l'ordine di Malfa co' rispettivi gen-

chiesa parrocchiale esponente. Per queste diversit d' opinioni la segreteria di stato ordin che intanto
il

Un

picchetto
la

di

grana-

La

chiudeva mattina del

pompa. 17 nel mezzo della


funebre

cadavere liberamente

si

traspor-

tasse al

suo sepolcro patrio, soltan-

MIN
to coli'

MTN
d'

195
si

accompagno
al

nn prete

fa-

stlcl

d'argilla.

L'isola

divide ia

migliare
la

ministro clefuntOj e cos


rest
indecisa,

quattro
cadal,

terrilorii.

rjuestionp

Alayor, Ciudadela o Jamna, e


oltre

Maone capoluogo, MerRinchiude


laboriosi

MINORCA
noricen).

o MINORICA {MISede vescovile il cui vecitt

Ferrerias.

circa 4^5,000 abitanti,


destri
ci

scovo risiede nella

di

Jamna
la se-

nella fionda, religiosi, di dol-

e di Macone. L' isola Minorca, Insula minor, Balearis minor,

costumi e bravi

marinari: sono
i

dediti alla

poesia, ond' ebbero

lo-

conda delle
diterraneo,

isole

Balenri, nel

Mela

ro trovadori. Quest' isola fu posse-

perci

chiamata

Minore onde

distinguerla da JMala

jorca{Fedi), detta

air est della Spagna,

Maggiore. Sta da cui dipende, nella Provincia di Palma, e alda Majorca, dalla l' est-nord-est quale sepai-ata da un canale di

duta dai fenicii, cui la tolsero verso r anno ^52 prima di nostra era cartaginesi, che vi fondarono le citt di Maone , e Jamna o Jamnon. I romani condotti da Metello
i

la

presero

ai

cartaginesi colle altre

isole

Baleari, e

perci

fu

quello

otto leghe di larghezza.


levata, tranne verso
la
il

assai

e-

sud,

avendo

csta assai dentellata, principal-

caduta dell'impero romano fu invasa dagli alani, dagli svevi e dai vandali
Balearico.
Alla

chiamato

il nord. Vi sono diche molto si prolungano nel mare, essendo i principali Dar-

mente verso

nel

4^'

^' nostra
la

era.

mori o

versi capi

saraceni

conquistarono verso il 697, e Carlo Magno la tolse ad


essi

tuch, presso a cui evvi

il

porto di

sul

principio del

IX

secolo,

ma
rese

Ciudadela, ed

il

capo Caballaria, Fornella, il capo Maone, oltre la punta d' Algaret in faccia alla piccola isola Ayre. Minorca sparsa
nalza la

capo Minorica; il vicino al porto di

poco dopo tornarono a occuparla.

Giacomo
1287 ne comp
nel
alla

re

d'
le

Aragona
III

si

tributarie tutte

isole Baleari,

Alfonso
la

suo
le

nipote
riun

conquista e

di colline piccole, e nel centro s'in-

montagna
a

di

monte Toro.
delle

La temperatura
lenti

men buona
grandi
di

altre Baleari, essendo esposta a vio-

venti

ed
i

pioggie.

Nel
vi

iSar

navigli
la

Barcellona
L'agricol-

Seguirono poscia la sorte della monarchia spagnuola, di cui fecero parte. Nel 1708, durante la guerra della successione, gli inglesi comandati da lord Stanhope se ne impadronirono per la casa
corona.
d' Austria,

portarono
vi

febbre gialla che vi


stragi.
i

ma

fu loro ceduta per

fece delle grandi

l'articolo

XI

del trattalo d' Utrecht,

vini sono di molte fruita ; i pascoli sono abbondanti, come considerabili sono le bestie lanute, ed

tura

negletta;

fortificandola

buona

qualit, con

essi e facendola il baluardo del loro commercio nel Mediterraneo. Le truppe francesi ca-

pitanale dal
lieu la
a' quali la

maresciallo di Riche-

il

miele

eccellente.

La

costa

tolsero agli inglesi nel


fu
restituita nel

abbondantissima
nissime le
conigli,

di

pesce, e buo-

1756, 1763, per

conchiglie.

Abbonda
volatili
;

di

pace di Versailles. Gli spagnuoli

pernici ed altri

di

col

miniere, di

cave

di

marmo

e di

pietra calcare.

tele, Si fabbricano stupendo formaggio, utensili dome-

duca di Crillon se ne impadronirono nel 1782, dopo l' assedio memorabile di Maone, ed il suo
possesso fu confermato alla

Spagna

i9<5

MIN
in

Mire
Janina o lanino o ClUadellai isp.ignuolo Ciudadela cit,

pegli articoli preliminari della pace

del 1783, avendola posseduta tranquillamente sino al 1796, allorch

t forte,
l'

gi

antica metropoli del-

fu di nuovo occupata dagl' inglesi,

che pace

l'

abbandonarono mediante
Amiens.
citt

la

d'

Maone o Porlo Maone, Portus


Magonis,
dal
forte cos

chiamala
cartagi-

di Minorca, con buon porfondo ad angusta baia, difeso da roccia. Ha hequentissima comunicazione per ragione di traffico collii costa nord-est di Majoisola in

to

suo fondatore
capacissimo
le

Magone
sicuro

nese fratello di
di

Annibale,
e
flotte

munita
porto, in

possono ancorarvisi. Ai naturali ripari che la guarentiscono, si aggiunge la comodit di alcune contigue isolelte, una
delle quali serve di
lazzaretto,

cui

grandi

grotta naturaPerdla, resta nelvicinanze. Jamna capoluogo le del secondo distretto. La religione cristiana fu introdotta in Mirica.
le,

Una

curiosa

detta

Ca\.'a

norca

nell' istcsso

tempo che

nell'i-

sola di

Majorca. S. Severo era suo


'

che

uno

de' pi

belli

d'Europa,
1'

tera circolare

vescovo nel 4 8, e scrisse una letintorno alla converdell'isola,

un'altra per lunghe e brevi quarantene,


le

sione de' giudei

ed una

una terza racchiude


i

arsena-

relazione de' miracoli

operali dalie

cantieri,

nella quarta eres-

171 i un celebralissimo ospitale di marina, e nella quinta reti e nasse curano e


nel

sero gl'inglesi

asciugano
Filippo
il
,

pescatori.

Il

forte di

s.

che una
belli

volta

difendeva
porto,
u-

suo celebre e
de' pi

comodo
del

reliquie di s. Stefano, che Orosio avea quivi lasciate. Flore?, nella sua Espag. sagrada, dice che nel 476 Macario era vescovo di Minorca, dal che ne viene per conseguenza, che oltre s. Severo ebbe Minorca altri vescovi. Commanville dice che

Mediterraneo, fu demolito, e presentemente lo

no

era suffraganea

dell'arcivescovo di

Valenza.
saracena

Pare
la

che

coli'

invasione

da tre batterie. Un attivissimo commercio rende Macone assai brillante,

sede

vescovile sia stata

soppressa, e riimita a IMajorca quan-

essendo

il

deposito

della

pi

do
vi

il

re Alfonso
Il

111 la

conquist. Gianel

gran parte

delle

merci majorchine.

como

le

d'Aragona

i3oo

E
l'

residenza di un governatore miprincipali autorit del-

litare, delle
isola,

e de' consoli e agenti

comsa-

marciali delle primarie potenze eu-

ropee, godendovisi aria


lubre.
pietra;

pura e
il

Le

case

sono

fabbricate in

fond una parrocchia, al cui prevosto o parroco fu concesso gli abiti corali de' canonici d-i Majorca. Sul monte Toro fu fondalo un convento; nella chiesa vi una miracolosa immagine di Maria, nella
cappella detta della Coveta, di gran

sono rimarcabili

palazzo

del governatore, quello della citt,

venerazione pei naviganti e isolani.

e la cattedrale o chiesa
di stile gotico senza

principale
e-

ornamenti

Tal convento per bolla di Nicol IV nel 1291 fu dato ai' mercedari,

stcrni ed interni;

la
il

piazza d' armi

con caserme, ed
blico.
Il

passeggio pub-

gli

che ritirandosi poi scabini o consoli

in

Catalogna,
se

dell' isola

molo

opera della natura,

ed il faro o torre de* segnali sopra una collina.

ne impadronirono colle sue pertinenze, e quindi fondarono sette cap5^7, pellanie con un priorato. Nel
1

MIN
capcon breve di Clemente Vili pellani cedettero chiesa e convento
i

MIN
logo

197

nonici comprese le prebende del teo-

e del penitenziere, di trentabeneficiati

agli

agostiniani,

quali

ne furono
vi-

due
tri

uno

de' quali arci-

messi in possesso nel


ca.

i5g5 dal

prete, di quattro prepositi, e di al-

Minor1713 Clemente XI scrisse premurosamente a Filippo V re di


cario generale dell' isola di

sacerdoti e

chierici

per
vi

1'

uffi-

Nel

zialura.

Nella cattedrale

la cun'
al-

ra d'anime, e l'episcopio

Spagna, ed

Luigi

XiV

re

di

quanto

distante.

Nella citt di Ja-

Francia, a vantaggio

della religioepisco-

mna

oltre la
sei

cattedrale avvi altra

ne

cattolica e giurisdizione

parrocchia,

conventi di religiosi,
di

pale dell' isola di Minorca, nel tem-

due monasteri

monache, ed

al-

po che

la

dominavano

gl'inglesi.

trettante confraternite, tre ospedali,

La

sede vescovile fu ripristinata

ad istanza di Carlo IV re di Spagna, da Pio VI colla bolla IncJ'795, Continuatio t. IX, p. Bull. Rom. 542, dismembrandola da Majorca, ed erigendola in Jamna sotto la metropoli di Valenza, concedendone \i\ nomina ai re di Spagna pr temfabilis

cesi

seminario e monte di piet. La dio ampia. Ogni nuovo vescovo


tassato ne' libri
della

camera

ale

Dei,

de'

23

luglio

postolica in fiorini

5oo, essendo

rendite della

mensa

60,000

reali,

Quindi qtiesta erezione fu confermata da Pio VII colla bolla lias, Ae'j maggio 1801, dichiarandola sufTiaganea dell'arcivescovo di Tarragona, secondo 1' ultima proposizione concistoriale. Per primo vescovo dichiar Pietro Antopore.

Francescano ordine. Si dividono in minori osservanti, minori osservanti riformati, minori riformati , minori
conventuali, minori cappuccini, ec.

ma gravati di pensioni. MNORI FRATI. FeJ/

MINORI, Minora seu Rhegina Minor. Citt vescovile del regno delle due Sicilie, nella provincia
del
di

Principato Citeriore
Salerno, presso
il

distretto
di
tal

golfo

nio
di

Suano

di Villar del

Rio

diocesi

Calahorra, nel concistoro dei 20

nome, chiamata con vocabolo greco Regina Minore. Fa buon traffico di


seta e frutta, le quali sono celebri;

dicembre
Marti
di

1802,

al

die per successore

quale nel i8i5 Giacomo Creux y

Mataro diocesi di Barcellona. Nel 1824 Leone XII preconizz vescovo Antonio Ceruelo Sanz di
Villa di

Corcas diocesi

di Palencia;

2,200 abitanti, ed amenissima valle. La cattedrale sotto r invocazione di s. Trifomena vergine e martire, patrona della citt, ove si venera il suo
situata in

conta pi di

Gregorio XVI nel concistoro de' 3o settembre i83i dichiar vescovo fr. Antonio Diaz Merino domenicano di Cuenca, maeper sua morte
stro in sacra

corpo,

riportando
l'

la

storia di

traslazione
t.

Ughelli, Jlalia

sua sacra

VII,

p.

rono

stabilite
il

281. Nella cattedrale fucinque dignit, l'arcantore,


il
il

teologia.

vacante da alcuni
drale in

anni.

La La

sede
catte-

cidiacono,

primicero,

arciprete e
canonici.

decano, oltre quinedifi-

Jamna

dedicata alla

Pu-

dici

L' episcopio fu

rificazione di

Maria
II

Vergine, con
si

cato vicino alla

cattedrale, oltre la

fonte battesimale.

capitolo

com-

quale

vi

sono altre tre chiese par-

pone
<j[uali

di

due dignit, prima delle r arcidiacono, di dieci ca*

rocchiali.

La

sede vescovile

fu eautori-

retta nel

secolo, e

con

l'

1,

igS
l di Giovanni

MIN XV detto

MIW
XVI,
fu

consacrato da Leone arcivescovo di

Amalfi, della qual metropoli fu dichiarata sulTraganea, per primo ve-

ad Amalfi; Alessandro Salanti amalfitano, dottore insigne del 1497; Ambrogio Romano del 1 509, perito nelle leggi, e di vita
glia

trasferito

da Amalfi molti beni per la sua chiesa. Orso che gli successe, ebbe da Giovanni e Sergio duchi d' Amalfi la conferma di tutte le donazioni eh' erano state fatte alla chiesa di s. Trifomena. jNel io6g fiori il vescovo Giacquinscovo Sergio,
il

quale ottenne

integerrima;
sanese,

fr.

Ambrogio

Politi

Giovanni duca

di

domenicano dottissimo che

con onore intervenne al concilio di Trento, traslato all' arcivescovato di Conza ; Antonio Simoni di Monte Sanso vino, parente di Giulio HI che lo fece vescovo nel i552. Nel

to, sotto del

quale a detta chiesa

lasci la sua eredit Skelgaita


glie del

mosuc-

duca
I,

Roberto.

Gli

degno di eterna memoria, a cui nel ogi Ruggero conferm e ampli le donazioni ndi trasferito ad Amalfi. Leone fu
cesse

Mauro

iSSj Donato Lorenzi ascolano giunel i563 Alessandro Molo di Como, fatto da Pio IV, di cui era stato uditore; nel i565 quel Papa gli diede per successore Giovanni Amati cittadino di Cori,
reconsulto;
gi suo cappellano, ceremoniere e canonico della basilica, lateranense; rinunzi il vescovato nel 1567, e

vescovo nel

o3, Stefano nel

2j
i

Costantino
preti

nel

1127

che

riun

e chierici della diocesi a vii


1

gere con una regola, e nel Mauro li Scannapeco, tutti


landosi vescovi
lieginnensi
:

morendo decano di sua basilica, fu tumulato in essa lasciando un anniversario per l'anima sua che tuttora
si

intito-

celebra

il

di

lui

concitta-

nomi-

dino co

monsignor
della

Picchioni canoni,

neremo i pi rispettabili successori. Lorenzo, che fior dopo il precedente, fu il primo ad intitolarsi vescovo di Minori, gran difensore delle ragioni di sua chiesa; gli successe Giovanni Cavelli del 1 2 7 ; Gerbin