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C 3 7A

DI ERUDIZIONE

DIZIONARIO
STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI
PHJ

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADI DELLA GERARCHIA


ARCIVESCOVILI
E

DELLA
Al

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
TAPALI
,

SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LUI.

wSflmtovfc,

fi*/

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


KDCCCLI.

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

PIE riENZA (Piettin). Citl con residenza vescovile del granducato di Toscana, capoluogo di comunit e di vicariato regio, nel compartimento di Siena in Val d'Orda e alla destra sponda di quel fiume. Giace nella sommit pianeggiante sopra il lembo australe d'una collina tufacea dirupata dal lato di ostro, dove
restano
gli

PIE
questa cattedrale fu arricchita dal fondatore di preziose reliquie e di ricche suppellettili,

non che

della rosa a" oro be-

nedetta d'oncie i4, poi venduta per far-

due statuette d'argento. Non sono da 16 libri corali superbamente mied una grossa campana fusa nel niati i463 da Tofani da Siena intorno alla
vi

tacersi
,

avanzi di sue

mura

castella-

quale

si

leggono tre

distici relativi all'eIl

ne attualmente restaurate, a 32 miglia da Siena, a io da Montalcino e 18 da


Chiusi. Questa piccola citt di figura

dificazione di Pienza.

capitolo

si

comil

pone

di 3 dignit,
,

preposto, arcidiacono
canonici compresi

e arciprete

di

ovale e gira quasi un miglio, con 3 porte aperte e


te
si

teologo e

il

penitenziere, di

cappellani

due posterie chiuse: le aperchiamano Murello, Ciglio, e al San-

e di altri preti e chierici, essendo la

cura

d'anime
di

affidata al preposto.

La morte

perch di qui entr l'insigne reliquia e un pezzetto della croce di s. Andrea apostolo patrono della citl e diocesi, che Pio II mand da Roma. La cattedrale o duomo dedicata alla Beata Vergine Assunta l'edific Pio II in un al
to, cos detta

Pio

l,

fondatore pure del capitolo, a


le

questo sconcert
in seguito

sue disposizioni, cui


i

portarono rimedio

vescovi di

Pienza e di verse persone pie. L'antica pieve e chiesa matrice de' ss. Vito, Modesto
e Gio. Battista, di Corsignano, cui succes-

sottostante battisterio, con bella architettura,

ben intesa

panile.

ed elegante camtre navate con 8 colonne per


facciata

Pienza, come dir, trovasi da questa lunge un 3. di miglio: soppressa da Pio


se
1

1,

perch

la trasfer

nella cattedrale,

ora

parte, vasta tribuna e grandioso altare

ridotta a oratorio,
la

dove

il

preposto del-

maggiore. Oltre una pingue dotazione,

cattedrale tenuto far la festa nel gior-

4
no
vi

P
di
s.

E
e rse
1'

PI E
edifzio capace di
i

Vito.

La

rozzezza de'bassorilrele

5o giovani a
i

die ne adornano

due porte

il

suo

convitto, oltre

quartieri pei superiori e


fondi.

sotterraneo a uso delle antiche basiliche e le finestre a feritoie sono segni suffi,

maestri

come pure ne aument


il

Inoltre in Pienza vi
le cibiate di
le
s.

conservatorio del-

cienti per dichiarare qnestoedifizio di co-

Carlo, gi monastero delle

struzionede'pruni
si

secoli

dopo

il

mille.

Vi
fu-

agostiniane, con convitto per

fanisti-

conserva

il

battisterio di pietra

ove

ciulle

educande. Tra
il

le

altre

pie

rono battezzati Pio II e Pio IN, bench la sanese famiglia del secondo fosse domiciliala in Sarleano,

tuzioni va ricordato
t fondato nel

gi

monte

di pie-

i645

dal

vescovo Spenresta

onde

vi fu scolpi-

nazzi, rna terminato nel 1820 per de-

to

il

distico seguente:

rubamento. L' episcopio


alla

prossimo
illustri

cattedrale.

Tra
li

gli

uomini
altri

Hic duo Pontifices sacri baptismatis iindas^


Patruus accept,
et

pientini, oltre Pio


ni, fior
ti

ed

Piccolomi-

Pius inde Nepos.

naturalisti.

Giorgio Santi, uno de'pi esperIn vicinanza de' colli sono

Fuori
ro di
nel

di
S.

porta Murello era il monasteGregorio delle benedettine;, che

IV
na

nel
a

i43q fu abbandonato, ed Eugenio i44 r autorizz il vescovo di Siesopprimerlo e riunire


s.
i

molte scaturigini d'acque termali, oltre le salso-marine pullulanti in mezzo alle crete del torrente Tuoma e la fiumana
d'Asso;
vi

l'acqua puzzola sulfurea nel


Il

fondi alla
di
s.

luogo detto Casale.


di

territorio

abbonda
il

pieve di
cesco
si

Vito.

Dopo
il

la

morte

fond

convento e

Franchiesa ai mivaga
con-

campi,

di eccellente olio e spiritosi vini,

specialmente bianchi, ed accreditato

nori francescani, de' quali essendo benefattori


i

Piccolomini e Pio
conserva
il

li, nella

chiesa

si

sepolcro gentilizio
Il

formaggio delicato fatto con latte di pecore che si nutriscono di piante aromatiche. 11 castello di Corsignano esisteva nel IX
secolo e
vi possedeva l'abbazia di Monta miata de'benedettini, come da istru mento dell' 828 e privilegi dell'imperatore

della famiglia collearmi pontificie.

gelilo fu soppresso nel

653

dal

vesco-

vo Spennazzi per beneplacito apostolico, nella mira di erigervi il seminario vescovile iucontr difficolt dal governo di Siena, ed Alessandro VII ad istanza dei
;

Corrado
i

II

del

magistrali di Siena vi destinarono

1027 e io36. Nel 1272 un


di recluse
s.

giusdicente civile. Nel seguente secolo fu


istituito

pientini vi ristabil

conventuali nel i65q


i

un monastero

e nel

vi

restarono sino al

r-88. Allora

il

be-

territorio l'ospedale di

Gregorio.

Una

nemerito vescovo Pannilini vi apr uncon\itto sullo il titolo di accademia ecclesiastica, colle rendite de'soppressi religiosi,

gran parte

dell' antico castello

apparte-

nendo
ro

ai

ritir per

economia

Piccolomini nobili sauesi, vi si Silvio, da cui nacque-

ammettendovi
nel
il

chierici delle

due dioil

cesi di

Pienza e Chiusi, finch

sovraisti-

no

1792

tolse l'accademia

oude
le

tuirvi

seminario.

Ad accrescerne

ren-

Enea Silvio poi Pio TI nel i458eLaudomia madre di Pio III. Nel 1 4^9 la repubblica di Siena alle premure esternate da Pio II fin da quando era cardinale, concesse agli abitanti di Corsigna-

dite, vi

furono aggiunte quelle de' condi

ventuali

Radicofani e alcune rendi-

te del piccolo

seminario
il

di

Chiusi a que-

sto riunito. Indi

Pannilini fece ingran-

dire notabilmente la fabbrica pel seminala quavenne accresciuta dal vescovo Pippi, che rinnov il locale delle scuole

rio,

incominciata dallo Spennazzi,

le di pi

no alcuni privilegi ed esenzioni di gravezze, non che l'annua fiera, cui pi tardi ne aggiunse altre tre. Nel i4^9 recandosi Pio li a Mantova, da Perugia pass a Corsignano, dove celebr la festa della cattedra di s. Pietro in Antiochia a' 22
febbraio, ricevuto con dimostrazioni in-

PIE
Quindi volendo il Papa oDorare il luogo dove nacque, servendosi dell'opera di Bernardo Rosellini gi architetto di Nicol V, edific il duomo e la torre campanaria, il sottoposto baiti* sterio o tempio di s. Giovanni a similidescrivibili.

E
1'

5
furono
ultima

gioii disastri, incendi e saccheggi

sopportali da' pientini durante

guerra di Siena
ta e

per

le

tante volte che

Pienza dai combattenti fu presa, perduriconquistata; non credendo oppordi difenderla

tuno

Giordano Orsini ca-

tudine

di

quello di Siena,
il

il

palazzo ve-

pitanode'sanesi,si trasfer colle sue genti


a JMontalcino, seguito dagli abitanti pii
distinti di
riali

scovile, la canonica,

pretorio o palazzo

della magistratura con la torre,

ed

il

gran-

Pienza colle lore cose. Gl'impea'

dioso palazzo Piccolomini. Diversi cardinali e prelati creature di Pioli, per fargli la

facilmente se ne impadronirono

coite v'innalzarono varie palazzi-

28 febbraio 1 554 e solo l'abbandonarono nel giugno. Ripresa dal conte di s. Fiora per Carlo V, indi

ne private, essendo il clima salubre ed il luogo fertile di squisite produzioni agrarie. Pio li tornea Corsignano nel i/\.6o e per la terza volta nel i-\.6^., trovando

francesi, che nell'aprile


ciati dalle

venne occupata dai 555 furono cac1

truppe cesareo-medicee, atteril

randone le mura
cesi le

Vitelli. Ritornati

fran-

fubbrbe tanto sacre quanto profane molto avanzate e quasi che rivestita da tutti Itili la piazza. Adunati a concistole
i

rialzarono a secco,

ma

ne furono
-

distolti dal
la

compirle da Pietro .Iacopo del

Stalla perugino, poi imprigionato dai

ro

cardinali del suo seguito

a'
,

i3 apresso

francesi.

Final mente morto Carlo


la

gusto colla bolla


t Corsignano, le

Pro

excelienti

conclusa
za,
ti

pace, nell'agosto

55t) Pien-

l'Ughelli, pubblicata ai iq, dichiar cit-

Chi usi e JMontalcino furono conscsrnaI, divenendo pientini sudgranduca di Toscana e ne seguidestini, dopo essere sempre stati
i
:

impose

il

proprio noindi

a Cosimo

me
nel

e la disse Pienza, e l'eresse in sede ve-

diti del

scovile,

dotandola coi propri beni

rono

giorno della Decollazione di

s.

Gio.

attaccatissimi a Siena

quindi per l'ame*

Battista dedic la cattedrale col cardinal

na situazione molti de' luoghi circostanti

d'Estouteville vescovo d' Ostia. Sembra che nel maggio i4^4 Pioli tornasse ad onorare disua presenza la sua nuova e besuoi neficata Pienza e si pu vedere
, i

passarono a

stabilirvisi.

La sede
da Pio
l

vescovile nel
di

1462

fu eretta

Commentari. La citt nel 5o2 solfri gravissimi danni da Cesare Borgia figlio di Alessandro VI, quando vi pass con numeroso esercito, onde sostenere in Siena
1

Montala' no (f^X dovendo un vescovo governare le due diocesi, formate con diversi popoli delle li-

con quella

mitrofediocesidi Grosseto, Chiusi e Arezzo


,

dichiarandole immediatamente sog-

gette alla za

il

tiranno Pandolfo Petrucci, perpoisotpientini dalle soldatel'e-

s. Sede. Per assegnare a Pienuna conveniente giurisdizione dioce-

leulrare nel suo posto. Nuovi danni nel

sana, Pio

li

con bolla del 29 gennaio! 463

i53o riceverono
sche di Carlo

distacc da Chiusi e da Arezzo diverse


pievi,

imperatore. Dopoch

che poi con altre della seconda a


Il

ebbe soggiogalo Firenze, fu in Pienza dove il generale Ferrante Gonzaga ferm qualche tempo le sue truppe per indurre il governo sanesercito cesareo-papale
se a ribandire
litarli
il
i

questa furono incorporate.

i.

vesco-

vo

fu

Giovanni Chinugi nobile sanese,gi


fat-

sullraganeo d'Ostia, a'7 ottobre 1^62


to vescovo di Pienza e to in cattedrale. Gli successero, nel

Montalcinoe sepol-

fuorusciti e ribelli, e abii

1470

a tornare liberi in patria. Nel


si

Gonzaga

t fu visitata
1

53 1 mosse contro Siena. La citnel i536 da Carlo V e nel

Tommaso

Testa Piccolomini nobile sa-

nese, traslato

daSoana;

nel

i483 Agolo

slino Patrizi Piccolomini sanese, celebre

538 da Paolo III reduce da Nizza. Mag-

maestro

di

ceremonie

(col

precedente

ri e
1

PIE
496
si

celebrai a Piccolomini famiglia); nel

legge nell'Ughelli

t.

3,p.

585, e

la

confede

cardinal Francesco Piccolomiti amministratore, poscia

tinuazione nelle Notizie di


si

Roma.Lz
s.

Pio

III; nel

49^ Giro;

vuole predicata
il

in

Chiusi dai discepoli

lamo Piccolomini sanese che restaur dai


fondamenti
nel
il

degli apostoli, ed

i.

vescovo fu

Mar-

convento de' francescani

co o Florenzio del 462, indi Eulogio cui


scrisse
s.

i5ioGirolamo Piccolomini figlio di Bonsignore sanese, che nel 028 pass a


1

Gregorio

I ;

fra'successori

me
il
il

Montalcino per temporanea separazione di Clemente VII, cedendo quella di Pienza al nipote Alessandro Piccolomini sanese, ed intervenne
reggere
la

sola sede di

rilano ricordo: A rialdo del 743, sotto quale Rachis re de' longobardi fond
celebre monastero del
ss.

Salvatore di

al

conciliodi Trento. Alessandro nel


la

535

Monte A miniato, le cui notizie si leggono nell'Ughelli; Francesco /Scardinale nel i348; Gabriele Piccolomini sanese
de'minori, affine di Pio
II, da lui nominato nel 1461; Antonio Sergi nobile di Corsignano nel i497j Nicola Bonafe-

occup anche

sede di Montalcino, e

lasci questa al fratello


1

Francesco Maria nel 554j il quale alla sua morte nel 563 ottenne anche il vescovato di Pienza. Essendo moito nel 099, Clemente Vili
1

de piceno
tore di

di

s.

Giusto, celebre governanel

Roma

i5o3

fatto

da Pio III
cooper, e
-

Montalcino e Pienza nel 1600. Nomin vescovo di Pienza Gioia Dragomanni fiorentino ai 9.0 dicembre 599, gi di Monte Peloso,
separ affatto
le

diocesi di

(f.), alla cui elezione molto

vescovo nel i5o4; Bartolomeo Ferrati


ni

d'Amelia, canonico vaticano


1

e preside

pontificio nel

533
1

Gregorio Magalotti

egregio pastore. Tra'successori nominer

romano

Giovanni Spenuazzi nobile sanese del 1637, di somma prudenza e integrit, che istitu la prebenda del penitenziere lasci fondi pel seminario e fu munifico
,

534; cardinale Guid'Ascanio Sforza nel 538 ; cardinale Bartolomeo Guidiccioni nel 544> cardinaleGionel
1

vanni Ricci nel

54-5

Gio. Battista Pic1

colomini sanese gi di Salamina nel

633;

colla patria metropolitana; nel

1668

Gi-

rolamo Borghese nobile sanese,

traslato da Soana, dottissimo benedettino, che celebr il sinodo e riformi riti. La serie dei

Alessandro Piccolomini sanese nel 1657; Gaetano Maria Bargagli olivetano sanese
nel
te

1706; Gio.

Battista

Tarugi

di

Mon-

vescovi nell'Ughelli, 7t//rt sacra


1
1 r

t.

i,p.

Pulciano nel 1729; Pio Maglioni sanese nel 1736 ed surriferiti. Nella diocei

j\

e la continuazione ne\\e Notizie di


3
'

si

di

Chiusi sono 5parrocchiee

36

in

quel-

Roma.Ne\i 74 Fra ncescoM. Piccolomini nobile sanese. ClementeXIV con breve del 17 giugno 772 stabil in perpetuo l'u1

la di

Pienza;

ambedue sono
(s.),
il

suffraganee

dell'arcivescovo di Siena.

PIER DAMI ANI


que
in

Cardinale.Mxc-

nione delle diocesi


conferendo questa
indi

di
al

Chiusi e Pienza

Ravenna verso

998
i

di

onesta

vescovo di Chiusi
di

ma

povera famiglia, e perde


la

genitori

au

Giustino Bagnesi olivetano

Firenze;
sanese,; nel

furono vescovi
1

di

Chiusi e Pienza,

nel
1

776 Giuseppe Panmlini


di

madre lo avea barbaramente abbandonato senza nutrimento, per cui uno de'suoi fratelli lo tratcor fanciullo, dopoch
t aspramente, ne trascur l'educazione
e lo
la

824Giacinto Pippi

Massa, t rasiate da

Montalcino; persua morteGregorioXVI,

mand

guardare
lo

suoi porci.

Per

dopo sede vacante, dichiar nel 8^3 l'or dierno vescovo mg. Gio. Battista Ciofi
1

sua

felice inclinazione,

trovato un pez-

zo d' argento,

port ad un sacerdote

della diocesi d'Arezzo.

La

sede di Chiusi

onde

offrisse la

messa pel defunto suo pa-

suflraganeadi Siena, questa di Pienza

dre. Iddio ispir all'altro fratello

soggetta
stolica.

immediatamente La serie de'vescovi

alla sede
di

apo-

no arciprete

di

Ravenna

e poi

Damiamonaco di

Chiusiti^.)

prenderne affettuosa cura, laonde crede-

PIE
si

PIE
vore,

che
di

il

sanlo per riconoscenza alle sue


poi
il

dopo

di

che fu fatto abbate del suo

sollecitudini prendesse

soprannosoaltri

monastero Avellanense, che govern con


santit e saggezza.

me

Damiano, bench per umilt


il

Fond altri cinque


form

ere-

lesse intitolarsi Pietro


lo confusero

peccatore j

mi o monasteri
di

discepoli di emi-

con Pietro Onesti pur di Ravenna. L'amorevole fratello lo fece studiare in Faenza, ed a

Parma ov'ehbea
I

maestro

il

celebre Ivone.

progressi di

Pietro furono lapidi, imperocch a rara

s. Rodolfo vescovo Gubbio, s. Domenico \' Indurito ,s. Giovanni da Lodi pur vescovo di Gubbio, che poi scrisse la vita del suo abbate. L'imperatore Enrico III Io preg di portarsi

nenti virt, fra' quali

penetrazione di spirito aggiunse smisurato

Roma

per assistere co'suoi talenti econII,

amore per lo studio. Sorpass


i

nel pro-

sigli

Papa Clemente

avendo gi

resi

fitto

condiscepoli, divenne abilissimo pre-

cettore e per l'eccellenza de'suoi insegna-

menti

si

procacci una gran moltitudine

Gregorio VI, come fece a Vittore II. Dipoi Stefano X, informato del merito straordinario del Damiani, come
servigi a

di scolari e copiose entrate.

Questa agia-

uno de'pi
solitudine,

illustri

personaggi che allora

tezza e le generali acclamazioni che ri-

fiorissero in Italia, lo trasse a forza dalla

scuoteva sembrandogli pericolosa tentazione, adott tutte


le

cautele della vigi-

cardinale vescovo d'Ostia.

eda'aS febbraio io 58 Io cre Ripugn for-

lanza cristiana, e se

la

volutt veniva

isti-

temente
re
l'

il

santo ad accettare queste didi

gandolo al peccato durante la notte, subito s'immergeva nell'acqua fredda; indi si determin a ritirarsi dal mondo nel i o34, in et di circa 29 anni, e si rinchiu-

gnit, con resistere alle pontificie preghie

ed a quelle
intimazione

parecchi vescovi

ma

dell' ecclesiasliche

censure

se

non ubbidiva, n'espugn

la costanza,

Fonte Avellana 3 ora nella diocesi di Pergola (V .), dove ricev l'abito monastico dall'abbate Guido, da alcuni sospettato per l'aretino benemerito della musica sacra. Quivi applicossi con tal fervore di preghiedi

se nel celebre e rigoroso

eremo

dolendosi per sempre della violenza sof-

un tempo che pur impiegavasi Dopo la morte di Stefano X, nel io58si oppose validamente all'intrusione dell'antipapa Renedetto X, fulminando di anatema fautori e parferta, in

nel sacro ministero.

re alla pratica delle austerit, delle vigilie e digiuni, delle discipline ecilicii (on-

tigiani.

tale effetto

unitamente

ai cele-

de a Disciplina penitenziale

lo celebrai

come uno de'maggiori


illustr col

suoi propagatori),

bre monaco Ildebrando, poi s. Gregorio VII, procur l'elezione di Nicol II, il quale ad istanza degli ambasciatori di Milalegato
di

che ne contrasse pericolosa infermit. Dio

dono de'pi odigi una

vita tan-

no spedi a

in quella citt

Intere,

con

s.

il cardinale come Anselmo vescovo

to santa ed esemplate, de'quali ne oper

Lucca. Gli ecclesiastici indisciplinati,


la

senza numero. Divulgatasi per

l'Italia la

temendone

riforma,

si

sollevarono confecero

sua mortificazione, lo splendore di sua dottrina profonda eia famade'miracoli,


s.

tro e con temeraria sfrontatezza

loro intendere

che

la

chiesa di Milano

scrisse lettere piene di

Leone IX ne concep alta stima e gli amore e venera1

non avea punto che


Il

fare

con

la

romana.

cardinale fu pure avvertito dell'insidie

zione. Nel
stinato al
si

o4o

circa fu dai superiori de-

monastero di Pomposa, dove trattenne dueanni, applicato ad istrui-

che si tramavano, ma non rimase punto diminuito il suo coraggio anzi dal pulpito della metropolitanadeclamcon tan,

re que'giovani nello studio e nella piet;

ta energica eloquenza, che indusse

il

po-

quindi fu trasferito a quello di s. Vincenzo di Pietra Pertusa per riformare moi

polo a promettergli quanto determinato.

egli

avesse

Le

difficolt

erano grandi,

naci ch'erausi raffreddati nel primiero fei>

essendo raro nel numeroso clero milanese

8
chi

PIE
non
fosse infetto di

PIE
simonia o concui

ripudiasse la virtuosa Berta sua moglie,

binato, e perci secondo


si

canoni dovean-

sospendere.

11

cardinale tuttavia cred

per sposare altra donna, d' accordo con Sigifi ido debole arcivescovo di Magonza.
il cardinale tenne un sinodo, ove dimostr inammissibile la richiesta dell' imperatore, e ripresolo con

meglio usare discrezione, ed intimata salutare e moderata penitenza


,

In questa citt

stabil

al

governo delle chiese soggetti rispettabili non meno per dottrina, che per integrit di vita. Intanto
il

libert sacerdotale, lo indusse a rispettar


le leggi della

peso soverchio della vita

Chiesa. Indifesa di Alessan-

l'episcopato eil suo


nastica
gli
\l

amore per

mo-

fecero chiedere nel

io5g

a Ni-

dro 11 moltoavea fatto per indurre l'imperatore ad abbandonar l'antipapa Onorio Il o

col
ta

permesso di tornare alla diletsolitudine del monastero. In prima il


li
il

Cadolao, persuadendo questi

di

sua falsa dignit. Tornato di

Germania

Pontefice non volle consentirvi, ma


di malavoglia

car-

dinale fermo nel suo proposito ottenne


il

da

intervenne al sinodo romano convocato / s. Gregorio f II{ a questa biugrafa


toccai di qualche differenza ch'egli
col cardinale
),

consenso, senza venir

li-

berato dal peso del vescovato,anzi con


sa

ri-

secondo Cordella,

ma

ebbe sem-

serva d'impiegarlo negli affari della Chieal

bisogno

con penitenza canonica

bra doversi ritenere convocato da Alessandro II, e di sua commissione promul-

ch'egli

dentro un anno religiosamente

a-

deirip. Scrisse lettere al

Papa piene

di u-

milt per giustificare

la

sua insistenza,
ri-

recando
ti,

le

ragioni che l'aveano fatto

g per l'Italia l'osservanza esatta del digiuno nel venerd in memoria della passione del Redentore, e quello della vigilia dell'Assunta, andato quasi in disuso;
altrettanto esegu per la recita quotidia-

solvere al ritiro, ad esempio di tanti san-

breve per

fu

il

soggiorno nell'ama-

na

dell'uffizio di

Maria, di cui fu restaucardinale al-

ta solitudine,

perla quale avea rinunzianel

ratore, a chi era tenuto alla recita delle

to alla superiorit de' monasteri da lui

ore canoniche. Ritornato


la solitudine

il

fondati,

mentre
li,

1062 d'ordine d'A-

Avellanense, di nuovo dov

lessandro

che avea consagrato Papa,

lasciarla

pass legato in Francia, dicendo nella pontifcia lettera ai

Essendo
ridurre
i

nel

chiamato dal Papa agli atlari. 072 legatoin Ravenna, per


1

cinque

arci vescovi,

che

lo-

cittadini ali unit colla chiesa

ro spediva
le della

il

personaggio pi rispettabi-

romana,
nicato,
il

dalla quale

erano

stati divisi

per

romana, chiamando il cardinale occhio dritto e sostegno immobichiesa


le della
s.

le frodi dell'

arcivescovo Enrico scomu-

quale favoriva l'imperatore; e


lo-

Sede; inoltre

il

Papa comand

vedendoli umiliati e compunti, impose


ro salutare penitenza, sure ed
li

loro uniformarsi alle prescrizioni del suo


legato, sotto

assolse dalle cen-

pena

d' incorrere nell'apo-

ammise alla

cattolica

comunioue.

Giunto il cardinale in Francia, in Chalons sur Saone celebr un sinodo per esaminar la causa del vescovo Drogone coi monaci pass poi a trattar quella d'Arderico vescovo d'Orleans e di Reginaldo abbate di s. JMedarstolica indignazione.
;

Passato a Faenza per

restituirsi in

Roma,

fu colto dalla febbre nel

monastero della

do, accusati di simonia. In seguito fu

manpace
si*

Beata Vergine del suo ordine, e pieno di meriti e virt ivi mor d'anni 66, sili febbraio 1072,0 qualche anno dopo, quantunque non manchi alcuno che gli prolunga la vita sino al 1080, e nella contigua
chiesa rest sepolto. Zelatore della disciplina ecclesiastica molto oper per ripristi-

dato legatoa Firenze per istabilirvi, quan-

tunque indarno,

la tranquillit e la

turbata dal vescovo Pietro eletto per

narla nel clero secolare e regolare,


egli
le

dando

monia. Venne poi spedito legato

in

Ger-

l'esempio dell'esatta osservanza del-

mania

per impedire ad Eurico IV che

pratiche monastiche e delle leggi del-

PIE
la

PIE
la

Chiesa

la

sua divozione per

Reata

come

ascritto al patriziato.

9 Quantunque

Vergine

fu tenerissima.
il

Mentre era carin

dotato delle pi belle qualit, pel focoso

dinale, tranne

suo scarso alimento, imsue rendite


sollievo
lava-

temperamento
zarrie,

si

die alle vanit e bizin libertinaggio.

piegava tutte
to
piedi,
li

le

che degenerarono
in

de'poveri, a 12 de'quali,
i

dopo aver

dava ogni giorno da mangiain traccia de' pupilli e vedo-

re e

serviva colle proprie mani. Per Ro-

da Mariani suo zio, entr a caso nella chiesa di s. Maria dell' Anima, dove predicava con gran ferRecatosi

Roma

ma

andava

vore Gabriele
la

Fiamma
gli

insigne oratore
il

ve per sovvenirli. Nel monastero, conlento di frutti ed erbaggi, passava interi


mesi senza prendere bevanda o gustare il pane. Molte sono le opere che lasci, ritenutoli pi dotto scrittore del secolo XI,
nelle quali spicca

divina grazia
si

cambi
si

cuore, e tut-

to

dedic

al di vili servigio.

Abbraccia-

to lo slato ecclesiastico,

die allo studio

ed ottenne per riguardo allo zio, assai caro a Gregorio XIII, diversi benefizi. Nel

un ardente

zelo per la
la

i574picse

nel collegio

romano

la

laurea

riforma de'costumi e degli abusi, per


dizione relativa a que'tempi, con
sai elegante,

dottorale, in cui ebbe

compagni Valerio

purit della disciplina, ed una vasta erustile as-

e Bandini poi cardinali, co'quali incominci la fondazione delia congregazione della ss.

chiaro, facile e pieno di forai

Annunziata nello

stesso collegio.
,

La

za,

parlando con rispettosa libert

Pon-

sua specchiata esemplarit


rio
di

dottrina ed

tefici

t;

ed altre persone costituite in dignionde merit che Leone XI 1 lo dichiadella Chiesa, con uflzio e
dissi nel voi.

elegante aspetto determinarono Grego-

rasse dottore

XIII a nominarlo nel 1077 vescovo Martorano, di cui ricev la consagra,

messa propria, come


dolesi,

VI, p.

zione dal cardinal Peretti


volle spiegare al popolo
la diocesi,

2C)4, registrandolo tra' cardinali

camalfesta si

poi Sisto V. Condottosi alla sua chiesa, da s stesso


il

con altre notizie. La sua


ai

vangelo, visitar
abusi, sovveni-

celebra

2 3 febbraio, ricorrendo nel

correggere
i

gli

precedente quella della Cattedra in Antiochia.

re largamente
se, risarc

poveri; fond nuove chiele

Le opere
in

di

s.

Pier
,

Damiani
che
si

ed orn

antiche, singolar-

sono divise

parecchi tomi

le-

gano comunemente in un solo volume. 1 primi tomi contengono lettere ai Papi ed ogni sorta di personaggi, sermoni
per molle
ti

mente dagn
le

la la

cattedrale.

Ben presto

si

gua-

stima dei vicere dei grandi, ed


la visita

egregiamente fece

apostolica del-

chiese di Calabria, con


1

Fosso arcive-

feste

dell'anno, e vite di mol-

scovo di Reggio. Nel

santi, come de' ss. Oddone di Cluny, Mauro da Cesena Romualdo fondatore
,

e camaldolesi, Rodolfo e Domenico vescovi ec. Negli altri tomi


se,
si

585 eletto Sisto V, lo chiam in Roma, e come lo amava lo fece governatore, al modo detto nel voi. XXXII, p. 43; quindi a'14 dicembre i5Scj
lo

trovano pro-

cre cardinale prete de'


,

ss.

preghiere-, inni e

60

piccoli trattati

Marcellino e Pietro

valendosi de' suoi

sotto

il nome di opuscoli Queste opere sono state pi volte stampate, e le pi am-

consigli negli affari pi ardui, ed accet-

tando
rio

la

rinunzia del vescovato. Grego-

pie edizioni sono quelle di Parigi

1642
s.

XIV

per

l'alta

stima che ne avea,

gli

e i663, \enezia 1742.


tti
si s,

Abbiamo ancoPe-

confer pingui benefzi, dichiarandolo suo

ra dei p. Laderchi filippino, Vita

gran elemosiniere. Innocenzo IX


fid col cardinal Salviati
tutti
i

gli af-

Damiani
t

S. R.

E. card, cpisc. Ostien-

la

presidenza su

Romae 702. PIERREINEDETTI Mariano,


Nacque
in

tribunali di

Cardino-

colt e giurisdizione.

R.oma,con ampie faClemente Vili eoa

naie.

Sarnano da

illustri e

detto cardinale e col cardinal

Mon tallo
Ro-

bili genitori., altri

dicono iu Camerino,

nel i5()i lo detin alla prefettura di

io

IME
,

PIE
renze nel suo convento dell'Annunziata,
indi collo stesso carico fu

ina, della consulta e delle citt dello sta-

con copiose rendite profittando del suo parere in gravi contingenze: avendo ricusalo vescovati di Viterbo e Ferto,
i

richiamato
uffizi.

in

Roma, ed ebbe al tri


sti

onorevoli

Que-

provocarono

l'altrui invidia,
,

che ser-

mo,

il

Papa

die al fratello

Roberto quelcui fu accettis-

vendosi della calunnia

lo fece

depone

lo di Nocera.

Leone XI,
;

simo, subito

Io volle prefetto della

con-

da reggente e preparla sua fortuna. Imperocch ricorse contro il p. generale Castelli, al


l'

gregazione di corwdta
si

Paolo V,
il

di cui
l'in-

cardinal Corsini protettore delil

era guadagnato

la

grazia e

favore,

ordine,

quale

Io accolse sotto

il

suo

caric della sopri n tendenza di tutti


fari dello flato, politici e militari,

gli af-

patrocinio, Io fece suo teologo e bibliotecario, e gli assegn

con

al-

5o

scudi annui. Re-

incumbenze, finch non la concesse al cardinal Borghese: Paolo V lo voleva far vescovo di Faenza e Benevento, ma non
tre

nedetto XI

li

lo

annover tra'consultori
e del
s.

dell'indice, dei

riti

offizio, tra gli

esaminatori de'vescovi, facendolo procuratore generale e poi con breve generadell'ordine, confermato nel 1782 dopo 6 anni dal capitolo. Divenuto il cardinale Clemente XII, come che erasi servito di lui in affari gravissimi, a'24 marle

volle accettare. Bens volontieri funse la

proteltoria dei minimi

e la prefettura

della congregazione destinata sopra le al-

luvioni delle accpie nelle tre legazioni,

passando nel 1608


scali.

al

vescovato di Fra-

InCamerino

abbell la

tomba
al

di

s.

zo

1734

lo

cre cardinale prete di

s.

Giocon-

Venanziodi titolo don


pitture.

preziosi

ornamenti; ed

suo

vanni a Porta Latina e


clave di Benedetto

lo ascrisse alle prial

sacri arredi e vi fece

vaghe
,

marie congregazioni. Intervenne

Ad

onta di tante belle doti

il

XIV,

dopo lunga
,

suo naturale fu aspro e iracondo. Intervenne a 5 conclavi e mor in Roma di anni ^3, nel 161 1, con vivo rammarico di Paolo V che si dolse aver iti lui perduto un fedele coadiutore ed un ami,

malattia sofferta con pazienza

mor in

ne'primi del 1743, d'anni 63, e fu sepolto in s. Marcello avanti l'altare di s.

Roma

Giuliana Falconieri, con nobile e prolisso epitaffio, postovi dai suoi correligiosi.

co santo. Lasci un patrimonio di qualche entit e fu sepolto nella basilica Li-

PIERLEONI Giangrazuno,
nale.

Cardi-

V. Gregorio VI Papa.
Pietro, Cardinale. F.
II

beriana

in

nobile ed elegante avello, col

PIERLEONI
Anacleto

suo busto e bella iscrizione. PIER.I Pier Maria, Cardinale. Sane-

Antipapa XXVIII.
Cardinale.
,

PIERLEONI Ugo,
no, secondo
il

Roma-

povera famiglia di Piancaslagno, venne educato appena cogli elementi della grammatica. II p. Ponzoli servita suo concittadino, avendo penetrato
se di nobile e
la sua indole e

Panvinio e altri mentre il Ciacconio e altri lo credono della casa Ricasoli di Firenze col Cardella. Alessandro III nel 1 63 lo cre in Sens car,

talenti

lo

consigli per
l'

dinale diacono di
il

s.

Eustachio, e segu

togliersi

dalla miseria

a vestir

abito

del suo ordine, supplendo egli alle spese


necessarie.

Papa in Venezia, di cui fu fedele e costante compagno. Anche 1' epoca e il luogo della morte viene contrastato; chi dice in Roma (e sepolto in s. Maria del Popolo, se deve credersi a Ciacconio) o
,

in Firenze, e

legio di

s.

Di i5 anni entr nell'ordine dopo due auni pass al colMarcello in Roma , dove fanegli studi,

cendo progresso

con

ispirilo

sostenne una conclusione di teologia, che

Benevento nel ri 77 o 1 182, lasciando molte sacre suppellettili e vasi d'argento


alla chiesa di Piacenza, e
giali.

dedicata a Clemente XI, ne riport


tolo di maestro,

il ti-

loafferma Poga questa lo

bench avesse 27 auni.

Lo Schiavo, nelle Notizie della casa


,

Fu mandalo

reggente degli studi a Fi-

Penti miglia di Benevento

PIE
nltribuisce, ed
il

PIE
PIERLEONI
bile

11

Pelrini lo creile forse ve-

Egidio, Cardinale. NoIII


s.

scovo di Palestrina.

romano, Clemente
Celestino
III lo

nel

190

Io

P1ERLEONI
glia,

Ugo, Cardinale.'Roma-

cre cardinale diacono di


cere.
di Sicilia

Nicola in Car-

no, di nobilissima, potente e antica fami-

sped a Tancredi re

per cui in tanti luoghi di essa ragioli,

per indurlo a liberare dalla priChiesa, e mor dopo

no, nipote dell'antipapa Anacleto

co-

gione l'imperatrice Costanza, indi fu fatto


\icecancelliere di
s.

me
i

insigne per dottrina e prudenza, nel

i55 fu cousagrato vescovo di Piacenza da Adriano IV indi Alessandro 111 nel i 164 o i65 io Sens lo cre cardinale Tusculano, e mor vescovo di Frascati
,

circa 5 anni di cardinalato.

PIERLEONI
bile

Guido, Cardinale. Noromano, erroneamente detto Guido

di Bisenzio d'Orvieto nella seiiede'car-

in

Roma

nel

66.

dinali elettori

d'Onorio

III,

fu creato car-

o Uguccione, Cardinale. Patrizio romauo, Alessandro III

P1ERLEONI Ugo
1

dinale diacono di s.Nicola in Carcere

da

Innocenzo
sa
s.
il

III nel
s.

i2o5, e don

a tal chie-

1171 o 173 lo cre cardinale diacono di s. Angelo in Pescheria e poi prete di s. Clemente, arciprete della basilinel

braccio di

Alessio e le reliquie di

ca Vaticana, e nel

76

legato

lacere
rice-

in Francia, Scozia e Inghilterra.

Fu

Onorio III lo fece vescovo di Palestrina nel 1221 e vice cancelliere di s. Chiesa, non che legato in Lombardia. Mor nel 1226 o 1227 prima dell'eleRonifacio.

vuto
prio

in quesl'
il

ultimo regno dal re Engli

zione

di

Gregorio IX.
Petra, Lapis. Concrezione
la

rico II,

quale

and incontro

col pro-

PIETRA,
di

figlio,

ed ottenne facolt

di citare

ne

materia terrestre, per


in varie
i

quale

si

pro-

tribunali

laici gli ecclesiastici

accusati d'es-

ducono

maniere corpi
si

di diver-

sere stati a caccia nel recinto de'boschi di riserva regia


,

sa durezza,

quali

possono spezzare,
dicono quelle che

azione che
clero.

gli

provoc

lo

ma non
talli.

tirare a martello a guisa de'cnesi

sdegno del suo


gli

Per

le

differenze tra

Pietre antiche

arcivescovi di Cantorbery e
la

York

in-

torno

primazia del regno, convoc un

concilio in

Westminster ossia Londra, dove insorta controversia chi di loro dovesse sedere a destra del legato, mentre vi si era collocato quello di York, su questo si scagliarono famigliari dell'emulo, lo calpestarono e percossero, onde l'adunanza si sciolseappellando al Papa, ed il cardinale fugg. Portatosi presso Enrii

portano iscritta qualche memoria antica, o che appartengono agli antichi monumenti, che diconsi pure marmi antichi.

Delle pietre e loro principali cave


in tanti articoli. Delle pietrepre-

ne parlo
tre,

ziose, delle pietre antiche e di altre

pie-

anche per uso

sacro, tenni proposi


i

sito a
ti

Gemma.
:

Si

possono vedere seguen-

autori

R. Rondt,

dimi historia,
laei,

Geminaruni et lapiHanoviae i6o5. A. Gor-

co figlio dell'imperatore Federico

I,

con-

Dactyliothecae seu variorum gern-

ferm
fice,
i

la

pace fatta con questi,

il

Pontequale

siciliani

ed

lombardi,

alla

rnarum itti solila scripturae cani Grnovi, Lugduni Rat. 1693. Gimma, Storia naturale delle gemine, pietre e di
ti
i

era stato presente in Venezia. In Latera-

lut-

no
di

assist all'assoluzionedi

Guglielmo re

minerali, ovvero della fsica

sotter-

scomunicato dall'arcivescovo York. Restituitosi Alessandro III in Roma, fu mediatore con altri cardinali
di Scozia,

ranea, Napoli 1730. Gemmaeveteris ad christianuin usura exsculptae brevis explanalio,

Romae

nella pace stipulata coi romani, e gli riusc

rent, Dissert.
gli antichi e

imprigionare V Antipapa Innocenzo


183.

732. Jannon de s. Lausopra le pietre preziose desopra il modo col quale fu1
.

III. Mor dopo essere intervenuto all'


lezione di Lucio III, circa
il 1

rono lavorale, Roma 1 7 5 1 Dissert. di Cortona t. 5 e 6. Duteus , Delle pietre

12

PIE
i

PIE
mezzi
grare
le
li

preziose e delle pietre fine, con

le pietre

sagre per incastrarle nelfissi

di conoscerle e di valutarle, Parigi 1776. A. Raineri, Sulle pietre preziose, Firenze


1

Mense

degli altari 'F.)


il

o portati-

8 1 8.

Ah med

Teifasci te,

Fior di pen-

mondo. L'altare portatile suole concedersi anche ai campi aperti


per tutto
in occasione d mietitura e di
cessit di

sieri sulle pietre preziose,

Firenze 18 18.

altre
le
il

Hay, Dei caratteri fisici delle pietre'preziose, Milano 18 19. Tommaso Belli, Catalogo della collezione di pietre usale dagli antichi per costruire ed adornare le loro fabbriche, ora posseduta dal conte Stefano Karoly, Pioma 1842. Marangoni, Delle cose gentilesche, parla degnarmi forestieri, quando introdotti in Roma,
loro miniere in diverse regioni e paesi
differenza tra
i

campagna, premesse tune cautele. Ogni vescovo ha


pietre degli
i

neoppordiritto

di consagrare le
la sola

altari per
limiti del-

propria diocesi, dentro


di

la

quale pu dar facolt

consagrarle

qualunque

altro vescovo,
I

ma sempre
vescovi e vi-

per uso della sua diocesi.


cari apostolici talvolta

pa

la

facolt di consagrare pietre


,

ottengono dal Paanche

marmi

orientali egli oc-

per altre diocesi e luoghi


proprio, sed

non ex jure
riti

cidentale

di quelli adoperati

per mendi

ex

speciali apostolica dele-

se di altari. Nel

capo 79, dell'uso

ogni

gallone. Delle cerimonie e

per

la

be-

qualunque sorta di marmi gentileschi per servigio e adornamento delle chiese


ni
;

nedizione de'foudamenti degli edifizi sacri

o profani,

dell'

imposizione della

1.

come
1

questi eziandio colle iscrizio-

alienare.
si

debbano conservarsi e non si possano marmi di qualunque sorta non


di

ove si scolpisce analoga iscrizione, con medaglie o altro, fatte anche dai
pietra,

Papi,
za
gi,
la

come

neile Porte sante (P.), e sen-

possono togliere dalle chiese, sotto pe-

benedizionedai principi e personag-

na
di

scomunica
narrai

di Sisto
i

IV. A Colonne
in

ne trattai principalmente ne'vol. XI,


38,

Roma

come romani ebbero


gli edifizi

p. ?-33 e seg. sino a 2

2^4

e 2 55, e

pregio di ornare

con

belli
le

marpie-

mi, e del loro gran trasporlo per


tre fine,

decorando
la

vari luoghi di

Roma

cogli Obelischi (V.). L'

Altare (V.) doal-

70 e 77 che ne' fondamenti si pongono anche monete, lo rimarcai nel voi. XLVI, p. 98 ed altrove. La nostra s. religione sanziona e benedice per mezzo
p.
:

XLIV,

ve

si

celebra

AJessa (Z7 .) deve essere

de'suoi ministri

le

opere dell'uomo, sem-

di pietra e

consagrato dal vescovo, o


sia
1'

pre che in esse nulla veda che tornar possa


spiacevole agli sguardi del suo diviuo autore.

meno

con una pietra consagrata in esso

inserita,

che

tanto ampia., che possa


ostia e la

comprendere

maggior parte

ivi nel

G. B. Lllathorne vie. gen. di Sidney 83G pubblic Le ceremonie della


1 :

del calice: chi celebra in altare senza pietra consagrala pecca

benedizione, e del posamenlo della pietra

mortalmente. Tansi

to nell'altare che nella pietra

racchiuprescrisi

dono
ve
il

le

reliquie de' santi,

come

Pontificale

romano,

perch

veri-

fichi ci

che

il

sacerdote sino da
dice nel baciare
1'

tempo
altare

immemorabile

all'introito della messa,

quorum

reliquiae

lue sunt. Vedasi


cri templi, p.
legi

il

Ratti, Trattato de* sai

fondamentale di una nuova chiesa, tradotte dal pontificale romano. 11 cardinal Ascanio M/Sforza vescovodi Pavia, rifabbricando nel 1488 il duomo, ne'fondaa menti vicino alla t. pietra fece porre due vasi, uno pieno di vino vermiglio, l' altro d'olio d' olivo. Benedetto XIII nel 728 pose solennemente la impietra fondamen1

53, dell'altare. Tra priviche ha sempre goduto e tuttora gode la patriarcale basilica Lateranense, come prima chiesa madie dell'orbe cattolico,

tale

avvi quello di concedere e consa-

per la chiesa di s. Claudio de' borgognoni (che descrissi nel voi. XXVI, p. 229) e pronunzi erudito sermone. Nella lamina ch'era dentro la pietra, l'iscrizione espresse averla collocata Benedet-

PIE
to XIII,
il

PIE
XV,
tems.

regnando
ilei

in

Francia Luigi
si

Petri; Grabio,

ad

Spic'degium

ss.

PP.

notne

santo cui

erigeva

il

p.

pio, e l'epoca. Inoltre pose nella pietra

una pigna dorata con ampolla


daglie, altre ne colloc
il

d'olio, tre

Agnus Dei grandi benedetti ed alcune mecardinal j'oli-

33o; Metrafaste in Cliron.j eCotelerio, Oper. ss. Apostol. t. i,p. 557, anno '- 4Clemente Alessandrino dice che essa riport la corona del martirio, avendola
Pietro

s.

medesimo
la

esortata a confessa:

gnac ambasciatore

di

Francia.
1.

re generosamente
p.

PIETRO
,

(s.),

Papa

Principe degli

736. G. Mayer
la

inde Strom. t. 7, scrisse la Dissertatisi.

Apostoli proto -vicario


terra.

di

Ges

Cristo in

theol.de apostolismaritis, e G. Schimdt


Dissert.

Grimae 1679;
theol.

Simone

figlio di

ni, della

trib di

Giona o GiovanNettali, nacque in Bel-

Irist,
l

de a-

postolis uxoris Jiabita


1

saida(F.), citt dell'alta Galilea, j5 miglia distanteda Gerusalemme, nella spon-

figlio,

da del mare

di Tiberiade.
s.

Stangelio, in
i,

Commentar, rei'.gest. le che 1' anno di sua


creazione del

Petti cap,

vuo-

Wittebergae ed una figlia detta Petronilla {V.), che alcuni meglio credono piuttosto figlia spirituale. 11 fratello Andrea, ch'era
stato

anno 'jo^.recusa, 734. Dalla moglieebbe un

nascita fosse della


,

23y8, della
d'Azio
ta
il
i

mondo 4o34 del diluvio fondazione di Roma yS^del'8., della

l'impero di Augusto

battaglia

2, 3 anni prima della Bea;

Vergine e 17 prima di Cristo ma se genuina sia questa cronologia, non qui


luogo da esaminarsi.

il primo chiamato da Ges Cristo, avendo incontrato Simone, gli disseaver trovato il Messia e lo condusse da Ges. Questi dopo averlo guardato gli disse: Voi siete Simone figlio di Giovanni, voi sarete chiamato d'ora in avanti Cefa, cio

Pietra (orupe).
so da
s.

Che Cefa
sia
s.

o Cefas ripre-

Ebbe
,

a fratello

s.

Paolo non

Pietro, per quan-

Andrea
lo

apostolo (delle cui reliquie para

to poi dir, sentimento di buoni autori:

Patrasso ove dissi del suo apostolato e morte, non che a Processione), di Ini

meglio

Clemente Alessandrino dice presso Eu-

sebio, Ilist. eccl. lib. 5, cap. 12, che. questo Cefas era

maggiore

in et,
;

secondo

s.

uno

de'

Epifanio, Haeresi 5f, 17 ma per la maggioranza di s. Pietro si dichiarano s.

avea

l'istesso

nome di

s.

72 Discepoli, che Pietro. Doroteo

di Tiro, in

Gio. Crisostomo, Homl.


5if)
1
;

5q

in

Matth.

p.

scipulos,

Synopsi de vita et morte dinomina questo Cefas fra' <ji diche a


s.

Cassiano,

De
1

Incarnat.

lib. 3,

cap.

scepoli, e avverte
la

lui fu

indirizzala

9 des. Andrea in Bibl. PP. Lugdun. t. 6, p. 61 1, e Reda inJoan. cap. 7, quali non vuole Baronio, An1; Proclo, orai.
i

riprensione
si

di

Paolo. L'istessa as-

serzione

legge nella

Cronaca d'Alessu que-

sandria, dove detto Cefas non che il5i.


discepolo. S.

nal. eccl. an. 3

,n. 2 3,

che in ci

si

an-

Girolamo scrivendo
s.

tepongano all'autorit di s. Epifanio, aggiungendo che se Pietro fu minore in et


ad Andrea, pel merito della confessione e
della fede fu
apostoli.

sto luogo di
2, dichiara

Paolo, inepist.

ad

Galat.

maggior

di lui e degli altri

che sulla fine del IV secolo l'opinione che s. Pietro non fosse il Cefas, cui s. Paolo resistette si fortemente,

Prima
in

dell'apostolato era
la

amlago

aveva

suoi partigiani fra'greci e latini


s.

mogliato, e dimorava con

moglie, pa-

lo stesso dice

Gregorio
s.

I.

L'autore di
atfer-

dre e suocera

Cafarnao
il

(/'.) sul

un' opera attribuita a

Anselmo

di Genesareth, facendo

pescatore co-

me

il

fratello,

ed attendendo
s.

mento

della famiglia.

al manteniSua moglie, figlia

sentimento era sparso nel suo tempo. Pinto gii clamino portoghese
abbraccia lo slesso parere in una dissertazione, e in ci fu seguito da Bartolo-

ma che questo

di Aristobolo, fratello di

Barnaba

a-

postolo, con diversi

presso

s.

nomi viene chiamata Massimo, in Comment. ad Ep.

meo

di

Cambray

in

un

trattalo del di-

giuno, ed a suo esempio pure dal p. Ardo-

t4

l'iE

PIE
Alcuni vogliono che
Pietro fossero del
di
s.
i

vino gesuita con ingegnosa dissertazione. La medesima sentenza fu sostenuta


dal p.Boucat dotto minimo, nel celebre

ss.

Andrea e
la santi-

numero

de'discepoli

do.

Battista, e

curavano
Il

suo Corso di teologia, e daMarcelIy in una sorbonica deli 726. Il celebre p. Calniet confessa che questa opinione avea
diviso gli antichi ne' primi secoli e che
si

citano

pei'

una che per

l'altra

parte

scrittori

ragguardevoli e della maggior

ferma primo avendo udito dal suo maestro a chiamare Ges, Agnello di Dio, si un a lui e si convulse ch'era il Redentore del mondo; indi sua prima cura fu come dissi di porficazione dell'anima propria'nella

espilazione del Messia.

Per quella per che nega esil Cefas ripreso da s. Paoio si dichiar con valore un anonimo con dotantichit.
s.

targli

il

fratello Pietro,
di

ser

Pietro

non men
lui,

vederlo che udirlo

che impaziente si rec da


fratelli

credette tosto in Ges. Cristo e visi

tissima dissertazione iuseritanel Trinili-

tratteune

un giorno; dopo diche


la fine

phe de la
dijjicults,

calholicit 011 reponses d'

un

ritornarono alla loro ordinaria occupazione della pesca. Circa


so anno, ch'era
il

protestane nouvellement

converti

aux

dello sles-

que

lui

propose sa soeursur

i. della

predicazione

la relgion pretendile reformej Paris

del Salvatore, questi

1742. Il p. Alessandro della Croce carmelitano scalzo in una dissertazione, super quaestionibus : . Quaenarn fuerit controversia Inter Cepharn et Paulum. 2. An Cephas iste a Paulo reprehensus
1

tro e

avendo veduto PieAndrea che lavavano le reti sulla sponda del lago, entr nella barca del primo per sottrarsi alla calca e da col si
mise a istruire
guito. Finito
il

il

popolo che lo avea se-

suo discorso disse Ges


s

fuerit Petrus ? ed la

i.

delle Disser-

a Pietro di gettar la rete e prese

gran
la

tazioni i storiche recitate in Brescia nel-

quantit
barca,

di pesci,

che non solo riemp


di

l'adunanza del conte Mazzucchelli


Brescia
1

t.

2,
a

ma

ancora quella

Giacomo

755; e

il

Zaccaria nella Dissert.


s.

Giovanni.

Come
la

su Cefa ripreso da

Paolo, eh'

1'

8.

pescalo tutta

che inutilmente avea notte e solo per ubbiprostr


a' piedi

delle sue Dissert. varie italiane


eccles. appartenenti,
t.

storia

dienza avea gettato la retej stupito Pietro del

i,p. ig5. Si pos-

prodigio,

si

di

sono inoltre consultare su questo punto le Dissert. dell' ab. Boileau che nel
in Parigi contro 1 7 1 3 ne pubblic una l'opinione del p. Ardovino; del p. Dau-

de nel

t.

IJist. unii: p.

336

ove

ri-

sponde ancora agli argomenti dello stesr so p. Ardovino: di mg. Deling e del p. Calmet, che tutti sostengono essere s.
Pietro
il

Ges esclamando: allontanatevi dame, o Signore, perch io sono un uomo peccato' e. Questa umilt lo rese degno di ricevere le maggiori grazie. Ges avendo detto a Pietro e ad Andrea di seguirlo, essi prontamente il fecero e con una disposizione
di

cuore cos perfetta, che

il

Cefas ripreso da

s.

Paolo.

Il

p.

primo biamo

lungamente disamina questo punto nel t. 1 de'suoi Annal. cccl. } come pure 1' autore dell'Apologia in difesa de' padri, che hanno supposto
Seccarelli filippino

Ecco,o Signore, che noi abtutto lasciato per seguir voi. II Salvatore in ricompensa promise loro 1' elerua beatitudine e la pace d'animo in
disse:

questa vita, e
essi
i

li

battezz colle sue mani;

poi battezzarono gli altri apostoli,


discepoli lo furono

essere sfato

s.

Pietro
s.

il

Crfas ripreso

70

ed da Pietro e da

pubblicamente da
ce nel 1768.

A Nome

Paolo, uscita in lude' Papi rilevai che

Giovanni. Che

s. Pietro si separ dalla moglie appena chiamato da Cristo, viven-

niuno per venerazione a s. Pietro ne volle assumere il nome, ed avendolo Io cambiarono.

do sempre continente,
versi padri
;

Io

asseriscono di-

si

veda Tertulliano,

De mo1.
1

nogamia

e.

8,s.

Girolamo aclv. Jovin.

PIE
e.

P
s.

E
il

5
il

^,eVepist. 22 ad Eustachio:

Gio.

apostolica

come esprime

simbolo,

Crisostomo, parlando della sua continenza, lo dichiara illustre

primato concesso
ovile e di

alla sola cattedra di

s.

modello
s.

di castit,
il

Pietro, l'unit della Chiesa, di

un

solo

De
il

virgin. e. 8?..
il

Che

Pietro fu

i.

un

sol pastore, di

un

solo ca-

a confessare

Salvatore, e

comech

fosse di

po; nelle
oltre

tre chiavi triplex coeleslium

pi giovane Ges
i

lo scelse in

capo

terrestrium, etinfernorum imperlimi. In-

s. EHaer. 5i, e. 17; S.Atanasio, Oalili. rat. 4 contro, Arianos; s. Ilario in cap. 16, 7 ; e s. Ambrogio, De Incan. Domin.myster. t. 4, cap. 4- Da detto momento Pietro e Andrea si unirono al loro di vin Maestro, e non lo lasciarono pi.

tutti

suoi discepoli, lo affermano

Ges dichiar
il

l'infallibilit di
i

Pie-

pifanio,

confermare nella Cede fratelli: Ego rogavi pr te, ut non defciat fides tua. Et tu ali quando conversus contro e

finila fratres tnos

perch

la

fede di lui

pregando appunto non si spengesse.

Pertanto Ges Cristo pose nella cattedra


di Pietro l'inespugnabile

Portatosi questi a Cafarnao,

vi

guar la

fondamento di
mistiche chiai

suocera
lilea.

di Pietro, e poi riti rossi nella


la

Ga-

sua Chiesa,
vi del

gli

consegn
cieli
,

le

Pasqua dell'anno suoi 12 3 1 di nostra era, Ges scelse apostoli, e fin dal cominciamento del loro collegio il i. posto e la preminenza
festa di
i

Dopo

regno de'

per cui

romani
il

Pontefici suoi Successori

hanno

Prii

mato sopra tutta la terra, sono veri Eicari di Ges Cristo, capi della Chiei

sugli altri fu assegnata a Pietro,

come

sa,

padri,

maestri di tutti

cristiani
3-2;

dichiarano
a
lui,

gli evangelisti

il
i

Salvatore
de'suoi

(Matt. xvi, 18 e ig; Luca xxn, 3i e

rivolgeva ordin;iriamente

suoi parlari

ed egli rispondeva a

nome

Conc. fior. gen. nel fine , decreto dell' unione). Nel pagare che fece Ges il
tributo per se e per Pietro, volle confer-

compagni. Ges Cristo sempre distinse


Pietro dagli
mise, circa
altri suoi discepoli, e gli

pro-

mare

il

principato e primato di questi


,

un anno prima
cura

della sua

mor-

te, di affidargli la

di tutta la C/j/e-

sa(F.), e glielo conferm appena risorto,

Questa preminenza sublime potere e indefettibilit, ben merit Pietro, imperocch il divin Maestro
sugli apostoli.

dopo aver voluto una testimonianza

essendo
vare
ti

fra

discepoli e

di

sua fede, del suo

amore per Iddio

e del

la fede,

mentre

essi

volendone proerano titubanlo

disse

suo zelo per la salvezza delle anime. Gli Pasci il mio ovile, pasci le mie pe:

e incerti nel dichiarare chi egli fosse,

s.

Pietro prendendo

la

parola

riconob-

core.

Tu

sei Pietro, e

sopra questa piete

tra edificher la
le chiavi del

mia Chiesa, a

dar

be pubblicamente senza glio unico di Dio e Dio


Cristo:

esitare pel Fistesso in

Ges
vivi.

regno de' cieli, e qualunque

Tu

es Christus Filius

Dei

cosa avrai legalo sopra la terra, sar


legata anche ne' cieli ; e

Nella Trasfigurazione

Ges

fece parte-

qualunque cosa
a, sar sciolta

cipe

di sua gloria

tre diletti discepoli

avrai sciolta sopra la

ieri

anche
le

ne'cieli.

Chiavi pontificie, con


s.

quali

venne rappresentato
articolo oltre
il

Pietro,,

Giacomo e Giovanni. Per ben due volte il suo ardente amore lo indusse a gufarsi nel mare percorrere incontro
Pietro,
;i

nel quale

potere spiri-

Ges, non potendo aspettare che


ca approdasse.
teso

la

bar-

tuale delle chiavi, spiegai perch


tro
si

s. Pietrova rappresentato con una, con

Quando
la

Pietro ebbe insua morte con


cuore, e pro-

da Ges predir
si

due

e altre volte con tre chiavi, coi loro

tutte le circostanze che l'accompagnaro-

significati.
teriis,
t.

Vedasi T01
p.

48,

re, De duohuspsal367, del Calogeri, che

no,

sent tutto
I'

fremere

il

tra le spiegazioni dice figurarsi in

una

chiave

la

Chiesa, una, santa, cattolica e

avrebbe abbandonato. Allorch prima dell'ultima cena Ges si mise a fargli la Lavanda de' piedi [f'.)_,

mise che mai

E
amore: questa
mento.
voi

PIE
triplice confessione ripa-

Come, o Signore, voi mi laverete i piedi ? No, io noi permetter giammai. isoXo si arrese quando il Salvatore l'accert, che senza questo non avrebbe parte con lui. Egli ebbe
grid tutto ad un
tratto:
il

r lo scandalo del suo triplice rinunzia-

Fu allora che Ges gli disse: .Se mi amate, prendete la cura di goi

vernare

vostri fratelli.

Dopo
la

di

che

gli

privilegio di seguirlo all'orto di Get-

predisse che

terminerebbe
la

vita

col

semani, ove con. Giacomo e Giovanni fu


ripreso dal Maestro peressersi

martirio e che

croce ne sarebbe lo strusi

addormenGiuspa-

mento. L'apostolo
di

rallegr,

sperando

tato. Gli ebrei, condotti dal perfido

espiare cos

il

suo peccalo. Gii apo-

da, essendosi impadroniti di Ges, Pietro, tulio

cuore e zelo, trasse fuori

la

della Galilea,

da o

il

coltello e fer

o tagli l'orecchia

a Malco, uno de'suoi persecutori,


fu ripreso dal Maestro.
vi
tal ferro, Io dissi
il

ma

ne

Dove

si

conser-

un monte apparve ad essi il Salvatore, e loro ordin che andassero a predicar l'Evangelo^.) a tutte le nazioni, promettendo loro di essere sino alla fine del
stoli

essendosi radunati sopra

nel voi. IV, p. 7.3.

mondo colla Chiesa di cui nuovamente dichiar capo


li

Mentre

Redentore nella sua passione


ai giudici,

s.

Pietro. Ritornali gli aposto-

era portato avanti

Pietro en-

in

Gerusalemme, io

giorni avanti la
l'ul-

tr in casa di Caifa, ove due fantesche

Pentecoste (^.),Ges. apparve adessi

rimproverarono d'essere discepolo di Ges, ma egli per debolezza neg due


gli

volte di conoscerlo: allora

il

gallo cant,

tima volta; raccomand loro di predicare il battesimo, la penitenza, e promise confermare con miracolila loro dottrina. Do-

secondo

la

predizione che avea fatto di


il

po
che

l'ascensione
i

gli

apostoli

sua caduta

Redentore. Un'ora dopo,


interpellazione, rinnov
il

nell'anno 3
fu
il

in concilio a
i

si adunarono Gerusalemme,

ad

altra simile

Ja negativa

con giuramento, ed
(a

gallo

esercit

primo di tutti il primo atto

concilii, e

Pietro

di

giurisdizioue
a-

cant
lo

di
si

nuovo

Possesso dico del galin tal

pontifcia,

propose loro l'elezione d'un


gli

che

presentava al Papa

funil

postolo in luogo di Giuda. Nel d della

zione).

Questo segno
in s stesso,

lece rientrare

col-

Pentecoste in cui

apostoli ricevettero
la

pevole

ed uno sguardo del-

nel cenacolo lo Spirilo santo, con

sa-

liedenlore lo fece piangere


e convert nella

amaramente

pienza eia cognizione delle lingue, Pietro pel


Jo.

pi perfetta maniera.

Pietro trafitto dal pi acuto dolore, lala compagnia, e die un libero sfogo alle sue lagrime, le quali dicesi formassero due solchi nelle sue gote, perch non cessarono finch visse: men

primo celebr la Messa ( V.> e Lami, De erudilione apostolorum,


in

sci subito

Florentiae 1738). Pietro consacr Gia-

como
l'anno

vescovo

di

Gerusalemme
I

e nel-

34
gli

celebr altro concilio in detta


giudei avendo
pel

citt nel cenacolo.

acrila

eziandio una vita mortificata, non

man-

cusati

apostoli di ubbriachi,

giando che radici o erbe di spiacevole sapore ed lupini, tranne certe occasioni
i

cevuto dono delle lingue, Pietro prese


parola,
li

giustific, fece solenne testimo-

in cui

si

cib di quanto

gli

venne pre-

nianza della risurrezione e ascensione del


Signore, e 3, 000 persone furono convertite e battezzate.

sentato.

Dopo

la

risurrezione

Ges ap-

parve

alla

Maddalena,

e nello stesso d

Alcuni giorni dopo re-

anche

a Pietro, esclusi gli altri apostoli,


la

assicurandolo che ne avea accettato


penitenza.

candosi Pietro con Giovanni nel tempio, sulla porta Speciosa risan un nato
storpio di

Lo

rivide sul lago di Tiberia-

de e per

tre volte gli

domand

se lo a-

prover

mava

pi. degli altri discepoli, cui rispo-

con un discorso rimmorte data a Ges e convert 8,000 persone. Con la sua

4o anni

al

popolo

la

se ch'egli

conosceva

la sincerit

del suo

ombra

e in

nome

di

Ges

Cristo egli

PIE
faceva miracoli.

PIE
la

.7

Lo
al

Spirito santo con


lui

nuovo
Il

divieto di predicare

Ges

Cristo.

sua grazia avca oneralo in


li

mirabiintre-

numero

cangiamenti
tini

coraggio e

all'

di quelli che credevano in Geaumentandosi ogni giorno, diversi saI

pidezza
zienza.

l'umilt, la dolcezza, la paa cedere agli altri


tutti gli

cerdoti abbracciarono la fede.


della parola di

trionfi

Sempre pronto
il

e ad umiliarsi innanzi a

uomini,

secuzione in
salvar la vita

Dio cagionarono una perGerusalemme. I fedeli per


si

dimenticava

grado che teneva nella


la

ritirarono in altri paesi,


fede;

Chiesa, solo esercitando

sua autorit
Dio.

ove sparsero

la

ma

gli

apostoli

ri-

quando
I

ci

andava

la gloria di
i

masero
re
i

in

Gerusalemme, per
che
vi

incoraggi-

sacerdoti ebrei ed

saducei, gelosi

fratelli

stavano nascosti. Di-

delle conversioni e miracoli di Pietro, lo

poi Pietro e Giovanni

andarono a Sai

fecero imprigionare con Giovanni, sotto

maria per rassodar


titi

nella fede

conver-

pretesto di prevenire sollevazioni. Condotti nel d seguente innanzi al sinedrio,

dal diacono Filippo, ed amministrar


la

loro

confermazione;

ivi

Pietro per la

Pietro dichiar che lo zoppo era guarito nel

nome

di

Ges, e come
il

giudici
si

non poterono negare


tentarono proibire
predicare in

prodigio,

condi

ai

due
:

apostoli

nome

del Salvatore.

Su che

Pietro francamente rispose

Pensate voi

stasi) se sia giusto obbedire

voi anzili-

prima volta combatt contro Simon mago (f-), e l'esort alla penitenza; in Lidda guar Enea paralitico da 8 anni. Passato in Joppe risuscit Tabi ta vedova ragguardevole; quindi avvertito da Dio con visione in Joppe, per mezzo del lenzuolo degli animali, conobbe chiaramente il
mistero della vocazione de'gentili alla fede, e per ordine d'

die a Dio. Indi


cenziati.
I

gli

apostoli furono

novelli cristiani

vivendo
i

in co-

non sospirando che beni eterni, ricchi vendevano le loro possessioni e ne mettevano il prezzo a pie degli apoe
i

mune

un angelo si rec in Cesarea per battezzarvi Cornelio, il i. de'gentili che prese tal sagramenlo. Per le disposizioni dell' imperatore Tiberio,
favorevoli ai cristiani, tornata la pace
alla Chiesa, gli apostoli
si

stoli,

perch se ne facesse un'eguale di:

stribuzione
glie,

ma A nania e
della

Saffira sua
si

mo-

dispersero per

come

avari, segretamente

riserba-

propagare

il

Cristianesimo [V.), comin-

rono parte

somma

ricavata. Pietro
,

ciando dalla Siria e dalle altre contrade


vicine alla Giudea. Pietro dalla Paletti'

istruito dal cielo di loro ipocrisia

rim-

prover ad essi severamente il fallo, e caddero morti a' suoi piedi. Intanto gli apostoli confermando la loro missione

na pass

nella Soria, nella cui metropoli


fiss egli la sede,

Antiochia [V.)

chiesa

con gran numero di miracoli, cacciando demonii e guareudo malati, ii gran sacerdote Caifa e
gli altri

che fu la metropoli di tutto l'oriente: s. Girolamo, Eusebio e gli altri antichi scrittori si accordano nell'affermare, che
a

capi del sinedrio

Antiochia fu

la

i.

seile di
s.
s.

s.

Pietro.
in

V.

dierono nelle furie, perch senza riguar-

Cattedra
chia.

e festa di

Pietro

Antio-

do

a'

loro divieti continuavano a prediil

Questa chiesa

Pietro govern

care

vangelo

fecero carcerare

gli

a-

postoli,

ma un

angelo nella notte avenle

per 7 anni continui, come si legge in s. Gregorio I, lib. 7, epist. 4o siccome in


:

do

loro aperto

porte della prigione,

essa

fedeli

furono chiamati cristiani ,


.
1

nel d seguente ricomparvero e predica-

giustamente ebbe a

pastore
il

il

princi-

rono Ges Cristo pubblicamente. Condotti poscia avanti ai magistrati, replica-

pe degli apostoli. Durante

suo goverin

no non

lasci di fare

diversi viaggi

rono ch'era d'uopo ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini tuttavia furono battuti con verghe e poi licenziati con
:

altri paesi,

per dilatare la conoscenza del


Cristo,

nome di Ges
de
ai gentili

annunziando

la f-

nelle provincie di Ponto,

Jv&>eKwani,

reo.

PIE
Verso l'anno
3.7

PIE
due edizioni fu eruditamente
nel
illustrata

Galazia, Cappadocia, Asia minore e Bilinia.

Pietro fu visita-

to in

Gerusalemme
i

ila s.
:

Paolo {V-),

col

quale pass
la

5 giorni

gli

raccont questi

1770 dall'abbate Costanzi e da molli r Cattedra e festa di s. Pietro altri. 7 in Roma. E' incontrastabile la venuta di
.

sua conversione e lo riconobbe capo

s.

Pietro in

Roma

che

vi
vi

predic, che

supremo della Chiesa. Nella divisione che


i

vi fu

martirizzato, che

fond

la

sede

discepoli fecero delle diverse provincie


il

per diffondere
la

vangelo, Pietro scelse


capitale dell'impero teatro di sue a-

citt di

Roma,

romano, per principale


assalire
il

ne fu i. vesccovo e Papaj ed appunto per questo, che Pioma chiamata dagli antichi concilii la sede di Pietro. Giunto questi in Roma fu alberpontificia e

postoliche fatiche, nell'intendimento di

demonio che ne avea


Io

fatto

il

centro della superstizione e dell'errore,

secondando
la

scopo della provvidenza,

galo nel rione Trastevere, vicino al luogo ove poi fu eretta la Chiesa di s. Cecilia, V. presso il Ponte rotto, nella ( casa dove oggi si danno gli esercizi spirituali, poi abitazione di
s.

quale avea alzato l'impero de' romala

Francesca ro(^.)

ni al pi alto

volare

grado di possanza, per agepropagazione dell' evangelo e


la

mana),
di sua
velli.

allora destinato agli Ebrei

volea porre
tropoli del

rocca della fede nella medi l

mondo, onde

potesse

intese

medesima trib, e molti ne conMa appena la capitale del mondo da lui pel primo predicarvi il vani

spargersi con maggiore rapidit ne' popoli soggetti al

gelo e cominci a riceverne

salutari lului

suo dominio, indi con1'

mi, Pudente senatore


vertilo, Io

romano da
ih

con-

quistare alla croce tutto

universo. Gli
si

condusse

sua casa nel vico

insormontabili ostacoli che

presenta-

Patrizio alle radici del Viminale, ove oggi la Chiesa di


ivi
s.

vano

all'ardito e vasto progetto,

non

fe-

Pudenzana
la
la
i

(^.),

cero che infiammare


Pietro recandosi a

Io zelo dell'apostolo.

esercitando (talvolta presso


s.

Clvc-

de
lia

in diversi luoghi,

ed in

Roma, piant la fecome a Pisa, in SiciNapoli (ove come dissi a queli

sa di

Prisca, F.)

suprema potest
sagra menti e di-

pontifcia,

celebrando divini misteri, ama' fedeli


i

ministrando
spensandovi

l'articolo

consagr il ."vescovo, celebran-

la

divina parola.

Da

questo

do
se

prima messa sull'altare che vi eresnel luogo ove fu poi edificata la chiela
s.

luogo

scrisse la

prima

lettera ai cristiani

dispersi nelle provincie nelle quali

sa di

Pietro

ad ararti) e

vi

giunse l'an-

no zjo o pi tardi nel ^5 circa, secondo Cuccagni e altri, ed a'i8 gennaio vi stabil la pontificia sua sede, trasferita

avea promulgato il vangelo; vi approv quello scritto da s. Marco sotto la di lui dettatura, vi ordin s. Lino e s. Cleto che
successero, e sped molti suoi discepoli

tiochia. Diversi protestanti

da Annegarono la

gli

a predicar la fede in diverse citt d'Italia

venuta di s. Pietro in Roma, fu per egregiamenle convinta la loro miscredenza da Panvinio, De adventu Pelri ad Urbein Romani, nella Biblot. del Roccaberti
llustr.
t.
t.

ed

isole adiacenti, nelle Gallie, in

Bre-

tagna e probabilmente nelle Spagne e


nell'Africa. Sulla
la

dimora

di

s.

Pietro nel-

casa di Pudente sono a vedersi Ba-

ij; da Schelstrate, Antquit.


i

ronio,
citato,

2, dissert. 3, cap.

e 2

da Fog-

Armai, Armai,
const.

eccl.
s.

ad

Petri

ad

an. 44; Costanzi an. fi ; Gae-

ginio,

De romano
i

divi Petri itinere et

tani in vita Gelas. II, in praef.j

Bened.

episcopalu, e/usque anliquissimis imaginibus, Florentiae


y4*

XI V,

84

in Ballar,

t.

i,p. 270,

5 ,

dal p. Calmet,

5o; Palazzi apostolici di

s.

Pudenza-

Comment. in Bibl. t. 8 dissert. de itn. roman. d. Petri p. 53g; da Cortese, De itinere roman. divi Petri, opera che dopo

na
s.

Prassede. Sulla dimora poi di Pietro e di s. Paolo presso la Chiesa di


e di
s.

s.

Maria in

via Lata, va letto quell'ai-

PIE
licolo e
s.

PIE
in

19
di

Paolo. Essendo

tro se ne assent di per esercitare il ministero apostolico in altre contrade d'Italia, massime le suburbane alla citt. Non pudubilarsi che s. Pietro abbia predicato il vangelo in
tutta l'Italia e in altre provinole d'occi-

Roma, Piequando in quando

l'apostolo vi
lit,

godeva profonda tranquilla chiesa

mentre

Gerusalemme

agitata per lui, tutta

si

diede a fervoro-

samente orare per ottenerne la liberazione, e fu da Dio esaudita. Scorse nuovamente molti paesi d'oriente, e vi fond dei vescovati, fondando la chiesa di Alessandria, di cui fece vescovo s. Marco. Cin-

dente;

alti

elianto dicasi di

s.

Paolo, in

molti luoghi. In tempo della persecuzio-

que anni dopo

suo ministero nelle grotte e cimiteri. Passati 7 anni dalla sua venuta in Roma e nel 5 di nostra era,

ne esercit pure

il

nostra, essendo

esilio /J9 56 dell'era morto Claudio, fece rilornoa Roma. Questa discrepanza di dail

suo

la

proviene da quelli che sostengono aver

altri

credono 44> P er editto dell'imperatore Claudio fu esiliato cogli altri Ebrei che si trovavano nella citt, per avere
molti di
essi fatto

S.Pietro fatto tre o pi viaggi da Gerusa-

lemme a Roma, cio che dopo essere giunto nella seconda,

clamori pei

felici

prosulla

nella
lone,

prima su
;

di

due o pi volte tornasse che pu vedersi il Fel-

gressi di Pietro e per le questioni

Dt

viaggi de

sommi

Pontefici p.

venuta del Messia da

lui

annunziata co-

In Pioma Pietro trov

Simon mago

me
tro

effettuata.
si

Verso questo tempo Pie-

trov presente alla morte della

Beata Vergine. Tornato nell'oriente e


concilio,

Gerusalemme, Pietro vi celebr il 3. ove a Paolo ed a Barnaba fu commessa la predicazione. In esso Piein

tro con autorit di


il

capo della Chiesa fu


a decidere la con-

i.

a parlare,

come
i

troversia contro

ccrintiani, sulle ossere-

vanze delle cerimonie mosaiche negli

che godeva il favore dell'imperatore Nerone, il quale era fanatico per le superstizioni della magia, come pure eravi ritornato s. Paolo. Avendo Simone promesso all'imperatore e al popolo, che sarebbesi innalzalo nell'aria per mezzo dei suoi angeli ossia demonii, pretendendo d'imitare l'ascensione di Cristo; mentre avea luogo il volo alla presenza di Nerone e di affollatissimo popolo, ss. Piei

brei e gentili convertili alla fede. Essen-

tro e Paolo

s'

inginocchiarono per fare

dosi recato in Antiochia, Pietro mangiando indifferentemente coi gentili convertiti,


le

orazione, e l'impostore abbandonato dai

demonii, cadde precipitosamente a terra,


si

senza osservare la distinzione deltralasci di farlo, per

fracass le

membra

e poi

carni prescritta dalla legge mosaica,

rato.

L'odio che Nerone portava


felici

mori dispeai due

sul ito

timore di

apostoli pei
in Pioma,
di
si

progressi del vangelo

dispiacere ai giudei di fresco arrivati da

aument per l'avvenimento


e die
i

Gerusalemme
lo lo riprese

fu per questo

che

s.

Pao-

Simone,

motivo

alla

sua perse-

pubblicamente, chiamandodi Cefa,

cuzione contro
li

cristiani, molti

de'qua-

lo col

nome

come

narrai diso-

gi ne avea sagrificati.
i

Ora
il

trapelan-

pra.

Mentre Pietro

visitava la chiesa di

do po

cristiani di

Roma che

crudele prinil

Gerusalemme afflitta dalla persecuzione di Erode Agrippa, zelantissimo deld'ordine suo e per morire pubblicamente fu messo in carcere, donde venne liberato pel ministero d'un angelo, che sciolte le catene.,
la

cipe meditava di avventarsi contro


della Chiesa,

ca-

legge giudaica,

farlo

anche per aver nelle sue prediche esortato il popolo alla custodia della castit, scongiurarono s. Pietro di
sottrarsi alla furia di quel mostro. Egli

ricus

dapprima

di farlo,

ma

alla fine si

lo
si

condusse fuori della prigione, come legge in Ad. Apost. xii, 4> 7> ad on-

arrese alle loro importunit amorevoli,


e si salv notte tempo, altri dicono dopo eh' era nel carcere Mamertino e col

ta

che 16 soldati

la

custodivano. In essa

ao

PIE
ss.

PIE
e
ne' voi.

Processo e Marti* favore de' custodi ninno, come dissi nel voi. XII, p. 8(3,
i

XXIIT,p.
s.

55,

eXLIV,p. i56.

parlando della
s.

fascietta della

gamba
s.

di

Paolo soffr innumerabili disagi^ vennero ambedue battuti con sferIvi

con

Pietro.

Giunto
il

fuori la porta

Seba-

ze, legati a

due colonne, cbe


s.

si

conserva-

stiano, incontr

per farlo

Redentore; ci bast retrocedere, e per quanto nar-

no

nella Chiesa di

Maria

in
si

Trasponvuole cbe

tina: per questo supplizio


solo
s.

rai nel voi. XIII, p.

35:

oltre a ci, in

Pietro Io patisse percb dovea esse-

questo luogo in tempo d'Adriano imperatore furono arsi vivi

re crocefisso, secondo le leggi romane, e

4>ooo
ivi

martiri,
eretta fu
rinrie-

onde

la cbiesina
s.

rotonda

non s. Paolo come cittadino romano. Condue apostoli al martirio, pi dannati


i i

delta ancbe di

Maria

delle

palme,

antichi scrittori dicono cbe avesse luogo

novata nel i536 dal cardinal Polo,


dificata nel

1610 dal sacerdote Ignazio


vi

si

a'29 giugno dell'anno 69, sul quale non accordano gli altri posteriori molti
,

Floriani da Castel Fidardo, cbe

pose

de'quali sono impugnati dal citato


gini
,

Fog-

una pietra simile a quella cbe


nella vicina chiesa di
s.

si

venera

che assegna

!'

anno 66

altri opi-

Sebastiano, per
l'

nando
gallo,

impronta de'suoi piedi: finalmente il cardinal Francesco Barberini nel 1687 ne rinnov la facciata. Le notizie si leggono nel Canavervi
il

Redentore

lasciato

pel 65. Novaes, Baronio e SanGesta de' Pont. t. 3, art. 13, rife-

riscono la morte di s. Pietro all'anno 69, epoca tuttavia incerta per mancanza di
sicuri

documenti.
i

cellieri,

Notizie del carcere


p.

Tulliano o
Pietro rien-

Nel luogo ove

due

apostoli

si

sepa-

M amcrtno
tr
di

68. Appena

s.

nella citt

fu arrestato per ordine

Nerone e condotto
ovvero

nel carcere

Mamers.

rarono per andare al martirio, cio fuori della Porta Ostiense, a sinistra della via che conduce alla basilica omonima, dopo
essersi abbracciali e
tati,

tino,

vi ritorn, in

unione con
1'

onoratamente salu-

Paolo, per aver questi convertito una con-

fu eretta

una

piccola cbiesa o cap-

cubina o meretrice (due dice


nio, Propil.

Ensche-

pella sotto la loro invocazione, e ne par-

ad

Act.

ss.

Maii, exerc. 4)

lano Panciroli, Tesori nascosti p.


e Piazza,

695;

dell'imperatore cbe ri era perdutamente

innamoralo, collera cbe crebbe nel


il

tiranno per aver poi Pietro guadagnato


a Cristo ancbe

Emerologio t. 1, p. 4^8, il quale dice ancora de'luogbi ove in Roma si venerano le loro reliquie, come a p. 4^5
e

suo coppiere. Di

al-

44'

P' IV die

la cbiesa all'

Ospizio
la

tre conversioni operate nel carcere dai

della
si

ss.

Trinit de* pellegrini,

quale

acqua scaturita prodigiosamente, cbe sebbene se ne tolga sempre si conserva allo stesss.

apostoli e battesimi fatti coli'

vede ornata

di pitture antiche nell'in-

terno, essendovi nell'esterno

lievo esprimente l'abbraccio di


de'ss. apostoli.

un bassoricongedo
al

so livello e tuttora

si

beve con divozione;

Giunto

s.

Pietro

luogo

e del carcere stesso convertito in luogo


sacro, parlai a

del supplizio,

domand

in grazia ai

mastes-

3o4, IX,

p.

Carcere e ne' voi. II, p. 5 1 e ^58, XLVII, p. i5g.


stette
s.

nigoldi di essere crocefisso capovolto,

slimandosi indegno di morire nella


sa

In questa prigione

Pietro lega-

guisa che

il

suo divino Maeslro, per


soffrire

to per circa 9 mesi con una catena, la quale poi prodigiosamente si unii a quel-

umilt e per pi

per amore

al

medesimo.
sulla croce

carnefici lo inchiodarono

con la quale era stato avvinto in Gerusalemme, destinandosi a custodirle la


la

o legarono con funi,


siasi

ma

probabile che

fatto l'uno e l'altro.

Chiesa di
agosto,

s.

Pietro in Finculis {V.), dei


si

Si dice ne'pontificali e calendari antichi

quali vincoli

stabil la festa nel

i.di

che

s.
il

Pietro fu crocefisso e seppellito so-

come

dissi a

Catene

di

s.

Pietro,

pra

Monte Faticano

(F.), nello stesso

PIE
luogo ov'
la

PIE
s.

21

Chiesa di

Pietro in Vali-

limenli o pie unioni fondati sotto la lo-

cano t V. (ove parlo di tante cose che riguardano il culto del s. apostolo e della
lesta di stia dedicazione),

ro invocazione,
i

come

le sedi vescovili,

ed

cavalieri dis. Pietro edis. Paolo, ordini

come

voglio-

equestri pontiicii ora

no Arrighi
con molti

e Bosio,

Roma

subterranea,

s.

non pi esistenti. Paolo narrai che subito dopo il losi

ad an. Monte

altri. 11 Baroni o, Annal. eccl., 69, n. iG, riferisce che fu sul Gianicolo (V.), seguito da altri, nel sito dove fu eretta la Chiesa di s.

ro martirio
stolico

celebr

la festa

nel giorno

in cui lo patirono;

Papa s. n che a'29 giugno


brasse
stoli,

con decreto apoGregorio I del 390 ordinella Chiesa


si

ma

cele-

Pietro Molitorio (V-). Di

tali
i

luoghi e

la festa

memoria
si

de'

due apofe-

perch
li,

vi

furono martirizzati

come

del giorno, resi ragione

dueapoanche

massime

nella basilica Vaticana, e

che nel d seguente


sta della

facesse special

ne' volumi che citer, ne'qualisi potr leg-

Commemorazione
Paolo

di

s.

'Paolo

gere

come

il

corpo di

s.

Pietro fu sepol-

(della quale e della festa della Conversio-

to nel sito ov' la sua Confessione (dicesi

ne di
to),

s.

alla sua biografia netrat-

dai giudei convertiti che abitavano quel

come afferma Micrologo,


t.

nella Bibl.
i

rione), e quello di

sotto l'altare

Paolo egualmente della propria Confessione^


s.

PP.

18, cap. 42.

Come

il

Papa,

car-

dinali

ed

prelati celebrino tali feste so-

come furono
riposti neile

rubati dai greci orientali e

lenni, lo dissi ne' voi. IX, p.

70,78, i4o,

catacombe

di

s.

Sebastiano,

i4 9 e seg; XII,
p.
1

p.

225e 226; XXXIV,

indi restituiti alle loro basiliche, posse-

54

dendo ciascuna met

del corpo de'

due

to

XIV

in un a quanto decret Benedetper Ronia^onde rendere pi so-

apostoli, sebbene molti sostengano che


nella basilica Vaticana vi sia
di
s.
il

lenne
gli

la loro

ottava, con celebrarsi ne-

solo corpo

8 giorni

in altrettante chiese, cio in

Pietro, e quello di

stia nella

Chiesa di
/-'.).

Ostiense^

s. Paolo (F.) Paolo nella via Queste due patriarcali ba-

quelle che conservano qualche


de' principi degli apostoli,

memoria

s.

mentre come
129, col breve
Bull.

pur

dissi nel voi.

XVI,
1

p.

siliche, per
sori,

contenere

inestimabili tete-

Cum omnium,
Magn.
le
t.

de'

6 ottobre 1 743>

furono sempre oggetto della pi


di tutte le nazioni,

16, p. i5j, dispose ancora

che

nera divozione
dichiarai a

come
(F.).

Confraternite di

Lnina Apostolo rum


ss.

processione a

Roma si recassero in dette chiese. A FuocOj par-

Per
si

le

Teste de'

Pietro e Paolo [F.)

venerano nella Chiesa di s. Giovanni in Laierano {V.). Argomento che trat-

lando delle dimostrazioni di allegrezza pubblica, che per la festa de' ss. Pietro
e Paolo
si fanno in Roma, indicai l'illuminazione della cupola Vaticana e girandola di Castel s. Angelo. Vogliono alcuni che s. Pietro quando

234; XII, p. 204 a 208, 235 a 238, 248 a 25o e 263; XIII, p. 35e 36, 60, 6r, 148, 149 e '5>o; XXIII, p.279,e XXXII, p. 283, ed altrove. Deltai ne' voi.

X,

p.

sortii

il

glorioso martirio fosse allora in


anni,

le altre principali reliquie de' ss.

Pietro

et di

86

come

Stengelio, in Coni'

Paolo ne parlo u* luoghi ove si venerano, ed a s. Paolo; cos delle loro vesti
e
agli articoli di queste.

meni. rer.
altri

gesl. d. Petri, cap.


1.

49? e Bel-

larmino, Desumili. Pont.


hh.

2, e. 9, n. 7;

Innumerabili poi

dicono 80, come Santorio, Fitae


Petri et Pauli,

sono

gli articoli

riguardanti questi due

Romae

1597,

p.

4 rJ

principi degli apostoli (oltre quelli qui


distinti

con carattere corsivo), principali


dell'alma
i

protettori della Chiesa, della sede apostolica e

Roma; come

innu-

merabili sono

luoghi sacri e

pii stabi-

67 anni, con Euscheuio, Ada ss. /unii, t. 5, coinment. praevio de ss. Petro et Paolo 2, n. io, ci che ilNovaes crede il pi probabile. Govern s. Pietro la Chiesa 2 5 anni, uu mese e 8
ed
altri

22
giorni.
Il

PIE
Baronio ad an.
la

P1E
fir).

bio in Chron.,e

con Eusepi ricevuta opinione,


t.

appresso Sangallo, Gesta de' Pont.

3, p.

ioo,d.io,
tro
il

109, n. r,assegnaas. Piepontificato di 24 anni, 4 mesi e i5


p.

Siro ( che Costantino con quella di s. Paolo trov eguali a quelle apparsegli), che fu espressa in musaico nell'arco trionfale della basilica Liberiana, d'ordine
1

giorni.

Quanto

agli anni dell'apostolato,

Abbiamo di Bernardino Mezzadri, Disseti, criticonistorica de vigiliti quinque annis romanae Petti cathedrae adversus utrumque Pagium, Roalcuni dicono 35.

juae 1^50. Anche Vignoli, nel Liber Poti'


tifcalis dell'Anastasio,

dici Vaticani, assegna a


tificato della cattedra
ni,

appoggiato a'cos. Pietro il pondi 25 anconchiude che

il 43o, e nelle Chiese Prassede e di s. Cecilia, da s. Pasquale I, ed il perfetto ritratto del principe degli apostoli, secondo che afferma Adriano I aeW'epist. a Carlo Magno, presso Labb, Concilior. t. 7, p. qi5. Laonde il Bianchini prese occasione di avvertire la licenza di quei pittori, che dipingevano calvo il s. apostolo. Abbiamo

di

s.

Sisto III, verso

di

s.

romana

dal Baronio, che le immagini de'ss. Pie-

un mese

giorni., e

questa per
ne, giacche

lui la
i

pi probabile opiniocodici

tutti

concordano nei

25
ai
ti,

anni, sebbene discordino nel

numesi

Paolo mostrate da s. Silvestro a si conservano nella basilica Vaticana. A Aerina s. Agostino che gi a suo tempo si solevano dipingere due
tro e

Costantino

ro de' mesi e de' giorni.

favola che

apostoli tenendo in

mezzo

il

Salvatore

Papi nella loro Coronazione

can-

questo
teriali,

si

pratic ancora ne' vetri

cimiari-

non videbis annos Petti; certo che niuno arriv agli anni del suo Pontifi-

con diverse rappresentazioni,


gli

che simboliche. Vedasi


lo,

autori che seri S*

cato,

come

dimostro, a quell'articolo. In
s.

sero sulle immagini de'ss. Pietro e Paonel voi.

due ordinazioni

Pietro cre 5 vescovi,


s.

XLII,

p.

38, e Luigi Poli-

io preti e 7 diaconi. Era


di volto assai bianco,
pelli della testa e
i

Pietro alto

dori, Dissert. sulle

di statura o giusta e dritta,

ma

gracile;
i

tro e

immagini de'ss. PiePaolo, Milano i834- A Pallio e in


ragionai delle vesti adopera-

ma

scolorito;

cali

altri articoli

peli della

barba

a-

te dagli apostoli.

Delle immagini de'

ss.

vea

folti, ricci

e corti, e calvo dal

mezzo

Pietro e Paolo ne parlo in molti articoa Monete, Medaglie, s. PaoStendardo, Sigillo, e descrivendo le chiese loro dedica te, ed ancora ne' voi. XII,
li,

del capo verso la fronte; gli occhi neri,

non che

ma

rossi e

sanguigni all'intorno dal con-

lo,

tinuo piangere, le ciglia inarcate e spogliate,

ed il naso lungo e curvo, non pel acuto in punta, ma piuttosto finoeschiac-

p.

n,

XVIII,

p.

3i5e
s.

3 16,

XXXIV,

p. 8,

io, 11, 16.

ciato,
lib. 2,

come
cap.
j

lo

descrive INiceforo, Hislor.

Si attribuiscono a

Pietro un Evan-

7, lib. 3, cap. 37, citato dal

gelio (V.), alcuni Alti, ed un'Apocalisse,

Rinaldi, Annal. eccl. an. 6q, n.3 1. Vedasi Foggini, De rom. d. Pelri itinere,

na

un'opera sulla predicazione ossia dottridi s. Pietro, ed un giudizio; ma quandi questi libri

imaSe s. Pietro fu tosato ne' capelli, ond'ebbe origine la Tonsura de Capelli, lo dico a tali articoli. Vi sono antichissime immagini di s. Pietro, le quali lo rappresentano co' capelli ricantiquiss.Jctis pictisque d. Petti
ginib. p.
1

de

tunque alcuni
citati

sieno stati

453

e seg.

da qualche padre della Chiesa, e bench sia stata permessa per qualche

tempo

la

lettura del vangelo


tali

che

gli

ve-

niva attribuito, ve
dirsi della

opere sono general-

mente considerate
nome,

apocrife.

Lo stesso
il

de-

ci

come

la

barba,

ma

senza principio di

liturgia
il

che porta

suo
45,
di
s.

calvezza.
p. 128,

11 Bianchini, in Anastasio t. 3, ne produsse una conservata nel-

ma
s.

va Ietto

voi.

XXXIX, p.

49

54; e di una prelesa epistola

la chiesa

romana

nel

tempo

di

s.

Silve-

Pietro a

Clemente

I,

tradotta in elio-

PIE
pico; bens
fedeli

sono

sue

le belle epistole ai

torio,

P1E ?.3 Romae 5o7 Teodoro Bibliandro


1 ;

di

Bil'mia,

Ponlo, Galazia, Asia,

luterano, Basileae

55o Gaspare Odon;

Cappadocia ec, sugli ebrei e gentili concertiti, con salutari avvertimenti ed esoi fazioni

zio tedesco in versi, Allorfii

584; Carlo

Slengelio benedettino tedesco, nel 1620.


scozzese di

perseverare nella
Epistole di s.

dottrina

degli apostoli e nella pratica delle

opere, lodando

\'

buone Paolo (F.).


la
Il

Ab. Luigi Cuccagni lettore del collegio Roma, Vita dis. Pietro princi-

3Non pare ebe

s.

Pietro abbia scritto

pe degli apostoli, cavata dalla sacra scrittura ed illustrata colle considerazioni dei
ss.

2/ sua lettera nel carcere di Roma. principe degli apostoli fu potente in


:

Padri,

Roma

777, e poi coll'aggiuu-

o-

pere ed in parole, lasci ogni cosa per seguir Ges Cristo, ebe am tanto s.
Gio. Crisostomo lo cbiama corifeo del

tomi, Venezia 1782, opera molto stimata. Ed il Palafox scrisse,


ta di 2
altri

Eccellenze di
tomi.

s.

Pietro,

Roma 1788
s.

in 3

coro apostolico, bocca di tutti gli apostoli, lesta e capo di quella santa famiglia, prefetto di tutto
il

morte del sede romana non vac, e


la

Dopo

apostolo la
successe
i

gli

s.

Lino,
tejici

al

quale senza interruzione

Pori-

mondo,

salda
della

pietra della fede e

il

fondamento

Cbiesa.
co,
s.

Come
si

capo del collegio apostolirivolse a lui, a preferen-

romani successori di s. Pietro. di Lampsaco (s.), martire. Giovine fornito delle pi egregie doti

PIETRO

Paolo
i.

dello

spirito,

ed assai commendevole
vi-

za di tutti
postoli e

gli altri. 11

principe degli a-

per

la

sua fede e virt. Preso uelle

romano sommo Pontefice

cinanze di Lampsaco, citt dell'Asia minore, durante


quale,
la

vive e presiede ne'suoi successori, la cui

persecuzione di Decio,
interrogalo, gli

sublime dignit non viene meno in uiun suo erede, avvegnacb indegno, come dicbiar
s.

fu condotto davanti al proconsolo Ottiino,


il

dopo averlo
di

Leone

I,

Senti,

in anniv. as-

comand

di sagrificare a

Venere. Rifiugli

sumpt.

Considerando Ennodio la vita santissima de' Pontefici romani, dicbiar ebe i meriti della vita di s. Pietro venivano trasfusi ne' suoi successosiine.

tando Pietro

eseguire

ordini del
la

proconsolo, sofferse intrepido

tortura

della ruota, quindi fu decapitato. Altri


tre cristiani

furono condotti davanti

al

ri.

A Mano, come
1

avvertii nel voi.

XLVI,

proconsolo, Andrea, Paolo e Nicotuaco.

p.

12, dilucidai l'errore di conio o di


s.

L'ultimo
raggio
i

di essi solFr

da prima con copoi


si

pitture o altro, di porre


la sinistra di
s.

Pietro al-

tormenti,

ma

lasci vinla

Paolo, dichiarando co-

cere e perdette miseramente

palma.

anticamente la parte sinistra fu tenuta pi degna: ivi parlai ancora degli scrittori delle

me

Una

vergine per

nome

Dionigia, confes-

immagini de'
citati

ss.

Pietro

sando d'esser cristiana, sottentr in di lui vece. Il giorno appresso Andrea e


Paolo, dopo essere
stati

e Paolo. Oltre
la vita di
s.

autori, scrissero
7, cassinese
t.

vergheggiati^ fu-

Pietro, Egesippo, nel

rono abbandonati
citt,
lia
li

alla

ciurmaglia, che
fuori della

Biblioth.

PP.j Amato monaco

legatili pei piedi e trascinati

e vescovo, con
rizz a
s.

libri iu versi

che indi-

lapid. Dionigia, che data iu ba-

Gregorio VII; Alessandro Ca-

a due perduti giovani, aveva consercirca l'anno 25o.


fa

praia gesuita bolognese; Alfonso Salme-

vata la castit, venne decapitata. Ci av-

ron pur gesuita, Opere t. 12, traci. 60, Coloniae i5i4i A nnibaldoCeccano cardinal vescovo di Frascati iu versi
;

venne
tiri
il

Il

martirologio
santi

romano

Fran-

menzione di questi giorno i5 di maggio.

mar-

cesco Bosio di

Gubbio

filippino; Federi-

PIETRO BALSAMO
Oriundo dal
Palestina, fu preso a

(s.),

martire.

co Nausia vescovo di Vienna d'Austria,

territorio di Eleuteropoli in

Panigarda, Veuetiis i5y5; Paolo San-

Aulona durante

la

24

PIE
di

PIE
Massimino Daia, ch'era venuto in Alessandria, e da esso condannalo a mocoi

persecuzione di Massiruino e condotto a Severo governatore della provincia, il

quale dopo avergli fatto subire


deli
agli dei,

pi cru-

rire senza ninna formalit, fu decapitato

tormenti per indurlo a sagrifcare

insieme

preti Fausto,

Dione ed
fa la

Amcom-

secondo l'editto dell'imperatore, senra aver potuto vincere la sua eroica


costanza, ordin che (osse appeso ad
croce. In questa

monio.

Il

martirologio

romano

una
suo

maniera consum
3
i

il

martirio verso
logio

il

naio, in cui egli

giorno 3 di gen onorato nel martiroi,


il

memorazione del suo martirio e di quello de'suoi compagni il giorno 26 novembre. Egli compose diverse opere che non abbiamo pi concilii di Efeso e di Calcedonia pongono alcuni passi del suo libro
:

romano ed
(s.),

in quello di

Beda.

sulla Divinit,

ci

sono anche rimasti

PIETRO
la

martire. Esorcista delpat


il

alcuni frammenti del suo trattato della

chiesa di

Roma,

martirio nella

Pasqua.

persecuzione di Diocleziano circa l'anno

PIETRO
timo de'dieci
meli;!,

(s.),

vescovo di Sebaste. UlBasilio e di


s.

3o4,col prete s. Marcellino (f/ -)- In Roma vi sono due Chiese de' ss. Marcelli-

figli di s.

Eni-

no

e Pietro; della

suburbana parlo pu-

re in altri luoghi relativi.

PIETRO (s.),
ne
cristiana
,

vescovo d'Alessandria,

martire. Eccellente dottore della religio-

ed ammirabile per

la

sua

virt e sapere, siccome attesta Eusebio;

succedette a

dria l'anno 3oo.

Teona sulla sede d'AlessanGovern la sua chiesa

con eminente
e

santit, e mostr coraggio prudenza nella violenta persecuzione

perde suo padre essendo ancora in fascie e fu educato da s. Macrina sua sorella. Poscia entr nel monastero che era governato da s. Basilio suo fratello, al quale successe nel 362. Per molti anni esercit gli uffizi di abbate con prudenza e virt, e dimostr la sua carit nella carestia che afflisse il Ponto e la Cappadocia. S. Basilio, che nel 3^o fu eletto vescovo di Cesarea in Cappadocia, l'ordin prete, ed egli applicossi con

di Diocleziano e de'suoi successori, esten-

raddoppiamento
cizi di piet

di fervore a' suoi eser-

dendo

le

sue cure su tutte

le

chiese del-

l'Egitto, della Tebaide e della Libia, che erano sotto la sua giurisdizione. Convoc un concilio, nel quale fu deposto Me-

ed ai doveri del suo ministero. Divenuto vescovo di Sebaste nel 38o,


trov
la

sua diocesi infetta

dall' arianelui

simo, e nessuno era pi acconcio di


a rimettere la verit sopra
l'errore.
le

vescovo di Licopoli nella Tebaide, convinto di avere apostatato e commessi


lezio
altri misfatti.

rovine del-

Intervenne

al

concilio generale

Costui sparse varie calun-

nie contro il vescovo d'Alessandria, si separ dalla sua comunione e die origine allo scisma dei Meleziani [V.)', ordi-

38 1, e sottoscrisse cogli altri vescovi la condanna de'seguaci di Macedonio, che negavano la divinit dello Spirito santo. La storia non ci
di Costantinopoli del

n vescovi del suo

partito, e

ne pose uno

rammenta
episcopato;

ci ch'egli fece

durante

il

suo

sino nella diocesi d' Alessandria. Queste

ma
si

tutta l'antichit concorda


rese
la

sue usurpazioni restarono impunite, per-

nel dire, che


la

commendevole per
sua prudenza e pel
il 387, menzio-

ch
si

s.

Pietro era costretto a nasconder-

sua santit, per


zelo.

per salvarsi dal furore della persecus.

suo
ed
il

Mor

al

pi tardi verso

zione. Riferisce

Epifanio ches. Pietro


il

martirologio
di

romano ne

fa

fu imprigionato per la fede sotto

regno

ne a'9

gennaio.
(s),
arci-

diDiocleziano, opiultostodi Galerio Mas-

PIETRO GRISOLOGO

simiano;
t.
il

ma

poco dopo riebbe


1

la liber-

vescovo di Ravenna. Nato in Imola, pro-

Rinnovatasi nel 3

la

persecuzione,

santo vescovo fu arrestato per ordine

babilmente dalla famiglia Avenali (Al1 berghetti, Storia d'Imola par. 3.' p. 5,

PIE
clic

PIE
corsi

a5
tra Calais

corregge

gli

errori

nella sto-

Agostino. Passando in Francia nel 608,


per nel golfo di

ria di

lettere e ordinalo diacono

questo santo); fu istruito nelle sacre da Cornelio


citt, sotto la cui
le

Ambleteuse
di

e boulogne.

martirologi

Francia e

vescovo di questa
sioni ed

guida

d'Inghilterra ne fanno ricordanza sotto


il

apprese per tempo a domare


rit l'arcidiaconato

sue pas-

giorno 6 di gennaio.

avanzare nella perfezione, e me-

PIETRO NOLASCO
dell'ordine della
gli

(s.),

fondatore

bracci poi lo

d'Imola (V-)> Abe non stato monastico


,

schiavi.

Mercede pel riscatto deV. Mercede, ordine reale,


(s.),

usc dalla solitudine che

quando

di

27

militare e religioso.

anni
sa

gli

fu affidato
,

il

governo

della chie-

PIETRO D'ALCANTARA
gioso dell'ordine di
si
il

reli-

di

Ravenna
il

di cui fu eletto vesco-

s.
1

Francesco. Veda1

vo circa
Egli
si

433, per volere

di Sisto

III.

voi.

XXVI,

p.

e seg.
(s.).

diede con

sommo
si

zelo a rifor-

PIETRO DAMIANI
Damiani, cardinale.

V.

s.

Pier

mare

molti abusi che

erano introdelle suil

dotti, ad estirpare gli avanzi


perstizioni pagane,

PIETRO

(s.),

arcivescovo di Tarannel

ad

istruire

suo po-

tasia in Savoia.

polo ed edificarlo colla santit de' suoi esempi. A confutazione degli ariani, manichei, novaziani, pelagiani, donatisti, nesloriani, ed a sostegno della
gelica,

genitori di mediocre fortuna,

nenti

virt.

Debbiato da ma di emiFatto con molto onore il


volle segregarsi

Nacque

corso degli studi,

dal
l'a-

morale evan

mondo, ed
il

in et di

20 anni prese
i

nonch

delie verit rivelate, scris-

bito nel monastero ch'era slato fondato

molte robustissime opere, nella maggior parte perdute, solo restando alcune
se

11173 Donnevaux, cui religiosi vivevano sotto la regola che s. Rernardo


avea posto a Chiaravalie. Pietro abbracci con tutto il fervore e con tuttala conle austerit di quell'istituto, n alcuno possedeva pi di lui l'obbedienza, la modestia e l'umilt. Non aveva ancora 3o anni compiuti, che fu nominato abbate del nuovo monastero di Tamies,

omelie,

la

risposta data da lui a

Eoliche

eresiarca, alcuni sermoni de'i83 che gli


si

attribuiscono dal

p.

Pauli

ne' quali

tentezza

spontaneo apparisce l'uso della Scrittura,


stile

elegante e armonioso, frase fluida e


gli
,

sempre aurea, che


titolo di

Grisologo

merit dai greci il aureo nel discorso:

opinano alcuni critici, che tuttavia non debbansi riguardare come modelli della
vera eloquenza, bens sono assai istruttivi.

nella diocesi di
cogli aiuti di
ia,

Tarantasia
III

nel quale,

Nel

44^ accolse con molto rispetto s. Germano di Auxerre, ch'erasi recato a Ragli

di Savofond uno spedale pei forestieri e poveri malati, the pigliava piacere in ser-

Amedeo

duca

venna;

rese eziaudio grandi onori do-

po la sua morte, e non gli sopravvisse lungo tempo. Secondo la pi probabile


opinione egli mor ad Imola il 2 dicembre del 45o. Fu seppellito nella chiesa di
s.Cassiano, dov' ancora
te delle
si

Rimasta vacante la sede arcivescovile di Tarantasia, I' abbate i4^ fu eletto ad occuparla: Pietro nel
vire egli stesso.
1

egli

per ricusava questa dignit,


il

ma

s.

Bernardo e
za

capitolo generale del suo

ordine l'obbligarono ad accettarla. Sen-

sue reliquie,

maggior parmentre a Ravenna


la

mutare
i

in nulla la semplicit

ed au-

sterit della vita


tutti
si

monastica,

egli rivolse

custodisce un suo braccio.

Si celebra

suoi sforzi per correggere gli abu-

la

sua

festa a' 2 di
(s.),

PIETRO
Allievo del
de, fu
il

dicembre. abbate in Inghilterra.

eh' eransi introdotti nella sua chiesa,


la

e farvi borire

disciplina e lo spirito di

Papa

s.

Gregorio
di
s.

i.

abbate

GranPietro di Can1
il
il

piet. Provedelle eziandio

con

pii

stabi-

limenti alla educazione della giovent

lorbery, che prese poscia

nome

di

s.

ed

al

sollievo de' poveri;

ripar molte

26
chiese, e stabil
esercizi religiosi

PIE
per tutto
e la
il
l'

PIE
amore
agli

miglia,

nacque

esteriore.

Rimesso

decenza del cullo buon ordine nella

t del regno di

1 igo in Aslorga, citLeone in Ispagna, e do-

nel

tato di singolare penetrazione di spirito


fece rapidi progressi negli studi.

sua diocesi, desiderando di vivere nella solitudine e di sottrarsi agli onori che da

Avendo
il

abbracciato

lo stato ecclesiastico,
gli

vesco-

venivano, avendogli Dio concesso anche ii dono dei miracoli, scomogni parte
gli

vo
la

di

Astorga suo zio

procur un cagli

nonicato nella cattedrale, indi

confer

parve tutto ad un tratto nel 55, e si ritir in un monastero di cisterciensi in Germania, ove non era conosciuto. Fu per scoperto e costretto tornare alla sua
i

dignit di decano del capitolo.


la

Comsoli-

prendendo
si

vanit delle cose

mondane,

ritir a

Palencia per vivere nella

tudine e nella pratica dell'orazione e della


s.

chiesa, ove fu accolto co'pi vivi segni di

penitenza. Entralo poi nell'ordine di

giubilo. Egli riprese le sue funzioni con

Domenico,

si

dedic
ali

al

ministero del-

nuovo ardore,

sempre pieno

di carit

la

predicazione e

istruzione de'fedeli

pei poveri, sovveniva ai loro bisogni, a-

con abbondanti

frutti.

Giovossi della con,

limentando specialmente
111

colle sue limo-

fidenza del pio re Ferdinando III

che

osi ne gli

abitanti delle

montagne

nei

accompagn
tro
i

in tutte le

sue spedizioni conla

3 mesi prima della messe; e fond degli

mori, per procurare


i

gloria di Dio,

spedali sulle Alpi a benefizio

deman-

e riformare corte e fra

disordini che regnavano alla

danti.

Fu

egli quasi

il

solo suddito del-

le

truppe.

La presa
al

di

l'impero che osasse dichiararsi in favore


di

dova aperse un vasto campo


lo,

Corsuo ze-

Papa Alessandro

111,

contro l'antipapa

moderando
:

egli

l'empito de'vincitori,

Vittore

IV

detto

ch'era sostenutodalI.

l'imperatore Federico
il

Non limitando

suo zelo alla sola sua diocesi, annunzi la divina parola in Alsazia, in Borgogna,
in

moschee in altrettante chiese la grande moschea di Cordova, la pi famosa di quante erano in Ispagna,
e convertendo le
fu
le

da

lui

tramutata

in cattedrale.
la corte,

Vola-

Lorena
il
il

e in diverse contrade
la

finalmente lasciare

per dedi-

d'Italia.
i

Essendosi riaccesa

guerra nel
santo pre-

carsi all'istruzione dei poveri e degli

170

tra

re di Francia e quello d'In-

bitatori delle

ghilterra,

Papa

incaric

il

Tuy
ni
si

e di

campagne. Nelle diocesi di Compostela le sue predicazio-

lato di metter la pace tra questi


cipi,

due prin-

produssero pi che altrove maravigliofrutti, e

so,

il che esegu egli con felice succesed ottenne eziandio che essi facesse-

acquistarono maggior forza dai

miracoli che Dio fece operare al suo ser-

ro tenere dei concilii nei loro

stati

per-

vo

fedele.

Gonzales aveva un'attitudine

ch Alessandro III vi fosse riconosciuto per legittimo Papa. Un' altra volta fu

particolare per ispiegare e far

amare

ai

poveri
cercare

le
i

verit della salute;

andava a

mandato

dal

Papa

al re d' Inghilterra,

marinari sui loro

vascelli, cre-

per riconciliare questo principe con suo figlio, ma questa deputazione non ebbe il risultato che si sperava. Al suo tornare in Savoia, cadde malato e mor nella
badia
ciensi
di Bellevaux. dell'ordine de'cister-

dendoli bisognosi in
fatiche del suo zelo,
strarli finch visse.

modo
Perci

speciale delle
di

n cess
i

ammae-

marinari di

Spagna
le

e di Portogallo lo

invocano nel-

Papa

174, in et di 73 anni. neh 191, e la sua festa si celebra il giorno 8 di maggio. PIETRO GONZALES(s.), volgarmenl'anno
1

tempeste, e sperimentarono frequentemente il di lui patrocinio, laonde onorato come


r
il

Celestino III lo canonizz

loro protettore. Gonzales

mo-

Tuy, pieno di meriti, li i5 o 16 aprile 1246: il vescovo di Tuy, suo amia

co

lo assist nella
il

sua malattia e rice-

te detto

s.

Telmo

os.

Elmo.

D'illustre fa-

vette

suo estremo sospiro.

Fu

seppel-

PIE
]

P
ivi si

E
,

27

ilo in

quella cattedrale, ed
le di lui

custo-

tn

discono

reliquie, celebri per multi

odiavano a morte e il loro odio crebbe maggiormente quando


il

flagello, lo

miracoli, rinchiuse in
to.

una Papa Innocenzo IV lo

cassa d'argen-

lo

videro investito dell'autorit della

s.

beatific

nel

1254, e permise ai domenicani di Spagna di farne 1' ufficio il quel privilegio fu poi accordato anche alla citt diTuy. IN'on fu mai canonizzato, ma Benedetto XIV ne approv l'ufficio per tutto l'or,

Sede contro di loro. Finalmente vedendo essi che il zelo del santo cresceva colla sua autorit congiurarono alla sua morte, ed appostarono due assassini che lo uccidessero al suo ritorno da Como a
,

Milano.

Uno

di questi scellerati, essendogli

dine

di

s.
i

Domenico, che ne celebra


5
aprile.
(s), dell'ordine di
j\ a eque a
s.

la

gli

accostato,

diede due colpi d'acsi

festa a'

cetta sul capo, e poscia

scagli su fiate
fer.

PIETRO
nico, martire.

Domei

Domenico di
tre
il

lui

compagno e lo

Men-

Verona

ne!

2o5,

santo

ri zza vasi

sulle ginocchia per

da genitori infetti dell'eresia de' catari. Tuttavia suo padre, volendo farlo allevare nella letteratura, lo affid alle cure
di

raccomandare
citare
te
il

la

sua anima a Dio e re-

simbolo di nostra fede, ricevetun colpo di pugnale nell'un de'lati, e


sua vita
a'

un precettore

cattolico, e poi lo

man-

fin cos la

aprile 12*32, in
11

d
mi,

all'universit di Bologna. Pietro sep-

et di

46

aimi ed alcuni giorni.

suo cor-

pe preservarsi dalla corruzione de'costu-

come

ai

era preservato dall'eresia, ed

acceso dal desiderio di rendersi maggior-

mente

perfetto, deliber di allontanarsi

po fu portato a Milano nella chiesa di s. Eustorgio dei domenicani. Un anno dopo fu canonizzalo da Innocenzo IV, il quale stabil la sua festa a'29 d'aprile. I
miracoli che Dio oper per meriti del suo servo fecero rientrare nel erembo
i ,

dall'umano consorzio. Si present dunque a s. Domenico, il quale, assicuratosi

di sua vocazione, gli diede l'abito del

della Chiesa
chei; ed
il

un buon numero

di

mani-

suo ordine, sebbene non avesse allora che

suo assassino, chiamato Cariconverso, e


vi

i5 anni. Esatto osservatore della regola, egli si

no, entr fra'domenicani di Forl in qualit di frate

distinse pel suo

fervore e

pel-

espiilsuo de-

le

sue austerit. Incessantemente occulo studio, la

litto

con austeiissima penitenza. F.ivol.


p.
1

pato fra
ra e
il

preghiera,

la lettu-

IX,

servigio degli ammalati, esercitai

42

43 per

37, XVI, p. 22 1, e XXXVI, p. la cappella cardinalizia e per

va ancora
t.

pi

vili offizi

della

comuninela di-

la distinzione dal

santo

omonimo

di

Ca(s.),

Essendo

fregiato di tutte le doti

slelnuovo.

cessarie per annunziare con frutto

PIETRO PASCHAL
religioso della

o Pascasio
di

vina parola, allorch giunse


zio,
i

al

sacerdo-

Mercede, vescovo

Jaene

suoi superiori gli ordinarono di


I

martire. Dell'antica Simiglia Paschal, la

predicare.

successi de'suoi discorsi fu*

quale aveva avuto


tiri

rouo straordinari; convert una smisurata moltitudine di

alla Chiesa,

la gloria di dare 5 marnacque a Valenza di Spai

peccatori e di eretici

nella
nella

Romagna,
Toscana,

nella
nel

Marca d'Ancona,
la di lui
Il

Bolognese e nel Mipredi-

gna nel 1227. Ricevette primi elementi s. Pietro Nolasco, che alloggi in sua casa, ed avendo poi abbracciato
della piet da
lo stato ecclesiastico gli fu

lanese, avvalorando Dio

conferito-

un

cazione col dono de' miracoli.


dine, conosciutone appieno
il

suo or-

canonicato di Valenza. Ebbe per precettore un prete di Narbona, dottore della


ficolt di teologia di Parigi
,

grandissimo

merito,

gli

commise

la

direzione dei con-

che

suoi

venti di molte citt, e nel

1282

il

Papa
sta-

genitori

avevano
si

riscattalo dai

mori, e

lo fece inquisitore generale della i'tde. Gli


eretici

con esso

rec a Parigi, ove studi teo-

manichei, de'quali era sempre

logia e fu dottorato. Predic poscia e in-

28

PIE
,

PIE
penitenza e
coli' assiduit delle

propusegn con molta riputazione gnando con molto zelo l'immacolato concepimento di Maria. Compose alcuni libri contro la
setta

sue ora-

zioni e delle suecontemplazioni.

Dopo

la

morte del

p. Villacretios fu eletto a suc-

maomettana, e ad
Ritornato a Va-

cedergli nel governo della congregazio-

erudizione de'
di

fedeli.

lenza, entr nell'ordine della Mercede,


cui vest

leria

l'abito nel

i25i, avan-

zandosi sempre pi nella perfezione, sotto la direzione di


s.

Pietro Nolasco. Gialo scelse


il

ne riformata, e fin la sua vita ad A quia'3o marzo 1456, in et di 67anni. Fu canonizzato da Benedetto XIV nel ed nominato nel martirologio 1 74-6 romano a' 3 di maggio, giorno in cui fu
, 1

como
tr

re d'

Aragona

per pre-

fatta la traslazione delle

sue reliquie.
(b.).

celtore di suo figlio Sanco^

quale en-

PIETRO ACOTANTO
secolo XIII. In

Nacque
fior

nell'ordine della Mercede. Questo

a Venezia di nobile famiglia, e

nel

principe, in giovanile et fatto arcivesco-

vo di Toledo, nel 1262 fece consacrare Paschal vescovo titolare di Granata, ed affid a lui il governo della sua diocesi.
Ucciso Sanco dai mori nel 1275, Paschal ritorn nel suo convento; fecediverse missioni, e

mezzo al mondo coudizione comunedella societ,


tic le pi

e in
egli
si

una
pra-

ammirabili virt, e

distini

se soprattutto perla sua carit verso


veri, a sollievo de'quali

po-

impieg tutto il suo ricco patrimonio, dimodoch nella sua


vecchiaia fu ridotto a ricevere
la

Quando

fond molte case del suo ordine. fu eletto vescovo di Jaen nel

picco-

la limosina ch'eragli necessaria perii pro-

i2f)6, egli

andava spesso
i

Granata,
i

ri-

prio sostentamento.
nell'esercizio delle

Consumata

la

vita

scattando

prigioni, istruendo
I

cristiani
irritali

opere di misericordia,

e predicando agl'infedeli.

mori

e conservata intatta la sua castit nel ce-

dal suo zelo, lo imprigionarono e dipoi


lo

trucidarono a pie dell'altare, ove avea


il

appena celebrato la messa, dicembre del i3oo, in et


cristiani Io seppellirono

giorno 6 di

mor ricco di meriti nel mese di 180 o 1 187, essendo discordi gli scrittori in assegnarne il tempo. La sua
libato,

agosto

di

73 anni.

esequie fu considerabile pel grandissimo

segretamente

in

numerodi poveri che


piangendo

vi

assistettero, tutti

una

grotta

donde
il

fu poi trasportato a

in esso la perdita del loro pa-

Baer, citt della Spagna, in cui ancora


conservasi/Provasi
to nel martirologio

nome di questo sanromano sotto il 6 di


d'ottobre.

dre e benefattore ; e Dio illustr la tomba del suo servo con parecchi miracoli. Il suo corpo, ch'era stato deposto in un
angolosconosciutodelcimiterio,nel i25o
fu trovato intatto,

dicembre

e sotto

il

23

PIETRO REGALATI (s.),


dolid in Ispagna,
all'

francesca-

enei i44 fu traspors.

no. Uscito da nobile famiglia di Vallaet di i3 anni per-

tato solennemente nella chiesa di


silio,

Ba-

dette suo padre, e desiderando di slaccarsi

dal

mondo, dopoavere con grave


il

sten-

to ottenuto

consenso della madre, en-

tr nell' ordine dei francescani a Valla-

onorevolmente collocato sopra un altare. Nel priucipio del corrente secolo , chiusasi questa chiesa con molte altre, il corpo del b. Pietro fu trasferito in quella de'ss. Gervasio e Piotain cui fu sio,

dolid, ove in breve

tempo divenne mo-

dove tuttavia venerato dai veneziafesta


si

dello di tutte le virt religiose.

Doman-

ni

con gran divozione. La sua


a'

ce-

di essere
il

mandato
p.

nel

nuovo mona-

lebra

26

di agosto per concessione di

siero che

Pietro Villacretios avea

Papa Clemente XIII.

fondalo
legia,

Tribulos, poco lungi da Aquiin cui

P1ETR-0

(b. ), domenicano. Uscito

ed

avea

stabilito

una
i

rifor-

dalla nobile famiglia de' Capuzio,

nac-

ma
fetti

austerissima. Ivi agguagli

pi per-

del suo ordiue colle austerit di sua

que a Tiferno o Citt lalia nel i3go, ed in

di

Castello in 1si

et di i5 auni

PIE
entrando nel convento dei domenicani della sua patria. Aniante della solitudine ed intieramente abbandonato alla contemplazione, con,

P
calo di Pio
riti a'

E
il

29
decre-

consacr a Dio

VI

la

sacra congregazione de'

5 agosto 1780 pubblic


il

to

riguardante

culto di questo santo

religioso.

serv tutto cenza


nezza.
vi

il

tempo

di

sua vita

inno-

PIETRO

di

Palermo
1

(b.),

domenicadi
fatti

ed

il

fervore della prima giovidai superiori a Cortona,

no. Della nobile famiglia

De Jeremi
,

Mandato
il

Palermo, nacque nel 38


studi in patria, fu

primi

ricevette

sacerdozio, e dedicossialla

mandato

nella cele-

conversione de'peccatori, ivi terminando


ottobre santamente suoi giorni li 2 i44^. Subito dopo la sua morte gli abitanti di Cortona e quelli di Tiferno cominciarono ad onorarlo come beato. 11 Papa Pio VII nel 1816 approv il di lui culto, e la sua festa fissata a'22 di
i i

bre universit
vi
il

di

Bologna per apprender-

diritto civile e canonico. Egli era per

addottorarsi allorch risolvette di consacrarsi al servigio divino ed enti are nel-

l'ordine di

s.

Domenico; ma dovette

su-

perare molti ostacoli, poich suo padre, che Io vedeva con pena pigliare questo
partito, vi si oppose da principio fortemente. Avendo poscia pronunciali suoi
i

ottobre.

Le sue

reliquie che nel

jS6e-

rano

state trasferite a

ma, furono di ove si venerano. PIETRO di Moliamo (b), francescano. Nato a Mollano nella Marca d' Ancona, di onesta famiglia,
si

Colorno presso Parpoi riportate a Cortona,

voti e finito

il

corso di teologia,

si

dedi-

c a procurare la salute del prossimo, ascoltando le confessioni ed annunzian-

do
i

la

divina parola. Rigido osservatore

diede allo stu-

della disciplina regolare, egli

aggiungeva

dio delle belle lettere e a quello del di-

digiuni, le veglie e

le

pi aspre peni-

che coltiv con felice successo, ottenendo il grado di baccelliere all'uniritto,

tenze.

re di parecchi conventi, e

versit di Perugia. Dipoi entr nell'or-

Divenne successivamente superiooccup questo posto con rara prudenza e con zelo inre fedelmente la regola e

dine di

s.

Francesco,

e distinguendosi

defesso, inteso soprattutto a far osserva-

per
tit,

la

sua dottrina e riputazione di sanscelto per

ravvivare

Io

fu

aiutare

s.

Giacomo
di

spirito religioso.

11

Papa Eugenio IV,


al

in-

della

Marca

nelle sue predicazioni e fa-

formato della santit e del sapere del


servo di Dio, volle che assistesse
cilio

tiche apostoliche.

Dopo

la

morte

que-

conFi-

sto sauto fu incaricato di subentrargli,

generale da esso convocato a


1

non pu
egli siasi

dirsi

con quale ardore e carit


i

renze nel

4^9 e dipoi

lo

incaric della

adoperato per condurre


i

podei

riforma del clero

di Sicilia.

Pietro per,

poli a penitenza e correggere

costumi,

per

avendogli Iddio accordato


miracoli.

il

dono

sua modestia, non consent che di adoperarsi nella riforma degli ordini rela

Due

volle fu eletto

suo malvolnel-

ligiosi di

questo regno,

in uflizio

di vi-

grado provinciale della Marca e una


ta della
1'

sitatore apostolico, e la sua

grande dol,

Romagna. La sua attenzione


i

cezza

gli -fece
i

superare

gli

ostacoli
il

gli

adempiere esattamente tutti doveri della sua carica, la sua prudenza e la sua carit, mostrarono quanto ne fosse degno, e gli meritarono l'amore del duca
di

guadagn

cuori ed assiem

successo
attese

della sua missione. In pari

tempo
alle

con zelo veramente apostolico


zioni del ministero, e
ni
le

fun-

sue predicazio-

Camerino
termin

e la stima

degli

abitanti
della vi-

produssero
si

frutti copiosi.

Ritornato a
di
s.

di questa citt, ta e

dove pass parte

Palermo,
ta,

ritir nel
la

monastero

Zi-

la

sua santa carriera a'2 5


lo inscrisse
il

ed

ivi

termin
a'

sua faticosa carrieet di

luglio 1490.

Clemente XI II

ra,

morendo
1 .

marzo i4'J2,in

nel catalogo de' beati, e sotto

pontili-

anni 7

miracoli operali alla sua toni-

3o

PIE
governo di Siena
gnifica

PIE
erigere una matomba, stabilendo che si dovesse celebrare ogni anno la sua memoria. Papa Pio II, in un discorso che fece a Siena,
gli fece
la sanlildel servo di Dio, e Pio VII nel 1802 permise di farne la festa. PIETRO da Pisa (b.), fondatore degli eremiti di s. Girolamo. V. Girolamini della Congregazione del b. Pietro da

ba inspirarono a' suoi concittadini grande confidenza nel suo palroci nio presso Dio. Il Papa Pio VI approv il di lui culto, e permise all'ordine domenicano
di celebrarne la festa.

pubblic

PIETRO
na, apprese
1'

da Siena

(b.).

Nato a

Sie-

arte di fabbricare pettini,

cb 'esercit infino alla sua vecchiaia, si leg in matrimonio e visse saggiamente colla

sua sposa. Morta questa senza lasciar-

Pisa.

gli figliuoli,

vendette tutto quello che posil

PIETRO FOURIER(b.),
chia
di

detto di /J/a-

sedeva, ne distribu

prezzo

ai

poveri, e

taincourt, perch fu curato della parroc-

diedesi intieramente alla pratica della perfezione;

questo nome. Nacque a Mirecourt,

avendo gi prima della vedovanza


il

citt della diocesi di

abbracciato

terz'oi

dine di

s.

Francesco.

Egli passava in orazione gran parte del

Toni, a'3o novembre i565, da Domenico Fourier mercatante di mediocre fortuna, ma di rara pie-

giorno ed anche della notte, e molto

fre-

quentava

il

celebre spedale di Siena, chia-

mato

di

s.

Maria

della Scala.

Entr podi
il

Fu mandato all'universit di Pont Mousson per farvi suoi studi, e ne trasse grande profitto. Cominci fin d'allot.
i

scia nell'ordine de'l'rati

minori

Siena in
restante

ra a darsi alle pi rigorose mortificazioni della penitenza, e

qualit di ospite, ove


della sua vita.
celesti

dimor

giunto

all'et di

20

La meditazione

delle cose

anni entr ned' abbazia dei canonici regolari di

aveva
il

(attamente acceso nei suo


si

cuore

fuoco della carit, che

manife-

recourt.

Chaumousey, poco lungi da MiDopo la sua professione, and


il

stava all'esterno, e sembrava tutto cir-

Poirt--Mousson per farvi

suo corso

Questo prodigio gli procacci gran fama di santit, ma non iseem punto la di lui umilt. Coll'stinenza colle veglie, colle lunghe orazioni e con frequenti pellegrinaggi, conserv sempre la purezza della sua anima e Iddio
condalo
di luce.
,
,

di teologia; indi ritorn a

e ripigli gli esercizi della

Chaumousey, penitenza. Le
ri-

sue virt

gli

suscitarono l'odio dei pi

lassati fra' suoi confratelli,

ed

egli

con

eroica pazienza ne toller gli oltraggi e


le

contraddizioni, fino a che fu

nomina-

manifest

le

virt eminenti del suo ser-

to alla cura di
sta

vo fedele con grazie straordinarie. Pietro

Mataincourt nel i5gy. Queparrocchia si trovava nello stato pi


:

conobbe
to
col

secreti dei
il

cuori; risuscit
di

un

deplorabile

1'

irreligione

l'eresia vi alo spirito di

fanciullo, e guar
:

padre

male violenu\\

veva intieramente sbandito


piet. Pietro

segno della croce liber

abi-

tante di Siena chiamalo

Ma lei

da un do-

Fourier spieg tutto il suo zelo per farvela rifiorire, riformando gli
abusi, dissipandole tenebre dell'ignoranza,

lore di testa. Diede e scrisse parecchi avvisi salutari,


i

quali dimostrarono ch'egli

adoperandosi indefessamente alla conall'

era ripieno della scienza dei santi. Questo

versione dei peccatori,

istruzione dei

povero artigiano divenne s celebre, che i suoi cittadini Io consultavano negli affari

fanciulli, alia santificazione delle

anime.

N
la
le,

era
i

meno ammirabile

la

sua carit

pi importanti, ed

il

p.

Ambrogio
i

di

verso

poveri, cui sovveniva malgrado legumi. Alcu-

Siena, dell'ordine di
ravasi d'essergli
sigli.

s.

Domenico, onociclo,

tenuit della sua rendita parrocchia-

amico

e neseguiva

Ricco di meriti pel


i

conmor san-

non vivendo
zitelle della

egli

che

di

ne

sua parrocchia desideran-

tamente a'4 dicembre


lito nella

289,

e fu seppelil

do

di consacrarsi a

Dio

nello slato di vir-

chiesa di

s.

Francesco, dove

ginit, egli le raccolse, ed in tal

modoisli-

PIE
tilacon2:re"azioneJel!emonacliediiTostra Signora, delle quali parlai nel voi.

IME
de'suoi e la benevolenza de'coetanei
:

S
le

sue divote occupazioni in far altarini e-

XLVII[,p.i

19, destinate alla pia educail

sione delle fanciulle,

quale istituto ven-

rana preludio all'apostolico ministero. Apprese la grammatica e altri studi nel


collegio de' gesuiti di Barcellona,, levali*

neapprovatodallebollediPaolo

deli."

febbraio 161 5 e del 6 ottobre 1616. Ugolato eh' ebbe tutto ci che concerneva
te la

do fama do

d'

uno

de' pi svegliati ingegni

pei progressi

che faceva, maggiori essen-

sue

figlie spirituali, fu

incaricalo del-

quelli della perfezione e della santit


Il

riforma della propria congregazione, e vi riusc felicemente. Le abbazie che

di vita.

vescovo di Solsona l'ammise al


gli

chiericato e

confer la tonsura nel


si

Ti) 5,

abbracciarono
titolo di

unirono col Congregazione del Nostro Saila

riforma

si

quindi nel 1602


vigio nella

dedic
di

al

divin serin

compagnia

Ges

Tarra-

iv/tore, al

modo detto nel voi. VII, p.


p.

279.

gona. Compiuti con istraordinario fervore


i

Senediede ilgovernoal

Guinet, ch'es-

due anni
le

del noviziato, e legatosi

sendo morto 3 anni dopo, fu eletto a gnerale il p. di Mataincourt. Questo uffizio non gli fece mutare il suo primo genere di vita: la sua dolcezza era inalterabile,
la

Dio
rona

co'voli religiosi, studi

prima

in Gi-

belle lettere, e poi la filosofia in

Maiolica, dove ebbe intima comunicazione di spirito col


gesuita, a
b. Alfonso Bodriguez cuiDioin una meravigliosa vi-

sua carit senza


si

limiti,

si

finirebbe

pi se

dovesse

parlare

minutamente
furono
ri-

sione manifest d posto altissimo di gloria,

di tutte le sue virt, le quali

che teneva apparecchialo a Claver,


di sue eroiche virte delle innel T In-

compensale da Dio
parte de'suoi
figli,

col

dono
la

della profe-

in

premio

zia e de'iniracoli. Costretto a fuggire

con

numerabili anime che dovea poi


die occidentali

per

guerra che tur-

guadagnare

alla Chiesa,
la

la

Lorena,

ri li rossi

Grey

nella Bor-

Ottenuta dai suoi superiori

missione

gogna, dove pass io anni, e dove mise l'ultima mano alle costituzioni della

dell'America, gi destinatagli da Dio. nel

1610
do
re,
il

fece vela dalla

Spagna, cominciaticol predicare, istrnii

congregazione
il

di

Nostra Signora. Mor

suo apostolato

29 gennaio 1730.

19 dicembre i636, e fu beatificato il 11 suo corpo si costole

correggere e santificare

passeggeri
S.
3.
si

marinai ch'erano nella nave; In


gli studi, a

Feanor-

disce a Mataincourt. Oltre


ni delle religiose della

costituzio-

de comp

Tunca
in

fece

il

congregazione di
gli

no

di provazione,

ed

Cartagena

Nostra Signora, compose pure


de'canonici regolari di cui fu
tore.
il

statuti

riforma-

din sacerdote nel 1616, facendo la solenne professione religiosa nel 1622. Fa
sostituito in

La

raccolta delle sue lettere mss.

considerabile e potrebbe formare 3 vo-

lumi

in foglio. Mentr'era curato abbozz un'opera intitolata Pratica de' parrocii,


:

Cartagena all'apostolico p. Sandoval,cheavea da parecchi anni intrapresa la grande opera della conAlfonso
di

versione de'mori, che rubati sulle spiaggie dell' Africa


si

nia non

la

condusse a termine.

portavano fino a
in quel porto,

io
per

CLAVER(b.).' Nacque nobilmentein Verd nel principato di Calalogon, diocesi di Solsona, da Pietro e An-

PIETRO

o 12 mila ogni
farne, cjuasi di

anno

vili

giumenti, barbaro ed
oltre a

inumano mercato. Dur


ad aver cura
dire quante
di stenti e di

4o anni

na Sabocana nel 1 585. Subito la madre Io consagr a Dio e lo allev con isquisita cura.

di

que'meschini; e
costasse

nona
il

immense
patimenti

e indefesse fatiche
gli

Cogli anni cresceva nella divozione e nella piet, essendo d'indole candida, affabile, manieroso, e di tale angelica

gua-

dagnarli a Dio, dovendoli prima da mezze bestie che erano, rifare

uomini, poi

modestia che

gli

conciliava l'amore

domesticarli,

istruirli,

ammaestrarli, dis-

32

PIE
tagenn
il

PIE
p.

porli al battesimo, e battezzati coltivarli

Diego Ramirez Farigna per

e promoverli nella vita cristiana e ciil

dedicarti intieramente alla conversione


de' mori, soltentrando alla sua

vile;

che importava un complesso

di

ardua e

inesprimibili so(Ferenze,pel continuo trat-

laboriosa impresa, inferm gravemente

tare con quella gente, la pi rozza, barbara e selvaggia che a'quei tempi si conoscesse. Per ie quali sue caritatevoli e fervoroseindustrie, accompagnate da belle maniere, trasse alla fede una moltitu-

a'6 settembre

654,

cina sua morte, volle per

prevedendo la vimaggiore rive-

renza essere portato nella contigua chiesa

pubblica a ricevervi con


il s.

somma
asili

divo-

zione

Viatico. Finalmente

dine sterminata
colato chepi di
le

d'infelici

mori. Si

cal-

tembre soavemente rese l'anima


si,
il

al

8 setCreanobilai so-

3oo,ooo ne battezz colsi

tore d'anni ji. Tutti gli ordini religio-

proprie mani, onde

acquist

il

glorio-

magistrato di Cartagena,
ii

la

so titolo di Apostolo

de Mori o

degli Etto-

popolo in calca assisterono


lui battezzati,

^/.Concorrendo visibilmente Iddio ad autenticare con prodigi apostolato s laborioso, contasi ne' processi, che a pi ciechi

lenni funerali, specialmente in gran mol-

titudine! mori da

che pian-

genti, stretti al feretro, lo baciarono e ri-

don

la vista, a

moltissimi malati spe-

baciarono chiamandolo coll'anlico


di loro padre.

nome
volle

diti dai

medici

la sanit,

ed a tre morti

Anche dopo morto

la vita

risuscitandoli. Col suo mantello,


in ogni

Iddio glorificarlo con islrepilosi prodigi,

che adoperava

pi

vile e

stoma-

chevole uso e pur sempre netto e olezEanle di soave odore, oper infinite
raviglie.

me-

Pi volte fu veduto orando sollevarsi da terra, e restare sospeso in aria con tutto il corpo circondato e risplendente
le

che oper ad intercessione di lui, essendone registrati 65 de'pi illustri e de'pi noli. Benedetto XIV, al modo che dissi ne' voi. V, p. 35, e XLI1I, p. 197, ne approv le virt in grado eroico, e il regnante Pio IX decret la validit di due miracoli per la beatificazione che fece cele-

di viva luce.
gli

Questi doni sopran-

naturali Dio

concedette in premio del-

brale
p.

ai

21 settembre i85i.
degli
;

11

gesuita

sublimi sue virt.

Fu

specchio d'osser-

Longaro

Oddi

ci

diede

la

sua Vip.
1

vanza a'suoi

correligiosi,

cui visse nella

ed in 52 anni in benemerita compagnia di

ta,

Roma 18 5o
il

ed ilcorreligioso

Giu-

seppe Boero

Compendio,
fior sotto

Roma
s.

85

Ges, mai trasgred le parti pi piccole della mirabile resola. Poverissimo in tutto,
si

PIETRO,
di
s.

Cardinale. Prete cardinale


Gelasio
I

Clemente,
-

avea eletta per abitazione

la

stan-

del 4f) 2
le di

incomoda, servendogli per letto un bancone, coperto da vecchia e sdruscita


za pi
coltre.

P1ETR.O, Cardinale. Prete cardinas.

Grisogono, registrato nel pons.

Ad

onta della illibata purit vir,

tificato di

Gelasio

del

49 2

ginale de'suoi angelici costumi

sempre

PIETRO,

Cardinale. Diacono cardi-

martori
dio

il

suo corpo con asprissime pe-

nale, zelantissimo delle cattoliche verit;


sottoscrisse in Costantinopoli nel

nitenze. Fra' tanti doni cui fu largo Id,

maggio

ebbe quelli della contemplazione,

553
di
s.

il

decreto di Papa Vigilio.

della carit accesissima verso di lui, e co-

PIETRO, Cardinale.
Maria Gregorio 1
in

Prete cardinale
fior sotto
s.

stantemente operoso a benefcio de'prossimi, specialmente poveri e


ti.

Trastevere,

abbandona-

gli

Consumato pi dalle fatiche, che daanni, dopo avere ricevuto la consola


il

le

5go. P1ETR.O, Cardinale. Viete cardinadi s. Balbina, viveva sotto s. Gregodel


I

lazione di vedere pubblicata


b.

vita del

rio

del

590.
Cardinale. Patrizio romail

Rodriguez, che chiamava

suo san-

PIETRO,

to maestro, e di vedere arrivato iu Cai-

no, conosciuto sotto

nome

di

Pietro

P 1E
(Vincono, fino dalla sua tenera et

PIE
com-

33
Leone
III

PIETRO,
nnl d'Osi

Cardinale. Vescovo cardi

parve specchio di tulle le virt, quali congiunse alla dottrina e all'eloqunza.

in, fior

sotto

s.

del

79?s.

P1ETRO,

Cardinale. Del

titolo di

Abbandonato
poveri
il

il

mondo

e distribuito

ai

suo ricco patrimonio, verso l'ansi

Grisogono, da Giovanni Vili fu spedito nell'878 o 870 a Costantinopoli, legato col cardinal Eugenio. Ivi venne ingannato e circuito dalle frodi dell'imperatore Basilio, che con aperta menzogna gli die ad intendere, che non solo fautori di Fozio, ma quelli ancora del parlilo d'Ignazio e di Metodio aveano finalmente consentito che Fozio fosse restituito nella sede di Costantinopoli. Il Papa per tali testimonianze, senza verificarle, ebbe la debolezza di scrivere ali

no

1(1?.

ritir nel

monastero

di

S.Anle

drea

sul

Monte Celio, dove per

pre-

clare sue doti

divenne accettissimo a s. Gregorio I del 5qo, il quale lo cre cardinale diacono e l'incaric di predicar la parola di Dio nelle chiese di Roma, non conoscendo altro pi abile e fervoroso. Dopo la morte di s gran Pontefice, ne fu acerrimodifensoredella fama e degli scritti colsuccessore ed emulo Sabiniano, il quale, se deve credersi a Giovanni Diacono, in
ci rigettato dai critici, unito con la plebe

l'imperatore, ai patriarchi d'oriente e a


tutti coloro che ricusavano comunicar con l'empio Fozio, che non avessero dif-

voleva bruciarne

libri

onde protest

con gagliarda opposizione alla moltitudine che stava per gufarli alle fiamme, di aver pi volte veduto lo Spirito santo in forma di colomba sul capo e all'orecchio del santo, allorch li scriveva, e disse che

ficolt di farlo, e senza

pi

lo restitu

detta sede, credendo ci necessario alla

pace della Chiesa


se

bens con

la

condizio-

ne, che alla presenza de'legati

domandas-

avrebbe permesso se fosse sopravvissuto al giuramento solenne che andava a


ci

tati

pronunziale. Salito

il

cardinale sull'am-

perdono dell'inique procedure e attencommessi contro la chiesa romana. Giunte queste lettere a Costantinopoli, quantunque il cardinale chiaramente conoscesse l'aperta frode cui l'imperatore

bone
i

col vangelo,
s.

afferm giurando, che


I

ciano pieni di sapienza celeste, e ci detto placidamente spir a'i 2 marzo 606, anniversario della
libri di

Gregorio

avea ingannato

il

Pontefice, sedotto non

pertanto dalle arti e maneggi di Fozio, s'indusse a compiacerlo, onde il Baronio


gazione.

morte di lui, indi sepolto avanti fondamenti d'un' antica torre. Sorpreso il popolo da tal morte, desist dal temei

altamente riprov questa irregolare leVero per, che conosciuto Gio-

rario disegno.

Non
la

solo questo racconto

vanni Vili l'errore, non solo proscrisse il conciliabolo di Fozio, tenuto da lui coi
legati traditori

tenuto apocrifo,

ma

alcuni negano a

comprati

col

denaro, e da
lo

Pietro Diacono
lo

dignit cardinalizia, so-

383

vescovi,

ma

solennemente

con-

riconoscendolo per intimo famigliare


I,

dis. Gregorio
i

come

il

Baronie Vedasi

dann, inviando a Costantinopoli il cardinal Marino per annullarne gli atti.

Bollandisti a

12 marzo, che attribuila

PIETRO,
li

Cardinale. Del
del 946.

titolo dis.

scono a Pietro

gloria de'miracoli.
a

Lorenzo in Damaso,
di

registrato fra quel-

PIETRO,
la
s.

Cardinale. A rcidiacono del,

Agapito

li

Sede nella regione i. vivea nel pontificato di s. Gregorio 111 del 781. PIETRO, Cardinale. Diacono cardinale, fu creato da Stefano III del 752.

Cardinale. Pretedi s. Pammacchio, ossia de'ss. Gio. e Paolo, in pieno concilio accus nelg64 Giovanni XII,

PIETRO,

come
la
il

reo di aver trascurato e omesso nel-

PIETRO,
cono della
s.

Cardinale. Umile arcidiasi

celebrazione della messa di assumere

romana Chiesa,
1

trova sots.

sangue

di Cristo,

come

attest di aver

toscritto nel concilio

dely6 ,di

Paolo

I.

veduto.
3

VOL. LUI.

34

PIE
Cardinale. Prete cardinaspedito nelle Gallie dall'antipapa

PIE
PIETRO, Cardinale. Romano,
se alla bolla di

PIETRO,
le, fu

cardi

naie vescovo di Selvacandida, sottoscris-

Giovanni XVII del 997, ad istanza di Fulcone conte d'Angi, affinch consagrasse una chiesa da lui fondata nella dioresi di Tours, locch l'arcivescovo Ugoiio erasi ricusalo fare.

Benedetto IX, a favore


il

della chiesa di Firenze,

quale

gli

con-

ferm
ni

il

privilegio concessogli da

Giovan-

XX. Mori

nel
la

Ma nel giorno stescroll improvvisa-

Alessio presso

io35 e fu sepolto in s. tomba di Marozia, sua


V. Mancio.
di
s.

so della dedicazione

madre, con

epitaffio in versi.

superbo edilzio, quasich Dio sdegnasse che la sua casa fosse consagrata d'ordine e commissione d'uno scisma-

mente

il

PIETRO, PIETRO,

Cardinale.

Cardinale. Prete

Gri-

tico usurpatole della

s.

Sede.
di

sogono, sottoscrisse nel 1037 una bolla di Benedetto IX.

PIETRO,
leslrina, nel

Cardinale. Vescovo

Padi di

PIETRO,
celliere della

Cardinale. Diacono e cans.

qq6

sottoscrisse la bolla

Sede, a

nome
1

di

GregoCle-

Gregorio V, a favore del monastero

rio

VI

nel

io45

scrisse al
,

preposto del-

Monte Amiato
tecario di
s.

di Chiusi, indi fu biblio-

la chiesa di

Firenze e nel
Cardinale.
il

047 per

Chiesa sotto Sergio IV e BeCardinale. Di

mente

Il

all'arcivescovo di Salerno.

nedetto Vili.

PIETRO,
s.

Romano, da

s.

PIETRO,

Damaso,
fir-

Leone IX verso

io5o

fu crealo car-

creato nel 101 3 da Benedetto Vili,

dinale vescovo Tusculano.

Come

pieno

il

sinodo tenuto da Benedetto


nel

IX

nel

d'incomparabile zelo, cacci dalla catte-

1037 emoi

iq4o.

dra apostolica
nel 1059.

1'

intruso Beuedetlo
li;

PIETRO,
toscrisse
il

Cardinale. Diacono cardi-

contribu all'elezione di Nicol

mor

nale e cancelliere del sacro palazzo, sotprivilegio accordato al patriar-

PIETRO.
io55, fu

Cardinale.

Fu

fatto cardi11

nel 1024. ca di Grado da Giovanni PIETRO, Cardinale. Vescovo di Palestrina ni


,

XX

nale vescovodi Labico, da Vittore


al concilio

del

sottoscrisse la bolla di

Giovanla

XX,

del

17 dicembre

1026, per

chiesa di Porlo.

Laleranense di Nicol II, e sottoscrisse un suo privilegio al monastero di s. Felicita di Firenze, ed altro nel 10.59 pel monastero dell' Inaurimela.

PIETRO,
vanni
cilio

Cardinale. Vescovo cardinel

nale d'Ostia, sottoscrisse una bolla di Gio-

PIETRO,
sotto Stefano

Cardinale. D'Ostia, fior

XX, e

028 intervenne al
io36.

con-

mor nel io58.

romano, ed

a quello del

PIETRO,

Cardinale.

Romano,

pre-

PIETRO,
di
s.

Cardinale. Prete cardinale

posto della cappella di S.Giorgio nel patriarchio Lateranense, e

Sisto, sottoscrisse nel

1037

il

sino-

dopo due anni


suddiacono
di

do

di

Benedetto IX.
Cardinale. Prete cardinale
s.

venne elevato
s.

al

grado

di

PIETRO,
del titolo di

Chiesa e bibliotecario, indi


II

da Ales-

a favore dell'abbate di

Marco, sottoscrisse il decreto s. Benigno di Fluttuai ia, (atto nel 1037 da Benedetto IX. PIETRO, Cardinale. Diacono cardis.

sandro

del

1061 fu creato cardinale


spedito legato in InghilVintoti o

e cancelliere;

terra, presied al concilio di

Windsor

nale e cancelliere del


se
1

palazzo, sottoscris-

il

decreto di Benedetto IX, fatto nel


a favore di
di

mor poco prima del Papa. PIETRO, Cardinale. Vescovo Tusculano, nel 1062 si trov presente ad
e

037

Guglielmo abbate

di

s.

una sentenza emanata da Alessandro


a favore del monastero di
s.

li,

Benigno

Fruttuaria.

Giustina di
citt.

PIETRO,

Cardinale. Diacono cardi-

Lucca, ed

al concilio

nale, visse sotto Benedetto

IX

del io33.

PIETRO,

tenuto in tal Cardinale. Prete del

titolo

IME
di
s.

PIE
che
il

3
1

Susanna, forse

lo stesso

car11

cui bolle spedile nel

18

in

Pisa apponelle,

dinal

Cannano

cveaio u Alessandro

se la sua soscrizioue, figur

molto

del 1061.

vicende del suo tempo, epu lungo e de

PIETRO,

Cardinale. Prete cardinale


s.

coroso cardinalato, lasciando molte opere, fra le quali

e bibliotecario di

Chiesa, crealo da

s.

un
l.

trattato per spiegar

le

Gregorio VII del 1073.

lettere S. P.

Q.

insegna del senato e

PIETRO
PIETRO,

(s.),

Cardinale. V. Igneo.

popolo romauo,e
re

lo

dedic all'imperato1
1

Cardinale. Prete e poi ar-

Corrado

111 del

38.
creato previsse.

ciprete cardinale de'ss. Silvestro e


tino a' Monti, creato da

MarII

PIETRO, Cardinale. Nel dicembre del


1 1

Urbano

del

22 o

1 1

23

fu

da Calisto
Sisto, ina

1 1

1088, die inoltre lo nomin vicario di Roma e continu un tempo sotto Pasquale
II

te

cardinale di

s.

poco

e Gelasio li

fu al
li,

concilio di

Cardinale. Ego Petrus presbjter cardinali^ s. Mariae Aracoeli


trovasi nel registro de'cardinali di Cali
sto li del
sa
1

PIETRO,

Guastalla con Pasquale

e difese ala-

Anacleto
nalato.

cremente Innocenzo II contro l'antipapa li , ond' ebbe un lungo cardi-

19,

ma

il

nome

della chie-

deve essere sbaglio d'amanuense, solo

essendo divenuta titolo cardinalizio per

PIETRO,

Cardinale.

Fu

creato car:

Leone X.

dinale vescovo di Porlo da Pasquale II


forse lo slesso che Pietro

romano, fattodal

Papa carJinal vescovo


intervenne con
la,

lui al

Porto neh 106, concilio di Guastaldi

Laterauense del 1112, indi spedito rettore a Benevento per istabilir la pace coi normanni. Quivi depose l'arcied
al

PIETRO, Cardinale. Nato in Fontaine nella Borgogna da Calisto II fu nel dicembre 1 1 20 creato cardinale prete di s. Marcello: indi Onorio li lo sped legato in Francia per procedere contro Ponzio abbate di Clugny, per cui pronunzi la sentenza d'anatema. Per breve tempo
,

vescovo Landolfo per aver a pregiudizio


della chiesa

segu l'antipapa Anacleto

II,
II,

ma

tornato

romana

introdotti

longo-

all'ubbidienza d'Innocenzo
della Pentecoste
1
1

nell'ottava

bardi nella citt. Divenne vicario di

Pa-

38

Io restitu al pris.

squale
Il

II,

concorse all'elezione di Gelasio


,

mo
gli
i

grado.

Il

concittadino

Bernardo

gli

e lo cousagi

nella

confermandolo questi carica partendo per Francia. A suo


II

scrisse

alcune lettere, per raccomandar-

tempo Calisto
li

ui al suo vescovato quelsia

di

s.

Rufftna o

Selva Candida.
II,

Ab-

bandonato Innocenzo
te segu

vituperosamenli e

monaci di Dijon e I' arcivescovo di Reims. Mor nel 1 165. PIETRO, Cardinale. Va Onorio II nel dicembre 1 127 fu creato diacono cardinale di
s.

l'antipapa Anacleto

perse-

ver sino alla morte nello scisma. PIETRO, Cardinale. Detto Diacono,
celebre

gaio

in

Adriano, quindi lo Francia s. Bernardo


:

mand
gli

le

scrisse

tre lettere,

lodandone

il

fervore e ringra

monaco

cassinese,

nacque

in

Ro-

ziandolo de' favori compartiti a' suoi amici.

ma

da famiglia

patrizia, fece graudi pro-

Ma

abbandonato Innocenzo
dell'antipapa Anacleto

II, s^

gressi

nello studio della sacra Scrittura,

gu

le parti

II,

che
s.

della teologia e della storia sacra e profana.

lo dichiar

pseudo-cardinale prete di

Per
di
s.

le

sue splendide doti fu da Pa-

Eusebio.

squale

II del

1099 creato cardinale dia1 1

PIETRO

Cardinale.

Monaco
1

cassi1

cono

Adriano e bibliotecario di s. Chiesa. Continu la famosa Cronaca di

nese e abbate del suo ordine, nel

3o o

33 da Innocenzo

li

fu creato cardinal

Monte

Cassino,i\\ cui e di altre sue opere

vescovo d'Ostia,
po, allerinandolo
to

ma
il

forse per

poco tem-

parlai nel voi.

XLVI,

p.

63

e 171. Inl
,

Ciacconio contraddet-

tervenne

all'

elezione di Gelasio

alle

da Ughelli, meglio da Maroni.

3G

E
nnco benedettino
bre
1

PiE
di Mantova, nel dicem178 Alessandro III Io cre cardiIII lo fe-

PIETRO,
i
1

Cardinale. Nel dicembre

da Innocenzo il fu creato cardinale prete di s. Pudenziana, concorse all'elezione di tre Papi e mor sotto Euge4>

nale vescovo Tusculano. Lucio


ce vicario di
alla

Roma

vi

persever sino

nio HI.

venuta in
nel
1

tal citt di

Clemente

111.

PIETRO,
1

Cardinale. Nel dicembre


II

Mor

i4o da Innocenzo

dinale prete del titolo di


ai

venne creato cars. Susanna, e fu

lezione di

189, dopo aver assistito all'equattro Papi.

PIETRO,
dro
III nel
1

Cardinale.

Fu

da Alessan-

comizi di tre Pontefici.

PIETRO Cardinale. Fu nel marzo 109 da Adriano IV creatocardinale pre,

te di

s.

Cecilia.
,

PIETRO
cardinale nel
biterale di

Cardinale

Vescovo
III

di

Meaux, venne da Alessandro


i
1

creato

1^9 o 1180 creato cardinale, forse vescovo Tusculano e meglio prete di s. Susanna. PIETRO, Cardinale. A' 21 marzo 1 88 Clemente III lo cre cardinale prete di s. Clemente, e mor nel suo ponti1

17 1 o 173 col titolo presGrisogono; poco dopo lo deput legato in Francia per affari eccles.

ficato.

PIETRO,
1

Cardinale. A' 21
III
s.

marzo

188 fu da Clemente

creato cardi-

siastici, e

poi in

Normandia per

riconci-

Date diacono, poi pretedi

Pietro in Vin-

liare

il

re d'Inghilterra col figlio Riccar-

coli; sottoscrisse alcune bolle di Celesti-

do,

fra' quali

fomentavasi grave e scanla

no IH.

dalosa discordia, lo che con


za e

sua destrez-

prudenza felicemente ottenne; come ancora per obbligare lo stesso sovrano ad eseguire la promessa gi fatta d'indurre Riccardo a sposare Alice figlia del re di Francia. Inoltre il Papa nel 1 73 gli af1

PIETRO Cardinale. A' 2 marzo 188 venne da Clemente III creato cardinale prete di s. Lorenzo in Damaso, e
, 1

vuoisi che Innocenzo 111 lo facesse legato


in Francia

eSpagna. Onorio

III, alta

cui

esaltazione contribu, per la sua eminente

fid la laboriosa legazione contro gli erelici

dottrina lo deput giudice in molte cau-

agennesi nella provincia d'Aquita1 1

se gravi, e

nia e nel

78 contro
i

gli albigesi in

quel-

la di Tolosa. In essa gli


ti

furono assegnadi Beziers

per compagni

vescovi

Narbona, ed Enrico abbate di Chiaravalle poi cardinale, il quale in una lettera al Papa fece glandi encomi della virt e
disinteresse del legato.
il

mor nel suo pontificato, dopo un lungo cardinalato. PIETRO, Cardinale. Di Douay fiammingo, Innocenzo III nel 1212 o 12 i3 lo cre cardinale diacono di s. Maria in A qui ro, ed Onorio III nel 12 Ci Io trasfer al vescovato di Sabina. Celebr un sinodo
1

Dopo

aver usalo
i

in

Dijon contro

il

re di Francia, al quala

cardinale contro

gli

albigesi

modi pi
con-

le col

collega legato pronunzi

scomu-

soavi,

fulmin

la

scomunica, e
lettera.

scrisse

nica e interdetto del regno. Altro sinodo

tro loro
il
1

una famosa

Mori verso
fami-

convoc
ti fissimi

in Montpellier-, in cui stabil u-

180. Probabilmente

egli della

decreti per la riforma de'costule

glia

D andini, antichissima e nobiledi SieMontemasi


e

mi, non che

crociate contro

gli albigesi,

na, che signoreggi sulle castella di Pelota, Zalti,

Monticciano
dal

nel-

la diocesi di Volterra.

Da

essa uscirono

Spagna e Miramolino loro principe. Nel 1221 mor placidamente. PIETRO, Cardinale. V. Collemezzo.
ed
i

mori

di

molti uomini

illustri, riportati

Mar180,

chesi, Galleria dell'onore par. i,p.

PIETRO (da s.) Domenico, Cardinale. Spagnuolo, fino dalla giovanile sua et si
dedic
ta

e tre cardinali di cui feci le biografie, e

da

al

divin servigio nell'ordine del-

Siena

Roma. PIETRO, Cardinale. Da Pavia, masi

trapiant in Cesena ed in

Mercede, dove in breve arriv alla pi sublime perfezione, segnalandosi singo-

PIE
burnente
nel T denegazione di s stesso e
pii difficili

PIE
vasore e tra
le

37

circostanze d'un governo in-

nella mortificazione della propria carne,

aberrazioni di tanti

che con frequenti digiuni

e vigilie assog-

fece giustizia l'intera cristianit. Ut\

ne gran
,

gettava allo spirito. Bonifacio Vili a'i5

numero

di vescovi e di
le

personaggi ragpi
illustri testiil

dicembre t3oa
in

lo

cre cardinale, e moi

guardevoli ne resero

nel i3(>7 in Barcellona. Alcuni

pongono

monianze
sua stima,

al

nuovo Papa Pio VII,

quale

dubbio

la

promozione

di

questo car-

onorandolo

al pari dell'antecessore della

dinale.

PIETRO
Nacque
in quel
in

(di) Michele, Cardinale. Albano a' 18 gennaio 747, ed


1 i

a' 22 dicembre 1800 lo promosse a patriarca in partibus di Geru-

salemme;
i

lo

volle a parte de'molteplici

seminario fece
in

primi passi nella


rapidi

virt e nella scienza, proseguiti poi con

maggiore ardore

Roma, dove

furono isuoi progressi negli studi pi gravi, dandone nella sua fresca et applauditissima
tuila
la

prova

in

un

alto pubblico su

che subito segnalarono primordii delsuo memorabile pontificato, n lasci lungamente inesauditi voti generali che desideravano premiato colla porpora il complesso di tanti meriti. Il perch a'23 febbraio 180 1 Io cre
affari rilevantissimi,
i

teologia sostenuto nell'accademia

cardinale prete e riserv in petto, pub-

teologica, sotto gli auspicii di

Clemente

blicandolo
gli

a'

9 agosto 1802, conferendola

XIV. Quindi
romano per

ascese sollecitamente col

per titolo

chiesa di

s.

Maria

in Via,

suffragio de' dotti le cattedre del collegio

quindi nel 1806

lo fece prefetto

genera-

dettare

le

teologicbe facolt,
l'ecclesiastica giusi

la storia della

Chiesa e

le di propaganda, e lo fu sino al 1814, avendolo nominato pio segretariode'me'

risprudenza. La reputazione ebe


st
il

acqui-

inoliali nel
so,

809. Sempre egualea


il

s stes-

giovane professore indusse Pio VI


di

mantenne
e la

cardinale quel carattere


lo distinse

ad onorarlo
rilevanti
,

sua lducia negli

affari

pi

di

modestia che

inalterabillui
in-

destinandolo segretario della

congregazione che straordinariamente adunavansi per le tanto disastrose vicen-

nuova dignit non fu per che un nuovo slimolo a nuove e pi


mente,
tense fatiche.

Le

sue applicazioni

si

con-

deebein quegli anni richiamarono


lecitudini della
s.

le sol-

Sede.

Una

delle pi

me-

tinuarono e raddoppiarono, quando Napoleone divenuto imperatore de'francesi


sigenze, aspirando a

morabili fu quella deputata all'esame del

famoso sinodo
che
in tali

di Pistoia, ed noto

quan-

opprimeva Pio VII con inammissibili ecompiere l'intero con-

to studio e fatica v' impiegasse Michele,

quistodei
nel 1809,

domimi

pontificii,

il

cheellettu

circostanze strinse
di

la

pi inlo stesso

venendo a'6

luglio

il

Papa

tolto

tima amicizia col luminare il celehre cardinal Gei chi.

que'tempi,

da

Roma prigione. Inquesta

fatale contin-

Ma

genza, il cardinale venne pure da Pio VII


investito degli affari di tutta la Chiesa, es-

Papa che

gi da pi anni loavea promos-

so all'arcivescovato d'Isauria in partibus,

sendo anche questa volla dispersi, carcerati

sopraggiunti tempi pi calamitosi, non pot

eperseguitali cardinali e prelati, nel-

meglio attestare

in faccia a tutto

il

mon-

l'apostolica delegazione
la

commessagli per
gli

do l'opinione che avea

di lui,

che affidan-

sua assenza. Ancor egli per soggiacque

dogli la pienezza delle facolt per esercitarla col titolo di delegato apostolico, al-

a deportazione,

onde in

Roma
il

successe

nello spinoso incarico

degno prelato

lorch a'20 febbraio

798 fu strappato da
la

Emmanuelede Gregorio (F.), a ci autorizzato in precedenza dal Pontefice.


il

Roma

dai repubblicani francesi, disperso


il

Fu
car-

o imprigionato
carico in

sacro collegio e

prela-

cardinale rilegato a Semur, e inoreunel declinar di gennaio

tura. Com'egli sostenesse tale geloso h

do

1811

il

mezzo

acli urti continui e alle ile

diual Antonelli peniteuziere maggiore^

38
subito
gli

PIE
confer

PIE
cari-

questa cospicua
assai a

Genova [P'.)
e fu

indi lo dichiar agli

8 mar-

ca Pio VII.

Dispiacque

Napoleo-

zo 18 16 vescovo suburbicario d'Albano,


il r. albanese cardinale vescovo di sua patria, traslato poia'20, maggio 1820 al vescovato di Porto e s. R.uffina,come

ne

di

vedere inoltre investito de' poteri

pontifcii in

Francia

il

cardinal di Pietro,

che pel suo zelo riteneva per nemico, an7\ autore della bolla Omini memoranda
di

sotto-decano del sacro collegio; chiese che

scomunica.
il

IJ

breve col quale Pio VII


gli

autorizz
rituali di

cardinale per

affari spi-

sperimentarono le sue cure benefiche, il suo zelo e la sua carit. Presiedette co-

Francia, l'eman da Savona.

me

prefetto alla congregazione dell'indi-

Nel messaggio o manifesto diretto da Napoleone al concilio di Parigi, ingiurioso


al

ce edagli studi del collegio

romano,

es-

sendo

membro
:

di altre

o,

delle

primarie

Papa quanto
la

al

congresso, riprov al-

congregazioni

fu protettore de' collegi

tamente
accus

condotta del cardinale, cui


contro
il

maronito

greco e dell'accademia teolo-

di allentati

trono e

l'al-

gica. Inoltre fu

impiegato

in tutte quelle

tare, e di aver ordito oscure trame coi


ciitlivi preti di

congregazioni straordinarie, che pel rior-

Francia. L'odio di Napocardinale derivava dal cre-

leone contro

il

derlo
li

il

uno degli autori de' brevi co' quaPapa avea negato l' istituzione ai veda
lui

dinamento degli affari ecclesiastici pi gravi ebbero luogo sotto Pio VII, ed il suo voto fu sempre valutato e tenuto in som-

mo

pregio, per le sue vastissime cogni-

scovi
la

nominati

disapprovato quel-

zioni e lunga esperienza.

Ma una

vita lo-

loro data dai capitoli,, per cui da Selo fece

mur

tradurre nelle pubbliche car-

gora da tante fatiche e dalle angustie e disastri sofferti per la Chiesa, soggiacque

ceri di Parigi e

a'22 febbraio

trasfe-

rire nelle prigioni di


gli altri illustri

Vincennes, con quep. i3-

campioni della Chiesa che

nominai nel

voi.
i

XXXIII,

Nel voi.

ad una complicazione di mali. Tormentato lungamente da dolorosa e molestissima infermit, vide avvicinarsi il suo fine, e con quella fiducia che inspirata viene dal testimonio della buona coscienza incontr placidamente la morte, come si conviene all'uomo giusto, in Roma a' 2
luglio
I

XXVII,
i

p.

32, e meglio a Pio VII, narliberazione de' cardinali,

rando preliminari del concordato diFontainebleau e


dissi
la

pure come Napoleone fece carcerar di nuovo il cardinale, che pel primo avea illuminato Pio VII circa quel fatale accordo, e lo mand in Auxonne. Lungo sarebbe il ricordare disastri in cui fra
i

182

1,
si

d'anni <j5i assai compianto.

funerali

celebrarono nella sua chiesa


s.

parrocchiale di

Carlo
il

ai

Catinari, in cui

pontific la messa
rio.

cardinal de Gregola

Nella sera, giusta


il

disposizione del

le

comuni perturbazioni fu involto il cardinale, mentre a gloria del vero gli si deve lode di costanza, fermezza ed equanimit che serb immobile sotto gli urti
delle maggiori disavventure, lo che

defunto,

cadavere fu trasportato nella cattedrale d'Albano e tumulato con lapide di onorevole elogio. Lo spirito di piet,

leggere negli storici

pu contemporanei, come
si

le

l'amore della religione, la purit delmassime, la costanza inalterabile la


,

placidezza delle maniere,

la

beneficenza
\'

nella Storia dell'universit rom. di


nazzi,
t.

Redel

(che principalmente provarono


di
tij,

Ospizio

4, p-

2g

nelle

Memorie ist.

cardinal Pacca; nell'Artaud, Storia di Pio

Tata Giovanni (P.), ed isordo-mucome dissi a Ospizio di s. Maria deil

III, e
iesi.

nella vita del

medesimo

di Pisto-

gli Angeli),
la

disinteresse, la

prudenza,

Detronizzato Napoleone nel


alla sua Sede,

18 14,
il

dottrina, siccome gli meritarono in vi-

Pio VII ritorn


dinale in

ed

car-

ta la

comune estimazione
comuni encomi

e in

morte
il

il

Roma, nominandolo nuovamen-

tributo de'

e del

commi
nome,

te delegato apostolico allorch part por

dolore, cosi ne perpetueranno

PIE
quindi dolce e carissima ne renderanno
la

P
l'annua rendita
di

E
scudi per

39
assegnando loro

cessila in cui trova vasi,

memoria.

100 del

PIETRO (s.) nel Rio grande del Brasile (s. Petri

contribuito. Gli concesse diversi privilegi,


la

de Rio Magno). Citt con


s.

dichiar

loro primogeniti nobili del-

residenza vescovile del Brasile nell'America meridionale, nella provincia di


tro, la

Pie-

primaria nobilt e conti Lateranensi. Gli assegn l'abito di corte simile a quello

pi meridionale dell'impero, sulla

de camerieri del Papa, cio

di colore

riva destra del


scita del lago

Rio grande do Sul,

all'u-

rosso nel d della coronazione del

Papa e

Pathos, ed all'estremit di

nero in quellodi sue esequie. Volle che por-

una lingua di terra. Caldissimo n' il clima, con case generalmente piccole, incomodate spesso dalla finissima sabbia che vi porta il vento, mentre del resto vago l'aspetto della citt, chiamata pure s. Fedro, Rio grande es. Pedro de Riogrande.

uua collana d'oro, da cui pendesuna medaglia simile, con l'immagine del principe degli apostoli da una parte
tassero
se
e dall'altra Io

stemma
effigie.

pontificio, altri di-

cono

la

propria

Nelle

Memorie
il

delsi

l'ordine dello speron d'oro di Angeli,

Ebbegrande importanza
,

finoal 1763,

legge che l'ordine fu sotto

titolo e

pa-

capoluogo della prodato alla cospicua citt di Portalegre. Abbastanza attivo il commercio, che si fa particolarmente pel porto del casale di s. Giuseppe, situain cui cess d'essere

trocinio de'ss. Pietro e Paolo, la cui

vincia

onore che

fu

magine portavano appesa

alla collana,

imcon

to di faccia alla citt, sulla sinistra spon-

l'obbligo di combattere per la s. Chiesa. Siccome sotto Pio II presso Civitavecchia ne'mouti della Tolfa si scuoprirono miniere d'allume, la cui rendita fu da quel

da

del fiume,

massime

di cuoi e carni sa-

Papa assegnata per

la

guerra contro

late

sfumate. Novera pi di 8,000 aIl

turchi e per difesa della religione,

cos'i

bitanti.

regnante Pio
la

IX con

bolla del

1848 vreresse
vatore {J/ -)-

sede vescovile, dichias.

avendo Leone X decretata nel concilio di Laterano V tal guerra, affid ai cavalieri

randola suflraganea della Baia di

Sal-

l'esatta

come
(s.).

la vigilanza, ai

amministrazione delle rendite, onde l'allume non fosnemici della Chiesa. L'or-

PIETRO
s.

Cavalieri e soldati di

se

venduto
rilevasi

Pietro, ordine equestre e collegio di va-

dine fu confermato da Clemente VII, co-

cabili. A Milite dissi del Miles s. Petri, grado che Papi davano a quelli che innalzavano alla dignit regia nel voi. XXIV, p. 107, riportai come Paolo II nel 1471 cre cavaliere di s. Pietro Borso d'Este che elev a duca di Ferrara. Nel possesso di Giulio li si legge che a' 5 dicembre i5o3 celebr la messa in s. Pietro alla presenza de'cardina!i,dopola quale cre milite di s. Pietro d. Girolamo,
i

me

rectionis officii

da questo opuscolo: Bulla dominorum Mililum

es.

Petri de

numero

participantium nuncu-

patorum, quamplurimis privilegiis decorati a Leone X sum. Pont, una cum bulla confirmalionis Clementis I' II et alio-

rum

privilegiorum concessione,

Romae
i

1527 apud Bladium. Altra conferma


cavalieri l'ebbero
i

indi incominci la cavalcata.

Quanto

al-

da Paolo III, il quale 7 istitu cavalieri di s. Paolo (Z !). Narra il Ratti, Della famiglia Sforza par. 1, p. 223, che Paolo III a*23 dicembrei534 creando un cavaliere di s. Pietro, gli cinse la

l'ordine e collegio de' cavalieri e soldati


di
la
s.

Pietro, fu istituito da

Leone
,

X col,

bolla, Sicut prudcns palerfamilias

de' i3 agosto

i52o o

52
i

componend'oro,

spada il conte Bosio Sforza , capitano della guardia del Papa. Dopo la sua

dolo di 4 01 cavalieri, buirono ciascuno 1000


per sollevare
il

quali contri-

morte l'ordine manc


ti

di splendore,

mol-

fiorini

cavalieri rivoc

s.

Pio V, solo restan-

tesoro pontifcio dalle ne-

do

quelli uffiziali di cancelleria detti va-

4o
cubili, di cui feci

PIE
e

PIE
albigesi; ne parlai ne' voi.

cenno nel voi. VII, p. l85, perch con denaro ne compravano 1' uiLizio. Sisto V che aument tutti gli
uflizi vacabili,
ri di s.

XXXVI,
il

p.

XXX, p. 106, 46- Tuttora forma un orlo conferia'


1

dine equestre nella Spagna e


sce

trov che allora

cavalies.

sovrano.
1

Il

re

Ferdinando VII
i

Pietro erano
;

e quelli di

Pao-

maggio
l'

8 1 5 ordin che

ministri del-

lo

200
s.

de'quali appartenevano al vice-

Inquisizione ogni giorno portassero o-

cancelliere
di

26

cavalieri di
li

s.

Pietro e i3

slensibile la decorazione di

questo ordine.

Paolo, cui

tolse

Innocenzo XI nel

1679. Riporta
versali, p.

il

Ricci,

De

giubilei uni-

Venerabile. V. Clux e Ponzio Margoliesi.


il

P1ETR.O

160

e 3 18,

che in quello del


s.

i6'i5 pose
la

cavalieri di

Pietro al-

PIETRO Fullone. V. Gnfeo. PIETROBURGO, s. Petersburg,


Iropolis. Citt capitale dell'

Pe-

custodia della porta santa della ba-

silica

Vaticana, ordinando loro tenere in


bacchette con la epigrafe
:

mano

Equi-

ics s. Petrij e

Clemente
Vaticana,

X
i

che nel 1673 apertasi da la porta santa della basilica


s.

cavalieri di

Pietro incomin-

impero russo nell'Ingria, bella e celebre, la maggiore citt dell'Europa, dopo Londra, Parigi e Mosca, secondo alcuni geografi, nel nord-ovest della monarchia capoluogo di governo e di distretto, all'estremit
,

ciarono a custodirla, seduti su banchi da

orientale del golfo di Finlandia, alla foce della

un

lato e

cou bastoni ove era

scritto
l'apri

il

Nevka, sopra

le

due sponde
,

e su

loro ulzio.

Quando

nel

1750

Beai

parecchie isole di questo fiume


leghe nord-ovest da Mosca,
rigi,

nedetto XIV, fece un zelaute discorso


cavalieri per la

174 49 da Paa

diligente

vigilanza, on-

de prevenire qualunque disordine in detta basilica. Il medesimo Benedetto XIV


in aiuto della
1

679 da Roma e 1400 da Pekino. Latitudine nord 596i', longitudine est


27 58 3o". Residenza
del senato
,

dell'

imperatore,

camera

apostolica, gi nel
degli 8 gennaio,
il

dei diversi ministeri e delle

744 con moto-proprio


s.

primarie autorit dello stato; pur sede


del cosi detto santo sinodo
(
1

l'avea autorizzata a restituire


ai cavalieri di

denaro

di cui

feci

Pietro esteri, qualora

non

parola nel voi.


vi articoli),

XXXII,

p.

4g
,

e relati-

fossero al servizio della

XVI

p.

129

dissi

s. Sede. Nel voi. che Leone XII nel

dirigente

gli affari

generali
di cui

del clero della religione greca

1825,
i

alla custodia delle porte sante, ai


ss.

autocrate l'imperatore, d'un arcivescovo

cavalieri de'

Pietro e Paolo sostitu

guardiani delle confraternite.

Anticas.

metropolitano, di un' eparchia diocesi che comprende anche Revel, d'una universit, la cui giurisdizione
si

mente celebrandosi
stevano
i

nella chiesa di

Pie-

estende so-

tro in Vincoli la festa di questi, vi assicavalieri di


i

prai governi

di

Arcangelo, Kaluga, Mohi-

s.

Pietro, e

vi

con-

low, Oionelz, Pietroburgo, Pskov, Sinolensko, Vitepsco e Vologda, e di

correvano

pescatori e marinari, perch

un amsi

Prima e sino a Pio VI nella processione del Corpus Domini in due tratti di strada cavalieri
l'apostolo fu pescatore.
,
i

miragliato. Questa magnifica e illustre


citt, di

forma quasi rotonda, che


col

ancu-

nunzia da lontano
ca otto leghe e

gran numero

di

sostenevano
cui incedeva

le aste del

baldacchino sotto

pole e campanili ond' coronala, ha cir-

il Papa. Il p. Bonanni nel Catalogo degli ordinicquestri, p. 9I, par-

mezza di circonferenza e due leghe e uu quarto di diametro, ma


sopra questa estensione
e
si

la di

questi cavalieri e ne riporta la figura*


(s.).

trovano vasti

PIETRO MARTIRE
(jiifistre, istituito

Ordine
di

e-

terreni vuoti, specialmente nell'isole


silio
s.

Ba-

con l'invocazione

Gecegli

Pietroburgo, una parte delle


di

s Cristo e di

s.

Domenico, che
le

se

ne

(piali

coperta

paludi e di boschi; cola

lebra iondatore per

crociale coutro

me

molto spazio pur occupano

Nevka

PIE
suolo che occupa Pietroburgo perfettamente piano, alquan-

PIE
tediale de'ss. Pietro e Paolo,
carcere,
la
il

4<
la

ed

suoi rami.

Il

zecca,

il

cantiere per legai da guerra e

to basso e pantanoso.
ti

Le diverse
,

coi ierii

casipola di legno, nella quale


1
il

dimor

rami della JNevka, che prende nomi di piccola e grande formano numerose isole, le pi importanti tra le quali sono l'isole s. Pietroburgo e Basilio o Vassili; giace la prima tra la gran Nevka,che
e

Pietro

Grande (piando
al
il

costru quedegli Spe-

sta citt.
ziali si

Pi

nord dell'isola

trova

giardino botanico, e pi

case imperiali di delizie sono sparse


cpiesta

da

parte in diverse

isolette.

L' isola

poi co'sooi rami determina quelle degli


Speziali,

Basilio abitata nella parte orientale, e


vi

Kamenoi, Yelaghine ec, e


dove trovasi
l'isoletta

la pie-

sono

tutti gli stabilimenti

pubblici e
la

cola Nevka,
skoi
;

Petrov-

commerciali,
per
ti,

come

la

dogana,

borsa,

1'

isola Basilio la

pi considera-

corderie, magazzini; diversi altri edilzi


le

bile di tutte ed

emporio del commercio;

accademie delle scienze e belle arnell'ovest verso


il

mi

piccolo braccio della piccola


l'isola

Nevka
si

l'universit, la scuola delle miniere e


;

determina

Golodai.

La

citt

di-

diverse caserme

gol-

vide amministrativamente in

12 parli,

iodi Finlandia, nel bacino chiamalo porto delle Galere, vi stanziano


i

comprendenti 54 quartieri. La pi vasta


e pi bella parte di questa capitale oc-

piccoli ba,

stimenti della

marineria imperiale
il

esla-

cupa

la sinistra

sponda del fiume, dove


divisioni,

sendovi nel villaggio


to di terra di

lazzaretto.

Dal

trovansi 5 grandi quartieri

non u

fortificata,

n cinta

con diverse

riviere attraversate
la

da i56
belli e-

mura.

ponti, e ricorder

magnifica rivie-

La

citt fabbricata

sopra disegno re-

ra della corte, fiancheggiata


difizi.
to, in

da

golare, con architettura italiana.

Le

slra-

Le
i

divisioni

sono:

\'

Ammiraglia-

cui oltre questo stabilimento, tro-

de sono dritte, quasi tutte lunghissime, larghe, ben illuminatela notte, con larghi
acquedotti nel mezzo, fiancheggiate da comodi marciapiedi da' quali nell'in,

vansi

palazzi imperiali d' Inverno e di

Marmo,
teatrij
il

quello della Ragione, parecchi


il

niinisteri,

senato,

la

banca,

la

posta,

verno
bia, e

tolta la

neve

si

sostituisce la sab-

gran bazar, belle chiese, in un alla cattedrale di Nostra Donna di Kazan. Il quartiere della Fonderia racchi ude, oltre gli arsenali, numerose caserme
e la magnifica delle guardie a cavallo. In

da case ben decorate che vengono rimbiancate tutti gli anni, per cui danno sempre un elegante aspetto; molte

hanno frontoni
tal
si

sostenuti da colonne con

profusione, che Pietroburgo pu dirla citt delle colonne.


le

quello di

Narva
il

ve n' altra simile


vi
il

nel

Poco numerose

quartiere di Rojestvenskoi
di

palazzo

sono

piazze pubbliche, distinguendosi


I
il

Tauride,
;

vasto convento di Smul-

quelle di Pietro

noi
le
(
il

in

quello di Karelnoi rimarchevodi


s.

ragliato e del Palazzo; in

Grande, dell'Animi-. mezzo alla pri-

monastero

Alessandro
,

Newsky
ospedali

ma

sorge

la

celebre statua equestre codi quel rigeneratore dei-

F.). Sulla sponda destra

nel piccolo
gli
la

lossaledi
la Piussia

bronzo
,

quartiere Vihurgo, trovansi

eretta da Caterina II e scoi-

per

l'esercito e la

marineria,

scuola ve-

pita dal francese Falconet in atto di slanciarsi di

terinaria, l'accademia medico-chirurgica

galoppo dall'alto

di

una rupe,
la

ed un cantiere per le navi mercantili. L' isola di s. Pietroburgo occupata dagli


spalti

su piedistallo mostruoso che mira bil mente vi trasport

Carburi ionio
,

piazza

ed opere avanzate della cittadella


cit-

del
di

postasu d'un isolotto nel mezzo della


t,

Campo di Marte presso Marmo e dove si sogliono


,

il

palazzo

fare le pa-

ma

inutile alla sua difesa

con torre

rate delle truppe

riesce notabile per. la


di

alla

odo

piedi; nel recinto sono la cut-

sua grandezza, bellezza

sue case e situa-

[x V
zinne; da

P
un
Salo

E
eleva

PIE
io
vascelli,

marmo
di

uu obelisco di innalzato ad onore del conte Rosi

donde divergono

tre

prima-

rie strade,

essendo in quella della Pro-

mantzow,

dall'altro la statua pedestre

spettiva di

Newsky

il

palazzo della Citil

Suvarow. Questa metropoli possiede un gran numero di belli edifizi, in massima parte opera dell'italiano architetto

t ornato di bellissima torre,

gran Ba-

zar,

immenso
il

fabbricato irregolare coperpiccolo teatro, la biblioteca

lo di latta,

Quereughi
re,
ti,

citer

primieramente

il

pa-

imperiale,

il

palazzo d'Anitckow, e parla

lazzo d'Inverno, residenza dell'imperato-

ticolarmente

magnifica cattedrale di
i

che contiene magnifici appartamen-

Nostra Donna, nella quale vanno


ni

sovra-

una bella cappella ed una bella

scala

di

marmo, senza
diadema,

dire della sala di

s.

Gior-

solennemente a render grazie a Dio degli avvenimenti felici che accadono sotto
il

gio, del deposito nel


il

quale

si

custodisce

loro legno, ed ornata di bella cu-

lo scettro e gli altri gioielli

pola; riccamente ornata di

dentro, pre-

della
i

corona, tra' quali un diamante di q4 cara ti che fregia lo scettro in questo


:

cede un superbo portico semicircolare,


sostenente un terrazzo, essendo l'ingres-

palazzo nel d

i.

dell'anno

si

la

Ma-

tollerata, festa brillantissima, alla quale

intervengono l'imperatore e
glia, e in cui
le

la

sua fami-

formato da colonne corintie e la porta maggiore di bronzo. Da ultimo venne terminato il Nouvel Ermiiage o nuovo
so

ammesse sono egualmente


le

museo
tura,

di antichit, di scultura e di pit-

persone di tutte

condizioni. Dal pagalleria costrui-

la

cui costruzione fu principiata nel

lazzo d'Inverno per


ta sopra

una

1810. Questo vasto e magnifico edifizio


tutto di pietra e metallo, tranne le por-

una volta

si

passa in quello delII,

l'Eremitaggio, fabbricato da Caterina

tee alcuni pavimenti:


ferro.

la

copertura di
, il

che
dri,

vi

raccolse preziose collezioni di quadi

Le mura sono
che circonda

di

marmo

paviil

una biblioteca

4o,ooo volumi, ga-

mento
ristilio

delle gallerie di musaico, ed


il

pe-

binetti di storia naturale e di fisica: qui


la

sovrana, circondata da uomini di spi-

terno
tie

si

compone
di

di

grande cortile in182 colonne corindi granito.


si

rito,

andava a

ricrearsi

occupandosi in
d'

monolite

marmo

letteratura e in belle arti, lungi dall'eti-

Presso l'Ammiragliato inoltre

pre-

chetta inerente
trice.

al

suo titolo

imperail

sentano
di
s.

il

palazzo del senato e

la

chiesa

Alquanto pi

all'est trovasi

pa-

Isacco, magnifici edifizi, distinguenil

lazzo di

Marmo,

costruito quasi tutto di


il

dosi

secondo pei grandiosi lavori


la

di fer-

granito, e pi innanzi
te
,

giardino d'Esta-

ro fuso;
go,
al

chiesa di

s.

Nicola

Taumaturcitt, vicina

mediante un superbo cancello e da


di granito separato

una delle pi belle della


che occupa
il

uu colonnato
riviera della

dalla

gran teatro, bel

monumento

anch'es-

Nevka,

e per la sua situazio-

so,

centro d'una piazza qua-

ne nel centro

della citt frequentatissi;

drata, con pubblici scaldatoi pei


stici

domeloro pa-

mo
il

nella bella stagione


s.

vedesi in fondo

che all'inverno attendono

palazzo

Michele, vasto edilzio quaI nel sito

droni alla fine dello spettacolo. Principale

drato, fatto edificare da Paolo

dell'antico palazzo d'Estate e nel

quale
palazti-

vaia
zio
,

ornamento della via Bolchaia-Sadola banca d'assegnazione, bell'edilcolla facciata decorata di

inori

dirimpetto sta una statua di Pie-

colonne e
Malta, doordini

tro

I.

Tra

la

piazza di questi e

il

di statue; l'ostello

albergo
1*

di

zo d'Estate, un passeggio piantato a


gli

ve tengonsi
del

capitoli di

lutti gli

contorna

il

paralellogratuma dell'Am-

equestri di Prussia, e

elegante palazzo

miragliato, cui sormonta un'alta freccia


di

granduca Michele. Nella bella e larpalazzo imperiale di Tauride

rame

doralo, col tribunale della

ma8 o

ga strada Prospettiva della Fonderia evvi


il
,

rineria e cantieri da costruzioue per

con

PIE
con vento Suiolnoi sormontato d numerosi campanili, la chiesa di s. Gio. Battista, il monastevaste gallerie e giardini,
il

Pi!

E
come 3ooo

43
vo-

verse collezioni orientali,

ro di

s.

Alessandro

Newsky

e la vasta ca-

lumi omss. cinesi, parecchi de'quali giapponesi, ed alcuni mongoli e tibetani, aidoli rabi, persiani, turchi, con monete
,

sa per l'arcivescovo metropolitano di Pie-

e oggetti di quelle regioni;


gizio,

il

museo
museo

e-

troburgo, con biblioteca di 3o,ooo volumi, seminario cimitero, giardino e 5


,

composto

di papiri, di

mummie
il

idoli raccolti in

Alessandi

io;

et-

chiese, Ih principale dellequali bellissima,

nografico, con vesti e utensili delle trib

possiede

le

reliquie di detto santo in cas-

siberiane;

il

gabinetto di numismatica,

sa d'argento massiccio

ben lavorato, e

le

arricchito nel

i8a3 con

collezione dello
il

tombe

non coronati della famiglia imperiale; vi si trova una campana di 26,400 libbre. I monumenti situati ne'quartieri della riva destra della

de' membri

monete

medaglie russe;

gabinetto di

storia naturale, curioso soprattutto per la

collezione di animali antidiluviani;

il

ga-

binetto d' ornitologia, ricco d'uccelli rarissimi


;

Nevka sono
ricordare
la

notabili pi per grandezza che per architettura; luttavolta si deve

l'erbolaio che contiene collezio-

ne

di funghi e di piante

americane;
in

il

ga-

chiesa cattedrale de'ss. Pie-

binetto mineralogico con una serie


pleta di minerali di Siberia
:

tro e Paolo nel recinto della citt, dove

comuna caceleste

sono sepolti da Pietro


tro
glia
II, lutti
i

in poi, tranne Pie-

sa vicina
di

si

vede
1

il

famoso globo

sovrani, sormontata da gualta

diramedorato

ben 5

j tese.

Nel-

rame d'i piedi di diametro, di Gottorp, un tempo collocato sulla torre dell'accademia.

l'isola Basilio la

Borsa, edifzio moderno,


ri-

cinta da colonnato e preceduta da viera a foggia di terrazzo,

Numerosi sono
tuti d'istruzione

in

Pietroburgo

gl'isti-

adorna ili Il u colonne rostrate e dalla quale si gode una vista imponente ed estesa. Pumarchevoli pur sono la dogana 3 collegi forman:

che contribuiscono a dif-

fondere

il

gusto, l'amore delle scienze e

delle arti

che
:

vi

hanno
783,

fatto

grandi pr*

; i

gressi, cio
fzio

l'universit in elegante edi1

ti

lunga

serie di bei fabbricati

occupati
il

eretto nel

alla

quale addets'
il

dal santo sinodo e dagli archivi;

corpo

to

un

istituto orientale,
il

dove

insegna
tartaro,
il

de'cadetli nobili, con cavallerizza, giuo-

l'arabo,
il

persiano,

il

turco,

co di palla

immenso giardino

e piazza

cinese,
il

il

manci,
il

il

sanscrito,
il

tibe-

d'esercizi; l'accademia delle belle arti,

tano,

mongolo,
le

calmucco,

giorgia-

uno

de' pi belli edilizi di Pietroburgo,

uo e l'armeno;

eretto nel 1788, ove sono mantenuti

3oo

delle scienze e delle belle arti, di

accademie russe, oltre medi;

alunni a spese dello stato, e possiede nu-

cina e di chirurgia
ciet dotte,
la

gran numero

di so-

merosa collezione

di modelli, di gessi, di
di

come

quella degli amici del-

quadri originali e di abbozzi


ze, fondala

grandi

lingua russa,

la societ libera degli a-

maestri; l'accademia imperiale delle scien-

mici della letteratura russa, quella degli

insieme coll'osservatorio che

amici della letteratura, scienze e


societ libera per
le

arti, la

vi torreggia nel

1724 da Pietro
e

I,

diret-

scienze economiche,

to dai consigli di Leibnitz, indi continuata

quella per lo stabilimento delle scuole di

da Anna e da Elisabetta,

dotata da
clas-

insegnamento reciproco,
altre di

le

societ mine-

Caterina Ihl^accademiasi divide in 3


si,

ralogica, farmaceutica e di mediciua, le

ze storiche e politiche

matematiche, scienze naturali, scienpossiede un pre;

economia rurale

per l'incorag-

gimeuto

degli artisti, la societ imperia-

zioso scientifico tesoro, cio la biblioteca


di
1

le filantropica,

quella militate ec; uu

isti-

10,000 volumi, con molti


il

rari e cu-

tuto calmucco destinato a somministrare alla

riosi;

museo

asiatico che contiene di-

corona

abili

interpreti di lingua

44

PIE
dell'

P IE
uninifatture producono stoffe, maiolica, porcellana, lavori di fonderie, di eccellenti
orificerie e gioiellieri ec.
;

calmucca, una dozzina nobile


versit; 3 scuole di cadetti,
li

una

delle qua-

perla marina imperiale; 3 ginnasi, una

vi

sono pi di

scuola superiore, un istituto pedagogico;


scuole di veterinaria, di paggi
,

26

stamperie, delle quali 17 pel gover-

di

com-

mercio

marineria mercantile, cui unita quella di navigazione, d'architettu,

di

no. Il commercio favorito dalla Nevka vi conduce tutte le produzioni dell'interno dell'impero e da tutti suoi punti vi afi

re navale, militare, d'artiglieria, forestale,

fluiscono

mercanti

oltre

negozianti
fi-

imperiale d'agricoltura, e scuola

di

mi,

forestieri ivi stabiliti.

Nel 1800 ebbe

niere ricchissima di preziose collezioni


coi modelli delle

ne

il

nuovo

arsenale, costruito sulla riva

macchine impiegate

nei

destra della Nevka, ed ebbe pur termine


la

lavori delle miniere, con gabinetto di mi-

strada ferrata da Pietroburgo a Mosca,

neralogia, unico per ciche riguarda l'orictognosia


,

icui lavori incominciarono nel 1842. L'in-

montagna

artificiale nel

augurazione
e

di questa

prima strada

fer-

giardino, in cui differenti strati rappre-

rata che conduce nell'interno della Russia

sentano
rali,

la

posizione de' metalli e minesi

congiunge
si

le

due

capitali dell'impero

(il

come

trovano in seno della


istituto tecnologico

terra;

cui viaggio

far in

20

ore,

come

si

dice),

istituto delle strade e

comunicazioni, ar;

l'esegu a'20 agostoi 8 Ji l'imperatore Ni-

gini e ponti

scuola

col

colla sua eccelsa famiglia, giorno del

di cavalleria per

formare

istruttori ai reg-

i5. anniversario di sua coronazione. Nel


1

gimenti;
li

5 scuole primarie, 4

delle qua-

85
il

fu

compito

il

ponteSamson, median-

educazione pegli orfani militari, perle dondi

mutuo insegnamento,
o istituto di
di
s.

case di

te

quale con l'altro nuovo ponte Blaho-

zelle nobili
il

Caterina, oltre

vest la citt venne intimamente unita al gran principato di Finlaudia. Alla testa

monastero

stessa destinazione; istituto


ti,
i i

Voskrecensky che ha la de'sordo-mubiblioteche pubbliche, la pi impor-

del

commercio

trovasi

il

collegio, indi la

banca
ta nel

de'biglietti d'assegnazione

fondal'uffi-

1786, quella dell'ipoteche,

tatile dellequali l'imperiale di

3oo,ooo
le

volumi

12,000 mss. Vi sono superbe

collezioni di quadri e d'antichit, tra

altre quella del

museo flomantzow;

pai-

recchi orti botanici ben mantenuti, in specie quello di

camera di assicurazioni marittime e la banca di commercio fondata nel 1818. La popolazione ascende acirca 5oo,ooo abitanti, generosi, ospitali, spiritosi, alquanto leggieri; le donne
zio di sconto, la

dove trovansi le piante pi rare riportate dai navigatori lussi. Possiede Pietroburgo i5
,

Pawlowsky

ordinariamente sono avvenenti; il basso popolo religioso e laborioso. Poco numerosi sono
i

divertimenti pubblici,
il

il

chiese pel rito greco oltre

le

cappelle,

33

principale ned' inverno, in cui

clima

chiese o templi pei culti stranieri,

come
olan-

eccessivamentecrudo, consiste a
scinar gi in
ficiali
islitla

farsi tra-

3 luterane tedesche, una svedese


dese, riformata tedesca,
;

sopra moutagne arti:

r d'assai diminuiscono
fine.

armena altri peil numero delle


pei tro-

coperte di nevi gelate


sta gelata

la

Nevka
I

ordinariamente

5 mesi.

con-

suddette chiese: delle cattoliche parler in

torni della citt sono ornati di

numeroqua-

Vi sono due conventi, casa

se e belle case di villeggiatura, tra le


li

vatelli, d'

inoculazione, tre grandi ospeil

si

nota sulla spiaggia del golfo di Finil

dali militari,

monte

di piet, casa d'in-

landia

palazzo imperiale di Catheril

validi, ritiro di penitenza, asilo de'ciechi,

nenhof, fabbricato da Pietro

nel 171

1,

parecchi ospedali
torienti
,

civili,

casa per le par-

all'occasione del felice esito della guerra

tre teatri, russo, francese e tele

contro

la

Svezia

e che

forma

la

met
va-

desco. Fiorente l'industria e

sue ma-

d'un ameno passeggio;

di leguo,

mu

IME
sto, e

P
rlie

\~>

contiene parecchi oggelli


al Conciatore,

ap-

no

fatto di questa capitale

una delle pi

partennero

ed ha propin-

belle del

mondo
Il

quell'imperatore
vi

ma-

qui ameni giardini,

gnanimo
ovesorge nel
1

nel i8i()

Pietroburgo nel
era
il

sito

703

degli studi.

fond l'universit rigore del verno vi cacci

luogo delle capanne de' pescatori

svedesi, protette dalla fortezza di Nien-

dentro nel 1821 una torma di lupi affamati, che furono prestamente distrutti.

schantz, che in quel

de
gi

in

potere di Pietro
il

medesimo anno cadil Grande czar


1

La Nevka
1

vi fece

talvolta risentire di-

sastrosi straripamenti; citasi


te quello del

specialmen-

delle Russie,

quale colpito dai vantag-

ch'esibiva tale posizione pel

commer-

8 e 19 novembre 182/1, nel quale trovarono la morte ben 5,000 per1

cio del Baltico,

determin

di edificarvi

sone,

numero che
si

vuoisi di molto esagele

una

citt,

mento, trionfando degli


gni ora riproduceva
so,
il

che fece incominciare sul moostacoli che ad oterreno limaccio-

rato; incalcolabili furono

perdite del
1

commercio, che
milioni di scudi;
estese

valutarono circa

5o
si

ecome

l'inondazione

deificandola al principe degli apocui

5 leghe

all'intorno, distrusse

stoli s. Pietro, di

portava

il

nome,

numer
si,

di villaggi.
i

Alessandro

gran prodig

che fu quello impostogli. Non fu da princui edilcipio che una piazza d'armi, zi erano di legno e difesi da un terrapiei

in tale infortunio

pi generosi soccorle traccie di

nobile esempio dalla nazione imi-

tato fece sparire

ben presto

no;

ma

la

vittoria di Pollava, la conqui-

tanta sciagura. Nel ib>25 per l'ammuti-

sta della Livonia, la

decisero Pietro

Viburgo, sua nuova citt ed a faine la capitale del suo imperodi Russia (F.) invece di Mosca (I7 .):
presa di
I

ad ingrandire

la

namento militare che scoppi dopo la morte d' Alessandro I, vi rimase ucciso
il

generaIeMiIoradowitch.il regnante imI

peratore Nicol

ha accresciuto

pregi

fortificazioni

di

pietra
i

sostituironsi alle
trasferito
il

di questa floridissima

metropoli, che in

prime,

vi

fu nel

4-

senato

e quattro anni

dopo vennero

a risieder-

parte accennai, il cui nome va unito ai pi grandi avvenimenti, per l'influenza


della sua potentissima corte. Ne'suoi dintorni sono
i

vi gli altri dicasteri,

nello slesso
alle

mentre

che

il

sovrano ingiungeva

primarie

vasti castelli imperiali di

Pee

famiglie dell'impero di venire ad abitare Pietroburgo, laonde alla sua

terhow, Orianenbaum,Zarkoi-Selo, Gatschiua,

morte
:

Tchesm, Pawlowsky, Rapscha

nel

172^

gi era

grande e bella
il

la cit-

tadella, l'ammiragliato, la cattedrale dei

Rammenoi -Ostrow. A Riovia e Mohilow


tizie ecclesiastiche

parlai delle noi

monastero Newsky trova vansi fabbricati. 11 troppo breve ress.

Pietro e Paolo,

riguardanti

cattolici
1!,

di Pietroburgo,

quali sotto Caterina

gno

di

Caterina

niun cambiamento rec


di

in
so,

un
per

a quelli di
le

Mosca

e del

alla citt,

non pi

quello di Pietro li

convenzioni fatte

Chersonecon Pio VI ed
a

che quasi sempre abit Mosca;


dovi
I'

ma

aven-

istituzione d'alcune sedi vescovili e del-

imperatrice

Anna
vi

sala la sua residenza,

del 1730 fisnuovamente fior.


e-

l'elevazione di quella di

Mohilow

medi
le-

tropolitana, furono sottoposti alla giuris-

Questa principessa
difizi e fece

fond numerosi

dizione del

nuove strade sulla sinistra sponda della Nevka sino allora parte meno importante della citt. Deaprire
,

Mohilow. A

nuovo metropolita latino tal uopo Pio VI vi sped


il

gato o nunzio Stelletti,


se a quel prelato
le

quale sottomi-

missioni di Pietro-

\esi all'imperatrice Elisabetta del


il

7/4.
i

burgo, Mosca, Riga e Revel,


t effettuare le

palazzo d'Inverno, dove risiedono


;

so-

vrani

ma

regni di Caterina
1

II

del

76?.

e sopra tutti d'Alessandro

del

1801 han-

ma non popremure del Papa che voleva creare due vescovi latini per Pietroburgo e per Mosca. Bens alla presenza

46
dell'

PIE
imperatrice e della corte consagr

PIE
verno;
cini
i

francescani riformali,

cappuc-

nella chiesa latina di Pietroburgo

un

ar-

ed domenicani. L'arcivescovo di

Mo-

civescovo e tre vescovi, e solennemente

impose il pallio al primo: cos ebbe luogo e fu condotto a termine ci ch'era stato immaginato da Pietro I, progettato da Clemente XI e vivamente desiderato da benedetto XIV, cio che restasse atterrato quel
secoli

hilow da ultimo vi teneva un proposto con 5 vicari, il i. con titolo di canonico di Mohilow: nel I7q3 vi celebr un sinodo diocesano. Dipendono dallo stesso arcivescovo, nella provincia ecclesiasti-

ca di Pietroburgo, la citt vescovile di Ri-

muro

di

separazione che da io
chiesa greca dalla lati-

ga {y.)t

divideva

la

na, tranne poche e languide eccezioni.


stesso

Lo

Pio VI sped poi a Pietroburgo per

legalo o delegato Lilla, che d'ordine pontificio


l'

e la citt di Pievel capoluogo del governo d' Estonia ove hanno chiese i russi ed i luterani. Avendo il regnante Pio IX portale col mezzo del cardinal Lambruschini a compimento le negozia,

comprese
di

nella giurisdizione del-

zioni per gli affari de'cattolici in Russia,

arcivescovo

Nei
legi

citati articoli

Mohilow Pietroburgo. dissi pure dei due colnel

incominciate da Gregorio e appianate da esso col suo memorabile abboc-

XVI

cattolico e ecclesiastico, fondati


in Pietroburgo,

camento coll'imperatore Nicol

I,

nella

i8oi

uno

sotto la pre-

sidenza dell'arcivescovo di Kiovia ruteno, l'altro presieduto dall'arcivescovo di

convenzione conchiusa il 3 agosto 18^7, che riporto a Polonia, con la quale furono regolati gli affari ecclesiastici di Po-

Mohilow
t
il

latino, al quale inutilmente tennunzio Arezzo di moderarne 1' ec-

dell'innovazioni ; come operale dall'attuale imperatore in ambecessiva autorit

due

collegi

o concistori

cattolici di Pie-

venne stabilito: ArXXIII. L'arcivescovo metropolitano di Mohilow esercita sud' accademia (il suddetto collegio o concistoro) ecclesiastica di Pietroburgo la stessa autorit
lonia e di Russia,
ticolo

troburgo pei latini e ruteni, in Pietroburgo vi sono tre chiese cattoliche la a i. magnifica e parrocchiale di s. Ca:

che ciascun vescovo esercita sul suo seminario diocesano. Egli n' il solo capo
e direttore supremo,
il

consiglio o la di-

terina de'cappuccini, erotta dalla piet dei


fedeli e col concorso di Caterina II, consagrata dal nunzio Archetti nel 1782, ed
all'

rezione dell'accademia ha soltanto un carattere

puramente consultivo. Articolo


scelta del rettore, dell' ispetsi

XXIV. La

articolo

Mohilow

narrai
il

come quel

tore e dei professori dell'accademia

fa-

prelato avea in essa dato

pallio all'arci-

r dall'arcivescovo sul rapporto del consiglio

vescovo Sieslrzencewicz: l'allocuzione che pronunzi Archetti nella dedicazione di


della
2

accademico. Le disposizioni

riferi-

te nell'articolo

XXII

della convenzione,
a queste scel-

i.

chiesa cattolica aperta pubbliin

sono parimente da applicarsi


te.

camente
castel,
a

Pietroburgo, si legge in BerSloria del cristianesimo voi. 35.

Articolo

XXVII. Dopo

la

nuova

circo-

scrizione delle diocesi l'arcivescovo stabili-

La 2. chiesa fu fabbricata e aperta dal conte Litta ambasciatore e bah dell'ordine gerosolimitano, del quale Paolo I
trasfer la residenza a Pietroburgo,

r una volta per sempre col parere degli


il numero degli alunni che ciascuna diocesi potr inviare all'accademia.

ordinari

come

riportai nel voi.

XXIX,
i

p.

263

e 271.

La

3.

chiesa l'edific l'arcivescovo Siegesuiti (cui

Articolo XXIX. Lorquaudo il regolamento dell'accademia ecclesiastica di Pietroburgo sar slato modificato conforme
ai principii
ticoli

strzeueewicz. Vi erano

Pio

su cui

si

convenuto negli ar-

VI avea

conferito facolt di amministra-

precedenti, l'arcivescovo di
alla
s.

le la cresima in questa citt ed in Mosca), con collegio poi confiscato dal go-

low diriger un rapporto


1'

MohiSede sul-

accademia, uguale a quello fatto dal-

PIE
l'n rei

P
Rhoromansky
no
dicesi tale

4~

vescovo di Varsavia

dinati al loro pievano o plebano. Pieva-

in occasione del riordinamento dell' ac-

perch rettore della plebe,

cademia ecclesiastica di questa citt ". Spero all'articolo Russia di potere avere
la

giacch col vocabolo plebe, una volta si designava l'unione de' fedeli posta sotto
la

consolazione religiosa di riportare


la

al-

trettanto de'ruteni e

ripristinazionedel

volta ancora
late pievi
;

cura dei sacerdoti, nel qnal senso taltroviamo le diocesi appele Sisto III del

suddetto loro collegio o accademia in


Pietroburgo. Quindi nel concistoro de'
3 luglio 1848 Pio IX dichiar arcivescovo di Mohilow mg.T Casimiro Dino-

4^2

nell' epis'

grafe della basilica Liberiana

intitol
voi.

episcopus plebis Dei, come notai nel

XII,

p.

3,
il

perch pevplebs

si

disse tal-

chowski di Kuzmicz diocesi di Minsk, gi da Gregorio XVI nel 84o fatto vescovo di Millo in partibus e suffraganeo di Vilna in Curlandia. Nello stesso conci1

volta tutto
pigrafi
le
si

popolo cristiano. Simili e-

resero anticamente

comuni

nel-

chiese di Pioma. In unadelleduecap-

pelle del battisterio della Chiesadis. Gio~

storo Pio

IX

gli

die in sulfraganeo e coar

vanni in Fonte, delle quali meglio parlai


a

diutore con futura successione mg. Ignazin

Laterano,

sulla cappella del Battista

Luceoria, vescovo di Calisto in partibus, gi canonico di Zy-

Holowinski

di

Papas.

Ilario pose questa epigrafe:

fida-

tomeritz cui fu concessa


in Pietroburgo,

la ritenzione, ret-

rus episcopus sanctae plebis Dei. Rinaldi all'anno3 3, n.29, spiega il senso per cui s.
1

tore del l'accademia cattolico-ecclesiastica

Agostino chiam

il

l i\pc\,

padre

della ple-

quale prelato risiedeva nel palazzo arcivescovile, abitato in questa capitale dal metropolitano di Molliil

be cristiana. Si trova archiepiscopo plebano, poich nell'antichit la diocesi fu

low. Inoltre Pio

IX

colla bolla

Vmver-

salis ecclesiaecura,

emanata

in detto gior-

sempre detta plebs del vescovo. La chiesa Cattedrale si chiam anche Plebium ca~ thedrae o Matrix da Matricolarvi). A.
Battisterio o Fonte battesimale (V.)\ss\ comeledecaniedi campagnasi chiamaro-

no, oltre l'avere regolato

la circoscrizio-

ne

delle diocesi di rito latino nell'impe-

ro russo, ed a seconda della convenzio-

no matrici

plebanae

pel

ne summentovata eresse la sede vescovile di Cherson, Chersonen, la dichiar sulfraganea di Mohilow, e ne fece i. vescovo a'20 maggio i85o mg. 7 Ferdinan-

della plebe e dei parrochi soggetti;

gran concorso impe-

rocch ogni plebanato riguardato come una congregazione ed un corpo di chiese e capo l'arciprete plebano, con preminenza nella propria chiedi parrochi, di cui

do Elano

Kahn domenicano

della

Ga-

lizia austriaca.

1 Mg. Holowinski

essendo

sa e in quelle dei curati del plebanato. In-

succeduto nella sede di Mohilow, n'ebbe


il

pallio a'

5 settembre i85i. PIEVANO. V. Parroco e Pieve.


o

PIEVE

PIEVANIA,

Plebs. Chiesa

quel parroco, il pievano arciprete capo del plebanato, nella cui chiesa parrocchiale con fonte battesimale ,detto anticamente titolo battesimale, si portano a

oltre

parrocchiale o arcipretale, che ha sotto


di s chiese figliali

battezzare anche quelli estranei alla par-

o rurali, dette anco-

rocchia plebanale.il Giovenardi riporta

le

ra priorie e rettorie, e per lo pi di ville


e castella. Piviere e Pivieri, plebaiialus,
dicesi
la

preroga ti ve del le chiese pleba ne o a rcipretali,

contenuto della giurisdizione delpieve;e Pievano, plebanus ed arcipreil

e
te

dellepremineuzede'plebani arcipreti de'parroehidel plebanato. Anticamenil

capo del piviere. V. Parrocchia e Parroco. Parrochi urbani sote

chiamasi

il

tedrali,

pievano era dignit nelle chiese catil quale avea cura di amministra-

re

no

quelli della

citt,

parrochi rurali

simo.

sagramenti e segnatamente il batte11 Chardon parlando delle chiese


ri-

forensi sono quelli del plebauato, subor-

battesimali e delle loro prerogative,

48
ferisce

E
si

PIG
chiamavano
le citta e poi nelle ville, affinch

die anticamente

sempre
pi

Plebes, pievi, a cagione dell'affluenza del popolo, che vi concorreva per soddisfare
ai

pi crescendo
dessero

il

numero

de'cristiani,

facilmente questi sacri ministri provveal

doveri del cristianesimo; e che di l vie-

loro bisogno, in progresso di


diritto del battesimo

ne senza dubbio il nome di pievani, che si d ancora ai parrochi in alcuni paesi. Si chiamavano anche Oracoli, orari/la (lo slesso che Oratoria, perch anche

tempo battesimali furono appellate queste chiese,

perch

il

e di ministrarlo a'fedeli,

una volta

riser-

bato
rali

alla sola chiesa cattedrale della cit-

T Oratorio, V ., pubblico a comodo del popolo fu detto pieve, facendosi in quelli rurali o forensi quanto avea luogo nelle chiese parrocchiali ), come si vede nei
capitoli di

t, fu

comunicato anche

alle chiese

ru-

o forensi, acciocch

la

troppa distan-

za e\ fonte sacro

Pipino re d'Italia ed altrove.

L'imperatore Carlo Magno, avendo riguardo alla dignit delle chiese battesimali, nel 798 fece una legge con cui proib di darle in benefizio a persone laiche.

non riuscisse di troppo incomodo e danno ai fanciulli che si aveano a battezzare. Quanto alle chiese urbane, pi tardi fu loro conceduta facolt di ministrare
si
il

battesimo, poich
citt

trovava in ciascuna

una

sola ba-

silica

battesimale, quasi sempre vicina


si

Osserva

il

Nardi, De'parrochi, che le par-

alla cattedrale, a cui


i

doveano portare
il

rocchie rurali di

campagna sorsero
si

alla

fanciulli della citt

per ricevervi

sasi

line del III secolo, indi nel seguente

pro-

gro lavacro: questo antichissimo rito


renze, Bologna e in altre citt,

pagarono da per tutto. Ogni pieve doveva aver un diacono per battezzare in
assenza del prete o pievano parroco, detto

conserv in Pisa, Parma, Cremona, Fi-

come

ri-

marco

a'ioro articoli.

Il

Col ucci nella Tre-

anche presbyter plehis, e pi


ter parochialis

tardi presby-

ia illustrata, parlando dell'origine delle


pievi, dice a p.
1

e preshyter plebitanus.
i

83, che dividendosi ogni


in tanti
vici

Dopo

il

mille sorsero

parrochi

figliali,

territorio dell'antiche colonie o municipi in pagi,

o rurali o forensi, che non aveano batcon dipendenza dalla pieve. I parrochi figliali, bench abbiano il s. fonte e sieno regolari^ devono nel sabbato santisterio,

ed ogni pago

castella con

nomi
le

particolari, abbracciata

poi dai popoli la religione cristiana, ai pagi


si

sostituirono

pievi e

furono per

l'or-

to intervenire alla rinnovazione del

sa-

dinario contraddistinte col

nome

di qualsi

cro fonte nella pieve; dal pievano devono ricevere l'acqua consagrala quei figliali

che santo,
faceva
il

che hanno
i

il

diritto di battezzare;
ri-

tutti

parrochi della pieve debbono

conQuindi a ciascuna pieve furono subordinate molte parrocchie, nelle quali passarono
se col cristianesimo

non

primitivo

nome

del pago.

cevere l'olio degl'infermi dal pievano;

quelli

che prima chiamavansi


il

vici,

pren-

ninna parrocchia nel sabbato santo pu suonar le campane prima della pieve; il pievano ha il primo posto nelle funzioni entro il plebanato; in qualche diocesi ciascun pievano conduce sotto di s
li,
i

dendo

nome anche
si

di arcipreture.

poich ogni pago

stabiliva nel vico pi

popoloso e pi frequentato, e dove si adonavano maestri del pago per celei

figlia-

brare

le

loro feste, gli spettacoli e altre

anzi precede
il

parrochi di
p.

citt,
il

come
Gio-

dice

Nardi t.2,

544; mentre
Il

venardi riporta
la

altri accessi de'curali nel-

pieve arci pre tale.


-/\..

Muratori nelle dis-

funzioni, cos anche le pievi si costituirono nel pi frequentato luogo e nel vico pi popoloso. De'pagi parlai a Paganesimo. Vedasi G. Paolo Giovenardi, Dei

sertazioni, nella

tratta delle parroc;

chie e pievi, antiche chiese battesimali

plebanati delle diocesi, Cesena 177^. PIGI J INI Sebasti Am,Cardinale. Nac-

imperocch

istituiti

parrochi prima nel-

que

in

Arcete sotto Scandiano diocesi di

PIG
ReggiodiModenaepoineassunselostenr ma. Applicatosi con successo alio studio delle leggi, ottenne un canonicato nella
metropolitana di Capua,indi eletto uditore di rota e spedito
zio a Vienna, nel
1

PIG
par. 2, p.

4g

Discorsi delle famiglie nobili di Napoli,

88

a 169. Ronanni,

Pontifcum,i.i,\t.
ria del regno di

Numism. Summonte, StoNapoli. Mugnoz Sto83


1.
,

da Paolo
lo

III

nun-

ria de vescovi sicilianij e Gcncalogies hist.

546

fece

vescovo

des rois etc.conlenanlles maisons souveraines d'Italie avec

d'Alife e nel
111 nel

i548 di Ferentino. Giulio i55o lo nomin alla chiesa di Siall'

depnis iSoatis,
cipali

p.

les familles Papales 666. In quattro prinil

ponto, lo risped

imperatore, di cui

rami fu diviso

tronco di questa

vuoisi che ne fosse consigliere; quindi con

nobilissima famiglia. i.De'signori d'Orta e Turrita, poscia marchesi di Casal-

suo grande onore e come d'iucomparabile valore e soavi costumi, lo invi nunzio al concilio di Trento, perch col cardinal Crescenzi legalo lo presiedesse. Nel

nuovo, duchi d'Alife e principi di Strongoli. Stefano Pignattelli fu il i. signore d'Orla pel matrimonio con Francesca del
Giudice. Cesare loro
rita
figlio

breve

di sua missione Giulio III lo chiadi piet, dottrina e sperienza

comper Tur-

m uomo

insigne e chiaro, protestando mandarlo


all'augusta assemblea co'suoi compagni,

da Ferdinando I re di Napoli, e Lodovico bisnipote di questo fu marchese diCasalnovo; ma questo marchesato pass ne'duchi di

quale angelo

di pace. In

suoi meriti a'20 dicembre

compenso dei 55 lo cre


1
1

Palma,
di

pel maritaggio di

Maria, nipote di Lodovico, con Nicol di

cardinale prete di

s.

Calisto, colla soprin-

Rologna duca
si

Palma.

i.

De'marche-

tendenza a

tutti

tribunali di

me

vicario del

Papa, e nel
Il

Roma, coi553 venne

di

Spinazzola e principi di Minervino,

trasferito a Adria.

Riganti afferma che

ma il Cardellane dubita. Mo553, d'anni 54,e fu sepolto in s. Maria del Popolo con elegante iscrizione,
fu datario,
1

ri nel

postavi dal fratello Stefano.

PIGNATTELLI
Napoli, in cui
si

Famiglia.

Ebbe

ori-

gine dai longobardi, secondo


stabil,

gli storici

di

ed ove Lucio Pignatlelli nel i 102 e Giovanni Pignattelli nel di quel 1 190 furono contestabili
regno, grado onorifico della primaria no-

capo del quale ramo fu Marzio Pignattelli i. marchese. Francesco Pignattelli 4- marchese di Spinazzola, avendo comprato Minervino, neottenne dal redi Spagna il titolo di principe, ma nel figliuolo suo ultimo Antonio, che fu cardinale e Papa Innocenzo XII (prest estinto questo ramo, essendo a lui premorto suo fratello maggiore Marzio 5. marchese di Spinazzola e 2. principe di

vino, al quale, sposato a Costanza di

MinerGuefi-

vara

figlia del

duca

di

Bovino

era an-

bilt.

Avendo

il

re di Sicilia luggiero II

cora premorto Francesco loro unico


glio.

dichiarata la guerra a

Emmanuele Coun suo capiil

3.

De' marchesi di Cerchiari,


il

fat-

mneno imperatore

de'greci,

to per Fabrizio Pignattelli,

quale nel

tano chiamato Landolfo assalt

palaz-

i556 da Filippo
ne
il

II

re di
di

zo imperiale di Costantinopoli, e in se-

titolo di

marchese

Spagna ottenCerchiali. Fa-

gno

del suo coraggio tolse dalla cucina

brizio suo nipote e figlio di Giulio fu di-

tre pignatte d' argento e le port al suo

chiarato principe di Noia per Filippo IH


nel 1600. Fabrizio nipote di questo e
glio di
fi-

sovrano,

il

quale in ricompensa

gli

diede

quelle pignatte per

arma

e per

Sulla famiglia Pignattelli


illustri, fioriti nelle

cognome. e suoi uomini

dignit ecclesiastiche

armi e nelle scienze, si possono leggere Campanile, Dell'armi ovcivili,

uelle

vero insegne de' nobili, p.


vol. lui.

5o.

De

Lellis,

un altro Giulio, per la moglie Girolauia Pignattelli fu duca di Monteleone e conte di Borello. Ettore suo figlio spos Giovanna, erede di Iacopo Tagliava di Aragona duca di Terra Nuova e marchese del Vaglio nella Sicilia, che pe-

H,

P G
I

PIG
aHa sua
iu
i

j aggiunsequesti
brizio loro figlio,

titoli

casa.

Fa-

se calunnie, e

provocarono cardinali e
al

morto

Catalogna nel
francesi, la-

ambasciatori per rappresentare

Papa

fGrr per
sci

le

guerre contro

essere Stefano pieno di detestabili vizi,

Giovanna, che impalmata a suo zio

per l'onore del nipote doversi onnina-

Nicol, dell'altro
di
s.

ramo

Pignattelli ducili

mente allontanare. Paolo


l'inganno e
lo fece

cadde

nel-

Mauro

e principi di

Monte Corvila-

sloggiare dalla casa del

no,

vi

trasfer la ricchissima eredit

cardinal Scipione. Questi per conoscen-

da suo padre. 4De'ducbi di Belrisguardo, cominciato da Iacopo fratello di Giulio principe di Noia, il quale acquisciatale

done l'innocenza, raddoppi


ve malinconia per
la

il

suo amogli

re per l'oppresso, anzi soggiacque a gra-

sua disgrazia, e

st questo ducato per averne sposata l'erede Florenzia Vaez. Vi sono anche altri

produsse lunga e pericolosa malattia. Ri-

chiam Stefano, che


letto

si

die a servirlo al

rami Pignattelli
11

descritti ne'citati storici.

gran Pontefice Innocenzo XII, che re1

gn dal

6g
il

al

700 gloriosamente, non


la-

solo abol

Nepotismo (F.),ma non

con tanta diligenza e premura, che ne rest commosso lo stesso Paolo V, che di sovente visitava il nipote, onde a poco a poco depose l'avversione concepita contro di lui,

sci accostarsi a

Roma
i

suoi parenti, in

mentre

nel cardinale

si

aumencon

luogo de'quali adott


va chiamar
li

poveri che sole-

t l'affezione. Riacquistata la sanit, fece

nipoti.

La famiglia Pignatteli

assumere a Stefano
tutto
fiz'iOj

l'ahito clericale e

die al sacro collegio

seguenti
il

cai '"

impegno

gli

ottenne pingue bene-

dinali, tranne

Stefano, oltre

vivente

indi la prelatura e la
,

commissione

Ferdinando Maria
gorio

Pignattelli, da

Gre-

di

XVI
il

creato cardinale e arcivesco-

vo di Palermo [P.).

Ad

essa appartiene

ancora
di cui

ven. p. Pignattelli gesuita, la


la beatifi-

che discutendoli col Pontefice a questi divenne pi caro di quello che lo era al nipote. Con pena e rabbia videro gli emuli di Stefano eh' erilevanti affari
_,

causa introdotta per

gli

cazione.

PIGNATTELLI Stefano,
,

Cardinale.

correva a gran passi al cardinalato, per cui tornarono per alcuni pi autorevoli cardinali e per qualche ambascia-

Perugino di Piegato nacque da un lavorante di vasi di terra. Fino da fanciullo fu chiamato a Roma dallo zio vasaio facoltoso, coll'aiuto del quale fatti con sucprimi sludi, fu rimandato in pacesso tria per applicare alle leggi. In Perugia coltiv l'amicizia d'alcuni nobili romani, che si applicavano alla giurisprudenza,
i

tore a ricorrere a Paolo


ti

sui molti delit-

che gratuitamente imputavano a Stefano. Allora il cardinal Scipione volle che

tra' quali

Scipione CafFarelli nipote del


si

solennemente si riconoscesse l'innocenza del suo favorito, ne giustific valorosamente la condotta e contro la bassa e infame maldicenza prov la probit, la morigeratezza de'costumi e le altre qualit che fregiavano Stefano. A questo si
,

cardinal Borghese, di cui

guadagn

il

un

la

testimonianza di vari cardinali

ri-

favore e

la

protezione, leale e intima a-

putatissiini,

che dopo rigorosa inquisi-

micizia. Elevato

Borghese
,

al

papato col

zione sulla condotta di Stefano, dichia-

nome

di

Paolo

cre

il

nipote cardidell'affetto di

rarono
dinali

false le accuse,

mentre

altri

car-

nale, e questi ricordevole

e ambasciatori fecero altrettanto


11

la

Stefano l'invit a Roma e l'ammise nelpropria corte, dove si acquist tale ascendente sulcardinale, che questo in tutto
si

con Paolo V.

Papa,

trar quillatoil

suo

animo dai concepiti sospetti, non curando l'ostinazione de'neinici di Stefano, volle
premiare
dinale
il

regol co'suoi consigli.


I'

Tanto bast

perseguitato con crearlo car-

perch

invidia e gelosia de' cortigiani

prete di

lanciasse contro di lui

maligne e veleno-

gennaio

s. Maria in Via agli 1 1 1621, 17 giorni prima di sua

IMG
onde subito entr nel conclave per l'elezione di Gregorio XV. A fronte che
inni
te,

PIG
dio promuovere
stumi.
la le

"

St

scienze e

buoni co-

Fond una sontuosa

cappella al-

lasse preclari

argomenti

di gravit e

mo-

Beata Vergine nella metropolitana e


arredi e preziose suppel-

strasse gran pratica intorno alle cause fo-

la forn di sacri
lettili;

rensi e civili, vedendosi poco grato al nuo-

vo Papa,
ritorn in

si

ritir a

Borghese. Morto Gregorio

Roma

Morlupo, feudo dei XV nel 1623, e si mostr impegnato

n minor sollecitudine mostr per l'immunit ecclesiastica, per la cui difesa


fece considerabili spese.

Innocenzo XI F

per l'esaltazione di Urbano Vili, alla quale


j^osto.
J.i

molto contribu, ed ebbe luogo a'6 aNe avrebbe senza dubbio goduto grazia e il favore; se non che avendo
torna-

1700 lochiamo in Roma e sped nunzio in Polonia, dove singolarmente per suo mezzo rimase estinto lo scisma de'runel
teni,

che ritornali
in loro

al

seno della chiesa rogli

mana,

vantaggio e sotto

au-

sofferto nella salute in conclave,

spic di

to in Morlupo,

ivi colto da febbre acuta, ne mori poco dopo, cio a' 3 agosto, d'anni 4^>- Trasportato il cadavere in Roma, fu sepolto ins. Maria sopra Minerva senza funebre memoria. L'A lessi, scrittore pe1

Clemente XI prese cura di fondare un seminario in Leopoli, dove istruita la giovent uella vera credenza, potes-

sero

cattolica.

rugino, fece grandi elogi di questo cardinale, che tanto fu bersaglio de' capricci

comunione Finalmente Clemente XI, pieno di stima per lui, nel 1702 lo promosse all'arcivescovato di Napoli, e a' 7 dicembre 1703 lo cre cardinale prete. II Pai

ruteni mantenersi nella

della fortuna, dicendolo d'alti spiriti, di

pa

gli

sped

la

berretta cardinalizia pel

gran coraggio, d' incredibile costanza e nato fatto per trattare e condurre al bramato fine qualunque scabroso affare.

proprio nipote Annibale Albani, che nel


1

704

l'incontr a Loreto.
il

Venuto

in

Ro-

ma, ricev
la
si

cappello rosso e per titolo

PIGNATTELLI

Antonio, Cardinale. Innocenzo XII Papa.

chiesa de'ss. Marcellino e Pietro: ivi

trattenne circa

anni, applicato in afla

Cardinale. De'dnchi .li Montelcone, congiunto o nipote d'In locenzo XII, mostrando sino
dall'

PIGNATTELLI Francesco,

fari

gravissimi riguardanti

Chiesa u-

ni versale. Portatosi a Napoli


la mente la diocesi e vi

govern san*
il

celebr

sinodo

adolescenza inclinazione alla piet,


si

che rese pubblico colle stampe

di
in

i3 anni in Napoli

fece teatino, indi


ai suoi

Roma
Per

ed in Madrid spieg

cor-

religiosi le filosofiche e teologiche facolt.


la

specchiata sua virt nel

iG83

fu

nominato da Carlo li re di Spagna all'arcivescovato di Taranto, dove indefessamente intento al vantaggio spirituale di quella chiesa, chiam uomini dotti e
santi a parte di sua sollecitudine episcopale, ed
in loro

compagnia ne

visit la

diocesi pi volte. Profuso co'po veri, libe-

ampli il seminario, fond un monastero per le femmine penitenti, ed un collegio pei novelli convertili al cattolicismo,oltre una magnifica e sontuosa cappella in onore della Concezione in ss. Apostoli, predicando sovente non meno al clero che al popolo. Nel 1725 divenne vescovo di Porto, e dopo essere intervenuto a 3 conclavi, mor in Napoli nel 1734, d'anni 83, e fu sepolto in delta cappella, e secondo il Guarnacci era giunto al decanaio del
:

rale verso
spitalit,
il

sacri

templi e amante dell'o-

sacro collegio.

si

applic ad accrescere anche


lui

materiale di sua chiesa, da

resti-

PIGNATTELLI Francesco Maria, Cardina /e.Nobi le napoletano,nacque nella

tuita all'antico

lustro e splendore:

am-

citt di

Rosarno, tudo
a'
1

di

sua casa, in

pli

il

palazzo degli arcivescovi, aggiunedilzi, e risarc


il

Calabria,

gendovi nuovi
dai fondamenti

pressoch
si

19 febbraio 744-- Portatosi in Pioma, nel 1758 entr convittore nel


collegio

seminario, in cui

stu-

dementino,

indi fu

ammesso

in

4
52
ponente
nel
di

PIG
gn
utile
tali

PII
gravi e
difficili
,

prelatura e fatto vice-legato di Ferrara,

incarichi, lo re

consulta, finch Pio

VI

nel

sero accetto a Dio

caro agli uomini ed

1780 lo fece maestro di camera, per 79 incontr a Viterbo il re e la


1 1 1

cui
relo

PIGNATTELLI
le.

gina di Napoli, ed a'2


polo,

febbraio
s.

794

all'umana societ. Domenico, CardinaDi Belmonte, nacque nobilmente a Na19 novembre 1730. Inclinato al,

cre cardinale prete di

donde pass a
il

s.

Maria del PoMaria in Trasteera acquistalo in


lo dichiar

poli a'

la vita religiosa

ben presto entr nella

vere. Pel credito che

si

congiegazionede'chierici regolari teatini,


vari gradi, merit che Pio

Ferrara,
legato.

Papa poco dopo


il

Quando Napoleone

pass in Bo-

dove essendosi distinto negli studi ed in VI li 2 5 feblo facesse

logna chiam a s

cardinale e lo dichia-

braio 1782
ta.

vescovo di Caser-

r prigioniero di guerra, indi lo rilasci, per cui il cardinale si port a Napoli


tultavolta avendolo

Pio VII

nel concistoro de'

29 marzo
lo

1802

lo trasfer

all'arcivescovato di Pa-

nuovamente
lo

preteso,

lermo, ed in quello de' 9 agosto

cre

coll'intimazione di recarsi a Milano, Pio

cardinale dell'ordine de'preti. Gliene die


la notizia col berrettino rosso pel cadetto

VI pel bene della


visi
;

pace

indusse a recar-

non che avuto cattivo esito le negoziazioni di Firenze, imped che lo effettuasse, il tutto narrando il Baldassari, Relazione de'patimenti di Pio VI, t. j, 33 e seg. Nel conclave di Venezia si p.
se
1

delle guardie nobili d.


pi Gabrielli, e
lico

Pompeo

de'princi-

nomin ablegato apostose-

per

la

tradizione della berretta car'

dinalizia

mg. 1 Caracciolo cameriere


essendosi recato in Pioma,

greto.

Non

non

port per l'elezione di Pio

II,

che

lo

ricevette

n cappello, n

fece prefetto della disciplina regolare, e


visitatore apostolico dell'ospedale del
ss.

lo cardinalizio. Colpito
di

titolo, n l'anelda fiero attacco

podagra che degener

in

cancrena,

mo-

Salvatore, del collegio Capranica e protettore del

r in

medesimo, non che

visitatore
s.

Palermo a'5 febbraio i8o3, d'anni 73, e circa 6 mesi di cardinalato. I fusi

e protettore della chiesa e spedale di

nerali

celebrarono
le belle

in quella chiesa dei

Loreto de'Fornari, e delle Convertite di s. Maria Egiziaca di Viterbo.

Maria

di

teatini ed ivi rest sepolto.


il

Le sue

virt,

suo zelo e
,

qualit che lo dila

Nella biografa di Pio

VII
i

narro come

stinguevano
perdita.

ne fecero compiangere

lo fece depositario della sua rinunzia al

pontificato, nel caso che

francesi gli a-

PII

CAVALIERI,

ordine equestre e
tro-

quando si rec a coronare Napoleone. Nuove vicende disvessero fatta violenza,


piacevoli
pat nella

collegio di vacabili.

Avendo Pio IV

vato l'erario pontificio aggravato di molti

seconda invasione

debiti e quasi del tutto esausto, per

non

dello stato pontificio. Nel

gato recarsi a
re assistito al
l'

1809 fu obbliParigi, ma per non avesecondo matrimonio delfu esiliato a Rhtel


:

imporre ai sudditi nuovi pesi e gabelle, ad imitazione de'suoi predecessori e col


consenso de' cardinali, nel marzo i559

imperatore
1

nel
a'

con

la

bolla Pii Palris Altissimi (manca,


l'altra

18

4-

ritornato in
1
1

Roma,

vi

mor

come

che citer, nel Bull. Rom.


il

8 5, d'anni 72. Ai funerali celebrati in s. Maria in Vallicella, col sacro collegio intervenne Pio VII, e cant
agosto
la
il

del Mainardi) eresse


valieri vacabilisti,

collegio di

375

ca-

solenne messa

il

cardinal Gallefii; indi

che chiam Pii partecipanti. Quindi a' 3 settembre 56o,con la bolla Cum nos, aggiunse al collegio al1
1

cadavere fu trasferito al suo titolo e


e specialIo zelo,
la

tumulato. Le sue morali virt

mente

sua fermezza e costanza,

160 cavalieri. A tutti assegn l'annua pensione di 34,5oo scudi (poi aumentata a scudi 73,000, secondo Giustiniatri

l'attivit e la

prudenza con

cui disirnpe-

ni),

come meglio

dissi nel voi.

Vii, p.

85,

PII
in retribuzione e

PII
ducali

53
;

scudi d'
ti

ricompensa dei 267,000 oro dai medesimi cavalieri offerper sollevare lo stato
ec-

i5o liberamente

che potessero

testare di beni ecclesiastici


stali sino alla

da loro acqui-

al Pontefice,

somma

di ducati

1000;
s.

li

clesiastico e

provvedere

agli urgenti biil

fece

immuni ed

esenti dagli ordinari, sot-

sogni.

Jl

Giustiniani pretende che


si

col-

toponendoli immediatamenle alla


de. Pio

Se-

legio cola detta ampliazione

composcudi,
li

IV impose

l'obbligo ai cavalieri

nesse di

535

cavalieri, e

che loro fosse

pii di stare

a disposizione del

Papa per

la

accresciuta la rendita di

104,000

spedizione della crociata contro gl'infedeli


stipendio.

oltre l'altra da lui riportata. Pio

IV

di-

chiar

uftziali

della cancelleria apostolisi

ca, nella

quale
,

radunavano, commen-

sali, scrittori

camerieri e famigliari del

za,

Papa; nobili anche nella loro discendencon titolo di conti del sacro palazzo Laleranetise ( titolo che secondo Angeli

o d'intervenire ai concilii generali senza Per insegna poi de' cavalieri il Pontefice stabil una medaglia d'oro pendente dal petto, con l'immagine di s. Ambrogio (patrouo di Milano patria del Papa) e dall'altra ilsuostemma decoratodel
triregno e delle chiavi o quello del Pontefice

vuol dire custode del principe e suo continuo seguace e compagno), con facolt
di delegare giudici in gius
vile e notati
;

pr tempore.A\ Giustiniani, Historie


la

dell' orig. degli

canonico e
i

ci-

porta

di legittimare

figli

spuri

ordini equestri p. 34o, rimedaglia e descrive l'istituzione, affermando che il suo lustro fin colla vita

e promuoverli agli onori, derogando alle leggi


s'i

del fondatore,

bench
i

il

collegio nel
Il p.

56o
Bop.

apostoliche, che imperiali. Inol-

avesse stampato

suoi statuti.

quanto ai chierici, s'intendessero ipsojure notari apostolici quanto ai laici cavalieri della milizia aurata dello speron d' oro (il Giustiniani chiama vacillante 1' opinione del Menenio e di Michieli, che attre decret

che

tutti

cavalieri pii,

nanni, Catalogo degli ordini equestri,

tribuirono a Pio
bilissimo ordine

IV
),

la

riforma

di tale

no-

qualifica che restereb-

96, ne riprodusse la decorazione e la figura, sebbene cavalieri non avessero abito particolare, notando che tutti gli eccessivi privilegi e prerogative furono annullati dagl'immediati successori di Pio IV, cio s. Pio V del i56G e Gregorio XIII del i5y2 restando uffziali vacai

be
ti

loro,

come

di conti

Lateranensi, an-

bilisti della

cancelleria e cavalieri

pii.

Nel
ri-

corch terminassero di essere partecipanalla

pontificato di Sisto

V, che ampli e

quota della pensione. Abilit

ca-

form

valieri pii,

re pi benefzi

d'oro di

bench coniugali, a conseguied uffizi di ducali i5o camera per cadauno, n fossero

erano 671, e quelli che conferiva a suo vantaggio il cardinal vice-cancelliere 20, quale nomina abol nel 1679 Innocenzo XI. IN'el sei

vacabili,

cavalieri pii

tenuti pagare alcuna

componenda perle
compatibili
al collegio

colo decorso ridotti a poco


sti

pensioni e benefzi loro assegnati, anzi che


gli oflizi de' cavalieri fossero

cavalieri vacabilisti (che

numero, quecon torcia do-

con ogni
la
li

altro.

Coucesse pure

precedenza sopra ogni milizia (Augeaggiunge, in

Roma

ovunque,

ai

ca-

valieri di

Malta e

di Cracovia), e

che iu

mancanza d'alcun principe o ambasciatore,

un cavaliere sottentrasse a sostener


baldacchino, sotto
il

l'asta del

quale in-

cede

Papa. Finalmente dichiar che i cavalieri dopo due anni potevano confeil

veano intervenire alla processione del Corpus Domini ) restarono col collegio soppressi. Nel 1847 '' regnante Pio IX ripristin sotto altre forme questo ordine col nome di Piano (P.). PII LUOGHI. V. Oblazione, Legati pii, Compagnie, Ospizio, Ospedale, Monti di piet, Conservatorio, Doti, Congregazioni, Luoghi pii, e tulli gli articoli

relativi a

benefiche e pie istituzioni.

rire pensioni, di cui potessero disporre, di

PII

OPERAI.

Congregazione e comu-

54
lo Caraffe,

P
nato
in

PI
Il

nit regolare di sacerdoti.

ven. p. Car1

con tanto

Ter vote e carit,


s'

che molte per-

Napoli nel

56

dalla

sone dabbene

indussero ad imitarlo,
titolo di

nobilissima famiglia de'duchi d'Andriu,

ond'egli istitu di queste nello stesso spe-

16 anni entr nella compagnia di Ges ; ma perch dopo 5 anni contrasse una pericolosa malattia, come proni eia di

dale una congregazione sotto tenere


dosi
il

il

S.Francesco, obbligando*! confrali a


1

man-

letti

a proprie spese. Stenden-

strato di forze, chiese ed ottenne di uscir-

Ritenne per qualche tempo nella casa paterna l'abito clericale, ma ripristine.

andava per
li

suo zelo ad ogni sorta di persone, le pubbliche piazze di Napoil

istruendo

popolo nelle verit eterdi

natosi in forza
le

dedic all'esercizio delarmi, nel quale dopo iter esercitate


si

ue, nel

modo

ben confessarsi

e di star

lontano dal peccato. Mentre


di carit,

egli si eser-

molte virt cristiane, trasportato dal bollore dell'et e dai cattivi esempi,
si

citava in queste ed in altre molte opere

ab-

due

sacerdoti suoi conoscenti,

bandon
gli fece

a vita disonesta.
i

Iddio presto

desiderosi di formare con lui

una santa
s.
si

conoscere

suoi errori in

modo

societ, lo invitarono all'oratorio del

straordinario, onde lasciala la milizia, per

soddisfare alla divina giustizia decise di


applicarsi a vita austera e penitente. Si
recise

Sepolcro fuori di Napoli, dove vano sovente in orazione.


clinato a

aduna-

da s

capelli e la barba,

si

port
la

al collegio

de' gesuiti per

comunicare

stia

risoluzione al religioso che prese per

confessore.

Cominci pertanto ad

afflig-

Bench il servo di Dio si sentisse innon abbandonare poveri., accett nondimeno l'invilo, ed essendo ivi un eremo a pie della montagna in cui erano due camere incavate nel masso con
i

gere

il

corpo con rigorosi digiuni e con


terra e con passare la

cappella, egli vi

si

ritir nella risoluzio-

sanguinose flagellazioni, con dormire sulla

ne

di

proseguirvi

le

sue penitenze e
la

di

non

nuda

maggior

uscirne, se

non per procurare

salute

parte delle ore in esercizi di piet ed in


sante meditazioni. Risoluto di abbracciare lo stato ecclesiastico per consagrarsi
tutto al servigio di

dell'anime. Si portava perci


alla
ci

la

mattina

U
le

e nel quartiere delle meretrici

faceva

sue missioni, esortandole a la-

Dio

e de'prossimi, in

sciare la loro vita infame;

onde avvenne
si

et di

34 anni

si

applic allo studio di


,

che molte computile


discorsi e

dall'efficacia de'suoi

filosofia e teologia
tutti gli

ed avendo ricevuti
festivi

mosse dalla divina grazia,

re-

ordini sacri in tre giorni

cavano
si

al

suo eremo per confessarsi e far-

di seguito,

per breve di Clemente Vili,

insegnarci' sentiero della salute. Giunil

celebr

l* messa nel d della Circoncisione 1G00. Vestitosi allora di panni vila

se a tanto
te,

numero
le

di queste converti-

li

e grossolani e contento d'un solo serle

vo, raddoppi
dosi d'aspri

sue penitenze, cingene di catene di ferro sot-

cilizi

to la camicia di lana; in
tale stato
il

breve ridusse in suo corpo, che sembrava uno

lui congiunte in matrimonio, riemp di esse 4 monasteri e procur loro onesto sostentamento. Altre volte usciva dalla solitudine e andava ne' villaggi ad annunziare la divina pa-

che oltre

molte da

rola ai poveri contadini, molti

de' quali

scheletro animato.
so
i

Mosso

dalla carit verla

dalla via dell'iniquit ritornarono a

Dio

poveri e bisognosi, lasci

propria

casa e
le

and ad abitare vicinoallo speda-

con sincera conversione. L'arcivescovo di Napoli ammirando copiosi frutti che il


i

degl'incurabili di Napoli, per essere

pio sacerdote produceva nella vigna del

pi pronto a sollevare gl'inferni inelle loro


necessit, ed assisterli particolarmente nel

Signore,

gli

Ordin

remo
sa
ti
i

e di portarsi ad abitare in

punto

della morte.

Si

occupava giorno

contigua alla

abbandonare 1' euna cachiesa di s. Maria di tutdi


I

e notte in queste opere di misericordia

beni, ch'era nella citt.

molti ec-

Vi
clesiastici,

P
la

1 si

55
avvil,

che viveano sotto


lui

sua dire-

Per
zi

siffatte

contrariet non

an-

zione

si

unirono a

per aiutarlo nel

ministero apostolico, ed alcuni abbando-

nando le proprie case per vivere iu sua compagnia e soggetti a lui, si fecero suoi discepoli. Parve ci al servo di Dio una occasione opportuna per meglio intraprendere le missioni, onde ottenne licenza dall'arcivescovo di vivere in comune con quelli che avessero voluto
direzione
sacerdoti ed
laici,

con (jueste prove la di lui virt divenne pi perfetta. Prese quindi casa a pigione presso il conservatorio detto lo
,

Splendore delle vergini, di cui era direttore^ quivi con tre compagni eh'eraugli
restati,

prosegu

suoi esercizi con piein Dio,

na rassegnazione e fiducia

che pre-

sto lo consol nell'accrescimento di sua

farsi

suoi discepoli, e di ricevere sotto la sua


i
i

comunit, nella qualedomandarono l'ammissione molte persone d'un merito singolare.

che

gli si

Sempre

sollecito di
il

procurare che per


,

la

quantunque non pensasse egli allora di fondare una congregazione. Accomodata la detta chiesa, l'apri a nella 3. domenica di Pasqua 60 1, indi cominci con 8 sacerdoti suoi discefossero presentati,
1

salute de'prossimi,
tro

ven. Carlo fond alzitelle,


la

monastero perle

po-

vert erano esposte al male


alla vi
si

si

applic

conversione degl'infedeli, che schia-

trovavano allora

in Napoli, all'istru-

poli a procurare

la

salute de'prossimi, con


il

zione de'catecumenijde'quali fu fatto su-

tanto zelo e profitto, che oltre

gran nu,

mero

di

peccatori da lui convertiti


altri

fu

obbligato a fondare due

monasteri,
al-

governo del seminario, di nuove regole ripiene di carit e di sapienza. Per


periore, ed al
cui procur la riforma, dandogli
istabilire poi
le
la

per collocarvi
le

le

molte meretrici, che

sua congregazione volfosse situata in


ri-

sue prediche ed esortazioni risolvevadi far penitenza della vita passata. In

che

la

prima sua casa


onde
altra

no
ne,

luogo
re

solitario,

acciocch servisse di
la fece

seguito pens d'istituire una congregazioil

tiro ai missionari,

fabbrica-

cui principale scopo fosse di far le

un miglio lunge da
montagna, ed

Napoli, in

mezzo

missioni in citt e nelle

nic

il

pensiero

ai

campagne: comucompagni che l'appropermissione dall'ar-

alla
in

ne fece edificare

varono. Ottenuta
civescovo,

la

di

si port a Roma per averne la conferma da Clemente Vili. Il Papa l'esort a non desistere dall' impresa, e gli

amena solitudine, detta la Madonna Monte Decoro, nella diocesi di Caserta. Ne fond ancora due altre nella citt
si

di Napoli e quindi

port

in

Roma

per

ottenere l'approvazione del suo istituto e


delle regole da Paolo

comand
istituto
:

di stendere le regole pel


lo fece

nuovo

V,

il

quale ne com-

con molta accuratezza, tornato a Ptoma per farle approvare, trov Clemente Vili di sentimento diverso,
per
le false
Il

mise l'esame
vi e regolari.

alla

congregazione de' vesco-

cessore Gregorio

Morto questo Papa, il sucXV nel 62 1, col breve


1 1

rappresentanze d'alcuni mala

levoli.

servo di Dio ricev

negativa
au-

quo divina Majestas, de' 2 aprile, approv l'istituzione. Il fondatore voleva intitolarla della Dottrina cristiana ,ma
i

Ex

come
tosi a

in

pena de'suoi

peccati, e restituile

Napoli duplic

orazioni e

le

cardinali deputati all'esame delle rego-

sterit,

uniformandosi interamente al vo-

le,

osservando

le

molte opere
i

di piet in

lere divino, che volle

provare

la

sua co-

cui s'impiegavano

preti della

congre-

stanza e fedelt con altra mortificazione.

gazione, la chiamarono de' Pii Operai.

Iddio permise che fosse costretto ad ab-

Ottenuto
fuggire
te
gli

ilp.

Carlo

in

Roma

quanto bra-

bandonar

la

chiesa di

s.

Maria e che molti

mava, ritorn consolato


onori
si

in Napoli, e per

insorgessero con calunnie contro la sua

ritir nella casa di

Mon-

nascente congregazione per cui la maggior parte de'discepoli


si

Decoro,

in cui

pass

il

rimanente dei

allontanarono.

suoi giorni iu continue mortificazioni e

56
virt, favorito

PII
pi eroiche
al

PII
modo
detto all'articolo Neofito, trasfer
s.
i

nell'esercizio indefesso delle

ni di profezia e di miracoli.

da Dio con estasi e con doOppresso in fine dalle molte fatiche, sostenute per la

da s. Lorenzo alla casa e chiesa di Maria de'Monti, che ivi pure descrissi,
operai, affidando loro l'amministra-

pii

gloria di

Dio

e per la salute de'prossimi^e

zione del collegio de' neofiti e pia casa


de' catecumeni,

dal rigore delle penitenze, cadde malato


e fu portalo nella sua casa di
s.

non che

la

cura, distru-

Giorgio
sof-

zione ed educazione de'neofili (che per


tralasciarono prima della
di

Maggiore

in Napoli,

ove dopo aver

deportazione

frto con invitta pazienza mali eccessivi

Pio VII), in un alla chiesa e casa dei

per quasi due mesi, vol al cielo agli 8 selemhre 633, d'anni 72. Moltissimo popolo concorse a venerarne il cadavere, illustrato da Dio con vari prodigi, quali operali eziandio ne' tempi successivi, se
1

catecumeni. La congregazione proprietaria in

Pioma della casa e chiesa di s. Giuseppe alla Lungara nel rione Trastevere, residenza del p. procuratore generale.

La

chiesa venne

fabbricata nel

ne spera la beatificazione pei processi fatla vita il p. d. Pieti. Ne pubblicarono tro Gi solfo della stessa congregazione, ed
il

celeb re vescovo

Sarnelli, nel 3.

tomo
Nala

Clemente XI I, col disegno di Giuseppe Lodovico Iiusconi Sassi, contribuendo a gran parte della spesa mg. Carlo Majella napoletano, segretario dei

1732

sotto

del suo Specchio del clero secolare,


poli

brevi a' principi e canonico vaticano.

Il

1679.
la

quadro
morte del ven. fondatore,

dell'altare

Dopo

Frigiotti, quel io

maggiore di Filippo da un lato colla sacra

congregazione fu altres confermata da Urbano Vili col breve Mililanlis Ecclesiete,

Famiglia di Girolamo Pesci, l'altro incontro di Nicola Ricciolini. Nel 1730


nella detta casa de' pii operai ai

de'

9 novembre

634- Quindi dal

Monti

capitolo Vaticano ottenne in Roma la Chiesa di s. Dalbina (J7.), e ne prese possesso


il

ebbe principio
liturgia, di cui

in
si

l'accademia di rese benemerito Benepi decorosa-

Roma

giorno della

ss.

Trinit del

detto

XIV

con

istituirla

1689, restaurandone il contiguo convento e la chiesa, con gran vantaggio J de propinqi.i abitanti. Clemente XI volendo trasferire
centrale, nel
1

pii

operai in luogo pi
la

704
s.

concesse loro
a'

chiesa

mente, come narrai nel voi. XXXlX,p. 5j. L'accademia per le vicende de' tempi venendo sospesa, sotto Gregorio XVI fu riattivata nella casa della Missione (V. ) j se non che dal 1848 al sistema
antico,
tuito
il

parrocchiale di
so

Lorenzo

Monti presdetto gi in

come pi

proficuo, stato sosti-

Macel de' Corvi, nel


s.

sito

Olivo argentario , ora del Consertalorio di


scrissi.

Eufemia,

al

quale articolo

la

de-

proporre un caso liturgico pratico da risolversi nell'istessa guisa che intorno al caso morale usa la Pia unione

gior

Lo stesso Clemente XI per magcomodo delle loro missioni, a'

inaggio 1707 col breve SoIliciludo,cie a si legge nel Bull. Rom. t. io, par. i. , p. 1 68' ad essi concesse il privilegio di poter
celebrare
la

Paolo j onde non si sono pi pubbliAnnali delle scienze religiose sunti degli argomenti liturgici che vi si
di
s.

cati dagli

trattavano.

messa un'ora prima dell'au-

rorae un'ora dopo mezzo giorno; ed a'9 gennaio 1 7 o, col breve rastoralis offi1

(li,

loco citato p. 180, facoltizz

pii

o-

con vari decreti ed Quarn propensa, de' 2 aprile 752, Bull. Bened. XIV, t. 3, p. 5 12, prvvide ai bisogni ed incremento di questa benemerita couindulti e colla costituzione
1
1

Benedetto

XIV

perai a sentire le confessioni de' loro

gregazione, nella quale hanno fiorito


molti individui
illustri

ove non fossero approvati, in fine Clemente XI,


in

compagni

qualunque

diocesi,

per dignit ece

clesiastiche, episcopali, per zelo, piet

PIL
dottrina. I pii operai

PIL
nedetta. Vaso di
ro, sostenuto

57
di sasso

non fanno alcun

marmo

du-

voto e sono governati da un preposi to generale, che al presente il r.mo p. d.

Matteo d'Ambrogio, e da 4 consultori, che esercitano per tre anni l' impiego,

dopo
anno

quali possono essere confermati


si

da una colonnetta o pilastro o statua, di pi grandezze e forme, che si pone all'ingresso delle Chiese, con V Acqua santa benedetta {V'.) Ordinariamente due sono pili, situati uno coni

dal capitolo generale che


:

celebra ogni

tro l'altro, nell'ingresso principale delle


chiese,

superiori delle case particolari


rettori.

ed

in alcuni luoghi corrispondenti


gli

sono chiamali

facciano voti, tuttavia

Quantunque non menano una vita

dal lato per cui entrano

uomini e

le

donne. Si sogliono costruire non aderenti


alle pareti, e distanti

alquanto austera, poich non usano panni di lino, e dormono sopra un pagliariccio seuza lenzuola,

da esse in proporzioconchi-

ne dello spazio.
dal
glia

Si

fanno ancora sporgenti

con sole coperte di

muro
il

a guisa di tazza o di

Osservano esattissima povert e nulla tengono chiuso uua tavola, una sedia, e alcune immagini di carta devono essere le suppellettili delle camere. Pi volte nella settimana si accusano dei
lana.
:

o altra cosa simile o a foggia di ba-

cino,

quale in qualche chiesa sostedi

nulo da angeli
altri

marmo

in piedi

o in

alteggiameuti, grandi e piccoli. In

loro

falli,

alla

presenza de' superiori

manico con una catenella un aspersorio d'ottone, di


diversi luoghi vi appeso pel

digiunano ne' io giorni precedenti Pentecoste, nell'Avvento, in tulli


nerd e sabbati dell'anno, uelle
delle feste del Signore e della

alla
i

ferro

d' avorio

o altra materia. Nelle


si

ve-

antichissime basiliche

vedono

pile arilievo

vigilie

venti nel fondo scolpiti di

buon

Madonna;
la discipli-

granchi, anguillelte, pesciolini e altre


galanterie. Dei pi singolari
pili feci

fanno due volte

la
1'

settimana

men11

na

ogni giorno

orazione mentale. Si
breviario ro-

zione parlando delle chiese ove sono.


Boldetti nelle Osservazioni sopra
teri
i

alzano due ore dopo mezza notte pel

cimi-

mattutino, ed
na,
le litanie la

all'uffizio del

de mrtiri, discorre

de'vasi di vetro,

mano aggiungono
dopo

quello della

Madonsi

di terra e di
di

marmo

in

due

e pi

palmi

de' santi e la Salve regina


af-

diametro, trovali nelle chiesuole sot-

compieta. Esemplarmente
la

terranee;

ma
a'

difficile assegnar loro al-

faticano per

salute delle anime,

nel-

tro uso che l'acqua santa,

mentre
d'

si

co-

l'udir le confessioni, nel dare esercizi spi-

nosce che

tempi delle persecuzioni gi

Vestono di lana nera con abito talare e bench il collare apparisca di lino, la camicia che pollano di lana ne riporta la figura il p. Bonanni, nel Catalogo degli ordini religiorituali e missioni.
:

erano

in

uso questi recipienti


1'

acqua

benedetta, giacch

uso di questa di
s.
s.

tradizione apostolica, stabilito da


teo e ridotto ad uniformit da

MatAlessi

sandro

Papa

del

121.

Tultavolta
1'

si,

par.

i,

p.

3g. Scrissero de'

pii

ope-

dubita dagli archeologi se

tali vasi real-

rai

anche il p. Annibali daLatera, Compendio della storia degli ordini regolari,

mente
nedetta

fossero destinati per


,

acqua beil-

o piuttosto per fanali onde

par. 3, p.

2o5; ed

il

Piazza neh' Eusei

vologio romano, trat.


l'

i,

cap.

i^,delnel

istituto de' pii operai. 11


p.

medesimo

luminare le grotte e le catacombe. Nei voi. XI, p. 228,XXXVlI,p. i 9 4 ed altrove, parlai delle fonti che gli antichi
cristiani
gli

124, tratta degli esercizi segnalati e propri della congregazione degli operai della divina piet,
istituto

suo Cherosilogio,

erigevano avanti
e la faccia

la

porta o ne-

atri o portici delle chiese, per lavarsi

le

mani

prima

di entrare nella

non pi esistente. PILA o Vaso dell' \cqua santa o be-

casa di Dio, poich nell'antica

discipli-

na {'Eucaristia

si

riceveva nella Coniti-

58 mone {V.)
tersi in

P
sulla

AI

PIN
lavanda prece-

mano, per poscia metla

bocca, per cui

Croce di Segovia. Dopo essere slato prima rettore e poi reggente


di
s.

convento

dente delle mani facevasi per rispetto e politezza, quindi in alcune chiese si be-

dell'universit d'Alcal,

dove insegn

la

teologia con applauso, ottenne cospicui

nedicevano quelle acque, donde deriv


il

gradi nel suo ordine, in cui fu esempio


agli altri di virt, d' umilt,

costume

di metterle ne'pili all'ingres-

di discre-

so delle chiese. Dissi pure che


sere derivato

pu

esgli

zione e carit. Per l'innocenza e probit


de' suoi

da quanto praticavano
al

costumi e per

la

nobilt di sua

ebrei nel tempio,

anche
al

modo che dichiarai Fontana. Ad Aspersione notai


altri.
si

chi presenta V Aspersorio [V.) al Papa,

nominato vescovo d' Osma ad istanza di Filippo IV, indi nel 63 traslato a Cordova, dove stuprosapia, nel
fu
1

i63o

vescovo ead

La benedizione
ogni

del-

diossi di far rifiorire la

piet e la scien-

l'acqua col sale

fa

domenica, o

za nel clero, d'istruire

nel sabbato, per conservarsi incorrotta,

ed edificare il popolo. Col suo zelo bandi gli odii e le inimicizie, distrusse gli abusi eie supersti-

su di che pu vedersi

il

Dielich, Dizio:

nario sacro-liturgico,

agli articoli

Ac-

zioni popolari radicate nel paese per la

qua
la

sua benedizione;

Acqua

e sua be-

lunga dimora de' mori.

tal

effetto e-

nedizione nella vigilia dell'Epifania, del-

man

savi decreti, celebr sinodi, intra-

quale

feci

parola in fine di Liturgia.

prese la visita della diocesi pi volle,

Nel gioved e venerd santo l'acqua be-

predicando
pli

il

vangelo e donando

ai

tem-

nedetta

si

toglie dai pili,

quindi

si

ri-

ricche suppellettili. Spedito da Filip-

mette dopo la benedizione di quella che si fa nel sahbato santo. Si apprende dal Nardi, De parroch t. i, p. 125, che prima ne'sabbati santi di Pasqua e Pentecoste (V.)t benedetto eh' era

po IV ambasciatore del clero ad Urbano Vili, die nell'alma citt luminosi esempi di vita ecclesiastica vi fece lavo;

rare molti vasi preziosi e nobili candellieri

dal ve-

d'argento, per farne

dono
si

alla

sua

scovo
i

il

sacro fonte (prima d'infondervi

cattedrale, a cui nel

i635

restitu ter-

sacri olii) era

permesso

ai fedeli

porta-

minata l'ambasceria. Nel 1649


ferito

fu tras-

re a casa di quell'acqua benedetta, ci

da Innocenzo

all'arcivescovato

che

in alcuni luoghi
p.

ancora

si fa.

Nel

voi.

di Siviglia,

mostrandosi qui pure padre

XLVII,

223, parlai

di tali benedizio-

de' poveri e tutore de' pupilli e delle ve-

ni fatte coll'assistenza de'greci, e del rito


di questi per l'altra dell'Epifania.

dove. Finalmente ad istanza del re,

il

Che

Papa

a'

19 febbraio 1632
s.

lo

cre cardidi

l'acqua benedetta fu praticata anco per


le case ne'

nale prete di

Silvestro in Capite, indi

tempi

di
1

mezzo,

si

legge nel

venne dichiarato ministro


presso
la
s.

Spagna
si

uso che dee farsi dell' acqua benedetta nel gioved e veall'

37, p. Riflessioni intorno


t.

Calogeri

io e i32.

Vedasi,

Sede, e

come

vide che

opponel

neva
cesi,
1

la

legge della residenza della dio-

questa rinunzi. Mori in

Roma

nerd della settimana santa


1

Perugia

78

1 .

Domenico Maria Manni, Intorno


Memorie
di varia eru.

alle pile dell'acqua santa di Firenze de'


secoli bassi, nelle

653, d'anni 63, e fu sepolto nella chiesa de' domenicani in s. Maria sopra Minerva, in uu sontuoso monumento del
Bernini, presso
la

porta laterale dalla


la

dizione della societ Colombaria, Fireu7e 1747.

parte dell'altare maggiore, con

sua sta-

tua in atto di orare, con magnifico elogio,

P1MENTEL Domenico, Cardinale. De' conti di Benevento, nacque in Segovia e lasciate le grandezze di sua casa
profess nell'ordine de' predicatori, nel

che dichiara eredi

poveri gi sue

delizie in vita.

PINAB.A. Sede
sotto
la

vescovile della Licia


il

metropoli di Mira,

cui vesco-

P
vo fisca
di
]

N
anche
sull'isola

P
massime

7,,

giiirjstlizione

negli abbellimenti della tribu-

Didima
secolo.
t.

e se ne intitolava vescovo nel Riporta 5 vescovi f Oriens

chr.

976. Domenico, Cardinale. Di chiarissima famiglia di Genova, portai, p.

na, e poi per l'anno santo 1600 ne apr e chiusela porta santa. Inoltre Sisto V Io diedeaprotelloreai carmelitani e certosi-

PINELL1
a

di

tosi

Padova per apprendervi

le leggi,

Romagna, dove in meno due mesi fa ridusse iti piena quiete, liberandola dai sicari e assassini che l'infeni, e fece legato di

in

6 anni divenne professore

dell' uni-

stavano
dini
lo

in

luogo del cardinal Aldobranpr- penitenziere, pro-

versit. Restituitosi in patria,


pii

dopo poco
Rodi 23

nomin

d'un anno venne ammesso nel colindi passato a


nell'et
vi

prefetto di segnatura, ed

ammise

nelle

legio degli avvocali,

congregazioni del

s.oflzio, de'rili, di

con-

ma

allenii*
il

da Pio IV,

sultarle] concilio e degli affari di Francia,

unni,

grado

di referendario di

segna-

dichiarandolo legato delle pontificie

tura. Per la sua probit e talento


nella riforma

s.

Pio

V
lo

galere e marina.
la

Urbano VII
il

gli

affid

die fece del tribunale


l'uffizio di

prefettura di consulta, in cui lo con-

conferm, conferendogli

cor-

ferm Gregorio XIV,


stin

quale pur

lo de-

rettore o uditore delle lettere

contrad-

legato dell'

Umbria

e di Perugia,

dette e altri onorevoli impieghi,

come

lo

dove

fece risplendere la sua

maschia

vir-

deput uno
di

de' riformatori dei tribunali


ci-

t, lasciandone diversi

monumenti. Clecongregazio-

Roma, nominandolo luogotenente


ia tal

mente VIII
ne per
fetto.
la

lo ascrisse alla

vile dell'uditore della

camera. Gregorio
al

compilazione del settimo delle


poi di

XIII l'ebbe
cardinal

conto che Io neg

decretali, di cui in seguito Io dichiar pre-

Sforza per suo vice-legato di

Divenne vescovo Tusculano,

Bologna, e lo destin commissario apostolico

Porto, e nel 1607 d'Ostia, e decano del


sacro collegio.

nella

questione de' confini quindi

tra

Dopo aver

assistito a sei

Narni e Terni, che esaur con soddisfazione delle parti


nal
;

conclavi mor in

Roma

d'anni 70, nel


la

lo die al cardi-

161 che

i,

e fu sepolto avanti

confessione

Cornaro camerlengo per sostituto e vice-gerente, carica che poi amministr come principale, avendola da lui acquistata per 5o,ooo scudi. Nel $77, per rii

della suddetta sua basilica, nella


si

tomba

era

preparata.

Stefano Bui'One

ne pubblic la vita in latino in R.oma nel 1616. Questo cardinale si guadagno la


stima universale pel suo amabile e
zia

nunzia del cardinal Perelti, poi Sisto V, ebbe il vescovato di Fermo, iti cui si mostr
de' miserabili

mo-

derato carattere, per l'incorrotta giustie illibati costumi


,

padre degli orfani, delle vedove e per giovare al suo popolo


:

solo

tacciato di

eccessiva parsimonia, con la quale pot


lasciare al nipote fondi e possessioni con
-

introdusse nella citt


suiti, a'

filippini

ed

ge-

quali fond anche


,

una casa a
chiese.

siderabili

ed alcuni feudi nel regno di

Montesanto
e per

e restaur diverse
si

Passati 7 anni,

dimise da quella chiesa,


chieri-

40,000 scudi acquist un

cato di camera, poscia funse molti e gravi negozi e venne destinato nunzio in Ispagna da Sisto V. Nel punto per che

slava per partire,


1

il

Papa

a'

18 dicembre

585
iti

zo

s. Loren Pancperna,poi arciprete della Chie-

lo cre

cardinale prete di

fatti da lui. L'OIAteneo Ligustico, parla del suo trattato rass. sali' autorit del Papa, che fu posto nella biblioteca Vaticana. P1KEROLO (Pinerolitn). Citt con residenza vescovile del Piemonte negli stati sardi, circondario di Torino, capoluogo di provincia e di mandamento, presso la sinistra sponda del Clusone o

Napoli, tutti acquisti


nell'

doino

sa dis.

Maria Maggiore (V),

del quale
vi fece,

Clision, in bella situazione, alle falde d'u-

edilzio fu

benemerito per quanto

bertosa collina

ultimo scaglione delle

6o
Peiosa
se e di
;

P N
I

PIN
n

Alpi, che difende l'ingresso della valle di

sede d'un intendente di 2. clasdi giurisdizione del

un tribunale

senato regio di Torino, da cui distante

Cherasco doveva renma questi con un segreto articolo avea pienamente ceduta la piazza ai re di-Francia, e per
di
di

Ratisbona e

dersi al

duca

di Savoia;

le^lie e

28 da

Nizza. Cinta di

mura,

non adombrare

gli

spagnuoli fnse di la-

per irregolare e mal fabbricata, ma la sua cattedrale magnifica sulla piazza d'ar-

sciarla in deposito per

luglio

6 mesi, per nel i632 pubblic la vendita, con-

mi un edilzio superbo. E dedicata a Dio sotto l'invocazione di s. Donato, con


capitolo di 3 dignit,
la 1." delle

fermata poi dal trattato di Westfalia. Durante la lunga occupazione francese


furono condotte a perfezione
tificazioni, e vi
si

quali
il

le

sue fori

l'arcidiacono, di 12 canonici, compresi

tenevano rinchiusi
fu
il

teologo e penitenzieri, di altrettanti


batlislerio, e la cura

manil

prigionieri di stalo, Ira' quali

so-

sionari, e di altri preti e chierici. Vi

printendente delle finanze Fouquet, che


vi

d'anime affidata

a due preti

eletti dal capitolo. L'episco-

pio poco distante dalla cattedrale. Altra chiesa parrocchiale e con battisterio

sacra a

s.

Maurizio;

vi

sono conventi e
di piet e sevi

monasteri, cappuccini e salesiane, sodalizi,

ampio
la

spellale,

monte
il

minario. Nel 1826

p.

Lanieri

fon-

d
re

congregazione degli Oliati di Macollegio reale ed


cavalleria.

ria l'erg: ne di Pinerolo (f7 .). Avvi pu-

un

una

bella caser confio-

ma di

Usuo commercio

mori nel 680; ma essendosi nel 696 dovuto nuovamente cedere a Vittorio Amedeo 11 duca di Savoia, i francesi ne smantellarono bastioni, e danneggiati pur furono castelli di Perosa e di s. Brigida che ne impedivano gli approcci. In Pinerolo fiorirono diversi uomini illustri. La sede vescovile, ad istanza di Carlo EmmanueleHI redi Sardegna, J istitu Benedetto XI F, colla bolla In sacro-sanet, de'23 dicembre 7-^8, diesi legge nel suo Bull. t. 2, p. 520, dichiarandola
1 1
i i

siderevole e alimentato da fabbriche

sulfraganea dell'arcivescovo di Torino,

renlissime di panni, retine, stolledi seta e


altre manifatture.
Il

come

Io

tuttora,

avendo

allora

6 mo-

nome

di

Pinerolo o

nasteri, 2 ospedali, 2 collegiate.


stabil per

Il

Papa

Pignerolo, Pinaralium, vuoisi derivato


dalla moltitudine de' suoi pini, imperoc-

mensa

vescovile annui scudi

24 i
li

1 ,

per diocesi

44
s.

terre,

delle qua-

ch venne edificato in mezzo ad un piccolo bosco di pini. Appartenne al marchesato di Susa, e nel 1078 la marchesana Adelaide ne don una parte all'abbazia de' monaci di
s.

smembr

dal detto arcivescovo, e


di

dal

monastero

27 Lorenzo de plebe
Ulsieuse nel

Marlyrum,

de' canonici regolari agosti-

niani della congregazione

Benedetto da essa
e poi de'cister-

Delfinato, ch'egli secolarizz e soppresse,

fondatavi presso
ciensi;

la citt,

ma

pass in seguito in piena so-

come fece dei monastero di s. Maria de Oppido de' cisterciensi, unendoli ambealla mensa vescovile, onde i vescovi ne fossero in perpetuo abbati commendatari. Tass questo nuovo vescovato

vranit alla casa di Savoia. Se ne impa-

due

dronirono nel 536 i francesi sotto Francesco I, e ne conservarono il dominio colla pace di Chateau-Cambresis finch
1 ,

in

624

fiorini

fossero in
ferenze.

un triennio appianate le difPressato Carlo IX ad eseguire il


le

stolica, e

d' oro alla camera apone form il capitolo con 6 di-

gnit, 18 canonici e

beneficiati con di-

patto, rendette

diverse altre piazze a-

verse prerogati ve. Quindi Benedetto


nel concistoro de' 5
.
1

XIV
di-

sempre Pinerolo, restituito poi nel i.5v4 da Enrico 111. 11 cardinale Richelieu torn ad
yutfi in ostaggio,

ma

ritenne

maggio 1749

chiar

vescovo Giambattista d'Orli


di

de'marchesi

Saint-Innocent di Savoia,
il

impossessarsi nel

i63o,edopo

trattati

nato in Chambery, che celebr

i.si-

PIN
nodo a'i4,
1

PIN
170-?,,

5T

e 16 settembre

ed

zione,

come

il

palazzo della

citt.

Evvi

stampdaSterpone.Gli successe nel 797 Giuseppe Maria Grimaldi di Moncalieri; maneliSol avendo Pio VII soppressa questa diocesi e ritmila a
in Pinerolosi

pure un

ospizio, scuole di lingua latina e


:

greca, di reltorica e filosofia

parecchie

belle fontane ne fanno l'ornamento. Pi-

quella di Saluzzo (!'), fu traslato alla

sede d'Ivrea, e nel

18178

i. arcivesco-

da Pio VII 8 7, nomin vescovo Francesco Maria Bigex di Balme della diodi Vercelli. Ripristinata
1 r

vo

la sede nel

cesi di
1

Chambery,
;

a cui

fu traslato nel

824

gli

successe Pietro Giuseppe

Rey

della diocesi di Annecy, alla qual chiesa

da Gregorio XVI nel i832, affidandogli in amministrazione questa di


fu trasferito

Pinerolo fino
1
'

al

834,

i" cui preconizz

vescovo mg. Andrea Charvaz della diocesi

di

Taranlasia, istitutore de' reali duchi

di
ss.
il

Savoia e di Genova, commendatorede'

Maurizio e Lazzaro. Persila dimissione


regnante Pio IX nel 1848
lo

nomin

all'arcivescovato di Sebaste in parLbus,


r dandogli in successore nel 1849 nig. Gu1 glielmo M.' Ronaldi di Torino. Al presen-

Pinelhtm fu fondata da 39 divenne , re di Portogallo, ed abbellita da Sancio I del 1 85, da Dionisio del 12 79 e da altri re. La sede vescovile, ad istanza di Giuseppe I, l'istitu Clemente XIV con breve de' o luglio 1770, sotto l'arcivescovato di Braga, di cui ancora su (Fraga nea, dichiarando a 7 giugno 1771 per i. vescovo Gio. Raffaele de Mendoza monaco girolamino di Lisbona, cui successero: nel 773 Cristoforo de Almeida Soares.y-Brito d'Alemtem nel 1782 Giuseppe Antonio Pinto de Mendoza Airaes, della diocesi di Coimbra; nel 1797 Bernardo Bernardino Beltrao di Guimaraens diocesi di Viseu. Essendo da diversi anni nomin la sede vacante, il re d. Michele
hiel o Pinhel,
I,
,

Alfonso

che

nel

vescovo e Gregorio

XVI
di

preconizz nel
1

concistoro de'i 7 dicembre

832 Leonardiocesi di
la

te ogni

nuovo vescovo

lassato in fiorini

do Brandao

di

Vinho

Souto

5oo, essendole rendile della mensa scudi 5oo, la diocesi si estende per circa 22
1

Lamego, filippino. Dal 1839 cante. Oqni nuovo vescovo


fiorini

sede va-

tassato in

miglia e contiene pi di

5o

parrocchie.

PliMIIEL (Pinchelen).
vincia di Beira,

Citl con re-

900, ascendendo le rendite a circa 10,000 crociati portoghesi, poich dal reil

sidenza vescovile di Portogallo., nella pro-

gio erario fu

vescovo esonerato della


al
si

capoluogo di comarca, a 6 leghe da Guarda e 20 da Lamego, sulla sommit e a ridosso del pendio meridionale d' una collina, presso la sinistra sponda del fiume del suo nome, influente del

pensione che pagava


quisizione.
si

tribunale dell'in-

La

diocesi

estende per qua-

7 leghe, e contiene diversi luoghi e ca-

stelli.

PINSCO (Pinseien).
,

Citt con residen-

Domo

per cui viene irrigata.


la

di

za vescovile nella Lituania (F.), nell'im-

cinta di

mura. Contiene

cattedrale, cio

ne
s.

fa le veci la

chiesa delle

monache

s. Luiampio. Secondo l'ultima proposizione concistoriale non esisteva il capitolo. Vi sono5chiese parrocchiali munite di baltisterio, il convento de' minori riformati francescani, il monastero delle nominale religiose sotto la giurisdizione

Francesco., sotto l'invocazione di

gi, edilizio

pero russo a 5o leghe da Minsk e 7$ da Varsavia, governo e capoluogo di distretto, sopra la sinistra sponda del Pripet che vi riceve la Pina. Giace in mezzo alle paludi di Pinsk ha fabbriche di corami di Paissia e fa un gran commercio. La po:

polazione un miscuglio di
chi ed ebrei,
i

russi,
vi

polacla

quali ultimi

hanno
i

sinagoga. Pinsco q Pinsk, Pinscium, gi


nel palalinalo di Brzecia
chi
,

dell'ordinario, alcune confraternite e l'o-

sollo

polac-

spedale

mancava

di seminario e

monte

apparteneva direttamente

alla coro-

di piet. L'episcopio di recente costui-

na ed era sede d'una dielina e d'un

ve-

G2
cora.

P
Immense sono

N
come
Io anle

PIO
gno Sierakowski vescovo
partibus,
il

scovo greco- unito ruteno,

di

Prusn

in

paludi di Pinsk,

quale erasi usurpata l'ammie

ed occupano la parte meridionale del governo di Minsk ed il nord di quello di


Voliuia.

nistrazione di Camieniecz. Divenuto im-

peratore Paolo

curando Pio VI
la

la re-

La sede

vescovile antica, suf-

staurazione della chiesa rutena e

rein-

fraganea del metropolita di Kiovia (f/ .).


cilio di

tegrazione della latina, a mezzo del suo


legato Litta, ottenne l'annullazione delle

Leonzio suo vescovo sottoscrisse al conMichele metropolitano di Kiovia,


lettera di questo prelato al

due

sedi di

Pinsk e

di

Tatitschew, e

l'e-

pel alla

Papa

spulsione da Camieniecz dell'intruso ve-

Clemente Vili, concernente l'unione delromana. Gli successe Giona, indi Raffaele che divenne metropolitano di Russia, Pacomio, Oranisco, come riporOriens chr. t. i , p. ta il p. Le Quien 1285. La chiesa di Pinsco fu unita a quella di Turovia (V.), pure di rito greco-rula chiesa
,

scovo Sierakowski. Questo argomento lo


toccai

anche

PINTERVILLE. Luogo
dia, in cui nel
1

Mohilow. V. Ruteni. di Norman3o4 fu tenuto un conciBessin.


in

lio sulla disciplina ecclesiastica.

teno. Nelle Notizie di

Roma

si

leggono

seguenti vescovi delle due chiese unite di

Pinsco e Turovia, di rito greco- ruteno,


nella Polesia in Lituania. Nel
1

^3o Giorbasiliano

gio
na.

Bulhak

basiliano della diocesi di Vil-

1769 Gedeone Horbacki


1

AquiRufino e fratello di s. Ermete soprannominato il Pastore. Alcuni lo annoverano tra'canonici regolari, che in Roma viveano uniti e si regolavano con leggi comuni, come osserva Sangallo, Gesta de' Pont. t. 3, p. 202. Essendo prete, dopo la morte di s.
I

PIO

(s.),

Papa XI. Nacque


Venezia,

leia citt della

figlio di

della diocesi di Polosko,succeduto per coa-

Igino, merit d'essere eletto Pontefice ai

diutoria.

784 Gioacchino Horbacki


s.

del-

i5 gennaio del
sessioni date per

58. Proib che le posil

l'ordine di
gli fu

Basilio: nel

dicembre i"-88

divin culto servissero

dato in coadiutore con futura sucTurovia. Nel 1808 vescovo Gioacchino,


:

ad

altri usi. II

decreto, Si per neglige/idist.

cessione GiosafatteBuihak basiliano, col


titolo vescovile di
vi-

liam, cap. 27,


doti,

2 de consacra t., con

cui dicesi aver stabilito le

veva ancora

il

ma

pene a' sacerche per negligenza avessero nelle

senza coadiutore

da

lui in poi la

sede

delle duediocesi vacante.


ni in

Pinsk
II

vi

Per alcuni anebbe pure una sede latiil

di Cristo, dice

messa versata qualche parte del Sangue Vitae PP. t. il Sandini, I, p. 28, che non si trova in autore antico.

na, eccone l'origine e


rina

termine. Cate-

Apocrifo parimente quello che in-

divenuta padrona della maggior


Polonia, nel 3. suo
i

parte

di

smembraavea prostato della

dusse alcuni a scrivere, ch'egli ordinasse di celebrare la Pasqua (f.) nella domenica,

mento, violando trattati messo conservare intatto


null
i

in cui
lo

mentre

ci era stato gi

comandaPontaco,

to dagli apostoli, in

come
p.

riferisce
\.

chiesa cattolica de'riti Ialino e ruteno, an-

Chron. Eusebii
gli eretici

28

Ordin bens

de'5 vescovati

Ialini di

LWonia,

che

venuti dall'eresia de' giu-

cui beni parte

suoi generali e
de' capitoli
,

incamer e parte die ai uffiziali, compresi quelli


altri

dei alla religionecattolica, vi fossero ricevuti e battezzati. dei vedasi


il

Per questa eresia de'giu-

seminari e

luoghi
li

pii.

voi.

XXI,

p.

i3.

Condanistanza
s.

Eresse in vece di. proprio talento

settembre
latino
1

790 due

vescovati latini,
il

28 uno
rito

n Marcione e Valentino eresiarchi, capi


n'/narcioniti e valentinian.
di
s.

Ad

a Pinsk, l'altro a TafitscheV, ove


:

Prassede,
s.

figlia del

senatore

Pulei,

non era conosciuto nomin al Gasparo Casimiro Cieciscowski veal 2."

dente,
in cui

Pio

eresse nel palazzo di


s.

avea abitato

Pietro,

il

titolo di

scovo di Kiovia, e

destin X inde-

Pastore, dedicando in esso una chiesa, che

PIO
porta
il

IMO
,

63

nome

di

s.

Pudenziana

sorella

pochecol resto

della nobilt fu Silvio cac-

di s. Prassede, come afferma il Rinaldi, Annal.eccl. an. 162, n. l. Ma su questo punto sono a vedersi gli articoli Falazzo apostolico di s. Prassede, e Palazzo apostolico m s. Pudenziana. In 5 ordnazioni cre 12 vescovi, 18 preti, ed 11 o 21 diaconi. Govern 9 anni, 5 mesi e

ciato da Siena dalla plebe repubblicana.

Enea con due


18
figli

sorelle

dati a luce

erano superstiti ai da Vittoriane scarso

di beni patrimoniali, dissipati dal padre.

Ebbe
le e

dalla natura pronto ingegno, doci-

piegbevole a qualunque buona di-

sciplina. In
lettere,

Corsignano studi
a'
il

le

umane

27

giorni, e pat nella 4- persecuzione


1

ed arrivato circa
per proseguirvi

18 anni pass
corso de'suoi

della Chiesa, agli

luglio del 167.

An-

in Siena

tonio Pagi, nella Critica agli annali del

studi maggiori. Alla poesia e all'arte oratoria, cui sentivasi

Baronio, confessa

cl.es.

Pio

sia

morto
gi

grandemente

inoli-

confessore glorioso di Cristo,

ma non

nato, rivolse tutti

suoi pensieri, laonde

martirizzato, ed all'autorit de'messali e


breviari della Chiesa, che col rito di martire l'onorano, risponde che in essi la Chiesa non definisce per legittimo talli-

ben presto

si

accpiist

fama

di

poeta

esi-

mio

e di oratore impareggiabile.

A per;

venire a questa eccellenza s'inform alla scuola declassici latini e italiani


in

studi

to

ma

si

accomoda

piuttosto in questi

Siena anche

il

diritto,

ma

poco, non a-

alla piet e

divozione de'fedeli.

Fu

sepol-

vendo vi trasporlo, questo vivo invece mitrendo per


zione,
le belle lettere e

to in Valicano e ne scrisse la vita

Fonsi

per l'erodivivacit del

lanini, nella Storia letteraria, d'Aquileia, lib. 2, cap. 3.

massime profana. La
il

Quatlro

lettere
la
1
.

rife-

suo spirito ed
gli altri

criterio di cui fu largaalla

riscono di questo Pontefice,


ti
i

a tuea

mente dotato suppl


grado
di

mancanza de-

fedeli, la
d

2/

ai fratelli d'Italia, la 3.

studi ecclesiastici, per cui fu in

a Giusto vescovo di Vienna. Tutte sono stimate apocrife dai moderni criti-

e 4-

trattareabilmente ogni pigradi salire in

ve affare e
lissirno,

celebrit
I'

ili

uot-

r non ostante che da mg. Godeau vescovo di Vence, le due ultime principal-

ci,

per avere arricchito

intelletto

con altre cognizioni


di cui

e perla felice sperien-

mente, sieno tenute per autentiche.

La

s.

za acquistata ne' clamorosi avvenimenti


si

Sede vac i3

giorni.

trov testimone e parte. Insorta

Bartolomeo Piccolomini, nacquedaanlichissima e illustre famiglia di Siena a' 9 ottobre i4o5 in Corsignano, coni' egli attesta ut Commentari lib. ; ma GregoSilvio
1

PIO li, Papa CCXX. Enea

guerra tra'sanesi e fiorentini, Enea fu costretto partire


di viatico

da Siena con soli. 6 scudi die pot dargli il padre, ed en-

Ir per segretario del cardinal

Domenico
da quan-

Capranica amico de'sanesi,

fin

io Lolli, epist.

87 ad card. Papiensem,
a'2 5 agosto 1406;

do
re

erasi portato nella lorocitla scioglieil

dice che

Enea nacque
riferisce

ed

il

Piatti che lo vuole nato a' 18 otto-

fu trasferito a Basilea.

bre i4o5,

che

il

Lolli parente di

Pio

11, nella citata lettera Io fa

nato a'24

settembre 1406 ; quindi il Gigli nel suo Diario sanese. 2_, p. 329. lo dichiara nato a' 8 ottobre, in che combina ancora
1

onde da Martino V Questo cardinale creato segretamente da tal Papa, non volle riconoscerlo Eugenio IV, anzi perche credulo unito a'suoi nemici e al duca di
concilio generale,
;

il

Tizio, nella Storia di Siena, mss. che

si

conserva nella biblioteca Chigi.


quali

suoi

genitori furono Silvio e Vittoria Forti-

guerri nobile di Pistoia,


ritirali in

si

erano

detta villa per

economia edo-

Milano Visconti, lo priv de'beni laonde col favore de'sanesi si rifugi presso il duca, ed alloraEnea fu preso in sua corte, II duca invi il cardinale al concilio diBasilea, seguito da Enea, e per aver ricorso contro Eugenio IV, fu deposto da tutti gli onori e dignit, per cui cadde in povert.

64
Restato Enea

pio
perci senza impiego, en-

PIO
quel monarca, che
lo fece

coronare culla
Intan-

tr per segretario con

Nicodemo

Scali-

poetica corona, lo prese per segretario e


consigliere e lo tratt
to

gero vescovo di Frisinga ; indi con Bartolomeo. Visconti vescovo di Novara, che
recandosi insieme a Firenze,, quivi ven-

come amico.

ne chiamato in giudizio da Eugenio IV, per cui Enea entr al servizio coi b. cardinal Albergati, il quale molto si valse di sua opera e consiglio, indi l'ebbe a compagno in alcune legazioni, come ad Arras per riconciliare
il

curando Eugenio IV l'estinzione dello scisma sostenuto da Felice V, l'imperatore per tanto grave negozio lo mand suo ambasciatore in Roma. Giunto Enea parenti, suo padre e gli a in Siena mici procurarono impedirglielo nel ti, i ,

more che

il

Pontefice lo punisse per aver


il

duca

di

Borgogna

parteggiato e servito contro di lui


ciliabolo e l'antipapa,

con-

partigiano degl'inglesi, con Carlo VII re


di Francia. Inoltre il cardinale sped Enea suo segretario nella Scozia per pacificare il re Giacomo II con Enrico VI re d'Inghilterra, con molto suo onore per la
riuscita. B. educe dalla Scozia,

ma non
in
gli

si

lasci

vincere da

tali

congetture.

Appena Enea giunse sent ad Eugenio IV e


pervenne

Roma,
diresse

si

pre-

scorso cos elegante e leale,

un diche non solo

Enea pasali

a giustificarla sua condotta,

ma

s in Basilea e fatalmente prese parte


le

ottenne generoso perdono, fu assolto da

funeste discordie che divisero


il

pachi

due cardinali
tario

dalle censure in cui era in-

da Eugenio IV. Imperocch


le lettere apostoliche, e

concilio lo

corso, e divenne a lui

ben

accetto, e segre-

fece scrittore de' brevi, abbreviatole del-

diverse volle fu

secondo alcuni, oltre di che lo uomin canonico di Trento: quanto allosciil

scelto a presidente della


la fede,

deputazione del-

sma,

Papa

sped
gli

due

legati in

Germaa'

tribunale di censura composto di


il

nia a pacificare

animi. Intanto

23

12 individui, cui ogni mese eleggevasi


presidente.

febbraio i44? mor Eugenio IV, e ad


nea, quale ambasciatore imperiale, fu
a

Eaf-

In questo uffizio di sovente

pronunzi eloquenti orazioni, e desi meraviglia quella sulla traslocazione del concilio

fidata la guardia della 2.

porta del conreb.

clave, con gli altri ambasciatori, com'egli


slesso narra nel

a Pavia, soggetta al duca di Mila-

Comment. de

Da-

no, rifiutando Avignone, Udine e Firenze.

sileae, nel descrivere l'elezione di

Nicol

Per la sua integrit e destrezza nel maneggio de'negozi, il concilio di Basilea tre volte lo mand legato ad Argentina, una a Trento, due a Costanza, una a Francfort, due in Savoia, e da per tutto consegu quanto per lui si richiedeva ad universale soddisfazione. L' adunanza di Basilea, divenuta conciliabolo, ebbe ordine da Eugenio IV di sciogliersi: ma in vece pretese deporre Eugenio IV, eleggendo nel 4^9 in antipapa Felice V,
1

V. Questi ammirando il parlar grave di Enea, concetti e lo stile gentile e robui

sto del

suo eloquio,

lo dichiar

suo sela

gretario e suddiacono apostolico, e nella

sua coronazione

gli fece

portare
in

croce

pontificia. Ritornato

Enea

Germania,

Federico
scerie,

III se

ne serv in altre ambaNapoli, e lo


cui lo precoa Mila-

come di Milano e di nomin vescovo di Trieste, a


nizz Nicol

a'5 luglio

44?

no

vi si

rec per la

morte

del duca,

al cui conclave assist

Enea qua!
lui

chieri-

far valere le ragioni dell' impero, a

onde Na-

co di ceremonie. Pel di
sto se

credito l'an-

tipapa lo volle per segretario, e ben pre-

ne guadagn
Felice

la

stima e

1'

amore.

poli per combinare con Alfonso V re d'Aragona il matrimonio di Federico III con Leonora di Portogallo. Nel i4^o Nicol

Dovendo
se Enea,

V
si

mandare un ambarese tanto accetto a

lo trasfer alla

sede patria di Siena, per

sciatore all'imperatore Federico III, scelil

quale

amore della quale ricus quelle di Varmia e di Ralisbona che loaveano poslu-

PIO
Inlo.

P
n funla

O
gli

65
uditori;

Continuando
l'uffizio
il

il

vescovo Enon

contentezza di convincere

gere

eli

ambasciatole imperiale,
Federico

avvis

Papa

del desiderio di

se non die per l'inattesa morte di Nicol V, nuovi interessi e passioni insorsero, on-

III di recarsi in
le

Roma

a ricevere

da

lui

de

il

congresso fu disciolto.
principi di

insegne reali e imperiali, tranquillansui timori spaisi.

Germania consigliarono
soggezio-

Dilegu pure quei nobide'sanesi che gi aveano espulso li, ed a Pisa incontr Leonora accompagnata dai suoi portoghesi, che poi a' i3 l'ebbra io f^i condusse a Federico HI
dolo
i

l'imperatore
,

di francarsi dalla

ne de' Papi dicendo esser e^li pi servo che signore in Italia ina Enea colla forza del suo parlare e con valide ragioni persuase Federico III a rigettare sif;

fuori di porta Camollia in Siena e

li

con-

giunse in matrimonio, per cui


zata

ivi

fu al-

turiochio rappresent

una colonna monumentale e il Pioin I' avvenimento

fatte insinuazioni e mandare lui al nuovo Pontefice Calisto III per prestargli giuramento di fedelt. Enea si rec in Roma, e adempito l'incarico, si congratul
col

un bel quadro nella libreria del duomo. Enea precedette l'imperatore in Roma,
'e
Napore d' Unli custod il giovane Ladislao gheria, e poscia lo segu in Germania, ove disimpegn anche le parti di nunzio di
nella sua assenza per l'andata a

Papa

della guerra stabilita contro gli

infedeli.
la

toglierne gl'ini pedi nienti e per

necessaria paced'Italia, Calisto III


in

man-

Napoli Enea, per indurre Alfonso

rimuovere

il

conte di Pitigliano e
fa-

Giacomo

Piccinino dalla guerra che

Nicol
la

in Austria, nell'Ungheria, nelin

Boemia,

che a tre diete


testa ne'suoi

Moravia e nella di Germania,


egli

Slesia,

non

cevano a'sanesi, come quello che molto quale mosso poteva sull'animo del re,
il

nelle quali

dalle sue persuasive

si

associ alla sa-

fu arbitro assoluto,

come Commentari

stesso ati.

cra guerra. Ritornato


si

dqpo

alcuni

me-

Uh.

Federi-

in

Roma

il

Papa

lo accolse

con pa-

co III egualmente Io

mand

con ampli

role affettuose e per premiarlo di

quan-

poteri ai boemi, discordi per volere Ladislao in loro re. Riuscito con gran sod-

to avea operato, a'18 dicembre i/\.56 lo

cre cardinale dell'ordine de'preti, conferendogli per titolo


na,
la

disfazione del principe in


sione,

s difficile

mis-

chiesa di
s.

s.

Sabi-

Enea

ricev l'altra di recarsi alla


la

non

la

diaconia di

Eustachio, code' cardinali

dieta di Ratisbona per conchiudere

me
tati
t.

erroneamentescrissero alcuni, confudal Cardella, llem.


ist.

guerra contro

turchi. Alla presenza di

Filippo duca di Borgogna e Lodovico di


Baviera, parlcon tanta potenza di ragioni,

3, p.

i34- Affranto

Enea

dalle fatiche

e da tanti viaggi e ambascerie, celebrate

che

si

deliber

la

guerra ad unanimiil

con elogio dal Campano, come per liberarsi

t di suffragi, per liberare

gran sepolprincipi

cro di Cristo
st deluso
il

tutta volta con dolore rei

suo zelo, poich

da un malore che di continuo lo traand ai bagni di Viterbo, trovandosi assai bisognoso, non avendo povagliava,
tuto in

per diverse ragioni, senza aver nulla stabilito, III

23 anni
ai

di carriera diplomatica

tornarono

alle loro case.

Federico

sopperire
si

pi necessari bisogni,

come
per

non perci si perde di coraggio, e convocata nuova dieta in Francfort volle cb'Enea v'intervenisse, onde colla sua ma,

legge neW'epist.

365ad

card. Papiensoffr

seni.

In fatti molti

patimenti

terra e per mare, sino ad essere spogliato dai masnadieri


,

schia eloquenza volgessegli animi alla sa-

ridotto in cattivit e

cra guerra. Nel congresso prov con lucida orazione, da quella santa guerra di-

gittato in prigione, e

to in pericolo di morte. gni,

ben 20 volte caduMentre era ai ba-

pendere ancora

la salute di

Europa

e la

mor Calisto
il

III in

Roma, ove
5

resti-

conservazione del cristianesimo, ed ebbe


VOL. LUI.

tuendosi

cardinalcjfu ricevuto con gran-

66

PIO
Pio
gli

PIO
II

de espetlnzione dal popolo che mosse ad incontrarlo salutandolo Pontefice. Questa sublime dignit fu preceduta da diversi prognostici, che descrive il sunnominato Tizio. Il i. quando Vittoria la notte innanzi al suo parto sogn dare alla luce un figlio con mitra in capo, come meglio notai in quell'articolo; il 2. quando avendo 7 anni, i fanciulli vicino alla
casa di
s.

tratt a lauto convito


gli

cardinali,

ambasciatori e

ottimati di

Roma,

ritornando

la sera al

palazzo Vaticano.

Tra gli ambasciatori che il Papa benignamente accolse, mandati dai principi a congratularsi per la suprema dignit
cui era stato elevato, e a rendergli la con-

sueta ubbidienza,

vi

furono

fiorentini,

capo

Caterina (da

lui

canonizzata) lo
lo fecero se-

cistoro

crearono per giuoco Papa,


dere sull'erba,
lo

coronarono con mitra di foglie di malva e gli baciarono il piede uno dopo Tallio in atteggiamento rispettoso (alcuni di questi elettori erano ancor vivi quando Pio li recandosi in Corsignano si sovvenne della scena e rise con
Joro)
li,
;

in conpronunzi un'elegante orazione, con cui pose fine alla sua Cronaca. Con gli ambasciatori poi di Ferdinando d'Aragona re di Napoli e figlio naturale di Alfonso V,gi amico strettissimo di Pio

de' quali fu

s.

Antonino, che

II,

trattando

gli affari

del regno, di questo

lo investi col

censo di

8000

oncie d'oro

e altre condizioni, con bolla

che mss.

si

il

3.

quando
il

portatosi in iNapo-

trova nella biblioteca de' filippini, cod.


let. b,

Alfonso
:

voltato a 'suoi cortigiani dis-

se loro

eccovi

Pontefice

romanoj

il

to

il

n.-i Si, p. 97, dopo avere invocadecreto del predecessore, che avea
il

4- lo ricordai nel voi.


il

XXIX, p. i58; quando in Roma un cardinale vedendo nella sua arma le lune, disse esistere una predizione che il Papa futuro dovea avere quello stemma. Altre pre5.

dichiarato

reame decaduto

in

favore

morte di Alfonso V, e l' interdetto messo ai luoghi die ubbidivano a Ferdinando. Essendo in cima dei
della Chiesa per

suoi pensieri la difesa

della minacciata

dizioni al pontificato riporta

l'Oldoim,
1

cristianit e di proseguire

con pi ener-

A cidi
(7.

t.

in Ciaccon.

t.

2, p.

7.

Ad

es-

gia la guerra contro gli ottomani, per re-

so fu esaltato nel 3. giorno di conclave

primere

le

formidabili conquis-te che fail

o
1

8. dice Dercastel), in cui

si

trova-

cevano, pubblic

congresso di Manto-

rono 8 cardinali, in et di 53 anni e concordemente nel i458 a' 19 agosto, secondo ISovaes, la Cronaca bolognese, il Malvolli, Storia di Siena, e l'Infessura; a'20
dice
il

XLII,p. 189 e mentre ne! voi. XVlII,p. 56 e seg. narrai quanto fece per riunire principi cristiani a danno del nemico comune;
va, che descrissi nel voi.
seg.,
i

Platina, a'21 ['Istoria sanese, ed a'

28 l'autore della storia di questo conclave^ die fu uno de'pi fecondi di brighe, che
narrai ne' voi. XI, p. 67,

s. Mariadi Betlemme (F.) per difendere le isole del mar Egeo della generosa ospitalit data

dell'istituzione dell'ordine di

XXI,

p.

283, 233, 240, 245, dicendo ancora


p.

XV,

in
di

Roma
Morea

Tommaso

Paleologo despota

e fratello dell'ultimo

imperadai tur-

del saccheggio dato alla sua cella e alla

tore de' greci, ed altri cacciati

sua casa. Col

chi, a cui die la rosa d'oro benedetta, e


di

nome

Pio

II

si

fece

coronare

nella basilica Vaticanadal cardinal Pro<

spero Colonna

i.

diacono, e nello stesso


si

dono oltre il braccio di s. Gio. don a Siena), il capo venerando di s. Andrea apostolo (1! quale
ricevette in

Battista (che

giorno

in

cavalcata

rec alla Latera-

dai Piccolomini fu preso a patrono), che nel

nense pel solenne possesso, in cui corse grave pericolo di vita tra quelli che colle

1462 port alla

basilica Vaticana
fra'

con

solennissima Processione^.)
ci,

canti-

spade pugnavano avanti

il

suo cavallo
la

l'entusiasmo e la vivissima espansiodi voti affetti di tutto


il

per impadronirsene.

Dopo

funzione

ne de'

popolo di

PIO
Roma
il
;

P
ri
11

O
per

67
ri-

finalmente

dissi della lettera clic

che lo molestava, come pure


vi

Pontefice scrisse a

Maometlo
rileva
il

(que-

costituirvi la repubblica.

sti

ebbe l'audacia

di partecipargli la pre-

ma

Giunto in Rocanonizz solennemente s. Catesi

sa di Corinto,

come
,

Torrigio,

rina da Siena, dell'ordine de' predicatori j indi

Grotte Vaticane
scrissero), e
il

p.

229

riportando
loro
si

rec a Tivoli per ricrearli in


il

vari brani delle lettere che tra

quel puro clima, e per frenare


rocca. Pochi sono

popolo

che attribu

alla santa

guerra

unitosi a' nemici della Chiesa, erigendovi


la
i

prodotto delle allumiere di Tolta sotto

luoghi suburhani

di lui discoperte. Nel recarsi a

Mantova
a
lasci

nel i4k)> ' ll e


'

'

e disposizioni narrate

quell'articolo, in caso di sua


in

morte

non abbia visitati e insieme illustrati ne' suoi Commentari, come ricordo ne' loro articoli. Le guerche Pio
II

Roma

Roma

legato

il

cardinal Cusa, e goil

vernatore

prefetto
voi.

meglio nel

Colonna (di che XXXII., p. 37), con altri


i

stato ecclesiastico

suo pontificato e lo furono diverse. Primieramente estinse quella che Giacomo


il

re che agitarono

cardinali, uditori, e avvocati, presso


li

qua-

'Piccinino faceva nell'Umbria; con tre-

s'intendesse rimanere

la

curia romana.

Da Perugia

(F.) pass a Corsignano, poi

a Siena (V.), cui die Radicofani ch'era


della s. Sede, e l'elev a metropolitana le don la rosa d' oro con suffragane'! e compart altre beneficenze. Per Firenze, Bologna e Ferrara (V.) pervenne Pio II a Mantova, ove colla bolla Exe,

gua sospese quella tra Ferdinando d'Aragona re di Napoli e Sigismondo Malatesta signore di Rimini, e dal primo non solo si fece restituire Benevento e Terra* cina da lui occupate, ma ottenne una sua nipote in isposa ad Antonio figlio della propria sorella, col ducato d' Amalfi e
altre

signorie e terre per dote.

Prose-

condann quelli che appellavano dal Papa al concilio generale, nel difendere il vescovo di Bressanone {F.) } scomunicando il duca d' Austria, come toccai nel voi. XV, p. 168 ed altrove.
crabilis

guirono le guerre tra Ferdinando e Giovanni duca d'Angi pretendente al tro-

no

di Napoli,

il

quale tenne sollevala

la

Puglia, sostenuto dai francesi, e lo sconfisse

a Troia
i

il

Papa aiut
si

il

primo.

Ad
il

Alcuni dicono che


cardinale
poscia Pio
il

in

Mantova

creasse

un tempo
gli

germani

battevano eontro

nipote Francesco Todeschi-

ungheri, gl'inglesi bench divisi tra


il

ni,cheadott nella famiglia Piccolo/nini,

vecchio e
la

nuovo

re

guerreggiavano colfu agitata

III {V.);
la

altri

vogliono chela

Francia.
le

La Toscana

da

dis-

promozione

facesse in Siena in

un

allo

cordie;

Marche molestate per ragione


la

zio Fortiguerri (V.).

qui noter che a


le

de' confini, per Pio II riacquistarono la

Piccolomini famiglia, oltre

notizie di

quiete; conferm

sovranit della

s.

Se-

questa, raccontai quanto fu ingrandita e


nobilitata da Pio II, e quali soggetti vi annover in adozione, concedendo loro col cognome il proprio stemma. Per le guer-

de su Pontecorvo (F\)j Viterbo insorse, ma fu riconvenuta ed sabini che die, i

rono
la

il

passo al nemico
Il

comune ebbero

punizione.

Papa espulse da'suoi do-

re ricordate a

Mantova, descrivendo

il

mimi

quelli che vaghi di novit e di pe-

congresso,
ce

le

fatiche del zelante Pontefi-

scare nel torbido, vi


sordine.

promovevano

il

di-

non ebbero effetto. Trattato sempre magnificamente come nell'andata, Pio II partito da Mantova ripass per le mentovate citt, e nel febbraio

mezzo

di

Federico signore di

1461

si

re-

Siena e vi si trattenne sino al settembre per profittare de'bagni di Mastitu a

Urbino e di Alessandro Sforza signore di Pesaro, imped al Piccinino di unirsi ai francesi a danno di Ferdinando d' Aragona da lui protetto. Scomunic il Malatesta, che per vendicarsi occup alcune terre della Chiesa, cacci
il

cereto e Petriolo per la flussione

d'umo-

cardinal

68
legalo e

PIO
manomise le Marche: per
il

PIO
P.i*

Papi, ed essendo rovinale


rifece

le

sue scale

le

pa eli mosse contro Federico d'Urbino e Napoleone Orsini, che ricuperarono Siuigaglia, presero

Fano

e gli tolsero par-

te del territorio di
tai a
s.

Rimini, come racconpei soccorsi

ponendovi a'piedi le statue de' ss. Pietro e Paolo e come Paolo V le colloc in nuove basi rispettando di lui stemmi, vi aggiunse i propri, come dissi
; , i

Marino, dicendo che


die loro
il

nel voi. XII, p.

dati dai repubblicani per questa guerra,

25o;per avendole il gnante Pio IX rimosse nel 1847 per


stituirvi quelle

reso-

Pio

li

in

feudo alcune terre.

magnifiche ch'erano nella

Inoltre

Pontefice s'interpose nelle ver-

basilica Ostiense, fatte scolpire per essa

tenze tra'Manfredi dominatori di Faenza.

Procur di fare abrogare la Pianimalica sanzione in Francia, come nata


nello scisma di Basilea, presso
i

da Gregorio XVI,comeriportai a p. 223, il capitolo Valicano colloc le vecchie statue coi basamenti al principio dell'ingrsso interno della sagrestia,
le fatte ritoccare,

re Carlo

VII

mo
Pio

e Luigi XI, avendo onorato il pricol titolo di difensore della fede. As-

per conservarne

moria.
gio

tale capitolo
in

dopo averla mePio li don Pog-

salita

Roma

II

1^62, pass a Viterbo per prendervi i


da
fiera pestilenza nel

Donadeo

Sabina, nella quale eres-

se la collegiata di

bagni,

ma come neppur

qui

si

trovava
si

sua presenza nel viaggio

Magliano, che onor di d' Ancona. Nel

colla corte garantito dall'infezione,


sfer

tra-

i464 fio

II

imposesilenzio sulla contro-

a Bolsena e poi a

Corsignano che

versia insorta pel

esalt a sede vescovile col

nome

di Pieri'

in mezzo a queste cure

Sanguedi Cristo (f^.). sempre pi cre1'

za, al quale articolo ho descritto tutte le munificenze che largamente comparti a

sceva nell'

animo

del Pontefice l'ardente

brama
do
le

di soccorrere

oriente contro
II,

il

quel suo luogo di nascita. In detto anno


eresse ancora
le

formidabile Maometto
cidio de'cristiani.

che estenden-

sedi vescovili di

Lubia-

sue conquiste faceva deplorabile ec-

na e Montalcino. Nel i463 con


agentes, de'

la bolla

In minoribus

26

aprile, Bull.
II

Rom.

t.

3,

Form una lega, arm una flotta, eccit alla crociata Luigi XI re di Frauda eFilippoducadi Borgogna col
donalivodello stocco benedetto, esi porlo
in
ta,

par. 3

tutte le

100, Pio opere da lui


p.

cass ed aunull

scritte in favore del

Ancona per
:

porsi alla testa della crocia-

conciliabolo di Basilea contro

Eugenio IV

imbarcandosi pel Tevere a Pontemolpel

e l'autorit della

s.

Sede, dichiarando a-

le

fiume giunse a Fiano,

visit

il

ino

vere errato nella giovent come s. Paolo, per seduzione e ignoranza, e ritrattare
gli

nastero del Soratte, e per Otricoli, dove


sbarcj'Narni, Spoleto, Asisi, Fabriano e

errori propri

come

s.

Agostino, e-

Loreto^.), arriv ad Ancona


ricevutocon
lo infinito.
Il

a'

19

luglio,

sortando
re

tutti a seguirlo

vecchio non gio-

sommo applauso da un popoLambertini,Z?e can.


ss.
1.

vane, Pontefice non privato,

rigetta-

2,

Enea

Piccolomini, ed abbracciare Pio


notai nel voi.

n. io, scrive

11.

Eguale ritrattazione a vea fatto da ve-

Roma

che Pioli nel i464p a i"l' da per Siena, alfine di prendervi bai

scovo,

come
i

XIV,
il

p. i5c),

gni petriolani, onde rimettersi da una


lattia sofferta, e

ma-

mentre

nel voi.

V,

p.

268, dichiarai coconcilia-

che dalla diocesi sanese


il

me

annull
i

preliminari tra

s'avvi per Ancona: in vece


ra,

Novaes narindi
si

bolo ed
tico di

boemi. In Sieua eresse un porpietre quadrate, ed un monumen-

che da Siena pass

in

Roma,

rec ad Aucoua, assalito in principio della

to in

s.

Francesco per racchiudervi

le ce-

navigazione dalla febbre, che

gli

dava

neri de'suoi genitori. In


il

Roma
i

fortific

non piccolo incomodo,


tarla, affinch
i

ma

procur occullo costringesII, p.

cortile della basilica

Vaticana, che absepolcri dei

medici non

belf],

disponendo con ordine

sero a retrocedere. Ne' voi.

48

e 5o,

PIO
XII,
p.

PIO
e

%
lettere

ag6, XVIII, p.58,XXII,p. 120,

mollo ammaestrato nelle

demen-

XL1II, p. 23, XLIV,p ia5, XLIX, p. 4<), con diffusione raccontai la lega conchiusa, In flotta pontifcia armata, l'estrema unzione che l*io li ricevette per la

tili,

eloquentissimo, stimato

uomo buono
s.

e giusto, amatore della pace e zelatore


della fede,

tonino,

come Cronaca

lo

dichiararono
tit.

An-

par. 3,

2/

volta, e l'esclamazione contro

medici

ed

il

cardinal

Ammanati

22, cap. 17, nelP orazione

per non averlo avvertito del pericolo di vita la morte, solenni funerali, le orazioni funebri, precordi lasciali in Anco;
i

na,

il

cadavere portato

in

Roma

nel

Vadella

che tanto lo conobbe, neWepisl. 46 gli rese il seguente giusto e grande elogio. Era Pio 11 un sovrano Pontefice pieno di belle virt,

pel successore. Questi poi,

ticano e poi trasferito in

s.

Andrea

commendabile

pel suo zelo per la religio-

Valle de'Tealrn^y.), e (pianto lasci per


la

ne, per l'integrit de'suoi costumi, per la

sacra guerra, alla quale istantemente


il

esort

sacro collegio.
II

fermezza del suo spirito e per la sua profonda erudizione. Era di piccola statura,
di capelli

Essendo Pio
pel flusso
si

in

pose in

letto, e

Ancona si aggrav, dopo 2 giorni


1

prima

di

tempo

canuti, di fc-

cia bianca e

dimostrante maggior et, di

di lenta febbre

mor a'i4 agosto

4^4-5 a

occhi spiranti severit insieme e piacevolezza, di


le

2 ore di notte, per testimonianza oculare del vescovo Patrizi

corpo robusto,

ma

stenuato dal-

Piccolomini, da

fatiche de'lunghi e frequenti viaggi, dal-

preferirsi a quella di Platina e

Ciacconio

le vigilie e se, di

da continui incomodi della

tos-

che dicono
ricevuto
i

avendo domandato e sagramenti. Nel momento che


a'

16,

calcolo e di podagra, che spesso lo

spir fu veduta l'anima

sua portata in

cile in

riducevano ad uno stato pericoloso. Fadare udienza ancorch ammalato,


,

cielo dagli angeli, dal b. Pietro

Teutoni-

parco nelle parole

ma

giocoso e faceto

co o Cornelio calabrese,
dolese. Visse
ni,

58

anni,

monaco camal9 mesi e 28 gior-

nella conversazione,

falsane dei relatori,


gli

nemico giurato de' e sempre ameno coquale per quanto


si

avendo governata la Chiesa con zelo apostolico 5 anni, 1 1 mesi e 25 giorni ; dopo aver creato in due promozioni 1
1

amici, alcuni de'quali voleva ogni giora tavola


,

no seco

la

potesse faceva imbandire all'aria aperta.


In essa fu

cardinali, tra'cjuali

il

celebre
la

Ammanafiera per-

sempre moderatissimo e con-

ti-Piccolomini.

Dopo

sua morte, ben-

trario a'eibi delicati o per qualit o per

ch

assai

compianta, fu mossa
a' suoi

condimento. Facile ad inquietarsi,


facile a rimettersi in

ma

pi

secuzione

famigliari e general-

mente
dalo
;

al

nome

sanese,

non senza scan-

calamit ch'egli vivente avea con


e fremito

calma e a perdonale le ingiurie; onde che non riprese mai chi di lui sparlasse volendo che in una
,

ripugnanza

veduto nella more


quelli

citl libera tutti fossero liberi a parlare.

te de' predecessori, coi loro famigliari

L'Oldoino

nei' Addi, al

Ciacconio pi

concittadini,

massime contro

che

ne avevano meritato la benevolenza, come notai meglio a Famiglia pontificia.


II

ampiamente descrive il carattere di Pio II: ben a ragione dunque gli si adatt il verso di Virgilio: Sum Pius Aeneas fa-

Gigli nel Diario sanese, celebrando

ma

super Aelhera notus.


i

benefzi fatti da questo

Papa
gli

alla chiesa

Nella zecca pontificia vi sono


tre sue

conii di

cattolica e alla sua patria Siena, osserva

medaglie

colla sua effgie.

La

i.

che

gli stessi

suoi paesani

legarono

le

con
fe
:

lo

stemma de'Piccolomini
con

e l'epigra-

mani con tratti di mala corrispondenza, pure da magnanimo soleva dire Si faccia sempre bene a'sanesi, quando anche non lo vogliono. Fu Pio 11 savio legista
:

Gloria. Senensis
a

D. C. Piccolomini.

La
tis

2.

l'iscrizione: Velocler scriben-

sobolcsj nell'esergo, Ne tanti ecclesia e

pacisq. amantis ddealur memoria. Si

7o

PIO
:

PIO
allredi diversi dotti fu stampala in Francfort, e colle

vede pure una tavola con libri, in uno dei quali si legge Imposita turcarum lcx }
alludenti
pose.
in
i

libri alle

molteopere che com-

in Basilea.

opere del Pontefice nel 1 55 Incominci a scriverla anche

La 3." col motto: Optimo principi, memoria dell'insigni qualit del suo atali

AndreaContrario, che ne abbandon l'impresa quando fu bandito da Pio 1 1 da Ro-

nimo. L'illustrazione di
di altre

medaglie e

ma

e dallo stalo.

si

legge nel Boafmi, Numism.

lib.Pont. riporta l'epistola di Pio

Pont.

t.

te d'oro,

Scilla,
le

65. Quanto alle sue moned'argento e di rame, ne tratta Delle monete pontifcie. Pio 1 am
i, p.
1 i

VII. Carlo Fea,

PUH

Ciampini ae\YExamen 1 1 a Carlo P. M.acalumniis

vindicatus lernis retractationibus ejus,

quibus dieta
leensiconlra

et scripta

pr concilio basi1

lettere e protesse

letterati, lasciando-

ci

molteopere.

Le

principali furouo rac-

colte in

stad nel

due tomi e stampate ad Helmi6pq, cio la Cosmographiaj V Historia bohemica j In libros A. Panorec.

Eugenium /^Piomae 82 3. Di recente nel 843 pubblic in Parigi C. H. Verdire, Essai sur Aeneas SyU vius Piccolomini. Vac la chiesa 5 giorni. PIO III, Papa CCXV. Francesco To1

milae

Alphonsi regis commenta rins;

deschini Piccolomini, nacque a'g maggio

ffistoria Friderici 111; Commentariorum historicorumj De concilio Basileenij

i439

in Siena, altri

dicono

in

nella contea sanese, altri in

Sarteano Corsignano
a quell'ar-

Epitome decadimi Biondi. Tra


opere ricorder
:

le al-

poi Pienza
ticolo,
to.

certo ,

come

dissi

tre

Della miseria dei


Poe-

che

ivi

come

lo zio vi fu battezza-

corti giani j Dell'arte della grammatica al

Ne furono

genitori,
di

Nanno TodeschiSarteano, e Laopoi

giovine Ladislao re

d 'Ungheria j

il

ni,

uomo ricchissimo
sorella di

ma

sulla Passionej"i orazioni tutte di-

domia

Enea Piccolomini
il

rette alla

pace de'

re, alla

concordia dei

cardinale e

Papa Pio I1(V.),


gli

quale lo
Si-

principi, alla tranquillit delle nazioni,


alla difesa della religione e alla quiete del

prese in adozione e

die

il

proprio co'

gnome
no
to

stemma de' Piccolomini {V .).

inondo; un gran
versi,

numero

di lettere,

tre ne'suoi verdi anni dett circa

men3,ooo

dai primi anni mostr speditezza d'in-

gegno, senno e inclinazione alla virt. Sotl'amorevole cura del dotto zio,
si

gran parte de'quali aud smarrita a Basilea. In tutte queste ed altre opete
si

ap-

plic allo studio delle belle lettere, della


storia, della teologia e

ammira abbondante ed

eletta proprie-

singolarmente del

t di vocaboli, vagbezza d'immagini, chia-

diritto
1'

canonico

a cui diede opera nel-

rezza di frasi, stile elegante e dignitoso.

universit di Perugia, dove ne ripor-

La sua

biblioteca e quella di sua famiglia

t la laurea di dottore.

Divenuto

lo zio

l'acquist

Clemente XI per

la

Biblioteca

Pontefice, questi nell'et di circa 21 anni, a'

Vaticana (J7 .). Abbiamo la vita di Pioli col titolo Commentarla, ec, riveduta da
Francesco Piccolomini arcivescovo
na, chela pubblic in
di Sie1
1

19 febbi aio 1460, lo fece arcivescovo della comune patria Siena, in cui copastore sostenne molte e grai

me zelante
vi

Roma

nel

e poi fu ristampata in Francfort nel

584 6 4>
1

fatiche, per sedarvi

tumulti che
la

te-

nevano crudelmente oppressa


per
la

citt,

che

si

attribu

da lui a Gio. Gobelino Per-

divisione della nobilt de' monti.


a'

sona famigliare dello stesso Papa, men-

Nello stesso anno Pio II

5 marzo o
la

commentari scritti dal Papa stesso, di cui Gobelino fece copia, come si apprende da un codice della biblioteca Corsiui. La medesima vita fu compilata ancora da Giannantonio Campano vescovo di Teramo, la quale insieme con
tre sono
i

maggio
sa di
s.

lo cre cardinale dell'ordine dei


gli

diaconi e per diaconia

assegn

chie-

Eustachio, indi fu dato in pro-

tettore ai camaldolesi, e nel

1461

di-

chiarato legato della Marca. Perla sua

prudenza e valore, quaudo

Io zio parli

PIO
per Ancona onde porsi
alla lesta

PIO
della

71

Detest

il

cardinale

crociata, lo lasci suo legato e vicario in

Alessandro

simonia con cui VI consegui il pontificato;


lu
1

Roma, dove
tumulare
riporvi
le
il

ritornato cadavere lo fece

nella cappella

la testa di s.

da lui eretta per Andrea, nella qua-

Papa nel C)4- ' "'anToscana legato a Carlo Vili redi Francia, venuto armato contro gli aratultavolta questo
in
le

cardinale fond una cappellania secondo alcuni, ma ilTorrigio, Grotte Praticane p.

gonesi di Napoli e per rivendicar


gioni degli angioni;

ra-

ma non

fu ricevuto,

23

1,

attribuisce la dotazione

a Francesco Bandini Piccolomini arcivescovo di Siena, pronipote di Pio


II.

n ammesso a trattative pel rancore che francesi conservavano contro lo zio Pio perch nella guerra di Napoli avea li
i

L'imperatore Federico 111 avendo domandato a Paolo II un legato per la dieta di Ratisbona, il Papa vi deput nel il cardinale, che univa a molto in1 47 i gegno e studio, perspicacia e modi gentili, che gli procacciavano la benevolenza de' principi. In quel congresso alla pre-

favorito e gonesi, a
il

si

era imparentato cogli ara-

danno degli angioni. Nel 1496 Papa lo nomin vescovo di Pienza e

Monta Icino, che govern sino al 1498. Nel i497 quando Alessandro VI in concistoro die
il

ducato

di

Benevento e Ter-

ragna
solo
a
il

senza de' principi di Germania, peror con gran zelo ed energia a favore della cristianit nuovamente minacciata dall'impeto de'turchi, per
in Cari
tv/

proprio figlio Giovanni Borgia, cardinale vi si oppose con eroico


al

coraggio.
3.

Morto Alessandro VI
il

per la
il

volta

cardinale entr in conclave,

le

scorrerie fatte

quale fu prolungato dalle violenze di Cesare Borgia, altro figlio del defunto, e dalla

ia e nella

Croazia, e rappresent
le lievi sta-

occorrere forze poderose, non


bilite, tutto

presenza de'francesi in

Roma, che

poi

narrando il vescovo di Teramo Campano che l'accompagn. Trovandosi in Germania seppe la morte del Papa e l'elezione di Sisto IV, per cui ritorn in Roma a render couto della legazione; indi
si

partirono per Napoli a guerreggiare cogli


spagnuoli.
le

Quanto riguarda il conclave, prepotenze di Cesare amico del cardionde poi per sicurezza lo fece cus. angelo, per salvarlo

nale,

stodire in Castel

ritir

alla

sua diletta
le

dagli Orsini, e della cella toccata al cardinale, lo raccontai ne' voi. VI, p. 47> XI,
p.

cbiesa di Siena, dove ademp tutte


ti

par-

di sollecito e vigilante pastore, facen-

dosi vedere rare volte in

Roma.

Sisto

IV

la

67, XV, p. a85, e XLIX, p. 7 NelVita di Nicol Bonafede, scritta in par1


.

nel i.}83 gli affid in amministrazione


la

te

da

lui stesso (del

quale parlai anche

chiesa di

Fermo, che govern

sino al
e se voi.

ne' voi.

!o zio

i5o3, come dissi con altre notizie, ne fosse stato vescovo, nel
p.

263, XL, p. 262), si legge come essendo quel celebre personaggio di s. Gi usto diocesi di Fermo, molp.

XXXVI,

36; quindi gli confer la soprintendenza di Massa Trabaria, colla presidenza dell' abbazia di Farfa, dove
guadagnossi
la

XXIV,

to conosceva

il

cardinale,
il

nonch era

in-

trinseco di Cesare,

quale influenzan-

do

numerosi cardinali spagnuoli creatula

stima e

l'alletto

di tutti

re del padre e per la sua possanza vole-

que'popoli, non
tudine, che per

meno

per la sua sollecisuoi costumi.

va un Papa di suo genio, ed agognava


siguoria di Siena a

g' illibati

danno de'Petrucci.

dell'

Innocenzo Vili gli affid la legazione Umbria, sconcertata e divisa dalle fapruden-

Cesare preferiva il cardinale Antoniotto Pallavicini, che essendo nemico di Bonafede, riusc a questi di

zioni, lacerata e sconvolta per le civili di-

persuadere Cesa-

scordie, che colla sua saviezza e

re che
in

za sop ed elimin, restituendo la provincia all'anteriore quiete e tranquillit.

non sarebbero riuscite, vece proponendo il Piccolomini amale

pratiche

to e rispettato

da

tutti e

idoneo alla su-

7u

PIO
dignit,

PIO
ai

prema
passata

come

bei accetto

so-

vrani, e

uon dare sospetti per non essere buona intelligenza tra lui, Alessandro VI ei cardinali spaguuoli, ai quali ed a Cesare resterebbe grato. Allora Bonafede ebbe l'incarico di esplorare
l'ani-

condanu ed essendo il cardinal Piccolomini virtuosissimo, non si deve precipitare


il

giudizio sulle promesse fatte in antee considerarle

cedenza da ambedue,
li

qua-

dimostrazioni

di

riconoscenza pel favo-

re offerto e non per mercede del futuro


benefzio.

mo

del cardinale Piccolomini, che udito


il

tutto

negozio, baciandolo e ringraziangli

dolo cou elfusione,

die facolt di prosi

elezione.

Ecco come il Novaes racconta questa Entrarono in conclave 36 o 3? o

mettere lutto quanto


il

bramasse, salvo

proprio onore e quello della sede apo-

stolica, laonde veuue stabilito di pronao verne l'esaltazione, di concerto cou Giacomo Piccolomini fratello del cardinale,

38 cardinali, che trattando dare al mondo cristiano il successore di Alessandro VI, vi agognava il cardinal ci' Amboise, per deluso dal cardinal Rovere poi Giulio II,

essendo questi nulla

meno

deside-

che recatosi da Cesare ne combin


sottoscritti

patii,

roso del triregno.


in parte

Dopo

alcuni contrasti
dalle
le

quindi dal cardinale. Intanto


si

de'sacri elettori, in parte distratti


fazioni,

Bonafede

adoper con altri potenti cardinali per staccare da Pallavicini


i

propensi a favorire

brame
bre
il

di

Cesare Borgia, passati io gior-

cardinali italiani sfavorevoli al

PiccoloPallavici-

ni elessero

mini, ed
che,

francesi

laoude

al

concordemente a'22 settemincardinai diacono Todeschiuiil

ni riuscirono
i

inutili tutte le

sue prati-

Piccolomini,

qualt in memoria dello

5o,ooo ducati d'oro prestatigli da Cesare, ed 3o,ooo in polizze di bani

zio volle chiamarsi Pio III.


stesso

A'3o

dello

mese

fu ordinato sacerdotedal car-

chieri, eh' erasi

portato in conclave.

Il

dinal Rovere,

non essendolo,

e perci dal-

Pallavicini fu

un degnissimo

cardinale,
la

lo zio gli era stato dato per sulfraganeo


di

per cui vuoisi notare di esagerazione

Siena

il

b.

Antonio Fatati, che ne supepiscopali.


JNel

Bonafede suo emulo, il quale la calc auche sopra altri non a lui benevoli. Vero che pi volte abbiamo dovuto deplorare simili umane fralezze, mentre possiamo confortarci die da pi secoli l'elezioni pontifcie procedono immuni ancora dal pi leggiero sospetto, li Bonafede entrato in conclave per conclavista del cardinal Loris non Flores spagnuolo, vescovo d'Elna non Elvas , accortamente si adopr per la felice riuscita; regolando il suo cardinale che diligeva gli spaguuoli, e guadagnati francesi, l'elezione fu compita, onde nella mezzanotte precedente molti cardinali si recarono in cella del Piccolomini a badel
i

penna

pliva le funzioni

d se-

guente

i.

ottobre fu consagrato nella

camera

de' pappagalli del

Palazzo Va~

ticano s ed agli 8 venne solennemente co-

ronato sulle scale di


p.

s.

Pietro. j\V voi. VI II,


dissi

172, e

XXI,

p.

3o,

che impedito

di stare in piedi

per un'antica piaga che


destra, percui
s.

avea nella
t

gamba

non povi

geuuflettere in

Pietro
possesso

quando

fu condotto per la

prima adorazione dei


il

cardinali
lica

prese

ueila basi-

Vaticana. Dichiar governatore di


il

Roma

successore Giulio

Bonafede, poi confermato dal li, promettendogli che


proprio nipote marchese Sa-

dopo un anno l'avrebbe creato cardinale; e fece


il

ciargli

piedi e portargli memoriali. Sicil

Rizzo capitano del palazzo,

come

poi

Bonafede agevol l'elezione


cooperazione di Cesail

di Giulio li, colla

come dissi a Cavalleggieri. Nel giorno seguente alla sua elezione, contro l'uso convoc il Concistoro (f^-), vi tratt di pacificare
il

re, avverte

Leopardi annotatore della I ita di Bonnf-dc, che mostrandosi Giulio 11 fiero nemico della simonia che

redi

Spagna, e promise di adoperarsi eOicacemente per ripristinare


Francia
col redi

PIO
l'antico splendore e
stica,
la

PIO
trasferito in quello di
le

73

disciplina ecclesia-

S.Andrea della Valposto al se-

corte

comedi riformare senza indugio la romana nelle cose ove ve ne fosse biil

Teatini (V.)

1'epitallio

polcro,
si

compendio
t.

di sue lodevoli gesta,

sogno, tanto riguardanti


nali,

Papaie

cardiil

legge in Oldoino, Addit. al Ciacconio,


3, p. 2 14- Agli
ili
1 t

che

ministri loro.

Quindi liber

Vitae Pont.

ottobre

diftoma dall'esercito ch'era fuori della citt e che l'uvea lungamente vessa lo; a'26 settembre perni ise che g 8 joo francesi passassero il Te vere a Ponte Molle
territorio
i

Pio

III fece

vescovo

Sutri e

Ne pi An-

tonio de Albericis nobile d'Orvieto suo

famigliare e intrinseco amico, ch' l'uni-

co suo vescovo che


ca pontificia
glie,
vi

si
i

conosca. Nella zecconii di

e s'avviassero pel regno di Napoli, pe' luo-

sono

due meda-

ghi vicini alle


cessario fargli

mura di Roma. Nel seguente


la

con
:

giorno peggiorando

sua piaga, fu ne-

grafe
collo
zio.

con l'epiGloria Scuensi D. C. Piccolomini y


la

sua

effgie.

La

i."

due dolorosissimi tagli, finch fu cagione di sua morte a' 8 ottobre i5o3, con soli 26 giorni di pontificato, e di et anni 6^., mesi 5 e giorni io. Pe1

stemma
a
1

gentilizio, gi fatta
:

per

lo

La 2. con le parole Sub umbra alarum tnarum 5o3, vedendosi il Papa in trono in mezzo a due cardinali, che prende sotto
Il

togli

non senza sospetto di velno, propinaper commissione di Pandolfo Pe-

trucci signore di Siena,

come

il

Panvi-

nio nella vita ed

elogio di Pio III dice

essere stata la faina; della quale opinio-

Mal volti, Hist. Questo sospetto non fuor di ragione, imperocch Pio III non vedeva di buon occhio che Petrucci si fosse usurpato il dominio della patria eia tiranneggiasse; e Pandolfo avea a confidente e consigliere Antonio da Venafro, uomo capace d'ogni macchinazione e di fomentar qualunque reo divisamento, come osserva il Gigli nel Diario sanese t. 1, p. 2o3. La morte g' imped di' eseguire lone furono molti secondo
lift.
il

la sua protezione Cesare Borgia. Bonanni, Numis. Pont. t. i,p. i3y,le riporta in un ad altre tre. Lo Scilla, Mo~ nete pont. , riferisce che per Pio III fu solo battuto lo scudo d'oro. Questo Papa fu universalmente compianto, per l'e-

Seneiis.

8, par.

3.

gregie sue virt e per


s prometteva.
fino, Epist.

le

speranze che di
Pietro Del-

Lo commenda
eccl.
t.

79

e 97, lib. 7; e Natale Ales8, art.

sandro, Hist.

12,

come

insigne in eloquenza, prudenza, religione, innocenza e gravit.


te parla di sue virt
il

berti vescovo di

Pi lungamenmordace GalimGallese, Vite e fatiime


s.

vwrabil.

Vac

la

Chiesa 12 giorni.

PIO

IV, Papa

CCXXXIV.

Giannan-

gelo de Medici, nacque in Milano a'3i

devoli disegni che avea concepito, per la

marzo i499 da Bernardino e Cecilia Serbelloni

riforma degli abusi con un concilio generale, ch'erasi proposto di convocare do-

dama

illustre: a

Medici famiglia

po due anni,

e di partire contro

il

turco,

come si
\a

legge in Raffaele da Volterra, nel-

Storia de' Pont, j bench erasi progno-

da cui deriv, de'suoi parenti con altre notizie, ed a Palazzo Altemps, del suo nipote di tal cognome. Narra il Ciacconio che essendo bambino
di quella

ho parlato

sticala la vicina

morte, quando nella cola

in culla, nella sua

camera comparve una

ronazione

si

bruci

stoppa, scioglien-

dosi in pianto. Ne'novendiali ne


zio l'orazione

pronun;

funebre Domenico Crispi

innocua fiamma, che vagando per essa accese poi la lucerna; fenomeno che fu preso per preludio di futura grandezza.
1

venne sepolto in Vaticano nella cappella di s. Andrea presso lo zio, in un bel sepolcro di

suoi studi con

impegno

li

fece

prima

in Pavia, poi
filosofa,

marmo che vivente erasi preparato per s e per Agostino Piccolomidonde poi
nel

inBologua, ove s'istru nella medicina e giurisprudenza della


la

qua! ultima ottenne

laurea di dottoro.

ni suo nipote,

161 4 fu

Ritornalo in patria ed insorta grave di-

74

IMO
la

PIO
riputazione che
felice

scordia tra'nobili, per

questo Papa, pose

al

collo del

cantore

erasi formato, fu scelto arbitro e

una

ricca collana d'oro per giubilo.


la

co

mente compose le vertenze, come pacifi il fratello Giangiacomo col duca Franli.

Dopo
li

morte
r

di

Paolo /^Caraffa,
i

a'g settembre
dia de'44

55q entrarono
lungo per

cardina-

cesco

28,

si
r

Assunto l'abito clericale d'anni port in Roma a' 26 dicembre

in conclave, che fu

la discorri-

saci- ' elettori

e altre cagioni

5i
cui

],

cio nello stesso giorno e ora in

portate dal Rinaldi a detto anno n. 35.


Si

32 anni dopo ebbe il triregno. Clemente VII lo fece protonotario apostolico partecipante, e

prolung anche per


il

le trattative fatte

per esaltare

cardinale Tournon,

ma

mente

lo

Paolo III successivadichiar governatore d'Ascoli,

come

francese gl'italiani temerono del

trasporto della sede in Avignone; non.

di Citt di Castello, di

Fano

e di

Parma;

dondecon la qualificai di commissario delle milizie pontificie comandate dal generale Alessandro Vitelli,
terani. Restituitosi in
stesso
lo
i

che per quelle del cardinal Pio di Carpi, cui si oppose fortemente il cardinal d'Este co' francesi e
altri,

ed aspirando egli

mand
nel
1

in
lulo
i

slesso al

papato procurava con pretesti

Ungheria e Polonia contro turchi e

temporeggiare.

Non andarono ancor moli

Roma,

543

to lontani dall'esservi sublimati


li

cardina-

Paolo

III lo

spedi a pacificare

Du Puy

di

somma

riputazione, candidi

ferraresi e bolognesi, discordi pei loro confini territoriali.

costumi ed eminente dottrina, Gonzaga


e

Nuovamente

fu

manda-

Beauman ben degni


i

dell'onore. Alcu-

to in Polonia con Giambattista Savelli,

condottiere delle milizie papali ausiliarie


di

catosi in

Ferdinando re d'Ungheria, donde reRoma nel 1 5/f4 venne destinato al governo d'Ancona, dal quale pas*
, 1

ebbero pure cardinali Bellay e Cueva, e questo ultimo per l'industria del conclavista, che narrai nel voi. XVI, p, l3. Nella notte di Natale o in quella seguentead ore 7 de' 26 dicembre i55g
ni voti

so alla dignit di arcivescovo di Ragusi e nel


54-7 a v ice-legato di Bologna nella legazione del cardinal

fu eletto
tinio,

Papa

il

Medici, non per iscru-

ma

per acclamazione, e meglio lo

di nel

i548

fu fatto governatore di

Moroui, quinPe8 aprile

racconto nel voi. XXI, p. 219, per opera de'cardinali Sforza, Guisa, Carlo e Alfonso Caraffa, e principalmente del cardinal Farnese per terminare

rugia (che visit da Papa) e dell'Umbria.

Finalmente Paolo

111 agli

549
Pu-

un

concla-

lo cre cardinale prete del titolo di

s.

ve ch'era motivo a tante mormorazioni.


I medesimi si determinarono per lui riconoscendone meriti singolari, non gi per la colomba che entrata nella cappella Sistina e girata per pi giorni nel conclave, si era fermata stanca sulla cella del cardinal Medici, ci che alcuni stimarono prodigio. Col nome dunque di Pio IV, perch meglio fosse confermata f opinione che si avea della sua piet e mansuetudine, fu solennemente coronato a'6 gennaio 1 56o (le disgrazie accadute pel geti

denziana, dal quale in seguito otto a quelli

di

s.

Stefano
s.

al

Monte

Celio, di
III

s.

Ana-

stasia e di

Prisca. Giulio

apprez-

zandone egualmente il mento, lo nomin prefetto delle due segnature, legato


di

Romagna con

la

soprintendenza delle

milizie della Chiesa contro Ottavio

Far-

nese duca di Parma.


lo

Dopo

la

pace, Car-

V
IV

nel

i553

lo

tore della chiesa di Cassano,


lo

nomiu amministradonde Paovescovato


gli
l'
'

nel

i556
il

lo trasfer al

di

Foligno {?.).

Come

Antoniano

tito del
p.
1

denaro,

le

ricordai nel voi.

XXI,

predicesse
la

pontificato, lo notai a quel-

biografia; solo aggiunger, che appena improvvisato con versi sulla lira, Lodovico Madrucci, poi fatto cardinale da

70), ondeil Panvinio osserv, che nato egli nel giorno di Pasqua, fu eletto Papa
in quel di Natale e
nia, tutti e tre

chiamati Pasqua.

coronato dell'Epifa11 pos-

PIO
sesso lo prese in lettiga, corteggiato da 3
i i

PIO
voi.

7j
p.

XV,

p.

aoo, XXXII,

42

e luo-

cardinalia'28 gennaio.

Ad
ai

istanza del sa-

ghi relativi.

Dopo

di

aver con questo


i

cro collegio e singolarmente del cardinal

esempio
stri

di severit avvisato

suoi miniservire,

Carlo Caraffa, perdon

romani

gli ol-

della fedelt cui lo

doveauo

traggi e vergognose violenze

l'atte alla

me-

per esserne pi sicuro cre cardinale e


segretario di stato
s.

moria del
bligando
te

di lui zio

Paolo

IF

(F.), ob-

Carlo Borromeo

fi-

il

senato

ai

risarcimenti notali

glio della sorella (del quale e della

no-

a quell'articolo.

con

Non fu per cos'i clemenPompeo Colonna, uccisore della


III,

suocera sotto Giulio


tale:

rispondendo a

bilissima famiglia meglio parlai a Milano e Padova), ed il di lui fratello Federico conte d'Arona generale delle milizie
ecclesiastiche, con
d' onorario.

chi implorava la grazia della pena capi-

1000 scudi

il

mese

Iddio mi guardi dal cominciare il pontificalo coli' assoluzione d'un pani'


cidio. Bens

s'imparent colla famiglia,

le restitu le terre confiscate,

onde

il

re

Fece terminare la causa e dichiarare innocente il celebre cardiual Moroni (F.)j come altres furono dichiarati innocenti il pio edotto vescovo
di

Federico Bord' Oria ( F. ). Quanto riguardala famiglia domestica di Pio IV,


di
al nipote
si

Spagna dodo romeo il ducato

Modena Foscherari domenicano, ed

altro di quest'ordine gi teologo al concilio

legga nel voi. XXIII, p. 75. Poco dopo conferm nella dignit imperiale FerI,

di Trento , che quale amico del Moroni, avea con questi patito il carcere. 11 Papa restitu ancora la fama e la

dinando
ri.

e ne ricevette

gli

ambasciatopie-

libert a Gio.

Tommaso Sant'elice
i

vesco-

sollevare la

camera apostolica
1'

na

di debiti, eresse

ordine o collegio

vo di Cava, carcerato come precedenti sotto Paolo IV, per falsi sospetti in
materia di fede, avendo spiegato in senso
cattolico alcune proposizioni delle
li

de' vacubilisti venali, cavalieri Pii^F.).

Ne'minislri e nipoti del suo predecessore Paolo IV, volle


il

qua-

Papa dimostrare qual


tempra dovea-

era stato incolpato.

Quindi

il

Ponte-

fosse la giustizia ch'egli voleva praticare

fice

rivolse tutta la sua attenzione a teril

nel suo governo, e di qual


i

minare
pa, e ci

concilio di Trento (^.^inter-

no essere ministri della corte pontifcia. A'7 giugno 56o fece carcerare cardi1 i

rotto a cagione delle rivoluzioni

maggiormente per

essersi al

d'Eurosuo

di

ed il duca Paolo IV, e due parenti dell'ultimo, che tranne Alfonso tutti perderono la vita. Pio IV fu indotto ad essere con loro severo dai molti loro
nali Carlo e Alfonso Caraffa,

Paliano nipoti

di

proseguimento ohbligato in conclave: se ne celebr l'ultima sessione nel i5G3, e ad istanza de' padri l'approv formalmente,

istituendo per l'osservanza de'suoi de-

creti la

Congregazione del concilio (F.).


il

nemici, e dall'animosit particolare della

Pel

i.

re di Portogallo accett

dee ne

Spagna contro

la

memoria

di

Paolo

V,

creti del concilio,

ne

felicit

il

Papa

eh' erasi impegnato liberare l'Italia dalla dominazione spagnuola. Il successore s. Pio V fece accuratamente rivedere processi, dai quali risult che Pio IV fu ingannato, onde fece decapitare il governatore di Roma, ripristinando negli onoi

cevuto

promise l'adempimento; ed avendolo rila repubblica veneta senza alcuna

ri

e beui
i

superstiti Caraffa, e reinte-

limitazione, Pio IV le don in Roma il Palazzo di Fenezia (F.) , mentre la repubblica regal in Venezia un simile edilizio pel nunzio pontificio. Nella Spagna e in Francia il concilio trov ostacoli.

grando

ministri e famigliari di

Paolo
sa

Pio IV ricevette nel

grembo della
col
in

chie-

IV, accusati di aver abusato del favore


di quel virtuoso Pontefice.

romana

gli

armeni

patriarca di

Su

questo gra-

Ezmiazin, e concesse loro


sa ed ospizio,

Roma

chie-

ve argomento vedasi Caraffa famiglia,

come ho

dello a

Patkur-

76

FIO
in

P IO
Pioma
i

cato armexOj allorch giunse


1'

vescovi alla residenza,


di

condann
la

be-

ambasciatore

di

quel prelato. Si rec

nefizi

simonia,

istitu
ai

professione

ancora a"" suoi piedi, come abbiamo da Genebrardo, Chron. lib. 4 Abdis,cio Servo di Ges, monaco di s. Antonio dot-

di fede pei

promossi

benefizi e al

ma-

gistero delle scuole; ordin

che

cada-

veri fossero sepolti sotto terra;


diversi tribunali di
viste concistoriali,
p. 2
i-c*.

riform
le

conforma di patriarca massimo de'cristiani di Muzale, nella Soria orientale. Fece egli la professione di fede, che riporta Io Spondanoad
tissimo, per ottenere la

Pioma regol
;

prov-

come dissi

nel voi.

XV,
ri-

Molto

si

affatic

Pio IV nella

an.

562,

n.

34, e fu letta nella sessio-

forma del clero secolare e regolare, invocando le concessioni e privilegi contrarie


ai decreti del
il

ne 32 del Tridentino e da lui sottoscritta a'7 marzo, laonde il Papa con s'ingoiar compiacenza gli die il pallio e colmo
di preziosi

Tridentino, per secondare


1'

quale favor

istituzione de' semiuari.

Rifiut di scomunicare Elisabetta regina


d'Inghilterra, ed ottenne con tal

tento alla sua patria,


naldi, an.

sommamente concome si ha da Rir562*n. 28. Approv l'ardidoni l'invi


di

mode-

razione trattamenti
i

meno

severi contro

cattolici.
1

Colla bolla

ne equestre
quei lo di
s.

Stefano (P-); ampli Lazzaro (V.)j e termin la


s.

oct.

56o, Pio IV per


il

Cani domus,'j idus le benemerenze

degli Orsini eresse

loro feudo di Brac-

controversia di precedenza tra' canonici


regolari ed
i
i

ciano in perpetuo e nobile ducato eoa


giurisdizione, potest d'impero e di san-

monaci,' in favore de'prinii.


l'uso deli

Esort cardinali a non adottar / le Carrozze (f .) j proib che


asilo ai rei;

gue, e con privilegi, stemmi e insegne


proprie. Elev

palazzi

de' cardinali e ambasciatori servissero di'

ciano e di

s.

essendo caduto gravemente

in vescovati

le sedi d'Urbino, di LanFede in metropolitane; ed Monte Pulciano, s. Giacomo

inalato, nel

i56i dichiar che

il

Papa

si

del Chili,

la ss.

Concezione del Chili, Cor

eleggesse solo in

Roma, ed eman provpermise


ai

dova
all'

e altre chiese. Piegalo la repubbli-

vide leggi sul Conclave ed Elezione da'


Pontefici {V.).
la
il

ca di Lucca della rosa d'oro; contribu

Come
r

tedeschi

erezione del Collegio

Romano

e del

comunione
voi.

sotto le

due

specie, vedasi

collegio

Borromeo

XV,
i

p.

i4- Aiut potentemente

doni
vilegi

fatti al

Pavia ( f^.): dei duomo di Milano e de' priin

l'ordine Gerosolimitano e Malia (V.),

concessi alla citt per la

nomina

contro

turchi,

soccorsi del

provocando eziandio i re di Spagna, cui concesse


sui benefizi

dell'uditore di rota e avvocato concistoriale,

ragionai ne' voi.


nel voi.
in

700,000 ducati

del reerno;

69; mentre
vertite

siccome per soccorrere l'imperatore contro lo stesso comune nemico, impose so-

nastero eretto

XLV, p. 36, 3 7 e XL1V dissi del moRoma per le dorme con-

da
i

vita

pra a' suoi sudditi un tributo


Francia contro
gli

di

400,000
il

Fortific

porti

scudi d'oro. Per soccorrere poi


ugonotti,
il

re di

tavecchia, e
dello stato,

impudica alla penitente. d'Ancona, Ostia e Civifu benefico con altri luoghi
di Velletri

la

camera

come

che

visit nel

apostolica contrasse

debito d'un milio-

1364.
la

Ma

soprattutto

Roma

speriment

ne

di scudi.

Come

Pio

IV
e

difese
il

eretici

armati Avignone

da tali Venesino ,

sua munificenza, pei splendidi

monu-

dorninii della Chiesa, lo narrai nel voi. Ili,


p.

menti e memorie di cui l'arricch, onde ben a ragione lo celebr il Masson, Deepiscopis Urbis,
p. 4' 2, col seguente distico: Mannoream me flcit, crani culli terrea, Caesar,

delle milizie

248eseg., avendo costituito generale il cugino Serbelloni. Approv {'Indice [V.) de' libri proibiti, forma-

Aurea sub Quarto suni modo facla Pio.


Edific
nell' attuale grandiosa forma la Chiesa dis. Maiia degli Angeli (del cui-

Trento; conferm il sodalizio per sollievo de pazzi j obb'ig


lo dal concilio di

IMO
to de' quali e di
pai-lai

PIO
il

quanto proib
e

Coro degli Angeli),

coti la

Papa monaconsa-

to,

poco dopo

fu assalito

77 da febbre calo tolse di viil

tarrale, che

stero annesso pei certosini,

ta, la notle del c^

dopo 8 giorni venendo

IO dicem-

gr. re

Da

DLpnle Quirinale, fece continuastrada fino alla Porla Pia, da

la bella

lui costruita;

come pure riedific


la

la

Por-

Porta Castello., rinnovando Porla Flaminia, fuori della quale restaur la Villa di Giulio III, destinanta angelica,

bre [565, assistito da s. Filippo Neri e da s. Carlo che con santa libert manifest allo zio il suo pericolo e gli amministr sagramtnli. Visse anni 66, mesi
i

dola pei solenni Ingressi in


co
il

Borgo Pio, cinse


s.

di

Roma. altre mura


il

Edilila Cit-

9; e nel "pontificalo anni 5, 5, nel quale in [\ promozioni cre 46 cardinali, fra'quali molli benemeriti della Chiesa nel concilio di
e giorni
1

mesi

e giorni

t Leonina, fortificando
stel

propinquo Cail

Trento,

tre nipoti

Borromeo, Serbelloni

Angelo. Restaur molle cinese an-

tiche e con

immense

spese continu

e Altemps,il pronipole Ferreri, deponendo dal cardinalato Coligny, come notai


nel voi.

sontuso edilzio della Chiesa dis. Pietro


in

XV,
lo

p.

200. L'altro nipote Als.

Faticano.

Aument grandemente

le

temps
lo,

fece generale di

Chiesa e lo
s.

magnificenze del Palazzo Vaticano con nuovi edifizi, come il casino detto di Pio

spos solennemente alla sorella di


ci

Car-

promettendogli scudi 100,000 di do;

IV,

il

palazzino del giardino della Pigna

te p.

che pu vedersi
12.

ne'

voL
1

XXVMI,
nel
le

e altri abbellimenti a quel giardino, che


difese

233,eXLV,p.i
senza

Fu sepolto
583

Vas.

con mura. Comp con pitture e


la

ticano,
ri

donde a'4 giugno

cene-

stucchi

maestosa sala regia, e

>le

cele-

pompa vennero
il

trasferite in

bri loggie

con stupendi dipinti e ornati; istituendo la stamperia Vaticana per rimigliori edizioni de'santi patratto del soffitto nelil

Maria

degli Angeli, nel deposito che de-

scrissi a quell'articolo,

quale vuoisi diio un

dri.
la

produrre le Fece un gran


basilica

segnato dal Buonarroti,


del cardinal Serbelloni.
relli in

a quello
il

Vedasi

Vitto
t.

Lateranense. Principi

Pa-

Ciaccon., in vita Greg. Xlll,

lazzo de' conserva tori in Campidoglio, ed


abbell
il

4, p.

Palazzo apostolico

il Aracoeli.
le

Oldoino in Ciaccon. t. 3, p. 885, descrive PiolV,di staturaalta, gras16. L'

Riapr molte strade antiche e rinnov

so e robusto, di viso largo e naso grande,

nuove, riconducendo in Roma l'acqua Vergine o di Trevi, come si pu vedere


a

occhi azzurri,

Fontane, ed

ai citati articoli vi

il

re-

lativo dettaglio. tre opere Pio

Siccome per queste e


di

al-

IV ebbe bisogno

di esor-

ma non affatto giusti, con barba mediocre propenso al riso pii che alla gravit conveniente all'alto suo grado. Aveva cos felice memoria che improvvisamente recitava intere pagine
; ,
,

bitanti
to di

somme

denaro, cos fu costrete lo stato

di giureconsulti, poeti e storici.

La sua
la

aggravare
salire,

Roma
amare

d'impovana-

eloquenza fu grande, n minore


rienza negli affari,

spe-

sizioni e gabelle,

da cui derivarono comcritiche di


i

come
non

la
gli

pazienza nei

mozioni,

travagli. E' vero che


piccoli difetti,

mancarono

gloria per tante spese senza

corrisponnel

ma

questi scompariscono

denti mezzi,

non che congiura


1

i565
1

in confronto alle sue grandi virt e fasti

contro

la

sua sacra persona, Io che ricor-

del suo pontificalo,


tori,

come
an.
1

osserva

Murascris-

dai nei voi.


Il

XX, p.

58, e

XL1 V,

p.

83.

Annali d'Italia,
la vita
i

565. Ne

che dovea ucciderlo, fra'tormenti solo disse, con affettato riso, che il suo angelo custode I' avea indotto a tale atsicario

sero
s.

biografi de'Papi.

Vac

la

Sede 28

giorni.
(s.),

tentato, ch'egli

chiamava prodezza. Sals

Ghislieri,

vato

il

Pontefice da

barbaro tradiinen-

Papa CCXXXV. Michele nacque in Bosco, territorio AJessandrino e diocesi di Tortoua, allora

PIO

78

PIO
Consigliato dai suoi correligiosi di provvedersi colle limosine del

i5o4 e non altrimenti, da Paolo di nobile madecaduta famiglia, e da Dpminina o Domenel Milanese, a' 17 gennaio

marchese d'un
protest al-

mantello, per difendersi dalla pioggia e


dal freddo in recarsi da
lui, si

nica Augeria a Ghislieri famiglia orion:

da

di

Bologna parlai

di sua antichit e

tamente di giammai

profittare,

nemmeno

lustro (del suo casino Pio con contigua

d'un denaro, delle limosine a

lui affidate.

Pacca, Vedi), con alPapa e quanto fece pei parenti. I genitori conforme alla loro piet educarono il figlio, che giunto
chi esina ora de'
tre notizie su questa
all'et di

Pel singolare credito ch'erasi acquistato

anche
in

in

oflzio lo

Roma, la congregazione del s. nomin inquisitore della fede


pel

Como

Milanese e Lombardia, do-

i4 anni, invece di applicarsi ad una professione, con Io stesso nome battesimale vest l'abito de'domenicani nel convento di Vigevano, ove nel 1 5
1

v'ebbe a soffrire gravi persecuzioni con


rischio della vita.

Quindi

fu spedito a

Coir de' Grigioni per terminarvi alcune differenze, e poi deputato inquisitore
a

fece

la

solenne professione:

il

Cardella didi

Bergamo,

in cui

essendone vacante

la

ce in

Voghera. Divenuto gi modello

sede, sostenne coraggiosamente

una
quale
i

lite

virt, fu
legio di

mandato

dai superiori al col-

col capitolo e col vicario capitolare, a ca-

Bologna a studiarvi teologia e


ricevervi
il

gione

di alcuni libri eretici, la

gli

poi a

Genova per

sacerdozio.

acquist molta riputazione presso

car-

si

Obbligato a dettare un corso di filosofa, trasfer dipoi al convento di Pavia a


insegnarvi
le
le discipline

dinali di delta congregazione, che lo in-

teologiche, del-

viarono nella Rezia, e nuovamente in Bergamo, non senza sua esposizione, per
processare
il

quali fu professore per 16 anni, con


1

vescovo Vittorio Soranzo e


luta'ana. Infori.

istraordinario plauso. Nel


to
al

543

fu inviasi

altri infetti dell' eresia

capitolo di sua provincia, che

tene-

mato
elesse in

il

cardinal Caraffa
I

inquisitore e

va

in

Parma, a

sostenervi pubbliche con-

poi Paolo

delle distinte sue qualit, lo


offizio

clusioni. Eletto per superiore in pi con-

commissario generale dels.


il

venti del suo ordine, in tutti

dimostr
goal-

Roma. Divenuto

Caraffa Pontefice,
1

che

le

sue grandi virt non erano infe-

riori alla dolcezza,

con

la

quale

li

vernava
ficacia

in

uno

di tali

conventi

coll'ef-

di

sue preghiere imped che


di

malgrado la sua ripugnanza nel 556 lo promosse a vescovo di Sidri eNepi(V.), conservandolo nella carica con la qualiJ 5 fica di prefetto dell'inquisizione, ed a
1

preda vi penetrassero. La modestia e il candore de' suoi costumi gli acquist il nome di secondo s. Bernardino, di cui seppe imitare lo zelo nelle fervorose prediche, che
cuni soldati per cupidigia
faceva con

maggio 557 lo cre cardinale prete di s. Maria sopra Minerva, di cui fu intitolare, dichiarandolo supremo inquisito1

re perpetuo, uffizio che in seguito fu

ri-

servalo al Papa.

immenso

frutto degli

ascol-

La dignit
mente

cardinalizia diede

nuovo
gli

tanti, e nel mostrarsi rigido


la

custode delfa-

risalto alle virt del Ghislieri e singolar-

povert religiosa, per cui sempre a piesue robe indosso

alla sincera

sua umilt, che

di col carico delle

fece tenere lo stesso

metodo

di vita

mor-

ceva i viaggi, ai quali o dall'ubbidienza o dalla carit veniva obbligato. La fama


di
se

tificata e nascosta, e fino l'abito religio-

so che

sue virt e zelo contro

gli eretici

mos-

Alfonso d' Avalos marchese del Va-

sempre portava, tranne nelle pubDa Pio IV nel i56o fu y trasferito al vescovato di flondovi (f .)
bliche funzioni.

sto e governatore di Milano, a sceglierlo

per confessore ed elemosiniere, quantun-

que

fosse

lontano 20 miglia da Milano.

cardinale Alcssandrino,pev essere nato nell'agro d Alessandria e per averglielo dato per co-

onde

si

sottoscriveva

il

PI o
gnome
il

PIO
si

70
Il
il

provinciale

quando
i

fece re-

stratagemma
dinal
s.

il

cardinal Pisani.

carcar-

ligioso; ed ivi sradic

disordini cagio-

Carlo onninamente voleva

nati dalla guerra e dall'eresia.

Poco

vi

dinal Moroni, quindi fu persuaso in fa-

dimor, dovendo attendere in Roma alla congregazione del s. ofzio, ed a queldecreti del la destinata ad esaminare Tridentino per l'approvazione. Volendo Pio IV annoverare al sacro coNegio Mei

vore de'eardinali SiiletoeBoncompagno,

ma

incontr per

essi

molte

difficolt

laonde coadiuvato dai cardinali Moroni,

Altemps e Farnese,
ni colleghi

tutto

si

adopr per
Alcu-

l'esaltazione del cardinal Ghislieri-

Gonzaga giovanetti, figli il primo del duca di Toscana, il secondo del duca di Mantova, richiesto il parere del
dici e

per

gli

rappresentarono ch'e-

ra creatura di

Paolo IV e perci era da

temersi, che essendo stati puniti dal suo


zio

cardinale, rispose con apostolica libert,

Pio IV

Caraffa, potesse esercitare lo

sarebbe ben guardato di concorrere alla loro promozione per gravissime

che

si

slesso rigore versola famiglia del

medefavore,

simo,
offeso
te

di cui

non avea goduto


si

il

ragioni,

massime per

lo

scandalo che

allorquando
la

oppose efficacemen-

avrebbe prodotto ne'padri del concilio di Trento, che o< capandosi seriamente della riforma degli ecclesiastici, con pena udirebbero
rivestiti

che

legazione di Avignone dal carsi

dinal Farnese

trasferisse nel cardinal

Bourbon, ad
lo

istanza del re Carlo IX, per

della
il

gazzi: luttavolta
re toscano in

porpora due raPapa volle crearli


principe a

cardinali. Portatosi quindi l'ambasciato-

che Pio IV per dimostrare al cardinal il suo disgusto, gli tolse l'appartamento che avea in palazzo egli diminu
Ghislieri

nome

del suo
il

ringraziare

cardinali,

Ghislieri fran-

camente

gli disse, eh'

era ci per lui su-

perfluo, essendo stalo di contrario senti-

mento , non gi per


cui nutriva

la

somma

stima,

casa Medici, per ma perche co-

grande autorit che avea sul s. offizio. s.Carlo che non maneggiava con riflessioni umane un affare di tanta importanza e solamente considerava la gloria di Dio e l'utile della Chiesa, rest costante nel suo proponimento, sinch ottenne il
la

Ma

tgli dettava la propria coscienza. Sor-

consenso del suo numeroso partito e quello di tutti gli altri.


11

preso da seria malattia e vicino a soc-

combere
maggiore
ria

alla violenza del


i

male,

si

elesse

cardinal Ghislieri, dopo aver per


resistito,

la sepoltura avanti

gradini dell'altare
s.

qualche tempo
a'7 gennaio

anche
il

alle pre-

Masopra Minerva, die quantunque camdel suo titolo antico di


s.

ghiere de'suoi amici, fu eletto Pontefice


1

566

e prese

nome di Pio
Ta-

bialo con quello di benefico


ticoli^

Sabina (quanto fu

per ci che

dissi a
lo
si

Nome

de' Papi.

d'ambedue lo dissi ai loro arda Pio IV eragli stato di nuovo

le fu la

sorpresa e

stupore che prov

nell'elezione,

che

espresse con quelle

conferito. Nel proferire la sua sentenza,

sentenze che riportai nel voi.

XX,

p.

62.

usava di Savia e prudente libert, incapace di tradire la verit, per qualsiasi


rispetto

Segni straordinari aveano preceduto e

seguirono
to,

la

sua assunzione
s.

al pontifica-

umano, onde soleva


che ed era
, i

dire

il

car-

gi predetta da

dinal Bozzuto

il

di

lui

sentimento
di

naio, giorno in cui


to,

62

Filippo. A' 17 genanni prima era nala

prevaleva

di

maggior peso

segu colle solite cerimonie


la

sua co-

MortoPio IV entrarono in conclave 5o cardinali, o Si secondo Panvinio, tra' quali il Gonzaga


quello di lutti
cardinali.

ronazione, per
getlitodella
sasse a

quale abol l'uso del

moneta e volle che si dispenmano, come pu vedersi nel voi.


1

che
sero

vi

successore.
i

mori nel d"i avanti l'elezione del Poco manc die non lo fos-

XXI, p. 70; ed ancora abol il Banchetto


{V.) annuo che
si

faceva

a' cardinali

ed

cardinali Niocoiini e Pucci, e per

ambasciatori. Frattanto avendo saputo

8o
che
i

o
riformare
mestica di
la

PIO
sua corte: della famiglia dos. Pio V, e quanto di essa fu eminentemenle caritatevole e munifico, si

romani erano poco contenti di sua elezione, temendone la inflessibile severit, rispose: die confidava in Diodi fare un governo tale, che ad essi recherebbe maggior dispiacere la sua morte, di quello che avea loro cagionato la sua creazione. Quindi a' 27 dello stesso gennaio prese possesso al Laterano in Lettiga
(V-), e fece subito castellano di Castel
s.

leggano
vide

voi.

XXI

p.

76

XLI,

p.

258 e 260.
i

Nello stato ecclesiastico prov-

tribunali di giudici probi, dichiasi

rando altamente di non volere che


sero
le

dasalla

cariche se

non

al

merito e

virt, non gi al favore e all'interesse.

Angelo Francesco Bastone del Bosco, onorandone figliuoli, uno de' quali, Gui

Comand

ai

vescovi e a quelli che avea-

glielmo, dichiar referendario con


zio di dateria del concessimi.

l'uffi-

queste
al-

prime prove del paterno suo amore,


tre ne

no benefizi con cura d'anime, che secondo detto concilio andassero alla loro residenza, concedendo loro un solo mese di tempo a disporsi alla partenza, od a rinunziare, allrimenli
de'benefizi slessi.
li

aggiunse

di

sua magnificenza,

di-

avrebbe privati
di far con-

stribuendo 80,000 scudi a 38 cardinali,

200

a ciascun uditore di rota, e


alla sorella di
s.

5o,ooo
in

Rinnov
tolse
I'

ai

medici l'obbligo
di celebrar la

per dote
zio
olla

Carlo

luogo

fessare gl'infermi al 3. giorno del male;

del doppio

promesso ad Allemps dallo

abuso
ai

messa nella

Pio IV. Per mostrarsi riconoscente memoria di Paolo IV (/^suo bene-

sera delle vigilie di Pasqua e Natale.

Conla

formandosi
bolla

decreti

pontificii,

con

fattore, decret
l'articolo e

quanto

descrissi a quel-

Cimi primuni }

del i. aprile

i566,

giustamente reintegr nell'oi

Bull.

Rom.

Caraffa z (/ .); cre cardinale Antonio, colm di grazie e di rendite malmenati famigliari
i

nore e

ne' beni

perseguitali

soito gravi

2 p. 176 del Cherubini, t. pene ordin la venerazione


,

nelle chiese, e vi fece togliere le sepoltu-

re in forma di mausolei erette nel

mezai si-

e ministri di detto Papa, e fece troncar la


testa al

zo di esse. Impose severi castighi

governatore di

Roma

per avere

moniaci

bestemmiatori
ai

concubinari e

ingannato Pio IV nella


rafia.

processili

ade'Cagiudi-

sodomiti; e rivoc

tedeschi

Ecco una

delle tante prove dell'in-

so di comunicarsi colle

il permesdue specie sagra-

stabilit e incertezza degli


zi
,

umani

mentali
vere

come

rivoc

ai latini e greci di

soprattutto negli affari politici ed in


elettivo:
il

celebrare con diverso


la

un governo
bile di

giudizio inesora-

Dio tarda, ma non falla. Non fu minore l'amor paterno col quale scrisse e soccorse a Maria Stuarda regina di Scozia,

Per promuofiamminghi vessati daglieretici, mand loro Medaglie benedette (V.), onde meglio se ne stabil 1' urito.

religione ne'

so,

donando

lo stocco e

berrettone beneli

per parte della regina Elisabetta


nell'agosto
tutti
i

trii

detti al

duca d'Alba che


i

combatteva.

bolata. Nello stesso teiripo trovandosi

Prolesse l'ordine Gerosolimitano (P'.)

romani
mia, a
dic
bili

W6

afflitti

da epidede-

contro

turchi, con milizie e

denaro soc-

poveri infermi somministr


si

correndolo, e cooper alla fabbrica del-

limosine e medicine. Quindi tutto


il

santo Pontefice a formare miraal

regolamenti, per restituire


il

dovuto
ve-

splendore

culto divino e la disciplina.


i

Malta (V.), lo che trattai pure a Costantinopoli. Ivi inoltre narrai le leggi emanate sugli schiavi turchi, e quanto in diversi tempi fece il Papa col
la "Valletta in

Per

riuscirvi pi facilmente esorl


i

massimo

zelo per abbattere la possanza

scovi a fare osservare


lio di
se,

decreti del conci-

Trento e a riformare le loro chiedandone egli il primo 1' esempio col

ottomana, che dopo la presa di Famagosla minacciava d'invadere tutta l'Italia e di arrogarsi la signoria de'marij sia cou

P
recarsi in

o
nelP implorare
la
il

P
rei.

IO

Ancona,

sia

di vino tiiulo, sia nel

formare

triplice
la fa-

alleanza e sacra lega che produsse

i5 agosto con la bolla Indefessa pasloralis, ampli la precedente contro fautori de' delinquenti, dichia-

Dipoi

a'

mosa
pur

vittoria nel golfo di

Lepanto, che
a

randoli incorsi nella pena di vita, confi-'

descrissi

bMabina ed
ugonotti,

Minzu(ove
espresso

scazione di beni, demolizioni di case e

parlai eziandio de'soccorsi dati alla Fin/i'

eia contro

gli

come

perpetuo esilio di loro famiglie. Nel i56^ uniformandosi al disposto di L'io IV, con
la

nei bassolie vi del suo sepolcro,


fesa

anche a did'Avignone e suo contado, come metali

bolla Licet alias, degli

luglio, proi-

che

banditi in contumacia potessero


alle difese, se

glio dissi a

articoli,
in

ponendo
le

nella

essere
si

Chiesa di
diere tolte

s.

Giovanni
nemici,

Luterano
delle

ban-

ai

come

immense
il

somme pereti) spese

e delle

Decime, Vedi,
solen-

imposte), perla quale concesse

prima non Quindi per ovviare ai disordini che nascevano dalla delazione delle armi corte, confermando e ampliando le disposizioni di Pio IV,
costituissero in carcere.

ammessi

ne Ingresso in Roma (['.), cogli onori del trionfo al Colonna, aggiunse alle litanie

per

le

quali erauo vietate

le

pistole

pi

corte di

due palmi, ed annullando quastili

Auxilium
taglia di

Ctiristianoruni, e istitu la di-

luncpie licenza di portarle e di concederla,

vozione delle Quarant'ore (V).

La batLepanto pu risguardarsi come


la

estese la proibizione agli


di

e altre ar-

mi

punta minori

di tre palmi,
1

con

la

l'ultima delle Crociate bandite in tutta


cristianit contro gl'infedeli

bolla

Cam vces efus, de'


i

2 febbraio 1 572,

nemici della

sottoponendo
de' rei di lesa
scht,

contravventori alle pene

religione di Cristo, essendo stati promotori


i

maest.

Palazzo Bra-

principali delle imprese di


i

Terra santa

Commentari della Papi. Si vedano guerra di Cipro e della lega de'principi cristiani contro il turco, di Bartolomeo Sereno, pubblicali dai monaci della badia cassinese. IV tipi di Monte Cassino i845. Fra le altre maggiori applicazioni che tennero occupato l'animo di

parlando delle pasquinate e satire, ho riportato le severe provvidenze di s. Pio V, contro la pubblica maldicenza ed
i

libelli.

Fece disposizioni

sui testamenti

e spogli de' benefiziati.

Con

particolare

vigilanza promosse l'agricoltura, confer-

mandone
ampia

colla bolla
i

Pia

devotio,

de'g

settembre i5G6,

nuovi statuti, e dando


le

questo gran Papa, una fu quella di soste-

facolt ai consoli di giudicare de-

romana chiesa a lui affidata, per cui eman la celebre bolla Admonet nos, de' 29 marzo 1567, Bull. Rom. t. 2, p. 220, proibendo infeudare o alienare dominii della s. Stde, come riportai nel voi. XV, p. 287. Pel buon regolamento dello stato 56G pubblic la ecclesiastico, a'3 luglio
nere
la dignit e le ragioni della
i

finitivamente tutte
sa concernenti,
vilegiate.

controversie ad estra

ancorch
si

persone prile

A Lana
falliti;

pu vedere quanto
la

di tal arte fu

benemerito; a Mercante
a

leggi sui
di esse.
ries,

Dote

prammatica su
pi-

Con

la bolla

Quoniam nos

bolla

Ex

superna
li

dispositionis, conferII,

de'24 maggio 1567, Bull. Rom. t. 4, par. 2, p. 38q, approv e in essa inser il nuovo statuto del popolo romana,
compilato per suo comando dai deputali

mando
1

quelle di Pio li, Paolo


,

Sisto

Clemente VII e Pio IV,coutro gli assassini, sicari, banditi e altri malviventi, e contro chiun,

Giulio

Leone

que avesse dato loro


difesa e assistenza.

ricetto o

prestato

per meglio riuscire

Antonio Vellio, Mario Gabrielli e Marco Antonio Borghese avvocati concistoriali, Domizio e Tommaso Cavalieri, Vincenzo Nobili, Piero Tharo, Vincenzo PaGaleazzo Poggi, Antonio Massa, renti
,

nell'intento,
li

e di

convenne cogli stati di NapoToscana la reciproca consegna dei


VOL. LUI.

Luca Peto

dottori

in

diritto,

Mario e

Cencio Frangipane, Ettore Muti, Orazio

82

PIO
somme da
lui

PIO
gl'infedeli e gli

Naro, Pietro Paolo Fabi e Girolamo Pi* chi. Con la bolla Cum onus, del i. febbraio

impiegate per abbattere eretici armali, come pure


g' inglesi

275, prescrisse la forma di legittimamente creare, alienare e redimere censi; e con la bolla In eam 3 de' 28 gennaio 1 5y r,
t.

1569,

Bull.

Rom.

2,

p.

soccorse con denaro


esiliati

cattolici

o carcerati da Elisabetta regina

d' Inghilterra (F.),

chiar eretica. Col

che scomunic e dimedesimo coraggio


II, se

cambi loco citato p. 325, ordin che fatti contro il prescritto dalle leggi fosi

apostolico minacci di deporre dall' im-

pero Massimiliano

avesse permesi

sero nulli e invalidi e che

si

dovessero

so la Confessione Augustana. Protesse


dotti e gl'innalz alle dignit.

punire

contravventori col castigo stabi-

lito agli usurai. A Ebrei raccontai quanti ne convert, come ne limit il vivere e
il

L'applicazione che

il

s.

dare
gli

a questi affari di tanta

Padre dovea importanza e

ghetto. Dichiar dottore della Chiesa

s.

Tommaso
resse
i

d'Aquino domenicano, ed evescovati di Boulogne e di Ripagli

Iransone: alcuni

attribuiscono

la ri-

pristinazione di quello di Barbastro,a\tri

la

riferiscono all'immediato successo-

scemava la cura ch'econtinuamente avea per la vigilante amministrazione del suo ministero. Proicombattimenti delle b negli spettacoli fiere, e tuttoci che poteva avere dell'inumano o troppo licenzioso, lo che toccai nel
cos scabrosi, nulla
i

re Gregorio XIII; altrettanto dicasi


J

del

voi.

XXXI,

p.

84-

Con

rigorosa

pram-

vescovato d Elvas, di cui vuoisi fatta l'erezione da Paolo IV. A Baianesimo si

matica riform
chetti e in
altri

il

lusso degli ecclesiastici

negli abiti, ne'giuochi, ne'leatri, ne'ban-

pu leggere quanto oper


condannare
to
si

s.

Pio

V
i

nel
cui

disordini.

Volle che
i

le

proposizioni di Baio,
i

cardinali che
ti,

non pagavano

loro debigli al-

errori professarono poi


affatic
il

Giansenisti.Molnella ri-

potessero essere costretti


in

come
le

buon Pontefice

tri

tribunale: bens fulmin

pene
Priv

buon regolamento degli ordini religiosi, onde abbiamo: Compendio delle grazie e favori conferiti da s. Pio
forma
e

a chi attentasse contro la

loro vita, lo
p. 6.

che

dissi

ancora nel

voi.

X,

V
i

delle rendite de' Benefzi, al quale articolo notai

agli ordini religiosi,

Roma

3.

Questo
Ira

quanto per

essi

ordin, chiunque

argomento
quali die
la

lo trattai a

Mendicanti,

lasciasse di recitare l'uffizio divino, a pro-

precedenza a'domenicani, a

Clausura, a Francescano^ a Serviti, a Minimi, a GirolaminIj a Gerosolimitano, a Umiliati che abol, ed altri. BJfor-

porzione delle ore canoniche ommesse, ed eman ordine sui pensionali de benefzi.

Pubblic rigorose pene contro


;

si-

moniaci
stardi
la

dichiar nulli

testamenti

fatti

m
me
a

la Peitilcnzei ia

(P

.),

ed

istitu

tre

dagli ecclesiastici in favore de' loro ba-

collegi apostolici

de Penitenzieri di
p.

Roma
duca don

quantunque
1

legittimati,

(F.). Nel voi.


s.

XVII,

182, riportai coil

bolla

Quae ordini
57
1
.

ecclesiastico,
s.

Pio

dichiar granduca

gennaio

Avendo

mediante de'27 Pio V imposi

di Toscana, e della

corona che

gli

sto altre riforme agli ecclesiastici, per le

mezzo di Michele Ghislieri Bonelli suo Fece correggere e pubblicare il Breviario romano, il Messale romano e l' Uffizio della Beata Fergine, ed a questo
nipote.

quali qualcuno gli disse che molti

la-

gnavano

che questo era

il

modo

di

ro-

vinare la corte, pieno di mirabile zelo rispose: " meglio che perisca la corte e

concesse indulgenze. Indi permise


nonici regolari di
s.

a'

ca-

Agostino

l'uffizio e

con essa periscano tutti coloro che vi vogliono tali disordini e corruttele, e non
perisca la Chiesa eia religione profanata da abusi tanto enormi. Con editto del
1

messa del
cardinale.
quelli

b.

Ivo vescovo di Chartres e

A Luoghi di Monte ragionai di eretti da s. Pio V, per Je immense

5(x),

per rimuovere

le

crapule, proib

no
rigorosamente
casa, di
re,

PIO
chesca, sono
sto
le

R3
que-

romani die avessero andare alle osterie per mangiaai

pressione dell'eresia e della potenza tur-

opere pi grondi
Pontefice.

di

bere e giuocare, dicendo ch'esse erano solo istituite per comodo de'forastieri
rifor-

magnanimo
s.
,

zione dei
la

offizio dissi

A Conorec. \quanto oper per


vasta tenuta di

che non hanno abitazione. Avendo

prima
per

donandole

la

mata
se le

femmine, ed espulmeretrici da Roma e da tutto lo


la

pompa

delle

Conca
lzio

e stabilendo in
la

Roma

l'ampio edi-

stato, alle

mano,

pel

rimostranze del magistrato rodanno che proveniva alle cail

se spigionate,

Papa

g'

impose

silenzio

medesima, cio coi due palazzi gi abitati da due cardinali (uno fabbricato dal cardinal Lorenzo Pucci ) e comprati di suo peculio (il Catena, p. 148,
dice
il

ed esclam: Sar dunque giusto e decente, che il senato romano prenda la difesa delle donne pubbliche e la proiezione dell'impudicizia ? Fi diremo, che se queste non usciranno da Roma, ne partiremo noi con tutta la corte. Uscirono in
fatti

palazzo cominciato da Pio


s.

IV

Pio V, il quale bens vi spese 2^,000 scudi). Ridusse 'edifzio allo stato attuale con l'opera del Vignola,
atterrando una diruta chiesina detta di

persuasione di

s.Zenone

incorporandovi quella della

molte, ed altre

vi

si

tollerarono per

confraternita degli avignonesi, trasferiti


altrove, destinandola al servizio del lu-

ovviare a maggiori disordini,


confinale
in

ma

furono

luogo remoto. Alla bolla


tributi a'ministri della

go, restandovi ancora

Coena aggiunse ohe niun sovrano potesse

chiesina fu edificata da

imporre nuovi

scuola e ospizio
Si

un avanzo. Questa s. Leone III, con eretto da Carlo Magno.

Chiesa, sotto pena di scomunica. Con-

chiam

s.

Salvatore del torrione per

ferm decreti in favore della Concezione (f'.)j ed ordin le congregazioni della Dottrina cristiana (E.). Nel voi. XLf, p. 2o3, raccontai come s. Pio V dichiai

s. Leone IV, vimacello per quello ivi fatto de'cristiani da Nerone (Torrigio, Gioite^. 5i 1, 5'JlVj, de ossibus per la quantit d quelle che

quello poi eretto vicino da

r canonico teologodella basilica dis. Pietro


il

ivi si
li

seppellirono, principalmente di quel-

p.

maestro del

s.

palazzo,
agli

ma

eb-

che sirecavanoa

Roma

in

Pellegrinag-

be breve durata. Accord


di portare
il

spagnuoli

gio (a questo articolo narrai l'ospitalit


vi ricevevano), per ultimo ristorata da Nicol V: alcuni la confusero colla vicina chiesa di s. Maria della Piet di campo santo, onde si possono vedere le contrarie testimonianze, in Marangoni, Fst. di Sancta ss. p. 85; Panciroli, Tesori p.487;
1

corporale fuori della borsa


il

che

e di

nominare

re nel
i

canone; ordin
la recita

per precetto a

tutti
s.

sacerdoti

Giovanni nella messa j volle che prima del Confteor, nell'introito della Messa, si dicesse il salmo Judica ine Deus, e che sacerdoti al fine di essa (lasser una sola benedizione.
i

e\Y Evangelo di

Martinelli,

Roma e x ethnica sacra p.^Hcj.


dell'

Palazzo Vaticano parlai

area e

Eman diversi
,

brevi per

le

missioni pon-

dell'acqua del palazzo dell'inquisizione.

tificia che si leggono nel t. i dell' Appendix, Bull. prop. fide, cio Exponi, per predicare e amministrare sagramenti dai religiosi nell' Indie; Exponi, ampliazione del precedente; Romani, sul battesimo e matrimonio degl'indiani convertiti. Come s. Gregorio VII, volle assicurare l' impero della religione col vii

Alle opere ancora di magnificenza


estesero le cure di
s.

si

Pio V,
il

in

vantag-

gio del pubblico.


la basilica

Termin

soffitto del-

Lateranense e l'indor. Edie la chiesa de'ss.

fic

il

monastero

Dome,

nico e Sisto per

gore
di

di

sua potenza, preferendo l'opera


ai

domenicane, poi ampliati magnificamente da Paolo V a Monte Magnanapoli. Nel Palazzo Vaticano(V.) fabbric un appartamentocon
le

Dio

vani

omaggi

del secolo.

La

re-

cappella, e l'abitazione degli svizzeri

con

84
t

Pio
operando
nella Cit-

PIO
modestia e purit toccare ove slava
di lasciarsi vedere,
il

chiesi na, diverge cose

Leonina ( V. ). Come dissi nel voi. XLVIIj p. 8],donal museo Capitolino


le

suo male, non volle

pi ammettere medici,

ma

ricorse sola-

statue ch'etano in Belvedere al Vatica-

mente

all'antico e familiare suo

rimedio

no, per cui nel giorno anniversario di sua


nascita e coronazione a' i 7 gennaio il senato offre un calice d'argento e torcie di

cera alla chiesa di

s.

assistendo alla messa;

Maria sopra Minerva, non convenendo il

Questo per o per la quantit o perch il suo stomaco fosse troppo indebolito, non lo poteva pi digerire, onde lascialo anch'esso, si appidel latte di asina.
gli all'unico
la
li,

Maffei, con Ciacconio, Cabrer e


nio, che gli fosse
nio,

Pan vi

quale

in

mezzo

rimedio deila pazienza, colal tormento de' calcorivolto a


i

imposto

il

nome d'Antoche
in tal

andava spesso ripetendo,

Gedo-

almeno
il

pel i., ch' la festa

s Crocefisso: Accrescete, Signore,


lori,

di

ricorre.

All'universit di Pavia ag-

giunse

collegio Ghislieri (quello di


lui. pel

Bo-

piacciavi di accrescere ancora la pazienza. In questi gagliardi attacchi,

ma

raa non fu fondato da

quale si pu
all'ospeal

vedere il
dale di

voi.

XIV, p.

164)-

Don

si

che durarono per 4o giorni continui, egli confessava quasi ogni giorno, e celei

s.

Spirito

25,ooo

scudi,

6.000

seminario romano,epi di 5,oooaH'arciconfraternila della ss. Annunziata per dote alle fanciulle;
ti,

brava la messa quando mettevano.

dolori glielo per-

Siccome

in

questo stato non poteva

il

ingrand
s.

la

casa de'ncofi-

santo Padre dar pi udienza a veruno,


cos corse la

Maria Egiziaca in Bosco sua patria un convento ai domenicani con reudite per 5o religiosi. Restaur i condotti dell'acqua Vergine, termin la fabbrica dell'universit romana, fortific
e concesse lachiesadi
agli

voce che fosse morto, e ne


notizia con corrieri alcuni

con ospizio

armeni.

Fond

spedirono

la

ambasciatori. Alla sparsa voce segu nei

Ancona, pose

fine alle fortificazioni di Ci-

romani un amarissimo pianto onde avendolo saputo il buon Pontefice, si fece portare il giorno di Pasqua vestito pontificalmente sulla gran loggia della ba,

vitavecchia, restaur parte delle

mura

di

silica

Vaticana, per dare


al

la

solenne belo rivide

Roma,

fece e

adorn

le

strade Alessan-

nedizione

drina e Bonella,

cos dette

da
la

lui e dal

con estremo piacere. A' 21 aprile volle fare


il

popolo,

quale

nipote cardinal Bonelli (per


Bonelli ebbero un palazzo
)

qual via

l'ultima visita delle 7 chiese, ed a piedi

che come
:

il

cammin per gran


tonio Colonna.
g'

tratto di quella stra-

Papa

fu detto V Alessandrino

queste vie

da, ad onta delle rimostranze di Marc' An-

incominciano incontro

l'arco di Settimio

La mancanza

di vigore

Severo, e vanno sino alla crociera che con-

imped

la visita della scala

santa e

si

duce ai Pantani. In tre promozioni cre 21 cardinali, fra'quali il detto nipote e


Sisto
tai a

content baciarne l'ultimo gradino. Qui


ascolt molti cattolici
inglesi
.

che fece
il

V; che
3o6

molti fece donativi, lo no-

provvedere del bisognevole, e

celebre

Piatto cardixalizio. Inoltre provchiese di altrettanti


il

Navarro

gli

parl della causa di Carran-

vide

vescovi.
s.

za arcivescovo di Toledo. Indi

torn al

Principiato

15^2, cominci

Pio

V
i

palazzo Vaticano e dopo aver spedito 12

ad infermarsi per male d' orina. Con la cura sembrava di avere ricuperato la salute
,

memoriali
tro,
si

non avendo
letto,

lena per far alsi

mise a

dal quale non

alz

quando

nel

marzo

gli

ripresero

pi.

Con esemplarissna
dopo
i

divozione ricei

dolori con tanta

veemenza,

ch'egli stes-

vette dal cardinal


della Chiesa,

nipote

sagramenli

so

si

persuase di essere vicino a morire.

quali avendogli racla

Sperando poco sui rimedi umani in et avanzata, e nou permettendo la sua

comandato con ardore

sacra lega con-

tro gii ottomani, pass a godere in para-

PIO
eliso
i

PIO
i.
1

8j

fruiti delle

sue virt, nel


ra

mag-

dopo lunghissimo tempo riconosceva qualunque persona, sebbene l'avesse veduuna sola volta, laonde dopo il i. anuo del pontificato gi avea perfettamente appreso gli affari del suo stato e quelli della Chiesa. Alle moderate spese che faceva nel cardinalato, fatto Pipa aggiunse 4 paoli il giorno; ma co'poveri la sua liberalit non ebbe misura, poich con essi consum due milioni di scudi d'oro.
ta

gio

J72, d'anni 68, 3 mesi e


15
ti

4-

giorni,

assistito dai cardinali b.


fa,

1 i

e Caraf-

dal Pontefice a ci chiamati. Gover-

n con esemplar

zelo la Chiesa anni 6, mesi 3 e giorni 24. Nel cadavere furono trovate tre pietre della slessa grandezza,

forma, colore, durezza e figura,


eransi formate da lunghissimo

le

quali
e

tempo

perci cagione di sua indicibile sofferenza per lungo trailo distia vita, e dell'ul-

Non

ostante queste spese e

le

altre de-

tima sua malattia durata 5o giorni e


descritta dal

scritte, alla sua

morte

lasci nel

tesoro

Marenghi presso
2, p. 3 18.

il

Marini,

Archiatri,

t.

Fu
di
s.

sepolto nel

Valicano, nella cappella

forma
po
di

di deposito, finch venisse

Andrea, in il tem-

condurlo

al

convento de' domeniordinalo.

cani di Bosco,

come avea

Che
il

un milione di scudi, oltre a 5oo mila chedopo tre mesi si doveano riscuotere. In questi non sono compresi 3, 000 scudi trovati nella sua camera, che teneva per sovvenire bisognosi, e 100,000 altri eh' erano in mani del suo maestro
pontificio
1
i

da cardinale

egli erasi

apparecchialo

di casa, per lespese occorrenti. Nella zec-

sepolcro nel pavimento della chiesa di

s.

ca pontifcia

Maria sopra Minerva, come toccai di sopra, lo afferma il Marangoni riportandone l'iscrizione fatta dal medesimo scolpire, a p. 4 '4- Che da Papa edific in Bosco il monastero di s. Croce de'dome,

sue medaglie, celebranti

16 pontificato, tre delle quali la chiesa di s. Croce e convento eretti in Bosco. Queste e le altre medaglie sono illustrate dal Bonanni, Numism. Pont. : quanto alle sue mosi
i

conservano
i

conii di

fasti del

nicani con rendile, biblioteca, chiesa e


preziosi arredi, erigendovi la propria se-

nete, vedasi
di

lioma

si

lo Scilla. In s. Maddalena venera l'immagine della Ma-

poltura con stalua che lo rappresenta


genuflesso avanti Cristo resuscitato, sovrastata da
s.

donna, che il Papa di frequente ossequiava con preghiere nella sua privata came-

Michele, ed avente ne'lali

due

con iscrizione iu cui detto, pr cadavere suo reponendo, tutaltre statue,


to descrive
il

Catena a

p.

4<)-

M a Sisto
di

come ricordai nel voi. XLV, p. 188. L'eroiche sue virt, gli strepitosi od racoli da Dio operali a sua intercessione, sono descritti dai suoi biografi. Appena
ra,

V, non volendo privare

Roma
s.

questo

morto

la

sua segnalata santit impegn


divozione de' prin-

tesoro, lo trasport in magnifico

mauso-

la piet de' fedeli, la

leo nella sua cappella in

Maria Magil
1

cipi e la gratitudine di Sisto

V da lui fatsi

giore, di cuj era slato divolo

santo, al

to cardinale, a procurare che


se
il

formasil

modo descritto ne'vol. XIl.p. 19 e 120, XLIX, p. 5o. Di Pietro Galesini si ha De Iranslatione Pii V , quam Six-tus V
solemni,tantoque pielalis officio celebravi),

processo di sua beatificazione,


1

quale

nel

Piornae

588.

Fu

s.

Pio

di giusta

statura, di aspetto grave,

modesto

e spi-

rante santit, di sembiante lungo e


gro,

ma-

bianco con qualche mescolanza di vermiglio; occhi azzurri, naso adun-

ma

5 1 6 sotto Paolo V, e poi uel 1621 regnando Gregorio XV, cominci a trattarsi efficacemente; imperocch la congregazione de'riti gi nel 161 5 avea formato un decreto, poi confermato da Urbano Vili, per sospendere suffragi che si celebravano per l'anima del santo, ed
i

in vece statuito di celebrarsi uel

barba lunga e canuta, testa calva. Era dotato di profonda memoria, in guisa che
co,

anniversario di sua morte


ss.

la

giorno messa della

Trinit.

La

stessa

congregazione agli

86

P1O
il

P
decreto pei prola

8 marzo 1672 eman

Giacobilli, Feulclt, Miuorelli, Fila

s.

Pii

cedere alla sua beatificazione, con

con-

V, Roruae 1712, ed
rebus gestis Pii

seguenti.

Il

bartt

cessione di in essa e uffizio proprio; decreto

nabita Jo. Antonio Gabulio,

De

vita

approvato da Clemente X, il quale Io beatific con solenne cereuionia nella basilica Vaticana il i. maggio, mediante
fu
la bolla

che

Pont.

Max. } Romae

i6o5. Girolamo Catena suo segretario, Vita del gloriosissimo Papa Pio 3 con

V
1

Unigcnilus 3 de' 27 aprile, Bull. Rorn. t. 7, p. i65. Innocenzo XII fece estrarre il cada vere a pie del deposito, e forcollocare nell'urna che apresi

malmente

nel giorno di sua festa, con celebrazione di soleune pontificale ed indulgenza plenaria a chi ne visita il sepolcro per 8 giorni,

qual funzione un domenicano recit il panegirico. Dipoi Clemente XI cou decreto de' 4 agosto 1 7 1 o determin la
la

per

sua cauonizzazione,

la quale soleuuemente esegu in detta basilica a'22 maggio 1 7 12,

647Paolo Alessandro Maffei, Vita di s. Pio Papa, Roma 1712. Fr. Pio Ghislieri, Elogio islorico dis. Pio VP. 31. offerto alla S. di N. S. Pio VI, Asisi 797: ne tenne proposito il Giorn. cccl. di Roma 3 t. 12, p. 84- Visconte Alfredo de Falloux, Histoire de la vie de s. Pie 3 Paris i844- Se ne legge 1' elogio ed un bel sunto negli Annali delle scienze relrg. voi. 19, p. 32 1. D. Gregorio Jannuccelli, SS. Pii res gestae latina orationece-

una raccolta di sue

/eto'e,

Roma

cou
t.
-j
1

la

bolla Inter mulliplices, loco citato

lebralae,
giorni.

Romae

i85o. Vac

la

Chiesa

o, par. i,p.

3o6, assegnando

il

giorno
la

di tal

mese per festeggiarsi ogni anno


Il

PIO
;

VI, Papa

CCLX. Giannangelo
Roma-

sua memoria.
ti

Cappello pubblic gli Aldelia canonizzazione, e Cristoforo Bat-

Braschi, uacque in Cesena nella

telli

V'Inibita in s. palriarc.
riat 31.,
s.

pronunzi l' Oralio de laudibus s. Pii Liba: bas. s. 31a-

gna, a 27 dicembre 171 7, dal conte IWarc'Aurelio, d'una delle famiglie pi nobili,

ad dementer XI, cu/u ejusdem


aneti

provincia, e dalla contessa

sebbene non delle pi facoltose della Anna Teresa


illustre

Pii

V rtceiis divinis honoribus


Clemente XI
col

Bandi,
Fatti
i

dama

della stessa citt.


gli

ioletnnia ibidem celebraret doni.


J

IV od.

primi studi sotto

occhi de'suoi
di dargli

2. Inoltre

breve Re-

genitori, che
la

nou trascurarono
,

deinptoris, de' i3 febbraio 17 i3, Bull.


t.

pi virtuosa educazione

pass

ad

i-

ii,par.i,p. 33o, concesse indulgenza


sauto avea professalo

struirsi nelle scieuze


le de'gesuiti,

maggiori nelle scuo-

plenaria perpetua nelle chiese de'domenicani, de'quali


la
il

dove

in

breve tempo die a


felice,
il

conoscere

la

sua mente
cose pi

suo per-

regola, nel giorno di sua festa; e col

spicace giudizio e la sua facilit nella p-

breve

sacra, degli 8 luglio , Bull. 8, p. 437, prescrisse l'elogio chesidovea mettere uel martirologio 10-

Cum
t.

preudere

le

difficili,

e uel

con-

Magn.

inauo, e che alla


fizio
si

6/

lezione del suo uf-

memoria, cheuon mai poi l'abbandon, laonde ancor dopo 5o anni recitava a meute de'pezzi iutieri dei
servarle con sicura

aggiungesse, ch'egli lo avea cano-

pi celebri autori greci e


li

latini,

come

se

nizzato.

Questo

uffzio

comaudato

a tut-

avesse

letti

poco prima. Non ave* com-

ta la Chiesa dalla congregazione de' riti a'28 geuuaio 1 7 o con rito semidoppio, Pio VI con decreto de' 20 aprile 1775
1

piti 17 anni quando prese in patria la laurea dottorale in ambe le leggi, ed iu

quel tempo risolv di abbracciare lo slato ecclesiastico,

l'elev al rito doppio.

Di

lui

abbiamo da

nou Ostante che

fosse l'u

Fr. Goubau, Pii P. 31. epistolarum 3 Auturpiae i54o, 1640. Scrissero la vita di questo sauto Pontefice, Bzovio, Manfredi,

nico maschio di sua casa. Desiderando poi

diapprofoudarsi nelle scieuze e belle


tere, e di

let-

estendere

le

sue cognizioni, da
la dire-

Caraccia, Fuentemajor,

Somma,

Ceseua

si

port a Ferrara, sotto

PIO
7one dell'avvocato Gio. Carlo Bandi, 6UO
zio

PIO
polelani,
111
)
il

87
Carlo (poi Carlo

re de' quali

materuo
il

che

in

qualit di

uditore

corse rischio d'essere preso e fatto


il

assisteva

Hujfo (qui avvertir che per dovere di brevit e per


cardinal

Tommaso

prigioniero. In questa confusione pot

Braschi salvare
ria e

le

carte di sua cancellein

non ripetere ci che di Pio VI e suo lungo pontificato, ferace di grandi avvenimenti, ho detto in innumerabili luoghi, che indicher con carattere cori nomi principali che contengono le sivo sono analoghe notizie, onde in quegli articoli
i

impedire che non cadessero


,

ma-

no

de' tedeschi

onde

il

re nel recarsi a

Roma

ne lod
in

lo zelo, e gli disse

diesi
lui,

sarebbe

ogni incontro ricordato di

e sarebbe stato sempre suo amico,

come

in fatti lo dimostr finch visse, divenuto

si

possono leggere, limitandomi solo ad ac)

cennarle

legato della provincia,


la

Poco

dur

il

Braschi a cattivarsi

protezione

re di Spagna. Non and guari che nata grave agitazione nel popolo napoletano, con pericolo di sollevazione, per senten-

di quel porporato,

gran conoscitore del ve-

za che la curia arcivescovile voleva

ema-

ro merito,

il

quale osservando nel giova-

stia,

ne amabile docilit e disinvolta modeunita ad avvenenza, religiosa condotta di costumi e naturale facondia, subito
per dirigere
la

nare contro un prete accusato di magia, dalla qual sentenza temeva il popolo veder risorgere
rilo,
il

s.

offizio

da

esso abborrisoi

ed esseudo da ci nate diverse

lo prese lo

sua segreteria e

ammise
di

all'intima sua confidenza, per

amico e benefattore. Per Clemente XII nel 174 ' dichiar suo conclavista, per prima di andare a Roma il Braschi die una scorsa
cui divenne suo

governo che offendevano diritti della Chiesa, Benedetto XIV stim a proposito di mandar segretamente in
luzioni del

morte

Napoli l'abbate Braschi per aggiustale

queste gelose vertenze,


riusc,

come

in fatti gli

Cesena per rivedere

genitori e conOrselli for-

Or

con soddisfazione delle due corti. per questo e per compensarlo delil

gedarsi dal vescovo


livese,

Guidone

che rispettava qual secondo padre eslimava per amico particolare. Narra che essendo il Braschi nelil Tavanti
,

che suo cardinale ,


la perdita

Braschi avea fatto del

lo stesso
il

Benedetto

XIV

sottentr a premiarne
ferirgli

merito, con con-

nel
sia

1754

il

posto di suo ama-

l'anticamera del prelato,

il

p.

Leonardo
chiese la
il

nuense o

aiutante di studio, dove sot-

da Porto Maurizio, poi da


lo,
si

lui beatificagli

to la dettatura d'un Pontefice di

prostr a'suoi piedi e

s eminente dottrina dovea riuscire ancor egli

benedizione,
tificalo;

come

predicendogli

pon-

consumato
clesiastiche
di

nella scienza delle materie ec:

Pio VI sull'avvenimento, lo pone assai in dubbio; pu


il

ma

silenzio di

ed

in fatti in

scrivendo Pio

VI

Benedetto

XIV

un breve

a Marti-

essere

stato

un
si

tratto di riverenza

o di
l'al-

ni arcivescovo di Firenze, gli dice:

quem

umilia del bealo. Restituitosi dal cardinale, con lui

pose in viaggio per


in

ma

citt,

ed entr

conclave dove fu
il

XlV)yzmiliamfdicittr oliin adsciUfuerimus } ecclesiasticae erudilions magistrum opti.

No*

cum

in ej'us (Benedicti

eletto Benedetto

XIV. Divenuto

car-

mum

Imbuisse gloriamur. Nel luglio del

dinale vescovo d' Ostia eVelletri, Io destin per uditore del vescovato, nel quale

medesimo anno Benedetto

XIV

lo fece

alla

impiego si conserv per i3 anni, sino morie del suo benevolo protettore, da lui sofferta con estremo cordoglio nel
1753. Per ragione
di tal carica
,

suo cameriere segreto partecipante, e nel gennaio 1755 lo nomin canonico Vaticano, di cui nello stesso mese prese possesso,

determinandosi

d'iniziarsi alsacer-

si

trova-

dozio, col deporre ogni pensiero di

maqua-

va
il

il

Braschi in Velletri

(piando segi

trimonio con una nobile donzella,


le poi

la

fallo d'

armi

tra gli austriaci

ed

ua-

abbracci

lo stalo

religioso.

Tre

88

PIO
del cardinal Corsini prefetto di seil

PIO
cuiavea goduto il favore soltoLuigi XV), che pose questo berrettino sulla mia testa
!

anni dopo fu ammesso il Braschi in prelatura, prestando nel settembre i^58 in

mano

Il

cardinal deBernis, bench sentisfrizzante, stim

giuramento in qualit di referendario. Nel mese pur di settembre i y5g fu scelto dal cardinal Rezzonico camerlengo e nipote di Clemente X11I per suo uditore civile, posto sempre occupalo da un prelato perito nella giurisprudenza. Da questo Io promosse Clemente XIII nel settembre 1766 all'importante
gnatura
carica di tesoriere generale, nella quale

se
si

il

motto

bene
il

di unir-

coi cardinali italiani seguaci del


,

car-

dinal Albani

che favoriva

cardinal

Braschi, ed

sagri elettori

rono per
dinafi

lui,

sebbene

il

si determinapenultimo de'car-

ed uno

di et pi fresca,

e lo e-

concordemente Papa a' i5 febbraio 1775. 11 cardinal de Bernis minilessero


stro di Francia, scrisse alla sua corte, co-

Clemente XIV contribu alla formazione del Museo Faticano ed al miglioramento delle Dogane, ma per la sua
sotto
inflessibilit nella gelosa carica e pei

me
del

talvolta sogliono fare gli ambascia-

masua

neggi degli ambiziosi fu affrettata


esaltazione. Questo
lo
gli

la

Papa a'26aprilei 773


ordine de' preti e
s.

cre cardinale

dell'

confer per titolo la cbiesa di

Ono-

provvedendolo dell'abbazia di Subiaco cbe ritenne da Papa: inoltre Clemente XIV lo annover alle congregafrio,

dovuta la scelta ad onta che il Braschi da tesoriere e da cardinale avea veduto con pena perseguitare gesuiti, usando loro diversi atti di umanit, ma con tal moderazione da non provocar diffidenze nei loro nemici bens con Clemente XIV non rest affezionato, n egli pot immaginare che divenisse l'immediato suo
tori, che a s solo era

Papa

eletto,

successore. In

memoria

di

s.

Pio V, per
distico

zioni dell' indice, concistoriale, fabbrica


di
s.

cuiavea particola!- divozione, prese il No-

Pietro e visita apostolica. Per

te del

no in aumentarono

la morPapa, a'5 ottobre 1774 entraroconclave 27 cardinali cbe poi si


,

me

(al

quale articolo riportai


di

il

per esso pubblicato da Filippo Onorali

canonico
le a'

s.

Pietro) di Pio VI, col quafu consagrato vescovo

fino a 43. Dalle circostan-

22 febbraio
i.

ze cbe in que'temp^ correvano sullo stato


delle tose politiche, sia pei gesuiti dal de-

e coronalo dal cardinal Alessandro

Alla

bani

diacono, dopo aver deposto

funto soppressi, che dalle

mene che

pre-

parrucca: a'3o novembre prese con


lenne cavalcata (con
nunziata,
il

sore-

paravano
taccandosi

la

rivoluzione di Francia, atla libert della


,

la

quale poi

si

ovunque

Chie-

c alle quattro cappelle annuali dell'Ans.

sa e la disciplina ecclesiastica

ognuno
Di
voi.

Filippo, Nativit e

s.

Carlo)

lunga sede vacante. questo conclave feci pur cenno nel


prognosticava
.

possesso della basilica Lateranense, a-

XV, p. 290.
tificato
il
i

Si tratt d'innalzare al pon',

cardinali Pallavicini e Negroni,


si

vendo impeditola pioggia che avesse luogo a' 9, con laqualdata vennero slampate molle relazioni e composizioni. Quel1

quale

bramava

dalla corte di Fran-

cia. Il

cardinal Gio. Francesco Albani


degli oppositori alla fazione fran-

decano del sacro collegio per dichiarossi

coronazione e possesso le dell'elezione sono registrate dal Novaes nella Vita d Pio VI, eda Cancellieri ne Possessi. Du,

uno

rante

il

conclave

il

fiorentino ab.

Gaeri-

con molta sagacit sostenuta dal cardinal de Eei.nis. In un alterco ch'ebbe il decano con lui, si tolse il bercese, allora

tano Sertor con un


dicolo tutto
il

dramma
cattolico.

pose in

sacro collegio, con grave

scandalo del

mondo

Dopo

lun-

rettino rosso dal capo, e mostrandoglielo,

con ferma voce


fu

gli disse:
(la

Emineuza,
di

non

una cortigiana

Pompadour,

ga prigionia e rilegazione nel convento de' minori osservami di Cori, Pio VI lo pose in libert coll'esilio; ed il cardinal

PIO
Zelaila, bench
il

IMO
sul/ilo rivoco,

89

pi olfeso dalle sue malgli

dicenze, eroicamente

mand un
1

seu-

di pel viaggio, consigliandolo nel

tempo
Liti-

annull e soppresse; laonde con questa misura e di altre simili pensioni venne ad economizzare in vantagannui.

stesso d' applicarsi a professione pi


le e sicura del

poeta mordace. Questo gdi limite ai libelli

neroso contegno serv


satirici e

pasquinate, che continuavano a

della memoria di Clemente XIV. pio VI dopo l'elezione fece subilo ilispensare denaro a'poveri, e nelle. prime

danno

camera apostolica 40,000 scudi Per procurare ancora le risorse del suo stato, troppo decaduto nelle linanze, non manc di risvegliare ne' ro mani con utilissime leggi l'arte dell'agio della
gricoltura, in cui v'era dell'indolenza nel
coltivarla.

Nomin una congregazione

di

grazie ecclesiastiche prefer


e abili prelati
le

pi onesti

cardinali, per prendere in considerazio-

pubblic

ai meno ricchi. A' 5 apridue moto propri, Nos vo~

lentes,

per concedere

ai conclavisti

e da-

ne pi gravi disordini dello stato, per proporrei rimedi pi i opportuni, e dare alle imposizioni e gabelle una forma pi
i

pifferi le solite

grazie eprivilegi. Suoi cond.

utile all'erario e
ticolari.

meno gravosa

pei par*

eia visti
tri

furono

Giacomo Paris

di

Su-

che nomin

i.

cappellano segreto e

caudatario, e Stefano Brandi romano(il


cui figlio Giacinto divenne suo privalo

maestro

di casa)

mera

favorito,

poi primo,

che fece aiutante di cadichiarando

pure aiutante di camera Bai tolomeoNatali, secondo l'antica consuetudine, per


esserlo slato del predecessore.
11

dapifed.

10 del cardinal Braschi fu

il

patente

Gregorio Bandi che elesse cameriere segieto partecipante, poi arcivescovo d'Edessa, canonico Liberiano ed elemosiniere.

Questa congregazione subito ordin a Nicol Dischi, che goduto avea la grazia di Clemente XIV, di render conto de' 900,000 scudi ricevuti per comprare il grano nella carestia 77 1 -1 772, e per lai" deg-T imprestiti ai mercanti, che ne avessero bisogno per sementare la carapagna. Fatto processo al Dischi, che niuno seppe condannar di frode, ma d'inerzia all' incarico, non polendolo garantire ministri che ne aveano preso dichiarata protezione, fu condannato a restituire alla camera apostolica 282,000
1
i

Ne' rispettivi luoghi notai

le

cariche

scudi;
seria,

primarie conferite nel suo pontificato,

onde per salvarlo dall'estrema miSpagna gli assegn i5oo il re di


il

ed a Famiglia poh tifici a quella che lo serv e della quale fu amoroso e numifico,

scudi l'anno di pensione, con una croce

per ornarsi

petto. Viceversa, essendo

come
delle

de' privilegi che le concesse,

stato processato nel precedente pontifi-

Uua

prime cure dell'apostolico mila celebrazione dell'Anno sanlo XIX. Quindi si applic alia riforma, che in Doma si credeva necessaria sul venistero fu
stiario e sulla

cato Pietro Oielti, accusato di furtiva estrazione di grano, senza difesa erangli
stati confiscati
i

beni.

La sua vedova
l'

ri-

corse a Pio VI contro


,

irregolare pro-

mollezza introdottasi ne-

gli ecclesiastici.

Occupossi ancora nel

ri-

cedura de' giudici e venuto in chiaro dell' ingiustizia, ordin la rimozione di


essi e la
ietti.

il modo di mettere rimedio al gran bisogno che trov nel ponlifieioerario, accresciuto nel precedente coverno per la smoderata generosit con la quale si erano fatte, contro le regole della cancelleria, molte disposizioni in van-

cercare

reintegrazione de' beni alla


dallo zelo
si

O-

Animato Pio VI

chenuli

triva per la giustizia,


re
i

volt a solleva-

benemeriti Gesuiti oppressi, e

con-

serv nella Prussia ad istanza del


altre ne aggiunsejil

re.

queste prove d'imparziale equit molte

taggio di vari soggetti


la
la

accordando loro
vacabili del-

Papa

sul bel principio

sopravvivenza sugli
curia

uffizi

del suo governo, in vantaggio

non me-

romana, che con moto-proprio

no del suo

stato,

che de' sudditi.

IMO
Una
delle

PIO
di Roma 1784 encomiandolo per dottrina, santit di vita e candore di costumi, rara prudenza

prime magnanime imprese di l'io VI fu 1' arduo prosciugamento delle Paludi Pontine, per la cui grandiosa operazione in tulio
il

g a

p.

2^8 AY EJfemer.

pontificato

e incorrotta integrit, vigile e sollecito


pastore, generoso,
di altre virt.

non risparmi u spese n cure, recandosi quasi ogni anno in luogo di villeggiatura a Terragna, che ricolm di benefizi,

limosi ni ero e ornato

per vegliare sulle operazioni, che


fer-

Se Pio VI dimostr subito la sua gratitudine verso lo zio materno, non fu meno grato colla sua nutrice
che ancor vivea. Si port essa in per rivedere nel seggio sublime di
tro
il

convertirono un'immensa palude in


tilissimo territorio,

Roma
s.

secondo

il

suo giusto
sulle

Pie-

concetto. Per risvegliare l'industria nazionale,


si

occup particolarmente

suo allievo, e questi la ricev a'suoi piedi con indicibile clemenza e pari tenerezza.
se
in

miniere

di

piombo scoperte

nelle vici-

Per abitazione

di lei finch vis-

nanze
di lui
belli

di Civitavecchia, de\\a

quale fu becave
di tre

Roma

assegn parte del palazzo

nemerito,
si

come

del conservatorio. Sotto


le

rinvennero ancora
cio
l'

marmi,

alabastro di Civita-

vecchia, quello del


s.

Monte Circeo

presso

Felice, che riusc adatto anco per la

scultura, e quello chiamato corallina, rin-

teneva da cardinale a Campo ed ordin che le fosse somministrato conveniente mantenimento per tu tto il tempo che le restasse di vita. Prima che il conte Lavaggi acquistasse tal palazzo, I' edifzio apparch'egli

Marzo, ora Lavaggi

venuto nel
breccia
il

territorio di Cori, con la qual


fece

teneva

alle

vicine

monache benedettine,

Papa

decorare

la

sagrestia
l'in-

Vaticana. In diversi modi procur

cremento
rito,
il

del celebre

cui edilzio

Ospedale di s. Spivenne aumentato del

che all' esaltazione di Pio VI, per memoria di averlo abitato, posero sulle pareti del i. ramo di scale la lapide marmorea che riprodusse il n. 26 del Diario di
tizie

braccio pei pazzi e di altro edifzio incontro.

Con severe

leggi raffren l'ingor-

Roma 17 j 5, e Cancellieri nelle della nobil famiglia Lavaggi.

No-

digia di que'fornari,che mescolavano al

grano

altri generi.
il

Colla stessa fermezza


di

rimprover

governatore

Pioma Poa vea

tenziani, pei disordini che


to reprimere.

non

sapu-

Entrato l'anno 1776 cominci a mamaggiormente l'animo generoso di Pio VI, ed il suo vasto genio nell'intraprendere cose della pi splendida
nifestarsi

Per l'incendio della stam-

magnificenza. Essendo rimasta sospesa

peria del Collegio

Urbano di propagan-

per mancanza

di

denaro

la

maestosa fab-

da, ne ripar
il

le

perdite; ed a facilitare

brica annessa al Collegio


di sua pertinenza, gli

commercio, rese pi comodo il porto d' Ancona. Termin la vertenza sulle pensioni da imporsi sugli arcivescovati,
vescovati e
altri benefizi di

Germanico e accord un presti-

Toscana, sta-

bilendo che solo gravitassero sull'arcivescovato di Pisa e sul vescovato d' Ajezzo. Nella 2.* sua

to di 20,000 scudi sul monte di piet, onde si pot condurre al suo compimento, dopo il quale vi colloc a pigione il ministero della Congregazione del buon governo. Altri 10,000 scudi fece dare
all'

cardinalato

il

suddetto zio
nel

promozione elev al Bandi che


,

Accademia

de' nobili ecclesiastici, di

cui fu benefico restauratore. Affinch poi

Benedetto

XIV

1744 avea fat0 ve

"

tultoci che
fetto

di pi raro e di pi persi

scovo di Bostra in partibus e sulfraganeo d'Ostia e Vellelri, indi vescovo d'Imola,


di cui parlai

nelle belle arti

trovava disperso
fa-

in

Roma

o rinvenuto negli scavi che

ancora nel
:

voi.

XXXI V, p.

ceva eseguire, fosse riunito con decoro e

lo celebr con elogio fu88, 89, io5 r nebre il d. Aldini cesellate, come si leg-

vantaggio degli

artisti

e intendenti, conti-

nu sontuosamente

il

Museo Faticano

PIO
con grandiosi edifizi, ove colloc inunmerabili inonunienti e moltissimi d'un pregio inestimabile, confini di
cio

PIO

91

Toscana con Io stato pontifiperla parte delle Chiane di Citt del-

aumentando eziandio la

la Pieve, di cui prosciug le paludi, cos

Biblioteca Vaticana, che arricch di doni.

pi tardi quelle di Perugia, Spoleto e Trevi


,

Trasferendosi in quest'anno a

Roma

onde

si

acquist
si

un

vasto territorio
le

Cristina arciduchessa d'Austria (cui


la rosa d'oro benedetta), col

don maritodnca

fruttifero e

eliminarono
Il

malsane

e-

salazioni palustri.

Alberto di Saxe-Teschen, per visitar il Papa, questi li ricev con amorevolezza: lo


stesso pratic dipoi'in diversi

prese questo

nome

Conservatorio Pio per riconoscerlo ma,

gnanimo benefattore
il

facendovi fiorire

tempi cui

lanificio e altre manifatture.


il

Conside-

landgravio d' Assia Cassel

col principe

rando
per
i

Pontefice quanto
il

sia

necessario

Augusto eli Saxe Gotha;

col principe

Au-

la

pubblica sicurezza

rigore contro

gusto fratello del re d'Inghilterra; col re di Svezia e col real duca d' Ostrogozia

facinorosi che la disturbano,


dall'altra parte erroneo
i

estimansistema di
a-

do

il

suo fratello; con l'arciduchessa d'Austria Maria Beatrice d'Este e l'arciduca Ferdinando governatore di Milano suo sposo sovrani di Modena; con l'imperatore Giuseppe II; col re e la regina di Napoli,

Beccaria sopra

delitti e le

pene con

bolizione di quella di morte, dal principio del suo governo attese con
bile costanza a
le leggi,

immutai

conservare l'autorit deled usar la forza contro refrat-

alla

quale die
di

la

rosa d'oro, come alla

tari

questi per difetto di educazione, in-

duchessa

Parma Maria Amalia; con


di Russia, e

fingardagginee speranza d'impunit, particolarmente


in

Paolo granduca
tificatosi

con

altri so-

Roma dove
sovrani
,

a ogni passo

vrani e principi che nel suo lungo pon-

erano
alla

sacri asili, le franchigie e giuris-

portarono
le

in

Roma perammi-

dizioni di altri

commettevano
delitti,

rarne da vicino
lit

virt eie distinte qua-

giornata tanti atroci

che nel
si

come sovrauo temporale e qual capo della Chiesa universale come pure le
,

pontificato benigno di

Clemente XIII

grandezze di
di
tali

Romada lui accresciute. Uno


il

principi fu

duca

di Charlres,

da

coulavano ne' registri criminali pi di 0,000 omicidii in tutto lo stato e 4,000 almeno entro le mura di Roma, dove Pio
1

cui
si,

nacque Luigi Filippo Ire de'francecui Pio

VI trov quasi

abituati questi delitti, ai

VI

fece illuminare la croce (ne

quali in breve ripar, secondato dall'inflessibile giusto rigore del prelato


la,

parlai uel voi. XII, p. 2

3g

e 2

48, che d'or-

Spinososti-

dine di Leone XII

si

tralasci, solo rin'

che nel governo di R.oma avea

novata nel venerd sauto 1849 ^ a o" verno repubblicano) della basilica Vaticana, ondegodesseilmirabileefletto delle
sculture, uel

Coruaro. Quindi ebbero luogo le clamorose giustizie capitali di Lunadei,


tuito al

per aver tolto dal braccio del marito


e del fratricida ab. Cerocchi.

la

dicembre 1782. Nel mede-

moglie, dello spedizioniere ab. Anguilla


Inoltre nel

simo anno 1776 concep la grandiosa idea,che pose ad efletto, di erigere la magnifica sagrestia alla Chiesa in
eli s.

1776

eresse
e di

vescovati di

Pietro

Rowiavia,
la

di

Scepusio

Neosolio nelprotest pel

Faticano, al quale articolo narrai tutba-

l'Ungheria. In sostenimento de'di ri Iti delchiesa

te le altre sue tnuuifceuze per quella


silica,

romana altamente
i

con palazzo pei canonici e arciprete, come pure la gran Campana, gli Citologi ed Musaici, del cui studio fu tanto
i

sospeso tributo della Chinea, pei regnidi

Napoli e Sicilia, ed
protestano,

successori

tuttora

benemerito.

11

genio suo intraprendente

77

1.

dico nel voi. IX, p. 76, Sebbene questo atto sia incominnate in que-

come

tent riunire col

meno

di

Tevere il lago TrasiPerugia; bens pot stabilirei

cialo pi tardi, qui l'ho riportalo perch

dei ivo dalie contestazioni

92

PIO
lui

no
usata da cardinale. Veramente
tale
il

st'anno e dalle minacce fatte di restrin-

Pa-

gere le pubbli che di mosti-azioni. Per l'im-

pa era contrario a

determinazione,

pegno

di alcuni personaggi, in

Campido-

ma

riusc al cardinal Giratici d'i superar-

glio ricev la

corona poetica Gorilla O-

inimica pistoiese, poetessa arcade;

ma

la

ne le difficolt, in un tempo che ne godeva la benevolenza. 11 i. fece maegior-

pubblica disapprovazione la dimostr la satira ed fischi cui fu accolta uscendo


i

domo

e cardinale, per cui oltre alla sua

biografia, ne parlai nel voi.

XLJ,

p.

da Campidoglio. Nel 1777


giosi del

gli all'ari reli-

ed altrove. A Braschi famiglia


d.

dissi

272 come

Portogallo
le

si

ricomposero, e Pio

Luigi fu ricolmato di possessioni e di


di Nemi e il PaPapa edificato. Il conMarco Fantuzzi nel 1786 pubblic in
il

VI

istitu

sedi

vescovili di Linares,

onori, gli die

ducato

Gran

Faradino,
1'

Crisio,

Salaria e Al-

lazzo Braschi
te

(Jal

I/arcale, ristabilendo quella di

Merida j
s.

quindi comp

unione

dell'

ordine di

Cesena,

De gente

Honestia. Di questa
i

il-

Antonio

col Gerosolimitano,

riforman-

lustre famiglia raccolse


i

monumenti ed
che
gli

do
la

il

clero di Malta. Edific in

Cesena

fasti, dai

quali risulta

Onesti

biblioteca e le

don
le

la

sua libreria,

fiorirono in antichissimi tempi e furono

ma

per

le

vicende politiche ci non ebbe

effetto.

Per animare

manifatture di La-

molto potenti in Ravenna con tjtolo di duchi; che quindi obbligati a fuggire di

na, nei 1778 eman utili prescrizioni; e per ristabilire la decaduta finanza abol
parte degli appalli, pei quali
si

Ravenna perle
t del secolo

fazioni civili, verso la


la

me-

XIII

famiglia

si

ritir nei

arricchi-

propri castelli e singolarmente in quello


di Falcino,

vano pochi
leggi, altre

particolari

moder
il

diverse

donde

nel secolo

XV
si

pass

ne ampli, laonde senza agtesoro ponpi. dell'ante-

a stabilirsi in Rimini e poscia

trasmi-

gravio de'sudditi impingu


tificio

gr in Cesena circa due secoli dopo ;che


la

quasi d'un terzo di

nobilissima famiglia Onesti s'imparen-

riore introito.

vantaggio della religio-

t colle pi illustriti!
li

Romagna,

fra

lequa-

ne approv gl'istituti delle monache deloperaie l' Adorazione e dell' oblate pie della Concezione per l'educazione delle fanciulle. A Guardiano del s. Sepolcro narrai quanto per questo e altri luoghi
santi fece

baster

nominare quelle
;

de' Tra verso-

ri,
li,

Polenta, Malalesta,.Ordelaffi, FaggioMartinelli, Acca ri si

derivando dalla

stessa famiglia quelle degli Alidosi, Sassi,

Pio VI

il

quale fu consolato

Dusdei, Tiberti e de'conli di Berfmoro. Inoltre fu opinione che gli Onesti ripetessero l'origine dagli antichi duchi di Be-

dalla ritrattazione di
t.'u-im,
1

Febronio o flouche toccai pure nel voi. XV, p. 2 o. Volle che si rendessero pi comodi i bagni dell'acqua santa, spettanti all' Oil

nevento,

ritiratisi in

stati spogliati de' loro stati.

Ravenna dopo essere Fra molli


i

uomini

illustri

che uscirono dagli Onesti


si

spedale del

ss.

Salvatore.

Ad una gran
le

principalmente

noverano,

s.
il

Romualb. Pietro

quantit di contadini, che per

conti-

do fondatore de'camaldolesi,
se

nue

dirotte pioggie

rare, pi volte fece

non potevano lavodistribuire pane nel


17B3,

Peccatore canonico regolare Lateranenche fond


s.
il

monastero Portuense

di

Colosseo. Aiut l'ospedale e l'universit


di Ferrara. Inquest'anno, come nel
il

Ravenna, e

Pietro Damiani cardinale

riformatore del monastero di Avellana


( assai dubbio), come afferma anche il p. Flaminio da Latera, nella dedica del

Papa preseprecauzioni sulla Pestilenza. Egualmente nel 1778 chiam in R.omn Romualdo, e nel 781 Luigi Onesti,
1

Compendio
dinal

degli ordini religiosi, al car,

figli di

sua sorella;

li

adott nella propria

Romualdo Onesti Braschi

cele-

famiglia col

nome

stemma

de' Braschi,

brandolo quale zelante del culto divino,

concedendo loro per abitazione quella da

amante dell'erudizione

ecclesiastica, alfa-

PIO
bile,

PIO
di

93
i

prdente, caritatevole, e fregiato

lori delle provincia

da cui derivavano

altre virtuose prerogative,

come

ili

giu-

perniciosi

abusi e venalit, invitando

sto criterio e prontezza nel dire il suo consiglio.

sudditi a ricorrere al trono o alla congre-

Nel

scovile di

770, Pio VI istitu la sede veChambcry, Brunii, Sonora e


i

gazione deputata a provvedere


mi.
gli

ai recla-

Con

dolore seppe

ia

persecuzione de-

Carpi, ripristinando quella di Gattelli. In

armeni

di Costantinopoli,

questo anno fu in gran pericolo di vita per grave e lunga malattia, che super con estremo piacere de'sudditi. Prov an-

dosi a loro vantaggio coi re di

adoperanSpagna e di

Francia
le

per ricevette consolazioni dal-

missioni di Cina e Giorgia.


II

Ad

istan-

che afflizione per le replicate scosse di terremoto che spavent Bologna e per la
,

za dell'imperatrice Caterina

permise

nella Russia

gesuiti.
,

Ai tanti disturbi che

siccit di

4 mesi che gravemente danneggior-

gi

le

campagne, per cui intim per 8

ni le processioni di penitenza. Nello stes-

si aggiunse il terremoto chegctl nella desolazione Cagli, Faenza, Brisighella ed altri luoghi di

pativa Pio

VI

nel

17S1

so

tempo un fulmine caduto


,

sulla polve-

Romagna

e dell'Umbria; ed egli

con gedei

riera di Civitavecchia cagion molti


ni

danil

nerosa sollecitudine accorse


danneggiati: tale
si

al sollievo

cui ripag
del p.

il

Pontefice. Accrebbe

diede a conoscere nel-

museo

Kircher nel Collegio role

mano j
lari,

restaur

antiche strade consoJ

la straordinaria scarsit di biade, riparandovi a mezzo de'mercanli di Genova.

migliorando l'Appia. Nel 780 sopprimendo la sede di Miranda la un a Braganza. A. reprimere l'usure eman severe pene, come pel mercimonio della moneta e il cambio delle cedole; grave argomento che trattai a Moneta pontifi_,

Avendo ordinato
do
d'essere stato

il

Catasto e conoscen-

mal corrisposto da'ministri, ad esaudirei reclami elesse 8 commissari legalicon un agrimensore e li sped nelle provincie per rimediarvi: vedasi

cia.

Fu pure

zelante

a'

reprimere

la

Beil

stemmia. In Citt di Castello


il

fece erigere

Congregazione del Censo. Rinnov ai Medici l'obbligo di fare ricevere sagramenti agl'infermi. Per le pregiudizievoli
i

conservatorio, ed in

Roma

benefic

innovazioni sulla disciplina ecclesiastica


di

Conservatorio delle Mendicanti. Per


scudi
corse
ai
le

l'in-

Giuseppe

li,

il

Pontefice non volendo

fluenza di malattie fece distribuire 6,ooo

limitarsi alle consuete

poveri dall' elemosiniere, e socfamiglie danneggiate dall'incen-

plomatiche,

si

comunicazioni didetermin di recarsi aVien-

na, ad onta dell'osservazioni in contrario

dio degli alberghi del Solee della Lunetta;

che

gli

furono

Le massime
si

funeste d'irreligione, che

andavano divulgando con un torrente

pu 180

vedersi a

(alte argomento che Germania, ed a' voi. IX, p.


,

e 181,

XV,

p.

210

273. Avendo

di pestiferi libri, pieni tutti di libertinag-

alcuni cardinali latte rirnoslranzesul viaggio nel timore che fosse soggetto di de-

gio,

preparavano le vicende infauste che ne furono deplorabili conseguenze. Pio

Vi pieno

di afflizione, a

porre un argine

alla crescente corruttela de'costumi,

pub-

sembrando certo che non produrrebbe l'effetto bratnato,PioVI rispose Aneler dove ini chiama il dorisione ai maligni,
:

blic un'enciclica a lutti


i

vescovi, ani-

vere

nella stessa guisa che anelerei al

mandoli contro perversi scritti che minavano l'altare e il trono, a difendere la religione e rimuovere fatali scandidi. Prese particolare cura ut' Maroniti. Per
i

martirio per l'interesse della religione, in


difesa della (piale tanti successori di
s.

Pietro non
loro vita.

hanno paventato di Non mi permesso

esporre la
di

la retta

amministrazione della

giustizia,

donare

la navicella della Chiesa in

abbanmez-

nuove norme

statu pei giudici,

moder

zo alle tempeste pi violenti. Poco poi prcrne che


il

l'illimitata autorit de'legati

egoverna-

mi mondo pei verso mi derida,

94

Pio
lato del libro
:

no
Quid
est

insegnandomi pure il vangelo, clic dobbinino anche comparire insensati per Ges Cristo.

Papa

? pubblivi
si
il

calo da Eybel in Vienna

mentre

atdi-

tendeva
ai

il

Pontefice, per rallentare


la s.

Quanto
ai

luoghi pei quali pass, ed

voto trasporto de'popoli verso


indi
nia,

Sede,

Concistori (ci che toccai pure nel voi.


p.
le

condannato da Pio VI; ed a Germaebe Giuseppe

IX,

180

i8i)che

vi

tenne, in

un a
si

tutte

altre funzioni e particolarit,


articoli. A'

leggono ne' seguenti


braio
.si

27

feb-

II prosegu nelle sue riforme ecclesiastiche, mentre proteggeva una radunanza di uomini che in Pa-

782 pallida
:

E.otna fra gliapplau-

Piaggio fu descritto dal prefetto delle cereuionie Giuseppe Dni col Diario pieno e distinto del vi aggio fatto a Fie/in a dal sommo Pontefice Pio
il

devoniani

l'I,

Roma 1782. I luoghi in cui si ferfurono Otricoli, Nami, Foligno, ToFano, PesaCesena, F01T1, Faenza, Imo-

via, facendo rivivere il Giansenismo, cercavano d'introdurre lo scisma, di abbattere las. Sede e di riformarne le sane dottrine: contro di essi inutilmente reclam Pio VI. Questo Papa lasci da per tutto dove alloggi, ed a quelli che l'incontrarono e accompagnarono considerabili regali
:

lentino, Loreto, Sinigaglia,

quelli fatti

alla corte imperiale


II

li

ro, Rimini,
la,

noter a Vienna. Giuseppe


alla corte pontificia
ti
i

dispens

Bologna, Ferrara, Clvoggia, TreviUdine, Gorizia, Lubiana, Gratz, IVeustadt, I ienna, in cui arriv a'22 marzo e ne part a'22 aprile, passando per le abbazie di Molk o iUelk e di s. Floriaso
,

seguenti. Ai prela-

Marcucci vicegerente, anello con gran smeraldo contornato di brillanti Con;

tessini

elemosiniere, anello con topazio

contornato di brillanti; Nardini segretario delle lettere latine, scatola

no, di cui

feci

parola nel voi.

XLA

1
,

p.

con minia-

84, indi per Monaco, Augusta, Bressanone, Trento, Verona, f icenza, Padova, Venezia, Ferrara, Bologna, Imola,

tura contornata di brillanti; Dini prefetto delle

ceremonie, scatola d'oro smaldi pietre preziose; Rossi


le

tata

contornata
caudatario,

Faenza, Cesena, Rimiai, Sinigaglia, Ancona, Loreto, Recanati , Tolentino, Foligno, Spoleto, Nami, Otricoli, Civita Castellana, arrivando in

medico, Ponzetti confessore facente


ci di

ve-

eSpagna

chierico segre-

to

supplendo pel crocifero, ciascuno una

Roma

a'

i3 giulo

scatola d'oro smaltata.

Brandi primo

gno

festeggiato dai romani,

come
Il

era

aiutante di camera,una scatola d'oro smaltata,

stato per tutto solennemente.

Papa eb-

ed una chiave con diploma di ca-

be a lodarsi del viaggio, ma poco ottenne, sicuroalmeno di aver accresciuto nei


luogbi in cui pass l'attaccamento alla
religione e alla
satire e
s.

merista d'onore di sua maest cesarea;


a Calvesi terzo aiutante di camera,
scatola

una

d'oro rotonda; simile


di

a Morelli

Sede.

Non mancarono
il

chirurgo
to; a

campagna

e scopatore segre-

mormora7oni, ed
s.

Papa trov
scritil

due scopatori

segreti,

una gran mecapitano An-

sulgenuflessoriouna carta incider


to:

daglia d'oro per ciascuno;

al

Ciche

Gregorio

FU,

pi gran-

nibale Nelli direttore del viaggio, un a-

de de" Pontefici, aveva stabilito, Pio FI V ultimo de' preti lo ha distrullo. Senza

nellocon nove

brillanti; ai

due
i

corrieri,

al credenziere, al

cuoco, altre medaglie


palafrenieri,

punto scomporsi,
sto

il

Papa

di

suo pugno

vi

d'oro; pi piccole l'ebbero


cocchieri e carrozziere, con

aggiunse: Ilregno di Cristo non e in que-

una ragguarristabil
il

mondo,
celesti

e colui che distribuisce le co-

devole somma da dividersi cogli scopatori.


Nel
la

rone

non

si

cura di

cnielle

cadu-

medesimo anno
Gustavo

il

Papa

Rendiamo a Cesare cpiello che di Cesare, e a Dio ci che apparlicnca Dio. All'articolo Papa hoparche della terra.

sede vescovile di Iviza, e prov


III re di

con-

forto di vedere

Svezia

favorire

il

cattolicismo.

Ad

ovviare alla

PIO
carestia, lece

pio
di gra-

97
riflettersi

abbondante acquisto

per

le

opere grandiose, deve

che

ni dalla Sicilia, sollevando eziandio con


utili

ollrenll'abbeliimento della citt) migliaia


di artisti vi

disposizioni

l'agricoltura ed

for-

traevano

il

sostentamento, tovizi.

nari.
gli

A decoro

del Collegio Clementina,

gliendosi all'ozio ed ai

Nel dicemII

porse aiuto, ad onta delle tante spese


le

bre Pio VI fu visitalo da Giuseppe


l'improvviso e da Gustavo
III,

al-

ebe sosteneva per


prese

sue grandiose intraNel


i

ed

al 1.

memorate
le

di sopra.

788

pro-

accord
bardia
;

la
il

nomina
2.
si

ai vescovati di

Lomdi

seguendo

.mutazioni sulle materie ec-

trattenne per
lui la

le feste

clesiasticbe, incominciate
cipi ne'loro stati,

da diversi printuttavia Carlo III re di


si

Pasqua, e s'illumin per


s.

cupola di

Pietro,

come

erasi fatto nel

1782 pel
la

Spagna per
rivolse al

quelle ebe voleva operare

granduca
ne che
cesse a
lie
i

di Russia.

Mosso

a compassio-

due

Sicilie,

Papa, non cos fece il re delle ebe si regol secondo il coned insorse
la

il

terremoto avea devastato


il

Ca-

labria ulteriore,

Papa

nel

1784 condue Siciil

siglio de'suoi ministri,

con-

Ferdinando IV

re delle

troversia sulla
terina
II in

nomina

de'vescovati. Ca-

fondi de' conventi e monasteri rovi-

vit

Pio VI a mandare un nun-

nati.

Nel medesimo anno eresse


1

vescos.

zio in Pietroburgo,

dava solo quello di Czar. Reil duca di Baviera Carlo Teodoro, il Papa lo fece incontrare ad Acquapendente dal nipote d. Luigi e dal marchese Massimo generale delle poste, e l'alloggi-nel Valicano. Continuandosi
gli

done il s. Sede

titolo

come fece riconoscenimperiale, quando prima la

vato di Lintz e nel


stadt. Inoltre nel
scovili di
il

785

quello di

Ip-

polito perla soppressione di quello di Neil'


!

785
e di

eresse le sedi ve-

candosi in

Roma

Tarnovia

Budweis,

e die

pallio al patriarca

d'Antiochia

de'siri,

convertito dal neslorianismo. Permise agli

armeni

cattolici

ottomani, che

in

man-

canza di chiese proprie potessero accedere


a quelle de'scismatici; e

risarcimenti delle strade pubbliche,


rita

menzione quella
la

della

memontagna di
lo

mand un

vicario

aposlolico nell'America settentrionale.

Viterbo, tagliata di nuovo nel suo giro,

concorrendovi
prese
e
vistosi

comunit, per

che

si

lasci l'antica ertissima.

dispendii,

Per tante imnon essendo

suflcienli le

rendite dell' esausto erario

Frattanto si agitava in Peonia la celebr causa Lepri, sul ricchissimo fidecommisso lasciato al Papa dal marchese d. A malizio Lepri originario comasco, posponendo suoi nipoti Anna Maria Lei

della Chiesa, fu d'

uopo aprire un pie-

pri figlia del fratello,ed


ti

due

fratelli

dir-

stilo di tre milioni di scudi coi genovesi,

figli

della sorella, ed

il

cugino Ambro-

colPipoteca di vari fondi e reudite camerali


ni.
,

gio Lepri. Questi quattro pretendenti do-

da

restituirsi nello spazio di


il

q anri-

po

la

morte
la
il

di d.

Amanzio protestarono

Quando
,

Papa pales

al

sacro colle-

contro
nanzi

disposizione e fecero causa in-

gio questa risoluzione, niun cardinale

tribunaledell'A.

il

Pontefice

spose

ed uno domand, qual necessit

dichiar di non voler essere consideralo

obbligava a prender tanto denaro?

Non

come Pio VI, ma come semplice


zione di d. Amanzio.
Il

parti-

poco di questo fu impiegato nell'incoiaggimento dell' agricoltura molto trascurala nell'agro

colare, secondo la testamentaria disposi-

prelato Cioia Ino-

romano

e nella provincia del

Patrimonio; quindi Pio VI ordin che ogni anno si rompesse la terza parte dei terreni annonari, abilitando chiunque a seminare in que'terreni che proprietari non avessero lavorati, senza dar loro compenso. Quanto alle censurale spese
i

golenentedel tribunale giudic che il fidecommisso Lepri, spirando nella persona


di d.

Amanzio, ne poteva disporre liberamente ; e come la donazione fu accettata inter vivos fin dal 1 782, venne amministrala per
la

casa Braschi dal prelanella do-

to Nardinij eh'

ebbe influenza

96

O
l'assoluzio-

PIO
ancora imposta
codicilli, e sul
la tassa sui

nazione, per cui poi

domand

testamenti e

ne agli scrupoli desiatisi in lui.I litignnti appellarono alla rota, la quale rivoc il
decreto delCioia,colla-decisioneannullan le la donazione di d. Aruanzio, per non essersi in questi purificato
clic
il

mosto
lui

a favore dell'ospe-

dale degli esposti di Viterbo e dell' orfanotrofio da


creilo in Fabriano. In-

coraggi l'insegnamento de' sordomuti,

fidecorn m'iss,
la di lui

incominciato in
presso
l'

andava

a [lassare

dopo

mor-

Ospizio di

Roma, ed ora fiorente s. Maria degli An-

te alla nipote

Cusani. Inoltre d.
rire

Anna maritata al milanese Amanzio prima di mopel livore loro portato,

geli. Istitu la

con

biglietti chiese scusa alla nipote

e alla sua

madre
al

nuova nunziatura di Dionaco j la quale venne subito contestainta da alcuni principi di Germania sorgendo vertenze in quella di Colonia
,

e con testamento avea annullala la dona-

per
po,

le

Dispense, e celebrandosi

il

conci-

zione fatta

Papa, sebbene irrevocabile, esponendo le ragioni che ve loaveano indotto e ingiuriose a Pio VI. Si prosegui al terzo giudizio e
il

liabolo

d'Ems nel 1786. In questo temcome narraia Francia, la buona arfu in pericolo di

monia con quella corte


in cui
si

prelato Prioc-

essere turbata, per l'affare della collana

ca luogotenente dell' A.C. dichiar valida


la

trov implicato

il

cardinal Hol'erezione del-

donazione

in virttd'apoca, rigettamlo

han. Indi
le

mandad elletto
ai

qualunque eccezioneespecialinenle il posteriore testamento. Quindi fu di nuovo


portata
la lite in rota

Dogane
le

confini

a vantaggio del

commercio
voc
ni, facili

e dell'erario,

misura che prodimenticare

decisione in
rabile
il

che eman altra favore d'Anna Lepri, e fu mi,

pi mordaci invettive de' romaa

mormorare
mentre
il

e a

con legno tenuto dall' uditore


{l7 .), e lodato dallo slesso

benefizi;

il

disordine sulla

mo-

Malvasia

Pio

neta divenne pi grave. Altre amarezze


trafissero

YI sebbene soccombente. L'uditore Azedo progett un accomodamento per via


di transazione
,

cuore di Pio VI, pel nuovo

sistema di ecclesiastica disciplina da Giu-

cui cooper

Aulici poi
e

seppe

cardinale. Pio
dalla

VI supplicalo da Anna

II introdotto anche nel Belgio o Paesi Bassi, che produsse l'insorgimen-

madre

vi

convenne, e fu convalida-

to di quelle floride provincie. Alle inno-

to dalla soscrizione di cinque cardinali e


tre notati,
la

vazioni ecclesiastiche della

Toscana,

si

con accordare

adAnna4oo
il

mi-

un con riprovevole ardore Scipione Ricci

scudi e la mela delle gioie, mentre ceresto del fidedendo ai propri nipoti commissoe patrimonio di d. Amanzio, essi compensarono gli altri pretendenti, al

vescovo

eli

Pistoia, ove celebr

conciliabolo, poi con bolla

Pio VI, olfeso


ca, pei

in

il famoso condannato da pi modi dal grandu-

danni che recava alla Chiesa e per

inododeltoaBiiAsciiiFAMiGLiA. Perla mi-

l'abolizione della nunziatura di Firenze.

nacciante peste,
precauzioni
;

il

Papa

prese le dovute

come

per l'inondazione del


in varie citt, e

Nel medesimo anno 1786 dichiar sedi vescovili Cnenca e Leoben.

Tevere, terremoto

per

le

Immerso Pio VI
le

nelle

amarezze per

locuste e cavallette che rovinarono mas-

riforme delle cose ecclesiastiche che


si

sime
offri

territori'!

d'Orvieto e Bagnorea,

si

largo

campo allasua

generosit. Cre-

scendo sempre pi l'enormi spese dello slato e la mancanza del numerario, e di-

propagavano, nel 1787 eresse Pontrcmoli ed Avanaj dichiar arcivescovato Camerino, unendo Maidica a Fabriano. Sollev Rimini
vieppi
in sedi vescovili

minuendo sensibilmente
ne per
vinole
le bolle,

le

risorse estersi

quasi abbatluladal terremolo,e fece spur-

brevi e dispense,
a

trov

gare

porti di

Terraciua e d'Anzo.

Com-

costretto Pio
il

VI

sussidio

domandare alle prooo mila scudi tu di


i
;.

mettendosi per

Roma

furti e assassinii, vi

pose riparo. Favor l'arte della Scia, mi-

PIO
glinrb
!a

PIO
la

97

condizione de'detenuti ins. Leo,

sede vescovile di Balli mora. Fece aril

tortezza di Montefeltre.
di Prussia,

Riconobbe
i

il

re

restare

famoso Cagliostro, uno de'prinillumin

Approv
se
si
I'

la

che trattava bene cattolici. Messaiper la propagazione

cipali propagatori della setta de' Mura-

tori j e per le sue deposizioni

della fede. Nello stesso

anno 1787 eresObelisco Quirinale tra due Colosi

tulle
1'

le

corti sulle

trame

di essa.

assemblea nazionale

della

Nel 1790 sconvolta


la

che

fece voltare

qui aggiunger che

Francia, apertamente incominci


ecclesiastica,

di-

1788 fece elevare Y Obelisco della ss. Trinit al Pincio e che nel 1792 fece drizzare Y Obelisco eli Monte Cilorio. Nel 1788 Pio VI tent terminare le differenze colla corte delle due Sicilie, quando fu cagione di nuovi dissapori il Di' i'orzio tra il duca ili Matalona e sua monel
,

struzionedella religionee della gerarchia

onde Pio VI riprov


si

la co-

stituzione civile del clero e

die ad ea

sorlare
sciarsi

il

buon

re Luigi

XVI

non

la-

sorprendere da
i

siffatti

attentati.

glie, e

di far

presentare

termin definitivamente la corte la chinea,ondeebbe luoIl

Intanto francesi fecero ri bel lare Avignone e il contado V&udasnos dominii che la s. Sede possedeva in Francia, riuscen-

go

la

succennata protesta.
al

re di

Spa-

gna don
si,

piatii la. Sollecito in

Papa un bellissimo Calice di rimuovere gli abule

do inutili le proteste del Pontefice, perch quel regno l'incorpor ai suoi stati. A Giuseppe II successe Leopoldo II_, ma segu proponimenti del fratello. Dali

proib

giuochi d'azzardo,

armi da

l'^ rciconfraternit de'


fece

ss.

XII Apostoli
mo-

fuoco e da taglio a motivo delle frequenti

somministrare

2, 000 scudi alle

risse e omicidii;

aument

botteghini

nache del Bambin Ges, per estinguere


i

del Lotto, soccorse le fabbriche di tele, ca-

loro debiti; ed in questo o nel seguente eresse la sede vescovile di

lanc,

bambacina

e panni; accord preil

anno
n.
cesse

Guara-

mio
lii

a chi seminasse

cotone ne'territo-

Ad Egidio

Petit e sua moglie con-

di Civitavecchia,

Terracina e

Mon tal-

Nel 1789 Pio VI si rec a Subiaco per consagrare la cattedrale da lui edifilo.

una pensione , per avere il i. comunicato l'arte di fabbricare le carte dorate, inargentate e colorite ; ed a Luigi
Lazzarini appaltatore della stamperia ca-

cala, e con tale sua abbazia fu largo di beneficete, abbellendo il palazzo abbaziale. Scoppiando pi apertamente le turbolenze di Francia, ii Papa ne fu trafit-

merale ne accord
bricarle per

la

privativa per fab-

terzo

20 anni, dando al Petit un d'utile. Premi Mariano Pandolf


scoperta d'una vena di terra, atta
le

to di dolore e incominci a risentirne le

per

la

funestissime conseguenze e tribolazioni,


di cui gli annali della Chiesa

a fabbricar vasellami; e per garantire

non davano

fabbriche e manifatture indigene, aument


1
i

esempio, e che riportai a quell'articolo e


nel voi.

dazi ai generi che producevano. Nel


si

XV,

p. 2

e seg., laonde qui

791 per la settimana santa


il

recarono in

appena indicher le principali. Si vide per pregalo da Giuseppe II, ad interpolasi coi ribelli belgi, dopo essere stato sordo
alle

Roma
Pio VI
stro di

ree

la

regina delle dueSicilie,che

paterne sue insinuazioni, perch de-

fece incontrare a Viterbo dal maecamera Pigna ttel li, e giunti nel loro palazzo Farnese, mand loro dal Maestro

sistesse dalle religiose riforme.

Lo

spirito

di casa

il

solito

decoroso regaodi squisiti


la

di vertigine invase

ad esempio
riuscirono
lo.

di

anche la Polonia, che Francia attacc le rendite

coi sovrani al loro arrivo:

de' vescovi e degli ecclesiastici, ed inutili


le

cure del Papa per impedirApostolicij ed eresse

Contro

gli elettori ecclesiastici difese

l'istituto

Nunzi
VOL. LUI.

Roma usava non fu per accettato, bens accolsero con piacere quadri di musaico che poscia loro rimise. Dopo scambievoli visite, ebbe luogo il Concordato fra Pio FI e Ferdinando IF.
commestibili, che
corte di
i

98
Contiminndo
ria a

PIO
la

PIO
e quindi la
il

Francia rivoluziona-

dare funesti colpi alla religione,


lasciata la

Papa

moderazione, stim nefar senil

cessario
tire la

con brevi apostolici di


intrusi.

mento civico edi vescovi

GiuraPer l'immenso peso degli spinosissimi affari, anche


ne della religione; ne
risent
il

sua voce, condannando

convenzione nazionale abol ogni culto religioso,' tutto disponendo per abbattere la s. Sede e democratizzare Roma con lo stato pontifcio. Si cominci ad esigere il riconoscimento della repubblica francese,

voluzionare
so.

in diverse notti dovette applicare pel befisico

ma Basville che tent riromani, da questi fu ucciAllora Pio VI prevedendo la vendetta


i

anil

de'suoi connazionali pens a prendere mi-

cora e fu pi volte costretto guardare


letto, e nel

sure di sicurezza per


vezze, ed

la capitale e

per

le

settembre

il

male

si

aggrav

provincie, cui dov imporre


il

nuove graI

a segno che

il re di Napoli gli orni il suo medico. Portandosi ogni giorno ad orare nella basilica Vaticana, quando abitava il contiguo palazzo, mentre si avvicinava

popolo

vi

si

rassegn convin-

to dalle imponenti circostanze.

romani

per meglio attestargli

il

loro sincero at-

taccamento, volevano innalzargli una statua di bronzo, e per l'opposizione del Pontefice
il

al genuflessorio,

un fulmine

gli fece

ca-

dere vicino un lastrone, per cui nella confusione alcuni lo temerono morto. Ter-

senatore

si

content di porre una

lapide onorevole in Campidoglio.


te di tante calamit,

fron-

min

rinnovazione pi elegante e decorosa de' quattro Triregni e Mitre prela

Pio VI continuan-

do

a beneficare

sudditi, nell'universit

ziose,

con

le

quali avea arricchitola sa-

romana
moneta

istitu la

cattedra di ostetricia,

grestia pontifcia, oltre diverse suppellettili

apr nuove strade pubbliche, fece coniar


plateale:

per uso dei le Cappelle pontificie. Nei


facolt ai
le-

proteggendo l'utile
,

isti-

1792 Pio VI accord ampie

tuto delle Scuole cristiane


la casa di
s.

edific loro
l'

vescovi di Francia, dove l'assemblea

Salvatore in Lauro per

i-

gislativa abol tutti gli ordini religiosi, e

struzione gratuita. Inoltre nel


resse
il

die asilo nel suo stato agli ecclesiastici e-

vescovato di

i7q3 eNuova- Orleans neli

migrati che non aveano giurato, previa


dichiarazione che non fossero giansenisti,

V America. Le assidue cure e


provati di

disgusti

somme

angustie, sconcertaro-

colla carit d'


d'

grime
zionati

forasti eri

un pastore e colle laun padre. In tanta affluenza di il governo vegli sui malintenin fatti si

no

a diverse febbri.

ed

scuoprirono emis-

sari, finti vescovi, falsi preti, e la

maggior

parte della corte delle


eh' eraiisi rifugiale in

zie di

Luigi

XVI,

Papa e soggiaccpie Quindi rassegnato ai dedecreti del cielo e considerando che calitti degli uomini avean'o provocati stighi della guerra e di quanto affliggeva tutta Europa, per implorare la divina
la

salute del vecchio

Roma,

della setta

misericordia,

il

Papa

nel

1794

fece P ro "

de' giacobini. In

mezzo a
la
,
i

tanti pericoli,

cessioni di penitenza,

pubbliche preghieche dai franil

Pio VI per
sudditi

la

sicurezza dello stato e dei

re, giubilei e missioni, lo


cesi

aument
cardinali
si

Milizia, cooperanprelati
,
i

veniva interpretato per muovere

dovi

feudatari

quindi

rivolsea implorare il divino pasospendendo teatri, gli spettacoli ed il Carnevale, facendo pubbliche preghiere con giubileo. Proseguendo laFrantrocinio,
i

popolo a prendere le armi. Non mancarono di fomentare la ribellione, e si ord un'infame trama contro il magnanimo Pontefice cui riusc scuoprire furono
,
:

eia nella pi orribile anarchia, nel

1793

suo re; il Papa fu penetralo dal pi profondo cordoglio, che manifest al modo che dissi nel voi. XV, p. 212,
decapit
il

guardie nell'anticamera pontificia e non si accordarono pi udienze segrete ; si visitarono le lettere alla posta e molte persone sospeltefurono espulse dalla capitale, anzi persino alcuno del-

raddoppiate

le

PIO
In

P
lagna, Ferrara e
sistenza, perch
il
i

O
senza

99
re-

bassa famiglia palatina. Nelle provinsi

altri luoghi,

cie

presero misura energiche contro

Papa vedendola

inutile

malvagi ed ingrati alle sue taute beneficenze;

e provocatrice di maggiori disastri lavca

mentre emissari francesi da per tutto procuravano sollevare il popolo e corrompere la truppa. Nel 795 sapendo Pio VI che il direti

impedita. Frattanto per timore partiro-

no da

Roma

le zie di

Luigi

X VI,

prin-

cipi reali

Augusto

d' Inghilterra e

Save-

rio di Sassonia, molti cardinali, prelati e

torio di Parigi avea decretata la sua de-

famiglie cospicue. Privo di mezzi di difesa e per impedire ulteriori occupazioni,

tronizzazione, continu

ad accrescere

le

milizie; ed a rimediare alla

penuria della

Pio VI fu costretto dalla Francia

al-

moneta, invit tutti a portare alla Zecca loro argenti, accordando il frutto del quattro e mezzo per cento; ma questa provvidenza ancora venne delusa dagli avidi monopolisti. Pose una tassa sui bei

28 giugno 17965 a domandar scusa della morte di Basville,


l'armistizio de'
e

23

a cedere le legazioni di

ra e

la citt di

lioni di lire

Bologna e FerraFaenza, a pagare 2 1 mitornesi ossia 5 milioni di


,

nefizi,

sospese

lavori del

museo, ven-

franchi

consegnare per Parigi 100

dette pi di
tificia,

4o cavalli della scuderia ponmoder le spese del palazzo apode'mezl'erario e le scadute

codici della Biblioteca

Vaticana e 100
i

pezzi di pittura e scultura

pi 'famosi,

stolico per riparare alla scarsezza


zi

ed

in cui trovavasi
;

finanze

ma

erano tenui queste risorse in

dai musei Valicano e Capitolino. A supplire alle convenute imposizioni Pio VI condiscor
i

busti de'

due Bruti,

tolti

confronto de' bisogni dello stato. Nel corso di

so tenuto a'cardinali e riportalo nel voi.

erano creali 8 milioni di cedole, quali superando il denaro in commercio, si dovette pensare a ritirarle
si

20 anni

X V, p.

2t 3, lev da Castel

s.

tesoro ripostovi da Sisto V; spedi a

Angelo il Ge-

dal suo corso e lacerarle.

tal effetto la

nova il marchese, poi duca Torlonia, a prender a cambio un milione di scudi

camera pose
sessioni,
il

in vendita diverse

sue pos-

come Albano; sped a Genova marchese Gnudi per prendere a cam5oo,ooo


scudi,

con l'ipoteca di lutto lo stalo pontificio; finalmente fu intimata la consegna alla

zecca di tutti

gli ori e

argenti, a riser-

bio
la

dando per garanzia


Ferrara,
ac,

va de' vasi sacri e de'personali abbiglia-

M esola

nella legazione di

menti, ricevendosi quale imprestito fruttifero


,

quistata da Pio

VI

e l'affitto dell'allu-

e produsse pi di

4o

milioni

di

me

di rocca

e prese molle

somme a

cendi

scudi. In questo
cio
si

tempo

l'erario pontifi-

so dai privati, onde dalla sola

Marca

trovava gravalo di circa 100 mi-

Ancona
tando
la

s'introit

3oo,ooo

scudi. Segui-

lioni di scudi di debito, fra cedole,

Franse Spagna, a questa il Papa concesse d'imporre 36 miguerra


tra

ghi di

Monte

e Vacabili. Nel

lioni sul clero e

3o

su quello d'

ameri-

anno in Roma ed altrove magini della Madonna prodigiosamente


aprirono
1'

Luomedesimo molte sacre Im-

ca, oltre le rendite de' benefizi vacanti.

gli

occhi,
:

il

che fece concepire

Per loslesso motivo permise al redi Sardegna d'alienare per 3o milioni di beni
ecclesiastici.

speranze e timori
uffizio e

dipoi Pio

VI concesse

messa

alla

Beata Vergine per

tante afflizioni

si

aggiunse

memoria

di tal

prodigio, pel clero ro-

a Pio VI

la

detronizzazione del redi Po-

mano

a'

luglio.

Commosso

il

Papa da
il

lonia, e per

non disgustare

il

re d'Inghil-

questi miracoli, per infervorare

popolo

terra, che mostravasi favorevole ai cattolici,

a confidare nel patrocinio della B. Vergine, volle che


si

convenne alle variazioni operale


1

in

facessero missioni

m6prinin-

Corsica. Nel
sti

796

la

Francia, pei prete-

cipali piazze di

Roma

e diverse processiosi

riportati a quell'articolo,

occup Bo-

ni di penitenza,

per cui

operarono

ioo
finite

pr
conversioni in
lutti
i

PIO
ceti

di per-

pie

sone.

Quando Pio VI per


grifici

tanti

enormi

sa-

sperava tranquillila, venne a sapeil

re che

direttorio di Parigi, per artico-

lo preliminare della

pace definitiva, vo-

loro malgrado doverono rendergli giustizia dopo morto e quando poterono istituire de' confronti, onde il biasimo si converti in non peritura lode. Era per sicuro Pio VI di non aver procurato se non che il bene della
i

romani;

ma

leva pubblica ritrattazione de' brevi con


cui

condann
di

la

costituzione civile del cle-

ro

Francia.

Sommo
la

ne fu

il

dolore che

Chiesa e de' sudditi, nulla aversi a rimproverare e perci niun pericolo spaventarlo: ne diede prova quando recandosi
alla

prov, e radunata
tutti

congregazione dei
in rigettare la
il

quotidiana

visita in

s.

Pietro,

un

cer-

cardinali deputati agli affari di Francia,

to Alessandro Deodati, per procacciarsi

furono concordi

ri-

premio,

lo avverti

non

inoltrarsi, essen-

chiesta del direttorio, consigliando

Pa-

pa ad esporsi piuttosto ad un glorioso martirio, che tradire il suo onore, il suo dovere e violare le massime della Chiesa. Questa decisione non poteva essere pi. conforme ai sentipienti di Pio VI, esclamando con aposlolica franchezza Io trovo la corona del martirio molto pi brillante di quella die io porlo in capo, e dichiar la negativa al direttorio, non senza tentare la pace a mezzo del cav. Azzara ministro di Spagna di dubbia fe:

dovi due persone impostate per ucciderpolo, avviso ch'egli disprezz. Intanto
i

poli

si

accorsero quali erano

le

mire dei

francesi, predicanti libert ed eguaglian-

za; insorti al grido di viva Ges, viva


ria, viva

Ma-

Pio FI, non pochi ne massagli


le

crarono, vendicando

oltraggi

d'ogni
i

sorte cui erano segno,

rapine,

tradi-

menti,

le

brutalit cui furono esposte le


et.
Il

donne d'ogni

Papa prima

di

dar

principio ai militari preparativi volle ren-

de, e di altri,

ma

senza

risultati.

Allora

deciso di difendersi per quanto potesse,

dere intese tutte le corti cattoliche, come avea fatto in tutti gli altri avvenimenti, delle ragioni che l'aveano costretto a dare l'assoluta negativa alle pretensioni della
si

bench

fosse l'erario esausto e le finanze


il

rovinale afalto, approv


vincie rimastegli. Si
vica,
lizia
si

piano

di for-

repubblica francese,
nel caso che
il
i

come
si

di difender-

za armata per difendere Pioma e le pr-

francesi tentassero inva-

form
si

la

guardia Cila

dere
esse

resto dello stato:

lusingava che

fecero reclute,

aument

Mi-

sarebbero concorse ad aiutarlo,


i

ma

anche

colle offerte di vari

signori,

restdeluso, perch

sovrani aveano ben

ebbe luogo nuova requisizione

d'ori e di
si

argenti, e spontanee contribuzioni;

rin-

novarono pubbliche preghiere, obbligandosi tutti gli ecclesiastici a far per dieci

giorni gli esercizi spirituali di

s.

Ignazio,

da pensare per loro e tutti cercavano la pace col formidabil nemico. Sospese le rate dell'imposizione convenuta nell'armistizio, e fece partire le milizie colla sua benedizione e tra le pratiche divote, con
alla testa
il generale austriaco Colli, mandato dall'imperatore Francesco II.

nella sua chiesa e in quelle del


de'
gli
ss.

Apostoli; inoltre

il

Ges e Papa rinnov


il

ordini sul rispetto ai sacri templi e

La

sorte de'dominii della

s.

Sede gi era
la su-

donne. Queste e altre cure lodevolissime,che infaticabile l'opprimevavestire delle

stata decretala dal direttorio di Parigi, e

per consumarne l'occupazione attese


tanto

no, sebbene dovessero rendere

il

suo no-

periorit dellesuearmi sulle tedesche. Inil

me caro

lutti,

pure ebbe nemici in tutte


freno

generale in capo Bonaparte, chia


il

le classi di

persone, perch in esse erano


il

mato

a s in Brescia
lo volle

cardinal Alessan-

scostumati che non sopportavano


della correzione,

dro Mattei,

mentre

lo spirito d'in-

pubblica e Pio VI, per evitare

mediatore tra la rela sua roi

contentabilit pi o

meno domin sem-

vina equella deluciditi, ritrattando

sud-

PIO
detti brevi
:

P
nella cau-

oi

ma

il

Papa fidando

l'armistizio, lo

su della fede e ne' soccorsi

promessi da

XIX,
Castel
diti

p.
s.

Vienna e da

altre corti, rispose

non

te-

che toccai anche nel voi. io'). Quindi si fecero tornare in Angelo gli elfelti preziosi spe-

mere

percoli e le minacce, hi vece l'oscrisse al cardinale di

na parte da Verona

essere risoluto di far marciare le sue truppe contro Roma, non gi per vendicarsi

il governo si occup ad eseguire il trattato di pace, e perci nuovo prestito di requisizione d'ori e

a Terracina, ed

di argenti,

del

Papa o

del popolo,

ma

di quelli solo

cinese.

che lo consigliavano alle ostilit. Fermo Pio VI nel proponimento di respingere


la

compresi sacri arredi delle Queste contribuzioni unite ad altre enormi che francesi aveano tolto in
i i

molti luoghi, insieme

ai

pi preziosi

mo-

forza con
il

la

forza, ordin a tutti

sud-

numenti ov'erano
talmente
i

entrati,

esacerbarono

suono delle campane a martello almassa e colle armi affrontarlo, con quel coraggio che ad un cattolico ispira la fede, e ad un buon cittadino l'amor di patria, aditi

popoli che molti ne massacra-

l'avvicinarsi del nemico, di levarsi in

rono, di che ebbero a pentirsi per l'aspra

veudetta che ne fecero. Pio VI bisognche


ricorresse a nuovi prestiti, prese

800,000
la

scudi dai banchieri e col metallo dei can-

nimando

tutti a

difendere col propriosan-

noni fece battere moneta


stretta

adott

pi

gue la religione de'loro padri, l'onore di Dio e quanto vi ha di pi caro al mondo. Il general Bonapai te intercett la lettera che il nunzio di Vienna Albani scriveva
to,
al

economia, incominciando dal Pa~ lazzo apostolico, diminu la milizia e fece altri risparmi. Di tutte le gioie spet-

tami

ai

triregni,

mitre e

altri

indumenti

cardinal busca segretario di sta-

pontifcii

cedute

ai francesi,

solo pot con

sui soccorsi che avrebbe mandalo Francesco II laonde fece marciate la sua vanguardia, che avendo incontrato la Mi;

indennizzi ricuperarne piccola parte.

Adempiti guard bene


le

patti della pace, fio


di fornire pretesti ai
li

VI

si

fran-

lizia pontificia presso


gli, e

Faenza

la

sbara-

cesi di lagnarsi, anzi

tratt colla pi lea-

ni di

continuando la marcia s'impadroForl e di Cesena, quindi occup s.

confidenza, ricevendo sempre con paril

ticolare distinzione

ministro Cacault

Leo, Sitiigaglia ed /I/icona, avanzandosi a Macerata, derubando in Loreto il superstite tesoro e trasportando al
di

e tutti
i

francesi che recavansi in

Roma,
Intanto

quali ne restavano commossi.


al re di

museo

Pio VI accord
sol volta la

Napoli per
i

una

venerando simulacro della Beata Vergine. Caduta Roma nella pi gran costernazione, si consigli il Papa a
Parigi
il

nomina

di

tutti

vescovati;

indi soggiacque a pericolosa malattia

fece

che temere de'suoi giorni, derivata daldi

porsi in salvo e partire perTerracina, on-

le tante sofferenze patite, neh' et

79

de passare
Colli
gli

in

Napoli

il

cui

re
il

s'

inter-

anni. Perci die

la

facolt al segretario

pose poi con Bonaparte;


fece sapere

ma

general

de' brevi e al datario, per la spedizio-

che stante

la

buona

ne degli

affari, cui

applicava

quando

posizione che avea occupato, se vi fosse


stato pericolo l'avrebbe avvisato. Sospesa la partenza, Pio

molli suoi incomodi glielo permettevano. Ricevette il cardinal Lorenzana, Despuig arcivescovo di Siviglia e Musquiz arcivescovo di Seleucia, mandati da Carlo

VI mand a Terras.

cina

pi preziosi oggetti del tesoro di

Loreto, de' musei e di Castel

Angelo.

IV

re di

Spagna per

le

riforme che

Finalmente
i

in

Tolentino
la

7Q7

fu

conchiusa

iq febbraio pace con durissime


a'

voleva fare sid clero, ed assicurarlo del suo patrocinio coi francesi. A rimborsare quelli che

condizioni, che riportai anche a Francia,

aveano somministrato
ed
i

gli

cedendo
e
il

il

Papa

la

Romagna, Avignone
il

ori e gli argenti,

suddetti banchieri,
di cedole. INel-

Veuaissino, oltre

convenuto

ucl-

fece

stampare due milioni

102
la

PIO
si

PIO
die

penuria de'comnieslibili, Pio VI


riparare poi

tutta ia

premura perch nulla mancasse.


il

preghiere, processioni di penitenza ; fece esporre in s. Pietro le reliquie maggio-

discredito delle cedole


il

e per

diminuirne

numero, ordin

la

vendita della quarta parte de'beni ecclesiastici rustici in tutto lo stato,


si

Sancta Sanctorum l'immagine del s. Maria in Portico alla sua chiesa e le catene di s. Pietro. Per
ri,

nel

Salvatore, quella di

quelli de'luoghi pii.

Mand

le

compreFascie
pei
fi-

conservare
la

la

pubblica quiete prescrisse


insultasse
i

pena

di

morte a chiunque

benedette al re di Portogallo, al quale articolo dissi


gli

francesi o le milizie pontificie.

distrug-

pure

di quelle

donate

gere l'infame calunnia di aver cooperato

de' re di

Spagna e

di Francia, e per

Ferdinando I imperatore d'Austria. Essendosi formata la repubblica Cisalpina,


il

morte di Duphault, Pio VI ordin un giuridico processo che trasmise a Parigi, sottoscritto dal corpo diplomatico,
alla

cui centro fu Milano, per obbligare

il

ma

senza

effetto,

perch

la

prepotenza e

Papa

a riconoscerla,

venne occupata

la

la forza

non ascoltano
il

ragioni.

legazione d Urbino e la fortezza di s. Leo. Ci non pertanto si proclam la repubblica


glia,

Nel 1798
naio entr

general Berthier nel gen-

nello stato pontificio e suc-

anche in Pesaro, Fano, Sim'gaGubbio ed ancona, che vollero in-

cessivamente l'occup, protestando voler solo punire gli assassini di Duphault, il

corporarsi alla Cisalpina, tutto per

ma-

governo

di

Roma

e gl'insulti fatti all'am-

novre de'francesi. Pio VI protest e poi gli convenne tacere per non provocare
peggiori mali. Bens avvert
liani
le
i

basciatore Bonaparte; ed alla deputazio-

vescovi ita-

ne inviatagli dal Papa, del cardinal Somaglia, principe Giustiniani e due prelati,

sopra

le

massime che contenevano

rispose che

avrebbe trattato quando


s.

costituzioni repubblicane, dichiarando


il

fosse giunto sulla piazza di

Pietro. In

giuramento che si esigeva, perch conteneva l'odio contro personee governi, che non erano dal vangelo riproillecito
vali.

Roma
le

tutto fu terrore e confusione, pelde* sediziosi; altre deputazioni

mene

spedite a Berthier nulla ottennero, anzi

Frattanto emissari francesi pi vol-

te
la

tentarono rivoluzioni in
vigilia de'ss.

Roma,
si

e nel-

Pietro e Paolo

die fuo-

co ad un magazzino di polvere in Castel


s.

Angelo con funeste conseguenze. Essendo ambasciatore della repubblica Giuseppe Bonaparte, giunse in Roma il general Duphault per democratizzarla coi domimi restati a Pio VI, al modo narrato a Fraxcia; rest vittima nel proclamare la repubblica, nel tumulto de' 28 dicembre, senza colpa del governo. Tanto bast perch
il

venne obbligato Pio VI a tranquillare il popolo per evitare massacri. Fu insinuato al Papa di ritirarsi a Napoli, ma egli fidando nelle promesse del generale si ricus. L'avanguardia entr in Roma a' io febbraio impossessandosi di Castel s. Angelo, e Berthier si accamp a Monte Mario, attendendo 1' invito dei
,

suoi fautori repubblicani, cio la feccia


della citt prezzolata, scostumati,
truffatori, avanzi di galera,
si

falliti,

che recativiil

nel d seguente, trepidante fece

suo

direttorio di Parigi or-

ingresso in

Roma,

e prese alloggio nel pa-

dinasse

1'

intera occupazione dello stato

lazzo Quirinale. Subito

mand

il

general

papale,
di

la

detronizzazione e carcerazione

Cervoni, fatto comandante di piazza, ad


assicurare Pio

Pio VI, il quale inutilmente offr qualunque soddisfazione. Trovandosi egli sempre cagionevole di salute, fu dolentissimo dell'accaduto, fece chiudere teai

VI

di uulla

temere per

la
il

sua persona e sovranit, e fu allora che


i

Papa si convinse che francesi aveano invaso Roma, poich si lusingava che ci
non avrebbero effettuato. Tuttavolta il goveruo pontifcio prosegu ad agire, ma

tri

per evitate

la

riunione del popolo, inle

tim uu giubileo,

missioni, pubbliche

PIO
per poco. S'incominci con imporre
la

PIO
imperocch
stali,
il

io3

general Cervoni ebbe l'audignit spirituale

contribuzione di
strare

200 mila

scudi, con la

dacia di consigliarlo alla rinunzia de' suoi

requisizioue di 3, 000 cavalli, col sequegli

per conservare

la

elfetti

de' portoghesi, inglesi e

a'i5 febbraio sul Campidoproclamata la repubblica Tiberina e cambiato il governo, al modo detto ne' voi. VII, p. i^5, XX, p. 16 e 17, XXII, p. 1 7. Questa effimera repubblica
russi; iu fine
glio fu

conseguire dalla repubblica francese l'annua pensione di 3oo mila lire, altrie

romana dur iq mesi


mi
divisori

e fu divisa in
il

difiu-

partimenti, che presero


Circeo, Clitunuo,

nome dai
cio

de' territorii,

Cimino,
crearono

Meta uro, Musone, Te-

vere, Trasimeno, Tronto. Si

menti avrebbe perduto tutto e la sua liA questo nuovo assalto, Pio VI dignitosamente rispose La potest in vigore d'una libera elezione proviene da Dio solo e non dagli uomini, e perci non posso io, u debbo rinunziarvi. Mi appresso all'anno 8o. della mia vita, onde non ho di che temere, e lascio che si usino sopra il mio corpo tutte le violenze, gli strazi e
bert.
:

consolle ministri repubblicani; si distrussero gli


titoli di

indegnit,
in

ad arbitrio di

chi

stemmi

gentilizi,
si

si

soppressero
lutti,

mano.

Ma l'anima

mia

ha la forza ancor tal-

nobilt, e

ordin a

coni*

mente libera, talmenteforte e piena di tal


coraggio, che prima incontrer la morte, che offendere il suo onore ed il suo Dio. In vece francesi caratterizzarono s eroii

presi gli ecclesiastici secolari e regolari,


di portare la coccarda tricolore, bianca,

rossa e nera. Indi nella maniera pi insolente,


il

calvinista svizzero Haller,


si

com-

ca fermezza per insensata ostinazione e

missario francese,

present a Pio

VI

proseguirono contro
ri

di lui

pi barba-

circondato dai cardinali, dichiarandogli

trattamenti.

Con

prelesto di pubblica

che il popolo romano avea proclamata la sua indipendenza, che pi non lo riconosceva per sovrano, onde il suo regno era
finito.

tranquillit

cominciarono a imprigiona-

re

cardinali, alcuni de'quali s'erano gi

messi in salvo; al

Papa
i

gli si

allontana-

Furono

licenziate le

guardie pontii

rono

parenti ed

pi affezionati fami-

quali ficie, rimpiazzate da 5oo francesi, con avidit procurarono saziare la loro ingordigia con quanto nel palazzo capit loro alle mani. Il general Cervoni si rec

dal

Papa a

presentargli la coccarda na-

che avea destinavenduta per 12,000 scudi; alla sua presenza i commissari francesi frugarono nelle sue intime stanze eguardarobe, ma non trovarono che abigliari, e toltala libreria

to per Cesena, indi

zionale, eccitandolo a farsi vedere

con

ti

e biancherie e solo
1'

questo segno, promettendo pingue pensione. Ma Pio VI, imperturbabile e sere-

getto prezioso;
scatola a

Haller

forma

di

qualche tenue ogsi appropri la urna che conteneva il


il

Io nonconosco altre divise, che quelle di cui mi ha onorato la Chiesa. Voi avete lutto ilpoteresulmio corpo, ma non gi sulla mia anima, che
no, francamente
gli disse:

tabacco che soleva donargli

re di

Spa-

gna, ed ordin che

si

portasse in sua casa

perch

gli

piaceva. Pio

VI

si

limit a dire:

E voi mi volete ancora privare del tabacco ? S sequestrarono


apostolici, de'
le

si
lio

ride e disprezza

vostri attentati.

bisogno di alcuna pensione.


il

ne ed un abito

pi rozzo

Non Un bastobastano ad

porte dei palazzi

musei

e gallerie in favore

della repubblica francese.

A questa

si

ap-

uno, che in difesa della fede deve quanto prima spirare sulla cenere. In tal guisa

plicarono i beni confiscati alle famigliedcl


cardinal decano Albani e di Braschi: dipoi nel seguente pontificato, a mediazione
di Cacault, alle
stituiti gli

Pio VI si dimostr sempre superiore agli obbrobri e persecuzioni de' suoi nemici. Questi eroici sentimenti non bastarono
a confondere
i

due famiglie furono


Villa Albani.

re-

oggetti d'arte sequestrati,

non
I la-

suoi accanili persecutori,

per

tulli quelli della

io4
cesi
si

Pio
messe dai
frati

PIO
ci

tirocini e dilapidazioni corti

alquanto oppresso

di spirito,
al
:

questo

ri-

leggono nelTavanti,nelBeccatini, nel Baldassari e in altri autori, insieme agli strapazzi e contumelie sofferte da Pio

prese

dopo preghiera
calma esclam

Crocefisso, per

cui con

Do

lo vuole, sia

Vie

dalla gerarchia ecclesiastica. In


si

nezia

stamp

il

libro:

VeVicende di Ro-

fatta la sua volontj rassegniamoci ai suoi giusti decreti. Quindi unicamente

ma in varie epoche, confrontate con quelle sofferte nel 1 798, o sia V ottavo saccheggio di

occupato nel dare provvidenze agli affa ri della Chiesa, impieg le 48 ore che ri-

mase

in

Roma. A'20 febbraio prima che


il

Roma

dato dai francesi,


Parigi.

coli' elen-

spuntasse

sole,

per timore d'una sol-

co delle pitture, statue, sculture e busti


trasportate

A Medaglie
presero
i

parlai
i

comparve al Vaticano un distaccamento di feroci soldati per


levazione popolare,
istrapparvi
il

delle collezioni

che

si

francesi,

Pontefice e condurlo a Siein

quali

si

calcola che abbiano tolto dallo sta-

na,

vomitando bestemmie
la

attendere

to pontificio

200

milioni di lire tornesi.

che ascoltasse
piccola

messa. Gli fu data

Credendosi dai francesi necessario l'esilio del capo della Chiesa, a' 18 febbraio, mentre desinava, si present PHaller col
cappello in testa, bench non fosse mili-

somma

pel viaggio,

una come spoglia-

to di tutto, e tra'gridi d'Haller per sollecitar la partenza e le

lagrime de' suoi,

con pena
scerne
lui
il

si

rec alla carrozza.

Ad

accre-

Pio VI che gli dasse V Anello Pescatorio, impadronendosi pure d'una scatola di biscotti e confetture, credendo contenesse gioie. Nel
tare, e con orgoglio disse a

dolore un indegno suddito da

perdonato, ^)be la temerit di dirgli: Tiranno, il tuo regno finito. E il Papa


si content rispondere: Se io fossi stalo tiranno, voi non potreste essere a quest'o-

partire, Haller disse ai

famigliari:

Noi

non sappiamo che


de
vi

far qui del

Papa, on-

ordino di fargli sapere, che si prepari a partire domattina alle ore 6. Un prelato gli rispose: Andate voi stesso a
dargli
s trista

nuova

io

non devo n vo-

ra in vita. Rivolgendosi Pio VI verso il tempio di s. Pietro colla pi tenera divozione, part dalla sua capitale e sede, eoa tre carrozze e due altri legni con pochi famigliari, oltre un carro con pochi equipaggi
:

glio farmi ministro delle vostre crudelt

famigliari furono
p.

notati ne' voi.

contro

mio sovrano. Adunque Haller rientrato nella camera del Poutefice, bruil

XX11I,

9 5,

XXX,

p.

i53, XLI,

p.

scamente gl'intimo di preparai si alla partenza. Ma Pio VI con mirabile coraggio replic: Vicino agli 80 anni , logorato dalla vecchiaia e dagl'incomodi di salute sofferti in questi due mesi, pe quali
ogni
l'ultimo di

13^, 2y4> 2 7^j ove pure accennai le loro peripezie. Per Monterosi, Viterbo, s.

Lorenzo nuovo

e Radicofani giunse
il

Pio
con-

VI

a Pontecentitio, avendo trovato


il

forto del nipote d. Luigi,

quale era stacarrozza con

to spogliato del suo palazzo e ricche suppellettili.


Il

momento mi sembra eli esser debba mia vita, io non so se potr

duca montato
il

in

lo zio prosegu

sopportare la fatica d'un viaggio. Il mio dovere poi mi vuol qui enon possoabban-

Papa

fu

A s. Quirico il ricevuto da Zondadari arciveviaggio.

scovo di Siena e poi cardinale, e prese


alloggio nel palazzo de'suoi nipoti Chigi,

donare senza
ministero ,i
glio morire.

delitto le
il

funzioni del mio mio popolo, onde qui vo-

come
le.

si

legge nella lapide


il

Soggiunse Haller con arroganza, che quanto a morire si muore da per tutto, non valere ragionamenti e pretesti,

A'25 febbraio

monumentaPapa arriv a Siena

ricevuto con ogni venerazione, mentre


in Roma accadde terribile sollevazione con molta strage, che si estese ne'luoghi vicini. Imperocch divulgatasi per la citt la prigionia del Pontefice, gran parte

e se

non partiva
solo Pio

colle

buone, par-

tirebbe per forza.

Rimalo

VI

co'suoi domesli-

PIO
avviddc che la sua proclamala sovranit allro non era clic la
del basso popolo
si

PIO
ti;

io5
Francia e
e di altre par-

altre n'ebbe dai vescovi di

d' Inghilterra, di

Germania

dilapidazione delle
esclusi
i

comuni

sostanze,

non

sepolcri, a vantaggio de' pi fa-

ti, oltre gli attestati di divozione che riceveva da quelli di Toscana. La repub-

cinorosi e de'minislri repubblicani. Del-

l'avvenimento furono incolpati e carcerali pi probi ecclesiastici, per colorai

re la fiera persecuzione de'ininistri della


religione, la quale ad ogni modo si voleva distruggere. Indi furono pure arrestati
li

temendo del luogo centraove dimorava Pio VI, invit il granduca a licenziarlo, ed il buon principe di concerto con l'Austria gli stava procuranblica francese
le

quasi

tutti

cardinali e prelati, fra 'qua -

do un asilo nella summentovata abbazia di Molk presso Vienna, quando scoppiata nuova guerra coi tedeschi, rest impedita l'esecuzione. Si tratt dai francesi

de Gregorio poi cardinale, che si pen. sava creare antipapa, come pu vedersi alla sua biografia; si voleva da loro giu-

di

mandarlo in Sardegna (si disse elicla Spagna ebbe qualche mira di fissare in quell'isola la

ramento
alla
zia della

in favore alla

repubblica e odio
la

residenza papale, e far cedere

monarchia, pi da'cardinali

rinun-

le

provincie della Chiesa al

porpora;

ma

tutti

eroicamente
esiliati in

ca di
nio),

Borbone duParma, onde ingrandirne il domiove l'avea invitato


il

ricusandosi, furono deportali o

re,

ma

il

ti-

varie parli,

come

dico alle biografie dei

cardinali, tranne Altieri ed Anticiche ri-

dominatori del Mediterraneo, mand a vuoto


lo liberassero gl'inglesi

more che

mmziarono la Porpora, e Rezzonico perch languiva infermo nel Ietto. Pel terremoto che afflisse Siena, il granduca di Toscana Ferdinando III, invilo il Papa a recarsi nella certosa presso

progetto; anzi essendo accaduti gravi tumulti ne'confini pontificii contro la democrazia, se ne incolparono il clero, il duca Braschi e lo zio Pio VI, che fu perci
il

Firenze
e
vi

come
se-

narrai nel
to in

voi.

XXV, p. 46,

fu condot-

obbligato farlo allontanare, con sommo suo rammarico, per le affettuose cure cui
l'assiste va, a

forma d'arresto ili.giugnoi 798,


di

guito dalla piccola sua corte e dal cardinal

Lorenzana che per ordine


soccorreva
il

Carlo IV

segno che gli produsse gagliarda febbre. Disfatti gli austriaci, la Toscana divenne preda de'francesi, che subito

Pontefice del bisognevole.

intimarono

Ivi fu visitato dal

granduca e dai sovrani di Sardegna detronizzati. Essendo il Papa nella certosa, si occup come in Siena
degli altari della Chiesa, e principalmensul Giuramento che in Pioma si esigeva dai professori delle universit Romana e Gregoriana; sulla futura eleziote

al Papa la partenza dal suo tranquillo e salubre soggiorno, dove con-

tinuava ad occuparsi del governo della


Chiesa, avendo a'6

marzo

istituito

il

ve-

scovato di Supraslia. Pertanto a'27 marzo 1799, scortato da 200 soldati, senza

riguardo all'et e all'infelice stalo di estrema debolezza e numerosi incomodi di Pio


VI, fu portato a Bologna, indi a Modena, e Parma, ove giunse quasi moribondo. Ivi gli fu staccato
il

ne del successore.derogando a
gi, nel

di verse legp.

modo
1

detto ne' voi.


;

XV,

273,

XXX, p.

sull'istituzione dell'arcive-

cardinal Loren-

scovato di
vili

nel

Mohilowe di altre sedi vescoin Russia, comedi Minscko. Mentre 798 e nell' istesso luogo eresse il venella certosa
,

zana, e per forza fu strascinato a Piacenza, e fu sul punto d'essere liberato dagli

scovato di Varsavia.

Dimorando Pio VI

ri-

cevette molte consolazioni dai principi e


dai vescovi. L'imperatore Fraucesco
li

andavano in traccia. Ai 16 aprile arriv il Papa a Castel s. Giovanni, a' 7 a Voghera, il 18 a Tortona, il 19 ad Alessandria, il 2 1 a Casale nel Monferrato, il 22 a s. Crescentino, dove
austriaci che ne
1

e Carlo 111 gli scrissero lettere coufortau-

fu alloggiato dai

filippini.

Per Torino

io6
prosegu
il

PIO
viaggio per Chiavasso,in cui
il

PIO
piuttosto die

veder allontanati

da

noi

popolo a festeggiarne il passaggio e dimostrare il filiale dolore per tanti strapazzi diesi facevatutto accorse

come per

abbiamo riposta la nostra confidenza. Noi- non possiamo slare un sol momento senza di loro, poich
que'soli ne* quali
ci

no inumanamente ad un vecchio

infer-

sono necessari e indispensabili

loro

mo

e gerarca della Chiesa innocente.


il

A-

vendo
bile, si

Papa saputo che

si

concluceva in

Francia, ad onta del suo stato deplorasottomise pienamente alla volont di Dio. A'

Per maggiormente esprimere la sua desolazione, bench divenuto paralitico, ebbe tanto d'impetod'alzarsi per moservigi.

strarsi disposto a parti reanch'esso,

anzich

25

arriv a Susa,

ma

ad

soggettarsi a
l'altri}

amara
a dire

separazione. Dal
il

bile

Oulx mancandogli le forze, con voce fledomand che vi si lasciasse morire,

lato

non

profondo ram-

marico e
roso,

le

lagrime de'suoi affettuosi fa-

vedendo le scoscese balze del Moucenis, che dovea varcare, coperte di perpetua neve. Per quelle altissime vette, tra'rigori eccessivi

migliari nellostaccarsidaunpadres

amo-

del freddo,

mosso
ri

in vedere

comil Papa fu ovunque que'montana-

massime dell'arcivescovo Spina facente funzioni di maggiordomo e Caracciolo maestro di camera, poi cardinali, e di Ma rotti ex gesuita segretario. Rimasto
Pio VI privo
gli

accorrere a ricevere la sua benediziodi ghiaccio. Sot-

di tali domestici,

che

lo

cone-

ne, e trepidare quelli che a braccio lo por-

solavano nelle sue continue

afflizioni,

tavano tra enormi massi

non trov

altro

compenso che

nell'o-

to le ali della prolettrice provvidnza, a

traverso di tanti disagi e pericoli,


sulla frontiera di Francia,

il

ve-

nerando viaggiatore giunse finalmente dove il direttorio lo faceva inoltrare, per fargli sempre pi perdere
la

razione e nel meditare sull'incostanza dell'umane grandezze, sempre benedicendo le disposizioni della provvidenza che in tante maniere avea messo a prova la sua

costanza e rassegnazione.

speranza di riacqui-

stare

il

suo trono e la sua libert. Fu Brian."


1

I pi libertini ed increduli furono costretti confessare che nel Vicario di Ges Cristo Pio VI

coli la

citt

che a'3o aprile accolse fra

tutto era soprannaturale e

degno
il

di sin-

mure l'augusto prigioniero: vi dimor 58 giorni in una casa meschina presle

sue

goiar ammirazione.
rio di Parigi

Temendo
fosse

direttovi-

che

il

Papa

troppo

so l'ospedale, senza mai lagnarsi, a fronte di tulle le privazioni e rigori

cino al teatro della guerra, ordin diesi

de'suoi

custodi, interamente rassegnato ai voleri divini.

Non essendo

pi in grado di cemalattia sofferta

Valenza nel Delfinato, nulcurando le proteste de'medici, che correva rischio di perire nel viaggio. In una
trasportasse a
la

lebrare messa, dupo


alla certosa, quella

la

carrozza fu collocato
fessore e
i

il

Pontefice col con-

che ascoltava era per

due
di

aiutanti di camera, dichia-

istrada assistita da

La
fu
ri,

tranquillit dell'

numeroso popolo. animo del Papa


ai

randosi dal direttorio non doversi spen-

dere pi
gio;

1800

lire

per tutto

il

viag-

un continuo rimprovero
che
si

persecuto-

ma

Pio VI non volle essergli di al-

videro delusi in tutto quanto

fecero per avvilirlo, sino a privarlo del

conforto che riceveva da'suoi famigliari,


quali in gran parte furono allontanati,

incolpandoli di segrete iutelligenze.Quan-

do
gli
il

gli

fu intimalo questa disposizione, efar a

non pot
si

meno

di sentire tutto

nuova sventura con esclamare: Noi siamo pronti a sacrificarci,


peso di

cun peso e prese perci le sue misure. Ai 27 giugno parti da Briancon, pernott a s. Crispino, travers Ambrun, eda'28 fu albergato a Savines nella capanna di un contadino; il 29 prosegu per Gap, ove si ferm tre giorni. A'2 luglio il Papa giunse a Cors, il 3 a Lamur, il 5 a Vizi Ile, il 6 a Grenoble (a questo articolo ed anche a Gap riportai i particolari

PIO
Briancou a Valc/iza sul tla Pio VI e dai suoi famigliari che trov a Grenoble) ove fu ricevuto dal cav. Labrador incailei

PIO
doppiando
salito
gli atti

107
19 agosto fu asil s.

viaggio

tla

di sua rassegnazione e

Rodano

e la gioia provata

le pratiche di piet. A'

da violento vomito, e sempre pi


Viatico a'27,
la

aggravandosi, ricevette
previa
dola
il

ricalo dal re di
di lui, per

Spagna

di restare presso
i

professione di fede, che recitanla

diminuire con tutti mezzi le pene della schiavit. A' io luglio part per
Tullins,in cui cattolici e protestanti cor-

prelato Caracciolo, egli

confer-

ponendo una mano

sul petto, l'altra


s.

sul vangelo. Nel ricevere la

Eucaristia

loroomaggi; si distinsero una vedova con due figlie, che correndo dietro la carrozza, sempre gridavano noi siamo cattoliche apostoliche romane, e si meritarono d'essere ammesse dal Papa alla sua presenza e lodate di loro viva fede. Lungo la strada, drappelli di donzelle vestite di bianco sparsero fiori. La
sero a rendergli
i :

preg caldamente Dio a


la residenza pontifcia,

restituire a

Pioma

ed
la

alla

Francia la

religione, la prosperit,

pace.

a'suoi nemici di tutto cuore,

Perdon come gli avea

perdonati e benedetti nell'entrare sul territorio francese. Nel di seguente, sacro a


s.

Agostino, peggiorando,
lo

il

prelato Spina

che

sera degli

giunse a

s.

Marcellino, spet-

tacolo della divozione de'popoli, che

da
Pio

avea comunicato, gli somministr l'estrema unzione, che il moribondo Pontefice ricev con edificante sommissione
tra le lagrime degli astanti. Regolate le

per tutto accorrevano per venerarlo; e co-

me gli ahi ta<i

ti

celebra vano

la festa di

s.

cose dell'anima, don qualche a sottoscrivere


il

momento
avea

l,gli offrirono un

gran mazzo

di rose, desi-

codicdlo al suo testa-

derando ch'esse fossero per lui senza spine. A'i 3 luglio si port a pernottareaRomans, benedicendo come altrove la moltitudine che con ardore religioso lo circondava, incontrato da 200 donzelle vestite di

mento,

il

quale gi fatto in
al confessore:

Roma

con esso volle dimostrare, secondo le forze, la propria gratitudine verso i suoi fedeli domestici
consegnato
e

compagni

di sue sciagure. Si legge nel

bianco e dalla municipalit. Chi

dovea

alloggiarlo, essendo

uno degli

spi-

riti forti,

non

volle fare alcun preparati-

uomo come gli altri; ma quando vide la maestosa serenit del Pontefice romano, bench da'suoi portato d
vo, ritenendolo

Viaggio del pellegrino apostolico il soni' mo Pontefice Pio VI, da Roma a Va lenza, malattia e morie ivi accaduta, ed altri falli posteriori, e suo codicillo premesso al ragguaglio di quanto avvenne
in

Roma
i

peso dalla carrozza allesue stanze,sicom-

pedito di parlare, stendeva


ti

nel 1798, Venezia 1799. Imla mano a tut-

mosse^ cadde genuflesso e sbalordito lo accompagn, convertendosi subito a Dio. Molte di queste conversioni oper la presenza di Pio
rito di piet

famigliari e la stringeva loro con af-

fetto,
le

per ringraziarli del loro inalterabiattaccamento. Offrendo a Dio il sagrisua


vita, tra la recita delle giagli ul-

VI

in

Francia, ove Io spi-

fizio di

grandemente si ravviv, con salutari conseguenze. Finalmente a' i4 luglio arriv a Valenza, che Dio avea stabilito

culatorie e versetti di salmi pass

timi
fissi

momenti: benedi medaglie, crocee corone, si conged con abbracci e


Cominciata l'agogli

per termine di sue sciagure, accol-

benedizioni dai suoi domestici, tutti genuflessi e lagrimanti.

to

con entusiasmo religioso,

ma
A.

guardaValenza.

to qual prigioniero di stato.

nia,

monsignor Spina

die la benedi-

narrando quanto riguarda la dimora fattavi da Pio VI, solo (jui dir, che andando la sua salute di giorno in giorno declinando, sentendosi avvicinare
ne,
si
il

zione papale in articulo morlis, recitando il Papa le preci degli agonizzanti col

suo

fi-

and preparando

alla

morte, rad-

suo cappellano, essendo sempre libero di mente, e col Crocefisso in mano, finch spir placidamente la notte venendo il

io8

PIO
nel giorno di

PIO
nal decano Albani la morte del
1

29 agosto 1799 (secondo il suo presentimento, essendosi pi. volte ammalato


gravemente
s.

Papa

rest alla custodia del corpo, insieme

Agostino),
2, e

nell'et di anni 81, mesi


di pontificato di
il

8 e giorni
s.

pi lungo dopo

Pietro,

mg. Malo cameriere segreto di 9 novembre fu permesso ai famigliari incamminarsi per l'Italia, negando loro il
;

con Cuenca

a'

anni 24, mesi 6 e giorni i4Della sezione del cadavere, come dei

medici e chirurghi di Pio VI, parlai nel

governo tenui ricordi che avea ad essi lail Pontefice, perch il meschino equipaggio era stato dichiarato propriet
i

sciato

XLI V, p. 1 37, ed a p. 79 delle monete poste nella cassa di piombo col cavoi.

nazionale, laonde furono costretti ricorrere al direttorio. La piccola pisside entro la quale Pio

davere imbalsamato, vestito degli abiti


papali di raozzelta cou armellinOj stola,

VI

soleva portare

la ss.

Eucaristia sospesa sul petto in Valenza


e nel doloroso viaggio, in cui talvolta al

camauro e cappello, con iscrizione delMarotti (di cui


il

laconico, magnifico e giu-

medesimo modo
ch'erano

la

portavano

prelati
rice-

sto elogio di Pio VI,

che riportai nel

voi.

in carrozza,

donde
il

il

Papa

VI, p. 99), venendo la cassa sigillata da quattro sigilli cio dell'amministrazione


;

vette lume, conforto e

viatico,

essendo

dipartimentale di Drome, del cav. Labra dor, de'prelati Spinola e Caracciolo, oltre la cifra del

pervenuta in propriet dell'attuale vescovo di Valenza mg/Chatrougse, la don a

chirurgo che fece

la

se-

zione:

il

vaso di

piombo

coi precordi fu

sigillato dal Caracciolo.

A'3o agosto nella


i

cappella del palazzo della cittadella


lati e

pre-

Pio IX, il quale ne fece lo stesso uso nel suo breve e memorabile viaggio da PiOina a Gaeta nel 1848. Al doloroso annunzio della morte di Pio VI, non solo Valenza e la Francia,

sacerdoti della corte

umilmente e
i

ma
n
i

tutto
vi

il

mondo

ne rimase commosso,

poveramente cominciarono funerali novendiali, con quattro candellieri sopra la cassa mortuaria, non volendo il governo che si facessero pubbliche dimostrazioni di onori funebri. Ggni mattina dicevano
tutti la

fu citt alcuna che

non
p.

gli

rendesse
co-

funebri onori, e persino in


ne' voi.

Londra

me narrai
p.
1

XXII,

63, e

XXXV,

12;

tolica

in Pietroburgo nella chiesa catcou l'intervento dell'imperatore in

messa e poscia

l'uffizio

de'morti;

Paolo
fosse

in ultimo celebrava l'arcivescovo Spina,

cescoll, nella metropolitana,

che faceva l'assoluzione senza incensare,

Vienna dall'imperatore Franbench non consueto; e per non dire di altri ,


I;
si

non essendovi u

incenso, n turibolo, e

solenni esequie

celebrarono nella cer-

per l'aspersione dell'acqua benedetta usava l'issopo, in mancanza d'aspersorio.

tosa di Firenze e nella metropolitana di

Siena con orazioni funebri, molte delle


quali sono ricordate da Cancellieri
Possessi, p. 420.

Per queste esequie

pel gran concorso e

nei

piet fcrventissima de'fedeli, che venera-

Ben note erano

all'uni-

decorose e pi memorabili

vano Pio VI come un santo, furono pi di qualunque


magnificentissimo funerale. Tutti bacia-

verso tutte

le

gloriose qualit, che a que-

sto gran Pontefice meritarono gli ultimi


uffizi

del cornuti dolore, per confessione

vano

la cassa, la

toccavano cou sacre imdi fiori


il

slessa de'suoi nemici. All'elogio


feci nel voi.

che

gli

magini e corone, e seminando


coperchio,
li

XXVII,

p.

12 ed altrove,

ripigliavano e
si

donavano

co-

aggiunger ch'egli
tutti

me
t

reliquie: felice poi

reput chi podel defunto.

si mostr sempre con umano, accessibile, laborioso e tem-

avere qualche
i

memoria

Finiti
nella

novendiali, la cassa fu deposta


r

perante. La sua affabilit a mune: non vi era fbrastiere


egli

tutti

fu co-

alcuno, che
,

fresca.

camera sotto la cappella, come pi M. Spiua scrisse subito al cardi-

nella qualerestava

non ammettesse alla sua presenza ognuuo sorpreso della

PIE
prontezza de'suai talenti e delle graziose accoglienze con che riceveva tutti. Quan-

PIO
co, giustificano l'enormi

109

sto genio, benefico, splendido e magnifi-

somme da

lui

do
<lcl

l'u

ti'

uopo sostenne

tutta

la

maest

spese in tante grandiose intraprese.

Fu

suo trono, alquanto scaduta nel precedente pontificato, come nelle sagre fun;

alquanto disapprovata la eccessiva predilezione ch'egli ebbe pei suoi due nipoti,

zioni

l'orse
s.

non

fu

mai circondata

la

cat-

ed

il

troppo favore che accord

a diri-

tedra di

Pietro di pi grande e di pi

versi suoi famigliari,

permettendo che

imponente decoro, quanto in tutto il suo pontificato, anche per l'incremento delle
preziose suppellettili,

cevessero gratificazioni per grazie che loro faceva


,

per

sei)7a altrui pregiudizio.

quando

egli

comria

Nella zecca pontificia


conii delle

pariva rivestito delle pontificie insegne.

La
to

sua dignit acquistava maggior risalpel taglio di sua persona maestosa,


li-

si conservano 3o medaglie coniate per memode' fasti del suo pontificato. Celebr

le solenni beatificazioni del b.

Bonaven-

na delle pi belle del suo tempo, essendo di alla slatina e insieme proporzionato e gentile, di tratti nobili e cortesi, d'un bel colorito fresco e d' un portamento non meno nobile che venerabile, per lo che fin dagli eretici e dagli spiriti forti riscuoteva giustamente una compunzione insolita e non mai inlesa. A tutte le cure del governo temporale, come del suo apostolico ministero, Pio VI si prestava di buon animo, come pure ad ascoltare tulli ricorsi e reclami deluciditi, ci che
,
i

tura da Potenza conventuale nel 1775; del b. Lorenzo da Brindisi generale cap-

puccino, e della b. Giovanna

Bonomo

be-

nedettina nel 1783; del b. Pacifico da Sanseverino min. osser.. b Nicol Fattore siciliano ni in. ossei-., b. Gaspare de Bono spagnuolo dc'minimi, e b. Nicol dei Longobardi de'minimi nel 1786; del b.

Sebastiano Apparisiomin.
del b.

dichiarai nel voi.


fu
la di lui

XLIV,

p.

i85.

Somma
a

oss. nel 1789; Andrea Hibernon spagnuolo francescano, b. Maria dell'Incarnazione fondatrice delle carmelitane scalze di Francia nel e del b. Leonardo da Por79
1
1

fermezza nelTamininistrazio-

to Maurizio min. rifor. nel

795. Inoltre
del b.

ne della

giustizia,

massime quando
la

suo
rila

Pio VI approv

il

culto

immemorabile
Giros.

danno concorreva
guardo
ai

prepotenza, senza

de'seguenti beati: nel

1775

pi grandi signori. Riform

polizia per

eliminare
in

disordini che di

lamo Ranuzzi do nel 1776


;

servita di
del b.
b.

Angelo in VaAmato Ronconi ri Giovanni Binali

continuo accadevano
vinole.
il

Roma e nelle

pro-

minese e del
osser.; nel
di

Sebastiano di Ges min.


del b.

La

trascurata educazione, l'ozio,


le

1777
di
1'

fanatismo per

novit, lo spirito

ir-

Parma

generale de' francescani, e del

religioso introdotto dai sedicenti filosofi,

b.

Goudisalvo

e soprattutto l'ordinaria impunit


litti

derein

stiniano, oltre
al b.

Laghos portoghese agouffizio e messa concessi


s.

per

le

franchigie e
i

immunit che

Egidio compagno di

Francesco;

Roma

pretendevano

ministri esteri, a-

nel

793

del b. Pietro
1

Marchioni daTreia

veano resi frequenti i delitti, con la plebe propensa al sangue e munita d'armi, non ostante severi divieti. Il Papa procur prevenire delitti e renderli meno frequenti, anche con pregare detti ministri a non proteggere rei. Soprattutto Pio VI fu generoso mecenate delle scienze e delle arti, con erigere nuove accademie ed abbellire Roma ed altre citt dello stalo, che dando un' idea del suo vai
i

francescano; nel
cardinali (e
fra'quali
il

turi Gallerani. In

798 del b. Andrea Ven23 promozioni cre j5 non 73 come dissi altrove),

celebre Gerdil, Chiaramonti

suo parente
col

nome
in

di

depose

che gli successe Pio VII, e de Brienne che Concistoro, al quale articolo
e concittadino in
Il

parlai di quelli pi interessanti convocati

da Pio VI, de Rohan.

uno

all'affare del cardinal

di lui

cadavere restato a Va-

no

PIO
lingue.
Il

PIO
prelato Despnig poi cardinale,

lenza, per ordine di Bonaparte divenuto

primo console, a'2q gennaio 1800 fu onorato con solenni esequie, die descrive Cancellieri

come ministro

straordinario al conclave

del re di Spagna,

don
1

al

sacro collegio

ne Possessi a
riparare

p.

'

7j dicendo nel

3.ooo scudi per


cipalmente
schi,che

la

spesa di dette esequie.

decreto, ch'era

degno

del

nuovo suo goingiu-

Eletto nel marzo

800 Pio

VII, prin-

verno
stizie,

il

gli affronti e le

pel favore del cardinal

Bra-

con che dall'aholito e distrutto direttorio, gi divenuto poco meno tiran-

nomin camerlengo di s. Chiesa,

fece replicate istanze al

no

di

Robespierre,

si

era cercato di conil

per

la

governo francese consegna del cadavere del suo prei

culcare ed opprimere
chio Pontefice,
il

rispettabile vecle

decessore, per deporlo secondo


siderii

di lui de-

quale per

sue svenai

nella basilica di

s.

Pietro. Final-

ture e pel sublime grado che avea occu-

mente per lettera


1

del prefetto

delDrome,
la
1

pato

in terra,

avea un diritto

pi lufosse so-

de'2 dicembre 80 r,a'24 fu disumata


cassa pontificia, ed
a'
1

minosi attestati della pubblica considerazione. Si ritiene che se Pio

o gennaio

802 conil

VI

segnata all'arcivescovo Spina. Posto

sa-

pravvisuto all'elevazione di Bonaparte,


questi lo avrebbe restituito alla sua sede. Adunatosi
gli auspicii
i
il

conclave

in

Venezia sotto
I

dell'imperatore Francesco
1

f,

crocadavere sopra un carro tirato a 4 cavalli, agli 11 part il lugubre convoglio <\n Valenza e giunse a'12 a Sorgues, ed ai 3 a s. Cannat, accorrendo in gran folla
i

cardinali a'23 ottobre


i

"99 incominla

il

popolo

coi

pi teneri sensi di venera-

ciarono funerali novendiali per

gran-

zione pel defunto.


glia,

de anima

di

Pio VI, cou solenne messa

ogni giorno cantata da un cardinale, ed


assistita dai prelati col accorsi;

mail pre-

A'i4 arriv a Marsidonde pel vento contrario non pot partire in un bastimento per mare prima de' 18. La sera del 20 prese porto a Modi

fetto delle

cerimonie Dini pot interve,


1

naco

Piemonte, e

la

sera del 2
,

giunse

Dire al solo

novendiale, e persila mor:

nella rada d' Oueglia

te gli successePacini
li

di questi

novendia-

quella di

da dove pass a Lingualia. La mattina del 22 ri-

parlai nel voi.

XLIX, p.

52,

come

del-

part e la sera prese porto a

Savona, che
Varese, in

l'orazione funebre e di quella pronunziata

lasciatola mattina del 23,


se
il

il

vento respnadi

nel Vaticano pel cadavere di Pio VI


trasportato.

ivi

bastimento
il

alla

rada

Abbiamo
s.

il

Diario de' no-

vendiali celebrati nella chiesa patriarcale e primaziale di


Pietro in Castello

di Venezia, per suffragare l'anima di Pio VI, Venezia 1799- Relazione delle funzioni eseauiali eseguite in Venezia, per

rimanente del giorno e della notte. Nella mattina del 24 proseguendo il viaggio, la sera approd a Genova, ove si^ celebrarono solenni esequie, indicate nel voi. XXVIII, p. 343.A'3i il bacui rest

stimento part per Sestri e


ed
il

vi

pernott,

Vanima del sommo Pontefice Pio FI, in cui si contengono varie notizie, che possono servire di appendice al suo elogio storico, Venezia 1 ^-qq. Funus adornatimi Pii VI P. 31. a collegio palrum cardinalium ad
Pelri apostoli ecclesiam } Venetiis 1799Oratio ad S. R. E. cardinales a Caesare

i.

febbraio s'avvi per Lerici in cui


sera, e nel d seguente le sacre

giunse
ro con polo

la

spoglie furono sbarcate e col loca te nel carla

cese. In
si

scorta di numerosa guardia franmezzo a numeroso e divoto po-

Spina,

condussero a Sarzana, patria dello il quale nelle magnifiche esequie

Drancadoro

etc.

habita Venetiis in pa-

triarc. basilica prid. kal.

Venetiis.
script.
zi.

Cum
si

elog.

novem. 1799, Jos. Marinovich,inin diverse

che si celebrarono nella cattedrale cant la messa solenne, coll'intervenlo di tutte le autorit civili e militari. Agli 8 il convoglio procedette per Massa, ovegli fu reso

Mauri Boni, etelogio Aloysii Lanhanno traduzioni

Di cui

un

religioso tributo di ossequio

ad ore

PIO
21 giunse a Pietrasanta,i cui abitanti
la collegiata, e nelle
la

PIO
p.
la

iti
alla stazione del-

3 12, ed

a'

si

ferm

mattina del g fecero solenne funerale nelore pomeridiane il

Storta, nella cappella ove Ges, appars.

ve a
p.

Ignazio,
col

come
il

dissi nel voi.

XXX,

convoglio pervenne a Pisa. A Porta Nuova l'attendevano de Gregorio nunzio di


Firenze, e l'arcivescovo Franceschi col
clero secolare e regolare, confraternite,

i53,

funere celebratogli.
sacro deposito pass
villa

A'i6 febbraio
a

Pqrta del Popolo nella propinqua


il

gi Bracciano, sotto

portico ridotto a

magistrature, nobilt,
e toscana, ed posta
reali cacciatori e
la

ufficialit francese

cappella,
se,

dove

si

celebrarono molte mesde'morti


gli

immenso popolo,

scorta dei

alternando

l'uffizio

ordi-

banda funebre. Quindi

ni

mendicanti. La pioggia fece dilazionail

cassa su bara sontuosa, fu tras-

re al d seguente
trionfale in

magnifico ingresso
pel quale

portata piocessionalmente sotto baldac-

Roma,
e

Pio VII ne
car-

chino

alla

metropolitana, dove ne'due


si

affid la direzione ai prelati Gazzoli udi-

giorni che
ti

trattenne

gli

furono celebra-

tore della
dinali,
i

camera
il

Laute

tesoriere:
il

colla slessa assistenza magnifici funera-

prelati, la nobilt,

corpo di-

li,

dopo

quali colla stessa

forma

la

cassa

plomatico,
frirono

clero secolare e regolare oftorcie di cera, per accresce-

fu riportata sul carro a Porta Fiorentina,

i5oo
la

donde
la

la

mattina del ro
il
i
i

colla scorta di

re lustro e splendore alla funzione, an-

dieci uffiziali de'cacciatori,

che

si

dierono
a Pogil

nunziata

muta fino a Siena, pers. Romano, ed agli

convoglio part
si

24

colpi di cannone. Pel


la
al

mattina del mercoled 17. da buon ordine e


si

ferm
gli

gibonsi, ne'quali luoghi ricevuto

sacro

decoro Popolo
a

truppa

schier da Porta del

palazzo R.uspoli,da questo sino


s.

deposito alle porte delle chiese,


fatti

furono
le ce-

Ponte

Angelo, e pel Borgo sino a

s.

solenni funerali. A

2 febbraio
in Siena,

Pietro, che fu la strada che percorse la

neri di Pio
egli

VI entrarono
il

dove

pompa

funebre.

La
di

cassa coi preziosi a-

avea comincialo

glorioso esilio, on-

vanzi di Pio
fico Ietto

VI

fu collocata su

de gli vennero celebrate pompose esequie nella metropolitana (ove nella cappella

coperto

magnidamasco paonazzo

con trine e frangie d'oro, e ricca coltre


d'oro con fregio di velluto nero frangiato d'oro,avente ne'qualtro angoli gli stemmi
del defunto ricamati in oro: sopra

Vergine una lapide ricordai due avvenimenti e le lagrime affettuose sparse dai sanesi), con l'assistenza del capitolo,
della
ss.

gran
tri-

delle magistrature e ordini della citt, e

cuscino di lama d' oro sovrastava

il

d'immenso popolo. Qui


proseguisse
il

il

prelato Spina

ebbe ordine, che senza ulteriore ritardo


viaggio sino alla Storta, on-

regno. Le guardie nobile e svizzera si recarono a circondare il feretro, che fu incontrato alla Porta dal senatore, conservatori e nobilt

de

Tolomei non pot recitare l'orazione funebre. Dopo mezzod del i3 part il convoglio pel confine di Toscana, ove
il

can.

romana

in abito, coi cail

potori ad ore 18,

mentre

clero secola-

re e regolare l'attendeva nella piazza del

si

trovarono d'ordine

di

Pio VII a
prelati
i

rice-

Popolo. Al
stel
s.

i.

colpo di cannone di Ca-

verlo

un corpo
il

di cavalleria,
lui fatti
il

Ma-

lo e Marotti,
tario,
pi,i

da

i.

prolono-

2. segretario de'brevi a'princi-

quali aveano da

Roma

a Valenza aci

compagnato

l'illustre

defunto, non che

Angelo tutte le campane di Roma incominciarono il lugubre suono, proseguito finch il cadavere entr nella basilica Vaticana; ogni tre minuti si esplose un colpo di cannone, ed una salva continuata d'artiglieria incominci
il

propri camerieri segreti IVlancurti coppiere e Ginnasi guardaroba. Indi


il

con-

feretro giunse sulla piazza del


al

quando Ponlee

voglio part perAcquapendente,aBolsena


ricevette gli

continu fino

suo ingresso nel Borgo.

omaggi

ricordati nel voi.

V,

La

processione progred con quest'ordi-

PIO
pontificii,

PIO
cantando
le preci de'

ne, precedala da plutoni tli cavalleria e fanteria. Seguivano due cursori del cardinal vicario con soprane e mazze d'ar-

defunti,

come
la

tutti gli altri della

processione, che

Chiesa prescrive nella loro associazio-

gento,

tulli

palafrenieri de'cardinalicon

ne. Assistevano lateralmente al feretro

torcie accese e livree di gala, la croce della basilica di


s.

canonici delle tre patriarcali che regge-

Pietro,
i

gli

alunni dell'otor-

vano
tri

fiocchi d'oro della coltre,

gli al-

spizio di

s.

Michele,

due primi con


;

venivano sostenuti dal senatore e conin

cie, gli altri

con candele accese,

cos tut-

servatori, e da'4 prelati spediti al confi-

te le allre
i

corporazioni

cio gli orfani,

ne dello stato
cora
i

due
e la

ale

incedevano an-

religiosi frati della penitenza, gli


i

agoi

cursori apostolici, con soprane e

stiniani scalzi,

minimi,

cappuccini,

girolamini,
i

francescani del terz'ordine,


gli

mazze d'argento, ed ai quattro lati

guardia svizzera,
letto,

altrettanti esenti delle


il

conventuali,

osservanti riformati,
gli

guardie nobili. Seguiva

il

sud-

minori osservanti,
melitani calzali,
i

agostiniani,
i

cari

detto baronaggio romano, coi capotori


e fedeli di Campidoglio. Quindi incomin-

serviti,

domenicani,
i

canonici regolari lateranensi,


cisterciensi, icassinesi;
il

clero
i

monaci romano,

ciava

la

cavalcata, lungo
i

la

quale cam-

minavano

palafrenieri
Il

pontificii,

con

cio gli alunni del seminario,


j

narrochi,

quest' ordine.

capitano degli svizzeri,

vicari perpetui;
s.

capitoli delle colledi


s.
s.

giate di
ss.

Girolamo,

Anastasia, dei

Celso e Giuliano, di
s.

scheria, di

Eustachio,

di

s.

Angelo Maria
il

in in

Pe-

Lata, di
co, di
s.

s.

Nicola in Carcere, di

Maria ad Marlyresj

Via s. Marcamer-

due mazzieri pontificii con mazze d' argento e due ceremonieri pontifcii. Alla testa della prelatura cavalcava il maggiordomo, in mezzo a due vescovi assistenti al soglio, seguiti dagli altri vescovi, dai

protonotari apostolici, uditori di

lengo del clero, col curato di s. Pietro; i capitoli delle basiliche minori, di s. Lucia della Tinta, di
di in
s.
s.

rota, chierici di

camera, votanti

di se-

gnatura, abbreviatoli di parco maggiore e referendari


tutti delle segnature montati su mule bardate a lutto e vesti,

Maria

in

Maria
s.

in

Trastevere, di

s.

Cosmedin, Lorenzo

Damaso,

quelli delle basiliche patriar-

ti

di rocchetto e mantelletta. Poscia cai

Maria Maggiore, di s. Pietro in Vaticano e di s. Giovanni in Laterano; r mg. vicegerente di Pvoma, col tribunale del vicariato, e l'arcivescovo Spinache avea accompagnato da Valenza a Roma venerando cadavere pontificio. Indi il 200 torcie precedevano il feretro e 200 loseguivano, portato da otto alunni di s. Michele e da altrettanti religiosi degl'incali di

valcavano

camerieri segreti di spada e

cappa e di mantellone, quelli d'onore e le guardie nobili con tracolle di velo nero, quali portavano eziandio tutti gli altri ufhziali. Chiudeva la pompa funebre un battaglione di linea con bandiera posta a lutto e piegata a terra,

pezzi di

cannone guarniti
ria, le

di velo nero, la cavalle-

carrozze del senatore, conserva-

tervenuti alla processione. Indi sacerdoti


in cotta, cio
i

tori e

monaci camaldolesi,
s.

Oli-

vetani e girolamini di
doti filippini, di

Alessio;

sacer-

baronaggio di Pioma. Con questa imponente, grave e commovente solennit, il cadavere del gran Pontefice fu
portato in
s.

s.Girolamo della carit e


i

Pietro, tra le copiose tenere


religioso

della missione;
rici

carmelitani scalzi;

chie-

lagrime del foltissimo popolo;


spettacolo che
si

regolari ministri degl'infermi, scolo-

pu immaginare, non

pi,

minori, dottrinari, barnabiti, della


di
i

Mail

descrivere. Pio VII per solenne attestato di venerazione e riconoscenza al de-

dre

Dio

e passionisti.

Circondavano

letto

penitenzieri di dette basiliche pa,

gno suo predecessore,


in

col sagro collegio

triarcali

ed era preceduto dai cantori

cappa paonazza,

si

trov a riceverne

PIO
cadavere sulla porta della basilica ene fece l'assoluzione, che incombeva al caril

PIO
no.

Dopo

la

messa Gioacchino Tosi

see-

gretario delle lettere Ialine recit

w\

dinal arciprete, vestito pontificalmente,


indi esegu In solenne,

legantissima e grave orazione funebre,


colla (piale rappresent le virt grandi,

dopo che

il

letto

fu collocato al luogo stabilito.

singolari e gloriosissime di Pio VI, ed

Verso un'ora

di notte la cassa

mor-

suoi patimenti. Questa fu pubblicata col


titolo:

tuaria fu portata nella cappella del coro,

In inslauralonc funeris Pii


ej'us

FI
RoVII
;

ovecolle consuete formalit, alla presenza de'cardinali e di


sa d' Austria,
sigilli
si

P.

l/,

corpore

e.

Gallia reportato,
l'orazione, Pio

Marianna arciduchesche fu
si

oratio liabta in Vaticana basilica,

fece la ricognizione dei

maei8o2. Terminata
ed
in
i

delle casse e del cadavere

quattro cardinali vescovi pi degni

trovato intiero

ma

contraffatto: gli
il

ag-

fecero le cinque solenni assoluzioni

ed

giunsero

gli abiti pontificali,

una borsa

di

raso rosso con

le

ed medaglie
pallio
cassa,

tempo della funzione


le artiglierie
,

il

battaglione del-

le milizie

schierate nella piazza Vatica-

del suo pontificato, postavi dal tesoriere;

na, con

esplosero tre salve

quindi chiusa nuovamente

la

fu

ne' consueti tempi

sigillata coi consueti sigilli, di tutto ro-

gnuna
di

il

Castel

s.

rispondendo ad oAngelo con dieci colpi

gandosi atto.

Fu

collocata

la

cassa nella

gran macchina dignitosa e magnifica, eretta con disegno di Tommaso Zappati


architetto, avanti la quale

cannone, mentre tutte le campane di Roma durante il funere suonarono a lutto.

Innumerabile fu

il

popolo accorso,
corpo diploma-

drato per contenervi

quapersonaggi che doil

form

molti in vesti nere, ed

il

tico, diversi forestieri e signori

con

vesti
la

veano

assistere al solenne funerale;


la

men-

lugubri. Nel d seguente ebbe luogo

tre innanzi

confessione eresse un granil

cappella cardinalizia per invilo del cardi-

de altare
contro
la

isolato, ed

trono papale in-

nale Braschi a tutto

il

sacro collegio, a
i

statua di

s.

Pietro. Nella notte

molti vescovi e prelatura, facendo

primi

molti ecclesiastici e divote persone resta-

rono a recitar preci

di

suffragio al de-

cinque solenni assoluzioni nel 3. giorno del funerale,


le

finalmente
celebr
il

lo

funto, e nella mattina seguente un'ora

capitolo Vaticano, che inoltre per grati-

prima dell'alba Pio VII


se limosine

fece

incomincia-

tudine condon quanto

gli

si

spettava
si

re la celebrazione delle messe con copio-

per

le

descritte funzioni, di cui

ha

il

da lui somministrate, avendo dichiarato per tre giorni gli altari privilegiati.

Distinto ragguaglio della funebre solen-

ne pompa, ec,

Roma

1802. Separata'

Vi
ed

si
i

recarono ancora cardinali,


pi ragguardevoli del clero

prelati,

mente si leggerne Diari di Roman. 1 iqa 1 24- La sera del 20 febbraio la cassa del
cadavere con l'urna de' precordi fu posta

secolare e regolare;

ma non

fu possibile

soddisfare alla piet di tutti, e dovettero

temporaneamente

nel solito luogo a

molti celebrare
quelle dette in

le
s.

messe

in altre chiese;

destra dell'ingresso della cappella del coro,

Pietro fino a due ore


circa mille.
Il

dopo mezzod furono


dinal Antonelli
i."

carce-

portata avanti
gli

donde dopo morto Pio VII fu trasla tomba del principe de-

creatura di Pio
1'

VI

lebr

la

solenne messa, con

assistenza

scolpita

del sacro collegio e di Pio VII, che con

raro esempio fece

il

funerale al prede-

ove fu posta la di lui statua da Canova, di cui parlai nel voi. XII, p. 3oi. Il cuore poi ed precordi furono riapostoli,
i

cessore praesenlc cadavere, e di tutti

portali a Valenza, per cura del cardinal

que' personaggi che hanno luogo nelle


cappelle pontifcie, cui
fettuosa venerazione
il

Spina, onde soddisfare alle richieste del

si

aggiunse per

af-

governo francese e de'valentini


8

e loro ve-

baronaggio rotua-

scovo, per essere deposti nel luogo do-

VOL. LUI.

n4
v'ersi

pio
morlo, nel

PIO
a lai
fine

monumento
scolpito

e dellacorvelta francese l'Alcione

comanl'as-

eretto e in

Roma

da Francesco
ed a ser-

data da Crisostomo Lague.


soluzione,
ta a

Dopo

Massimiliano Laboreui", per onorare questa vittima della persecuzione,

formalmente

la

cassa fu reca-

bordo

della corvetta, salutata dalle

vire di qualche riparazione alle crudelt

artiglierie della fortezza e de'legni

meni

padre comune de' fedeli. La Relazione del trasporlo de' precordi


usate contro
il

tovati,
lizie.
I

come

dalle moschetlerie delle misi-

prelati Vaticani, riconosciuti

si

legge nel Diario di

Roma i8o3
247
;

n.i

gilli,

fecero la formale consegna dell'ural

2 io,

220,225, 240

ne dar un

na con rogito

sacerdote Giovanni

Du-

cenno. A' 29 dicembre 1802 si tolse da detto luogo il vaso de' precordi, e riconosciuta legalmente
sigillo del
la

sua identit e

il

eda Gio. Battista Domai Digny comandante di divisione e Laguce mentovato, mentre la corfau Fortis de'Bassi Pirenei, vetta esplose tutta l'artiglieria, replican-

cardinal

York

arciprete, vi fu-

rono aggiunti scovo Coppola

quelli del vicario arci vee del

do

le

salve

soldati francesi.

A'i4 geni

sagrestano maggiore
il

naio 180 3

la

corvetta sbarc a Tolone

del capitolocan.Olgiati, facendo


l'ecclesiastica assoluzione.

primo
;

precordi di Pio VI, ricevuti con solenne

L'urna fu po-

cerimonia dal parroco e trasportati in


cattedrale, ove
gli
si

sta

dentro cassa di noce con l'iscrizione Praecordia Pii VI Poni. Max. Con dela

resero
il

gli

onori fu-

nebri
a'

quindi ripreso

sacro deposito,

cente accompagnamento fu
ferita sul

cassa trasla

carro funebre,

il

quale prese

con solennissima
di
la

23 marzo approd ad Aix, ricevuto pompa da tutto il cledimostrazioni di rispetto, e portato


all'i-

via di Civitavecchia, preceduto eseguito

ro, magistrature e popolo, colle pi gran-

dai dragoni edalla carrozza defletti prelati,

non che da

altra carrozza

col can-

metropolitana, ove riconosciuta


gli fu

celliere,
silica.

soprastante e manuali della bafortezza di Palo e tutte


il

dentit dell'urna,
fico

celebrato magni-

La

le torri

funerale, indi depositata nella sa-

del litorale salutarono

convoglio con
francese e

grestia parata a lutto.

colpi di cannone. In Civitavecchia fu ri-

marzo

il

cuore e

le

visceredi Pio

Finalmente a'29 VI giun-

cevuto

la

sera dalla

milizia

sero al loro destino in Valenza, fatte ac-

pontificia a lutto con solennit e da

un

cerimoniere pontificio,
di tutte le

al

suono funebre
facendo
pio-

compagnare dall' arcivescovo d' Aix da due sacerdoti e dal Dufau Fortis. Fu ricevuto
le
il

campane, dal clero secolare e


,

vaso fuori di porta


civili

s.

Felice dal-

regolare e dalle magistrature


nella chiesa parrocchiale di
s.

Maria, ove
il

fu portata la cassa, l'assoluzione

da popolo innumerabile plaudente e Iagrimante, con tenerissimo spettacolo, al suono delautorit


e militari e
le

vicario generale. Nella notte salmeggia-

campane e allosparo de'cannoni,

rico-

rono
di
le

religiosi,

come

ne! d seguente,
il

ed
tiri

nosciutisi legalmente! sigilli dal vescovo

all'alba la fortezza fece

saluto con

Becherel. Questi pronunziando analogo


discorso, ricevette
tifcii
i

cannone, accompagnati dal suono del-

preziosi avanzi

pon-

campane

delle chiese. Pio

VII avendo
di messe,

alla

porta della cattedrale nobilin cui


si

dichiarato tutti
si

gli altari privilegiati, vi

mente apparata,
veaux
parole
,

celebrarono so-

celebrarono gran
la

numero

lenni suffragi con orazione funebre di Mil-

quindi

cantata da detto vicario, con

l'assistenza del clero secolare e regolare,

il

avendo detto prima opportune prete francese Dufau Fortis, cui


stati

de'due prelati Vaticani, delle magistrature, delle milizie e de'consoli esteri. Nel

in Civitavecchia erano
i

consegnali

precordi, dichiarando che Pio VII ai

tempo

della messa seguirono salve di rno-

vea esauditi
Baldassari
ci

fervidi voti de'valentini.

Il

schetteriaede'cannoni de'brick pontificii

diede nelt. 4, p-^97 eseg.

PIO
l.i

PIO
ristretto della vita e gesta di

n5
Pio FI, Ve-

relazione dell' accoglimento fatto in


di

me
il

Valenza al cuore e viscere furono riconosciuti e

Pio VI; coil

nezia.

Vita e fasti ec, Milano 1800. P.


salute. Pii

collocali sotto

ab. d. Enrico Sanclemcnte camaldolese,

monumento

eretto nel coro,

quale

Quinquennalia pr
Baldassari

FI. Pre-

di
di

marmo
Pio VI.
la

bianco con ccnotafio e busto


Il

ziosa poi l'opera importante di Pietro

cenofafio ornato di bel-

lissimi bassorilievi, rappresentanti da

una
l'i-

so Pontefice,

compagno d'esilio del gloriocome segretario del prela-

parte
tra
il

Religione e

la

Speranza, dall'alIl monupompa funebre


r

Papa

in abito pontificale, oltre

scrizione del vescovo Becberel.

mento
do' la

fu con splendida

inaugurato a'25 ottobre 18 1, celebranmessa solenne il cardinal Spina assistito dai vescovi d'Avignone e di Va,

to Caracciolo, fatto cameriered'onore da Gregorio XVI, e giustamente lodata dagli Annali delle scienze religiose, dal cb. ab. Zanelli nel n. 90 del Diario di Roma 84 e da altri in 4 tomi col titolo: Relazione delle avversit e patimen1
1
:

ti

del glorioso

Papa

Pio

FI

negli ultimi

lenza, pronunziando

il

can. Bisson

un

discorso relativo alla funzione.

Tutte quasi le nazioni fecero a gara per onorare la memoria dell'immortale Pio VI con medaglie, rami, elogi, poesie,
iscrizioni e orazioni funebri,
scrittori

anni del suo pontificato, edizione ?.." corretta cdaumentata,Mo<.\ena 8{o-43. Le bolle, brevi ed altre lettere di questo Papa sono riportate dal Bull. Rom.
(re
1
i

continuatio, in

numero

di

177.

La

s.

come

molti

ne compilarono

le gesta,

ripro-

vandosi l'autore anonimo eWeMmoires


historiqucs, et philosophie/ues sur Pie
et

VI

son pontificai. Senza critica e discernimento la Vita pubblicata in Milano

Sede vac mesi 5 e giorni 16. PIO VII, Papa CCLXI. A Chiaramonti famiglia ho riportato oltre le notizie di questa, quelle di Barnaba, poi Gregorio, nato nobilmente in Cesena a' 14 agosto i74?->

monaco

cassinese, fatto dal


,

da Giacinto Ferreri
Pio FI, Poschiavo
si
i 1

come

insulsa la

pretesa Storia imparziale del

papato di 797. Sono da lodar,

suo concittadino e parente Pio VI abbate, vescovo di Ti voli, poi d'I mola, e cardinale dell'ordine de' preti
io
a'

i4 febbras.

seguenti savi e veridici storici


la

die

1785. Gli confer

il

titolo di
s.

Cali-

vendicarono

memoria

di

Pio VI dalle

sto, le

congregazioni del

offizio, dei ri-

odiose calunnie de'suoi detrattori. Storia


civile, politica e religiosa

di Pio

V^comda un

ti, di propaganda e de' non che le protettone

vescovi e regolari,
delle confraterni-

pilata sopra documenti autentici


cattolico

romano, Avignone

cesco Beccatini, Storia di Pio

801. FranFI P. O.

Terni e del ss. Sagramento di Fusignano. A Tivoli dir del suo governo episcopale, essendo sue printe di
s.

Anna

di

M,

Venezia 1801. Fila Pii

TIP. M.

cipali virt, sincera umilt, zelo apostolico e

auctore. Joh. Bapt. Ferrari (ex gesuita),

candore d'animo.

Ad Imola

rac-

802. Giambattista Tavantiji^sii del S. P. Pio FI, con note, critiche, documenti autentici e rami allegorici, Italia 8o4- Di questa e di quella del Beccatini si serv il Novaes per scrivere la Fila di Pio FI in due volumi, e del quale mi sono giovato come in tutte le biografie de'Papi sino n Pio VI. Altre vite
Patavii
1

contai quanto oper a vantaggio di essa


e della diocesi;

come

si

regol nell'invainutili rivolte,

sione de'repubblicani francesi e dell'omelia

pubblicata a impedire
si

di cui tanto to dal

parl;

come

fu allontana-

gregge rifugiandosi altrove, donde si rec al conclave,oveesaltato al papato continu a governare la diocesi imolese
sino al 18 16

meno
tico,

copiose sono

Elogio storico poli-

'7Q9- Compendio ed elogia storico ec. Venezia 1799- B reve


ec,
,

Roma

beneficata.

dopo averla in pi modi Morto Pio VI a' 29 agosto 1799, nello stesso giorno una colomba
,

iG

PIO
snero collegio
il
:

P
go del Negroni che
ta

IO
lo era,

entr nella stanza del cardinal Chiaramonti e vi si trattenne lungo tempo ab-

prelato Consalvi, in luo-

per

la

condot-

biamo ancora che


predisse
il

la pia

sua madre

gli

tenuta

dopo

la

rivoluzione di
di

Roma,
non
reil

pontificato e le tribolazioni che

per cui

gli

aveano intimato

dovea patire. Divenuto 1' imperatore Francesco II sovrano delle provi ncie venete, orni al sacro collegio Venezia per
tenersi
il

carsi a Venezia.

tale carica

concorse

celebre Devoti vescovo d'Anagni,


cesi

ma

di-

conclave, facendolo a sue spese


s.

costruire nel monastero di


il

Giorgio, ed

che nelle votazioni de' cardinali il Consalvi lo superasse per un voto. Si ha stampato in latino e italiano il Discorso
(c/iuto nella

redi Spagna somministr quanto dissi nel precedente articolo parlando de'novendiali in tal citt celebrati per Pio VI.
Invitato
il

cappella del conclave

il

i.

cardinale a Venezia,

vi

si

re-

c nell'ottobre, e

non trovando alloggio

dai cassine, lo prese nel convento de'domenicani in ss. Gio. e Paolo. A Pio VI
narrai
le

sue disposizioni per

1'

elezione

del successore, e nel voi.


li

cardinali

XXI, p. 2 28, quacomponevano il sacro colleg-

gio, cio 45,

ma

intervennero

soli

34, h"-

pediti gli altri

da diverse circostanze di recarvisi. Essendo incomodato il cardinal Albani, cant la messa dello Spirilo santo il p. abbate Scardi benedettino. Abbiamo Oratio ad Eminen. et Rever. S. R. E. cardinales eligendi stimmi Pon-

dicembre 1^99 dall' Em. card, decano Gio. Francesco Albani al sacro collegio de cardinali congregato, ec. Intanto Roma e le provincie non cedute nella pacedi Tolentino, eranostatesgombrate dai francesi, ed occupate da Ferdinando IV re delle due Sicilie pel futuro Papa, come accennai nei voi. X, p. 190, XX, p. 17, 18 e 19, e XLVII, p. 2o3. Il cardinal Bruschi, come nipote di Pio VI, era seguito ne' voti da 2 cardinali, compresi Albani e York, bench non
1

creati dallo zio.

dinal Anlonelli,
eh

Da un altro canto cara creatura quantunque


il
1 .

Pio VI,
formare

si

dichiar capo d'un partito

contrario che contava i3 voli, bastanti


a
l'esclusiva,

in

causa conclave ingressuros, habita tempio s. Georgii Majoris Venctarum kal. decembris 799, ab Antonio Maria Gardini ord. s. Bened. et cong. carnaitificia
1

poich per

l'elezio-

Per quasi due mesi il cardinal Belsomi n'ebbe 22, ed il cardinale Mattci ogni giorno dal partine occorrevano

24

voti.

dulensis episcopo Cre/nensis, Venetiis.

Il

to Antonelli

ne otteneva i3: bastavano

monastero

di

s.

Giorgio ridotto a concladescrissi nel voi. XI, p.

questi per impedire,


re.

ma non
i

per riusci-

ve fu diviso

come

AlBellisomi ostava l'essere vescovo di

be luogo

64- L'ingressode'cardinali inconclaveebil i. dicembre, prima domenica dell'avvento, con tutta la calma e perfetta apostolica libert, garantita dall'im-

Cesena, onde credevasi che

Bea scili

a-

vessero continuato a regnare; pel Maltei


si

peratore Francesco
legio ricevette

li,

mentre il sacro colvoi.

opponeva il debole carattere, per cui non solo non avrebbe il coraggio necessario per ridomandare all'Austria le tre legazioni che avea conquistale sui francesi,

pure

lettere confortatrici

da vari sovrani, che ricordai nel

ma

il

nepotismo saiebbesi posto

sul tro-

XXVII,
il

p.

i4-

vescovi e prelati fu-

no, e

come
I

principe

romano

la

famiglia

rono deputati

alia custodia delle iole,

ed

facilmente avrebbe dominato negli affari


di stato.
flessibili,

principe Chigi maresciallo di s. Chiesa a quella del conclave, restando a disposizione de'sacri elettori
striache.
I

partiti

erano

vivi, costanti, in-

ad onta

delle vicende politiche

le

milizie au-

e in

cardinali pel favore del car-

dinal York,

non opponendosi

il

cardinal

Eraschi, dichiararono pro-segretario del

un momento che le armi francesi aveano sofferto diffalte che presto potevano riparare, secondogli eventi della guerra, la quale sembrava dover di nuo\o

PIO
straziare l'Italia. Si
lenti,

PIO
al

117

pens

cardinal

Faado-

zione Braschi, cui era attaccato per co-

senza efftto,

comedi

volo

si si

parl

di

Calcagnli; dal partito Braschi

nnine patria, parentela e riconoscenza. Quindi vedendo che invano si aspettava


il

</</(/'.);

perarono alcuni voti pel cardinal Gersi propose pure inutilmente l'Aibaili,

ritorno del corriere da Vienna, a molli


circostanze in cui

cardinali francamente fece considerare,

essendo parente della casa


e perci

di

Mo-

che nelle
vavasi

infelici

tro-

dena

anche dell'Austria; quindi un'altra volta gli sguardi si portarono sul

Sede, era conveniente scegliere un Pontefice dolce, affabile, moderala s.

dottissimo Gerdii,

ma

ricevette l'esclusi-

to, la cui

va formale dal cardinal llerlzan, ch'era entrato in conclave quulche giorno dopo, in nome dell'imperatore Francesco 11. Rappresentavano la Spagna due cardinali spagnuoli,

minuire
tutti
i

il

paterna voce s'impiegasse a dimale. Esamin la situazione di


tutti

cardinali proposti, e conchiuse che


i

doveansi raccogliere sona


di

voti sulla per-

ma

senza missione di

un cardinale che fosse indipendente dall'influenza di qualunque governo. L'ingegnoso prelato con eloquenza vivace dimostr l'imperiosa necessit di por

loro corte;

il

cardinal

Maury
1 1

agente del

ram miugo Luigi XVI

re di Francia, nou

osava pronunziare nelsuonomeiui'esclusiva che poteva essere contrastata. Frat-

tanto per
la

!a

lunghezza del conclave, per


si

vedovanza della Chiesa, con la pronta elezione del suo capo e sovrano do'dominii pontificii, cui sudditi aveano
fiue alla
i

noia cagionata dalle privazioni,


voli dcll'Antonelli

stac-

bisogno del suo governo per far cessare


il provvisorio de' napoletani. Col quadro energico che fece dello slato presente e futuro delle cose politiche, cominci a far

carono due

percomil

piere l'inclusiva di Bellisomi e gi stava

per consumarsi

l'elezione,

allorquando
in

cardinal llerlzan fece osservare, che es-

trapelare quel carattere diplomatico che


gli

sendo
dell'

il

conclave raccolto
i

una

citt

assicur poi la stima e

la

confidenza

imperatore, da cui

cardinali rice-

degli

uomini

di

statoedi

tutti gli altri di-

vevano cortese
JI

ospitalit,

sarebbe convea Francesco

niente far conoscere

la scelta

plomatici suoi contemporanei. Senza indicare una scella, per le qualit che cre-

per un corriere, non dubitando di sua


il

soddisfazione, anche per essere

candi-

deva necessarie nel futuro Papa, tracci quelle che fregiavano il cardinal Chiaramonti. Egli fu ascoltato dai cardinali con
salvi

dato nato
scorso
fci

di lui suddito,
vi

il

partito che

favoriva Bellisomi

convenne,

ma

tra-

un mese senza
i

risposta, gli

animi

molta attenzione, ma quello che il Condur maggior fatica di trarre a'suoi

cominciarono a raffreddare, molti voli ritirarono, ed capi de'due partiti poco erano ascoltati nel porre nuovi soggetti
si

disegni, fu il cardinal Chiaramonti, cui avea significato che procurava farlo eleg-

gere Pontefice. Pi di due settimane im-

sul tappeto, hens nell'escludere

questo o

pieg egli per rispondere agli scrupoli delantica chiesa, che opponeva l'umile e modesto porporato, che finalmente dopo la resistenza consigliala dalla mansuetudine del suo carattere, parve piegarsi a quello che si desiderava da lui. Piestava a Consalvi la cura di guadagnare sufdivenuto capo fragi raccolti da Maury
l'
i

quell'individuo. Nella Storia di Pio


del (defunto da ultimo)

VII

comm. Artaud,

che per lungo tempo fu ministro di Francia in R.oma, ecco conle si riporta la sua
elezione.

L'accorto Consalvi segretario del conclave, lasci che


i

partili

stancassero

le

proprie forze, persuaso che Bellisomi e

d'un piccolo partito

di 6*voti,

per

le

sue

Matlei non sarebbero

eletti,

credette per
il

molle ragioni meritare

la

preferenza

argute considerazioni e celebre facondia. Vi si accinse con tutta la finezza del suo
genio, facendogli manifesto., che per
le

cardinalChiaramouti, trascurato dalla

fa-

nS
ti

rio
la

PIO
Braschi rispose, questo mi piacerebbe molto, perch Io stimo e l'amo assaissifallo l'oppor-

belle qualit del candidalo Chiara mon-

probabilmente

sua esaltazione era

\iciua,
visi:

onde sarebbe grave

mo, ma ignoro
mici. Soggiunse

cosa ne pensano
il

mieia-

felicemente riusc nell'intento, on-

de

ai 19 voti gi guadagnati al Chiaramonti, si unirono altri 6. In questo mo-

decano, dunque li consulti e da mia parte ancora li preghi a ponderare, se gl'infruttuosi tentativi per
Bellisomi possono lecitamente prorogarsi

do procedette
istorico

la

conclusione dell'elezio-

ne, secondo la narrativa del rispettabile

tempo

indefinito.
li

Prontamente

il

car-

comm. Artaud.
Baldassari, ch'era a Venezia se-

dinal Braschi

consult, e contro ogni sua


tutti

Ma
il

il

speranza trov che


al

erano favorevoli
il

gretario del maestro di camera, e

come
Pio

Chiaramonti, compreso

Bellisomi,

il

suo padrone compagno

d'esilio di

VI,

nella Relazione delle avversit e pat. 2, p. 4o5eseg., nel quanto riguard la scelta del

quale gi pi volteavea pregato isuoi promotori a non pensar pi alla sua persona.
11

timenti di quello,
rettificare

cardinal Autouelli, capo dell'opposto

partito, attento e sagace com'era, s'avvi-

segretario del conclave e poi quella del

de che qualche novit rilevante era in


conclave, e volle ancor esso abboccarsi col
cardinal decano,
il

pro-segretariodi stato, dichiara che

l'ele-

zione di Pio VII non segui ne'modi ripor-

quale

gli

fece un'esor-

prova con testimonianze ineccezionabili, rigettando la cooperazione e intati e Io

tazione che in sostanza guidava allo stesso fine della ricordata, e gli disse in confi-

fluenza del Consalvi

del pari disonore-

vole per

lui,

pel sacro collegio e pel can-

denza ci che avveniva in favore del Cinaramouli. Rispose l'Antonelli, sentire anch'egli la necessit di

didato. Solo

mi

limiter a indicare la ve-

non ritardare

ulte-

ridica storia di questo importante esalta-

mento, con l'autorit sicura del Baldassari.


Il

riormente la creazione del Papa, e quanto alla persona del Chiaramonti, non op pose
i

merito e

la gloria di

aver fallo

e-

difficolt, solo

si

riserb interrogar-

leggere Pio

VI I appartiene soltanto

al de-

cano cardinal Albani, imperocch come altri suoi colleghi infastidito della lunga
clausura, avendo inutilmente replicato esortazioni per la concordia de'suffiagi,e

ne cardinali amici. Ancor questi abbracciarono subilo tal partita e la sera del cardinali erano 12 marzo 1800 tutti unanimi in eleggere Chiaramonti, ma per
, i

maggior pouderazionesi stabil, che l'alio


dell'elezione
1

continuando due partiti nell'ostinazione di sostenere Bellisomi e Mattei, prese la risoluzione di segregarsi da tutti, ricusando ogni visita o conferenza in cella. Alle replicate istanze del cardinal Brai

si

differisse alla

mattina del
il

4- Della qual mirabile concordia

Bel-

lisomi stesso lidissimo virtuosamente la

celebr con versi, dicendo de' cardinali

schi l'accett a colloquio, quindi

come va-

lente parlatore lo persuase dell' impossibilit di

che papeggurono: Quelli volea la terra, e questo il cielo, parlando di Chiaramonti. Nella mattina del i3 si seppe pel conclave
il

superare

il

partito contrario a
si

convenuto nella sera precedente

Eellisomi, lagnandosi perch la Chiesa


lasciava senza
fedeli,
il

nelle celle de'cardiiiali, per l'uuione dei

pastore con iscandalo dei

discordi Braschi e Antouelli, fatti quasi

danno

della religione e detrimens.

compromissarii del restante del sacro


legio (d'un

col-

to degli interessi della

Sede. Fra
:

le al-

tre cose disse l'Albani al Braschi

e che,

XXI,
so
si

p.

compromesso toccai nel voi. 224), perch d'unanime consen-

mancano altri cardinali meritevoli del suo


favore e di quello de'suoi seguaci?

procedesse all'elezione di Chiara-

E qui
il

annoverando

meriti d'alcuni,
il

comme-

rio Speroni

monti. Quindi dopo lo scrutinio Gregoromano, che faceva da 2.

mor ancora

Chiaramonti. Allora

maestro

di cerimonie, inlese

confermarci

PIO
la notizia

PIO
al fratello

119

da molti cardinali, essendo per*

partecip l'esaltazione di proprio pugno


ch'era in Bologna, ed alla coin

ci tutti in

molo d'esultauza, onde si por-

t a significarlo al cardinal Chiai amonti.

gnata che stava


re rec la

Cesena. Altro corrie-

Questi cambi di colore e non pronunzi parola,

ma

lo

Speroni giuslificla sua

nuova a Faenza alle cugine di Pio VII, A una Cantoni e Maria Livia Conti

presentazione per domandargli quando voleva misurarsi il vestiario, perch non

rampollo de' conti Severoli. La pub-

blicazione del

nuovo Papa

si

fece dal

(i-

ve n'erano

tre di diverse

me

il

consueto,

ma

soli

grandezze codue; il cardinaalle

nestrone del monastero, con gran giubilo


de' veneziani, indi nella chiesa

ebbe luo-

le rispose

che fosse andato

ore 24,

go
\
Il

la

solenne adorazione del sacro colle-

come

fece, e

perch riuscirono larghi suristretti.

gio. Nello stesso

bito furono

Divulgatasi per Ve-

fece diverse cariche,

giornoe ne'seguentiPio conferm la da-

nezia nello stesso giorno i3 tal novella,


il

teria al cardinal Roverella, e la segreteria

maestro

di

camera

si

port alla ruota

de'brevi
la

al

cardinal Braschi, cui aggiunse


s.

del conclave, ed intese dal cardinal Braschi ch'era verissima, anzi


il

dignit di camerlengo di

Chiesa; co-

sopraggiunto
disse

me

pure conferm
ed

il

raaggiordomo,mae-

maggiordomo, ad

alta voce gli

che preparasse quanto era necessario pel nuovo Pepa, la elezione del quale suc-

camera, segretario delle lettere lail cameriere segreto soprannumero del predecessore. Col consiglio di
stro di
tine,

cederebbe nella mattina seguente, e preparasse eziandio


1
il

diversi cardinali,
di stato

nomin prosegretario

desinare pel Papa Chiasi


il

mg/

Consalvi. Fece lo Speroni

a monti. Nella sera a questi

recarono

cappellano segreto crocifero e soprannu-

iu cella a baciargli la
gli altri

decano e cardinali. Nella mattina del 14

mano,

mero
cia,

ai

ministri della cappella pontifaltri.

per non diredi


di

Delle feste e per-

nello scrutinio

unanimemente
al

fu eletto

manenza
vi

Pio VII a Venezia e quanto


i.

Papa, non essendovi bisogno


ed
ni
;

di accesso,

oper, vedasi quell'articolo, avendo


concistoro ne' voi. IX, p.

egli die

il

suo voto

cardinal Alba-

parlato del

indi fu vestito degli abiti pontificii

dai suoi conclavisti, coli' aiutode' maestri


di

181, XV, p. 2 1 3. Il lungo pontificato di Pio VII, tanto memorabile di strepitosi


avvenimenti, esigerebbe una diffusa bio-

cerimonie; ed in memoria del predeil

cessore prese

Pio VII, e con sembiante tranquillo e sereno ricev aldi


i

nome

non si conf col metodo di questo mio Dizionario; laonde dovr


grafia, quale

l'ubbidienza

cardinali. Tali particolari-

limitarmi a registrare
principali,
gli

fasti

e le cose

t volli riportare
il

perch appunto con esse


il

giovandomi

in parte

Baldassari corresse
tacer che
il

lodato biografo.

encomiati Pistoiesi e

anche deArtaud. Per non

Non
Pio

eh. Pistoiesi,

Vita di
il

ripetere poi tante notizie gi pubblicate


in

VII

asserisce

che avendo
la

cardi-

moltissimi articoli, e che dar nei sucli

nal Chiara monti dichiarata

sua inet-

cessivi,

rimarcher in corsivo, per po-

titudine al governo temporale, ed a reg-

tersene legger meglio l'argomento qualora piaccia,

gere

la

Chiesa in tempi tanto scabrosi,


il

lo

avvertendoche delle tante cose

persuasero

cardinal Ruffo e Consalvi.

operate da Pio VII, ne tratto anche in


altri
ti.

Subito
la e a

si

sped in

Roma

il

corriere Ca-

che in questo non saranuo nomina-

tenacci colla lieta notizia,

come ad ImoCesena, proibendo il Papa ai paniuno


si

Si vocifer

che

gli austriaci

volessero

renti che

movesse,

lo

che

dissi

a Chi 4RAM0NTI famiglia, raccontando pure che mai permise che


si

recassero in

Roma

quanto fu con

essi

moderato

impeguare il Papa a fermarsi in Venezia, ed anche passare in Vienna, finchgli affari politici d'Europa avessero preso un andamento alquantostabile, ma Pio VII non volle avere altra residenza che quella

iao

PIO
s.

PIO
Pietro.

de'predecessori, stabilita da

La

ileorpo episcopale, partecipandogli

la

sua

sua fausta esaltazione piacque a tutti, fu


assai festeggiala,

assunzione

al pontificato

in essa richia-

ed

sovrani dichiara-

m le facolt
VI
al

provvisorie concesse da Pio


nelle anteriori dolorose
la

rono

la

loro soddisfazione a
i

mezzo de'rapfesta di
s.

medesimo

presentnnti. A'*2

marzo,

Be-

vicende, dichiar
tetica prospettiva

sua riconoscenza
li, e fatta la

al-

nedetto,

la
la

cui regola a vea professata, eb-

l'imperatore Francesco

pa-

be luogo
sa di
s.

solenne corona? ione nel la chieIl

de' inali
i

che

affligge-

Giorgio.

cardinal York,

come

vano
i

la

Chiesa, tracci

vigorosi rimedi

arciprete Vaticano, pronunzi secondo il consueto una breve allocuzione; fecero da

che inculc adottare. Indi Pio VII destin legati ad assumere il governo di Ro-

diacono

suddiacono greci due Mecdtarisli, e nella gran loggia, appositamente . eretta, il cardinal Antonio Doria diacono gl'impose il triregno, indi il Pontefice comparti la solenne benedizione apoe
i

ma,

cio

notati nel voi.


si

XXXV II,

p.

reca Padova, per visitare il santuario di s. Antonio, e redecise porstituitosi quindi a Venezia 284. A'2D maggio
,

tarsi a

Roma, per

cui

il

ministero austria-

stolica.

Recaronsi a visitare il nuovo Ponragguardevoli personaggi, e

tefice molti
fra gli altri

co si occup del modo di condurvelo col decoroconvenienteal supremo capo della

il duca e la duchessa di Parduca di Berry, il principe di Cond col duca d'Enghien,e l'arciduchessa Marianna sorella dell' imperatore, la quale

Chiesa. Nel concertare

il

viaggio

com-

ma,

il

missari
evitare

austriaci giudicarono prudente


il

passaggio delle legazioni con-

quistale sui francesi dall'imperatore, che

implor

il

pontificio favore pel p.

Pacca-

nari e suo istituto. Coi due moto-propri,

Nos

volentes,t\ i.

maggio 1800, Bull.

Roni. continuaiio (nel quale sono riportate le bolle,


i

brevi, le lettere, le allo-

cuzioni
dal
t.

ec. di

Pio VII, incominciando


suo con-

bi), concesse le solite grazie e pri-

non gli si restituivano per allora, per rimuovere qualunque dimostrazione popolare; laonde si stabili che per mare si conduces-e ad un porto de'suoi domiuii, ponendo a tale effetto in disposizione la fregata imperiale Bellona di 4 pezzi di pubcannone, l'i ima di partire, Fio V
1 1

vilegi ai conclavisti edapiferi del

blic

clave.

Furono

conclavisti del cardinale


d.

un giubileo universale, pel felice goversamento della Chiesa. A'6 giugno tra
plauso de' veneti il Papa s'imbarc col cuore colmo di paterna affezione e riconoscenza, invocando loro dal cielo tulte
il

Chiaramonli gl'imolesi
ga
glia vescovo

Giacomo BraGiovanni Soanch'


es-

(zio dell'attualecardinal

d'Osimo

e Cingoli,

so intime famigliare di Pio

11)

che no-

le

benedizioni.

A motivo

de' venti contra-

min
ra,

i.

cappellano segreto, e Giuseppe


fece i. aiutante di

ri, la

fregata dovette fermarsi alcuni gior-

Moiraghi che
tante di

camela

dichiarando i. Andrea Morelli aiu-

camera del predecessore, giusta


il

ed in questa circostanza iMalamocco. Tornato ii mare in calma e ripreso il viaggio, a' 1 7 giugno apni a
,

Spignon

visit

costante consuetudine: Pio VII fu

pri-

mo ad
prima
di 4-

avere due

soli

aiutanti di camera;

e ue'ponlifcati precedenti furono

12, io, 8, 6, e sotto Pio

VI non meuo

Per servo entr

in

conclave col car-

dinale, Bartolomeo Is: il dapifero fu d. Francesco Cappelletti di Rieti e canoni-

Pesaro festeggiato come lo fu luoghi che tragitt. Frattanto a'22 giugno il governo provvisorio napoletano di Roma, in nome di Ferdinando IV proclam la restituzione al Papa di Pioma e delle pro\ incie, che il re avea tolte agi' invasori francesi, annunziando

prod
per

gli altri

co di quella cattedrale.

J'immiuenle arrivo
la lettera

di

Pio VII. Altrettani

A' i5 maggio
clica

eman

enci-

to pubblicarono in dello giorno


nali legati, deputali a ricevere
i

cardi-

Din

satis

videmur, diletta

a tutto

doininii

PIO
Chiesa da loro amministrati, pereui subito assunsero il governo e il pieno potitilla
li,

PIO
indi demaniali, sui quale
si

12

repubblica, e denominati beni naziona-

tere.

Accompagnato

dalla cavalleria auGliislieri

to

grave oggetpubblic Un regolamento a' 24 ot-

striaca e dal

marchese

ministro

tobre

1801. Nomin ancora altra conaffari di religione, trola

e commissario dell'imperatore, Pio VII

gregazione pegli

prosegu

il

viaggio trionfale, per

Fano,

vandosi

Chiesa

in deplorabile condizio-

Sinigaglia, Ancona, Loreto e Recanati,

ne, facendo intanto riassumere l'abito ai

ove ricevette l'imperiai commissario Cavallai", che iti nome di Francesco II gli
restitu
il

monaci del sacro Speco


stabil la rota di

di

Subiaco. Ri-

governo

politico di quella par-

teria

^lacerata e la deposigenerale d'Ancona; deput una visantuario di Loreto. Eleggi

te delle proviucie del

suo stato, che di-

sita oposlolica al

pendevano dagl'imperiali commissari di Ancona e di Perugia, per cui Consalvi ai 2 5 pubblic un manifesto che il Papa
rientrava ne' suoi sovrani
diritti, ristabi-

man

annonarie, proib l'esportail

lendo
cotta

il

suo governo

in dette citt e dii

pendenze. Devesi eccettuare

fotti

d'An-

grano da Sarcommercio, come dell'olio, e pubblic il regolamento giudiziario per le materie annonarie: questi furono preliminari del commerzione de'grani, fece venire

degna, ne introdusse

il

libero

che ritennero
i

tedeschi, cui succesla

sero

francesi
vi

dopo
i

vittoria di
al

Maren-

che si organizz nel seguente anno, e sul quale fu tanto detto e scritcio libero
to, se

go e
ci

restarono sino

giugno 1802.
gli altri forti

vantaggioso o pregiudizievole. Esdi

Inoltre tanto

napoletani, chegli austria-

sendo

questo ultimo avviso

il

cardinal
sistema,

continuarono a guarnire

Braschi, allorchebbe effetto


subito rinunzi
i!

tal

e posti militari dello stato pontificio. Pro-

camerlengato. Sulle

segu
tino,
si

il cammino per Macerala., TolenNana, Civita Castellana Montercome dissi nel voi. XIII, p. 6f), facen,

in questo tempo e in epoche del pontificato per l'Annona, V Agricoltura e le Dogane, ne par-

provvidenze prese

altre

do
di

il

solenne ingresso

in

Roma

a'

3
1

lu-

lai

tali articoli

ed

ai relativi.

glio,

che descrissi nel voi. XXXV, p. 83, cui fu stampata la Relazione. Ai 6 Pio
volle celebrare
s.

\ II per prima uscita

mes-

Verso quest'epoca, per la seguita rivoluzione di Napoli, nella punizione de'colpevoli vi furono compresi religiosi , ecclesiastici e vescovi distinti,

sa sull'altare papale di

Pietro, ed iu al-

ed alcuni andel

tro giorno nella cappella Sistina assist


al solenne funerale iu suffragio del pre-

che innocenti. In questa circostanza Pio

VII die saggio della fermezza

suo ca-

decessore.

regolare

lo

ristabilimento del

rattere in difesa delle leggi della Chiesa e

governo
perate,
il

pontifcio nelle proviucie ricu-

contro un tribunale laico che avea fatto


perire
gli

Papa

a'c)
a

luglio istitu quattro

unti del Signore, soppresso


il

mobe-

congregazioni: la

i.

per

gli affari del


a

go-

nasteri,

ed appropriato beni senza

verno provvisorio;
alla
ri

la 2.

per occuparsi

neplacito pontifcio. Energicamente scrisse a

pi islinazione dell'antico sistema, ai

venio

francesi e la repubblica lasciato

disordini iu ogni

ramo d'amministrazioa

Ferdinando IV, e pun colle censuche aveano influito alle connumerosi adanne. Questo atto irrit
re
i

prelati

ne, cio ripose in attivit la Congrega-

genti di quel governo, che fecero circola-

per l'economica riforma del palazzo apostolico e famiglia


la 3.

zione economica;

re

libelli

e calunnie contro

il

Papa per
il

renderlo odioso. In questo frangente

pontificia, di

che
a

trattai nel voi.

XLI,

p.

governo

di

Pio VII

offr

quella felice

li-

per gli acquisti fatti dei beni ecclesiastici e dello stato, messi alla

2746282;

4-

mone

di

viezza e di equit

moderazione e di rigore, di sache dovea produrre


,

l'incauto nell'epoca rivoluzionaria della

nella cristiana repubblica

il

totale rista-

122
bili

PIO
to
il

PlO
Papa conserv
il

tnenlo della religione, della inorale e


giustizia, e

l'istituzione francese
fi-

Iella

spandere inestimabile

de' Pompieri, ripristin le guardie di

gloria e lustro nel suo pontificato.


in cui le rivoluzionarie vicende
i

Lo stato
avevano

corpo de' carabinieri, die nuova organizzazione alla truppa provinnanza, cre
ciale

ridotto luoghi piijecase degli ordini religiosi e gli

pur da

lui istituita;

il

tutto

pu

ve-

Ospedali, eccit

la vigilan-

dersi a detto articolo.


zia

Quanto

alla mili-

za del Ponteficea

nominare una congrene pro-

gazione,acci sollecitamente prendesse in

esame la loro

infelice situazione, e

ponesse que' mezzi riconosciuti validi e opportuni. A benefzio eziandio dell'indigenza ordin, die
si

urbana e de'feudi del senato e poporomauo, perci che riguarda l'operato da PioVII, vedasi Capotori. Dalla citata bolla nel darsi un migliore ordinamento anche al tribunale del governo, al
lo

attivasse di

nuovo

modo che dico nel

voi.

XXXI I,p. 12 eseg.,


de'
i

WDlonte dipiet. Perturbando alcune voci l'ordine sociale, a'28 luglio proib tutte le conventicole e adunanze sospette, e
la

ebbe origine l'abolizione


rioni, de' quali
p. 70.

fc/rri,

l'orga-

nizzazionedella polizia, ed

presidenti de
voi.

meglio parlo nel


la

Vili,

propagazione ancora di notizie allarmanti, non che qualunque pubblico discorso o sediziosa espressione tendente a

Intanto

vittoria riportata a'


,

i4
.
1

giugno da Bonaparte
sue mani avea posti

gi divenuto

console della repubblica francese,, nelle


i

popolari sommosse

pene minacciate furono severe, inclusivamente alla morte. Tutta volta per ridonar la calma a tan:

le

destini di Francia,
d'Italia sino alstati della

che
sa.

di

nuovo

fu

padrona

l'Adige ed ai confini degli

Chiela

te agi tate famiglie, ed abbonacciare g ispiriti

Avendo Bonaparte
gli

rovesciato

co-

irrequieti,

accord generale perdono

stituzione e riunito
tere, manifest a
ristabilire

elementi del po-

a tutti quelli ch'erano rei delle anteriori

rivoluzioni, ancorch ecclesiastici.


le

Non
Fece

in

furono corrisposte

sue paterne cure e

quanto

dissi

Pio VII il desiderio di Francia la religione , per a Francia, al quale articolo

mal

si

retribu a tanta clemenza.


la

riportai tutto ci che riguarda Pio

cessare

dispendiosa bonificazione delle


sull'im-

quella regione, per cui nelle cose dette

Paludi pondne; ed eman ordini


modestia delle donne. Agli
tenne in
1

agosto 1800

VII e mi limiter accennarle. 11 prelato Spina che avea raccolto l'ultimo respiro di Pio VI,
fu accreditato ministro pontificio a Parigi.

Roma

il

.
1

concistoro di

3o ve-

scovi, creando cardinali Caracciolo suo

Nel 180

Pio VII rivolse

le

sue sol-

maestro di camera, compagno d'infortunio di Pio VI, ed il celebre Consahn che


dichiar segretario di stato effettivo. Ai

lecitudini al sussidio de'poveri, eccitando


la piet de'fedeli a mensili oblazioni.

Ap-

3o ottobre
le

fu pubblicata la bolla
tutti
i

Post

prov e benefic {'Accademia di religiomarzo eman il mone cattolica. Agli


1 1

diuturnas, per riformare

amministrazioni dello stato,

rami delsopprime-

to-proprio sul commercio libero, indi

il

re vari impieghi inutili, regolatela giurisdizione de' tribunali civili e criminali,

regolamento del sistema daziale: nel maggio istitu il corpo delle Guardie nobili pontifcie, ove notai come Pio VII stabil

ec:

le

vicende politiche ne impedirono

la

l'odierna coccarda papale, e nel voi.


p. 9, feci

totale esecuzione.

Pio VII assegnando


provincie, istitu

XLIX,
le

parola degli anteriori

nuovo ordinamento alle


le

colori della chiesa

romana.

11

i.

conso-

Delegazioni aposlolicie di Viterbo,

Bonaparte
di

restitu la statua della


al

Ma-

Spoleto, Perugia, Camerino, Macerata e

donna

Loreto

Papa

e questi
il

Ancona. A Milizia riportai

le

provviden-

senza penosi sagrifizi conchiuse

non Conri-

ze prese su di essa, e senza ritornare su

cordato fra Pio


cese
,

Vile la repubblicafran-

questo punto, qui uoter, che in segui-

di

che parlai pure a Francia,

no
portando
le fatali leggi

P[Q
pestivi,
zi di

123
prin-

organiche del cullo

perch non preceduti daque'mezil

to cattolico,

che alterarono

spirito e

economia, che garantiscono

l'essenza dell'atto. L'andata a Parigi del

cipe eia nazione. Altri premi furono pro-

cardinal Consalvi
cault

per consiglio di Cain

ambasciatore scrittore della pace


la

Roma

e gi so-

di Tolentino, facilit

avendo guadagnato Bonaparte co'suoi seducenti modi: nell'assenza del porporato, fu prosegretario di stato il cardinal Giuseppe
stipulazione del concordato,

messi ai coltivatori delle terre dell' agro Tiomano, del Pontino, di Castro, Montalto, Corneto e Toscanella, ma non ebbero buon effetto, per cui venne prescritta l'as-

segna de'terreni seminativi. Nel giugno,

per l'interposizione

di

bonaparte, Ferdis.

nando IV

restitu alla

Sede Benevenle

Doria. In questo tempo era segretario dell'ambasciata francese


storico e
il

to e Ponte Corvo, principati ch'erasi ri-

comm. Aitami,

tenuto quando consegn a Pio VII


i.

pro-

ammiratore personale del Ponfice. Quindi Pio VII per l'esecuzione del concordato nomin legato a lettere e sped inParigi il cardinal Giambattista Caprara, delia cui legazione tenni eziandio
proposito nel voi.
pristinata
la

vincie da lui occupate. Quindi lo stesso

console fece restituire al

Papa

la cit-

t di Pesaro.

Frattanto Bonaparte con


al

gli

XXXVII,

p. 2.85. Ri-

concordato fece conoscere il principio d'un sistema ch'esegui in ogni operazione nel politico suo corarticoli organici
so.

magistratura romana, il Papa a' 24 novembre si port a prendere solennepossesso della basilica Lateranen-

Egli considerava

pastori della Chiecivili

sa,

come

funzionari
la

e militari del

suo governo:

se,

con quella pompa che descrissi nel voi. Vili, p. 179, ed il Cancellieri con minuto dettaglio nell'opera de Possessi che
1

un ramo dell'amministrazione pubblica, che


religione era per lui

gli

dedic.

Fu

presente alla funzione

Ma-

dovea essere sottomessa alla sorveglianza d' un ministro, come il dipartimento della guerra e della finanza. Pio VII pianse

rianna arciduchessa d'Austria, che dimor vari anni in


to del p.
triziato sabino.

quando vide che

toglievasi all'eserci-

Roma

e protesse

l'istituil

zio della cattolica religione quella libert,

Paccannri. Indi reintegr


Nel 1802, con
la

pa-

che nella convenzione erasi come ba-

coope-

se spiegata, pa'tuila e

promessa;
il

inutil-

razione del tesoriere Laute, ripose in equilibrio

mente reclam. Sebbene


parabile rovina, pure fu
1'

concordato

do po

il sistema della Moneta. Avenpapa ottenuto dalla Francia il cordi Pio VI, che si custodiva a Valenza, ove mori, fece celebrarne la traslazione e il funerale in s. Pietro con quella

salv la chiesa in Francia forse da irre-

il

oggetto di a-

inare critiche, massime di de Pradt,

Dau-

nou

e Potter: Pio

VII

si

dimentic d'esch'era

sere giudice, e

ramment soltanto
Il

gratitudine e splendida magnificenza che


narrai a quell'articolo. La libert del commercio riguardo ai commestibili, contribu non poco a quella delle arti, laonde
a'
1

padre;

Pace parlo

della natura e carista-

rattere essenziale de' concordati.

bilimento del culto prepar quello della

monarchia, ed agevol

il

trono a Napo-

3 marzo
:

promulg

la libert dell'in-

dustria
tistiche

furono abolite
le

le

universit ar-

leoneBonaparte. Cedendo alle istanze dell'ex vescovo d'Autun Talleyrand, ministro degli affari esteri di Francia, lo secolarizz. A' 2 ottobre
il

patenti, ed alcune privative,

come
tana

quella delle galang presso la fon-

Papa eman un

di

Termini. Inoltre

si

stabilirono al-

chirografo con alcune leggi relative alle


antichit e belle arti di

cune
e
si

leggi sulle manifatture e sulle arti,


sull'e-

Roma

per impit-

accordarono privilegi e premi

pedire l'esportazione d'ogni genere di

strazione de'generi di patria iuduslria. Tali

tura e scultura e
tenenti,

altri oggetti
i

loro appar-

provvedimenti per riuscirono intem-

massime

capi d'opera, slabilen-

i2|
do un fondo
se
i

Pio
di

Pio
pei'

annui scudi 10.000

dre, noi

abbiamo

tutti, chi

pi

clii
Il

l'acquisto delle cose interessanti pei


,

mu-

no, al nostro fianco

un Marianino.

meor-

acci

fece
gli

non partissero da Roma. Indi una gita a Ostia, incominciandone


di quella citt,

dinaie volle alludere alla gran confidenza e potere, che


il

Papa concedeva
altri

al Coli-

scavia benefcio

ed
i

al-

salvi;

ma

per quanto
Io

ancora ten-

tra a Frascati.

A Marina
il

ricordai

due

tasser di rovinarlo, a aitino riusc, e Pio

brick da guerra, donati da Bona parte a

VII sempre
le

sostenne.

Pio Vii, per proteggere


tifcio;

commercio ponil

monache

servite di

II Papa approv R.oma e ne vest la

ed

il

Papa

invit

sacro collegio

fondatrice.

a scrivere lettere di felicitazione per Na-

era stato eletto,

Per memoria del luogo in cui don a s. Giorgio di fe.sagri

Fraucia. Quindi

come faceva col redi Papa mand al i.console un cammino di grandissime dimensioni, ornato di marini preziosi, ed un otale al i. console,
il

nezia alcuni

arredi, opera delj'esi-

mio
se
bili

artefice Righetti. Nel luglio prescris-

provvedimenti sulla dimissione de'degravanti


le
i

comunit dello

stato, ini

rologio a pendolo di

sommo

valore.

camerandone
dati

loro beni, esclusi

fondi

Nel i8o3 in gennaio nella promozio-

antecedentemente

in enfiteusi.

Prof-

ne de'cardinali, ad istanza di Napoleone vi comprese il suo zio Fesch corso, e tre altri francesi, Boisgelin, Belloy e Cani' baceres. A'g marzo con la bolla Divina
disponente,
bili la
cit.

lettore delle belle arti e dell'antichit,


ce

Bull.

t.

r i ,

p.

463,

rista-

sgombrare e isolare l'arco di Settimio Severo nel Foro romano e cingeredi mura, altrettanto facendo pi tardi nel iSo } con quello di Costantino e nel 1823 ri1

sede vescovile di Bisarehio con rela

sarcendo

I'

altro di Tito. Nell'ottobre

si

sidenza in Ozieri. Per


l

rinunzia del ha-

rec alla villeggiatura di Castel

Gandulvi

Rnspoli, eletto dal

te

Papa nel precedei!anno gran maestro dell'ordine Gero'


;

fo (quando
i

vi

ritorn e ci che

fece,

lo narrai aquelfarticolo),

\isitandoanco-

solimilano.gW sostitu

tona

dopo

di lui

il Tommasi di Corsurrog que' luogote-

ra circostanti Marino, Grollaferrata, Frascati, Albano, Genzano e Riccia, al


cui santuario di Galloro coron la Madonna. Ripristin la festa di precetto di
s.

nenti del magistero, di cui ragionai alcitato articolo.

Gi era ritornata

la

corte
l'ai-

romana

nel

dignitososuo carattere, e
affari

Giuseppe, ed a favore
Spirito statu
Il

ina citt di nuovo ritenevasi centro ina-

s.

dell' Ospedale di una sovvenzione ne' tela

portantissimo degli

europei;

il

per-

slamenti.

concordato con

Francia

th anco

le corti

d'Austria, di Portogal-

non produsse quel bene che generalmeuspera vasi; pure bisogn conchiudere Concordato tra Pio e la repubblica italiana, che Bonaparte presidente di essa ratific in novembre. Il ministro francese Cacault fu richiamato, bench potente in Pioma amato e stimato dal Papa e dal suo favorito cardinal Consalvi;il Papa onor il ministrodi nuovi doui, ed all' Artaud fece consegnare la collezione delle medaglie pontificie; amatore
te
il

lo e di Russia vi
ti.

tenevano rappresentan-

Inoltre la Francia avea

nominato
il

li-

FU

ditore di rota nazionale Isoard, poi carcimale nel 1827. Essendo

morto
Il

cardi-

naie Gian Francesco Albani, divenne de-

cano
vea

il

cardinal Antonelli.

defunto a-

cameriere Marianino che per riprovevole fatalit Io governava dispotiil

eamente, concedendo protezioni interessale nel vescovato e governo di Ostia e Veilelri del suo padrone. Un giorno Pio

delle beile arti

il

Cacault, la sua patria

VII dolcemente disse qualche cosa al cardinaie su Marianino arbitro degli all'ari
in Velletri.
Il

Nantes possiede un museo derivantedalla sua importante raccolta. Quindi il l.


console
rio in

cardinale colla solila finez-

nomin ministro
Io zio

plenipoteuziase-

za del Suo spirito, rispose: Beatissimo Pa-

Roma

cardinal FesLu e

PIO
grclario d'ambasciata
il

PIO
celebre Chateaunelle Provincie
,

i25
di

briand, per istringere vieppi amichevoli

relazioni colla

s.

Sede. Nel voi. IV,

p.

cenno del battesimo amminiVII alle due figlie gemelle del re di Sardegna, ora imperatrice Marianna l'ima, l'altra madre del duca di l'arma e Piacenza. In questo anno raddoppi le sue paterne sollecitudini per la chiesa di Germania, che ivi raccontai con qualche diffusione, come pure a Magon2
3, feci

strato da Pio

Marittima e Campagna Lazio, Sabina e Patrimonio, per ottenere una maggiore divisione de' latifondi. Quindi fece una gita a Civitavecchia, anche per dar luogo a diversi utili provvedimenti, fra'quali la fab-

suburbane

bricazione delle tele


istanza del re delle

nella darsena.

Ad

due

Sicilie in que're-

gni ristabilii Gesuiti, eziandio pel riflesso

che

essi fino dalla

loro istituzione

si

era-

no

resi

benemeriti della religione, della


a favore de' drappi di

za ed agli
se

altri articoli delle

grandi chie-

societ, delle scienzee delle lettere.

alemanne, anche per gli anni successivi, narrando la perdita de'dominii temporali che fecero prelati tedeschi, e le riforme religiose ulteriormente introdotte, per cui un numero immenso di cattolici
i

n premi

EmaLana ,

visitando perci V Ospizio apostolico e la

fabbrica delle galang di sopra ricordata.

Con

le

bolle
t

In universa
1

Quum

in
le

supremo, degli

agosto 1804, eresse

divennerosudditi
ti,

di potentati protestandi

sedi vescovili di

Cassovia e Szlniar, che

con profondo dolore


base de' trattati fra

Pio VII. Egli


la
i

dichiar suffraganee di

Erlau

(la

cui se-

desiderava di riordinare e ristabilire sulla

de fu

istituita verso

il

io io) colla bolla


nell'elevarla
t.
1

le

potenze
;

ge-

del 12,

Super universas,
cit.
1.

ad

rarchia ecclesiastica di Germania


cipi di essa

prini

arcivescovato: Bull.

p. la

egualmente lo bramavano, ed chiedevano istantemente. Perci il Panasi decise nominar nunzio l'arcivescovo della Genga, poi suo degno successore, anche a richiesta dell'elettore di
cattolici lo

204, e 21

Ai 3i agosto eresse

196, sede

vescovile d' Antiochia nell'America


ridionale. Frattanto per

me-

una prelesa conil

giura scoperta in Parigi contro


sole, di cui tenni proposito a
gli
i

1. "con-

Francia, a-

Magonza,per

risiedere in Ratisbona, onle

de raccogliere tutte der conto de'bisogni


teressi de'

domande,

e ren-

de'fedeii e degl'in-

8 maggio senatori proclamarono Napoleone bonaparte imperatore de' francesi :contro questa usurpazione protest

governi:
nel
i

il

prelato per parti

pubblicamente
sia

il

solo conte di Lilla os;

8o5. Con la bolla In universalis, de'24 novembre i8o3, Bull.

da

Roma
t.
1

Luigi XVIII

la

repubblica francese

cil.

2, p.

97, elev
s.

in arcivescovili le

sedi vescovili di di
.v.

Giacomo

di

Cuba, e

venne adunque ad un tratto cangiata in impero, variandoNapoleone politica; ma senza accorgersene , tenendo dietro alle
segrete disposizioni della provvidenza
rialz quel trono
,

Giacomo de Benezuelao Caraccas

eretta nel

i53o da Clemente VII. Entrato l'annoi 804, Pio VII neh. "febla

che un giorno

egli stesso

dovea

restituire alla casa reale

de'Borbo-

braio con
p.

bolla In universalis, Ice.

cit.

261, eresse Ratisbona


1

in arcivescovasi

to; indi agli


legio

febbraio

port

al col-

Fece scrivere al Papa dal legato cardinal Caprara di portarsi a Parigi per consagrarlo e coronarlo imni di Francia.
,

romano per

osservare dalla specola

peratore de'francesijCou

le

pi lusinghiela

la celebre eclisse del sole, presso noi


si

qua-

re promesse e vantaggi per


11

religione.

totale: di moltissimi luoghi onorali di

Pontefice a questa notizia cadde in un


risolvette di chie: i

sua presenza, ne fo menzione a'ioro articoli.

grande abbattimento, e
dere consiglio

Nell'aprile

eman un moto-pro1'

a' cardinali

pi furono

prio per favorire ulteriormente


coltura dell'agro

agri-

per l'affermativa con alcune condizioni,

romano, non meno che

che l'imperatore facesse l'invito diretta-

mG
affini ecclesiastici

PIO
gli
ci

Pi

O
Tari

niente nuche per trattare di persona

cerimoniere; Andrea Morelli 2." aiu


cappellani de'cardinali,

eda presentarsi da due

tante di camera, Ceccarini chirurgo,

vescovi; che favorevolmente ascollerebbe


i

ghini cuoco;
segretari del

rilievi

sopra alcuni articoli delle leggi


al

maggiordomo, maestrodi ca-

organiche aggiunte
li

concordato,

qua-

oltrepassano
,

le

libert della chiesa gal-

ed abrogando quelle della conMilano; che il ricevimento e le cerimonie della consagrazione fossero secondo la sublime dignit pontificia e il
licana
sulta di

mera, elemosiniere e segretario de'brevi mentovato. Il cardinal Fesch part il i. novembre, per raddolcire colle sue zelanti sollecitudini le fatiche del

viassio, DO *
le

come

per rimuovere

gli

ostacoli; e
il

guaral

die nobili per

accompagnare
le

Papa

prescritto dal pontificale


tri patti.

romano, ed alTutti sono riportati, in un alle


voi.

confine del suo stato. Nello stesso gior-

no Pio VII sped

facolt necessarie pel

ragioni gravissime de'cardinali che opi-

cardinal Consalvi, per reggere politicanal

narono perla negativa, dali'Artaud


j, cap.

35,

il

quale a questa solenne epoa

mente tulli gli affari di Roma: il cardiFesch lasci la cura degli affini li

ca fu

nominato per

la 2.

volta segreta-

rio dell'ambasciata francese in di nel cap. sto

Roma.

In-

Francia all'Artaud ed all'Isoard. Nel seguente venerd a ore i3 Pio VII si port
alla basilica

36 produce
il

negoziati per quetan-

Vaticana, ricevuto dal sacro


:

adare

sommamente delicato, che


al

collegio, prelatura, senatore, ec.


la
la

celebr

to
ai

esponeva

pacifico Pio VII, insieme

nuovi reclami indirizzati

Papa dai
le dif-

messa all'altare papale, ed ascolt queldel cappellano segreto all'altare della


le preci del

vescovi francesi e la loro dichiarazione


sui diritti di Luigi
ficolt
farelli
al

cattedra, quindi recitate

viag-

XVIII. Tutte

gio, ascese in carrozza coi cardinali

An-

furono appianate, ed ilgeneralCnf-

romano

fu incaricato di

portare

Pontefice

la lettera

d'invito dell'impe-

uscendo da porla Angelica. Il suo seguito si form anche de'cardinali Di Pietro, Caselli, Braschi e Cavatonelli e Borgia,

ratore; Pio VII


tera,

domand

un'altra

let-

ne; del
nale,

p.

Fontana barnabita
teologo
9 ;

poi cardi-

ed acconsent al viaggio. Di questo argomento, della funzione umilia nte della


consagrazione e de'regali che l'imperatore fece fare in

de prelati Gavotli maggiordomo, Altieri maestrodi camera,


sagrista e vescovo di Porfirio,

come

Menochio

Roma a

Pio VII,

come

del-

Testa segretario delle lettere latine,


curii cameriere segreto,

Man-

fattualc triregno, parlai ne'vol. XVII, p. 225,e XXVII, p. i 19, ed altrove; laon-

Braga cappellano segreto, Zucche cerimoniere, Speroni


crocifero, Frediani caudatario, Porta

de qui appresso toccher

le

sole cose prin-

me-

cipali del viaggio e ritorno.

De'luoghi per

dico, e

dove pass o
articoli

vi

fece stazione, se

hanno
li

o in

essi

ne ho trattato,

quaot-

Moiraghi i. aiutante di camera; del duca Braschi eprincipe Altieri comandanti le guardie nobili; Mauri e Menicocci uflziali di segreteria di stato, e

lificher col corsivo.

Fo-

Disposte

le

cose del viaggio,


il

li

3.i

schi de'memoriali.

Per Monlerosi e Ron-

tobre precederono Pio Vii

marchese

ciglione, Pio

Sacchetti foriere maggiore soprintendente generale del viaggio e degli alloggia-

VII pervenite a Viterbo, poi ad Acquapendente, ove si ferm un poco


Entrato nello stato
in cui
si

nell'episcopio.

tosca-

menti,
i

il

baronPiccolomini cavallerizzo,

no pernott
tutto
il

a Radicofani,
s.

riun

ed prelati Bertazzoli elemosiniere e arcivescovo d'Edessa,Fenaja vice-gerente arcivescovo di Filippi, Devoti segretario dei
brevi a' principi, Calderini segretario di

corteggio; a

Quirico nel pa-

lazzo Chigi-Zondadari visit il cardinal Fesch incomodato di gola. Da Siena pass a Firenze, indi

^Modena, Reggio, Parma,


Asti, e

ambasciata e cameriere segreto,

Forni-

Piaecnza, Alessandria,

Torino, ove

no
fu

no
domimi ecclesiastici occupati
eia,

127
dalla

complimentato

in

nome dell'imperato*

Fran-

re dai personaggi perci inviati: ricevette

medesimo, cui die risposta, e nel riscontro apprese che l'avrebbe incon tra lo a Fontainebleau per goderlo ptfi presto. Per Ssa, giunse a IMont-Cenis, dove erano state preparate sedie pel passaggio della montagna, anche qui festeggiato. Da Maurienne e Chambery, arriv a Lione, ove dovette restare e poi vi moi il cardinal Borgia; prosegu per Ren.' tes, Moulins, Nemours in cui pel primo
lettela del

con la risposta di Napoleone di non aver facolt di farlo, avendo giurato il

mantenimento dell'integrit dell'impero,


per sperare circostanze
in cui gli sia per-

messo di consolidare ed estendere il dominio pontificio, dichiarandosi intanto


sostenitore e protettore della
s.

Sede,

In Fontainebleau
ratrice

il

liagitl

il

nuovo ponte. A'a5 novembre


lo

nelle vicinanze di Fontainebleau, fu in-

contrato da Napoleone che

abbracci,

senza
nella

far

alto

di genuflettere al

capo

Giuseppina e furono presentati miDistri ed grandi uffiziali. Pio VII giunse in Parigi a'28 novembre, ove lo avea annunziato una pastorale commovente dell'arcivescovo. La capitale della Franeia contempl sulla fronte del vicario di
disfatto, quindi gli
i

Papa vide l'inope* se ne chiam sodi

della Chiesa. Si fecero avanti

6 vetture, prima mont Pio VII, con Napoil

Cristo
leste e

lineamenti d'una bont lotta ced'una maest tutta paterna. Nel


i

leone a sinistra, e nelle altre


In

corteggio,
di soldati

giorno della funzione Napoleone arriv


nella
il

mezzo ad una moltitudine


citt, ricevuti

e cittadini, allo strepito delle artiglierie

metropolitana un'ora e mezza dopo Papa, nel qual tempo il Pontefice in tro-

giunsero nella

al

palazzo
uffi-

dal cardinal Capraia e dai grandi


ciali della corte.

Dopobreveiiposo

il

Pon-

no fu immerso in una profonda mestizia ; egli compi l'augusta funzione senza che il suo volto acquistasse qualche serenit ed
allegrezza. L'imperatore, l'imperatrice e
il

(elce visit l'imperatre,

dichiarandogli

volere dai vescovi costituzionali indivi-

Papa

si

fecero reciproche

visite:

nel con-

duale assicurazione
ta

di essere ritornati nel

ferire

seno della Chiesa ortodossa, e n'ebbe cer-

con Napoleone, Pio VII non rinvenne que'principii di saviezza, che lui
incoraggivano, a solo fine d'adoperarli

promessa:

ma

Pio VII esigendo che

si

elfettuasse

prima

di partire dal palazzo,

a vantaggio della Chiesa.

Ebbe per

al-

Napoleone si turb, pure per non ritardare


lo,
la

tre consolazioni: ogni volta

ed

coronazione subito ordin soddisfa'in fatti fu contentato prontamente,


il

un concorso immenso
to,
ti

di

che usciva, popolo correva

a'suoi piedi con tal fervore e raccoglimen-

Onestotrionfo,ed
lai

poco altro che ripor-

che formava
la

la

disperazione del par-

a Parigi, descrivendo la

dimora

fat-

to filosofico. Alcuni

tentarono turbar-

la vi

da Pio VII, fu
il

il

solo di cui questi


l'I-

ne

divozione con ironie e segni di dis-

polgloriarsijdopoavereattraversato
talia,

prezzo,

ma

tentativi dell'empiet

con-

Piemonte
si

e la

Francia, bens in

Iribuirono

al trionfo della

religione;

un
66.

mezzo
si

alle

acclamazioni de'popoli, e senrese ai segni di piet e di re-

esempio

lo registrai
il

nel voi.

V,

p.

bile egli

Mentre

Papa riceveva

tante testimofedeli,

ligione che incontr in ogni passo del suo

nianze di rispetto e affezione dai


pativa umiliazioni,

cammino. L'Artaud nel cap. 4 2 riporta la memoria di Portalis ministro de'culti,


delle
fice,

nell'interno del suoalloggioalleTuileries


aspri omaggi, e gli

domande
con
le

ecclesiastiche del
in

Pontedi

sguardi fastidiosi de' cortigiani imperia


li,

sue risposte

nome

Na-

come erano attentamente


i

sorvegliati

poleone; nel cap. 43 la memoria del Papa sugli affali politici dello stato pontificio, circa
i

tutti

suoi famigliari e personaggi del se-

guito. Inoltre Pio VII rest afllittonell'udire


i

reclami sulla res'tituzione dei

gravi danni cagionati in

Roma

4
i

28

PIO

IMO
di Pistoia, poscia giunse e

nel febbraio i8o5 per il grande straripamento del Tevere; e le precauzioni prese

Livorno.

per timore della peste suscitatosi in Si sparse voce che a Pio VII fa
di stabilirsi in

pernott in Arezzo: sotto Cortona nel villaggio Camoncini si ferm nel casino Tom masi e
vi

trov lauta refezione. Prosegu per Pes.

proposto

Avignone

di

rygia,
leto,

Maria
il

degli Angeli, Asisi,

Spoil

accettare UO palazzo nell'arcivescovato di


Parigi, con permissione di

Terni, N;trni, Civita Castellana, Nepi

formare un

in cui

ebbe

conforto di trovarvi

car-

quartiere privilegiato pel corpo diplomatico. Ma Pio VII prevedendo il caso che
gli fosse tolta la libert e

dinal Consalvi, e arriv alla Storta. Co-

me fu incontrato,
si

quale formale ingresi(3

ritenuto in Fran-

so fece in Piomaai
nel voi.

maggio,

lo descris-

cia,

prima

di partire

da

Roma

sottoscris-

XXXV,

p.

184, dicendo pure

se regolare abdicazione e rinunzia al


tificato,

pon-

da aver valore quando fosse imprigionato; ed acciocch l'atto non potesse cadere in mano de'francesi, ne fece depositario il cardinal Pignattelli in Palermo. Tanto asserisce l'Arlaud. Invano Pio VII prolung il suo soggiorno in Parigi per attendere quanto si lusinga va conseguire in favore della Chiesa. La par-

che per questa circostanza trov restauralo il Ponte Molle. Quindi in concistoro Pio VII partecip
ficanti
al

sacro collegio l'edi-

dimostrazioni di rispetto ricevute

dal clero e fedeli di Francia, che pi volte


lo fecero

lagrimare di consolazione;

ma

quanto
essersi

agli affari della

Chiesa, dichiar

solo avere riportato delle speranze, poco

ottenuto dal viaggio:


la

ramment
ritrattazio-

tenza dell'imperatore per farsi coronare


in Milano, agevol e affrett quella del

con paterna soddisfazione

ne del Pucci vescovo


ronazione
la
s.

di Pistoia,

come un

Papa, che ad effettuare le promesse ricevute, sempre gliene rinnovava le istanze; il perch la loro separazione fu meno amichevole dell'incontro. L'imperatore gli
fece offrire ricchi doni che ricus; altret-

rilevante trionfo della Chiesa. Dalla coin poi,

Sede,

come

Napoleone si diport colil capo di un esercito;


il

egli

voleva distruggerne la sovranit, e

minare ad un tempo

suo potere

spiri-

tanto a suo esempio fecero cardinali, e neppure accettarono le pensioni che loro
i

tuale. Al ritorno del cardinal Fesch, l'Ar-

laud fu destinato primo segretario


gazione a Firenze; indi Pio VII

di le-

voleva assegnare, per non legarsi. A'

i8o5 Pio VII part da Parigi, e giuntoa Fontainebleau visi trattenne un giorno; indi pass a Troyes, a Semur ove
aprile

dono

all'

mand in imperatore un cammeo di sorla

prendente bellezza, rappresentai) te


preziosi.

con-

tinenza di Scipione, e diversi altri oggetti

allodio nella casa del maire, ed a ChaOD lons sur Sane, in cui celebr la Pasqua.

Desolando
cia di

il

brigantaggio

la

provinin Pio-

Per Macon, L/cwe/Chambery, dove pernott nel palazzodi prefettura, Maurienne, Suso.) Torino, ove Io visit l'imperatore, Asti, Alessandria, in cui

Frosinone,s\ presero rigorosi prov-

vedimenti, poi rinnovati. Intanto

ma
di

il

Papa

fece restaurare

il

bel tem-

pernott nel

pio di Bramante, propinquo alla Chiesa


s. Pietro Molitorio, ed eseguire lo scavo intorno al Pantheon, ad oggetto di vederne il meraviglioso piantato; contribu

palazzo Corsini, Voghera, fermandosi in


quello del conte Dattili, e Brani, ove tro-

v un arco
za. In

trionfale,

pervenne a Piacenringra-

Parma

scrisse lettera di

all'erezione del Conservatorio

ritiro del-

ziamento a Napoleone per gli onori ricevuti nel viaggio, e meglio ripet la sua
gratitudine appena giunto in
di pass a

la Croce di

s.

Francesca romana:

negli

arljcoli delle

Reggio,

Roma. InModena, Firenze, in

Chiese e Conservatorii si pu vedere quanto ne fu benemerito. Ri-

prov nuovamente

sostenitori dello sci-

cui ricevette la ritrattazione del vescovo

sma

della chiesa ' Utrecht j e bened so-

PIO
Illunemente

PIO
pubblicazione
iti

\eCampane d\ Campidoglio,
20,700 Spada
il

Italia del codice di

59 Na-

per

le

quali a vea somministralo

poleone, contrario

alle leggi della

Chiesa

libbre di metallo, disegnate dallo

per que' molivi narrati a tale articolo,

e fuse dal Casini,

onde per gratitudine


funzione.

quindi nell'ottobre

francesi

magistrato romano pose un'iscrizione nella sala

Ancona; ed
tificii

alle proteste e reclami

occuparono pon-

ove segi

la

Con
la

la

bolla

l'ingrato

Napoleone

rispose con in-

IiKlffes.sU/n, de'c)

giugno, eresse

sede ve-

sulti e violentissima lettera a

scovile di Riesce o Kielcense nella


lizia (poi

Ga-

soppressa nella ripristinazionedi


e

Tarnovia);
blino,
cit.

con

l'altra
istitu

Quemadmodum,
vescovato di Lu-

de'22 settembre,

il

Pio VII; onde facilmente si prognosticarono piavi disegni, che ad onta delle promesse pose in esecuzione colla prepotenza delle fortunale sue armi, a danno dell'inerme Pio
i

Bull. p. 3 07 e 374-

Ad

istanza

VII, che tanti


e

sagrifizi

avea fitto per

lui

dell'imperatore Francesco

II,

dichiar

il fratello Rodolfo Papa accord un asilo nel suo stato al senatore Luciano fratello di Napoleone, per non essere con questi in buona armonia. Ma per non viola-

coadiutore
di soli
i

d'

Olmiitz
11

8 anni

circa.

tanteamatezzeaveano angustiato ilsuo animo. Quanto alla serie de'dolorosi avvenimenti, coi quali l'orgoglioso Napoleone torment il buon Pontefice, avendoli riportati a Francia, qui appena gl'inqualche punto d'indispensabile rimarco. Prima di questo tempo si voleva che il maggiordomo del Papa ed il nunzio di Ratisbona fossero due prelati francesi; ma Pio VII vi si rifiut, e scrisse in favore del nundicher, tranne altre notizie e
zio della

re
di

Dio e della Chiesa, ricus dichiarare nullo il matrimonio conle leggi di

America fra la protestante PatGirolamo altro fratello dell'imperatore, ad onta che questi vivamente ne avesse domandato lo scioglimento. Il governo imperiale esigeva che il Papa intratto in

terson e

Genga

nel

modo

per questi

il

pi

distinto, per cui


sisterlo.

Napoleone promise as-

cessantemente si occupasse solo degl'interessi di Francia, che a torto od a ragione voleva difendere, onde venne turbata anche
la

sava tra 'cardinali


sti

buona intelligenza che pasFesche Consalvi; quel'in-

ne fece sfogo con Talleyrand, per tima amicizia che avea stretto con

lui,

al Padovea eseguire il suo intimo volere, che le relazioni fossero quelsuoi predecessori avevano le stesse che avuto coi Papi, poich reputavasi pel santo Padre qual Carlo Magno (questo in-

Nel

806

l'imperatore dichiar

pa, che

Roma
i

chiamando

giorni

felici

e pacifici quelli

signe principe calunniato fu tutt'altro e

del ministero Cacault, vantaggiosi ai

due
at-

me

ne appello
egli,

alla storia

ed

al

prezioso

governi, e lagnandosi del Fesch che

si

documento pubblicato
cap. 5i
;
i

dall'

Artaud nel

tribuiva
ta

il

merito del viaggio, mentre tutil

predecessori e successori,

Roma, come

concordato,

Io riferiva

al Consalvi. Tullavolta dopo la pace di Presburgo, temendosi che Napoleone facesse domande pi assolute sul concordato italico, il cardinal Fesch che ignorava
si

confermarono, restituirono o amplificarono, non fondarono il principato temporale della Chiesa romana, come provo
descrivendo
suoi dominii), e che regolandola sua condotta con questi principi, non avrebbe cambiato l'attuale sistema
i

fosse scritto di lui,

si

ravvicin gene-

rosamente al Papa ed al suo segretario di stalo. Tutto sembrava assicurare a Pio VII ed a' suoi sudditi una pace permanente e perfettissima calma, quando incominciarono ad insorgere gravissimi dissapori fra la s. Sede e la Francia, nella
VOL. LUI.

ecclesiastico;

ma

che in caso contrario setemporale, insenatore di Parigi

parerebbe
vierebbe a
a
il

lo spirituale dal

Roma un
in

governare

Papa ad

essere solamente

suo nome, ed indurrebbe il vescovo di


egli l'imperatore.

Roma, essendone

Pio

i3o

PIO

PIO
deva l'investitura alla s. Sede, Napoleone protest che non avrebbe pi riconosciuto la potenza temporale del Papa. L'Alquier gli raccomand ClermonlTonnorie, gi vescovo di Chalons, che altra

VII scosso da questo tuono minaccevole, disse al cardinal Fesch e scrisse al nipote Napoleone le pi valide ragioni in difesa e decoro della s. Sede, ina inutilmente. Le inammissibili esi^enzedell'nperatore le riportai a Francia, ed il Pontefice le rifiut

volta avea aspirato ad essere maggior-

dopo aver consultato


di privarlo

il

domo

pontifcio,

il

quale dicevasi suo pa-

sacro collegio. Si fecero dall'imperatore

rente. Pio

VII rispose: Noi ignoriamo


de' signori
ci

nuove minacce
interamente
guardasse
cifico
i

della sovra-

d'esser parenti

nit temporale, se Pio VII


alla

non

si

univa
ri-

Francia, e certamente
famiglia, che qui

Clermont di terremmo molto


s

sua politica, e perci


lui

onorati d'appartenere ad una


si

illustre

nemici di
il

mentre era

come propri, padre comune de'fedeli, pail

dice essere stata in

parentado persino
noi

coi re di

Francia

ma
di

eneutrale,

custode de'dirilti della

abbiamo

a noi
i

medesimi promesso

Chiesa romana che avea giurati. Saran-

tener lontani
e
a

nostri parenti di Cesena,


in

no sempre monumenti gloriosi per Pio VII le lettere, le noie, le proteste da lui emanate con inalterabile coraggio, a tutela delle

non potremmo,

nessun caso, chiamar


1

Roma parenti foraslieri ". Per nel 820 fu nominato da Luigi XVI il alla sede di
Tolosa, e nel 1822 creato cardinale da Pio VII.

ragioni della sede apostolica


;

e della disciplina ecclesiastica

come

riue

sciranno ributtanti e quasi incredibili

aspre e fulminanti risposte e


ti il

le

prepotenpi

esigenze con cui Napoleone torment

cuore del Pontefice, conculcando

Bench inebriato dalle vittorie, Napoleone confess: Trovo nel mio secolo un sacerdote pi possente di me, poich egli regna sugli spiriti, ed io non regno ebe sulla materia " Il cardinal Fesch essendo accusato in Parigi di non saper
sacri diritti.
.

Fra le molteplici sue sovrane cure me menzione l'ardua intrapresa delle saline di Co melo. Con la bolla Regallimi principimi, del 27 marzo, ripristin la sede vescovile di Cordova e isti

rita special

tu quella di Salta nell'


cit.
t.
1

3, p. 2

istitu

America, Bull. ancora il vescovato


la

di

Livorno. Approv

regola della ri-

essere abbastanza energico nella sua con-

forma del terz'ordine dis. Francesco, del monastero fondato presso la basilica Liberiana dal sacerdote Giuseppe Marconi. Istitu
i

dotta, d'usare troppi riguardi e circospezioni


,

Cavalieri o ordine de' presi-

fu

richiamalo

in

Francia ad eser-

denti della pontificia

citare la sua carica di

grande elemosi-

accademia di s. Luca (detto del llorelloda parte dello stemde'Chiaramonti).

niere, e gli fu sostituito Alquier ministro

in Firenze,

che desiderava ardentemente l'ambasciata di Roma e ne principi l'esercizio in maggio. Quando il cardinale
si

11 nuovo re di Naavendo domandalo all'imperatore d'impossessarsi di Benevento e di Pontecorvo, dominii della Chiesa, Napoleone

ma

poli

licenzi dal Papa, questi gli disse:


gli

confer in propriet

il

i.

a Talleyrand,

Dite all'imperatore che

siamo

affe-

ed

il

2.

al

generale Bernardotte, senza


il

zionali,

ma

vogliamo essere indipendenti,

affatto

prevenirne

Pontefice, che reclale

perch siamo sovrani; e s'egli ci facesse violenza, protesteremmo innanzi a tutta l'Europa e faremmo uso dei mezzi spirituali e
le

m offjcialmente.
cesi

Intanto

truppe fran-

temporali chelddioha posto nel-

inondavano da ogni parte lo stato pontificio, violando anche la sua neutralit occuparono tutte le citt in riva al:

nostre

mani". Essendosi

rifiutato

Pio

l'Adriatico, Civitavecchia, Pesaro, Sini-

VII di riconoscere re di Napoli Giuseppe fratello dell'imperatore, se non richie-

gaglia,Fano,ed altri luoghi bench fuori del litorale. Invano si fecero reclami

PIO
ben presto gl'invasori vi esercitarono anco diritti civili. Allorch
e proteste; anzi
i

PIO
d< re
i

i3i

francesi le occupazioni, se
i

non chi

deva

porti agl'inglesi, col pretesto della


si

Alquier insisteva pel riconoscimento del

sicurezza d'Italia, e che


tala la sovranit del
riionio j in

sarebbe limial solo

VII persistendo nella negali va, si lagn che minaccia vasi non riconoscersi pi la sua sovranit, se non accedeva al sistema federativo e se non consentiva che fossero compresi ne' distretti dell'impero suoi stali. Soggiunse il Papa:
1

e di Napoli, Pi

Papa

Patri-

Ancona

francesi incorpora-

rono

alle loro le milizie pontificie,

ed a

diversi appaltatoli di dazi camerali or-

dinarono
sti

di

versarli

nelle loro

mani.

Le rimostranze del
nuovi attentali

santo Padre per que-

torto viene incolpato

il

Consalvi, e

alla

sua sovranit, non

credesi dirigere la nostra volont quasi

andarono del
allora,

tutto vuote d' elicilo per


si

fossimo

un

fantocci no;
la
i

se gli

daremo

ma
a'

poi

fece di peggio, reclaman-

un

successore,

nostra

opinione non

dosi inulilmenle.

inalisi orreudi,

si

ag-

va riera. Tutti
Stri stati

punti importanti de'no-

giunse
di

26 agosto una

replicala scossa

sono occupati da truppe impe-

riali, alla cui sussistenza

non possiamo
i

or-

mai pi provvedere, ordinando anco nuove imposte ".


cesi
vi

terremoto, che ne' romani produsse grande spavento. Rinnovandosi l'intimazionedella chiusura de' porti, altrimenti l'imperatore
si

Lo

prevenne, che se

fran
,

volessero impossessarsi di

Roma

a-

sarebbe impossessato dello stato


bilito

e sta-

te di Castel

ebbero da spezzare col cannone le pors. Angelo, e l'Europa vedrebbe come si tratta il Papa. Se ci toglie l' imperatore la vita, ci onorer la tom;

ba

noi

saremo
il

giustificali innanzi a

Dio

e nella

memoria
,

giugno

A' 17 cardinal Consalvi diede la sua


degli e vi fu sostituito
il

uomini

".

un re od un senato in R.oma,Pio VII nuovamente gli scrisse a mezzo del cardinal legato, ch'era iucompatibile al suo ministero l'associarsi ad uno sialo di guerra; obese egli ha in mano la forza, sopra tulli monarchi vi un Dio vini

dice della giustizia e dell'innocenza, a cui

dimissione

cardinal

soggiace ogni

umano

potere; e nuovae

Casoni

tuttavia fu spesso consultato dai

mente

insistette sulla cessazione di tanti


,

successori nelle pi gravi


regolarsi.
sul

emergenze per

mali, che ferivano anche la religione


sulla restituzione di

Avendo Napoleone collocato trono di Lucca e Piombinola sua soche


vi fosse esleso
il

rella Elisa, pretese

il

concordato di Erancia e me si regol il Papa, lo


p.

suo codice: co-

dissi nel voi.

XL,

Benevento e Pentecorvo, pei quali si erano promessi compensi. Distratto Napoleone per la guerra cominciata con la Prussia, non die risposta, e ritard l'occupazione di Roma ed
il

5j. Partecipatosi alla corte di Roma, che Luigi fralellodell'imperatore eraslato creato re tl'01anda,Pio VII fece rispon-

lino

cambiamento del governo. Ma in Bercommise al prelato Arezzo di ripetere al Papa le minacce se non accudiva alla federazione, che l'avrebbe deliosistenza.

derebbe professando
liei,

la
il

religione deYatlo-

avrebbe protetto

loro cullo nel nuo-

vo regno.
sco
gli
II

Vedendo

l'imperatore Francerinunzi e

nizzaloedato un assegnamento perla susPio VII stabili provvedimenti


sugli studi dell' Universit

l'impossibilit di corrispondere ala


I

obblighi di sua dignit,


il

resse

il

romana, vi emuseo mineralogico e lo visit;


alla basilica di
s.

prese

titolo di

Francesco

imperatore

come pure recandosi


Paolo, volle rivedere
la

d'Austria, ereditario nella sua discendenza.

stanza abitata

da

lato o tribunale di

Fermo un consocommercio, durante la fiera de' 27 giugno. Continuandosi a minacciare il governo pontificio, li esteri11

Papa

concesse a

monaco, ove fu posta un'iscrizione. Nel 1807 Napoleone per la sua persecuzione
coulro
il

Papa

lo

pose in
l'

amara

situa-

zione col proibire

introduzione delle

i32

PIO
pon-

PfO
zionenon mancarono nella
insulti alla sovranit papale,

uieici e manifatture inglesi ne'porti


tificii.

stessa

Roma

ci

si

aggiunsero l'esigenze del

poich l'aiu-

governo
olle sedi

italico, sulle

nomine

de' vescovi
a-

tante generale

Ramel

vi si

condusse con

vacauli, diverse delle quali

24 dragoni con
ta della

sciabola sfoderata, ad on-

veanoricusatoaccettarei cardinali adesse


destinati, rifiutando Pio

contraria convenzione tipolata

VII

la

canonica

col cardinal Fesch, che uiun soldato ar-

non essere stati eseguiti o falsamente interpretati alcuni articoli del concordato da detto governo, e non esiistituzione per
stere concordato per regolare gli alfari
ecclesiastici ne'paesi veneti, riuniti al re-

mato dovesse entrare in citt il perch non manc Pio VII di lagnarsi e prote,

stare.

Intanto in

Parigi

Talleyrand

nel ministero degli alfari esteri successe

Champaguy.
Dopoil trattato
leone stipul
I'

gno dopo
alle

concordato, le cui nomine sedi potevano considerarsi come apil

di Tilsit, in cui

Napo-

partenenti a

Roma.

Il

principe

Eugenio

Prussia al

adesione della Russia e blocco continentale contro gli

vicer d'Italia e principe di Venezia, su

inglesi (credesi

principalmente a impedi-

questo proposilo rispose


santo Padre, difendendo
cendogli considerare che

alla lettera del


i

re l'introduzionedegli scritti co'quali sve-

voleri del

suo

lavano

le

sue gigantesche e insaziabili


la

patrigno l'imperatore e re d'Italia, e fala

mire), bloccando

Gran Bretagna, menil

vescovati milanesi e veneti

nomina dei non era stata


il

tre essi lo assediavano entro


te; egli

continenla

torn a sollecitare Pio VII per

conlesa ne a Giuseppe
sco
II,

II,

n a Francei.

federazione, diversamente minacci terribili


li,
il

allorch ne furono sovrani,


il

conseguenze. Rifiut due cardinaLitta e


il

del solo milanese,


to,

2.

anche

del vene-

Pacca, che
il

il

Papa volele ver-

quindi attribu

ai consiglieri

del

Pon-

va spedire a Parigi per appianare


tenze (poich

tefice la

vedovanza delle chiese e l'irritamento di Napoleone. Il Papa rispose


ed assertive contenute nella lettera
le

cardinal Capraraera di-

colla solita energia, e rettific le pretensioni

del vicer, confutandone


ni
;

imputazio-

tuttavia

promise

l'istituzione de' ve-

venuto troppo vecchio, per trattare col ministrode'culti Portalis, il pi gran parlatore del mondo), in vece mostr propensione pel cardinal Latier de Bayane, ed esigette che il concordato germanico si dovesse trattare nella sua capitale e sotto
i

scovi, salvo le consuetudini

che ne pre-

cedono
casmi

la

preconizzazione. In vece l'im-

suoi occhi come capo della confederazione

peratore corrispose con invettive e sari

delReno.Si continuarono fra


tere e
le

le

parti le let-

pii

riprovevoli, volendo che

ve-

note, pacifiche e ragionevoli le

scovi fossero dispensati dal portarsi a Roma. Gi a'6 febbraio Pio VII con la bolla, Quae potissimum ratioiiem, presso il Bull. cont. t. i3, p. 92, avea provveduto con nuova legge l'elezione del successore, nel caso che avvenisse la sua morte,

nuove esidocumenti sono riportali nelle opere che citai a Francia. Essendosi sparsa voce che Napoleone si
pontificie, insultanti e pienedi
le

genze

imperiali: questi

recasse in Italia e quindi in

Roma,

Pio

VII

lo fece

complimentare

in

Milano dai
il

durante
1
1

le

politiche perturbazioni.

A.

cardinali Opizzoni e Caselli e gli offr

p.

3 e seg. del Bull, sono riportati

gli

palazzo Vaticano, che alla meglio avreb-

atti e le bolle, co'quali

Pio VII a'24 magTrinit, superati


i

be

fatto ridurre; e fece partire

da

Roma

il

gio nella festa della

ss.

cardinal Latier de

Bayane

francese, ben-

gli ostacoli e facilitati

mezzi, solenne-

ch molto sordo, con istruzioni e poteri


necessari alle trattative, associandogli
il

mente canonizz Angela Merici, Colela


Boi let, Giacin la Marescolti,FrancescoCaracciolo e Benedetto moro. In questa fun-

prelato della

Genga; mentre Napoleone temendo gl'intrighi degl'inglesi che non

PIO
lo

PIO
insisteva

i33

riconoscevano
tlovea

sempre

die

stesso giorno Pio

Roma
li

camminare

col sistema lei-

VII ricevette simili comunicazioni dal cardinal Capraia per


,

Francia, e quale creduto erede de'di-

ritti di Carlo Magno, voleva arrogarsi un sovrano potere su Roma e domimi ecclesistici die quel monarca non ebbe n
,

quanto aveagli detto l'imperatore, e temere che questa volta il torrente non si sarebbe potuto arrestare. Per, contemporaneamente si present l'Alquier, non
in tutto fece le stesse

esercit,

come

dichiarai in tanti articoli.

domande

ma

ri-

Napoleone vagheggiasse il titolo d'imperatore d'occidente, pel quale si mostrava favorevole il nuovo cardinal legato; ma Pi VII ben sapeva che quanto pi concedeva, tanto maggiori domande gli verrebbero, con tutte le ambiziose citazioni del medio evo. Una nuova insidia si tram al santo Padre: gli si partecip il matrimonio di Girolamo Bonaparle divenuto re di Westfalia colla principessa di Wiirtemberg; ma Pio VII sempre eguale nella difesa de'dommi, rispose che forse nuove ragioni avranno dichiarato invalido il . matrimonio, che Napoleone riteneva nullo secondo le leggi civili di Francia. Essendo in viaggio il cardinal de Bayane, il ministro Chainpagny scrisse un dispaccio oltraggioso a Pio VII; alle antiche pretensioni ne aggiunse delle nuove, dichiarando che se il detto cardinale non era munito di poteri ilSi vocifer die
,
i

chiese poteri pel cardinale, adozione del

sistema politico contro gl'inglesi e

gli ot-

tomani; e per

l'Italia la

soppressione delai

le case religiose, la

dispensa

vescovi di
l'

essere consagrati in

Roma,

applica-

zione del concordato italiano allo stato

veneto e

altri paesi

conquistati

in fine

dicendo, che in caso di rifiuto avea ordine di dichiarare


le

la

guerra

abbassare
,

armi e partire colla legazione e che immediatamente sarebbe seguito il possesso delle provincie.

Pio VII ad evitare


il

gli

estremi malie

sagriilcio de'soi sudditi,

come
i

le spi-

rituali

conseguenze,

si

determin a chiuquali
si;

dere

suoi porti ai legni inglesi,


di

aspiravano a guarnirli;

entrare nel
gli

stema

di

Francia contro
i

ottomani

d'inviare

necessari poteri al cardinal de

limitati e plenipotenza sugli altari ecclesiastici di

Bayane per stipolare, bens dichiarando che mai avrebbe preso parte attiva n nel sistema politico, n nella guerra. Inoltre
confer al cardinal de

Germania Francia e Italia come per entrare nella federazione con,


i

cardinal Capraia
ga, la

tro lutti

nemici

dell'imperatore, era

Bayane, come al della Genplenipotenza anche pel concordato


ed a mg.
di
r

inutile che giungesse a Parigi. In fatti a

germanico, riserbandosi
articoli

esaminarne

gli

Torino fu obbligato retrocedere a Milano, ove gli fu significato dal vicer, che se poteri ricevuti non erano pieni e seni

prima

della stipolazione formale.

Si lusing poi
desistito,

che l'imperatore avrebbe


altra volta, di esigere la

come
il

za condizioni per sottoscrivere


to a

il

tratta-

soppressione delle case monastiche, che

tenore del dispaccio di


gli

Champail

non dovea
gere.

capo della Chiesa distrug-

gay,

vietava di proseguire

viag-

gio, ed andavasi al possesso delle provili?


eie, cio le

nal

Con tali istruzioni recossi il cardide Bayanea Parigi, ma prima del suo
il

delegazioni d'Urbino,

Macegene-

arrivo,

general Lemarois

si

dichiar

rata,

Fermo ed Ancona,

percui

il

governatore generale delle suddette provincie pontifcie, stabilendo in esse

rale

Lemarois marciava per occuparle.


di

comse-

]n pari tempo ricevette lettera

Chainco-

missioni militari e altre disposizioni,

pagny
sa.
Il

che

gli

annunziava

la stessa

condo

il

decreto imperiale de' i4 o il


provincie, la cui perdita era sta-

cardinale dichiar ch'egli non avea

ottobre. Pio VII nel vedersi togliere quelle stesse

poteri di tale natura, e sped un espresso al

Papa informandolo

di tutto. Nello

ta

minacciata solamente in caso conila-

134
rio alle fatte

pio
domande,
fu

PIO
compreso dal
unito alla Toscana, parte della

Campa-

pi profondo dolore, scorgendo posta dai


francesi in

non cale la buona fede, e conobbe cosa dovea aspettarsi in qualunnon tard un momento a que ipotesi
:

gna incorporata al regno di Napoli, si sarebbe iu perpetuo perduto il rimanente


dello stato e

Roma, ed ogni speranza di accomodamento svan. Subito le minacce


si

far

conoscere a Parigi
,

la

sua sorpresa e
al cardi-

verificarono,

ed

al

modo
p.

narrato a

giusto risentimento
nal de

scrivendo

detto articolo e al voi.

XX,

20

e seg.

Bayane che

in vista dell'attenta-

to sospendesse ogni

trattativa, quale solsi


il

tanto riprendesse qualora


ta riparazione.

dasse pron-

Poco dopo
il

Papa

rice-

vette dal cardinale

progetto per l'ac-

comodamento
collegio,

degli affari, e per le


il

nuove
sacro

esigenze gravissime, consultato

con negativa

lo

dichiar inam-

missibile, lagnandosi altamente di essere

(ove dissi quanto dispiacque a Pio VII la Gazzetta romana fatta dai francesi, e diedi un cenno de' loro successivi giornali e di quanto riguarda l'amministrazione francese sino al i8i4)j d general ISI iollis con inganni e dicendo di andare a Napoli, a'2 febbraio occup Roma colle truppe francesi di circa 6000, e pose otto cannoni con tra la porta del Palazzo Quirinale residenza del Papa, che senza efftto protest a

trattatoda nemico, dopo tante condiscen-

denze, sagrifzi ed umiliazioni

facendo

mezzo

del segretario di sta-

sapere

ai

due

cardinali chesubito partis-

to cardinal Casoni, rispondendosi


testi
;

sero, se l'imperatore persisteva nelle sue


ulteriori pretensioni.

ma

di tutto
il

con precon notificazione Pio

Quindi subentr nel


il

VII ne inform
lenne protesta
litare
al

pubblico, ed invi so-

Papa
tificia

e nella corte

fondato timore

di

sacro collegio della mi-

vedere occupare
Pio VII accord

Roma
la

e violata la pon-

occupazione e lesione della sovras.


1'

residenza. Nello stesso

anno 1807
all'i

nit temporale della

Sede, chiamando
universalit delle

sua protezione

Dio

in testimonio e
;

cartiera fabbricata in Jesi dal conte Pal-

genti

facendo

la

descrizione delle insi-

panti; fece terminale

il

grande sperone

al

dieeseriedi pretensionidel governo francese, le

Accademia de

Colosseo j fu benefico colla ripristinala J Lincei j eman provviden-

pi ingiuste e ripugnanti alla covoleva fuori di

scienza del capo della Chiesa, che onni-

ze sulla vietata estrazione deli' olio, sul-

namente

si

Roma
Papa

e lon-

l'amministrazione de' beni commutativi

tano dai suoi sudditi e dalla sua sede. Dal

non

alienati, e sulla liquidazione de'de-

giorno dell'occupazione

il

fece in-

biti delle

comunit dello

stato; fece tors.

formare ciascun ministro diplomatico dello stato delle negoziazioni,

nare a

festa di precetto quella di


,

Mi-

avvertendoli

chele arcangelo

e protest contro l'e-

che

d' ora in poi


di

avrebbero ricevuto coatto,

sportazionearmata inFi ancia degli oggetti

municazione
eseguito,

qualunque

come

fu

d'arte della villa Borghese, venduti dal

protestando intanto solenne-

principe, dicesi, per


1

i4 milioni

di franchi.

Nel 808 la persecuzione francese divenne pi manifesta e crudele; forza aperta e occulta, corruzione, tutto fu posto in
saio

mente contro 1' occupazione de' suoi domimi. Miollis prese alloggio nel palazzo Doria. Pio VII nel ricevere a'3 febbraio
Alquier e Miollis, loro dichiar ch'egli
considererebbe
le
si

opera a danno della Chiesa e del

dominio temporale, da un principe Fu presentato al Papa quell'ultimatum che riportai a Francia, con novelle esigenze da non potersi affatto ammettere altrimenti Alquier sarebbe partito, occupato il Perugino ed
ambizioso e potente.
,

come prigioniere, fioche truppe fossero in Roma, e che nessun


in

negoziato era pi possibile


costanza
uffiziali
;

questa cir-

8 ricevette gli dello stato maggiore. Avendo il


agli
si io-

nondimeno

Papa

cessato di fare le ordinarie sue pas-

seggiale al di fuori del suo palazzo,

PIO
ce
in

PIO
uscirne, finche
.si

i3j
pio-se-

una legge

di

non pi

dina! Gabrielli

nella carica di

Roma

si

trovassero truppe

laniere,

gretaiiodi stato, a'27 marzo.

Non

volen-

e costantemente l'osserv.

La

salute del

do

il

Papa condiscendere
il

alla lega offen-

cardinal Casoni avendo date vive inquietudini,


il

siva e difensiva colla Francia e ritenendosi intimala la guerra,

Pontefice

nomin
il

pio-segretail

legato part

da

rio di stato nello stesso

febbraio

car-

Parigi e Lefebvre da
i

l'ionia.

Nell'aprile

dinal Giuseppe Doria,

quale per rimuoai fran-

francesi di forza

entrarono nel palazzo


i

vere qualunque insulto o danno


cesi,

Quirinale, occuparono

quartieri de'cd-

subito

eman
fu
A.'

vale, cbe

non

Carnecelebrato neppure nel


il

divieto del

potori e delle guai die nobili, ed intima*

seguente anno.
sciatore Alquier

24

febbraio V

amba-

rono agli svizzeri dover dipendere dal lo ro generale; indi imprigionarono il governatore
di

non ottenendo conces-

Roma

Cavalchini, e lo tra-

sione alcuna dalla corte di lloma, doman-

dussero
tanto
il

alla fortezza di Fenestrelle. In-

passaporti, ed accredit

come

inca-

ricato d'affari Lefebvre suo segretario di

ambasciala
guardi, ed
le

il

(piale nelle

sue relazioni
ri-

diplomatiche dimostr gentilezza e


il

vivo desiderio di conciliare

ben presto egli pure ebbe orRoma, ove il general Miollis rimase padrone della polizia del paese, e poi incorporallesue le milizie pontificie. Pei rovesci che provavano le armi francesi in Ispagna a Roma furono
cose;

ma

dinedi lasciare

governo imperiale prese possesAncona, di Macerala e di Camerino, e le dichiar irrevocabilmente riunite al regno d'Italia, per decreto di Napoleone de'2 aprile, eseguito l'i 1 maggio. Continu Pio VII ad energicamente reclamare e protestare, sempre inutilmente confutando
so delle provincie d'Urbino, d'
le asserzioni le

pi impudenti, false e conoltraggi. In

tradditorie, usate dai francesi per giustificare le

usurpazioni e

gli

arrestati

il

ministro Vargas, e

due u-

oltre invi ai vescovi delle provincie pontifcie del regno italico, una istruzione riguardante il giuramento, le case religiose, l'immunit ecclesiastica, con opportune facolt; pi una lettera con ordini

ditori di rota spagnuoli Gardoqui e Bardaxy, come reputati nemici del governo

francese. S'intim ai cardinali napoletani Pignattelli, Sai uzzo, Caracciolo e R.uffo


Scilla, di recarsi in

Napoli a giurare

fe-

circa la clausura,

['

amministrazione dei

delt e ubbidienza a

ne,

ma
al

zione

Giuseppe Napoleoil Papa lo imped e con allocusacro collegio lo anim ad essei

beni delle comunit religiose, esortandoli


a difenderei diritti della Chiesa, ed a

non

re costante ne'suoi doveri, affrontando

patimenti e

le

persecuzioni.

Le

violenze

francesi vieppi progredirono, spoglian-

che e della deportazione di molli vescovi parlai a quell'articolo. Nel palazzo Quirinale francesi arrestarono il cardinal Gail

prestare

giuramento

illecito, di

do

il

governo dell'amministrazione della


tutte protest,

brielli,

misero

il

sigillo alle

sue carte e lo

giustizia, e de'suoi attributi e sovranit:

Pio VII su

come

fece del-

le successive.

Nel marzo furono colla forza portati


a Napoli
i

deportaronoa' 18 giugno. Pio VII dichiar allora pro-segretario di stato il cardinal Pacca, che malgrado de'suoi principi! moderati non era in favore presso
i

detti cardinali, ed intimato di

francesi: egli in fatti

avea accettato

il

mi-

partire da

Roma

per

le

loro patrie ai

nistero per resistere e

morire coraggio-

cardinali italiani Giuseppe e Antonio


ria,
ti,

Do-

samente, e
te

la sua

condotta venne altamen-

Lilla,

Somaglia, Roverella, Braschi, ScotDugnauijGailefh e Crivelli, coal

di

approvata dal cardinal Consalvi. Quinfrancesi deportarono ancora il prei

me

nativi de'doniinii uniti alla Francia.

lato Riganti segretario di consulta, e

poli-

Laonde

primo Pio VII

sostitu

il

cai-

sero in Castel

s.

Angelo

il

benemerito

36

PIO
alla

PIO
guardia svizzera
s.

scale generale Barberi, Caccili vice eco-

nomo
(ini

della fabbrica

ili

Pietro, e Ruffu

re in palazzo

di non lasciar entraqualunque soldato francese.

luogotenente dell'A.C; pi
accesso a
i

impo-

sto al prelato governatore di Viterbo di

fatto,

impedire

1'

Roma

degli eccle-

questo clamoroso e significante governatore imperiale altro non pens, che ad impadronirsi della persona
il

Dopo

siastici. Agli

luglio Pio VII

zi ai cardinal? in concistoro, che

pronundopo il

del Pontefice per allontanarlo da


I

Roma.

ministri esteri al solito furono istruiti

16 marzo non avea pi adunato, la celebre allocuzione nella quale fece il racconto di tutte le ingiurie ed usurpazioni fatte dai francesi; vi protest colla

dell'accaduto, per parteciparlo alle loro


corti;
stria

ma

dolenti e freddi, quello d'Au-

Lebzeltern manifest mn<ior im-

consueta
vita

inalterabile fermezza, dichiarando essere

pronto

a subire

il

sagrifizio di sua

pei doveri inerenti alla sua dignit. Frat-

tanto Napoleone nomin il fratello Giuseppe re di Spagna, ed il cognato JMurat

e Vargas di Spagna rispondeva con coraggio generoso. Per con la forza dov partire da Roma il cardinal Antonelli decano del sacro collegio, ed il progovernatore Arezzo; fu bloccato di trup-

pegno,

pa

il

palazzo Quirinale, traducendosi al


di piazza chi

Papa di riconoscerli. In questo tempo dimorando Ferdinando IV in Sicilia, spedi segretaniente una scialuppa a Fiumicino per prendere Pio VII e condurlo sopra una fregata inglese ; ma il Pontefice non acre di Napoli,

ingiungendo

al

comandante
ste
ti
,

ne usciva, per

soggiacere a rigorose ispezioni.

Con queed altre violazioni del dirittodellegened annunzi


di

nuovi sdegni e prote-

ste,

consent a rendersi fuggiasco, ed

il

car-

il 1808. Non si deve tacere che Pio VII eman provvedimenti per impedire l'infezione schiavi-

prosegui e termin

dinal Pacca con savie osservazioni lo rin-

na, eh' erasi sviluppata nelle pecore, e

franc nel nobile rifiuto. Questi gover-

quella delle locusteche desolavano alcu-

nava

lo stalo

con molta calma


si

quando

ne tenute dell'agro romano; e che


fari ecclesiastici col resto

gli

af

a'6 settembre
uffiziale,

present

al

cardinale un

dell'Europa, per

intimandogli
,

la

partenza per

quanto era
il

possibile,

Benevento sua patria

sotto pretesto di

loro corso. In diverse


le

aveano proseguito epoche istitu nel


ai
1

aver pubblicato notificazione che poteva


recare ostacolo agli arruolamenti
francesi.
Il

1808

seguenti sedi vescovili:


la

7 feb-

fatti

dai

braio con
quella di
agli

cardinale protest che non pargli

Supremo pastorali, Monlauban, cit. Bull. p. 253;


bolla
la bolla

tirebbe senza
cui per

ordini del santo Padre,

8 aprile con

Ex debito pasto-

un biglietto partecip l'avvenuto. Nel medesimo istante Pio VII pieno di collera corse negli appartamend'
ti

mezzo

ralis } p.282,lesedi di

ladelfia
rica,

_,

Nuova- Forck, FiBoston e Bards-Town in Amebol-

dichiarandole sulfraganee di Balli-

del cardinale, ed ingiunse

all' ulliziale

more che elev ad a rei vescovato col la


la

che dicesse a
soffrire tanti

Miollis, d' essere stanco di

Pontifcii
il

muneris,

p.

280.

A'c) aprile

citrali ed

insulti:

che ben
tut-

istitu

capiva dove tendevano tante violenze; che


gli
ti
i

stesso

annoquello

vescovato di Versailles^ e nello di Louis ville, Lodovico-

si

volevano togliere ad unoad uno

politana seu Luvisvilleu negli Stati Uniti

ministri, per impedirgli l'esercizio del


diritti del-

dell'America settentrionale nel Kenluchy, capoluogo della contea


deliziosa ed elevata,
di Jefferson

suo ministero apostolico e de'


la

sovranit:comand al cardinale di non ubbidire ai pretesi ordini e di seguirlo


nelle sue

sulla riva sinistra dell'Ohio, in situazione

chiamata

la

Citt di

camere per

essergli

compagno

Luigi. E' grande, regolare, commerciale

nella prigionia, e presolo per la


io condusse. In pari

mano

ve

con fabbriche e grande opificio

di

mac-

tempo Pio VII ordin

chine a vapore; con edilizi di buona ai-

IMO
chUetlnrn,
Ila tre

PIO
cutore degli ordini,
Castel

i3 7

come

il

palazzo di giustizia;

chiese, collegio e stabilimenti d'iil

non. Miollis circospetto e moderato, non persecutore di natura, ma puntuale esea'


1

bliii/iniie:

bel catiiile di Louisville-Port-

o giugno due ore


lo

LiudCaiKil, da ultimo annient la sua importanza, l'io VII ne fece , vescovo il venerando, zelante e insigne Bene* detto Giuseppe Flaget, come di BardsTown; Gregorio XVI , che ricevette i di lui personali omaggi, gli diede in coar diutore a'21 marzo i832 mg. Guidone Chabrat vescovo di Bolena in parlibus,
i

avanti mezzod, allo sparo de'cannoni di


s.

Angelo, fece abbassare

stemdi

ma

pontificio e inalberare la bandiera

francese; nello stesso

tempo a suono
i

trombe pubblic
citt

in tutti

quartieri della

che

gli

successe: al presente n' vescovo

mg. r Martino Spolding fallo vescovo Lengonense in parlibus a' q maggio 1848,
succeduto per coadiutoria agli
1
1

feb-

braio i85o. In quest'anno elevando Pio

IXlasededi Cincinnati
tra le suffraganee vi

in arcivescovato,

comprese Louisville. Valga questo cenno ali 'om missione dell' omonimo articolo; fino al i847>incui
pubblic
tizie di

il decreto che comandava la riunione all'impero, di tutto quello che ancora rimaneva degli stati romani. Uditosi cida Pio VII e dal cardinal Pacca, esclamarono Et con^um Hiatus est. Il Papa prevedendo questi ed altri estremi mali, avea fatto compilare dal cardinal di Pietro e principalmente dal p. Fontana suddetto, la bolla di scomunica, di cui parlai a Francia, onde nello stesso giorno la fece pub:

blicare in

modo

cosi

straordinario, che
i

nome di questa sede le NoRoma, generalmente se ne ignoil

rava

gi dal vescovo di
si

anche perch governala I3ardsTown,col quale compenetrata. Il Papa in occasione delle buone feste,
l'esistenza,

romani, a mezzo Lorenzo Mengacci e figli con s'ingoiar coraggio, onde furono poi ben ricompensati anche con appalli. Nella notte mesbalord
il

generale ed

di

desimi

l'affssero

ne'luoghi

soliti

e nelle
la

tre basiliche patriarcali, senza


lizia lo

che

po-

penetrasse.

Un

trasunta delia boldi

imperturbabile ricus
nerale Miollis ed
il

di ricevere

il

ge-

la fu

pure affisso all'esterno


di

molte chiealla

suo stato maggiore.

se di

Roma. Contemporaneamente

Incominci
poleone
se
ai

il

1809 con dichiarare Na-

suoi agenti, e nel


la

modo

il

pi

virulento contro

dignit pontificia, che

scomunica, Pio VII pubblic un breve, in cui riprov lo spoglio della sovranit temporale, cui stretfulminata bolla

Pioma dasse
si

cerei benedetti

rificazione,

rifiutassero,

per la Punon avendone


Ortoli

tamente

legata l'iudipendenza spirituale;

disse che la fiera persecuzione

non

fu prolo

mandato

nello scorso anno, e che altreti

vocata, e perci protest contro


glio,
si

spo-

tanto facessero

re suoi parenti

rigettando qualunque assegnamento


11

in Roma comunic l'orgoverno papale. A' 7 maggio, dal campo imperiale di Vienna, Napoleone con decreto riun tutti gli stati del Papa all' impero francese; dichiar Roma citt imperiale e libera; che una consulla dovea prendere il possesso di detti stali, perch vi potesse essere organizzato il regime costituzionale pel i. gennaio 1810, la quale consulta doveva dipendere dal ministro delle finanze. Fu

agente consolare
al

volesse fare a lui ed ai cardinali.


atti,
si

Pa-

dine ricevuto

pa dopo quesli

chiuse pi che

mai

colle pi grandi precauzioni nel suo pa-

lazzo, le cui porte erano occupale dalla


di scomuniNapoleone non fu direttamente nominato, ma vi era compreso siccome uno dei fautori di tanti spogli, che la s. Sede avea sol'erti, anzi vi fu designato a tratti abbastanza chiari. Napoleone si scagli con invettive contro la scomunica e u fu sensibilissimo, non ostante la sua indifferenza

guardia svizzera. Nella bolla

ca,

fallo presidente della consulta Saliceti, e

prefetto del dipartimento di

Roma Tour-

religiosa.

Temeudosi ad ogni

istante nel

i38
Pupa,
l'osse

PIO
il

PIO
narra con mirabiledettagliol'Artaud nel
cap. 58,

palazzo apostolico che venisse arrestato


nella notlesi vegliava,

perch non
il

anche

coll'autorit delle

Memo-

sorpreso, sulla torre presso

por-

rie scritte dal cardinal

Pacca, e della re-

tone. Dall'altro canto Miollis


l'io
li

temeva che
in

VII potesse uscire

vestito de'suoiabi-

papali, per tentare

una rivoluzione

lazione che lo stesso R.adet poi diresse a Pio VII a' 2 settembre 18 i4- Di questo grave punto ne diedi un cenno ne' voi.
i

din

suo favore. Napoleone con sua lettera oral general francese Radei, coman-

XXVI

dante la gendarmeria in Toscana (gi canonico penitenziere d'una cattedrale di


Francia, secondo Pistoiesi), di recarsi a

XLV1I, p. 2o3, dicenI, p. 124, do pure, che forse la determinazione del rapimento del Papa la provoc Murat, quindi Napoleone l'ordin genericamente a Miollis, il quale credette la misura
indispensabile per la quiete e
R.adet,
si

Roma. Miollis gli


tudini, per
la

manifest

le

sue inquie-

servi di

generale fermentazione che


i I

che l'esegui con quelle disposizio-

metteva a sommo rischio francesi in lalia, ove l'imperatore guerreggiando sulla sponda del Danuhio non poteva inviar\i aiuto di truppe, e che altro non gli ri-

ni dette ai citati luoghi.

Per da un doPio

cumento
taud nel

posteriore pubblicato dall' Art.

2*,

cap.
:

33

della Storia di

Vili,

risulta

che Murat investito di pomeridionale,


del 1809, edell'alta

maneva per
di

ristabilire la

calma, se non
il

teri straordinari nell'Italia

che allontanare da

Roma

Papa: quinera ornai


il

duratitela

campagna

come generale governatore

polizia sugli stati romani,


le cospirazioni e

temendosi della

rapimento del Pontefice e l'arresto del cardiual Pacca, e di averlo scelto per si importante operazione. Iiispose Radet,che un atto di tal natura uou poteva eseguirsi senza ordeterminato a far eseguire
dini superiori dati in iscritto, seuza

de'vesperi siciliani in Ro-

ma,
del

scrisse a Miollis,

che se

presenza

Papa era un ostacolo

reale, bisogna-

va allontanarlo, per neutralizzare l'influenza ch'egli esercitava sullo spirito dei

ma-

ture riflessioni, e soprattutto senza truppe.

romani. Quindi Miollis decise di far partire Pio VII. Che giunto in Toscana, la
principessa Elisa sorella di Napoleone,pei dubbi eventi della guerra., affrettossi di dirigerlo in Alessandria; da dove il principe borghese cognato dell'imperatore,

Soggiunse Miollis che subitosi prepa-

rerebbero ordini e truppe,


ni, in

ma
il

bisogna-

re occuparsi delle convenienti disposizio-

maniera
si

di evitare sino

sospetto.
ta-

Radet
le

ritir

vivamente agitato per


ai

poco sicuro dell'opinione del Piemonte


che governava,
tendervi
le

impresa, e chiuso nella propria abita-

l'invi a

Grenoble, per atil

zione per pensare

mezzi opportuni,

si

disposizioni di Napoleone,

trov nella dura alternativa, o di non a-

vere riguardo
violare
i

a'dirilti

pi sacri, ovvero di

giuramenti colla disubbidienza.

qualequando seppe l'operalo, beuch non l'avesse comandato, approv la determinazione presa da Miollis. All'esecuzione
dell'orribile misfatto
si

Giunte alcune truppe napoletane in Roma e ricevuto Radet 1' ordine in iscritto da Miollis, d'arrestare il cardinal Pacca, ed il resto un guazzabuglio di cancellature e sostituzioni, iu cui era detto,

stabib la notte del

al

luglio,

con
la

la

coadiuvazione dei

birri e di alcuni
tenti, noti

infami romani malcon-

che

in caso di opposizione dalla parte del

loro avversione al governo pontifcio ed armati, essendo guida principale per l'assalto del Palazzo

per

Papa si arrestasse ancor egli, e condurli ambedue per la posta a Firenze, si decise di eseguire il mandato. Quanto precedette, accompagn e segui s enorme
sacrilego attentato, oltre
il

no

Quirinale Francesco Rossola, gi facchidi esso e condannato a morte quale


r

ladro di mg.

braga. Disposte

le

cose e

fatto centro di
ia

operazione
si

il

quartiere dell'-

Pistoiesi, lo

Pi lotta, Miollis

port a vederne

PIO
una casa del vicino giardino Colonna, e Radet si avanz al palazzo, dopo aver mandato a custodire le porte del.silo

PIO
giungere sino
ni,
il

]3 ;)

in

al cardinal

Pacca che non

conosceva, perci attendere nuovi ordi-

che furono

di
il

assolutamente arrestare
cardinale, indi condurli
a teno-

le

chiese de'contomi, per impedire

il

suo-

l'ontelce

ed

no
il

campane a giorno quando con


delle
il

martello. Spuntava
fiaccole accese e sca-

fuori di

Uuma immediatamente
11
i

re del concertato.

cardinale era stato


francesi era-

le,

un drappello d'uomini
al

scal le

mura

avvisato dal cameriere die

presso

pollone della Panetteria progiardino pontificio; altra ball-

no

entrali in palazzo,

onde

pel nipote

Ti-

pinque
ila

berio, poi governatore di Roma-, fece svegliare Pio VII, indi visi rec egli stesso,
col cardinale

condotta dal colonnello Siry coman-

dante di piazza, sal per le finestre delle camere rispondenti verso la chiesa di s. Andrea, sfasciandole a colpi di accetta; e Kadetcon buon numero di soldatesca cerc l'ingresso pel portone grande del palazzo, che gli fu aperto da Siry, gi penetrato nel cortile.
Allora Radet riunite
le

Desvuig (che con


il

altri col-

leghi anteriormente erasi rifugiatone! palazzo),


il

quale conferm

Papa

nel co-

raggio, oltre qualche prelato palatino, fra


i

quali

il

maestrodi camera Doria,


(zio del di

Pao-

lino Maslai-Ferretti sotto segretario dei

sue truppe,

si

sunse

mise

alla loro testa e disperse

pello di gente che nel cortile

un drapsembrava

Papa che regna, che asPio VII come suo predecessore nella sede d'Imola), ed alcuni altri famigliari pontifcii ed uftziali e scritmemoriali
il

nome

voler fare resistenza,


l'esecrabile con) iti va

mentre parecchi delandavano esplodenper intimorire


i

tori della segreteria di slato,

come
il

l'ab.

Mauri:

tutti questi

circondavano
al

Papa,

do

fucili pei corridoi

pa-

che

si

port avanti

tavolino e quasi nel

latini e

impedire resistenza. Quindi Rale scale e di

mezzo

della stanza, vestito di mozzetta e

dei

mont

appartamento

in

stola, essendosi

voluto porre in petto

il

appartamento, gettando a colpi di accetta tulle le porte chiuse, pervenne alla sala
del trono, ove trov
/\.o

suo Crocefisso e nel dito l'anello con cui mor Pio VI (il quale avea disposto che si
dasse
al

svizzeri col cale

suo successore), donatogli dalla

re-

pitano, cui intim posare

armi,

il

che

gina Maria Clotilde, che lostessoPio VII

fecero secondo l'istruzione

precedenteil

mente avuta. Proseguendo


alla fine del passetto,

cammino,

asea dichiarato venerabile. Intanto Radet avendo fatto entrare nella camera, senza
cappello e riverenti, di versi
t'ufliziali
ufiziali e sot-

ora anticamera setrovalcospeltodel

greta, cou sorpresa

si

Papa circondato mera d'udienza


fessa

dalla sua corte, nella cailluminata,

de'gendarmi e di altre armi, con i o 3 ribelli romani, chea veano condotte

Radet con-

e dirette le scalate,

dopo

il

silenzio pro-

da stupore e da santo rispetto, nella pi penosa situazione, non essendosi preparato a tanta inesprimibile

che

fu colpito

dotto dallo sbalordimento, pallido e con

voce tremante, disse al Papa cheaveva una commissione disgustevole e penosa,

impressione, prodotta dal complesso delle


circostanze e da Ila duplice dignit che rav-

ma cheavendo fatto giuramentodi fedelt


e di ubbidienza all'imperatore

non poteva

visava in Pio Vii. Ripreso coraggio, fece

allontanare

la

truppa

in detta sala e pel


i

palazzo
vi si

oltre birri che erano introdotti; ed imbarazzalo sul paitito da prendere, sped subito il Car-

mand pattuglie,

che per parte adunque dell'imperatore doveva intimargli di rinunziare alla sovranit temporale
fare a
di eseguirla;

meno

di P.oma e dello stato,e


si

che non prestandoil

a ci, avea ordine di condurlo dal geneil

dini toscano e maresciallo de 'suoi gendar-

rale Miollis,

qualegli avrebbe indicato


11

mi, aaliollis, per significargli ch'era alla


presenza del Papa,

luogodella sua destinazione".

ma non

avea potuto

Papa senza scomporsi, con voce ferma e in tuono

i4o
pieno di dignit
so cos. Se ella

pio
gli rispose

PIO
a un dipresdi

del mattino. Dal suo lato

la

persiana

ha creduto

doverese-

era inchiodata, ed un
a chiave
i

gendarme chiuse
il

guire

tali

ordini dell'imperatore pel giufattogli di fedelt e

due

sportelli;

generale col

ramento
za,

d'ubbidien-

s'immagini
i

in

qual

modo dobbiamo

posero nella parte davanti esteriore del carrozzino. Uscito questo dal

Cardini

si

s. Sede, alla quale siamo legati con tanti giuramenti! Noi non possiamo cedere n rinunziare quello che non nostro (altro testimonio

noi sostenere

diritti della

portone grande,

il

Papa bened

la

trup-

pa numerosa
nuta
dai
ta
le

e schierata sulla piazza, vela

di

Napoli poche ore prima, e

sua

diletta

Roma. La carrozza accompagnata


la

oculare, poich questo racconto lo desu-

gendarmi prese

direzione di Poril

da quello del cardinal Pacca, asserisce che il Papa dicesse: Noi non possia-

mo

Salara e fuori di questa fece

giro del-

mo, non dobbiamo e non vogliamo). dominio temporale della Chiesa romana, e uoi non ne siamo che gli amministra1 1

mura lino chiusa come


si

a Porta del Popolo, ch'era


tutte le altre, incontrando-

per

la

strada brigate di cavalleria. Ivi


i

si

trovarono pronti

cavalli di posta, e

tori.

L'imperatore potr

farci a pezzetti,

tua non otterr mai questo da noi.

Dofal-

mentre si attaccava ao, il Papa dolcemente rimprover Radet, della menzogna detta di condurlo

po

tutto quello peraltro che

avevamo

da Miollis, e

si

lagn del

non ci aspettavamo questo trattamento". Santo Padre, disse allora il gelo perlui,

modo

violento cui Io faceva partire, sen-

neral Radet, so che l'imperatore

le

ha

molte obbligazioni. Pi
sa, riprese
il

di quello ch'ella

Pontefice in un tuono al-

Il generache ben presto lo raggiungerebbero alcuni di quelli che avea stabilito nella nota col necessario equipaggio,

za seguito, sprovvisto di tutto.


le rispose

quanto risentito: poi continu, e dobbiamo andar soli? Il generale soggi unse Vostra Santit pu condurre seco il suo mi:

e ad accelerarlo sped
Miollis.

un gendarme a
si

Radet

rivoltosi al cardinale,

di-

chiar assai contento che tutto fosse riuscito pacificamente e senza

nistro

il

cardinal Pacca;

il

quale inter-

alcun ferito

VII che ordinasse, ed avuta l'affermativa, nella camera contigua assunse


sta
gli

pellalo Pio

ma che?
se in

rispose

il

cardinale,

eravamo

forIl

una fortezza da

fare resistenza?

abiti cardinalizi,
uflziali.
il

guardato a

vi-

da due
Intanto

Papa

fece di proprio

pugno

Papa si trov nella borsa un papelto os sia 20 baiocchi, che fece vedere a Radet come avanzo del principato, e i5 baiocchi mostr
volto,
della
il

la

nota delle persone che desiderava Io

cardinale: a questi poi ridi

accompagnassero, ed ebbe qualche colloquio col Radei. Mentre il santo Padre


rassettava alcuna cosa nella stanza,

con aria
si

compiacenza,
,

si

lod

pubblicata scomunica

altrimenti

Ratoc-

ora
bito

come
il

farebbe? Perle misure prei

det

gli disse,

non dubiti che non


il

si

se dal Miollis,

cher cosa alcuna; ed

Papa

replic:

Chi non prezza

la

propria

vita,

molto

meno cura la
di

roba. Quindi losolleeitalla

romani non seppero surapimento del Papa, ma venuti in cognizione dell'esecrabile fatto, peneIrati da profonda costernazione, si videle

partenza, senza dar

tempo

agli aiutanti

ro incedere taciturni per

strade e conotizia.

camera
ed

di

mettere in una valigia qual-

municarsi dolentissimi
Nella seguente uotte in

la trista

che poco
birri
i

di biancheria.

Fra'gendarmi,

sudditi

ribelli,

passando sui

rottami delle porte gittate a terra, seguito per un tratto dai suoi, Pio VI si rec al
I

nome di Pio VI I fu aflssa in Roma una commovente sua notificazione, che pu riguardarsi come
l'addio d'un
vidersi dagli

amoroso padre, che nel


amati
figli,
li

di-

carrozzino o bastarda di Radet, e

vi

asce-

benedice e in-

be col cardinal Pacca, essendo circa Icore

vita a pregare per lui.

Abbiamo una Rda-

PIO
n'fiwms. deH'assalloescalata data
al Qui
i'i u le, ed imprigionamento di Pio VIF, che quanto alla sostanza, avendone profittato, corrisponde al narrato,e sembra che

PIO

\\\

rozze eo'prelali Dori a, Pacca nipote del


cardinale, e Soglia cappellano segreto e

maestro
te di

di casa particolare, ili.

aiutali-

il

Pistoiesi l'abbia

avuta
la

in

do

scrisse la f' ila di


si

Pio P

mano quanIL Da tale re-

camera Moiraghi, il chirurgo Ceccariui, il cuoco Targhi ni, lo scopatore seil

greto Palmieri ed
le

sediaro Cotogni.

Tra
il

lazione

rileva,

che

forza impiegala

ore

607

della

sera del 7 luglio

da Radei fsse
icui

di quasi

1000 uomini., che


patriot
li,

gli scellerati traditori, sedicenti

Papa part da Radicofani col suo seguito mostrando per lutto le popolazioni
,

nomi sono

riportati,

furono circa

6(>,

toscane fervorosa divozione, e pel sanese

compresi alcuni statisti e diversi beneficati dal governo, qualche sacerdote, molti della guardia civica organizzata dai
francesi, coi loro nobili capi: inoltre vi
si

pervenne a Poggihonsi, ove ebbe luogo


la

stazione dell'albergo nelle ore pi co-

centi. Alle 3

renze

in

dopo mezzod parli per Fimezzo a popolo immenso che


la

legge, che

dopo l'empia cattura, Mio!

implorava

benedizione;

ma

poca

di-

lis

disse a'suoi ufliziali: licenziate questa

stanza dalla porta, per negligenza de' postiglioni, la carrozza ribalt

canaglia. Egli notific a Napoleone l'esecuzione degli ordini ricevuti e la tranquillit di

con grande

impeto, una iota


z in mezzo
la

si

ruppe
Il

e la cassa sbal-

Roma, non
il

senza falsit, fra

le

strada.

popolo accorse

quali, che

Papa
la

erasi difeso

con barrica-

soluto ad alzarla, e Pio VII sulle braccia di esso


in

te e trasformato

il

palazzo in fortezza! oneffettuata risoluzione.

de

giustificare

quella del Doria

ne discese e tranquillo mont il generale fu lan:

Giunta
Stolta,
i

la

carrozza alla stazione della

ciato a gran distanza, in

una frana piena

di

postiglioni

che l'aveano condot-

animali immondi, restando ferito e contuso.

ta, al Papa mandarono

genuflessi e lacrimanti dola

Verso un'ora

di notte

giunse alla

benedizione, che riceveroviaggio cele-

certosa, ove era stalo tenuto

come

in o-

no

colle parole: Coraggio, figli miei, coil

slaggioPio VI, ricevuto

alla

porta da Le

raggio ed orazione. Indi

cronsier luogotenente colonnello della


re di accostarsi a

remenle segu,

colle cortine tirale a prele

popolazioni si accorgessero del rapimento, e con gravissimo incomodo del Papa; questi col cardinale discese alla meschina locanda di Radicofani, un'ora avanti mezzanotte, ove pernottarono dopo una cena frugale. Radet scrisse a Miollis la reghiera di Radet, per timore che
lazione del viaggio, e

gendarmeria, permettendosi al solo priocomplimentare il Papa,

prendendone
qui finisce
conoscersi
la

la

consegna da Radet che


lui fatta

sua relazione, da

per

la verit

dalle alterate descri-

zioni di altri. Egli cerc


to di sua missione di

nell'adempimenriuscire gradito a

come
il

il

Pontefice

Pio VII pi che pot, per cui fece rappresentare in un quadro la partenza del

era stanchissimo, con un po'di dissenteria e di

Papa da Roma
nanzi
al

col proprio ritrailo in

febbre

rimarc

suo animo degli stati

attitudine del pi profondo rispetto, in-

bole, rinvigorito dal cardinal Pacca, che


lo rese ostinato a

suo augusto prigioniero. Questo


di sua imche ne mancavano 43, indicai come poco
!

non cedere
il

della

generale rimise a Napoleone V stuello


Pescatorio, dopo aver munito

Chiesa. Nella mattina

generale voleva
attendi

subito partire per

la

certosa di Firenze,
ivi

pronta alcuni Nel


voi.

atti

ma

Pio VII
i

si

oppose, volendo

XXV,

p.

dere

suoi domestici,

come sprovvisto

dopo Pio VII venne

svegliato, e invita-

tutto e persino degli occhiali; fortunata-

to a riporsi subilo in viaggio,

ma

per di-

mente con sua gran consolazione, qualche ora dopo mezzod, giunsero duecar-

sposizione di Miollis, senza

il

cardinale,

che l'avrebbe raggiunto

in Alessandria,

i\->.

IMO
ehhe.

PIO
la

cmI

appena

tempo di domandare un
i

Francia. Cambiati
il

cavalli presso
a Rivoli, e

To-

breviario
to

al

priore della certosa. Col sanprelati

rino,
alla

Papa pernott

giunto

Padre partirono

Doria e So-

glia, e

Moiraghi, scortato dai gendarmi

e dal general Mariotti, d'ordine d'Elisa


sorella di

cima del Mont-Cenis, nell'ospizio dei monaci, col permesso del capo squadrone Galliot,pot il cardinal Pacca baciargli ia

Napoleone

pei motivi

suindi-

cati. 11 viaggio. sino

ad Alessandria dui

ra.

r sette giorni, cio dal q al 5 luglio, e ) insci fecondo di commoventi episodi pel
Pontefice: presa
figli
i i

ze

mano e trattenersi un quarto d'oProseguendo Pio VII con tre carrozil viaggio, a'20 luglio arriv a Montcitt della

meillan, ultima

Savoia, india

la

direzione di Genova,
casa Gri-

Lumpin,ove
donde

fu concesso al cardinale en-

giunse a Chiavari in

trare nella sua carrozza sino a Grenoble,


fu separato e condotto alla fortezil

maldi,
di

come si ferm alla Castagna, luogo campagna degli Spinola, 3 miglia da

za di Fenestrelle, che separa

Piemonte

Genova, ove al Mariotti subentr Boisard, altro comandante della gendarmeria. In

dal Delfnalo: quanto inespugnabile, altrettanto orrida per


la

situazione, incle-

due
sino

lettighe entrarono

il

Papa

e Doria,

menza ed asprezza
mavasi
lato
ti.
il

del clima; allora chia-

gli altri

al

proseguirono il viaggio a piedi mare. L giunti montarono tutti


si

la

Siberia d'Italia, essendo popo-

suo villaggio da circa 800 abitanil

a bordo d'una feluca, e all'alba

trova-

Pio VII in questo tempo ebbe


di

con-

rono
la

s.

Pietro d'Arena

quindi presa

forto

sapere

la cattolica

intrepidezza

via della

Bocchetta, per

Campo Mo-

de' vescovi della

rone e Novi giunsero

in Alessandria, ac-

e contro l'imperatore.
lai

Dalmazia in suo favore A Grenoble paril

colti dalla famiglia Castellani,

che prodig a Pio VII delicate cure, mentre andatagli scemando quella specie di febbre

del soggiorno che vi fece

Papa,

in-

contrato dalla guarnigione di Saragozza,

che

vi

stanziava prigioniera di guerra

nervosa convulsiva, che


dal
dinal Pacca

1'

avea assalito

primo giorno del suo arresto. Al carnon fu dato di aver comuni-

non due
gli

fu

dato

al

vescovo di ossequiarlo, e
del

vicari generali

cardinal Fesch

fecero esibizioni d' ogni genere e gli

cazione col santo Padre,

come che guar-

dato con gran rigore, cui raggiunsero in Alessandria gli altri famigliari che Miollis

avea fatto partire a compimento del

consegnarono 100 mila franchi in cambiali,con singolare gradimento di PioVIl. Sempre accompagnato da Boisard, per Valenza e Avignone ove teneramente fu
,

suo seguilo, cio,


aiutante di

medico Porta, il i. camera Morelli, Paolo Camil

pa imolese addetto
lafreniere Bertoni.
quelli designati da
si

alla floreria,

ed

il

pa-

Per non furono


\' li,

tutti

Pio

e tra gli esclu-

vi fu

il

pio sagrista

Menochio suo con-

fessore,
tico e

chiamato da Miollis
facitore
di miracoli.

uomo
11

fana-

principe

Borghese, per quanto ho gi detto, ordin che il Papa si conducesse a Grenoble,

tutta la Provenza, a'4agostogiunsead Aix, indi pass a Nizza, ove narrai quanto gli avvenne, e finalmente a Savona in casa Santon e vi dimor 4 giorni. Nel d seguente I' episcopio venne sloggiato dal vescovoMnggioli, e dal governo fu posto a disposizione del Papa e del suo seguito; ma per proprio usoglisi assegn una camera ed una
festeggiato,

come per

piccola anticamera, e fu tenutocon som-

ricusando

di essere

il

suo carceriere.
il

mo

rigore
e
:

Dopo

3 giorni di fermata,

dolente

mente,
fittarne

sempre per trattato lautacon corte decorosa, senza pro,

corteggio venne diretto alla volta di


se

Mon-

alcuni di questi particolarie rila

dovi, in cui l'entusiasmo del popolo pre-

guardanti
bilito perla

cattedrale,

come luogo

sta-

un carattere grave pei suoi custodi, ed esso vieppi si aument avvicinandosi al

dimora del Papa,


p.

riportai nei

voi.

XXI II,

u6, XLI,p.276. L'Ai-

PI
lauti dice,
al

o
le,
la

pio
che
sua capitale

143

assegnarono 100 luigi mese a ciascuno de' famigliari ponti-

che

si

l'imperatore, soggiacquero alla stessi sor*

aspirando Napoleone a formare nelil

ficii

e Pistoiesi in vece riferisce

il

centro del cristianesiil

santo Padre viet loro di accettare cosa

mo. Quali conseguenze ebbe


to che
si

giuramen-

veruna
si

di l del necessario.
i

vero die

esigeva dai vescovi e dagli ec,

offrirono

questi nella

100 luigi ai famigliari, ma maggior parte ricusarono


,

clesiastici

come
la

dai curiali e impiegali

pubblici, con
le

dichiarazione di Pio VII,

massime

quelli

fianco del Papa,

che poi furono tolti dal il quale si compiacque

narrai nel voi.


nel voi.

XXXI,
li,

p.

199
a

e seg.;

mentre
ai le

XXV

p.

125, dissi dei

di tale disinteresse.

PioVII ricus
offertigli
,

100
il

decreti di Napoleone,

quanto

Roma

ed

mila franchi mensili


rettore della posta
gli

ed

di-

Papi

e cai disiali. Egli inoltre restrinse

portava
si

le lettere.

diocesi

Finch non
g dalla

gli

fu vietato,

rec a visi-

nuenti
le di

tare il sanluariodella
citt,

Madonna pocolunpassege nel

con abolire quelled* vescovi regiuramento, riunendolea quelchi lonven prestalo, ma beni venal
i

limitandosi poi a

nero incorporali

al

demanio con

quelli

giare nella sua

camera

contiguo giar-

delle abbazie soppresse: quindi vescovi,

dinetto; ed in tutto fu modello di pazien-

parrocbi, canonici e
lo stato pontifcio,

altri ecclesiastici del-

za e rassegnazione, poich

non

si

poteva

per non aver giurato,


esilio e prigionie
talia,

parlargli che in presenza del maire o del

subirono deportazioni,
in diversi
sica.

capitano de'gendarmi. Iduecardinali Do-

luoghi d'I

Francia e Cor-

non poterono vedere il Papa, che mentre benediceva nelria

andando
il

a Parigi

Ai cardinali Di Pietro, Despuig, Ca-

soni, Del la Poi ta,Vi ncenti,Erskine e


salvi,

Con-

la

piazza

popolo, che da tutte


il

le parti

ch'erano rimasti

in

R.oma,

fu ordi-

accorreva a venerare
sa.

Perci

la
il

due volte
va
al

capo della Chiela compartiva giorno; ogni mattina ricevehenedizione

hacio del piede circa


gli si

3oo persone.
n
di

Non
si

permetteva

di scrivere,

nato partire per Parigi entro 24ore,ove avrebbero il trattamento de' cardinali francesi. Al cardinal Di Pietro delegato apostolico, successe il prelato de Gregorio poi cardinale per il cardinal Caso:

parlare col vescovo di Savona, portando-

ni fu
vi

il

solo che pot restare in


tardi.

Roma

anche nella notte; somma poi era quella che si esercitava sui famila vigilanza gliari pontificii.

Roma rimasta a vivere nel pianto, vide precipitare fra le rovine le leggi di XIX
secoli, indi sciolto
il

A Napoleone vincitore dell'Austria e di altri potentati, una deputazione romana and a fargli omaggio, dimentica del suo sovrano prigioniero a Savona. Roma col suo dipartimenmor pi
to era

tribunale della pe-

governata dalla consulta


di Miollis

di stato,

nitenzieria, abolitala dateria, distrutte le

composta
li,

governatore generale

congregazioni cardinalizie, e
steri ecclesiastici, cui

lutti

dicari-

e presidente, di Saliceli ministro di

solevano spesso
i

correre
lati

fedeli, inviandosi a Parigi


uffzi, in

prei

NapoDegerando ministro del culto e del demanio Jannet ministro delle finanze o
,

de'nominati

un

a tutti
,

supoi

intendente del tesoro imperiale, Dal Pozzo ministro de'tribunali, e Balbo. L'Arprimi, e
zia

periori degli ordini religiosi


in diversi luoghi della

sparsi

Francia in rilegazione. Gli Archivi del Vaticano e di Castel s. Angelo si riunirono agli archivi
imperiali di
s.

taud loda olire il governatore, quattro gli amministratori della giustii

Gregory

Legonidec

soprattutto

il

Dionigi j e quelli delle consi

prefetto Touruoiiautoredell'interessan-

gregazioni e tribunali mentovati


t pontifcia

tra-

sferirono a Parigi. Gli arredi della digni-

ed

il

triregno donalo dal-

Studi statistici di Roma. Radei: capo della polizia, e Fortia ebbe l'amministrazione del collegio Urbano di
te libro ^
fu fatlo

44
romano
,

o
consulta diviselo

PIO
tasser pi, tolse loro sussidi, dichiar
i

propaganda. La
stato
abitanti, in

eletta

che

ridotto a circa

800,000
Te-

vestissero
si

rli

nero e poi

li

esili in

diver-

due dipartimenti
,

detti de!

luoghi della Francia. Questi furono


i

vere e del Trasimeno


citt principali
il

de' quali fossero

chiamati

Roma e Spoleto. Nel 18 io


venendo deporta-

cardinali nerir a differenza dei cardinali rossi che intervennero alle due

prelato de Gregorio
,

nomin dejegato apostolico di Roma mg. r Domenico Anastasio pro-vicegerente di Roma. Nei voi. XLVIII, p.
to

cerimonie del matrimonio, cio Fesch, Maury, Giuseppe Albani, Spina, Caselli,

ni,

Cambaceres, Giuseppe Doria, DugliaFabrizio Rullo, Roverella, de Bayail

2 9 5, e XLIX, p. 58, riportai clie in Roma, nell'assenza di Pio VII, la consagrazione degli
sagrista
olii

ne, Erskiue, e Capraia,


r

quale poi mola

nel luglio in Parigi. Cos

questione

e le ordinazioni le fece

il

del

matrimonio

di Napoleone divise

Uss-

Menochio, tranne una volta eser guita da mg. Carenzi. sacerdoti della
1

ero collegio, in cardinali che volevansi

allontanare dal Papa, ed in cardinali che

cbiesa nazionale di

s.

Luigi de' francesi

l'imperatore non vedeva pi con piacere

astenendosi da Ile pubbliche preci per l'imperatore, avendole sospese


la

intorno a
voi.

s.

Questo punto
p.

lo toccai nei
p.
i

scomunica,

XXVII,

126,

XXIX,

9 5. In-

furono trasportati in Alessandria. Tutta volta


si

tanto nel maggio all'eccellente cav. Lebzeltern, portatosi a


re

osserva dall' A itancl, die nel brescrisse

Savona per ossequiaaffari reli-

ve che Pio VII

nell'agosto pre-

Pio VII e regolare alcuni

cedente

al

cardinal Capraia, nel dichiari-

giosi pegli stali dell'imperatore d'Austria,

rare che prega per l'imperatore onde


torni a migliori consigli,
gli

fu
la
gli

permesso
stretta

di trattare,

per

la

parente-

pare che at-

tra le

due

corti imperiali.
,

E-

tenui in qualche
lezza,
il

modo, ma senza debocolpo che gli ha incontro scaglia-

fu ricevuto

come un conforto

nello

stato di solitudine e desola/ione in cui era


il

to colla bolla di scomunica.

Pontefice.

Lo

trov coslanle nella paril

Continuava Pio VII ad opporre la sua costanza alla forza, quandoNapoleone sentilo
il

ziale affezione verso

suo sovrano;

gli

die alcune spiegazioni sul

matrimonio
lo in-

suoconsiglio intornoalla convenien-

conchiuso per una pace durevole;


di
gli

za di

nuove nozze, a vea domandato lamaFrancesco


richiese che
I;

teress occuparsi de' bisogni della chiesa

nodi MariaLuisaarciduchessa d'Austria e


figlia di

ma l'arcivescovo

di

Germania. Il Papa per rispose, che pesavano sul cuore ma come agire
,

prima il matrimonio con l'imperatrice Giuseppina fosse dichia-

Vienna

senza libera corrispondenza, senza ricevere notizie, eccettuate


le
il

incerte del A/o-

rato nullo in Parigi dall'ordinario e lo fu.

nkeur che

gli

favoriva

suo custode ge-

Al 1. aprile a s. Claud si celebr il matrimonio civile e v'intervennero invitati


i

neral Berthier, del quale,

come

di

Chala
li-

brol prefetto di Montenotte., si lod e chia-

26

cardinali ch'erano in Parigi;

ma

nel

soddisfatto; nulla volere, solo

d seguente alla cerimonia religiosa fatta al

bert delle comunicazioni co' vescovi e


co'fedeli; privo d'aiuti e costretto a crea-

Louvre, per non essere Pio VII insi

tervenutoalla dissoluzione del primo matrimonio,

re

un segretario

nella persona d'

un

fa-

astennero
:

di assistervi
(

i3

migliare, pure aveadassolo spedito pi


di

cardinali seguenti

Mal tei decano

essen-

5oo

dispense;

si

dolse della prigionia

do morto

Antonelli), Pignattelli, Di Pie-

del cardinal

tro, Saluzzo,

Brancadoro, Gaietti, OppizScolti


,

zoni, Litta

Gabrielli, Consalvi,

Pacca e del nipote, interamente innocente, mentre avea fatto di lutto per non esporlo durante il suo ministero, scrivendo

Ruffo Scilla e Somaglia. Napoleone ne fu


dispiacentissimo, ordin che

da

s le proteste; co-

non

s'invi-

me ancorasi lagn

delle deportazioni dei

no
cardinali, prelati, vescovi, ed ecclesiastici

PIO
non aver poi

145

dinali col prelato Bertazzoli, fra'quali IO'

secolari e regolari, e di
il

verellas che manifest sentimenti di so-

tuto ottenere
ri

suo confessore,

segreta-

verchia condiscendenza alle pretensioni


dell'imperatore.
I

de'brevi e lettere latine Devoti e Te-

cardinali strapparono

sta,

ed

altri cari.

Finalmenteconsegn

al

cavaliere

un importante breve
sempre chiamandosi
al

pel conte,

poi principe di Mettermeli. Intanto

Na-

poleone

il

succes-

sore di Carlo. Magno (con l'erronea per-

suasionech'egli avesse da-to

Papa

il

do-

minio temporale,
cur

e perci potere e vole-

un breve, compilato dal Roverella, con cui approv il decreto del concilio di Parigi, benchsenza un rappresentante pontificio emanato, e sovvertivo d'uno de' primi diritti della Chiesa. Fortunatamente il breve non fu accettato da Napoleone, per diverse cose che non gli piacevano.
Alla biografia del cardinal di Pietro
si

re ritorglielo, ad onta che pi volte prod' illuminarlo


il

celebre

Emery su-

pu vedere come Pio VII


stito de'siioi poteri in

lo

avea inve-

s. Sulp'rzio ), con 60 milioni di da otto a novecento mila soldati e cento mila cavalli, forza che non ebbero gli antichi romani padrone di Francia, di tutta Italia e di gran parte della Germania, avendo dato quaranta batta-

periore di
sudditi,

Francia, e perch

fu rilegato a

Semur. La maggior parte


si

de' vescovi segretamente sdegnati dall'op-

pressione che
tro
il

andava esercitando congli

capo della Chiesa,

restarono fe-

deli, e fecero

tornare a vergogna e convili

glie e

sparato cento mila colpi di canno-

fusione de' suoi nemici le

manovre

ne

in quella di

Wagram,

era sempre a-

impiegate da
staccarli dal

essi pel

concilio, affine di

gitato di veder Francia e Italia quasi sen-

suo seno.

za vescovi, per avere Pio VII

dopo

l'oci

Pei brevi emanati da Pio VII contro


vicari capitolari e per le dichiarazioni sui

la

cupazione ricusato approvarli e dar loro canonica istituzione, anzi proibito che
i

giuramenti

da Parigi
le
il

si

ordin

se-

vescovi nominati dall'imperatore fossero


eletti vicari capitolari.

vero esame di tutte


ri pontificii.
1

carte de'famiglia-

Ma

alcuni vesco-

Mentre

Papa

a'7 gennaio

vi

nominati, cedendo agl'impulsi del gosi

verno,

fecero investire dai capitoli col

181 era in giardino, si giunse a fate le pi accurate perquisizioni nelle sue camere;
si

titolo di

amministratori spirituali e ne ele

ruppero
si

sigilli

pontificii e le co-

sercitarono

funzioni

con

scandalodignit

se sequestrate

mandarono

a Parigi

sa condotta essi riconobbero la

compresi
ta
si

breviari e l'uffizio della Bea-

per

la sola

elezione dell'usurpatrice po-

dest temporale, reputandosi in tal

do indipendenti

dalla

s.

moSede. Quindi Naprerogative del

poleone aspirando

alle

Vergine. Di tante insolenze Pio VII mostr indifferente, ma gli si tolse il modo di scrivere e si minacci che in appresso sarebbero visitate tutte le carte che

pontificato, e a provvedere allesedi vacanti

avrebbe ricevuto, su
svelto dal fianco
ra Morelli, che
ri
il

di

che

il

Papa

fece

senza l'istituzione canonica di Pio VII,

rimostranze. Alcuni giorni dopo


2.

gli

fu

form una commissione ecclesiastica e pi tardi convoc nel 181 un concilio nazionale a Parigi, ove brevemente lo descrissi, e tent trattative con Pio VII per
1

aiutante di came-

interrogatorii,

dopo avere sostenuto vavenne mandato alla for,

tezza di Feneslrelle

indi a Parigi nelle

negoziare l'istituzione de' vescovi, senza


riuscita.
tai

Questo grave argomento


voi.

lo trat-

pubblichecarcerijincui restsinoal 181 4, e pei patimenti sofferti, poco sopravvisse al ritorno in

pure nel
al

XXVII

p.

127 e

seg.

Roma morendo prima


,

ed altrove; narrando

le offerte

fatte

da

dell'arrivo del

Papa, per
il

cui

divenne 2.

Napoleone

Papa, ma inammissibili, covescovi, e poi di car-

aiutante di

camera

Palmieri. Agli 8

me le deputazioni di
vol. un.

gennaio

fu

ancora arrestato Paolo io

Cam-

i4G
al Pontefice,

pio
di

PIO
amanuense

pa che serviva utilmente

mente

il

pi dolce,

il

pi candido,

il

pi

sottoposto a costituti, indi

col Petroncini cameriere del prelato


ria

Do-

mandali a Viterbo; ma quando speravano rivedere in Roma le loro famiglie, Miollis li mand ambedue a Fenestrelle. A'3i gennaio 1811 il maestro di camera Doria, che si supponeva godere r gran influenza, fu rilegato a Napoli; mg. Soglia che prestava al Papa interessanti servigi, anche in qualit di segretario, il
chirurgo Ceccarini ed
toni,
il

mansueto. Arroge l'espressione vivace che un giorno usc dalla bocca di Talleyrand, parlando di Napoleone :Qual peccato che un uomo s grande siasi malcreato Pio .VII toller questi amari colpi con fermezza eroica, senza dar segno di scoraggiamento o debolezza. Intanto gl'inglesi che aveanonel 1804 tentato d'impedire il viaggio del Papa in Francia, lo avver!

tirono che

ima fregata l'avrebbe

libera-

palafreniere Ber-

to dalla sua cattivit;

ma

suoi custodi

strate

vennero mandali prigioni a Fenerimasero press il Papa ; quindi

raddoppiarono
razione
si

la

sorveglianza, e la libe-

rese impossibile.
il

circa quattro famigliari, questi e quello

Incominci

1812, come

il

termine

maggiori durezze e rigori i pi scrupolosi. Il general Berthier fu richiamato, a Chabrol imposto severit, ed
trattati colle

del precedente abbastanza tranquillo per

Pio VII, nella sua prigionia

di

Savona,

primo si sostitu il colonnello de'gendarmi Lagorse o Lagosse; ai superstiti


al

quando ne' dipartimenti di Roma e del Trasimeno si dichiararono colpevoli di


fellonia chi ricusava
il

giuramento, per

domestici fu dichiarato, che d'ora in poi

cui furono

esiliati

e soggettati alla conf-

percepirebbero

soli paoli 5 ogni giorno. Quest' ordine assurdo e ridicolo non fu eseguito che per due settimane, poich
gli

sca de'beni.I francesi

andavano regolan-

do

le

provincie pontificie

come

quelle

della Francia,

abitanti di
al

visioni

Savona inviarono provPapa ed al suo ristretto nu-

sopprimevano conventi e monasteri, ed romani pativano le coni

seguenze dell'invasione straniera,

avviliti
I

mero

Moiraghi i. aiutante di camera, essendo depositario di vari oggetti preziosi, volle restituirli Pio VII che glieli avea consegnati, il quale si ricusava nella certezza che non lo avrebbero privalo anche dell'intimo fedel serdi domestici.

e dolenti per le vicende del Papa.

car-

dinali ch'era usi portati a Savona, de'cos

detti rossi, nel febbraio

ebbero ordine
r

di ritornare a Parigi, e

mg. Brlazzoli
(lo

tanto

amato da Pio VII

cre poi car-

dinale, e ne parlai anche nel voi.


p.

XXIV,

con giusto presentimento, e poco dopo fu condotto aFenestrelle. Al prefetto del dipartimento fu da Napoleone ingiunto di scrivere a Pio VII, la proibizione di comunicare con
;

vo

questi insistette

47) perch da cardinale se n'era servito nel governo della diocesi d' Imola, chiamandolo in corte elevato al pontificato e nel
fu

1802 facendolo elemosiniere,


patria. Calunil

rimandato a Lugo sua

qualsivoglia chiesa dell'impero o suddito

niosa la taccia di Botta, che

prelato

dell'imperatore, sotto pena di disobbe-

nelle vertenze religiose consigli al

Papa

dienza dal canto suo e di loro; che cessa


d'essere l'organo della chiesa cattolica
colui che predica la ribellione, e la cui

anima

tutta fiele, che nulla ornai va-

lendo a renderlo, saggio, egli vedr essere Sua Maest abbastanza possente a deporre anche un Papa Ecco una sin!

governo; e se pianse, fu quando lo vide imprigionalo e non altrimenti questo esemplare e virtuoso prelato si mantenne sempre fedele a Pio VII patimenti e deplor con lui e ne divise
ubbidienza
al
: i

mali della Chiesa. Egli fece di tutto col


cardinali presso Napoleone
le

prefetto di Montenotte per restare con

golare miuaccia di contro-scomunica politica,

Pio VII, ed

ad un innocente, all'uomo abitual-

ne appoggiarono

premure; ma

essen-

PIO
die il Papa clovea essere isolato, il prelato soggiacque all'amaro di stacco, con dolore di Pio VII. Osserva
dosi stabilito
fice

pio
traversandole Alpi marittime,
il

i4 7
Ponte-

giunse in Savoia alle radici del Mont-

Cenis, nel ltio della nolte, languente e

l'Artaud, che una delle persone che go-

deva maggior credito appresso


fice,

il

Pontetran*

dopo

il

favorito cardinal Consalvi,

era l'arcivescovo Bertazzoli,


quillo, gentile,

uomo

pure gli si fece ascendemontagna. Neil' ospizio per stranguria il male si aggrav, onde il i4 volle dal prelato munirsi del s. Viafebbricitante, e re la disastrosa
tico, e ci

d'un carattere alquanto debole: egli avea somministrato al cardinal Chiaramonli suo amico mezzi per portarsi al conclave di Venezia con dei

ma

non

ostante pei precisi ordini


si ri-

delgoverno, nella mattina seguente


prese
il

accompagnato da ogni strazio, perch camminava anche la notviaggio,


te,

coro

dicesi

che anco Marconi contribu


pei bisogni del cardinale, per

meno qualche

ora che

la

passava nella ri-

unasomma

la

carrozza chiusa a chiave, dentro

cui poi fu arricchito con appalti. Aven-

messa, cibandosi nella medesima. A' 20 giugno Pio VII arriv a Fontainebleau, alloggiato nelle anguste ca-

do Napoleone
alla tanto di p.

rivolti tutti

suoi pensieri

famosa e sventurata spedizione Russia. per quanto tlissi ne' voi. XX\ 11,

mere del custode del


sti

castello,

perch que-

i3o,eXXIX,p. 196,

fece trasportare

non avea

istruzioni di riceverlo. Si po-

da Marsiglia a Roma Carlo IV ex redi Spagna, e da Savona a FontainebleauPio VII , al modo ivi indicato. Pertanto la sera del 9 giugno il colonnello Lagorse 4>1' intim di prepararsi a partire per la Francia nella seguentemattina alle 4- Ad onta della segretezza, qualche giorno avanti savonesi aveano penetrato l'ordine, e si erano ammutinati con gran spai

se subito a Ietto e vi giacque


te

gravemensi

infermo per pi settimane. Gli strapaz


nel precipitoso viaggio,
attri-

zi sofferti

buirono

alla crudelt degli esecutori delle

l'ordine del governo, o per abbattere


forze fisiche e intellettuali del

Papa, o

per stancarne l'eroica pazienza. Nel gior-

no seguente

fu tradotto

nell'appartamen-

ve
li

vento de' francesi; per calmarli comparil Papa stilla loggia, con dolci parole
quiet, ed affettuosamente bened. Per

che da soggiorno de' re di Francia divenne sua prigione, mentre


to imperiale,

nascondere poi la partenza fu travestito Pio VII, e con Lagorse ed Ilario Palmieri, al loia,

quando si rec a sempre custodito da Lagorse. In apparenza sembr accordarsi a Pio VII molta liberli, cavalli e carrozze a sua
eravi entrato trionfante
Parigi,
fedeli ed ammetterli alla sua messa, per cui diver-

scopa tore segreto e poi

come dissi

disposizione, di poter ricevere

2.

aiutante di camera, montali in carroz-

za fui tivamente partirono, dicendo l'uffziale

si

personaggi assai
i

religiosi di Parigi,

che

Io scortava ai postiglioni, es-

fra gli altri

Montmorency, gli

fecero per-

sere

il vescovo d'AIbena Dania. Nella o residenza pontificia per diversi giorni si

venire replicate testimonianze d' inalterabile divozione. In questo carcere dorato, diligentemente sorvegliato, massi-

continu a far tutto come

vi fosse

il

Pa-

pa, finch saputosi dai savonesi eh' era


partito, ne rimasero desolatissimi. In vi-

me

nelle lettere epistolari,

il

Pontefice
di stato e

fu visitato

da diversi ministri

cinanza di Torino, cio a Stupiniggi, delizia

dai cardinali rossi di Parigi, cui fu per-

de 'duchi
r

di

Savoia,

il

governo franche appositaed in appres-

messo

di

cese gli fece trovare con sua tenera con-

l'inflessibilit. Essi gli

vederlo spesso, onde superarne rappresentavano

solazione mg.

Bertazzoli

lo stato deplorabile della

Chiesa univercol capo,

mente avea richiamalo


entr nella
so

dalla patria, che

sale

divenuta acefala, non essendo perai

di lui carrozza,

messo

membri

di

comunicar

non

gli fu

pi tolto dal suo fianco. At-

quello non menolagrmevole della chic-

i48
sa particolare di

Pio
Roma,
privata quasi inrrali

PIO
palazzo, e rispondeva agli agenti

teramente del clero, l'abbandono di lolite cinese vedove de' pastori. Deducevano
per conseguenza di tante sciagure, da
te-

imoeche Io invitavano a sollevarsi: prigionieri non sortono; piangendo la Chiei

sa, non

convenire

il

divertirsi;

mersi

lo
le

scioglimento de'legami
diverse chiese
al

clie

uni-

no vessato da
tito

tali inviti,

disse

ed un giorche dal pa-

vano
t
,

centro dell'uni-

lazzo di Fontainebieau solo sarebbe par-

qualche scisma e sicuramente V anarchia del cattolicismo. Esageravano la o potenza della setta filosofica, cui lo stesso Napoleone dovea blandire; e per muovere di pi il cuore di Pio VII, gli ram-

per ritornareal Quirinale, donde fu


:

strappato dalla violenza di Napoleone

pi volte assicur chesarebbe tornato in

Roma

e riacquistato

suoi

siati.

Neppumessa
Ritor-

re volle celebrare o ascoltare


nella cappella del castello; ci nelle sue

la

mentavano
neri,
le

l'esilio de'

colleghi cardinali
le

adempiva
in
i

dipingendo
alle quali

al

vivo

vessazioni e
tanti pie-

camere
si

col

Rertazzoli.

pene
ed

erano segno

nalo nel dicembre l'imperatore


gi

Paridisa-

lati

ecclesiastici dello stato pontificio;

umilialo,

occup a riparare
il

mali penosissimi, che non potevano aver


termine, se nou nel caso d'una riconciliazione con Napoleone.
discorsi facessero

stri sofferti,

e sent

bisogno che

in

que-

sta

suprema

circostanza una riconcilia-

Bench

siffatti

zione col Papa, vera o almeno apparen-

grande impressione sull'animo del Papa, egli resisteva costante nelle sue determinazioni. Frattanto l'im-

peratore nella

campagna

di

Russia proai

la

nota spaventevole catastrofe, ed


i

suoi soldati

pi valorosi, per
le

la

neve e

per
ni.

la

fame, caddero

armi

dalle

masco-

potrebbe tornargli vantaggiosa. Sapeva bene che cattolici sempre pi si alienavano da lui, per l'operato contro la s. Sede; in Germania anche gli acattolici s'indispettirono sul trattamento del Papa, ed polacchi di ci altamente lo rimproveravano. Spinto da s forti mote,
i
i

Deve qui

ricordarsi col Pacca, che degli effetti

ridendo Napoleone

della

affrett rinnovare le pratiche d'accordo col Papa, per ottenere il suo astivi, si

che , scomunica non faceva cader le armi dalle mani de' suoi soldati, cos'i Tuttavolta avea doegli se ne rideva mandalo l'elenco delle scomuniche fulminate dai Papi 1 nemici stessi di Napoleone riconobbero che andavano debitori ad una potenza superiore dei successi riportati sulle pii belle armate del mondo, malgrado il valore de'francesi divenuto in vincibile,guidati dal genio diNapoleone, il pigrandeguerrierodei tempi moderni. Il magnanimo imperatore deltra le altre ironie diceva

munica,

senso definitivo alle proposizioni dei vescovi deputati a Savona.

siccome

la

Napoleone anno per mandare a Fontainebieau un ciambellano per complimenlare il santo PadreechieNel principio del
1

8 3
1

prese occasione dal nuovo

dere

'notizie sulla

sua salute. Questo atil

to d'urbanit

mosse

Pontefice a spedi-

re in Parigi

il

cardinal Giuseppe Doria

per ringraziare l'imperatore, sona a


lui gradila. In tale
il

come
il

percar-

incontro

dinale promosse
ziati col

riaprimento de'negodi

Pontefice, e Napoleone incaric

le Pitissie

Alessandro attribu
al solo

la vittoria

l'abile e destro
tes a sostenere

Duvoisin vescovo
i

Nan-

di Deipzig

Ente supremo,
fatti

cos

suoi interessi.

Il

prelato

gli altri gloriosi successivi

d'

armi

giunto
dell'

al cospello di

Pio VII, in

nome

che spezzarono
Nella lunga

lo scettro di

Napoleone.

tainebleau

dimora di Pio VII in Fonnon sort mai dal suo appardi

imperatore gli present un foglio contenente diverse proposizioni, alcune


delle quali esigevano.

i.HPapae

succes-

tamento, ad onta che


ta di corte
si

frequente

la

mu-

sori nulla ordinare contro le

4 proposizio-

presentasse alle porte del

ni gallicane (le riportai nel voi.

XX\ II,

PIO
p. 48, e parlai del gallicanismo

Pio
anche nel
e succollera, calpestando la terra e
Il

149
percuotenil

voi.

XXVIII,

p. i35). 2.

Papa

do

il

vicino
1'

sci ittoio,

prendesse

Papa

pei

nominare uu terzo del sacro collegio, le altre due parti principi cattolici. 3. Il Papa con breve disapprover la condotta de'cardinali neri, clie non
cessori poter
i

capelli e

ingiuriasse villanamente;

ma

assisterono alla sagra cerimonia del matrimonio dell'imperatore con Maria Luigia: il quale breve sottoscritto da talicardioali, essi rientreranno nel favore di

Pio VII interrogato pi volte su questo punto, positivamente afferm non essere vero. Certo che Napoleone tenne col Papa un alto tuono d'autorit, ed anche qualche volta di disprezzo, giungendo persino a dirgli che non era abbastanza versato nelle scienze ecclesiastiche, oltre
il

Na-

poleone, che permetter loro di riunirsi


i cardinali Di PieCominciarono allora le conferenze fra' vescovi di Tre veri e diEvreux, i cardinali Giuseppe Doria Dugnani r Fabrizio Ruffo e Bayane, e mg. Bertazzoli, quali in quel tempo dimoravano

al santo

Padre, esclusi

tro e Pacca.

rimprover del coraggio con cui lo scomunic. Pio VII pi volte lo invit a calmarsi, gli parl con apostolica semplicit e nel partire Napoleone l'encomi. Intanto cardinali che aveano promesso il loro appoggio al governo, andavano asi

sediando

il

Pontefice egliripetevanosem-

nel palazzo imperiale.

Quando
che

regolail

pre

succennati argomenti, ch'essi nelle

tori de'negoziatisi accorsero

Papa,

sue circostanze avrebbero subito sottoscritte le basi

affranto dal male e dai patimenti, seni-

che

si

brava impotente a resistere alle domande molteplici ed alla loro insistenza, calcolarono sulla di lui prostrazione di for-

concordato,

lo

che erano
i

proponevano per un sicuri che apcolleghi detenuti;

proverebbero anco

non vadisgiuntoildesideriodi morquando si assicurarono che non doveano combattere se non contro un corpo debolissimo, senza energia e che apze,cui
te
:

avendo indotto il buon prelato Bertazzoli ad insistere colle pi vive istanze, perch a tutto consentisse. Fatalmente a'2 5
gennaio sottoscrisse
ti
il

foglio del concor-

dato, facendogli credere ch'erano segrearticoli


si

pena poteva

cibarsi, vollero lasciar la glo-

ria della finale conclusione all'imperatore. Nella sera de' i<)

ch

fosse

semplicemente preliminari, finconvenuto il modo, col conil

gennaio Napoleone

siglio di tutto

sacro collegio, di porli in


-a

con

l'

imperatrice portossi improvvisaa Fontainebleau, e

esecuzione.

Il

cardinal Giuseppe D01

gli

mente mente

and

diretta-

dal Papa; l'abbracci, lo baci in

volto, e gli fece varie dimostrazioni di cordialit e d'amicizia,


fari.

ma

non parl di

af-

penna e dopo aver fatto la sottoscrizione, fece la sua Napoleone presen te all'azione. Eccone il testo: documento della violenza esercitata contro un Papresent
la

Pio VII che avea sempre amato alcune buone qualit di Napoleone, e che nella bont del suo animo avea attribuito
i

pa prigioniero. Concordalo. Sua Maest l'imperatore e re, e

Sua Santit, volendo porre un


che sono slate fra

sofferti cattivi

trattamenti ad iniqui

termine

alle vertenze

consiglieri,

parve oltremodo contento del trattamento e ne rimarc con piacere le

loro, e provvedere alle difficolt soprav-

venute circa molti

affari della Chiesa, so-

particolarit: lo stato di suadebolezza

non

no convenuti

negli articoli seguenti, co-

poteva

fargli

ben conoscere

lo

scopo del-

me dovendo

servire di base a un aggiu1

l'esterne dimostrazioni, e quello che questa visita presagiva. Ne'giorni seguenti eb-

stamentodefnitivo. Articolo .Sua Santit eserciter


il

pontificato in Francia e

bero luogo di verse conferenze tra Pio VII e Napoleone. Si disse che in una di queste
l'imperatore, trasportato da uu eccesso di

nel regno d' Italia nella stessa


colle

maniera e

medesime forme, che

suoi prede-

cessori. 2. Gli ambasciatori, ministri, in-

i5u

PIO
Papa potrebbe

PIO
Sua Santit si concerteranno in lem p opportuno sulla riduzione da farsi, se vi luogo, ai vescovati della Toscana e del paese di Genova: lo stesso pei vescovati da stabilirsi in Olanda e nei dipartimenti Anseatici. q. La propaganda, la penitenzieria,gli archivi saranno ristabiliti nel luogo del soggiorno del santo Padre. io.

canditi d'affai delle potenze presso il sauto Patlie, e gli ambasciatori, ministri, o
incaricati d'affari, clie
il

avere presso
delle

le

potenze estere, godranno

immunit e privilegi, de'quali godono membri del corpo diplomatico. 3. 1 domimi o beai stabili, che il santo Padre possedeva, e che non sono alienali, saranno esenti da ogni specie d' impoi

Sua Maest rimette


dinali,
i

nella sua graziai carpreti,

saranno amministrati da'snoi ageuti, o incaricali d'affari. Quelli che si trovassero alienali saranno rimpiazzati
sizioni;

i laici ebe hanno incorso la sua disgrazia per ragione degli avvenimenti attuali. 1 r. Il santo

vescovi,

lino alla

somma
le

chi di reudita. 4-

seguiranno
della

due milioni di franDentro f 6 mesi, che notificazioni, secondo l'uso


di

Padre s'induce
in

alle disposizioni

suddette

considerazione dello stalo attuale della


sua polente
la

Chiesa, e nella fiducia ispiratagli da Sua

nomina dell'imperatore agli arcivescovati e vescovati dell' impero e del regno d'Italia, il Papa dar l'istituzione canonica conformemente ai concordati e in
virt del presente indulto.

Maest, ch'essa accorder


protezione
tainebleau
ne.
ai

la

numerosi bisogni, che ha

religione ue'tempi in cui viviamo.

Fon-

La

previa in-

li 25 gennaio 181 3. NapoleoPiusPP. VII, S. S. (cio servatis, ser-

formazione sar fatta dal metropolitano. Spirati 6 mesi senza che il Papa abbia
i

vands).

Dopo
to del
la

la

sottoscrizione

si

parl subi-

accordata l'istituzione,
e in
ili

il

metropolitano,
se
si

richiamo de'cardinali

esiliati, e del-

lui

mancanza, oppure
il

tratta

liberazione di quelli che stavano nel-

del metropolitano,

vescovo pi anzia-

le prigioni.

Insorsero solo gravissime

dif-

no

della provincia, proceder alla istitu-

zione del vescovo nominalo; di

modo che

una sede non


te. 5. 11

resti

pi d'un

anno vacan-

sia nel
li

Papa nominer, sia in Francia, regno d'Italia, a io vescovati, quasarauno ulteriormenlelssati di concer1

una vera battaglia per ottenersene da Pio VII la liberazione, poich Napoleone si ricusava ostinatamente, con dire: Pacca mio nemico; ma io non fo le cose per met,
ficolt pel cardinal

Pacca, e

vi

fu

e l'accordo". In forza di questo trattato,


il Papa abbandonava la sovranit di Roma, di cui non veniva ad avere che l'am-

6 vescovati suburbicari saranno ristabiliti; saranno di nomina del Pato. (>.

pa.

beni attualmente esistenti, saranno

ministrazione,
so a poco

come sovrano eletto. Pres-

prenderanno delle misure pei beni venduti alla morte de' vescovi di Anagni e di Rieti; le loro diocesi saranrestituiti, e si

dovea dimorar sempre in Franeia, e l o\i piacesse all'imperatore di mandarlo. Nel d seguente Napoleone dichiar
uffiziali

no

riunite ai detti
dell'

vescovati in confor-

della legione d'onore


i

sud-

mit

accordo cheavr luogo


il

Maest e

santo Padre. 7.

Sua Riguardo ai
fra

vescovi degli stati

romani

assenti dalle loil

Doria e Ruffo, ed vescocavavi di Nantes, Treveri ed Evreux liere della corona di ferro il prelato Rerdetti cardinali
;

ro diocesi perle circostanze,

santo Padre

tazzoli: a tutti

don una

scatola d'oro col


di grossi brillan-

potr esercitare in loro favore il suo diritto di dare de'vescovati in partibus. Si

suo ritratto contornato


ti. Il

dar loro una pensione eguale alla rendita di cui godevano, e potranno essere
rimessi nelle sedi vacanti sia dell'impero,
sia del

pi gli articoli, ricev

cappellano del cardinal Doria che coun anello con bril-

lante solitario; e furono distribuite som-

me

di

denaro

ai famigliari del le

Papa. Di

regno

d'Italia. 8.

Sua Maest

pi l'imperatore contro

solenni pr-

IMO
messe di tenere occulto
to gli die la
il

PIO
trattalo, subii

ot

potuto trovare un qualche rimedio. Ai


8 febbraio giunse il cardinal Consalvi, ansiosamente aspettato dal Papa, e l'avea
gi destinato suo ministro per intavola-

do che

in

massima pubblicit, volentutte le chiese si cantasse il Te


facessero salve di artigliere,

Deum,
per
la

si

conclusione del concordato. L'Aril

re

un nuovo
cardinali.
r

trattato col

governo impegli al-

taud,

Pistoiesi e altri
il

scusarono e diil

riale; quindi
tri

ondavano arrivando

fesero Pio VII, ed

secondo anche

pre-

tutti

d'ordine del Papa


il

Iato Bertazzoli, con affermare ch'egli solo

non

mg. Bertazzoli

fece invito di scrivere

non ebhe parte alcuna

nel concor-

loro parere sugli articoli del concordalo,

dato,

ma Io disapprov
la

e fece di tutto per


il

quindi consegnarlo in mani di Pio VII.


Il

ricusare

decorazione e
l'us,
il

douativo;

la

sacro collegio era apertamente diviso

prima mai

secondo l'applic
pensione inerente

al

in
i

due

partili, rossi e neri,

ed anche fra

conservatorio delle zoccolale di

Roma,
al-

secondi non eravi perfetta armonia e

come rinunzi
la

alla

uniformit di pensare, per timidezza.

Non

decorazione. Finch Napoleone rima-

ostante,Diobened

le

sante intenzioni del

se in Fontainebleau, Pio VII occult il suo pentimento, ma appena partito cad-

Pontefice, che ottennero quella vittoria

de

in

profonda melanconia, ed ebbe nuo-

che meritavano. Molti cardinali trovarono gli articoli contrari alla disciplina ecclesiastica, perniciosi ai diritti della
s.

vi assalti di febbre.

Contemporaneameni

Se-

te uscirono dalle prigioni

prelati

Pacca
e

de, ingiuriosi al
siastico.

Papa ed

al

corpo eccle-

e Soglia; Moiraghi, Ceccarini,

Campa

Bertoni, ritornando in

Roma

alcuni, gli
si

altri alle loro case: tutti poi

portaroil

dinali, sul

no ad Imola quando
con
lui

vi

ritorn

Papa

in

Malgrado le di vergen ti opinioni de'cartemperamento da prendersi, fue si convenne sulla ritrattazione e

rientrarono in

Roma.

All'arrivo

revoca del concordato, sostenuta dal cardinal Consalvi, ed anche dal cardinal Pacca,

de'cardinali tornati dall'esilio, e partico-

larmentedelcardinalDi Pietro, come pure dalle avvertenze de'cardinali Gabrielli

lide ragioni,

con molla energica franchezza e soche vinsero l'animo de'car-

Papa concep un giusto terrore conobbe leconseguenze che potevano emergere dalla malaugurata sottoscrizione, bench a precauzione vi avese Litta,
il

dinali pi influenti: questa determinazio-

del fatto, e

ne, di cui ne
le

IJ, fu teuuta

avea dato esempio Pasquacome il porto di salvez-

za.

se apposta la clausola S. S.

Pieno d'amasi

I due porporati assunsero eziandio l'arduo impegno di persuaderne Pio VII, per

rezza e di dolore, per pi. giorni

asten-

confessare l'incauto suo gravissimo fallo.


Il

ne

messa, n cel la cagione della costernazione ai vescovi frandi celebrare la


cesi

t le voci

Papa pieno di vera virt, docile ascolamiche della sua'gloria, le acbenedicendo


il il

che dimoravano nel palazzo. Allora


il

colse con gioia

Signore, ria-

fu che Napoleone, temendo che


ritrattasse

Papa

conceduto, ne incominciando dal senato a' 1 3 febbraio. Appena Pio VII rivide il cardinal Pacca, esclam sopraffatto d'angoscia: Ci siamo in fine spore rivocasse
il

suo coraggio. Quindi di tutto suo pugno scrisse a Napoleone la

nimato

di tutto

rese pubblici gli articoli,

solenne ri trattazione, a pi riprese per evi

tare la vigilanza degli agenti imperiali, e


la sottoscrisse

a'24 marzo. In questo bel

documento

della leale umilt e saviezza

mi strascinarono al tavolino e mi fecero sottoscrivere! Io morr pazzo, come Clemente XIV 1" Il
cifieati... quei cardinali

di Pio VII, riportato nelle

Memorie del
i

cardinal Pacca e dal eh. traduttore di Ar-

cardinale procur fargli coraggio, e fidare nel sacro collegio, nel quale avrebbe

dinali

lavorarono precipuamente carDi Pietro, Pacca e Consalvi, che vi espressero degnamente con dignit e fortaud,
vi

i5a
za
gli

PIO
argomenti
i

PIO
ed opportunanit, ricuper l'appetito,
vialit,
il

religiosi

sonno

e la gio-

mente
zione,
dizi di

politici.

Nelte lettera di ritrattai

come pure accennai


p.
1

nel

voi.

il

che paventando giuDio, era compreso dai pi gran ridice,


gli

Papa

XXVII,
zo,

3 1.

cardinali

formarono

infoino a Pio Vii

morsi, dacch avea segnato

articoli

che doveano servire


finiti

di

base al trattato dei

come un muro di bronche l'empiet e la violenza non poterono superare. Tutti gli addilli al Poti
tefice palpitanti

vo;

quindi

la

coscienza ed

giura-

attendevano
in

l'effetto

che

menti

fatti,

presentare insuperabili osta-

dovea produrre
to,

Napoleone
il

l'inaspetta-

coli all'esecuzione

de'medesimi, e

lo co-

ta ritrattazione e la revoca del

concorda-

stringeva a confessare di avere errato e

che rendeva ridicolo

trionfo che ne
i

scandalezzato la Chiesa, con la pubblicazione che l'imperatore neavea fatto. Espose le ragioni che l'obbligavano a proscri-

avea menato e rovesciava

suoi disegni.

Multe cose si dissero allora. \ enne scritto da Parigi che l'imperatore nel ^consiglio di stalo partecipasse a'consiglieri l'ac-

vere molti
lificava

articoli, altri

dichiarandoli di

indispensabile emendazione: perci qua-

caduto, e prorompesse in minacce ed in


invelli vecontro
te ostinato, e
il

anche erroneo il breve dato in Savona e per buona avventura non accettato dall'imperatore, altrimenti dovea revocarlo.

Papa, chiamandolo/}/^-

voler fare saltar la testa dal

busto a qualcuno de' preti di Fontainebleau. Certo che Napoleone prese


tito di
il

Che essendo

le

obbligazioni

sti-

par-

pulate in opposizione alle divine istituzioni e ai doveri del pontificato, illecita

non darsi per inteso


vescovi francesi,

della ponti-

fcia lettera.

n'era l'osservanza. Desiderare un accomo-

mati

JNulladimeno furono richianon fu pi per-

damento

su altre basi, conciliabili cu'pro-

pri doveri, e pregare l'imperatore di ve-

nire a conciliazione tale che produca vera pace alla Chiesa. Supplicare Dio di dif-

messo ad alcuno ascoltar la mssa del Pa1 pa odi mg. Berlazzoli, ed il primo non pot pi ricevere che soli cardinali. La
i

notte de'5 aprile venne destato

il

cardi-

fondere

le

sue celesti benedizioni su di

lui.

nal Di Pietro., e subito condolio ad Au-

scire a .Napoleone qual

Queste ultime espressioni doveano riubalsamo riparatore alla ferita della scomunica che tanto lo cruciava; e qui devesi notaresche da quando esso avea cominciato a tenere
il

xonne

e non ricuper la libert die dopo l'abdicazione dell'imperatore, il quale fece sapere al Papa pel colonnello Lagorse, averlo rimosso, come nemico dello

stato.

Questi inoltre partecip

ai

cardite-

Papa

strettamente prigioniero,

la

nali l'irritazione di

Napoleone, perch

armi fraucesi era passata in declinazione. Pio Vii, chiamato Lagorse, gli consegn la lettera per l'imperatore, con premure che la portasse egli stesso a Parigi, come subito esegui. Quindi il Papa chiam ad uno ad uno cardinali, e disse a ciascuno che avrebbe bramato riugloria delle
i

nevano il Papa nell'inazione, il quale solo doveano visitare, e di non .scrivere lettere riguardanti aliali. Poco dopo si pubblicarono due decreti imperiali, co'quali
il

concordato
gli

di

Foutainebleau fu dichia-

rato legge dell'impero, ed obbligatorio

per tutti
toli

arcivescovi, vescovi e capii

nirli
si

per narrare loro la sua condotta in grave afare, supplire con copia di una
in cui ritrattava e

dell'impero e dell'Italia. Allora

car-

sua allocuzione e della lettera spedita a

Napoleone,
le

revocava

provocarono dal Papa una formale e ragionata protesta contro que'due decreti, nel l'ai locuzione de'q maggio dispendinali

concessioni fatte nel fatale concordato.


il

sala
te,

al

sacro collegio,
si

come

la

preceden-

Dopo
che

coraggioso passo,

si

manifest in

Pio VII un significantecambiamento, poial profondo dolore successe la sere-

leggono nelle Memoria del cardinal Pacca, la questo tempo Pio


e

ambedue

VII, d'accordo coi cardinali, form una

PIO
Lolla pel regolamento del futuro conciaTe,

IMO
calamitose cirversale.

i53

chimerico sistema della monarchia uni-

onde provvedere
il

alle

costanze se fosse venuto a morte.

Non

u-

scendo mai

Papa

dal palazzo, fu segno

al ridicolo di

alcuni francesi, e ad altre

indiscrete censure, sulle sue famigliari

conversazioni, e perch
s gli abili o
si

si

rattoppava da
soltane che fa-

lavava

le

cilmente imbrattava
portalo sul trono
i

di tabacco,

avendo
del

costumi e

le virili

monaco. rs'ello stesso maggio l'imperatrice con lettera partecipals. Padre la vittoria
diLtzen; eia risposta si limit al solo ringraziamento, per non irritare le allre potenze, niassimel'Austria eh 'erasi mostrata piena

L'imperatore bench non fosse tempo, fece due tentativi per accomodarsi col Papa, ma inutilmente, a mezzo della marchesa Anna Brignole, e di Beaumont vescovo di Piacenza, che si recarono a Fontainebleau. Nel 8 4- Beaumont torn a' 8 gennaio da Pio VII, offrendogli Pioma e le provincie sino a Perugia, ed ebbe in risposta da lui, che non potevasi negoziapi
in
1

re,

essendo

la

restituzione de' suoi stati

un

atto di giustizia, e che tutloquelloch'e-

gli facesse fuori

della sua sede,

sembresarebbe

rebbe

1'

effetto della violenza e

d'impegno

e d'affezione

per Pio

II,

il

quale bens v'inser una vivissima

uno scandalo pel mondo non domandare, se non

cristiano; altro
di ritornare in

lagnanza sulla condotta del governo colla corte romana e per la deportazione del
cardinal Di Pietro. Deplorando Pio VII
i

Boma, al
be
te,

pi presto possibile, ove avreb-

fatto lutto quello che fsse convenien-

ed intanto assicurasse l'imperatore di

mali che affliggevano

la

Chiesa, ne attri-

buiva
ne

in parte la cagione alla soppressio-

non essergli nemico. Anche Lagoise teut un accomodamento coi cardinali Pacca e Consalvi,

fatta

da

ClemenleXIV

de' gesuiti; fin


il

ma
!

questi risposero

come

d'allora andava divisando

modo

di po-

poterlo fare, se avea loro vietato parlare


d'affari col

terla nuovamente ristabilire per lutto. Tenendone proposito col cardinal Pacca,
<juesti lo
le idea,

conferm

nella sanla e lodevo-

dicendo

clie

giudicava

la

restauutilis-

Papa Allre pr ve s col Ponche coi cardinali non riuscirono disastri migliori. Continuando intanto di Napoleone, malgrado gli sforzi del suo
tefice
i

razione della compagina di

Ges
;

genio,

le

potenze collegate avvicinandosi

sima
il

alla religione e alla societ


il

laonde

a Fontainebleau,
leati

abbandonato dagli

al-

cardinale ebbe

merito

di

cooperare

as

resto

giandee felice ripristinaziooe,chedel il Papa non vi fu indotto da altri,


di libera e

edallostessoMurat re di JNapoii suo cognato, che per conservare il regno e au-

mentare il
stria
litare, cio

territorio erasi allealo coll'Aua

ma

spontanea volont
a

l'effet-

ed avea occupato la 28.


i

di visione

mie

tu appena ritornato
dosi nell'estate
la

Boma. Celebranin

due dipartimenti

di

Boma

un congresso
il

Praga per
di-

delTrasimeno, preferendoche questi piuttosto fossero in

pace generale,
della

Papa
1,

scrisse all'imi

mano del Papa


parente
il

e per fare

peratore Francesco
ritti
s.

reclamando

un diversivo
Lagorse
e gli
ai 2?.

al

ribelle,

per possiin

Sede

e l'occupazione del

suo

bilmente salvare
di

suo decoro, ordin a


il

slato, prolesta necessaria

dopo

il

promulla

ricondurre

Papa
Il

Boma,

gato concordato: segretamente


a Maeslricht
il

port
al pio

mand due
gennaio
si

carrozze.

colonnello

conte Bernetti, ora cardi-

present a Pio
gli

Vile con
1'

nale, o\e

la

consegn pel ricapito


la

parole rispettose

partecip

ordine

Waudervrecken. Intanto riaccesa


ra, la battdglia di Lipsia de'

guer-

della partenza pel d seguente, e alla do-

ig ottobre

manda

di portarsi

qualche cardinale,
il

rir

pose fine alla colossale potenza di Napoleone fu l'epoca memorabile della de,

spose non potere seguirlo che


Berlazzoli

solo

mg.

cadenza del suo impero, e distrusse

il

suo

carrozza a , e che nell'altra vrebbero preso luogo il suo medico Por-

i54
la,

PIO
cesco
I

PIO
Dell'occupare
l'Italia, u'o,

r ed un chirurgo dell'imperatore, il d. Ribes, coi famigliari Palmieri e Cotogni.

febbra-

io fece

pubblicare

la

restaurazione delle

Il

23

dopo avere
li

ascoltato la

messa,
i

il

antiche dinastie e del trono pontificio, e

Pontefice ricev nella sua camera


dinali,

car-

come

il

Papa prosegu
le

il

viaggio sino a

esorl alla costanza e

ai

giura-

Bologna, sempre tra

pi grandi ed uli-

menti

fatti in

sostenere la

s.

Sede, proib

niversali dimostrazioni di affetto. Alla

loro di prestarsi ad alcun discorso di trat>


tato e consegn al cardinal decano
glio d'istruzione che sarebbe loro

berazione del capo della Chiesa

segu

un

fo-

quella de' cardinali, de' vescovi de'prelati,

comui

degli ecclesiastici e dei laici tutti, car-

nicato, ed in cui eransi preveduti tutti


casi,

cerati o esiliali,

come

dir.
il

come

leggesi nelle
I

Memorie

del caralle
il

L' Artaud accennando


ritorno di Pio VII a

memorabi-

dinal Pacca.
le

cardinali

commossi sino
di sedici,
il

lagrime, promisero fedelt e ubbidien-

za,

eda'26
li

in

numero

gover-

no
il

fece partire

per diversi luoghi. Indi


afflitto

Papa or
il

nella cappella del castello,

dice che governo provvisorio (del ripristinato 7 Luigi X 1 1 ) a*2 aprile rimosse con suo decreto gli ostacoli e qualunque ritardo al sollecito ritorno di Pio VII in Roma,
1

Roma,

bened

popolo

per

la

sua par-

e che per tutto


ri

gli si

rendessero

gli

ono-

tenza e pel timore che

gli

fossero riser-

bati nuovi guai, e cou alfettuose benedizioni die l'addio ai cardinali e

mont

in

Aggiunge, che il vicer tratt il Papa con grande rispetto e gli agevol mezzi per recarsi a Parma. Nello
militari.
,
i

carrozza. Nel suo glorioso viaggio- per-

stesso giorno 11 aprile, in

cuiaFontai,

corse Orleans, Ferie, Motte-Beuvron,Brives, ove Lagorse gli present


i

nebleau Napoleone, avendo perduto in


18 mesi le conquiste di 20 anni abdicava all' impero e al regno (dicesi sullo
quale avea malopportune riflessioni sulle coincidenze del luogo si leggono nel Botta, Storiali Italia ), da Londra il di lui fratello Luciano scriveva le
slesso tavolino presso
il

genitori,

Cahors, Montauban, Castelnaudary,Carcassona


,

Beziers

Montpellier, sotto

ii

nome
to

di

vescovo d'Imola,

ma

in

ogni luo-

trattato Pio VII

altre

go era riconosciuto e festeggiato. Passail Rodano, prosegu per Beaucaire, Tarascona, poscia ad Aix, da per tutto in modo trionfante. A'2 febbraio ri vide Nizza, e per la costiera di Genova e s. Remo giunse a Savona ai 3. Tripudinoti
1

sue congratulazioni

al

Pontefice, per la

sua tarda liberazione, per

savonesi, slaccarono

cavalli e trassero

la quale inai avea cessato innalzar voti a Dio; e che quantunque perseguitato da Napoleone,

Ja carrozza a braccia, tra le pi liete ac-

nel compiangerlo ne faceva altrettanti

clamazioni: dalla Liguria e dalle Alpi

ma-

rittime accorreva con divolo entusiasmo


il

perch rientrasse alfine nel seno della Chiesa. Dopo late abdicazione il governo
provvisorio di Parigi subito

popolo d'ogni et e

sesso.

Rest Pio VII


rapidi avve-

eman

1'

or-

a Savona pei molivi che notai nel voi.

dine della liberazione de' cardinali. Nel giorno 3


rigi gli alleati,

XXVII,

p.

34) narrando

nimenti delle potenze collegale che distruggevanola potenza di Napoleone, che

marzo, in cui entravano a PaPio VII fece il suo solena ne ingresso in Bologua, 2. citt del suo
r

a'io marzo con atto gli restituii dipartimenti suddetti, e siccome ormai non poteva pi custodirlo, ordin che fosse posto in libert e scortato
al

stato, incontrato dal clero, dalle autori-

t e dal popolo, che

stacc

cavalli dalla carrozza e lo

ridondante di gioia con-

da Lagorse sino

dusse all'episcopio, ove fu visitato da


ra t, cui restitu la visita.

Mu-

Taro, ove con ossequio l'accolse il reggimento del celebre e valoroso Radetzky.
l\i dissi

Avendo questo
due Trasimeno,
i

re in

nome

degli alleati occupato

ancora

come

l'imperatore Fran-

dipartimenti di

Roma

e del

PIO
con lettera de' ^
torit del

PIO
rimise sotto l'au-

55

aprile

li

avea spedite da Napoli

Papa, che

felicit pel ritorno


i

fedeli, perci che avea rallegrato lutti ordin in tutte le chiese del regno e dei

truppe che si credei tero necessarie per assicurare il suo rapimento e questo provocato ". A'3o ale

prile

paesi occupali

pubblici ringraziamenti

Pio VII scrisse da Cesena al re di Francia LuigiXVllI, congratulandosi di


il

a Dio. Murai interpell Pio VII per essere riconosciuto re;

avere occupato

trono degli avi, raccodella religione


gli

ma

il

Papa

rispose

mandandogli
e gli siati di
coli
s.

g' interessi

che prima bisognava discorrere dei diritti della s. Sede sopra il regno di Napoli.

Chiesa, malgrado

osta-

che poteva far nascere Murat, che angli

Allora
al

ministri napoletani consigliasi

cora occupa vali, ridomandando


vi di

archi-

rono

lorosovrano, che

adattasse alle

Roma. Da Cesena

a'4 maggio ema-

circostanze, chiedesse a Pio VII l'investi-

tura del regno e promettesse il pagamento della chinea;

ma il re alteramente riMurai
a'

il proclama ai suoi sudditi, col quale rende ragione del ritardalo ritorno in Roma , ove intanto deput un delegalo

gett

tali

proposizioni, quasi fossero dis-

apostolico.

onorevoli. Di poi
tific

25

aprile no-

Pio VII a'7 maggio riprese


per Rimini, Pesaro,

il

viaggio

con proclama, in Bologna ed in Roma, il ritorno e reintegramento della sovranit di Pio VII, la cui prossima ve-

Fano
1

Snig<iglia t

raggiunto
,

la

sera degli

dal cardinal

nuta era stata annunziata ai romani a't oprile da mg. 1 Atanasio delegato apostolico e pro-vicegerenle. Pio VII vide
,

Pacca che rivide con giubilo nella seguente mattina. A' 12 maggio arriv in Ancona tra le pi sincere dimostrazioni di sudditanza, bench fosse occupata dai napoletani, succeduti
ai francesi.

una

folla di

personaggi riunirsi intorno


la

a lui, e tra' prelati pei primi Rivarola e

Una

flla di

il 18 febbraio marinari unifori

Morozzo, ond'ebbero quindi


influnza negli affari.
Il

maggiore

memente
la

vestili

slaccarono

cavalli dal-

settimana sanla e

la
i

Papa celebr la Pasqua nella sua


sunnominati suoi
licenziando per
il

Imola

ove rivide
,

mano la tirarono frapi lieti evviva; ed al rimbombo delle artiglierie e suono delle campane, il Papa
carrozza, ed a

degni famigliari

ivi

medico Porta,

cui die 1,000 scudi e


a'

un

smont nella piazza s. Agostino, dove sotto un arco trionfale diede la benedizione. Sulla porta della

legno pel viaggio. Pio VII

pass a Faenza, indi a Forl, ai

i5 aprile i6a Ra-

chiesa fu accolto

dal clero
ss.

e ricevuta la benedizione coi

venna, poscia a Cervia, ed a' 20 aprile giunse a Cesena sua patria. Narra l'Ai-

taud che
dere
i

in questa citt

Murat volle ren-

Papa, e se deve credersi al suo racconto, dice che il re gli manifest d'iguorare lo scopo del suo viaggio tanto pi che i romani gli aveano spedito un foglio con sottoscrizioni ( da
suoi
al
,

omaggi

Sagramento, si trasfer alla loggia addobbata riccamente. Ivi benedi il mare e quelli ch'erano lungo la spiaggia e ne' legni, recandosi ad alde' mercanti

loggiare in casa de' conti Fichi suoi parenti, dalla cui finestra spesso

benedice-

popolo. Nel d seguente celebr la messa sull'altare maggioredella cattedra-

va

il

lu

provocate

),

per inoltrarlo

alle

poten-

le,

e coron
il

l'

immagine
due sere

della

ss.

Vergi-

ze alleate, con la richiesta di voler essere

ne, sotto

titolo

Regina sttiictomm ovi fu

governati da un principe secolare. Nel


ricevere Pio VII
la

mnium.

Nelle

splendida

il-

copia della supplica,


nel fuoco, indi
si

senza leggerla
disse
:

la gitt

gli

oppone alla nostra andata in Roma'/' Dopodich conged cortesemente colui che nel 809
Ora,

non

vero? nulla

luminazione; una guardia d'onore composta di cittadini, con ricco uniforme rosso, serv il Pontefice e poi l'accompagn
sino a Loreto. A' 7
in

maggio erano

giunti

A neonati cardinal Fesch, con

la sorella

i56
portavansia
dervi

PIO
Roma, e
la

PIO
tincio, e fece inalberare sul detto forte gli

madama Letizia madie di Napoleone, che


seconda per chietratt
il

stendardi di Pio
vica. Dipoi

Vile

della chiesa

roma-

un

asilo: Pio

VII

cardi-

na, riorganizzando ancora la guardia Ciil

nalecon particolare bont, ed ordin che accogliesse madama con benevoli riguardi, sostenendoli con gli altri membri
si

capitolo Vaticano offr

un

calice d'oro al Pontefice, in attestato di

esultanza pel suo felice ritorno. Essendo


il

della famiglia, contro l'odio di coloro

neaveano mendicato
prosperit.
11

die favori nella sua


volle rivedere
il

Palazzo apostolico Quirinale trasformato in soggiorno elegante e splendido


donne, prima
di ridurlo

14

il

Papa

di secolari e di

illuminata

la loggia

de'mercanti e

suo

magnifico addobbo, ed in bellissimo trono ammise al bacio de'piedi le mogli dei


mercanti
ri-Io
;

due mesi il Papa abit l'appartamento del maggiordomo,

ad uso

pontificio, per

conferendovi
fante di

primi ordini sacri all'in-

indi part per


ai i6.

overestsino

LoPass per Reca,

O situo
vi

Spagna Francesco di Paola, padre dell'attuale re. Fu a Rimici che Pia


VII rivide
ivi lo
il

tali, e

pervenuto a Macerata

pernot-

cardinal Consalvi, e proseil

t. Il

17 prosegu per Tolentino, Foligno, Spoleto ,Terni,Nar ni, Civita Castellana

guendo insieme

viaggio sino a Foligno,


al

sped a Parigi aaiba'sciatore


il

re

fu a
te

Nepi a' 2 3 maggio e nel d seguenPio VII entr in Roma con memo,

per reclamare contro


riuniti

trattato di
i

To-

lentino e risiedere presso


;

-sovrani col
vi

rabile trionfo ed entusiasmo universale,

ma

siccome

il

Papa

avea gi

sempre
po suppl

e sino dal

dalla cavalleria
in

Taro accompagnalo austriaca, ebeperuu temalla

mandatoli nunzio

della

Geuga, per com-

plimentare Luigi XVIII e restarvi


straordinario, nacquero tra
i

come

Roma

guardia nobile, ail

due perso-

\ente seco in carrozza

cardinal JVfattei

naggi sinistre intelligenze. Dall'altro canto il re, nell' intendimento che Pio VII non vorrebbe mantenere quello eh' era

decano e Pacca ch'era stato con lui slrappatodaIQuirinale,edesseudocomandante le

gnattelli

truppe napoletane quel generale Pi* ebe avea ordinato le truppe in

slato fatlosotto l'impero della frodeedella


forza,

battaglia sulla piazza di detto palazzo, per

d
ria

in
,

con ottime relative intenzioni manPvoma una straordinaria ambasce-

appoggiare
so,

rapimento di Radei! 11 ricevimento de'romani fu il pi affettuoil

cui presiedeva
di
s.

mg. r Pressigny

gi
il

vescovo

.Malo, e Ira'segretari vi fu

il

pi tenero,

il

pi riconoscente
si

il

lodatostorico Arlaud, tanto affezionato a

pi magnifico che

possa ideare. L'an-

Roma

ed

ai

!Papi, che per la terza volta

niversario di questo felice giorno fu reso

immortale dal Papa, con renderlo sacro aNaiaauxiliu/nchristianorum.TalesO'


lennissimo ingresso, con tutte
denti
le

sorpren-

particolarit che lo precedettero

ben stimato riavvicin. Egli fu interessato dal general Ptadet del permesso di ritornare ih Roma, onde rivedere il suo fondo di s. Pastore (che ricuperarono domenicani); ma il cardinal Pacca che avea
i

e accompagnarono, lo descrissi nel voi.

subito riassunto
tario di stato,

le

funzioni di pro-segre-

XXXV, p. 186 e seg. Ne' voi. X, p. 190, XX, p. 22, XLVII, p. 204 ed in altri,
raccontai cornei napoletani
,

non credette conveniente


di riservatezza in

esaudirlo,
tutte
le

come pieno

a' re)

gennaio

sue azioui, per cui ad outa delle

aveano occupato Pioma e poi Castel s. Angelo ed alcune provincie pontifcie entrando in Pioma ai 25 Murat; e come
a 10 e 11

belle provedi coraggioclieavea dato nell'assenza delcardinal Consalvi,


str

non

si

mo-

maggio al delegato apostolico Rivarola, poscia cardinale, fu consegnata

propenso d'immischiarsi negli afta ri diplomatici, che veramente non trattavansi in Roma. Prime cure di Pio VII,

Roma, onde egli ripristin il governo pon-

appena ritornato

alla

sua sede, furono

la

no
diminuzione
rioni
ili

PIO
golando
le

57

di

alcuni dazi, dimostra-

baronali, che poi invit n rinunziare, rela giurisdizione di


la

beneficenza e clemenza, e prov-

que'pnchi che

videnze sull'amministrazione de'beni ecclesiastici,

vollero conservarli, con

dipendenza dal-

onde conoscerne
il

gli alienati

gli esistenti.

Pel riordinamento degli af-

governo. Premi

Congregazioni di Consulta e del Buon sofferti pale virt ed


i

fari ecclesiastici di tutto

mondo catto-

timenti del marchese Giovanni


trizi,

Naro Padi

lico istitu la celebre

Congregazione de'

con dichiararlo senatore


confer la carica di

Roma

gli affari ecclesiastici, e ira'mecubri vi

comprese
gorio

il

p.

abbate Cappellai-i poi Grela

X F/ I j
n'

quindi per
gli

considerazio-

Camerlengo al cardinal Pacca, nominato fino da quando si trovarono in Foligno, nel celebre

come

ne che

ebbe

confer quelle prima-

Concistoro de' 26 settembre,


tecip al sacro collegio

in cui

par-

rie consultorie
i

che notai nel voi. XXXII, p. 3 3, ed erosi proposto di crearlo cardinale. Ripristin interamente le attribuzioni e giurisdizioni governative, inco-

la storia di

sua de-

porta zione,

mali da cui fu profondatenere scene di piet di

mente

afflitto, le

cui fu testimonio, allorch

venne

trasci-

minciando a dare
2
i

le

consuete udienze

ai

giugno; indi fulmin severe pene conbenemeriti im-

tro le sette de'liberi Muratori. Benefic

con pensioni non solo

nato attraverso le provincie d'Italia e di Francia: avrebbe voluto ringraziare ogni citt e borgata per le affettuose dimostrazioni ricevute, ma non lasci di encomiare
la

piegati delia segreteria di slato,


ti

nelle passale triste vicende

ma quanaveano sof-

divozione de'genovesi, milanesi e pie,

montesi

quella de'francesi e delle loro

ferto persecuzioni. Nella collazione delle

mirabili matrone,

cariche e degl'impieghi prefer coloro che


eransi distinti per zelo e fedelt olla de.
s.

terminando la commovente allocuzione con rendere vive ass.

Se-

zioni di grazie alla

Vergine, ai bb. PiePontefici.

'27 luglio con ampio indulto generosamente perdon lutti quelli rei d'infedelt e disubbidienza, macchiati di gravi colpe: lutti

tro e Paolo, e a diversi santi

Nel medesimo concistoro Pio VII nolifico la restituzione

de'dominii

folti

alia

applaudirono a questo

li'at-

s.Sede, nelle ambascerie del cardinal Consalvi in Francia ed in Inghilterra , essendo stato accolto favorevolmente in Londra la bella nota diplomatica avan:

todisingolar clemenza,

come per aver imli

pedito ad ogni reazione. Indulgente anche


coi vescovi ed ecclesiastici prevaricatori,

soggett a

lievi

pene. Nello slesso

fece rinnovare le

tempo disposizioni, onde estirla

zata dal cardinale ai ministri delle principali

potenze d'Europa,
e.

si

legge nell'Ar-

pare
nel

malviventi che desolavano


i' ^.

pro-

taud

67,
e

in

vincia di Fi osinone.

agosto recandosi

Avignone

un ai reclami e proleste su contado F'enaissino, non che

monastero de' ss. Domenico e Sisto, amministr la cresima e l'Eucaristia a Carlotta di Borbone infanta di Spagna, ora principessa di Sassonia: fece da madrina d. Elena benedettina, uipotedel Papa.

sui ducati di

Parma

Piacenza, essendo

a ci obbligatoli

Papa come amministra-

Ad
do

esaudire

il il

volo generale del

mon-

cattolico,

ed

proprio intimo convin-

tore del patrimonio di s.Pietro. Nell'ottobre Pie VII riprese l'uso della villeggiatura di Castel Gandolfo,ed ivi dimorando, per dare un solenne attestato di riconoscenza e affezione al reggimento ungalo

cimento, con bolla de' 7 agosto Pio VII

formalmente
cristiano
i

ripristin per tutto l'orbe

dell'encomiato Radetzky, nella cappella bened una ricca e nobile bandiera e glie-

benemeriti Gesuiti, compien[ire

ne fece dono, vuto


al

in

memoria

di averlo rice-

do

l'opera incominciala dal

decessole

e da lui gi in parie proseguita. Indi so-

Turo, accompagnalo in Roma e proseguilo a servire per un tempo, con


mirabile disciplina.

spese la giurisdizione de

Feudi

e diritti

Da una

parie della

i58

PIO
Io

PIO
stemma imtre

bandiera erano ricamati

Murat

re di Napoli trattava col


il

Pa-

periale di casa d' Austria e vari emble-

mi militali; dall'altra vi fu espressa l'immagine della Beata Vergine col divin Figlio, in alto di

suo regno con pontifcia investitura e pagamento dell'annuo censo, ritenendo ancora Ancona, le Marche e gran parte dello stato romano, co-

pa di guarentire

porgere
al

la

destra a Pio
di-

VII per ricondurlo

suo seggio, con

stico allusivo, in cui celebrata la

Mavisi

donna, Ungariae patronaj inoltre


rappresentarono
di Ungheria.
il

me dissi nel voi. XXVII, p. 1 38, oltre porzione del ducato d'Urbino, improvvisamente cambi linguaggio, simul temere
ostilit e
i

genio

di

Roma e quello
I

si

prepar

alla guerra, ec-

Grato Francesco
, i

a que-

citando

popoli degli stati pontifcii alla

sta dimostrazione

nell'anno seguente
cavalli scelti dai reg-

ribellione, in fa vore dell'indi pendenza d'Italia, di cui


si

mand al Papa oo

fece

promotore per domi-

gimenti ungheresi, con altrettante pistole e sciabole dritte ad uso di dragoni, oltre

2000 fucili
che Pio\
gent, gi
Il

per

la

fanteria.

Qui noteremo,
dell'ar-

il suo scettro. Era con Murat in segreta intelligenza Napoleone, che risiedeva all'isola dell'Elba avu-

narla e riunirla sotto

dichiar pr itici peroni ano Nu-

ta

insovranit,

quando

egli salp

da Por-

comandante imperiale
prese seco in
s.

to-Ferraio a'26 febbraio con piccola flottiglia;pose


il

mate austriache
zione
Io

in Italia, e per distin-

piede in Francia

il

i.

marzo,

Carrozza. 1/ ac-

ed a'20 rientr

in Parigi e risal sul trono.

cademia di

Luca
per

riconoscente ai bele

Questa

notizia

immerse

Roma

nella de-

aumentate scuole di disegno, nella sala gli eresse un busto marmoreo. Ritornato in Roma Luciano Bonaparte, dedic a Pio VII il suo poema: Carlo Magno, ossia la Chiesa liberala. Il Papa eresse il suo feudo di Canino ( ne parlai a Farnese famiglia) in
nefzi ricevuti, e

nuovamente in armi; mentre Elisa sorella di Napoleone diceva in Bologna: se mio fra leisolazione, e l'Europa tutta fu

losar arrestato, prenderemo ilPapaquale

ostaggio. Frattanto

Murat proponendoil

si il

conquisto degli
Italia,

stali

sedeva in
so

mosse

che l'Austria possuo esercito ver-

principato, e

gli

continu

la

sua amosi

revole ospitalit in
il

Roma, ove

stabil

il Po nella met di detto mese, domand alla corte romana passaggio di


il

ramoprimogenito. Versolo
il

stesso

tem-

po l'ambasciatore Pressigny
sontuoso pranzo
blio al passato;

invit

ad un
di

12,000 uomini, per ordinando ai comandanti che per Terracina e Ceprano


marciassero sollecitamente sopra

cardinal Fesch, qual


di

Roma,

generoso sentimento

concordia e
il

ob-

prendessero

il

Papa

e lo

conducessero a

ma

avendo

cardinale

Gaeta.

tal

passaggio e per avere


sua, e

Mul'in-

dato

le

buone

feste al re di

Francia non
fu

rat dichiarato considerare la causa di Na-

ebbe

risposta, anzi

non

gli

permesso

poleone come

la

promulgato

ritornare alla sua sede di Lione.

Nel i8i5si

aument l'attiva corrisponrelativamente alle


le-

dipendenza e l'unione d'Italia, Pio VII per conservare la neutralit e accortosi


del pericolo, vi
si

denza

coli' Austria,

rifiut, decise

abban-

gazioni sempre occupate e tenute in deposito in


le

nome

di

Francesco
al

I;

ma

tutte

donare Roma, ed inteso che i napoletani aveano passato il confine, ne part ai

speranze erano rivolte


in cui
si

congresso di
l'e-

Vienna,

trattava di regolare

quilibrio europeo e
ni temporali restati

compensarci sovraprivi de'loro domi-

22 marzo coi prelati Bertazzoli, Doria, Sala, Mauri e Soglia, quali due ultimi furono ammessi nella sua carrozza, indi
i

seguito dal sacro collegio e dal corpo di-

mi:

ivi

era

1'

infaticabile e destro cardi-

plomatico: lasciando
t e dominii

nal Consalvi, ministro plenipotenziario

al governo della cituna giunta di stalo, e per


il

presso

le alte

potenze. Nel febbraio men-

delegato apostolico

cardinal Di Pietro.

PIO
Di tutto
ticoli

PIO
Genova,
p.
,

i5 9
visita
si

e di questo viaggio a

gio, e
al

descritto dal cardinal Pacca, oltre agli ar-

da Alessandria si rec a far re di Sardegna in Torino, indi

di-

che citer, vedasi i voi. VIHj

288,

resse alla volta di


tutta la strada, per to e Firenze.

1 9 , XXVII I, p. 23 9 XLIV, Pio VII pernott ad Acquapendente, il 24 a s. Quirico nel palazzo Chi gi-Zondadari,eper Siena, nella qualealquanto ripos nell'episcopio, giunse il 25

XXVII, p.
p. 19.

Roma, festeggiato per Modena, Pistoia, Prail

Proseguendo

viaggio per

la via di Siena,
il

Papa
Il

vi si

passando per Radicofni trattenne qualche ora e volstanze che abit prigionie-

le

rivedere

le

in Firenze,

ove

lo

raggiunse

il

cardinal

di stato. La sera del 28 part, e nella mattina seguente arriv a Livorno , donde nelle ore pomeri-

Pacca pro-segretario

5 giugno entr nel suo stato, e per Acquapendente e Viterbo rientr in Roma a'7 giugno, dopo un nuovo trionfo
ro.

della religione, facendo

il

4- solenne in-

diane del 3i s'avvi per Pisa, alloggiato

gresso nell'alma
degli abitanti.

citt, tra la

sincera gioia
si

splendidamente nella notte dall'arciIl i.

Prima

di entrarvi
,

fer-

vescovo.
sa

aprile per Viareggio e

Mas-

nella villa del conte Cini

ricevuto

pervenne a Sarzana, ove dormi nelcomplimentato in nome del re di Sardegna, quindi prosegu per Gnova nelle feluche, in cui approd a'3al'episcopio,
prile.

dal cardinal Di Pietro, dal cardinal Soe dai

maglia presidente della giunta di stato, membri di questa prelati Sansei

verino pro-governatore, Ercolani tesoriere, Riganti segretario di consulta, Falza-

La
la

citt di

Savona

l'invit a

co-

ronare
la

statua della Beata Vergine del-

cappa segretario del buon governo, e Rivalsola segretario della

Misericordia, funzione che descrissi

medesima
chiesa di

tutti

nel voi.

244- Intanto Napoleone a'4 aprile, con lettera del ministro dep.

XVII,

poi cardinali. Presso


ria in

la

s.

Ma-

Traspontina, Pio VII fu incontradi

gli affari esteri

Coulincourt, partecip al
le redini

to dai capitoli Lateranense, Vaticano e Li-

cardinal Pacca di avere ripreso

beriano; e nella basilica


cardinali
,

s.

Pietro dai

dell'impero, onde lo manifestasse al Pa-

dai prelati e dal resto del clesi

pa
te

e di

bramare

la

pace: questi

stessi

ro secolare e regolare. Quindi

carilo

il

sentimenti Napoleone scrisse direttamenrale, nell'annunziargli questo

Te Deum,
nali

si

die la benedizione col

ss.

a Pio VII, di volere una calma genei. avveal trono.

nimento
tere

Gli originali di

tali let-

Sagramento, e coi due nominati cardirimontato in carrozza si port al Quirinale, dalla cui loggia bened il plaudente

non pervennero al loro indirizzo, ed alle copie non si die risposta. Nello stesso tempo Napoleone nomin suo mini-

popolo, che nella sera e in quella se-

guente fece generale illuminazione. Poco dopo il prelato de Gregorio present


a Pio VII
il

stro in

Roma

il

cardinal Fesch, collo

sti-

triregno, l'anello pescatorio

pendio di 200_,ooo franchi e l'incarico di dichiarare, non aver l'imperatore alcuna


pretensione sul temporale del Papa. Co-

tolti a Roma, che avea ricuperato in Parigi, gli ultimi con l'opera di mg. r Marini, come a

e la maggior parte de'codici

me Pio VII dichiar al clero di Francia, che non si poteva giurargli fedelt, si veda il voi. XXXI, p. 202. Intanto perle sconftte avute da Murat li 2, 3 e 4 moggio (che fato
il

ci deputato, e lo dissi ne' voi.

movimento

italico trop-

II, p. 287, 222, XXXIII, p. 233. Per la disastrosa battaglia di Waterloo {di cui feci cenno anche a Paesi Bassi), a' 18 giugno Napoleone cadde per sem-

V,

p.

po

tardi per eseguirlo colle forze proprie,

pre, abdic di
cos
il

nuovo

si

die agli inglesi;

troppo presto per tentarlo coll'appoggio di Napoleone, perdette il trono e poi la


vita),

gigante delle battaglie, vincitore di

tanti popoli, prigioniero fu rilegato all'isola

Pio VII part aGcnova

a'

8 mag-

di

s.

Elcna, che descrissi nel

voi.

i6o

PIO
p.

PIO
sino, per In perduta riva sinistra del

XXXV,
parlo di

120 (in un alla sua morie e trasporto del cadavere in Parigi, ove rilui

Po,

e per

le

guarnigioni austriache delle f >r-

e del sepolcro in cui giace;

tezze di Ferrara e

quanto
vedere

alla famiglia
il

Buonaparte
1

si

pu

Comaccbio. Coadiuvarono nel congresso di Vienna alla restituzione de'douiiuii pontificii,


di
i

voi.

dopo giunsero

XLV, p. in Roma

58).
il

Due

giorni

ministri

prelato

Mazio

poi cardinale, e Giovanni Luelli cameriere

Francia, di Russia e d'Inghilterra. Quanto riguarda Luoghi di Monti e il


i

e maestro di casa del cardinal Consalvi,

debito pubblico, vedasi


e seg.

il

voi. in

XL,

p.
il

i5q
car-

quale corriere straordinario (per cui ebbe una pensione di mensili scudi 1 5), spedili a Pio VII dall'illustre e benemerito porporato, col decreto del 9 giugno fatto
dal congresso di Vienna, per la restitu-

Ritornato da Parigi

Roma
il

dinal Fescb e

madama

Letizia,

Papa
cardi-

continu

il

benigno

asilo,

ad onta delle
il

contrarie opinini;

ma quando
il

nale torn a felicitare


la

re di Francia per

zione alla

logna, Ferrara e
di

Sede delle tre legazioni BoRavenna, delle Marche, Benevento e Pontecorvo (avendo la
s.

ricorrenza natalizia, con pi di ragione non ebbe risposta neppure questa volta. Indi Pio VII fece le sue congratulazioni a Luigi

caduta di Murat semplificato la questione di Napoli e dei compensi) con alcuni vincoli di amnistia assoluta, mantenimento degli acquisti
fatti

XVIII,
gli

pel

suo ristabilimen-

to al trono, e

spedi

Canova

recla-

mare

diversi capi d'opera di scultura

dai particolari,

ri-

pittura, olire gli arazzi, trasportati a


rigi, di

Pap.

conoscimento del debito pubblico, pagamento delle pensioni (ond'ebbe luogo lo stabilimento del console pontificio in Milano,

che ragionai nel

voi.

XLVII,
s.

98

e 94,

dicendo ancora
re di

di altri oggetti

e degli archivi ricuperali dalla

Sede.

come

narrai nel voi.


all'

XVII,
il

p. 4-5),

Veramente

e concedendosi

Austria

diritto

di

Francia sostenne le stipulazioni di Tolentino, ch'erano l'opeil

presidiare le fortezze di

Ferrara e Co-

ra della violenza, e nel congresso di Vien-

macchio, come meglio riportai nel voi. XXIX, p. 302. Ai rispettivi articoli narrai

na non
coli;

si

fece

menzione
si

di quegli

arti-

per cui Canova

regol secondo
ri-

come

il

Papa

riprese possesso de'luoil

l'istruzione di Pio

VII

abbiate dei

gbi
vi

restituiti, ai quali

cardinal Consal-

guardi coi francesi che noi


fu

amiamo

e
in

ritornato in Pioma a'2 luglio e ripreil

alquanto condiscendente, lasciando


al

se le funzioni di segretario di stato,

dono

museo
Tebro,

di Parigi la statua colosla

partecip

il
il

decreto nel pontificio no-

sale del

magnifica Pallade di
altre opere.
si

Papa ricuper l'intiero slato, tranne piccole frazioni, dopo essere stato
me.
Cos'i

Velletri, la

Melpomene ed
Papa

Sotto
il

gli

auspichi del

apr in Ro-

in pericolo di perdere
la

nuovamente
poi Pio

quel-

porzione chegli era slata restituita nel-

ma Conservatorio di s. Dionigio. Roma nel 816 fu rallegrata dalla


1

ce-

l'anno precedente.

Come

rese grazie a Dio, lo dissi

VII ne nel voi. IX, p.

lebre promozione di 21 cardinali, oltre

10 che

il

Papa
i

si

riserv in petto, tra

87. Nel citato voi.


riprodussi quanto

XXIX, p. 2o3 e seg. con somma lode e becardinale


al

nemerenza oper
so,
sia

il

congres-

riordinamento della cbiesa di Germania, protestando contro prepel


i

giudizi

recati

alle

prerogative e

diritti

due immediali degni successori , Leone XII e Pio Vili. A rimuovere l'accattonaggio, Pio VII assegn annui scudi 5o,ooo per fondare lino stabilimento, donde ebbe origine l'Ospizio di s. 31 aria degli Angeli. Il re di
quali uscirono

della
teste

medesima, non cbele solenni prolui e da Pio VII convalidate, per Avignone e contado Vtnaisemesse da

Francia sostitu all'ambasciatore Pressigny il duca di Blacas, al cui figlio il Papa fu Padrino. Per dotazione dell'ex vice-

IMO
re Eugenio, secondo
,

PIO
mane con
ner
di pii positivo.
si

iG

convenuto delle potenze alleate oltre cinque milioni di fianchi che gli sbors il re delle due Siciil

Tra

le

istitu-

zioni francesi che


gli utilissimi

conservarono, nomie tra le or-

pompieri j

lie, gli

fu assegnato

il

possesso di alcuni be-

ganizzazioni e miglioramenti che onora-

ni ecclesiastici nello stato pontificio, cio

no

le

sollecitudini di Pio VII, ricorder


la

nel Bolognese, nel Al archegiano e nell'Ur-

quantofeceper
so. Nell'agosto

Congregazione delcen-

binate,

quali furono contrastati,

non

a-

Pio VII dalla congregaai

la s. Sede acceduto all'atto che atad Eugenio tali beni, di loro natura inalienabili, onde Fio VII protest di

vendo

zione de' vescovi e regolari fece restituire


i

tribu

beni invenduti

luoghi

pii

ed

agi'

i-

stituti religiosi cui

spettavano.

Quanto

ai

non cedere che

alla forza
,

ma

per

le

pre-

locali acquistati
la

che non avevano cangiato


si

mure
per

di alcuni sovrani

essendo

Euge-

forma, ordin che

restituissero con in-

nio genero del redi Baviera, Pio VII sule difficolt e col
il

dennizzo

agli attuali possessori.

Una

par-

nome di Appannagdi concederli

ticolare congregazione ad referendum re-

gio prese

mezzo termine
e

gol questo delicato argomento. Nel no-

in enfiteusi, col patto che pagasse

un

lau-

vembre l'Artaud
sceria francese di

fu trasferito dall'amba-

demio
ne
di

di

160,000 scudi
scudi
(

l'annuo cano-

Roma

a quella di

Vien-

questo appannaggio deriva da quello nel 1810 assegnato da Napoleone al figliastro Eugenio e formato

4o

colmo delle pontificie gentilezze, del dono d' un bel rosario e dell'apostolica
na,

benedizione. S'intavolarono de' negoziae il re delle due Sicilie pel Benevento e Pontecorvo, domandando Pio VII la chinea ma nulla si conchiuse. Nel 18 16 eresse diverse sedi vescovili: a'26 febbraio Chilapa in America (poi incorporata ad altra chiesa) con la bolla Universi Dominici, cit. Bull. p. 4^9> ne Messico; a'3i maggio con la bolla Assidua, t. i4 5 p-32, istitu nella
ti

d'un milione
delle

di lire coi beni ecclesia); inoltre


si

fra

il

Papa

stici

Marche

riserb la
di

cambio

di

facolt di
ni
i

redimere nello spazio

g anistro-

beni concessi, sborsando 3,170,000


:

scudi

l'investitura

ebbe Iuogocon

inento degli S maggio 1816.


dosi fatta

Non

essen-

la redenzione, per si deve a Gregorio XVI il ricupero di tali beni, per quanto riportai nel voi. XXXII, p. 326. Ne' primi di giugno Pio VII cadde leggermente infermo di disuria e credendo che il regime di vita che gli facevano
,

diocesi di

Canaria un vescovo con


1

tito-

lo in partii usj a'

2 settembre con la bolla


la
la

Romanus

tenere ne aumentasse

dolori, dichiar

sede di Callagirone

Ponti/ex, p. 222, ripristin ; a' 1 7 marzo con

di volere mettersi egli stesso alla testa di

bolla Super, p. 274, eresse la sede di Nirestitu a Treia il seggio vescone affid l'amministrazione all'arci vescovo di Camerino. Nel gennaio 8

sua salute.
specie di
il

Da

quel giorno
di vitto,

si

cre una

cosiaj
vile e

metodo

che appellava
le vesti se-

suo calendario, regolando

condo l'atmosfera. Ai 6 luglio fece pubblicare il celebre moto-proprio sull' organizzazione dell'amministrazione pubblica e la classificazione delle Delegazio-

furono ultimali gli affari della corte di Vienna, relativamente all' ordinamento del suo clero, alla vendita di vari dominii
ecclesiastici

ed

alla

navigazione del Po,

ni apostoliche, del quale parlai

ai

luoghi

avendo

il

Papa dichiarato porlo franco

che ne riguardano
sta legge

le

provvidenze.

Que-

quello di Pontelagoscuro.
di tutti gl'impiegati,

Uopo aver

fis-

che

il

cardinal Consalvi promi,

sato col suddetto moto-proprio gli onorari

se al congresso di

Vienna cambiale le forme e Ia(sonomia,in molte cose fu una


imitazione delle leggi francesi
,

con altro del 26 febre di

braio form
a loro

la

cassa per le giubilazioni


Il

le

quali

vantaggio.
il

Spagna Ferdi-

non sono che un compendio


vol. lui.

di quelle ro-

nando VII,

cui padre Carlo


1

IV

colla

i62

PIO
in

O
Ver-

madre sempre dimoravano

Roma,

ot-

cune sedi
celli e

vescovili ed in arcivescovili

tenne da Pio VII di prendere sul clero del regno per 6 anni sei milioni di reali.
]\el
1

Chambery

j altra ne pubblic ai

27

luglio perla circoscrizione delle dio-

Pio VII aggiunse

al

Museo Vail

cesi di

ticano

il

braccio nuovo, cio

nobilissi-

sottoscrisse

Francia. A'22 novembre Pio VII il moto-proprio sul nuovo co-

mo

e splendido

Museo Ckiaramonli.

In-

dice di procedura civile.


Il

oltre egli

v'incominci l'attuale galleria

nobile veneto Catterino Corner, in

di quadri, e nella Biblioteca

Vaticana,

testimonio di profonda gratitudine alla

oltre altri doni ed abbellimenti, vi col-

generosa bont
lo

di cui lo

avea onorato Pio

loc parte del


lui acquistato.

museo sacro Mariotti da


I

VI I, con testamento de'2 2settembre 1802


supplic a ricevere in legato
il

ministri delle grandi

suo pa-

potenze richiamarono intanto dal gover-

lazzo
la di

no una particolare sorveglianza sul prinLuciano Bonaparle.e sua famiglia* In questo tempo mori il cardinal Mdttryt cbe la giunta di stato avea fatto arrestare, indi liberato da l'io VII, il quale caduto malato, nel maggio pass in Castel Gandolfo.Con la bolla Assidua , del 3 maggio^). 3 1 3, assegn un nuovo suffraga neo a Canaria; con la bolla Romanus, p. 222,
cipe
i

Corner (dello della Regina, da quelCipro uscita da tal famiglia, onde

nelle pareli sono affreschi rappresentanti la sua storia, ospitata e morta in Iloma, come narrai nel voi. XIII, p. 189 ) situato in Venezia nella parrocchia di s.

Cassiano, e

la galleria

de'quadii.Nel
il

1816

Pio VII volendo destinare


pio uso, consult
il

palazzo in

nobile Lorenzo Gi

stiniani veneto, alla cui custodia l'avea


affidato,

de'

2 settembre, concesse privilegi a Cai-

quale fosse da
il

preferirsi.

Giu-

la girone e

deput

il

nuovo vescovo. Elela

stiniani propose

benefico istitutoe con-

v a metropolitana Varsavia, ed eresse


peratore d'Austria
veneti e di Pvagusi,
la

sede di Piazza. Pio VII accord all'im-

gregazione ecclesiastica delle Scuole di Carit (V.), fondate in Venezia circa il

nomina de'vescovi argomento toccato a

1802

dai benemeriti e zelanti sacerdoti

Germania, Venezia e Uagvsi.^cI giorno giugno fu sottoscritto il Concordato tra Pio VII e Massimiliano Giuseppe re di Baviera j nell'anno seguente il Papa pub.'">

Anton'Angelu e Marcantonio fratelli Cavanis,dopo averne ad essi fatta proposizione e riportata l'adesione. Pio VII accolse benignamente la proposizione nel maggio 1817, reputando che nel palazzo
si

blic la bolla per la circoscrizione e re-

potessero trasferire

le

donzelle

dell'

i-

golamento

delle diocesidi Baviera. Agli

stituto, e questo esonerare dall'annua pi-

f 1 giugno ebbe luogo il Concordalo tra Pio I II e Luigi XVIII re eli Francia, che fu seguito dalla bolla del 19 che lo conferma. A'26 il Papa, essendo ancora

una caduta accompagnata da circostanze inquietanti, che per non ebbe conseguenze: tuttavia
in Castel Gandolfo, fece
i

gioneche pagava nel localeoccupato, tifili avvertendo che attesa la molta distanza le attuali figlie tnccolte restavano abbandonale. Tutto questo avendo gl'istituto* ri fatto gustare al loroamorevole mediaPontefcecon sovrana munificensettembre 1817, con foglio da lui sotloscrilto, si degn concedere ai nominati fratelli Cavanis per benefizio del loro istituto il pieno dominio del maestotore,
il

za a'6

carbonari profittarono della circostan-

za per insorgere a Macerata a'24 giugno,

ma

furono subito repressi. Nello stesso


si

mese

conchiuse

il

Concordato
re.

tra Pio

so palazzo Corner, dell'annessa galleria

V II

e Vittorio

Enimanitele

di Sar-

e di tutt' altro

compreso nel

surriferito

degna, ed a' 17 luglio il Pontefice eman la bolla Beati Pelri, per la circoscrizione
delle diocesi del Piemonte, erigendo al-

legalo, autorizzandoli a valersene, sia per

uso di abitazione, che alienandolo o affiliandolo, profittando eziandio

mediante

PIO
vendita de'quadri e mobili
il

PIO
ivi esistenti,

i63

poslolico dell'isole dell'

America

setten-

perpetuo vantaggio della suddetta ope-

trionale ed altri vicariati. Pi tardi e sotto


i

ra pia, che essendo allora precaria e pri-

di lui auspicii in

Lione ebbe princi-

vata venne perci generosamente e con


autorit pontifcia incoraggiata e promossa.

pio l'utilissima istituzione della

Propa-

A compimento
il

del singolare benefzio


a carico dell'
del
isti-

gazione della fede. Egualmente nel pontificato di Pio VII deve l'origine la congregazione de'missionari del preziosissimo

e perch

tuto

non restasse mantenimento

domestico che

avea tenuto cura del palazzo, il Papa gli fece continuare l'assegno vita durante. A

sangue^ de'quali parlai ne' voi. XLV, p. 224,eL,p. 2C).EIevalgrado arcivescovile le sedi di
i

Bambergae Smirne, ed
s.

istitu

maggior vantaggio delle scuole


de
di

di carit

vescovati di

Sandomir, Podlachia,SeyCristoforo. Incomindi


si

provvidi istitutori tutto venderono, laonpresente nel palazzo risiedono


il

na, Eperies e di
ci
il

monte
il

di piet e la cassa di risparmio.

18 iq con la morte regina di Spagna, per cui

Maria Luisa
celebr quel

Nel 1818 a'28 gennaio fu combinato concordato con 1' imperatore di Pmssia per la Polonia, onde poi ebbe luogo
la

solennissimo funere, che descrissi nel voi.

X,

p.

3o6

il

marito Carlo IV, ch'erasi


il

portato in Napoli a trovare


segu nella

fratello, la

circoscrizione delle diocesi.

La

salute

tomba pochi

giorni dopo. Pio

intanto del

Papa era sempre debole,


il

ma

non dava
Pio
cilie

serie inquietudini. A' 16 feb-

braio venne terminato

Vile
:
il

Concordalo ira Ferdinando I re delle due Siil

VII ordin utili provvidenze sulle Acque, Fontane e Strade di Roma. Agli 1 febbraio il cardinal Consalvi fu prevenu1

to dal

governo austriaco del disegno che


1'

di poi

re

si

port in

Roma

a rinsi

avea formato
di recarsi a
il

imperatore Francesco
;

graziare

Pontefice, e pel resto

pu
si

vedere Sicilia. In questo frattempo

ed a Napoli granduca Michele di Russia

Roma

intanto

si

port

permise
per
la

mg.

Isoard

uditore di rota

Francia, di recarsi in

Roma

e rias-

ad ossequiare il santo Padre, che I* accolse con cordialit e tenerezza, e l' incaric di preseutareall'imperatore Alessan-

sumervi la carica. Crescendo la reciproca benevolenza tra la s. Sede e la corte


d'Inghilterra, per cui gl'inglesi in

dro

suo fratello

pi lusinghieri
il

com

Roma

plimenti, esternando

vivo desiderio di
lo

ricevevano dal Papa e dal cardinal Consalvi le pi

vederlo in

Roma, che pure

era di quel
del pre-

grandi considerazioni, il princile

degno
gli

principe. Sino dal

maggio
i

pe reggente, contro
se

consuetudini,

scris,

cedente anno Napoleone ed

francesi che
s.

una

lettera piacevole a

Pio VII

che

facevano compagina

in

Elena

dest significante sensazione tra'romani,

mezzo
al

del cardinal Fesch,

domandarono
cattolico.

che gi da molti anni vedevano tra loro stabilito un console generale britannico. PiofittilPapadelle ottime relazioni con quella corte a vantaggio dell' Irlanda e
per l'emancipazione
Inghilterra. Nel
la bolla
1

santo Padre d'inlerporsi col governo

inglese per avere

un sacerdote

L'ottenne Pio VII e convenne sul concorrente ab.


genario,

Bona vita
il

corso, quasi ottuaIl

di tutti

cattolici di

ma

pieno di coraggio.
cav.

Papa
segre-

maggio Pio VII sped

nell'aprile rivide
rico,

Artaud suo sto1

sopra

la

circoscrizione di alcune

che nuovamente fu eletto

diocesi di Venezia. Tratto a 'loro articoli di

tario dell'ambasciata francese in

Roma,
uose-

quantoappartiene

alle missioni pontificie,

onde sempre pi pot


zioni per la sua opera.

far tesoro di

che dal zelo religioso del Papa ricevettero

Per morte del

un grande incremento, e quanto riguarda


la

fondazionedinuovesedi vescovili, come


il

natore Patrizi, Pio VII gli sostitu il principe Corsini, che prese possesso con quella

per l'America, dove eresse

vicariato a-

pompa che

descrissi nel voi.

X,

p. 3 i4;

164
indi
di

pio
per sua rinunzia nomin senatore
il

PIO
Nell'ingresso di Porta del

Popolo coposte

Roma

principe Altieri.

preparativi
I

minciarono
sul

le salve dell'artiglierie
,

pel ricevimento di Francesco

annun-

Monte Pincio
s.

cui fecero eco quelle


le altre.

ziavano grandi dispendi, sebbene taluni


si

del Castel

Angelo, alternando

aspettassero cose maggiori.

Non man-

Pervenuta

la

carrozza dell'imperatore asi

c chi insinu al cardinal Consalvi d'in-

vanti la scala regia del Quirinale,

tro-

contrare l'imperatore a Venezia;


se

ma egli

ne dispens, dicendo ch'era rivestito d'una specie di civile dittatura negli stati
papali. Alla frontiera fu

varono a riceverlo il prelato maggiordomo che ne apr lo sportello, il maestro di camera, gli arcivescovi e vescovi assistenti al soglio,
i
i

mandato

a rice-

protonotari apostolici,

verlo

marchese Massimo generale delle poste pontificie, ed a Viterbo si trov r ad ossequiarlo mg. Etano maestro di camera poi cardinale (egli ed il cardinal Oppizzoni sono porporati superstiti del gran Pontefice). A Ponte iMolle, sotto un
il
i

prelati domestici, gran parte della ca-

mera
ni.

segreta pontifcia^ principi eleprin-

cipesse destinate al servigio de'due sovra-

Negli appartamenti papali l'impera


dal principe di Metter-

toree l'imperatrice vennero inchinati dall'

ambasciatore
i.

padiglione elegantemente ornato, l'imperatore e l'imperatrice


il

meli loro

ministro, dai prelati capi dei

2 aprile nelle ore

tribunali e altri della prelatura, e dai co-

pomeridiane vennero complimentati dal cardinal Consalvi con il corteggio cui era partito dal Quirinale, cio 8 mute palatine con 3 camerieri segreti partecipanti e 4 soprannumeri secolari, oltre il marchese Sacchetti foriere maggiore il ba,

mandanti le guardie nobili. Avvisato Pio VII dell'arrivo dell'imperatore e dell'imperatrice,


si

avanz ad incontrarli nelle


ili.
il

sue anticamere, annunziando


fetto de' maestri delle

pre-

rone Piccolomini cavallerizzo maggiore,


capitano degli svizzeri Pfy(fer,edil marchese Giberti Mattoli. L' imperatore e l'imperatrice aveano il seguitodicji peril

compreso mg. r Leardi nunzio di Vienna, con 33 carrozze, onde occorrevano 162 cavalli per ogni stazione posonaggi
,

ceremonie pontificie. L'incontro fu veramente commovente, massime pel Papa e per Francesco I, per la reciproca consolazione ; gli augusti coniugi testimoniarono la loro divozione e riverenza verso la sacra persona del capo della Chiesa, che li accolse con
dimostrazioni de' pi speciali riguardi e

paterna affezione.
colloquio, Pio VII
rie

Dopo un conveniente
li

stale. I diversi corpi militari schierati fe-

cero

gli

onori, e dalla torre del Ponte fu

anticamere, ove ricevette

accompagn per vagli omaggi


i

salutato da una salva d'artiglieria. Dopo breve riposo l'imperatore e l'imperatrice con l'arciduchessa Carolina loro figlia ed il cardinal Consalvi entrarono nella car-

del corteggio imperiale, e dal cardinal

Consalvi furono accompagnati


nel contiguo
te

sovrani

appartamento decorosamen-

rozza nobile palatina, e nelle altre presero luogo e


la
i

La

addobbato, destinato per loro alloggio. corte imperiale venne collocata par-

primari della corte imperiale


a

te nello stesso

Palazzo apostolico Quicardinali


si

corte pontificia, seguendo la


11

i.

la

rinale e parte nel Palazzo della Consulta.

guardia nobile del Papa.

treno era pre-

Nella sera

portarono a
corpo di-

ceduto dal principe di Raunitz ambasciatore imperiale con la legazione, eda4corrieri pontificii, con quell'ordine descritto dal ti. 2 7clel Diario di Roma, il quale

riverire gl'imperiali coniugi, e poscia la

corte e nobilt

romana ed
la

il

plomatico, non che

blais (che per la sua lunga

ne'seguenti riporta tutte

le feste cele-

brate in

Roma

nel soggiorno de'sovrani


li

di Chadimora in Ro ma lasci al Museo Faticano diversi monumenti) sorella del re di Sardegna Car-

duchessa

e tutto ci che

riguarda.

lo Felice, e la

duchessa di Lucca infan-

PIO
ta di

16 5

Spagna,
figli
,

col principe e principessa

seo furono bellamente disposti, per de-

suoi

che per tanti anni abitarono


s

corare l'interno degli appartamenti: lo


sfarzo e la splendidezza vennero

Roma.

In questa alma citt per


si

fau-

ammi-

sta circostanza

rec un

numero immen,

rali dai sovrani, dai cardinali, dai prin-

anche per Vi si portarono ancora il principe Antonio di Sassonia con l'arciduchessa moglie e la principessa loro nipote; l'arciduca Palatino del regno di Ungheria la duchessa di Wrtemberg
so di forestieri e personaggi
le feste.

goderne

dal corpo diplomatico e dai personaggi che vi assisterono. Dopo aver essi
cipi,

la
ti

veduto un bellissimo fuoco artifziale sulpiazza di Campidoglio, furono invitanellasaladel palazzo senatorio,alla cau-

colle liglie

il

principe ereditario di To-

composta in onore dell'imperatore ede'monarchi cheaveano contribuito altata


lo stabilimento della

scana, che fu alloggiato nel Quirinale, ed


il

pace d'Europa. In-

corpo diplomatico

di

Vienna.
il

tutti

di l'augusta
te

questi principi e personaggi


le pi graziose accoglienze,

Papa

fece

comitiva pass, sopra un ponappositamente costruito, alla lauta ce-

nal Consalvi prodig loro le

ed il cardimaggiori cu-

na preparata nell'appartamento de'conservatoli di


della

Roma,
la

re ed

alti

riguardi.

mensa

trionfando nel mezzo famosa Lupa di bronzo.


i

figlia e tutti

L'imperatore, l'imperatrice, la loro nominati personaggi inleri

li

venneroaliepisolennifunzioui ed a tutte le feste ch'ebbero

L'imperatore invit alla cena cardinae gli ambasciatori: diverse tavole per mille persone erano state disposte in altre sale.

luogo durante

il

lo-

Terminato

il

banchetto, l'impe-

ro soggiorno nella capitale del cristianesimo.

ratore e l'imperatrice attestarono al cardinal Consalvi la piena loro soddisfazio-

Le

funzioni cui assisterono furono

quelle della settimana santa e di Pasqua,


nella quale l'imperatore per indisposizio-

ne

delle sue cure indefesse e della gran-

diosa festa loro stata offerta in


ce e

nome

del

ne non
Mattei,

ci

fu

Pio VII per debolezza solo


solenne benedizio-

santo Padre. L'imperatore, l'imperatrigli altri


i

assist alla

messa pontificata dal cardinal


poi die
la

principi visitarono con pia-

ma

cere

principali
i

monumenti

di

Roma,

le

ne. Nel gioved e venerd santo l'impera-

chiese,
le.

palazzi, gli stabilimenti, le vildi loro presenza

tore con altri diecisette principi

e prin-

Onorarono eziandio

cipesse di case sovrane pranz nell'appar-

tamento del cardinal segretario di stato nel Vaticano, mentre in altra sala desinarono cardinali, gli ambasciatori e altri ministri del corpo diplomatico, non
i

Canova, Wicar, Lindi , Cam ucci ni , Thorwaldsen Fabris, Alvarez e Schaller; come pure quello dei
gli studi artistici di
,

pensionati italiani nel palazzo di


zia, e l'esposizione delle
tisti

Vene-

opere degli ar-

che

le

pi

illustri

zioni.

Le dimostrazioni
la

persone di varie nadi pubblica alle-

tedeschi nel palazzo Caffarelli. Visii

tarono inoltre
scati, Castel

luoghi suburbani di Fra-

grezza furono

cantata della Gerusalem-

Gandolfo, Albano, Ariccia,

me
s.

liberata del Zingarelli, nelle sale del


della

Vaticano; l'illuminazione
Pietro e
;

cupola

di

la

girandola nella sera di Paballo


al

Genzano e Tivoli. A'26 aprile partirono per Napoli seguiti dal corpo diplomatico di Vienna. Ritornati in Roma a' 1 giugno,
il

squa

la festa di

teatro
la

Alibert

sovrani

si

trovarono

alla pro-

e nell'anfiteatro Correa;
tino in piazza

corsa del fan-

mozione
la

al

cardinalato dell'arcivescovo

Navona

la festa

che l'am-

di Olmiitz, fratello dell'imperatore, e al-

basciatore Kaunitz diede a'suoi sovrani


nel palazzo Braschi, ove ahi lava, e quella
1

solenne processione del

Corpus Do-

mini.

Prima

di partire l'imperatore e l'im-

magnifica e sontuosa

di

Campidoglio.

peratrice tornarono a visitare nel novi-

capolavori che arricchiscono quel

mu-

ato de gesuiti Carlo EmmanueIcIV,gi

166
re di

PIO
vette
di

PIO
un
ricco donativo,
il

Sardegna; indi fecero visita ad. Elena Chiaramonti nipote del Papa, nel monastero delle carmelitane della ss. Incarnazione dette
tina, avanti
le

governatore

Roma una

scatola col ritratto dell'im-

Barberine, perci fre(d.

peratore contornato di brillanti, e ragguardevoli donativi si distribuirono alla


corte e famiglia pontificia. In questo tem-

quentato da Pio VII


1*

Elena benedetsi

invasione francese

rec

in

monastero e vi rest sotto il governo francese, sempre per come prima vestita da secolare, nel qual tempo a dette monache si unirono le propinque carmelitane di s. Teresa. Di poi il Papa volle che riprendesse l'abito monastico in un monastero dell'ordine, e la colloc in quello delle benedettine di Campo Marzo, ove mori). Ringraziato vivamente il Papa
in tal
di tante singolari

Roma

po giunse in Pioma il celebre pittore inglese Lawrence, incaricato dal principe


reggente
di fare
il

ritratto del santo Pa-

dre (per

la collezione di quelli del

red'In-

ghilterra, cio de'sovrani che

dimostrazioni di affetto
i

e di distinzione, agli

giugno l'impera-

tore e l'imperatrice partirono da

Roma

con
lati

il

loro corteggio, accompagnati alla


e maestro di camera,

carrozza dal cardinal Consalvi e dai pre-

maggiordomo

aveano avuto parte nel trattato di Vienna), non che quello di Consalvi, e fu alloggiato nel Quirinale qui noteremo che ritrassero egregiamente l'effigie di Pio VII, in marmo Canova, in medaglie Cerbara e Girometin pittura Wicar, David e Camucciti ui. Divenuto il principe reggente Giorgio IV, mand il proprio ritratto eseguito da Lawrence al Papa, che Gregorio XVI colloc poi nel Palazzo apostolico Laleranen.se. L'ani mi lustrazione dello sta:

rinnovandosi

che ne aveano annunziato l'ingresso. Nel giorno precedente l' imperatore


le salve d'artiglieria

to progrediva felicemente, poich le rendite

sommavano

cinque milioni, 885

mila scudi, lespese a cinque milioni,

289
le

confer diverse decorazioni equestri, cio


al

mila scudi circa, per cui sopra vanza va-

collegio,

Ma ilei come decano del sacro ed a quei signori riportati nel n.4-8de] Diario di Roma. L'arciduchescardinal
vi

no

le

rendite in scudi

5g5

mila circa:

spese pel ricevimento dell' imperatore d'

Austria

ammontarono a 8 0,000 scudi, coli

sa figlia, avendolo preceduto in Perugia,

me

riferisce l'Artaud,

cadde inferma, onde


vi
si

tosto

il

cardinal

che toccavano

mentre erasi detto 3oo,ooo. Volendo ogni

Consalvi

rec a fine di vegliare, perle

potenza profittare dell'ingegno e della

ch

le

pi sollecite cure

fossero prodiassai

sorprendente altitudine delcardinal Colisalvi per

galizzate.

L'imperatore rest

comcor-

terminargli

affari,

principi pio-

mosso
te di

e sensibile a questa prova di atla

testanti di

Germauia desiderando essi pui

taccamento. Per tulio il tempo che

re di veder compiuti
la

loro negoziati, per

Vienna dimor in Roma, n l'imperatore, n il principe di Mettermeli fecero alcun motto sia al Papa, sia al segrelariodi stato, relativamente agli affari
religiosi e politici degli stali austriaci
;

sistemazione degli affari de'catlolieisotal

tomessi

loro dominio, per

mezzo

di

due

inviati fecero presentare a

Pio VII una

nota intitolata: Dichiarazione de' principi e degli stali protestanti riuniti della

siI,

lenzio che rec

molto stupore a Pio VI

confederazione germanica.
suoi sentimenti su tutti

Il

Papa

rii

laonde il viaggio altro scopo nun ebbe che


di piacere e d'istruzione.

spose con una Esposizione contenente


i

Quando

il

prin-

punti di questa

cipe di
cipessa
il

Canino e sua sorella Paolina prinBorghese domandarono di vedere


relazioni colla fami-

dichiarazione: quaulo all'elezione de'vescovi,

convenne che

il

capitolo prima di
la

principe di Mettermeli, questi rispose

procedervi trasmettesse
didati al

nota de' can-

non poter prendere


glia

Bonaparte.

Il

cardinal Consalvi ricc-

governo locale, il quale esclude! ebbe una parte di quei che uuugli riu-

PIO
Quale successo ebbe poi, con la formazione della nuova provincia ecclesiastica dell'alto Reno e l'ordinamenscissero graditi.
to di cinijue sedi vescovili, lo dissi nel voi.

PIO
Giorgio
t
le
il

1G7

IV come

re
in

suo ministro

d'Anuover accrediRoma, terminando

credenziali con raccomandarsi alle pus-

sirne sue orazioni. Egli

XXIX,
fu
il

p.

io4-

Uno

di

quelli

che con-

omaggi

inauditi,

corsero alla buona riuscita del negoziato


cav. Roelle incaricato d'alfari del redi

vrani acattolici;

andava riceveudo precipuamente dai soaltrettanto dicasi del suo

gno

oltre nel

Wiirtemberg presso la s. Sede. In1819 Pio VII eresse Pergola in

gran ministro Consalvi, amato in modo singolare dai re di Francia e d'Inghilterra. Terminate le guerre che per lo spazio di

vescovato, e promosse ad arcivescovato

24 anni avevano
si

sconvolta l'Eu-

Quebech: nuovamente riun le sedi vescovili di Belluno e F lire, alla cui bolla
contribu
il

ropa, sembrava che

dovesse alla fine

bellunese

p. ab. Cappellai-i poi

Gregorio XVI. Con


Bull.
t.

la bolla Curri nos, c\t.

godere una lunga pace e profonda quiete. Ma era rimasto o sorto in Europa uno spirito propendente alla libert, che mise
li.

i5, p.

199,

fece

una nuova
;

di-

nuovamente

in agitazione vari

popo-

stribuzione della diocesi di Ferrara


tre colla bolla
p.

menBull.

Cos infatti accadde in Ispagna, in Por-

In apostolicae,

cit.
il

245,

fece restituire ai cassiuesi

di Cesena.

s. Maria del A'24 dicembre 1819 colla bolla Dominici gregis } c\t. Bull. p. 259, approv la congregazione delle figlie o so-

nastero e chiesa di

moMonte

togallo, nel regno delle due Sicilie ed in Piemonte. Scoppiata la rivoluzione a Napoli per opera de' Carbonari3 che Pio VII condann nell'anno seguente, Benevento e Pontecorvo, domimi della Chiesa,

furono occupati dai


flizione e di quella

rivoltosi, indi

si

eresaf-

relle della

Carit di s.Vincenzo de Paoli.

sero in governi provvisorii. Di questa

Al 1820 dobbiamo l'origine della pro-

provala per l'assassinio


fu consolato nell'udi-

tomoteca Capitolina de'busti ed erme deuomini illustri, formata da Pio VII; ne feci la descrizione a Museo Capitolino, narrando altre benemerenze del Papa sul famigerato luogo; mentre nel voi.
gli

del
i

duca

di
il

Berry per mero odio contro

Borboni,

Papa

XV,

p.

lui istituita

86, parlai della commissione da per la conservazione de'moantichi, per gli acquisti di og-

numenti
tifeii

duca di Bordeaux ed esciam: Quel Dio che percosse Boi boni, oggi li benedice. Ritrovato nella basilica A' Assisi ^\\xv\\camtnie il corpo del patriarca s. Francesco, Pio VII fece il decreto constare de identitate: (pianto prere la nascita del
i

ad ornamento de'ponmusei e pinacoteche, e per le altre dipendenze di belle arti. A questo Pontefice si deve ancora il compimento di quanto aveano incominciato francesi
getti di antichit
i

cedette e accompagn questo religioso av-

venimento,

Io riportai nel voi.

XXVI,

p.

yoeseg., i3i eseg. Nello stesso anno 1820


eresse la sede vescovile di Riclunond e Charlestown nell'America. A questa epoca essendosi compita la restaurazione della Chiesa di s. Lorenzo in Datnaso, alla

perch meglio si godesse la Colonna di Traiano, rinvenendo fondamenti del foi

ro,

dopo

la

demolizione

dell'isola di ca-

quale

il

Papa

concorse,

il

capitolo torn

se, della chiesa e

monastero dello Spiris.

to Santo e del conservatorio di

Eufetro-

ad uffiziarla.In dettoauno rianim il commercio di Civitavecchia, con ristabilire il


lazzaretto, migliorare l'arsenale e cingen-

mia. Essendo stati collocali

gli

avanzi del-

l'antiche colonne ai loro posti,

una

si

v pi alta di tutte; allora si disse: Le colonne sono il sacro collegio; la pi alta Consalvi! Nel maggio Pio VII prov particolare soddisfazione del

do di muro il luogo di pena pei rei, onde troncare le comunicazioni colla citt. Per la rivoluzione di Napoli, nel 1821
Pio VII sped rappresentanti
renze di Lubiana
il

alle confe1

modo cui

cardinal Spina e mg.

08

PIO
le fu

PIO
chiamato da Napoleone e gli disse: Io sono nato nel grembo della religione cattolica, e voglio compiere doveri che essa impone, io voglio ricevere conforti quali ricev con veche amministra; nerazione e raccoglimento, e pronunzi rispettosa effuil nome di Pio VII con sione di cuore, il quale tante volte e ali i
i

Mazio. I costituzionali vieppi allarmarono lo stato pontificio con proclami, per cui ebbero luogo energiche provvidenze, per opporsi alle minacciate invasioni ed
ostilit: a questi

movimenti

de'settari era

collegata l'ideata sollevazione generale di


Italia.

Per precauzione
si

alla fine

di feb-

braio
ni

allestirono in Civitavecchia alcuil

appartamenti pel santo Padre; ed

cav.

Artaudper difenderlo

riun in quel

porto diverse forze navali francesi, mentre all'intorno delle

mura

di

Roma

pas-

sarono ne
al

gli austriaci,

per restituire l'ordi-

regno

ristabilitosi

di Napoli. Intanto Pio VII bene da una malattia, cedet-

te alle istanze de'suoi famigliari, di

rinunsi

estrema gli comparti la benedizione apostolica. Nel 1822 diversi potentati insinuarono al Papa, che nell'amministrazione civile introducesse un sistema pi spedito e conforme ai desideri del ceto laicale, a mezzo di quel Memorandum che fecero presentare dai loro diplomatici. Il santo Padre passando dal suo gal'ora

ziare alla rigorosa

quaresima cui

as-

binetto nella camera da letto,


le

il

18 apriil

soggettava ogni anno.

Con

soddisfazione

1822 cadde

fra
i

una sedia e

gemi-

de'due governi,
concordato colla

la
s.

Prussia conchiuse un
Sede. Pio VII eresse
le

flessorio: accorsi
,

famigliari lo rialzaro,

sedi vescovili di Rotlemburgo, di

Limbur-

no senza che si fosse fatto male meno una doglia a un fianco che poco dur.
L'imperatore
.si

go

di

Cincinnali , elevando quelle di

di

Russia e

il

redi Prussia

Spoleto e Friburgo ad arcivescovati. Con-

avendo desiderato
1

visitare

Pio VII

pel

temporaneamente che gli austriaci occuparono Napoli e comprimevano la insurrezione del Piemonte Benevento e
,

prepararonogliappartamentialQuiil

rinaie, poich

dichiar di andare in

un albergo; ma l'imperatore non pot ef


feltuare
il

Pontecorvo tornarono all'ubbidienza delChiesa. Essendo morto Napoleone a s. Elena il 5 maggio, quando Pio VII lo seppe, mostr il medesimo spirito che
la

suo disegno, e quello d'Austria


sovrani in congres-

ch'era stato invitato, rispose profittarne


altra volta. Adunatisi
i

so a

l'avea indotto a piegare

il

ministero bri-

tannico di raddolcire funebre

la

cattivit del gran-

Verona, il Papa vi mand il cardinal r Spina con mg. Mazio. Reduce da esso e nosotto il nome di conte di B uppin agli
1 1

de guerriero, e permise che una


in

pompa
Il

vembre giunse
in

in

Roma

il

re di Prussia

suo onore venisse celebrata in

Papa disse pure in questa circostanza molte di quelle tenere e generose parole che
per cura del cardinal Fesch.
caratterizzavano
la

Roma

compagnia de'reali suoi figli, incontraPonte Molle dal fratello Enrico che dimorava in Roma. Fu con sensi di vito a

va gioia accolto dal santo Padre, che fece illuminare la cupola di


s.

sua bell'anima. Egli

Pietro ed
s.

avea perdonato

il

tutto a

Napoleone

e le

incendiare
gelo.
II

la

girandola sul Castel

An-

protestedi benevolenza che gl'in viava do-

veano contribuire a risvegliare nel cuore


di lui gli antichi sentimenti di religione;

ammirate le cose principali di Roma, a'iy novembre parti per Napoli. Gi nel precedente mese Pio VII avea
re,

n pot ignorare che fratelli Luciano, Luigi e Girolamo, la sorella Paolina e la


i

elfettuala la circoscrizione di diocesi della


il Concordalo del 18 17 non avea ricevuto esecuzione , pei tanti motivi che adduce 1' Artaud, che toccai

Francia, poich

madre ricevevano in Piotua cortese ospitalit. A'17 marzo essendo partito per l'Europa l'ab, bona vita, lasci presso Napoleone
l'ab.

nel voi.

XXVI,

p. 22.5.

Nel partire da Ro-

Vignali,

il

quale a'2

apri-

ma

l'ambasciatore Blacas ricevette Tana-

PIO
Ioga bolla; gli successe
il

PIO
duca
di

169

Lavai-

lazzo fece l'ordinaria residenza, per cui


vi fece vari

Montmorency. Avendo
presso l'inquisizione,
i

la

Spagna sop-

miglioramenti, massime nelNella zecca pontidi

gesuiti e circa
i

3oo

la

cappella Paolina.
si

conventi e monasteri, e cessato pagamenti per bolle, dispense e altre materie ecclesiastiche, odi-end o in vece alla
s.

ficia

conservano 3 7 conii
i

medaglie

coniate per celebrare

fasti

del suo im-

Sede annui scudi q,ooo,


di ricevere
il

il

Papa ricus

scrissi agli articoli

mortale pontificato, molte delle quali deche le riguardano. Celebr


nel
le

Dai oistro

VilIanuova,percui

seguenti solenni beatificazioni:

nel gennaio

i8a3 da Madrid fu caccialo il nunzio Giacomo Giustiniani, poi cardinale. A'i6 maggio 1823 Pio VII fece
l'ultima promozione di cardinali, in cui

ria

i8o3 del b. cardinal Giuseppe MaTomruasi; nel 1804 della b. Vero-

nica Giuliani cappuccina; nel


b.

1806 del

pubblic cardinale
dolese:

il p. ab. Zurla camalprima voleva compartire tale dignit al p. ab. Cappellai-i pur camaldo-

Francesco Girolamo gesuita, e del b. Giuseppe Oriol di Barcellona; nel 1809 del b. Giambattista della Concezione fondatore de'
trinitari scalzi. Inoltre
il

Pio VII
di vari
il

lese

(dopo avere ricusato d'essere vescoin

riconobbe
to;

cullo

immemorabile
il

vodi Tivoli)
s.

premio
il

de'servigi resi alla

beati e santi, ed a molti ampli

cul-

Sede; masi dice che

segretario di stato,

immenso
98

poi fu

numero
1

delle in-

geloso della sua profonda dottrina, quale

dulgenze che concesse. In 2


cre
poi alla porpora

promozioni

avea sperimentata in rilevantissimi affari, determinil Papa in favoredelZurla. Per


il

cardinali, Ira'quali rinunziarono

p. ab. Cappellai-i

vide

la

preterizione con

mi rabi le disio voi tura, con aumento di stima presso tutti, onde Leone XII lo cre
cardinale con isplendido e singolare elogio, a quell'articolo riportato, e poscia

Marino Caraffa (ne paranche nel voi. XLI, p. 274) e Carlo Odescalck per entrare nella compagnia di Ges. Una delle ultime cose di Pio VII fu la destinazione di mg/ Giovanni
lai
>

Dio

Muzi arcivescovo di Filippi


stolico del Chile, cui

in vicario

apo-

esallla sua umilt alla cattedra apostolica col

furono dati

in

com-

anno
di

eresse le sedi di

nome di Gregorio XVI. Nello stesso Massa di Carrara e


fati-

pagni

il

conte can. Maslai, ora Pio IX,

e d. Giuseppe Sallusti che pubblic la

Moulins. Logorato dall'immense


il

Storia della missione.

che,

cardinal Consalvi soggiacque nel

La

sera del

luglio, anni versariodella

1823 ad una febbre che lo distruggeva; mentre poi riacquistava la salute, quella di Pio VII andava ogni giorno indebolendosi, il perch fece porre subito due iscrizioni sulla Piazza del Popolo, per memoria degli abbellimenti incominciati dal Papa. Nel propinquo Monte Pincio aven-

sua prima uscita dopo venuto da Vene-

do Pio VII proseguito


cesi,

lavori de' fran-

per ridurlo a pubblica passeggiata,


vi avea innalzato un Papa protettore delle bel-

nell'anno precedente
obelisco. Questo

le arti e delle lettere,


alti sensi

coadiuvato dagli

del suo diletto ministro, cur

rapimento, avendo Fio VII congedata la corte, s'intrattenne alquanto con il prelato Bu Kaoni suo uditore. Rimasto solo volle alzarsi dalla sedia a bracciuoli, appoggiando una mano sulla tavolaecercandocon l'altra un punto d'appoggio ad una fune, che era stata collocata a tal uopo intorno alle pareti; ma essendosi alzalo con islento non pot afferrarla e cadde sul pavimento di marmo, fra la tavola e la sedia. A He sue grida accorsero tosto vari famigliari, che Io
zia e del fatale

Roma, di die tengo proposi toa'luoghi loro, bench qui noucitatijcomedelia decorosa fonte eretl'abbellimento ulteriore di
ta nella

collocarono sul letto, essendosi rotto


collo del femore.
I

il

medici e chirurghi petuttavia

gli

tacquero
il s.

la frattura, egli

Piazza del Quirinale, nel cui pa-

richiese

Viatico, passando la noi le in-

170
salvi
si

PIO
Il

PIO
cardinal Con-

quieta, ina senza febbre.

aerando infermo
espose
il

al

cardinal decano del

raccomandava sempre agl'intimi domestici di non lasciarlo solo, onde furono biasimati, ma a torto, perch fu un caso fortuito che non si poteva prevedere; piuttosto nella caduta a Castel Gandolfo il Papa giacque per un qualche tempo sul suolo, dicesi per mancanza di vigilanza in chi aveadoveredi stargli vicino. A questo disgraziato avvenimento dopo circa io giorni successe l'altro funestissimo dell'incendio della Chiesa
eli s.

sacro collegio ed al corpo diplomatico. Si


ss.

Sagraraento nelle basiliche

Laleranense, Vaticaua e Liberiana, non che nella chiesa de'ss. Vincenzo ed Anaparrocchia del palazzo apoconcorso del popolo nelle chiese a pregare Dio pel Pontefice fu signistasio, allora
:

stolico

il

Nel 19 peggior; ne'suoi vaneggiamenti and ripetendo Savona, Fonficante.

tainebleau, luoghi del suo esilio; ben presto


si

alter la voce, e da alcune desinen-

Paolo fuori delle mura, ma al Ponteficesi fece ignorare per non affliggerlo inutilmente. Prima della caduta, avendo saputo l'imperatore d'Austria che il santo Padre era minacciato da grave debolezza e languore,
gli

si pot dedurre ch'era costantemente in orazione. IlcardinalCa-

ze di parole latine

stiglioui penitenziere

maggiore

(poi

Pio

Vili), antico suo amico e consigliere di


fiducia, gli confer l'estrema unzione e lo

mand

il

pi prezioso
il

e pi vecchio vino di

Tokay; ed

re di

Francia dopo

la

disgrazia, a
gli

domanda delletto

l'ambasciatore,

spedi

un

mecca-

nico, allora di recente invenzione, che per-

metteva
pena

di alzar l'infermo

senza tormen12 agosto. Ap-

morte; ed il cardiLeone XII) ordin al clero di recitare 1' orazione pr infirmo Ponti/ice morti proximo. Nella sera l'infermo non pot pi prendere cibo, e nel seguente mattino a cinque oredel 20
assist nel

puuto

di

nal della

Geuga

vicario (poi

tarlo, ed arriv in
il

Roma

a'

agosto 1823 spir tranquillamente l'ani-

Papa fu posto su questo letto, senti qualche sollievo, ed ordin che al corriere che l'avea celeremeute portatosi dassero i oo doppie d' oro ; ed avendo chiesto un po' di nutrimento, prese la sua solita cioccolata.

ma di

Pio VII,

nell'et d'anni

e gior-

ni 6, e di pontificato anni 23, mesi

5 e

giorni 6.

Universale fu
re

il

cordoglio per la peril

dita dell'amato Pontefice,

cui cadave-

Gli
la

si

parl del dolore di


ri-

dopo imbalsamato

si

espose nella gran


i

tutta

Roma

per

sua infermit, cui

sala de' concistori pubblici,

spose col segno della benedizione. Nel se-

ed precordi furono portati nella suddetta chiesa parrocchiale. Nella sera del

guente giorno trova vasi meglio, ed invit

22 con pompa

circondavano a parlar fra lorodegli avvenimenti della citt. Fra quelli che nomin, immaginando l'afflizione che
quelli che lo

funebre

il

cadavere fu trasportato nella


Pietro, recitan-

cappella Sistina del Vaticano, circondato dai penitenzieri di


s.

proverebbero pel suo stato,


taud, cui in segno di
lenza,
il

vi fu ileav.

Ar-

do
23

preci con voce bassa.


il

La mattina del
il

all'etto e di

benevo-

sacro collegio e

il

capitolo della con-

16

fece spedire

onorevole breve
delirio
di tut-

tigua basilica in questa portarono

ca-

per l'uso dell'oratorio privato. Aumentata


la

davere, ed
diali,

debolezza e

la

forza del male,

il

furono celebrati novenpronunziando l'orazione funebre \\


ivi
i

venne a manifestarsi con allarme


ti. Il

prelato Foscolo, ora patriarca d'Alessandria.

giorno 18
alle

fu

abbastanza tranquilgli

La macchina

del catafalco, disegno


si

lo,

onde

del mattino richiese di coil

del cav. Valadier,


e alto
gli

municarsi, ed
partecip la

cardinal Bertazzoli
Eucaristia. Allora
il

compose d'un vasto basamento quadrilatero, avente nei

s.

de-

angoli quattro candelabri; negli specbassorilievi rappresentava-

solatissimo ed aflettuoso cardinal Consalvi

chi delle basi

notific

formalmente

lo slato del vc-

no

il

ripristinamento de'gesuiti, la resti-

PIO
lozione delle provincie, l'ingresso solenne
in

PIO
atti',

171

Roma,

la

protezione delle belle


si

nel pietl istallo dell'urna

legge vano quat-

minato con bolla la setta de' carbonari. 11 santo Padre vi ordinava che si procedesse all'elezione subilo dopo la sua morte

tro iscrizioni dell'Amati, in lodedelle vir-

per via d'acclamazione, se fosse posper


cos'i

t del Pontefice, che riporta


JNel voi.

il

Pistoiesi.
il

sibile, e

dire alla

presenza del

fico

3oi, monumento, che


p.
il

XII,

descrissi
gli

magni-

cadavere ancor tiepido; che questa elezione


re
i

eresse in detta

si

facesse in segreto, senza aspetta-

basilica

cardinal Consalvi, col prodotto

cardinali fuori di
i

Roma, senza

pre-

di parte delle scatole

con brillanti

rice-

venire

ministri accreditati, senza


le corti,

rag-

vute dai sovrani pei tanti trattati conchiusi.


la di

guagliarne
funerali

senza occuparsi dei

Quanto

alle statue laterali a


la

quel-

Pio VII, ed esprimenti

Fortezza
altri

e la

Sapienza, per questa seconda

credono significare la Mansuetudine o la Moderazione. La basilica Vaticana essen-

prima che il grande atto fosse consumato. Ma tutti cardinali saggiamente riconobbero che gli ordini del defunto Pontefice essendo stati emanati
i

ne' giorni e in conseguenza delle rivoluzioni di

do mirabile pietra di paragone, l'esimio Thorwaldsen che scolpi tale monumento, non corrispose alla grande espilazione che si avea del di lui sommo merito;
rimarcandosi l'errore principale nel concetto e nella composizione quasi priva del

Spagna, Portogallo, Napoli e Piemonte, per cui era agitata l'Italia, non potevano essereapplicabili alle circostan,

carattere cristiano,
la localit,

nou proporzionata almonotona epoco maestosa. Ne


il

fece la descrizione e la disamina

eh.

la prima Conclave ne\ Quirinale. La vita del glorioso Pio VII presenta un singolare complesso di virt e di sventure, ed una specie di luminose riparazioni che la provvidenza non sempre con-

ze attuali

e decretarono per
\l

volta celebrarsi

Gasparoni, Prose,
ti
i

p. i.

Appena raduna,

cardinali nelle congregazioni


le

scop-

piarono
citato

lagnanze contro

il

cardinal

Consalvi, che siuoaquel puntoavea eseril

agl'illustri infortunii, laonde pu formare argomento di serie e utili meditazioni cristiane, all'uomo di stato, al cittadino, all'ecclesiastico; perocch essa

cede

potere in tutto:

il

cardinal Fesch
il

contiene
ne, di

pi grandi precetti

di religio-

capo dell'ordine de' preti ebbe gio d' assumere le sue difese e

coragviva-

morale

e di politica. Pio

VII fu

fu

dotato di possente dialettica, di serenit


d'eloquio, e sovente adoperava diverse
espressioni di
s.

mente applaudito dai


amici
glia
al

cardinali restati
Il

graud'uomo.

cardinal

Somacol-

Agostino.

La

dignit

non

decano, alla presenza del sacro

cambi
gali, la
se. 11

le

sue abitudini semplici e fruil

legio, disuggell

un piego,

e vi trov
i\el
la

due
i.

sua modestia ed

suo disinteresretto,

brevi in data di Fontainehleau.


il

suo carattere e animo

gene-

Papa ordinava
di

ai cardinali

dopo

sua
pre-

roso, pio, limosiniero, mansueto e dolce, fu

morte
re
il

radunarsi subito sotto

la

accompagnato da candore d'animo

sidenza del cardinal decano, e di eleggesuccessore senza


le

antiche formaIl

da graziosa urbanit, da conciliabile politica e da paterna condiscendenza; per


e

lit a le

pluralit di voci.

2.

conteneva

capacedispiegarequella fermezza ed eroica fortezza, di cui ne riportai

medesime
1'

disposizioni, colla differeni

brevemente

za che prescriveva

condo
ai

uso autico.

due terzi de'voti ser Quindi mg. Mazio


Pio VII, di
ful-

tanti saggi. Sull'amministrazione del go-

verno
ricati;

civile

Pio VII facilmente deferiva

segretario dello stesso sacro collegio lesse


cardinali altro breve di

alla volont di quelli

che n'erano inca-

ma

in tutto ci

che spettava

al-

cui era stato compilatore e depositario,


dell'

l'autorit di
egli

ottobre

82

cio

dopo aver

supremo capo della Chiesa, ordinariamente non consult che se

7a

PIO
La
posterit

PIO
raai le

stesso.

non obblier
la

ino tante edizioni e traduzioni


lingue,
si

in

diverse

virt patriarcali nelle grandezze, la co-

stanza nelle umiliazioni e

fermezza nel

guidare

la

mistica nave della Chiesa.

Ad

legge ancora nei voi. 3, p. 388, e 5, p. 2g4 degli Annali delle scienze relig., riportando quello del eh. prof.Barola.
5

renze, in

onta di tanta gloria e splendide benemeRoma particolarmente non lo


g'

Innumerabili poi sono

le

orazioni ed elogi
si

funebri pronunziati ne'funerali che

fe-

risparmiarono

infami calunniatori e

cero da per tutto a Pio VII, indi nella

maldicenti, poich osarono dopo morto

deturparla con satire

(di

queste licenze

maggior parte pubblicati con le stampe. Gi di sopra notai che nel Bull. Rom. continualiol.i
le,
i

parlai a Palazzo Braschi) e sarcasmi, cui

eseg., si riportano

le

sue bol-

sempre esposto chi esercit

il

potere,

brevi, lettere apostoliche,

molo- pro-

massimamente
ni:

se elettivo e
fu

per molti aned


alle

pri, chirografi, allocuzioni ec.

egualmente
il

segno

alle satire

umiliazioni

cardinal Consalvi, accusato


i

La Chiesa romana vac 39 giorni. PIO VIII, Papa CCLIII. Francesco


Cingoli a'20

di dispotismo,

cui servigi troppo presto vennero dimenticati, tacciandosi di quan-

Saverio de' conti Castiglioui, nacque in

novembre 1761
,

di famiglia

to forse era stato necessario.

Per

altro

il

nobile e molto onorata

da Carlo e da
s.

nome

di

Pio VII suona benedetto e imin

Sanzia Ghislieri di

Jesi, della stirpe di

mortale

ogni luogo, ed

il

suo pontifi-

cato segna un' epoca memorabile nella

Pio pana

V [V
di

'.).

Nel rinomato collegio


ricev
si

Cam-

Osimo

la

prima educaalla virt, indi

Chiesa; e se
di
s

la

storia utile a tutti, quella

zione studiosa e

form

magnanimo
da ogni

Pontefice necessaria a

pass nel celebre collegio Montalto e nel1'

sapersi

cattolico,

per conoscere

universit di Bologna, ove fece rapidi

nelle sue vicende le mirabili cure di

Dio

progressi

non meno

nella piet,

che nelle
acuto in-

in favore della Chiesa. Tale fu la divo-

scienze e particolarmente nel diritto ca-

zione che
to,

si

ebbedi

lui

vivente e dopo

mor-

nonico

come dotato

di felice
si

che

si

stim ben contento chi pot ave-

gegno, laonde ben presto caro a quanti aveano


in

rese

noto e

re qualche sua memoria, abito o


i

un

pezzetto di

pregio religione

suoi capelli.

Finalmente Pio VII

e dottrina. Lungi dal profittare delle con-

insegn

come
:

si

possa essere

Papa senza

suete ricreazioni, unode'suoi maestri per


lieve
tirsi.

nepotismo

al

momento
i

del suo innalza-

tronoavea 7 nipoti, e giammai permise che neppure un solo veuisse in Roma; soltanto li benefic cori moderazione, mediante tenui assegni e regali finch visse, e lasci in morte un patrimonio che appena ascese al valore di circa i5o,ooo scudi, provenienti dai risparmi del suo appannaggio e dai regali ricevu-

mento

al

mancanza a castigo gl'intimo diverOrnato di tale condotta riservata

e ben istruito nelle discipline teologiche,


si

rec in

Roma, ove

il

suo illustre con-

cittadino Felice de Paoli, vescovo


di

Fossombrone, poi
gli

d'

Anagni e

di

prima Locon-

reto, lo prese in aiuto nell'impresa di

futare

errori de' giansenisti,

promulDevo-

gati dal sinodo di Pistoia. Indisi associ


allo studio del dottissimo prelato
ti,

ti.

Molti descrissero
le

le

sue gesta e confu-

tarono

calunnie, ed oltre quelli che no-

col

quale travagli nella

di lui bell'o-

minai a Chiaramonti famiglia, mi limiter qui a ricordare


il

pera intitolata: Institutiones j'uris canonici,

comm

Alessio F.

che fu stampata pi volte


nel

in

Roma,
et

/ Artaud: Storia di Pio F I1, tradotta dall' ab. e cav. Cesare Rovida, edizione i? con correzioniedaggiunle, Milano 838.
i

come
re
:

i8i4(del Devoti abbiamo pu,

Juris canonici universi

publici

privati, che

egualmente merit
in
,

di essere

L'esame,

l'elogio ed

pregi di questa ve-

stampata pi volte

Roma come
le

nel

race e pregiatissima opera, di cui abbia*

1827). Si ritengono del Castiglioui

co-

PIO
piose ed erudite note alle Fnxti