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O

id.6

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
i.

PHmc,P.L, Si,T., BEAT.,


PIX,

MARTIRI,

PADRI,
A.

AI

CELEBRI

SCRITTORI

,0M, PONTEFICI

CARDIHA,,

ECCLESIASTICI,

ALLE CITTA PATRIARCALI, ARC.tESCOV L, , VESCOVILI, .GLI SCISMI, ALLE BRESIE, A. CO.CILII, .LLE 'pEST P.^So "-E^!, , ^I BITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPATI ^.V PRELATIZIE, AOLI ORDINI BEL.OIOSl', MILITARI, CH. ..,, CORTE B CRU ROMANA RD ,,,, PONTIpZ, BC Jc. BC

BEtLA

VARII

CHIESA

CATTOLICA,

CRAm r>Zl'

,,L

"^'^rA^^Rr'L,"

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECOiroO AIUTANTE DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXII.

IN

VENEZIA
MDCCCLIII.

DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA

^^r^

%J/* ?

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

SAV
OAVOIA,
vincia del

SAV
suo affluente;
i

Sahaudla. Ducato e proregno di Sardegna, tra la Fran-

principali fiumi sono la

cia e

di, tra

Piemonte. T)W\s\onede^\\sla{\sai' 45 e /^6 1^ di latitudine nord, e tra 3 io' e 4 5o' di longitudine est. la Savoia limitata al nord dalla Svizzera, da cui la separa quasi intieramente il lago di Ginevra; all'est dal medesimo paeil

Dranse, l'Arve che s'ingrossa col GilTre, il Pier, la Savierre, e l'Ise're col suo affluente l'Are. Oltre al lago di Ginevra, che bagna la parte settentrionale se ne trovano
altri

due

assai importanti e situati nel-

l'interno; quelli

d'Annecy e
la bellezza

di Bourget.

Riesce

la superfciedella

Savoia non
de'suoi

men

Aosta e di Torino, al sud da quest'ultima e dallaFrancia, che la limita pure all'ovest. Misura 35 leghe
se e dalle divisioni di

ammirabile per

dal nord al sud,i2 leghe nella massima sua larghezza, e la superfcie n' di 4^7

che per la sublimit de' quadri che ad ogni passo presenta, e che sull'anima del viaggiatore producono impressioni continue
siti,

di meraviglie, di tristezza e di terrore an-

leghe quadrate. La parte pi colossale della catena delle Alpi traccia

cora

una granparAlpi Pen-

tede'limiti orientale e meridionaledi questa contrada, sotto


il

nome di

nine, d'Alpi Graie

Greche, e d'Alpi Co* Rie gi patrimonio della s. Sede, presea* tando il Monte Bianco, il Piccolo s. Bernardo,
tit
ti
i

montagne ora- ignuda e dirupate, ed ora coperte di boschi, per mezzo delle quali precipitansi fragorosamente correncascate, ti che qua e col formano belle e vanno poscia a serpeggiare in fondo ad
:

una

valle; preeipizii la cui profondit


il

i-

il

Monte

Iseran,

ed

il

Monte Ce-

nisio, dalla

qual catena si staccano in quanrami che cuoprono la Savoia per tutversi. Appartiene questo paese al ba-

massimo spavento; e finalmente rupi di prodigiosa altezza quasi sempre tagliate a picco e coronate da una massa espira

cino del

Rodano che segna una parte


il

del

limite occidentale, come ancora

Guiers

norrae di neve e ghiaccio tal' in generale la prospettiva che il paese presenta, insieme con fredda temperatura. Quasi sempre anguste sono le valli, coltivale a
:

4
grani o a
\ti,

SAV
ed a grandi intervalli cocasali o di capanne isolate;

SAV
stupendo trovato della scienza.Per le strade impraticabili per le vetture, fardelli
i

perte di piccoli

alzansi de'pascoli dalle radici della

mag-

gior parie delle montagne, sino ad assai

grande
il

altezza de'fanchi; estese selve,

ma

pi delle volte radissime, quindi succedono. Il bisogno dall'industria assistito,


giunse a fertilizzare alcuni di que* pendii

sono trasportati a schiena di muli e cavalli, che vi si allevano in copioso numero. Questa divisione, formata dall'antico ducato di Savoia, secondo l'antico ripar-

locomprendeS

provincie: Carogue,Chia-

blese, Faucigny,

Genevese,Moriana, Sa-

montagne, dalla valle trasportandovi, con eroici stenti, della terra cui ingrassano continuamente con letame, e che si usata l'attenzione di guarentire in quanto era possibile dalla caduta delie acque per mezzo di muricciuolidi pietra, a podi

voia propria, Savoia superiore, e Tarantasia,suddi vise in 5 1 mandamenti che racchiudono 629 comuni, e circa 570,000 abitanti. Chambery n' la capitale, ed il capoluogo della provincia delia Savo* ia propria j della Savoia superiore o alta Savoia capoluogo Conflans. A Sardegna regno oStati del re di Sardegna, parlai

chissima disianza schierati


altri;

gli

uni dagli

nondimeno

ta delle roccie vi

valanghe e la caducagionano ancor di sole


:
i

ancora della condizione

fsica della

Sa-

vente gravissimi guasti cos che

savo-

voia, de'suoi prodotti, del

governamento

iardi giunsero a restituire alla coltura

una
pi

amministrativo; della circoscrizione dell'intendenzeo generale divisione amministrativa, e dello statuto costituzionale

porzione assai considerabile di rupi, e che

questo paese naturalmente uno tra


poveri d'Europa, arriv
venire quasi quasi
bilanti.
al
le

da-

punto di sovbisogno de'suoi aal

to da re Carlo Alberto, e natori alle duecamere.

comune anche

allaSavoia,chesomministra deputati e se11

Consistono

raccolte principal-

medesimo prin-

mente

in

grano, avena, orzo e canapa.

Le

cipe divise

la

Savoia in duedivisioni

am-

gran numero, colle pecore ne'pascoli, somministrano buon burro e quantit di formaggi. Nelle montagne si ti ovanoferro,rame, argento ecar*
bestie cornute in assai

ministrative: lai.^'di

prende

le

Chambery ^cUecoai' provincie di Chambery o SaMoriana,eTaAnnecy , che coni pren,

voia propria, l'alta Savoia,


Fantasia; la 2.* di

bon

fossile, oltre

sorgenti minerali con

de

le

provincie di Annecy, Faucigny

bagni. L'industria manifattrice di poca

Chiablese. Nella Savoia vi sono


scovili,

sedi ve-

importunza; riduconsi
Il

le

esportazioni a

bestiami, lana, cacio, burro, canapa, cuoi.

sia,
(/^.)

Chambery, Montierso TaranlaAnnecy, e s. Giovanni di Moriana


:

commercio
si

di transito tra la
la

Francia e

Chambery arcivescovato,
I

le

altre

l'Italia,

fa

per

nuova strada del Monte

sedigli sono sulfraganee,

non che Aosta

Cenisio. Altre comunicazioni si aprirono con nuove strade, ed anche colle ferrovie, essendo stalodecrelatonel maggio 853 la
1

(F.)dal 8
talia.
vile

7jla

quale dicesi C/i/<7i'ec/e/r/fu eretta in sede vesco-

Chambery

linea delle strade ferrate in favore di questa eletta e nobile parte della

da Pio VI, colla bolla Universa Dominici gregis, de' 18 agosto 1779, Bull.

monarchia

Rom.

cont.

t.

6, p. 129, e poscia

Pio VII
1

sarda.
vi l

11

telegrafo elettricoin piena atti-

colla bolla Beati Pelri,

de

7 luglio 1 8

7,

daTori no capi tale del regno, aChambery capitale della Savoia, donde fra poco sar protratta
la linea

344 l'elev al grado metropolitico. La Savoia stata la gloBull, citato


1.
1

4, p.

finoa congiun-

riosa culla dell'augusta, antichissima ece-

gersi coi telegrafi parigini, quindi in co-

leberrima casa di Savoia e della monarchia sarda, che


te,
si

municazioneimmediata non solo con Parigi, ma anche con Londra, come gi Io Torino con Genova, mediante questo

compone

del

PiemonLiguria
ia ri-

dell'isola di

Sardegna,

della

(f^.J e della Savoia.

Di tutloci che

SAV
guarda, ne trattai a Sardegna regno o Stati del re di Sardegna, massiale dal i
i

SAV
regni di Cipro,
nia, a

Gerusalemme, e Armei

duca di Savoia che divenne i. re di Sardegna e fino al presente; laonde qui appresso riporter
la serie de' con li

e duchi
di

di Savoia sino a detto re. Col

nome

Savoia abbianao due ordini equestri, che descrissi ne'due articoli precedenti a questo; a ss. Annunziata e ss. Maurizio e Lazzaro, trattai
ordini
istituti

duca di Savoia e suoi sucduchi di Savoia, s'intitolarono redi Cipro, di Gerusalemme e di Armenia, e posero neh.** quarto delle loroarmi gli stemmi di quei 3 regni. Lo scudo sovrano della casa di Savoia inquartato, e ciascun quarto partito comesegue. lli.quarto contraCarlo
l

cessori.

Da

quel tempo in poi

di questi principali e insigni

inquartato:

dello

stemma diGerusalem:

dai conti e duchi di Savoia.

De'titoli del redi

tato articolo

Sardegna ragionai alciSardegna regno, inclusivai

me, d'argento, con croce potenziala d'oro, accompagnata da 4 crocette simili 2


Lusignano, fascialo d'argento e di azzurro di 8 pezze , con un leone di rosso armalo, lampassato, ecoronato d'oro, atdi

mente

a quelli che portavano

duchi di

Savoia, prima che divenissero redi Sar-

degna, compresi quelli

di redi

Cipro^Ge-

traversante sopra

il

tutto: 3 d'Armenia,

rusaleinme^ ed Armenia (^.), pei quali aggiunger. Lodovico figlio e successore del duca Amedeo Vili nel ducato di Savoia, fino dtdi432 essendo conte del Genevese spos Anna di Cipro da cui ebbe "vari figli. Il primogenito fu il b. Amedeo

d'oro con leone rosso armato e coronato


d'argento, lampassato d'azzurro: 4diLuxemburgo, d'argento con un leone rosso,

IX,
pro,

2. Lodovico conte del Genevese il preseper moglie nel 1458 Carlotta di Cifiglia

coda annodata, forcata e passala in s. Andrea; il tutto pel regno di Cipro. Il 1 quarto di origine partito ed innestalo in punta :i di Weslfalia, di porpora con un puledro d'argento rivolcolla

croce di

unica di Giovanni III re di Ci-

tato o spaventato

2 di Sassonia, fasciato
,

pro e vedova di Giovanni di Portogallo duca di Coimbra. Lodovico in seguito a questo matrimonio assunse il titolo di
principe d'Antiochia. Morto poi neiristesso

d'oro e di nero di 8 pezzi


cellino

con un cranfiori

o ghirlanda di verde con

di

rosso posto in
3.

banda

3 l'innesto d'An-

grie in punta, d'argento con 3 puntali di

anno Giovanni IH, Carlotta

fu ricono-

sciuta e coronala regina di Cipro,

Geru-

salemme, e Armenia il i. settembre in Nicosia capitale del regno di Cipro. Lodovico di Savoia suo marito e nel seguente
si

rec a Cipro,

1459

fu

solennemente coSofia di Nicosia.

quarto contra-inquartato, i un leone d'argento armato, e lampassato di rosso 2 di Genova, d'argento colla croce rossa 3 del Chiablese,d'argentosemraatodi plinti neri, con un leone di nero armato e lamrosso.
Il

d'Aosta, di nero con

ronato re di Cipro, Gerusalemme, e Ar-

passato di rosso, posto sopra


di Nizza, d'argento

il

tutto:

menia

nella chiesa di
li

s.

Ma Giacomo
di Cipro,

bastardo del defunto re

con un'aquila rossa coronata del medesimo. Il 4- quarto contrainquartato,


i

dopo aver sposa lo Caterina Corveneta, con l'aiuto della re-

di

Piemonte, di rosso con

iiaro

dama

croce d'argento, ed un lambello di azzur-

pubblica di Venezia e del sultano di E-

ro con 3 pendenti posto nella parte superiore


:

armi e colle dissenzioni a fuggire da Cipro tanto Lodovico che Carlotta, ili. si ritir al castello di Ripaglia in Savoia ove mori nel 1482. Carlotta si rec in Roma, eda'^S
gitto,

avendo obbligato

colle

2 di Monferrato, d'argento col capo

di rosso: 3 del Genevese, con

ro equipollenti a

d'azzurro

luzzo, d'argento col

5 punti d'o4 d Sacapo d'azzurro. Nel


:

centro dell' inquarlalura, sopra

il

tutto,

febbraio 1 485, nella chiesa di


ce cessione solenne de'suoi

s.

Pietro

fe-

uno scudetto

diritli,

sopra

Savoia antica d'oro, con un'aquila spiegata di nero, coronata dal


di

SAV
si

SAV
riconoscesse similmente
il

medesimo; e sopra il tutto del lutto nel cuore dell' aquila uno scudino di Savoia moderna, di rosso colla croce d'argento,
e nel punto di onore sopra
il

culto

imme>

raorabile del b.

Umberto

III

conte di Sa-

voia, del b. Bonifacio de* conti di Savoia

tutto lo scu

arcivescovo di Cantorbery,e della b. Lo-

do di Sardegna,

d'

argento colla croce di

dovica de' conti di Savoia monaca francescana riformata.


11

rosso,accantonala da 4 teste di mori di nero,attortigliale d'argento. Attorno a lut-

Papa diede ad

esa-

minare
riti
,

le

cause alla

s.

congregazione dei

to lo scudo vi sono 3 collane; la

.'

e pi

e co' decreti che accennai nel \oI.

vicina allo scudo quella dell'ordine militare di Savoia,

XXXIl,

ed un nastro rosso

al-

p. 328, conferm il loro culto immemorabile. Se ne pubblicarono no-

lacciato in vari punti colle cifre

FE^d

bilmente

le vite,
il

e le effigie

in lode del

cui

pende

la sua

croce che rossa coll'al-

re promotore,

conte Solaro della Mar-

tra bianca sopra alla rossa,


ta

ed circonda-

gherita ne fece onorevole menzione, nel

da una ghirlanda

d' alloro e coperta

Memorandum storico politico


ed il cav. A. M.
pubblic un bellissimo
te storiche,
:

p.

52

1;

dalla corona chiusa reale; la 2." quella


dell'ordine de'ss. Maurizio e Lazzaro, ed

Ricci, che celebrai a Rieti,

Inno pe* cinque

un nastro verde allacciato in vari punti con trofei militari, da cui pende la sua
croce ch' bianca pomata, ai
la

Beati della real casa di Savoia, con nogorio XVI sulla casa di Savoia
sta

angoli delcro-

riportandola sentenza di Greque:

Ma

quale sorgono

le

4 punte di altra
s.

cuna Casa di
i

Santi! Altri servi di Dio

ce stellata che quella di


nita all'altra di
le; la 3.^
s.

Lazzaro u-

fiorirono fra
il

savoiardi, e valga per tutti

Maurizio, e questa pu-

Xe coperta d'altra corona chiusa e rea-

nominare s. Tommaso abbate di Farfa (F.),e s. Francesco di Sales, al quale il re


Carlo Alberto innalz nella basilica Vaticana tra le statue de'fondatori, quella che egregiamente lo rappresenta, scolpila dall'insigne prof.

la

gran collana dell'ordine del-

Annunziata, da cui pende la sua medaglia. Ai due lati dello scudo del sovrala ss.

no della casa di Savoia, stanno due leoni, uno in piedi con sotto un ramo di quercia, l'altro seduto con sopra un ramo
d'oliva.

sa di

3o,ooo

lire.

Adamo Tadolini, colla speLa Savoia die al s. col-

legio i seguenti cardinali, le notizie de'quali

Finalmente tale scudo coperto della corona chiusa reale. Della divisa che prese Amedeo V il Grande e che trasfu-

si

possono vedere alle loro biografie.

Amedeo d'iSavoiayGOvannArmetoBro*
gner,F'\ipi^ode\\a.Chambre,AniomoChalant (Carlo Vincenzo M." Ferrer e Ja-

se a'suoi discendenti, le

4 lettere Fert,
p.

la

spiegai nel voi.

XXIX,

266. Protettos./lfrt!wsi

copo du

Puy

registr Cardella tra

car-

re principaledella casa di Savoia

dinali savoiardi,

ma essi

rizio (V.) martire, le cui reliquie

vene-

Provenza), Maurizio di

sono di Nizza di Savoia, Pietro di

rano nella metropolitana

di

Torino. Nel-

l'augusta casa di Savoia fiorirono


stuolodieroi,di cui trattarono

un gran

gli scrittori

Tarantasia e nel 1276 Papa Innocenzo di Ginevra poi antipapa 67emente VII 3 ed il celebre Giacinto Sigi-

V, Roberto

che riporlerin fine di quest'articolo, ed anche in santit di vita che la Chiesa venera sugli altar,e speriamo di vedervi pure la ven. M." Clotilde regina e moglie del

smondo

Gerdil,

Ne mancarono

tra

sa-

voiardi letterati, artisti e altri

illustri, se-

piissimo re Carlo
sa di Savoia
si

Emanuele IV. Nella ca-

venerano sugli altari il b. Amedeo IX, e la b. Margherita terziaria domenicana. Il religioso re Carlo Alberto fece istanze a Gregorio XVI perch

gnatamente valorosi guerrieri. I savoiardi hanno in generale bruna carnagione, che devono alla frequente loro esposizione in grande aria. Sono rinomati per la semplicit de'costumi,

per

la frugalit e

so-

briet; parlasi pure con elogio della loro

franchezza e probit. In gran

numero ab

SAV
bandonano da giovani
fare
vita.

montagne, per impiegarsi in Francia o altrove, o per


le loro

un

piccolo tradcoche richiede atti* Parlano un linguaggio ch' un mi-

7 ebbe principio neli6o5, il quale le concesse molte indulgenze^ come pur fece AlessandroVlIconbrevede'27luglioi66o.
Inoltre narra le opere divote e di piet
cristiana in cui
si

SAV

scuglio di francese, e d'italiano corrotto.

esercita

il

sodalizio, e

Ne' voi.

XXVI,

parlai della

23o, XXXVIII, p.88, chiesa di s. Maria della Pup.

dice che celebra le feste a'4

me si

fa in

rificazione di

Roma, de'transalpini, fran-

dario, quella di
la casa di

cesi e savoiardi.

Ad

Arcicowfraternita

Torino della ss. s. Maurizio patrono delSavoia, e di s. Francesco di Sa-

maggio e coSindone o Su-

DEL

ss.

Sudario, parlai della confraterni-

les cui eresse


ti,

un

altare e cappella.

VenuSuda-

ta nel

i537

eretta in

Roma, enei iSgy

Roma moderna, p. 632

racconta, che
ss.

elevata al grado d'arciconfraternita, dai


savoiardi e dai piemontesi, per onorare
la
ss.

neli6o5

l'arciconfraternita del

rio di Nostro Signore de' savoiardi, fab-

Sindone, e riportai

suoi privilegi

bric dai fondamenti la presente chiesa e

concessidalduca Carlo Emanuele la' 19 giugno 16 19. Il Piazza neW Eusevologio Romano y^, 42 5, e nelle Opere pie di Ro-

contiguo oratorio, con lodevole pensiero


di Carlo Rainaldi architetto, la quale poi

verso

la

mela del decorso secolo

fu re-

ma
ss.

493 DelV Arciconfraternita del Sudano de' Savoiardi, riferisce che la


3

p.

confraternita

si

stabifi nella chiesa nazio-

nale di
i

s.

Luigi re di Francia, dopo che

francesi fabbricarono la maestosa odierchiesa,

na
p.

228

come descrissi nel voi. XXVI, 23 1 insieme alla precedente poi

Sudario sull'altare maggiore, fatta alla stessa misura di quella che si venera in Torino, dono di Clemente Vili , che lo ricev dal celebre cardinal Gabriele Paleotli, il quale con s. Carlo Borromeo era stato a vestaurata.

La

pittura del

ss.

nerarlo in della capitale


di sotto, esprimente
il

il

quadro poi

sta nella contrada della f^alle o in Alo///^.Parliti

miracolo del ss. Su-

francesi

convenne nella chie-

sa

il

sodalizio de'credenzeri,
1

come

notai
edifi-

dario, opera eseguila con istudio e diligenza da Antonio Gherardi. 11 s. Fran-

nel voi. XXllI,p.

39, che per aver

cesco di Sales nell'altare a dritta, di Carlo Cesi


:

cato la vicina chiesa dis. Elena, fu allora

in quello a sinistra

si

vede

il

b.

che subentrarono nella piccola chiesa di


s.Luigi sa voiardijfinch venendo distruti

Amedeo IX duca
Cerrini. Gli altri

di Savoia, dipinto dal


sei

quadri intorno alla

ta, forse

per costruirvi nell'area


s.

la

sontuo(

chiesa, collocati in alto fra


tutti lavori di
Il

sa Chiesa di

Andrea

della Valle

V.)^

ovvero ove fu poi fabbricata la loro casa religiosa ai teatini, da essa poco distante
e nello stesso rione di
fic
il

nome di

i pilastri, sono Lazzaro Baldi. Savo/a o Savoia dev'iva dalla

voce latina Sapaudia che non trovasi in uso se

s.

Eustachio, edi1*

non dal IV

secolo per designare la

sodalizio de' savoiardi


ss.

esistente
di

parte settentrionale degli allobrogi, il^


I-addolcendosi in ^equindi in v, e
dosi
il

Chiesa del

Sudario deSavoiardi^

mutan-

cui leggo in Martinelli,

3 IO

ss.

sacra, p. Sudarli in regione s.Eustachii


1

Roma

resto col variar de'dialetti.

La

sto-

ria di questa celebre regione


la della real casa di

che

fu cul-

in platea senensi, seu pis torli,

anno 597 a natione Sabauda excitaium. Afferma


inoltre Piazza, che la confraternita nazio-

Savoia, e de'sovrani

divenuti re di Sardegna, legasi strettamenrato, Saluzzo,

nale di tutti
te

sudditi di Savoia e

d'arabo

sessi,

Piemonnel 1 597 form suoi


i

statuti e fu dichiarata arciconfraternita,

prima a quella del Piemonte, MonferSusa ec. (^.), e altri adiacenti stati, poi a quella del regno sardo, cui fasti e destini compendiosamente racte
i

quindi

la

chiesa che tuttora possiede fu

contai nel pi volte citato articolo.

pi

fabbricala nel pontificalo di Paolo V, che

antichi e principali popoli di questo pae-

8
r

SAV
gli

SAV
vennero poi eglino
allobrogi nel
stessi

se savoiardo, furono
si

anobrogi,che pe-

ad attaccare

gli

estendevano molto nel territorio di


delDelfinato (paese

632

di

Roma. Ne dierono
il

/^tc/irtt(/^.), nel resto

motivo

le

irruzioni de'salii della Belgica,

di cui a Delfino), e nel paese di

GineF'ieti'

nelle terre marsigliesi. Pertanto

console

vra

(f^.)'

Gli allobrogi furono antichi po-

Gneo Domizio Enobarbo piombando su


loro, subito per lai.' volta
di
li

poli della

Gallia(P^.)Narbonese e
il

vinse;

dopo
gli

nese, abitanti originariamente

Delfiil

che

il

console Fabio Massimo, rolli

nato e

la
il

Savoia

fra le

Alpi Greche,

Le-

arverni ausiliari presso all'lsero.che prese


perci il

mano,

Rodano

e l'Isero,

macheinsei

nome di

Allohrogo,\\ ridusse a far

guitomaggiormentesiestesero.Lapiicoixiune opinione vuole ch'essi sieno Toiardi, quelli del Delflnato, ed


i

parte dellaProi^eriSrt(/^.). Egli fecedi questo paese,della provincia e d'una pa rte dellaLinguadoca, una provincia poscia chiamata Narbonese e provincia romana. Au-

sa-

piemontesi. Si diceche chiamaronsi ancora ^nobrogij nome derivante da parola greca e


gaulese,chesignifioaflrc?/fteZ'e//iC05/,po-

gusto comp

la

sollomissione de* centro-

nijgarocelli, veragri, nantuati e allri popoli confinanti,


ti

polo e nazione. QieW'i per che giudicano, che questi popoli sienostati chiamati allobrogi,

tranne

salassi

soggioga-

danno

a questa parola un'origine

ben diversa: certo che gli allobrogi furono nazione celebre per coraggio e valore.
si

Sotto

il

generico
i

nome

di allobrogi vi

compresero

popoli inganni o agauni,


salassi, ta-

TerenVarrone, e tutti furono compresi nella Gallia Narbonese. Le citt principali degli allobrogi erano Chainbeiy^ Gine* vra, Grenoble^ s. Giovanni di Mauritn' ne, Moiuier^ e Vienna (V.). Allorch gli
zio

poi sotto lo stesso suo regno da

intemeii, niconi, Iricori, vocontri, leconzi,

elvezi forzarono lo stretto passaggio fra

il

latobrigi,meduali,centroni,

monte lura

il

Rodano, onde entrare dal


si

rantesi,seduni. Racchiusa la contrada fra

loro paese in quello de'sequani,

getta-

formava una specie d'isola ove il cartaginese Annibale si arrest prima di superare il memorabile passaggio delle Alpi, per punire voconzi che abitavano il Dellnato che ardivano opil

Rodano

e V Isero,

rono sulle terre degli allobrogi. L'inlroduzione del cristianesimo nella Savoia, comune a qnanlo dichiarai a Francia, e Gallia, anche parlando delie provincie di Vienna e di Narbona. La chiesa di Vienna
fu debitrice del

porsi all'audace capitano.

Erano costoro

lume

della fede ad alcu-

governati da un re,ocomandante d'armi,

ni preti greci e asiatici,

mentre

il

senato veniva investito della su-

vuto

la

missione dalla
s.

prema

autorit, offrendo a diverse deit

vescovo
te

che avevano riceSede, e ne fu i .** Crescenzio, ordinato da s. Paos.

isagrifizi superstiziosi, specialmente a

Gio-

lo apostolo.

La

chiesa di

ve ed a Mercurio. Un'antica lapide tuttora esistente vicino al borgo di Bard presso Aosta ci ricorda il passaggio fatto da

una
s.

stessa origine,

poich

Narbona ripela s. Sede vi

mand
lo

a predicare

il

vangelo, e l'aposto-

Annibale

in Italia transitando le Alpi,


:

ed

Paolo vi costitu per i. vescovo s. Paolo suo discepolo. Chambery antica-

D essa leggesi

Transitus AnnibaLis. Fucontro


la

mente era
si

in parte
il

compresa

nella dioce-

ronodunqueg^i allobrogi chiamati dai cartagi nesi i u loro soccorso,

di

Grenoble,

vescovo della quale era


la

crescen-

suffraganeodi Vienna, ed estendeva


la

sua

te potenza de* romani, che disputavano

giuiisdizionein Savoia. Esisteva per nel-

Joro

il

possesso di Sicilia.

Due

de'loro re

Savoia da tempi antichi un' autorit


il

o capitani penetrarono in Italia, e si congiunsero poscia con Annibale in guerreggiarci romani, che memori sempre di tanta iogiuriai e delle gravi sconfitte patite

episcopale, che esercita vasi sotto

nome

di decanato, e questo era superiore de'ca-

nonici regolari di
vi

s.

Agostino, di cui eranella piccola

un capitolo

dimorava

SAV
Andrea, che fa poi nel 1 348 ro vinata. Fu il decanato di Savoia trasportalo in Grenoble, dove teneva la a.* dicitt di
s.

SAV
di
s.

9
il

Barnaba apostolo portarono

lu-

me
le

gnit, e sotto r

immediala giurisdizione

della fede; e merit la sede vescoviche gi nel 36o occupava s. Eustazio o Eustachio, cui successero ss. Crisplai

del vescovo di Grenoble veniva esercitata

rautorit episcopale in Savoia da un arciprete, sinch Pio

VI smembr

il

deca-

Grato 1, ec. Finalmente anche Maurienne, o s. Giovanna di Moriana,pu vantare di gode11,

no, Protasio, Eustachio

nato

di

Savoia da Grenoble, e ne ald


al

re sino dai primi secoli


zioso

il

salutifero e pre-

l'amministrazione
le

cardinal GerdiI dot-

lume

evangelico, e nel 3 i4 gi era

tissimo nel 1775, dipoi

confermando

ta-

smembramento del decanato di Savoia dalla diocesi diGrenoble, come notai, revescovato, divenendo quindi an-

residenza episcopale con Luciano per vescovo, che fu sottoposto all'arcivescovo di

l'esse in

che metropoli ecclesiastica della Savoia. Questa nei secolo della Chiesa con l'eTangelo, ebbe pure le sedi vescovili. GeBeva o Ginevia ultima citt degli allobrogi e vicino alla Svizzera, pochi anni doi

Vienna. 1 savoiardi illuminali dalle tenebre e superstizioni del gentilesimo in cui gemevano, furono dirozzati, inciviliti

e addomesticali dai soavi e morali pre-

cetti del
si,

vangelo,

onde riuscirono virtuo-

e di semplicissimi costumi, colti nelle

lettere e valorosi nelle armi.

po s. Pietro fu rigenerata alla dottrina di Ges Cristo, poich s. Nazario discepolo


di
s.

Inondata la Savoia e provincie limitrofe, dopo l'epoi

Pietro, battezz S.Celso cittadino gevi

nevese,
1.

predic

il

cristianesimo, e ne fu

vescovo nell'anno 98, onde la cattedrale fu dedicata al principe degli apostoli


2

ca romana, rimasero popoli preda dei borgognoni, nazione bellicosa d'origine incerta o vandalica, che nel 4^7 passato il Reno entrarono nelle Gallie e s'impadronirono del paese tra il Rodano e le Alpi.

nel

9 gli successe s. Paracode, che


1

Quivifondaronoilregnodi5o/'g^ogAi/7(/^.)
di cui tenni

poi passa Vienna, di cui Ginevra divenne

suffiaganea. Pi tardi e nel to


il

535

caccia-

so

il

proposito pure a Francia, ver43o, che poi si compenelrcon quello

vescovo

dfigli eretici calvinisti


si

segua-

de'franchi, e soggiacque a divisioni


di
la

come

ci di

Zuiiiglio, col capitolo

rec in

^u-

necy (/^.) conservandoli nome di vescovo Geneva o Ginevra, finch Pio VII nel 1 82 2 eresse/^Hner)/' sede vescovile,e riun quindi il vescovato di Ginevra a quello di
di

Borgogna Tranfjurana^ che comprese Svizzera, e Borgogna C'iajnraaa, che


i

racchiuse

paesi compresi dalla Soana,

Losanna

{^.). Presto eziandio la fede fu

abbracciata in Tarantasia, e sua antichis-

sima provincia, ma del i. suo vescovo solo se ne trova memoria in Domiziano o Donaziano del 3 3 cui successe s. Giacomo apostolo de'centronlche intierametile
i

Mediterraneo e dal Rodaappartenne la Savoia. Bosone conte d' Arles o di Provenza dopo aversposatoErmenegilda figlia unica dell'imperatore Lodovico 11, dagli stali radu
dalle Alpi, dal

no, e perci

gli

nati in concilio nell'ottobre

879

Mark'
di

tala [F.) forse Montinelian ora capoluo-

go di mandamento della provin(;ia


voia propria,
si

Sa-

la

convert alla religione cristiana. Tad'/^/7ev(/^^''.)

fece eleggere re della

Bor-

rantasia fu sullraganea prima

poi di Vienna, e nell'VllI secolo divenne

gogna Cisiurana, meglio conosciuta sotto il nome di regno d' Arles di Proven
zrtTj

arcivescovato, e metropoli della provincia ecclesiastica del

al

quale incorpor

savoiardi e circo-

suo nome, con Aosta

stanti popoli.

Da questo principe, che Pa-

e Sion nella Svizzera per chiese suifraganee. Soppressa nel principio del corrente secolo,

Leone XI 1

la

ripristin

sem-

pa Giovanni Vili adott per Figlio {F.\ alcuni fanno discendere per via di Luigi III il Cieco re d'Italia e suo figlio, di Carlo
Costantino principe di Vienna e figliuolo

plice vescovato.

Ad

Aosta vari discepoli

IO
suo, da

SAV
Amedeo suo
nipote,

SAV
non che
dalla
il

genealogia del sassone Vitichindo,


lebre

ce-

Umberto I conte di Moriana o Mausu tale origine incertissime


le

li conte di Macon. Altri finalmente ordinano la cronologia cos. Bovone conte di Ardenna fu padre di Bosone

Alberico

rienne stipite dell'augusta casa di Savoia.

re di Provenza, che dalla moglie Adelai-

Sono

o-

pinioni degli scrittori, e le notizie che poteonsi avere pi accertale intorno alla

me-

desima rimasero inceneritene! castello di Susamessoafiammedall'imperatore Federico I. Nondimeno la pi comune opinione, che novera a suo favore pi di 80 scrittori, fa derivare la casa di Savoia da Beroldo Bertoldo discendente da Viticliindo celebre duca de' Sassoni. Alcuni danno a Vitichindo 3 figli, cio Viqueberlo,

de Egina ebbe Carlo Costantino questi dalla sposaTulberga ebbe Umberto I propagatore della famiglia. Leggo in Galeani Napione, Storia melallica della real casa di Savoia^ che secondo l'osservazione di uomini dottissimi, non si pot propriamente conoscere il nome del padre del potentissimo conte Umberto I, nullameno non si dovea escludere Beroldo dalla
:

serie genealogica

della serie metallica

ordinata da re Carlo

Brunone

stipile degli

imperatori

sassoni e Valberto di cui fanno figlio Be-

per ridurre in compendio la storia genealogica di sua casa in altrettante medaglie,


III

Emanuele

roldo progenitore de* duchi di Savoia.

non

solo perch

Guichenon

lo

pose per

Ma
200

in questa genealogia. Ira l'avo Vitiil

base di sua
rante interi
altri storici,

storia,

ma
i

ancora perch du-

chindo e

nipote Beroldo passano pi di


la

secoli,

cronisti di Savoia, e

anni. Altri per tessono

genealo-

posero ognora Beroldo peli.**

gia diversamente, e fanno Vitichindo pa-

dre di Umberto, questi di Lutolfo, questi di Ottone, questi d'Enrico I imperatore ['Uccellatore, e questi infine di Ottone I re d'Italia e imperatore, padre di Beroldo capo- stipite de'sovrani di Savoia. Il

e per ceppo della real casa, derivandolo da antichissima origine sassonica, concludendo doversi rispettare un'opinione invalsa da tanti secoli. Avvertesi nella stessa opera, che non meno splendida, oltre ad essere meglio fondata, si l'altra opi-

storia di questa casa la

Guichenon accurato scrittore della forma in questo altro modo, avvertendo Muratori che a"vrebbe desiderato alla real casa una penna pi critica. Vitichindo fu padre di Vaqueberto, questi di Brunone, e di Valberto duca di Angria e di Rengelbert.

nione, che dai re d'Italia deriva l'augusta casa di Savoia, e

non

si

sa

come da

certuni

siasi

scambiata tale origine, con


in

quella di chi la deriva dai sovrani della

Borgogna, quando che


e diverso sistema

questo ultimo,
di re

un discendente

Be-

Da
:

rengario bens sarebbe di venuto re di Bor-

da questo,

Valberto nacque Immed duca d' Angria e da Inna contessa di Schiren il marchese Ugo, padre di Beroldo conte di Morienna. Certo che tale origine
sassone
,

gogna,
ti,

ma del sangue di questo, ed agnanon discendenti di lui,e principi mai sempre della stirpe di quel re, e marchesi d'Italia, si congettura con forti argomense
ti,

Savoia,fu
cipi delle
l'istesso

come alle case di Sassonia e di ammessa nel secoloXV da'prindue


case, e quella di Savoia nelin

che sieno

stati

progenitori di questa

real casa. Nella Storia delle

Alpi Marit-

time, di Pietro Gioffredo pubblicata nel


t.

tempo, mise

capo del suo scu-

de'classici

Monumenta

hstoriae pa-

do learmi di Sassonia. Altri voglionoquesia casa derivare da Ancario marchese


d'Ivrea neirSoo, ovvero da
talia

Ugo

re d'I-

padre di Costantino conte di Vienna. Alcuni moderni francesi fanno capo

jus su regis Caroli Alberti, si tratta ancora di Beroldo, oGuglielmoGeraudo, creduto stipite della casa di Savoia, e de'racconti sul medesimo poco sinceri. Sia comunque, questo Beroldo ebtriae edita

della famiglia

Umberto

figlio

minore

di

be

la

contea di Morienna da Ridolfo III

SAV
re di Borgogn.i,

SAV
III

II

o da Ottone

impera-

li,

e dopo varie sconftte date al conte di


dall'imperatore in guiderdo-

lore che lo fece ancora suo vicario perpetuo d'Italia dell'impero, e luogotenen-

Sciampagna, ed R Geroldo inGinevra stessa, ricevette

999. Guichenon vi aggiunge la donazione della Savoia, merc il valore e le militari imprese di Beroldo, che salva Ridolfo li n'invasa Borgogna. A Beroldo si d per moglie Caterina. S vuole morto Beroldo nella badia di s. Vittore di Marsiglia, o secondo alte dell'imperatore nel
tri nella citt

ne nuovi feudi nel Faucigniy, nel Basso


Chiablese e nella valle d'Aosta. Erano gli avanzi del regno di Borgogna, di cui l'im-

peratore disponeva tanto pi liberalmente,

quanto che poteva meno conservarli


stesso.
Il

per se
1

conte pare che morisse nel


di Moriana a cui il catomba con epitaftlo. Eb-

048 o
s.

pi tardi, e fu sepolto nella chie-

d'Arles nel

1027

gli si at-

sa di

Giovanni

Charbonire in Morienna, o s. Giovanni di Moriana {A^.).Chasot di Nantigny, Genealogie storielle^ e Koch , Tavole genealotribuisce l'erezione del forte di

pitolo eresse la

be per moglie Ancilla, che lo rese padre di 4 figlij ed Amedeo o Amato 1 detto Co^ da perch voleva sempre seco una comitiva di nobili, gli successe nella sovrani-

giche,

danno

il

ragguaglio di undici

siste;

mi

sull'origine della casa di Savoia

un

t del contado della Savoia e della


riana.

12. sistema lo propose Rivaz, nelle Ri-

MoDon all'abbazia di Clugny la chieil

cerche critiche e storiche intorno alla ca'

sa di
eresse

s.

sa di Savoia.
ria della

Il

cav. Cibrario nella Stot.

Maurizio eque' beni, co'quali si priorato del Bourget. Enrico III

monarchia di Savoia

i,cap.

2 dimostra l'origine italiana e regia della casa di Savoia, che stabilisce con irrefragabili prove j per cui da ora in poi sembra indubitabile il padre di Umberto 1

imperatore recandosi in Roma per l'incoronazione, pass per la Savoia, e fu ricevuto dal conte con magnificenza reale,

Biancam ano, esseve stato Ottone Gugliel-

mo

figlio II

d'Adalberto, nipote di Beren-

gario
3.

re d'Italia, e che quindi questa

ed accompagnato nel viaggio alcuni noa ammettono l'accesso in Savoia di Enrico HI, ed altri forse lo confusero con quello del figlio. Nel 1060 mor Amedeo I senza che la moglie Adela l'avesse fiuto pa:

illustre casa, pel

dominio avuto fino dal

dre,

onde

gli

successe l'ultimo de'fratelli


superstite,

anno

del secolo

XI

di

si

nobile par-

Oddone come
il

che unito tutto

te d'Italia,

pu

dirsi la

pi antica stirpe

retaggio della casa di Savoia l'accrebbe

che viva de'principi italiani, ed anche la sola nelle cui vene trascorra il sangue regio di Berengario I, di Guido II, di Berengario II e di Adalberto I, tutti re d'Italia italiani. Umberto I aWe Bianche

col ricco patrimonio di Adelaide contessa di Torino, figlia unica e erede di

Man-

fredo marchese di Susa(F'.yy vedova pri-

ma

di

Ermanno duca

di Savoia,
II

che per

disposizione di

Corrado

era succedu-

mani

il

1 conte

di

Moriana

il

."sti-

to al suocero nel

pite della casa di Savoia riconosciuto


tutti, e ricev
i

da Ridolfo III gogna possedimenti nellaSavoia propria,


e nella Moriana. Morto
peratore Corrado
sero guerra
il
il

da re di Bor-

rico figlio di

marchesato, poi d'EnGuglielmo marchese di Monferrato.Questo matrimnio segu pel vanil

taggioche risultava d'unire insieme

do-

re nel

082

cir-

casenza prole, lasci erede del regno l'imII


il

miniodell'una e dell'altra parte delle Alpi, in luogo di tanta importanza. Cos la


casa di Savoia acquist
il

Salico, cui

mos-

diritto sui paesi

conte Eude di Sciampagna,

subalpini delle ricche possessioni di Pie-

Geroldo conte del Ginevrino, e altri signori, che ne pretendevano la successione, o aiutavano
difese
gli aspiranti.

monte, che
Italia,
la

Umberto

i^vivono suoi primi dominii iq componenti l'ampio retaggio delconsorte: l'antico arco romano di Sui

gagliardamente

le parti di

Corrado

sa,

il

Poe laDora indicano le regioni com-

li

SAV
tempo
di

SAV
cedette; ed

prese nel marchesato d'Italia, che dal conte Oddone pass a' suoi discendenti. La

una

intiera provincia

potenza della casa di Savoia fu pi che raddoppiata, divenendo padrona del passaggio delle Alpi. Il conte fu largo di beni alla Chiesa, e suoi ministri, ed alle case religiose de'suoi dominii.

Borgogna, il pi bel paese dell'impero germanico, fu il pedaggio pagato da Cesare per iscendere scortato in Italia. Osserva Denina, Rivoluzioni d* Italia^ che
fu per l'eredit di Adelaide e per aver-

La marchel'e-

ne seguito l'esempio

di

vendere a prezil

sana pure colm di beni moltissime chiese, e pe'suoi virtuosi

zo d'intiere provincie e contee,


lanti in Italia,

passag-

costumi merit

gio pe' loro dominii agli imperatori ca-

logio di

s.

Pier Damiani. Inoltre ripose


il

che

gli

antenati della real

sulla sede d'Asti

vescovo Giilemo, cac,

casa di Savoia cominciarono ad acquista-

ciato dai ribelli aslegiani

che vigorosae rest vedo-

re stabile signoria, al di

qua

delle Alpi.

iBente pim'i colle armi. Adelaide fu fecon-

da con Oddone
va per

di

figli

Amedeo II e Adelaide accompagnarono Enrico IV a Canossa castello del ducato


di

la 3.' volta

nel 1072, o

dopo

il

Reggio (F.), ove dimorava


gran
s.

il

Papa, e

padre successe Amedeo II nel contado della Savoia e della Moriana e del marchesato d'Italia, governando in-

1076:

al

s'interposero pel perdono dopoaverloprotetto nel passaggio del

Bernardo,
t

e della valle d'Aosta, nell'attraversare

sieme alla madre

la

quale esercitava l'aufiglio,ed

loro

stati.

Amedeo

li

mor
il

nel

torit principale in

nomedel

am-

lardi, e lasci successore

080 o pi figlio Umber1

ministrando
chino
alle

la giustizia

sotto al baldac-

to

Il

nato da Giovanna
di

figlia di

Girolla

porte di Torino.

La

contessa

do

II

conte di Ginevra e sua moglie:

marit la figlia Berta all'imperatore Enrico IV, ch'era in gravissima rottura con s. Gregorio VII (F.): ma ella saggiamente seppe osservare lutti gli ufTicii di
suocera verso il re suo genero e signore, e nel tempo istesso non dispiacque al Papa. Scomunicato Enrico
"vassalla e di

madre
mor
il

Amedeo

II la
Il

grande Adelaide

poi nel logi.

conte
il

Umberto

II

marchesato di Susa, che si estendeva sopra grande parte del Piemonte: poteva contrastargli queRinforzato^ ne eredit
sto retaggio

Enrico IV, che per

via di

maper

dre discendeva dalla casa di Susa,


le

ma

IV

dall'imperturbabile Pontefice,
riconciliarsi
1

si

de-

con lui nel 077; traBorgogna, non potendo passare per altre vie occupate dagli italiani. Al Moncenisio trov la conlessa Adelaide, la pi potente marchesana tKltalia come la chiama Voigt, Storia di Papa Gregorio
vers
la

termin

nuove deplorabili scissure cheavea colla s. Sede, g' importava di avere unito alla sua casa un signore che dominava il
passaggio delle Alpi. Prima di tale epo-

FU,
lia
:

e le

domand

il

passaggio d' Itatale storico^ le

ma

vanamente, dice

1082 fu indotto a prender leardi contro Aimeri signore di Briancon, che desolava la valle di Tarantasia, onde colla cooperazione dell'arcivescovo guadagn(y la sommissione volontaria di tutca e nel
ta la valle, e

don un gran

tratto della

Borgogna im-

l'aggiunse alla Savoia.

Il

periale, perch la contessa esigeva in

com-

paese di Vaud, una parte del Vallese, ed


il

penso 5 vescovati con tutte


(o Lilten cio l'alto e

le

pertinen-

Chiablese, dipendevano nella stessa e-

ze e ragioni, cio Ginevra, Losanna, Sion,


il basso Vallese), Taranlasia, ed un altro: Guichenon dice il territorio di Bugey; dicono altri, che

poca dal conte di Savoia, che gi poteva enumerarsi tra pi grandi feudatari deli

l'impero.

Il

conte fu uno di que'principi

un quarto
sione.

della Svizzera riguard la ces-

Dure parevano a Enrico IV que-

che furono segnati colla croce da Papa Urbano II, per lai.'' crociata di Palestina, ove si port valorosamente, trovandosi nel

ste prelese,

ma finalmente anguslialo dal

1099

al

conquisto di Gerusalera-

SAV
me. Inoltre Umberto
abbazie e
cattedrale.
i

SAV
fu benefico colle ispir profonda piet e distacco dal

i3

II

mon-

priorati della Savoia,

a Mouliers neli

mor a io3 dov' sepolto nella


GisJa di BorgoIII,

do, per cui

il

conte pass

la

maggior parche arricch,

te di sua vita ne'monasleri

Avea sposato

e particolarmente Altacomba. Tultavolil suo regno fu torbido per le guerre ch'ebbe a sostenere contro propri feu-

gna dalla quale ebbe Amedeo

chegli

ta

successe, Alice o Adelaide maritata a Lui-

VI re di Francia, nacque una gloriosa


gi

dalla quale unione

datari, che nella sua minorit cercavano

posterit e la stessa

usurpare nuovi
la forza

diritti,

onde obblig

col-

augusta casa di Borbone.

Amedeo III
a Pasquale

nel

1 1 1 1

seguit in

Roma
in

l'imperatore Enrico V, che fece violenza

II [F.) imprigionandolo
in
i

homa
Enrico
di

(F.)e portandolo

Sabina (F.):
principi

eresse

suoi possedimenti in
i

Manfredo marchese di Saluzzo a giurar fedelt, non che contro Guignes VII conted'AIbon edelfinodi Vienna nel I i53,il quale disfece a Monlmelian, dove suo padre avea battuto il delfino Guignes VI. 11 conte avea accompagnalo l'imperatore Federico
zioni in Italia,
I

contee dell'impero. Fino allora

nelle sue

prime spedi-

erano intitolati conti di Moriana, ed anche conti di Borgogna e di Lombardia come dipendenti da que'due
Savoia
si

ma

poi tenne conlrodi lui

regnij quindi

Amedeo III

e successori s'in-

titolarono principalmente conti di Savoia.

le parti di PapaAlessandrollI edellalega lombarda, mentre il vescovo e la citt di Torino parteggiavano per l'imperatore. Umberto HI avea ereditato come mar-

Neil 119

Amedeo
II

III vide elevato al

chesed'ltalia edi Susaalcunepietensioni

pontificato Calisto

suo

zio, fratello di

su Torino,

la

quale per
la

si

governava

re-

sua madre,

il

quale ebbe
le

la

gloria di teril

pubblicamente; e

contesa generale del-

minare

le

grandi dilFerenze tra

sacer-

l'impero e della Chiesa era inacerbita da


odii personali per le

dozio e l'impero per


siastiche {^F .).
il

Investiture eccle-

tremende

fazioni dei

Non avendo prole implor

divino patrocinio, per cui fond l'abba-

Guelfi e Ghibellini[F.). In quelle luttuose circostanze, i vescovi di Savoia con bella

ziad'Altacomba,eqiiellediTamies.Sul-

condotta seguirono
le

generosi esempi

Bugey, ristorando quella di s. Maurizio d'Agaune nel Vallese. Il cognato Luigi VI voleva assicurarsi colle armi la di lui successione; ma la di lui morte e la nascita di un figlio chefu il b. Umberto III, posero fine a tal guerra. Tropizio nel

del loro principe, cui rimasero fedeli, e

disprezzando

suggestioni imperiali

si

dichiararono apertamente per Alessan-

dro 11 I,e contribuirono


angustiato del Papa.
tri

alla salvezza della

Chiesa, e riuscirono di sollievo alTanimo

Non

cos fecero al-

vandosi nel
Luigi VII,

45 alla

corte del nipote re


s.

vescovi,! quali per aver seguilo FedeI

alle persuasioni di

Bernar-

rico

ebbero da

lui delle

sovranit tem-

do prese
lestina,

la

croce per

la

crociata di Pa-

porali, a pregiudizio

partendo per Gerusalemme colla


de' grandi di sua corte e

d'Umberto III. Tali guerre furono fatali al Piemonte deva-

maggior parte

stato alternativamente dall'imperatore e

de* suoi vassalli,

ma

nel ritorno

mor a

dal conte di Savoia: Susa,

Nicosia nell'isola di Cipro neli 149 e fu sepolto nel monastero di s. Croce. La sua

arsa da Federico

nel

come dissi, fu 74 cogli archivi

della casa di Savoia/forino fu assoggettato

moglie Matilde,
di
tor y figli, e

figlia
il

de'conti d'Albon e

Grenoble, oltre
I

b.

Umberto IH,
figlie

par-

da Umberto HI neli i75,e lutto il Piemonte devastato neli 187 dall' imperatore Enrico VI, che prese e arse
lo di
il

Matilde una delle


re di Portogallo.

spo-

castel-

s Alfonso
Jll detto

il Santo fu deo d'Altari va vescovo di Losanna, che gli

Umberto educato da s. Ame-

Vegliana: Umberto 111 non soprav-

visse

lungo tempo a

tale sinistro, e

dopo
fla*

aver colla preghiera allontanato altri

i4
gelli di
I

SAV
Dio, mori a
lit

SAV
splend ornalo delle

Chambery a'4 marzo 188 santamente e come avea predet-

d'animo e

di

piti eccellenti quacorpo venendo reinte-

se in

avendo professato la regola cistcrcienAltacomba. Dopo aver perduta la I /moglie Faudi va figlia del conledi Tolo,

grato del tolto da Filippo di Svevia, re


de' romani, indi creato dall'imperatore

Federico

li

vicario dell'impero nel Pie-

losa,

per

la

quale benefic

la

prepositura

monte

e nella Lombardia, col quale s'in-

di

s. Lorenzo d'Oulx chesana Adelaide, si

istituita dalla

mar-

terpose elHcace mediatore pei marsigliesi


e altri popoli.

ritir nell'abbazia

La sua [."moglie Beatrice


il

d'Aulps de'
piangere
religioso.
la
1

cistcrciensi nel Chiablese, a

de'conti di Ginevra, eresse e dot

con-

sua morte e prendervi l'abito


suoi sudditi l'indussero

nunziar

al celibato, e

spos

anGermana fiche
si

Francesco di Susa; la 2.^ fu Margherita de'conti diFaucigny, di cui fu erede, madre di numerosi fivento e
la

chiesa di

s.

glia di liertoldo

duca

di Svevia,

di-

gli,

fra'quali
i

il

b. Bonifacio.

ce sepolta in Altacomba. Morta ancor essa, e non avendo che figlie, si ammo*
gli

estese

suoi diritti nel paese di e nel Vallese.


i .^

Tommaso I Vaud nel

Bugey

Seguendo l'impera-

con Beatrice de' conti di Vienna, la quale finalmente secondo la benediziosani'

tore per la

volta mescol gl'interessi di

sua casa con quelli della repubblica di Genova, in cui sostenne


lini
il

ne invocata dal conte da

Anselmo

parlilo de'ghibel-

vescovo di Belley, per le sue orazioni e predizioni, partor il conte Tommaso I.

contro quello de'guelfi.Nel 1226 prese sotto la sua prolezione, Savona, Albenga e
col
i

Le virtuose azioni

del b. Umberto IH che veneriamo sugli altari , si leggono nella Vita ilehb. Umberto e Bonifacio di Savoia, Torino 839. 11 b. Bonifacio fii nipote del b. Umberto IH denominato per la sua bellezza V Assalonne di Savoia, fu
1

marchesi di Carretto; fece


di

la

guer-

ra ai milanesi d'accordo agli astigiani e

marchese

Monferrato,

ma

volendo

ridurre Torino sotto la sua assoluta di-

pendenza disgust suoi alleali, e nel passare monti alla guida d'un esercito, per
i

certosino, fondatore di chiese e di badie,

assalire quella citt,inferm in Aosta, do-

arcivescovo di Cantorbery,
re canonista,

felice scrittoi

ve mor\ nel i233 o prima


lione de la Rochette
di

assai,

compose

le

discordie tra

sepolto nell'abbazia della Cinse.

ma fu Da Bercastello

principi e vescovi in Italia, in Inghilterra,


in Francia; fu

comper

il

chiamato a Roma,
(

dicesi

Chambery ed

diritti

su quella citt

da Innocenzo IV

questo Papa die sua

nipoteBeatriceFiesca in isposa a
so di Savoia conte di

Tommadi Fian-

Moriana e

dra restato vedovo) per difendere colle ar-

mi

la

Chiesa da quelle imperiali, avuto


alla di lui stirpe guerriera,

che dichiar capitale de'suoi stati, le accord franchigie e un codice municipale. Il primogenito Amedeo IV gli successe, prudente^ forte e generoso mantenne inviolabili suoi diritlijCol promuovere semi

riguardo

ma
sua

pre
le

non
I

certo;
il

calm

le dissensioni di

bene de'sudditi; protesse e arricch chiese. Obblig Torino a riconoscerlo


il

famiglia, fu

padre de'poveri e morendo ne 270 fu tumulato presso l'altare maggiore e l'avo b. Umberto III in Altacomba. Il conte b. Umberto III che l'ordine
cistcrciense

co

per signore, accolse l'imperatore FederiII nel 1238, dopo avergli impedito il
passaggio per
tal citt

finche

non

gli re-

stitu l'occupato castello di Rivoli,

ed ot-

novera tra'suoi

santi, fu

.**

il

tenne da

lui

l'erezionein ducalo delle con:

di sua casa, le cui

monete portano
s.

l'im-

tee e signorie del Chiablese e di Aosta

pronta della croce trifogliata di


rizio.

Mau-

per come

predecessori seguit a inti-

Tommaso I minorenbenemerito tutore Bonifacio marchese di Monferrato e suo cognato, e riDel suo figlio

tolarsi conte di Savoia yC\

che fece nasce-

ne

fu

re dubbi sull'auteuficit dell'imperiai di-

ploma;

gli

antecessori con chiamarsi in-

SA V
differenlemenle conti di Savoia o conti di Moriana, di sovente ne risult confusioferito a'iigli di

SAV
Tommaso di Fiandra
I

15
suo

fama acquistala in militari imprese fu prefratello

Seguendo le parli di Federico li nemico della s. Sede, si regol in roodo di non disgustarsi interamente

ne

tra'cronisti.

maggiore. Pietro

era destinato

per

la

Chiesa,

dizione ecclesiastica

co*Papi. Nella sua assenza dalla Savoia e

Tommaso
conte di

ricus la coned ebbe dal padre un appannaggio e il titolo di


,

nondimeno

mentre dimorava
a

Piemonte, i vallesiani per calmare alcuni tumulti, entrarono


in

mano armata

nella valle d'Aosta;


il

onde
i

accorso a rimediar
vallesiani,

disordine, e fugali

pel suo spirito intraprendente e valoroso, in breve estese la sua dominazione su Ginevra e Vaud. Avendo Enrico HI re d'Inghilterra sposalo
la

Romont;

s'impadron di Sion loro citt, che sottomise. In prime nozze spos An-

nipote Eleonora di Provenza, influenil

debole principe, e ne diresse

il

con-

na de'conti
tenne
telli;

di

Vienna ed' Aibon, che manil

siglio e l'amministrazione:

oltennesul Ta-

la

pace tra

conte ed

di lui fra-

in seconde nozze Cecilia de'conti di

migi un palazzo eh' ebbe il nome di palazzo di Savoy^ee contee di Richmond


e d'Essex. Ingelositi di lui gl'inglesi, nel

Marsiglia, signori di Balzo o Baux e del Venaisino, estremamente bella. Mor A-

i25o avea dovuto tornare

in

Savoia, ove

medeo IV
successe di

nel

253 inMontmelian,

egli

dichiaratosi protettore delle abbazie, col

to la tutela della

9 anni il figlio Bonifacio sotmadre e dello zio Tomstati della

pretesto di mantenerne la giurisdizione,

ampli

suoi acquisti. Rotta

la

guerra

fra

maso conlediFiandra,che poi aiut per sedare tumulti degli


i

l'Inghilterra e la Francia, i cui re

moglieMar-

sposato le sue nipoti, fu scello


tore e
vi fece

aveano a media-

gherita conlessa di Fiandra. Questa reg-

genza non fu felice, perch Torino esigendo privilegi di citt imperiale e il godii

tempo
gliato

comparsa brillante. In quel EbaI conledi Ginevra spodallo zio Guglielmo II, lasci suoi
circa
i

mento di sua libert, insorgendo ogni


za nella casa di Savoia, nel

vol-

diritti al
ai suoi

conte Pietro,

il

quale aggiunse

ta chescopriva alcun sintomo di debolez-

dominii nel paese di

Vaud

le

con-

1257

ribell.

D'altro canto Carlo d'Angi che andava conquistando il regno di Napoli, profittando del furore del partilo guelfo, si^attribu la signoria di varie citt del Pie-

Losanna, del priore di s. Maurizio, e del vescovo di Sion. Divenuto conte di Savoia, vendic il nicessioni del vescovo di

pote, assedi Torino e la forz a rientrare

solto la dominazione di sua casa; quindi

monte e tentava altri spogli sulla casa di Savoia. Tommaso,sebbene avesse rinunziato alla contea di Fiandra nella
di Margherita,

ottenne dal nipote Riccardo conte di Cornovaglia e uno degli aspiranti all'impero,
privilegi e diplomi

morte

che confermarono

le

nelisSy

fu fatto prigio-

sue conquiste.
te di

Il

retaggio dell'ultimoconso-

niero da Asti che voleva sottomettere. Bonifacio detto

Kybourg, che avea sposalo sua


il

Orlando per

la

forza del cor-

rella

Margherita, gli fu rilascialo dall'impaese di

po e per
alla

le sue inclinazioni cavalleresche,

peratore:

Vaud

tutto intiero

sua volta pun i torinesi, ma nel 1 263 assediandone la citlfu preso in una sortita

e in capo a pochi mesi mor in pri-

gione.

Non avendo preso moglie, il suo retaggio pass allo zio Pietro figlio del
SavoiaTommaso l.La
leggeSalica gi osservala nelle successioni de'reali

conte di

di Savoia, escludeva le sorelle di Boni-

facio;

e Pietro per

la

sua avanzala et e

Veebbe a difenderlo in unoaBerna chea lui si sottomise, da Eberardod'Absbourg conte diLaulTemberg che pretendeva alle signorie di Kybourg, e lo vinse in due battaglie. Avendo sposato Agnese erede e figlia d'Aimone ultimo conte di Faucigny, n'ebbe Beatrice che marit a Guido delfino di Vienna,
fu allora soggetto alla casa di Savoia.

ro che Pietro

i6
pass cos\ paese di
ai

SAV
tal

SAV
provincia,che
uel

dandole in dote parte di


delHni.

to in tenera et, che avrebbe potuto

l'i-

Mori

1268

nel

petere
tanza.

il

trono per diritto di rappresensi si

Vaud

nel castello di Chillon,

che

Amedeo V

dichiar tutore di lui

avea costruito sul lago di Ginevra, e fu detto il piccolo Callo Magno. ^on a\en-

e de'suoi fratelli, e

mise

in tal guisa

per

do discendenti maschi, ebbe a successore


il

alcuni anni in salvo dalle loro p etensioni. Nel principio del regno sostenne una

fratello Filippo

in et avanzata, gi

guerra contro
vra e
ci

Amedeo

li

conte di Gine-

preposto di Bruges e arcivescovo di Lio-

Umberto

delfino di Vienna, nemi-

ne quantunque non avesse preso

gli

or-

dini sagri, che nell'anno precedente avea

ereditari di sua casa. Le sue armi furono vittoriose,ed allorch fu conclusa la

rinunziato per isposarela virtuosa Alessia

pace per interposizionedi PapaOnoriolV


e del re d'Inghilterra nel
versari la
si
i

o Alice erede della contea di Borgogna, onde prese il titolo di conte palatino di Borgogna, ma la contea la moglie desti-

287,

suoi av-

comprarono con

sagrifizi.

Indi

alle cogli abitanti d'Asti e Alessandria

al

primogenito dell. marito. PerveI

perguerreggiare Guglielmo VII marchese di MonferrntOj'e la sua fortuna


ta lo favor
:

nuto Rodolfo
ce rivivere
le

d'Absbourgall'imperOjfe-

consue-

pretensioni di sua casa al-

l'eredit di quella di

Kybourg. Filippo
i

volledifenderesuasorelialVIargherita contessa usufruttuaria di

mici occuparono
Il

il

di lui

Kybourg, ma nepaese di Vaud.

Papa Martino IV deput ambasciatori I per disporlo ad un accomodamento col conte di Savoia, e con vana Rodolfo

marchese fu fatto prigioniero dagli astigiani, e mor in una gabbia di ferro. Dipoi volse le armi contro il marchese di Saluzzo, e lo costrinse a rendergli omaggio. Intanto Filippo suo nipote giunto a et virile, domandoli retagil

gio dellaSavoia. Non sentendosi abbastanza forte per sostenere


r
il

una guerra,

prefe-

taggiodi tuttifu conclusa la pacenel 1282,

trattare: ed

Amadeo

per

la

me-

con qualche detrimento per lacasa di Savoia.


Il

diazione del re d'Inghilterra, cede a Filippo


il

Rossiglione nel

do

la

1 mor nel 1285 a Bugey senza prole,lasciancorona ad Amedeo V da lui alle-

saggio Filippo

principato di Piemonte e tuttoci


al di l dell'Al-

che

la

sua casa possedeva

va to e adottato, figlio del fratello Tommaso conte di Fiandra edi Moriana,ein pregiudizio del primogenito di questo

sedeedell'omaggio.Taleriparto degli stali diSavoia,dur


pi, sotto la riserva della

sino aglii

dicembre i4i8,

in cui

mor

Tom-

Luigi di Savoia, principe d'Acaia, di

Mo-

maso conte

di

Moriana;

l'altro fratelloLo-

rea e di Piemonte, ultimo di tale ramo.


Filippo avendo sposato Isabella di Ville-

dovicostabih la linea de'baroni di Vaud, feudo che gli die Amedeo V; ed il nipote
Filippo
figlio di

hardovin,
se
titolo

figlia e

unica erede dell'ultimo trasmise

Tommaso
il

conte di

liana, quella de'principi d'Acaia e

Modi Mo-

principe dell'Acaia e della IMorea, assunil

de'due principati e

lo

rea in Grecia.
essere stato

Amedeo V

Grande, per
assedii,

uno de'pi
I

celebri sovrani di

sua

stirpe,

che Irovossi a 22

ama-

ne vend la sovranit nel i3o7 a Carlo d'Angi re di Napoli, per la prepotenza degli Angioini che aveano
a'suoi
figli,

ma

to dallo zio Filippo


Sibilla

che

gli fece

sposare

occupato varie
te di

citt del

Piemonte.

Il

con-

ereditiera della contea di Bressa


gli affid

Savoia

Amedeo

V trovandosi dopo

e di Beaug,
e pose in

l'amministrazione

tale divisione, in
l'

della Savoia, invest del ducato

d'Aosta

Italia, volse la

alcun modo esiliato dalsua attenzione verso la

mano

tutte le forze dello stato,


difficolt in succederlo.

onde non prov


11

Francia. Prese parte attiva quasi in tutte le guerre e negoziazioni di quella corona,
e condusse pi volte

fratello

Tommaso conte
il

di

Moriana

a-

vea lascialo

figlio

Filippo gi nomiua-

IV

contro

le truppe di Filippo fiamminghi. Pareate de* re

SAV
Francia e Ingliilterraj ebbe l'onore di pacificarli. Pi volte dov respingere le
di
si

SAV
in favore di suo genero
I

17

Andronico IH,

a^'gressioni de'vicini

conte di Ginevra, e

delfino di Vienna,il quale

domandava

in

nome

di

sua

madre Beatrice
mentre
il

l'eredit di

iulla la Savoia,

re invocava la

le femmineai tronon era ancora nechiaramente stabilita, ne appoggiata sopra una lunga esperienza. La spedizione in Italia dell'imperatore Enrico VII, ricon-

leg"eSalica che esclude

ni;

ma

tale legge

rec in Avignone e vi lasci la vita ai 16 ottobre 323, ed il suo corpo fu trasferito ad Altacomba.Edoardoil Libera /e eredit pure dal genitore l'animoguerriero, ma fu troppo prodigo j ed ebbe differente fortuna al par di lui poco dopo si trov a fronte il conte di Ginevra, il delfino di Vienna, ed il barone di Faucigny. Riport da principio su loro alcuni
:

vantaggi,
to in

ma

nel febbraio

325
il

fu disfat-

cili

per un tempo principi rivali, perch entrambi seguirono nel i3io e nel 3 l'imperatore con la famiglia del qua1 3
i

gran battaglia avanti


:

castello di

Varey
il

fatto per

un momento

prigione,

valore e lo zelo de' suoi gentiluomini

erano inparentati. Precursore in Roper ricevere Enrico VII la corona , imperiale, fu Lodovico di Savoia figlio del
le

lo liber;

ma

il

fiore della nobilt savo-

ma

iarda e borgognone, condotta dal cognato

conte di Tonnerre, rimase prigioniera del


delfino, e.per riscattarla
si

suddetto barone di Vaud, eletto neli3io


senatore di

pagarono

gros*-

Boma

e approvato da

Papa

sissime taglie. Sospese leostilit,


si

Edoardo

Clen)enleV, che avea stabilito in Francia ein y4vgnone[F.) la residenza pontificia con tanto danno d'Italia. Del senatorato di Lodovico, ragionai nel voi. LVllI, p.

rec inFrancia esegu

il

di Fiandra, combattendo
te nella

re nella guerra coraggiosamen-

rinomata battaglia di Montcasselj


il

per cui

re lo cre cavaliere di propria


essersi riconciliato col delfi-

286,
(/^.)

e sotto di lui
si

Magliano

di

Sabina

mano. Dopo

pose nella protezione del senato

no, essendo ancora in detta corte,


in Gentilly nel
1

mori

popolo romano. Amedeo V ottenne dall'imperatore che avea accompagnato in


e

32g. Questo conte acquist dal vescovo e capitolo di Moriana, la

Roma,
no

la

signoria d'^5// (/^.), e

il

gover-

met

della giurisdizione civile di quella


1

Lombardia, cui in seguito fu costretto abbandonare: delle sue conquiste non conserv che la signoria
di varie citt di * Ivrea [F.). Col Bosioeallri storici, nel

provincia; nel
stabilirsi in

325

autorizz
i.

gli

ebrei a
le

Savoia, e pel

pose

fon-

damenta della legge che proscrive


stizia
i

in

giu-

risarcimenti in denaro per la

mag-

gi citato voi.
di Rodi^ e del

XXIX,

p.

226, parlai del


cavalieri

gior parte de'delitti. Dalla consorte Bian-

soccorso dato da

Amedeo Vai

ca di

motto di Savoia F. E. R. T.: altri negano cbe vi si recasse e perci non derivare da tale aiuto l'orisrine di tal dio
visa.
Il

Borgogna e nipote di s. Luigi IX, ebbe Giovanna che marit a Giovanni III duca di Bretagna. Gli successe il fratello Aimone il Pacifico, che moderato e prudente,ristabil
le

conte dalla pia Sibilla, generosa

finanze esauste dalle pro-

colle chiese e monasteri,

ebbe 7

figli

dei

digalit del predecessore, e ridon la pa-

quali Edoardo, ed

Aimone gli

successero;

ce a'suoi popoli affranti dalle guerre.

La

dalla 2.' moglie Maria figlia del duca di

nipote Giovanna aspir


e gli suscit contro
il

Brabante, nacque Anna maritata ad Andronico III imperatore d'oriente,efu madre di Giovanni IPaleologo;in 3.^ nozze
spos Alessia
figlia del delfino

suo retaggio, delfino di Vienna;


al

laonde

guerra ricominci su tutte le frontiere del Delfnato,delFaucigny e del


la

Umberto,

Ginevrino; ucciso
fratello

per sedare
ficarsi.

le

reciproche discordie e paci-

Umberto barone

Amedeo V

per persuadere Papa

pacific col

333, suo Faucigny si conte. Questi neli34o conil

delfino nel
di

Giovanni

XXI

promulgar

la

crociata

dusse

le

\OL. LXII.

truppe savoiarde in servigio di "**^ 2

i8

SAV
gli esercizi, fu

SAV
d'allora in poi

Francia, nella guerra contro ringhillerra. Reduce in Savoia fece diverse pie fondazioni, regol

denomina1

lo ilco/2/e /'erc^e.

premurosamente l'animi*

resco gli fece

Lo stessospirilo cavalleistituire nel 36o o nel 3G2


1

nislrozione della giust2a,edinChambery


rslituuna corte suprema di giustizia permanente. Spos Giolanda celebre per le

l'ordine della Collana odt\ Collare, \)cv

avere
ss.

in principio

per insegna un collare

simile a quello de'Ievrieri, in onore della

sue rare virt e carit pe'poveri, onde fu

Annunziata (V.)y

titolo

che

altri at-

chiamata Tornamento del suo secolo. Figlia di Teodoro Paleologo marchese di Monferrato, nel contrailo nuziale si stipul, che gli slati del Monferrato in mancanza de'maschi della dinastia del marchese, si devolvessero a Giolanda o sua prole. Essa partor due maschi, e due femmine, una delle quali Bianca spos Galeazzo Visconti il primogenito Amedeo VI successe al padre quando nel i343 moi in Monlmelian, lasciando pure sei figli naturali da diverse amanti. Ame:

tribuiscono a'suoi successori. Altri prete*

sero,confutalidaGuichenon,che quest'ordine equestre ebbe pressoch


e in occasione che
la gli
la slessa

o-

rigine di quello della GarreUiera (F.)^

una dama da

lui

ama-

don un

braccialetto inlessulo dei

suoi capelli, intrecciati a

L'ordine divenne nobilissimo e


di Savoia, ed
ti
i

nodo d'amore. il supremo


i

e duchi di Savoia, poi

gran maestri furono conre di Sardegna.


i

co'delfini di

deo VI

il

Verde eredit

il

valor milita-

Perle antiche rivalit de'conti di Savoia Vienna, le loro frontiere si confondevano, ed frequenti matrimoni
i

Grande^a prudenza e r animo guerriero che spinsero


re dell'avo
il

Amedeo V

fra le

due famiglie
i
i

in

vece di unirli, com:

plicarono
guali,

loro dirilli

in forze quasi e-

quel principe a gloriose imprese

laonsavia e

r di Francia

impedirono che

soc-

de

le

eroiche azioni del nipote,


le

la

memorabili e geneil nome. Essendo di circa o anni rimase sollo la tutela di Lodovico o Luigi di Savoia barone di Vaud suo cugino, e del conte di
accorla condotta,
rose gesta, ne resero immortale
i

combessero nella lunga lotta. Ma Umberto II ultimo Delfino del Viennese, avendo perduto nel i338 il suo unico figlio,
deliber a persuasione dell'a rcivescovodi

Lione, di cedere

il

paese

al re di

Francia,

a condizione che fosse l'appannaggio del

Ginevra. Appena usci dalla sua tranquilla minorit, neh 347 po^'^ le sue armi
in Piemonte, per profittare della deca-

primogenito e s'intitolasse Delfino

(/"').

denza della casa d'Angi, la quale perde"va sotto la famosa reginaGiovanna I, tutte le citt che i re predecessori si erano
assoggettate in quella provincia.

Amedeo

accordo col suo cugino Jacopo di Savoia figlio di Filippo, principe d'Acaia
d*

VI

Questo trattato diede grande inquietudine alla casa di Savoia,! di cui stati si trovavano pressoch incastrati in quelli d'una polente monarchia. In fatti l'odiodei delfinesi trasse presto il conte di Savoia in una guerra pericolosa col nuovo delfino se non che il re Giovanni II, non volendo costringere Amedeo VI a cercar
:

in breve
divise

e Morea,e conte del Piemonte, conquist tempo Chieri, Cherasco, Monil

l'alleanza inglese, s'intromise

come me-

diatore tra suo figlio e


toscrivere a Parigi

lui.

Fece loro sot-

dovi, SavigliatioeCuneo,econ Jacopo ne

un

trattato a*5 genil

governo. Ptilornato

Amedeo VI

naio i355, col quale


rinunzi a tutti
i

conte di Savoia
il
il

datale vantaggiosa spedizione, nel torneo

suoi possessi tra

Rodel-

che die in Ghambery vi comparve vestito d'un'armatura verde, col cavallo bardato di verde, ed il suo scudiere in abito pur verde siccome si segnal in tale torneo per la sua destrezza e abilit io tulli
:

dano, rsero, ed

il

Guiero; mentre

fino cedeva al conte le signorie di

Fau-

cigny e di Gex; di
gnati
i

confini precisi, e

scere Ira le

furono seda riconodue dominazioni. Tale accorfacili

modo che

SAV
c!o fu

rassodnto mediante

il

matrimonio

le protesse! giovani
i

del conte con

Bona

di Bor)3one figlia del

19 Monferrato, contro polenti Visconti di Milano:


marchesi
di

SAV

duca Pietro e cugina e cognata del re. Jacopo di Savoia governava allora il Piemonte, e quantunque vassallo del cugino
VI, inorgoglito della guerra fatta alla regina Giovanna I d'Angi, ed al

si

uni allora alla lega de' guelfi , e nella guerra die nuove prove di valore e di a-

bilit.

Amedeo

Urbano considerando Roma la vera e legittima residenza de' Papi, nel 1367
part d'Avignone, e fece
il

suo io-

marchese diMonferrato e Saluzzo, os nel


1 358 di mettere imposte sulle merci clie provenivano da Savoia, e pun di morie alcuni commissari del conte che aveano protestato con troppa fierezza. Amedeo

gresso nella capitale del cristianesimo ai

16 ottobre. Fra
a ossequiare
il

principi chesi recarono

in Viterbo, e ad accompagnarlo in Roma, vi fu Amedeo VI che fu accollo con molla distinzione, ad-

Papa

VI

per vendicarli, valic

le Al pi

con un

e-

destr
voi.

il

cavallo del Papa,


p.

come

notai nel

sercito: prese Torino,

Samigliano e tulle le piazze del Piemonte; umili il marchese di Saluzzo, che avea tolto le parli del
il

XXIV,
in

voi.

XV li, p.

88; avendo pure detto nel 2 19, e altrove, che Amedeo


nel
1

VI torn
la
lisa bella

Roma

368

si

trov al-

cugino, e fece prigioniero


caia e

principe d*A,

coronazione che Urbano

fece di fi-

Morea

conte del Piemonte


il

che

moglie deirmiperatoreCarlolV,
la briglia

mand

a Rivoli, ed

quale non ricuper


al

e che con questo condusse per


il

la libert,

che rinunciando

Piemonte.
il

cavallo cavalcatodal Papajfacendol'uf-

Amedeo VI dipoi neh 363

lo ristabiPi nei

fzio di

Palafreniere

(/^.)

per onorare

il

suoi feudi, per valersi di lui contro

mar-

Vicario di

Ges

Cristo.

Amedeo VI

nel re-

chese di Monferrato. Qui per va notalo,

carsi nell'alma citt era reduce dall' o-

che Filippo

il

figlio

primogenito

di Ja-

riente per commissione d'Urbano

V e per

copo, alla sua morte fu supplantato dal


fratello di cui fu tutore
i

ottenere l'abiura dello scisma che divi-

Amedeo VI, e pro-

deva

la

chiesa greca dalla latina, per cui


1

cur di ricuperare principati d'Acaia e di Morea; ma conoscendosi onerosi,si content di continuare a portarne semplice-

nel seguente

Roma

anno 369 si condusse in r imperatore Giovanni I e nella

mente

titoli.

Papa InnocenzoVI

nel

36

ad opporsi con tutte le sue forze compagnia bianca, composta di malandrini soldati di ventura che rubavano e saccheggiavano; nia la compagnia bianca lo sorprese nella sua terra di Lanzo, l'imprigion e pel riscatto volle
l'invit
al passaggiodella

Chiesa di s. Spirilo (/^.) fece la solenne abiura degli errori de' greci nelle mani del Papa. Amedeo VI tornato ne' suoi
stali,

vide

il

marchese
al

di

Saluzzo chea-

vea fatto omaggio


i

redi Francia, dicen-

do che suoi maggiori lo rende vano ai delfini di Vienna mand truppe nel mar:

chesato,

ma poi

per timore del re


in

le ritir.

180,000 fiorini d'oro. Frattanto per inTito del Papa Urbano V, il conte raccolse un forte esercito per soccorrere l' imperatore d'oriente Giovanni
1

Urbano
ne,
gli

essendo ritornato

Avignoa des-

successe Gregorio
il

XI

il

quale esor-

l con lettere

conte

Amedeo VI

figlio

d'An-

na

di

Savoia e perci suo parente, impri:

gionato dal re de'bulgari

s'imbarc per
lurchi,s'm-

Ginevra dalla signoria della citt. Molestando Bernab Visconti dominii dellaChiesa, Grestere dallo spoglio del vescovo di
i

Grecia nel porlo di Venezia, colla maggior


parlede'suoi vassallijballuti
i

gorio
sure e

XI
gli

lo

dichiar incorso nelle cen-

mosse guerra, affidandone nel

padron di Gallipoli, sconfsse pi volte Varna e altre citt i bulgari, ed occupata


di Bulgaria, costrinse
libert a
il

re a restituire la
in

Giovanni

l.

Tornalo

Piemon-

1373 con successo il comando ad Amedeo VI uno de'capoparli guelfo,col quale, con Carlo IV imperatore, e con Ottone di Brunswick tutore del marchese di Saluz-

20
zo
si

SAV
coleg. Indi nel

SAV
i383, dopo aver riunito a'suoi slati, oltre nominati, Valromei, Biella, Verrua, e Vaud il quale dopo 60 anni che avea servito d'appannaggio al ramo collaterale
i

1877 stabilmente

Gregorio XI consol 1* afflilla Italia, e la desolala Roma, con ripristinarvi la pontificia dimora. Ma morto nel 378,conlro
1

legiliimamente eletto Urbano VI, insorse l'antipapa Clemente FII[F.), (gVio


il

de'baroni di Vaud, questo sotto di


estinse in

lui si

d'Amedeo conte
Ginevra
Savoia
fice
,

di Ginevra, e parente di
lui
i i

Amedeo VI, terminando in


alla

conti di
conti di

che poi ereditarono sua morte.


Il

pseudo Ponte-

Lodovico di Savoia gi senatoredi Roma, che nel 1359 gli avea venduto la baronia. Lasci di Bona il figlio Amedeo VII ilA'o5^oche gli successe, mentre guerreggiava col signore di Beauieu,
essendosi gi segnalato alla battaglia di

pass in Avignone,e

vi stabil

una
al

cat-

tedra di pestilenza, dando principio

lun-

go e

fi^inestissimo scisma

che separ dalla magUrbano VI

l'unit cattolica, principi e nazioni con fu-

Rosebeck, nella guerra che Carlo VI re di Francia fece ai ribelli gantesi. Pacificatosi, in Chambery il conte Amedeo

talissime conseguenze.

Sebbene

gior parte d'Italia ubbid a

e successori, Francia, Savoia e

Piemonte
lo sci-

con altri contermini

stati
il

seguirono

VII formalmente prese possesso de' paterni dominii. Poco dopo si restitu presso il re e die nuove prove di valore nella presa d'Ypres, ed in quella di Burburgo;
scort in Inghilterra
citt
il

sma

e riconobbero

falso

Clemente VII

presidio di quella

e successori. Per sostenersi nella pretesa

form un pseudo 38 an ti cardinali nella pi parte francesi, ed anche spagnuoli, e vi comprese i seguenti. Amedeo de'marchesi di Saluzzo, Giovanni de Minolys vescovo di Ginevra, Giovanni di Broniaco presso Annecy, Lodovico Allobrox vescovo di Moriana. L'antipapa Benedetto XIII che gli successe, tra suoi numerosi anticardinali, vi annover Antonio de Chalant savoiardo arcivescovo
dignit Clemente VII
si

collegio cardinalizio,creando

che avea capitolato, e fu accolto a Londra nel pi onorevole modo. Ritornato in Savoia, fece guerra agli abitanti
il

del Vallese chea veano cacciato

vescovo,
il

e ristabil

il

prelato.

Seguendo

partito

d'Angi
li,

pel conquisto del


il
i

contro

ramo

di

regno di NapoCarlo HI Durazzo,

nondimeno
le

partigiani di questo in Pro-

venza, nella valle di Barcellonelta, e nel-

di Tarantasia. Alcuni di questi anti-car-

dinalifijronopoi riconosciuti per veri dai

Papi. Di tutti
p.
il

feci le

biografie nel voi. Ili,

21

e 223.

Amedeo VI ne

abbracci

contee di Nizza e f^enlimiglia (f^.), non potendo ottener soccorsi daLadislao,ch'era successo al padre Carlo 111, si offrir* no al conte di Savoia di assoggettarsi a lui; ed Amedeo VII non si fece scrupolo di profittar della minorit di Lodovico II di Angi, pev accettare, a'2 agosto e 28 set-

comunanza di patria e di parentela, come per isperanza di signoria, ed in fatti n'ebbe subito in dono il castello
partito per
di

tembre 388, l'omaggio di que'popoli che


1

vollero sottrarsi

all'

ubbidienza

di

quel

giovine principe;

ma

dall'altro canto,dice

Diano.

persuasione dell'antipapa, Ain Italia

Guichenon,

detti popoli

non ricevevano

inedeoVI accompagn
co
I

Lodovi-

d'Angi, che avendolo coronato re


il

di Napoli voleva conquistarne

regno

ottenne perci da Lodovico


di tutti
lui
si
i

la

cessione

indipendenza era esposta agli Angioini che veramente non riconoscevano per legittimi. Il conte perini. se che l'antipapa Benedetto XIII occupassoccorsi, e la loro

suoi diritti sul Piemonte, e seco


Il

se
ste

il

castello di Nizza, in

tempo

della pe-

colleg.

conte ebbe parte


alla

a'iieti

successi,

che presagivano

spedizione

felice riuscita;

ma colto dalla pestea s. Ste-

fano presso Bitooto, ne mor a'2 marzo

che infuriava nella Provenza e nella Liguria. Amedeo VII per caduta da cavallo mor nel 1391 in Ripaglia, lasciando 3 figli nati dalla moglie Bona di Berry,

SAV
dotato di singolari virt, e di rara prudenza; e la fama di sovrano saggio e prode, che rese floridi
i

SAV
d'Orleans e
di
slati.

ai

nelle guerre civili di Francia tra le case

Borgogna: genero del du-

suoi

Salomone del suo secolo, nacque aChanobery a*4 settembre 1 383, onde non avea che 8 anni quando suopadreAmedeo VII mor. Si disputarono la reggenza Bona di Beriy sua madre, Cona di Borbone sua ava, ciascuna delle quali avea un numero di aderenti. Prevedendo Bona di Berry disordini che nella

Amedeo

Vili,

il

Senza paura y second a lutto potere borgognoni. In pari tempo estendeva da tulle
ca Filippo e cognato di Giovanni
i

le parli le frontiere de' suoi stati,

chei

componevano
no, de'paesi di
se,

della Savoia, del Ginevri-

Vaud e di Gex, della EresdelBugey e del Basso Vailese: il Piemonte era posseduto da un ramo di sua
come appannaggio, laonde uno stas

casa,
to

Savoia si sarebbero

eccitatijSe continuava-

no

simili contese, rinunci a favore della


ai diritti
si

vasto non era pi contea e presto divenne ducato. Mentre lo scisma sosle-

suocera
avere, e

che come madre poteva

nevasi dalT antipapa Benedetto XIII ia

marit col conte d'Armagnac contestabile di Francia, e mor nel 1 434'

Avignone, e poi

in altri luoghi, in

Roma

Bona

di Borbone d'animo virile e forte, govern saggiamente. Istitu parecchie case religiose e molte utili istituzioni eresse: a difesa delFaucigny fece fabbricare
la fortezza di

ad Urbano VI erano succeduti Bonifacio IX, Innocenzo VII e Gregorio XII. Contro quest'ultimo ribellatisi
i

cardinali di

sua ubbidienza, con quelli dell'antipapa


unitisi a Pisa,
gli

con molli

prelati, padri e

Bonneville.

Amedeo VII
di

ambasciatori de'principi, nel

1409

de-

avea pel

figlio stipulato

un contratto
figlia di

posero Gregorio XII e Benedetto XUf, ed


elessero Alessandro
delusi, poich

matrimonio con Maria

Filippo

V.I

fedeli restarono
divisi nella

X Ardilo duca di Borgogna: si celebr nel i4o[ solennemente aParigijColl'assistenza del re Carlo VI. Uscito Amedeo Vili
dalla minorit prese
le

furono di pi
nel

credenza, ed invece di
pi; anzi

uno ebbero 3 Pagli

morto

4 o Alessandro V,
'

redini del gover-

fu sostituito Giovanni

XXIII, continuanil

no de'suoi stali, si dimostr principe generoso, amante della giu6lizia,nemicodel vizio e dedito alla piet. Mantenne la pace ne'propri stali, mentre cbene'paesi vicini

do

la

confusione per venerarsi

vero Pa-

pa. Intanto l'imperatore Sigismondo,do-

p avere provocalo il celebre concilio di Costanza [F.) per estinguere lo scisma,


e nel quale concorsero tutte le nazioni e
gli

ardeva

la
i

guerra, e con mezzi legit-

dominii avuti in eredit; fu sommamente stimalo anche dagli stranieri, per la sua gran prudenza e saviezza. Nel 1398 era terminala la reggenza
timi accrebbe
di

ambasciatori de'principi, desiderando

conferire con

Ferdinando I re d'Aragona sostenitore deiranlipapa,onde cercare


mezzi per
far cessare tanto
la

scandalo dal
di cose,
:

Bona
si

di

nipote

Borbone, che malcontenta del ritir a Macon, e mor nel 1 402.


Vili fece ben presto un acqui-

quale era desolala

Chiesa, e dappertut-

to era perturbazione

d'animi e

Amedeo
sto

perci deliber di partire per Francia

importante per la sua casa. L'antica casa de'conti di Ginevra erasi estinta ai 16 settembre i3q4 colla morte dell'antipapa Clemente VI I,cui successe nel gran feudo la casa di Villars per via di donne. Amedeo Vili ne profitt con comprare a'5 agosto i4oi la contea di Ginevra da

essendo passalo nel suo viaggio pegli stati di Amedeo Vili, e ricevuto regiamente
a

Chambery, a' 9 febbraio 1 4 1 6 con diploma imperiale dato in tal citt, Sigis1

mondo
ili.**

eresse

il

contado

di

Savoia in du-

calo a favore di

Amedeo

Vili, che ne fu

duca, e de'suoi discendenti. Nel con-

Oddo di
gli

Villars per 45',ooo franchi.

Ne-

cilio

anni successivi intervenne pi volle

Gregorio XII eroicamente fece la Rinunzia del Pontificato (F.), Giovanni

22

SAV
fu
i

SAV
l'abito d'eremita, e dichiar

XXIII

deposto e Benedello XIII scomunicalo e degradato: quindi agii i no* embre i4'7 concordeoieute fu eletto

che

si

ritira-

va dal

mondo

senza rinunziare alla soil

vranit, nominando

figlio

luogotenente

Martino
Jo

V che

restitu la sospirata

pace

generale di qua dai monti. Si chiuse in


Kipaglia con
consiglieri,
istitu

alla Chiesa. Nel

seguente anno

in

Pinero*

6 cavaUeri,che scelse tra'suoi


fece crescere la barba,
s.

mor agli 1 1 dicembre Lodovico o Luigi di Savoia ultimo della linea de' conti diPiemonte, principi d'Acaia e Morea,che a vea assisti to il parente A medeo Vili nelle guerre coi marchesi di Monferrato, di Saluzzo e di Ceva. Pel suo testamento e pei diritti cheavea,il nuovo duca ne eredit gli sta ti, Dipoi nel 1 4^6 A medeo Vili entr in lega co'veneti contro il duca di Milano, su questi fece nuove conquiste,
e
la

si

ed

l'ordine di

Maurizio

(V.).

Che

Amedeo Vili si fosse


atqiie nieriium, de'
1

continuato a ricono-

scere per duca, lo rilevo dal breve

Dignnni

2 aprile 1 436, Bull,


1

de Prop.ftdey A ppendix 1. .p.g, col quale Eugenio IV conferm l'erezione fatta dal duca del collegio d'Aven in Savoia. Essendosi ordinato nel concilio di Costanza
la

celebrazione d'altro concilio generale,

signoria di Fercelli[y.) fu guarentita

Martino
trasfer a

Io fece aprire in Pavia, e poi

Fino allora tutto avea prosperato per lui, ma perla peste propagata in Torino nel 4*^8, Maria di Borgogna sua sposa e da lui amata teneramente fu nel pumero delle vittime. Afflitto da tante calamit, il duca cerc consolazioni nella
dalla pace.
1

Basilea (^.), lo che conferm IJugenio IV, ma questi poco dopo per diversi motivi lo trasport in
di a

Ferrara

e Firenze (

Bologna inF.\ ov'egli stesso


i

intervenne. Resistettero

padri basileesi
tal

con aperta disubbidienza a

decreto, e

religione, fond parecchi conventi,

si

a-

per continuandolo divenne Co/ici7/V2olo (/^'.)per le riprovevoli contese violenti

doper per la riforma de'costumi, e procede contro gli eretici con maggior zelo. Tuttavia neli43Q pubblic un codice di
leggi o Slatula Sahaiidiae iC\\^k^^^o

am-

miiazione in Europaj tent d'impadroDelAnalo, acquist nuovi diritti Monferrato con aiutare il marchese Giovanni suo cognato contro il duca di Milano, per cui con trattato de' i3 febnirsi del

degnissimoed esemplare Eugesulla supremazia tra'Papi ed concilii ossia del Prima' to(^.), vollero riformare la Chiesa a mocontro
nio
il

IF(F.)\ disputarono
i

sul

braio
unire

432 esigette l'omaggio feudale per


il

do loro, ed inasprite le discrepanze, finirono con deporre scismalicameule a'25 giugno 1439 il zelante Eugenio IV che gliaveaanatematizzati. Il duca di Savoia non si era decisochiaramenletra'due partili;
i

marchesato

alla

sua corona.

Un

prelati de'suoi stali assistevano al

tentativo fatto nel

1434 contro la

vita del

concilio di Basilea,
vorisse
il

ma

pareva ch'egli fa-

duca daGalois gentiluomo di Sura,che fu messo a morte, conferm A medeo Vili


pel suo disgusto del
getto di ritiro.

Papa; e come seppe che questo

mondo, e nel suo

pro-

era stalo deposto, protest a' 2q luglio contro un atto che gli sembrava attentatorio all'autorit del

Avea fondato un conven-

capo della Chiesa,


gli

to d'agostiniani a Ripaglia presso

Tho-

e perci riprovevole.

Ma

accorti padri

pon

sulle

sponde del lago

di Ginevra; fe-

basileesi per sostenere l'iniqua loro lotta,

ce col costruire vicino un palazzo che chiam romitaggio. In un' assemblea di vescovi e baroni che vi convoc a'7 no-

desiderando

mani

vembre, depose le redini dello stato nelle del primogenito Lodovico o Luigi

di eccellenti qualit, giusto, religioso e a-

il valido appoggio di Amedeo Vili, comech polente, di gran mente e universalmente sliu)alo, lo elessero antipapa a'5 novembre 1 439 e conferma? reno ai 17, introducendo un nuovo sci Sina, l 35 deputali che si portarono iq

nianle dell^eoe del suo popolo; egli vest\

Ripagliaa presealareal duca

il

decreto di

SAV
tale elezione,

SAV
difficoll

23
altri 3.

provarono molle

lomeo vescovo
i

di

Novara, cod

Tn

e opposizioni per parte (le'conslgliei'i d'A.-

Basilea a' 12 ottobre ne cre altri 8, fra

DiedeoVlii, rnada lui ammessi atrudien>


za a'aS novembi'e,g!i

domandarono con

quali Francesco vescovo di Ginevra. Egualmenle in Basilea e nella congregazio-

molte ragioni il suo assenso, a prender il governo delia Chiesa, ed egli vi acconsenli ripugnante e dopo aver sparso molte
lagrime. Preso
6
il

ne sinodale, co
altri

a'

12

novembre i44o>P"l^l>l'"
1

anticardinali. Nel
in

444 essendo

nome
Papa

di Felice /^(^.),

lasci salutare

nella chieda di Ri-

paglia con istupore di tutta Europa, per

vedere rinnovalo uno scisma che pochi an*


ni
alla cristianit,

Ginevra promulg altri due de'7 anticardinali che cre, comprendendovi Giovanni Arsio arcivescovo di TaFantasia; gli altri li pubblic io appresso. Di questi 26anticardinali ne riportai le
Felice
biografie nel voi. IV, p. i58, eseg.,alcuni

prima era stato giudicalo falalissimo e perci non poteva mai

de'quali furono poi riconosciuti per veri

sperare d'essere riconosciuto dalla

mag-

daNicol V:
cesi,
li

la

maggior parte furono fran-

gior parte della Chiesa. Nel d seguente


si

spagnuoli e tedeschi, e molti di quel-

port

in

Thonon capitale del

Chiable-

se, sulla riva

meridionale del lago di Gi>

lo per l'antipapa,

che nel conciliabolo aveano dato il voche avea commesso la


vivente, e

nevra, non lungi dalla foce del


nella diocesi d'

Drame,

debolezza di crederli legittimi elettori col

Annecy,

il

cui territorio

Papa
il

dopo aver disapprovato


Fesua residenza tra

corrisponde
ti.

al

paesedegli antichi nantuaassist all'uffizio della

loro contegno ribelle e scandaloso.

Ivi

come Papa

lice

altern

la

Thonel

vigilia di Natale, e prese poi per segreta-

non, Basilea, Losanna e Ginevra ove avea


la

rio

Enea

Silvio Piccolomini,

il

quale avea

sua Dateria

(/^.).

Ad Eugenio IV

comechiericodiceremonieassistitoalconclave di sua elezione, e pi tardi divenne

1447 f^ dato in Roma a successore Nicol V, le cui prime cure furono impiegate per estinguere lo scisma della Svizzera, Savoia e

Pio II.

Il

cardinal di Lusignano parente


dignit ducale per

del figlio duca, ader allo scisma. A'6 gen-

Piemonte che ubbidivano


con

naio i44o rinunzi


investirne

la

all'antipapa, oltre diverse universit infette degli orgogliosi errori basileesi;

il suo figlio Luigi principe di Piemonte, essendo l'altrosuo figlio Filippo conte del Genevese: avea maritato la figlia Maria a Filippo Visconti duca di Milano e fiero nemico d'Eugenio IV. Da

bolla dei
cil.

7 dicembre, pre>so Labb Con-

1. 1 2, p. 1 322, dichiar eretico Felice V; confisc i di lui beni e quelli de'suoi faulori,applicandoliaCarloVIIrediFran-

loro e da
to,

3oo gentiluomini accompagnail

eia, se questi volesse

reprimerlo co' suoi

suo solenne ingresso in Basilea^ ed a'24 luglio fu consagrato vescovo dli cardinal ^0/oi'/co(/^.) A-

a'24 giugno fece

scismatici seguaci,

concedendo indulgenze

a quelli che per questo fine prendessero le armi; mentre Felice V con lettere riportate da Marlene, Anedoct.
t.

lemand arcivescovo d'Arles,eda lui coronato con triregno valutalo 3o,ooo scudi d'oro. Tultoci saputosi da Eugenio IV,
scomunic l'antipapa Felice V, il cardinal Lodovico e tutti loro fautori, annullando tutti gli atti del conciliabolo. Felice V
i

7, p.

989,

ingegnavasi di trarre
ciliazione.

il

re alla sua ricon-

Ma

l'imperatore Federico III

nella titubanza di alcuni suoi sudditi, co-

mand
pa;
il

tutti quelli

dell'impero di rico-

noscere solo Nicol

V
i

vero legittimo Pa-

non

solo riconobbe per cardinale

Lodo-

che sconcert

sostenitori dello sci-

vico,

ma

in

Thonou avea

gi nell'aprile

sma, e d'allora
sciuto l'errore,
cattolica,

in poi Felice

V, che conoristabilirla

creato anticardinali Lodovico della Palu,

amava

la

pace e l'unit

vescovo di S.Giovanni di Moiiaoa e amministratore di Losanna, non che Darlo-

pens seriamente a

nella Chiesa, alla quale

non cessava d'e-

a4
sorlarlo
il

SA V
duca Lodovico suo figlio, provlui
si
i

SAV
in principio, lasci alla casa di Savoia,
titoli di

vedendo per aldi


re di sua casa,

decoro, ed all'ono-

quelladiLusignano,e

le

ragio-

come rilevasi da Mezeray,


1

ni sui regni di Cipro,

Gerusalemme e Ar-

/ibregde l'hist. de France,an. 447-Superale tutte le difficolt nel congresso di


Lione^ Felice

V esemplarmente a'9 apri-

Losanna (l^.),r\mirz\ba\ suo antipontificato, che avea occupato Sanni, 8 mesi ei 5 giorni. Nicol Y in ricompensa ad azione cos pia e generosa, al mo do che narrai ne'citali articoli, assolv lutIei449
'"
ti

menia, per cui pi tardi adott la corona chiusa e la qualifica di Altezza Reale. In tanti luoghi ragionai, e massime a Sardegna Regno, come Nicol V per ricompensare il duca Lodovico e suoi predecessori de'grandi meriti che aveano colla
s.

S^e^ e per

la

celebrata virtuosa
al

ri-

nunzia del padre


colla bolla

pseudo-ponlificato,

dalle censure, e

quelli che

conferm benefizi di aveano aderito allo scisma, e


i

fectUy de* IO gennaio

Etslex palernae charilalis afi4^'> Lunig, CW.

tulle le cose fatte da

Amedeo

Vili nella

Diploni.

sua ubbidienza. Dichiar questo cardinale vescovo di Sabina f decano del sagro
collegio, legato di
tri

1. 1 I , p. 7 4j gli concesse il celebre indulto, di nominare per privilegio per-

sonale, a tutti

benefizi ecclesiastici dei

Savoia e di quegli alluoghi chenotai ne' voi. Ili, p. 2i4> IV,


7
I ,

suoi stali, persone idonee chedal


i

Papa sa-

p.

nel riportare le insegne pontificie

che

gli

concesse e quali eccettu; in


2.**

una
per

parola fu riconosciuto pel


della Chiesa.

personaggio
sue grandez-

rebbero confermate, ed benefizi riservati alias. Sede verrebbero dal Papa conferiti alle sole persone soggeUe al dominio suo, e di suo piacere: indulto che fu

Amedeo VIII dopo aver

confermato e ampliato da

altri

Papi, in

la 2.' volta rinunziato alle

favore de'successori sovrani della casa di

ze, rientr nellasolitudine di Ripaglia, vis-

Savoia, inclusivamente allecatledrali, ed


abbazie.

se e

mor santamente a'7 gennaio 28

Lo

slesso Nicol

a'

3o

aprile

febbraio 1

45 1,

e fu

ivi

sepolto. Dipoi la

del precedente

anno

avea accordalo ai

sua tomba fu distrutta dai bernesi in una


invasione del Chiablese, onde
di Torino,
il

collatori e padronati de' benefizi nel do-

corpo fu

trasferito ne' sotterranei della cattedrale

donde

re Carlo Alberto lo fece

minio della Savoia, che non fossero obbligati ad ammettere le Aspettative fra due anni. Persuaso il duca Lodovico che
lo

collocare nel magnifico


gli

monumento che
ss.

spartimento della dinastia rilardato ne


l'in-

eresse nella cappella della


vita

Sindone.

avesse anteriormente V elevazione e

La sua
cificus.

ha per titolo: Ainedcus PaLodovico duca di Savoia secon-

fluenza politica, onde evitare ogni divisione funesta per l'avvenire, dichiar ini dominii della casa di Savoia, perch non soggiacessero pi ad eredita-

dogenito de' suoi 9 figli, gli successe fin dal 1 44oje fece morire il di lui gi i ."Dinislro

alienabili

Bolomier odialo da tutta

la

nazio-

rie divisioni, fissando in pari

tempo

l'or-

ne. Nella guerra d^ltalia contro Milano,

dine della successione per diritto di pri-

ne

profitt con alcune conquiste nel

No-

Tarese e Alessandrino, ed avrebbe potuto

mogenitura; legge fondamentale che alcuno attribuisce al testamento di Amedeo

anco insignorirsi del ducalo Milanese. Si trov in conlese e compromesso nelle dispule domestiche della casa di Francia, e per la sua debolezza fu dominalo dalla poco rispettato da' iGfigli, Carlotta avendo sposato ildelfino poi Luigi XI il secondogenito Lodovico con te del Gene vese,per quanto disdi Cipro, e
:

VI

il

f^erde. Acquist in sovranit alil

cuni luoghi, e sopra

do signore
ne rinvest

di

Monaco,

mare da Grimalla met di Men-

Ione, e tuttoilluogodiRoccabruna, e poi


lo stesso

moglie Anna

ramento

di vassallaggio

Grimaldo, con giueomaggio, riser-

bandosi porvi un presidiodisoldali, qiiandofosse spediente.Fu iqoltre riconosciuto

SA V
sovrano di Friburgo. Verso il fine del regno di Lodovico, lerrainarono santamente di vivere
spetfiti
ri,
i

SAV
contro
i

25

suoi favoriti e consiglie-

due beate
nel
1

della casa di

Sa-

quali erano assistiti dal duca di Borgogna. Luigi XI colle armi ristabil l'autorit della sorella, e per la

voia.

La

.'

dova

del conte

4^3 fu la b. Lodovica veUgo di Cabillone, la quaper


la

mediazione

le inconsolabile

vest l'abito francescano,


trofi

morte del marito fond orfanoe monasteri, veniie cbiamata la ma-

de'cantoni di Berna e Friburgo, s'imped sanguinosa guerra, e la reggenza nel

1471
cipi.

f*^

divisa tra la duchessa e


fu divolo della

prin-

Amedeo IX
i

s.

Sede,

dre de'poveri, ed avvertita del suo transito dalla B. Vergine, mor recitando Y Ave maris stella ^ e proferendo le parole:
hora suscpe. La i' nel 1464 fu la b. Margherita figlia d'Amedeoconte del Piemonte e principe d'Acaia eMorea, vedova di Teodoro li marchese di

soccorse

poveri in modo che giunse a vendere per essi la collana d'oro del suo ordine li teneva a mensa e diceva for:

El

rnortis

mar

la

pompa

di sua corte. Visit a pie-

Monferrato,

la

quale

di votissima dels.Pio-

sario vest l'abito di terziaria

domenica-

na

e divenne celebre per la sua carit


i

verso gl'infermi e
frequenti estasi,

poveri; fu rapita da scamp colle sue orazioni da gravi pericoli la campagna e la citt, ridon la salute alla nipote Amedea,

Sindone in Chambery, concorse alla crociala proclamata a Mantova da Pio 11 non solo per liberare il santo sepoU ero, ma per infrenare turchi che minac davano tutti. Ebbe sempre sollecitudine per la retta amministrazione della giustizia, dolce, paziente, rassegnato, si guadagn il cuore de'suddili, pel sublime eser^ cizio delle virt cristiane, dopoaverlo ammirato in tenera et valoroso. Compiandi la ss.
i

la

pace alla famiglia; disegn chiese, ole

to e venerato da'popoli

spedali e chiostri; ricus


col

seconde nozze

zo

016

aprile

duca

di

Milano, fece solenne profes-

Vercelli.

mora'3o marPasqua in Dio ne onor la tomba con di-

i^ji

vigilia di

sione religiosa, e spir pregando Dio per


la

pace della Chiesa e del mondo. Finalil

mente
tuito
il

duca Lodovico, dopo avere


le

isti-

comparire sedennuvola luminosa sulla citt di Torino. L'ape della Chiesa s. Francesco di
versi miracoli, e lo fece
te in

senato di Torino con autorit su-

Sales attesta le di lui virt eroiche, nella

prema per giudicar

cause
1'

civili e cri-

supplica a Paolo
1
1

per

la

canonizza-

minali, ristabilendovi

universit degli

zione,e nel
il

studi ch'era stata trasportata a Chieri; e

6 7 consagr duca nacque la chiesa


s.

in

Thonon ove

de' cappuccini,

che pel

di

sua casa pose

la

propria
1

ef-

figie nelle

monete, mor a Lione nel 465.


di rara bellezza fon-

La sua mo"lie Anna o


d

vari conventi in Savoia enei

Amedeo IX
ed ebbe
in

Piemonte. Beato successe al padre, isposu Jolanda figlia di Carlo


il

VII

re di Francia, virtuosa, e affeziona-

tissima alla corona di Savoia, salvando


colla sua

prudenza

lo stato dai

mali

in cui

sarebbe caduto, durante la malattia del consorte e la minorit de'figli. Presto si


indebol
la salute

del duca, finch diven-

ne incapace di governare. Assunta Jolanda la reggenza coU'appoggio del fratello


Luigi XI, fu costretta di fuggire a Grenoble da Filippo, e altri suoi coguali iqdl-

Francesco e del b, Amedeo IX. Papa Innocenzo XI nel 1677 ne approv il culto immemorabile con titolo di beato, essendo invocato patrono dalle partorienti. La sua vita di Samuele Guichenon pubblicarono! Bollandisti, Ada ss. martii t. 3, con altra scritta in italiano dal can. Maleti e stampala nel 161 3. Inoltre si ha del p.d. Carlo Morozzo, J^'^ila e \>irlu delh. Amedeo IX duca di Savoia j Torino 1686. Filiberto I il Cacciatore primogenito de'suoi 9 figli ne occup il trono, ch'essendo mi-^ nore la madre Jolanda continu a governare con titolo di reggente, secondo l'u-?
sotto l'invocazione di

so di Savoia e la volont espressa dal det

i6
funto.

SA V
Pero
fu contrastata (la'cognali,tIal
figli

SAV
Borgogna
:

re di Francia e dal duca di

primi colle armi s'impossessarono del nipote, ma il re di Francia aiut la sorella

due conventi sotto la regola di s. Agostino, uno a Cavour, l'altro a Barge. Mor Carlo I a Pinerolo nel 1489 non senza sospetto di veleno propinalo dal
e fond

a riprendere

il

suo grado,

ma

fu grasviz-

marchese

di

Saluzzo. Carlo

II

suo

figlio

Temente esposta
zeri fecero al

nella guerra

che gii

barone

di

Vaud
il

cognato Jacopo di Savoia suo appannaggio,e al suo

ne eredit gli stati sotto la reggenza materna; per il marchese di Saluzzo, ed signoi'i di Raconigi e di Carin et infantile
i

Temerario duca di Borgogna. Questi temendo che per le perdialleato Carlo


te fatte la casa

dcheaveano
beni
vi
si

sotto Carlo

perduti

loro

diSavoia
i

si

staccasse da lui,

fece rapire Jolanle e


fratello

figli.

Filiberto e suo

fuggirono dallo zio Gio. Lodovistati di

Carlo Vili re di Francia recandosi al conquisto del regno di Napoli, pass per la Savoia e pel Piemonte. La duchessa Bianristabilirono colle armi.

co vescovo di Ginevra. Gli


allo zio Luigi
si

Savoia

ca per onorarlo, lo fece ricevere per tulli


i

nella cattivit della reggente affidarono

paesi
il

con

pompa

regia, e per dimostrar-

fece

duca in tutela, che rappresentare da Filippo di Savoil

XI

gli

desiderio suo che l'impresa sortisse

felice esito, lo forn di

denaro
II

e di gen-

ia e dal fratello

vescovo di Ginevra.

Il

re

te,e gli accord la slessa ospitalit nel ri-

liber la sorella che poco

dopo mor, do-

torno;

il

giovane Carlo

don

al re

un

po

di

aver pubblicalo un nuovo codice:

Poeter Sta tuta Sabaiidiae.

La Savoia

cadde

maggior dissoluzione, perch il re di Fraticia suscitandovi la guerra cibile mirava di riunirla a Francia. Intanto Filiberto 1 troppo giovane non attendeva che ai piaceri, sebbene buono e rein

ligioso. Sisto

IV

gli

mand
la

il

dono

dele-

lo Stocco e berrettone benedetti

(/'^.),

sortendolo a proteggere

Chiesa. Mori
1

per gli eccessi della caccia nel 4^2 di i 7 anni a Lione. llsuofratelloCarlolil Guerriero nato a
tutela di Luigi

Carignano soggiacque alla XI suo zio, che dominan-

famoso cavallo, e mor poi d'una caduta di letto nel 1496 a Torino. Il prozio Filippo II conte di Bresse figlio del duca Lodovico e d'Anna di Cipro, gli successe in et avanzata e col suo accorgimento seppe porre riparo ai mali che minacciavano popoli fino all' et di 22 anni si fece chiamare Senza Terra, perch non aveva appannaggio. Per 4 regni fu capo de'faziosi della Savoia e nemico di sua madre, uccidendole il favorito Varai, e al tri spogli de' tesori,quelli che dopo averli accumulati li mandavano fuori di stalo. Il padre lo fece imprigionare da
i
:

do da padrone, per ventura delTudipendenza dello stato poco dopo mor. Carlo
I

Luigi XI, finche liberato nel


zione sotto

1466 disimfiatello. Si

pegn fedelmente parte dell'animinislra-

nel

1483

fece

il

suo solennne ingresredini del governo,

Amedeo IX suo

so a Torino, prese

le

colleg poi col duca di Borgogna suo pa-

e presto die saggio di valore e prudenza,


fu generoso, colto e protesse
i

drino contro Francia, ed ebbe -parte in tutte le

dotti.

Nel

sue guerre e in quelle di Savoia, in

breve suo regno ebbe dispiaceri col marchese di Saluzzo, e con Carlo VII! redi Francia, e si fece adorare dal suo popolo col suo vigore, liberandolo da influenze straniere. Nella sua corte il famoso Balardo ricev
iiore della
lo,
la i."

cui
nel

rese formidabile. Mor poco dopo i497> lasciando il Irono a Filiberto Il il Bello nato da Margherita di Borbone, che pure fu madre di Luigia da cui sort Francesco I re di Francia. Fihbersi

educazione, e poi ad o-

duchessa Bianca di Monferramoglie di Carlo 1, tenne a Carignano


:

11 era stato educato presso Carlo VIII, che segu col padre nel regno d Napoli: in seguito abbandon Francia per par-

to

un torneo questa

principessa partor due

teggiare cou Massimiliano ioperatore, di

SAV
cui avea sposala la figlia Marglierlla d*AuSiria, poi zia di

SAV
tutti

^^^7

partiti;! vallesani

s'impadronirono

Carlo

V e celebre gover-

di parte del Chiablese.


si

natrice de'Paesi Bassi. Perci nel calare


Italia dov Iransitare per marchesalo di Saluzzo, allri invece dicono che si alle con lui e ricev splendidamente in Torino. Recatosi quin* dia Roma, confer con Alessandro VI sul le valli del

rec in

Piemonte
il

cogli svizzeri per

Prospero Colonna im-

Luigi Xli in

pedire ai francesi
cesco
I

passo delle Alpi. P'ran-

mosse guerra per querele sul retaggio materno. Volendo Carlo III congli

servarsi neutrale tra


la

progetto di una nuova crociala contro

il re e Carlo V, per sua posizione non pot impedire il passaggio alternato de'francesi e degl'impe-

turchi. S distinse per la clemenza, e in

riali:

tent

come parente
esito,

pacificarli,esem-

ricompensare

servigi prestati alio stato;

pre con infelice


tore.

poich fluttuante
di

ma

tutto perduto ai tornei, alle caccie,

nella politica, seguiva la fortuna del vinci-

mori neIi5o4 di riscaldo a Pont-d'Ain nella stessa camera ov'era nato la moglie che aveva eretto un monastero a s. Benedetto a Brou per la guarigione ottenuta in una di lui infermit, gl'innalz in quella chiesa un superbo mausoleo. Per mancanza di prole, divenne duca il
:

Tuttavia nel Sag la pace bray fu opera di casa Savoia, ma


i

Chaniil

fu detto

fratello

Carlo

III

il

Buono ma nato

dalla

Pace delle dame, perch conclusa daLuigia madre del re e da Margherita zia dell'imperatore. Clemente VII onorilduca del dono dellafo.9rtt?'oro(F.). Questo Papa si rec in Bologna per coronarvi Carlo V, con quella solenne pomTrattato

conlessa di Penthivre Claudia: questa a*

pa e cavalcata che descrissi nel


p.

voi.

XVI f,

vendo ricevuto dal ilglio'il paese di Biella vi dimor, e finch visse conserv la
preziosa reliquia della
III
ss. Sindone. Carlo ebbe lungo e travaglioso regno che tol-

221 e luoghi relativi, diceodocome vestiva il duca che v'intervenne nel sito il
pi distinlo,e portando in

mano

la

corote-

ler con

animo

costante. Assorbitele ren-

na imperiale neva il duca

quella per ducale che

in capo, rilucente di perle,

da 4 principesse usufrutad un riposo forzalo e ad una severa economia. Ricev l'omaggio de'Grimaldi signori di Bogiio, e si oppose ai genovesi nell'impresa di Monaco, e dopo le contese, si pacific con loro. Fu invitato nel 1 5o9 alla lega di Cainbray(V.) con Giulio l, per ricuperare nella guerdite di Savoia tuarie, fu costretto

di smeraldi e di carbonchi, fu stimata pili che 100,000 ducati. Dopo la coronazione


il

duca recava un ricchissimo cappello da


deporre
il

porre in capo all'imperatore, quando volesse


la

corona;

allri

dicono che
col-

portasse la corona ferrea di


la

Monza,

ra contro
le

veneziani

il

regno di Cipro per


gii

pretensioni di sua casa. Tale lega l'inostilit

Papa due giorni avanti avea fregiato Carlo V. 11 duca giunse a Bologna a'23 febbraio i53o con isplendido e numeroso corteggio come vicario dell'imquale

dusse ad

contro

svizzeri,

che

pero subilo fu ammesso


;

al

bacio del pie-

dov quietare con denaro e allearsi coi cantoni nel 1 5 1 2 1 n questo tempo regna.

de dal Papa, e della

mano da

CesarCj

quali l'ospitarono presso di loro,

dopo a-

va

sorella; l'altra sorella

Francia Francesco I figlio di sua veniva sposata da Giuliano de'Medici fratello di Leone X,
in

verlo fallo incontrare dai cardinali e dal

conte di Nassau in qualche distanza dalla


citt.

Quando
il

poi la serenissima Beatri-

il

quale don

al

duca

la

Rosa d'oro

(^'.);

l'imperatore Carlo
te per
la

V eragli altres

paren-

Margherita d Austria sua zia e per moglie Beatrice di Portogallo cognaCesare,

si rec a Bologna o cogualoCarloV, questi grandemente l'onor con incontrarla un mi*

ce duchessa di Savoia

per visitare

glio fuori di porta, levandosi la berretta

ta di

come sorella di sua consorte.

e ponendosi alla sua sinistra: Beatrice an

Non

perlaulo fu esposto a gravi assalti di

noverata fra

le

pi avvenenti principesse,

28
ne e

S^V
di gentiluomini.
T

SA V
logglo fuori della citt in
francescani. Nel

avea un mngnifico seguito di belle donducali coniugi fe-

un convento

di

i544

'a

P^ce di Crespi

cero nuova istanza


la ricupera del

al Papa e Carlo V per reame di Cipro, e fu con*

rese alcuna tranquillit al Piemonte, sen-

za restituirlo al duca, tranne l'ammini-

venuto che Carlo III inviasse perci onorevole ambasceria a Venezia, alla quale repubblica avea gi fatto similedomantla.
]Vel

strazione civile. Neil


ostilit,
r

Carlo

III
1

55 ricominciatele ammal di pena, e mo1


:

a Vercelli nel
il

palazzo Pepoli,ove alloggiava

la

du-

trice,

superstite

553 de'9 figli di BeaEmanuele Filiberto gli


nelle

chessa di Savoia, essa diede


sa festa

una sontuo-

successe,

mentre militava

Fiandre

con suoni e danze, e vi fu l'imperatore che sovente la visitava con molta distinzione, Carlo V fece alcune donazioni a Beatrice e l'investi in

per Carlo V. Di aspetto maestoso, alfabile, amante della giustizia, celeberrimo


guerriero, moderato nello sdegno e
gioso
,

reli-

uno

ai di-

Emanuele

Filiberto
il

si

guadagn
ristret-

scendenti del ducato d'Asti, del quale gi


i

l'amore de'sudditi, e
lati

rispetto de'poten-

duchi n'erano
:

investiti

per
il

altri diplo-

d'Europa. La sua autorit era

mi

altri vi

aggiungono
i

marchesato

di

ta nella valle d'Aosta, nelle

contee d'Asti
l'arte della

cavalieri Gerosolimitani perduto Hodi^ Carlo III gli ospit in Villa franca prima di passare a Malta. Volendo esercitare le sue ragioni su Ginevra, Ja citt abbracci la pretesa riforma dei
calvinisti e cacci
il vescovo, aiutata da Friburgo ch'erasi emancipata sotto Filiberto I. I ginevrini furono pure socporsi da Francesco I malcontento del duca, con

Ceva. Avendo

e di Nizza, in Vercelli, Cherasco, Fossa-

no e Cuneo. Avea imparato


frca, e militato in

guerra, accompagnato l'imperatore in A*

Germania contro

la le-

ga di Smalcaida, e vi si fece distinguere per valore. Tornato in Piemonte, di concerto con

Ferdinando Gonzaga, tent


gli slati di
si

di

ricuperare sui francesi

Savoia,
restitu

ma

non vedendosi corrisposto,

guerra di pretesto per ricuperare Nizza e


l'eredit sottratta alla casa

ne' Paesi Bassi,

quando seppe
i

la

morte del

d'Angi e alla
tutta la Sa-

padre. Bench

francesi avessero preso

madre, ad onta
gore ne'due

della legge Salica in vi-

Vercelli e Ceva, saviamente giudic che

stali.

Nel

i535
la

meglio dell'importanza personale dovea


attendere
il

voia fu conquistata, tranne

Tarantasia.

ricupero de' suoi stati


la

spe-

Berna occup il paese di Vaud, Friburgo la contea di Roraont, vallesani nuoTamente parte del Chiablese il duca abbandon Torino e quasi tutte le piazze di Piemonte e si chiuse in Vercelli. Carlo V
i
:

ranze che ritardarono


lo

rinunzia di Car-

tentati,

tregua di Vaucelles. I due poche fra loro tenevano divisa l'Eu ropa, convennero di conservare propri
e
la
i

possessi,onde Savoia ePiemonte restarono


in loro bala.
ta,

accorse in aiuto del duca,


il

ma

aggiudic

La tregua per
ostilit

la

corta duraal

Monferrato che gli era caduto ai Gonzaga di Mantova (^.). Il Piemonte allora divenne il teatro delia guerra, che avea devastalo l'Europa, occupato e saccheggiato dai francesi e imperiali. Carlo
III ritiratosi a Nizza,

le

prime

crebbero gloria
a'

duca generalissimo:
di

guadagn sui Spagna e figlio


rabile battaglia di

io agosto i557 francesi, per Filippo II re


di
s.

Carlo V,

la

memore-

Quentn(F.)^ che

ficolt vi
si

non senza gravi difammise Paolo III (F.)^ che \\


il

seimmortale
le

il

suonome,e mandaNizza

bandiere e artiglierie conquistate.Quin-

era portato per pacificare

re e l'im-

di

per

la

peratore, dopo averlo ossequiato in


;

Mo-

rendere

al

pace del 3 aprile i55g, senza duca di Savoia l'antica sua inlo fece rientrare

naco ov' erasi fermato altri dicono che il Papa non essendo stato ammesso inNiz?a per le gelosie de' savoiardi , prese aN

dipendenza,
cia sorella

ne'suoi stati. Spos Margherita di

con gloria Fransi

d'Enrico

II;

francesi

riser-

SAV
varono alcuni presidi!, gli spagnuoli ritennero Vercelli e Asti; il resto del Piemonte e tutta la Savoia furono restituiti al duca. Reduce ne'suoi stati, si occup prila seta,

SAV
acquist nel
il
i

29
il

1576

territorio di

Tenda, e compr
te,

principato d'Oneglia

dai Doria. Mor nel

ma

lasci 7 figli naturali

58o, lodato altamencome famo:

ma

d'ogni altra cosa, di ricondurre alia


oaa per la resistenza dei

so capitano, merit

un busto marmoreo

fede cattolica que'sudditi ch'eransi fatti Protestanti (^


.);

nella Protomoteca del

Museo
figlio

Capitoli'

no {F.)
nuele
I

di

Pioma. Suo
di

Carlo

Ema-

valdesi, dovette accordar


il

ad

essi nel

5G i
s.

libero esercizio della religione loro nelle

Gregorio XIII s'impadron di Cisterna che ricusava al suo


il

ad istanza

4 valli d'Agrogna, Luzerna,la Tour, e


Martino, e costru 3
loro
il

signore

debito vassallaggio e ricogni-

castelli

per impedir

zione al Papa, sovrano di (juello e altri


feudi nel Piemonte,
di

passaggio de'confini.
la

Domand

come
e
vi

del pi incipato

Carlo IX re di Francia

restituzione delle
l'in-

Masserano (F.)j

mise un gover-

piazze che occupava, per conservarsi

natore in
te
cia,

nome delPapa.Tenlinuli Unen-

gresso in Italia, volendo toglierla dall'in-

ricuperare Ginevra protetta da Fran-

fluenza di casa d'Austria


di ritenere Pinerolo, la

si

content
gli

Perouse e Savisuo

gliano.

Ma

il

duca non pot indurre


il
il

svizzeri, a restituirle conquiste fattea

che teneva occupato Saluzzo dopo la morte dell'ultimo marchese, onde il duca assedi la citt e cacci francesi. Per la morte del re avendo la lega cattolica
i

padre; laonde con trattati cede


di

paese

escluso

il

re d Navarra e

il

principe di
calvinisti,

Vaud,

e riebbe quello di

Gex,
si

Ghiaa

Cond
il

dalla successione
vi

come

blese e altri luoghi. Coi vallesani, conven-

duca

concorse

come figliodi Marghe-

ne a de' cambi, ed
s.

il

confine

stabili

rita di

Gingo. Nel 5'jo


1

mand

3 galere

ai ve-

sta principessa

Francia zia de'3 ultimi re: quecome dotta, protesse mol-

neti per la difesa di Cipro contro i turchi, che poi ebbero parte nella brillante vittoria di Lepanto j il che lo invogli ad accrescere le forze navali, affidandole ad un ordine religioso e militare. Con approvarione di Gregorio XIII rinnov l'ordine

to
l

letterati e poeti.
il

Per l'indulto di Nicoduca pretendeva nominare vei

scovi de'suoi stali,

ma

Sisto
il

nel

1587

elesse vescovo di Vercelli

cardinal Co-

stanzo Boccafuoco di Sarnano. Rappresent


il
il

duca

al

Papa

le

sue ragioni, e poi

di
s.

Maurizio (P^.), e l'un a quello di Lazzaro (/^.), assegnando Nizza per res.

diede

sidenza de'cavalieri,e diede loro


re,

le

gale-

suo consenso; ma nella bolla appose la formola Placet e protest che l'elezione erasi fatta con preventivo accor^

che poi ad invito di detto Papa maniu


i

dosi

Abbonendo

Sisto

Levante contro turchi, ed anche per servizio della s. Sede per tenere coq quelle di essa netti mari d'Italia dai corsari. Nel viaggio d'Enrico IH re di Fran-

esprimesse tale clausola, scrisse


gliene facesse costare

che nelle bolle al du-

ca d'ignorare che godesse


se, e se

nomine di chieil

privile-

cia ottenne la restituzione delle piazze nel

i574,facendo altrettanto gli spagnuolijed


il

duca subito
:

le

pose in istatodi rispet-

mentre siffatto indulto in Italia fu solo concesso da Clemente VII, a Carlo V per 24 chiese del regno di Napoli. Per la guerra della lega dichiagio l'aumenterebbe,

tabile difesa

indi fabbric quelle di

To-

rato vicario dell'impero, nel

iSgo

ricev

rino, Bourg, dell'Annunziala, di

Monlal-

bano, fortificando

il

porto di Villafran-

ca; stabil fabbriche d'armi, e organizz

ni versila di

regolarmente le milizie. Fece rifiorire l'uTorino, fond molti collegi,


introdusse o miglior la coltivazione del-

l'omaggio de' provenzali che lo elessero per conte, e prolettore della cattolica religione, e fece il suo ingresso ad Aix dopo aver combattuto le truppe d'Enrico IV. Avendo ottenuto soccorsi da Filippo II, di cui aveva sposato la figliaCaleriua,graa

3o
la

SAV
Gregorio

SAV
XV
col titolo di nunzio straor-

sostenitore della lega cattolica, continua

guerra;
il

ma quando

Enrico IV abbrac-

dinario, che riusc nella missione con soddisfazione reciproca delle parti, cooperan-

ci
si

catloiicismo fece tregua. Tutlavolla


religionari a

riaccese dai
il

danno

di

Sa*

vola, finch
gli

che promise Salu7zo,e poi penlendosi, per


si

duca

pacific col re,

slilit.

perdere l'ingresso d'Italia, torn alle oPer la pace di Vervins fu rimes-

do Luigi XIII re di Francia a costringere il duca a sentimenti pacifici. Fu Paolo V che approv l'ordine delle monache della Visitazione i^r.)^^oxaUx\ Savoia. Il duca per legare suoi interessi con Frani

Papa Clemente Vili, sul contrastato marchesato il duca prefer


so l'arbitrato a
;

cia,

ottenne per isposa del

figlio

principe
re. In-

di

Piemonte, Cristina sorella del


la

trattare col re, che

gli ofFi di

contentarsi
1

tanto insorse

questione della Valtellina,

perla Bresse.Dopo molle brighe, nel


i

600

presa in deposilo da Gregorio

XV,

per-

occuparono le piazze di Savoia, e nel 1601 per mediazione del Papa si convenne: Che il duca cedeva a Francia la Brcsse, Bugey,Val Romei e il paese di Gex; ed il re gli conduceva Saluzzo
francesi
(/^.), colle fortezze di

ch
al
I
I

sottrattasi dai grigioni voleva riunirsi

Milanese,

come
Il

notai nel voi


i

XLV,p.

5e

6.

duca,

francesi,

veneti ten-

nero pei grigioni; e poichGenova seguiva Spagna, il duca nel 625 ne assal lo stato,
1

Demoni, Cental,e
furono
;

e col trattato di
pace.

Moncon ebbe luogo

la

RoqueSparviere
re

cos

fissate le

La

successione de'ducati di

Man-

frontiere di Francia e Savoia

che se

il

tova e Monferrato (V.), accede in Italia


altra perniciosa guerra,

guadagn maggior estensione di paese, commise l'erroredi chiudersi il varco alle Alpi, e abbandon principi d'Italia all'influenza di Spagna. A Ginevra narrai
i

ed

il

2. spettancolle-

do aSavoia, per cons<'guirlo il duca si


g
cogli spagnuoli e

s'impadron

di

pareci

chie citt del Monferrato, battendo


cesi.

fran-

ddca per impadronirsene, incoraggito da Paolo V, a cui avea mandato ambasciatori d'ubbidienza appena eletto; ed a Cipro come quel Papa l'aiui

tentativi del

Allora Luigi XIlI,forzato

il

passo di

monte, e convenne
te del

Susa, entr in persona nel 1629 in Piecol duca per una par-

Monferrato.
il

Dopo questa convenil

t per fare altrettanto,


J^er la

ma

inutilmente.

zione ritiratosi

re,
i

duca spinse

gli

spa-

morte del duca di Mantova (F,) genero del duca, si ruppe guerra tra lui e il successore, che protetto da Francia e Spagna, il duca dov quietarsi. Indispettito il duca contro Spagna le rimand l'ordine del Toson d'oro, e incomin* ci una piccola guerra, che diversi principi, e Paolo V a mezzo del nunzio di Toprociuarono di sopire. Avendo il Papa nominato nunzio di Torino rag.'' d'Aquino vescovo di Venafroe gi degli svzrino,
zeri, Carlo

gnuoli a cacciar

francesi d'Italia;

onde

Luigi XIII s'impadron di Pinerolo e sot-

tomise

la

Savoia, mentre

tedeschi alleati
il

entrarono in Piemonte. Vedendosi


maltrattato
ci,
s

dagli alleali che dai

duca nemi-

punto di perder tutte le sue proda rancore mor nel i63o in Savignano. Fu lodato per abile facondia, a segno che sovrani temevano di trattare direttamente con lui, coltiv con
e sul
vincie, preso
i

amore
mosa

le lettere,

etra gliavvenimenli mesi

Emanuele

ricus riceverlo coagli spa-

morabili del suo regno,


difesa di

ricurda

la fu-

me

napoletano e perci addetto


Il

Verrua, inutilmente per 3


fi-

gnuoli.

contegno del duca

col

governa-

mesi assediata dagli spagnuoli. Tra'suoi


gli vi fu
i!

tore spaglinolo diMilano, provocava

nuoinvi

secondogenito

Tommasodi Sa-

ve rotture.
nel

Ad

impedirle Paolo
l'ab.

voia Carignano, gran guerriero ch'ebbe


a nipote
il

Massimi, indi Giulio Savelli per nunzio, che creato cardinale


uel 161 5, gli sostitu

Piemonte

celebre principe Eugenio.


il

Tommaso

padre die

il

castello di

Rac-

mg/

Ludovisi poi

conigi, nella provincia d

Saluzzo ja\ qua-

SAV
le articolo

SAV
I

ne

feci

parola. Successe al du-

d'ordine nelle sue fnanze, fu continente


e sobrio. Lasci due
la
figli

ca defunto Villorio

Amedeo

inizialodal

fighe sotto

padre penso
ze.
il

in tulli gli affari dello stalo; pio. alla pace,

con vigore intrapresela


a'caidinali
il

reggenza della madre Cristina di Francia, che die prova d'animo virile, e di-

guerra, quando

lo esigettero le circostan1

mostr singolare costanza


sorta per
la tutela.

duca j)re' che avea sui regni di Cipro, Gerusalemme e Armenia, per cui assunse il titolo di Altezza Beale, pose sugli slemmi la corona chiutese trattamento regio pei titoli

Urbano Vili nel 63 die titolo di Eminenza (V.), e


i

ra

il

nella guerra inDi 5 anni divenne duprimogenito Francesco Giacinto. Mareale, cos

dama

nomina vasi

la

reggente,

scrisse a'cognaticardinalMaurizio

eTom-

maso principe diCarignano,che avrebbe


loro restituito l'appannaggio sequestralo

sa de're, e continu a trattare


col titolo
,'

cardinali

dal marito per essersi dati agli spagnuo


li,

Illustrissimo, a seconda del-

purch non rientrassero


il

in

Piemonte,
si
i

la pontifcia disposizione

perle

teste cotri-

perch

cardinal Richelieu ci avrebbe

ronate.
sti

Il

duca mont sul trono sotto


essendo implicato
:

l'iguardato

come

atto ostile. Cristina

auspicii,

in perico-

trov indi in critica condizione, perch


principi volevano ritornare,

losa

guerra

pure nel principio del suo

regno fece acquisto della citt d' Alba. Urbano Vili per indurrei {yiincipi alla pace, mand a Parigi il celebre Mazzalini, che la concluse in Cherasco e pubblicata da lui dinanzi Casale, nel punto

mal soffrendo che una straniera dovesse governare francesi eia Spagna la milo stalo, ed
i

nacciavano, questi coi progressi in Pie-

monte, po mor
nuele
cipi di
Il

quelli per la rinnovazione d'al1

leanza che ottennero nel 638, e poco doil

che

iue esei
il

avendo
parecchi

stavano per attaccarsi, duca in segreto abbracciato il


citi

duca. Gli successe Carlo


di

Emai

partito de'francem. INon

and guari che


si

4 anni, ed prinSavoia domandarono la tutela del


suo fratello

membri
di

di

sua famiglia
il

strin-

nipote,ricorrendo all'imperatore che mai


se n'era ingerito, per cui

sero alla Spagna, ed

fratello cardinal

Ferdinando HI
della regil

Savoia abbandon il protettorato di Francia ed assunse quello austriaco. 11 famoso cardinal Richelieu dominatore di Francia nel 635 trasse il duca a rinnovar guerra all'Austria, mentre amava la neutralit, ed ebbe il comando supremo delle armate pel conquisto delMilanese.Si condusse con singolare peMaurizio
1

ordin a Cristina di staccarsi da Francia


e di

genza.

domandale la conferma Le ostilit fra questa,

cardinal

Maurizio e Tommaso di Carignano incominciarono nel i63g: Cristina si chiuse in Torino, difesa dal cardinal La Vallette prode generale, e mand i figli nel castellodiCliambery. I principi di Savoia
assistiti dagli

rizia e distinto valore;


tri

celebre fra
di
i

gli al-

spagnuoli,

Tommaso

s'im-

fu

il

coml)attimento

Mombaldone

possess di quasi tulle


stessa

le
la

piazze e della

vicinoa Bormida, in cui nemici spagnuo-

Torino, passando

duchessa a Suil

provarono gravissima sconftta, con perdita di bagaglioeartiglierie. Per fu l'ultima gesta del duca, poich dopo il pranzo del maresciallo Crequi, con due suoi ministri fu assalito da una crudelissima malattia, e mor in Vercelli a'7 ottobre 1637. Infaticabile di corpo e di mente,
li

sa difesa da'francesi.

Vedendo

figlio in

pericolosa malattia, negozi col cardinale di dargli la figlia

Maria
i

in isposa, per-

ch unisse
rinunciata

cos tutti
la

diritti al
si

trono, e
il

porpora

effettu

matri-

monio

nel

164^ per

seppe rendersi assai accetto a'solduli, cui

Calfarelli

16 giugno, per la nunzio di Urbano Vili.


rie,

pace conclusa ai quale contribu mg.'


la

Dopo

dava l'esempio del valore e della costanza uelie privazioni. Introdusse un grau-

tante guerre, negoziazioni contraddito-

malcoulenlo generale, Cristina rest

32
nerale di iNizza e

SAV
la

SAV
luogolenzn gequella d'Icivile,

ieggenle,Maunzloebbe
vrea: COSI ebbe termine

lernria,

ed un'accademia di pittura a Toil

Tommaso
la
il

rino;
cio.

promosse l'agricoltura e

guerra

Nel

1675 sentendosi

assalito

commerda mor-

Piemonte, e la corle La Francia restitu le piazze e fece generalissimo Toiiunaso per cacciare gli spagnuoli, intanto che la reggente dichiar maggiore il figlio nel 1 648. Pi tardi il duca dovette sostenere la guerra contro valdesi o barbelti, erelici che abitavano le valli delle Alpi, e fu generosamente soccorso da Papa Alessandro VII. Ma l'intervento de'polenlali
che avea desolato
si

tale infermit, fece aprir le porle del palazzo,

stabil a

Fossano.

Io vedesse

ed entrare la moltitudine, perch morire come l'avea veduto viI

vere. Spir a
figlio

2 giugno lasciando l'unico

Vittorio

Amedeo

II

sotto

la

tutela

Giovanna, la quale mantenne la pace, procur l'abbondanza e facilit il Irailco. Siccome con Vittorio Amedeo 1 1, la casa di Sa voia acquist la Sar*
della
M.""

madre

degna,

il

complesso degli stali fu costituito

protestanti pose fine alle ostilit


la

dopo
luglio

in regno, ed egli

ne

fu

il

.re, cos di lui,

conferenza di Pinerolo de' 3


II

de' re successori,

i655, Carlo Emanuele

pubblic un
l'e-

voia ne trattai

come delle vicende di Sa(ino a'nostri giorni nel ram:

indulto generale, e ristabil tra loro


nelle dette valli, che gi
la libert di coscienza.

sercizio libero della religione calvinista

aveano goduto Finalmente a' 7


ri-

mentalo articolo Sardegna Regino o Stati DEL RE DI Sardegna. Solamente qui aggiunger un cenno sulla successione di Tommaso di Savoia figlio di Carlo Emanuele
1

novembre 659,
1

il

trattato de'Pirenei
di

e fratello del cardinale di Sai^o-

mise l'augusta casa


di tiittoci ch'ella
i

Savoia in possesso
ulti-

iVZjche

attualmente regna
in Vittorio

sul

trono diSar11. Il

avea prima delle

degna
cipe

meguerre, ed popoli oppressi da s lunghe calamit, goderono alfine riposo. La duchessa Cristina che per i5 anni avea governato la Savoia, con un'autorit che il figlio non le contese mai, mor in Torino neh 663. Nel precedente anno il duca avea sposato Francesca di Borbone figlia del duca d'Orleans e cugina di Luigi XIV e per sua morte pass nel 644 '"^ seconde nozze con M.^ Giovanna di Nemours, d'un ramo cadetto della casa di Savoia che si estinse in lei. 11 duca in un regno s agitato, ebbe poca parte negli avvenimenti, ed anche meno quando Luigi XIV non permise pi ai principi suoi vicini d'aver volont, egl'imped d' impadronirsi di Savona. Carlo Emanuele li si guadagn l'allelto de'popoli colla dolcez:

Emanuele Tommaso prese il nome

prin-

dall'antica
di-

citt di

Carignan o Carignano, nella


sulla riva destra del

visione e provincia di Torino, capoluogo


di

mandamento

Po,

col titolo di principato.


zioni

Le sue

fortifica-

furono smantellate dai francesi nel


la
il

i544 dopo

battaglia di Cerisole,
castello,

ma

duca Filiberto Il il Bello dimor lungo tempo, e vi die un famoso torneo neli5o4. Biantuttora esiste

ove

il

ca moglie di Carlo
ni,

vi
Il

pass

gli

ultimi an-

e vi fu sepolta.
di

principe

Tommaso
di
il

adunque

Carignano da Maria

Borpri-

bone-Soissons ebbe parecchi

figli:

za e

la cortesia,

per

la

generosit e

mu-

Abbelh la capitale Torino, rese inespugnabile Montmeliano, abbell pure e fortific altre citt; apr una strada
nificenza.

sulle Alpi della Savoia, detta della Grotta presso Echelles, per la facile coniuni-

mogenito Emanuele Filiberto continu il ramo di Savoia -Cai ignano nel Piemonte, ed Eugenio Maurizio fratello cadetto colla mogiie Olimpia Mancini nipote del cardinale Mazzarini stabil in Francia quello ora spento de'conti di Soissons, che produsse il famoso principe Eugenio, generalissimo dell'Austria, e uno de'pi rinomati capitani, che per aver vinto turchi Clemente XI gli don \o Stocco e ber'
,
i

cazoae de'popoli;

istitu

una

societ lei-

reUoncbciiedcUi.

Emanuele Filibeilo die-

SAV
de prove
tecitia
Il

SAV
duca
di

33

di sapere e di valofe, sposo


figlia del

d'Esle

CaModena.

degna, nel 1792

fu invasa dai repubbli-

cani francesi, e riunita alla Francia for-

loro figlio primogenito Vittorio

Ame-

il

dipartiniento di
1

Monte Bianco

di-

deo fu tenente generale delle armate di Francia e di Savoia nella guerra della successione di Spagna dalla moglieViltorina di Savoia^ nacque Luigi Vittorio che si fece rimarcare perla piacevolezza del suo
:

spirilo, e

per

la

sua alfabilil, e fu pro-

8 5 fu restituita ai suoi sovrani legittimi. Abbisognando la Savoia d'una maggiore ampliazione di diocesi^ dopo quanto avea fatto Pio VII, il successore Leone XII incaric nel 825 mg.*" Fiancesco Maria Brigex arcivescovo di
poi nel
1

8 4 e

priamente

lo stipite del

ramo

attuale re-

gnante, e di quello di Savoia Carignano.

di

Chamberypelristabilimenlode'vescovati s. Giovanni di Moriana e di Moutiers


per
VII,
la

Imperocch avendo sposatoEnrichettadi


Hheinfels, sorella di Polissena regina di

Tarantasia, co' quali unitamente

a quello
la

d'Annecy gi

ripristinato
le

da Pio

Sardegna, e moglie di CarloEmanuele III suo cugino, ebbe Vittorio Amedeo, ed Eu-

Savoia riacquist
il

antiche sue

sedi vescovili, che sotto

ceppo cadetto de' marchesi di Villafranca, che sussiste ancora nel principe Eugenio Emanuele
il

genio cadetto che form

cese erano state soppresse.


nel pontificato di
pristinati, in

dominio franEgualmente Leone XII vennero rile

Annecy

monache
la

della vi-

di lui nipote,

cui diritti alla corona ia

sitazione, in

Altacomba

celebre abba-

mancanza

de'

figli

maschi del ramo che

zia, per la piet

del re Carlo Felice, e della

regna, vennero riconosciuti con alto so-

regina M.* Cristina di Borbone. Sulla Savoia e augusta reale casa, oltre
ri

lenne del 26 aprile 1 834- La principessa di lui sorella M.^ Gabriella di Savoia-Ca-

gli scritto-

che riportai a Sardegji a Regno, ora ag-

Tignano avendo sposato in prime nozze


l'odierno principe

Massimo
il

di

Roma,

re

Carlo Alberto, e

la

regina consorte tenloro figlio Carlo Al1

nero

al

sagro fonte

giungo i seguenti, avendola pure da ultimo celebrata il conte Litta, Famiglia, di Savoia^ e nel suo Meniovandum il con te Clemente Solaro dellaMargherita. Filiberto Pignoni,
gentilitia,

berto,

come notai nel voI.Ljp. 33: la


mor
nel

prin-

SabaudiaeDuciimarbor

1837, e fu tumulata nella Chiesa di s. Lorenzo in Danmso. (^^.). Luigi Vittorio mori nel 1778, lasciando il primogenito Vittorio Amedeo tenente generale, e comandante di marina, che
cipessa

Augustae Taurinorum i58i. Papiri Massoni, Elogia Duciun SabaU'

diae jPav'snsiGi
et historia
y

sposalo a Giuseppina di

Lorena-Arma-

goac-Brienne, n'ebbe Carlo Emanuele;


questi diede prove dell'antico valore dei

suoi avi, e spos

M/

Carlotta Albertina

di Sassonia principessa di Curlandia,

che

nel

798 partor Carlo

Alberto, e nel

800

M.^ Elisabetta poi maritata all'arciduca Ranieri vicer del regno lombardo-veneto, la cui recente morte fu deplorata

1. Sabaudia Respiiblca Lugduni Batavorum i634* Me tho de facile pour apprendre Vhisloi re de Savoye depuis son orgine fusqu presentf Paris 1707. Samuele Guichenon, Histoire gencalogique de la maison Royale de Savoye^ Lyon 660: Nouvelle edition avec des supplemens, Turin 1778- 1780. Abreg de V histoire de la Royale maison de Savoye par Thomas BlanCf Turin J778. Vander Burchius Lamhevtus^SabaudorumDucum^Princi'
1

per

le

sue grandi virt. Morto Carlo


il

E-

pam historiae geniilitiae,ex officina Plau"


tiniana i5(^g. Gualdo Priorato, File dei
Principi della real casa di Savoia (dal
1

nianuele in Parigi,

figlio

Carlo Alberto
figlio

nel i83i divenne re di Sardegna, tro-

no che cede

monarca regnante. La Savoia seguendo destini della monarchia e del regno di Sarnel
1

849

al

suo

528

al

765), Colonia. Ferrer Labria-

Augustae Regiaeque Sabaudae domas Oiborgenlilitia, Augustae Taurino3


no,

34

SA

SAV
pi bel sito di Savona, e fu abbattuta nella rifabbrica del castello l'annoi 543 con gran dolore de'savonesi, comechera l'unica superstite della Liguria che attestava la conversione alla fede. Il senato di Genova vollemunire Savona con furtecaslello, per dominarla con sicurezza, non che a difesa della riviera di Ponenteedi Genova slessa, onde fece pure demolire il contiguo monastero di monache, l'epi-

1707. Francesco A Iberlini, Genealogia e gesta dt sovrani di Savoia ^ Torino 17 75. /Jf moire de la li. maison de Savoye, Turiti 1816. LodovicoMorgana, La reale casa di Savoia benefattrice d'Italia, Livorno 1827. Gustavo Parolelli,
Storia della real casa di Savoia j Tori-

rum

no 1834.

Savona {Savonen). Cina con residenza vescovile degli stali sardi, divisione di Genova da cui distante 3o miglia, capoluogo di provincia e di mandamento,
sul golfo di

scopio, la canonica, 3 ospedali,


chiese,
i

due
s. si
:

altre

o oratori,

il

convento di

Domedemoil

Genova,

nella Liguria presso

nico, molti palazzi e l'arsenale

TA pennino dovecomincianoleAlpi.E'baguata dal mare Tirreno che altre volte


le

lirono intiere contrade, e rovinarono molli

segnalati edifizi, dipoi nel

i683

ca

formava nobilissimo porto, con 3 borghi con bellissimi giardini, in ferace pianura, e circondata di
colli pieni di

stello fu

notabilmente accresciuto. Volenpi spazioso e perfetto dila

do

la citt, in

palaz-

segno, erigere

zi

e di delizie, in aria perfetta e clima as-

nuova cattedrale, le convenne distruggere la chiesa di s. Franceil

sai

mite. E' pur sede d'una corte di giu-

sco nel 1 58g, ed

vescovo Costa pose la

stizia,

d'un tribunale
11

di

commercio e
1

di

altre autorit.

re Carlo Alberto nel

847
Pro-

dichiar Savona divisione amministrati-

prima pietra ne'fondaraenti a'2 2 giugno. Terminata nel 1 602 ed abbellita cogli ornamenti dell'antica, come quella fu dedicata alla B. Vergine Assunta con gra-

va e circondario, comprendente
vincie di Savona,

le

due castelli di da ogni banda dominati,

Acqui ed Albenga. Ha poca importanza, perch


e de' ripari di

do

di basilica e molti privilegi.

La

cat-

un buon venerasi il corpo


tedrale
altre chiese

edifizio; tra le reliquie

poca difesa, poich nel declinar del secolo XVI furono demoliti 3 forti che la
fiancheggiavano, con
altri

di s. Sisto I Papa, che ancora credono possedere, e quello del b. Ottaviano vescovo della citt. Vi il fonte battesimale colla cura di anime affidata al parroco nominato dal

baloardi che
il

duplicavano

il

suo recinto

quale di

circa 3 miglia.

Dacch la folgore cagion, dopo la met di detto secolo, lo scoppio di una torrecheservivadi polveriera, rimanendone intieramente diroccato uno dei

capitolo ed approvato dal vescovo.


pitolo
si

Il

ca-

compone di 4

dignit, lai.*del-

pi centrali quartieri,! risorti edifizi s'innalzarono in buona furma, ed hanno fra essi buoni palazzi con lode di architetture e profusione d'ornamenti. I tetti sono ordinariamente coperti di lavagna, che si trae in copia dalle vicinecave, essendove-

il preposto, di 8 canonici colle prebende del teologo,e del penitenziere,di altrettanli cappellani denominati di Mas-

le quali

sa,

e di

altri preti
il

e chierici.

Le antiche

dignit erano 5:

preposto, arcidiacono,

arciprete e 2 cantori. Gli stucchi,


rature,
i

dipinti

le dorendono pure maestose

e belle le varie sue altre chiese, 3 altre


dellequali sono parrocchiali e
s.

ne pure

di creta colla

quale

numerosi

suoi vasai fanno ottime maioliche. L'antica cattedrale ricca

fonie. L'episcopale palazzodi

munite buona

del co-

d'indulgenze concs-

struzione aderente alla cattedrale.

Vi

se da Sisto lV,riedifjcala cogli aiuti diGiulio


1 1,

sono 6 conventi di
di

religiosi,

3 monasteri

e ridotta a meravigliosa perfezione,


di

ed ornala

marmi entro

e fuori con ista

confraternile,iI seminario,ospedale,
te di piet

monache, un conservatorio, diverse moned


altri stabilimenti benefici

lue e pitture assai pregiale, esisteva nel

SAV
e
scientifici.

SAV
marinastri savonesi,

35

Ha

fabbriche ragguardevoli
altri attrezzi

di vele,

cordami ed

pendio di memorie istoriche della citt di Savona. Le memorie di uomini illu-

reschi, di sapone, stoviglie, merletti, confetture, concie di cuoio, fucine di ferro,


ec.

Roma 1697. Abbondano!


come
di sapori-

suoi dintorni, assai bene coItivati,di limoni, cedri

Pel suo porto nella dominazione fransi

e bergamotti,

cese ristabilito,
tivo,

fa

un

traflico assai at-

tissimi frutti,

massime

di albicocche.
il

Di-

esportandosene seta, tanto del ter-

stante

naiglia dalla citt sorge

san-

ritorio,
ti,

che

riasi

quanto del Piemonte, lana e frutuno al vino sono squisiti. GloSavona di un gran numero di uoin

tuario della B. Vergine INTaria della Misericordia, ricco di belle scolture in

marmo

e di pitture, ed in cui la divota statua della ss.

mini celebri nelle dignit

ecclesiastiche,

nelle scienze, nelle arti, nelle armi. So-

ziose.

Vergine vedesi coperta di pietre preQuesta superba chiesa fa eretta nel


la

prattutto di aver dato origine alle due


lustri famiglie della

il-

luogo ove presso un ruscello


gine apparve nel
1

B. Ver-

Rovere e Riaro(F.)y
,

dalle quali uscirono tanti cardinali

ar-

8 aprile
invitare

al
i

8 marzo e agli contadino Antonio Botta, per


a'
1

536

civescovi e vescovi (anche da altre fami^lie),e dallai.*i

savonesi alla penitenza, e fu deil

due gran Papi iS'w/o //^ e Giulio li (F.). La Rovere signoregRiario principalmente Forl e

cretato festivo

giorno anniversario di

gi principalmente lo stato d'C/rZ>mo(/^.),


la

sua apparizione, e pei tanti prodigi che essa ivi dipoi oper, divenne rinomato
santuario di Liguria, e la

Imo\

Madre

di

Dio

la

{V). I Rovere diedero al s. collegio i cardinali, i Riario 3 non compresi i due


viventi; degli uni e degli altri trattai ai

patrona benefica de' savonesi, ed anche de'genovesi e altri che invocarono il suo
possente aiuto. In processo di tempo fu

citati articoli

e loro biografie, cosi degli

denominata

la

Madonna

di Savona.

altri cardinali savonesi

Marco Vigerio,

Antonio Ferreria, A ^oslho Spinola. Savona pure patria del poeta Gabriele
Chiabrera, caro a

Celebre nelle storie fu mai sempre la citt di Savona, costruita secondo alcu-

no

dagli antichi galli senoni, e

chiamata

Urbano Vili:

e del ce-

leberrimo e benemerito discopritore del-

l'America Cristoforo Colombo,

la di

cui

quindi daLivio e Strabone Savona, citt antichissima con porto marittimo che le accresce importanza e vaghezza. Chia-

patria contrastata, ed alcuni pretendo-

mavasi

in ^vmc\i^'\oSabat/i,Sabatia ,Sab'

no che solo per qualche tempo risiedesse in Savona, ed il cui nome die alla 4*" isola da lui scoperta per eterna memoria; invece la citt di Savona, chiam Piazza Colombo quella eh' egli aveva abitato colla famiglia, poi detta di Canepa, Gli storici savonesi sostengono loro il gran Colombo, e ne hanno prove negli archivi;

batiale secondo altri

Savo^donde si disse Savona. Distrutta da' romani, Sagone cartaginese la riedific, e pare che prenil suo nome di Sagona o Saona/mSavona j ricevendo poi aumento dalla

desse
d

distrutta
in certo

modo
si

SabbaiiOj^^evcm succedendole fu tenuta una stessa citt,


celebra Savona capitale dei
li-

e perci

altrove parlai sulle diverse opinioni di


territo-

guri sabazii. Alcuni credono che quella,


di cui
si

sua patria. Di Vado Sabbatia nel


rio di

fa

Savona, si vuole l'imperatore P. E. Pertinace; Leonardo Aragonlo duca di Sera fu nipote di Sisto IV; savonesi eziandio furono Leonpancaldo, eccellente nautico, che scopri le isole Mol acche, e quei
moltissimi che
si

che, fosse

menzione nelle guerre puniun paese alpino, e non occupasSoggiacque

se l'area attuale marittima.


alla

romana dominazione,e fu esposta alle


che desolarono pi

irruzioni barbariche

volte la Liguria e la bella Italia.

La

chie-

riportano dagli

storici

sa

romana
590,

assai
i

patriijcomeda Agostino M.^Monti, Coni-

del

tra

prima di s. Gregorio [ Patrimoni della s. Sede

36

SA

V
voia

SAV
vicario imperiale d'Italia
il

(/^.), possedeva quello di Liguria e delle jilpi Cozie (F.), che contenevano an-

conte di Sa-

Tommaso, e

gli

giurarono fedelt.

che Savona. Dopo varie vicende di quelli che la signoreggiarono, e dopo essere slata distrutta in gran parte da Rotaiio
re dei longobardi, verso la

Fu
legi

del lutto dichiarata libera, e confer-

mata

re[ubblica da pi diplomi e privi-

d'imperatori, dichiarata camera del-

met

del se-

l'impero, con diritto della zecca e di battere

colo VII, finalmente venuto a morte nel-

moneta come

fece. In seguito la cit-

l'anno 652,

il

figlio e successore

Rodoal-

t fu lacerala dalle discordie de'cittadi-

ri la

Savona e ad altre citt ligumun. Distrutto il regno longobardico, circa il 795 fij compresa iie'dominii di Carlo Magno, dopo

do permise

ni,e talvolta vessata dalla preponderaaza che


vi

riedificazione e la

voleva esercitare

la

polente re-

pubblica di Genova. In tempo delle fazioni segu la parte imperiale t* Ghibellini (V.)^ e die asilo a' fuorusciti di

aver distrutta Sabbalia per


trastalo
il

essergli con-

Ge-

porto di Vado,e persever nei

nova, come avea fatto de'nemici di essa.

suoi successori fino al

971

in cui l'im-

Volendo

la

repubblica punire

savonesi,

peratore Ottone

la

cede a titolo di mar-

questi invocarono e riceverono aiuti dai


pisani e dall'imperatore Federico 11 nel
1 243, onde ascrisse Pisa alla sua cittadinanza, unione che simboleggiarono an-

chesato in uno a Finale, ad Anselmo suo


nipote, secondogenito
lasia

sua

figlia, in

d'Alerame e Adetempo cio che venuta

in Italia per liberarla da'saraceni prese

dimora

in questa citt nell'episcopio.

Fu

allora ch'egli ritrov la figlia ch'erasi fijr-

tivamente maritata ad Alerame figlio del famosoVitichindo duca di Sassonia, quindi fuggita dalla casa paterna,

onde

in fa*

che nel proprio stemma. Ma genovesi con irruzioni molestarono il territorio di Savona, manomettendo il contado, dappoich Genova teneva per inciampo alla sua libert l'alienazione da essa de'savonesi; quindi colle armi costrinse i sa vonesi
i

vorede'suoi 7 figli l'imperatore don altrettanti marchesati, ed Anselmo die origine ai marchesi del Carretto. Adelasia rest in

a seco collegarsi, e ricevere

il

podest che
le

loro destina va,smantellando

mura. Nel

i327 Savona soggiacque


ignorandosene
la

all'ecclesiastico

Savona con assoluto dominio

di

interdetto fulminato da Giovanni


causa; forse
i\

XXII,
perch

tutto

il

paese delle Langhe, di Monfer-

rato e di parte della Riviera, divenendo

seguendo il partito ghibellino, parteggiava per l'imperatore Lodovico il Bavaro scomunicato dal Papa. Mentre per con
esattezza e rispetto
il

Savona metropoli di tal principato. Nel 1 3o Papa Innocenzo II, fuggendo le insidie dell'antipapa
rarsi in

Anacleto

li, nel riti-

rigore di questa cen-

Francia dimor alcuni giorni in Savona, ove attese a comporre le differenze e inimicizie
tra*
i

sura osservavasi, tanto dalla cattedrale

genovesi e pisani.

Rimase Savona
retto sino ali
1

sotto
1 ,

marchesi del Car-

in cui

da
la

essi si riscat-

t per convenuta
si

somma

sua libert, e

che dalle chiese parrocchiali e religiose, Michele da Cesena gi generale de'frali minori, fautore dello scisma dell'antipapa Nicol Vjdeposlo e scomunicato come eresiarca, nel 1 328 usurpando un'autorit

eresse in repubblica, solo essendo sog-

getta a' genovesi in cose concordate per

ordine a'frati minori del con vento


terdetto, n riconoscessero
1'

che pi non avea, mand da Pisa un di Sal'

godere

il

loro patrocinio. Nel


il

226

alcu-

vona, perch non pi osservassero

in-

ni popoli scossero

giogo de' genovesi,

autorit di

massime
sieme
col

savonesi e glialbenganesi in-

marchese Enrico del Carretto,

Giovanni Avendolo

XXII
i

che l'avea condannato.


ubbidito,
il

frali

Papa

li

chia-

credendo di far cosa grata all'imperatore Federico l, per cui si sottoposero al suo

all'osservanza del violalo interdetto,

dichiarando essere iucorsi nella scomu-

SAV
nica maggiore. Neil

SAV
i

37
in

336

savonesi Im-

ne secolui a un congresso

Savona per

petrarono e ottennero da Benedetto XII


l'assoluzione dalle censure ecclesiastiche,

incorse per avere aiutato Lodovico il Bavaro contro la Chiesa. Nel 345 Clemen1

trattare l'estinzione del pernicioso scisma che teneva divisa l'unit de'fedeli. L'antipapa partito da Avignone nel 1 4o5,agli 1 1 luglio approd a Savona con 6 o piCi

VI procur di pacificare nobili col popolo, e nel (348 la peste estinse 8ooo
te
i

galere accompagnato dai suoi anlicardinali e prelati,

venendo ricevuto con ogni


la citt dissentisse

cittadini.

ne nel
volere
i

Rinnovandosi le dispute intesti354 Savona si die a Giovanni Vi-

onore, non gi perch

dall'ubbidienza d'Innocenzo VII,


sotto

ma per
VI,

sconti signore di Mi/ano,


pii:i

anche pernon essere dominala da'genovesi,


i

far cosa grata al re di Francia Carlo


la

cui tutela reggevasi, e che alloil

quali per nel

35^ obbligarono

sa-

ra riconosceva

pseudo Papa. Vi dimo-

vonesi agli antichi patti, ed a ricevere da loro il pretore. A punire i savonesi, Galeazzo
II

r sino a'26 giugno i4o6, alloggiatone!

convento di
siglia pel

Visconti nel

366 con

formida-

s. Domenico, e part per Martimore della contagiosa dissen-

si port a espugnare Savoquale per iscampare l'estremo eccidio si redense a gravose condizioni e con

bile esercito

na,

la

che infieriva in Genova(f^.). MorVII a'6 novembre, ili. "dicembre gli successe Gregorio XII, onde
teria

to Innocenzo

annuo

tributo di

4ooo

ducati. Nel

1376

principi cattolici ripresero le trattative

Gregorio XI restituendo da Avignone a

pel congresso Ira questo e l'antipapa, al

Roma la residenza pontificia, a*i3 ottobre con 2 galere entr nel porto di Savona. Sceso a terra coi cardinali, fu inr

quale doveano intervenire

25 prelati, 12

dottori in Ieggeei3 maestri in sagra teologia per esaminare la loro validit. L'an-

contrato dal clero e magistrato, che seguili da innumerabilepopolo l'accompa-

gnarono
ve ripoi

al

convento

di

s.

un giorno;

ripreso

Domenico doil mare corse

tipapa rilorna Savona nel/407 il giorno di s. Michele a'29 settembre, ma non comparendo Gregorio XII, per quanto
toccai nel voi. Il,

p.207 e

nella sua bio-

grave pericolo per le insorte tempeste. Successore del Papa fu Urbano VI, il quale assediato in

grafia, per sospetti di diffidenza,

sped in Siena al

Savona Papa 3 ambasciatori con

Nocera de* Pagani (F.) da


che parteggiava

doni per servirlo nel viaggio, ed assicurarlo della sua fede. Gregorio XII, considerando che Savona era sotto la prole-

Carlo

III re di Napoli,

per rantipapaClemente VII, fu liberato da'genovesi a cui Savona perci somministr

zione di Francia, e tutta


nelle

la

Liguria ormai

2240

fiorini.

Tenuto Urbano VI
lui richie-

segui vaBenedetto XIII,e che per


si

a compensare l'armamento da
sto a

mani

del suo contrario, era

non poruopo

Genova

sa in

in 60,000 ducati, die ad espegno Cornelo, ed assegn ancora

stabilire altro

luogo indipendente e neu-

trale,ricus di portarvisi, e in vece

manil

alcunelerreecastelli del vescovato di Sa-

d a Savona un cardinale a dichiararci


suoi sentimenti all'antipapa. Segu poi
concilio di Pisa (V.) ove

quellod'Albenga, aumentando diGenova.ll vescovo diSavona inutilmente reclam, e perde il dominio temporale diSpotorno,della costa di Vado,
di

vona e

cos lo stato

nodeposti, ed eletto

ambedue Alessandro V.

uro-

Frat-

tanto Boucichart governatore di Geno-

Teazzano,Varasca e Morosi,ch'erano luoghi


dosi
i

va pel re di Francia, neli4io tram di

pi belli del contado. Nel

396 dan-

Genova al

re di Francia, vi fece sot-

contribuendovi
gerio francese;
la

prendere l'assoluto dominio di Savona, il vescovo F. Filippo O-

toporre anche Savona. A Clemente VII essendo succeduto l'antipapa Benedetto


XIll,il legittimo Innocenzo VII conven-

ma

savonesi penetrata
il

congiura, imprigionarono
la

vescovo,
resti-

espulsero

guarnigione francese,e

38

SAV

SAV
verllla nella figura delle sue gentilizie ar-

luirono in liberl la cill, con piacere di Genova. Giovanni XXIII succeduto ad

me,in un arboscello

di rovere

con ghiansi

Alessandro V neli4i i rimosso il vescovo, gli surrog Pietro Spinola, venendo


dai savonesi impiccati

de, lavoralo tutto di finissimo oro, e

colloc tra le preziose suppellettili della


cattedrale.

5 complici.

Ma
i

la

Fu riconosciuloEnrico
i

dal co-

citt liberatasi dai francesi, riprese le

sue
no-

mune

col

dono

di bacile e boccale d'ar-

sanguinose sedizioni e discordie tra


bili

il

popolo,

le paci

essendo di poca

durata, frequenti e
la

le uccisioni, gl'incendi
il

rovina di pi famiglie, onde dopo

1420 nuovamennle ritorn con Genova


al

giogo milanese. Il duca Filippo M.'' aveudo a mezzo de'genovesi fatti prigioni in conflillo navale Giovanni II redi Navarr, Alfonso V re d Aragona, suoi frai

gento figurato. I savonesi e fiorentini si scambiarono lacitladinanza,e neli47B il doge di Genova Fregoso, ottenne al dominio genovese la restituzione di Savona. Perle persecuzioni di Alessandro VI, si ritir in patria il cardinal Giuliano della Rovere nipote di Sisto IV e poi Giulio li;

egualmente
i

vi si

rifugiarono in-

cogniti

cardinali Giovanni e Giulio de

telli

e altri principi,
i

li

fece portare a Sali

Medici, poi
cui a

LeoneXeClemenleVlI, per
nelle sue

vona ove

magistrati

riceverono ono-

un tempo Savona ebbe

rificamente econ apparato di trionfo, indi furono condotti a Milano. Sdegnata

mura
na
si

3 futuri Papi, ospitali dal r.^cardi-

nova perch

il

duca
si

si

appropriava

il

Geme-

nal Giuliano.

Neli495 Genova
il

e Savo-

assoggettarono a Luigi XII re di

rito della vittoria,

sottrasse dal suo fre-

Francia, indi neli5o3


II fu

savonese Giulio

no, e aiut Savona a farealtrellanto,

ma

sublimato

al triregno,

che rese pi
vitto-

non tard ad alternarela soggezione francese e milanese. Nel i47i tripudi nelTesallazioneal pontificato dei concittadi-

temuto e potente, percui quando


in

rioso de' suoi nemici ritorn trionfante

Roma

fu cantato

da'romani: Benedi'

no

Sisto IV, fece segni d'universale alle-

ctus qui venit in

nomine Domini, Libe'

grezza einvi ambasciatori in

Roma per
il

raior Urbis, et ampliator imperii, conservatorque libertalis ecclesiae. Grandi

ossequi e congratulazioni. Corrispose

Pontefice con cortesissimo ringraziamen-

con promesse che autentic in ogni eventodi pubblica utilit, couje lo dimostrarono il monte di piet, il ponte di s.
to, e

ne fece la patria, eniandaRoma sontuosa e magnifica ambasceria perle pubbliche gratulazioni. La loro entrata
feste

nella capitale del

mondo cattolico

fu so-

Giacomo,
riposano
pitali
ti

la

cappella detta di Sisto ove

lenne, decorata dai cardinali savonesi e


principi nipoti del Papa, e dalla corte ro-

le

ossa de'suoi genitori, molti cazitelle, e altri sussidii

per dote a

da-

mana. Giulio
alfetto,
li

II

li

ricevette con

grande

in

aumento
di

del

opere

sua piet

molo del porto, tutte e amore verso la pad'amplis-

trallenne a mensa, ed in altra

furono banchettati lautamente nel convento domenicano dellaMinerva,con


Giulio
l'in-

tria, con

averla decorala di moltissimi pri-

vilegi, e arricchita la cattedrale

tervento de'cardinali e prelati savonesi.


II giov la fabbrica della cattedracon 17000 scudi, arricch il suo altare con 6 statue di apostoli e candellieri di le

sime indulgenze, di sontuosa cappella e di organo. Fece generale delle milizie di s. Chiesa, ecapitano di nave, ilcav. Melchiorre Zocco savonese. Inoltre Sisto IV invi per Enrico suo cognato alla patria
la

argento,oltre preziosi apparati: nella

me-

desima

fece le sedie del coro con nobilis-

Rosa d'oro (F.) benedetta, dono soa'grau principi, e perfosse pi vivo testimonio del

simeintarsiaturelavoralea musaico, e nel

lito a presentarsi

i5o6

vi

fu posta l'iscrizione:

D. JuliiI/,

ch

suo afcon-

etRepub. Saonen opus absolulum. Fabbric in mezzo alla citt

fetto e della sua origine, la

mand

un palazzo, ove

SAV
1675 passarono dal borgo di s. Giovanni le monache di s. Chiara, e fa ridolio a monastero, dopo essere stalo ane!
notte,

SAV
dopo
essere stato trattato

39

con tutto il corteggio di sontuoso pranzo e di magnifica cena,avendo il magistrato della citt fatto regali, e

bitazione de'marchesi di Spingo. Nel collegio

dato cose squisite

da

lui

eretto in Avignone, vi

am-

per

la

mensa

del Papa. L'Orliz che de-

mise due savonesi. Tanta gioia fu amareggiala da pestifero contagio, e ne fu liberata a intercessione del patrono s. Martino, al quale per grato

scrisse

questo viaggio celebr Savona per

una

delle pi belle citt

ferisce

d'Europa, e riche Adriano VI dopo la cena sali

animo

fu eretta

col seguito ne'suoi legni, e tutta la notte

una statua d'argento, e


lio II si

istituita

annua

processionedalmagislrato.InseguitoGiudisgust con Savona che voleva

navig per Genova, notando che genovesi avendo veduto che la loro citt veniva abbandonata dai negozianti^ quali
i i

assoggettare al dominio temporale dei

Papi, con sottrarla


si

al

genovese.

NeliSoy

recarono a Savona Luigi XII e Ferdi-

nando V re di Spagna pel memorabile abboccamento di pacificarsi. Per la guerra contro


il

pi volentieri andavano a esitare le loro merci inSavona,acceccarono il suo ottimo porto, riempiendolo di gran macigni, onde non potessero in avvenire accostarsi le
navi cariche di mercanzie. Descrisse pure
la

i. di

Giulio

II,

l'armata del-

sua fortezza o Castelletto che dichiar

la pontificia lega fu invitata

ad occupar
si

guarnita e formidabile. Invece Muratori


riporta, che nel
1

la citt,

dopo

l'uscita del presidio fran-

528

genovesi sul finir


il

cese; altrettanto fece

Genova, a cui

sot-

di settembre per rendere inutile di

porlo

topose Savona colie antiche convenzioni,

con ricevere il podest e giudice genovese. ]Veli5i5 nuovamente Genova e Savona cederono il loro governo al re di Francia,quindi nel 522s'insignor d'ambedue Carlo V imperatore. Frattanto per le dispute tra le due citt, per la gabella della ripa e per le gravezze imposte da Savona a'genovesi,il doge la costrinse al vincolo del vassallaggio, troncando tutte le convenzioni e privilegi, con sentenza di decadimento per infedelt, e per essersi pi volte alienata dal dominio della
1

Savona l'empirono di sassi, e spianarono dai fondamenti il Caslelletto. Altri


i

soggiungono, che
nel porto

genovesi affondarono
e vecchi vascelli ca-

due grandi
il

richi di pietre, per

che

la

sua popolaal-

zione gi
lora a

florida e

numerosa cadde
1

6000,

e adesso pi del doppio.

Lo storico Monti narra, che nel 52 4 Carlo

nella guerra contro

francesi for-

di

milizie imperiali,

Savona una piazza d'arme per le ma Andrea Doria, che


la

comandava
Francia
cora in
dati
il

squadra per difendere a


Marsiglia, gitt l'an-

la citt di

repubblica. In detto anno eletto Adria-

Vado con 7000 uomini coman-

no VI mentre trovavasi nella Spagna navig per Roma con grande accompagnamento e5o legni: dopo essersi fermato a Porto Marino, giunto all'isola Ruenga ai 16 agosto il Papa approd a Savona ricevuto neir ingresso dal magistrato che l'arring edal clero sotto baldacchino sostenuto da'nobi!i,esi rec alla cattedrale

quale

da Renzo Orsini de'signori di Ceri, domand amichevolmente a'sale

vonesi

vettovaglie.

Bench

fossero

som-

ministrate, controia data fede nella not-

ove or e compart

l'apostolica benedi-

zione alla moltitudine. Poscia Adriano

VI

fu condotto al palazzo dell'arcivescovo

d'Avignone, Orlando del Carretto della


famiglia di Giulio H, nel quale ripos

onde il re Francesco governo al marchese di Saluzzo,checrudelmente la saccheggi. Fatto il re prigioniero a Pavia nel 52 5,il marchese abbandon Savona che si rese al genovese doge Antonio Adorno, il quale risoluto di por freno ad ogni novit de'savonesi, e preservare la repubblica da ulte
I

occup

la citt,
il

ne affid

una

teriori pericoli, fecesprofondare nelle hoc-

4o

SAV
do
i

SAV
le deplorabili discordie tra Carlo

che del porto 3 grosse navi ripiene e lavorale tutte al di dentro di forte muro,neI
principio di novembre, indi a'20 fece oc-

Ve

cuparlecasedel molo e dirocc quell'argine del porto, e colle sue rovine e col cu-

mulo
le

d'altre materie

procur disseccarne
il

Francesco I, turchi a danno del cristianesimo ne profittarono. Paolo III per rimediare a tanti disordini s'impegn di padue potenti , e riunire le armi cificare loro per affrontar il comune nemico. Li
i

acque. Laonde rimase


vascelli di allo

porto inabile
e in bre-

dispose a

mezzo de'suoi

legati di riunirsi

a ricevere

bordo

ve

si

ridusse a spiaggia, restando


le

un

casi

nale per
salv
la

galere, al ricovero dellequali

con lui a Nizza. A tale eletlo Paolo III si port al luogo convenuto nel 1 538, ed ai I o maggio giunse a Savona inconlratoda

darsena,il cui ingresso con gravis-

6 ambasciatori, seguiti dal podest, anziani e nobili savonesi. Si trattenne a

simo dispendio occorse purgarlo dalle arene che l'ostruivano. Afflitta tutta quanta la citt per tanto disastro sped
1

pran-

zo nel borgo di Lavagnola nel palazzo

2 o

ratori alla repubblica con alti reclami sul


la privazione del

porto e navigazione, e
Irafljco,

sulla rovina

completa del
la

da cui

deriverebbe

certa rovina della citt e

perdita del suo anticosplendore. Altro non

Grasso, ove gli fu imbandita lautissima mensa, dopo la quale ricev alcuni cardinali, che qualche giorno prima erano giunti in Savona ad aspettarlo. La presenza di 18 cardinali, di molli vescovi e prelati, di diversi ambasciatori, ed il loro

servirono queste rimostranze, che a trat-

tenere peggiori risoluzioni, alle quali


feso senato era per appigliarsi

l'of-

numeroso corteggio di titolati e cavalieri, indussero il Papa a dare quest'onore alla


citt, e di farvi
sc felice,

ficare

una
la

contesa
bilite

onde mortiche seco avea emulato e giurisdizione; indi furono stacitt

solenne ingresso, che riu-

divoto e pieno d'acclamazioni

degli accorrenti. Nel

monastero
il

di

s.

Chia-

nuove
i

leggi

con molte

restrizioni,

ra del borgo s. Giovanni, convennero con

come Tabolizionedelle monete di Savona,


e dichiarati

lumi

tutti

sodalizi, tutto

clero secola-

savonesi sudditi e vassalli di


1

re e regolare colle sagre vesti, avviandosi

Genova. Nell'agosto 526 se ne impadron la lega traClemente VII, veneti e Frani

quindi processionalmente alla cattedrale.

Succedevano loro

nella

pompa 12 chinee
viag-

cia, alla

quale

la ritolsero

genovesi nel

riccamente bardale, una dellequali con-

i528a'29ottobre;ueli529 vi pass CarV che recavasi in Bologna per essere coronato da Clemente VII. Questo Papa nel 533 dopo essersi imbarcalo a Porto Pisano pervenne a Genova, donde navigando per Marsiglia, con molti cardinali, e conducendo Caterina de Medici sua nipote per isposarla al duca d'Orleans poi Enrico II, a- 19 novembre fu costretto a prendere porto a Savona: ma trovandosi dalla marea incomodato, nel di seguente
io
I

forme l'antico uso de'Papi quando


ss.

giavano, reggeva con altarino portatile la


Eucaristia, venivano poi
i
i

prelati,

ve-

Papa, gli ambasciaprincipi, gli tori di Venezia e Genova, anziani, il podest e molli nobili savonesi. Data la benedizione Paulo 111 si port dal vescovo ad alloggiare e nella sua discovi,
cardinali,
il
i

mora

spesso usc\ a diporto per la


il

ci

borghi, frequentando

volle sbarcare e fu ricevuto nel palazzo

ponte delle Pile per godere l'incantevole e romantica veduta nel declinar del mese giunse a Niz:

acquistatodai Rovere, sotto baldacchino

za colle 18 galere

comandale da Andrea

etralosparodelleartiglieriee suono del-

Doria, che Carlo

V gli aveva inviato a Sa-

campane, dal clero, dal magistrato e numeroso popolo. Il Papa vi si trattenne alcuni giorni alquanto in mal essere,
le

dal

vona per servirlo. Nel ritorno scese di nuovo a Savona a prendervi il breve riposo d'una notte. Successivamente onorarono
di persona

e fu trattato decorosaiueute.Cootiuuau-

Savona, nuovamente Carlo V^

SAV
Filippo
figlia
II

SAV
e nel

Al

re di

Spagna

Caterina, col suo sposo


I

585 la sua CarloEma1

agli alberi, e

sparando morlari.

Fu

rice-

iiuele

duca
la

di Savoia, ai quali

il

vesco-

vo Fieschi
present

in qualit di

nunzio

di Sisto

vuto dal maire,dai magistrati, dal vescovo Muggioli, e da qtiellodi Lodi Berretta che ivi prendeva bagni. 11 Papa vi eni

rosa d'oro benedetta. Di-

tr a* 17 agosto verso mezzod

accompa-

poi conservandosi Savona fedele all'ubbi-

gnato dal maestro


gio

di

camera

mg.'' Gior-

dienza di Genova,

il

senato l'autorizz a
il

Fedelissima. Nel secolo seguente Savona pi


porre nel suo stemma
titolo di

Doria (F.) poi cardinale, scortato dai gendarmi e da altro distaccamento militare. La custodia del Papa fu aildata al
colonnello de' gendarmiCoissard: poi l'eb-

Tolte fu in gravi apprensioni per

la

che arse ne'vicini


ia.
ni

stati

de' duchi di

guerra Savoi

bero

il

conte Salmatoris,il general Cesa-

Immensi

e indescrivibili furono

dan-

re Berlhier (fratello del maresciallo che

e l'orribile spavento cagionato a'7 lu-

glio

1648 dall'esplosione di 1020

barili di

occup Roma nel 798 e detronizz Pio VI), Chabrol prefetto di Montenotte, e
i

polvere ch'erano nel castello di S.Giorgio

il

colonnelloLagorse o Lagosse:

gli

fecero
ar-

perla caduta d'un lukuine,conistrage dei cittadini, du'occa mento e rovina di moltissimi edifizi: gii abitanti

quel trattamento che notai


ticoli,

ai ricordati

compresi dal
il

ove riporto diverse particolarit riguardanti la dimora di Pio VII in Savona.

terrore e dallo spavento credettero

fi-

Smont

al palazzo del
citt,

nale giudizio. Gl'inglesi nel

174^

inutil-

Sansoni maire della

conte Egidio ove alloggi si-

mente bombardarono

nel luglio la citt,

ma

alla fine del

seguente anno fu presa

dal re di Sardegna Carlo

Emanuele
I

III

dopo un assedio

di

99

giorni.

francesi

no al 23 di detto mese (altri dissero a'2 7 settembre pass a quello della prefettura), nella sera del quale d'ordine del governo, si trasfer col detto prelato e quei
domestici, di cui parlai alla biografia, all'episcopio ove stabil la sua dimora. In

d'ordine dell'imperatore Napoleone I se ne impadronirono nel 1809, e ne fecero poi il capoluogo dilVlonlenotte.ln Savona fu che l'imperatore Napoleone I confin per un tempo Pio VII, dopo avere occupati dominii della s. Sede e detronizzato, ed il suo memorabile soggiorno rese \ni\ rinomata Savona, da dove goveri

principio

3oo persone munite

di bigliet-

to furono ammesse ogni giorno alla di lui

messa e al bacio del piede, ma poscia per sospetti la custodia divenne severissinm,
efuronostabiliteguardie di
terno del palazzo,
vista nell'uial di fuori, e

tutto in-

la

Chiesa prigioniero.

torno alla propinqua cattedrale, in seguito dichiarata cappella papale,


tai altrove,

Pio VII ed a Francia narrai quan-

come

no-

to precedette,

accompagn

e segu

la

vio-

Nondimeno

era permesso al

lenta prigionia e deportazione del Papa,

Papa di

strappalo dal Quirinale a'6 luglio 1809, e portalo qua e l; finalmente da Nizza

loggia, che

presa l'alpestre salita del colle diTenda,e corso


il

Monferrato, giunse

alla citt di

due volte al giorno ad una congiunge l'episcopio allacattedrale,percorapartireal numeroso popolo la sua benedizione:questoconcorso continuperlungo tempo, accorrendo fedeli
recarsi
i

Savona
occulto

destinata a sua rilegazione. Nel

\iaggio fu inutile ogni cautela per tenere


il

Papa

montanari dell'Apen-

con religioso zelo, s dallaLiguria,che dalla Lombardia, per vedere Pio VII che la prigionia e patimenti rendevano nell'ui

nino slavano dappertutto ad aspettarlo, e in numerose torme calavano dalle balze per contemplarlo, ed esser da lui henedelli, illuminando le

niversale pi venerabile; talvolta

man-

cando gli alloggi pel gran numero, doverono dormire nelle proprie carrozze. Questo straordinario concorso a Savona, ven-

capanne

e facen-

do suonar

le

campane che appendevano

ne anche prodotto dal ritenere che Pio

43

SA

V
di estasi,

SAV
contro questa mascherala intrusione,scri vendo a'5 novembre 1809 una gravissima
lettera all'ambizioso porporato, in cui gli

onde cos lo I-appi esentarono le immagini sue, di visioni e di miracoli. Certamente il PaVII era favolilo del ilono

pa
la
fri

fu di santa vita, e vero prodigio era

comand

di

scendere da quella sede me-

sua rassegnazione d'animo con cui sofva l'ingiusta persecuzione, e la sollecitu-

tropolitana, n pi ingerirsi nelle funzioni dell'episcopato,

dine intiepidii colla quale provvedeva,an-

laica eragli stato conferito.


tivi scrisse

che sotto
gli
il

la

pi rigorosa custodia,

ai bi-

che dalla sola podest Per egualimoad altri, dichiarando aperta-

sogni de'pastori e delle chiese. Finch

non
li-

fu vietato, Pio VII

si

rec a visitare
di

mente, che la pretesa istituzione senza la conferma pontificia era contraria alle leggi della
s.

santuario della

Madonna

Savona,

Chiesa e lesiva all'autorith della


i

mitandosi a passeggiare nelle sue camere e nell'annesso giardino. Nel luogo di sua residenza astutamente
chetti, e
s'

Sede. Quindi

fedeli

non

vollero ricoi

noscere gl'intrusi vicari capitolari, ed


pitoli cattedrali

ca-

imbandivano bani

si facevano inviti in nome del Papa, senza che v'intervenissero suoi famigliari ricusanti. L'imperatore credeva che Pio VII dolce e mansueto, fosse in ve-

non li vollero accettare nel proprio corpo. A'gottobreiSio il Papa scrisseal pro-vicegerentediRoma una luDgaistruzione,in cui scioglie molti dubbi che gli erano stati proposti, e fiss un
sicuro regolamento pel clero e pei fedeli

ce debole e timido, quelle azioni energi-

che, coraggiose e di singoiar fermezza, doversi piuttosto attribuire a'suoi ministri e


consiglieri, percicur isolarlo per ottene-

re suoi intenti e dominarlo, con richieste


i

accompagnate da promessee lusinghe, ed insieme da tentativi eda minacele; peregli trov maggior resistenza di quello che si era immaginato, salda costanza, buon senso e finodiscernimento. Voleva l'imperatore che vescovi e arcivescovi da se gi
i

che arrogavasi di fare dominante governo francese, ed anche pel Giuramento (V.) che esigeva. Per celebrare il concilio nazionale di Parigi (f^.)^ fu in Savona nel 1 8 i a'9 maggio inviata al Papa una commisin tutte le novit

nell'alma citt

il

sione di prelati per accordare l'istituzio-

nominati alle chiese vacanti diFrancia ricevessero dalPapa l'istituzione canonica,e per ottenerla commise al cardinal Capra ra arcivescovo di Milano di pregarne Pio VII coH'espressa protesta: che il Papa non dichiarasse nelle bolle che quella istituzione fosse di suo moto- proprio, n fatta sulla nomina dell'imperatore. A questa domanda rispose Pio VII a'26 agosto 1809,
con ricusare coslantementedi condiscendere per gravissime ragioni. Allora fu consigliato l'imperatore,

ne canonica, che Pio VII accord condizionatamente e poi protest contro: di lutto parlai nel voi. XXVII, p. 127 e 128, ed altrove. I vescovi deputali furono de Barrai arcivescovo di Tours,Duvoisin vescovo di Nantes,Mannay vescovo di Treveri ad essi si un ancora il vescovo di Faenza Bonsignor nominato alla sede pa:

triarcale di Venezia, e ne avea preso pos-

sesso qual vicario e amministratore capitolare. Questi prelati se

ottennero

l'isti-

luzione canonica condizionata, lo fu pel

quadro lagrimevole che fecero


se prive dei pastori, e

delle chie-

per

le

loro quoti-

sero a vicario capitolare

che capitoli elegesil soggetto da lui


i

diane insislenze, per cui ebbero eziandio


la

nominato al vescovato, che in tal modo- dato del 1801, alle chiese ne rimaneva per diritto investito; quindi Parma e di Piacenza. Indi

piomessa, di estendere il Concordi Toscana, di


in Parigi

nomin

il

cardinalil/^wry (f^.)autoredel

luogo

il

cos detto concdio nazionale.

ebbe E-

sotterfugio, arcivescovo di Parigi,

onde

dal capitolo fu eletto vicario capitolare.

camento ch'ebbe

gualraenle a Pio VII parlai dell'abbocin Savona colcav. Leb-

Altamente Pio VII reclam da Savona

zellero, per gli allari dell'impero ausliia-

SAV
co; ivi

SAV
la

43

pure ed a Francia, rncconlai


di vescovi

de-

vi fosse.

Avendo

poi

la

batttaglia di Lipsia

pulazione di cardinali e
vona, e

a Sa-

in

come

il

cardinal Roverella (/^.)

Sassonia posto fine alla formidabile potenza di Napoleone I,ed avvicinandosi


a Fontainebleau, per marciare su Parigi, l'imperatore nel i8i4estilui partede'dominii della s. Sede a Pio VII,
gli alleati

compil e fece soltoscri vere il famoso breve che approvava iidecretatodall'assemblea de'vescovi di Parigi, che forlunalanali

mente Napoleone I non accett. I cardiche composero la deputazione li noin detta biografia;
i

ed ordin a Lagorse

di

ricondurlo in Ro-

minai
oltre

vescovi furono

ma,ondeparldaFontainebleaua'23 gennaio con mg.*' Bertazzoli. Dopo aver attraversatola Provenza,


il

mg/

Berlazzoli aggiunto ai cardi-

Papaagli

feb-

Papa, quelli di Piacenza, E vreuXjTreveri, Nantes eFaennali quali consiglieri del

braio entr nella riviera ligure di Ponente.

Pernott in Sanremo nel palazzo del

za, essendo

morto prima

di partire

quel-

lo di Feltre; e gli arcivescovi di Tours, Pavia e Malines; la deputazione giunse a Savona a*5 settembreiSi i, eda'20 ottenne il falalebreve, per cui vescovi frani

marchese Borea, e la maltinad'ordine del colonnello fu imbarcalo sopra una filuca, con intendimento di portarlo a Savona, perch le strade erano disastrose, o per
evitarci religiosi applausi de'popoli ligiui.

cesi

per telegrafo Io notificaronoa Parigi,


vittoria riportata sulla chiesa

Ma per

l'insorto violento e pericoloso ven-

come una

tOjfu necessitalo

Lagorse
il

di

sbarca re il Pa-

romana. Giunta di ritorno la deputazione a Torino, 4 vescovi riceverono l'ordine di tornare a Savona, per far nuove do-

pa, e fargli proseguire

viaggio in lettiga
;

e per terra con tripudio generale


te parti

da

tut-

accorsero a torme
il

le

genti ad os-

mande
re,

al

Papa

in

nome

dell*

imperato-

sequiare

capo augusto della Chiesa, al-

ma

inutilmente, ricusandole Pio VII.


le

Narrai ancora a Pio VII


fatte nelle

perquisizioni

sue camere

e la separazione

zando voci di lieta esultanza. Tutto il littorale fu un continuo trionfo, inconhandoprocessionalmenle il Papa que'di Porlo Maurizio, d'Oneglia,di J3iano, di Al-

de'prelali

Doria e Bertazzoli, e prigionia

d'alcuni suoi famigliari, non che il divieto


di avere corrispondenze, e ci pei brevi

benga ove ripos la notte nell'episcopio. Giunse il santo Padre ai confini del territorio di

emanali contro

vicari capitolari, e

per

Savona

a'

16 febbraio e
e staccali

vi

fu

le dichiarazioni sui

giuramenti.
la

Avendo

accolto dal clero, da* sodalizi, dal popolo


e dalle
li

Napoleone
glesi

concepito

sua gigantesca

bande musicali;

caval-

spedizione in Russia, temendo che gl'insottratto

dalla carrozza tra le pi fragorose ac-

con un colpo di mano gli avessero il Papa da Savona, all'improv"viso ordin a Lagorse di condurlo aFonlainebleau, ci che saputosi dai savonesi
si

ctamazioni e salmodie, a gara con cordoni di seta per 3 miglia trassero


pontificio.
il

cocchio

Tutta

la

strada era abbellita

d'archi, di festoni, di ghirlande; sparsa di


fiori e di

ammutinarono
quindi
a'

in aspetto minaccioso,

e dovette Pio VII con dolci parole quietarli;

fiaccole.

io giugno segretamente fu
il

travestito di nero e sotto

nome
al

del ve-

acqueodorose, ed illuminata con Entrato Pio VII nella chiesa cattedrale, dopo la benedizione col ss. Sagramento, comparlila dalcardinal Spina ar-

scovo d'Albenga trasportato


stino, facendogli trovare a

nuovo de-

Stupinigimg.'

Bertazzoli per tenergli compagnia. A' sa-

civescovo di Genova, il Papa bened solennemente l'immensa moltitudine commossa di tenerezza filiale, ed alloggi co-

vonesi

si

nascose la partenza acci non l'impel

me
1

lai.' volta nell'episcopio. iNapoleone


si

pedissero, per l'afletto e venerazione che

sebbene avesse dello che il Papa

ricon-

aveano

Papa, continuandosi nell'epi-

ducesse in

Roma, nondimeno

volle tratte-

scopio a praticarsi tutte quelle cose

come

nerloa Savona, finch pei rapidi progres-

44
si

SAV
armate
alleate,
si

SA V
vide costretto a
la la

delle

Relazione del
l'ab.

i^iaggio d Pio

T'IT n Ge-

resliliiirgii

eireltivamente

sua libert,

nova j

Semeria, Storia ecclesiastica

ed

tJoiTiiiiutidorainii ecclesiastici
1 1

con de-

della Liguria j con notizie sulla chiesa e


vescovi di Savona. Del ritornodi Pio

creto dei o marzo. A'

marzo mentre

tutta la citt era illuminata per l'immi-

per

la 3.^

volta a Savona, e della coroio

nente solennit dell'apparizionedella

Ma-

nazione della Madonna, anche


tai alla

ne trat-

Savona, e mentre le pubbliche strade e piazze risuouavano di cantici e invocazioni divote, giunse da Parigi una stad'elta con letteredel governo imperiale, al prefetto del dipartimento marchese

donna

di

sua biografia, e nel voi. XVII, p. 244} "" che a Genova. Nel 1 8 1 5 Napoleone I dall'isola dell'Elba si rec di nuo-

vo in Francia per riprenderne l'impero,

mentre Murat

re di Napoli minacciava lo

Antonio Brignole Sale,ealcolonnello Lagorse, colle quali si annunziava che sua


Santit era libero di recarsi in

stato pontificio, per impadronirsi della

persona di Pio VII, il quale part


s

diKoma

Roma, in-

rifugi in

Genova

per savie considera-

caricando
gli

il 2. d'accompagnarlo sino aavamposti delle armate alleate. Partecipatosi subito il contenuto aPio VH,

zioni, accolto dal re di

Sardegna Vittorio Emanuele I con tutte le distinzioni. Qualche giorno dopo il suo arrivo nella metropoli ligure
della citt di
,

e pregatolo de'suoi ordini per

la
il

parten-

vennero alcuni deputati


il

za nel giorno seguente, rispose

Papa

Savona a cooiplimentare

domani non

si

parte,

la festa

di Nostra

santo Padre

e per pregarlo di onorare


loro pa-

Signora della Misericordia protettrice di questa citt, vogliamo celebrarlo in Savona, e


si

nuovamente colla sua presenza la


tria,

e dar loro la consolazione di veder


la

partir

il

giorno dopo. Part real-

da esso eseguita
losa

funzione tanto deside-

mente

nella mattina seguente, alla vol-

rata d'incoronare la statua della miraco-

ta di Piacenza con dispiacere de'savonesi,

Madonna

della Misericordia,

che

si

a cui dichiar

la

sua paterna all'ezione e

gio trionfale rientr in

bened replicalaraente, quindi con viagRoma a'24 maggio con isplendidissima pompa. Nel i ."concistoro
L^io

venera 4 miglia lungi dalla citt nella valle di s. Bernardo. Il Papa gli accolse benignamente, e con grande amorevolezza

dimostr quanto ci bramava. Avendo su


ci
il

VH

altamente lod

la

piet

cardinal Pacca interpellato


la

il

re, se

de'genovesi, milanesi e torinesi, che ac-

poteva eseguirsi

funzione tranquilla-

corseroa Savona per vederlo e venerarlo, con ogni manifestazione d'onore. L'at-

mente,
sistervi.

il

piissimo

monarca

rispose

noa

solo alliermativamente,

ma che voleva asil

taccamento per de'savonesi verso di Noi, tanto pi commendevole , quanto pi lunga e pi grave stata la cattivit, che

Part

dunque Pio VII da Genoagli

va per Savona
viaggio fu

8 maggio, e lutto
il

un continuato

e solenne relilittorate fu

abbiamo sopportato

presso di loro ".Nes-

gioso trionfo, poich tutto

sun conquistatore col terrore delle armi ottenne giammai segni maggiori di osse quiodi quelli, che la divozione de'popoli tribut a Pio VII prigioniero. La storia interessante del lungo soggiorno di Pio VII a Savona, e di quanto ivi oper, co-

pieno di popolo, tutte

le finestre delle

ca-

se ne' molti villaggi che travers

erano riccamente addobbate. S'incontravano di tratto in tratto archi trionfali, e lunghi


viali d'alberi

applausi e

la gioia della

appositamente piantati. Gli moltitudine chie-

me

del suo ritorno per coronarvi la B.

dente
le

la

benedizione, assordava l'aria ec-

Vergine deilaMisericordia,ollrei suoi biogral, la fecero l'ab. Bellomo, Continuazione della storia del cristiane Simo ;'\\ cardmal Pacca uellc Memorie slorichey e nel-

cheggiante dalle musiche, dal suono delcardinali precederono


rio,

campane, dal rimbombo de'spari. Sei il Papa al santua-

lo seguivano,

eoo 8

prelati, olirei

SAV
ceremonleii;
il

SAV
4
car-

i9

pontificio treno di

rozze era accompagnatoclaileguardie reali.

nova processionalmenle port dall'altare maggiore la preziosa corona d'oro gemmala, e


to,
il Papa la bened col consueto riche descrissi a ConoNAzmNE delle sagre IMMAGINI, e quindi la pose in capo alla

La guardia

nobile formata a Savona,

con alla testa il governatore, incontr Pio VII a Varazze. Giunto il Papa presso il convento de'cappuccini, 60 ciltadi* cavalli colle ni vestiti di nero staccati
i

statua

marmorea

della

ss.

Vergine, tra

il

braccia trassero

la

carrozza alla catledra-

le,essendoalle porle diSavona archi trionfali colle

suono delle campane e de'musicali stromentl, e le salve de'mortari. Pio VII intuonato il Te Deuiy piangendo di tenerezza, singhiozzando recit
to
le

statue de'ss. Pietro e Paolo, col

orazioni tut-

pontificio slemma. All'ingresso della chiesa


i

commosso. Indi
la
i

il

sagrsta mg.'

Menoil
i

cardinali riceverono Pio VII, che


la

chio celebr

messa, che ascoltarono


i

poi die
lo.

benedizione col

ss.

Sagramen*

Pass quindi all'episcopio sua antica e comparti la solenne benedizione apostolica dalia tribuna o loggia
ri legazione,

Papa, reali personaggi^ cardinali, prelati. Pio VII bened l'immenso popolo
nella chiesa e nella piazza, e passalo nel

che sovrasta

la piazza.

Nel d seguente acchierici e


il

contiguo ospizio de'poveri coi nominati principi, ricev dal presidente del luogo

compagnato da 8
seminaristi.

cardinali e dai prelati,


i

una medaglia d'oro


ti

un

libro esprimen-

celebr la messa e comunic

le

apparizioni della B. Vergine; ai so-

Giunse

il

re a visitare

Pa-

vrani, ai cardinali e agli altri diedero anelli e

pa,

il

quale per

fargli grata sorpresa an-

medaglie benedetti. Per eseguisi

d a incontrarlo sulla
VII sollevandolo
glia M.^ Beatrice

piazza, ove
i

si

pro-

ta coronazione

verific la predizione di

str a terra per baciargli

piedi,

ma

Pio

lo baci in fronte: la fi-

una pia contadina della diocesi. Cos ebbe compimento una funzione, che riusc nel

duchessa di Modena, con


il

suo complesso augusta e maesto-

divozione

gli

baci

piede

gii astanti

sa,
il

a maggior gloria della

Madre

di

Dio,

\ersaroho lagrime di edificazione, per vedere reso un omaggio con tanta pubblicit.
la

cui patrocinio

sa
la

anche a favore dellaChietante volte Pio VII avea invocato nel-

Destinalo

il

giorno io maggio per


il

sua cattivit, e riusc indelebile pei saal

coronazione, part

Papa coi cardina-

vonesi e per Liguria tutta. Tuttala stra-

li Matleie Spina alla volta del santuario con 3 carrozze e preceduto dal re, colla figlia e il principe di Carignano poi Carlo Alberto,seguito dalla regina d'Elruria

da che conduce
le

santuario fu ornata, e
illumi-

9 cappelletteche s'incontrano

nate e decorate. Ritornato a Savona, nell'istesso giorno il Papa vieppi si rallegr,

col figlio poi

duca
di

di

Lucca

e la figlia

per

la notizia

che Murai sconfitto dagli

ora principessa

Sassonia. Nel presbite-

austriaci fuggente

avea sgombralo

do-

rio a destra dell'altare

maggiore era

il

tro-

minii della Chiesa. Neld seguente

il

Pa-

no pontificio, alla cui sinistra presero luogo io cardinali e dietro prelati, e la corte papale nel resto del presbiterio, in uno
i

pa celebr

la

stiniane, e visit

messa dalle monache agoil porto di Vado. Savo-

al

capo anziano e al governatore della


questo
si

cit-

t. A. sinistra di

collocarono la

regina col figlio e


laustra,
il

la lglia, fuori della


il

ba-

re, la

duchessa e

principe nola

na con replicate illuminazioni e in altri modi, entusiaslata solennizz questo ulteriore soggiorno del sovrano Pontefice,' le cui virili avea lungamente ammirale nel tempo della prova, ed a'i 2 giorno di
sua partenza rest afflitta pel suo ritorno a Genova, solo confortata dalle ripetute benedizioni. Tornato a Roma, Pio VII
celebr la coronazione con allocuzione e

minati.
sa, tutti

Dopo

celebrata dal

Papa

mes-

s'avviarono alla nobilissima cap-

pella sotterranea della

Madonna di Savo-

na.

Il

cardinal Spiua arcivescovo d Ge-

46

SAV
Nel

SAV
Frodonio , nel 4^3 Annecio al cui tempo e nel 486 Gondibaldo redi Borgogna infestando la Liguria, s'impadron di Savona, ed al quale

con quelle parole che riprodussi nel voi. XXVllI,p. 332, e colla coniazione d'una medaglia monumentale, in cui da un
Jalo
l'etigie

4^0

fu vescovo

del Pontefice, e sotto l'epiislo.

grafe

Dedit gloram in loco

Nell'e-

dopo

sergo inciso: Deiparae Simulacrum Sa-

vonae solemnl
scio
si

rilu Coronavit.

Nel rovetri-

le depradazionifu tolta nel 489 da Teodorico re de'goli, che quasi la distrusse, indi soggiacque alle altre barbariche

vede
di

la

Religione genuflessa con


la

irruzioni, di cui fu segno la riviera ligure. II

legno, in allo d'ofliire

corona

alla B.

vescovo Pastore nel 5oi interven-

Vergine

Savona, ed ha

nella sinistra

ne

al concilio

romano, Pietro

lo era nel

la croce. Il tipo e le epigrafi

sono del cav.

Gio. Gherardo de Rossi.

547 forse a suo tempo e nel 558 respir Savona quando Narsete per l'imperatore greco la ricuper; fu riparata e restituita al

La fede cristiana
era da
s.

riferisce

Monti

fu pre-

dicata in Savona, nell'anno

46

di nostra

suo lustro,

ma

nel

566

Alboila

Siro discepolo di

s.

Pietro apo-

no

re de'iongobardi se

ne impossess e
i

stolo ei. vescovo di Pavia, e confermata in essa da

fortific, e di

nuovo

la ripresero

greci.

S.Barnaba apostolo e dai

ss.

IVazario e Celso che egualmente vi pre-

Natanallo era vescovo nel 571, Martino nel 591 gi di Accia in Corsica, Monta-

dicarono
era

il

vangelo.

La

principale chiesa

un tempio

idolatra e fu dedicata alla

no del 60 cra t. 4,
la

I .

Con

questi XJ^helWy Ita Ha sa-

p-

B. Vergine di Priamar,
la torre eretta

come contigua

al-

vescovi di

730, incomincia la serie dei Savona, sebbene afferma che


s.

dal capitano cartaginese

sede gi esisteva a'tempi di


al chiostro; nel

Ambro-

di tal

nome,
si

la

quale torre convertita in


il nome, e poi Maria si vuole
:

gio.

Palemone monaco del 602 dopo due

Castello, la chiesa ne prese


il

Castello

disse di
1 il

s.

che Costantino

grande, recandosi nel


nella Serie crono-

3i3

Milano

e vedendola cadente la rie-

dificasse. 11 can.

Bima

677 BeneVadens{s;ae\'j 01 altroAnnecio,nel 737 Remo, nel 773 Igiulfo, neir8o3 Pietro, nelr8i3 Pastore, nel!' 84 Meninone, nelanni ritorn
detto che Ughelli chiama Episcopus

logica de' vescovi de* slati del re di Sarde-

gna, dice che

vi fu eretta la

sede vescolo

1*875 Agatone, 11^901 Pietro, nel 977 Giovanni longobardo appellato talvolta

vile sufiraganea di

Milano, e poi
lo

diven-

ne

di

Genova, come
la serie

tuttora. Inco-

mincia

de* vescovi con Imerio nel

3i2j che
di nel

trovasi sottoscritto in

un mss.

Inierius peccator Episc. Savonensis. In-

377 Bonoso, nel Monti narrando l'invasione d'Unnericore de' vandali nel 4^ ' dice che voleva costringere Savona ad a-

347

Anello, nel
Il

417

Tiberio.

dorare di nuovo

falsi

numi

e la statua

d'un drago, mai santi vescovi Vindemia* le, Fiorenzo e Eugenio esiliati nella persecuzione dall'Africa, sostennero energi-

Savona, ed con privilegio riportalo d Ughelli, conferm beni della chiesa. Pisano del 963, Giovanni del 967, Bernardo savonese del 992 ottenne privilegi e donazioni da Ottone III. Nel 999 Giovanni, cui successe nel ioo4 altro Giovanni, nelioi4 Ardemoneo Ardeinaro che fu caro a s. Enrico li e gli accord un privilegio singolare a vantaggiodella mensa. Nel 1028 Aniellino o Anvescovo
di

Vado,

tale altra di
I

a cui l'imperatore Ottone

Cellino,

neh 046

Brixiano; nel

1049

'"^*

camente la fede de'savonesi, e sommersero in maredetta statua. Cherestato Eugenio in Savona, visse santamente e mor nell'isola di

Vado

Sabbatio, ed

il

suo

Amico, nel 1080 Giordano savonese, nel 098 Grossolano poi Iraslato a Milano, nel Ilio Guglielmo, nel i 9 il ca pitolo elesse il b. Ottaviano monaco benedettino di Pavia, che Dio illustr anche in
1
i

corpo

si

ripose nella cattedrale di Noli.

Tita col

dono

de' miracoli. Questi trov

SAV
gravi (Jisgusll
,

SAV
il

47
meBru-

perch

b.

Amico avea

la diocesi, e l'eresse in

vescovato, od a

donato molti beui


rio di Noli,

ai canonici della catte-

glio dire Noli essendo stala unita a

drale, col diritto deile

decime nel territoa condizione che vivessero in


famiglia; ilclie

guato

(di cui riparlai

pi di proposilo a
dichiar indi-

Sarzana alla quale trovasi unita) dal predcccssoreGregoriolX,egli


la

comuoeaguisadi religiosa
pri proventi e
re.
il

nonosservandosi ciascun canonico co'pro-

Volendo

il

decime vivea in particolab. Ottaviano ripristinare


diflcoll,

pendeulemente sede vescovile, diminuendo quella di Savona. Rollino d'Asti fu eletto nel
1
1

278,

al

quale fu surrogalo nel

convitto canonicale e l'antica osservan-

296

il

savonese Enrico Ponzone prepoi

za, incontr

non poche
i

per cui

spogli delle rendite

ripugnanti, finch

dopo 3 anni ripresero la vita comune, secondando lo zelo del pastore; il b. Ottaviano assai limosiniero mor nel 1 128 e
si

3o3 fr. GualterodeMans francese domenicano, nel i3o5 Giacomo Caradengo di Niella, neh3i7 Federico Cibo nobile genovese, neh 34^ fr. Gerardo Vascone di Bergamo agostisto della cattedrale. Nel

venera nella cappella dis. Stefano nella


i

niano, che giov non poco alla sua chiesa

cattedrale, ed

savonesi ne sperimenta-

ed

al

popolo, massime nell'orribile pe-

rono, nelle pesti e altre calamit, senjpre


l'efficace patrocinio.
Il

stilenza

deU348;
s.

egli trasse dalla soligli

lodato can. Palenel

tudine di

Bartolomeo del Bosco


s.

a-

mone
Asti
:

Luigi

Bima pubblic

1846
i

in

gostioiani romiti, collocandoli in

Ste-

Brevi cenni sulla vita del beato Oti

fano fuori della porla Guarda, e fu glo-

taviano vescovo diSavona.^e


successe
b.

28

sles-

so divenne vescovo Idizioo Ardizio, cui

non meno per dottrina, che pel candore de'costumi. Antonio de'marchesi di
rioso

Vidone Lomello che fu al Laterano deli 179; nel i i83 Ambrosio del Carretto figlio del conte Enrico il Gae/c/o,chefuda Papa Urbano IH
il

Saluzzo, e di Leonora di Savoia, fu poi

concilio di

delegalo a ridurre a migliore osservanza


il

neh 876 fr. Domenico de Lagne, domenicano teologo insigne; nel i384 Antonio Viale genovese, nel 1894 Giovanni Firmano di
arcivescovo di Milano; indi

rilassato
la

monastero

di

s.

Quintino di

Fermo chiamalo Ugucciolo


Sinigaglia, ottenne

Spingo,
scovile,

quale abbazia poi soppressa ne


i

vennero applicati

beni alla mensa ve-

dulgenze per
scoli nel

la

e traslato da da Bonifaccio IX incattedrale, e pass ad A-

con diverse obbligazioni alle par*

Piceno.

Neli4o5 F. Filippo O-

rocchie adiacenti del monastero. A Uro sa

gerio francese,fu al concilio di Pisa e traslato a

Tonese

neh 198

fu vescovo, Bonifazio del


al

Damasco; per cui da Alesqui venne

popolo il gius su Signo; neh 199 Guala, neh 200 Elumosino gi prevosto d'Asti, ed eletto dalla pi parte del capitolo; neh 202 Antonio SaCarrellOjche cede
luzzo nobile savonese, trasfer nella cattedraleil corpo delb. Ottaviano.

PielroSpinola nobile genovese, poscia dall'antipapa Benedetto

XI l nominato

ar-

civescovo di Cagliari.

Neh4i3

Vincen-

zo Viale genovese lodatissimo pastore, al

Neh 206

Pietro virtuosissimo,

neh 221 il b. Bartolomeo di Novara a cui Onorio III permise di ritenere la prebenda che godeva
per
la

tempo Eugenio IV con diploma conferm leimmuuil del prepostoe capitolo di Savona. Da Sagona vi fu trasferito nel 1443 Giambattista Calderiui, genovese
cui

povert

in

che era caduta

la

chiesa

di Savona, che djovette difendere ne'suoi diritti.Mortoneh2 3ogli fu sosti tutoEnrico, indi nel 124? Bonifacio, nel laSi Corrado d'Ancisa, sotto il quale Innocen-

o savonese, prudente, erudito, giureconsulto, .governatore di Todi e altre citt pontifcie, pass poi ad Albenga. Paolo
Il

nel

battista

sialo
ni,

1467 a'25 aprile nomin GiamCibo genovese, da Sisto IV traneh 47 2 a Molfetta secondo alcual

zo

IV

disgiunse

la

plebania di Noli dal-

meglio

due

di altri di JMelfi, e

suo

48

S A

V
nomed'/1

SAV
re*

successore nel pontificalo col

Per sua rinunzia neh 58 7 gli succesFrancesco Costa patrizio d'All'epi-

nocenzo Vili. Gli surrog Sisto


parente
nicano
fr.

V il suo

se Pietro

Pietro

Gara savonese dome-

benga che restaur decorosamente


scopio, e mossi da* suoi impulsi
si
i

i6 settembre, nel cui sepolcro si legge il titolo di conte, pel dominio temporale die vescovi per privilegio impea*
i

savonela

principiarono dai fondamenti

nuova

cattedrale; d soavi miniere, merit che

riale ebbero sulla citt. Nel i499 l'assegn a'20 aprile il vescovato in favore del

Paolo

lo spedisse

nunzio a Torino ove

rest 18 anni con onore. Nel

1624 Fran-

cardinal Giuliano della /?orere savonese


poi Giulio
II.

cesco M.' Spinola nobile genovese, e teatino che incontr gravi vertenze cogli ordini e governatore della citt per la pre-

Prima

di esserlo,

a'38 gen-

naio i5o2 rinunzi in favore del nipote Galeotto della Rovere di Lucca, e figlio
di sua sorella,
lui

minenza

nelle

pubbliche funzioni, e

sic-

anche vescovo

di Noli e

da

come

il

governatore Passano pretendeva


la

a'7
il

Anche egli rinunzi marzo i5o4> e Giulio II gli sostitu parente Giacomo della Rovere savonecreato cardinale.

collocare

sua sedia nel presbiterio incoro e


l'aitar

contro alla cattedra vescovile, nel i64i


interdisse
il

maggiore, cengli

se, gi

vescovo di

iVIileto.

Giulio

li

nel

sura che irremovibile lasci sino alla morte


:

i5io
de
al

confer la sede al cugino cardinal


1

in seguito di

questa vertenza

fu

Raffaele RariOf che nel 1 5

6 cede

la se-

intimalo d'uscire dalla citt e ritiratosi ia


Albisola, o Albizola (/^//>^ Docilla sul

consanguineo
di

Tommaso

Riario sa-

Me-

vonese, decano della metropoli di Pisa, or-

diterraneo, ad una lega da

Savona o me-

nato
1

528

fu fatto

prudenza, integerrimo e pio. Nel amministratore il cardinal

no: alcuni dicono Sisto IV nato a Celle 5 miglia lungi da Savona; altri lo vogliono
nato ad Albisola, cos affermano
lio II),

Agostino Spinola (^.) nato in Savona, che resse pel suo vicario, facendo l'ordinaria residenza in Roma come camerlengo,

di

Giu-

innalz nella chiesa parrocchiale

la cattedra

che

in

memoria
il

dell'avveni-

ma morto

nel

Savona

e sepolto

iSSy fu trasferito ia nella tomba di sua fa-

mento
vona
ni,

tuttora conserva. Richiamato dal


1

l'esilio nel

653

fece

suo ingresso a Saacclamazio-

miglia. Gli successe Ettore Fieschi nobi-

in

mezzo

alle universali

lissimo genovese, celebre giureconsulto,

facendosi illuminazione generale.

Go-

Semeria chiama padre de'successivi 3 vescovi di Savona ; invece riporta per vescovo Giacomo Fieschi il Rima, e lo dice fratello de'seguenti vescovi al suo tempo la cattedrale antica e maestosa, fu atterrata per rediflcazione del forte. Nel 1 546 Nicol Fieschi, che ottenne da Paoche
il
:

vern santamente pi di 4o anni e mor neh 664- Alessandro VII gli sostitu Stefano Spinola nobile genovese somasco, e consultore di varie congregazioni di Ro-

ma, come pieno


egregio pastore.

di meriti e di dottrina,

lo

IV

la

chiesa de'conventuali di S.Fran-

cesco

la

quale per molti anni serv di cat-

Francesco M.* Durazzo nobile genovese e teatino, celebr il sinodo neh 699 il quale ancora in vigore, e fu encomiato vescovo. Gli successe

Neh 683

tedrale. Per sua rassegna nell'islesso annOjil fra telloAmbrosio Fieschi fu vescovo.

neh 722 Agostino Spinola

patrizio

genovese somasco, traslato da Alacelo, dotto, pio,


stica,
il

Gregorio XI II elesse nel i SyG Cesare Ferreriodi Biella de'signoridi Boriana trasla-

zelante della disciplina ecclesiacui busto


la
si

to in 1 vrea, e nel

58 1 nomin Domenico

dentro

cappella di

vede nella cattedrale s. Giovanni Nepo-

Grimaldi patrizio genovese trasferito a Cavaillon e poi ad Avignone. Da Moriana


vi pass nel
1

muceuo. Nel 1755 Ottavio M." de'Masi


patrizio genovese, dotto somasco, valente predicatore, limosiniero a

584 Gio.

Battista Centurio-

segno che
il

si

ni uobile genovese, vigilantissimo pasto-

spogli di tulio,

uou lasciuudo che

mi-

SA V
sero letlo in cui giaceva, perci

SAV
da
lutti

49
di Francia, e dei
figli

aptid Saponaria/I e Tnllense, in presenza di Carlo


1
il

amato

e compianto. Nel

1776 Domenico
risto-

Calvo re

Gentile, patrizio genovese, saggio e be-

suoi nipoti Lotario e Carlo

dell'im-

nemerito per avere sontuosamente


rato l'episcopio e riedificato
il

peratore Lotario I, e perci de' sovrani


de' 3 regni, assistendovi
i

seminario

vescovi di 12

che ampli e rese elegante. Per sua rinunzia nelj8o5 Pio VII trasfer da Sarzana fr. Vincenzo M.* Maggioli patrizio genovese e domenicano, dinante il cui governo il Papa qua! prigioniero dimor in Savona. Pio V 1 colla bolla Dominici gre1

Provincie.

Furono fitti 3 canoni, la mag1

gior parte de'quali riguardano affari particolari.


11

i.

ebbe per iscopo


la

di

procu-

rare che fosse conclusa


il

pace tra Carlo 1

gis^Q^W 8 dicembre %io,Biill.Rom.cont.


1

t.

i5, p.

35f

essendo in tale anno per

lui fatto

vescovo Giuseppe Vincenzo Ai-

renti di Dulcedo, un a

Savona

il

vesco-

Calvo e suo padre Luigi II imperatoGermania. Il 1 ordina l' unione tra' vescovi, e che si tengano sinodi interrotti da qualche tempo per la discordia che regna tra'principi. Nel 3.** si felicitano detti Carlo I e nipoti Lore e re di
i i

vato di Noli (^.), onde il vescovo s'intitola di Savona e di Noli : nella sala del-

tario e Carlo, per

la

concordia e pace tra

loro. Nel 4- viene rimesso al giudizio di

Papa celebrava la mesmemorabite sua dimora, gli eresse un busto marmoreo con analoga iscrizione. Trasferito neli83oa Genova, nel 833 Gregorio XVI gli surrog A gostino M.^de Masi nobile genovese, che fu amato dal clero e dal popolo. Per di lui morte nel concistoro de' 24 gennaio
l'episcopio,
sa,

ove

il

per ricordare

la

Venilone arcivescovo di Sens e di 3 vescovi, l'affare di Tortoldo gi diacono di Sens, che avea voluto ingerirsi di fare le funzioni vescovili a Bayeux. Il 5. Ordinai che il suddiacono Anscario,che avea voluto prender possesso della chiesa di Langres, essendone ancor vivo il vescovo, do-

manderebbe perdono e sarebbe ammesso


a prestar giuramento che non lenlerebbe

84^p*econizz l'odierno vescovo mg.^A-

lessandro de'conti Riccardi di Netro,nato


inBiella,cav. de'ss. Maurizio eLazzaro,ca-

mai pi nulla
falla dal re

di simile.
I

Nel 6. "sull'accusa

Carlo
fatti

contro l'aicivescovo
processi a
si
il

nonico della metropolitana


diocesi di
circa

di

Torino, ed

Venilone come ribelle, venne ordinato che


gli

elemosiniere del re Carlo Alberto.

Le due

sarebbero
Il

norma

dei

Savona

e Noli

si

estendono in

canoni.
zi al
i.**

7.

ordina che

citer innan-

34

miglia di territorio, e contengo-

concilio Attone,

quale di sems.

no pi di 28 luoghi. Ogni nuovo vescovo tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 235, ascendendo le rendite a pi di 1900 scudi. La Civill cattolica nel t. g,p. 543, parla eWa Storia del comune di Savona scritta daFrancescoTorteroli savonese, Savona 1849- ^^ critica
la biasima, la qualifica scritta

plice

monaco

dell'abbazia di

Germana

d'Auxerre,era stato fatto vescovo di Verdun, elezione non regolare. L'8. e il 9."
riguardano
i

bretoni

viene proibito a'io-

ro vescovi di sottrarsi alla giurisdizione


dell'arcivescovo di
litano, avvisandoli altres di

Tours loro metroponon aver co-

con

ispirilo

munione
il

cogli scomunicati, e di esorlare

un suo fine particolare, in breve la chiama diceria della grandezza d'Italia una e indivisa.
di parte, per

loro re Salomone a mantenersi fedele al

re Carlo
nicati,

L Sono pure

avvisati

gli

scomu-

che viene loro accordato tempo di

SAVONNIERES. Antico luogo di Francia presso Tool nella Lorena , nel quale pi non rimane che una chiesa dedicala a
lio a'
1

s.

Michele. Vi fu tenuto un conciVOL. txii.

dopo il quale verranno fulminati col pi terribile anatema. Nel 0. furono letti 6 capitoli del concilio diValenzanelDelfinatodeir85D,
pentirsi fino al i. concilio,
1

4 giugno 859, chiamato Concilium

sulla grazia, sopra de'quali alcuni del par-

So
tito

SAX
d'Incmaro vollero fare alcune rimoma Remigio di Lione li quiee il concilio pronunzi che questi ar;

SCA
Brescia, fin dai pi verdi anni vest l'a-

slrnnze
t,

bito dell'ordine de'piedicatori, in cui ot-

tenne per

la

sua rara dottrina diversi o-

ticoli

sarebbero esaminali neh .** concilio dopo rislabilila la pace; furono pure letti I o canoni del recente concilio diLangres.

iiorevoli gradi; insegn in

Cremona

e in

altre citt di
so,

Lombardia con

tale succes-

che
i

fu

annoverato Ira'pi

insigni teo-

Nell'i

si

scongiurarono Carlo
la

Ropri-

logi e

pi famosi oratori del suo tem-

dolfo arcivescovo, per

croce e pel sanil

po.

Siccome poi ad una profonda erudi-

gue

di

Ges

Cristo, di conservare
s.

zoneaccoppiava una soda piet, gran pru-

vilegio d' un'abbazia di

Benedetto, di

cui quell'arcivescovo erasi impadronito.

denza e pari 7elo per la purit della fede, il suo merito fu conosciuto nella corte di

Nel 12. fu data commissione ad alcuni


vescovi di compilare degli statuti particolari

Roma,
sitore

per

le diocesi.
i

Finalmente

nel

3." fu

e Clemente Vili lo nomin inquied incaric d'invigilare sulla condotta degli eretici nelle diocesi di Pavia,

stabilito

che vescovi,! quali hanno assisti-

di

Cremona
egli
si

e di Milano. In quest'in) pievi-

tempo hanno contratto un'unione di suffragi comuni agli tmi e agli altri, durante la loro vita edopo la
lo al concilio,in pari

go

diport con una saviezza e


gli

gilanza che

fecero onore. Paolo


io fece

V chiaal-

matolo a R.oma
s. offizio.'

commissario del
si

loro morte, ed ordina che celebreranno la

In questo
di

nuovo posto die

messa

gli

uni per

gli altri

nel

mercoled di

tre

prove

sua

abilit, e

fece de'po-

ciascuna settimana. Cowc/V/or.

SAXO,
che
si

t. 8,p.647' Cardinale. V. Sasso.

tenti

amici nel sagro collegio. Colla sua


Colosseo, alcuni

vigilanza pot impediieche nel luogo detto leSelle sale presso


il

SAXOLO,

Cardinale. Tra'cardinali
al concilio celebrato

trovarono

da

s. Paolo I nel 761, vi fu il cardinal Saxolo dell'ordine de'preli e del titolo di s.

empi sagrifcassero un innocente bambino al demonio per averlo propizio, facendo arrestare gl'iniqui neli' atto di commettere
l'orribile delitto,

Ciriaco.

quindi furono

SBlDAoZUDA. Sede vescovile d'Isauria nel patriarcato d'Antiochia, sotto la

impiccati. Pe'servigi resi alla religione cogli scritti e

con l'impegno onde esercitauffizio.

metropoli di Seleucia, eretta nel

V secolo.
Prot.

va

il

grave suo

Paolo

agli

Conone suo vescovo

sottoscrisse la lettera

gennaio 1621
s.

lo

cre cardinale prete di

sinodale del concilio di Calcedonia all'im-

Clemente

e vescovo di Melfi e
il

Rapol-

peratore Leone, sulfassassinio di

s.

la, dove

celebr

sinodo, stabil la con-

tero d' Alessandria. Oriens christ.


p.

gregazionedeila dottrina crisliana,accreb-

1027.

be
Cirro, Milizia e Fran-

le

rendile della

mensa episcopale
in

e soi

SCIRRO. F.
cniGiE.

stenne con sacerdotale intrepidezza


ritti di

di-

sua chiesa, a cui


altri benefizi.

gran numero

SCABlNO,iSrrtZ'/5. Antico magistrato,

compart
rio

Giudiceo Governatore (F.) delle citt e Provincie, ed anche officiale del Alimi'
cipio [F.) incaricato dell'ordine pubblicitt.

XV

lo trasfer a

Nel 1622 GregoComo, che rinunzi

per potersi tutto applicare alle congregazioni e agli alluri di

co e dell'amministrazione della

In

minare

del

1626

fu

Roma, dove sid terchiamato da Urbano


2."
si

Germania

vi

ebbero scabini anche nelle

Vili. Intervenne a'conclavi di questi due

universit, ed in altre civiche corporazioni. A'. Conte, Comunit'

Papi, ed all'elezione del


.stantemenle contrario.
te

Comune, Placi-

Fu uomo

mostr codi men-

to ed

relativi articoli.

quadra

e di talento sottile e penetranle,


i

SCAGLIA
nobilmeote

Desiderio, Cardinale.^ alo

grato verso

benefattori, oficioso cogli

in

Cremona, e originario

di

umici e dotalo d'incomparabile aUbilit

SCA
e cortesia, congiunta a soverchia munificenza e splendidezza. Per aggravato dai
debiti,

SCA
fanno provenzale, fondatore o
i.

5i

nnndo I re d Napoli, per opera de'hancesi. Vanta Scala il b. Gerardo, che altri
rettore

non meno che

dall'et e dalle fa-

tiche, fin di vivere settuagenario in

Ro-

dell'ospedale dell'insigne ordine Ceroso^

ma
s.

nei 1609, e fu sepolto nella chiesa di Carlo a| Corso con nobile epitaflio, postovi dal suo nipote Deodato Scaglia vescovo d'Alessandria, che l'aveva succedu-

limitano [F.). Di pi, fu in questa citt

che
la

s.

Alfonso di Liguori nel 1782

istitu

benemerita congregazione del

ss.

Re-

dentore (y.). L'evangelio fu predicato dai


discepoli degli apostoli nel
stra era,ed
sa quella
s.
i

to nella chiesa di Melfi.

."secolo di no.'

SCALA,
regno

Scalae.

Citt vescovile del

fedeli

costruirono per i
in

chie-

di Napoli, nella provincia del

Prin-

che dedicarono a Dio


i

cipato Citeriore, distretto e capoluogo di

Sisto

onore di Papa del 32,dis. Lorenzo e di s.

cantone, a 3 leghe e presso


lerno, alle falde di

il

golfo di Sa-

Eustachio.

Da

questo santo invittissimo


originata l'antica e celebre

un ripido monte. Posl'

romano vuoisi
illustri

siede l'antica chiesa cattedrale di bella architettura, ornata di stucchi, sotto


in-

famiglia d'Afflitto, in cui fiorirono tanti

personaggi, che fecero onore alla


il

vocazione
citt, la

di

s.

Lorenzo, protettore della

loro patria Scala, e siccome


flitto e

santo fu af-

quale dai fondamenti fu rinnova-

cruciato dalle frezze,dicesi che tale


il

e compita del tutto nel 1 598. venerano molte reliquie, ed un braccio di s. Teodoro patrono della citt. Mi-

ta

neh 4oo,
si

famiglia prese

cognome

d'Afflitto.
vi

Pa-

Ivi

pa Giovanni

XV nel 987

eresse la se-

rabile la confessione con

marmoree

co-

de vescovile,che fece sulfraganea della metropoli di Amalfi, ed in tale anno viene


registrato per i." vescovo Sergio.
di lui

lonne, e fra

le

cappelle primeggiano quella

Dopo

della B. Vergine Assunta, e quella del mi-

non

si

trova altri fino ad Alessan-

racoloso

ss.

Crocefisso. Celebri sono le

due

torricampanarie.il capitolo si componeva


delle dignit d'arcidiacono, arciprete, prilli

dro del 1 18, indi Orso neli i44> ^ll'o Alessandro nel 1171, a contemplazione
del qualeCelestinollI

neh 19
i

colla bolla

icerio,

cantore e tesoriere, e di

2 preti

In Aposlolicae
cesi.
la

stabil

confini della dio-

capitolari.

conventi

di religiosi

Eranvi monasteri di monache, ed alcuni sussistono,

Neh 207

gli

successe Costantino del-

nobile famiglia d'Afflitto di Scala,dolto


s.

con diverse chiese, rospedale,alcune confraternite e qualche stabdimento scientifico.

e probo, che consagr la chiesa di

Mivir-

chele arcangelo padronato di sua famiglia.

Questa citt posta in aria salubre, tra ameni e ampio territorio,fu chiamata negli antichi tempi Caniam^pev cui si pretese edificata da Cam figlio diNo;dai ro mani fu denominata Scala,eda loro fu riedificata all'epoca di Costantino I il Grande: ebbe il suo Campidoglio, bagni, dei
colli
i

Nel 1227 Matteo d'Afflitto di Scala,


tuoso e di singoiar piet
,

confermando sotto di lui Federico II le immunit e grazie concesse dal duca Ruggero; consagr
la
si

chiesa di

tempo

fond

la
1

s. Eustachio, e al suo maggior campana della


1

cattedrale. Nel

3 fu vescovo

A..., indi

templi,

il

teatro e altri edifizi di cui

si

ve-

dono
rio
1

gli

avanzi.

Fu

munitissima, popola-

ta e splendida. Venne distrutta sotto Lota-

Teodoro Scacciavento di Cava; nel i328 fr. Guglielmo Lombardo domenicano integro; neh 342 fr. Guglielmo francescano; nel

imperatore e nuovamente rifabbri-

1349

^*''

Giacomo

Sazali o Ser-

cata dai pisani. Appartenne in seguito al

sale di Sorrento
illustre.

no, ed

ducato di Amalfi, ed a Ruggero normaua' tempi di s. Bernardo era opulente e forte. Soggiacqiu^ a nuove rovine
1 1

domenicano dotto e assai L'antipapa Clemente VII v'inGuglielmo. Bonifacio IX elesse


1

truse

fr.

Andrea

traslato a Ravello; nel

897

Pie-

sotto Federico

imperalore,e solloFerdi-

tro, trasferito a

Termoli;

fr.

Pietro

Pie-

52
truccio de Peoni

SeA
domenicano
in
l'altare

SCA
dal purgatorio a chi avesse celebralo nelcattedrale,

grande esliniazione a Ladislao redi Napoli; da lui


lechiese parrocchiali diScala ch'erano 3 o,

ti,

furono ridotte a 8. Natale Mastini Afflitnbbatee arcidiacono di Scala, Martino lo fece vescovo nel i4i8, insigne giu1

maggiore del Nome di Ges nella ove il vescovo orn il pulpito. Gregorio XIII neh 583 elesse Francesco
degli Afflitti nobilissimo di Scala, dotto,

pieno d'integrit e virt cornei suoi maggiori; questi ripristin la disciplina ecclesiastica

risperito, esemplare pastore,che riusc ca-

ro a

tulli,

efu sepolto avanti

l'altare di s.

con utilissimi decreti, un diversi


la

Paolo da
cesse,

lui eretto in cattedrale.


fr.

Gli suc-

benefzi al capitolo,eresse l'archivio dell'e-

neli45o

Evangelista Firiolo di

piscopio,abbeH

cattedrale;coireserapio
il

Amalfi, commendatore dell'ospedale di

e colle parole edific

popolo, divotissilascila ac-

Maria de'crociferi; indi neh 465 Matteo de Dote d'Amalfi n'era vicario e arcidiacono, lasci bella fama di se, e de'bed al capitolo per la celebrazione d'un anniversario in suo suffragio, e per la celebrazione di una messa cantata nelle domeniche all'altare maggiore della cattes.

mo

della B.

Vergine fece una


si

ci nelle sue vigilie solenni

cantasse la

Salve Regina .'adorn magnificamente la

Paolo eretta dal predecesivi con esso volle essere sepolto. Clemente Vili neh594a'7 gencappella di
s.

sore Natale, ed

naio

gli sostitu fr.

Gio. Battista Serigna-

drale.

NeliSoo Giacomo Pisanello d'Aivi

ni della diocesi

di Salerno, insigne teola

malfijcd

arcidiacono, di singolari virt

logo domenicano; per


7

breve sua

vita ai

ornato; nel i5i i Ferdinando di Castro spagnuolo di Cordova, fu al concilio di

novembre nomin Floriano Nanni delBologna, canonico regolare

la diocesi di

Lalerano e abdic nel 5 5; onde Leone Xgli sostitu Baldassare del Rio spagnuolo canonico e arcidiacono di Siviglia, al
j
1

Iateranense,dotto ed erudito, insigne predicatore, autore d'opere, lodato pastore,

fu benefico colla cattedrale, cui


versi sagri utensili. Nel

tempo Scala fu desolata dalla peste. Clemente VII neli53o lo nomin governatore di Roma, e pare che lo fosse sino all'agosto i532 ; mor in tale metropoli
cui nel i54o,fu sepolto nellachiesa di s.Giaco-

don di1598 Clemente

Vili cre vescovo

di Scala fr. Francesco Benni de'servi di Maria di Budrio, encomiato per piet e dottrina, in tempo del

quale

il

Papa

a'

3i luglio i6o3 un in
la

mo degli
cesco o

spagnuoli,incuiil fratelloFran-

perpetuo a Scala

sede e diocesi vesco-

fr.

Genuino

gli

celebr

funerali,

vile di ^t!v'e//o( A'.),

con questo per, che

e pose al suo sepolcro un epitaffio. Paolo


Ili

Scala continuerebbe ad essere suifraga-

neli54i fece vescovo Lodovico Vanss.

nea di Amalfi, e Ravello resterebbe im-

nino deTheodoli nobile forlivese, canonico regolare del


Salvatore, molto dotto e poi (raslato a Certinoro. Nel
fr.

mediatamente soggetto
nella cattedrale;
il

alla

s.

Sede.

Il

ve-

scovo Benni mor in Scala, e fu sepolto


2. vescovo di

i548

Scala
ri-

Gaspare de Fossa

di

Cosenza generale
gli

e Ravello fu

fr.

Michele Bonsi minore

de'minimi, dottissimo, virtuoso e prudente,

indi trasferito a Calvi


1

successero

A IfonsoRomero spagnuolo dei minioii; nel i552 fr. Costantino Veltroni di Monte s. Savino agostiniano, esimio teologo, traslato a Cortona; nel iSSy fr. Feliciano Niguarda di Como, domenicano e insigne teologo, gi vescovo di s. Anel
1

55

fr.

formato gi penitenziere Lateranense, ed ebbe a successori riportati aRAVELLo,ove pur notai, che Pio VII neliS 18 sopi

presse le sedi vescovili di Scala e Ravello


e
le

riun all'arcivescovo d'y^wi^//? (^.).

gata de'Goli, a cui Gregorio XIII concesse


il

Congregazione di religiosi odellaMadonna della Scala a Siena. Alcuni ne fanno fondatore il b. Agostino Novello, il quale dopo essere stato
spedalieri

SCALA.

privilegio della liberazione

d'un'auima

cancelliere o giudice supieaiOj

prefetto

SCA
di tutti
cilia,
s
i

SCA
Madonna
dini di
della Scala,
la
cos'i
s.

53
detto, perch

tribunali di Manfredi re di Si-

fece dell'ordine degli eremiti di

nello scavar

terra

si

trovarono 3 gra-

Agostino, poi Sagrista (F.)(\e\ Papa yiaov-

maggioiSog nel romitorio di s. Leonardo, 4 miglia fuori di Siena, dove


to a'19

di un temCompiuto il suo spedale e grandemente aumentato, il b. Sorore non

marmo creduti avanzi

pio pagano.

molto accrebbe
spedale,

il

vantaggio di quell'oil

si

contentdi alloggiarvi ipellegrini,ma


gli

vi

come

osserva

Novaes bene

in-

ricev

formato

di tuttoci

che riguardaSiena,di

forestieri,

ammalati tanto delia citt che e poi anche bambini esposti,


i

cui fu canonico ed ove dimor. Quelli che

medianlelepieoblazioniricevute,islruendonellearlii fanciulli per procurar ad essi


stabile sostentamento. Allepersone

celebrano

il

b.

Novello istitutore di questi


di Siena, a lasciacit-

ospedalieri, lo crederono tale per aver egli

che

si

persuaso Restauro ricco


re tutti
t, al
i

unirono al b.Sorore per

la caritatevole as-

suoi beni all'ospedale della


il

sistenza de'poveri, egli prescrisse partico-

quale nel 1 3oo

b.

Agostino otten-

lare vestito e alcune regole riguardanti la

ne dal Papa Bonifacio Vili molti privilegi ed esenzioni, onde quelli che Io servivano presero
gli prescrisse
il

loro direzione,il serviziodenl'infermi.l'ac-

celtazione de'pellegrini, e l'elezione degli


uffiziali.

nome
il

di religiosi,

ed

e-

Allre regole riguardavano il ret-

loro

tenore di vita e de-

Diasi nella Storia di

termin l'abitodel priore.Secondo ilTemSiena l'ospedale gi

tore,altrelesuore.Tutlefurono approvate dal vescovo di Siena Gualterano, e con-

a vea religiosi

neh 29-2,

ai quali

era slato

fermate pi tardi da Celestino III e altri Papi, facendosi in diversi tempi opportu-

affidato neh ig4 coll'autorit di Celestino III il governo dell'ospedale, rimovendone canonici della cattedrale, e altri che non bene Tarn ministravano, e sottometi

ne variazioni, pel vantaggio del pio luogo.

Tale
i

fu la

di Siena,

che diversi regolamenti a lui

fama dell'ospedale della Scala d'Italia adottandone


si

sottoposero, rico-

governo della repubblica sanese, la quale forse a mezzo del b. Novello procur migliore ordinamento a'religiosi, assegnando loro la regola di s. Agostino. I pi per vogliono che il fondatore de'real

tendolo

noscendolo per capo. I principali ospedali dipendenti da quello di Siena furono


quelli di Firenze,di
s.

Geminiano, Acquas.

pendente, Rieti, Todi,


bonsi,
s.
i

Miniato, Poggi-

Savino, Barberino, e Citt della


quali per in processo di

ligiosispedalieri della
la di

Madonna della

Sca-

Pieve,
si

tempo

Siena fosse ilb. Sorore,ivi nato nelil

sottrassero dall'ubbidienza del rettore

1*832,

quale fino dalla tenera et meal soccor-

ospedaliere di Siena. Tulli questi spedalieri in

vita

esemplare. Dedicandosi

seguito ebbero bisogno di riforma,


vollero

so de' poveri pellegrini, che passavano da

ma come non
la,

Siena per andare a Roma, assegn loro per ospizio una piccola casa che possedeva
contigua alla cattedrale. 11 suo esempio e zelo infervor concittadini a contribuire
i

furono soppressi verso

mai intraprenderla met del seassoci nell'am-

colo

XVI. 11
i

b.

Sorore

si

ministrativo duegentiluomini sanesi,chiaraati

savi della

Madonna

della Scala,

alla

sua ospitalit,a segno che pot ingranI

dire l'ospizio.

pellegrini che ne sperimen-

emorpiamentea'i 5 agosto 898. Di questi religiosi ospitalieri, cui diede nuove costituzioni
il

tarono
cui

la

benefica assistenza, tornali alle

b. Novello, trattarono l'Ur-

loro patrie celebrarono i ricevuti aiuti, per

gugieri,Lombardelli,

non pochi mandarono al b. Sorore rilevanti somme, onde si trov in grado di

il p. Helyot, il p.Bonanni e altri, quest* ultimo descrivendo l'abito nero che usavano e riportandone

innalzare spaziosa fabbrica per ricevere

la figura nel

un pi gran numero
le

di poveri,

gettando

giosi

1.

1,

fondamenta del celebre ospedale della

sinistra

Catalogo degli ordini relip.i4o, ove si vede nella parte della mezzetta una scaletta di se-

54
dell'ospedale.

sex
insegna
lantuni.
Il can.*'

SCA
del

la gialla, sovrastata dalla croce,

Sodo
la

nelle Chiese di

Ronia^ di quella
dice:
di gradi avanti a

de'ss.

Michele e Magno,
quale
si

SCALAoSCALEA yScalae^Scalarum
grachis.

Vi una scala

sale in gis.

Ordine

Chiese o

nocchio, conforme a quella di


ni in
la
si

altro edifjc'o.

Ne trattai a Chiesa, e descri*


rimarcai e descrissi
le

vendo

sa^v'i 2''empii

GiovanLaterano o Scala santa. Che cosa sia, non lo si sa. Solo vi gran di-

scale pi maestose di

Roma

e di altrove.

vozione. L'AI veri,


2, p.

Roma

in

ogni stato

t.

Delle scale delle chiese, notai nel voi. XI,


p,

229, che

di

alcune
di

le scale

furono ogle se-

243, trattando di detta chiesa narra che fu chiamata anco in Cappella, perch soleva pagareal palazzo pontificio certa somma di denaro ogni anno. Che leggesi sulla porta della chiesa, cio di quella

getto di particolare divozione, come


guenti.

La Chiesa
i

s.

Pietro in /fatica-

no (^,),

fedeli

inclusivamenle a Carlo
i

Magno solevano salire in ginocchio suoi 24 antichi gradini postivi da Costantino baciandoli ad uno ad uno 1 il Grande per lucrare l'indulgenza. La Chiesa di s. Maria d' Araceli (/^.), formata di quei moltissimi gradini ivi enumerati. Fu asj

per

la

quale

si

sale in essa

con 33 scaivi scris-

lini, la

seguente memoria, che

se

Luca da Fano celebre scrittore,

gi

mu-

sico tenore della cappella pontifcia: C/e-

mente

FUI Pont, Max. Ecclesiae b. Mis.

chaelis Archang. et

Magni

episcopi et

sai

stravagante e inumano l'operato da

mart. Scala Populidevotione Celebris re


stituta etpicturis

Gio. Pietro Caffarelli, nel pontificato di

ornala, pontificatus an,

Clemente Vili. I contadini nell'estate si coricavano a dormire in dette scale, onde CalTarelli fece chiudere in una botte
quantit di
sassi,

12 Chri. sai. i6o3. Il Venuti, Roma moderna, p. 1 2 1 2, dice che salendo inginocchioni
i

33 gradini

di questa scala santa,

e poi dall'alto del ripiagiii

e meditando la Passione di Ges Cristo,


s

no

la lasci

precipitare

per

le scale,

acquistano moltissime indulgenze. Al


di

per ispaventarei contadini addormentati


coirimprovvisoslrepito; e non solo
li

spa-

vent,ma ne stroppi alcuni. Il p. Casimiroda Roma, Memorie di s. Maria in Araceli,p. 27, not gli scrittori che errarono
nel
ss.

numerarne

gradini.

La Chiesa dei

Michele e Magno (^.)j di cui parlai ancora nel voi. L, p. 269. Il Cancellieri \\t\MercalOi^. o, riferisce che alcuni han per costume di salire la scala di questa chiesa in ginocchio, come la Scala santa (/^.), e come anticamente a'22 di giugno
\

Teodoro Sprengero, che pubRoma nuova in Francfortnel 1660, dice a p. 237 Mulieres rigoreni mariloruni rependo a tempio s. Puden* tianaeyusque ad Mariani Majorem miti gari putabant. Questo costume durava ancora neh 722,in cui il p.Mabillon pubblic la sua
:

tempo

blic
I, p.

il suo Museo Italico, poich nel t. 49 attest: Fidinius haud raro mu-

lieres

le zitelle

per implorar

la grazia di

trovar

reptando in genua, non solimi ad Scalam sanctam,a d a nani vixunquam aHo modo ascenditur; vero etiam ads. Mariani Majorem ex vicinis domi bus pro-

inarilo, eie maritate per aver quella della prole, salivano le scaie della vecchia basilica

gred ^ quod anliquae pietatis vestigiuni


est.

Idem

in basilica,

Vaticana. Perci
p.
1

il

Torrigio, Grotscritto;

pellatur, usuvenit. Ricordai nel voi.

quae Ara CoeliapXI f,

te

Vaticane^

24, lasci

Ex ve-

Kalendarioiijunii^ io milliaMar' t^rnm. Habemus de eoriim reliquiiSj et fo die multi ludo nudi er uni conjluiladbasilicamt flexis gcnibus gradus ascenden(uniyetfaculasaccensas innianu geslantiuNj sacrumque pr Martyribus postateri

p.i22,che Clemente Vili fusi divolo delMaria Maggiore, che sebbene podagroso, si recava a piedi scalzi ad essa prima dell'apparir del giorno, e pi volte sab genuflesso il monte<quilinoe
la basilica dis.
le scale della basilica, e

giunto alla porta

aspettava che

si

aprisse.

Gi u Gradi o

SCA.
Gradini parlai di quelli de* Fonti sngrt ( ^.), delle iDemorate scale d'Araceli e dei ss. Michele e Maglio, di quelle deli' /aliare (/^.), mentre per quelle dell'aliare maggiore lo loccai a Presbiterio, di quelle del
te di

SC A

55

zione di Spine (P^.)j onde tutto grondan-

sangue in alcuni gradini ne caddero


al

diverse goccie, per andare


essere crocefisso,

Calvario ad

Trono
la

(A'.), e del

tempio
feci

di

Giove

salite

come notai in pi luoghi, e nel voi. XX^,p.i7, 20 e 2 i, dicendo delle localit santificate da Ges
Cristo e degli avanzi del palazzo: quindi

inginocchioni.DeH'originede'gradini del-

cenno anche nel voi. XXXI V, p. 3. Della Solea dell'antiche chiese, o luogo rilevato da alcuni gradini sopra il rimanente del coro, ragionai a Pulpito ove riparlai eU' Ambone, l'uno e l'altro avendo scale, e nel voi. XI, p. 226. I Papi anticamente si facevano coronare sulle scale della basilica Vaticana, il che riportai a Coronazione de'Papi e artcoli relativi. A Salmi Graduali dissi che furono cos detti perch venivano cantati nel salire i i5 gradini del tempio di Gerusalemme. Delle pi magnifiche scale de'palazzi e altri edilizi, non mancai
I

Mensa dell'altare,

questa scala fu per antonomasia detta 5Vz/zta. Ivi notai

come

s.

Elena, madre del-

I il Grande che aveadatopacealla Chiesa e donato ai Papi per loro abitazione il Palazzo Lalera" nense(P^.)y chiamato ^01 Patriarchio, vev-

l'imperatore Costantino

so
la

il

326

in cui

trov in

Gerusalemme

vera Croce (^.)j tolse dal palazzo di Pilato i 33 gradini della scala, due co-

lonne e tre porte, e con altre importanti

memorie di vote ne arricch Roma, inviandole a Costantino I. La scala fu dal Papa s. Silvestro I collocata colle tre
e preziose

porte nel palazzo di Laterano, alferman-

parlarne a'iuoghi loro.

do M.
di

Attilio Serrano, Delle sette chiese

SCALA SANTA e

Insigne Santuario

Roma, p. 72: Has secunduni majoruni


accepimus
lla esse,

ri Sancta Sanctorum, o ss. Salvatore alia Scala santa. Santuario, con chiesa o

traditioneni

Christus praesidis
sonis ascenditi

domum

quibus tempore Pas'

oratorio e cappelle nel rione Monti di Pio-

quare ob ejus niemoriuni

ma,

situato incontro alla basilica Lateraclis.

flexis genihus maxima pietate viri^ac


lieres quotidie

mu-

nenseyUeWi Piazza

Giovanni in La-

ascendunt.

Qiiod quani
lii'

terano (V.), gi contiguo al Palriarchio

piuni sitfactu,
la

quamque
/^,

laudabile, uni-

Laleranense, e ad esso unito tanto l'oratorio che la Scala santa. Nella metropoli
della

cuque satis persuaderi potesl.^o\a^%


Storia di Sisto
dice che
s.

era

Giudea j\a celebre Gerusalemme i\\ un gran palazzo destinato per abita-

zionedel preside, con iscala corrispondente

formata da gradini di

marmo

bianco

venato di Tiro. Per questa Gesc Cristo


nella sua Passione [F.) sal e discese pi

Elena pose la scala santificata dal Redentore nel portico del palazzo di Laterano, presso la scala che conducevaal patriarchio del Papa. Il Marangoni e altri, riproducendo la Relazione della scala di Pilato, scritta nel IX secolo da Megisto monaco e abbate
del
nel pontificato

volte spettacolo di pazienza sublime, es-

sendo condotto nel pretorio innanzi Ponzio Pilato governatore romano della Giudea, cio

quando a

lui fu

portato dai giutrovato innolui

monastero di s. Gregorio al Celio, indi d'Urbano V verso ili 36/ ritrovata nell'archivio della basilica Lateranense, dal suo canonico Nicol Processi,
il

dei con diverse accuse,

ma

quale

vi

aggiunse altre memorie

cente l'adorabile Salvatore, da

venne mandatoad Erode re di Galilea, che allora trovavasi inGerusalemme,il quale principe lo rimand a Pilato, ed allora risal e nuovamente discese le memorabili scale,

antiche, riferiscono che la Scala santa fu

bagnata da Ges Cristo nella sua passione col suo prezioso sangue , che ancora
in pili luoghi di essa
si

vede, non senza


di secoli,

miracolo dopo
il

lungo spazio

dopo

la

Flagellazione (F.) e corona-

quale viene indicalo sotto alcune croci

56
ivi afllsse.

se A
Che ad istanza
I

SC A
di
s.

Elena,

s.

&to artcolo lo riportai.

Novaes
in

nella Stonell'

Silvestro

concesse a tulli quelli che a


fatta

ria di Sergio

II racconta che
Papa, dispose

844
di

capo scoperto avessero


ciascun gradino,

orazione per

in cui fu eletto

forma
i

un anno

della remissio-

scala con un. portico a pi archi, avanti


le

ne de'Ioro

peccati, indulgenza che vuoisi confermala da s. Gregorio I e accresciuta a due anni per ogni scalino. Questo Pa-

porle della basilica Lateranense,

28

gradini santi fi cali iiiGerusalemmedalSal-

pa tutte le volte che passava innanzi a questa scala, piangeva la passione del Salvas. Gregodel7i5, il quale era solito dire clie non mai la saliva senza una grande coni piinzione. Sopra questa scala fu costume

valore Ges Cristo, mentre saliva in casa deiromano preside Pi lato, quali trasportati in Roma da s. Elena giacevano oci

tore, narrandosi altrettanto di


rio li

culti in quella basilica.

Il

Rinaldi all'an-

no 844 ^

'

3, ecco

come traduce quanto

l'Anastasio riporlo del fatto alla basilica


del Salvatore da Sergio
fece
II. Egli anche un'ottima opera avanti le porte di questa veneranda chiesa, perocch espoi

a' peuilenti di far la

pubblica loro Penila

tenza ^

come

si

legge di Fabiola,

quale

inginocchiata su quesli gradini, e nella baslica del

se alla divozione di tulli

sagri liminari,

Salvatore, fra

gli altri

pubblici
fece la

penitenti, a vista di tutta

Roma

che stavano prima nascosti, edificandovi dai fondamenti begli archi, e adornani

sua penitenza nel 3go,pel pubblico scandalo dato nel prendere


vi ella
il

doli di varie pitture ".

Il

Rinaldi opina,

2. maritoj qui-

comparve

vestila di sacco col

capo

asperso di cenere, sgorgando dagli occhi

che l'Anastasio intendesse pei sagri limibari, quella che oggid si chiama Porta .vrt/?t(/'^.),ovverocheegli impropriamente pigliasse
i

gran copiadilagrime.il Panvinio, Dese-

liminari in
si

cambio

di scale;

ptem Urbis ecclesiae,ci'edelie


menzione
driano
cai io,
il

d trovare

imperocch non
posloli
s.

trova che per antico

della Scala santa nella vila d'A-

fossero altri liminari

che

quelli degli ai

di 772, di Anastasio Bibliolequale riferisce : che il Papa orpiti

Pietro e

s.

Paolo,

quali erano

dai fedeli frequentemente visitali e baciati; laddove si sa, che la basilica Lateranense fu illustrata per la scala santa. Si

din di riunire ogni giorno 1 00 e


veri nel Patriarchio

po-

Lateranense 3 e precisamente nel portico, il quale presso la scala, che mette nel patriarchio. Allequali parole d'Anastasio, aggiunge Panvinio, quani nane sanclain dicimus. Pi di tale testimonianza ha maggior valore il seguente passo della vita di Sergio li. E
fece un'allra opera

legge nella Relazione d Me^xsio pubblicata dal citalo Marangoni, che questa scafu salita di votamente da Pelagio li del 578, portando le reliquie di s. Andrea aposlolo e di s. Luca evangelista, che colla

loc nell'oratorio di

s.

Lorenzo,
Sergio

coll'assi-

vanti le porte di
lica,

veramente ottima aquesta veneranda basi-

stenza di tutti

gli

ordini della curia, ves.


l

scovi ecardinali.

Papa

del

687

che situ in luogo a potersi vedere da tulli sacri Liniini, i quali pria erano
i

sal a piedi scalzi


il

questa scaia, portando

legno della vera Croce, che pose nela piedi

nascosti, costruendovi di pianta bellissimi

archi,

quali

adorn elegantemente con


Il

Tarie pitture".

Soresino,

De scala

sari'

s. Lorenzo. Stefano III del nudi cal per questa scala, portando sulle proprie spalle con altri sa-,

l'oratorio di

752

day si propose dimostrare, che qui per Sacra Liinina si devono intendere le scale sante, le quali

cerdoli l'immagine Acheropita.

Anche Aque-

driano

del

772

fu veneratore di

essendo confuse e scomII

sta scala, e spesso fu


di nudi, lo
III nel

veduto

salirla a pie-

poste, furono

da Sergio

neir844

^^''

dinate e coperte di archi. Veramente ci

795

che fece il successore s. Leone in ginocchione per la gran


le

che debbasi ioteuderepei* Liiniiuif a que-

divozione che

prolcssava. Nelle sue Ui-

se A
boinzioni
s.

SCA
,

57

Leone IV (leir847
la

unendo
Pi-

lato avanti

il

palazzo Lateranense pres-

all'orazione

meditazione della passio*


saFi

so

ne del Signore,

spesso

la scala di

lato a piedi scalzi, particolarmente pro-

il portico di tal nome, circondando il luogo di porte di metallo. Lo stesso Papa nel giorno dell'Esaltazione della Cro-

che si ruppe cadde sopra, e io bagnava di tenere lagrime, onde concesse 3 anni d'indulgenza a quelli che la salivano meditando la passione del Salvatore, e d'allora in poi pi frequenti furono le visite di quesla scala. Narra pure Mestrandosi su quel gradino
,

ce, a piedi nudi processionalmenle cal

quando

il

Redentore

vi

per
li

la

medesima

scala,
il

mentre cardinai

ancora portando
essa

legno delia

s.

Cro-

ce, e le teste de'ss. Pietro e Paolo, discen-

dendo per
la scala

si

recarono
Ili

alla basilica

Lateranense. Celestino

pi volte sal

inginocchioni. Inoltre Novaes pu-

gislo, e

il

can. Processi, che a ten)po di

re dichiara, cheCeleslino III dell 191 trasfer la scala

Stefano VII nell'Sgy, essendo caduta a cagione d'un terremoto la basilica Late-

santa in un altro luogo ap-

presso

il

portico della basilica o Chiesa di

ranense dall'altare sino


la di Pilato fu

alia porla, la sca-

Papa Sergio Ili (del 904) di nuovo la riatt e compose avanti le porle della medesima chiesa, in
sconnessa; ina

s. Giovanni in Zrt/er<z/2o(/^'.).AngeloMassarellodiceinunmss.che si conserva nella basilica Vaticana Caeleslinus Papa


:

111fedi palaliuni apud s. Petruni, por


tas aereas LateranensisPalriarchii^etan^
te

segno della sua divozione persi venerato monumento. Il Papa s. Gregorio VII del

sacro s gradus fecit. Panvinio per


la

sa-*

1073 salendo inginocchioni questascala, baciava di vola mente ciascun gradino, e


neli.di
essi

eros gradus'miexQ
le

scala santa, la

qua-

Celestino \\\ fecit,c\ofabricavit, coni-'

recitava le parole
ejits.

/^^o/y2-

^?o^z<i7,

trasportandola forse, e riattandosi

bimiis ubi stelerunlpedcs

Quando s.

la; se

pure meglio non


et

voglia intende-

Lucca dimorava nel palazzo Lateranense con Urbano II del

Anselmo vescovo

di

re quella particella e/ posta per vezzo,quasi

chedovesse essere,

porlas aereas La^


discese questa scafatto
il

1088, quasi ogni giorno a piedi scalzi, e nella feria VI genuflesso, ascendeva la scala santa, meditando la passione di Ges Cristo. Pasquale li del 1099 anch'egli genuflesso safi la scala di Pilato, e confer-

teranensis Patriarchi ante sacros gra^

dusfeciL Gregorio
la a piedi scalzi,

IX

come avea

pre-

decessore Onorio! 11 del 12 16, e port le leste de'principi degli

m
li

l'indulgenza d

s.

Leone IV, aumen-

ne. Nicol

IH

del

A postoli in processio277, non senza proflula

tandola a 9 anni, cio ne concesse 3 a quel-

vio di lagrime, celebrava

messa, e pasil

che divotamente l'ascendessero, e 6 altri a coloro che ci facessero inginocchioni, con bolla de'5agostor loo, che riporta

sava

gradi di questa scala. Narra


11

ce-

remoniere Paride deGrassis:


17 giugnoi5i3fu tenuta

venerd
sessione

la 7.'

Marangoni

che fosse da Innocenzo


la di
le

prima coronato imperatore nel i i33


a p.

270 Lotario
giadino

II

nel concilio Lateranense, alla quale inter-

li, sul
il

di questa scaal-

dai cardinali,

Pilato fece

giuramento, avanti

Papa Leone X a 20 ore, seguilo come il consueto, ed essendo giunto al Colosseo rimand alla citt
venne
il
i

porle della basilica Lateranense. Ripor-

cardinali, ed egli co'suoi pernott presso

ta

Marangoni, che per la gran moltitu-r dine di uomini e di donne, che salivano
ginocchioni
i

il

Laterano; nondimeno non entr allora

in chiesa,
le

ma

entr in palazzo per

le

sca-

gradi di questa scala, rendiflcile l'ingresso alla

sagre, che volgarmente chiamansi di

dendosi molto
silica

ba-

Pilato ".
lo

Laonde

ne' primi anni del seco-

Lateranense, e particolarmente nei


la

XVI

la

Iradizionedellascojasanta con-

giorni di venerd e per tutta

settimana

tinuava ad essere comnnissima, e non dava luo2q ad alcun dubbio, chiamandola

santa, Celeslinolll trasfer la scala di Pi-

58
dice:

SCA
la,

SC/V
gne,antichissima ecelebralissima cappel-

Paride in altro luogo Scala sancia^ove


> Ho notato la divozione di Leone X,poicha vendo salito \e Scale sante vo]garmente delle di Pilato, le quali dalle donne non si ascendono se non ginocchione, col capo scoperto e facendo sempre orazione, giinilo alia cima domand in certo modo a Dio perdono del non aver-

che sino dai primi tempi della crescenla

leChieSa, per

somma
la

venerazione dei

nostri maggiori, si appella


n^Wj,-

SanctaSancloatfatto

quale per

sua religiosit e divo-

zione

abbiamo voluto conservare


le

intatta, senza

che fosse mossa dall'antica


predette V/i/e sante,

sua sede,annch

le salile

inginocchiato".

Allora

la

scala

come

in

luogo mollo pi decente e pi


divozioi

santa continuava ad esistere nel patriar-

santo, lontano da ogni strepito, eccitasse-

chio Lateranense, Papa

s.

Pio

Vera

s di-

ro a maggiormente venerarle

la

voto e bramoso
2
aprile

di visitare la scala santa,


ai

ne

de'fedeli.

Ove appunto
i

coloro,

quali

che riavutosi da una mortale malattia,


1

genuflessi

ascendono

di lei gradi,

con-

1572 volendo
in

fare l'ultima vi-

sita delle sette chiese di


s.

Roma, giunto
di

forme solito, orando, non avessero alcun oggetto, che divertire potesse la loro
divozione". Racconta
il

Giovanni

Laterano tent

ascendeil

Fontana, prepo-

re la scala santa,

ma
si

trovandosi senza

sto alla costruzione del palazzo e del san-

necessario vigore,

content di baciare
il

l'ultimo gradino.Frattanto

patriarchio,

tuario delle scale sante o edifizio fatto intorno alla cappella di Sancla Sanctorum:
>

sede antichissima de'Papi, indebolito da-

volgendo a disficimentoead imminente mina, l'animo grande di Sisto V volendo rifabbrigl'incendi, screpolato ne'muri,

che fu

Quando si trasport detta Scala santa, Tanno i58c), con canonici di


li

detta chiesa

(s.

Giovanni

in

Laterano)

la

sera di notte, facendo divotissime processioni,


si

prima atterr gli avanzi rispettavenerando edifizio, tranne le cappelle di s. Silvestro, di SancUi Sanctorum, e di s. Lorenzo in vicinanza alla scala santa, delle quali fabbriche form un edificarlo,
bili del

tenne quest'ordine, che comincios-

sia Ievarerultimoscalinodisopra,seguen-

basso, tenendo il medesimo ordine quandosi mettevano in opera, al contrario di quello, che ordinariamente far si

do a

zio separato al

modo che
s.

si

vede, inconal

suole, acciocch

non

vi si

dovesse
i

cammi-

tro alla basilica di

Giovanni, ed

lazzo apostolico Lateranense (^F.)^


restaurato nobilmente da Gregorio

Pada lui

nare con li piedi sopra, giacch Pontefici stessi van salendo quelle inginocchione,e
tutta l'opera fu in

njagnificamenteeretlo, ed a'nostri giorni

una

sola notte posta in

XVI,

esecuzione". Noter con Parisi, Istruzioni t.iy\).


I

che

vi

fond

il

Museo Gregoriano La^


motivo pel quale Sisto
scale sante nell'ap-

3o, che Sisto

V pose alla

dire-

teranense

(P^.). Il

zione de'iavori per

la scala santa,

palazzo

V volle trasportare le

Lateranense,cappellaSistina nella basilica

posito edifizio da lu costruito nel i58c)

Liberiana, e per
poi cardinale.
scrissi

la

biblioteca Vaticana,

il

con architettura del cav. Domenico Fontana, allro non fu se non di ri porle in luogo pi tranquillo e lontano dallo strepilo, acciocch fedeli con raccoglimento neir ascenderle potessero eseguirlo eoa
i

celebre Segretario apostolico Antoniano

A Medaglie benedette

de-

quelle tl'oro trovate ne' fondamenti

dell'antico edifizio delle scale sante,

che

Sisto

bened con indulgenza plenaria

particolare divozione. Nella bolla Cw/^i-

concessa colla bolla Laudenius del


e

giilarem rerum, de'24 maggio Sqo, che


i

si

riporta dal Ricci,

De

Giubilei univer'

1 587, don con distinzione. Il Severano, Memorie sacre, p. 543, descrivendo l'antico

sali p.
se:

283, Sisto
tal

In

guisa

come si espresabbiamo determinalo di


ecco

patriarchio e le scale sante, riferisce che

queste

si

vedevano passato l'oratorio di

collocare

le

Scale satUe presso quell'insi-

s.Sil veslro 1, ed arri va vano allo stesso cor-

SCA
ridere; per
le

se A
il

59
immagine A-

quali scale, secondo Tantica

culto della celeberrima

e conlinuata Iradizione, pass il Salvatore quando fu condotto per la i/ volta a


Pilato,

cheropi la {cio fatta o dipinta senza

maSal-

no o ministero
na, sino

degli

uomini) del

ss.

de, e la

quando vi fu rimandato da Ero3/ volta quando condannato a

vatore, di origine solenne, antica e arca-

^^

ttrtf/co

denominata con

tal

vo-

morte, coronato di spine, ecollacroce sulpiovendo sangue la scese per la spalla


,

cabolo; ed anche aumentare venerazione


alla tanto famigerata cappella o oratorio
di
s.

andare

al

Calvario: onde ne' due scalini

Lorenzo appellata
demolito
il

Sancta Sancto-

di essa segnali colle croci d'ottone si vede-

n/r/i,

crollante antico patriaraltra sua vicina par-

vano

segni delle goccie del suo prezio-

chio, daquesto

ead

sissimo sangue. Aggiunge Severano, che

te trasport la scala santa,

precisamente

queste scale mutate dal luogo ov' erano

avanti
se

la

medesima
i

cappella, acci servis-

anticamente, cio vicino alla porta del palazzo

nuovo Lateranense, che guarda verso tramontana, sonostateaccomodateda

come di vestibolo a s gran santuario, incominciando gradini dal suo piano, e terminando in un pavimento ove s'incomincia a
salirli

Sisto

V.Di

l dalle

dette scale sante, se-

ginocchione, decoralo di

guivano
le quali

le altre

scale del palriaichio, per


il

una grande
altri

rota di porfido in mezzo, for-

scendeva

popolo, dopo

le

quali

era

la basilica

e Triclinio Ltoniaiio. Nel

luogoclieal presente occupali portico Sislino, eravi

mando alla scala l'ingresso dal portico due gradini di marmo, non per appartenenti alla sagra scala. Ora innanzi di
la scala

anticamente
I

il

vestibolo deldel-

progredire quanto riguarda

san-

l'oratorio di S.Lorenzo.
la scala

28 gradini

santa sono situati nellostesso

mo-

la,dirconMarangoni dell'oratorio o cappella di s.Lorenzo,detto di Sancta Sancto-

do, in cui erano nell'antico patriarchio,


11

Marangoni
s.

tratta della scala santa, nel-

rum, a cui l'un Sisto V, e della celebre immagine del ss. Salvatore che ivi si verner.

V Istoria delC antichissimo oratorio


pella di

cap'

Lorenzo nel Patriarchio Late' ranense comunemente appellato Sancta Sanctorum, e della celebre immnginedel
ss. Salvatore

DopoaverCostantino
nense ^

lil

Grande do

nato pe'Papi l'imperiai palazzo Lateraal; modo che dissi pure nel voi. LVIIl, p. 2 29 e 2 3o, acci fossero rispettati da tutti nell'esercizio del loro sublime ministero, vi edific propinqua, anzi den-

detta Acheropila,cAe/Vi con-

servasi^ colle notizie del cullo j e vari riti

pralicatianlicamente verso la medesima,


e della nobile

compagnia che ne ha
1^' dice,

la

tro
ss.

il

palazzo,la basilica del Sai valore,e dei

custodia,

Roma 1747-

che nella

pianta dell'antico palazzo Lateranense,riportata dal cardinal Rasponi e dal Seve-

Giovanni Battista ed Evangelista detta anch'essa di Laterano o [jateranense, ed


il

palazzo prese
i

il

nome

di Patriarchio,

rano, pu riconoscersi ocularmente


lo preciso,

il

si-

e nel quale

Papi eressero oratorii, capper celebrarvi

tata

ove la scala santa fu trasporda Celestino HI, avanti al portico del-

pelle, triclini e basiliche,

lo stesso palazzo sopra la piazza incontro

agiatamente le sagre funzioni , specialmente nel sontuosissimo portico del pa*


lazzo, situato sopra la piazza verso tra-

a tramontana, dimodoch era situata appunto alcune poche canne distante che per retta linea si stende verso il portico
della basilica

montana, e
renzo fino
silica,
il

ne'siti dell'oratorio di s.

Loba-

al portico orientale della

Lateranense,eperalUa

ret-

quale oratorio dalla sua remota

ta linea veniva a corrispondere al sito ove


trovasi presentemente,bench rivolta ver-

edificazione fu

so occidente. Osserva ancora Marangoni,

sempre nel sito che occupa al presente, e corrispondente nell'estrema parte del palazzo Lateranense che demol Sisto

che Sisto V, per accrescere

la

maest e

V serbando l'oratorio e

unen

6o
dovi
ni,
la scala

SCA
santa. Indagando Marangosto gi S.Sergio
I

SCA.
chio sinoalToratorio di
del
s.

Lorenzo. In quevi

con quei che scrissero sull'origine del santuario di Sancta Sancloritm , l'opinione sul suo principio, rigettando quella che
lo vuole eretto

687

avea

collo-

cato quell'insigne pezzo della Croce vera

ornata di
a' nostri

gemme

preziose da lui trovata

da

s.

Pietro nel larario de-

nella basilica Vaticana, ed a questa data

g' idoli

della famiglia dei Lateran,

non

giorni in custodia da Gregorio


nel voi. VIII, p.

crede

come vuole Panvinio che


,

possa esI

XVI, come dissi


scrivendola.

Papa del 642 poich sostiene eh' esisteva 5o anni innanzi, e fosse gi in uso a tempo di Pelagion,il qualeavendo mandato aposere slato consagrato

da Teodoro

Come
III

ancora

si

3i4deha che Stedel Sal-

fano

II

detto

del

752, con solenne pro-

cessione port la sagra

immagine

vatore Acheropita alla basilica Liberias. LoLeone IV delr847. Stabilendo Marangoni, che la cappella di s. Lorenzo sia eretta nel ponti-

crisario a Costantinopoli
gli successe,

Gregorio

questi nel

583 ottenne

in

che do-

na, che

si

venerava nell'oratorio di
s.

renzo, Io che fece pure

no dall'imperatore Maurizio un braccio di s. Andrea apostolo, ed altro di s. Luca evangelista,


i

quali, tornalo in

Roma,
s.

ficato di

s.

Silvestro

o poco dopb, dice

Pelagio
gettura

II

colloc nella chiesa di

Lo-

essere certissimo che sebbene ne'suoi principii

il patriarchio. Quindi conMarangoni che probabilmente il o nel 824 Papas.Melchiade dopo il 3

renzo, entro

quest'oratorio per molto tempo fu

cappella privala edomeslica de'Papi, cos

r ,

avendola eglino arricchita coU'immass. Salvatore non un immenso tesoro di

il

successore

s.

Silvestro

I,

destinassero
riti

gine del
e di

fatta a

mano,

per celebrare
zo,

ils.

sagrifizioe altri

que-

altre reliquie,

sto sito posto nell'estremo lato del palaz-

volleroeziandio che pubblica divenisse col


celebrarvi unitamente col sagro collegio
de' cardinali, e col clero, varie e diverse

come pi rimoto
I

e lontano dall'ap,

partamento imperiale
Costantino

indi

dopo avere
s.
il

edificato al martire

LoSil-

funzioni neie solennit maggiori dell'anno; per cui Panvinio trattando dell'oratorio di
s.

renzo la basilica patriarcale sopra

di lui
s.

corpo nell'agro Varano,


vestro
I

lo stesso

Lorenzo

nel libro delle Sette

dedicasse al santo l'oratrio con

trasferirvi le sue reliquie,


III nei

onde

poi Nicol

Chiese di opinione che prima fosse alquanto pi grande del superstite almeno
nelle parli laterali, e forse Nicol III del

rinnovar

la

cappella, in

mezzo ad

altri santi

Papi, vi fece dipingere l'immaSilvestro


I,

1277

nel rinnovar la cappella la restrin-

gine di

s.

come

si

costumava

gesse, tanto pi

che

in essa eranvi 3 allari

coi fondatori delle chiese, forse ripristi-

nando quella che


per lai.Nolla
fa

gi eravi. L'Anastasio

che occupavano uno spazio pi grande; il maggiore era in mezzo e innanzi l'im-

menzione dell'oratorio

magine
chiesa

del

ss.
s.

Salvatore, l'altro dedicalo

di S.Lorenzo nella vita diStefano III detto

al titolare

Lorenzo arcidiacono della


e martire, e nel 3.
de'
ss. si

IVjOve narrando l'intrusione dell'antipa-

romana

ve-

pa Costantino j dice che si fece ordinare diacono e suddiacono nell'oratorio di s. Lorenzo entro il patriarchio Lateranense nel 768. iVella vita di Gregorio IV deir82 7, racconta che fabbric una stanza
di

neravano

le teste

Pietro e Paolo.
si

Le

funzioni pertanto che vi

celebrava-

no dal Papa sono

descritte negli

Ordini

e Cerenioniali della chiesa romana, e

da

me

a Cappelle pontificie, ed in tulli gli

comedi
s.

riposo presso quest'oratorio


si

articoli relati vi)

per cui mi limiter a sem-

Lorenzo, dalla quale

potesse pas-

plicemente ricordare, che in questo rino-

sarvi co'suoi chierici a salmeggiare, aven-

matissimo oratorio
santo faceva
1

il

Papa

nel gioved

do pure

ristorato le antiche fabbriche, le

la

Lavanda

de*piedi (F.) a

quali oscuravano quella parte delpatriar-

2 suddiaconi,cappellaui del

Papa

vesti-

se A
ti

SCA
il

6t
le

di rocchello e colla, e compreso

Prio-

la
la

ctledel cristianesimo, quanto a quel-

re del santuario, passando poi nella vici-

per l'Assunta riferisce

diverse rela-

na
2.^

basilica di

Papa
si

s.

Zaccaria a fare

la

zioni e
si

modi con

cui fu eseguita in diveri

lavanda de'piedi aia poveri; nel giordi

tempi, lavandosi sino a 6 volte

piedi

no

Pasqua

vesliva ponlificalmente

sino alia dalmatica, e apriva l'immagine


del Salvatore e le baciava
i

piedi,

cantan-

dell'immagine acheropita, che trasportala nella vigilia di delta festa in s. Maria Maggiore , vi reslava la notte e il d sela messa circa l'ora con altra processione si riportava nel Sancta Sanctorum. Siccome afferma-

do

3 volle: Surrexil Dotninus de septiltutti:

guente, quindi dopo


di terza

chro: Alleluja. Hispondevano

Qui
pace

pr nohis pependii
all'arcidiacono e
la

in Ugno

Alleluja. Dila
i

poi ritornalo alla sua sedia dava


al

no

diversi storici che la sagra

Tavola nei

diacono,

quali

piedi dell'immagine faceva

un miracolo-

passavano agli
il

altri

per ordine geraril

so trasudamento, coll'aspersione del quale

chico;

che terminatosi era vestito

Pa-

guarivano gl'infermi; cessalo quel proi

pa con pianeta bianca, pallio e mitra, e scendendo dal palazzo in Cavalcata (P\)
processionalmenteandava a celebrar messa in
s.

si volle lavare piedi della ss. Immagine nelle processioni, colla quale acqua si aspergeva il popolo, e bevuta da-

digio,

ni a p.

Maria Maggiore. Narra Marango1 , che nella vigilia dell'Assunzioil

gl'infermi, questi ricuperavano la sanit.

Nel giornodell'Esallazione dellaCroce(di


cui nel vol.XVlIl, p.

ne della B. Vergine,

Papa

cardinali

236),da questa capba-

portavansi scalzi a questa cappella,ove do-

pella

il

Papa

a piedi nudi col sagro colle-

po 7genuflessioni ilPapa apriva l'immagine del Salvatoreelebaciavai piedi, intuonando il Te Deurn laudamuSy e calava la medesima in luogo pi basso, aHinch ogn uno potesse vederla e adora ria. Nel giorno poi dell'Assunta, dopo di avere il Papa celebrati vesperi e le vigilie notturne in s. Maria Maggiore, ritornava al Latei

gio, processionalmenle portavasi alla


silica di s.

Giovanni, ed

cardinali por-

tavano

il

Pr^^z^s/o taglialo nella Circoti'

cisione di

Ges
i

Cristo (f^.)y poi rubato


suoi Sandali^ e la
s.

e portato a Calcata nella delegazione di

Viterbo (V.)j

s.

Cro-

ce ivi collocata da

Sergio
faceva

I
il

suddetto.

Della funzione che

ivi

Papa nel
le

rano, e presa dalla stessa cappella

la sa-

venerd santo, estraendo dall'altare


ste

Te-

gra icona del Salvatore, che

si

portava da

cardinali e diaconi, da vasi principio alla

solennissima processione di lunghissimo


giro sino a
stosa
s.

Paolo (V.) che si custodivano in questa cappella, e due Croci, parlai nel voi. Vili, p. 3o5; ed a p.
ss.

de

Pietro e

Maria Maggiore, con maetrionfale, lavandosi


i

3 1 8 ricordai che nel sabbaio santo

si

rin-

pompa

piedi

novava
funzioni

il

Fuoco[P'.)f colle lampade na-

dell'immagine con acqua rosata e d'erba odorosa di basilico, che descrissi nel voi.

scoste nel

si

Sancta Sanctorum. Molte altre celebravano dni Papi io queche notai a'ioro luoghi; gran-

LV,p. 25g,coirinter vento del 6e/ifif/o/oWflo(/^.), e del popolo scompartito nelle

sta cappella,

sue

arti e confraternite,

artistiche {f^-), di
la

o Universit che si ha memoria nelaffissa in

de fu sempre verso di essa |a venerazione del clero e popolo romano, come dei Pellegrini (F.) che reca usi a visitare sani

gran tavola

di

marmo

Camstes-

tuari di
leste
s.

Roma. Marangoni descrive


vi

la

ce-

pidoglio a pie delle scale del palazzo dei

apparizione seguila nell'oratorio, d


celebr messa solenne, ai

Conservatori.Debbo a vverlire,che lo
so

Pietro che

Marangoni

a p.

12 e seg. trattando

vendo per ministri


cenzo, e

ss.

delle processioni e trasporti della sagra im-

coli' assistenza della

Lorenzo e VinB. Vergine

magine

del Salvatore a varie basiliche e

circondala dagli Angeli e di molti santi,

chiese di

Roma, ue'maggiori

bisogni del-

riportando

il

codice Lateraneose quanto

se A
uomo
di

SCA
vita

piodiglosanienle vide un

cipresso
I

unode'Pani

della cena del Si-

molto lodevole. Giovanni Diacono e canonico Laleranense, nel codice trascritto

gnore, e 3 grani di h^nte della medesima


cena; e parte della Carma, e della Spon-

da altro anlichissimodella basilicaLaleranense d'ordine d'Alessandro 111 deh iSg, nel cap. i4- Della Chiesa di s. Lorenzo
;ze/Prt/^g'/o, fa

ga die inzuppala d'aceto fu accostata alla bocca del Signore; edel legno sicomoro, sopra di cuisaliZaccheo. sto altare

memoria dellereliquie po-

E sopra querimniaginedel Salvatore miin

da S.Leone III del 795, e dice cos: Nel sagro Palagio l'oratorio di s. Lorenzo, nel qualesi contano 3 santissimi alstevi
tari. lli.

rabilmente dipinta

una tavola che di-

segn
to

s.

Luca,

ma

perfezionala fu dalla

divina virt per angelico ministero: soti

con un'arca

di cipressi,

entro

piedi della quale, in

una
i

linea o fireli:

cuiPapaLeone HI
di essa serbasi la

ripose 3 casse. In

una

scia di pietre preziose, vi

sono altre

Croce d'oro purissimo,


giacinti e smeraldi.

quie,

nomi

delle quali sono


s.

seguenti

adornata

di

gemme,

Pietra sulla quale sedette


tra di

Maria, Pie-

In mezzo della Croce collocatoTOmbellieo (Prepuzio) di N. S.

Betlemme, Pietra
il

del

monte Olis.

Ges
il

Cristo,

ed

veto ove or

Signore, Pietra santa ove


al

uto col balsamo, e questa unzione ognianrjosi replica,

sedette l'Angelo

sepolcro, della
il

Coil

quando

Papaco'car-

lonna a cui fu legato e flagellato


re, del

Signogli

dinali nel giorno dell'Esaltazione di s.Cro-

sepolcro del Signore ove ripos

ce portasi processionalmente da questa


chiesa nella basilicaLateranense oCostantiniana. Nell'altra cassa d'argento dorato

suo

ss.

Corpo, della Lancia con cui


il

fu

traforato

fianco, del legno della

Croce

del Signore, del luogo detto Littostrato


(o litostrotoopavimentodipietradel luo-

con istorie, una Croce con ismalti, e nel fondo di essa serbasi della Croce di N. S.
Gesti Cristo. Nella 3.^ eh* di argento,
.sono
i

go

in cui Pilato

sedeva allorch pronun-

zi la sentenza contro

Ges

Cristo), del

sandali cio

le

scarpe di N. S. Ge-

luogo del Calvario, Pietra del monteSion,


Pietra del luogo della Trasfigurazione dei

s Cristo. \'ba un'altra cassa dorata, ov' partedi quel legno della s. Croce, ch'Eraclio imperatore

Signore, legno del Presepio del Signore,


Pietra ove fu data
la

dopo aver superalo Co-

legge agli ebrei sul

sroe
di
s.

II

re di Persia, port di l col corpo

monte

Sinai, Pietra del sepolcro della B.

re

marmoreo
il

Anastasio martire, egiace nell'altadi s. Lorenzo. I vi ancora sobraccio di


s.

Vergine. Nell'altro altare del medesimo


Pietro e PaoAgnese (co'capelli e oltre le sue vesti) e Eufemia vergini. Nel 3.'*altare sonode'carboni aspersi del sangue tli s. Lorenzo, e del grasso colato dal di lui corpo. Sonoeziandio nel medesimo oratorio le reliquie de'ss. Quaranta martiri, e di molti altri". Fin qui Giovanni Diacono, mi siccome poi alcune reliquie mancarono in progresso di tempo, ed altre non furono da lui nominate o in seoratorio sono
lo,

le leste de'ss.
ss.

no

Cesario martire, due

e le teste delle

s. Gio. Battista, ed uno di s. Girolamo, una spalla di s. Dionisio Arcopagita, un osso della gamba di s. Stefano Pa1 Papa, e delle reliquie di s. Daraaso

ossa di

pa, e de'
di
s.

ss.

Primo

e Feliciano

la testa

Prassede
s.

(assai conservata), e delle

reliquie di

Anastasia, con altre molte,

ss. Agape, Chionia, Irene, Piste ed Elpis vergini (in vece di queste 3 ultime Marangoni corregge poi colle reliquie delle ss. Fede, Speranza e Carila, vergini e martiri), e de'ss. Nereo ed Achilleo, Prisca e Aquila. Parimenti vi sono le re-

e delle

guito aggiunte, dir poi delle esistenti.

11

Panvinio riprodusse
portate reliquie, ed
il

il

catalogo delle

ri-

principali, e congettur che tra le

Severano delle sole innomide'ss. Crivi

liquie del ginocchio di

s.

Tiburzio

figlio

nate

vi

ponno essere le reliquie

diCromazio.

Il)

questa medesima arca di

sanlo e Daria che neli't)8G

pose Slefa-

SCA
no VF,
p.
I

SCA
ni celebratevi dai Papi, questi

63
sempre
ri-

delle quali parlai nel voi.


cle'ss.

i5, e quelle

LVII, Diodoio, Mariano

conobbero
le di tutto
i

il il

santuario pel pi venerabi-

compagni martiri collocalevi da Slcfu' no VII neirSgy pel sum mentovato lenemoto che rovinando la basilica Laterae

mondo;

e per invitare tutti

fedeli a

particolarmente venerarlo, ed a
gli effetti

parteciparne

della pi tenera
la

nense, fu necessario di trasportare nella

compunzione,

vi

collocarono

seguente

cappella di Sancta Sauctontm tutte


liquie postevi da
li

le re-

iscrizione, rinnovata

da Nicol

III sull'ar-

s.

Silvestro

1,

fra le

qua-

chitrave del portico interiore sopra


tare, a caratleri grandi d'oro: tota sanctior

l'al-

le teste

de'

ss.

Pietro e Paolo, secondo


p.

Non

est in

l'opinamenlo del

Janningo, Bollando
di

orbe locus. Fev

tale consiin

^cia
cono

ss. ^^j'imii.

Tuttavia Giovanni Dias. Il

derazione proibirono eziandio, che


sto santuario

que-

scrisse

che gi a tempo

Leone

non mai fosse dato

l'inares-

HI
ne

esistevano in detto oratorio.

Pan vi-

so a
li

nio trattando delle reliquie poste da S.LeoIII sotto l'altare di


la

donne di qualsiasi condizione, le quaponno conseguire le grandi indulgenze


slessi

questo santuario,
cipresso,

che dagli
tutta
si

Papi sono concesse a chi


le finestre,

lo

afferma che
al di

memorata arca di

visita,orandoavanti
li

da Ile qua-

sopra era ornata con queste lettere


:

vede

la

sagra cappella. Nell'an-

d'oro

Sancta Sancloruni. Questo titolo poscia fu comunemente appropriatoa tutta la stessa cappella. Sembra che di queabbia parlalo l'AnastasioBibliolecario,
III

no santo i65od. Oli mpiaPamphilj cognavisita delle 4 bavolendo pi comodamente vedere e venerare l'immagine del ss. Salvalotore,dopo di avere colla principessa Giu-

ta

d'Innocenzo X, nella

siliche,

sta

trattando in Benedetto

deir855

del-

l'intrusione dell'antipapa Anastasio, d-

stiniani sua figlia,

altredame ecorteggio
la

cendo che questi


tificale

portatosi al Lateranocoi

di nobilt, salila ginocchioni la scala santa, giunta

suoi seguaci, ard gettare dal soglio pon-

che fu avanti

ferrata della

Benedetto
lo

111, e spogliatolo delle

finestra di mezzo, fu

da 4 sacerdoti della
ss. I

sagre vesti
titure; e
tutti
i

maltratt con ingiurieehat-

nobile compagnia custodi della

mma-

che a talefunesloavvenimento,

gine, levala questa dal suo tabernacolo e

vescovi, clero e popolo, entrati nel

con gran copia di lumi trasportata sopra

Sancta Sanctorum, percuotendosi il petto e con abbondanti lagrime si prostrarono avanti l'altare e vestibolo. Marangoni dichiara convenire a questo santua-

altare eretto appositamente vicino al-

la ferrata,

ed
al

ivi tolto

anche

il

cristallo

sovrapposto
sciata

volto del Salvatore, fu la-

Sancta Sanctorum (^f^.),a similitudine di quello del tempio di Grusalemmey nel quale come il luogo pi santo non era lecito l'ingresso che al solo sommo Sa cerdote,ea'\ suoi figli pure sacerdoti, una volta l'anno; e che pare non
rio
il

titolo di

templata da
le

finchagiatamenle fu veduta econd. Olimpia, dalla figlia, dale dal corteggio.

dame

Celebrandosi per diversi secoli nell'oratorio di


cie,
s.

Lorenzo

le

funzioni pontifl'ab-

non pu dubitarsi che molti Papi

biano pi volte ristorato e abbellito, ed


arricchito con preziosi ornamenti; nondi-

attribuito prinia di s. Leone III, onde da quel tempo in poi la cappella di s. Lorenzo ne prese il tilolo, anche per vegli fosse

meno solo ci restata memoria de'seguenti.

Innocenzo IH del

ig8

divotissi model-

nerarsi sopra l'altare principale,

Irono

di

come in maest, la celebratissima immain

la ss.

immagine

del Salvatore e delle re-

liquie de'principi degli apostoli,

vedendo

gine Acheropila del Salvatore,

somma
copia

che la tavola su cui dipinta

la

."per la sua

divozione per l'antichit e per

la

antichit, e dal portarsi che facevasi ogni

de' suoi miracoli. Perci, per le reliquie


de'sauli che ivi sono, per le sagre fuuzio-

anno

nelle processioni, notabilmente avela pittura e

va palilo, volle che tutta

pr-

64
aclornatc

se A
con lastre d'argento figurale, e
nico altare di

SCA
se casse colle reliquie, e le colloc nell'u-

spetto estenore di essa fosse ricoperta e

nuovo

eretto nella

mede-

tempestate di preziosissime gemme, lasciandovi solamente il volto del Salvatore scoperto, che
terso cristallo, ed
si
i

potesse vedere da
piedi
i

un

sima basilica, e la consagr a'4 giugno, o luglio secondo un codice. Avendo Marangoni con altri intelligenti attentamente visitato le parti inferiori della sagra

quali potessero
finestrino. Inol-

cap-

vedersi e baciarsi per


tre

un

pella,

da Nicol III chiamata


santa, e delle

basilica, del-

Innocenzo

III

all'armario in cui erano

la scala

laterali fabbricate

Je teste de'ss.

Pietro e Paolo, fece lavo-

rare due sportelli di metallo, colle mede-

sime

teste scolpite,

da chiudersi con chiacappella per


la ristor

da Sisto V, trov le antichissime pareti e volte che le sostengono con pilastri, in gran parte dipinte con sagre immagini,
stelle

vi e serrature. Il

successore Onorio III del

o cerchi, palme e rabeschi di rozza

1216 vedendo che questa


l'antichit

pittura (ed ora

minacciava rovina,
la

maggiormente deperite), primeggiando nel muro orientale l' im-

vi

celebr anche diverse sagre funzio-

magine

del Salvatore in piedi


s.

altre pit-

ni; e

trovandosi travagliata
II,

Chiesa da

ture esprimono

Sebastiano e

altri santi,

Federico

da questa cappella port pros.

ed alcuni vescovi col


col

pallio, la B.

Vergine

cessionalmente a
tro e Paolo,

Maria Maggiore, per


la stessa

Bambino, alcune

vergini colle corone

implorare il di vino aiulo,le teste de'ss. Pieil

radiate in capo e altre nelle mani. Interessante poij e forse


la pittura
la

che fece altres per

pi conservata,

ragione, portandole alla basilica Vaticana, Gregorio

IX

a piedi scalzi nel

1289,
risar-

e poscia restituendole a Sancta Sanctorunij

che rappresenta, secondo la tradizione, che la ss. immagine approdasse per mare alla riva, vedendosi la sagra
tavola con

come

notai a Processione.

Il

cimentooperatodaOnorioIII sembra non fosse di molta considerazione, poich eIetto nel

accese ed

il

due candelieri con candele Papa che sta per riceverla.


i

Inoltre dalle osservazioni praticale,

rto-

1277, Nicol III, giudic necessario quasi da'fondamenti di rinnovarla.


tale effetto

minati investigatori furono


Nicol
111

di parere,

che

Per
che
S.,

narra

il

contemporaneo
di Torcello,

piuttosto fortific
stessi
bil
la

non tocc il sotterraneo, ma fondamenti sopra gli


i

Tolomeo da Lucca vescovo


il

Papa

tolse dai 3 altari le teste dei


il

muri , sui quali la nuova cappella,

e sui pilastri sta-

ma

restringendo-

principi degli apostoli,

prepuzio di N.

i capelli della B. Vergine, il capo di s. Agnese, e per conseguenza anche le altre

alquanto pi dell'antica forma che prima avea laonde non propriamente dai
;

fondamenti Nicol
roccata tutta
la

III la

rinnov,

ma

di-

reliquie, e le deposit in altra parte del

cappella superiore antica,


di essa ristorati,

palazzo Lateranense, sotto

la

custodia di

sopra
la

fondamenti

tutta

persone religiose e degne


finch fosse terminata
la

di tutta la fede,

rinnov. L' architettura totalmente

nuova

basilica,

del cos deltostilegotico,dicendoTitiche

indi fece diroccare l'antica cappella sino


al snolo, e la fortific d'ogni

intorno con

fianchi di marnjo; ed erigendo le

nuove

pareti, anch'esse al di dentro vestite per

ogni parte

di vari
la

marmi, e

nella testu-

ne fu architetto il celebre marmoraio Adeodato Cosmati. L'antica cappella, siccome al presente, avea la sua porta e ingresso rivolto all'occidente, ove poi Nicol HI apr la finestra di mezzo, con due
altre dai lati, per le quali potesse vedersi

dine o volta che

ricopre, l'adorn con

bellissime pitture. Finalmente ridotto a


perfezioneiltutlo,egli alla presenza di molli

tutta la parte interiore, e la sagra

imma-

gine del Salvatore elevata dietro l'aliare,

prelati, del

popolo romano e altre genle btes-

aprendovi nel lato meridionale un nuovo


ingresso cuu 6ua porta di lj eia Ilo corintio,

ti

coucorse, persuualmcule riporlo

SCA
per cui entrasi nel vesliho]o,con cine grossi catenacci esteriori con loro serra Iure di

SCA
s'introduce l'aria e
la

65
:

luce

quella della

parte occdeniale venne poi chiusa dalla


fabbrica di Sisto

Questa porta resta a destra dell'altare di s. Lorenzo eretto da Sisto V, di cui riparierj e sopra la quale tal Papa pose la sua arnia di marmo. Ivi prima si vedeva l'immagine di s. Lorenzo in muferro. saico, al

sopra

la scala santa.

s. cappella da cima a fondo ciascuna ha divisioni, poich dal pavimento sino all'altezza di cir-

Anche queste

pareti della

qua le dedicato

l'oratorio, entro

ca 17 palmi, sono vestite di bellissime tavole di marmo, e sopra di esse principia

ciborio o piccolo tabernacolo sostenuto

un giro
coletti,

tutto intorno di vaghi taberna-

da due belle colonne quadrate*

Il

vestibo-

formati con colonne tutte di mar-

lo o corridore della cappella a volta^

mo

fatte a spira, sopra delle quali so-

tutto vestilo intorno con tavole grandi di

stenuto con vago intaglio


colla
: i

porfido e

marmi d'altri colori. Sopra

l'in-

gresso nella cappella pende un'antichis-

il suo timpano cima elevata tabernacoletti sono 28,ciascunoconuna figura dipinta in pie-

sima immaginedella B. Verginecol Bambino, da cui Maratta prese l'idea di quella


effigiata in

di,

ed esprimenti

le

seguenti sagre

imma-

musaico

sotto

l'

orologio del

Ne' 7 tabernacoli che occupano la parete di prospetto all'altare, sono. queste


gini.

cortile Quirinale. Sotto di essa dentro

una

figure

in quel di

mezzo
s.

la

B. Verginecol
s.

cassetta

si

conservava parte
il

di quella ta-

Bambino,
altre

nel seguente a destra

Gio;
le

vola, sulla quale

Redentore sed nelil

Battista^ a sinistra

Gio. Evangelista;

l'ultima cena co'suoi discepoli e istitu

due

laterali alle

medesime vengono

sagramento dell'Eucaristia,
de'fedeli, nel

la

quale

af-

occupate da due porticine o finestre chiu-

finch fosse esposta alla pia venerazione

1825

fu collocata nel

mezzo

della parete settentrionale della cappella.

due grate di ferro, le quali entrano una camera sopra l' altare ripiena di sagre reliquie, ed anche sotto le accenna te
se con in

Avanti arde continuamente una lampada che illumina il vestibolo. Da questo si passa nella s. cappella, la quale rimanen-

ferrate sono altre pitture sagre pii piccole. In quello ch' vicino al re

Davide,

nella parte superioredipinto


indi vi

un angelo,

do come divisa dall'altare e tribuna con un gradino, perfettamente quadrata in


eguale spazio di palmi 3i per ogni compresivi anche
i

ha
in

la

porticina di legno con sua

serratura e chiave, ricoperta colla ferrata

lato,

dorata

mezzo, ov' un gran lucchetto


si

seditoi

dimarmo,che

e catenaccio dorati; sotto di questa

ve-

sono ne' soli due lati settentrionale e di mezzogiorno il pavimento tutto va:

dono
dopo

le

seguenti figure.

Un

chierico ia

cotta con cereo ardente nella


di esso

mano destra;
ivi si

gamente

intarsiato di

marmi

coloriti di

una

cassa aperta ripiena

varie sorti. In ciascuno de'4 angoli s'in-

d' ossa e teste di santi

che

colloca-

nalzano 4 colonne formatedi pezzi di marmo, alte palmi 25 e dorate: sopra i loro
capitelli

no da un vescovo o Papa vestito di piviale e mitra; dopo di esso altro simile


vescovo in atto di tenere altra cassa, e
fi-

seguono

cordoni o

profili di

marmo
riore,

fino al centro della volta supe-

nalmente segue

la

figura di

donna

col ca-

acuti, fra' quali

ove formano la crociera con 4 archi sono dipinti i 4 animali

po coperto.

Nell'altro tabernacolo presso

l'immagine d'Isaia profeta, nella cima


dipinto un braccio ch'esce dalle nuvole,
e colla

che figurano gli Evangelisti, in campoazzurro seminato di stelled'oro. Divise pertanto in questa maniera le 4 P^^'l laterali, nella

mano

tiene pendente la

forma

di

un

canestro con

due candidi pani;segue

pi alta parte e

scuna

di esse aperta

ga finestra,

mezzo di ciauna stretta e lunanch'essa acumiuata^per cui

lo sportello di
l'altro

legno e ferrata, come neltabernacolo, sotto di cui nello spateste

lio

a destra sono 6

umane

rivolte

VCL. LXII.

66
al cielo, di

se A
dove cade una pioggia come
ga
I.**

SCA
scettro d'oro nella

mano sinistra. Nel


di

n
veletti,

di dalloli. Nell'estremo l.nbernacolo a delira dipinto Isaia, tieirullimo a sinistra

quadrato dalla parte


s.

mezzod rap-

presentato l'apostolo
col

Pietro crocefisso
e'con altre figure

Davide. JN'e'segiienli 7 tabernacoli della parte meridionale sono dipinti 7 apostoli


e per j."
s.

capo verso
s.

la terra,

esprimenti quel martirio; e nel seguente

Pietro con lunga croce, indi

quello di
la

Paolo colla
s.

testa troncata. Suli

seguono
l'altre 7

le altre

figure, e queste

come

parte occidentale nel


il

quadrato
s.

si

dipinte ne'labernacoli della pa-

de

martirio di

Stefano lapidalo dai

rete settentrionale opposta, crede Maran-

giudei, e nel seguente quel di

Lorenzo

goni che rappresentino

12 apostoli

co*ss.

arrostito sopra la graticola alla presenza

Marco

e Luca evangelisti. Negli altri 7 tabernacoli della parte occidentale di rin-

del tiranno in trono. Finaltnenle nella 4-'

parete settentrionale nel i. quadrato


figurata
in

contro all'altare,
risce

in

quel di mezzo appafolla,

come una

stanza con due

un

s.

Papa con barba


s.

con abito
I;

uno

de' quali giacciono

due persone,

pontificale e tiara, forse

Silvetro

nel

ed una

sola nell'altro, coll'apparizionedi


nell'aria, e fuori di essa stanza

vicino a sua

mano

destra

un

altro

Pa-

un santo

pa similmente vestito, ma senza barba, e pare the sia s. Gregorio I: nel tabernacolo a sinistra un s. vescovo in abito pontificale con mitra; nel 4*' alla stessa mano sinistra l'immagine di un s. monaco eremita, probabilmente s. Antonio abbate o s. Saba abbate di cui qui serbasi la reliquia; e nell'ultimo

altra apparizione d'un santo ad

un
:

uomo

che esce dalla porta, colla epigrafe S.Nt' colauSf il che fa credere rappresenti qual-

che miracolo
tro quadrato

di
si

s.

Nicol vescovo. Nell'al-

vede altra apparizione di

un santo ad
s.

altre persone, forse lo slesso

Nicol. Tutte queste pitture sono a fre-

l'immagine
:

di

s.

sco e di

Domenico coU'abito

stretto

ne'due tas.

ritiene falle in

bernacoli ultimi a destra altro

ve-

buona maniera, che Marangoni tempo di Papa Nicol III ne dichiara le ragioni; non ostante che
:

scovo con mitra, e nell'ultimo

Francesco d' Asisi colle stimmate e cappuccio attaccato all'abito alla forma de'cappuccini. Sopra questi tabernacoli vi ha il cornicione che li divide dall' elevazione del rimanente delle pareti sino alla crociera
s.

Tili trattando delle pitture della scala santa dica

diversi santi in piedi,

che stanno

intorno alla cappella di Sancta Sancloruniy come in un fregio, furono a fresco con buona pratica lavorati da Girolamo Nanni. Tutto al pi questi nel pontificato di Sisto ritocc e rimodern le pitture

della volta, nel

mezzo

suddette

finestre, e

delle quali sono le da ciascuna parte

de' tabernacoli, ed in tale occasione a quelle de' ss. Silvestro


il
1

di queste vedonsi

come due grandi


ravvisano
le

spec-

e Gregorio

form
ri-

chi o quadrati di pitture. Nel i. sopra la

triregno, che ancora

non era

di tre co-

parte orientale

si

gini de'ss. Pietro e Paolo,

con
il

due immain mezzo


qualesten-

rone all'epoca
slauri del

di Nicol III.

Di alcuni

un Papa
ofl'rire

genuflesso con tiara, in alto di


s.

una chiesa a

Pietro,

de

la

mano

per riceverla, e questo senza


111 che presenta da se rinnovata, donde si ar-

1572, 1600, 1625 e 1704, falli nella cappella di ty^^/c/rt ^^c/orww, massime ne'musaici e dorature, ne fa parola Io stesso Marangoni, col quale passo a descrivere in breve la parte interiore del santuario, consistente nel portico e altare colla
s.

e tbbio esprime Nicol


la cappella

gomenta ch'egli
vatore,
sa basilica.

dedicasse, oltre al Sal-

tribuna, ove

si

conserva

la

tavola colla

ai principi degli apostoli la stes-

Nel quadrato a sinistra

di-

immagine del Salvatore, poich il fin qui narrato pu appellarsi il vestibolo di


questo santuario.

pinta una venerabile

immagine di Ges

Cristo sedente in maestoso trono, con ver-

Dal pavimento del vestibolo

dividesi

se A
Io

SCA

67

lo

parte interiore del santuario con un sogradino, e restringendosi quivi le pareli

stendesi

poco pi di due palmi per parte, il vano alla larghezza di palmi i i, e formasi un portico sostenuto da due colonne di porfido, le quali lasciano divisa in 3 parli la facciala alquanto pi larga nel QiezzOjche tutta aperta rimane nel suo prospetto esterno sopra le colonne posa
laterali
:

ove termina il musaico, tutte le pareli sino a terra sono vestile di tavole di marmo di vari colon. Nel prospello di mezzo, che formasi dalle due colonne di porfido, s'innalza l'altare isolalo per ogni parte, sicch
slaccalo
la

rimane dulia tribuna, ov'situata sagra tavola del Salvatore in disianza


e pi, e sopra di esso sono col-

di

4 palmi

l'architrave di

marmo,
orbe

in cui a caratteri
:

quasi palmari leggesi scritto in oro


e.st

Noa

due angeli al naturale dorali, in atto di venerarla ginocchiati uno per parte. La mensa come tulio l'aliare formasi di groslocati

Sopra questo architrave s'innalza la parete, con cui resta formalo lo stanzino che occupa tutin loto sancLior
/oci^5.

se tavole di

marmo, fuorch nel


due porticine
di

prospetto
fi-

anteriore, ove

metallo

gurano

il

paliollo a custodia delle sagre


vi

to

il

sito

superiore del portico, colle 7 nic-

reliquie che

sono depositate. Tutto que-

"chic eolio cui serbasi gran

numero di

sal'e-

stoaltare, dalla

mensa

sino alla base, viene

gre reliquie, e sopra


tale nel

tali

nicchie segue

circondalo da una grossa grata di ferro,

levazione della parete colla finestra orien-

che per ogni parte

lo cinge, la

quale ha

mezzo, per cui entra la luce nella cappella co'due quadrali dipinti e gi descritti.

pure

il

suo sportello con catenacci e ser-

rature.

Questo venerabile
III

altare fu coala

Tutta

la volta di

falla a crociera e

questo portico lavorata a musaico. E

sagralo da Nicol
basilica

insieme con tutta

primieramente nel mezzo, che corrisponde sopra l'altare entro un gran circolo sostenuto da'4
lati

da

altrettanti angeli colle

o santuario, e quando essa anticamente avea il proprio clero, vi si celebrava il divin sagrifzio, e ci anche facevano canonici di s. Giovanni in Lai

ali slese, efligiata si

vede in grandezza

gi-

terano,

dopo che Martino

Va

quel capi-

gantesca

la

venerabile

immagine

del Sal-

vatore. Nel prospetto poi della parete, ove termina il convesso della volta, sono for* mali sopra la cornice 3 archetti o lunette,

medesima. Nullameno riferisce Marangoni a p. 35, che nel moto-proprio deli 52 di Leone
tolo assegn l'ufiiciatura della
i

X
di

fu ci proibito a qualsivoglia persona

una

nel

mezzo che corrisponde sopra


ed oltre a queste due
i

la

sagra tavola del Salvatore, e due ne'Iati


di prospello,

cardinalizia, sotto

qualunque grado e condizione, eziandio pena di scomunica da

altre

incorrersi ipsofaclo, riservando la facolt


di potervi celebrare al solo
tefice, particolarit
altri altari e

di fianco corrispondenti verso


l'epistola e dell'evangelo. In

corni del-

romano Pon-

queste 3 lu-

che non comune ad


a quelli pontificii

nette, comprese anch'esse nel musaico, sono espresse le seguenti figure. In quella di mezzo sono le leste de'ss. Pietro e Paolo col diadema, e fra di esse una croce, essendo s. Paolo a destra per quanto dissi

nemmeno
i

delle patriarcali, in cui

Papi autorizzano

a celebrare mediante brevi.


dallo stesso

Ma apprendo
65, che Leone

Marangoni

a p.

X
a

nella bolla Ex'injunctiSy nel proibir

nel voi.

LUI,

p.

23; nella lunetta a destra


s.

figurata a musaico a sinistra di quella

Agnese; nella 3.*


4-^ a destra

qualunque dignit il celebrare nella sagra cappella, sotto pena di scomunica e


perpetua sospensione rtc/fVmz.yj aggiunge:
fuorch
nali di
al

de'ss. apostoli, l'im-

magine

di

s.

Lorenzo; nella

l'effigie di s.

Nicol colla mitra; final-

s.

romano Pontefice, o ai cardiromana chiesa, con licenza e au-

mente a
.
il

sinistra quella di s.Stefano,

non

torit dello stesso Pontefice, della quale

Prassede come scrisse Millino. Sotto poi


giro delle lunette, dal fregio o cornice

ne apparisca bolla piombata. Dopo lungo spazio di tempo, vi celebr la messa

68
Benetlello
Irei tanto fece
rc\

se A
XT V 0*7
74 ed alClemente XIII come leggo
febbraio 1
1 ,

SCA
dn Paolo Macoarani patrizio romano neh 558. Ora dir de'due sportelli o porticine di metallo che chiudono l'altare, e in conseguenza le sagre reliquie che ivi si venerano. L" da sapersi, che le teste dei ss. Pietro e Paolo prima che Nicol HI rite

n'j i^G de Diario di Roma deli 764.


la

Per

scarsa raccolta fatta nello stato

pontificio, questo fu colpito

da

ma carestia, per cui Clemente XI li


prile si port

gravissiCail I.

processionalmente,accompa-

fabbricasse questa cappella, serba vansi in

gnato dal sagro collegio, dalla prelatura,


dal clero secolare e coite, dalla chiesa di
s.

un armadio

distinto, sopra
111

un

altro alta-

re laterale. Innocenzo

per maggior or-

cana; quindi nel lunedi 2 aprile trov a riceverlo

M.^ della Trasponlina alla basilica Vatisi port


cardinal Corsini ar-

namento e i detti due

sicurezza a tale
sportelli,

armadio

fece
ser-

con catenacci e

in forma semlpubblica alla scala santajove


si
il

rature (le cui chiavi insieme a quelle della


grata esteriore
diani della
si

custodivano dai guardi

ciprete della basilica Lateranense alla testa di quel capitolo. Salilo


il

compagnia
e

Sancta SanctO'
ol-

Papa alla cap-

riim)^ e colle sagre Teste in bassorilievo

pella detta
la

messa con

Sancta Snnctoriini,\i celebr l'assistenza de'cavalieri deflessa, vestiti de'soliti

nomi de'ss. Pietro

Paolo intorno,

tre un'iscrizione analoga sotto la

1^ A-

putati della
neri; dipoi

ruboni

vendo

poi Nicol 111 rifabbricata questa


i

si
il

trasfer a visitare e salire la

basilica, e tolti

due

altari laterali ch'e-

scala santa,

che

fece

con esemplar divo-

zione tutta in ginocchio, con avere umil-

rano nell'antica, dentro quello restato, o per dir meglio da lui riedificato, colloc
les. Teste, e
si

mente ricusato

il

consueto

comodo
il

del

servi degUsporlelli d'Inno-

cuscino, e baciato ogni volta

sagro grapoi

cenzo

111,
s.

aggiungendo

sotto la testa scol-

dino che ascendeva, col cardinal Corsini


e tutta la famiglia pontificia. Di
l
si

pila di

Pielro relativa iscrizione, tutto

riproducendo Marangoni con pi precisione di Panvinio.

condusse

alla visita della basilica


il

Latera-

Compito

l'edificio e riIII

nense, ove adorato

ss.Sagramento nel
alla cappel-

coperto di piombo, Nicol

dopo aver

suo altare, scese poscia avanti


gorio

solennemente consagralo
fer le

l'altare, vi tras-

GreFenestrella) sotto l'altare papale, e vi ascolt la messa celebrata da mg.*' caudatario, e vener le leste de'ss. Pietro e Paolo. Osserva Marangoni, che i cappellani delle confraterla (che a'noslri giorni fece riaprire

sagre reliquie che nell'antica d'or-

XVI al modo dettoa

dine suo diroccala cappella giaceaoo eoa sistema diverso. Pertanto egli molte reliquie delle antiche rinchiuse nello slanzolinoeretto sopra l'altare, ed in questo pure colloc
le altre,

ed

in

luogo

le
s.

3 cas-

nite del Salvatore e quelli della Scala santa,

sette d' argento gi postevi


III, colle leste de'ss. le ss.

da

Leone

ed anche

canonici della basilica Laai

Pietro e Paolo, e del-

teranense soddisfacevano

loro pesi, ce-

Agnese e Eufemia, e quelle che gi


reil-

lebrando nelle due cappelle laterali l'una di s. Lorenzo, l'altra di s. Silvestro I, a


destra questa, a sinistra l'altra del santuario, e fuori di esso

erano nel 3. altare senza diminuirle,


stando colla cappella prodigiosamente
lese dal
1

fuoco che sotto Clemente

nel

secondo

la

prescrizio-

3o8 bruci la basilica Lateranense e tutpropinque fabbriche, con gran danperdite.

Leone X. Avanti l'altare del santuario pendono diverse lampade ardenti dinanzi la s. Immagine nel mezzo delie due colonne principalmente. Sopra il gradino dell'aitai e eranvi 6 candeliieri d'argento fatti nel 1698 dal senato romano,
ne
di

te le

no e
se

Anche

la scala

santa rest

intatta dal furioso incendio, che distrus-

le

statue simili de'ss. Pielro e Paolo

fat-

PaUrbano V il ."marzo 1 368 celebr la messa nel Sancta Sanatorum, ricerc le Teste de'ss. Pietro e Pao
ancora
il

portico che guidava al


i

triarchio. In seguilo

SCA
lo,e trovatele sotto l'altare, le trasfer

SCA
con

69
de* superiori, e

1699 con approvazione


del quale pure
vi

ornamenti nella basilica Lamaestoso tabernacolo che euifc sopra l'altare m;iggiore, ove tuttora le veneriamo, e nel modo nobilissimo che dir a tale articolo, per munificenza del regnante Pio IX. Pare che sino da Urbano V le s. Teste sieno stale chiuse con 4 chiavi, le quali furono concedute una ai conservatori del popolo romano,
preziosissimi
,

la

tabella fuori della

teranense

sul

non senza qualche errore storico corretto da Marangoni, nel riprodurla a p. 4o. Qui mi limiter a ricordare solo quelle reliquie non mentovate da Giocappella,

vanni Diacono, il cui elenco riportai di sopra. JVella finestra


I."

dello stanzolino sode'ss.

pra

l'altare, vi

sono de'corpi

Inno-

centi,

ed una cassa ripiena

di vasi pieni

una agli ostiari e


Sanctoruny
la

poi ai guardiani d'iSancta

di reliquie de'ss. Martiri. Nell'altra fine-

3/ dal maggiordomo

a chi poi fu succeduto


del Papa, la ^.^ ai ca-

stra contigua

nonici della basilica Lateranense.


tre reliquie della cappella dipoi

Le

al-

all'immagine del re Davide, molte reliquie de'ss. Martiri, fra le quali una lesta meravigliosa intatta -.delle ve-

neli5i3
di es-

furono vedute da Leone


occasione
si

X,

nella quale

pu credere, che alcune

di . Pietro apostolo, e di s. Stefano protomartire asperse del suo sangue,edi quelle di s. Lorenzo, oltre i memorati carboni
sti

se fossero eslratte di sotto all'altare e ri-

co'quali fu bruciato:

un calice con patena,


al-

poste in altri reliquiari. Oltre a ci narra Panvinio, che

ed

sacerdotali paramenti, lasciati sull'al-

neh 52 7

pel funesto sac-

tare di

Sancla Sancloruni da s. Pietro

cheggio

di

Roma

parte delle reliquie fu-

rono levate dal luogo, parte rubate, come il Prepuzio di Ges Cristo che con altre
reliquie
si

lorch nella notte fra rS.^ dell' Assunta celebr la messa, nell'apparizione superiorropita,
Io, la

custodiva in cassetta d'acciaio


nella sua croce d'oro,

mente narrata. Sotto l'immagine Acheil mento di s. Bartolomeo apostomascella di


s.

non pi

mentre

parte restaronodal tempo consumate. Vicino alla tribuna e accanto alla custodia
dell' olio

vangelista, de'capelli di
lista

Matteo a postolo ed es. Gio. Evange-

santo della basilica Lateranen-

se

ossia nel portico

Leoniano dietro

la

stessa tribuna, vi la tavola

magna La-

la Guida Angelica^ ma non Sommario)^ un dente di s. Gio. Battista. In una cassa di ebano sono molte reliquie di santi diversi, cio dei

(secondo

ricordati nel

teranense^ coH'indice o catalogo delle reliquie che sono in questa sagra cappella
di

ss.

sette Fratelli, de'ss. Processo e

Marti-

niano, de'ss.

Abdon

e Sennen, Felice e

A-

Sancla Sanclovum della


riporta a p. 89.

di

s.

Lorenzo,

daucto, Ireneo e Abondio,Pigmenio e Saturnino, de'ss.


delle vesti di
s.

cio le vedute e moslrate a

Leone X, che

Damaso

e Felice

Papi,

Marangoni
tica tavola

Ma quest'ani

Gio. Evangelista, delle re-

espone piuttosto vasi che con-

liquie di

s.

Sebastiano, de'ss. Aquila e Pri-

tengono
venera te

le reliquie,

che

le

reliquie

mede-

scilla, Marco e

Marcel Iiano,ePonziano Pas.

sime, essendo probabile che delle reliquie

pa. In
s.
s.

una

cassetta d'argento, la testa di

daLeoneX ne fosse fatto a Uro pi


i

Barbara, delle reliquie di

Eulalia, di
s.

distinto catalogo, esprimendosi

nomi

dei

Brigida, e molte sponghe colle quali


il

santi delle reliquie ivi esistenti. In fatti nel

vestibolo del santuario un'antica label-

con diverso catalogo di reliquie che si conservano nel santuario, assai simile a quella pubblicata nella Guida Angelica da Gallonio, e nel libretto: Sommario delle reliquie^ che si conservano nel
la scritta

sangue de'ss. Martiri, ed un'ampolla piena di loro sangue e grasso. Nell'arca vi sono reliquie di s. Ciriaco, di s. Saba abbate, di s. Nicol vescovo, ed un vaso di metallo con molPrassede raccoglieva
te reliquie di diversi santi.

In un'altra cas-

sa d'ebano sono molte reliquie, sponghe,

SanclaSoJictoruny stampato in

Roma nei

e frammenti di vesti che

si

credono di s.

yo

sex
tico del
eli

SCA
somiglianti cappelle, che nello stesso porse, e

Pietro, e de'ss, Lorenzo e Vincenzo, con

molli carboni aspersi di grasso e sangue,

con quantit

glia bellissima

una tovacon pi diiooo reliquie,


ossa di santi,

Palazzo apostolico Lateranen' poco lungi da questa di s. Lorenzo erano situale, e che enumerai e descrissi
in tale articolo, a
lativi.

ed altre aoipolle di sangue, e custodie di piombo con iscrizioni.Vi sono inoltre molte altre ossa di santi,

Laterano

e luoghi re-

Al Priore [V.) del santuario o bail

con alcune ceneri

silica,

Papa come

notai lavava

piedi

e pielre,frammenti di legno involti in panni


:

nel gioved santo: a lui

due

tavole colla vera effigie dipinta

de'ss.

Pietro e Paolo. Ancora alcuni panco'quali Furono veduti da


s.

vo Papa preparare il va all'eletto pontefice


nali diaconi.

incombeva al nuopallio, che imponeil

^r/ore de'cardidi

nicelli,

Ippos.

Toccava al Priore
ceremonieche
,

Sancla
fa-

lito gli

Angeli astergere

le

carni di

Locol-

Sanctorunine Possesso (^.)del Papa


re a lui quelle

renzo nel suo glorioso martirio, ed un


tello di ferro

descrissi in

di legno vi

consumato. In una cassetta sono 3 Agnus Dei con molte reliquie, molte ossa di santi infasciate in panni bianchi. Entro un panno rosso evvi

quello e

altri articoli

e di consegnargli
s.

le chiavi di

questa basilica di

Lorenzo

e del palazzo Lateranense, equivalenti a a dargli


il

possesso,

dopo di che

il

Papa ennel-

una croce con carne, grasso e sangue; molte saccoccie e cassette di reliquie dei
santi,
sicelli

trava in detta basilica, e fatta orazione avanti


le
il

Sanata Sa nctoruni^riiuavasi

con frammenti

di vesti, sponghe,ossi

proprie stanze.
la

Quanto

ai

canonici di
la

e ceneri. Di altre reliquie che

ser-

questa basilica

pi antica memoria

bavano in questa sagra cappella, che pi non vi sono, discorre Marangoni a p. i5o.
Peressere questa basilica e cappella luogo santissimo e tullosaiito,e ripienodi tante
reliquie,ripelo che

riporlo Millino, ed

deli323di Giovan-

nicanoniciis basilicae
riiniy

ad Sancla Sanctos.

sepolto nella chiesa di

Eustachio

di altro

meritamente e univeril

canonico Bartolomeo Archarelli morto nel 368, fu posta la lapide avan1

salmente da

lutti

viene

santuario chia-

ti

labalauslradellachiesadis. MariaNuo-

mato
te

slato concessoa ciascuno, che

Sancla Sane toni ni. Qm da'Papi divotamene piamente visita Ih cappella e entra
il
i

va. Questi canonici a veano l'obbligo d'ufficiar la cappella del Salvatore,

ma non
Im

s'ingerivano nella custodia della sagra

dentro, Vndulgenza plenaria e remissio-

ne di tutti peccati in forma consueta; il che anco concessoa ciascuna donna con l'appressarsi alle ferrale delle due finestre di fuori, giacche come dissi non mai permesso a donna alcuna di entrarvi dentro.
S conserva ancora in questo luogo l'im-

magine, ed impiego delle offerte e limosine ad essa falle dai fedeli pei lumi e altro occorrente al santuario; mentre lutloci era appoggiato alla cura del colle-

gio laicale composto di


bili
ss.

i-2

principali no-

romani

col titolo di Ostiari[f^.)<\^\

Salvatore, pel senato e popolo


dell'

magine
s.

Vergine col Bambino e Giuseppe, che fuggono in Egitto. Sebbene questo santuario fu anticadella B.

antichissimo custode
cullo, per cui
le

romano immagine A-

cheropita e promotore principale del di


lei
il

senato con editti inti-

mente appellato or^/or/o e cappella^ prima e dopo Nicol III fu anche chiamato basilica^ non perch ne avesse la forma,

mava

solenni processioni, ed avea

una

delle chiavi del santuario e dell'immagi-

ne Acheropila, quantunque
ostiari

vi

fossero gli
nel

ma

solo per eccellenza, come cappella pi

ed

canonici.

Nacque pertanto
la

che reale per uso de'sommi Pontefici, e per le molte solenni funzioni che vi celebrarono co'cnrdinali; per
la

priore e canonici di quesla basilica

pre-

quale cagio-

tensione di non liconoscere affatto gli osliari, e che questi non potessero preten-

ne eziandio

si

appellarono basiliche altre

dere giurisdizione alcuna intorno a detta

SCA
fogra Immagine, dichiarando nullo ogni atto che avessero fatto contrario e pregiudizievole nlleragioni de'canonici e capitolo,

se A
tuto, o co'Ioro beneficiati, servire
il

71
san-

questi per la loro vicinanza avrebbero po-

nella quale figurano


nici,

con protesta de'i3 agosto 1367, il priore e 3 canoe 4 osliari; per questi ultimi continelle loro

tuario trascurato nell'ufficiatura dai suoi priore e canonici, ai quali il capitolo suc-

cederebbe per cessione morte. Nate differenze fra


li
i

superstiti ostiari, ed

fratel-

nuarono

incumbenze e libera
poich in progres-

della

compagnia surrogati
la

ai defunti,

amministrazione.
so di tempo
i

Ma

intorno

custodia e oblazioni di Sancla

nobili ostiari,

bench godes-

Saactoruni^ Martino
perla
vi

V nel

4^4 decret
star-

sero emolumenti per la custodia dell'im-

con bolla, che quando dovea restare ala

desimi,

magine del Salvatore, non pi per se mema per mezzo d' un altarista lo
tal

sagra

Immagine dovessero

custodivano, e per

motivo seguirono
Anniiere solet, ad

vari furti di preziosi ornamenti, Martino

continuamente alla custodia uno della compagnia e un ostiprio dentro la basilica stessa, e che le due chiavi delle oblazioni dovessero tenersi

nel

1422

colla bolla

una

dalla

compa-

istanza de'guardiani della

compagnia

pri-

gnia e l'altra dagli ostiari; disposizione che


fu confermata da
altri

maria di Roma o Arciconfralernla del ss. Salvatore (^.), istituita fin dal 1 332 in sodal2iio (della quale meglio riparlai a Ospedale del ss. Salvatore adSancta Saptctorum presso s. Gio. in Laterano, il cui governo era ad essa a(fidalo), quali da molto tempo somministravano del proi

Papi, anzi Sisto

IV

con bolla del [475,

pe' furti notabili se-

guiti nel santuario, defini ti va mente incor-

por alla compagnia e suoi guardiani tuttoil rimanente degli ostiari, dopo che fossero mancali viventi, e Io convalid nel
i

1479 con
do
la

la

bolla ^"''^

i/Z/ws".

Continuan-

prio! lumi alla cappella di i^fl^c/^


i

t5<3;2c/o-

custodia promiscua del santuario

rwm, stabil e ordin che detti guardiani e compagnia fossero ammessi alla custodia della sagra Immagine e in morte
degli ostiari
si
li

de'guardiani e ostiari, ridotti questi a 4, AlessandroVI con moto-proprio del 1 49^

succedessero, con tulli

pe-

intieramente un ai guardiani la custodia con tutte le sue ragioni e emolumenti, e


loro la cederono
i

ed emolumenti annessi; e cheogni mese

detti ostiari. Cos tutte

fossero dai guardiani e

compagnia

eletti

lechiavidelsantuario pervennero in mani


della compagnia,tranne l'ultima chechiu-

due

della

medesima, quali
i

fossero obbli-

gati a risiedere vicinoall'allare della cap-

personalmente ogni giorno nelle ore congrue custodire la sagra Immagipella, e

de gli sportelli del tabernacolo, gi pervenuta nel capitoloLateranense,ed al quale

conveniva, poich secondo

il

disposto
al

ne.

Marangoni inoltre corresse l'erronea mente asserto dal Rasponi, nelT Istoria della basilica Laleranense. Per le cala mila de'tempi e malizia umana, nel principio del secolo
silica

di

Martino
il

V deli 4^3, spettava

capi-

tolo

canto

di antifone e orazioni, ne'ri-

ti dell'apertura e chiusura dell'immagine Acheropita. Essendo anche guardiani


i

XV
il

diminuito nella ba-

della

Laleranense

culto di vi no per

canza di rendite
lino
tere

ai suoi canonicati.

manMar-

compagnia delle famiglie senatorie romane, continu il senato e popolo ro-

mano
denza

la

sua comunicazione e corrispou'

V ad
il

istanza de'canonici per rimet-

in

ordine alla custodia dell'immass.

colla bolla Cunctis

suo capitolo nell'antico splendore, Orbis Ecclesiis , nel


il prioratoeiS canoniSancta Sanctoriim^ un e incorpo-

gine del

Salvatore,

come
i

se fosse

un

solo corpo, intervenendo

conservatori di

1423 soppresse
cati di

r le loro rendite e ragioni a quelli di s. Gio. in Laterano, anche pel riflesso che

R.oma nelle pi onorifiche funzioni della compagnia e fino all'elezione degli stessi guardiani pr tempore j'x quali vestivano

come

conservatori la veste senatoria, cio

rjl

S C

A.

SCA
e di velluto
sta

di

damasco nero
Clemente XI

nell' estate

primaria compagnia, che sono l*imss.

nejrinverno, esclusa quella d'oro. Pi tardi


si

niagine del
altare Ira

Salvatore esposta sopra un


candellieri con candele ar-

riserbo

i'

elezione di

due

questi guardiani.

Prima che

essi

da Mar,

tino

fossero sostituiti agli osliari

gi

esisteva la loro corrispondenza col senato

romano, giacch durante


e

il

gran scisma
di

neh 386 invigilando


citt,

il

senato al buon

governo della
dal

una quantit

mal-

mente consumarono, e perci lo rilevai a Candela. Ad Ospedale del ss. Salvatore, notai che il cardinal Colonna crealo da Onorio III nel li 6, fond un ospizio pei pellegrini presso il Laterano, ed un ospedenti, alcune delle quali prodigiosa

non

si

viventi essendosi annidata per le vie

che

dale pegl'infermi contiguo alla chiesa di

Co /oJ5eo

(al quale articolo indicai

S.Giacomo presso
drea
Belli, a

il

Colosseo, llcav.
1.

An-

quanto meglio qui dico) portano al Lalerano, le aveano tajmente desolate che sembravano spelonche di ladri. Il senato pertanto appoggi l'incombenza di rimediarvi alla coQipagnia e guardiani del
ss.

p.iyS del

17 (tW'Jlbitfit
s.

di /?o/7z^, pubblic l'interessante lJernO'

ria islorica della demolita chiesa di

Giacomo al

Colosseo, e di alcune pilture

che in quella esistevano ^ di Ferdinando

Salvatore, che aveano in cura


ospedale
la vigilanza colla

il

vicino
del-

omonimo; quindi in premio

Boudard, e da lui lucidate e delineate a penna con o disegni delle migliori pittui

quale estirpando quei


senato

re del Giotto o della sua scuola e discepoli, prima che la chiesa fosse atterrata neli8i5; la quale Memoria isterica fu riprodotta nel n." 85 del Giornale di Ro1

malviventi, ridussero quella parte della


citt a

quieto e pacifico stato

il

medesimo form molti

capitoli e ordina-

zioni, e concesse a'guardiani

che tutta

la

mi85o,col
servare
la

savio intendimento di con-

via del Colosseo e suoi abitanti soggetti


fossero a loro, col gius del

ricordanza de'pregievoli e antis.

mero

e misto

chi dipinti che decorarono la chiesa di

imperOjCon facolt di riconoscere e di terminare tutte le cause, tanto civili, quanto criminali, e di procedere contro qualunque eccesso, fuorch di alcuni delitti capitali riservati all'udienza del

Giacomoal Colosseo,anche per essere slata trascurata dai descrittori di Roma. Secondo tale memoria, la confraleinila di Sancla Sanclorum fino dal 4? o, a vea gi
1

senatore di
Lale-

Roma; dichiarando che per


to dietro la cappella di

la via

cura di detta chiesa unitamente all'ospedale ch'erale annesso fra gli archi stesla
si

ranense dovesse intendersi dall'arco situa-

del Colosseo, che

si

dividevano

in

lun-

Sancla Sanctorww, sinoa tutto il Colosseo, compresavi anche la piazza del Lalerano ove trovasi l'ospedaje; e per premio dell'opera suddetta don ai guardiani eziandio la 3."
parte del Colosseo.
zioni
I

ghi corridori, ilqualeospedalefu trasportalo e riunito


di
la

dopo molti anni


il

in quello

Laterano, cio dopo

i5i8. Riporta
l'au-

Memoria (\{\n\.o ho narralo con

capitoli e le ordina-

furono

in varie in

mente confermati

epoche successivaCampidoglio dai segiurisdizione


si

Marangoni, non senza per ommissioni e alterazioni; dice ancora, che a-? vendo questo primario sodalizio la cura
torit di
della chiesa dis.
stabil
il

Giacomoal Colosseo,
le principali

ivi

natori, conservatori e caporioni, inclusi-

regolamento

di toltele altre con-

vamente aliSio, Questa

fi-aternite

diRoma, per

fun-

esercitda'guardiani fnchdalPapa fua-

zioni e processioni fra l'anno. Dalla


lit

qua-

vocata a'suoi speciali ministri, continuan-

poi delle figure dipinte nella chiesa

do

guardiani nel possesso della

3.*

par-

di

s.

Giacomo

in abito

spagnuolo, e dalla

ie del Colosseo,

ove

in alcuni

luoghi po-

tradizione delle

memorie Lateranensi e
si re-!

sero in

marmo

e dipinte, unitamente a

Capitoline.si vuoleche gli spagnuoli aves-

quella del senato vomano, le armi di que*

sero

il

loro ospizio pei pellegrini che

SCA
covano
in

SCA

73

Romn,
s.

e la loro confraternita

nella chiesa di

G iacomoal Colosseo, che


prolezione di
s.

portuno dovere ricordare, come Paolo II neli4G6 avendo ripristinati nella biisilica Lateranensei Canonici regolari Late"

"veniva ancora appellala degli spagnuolial

Colosseo, sotto

la

Giaco-

mo apostolo delleSpagne.Aggiungei con


Marangoni, che Roberto Guiscardo venuto inRoma nel i 084 per liberare s. Gregorio (F.) assediato da Enrico IV,

FU

rimosse deput alla basdica di s. Lorenzo ad Sancta Sanctorum cogli emolumenti cheaveano, finche fossero nominati ad altri canonicati e vescovati. Pess.
^

ranensi del

Salvatore (F.)
li

quelli secolari e

pose a ferro efuoco diverse parti della


t,

cit-

r Sisto

IV mosso

compassione dalle
i

equantoeravi d'abitalo fra il Colosseo e il Luterano, nel modo die deplorai nel voi. LVIII, p. 266; e Marangoni crede che propriamente il Colosseo ne rest illeso, ed perci che la compagnia de'ma* celiai vedendo abbandonata la regioneLa*
leranense, presa
Salvatore,
di
la
s.

querele de' romani che vedevano


figli privati

loro
i-

de'canonicati Laleranensi

stituiti dai loro

maggiori, nel 1472 vi ristabiPi i canonici secolari, quali pel diritto acquistato sulla detta basilica di s.
i

Lorenzo, seguitarono ad usare

le

insegne
il

la

sagra

immagine del

e prerogative della medesima, e perci

la

trasportarono nella chiesa


ai

capitolo della basilica Lateranense nelle

Giacomo vicino

Colosseo, volendosia cer-

processioni e altre funzioni


e da
plici
si

si

fa

prece-

conservare nell'abitato, bench

dere da due Campanelli, da due Croci,

to che dipoi fu riportala a Sancta SanctO'

ue Padiglioni j

all'origine di tali

duri-

rum. In pieniio di che fu concesso alla compagnia de'macellai il privilegio d'intervenire alla solenne processione della
ss.

insegne proprie delle basiliche,di ver-

autori

danno

altre derivazioni,

che

portai ne'luoghi cilati nel voi.


8, dicendo pure l'opinione
l'uso de'due padiglioni.
tti

XLIX,

p.

Immagine, con elmo

in

capo e usbergo,

alcuni suldif-

e con tizzoni o bastoni armati di fuoco, in-

Dipoi insorte
i

torno e vicino alla sagra Tavola, per tratcasse


la calca del popolo, allnch non reimpedimento a quelli che la portavano, e da que'bastoni infuocati furono

ferenze giurisdizionali tra canonici Lale-

tenere

ranensi ed
di

guardiani della compagnia Sancta Sanctorum, massime sulla cei

lebrazione delle messe e


zi,

altri divini uli-

appellati gli Suzzi e \a


Stizzi.

Compagnia
fu

degli

e sulla distribuzione e conservazione

Per

tale

benemerenza

essa accordato di liberare ogni

pure ad anno un

dell'elemosine,
stabil la

Leone

le

con<pose e

ri-

concordia ne)i52i colla citata

condannalo a morie. Conosciutosi dipoi, che questi macellai ardimentosi e forti,


neir
risse e

bolla

Ex iijunclis.

Lungo

poi sarebbe

il

riportare quanto eruditamente ha scritto


il dotto Marangoni, sulla gran tavola coll'immagine Acheropita del ss. Salvatore che si venera in questo santuario, per cui

accompagnamento eccitavano tumulti scandalosi, massime

delle nella

processione del 1 55o, con poco decoro della

sagra funzione, la compagnia del

ss.

Sal-

senza entrare ne'particolari dettagli dir


soltanto le cose principali, potendosi nel-

vatore decret alla Compagnia degli Slizzi tW

non pi intervenire

alla processiola s.

l'encomiato storico conoscere


nioni, e tutte
colte.

le

varie opiivi

ne, e che invece de'macellai,

Irama*

quante l'erudizioni

rac-

giue fosse accompagnata da

89

nobili ro-

mani, colla stessa incombenza da praticarsi con modi convenienti. Tuttonel 55 1 approv Giulio III col moto-proprio IVu1

Oltre i tesori delle sagre reliquie e le cospicue memorie ecclesiastiche che ren-

dono
il il

insigne,

venerandoe celebralissimo
in esso primeggia

per^ trasferendo

privilegi e prerogative

santuario di Sancta Sanctorum a tutto

perci godute dai macellai, alla

gnia d^l

ss.

Salvator^.

compaQui mi sembra opi*

mondo, certamente

l'elligie del ss.

Salvatore Ges Cristo A-

74

Se A
nanza, e

SCA
pore e di vota allegrezza della sagra adutulli resero molte grazie al Signore per avvenimento s prodigioso. Maniaculio crede che l'immagine restata nella camera della B. Vergine, e dopo la sua morte gloriosa in Gerusalemme, fosse poscia da Tito portata in Roma, donde poi si

cheropila ossia non fatta per mano umnua, diverse essendo le opinioni di sua pii

ma

origine e autore. Molli de'pi^i antichi

storici

sono concordi in riconoscere

la pit-

tura Aclieropita, altri tengono che pera di


torno,
s.

sia o-

Luca Evangelista

nel suo conritro-

ma

che avanti di colorirla,

vata fosse dipinta per

mano angelica e per


da Tito
colle
al-

colloc nella basilica Lateranense, e quindi fu trasferita nell'altare di


s.

divina virt. Altri dissero che fu portata


in

Lorenzo

Roma

da

s.

Pietro, altri

ad Snuda Sanctoriun. Gli annotatori apposero diverse critiche su tale racconto,


e pungenti
il

spoglie dell'espugnata
tri

Gerusalemme;

che miracolosamente venne in Pioma


,

Millino

invece Marangoni

per mare da Costantinopoli


l'alma citt da
s.

inviala al-

riporta gravi testimonianze e la tradizio-

Germano

patriarca di

ne
ra

de' fedeli d'oriente,

che

s.

Luca

deli-

Costantinopoli, per sottrarla diiU'empio

neasse quest'opera sovraumana, e dichia-

furore des}' Iconoclasti (f^.)

ciascuna di

non improbabile che

gli apostoli

pen-

queste opinioni incontra

le

sue dillicoll,

sassero a conservare la
fgie del
li,

memoria

dell'ef-

ma
l'

quanto

al

suo titolo di Acheropila e

Salvatore a consolazione de'fede-

alla di lei

venerazione in
fa

Roma

sino dal-

senza occultare che varie furono

VI li secolo, ne

chiara testimonianza
ri-

tiche

le animmagini delSalvatore celebrate in

Anastasio Bibliotecario, il pi celebre e

oriente.

Che

se la nostra

ss.

nomato scrittore del secolo IX, narrando come Papa Stefano III del ^52, per impetrar da Dio l'aiuto per
la

non presenta

l'eccellenza dell'arte,

Immagine come

altre fatte per

mano
il

angelica e in
p.

modo

Chiesa

afflitta

miracoloso, osserva

Marracci,che des-

da Astolfo
pila a
zi
s.

re de'longobardi, port in pro-

se per lo pi sono di rozza manifattura;


il

cessione questa sagra

immagine Acheroa piedi scal-

che ordina

la

divina sapienza, acci


si

il

Maria Maggiore, ed
il

cullo de'fedeli
za della figura,
figurato; ed

non

fermi nella bellez-

con tutto

clero e popolo. Dalla rela-

ma

passi alla santit del


in quell'istes-

zione di questa sagra Immagine fatta nel


secolo

ben vero, che


la

XII da Nicol Maniaculio canonisi

sa rozzezza di somiglianti opere

campeg-

co regolare della basilica Lateranense,


stoli colla B.
al cielo del

gia

una certa maest,

quale cagiona non

rileva che essendo nel cenacolo gli apo-

poca riverenza e venerazione ne' riguardanti. In breve, delle di ver-;e opinioni, pa-

Vergine, dopo l'Ascensione

Sai valore, per appagare le bra-

re

la

pi probabile, quella che narra

la

me di molti fedeli che desidera vano di conservare e venerare


le

spedizione per
fatta

umane

fattezze di

mare della sagra Tavola, da s. Germano, e che prodigiosamen-

Ges

Cristo, risolvettero di farne dipin-

gere l'immagine che in loro ben impressa ritenevano; pertanto ne


al

appoggiarono
s.

discepolo del divin maestro


il

Ljca

l'e-

secuzione,
si

quale si content

di accinger-

te in i/\ ore giunse alla foce del Tevere, ove per divina rivelazione si rec a prenderla il Papa s. Gregorio li nel 726 circa. La sagra Tavolasi vuole di cedro, di palma, di olivo, lunga 7 palmi, larga

all'impresa, previo

un triduano digiu-

3.

La

figura del Sai valore al naturale,


in piedi,

no

Vergine e degli aposloli.Quindi preparata egli una tavola di palma, su di essa fece primi
e fervorose orazioni della B.
i

con lunga barba, ed


essa

bench

di

lineamenti del suo disegno,


colorirla tutta

ma

prima

di

poco o nulla si veda, dopoch lnocenzo HI la fece tutta ricoprire con lamine d' argento, tranne la faccia e piedi.
i

l'Immagine comparve perfezionala da divina virt, con sommo stu-

Intorno

alla lesta lo fregia


01

un nimbo o
figurare

diadema,

nato di

gemme, per

se A
l'estremit della croce; poich
sio solo pei*

se
Ges diun
ta-

75
Conla cicatri-

porfido, correggendo pure Ramponi.

to

il

mezzo mondo. Elia


di

clella

croce salv tut-

clude, essere pi verosimile, che

incassala entro

ce dell'immagine di
sia

bernacolo

legno dorato, e questo col-

Snncla Sanctorunt^ una percossa del barbaro furore dela

locato in una tribuna posta dietro l'alta-

gl'iconoclasti, poi ripetuta nella copia so-

re e al suo livello;

un

terso cristallo di-

migliante con

quale fu coperto
il

il

volto

fende
il

la

sagra

effgie dalla polvere.

Per

originale. Antico

costume
la ss.

di tenersi

sagro volto che noi vediamo dipinto

per venerazione chiusa

Immagine

in tela o

panno

di seta grossa e

sovrappo-

del Salvatore, e di aprirsi alla vista e di-

sta nll'efligie dipinta e originale, e simile

ad esso; poich o per maggior venerazione, ovvero perch olFeso dal tempo il sagio volto, vuoisi che AJessandro II, o Innocenzo III secondo alcuni, ne ordinasse tal copertura, per impedire ulteriore tarlatura, onde poi Innocenzo III copr con dette lamine il resto
nella somiglianza
1

vozione de'fedeli alcune volte fra l'anno, con maestosa funzioneeindulgenze, avendone concedute anche Nicol IV nel 129 i e Giovanni XXII nel i3 17. Talvolta eoa
indulto de'Papi
si scopr e mostr straordinariamente a qualche gran- personaggio,

come fece Clemente VI nell'anno santo i35o per Arnaldo visconte diCaramagn.
Aumentata
ss.

della figura, ed altrettanto fece Nicol 111,

riportandone
za, in

il

disegno di molta elegansporteili,il

la divozione de'fedeli per la Im-magine, fu stabilito dai Papi che si

uno a quello degli

Maran-

aprisseinalcuni tempidell'annoaila pubblica venerazione, e questi sono: Nella vigilia di

goni insieme alla descrizione delle lastre


d'argento figurate e degli
altri preziosi or-

Natale dopo

la

namenti. La cicatrice chesotto l'occhio destro del l'immagine apparisce, si crede senzadubbioesistereanche nell'originale,che veneriamo coperto dalla somigliantissima

nella basilica Lateranense, e


ta sinoalla
sta di
s.

compieta cantata rimane aper-

descritta copia del suo


Ja

primo prototipo,

domenica pi prossima alla feAntonio abbate, in cui dopo nona si chiude. Nelsabbato avanti la domenica delle Palme si apre nella mattina doi

quale cicatrice

si

vuole operata dagli

empi

e furibondi eretici iconoclasti.


il

Ma

rangoni non segue


Soresino, che nel

racconto di Millinoe
insorto tumulto

po vesperi (per ordine di Urbano V, poich prima, con pena de'pellegrini, si apriva solo nel giorno di Pasqua), e chiudesi
nella

55o
s.

Immagine, un macellaio della suddetta C ompn ani a degli Stizzi per ferire alcuno, tirando un colpo colse la sagra Immagineecheneusc vinella processione colla
versi

domenica fra l'ottava del Corpus Domini, dopo la processione del ss. Satro e Paolo, che
si

gjamen to e ostensione del le leste de'ss. Piefanno indetta


basili-

ca. Nella vigilia dell'Assunta

siapr-edopo

vosangue.MdlinoeCasella opinanocidomeglio attribuire ad un ebreo, quanscagli nel

compieta, e

si

chiude dopo recitata nona


si

neila.domenica dopo l'ottava della stessa


solennit. Negli anni santi
vigilia di Natale in cui
la

do
di

venerando volto un pezzo


che per miglio-

apre nella

mattone,
gli

in occasione

rare

ornamenti della sagra Immagis.

cominciano, dopo solenne messa cantata nella basilica Lail

ne, era stata portata nella cappella di


tilvestro
I.

teranense, e resta aperta per tutto

ri-

Rigettando dunque INIaran-

manente dell'anno
le,

del giubileo universa-

goni

tali

narrali ve,

che

fer in fronte, e

quanto all'ebreo, dice non sotto l'occhio dedel Salvatore e ne

e poscia

si

chiude nella domenica pi


festa di
s.

prossima alla

Antonio abbate

stro, altra

immagine

dell'unno seguente. Inoltre ogni volta che


i I

usc sangue, cio quella che stava sopra


la

Papa ascende

la

scala santa, o visita quesi

porta dell'oratorio di

s.

Silvestro

I,

iu

sta sagra cappella,

apre

la

custodia del-

tabernacolo sostenuto da due colonne di

l'immagine del

ss.

Salvatore, senza pra-

76
licarsi
il

se A
solilo
l'ilo

e ceremonie che Iian-

no luogo

nelle aperture e chiusine della

che quella del Crocefisso (F.).!)^ diversi misteriosi ornamenti delle ss. immagini
del Salvatore, co'quali
rabili e
si

sagra Icona, prima con quella maest e de-

rendono veneclie si

coro che descrive Marangoni a p. 1 07, ed ora con con veniente e di volo rito; dappoi-

maestose; di quelle antiche


in

venerano

Roma,

e delle eflgialene'sa-

ch a suo tempo v'intervenivano solenne-

gri cimiteri.
di dedicarsi

Del costume de'primi tempi


principalmente
le

mente
tore

la

nobile compagnia del

ss.

Salva-

chiese al
e o-

non pi esistente, gli alunni del collegio Capranica da essa governato, e due Priori di Smicla Snticlorum con piviale, unode*quali benefiziato Laterane.nse eleti

Salvatore, bench erette in

memoria

nore
in
le

di

qualche santo; del suo


alla tribuna

efllgiarsi

mezzo

earchi trionfati del-

chiese, e di molte chiese di

Roma

uni-

to dal capitolo, l'altro parroco di

Roma

camente
ss.

erette colla

denominazione del

eletto dai guardiani, insieme al capitolo

Salvatore, che io descrissi nella


il

mag-

e clero Lateranense. Questo poi soltanto


si
s.

gior parte. Del culto verso

ss.

Salvatore

porta processionalmente nelle feste di

Lorenzo

e di

s.

Silvestro

al

Stincla

esue immagini propagato nellefondazioni eziandio di abbazie e monasteri, col prendersi la sua
titolo

S.'inctonini jCawiando

messa solenne nelle

ca[)pelle esteriori laterali, dedicate a tali


santi,

come meglio dir. Quindi eruditamente Marangoni descrive le processioni e trasporlamenti della s. Immagine del
ma,
fatte

immagine per stemma, o il da alcun ordine religioso. Delle immagini del Salvatore, appellate comunemente
UPiet, e delle insegne e sigillo as-

Salvatore a varie basiliche e chiese di R.0-

da diversi Papi antichi ne'mag-

giori bisogni del cristianesimo. L'ordine

pii. Di altre siimrnagmi esistenti in Roma, e del costume di effigiarsi sui cenolafi e sepolture degli antichi fedeli. Delle immagini

sunti dai sodalizi e luoghi


mili

dell'annua processione della

s.

Immagine

delss. Sai valore effigiate negli anelli, nelle

per la festa dell'Assunta, soppressa da s. Pio V del i566 per l'avvenuto neli55o,e
pegli abusi rilevanti e sconcerti introdotti,

terminandosi di notte; poi parla delle processioni e trasporti della sagra

Immagine

ad

altre chiese negli ultimi secoli, e [)arti-

colarraente sotto Clemente XI; e di quelle

che per memoria Fanno alcune


re.

citt e ter-

medaglie e monete antiche. Di due altre o immagini acheropite del Salvatore, che in Roma si venerano nella Chiesa di s. Silvestro in Capile (di cui trattai anche nel voi. LI, p. 809), e nella basilica Vaticana nel Folto Santo (F.). Come nella cappella di Sanala Sanclorm/i si conservava r immagine della B. Vergine, che
orasi venera nella Chiesa di s.

Per

s.

Pio

V ad

esempio

di altri pre-

Maria del
im-

decessori

don

al santuario, oltre le
i

con-

Popolo (F.); trattando pure


magini
di

di altre

suete coltri tessute d' oro che

Papi sola A'o-

Roma

credule operedis. Luca.

levano mandare perla piocessione,


'iic/^o/'o(/''.), al

Della nobilissima

Compagnia o
:

/Ircicoiss.

quale articolo parlai pure

fralernila de' Raccomandati dfl

Sai-

delle altre 3 regalate al santuario dagli


altri

valore

ad Sancta Sanctorum
r

sua origi-

Papi, e custodite a parte dai cano-

nici Lateranensi. Passa poi

Marangoni coltitolo di

ne nel secolo XIII per opera del cardinal Giovanni Colonna (F.) del 2 6, pi ima1

la sua bella

opera a trattare del

rio

fondatore dell' ospizio indi trasferito


del ss. Salvatore, e dell'ospedale
al

Salvatore, ed a quali immagini di


Cristo propriamente
si

Ges

ove trovasi conie Ospedale che poi prese


il

adatti, di sue fat-

nome
s.

tezze corporali, della persecuzione degli


iconoclasti pruicipalmente diretta contro
le

di

Giacomo contiguo

Colosseo;

quella del cardinal Pietro

oper Colonna (^.),

mi tempi

immagini delSalvatore,e perch ne'prisi usassero pi frequentemente

che almeno ottenne da Nicol IV la cauuuica erezione della compagnia; suo sta

SCA
bllimentojprimi statuti e suo fervore nella
pratica della
s.

SCA
Paolo.

77

ospitalit,
il

l'ospizio presso

avendo in cura Laterano fondato dal


s.

cardinal Colonna, l'ospedale di


ino, e quello da
il

(iaco-

lei

edificato nel

348 solfo

eccomi a riprendere la narrazione di quanto riguarda la scala santa e sue dipendenze, da Sisto V trasportata avanti la cappella di Stincla Sanciorum^ con altre notizie spettanti a questo santuario e luogo santissimo.
Sisto

Ed

titolo di

s.

Michele Arcan"elo odis. Ano


la

gelo presso

chiesa di

s.

Andrea, stabile

per aumento di maest e veal-

limenti benefici riuniti poi nel ricordato del


ss.

nerazione all'imniagine Acheropita ed


la

Salvatore ed esistente per

don-

cappella di Sancla Sanciorum ^\\x\\\

ne, in

uno

a quello espressamente per esse

a questa

avendo

trasferito la scala santa,


s

eretto dal sodalizio e ingranditone! iGSj.

acci

come

di vestibolo servisse a

gran

Come fu derogatoallo statuto del numero


de'ioo
fratelli,

santuario, e ne facesse ben degna parte,


pel decoro di questo sagro e prezioso

per

la

copia di quelli che

mofe-

bramavano

d'essere ascritti alla

compaalla

numento,
sole, dal

e per difesa dalle pioggie e dal

gnia, per godere del fruito delle grandi

suddetto architetto Fontuna


la

opere pie praticate dalla medesima,


cui vigilanza e custodia fu dato
il

governo

e r amministrazione di que' collegi, che

enumerai

Ospedale del

ss.

Salvatore.

Delle aggregazioni a se fatte dalla com-

un ampio e magnifico portico d'ordine dorico, con 5 archi di travertino sostenuti da' loro quali guardano all'occidente, e pilastri, due altri laterali, l'uno a mezzooiorno e
ce erigere avanti
scala santa
i

pagnia di altre adunanze, compagnie, confraternite, luoghi pii e religiosi,

l'allro a settentrione, tulli aperti e riparati negl'ingressi

comuni-

con cancelli

di ferro,

cando loro le indulgenze, indulti e privilegi da essa goduti, tanto per ragione del cospicuo ospedale, quanto per la custodia della cappella di Sancla Sanciorum e
della sagra immaginedelSalvatore.Final-

primi 5 de'quali corrispondono: quello


di

mezzo
le
le

alla scaia santa, e gli altri

4 ^d
pe-

altrettante scale

ampie

e spaziose, di tra-

vertino

annesse
le

alla scala santa, di

perino

altre due, e formate

nientelMarangoni pubblic
le

il

catalogo del-

3o

gradini, per

quali

ogimna di fedeli dopo di


pos-

aggregazioni spedite dalla compagnia,


il

aver salita ginocchioni


e volte delle

la scala santa,

ed

catalogo de'guardiani della medeI

sono discendere dal santuario. Le pareli

sima, dal

332

al

747

inclusive. Nel pi

due

scale contigue alla scala

Ospedale o Arcispedale DEL ss. Salvatore ad Sancta SanCTORUM presso s. Gio. IN Laterano, parlai
volte citato articolo

santa sono tutte dipinte a fresco di soggetti dell'antico

Testamento;

ma

le

due

ultime scale hanno nella volta dipinto lo

dell'immagine Acheropita e de'suoi cu-

slemma

di Sisto

soltanto. Nella

som-

compagnia omonima; della solenne lavanda de'piedi, e mensa che facevano nel gioved santo a 12 individui, guardiani e il Sestodi, ostiari e guardiani della nobile
i

mit della scala santa e delle due scale

propinque
sto

vi

sono avanti ciascuna un cui

polino che illumina

ripiani. Inoltre Si-

a sua custodia e delle cappelle di-

nato Romatio[P\),a\ quale tuttora spetta

poi stabil

un corpo

di ecclesiastici

o no-

imbandir la mensa, e eseguir la lavanda quando non vi sia cappella papale; della
lavanda de'piedi della ss. Immagine e solenne processione. Estinta la compagnia
nel pontificato di Pio VII, ad altri pass

bile collegio SsIdo, cio

4 cappellani, u
ostiario e la ditutti,
i

sagrestano,

4 chierici, un
la
il

gnit del preposto superiore di


quali avessero

cura

di

celebrare nelle

cappelle laterali

divino sacrifizio e d'in-

l'amministrazione dell'ospedale, ed
periore di Sancla
delle

il

su-

vigilare al decoro e polizia di questi santi

Sanclonun

tiene

una

luoghi, comedisposecolla bolla Ciini sin-

chiavi delle teste de'ss. Pietro e

gularem rerum, de'2 giugno 1 59o,ripro-

^8

se A
Rom. t.

se A
verso da quello della scala santa, restan-

ciotta dal citato Ricci e dal Bull.

5, par. i.',p. 124, assegnando a tulli l'entrate d'annui scudi 1 170. La nomina del
jireposlo, cappellani e altri chierici, la di-

chiar giuspalronato di sua flimiglin Perelli,

dalla quale poscia pass nella Sforsi

do la cura della cappella di Sancta Sanclonun ai canonici Lateranensi, ed alla nobile compagnia de' raccomandati del ss. Salvatore, come avverte Marangoni. Nelle pareti della cappella di s. Lorenzo
sono dipinle le figure di 8 dottori, cio i ss. Ambrogio, Agostino, Girolamo, Giegorio
I,

za-Cesarini, nel cui archivio


la

conserva
attesta
t.
il

pergamena
355.

originale,

come

Ralti,
2.", p.

Della famiglia Sforza,

i,par.

Gio. Crisostomo, Basilio,

Tom-

tal fine Sisto


il

fece fab-

maso d'Aquino
figure di
reti della

e Bonaventura, oltre le

bricare delle stanne sopra


lieo, nel 2.

maestoso por-

profeti.

Anche
s.

la

volta e paI

piano decorato da un ordine

cappella di

Silvestro

ha
il

pit-

ionico, per abitazione de'delti sagri mini-

ture a fresco.

Adorn

poi Sisto

por-

con 7 fneslre, e per memoria fece scolpire nel fregio, e sopra dello stesso 2. orstri

tico, le parli laterali della

sanla scala, sua

volta e prospetto superiore colle istorie


della Passione di

dine della facciata questa iscrizione: Si-

xlus

F fidi
i

Sanclioriqne locOj Scalani

Ges Ciislo in 7 quadrati per ciascun lato di essa, che furono


eccellentemente dipinti da Paris Nogari,
e
vi lavor anche Vincenzo Conti romano; nella volta vi dipinsero altri egregi

sanclam posuit iSS^.Pont.ir. Inoltre in ambedue lati della cappella di Sancta Sanctonim il Papa fabbric due altre
cappelle o oratori!,
lai.''

a destra di chi

pittori, e nel prospetto

sopra

la finestra
si

guarda

il

prospetto del santuario o parte


s.

che guarda entro

la

sagra cappella

ve-

meridionale, dedicata a

Lorenzo

arci-

diacono e martire, con


al

l'altare

poggiato
e Tal-

muro

del

medesimo santuario,
opposta verso
il

Ira nella parte

settentrio-

Ges Crocefisso, colla B. Vergine e s. Giovanni che stanno in piedi presso il medesimo, per promuovere in quelli che salgono la scanerano
le

pitture esprimenti

iiededicata a S.Silvestro Papa, con altare similmente collocato, ne'quali due altari
si

la sanla, colla

meditazione de' patimenti

potesse celebrare la messa dal prepo-

sto e cappellani, poich nell'altare del san-

tuario, essendo pontificio, al solo


lecito celebrarvi.

Papa

compunziocommessi peccati. Similmente le altre due scale laterali alla santa, furono adornale da storie della divina Scritdel Sai valore, sentimenti di

ne

pe'

Nel quadro dell'altare

tura siinboleggianli

la

passione del Si-

di

S.Lorenzo rappresenlatoquesto santo con dalmatica; quello di s. Silvestro


1

gnore. Si segnalarono in tulle quesle o*

in piviale e triregno:
si

ambedue sono

co-

loriti a fresco, e
s.

crede che

l'effigie di

Silvestro
Il
i

sia

quella dello stesso Sisto


s.

V.
to
il

."altare di

Lorenzo
1

fu consagra-

pere e dipinti dell'antico e nuovo Testamento, oltre nominati, pittori Andrea d'Ancona, Antonio da Urbino, Avanzino Nucci da Citt di Castello, Baldassare Croce bolognese, Ferrao da Faenza, Jai i

da Benedetto
2." di
s.

XUl

a'i5 otlobrei727;

copo Stella bresciano, Gio. Baglioni romano,allora giovinetto, Gio. Battista Novarr. Paolo

venne consagrato pure da tal Pontefice a' 1 8 oltobre di detto anno, dichiarandolo anche privilegialo perpetuo pe' defunti. Clemente XIII
Silvestro
a*

Guidoni hicchese, detto


fiammingo dipinse
il
i

il

cav. Borghese, Antonio Viviani ed altri;

Paolo

Brilli

paesi.

18 agosto 1767 dichiar privilegiato l'altare di s. Lorenzo, per celebrarvi indi messe, e

Ma

lutti questi allVeschi

per l'intemperie

de'tempi, essendo

portico stato finora

determinato numero

ciascuna

tulio aperto, e per l'umidit proveniente


da'telli,

per liberare un'anima dal purgatorio.il


custode delle due cappelle fu stabilito di-

hanno moltissimo
risarcibili,

solferto,ed al-

cuni non sono

anche pe'

cat-

se
livi

A
li

SC A
deformarotabella colla

79
(Iella

ritocchi e rcslauri clic

breve storia

scala sonta

DO.

Secondo
si

il

Banibi, Sisto

spese in

ed

il

ristretto di sue indulgenze

per ec-

qiiesla fabbrica pili di

25,000

scudi.

Sa-

citare la piet cristiana a venerarla con

bta che

la scala santa, nel ripiano a

frutto spirituale; questa tabella per ora

mano
si

destra nella divisione delle scale,

due porte per andare alia cappella e altare di s. Lorenzo, ed una sipassa pei-

non esiste pi. Dipoi si maggior venerazione


i

volle introdurre

giorni per ascen-

derla

soli

mile a

mano

sinistra della scala santa, e


stipiti

donne,

ma

uomini, ed altri per le sole questo provvedimento ebbe

queste tre porte hanno


vi di grossi

e architrainlogli e

corta durata. Papi, sovrani, cardinali, vescovi, prelati e grandi personaggi in ogni

tnarmi lavorati con

fiorami;

le

quali 3 portesi tiene che fosle

epoca furono divolissimi della


la scala

visita del-

sero del palazzo di Pilato, per

quali

santa, salendola ginocchioni con


ti

pass

il Redentore nella sua Passione, comealtestano anche il Marlinellijcd il Se-

edificante raccoglimento e piet, pai

colarniente negli
ticoli

^nn
i

sa/ili,

ne'quali ar-

verano,
silica

il

quale dice ch'erano nella ba-

parlai di

tali visite

e della frequen-

Leoniana appellala eziandio sala del concilio, e che fedeli quali dalla basilica Lateranense salivano in questa scala di votanienle passavano per tali porte: il Tiepolo nel catalogo delle reliquie
i i

za con che l'ascesero


le
se.

Papi, conservando
in principio,sin'

indulgenze a questa divozione concesOltre iPapi ricordali

della passione del Salvatore aflerina al-

scalini della scala santa

OsservaMarangonijche tutti gli si vedono molto scavati, e quasi nel loro labbro logori, coniunemenleciattriboendosi al continuo
trettanto.
salirvi ginocchioni de' fedeli, in
y.ione di essere stati santificati

golarmente furono di voti della scala sangradini, e salendola gita, baciandone nocchioni, Gregorio XI li, che pi volle ci fece nell'anno sanloi575, Sisto V in modospeciale,Gregorio XI Vchenel 1 5go
i

dopo aver preso possesso

della

basilica
al ss.

Lateianense, and a fare orazione

veneradal con-

Salvatore e scale sante. Cancellieri dice

che
nel

il

nuovo Papa anticamente entrava


la-

tatto del Redentore, poich salendovi dal-

Sancta Sanclorum ad orarvi, e


ultimo
il

l'uno all'altro, nel fermarsi


le scarpe,

le

punte

del-

sciarvi l'oblazione, e per

lo

pra-

massime

della gente di

campa-

tic Sisto

che poi separ

santuario
nel
si

gna, siano a poco a poco andati scavandosi con notabile detrimento, e forse an-

del patriarchio.

Clemente Vili

1592

dopo

la

funzione del possesso

rec al-

che per

le scaglie

o raschiature tolte per

la scala sarta, fece

orazione sopra un cu-

divozione dai fedeli,


loro ineguaglianze.
ri

come

rilevasi dalle

scino posto sopra

un tappeto a
la

piedi di

Ad impedire moggio-

detta scala, indi baci

croce d' ottone


si

rovine

il

preposto del collegio Sistino

eh ' scolpita

sul

.^gradino,

alz e per
i

della scala santa

Marco Gigli d'Anagni, persuase Innocenzo XI II a far coprire gli

la scala sinistra

and alla cappella


ove or
scala a
la sal

Sannel-

da Sanclorum
poi scese per
la

sul faldistorio, e

da grossi tavoloni di noce, lasciando nel davanti d'ognuno un'apertura acci si vedessero gradini, laonde nel yiS
scalini
i i

mano diitta;
60
fu

l'anno santo 1600


chioni,

volte ginoc-

come
s.

riporta Ricci, ad onta di sua


vi

fu effettuata tale copertura

con esito vandi quelli

grave et e incomodi, e
sogni di
tri

pure

pei bial-

taggioso per

la

conservazione de' sagri

Chiesa,

come praticarono
la

marmi,

e pel

maggior comodo
i

Papi. Replicate volte

salirono Ur-

che salgono inginocchioni. Il medesimo preposto fece collocare due vasi di mar-

bano Vili, Innocenzo X, Clemente IX e altri successori. Clemente XI l'ascendeva col capo scoperto, e nel 1709 ordin una processione bolenne,colla quale ac*

mo

per l'acqua benedetta, a pie dell'in-

gresso della

medesima

scala santa, ed

una

8o

se

A
Aclieropila, da
la

SCA
funzione potesse vedersi da tutto
fu innalzato
il

compagno l'immagine

po-

questo snnliiariolra>()()rlnta allndiiesadi s. Maria sopra Mineiva,nlla basilica Vaticana, ove rest esposta suiraltai e papale

polo situato sulla piazza che resta davanti,

un altare

fuori di detta

cappella in cima alla scala santa; e quivi


coll'intervento del

per 8 giorni, con


fedeli;

immenso concordo

elei

Papa

e del sagio col-

quindi con altra processione

la fe-

legio, recitate le preci prescritte coll'ac-

ce trasportare alla basilica Lateranense,

compagnamento
col
ss.

del canto de'cappellani

e da questa alla sua cappella di Scinda

pontifcii, fu compartita la benedizione

Sanctoriim, come ricordai a Processio-

Sagramento,
la 3."*

le

prime due sere dal


arciprete Late-

egualmente di volo, e comp la copertura di noce incominciata dal predecessore Innocenzo Xlll. Alcune volte fra l'anno Benedetto XIV
pratic di salire ginocchioni esemplar-

ne. Benedetto XI 11 nefu

cardinal Soniaglia

come

ranense, e

dal

Papa dopo aver con


la

somma
la
ta,

divozione salito in ginocchioni

santa scala.

passione

Una dellesagre memorie deldi Ges Cristo la scala sanpoich non una volta sola divinoRedendi
lui

inenle
rare nel

la

passando poi ad osantuario, avanti l'immagine scoscala sant/i,


ss.

ed degna d'ogni atto di religione e

di divozione,

perta del

Salvatore. Questo i^apa re-

fu salita dallo stesso nostro


tore, e fu

staur

il

propinquo Triclinio Leoniano,


il

consagrata dal

sangue
la

riunendo
la

suo

muro esterno a quello dels.^

prezioso nelle ultime ore di sua vita; quindi frequentissima


t de'fedeli d' salirla

cappella di

Lorenzo. NeliyyS Cle-

sempre

fu ed

pie-

inente

XIV visitginocchioni la scala sansi

oqni ceto e condizione in


Il

ta, indi

rec a fare orazione nel SanNelle pubbliche calamii-

divotamente in ginocchioni.
di visitare

me-

da Sandorum.
la,

todo pratico
santa, per

con frullo

la

scala

per guerre, terremoti, pestilenze,

iondazioni,i Papi straordinariamente fe-

cero scoprire l'immagine Acheropita, ac-

maggior numero accorressanta, ci che pure pratic Pio VI. Il successore Pio VI 1, ad
ci
i

fedeli in

viemmaggiormenle risvegliaun santuario tanto ragguardevole, da ultimo lo pubblic il can. Leonardo Mazzucconi prere la piet cristiana verso

sero a visitar

la scala

posto del ven. collegio Sistino della scala


santa, colle llemorie storiche della scala santa f e dell'insigne santuario di

istanza del capitolo Lateranense, con de-

creto della

s.

congregazione delle indul-

da Sandorum,
bro riprodusse

San' Pioma 84o. In questo li1

genze de' 1 settembre 1817, conferm l'indulgenza concessa da Pasquale 1 d'an1

il

modo

proposto dal Se-

ni

9 per

salire ginocchioni ciascun gra-

verano, per visitare degnamente la scala santa con orazioni e meditazioni divotissime, anche per
del
di
ss.

dino, a chi ci eseguisce orando e medi-

le reliquie e

immagine
che

tando la passione

di Gesi Cristo

con cuo-

Salvatore, che sono nella cappella


Altri scrittori

re contrito de' propri peccati, ed inoltre


dichiar potersi anche applicare alle ani-

Sanala Sandorum.
la storia di

fecero
i

questo santuario sona

nie del purgatorio. Leone XII nell'anno

seguenti:

Gaspare Bambi, Memorie sa-

santo 182 5

sal

genuflesso

la scala

santa,

predella cappella

diSanda Sandorum^

ed entr a pregare nel Sancta Sandorum. Nel voi. Vili, p. 21 1 narrai, come Leone XII pei bisogni di s. Chiesa fece nel 826 una novena distribuita in 3 tri1

e della scala del palazzo di Pilato delta

volgarmente scala santa, con una notizia


delle indulgenze e

modo pratico
1

di salir-

la divotamente, Iloma

dui eindulgenza plenaria,a

s.

Michele Ar-

cangelo coi cardiiali, ed

primi 3 giorni

775.GiuseppeM.* Soresini beneficiato Lateranense, Della scala santa ante Sancta Sandorum in

20, 2

cappella di Sancla

22 settembre ebbe luogo nella Sandorum, AlUoch

Laterano

eulta,

Romae 672
1

ei

674-

^^

iiuagincss. Salvaloris in basilica

adSan-

SGA
ctn Sanctorum cu sto d la, Romae 1 602. Il

SCA
so in diversi luoghi e nel 1.588 in
ria Liberatrice
s.

81

Ma-

compendio

delle cose pii cospicue con-

ihWeoblale
nel

oli

velane, fin-

cernenti la scala santa,

Roma 1674.

Giu-

chda Clemente Vili

seppe Pazzaglia, Compendio istorico delle cose pili cospicue concernenti la scala
santa^ele teste de
loj con
ss.

fu di nuovo canonicamente eretta in confraternita, confermala nel 1626 da Urbano \\\l

1592

apostoli Pietro ePao-

nella visita della chiesa Lateranense, e

fi-

un sommario delle reliquie e indulgenze che sono nel Sane ta Sanctorum,


1684. Benedetto Stella, Ristretto santa jB.oma i6j5. Leonardo Nardoni, Scala santa collocadell'istoria della scala

Koma

nalmente da Alessandro VII elevata al grado d'arciconfraternita con breve dei 656, Questo Papa nel 66 gli 1 7 luglio
1
1

assegn per oratorio il


la

silo

posto sulla piaz-

za Lateranense, vicino al portico della sca-

ta in Stincla Sanctorum, Roma 1 656. Nicola Maniaculius, De sacra imagine ss.

santa e
in
il

il

Triclinio Leoniano, precisatali edifizi^


s.

mente
e sotto

mezzo e annesso a

Sahatoris

in Palato Lateranensif

Ro-

vestibolo della cappella di

Lo-

niaei 709. Brancati, Notizia della scala santa, Roma iGgS. Benedetto Millino,

renzo edificata da Sisto V; nel quale luogo era anticamente l'oratorio di s. Seba-

DeWoraloro di s. Lorenzo nel Lalcrano oggi detto Sancta Sanctorum^ discor^


ffOjRoma 666.Cance\\'\evfMemoriesloriche delle sagre Teste. Nella Storia de' pos1

sessi de' Pontefici, a p. 1.48 riporta l'opi-

nione che dietro

la scala

santa

vi

sieno

Papa Teodoro Idei 642 jcome si comprova dalle pitture delle pareti esprimenti il martirio del santo, onde Panciroli err nel dire che Teodoro I edific l'oratorio propinquo di Sancta Sanctorum. L'odierno
stiano fabbricatone! Patriarchio da

de'lesori nascosti. Molti monasteri di

Ro-

oratorio fu costruito e ornato colle limosine di molti divoti, fra


li
i

ma hanno una
rebbero

scala, nel far la

quale ac-

quali

cardina-

quistano tutte l'indulgenze, cheacquistese visitassei'o la scala santa,

Alfonso Litta e Francesco Barberini,

per

pontificie concessioni.

destra del por-

splendidamente contribuironoalla costruzione dell'altare di pietre commesse, nel


quale collocata
della B. Vergine
la

tico della scala santa e

contiguo all'edi-

miracolosa immagine
delle Gioie, che

fzio l'ora torio dell'arciconfiaternita del

Maria

Giovanni in Luterano, la cui storia apprendo da Piazza, 'aserologia Romano, p. 337. Diverse sono
ss.

Sacramento

di

s.

anticamente si venerava nella Basilica Lateranense e consegnala dal capitolo al,

l'arciconfraternita, indi agli

luglio

679

le

testimonianze di sua erezione, e lai.^

coronata con corona d' oro dal capitolo


Vaticano. In questo altare d. Gio. Fortunati

risale al

dro VI,

14 novembre 1493 sotto Alessancui confrati cominciarono a vei

romano
6

benefiziato Lateranense,

stir socchi nella vicina chiesa de'ss.

cellino e Pietro nel


di vota

Mar5o6, portando una

benemerito
legato
I

assai del sodalizio, lasci pei"

candellieri con croce di argento.


si

Madonna, la quale liberando miracolosamente un canonico


della

immagine

confrati ivi

adunano

tutte le
la

dome-

niche e feste dell'anno, per

celebrazio-

Lateranense dalla
venerazione nel 1 5

cecit,
1

7. Perci

nor del privilegio

di

venne in molta Leone X l'oliberare un condans.

ne de'divini oflzi e recita di orazioni praticando pure quegli esercizi di piet cristiana, visita della scala santa, delle 3 patriarcali basiliche, delle 7 chiese,

nato, facendole portare lo stendardo di

ed

altri

Francesco di Paola nella canonizzazione; indi da Clemente VII fu annoverata tra le compag>ie. Essendo partita da' ss. Marcellino e Pietro,

che descrive Piazza. L' arciconfraternita usa sacchi bianchi con cordone paonazzo, e r insegna del
ss.
ss.

Sagramenlo, ed

gati pii pel

dopo aver conseguito lemantenimento del culto, pas-

Gio. Battista e Gio. Evangelista tito-

lari della basilica

Lateranense.

Ha

per

i-

VOL. LXH.

Si
sttulodi

SCA
accompagnare
il

SCA
ss.

Viatico a-

Roma

sagra

di Panciroli,

si

dice T arci-

gl'infermi, d'intervenire alle processioni

confraternita istituita per la parrocchia

del

ss.

la basiIicaLateranense,ed alla

Sograraenlo,e quando esposto nelsolenne pr*

Lateranense, echecelebralefeste dell'Assunta, e de'ss. Gio. Battista ed Evangelista. Il

cessione della
y

domenica

fra rS.^'del

pus Domini come notai


sagro collegio.
I

nel voi.
il

CorIX, p.
col

Bombelli, Raccolta delle immanel


t.

gini della B. Vergine ornate della coro-

65, e nella quale interviene

Papa

na

d oro,

2, p.

i\ ragiona della

cohfrati visitavano gl'in-

Madonna delle Gioie nelV oratorio del ss.


Sagramento contiguo alla scala santa,
dipinta in tavola col

fermi neir ospedale Laleranense, prima che fosse stabilito esclusivamente per le donne, a tale effetto avendo lasciato due luoghi di monte il benefico lodato Fortunati,il quale dispose ancora 3 vesti bian-

Bambino in

braccio,

ed ottenuta dal capitoloLateranense dal suddetto beneficialo Fortunali perdeco^


rare l'oratorio di cui fu zelantissimo pro-

che annue da consegnarsi dal sodalizio al capitolo Lateranense per concederle a 3


zitelle,

motore, il quale indusse il capitolo Vaticano a coronare con corone d'oro del va-

due

della parrocchia,

una

di altre

di

Roma,

figlie

oparenlidegliassiduicon-

fratij le

quali zitelle ordin che facessero


nella basilica fra detta 8.",

la

comunione
la scala

intervenissero alla processione, e visitas-

sero

santa. In ogni

anno santo
il

il

190 scudi la B. Vergine, e il divin mezzo de'canonici Palagi e Ricci, dopo che il pio sacerdote ne avea sperimentato il patrocinio, quando ivi caduto dal terrazzo distante dalla terra 33 palmi che precipit, ne invoc il possente alore di
F'iglio,per

pioFortunati dispose che dalcapitolo eredesidasseall'arciconfraternila


frutto di
il

iuto che lo fece restare illeso, prodigioso

avvenimento che produsse

altre grazie a

sua eredit. Inoltre Piazza riporta


sito

diil

quelli che ricorsero a questa divota

im-

scorso di Fioravanti Martinelli, sopra

magine di s.Maria delle Gioie. Nel n.^107


del Diario di
la

delToratorio di questa arciconfrater-

Roma del

1802,

si

riporta

nita,
tico

secondo Panvinoed altri gi porLateranense,ove Adriano I ogni gior-

descrizione del possesso preso dal car-

dinal Leonardo^ Antonelli arciprete della


basilica Lateranense: di questa Interes-

no

faceva nutrirei

co

e pi poveri e di-

stribuire limosine, ci che fu rappresen-

sante, che

dopo

la

venerazione delle

ss.

talo con pitture nelle pareli, dicendosi esisterne avanzi in quelle dell'oratorio. Si

Teste,e l'oblazione lasciata sull'altare papale, prese possesso della magnfica cappella Corsini

vuole che propinqua fosse

la basilica

di

come

protettore, in

man-

Papa s.

Papi ricevevano le jicclamazionie Laudi, esseno\eueiovse memoria dai superstiti muri, e vi si celebravano quelle funzioni che notai a'Ioro luoghi. Venerabile l'antica immagine del Salvatore ivi dipinta; altre vetuste pitture sono quelle del martirio di s. Sebastiano, il Padre Eterno, lo Spirilo sani

Zaccaria, ove

canza d'un cardinale di tal famiglia. Indi che si trasfer a prendere possesso della
protettoria dell'arciconfralernita del
ss.

Sagramento

alle scale sante, ricevuto dal

prelato primicerio, dai maestri di ceremonie e dalla fratellanza.

to, la creazione del


i

mondo

e dell'uomo,
altro.

Leggo nella Ci\>ill cattolica t. 7, p. 390 e 509, e t, 9, p. y I che il regnante Pio IX stabil di fare col suo privalo peI
,

profeti

GeremiaeOsea, ed
le

Riporri-

culio grandiose riparazioni, segnalameli te

tate da Martinelli

accennate diderenli

nel tetto, con analoghe decorazioni e abbellimenti, al venerabileedifizioditS'^7/ic/fi

opinioni, nel rigettarle conclude con

tenere, chequesto ora torio successe a quello di

Sanclorum
fetto

e della scala santa.

tale ef-

Papa Teodoro

1,

dedicato

al ss. Sal-

vatore e in onore di

s.

Sebasliauo. Nella

ne incaric il valente architetto romano cav. Giovanni Azzurri professore

SCA
di architelliira pratica dell'insigne e
tificia

SCA
ponstruzione,superate
ta va no le voi te

83

denti alla loggia scoperta di recente cole difficolt che presenrampanti delle 5 scale, mediante degli archi basati sui muri divisorii delle medesime scale. Tutte questestanze si riuniranno poi e si porranno in comunicazione colla casa che va ad edificarsi. Riporta il n. 'j5 del Giornale di Roma del i853. Da tempi antichissimi romani
i

accatlemia di s.Luca, perch vieppii

nobilitasse

un santuarioe monumento ce-

leberrimo di ecclesiastica antichit, e nel quale si riuniscono tante memorie auguste di nostra religione e del celeste

suo

fondatore. Oltre a ci

il

Papa con oppor*


alla cugli

limo provvedimento, destinando

stodia del santuario e della scala santa


edificanti religiosi Passionsti (F.)^

com-

Pontefici nel sabato in lbis sogliono ba-

chitetto, l'erezione dai

mise per loro abitazione all'encomiatoarfondamenti d'una


Silvestro
I.

gnare

consagrare ceri detti Agnus Dei


i

lavorati dai

RR. monaci

della congrega-

casa claustrale, dalia parte e contigua alla

zione benedettina cistcrciense, che gode


di

cappella di
chiusi
i

s.

Gi sono

stati

questo privilegio.L'augustaceremonia
i

5 archi
due

di prospetto del portico

suole praticarsi nel


to,

anno
il

del pontifica-

gli altri

laterali

con muri, lasciando


le

equindi ripetersi

in

ogni settennio. Es7.

a ciascuno de'y archi aperte

estremit

sendo questo appunto


tificato della

anno del pon-

delle parti semicircolari degli archi e ri-

Santitdi Nostro SignorePa-

parate con

cristalli, cos
il

venendo

intiera-

mente

difeso

portico dalle intemperie

pa Pio IX, sua Beatitudine nello scorso sabato (2 aprile) alle ore 8 del mattino
part dal Vaticano,si recalla cappella in-

de'tempi a difesa del santuario e de' divoti visitanti. Nell'arco rispondente alla
scala santa, e nei

terna di Sancla Sanclorum presso s. Gio.


in Laterano, e vi offr privatamente l'in-

due che

diatamente

laterali

sono immesono state formate tre


gli

cruentosagrificio (dipoi ascolt


celebrata da

la

s.

messa

porte d'ingresso, leggendosi sui loro architravi queste epigrafi: Anno Domini

un cappellano

segreto). Ac-

costatosi quindi alle

acque benedette an-

i853 Piiu

IX

Pontifex

Maximus

In-

ticipatamente da mg.'' sagrista, v'infuse

slaurmnl Pe^^a/.Gi colle riparazioni dei tetti stato rimosso il grave danno cagionato ai muri e alle pitture; gi sono state
rinnovate
le

balsamo e crisma;
scritte,

recit le orazioni pre-

ed assunto un grembiale, e presa


il

una cucchiaia, incominci

bagno. Mg.'^

due

scale di travertino, late;

Macioti arcivescovo di Colossi elemosiniere coadiutore, emg.^ Castellani dell'ordine romitano di s.gostino sagrista, unitamente a due abbati cistcrciensi, gli reca-

rali alla scala

santa

e gi

si

sono inco-

minciate
la

le

escavazioni de'fondamenti per

casa religiosa de'passionisti, che ne sai

ranno
stere
il

custodi, e
il

quando prenderanno
esi-

vano

gli

Agnus

Dei,

la

Sanfit sua l'imli

in cura tutto

santuario cesser di

mergeva, ed estraendoli

consegnava
li

ai

collegio Sistino col suo preposto,


terziari francescani eremiti cu-

monaci
iiite di

cistcrciensi,

quali

collocavano

ed
d.

due

su tavole appositamente preparate eguar-

stodi delle scale sante.

taleeffettoilduca

Lorenzo Sforza- Cesarini ha rinunziato

liberamente nelle mani del Pontefice il padronato di sua nobilissima famiglia, sulla

nomina

degli ecclesiastici di detto colreligiosa, delle tre


il

legio.

Per detta casa

bianchissimi lini. LaSantit suane bagn una quantit considerevole, poscia incombenz prelodati abbati di bagnare rimanenti (funzione che compirono nel loro non lontano monastero di s. Croce io Gerusalemme), benedigli astanti, pari

grandi cameresovrastanti
state

portico, sono

e ritorn al Vaticano". Inoltreaggiunla

formaleS camere dalla parte del prospetto esterno, ed altrettante da quella di dietro,divise da un corridore e corrispon-

ger,che in tale giorno per


ta fu posto innanzi
rio
il 1'

prima

vol-

altare del santua-

paliotlodi

lama d'oro e ricamalo^

84

se A
quale prima di partire
s.

se
Spi
del

A
si

tionodel Papa, il die a baciare un reliquiario colia

santo, veslilo di dalmatica calla presenza

Papa
la

nel Laterano, e talvolta


si

fa-

na e

olire reliquie, a quelli

messi nel

che avea amsantuario. A vendodi sopra det-

ceva dai Papi medesimi che poi

riser-

varono

funzione in uno alla loro distrila

to delle sagre ceremonie eseguile da'Pa-

buzione, togliendo alle chiese

facolt

Sancta Sanctorum^ ora die vi si fatta la narrata, mi sia permesso qui a compimento un breve riepilogo di quanto ho pubblicalo sugli /gniis Dei di cera lenedell (^.), anche nel voi.
pi nell'oratorio di

di distribuire le particelle del cereo Pa-

squale foggiate a somiglianza d'agnelli (di


questi trattai a Pallio, Pasqua, Pastore),

senza
ticelle

la
si

quale immagine tullora

tali

par-

distribuiscono inMalta nella chie-

]X,
bis,

p.

35

sulla loro benedizione, quindi

sa di

s.

Giovanni dell'ordine gerosolimila

sulla loro distribuzione nel sabato in

ed in

tulli gli articoli relativi,

Alanche

tano.

Quando

funzione nella basilica

per essere funzioni per molli

secoli ese-

guite nel Laterano. L'origine e antichit degli Agnus Dei di cera benedetti, che si

vogliono

sostituiti alla

Superstizione [V .)

Lateranense la faceva l'arcidiacono nel sabato santo, egli forideva le cere in un vaso mondo, vi mescolava l'olio, quindi formava gli Agnus Dei da distribuirsi nell'S.' di Pasqua, dopo la messa e la comunione
del popolo. Nel secolo

degli amuleti de'gentili, tuttora avvolta nelle tenebre.


scrittori
gli

XI l'all'arcidiacono
vi

Nullameno non mancano

fu sostituito l'accolito alla formazione degli

che alfermano, l'uso di benedire

Agnus Dei;

l'arcidiacono solo
il

meari'

Agnus Dei di cera introdotto ne'lempi


lIMolano diI il Gran-

scolava oltre ['Olio anche

Crisma
s.

vicini aquelli degli apostoli.

notino di Pasqua,

coi\\\r\\Bi\o^\ a

farla

ce che nell'epoca di Costantino


?c,gi

funzione nel sabato santo e in

Gio. in

romana

erano in uso tali cere nella chiesa pare indubitato che nel secolo
:

Lalerano, distribuendoli
il

il

Papa. Verso
si

fine di detto secolo gli


di

Agnus Dei
s.

fe-

IV (nel quale sembra come dissi a Lume,


il

introdotta

la

cera

cero avanti all'altare


coliti pontificii, e nel

Pietro dagli acdel pranzo

cui pi antico ali-

tempo
li

mento l'Olio) o almeno nel V gi si costumava di benedire e distribuire queste


sagre cere. Anticamente forma vansi col C<?reo Pasquale (/'.) che

de!
si

Papa

nel palazzo Lateranense, a lui


distribuisse a'suoi

presentavano acci
di cera.

cappellani e famigliari, ed impiegandovisi

417 sembra
di sua

di essere stato l'autore

Papa s. Zosimo nel non

IO libbre
dine

Pietro Mallio nell'Or:

romano XI

dice Iteni Douiinus

Pas.

benedizione che gi esisteva, e pare

pa

deceni libras ccrae pr Agnis in

pure

in

uno a\VExulltl(F.)\i\noo Predella concessione di benedirlo

conio,

ma

Laurentio de Palatio, ossia l'oratorio di Sancta Sanctorwn. Questa cera pare che
fosse

alle citt, oltre

Roma

ove

si

benediceva

dovuta

al

Papa come oblazione, e


parlai

anteriormente, ed alle parrocchie; essen-

forse sar slata oflerta in tale oratorio. Nel


voi.

do

inoltre la benedizione ie^W

anteriore a quella del cereo.

men

Christi,

Agnus Dei Che col Luacceso colle lampade di i^tt/isi

LV,

p.

4^

come

cardinali vela

stivano al pranzo pontificio, per

bene-

dizione degli
il

Agnus

Dei. Nel secolo

XIV
La-

cia Sanctornm,

formarono croci di cera


1

Papa

gi stabilmente faceva la distribu-

benedetta (delle quali parlai eziandio a

zione degli

Agnus Dei

nella basilica

Candela), lo dichiarai ne'vol. VI


e 3 19,
ftn

1,p.

teranense nel sabato inAlbis,a' vescovi,


preti, e diaconi cardinali in

XXV, p. 180
i

e altrove. Dilferenli

paramenti, bai

ono

riti

praticali per gli

Agnus Dei
si fa-

ciando
quali
si

essi

il

ginocchio del Papa, dopo


ai

dal secolo

V fino a noi. Ne'primi eseguili


la

davano
riceverli.

re se vi erano, ed agli
il

dalla chiesa ronana,

benedizione

alui, tutti questi baciando

piede del Pa-

ceva dair arcidiacono di essa nel subalo

pa nel

Dopo

la

messa tornalo

sex
il

SCA
ivi ese-

83
di casu

Papa
la

al

palazzo Lateranense,

nisce Tuinzio di segreto

maestro

guiva

Jisti'buzione ai suoi cappellani


!{e\

del Papa, riscuotendo la Rendita ecclesiastica [T.) e sovrana pel

lacuiglian cle'medesimi Agnus Dei.


declinar dello stesso secolo
lito fu

mantenimento

XI V

all'acco-

e propria del Papa, provvedendo quanto

surrogalo
gli

il

sagrista^ nel fare e be-

nedir

Jgiius Deiy dispensandoli Urin


s.

occorre alla sua sagra persona, ed eseguendo quelle privale commissioni che riceve
dal

bano VI
abitare
il

Maria
il

in

Traslevere, per

medesimo Pontefice. Dappoich


il

or-

palazzo contiguo alla basilica.

dinaria consuetudine, che

cardinale e-

Nel secolo

XV

Papa non delegava

il

sa-

levato al pontificato per lo pi suole no-

crista, egli slesso eseguiva la benedizione,

minare scalco segreto


casa o agente di
all'ari.

il

die avea luogo per nel gioved santo, il che si continu a praticare nel heguenle secolo ogni setlennio,rincb Paolo li come

Gode

suo maestro di decente abi-

tazione nel palazzo apostolico, V uso del


il mensile onorario ed alcune propine come nella canonizzazione. Prima avea la cosi detta parte di palazzo^ di pane, vino e altro, che dichiarai in pi luoghi e nel voi. L,

frullone palatino, ed

Urbano Vie
pristin
la

altri suoi

predecessori, ri-

di scudi 5o,

benedizione fi a l'B/ di Pasqua,

la

distribuzione nel sabato in Albis^os-

servata sinoa'noslri giorni, e praticata dal

1847. Clemente Vili gli Agnus Dei ai Cisltrciensi Foglianti (^.), ci che confermarono Leone X 1 e Paolo V, eseguendola tuttora cistcrciensi, a cui si unirono i foglianti nel 1802. Gregorio XVI a*22
nel

Papa che regna


la

p.

2o5. Nella distribuzione delle medaglie

die

cura di formare

d'argento ne riceve due dal prelato maestro di

camera, e fino

al

declinar del se-

due d'oro. Usail completo abilodi mantellone paoDazzo,e la cappa rossa con pelli d'armellino,come
colo passato n'ebbe pure
i

aprile!

che cadde
si

842, dopo cio il sabato in A Ibis a' 2 aprdc (perch la benedi1

delti camerieri segreti e

come

gli

aiu-

tanti di

camera, co'quali siede nelle cap-

zione degli
fa a

y^g'/if^Z^e/,

oltre ogni settennio

pelle pontificie, se c'interviene. Nella Tie-

beneplacito de'Papi, e straordina-

Lazione della corte di Ronia^ del Luna-

riamente pure quanto al Consuelo tempo),


si

rec a benedirli nella sala grande pian-

terrena del chiostro delta basilica e mo-

nastero cistcrciense di

s.

Croce
si

in

Geru-

doro accresciuta da Zaccaria, si legge nel2o3,che tutte le volte che il Papa celebra solennemente, lo scalco segreto fa parte di quelli che si recano al
la par. i.^p.

saleomie, a tale efletto decorosamente restaurata. Per altre nozioni

trono per
tifcali

la

Lavanda

delle

mani

(^.).

pu leggere:

Riferisce Cancellieri, Descrizione de' fon-

Notizie storico morali sopra gli

Agnus

paragr. V, che lo scalco segreto di

DeijiW d. A mbrogioCeresole cistcrciense,

sua Santit,in abito rosso e cappuccio, ac-

Koma

845.
pontificio,

compagna
per
la

SCALCO SEGRETO DEL Papa, (ntimocubiculano


ufljzio

appartenente alla no-

quelli che si portano dal Papa lavanda delle mani. Trovo nel Diario mss. del maestro di ceremonie di Cle-

bile famiglia palatina.


bi

Questo onorevole

conferiscea beneplacito del

Papa

ad un

e allora ha

ovvero ad un ecclesiastico Monsignore. Anticamente era pure quasi sempre Camesecolare,


il

mente XI Cassina, che nella benedizione il Papa degli Agnus Dei nel 1707, vi assisterono li due camerieri segreti di
che fece
servigio, e lo scalco segreto con le vesti e

titolo di

cappucci

rossi.

Qualche

volta intervenne

riere segreto partecipante

(f'^.)',

sotto Pio

alla cavalcata del possesso de'Papi,

come

de Bussolanti (/^.)del Papa. Soprintende alla cura di quanto riguarda la mensa pontifcia domestica, vi
fu della classe
assiste a piacere del

Yl

dir con Cancelleri parlando di molti scalchi segreti, e

ad altre funzioni palatine, che poi accenner con l'autorit de'Z^/Vz/t

Papa; e talora riu-

di

Romaj

e de' ruoli palatini

da

me

letti

86

SCA
in altre opere

SCA
scritte,

ma

stampate o
saranno

non

mi riusc trovare altre testimonianze oltre


le ricordale
:

particolarit ed erudizieni. Feci menzione degli antichi uffizi del ISotnenclatore e

forse

stati

compresi

del Saccellario{F.)^Q}[ie invitavanoquelU

Ira*

camerieri segreti, che molte volte

che
la

il

Papa ammetteva
;

nelle solennit al-

o tra' Cubiculari (F'.)^ vocabolo generico col quale gli scrittori indicarono
lo furono,

sua mensa

e del notaro del Vicedoalla di lui tavola

mino (F.) che invitava


altri

gl'intimi e particolari domestici famigliari

de'Papi. Anticamente presiedeva alle

commensali. Parlai de' dapiferi del Papa e della s. Sede, e de'paraceilari che
distribuivanoa'/'oi^en(/^.)
la
gli

il

mensa pontifcia Maestro del sagro Ospizio ( V,)^ ed a vea perci particolarmente addetto un chierico. Incombeva pure ad esso il vegliare, che nelle officine palatine non si ammettessero persone estranee. Nel tempo che desinava o cenava il Papa, faceva chiuprovvisioni e spese della

avanzi deli

mensa

papale. Notai ch'eranvi pure

Subpulmentari, persone nobili che servivano il Papa a tavola; che i Subpulmentari come i Paracellari dispensavanoa'poveri
i

resti della pontifcia

mensa:

dere

le

porte del palazzo apostolico, e pochiavi sulla mensa. Assisteva


il

Dapiferi fossero preposti anche alla cura de'cibi. Che sotto Adriano I
i

pare che
del

neva

le

772

si

chiamava Paracellarium
menzione nel
del

la

Papa

finch durava la mensa, e presiede-

dispensa pontificia; e de' paracellari dispensieri feci eziandio


voi.

va all'assaggio delle vivande e delle beTaiide prima che


si

presentassero alla ta-

XXr,

p.

i58. Che l'acqua ne'pranzi so-

vola pontificia, ci che dicevasi probae.

lenni la versa sulle

mani

Papa

il

ca-

Osserva Renazzi,7Vb//z;/e degli antichi Vicedonnni p. 20, che alle molte incombenze di
tali

meriere segreto partecipante coppiere, ovvero un cardinale,il maggiordomo,il maestro di camera, o


i

ministri era succeduto

il

mae-

stro del sagro ospizio, e le cui attribuzioni

poi fui

uno riunite nel Maggiordomo (F.), coadiuvalo dal Foriere maggiore e dal Maestro di casa de* sagri palazzi apostolici
il

(P\)j che antichissimo e assai noto


alle

costume, che

persone elevate, la cui

\ita
te,

sommamente preziosa e interessani

qualiappunto sono sovrani, non si apbevanda alcuna, se prima dall'uffiziale a ci destinato, che presso i latini e gl'imperatori romani chiaraavasi Praegustator^ non se ne fosse premesso il saggio, onde col mezzo di tal diligenprestasse cibo o za
si

togliesse ogni sospetto d'insidie na-

scoste.

Talvolta

il

coppiere esegu in temla

un principe, ed anticamente sovrani, comenotai anche nel voi. XXXVII, p. 188. Inoltre a Pranzo dichiarai chei medesimi sovrani ne' solenni conviti servivano al Papa le due prime vivande, indi si ponevanoa mensa coi cardinali; nell'altro pur citato articolo Maestro DI CASA, enumerai le attribuzioni che questo uffiziale maggiore palatino, avea sulla mensa pontifcia e lavanda delle mani del Papa come sui pranzi e cene che prima quotidianamentes'imbandivano nel palazzo apostolico ai famigliari pontificii e altri. A Pranzo ed a Mazzieri del Papa (F,) dissi che due di questi colle mazze accompagnavano ne'pranzi solenni
,

pi a noi

meno

lontani

pregustazione
il

lo scalco e

il

coppiere, ed altrettanto pra-

del vino e dell'

acqua che dovea bere


il

Papa. Ne'ponlifcali

Sagrista (F.) con-

ticavano ne'primi 9 giorni del pontificato del nuovo Papa. Ci lo confermo col p,

suma primadel Papa l'ostie che (leve consagrare, e fa la pregustazione dell'acqua

e del vino. All'articolo Pranzo trattai an-

Bonanni, La Gerarchia ecclesiastica p. 45 1 , ove dice due mazzieri accom pagnano mg.*' scalco e mg.** coppiere con la maz:

cora di quelli domestici, e di quelli pubblici e

za in ispalla,

quando

il

Papa mangia

in

solenni de'Papi, e

come ebbero ed
le

pubblico. L'opera la pubblic neli72o,

Jiauno luogo, insieme a tutte

relative

mentre

lo scalco di

Clemente XI eraec^

SC
clesiastico. Inoltre a

se A
nel riportare
stolico

87

Pranzo

due porzioni di pane e vino, e l'uso

tutte le nozioni, eziandio sugli odierni s-

d'un cavallo.
per vestiario

Ebbe
:

nella sua coronazione

stemi riguardanti
blica del

la

naensa privata e pub-

panno rosato o paonazzo,

Papa,

dissi

ancora chesealiasua

mensa si ammettonocardinali, prelati, personaggi


laici e

gl'intimi cubiculari del ceil

to nobile, in questi pranzi lo scalco e

coppiere prestano qualche assistenza in principio a piacere del Papa, presentan-

canne 4 e palmi 2, velluto nero 3 canne, raso cremesino una canna e 2 palmi. Nel i56o quello di Pio IV era il i. degli officiali minori palatini. Nel 562 quello di detto Papa era prima del credenziere,
1

del bottigliere e del soprastante ai cuochi,

do

il

la

minestra,

il

2.**

versando del

ed altrettanto trovo ne'ruoli di Sisto V,

vino nel bicchiere, indi il Papa li fa assidere a mensa, ed in tutto il resto per la

Clemente Vili e altri Papi si pu vedere Famiglia pontificia. Devesa persi, che pri:

sua sola sagra persona serve l'aiutante di

ma lo spenditore segreto del Papa


stava tutto ci che serviva alla

acquidel

camera

in lutto

come ne'pranzi domestici.


il

mensa

JVe'pranzi poi solenni,

coppiereeloscal*

co prestano particolare servigio alla persona del Papa, in tutto il tempo che dura la mensa, coadiuvati dall'aiutante di ca-

Papa,e per ultimo cos faceva quello diPio VII: ora spende lo stesso cuoco, e lo scalco segreto lo reintegra. Io e il Bultrini facem-

mo

parte delle spese particolari, dispendel 1460, che riportai

mera,

il

quale

assistito dai famigliari

sammo elemosine, regalie, raancie e altro.


55, leggo registratoli provveditorede'viveripel palazzo aposto-^
p.
lieo, ed altro

pontifcii detti
ri segreti (/^.).

impropriamente ScopatoI

Papi oltre loscalco segre-

Nel ruolo di Pio nel voi. XXIII,

to,

per

le

spese private e altre particolari

incombenze che piace loro commettergli, hanno l'altro intimo famigliare chiamato
Spenditore segreto,
il

provvisioniere delle vettova*

glie,

quale eziandio eser-

ambedue nobili personaggi. Anticamente, come poi dir, anche cardinali


i

cita l'uffizio a vita del

Papa, gode

l'abi-

tazione nel palazzo apostolico, l'onorario


di scudi

3o

mensili,

il

compenso

di scudi

avevano lo scalco, ed eziandio lo spenditore. A Famiglia de' cardijtali e prelati parlai pure de'loro coppieri, scalchi, credenzieri e cuochi, e de'sodalizi di questi
ultimi, ci che ricordai nel voi.

5o
i

pel vestiario,

ed una propina quando


il

cardinali ricevono

cappello cardina-

LV,p. 43-

lizio, la

dispensa di cera nella loro morte,

edaltri

emolumenti. Rice ve le candele, pal-

me

ed Agnus Dei benedetti, e due me-

Papa e di quelli del palazzo apostolico, devono essere certamente fra'nominati nei
scalco del
ruoli di Nicol III del

Le prime memorie dello

daglie d'argento nelle dispense,

quali prima di Pio

una delle VII era d'oro. Antiil

1277

e di Pio
voi.

li

deli46o, che riprodussi nel


p.

camente eravi ancora


segreto del Papa. Pio

sotlo-spenditore

4o

54:

nelle

XXllI, seguenti pagine pubi

FUI (/^.) confer

blicai diversi ruoli di tutti


tificii,

famigliari pongli scal-

questo incarico al suor. aiutante di ca-

e quindi

vi

sono compresi

mera CandidoBultrini.GregorioXVI appena eletto, dopo avermi dichiarato suo


I ."

chi segreti, gli scalchi palatini e gli speuditori.

Nel ruolo di Nicol HI


et

si

le"ce:

aiutante di camera, da mg.'^ maggiorfece scrivere biglietto di

Coquina parva ^

magna: archicoqusj

domo mi
na
11

nomi-

di spenditore segreto di NostroSignore.

magsterNicolaas supracoqus. Apprendo da Cancellieri ne Possessi p. 60, che


in quello del

regnante Pio

IX

elesse

suo spenditore

i5o3

di Giulio II, nel so-

segreto Pietro Baladelli, ch'era suo ministro nel vescovato d'Iraola.Lessine'ruo*


li

lenne convito: Magister donius,et


gisier aidae, siveScalcus, bacidiim in

Mama-

di

Paolo

del

555 che

lo

spenditore

nibus tenentes in habitii

statiti

suo con-

segreto del

Papa

riceve dal palazzo ape-

decenti deducimi Procurato res ferculo-

88 rum

S C 4
coopcrtorutn

se A
a-

ad Papam tantum,

liis vero detecta, et simUiter vinum. Dal suddetto ruolo di Paolo IV ricavai, die lo scalco segreto ricev per la sua coro-

cameriere segreto co' suoi compagni, in vesti paonazze e cappe rosse. Lunadoro
nell'edizione che pubblic sotto Innocen-

zo X, avverte che
il

il

Papa non dava mai


maestro
di ca-

nazione a titolo del vestiario: saia rosala o paonazza, canne due e palmi 4j l'ascia

titolo di scalco, coppiere,

sa,

ma

di sotto

scalco ^ sotto coppiere, sot'

mo

paonazza con pelo, canne due e un palraso leonato, canne 4 e due palmi ;
;

to

zioni della coronazione d'

maestro di casa. Narrando poi le funInnocenzo X,

le mostre grandi, una canna e quattro palmi;ormesinopaonazzo per le medesime mostre piccole, due palmi. Il Maestro di camera di Pio IV

damasco rosso per

dice che
le

dopo
le

l'ora di terza e
la

dopo

lette

orazioni per

preparazione della mesil

sa, si

lav

mani, porgendogli l'acqua


la

i.conservatore
la

prima

volta, la
di
s.

2.''

nel-

dell

559

era anche scalco segreto,

come

messa

d.

Camillo generale
la Z.^

Chiesa

notai nella serie di qiie'prelati. Fare dun-

suo nipote,
Francia,

volta l'ambasciatore di

que che

l'ufizio di scalco

non

fosse allora

la 4-^

quello dell'imperatore du-

pi unitoal maestro di camera, come sotto Giulio II. Nel ruolo fatto per s. Pio V ap-

ca Savelli, tutti con velo pendente dalie

pena eletto nel 566, trovo registrati: D. Francesco Brinoso, scalco segreto confermato. M.Matteo daFoligno coppiere. M. Domenico Fanciullo primo aiutante di camera: due aiutanti di camera di Piq IV confermati, e nel 156^ furono nove e dieci, chiamati sotto camerariL huQ'
1 i

duca Conti maestro Santit, con due mazzieri e maestro di ceremonie avanti. Alessandro VII neh 655 tra' suoi cinque camerieri segreti comprese lo scalco segreto cav. Angelo Ciaia suo zio per canto materno, gi coppiere nel cardinalato, mentre il maestro
spalle, e aiutali dal

de'sagri ospizi, e dallo scalco di sua

vico Ceruso, spendi tore segreto, confermato. Giovanni cuoco segreto, conferniato. Nel

di

camera
il

di esso lo fece coppiere, sicco-

me

registrai nel voi.

XXI 11,

p.

83
1

84.

zione

585 Sisto V dopo la sua elenomin Antonio Maria Galli (r''.)^


1

Dice

58, che ilCiaia fu poi fatto priore gerosolimitaCartari,

La Rosa d'oro p.

ch'era slato segretario nel cardinalato, a


fiuo scalco

segreto e tesoriere privalo, del

no d'Irlanda, e quando Alessandro VII mand la Rosa d' oro [F.) a Siena sua
patria dal cameriere segreto e guardaroba mg.^Bonzi, questi fu alloggiato dal cav.

quale

uffizio parlai a

Cameriefii del Pa-

Famiglia pontificia, e fra le sue incombenze distribuiva i donativi e le elemosine il Papa ben presto lo fece canonico Valicano, vescovo e cardinale. Nel ruolo di Sisto V, dopo il maestro di camera registralo 2." cameriere segreto lo scalco: questo era pure cameriere segreto in tempo di Paolo V nel i6o5, e di Urbano Vili deli 62 3: nota il Piazza nella Gerarchia cardinalizia p. 1 08, che Giovanni Degli Etlelli fu scalco segreto d'Urbano Vili e canonico Valicano, il quale eresse l'altare del ss. Salvatore padronato di sua famiglia, nella collegiata
pa, ed a
:

Ciaia scalco di sua Santit. Nella relazione


del possesso diClementelXdeli

667 Ira 'ca-

merieri segreti cavalc mg.^Paolo Strada

che
di

lo era,e scalco del Papa,cx.n abiti rossi


diil

e pelliccie d'armellino. In quello

1670
il

Clemente

incedette a cavallo

ca-

meriere segreto e scalco mg.** Gentile di

Camerino, riportato pure dai ruoli palatini: il Papa gli die due odici capitolini, cio il commissariato dell'acqua Mariaporzioni, soppressi poi nel

na o Marrana, e quello di depositario delle 1679 ^^ Inno-

cenzo

XI con

chirografo. Nicola

sembra

di Castel

Nuovo nella diocesi di

Porto. Nel
1

possesso che Innocenzo

X prese nel

644>

che sia stato anche aiutante di camera del Papa, almeno nel cardinalato, per quanto dichiarai nella biografa del cardii^al

cavalc tug.r Fiaacesco Sacchelli scalco e

SGA
Antonio Gentili suo figlio; non pare nipole. Innocenzo XI ebbe lo scalco cameriere segreto; il successore A lessandroVI
1

se A
alto con ricca coltre,
ceri e

89

ardendo intorno 3o

lorcie, e
lui

restando sepolto nella

nel

689 nomina cameriere segreto mg.r


lista

medesimo falla costruire. 11 tutto riportano in.i 801 7e8o2 5del^/asepoltura da


rio di /i*ow/rt

Giuseppe Tempeslini romano. Nella


cle'5 santi canonizzati

1768-69.
la

Pranzo, nel de

delle regalie e vesti pagale per ciascuno

scrivere quello solenne dato da

Clemente

da Alessandro Vili

XIII

nel

1758 per

consagrazione del
il

leggo perle vesti dati scudi 5oalloscalco,

cardinal York, rimarcai che

Papa dalla

5 aiutanti di camera del Papa, oltre scudi 3o per le regalie: diminuiti questi emolumenti, ne'5santi cae scudi 120
ai

sua tavola

mand

a quella de' cardinali

pel suo scalco segreto e

accompagnalo dal
i

coppiere, un bacile di sturione e altro di


fagiani portali dai bussolanti, quali

nonizzati da Gregorio

XVIj

gii

aiutanti di

som-

camera riceverono 5o scudi, e lo scalco segreto mi pare altrettanto, e per tutti i detti santi. Nel ruolo di Clemente XI
Io scalco era tra' camerieri segreti, e fu

ministravano

le

vivande trinciate. Cle-

mente XIII
di Castel

nel

1760 bened

nella chiesa

annoverato ne'
cessi a' suoi

privilegi dal

Papa con-

cubiculari. Nel possesso del

1721 d'Innocenzo Xlli, mg.^* Olinipio Emiliani (non Milani come pubblic il Diario d Roma, quando fu nominalo)
scalco e cameriere segreto, cavalc fra

Gandolfo una campana, servendolo da diacono e da suddiacono n^S Fantini cameriere e scalco segreto, e Malici gtjardaroba e cameriere segreto. Pio VI nel 775 ebbe a scalco segreto e della foresteria. Salvatore Tamberlichi busso1

lante, e

re segreto,

Girolamo Taniberlichi spendilo-^ figli o parenti di Giuseppesuo

questi con vesti rosseecappucci. Nel pon-

Clemente XH fu scalco segreto mg.*' Angelo Belli da Camerino e canonico di s. Lorenzo in Damaso: ne'ruoli
tificato di

Il maestro di casa par* Antonio Fraltini (padre di Viu- cenzo che lo era del s. Palazzo), non fa scalco, ed registrato ne'ruoli senza ono-

aiutante di camera.
ticolare

palatini,

come

nelle Notizie di
i

Roma

fu

rario palatino. Pio VII eletto nel

regislrato presso camerieri segreti secolari

non teime

lo scalco segreto, e

1800 nomin busil

partecipanti; avea per

signoic e scudi
rieri segreti.

titolo di moncome cameBenedettoXlV nomin scalil

solante e scalco della foresteria

suo cuo-

^5

mensili

co segreto Sante Targhini; mg.^'Gio. Soglia ora cardinale,suo


gli

cappellano segreto,
fece

co segreto mg.*^ Antonio Presi bolognese e suo concittadino, registrandosi nelle Notizie

faceva da maestro di casa particolare.,

Divenuto Papa nel 1823 Leone Xll


ch'era
il

di

Roma

per ultimo cameriere sedi casa db' sagri pa1

scalco segreto Agostino Viviani secolare,

greto partecipante, e primo di quelli di


onore.

maeslro

di casa nel cardinalato,

A Maestro

e continu ad esserlo particolare nel pontificato.

lazzi APOSTOLICI, narrai che nel


iiedelto

749 ^*

XIV

gli

confer tale carica. Elet-

segrelo

il

Pio Vili nomin nel 1829 scalco cav. Gioacchino Spagna roma-

loClemente XII I nel i 758 scelse per iscalcoecamerieresegrelo mg. Pasquale Fantini di

no che

me

lo avea assistilo nel cardinalato comaeslro di casa, e prosegu dopo nel

Treviso, restando mg.r Presi


detto articolo
in

stro di casa, e pr- scalco senza


to: nel
dissi

maeemolumen-

papato, da Gregorio
apostolici, e lo

XVI e nel 83
1

fatto

coadiutore del maestro

di casa de' palazzi

che fu sepolto

divenne

eifeltivo nel

834-

in

s.

M.*

Trastevere di cui era cano-

Gregorio

XVI avendo

preso da cardinale

nico, e cosa lasci al capitolo. Ne'funerali

nell'agosto

celebrati in quella basilica, dal defunto

sacerdote d.

arricchita con nobili utensili sagri, fu

il

cadavere esposto sopra un ietto alquanto

i83o per maestro di casa il Giacomo Volpicelli di Segni, divenuto Papa a'2 febbraio! 83 1, lo di chiaro scalco segreto con titolo di mou-

go

SC

A.

SCA
come maesenza e autorit ordinasse
il convito con modestia e quiete, e questo si chiam Architriclino. E che non altro fosse l'im-

signore, prosegu ad

assisterlo

stro di cosa particolare, e fu dallo slesso

Papa

fatto beneficiato

Siro delle

ceremonie
il

gno 1846 elevato

Vaticano e mae Nel giuregnante Pio IX al


pontificie.

piego del seniscalco,


italiana,

si

ricava dalla lingua

perch questa parola fu mutata

pontificato, Benedetto Filippani

romano,
,

in SenescalchnSj e poscia in Italia

gi suo spedizioniere e agente di affari

divenne Scalco jd cui consiste il ministero, in trinil si

fu eletto suo scalco segreto,


ste

onde

1'

assi-

ciare alla tavola de'principi, ed in fare


saggio. Nel Dizionario delle origini,
finisce
il

anche come maestro di casa particolare. Benemerito per quanto indicai nel Tol. Llll,p. 2o3,il Papa Io ha creato cavaliere e fatto coadiutore del depositario

de-

vocabolo Siniscalco, maggiordo-

mo
gli

o maestro di casa, e anche talora que-

generale de' vacabili.

Ora passer a

dire

disce.

che ha cura della mensa e la imbanNel secolo XIII il siniscalco in Italia

qualche cenno generico sullo scalco, su


quello degl'imperatori, de'cardinali e del
palazzoaposlolico, anche con altre nozioni

e massime in Toscana, era ancora titolo che si da va a chi imbandi va la mensa, com-

analoghe

al riportato.

parendo ne'banchetli collegonnelleecola vivanda. Fu poi titolo di onore attaccato a particolare uffizio nellecorti,e veggonsi talvolta nominati ne'monumentianlichi
i

Scalco, Scalcus, Prae^itstalor^ ArchiIrclinns, Slruclor.

Quegli che ordina


le

il

Convito (F.), e mette in tavola

vivan-

siniscalchi, co'viscontieco'gastaldi.

de, e anche quegli che le trincia.

Murade-

JnFirenzefugransiniscalcoNicola Acciainoli,
il quale comand le truppe,ed ebbe grandissimo potere. S'introdusse poi l'u-

tori nelle Dissertazioni, dissert. 4-'


gli uffizi

della corte, narra che nella leg-

ge A lemannica e nelle memorie degli antichi re dei franchi


l'uffizio di
,

so di chiamare siniscalchi

governatori
si

viene rammentato
si

d'alcune provincie,e Siniscalcato


la

disse

SeniscalcOj a cui

crede spet-

provincia che avea

il

governatore con

tasse la cura della casa e famiglia de'cortigiani, quasi eh' egli fosse
il

quel titolo: abbiamo perci nelle vecchie


storie
il

maestro di

siniscalco di Provenza, quello di

casa. In

dovico

un diploma dell'imperatore LodeirS 1 7 s'incontra Jdalbertiun


figlio,

Tolosa, di Napoli e d altre parti;in Italia

specialmente
siniscalco. In

il

Tesoriere fu anche detto


la

Seniscalcuni nostriunj ed in altro del re

Francia
I

carica di siniscali

Erlaldus gruitoris nostri Seniscaleus. Pi d'uno ne doveano avere re de'franchi, leggendosi


Pipino suo
nom\x?^\.o
i

in IVlarcolfo, essere

il

re in giudizio, cunt

da Lotario dell'8 7, divent ereditaria ne'conti d'Angi in que' tempi era la primaria dignit dello stato, e riuniva le funzioni di gran maestro del paco, sino
:

j('ferendariis,domesticiSjSeniscalcliis,cubiciUariis.
il

lazzo, del contestabile, e del

conte del pa-

Per

altro

dottamente osserv

lazzo medesimo. In

un

trattato conchiu1

Eignon, che

l'uffizio di siniscalco

non

so tra Luigi

VI

il

Grosso del

108

il

era diverso dai Dapiferi (F.), dal prefetto de* cuochi appellato
rnni^ ossia
il

conte d'Angi, fu stabilito che nelle ce-

pmcep.9 cocquoai

soprintendente
i

cuochi (co-

remonie di gran solennit, allorch il re pranzava in pubblico, il conte dovea rinianei e seduto sino al

me
gli

vi h\

quellosopra fornai) o gran maescalco e regolatore della


Ietti

momento che s'imdovea


ri-

stro delle cucine, e xW Architriclinus deantichi,


i.

bandiva
cevere
i

la

mensa;

allora egli

piatti delle

vivande per collocarli


il

mensa, o capo del luogo ove erano 3


sui quali giacevano
i

sulla tavola, e

dopo

pranzo doveva

ri-

convitati

fu costu-

tirarsi e recarsi alla

sua abitazione,

mon-

me degli ebrei assegnare ne' ^tf'2cAe/(F.)


delle no^ze

talo su d'un cavallo di battaglia, del quale

un capo,

acci colla sua pre-

faceva

dono

al

cuoco del

re, e questi gli

SCA
mandava in vece un pezzo di carne, al qua*
le
il

SCA.
no
il

91
nobile. Gi

coppiere, lo scalco e lo scudiere, per

panettiere del re aggiungeva

due pie*

le quali si

addomanda il grado

coli

pani con tre misure di vino. In ocil

a Elettori dell' Impero ( f^.) dissi che il conte

casione di guerra

far disporre pel re


tesse

gran siniscalco dovea un padiglione che po-

Palatino (F.) era lo scalco e l'arcidail

pifero che portava le vivande in tavola:

contenere loo persone. Alla parten-

re di
re.

za dell'esercito, questo dignitario

coman-

Boemia avei l'uffizio di gran coppieAnche la 4S'cozm(^.) ebbe gran siniil

dava
la

vanguardia, e quindi nel ritorno retroguardia. Qualunque suo giudizio


la

scalco o gran maestro della reale famiglia,

gran Stwart, dignit che avendola eserciStwart prese il titolo per ora gran Stwart l'erede del trono d'Inghilterra. Anticamente
tata la famiglia

non poteva
cisioni

essere riformato
il

le

sue de-

avevano
il

vigore di legge. In so-

proprio cognome

stanza

siniscalco, ora col

nome di mae-

stro, governatore, prefetto, e principe del

l'elettore di ^^^Wertteral'arcidapiferonei

palazzo di Francia, ora con quello di duca


de'francesi, era ili." ufficiale della coro-

solenni banchetti, e pel

i."

portava alla

mensa imperiale 4
cibi.

scodelle d'argento coi

na,

il I

."

grado della coite; comanda va

gli

L'elettore di BrandcburgOjCiivdeav-

eserciti, amministrava la giustizia e le ren-

cicameriere ne'conviti solenni porgeva da

dite della casa del re.

Divenuta

la

sua po-

lavare

tenza oggetto di gelosia ne' re di Francia,

sopra che anco


piferi,

Augusto neli 191 abol la dignit di gran siniscalco, e ne divise le prerogative tra il contestabile e il gran maestro di Francia. Il De Bue, Dell'origine deir Araldica cap. io, discorre della carica di gran siniscalco di Francia, e che il gran siniscalco di Normandia era considerato come il giudice supremo; che in
Filippo
li

imperatore. Notai di Papi antichi ebbero dacome Alessandro III. L' antipapa
le
al!'
i i

mani

IV che insorse contro di lui nel i55g, nella sua corte avea il siniscalco, onde probabilmente l'aveano pure Papi legittimi. Convien dire che fosse carica
Vittorio
i

importante, poich gl'ingiunse di scrivere


lettera al re di Francia Luigi VII, sulla

questione di sua intrusione contro Ales-

Inghilterra ve ne sono due, l'uno che

ha

sandro

III, ci

che rilevo dal

p. Tosti,
fatti

^/o-

speciale ufficio nella coronazione del re,


l'altro presiede al giudizio de' pari
tati di

ria della lega lombarda. In

nel voi.

impu-

XLII,
tificii,

p.

2y3
III

parlai e Seiiescalchi ponI

capitale delitto, per cui crede che


si

e che 'ehhevoCe\eni\uoU\de\

191,

l'origine del gran siniscalco

deva pren-

Innocenzo

dere dalla magistratura; nondimeno dichiara pi probabile l'opinione, che siniscalco significhi tra gli ufficiali e cariche

deh 198, Gregorio IX del 1227 e altri. Ne' voi. XIX, p. 3i, XXI, Papa p. i6o er6i, narrai, che quando
il

nel giorno di

Pasqua da

s.

Pietro tornail

mense, e non le vivande alla mensa reale, citando in conferma il diploma ricordato da Muratori del reCarlomannocheforinel 768.Inquestosenso
di corte, soprintendente alle

va

al

Laterano,
il

lo seguiva

Siniscalco

diverso dai dapiferi portanti

e faceva

gettito

qW Denari(F.), per imd'affi>llarsi intor-

pedire alla moltitudine

no alPapa;

inoltre dissi, chi altri poi sub-

egli

conclude, non viene a

dill'erire

dalla

entrarono a fare tale gettito e dispensa di denari. Ivi, ed a Cancelleria apostolica,


pallai del Senescalco o custode di essa.

significazione attribuita a scalco, che ap-

punto quello che ordina la tavola, la mette grandi ufficiali in ordine e trincia. Fra creati nel 1 8 1 5 dall'imperatore d'Austria Fraocescol, pel regnolombardo- veneto, vi il gran siniscalco; le altre cariche uinori dette cslerne,come le chiama il DeBuc^so
i

Nel Palazzo Apostolico {y.) anticamente essendovi le mense pei famigliari pontificii

e per la foresteria, eran vi

gli

scalchi

del tinello maggiore e del tinello minore,


significando
il

vocabolo

tinello^
i

anche

il

luogo dove mangiavano

cortigiani nel*

9^
case tle'privali.
veiicio
si

SCA
i

SCA
fatnigliari nelle

le corti da' principi, e

L'amigli a pontificia a-

pubblicato diversi ruoli palatini,

pu vedere il numero nelle diverse epovivande; dicendosi in

che, degli scalcili e trincianti clieaveano


l'ufficio di tagliar le

particoiari formanarrando ci che praticava il uagoifico cardinal Cinzio Passeri Aldohrandini (F.) nipote di Clemente Vili di cui era contemporaneo e famigliare ne dar un sunto, per memoria delta splendilit,
,
:

dinaii

mangiavano con

latino^y^rwc/or l'ufficio di lrinciaiile,ey^r-

dezza

dell' antica

corte romana. Questo

ehilndinii offcinm

la

scalclieria,osia l'arIl

cardinale faceva invitarci commensali dal-

te erufliciodelloscalco.

Lunadoronel-

Tedizione del 1646, ap. i3 dice, che nel

palazzoaposloiicoeranvi loscalcoeil trinciante del


lo
s. collegio, che ambedue han buona parteeprovvisione, cio quelli
i

che uno avea mangiamensa, senz'altro invilo poteva andarvi liberamente sempre. La sua tavola era un'accademia e un seminario
lo scalco,

ma dopo

to alla sua

di virtuosi, di dotli e di eruditi, la

con-

addetti ai pranzi che

Papi facevano

iui-

versazione de'quali sempre istruisce e ralIl pranzo non era mai meed avea luogo ancorch il cardinale pel male non v'intervenisse, ser-

baudue

ai

cardinali nel palazzo apostolila

legra lo sprito.

co nel gioved e venerd santo, e


descritti ne'vol. Vlll,p.

cena

no

di 6,

laseradella vigilia di Natale, (]uestaequel'


li

3oi e3
I

i5, IX,

vendosi colle slesse formalit,

come

vi fos-

p.

io5, ed anche a Pranzo. Pio VI con


i. luglio

se slata la sua persona. Al cardinale ver-

moto-proprio del
parti di

797

abol le

sava l'acqua sulle mani


scalco presenta va con
ta

il

coppiere, e lo

pane e vino che somuiinislrava il palazzo apostolico. Pio VII col motoproprio de'20 novembre 800 conferm tale abolizione, ed abol tutti gli assegna menti iu generi che dal medesimo palazI

due

piallila salvietil

per asciugarsi. Nel porsi a tavola,


gli

Irin-

ciante

metteva

la

sedia distinta sotto,

lo scalco scopriva la posala, la

quale

tiil

rava nella
coppiere

mano manca

il

trinciante, e

zo solevano darsi ai famigliari del Papa e del palazzo; quindi abol la cantina pa latina e (juella del carbone,
le officine

di

poneva la bavarola. Ai prelati e altri commensali davano l'acqua alle mani gli aiutanti di camera, e le salvietgli

cucina, credenza e bottiglieria della fore-

te

per asciugarsi venivano presentale dai


i

conseguentemente gli uffiziali di esse; disponendo, che per qualche straordinaria occorrenza saranno tenuti a supsteria, e

gentiluomini o scudieri,

quali poi servi-

plire a

tali uffici

soppressi, lo spenditore,

cuoco, credenziere, bottigliere, ed aiutansegreti della cucina e credenza, senza alcuna straordinaria ricognizione. Quando cardinali sono in conclave, con forti
i

jnalit

portano ad

essi le

vivande

Dapip.

feri

{^F.).

Dallo stesso Lunadoro a


il

\iene narralo

3o4 modo come a suo tempo si


ai cardinali in

recava

il

pranzo

conclave,

da due palafrenieri,dal mazziere con mazza d'argento, e da'gentiluoraini dopo se2

vano ciascuno a mensa. Tutti stavano coi capo coperto, tranne gli aiutanti di camera; chi dava da bere si scopriva e tutti facevano allrettanlo quando bevea il cardinale, non per commensali, intanto che lo scalco con un piatto gli copriva la pietanza che avea innanzi, e dopo bevuto ogni volta gli presentava tra due piatti una salvietta pulita, che ricevea da un aiutante di camera. Allo scalco toccava far fare la credenza della vivanda al cuoco in cucina, e al credenziere in credenza; ed
, i

il

coppiere

la

faceva fare

al bottigliere

del

guiva lo scalco col tovagliolo sulla spalla,


seguilo da

vino e acqua in bottiglia, ogni volla che

due

palafrenieri,

ed

altri

por-

tando
a
p.

le

vivande,lebotliglie,i vasi. Inoltre

i85
il

e seg. da

Lunadoro pure
anticumcnlc

si
i

apcai*

portava da bere al cardinale. In tavola si portava con quest'ordine prima veniva un palafreniere colla spada, senza ferra:

pieudc

modo come

iuolocca|)pcllo,poi loscalco colla salvici-

SCA.
la in ispalln, seguiva
il

SCA
sotto scalco colla

93
Cor// gliela ri-

Vj4ve
nel

Maria odi Regina


in

minestra del cardinale, di due o 3 specie;


appresso
tutti
i

poneva
t.

capo. Mg.r Bonifacio

Va nnozzi
buo-

gentiluomini o scudieri

2 delle sue

,f //ere, tratt delle

portavano il resto delle vivande in tavola, con ispada, cappa e cappello in testa; gli altri gentiluomini in abito lungo non portavano ne servivano mai a tavola. Poi
gli
ti.

ne creanze della mensa. Il Lunadoro fu segretario de'memoriali e d'ambasciata, e perci istruitissimo delle ceremonie delle corti. Nella biografa del cardinal Pa*
teologo raccontai che mor per una leg-

aiutanti di
Il

camera
Il

in busto, discoperin tavola


i

solo scalco

metteva

piatti

gera ferita fallagli inavvedutamente dallo scalco.

delle vivande.

maestro di casa vegliava per l'ordine; il cappellano benediceva la tavola, e faceva dopo terminata il ringraziamento a Dio; il caudatario leggeva qualche libro spirituale, finche il cardinale avea bevulo lai." volta, ed allorabe-

A
il

Bussolanti notai che fino ai


trinciante;

nostri giorni tra essi eranvi lo scalco della


foresleiia e

prima eranvi puve-

re

il

sotto scalco e lo spendilore.

SCALONA
lemme,

ASCALONA.Sede

scovile e titolo in parlibus solio


di cui parlai

Gerusa-

"vevano

commensali un aiutante di camera levata la tovaglia, la poneva sopra un bacile e portava alla credenza, ricei
:

lonen,ed a Satrapo,
litolare,

ad Ascalona, /xcacome gi tma delle

salrapie de'flislei. Per morte dell'ultimo


il

vendola dallo scalco,

al

quale e

al sotto-

scalco spettava lo sparecchiare la tavola,

Portici del

Papa Pio IX nel concistoro di 28 settembre 1849 con fer '^

aiutando
bavarola

paggi

il

coppiere levava
levava
le

la

al cardinale, di piti
I

po-

sate e la panetteria.

piatti colle vivan-

titolo a mg.r Ignazio de'marchesi de Bisogno napoletano di Resina, canonicodella metropolitana di Napoli, elemosiniere

de erano coperti
tava
al

e lo scalco le portava

del cardinal arci vescovo e protonotarioaposlolico.

al trinciante, acci le tagliasse,

quindi por-

cardinale

la

porzione trinciata cole


i

se ALZETTI. /^^.Penitenza ordine


ligioso.

re-

perla, le altre e scoperte


sotto-scalco.
Il

distribuiva

il

cambiare
al

piatti al cardili

SCALZI. /^.Carmelitani scalzi, Agostiniani SCALZI, edaltriordini religiosi che


si

nale incombeva

coppiere e

un paggio, o ad un aiutante di ovvero ad uno scudiere. Per le posate ancora eranvi particolari consuetudini.
cardinale cedeva
dinali, e
la
Il

dava ad camera,

denominano scalzi perch incedono


di cuoio;

coi

sandali
ZE,

cosCarmelitanescal-

Agostiniane SCALZE, ed altre simili

mo-

precedenza

ai soli

carar-

nache, che non usano Scarpe.

non ad

altri;

neppure ad
il

ui

ciduca d'Austria. Terminalo

serviziodi

lo scalco recavasi in credenza a prender quello de'frulli, ed allora assisteva alla tavola il sotto scalco, il quale do"vea levarci pialli dalla mensa, e lo scalco vi poneva nuovi. La sera alla cena
,
i

cucina

SCALZI. Eretici che andavano sempre a piedi nudi, e che sostenevano che non era permessa nessuna calzatura di Sandali o Scarpe (^)- Incominciarono
nel

iV

secolo e

si

riprodussero cogli ana-

battisti, coi valdesi, cogli albigesi, coi

be-

guardi, coi nuovi apostolici. De'primi eretici scalzi parl s. Agostino, Haeres. 68; ne trattarono pureSandero, Haeres. 7 3, ed il Prateolo, Discalceatoriim. SCAMA o SQUAMMA. F. Squama.

si

osservava

il

medesimo ordine

del pran-

precedendo lo scalco due palafrenieri con torcie accese. Se mentre si stava in tavola suonava 1' angelus Domini , i
zo,

commensali
di

si

scuoprivano, chi non era

SCAMPI. Sede

vescovile del

nuovo Esi-

a tavola s'inginocchiava o restava in pie-

piro, nella diocesi dell'I lliria orientale,

secondo

tempi

il

coppiere levava

la

tuata nell'Albania tra Lichnidae Duraz-

berretta al cardinale,e

dopo

la recita del-

zo, eretta nel

secolo e sulfraganea di

94

SCA
to

SCA
da
s.

Durazzo. Si conoscono per vescovi, Artemio che sottoscrisse la lettera del concilio di sua provincia all'imperatore Leone, sull'assassinio di
s.

Benedetto a'suoi monaci per

la

fatica.
lis,

Delloscapulare, habitus

monacha'
rubeo,

traila lo Scappo,

De B ir reto
Scapolare

Prolero, e Troio

p.

72. A similitudine dello scapolare redi divo-

che ne occupava
di
p.
s.

la

sede nel pontificalo


t.

ligioso, fu stabilito lo

Ormisda

del

5i4- Oriens dir.

2,

zione detto volgarmenle y^Z/7mo. Negli articoli

247.

degli ordini religiosi e delle religio'

SCANNABECCHI DI FAGNANO
hkMBE^To, Cardinale. /'.Onorio II Papa. SCAPOLARE, Scapulare. Parte del
vestito de' diversi ordini religiosi, detto

se, parlai t.

de'loro scapolari e particolari-

F. Religioso, Religiosa.

SCAPOLARE o ABITINO.ImmagiGes Nazareno, e della B. Vergme Maria del Carmine, della Concezione e Addolorata che si appendono al collo (come il ss. Rosario j Fedi) con due f^ttuccie a guisa di piccolo Scapolare (F.), e beni di

anche Pazienza. Consiste


stoffa di lana

o altro

due liste di drappo, una delle


irt

quali sul peflo e l'altra sul dorso o sulle spalle,

me
i

di

Scapolare^e

o scapttle, dal chedeiiv il nofu detlo ancora Cap-

nedette con particolari orazioni dai


giosi della

reli-

puccio (F.) e Cuculio, Cuculio, Cucullus^

come
piedi,

notai a Cocolla. Ordinariamente

Mercede, Trinitari, Carme li' taniy Ser\'i di Maria (F.)e altri con indulto de'Papi,
i

religiosi professi l'usano

lungo fino

ai

quali concessero a chi


le

li

ed alcuni//Y7f/7rt/c/ pi corlo. L'ab.

portava e adempie

pie opere ingiunte,

Fleury ne indic l'origine nel trattato sui Costumi de cristiani , n. 54- H patriarca
s.

indidgenzee grazie
tri

spirituali.

Vi sono
,

ali

scapolari o abitini divozionali


i

ma

Benedettodiede a'suoi

religiosi

uno

sca-

principali sono

nominati, precipuamene dalle confraternite

polare perii lavoro. Era molto pi largo


e pi pesante di quello usato presente-

te dispensali dai ricordati ordini religiosi

d'ambo

sessi,

isti-

mente serviva, come viene indicato dal suo nome, a guarentire le spalle per so:

stenere

pesi,

ed a conservar

la

tonaca.

suo cappuccio come la cocolla, e questi due vestiti porlavansi separata-

Aveva

il

medesime invocazioni. Siccome nella chiesa delle monache del ss. Bambino Cesie (F.), si venera una prodigiosa immagine di Ges Nazareno, cos
tuite sotto le
le religiose

mente;
guilo
re

lo scapolare nelle ore di lavoro,

la divozione,

per coltivarne e propagarne piamente dispensano la sua

la cocolla in chiesa e fuori di casa.


i

In se-

santa
lari.

efllgie

anche

negli abitini o scapo-

monaci considerarono
la
Il

lo

scapolalo-

come

parte

la

pi essenziale del

Ci che fanno le monache del ss.Bambino Ges, per l'adorabile Ges Nazareno, lodevolmente praticano col medesimo, oper la sua ss. Madre, altre religiose
e religiosi, pii istituti, congregazioni e sodalizi.

ro abito.

p.Bonanni, Catalogo degli or-

dini religiosi, par. 2, p. i3, nel riportare la figura delle monache basiliane, riferisce.

ra,

La veste di non tinta con


Il

esse per lo pi era nearte,

Notorii sono
i

gli ellelli

provali da
sif-

ma

di colore na-

quelli

quali divotamente indossano

tivo.

maforio, cio un jo^///o angusto,


si \ce.

fatti abitini,

con mirabili prodigi operati

che volgarmenle

scapulare o pale

dalla potenza divina, in

premio

della fe-

zienza, era del colore medesimo;

ma-

de de'buonicristiani,
servativi contro
il

veri edellicaci pre-

niche della veste coprivano


quasi tulle
1. 1,

le

braccia, e

peccalo, ed a preser-

le

mani

".

Il

Borgia,

Memorie

vazione di disgrazie. La Snperstizione(F.)

p. 3 r5, dice

che

la

Pianeta (f\) dei

latini

odierna, essendo stata a poco a po-

pagana degl' idolatri costum indossare gli Amuleti (F.), e altre Fdatterie (F.)
usate dagli ebrei,

co ristretta e scortala, fu ridotta quasi a foggia dello scapolare mouaslico, ordina-

Malcfizi {F.).

come preservativi dai La Chiesa condannando

se A
questi abusi, e riprovandoli
clicoli,sostitu le

se A
come falsi e rs.
il

9^
si

Maria del Carmine; e


b.

racconta, che

veneai\deImmagim(P^.)

di
ti;

Ges
le

Cristo, della B. Vergine, e de'san-

Reliquie (F.) sn^vcje Medaglie begli

nedette [P" .),

Scapolano

Abitini, nc\'

l'intendimento lodevole e pio di destare


sentimenti religiosi ne'fedeli, onde meritare
I

Simone guar molti malati con dar Edoardo I re d'Inghilterra, e s. Luigi IX re di Francia, si associarono alla nuova confraternita. Nel Tol. X, p.57e inallri relativi luoghi parloro lo scapolare.
lai della

celebre bolla detta Sabbntina

la

divina e onnipolenla protezione.

che

si

attribuisce a Giovanni
altri

XXII

di

religiosi della
la

Mercede,

Trinitari per
ss.

quelle di
vilegi

promuovere

divozioneal nostro

Re-

Papi d' indulgenze e priconcessi agli ascritti alla divozione


gli altri di

dentorcy coll'immagine di

ne formarono
cero
i

piccoli

Ges Nazareno scapolari; come feil

dello scapolare e abitino del Carmine, nel

quale come

questo genere

la

Teatini per propagare


di

culto al-

sagra immagiiieimpressa o ricamata; ed


in ispeciedella bolla di

l'Immacolata Concezione

Maria, Regii

Paolo V,

sulla gra-

na

sine labe originali conceplaj ed

rei

ve questione edisputa insorta, troncando


la

ligiosi

Servi di Maria, per muovere

fe-

controversia, con rimuovere gl'invalsi

deli alla
la

meditazione de'dolori

patiti dal-

abusi, e solennemente
sta divozione,

B. Vergine, massime nella Passione del

di risvegliare o

suodivin Figlio. Pare che questo mezzo mantenere la divozione

ne* cristiani, sia derivalo dagli abitini e


scapolari de'carmelitani, per cui su questi

approvando queonde vieppi si propag per lutto il mondo, e quindi molti successori la confermarono, in uno alle indulgenze; Launoy pubblic una dissertazione per
la verit di questa visione, appoggiandosi |>iincipalnente sul silenzio
i

combattere

qui dir qualchecosa,oltrequantogi

dissi a Carmelo, a Carmelo o s. Maria DEL Carmine, a Carmelitani, e ad altri re-

degli autori,

quali secondo lui avrebbe-

ro dovuto parlarne. Novera fra questi

lativi articoli. Il b.

Simone {F.) Stock o

Tommaso Waldense,

che fece l'apologia

Slosck (cos chiamato per aver abitato entro il piede d'un grosso albero) generale
de'carmelitani,

de'carmelitani; ed ilp. FilippoRiboti care compose i Sg Speculum Ordmis Carnielitanarwu, oltre le Vite degli uomini illustri del suo

melitano, che mor nel

dopo

il

245 ebbe una vila

lo

sione della B. Vergine,

quale

gli

diede

proJezione speciale verso quelli che l'avesse*

unoscapolare,

come un segno

di sua

ordine.
to
p.

Ma

e^W fu confutatoda Benedetpa'- 2>


e.

ro portalo, almeno sotto l'abito, conser-

XIV, De canonizat. t. 4> 74 e 75; Defestis B.M.


p.

9,

Firginis

ib.

Tando

la castit del loro slato

recitalo

2,cap.6;edal
la

Cosimo

Villiers, Bibliot.

breve della Madonna ogni giorno, ovvero 7 Pater, Ave e Gloria jaslel'ufCzio

Carnielit. t.2,p.

753; ambedue citando


i

testimonianza di molli antichi autori


passi prodotti

nendosi dalla carne


Iretlanli 7 Pater,
il

il

mercoled, vener-

carmelitani. Tulli
visione del b.

sulU

d e sabbaio, e se impotenti recitare al-

Ave e Gloria j laonde


la

b.

Simone istitu

confialernila dello

Scapolare, afilue di riunire come in un sol corpo , con esercizi regolati di piet, lutti quelli che volessero specialmente oiiorare la
la
ss.

Simone furono raccolti da Filippo R.iynaud x\t\ si\o Sca pula re Marianutn, OpA, 7. Ve n'ha uno del p. Pietro Swaynton, che fu compagno e direttore del b. Simone per molli anni, e il i.*'che scrisse la sua vita.Mosheim da zelante protestante,

B. Vergijie promise

Vergine. Si dice inoltre che al b. Siujone di

sommamente prevenuSimone come una


dalla bolla Sab-'

to contro
sider
la

il

culto della B. Vergine, con-

levare dal purgatorio, i\e\i sabbato do-

visione del b.

po

la

loro morte, tulli quelli che fossero

favola superstiziosa. Invece la sua reall

ascritti alia fratellanza

o confraternita di

\enne

stabilita

non solo

96
Ialina i

sex
ma
dall'

se A
per insegna un Calice con TOstia, e celee dello Sca-

approvazione die delle

confraternite del

Carmine
i

bra

la festa

della

Madonna

del

Carmine

polare fecero con bolle

Papi Clemente

consolennissima processione. Nel pontif-

VII, Paolo

III,

Gregorio XIII, Paolo

Clemente XIII eslese


e.

principalmente. Benedetto

a tutta la Chiesa a'i6 luglio

Ja festa della

B. Vergine del

dello Scapolare

Carmine e Mariano. Vari autori


si

dotti e pii scrissero intorno a questo ar-

calodiClemente Vili fu eretta simile confraternita in ss. Martino e Silvestro a'Monti, con tutte le grazie e privilegi concessi dai Papi alla divozione dello Scapolare Mariano. Iqpnfrati assunsero sacchi di color lionato o tan, con mozzelta bianca e
cintura di cuoio nero, quindi edificarono

gomento,
il

fra

quali

ponno consultare,
Villalbos
:

p.

Daniele della Vergine Maria: J^inea


Il

un decente oratorio o chiesa presso


trada delle tre Cannelle e vi
delta chiesa.
vati sodalizi,
si

la

con-

Carmeli.

p. Gio.

Feyxon de

trasferi-

His lorica -sacra


la visione del b.

el iheologico

dogmatica

rono, a motivo della lontananza della sudIl

eiisserlatio, \n ci\ stabilisce la realt del-

Piazza discorrede'mento-

neo

di

s.

Simone Stock. Il p. IreGiacomo Tractalus tieologi:

anche neW Eusevologio Ro'


1

mano,
mine

trat. 6, cap.

3.

Innumerabiii sono

CHS de singulari Imniaculalae Virglnis protedione. Paolo Segeri, dir o nologi vi


tae
chio.

poi le pie unioni della

Madonna

del

Car-

e suo Scapolare Mariano,nelle chie-

Simonis Stock. Daniele Papebrob. Simone Stock yCommenlarius hrevis^ 3 maii Bolland. 653, VII,p. 790.
b.

se dell'ordine carmelitano de'religiosi calzati e scalzi,


i

De

quali benedicono

gli

scapo-

lari, che gli ascritti

debbono portare sempie unioni,

Il

Piazza nelle Opere piedi


I

Roma, trat.

pre per godere de* privilegi e indulgenze


annesse.
sodalizi

5,cap.

2,parla delle arciconfraternite del

Tanto queste

come

Carmine; della Chiesa di s. Grisogono (f^.)j della Chiesa de ss. Martino e SiU vestroa' Monti[F.)j della chiesa di s. Maria del Carmine alle 3 Cannelle nel rione
Trevi, eretta dairarciconfralernita di
lai

che vestono il saccOjSono composti non solo di uomini, ma anche di donne. SCARA.Cittvescovileeanlicadi Svezia, situata

di Svezia

presso il lago Wener, ed re anticamente vi fecero la loro rei


I

nome

nel i6o5, quindi nel


la

1750

vi fece

sidenza. Nel

018

fu eretta la sede vesco-

d'AngeIo Specchi il quadro dell'altare maggiore una delle migliori opere del cav. Gaspare Celio. Vi si celebra la festa della
aggiungere
:

facciata co'disegni

vile e dichiarata suffraganea dell'arcive-

scovo di Brema, dipoi fu sottoposta alla


metropoli d'Upsula.

SCAR AMPO MEZZAROTALoDovico. Cardinale.

Madonna del Carmine nella domenica


rS.' della medesima. Antichissima
rigine della confralernila del

fra
l'o-

V. Mezzarota.
Citt vesco-

SCAROGNA, Scardona.
vile di

Carmine

e-

retla ins. Grisogono in Trastevere, sotto


il

titolo di s. Maria Mater Dei del Carmine , ma essendosi abbandonata, sotto Paolo III e nel i543 nella stessa chiesa fuistiluita altra confraternita denominata del ss. SagramenlOf e di s. Maria Maler Dei del Carmine, comenoifi descrivendo

Dalmazia, circolo a io leghe da Zara e una da Sebenico, sulla sponda destra del Rerka che forma una cascata magnifica alquanto pi sopra, e che le grosse navi possono sin l risalire
:

cinta di
citt
si

mura, ed

lia

due

forti.

Questa

considerevolmente accresciuta pel commercio colla Turchia, e vi sono stabiliti


parecchi mercanti bosniaci e serviani.
i

della chiesa,la qualeconfralernila fabbri-

An-

c un nobile oratorio e Vi pose una di vota

immaginedelia Madonna. 11 sodalizioac-

compagna divotaraenteil ss. Viatico, veste


sacchi bianchi, cou mozzelte lionate, ed ha

novera circa 7000 abitanti. Sotto romani Scardona era il capoluogo della provincia di Liburnia ( F.), weWIllria, ove

ne parlai insieme

ai

suoi popoli, ed ai

ma-

SCA
romani che fecero residieiiia in Scardona,non che delle principali vicende politiche cui and soggetta, le altre avendole toccate a Dalmazia e Illiria. Il p.
gstrat alla

SCA

97

SCARPA, Calceus^ Calceantentnm. 11


calzare del piede fatto per lo pi di cuoio,

Fallalo, Illyrici sacri


di

t.

r,

p.i 55, parla

parte di sopra del quale diciamo tomaio, e a quella che sta sotto la pianta suolo o suola. Calzare, Calceus, Caliga,
si

Scardona antica e di Scardona nuova chiama lai/ antichissima e celebre, edificala presso il lago di Scardona, i^c^rdonio, li miglia lungi dal mare^ e che prima fu delta Varvaria. Posterioribus temporibus semidiruta ciijusdam iirbecu'
:

dice

il

calzamento, Calceariunij, cio


il

lutto quel che cuopre

piede e

la

gam-

ba

cos scarpe,

comeCalzee Sandali{f^.).
del calceo cavo

A Calze parlai
va tutto
il

che copri-

piede dal calcagno sino alla

punta

di esso, simile alla


:

forma dell'odierdelle cuciture

lae curii arcula incoller venelisjam ari'

na pantofola

come pure

noi 5 20 disjectae speciem referebat.


\

Ae

delle tornare sul collo del piede, e de'ferniagli delle fibbie o legacele.

postquam poslremwn an. 683 confinia^


riorium miltum ope turcs ereptafuisset^ a Falerio generali veneto illico restiluta^

chiarai che

si

A Sandali dicompongono delle scarpe, e

calzari dette calze de'sandali, diesi assu-

conimunitaquej adbarbarorum insuluts


depellendos minime impar \>idetur. La
se-

mono

ne' pontificali e altre funzioni sagre

de vescovile ebbe origine ne'primi tempi della Chiesa, quindi torn ad avere il vescovo nel
I

da chi ne ha l'uso o gode il privilegio, cio il Papa, i cardinali vescovi suburbicari,


i

cardinali dell'ordine de'preti,

vescovi,

i26j allorch
'\

vi

fu trasferita

gli

abbati regolari e altri ecclesiastici che

quella di Belgrado,e fatta suffraganea del*


l'arcivescovo

Spala Ir

(^.).

Sebbene

poi

la

sede di Belgrado fu ripristinata,

quella di Scardona contini a sussistere^

finche

Leone XII

colla bolla

Petri, de'3o giugno iBaS per la


circoscrizione delle diocesi di
la

Locuni B. nuova Dalmazia,

ne hanno l'indulto Queste scarpe e calcumulativamente sono appellati sandali, distinguendosi quelli del Papa per la maggiore ricchezza e ornati, e pel segno della croce espressa sulle scarpe. Inoltre a Sandali parlai de'Ioro misteriosi sizari
gnificati.

Risalendo a'tempi pi antichi,


gli

soppresse mentre era da molti anni va-

veggonsi

uomini camminare a piedi


gli

cante.

A SEMRiyDRiA,nel

parlare di questa

nudi. L'uso ch'era in vigore presso

e-

sede vescovile unita a Belgrado, riportai col p. Parlato, che ne tratta nel t. 4 i vescovi di Belgrado, dell'origine di sua se-

brei di presentare a'viaggiatori, oltre l'O-

spZo[F.) per ospitalit, l'acqua oppor-

tuna per
greci e

la

Lavanda de'piedi [^.), ci somne'secoli pi remoti a-

de vescovile, della sua unione con Scardona, e di quelli avuti dopo che se ne separ, e gli ebbe comuni con Semendria.

ministra una prova di tale asserzione. I


i

romani
la

Laonde

in quell'articolo riportai tutti

vescovi di

Scardona, non che


civili

dona

e Belgrado, ed ancora di

sola, oltre molte notizie

ScarScardoed eccledi

e non ben conoprima origine de'calzamenti, o delle scarpe, si suppone che tanto presso greci, quanto presso romani, il lusso

veano

la stessa pratica;

scendosi

la

mollezza introducessero l'uso di


i

mu-

siastiche riguardanti Scardona.

seguenti

nire
il

piedi di scarpe.

Ma senza supporre
origini

ultimi vescovi di Scardona,

li

leggo nelle

lusso e la mollezza
si

come

imme-

Notizie di

Roma, ySS fr.VincenzoBragai

dinocappnccinodi Venezia, i ^754 Antonio Becich di Buda. 1760 Domenico Pasqualigo di Venezia.

visan di Venezia
Allei di Zara

1767 A ntonioSlefanoTre1802 Gio. Domenico

potrebbe immaginare, che intraprendendo quegli antichi popoli lunghi viaggi, o affrettandosi nelle loro marcie militari, massime allorch muovevansi a combattere, il camminare
diate di quell'uso,

specialmente

nell' isole

montuose
7

della

VOL. ixli.

98

Se

A
o ditreccia vano nelle
to allo
sii

SCA
\aleUi. Dissi aFASciA,comeconfascie s'in-

Grecia, ed in altri luogli scabrosi


ni, cagionasse

rupali, o anche nelle paludi e ne'paiita-

gambe

calzari.

Quan-

oanrhe malattie a'piedi, equindi immaginasloro ferite, lacerazioni


sero d'involgersi entro corleccie d'albero

vale, calzare di

cuoio per difenpretensi

dere

la

gamba

dall'acqua odalfango, che


si

si, usa

per lo pi nel cavalcare,

o entro

pelli

d'animali, che

si

assicurava-

de che l'origine come del nome


questi proponesse

debba
tro-

no con coreggie, costume

in parte tutto-

a Giulio Cesare. Si narra pertanto, che

ra osservalo da diversi popoli, e quindi

premi a chi avesse


i

anche ne'primi tempi introdotto a poco a poco l'uso delle scarpe di calzamenti di altro genere. Accordano difTalti gli eruditi, che la materia prima
essersi

pu

valo un mezzo, muniti del quale


dit,
si.

suoi a-

malisoldali potessero difendersi dall'umi-

delle scarpe presso gli antichi furono le


corleccie degli alberi,
i

che contraevano ne'luoghi paludoQuindi gli fu presentato un calzamento, il quale gli piacque; e provandolo se

giunchi che forse


il

calzava bene, trov ottima l'invenzione,

servirono per legarle, e


degli animali
il
:

cuoio e

le pelli

in

questo conviene anche


riguar-

Baldovini,
della

De caliga velerum. A
i

do

forma delle scarpe, questa vari moltissimo secondo l' indole e costumi
delle diverse nazioni.
teniesi
li

esclamando Isti valent, isti valente donde dicesi venne il vocabolo stivali. I calzolai diRoma antica riconoscevano qual fondatore dell* arte loro un cerio Ticino
:

della Beozia. Ne'primi secoli di

Roma po-

Le

scarpe degliadi pel-

chi progressi fece l'arte del calzolaio, co-

erano di cuoio preparalo, o


11

me

pochi ne fecero

le altre

professioni;

conciate.

colore uniformedelle scarpe

pi tardi per essa giunse ad un alto gra-

pergli uomini era ilnerojledonne

le portavano di diversi colori, e talvlta le arricchivano con ornamenti d'oro, d'argen-

do di perfezione,allorch leconquiste pordo.

tarono ilLM5^o(/^.)nella capitale del monLaonde negli storici di que* tempi st


trova un gran
ti

to,

d'avorio e persino di
la

ma

materia pi
il

gemme. comune delle

In

Ro-

numero

di

nomi, applica:

scarpe

a specie particolari di calzature

Pe-

era parimenti

cuoio nero concialo o pre-

rones, phoecasia^ caligae, soleae, crepi-

parato. Questo genere di calzamento era

quello de'senalori e de' magistrati, colla


differenza per che questi portavano le

daeySandalia^ec.Vev moholewpoehol' teghe de' calzolai si aprirono indifferen-

temente ne' vari quartieri diRoma, appoggiati

scarpe rosse nelle ceremonie, e pi alle


di

a'muride'lempli, e degli

altri

monu-

tomaio che non quelle degli altri. Le donne portavano le scarpe come gli uomini, ma le adornavano talvolta di rica-

menti pubblici. Pi lardi perfiuono definitivamente stabilite nell' A rgileto,quar.


tiere

che faceva partedella regioneXI. Ai

mi, di piccole punteggiature d'oro a guisa di chiodi,e qualche volta ancora di perle e di
le

lessandro Severo costitu


strati particolari. Nella

calzolai in cor-

porazione, e diede loro difensori o magi-

gemme. Secondo Winckelmann,


di

Roma papale
i

cal-

persone pi distinte

Roma

portava-

zolai

si

costituirono in Universitartistica
ss.

no scarpe
vano

di cuoio rosso, che veniva dal regno del Ponto -.quelle scarpe si chiama-

(r'.),ed elessero a protettori


e Crispiniano.

Crispino

Ma

s.

Deodato

esercit di

Mitllei,

ed erano talvolta ricamate

cerio l'arte del calzolaio, e del quale scriss. Gregorio I ne Dialoghi, che tutlocicheguadagnava ogni settimana lo portava il sabbato a s. Pietro e lodava per

d'oro e d'argento, ed a

Gemma narrai che

se

Giulio Cesare e altri imperatori neador-

narono

loro calzari, di

sommo

pregio e
della
sli-

valore; d'ordinario per erano di cuoio

limosina a'poveri che slavano alle porte


della basilica, ove dicesi che fu sepolto e
se

nero, ed arrivavano sino alla

met

gamba^

il

che ibrmava una specie di

ne

fa

memoria a' io

agosto. Io

non

in-

se A
tendo
scarpe,
di fare

se A
completo
e in
sulle
il

99

un

articolo

piede, portando

una scarpa tutta giofu


il

ma

di parlare

principalmente di

iellata.

Scrive Eutropio, che Diocleziano

quelle degli ecclesiastici;

come

modo

dopo aver presa Alessandria,


a sostituire
pubblica:
tati del
i

primo

particolare delle scarpe del Papa, de'car*


dinali e de' vescovi.

gli usi

de're a quelli della resi

Nondimeno, parlan-

predecessori

do de'costumi

delle nazioni, in molti luo-

Salalo (^.)j

ma

egli volle

erano contenche si

ghi ragionai de'Ioro calza menti, cos feci

prostrassero avanti a lui, e fece coprire


di

per quelli particolari,


strali e cortigiani.
ticoli

di principi,

magi-

gemme le sue
il

vesti e

lesue scaipe,

non

Egualmente

negli ar-

contentandosi del mantello di Porpora

degli rdini e congregazioni dissi le

singolarit umili e penitenti de'Ioro calzari,

come

di quelli
i

che usano

sandali

all'apostolica, ed

zoccoli. Altrettanto di-

casi delle confraternite,

Sacconi in

Amanti

di

come quella dei Teodoro di Roma, e degli Ges e Maria, confrati delle
s.
i

degl'impeporpora usati dagli imperatori e dai grandi, ne parlai anche a Sandali e Porpora, ove riportai qualche esempio di scarpe rosse, di sandali e
solito disluitivo

(A^.),ch'era
:

ratori

de'calzari di

calzari simili negli antichi legati apostolici.

Ma

l'imperatore Massimino

I,

ad

i-

7 chiese. A'canonici Preniostrattnsi [m'ono


prescritte le scarpe rosse. Dice Torrigio,

quali con sandali o zoccoli visitano

le

raitazione di

Traiano,

rifiut tale osse-

quio. Si possono vedere: Jos. Gar.

seuha ver,

WieDe idolatria imperatorum ^WW-

Grolle J^aticaney

p.

74? che

la

scarpa

al-

l'apostolica detta sandalo, era formata di

deph. 1743. Joh. Ottlob. Brehmius, Di^ spiUatio de pedum deosculatione imperaloribiis

una suola per


gia,

la

pianta del piede, ed alla

romanorum quondam praesli1

cunefbbie di sopra

fermavano.

11

Bor-

ta, Lipsiae
Il

Memorie

l.

2, p. 199, riferisce

che

757. carmelitano

p.

Povyard nel 1807

zoccoli furono delti

de uso presso

la

anche socci, in granpovera gente ne' secoli

pubblic l'eruditissima Dissertazione sul' le scarpe o sandali de' sonimi Pontefici,


sulla quale
il

XlVe XV, massimamente di villa, ne sdegnaronli affatto i nobili delle citt pi colte,

cardinal Brancadoro, pure

riconoscendoli mollo
piedi dall'umido.

utili

a preferen-

collestampeci diede una interessante Zie^ tera sull'argomento e diretta al religioso.


In essa loda
la

za di qualunquealtrocalzare a preserva-

dissertazione che ragiona

Quindi nella Cronica di Novara all'anno i356, scritto che Guglielmo capitano di Novara, sentendo presa la citt dai nemici, z>z Caslriim fiigit in zocholis;ed il Muratori avverte, Disscrl. 25: Delle vesli de secoli rozzi, che in una pittura del palazzo Estense di Ferrara fatta nel i452, rappresentato
re
i

particolarmente delle scarpe pontificie,

giudiziosamentedislinguendogli
le

usi del-

scarpe degli antichi romani, da quelli


foggia delle scarpe de'primi

introdotti dai longobardi, per meglio di-

stinguere

la

dei pi antichi Papi, anteriori all'inva-

sione de'barbari, da quella che

si

us in
delle

appresso. Parla pure

il

p.

Povyard

l'imperatore FedericollI con queste scar-

scarpe usate da diversi antichi popoli, e


degli autori

pe

di legno.

11

Magri, A'bf/z/a dc'vocaholi

che hanno

scritto delle scar-

ecclesiastici^ articolo

Zanca^ dice ch'era-

no una

sorte di scarpe preziose e di ripu-

tazione che usavano gl'imperatori greci,

ornate con
le

gemmee aquile
il

ricamate, del-

quali

si

serviva anche il Prefello di

Ro-

pe degli ebrei e de' romani e altre nazioni, che in buon numero riportai a SaiD ALI, aggiungendo che Lipsioflf/cye^ec^/ lib. 3 de beneficasse. 2 i e aelVEpist. 1 3 tratta de Phaecasia,oeneve di scarpa pres,

ma (f^.);

onde

concilio d'Orleans proi-

so i greci,

b queste scarpe a'monaci. Ptacconta Sve-

tonio, che

Domiziano

si

faceva baciare

rammentato pure da altri, earoZapo neWaDissert. de abaride^UMp^ae 1 7o6,ragioa delle scarpe degli sciti.Tre-

joo
"vei'o, irt

se A
Anastasii veieris germani , delle

SCA
Tolevano dissuaderlo dal ripudiar la moglie, con dirgli ch'era bella e sa via: Guardate, loro disse, le mie scarpe esse sono belle e ben fatte; ma ci non ostante bisogna che le getti via, perch niuoo fuor di me sa, dove mi fanno male. Avverte
:

scarpe germaniche. Moscardi nel Museo, p. 3o3, delle scarpe degl'indiani. Zaccagni nelle noie agli Atti d' Archelao ^ pro"v

con Strabene, che


si

persiani adopera*

rono scarpe moltoalle; e che l'eretico Ma


nete
serviva d'una specie di scarpa chiavalde-

Baluzio, Capitul.

mala quadrisolea. Presso gli eretici


si
si

v'erano gl'insabbata ti
in

ozZ>tt/e/25e^,

che

riconoscevano fra loro per un seguo che

1. 1 1, p.i53,che la scarpa nella Scrittura presa per un segno di dominio, leggendosi ne' salmi extendam calceamentum meum super Idunieam. Si

portavano

zabata^ swesotulari.Munp.

legge poi in

s.

kero nelt.i,

3o

della Mitografia^ \-

le Gallie eravi

Gregorio di Tours, che nelil curioso uso di presengli

ce: siquism'onocrepiSfidest

unopede

cai-

tare le scarpe alle spose, coU'anello e eoa

cealus supervenissetj morteni appropinquare responsum estyes]p\e^a la vera qualit di


si dava queche avea inapreslato uno de'suoi talari a Perseo, che vo-

un

bacio.

Tra

ebrei, se

un uomo mo-

riva senza

figli,

suo

fratello era obbliga-

questa scarpa. In greco

to a prendere in moglie la sua vedova,

sto epiteto a Mercurio,

ed a
la

sostituirgli de'fgli,
il

che facessero
alle

ri-

vivere

suo nome;

se ricusava di farlo,

l alleGorgoni.

Il

Srmond', adSidoniumf

vedova di suo fratello lo citava


gli

por-

p. 189, parla della


e.

Solca: Socrate
p.

lib.

7,

te della citt, gli levava la scarpa dal pie-

36,eRubenio,'/ec;.

zione de sparleis sandaliis.


dell'uso di deporre le

39 fanno menMajo traila scarpe in tempo di


Deut-

de,
si

sputava nel volto e

gli

diceva

Co-

sar trattato colui che ricusa di edifila

care

casa di suo fratello in Israele. Giu-

lutto, Observ. sacr. lib. 3, p; 1^.

schmanno, del rito di scalzarsi ne'conlratti, Z?mer^. Wittembergae 693. Stuchio,


1

cattiv l'amore del generale Olomediante l'eleganza de'suoi calceamenti. Il Ciampini, Pcter.monunienl. 1.
ditta
si

ferne,

Anlichitconm>ali\\h. 2,discorredel mo-

tav. 76, e

t.

2, tav.

16 riport

sandali

o
s.

do

odi levarsi le scarpe, singolarmente alla mensa. I primari personaggi adoperavano pi di un laccio per
di mettersi

scarpe usati da
stoli, figure

Ges Cristo e

dagli apo-

che ricav dai musaici di


ss.

fermare le loro scarpe, e gli altri o quelli che amavano la semplicit uno solo. Senofonte nella Cyroped. 8, p. 208, narra
che vi erano calzolai delle scarpe degli uomini, e quelli delle scarpe delle donne;
altri tagliavano lesuole,altri le

Andrea in Cala-barbara, ed in e Damiano; mentre per alcuni


t.

Cosma

divari nei

2, tav.

47 riprodusse
s.

sandali espressi

nella tribuna di

Prassede.Ne'due primi

musaici

sandali di

Ges

Cristo

(si

con-

servavano nel santuario presso


lino alla Regola

le

Scale

cucivano.

sante y e porzione nella chiesa di


:

Eranvi

servi e serve destinate alla cura

s. Paoanche Rinaldi all'anno

delle scarpe e de'sandali, lo

che rimarcai
la sta-

861,

n.

62

attesta

che

sandali di

Ges

eziandio a Sandali. Per accrescere


tura,

Cristo fossero nel detto santuario) e dei


suoi apostoli, sono composti d'una suola,

massime

le attrici
i

nella scena,

come

talvolta facevano

sacerdoti ne' sagrifzi,

a cui viene attaccata

una calcagnata,

le-

solevano servirsi del sughero sotto le scarpe:

gala
le,

al collo del

piede con due coreggiuo-

ma

nelle loro

le pianelle.

tarsi dalle

camere usavano anche Le scarpe rosse solevano porcortigiane. Abbiamo d'Angelo


le

e con

una

terza,
le

pra piede e fra


si

due prime
di
s.

che passando sul sodita, fermaPrassede,


sandali

alla parte anteriore della detta suola.

delli

Oldradi, Capitolo sopra

pianelle
celebre

]Vei

musaico poi

alla sua donna,


la risposta di

Roma i55o. Fu

delle

Paolo Emilioagli amici, che

medesime figure hanno lecalcagnate, le quah oltre il di dietro del piede,

sex
abbracciano anche
to vi
ia

SC A

oi

parte anteriore del


del cuoio che prole

ze a seconda del loro capriccio e della industriosa speculazione di chi inventa le

collo senza indizio di coreggiuola. Soltan-

una porzione

lungasi e passa pure fra


ta del piede, senza che
si

due prime

di-

mode, ovvero ingegnosamente riproduce le antiche costumanze modificate o amplificatesecondoilpropriogenioecomodit,spessoridicole,poche volte ragionevoli.

veda veruna par,

te della suola.

longobardi secondo Pao-

lo Diacono, portavano scarpe aperte sino


alla

Tuttavolta anche

le

persone savie soglio-

sommit

de'piedi, con aperture che

dicevansi fenestrature; pare che laliscarpe, sandali o calcei fenestrati, avessero a-

no accomodarsi all'invalso costume,quando esso divenuto comune presso la generalit, pel riflessodi
lari

non rendersi singola

perlure o fenestrature non solo sulla toinara,

con vestire diversamente; ma

trop-

ma anche
le

nelle fiancate e nella cal-

cagnata;

fiancate aperte e separate sul

piedesi chiudevano mediantedue bottoni

pa frequente variet sar sempre biasimevole, e anche pregiudizievole per Teconomia domestica. I Papi lodevolmente
attaccati agli usi primitivi e pi antichi

e due lucchetti senza veruna coreggiuola,


]

forse eguali alla scarpa di S.Gregorio


p.

derivanti dalla tradizione e dall'ecclesiastica

pubblicata dal
p.i.

Povyard

nella tavola

disciplina,abborrendo
si

le

leggiere nodi

Scaipe finestrate e reliculate furono usaleanche in tempo della gran contessa Matilde e pi tardi, cos nel secolo
I ."

vit,

studiarono costantemente
il

conco-

servare colla semplicit

decoro e

le

stumanze de'loro venerabili predecessori.

XV
ci

nelle scarpe dette alla spagnuola.

Di-

Le

variazioni

si

debbono

attribuire piut-

Terse foggie di scarpe massime pontifcie


die incise
il

tosto agli arbitrii degli artisti,

ed

alle li-

ed

no vedere in il p. Bonanni
le

Povyard, altre sene ponRocca, che citai a Sandali,


p.

cenze che
riazioni
tit, in

si

presero, le quali diverse va-

nella

Gerarchia eccle-

sia slica, aip. 91

Delle scarpe ponli/lce,

sembrando ogni volta di poca enprogresso di tempo divari riuscirono notabili, come si vede non solo
i

pubblic
lo e croce

forme d'un piede con sandad'un antico marmo, e le scarI,

nelle scarpe,

vesti e utensili: se la variet


ziale, lo

pe

di

s.

Silvestro
I

di

s.

Martino

I,

edi
fog-

anche nelle altre sagre non sostan accidentale, ma in modo, che

ma

Onorio

in cui vi la crocetta.

La

facendosi i confronti di quelle eseguite in


diversi

gia delle scarpe de'secoli pi antichi, per

tempi, presentano rimarchevoli

quelle posteriormente iulrodottedai barbari, in seguito produssero

differenze.

Non

solo,

come

si

rileva dalle

forme che partecipavano d' ambo gli usi, e poi forme affatto nuove che soggiacquero a molte variazioni. Il p. Povyard combin una seprodotta in figure delineate e dilucidate col pi esatto scrupolo, delrie precisa, e

tavole prodotte dal

p.

Povyard, variaro-

no le figure delle scarpe pontificie, ma anche i loro ornati e le stesse croci eoa diflferenti disegni. Altrettanto si pu dire della materia di che si formarono le scarpe, e del

numero
si

delle stringhe e fettuc-

le

scarpe de'Papi da Silvestro

ai nostri
i

eie colle quali

legavano, dovendosi di-

tempi.

Che
in

se

non pot produrre

dise-

stinguere

le

scarpe usate da' Papi nelle


l'altre di poi

gni delle scarpe e loro ornati di ciascun

sagre ceremonie, da quelle adoperale do-

completa e cronologibene questa parte del vestiario pontificio, che in certo modo vi upph. 1 Papi non furono leggieri e volubili come le femmine, che appassionate per l'immorale e sempre rovinoso lusso, cambiano frequentemente mode ed usanserie

Papa,

una

mesticamente, l'une e

deco-

ca, sviscer tanto

rate del salutifero segno della croce; an-

che vescovi usarono e costumarono scarpe comuni, e sandali con calzari pe'sagr riti. Riguardo al colore delle scarpe dei Papi antichi, non si pu stabilire cosa di preciso, e con fondamento storico. Se si
i

102

SCA
non avea
stantino
dignit,
lore,

SCA
egli

dovesse ragionare sull'uso inlrodollo nella

ancora adottalo il colore u-

Chiesa ne'secoli posteriori,


il

si

potrebbe
ai

salo dagl'imperatori, ecomunicalo daCo-

dire che

colore delle scarpe almeno nelsi

le sagre azioni,

uniformasse

Colori

Paramenli[ f\), conforme a'nostri tempi il colore de'sandali del Papa, de'cardinali, de' vescovi e di chi ne gode l'uso per privilegio,che ceecclesiaslic[F^.) de'sagri

Grande ai Papi per la loro che usasse soltanto quel coche usato avea durante la persecuI
il

ma

zione in addietro nell'esercizio delle sagre


funzioni, piuttostoch negli usi quotidiani e domestici, perci
si

pu chiamare me-

lebrano pontificalmente,

si

ujiforoia al
il

glio scarpa ecclesiastica che civile. L'im-

colore de' paramenti che prescrive

ri-

peratore Aureliano del co e verde,

270 avea

proibi-

to delle rubriche, del qual colore e stoffa

to lescarpe di colore rosso, turchino, bian-

debbono

essere eziandio le scarpe o cal-

ma

tale proibizione

non era

zari propri de'sandali; cio bianco, rosso,

per

le

donne; prammatica forse determiil

rosaceo, verde, paonazzo.


ce Gavanto,
I, p.

Ma se,come dipar.

nata, per togliere

lusso straordinario

De color, paramenlor.
qui nunc
liaheliir,

io6, vesles sacerdotales per incrc'


eiinij

menta ad
tutiy

orna-

prima d'Innocenzo 111 non v'ha chi numeri i diversicolori de'paramenti, com'egli ne conta 5; non si pu perci asserire con giusta criaiictae sunt; e se
tica,

che si era in questa parte di vestiario probabilmente introdotto, nella leggerezza ed effemminatezza degli uomini. Tale divieto non poteva riguardare Papi, ed i fedeli, i quali viveano sconosciuti nelle grotte e caverne della terra, nelle catacombe, che sei secondi viveano in pubi

che ne'pnmi secoli delia Chiesa


al

si

blico incogniti, indubitato che per

il

lo-

usasse questa variet di colori, e molto

ro cristiano fervore, e per

la

moderazioalle

men che

colore de'paramenti dovesse

ne della loro vita,e per l'abiura


pe
si

pom-

corrispondere quello delle scarpe. Infatti se si vuol prender norma dalle antiche
effigie

mondane professata
occupavano
I

nel battesinio,non

di tali ricercate e eleganti

colorale de'Papi, che tuttora


in varie chiese di

si

ve-

costumanze.
vestro
ta,
I,

Papi poi anlerioi

s,

Sil-

dono

Roma,

loro pa-

nella frugalit e santit della vi-

ramenti sono

di color giallo a guisa d'o-

avranno usato scarpe semplicissime,

ro, e le scarpe all'incontro di color nero,

senza squisitezza d' ornati e di singolari


colori;

con ornali bianchi, sino a Innocenzo

II,

non avendo bisogno

di distinzioni

che nella sua eHigie,la quale si osserva nella tribuna di s. Maria in Trastevere, presenta le scarpe rosse fenestrate e ornate
di perle.

esterne e delle scarpe speciali, per riscuotere venerazione da'devotissimi fedeli coi

quali viveano, persuasi dell'ossequio che

Che per, non potendosi aver una ragione da provare, da che sia deri-

era loro dovuto,

cipe degli Apostoli, e

come successori del princome vicari di Gele

valo posteriormente l'uso del colore rosso nelle scarpe de'Papi, espresso nelle lo-

s Cristo; conoscendo abbastanza


di di chi evangelizza, e

pe-

corelle del loro ovile la preziosit de'piei

ro pitture,

si

potr dire col Baldovini,


et

De
1

beni spirituali,

calceo antiquo

mystico, cap. i o, p.8

indicati gi
ai

da

s.

Paolo

nella sua lettera

rubeorum ejusniodi calceorum usum ah


Jmperatoribus ad. summos Pontifices fiisse traductum. Che se esiste la scarpa di . Silvestro I del 3i4 di color verde oscuro e non rosso, si pu concludere, che essendo egli il primo Papa a cui fu permesso di spiegare al pubblico la sua autorit, a differenza de'suoi predecessori,

romani,

quam

speciosi pedes evangele

lizanliuni paceni. Finite

persecuzioni

e ridonata

ai cristiani la

pace, conveniva

pur troppo che il supremo Gerarca, uscendo dai nascondigli e dalle spelonche, assiso nella prima cattedra del cristianesimo, spiegasse con pi decoro la maest
della sua divina rappresentanza, ed allo-

sex
ra pare che sia nelle scarpe
il

SCA
come in
tulio

io3

resto,

si

cominciasse a introdurre qual-

che variazione, la quale come essere dovea lontana da qualunque ombra di vanit, dovesse servire soltanto ad accrescerne la maest e la venerazione, special-

sono traforale e longitudinalmente aperte, m^^mc ad summitni pollicem pedis , secondo l'uso de'calcei longobardici. Gordiano essendo regionario vestito eccle$iasticamente,e lesue scarpe saranno pure come quelle degli ecclesiastici di quei tempi; perch di poi e in pi secoli si tro-

mente
11

de'divini misteri e delle ecclesia-

blidie funzioni.
p.

vano pure indistintamente


istabilire l'antichit

le

medesime
sa-

Povyard per

scarpe pei Papi, pei vescovi, pei sacerdoti,


diaconi e suddiaconi ne'
gri.

del bacio de' piedi de' Papi auteriore di

monumenti
I,

molto

all'

introduzione della croce sulle

Siccome

s.

Gregorio

coetaneo dei

loro scarpe o sandali, e tentare di rinvenire qual l'epoca pi verosimile di lale

longobardi, si fece dipingere viventecolle


scarpe longobardiche,con tal nomesi chia-

introduzione, fece incidere

le

diverse forscar-

marono

dal p.

Povyard

le

scarpe de'sedel

me, colori ed ornati


la dissertazione,

delle

medesime

guenti Papi, che offrono traccie di tale


usanza. Tali sono quelle di Onorio
l

pe, e le illustr tanto nella citata sua bel-

sposta

al

che nella Leltera di: ricardinal Brancadoro. Principi

625, e

di

s.

Martino Idei 649, con quegli


trifoglio e di

ornati e variazioni rimarcate dal dotto


religioso,

dali'esaminarei

monumenti
I,
i

di

Ges

Cri-

ordinariamente di

sto e degli apostoli, gi ricordali; la scar-

giglio, abbellimento

che prevalse nelle


i3o. Queste scarpe

pa

di

s.

Silvestro

calcei cavi di

s.

Ip-

scarpe o sandali pontificii e vescovili sino


a Innocenzo
II

polito vescovo di /^o/Vo del secolo III,

che

del

imitano un cuoio o una stoffa sottilissima, poich sopra la tomara trasparisce la forma delle dita de'piedi, scarpe semplicissime e senza ornato. Pertanto crede che uguali sieno state le scarpe de'Papi con tempora nei di s. Ippolito, cio s. Ur-

per

lo

pi figurano nere ne'monumenti.


asserito,
1

Pertanto viene
a Calisto
li

che da Onorio

del

19, gli ecclesiastici di

bano

me lo

del 226, s. Ponziano del 233, cofurono quelle di s.Anteio del 237.
la

Finche

Chiesa divenuta libera sotto


I, ai calcei

s.

qualunque rango eordine,inclusivamentea'Papi, usarono scarpe nere anche nelle funzioni sagre; e quantunque possa esservi qualche esempio in contrario ne'riti degli antichi Ordini romani, non ostante si rileva da'monumenti sagri di Roma
che per quasi 6
stici

Silvestro

cavi e semplici so-

secoli tutti gli ecclesia-

stitu altri pi preziosi

per

la

materia e

non offrono che scarpe


gli
i

di color

ne-

per

gli

ornati.

Ma le scarpe
la

pontifcie su-

ro e simili coreggiuole, e
bianchi.
ri

ornati per

birono mutazioni nella forma e negli ornati,


i

quando dopo

met

del
i

VI

secolo
si

longobardi calati in

Italia,

costumi

alterarono con vicendevoli imitazioni. Pare che


tassero
i

Anche santi personaggi secolane'medesimi monumenti sono rappresentati con iscarpe longobardiche nere. Avendo Aureliano nel divieto agli uomini
comprese le scarpe rosse, turchine, bianche e verdi, le lasci portare alle donne,

romani

fra le altre cose,


il

ne imi-

le

scarpe, e che

clero sebbene in
ne' suoi usi,

ogni

tempo pi tenace

non

pot sottraisi da tale influenza, a giudicarnedallescarpe dis.Gregorio I del ^90,


e de' suoi genitori

sembra preferissero il colore rosmantenendone l'uso per molti secoli; onde cos musaicisti rappresentarono la
le

quali

so,

Gordiano e
in

s.

Silvia,

B. Vergine,

le

sante e principesse

tutte

comesi vede nel rame pubblicato dalRocca


t.

queste scarpe donnesche sono cornei calcei cavei,

2, p.

368, dai Bollandisti

1. 1

Illar-

senza fenestratura, con punta


le

tii,

lib. XI,

cap. i5, e dal Cassio,

Memo-

cuspidata;

tornare coprono tutti

so-

rie

di

s.

Sihia: queste scarpe o sandali

prapiedi, a differenza delle scarpe degli

io4

Se

A.

SCA
averli assunti,

uomini, che appena coprono ledila dei piedi. Tranne le scarpe de'ss. Silvestro I

come

nella pi parie dive-

nuti principi e signori delle loro citt vescovili,

eMartno
re.

l,ie
il
i

scarpe de'Papi furono nep.

qual segno caratteristico di loro

Ricorda

Povyard, che

primi re

sovranit, ad imitazione de'Papi e altri


principi. Nell'oratorio de'Pen/Vfrtz/enTia-

magistrali curuli , usarono o punici, costume che pass agl'imperatori romani e poi ai greci Augusti, quali ne formarono uno de'loro distintivi; quindi divenne privilegioesclu*
di

Roma

calcei rossi

teranensi (/^.), eretto da Calisto


1

II

nel

124 e ristorato da Anaslasiol V, essi con


loro predecessori
si

9
le

fecero dipingere col-

scarpe rosse, di cui sono esempi in alivi


d'

sivo degl'imperatoii
rosse. Dissi a

il

portare
il

le

scarpe

monumenti. Rosse sono quelle


cenzo
li

Innos.

Calze, che

doge

di

Vene-

del

i3o, dipinto vivente in

zia

ebbe

le calze colle pianelle rosse nel

M.'in Trastevere nel musaico, con iscar-

principio della repubblica dagl'imperatori di Costantinopoli.

Anche

patriarchi,
la stes-

gli arcivescovi,! vescovi

ottennero

pe delia forma del calceo cavo de'primi tempi, cogli ornati introdotti successivamente, con ricamo d'oro, e fila di perle

sa facolt
de'secoli
lati della

poich nelle pitture greche


e XII
si

cheornanoilcollodellalomara,
ta della

XI

vedono

santi pre-

quale

vi

alla pununo scudetto d'oro e 3

chiesa greca rappresentati colle

trafori o fenestrature finte, quasi

tonde in
d'oro.

scarpe rosse, uso adottato dal patriarca


di Costantinopoli,
lini.

ciascuna parte della lomara, segnale col


rosso pi oscuro e con

De
i

osculatione

come afferma Valenpedum Bom.Pont.

un bordo

A Uri esempi
perle di
s.

anteriori di scarpe ornate di

Tulli
te

prelati greci vestiti pontificalmen-

hanno

calcei rossi simili alle pianelle


la di-

vedono

in

Martino l e di Gregorio IV si un codice Vaticano, ma pu

odierne, senza verun ornato; onde

essere arbitrio del miniatore. L'uso delle

versit fra le scarpe sagre e civili sar in

perle sulle scarpe, bench pi frequente


in seguito del

prime saranno state pianelle, e le seconde niaximo formatii expollti, saranno stali forse stivaletti rossi. Da questa differenza non si pu credere che Papi abbiano voluto imitare prelati greci,
ci,

che

le

commercio

del levante,

do-

po

le

crociale reso pi facile, era tutta-

via assai praticato dagli antichi, essendovene esempi degl' imperatori romani e greci. Interessanti sono le scarpe degli altri

nell'assumerei calcei

rossi.

Piuttosto ve-

Papi, rappresentati con Innocenzo II

rosimile che detti patriarchi perle loro

in della chiesa. Altre simili scarpe

sono
54 senza
1

orgogliose pretensioni, che in tanti luo-

nel
COSI

monumento d'Adriano V
I

del

ghi enumerai, si arrogassero anche le scar-

d'Innocenzo

III

deli 198,

ma

pe rosse da loro
dello stato
i

stessi,

o per concessione
dai Papi,

ornati e rosse. Questo dottissimo Papa,

degl' imperatori invidiosi della signoria

parlando de'sandali
ti i

fenestrati, nel cap.

romano conseguita

di sue opere, lo dice d'uso

comune

a tut-

quali quanto al temporale erano dive-

vescovi, e che egli

suppone gi da molgli suc-

nuti successori degl'imperatori romani,

to

tempo stabilito. Ono io Miche

laonde a loro esempio a veano preso per calceameuto le scarpe rosse, come attributo principesco; ci che forse essi fecero,

cesse

venne dipinto con iscarpe ro>se nel portico di s. Lorenzo fuori delle mura;

ma

descrivendo l'elezione del Papa noq

quando presero

il

Camauro

{F.) con

parla del colore delle scarpe o sandali papali,

bordi diarinellinOjbordi che Irovansi nei vestimenti degli antichi e moderni sovrani.

bench dica del bacio

del piede dei

cardinali all'eletto: per e

come

notai a

Da

alcuni scrittori

si

apprende, che
pontificia,

le

Calze, nell'Ordine

romano XIII compo-

scarpe rosse furono comuni agli altri vescovi,

sto d'ordine di Gregorio

X del 127

e ri-

Q per concessione

o per

guardante

la

pontificia elezione,

souq

SCA
menzionate
pare che
se,
vi

SCA
gorio
tificie

io5
le

le

scarpe rosse e prescritte;

XI

eletto nel

370,
alla

scarpe pon-

fossero

due sorte

di scarpe rossi

principiarono ad essere

cio le sotto calzette che


alle calige

aggiunge-

te e piti

accomodate

meno acuforma naturale

vano
e

le altre

de panno sine pedalibus saranno state le scarpe o Scin-

del piede,

come

si

vede ne* monumenti


scarpe degli
altri

de'3 suoi immediati successori. Le stesse

dali pontificali. Nel


le

monumento sepolcra-

forme portarono
pi; e

le

Pa-

d'Onorio IV deli 285, la statua ha il calceo cavo con indizio di feiiestraturejSe* gnate con galloni d'oro, con semicircoli sulla punta e altro intero in amheduele parti della tomara, la quale come il restante delle scarpe d'una stoffa ricca con disegni rabescati la lista o fregio di mez;

niente di particolare offrono quelle

degli altri posteriori sino a Paolo IV, le

cui scarpe
la

hanno forma semicircolare nella

quale quasi quadrata, forse per opporsi all'uso che regnava negli ecclesiastici, di

punta,

portare scarpe lunate o cor-

zo ornato con

gemme, come anche

le

nute con punta aguzzissima; in seguito i secolari passando da un estremo all'altro,


la punta quadrata, che [)ati poche alterazioni. Le pi antiche scarpe sono quelle di color verde di s. Silvestro T, di cuoio rosso oscuro di s. Martino I, di color nero d'Onorio I ; da credere che da Innocenzo 11 si prosegu a usare

suole, n vie traccia di coreggiuole:

mi

adottarono

sembra la scarpa pi ornata degli antichi monumenti, come si pu vedere nel p. Povyard. Ricche furono pure le scarpe
di Bonifacio

acute e cuspidate;
la suola ha con ornati

Vili nel 294, alquanto vi di particolare che


i

di grossezza

due

dita e

mezzo,
si

il

colore rosso, essendone tuttora


il

la
il

mapan-

di rabeschi; tali suole

usa-

teria

velluto,

il

raso, lo scarlatto,
al

vano

in quell'epoca,

ed erano

di

sughe-

no,

il

marrocchino,

modo che

meglio

ro coperto di pelle bianca o rossa, arricchita con rabeschi d'oro. Dopo ili 3oq si rinnov in Europa l'usanza delle scarpe

poi dir parlando pure delle scarpe bianche. Indi


il

p.

Povyard passa

a provare

con

critica e pari erudizione, l'anteriorit

dette polacche, rostrate e cuspidate, cor-

del bacio de'piedi del Papa, all'introdu-

nule, pei secolari

d'ambo

sessi,

armate

zione della crocesulle loroscarpe, a fionte

con lunghe punte di ferro o d'argento, che parevano gran rostri d'uccello: e le donne ricche le portavano almeno d'un palmo e mezzo, le principesse di 2 o di 3, e dur tal moda nonostante gli sforzi dei
principi, e la proibizione di vari concilii

d'una

folla di

gravi autori che cita,

quali nelle loro opere prelesero di vedei^


la

croce sopra

le

scarpe de'

monumenti
dislintameu-

pontificii pi antichi, laonde te gli

esamin, mostrando che gli ornamenti a guisa di fiori non furono croci,

per farla sparire, sino

al secolo

XVI.

Il

come

motti creiletteroe soslennero, men-

clero regolare e secolare n'ebbe proibi-

tre le croci de'palii

zione e pene da vari concilii, riportando-

spressein que'Papi che

furono benissimo esi suppose averne


o di ricami
il

ne de

canoni

il

p.

Povyard a
1. 1,

p.

53. Sar-

pure

sulle scarpe o di galloni

oelli,

Leu.

eccl.

p.

75, D^lle scarpe

d'oro, di diverse

forme secondo
le

genio

che debbono essere modestissime e nere; non bianche ovvero tinte di rosso nel giro o in altre parti all'uchierici j\ce,

de'disegnatori o di chi

ordin. Si deve

avvertire che
tati

Papi antichi rappresen-

so de'secolari; ndebbonoimprendersi le

pe,

ne'monumenli colle croci sulle scarfurono eretti dopo l'introduzione di

nuove mode che usano


dusse
i

laici; indi

ripro-

canoni di parecchi

concilii

sopra

tal segno , il quale lo fu ca li s a m^ acci fedeli non


i

ad
il

humlilatis

piede,

ma

la

diversi abusi de'chierici sulle scarpe.

Ma

croce baciassero; edificante motivo che


gi trattai a
iXeii'

i Papi e il clero romano si guardarono da simili eccessi. Verso il tempo di Gre-

Bacio

di piede

ed a Sandah.

islromeuto dell'apertura del se-

io6

se A
plicl e
:

SCA
con galloni ristretti sono quelle di Sisto IV; con simili galloni, ma indorati,

polcro di Bonifacio Vili, vi espressaniente detto che le scarpe o sandali era-

no senza
e di
]

croce (a Calze parlai di queste


.^

sono

le

scarpe d' Innocenzo Vili,


de'successori.

come
delle

tali

sandali), come in quello di Adriano


il
(

pure quelle
scarpe di
s.

La croce

V. Adunque
la

monumenloche si trovi
eflgie di

avere

croce sulle scarpe, T

nifirniodel

Papa Innocenzo VI Idei 1404,


vi

esistente nelle grotte vaticane, e sulle scar-

due galloni d'oro, il di cui tessuto offre una fila di piccoli romboidi in mezzo a due linee, quali galloni occupano tutta la lunghezPio
formata da
i

pe del quale
spi essa col

la croce oltiuiamenle e-

gallone,occupando tutta la lunlarghezza della tomara, e sar

la larghezza della tomara, sopra la quale sono fermati da una cucitura. Coa

za e

ghezza e

la

galloni leggiadri sono


di Benedetto

le

croci della statua,

\erosiniilmentestataimitata,couiepurele
scarpe, da quelle che usava q^uesto Papa; e

quando

fu aperto

il

di lui sepolcro fu tro-

Clemente non occupano tutta la tomara, formano una croce greca, ornata
in quella di

XIV;

XIV

galloni

ala l'immagine eguale alla marmorea,ed


in conseguenza che
le

di raggi negli angoli,


11 p.

come

l'us

Pio

VL

scarpe colla croce so-

Povyard riprodusse pure


croci di

le

scarpe

no

dell'islesso

gie.

Con

scaipe di

tempo del restante dell'efliforma di croce sono le Martino V morto nel i43i nella
l'islessa

le

Pio VII, tanto delle scarpe

usuali che de' sandali o scarpe pontificali,

e sono eseguite con ricami, con lustrini,


e pagliette d'oro, dette dagli antichi crisocia vi.

sua edgie in bassorilievo di bronzo nella


basilica Lateranense. Simile alla medesi-

Pare che

le

prime

croci fossero

ma
IV

la

croce, ch' sullescarpediEugenio


s.

ben

visbili

e di cuoio forse indorato, poi

nella statua del suo deposito in

Sal-

con galloni d'oro, indi con ricamo e lustri ni,

vatore in Lauro. Nel


crale di Nicol

monumento sepoli447>
^^^'l'c

e al tre industrie de'rica ma tori. Con-

V
si

eletto nel

clude

grotte valicane,
la

vede sulle scarpe del-

statua

la

stessa croce di quelle d'In-

nocenzo VII. Sotto questo Papa abbiamo un esempio luminosissimo dell' uso della croce sulle scarpe ponlifcali, il quale che nell'abdicazione del pseudo-pontificato dell'antipapa

il p. Povyard, che non certo, che r uso della croce sulle scarpe o sandali de* sommi Pontefici, sia egualmente, o poco meno antico dell'uso di baciar loro
i

piedi, attestando
d'

monumenti

pontifiil

cii

una maniera chiarissima, essere

bacio de' piedi de'Papi di molti secoli anteriore all'introduzione della croce sulle

FtUce V^

il

legitti-

mo

accord molte prerogative e insegne pontificie, ma fra quelle che espressamente gli proib, fu 1' uso della
Nicol
gli

loro scarpe o sandali. In che pienamente

conviene
cio del

il

cardinal Brancadoro, nella ci-

tata sua Lettera^ dichiarando l'uso del ba-

cruce sulle scarpe. Leggo in Gritio, Istorie di Jtsi p.

piede molto pi antico dell' uso

72, che recandosi in essa nel 1464 Pio II, il popolo per divozione gli and a baciar le croci d'oro che il Pa-

della croce sopra le scarpe o sandali


pali, e

Pa-

pa suole portare sopra le scarpe. Passa cjuindi il p. Povyard ad indicare le for-

onde senza alcun dubbio si pu e si deve asserire, che da tutt'altro, fuorch dalla
di secoli e secoli
;

pi antico

croce, avesse origine tale bacio.

sommi

me

delle croci poste sulle scarpe de'Papi

Pontefici

come

vicari di
s.

ne'Ioro

monumenti, quelle cio che offrono qualche mutazione o qualche partiPaolo


le

come successori di
i

Ges Cristo, e Pietro, hanno in tutti

secoli riscossa la
i

pi alla venerazione da

colarit. Nella statua del n)agnifico


]l

tulli

fedeli, anzi dal I. ''secolo dellaChies.i,

croci sono di galloni pi larghi di

quelli delle croci de'precedenli Papi, or-

nate con perle o pietre preziose. Pi sem-

ed introdotto per la somma venerazione primi fedeli portavano al e amore che primo Gerarca di s.Chiesa. E siccome es
i

sex
s

se A.
mezzo
landosi Servo de servi di

107

dopo

rigenerali alla grazia col

croce sulle loro scarpe e sandali, intitomisteri che


la

acque salutifere del battesimo, piangevano ci non ostante le colpe dell'uodelle

Dio (^.). Spiecomprende tale bacio, il


si

mo

vecchio, cos prostrati ai piedi di chi


le veci di

colore rosso,

croce ricamata, e l'intes-

teneva qui in terra

Ges

Cristo,

suto d'oro di cui


della

forma,

in significalo

l'esempio imitarono della penitente


dalena, che prostrata
tore,
a' piedi del

Mad-

maest e sublimit del suo grado

Salva-

sopra ogni altro della terra, come l'oro

non contenta dell'intimo suo pen-

timento, e dell'interno
esternava
il

amore
i

del cuore,

primo

colle copiose lagrime,

sormonta ogni preziosit di metalli. Onde il Papa portando nella cima del Tri' regno (^.)e nella superficie de'sandn li la
croce, fa vedere al popolo cristiano, ch'egli

il

secondo

col baciare

piedi di colui,

da cui soltanto sperar poteva il perdono. Sul bacio de' piedi del Papa, abbiamo di VCxcjD e giubilei cap. 6 yBacio de pier

tutto intieramente da capo a piedi

professore della dottrina e della vita di


IVIarangoni,Oe//e cose genprofane trasportate aduso sagro, a p. i57 nel riportare che Pontefici
Cristo.
tilesche e
i

Anche

di antico e

moderno praticalo da'perso-

naggi. Riporta l'uso de'popoli antichi che


lo praticarono, e di quello introdotto coi

e gl'imperatori de'gentili esigevano

il

ba-

Papi incominciando da s. Pietro, afferman-

cio del piede, per cui gli Augusti calza-

do che Costantino
Silvestro
i

il

Grande

\\

baci a

vano scarpe ornate d'oro e di gemme preziose, e ci

I,

il

quale imperatore volle che


piedi di

espressamente

comand Dio-

Papi, a similitudine de'sacerdoti e pro-

feti antichi,

portassero vestiti

tela bianchissima, in

modo

di scarpette

chequesto onore ai Papi non deriv dal gentilesimo, ma da Cristo medesimo che permise alla Maddacleziano; dichiara

chiamate Udoni, che poi cambiarono no-

lena che
fu che
i

gli

baciasse

suoi piedi, quindi

me
la

in quello di sandali,

ma

per sempre
i

primi fedeli tale dimosstrazione

dilferentida quelli che usano

vescovi nel[>er

di venerazione filiale trasferissero nella

celebrazione de' pontificali,

cui

s.

Antidio presso Sigeberto,

epist.

48

co-

persona del suo vicario l'apostolo s Pietro, per cui siffatto ossequio dovuto al

nobbe il Pontefice romano da'sandali, lo che non sarebbe potuto succedere, se questi non fossero stati distinti da quelli degli altri vescovi. La mutazione poi dal bianco lino in calceamenti
ss.

Papa per

la

persona di Cristo che in se


si

rappresenta; e perch ad esso


col bacio del piede, lo

riferisce

porge a baciare or-

nato coir immagine della croce, intorno


al

rossi col

segno della

Croce fu introdotta e continuala dai Papi per duplice rispetto, con attribuire
il

quale e ad altri onori copiosamente il vescovo di Vesti mg.'' Giuseppe Stefano Va lenti ni De osculatione pedani
scrisse
:

bacio de'piedi de'fedeli

non a

loro,

ma

al salutifero segno* di nostra redenzione.

Romae 588. 11 dotto Gaetano Cenni, Dissertazione vi : De oRomani


Pontiftcis,
1

Piazza, Emerologio di

Romay a'i8 gen7.":

sculo

pedum Romani

Pontificis, Pistoia

naio

ci

die

la

digressione

DelV uso ani

tichissimo , e mistero di baciare

piedi al

sommo

Pontefice. Confuta
i

gli

eterodossi

1778, prova che al Papa dovuto de fare da tutti i fedeli l'ossequio del bacio del piede, non solo dalle pi eminenti dignit della Chiesa, patriarchi, primati, arci-

che calutmiarono
e idolatria, nell' loro piedi
i

Papi

di

superstizione
al

ammettere

bacio dei

vescovi e vescovi,
cipi sovrani;

ma

eziandio dai prin-

ancorch sovrani, e primati della gerarchia ecclesiastica; laonde


fedeli

per umilt, per attribuire e riferire tale


ossequio a chi rappresentano, e per rintuzzare r eretiche maldicenze, posero
la

aggiunger dai cardi* naii in quelle circostanze che notai a'Iuoghi loro, anzi il cardinal Antonio Pallotla, sebbene di alti spiriti, tutte le volte che si present a Gregorio XVI gli volle
ed
io

o8

SC
il

A
Loda il Cenni
ci del piede al

SCA
Papa, e
:

baciare umilmente
l'antichissima

piede.

s.

Gregorio VII

costumanza ed il virtuoso contegno de'Papi, quali schivando semi

077 decret Quo solius Papae pedes omnes principes deosculentur^ anzi dissi
nel
1

pre ci che ridondai* potesse in loro privata venerazione, adottarono la croce sui
calceament pontifcii, affinch l'omaggio
rispettoso fosse tutto indirizzato a

altrove che alcuni aggiungono che proib


a' vescovi e a'preti ricevere simile distin-

zione,

quali portavano

calcei crucigeri,

Cristo di cui fanno le veci in terra.

Ges Molto

asserzione confutata dal padre Povyard.

A Elezione de'Papi e ad Ubbidienza, parlando de'


riti

costume da imitazione di fasto imperiale, oda consuetudine una volta comune a' vescovi, che anzi gli uni e gli altri, da che vi memoria, adorarono il Pontefice, Prova Cenni l'antico e generale costume del bacio de' piedi, principiando da quello reso al 1. Papa s. Pieil

meno nacque

praticati col

parlai del bacio del piede

ne e

rito antichissimo.

nuovo Papa, come adorazioCenni confuta Toet nov.eccles.di'

massini,che nella Feter.


sciplina, sostenne che
il

bacio de'piedi an-

ticamente fu generalmente usato coi vescovi, ed anche coi sacerdoti, che porta-

tro, rimarcaitdo la sua antichissima statua

di bronzo che

si

venera nella sua basilica


di

Vaticana, in alto
ciare,

dare

il

piede a ba-

ed

il

quale con
i

somma

divozione

baciano
il

tutti

fedeli e lo stesso successore

Pontefice; del quale

venerando simu-

lacro parlai ancora ne'vol.

LIV,

p.

220,

LVlll,p. 25o.NeiranticoOrdine romano, che si crede raccolto da s. Gelasio I del 49*2, in cui si contengono i riti de'primi
secoli,
si

vano impressa nella scarpa la croce; dicendoche per venerazione alla santit d'alcuno soltanto ci fu fatto, e si pratic anche con s. Bernardo monaco e abbate sebbene non vescovo, quando d'ordine d'Innocenzo li and in Milano per riconciliare il clero e il popolo; termina Cenni con provare la singolarit dell'adorazione e bacio de'piedi al Papa, non convenendo con chi la credette anticamente comune
a tutti
i

dicecheil diacono prima di leg-

vescovi. Degli autori

che

scrisse-

gere l'evangelo, osculans pedes Pontifi'


cis j

ro sul bacio del piede, ne trattai purea Ge-

laonde non solo nel

IV secolo quanl'uffizio di leg-

NUFLEssioNE, nel quale atto


villa rd,)o/*^o/^ c/e

si

rende

l'os-

do

fu

commesso
prima

al

diacono

sequio,a'quali aggiunger Francesco Che-

ger l'evangelo,
dalla

ma

ne'secoli addietro fin

calceOy seu prostra^


Pontificis , adversus
II

istituzione di leggerlo nel dii

tiene pedis

swnmi

vin sagrifzio, baciavansi

piedi dal let-

offendicula infidelium, Parisiis i656.

tore al Papa, e ci per tradizione apostolica introdotto anche nelle sagre liturgie. Frequente poi ne' monumenti successivi si trova menzione di tale ossequio,ora con nome di Adorazione (^^), ora di salutazione, ed ora di bacio del piede. Di Giu-

Panciroli parlando della visita che Inno-

cenzo

IV fece nel 253


1

in Asisi a

vicina a morire, dice che

s. Chiara avendo questa


i

domandata
pa
il

la

grazia di baciargli

piedi

e non potendo la
sali

moribonda alzarsi, il Pa-

stino

imperatore abbiamo che nel 57.5^ huniiliavil se pronuSj et adorava in CoI

piede alla di

sopra d'uno sgabello, ed accost lei bocca. Alle messe dei

funerali

non
al

si

bacia

il

piede

al

Papa,

stantinopoli

s.

Giovanni
se
s.

I;
I

indi nella stes-

ne

la

mano
il

celebrante, ancorch sia as-

sa metropoliGiustiniano

imperatore, nel
et

sente

Papa.
si

Da

chi e
il

quando

nelle sa-

536, hiimiliavit
adorawil
s.

Sedi apostolcae^
1: nella stessa

gre funzioni
del

bacia

ginocchio destro

Agapito
II nel

corte

Papa

lo notai nella loro descrizione;

7 i i colla corona in testa se se proslravitj pedes osculans Pomi'


ficis Costantino, per cui

Giustiniano

cio dai cardinali, dai patriarchi, arcive-

scovi e vescovi nel ricevere la

candela be-

sempre pi anil

nedella,gli altri baciando

il

piede; altret-

che

fra' principi

divenne comune

bu*

tanto fanno nel ricevere

le

ceneri, \cpal'

SCA
niCy e gli
il

SCA
Quando
il

109
cucitura del cal-

Agnus

Z>e/ benedetti.

lo della

tomara, quelli delle fiancate comorecchiozze,


la

Pipa dispensava e distribuiva

Precar-

prese

le

sbiterio (/^.), nel giorno di sua coronazio-

ne, nel gioved santo e nel Natale,


dinali e vescovi sivepraelatus
lo ricevuto gli

dopo aver

baciavano

il

ginocchio, co-

me

attesta Gararapi, Sigillo della


p.

Gar-

cagno o riunione delle due fiancate, sono ornati d'un galloncino d'oro, a spina, a scacchi o in altri modi: altro simile galloncino cuopre il tacco, allo quanto largo il dito mignolo. Si allacciano con fettuccia di seta di egual colore, alle cui e-

fagnana
billon,

76, citando i luoghi degli Ordini romani che ne trattano, presso Ma-

stremit sono fiocchetti d'oro. La croce


ch' nel

Musei
di

Italici

t.

2.

Processio-

mezzo

della tomara, d'ordinario

ne ho detto
nel voi.
s.

que'Papi che v'incederono

di forma greca, con raggiera, tutto ia

a piedi scalzi, oco'sandali alTapostolica;

ricamo d'oro con vario

artifizio elegante.

XXXVIII, p. 32 la frequenza di Leone IX in incedere scalzo dal Vati-

cano alla basilica Lateranense; a p. i55 e iSy o Lettode'paramenti, dell'uso antico

Le scarpe di pelledimarrocchino sono rosse, della forma comune e con tacco rosso, orlate di fettuccia di seta simile, come lo
quella de'Iacci con fiocchetti d'oro. La croce intessula d'oro e cucita sulla to-

de'Papi di andare a piedi

scalzi alle
le

chiese di
zioni,

Roma

dove celebravansi
i

fun-

mara

circa alla

forma pi o meno co-

ed ove si lavavano piedi imbrattati dal fango o dalla polvere, riposandosi sul letto. Narrai nel voi Vili, p. 3o5 co-

me

le

precedenti e ordinariamente senza

raggi. Queste scarpe come le pantofole, egualmente di marrocchino rosso, sono

me nel
pa,
i

venerd santo dal Laterano,


gli altri

il

Pa-

foderate di pelle bianca.

Le pantofole

so-

cardinali e

andavano pro-

no

della

forma loro propria, orlate

di fet-

cessionai mente a piedi nudi alla basilica


di
p.
s.

tuccia di seta uniforme,

Croce in Gerusalemme; nel voi. LI V, 295, che Alessandro VII voleva prenil

croci inlessute d'oro e cucite.


di seta

dere

possesso a piedi, al quale effetto


all'

si

fece le scarpe

apostolica per andare

o velluto, di sano dal Papa nelle sagre funzioni cui celebra o assiste, col regolamento che dir;

hanno semplici Le scarpe panno o saia s'indos-

senza calze: cosa'nostri giorni


incedette
ni,
1

Leone XII tWAnno santo 825. Il VaeriZ?e omnibus fere apud veterespeduni^

non che quando riceve a pubblica udienza, e quando incede per la citt. Le scarpe di marrocchino
si

sogliono usare nei

crurumquecalceamentisjap. 55 dice che


i

passeggi e ne'viaggi, massime in tempi u-

primitivi cristiani

camminavano

a piedi

nudi nelle solenni preghiere, per Penitenza {F.y

midi. Le pantofole di marrocchino si costuma adoperarle privatamente, se piace usarle. Neh 778 fu pubblicato in Roma,

Le scarpe de'Papi tuttora quanto alla materia sono di velluto, di raso o altro
drappo di seta, di panno, di cambellotto o ciambellotto o saia fina, e di marrocchino: quanto ai colori sono il rosso scarlatto nel panno e nella saia, il rosso di vi-

dedicato

all'

ambasciatore

di

Portogallo
il

e inciso dal celebre Volpalo,

rame che

rappresentaCIemente

XIV vestito col cos

detto abito corto d'abbate, tutto di colore

no se
tarsi

velluto o seta, ed

il

bianco.

Deve no-

bianco,con cappello rosso ecclesiastico con falde rivoltate da tre lati, come l'usano i preti, stivaletti di drappo abbottonali alle

che
il

il

velluto

un equivalente della

seta;

panno

e la saia, della lana.

Le scar-

gambe,escarpe rosse con croci, cavalcando un generoso cavallo, mentre era alla villeggiatura diCastelGandolfo.In egual

pe di raso o seta, di panno o di saia nella forma sono semplici e comuni, piuttosto
di collo e di fiancate alte foderale di seta

mo-

do rappresentato, oltre il numeroso corteggio a cavallo e in vesti da villeggiatura,


nelle eleganti pitture eseguite nel suo

del corrispondente colore. Gli orli del col-

pou-

110
tifjcalo, nella

sex
stanza del bigliardo del

SCA
Pate

moltissime
le

me

ne restarono,

ma

tante

lazzo apostolico di Castel Gandolfo ( F,).


pijdalla piet de'fedeli furono

furono
tica a
ria
:

successive ricerclue che durai fa-

Al Papa Gregorio XVI, come ad altri Padonale ma-

serbarne alcuna per divota

memoal

della scarpa richiesta e


feci

mandata

gnifiche scarpe di seta, di velluto e di mai*-

principe di Metternich,

ricordo nel

rocchino. Quelle di seta e di velluto furono bianche e pi ordinariamente rosse. Di maiTocchino n'ebbe un paio squisite

voi. LIX, p. 74* Antichissima la divozione de'fedeli per le scarpe usate dai Papi,

F^icaridl Ges Cristo

(/^.),

riunendo

per

la

loro singolarit, poich


le

croce si suole cucirla,quelle


rnate eccellentemente, con
le fiancate, cosa

mentre la aveano ricaornati nel-

altri

ne formano sagro ornamento, furono baciate ossequiosamente da un gran numero di


in loro la prerogativa che le croci che
fedeli di tutti
i

mirabile per chi conside-

gradi e anche sovrani.

Le

ra

la difficolt

del ricamo su tale pellecom-

scarpe de'Papi sono tenute in pregio pi


di

patta.

Le

di velluto

scarpe di seta e precipuamente ebbero ornati tanto belli, ricchi

e nobili, che io durava fatica citando eruditi

qualunque altro indumento pontifcio, sempre se ne fecero premurose ricerche: mollo pi quelle di seta o di panno ch'esindossano nelle sagre funzioni, che cescarpe de'sant personaggi deriv

esempi

in

persuadere l'umile Gregoal

si

rio

XVI

a qualche rara volta adoperarle,

lebrano o a cui assistono. La venerazione

almeno per mostrare gradimento


virili soleva

do-

per

le

natore, e sebbene egli nella sua profonda

dai prodigi operati per l'intercessione dei


santi

dirmi:

tutti

quest'indumenti
solo doversi alla

che l'usarono. Alcune chiese di Role

chemiricoprono,lecrocisullescarpe, nulla

ma si gloriano di avere fra


le
s.

loro reliquie

merita

la

mia persona,

scarpe di alcuni Papi santi; di quelle di


Silvestro
I

rappresentanza augusta

di

supremo capo

e di

s.

Martino I,
s.

la
s.

loro chie-

della Chiesa, ch'egli stesso venerava nella

sa n' la custode; di quelle di

Pio
in

V ne

semplicit religiosa de'suoi costumi in tutto

sono nelle chiese

di

Lorenzo

Pane e

veramente mirabili. Per non mi

riu-

Perna, e di
nelli

s.

Maria
la

in Vallicella, oltre

sc fargli calzale le

scarpe di seta rossa,

quella che possiede


tena, Fila di Pio

nobile famiglia Bo-

con tanta divozione offerte dalla regina vedova di Sardegna M.' Cristina di Borbone, perch con preziose croci di brillanti e rose d' Olanda, di molto valore
(circa mille e

parente di quel Papa. Riferisce Ca-

Fj

p.

2 38, che dopo la

sua morte, da molti personaggi furono do-

mandate
se,

scarpe, berrettini, ealtre sue co-

duecento scudi), come di

che

il

nipote cardinal Bonelli concesse.

gentile e nobilissimo lavoro; le quali a

senso dell' olografo testamento

mi ap-

partenevano e liberamente poteva appropriarmi, e per moderazione e delicatezza


noi
feci.

In venerazione sono pure tenute le scarpe de'Papi, bench la Chiesa non veneri per santi, ma per la sublime dignit di cui furono rivestiti, e per le virt che esercitarono. Delle scarpe chiamate San-

Lo sappiano

detrattori, e se han:

no pudore ne restino confusi


ler

di altro par-

dali a questo articolo ne trattai, in


ai calzari delti calze de'

uno

francamente e con dettagli

in pi va-

sandali, e dello

sto

campo; qui

la

carta misurata, co-

stesso

drappo e colore
si

di queste scarpe

me

l'argomento circoscritto.

Fu

tanta la

pontificali, cos qualificate

perch s'indos-

venerazione de'fedeli per Gregorio

XVI,

sano allorch

celebrano, non

meno

dal

che per appagarla nelle richieste scarpe, anche da distinti personaggi, principi e
sovrani, di frequente senza bisogno ne feci

Papa, che dai cardinali vescovi e preti,


dai vescovi, dagli abbati e altri per privilegio apostolico.
Il

Papa

solo

adopera

fare in gran copia: altrettanto dicasi

sandali e calzari rossi e bianchi di seta,

de' benelliDi. Tutlavolla alla sua

mor*

a seconda delle

feste; sugli altri colori si

se A
pu vedereM ANTO pontificale e Piviale. sandali del Papa da quelli DifFeiiscono degli altri, non solo per la croce ricamata in oro sul drappo della tomara, ma ani

S C

A
il

III
p.

stenosi significali. Disse bene

Bo-

nanni che la materia dellescarpe deve essere corrispondente a quella della /l7os-

cora per
li

gli altri fregi

e ricami d'oro
i

che
che
i

abbelliscono; anche

calzari pontifcii
in oro,

sono ornati da eguali ricami

non

si

sogliono

fire

a quelli degli altri,

quali adoperano sandali e calzari bianchi,


rossi,

paonazzi, rosacei e verdi. Chetante


al

anche quanto al colore alle veche notai in diversi luoghi, come nel voi. XV, p. ^52), secondo le particolarit che io dichiarai in quell'articolo, ma non convengo che per sandali si debbano intendere le scarpe di velluto rosso, poich mai si usa il velluto nelzella (ed
sti

cardinalizie, lo

al

Papa, quanto
volta

vescovo convengano
i

le

scarpe pontificali con proprio vocabolo


sandali,

scarpe particolari, cio

sandali, qualunlo

denominate
sebbene
il

ma

sempre

di seta e

que
la

devono celebrare,
i

persuade

velluto sia consideralo simile

ragione, poich leggo in Bonanni, Del-

alla seta.

Err pure

nel dire, che

il

co-

le

scarpe del vescoi'O cap. 7


i

Che se ap-

lore delle scarpe segue quello del BerrettiitOf il quale invece non varia mai ed sempre bianco; piuttosto ci devesi intendere pel Camauro (^.), quando l'u-

presso gentili era costume l'usarle, quan-

do

offrivano sacrifizi alle false deit, e ci

per riverenza verso quelle, molto pi si deve professare quest'ossequio al veroDio. Riporta Erodiano nel lib. 5, che Antonino imperatore more vatum e/'iis regionis
ubi sactrdotiofungebatur calceos candid
dissiinos

sano
tri,

Papi. Inoltre

il

Bonanni, come
la

al-

pretese pi antica

gestazione della

croce sulle scarpe de'Papi dall'epoca as-

segnata dal bel trattalo del

p.

Povyard,

ex

lino pestasse j che perci

s.

onde con Rocca dice che


rio
I

Bernardo, Epist. 42, afferma che tra


sti

le ve-

del 5,90, e Giovanni

sagre del romanoPonf efice devono nule

ed
tri

altri

s. GregoVII del 7o5, Papi. A questo Giovanni VII al-

l'us

merarsi anche

scarpe, e lo slesso con-

attribuirono

la

prescrizione,che al so-

ferm Rupcrto abbate, n ci si deve intendere delle scarpe continuamente usate dal Papa, le quali per devono essere in

lo

Papa dovea baciarsi il piede, e che al suo tempo vescovi portavano le scarpe
i

crociate. Diversi eretici

biasimarono malicroce sulle scarpe


il

somma

venerazione per

il

segno della

s.

gnamente
dai Papi,

il

portare

la

Croce con cui sono fregiate. Aggiunge Bonanni, che a questa pia e misteriosa consuetudine non si pu opporre Tuso contrario del
antica,
il

come inconveniente

porre in

luogo sordido il segnoadorabileanclie agli


Angeli. Nullameno,
to Valenlini, tal

come osserv

il

citasi

sommo

sacerdote della legge

costume lodevole,

quale sagrificando con piedi af-

perch

la

dignit pontificia lo ricerca, co-

fatto scalzi, seguiva

Tordinamentodi Dio

me
pi,

per

la

riverenza dovuta ad essa dai

nelle sagre vesti, tra le quali

nona vea pre-

popoli. In ci apparisce l'umilt dei Po-

scritto le scarpe; perci tra gli ebrei l'an-

che dovendo essere adorali dai

fedeli

dare scalzo era segno di umilt e sommissione, onde cos procedevano ne' giorni di digiuno. Nella legge

prostrati a'ioro piedi, vollero che tale osi rendesse alla croce; ed essendo i Papi guida sicura nel propagare il vangelo, ben doveano colla guida della croce portarlo in tutto il mondo. Siccome la cro-

nore

nuova

poi, a ven-

do Dio commessa
in terra di

la cura al suo vicario governar laChiesa, con quelle leggi che pi avesse giudicato opportune a conciliar venerazione verso Dio e mae-

ce

si

pone

in fronte ai cristiani, per ren-

derli formidabili al

demonio,

cos

il

Papa

st ne'sagri minislri,quindi tolta ogni

om-

bra

di antica superstizione,

si

sono stabi-

r usa sui piedi, acci avvalorato dal salutifero segno, posvi sicuramente caauninare e guidare
i

lite altre leggi e riti diversi

pieni di mi-

popoli nella via delia sa-

li
Iute.

sex
Che
la

se
il

A.

se

nnlicamente era lodevole

piace al

Papa d'intimare che


si

alle

Cap

pone

croce sulle porte, e sui piedi dei

pe (F.)

levino

le pelli

d'armellino, se
le scar-

morihondi si fa il suo segno con l'olio santo, ed anche le bestie si segnano colla croce,

vorr usare vesti di seta, depone

pedi vellutoeassumequelle di

seta. Quan-

molto pi lodevole porre

la

croce

sulle scarpe del

gn il
sa
:

Papa. Mazzaroni inipumalevoloCuspiniano, provando tale


fecero Bosio,

do ne

si

dice,

il

Papa
la
il

vestir di seta^ sebbe-

sia

inverno o

usi

sottana di

panno o

cascemir, allora

usanza antica e non interrotta nellaChelo stesso

sono

di velluto,

mozzetta e le scarpe quale vuoisi equivalenpoi prescritto,

De

signis

Ec-

te alla seta.
il

Quando

che

clesiae

ci\p. 5j

Grel8ero,Genebrardo,CoC'
4-

Papa

vestir di lana, sia primavera,

cio,Suarez,e Stapletooio,

ne rom. Ecclexiae cap.

De magnitudiIl Papa come


l'essela

estale o

autunno, e che
mozzetta e

la le

sottana di se-

ta, allora la

scarpe dovran-

rappresentante di Cristo permette


re adorato, ed a suo esempio fa

no

essere di saia ociambellotlo.

Quando
Papa

La-

nella stagione invernale devesi dal

vanda mente

de' piedi (f^.) ai poveri, ed umilglieli

bacia

a' piedi del

Confessore del

come uomo si Papa

prostra
(/'.),

dovr assumere le scarpe e la mozzetta di panno. Il vestiario di lana dal Papa si deve usare;
vestire di lana^ s'intende che

scalzo nel venerd santo recasi all'adora-

dalla settuagesima al sabbato santo sino

zione della Croce (^.), nel


scrissi ne' voi.

modo che

de-

dopo

la

funzione; e dnlla
ai

i.'

domenica

gni

mentre si anno il prefetto


al
r."

3o9,XVni,p. 23g, cantano ^V Improperi {^P^ .). OVlII,p.


delle

dell'avvento
la vigilia di

primi vesperi esclusi ve del-

Natale. Si devono per eccet-

segna

aiutante di

ceremonie concamera del PaPontefice xV.

tuare
cui

seguenti giorni e circostanze in

pa un

libretto,

con questo titolo: Nola


il

de'giorni ne* quali

sommo

N. user gli abiti di seta o di lana nel corrente anno. Avendo esaminati tutti quelli stampati nelpontifcatodi Gregorio XVI, vi ho trovato diverse inesattezze e contraddizioni. Ecco dopo tale studio e tenendo presente il prescritto dalle rubriche, quanto posso dire sull'uso delle scarpe dei
l^api, circa alla

materia e

al

colore.

Il

co-

lore rosso

si

usa in tutto l'anno, tranne

ha luogo la mozzetta e le scarpe di Se nella settuagesima ricorrela festa della cattedra di s. Pietro. Se in tempo di carnevale il Papa va a visitare il ss. Sagramento esposto, o altre chiese, monasteri e luoghi. Se nella quaresima cade la festa dell' Annunziata. Se nell'avvento e nella vigilia dell'Immacolata Concezione, nelle ore pomeridiane si reca alla basilica de'ss. XII Apostoli, a compartire la benedizione col ss. Sagramento egualmente nel d seguente per tal festa, il Pavelluto.
J

dal sabbato santo a quello in Albis^ che

pa usa mozzetta

e scarpe di velluto.

Se

bianco, anche nel camauro, nella stola e


nella mozzetta.

l'anniversario della creazione e corona-

Le scarpe bianche sono


:

zione del Papa ricorre nella quaresima,


nell'avvento, o in altri tempi in cui prescritta la lana,

di lana o panno, e di seta

usano le prime se la stagione fredda, le seconde se temperata. Il Papa dopo la fimzione del sabbato santo, deposta \aFalda(f^.), nelsi

non ostante user

la

moz-

zetta e
gli altri
si

le

scarpe di velluto, e di seta se tempi sieno nelle stagioni in cui


la seta.

chiamata con tal nome, depone le scarpe di panno rosso, e l'aiutante di camera gli calza quelle bianche. Nel sabla stanza

adoperi

Di lana

il

Papa veste
Paocadono

nelle vigilie di Natale ede'ss. Pietro e


lo,

ma

nella sola mattina, che se


si

bato
sa

in /4lbis dopo la funzione, nella stescamera levatasi la falda, l'aiutante di camera gli toglie le dette scarpe, e gli po-

in

domenica ci

osserva nel sabbato pre-

cedente. Nelle vigilie della Purificazione, dell' Annunziata e dell' Assunzione si usa

ne quelle

di velluto rosso.

Quando

poi

pure

la

lana nella sola muUiua, poich la

sex
I.* festa (alvolla si

SCA
toli

ii3
ss. titolari

tuagesima,e
la festa

la

celebra prima di set2/ dopo Pasqua. Nel 83 i


1

e diaconie, per le feste de'

di tali loro chiese.

Ne' medesimi

libretti

dell'Annunziala, essendosi cele-

brata in venerd di marzo, fu prescritta


la lana

per

la

sola visita dellastazionenel-

sono prescritti senza uniformit e ragione altri giorni in cui si avrebbe da usare la lana, che sembrami non doversi attendere
:

la basilica

Vaticana.

La

lana user nella

si

leggano e quindi

si

giudichi.
i

riti

manina

della vigilia d'Ognissanti, e delle

e le sagre ceremonie,
siastici, e le

come

colori ecclevesti

vigilie de' ss. apostoli Andrea, Simone e Giuda, Barnaba, Giacomo, Bartolomeo; le vigilie degli altriopostoli cadono in tempi in cui si adopera la lana, come d'ordinario avviene per quella di s. Matteo nelle tempora d'autunno. Eziandio de* vesi assumere la lana ossia la mozzetla e le scarpe di saia, come estate, nelle mat-

materie delle sagre

sono

invariabili; vi

sono delle eccezioni,

ma

le

conosco

tuttavia

non

potei ragionevol-

mente

registrare altro.
de' cardinali degli ordini
feci

De Sandali

de'vescovi e de'preti, ne

cenno

di so-

pra e trattai all'indicato articolo, e l'usa* noquandocelebrano pontificalmente nella

tine delle vigilie di

s.

Gio. Battista e di

s.

cappella pontificia o altrove, e

quando

Lorenzo martire. Ne'tre giorni delle quattro tempora egualmente prescritta la


lana,

fanno ordinazioni eallresolenni funzioni^ tranne il venerd santo e nelle messe di


requie
:
i

come

nella vigilia e ore pomeridiade'fedeli defunti, co-

loro cadaveri

si

seppelliscono coi

ne dell'anniversario

sandali;

me

ne' successivi anniversari de'


si

Papi e

cardinali nelle mattine in cui

celebra-

non quelli de' cardinali diaconi, a'quali non concesso l'uso de' sandali. Anzi, bench cardinali diaconi hanno
i

no, adoperandosi altres


tri

la

lana negli al-

l'uso delle scarpe rosse,

loro cadaveri

si

anniversari de'Papi, sia nella cappella

pontificia, sia nella basilica Vaticana, co-

espongono e si tumulano con iscarpe nere, sebbene vestiti de'sagri paramenti loro propri.
I

me

ancora nell'esequie che

il

Papa

fa ce-

cardinali vescovi, preti e dia

lebrare nella cappella pontifcia ai sovrani cattolici defunti, cio re ed imperatori;

coni usano

comunemente scarpe nere con


da

tacchi filettati di pellerossa,e fermate

e ne' funerali che

si

celebrano

ai car-

fibbie d'oro o dorate. Nel venerd santo


tulli
i

dinali

nel giorno della


funti

quando muoiono. Qualora il Papa commemorazione de'dela chiesa di


s.

cardinali per l'intiero giorno

usano

scarpe senza tacchi rossi, e fibbie d'argen"


lo o d'acciaro. Nella sede vacante prati*

vada a visitare
I

Gre-

gorio

al

Monte

Celio, per suffragio dei

cano altrettanto finch dura,


nali creati dal

soli

cardil'ado-

morti, inceder con mozzelta e scarpe di


lana. Ne'suddetli libretti
tate,

Papa defunto* Per

non

trovai no-

razione della Croce in detto venerd santo,

ne

le vigilie

di Pentecoste, n de' ss.


apostoli,

come

dissi ne' voi. citati di

sopra,

car-

Filippo e

che mi sembra doversi usare la lana nella mattrovo per nel Seslini, Il maestro tina ficflmerrt,cap.8,che nella vigiliadi Pentecoste deve farsi un'eccezione sul colore delle vesti de' cardinali, dovendosi usare il rosso, ma non parla della mattina, che ii punto in cui credo doversi usare la lana; pei vesperi convengo che si deve adoperare la seta e il colore rosso dai car:

Giacomo minore

dinali incedono scalzi,


te le scarpe
i

avendo loro levagli

propri camerieri, che poi

ricalzano: anticamente per questa fun-

zione

cardinali

si

recavano

alla cappel-

la pontifcia in pianelle,

come riferisce Lo-

nigo, Delle vesli purpuree ^ p. 8, per levarsele subito al punto dell'adorazione e


lasciarle a'Iorostalli, eseguita la quale colla stessa facilit ricalzarle.

Anticamente

nella funzione dell'adorazionedellaCroce,

dinali. Inoltre

cardinali

assumono

il

coti-

non entravano

camerieri de' cardinali

loie rosso ne'tempi vietati, ne'propri VOL. IXII.

nella quadratura della cappella pontificia

ICeewM^

CdU/^

P. rnK^MVii^iii h

ii4

sex
dinali

SCA
pe nere e non mai
le rosse.
i

per levare le scarpe a'Ioro cartllnai, ci che ha hiogo come descrissi a tale cappella, ma ogni Caudatario (F.) levava al suo
cardinale
vi, preti
le

Gli altri car-

assumono

la

.^

volta le scarpe rossi

se, nella

mattina che

recano
il

al

conci-

scarpe,

come
i

leggo nel p. Bo-

sloro pubblico per ricevere

cappellocar-

naiin a p.

44^* Inoltre cardinali vesco-

dinalizio, se del colore rosso


sti,

sono

le ve-

e diaconi usano ancora

come

di-

come

avvertii nel voi.


il

XV, p. 252

stintivo le scarpe di pelle rossa, colle fib-

altrove; altrimenti se

giorno cade nel-

bied'oroo doraleicd anticamente anche queste ultile scarpe di pelle paonazza me erano della forma comune, con fbbie d'oro o dorate, e si assumevano dai car:

l'avvento, quaresima, tempora, vigilie, ec.

dovranno

dinali colie calze e vesti paonazze, poich

Lutto, con l'auLunadoro, Relazione della corte dRoma^^. 8(ma dell'edizione del 1 646), prima le scarpe doveano seguire il colonotai a Calze ed a
torit di
1

come

paonazze portare le si usano le paonazze. Le scarpe nere e non le rosse indossanoi cardinali nelle ore pomeridiane del giorno in cui hanno ricevuto il detcolle vesti

scarpe nere, ora che non pi

tocappellocardinalizio, visitando
lica

la

basi-

Vaticana e poi il cardinal decano. Le altre volte poi che i cardinali assumono
scarpe rosse, insiemeai sagri paramendel colore corrente, sono le feste solen-

re delTabito, altrettanto dicasi delle calze, le quali

le
ti

come pure

ivi avvertii si

porse-

tarono sino

al pontificato di

Pio

VI
la

ni di

Pasqua, processione del Corpus

Do

condo

il

colore dell'abito, per cui

ge-

miniy vigilia e festa de'ss. Pietro e Paolo,


vigilia efesia di Natale.
le fesle in cui
il

rarchiaepiscopaleela prelatura, ne'lempi in cui


i

cardinali vestivano tutto di pao-

nazzo, indossa vano calze e vesti nere, cio

mente

ci

Qualora poi nelPapa celebra pontificalnon facesse, non avendo per-

que'tempi e inciusivamenteall'avvento che rimarcainel voi. VI, p. 287 e 288 parlando dellecalze, ed ove rilevai che ain

ci luogo i sagri paramenti,

ma le

sole cap-

dottate dai cardinali lecalze rosse con

l'a-

bito paonazzo, i vescovi ealtri prelati con-

pe rosse, non si calzano le scarpe rosse, tranne la detta processione in cui cardinali le usano coi paramenti, sebbene non intervenga il Papa. Tuttavolta Pio VI e
i

tinuarono a portare le
nazze ne'tempi
ze de'cardinali,
vietati.

vesti e le calze

pao-

Pio Vili

pe'ss.

Pietro e Paolo solo assicardinali

Le scarpe paonazsembrano andate in disuI

sterono alla funzione, e per decoro della


solennit fecero indossare
ai
i

so per tale variazione.


rosso,

cardinali frali e

monaci che non hanno 1' uso del colore paonazzo e rosaceo (questo colore che si usa nella domenica Laelaree nella domenica Gaudete^se'xn tali giorni per s'incontra l'anniversario della creazione o coronazione del Papa, ed in quare-

paramenti sagri e le scarpe rosse. Queste eziandio e coi paramenti sagri si usano dai
cardinali nelle funzioni straordinarie del-

l'apertura echiusura dellePort5rtfe(/^.),


della Canonizzazione, eWa ConsagrazionCyCoronazione e Possesso{^V .) del nuovo

Papa.DebboricordarecheClementeXIV
nel giorno che
si

sima lu festa dell'Annunziata, e ne' due tempi qualche straordinaria solennit o


allegrezza, in vece del rosaceo
i i

fece consagrare

non

si

fe-

cecoronare, indi non permise nella


zione ai cardinali
le sole
i

i. 'fun-

cardinali

adoperano il colore rosso, ed paramenti sagri del Papa, del celebrante e de'sagri
niinislri,come il restOjSonodel colore propriodella ricorrenza ),edebbonousarsem-

pre quello del proprioordine,


kii

di

che par-

purea Religioso, massime per l'usodel RocchetlQ (^.), adoperano soltanto scar-

sagri paramenli, ma cappe rosse, e la messa fu sempliGemente letta. Gregorio X V I sebbene prese il possesso con poca solenni l, pure volle che cardinali assumessero colle scar pe rosse sagri paramenti. Nelle schedule stampate, che il prefetto delle ceremonie, d'ordine del Papa, manda a'cardinai i

SCA
l

SCE
si

n5
il

altri,

per

le feste

solenni in cui

u-

pazia; dal

che ne venne

nome di mare
:

sano le scarpe rosse, a vvertilocolle parole cani calceamenlis rubri coloris. Quan:

Carpazio, nel dipartimento del regno di

Grecia delle

isole Cicladi orientali

pie-

do

le

scarpe rosse

si

debbano

usare,

non

zioni,
i

mancai notarlo nella descrizione delie funinsieme a luti' altro che riguarda
cardinali. Ne' voi. IX, p.
1

na di montagne e di scogli, con cave di marmo, miniere di ferro, e parecchi pie*


coli porti.

La

citt di

Scarpanto era

l'an-

83, e XXXV, p. 193, narrando l'ingresso solenne dei nuovi cardinali in Roma, dissi che lo facevano con abito viatorio paonazzo con i*
scarpe senza tacco rosso.

tica capitale,

ora

Audemo

sulla costa o-

rientale il sito principale.La citt di Scar-

panto
vile e

fu

pure della Carpato (F.), Carvescovile, poi arcivesco-

pathen^^m sede

A Lutto

procutro-

rai di riunire tutte le notizie

riguardanti

metropoli delle Cicladi, ed ora titolo vescovile in partibus sotto Rodi, che
s.

quello eziandio de'cardinali,


vai

ma non

conferisce la

Sede. Inoltre

Ialini vi
:

eb-

propriamente specificale le scarpe. La gerarchia vescovile, olirei Sandali {K.), usa scarpe di pelle nera della forma comune, con fibbie d'oro o dorale o di argento, che nel venerd santo per l'adora-

bero
cola

seguenti vescovi residenziali


in

Nisuc-

morto

Venezia nel i 326;

gli

zione della Croce depongono in cappella

(come fanno nelle loro cattedrache celebrano tale funzione), al modo che dissi ne' voi. VI li, p. 3 1 o (ove notai che in della cappella incedono scalgezi all'adorazione della Croce, anche
pontificia
li,

Machi noia francescano nominato da Giovanni XXII, indi Nicola Sorbole veneziano e carmelitano morto nel i368, Nicola d'Abrarao domenicano eletto da Bonifaccio IX nel i4oo. Oriens
cesse Nicol
chr.
t.

e gli altri

3, p.

SCARPIA

io58. o SCARPHIA. Sede vesco-

vile della provincia d'Ellade,solto la

me-

tropoli di Corinto, nella diocesi dell'llliiia


orientale. Zoilo,

nerali degli ordini religiosi),


i

XXXII,
si

p.

uno de'suoi

vescovi, sot-

3o, ove megliodichiarai, che vescovi non


assistenti al soglio

toscrisse la lettera sinodale di sua provincia all'imperatore Leone,suirassassinio di


s.

per tale funzione

uin-

niscono agli assistenti,

come quando
,

Prolero; trovasi pure negli

atti

del con-

dossano

le

XVIll,

p.

mentre nel voi. 339 riportai quanto lessi ne'rosagre vesti

cilio di

Calcedonia, col titolo di vescovo di

toh o ceremoniali che regolano l'accesso gerarchico all'adorazione, in cui i prelati

Carsia o Carfia,che credesi essere la stessa che Scarpia. Oriens chr. l. 2, p. 212.

SCEiNE oSCE^AE.IIandraeoMandrorum. Sede vescovile della provincia Augustamnica 2.'', sotto il patriarcato di Alessandria, fra A frodile e Babilonia, eretta nel V secolo, sullraganea della metropoli di Leonlopoli. Pietro suo vescovo
sottoscrisse la lettera de'prelati d'Egitto

di fiocchetli hanno

la
:

precedenza sui

vescovi

non

assistenti

si

pu vedere Progli altri

TONOTARt apostolici. Finalmente

ecclesiastici, oltre quatlo gi notai e

con

quelle avvertenze che riguardano


lari,

rego-

usano scarpe

di pelle nera della for-

ma comune,allacciale con fibbied'oro, dorale, d'argento o d'acciaio.

all'imperatore Leone, relativamente all'

Le scarpe con
com-

assassinio di
t.

s.

Prolero d' Alessandria,

fbbie ancora l'usano gl'individui

Oriens dir.
ora

2, p.

563. Scene,

vSbfef/,

ponenti la Famiglia pontificia (^.) , la Famiglia de' cardinali e prelati (F.)^ e

un

titolo vescovile in partibus^ sotto

l'arcivescovo pure in partibus di Leonlopoli,

che dichiarai a'ioro luoghi, anche per qualche variet nella forma o cotutti quelli

che conferisce

il

Papa.
.
i

SCEPSI. Sede vescoviledell'ElIesponto sotto la metropoli diCizico,eretta nel


secolo, nel quale o poco

lore delle scarpe.

SCARPAiNTO.

Isola del

mare Egeo,

dopo

fu unita al

tra Rodi e Creta, chiamata altre volte Car*

vescovato diXroade; chiese che furono poi

ii6
separate, e nel

SCE
le di

SCE
Neil Lublan. L'industria molto o-

4^' ciascuna avea il suo vescoTO particolare, come apparisce dagli


Calcedonia. Enea abit
la

perosa nelle miniere, nelle fabbriche di


tela, terraglie e in
li.

atti del concilio di

numeroseconcie di

pel-

alcun tempo nellacitt di Scepsi,


fu patria di

quale

pi
alle

altri

Demetrio il grammatico, e di uomini distinti pel loro amore lettere e alla filosofia. Vi erano alculibri

comitato diviso in 4 niarche, Leutschau il capoluogo, e Scepusio citt priIl

maria. Contiene

il

distretto de'
il

16 borghi

privilegiati,sparsi in tutto

comitato, l'in-

ne ragguardevoli biblioteche, alcuni


delle quali passarono a

Roma. Ne furono

vescovi Cornelio il Centurione battezzato da s. Pietro, il i de'gentili che ricev tal sagramento, e mori a Scepsi, dove avea

predicato

il

vangelo. Alcuni lo venerano

a*2 febbraio per santo, altri lo dicono ve-

sieme de* quali forma un distretto indipendente dalla giurisdizione del comitato di Scepusio, e gode vari privilegi, fra gli allri quello d'essere governati da un conte che borghi si scelgono la sede dell'amministrazione a Neudorf. In Scepusio si contano circa 200 case. Tra i suoi edifizi
i :

scovo di Cesarea. Scoperto


nel

il suo corpo da Silvano vescovodi Troade, fu collocalo in unachiesa che quel ve-

la

bella cattedrale d'antica e gotica strut-

V secolo

tura, sotto l'invocazione dis. Martino ve-

scovo avea fatto fabbricare in un luogo

scovo e confessore: non mollo distante sorge l'episcopio. Il capitolo si compone di

chiamato Trigono-Scepsi, poscia delta


citt di
s.

la

10 canonici, comprese
delle quali
il

le

7 dignit, lai.*

Cornelio. Atanasio sottoscrisse

preposto maggiore, la 2."


il

al concilio d'Efeso
gli

come vescovo diScepsi;


Troa-

l'arcidiacono,

teologo, due cappel-

attide'saoti lo fanno vescovo di

lani ede'chierici, assistendo al divino ser-

de, la quale era ancora unita a Scepsi. Fi


lostorgio, pel quale

vizio

seminaristi. Nella cattedrale, tra le

Diogene suo metroancora


il

reliquie, si

venerano

il

cranio di S.Giorgio

politano sottoscrisse al concilio di Calce-

martire, e quello di

s.

Margherita vergine

donia

in cui trovasi

nome

di

e martire. Vi

il

battisterioelacura d'a-

Ponio vescovo di Troade, il che prova che queste due sedi gi erano separate, come
notai. Politeno sottoscrisse la lettera del

nime, di cui parroco un canonico aiutato da due cappellani. Non vi allra chiesa parrocchiale, e vi
il

solo seminario;

concilio di Cizico

all'

imperatore Leone,
s.

concernente l'uccisione di

Protero. Sa-

non conventi, non ospedale, non monte di piet. Pio VI ad istanza di M.^ Teresa regina d'Ungheria,collabollaiF?om<z^?5Po/itifix, de'
t.
1 3 marzo 1776, Bull. Rom. coni. p.2o3, dismembr Scepusio e il suo

muele
p.

fu al concilio di Fozio, nel ponti-

ficato di

Giovanni Vili. Orienschr.


o

t.i,

7B4.

5,

SCEPUSIO

ZIPS

(Scepnsien). Cit-

territorio dall'arcidiocesi di Strigonia, l'e-

t con residenza vescovile in Ungheria,

resse in vescovato e lo dichiar suffraga-

nel comitato di Scepusio o Zips,


di

marca

Hegy, sopra un'alta rupe in amena posizione. Appartiene ai conti di Csaky, e prese il nome dal comitato, circolo di qua della Theiss in gran parte coperto dai Carpazi, de* quali contiene il punto pi elevato, il Lonnitz nel gruppo di Taira. 11 clima n' freddo, onde la vite non vi
,

neo dell'arci vescovo d'Agria o Erlau, e lo 26 seltembrei776 preconizz peri.** vescovo Carlo deSalbeckdi Transilvania, traslato da
tuttora. Nel concistoro de'

riesce
ti,

il

paese ricco d'orzo, lino, frut-

Nemesi in partibus. Gli successero, nel 1788 Giovanni Revay dcRevay di Nitria; nel 1807 Michele de Brigido di Trieste, trasferito da Lubiana; nel 8 8 Gio. Ladislao Pyrker cistcrciense d'Alba Reale,
1 1

pesci, ferro,

legname, bestiame, sei vaggina,polIami, rame; vi sono parecchie sor-

poi nel

1820

patriarca di Venezia, indi

genti minerali^ e tra le pi rinomate quel-

1828 e dopo sede vacante^ Giuseppe de Belik di


arcivescovo d'Agria o Erlau; nel

SCE
regnante Pio IX nel concistoro de*3o settembre i85o dichiar vescovo l'attuale mg/ Ladislao Zaboisky di Eperies diocesi di Cassovia,
Nilriaj

SCE
che
si

117
degli dei, co-

per sua morte

il

pose anche in

mano

me

de're per divisa di loro potest; dei

governatori di provincia, de'capi del popolo, de'primari magistrati e dignitari in

gi parroco, decano del distretto di Leiit-

schau, ispettore delie scuole elementari e canonico onorario della cattedrale.La diocesi
si

segno d'autorit e giurisdizione. In origine non era che una Cannai una Bacchet'
ta^

estende in 3 comitati, hai

60 par-

un Bastone (^.), di cui i re, duci o generali comandanti learmate si serviroi

rocchie, /^56 succursali, e molti luoghi.

Ogni nuovo vescovo tassato ne'libri del la camera apostolica in fiorini 800.

no per appoggiarsi, dagli antiquari chiamato hasta piirayCo una picca senza ferro, asta che ne'raonumenti antichi si vede nellemanidelledivinit e de're. A Patriarca o antico capo di famiglia, parlando del suo domestico principato, dissi che tra le sueinsegned'autoril e di giurisdizione era vi il bastone lavorato, con

SCETTICISMO.
gli scettici.

Setta e dottrina de-

Lo

scettico quello

ta d'ogni cosa, e

che dubipropriamente dicesi di


de'quali stav' nulla di

quegli antichi

filosofi, la setta

biliva per principio, che


certo, e
sa.

non

che

si

ha da dubitare d'ogni coil quale preprove della reseguilo che sono

Lo

scetticismo in materia di religione,

ia disposizione d'un filosofo,

pomo rappresentante un fiore, un uccello o altro, dal che vuoisi derivato il liuto o bastone augurale degli antichi Sacerdoti
La bacchetta che i sacerdoti portavano quando andavano a sagrificare,&i
(f^.).

tende di aver esaminate


Iigi4ne, e

le

che sostiene

in

desse insufficienti, od almeno bilanciate da obbiezioni d'un peso eguale, e che egli ha diritto di restare nel proprio dubbio fino a che abbia trovato argomenti invincibili, ai quali non siavi pi nulla da opporre. Eglievidente, cheunsifTatto dubbio cos'i pensato un' irreligione formale un incredulo abbraccia un tal dubbio a fine di essere dispensato dal rendere a Dio un qualunqueculto,eper non adempire cos alcun dovere di religione. Ma simile modo di procedere non solamente un'empiet, ma altres un'assurdi:

Conimeno Comniotacolo, Cred Pesto che fosse per rimuovere la ciurma della gente, ma pare che vi entrasse qualche pi recondito fine, e fosse con essa inleso alcun rito arcano di religione. Col ministero d' una verga gl'invarie lezioni,
,

chiam secondo le
tacolo
,

Coninietacolo

cantatori e

maghi esercitarono

la

Ma-

gi (V.), Nella sagraScritlura diverse volte


si

parla dello scettro. Giacobbe predi-

ce a
la

Giuda che

lo scettro

non

sortir dal-

sua trib,finoalla venuta di Colui che

dev'essere l'aspettato delle nazioni. Ba-

t,

com'esprimesi Bergier, parlando del

laam, predicando la venuta del Messia,


dice che sortir

Scetticismo. Gl'increduli di tutte le sette

uno

scettro

da

Israele.

non seppero mai far altra cosa, fuorch rivolgere controil cristianesimo in generale
ie obbiezioni

Baruch parla si mettevano


feti

dello scettro chei babilonein

mano

de'Ioro dei.

pro-

tro
ta
ci

il

chei protestanti fecero conoaltolicismo. Dice Bergier,non ispet


ultimi di rimproverar-

discorrono spesso dello scettro della

dominazione, ed
scettro nel

Amos designa
si

il

sovrano

dunque a questi

potere per colui che tiene lo scettro.

Lo

che il nostro sistema, o il nostro meto* do, guidino al dubbio universale in materia di Religione (^.).

SCETTPiO, Sceptrwn. Bacchetta


le,

rea-

segno d'autori e di dominio, verga che con vocabolo greco si chiam anche ^^tefLro e

prende per verga di correzione, per l'autorit sovrana che colpisce e abbassa. Lo scettro fu preso per una trib, nel senso che patriarchi o principi delie trib ne portavano uno per in-

salmo

segna della loro autorit.

Lo

scettro, cio

Bacolo

(/^.).

Bastone del comando

l'ebraico Jc7jc^e^,signifiica la verga del pa-

ii8
lore,
il

SCE
bastone,
il

SCE
la

dardo, o
le

lancia d'un

quilad'oro,ei consoli e

consolari Io por-

guerriero. Veri ficalesi

profezie in

Ges

tarono d'avorio sotto

il

nome
:

di scpioj
i

Cristo, per ischerno nella sua Passione,


gli fu

posta in
')

mano per

isceltro

una Can-

na
ve
te.

{^

La

mitologia rappresent Gio-

collo scettro, e Nettuno col suo triden-

A Cheronea nella Beozia veneravano sopra tutte le altre cose pi sagre un bastone cbe cbiamavano lo scettro di
Giove
e degli Alridi.

o bastone di comando. Anche senatori usarono lo scettro d'avorio oltre fasci o mazzi di verghe de'magistrati, famoso lbastonecon l'aquila in cima, che presso i romani portavano trionfatori, da Giovenale chiamato Sceptro eburno^ ancorch non consoli,essendo precipuacneni
i

Secondo Giustino,
anticamente come

le

insegna consolare, per cui l'adottaro-

la lancia fu riguardata

lo scettro degli eroi,

pigliavano allorch
lo scettro divent
il

si

che V una o l'altro presentavano nelle


regio, e

no gl'imperatori romani pel consolato che riunivano. Tanto trionfatori che gl'imi

peratori usarono scettri eburnei

nella

pubblicheassemblee.Ne'tempi successivi

un ornamento

distintivo caratteristico del potere soI

vrano.

re lo tenevano in

mano

allorch

esercitavano qualche funzione inerente

allarealeauloriteparticolarmentequan-

sommitde'qualieravi una piccola aquila posata sopra un globo. Vi sono scrittori che affermano di aver usato i primi imperatori lo scettro d'avorio, sebbene non fossero consoli, come insegna d' onore e di potere, come not il p.Lupi nelle Dissertazioni
dell'
, ed il Bagnolo nella Disseri, Ortatore Nautico, presso Caloger

do amministravano la giustizia. Lo tro fu riguardato come il simbolo


verit, e per esso
i

scet-

della

d'essere

sempre

giusti.

monarchi giuravano Fino da principio

fu
di

ri

vestito d'ornamenti d'oro, d'argento, rame, o d'avorio, e di figure simboli-

t. 29. Gl'imperatori romani conservaronosino agli ultimi tempi dell'impero questodislintivodi potere, che i re eallri mo-

narchi usano tuttora nellegrandi ceremonie.


Il

che.
ci

^cWIllade d'Omero

principi gre-

Senatore di

Roma

(/^.) riceve

dal

collegati alla

espugnazione di Troia,

Papa
stato

lo scettro d'avorio,

portano

scettri d'oro. Quello d'Agamennone era un'opera impareggiabile di Vulfiglio di

cano, che dato Io avea al

Satur-

no; da Giove era passato a Mercurio, poscia

a Pelope, ad Atreo, a Tieste mente ad Agamennone: questo era

fe

final-

lo scet-

il giuramento di divenne anche insegna accademica e di supremazia artistica, poich narrai nel voi. XI, p.17, che nel 1 593 eletto il Zuccari principedeW accademia romana dis. Lu' cay pel I." us lo scettro accademico, il

dopo avere prefedelt. Lo scettro

tro oggetto di quotidiani sagrifizi a

Chedalla

conlePaolino Mastai Ferretti, /Vb//z/e del'

ronea.

Tra le
si

7 cose fatali di

Roma,

l'accademie d* Europa,
risdizione,nou
gii ebrei,

p.

44

riferisce.

conservazione delle quali superstiziosa-

wL'origine degli scettri, che indicano giuvi fu ne'


i

mente
l'alma
vi
ia,
il

facevano dipenderei destini del-

primi

secoli

n tra

citt, e

qual pegno d'impero, eradi

tra

romani,

ma

l'abbiamo

famoso scettro
Il

Priamo

re di Tro-

dalle costituzioni degl'uiiperalori cristiani nel secolo XII, e lai. ^ costituzione so-

ucciso nella suddetta guerra da Pirro

figlio d'Achille.

Roma

suo scettro fu portato e conservato poi religiosamen-

pra ci fu emanata da Federico


sa al codice di Giustiniano
1, tit.

annesfilius

ne

te. Virgilio

neWEneide
il

fa

presentare in

pr patrel. F.,dovesi accorda


ri
i

agli scola-

Lavinio

al re

Io scettro e

Latino, per parte di Enea, diadema di Priamo, che pria Didoue. Alcuni pretenpeli.**

il

privilegio del foro.

Vedendo dunque

romani, cbe

lo scettro indicava giurisdi-

ma avea offerti
iu

zione, e

vedendo

altres l'utile di tale e-

dono che Tarquinio Prisco

port

senzione per attendere con pi quiete agli


studi,

Roma

lo scettro

sormontato da uu'u-

vollero anch'essi aver l'iusegna di

SCE
giurisdizione ... Nel secolo XV le accademie si distinguevano solo pel diverso no* me del loro fondatore; ma parve poscia,

SCE
ed
il
I

119

che pose sul globo la croce, come si apprende dalle medaglie, fu Vaientiniano I del 364, P^i si scorge tal pio u*
."

che ci non bastasse,enel secolo XVI ciascuna di essa volle avere il suo proprio nome, e poscia ancora l'impresa sua propria, e lo scettro". Quest'insegna

so in Teodosio

II

del4o8

col

motto Glo-

ria Orbis Terrae, perch nell'estremit

era vi

un

piccolo globo e sopra di esso la

per pro-

croce, simile alla posteriore verga pastorale de* vescovi

muovere l'emulazione,
tore ed

colla

corona di al-

Ruteni (^.), e de' vescovi

loro e altre imperiali,e col ttolo d'impera-

maroniti; indi nelle medaglie di Lucinia

una

specie di trono, nelle scuole fu


si

data

al

migliore degli scolari che

distin-

Eudos&ia, d' Anastasia, di Giustino I, di Giustiniano I e de' seguenti imperatori,

gueva non solo nelle cose che s'insegnavano, ma anche persaviezza; anzi vi l'imperatore e con isceltro dorato dell'arciconfra terni fa della Dottrina Cristiana
(/^.),

non vedesi mai la croce impressa nel globo slesso, ma sovrastante. Cesare Augusto fu
il

i.che usasse tale globo tra

suoi

segni di sovranit, e
I

come

dices. Isidoro

vincitore nella sua disputa genera-

le, sulla

quale ora

si

eseguisce con quel

lib. S^cap.3, propternationessibi in cunctoorbesuhjeclaSyUtniagis (in veceLipsio

metodo, che indicai


ri

nel voi.

LI li,

p.

233.
paril

lesse rnalis)Jgurarn

Orbis ostenderet.^eV'
nell' obelisco

De'bastoni insegna d'autorit ne'dignitadella Chiesa,

cigli Augusti talvolta appella vansiflec/o-

secondo

loro

uffzi

res
di

mundi, e Costantino
viene chiamato

lai a'

loro articoli,

come

tuttora l'usa

Roma

Dominus mun-

i. diacono nelle pontificie funche notai a Priore. Il Pastorale (^.) fu chiamatolo scettro de' vescovi, la /er/(/^.) scettro pontifcio, Sceptrurn

cardinal
zioni,
il

c?/,siccome Valentinianol Orbis terraruni

Dominus
sti

si

dice presso

Ammiano. Que-

Pontificiuniy verga che veniva anticamente

vedono sovente nelle medaglie, e spesso con delle piccole vittorie, le quali porgono agl'imperatori corone d'alloro,
globisi
e talvolta in vece delle vittorie vi stanno

consegnata

al

nuovo ^a^di.in signutn


d'i

correctionis et reginiinis^ nel

della Co-

delle croci

dopo l'epoca
il

di

Costantino

\.

ronazionee Possesso{P^.)3da\ Priore (P^,) di Sancta Sanctorum (^.). H Papa non us mai il Bacolo Pastorale^ il quale colla sua estremit curva signtfca limitata giurisdizione, ma la semplice Croce con una traversa, segno d'illimitata autorit,
e

Egli per avea posto

segno salutifero

Corona (^.). Gl'imperatori cristiani in luogo dello scettro consolare, ch'era d'avorio o anche d'oro, aveano una lunga croce, e Foca del 602 fu ilr. ad introdurre
della croce sul labaro, ne'fori e sulla

che nel
Il

non altrimenti, per quantoavvertii anvoi. LI, p. 298,onde impedire gra^.Co%idiQX\^Osservazioni sopra
t.

questo di voto costume.


isceltro Alessio

Come
si

l'us per

Coraneno,

pu vedere

vi abbagli.

nella Dissert. diBricherio presso Caloge-

una

tai'ola grecay

3 Opuscoli del

p.

Calo-

r t. 37, p. 2 1 1. Oltre per la croce usavano la verga osia lo scettro, che poi
dai greci fu chiamata rtr/ece. L'annotatore del Magri, alla Notizia de' vocaboli
ecclesiastici f al

ger, nel cap. 8 tratta del globo e dello


scettro segni imperiali,e dice che gli anti-

chi imperatori

romani portavano il globo nudo denotante il mondo, senz'altro ornamento ; ma quelli cristiani, molto dopo Costantino 1 il Gr^Hc^e cominciarono
re
le

vocabolo IVarlheXy ferula

o luogo assegnato nella Chiesa(l^.)a'pubblici Penitenti (f^.), ed anche un vaso, coatro questo ultimo lo corresse. Dice dunque, che
il

a mettervi sopra la croce, secondo pu-

iVttr/Aej:,

voce greca, equiva-

sue Osservazioni intorno alla chict.

lente alla latina Ferula, significa la verga

Sa di Torcello, Caloger

43,

p.

aS/,

o bacchetta eoo che

maestri discuoia pe-

110
nitenziano
gli

SCE
errori degli scolari, cosi
si

SCE
che con adoprare la Nel vol.LVII,p. 77, narrandoil rito della consagrazionedel redi Francia, dissi che l'arcolta sinistra, l'altrocolladestra.

vano

da credere che nella primitiva Chiesa


ponessero
si

in Penitenza(P^.)\ peccatori

chiamavano

penitenti,

civescovo di Reinis

bacchetta,come oggi ne abbiamo l'esempio nelle basiliche cattedrali (e nelle pa


triarcali di

gli poneva nella mano destra lo scettro, nella sinistra la mano di giustizia -.sene servivano per la pub-

Roma),dove

Penilenzieri(f^.)

blicazione delle leggi; del letto di giustizia parlai a

usano al modo antico le bacchette (toc* cando leggermente il capo per quanto dissi e con quelTindulgenze che notai al ci* lato artcolo) e pi evidente esempio ne
I

Francia, specie
il

di

Trono (^.)

sul

quale sedeva

re alle riunioni so-

lenni per deliberarvi gli affari importanti dello stato.

Questa mano

di giustizia la

danno
re
i

ministri ecclesiastici neirassolve-

scomuniche (e utWe assoluzioni deWe Censure ecclc' siasche. Fedi, ma Giulio li nell'assolvere solennemente veneti avanti la porta di s. Pietro, non volle usare le verghe)con batter ad essi le spalle con verghe; laonde ove si adopravano le narlicio bacchette fu chiamato nartece,e ritenne il nome anche dopo che pi non si adoperavano.
penitenti pubblici dalle
i

32, e parlai di sua materia, forma, uso, e talvolta impudescrissi nel voi.
p.
1

XLl 1,

gnata colla destra. Sotto lai. ^dinastia dei


re di Francia, lo scettro o
il

bastone reale

era una verga d'oro, alquanto ricurva

ad
pa-

una estremit, come a un dipresso


dinario tanto lunga,quanto era alta

il

storalede'vescovi, e quella verga era d'orla

per-

sona del

re.

Lo

scettro di cui

si

serviro-

no

re successivi nella loro consagrazio-

"Varie erudizioni sullo scettro leggo inVettori, //

ne, e che sino all'epoca della rivoluzione

Fiorino

d oro^

tratte principal-

era custodito nel tesoro dell'abbazia di


Dionisio, era
cui

s.

mente

dalle

monete

e da gravi autori, co-

me
Iri
:

Bulengero, Fabretti, Bonarroti e ab ne indicher le principali. Nel fioriGio. Battista suo patrono, te-

un bastone assai lungo, alla estremit vedevasi una piccola figura

d'imperatore, che secondo alcuni rappre-

no

della repubblica di Firenze fu rappres.

sentava Carlo Magno.

Come variarono

le

sentato

nendo
ga.

nella

sia scettro,

mano sinistra una verga o che termina in una croce lunBasilio console del

formeegli ornamenti di altre insegne reali,cos di molto variarono gli scettri; quello i\e^V Imperatori di
sia, sovrastato
ste, della

Lo scettro di

54 1,

Germania e di Rusda un'aquila con due tetali articoli.

ha una croce

in vece dell' aquila. Parla

quale parlai a

Lo

dellecrociusatedagrimperatoridiCoslantinopoli invece di scettro


,

scettro del gran signore de' turchi termi-

e altrettanto

fecero poi

usarono scettri con la croce sopra , come Riccardo I re d'Inghilterra deli iSgj e prima di lui
i

re, vale a dire

LE, REALE,

na in una mezzaluna. Corona IMPERIADUCALE,a Coronazione degl'im-

peratori, de're, de'duchi, e negli altri articoli riguardanti le insegne della sovranit,
altri

l'imperatore

GiovanniComneno dell

i8

non che a Imperatore, Re, Duca e


Principi, parlai ancora degli scettri,

nel suo trionfo, portando in

mano

la cro-

ce a piedi, seguendo

il

cocchio trionfale

l'immagine della B. Vergine. I re di Francia, ed i re Angioini della medesima stirpe passati al dominio di C^apoli, hanno usato lo scettro terminando col fiore d'un giglio sopra, ed primi anche un altro scettro con in cima la figura d'una mano taglnta (forse secondo
i

ove

fece porre

di chi li poneva nelle mani del sovrano, ed a chi spettava portarli innanzi alla sua presenza. Solo qui genericamente ricor-

der: che a Coronazione IMPERIALE notai che Papa Benedetto Vili form lo scetr tro imperiale, il pomo d'oro o globo cinto di gioie colla croce sulla parte superio-

re

che

g'

imperatori vollero un tempo

il

^stiine de'lougobardi); questo stringe-

daveeinveslilure ecclesiascUe de'feudi

SCE
e\e Regalie {F.), col bacalo e con Vanelloj ossia come alcuni pretendono, col bacip dell'impero

SCE
baciando
tro l'investitura de'feudi,
bito giuramento,
gli

121
la croce gli re-

sero omaggio, e ricevendo con detto scetfecero


il

stone regio o scettro reale, sceptruni telale, in uno ai vescovati e alle abbazie,
ossia regalie ecclesiastiche anche di
nii

de-

come narrano Eberar-

domi-

temporali, per cui insorse


difl'erenza tra
il

la

gravissi-

all'

do arcidiacono di Ratisbona, e Baronio anno 1273, n. 8. Papa Clemente V

ma

sacerdozio e l'impero

quando nell'anno 3 12
1

fece

coronare in

XI; controversia che termin neli 122 colla P^ce(/^.) tra Papa Calisto II e l'imperatore Enrico V, in cui si connel secolo

Roma

limperatoreEnrico VII, volle che il cardinal vescovo di Sabina (f^.) lo consagrasse , e che gli altri cardinali legati
gl'i

tenne che

le

investiture

si

dessero soltan-

m ponessero la
la

corona, dessero lo scetil resto. In molCoronazione reale da Clemente VII in Bo-

to collo scettro, lasciando quelle del bacolo e dell'anello. Del preteso diritto sui

tro imperiale,
ti

spada e
la

luoghi descrissi

beni
Ire
il

di chiesa dalla

podest secolare, ol*


feci la

e imperiale fatta

detto a Piegalia.ovc

debita

logna su Carlo V; nel ricevere


ro/2ri

la

reale

Co-

distinzione di essa colle Investiture ecch'


sastic/ie,
si

yrre^, l'imperatore genuflesso ingli

pu vedere Rendita ecclesia-

nanzi alPapa, questi


to,gli

pose l'anello in diil

stica,

ove ragionai sull'origine e suo pro-

diede laspadajlosceltroe

globo, con

gresso ne'due cleri secolare e regolare.

Ad

queiieorazioni che riportai a Imperatore,


indi la corona longobarda e le altre regie

esempio de'suoi predecessori, Innocenzo III neli2o4creiirede'bulgari,eglimand lo scettro e corona reale; indi coron in Roma Pietro II re d'Aragona, dandogli pure lo scettro e il pomo reale. Eletto nel 1278 rede'romaniRodolfoId'Habsburgo, capostipite dell'augusta casa di
Austria o Habsburgo Lorena, durante la

insegne, dichiarandolo re de'Iongobardi,


Nella coronazioneimperiale,Clemenle VII
die a Carlo

V la

spada,

lo scettro

il

glo-

bo d'oro, essendo l'imperatore genuflesso; l'uno fu preso da lui nella destra e nella sinistra l'altro,

mo dominio
dicendogli
il

perseguo del suo supretemporale sulla terra, acci


con equit e giustizia,

ceremonia
tedrale di

di sua
s.

coronazione nella catA'

fosse per lui retta

Maria

quisgrana

(cele-

Papa:flcc/^ei'iV^rt/7J,ec.,rtc-

bre per averla edificata con architettura


bizantina

cipe poniitm ec; e finalmente gl'mipose


il

romana Carlo Magno che


il

vi

fu

sagro imperiai

Diadema, e per esso ven-

sepolto, secondo
descrissi a

Oodellodis. Vitale che

ne Carlo

ne

Ravenna, consagrata da s. Leoed ove furono poi coronati gl'imperalori successori del fondatore sino a
111,

ad acquistare il vero e real possesso del romano impero, e il privileil

gio di poter usare giuridicamente

titolo
il

d'Jiigusto, e con queste insegne baci

Carlo V,a vendo avuto suoi canonici cari

piede al Papa, omaggio de* fedeli di cui


parlo anche a Scarpa. Nella solennissima
cavalcata che segu poi per Bologna, ca-

dinali,

ed essendovi
che tuttora
si

fiorito

il

mano

osserva),

Canto romentre giprinci-

nocchioni a pie dell'altare stava per esservi coronato,


pi dell'

valcarono colle insegne imperiali


dignitari,

gran
ce-

avendo ricusato!

come leaveano tenute nella


il

impero

ecclesiastici e secolari di

giurargli fedelt perch

non
I

v'era lo scet-

tro imperiale; Rodolfo


ci, e

spicc dalla sa-

gra mensa dell'altare il Crocefisso, lo baad alta voce esclam Il mio scet:

tro e cotesto! e v\so\io agli astanti disse:

// segno di nostra santa redenzione sar

dora

innanzi ilmio scettro. Allora pria


i

marchese di Monferrato,loscettro imperiale; il duca d'Urbino, lo stocco o spada; il duca di Baviera, il globo o palla d'oro; il duca di Savoia, il cappello dell'imperatore. A Corona DUCALE trattai della coronazione fatta da s. Pio V, di Cosimo I in granduca di ToscaDa, in cui'Maic' Antonio Colonna

remonia della coronazione:

,t2i

se

II

SCH
Irice

durantela funzione lenne Io scettro granducale, (li pi il Papa don a Cosimo I la /fo5n[f/Vo(A^.) benedetta. A vendoCrislina regina di Svezia rinunziata la coro-

neh 668

istitu

pure l'ordine della

vera C/oce(/^.), ossia


se della crociera,

dame

e cavalieres-

IX

ed

in

che approv Clemente morte le successe come capo

na, efattasi cattolica, si rec a Loreto (^F.)

dell'ordine delle Schni'f; della virt, enel-

don

al

santuario della B.
e la

Vergine

il

proprio scettro

corona ch'erano d'o-

ro nnassiccio, arricchiti di molli e grossi

r imperatrice Maddalena Teresa Neoburgo moglie di Leopoldo I. \\ p. Bonanni ne tratta eriporta la figura dell'altro

di

(^

diamanti.

la cavalieressa, nel

Catalogo degli ordini

SCHIAVE DELLA VIRTIT.


lieresse,

Cava1

equestri^ p.

3r

ordine

di

dame

istituito nel

662

dall'imperatrice Eleonora Gonzaga, ve-

dova dell'imperatore Ferdinando HI, e composto da 3o dame di nobilt qualificata


,

SCHIAVO, ServuSy Captivus, Mancipium. Quegli che in intera podest altrui, avendo perduta la libert, chiamandosi schiavit lo stato e condizione di

uno

olire le principesse

il

cui

numero

Schiavo, SeruitiumfCaptiviias.Sch'mvod'
cesi quello ch' ridotto sotto l'autorit di

non era

limitato. Stabil la fondatrice per

decorazione dell'ordine una medaglia d'oro rappresentante il sole raggianle,circon-

un padrone,

sia

per mezzo delle sostanze


sia

o della guerra,

per qualche altra di-

dato da una corona d'alloro, avente all'intorno il mollo: Sola ubiquetriurnphat.

sposizione del diritto civile. Vi erano pi sorte di schiavi; quelli che venivano pre-

Questa medaglia era appesa ad una catena d'oroformata a foggia di braccialetto, la


quale dalle cavalieresse
braccio
al di
si

portava nel

erano schiavi, detti in latio bello capti, e potevano essere come tali venduti; quelli, ch'essendo
si

in guerra,

no

ctf^Zm,

sopra del gomito ne'giorni di

rati liberi

vendevano

la loro libert,

ce-

mentre negli altri giorni usavano solamente una semplice medaglia piccola pendente da un naqualche
stabilita solennit,

stro nero.
la

Ebbe

per fine l'istitutrice nel-

fondazione dell'ordine, di mostrare che

anco le donne sono amanti della gloria, che vantano i progressi della virt, non gi rendendosi schiave e prive di libert
riell'esercitarla.

rano venduti perdebili, divenivanoegualrnente schiavi, e chamavans mancipia. l figli degli schiavi erano anche schiavi per nascita: appartenevano a' padroni de'loro genitori, e chiamavansi in latino vernae o vernacidi. Gli schiavi erano il dominio e la possessione del loro padrone,
e non potevano acquistare e conservare

L'insegna del sole

si

adot-

per se
si

stessi

che

le gratificazioni

che loro
si

perch siccome quel grande astro rafsi

facevano, e quel che potevano levare e


vitto, ci

fina l'oro nelle viscere della terra, cosi la

risparmiare sul loro

che

disse

virt nell'animo

perfezione. Per

la

co-

peculiiim. Autorizzata dalle leggi fu la


schiavit, per la quale tanta parie del ge-

rona di lauro si volleesprimere il premio dovuto alle fatiche virtuose, che sempre
verdeggia in testa di chi l'esercita, obbli-

nere
qual

umano venne
vile

sottoposta all'altra,
i

gregge di bruti. A vendo padroni

gandosi cos

le

dame

dell'ordine a

sem-

illimitato potere sugli schiavi, pareggiati

pre operare virtuosamente. Prometteva-

dalla legge alle cose, pur troppo frequenti

no

le

cavalieresse di osservare le regole e

gli statuti

dell'ordine compilati dall'imil

peratrice che n* era

capo, e morendo

ne furono pi barbari abusi, che ia parlefatalmenleancora sussistono, riprovati dall'indignazione di tulle quante le
i

una

delle cavalieresse gli eredi

doveano

nazioni civilizzate. Fino dalle prime et


del

ad essa o successore la gran medaglia, potendo conservare la piccola in


restituire

mondo vi furono degli

schiavi

la

pa-

rola ebraica che viene tradotta qualche


volta per^S'ifri'O (/^.),corrisponde propria*

memoria

del ricevuto cuore. L'impera-

SCH
mente
al

SCH
drone presentatolo
ai giudici e

ii3
accostato-

senso del vocabolo schiavo. Al-

cuni autori hanno preleso di dimostrare, che anco prima del diluvio un certo numero di uomini erano diventati la propriet degli altri. No condann Canaan ad essere schiavode'suoi fratelli. Al tempo di bramo per incontestabile che
i

lo alla porta, forava a lui l'orecchio

con

una lesina, e quegli rimaneva suo schiavo per sempre; od almeno fino all'anno del Giubileo (^.). Se uno vendeva la propria figlia al servigio altrui, non tornava
essa in libert nel

modo che

vi

tornava-

servi, sia

che fossero

stati

comprali,

sia

no

le

schiave di altra nazione; e se diven-

che fossero nati nella famiglia, formavano parte delle possessioni del loro capo
patriarcale
:

tava sgradita agli occhi del suo padrone,


cui era stata data, egli poteva licenziarla,

in moltissimi passi lo storico


le

ma
ta

non avea
l'a

diritto di venderla

ad altra

sagro,

enumerando

ricchezze di quei
i

gente, se

vea disprezzata; e se l'avea dafiglio,

capi, conta co'caraelli e colle tende

servi

inisposaal suo

dovea trattarla
schiavit de'di-

dell'uno e dell'altro sesso.


di
gli schiavi,

La

legislazione

come una sua


scendenti di

figlia.

La

Mos facendo delle leggi non condann la

in favore de-

Abramo

in Egitto

servi tu. Egli

anni

il

rigore di essa incominci

stabili diversi principi!

per regolarizzare

morte

di

Giuseppe, sotto

dur 4^0 dopo la un nuovo re di

quella condizione: veniva condannato a

Egitto. In

memoria

della liberazione di

morte un uomocheavesse venduto un altro uomo il di cui possesso non era sialo
Jegitlimamenle acquistato; fu limitala a 6 anni la schiavit d'un israelita, indi reslava libero.

tale schiavit, gli ebrei istituirono la festa di

Piisqua[F.).

La

schiavit degli eil

brei in Babilonia incominci sotto

re-

Un ebreo poteva vendere la sua libert trovandosi in miseria; un figlio poteva essere

Gioachino nel SSgS, anno in cui quel principe fu soggettalo a Nabuccodouosor,dur70 anni perch ebbe fine re-

gno

di

venduto dal padre; un


fallito, de'

gnando Ciro
altri

nel

3468

di altre schiavi-

debitore decotto o
Jai

quali par-

t degli Ebrei [F.) parlai a Giudea. Gli


popoli dell'antichit ebbero quasi
tutti degli schiavi particolari, e la cui

a Mercante, diveniva schiavo del creil

ditore;
si

ladro che non poteva restituire

de-

vendeva. In qualunque di queste ma-

nominazione
ria
:

ci

fu conservata dalla stoi

niere un ebreofossedivenuloschiavo, egli

erano

penesli pressoi tessali,

cla-

non dovea servir pi di 6 anni; perocch nel 7. anno ricorrendo ogni settennio l'anno sabbatico, dovea essere messo in libert, ancorch fosse slato fatto schiavo l'anno precedente. Se l'ebreo a vea una veste nuova quando fu f\tlo schiavo, se gli dava una veste nuova quando era messo in libert, eseavea moglie la menava seco, e se avea figli li conduceva via. Ma se il padroneavea dato per moglie allo schiavo ebreo una schiava d'altra nazione, la quale non poteva godere del privilegio dell' anno sabbatico , lo schiavo, venuto quell'anno, otteneva la libert; ma la moglie e figli non uscivano con lui e restavano al padrone. Che se lo schiavo, volendo bene al padrone e alla moglie ed
,

roli nell'isola di

Cv^a^gininid ad Argo,
di-

e gl'iVo// a

Lacedemone, tutti meschini

scendenti dalle trib anticamente vinte,


trattate spesse volle con barbarie,

ma
la

che
loro

non bisogna confondere cogli


priamente
detti
:

schiavi pro-

erano quelli, per


ai servi del

condizione, simili

medio evo.

La

schiavit antica, a! dire di Biot, divi-

desi in

due sorte '.schiavit domestica, in


in cui

cui lo schiavo addetto al servizio del pa-

drone della casa; schiavit rurale,


di

impiegato nella coltivazione delle terre

questo padrone. Nella

i .^

condizione

dipende pi immediatamente dal padrone, che ogni giorno ne valuta i servigi. Nella 1.^ pi discosto, pi diflo schiavo

ficilmente sopravvegliato, e questa lonta-

ai figli,

ricusava la libert, in allora

il

pa-

nanza tende a renderlo,

agli occhi del pa-

124

SCH
rigine ad

SCH
guerriero e conquistatore dovea dare o-

drone, parte integrante del suolo che coltiva. Io entrambi i casi, la persona dello
chiavo inlieraraente e fuor d'ogni
sta disponibilit della
ri-

un

diritto,

il

quale non era che

quello delia forza e della violenza sulla

spetto a disposizione del padrone, e que-

persona caratteriz*

debolezza e sulla sventura. Era Ercole il dio tutelare degli schiavi,ed Erodoto dice

za la schiavit assoluta nella sua bruta*


lit, ossia la

che
voi.

il

tempio innalzato a quest'eroe dagli

schiavit personale. Alcuni

egiziani, era

un

asilo per gli schiavi

nel

cercarono l'origine del costume di rendere gli uomini inischiavitjUeirabusoche


i

LX, p.129 dissi che il sacerdozio di quel nume fu datoagli schiavi. Scrisse Galib. I de rebus Chaldaeoruniych 16 delle calende di settembre ricorreva una gran festa detta Scea in Babilonia, che durava 5 giorni e nella quale eravicostumeche servi o schiavi comandavano ai padroni uno di essi vestito di

primi vincitori fecero delle loro vittorie

roso nel
nel d\

e delle loro conquiste; quel prepolente e

odioso diritto trovasi tuttavia stabilito sia


quasi da tempi immemorabili. Origina* riamente in generale non si accordava

quartiere ai vinti, nondimeno l'avarizia,

che trova accesso anche negli animi pi feroci e sanguinari, venne in soccorso dell' umanit. I vincitori non tardarono ad
aprire
je e sul
gli

stola simile a regio

ammanto, che denomioavasi zogana, sortiva come in trionfo


Cadendo
in quel
i

dalla sua casa.

tempo

le

occhi sul loro interesse pi rea*

vantaggio che trarre potevano dalvin-

le loro vittorie. Essi dovettero bentosto

confondevano servi coi padroni, il che imitarono anche altre nazioni, massime persiani^ greci, ed rosi
i

vendemmie,

accorgersi che in vece di trucidare


ti,

mani

co'Saturnali,ne'qualigli schiavi fa-

era assai meglio farli prigionieri e pri

vare

soggiogati della loro libert, per


i

cevano da padroni per 5 giorni, oltre due in onore di Plutone, cio dal 5 al 2 1 di1

impiegarli in lutti
li si

diversi lavori ai qua-

giudicherebbero opportuni. Altronde

quegli schiavi diventavano una specie di

merce, perch potevano prigionieri vendersi,se8 trovavano in troppo gran numei

ro perch convenisse
vit,

il

custodirli.

L'abustesso

cembre, con allegrie, facezie e banchetti, per rappresentare la libert che si godeva nel secolo d'oro di Saturno, donde poi deriv la Festa de* Pazzi (^.). Secondo Plinio, lacedemoni furono primi trai greci che introdussero l'uso degli schiavi,
i
i

so poichesi fece crudelmente della schia-

o almeno furono quelli che cominciarono


a ridurre in servit
i

ebbe luogo allorch

al

tempo

greci che nelle guer-

riguardossi la servilii
reale.

come personale

re aveano

falli

prigionieri. Essi progreoltre; trattarono colla


gl'iloti,
,

Di questa natura era presso


si

gli e-

dirono ancora pi

brei la servit degli sti-anieri,cheIVlos pi

maggior barbarie

popoli del ter-

d'una volta
costretto di

studi di addolcire co'suoi

ritorio slesso di Sparta


vinti e soggiogati, e

eh' essi

aveano

consigli, e della

quale

egli fu
il

moderare

Hnatmente rigore col mezzo

che colla discendenza

delle sue leggi.


li

Le nazioni per colle qua-

lorocondannaronoad una perpetua schiavit. Non era per questo il costume degli altri

gli ebrei venivano sovnte in guerra non erano punto diverse ne'Ioro principii intorno alla schiavit, esi vedeche gli schiavi fitti da esse erano Iraltati colla mas-

popoli della Grecia;

il

giogo del-

grandemente alleggerito, e Plutarco e' insegna che gli schiavi troppo duramente trattati dai
la servit era

presso di

essi

lima crudelt. Sansone prigioniero


lislei

de'fi-

loro padroni potevano chiedere libera-

e ridotto alla schiavit, era


,

condan-

mente

di essere venduti

ad un

altro.
i

Gli
loro

nato a girare una macina


accecato.

dopo averlo
:

ateniesi

in particolare trattarono

La

schiavit incominci progli assiri

schiavi con molta dolcezza. Essi puniva-

babilmente presso

ili.

popolo

no con molta

severit, e talvolta

ancora

SCH
colla

SCH

125
Vi

Io
si

morte chiunque avesse maltrallalo schiavo di un altro; quindi che non


gli

pravanoda*mercanti,i quali facevanotrafflco degli schiavi ne'pubblici mercati.

vide mai, che

schiavi turbassero in

qualche tempo tostato politico d'Atene, mentre scossero dalle fondamenta la repubblica di Sparta. In Grecia si aument talmente il numero degli schiavi, che
dini, contavansi fino a

mentre Atenecomprendeva 20,000 citta400,000 schiavi;


daquestoesempiosipucalcoiarelaschia*
villi delle altre

avea ancora un'altra specie di schiavi, e questa era composta di coloro che essendo liberi si vendevano volontariamente, o ridotti erano in servit dai loro creditori; giacche una delle leggi di Roma permetteva ai creditori di farsi aggiudicare per ischiavi i debitori che non trovavansi

in istato di pagarli.

Vero

per, che

nazioni della Grecia. Olgli

nel declinar della repubblica quella leg-

trepassando comunemente

schiavi

il

ge,riguardata
ta.

numero degli uomini

liberi, fece dire

ad

come barbara, fu abrogaAvendo Anco Marzio 4." re di Roma

Aristotile le diOcolt per governare tanta

fatto nelle guerre co' popoli confinanti

moltitudine: In verit
le e piena di cure;

la

maniera
si

di tratdiffci-

molle femmine schiave, queste da Anco


loro conquistatore furono dette /indite,

tare questa classe d'uomini, cosa

perch se

usa

la dol-

come rilev
p.

il

p.

Lupi, Dissertazioni

t.

2,

cezza,s*imbaldanziscee vuole agguagliarsi


ai padroni, se la

durezza, concepisce odio


".

71; onde poi l'antichissimo verbo lalino inculare signific servire e mini-

e macchina insidie
gli schiavi a'ioro

In Tiro

ribellatisi

strare.!
ta

romani facevanoislruire con moli

padroni, poterono sgoz-

cura quei tra

loro schiavi, ne' quali


le

zarli tutti.

Ritornando gli sciti dalla Media, non poterono rientrare in patria signoreggiata da'loroschiavi,i quali ribella-

ravvisavano qualche disposizione per


scienze, e in appresso confidavano loro

l'e-

ducazione de'propri

figli,

li

vendevano
1'

ne scossero il giogo e poterono divenir padroni, onde gii sciti furono costretti a ceder loro il patrio terreno. Vi sono esempi tra*greci, come presso altre nazioni, chedegli schiavi s'immolavano sul setisi,

in altri paesi, perch se ne facesse

uso

medesimo,

e quegli schiavi divenissero i-

stitutori di altra giovent. Notai

aLEXTE-

RA o carattere dell' alfabeto, che Erodoto Attico, ebbe un figlio cos inetto, che non

polcro de' vincitori; presso altre, alla morte del

poteva mai apprendere


fabeto; laonde
gli

le lettere dell'al-

padrone si uccidevano degli schiavi, cosi alla morte de'sovrani, come a s. Salvatore diCongo ho detto, parlando del re di Congo, e di altri in diversi articoli. I romani aveano come greci degli schiavi di 3 specie: quelli che in guerra erano fatti prigioni, a'picospicui de'quali londavano i capelli e mandatili a Roi

die

24

schiavi, ciascu-

no

de'quali avea

una

lettera dell'alfabeto

dipinta sul petto: a forza di vederli e di

chiamarli, quell'imbecille conobbe

l'alfa-

beto, e impar a leggere. Molti schiavi e


molti liberti erano copisti, amanuensi, ed

anche segretari, come rimarcai a Libraio.

ma, come altre nazioni, li facevano servire ad ornamento de'lrionfi, cui seguivano carichi di catene pi o meno ricche
secondo
la

non si riconoscevano disposizioni all'acquisto di cognizioni elevate, si facevano imparare e quindi e*


Gli schiavi poi ne'quali
sercitare mestieri a profitto de'loro padro-

loro condizione; se si uccideva-

no prima,si suppliva colla loro immagine; dopo il trionfo tutti gli schiavi prigionieri di guerra si vendevano all'incanto. La 2.* specie degli schiavi tra i romani erano i nati da genitori esistenti in ischiavit o
servit; la 3.^ essendo di quelli che

o pure mandavansi a coltivare le termentre riserbavansi i pi ben fatti e destri pel servizio del padrone in i pi citt. Queste diverse destinazioni degli
ni, re,

schiavi contribuivano a rendere in Roma

generalmente

la servit

pi dolce ne'pri-

com-

mi

tempi, e non visi usavano trattamenti

126
crudeli

SCH
come
in altri luoghi.
si

SCH
trov la repubblica nella guerra obbroil

TuUavolta gli schiaviromani non mancarono di ammutinarsi e insorgere, due essendo slate
le loro

briosa di Spartaco, moder

numero

dei
si

gladiatori, e ordin che solo

due volte

formali guerre,
il

la 2.^

delle quali

facessero gli spettacoli delle lotte;ma in se-

pi terribile e in cui
bell
tori

famoso Spartaco

guito

gladiatore e schiavo fazioso, in

Capua

ri-

altri imperatori meno prudenti o pi barbari ne aumentarono degli uni e

quanto pi pot di schiavi e gladia* romani, e si fece l'autore e capo d'una lunga guerra, dai romani liberi digni (osamente intitolata gwerrrt^ercontro
i

il numero, con eccidio pure dei combattenti schiavi, finche Costantino il

delle altre

Grande, Onorio
le

e Teodorico abolirono

questo crudelissimocostume e deplorabi-

wYe.Spartaco fu uomostraordinario, visse neiroscurit, tranne gli ultimi suoi 3

Giuoco (F.),combattendosi anche con-

tro le fiere.
il

Lo

spettacolo de'gladialori,
al

anni, in cui

appena

si
si

mostr

alla testa

pi gradevole

popolo, traeva

la

sua

dell'insurrezione, che

acquist fama, u-

origine dai Funerali (A^.) per celebrarsi


in onore de'morti, perch in uso,

iniliandoi roaiani nel


to del

momento appunmaggiore loro orgoglio, e attentani

do

a crollarne la grandezza. suoi proclami


gli

torie e

Le sue vitguadagnarono
i

un tempo era come ho indicato, di scannare dei prigionieri sulla tomba di quelli ch'erano stati uccisi inguerra, nella credula suanime
loro.
I

sino a

70,000 seguaci, fra quali gergalli guidati da Crisso eEnomao. Corse e derub tutta l'Italia, fermandosi alla sponda del Po a celebrare i funerali
i

perstizione di placare le
diatori da principio

gla-

mani

del perito Crisso, ed obbligando


gionieri

4oo

P-

romani a combattersi intorno al suo rogo a guisa di gladiatori. Il popolo romano atterrito pei progressi di Spartaco, e pei vinti consoli e pretori,
il

solo
di

Crasso os di assumere

il

comando

legioni e degli avanzi delle legioni conso-

onde imped disegni che su Roma aveano fatto sollevati che aspiravano al suo saccheggio. Seguirono diversi comlari,
i

erano quegli schiavi condannati adluduni o ai giuochi, o^c^ gladium. Questi ultimi doveauo essere messi a morte nel corso dell'anno. Quegli schiavi poi, ch'erano stati condannati solamente ad /^w/7/, per divertireil popolo negli spettacoli e giuochi, potevano essere dopo qualche tempo liberati. Potevano scegliersi i gladiatori da'prigionieri dati da un generale d'armata o comprati. Coll'andar del tempo anche uomini liberi, sia per guadagnar denaro, sia per
desiderio furente di battersi, e
stesse di qualit
le

persone

battimenti nell'Abruzzo, presso Reggio,


nella Lucania, finche Spartaco

per compiacere gl'impe-

dov ve-

ratori,

si

avvilirono a discender nell'are-

nire a una battaglia generale nella valle


degl'irpini. Nel dare
flitto,
il segnale del consuo cavallo con un colpo di spada, dicendo Se vinco, ne trover romani; se sono vinto, non voglio fra

uccise

il

fuggire.

La

oischia fu sanguinosa;

Spar-

taco

si

circonddi cadaveri nemici; cad-

na degli anfiteatri e de'circhi e fare il mestiere de'gladialori; tutti quelli che commisero tanta vilt, furono sempre riguardati come infami. Gli uomini liberi, che si vendevano per discender nell'arena, erano chiamati auttorati,e< il loro salario autlorantentiini o gladiatorium. I romani facevano radere la testa agli schiavi,
i

de

ferito in

una

coscia, e

si

difese

ancora
i

in ginocchio, finch rimase sepolto tra

quali vestivano
t della

la

tunica. Nella formali-

morti e
il

moribondi, non trovandosi pi suo corpo. La maggior parte de' suoi


i

manomissione o liberazione dalla


il

servit, di cui riparler poi,

pretore toc-

per sul

campo

di battaglia, egli avanzi

dispersi vennero in vari luoghi distrutti.

cava lo schiavo con una bacchetta chiamata vind'cta, e gli dava un berretto di
lana bianca delto^i/ew^^ simbolo di liber-

Augusto

fatto accorto del pericolo incoi

SCH
t,

SCH
gli

127

e della forma di quello che scorgesi

schiavi in vendita,si sospendeva loroal


cartello, enunciantel'arleo
il

nelle

medaglie di Bruto.Non era per pi-oie di lasciarli co' capelli.


Il

coUoun
stiere

me-

bito ai padroni di dare agli schiavi altri


vestiti,

vestito

delle schiave eia pochissituo diCferente

da

quello delle cittadine, vale a dire ch'esse

portavano una o due tuniche corte, ma senza mantello. Al principio per del secolo

che ognuno di essi esercitava. Uno schiavo vignaiuolo pagavasiSooo sesterzi, ebastava a coltivare 7 iugeri di vigna, ognuno de'quali rendeva almeno un culeo di vino, che vendevasi circa 3 00 sesterzi a tempo di Columella, De re rustica lib. 3,
cap. 3. Aggiunge questo scrittore nel
I

nidi nostra era

diversi vestimenti

lib.

erano talmente confusi dal Lusso (/^ ), che pi non si distinguevano con questi
le persone libere dagli schiavi; del resto,

ijCap. I, che se lo schiavo

parcamente

nutrilariceveva nelle malatliequalclieassistenza, se a questo

siccome questi erano

in

maggior numero

chi erano privale infermerie,

uso nelle case de'riccome vai

delle prime,il celebregiureconsultoUlpia-

letudinarii, c\ avveniva per quella stessa sollecitudine

no sagacemente consiglirimpertore AJessandro a non ristabilire


gli abili, la

che spinge

alla

conservasi

differenza de-

zione di qualunque propriet da cui


trae vantaggio,

ri-

agli

onde non servisse a farconoscere schiavi la numerica loro superiorit!

come

gi rimarcai nel voi.


in

LV,

p.io. Ciascuno degli schiavi


il
,

Ro-

Numerosissimi furono gli schiavi presso i romani; ne aveano in gran copia nelle deliziose villeggiature, quali vi dimoravano sempre ; ed eranvi schiavi per la cucina, per gli atrii,per le scale, per le camere, per acconciarsi per servire a tavola, per le stalle, per gli orli, pel corteggio, perla vanit, pel libertinaggio, per la buffoneria, ec. Augusto n'ebbe 20,000. Plinio, uomo moderato e filosofo, nel suo testamento si scusa di non lasciare che poco pi di 4ooo schiavi, in grazia delle perdite soff*erte nelle guerre ci vili. Pudentilla, donna d'Apuleio, aveasgran numero di schiavi, che pot donarne 400 a'suoi figli. Questo enorme numero fece s che questi disgraziati fossero chiamali
i

suo peculio cio la sua piccola provvisione di denaro, che ognuno possedeva sotto le cor>dizioni imposte dal

ma

Qvea

padrone. Ciascuno
culio nel

si

serviva di quel pe-

modo
il

a cui loportavala sua in-

clinazione o
il

suo ingegno; l'uno faceva


l'

cambio

del denaro,

altro dedicavasi
alle arti

al traffico;

alcuni
altri

si

applicavano

meccaniche,

pigliavano persino ad

affitto alcuni terreni;

ma

alcuno non e-

raviche non si studiasse di trarre da quel peculio un profitto, il quale gli procurava al tempo stesso qualche comodo an-

che nello stalo

di servila, e la

speranza

d'una futura
tere e

libert. Tali schiavi


si

di essersi arricchiti,

facevano

dopo manomet-

diventavano

cittadini.

Uno schiaI

greges sen'oriim da Giovenale, e da Petronio e altri tiirba^ cohors, legio^fanii-

vo

fatto libero

chiama vasi
i

liberto /\n lati-

no

libertimis, ed

figli di lui, libertini.

liarum naliones^ agminaj ce. Lo stesso Petronio ci dice, che la 10.'' parte degli schiavi non conosceva il suo padrone. Si compravano da tutte le parli del mondo, e quanto erano a vii prezzo gli schiavi indigeni, altrettanto a prezzo

enorme como spirito

prendevano il nome e soprannome de' padroni che li mettevano in liberl , e si univano in qualche modo alla loro famiglia, come loro erano uniti se patrizi gl'ingenui o clienti, de'quali parlai a Patrizio ePBOTETTORE,essendo tenuti clienliberti
i

pravansi quelli delle pi remote nazioni,

ti

di riscattare

loro padroni se presi in

quelli

che per qualche

abilit,

guerra.

Un padrone
si

che voleva far


presentava

libe-

butfonesco, ovvero per bellezza avessero

ro

il

suo schiavo,

al pre/o-

potuto servire a'piaceri pi infami de'si^nori del mondo. Allorch


si

esponevano

re dichiarando il motivo che lo determinava a dargli la libert, metteva una ma-

11^

SCH
suo schiavo, o lo teneva
il

SCH
gi terribili e inesorabili

no

sulla lesta del

per

istabilire la

per
gli

braccio, e dandogli colla

mano un

sicurezza degli schiavi

come

quella dei

leggero colpo sulla guancia, diceva ch'eera libero e ciltadino

padroni che ormai viveano

tra di essi co-

romano. Dopo

me

in

mezzo a nemici. Roma che da prin-

di

che

il

pretore toccava lo schiavo colla

cipio erasi mostrata

umana
la

verso

suoi

suddetta verga, ed avendolo dichiarato


libero faceva registrare
il

prigionieri, e per lungo

tempo seppe comtendenza che

suo

nome

nel

primere ne'suoi abitanti


seguito disprezz
te
gli

catalogode'cilladini romani. Vi eranoan*


di mettere gli schiavi in padroni potevano farlo senta presentarsi al pretore, o facendo sede-

spingevali alla durezza e alle barbarie, ia


schiavi

Cora

altri

modi
i

come

la

parloro

libert,

ed

pi

vile della

nazione, per cui

la

condizione generalmente poco differiva


dalle bestie da soma. Gl'impiegatialla col-

re seco loro a

mensa

gli

schiavi, e dichianel testamen-

rando in presenza d'amici o


to, ch'essi

tivazione delle terre portavano


piedi. Vili e scarsi alimenti

ferri ai

lasciavano loro

la

libert di vi-

erano loro sona-

\ere

come

volessero, e di fare ci che lo-

ro meglio piacesse.
il

Come
i

la libert

era

e durante la notte si cacciavano da molti in sotterranei umidi o inministrati


,

pi gran

compenso che
ai

padroni aves-

fetti.

Talvolta

gli

schiavi della citt, vit-

sero potuto dare


sti fatti

loro schiavi, cos que-

time de'capricci

di crudeli padroni, invi-

gi liberi, riguardavano e veneravano come divinit quelli che li avealo

diavano quelli della campagna, ad onta


della vita pi laboriosa.
il

messi in libert.

Non mancano per

e-

diritto di vita e di
,

sempi di eroica a(fezione,data dagli schiavi a'Ioro padroni durante la servit o dopo la loro morte, di che parlai a'Ioro luoghi con altre notizie e particolarit riguardanti
gli

schiavi

ma

I romani aveano morte sopra loro tanta severit fu moderata


i

dalle leggi, e

come

talvolta alcuni

padroloro

ni accesi d'ira

abusavano

della loro aui

torit,

ed uccidevano senza motivo

schiavisi di

Roma

(/^.),che

schiavi, cos l'imperatore

Adriano dopo
il

delle diverse nazioni antiche e

moderne.
a-

aver abolito ne' padroni


decret
la

detto diritto,

Nello stato di servit eranvi schiavi che

\iveano perle loro ricchezze in mezzo


gli agi

e alla mollezza, e che

si

facevano
LelU'

morte contro coloro che li uccidessero senza ragione} e quando un padrone trattava troppo crudelmente
pena
di
i

persino portare da

altri schiavi in

suoi schiavi, poteva essere obbligato a

ga

(^.).

Anche

de'hberti

non pochi persi

venderli ad un prezzo ragionevole. Gli


schiavi
la

vennero in isplendore; gl'ingrati per

romani allora entrarono quasi


la

nel-

condannavano di nuovo al servigio e dominio del padrone, per legge di Costantino I il Grande^ 1. i,c. de libertis. Tale
era
la

condizione de'cittadini, perch

pu-

nizione capitale tu data esclusivamente al

magistrato
se

schiavit presso

romani, e tale conessi

tinu ad essere finche


i

conservarono

loro costumi virtuosi e la loro probit.

il quale non ia comandava non dopo un giudizio. Autonino Pio conferm le ordinazioni d'Adriano. Ma non contenti que'principi di aver messo
,

IVla

quando

essi

s'ingrandirono col mezzo

la vita degli

schiavi in sicuro contro la

delle conquiste, e diventarono ricchi delle spoglie di tutte le nazioni

violenza del loro padrone, vollero altres

che soggioi

garono,

gli

schiavi loro

non furono pi

lit;

porre de'limili alla sua violenza e brutatempli si aprirono per servir d'asii

compagni

de' loro lavori,

ma

bens

gl'i-

lo alle vittime; la statua del

principe lo-

stromenti del loro lusso e del loro orgoglio. Siccome perduti erano icoslunii affatto,
la

ro benefattore ch'essi,

andavano ad ab-

bracciare nella lorodisperazione, stende-

ebbe bisogno di leggi intorno alservil;si ebbe persino bisogno di legsi

va una manoprotettrice su di essi. Allorch i germani ebbero fatta la conquista

SCH
mandaionogl schiavi loro a coltivare terreni, che dopo fatta la divisione erano loro toccati in sorte; e da
delle Gallie,essi
i

SCH
i

29

questi schiavi e servi vuoisi che in molte


piirli sia stala

brava dover nascere, vivere, morite soltanto per soddisfare capricci di alcuni esseri privilegiati, quali fondavano ogni loro diritto nella forza brutale, ed aveano
i

popolala laFrancia.La loro


vii-

attinto

il

loro odioso potere nel sangue.


il

moltiplicazione form quasi altrettanti


le terre ritennero

Era questo
le

diritto
il

comune

di tutte

iaggi de'poderi ch'essi colti vavano,e quelil

nazioni, era questo

triste stato della

nome

latino di P^il-

romani a veano loro imposto,donde vennero le denominazioni di villa, di villaggio, che si mantennero tanto in Italia, quanto in Francia, e quella di villani che indica persone della campagna o persone di basso legnaggio. Si videro dunque in Francia due specie di schiavi, quelli de'franchi e quelli de' galli. Quegli schiavi appartenevano di diritto a' loro
/czeche
i

quando comparve sulla terra Cochedovea rinnovarne la civilizzazione, quando venne promulgalo il Vangelo, nel quale il divin legislatore Ge5w Cristo (^^.), colle sue massime di soave carit, di dolcezza, di fraternit fra gli uomisociet,
lui
ni,

prepargli spirili a sentire,che

la schia-

vit,

come

era allora, feriva

la

legge di

umanit. E'

alia Chiesa, ai suoi ministri


i

e al cristianesimo, che

popoli vanno de-

padroni,
infelici,

ma

col

tempo diventarono pi

bitori della mitigazione

dapprima, ed in

poich furono assoggettati a gran-

seguito dell'abolizionedeila schiavit; he*


nefizio questo operato dalla/ie%/o/2e(/^.)

di lavori, e cos strettamente attaccali alle

terrede'padronilorOjChesembra vano far-

ne parte, onde non potevano

stabilirsi al-

trove e neppure ammogliarsi nella terra d'un altro padrone senza pagarne il diritto di matrimonio al di fuori; e anche
i

degno della riconoscenza delumana. Per l'enorme moltitudine degli schiavi non pot la Chiesa ad un tratto pretendere l'abolizione della
cattolica, e
l'intiera societ

schiavit; se ci avesse ordinato,

si

sareb-

figli

provenienti dall'unionedi due schia-

vi di

diverso sesso, che appartenessero a


si

diversi padroni,

dividevano, anche av-

veniva che uno de'padroni, affine di evitare quella divisione, desse in

cambio un

be rovesciato tutto l'ordine sociale, ed avrebbe messo sossopra tutto il mondo. Se ad un tempo si fosse posto in libert uu numeio innumerabile di schiavi, siccome la loro condizione li rendeva incapaci di
riconoscere nella liberazione un beneficio,

altro schiavo. Attesta Giulio Cesare nei

suoi

Commenlarl lib. 6, come il numero degli schiavi abbondava ancora uellaGallia. La schiavit si era resa comune e universale, ed ovunque era immenso il numero degli schiavi. Fino dal tempo dei
fenicii,

o almeno di valersi di questo in proprio vantaggio e in utilit della societ, e sic-

come
ti

loro cuori gi trovavansi inaspri-

pe'cattivi trattamenti
,

che aveano sof-

ferto
alla

ed anche prima
gli

negri furono

sarebbero certamente rivoltati vendetta, ed avrebbero rinnovato le


si

comprati, ridotti inischiavitLi,ed oppressi

co'Iavori forzati

antichi egiziani a-

veano degli eunuchi neri al loro servigio, come pure gli assiri e persiani Tiro e Sidone tradicavano di simili schiavi, ed
i
:

cartaginesi gl'impiegavano nel


cio e ne'Iavori delle miniere.

commerLe conqui-

ste de' greci, quelle de' romani in Africa

tragiche scene da loro eseguite in diversi tempi e con diverse nazioni. In tal caso la societ minacciata da costoro si sarebbe rivolta a que'mezzi pi valevoli alla conservazione della pubblica tranquillit, e quindi avrebbe combattuto que'principii che in qualche modo favorir potevano la libert, ed aggravale avrebbe, anzich rilassate e infrante,
le

trasportarono degli schiavi in Europa; gli


etiopi o negri

catene degli schiavi;

furono frequenti

La maggior parte del


VOL. LXII.

Roma. geuere umano seniin

e
se

cos'i

la

schiavit

si

sarebbe conservata
si

ancora rimaneva,

sarebbe ristabi-

i3o
lifii,

SCH
ieeradi gi abolita. La leligionecriniolivo delle persecuzioni, delle
fuggitivo di

SCH
Fdemooe,
a questi lo
:

riman-

fitiana a

degli disse nella lettera Io ve


vi te re ed

lo rima/i'

guerre e delle irruzioni barbariche non polchenelcorsode'secoli introdursi presso


i

do, non gi come prima, ne come un ser-

uno schiavo, ma come un vostro

popoli, quindi a poco a poco dovette


la

diletto fratello.

Donde
al

si

vede che Onefatti

promulgare
Fondatore.

santa legge del divino suo


religione cristiana trov nei

simo, dopo restituito


ne,

suo antico padro-

La

non

fu

pi suo schiavo. In

que-

suoi principi!

il

mondo oppi esso da pesanti

sto preteso schiavo dai sostenitori della

catene,eleprimeparolechefeceessa risuonare, nella sagra sua missione, agli orecchi


di quegrinfelici ne'quali
giati
i

schiavit, divenne poco

dopo ministro del

rinvenne oltragsi-

vangelo e vescovo d'Efeso. Le parole di s. Paolo manifestano il neraviglioso mistero delia redenzione del genere

pi santi

diritti

deiruomo,eche a
promessa

umano,

militudine delle bestie erano lenulia

vile,

dalle catene di servit materiale e


le,

furono

di conforto e di

di vici-

dalla schiavit

na liberazione. Rispettoalla dignit delJ'uomo essa dichiar lo schiavo eguale al


libero, e lo dichiar

cato,

moranon meno che dal pecconducendo le nazioni egualmente

che gl'individui, senza alcuna distinzione,


alia sagra alleanza di cristiana fratellan-

parimente partecipe

delle grazie che dallo Spirito santo erano

za e di perfetta eguaglianza in Dio.

La

slatesullaterra profuse. Tutti gl'insegnaluenli dell'apostolo delle genti


s.

Chiesa guidata dallo Spirito santo comp\


e
i

Paolo,

fan sapere aTedeli, che innanzi a Dio non


v'

mirabilmente il disegno della liberazione, mentre da una parte don agli schiavi
perduti diritti naturali, eguagliandoli in
a* potenti della terra,

ha differenza alcuna tra

il

libero e lo

Imperocch scrisse a'Corinti: In un solo spirito siamo stali battezzati tutti noi per essere un sol corpo, o giudei o gentili j o servi a liberi , e tutti siamo stati abbeverati di un solo spirilo. Ai feschiavo.
^

Dio

non

tralasci

dall'altra parte d'inculcar loro di

adem-

piere a'Ioro doveri di sottomissione e di

sudditanza con amore e con sincerila di


cuore. Similmente non tralasci laCliiesa

deli di

Calata scrisse: Tutti

siete figli

di

d'insegnare
servati
i

a'

padroni che avessero conrical

Dio per la fede in Cristo GeshjimperoC'


che tut voi che
siete stati battezzali in

vantaggi della nascita, della

chezza e del potere


la dottrina del

lume benefico deltutti;

Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.

Non v'ha

Salvatore di

ma

li

giudeo^ ne greco^ ne servo^ ne libero, non v'ha maschio^ ne femmina j tutti voi siete

un

solo in Cristo Ge^w. Finalmente scris-

se a que'di Colosso:

Dove non
ed

gentile

e giudeo, barbaro e scita, servo e libero;

ma

Cristo ognicosa^

in tutti.

Pai

medesimo tempo di rispettare fratello. e di amare nell'umile povero La Chiesa insomma ridon all'uomo libero come allo schiavo, al potente come al debole, al ricco come al povero la perduta immagine di Dio, che da principio in
esort nel
il

droni, con giustizia ed equit trattate


servij

sapendo che avete anche voi unpadronein c/Wo. Sebbene il vangelo non parVi formalmente di schiavit, evidente
il

era slata creata, e che per il peccato Tavea abbandonata, lldettodel divin Salvatore Ci che farete a uno degli ultimi miei fratelli, avretefatto a /Cj do vea con lui
:

che

principio di fratellanza fra tutti gli

durre

cristiani tutti, ricchi e poveri,

po-

uomini, posto come base fondamentale deir insegnamento del Cristo, condann implicitamente
fiero lutti

grande e santa convinzione, che innanzi a Dio non vi distinlenti e deboli, alla

la

schiavit: cos Tinte-

zione fra loro, e che

coloro che abbracciarono successivamenle la fedenovella. Per s. Paolo

l'immagine del Salvatore


rappresenta,

ognuno porla in se fatto uomo, e


l'Apostolo,
il

come dice

la

per-

dopo aver convertilo Onesimo schiavo

sona di Ges Cristo.Dice

medesimo di-

SCH
Innanzi a Dio non viha distinzione di persona. Quesia santa dottrina predicarono dovunque gli apostoli,
vili

SCH
eziandio del presente

i3t

Redentore

hanno voluto rim-

proverare alla Chiesa, che nulla o poco h operato per l'abolizione della schiavit.

tanto agli ebrei che


agli schiavi. Disse

ai gentili, s a'iiberi
s.

che

Se costoro avessero consultato

la storia

Pietro in pubblica

dell'infelice condizione della schiavit del

adunanza
re^

Solo colui accetto al Signo-

gentilesimo, l'atroce guerra che fu fatta


alla religione cristiana

di qualsiasi popolo o condizione^ che

per impedirle al

lo tetne^ e
sto solo

die esercita la giustizia: Cri'


il

tutto
rosit,

la

Signore di

tutti.

Cos

la reli-

\n sua opecertamente non avrebbero osato


s

^ua propagazione e

gione cristiana nobilit

la

dignit della

di fare

ingiuste e calunniose doglianze.


servirsi di

uatura dell'uomo presso tutti, tanto liberi che schiavi. La religione cristiana aboli la disgraziata differenza tra' liberi e

La Chiesa non ha mai voluto


mezzi
di distruzione,

ed ha prescelti invece quelli ch'erano pi efficaci d'ogni potere

non

liberi, ed introdusse un ordinamento, che fondalo sopra principii santi, dovea

mondano. Propagandole sue

idee di-

vine sulla dignil dell'uomo, sulla fratellanza esull'amore del prossimo, volle dare,

condurre e innalzare il padrone egualmente che il servo a vera cristiana libert ed eguaglianza. La religione inoltre santific
i

come

dissi,

a poco a poco

il

colpo de-

cisivo al sistema di schiavit. Ripeto,

una

rapporti scambievoli tra'liberienon


,

subitanea abolizione non sarebbe stala


possibile,

liberi

dando

il

solenne

comandamento

poich l'ordine e
la

la

pace da cui
in

dell'amore del prossimo; poich ordinan-

animata
gliare

Chiesa, non potevano consi-

do

a' signori
ai

come
ai

agli schiavi, ai ricchi

una disperata impresa, e


si
il

vece di

come

poveri,

potenti

come

agli o-

ottenere il prefsso scopo,


in

scuri e deboli, (jue* doveri che

debbono

isconvolgimento
11

sarebbe posto montlo, nella lotta


delle teneil

ha fatto sapere alle genti chesolo l'adempimento di que'doveri possono farle giungere al possedimento dell'eterna beatitudine, e che ognuno sar riguardato secondo il maggiore o minor valore delle proprie opere, e non gi secondo la pi o meno nobile condizione eh' ebbe in questa vita. Cos era stata sparsa la semente delle cristia* ne massime nella societ civile, che con il volgere de'secoli dovette prendere forza e torire. Per non senza grandissima dilficolt non crebbe che successivamente a misura che la religione trionfava sul
scambiarsi l'uno verso
l'altro,

morale.
gli

miglioramento della sorte de-

schiavi fu

sempre oggetto

re sue cure,

come prov ultimamente

dotto d. Giovanni Balmes, con l'opera che


citai

nel voi.

LV,

p.

3 i4. ed altri bene-

meriti scrittori che a'nostri giorni tratta-

rono questoargomento. Dovunque gl'infelici schiavi abbisognarono d'aiuto e d


protezione,

comparve

loro la Chiesa, qual


si

angelo di salvezza. Con ardente amore

adoper per que'


fedeli,

cristiani,

ch'ebbero la

disgrazia di cader nella schiavit degl'in-

guerra:

anche per casi e avvenimenti di la Chiesa non risparmi sagrifizio


primiera libert

gentilesimo, coll'innalzarsi a somiglianza

alcuno per redimerli dalle loro catene, e


restituirli alla
,

d'un albero vigoroso, che sotto la benefica sua ombra raduna tutte le nazioni

per cui

brevemente ne accenner lesue principali

quantunque
li,

di differenti

condizioni socia-

e benefiche operazioni, che in tanti luoil

con eguali diritti e leggi d'amore in uiia grande e immensa famiglia. Le catene della schiavit, in Europa principal-

ghi gi celebrai, dicendo pure quanto


cristianesimo raddolc assaissimo
dizione degli schiavi, che
la

con-

non

gli

fu dato

mente, sono state disciolte e spezzate per la sola opera della chiesa cattolica. Alcuni malvagi scrittori del secolo passalo

emancipare.

La

chiesa cattolica fino dalla sua oriil

ed

gine ristor

mondo

e l'abbell di

nuova

i32
luce e
(l

SCH
nuovo splendore
,

SCH
il

quale era

rispetto

g'

insegnamenti soavi del vani

sopi'altullo oppresso dalla schiavit,

che

gelo. Rapidi e

deluipava la societ e degradava la condizione deiruomo.Perfanlo la Chiesa prese di

felici furono cambiamenti che produssero poche parole della Chiesa ne' rapporti di que'padroni diventati

mira

la

schiavit e sparse sublimi

cristiani co'Ioro schiavi,

che nell'assem-

concetti intorno alla dignit dell'uomo,


il

blea de' fedeli senza distinzione vedeano


a'ioro fianchi, pregando insieme con loro, e raccogliendo

quale grande per

la

sua origine, prebenefico e soa-

zioso pel suo riscatto, e nobile pel suo destino;

con

essi le

parole del

ed inoltre con

modo

vescovo o del Papa, o de'loro sagri rainistri,che predicava a tutti la carila di

ve insinu que' dettami di fratellanza e


di carila, ch'
il

Gedol-

carattere proprio del cri-

s Cristo. Gli schiavi sopraffatti della cambiata loro condizione, succedendo


il

stianesimo,e pot quindi togliere di mezzo


ai popoli cristiani la schiavit.

Al nascer

ce comandoalla crudelt, correvanoa purificarsi al pari de' padroni ne'sagri fonti,

della Chiesa

non

solo

l'uomo giaceva im-

merso

nell'errore e avvolto nelle tenebre,

e soggetto al giogo del servaggio,

ma eol-

adorando con riconoscenza e fervore il Dio di carit, il Dio de' cristiani, e patirono
il

ziandio la

donna

si

vedeva avvilita e

martirio per essere saldi in confessare

traggiata dalla corruttela; alterati erano


i

la fede di

Ges

Cristo.

11 i.'

segnalalo

e-

vincoli e le relazioni del sangue, accoral

dandosi

padre in virt di legge


natura non

tal
gli

do-

minio

sui figli, quale

avea

mai concesso; il povero e l'infermo potevano pur languire e venir meno nella vita,
ninno v'avea che
la
li

sovvenisse; trionfava
il

sempio della manomessione de'servi suggerita ai padroni dal caritatevole spirito deW Evangelo [F.) fu dato daErmele prefetto di Roma, che fu convertito da Papa s. Alessandro I: nel giorno di Pasqua, nel quale fu battezzato insieme con tutta la

crudelt e la barbarie sotto

diritto

sua famiglia e ii5o schiavi,

li

ri-

della guerra, la societ tutta

oppressa da tirannide,
le
lei

il

quanta era furor della quapopoli a

lasci in piena libert,

dopo

averli larga-

dovevano sostenere

gl'infelici

mente provveduti del bisognevole al loro sostentamento. Ermete con S.Alessandro


I nel 13*2 sotto

soggetti. In tale stato di cose la Chiesa con promulgare la dottrina di Ges Cristo, band l'errore, raddolc costumi, rii

Traiano, con molti

altri

chiam l'umana famiglia

alle giuste

sue

morirono della bella morte de' martiri. Cromazio prefetto di Roma, convertito alla fede da s. Sebastiano, mentre Diocleziano reggeva l'impero (e l'abdic nel

relazioni, riordin la societ colla santit

delle leggi, mitig e poi cacci la degra-

dante schiavit, richiamando l'uomo


la

nel-

cognizione de'suoi doveri e della pro-

3o5) diede la libert a i4oo schiavi, che unitamente a lui erano entrati nella chiesa di Cristo. Ciomazio in rilasciandoli con
donativi profer
le

pria dignit.

Ben presto

il

cristianesimo

seguenti parole: Co-

colla dolcezza e l'umanit

che

lo

anima-

loro che cominciano aver

va penetr insensibilmente
ciet, in tutti
i

in tutta la so-

non devono
tivi

giorni fece

nuove conquiste

Dio per padre, I moche indussero questo pio cristiano ad


essere ser\'i dell uomo.

col fecondo
tiri,^

sangue de'gloriosi suoi mar-

un'azione

diffondendosi in pochi anni in tutte

le parti;

quindi annover discepoli eroici


:

s generosa, sono espressi in termini assai chiari comech simbolici. Nella pasquale solennit, nella quale Cristo

in tutte le classi, in tutte le condizioni


i

a noi e
si

si

manifest vincitore della morte,


liil

cristiani

ben presto erano

in senato, ne-

fece mallevadore dell'essere stati


i

gli eserciti, nelle

scuole di filosofia, ne'pa-

berati

servi dal peccalo, e dell'averci


figli,
si

lazzi de' Cesari, tra gli schiavi. 1

pagani

suo padre celeste accetlali per


via
ci

e la

e convertili raccoglievano

con avidit e

apr all'elei u felicit, ben

eoa-

SCH
veniva che in quel giorno slesso cadessero
le

SCH
modo
stesso
i

i33

catene de' servi, ed al

rono UD asilo per quelli fra que'meschini, quali erano ancora maltrattati da'Ioro
padroni,

col quale lo spirito


te e

dell'uomo liberamen-

con gioia guarda verso il cielo, cosi del pari il suo occhio corporeo dovea conoscere di bel nuovo la sua originaria nobilt, e la

erano stati templi paper vindiclam o per la verga del pretore o del console, il che rendeva assai difficile la cosa, non furono pi
lo
i

come

gani.

Le

libert

sua libert primitiva. La carifecero mettere nelle

accordate ne'templi de'falsi Dei,


chiesa del vero

ma nella
gli

t de'primitivi fedeli verso gli schiavi fu

Dio

a'piedi dell'altare, in

mirabile, e molti

si

sacrosanclis ecclesiis, ed allora


vi fatti liberi colla

schia-

catene aflnch fosse conceduta a'ioro confratelli la libert: lo attesta

loro posterit, venne-

Papas. Clenel p.

ro sotto
sa.

la

materna protezione della Chiegli

nienle

del 98,

come leggo
di questua

Ma-

In seguito
in

schiavi

si

manumette-

machi.
ni.

De

cosUuni de primitivi cristiaparlai dello

vano

mano

del vescovo alla presenza

A Colletta
i

de' canonici, cio de' preti e diaconi cattedrali, al

zelo ch'ebbero

dannati

alla

primi Papi per quelli conschiavit, all'esilio e alle miil

qual atto gran parte avea l'ar-

cidiacono perch fosse autentica, poich

niere,per aver professato


tra'quali
si

cristianesimo,
i

distinse

s.

SoteroPapadel 7 5;
scrisse

quindi

s.

Dionisio Papa del 261

lettere consolatorie all'abbattuta chiesa


di Cesarea in

r arcidiacono era considerato come una persona pubblica anche in faccia al governo, ed a molti atti civili, come not JVardi, De' parrochi. Pi tardi la manomessione pot farsi nelle chiese alla presenza del popolo, anche d'un solo sacerdote, e per tal modo vennero in disuso le antiche formalit, bastando una scrittura,

Cappadocia, inviando denaro per persone sicure, acci fossero ri-

scattati gli schiavi di essa,

come
t.

si

ha dal*

YEpisl.

70

al

220

di

s.

Basilio

3.

L'im-

peratore Costantino

ne'primi del quar-

che segnata fosse di propria


ecclesiastico.
I
i

to secolo diventalo cristiano,


la

pace alla
il

ridonando Chiesa, ed accordando a'cri-

un

gorio

mano da Gi ai tempi di s. GrePapi godevano del diritto di ri-

stiani

libero esercizio della loro religio-

ne, sent la necessit di abolire la schiavit, per ripopolare

donar la libert colla semplice spedizione di un rescritto, come si pu vedere nelle

un impero devastadella libert riu-

sue Opere^ epist.

lib.

6, n. 12. Delle

to da continue guerre, e nello stesso tem-

po conobbe che
da motivi

il

dono

scirebbe pi prezioso se fosse consagrato


di religione; autorizz la liber-

t degli schiavi accordata in chiesa alla

presenza de' vescovi. Dall' epistola di

s.

Ignazio mai lire a Policarpo sappiamo che

molte volte
ai vescovi,

servi convertiti ricorrevano

affinch col denaro della chie-

sa gli riscattassero.

Quest'uso d'ottener

la

libert per

mezzo de'vescovi venne quin1

di dall'imperatore Costantino

solenne-

mente sanzionato.
diede

Il

battesimo ben tosto

agli schiavi la libert civile, in

un

colla libert spirituale

come

figli di

Dio.

Da
si

questo istante

la

legislazione occuposil

assai

meglio

di

moderare
le

potere dei

padroni sugli schiavi, e

chiese divenla-

manomessioni parlo anche a Servo: solo qui noter che quanto pi il numero dei manomessi crebbe, tanto pi vivo si accese il desiderio in quei che perduravano nella schiavit,di scuoterne il giogo di cui eranogra vati, onde pastori delle chiese con opportune prediche procurarono di quietare gli spirili, ed concilii decretarono rigorose pene contro coloro che di propria autorit pretendevano d'affi'ancarsi; mercdi questi savi provvedimenti gli schiavi tolleravano con pazienza la loro avversa sorte. Osserva il p. Lupi nelle Dissertazioni 1. 1, p. 142, cheavendo Costantino I colla legge 17, Cod, de poenis, vietato il barbaro uso di scolpire col ferro rovente il nome del padrone o altro obbrobrioso marchio in fronte agli schiavi
i

,34
(launati a scavare

SCH
i

SCH
gio ed altri simili stabilimenti pel Poi>e-

clie fuggissero, e agli altri facinorosi con-

metalli, acci potesse-

ro

in

avvenire essere riconosciuti, da quel

IO (^.), che.!' impero romano non aveva mai veduto prima d'allora. Non solo
i

tempo
stiani,

degli

usarono tanto padroni criquanto gentili di porre al collo schiavi fuggitivi de'collari di lamine
in poi
i

ricchi,

ma ben

anche
la

quelli

che

tali

non

erano, onorarono
gli schiavi;

fede con soccorrere

perci nel

secolo frequenti

di metallo. Costantino

decret inoltre

per legge, che nessun ebreo potesse avere e schiavo un cristiano; questa legge di
poi
si

manomessioni de'servi che appartenevano a famiglie non cospicue {>er


furono
le

dovizie di fortuna. Anzi lo spirito cristia-

estese ai pagani, ai samaritani,

ed

no punto non
rano
i

si

appag

del fatto della re-

a lutti quelli che


essa

non erano

cristiani

ma
ef-

stituzione della libert a quelli che n'eprivi,

non

fu

rigorosamente recala ad
si

ma cerc

fetto,

siccome

pu arguire da alcuni
Giovanni Crisostomo.
celebra
la piet

liberi cadessero in servaggio, e


la

pure d'impedire che ricom-

passi riferiti

da

s.

prava

libert di coloro

ch'erano

pri-

citalo p.

Mamachi

dei

gionieri.

Una

parte della Rendita ecclc

fedeli de'

primi

secoli,

tanto della chiesa

siastica (/^.) era dai santi vescovi desti-

romana, che
iierosamente
i

delle altre, nel sovvenire g


gli

nata a questo lodevolissimo uffizio,


testifica
s.
i

come

schiavi di tutte le parli,


i

Ambrogio neWEpist. 8 all'imI.

massime condannati a cavare metalli, rendendone chiara teslimonianza s. Cipriano, che narra
gli
le

peratore Valentiniano

Memorabili sonarrali dalla sto-

no eziandio parecchi
ria, di
i

fatti
i

redenzioni e aiuti de-

alcuni vescovi,

quali venderono

avendo perci somministralo la chiesa africana 100,000 seslerzi. Nel IV secolo della Chiesa mol ti pietosi fedeli procurarono di riscattare
schiavi
falli

da' barbari,

vasi d'oro e

d'argento appartenenti alla


il

chiesa, per convertirne


to de'prigionieri
: i

prezzo in riscat-

fedeli

medesimi conquesto

tribuirono considerevoli
fine.

somme a

dalle manide'goti quegli schiavi cristiani

Lo

zelo del clero per questa sant'o-

che furono presi nella Tracia e nell'Illirico, come si pu vedere presso s. Ambrogio,nel 2.lib. degli Uffzi. Nel
fior

pera s'aument per modo, che alcuni preli

giunsero a rubare

vasi

medesimo

d'

oro destinali
i

al servgio del

d'argento e Signore,
sufficienti
1

s. Melania la giovane, la quale col permesso di suo marito Piniauo, figlio di Severo gi prefetto di Roma, diede la li-

quando
per
la

loro averi

non erano

redenzione degli schiavi.


si

vescovi
in

d'Irlanda

videro perci costretti

un
si-

bert a
greci

8000 schiavi: pi tardi ne segu il magnanimo esempio s. Sansone dello dai


r Ospitale j con alTrancare
i

concilio del

^5o, a porre un freno

suoi

mile malinteso zelo, col minacciare gravi censure ecclesiastiche, perch dicevano che
e
la

servi provvedendoli del necessario.

Dopo

condotta del clero recava disonore

che gl'imperatori cristiani salirono il Irono de'Cesari, esempi di simil fatta si moltiplicarono di giorno in giorno.

danno alla Chiesa col procacciarsi la giusta taccia di ladri. Sempre pi le leggi civili

La

liber-

de'successivi imperatori cristiani, ad-

t agli schiavi soleva particolarmente e-

dolcite dalla religione cattolica, da essa

Pasqua di riGregorio Niseno, die fin la beata sua vita verso il 4oo. Principalmenle si segnalarono le nobili matroneromane, le cui virt furono commendate da S.Girolamo. Esse spendevano
seguii
si

nella solennit della

ebbero un impulso a
degli schiavi
fosse
in
si

fir s
:

che

il

nomeio

surrezione,

come attesta

s.

un servo che stato dal suo padrone abbandonato


scemasse
la

qualche malattia,
stali

liherl riacquista-

va. Gli eirelli della carit cristiana sareb-

bero

pi pronti e pi sensibdi, se

l'ir-

le

sterminate dovizie de'Ioro

illustri

an-

ruzione de'barbari non avesse cambiato


aHatto
il

tenati nel fondare ospedali, case di rifu-

diritto

pubblico e

costumi di

SCH
Kui opn. La specie
di servith

SCH
per die
i

i35

avessero

come

mantenersi.
i

La Chiesa

a-

barbari introdussero fu pi tollerabile e

mile della schiavil domestica usata dai


greci e

vendo aperto agli schiavi suoi santuari, quando erano stali maltrattali dai loro
padroni, concesse loro
la

romani

per cui destando

meno

sua protezione.

compassione, sussistette pi lungamente,

restandone ancora qualche avanzo in ^M5*ia (/^.) e in altre regioni, sebbene in detto

impero vuoisi che

sia
;

vera schiavit,
altri

almeno

in diverse parti

avanzi sus-

Ogni schiavo quindi ch'erasi riparatoia una chiesa, veniva consideralo come inviolabile, e non poteva essere dato in potere del suo padrone, se prima non prometteva di non punirlo con pene afflittive,aila presenza del vescovo,e poscia tor-

sistendo in Polonia, in

BoemiafWQW Undi-

gheria, ed in parecchi luoghi della bassa

nava

al

suo

servizio.

delti conciliid'Ala

Germania. LaChiesa non lasciando di

ranches e d'Epaona fulminarono

sco-

fenderegli schiavi a'qualii padroni aveva-

munica contro

violatori di tale Ininiii"

no conceduto
loro sagri

la

hbert,
i

il

godimento

dei

nt ecclesiastica (^.), e siccome in tale


articolo mollo parlai degli
colla Civilt cattolica^ aver
asili,

diritti,

padri de' concilii d'A-

noter

vranches o Aranches del 4 i,edi Agde del 5o6, minacciarono severe pene ecclesiastiche contro chi ardiva di

saviamente

avvertilo

il

Phillips,

Droit ecclsiastique,

nuovo toglie-

che

se la

Chiesa nei

secoli

principalmente
gli asili

A'tempidel2. fior Papa s.Simmaco,il quale con denaro riscall gli schiavi che dimoravano nella Liguria,in Milano e altre provincie:a*225 vescovi africani esuli in Sardegna per orre
la libert ai fatti liberi.

delle invasioni

barbariche e del feudaimla

lismo soverchiante moltiplic


munitarii,a misura poi che

societ e i tri-

bunali si riordinarono,ella slessa pose ma-

no a
mati

restringerli.

Da

principii caritate-

dine del re de' vandali, ogni anno

mand

voli somiglianti ai
i

rammentati sono ani-

denaro e vesti, e li confort con paterna lettera. Tutta volta ebbero schiavi le chiese e monasteri, facendo parte delie posi

decreti del concilio di Orleans del

549.
i

padroni non potevano ricuperare

loro schiavi, che per timore delle pene

sessioni loro donate.

Il

concilio
le

diEpaona

afflittive si

erano

rifugiati nelle chiese, se

del

517, dichiarando nulle


la

vendite dei
a quegli

beni di chiesa, senza

permissione del vela libert

scovo, proib di donare

schiavi ch'erano stati dati a'monaci e alle

abbazie. Di pi viet a'nobili padroni sotto pena di scomunica per vari anni, di mal-

trattare

loro schiavi o farli morire. In

prima non avessero dato giuramento di rilasciare ai medesimi minacciati castighi; e coloro che non mantenevano il giuramento rimanevano per sempre esclusi dalla comunione de' fedeli. Se poi padroni appartenevano a una sella o erano gentili, dovevano allora presentare un crii
i

pi

felici

condizioni per trovavansi d'orschiavi delle chiese e delle ab-

stiano in qualit di malleveria, affinch


egli avesse presta lo
il
il

dinario

gli

giuramento. Inoltre

bazie; poich pei vescovi e per gli abbati

concilio

chiam

era divenuto un sagro dovere di restituire nel testamento la libert


vi,

di que'padroni,

il procedere che toglievano di nuovo

scellerato

ai

loro schia-

la libert ai fatti liberi.

Il

codice delle leggi

de'quali al solilo ne aveano tre al loro


I

servizio.

padri del

memorato

concilio

imperatore e le istituzioni del medesimo sono piene di titoli


di

Giustiniano

d'Agde e di quello d'Orleans del 54 1 esortano con espressioni veramente amorevoli


i

relativi alla schiavil.

Per

facilitare al cle-

ro

vescovi,

prelati e gli abbati a si-

redenzione de'prigionieri cristiani^ permetteva la Chiesa di vendere, in caso di


la

mile santo dovere, non senza consigliarli


di lasciar a'ioro liberali alcun

bisogno,

vasi d'oro e

d'argento destinati

poco di

de-

pel divin culto,e d'impiegare poi ildenaro

naro, alcun piccolo bene

stabile,

perch

per liberarli.

decreti de'padri del concilio

36

SC

H
gli schiavi,

SCH
e per l'intera abolizione della

diLione del 583 ediMagon del 585,e piti tardi diReims nel 625, rendono la pi lu-

schiavit,

si

hanno

dall'aver essa

sempre

minosa testimonianza intorno a quella pia


usanza. Lostesso concilio di
io di

conceduto

agli schiavi

di poter entrare

Ma^on, quel-

nel clero tanto secolare che regolare, pe-

del
t

Toledo del 589,6 l'altro di Parigi 6 4j vigorosamente difesero la liber1 :

r dovendosi prima procacciare

la libert.
s.

Nel concilio di

Roma

del

597 decret
li

che agli schiavi era stata accordata


i

Gregorio
tale

I le

pi saggie disposizioni su
a' nobili

vescovi e

preti

sono chiamati dalle


i

ri-

oggetto; e rivoltosi

esor-

soluzioni di que'concilii,
sori deliberati.

deputati difenrivolse eziande'liberati

l
il

La Chiesa

caldamente che si facessero ad imitare pio esempio della Chiesa incuorando i


si

dio

le

materne sue cure verso

loro schiavi, affinch se avessero vera vo-

e liberi che trovavansi ridotti a

somma
i

cazione
tare,

dedicassero al servizio dell'al-

povert. Se erano costretti vendere o im-

pegnare

la

propria libert, secondo

sa-

fossero creduti degni di simil grazia. Queste disposizioni e questi

quando

gri canoni, era in loro arbitrio redimersi

mediante lo sborso della medesima somma che aveano ricevuta dai loro padroni quando loro si venderono. Se il marito schiavo a vea la moglie libera, o la moglie schiava avea il marito libero, dovea essere conservata la libert ai figli nati da simile matrimonio. Cos la Chiesa ha fatto

vennero ancora promulgati dai Toledo del 633 e 655 , il i.*" de'quali conferm le antiche disposizioni in pr deMiberati, ordinando di protegdesiderii
concilii di

gerli nel possesso de'loro averi contro le

pretensioni de'loro anteriori padroni. Oltre a ci


i

s.

vescovi a

Gregorio I anim con calore promuovere il riscatto degli

sempre conoscere
il

la

sua disapprova-

schiavi secondo le loro forze, anche in caso che le loro chiese fossero povere, ed
altres colla vendita de'sagri vasi.

zione, e persino
la schiavit.

ribrezzo che sentiva per

Con

rigore

le leggi ecclesiasti-

Le

e-

che punirono que'nobili e signori, che con


dispregio degl'mviolabili diritti dell' uo-

sortazioni e
tefice

decreti di quel

gran Pon-

divennero

leggi per la Chiesa uni-

prendere per forza persone libere e povere, e ridurle con mezzi violenti o di seduzione in istato di schiaardirono
di

mo

versale, e passarono in tutte le raccolte

delle leggi del

medio evo, tanto

civili

che
nei

ecclesiastiche; Carlo

Magno
Del

le inser

vit.

Il

ricordato concilio di Reims e pri-

suoi Capitolari^ e Graziano nelle Decretali.

ma
li

quello di Lione del

566 fulminarono
rei,

Trovo

in Galletti,

Priti licero p.

l'anatema contro simili

minacciando-

della confisca decloro beni, se subito

non

34, che s. Gregorio 1 nella lettera a Teodoro suo consigliere, cui d lode di uoeloquente, per rimunerarlo de'sudo* che spargeva nel servir utilmente nella chiesa, sapendo che non aveva al suo servizio veruno schiavo, gliene don uno per nome Acofino siciliano. Quando franchi furono stabiliti nelle Gallie permisero ai
ri
i

restituivano agl'infelici V usurpata liber-

mo

Forse non vi fu mai chi si prendes* se maggior cura per la liberazione degli schiavi di Papa s. Gregorio I, il quale nelVEpist, lib. Vj ep. 1 2, con paiole veramente auree e commovenlissime esorta tutti i fedeli, s ecclesiastici che secolari, afinch si adoperino per cosi santa opera. Egli diceva La natura fece da principio gli uomini liberi, e il diritto delle genti li sottomise al giogo della servit. Le massimedi cristiana carit, coUequali la Chiesa sino dai tetnpi pi remoti si adoperat.
:

romani che vi si trovarono, di vivere secondo le loro leggi, e per conseguenza di


aver degli schiavi; quindi nel

655 di vela

nuta reggente del regno


gina
s.

di

Francia

re-

Catilde, abol la sussistente costudi

manza
in poi

aver degli schiavi, ne affranco


indi
be-^

un gran numero, e dichiar che da


sarebbero capaci
di

va pel miglioramento della condizione de-

possedere

SGH
ni propri. Rispelto ai servi

SCH
che
i

187

franchi

tempo
il

ebrei, subilo

inljotl ussero nelle Gallie, la loro condizio-

diritto di

perdevano su di quelli propriet. Somiglianti avve-

ne era
vi;
i

meno acerba eli


li li

quella degli schia-

loro padroni

facevano lavorare nei


il

dute cure furono tenute eziandio rispetto ai cristiani schiavi di padroni gentili; che
alla fine fu vietato s agli uni e
tri di
cilii
s

propri poderi,e
so,

obbliga vano,oltre
di servit.
I

cen-

agli al-

ad una specie

re della 2.'

possedere schiavi. Ne'canoni de'conla

stirpe scaricarono

da questo servaggio
I

mirabile

molti di costoro, e furono in ci imitati


dai privali signori.

vi

si

ammira, come
la

profonda sapienza che il grande amore dal


Chiesa per migliora-

padri del concilio di


i

quale fu animata
re
la

Merida del

666

obbligarono

parrochi

sorte degl' infelici schiavi, e ricon-

delle chiese ricche a destinare

uno

degli

durli insieme a poco a poco alla libert.

schiavi della loro chiesa al servizio dell'ai

Nondimeno
i

laChiesa

raccomandando l'uche

tare, e di

assegnar loro eziandio un conil

manit a'padroni
diritti, e
si

degli schiavi,ne rispett

veniente benefizio,
za del

concilio di Saragozgli

co'suoi antichi canoni viet


il

69

fece

un canone riguardante

accettassero ne'monasteri, senza

con-

schiavi iieslinati al servizio della chiesa,

senso de'Ioro padroni.


lica di

La

carit aposto-

e che venivano messi in libert alla morte del vescovo. Nell'Inghilterra

aveano

le

questioni cilladine ridotto quel popolo a


s

infelice niseria,

che alcuni padri comscelleratezza di ven-

mettevano persino la
dere
i

loro
il

figli

come

schiavi in Irlanda.
si

questo

clero irlandese

dimostr

al-

Giovanni VI del 701, lo mosse a riscattale tutti gli schiavi che avea in suo potere Gisulfo duca di Benevento, presi nelle barbare scorrerie da lui fatte nelle terre romane. Papa s. Zaccaria del 741 riscatt molli schiavi, che dai mercanti veneziani voleansi condurre in Africa per
I

tamente sdegnatOjdi modo che stabil che


tutti gl'inglesi,

venderli agl'infedeli,

come

riferisce nella

che nell'indicata guisa


loro piena libert.

e-

Storia de Papi
elficaci

il

barone Henrion. Con


i

rano divenuti schiavi, dovessero avere incontanente


la

parole e in pi incontri

sagri mi-

A
il

ri-

nistri

rappresentarono a'grandi della tersagro dovere che aveano


i

chiesta de* vescovi stabil per legge

pio
si-

ra,

il

di riguar-

re Ina d'Inghilterra nel 692, che ogni

dare
sti

loro schiavi
i

come
stati

fratelli

in

Ge-

gnore, che avesse obbligato

il

suo schiai

Cristo,

quali con quel niedesimo preredenti, e che era


i

vo a

far

contro alla chiesa, o corjtro suoi


il

zioso

sangue erano
Il

comandamenti, come per esempio


vorar ne'giorni
festivi,

lail

loro obbligo di spezzare


schiavit.

ferri della loro

perdesse affatto

suo

diritto di propriet sullo schiavo,


pii

ordin di
cilio

che

s fatto

schiavo entras-

se subito in islato di piena libert.

Un con-

tenuto in Inghilterra nel


i

danna

697 conpadroni che avessero fatto man-

venerando Smaraido abbate di s. Michele di Verdun, consigliere e amico dell'imperatore Carlo Magno, disse a questi Rispetta e venera il tuo Dio, nel tuo schiavo e nelle tue ricchezze ; resti:

tuisci

a quello

la

sua libeit, e queste di-

giare al loro schiavo cibi grassi in tempi


di digiuno, alla perdita del diritto della

stribuisci a'poveri, e

non cessar mai d'ubIl

bidire a'suoi comandi.

cociliodi Cel-

propriet di esso.

Con amore

e attenzio-

chylhdeir8i6 ordin
certo

la

liberazione d'un

ne

la

Chiesa ha sempre veglialo pel bene

di quegli schiavi cristiani

servire gli

che trova vansi a Ebrei(F',). Se questi si opponepi

numero di schiavi, per riposo delle anime de' fedeli defunti. Imperocch la
liberazione degli schiavi sino dai primi
secoli della toria, e
atti di

vano

al libero esercizio della religione dei


il

Chiesa fu tenuta opera meri-

loro schiavi cristiani, facendo loro

ne abbiamo prove ne'moltissimi


leggono
le

lieve ostacolo, o se cercavano di farli in

concessione di libert, in testa ai

alcun

modo

giudaizzare. per ridurli Col

quali

si

formule (che riportai

38

SCH
Ire-

SCH
nio crollo ch'ebbe a patire
ciale (^^.), e quindi
il

anco a Regalia): Pro amore Dei, pr mercede animae, pr remedio animae mene.
Fiallanlo \SaracenH^f^.)i\e\\e loro

sistema di

schiavit in Europa, fu quello delle Cro-

egualmente per opequesta grandiosa imdie l'impulso Pa-

mende

irruzioni e conquiste di frequente

ra della Chiesa.

fecero gran

numero

di schiavi,

che

la

pie-

presa pel

i. nel
II

logS

t de'fedeli e

de'Papi procur riscattare.

IVe!r849 con tm' annata navale approdarono a Ostia e Porto (^.), per depre-

dare la basilica Vaticana Papa s. Leone IV gli affront con mi esercito, li vinse completamente, restandone una parte
:

Clermont ; famose sagre guerre per liberare e redimere dai maomettani luoghi santi di P^/e^/m^j che riformarono la libert e V indipendenza di Europa, e dierono affatto la preponderanza
nel concilio di indi seguirono quelle
i

pa Urbano

suoi schiavi. Allora

ponendo

a profittola

politica alle nazioni cristiane sui

popoli

vittoria, dagli schiavi saraceni fece lavo-

deH'islamismo.ll valore marziale delle na-

rare

le

mura

e fortificazioni della Citt

Leonina (F.) a difesa della basilica Vaticana, colle mani slesse di quelli che a\'eano niinacciato di rovinarla.
I

europee acquist nuovo vigore nel combattere per la causa di Dio, e la vasta
zioni

idea d'universale fratellanza

le

riun in

padri del

un

sol
il

popolo.

11

principio feudale rice-

concilio di Senlis nell'863 concedettero


agli schiavi di propriet ecclesiastica

vette

un

della guerra

suo colpo raoKlale, mentre l'arte si perfezion, la forza navale


il

privilegio quasi sagro, poich fu da quelli

fu accresciuta,

commercio
si

si

dilat, e

proibito di essere cambiati cogli schiavi


di propriet secolare ; e dissero che ci che una volta slato dedicato a Dio, non

a'popoli cristiani

apr

la

porta a quell'inI

civilimento nel quale progredisce.


cesignali

Cro-

abbandonando
si

troni, signorie,

pu pi
tempo

essere destinato a cose profane.


in

patria e famiglia,

recarono a Gerusala

Questa disposi/ione ebbe

processo di
tutta la

lemme, culla
stare
il

della religione, per conqui-

forza di legge per quasi

Sepolcro di Colui, che per

re-

Chiesa, e fu inserita nelle pi antiche raccolte de'canoni.


il

concilio di

Wortns

del-

i'868 rinnov
nia.

le

salutari disposizioni falle

a difesa degli schiavi pi volte in

Germamet
del
il

La schiavit procede
hi

dalla

secolo in poi con passi rapidi verso

morire sulla Croce (/^.), la quale perci da obbrobrioso strumento di supplizio divenne il segno pi santo e veneiabde del cristianesimo, e l'oggetto della nostra avventurosa redenzione salutifera. Ne derivarono
denzione del genere
volle
le istituzioni de' celebri

umano

suo discioglimento, per

possente forza

ordini equestri,

morale
si

della chiesa cattolica, ed


i

anche per

massime

l'insurrezione degli schiavi, quali oppres.

Gerosolimitano (^.), che fu propugnacolo benemerito del cristianesiil

con lavori e prestazioni, coi cattivi trattamenti de* piepolenti signori, ed anche
di

mo contro la

potenza formidabile de'turi

chi, ai ([uali tolse pi volle

cristiani falli

qualche ecclesiastico che ne abus, non polendo pi sostenere il giogo, fecero la

schiavi, liberandoli eziandio dal pericolo


di

abbracciare l'islamismo, a cui sempre


i

memorabile
in

ribellione, che agevol loro

furono inlenti
le belle

fanatici

maomettani. Fra
altri

molte parti la liberazione. Nel concilio che s. Leone IX celebr in Roma nel feceim decretosulla continenza dei I o5i
chierici,

opere esercitate dagli

Or-

dini militari, equestri, religiosi e ospitalieri stabiliti in

quell'epoche in Gerusa-

ordinando che

le

donne trovate
le

lee di essersi loro proslituiledentro


ra dell'alma citt, incorressero
la

mudi

pena

lemme, devesi celebrare la liberazione demaometlani facevano. gli schiavi che Per ricordare il praticalo da uno di tali
i

essere schiave in avvenire pel servizio del

ordini, dir che quello de'cavalieri e religiosi del


s.

Palazzo apostolico Laleranense.

L'ulli-

Sepolcro (P".), non solo riscatt

SCH
gli

SCH
alcuni

139

schiavi,

ma

per liberarne un maggior


pel cristianesimo

regl schiavi dal potere degrinfedeli;mos

numero, invi
cle'Ioro cavalieri

so a tenera compassione principalmente

per

le

apposite questue.

versoi cristiani che

gemevano solici mao-

Perlo

slesso caritatevole e

umano

scopo

l'ordine teneva

un ambasciatore ordinail

mettani mori che domina vano la pi gran parte della Spagna,anche per liberarli dui
pericolo di rinegar
la
i

rio e residente presso

soldano d'Egitto.
r
r

fede,

onde furono

concilio di
fico

Londra

del

02 chiam

traf-

denominati redentori
meiile deputati
scatto, non solo nella

religiosi espressa-

infame quello degli Schiavi, e seve-

al pietoso uffizio lei ri-

ramente lo viet. I re di Francia che aveano un interesse nell'abbassare il potere e


l'orgoglio de'signori feudatari, e nel sot-

Spagna, ma

in Africa

e altri luoghi di schiavit, per spezzare le

catene de' fedeli caduti sciasfuratamenle


in potere de' barbari.

trane
gli

il

popolo
il

al

giogo della loro poten-

Ne

in

ogni

tempo
bene-

za, pigliarono

partito di

manomettere

mancarono
re la

religiosi di altri ordini

schiavi.

sempio, e
j

VI ne die ili." eliberando colla manomessione


Il

re Luigi

meriti dell'umanit, non solo di migliora-

cond izione di tali

schiavi,e confortarli

servi neli

i35,
i

egli riusc in parte a

ri-

nella loro affliggente condizione, ma di re-

pigliare sopra
loril di cui
si

suoi grandi vassalli l'au-

dimerli, ed in tulio furono efficacemente


imitali dai Missionari (A^.) del clero secolare,

erano impossessati. Il gran Papa Alessandro Ili nel 1167 dichiar solennemente al re moro e maomettano
di

massimamente dopo
s.

la

memora-

bile istituzione della

congregazione pre-

Valenza, che

tutti

cristiani

dovevano
gli

essere esenti dalla schiavit; che tutti

nomini essendo
cenzo
ss.

stali creali liberi,

ninno

era per natura destinalo a servit. InnoIII dell

Sede alla Propagazione delSalito neli3r4 al trono di Francia Ltngi X, promulg un editto per abolire nel suo regno intieramente la serposta dalla
la

fede

(^^.).

198 approv
i

l'ordine della

vit,
diti

dichiarando

liberi tutti

suoi sud-

Trinila dtlla redenzione degli schiass.


si

conforme

allo spirito del vangelo. In


si

vi {f^.)j\ cui fondatori

Malha

e Felice di Valois
alla

Giovanni de obbligarono

quel documento

dice: che siccon>e a

termini del diritto di natura ciascun uo-

con voto

questua

di limosine per ri-

mo

scattare gli schiavi cristiani, che nelle varie parti del tivit de' Maomettani

considerando che
nato
la
il

deve nascere franco, cio libero, il re il regno suo era nomiregno de Franchi, e volendo che

mondo erano caduti nella cat(r .) turchi nemici

cosa fosse veramente d'accordo col no-

nome cristiano, e de'pagani non mero di essi avversi. In Francia re Luigi Vili nel 1223 segnal il principio del suo regno con altra manomessione di servi; la
del

me, con deliberazione del suo gran consiglio ordina, che generalmente per lutto sia data franchigia o libert ai il regno
serv, a brevi e

convenienti condizioni, af-

sua moglie
glio
s.

la

regina Cianca ed
ridussero
i

il

suo

fi-

finch qualunque signore territoriale che

Luigi

IX

diritti di vas-

possiede uomini di corpo, cio attaccati


alle terre, pigli

sallaggio in pi stretti confini: questo santo

esempio dal re
o

di ricon-

monarca

nella crociala fu schiavo dei

durre

tulli alla franchigia

alla libert.

turchi per alcuni anni. Prima Onorio IH,

formalmente Gregorio IX nel 2 35 approv l'ordine di s. Maria delia AJer-f


e poi
r

Nel i34i Benedetto XII ricev in Avignone alcuni schiavi saraceni e parie delle spoglie tolte ai maomettani nella insigne vittoria riportala dai re di Portogallo.e di Castiglia. Ribellatosi
te

cede della redenzione degli schiavi (^.), istituito da s. Pietro Nolasco col sublime
concetto di far volo onde offrire religiosi
i

nuovamened

Malatesta de' Malalesli

di Riniinij

nelle proprie persone in qualit dioslaggi,

usurpando molle
na, nel
1

citt della chiesa

roma-

qualora

fosse stato necessario

per libera-

3^4

Boni(\cio

IX

Io

dichiar in-

i4o

SCH
di

SCH
rinnovamento del trafvolgarmente distinto col nome di tratta di Negri o Mori. Nel i5o3 alcuni schiavi furono spediil

corso nella scomunica, schiavo di chiun' que lo potesse pi'endere,e lo priv di tulli
i beili. Essendo Giovanni conte d'Armagnac pertinace nello scisma dell'antipapa J(f'\),Mvt'noWo scomuClemente nic, priv de'beni, concedendo a chiun-

conseguenza

fico degli schiavi negri,

FU

ti

dalle fattorie de* portoghesi d'Africa,

nelle colonie spagnuole di


scia

America; pos.
il

que

facolt di poterlo co'suoi seguaci ar-

neli5o8 ne furono

trasportati a

restare e venderli

come schiavi;

nel

1429

Domingo,
che

e stccessivamente

traffico

terminando lo scisma, il Papa assolvette da tali sentenze e censure il conte e suoi fautori. Eugenio IV permise la guerra crociata ad Edoardo re di Portogallo contro gli africani, ma proib severamente nel 1436 che nelle isole Canarie (f\) si
continuassero a tenere in Ischia vit i^Veofli

prese maggior estensione, e nel 1 5 1 o anil Per ebbe schiavi, permettendolo Ferdinando V re di Spagna. Dopo che i

portoghesi ebbero dilatale


di l del

le

loro scoper-

te e conquiste sulle coste dell'Africa, al

fiumeSenegaljStudiarono di trarfondazioni che col aveanosta-

re colla vendita degli schiavi qualche profitto dalle


bilite: di

(F.) o nuovi convertiti alla fede; nelle


i

quali isole
so
la

portoghesi colle loro navi ver-

versecircostanze fatalmente cons

fine del secolo

XIV

vi

avevano

tra-

tribuirono a far nascere e consolidare

sportali schiavi

Morio Negri o Neri[F.)

per

la

coltivazione delle terre, presi dal-

ignominioso e riprovevole commercio. In tulle le parli dell'immensa America, di


cui s'impadronirono gli spagnuoli,
si

l'Africa ne'luoghi ove sono popoli di tal

av-

colore.

11

Papa Pio

11

fortemente
i

si

op-

videro che gl'indigeni superstiti alle orribili stragi della

pose a chi cominciava a ridurre


servit nella

neri in

conquista, colla deboe colla ri-

Guinea o Etiopia (F.) oc-

lezza del loro

temperamento,

cidentale, contrada d'Africa di cui trattai

eziandio a Copti (F.)^ che Nicol


cui re Alfonso

V avea

gida maniera in cui erano trattati, trovavansi inetti ai lavori necessari per lo

dichiarato appartenere alPor/(7g'//o(/^.),


il

scavo delle tante miniere, o per

la coltu-

fu dello

il

Redentore

ra delle vastissime terre. Impazienti di a-

degli schiavi o de'cattiviy per la cura che

ver braccia pi attive e pi vigorose,


spagnuoli
si

gli

ebbe in riscattarli, dilatando la religione cattolica in detta contrada. Pertanto Pio 11 a'7 ottobre 1462 diresse lettere al
vescovo Rubicen,
concesse a
lui le

rivolsero ai portoghesi loro

vicini, dai quali


vi africani.

comprarono
uomini

degli schia-

L'esperienza in breve dimoassai pi ro-

di

partenza per

nea, paese de'negri, nelle quali


esercitare con
nistero,

la Guinon solo

str chequesli erano

busti e pi capaci degli americani di sop-

opportune facolt per ivi maggior frullo il sagro mi-

portare ogni genere di fatica.


di

Il

lavoro
di

un

solo

negro era eguale a quello

ma in questa occasione acremenle


i

rampogn que' cristiani che traevano in schiavit delti neofili, come riporta Tannalisla Rinaldi all' anno 1462 n. ^1. Quindi neh 481 Sisto IV accolse con par,

americani, e dopo quell'epoca l'impiego che si fece de'negri nel nuovo mondo si

aument sempre rapidamente con numero esorbitante. Questa pratica offensiva l'umanit e la religione, sgraziata-

licolar tenerezza un'ambasceria del re degli etiopi,

per reintegrare l'antica unione

quelle nazioni

mente pass dagli spagnuoli presso tutte d'Europa che ac([uistarono


le
i

colla chiesa

romana.
e scoperte del Portogallo

de'territorii in

Le conquiste

v^W Oceania (F.).

America, e pi lardi La schiavit popol

neir Africa e Asia, quindi quelle dellai5]p figari {F.) nel declinar del secolo
la

colonie di quelle estesissime regioni,ed

XV

per

sofismi religiosi e politici


di

non mancaro-

scoperta deir/^//Zfnr<7

(/'.),

portarono

no

legillimare q<ieslo nefando abuso

SCH
della forza. S'impiegarono per confermare
la
i

SCH
schiavi pi robusti.
tati
la cattivi'

4i

Furono pure traspor-

schiavii de'negri,!e stesse ragioni che

maomettani impiegavano per


con gioia
gli
il

frica, dai

molti schiavi dalsettenhionedell'Aregni Fezzan e diBournou. Gli

t de'cristiani. L'avarizia, perfida consigliatrice, accolse


la tratta dei

amici dell'umanit e del cristianesimo pe-

r ripudiarono altamente questo servaggio dell'umana razza, poich


re de' cristiani
stesso
il

negri; essa moltiplic


tiplicare
i

schiavi per mollucro, essainter*

legislato-

prodotti e

chiam

figli

eguali d'uno
la re-

disse l'affrancamento per

non perdere

il

padre

tutti gli

uomini, e per

prezzo degli schiavi.


ficie (/^.)

Le Missioni ponti-

denzione eterna

di tutti

s'immol
in

sulla

con eroico zelo si affaticarono per rendere meno duro il servaggio della sagrificata umanit, all'ingorda sete di un lurido e ributtante guadagno. Il traffico de'negri fu successi va m,en te autoriz-

croce. Molti Papi di

quando

quando

allo alzarono la voce per riprendere gra-

vemente un tale commercio. Paolo III si adoper efficacemente a pr della libert


degl'indigeni americani, con lettere apostoliche del
al cardinal

zato dall'imperatore Carlo V, e pi tardi

29 maggio 1537,

indirizzale

da Elisabetta regina d'Inghilterra, e da


Luigi XIII re di Francia. Tutti que'principi

arcivescovo di Toledo. Paolo

III dichiar

purechei conservatori
gli

Ro-

l'adottarono con
i

altri, sotto

prele-

ma

facessero citladini romani

schiavi

sto che

negri

non essendo

cristiani,

ma

turchi convertiti alla fede; ci che con-

pagani o maomettani, non potevano pretendere alla libert dell'uomo. I genovesi


in particolare
si

dierono con tutto

il

ca-

commercio, eh eserctaronoaltres di contrabbando. Bens GJiova, Venezia e Pisa (/^.), colle armale
lore ad

un

siffatto

ferm s. Pio V nel 1 566, il quale rimovendo gli abusi insorti su tali schiavi, presequelle energiche provvidenze che narrai nel voi. XVIII, p. 70 ivi raccontai e ancora nel voi. LiX, p. 16, la strepitosa
:

vittoria navale riportata sopra

turchi

navali protessero

popoli cristiani con-

dalla

marina

pontifcia
,

collegata colla

tro i pirati e corsari barbareschi, liberan-

veneta e spagnuola
cristiani,

do

gli schiavi; in

che furono zelanti

Pa-

prigionieri, e liberarono

che fecero 10,000 i5,ooo schiavi


Il

pi colla

Marina

pontificia (V.), e colle


i

con tripudio delle loro fami-

autorevoli loro premure presso


tati,

poten-

glie e del cristianesimo.

Papa per pre-

a sollievo dell'umanit, ricolmando

di grazie e privilegi le confraternite isti-

miare il valore di Marc'Anlonio Colonna comandante delle forze pontifcie, gli


accord
gli

tuite pel riscatto degli schiavi,

come

in

onori del trionfo, secondo

l'u-

Roma,

in Pisa, in

Firenze ed altrove. In

so degli antichi romani, ed in esso ince-

dello articolo

Marina pontificia (argomento che peli. "tra Hai in questa mia opera, come posso dire di altri moltissimi,

derono 200 de'turchi


vi,

legali e fatti schia-

strascinando per terra una loro insevestiti di

gna, e
al

panno rosso

e giallo fino

principalmente riguardanti

Roma e \as.

ginocchio per obbrobrio, con berretta

Sede
zioni

yposlolica),npovta'

non poche no-

analoghe

alla schiavit e alla pira-

teria, in

uno

alle

eminenti benemerenze
traffico

marinaresca della stessa divisa. Inoltre s. Pio V concesse al Colonna, per memoria, di mettere attorno delle sue armi gentilizie degli schiavi

de'Papi, sempre difensori del cristianesi-

turchi legati, co' loro

mo. Gli europei intrapresero

il

stendardi e cannoni. Paolo Ghislieri ni-

de'negri in Africa,al settentrione e al niez-

pote di

s.

Pio V, mentre navigava essenil

zod della linea equatoriale, sulla costa

do

stato preso dai turchi,

Papa dopo

il

d'Angola, a Cabinda,Loango, Malimba, s. Paolo di Loando, e s. Filippo di Bengucla: la Cesia d'

riscatto lo fece entrare in

Roma

in arne-

Oro somminislr

gli

se da schiavo. Contro queste piraterie Paolo IH avea istituito l'ordinedi s. Gior'

i42
ni (P".); Pio

SCH
Laiirela'
l'ordine

SCH
acci potesse redimere

go (f^.) e quello de* cavalieri

un numero mag-

IV avea approvalo

giore di schiavi, sudditi del dominio dels. Sede: questo scopo venne poscia meno per l'abbassamento delle potenze bar-

di s. Stefano (^'^.), a di tesa de' cristiani ch'erano di continuo nelle irruzioni bar-

la

baresche o nella navigazione predali e


condotti schiavi ne'legni

baresche, che poi dir.


la

Il

p.

Tempesti
seg.,

nel-

maomettani

in

Storia di Sisto ^,

1.

1 ,

n.^sG e

nar-

Barbarla. A Scio avendo occupala


ottenne loro
ni

ricordai
1'

come

turchi
i

ra Tinsurreziune degli schiavi cristiani di


Tripoli, pel servaggio in cui

isola e falli schiavi


s.
i

gemevano,
1

Giustiniani che n'erano signori,


la libert,

Pio

ma

ne restarono uccisi i5o e feriti 00


fra

cir-

dopo che

giova-

ca. Gli altri

furono incatenati e serbati a


i

erano

stati circoncisi e destinati al serss.

pi crudo scempio,
ti,
i

quali 3 sacerdo-

raglio.

Gregorio Xiil all'ordine de'

quali implorarono e ottennero da Si-

Maurizio e Lazza ro[f^.)Un ^ose l'obbligo di fornir due galere armale, a difesa del
litorale ecclesiastico

sto

il

riscatto,

con alcune migliaia di


cappuccini

scudi che sbors uniti a quanto pot dare


il

dai corsari

turchi.

sodalizio del Gonfalone.

Questo PtJ panel i5j3 im pieg grun quantit

destinali al riscatlo,avendo trovato in

Jlses-

d'oro pel riscatto de'cipriolti schiavi


la

ger mollis>imi altri schiavi


si,

d'ambo

del turco, indi conferm

confraternita

in pericolo di professar

l'Alcorano pei

delGoiifalone(di cui riparlai nel voi. Li X,


p.i 3o),reresse in arciconfraternita, ecolia

tormenti che pativano (alcuni da 4o anni erano schiavi), in nome di Sisto V pro-

bolla Christianae nobisciim relgionis

misero
scudi
1

al

pasci

per

la

loro liberazione

consorleSj gravi caplivitatis, de'28

mag-

gio

^'^^* I ^' I ^Bull. Rom. t. 4, pai". 4 P- ^> lorizz a questuare limosine per liberare

5,000, ed egli per l'idea che erasi formata di si gran Papa si fid e li rilaSaputosi ci dal Papa, subito invi
,

sci.
il

gli

schiavi sudditi pontifcii

fatti

dagl'in-

promesso
in

ed ebbe
nel
1

la

consolazione di
i

fedeli,

concedendole

il

privilegio di libe-

vedere

Roma

587 200

riscattali,

rare ogni anno due carcerali dalle Prigioiii[f^.).

incontrali da'confralidelGonfdone e dal

A
i

tale elfetto

il

Papa

invit

ve-

popolo romano commosso dalla pontificia carit.


!

scovi ed

superiori degli ordini regolari


la

liberati

furono alimentati in

a promovere

santa inpresa del riscatai

Pioma per
a visitarne
di

lanti giorni, quanti


i

bastarono

to degli schiavi, ingiungendo


tori di esortare
i

predica-

santuari, e nella domenica

fedeli a contribuir

limo-

passione furono dai confrali portati

sine per spezzare le catene de'loro fratelli,

processionai mente a visitare la C. Vergiil Papa ammise al bacio del piede, fece dare un buon pranzo e congrua limosina, indi ognuno torn giubilante al propriopaese. Apprendo dal

liberarli dagli stenti

che pativano e dal


s.

ne nella basilica Liberiana, ove


la

pericolo di apoNlatare dalla

fede. Sisto

celebrava

cappella: Sisto

li

colla bolla,

Cuin benigna Maler eccleI

sia filios 5o*,del


talo, p.

aprile
il

586, Bull,

ci-

193, approvando

decretato dal

predecessore, sul riscatto degli schiavi affidalo all'arciconfra temila delGonflone,


le

Pozzo, flisi. della


na,
p.

s. relig.
,

Gcrowliniita'
le

3og, 378 e 533


la

die

galere di

concesse

ampia

facolt di

deputare per
ri-

quest'ordine etpieslre
scorsero
spiaggia
corsari infedeli che vi
la
le

a'

16 luglio i588
aggiravano, nel-

tulio lo slato ecclesiastico ministri per

romana, in seguilo dei


si
il

cevere e raccogliere
ne, esortando
ler favorire
gli

le

occorrenti limosi-

ordinari de'luoghi a vo-

quale occasione

generale Sactiuen vil-

un'opera tanto accetta a Dio,


limosine ai
altro.
trinitari

e vietando

la colletta di simili

chi,

sbarc a Civitavecchia i3o schiavi turche richiesti da Sisto V per rinforzo

mercedari,

ed a qualunque

di sua

squadra navale,

cavalieri geroso-

Di pi assegn al sodalizio annuo redditOj

hmilan prontamente

gli

mandarono

in

SCH
dono, ricevendoli
cio.
il

SCH
diritti della

143

comnrissaro pontif-

6, par. a, p.i 83, dirette al collettore dei

Nel

iSgS
i

l'ordine gerosolimitano in

seguito del desiderio di


di

Clemente Vili,
rinfor-

gallOf

camera apostolica in Portogravemente biasim coloro che a-

bramare co schiavi turchi per


i

vessero ardito o presunto di ridurre in


ischiavil gi' indiani occidentali o meridionali, cio gli abitanti dell'America

modelle sue galere,

quali sarebbero

pensati con altrettanti forzali maggior numero, il gran maestro e consiglio


leri

como anche in

Indie occidentali

(/^.) e quelli

d'Asia o

prontissimi a corrispondere ai voi

del Papa, ordinarono che

procu-

Indie orientali {^P^.),d'\ venderli,comprarli, permutarli, oppure donarli: di separarli

ratori del tesoro facessero scelta di delti


schiavi, e
il

dalle loro consorti e

figli, di

spogliar-

si

spedissero a Messina ov'era

li

de'beni e robe loro, di trasportarli foraltri

commendatorefr.Ecnilio Pucci coman-

zatamente ad

luoghi

o altrimenti

dante delle galere pontificie. Considerandosi da' cavalieri gerosolimitani

privarli della loro libert, di ritenerli in


ischiavit,di prestare sotto qualunque prelesto o colore aiuto, favore, opera, consiglio a chi ci

quanto

misera fosse
schiavi, e

la

condizione de' cristiani

quanto pia l'opera di loro redenzione, ad esortazione d' un religioso cappuccino predicatore in s. Giovarmi di
Malta, fu istituito in luglio 1607, in Malta (P\) residenza dell'ordine, il monte della Redenzione degli schiavi, contribuen-

commettesse, ovvero di soo

stenere od insegnare essere ci lecito, op-

pure
rarvi.

di altrimenti

comunque coopefior
il il

In questo

tempo

b.

Pie-

tro Claver gesuita, che merit


titolo

glorioso

dovi molte divote persone, tanto dell'or-

e nel fare
se
il

d'apostolo de' Mori e degli Etiopi, la professione religiosa aggiunla vita in

dine che secolari, massime Caterina ve-

volo d'impiegar lulta


si

ser-

dova Vitale,che gli don tutti suoi beni. Il monte con poche rendile m principio,
i

vigio de'negri, e

sottoscrisse nella forserviis,

mola a aethiophum semper

come

acquist poi facolt considerabili, e sotto


la

poi pratic nelle lettere famigliari; fu iu

presidenza d'

un

cavaliere della gran


le

somma un

vero benefattore dell'unanit.

croce, in)pieg con proftto


te in

sue rendi-

di

redimere ogni anno nella solennit Pasqua dalia schiavit degl' infedeli un buon numero di cristiani. Il nominato Papa Cleraenle Vili generosamente riscatt molli schiavi dalla cattivit maomettana. PaoIoV riempi di evangelici missionari le terre idolatre, ove
la

Queslostraoidinario servo di Dio inCarlagena dell'America meridionale,ora parte della

se la conversioile deglischiavi,

repubblica di Colombia, intraprequali rui

bali sulle spiagge afiicane delia

Guinea,

d'Angola e
il

d'altre terre, allorch ferveva

lagrimevole commercio degli uomini tra


si portavano in nu2,000 all'anno in quel porsu navi, ammucchiali gli uni sugli al-

schiavit

l'Africa e l'America,

era

comune, per sollevare possibilmente


non
la

merodi
lo
tri

circa

gl'infelici cattivi co'conforli soavi della re-

ligione,convertire quelli che

profes11

nel fondo della nave, per farne quasi

savano, e procurare
cessore Gregorio

il

loro riscallo.

suc-

di vili

XV,

a dare slabile nor-

cato.

Dur

giumenlibarbaroe inumano meroltrea /\.o anni ad aver tenera

ma
tu

alle pontificie missioni, nel


il

1622

isti-

e inilefessa cura di quegl'infelici redenti

gi celebralo meraviglioso e bene-

come

tulli col prezioso

merentissimo stabilimenlo delia Congregazione di propaganda fide, dalla quale


in ogni
ti

Cristo (^.), e

Sangue di Ges non dato a poche parole


fatiche, gli slenti,

l'accennare
i

le

immense

tempo

gli

schiavi riceverono aiu-

patimenti che sostenne per giungere al


le

spirituali e temporali.

lettere del
iiobis

UrbnnoVlll con 11 aprile i63g, Contnissuni


^

benefico e penosissimo suo scopo,


li

qua-

a Domino presso

il

Bull. liom.

t.

appena adombrai nel mio tratto biografico, ond'ebbe la sorte di battezzar pi

i44

^*5CH
schiavi con zelo

se H
veiamenle
la

che 3oo,ooo evangelico e carit prodigiosa. Oltre


ta e
il

denzione degli schiavi e per


apostolico. Meli

1'

Ospizio

w-

703 furono

presi alcuni

compendio
ricordalo

di tante meraviglie,

che

schiavi turchi vicino aiVorA?i/7,quindi portati in Castel


s.

citai nel

mio cenno,
t.

la
,

benemep.

Angelo e catechizzali, 12

rita

Civilt cattolica nel


le

&^ ne

riceverono col battesimo laver fede. Cle-

pubblic

preclare gesta, con bellissimo

mente XI
2, p. te
vi

a' 7.5

maggio 1709
il

col
1.
1

breve
o, par.

articolo, riguardante eziandio la traila

Cum sicut, presso


21
1,

Bull, citato
il

de'negri, e le sollecitudini de'Papi per la

rinnov

disposto di Clemen-

sua abolizione, narrando

la

deplorabile

X per la questua
,

in favore degli schiale

e terribile condizione de' poveri negri, in


cui
di

ed aggiunse che
di

limosine raccolte

erano quando approdavano


la triste loro

al

porto

fossero consegnate alle rispettive curie ve-

Cariogena, e

situazione e

barbari trattamenti nella schiavit. Nota,

come tembrei7i3
scovili,
le

nuovo comand a'


breve

7 setsicut,

coll'altro

Cum

che

la

Chiesa sempre compassionevole


consolava

loco citato, p. 346. Inoltre penetrato dal-

verso gl'inreiici,n potendo impedire queste trasmigrazioni,solo la


il

grandissime angustieche soffrivano

gli

penes-

schiavi cristiani nella Tartaria, con pater-

siero,

che migliaia d'anime potessero

sere riscattate dal


tate della libert
la loro

nemico infernale e dode' figli di Dio, mentre


gli

na tenerezza scrisse nel 7 i4 all'imperatore Carlo VI, di cooperare con que'mezi

zi

che avesse potuto,

al

proponimento dei

venuta salvava dalla schiavili

missionari gesuiti di quella regione, nella

antichi abitatori del suolo americano. Si


pretese, ed era vero almeno rispetto ai piti,

costruzione d'un pubblico ospedale, pel

quale avea somministrato considerabili

che

servi acquistati ne'mercati africani,

somme di denaro, onde ricevervi gli schia


vi inabili

fossero gi schiavi di altri africani, per lo

per vecchiezza, e di fornirlo di

pi presi in guerra, e che comprandosi


daicoloni d'America, non facessero se non
passar dalle mani di padroni barbari e
infedeli, inquelledi
stiani.

rendite capaci a redimere ogni anno

un
dal

numero
pericolo

di fanciulli schiavi,

per

trarli

d'abbandonare

il

calloiicistno.

uomini
il

inciviliti e cri-

Tuttavolta,

far schiavo

libero per violenza o per frode, fu

l'uomo sem-

Dall'ambasciatore di Francia in Costantinopoli, marchese d' A lleurs, ottenne pre-

mure

pei principi confinanti della

Tar-

pre detestato e dannato dalla chiesa cattolica,

taria, a

vantaggio non

meno

de' missio-

come

fin qui

ho dimostrato. Nel-

nari, che degli schiavi. Nel trattato d'U-

benemerita congregazione della Missione (/^,) di s. Vincenzo de Paoli, che in ogni modo si dedic pure all'assistenza de' poveri schiavi.
lo stesso secolo fior la

trecht del

1714

l'Inghilterra stipul colla

paclodel assienlo dos Negros, cio il monopolio esclusivo dell'importazione degli schiavi nelle colonie spagnuo-

Spagna

il

Clemente
din
ai

X colla bolla

Cunt

sicnt, de'

gennaio 1775, Bull. Rom.t.'j,


ligiosi,

p. 28^5, or-

vescovi e superiori degli ordini re-

che inculcassero

ai

predicatori di
nelle loro pre-

raccomandare vivamente
diche,due volle all'anno,

alla piet de'fe-

deli le liraosine per gl'infelici schiavi in

Leggo nel p. Casimiro da Roma, Memorie di s. Maria d'Araceli di Roma, p. 427, chea'2 giugno 1729 la compagnia delGonfalone entr per la gran porta delschiavi, 2 5 dei la chiesa, conducendo 3 quali erano stali predati dai tunisini a'3 maggio 1727 nella terra di s. Felice (F.),
le.
i

potere degl'infedeli, aflinch stanchi dai

e tutti riscattati per opera del p. Pietro

tormenti e dalla servit non lascino


de,

la fe-

Paolo da Maidica cappuccino


le
I

a'

19 apri-

ma

sieno presto riscattati. Innocenzo

Xlf a'27 settembre 1700, giorno in cui poi mor, applic 4o>ooo scudi per la re-

729. Visitarono l'altare della B. Vergine che fu scoperta, si cantarono le litanie e r anlifona, e allra in onore di s.

scn
Bonaventura
islitulore di

scn
detto sodali-

145
repubfus.

mori
blica.

esistenti nelle colonie della


1

rio, con orazioni solite recitarsi in simili congiunture. Benedetto XIV rinnov e

coloni bianchi di

Domingo

anapli le benefiche disposizioni de* suoi

predecessori, in vantaggio degli schiavi,

con

lettere del

20 dicembre 741
1

dirette

rono scannati e cacciati dai loro ribelli schiavi, tremenda e crudele insurrezione che produsse felici conseguenze in favore dell'affrancazione. Gi l'Inghilterra nel

ai vescovi del

Brasileedi altre regioni ale religiose


si

1784 incominci
1807 ne
le altre

a migliorare la sorte dei

mericane, colle quali stimol


sollecitudini di que'pastori,

suoi schiavi americani, e finalmente nel

come

legge

abofi la tratta, quindi sollecit

nel Bull. Bened.

XIF ,X.\,co%l, 38,

Imrac-

potenze ad aderire ad una misuprincipii gliSta1

mensa Pastorum.

interessante

il

ra cos analoga all'umanit e al cristia-

conto di Bercastel, Storia del Cristianesituo, t. 33,n. 74, dell'intrepido ardire


e del coraggio di 73 schiavi cristiani dei turchi, che nel canale di Stangi essendo
in

nesimo, riconoscendone
ti-Uni ti nel trattato di

Gand del 8

4- In*

contro per altro, dice 1' annalista Coppi anno 1 1 5,n. 22, molle difficolt, poich

un bastimento ov'eranoSoo turchi


li

di

equipaggio,

uccisero,dispersero e fecero

schiavi, quindi

approdarono felicemente
il

dovea contrastare contro gravi interessi, ed il sospetto che procurasse con ci di diminuire alle diverse potenze raarillime
i

in Malta, lasciando
ri,

vascello a'eavalie*

coltivatori dell'Indie occidentali, affin-

rilenendosi

tributi

che conteneva e

riscossi

neir isole dell' Arcipelago.

Dopo
i

ch fossero in maggior pregio i prodotti non temendo delle sue Indie orientali
,

che

la tratta

de'negriavea popolato
le

pos-

l'Inghilterra nelle sue colonie la


za di braccie, tanto per la

sedimenti in America, massime


tagioni dello zucchero,
i

pian-

Quacqueri (P\)

migrazione, che per

le

mancannumerosa esue macchine d'o-

fortemente innalzarono in Inghilterra la voce perch si ponesse un termine all'odioso traffico della specie umana, e ad
fece eco la religione e la filosofia,anche
iscritti,

gni specie. Ma in fine nel congressodi Vien-

essi

eoa

per far cessare

la

crudele ingiusta

na plenipotenziari dichiararono : Che riguardando l'abolizione universale della tratta de* mori come una nuova misura conforme allo spirito del secolo e ai prini

schiavit del negro, che l'avidit ameri-

cipii

generosi de' loro sovrani, desideradi concorrere all'ese-

cana e europea calcolava come un arnese rurale, e collocava a strumento intermedio tra il bue e l'aratro. Nell'America slessa, la cui

vano sinceramente
cuzione d'una
tal

scoperta fu cagione d'infiniti guai

alle popolazioni africane, fa proibita la

misura con tutto quel zelo che doveano a si grande e bella causa ". In conseguenza di che, e come andr riferendo, con diverse convenzioni in
appresso
la tratta

tratta de'negri nel congresso di Filadelfia nel

de'negri africani fu di-

1774; poco dopo il 1780 inuovi Stati'Uniti dei nord vietarono ogni importazione di schiavi. Ma in Europa, come notai a Danimarca, fu questo regno

poi quasi intieramente abolita, interpo-

nendovi
tre nel
1

suoi zelanti
1

uffici

Pio VII. Inolil

8 5 l'I nghilterra costrinse

Por-

togallo

ad abolir

la tratta nelle

colonie al

che peli. nel 1792 decret l'abolizione del riprovevole mercato ai propri cittadini, che in 3 secoli avea trafficato circa

nord dell'Equatore, e ad abolirla intieramente nel 1 826.Nel seguente anno 1 8


1

e;lianglo-

americani degli Stati*Uniti fon-

3o

milioni di negri, e che in

un decennio

darono sulla costa dell' Africa una colonia,


cui dierono
il

fosse estinta nelle sue piccole colonie,

ove l'emancipazione fu di fatto concessa pi tardi assai. Neli793 la convenzione nazionale di Francia dichiar liberi tutti i
VCL. LXir.

nome

di Liberia,

perch

vi
af-

mandarono a

popolarla! negri da loro

francati: altri ne ritardano l'origine, e di-

poi divenne repubblica,

come dissi a
10

Ki-

i46
r.RiziA,

SCH
nisi
i

SCH
suddito, che allora fosseschiavo.

ed a Repubblica ove trai lai delle repubbliche di Ampiica e sue notizie superstiti religio'ie, anche riguardanti schiavi. Ivi rimarcai, che la chiesa callolica,

Con Tu-

determin un annuo regalo di 5ooo

scudi
vo.

tranne

luoghi d' istruzione in cui

e3oo perla redenzione d'ogni schiaCon Tripoli stabil, che il re pagasse 5o,ooo scudi per tutti isuoi sudditi schiavi, e

tiene separali gli schiavi dai liberi,


fa disliiizione nel

non

4000

nella rinnovazione d'ogni con-

resto di servo odi libe-

sole.

Pel re di Sardegna

Exmouth

consi

ro, di

bianco o di nero. Gl'inglesi fonda


di negri

venne particolarmenlecon Algeri, che


pagassero
lora

rono un'altra colonia


ti

emancipala so-

a Sierra Leone, di cui essi

hanno

5oo scudi per schiavo. Con Tunisi

ogni suddito alstabil,

che
le

ba-

vranit, collostessoinlendimento di spar-

stimenti sardi fossero

ammessi

alla

pesca
altre

gere

la

civilizzazione Ira'negri dell'inter-

del corallo lungo le coste,

come

no. Finora non partecipa veramente alla civilizzazione del

nazioni d'Europa.

Con

Tripoli promise,

mondo
e seg.

altro stato di

negri che quello d'Haiti, di cui parlai nei


voi.

XLVin,
il

p.

248

avrebbe pagato 4ooo scudi coal dey a llorch si sa rebbe stabilito il console, e la slessa somche
il

re

me
ma

regalo consolare

Riferisce
I

eh. Coppi, all'anno

8 1 Gjn."

a ogni

nuovo

console.

Anche

la

To-

3 e seg., che l'Italia ricev un segnalato


lagnali che nel congresso di

scana in

tale

occasione pel suo agente Nisschiavi fossero reciproriscatto.

favore dalla potenza inglese. Molli eransi

sen concluse un trattalo con Tunisi, con-

Vienna del

venendosi che

gli

precedente anno, non si fosse in qualche modo provveduto per frenare le pirate-

camente restituiti senza

L'ammii

raglio inglese insistette pure per l'abolizio-

aumentate dopo che nelTottobre 1 8 1 5 una banda di


rie de' barbareschi, lagnanze

ne della schiavit, ed ottenne


in
il

Che

di Tripoli e di Tunisi dichiarassero,

dey che

tunisini, essendo sbarcata nell'isola di

s.

considerazione del grande interesseche


principe reggente d'Inghilterra

Antioco presso

la

Sardegna, avea condotdi persone.

mani-

to in ischiavili

un centinaio

festava per mettere fnealla schiavili dei


cristiani,

Da

tutto ci ne venne, che in fine l'In1 1

volendo provar

le

sincere loro

8 6 sped l'ammiraglio Exmouth con una squadra nel Mediterraneo, per indurre que'barghilterra nella primavera del

bari a stabilire cogli stali italiani relazioni

forzatamente pacifiche come aveano colle grandi potenze. Di falli questo comandante, nella qualit di mediatore inglese
e d'incaricato de're delle due Sicilie e di

dar segni d'mtenzioni pacifiche e stima per le potenze europee,colle quali desideravano stabilir pace durevole, dichiaravano che in caso di guerra prigionieri non sarebbero ridotti in ischiavili, ma secondo gli usi d'Europa trattali con umanit sino al cambio
relazioni amichevoli, e
i

e alla resliluzionesenza riscatto. Frallan-

Sardegna, concluse per questi due sovrani altrettanti trattati con /^/^f/v, Trpoli e Tunisi [r^.). Stabil generalmente, che

toTunisiconsegnsenzariscalto'244schia-

commerciale sopra basi reciproche, ed due re potessero aver consoli in qielle reggenze di I3arvi fosse libert di Irailico
i

83 romani. Anche Tripoli consegn nello stesso modo quelli che avea. Algeri non volle acconsentire immediaJavi sardi, e

se

mente all'abolizione della schiavi tu, e chie6 mesi di tempo per interpellare la su1

due Sicilie poi convencol dey d'Algeri, che il re pagasse ogni anno ?-4>ooo scudi e un regalo consolare ogni due, nel modo
baria. Pel redelle

ne parlicolarujente

bilito

blime Porla ottonjana. Intanto collo stapagamento consegn 5 schiavi sar<li, e 357 delle due Sicilie. Appena per la S(|uadra inglese allontanossi da Algeri,
ritorn a quel dey
la

cou)'era pagsito dal Portogallo. Inoltre


sborsasse 1 000 scudi pel riscatto di ciascun

presunzione, ed ai

suoi suddili l'audacia; ed in

un tumulto

SCH
popolare accaduto nel maggio in Bona e Orano, circa geo cristiani ch'erano col
ne'cristiani, e

se
insieme
la

II la

147
pi alta riconola

scenza verso

nazione inglese,

quale

per
ti,

la

pesca cle'coralli furono saccheggia-

arrestati e maltrattati. Allora l'Inghil-

inoltregenerosamente a propriespese condusse i liberati alle proprie patrie. Pertanto una fregata inglese rec si no al A>rZa

terra cred fosse del suo decoro d'esigere

particolare soddisfazione per gl'insulti fat-

ad europei, pendenti! negoziati per l'abolizione della schiavit. Quindi sped nuovamente nel MediteranneoExmouth, il quale uni alla suaflotta una squadra dei Paesi Bassi ch'era in questo mare, ed ai
ti

diFiumicino 1 69 sudditi pontificii,gi vittime della barbarie algerina. Ricevuti questi dalle milizie, furono condotti in Roma la sera de' 18 settembre e alloggiati nelV Ospizio della ss. Trinit de pellegrini ordinando Pio VII che fossero ospitati convenientemente. Ne' IO giorni che vi restarono zelanti ecclesiastici
li

27 agosto si present avanti Algeri. Chiesta soddisfazione per l'affare di Bona e Orano, ricev una risposta insultante, e allora cominci a bersagliar la citt colle
artiglierie. Gli algerini risposero

disposero
cardinal
so-

con prediche a
la

ri.cevere

sagramenli delIl

confessione e comunione.

con mol-

vicario d'ordine del

Papa dispose un

lo vigore,

ma

in

poche ore patirono gra-

lenne ringraziamento a Dio e alla B. Vergine a'24 settembre, festa appunto di


s.

vissimi danni negli edifizi, e videro incendiati diversi loro bastimenti, fra'quali

fregate e5 corvetle.Finalmente il dey cede,

e nel d seguente sottoscrisse


nel quale in sostanza

un

trattato,

Maria della Mercede della redenzione degli schiavi, e per maggior sfogo de'fedeli nella vasta chiesa di s. Maria sopra Minerva. Agli schiavi liberati, nella sera pre-

convenne quanto se-

gue. Acconsent esso a riconoscere l'aboli

cedente erano
spizio,

stati lavati

piedi nell'o-

zione della schiavit degli europei, e in

conseguenza a rimettere immediatamente in libert tutti gli schiavi. In riparazione

de'torti fatti in

Bona e Orano, restitu il denaro pagatoda'napoletani e sardi pel riscatto. Abolii regali consolari,

ma

essen-

ed a spese del governo vestiti unifrmemente, indi nella mattina proceS' sionalmente furono condotti in detta chiesa accompagnati e in mezzo ai sodalizi della ss. Trinit, del Nome di Maria istituito per la liberazione di Vienna dai tur,

do in uso nell'oriente, potVebbero essere ammessi come personali, ma non pi di

chi, del

5oo

Ifre sterline.
i

In caso di guerra colle


prigionieri

potenze europee,

non sareb-

bero ridotti in ischiavt, ma trattati con umanit sino al loro cambio o reslituzio\\e.

i superiori del quale rubbone; non che de'religiosi del riscatto, domenicani, francescani e gesuiti che gli aveano assistiti nello spirituale, oltre altri sacerdoti, tutto il popo-

Gonfalone,
il

vestivano

lo

essendo commosso di piacere e giubi-

Frattanto pose in libert i5oo schiai

lante per
la

vi, fra

quali

romani, cio

707 delle due un romano e

Sicilie e
gli altri

179
delle

citt e luoghi marittimi dello stato.

L'am-

miraglio con cortese lettera ne die partecipazione a Pio VII, e


si,

la

riporta Pistoie1

il lieto avvenimento. Ponlific messa mg.'^Frattini vicegerenle di Roma, ed il facondo missionario d. Filippo Fortuna infervor i liberati a ricevere la dopo la messa il prelato s. Comunione intuon il Te Deum^ che proseguirono i
:

Fica di Pio Vili


il

t.

4> Pn.

7^- Eguale
del Dia-

cantori pontificii, indi processipnalmenle


i
l'

lettera ricev

cardinal Consalvi segreil

di voli liberati

tario di stato. Riporta


rio di

79

ospizio

tornarono ove riceverono

alla chiesa della

benedizione

Roma 1816, che

la

perpetua abo-

col ss.Sagraraento dal cardinal Doria.

Nel

lizione della schiavit per tutta la cristianit,

d seguente,

liberati schiavi, dalle

sud-

form

l'oggetto di aramirazioneper
la

dette compagnie e nominati sacerdoti di

tutte le nazioni, produsse

pi viva gioia

ambo

cleri

processionalmente furono

i48

SCH
un convegno
fatta l'oslensione delle reliquie

SCH
ove vollero prendere anche qualche provvedimento per ovviare sempre pi ai ladronecci dei
in Aquisgrana,

portati alla baslica Vaticana, ricevuti dai

canonici e col suono delle campane, ve-

nendo loro
ne
si

maggiori. Nel ritorno e pure in processio-

barbareschi, gi frenati dalle narrate spedizioni inglesi. Deliberarono pertanto di

recarono alla chiesa del Gonfalone, overiceveronodalproteltorecardinalLitta la benedizione col

spedire una squadra sulle coste dell'Africa,

confrati
glia e

ss. Sagramento, ed donarono a ciascuno una medai

ed inlimare a quelle reggenze di astei

nersi dalle prede contro

sudditi di qua-

un piccolo crocefisso d'argento.Nella


in varie

mattina del 26

carrozze

liberati

lunque potenza cristiana, e di mantenere con tulle le nazioni d'Europa quelle reche si usano trai popoli inciviliti. Questa spedizione fu eseguita con una squadra inglese e francese nel 1 8 9, e s'inlazioni
1

dalla schiavit furono condotti

da vari

confrati alla visita de'principalisantuarije

nelleore pomeridiane nella sala ducale del

palazzo apostolicoQuirinale. Ivi schierati,

dussero
nisi a

le

reggenze di Tripoli e di
trattati

Tu-

giuntovi Pio VII

li

ammise

tutti al

bacio

del piede, gl'interrog de'sofferti travagli,

accarezz alcuni fanciulli, ed essendovene

due orfani ordin che fossero ricevuti,uno nell' orfanotrofio di s. Maria in Aquiro, r altro neir ospizio apostolico, avendo a ciascuno gi fatto dispensare una corona con medaglia d'argenlo benedetta. L'ex
regina d' Etruria M." Luisa coi reali
gli fu
fi-

quanto loro era statoinliuiato. Inoltresi rinnov l'abolizione della traila de'negri, perch allamenle riprovala dalla religione e dall'umanit. Nel 1822 l'imperatore di Pruspromettere con due
sia

Alessandro

diede istruzioni

a'

suoi
si

inviali al congresso di

Verona, perch

maneggiassero

di concerto cogli altri rap-

presentanti delle potenze europee, affin-

a visitarli con altri personaggi al-

ch fosse

tolto per

sempre

il

vergognoso
il

uno scudo ,e pension di scudi 6 mensili un fanciullo, per avere perseverato nella fede ad onta dell'ospiziojdon a ciascuno
le

traffico degli schiavi,

contro

quale Pio

VII avea nuovamente


giche rimostranze
ai

fatto le pi ener-

monarchi. Imperoc,

lusinghe e battiture con cui fu provo-

ch

al pari de' suoi predecessori

mosso
i

cato a rinnegarla. A'27 settembre con


carriaggi, gli schiavi liberati

9 partirono da

dallo spirito di religione e carit, viva-

mente inteipose propri


i

offici

presso

mecri-

Koma

furono condotti

alle loro patrie,

desimi potentati, onde cessasse tra


stiani l'infame

chelor fecero la pi affettuosa accoglienza.


Nello slesso anno 18 6 l'highilterra de1

commercio de'negri. Nel 1823 Fowel Buxton fece stanziare dal


Il

cret la pena di morte a chi avesse esercita loia tratta deflagri.

parlamento inglese alcuni miglioramenti


nello stato degli schiavi negri.

Nondimeno il masi

sacerdo-

le

aument

in vece di diminuirsi, e

cal-

te Salluslj, iSVor/Vz delle missioni aposlo-

100 ai i5o,ooo negri rapili ancora ogni anno sulle coste africane pergitcola dai

lichedel

C/i/'/e,

facendo parte di esse, narnel di-

ra nel

1.

1, p.

204, che navigando

larneil

3.**

nelle colonie,

che solo sopraai

vanzava
lo.

alla schiavit

ed

mali che pa-

cembrei823 nella costa del Brasilea45> miglia dal Capo di s. Tommaso, vide un
brigantino carico di negri
quali
si

tiva nel tragilto,moIti

morendo di vaino7 pag alla Spa-

dell' Africa,

L'Inghilterra

neh 81

portavano a vendere

al Piio Ja-

gna 4oo>ooo
le

lire sterline

per l'abolizio-

neiro.

da aver luogo compiutamente nel 1820, mediante il diritto di visita ne'legni.Nel 1 8 8 sovrani d'Austria,
della traila,
1
i

simi uomini nudi con


ci,
i

Erano condotti que'disgrazialisun semplicestrac-

Russia e Prussia co' loro ministri, e coi


plenpoteuziari inglesi e francesi
,

fecero

che cingeva loro lombi, e ne copriva pudende. E perch non cospirassero contro del capitano, cheliconduceva, stavano legali prima a due a due, e dipoi
le

SCH
tulli

SCH
,

i49

insieme un dopo V altro

con una

guerre intestine, nelle quali vanno a estinguersi famiglie inliere,gli altri facendosi prigionieri e schiavi; ed
sti

lunga fune, e cos rimanevano esposti nel giorno a tutte le intemperie del tempo, senza potersi muovere dalla coperta e
,

unendo a queparte vitto-

massacri

tanti altri

che muoionodo-

dormivano
pra degli
te

alla rinfusa la notte gli uni so-

p che sono
si

stali presi dalla

altri

come una mandria

di vi-

riosa, e quelli

lissimo bestiame".

Deplorandoealtamenbiasimando l'abbominevole commer-

che periscono nel tragitto, calcolano 200 morti per ogni 100 neche giungono al loro fataledeslino nelessendo gli

gri

cio esercitato in paesi collidei popolo cat-

lo stato di schiavit, incredibili

tolicOjCon usurpazione degl'inviolabili di*


ritti

strapazzi che soffrono


la

dopo venduti e nel-

che
la

lod

Dio ha sopra dell'uomo, magnanimit de'chileni, per aver


il

solo

navigazione.

acquistati dai

gli schiavi sono commercianti africani, ven-

Appena

dato

la libert
si

a tutti

negri dell'Africa,

gono

chiusi in tetra prigione o altro sisi alimentano con poco e bevendo acqua alterata e il
I

che

trovavano schiavi nella loro repubblica, celebrando questo operato per vero amore di libert e di perfetta eguaglian-

mile luogo. Ivi


cattivo cibo,

pi delle volte malsana.


ropei o americani
li

negozianti eu-

za, propria de' governi democratici.


t.

Nel

4)P-i74
in

seg. l'ab. Sallustj racconta,


in tutta
si

ricevono a

dopo averli comprati, bordo del bastimento e le-

che
rica

Montevideo, come
lui

l'Ameche

da

percorsa, tutto

ha da fare

colle braccia degl' infelici negri, dal

avviene che dagli altri poco o nulla si travaglia, ed il poco lavoro che si fa viene eseguito quasi sempre male. Giacch nei

sono gl'infimi de'mercenari, quali lavorano per un vestiario miserabilissimo, e per un vitto grossolanoe ristretto, al che di frequente aggiungri essendo schiavi
i

gano come gi raccontai; quindi gl'incomodi della navigazione, il pessimo trattamento, la mutazione del clima, ne fa morire molli, se pure non sono uccisi dai crudeli ministri degli snaturati commerciannegri ne'porti ove si fa di loro ti. Giunti l'empio mercato, si mettono in vendita nella pubblica piazza,riIasciandoli al magi

gior offerente. D'allora in poi

gli

schiavi

devono ciecamente ubbidire


ca,

alle

stranez-

gendosi un pessimo trattametto nel comandarli, non alfa Ito possibile che i negri travaglino

ze del padrone, sottomettersi a ogni fati-

ed a qualsivoglia genere di vita loro


li

con fedelt e

affetto. Inoli

assegnato da chi

comanda:
si

lo stipen-

tre afferma, che


gri

dopo

il

Chile, dove

nei

dio alle loro fatiche

riduce ordinaria-

son

tutti liberi

e considerali

come
i

mente a

scarso e cattivo nutrimento, ed

cittadini nativi, in tutta

V America meri-

a qualche cencio

dionale
gri

il

solo

con carit

Montevideo trattava nee amore. Ma neppure quede'montevideani era suf-

nudit. Se
loro
il

si

che cuopre parte di loro lamentano, piomba subito su

castigo; se vinti dagli strapazzi desi-

sta piacevolezza

ficiente a vincere la

no

negri a servire con affetto.

ripugnanza che hanLa natu-

derano vendersi ad altri, per indennizzare il barbaro padrone, tentando migliorar


condizione,corrono pericolo di restare uccisi,

animo l'alienazione dai padroni, per l'iofame commercio di loro vita contro ogni diritto divino eumano, dettami della ragione e le leggi
ra produce nel loro
i

poich

in

pi luoghi

gli schiavi

ne-

gri

ponno punirsi comunque, senza


li

leggi

che

garantisca dalla morte, com'era nel

Brasile. In altri luoghi in libert del pa-

di natura.

Quando

nell'Africa

si

vogliono

drone
ta allo

di rilasciare

il

bollettino di vendi-

radimare una quantit

di negri

per vensi

schiavo che vuol sottrarsi dal suo

derli agli europei e agli americani,

fani

intollerabile e

duro dominio, ci che preni

no prima ordinariamente nascere

tra

dendosi per ingiuria, concedendosi o negandosi, molli padroni puuivano


chie-

loro re o capi di trib frequenti zuffe e

i5o

SCH
200
balliludell'isola.

SCII
In Montevideo egli vide

denti con l'antico castigo di

negri

ie,edallreUante poteva farnedare il nuovopadrone,acciocchimparassea ubbidir

trattati colla

vil

si

massima carit, e riduceva ad uno slato

la loro ser

di vita fa-

con prontezza. Inoltre le battiture pur si davano se il negro non procacciava al padrone, lavorando da
altri,

miliare che

menano

coi padroni. Incerti


i

giorni dell'anno tutti

negri
le

si

riuniscono

un guadagno

insieme per celebrare

loro feste, e poi-

maggiore, e se

si

ricevute, censurava

lamentava delle percosse il padrone nelle sue

ch sono quasi

lutti

o di Congo odi Ben-

guela nella Nigrizia (T^.), i negri di

stravaganze; se gridava, veniva cacciata


la sua testa in

go celebrano
loro
al

la festa dis.

Benedetto
si
il

Con Mo-

non
Il

si

udisse,
i

un tubo di legno acci pi mentre si puniva con altri

ro (^.), nel quale giorno

scelgono tra

un capo,
tutti

cui

danno

nome
i

di re e

colpi,$otto

quali talvolta restava vittima.

quale

restano soggetti rispettosa-

trattamento delle negre era ancora pi

mente
di

infame,come nelBrasile,ove si tene vano in luogo appartatOjdando libero accesso agli


uomini, ondeprolifichinoa vantnggio del padrone che ne vende figli quando sono
i

divenuti atti alia fatica

le

negre

sterili si

disprezzano, epuniscono con

tali flitichesi*

no
si

a soccombervi. 11 negro eia negra non ponnosposare senza il permesso de'Ioro


i

padroni, quali sono in libert di negarlo,

edintalcasoagli schiavi solo concesso di


vendersi ad altri, reintegrandoli padrone che lasciano. Se segue il matrimonio, lo schiavo e la schiava continuano nella sog-

gezione de*loro padroni, e solo ponno unirsi

insieme quando

essi lo

permettonoj

pel decorso dell'anno; negri poi Benguela celebrano la festa di s. Baldassare, uno de' ve Magi (P^.) e moro, nel qual giorno anch'essi eleggono un re, dipendendo da lui soggetti per tutto l'anno sino alla nuova festa. Tra negri diMontevideosono tenuti inconsiderazione quei che fanno da padrini nel battesimo e cresima, e da testimoni ne'matrimoni, giacche nelle differenze che insorgono Ira'coniugi , ordinariamente si ricorre ad uno di loro, ed egli colia sua autorit e prudenza compone amichevolmente dissapori. Tale era la situazione degli schiavi di America, osservata dall'ab. Sallustj e descritta con pi dettaglio. Un quadro deli

laonde ne'Ioro matrimoni l'esigenza della

la

schiavit nella repubblica degli Statii

natura santificata dalla virt del sagramenlo, deve dipendere dal capriccio dei

Uniti d'America, e della libert fra


gri dell'Africa nella repubblica di
ria,
si

ne-

Libe-

due padroni,

il

nico, e contro IMslituzionedel

che ingiurioso e tirangran sagra

pu leggere nel
p.

Roma^
padron

323.

6 deW Album di Neh 83o la Fr^/zaVz s'im1.


1

mento, simbolo della stretta unione del Redentore colla Chiesa. 1 figli nati dagli schiavi seguono la condizione della madre, il cui padrone ne dispone liberamente, secondo laleggeciviledegli antichi romani.
slj
Il

d' Algeri y indi

grandemente esteil

se la sua conquista, civilizzando quella vasta regione e facendovi fiorire


cristiail

nesimo. L'Inghilterra nel i83i forz


Brasile

ad abolire

la tratta de' negri,

ed

Brasile all'epoca dell'ab. Sallu*

essa liber tutti gli schiavi e stabil l'a-

avea

4 milioni d'abitanti,

de'quali

due

bolizione della schiavit nelle colonie occidentali peli." agosto

compostidinegri,e mulatti cio nati da un europeo e da una mora, o da un moro e da un'europea, il colore de'quali
terzi

i834j con oppor-

tune discipline da eseguirsi per 4 anni, onde prevenire gravi inconvenienti. La

partecipa del nero e del bianco, che se-

Francia e ringhillerra,a seconda dell'articolo addizionale del


gi,
I

condo

tale scrittore

tenevano

in pericolo

trattalo di Pari-

l'impero per temuta solla?azione,com*era

con due convenzioni de'3o novembre


I

avvenuto

nell'isola di

s.

Domingo, ove
i

83

22 marzoi833, stabilirono alcuper rendere pi


cflicaci
i

negri da schiavi diventarono

padroni

ni palli

mezzi

SCH
d'impedire la traila de'negri, dichiarando che avrebbero invitato le altre potenze

se II
da
altri ridotte a schiavit,

tSi
con opere
in-

degne.

Che

le

premure amorevoli

degli

ad accedervi; invitato
\i

il

re di

Sardegna

antecessori perch del tutto cessasse tra


cristiani l'infime commercio de'negri, avendo recato nun pocogiovameutoa tui

accedette con convenzione degli 8 ago1

sto

834- Gli schiavi

liberati dall'Inghil-

terra nel i838 furono 700,000, il compenso pei coloni fu di 20 milioni di lire sterline. Intanto penetrato Gregorio XVI

telare gli schiavi d.illa crudelt degl'in-

vasori de'diritli dell'uomo,


s.

nondimeno

la

dalle rimostranze de' zelanti missionari


delle Provincie degli Stati-Uniti
rica,

d'Ame-

ove continuava la schiavit, contro l'inumano trafllcode'negrialto alz la sua voce imperturbabile e apostolica, in pr degli oltraggiati diritti dell'uomo rispetto a'negii; ed in

nome

del vangelo e del-

mercatoche andava facendo di que'sventurati, a tale effetto pubblicando il pontificio breve, In supremo ApostO' latus fastigio consUuui de' 3 dicembre 1839, che riprodussero gli Annali delie scienze religiose nel 1. 1 o, p. 3oo. In esso dice, che rappresentando Ges Cristo, il quale per eccesso d'amore fatto uomo del'urna nil condann l'infame
l'avidit e l'ingordigia
^

Sede non poteva consolarsi del pieno successo dovuto alle sue cure, perch sebbene in qualche parte la tratta de'negri era diminuita, pure ancora da molli cristiani si esercitava. Laonde bramando Noidi eliminare daogni cristiana contrada si grande ignominia, con apostolica autorit ammoniamo e fervidamente scougiuria mo tutti cristiani di qualunque condizione, che in avvenire nessuno ardisca
i

simili,

molestare ingiustamente indiani, negri e o spogliarli de'loro beni, o ridurli

in servit, o consigliare e favorire altri,

che tali ingiustizie commettano contro i medesimi , od esercitare quell'inumano

commercio, onde
ro uomini,

negri quasi non fossein

ma semplici bruti,
i

quahm-

gnossi morire per la redenzione del


dilo,

mon-

spettava alla sua pastorale sollecitudi affatto distoglierei fe-

dine l'impegno
deli
altri

que modo ridotti a schiavit, indifferentemente contro doveri di giustizia e di umanit si comprano, si vendono, e talvolta a durissimi e oppressivi travaglisi

dall'inumano commercio de'negri,ed qualunque uomini. Che appena alla

destinano; e di pi per la speranza del lu-

beggi

luce del vangelo, quegrinfedeli

gran moltitudine, specialmente per fortuna di guerra, cadevano in asprissima serviijSperimenlaronopresso i cristiani grandissimo alleviamento alla mi-

che

in s

un tal commercio presenta ai primi usurpatori delle persone de'negri, si fomentano ancora tra que'popoli disunioni e quasi guerre perpetue. Noi dunque
cro, che

sera lor condizione.

Ramment le

prescri-

con apostolica autorit riproviamo tuttoci come affatto indegno del nome cristiano, e colla stessa autorit severamente vie-

zioni del vangelo sulla carit e

amore veri

soi servi, specialmente cristiani, ed


cetti degli apostoli ai

pre-

padroni

di

ben tratil il

tare

loro servi, essendo ne'cieli

Signo-

re degli uni e degli altri, presso

quale

non avvi distinzione di persone. Ricord quanto Papi predecessori riprovarono


i

tiamo ed interdiciamo a qualunque ecclesiasticoolaico,il presumere di proleggere e sostenere sotto qualunque pretesto o ricercato colore,come lecito un tal commercio de'negri, od altrimenti predicare, od in qualsiasi modo in pubblico o in privato insegnare, contro il tenore delle presenti
di

altamente la cupidigia dialcuni cristiani, che accecali vilmente dal sordido lucro non si vergognavano di rendere schiavi in separate remotissime regioni, indiani, negri e altri infelici, ovvero istituendo e

Nostre lettere apostoliche ".Quin-

per questo atto di pontifcia sollecitu-

dine,

ampliando

il

mercato delle persone gi

le potenze d'Europa facendo eco al suo zelante contenuto vieppi si misero in accordo nel procurare con ogni eucr-'

i5a

SCH
s

SCH
ne danesid'America,il servaggio dei ne-

gico mezzo d'impedire un

nefando traffico. L'Inghilterra con atto del parlamento, nel declinar del i84o abol compie-

tamenle la schiavit in lutto il vastissimo impero Britannico, avendone gi soppresso il commercio. Nel 1841 con trattato
l'Austria, la Russia, la Francia, l'Inghilterra, la Prussia, applicandola disposizio-

capo a 12 anni, e che lutti figli de'negri che nascerebbero dopo il 28 luglio sarebberodi
gri fosse intieramente abolito in
i

pieno diritto liberi.La repubblica


cia

di

Fran-

con decreto de'2 7 aprile 1848 ordin l'emancipazione generale de' negri nelle
ter-

sue colonie, pel principio che nessuna


degli schiavi; decreto

ne del congresso no per impedire

di

Vienna^

si

coHegaro-

ra delia repubblica francesedee sostenere

la tratta de' negri,

che

dichiararono pirateria, e stabilirono che


navi inglesi incrocierebbero lungo
ste d'Africa
le co-

fu

per impedire
si

il

trafilco colla

forza.

Quindi

convenne

al diritto di v/-

che solennemente proclamalo nella Guyana nell'isola di Cajenna dell'America meridionale. A PriGioNie Prefetture APOSTOLICHE dissi che laGuyanafrancesefuslabilila persededegli

silay cio al diritto del

legno da guerra

stabilimenti penitenziari diFrancia, so-

ch' in crociera di visitare se a bordo di

stituiti alle galere.

Avendo
il

la

repubblica
la schiasi

un legno
te.

d'

una

delle nazioni stipulanti

francese assegnato

termine per

esistano schiavi.

La Sardegna

vi

accedet-

vit al i853, ordin che intanto

edu-

Con

trattato del 184*2 gli Stati-Uniti


la

cassero

gli

schiavi che saranno libeii. In


si

riconobbero

immoralit del

traffico e

Bio Janeiro a'4 settembre i85o


c
il

pubbli-

quale pirateria,
dieta

ma non

acconsentirono
1

decreto dell'imperatore del Brasile


li

al diritto di visita.

A' 19 giugno
la

845

la

Pietro
vi,

per abolire

il

traffico degli schia-

Germanica decret
la

convenzione

pareggiatoalla pirateria,e perci

come
il

concernente

soppressione della tratta


1

tale

sarebbe punito, sebbene fu consideil

de'negri.Con un tratlatodel 845'laFraueia e l'Inghilterra visita j

rato

Brasile,

come

l'isola di

Cuba,

riconobbero

il

diritto di
1

quartiere generale della tratta e l'appro-

ma
la

per deroga a quelli del 1 83


si

do de'bastimenti

negrieri, essendogli nepei fornire


i

i833,

Francia

riserb di fare incrocoste d'Africa

cessarie le braccia de'neci

ciare nelle
flottiglia.

acque delie

una

prodotti tropicali. Questa legge severa forse pi

Nel 1846 il dey di Tunisi, ed Ibrahim pasci d'Egitto, dopo loro viaggi in Europa, si disse che abolirono la
i

che

la

squadra inglese che incro-

cia sulle coste occidentali d'Africa (a ca-

rico delle cui popolazioni l'Inghilterra esercila la sua influenza politica),

schiavit e dierono
vi.

la

libert agli schiadegli schiavi

produs-

Nella Cina

il

numero

se

un

reale e definitivo vantaggio all'uil

ristretto, e

sono trattali con benignit, pu-

manit contro
la

barbaro uso, dappoich


ai

re l'imperatore nel

1846 ne miglior
ai

la

sua vigorosa osservanza rendendo

ne-

condizione, col prescrivere

padroni di
ista-

non

infliggerecaslighi, di vestirli, alimen-

smercio pubblico degli schiavi, non pochi si determinarono ad


grieri impossibilelo

tarli,

averne cura, e

farli

lavorare in

bilile

ore del giorno; inoltre decret, che


lo

se

il

padrone ricusa che


acquistino

schiavo o la

impiegare altrimenti capitali che fino allora a veano a ci destinali. Anche la Francia prosiegue a tener sempre numerosi nai

schiava prendino moglie o marito^sul

moan-

vigli in crociera,

per invigilare che

ba-

mento
chi nei

la libert. Si disse

stimenti negrieri non passino ima ri, e molte condanne fanno prova che il loro zelo non senza qualche frutto. Tuttavia e iu

cora, cheil regnante gran sultano de'tur-

1847 ordin

l'abolizione del

mer-

cato delie schiave in tutto l'impero ot-

onta agli

sforzi degl'inglesi e francesi


la tratta

per

tomano. In quesloanno

il

redi Danimar-

reprimere

de'negri sulle coste di

ca Cristiano Vili ordui, che nelle colo-

Africa, ancora considerevole la

merce

SCH
umana che s porla annualmente sui mercati dell'America. Esiste in Parigi

SCH
una
so-

i53 una prova

la Carila {F.),ron dovea rimaner addietro a quest'opera pietosa: n'


la recente

ciet iiileriiazionale, sotto


luto d' Africa
3

il

nonetl'/i/i-

Opera delRiscallOy che acqui-

fondata per l'abolizione

ster neir Egitto le schiave more, ed in

della tratta de' negri e delia schiavit, e


collo scopo di concorrere alla civilizzazio-

apposite case l'affider a zelanti religiose.


Il

vero e miglior mezzo di preparazione

ne e colonizzazione dell'Africa, mediante l'agricoltura, il commercio, l'industria, le arti, le lettere e le scienze, non che per la
propagazione della fede. Nel
la la pia
1

al totale riscatto degli schiavi fica


la

ia beneazione del Sacerdozio [F.)ca\o{\co'.

852

in

Ni-

commissione che riferneli84o nelle camere diFranciasuU'emancipazione degli

mesda un sacerdote francese venneislituiOpera delRiscatto,\a qua le ha per


iscopo di trarre dalla schiavit e dallabbruti mento

schiavi nelle colonie

dichiar che
il

il

clero cattolico per tutti

pi grande

istromento

di civilt, di pacificazione, di
di salute.

don ne e igio vinetti neri,e di farli cristiani. La Chiesa ovunque si stabilita, ha tratta la donna dall'odiosa schiavit, a cui l'antichit l'avea dannala. Esle

ravvicinamento e
tenza contiene
si

Questa sen-

poich vede con religioso giubilo che l'azione


verit,

una grande

del clero cattolico e de'principii della religione di Cristo, mitigano


li

sa prosegue la sua opera d'incivilimento

dovunque mai

strappando alla vergogna quelle infelici che nell'oriente gemono sotto il peso dell'obbrobrio, della degradazione e della incredulit.! bazar degli schiavi a Costantinopoli, in Alessandria e al Cairo,

della schiavit e a
i

poco a poco
il

la

schian-

tano, distruggono

pregiudizi delle raz-

ze e del colore, sicch

bianco s'inginoc-

chia nella confessione innanzial negro per-

sono

ch sacerdote, atto che nessuna forza, tran-

pel viaggiatore lo spettacolo pi desolante.!

ne

la

religione cattolica, avrebbe potuto

vispeciolmente

si

scorgel'immenso in-

ottenere.

La

religione cattolica e

il

suoo-

tervallo che esiste fra la societ cristiana

perososacerdozio propagheranno col tem-

e la societ maoraeltana. Chi non inorridisce al veder tante giovani

po
na.

nell'Africa la civilt e la fede cristia-

pubblicamente ad esser farebbe d'una pecora, d'un cavallo,d'una pianta? Una volta non era permesso ai cristiani di visitare il bazar delle schiave; ora da circa 4o anni essi ponno liberamente percorrere questo mercato, ma loro interdetto il comprare schiave. Questa
proibizione non imped
rit cristiana, e
t,
gli slanci della

donne esposte comprate comesi

Ma le

potenze cattoliche debbono se-

condarnegli

sforzi: esse dovrebbero agire concordemente sui governi di Persia, di Egitto e di Turchia (F.), affinch sieno successivamente aboliti mercati umani; dovrebbero far pratiche co'principi afrii

cani, e persuaderli

perch

popoli vinti

fossero utilizzati nel lavoro delle terre, e


alle arti utili alla patria,

ca-

anzich venduti

non ne iscoraggi

la pie-

come
tare
i

pecorelle da macello, e cos divenpacifici

servendosi

generosi cristiani per l'ac-

educatori di tanti popoli

quisto dell'opera di
ni.

mussulmani pi uma-

barbari, senza spender tanto nelle crociere navali con


so.

Con questa ingegnosa compassione si trovano parecchie di queste negre divenute cristiane, presso
le

non corrispondente
i

succes-

Da

tanti secoli
si

popoli dell'internodela vicenda per far-

suore di

s.
:

Laz-

l'Africa
si

combattono

Smirne la casa del Buon Pastore in Avignone ne raccolsealcune. La Francia, ove nacque l'orzaro, a Costantinopoli e a

schiavi e per vendersi, fino al

punto da

far credere a taluno, che la tratta sia u-

dine della redenzione, la patria di s. Vincenzo de Paoli fondatore de'signori della

na specie di tristo Ijenefizio per l'Africa, temperandola guerra e distruzione, e prevenendo pasti da cannibali. Se il bey di
Tunisi, se l'iman di Mascata abolirouola

Missione (F.) e del le Suore o Sorelle del-

i54
liuUo, ese
vi, perch nobili
ili.**

SCH
emancip propri
1

SCI!
scliia-

in tanlo descrive
re,

con semplicit e candoriscattale ecol-

non potranno imitare questi esempi a tempo debito e colie ne-

dando ragguaglio sulle

locale morette,
p.
1

cessanecautelelaPersia,rEgitloelaTurchia? Trai principi cristiani che sembra-

9,

LVIII, parlando delle due poste ne'monanel voi.

come dissi

steri di
al

no aver colto

il

pensiero d'una religiosa


il

influenza nell'Africa,

giovane imperavisi-

Wpalransone^oxe notai che fino 20 marzoi852 ne avea redentei 53, oltre 3 maschi. Nel n.** i63 del Giornale,

tore d'Austria Francesco Giuseppe,

di

Roma

de'20 luglio 1 852,

si

riporta la

bilinente protetto dalla divina provvidenza.

descrizione della solenne e

commovente

La missione del zelante p. IgnazioKno-

blecber nell'Africa centrale, pr- vicario

ie filippine di

ceremonia compila nel conservatorio delFirenze, sopra la morella

apostolicointerinodiquel Vicariato aposlolico (V.)^ ci

Bakila riscattata per pi di


Oli vieiijOnnai

3oo

franchi

pegno delle sovrane

in-

nel Cairo dall'eroica carit del sacerdote

tenzioni. Quella missione

cipio

pu essere prind'una rigenerazione sommamente


la religione,

denominato l'y^^oy/o/or/etenebre della

gli Etiopi^ Iraendola dalle

proficua per

per

la civilt

per

la politica.

Un

altro principio della rila

njaocneltana superstizione, e dalla tirannia crudeledi barbara schiavit, e da lui


afidata a dette
le

generazione africana,
fu

aiissioneche

si

parimenti nell'Africa dal sacerdote ged.

amministrati
Il

novese

Nicol Gio. Battista Olivieri,

vo.

n."

religiose, avendosagramenti l'arcivesco249 del Giornale d Roma dei


i

buone

L'opera

di

questo uomo, pieno d'una sin-

So ottobre 1 852
la

fa la

descrizione del bat-

golare e ingegnosa carit, potr essere


principio di una nuova propagazione del

tesimo conferito dal cardinal vicario nels. Caterina da Siena di Roma domenicane, alla moretta Sama redenta a prexzo di denaro ne'mercati d'Africa, dall'infaticabile eroismo evangelico del sacerdote Olivieri, e da lui consegnata alla carit di delle religiose. Questo ecclesiastico si adoperato a tutl'uomo per collocare le riscattate morette ne'monasleri e case religiose, e molte si trovano gi sparse nella Francia, nel Piemonte, nella Lombardia, nello stato pontifcio e in altri luoghi italiani. Lode perenne ai suo industrioso zelo, e del pari a quelle comunit regolari, che benefiche e pie aprono a queste fanciulle africane un asilo avveiituroso, e servono per tal modo alle mire della provvidenza divina. Per non

chieda di

cristianesimo e della civilt nelle terre afi

delle

ioane.

Finora

la schiavit fu

pensiero e

stromento dell'avidit

di

guadagno, ora

merc

la

carit del prete Olivieri, di-

venuta pensiero e strumento d'amore. E' cosa mirabile il vedere questo povero sacerdote battere alle
cesi, liguri,

pone

de'ricchi franaltri ita-

lombardi, romani e

liani, e

chiedere un'elemosina pel riscatto

povere fanciulle more; poi tragittare da Genova ad Alessandria;d'Egitto,e comdi

perare ora
ni, e

condurle

20 oSofanculledai 7 ai IO anin Europa e distribuirle nei


pie, per farle

monasteri e nelle case

edule

care nella religione di Cristo, e a tutte

opere buone. Forse queste fanciulle, allevale che saranno, potranno riuscire in

dire di altri luoghi, in Ascoli

il

vescovo

qualche stabilimento religioso dell'Africa


loro patria

mg.* Gregorio Zelli Jacobuzi, anch'egli

sommamente

utili nella

pro-

pagazione della fede di Cristo e dell'incivilimento, colla lingua natia e eoa l'edificante
il

ammiratoredell'angelo del riscallo,e impavido conquistatore e protettore degli


schiavi ab. Olivieri,

dopo averlo con pa-

loroesempio.Nona dire come


Olivieri,
i

role apostoliche confortalo a proseguire


la santa

benemerito sacerdote

sebbene

impresa, die facolt a'monasteri

cagionevole di salute, affronti


di lunghi e penosi viaggi,

patimenti

di sua diocesi di ricevere caritatevolmente le

che poi di lauto

redente schiave; laonde nel

852

iu

SCH
Ascoli stesso le
s.

SCH
di
le

i55

monache benedettine

Onofrio accolsero Idaia africana delRordosnn^e le religiose agostiniane di Nostra


Consiglio riceverono Sei-

Donna del buon


l'

con conferire delti 3 sagramenti all'altra fanciulla negra di circa 8 anni, da qualche tempo educata e custodita da tali religiose. Questi 3 neoClarisse,
fiti

monache

da, altra africana di

Born

capitale del-

furono ricondotti

all'ovile di

Ges Cri
il

impero del suo nome. Ambedue que* slemore,dopoche furono istruite nel cristianesimo, nella cattedra le ascolana a' 17 aprilei853 riceverono dal zelo de! vescovo di Ripatransone mg/Bisleti, a tal uo-

sto dal

venerando sacerdote Olivieri,

quale redimendoli dalla servit a cui e-

rano destinali, e adoprandosi perch

di-

vengano
che
nit.
si

liberi e credenti,
la

sempre pi d

a divedere quanto
la

carit cristiana, pi

po

invitato da! pastore d'Ascoli,

sagra-

umana
p.

filantropia, giovi alla cau-

menti del battesimo, della confermazione e dell' Eucaristia, solennit che celebr con due opuscoli ivi stampati, e con
notizie storiche delle

sa della civilt, della religione,

dell'uma\

227 del Giornale diRoma 8 53 riporta una statistica sul numero degli
A
fiey?/Z>Z>//r/ie deL'abolizione totale della volo comune della cristia-

due

etiopi,

il

eh. ab.

schiavi appartenenti alle


gli Stati-Uniti.

AlessandroAltijollreunCantoe una Canzone.


l.**
I

Leggo pure nel Giornale di Roma 36 dell 853, che nella cattedrale di

schiavit

il

Moiidov mg.** vescovOjColl'assistenzadei


canonici, con solenne ceremonia confer
il

na carit e della filantropia. La filosofia e l'incivilimento ne'secoli pagani tult'altro feceroche

promuoverla; questo van-

battesimo e
al

la

cresima a

tre

morette

to sublime della chiesa cattolica. Altre e

comprate
livieri.

gran Cairo dal sacerdote O-

pi ampie notizie su questo vasto, grave


e interessante

Uia chiamata Amna.fuaccolla

un

argomento,

si

ponno ap-

monastero delle benedettine, le altre due Faloassa e Falicherira ehbero ricovero pochi mesi sono dalle monache domenicane. Il vescovo, con comfu nel

anno

prendere dalle seguenti opere, oltre Raynal xxcWdi Storia degli stabilimenti europei
nelCIndiey ed
il

marchese

di

Condorcef,

movente discorso
aveano ricevuto,
naie di

e calde parole, fece lo-

Rcflexions sur VesclavagedesNegrespar M. Schwai^,c\iQ fra gli altri sul cadere


dello scorso secolo
si

ro rilevare l'immensil del benefizio che


in

distinsero. Clarkson,

ordine

al

corpo

e al-

Saggio sopra la
ci della specie
re degli africani j

schaviti

ed il conimer-

l'anima. Inoltre trovo nel n.^i


1

45 del G/or-

umana , ed in particola-

Roma del 853, che in Jesi furono celebrale due funzioni divote a'22 e So maggio. Lai." ebbe luogo nella cattedrale, ove dal vescovo cardinal Corsi
i

Londra i 786. Ramsay, Ricerche sopra la soppressione della tratta de negri y e la liberazione di quei che
si

trovano alla culturadello zuccaro nel1

furono amministrati sagramenti del battesimo, cresima e Eucaristia ad una fanciulla

le colonie Britanni che, \40x\\'di

78 5. Que:

negra

di

12 anni, ricoverata da pi
s.

avea pubblicato Saggio sul trattamento e sulla conversione degli


sto scrittore gi

mesi dalle suore di


stiana. In pari

Giuseppe e da esse
s.

schiavi nell'Africa nelle colonie Britanniche. Analisi sulla giustizia del


ci della

istruita ne'principii della

religione crile

commer'

tempo furono supplite

compra

degli schiavi sulla co-

ceremonie del battesimo e amministrata dal cardinale la confermazione a un fanciullo negro della stessa et e dimorante nel seminario vescovile. Alla i.^fu imposto il nome di M.^ Giuseppa, al 2.'*diGiu-

sta d' Africa y di

Giuseppe Gioacchino de

Cunha de Azevedo Coutinho portoghese, vescovo di Fernambuco nel Brasile^ Londra! 800. Egli per uno di quelli che difesero il commercio della tratta de'negri, a

seppeM."La

2.^

funzione
ss.

il

cardinale

l'e-

norma

de'principii del naturale di

segu nella chiesa della

Annunziata

del-

ritto e della

morale

filosofia.

Qualora

i56

SCH
Annali
e 352,
mg.*^
si

SCH
delle scienze religiose
l. r ,

negli sieno realmente schiavi o perch


\inli e presi in legittima guerra,

p.

o per-

legge

la

dotta analisi che ne fece

ch

rei di capitali delitti,


tal

alcuni opina-

no non doversi

quale ingiusto e

commercio riprendere inumano. Di fatti Cle-

versa. Nel
I

Antonino de Luca ora vescovo d'A1. 3,p.224di detti Annali jC nel


1

n.^G del Diario di Roma del


di religione cattolica

84

si

parla

mente XI inunaistruzionedirelta ai cappuccini missionari nel Congo, lecito riconobbe il contratto degli schiavi, quando le due indicate condizioni vi concorressero.

della Dissertazione letta nell'accademia

da mg.' Giovanni
I

Corboli Bussi, nella quale da un'accusa


data dal Sismondi al Papa Adriano
in-

Mi

piace notare, che nel concilio

torno al traffico degli schiavi, prese argo-

provinciale di

vicer di Portogallo,
genti investigazioni
"vitLi
si

Goadel 557, residenza del dopo mature e dili1

mento di dimostrare, quanto si sia adoperata la Chiesa nel mitigare e neW abolire

dichiarchelaschia-

laschiavit.^ox\cQx\Wi\\.oA\ aver piedi

de'negri all'Indie trasportati era per

namente rivendicato l'onore


gno e

Adriano

la pi parte ingiusta, e

che

fra

20 a

ragio-

I,col riportare la sua risposta a Carlo

Maen-

ne

si

dubitava

se

4 appena

fossero legal-

col farvi sopra delle riflessioni,

mente

schiavi. Dalle relazioni de'viaggiasi

tr in materia, e dalle vite de'Papi, dagli


ulti de'concilii, dalle

lori delle coste dell'Africa

ricava,

che

opere

de'ss.

Padri,

alla notizia dell'arrivo degli europei colle

e dalle leggi de'popoli cristiani, trasse le

merci desiderale,

capi di quelle popola-

zioni, senza dichiarazione o alcun ragio-

nevole motivo di guerra, corrono armati

prove e i documenti per dimostrare la continua carit della Chiesa a pr degli schiavi. Quindi mostr che la Chiesa fin
dai tempi apostolici usava di
col

ad do

assalire

il

paese, e strascinare ruban-

comprare

deboli e incauti.

Edoardo

Biot, Sul-

denaro comune

de'cristiani la libert

l'abolizione della schiavit antica in occi-

dente^ versione di C. Grolli, Milano

84

L'opera divisa
vit in

in

parli
/'

Della schia-

di que'servi che a loro si accostavano; e che la sorte de'prigionieri tanto a lei stava a cuore,che prescriveva persino la ven-

Europa

innanzi

era cristiana.

dita de' vasi sagri per riscattarli. Discorse

Della schiavit durante


li

primi tre seco-

dell'era cristiana fino all'impero di


/'

Co -

slanlino. Della schiavi ti sotto


cristiano. Schiavit
tale j

impero

de famulijde pueri, degli oblali e d^ commendati, e fece vedere quanto and cauta e prudente la Chiesa nel migliorarne
a gradi a gradi la condizione. R.ec6 in

neW Europa occiden-

cami

dal principio dell'invasione de' barbari , fino ai regni di Carlo Magno e di Lodovico il Pio. Investigazione dell'epoca in cui la schiavit personale^ scomparsa daW Europa occidentale. P. Gio. Giuseppe Ghisotti, Notizie sulla schiavit nell' Algeria e suW Algeri moderno^Vvo-

po

le

severissime leggi, che

Papi e

ve-

scovi fecero adottare per tutta

Europa, a

fine d'iupedire la vendita de'servi; n dimentic l'agevolezza delle manomessioni, che santificate dal cristianesimo, concorsero grandemente all'abolizione della
scliiavit.
ligiosi
la

Ma l'istituzione degli

ordini re-

mai842. Lorenzo

Pignori,

De servis

ro-

dedicati a riscattare gli schiavi, e

manorum cotnmentarius^ Patavii 1694. P. Agostino Theiner, La chiesa scismatica russa : vi Schiavit, p. 1 1 8 e p. 1 29 e seg. Frammento storico sull'abolizione
della schiavit operata dal cristianesi-

proibizione costante del traffico de'ne-

gri
ti,

furono due pi nobili provvedimencon cui Papi misero l'ultima mano ali
i

la

vit. Della meravigliosa

grand'opera dell'abolizione della schiaopera pia della


pel riscatto e battesimo

mo ne' primi

secoli

l^rattato storico

Santa Infanzia
LE DI IlOMA.

del prof. Mhler inserito nel giornale teologico di Tubingenfasc.


i

degl'infedeli della Cina,

ne parlo a ScuO'

del iS3^. Negli

SCH
SCHIAVONIA
ricunijSclavona.
degli slati della

SCH
Illy-

1^7
Produce ezianla tin-

SLAVONIA,

8ce in quantit grande, e forma argomen-

Regno d'Europa, uno monavchaJ ustraca,coi'

to d'un assai

buon

traffico.

dio questo paese molte pianle per


tura, ed

sideratocome facente parte integrale del regno d'Unghena{P\). E' esso limitato al nord dall'Ungheria propria, da cui troTasi disgiunto mediante la Drava e il Danubio; all'est dalla detta contrada e dal banato diTemeswar,coi quali ha per confini la Theiss e il Danubio; all'ovest dalla Croazia, da cui lo separano in parte l'illova superiore,
la

una infinit di piante medicinali. Sono pure sorgenti di ricchezze boschi di quercia, i numerosi bestiami, cavalli, bovi, porci; e vi hanno pure molle bestie
i

selvaggie,

come ancora uccelli selvatici. Le montagne sono calcaree, vi si trovaserpentini, porfidi e altri

no

marmi, gran

quantit di miniere di rame, e anche di


ferro. L'industria

Lonya

inferiore e la Sa-

non

gran cosa, bens


il

sud la Sava stessa lo disgiunge dalla Turchia europea. La superfcie di 852 questa contrada dunleghe quadrate.

Ta;

al

importantissimo riesce
transito, pei tre corsi

commercio

di

d'acqua che direlta-

menle comunicano o indirettamente con


una grandissima estensione di paese.Si dila Schiavonia in due parti principali la Schiavonia civile al nord, che ha per
vide
:

que circondata quasi da


mi, che ne fanno

tutti

lati

da

fiu-

in certo

modo

un'isola,

e Tiene nella sua lunghezza traversata da

una ramificazione
termina
sulla

delle Alpi Carnie, che sponda destra del Danubio,

capitale Eszek, e la Schiavonia militare


al sud,il di cui

capoluogo Petervaradino.
civile
si

al confluentedella Sava.

Le montagne socoperte di

La Schiavonia

divide ne'comitati

no generalmente poco

alte, e

belle selve; alcune presentano delle

nude
resto

diWerovitz,Posega,Sirmio:laSchiavonia militare ne' distretti di reggimento Gradisca,

balze quasi tutte tagliate a picco;

il

Brod, Petervaradino, e nel distretslavi


il

della Slavonia,detta volgarmente con vo-

lodi battaglione Tchaikistes. Gli abitanti


si

ce corrotta Schiavonia,componesi di bel-

fanno ascendere a circa 5oo,ooo


stabiliti nel

lecollineguernitedi vigneti, d'alberi fruttiferi,

o schiavoni
colo VII;

paese verso

se-

no in La temperatura

d'immense pianure che producoabbondanza ogni sorta di derrate.


della Schiavonia, in gesi

illirici

venuti d'Albania e dalla

Servia

coloni tedeschi
II,

mandati da M.'
ungheri, egiziani,

Teresa e Giuseppe

nerale riesce mite, e in certe parli


vicina a quella dell'Italia; nelle

av-

boemi o
nita alla

gne pi viva l'aria, ma in pi pura e meglio salubre; in vicinanza


ai

montapari tempo

slavi professano la religione greca

maggior parte gli non uromana chiesa cattolica, ed hanzingari. JNella

no un metropolita
sono
rituale di /4gria

a Carlowitz;

gli altri

fiumi resta malsana quasi tutto l'anno,


i

cattolici e sotto la giurisdizione spi-

a motivo delle paludi che formano

fre-

quenti straripamenti. Questo paese natu-

snia [P".)

o Erlau (/"'.), e di Bohavvi pure un piccolo numegli

ralmente bene

innaffiato, raccoglie in ab-

rodi ebrei. Di vidonsi


re.

abitanti in nobili,

bondanza
reali e

del grano, e d'ogni sorta di ce-

cittadini, contadini e soldati delle frontie-

legumi; molto vino, particolarmenil

La Schiavonia

stata in tutti
i

tempi

te nel Sirmio; ed

lino, la

canapa,

il

la-

un paese mal

coltivato, ed

cui progressi

bacco,

la

robbia

vi

sono con buon succes-

nella civilt tornarono lentissimi, per le

so colti vati^Veggonsi foreste intere di pruni,


il

di cui fruito distillato

re forte, chiamato

d un liquoKaky, pregiatissimo
abbon-

lunghe guerre devastatrici di cui la contrada stata il teatro.Da che si trova sotto la dominazione austriaca, se n' migliorata la condizione. L'alto clero possiede grosse rendile,

dagli abitanti: da per tulio sono

danti

gelsi,

sorgente di copiosa raccolta

ma

il

clero inferiore po-

di seta; la regolizia di

buona

qualit^ ere-

vero e poco

istruito.

Sotto

romani

for-

1^8

SCH
questo regno una parie deHIlliria,
il

SCH
di

mava
e trae
di

Polonia, di Boemia.

A Schwerin, par-

suo

nome

attuale da una trib

lando

dell'illustre e antichissima casa di

Sinvo Sciavi che vi si stabilirono. Paalfermanoche gli slavi sieno antichi popoli della Sarmazia, la quale dividevasi in europea ed asiatica. La Sarmazia europea abbracciava la parte della Moscovia che si trova di qua del Don, la
recchi autori

Mecklenburg Schwerin e MecklenburgStreelitz, la dissi la

pi antica delle case


la superstite delle

regnanti di Europa, e Kulcinio,

stirpi principesche di razza slava.

Rolio,

Hofman

e mg.'

Giuseppe Asse-

piccola Tarlarla, la Polonia, elaLiliiania sino alla Vistola,


il

Baltico e

la

Li-

vonia. La*Sarmazia asiatica


la Circassia, la

comprendeva

manni, in Orig.Eccles.Slavorun,povtano opinione che il nome di Slavi o Schiavo ni dei '\\\ da Slava c^e s\^n\(ica gloria nella lingua di questi popoli. Secondo
citati

Moscovia che giace al nord del Don, parte del regno d'Astracan, Bulgaria o Razan di qua del Volga. Poco si conosce la storia del numeroso popolo dei sarmati, e pare che somiglino molto agli
scili: le

e altri scrittori,

gli slavi, scili

d'o-

rigine, o tatari o tartari, erano usciti dai dintorni dellePaludi Meotidi, dalle Boc-

nazioni poste dai geografi nella


i

Sarmazia, sono
estici,
i

venedi,

prussiani, gli
gl'iazigi,
i

che del Borislene oDnieper,e piombali sul nord della Germania, donde scacciarono vandali, i venedi e altri popoli. Si stabilirono nella Pomerania e nelle coni

peucini,

bastami,

ros-

trade vicine. unni, verso


stiniano
1

Un

altro sciame di slavi s'ini

solani o russi, gli amassolbii. Pertantogli


slavi

signor deirilliria, e sottomise


il

goli e gli

o sarmali

si

sparsero per

la

Germa-

nia nel cader del secolo

e nel principio

regno dell'imperatore Giudel 527, come raccontano Pro-

del VI, possederono V llliria e pi altri


paesi;

quantunque primitivamente valomostrarono tale codardia, nome loro deriva da quello di schia"
vinti, e

copio, Costantino Porfrogenita e altri, comeBudrio i\e\V Istoria di Ragusa, e Gio.

rosissimi, furono in seguito cosi agevol-

Lucio,

De regno Dalmatiae

et

Croatiae,

mente
che
il

Gli slavi acquistarono in processo delle

nuove provincienellaPolonia

e nella Boe-

t'O, al

diiedi alcuni.Trovansi
le

il

linguag-

gio e

abitudini di questi popoli in tutte

le Provincie eWIlliria,

n^hevia, Po-

mia, e n' prova l'aflnit delle lingue che parlansi in que' paesi. Si legge nel Chronicon Slavoruni. I danesi e gli svedesi

lonia, Russia j

Boemia i Moravia, Dal-

abitano
Baltico,

la

costa settentrionale del


la

mar

mazia, Croazia, Serva^ Carinlia gi Lihurniaj Bulgaria, Macedonia, Epiro^ Dacia, Istria, AJesia, per cui sono a vedersi
i

ma

costa meridionaledello sles-

so

mare
si

abitata dagli slavi.

presi sotto questa

Sono comdenominazione russi


i

delti e alili articoli, e principjd-

che

trovano all'oriente,
i

polacchi che
al

menteHussiA
lirica

Ruteni, massime per le liil-

hanno
zod,
i

prussiani al settentrione e
i i

mez-

turgie slavoniche, celebrate in lingua

o slavonica; non che quelli di di ver*

se citt principali delle

medesime, come OcniDA, Praga, Lorck, Sirmio, Salona, SARDicA,SrALATRo,ZARA, Ragusi ed altre.
In
tulli
i

boemi, moravi ed carinli. " Assen)anni ha dimostrato nelle sue Origints Slavorwn, che gli slavi originariamente
abitavano una parie della Scizia e della Sarmazia.donde uscirono per dilatarsi nelnella

memorali e

altri

non ricordati
civili

orticoli trattai di

moltissime notizie

ed

ecclesiastiche, e riguardanti gli schiala

voni o slavi e
i

Sdiiavonia, ed eziandio

vescovati ilavonici, a vendo notato a Rus-

Germania, nella Polonia, nella Boemia, Pannonia (o bassa Austria e bassa Ungheria), nella Dalmazia e nell' llliria. Che il regno di Boemia fu fondato verso ilGjodaZecoe Checo, quali erano slavi
la
i

sia

che dagli

slavi

principalmeule 3 poquel lidi /?M55/V7,

e fratelli secondo alcuni autori.


naciti,

palzi-

tenti regni ebbero erigi ne,

che erano parimeuli originari della

SCH
5c2a,
si

afe
tajp p. ^4^:

se II
0< sacris lihris ritu

159
quidtni

scagliarono sulle frontiere dels'

impadronirono delmolle brighe ai greci; ma finalmente furono vinti e somgreci diemessi da Giovanni Comneno dero loro il nome di ulalies, che oggid chiamansi vallachi. Nel 853 fu pubblicata in Vienna la magnifica opera, Staroila Ha Slaviansha di Rollar professore di
l'impelo romano,
l'anlica Dacia, e diedero
: i

romano j sed idiomale sclavonicojetcharacteribus s. Hieronymi conxcriptis , qui opportuna indigeni recognilioneflractaturf-co\ quale breve Innocenzo X approv il Breviario e ne ordin la recita agli
schiavoni.

Laonde

dir qualche cosa in-

tornoall'uso della lingua schiavona o sla-

vonica

nell'officio ecclesiastico,

rammen-

archeologia slava nell'uni versila


la metropoli. Ivi

di

quel-

tando quanto

sulla lingua gi dissi nel voi.

sono

iscrizioni

anche efra gli a-

XXXVlII
della

p.

156

261.

Si celebra la

Irusche ed umbre, e con grande erudi-

liturgia in lingua schiavona nelle chiese

zione

si

vuole dimostrare, che

Dalmazia e

dell'llliria, le

quali s'at-

bitanti originali d'Italia vi sono ancora

tengono
si,
il

al rito latino,

ed in quelle de'rusdi dire

molti
tai,

slavi.

Nel

voi.

XL,

p.

7, raccon-

de'moscovili e de'bulgari che seguono

come Carlo ]Magno


fond di poi Ottone
s.

fece

annunziavesco-

rito greco.

L'uso degli schiavoni

re

la

fede agli schiavoni, e quali


I.

l'officio nella

loro lingua, stato appro-

vati

Agli slavi fu

dalla

Sede permesso

di fare l'officio dilo

valo dal sinodo di Zamosch nel 1720,6 confermato da Benedetto XI li, e da Benedetto
Pastoralisj
colle costituzioni 5^ Etsi Sf Demandata Coeliiusj ed Pastorali muneree 'jS^, riportala
,
l
:

vino nella loro lingua,

che vedesi tut-

XIV

tavia praticato nelle chiese di questi nu-

merosi popoli, come pure ad Aquileia,ed


in pi altri luoghi dell'Italia. Si

Ex

pu

legal

gere
sacr.

la lettera di

Papa Giovanni Vili

ancora nel Bull, deprop.fde l. 3, p. 336 Ecclesiasticis omnibus ritus Slavo- Latini

conte Suatopulk preso Ansizio, Gernian.


t.

praecipitur, ut in missis,

et

divinis

I, p.

i63; Assemanni, Orig.Eccl.

t. 3, p. 173. Pare dalle lelteie di Giovanni Vili e dalle vile di s. Melodio, che l'affare della traslazione della liturgia in lingua slava, da lui fllta col fratello s. Cirillo per quanto torner a indicare, non fosse esaminato dai Papi s. Nicol I e Adriano II, come il cardinal Bona e diversi altri autori opinarono. Il messa le slavo fu riveduto nel 1 63 i per ordine di Urbano Vili, ed il breve Ecclesia CalhO'

Slav.

slavum li Iterale idioma cu ni characleribus Hieronymianis retincant, et


officiis

Missalibus, Breviariis
congregationis

eie.

utantur typis

Propagandae Fidei editisi officio gi approvato dai memorali Giovanni Vili, Urbano Ville Innocenzo X. Aggiunger che Pio VI eman il niaggio breve Suprema potestas, degli
i 1

1791, Bull. Boni. coni. de prcp.flde, Appendix


questa costituzione
il

t.
t.

g, p. 5, Bull.
2, p.

294 '^on

//r/7,de'2g aprile: Missalia slavonico coii'

Papa ad istanza della nazione illirica approv e conferm il Breviario

scripta idiomale

Romani

accersit,

ac

e-

Romano

Slavonico, coi caratteri e


s.

tiendaiajubet typis mancariys' legge nel


Bull, eie prop. fide,

idioma
retto e

delti dell'illirico

Girolamo, cor-

Appendix

1.

ed
in

in fronte allo slesso /I/f.?5^/e

82, stampato
1

,p.

aumentato

degli uffizi de'santipro

aliquibus locis

ex

indulto apostolico se-

Roma

nel

745aspesee cura della confeil

gregazione di propagatidayz^^'jla quale


ce stampare eziandio

Breviario Schia-

paratim inipressis. Nelle chiese di Moravia, di Dalmazia e d'Illiria, ove si dice la ncssa in Ialino, non si appena letto 1' evangelo
al
si

vane a lionia r.eli688 per ordine d'Innocenzo XI. In fronte di questo Ir vasi il breve Ronianum Ponti/cen,(\ei'?. febbraio 1 648, che pur si legge nel Bull, ci-

in

questa lingua, che


in

lo

si

rilegge

idioma schiavone. Su di che pu vedere Io stesso Assemanni, Coni'


popolo
t.

meni, in Calend. univ.

p^^'- 2, e.

4>

i6o
p.i6.

SCH
Un sinodo convocalo a Spalatro^d

SCH
che appellasi Azhuquidariiini ovvero A' hecedariiun. Vi pure una Grammatica della stessa lingua, coniposla da Smotriski,

un legato del Papa ordinarono verso il 1070 che non si facesse uso della lingua
slava nell'u/lcio divino; questo decreto
fu confermato da Alessandro II;

monaco

russo di

s.

Basilio, la quale

ma /^'uo*

p convenire che non riguardasse


chiese situale verso
lavia, o
la

le

fu stampata a Vilna nel 16 19, ed a Mosca nel 1721. Chi vuol sapere qual dille-

Polonia e

la INIo-

renza
tutti
i

vi

abbia tra l'antico schiavone, e

veramente dire che non sia stato giammai eseguito. Vi erano nella gi arcidiocesi di Spalatro io capitoli e molte
parrocchie che celebravano
la liturgia in

moderni dialetti che ne derivarono, pu leggere il p. Le Long Bibl. sacra t. I, art. 6, saec. i, 2, 3, 4 e 5; e Reland
,

alla fine della 3.^ parte delle sue

Disserta-

lingua schiavona, giusta Orbino citalo dal

tiones miscellaneae.
si

La lingua schiavona

dotto

Caraman

arcivescovo di Zara nella

usa nella Boemia, nella Moravia, nella

dissertazione, De lingua slavica liberali in


divinis ctlehrandis^i\. 32.

Polonia, nella Moscovia, nella Russia, nellaBosnia, nella Servia,nella Croazia, nella

La

slessa cosa

attestala da Roberto Sala nelle sue Oiservazioni sui libri liturgici del cardinal

Dalmazia, nella Bulgaria,


letti

ec.

Ma

dia-

di tulli questi paesi differiscono fra

Bona,
vi

1.

e.

9 questo ultimo autore ag:

loro per siffatta forma che

un polacco,per

giunge, che nella diocesi di Spalatro non

esempio, non intende punto un dalmato.

sono che 8 parrocchie in cui facciasi uso della lingua latina. Papa s. Gregorio VII coW Epistola II, del lib.7, ad Tirati'
slawi
la

Questa osservazione del celebre cardinal Oslo, vescovo di

W^armia

in Polonia,

Dial. de sacro vernaculo legendo : inoltre


di parere, non esservi lingua
si

Bohemiae duceni,

proib di dire

dilatata

messa in lingua schiavona; ma questo divieto non riguard che i boemi, ed


il

come

la

schiavona, pei tanti popoli che


il

l'usano,

perch e delle sue liturgie

al-

facilissimo l'indagarne

perch.

La per-

quanto qui mi diffondo. Per devesi


cettuare
la

eci

missione accordata da Giovanni Vili a


8.

lingua araba, in uso presso

Metodio di servirsi nella chiesa della lingua schiavona, non erasi giammai estesa nella Polonia e nella Boemia; non si deve dunque meravigliarsi che siasi fatta contraddizione a coloro che volevano intro-

cristiani d'Arabia, di Siria, d'Egitto,

non

che presso
Erbinio,

sia, l'Africa e

maomettani che abitano l'Auna gran parte d'Europa.


religiosis

De

Kiovensibus Cry-

ptisy di cui trattai

a Rutenf, pretende che

durla nellechiese di questi due regni. Sembra che il cardinal Bona errasse nel confondere, Litiirg.
1.

1, e.

g,

la

lingua schia-

schiavone sia una lingua madre, che ha dato l'origine agl'idiomi che si parlano nella Russia, nella Moscovia, nella Pololo

vona coirillirica,la quale un dialetto particolare introdotto fra gli schiavoni d'Ih
liria.

nia, nella

Vandalia, nella Boemia, nella

Croazia, nella Dalmazia, nella Vallachia


e nella Bulgaria. E' opinione che questo

La lingua schiavona

di cui

si

fa

uso

nella liturgia Tantica, donde derivarono

idioma tenga
altre lingue,
te,

il

mezzo
i

tra l'ebraico e le

dialetti

moderni, e che appellasi


:

lo schia-

s\

d'oriente, che d'occidenclimi. Alcuni sog-

vone delle scuole ode'dolti Idioniaquod nunc Sclavuni lillerale appellante disse Benedello XIV, dopo Urbano Vili e Innocenzo X ec. Allorch Caraman rivide
il

e sia dicevole a tutti

giungono che sembra avere tutto quanto occorre per divenire una lingua universale. Si

sono trovali autori,

quali

hanno
l'in-

Breviario ed

il

Messale degli schiavoni


nel

attribuito al dottores. G/ro/^///o(^.)

stampali in
cui avvi

Roma

174^,

si

attenne

al-

le regole dell'antica lingua schiavona, di

venzione dell'alfabeto schiavone, non che la versione della Bibbia; ma si vuole che

un Dizionario ad uso del

clero,

graudemenle errassero, poich

s.

Girola-

SCH
mo
e
Si
la

stesso

chiaramenle
s.

ci

dice,

ili

aver

ragioni, fu approvata la loro condotta, co-

IP
si

SCH
2." vita di detti santi
i

161

egli tradotto la

Bibbia nella sua lingua,

me

vede nella

a'9

lingua di

Girolamo era

la latina.

marzo presso
poscia Pioli,
1

Bollandisli,

Enea

Silvio,

pu vedere Banduri, Animad.


1

in

stantin. Porpliyrog.deadrninislr.
p. 7.

ConImptr.

neW Istoria Boemcay

ale.

3 racconta

il

seguente fatto. Ferunt Cy-

Le leltereschiavone non hanno vefurono in-

rilluaii Clini
tifici

Roma ageretj Romano Pon-

runa
le

affinit colle gotiche; esse

supplicasse j ut Sclavorum lingua e-

s. Cirillo e da s. Metodio, che formarono giusta l'alfabeto greco. Gli schiavoni hanno altri due alfabeti per u80 comune, l'uno di un carattere minuto,

ventate da

jusgentis honiinibus, quam baplizaveral^

qua re sacro senatu disputaretur ^ essent que non pauci contradictores^ auditani
reni divinamfaciens utiposset.De
in

duni

ch' in voga
zia, nella

massimamente nella Dalmanell'Istria; l'altro

Carniola e

che

non ha quasi niuna rassomiglianza

air.

voceni tamquani de coelo in haec verbo ww5^/7z;OmnisspirituslaudetDominum, et omnis lingua conflleatur ei indeque
:

pare essere stato tolto dai croati e daiserTani,comesi pu riscontrare in A.ssemanni


1. 4? ed in Rollo, Introduct. ad hist. Sclavorum. Fra tutti i dialetti della lingua schiavona non ve n* ha uno che non

datuni Cyrillo indultuni. Neir872 fu eletto Giovanni VII I, ed avendo questi fat-?
io passare
i

suoi rimproveri a

s.

Metodio

per mezzo di Paolo vescovo d' Ancona,

perch dicesse

la

messa

in lingua schiain

sia

pi coltivato del polacco. Quelli di Li-

vona, quando do vea dirla

lingua latina

tuania non hanno un'origine


gli

comune cola

schiavoni, lo che

si

prova per

diver-

sit del loro linguaggio, ch'

un

dialetto

della Sarmazia.

Non riuscir forse discaro


poi

quanto il dottissimo Lambertini,

Be-

nedetto XIV,scrisse sulla liturgia schias.

vona e sue vicende,nel.suo trattato Della Messa sez. i cap. 6, 2. Parlando della liturgia de'nuovi convertiti, diceche mag,

giore sarebbe la difficolt, se


discorrere della
I

si

dovesse

o greca {^Audivimus eliam^quod missas cantes in barbara^ hoc est, in sclavonica lingua ^undejam litleris nostris per Panlumepiscopum anconitanuni tibi directis prohibumusy nein ea lingua sacra missarum solemnia celebra res, sed vel in latina, vel in graeca lingua) sicut Ecclesia Dei totum terraruni Orbe diffltsay et in omnibus gentibus dilatata cantat, praedicare vero, aut sermonempopulofacere
tibi licet)f di poi ritratt la

.^

conversione di qualche
si

querela, e di

nazione, cio se a questa


volgare, ritenendo per

dovesse con-

nuovo

gli

permise

di celebrar la

messa

cedere l'uso della liturgia nella sua lingua


il

nella detta lingua,


fosse fedele,

purch

la

traduzione

sistema di non

variare idioma, allorch la lingua allora

comune a
gare.
i

tutti,

diventasse poi particolare

de'dolti, e succedesse un'altra lingua vol-

Mentre era Papa s. Nicol 1 dell'S 58 santi fratelli monaci orientali Cirillo e Metodio {F.), che aveano disseminata la fede di Cristo nella TJ/o/YZ^/rt^ furono chiamati a Ptoma per essere con-

purch l'evangelo si leggesse prima in latino e poi in lingua schiavona, mostrando per sempre genio che piuttosto la messa ci celebrasse in lingua latina. Giovanni Vili disse inoltre che Tevangelo in alcune chiese
si

due

leggeva in linil

gua

latina, e dipoi in lingua volgare,

che certissimo, come pure le profezie e l'epistole si leggevano in due lingue, essendosi ci praticato nella chiesa
na, nella quale in alcuni giorni
si

sagrati vescovi.

Prima che
I,
il

arrivassero a

romalegge-

Roma, mori
cesse

Nicol

e nell'SGygli suc-

Adriano
il

II, sotto

quale furono

vano

le

profezie, le epistole e gli evangeli

due

fratelli

chiamati in giudizio, per aver


celebrar la messa in lingua
intese le loro

in lingua greca e latina,


rispettivi articoli,

come

notai nei

introdotto

ed ancor oggi celebranil

schiavona;

ma essendo state

do pontificalmente

Papa si

recita

.''

l'e-

VOI. LXII.

II

i62

SCH

IP
dchere.
Il

SCH
che non osta all'indulto conceduto da Giovanni Vili, per gius'i e forti molivi ad una nazione particolare, di cela messa in lingua volgare. Sicconeppure si ponno dir fra loro contrarie le lettere di Giovanni VII! e di S.Gregorio VIIj non essendo cosa nuova che

pistola in latino dal

suddiacono lailnQ^e

poi in greco dal suddiacono greco, facendosi il simile coir evangelo dai diaconi

de*due
le

riti:

questo fu eseguilo anche in

lebrar

Costantinopoli, per denotare l'unit fra

me

due

chiese. Nati in seguito alcuni in*

convenienti, sull'uso della messa in lin-

gua schiavona,
prelati della
le
si

il

pontificio legato di

A-

in materia

d'i

Disciplina eccl<isiastica{l^.)y

lessandroll del 1061, tenne un sinodo di


stabil

concedutasi una volta una cosa per


fine, la stessa cosa

buon

Dalmazia e Croazia, nel quache veruno in avvenire non


i

siasi

poi levata a chi

l'aveajO negata ad altri per le cattive con-

osasse pi di celebrare

divini misteri,

seguenze che in pratica


to la concessione.

si

veduto deri-

che

in lingua latina o greca,

bandita

la

varne, non prevedute da chi ne avea fat-

come dopo Tommaso arcidiacono di Spalatro avverte Pagi nella vita d'Adriano ll.Nel 1080 S.Gregorio VII riprese Uladislao re di Boemia, perch comunicava cogli scomunicati, e gli neg la
schiavona,
licenza che
si

Lambertini

cita in

ap-

poggio del suo asserto gravi autori.

La
da
s.

fede cristiana fu predicata nell'II-

liria, nella

celebrassero

divini uffizi

in lingua schiavona; la quale licenza per

Dalmazia, ed in altri luoghi Paolo apostolo, il quale fu eziandio l'apostolo di quelle contrade. Apostolo degli sciti europei si celebra S.Andrea fratello di
s.

fu conceduta ad

un

certo vescovo nella

Pietro,
s.

come

della Tracia. Nel


I

Schiavonia nel 1248 da Innocenzo IV. Conclude Lambertini essere punto stabilito di disciplina,

pontificato di
in

Celestino

del

4^3

fior

Roma

il

cardinal Pietro schiavone, che

che non
si

si si

vari l'idioma

edific la celebre Chiesa di s.

Sabina ( /^.).
n.**

della messa, secondo che

varia la lin-

L'annalista Rinaldi all'anno 548,

i,

gua volgare;
corch
tutti,
la

ma

celebri in quella lin-

narrando
si

le rotte palile dall'escrcilo ro-

gua, in cui incominciossi a celebrare, andetta lingua

mano, per opera


aggiunse che
i

dei goti, a tanti daimi

non

sia

comune a

popoli slavi o schiavi,

ma

fatta particolare di alcuni, cio

de*pi dotti; e dipender poi da varie circostanze, l'esame delle quali appartiene
alla
8.

Sede,

il

concedere o

il

negare nella
uffizi

l.*conversionede'popoli alla fede cristia-

occuparono l'Illirico afamosa questione de Tre Ca^ piteli (V.), che turbavano l'episcopato. ]Vel55o nuovamente i popoli slavi, valicalo r Istro, tornarono a dare il guasto
passando
l'Istro,

gitato dalla

na

l'uso del loro

idioma ne' divini


il

all'Illirico

e alla Tracia, facendo a pezzi


gli

e nella messa. Indi confuta

Soave, che

senza misericordia
zi

abitanti; quindi sa-

nella Storia del concilio di Trento^ per le


insufficienti riflessioni colle quali pretese

notare di contraddizione Giovanni Vili e s. Gregorio VII, imitandolo nella tra-

sangue umano si restituirono carichi di preda e di spoglie alle loro contrade. Nel S^ I gli schiavoni sconfissero presso Adrianopoli l'esercito romano, e vittodi
riosi
si

duzione Courayrcon perfide note,


cretato dal concilio di Trento.
conciliare
Il

sul de-

recarono fino

al

muro

lungo, di-

decreto

stante da Costantinopoli una giornata, ed

tera di Giovanni Vili,


cilio

non pu dirsi contrario alla letnon avendo il condetto altro, se non che non era cosa
la

essendone a grandissima fatica rigettati tornarono al paese loro. Anche nel 552
schiavoni e gli unni tribolarono l'impero romano con nuove scorrerie, mentre andavano stabilendosi nelle Russie. Nel
gli

espediente che
si

messa ordinariamente

celebrasse in lingua volgare; e

non

a-

vendo condannalo se non chi asseriva ://>i^iiam tantum vulgari missam cdthrari

598

l'esercito imperiale

comandalo da

Prisco riport vittoria sui popohscla^iuio

se
sciavi
Scilla voni, con

II

^
li.

SCH

iG3

distruggerne lpne-

L'imperatrice avendone conferito con

se ov'eransi stabiliti, e

mentre tentavano
i

s.

Ignazio patriarca di Costantinopoli, ver-

ripassare l'Islro. Nel

600

popoli schiavi

so

r848 spedirono una


s.

missione con alla

predarono

nando
fesa;

uccidendo e imprigiosoldati che vi trovarono alla dil'Istria,

testa

Cirillo.

Questi dopo aver impara-

to la lingua turca, con zelo e successo pre-

per questo, e per


s.

le

rovine cagionate
I

dic

il

vangelo, indi fu
s.

mandato

in Bul-

dal re degli avari,

pianse

le

Papa ne conseguenze, scrivendo a MasGregorio

simo vescovo di Salona. Nel 664 Vetlari duca longobardo piomb sugli slavi che andavano stabilendosi in Italia, e Dio pose loro tanto spavento, che di 5,ooo ch'erano, a gran pena pochi poterono fuggire:
neirilliria per eransi dilatati e

Metodio, paese della Scizia, e popolo che avea comune l'origine cogli slavi, il quale erasi impadrogaria col fratello
nito della Mesia e della Dacia, cio della

Vallachia, della Moldavia, e di parte del-

l'Ungheria.
chele ricev

Il
il

re Bogoris col

nome

di

Mi-

battesimo, e contribu alla

fermata

conversione de'sudditi; quindi

mandla
1.

slanza.

Avendo

gli

schiavi o slavi occupa-

Roma un'ambasceria a s.
e
la

Nicol
a

Cirillo

to parte della Grecia e del Peloponneso,

Metodio andarono anche


fede in Moravia,
i

promulgar

Staurarioduce imperiale li guerreggi,ricuper le Provincie invase, e nel 782 fece Iriliulari barbari medesimi, conduceni

cui popoli

come

erano del sangue degli slavi, ed avevano combattuto gli abari o unni della
carintii

done

prigioni molti a Costantinopoli, es-

sendosi l'esercito caricato di spoglie tolte

a'vinli.Nell'8o5 Cagano o Teodoro principe cristiano degli unni o avari, ricorse


in persona a Carlo

Pannonia: abbracciato il cristianesimo, s. Cirillo ne fu consagrato arcivescovo, meglio s. Metodio. Ambedue passarono ia

Boemia, e
slava,

la

guadagnarono a Ges Cristo,


la liturgia

Magno

per aiuto con-

poscia Iraslatarono

in lingua

tro

popoli

sia vi, chiamali

ni, ch'erano la Pannonia, e chiedendogli Sabaria e Carvanto per sua dimora. L' imperatore Io

anche beemanrovina del suo regno di

avendone formato

Cirillo l'alfabe-

to e le lettere slave, e fecero celebrare la

messa nella lingua che parlavano popoli che avevano convertito, slavi oschiavoni.
i

a(|colse

benignamente,

lo

content e

ri-

Gli arcivescovi di Salisburgo e di


za
si

Magonle

mand con

molti doni. Tornato tra'suoi,

sollevarono coi loro sulTraganei con-

mor e gli successe altro Cagano, il quale a mezzo d'un ambasciatore ottenne il governo di tutto il regno, ed un esercito co-

tro di questa novit, e

ne portarono
il

querele a Giovanni VIII,

quale chia-

mandato
o
slavi o

dal di lui figlio Carlo, Questi

mato in Roma s. Metodio arcivescovo di Pannonia e de' moravi, gli proib di dir
la

portatosi nel paese gi detto degli schiavi

messa

in lingua barbara. Altri attriil

Schiavonia, ne guast tutte


cazari e tartari,

le

contrade, ed uccise Liconne loro duce.

Frattanto
turchi,
il

una trib

dei

da Adriano li, bench Novaes nella sua Storia riferisce che concesse ai moravi l'uso
buiscono
divieto fatto

come

notai,

pi numeroso popolo e pi posgli

della loro lingua volgare slava negli uffzi

sente tra

unni della Scizia europea, es-

divini e nella messa, ci che confer-

sendosi stabiliti in una contrada vicina alla

Giovanni Vili. Questo realmente

di-

Germania, confinante colla Bulgaria e la Moravia lungo il Danubio, avendo deliberato di abbracciare la religionecristia-

poi ci fece nel

modo

narrato,
s.

ma a s. Mesecondo
i

todio piuttosto che a


diversi pareri.

Cirillo,

Comunque

sia,i ss. Cirillo

na,

ratore Michele III, e alla sua

mandarono un'ambasceria all'impemadre la pia Teodora, per domandar loro de' preti,

Metodio sono venerati quali

apostoli

degli slavi, ed introduttt)ri della liturgia

slava,

ambeduedestinali alla propagazios.

quali volessero aver cura di ammaeslrar-

ne del crislianesimo dai Papi

Nicol

l,

i64

SCH
: i

SCH
che Ottone I edific Magdebiirgo (^.)j meglio il dire l'aument, e con l'autO' rit di Giovanni XIII gli die in i. arcivescovo s.Adelberlo, facendo la slessa citt metropoli della Slavonia, provincia grandissima di Germania, abitata dai vinoli,
gi detti vandali, e che per opera di detto

Adriano II e Giovanni Vili ove ne riposano sagri corpi lo dissi nel vol.XLVI, Il Dubravio, Hist. Bohein.y tratta p. 29 di loro. Slredowski, nella sua Sacra Mo raviaehistoria, chiama s. Metodi e s. Cirilloapostoli della Moravia, dell'alta Boer
.

mia, della Slesia,dellaCazaria, della Croazia, della Circassia, della

Bulgaria, della

principein quel tempo si convertirono tutti gli

Bosnia, della Russia, della Dalmazia, della

slavi.

Noter che Magdeburgo, anora apstali piiissiani.

Pannonia, della Dacia, della Carintia,

tica capitale della bassa Sassonia,

della Carniola, e della pib parie de' popoli schiavoni.

partiene agli

Nel o 1 2 raci

Rinaldi all'anno 880^

ancora l'annalista n.** ig e 20, parla della venuta in Roma di s. Metodio arcivescovo di Moravia, accusato da malevoli a Giovanni Vili, che insegnasse diversamente da quanto avea professato alla s. Sede; laonde resa ragione della fede che predicava, fu approvato qual verace
apostolo, ordinandogli
il

Come

conta Rinaldi, che Bernardo duca di Sassonia ribellandosi contro l'imperatoreEnrico II, trasse seco tutta Sassonia,

mano-

mise

le

chiese, ed oppresse

crudelmente
sagri

gli slavi,

molti de'quali perci apostatai

rono dalla fede, atterrarono


pli,

tem-

perseguitarono

cristiani, e

ne fecero

Papa

di tornare

grande uccisione. Dice pure che nel i o 1 Papa Benedetto V li die il pallio ad Un va1

tra gli slavi e riprendere l'opera incominciata. Nella lettera

no arcivescovo d'Amburgo, melropolitanode'danesi,svedesiealtripopoli,efu zelante pastore, per cui riun le sparse pecorelle disperse

daGiovanni Vili scrit-

ta al principe degli slavi, lod la piet di

Metodio, che l'avea trovato vero e perfetto cattolico, concedendo che possa cans.

cuzione slavonica. Verso

tar la messa, leggere

il

vangelo, e

le di-

verse lezioni del vecchio e

nuovo Testagli al tri uf-

crudelmente dalla perseil i o65gli schiavoni abiurarono di nuovo la religione crisliana, e dierono la morte a quelli che la
professavano.
di

mento ben
fizi

tradotte, e cantare

tale

anno

riferisce

Rinal-

in lingua schiavoiia.

Comand peralsi

che sotto l'arcivescovo di


la

Amburgo o
gran deso-

tro,

che in tulle le chiese del suo stato

Hamburgo

chiesa degli schiavoni po-

debba leggere per maggiore onore,

pri-

sta sotto la di lui diocesi ricev

ma
il

l'evangelo in latino, e poi acciocch

lazione da quegridolatri,riporlando molti


cristiani la

popolo l'intendesse nella lingua schiasi

Tona, secondo che


se,

faceva in altre chie-

doversi preferir sempre la idioma latino. All'anno 949 riporta Rinaldi, che l'imperatore Ottone I sottomise al suo impero i popoli slavi, i quali vinti che furono gli otfrirono tributi, e di farsi cristiani quelli che non lo el'ano, onde molti riceverono il battesimo:

nondimeno
in

corona del martirio, fra'quali Godescalco divotissimo principe e insigne propagatore della fede catlolica, perch
studiava di convertire
i

messa

si

pagani slavi.

Nella citt di Magnopoli dagli slavi fu posto in prigione


tri cristiani,

Giovanni vescovo con

al-

e percosso spietatamente con

bastoni, fu condotto per ischerno in ciascuna citt di Schiavonia, e finalmente


lo sagrifcarono a

in quell'epoca occorsero molle apparizioni d'anime, e riuscirono


slavi in

Radigast loro idolo, co-

opportune

agli

me

in titolo di vittoria.

Da

tulle queste

prova dell'immortalit dell'anima

notizie rilevasi che gli slavi erano sparsi


in diversi stati e diocesi.

da loro negata. Nel 958 insorti di nuovo gli slavi. Ottone 1 marci con 1' esercito contro di loro, li vinse e die la morte al
loro regolo. Allcsla Rinaldi all'anno 971,

Anche Rinaldi

all'anno

080
-on
il

tratta di

gorio VII

quanto fece S.GreUralislao duca di Boemia,


{'

negandogli

poter dire

ufticio

divino

SCH
in lingua schiavona, perch Dio aveva di-

SCH
gheria la perde nel

i65
averla oc-

1026 per
voi.

sposto che la divina Scrittura in alcuni

cupata

turchi, in conseguenza della bat-

luoghi fosse occulta, poich se venisse a


tutti manifestata

taglia di

Mobacs. Nel
altri

XXXlX,p.2o6,

non producesse
gl'idioti

avvili-

243, 247 e in
gorio

luoghi del medesimo,


perqtielle po-

mento, e ne prendessero
di errare: bens
il

cagione
l'u-

parlai del collegio illirico fondalo da Gre-

Papa
Gi

gli

conferm

XI II particolarmente
ivi

so della mitra, concessagli dal predeces-

polazioni slave
la

descritte, massiraedeli.*

sore Alessandro

II.

s.

Gregorio VII
le

Schiavonia, anche in memoria della

nel concilio di Salona avea fatto dare

insegne regie a Demetrio principe di Dalmazia, Croazia e Schiavonia, dichiaran-

dolo re
la santa

di quelle provincie

che Deme-

trio in pia gratitudine fece tributarie del-

sanzi, oltre

Sede coU'annuo censo di 200 bigiuramento di fedelt a s.


il

Pietro e di
In questo

lui

successori nel pontificato.


fioriva
s.

incomparabile della s. Casa: sul collegio illirico va pur letto quanto riportai a Collegio ClemenTiNo. Sul cominciar del secolo trovasi che in Roma dimoravano molti della nazione illirica impropriamente nominati schavoni, ma veramente slavoni. Verso la met di tal secolo non pochi tra questi
felice traslazione del tesoro

XV

tempo

Bennone

[P".)

illirici

vescovo di lJeissen (F.) nella bassa Sassonia, canonizzato da Adriano VI qual bene merito apostolo degli slavi apostati o ancora idolatri, e siccome acerrimo difensore di s. Gregorio VII contro l'indegno e prepotente Enrico IV, che giunse a scomunicare. Nel medio evo la Schiavonia propriamente detta fu occupata dalla repubblica di Venezia, dopo il conquisto della

gliendosi a vivere in

formarono una pia unione, raccouna casa posta nel

na, edifizio loro

Borgo vecchio presso la basilica Vaticadona lo da un signore riccitt. SilTalta specie di pia e spirila

co di Dalmazia, da pi anni stabilito nell'alma


tuale comuniljda cui ebbeorigine

con-

gregazione

illirica,

era diretta nel i44i

dal sacerdote dalmata

Girolamo

di

Po-

lonia, e di essa facevano parte alcuni e-

seg. narrai

Dalmazia. Nel voi. XXXlX,p.2i8e il mirabile trasferimento a' io

remiti pure di Dalmazia, uomini di specchiata vita, e perci venerali da'romani.

maggio, del 1291 come comunemente si crede, della s.Casa della B. Vergine da Nazareth nellaSchiavonia,posandosi traTersatto e
la

A que'tempi
stianit

quasi ogni nazione della cri-

Fiume, presso Raunizza, per cui regione fu visitata dal concorso delle

avea in Roma l'Ospedale o Ospizio [V.) ove accogliere i poveri nazionali venuti alla visita de'luoghi santi. Di
la

ci penetrandosi i delti eremiti, e

divote popolazioni.

Consommodoloredeil

come

nazione

illirica

vedendo mancasse di cos


poveri

glischiavoni e dalmalini
gli angeli

portentoso san-

proficuo benefizio,risolvellero di fondare

tuario, pure prodigiosamente, di

nuovo

un ospedale che
pellegrini della

fosse di rifugio ai

con altra traslazione lo portarono nel territorio di Recanati (V.) nel luogo detto Loreto (^.), dopo 3 anni e 7 nesi dacch aveva consolato gli schiavoni, che di tanta perdita ne sono tuttora inconsolabili, poich spar il i o dicembre I2g4 per bearne la nobilissima Marca, ov'

Dalmaz a jtWdi Croazia^ della Slavonia e della Bosnia, come provincie

componenti

lo stato illirico. Gli e-

remiti quindi adoperandosi con mirabile


zelo per effettuare
il

concepito e benefico
le

disegno. Dio bened

loro incessanti cure


di loro

che impiegavano a pr de'poveri


nazione. In
essi
falli

segno alla veneiazione di tutto quanto il cristianesimo, come dilfusamente e con

Papa Nicol

V don ad
di

una chiesuola diruta e mancante


s.

minuto dettaglio dichiarai


ai veneziani,

al ci-

tetto, situata incontro all'attuale

tato articolo. Dipoi la Schiavonia fu dagli

di Ripetla e intitolata

Porto Marina o Mari-

ungheresi tolta

ma TUn-

nella vergine e martire, la quale venen-

i66
do

SCH

SCH
istituendovi la collegiata e capitolo

dagli eremili e congregazione illirica

com-

restaurata, fu dedicala sotto l'invocazione


di S.Girolamo dottore
sa,

poslo di detti slavi e schiavoni, esclusiva-

massimo deilaChieche fu di Dalmazia. Inoltre Nicol V

mente per la nazione illirica il quale corpo ecclesiastico dichiar essere atfatto di:

annuendo alle domande de'buoni eremiti, con breve de'20 maggio i ^53 concesse loro la facolt di fabbricare un ospedale propinquo alla chiesa, che tanto questa,quanto l'ospedale fossero governati da una congregazione d'illirici. Questa congregazione si compose di ecclesiastici e di secolari
nativi e originari dal canto paterno delle

sgiunto dalla congregazione,eci senza ag-

gravio di
la chiesa,

lei

e dell'ospedale illirico, a cui


il

lasci libero

dominio

di questo e del-

come ancora l'amministrazione


e ospizio che avea rice-

delle proprie rendite. Ivi narrai del pro-

pinquo ospedale
vuto
il

principio sotto Nicol

V, quando
Dal-

fuggirono dalla Schiavonia,

llliria e

ricordate Provincie illiriche;

ma

in progli

mazia

cattolici,

dopo

la

presa di Costan-

cesso di

tempo furono ammessi anche

tinopoli, e altre conquiste falle dai turchi,

oriundi delle provincie medesime,purch


pratici del linguaggio illirico.

onde

gli slavi in
si

Ebbe ed ha
godendo
la

vescovi

rifugiarono in Piotna.
la

buon numero con 3 loro Che dochiesa ed eretto


l'

per protettore un cardinale rappresentato da

po restaurata
s.

ospi-

un

prelato primicerio,

zio e ospedale in

congregazione eziandio la protezione dell'imperatore d'Austria come sovrano delrilliria.La congregazione illirica

si

onore del connazionale Girolamo, la contrada di lipetta (^^.) chiam Schiavonia y\Qestv\dio%\ ospital-

dopoa-

vere colla generosit de'benefattorinaziolali

schiavoni,

mente, massime se infermi, gl'illirici, gli dalmati. Di altre notizie e dei


i

risarcito intieramente la

donala chic-

restauri e abbellimenti eseguili nella chiesa parler in fine.

Sina, vi pose alcuni sacerdoti

ad

offiziarla;

indi

compr dal cardinal Oliviero Caraffa protettore della medesima un'ampia vi.

Per
fini

la

celebre pace di Carlowilz dei


stabiliti
i

26 gennaio 1699, furono


de'due imperi
di te,fra

con-

'

gna circondanteda due parti verso ponente il mausoleo d'Augusto. Entro quella vigna e in vicinanza della chiesa venne fabbricato l'ospedale degl'illirici denominato di s. Girolamo. Siccome per a cagione del prossimo Tei^f^re e del circostante vigneto, l'aria del luogo riesciva assai

Germania e d'Orien1,

Mustaf Ile Leopoldo


al

la

Schia-

regno d'Ungheria. Nel voi. XVIII, p. 82 ricordai la gran vittoria riportata presso Pelervaradino a'5
vonia fu riunita

agosloiyiG dalle armi imperiali


lo

di

Car-

VI contro

turchi.

Avendo
i

la

Schia-

malsana,

cos la

congregazione fece del

tutto spiantare la vigna,e sullo

sgombrato

vonia o Slavonia avuto suoi re particolari, e la regione il titolo di regno, di-

terreno edific case che die a pigione o in


enfiteusi,

venutane sovrana l'eccelsa casa


stria, la

d'

Au-

procurandocos una rendita cerle

elev

nuovamente
alla
l'altra
i

a tal grado,

taalpioislituto,e migliorando di molto

condizioni dell'ospedale e della chiesa dal

una parie assoggett della camera regia, e


risdizione militare
:

giurisdizione

ad una giula

canlodellasalubrit. Gihagliarlicoli Dal-

nel

747

divisione

mazia e Chiesa di s. Girolamo de'SchiavoNi narrai che questa chiesa di Roma fu


rifabbricata da Sisto

attuale fu slabdita dall'imperatrice M."

V, che

n'era slato

titolare nel cardinalato, ed in ricordanza

secondo alcuni di derivar la sua famiglia Pcrett [F.) da origine dal ma lina illirica, nonch per la divozione che nutr sino da fanciullo verso s gran santo; inoltre

Teresa come regina d'Ungheria. Ogni comitato civile della Schiavonia tiene un governatore che avea voce negli siali di Ungheria; la Schiavonia militare sottoposta alle forme medesime di amniinistrazione degli altri distretti degli stali
austriaci. Nel generale

sovvertimento p-

SCH
litico del

SCH
le

167
i

memorabile i848,ne marzo eb-

be luogo un'assemblea nazionale de'3 regni uniti di Dalmazia, Croazia e Slavonia, convocala nel palazzo nazionale di A*
gria o
il

Agram,ed

elesse a

bano de'3 regni


l'imperatore

valoroso barone Giuseppe Jellacic, con

nacompagnia sopper ancora a ci che mancava alla rendita della mensa capitolare, non appieno assegnata dal Papa prima di morire alla collegiata da lui istituita (e poi diminuita di molto
sessi della

per gl'infermi d'ambo

zione. Inoltre la

28 domande. Questo prode


lo fece bano, e

per

le

vicende politiche de'tempi), preci-

dopo vinta la tremenda insurrezione d'Ungheria intento a migliorare la condizione di questi suoi stati.

samente di quanto erasi proposto Sisto V. E siccome l'eredit di questo Papa colle

prerogative di sua famiglia Peretti pas-

Vedasi

Daniele Parlalo gesuita, IIfyrici sacri, VeneliisiySi. Di recente stata ristaurala e abbellita con nuove pit< ture a fresco la chiesa nazionale di s. Girolamo degl'Illirici in Roma, al modo che si legge nel Giornale di Roma yWeX n.298
il

p.

sarono in quella de* duchi Sforza-Cesarini, per quanto avea fatto la congregazione
casa
illirica, a'

patroni di delta illustre

dell 852, e ne'n.i 20,

59060

Ne

far

un breve

estratto,

del i853. premettendo

appena rimase il diritto di nominare due canonici e un beneficialo, mentre la congregazione nomina 4 canonici e 3 beneficiati; nomine ad essa cedute dagli
Sforza-Cesarini, in forza di transazioni,

alcune notizie per dichiarare l'anteriore sua condizione. Sisto V per ridurre il sa-

approvate da brevi
di

gro tempio nella forma e ampiezza che si vede, atterr parecchie case contigue di
propriet della congregazione
illirica
,

pontificii, ed a mezzo due dotazioni eseguite nel 782 e nel 1826: la nomina poi dell'arciprete ser1

bata
sa di

al cardinal protettore.
s.

La bella chie-

quindi

lo fece

decorare di pitture ad olio,

iie'quadri degli altari, ed a fresco nelle

Girolamo, portata che fu al totale suo compimento, venne sempre con ogni cura governata dalla congregazione dell'ospedale illirico, per possederla sino dalla

Antonio Viviani, da d'Ancona, da Paris Noga* ri, da Giuseppe Puglia dello il Bastaro, da Michelangelo Cerruti, e da Benigno Wangh, ed i triangoli dal Guidolti e da Avanzino Nuoci. Della collegiata da lui fondata nella chiesa, composta d'un arciprete, di 6 canonici e di 4 beneficiali, ne
pareti, eseguite da

Andrea

Lilio

18

sua origine. E siccome il terremoto del rec ad essa de'danni, e in ispecie 1 1


la

nelle volte, cos la congregazione medesi-

ma vide
sii,

necessit di riparare que'guai

quantunque

periti dell'arte
tali

non

li

avessero giudicali
priva del

da porre
il

in peri-

colo l'edifizio. Per essendo allora

Roma

concesse

padronato al suo pronipote d. Michele Peretti, con bolla kal.aug. 1589,


il

il

cui originale nell'archivio Sforza -Ce-

sarini,

come afferma

Ratti, Della fami-

glia iSybrzrt par. 2, p.


l'agosto

355e 363. Ma

nel-

governo imperiale francese, e poscia essendosi dovuto pensare, prima che ad altro, al modo di rimediare al grave dissesto causalo da detto governo nelle rendite del pio luogo,
sotto

Papa e

1590 morto immaturamente il magnanimo Sisto V, non essendo ancora


la

fu forza indugiare
1

le

riparazioni fino al

ultimata
ta,ed
retti
il

nuova chiesa da

lui riedifica-

suo munifico nipote cardinal Peessendo da questo titolo gi passato


s.

846, tranne l'ottimo pavimento di marmo bianco e bardiglio ben disegnato ed eseguito nel pontificato di Gregorio XVI,
essendo visitatore apostolico
il

cardinal

a quello di

Lorenzo

in

Damaso,

la

con-

Zurla come vicario di


nel
1

Roma,

e compito

gregazione

illirica gli fece dare compimento, caricandosi del bisognevole alle spese pel culto divino, e congiuntamente

835 dal
il

successore cardinal Odescal-

chi,

sul

apprende dalla lapide posta medesimo. In detto anno furono chiuche


si

ad

essa eresse

un nuovo e comodo speda-

se le fenditure delle volte, e

si

fecero

bi-

i68

SCH
illirica
il

CH
soggetti delle rimanenti pitture avessero

sognevoi miglioramenli ad altre pai ti della chiesa. Si deliber quindi dalla con-

un legame con quel sublime argomento,


se

gregazione
scbi

reslauio degli aflre-

ne scelsero degli acconcissimi


fatti

all'

uo-

che ornano le volte sleste, e se ne affid l'opera a Francesco Giangiacoino, professore di disegno e pittura nelTospizio apostolico. In tale occasione
attuali canonici si offrirono
te di

po, e furono: alcuni

della vita della


la

B. Vergine, l'adorazione de'Magi,


te di Cristo, Teifigie de'profeli

morvati-

che

^i'a

gli

cinarono

la

redenzione, olire

la

rappre-

generosamen-

sentanza di alcune storie del vecchio Te-

ornare a proprie spese 4 cappelle, decorandole eziandio con pitture; ed avutone l'assenso dalla congregazione illirica,

stamento che simboleggiano


scatto
;

il

gran

ri-

di

pi
la

l'effigie di s.

Gio. 13altisla
antichi

che predic
gli apostoli.

venuta delRedentore,e degli

posero in alto

il

lodevole divisa-

E' da notarsi, che

mento.Da questo nobilissimo fatto,la congregazione medesima fu mossa a decretare r abbellimento della chiesa con di-

affieschi del coro, es'^endo figurali

come

opere tessute

in arazzi,

il

Gagliardi nelle

sue nuove pitture segu quella invenzio-

pinture a fresco e con


fatte decorazioni a

altri

ornamenti, in

tutte quelle parti che rimasero senza sif-

causa della morte di

ne per conservare una certa tal quale armonia nelle parti decorativecanteceden* ti della chiesa, e le altre pure ora abbellite

V, poich le sue pitture e decorazioni non andarono oltre l'abside, il catino e loro archivolti. Nel 1847 ^^ c^"^' gregazione commise al pittore romano
Sisto

dai suoi lavori.


i

Laonde

egli finse nel-

la faccia di tutti

pilastri corintii
,

che sor-

reggono r

attico

d'arazzo, retto

un addobbo di panni ne'iati da una cornice che


scompartimenti

Pietro Gagliardi che dipingesse a fresco,


nella quale arte maestro pari a'sommi,
il

forma

all'innanzi taluni

di gentili fregi e arabeschi messi a oro.

resto delle pareti e della volta, e diriil

sopra ciascuno de'finli arazzi ritrasse


apostolo,
il

gesse la parte ornativa di tutto

tempio.

l'effigie di iui

cui

nome

si

leg-

L'egregio artista non solo pose ogni studio ad eseguire


le

ge nella cartella tenuta da un grazioso


angeletto dipinto superiormente. Entran-

opere a

lui affidate,ma

cos indefessamente lce progredire le al-

do

nella 2.^ cappella della B.

Verginea
laterali,

dovea vigilare, che riusc il tutto splendidamente, e con alti encomi di ammirazione. Gli abbellimenti rinnovati nella chiesa di s. Girolamo della
tre,sulle quali

diritta, colla sagra

Famiglia del Paglia,

sono due affreschi nelle pareli


rappresentanti
della B.
la

Nascita e l'Assunzione

nazione

illirica,

consistono in ornati di

chiaroscuro, in islucchi e fregi messi a


oro,e riuscirono ricchi,gentili e confacen-

Vergine, con cornici, eseguili a Simone Percovich attuale presidente della congregazione illirica e decano del capitolo egli fece rispese del can.d.
:

grande delle pitture cui servonod'accompagnamento; ne'quali adornamenti due deputati della conti

allo stile severo e

storare

il

quadro

dell'altare e sua corni-

ce, e contribu in parte

per l'ornamento
poi

dell'intera cappella.

La cappella

che

gregazione, ecclesiastico e laico, preposti

viene dopo del

ss.

Sagramento,

fu tutta

alla regolar esecuzione de'iavori,


i

con

decorata a
tolo d.

.spese dell'arciprete del capi-

successo lodevole v'impiegarono meglio


pratici dell'arte.

Antonio Calebote, con ricche dola

La congregazione, d'acche
il

rature, ornati diversi, candelabri messi a

cordo

col Gagliardi, dispose

princi-

oro e altro, che


gli

rendono magnifica:
di pittura
i

ela

pale soggetto degli affreschi fosse WTrionjfb della

non

ci volle

opere

per

Chiesa militante in virili della 6Voce,8ubbietlo che si vede espresso nel-

santit del luogo, acci

fedeli

non ne

sia-

no

distralli avanti

il

Santissimo.

La

2.'

la Tolta della

nave maggiore. Perch

cappella a sinistra entrando, avr quan*

SCH
(o

Sd
li

169
mezzo
in aldi lu-

prima due

pitture a fresco nelle pareti

delle

nuove indicate
la

pitture. Nel

laterali,

esprimenti

Ges coronato

di spi-

si

scorge gloriosa

Croce portata

ne, e Cristo orante nell'orto, a spese, co-

to dagli angeli attraverso


ce.

un abisso

me

la

sua decorazione, del can, d. Gio-

Presso

il

salutifero

segno stanno in

vanni Despot; ma avendo cessato di vivere prima di effettuare tutto l'assunto, suppl la congregazione ed allog al Gagliardi
i

giro sedenti su lucide nubi e co'loro simboli, le

4 virt cardinali, fondamento pre-

cipuo della chiesa militante. Si vede quindi palme, da cui gli ansvelgono rami pei coraggiosi che sostennero in terra la cristiana milizia. Dodi
geli

due

affreschi.

Le

pareli laterali
s.

un ampio serto

della cappella che segue di


il

cui quadro colori il no due dipinti, s. Gio. Battista


to, e
s.

Girolamo, Paglia, contengonel deser-

Paolo nel portico dell'Areopago d'Atene: ti can.d. MarcoBunicich somministr le spese per tali pitture, e per l'abbellimento e ornamenti della cappella. Nella nave di crocer nella parte destra si ammira il grande affresco dell'adorazione de'IMagi, di nobile e dignitosa
composizione, con interessanti figure, lodato anche per l'uni l dell' azione, con che si esprime la vocazione delle genti. L'affresco nell'altra gran parete incontro stupendameuteesprimelaredenzionedelle genti, compiuta nella crocefissione di Ges sul Calvario, nell'istante che la divina anima
pinto
si

po succedono le figure de'beali nativi delrilliria, primeggiando l'imperatrice s.Elena, il re d'Ungheria s. Ladislao, l'insigne dottore s. Girolamo, s. Petronio vescovo, e less. Antemia e Serena, tulli contemplando la trionfante Croce. Rimane cos compiuta l'allegorica composizione, molto vaga pel concetto, e vieppi appariscente in grazia dell'ardita esecuzione

d'ogni sua parte. Tutte le pitture della


volta sono circondate da elegante orna-

mento, composto
ti,

di

grandi angeli volan-

di putti alati, di ricchi festoni e di al-

tre simiglianti cose, con giudizio riparti-

separata dal prezioso cor-

che danno all'opera vaghissimo finimento. Da ultimo,volgendosi alla facciate e

po, e perci in ogni parie del grave disi

manifestano

al

vivo

gli effetti tre-

la della chiesa di rimpelto al coro, si osservano ne'sordini della finestra, sopra-

mendi di quel supremo momento chesgomentarono l'universo. Nella navata grande abbelliscono
i

stante al

nuovo bellissimo organo,

le fi-

gure

colossali de' benefattori

di questa

pennacchi cheiiiframle effi-

chiesa, Nicol

Ve

Sisto

V,

vestiti

ponti-

mettonsi alle lunette della volta,


gie colossali e maestose di

ficalmente e col lriregno,essendo nel sot-

profeti se-

toposto attico a chiaroscuro figurati la

denti in troni nobilissimi, cio Daniele,

concessione della chiesa e

1'

approvazio-

Geremia, Ezechiele
ricorrente sotto
i

e Isaia.

Neil' attico

ne dell'ospedale

illirico deli., la riedi-

pelli della volta


sei

furono

ficazione della chiesa e l'istituzione del

condotte a chiaroscuro
tico

storie dell'an-

capitolo del 2.Finalmenle

il

valenleGa-

Testamento:
il

la i.^

a diritta di chi ensagrifzio

gliardi nella volta della sagrestia nobil-

tra in chiesa contiene


la 2.^

il

diNo,
.^

mente rinnovata, esegu


to fra
gli

a fresco nel

mez-

Serpe

di bronzo, la 3."
il

Abramo
i

zOjCon sapere ed eleganza, lo Spirito san-

che

si

accinge a sagrificare

figlio: la

una

gloria di serafini, e ne'4 lati

istoria dalla parte

opposta rappresenta
2.'*

arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele,

Mos

in alto d'addolcir le acque, la


l'arpa, e

e l'Angelo custode.L'esecuzione del gran-

Davide che suona


l'arca, la 3.^

danza avanti
l'acqua

dioso concetto riuscendo pregevolissima,


la composizione venendo giudicala ingegnosa e ragionevole, merit pure gli elo-

Mosche fa scaturire

dalla rupe. tiene la

gran quadro della volta conrappresentanza del simbolico sogIl

gi della Civilt catlolica,

getto, da cui

dipendono gli altri argomen-

Gagliardi

li

che in lode del svolse nel l.i. della 2.' serie

17
a

SCH
19. Pei' tutti
i

SCH
di
la

pi

narrali lavori essen-

sua imperiale soddisfazione


in oro.

gli

confer

non breve spazio di tenpolachiesa di s. Girolamo degli schiavoni, venne riaperta a' 8 dicembre 85a al culto de'fedeii, dandosi principio ad un solenne triduo in onore del santo titola-

do

slata chiusa per

cavalleresca decorazione della croce del

merito

SCHLESWIGo
liaggio di Goltorp, a

cutn. Citt vescovile di

SLESWIG,^/e5i'**. Danimarca, capo-

luogo del ducato del suo

nome e

dei ba-

re, conamplissima
te

indulgenzadel regnan-

3o leghe d'Ambur-

Pio IX. In ciascuno de' tre giorni disun'eloquente orazione


benedizione del
il

goe 5o da Copenaghen, fabbricala ad anfiteatro intorno alla parte occidentale del

se

p.

Domenico

StoichdiRagusi de'minori osservanti, colla

golfo di Schley o Schlez, fiume che mette


foce nel Baltico, ed navigabile
te l'aiuto del canale.

partita nel i.

Sagramento comgiorno da mg.r Ligi vicess.


I

Questa

citt

gerente, nel 2. dal cardinal Piccolomini,


nel 3. dal cardinal Barberini.

irregolarmente costrutta, di
aspetto e componesi di
stellodi

medianmolto gradevole
il

primi ve-

paiti: i.

ca-

speri e la messa furono pontificati dal car-

dinal delia

Genga Sermattei
non
s.

titolare della

chiesa, assistito

solo dall'insigne col-

Goltorp,alsud ovest, grande fabbricato formanteun lungo parallelogramma, ed accompagnalo da un giardino, da


e da un teatrino; 2. la citt Vecchia (Altstad), in mezzo; 3.''ilLollfiiss, che non consiste che d'una lunga via; ^ Fridrichsberg. Vi sono in Schleswig alcuni bellissimi edifizi, 5 chiese, tra le quali

legiale capitolo illirico di

Girolamo,
s.

ma

una cappella

da quello della basilica

di

Marco:
gli

pre-

sero parte alle sagre funzioni

alunni

del collegio germanico, e vi fu musica assai scelta

ed a cappella, facendo decorogli svizzeri

sa

guardia

del palazzo aposto-

lacattedrale antichissima, edifizio seni


I,

lico e gli artiglieri pontificii.

V'interven-

plicissimo col sepolcro di Federico

e nel

nero

il

conte Maurizio Esterhazy invia-

qualesi

ammira un bell'altare

tutto di leintaglia-

to straordinario e ministro plenipotenziario dell'imperatore d'Austria, mg."^ Silvestri

gno
to,

di quercia assai

vagamente

lavoro d'un artista di Schleswig per

decano

della rota, stando a


illirica di cui

capo della

congregazione

primicerio,

il

nomebriiggeman che fior jiel secoloXVl; monastero di monache di s. Johann, la


scuola latina e alcune altre, 3 ospedali,
l'orfanotrofio,

in rappresentanza del protettore di essa

cardinal Federico ScliAvarzenberg arcive-

una casa

di lavoro, l'istitu-

scovo

di

Praga.

secondi vesperi poi fuil

to de'sordo-muti, e lo stabilimento de'pazzi.

rono celebrali da mg."^ primicerio, ed


p. Stoich recit
il

Vi

si

trovano fabbriche
,

di maiolica, di

panegirico

immenso
il

calze, di baliste

ralllneria di
si

fu

il

concorso de'fedeii

al triduo e alla so-

altre ricche manifatture: vi


fiere l'anno.
Il

zuccaro e tengono 9

lennit. Agli II

marzo i853
gli

Papa
i

si

porto ha
abitanti

soli

piedi di
cir-

rec a visitare

la chiesa, e

ne

magnifici restauri,

ad ammiraraffreschi, nuo-

profondit, e
ca

gli

sommano a
citt

8000. Schleswig

stata

impe-

vi ornati e le sagre suppellettili di cui ri-

riale;

anseatica tre volle, cio confedera-

splende decorosamente. Dii per ultimo

che

il

regnante imperatoreFrancesco Giuil

seppe, avendo conosciuto tanto


artistico

merito

con altre per proleggere la navigazione contro pirati del Baltico, confederazione ch'ebbe principio nel secolo XII e
la
i

dimostralo dal Gagliardi nelle


il

nel seguente fu assai

suindicate pitture, quanto


to

disinteressa-

impegno

col

quale

si

prest al restauro

della chiesa, dirigendone

anche maestregli

si compose di 64 citt; indi commerciantee molto pi importante che ora non sia. Fu il castello diGotlorp la celebre eav venturosa culla di quel-

volmente

e senza alcun

compenso

or-

l'augusto

ramo della casa d'Holstein-Gotil

nati architettonici; per pubblico altestalo

lorp

che oggid occupa

poteotissimo

SCI!
Irono dell'impero di Russia (^.), intitolandosi l' imperatole duca di SchleswigHolslein ed'Oidenbuigo.
Il

SCH
Ileo di

171

Schleswig, ed

duchi ne seguiro-

no

gli errori. I

pochi cattolici del ducato

baliaggiodi
il

di Schleswig, quelli de'ducati d'Holsteia

Gottorp, GoUorpiuniy prese


t di

suo

nome
la cit-

dal castello di Gottorp che difende

Lauenburgo, e del granducato d'OldenburgOjSono amministrali dal/^C^nVz^


e di
to

Schleswig suo capoluogo, e che fu ramo de'duchi di Schleswig e d'Holstein,i quali da ci preresidenza del principal

^^osto/fCo(/^.) della

Germania

setten-

trionale oMissioni settentrionali,comeac-

Gottorp: ora sede del presidente del governo danese, imperocch il ducato fu dapprima abitalo dai sassoni,ederasotto ilgovernoparsero
il

nome

di Holstein

XXIX, p.ioa e altrove, ad OsNABRucH residenza del vicario aposlolico. In Frederikstadt vi una mis-
cennai nel voi.
e

sione pel ducato di Schleswig o Jullandia

meridionale, con chiesa, cimilerio separato,


si

ticolare di alcuni duchi; fu pi volte riu-

casa pel missionario, ed ultimamente


di

nito alla corona di


rei
1

Danimarca
il

(^.),

ma

386incorporatoalducatod'Holstein,

contavano pi tolici. II ducato

4oo comunicanti catSchleswig comprende

di

foru d'indi in poi

ducato diSchleswig-

Holslein, ed appartiene al re di
ca, sul

Danimarduca, do-

una parte della penisola danese, essendone la superfcie generalmente piatta, pe-.
r
la

quale regna col

titolo di

catena di colline separa


,

il

bacinodel

po essere stato eretto in ducato a'g ottobre i46o, ma alla Danimarca fu solo aggiunto il ducato nel 658. Nel 7 1 3 il
1
1

Word o mare Germanico da quello del Baltico. Ha fiumi oltre fEydere nume-
rosi laghi,

Produce cereali,

cavalli, bestie

re diDaniraarca Federico

V entr in posi

sesso di questo castello, che riun poscia


in perpetuit alla sua

cornute che formano una delle sue ricchezze, e si fa gran quantit di burro; le pecore danno una lana pregiata, facendosi una pesca attivissima specialmente nel

corona nel 72

i.

La

sede vescovile fu eretta nel 9^0, e falla sulfraganea della metropoli di Lunden

mare

del Nord,

Il

regno minerale offre

(^.), ed conosciuta come il ducato di Sch leswig anche col nome di v^M^/^^/^/jJ,

diverse produzioni.

La

principale piazza

commercianteFlensburg, ove sono gran


manifatture di
telerie e di merletti. Si e-

perch il ducato abbraccia lotta la parte meridionale della Jutlandia. NelioSo il


vescovato fu ingrandito collo smembra-

stende per una superfcie di

38o leghe
i

quadrate, contai
1

baliaggi regi,

cilt,

mento

di quello vasto d'

quale poi fu trasferito a

Oldenburgo, il Luhecca (/^.), di-

venendo dopo
anch'

la

pretesa riforma

ammi-

nistratori del vescovatoi duchi d'Holstein,


essi luterani. Quanto alla sede di Schleswig, Valdemaro suo vescovo fu in

5qo villaggi, ed una popolazione di circa 5oo,ooo abitanti, compresi quelli dell'isola di Femernealtre isole. La lingua alemanna vi comune colla danese, e dopo il 8o5 vi stata abolita la servit. Fra
I

baliaggi del ducato vi quello di Sonil

Roma
me

nel

1208 da Papa Innocenzo

III,

derburgo,

cui titolo lo porta


-

il

duca di

e divenne poi arcivescovo di Brema, conotai nel voi.

XXXV, p. 268.
(/^.),

Gli erin-

Sonderburg - Auguslenburg, e comprende l'isole d'Alsen e


Schleswig-Holstein

rori dei

Luterani
la

che fatalmente
di

d'Aeroe,

Il

suo capoluogo la citt di Sonquale


si-

fettarono

maggior parte

Germania,

derburgo

nell'isola d'Alsen, la

penetrarono pure nel ducato di Schleswigj che d'allora in poi professa il Proleslantisnio
(/^'.)

tuala sopra un piccolo braccio di

mare

luterano.

11

perch Cristiano

111 re di

Danimarca, crudele persecutore


soppresse
il

del cattolicismo, e gran fautore dell'eresia,

nel

5SQ

vescovalo catto-

chiamalo Sonderburgen Sud, che separa l'isola dal continente. Vi si rimarca un antico castello ed un buon porto. Per il ducarisiedeinAugustenburg, castello del ducalo diSchleswigecapoluogod'un di-

lya
Stretto nobile.
Il

SCII
castello fa edificato dal

SCH
paese migliore d'

duca Ernesto Guntero, nel luogo acquistato dal re Federico III. Questo principe il capo della i .* linea collaterale della dinastia d' Holstein - Gluckstadt Oldenburgo regnante in Danimarca. La 2.' linea si forma dal duca di SchleswigHolstein-Sonderburg Glucksburg. Queste a linee si chiamano Realja Ducale d'HoIstein Gottorpjl'antico ramo regna in Rus

Tra

le

Europa per tali razze. produzioni minerali vi l'ambra,


,

sole della

abbondante torba e saline che sono le Danimarca. La pesca, e principalmente quella delle aringhe, occupa di molto gli abitanti. L'industria concentrata in Altona con parecchie fabbriche, ed dopo Copenaghen la pi ragguardevole citt del regno danese; la quale sorgendo sull'Elba, ha il porlo eh' il solo
osservabile delTHolstein; per la naviga-

sia,diqueIlocadellon'capoil principedi

Wasa.

Il

granducad'Oldenburgodiscen-

zione del ducato assai estesa, e

si

esten-

dedalla stessa linea d'Holsteia-Schleswig,

de sino

ed ancora principe diLubecca e di Birkenfeld, facendo parte della dieta


nica. Nel

commercio interno favorito dal gran numero di rialle Indie orientali. Il

Germa-

viere e dal canale di Kiel.

Ha

circa

4^5

i853 per morte


gli

del

Augusto,
Pietro.

successo

il

figlio

granduca granduca

leghe di superficie, 1 8 baliaggi, contee ed


altri luoghi,

14

citt,

5o6

villaggi: Kiel

n' la capitale, Gluckstadt citt principa-

Il ducato d'Holstein, Holsatia^ di Germania^ forma una parte continentale del regno di Danimarca, e fa parte della Confederazione Germanica, per cui il re ha voto nella medesima come duca d' Holstein. Confina collo Schleswig, col principato Oldenburghese diLubecca, col duca todiLauenburgoe altri stati. L'Holstein attraversato da una catena di colline, che forma porzione della linea divisoria,

con porto e con forte cittadella eretta da Cristiano IV. La popolazione del dule

cato ascende a pi di
la

36o,ooo

abitanti,

maggior parte

luterani. L'Holstein fu

abitato anticamente dai sassoni edagl'inglesi

la culla de' primi.

o angli, dicendosi anzi d'essere stata Ad Inghilterra, narla loro

rando
ni,

invasione e quella de'sasso-

notai che

poli

gli angli erano antichi podell'Alemagna settentrionale nel Jut-

fra

bacini del

mare

del

Nord

e del Bal-

land, abitanti la parte del ducato di Sle-

tico.

La

parte orientale montuosa ed

swick, verso
conquista
il

il

Baltico; e che

dopo

tale

intersecata da numerosi laghi, e presenta


situazioni assai pittoresche
:

il

territorio

popolo misto da bretone o anglo-sassone pi tardi prese il nome d'inglese, quindi la regione Bretagna e Inghilterra.

occidentale al contrario piano, basso ed

esposto alle inondazioni del mare,dal qua*


le lo

Governato prima da un mar-

difendono le dighe, ma le quali favoriscono di molto la fertilit del suolo.


parte orientale inoltre coperta in
di foreste popolate di quercie

chese o comandante delle frontiere, conquistato e spopolato da Carlo

Magno,

fu

La

gran parte
e faggi
,

e fertilissima su qualche punto.


i

Tra

le

sue produzioni,
il

pomi

di terra, la

duchi di Sassonia, che lo conservarono trascuratamente sino al principio del secolo Xll; a quest'epoca lo infeudarono con titolo di contea
pi tardi soggetto
ai

canape e
scoli,

lino

sono

pi abbondanti.

nella casa di
si

Schauenburg, icui membri


,

Principale sua ricchezza sonoi pingui pa-

affrettaronoa ripopolarlo,trapiantando-

che nudriscono bestiame di eccellencornute sono numeromontoni ed i porci si allevano


:

vi

te razza; le bestie
se, cos
i

molte api

polli e oche.

Niente eguaglia

la bellezza de'cavalli,

che ha comuni collo


il

Schleswig, e

si

vuole che l'Holslein sia

fiamminghi, frisii, westfilici e che dopo averne goduto il possesso per lungo tempo, non senza inquietudini dalla parte de'redi Danimarca duchi di Schleswig, fu loroabbandonato in fine nel 1 4^9> "on riservanllosi che la signoria di Pinneberg

SCH
con pi di 40)Ooo abitanti. Neh 474 ai i4febbraio l'Holstein da semplice contea fu eretto in ducato a favore di Cristiano I re di Danimarca, della casa d'Oldenbur-

SCH
cato d'Holstein dato
il

173
alle case re-

nome

gnanti di Danimarca, di Prussia, e di Ol-

denburgo che
ca. Nel

nel 181

5 divenne granduReno, l'Holsteia


tedesche che

1806

all'epoca della formazione

go e nipote materno dell'ultimo conte di Holstein, al quale si aggiunse nel i658, altri dicono molto assai prima nel 1 386 o neh 52 3, il ducato di Schleswig, cio for-

delia Confederazione del

cess di far parte del corpo Germanico,

ed allora

le leggi e istituzioni

Danimarca e nel due ducati. Nel secolo XVI dopo la morte del re Federico II si formarono dell' Holstein due parti, una delle quali rimase al ramo maggiore della
se in queste epochealla

i658

essa riun

reggevano questo paese, fecero luogo alle leggi danesi. Nel 1 8 1 5 fu compreso nella Confederazione Germanica, in uno al ducato di Lauenburgo, che la Danimarca avea ricevuto per indennizzo della Norvegia ceduta alla Svezia {L^.). Per questa

casa realeo Linea Reale^ che la possedette sotto


il

porzione de'suoi
il

stati riunita all'Hol-

nome

d'Holslein-Gluckstadt^
al

slein,

e l'altra fu devoluta

ramo
il

cadetto di
il

questa casa, che

la

godette sotto

nome
due

' HolsteinGottorp o sotto

titolo di Li-

nea Ducale j l'uno e l'altro rami aveano voto e seduta


per
la

di questi

nelle diete di
1

Conha 3 voci nell'assemblea generale, ed una nell'assemblea ordinaria,somministrando il contingente di 36oo uomini. Il capoluogo del ducalo d' Holstein la citt di Riel,
re di
nella delta

Danimarca
il

federazione occupa

io. posto,

A lemagna,al collegio de'principi.Nel 64o


Ottone ultimo conte di Scliauenburg,il re di Danimarca e il du-

C7fj7o/?/m,capoluogo eziandio del baliaggio di


tal

morte

di

nome, situata sopra una lingua

di terra all'estremit d'un porlo profon-

ca d'Holslein-Gottorp ereditarono

la si-

gnoria di Pinneberg. Infine nel 1773 la corona di Danimarca acquist tutto il ducato d'HoIstein, cedendo la contea d'Ol-

denburgo e

di

Delmenhorst,

in

cambio

do formato dal Baltico, ed in cui viene il canale di Kielo d'Holstein, il quale congiunge l'Eyder a questa riviera '.questo canale che stabilisce una comunicazione tra il Baltico e il mare del
a sboccare

della parte ducale dell' Holstein ossia di

questo ducato. Federico Augusto vescovo luterano di Luhecca ottenne queste contee per esso e suoi discendenti maschi, per

Nord, fu incominciatonel 1777 e terminato nel 1784. Kiel assai ben fabbricata,
ed ha belle strade, una gran piazza di mercato,

un

bel castello o residenza antica

cessione dell'imperatore di Russia Pietro


111

de'duchi d'Holstein, 3 chiese, e altrettanti


ospedali, uno de'quali militare, orfanotrofio e ospizio
sil

suo cugino. Imperocch necessario


il

notare, che
fra
i

ducato d'Holstein

fu diviso

per

le partorienti.

L'universtudenti,

figli

di Cristiano 1 conte

d'Olden-

fondata nel 1 655conlava ultimamenprofessori e pi di

burgo, d'una delle pi antiche e illustri il quale edific la citt di Oldenburgo, ora capoluogo dei granducase d'Europa,

te

26

3oo

e rinchiude la biblioteca con

60,000 vo-

lumi. Possiede inoltre un osservatorio a-

omonimo, cio fu diviso fra Cristiano 111 capo del ramo reale di Danimarcato

stronomico, un gabinetto di storia naturale,

un giardino botanico ed un

teatro

capo di quello de'duchidi Holstein Gotlorp oSchleswigjchecon Pietro 111 montsul tronodi Russia. Da queduchi d'Holsto ultimo ramosortirono slein-Eulini, il cui principe maggiore fu
ca, ed Adolfo
i

anatomico.

Ha

diverse fabbriche, di ta-

bacco, cappelli ed altro; ha

un canliere

da costruzione, e
e

fa esportazioni di der-

rate e manifatture, col suo porto sicuro

comodo, essendovi
vi si tiene

il

commercio
fiera,

assai

riconosciuto re di Svezia nel


uje d'Alfonso Federico
li,

75 col noavendo il dui

attivo soprattutto in grazia del canale. Nel

gennaio

gran

con molto

174
sw'iged'Uoistein,
ca

SCH
eli

SCH
Schle*
cir-

concorso degli abitanti de'ducoti


i

denza, bench abbia avuto due mogli.

La

suoi

ascendendoa
il

questione intorno

ai

ducati dello Schles-

8000.

dinlorii della citt

sono deper

liziosi,

e sopra un'altura vi

castello di

sia,

wigHolsteiu, tra la Danimarca e la Prusincominci nel B46 dalla lettera pa1

delizia chegliabilauti fecero costruire

tente del redi

Danimarca Cristiano V IH,


diritti di

Ja regina di Danimarca, e da dove si gode amena veduta sul porto, sulla citt e sulla circostante campagna. Credono alcuni, che Kieleil castello sieno slati foadati da Adolfo IV, che poi fu monaco. Mediante strada ferrata, Riel stata congiunta ad Amburgo. I ducati di Schle-

concernente
lo

successione della
I

famiglia sua in questi ducati.

popoli del-

Schieswig-Holstein essendo di nazione


,

tedesca, tolto pretesto da queli' atto

il

quale dicevano contrario

ai diritti e alla
i

costituzione del paese, a'2

luglio

1846
all'as-

protestarono contro nell'assemblea degli


stati d'Holstein, e se

swig, d'Holstein e di Lauenburgo (di cui


parlai a Sassonia regno) posseduti dalla

ne riportarono
di

semblea della dieta

Francfort a'3 ago-

Danimarca, restano

nel settentrione della

sto, acci difendesse le loro ragioni,

come
poco

Germania

la

(^.):

la

religione

dominante
si

paese appartenente alla Confederazione

luterana,

come

nel reame, ove

tro-

Germanica. Questa
gna,
ti

dieta, divenuta

vano molti vescovati luterani, suddivisi


in molle prepositure. Nel congresso di

stante assemblea democratica d'


la

Alema-

quale come

democratici di tutallora all'indi-

Vienna
sero
i

fu stabilito, che

cattolici

godes-

gli altri paesi

agognava

privilegi dellealtrecomunioni,

ma

la religione cattolica difatto

tollerata.

Le

leggi del

non vi che 1764 prescrivono,


la

che

figli

de'matrimoni misti fossero eparte

ducati nella religione luterana, e


cattolica

dovrebbe nel sottoscri vere il con-

pendenza di loro nazione e di ricostituirla ad impero, port le istanze de'due ducati al re di Piussia, il quale sperando la corona del novelloimperogermanico promise ogni appoggio. Oper poi un intervento armato con forte esercito, riguar-

tratto prometterlo al protestante,


si

quando
han-

dando
il

la

questione

come causa

di nazio-

celebra

il

matrimonio.

tre ducati

nalit; erroie di fatto,

perch l'Eyder

no due soprintendenti pendono dal suddetto

ecclesiastici, e di-

confine della Germania, alla quale


lo

non

vicario apostolico

appartiene

Schleswig, ed

il

patto fon-

delle missioni settentrionali, amministra-

tore della chiesa d'Osnabruck,

come ne

dipendono
pochi

cattolici delle isole danesi. I

no

ducato d'Holstein socampagne. Se netrovano nel contado di Gluckstadt, ove sono diverse famiglie cattoliche; in Altona che ha chiesa con cimiterio separato,
cattolici del

sparsi in alcune citt e

damentale dell'unione fra i due ducati patto sepa"ato da quello che stringe i paesi tedeschi, ed in primo luogo riguarda g' interessi danesi, poi il diritto pubblico europeo. Mentre la pretensione di voler fare dello Schleswig un paese tede-

un

sco per essere legato all'Holstein, poteva


affacciarla eziandio lo

Schleswig e pre-

casa pel missionario e scuola, con pi di

tendere altrettanto. Frattanto nelle generali

4oo

cattolici atti alla comunione; in Kiel con chiesa fabbricata dalle limosine de'fedeli, e suo parroco, cimiterio separato,al-

sorse nel

commozioni politiche del 1848, inmarzo anche lo Schieswig-Holbandi