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Mef, assalto al tempio dellauto

Inaugurato dal ministro Gnudi, assente Montezemolo. E poi una marea di visitatori
di Davide Berti
Uninaugurazione alla modenese, nel senso pi provinciale del termine. Forse doveva essere cos, ma stando agli annunci dei mesi scorsi ci si aspettava qualcosa di pi. Presente il ministro a turismo e sport Piero Gnudi, lunico vip, se cos si pu dire, era Lapo Elkann. Ma soprattutto il forfait roboante di Luca Cordero di Montezemolo, annunciato da giorni, e la totale assenza dei vertici della Ferrari. Se a questo ci aggiungiamo che cerano pi Ferrari nel parcheggio delle autorit, quattro in tutto, che dentro al museo, appena due, si pu dire di avere assistito ad una inaugurazione in tono minore. La mattinata, in realt, corsa via velocemente, in anticipo anche sulla tabella di marcia. Merito della curiosit dei 1700 invitati - in realt ne sono arrivati poco meno di un migliaio - che si sono riversati al Mef con grande anticipo per un posto in prima fila. I tempi, in realt, come spesso accade in queste circostanze, li ha dettati lospite istituzionale pi alto in grado, il ministro Gnudi: arrivato poco prima delle 11, ha prima fatto un giro sotto al tetto di Ian Kaplicky, poi, dopo le foto di rito, cominciato il conto alla rovescia. Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione Casa Natale, ha fatto da padrone di casa, dando la parola alle istituzioni. Piero Ferrari ha dovuto mettere da parte lo scetticismo degli anni passati e ringraziare chi, da subito, aveva creduto nel progetto: lex sindaco Giuliano Barbolini, Giorgio Pighi e Mauro Tedeschini. Con una dimenticanza fondamentale: i primi tre milioni di euro che arrivarono a Modena per il progetto della Casa Natale Enzo Ferrari furono merito anche del senatore Ds Luciano Guerzoni e risalgono alla Legge Finanziaria 2003: vero che arrivarono in ritardo, con tempi decisamente statali, ma senza di quelli sarebbe

MUSEO FERRARI

GAZZETTA DI MODENA

SPECIALE

Il momento del taglio del nastro nel piazzale che unisce lOfficina, la Casa Natale e la struttura del Mef

La lunga coda che si creata fin dal primo pomeriggio allingresso del Mef

Lassenza di Montezemolo diventa un caso Lui si giustifica: Era il giorno di Piero


Lannuncio di Comune e Fondazione Museo parlava chiaro: tra i presenti Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari. Cos ieri quando Montezemolo non si visto la sua assenza divenuta notizia. Un tam tam che nel pomeriggio ha visto il presidente della Ferrari costretto ad un imbarazzato intervento per spiegare che fosse giusto che la Ferrari fosse rappresentata, in questa giornata particolare, dal vicepresidente Piero Ferrari. Lazienda di Maranello ha aggiunto di aver contribuito concedendo per lesposizione lunico esemplare della 125S del 1947, la prima vettura con il marchio del Cavallino . La vettura appartiene al Museo Ferrari di Maranello. Due precisazioni: Piero Ferrari ieri era presente nella veste di figlio di Enzo Ferrari e in questa veste ha parlato. Poi lazienda Ferrari non stata mai citata.
I visitatori allinterno del salone espositivo ammirano una delle auto depoca

Mille presenti alla cerimonia del taglio del nastro Omaggio a Lucio Dalla con le note di Nuvolari E dopo la benedizione del vescovo Lanfranchi la visita al complesso
Squinzi, candidato alla presidenza di Confindustria nelle vesti di patron della Mapei che del museo ha curato i rivestimenti, il sottosegretario al lavoro Maria Cecilia Guerra, i parlamentari modenesi di Pd e Pdl, il presidente della Regione Vasco Errani. Dopo la benedizione dellarcivescovo, Antonio Lanfranchi, e sulle note della canzone Nuvolari di Lucio Dalla, nonch dellInno dItalia, il Mef ha finalmente tagliato il nastro con met degli invitati gi impegnati al buffet. Chi ha sorriso, e ha continuato a farlo fino a notte fonda, lo shop: nel pomeriggio erano gi centinaia le magliette celebrative vendute.
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stato un problema. Basti pensare che, per pagare la promozione del museo, questanno la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha dovuto deliberare un finanziamento straordinario di 150mila euro. Se il palco - posizionato infelicemente nellunico scor-

cio dove Officina e Museo non hanno potuto fare da sfondo suggestivo alla cerimonia - era troppo piccolo per contenere tutti coloro che avrebbero voluto parlare, nel parterre si respirava unaria squisitamente modenese. Tra Confindustria, associazioni di

categoria, consigli comunali, mondo della cooperazione, si pu dire che ci fossero davvero tutti. Anche Silvia Mezzanotte e Nicoletta Mantovani per citare due presenze femminili amiche di Modena che non sempre si vedono alle inaugurazioni. Ma il colpo

non c stato. Non riuscito con uno sfuggente Lapo Elkann di bianco vestito, che ha lasciato il rosso alla moglie di Piero Ferrari e il giallo a curiosi giochi di colore nei quali alcune ragazze e signore si sono cimentate con successo. Tra i nomi anche Giorgio

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LA VEDOVA PAVAROTTI

Nicoletta viene alla cerimonia con Vernassa


Anche Nicoletta Mantovani tra gli ospiti presenti allinaugurazione del museo Casa Natale Enzo Ferrari. La vedova del tenorissimo Luciano Pavarotti, insieme al Drake simbolo universale della citt della Ghirlandina nel mondo, ha presenziato la cerimonia insieme al suo attuale compagno Filippo Vernassa. Con un cappotto rosso Ferrari, Nicoletta Mantovani ha visitato il nuovo museo. Ai cronisti ha espresso la sua ammirazione per lopera architettonica e per lidea stessa di un museo dedicato ai motori modenesi auspicando un incremento del turismo modenese. Tra le altre personalit del mondo dei motori presenti alla giornata di festa, il giornalista sportivo Andrea De Adamich e Antonio Ghini, direttore del Official Ferrari Magazine. Questultimo si lasciato andare ad un grande e caloroso abbraccio nei confronti di Lapo Elkann, nel momento in cui il rampollo Fiat ha visitato il museo. Per lo sport, il pallavolista Andrea Lucchetta.

Lapo Elkann con Piero Ferrari durante la cerimonia di inaugurazione del Museo Casa Natale Enzo Ferrari

Lapo superfashion: LItalia orgogliosa di questo marchio


Il rampollo degli Agnelli affronta una folla di fotografi parlando del mito del Drake e dellimportanza del brand
di Evaristo Sparvieri
Una scarpa con fibbia appena appena slacciata. Di bianco vestito, pullover viola a collo alto e occhiali moquettati a riporto. Al petto, un fazzoletto bianco. Fashion e ricercato. Lapo Elkann arriva allinaugurazione del Mef a piedi, intorno alle undici. Entra dal parcheggio sul retro, in via Soli, quello riservato alle autorit, quasi confuso tra le decine di modenesi in attesa sotto il sole, a caccia di foto e ricordi appena fuori dal recinto del museo. Nessuna traccia della sua famosa Ferrari mimetica color militare. In quanto a cromatismo, il rampollo di casa Agnelli ha ceduto al fascino del neonato museo modenese, omaggiando nel pullover e nel doppiopetto il viola amato da Enzo Ferrari e il candore bianco dellinterno del museo. Enzo Ferrari? un mito in tutti i sensi. Per lautomobile e per lItalia: ha fatto grande lItalia nel mondo e continuer a farlo sempre e per sempre, commenta incamminandosi verso lingresso. ancora sul retro, lontano dalle decine di fotografi e cronisti che lo stanno aspettando al varco. Alla domanda sul futuro
Lapo davanti alla teca dove sono esposti gli occhiali del Drake

Lapo mentre risponde piccato a un giornalista allinterno della sala espositiva, durante la visita al Mef

dellUrban Style, il centro di moda e divertimenti che dovrebbe sorgere nellarea ex Bugatti di Campogalliano, Elkann risponde cortesemente: Siamo qui per Ferrari, non siamo qui per parlare di Bugatti, grazie. Poi volta langolo e scatta il delirio. La ressa di fotografi,

che vogliono immortalare il dandy accanto a uno dei diciotto gioielli esposti. Le strette di mano disseminate a chiunque. Tutti vogliono una foto con Lapo; tutti un abbraccio. Compresi i bambini che, accompagnati dai genitori, mettono al bando qualunque timidezza. Lapo si

concede, ringrazia. Tuttoc, dice alla fine di ogni flash, mostrando il pollice alto per dire ok. La sua prima visita al Mef si risolve per quasi in un nulla di fatto. Si affaccia alla balconata, prova a scendere verso larea esposizioni, ma braccato dalla folla. Un televisione

straniera gli chiede qualcosa su Hakkinen. Lui risponde: I love the cars. la volta dei cronisti italiani, che lo accerchiano. Ferrari un pezzo di storia dellautomobilismo mondiale. Questo nome un marchio che inorgoglisce qualsiasi italiano. Cita anche il Drake: Il modello che preferisco? Il prossimo. Durante la cerimonia di inaugurazione, Lapo si tiene nelle retrovie. Ma intanto commenta il Mef con amici e conoscenti: Mi piaciuto il colpo docchio, che permette di vedere tutto il museo in un attimo. Mentre dal palco le autorit parlano, ne approfitta anche per fumare una sigaretta e per visitare la casa del Drake. Accarezza la 125s, la prima auto al mondo con il nome Ferrari, getta un occhio tra le pagine di storia, rimanendo incantato dal modellino dellaereo di Baracca, leroe della prima guerra mondiale al quale si deve il simbolo del Cavallino Rampante. Lontano dai riflettori, dopo il taglio del nastro, Lapo ritenta un giro in solitaria nel museo. Ma nuovi flash e nuovi fan lo fanno desistere per la seconda volta. Alla fine, dopo unoretta e mezza, va via. Nessuna Ferrari oggi: sale su una Lancia Thema e saluta la Ghirlandina.

LA cantante

Mezzanotte: Una splendida architettura


Dice di non essere una grande appassionata di motori. Ma ammette che allinaugurazione del Mef non poteva mancare. A portare la bandiera della musica modenese, ieri mattina nel museo Casa natale Enzo Ferrari cera Silvia Mezzanotte, voce e volto dei Matia Bazar: Mi piace lidea di esser presente ad un evento che porta leccellenza del nome di Ferrari nel mondo, afferma. Per la Mezzanotte, anche un giro tra i gioielli del Mef: Ho visto un museo meraviglioso, unarchitettura splendida e una grande partecipazione del mondo modenese: la cosa pi importante per lanciare il nome di Modena nel mondo, che gi rappresenta un territorio di eccellenza. Sarebbe molto bello se ora si organizzassero anche grandi manifestazioni musicali, come ad esempio in ricordo di Pavarotti.

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La leggenda del Drake incanta ospiti e vip


Politici, il rettore, i vertici della Fondazione e tanti personaggi dello sport Poi il taglio di una torta piccola piccola e la visita allesposizione delle auto

Santiago De Tomaso, figlio di Alejandro, e Marisa Teresa De Filippis, prima donna pilota in F1

Filippo Vernassa e Nicoletta Mantovani

Binomio di sicuro successo: auto e belle ragazze...

di Stefano Luppi
Mettiamola cos. Tutti ieri volevano esserci perch si celebrava il nome e il mito di Enzo Ferrari sotto il cofano giallo in alluminio. Poi per molti volti noti mancavano, a partire ad esempio dai vertici della Ferrari Spa. Dovera il presidente Montezemolo annunciato da giorni per il taglio del nastro? I vip certo non mancavano, ma forse qualche volto in pi gli organizzatori se lo attendevano. Soprattutto dopo aver spedito circa 1700 inviti. Tra i primi ad arrivare Andrea Lucchetta, ex campione di volley: Sono emozionato perch siamo davanti a un luogo che lega passato e futuro. I piloti della prima parte del 900, usando queste macchine, ci mettevano il cuore e vederle qui d vita a molti pensieri perch questa storia pi grande di noi ed aperta sul futuro. A passeggiare nel salone si incontravano il presidente degli architetti modenesi Claudio Gibertoni, il rettore Aldo Tomasi, il segretario del Pd Modena Davide Baruffi, il presidente della Fondazione Crmo Andrea Landi che salutava cordiale lex segretario generale dell'ente Concetta Pezzuoli (sul palco poco dopo sar rievocato anche lex presidente della Fondazione Gianfranco Baldini, scompar-

so). Cera anche un grande pilota del passato, il siciliano Nin Vaccarella: Lepoca del commendatore fu straordinaria, uno degli italiani pi grandi. Moltissimi i collezionisti presenti, a partire da Mario Righini che ha prestato al-

cuni pezzi esposti, limprenditore Romano Sghedoni fino a un sosia di Sergio Marchionne. Messi in mezzo alla festa anche i piccoli Giorgio e Giulio, nipotini del carrozziere Sergio Scaglietti a cui stato dedicato il centro didattico.

Ovviamente presente e felice Piero Ferrari (mai per nominato come vicepresidente della Ferrari) che diceva: Mi aspetto che il museo rappresenti la visione e passione di Enzo che poi sono diventate azienda e lavoro. Guardiamo

al futuro. Tra linno di Mameli e il Nuvolari di Lucio Dalla sparati dagli altoparlanti sono stati molti i politici intervenuti tra cui il governatore Vasco Errani, il presidente della Provincia Sabattini, gli assessori Sitta, Marino, Alperoli, Pini, Arlet-


LARCIVESCOVO LANFRANCHI piero ferrari e il museo IL MINISTRO DELLO SPORT

IL SINdACO ENTUSIASTA

La mia stola di colore bianco? In effetti cos Beh, allora vorr dire che la prossima volta ne indosser una rossa

Questo spazio rappresenta la visione e la passione che mio padre riusc a immettere nellazienda e nel lavoro. Ora guardiamo al futuro

Il Made in Italy lasciato da Ferrari la sintesi dei valori che dopo la guerra hanno trasformato lItalia in un Paese moderno

Qui si vede qualcosa di tipico di noi emiliani: unire una prepotente crescita individuale con una collettiva

Antonio Lanfranchi

Piero Ferrari

Il ministro Piero Gnudi

Il sindaco Giorgio Pighi

ti, il presidente dellAssemblea dellEmilia-Romagna, il modenese Matteo Richetti ( importante che il museo non resti solo un cerimoniale, ma diventi opportunit di crescita per i giovani). E poi il ministro delle sport Piero Gnudi al taglio del nastro con Errani: Ferrari ha lanciato il Made in Italy ed la sintesi dei valori che dopo la Seconda guerra mondiale ha trasformato lItalia. Il museo rappresenta lidentit di questa terra che ha lidea del bello e della cultura. Chiosa il sindaco Pighi: tipico dellemiliano coniugare una prepotente crescita individuale con una collettiva. Che dire infine della torta che Piero Gnudi e Pighi hanno tagliato a mezzogiorno? Crema gialla, of course, con scritta benagurante. Ma misurava appena 60 centimetri per 40. Chi cera per era entusiasta e si aggirava tra le auto come ci si aggira tra i capolavori di Raffaello e Leonardo al Louvre. Quello modenese pu a ben ragione essere considerato un grande museo d'arte, essendo proprio stata questa la scelta della Casa natale. Esaltare carrozzerie e motori sul piedistallo. Larcivescovo Antonio Lanfranchi che ha benedetto limpianto conclude con una battuta, riferita alla stola al collo: La prossima volta la metter rossa.

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Foto ricordo davanti a uno dei bolidi depoca esposti al Mef

Una delle regine dellesposizione, fra le pi fotografate: la Fiat 508 SMM

Tutti in coda per entrare con due ore di anticipo


Una folla imponente e tanta ammirazione per la struttura architettonica del Mef Ma per i visitatori la casa natale di Enzo Ferrari era aperta soltanto a met
di Stefano Luppi
A differenza di un gran premio di Formula Uno che parte a un orario prefissato, ieri il Mef ha aperto i battenti al pubblico in anticipo, vista la fiumana di visitatori che sin dalle 15 si accalcava lungo via Paolo Ferrari 85. Tanta gente cos un museo alla sua inaugurazione forse non l'ha mai vista. Era prevedibile, daltra parte la fama di Enzo Ferrari e la storia della Rossa di Maranello sono da decenni noti in ogni angolo del mondo ma vedere migliaia di appassionati in fila da met pomeriggio a notte fonda per visitare il nuovo Mef fa un certo effetto. La gente era cos tanta che i responsabili hano deciso di anticipare di una ventina di minuti l'apertura: 16. 40 invece che le 17 prefissate e dunque via, il tanto declamato tempio dell'automobilismo modenese eccolo qui. Tra i primi a entrare la signora Angela di Maranello e Luigi Allodi di Mirandola e i pareri sono gi discordanti. Angela: Sono venuta con le amiche perch abitando a Maranello mi interessa la Ferrari, ma il vero cuore della Rossa l perch l c' la pista e la fabbrica. Forse sono un po' prevenuta

Le gente in fila davanti al Mef. Nella foto centrale la lunga coda di visitatori che si era creata fin dalle 15

Non ci sono barriere architettoniche

Dopo la lunga attesa, si entra

anche se devo dire che il nuovo cofano giallo bellissimo. A favore Allodi: Mi interessa il museo all'interno dopo avere visto la struttura in tv, sono un appassionato di auto sportive e seguo tutti i gran premi dal video. Ieri, sabato 10 marzo, stata una data simbolo per il turismo modenese e ad accogliere il pubblico non si

visto nemmeno un esponente politico di Comune e Provincia, entrambi soci promotori del sito dove il Drake nacque nel 1898. Dopo settimane di discorsi sul nuovo simbolo moderno della Modena del domani e sul volano del turismo cittadino non c'era un assessore disponibile a stare una mezz'ora all'ingresso? La gente comunque non aveva

questo pensiero: troppa era la voglia di esserci e vedere il cofano giallo di Future System costato 16 milioni di euro (compreso il restauro della vecchai acasa a fianco). Tantissimi i giovani, a riprova che se gli racconti nella giusta maniera la storia di queste terre, le persone ascoltano. Noi seguiamo molto la F1 spiegano i giovanissimi Andrea Tisi, Gio-

vanni Genesini e Fabio Quattrini e volevamo conoscere episodi su un personaggio che con Pavarotti ha fatto la storia di Modena nel mondo. Proprio nella casa-museo si vedeva ieri la scelta pi controversa degli organizzatori: non tutto l'allestimento di Andrea Morgante con documenti e oggetti, era visibile. Anzi, il pubblico veniva fatto entrare dalla fine

del percorso e poteva vederlo solo a met, senza poter ammirare le penne stilografiche dall' inchiostro viola, le famose agende, i vari gagliardetti del Cavallino rampante e soprattutto la 125s del 1947, la prima a uscire dalla Scuderia Ferrari. Dunque, al momento di entrare, il pubblico vedeva subito il video dedicato a Luca Cordero di Montezemolo (fotografato

Un classico del turismo: la giapponese con la macchina fotografica. Nelle foto ai lati le visite allinterno della casa natale Enzo Ferrari, fra documenti e memorabilia del Drake

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I visitatori lungo lo scalone della galleria in attesa del proprio turno

Macchine fotografiche e smartphone ovunque: un visitatore riprende le auto

Ferrari doveva nascere anche allex Amcm

Tante famiglie per la giornata di visita gratuita al Museo Enzo Ferrari


Lex meccanico di Stanguellini in visita insieme al figlio: Do una mano nel museo di via Emilia Est. Una signora: mi interessa lestetica delle auto
Allingresso le forze dellordine si occupano della vigilanza

A dirigere il traffico dei visitatori c un esperto di Venezia: Gestiamo musei in ogni parte dItalia. E facciamo entrare cinquanta persone alla volta
vendiamo soprattutto prodotti interamente made in Modena. A dirigere il traffico di visitatori ieri la visita era veloce e guidata per permettere a molti di entrare c' anche oggi Cristiana Del Monaco della Prc Codess: Sono di Venezia e gestiamo musei in ogni parte d'Italia, facciamo entrare 50 alla volta cos tutti possono vedere la galleria.

con Ferrari, i piloti, Alboreto, l'ex collaboratore Gozzi, Gianni Agnelli. Una situazione un po' surreale se si pensa che l'attuale presidente della Rossa, pur annunciato in lungo e in largo, ieri non si presentato. Ma l'importante il pubblico, anche se ieri pochi indossavano felpe rosse o cappellini con il cavallino. Molto bella la parte delle auto spiega Pa-

squale Calabrese e mi ha colpito il fatto che le auto del passato sono molto simili a oggi. Valentino Manzini, ieri con il figlio Christian, ha lavorato molti anni come meccanico di Stanguellini: Oggi aiuto nel museo di via Emilia Est e qui vedo la barchetta del padre di Maria De Filippi. Punta sull' estetica la signoa Anna Mancin: L'architettura molto

bella, a me interessa l'estetica delle auto. Il tranviere Benito Leonelli conosceva Ferrari: Il mio tram si fermava davanti alla casa di piazza Garibaldi e lui nelle giornate s usciva a parlare con noi autisti. Le file ieri non erano solo all'ingresso, ma pure al bar e soprattutto allo store: Siamo presi d'assalto spiegano Antonella Gamberini e Marcello Caobelli perch

Tanti gli asiatici al Mef con la passione delle auto: il ragazzo in posa accanto alla Ferrari MM Barchetta Touring del 1948. A sinistra uno dei pi giovani visitatori accanto alla Maserati A6 del 1948. Fotoservizi: Diego Poluzzi, Luigi Esposito e Benito Benevento

devo dire che quella bella casona di una volta gi molto piacevole per i miei gusti, e non che sia bella perch bella, perch in realt non c'ha niente di bello, ma bella proprio perch sta l, e ci star da pi di cent' anni, e se devo esser sincero mi piacerebbe uguale anche se non ci fosse nato Ferrari, per il fatto che ci sia nato Ferrari a un certo punto a sta casa le ha salvato la pelle, e se il comune se l' comprata mi vien da dire: Che bella cosa che ha fatto. E per poi di fianco c' questa bella cosa nuova che sembra uno strano pezzo di schiena di drago cinese, con tutte le dentature, di quel grandioso giallo, oggi c'era un cielo azzurro azzurro da far spavento, col giallo che ci esplodeva dentro, mi veniva proprio da dire: Che bello. E dentro ho incontrato subito Evaristo Sparvieri (uno che conosco poco, ma che un grandissimo appassionato di Gadda) e quindi giro con lui che mi spiega tutto, e dentro, primo: mi ha fatto notare che da dentro la schiena del drago si vedeva la cupola del Tempio, ma benissimo, sembrava l a dieci metri; e secondo: a vedere quelle prime Alfa-Ferrari, non so come chiamarle, ci prendeva la commozione perch ci sembravano quasi quei vecchi trattori che vedevamo in montagna da piccoli, lui sui monti d'Abruzzo, e io su quelli dell'appennino bolognese (tra l'altro il serbatoio di una di queste archeo Ferrari sembrava quasi una botte legata dietro ai seggiolini). E poi avevamo fatto un giro tutto intorno, e quello che io poi vedevo come un pezzo di schiena di drago cinese che veniva fuori da un mare d'asfalto Evaristo mi aveva spiegato che era in realt un grande cofano anteriore giallo delle Ferrari anni cinquanta-sessanta. E comunque insomma, appena uscito dopo due ore che ero stato l, a angoscia dimenticata, contento, mi veniva da dire che comunque erano stati bravi a fare quest'angolo strano in una zona di Modena che forse anche abbastanza sfigata. Basterebbe poi radere al suolo tutti gli edifici per due o trecento metri, in modo che si veda meglio, e sarebbe perfetto. Soltanto che poi, verso le cinque, mi vedo con due miei amici e gli racconto che son stato a vedere il museo Ferrari, bello, bravi, eccetera eccetera, e loro mi dicono, saltan-

do nei discorsi di palo in frasca, che poi fanno il supermercato e il parcheggio alla ex-Amcm, e io l devo dirlo, mi cascano un po' i maroni, perch in quel posto c'era una casa che hanno gi tirato gi, e in quella casa non c' nato Ferrari quindi era una casa sfigata da tirare gi, invece a me piaceva, un bel luogo notturno in cui andare a fumarsi delle sigarette in pace, con qualche bella ragazza in piena notte. E poi c'erano tutti dei dipinti sui muri, mettiamo che uno di quelli che avevano fatto uno di quei dipinti diventi famoso come Picasso, il comune ha tirato gi un Picasso per farci un parcheggio a pagamento pi un supermercato? Che figura ? Una figura del c o. E se io per esempio fra trent'anni prendessi il Nobel per la letteratura e saltasse fuori che andavo a scoparci spesso, contro il muro, dietro l'angolo della casa che hanno tirato gi, con quella che sarebbe diventata mia moglie e mi avrebbe dato dei figli e che io avrei cantato in vari romanzi da premio Nobel? Altra figura del c o. Dunque, secondo me Ferrari non doveva nascere in una casa sola. Doveva nascere un po' di qua, un po' di l. Secondo me doveva nascere anche in vari edifici della ex-Amcm. Perch nato in una casa sola? Uno come Ferrari, se torna a nascere, io gli consiglio di nascere in almeno venti posti diversi. Ugo Cornia

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LASSALTO DEI MODENESI LA CERIMONIA E LA FESTA IN CITT
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Ogni piazza in centro un museo allaperto per i club delle Rosse


Negli angoli pi belli unesposizione dei modelli prestigiosi E piazza Grande diventa il luogo di raduno degli aficionados
di Evaristo Sparvieri
La notte rossa dei motori scatta gi nel tardo pomeriggio, quando il trenino giallo comincia la lunga spola di visitatori tra il centro e il Mef appena aperto al pubblico. Ma ieri tutta la citt era un grande museo a cielo aperto. Piazza Grande, piazza Matteotti, piazza Mazzini, largo san Giorgio. E ancora piazzetta delle Ova, piazzetta Torre, Via Farini. In ogni angolo della citt, un cimelio motoristico. Il cuore pulsante della festa piazza Grande, con una raduno di oltre cento esemplari del Cavallino rampante. l che si ritrovano alcuni tra i pi famosi club Ferrari della zona. Come la scuderia club Ferrari Casa Natale Enzo Ferrari, nata proprio in funzione del nuovo museo: La passione per la Ferrari nasce in tutti noi modenesi doc, racconta Sullivan Tamelli. Tra i bolidi esposti, anche alcuni modelli gialli, il colore dellormai cele-

Motociclette che passione: i modelli esposti in centro storico ieri sera

bre copertura in alluminio del Mef: Mi permetto di ricordare che il colore ufficiale della citt e della Ferrari proprio giallo afferma Tamelli - infatti il 18 febbraio, compleanno del Drake, eravamo qui presenti con cinque Ferrari gialle vicino alla Preda Ringadora. I modelli in piazza sono tantissimi. Li elenca Maurizio Venturoli, iscritto al club di ferraristi di Cento, uno dei pochi fortunati che di Ferrari ne ha possedute ben pi di una: A me la Ferrari

piace perch va forte dice adesso ho una 458, ma ho avuto anche una 430, una 360, una 348, una 308, una 320. Hanno un rombo inconfondibile. E proprio linconfondibile rombo risuona per le strade. Ogni volta che si mette in moto un bolide, si formano ali di folla tra i passanti, che scattano foto a destra e a manca. E tra le centinaia di Ferrari esposte, anche bellissime Fiat 124 Sport: rosse anchesse, rappresentano unaltra eccellenza motoristi-

ca tutta italiana. Ne illustra il fascino Albero Brancolini del Registro nazionale Fiat 124 sport: La linea di queste auto, progettate nel 55, ancora attualissima, spiega mentre mostra ai passanti incuriositi i modelli del 67,lAbarth del 73, la Pininfarina dell84. Accanto a lui, Arturo Vicario, storico responsabile della Stanguellini e curatore del museo: Si era sempre parlato di rendere omaggio ad Enzo Ferrari dice finalmente arrivato il gior-

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Foto di gruppo per alcuni appassionati della Ferrari a Modena per il Mef

La moto Ducati di Valentino Rossi ammiratissima in centro

Un lungo elenco di pezzi amati da collezionisti e appassionati: alcuni li riconoscono anche dal rombo per le strade Finalmente il giorno dellomaggio al Drake
no del suo museo. E mentre buskers e musicisti cominciano ad animare le strade di spettacoli a base di musica, lunica melodia che intendono ascoltare coloro che passeggiano sotto la Ghirlandina quella emessa da circa 20 Ducati del Doc Modena. Dalla 748 fino alla recentissima 1199 Panigale, provata recentemente ad Abu Dhabi dal pluricampione del mondo Tony Bayliss, che lha definita un vero missile. Quando sento un rombo Ducati racconta il ducatista Gianni Pellacani sento la musica della mia terra. Lo stesso avviene con la Ferrari. La protagonista, in piazza Torre, la Desmosedici MotoGP. Sul Numero 46 di Valentino Rossi, una pioggia di flash, con centinaia di giapponesi sbucati da chiss dove per approdare ieri anchessi sotto la Ghirlandina. E che il mito della velocit appassioni fin da bambini, lo dimostra il piccolo Filippo, seduto su una piccola Ferrari voluta dal Drake in persona in appena 30 esemplari, finita adesso nella collezione di Giorgio Gozzoli: Possiedo tutti i modelli di moto Maserati prodotte a Modena, afferma. E se via Farini una sfilata di auto rosse, piazza Roma domininata da fantastiche Cinquecento, messe a disposizione dal Fiat 500 club Italia. Perch per entrare nel mito sostiene il responsabile modenese del club Idris Morselli - la velocit non lunico ingrediente.

Anche i buskers protagonisti ieri in centro storico

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Il sindaco Giorgio Pighi e lassessore Daniele Sitta sfilano tra due ali di folla

Un giovanissimo aspirante pilota...

Una Ferrari in piazza Grande ammirata dai modenesi

Pighi e Sitta piloti. Non solo esposizioni, ma anche competizioni nel giorno del Mef. Sono appena le 20.30 quando in via Emilia scatta la simulazione della partenza di un gran premio, una delle mille iniziative realizzate per linaugurazione del museo Casa natale Enzo Ferrari. Un Gp reso possibile grazie alla collaborazione del Circolo della Biella: decine le auto di grande pregio in gara, veri e propri gioielli motoristici che rappresentano la storia dell'automobilismo sportivo. Vetture che si sono fatte ammirare in un tragitto che li ha portati al dritti al Mef. E a bordo dei gioielli, volti noti della citt, come lassessore al centro storico Daniele Sitta, che dopo aver sperimentato il brivido della velocit nella pista di Marzaglia ha voluto nuovamente provarne lebbrezza ieri, salendo insieme al sindaco Pighi a bordo

Pighi e Sitta come piloti in un Gp


Alla guida di una Stanguellini depoca hanno aperto il corteo con simulazione di partenza in via Emilia

Cappellino giallo per il sindaco e chioma al vento per lassessore che aveva gi provato il brivido della velocit sulla pista di Marzaglia
della Stanguellini che ha aperto il corteo. Sitta alla guida, Pighi accanto, con tanto di cappellino giallo. La partenza proprio sotto la

Ghirlandina. Un lungo percorso che ha attraversato viale Vittorio Veneto, corso Canalgrande, fino ad arrivare in via Paolo Ferrari, in quel Mef che aspira a diventare un nuovo simbolo della citt, al pari delle torre civica. Tantissima la gente accalcata per la strada, che ha acclamato i piloti in questo ennesimo omaggio al Drake. Alle 20, il museo era ancora pieno allinverosimile. Auto storiche, ma anche due stupende Maserati Trofeo. E poi le mitiche Alfa e soprattutto le Rosse di Maranello. E se nellautodromo di Modena dalle 23.30 il programma

di eventi prevedeva anche performances in notturna per tutti gli appassionati di motori, con alcuni giri di pista illuminata per loccasione e brindisi analcolico tra i presenti, il mondo delle corse ieri si tinto anche di podismo, con la gara non competitiva Sullonda gialla. Anche in questo caso, le strade prescelte sono quelle del centro, con gli atleti che, attraversando le vie principali dellonda gialla, si sono diretti al Museo Casa Enzo Ferrari, vero centro nevralgico di una giornata dedicata allo sport, alla cultura dei motori e alla velocit. (e.s.)

Piazza Grande color rosso Ferrari